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	<title>Voglio vivere come se&#8230;</title>
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		<title>mi viene a cercare</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2014 23:31:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#8217; da tanto che non passo di qui. Però è notte, e sono lontano, e mi sento un po&#8217; solo, e allora giro sulla rete come non capitava da un po&#8217;&#8230; e gira e rigira, è la musica che mi viene a cercare, un link dopo l&#8217;altro, e arrivo qui. Quando attacca quella linea di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; da tanto che non passo di qui.</p>
<p>Però è notte, e sono lontano, e mi sento un po&#8217; solo, e allora giro sulla rete come non capitava da un po&#8217;&#8230; e gira e rigira, è la musica che mi viene a cercare, un link dopo l&#8217;altro, e arrivo qui.</p>
<iframe class="youtube-player" width="1600" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/zbwpGUMGAC4?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe>
<p>Quando attacca quella linea di basso, se hai le casse appena appena in grazia di dio, lo senti quel rimbalzo che ti muove qualcosa. E&#8217; come una cascata, viene fuori di tutto.</p>
<p>Notti a mixare dischi dub con suoni prodotti da tastiere giocattolo o quasi, notti infinite a parlare di tutto, chilometri in macchina con la radio, notti a pensare, a mettere in fila dischi e discorsi, provare e riprovare, e poi vai nel posto e aspetti mangiato dall&#8217;ansia e dall&#8217;agitazione, prima, che quasi non riesci a respirare, e poi tocca a te e quando tutto va bene poi vedi tutta la gente che salta e grida e lo sai che è la musica tua che la fa stare così, e arriva un&#8217;onda forte di energia che è la cosa più fantastica che si possa provare, e se non l&#8217;avete provata non lo sapete per davvero.</p>
<p>E tutto il tempo, e le facce, e le cose e le persone che sono cambiate o scomparse per sempre.</p>
<p>E quanta strada, e che bello sarebbe raccontarla tutta.<br />
Quanto importante, quanto se lo merita.</p>
<p>Questa musica che ancora di notte mi viene a cercare come in sogno, e il mio cuore rallenta i suoi battiti&#8230;</p>
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		<title>26&#215;1. la sera prima.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2014 21:36:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[fascismi]]></category>
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		<category><![CDATA[italia vista dalla luna]]></category>
		<category><![CDATA[25 aprile]]></category>
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					<description><![CDATA[Com&#8217;era, la sera prima del 25 aprile? Quello vero, intendo. Con pezzi di Italia, grandi come province o regioni o città o quartieri, che già avevano fatto le loro pulizie di stagione, buttando fuori gli sgherri assassini e i servi della più grande nefandezza che abbiamo consegnato alla storia, noialtri abitanti di questo paese che facciamo sempre scuola. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Com&#8217;era, la sera prima del 25 aprile?<br />
Quello vero, intendo.</p>
<p><img class="alignnone" src="https://i0.wp.com/www.lastoriasiamonoi.rai.it/materiali/777.jpg" alt="" width="600" height="340" /></p>
<p>Con pezzi di Italia, grandi come province o regioni o città o quartieri, che già avevano fatto le loro pulizie di stagione, buttando fuori gli sgherri assassini e i servi della più grande nefandezza che abbiamo consegnato alla storia, noialtri abitanti di questo paese che facciamo sempre scuola.</p>
<p>Con i gruppi armati partigiani nascosti, o forse già in viaggio, a piedi o chissà come, per arrivare in città e dire che adesso basta, via tutti e facciamola finita &#8211; quelli che poi il 25, o anche il 26, sarebbero morti negli ultimi scontri a fuoco, o ammazzati dagli ultimi fanatici in camicia nera, mentre il loro capo invincibile e valoroso aveva mollato le trattative negli uffici del vescovo e già stava provando a scappare in Svizzera travestito da soldatino.</p>
<p>Quelli che sarebbero morti giorni dopo, uccisi dai carnefici nazisti in ritirata, come il <em>black partisan</em> Giorgio Marincola, con <a href="http://www.razzapartigiana.it" target="_blank">la sua storia tagliente come un&#8217;ascia da guerra, dissotterrata dai Wu Ming</a> sempre siano lodati. E quelli che avrebbero fatto fuoco, come Pietro, e non stiamo tanto a fare gli schizzinosi che non è il caso.</p>
<p>(Eravamo non più di cinquanta, al suo funerale a Como, quando ero una persona migliore di adesso e ci mettevo la faccia.)</p>
<p>Cosa pensavano stanotte, tutti quelli che avevano letto o sentito <a href="http://www.70resistenza.it/img/127.jpg" target="_blank">il messaggio del telegramma, Aldo dice 26&#215;1</a>, ossia entro l&#8217;una di notte del 26 aprile insurrezione nazionale e cacciata dei fascisti? Avranno dormito, a 24 ore scarse dalla fine di un incubo durato vent&#8217;anni, un tot di guerre coloniali, una guerra mondiale, un&#8217;abbraccio mortale coi nazisti, le leggi razziali, le deportazioni e i rastrellamenti?</p>
<p>Com&#8217;era il tempo? Se guardavano su, avevano stelle sopra le loro teste? Avevano persone care ad aspettarli, genitori, amanti?<span id="more-974"></span><br />
Di sicuro li avevano. Tutti quelli che a questa notte non sono riusciti ad arrivarci, nelle loro lettere di condannati a morte hanno salutato o abbracciato qualcuno.</p>
<p>Quelli che poi hanno dovuto scappare e non tornare più, o nascondersi per anni. O mangiarsi il fegato ogni mattina leggendo sui giornali quello che stava succedendo. Quanto ci hanno ripensato, quelli lì, a questa notte? Come avranno fatto a rimettersi a fare una vita normale, far finta di niente, star zitti?</p>
<p>A questa gente smisurata, all&#8217;ombra che proiettano fin qua fino a oggi, a tutti quelli che stanotte, quella volta, sono restati svegli a pensare e a sognare come sarebbe andata, bisogna che alzi il bicchiere.</p>
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		<title>Expo 2015 e #noexpo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2013 10:03:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ieri alla Villa Reale di Monza, ossia praticamente sotto casa, si sono riuniti il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio dei ministri, il presidente (o governatore, così è contento) della Regione Lombardia e uno stuolo di altri politici, insieme ad alti ufficiali di polizia &#8211; carabinieri &#8211; guardia di finanza, e pure qualche alto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://comese.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/2207863-villa_reale.jpg"><img class=" wp-image" id="i-949" alt="Immagine" src="https://comese.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/2207863-villa_reale.jpg?w=520&#038;h=290" width="520" height="290" srcset="https://comese.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/2207863-villa_reale.jpg?w=520 520w, https://comese.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/2207863-villa_reale.jpg?w=150 150w, https://comese.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/2207863-villa_reale.jpg?w=300 300w, https://comese.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/2207863-villa_reale.jpg 680w" sizes="(max-width: 520px) 100vw, 520px" /></a></p>
<p>Ieri alla Villa Reale di Monza, ossia praticamente sotto casa, si sono riuniti il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio dei ministri, il presidente (o governatore, così è contento) della Regione Lombardia e uno stuolo di altri politici, insieme ad alti ufficiali di polizia &#8211; carabinieri &#8211; guardia di finanza, e pure qualche alto prelato, per l&#8217;ennesimo grande &#8220;evento&#8221; legato a Expo 2015. Il tutto ha portato la solita militarizzazione della città, coi soliti blocchi del traffico, ingorghi eccetera, e nessun coinvolgimento delle persone che in questa città abitano, in quel che stava succedendo: insomma a guardarla con una prospettiva da film in costume, i nobili hanno fatto il loro gran ballo nella villa del re, e il popolaccio è stato tenuto ben fuori dai cancelli. Del resto, come diceva qualcuno in piazza, l&#8217;ultima volta che un capo di stato italiano è venuto da queste parti, l&#8217;hanno portato via a piedi in avanti e bucherellato di pallottole&#8230; quindi in questura erano tutti molto preoccupati <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>A parte gli scherzi, fatemi dire come la penso a riguardo.</p>
<p><span id="more-877"></span>Credo che le Expo siano roba del 1800, infatti il loro lascito più famoso è la torre Eiffel; nel tempo della rete e del mondo globalizzato e interconnesso, non credo serva assolutamente a niente dichiarare che una certa città sarà il posto da visitare in un certo momento per avere il polso di quel che sta succedendo nel pianeta. Ma detto questo, non sono pregiudizialmente contrario a questi eventi, se si riesce ad usare i soldi per fare (anche) qualcosa di utile, nonostante sia chiaro a tutti quali sono gli interessi e gli appetiti che queste cose richiamano.</p>
<p>Sono capitato a Lisbona un anno prima dell&#8217;Expo 98, e ho visto un parco in costruzione, tante nuove linee di trasporti pubblici, un nuovo gigantesco acquario (il tema erano gli oceani), e la città vecchia e il porto ricostruiti. Nel 2006 sono passato per Saragozza (mentre attraversavo tutta la Spagna per andare a prendere un aereo&#8230; va beh lasciamo perdere) e sono arrivato nella nuova stazione ferroviaria, costruita per Expo 2008, già funzionante e quasi completamente terminata. Insomma ho visto anche Expo recenti lasciare qualcosa ai loro territori &#8211; anche se poi magari sono state ugualmente contestate, in questi loro territori, e io non lo so, eh.</p>
<p>Onestamente però a Milano adesso io vedo la solita insopportabile situazione &#8220;all&#8217;italiana&#8221;.</p>
<p>Ossia: abbiamo preso un impegno internazionale serio; sono passati sei anni e non è stato fatto <strong>niente </strong>se non distribuire poltrone (e stipendi connessi&#8230;) ai soliti politici trombati e amici-degli-amici; i cantieri che dovrebbero costruire i padiglioni sono fermi (e mancano circa 600 giorni all&#8217;inaugurazione&#8230;); gli unici miglioramenti alla vita quotidiana dei territori che sopporteranno l&#8217;impatto dell&#8217;evento (ossia servizi, trasporti ecc. che poi possano rimanere) sono finora l&#8217;allungamento della metro 1 fino a Rho, già ampiamente previsto, e le fermate della metro 5, che collegano Milano con&#8230; un incrocio di viale Fulvio Testi, fermandosi ben distanti, ad esempio, da quella stessa Villa Reale di Monza dove si è svolto l&#8217;evento di ieri. Adesso qualcuno ha guardato il calendario, si è finalmente svegliato e si è reso conto che rischiamo la ennesima figura di merda planetaria, e che stavolta sarebbe grossa davvero e non ce la possiamo più permettere: e quindi vai col grande evento anni 50, dove tutti parlano a spron battuto di grande occasione per lo sviluppo e l&#8217;occupazione, rilancio della nazione ed esagerazioni del genere.</p>
<p>Qual è l&#8217;argomento dell&#8217;Expo 2015? Lo sanno in pochi, e di certo nessuno dei politici di primissimo piano intervenuti ieri lo ha citato nemmeno lontanamente. Non se lo ricordavano?  <strong>Nutrire il pianeta</strong>: a due anni dall&#8217;evento, non vedo interventi, servizi, progetti per fare anche solo un passo verso una maggiore promozione, un supporto, un sostegno a cose come produzioni a chilometro zero, agricoltura sostenibile, lotta agli OGM eccetera eccetera. O meglio, sono tutte cose che ci sono e stanno crescendo: ma lo fanno venendo ignorate da Expo 2015, non grazie a lei. Questa è la cosa che trovo più incredibile, in questa vicenda da operetta italiana. I politicanti del gran ballo di corte vedono solo un mondo fatto di capannoni e palazzoni, e nemmeno su un evento che parla esplicitamente di tutt&#8217;altro riescono a farsi venire un&#8217;idea (anche solo un pochettino&#8230;) diversa.</p>
<p>Il presidente della Regione Lombardia dichiara che Expo 2015 dovrà essere &#8220;mafia free&#8221;: sono già numerosi i casi di imprese appaltanti escluse dalla magistratura perchè scoperte in collusione con le mafie, ma le richieste di gente come Riccardo Luna, di rendere tutto assolutamente trasparente tramite un <a href="http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2012/03/16/expo_2015_open_expo_riccardo_luna_milano.html">approccio open-data</a>, sono state lasciate cadere nel vuoto tanto che già l&#8217;anno scorso <a href="http://www.ilpost.it/2013/05/06/il-fallimento-di-openexpo">Luna ha comunicato la sua volontà di lasciare il ruolo di responsabile del Tavolo innovazione dell&#8217;organizzazione di Expo</a>. Poi non ho capito se l&#8217;abbia fatto o no, onestamente. Intanto più il tempo stringe, più le mafie si fregano le mani: arriveremo ad un punto in cui saremo così tanto in ritardo, da dover lavorare in deroga a tutto il derogabile, e questo è il loro sogno &#8211; anzi a pensar male, uno direbbe che è il loro piano, e sta avendo un incredibile successo.</p>
<p><span style="font-style:normal;line-height:23px;">Il progetto delle costruzioni a Rho è cambiato diverse volte, in questo momento </span><a style="font-style:normal;line-height:23px;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Expo_2015">leggo su wikipedia</a><span style="font-style:normal;line-height:23px;"> che la versione ufficiale prevede la costruzione di tre padiglioni, e che poi due saranno smantellati. Resto interdetto, costruire per smantellare è un modo pazzesco di buttare soldi che si potrebbero usare meglio&#8230; anche solo facendo come a Torino, dove il villaggio olimpico delle Olimpiadi invernali è diventato poi un insieme di case da affittare o vendere senza costruirne di nuove. Non si poteva pensare a una cosa simile?</span></p>
<p>La città di Milano, che ufficialmente ha ottenuto la nomina ad ospitare l&#8217;Expo 2015, non era presente ieri all&#8217;evento in Villa Reale: ossia Pisapia non ha parlato. Mi sembra un silenzio pesantissimo. In compenso dal capo dello Stato in giù, tutti stanno mettendo le mani su e in Expo 2015, e l&#8217;unica cosa che Pisapia chiede a tutti da due anni, ossia allentare il patto di stabilità e permettere alla città di Milano di spendere soldi come vorrebbe e potrebbe su questa vicende, non ha nessuno spazio in questo dibattito. Poi su quali sarebbero gli interventi che Milano vuol fare o dovrebbe fare, ferve un altro dibattito, ma visto che non ci sono i soldi, è accademia &#8211; quindi lasciamo perdere.</p>
<p>Diciamo che dopo i giochetti di Formigoni su chi dovesse veramente comandare nella gestione di Expo, Pisapia è rimasto con un pugno di mosche in mano e ora sembra si stia cominciando a posizionare in modo da poter poi eventualmente defilarsi se il  temibile e possibile fiasco di tutta l&#8217;operazione dovesse avverarsi. Pazzesco, per il sindaco della città che ospita l&#8217;evento&#8230;</p>
<p>In tutto questo, è stato divertente ieri nella giornata NoExpo a Monza, giocare a guardie e ladri in bicicletta per un pomeriggio, vedere come sempre la stampa locale raccontare una sua versione <em>marziana</em> di quello che è successo, ritrovare un sacco di pratiche e di parole che sento vicine, oltre a risentire i soliti prediconi che non riescono a dire quel che pensano, sbagliano parole d&#8217;ordine, riescono sempre a non essere chiari. Va beh, peccato: anche su questo, ho fatto la tara.</p>
<p>Ma mi resta una domanda pesantissima: come si fa a correre così allegramente verso l&#8217;ennesima figura di merda planetaria <em>all&#8217;italiana</em>, senza almeno farsi due domande su quel che sta succedendo, e invece star lì a guardare il ballo di corte e ripetersi in loop che <em>va tutto bene madama la marchesa</em>?</p>
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		<title>Vincenzina a sant&#8217;Ambrogio</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Apr 2013 08:14:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ieri ero a sant&#8217;Ambrogio, visite culturali a pasquetta coi parenti in una città piena di storia e di storie che si è dimenticata di avere. Nella cripta, davanti allo scheletro coi paramenti dorati di Ambrogio (e insieme a lui, di Gervaso e Protasio) si accalcava una piccola folla. Un padre circa-quarantenne diceva ai figli che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ero a sant&#8217;Ambrogio, visite culturali a pasquetta coi parenti in una città piena di storia e di storie che si è dimenticata di avere.</p>
<p>Nella cripta, davanti allo scheletro coi paramenti dorati di Ambrogio (e insieme a lui, di Gervaso e Protasio) si accalcava una piccola folla. Un padre circa-quarantenne diceva ai figli che quello era il corpo del cardinale Schuster (l&#8217;avrà letto su internet&#8230;?), un po&#8217; di vecchiette immancabili dicevano il rosario, e una signora in disparte si guardava intorno un po&#8217; interdetta &#8211; e ad un certo punto si è presa ancora un po&#8217; di coraggio ed è andata dritta dalla mia fidanzata a chiederle una cosa.</p>
<p>Con l&#8217;incancellabile accento pugliese dell&#8217; immigrazione anni 60, un cappottino un po&#8217; malmesso e gli occhi vispi, la signora cercava la camera ardente di Enzo Jannacci, nella cripta di sant&#8217;Ambrogio dove c&#8217;è lo scheletro coi paramenti dorati.</p>
<p>Prima di convincerla, abbiamo dovuto ripeterglielo due o tre volte, che i funerali, sì, sarebbero stati in quella chiesa, ma il giorno dopo &#8211; e che la camera ardente era al teatro Dal Verme. La sua reazione, sempre la stessa, con incrollabile convinzione, è stata: &#8220;ma l&#8217;ha detto la televisione&#8221;.</p>
<p><span id="more-867"></span>E adesso son qui a pensare a questa vincenzina, o come si chiamava, arrivata a Milano chissà da dove e chissà quando &#8211; a quali palazzoni o corti avrà abitato, davanti a quali fabbriche ormai demolite avrà aspettato qualcuno per così tanti giorni della sua vita, e quanto le avranno scaricato in testa, dall&#8217;ordinario razzismo dei milanesi <em>col coeur in man</em> a decenni di lavaggio del cervello per farle ripetere &#8220;l&#8217;ha detto la televisione&#8221;con quel tono, come una verità assoluta&#8230;</p>
<p>Un mondo che non c&#8217;è più, ti dicono&#8230; però è ancora qui tutto intorno a noi, quel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Romanzo_popolare" target="_blank">romanzo popolare</a> (e non criminale, niente affatto&#8230;) fatto di parlate strascinate, di accenti pesanti, di bocciofile e balere e <em>trani</em> &#8211; quel mondo di serie B come il Milan di quegli anni, con la fatica e la dignità e il coraggio di milioni di persone venduti, dimenticati, cancellati.<br />
Un mondo che parla, che vota, che non capisce, che si ricorda e ci ricorda, se vogliamo stare ad ascoltarlo, di cosa è successo alla vita e alle relazioni tra le persone in questo posto e in questo tempo.</p>
<p>Con questo pensiero amaro, mi toccherà ricordare Enzo Jannacci.<br />
E poi con le parole della signora pugliese:<br />
&#8220;Va beh, intanto sono venuta qua e ho visto sant&#8217;Ambrogio &#8211; non l&#8217;avevo mai visto&#8221;.</p>
<p>Il santo patrono no, ma il cantante Enzo che raccontava la storia di vincenzina, quello era in giro a cercarlo per l&#8217;ultimo saluto.</p>
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		<title>sempre in sala Maddalena.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Feb 2013 15:24:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#8217; il 28 marzo del 1994, siamo in sala Maddalena a Monza. C&#8217;è un incontro con Gabriele Salvatores che ha appena vinto il premio Oscar, e si parla dei suoi film. Organizza il gruppo dei Giovani Progressisti e il presentatore si chiama Pippo Civati, esperto e appassionato di cinema. Al comitato elettorale di Michele Bertola, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration:underline;">E&#8217;</span> il 28 marzo del 1994, siamo in sala Maddalena a Monza. C&#8217;è un incontro con Gabriele Salvatores che ha appena vinto il premio Oscar, e si parla dei suoi film. Organizza il gruppo dei Giovani Progressisti e il presentatore si chiama Pippo Civati, esperto e appassionato di cinema. Al comitato elettorale di Michele Bertola, candidato della Rete per l&#8217;alleanza dei Progressisti, ci sono gli altri che hanno il compito di venirci ad aggiornare sui risultati, perchè in contemporanea c&#8217;è lo spoglio. Ad un certo punto mentre si parla di Turnè, entra Adolfo con i pollici in giù e una faccia da funerale. Salvatores si ferma, si gira e dice, no aspetta cosa vuol dire quel gesto. L&#8217;incontro diventa un&#8217;assemblea fiume sulla vittoria di Berlusconi e di Forza Italia. Torno a casa a notte fonda e trovo mio padre davanti al televideo, con i risultati elettorali. Dopo una campagna elettorale passata per l&#8217;ennesima volta ad attacchinare e volantinare, sta disegnando su un foglio, in silenzio. E&#8217; quello che faceva prima di fare politica, è quello che è ritornato a fare, da quella sera. Con il collettivo dell&#8217;università facciamo una rivista che si chiama Sandokan, per provare a capire cosa succede. Chiedo una mano ai miei per comprare la casa, perchè anche se ho un contratto a tempo indeterminato e ho lasciato l&#8217;università da un po&#8217;, non ce la potrei mai fare con gli anticipi, nemmeno insieme alla mia compagna che vive con me nella casetta di cortile che era di mia nonna. Poi salgo sul pullman dei sindacati, alla sera tardi con altri compagni, e andiamo, studenti e metalmeccanici insieme, a Roma alla prima manifestazione di un milione di persone contro la riforma delle pensioni. E vado alla manifestazione per la ri-occupazione del Leoncavallo, dove mi presentano la ragazza che poi diventerà mia moglie, e più tardi mi sparano lacrimogeni da un elicottero nei giardini di via Palestro. Pippo Civati diventa segretario dei DS e vince le elezioni comunali a Monza, Salvatores smette di fare film politici e si dà ai libri, Albertini sfila in mutande dopo che è stato eletto sindaco di Milano. Vittorio Arrigoni lascia commenti sul mio blog quando scrivo sulla morte di Oriana Fallaci. Vittorio Arrigoni viene ucciso dai fondamentalisti islamici a Gaza. Vittorio Arrigoni è l&#8217;unico occidentale testimone del massacro di civili inermi ad opera dell&#8217;esercito israeliano, chiamato Piombo Fuso. Vado a vivere da solo. Vado a convivere. Compro il mio primo abbonamento adsl. Compro un modem a 56k per connettermi gratis a Tiscali. O a Libero. O a Virgilio. Per le strade di Genova i carabinieri sparano e uccidono Carlo Giuliani. Per le strade di Milano i fascisti accoltellano Dax. E parlano, e aprono sedi, riprendono spazio e considerazione. Bertinotti fa cadere il primo governo Prodi. Mastella fa cadere il secondo governo Prodi. O forse c&#8217;entrava D&#8217;alema? D&#8217;alema c&#8217;entra sempre. Nanni Moretti davanti a D&#8217;alema che parla in tv gli dice, dì qualcosa di sinistra. Nanni Moretti davanti a D&#8217;alema in piazza a Roma gli dice, con questi dirigenti non vinceremo mai. Di Pietro diventa parlamentare. Il partito di Di Pietro svanisce tra gli scandali, le clientele e il nepotismo. Rifondazione Comunista si fonde con altri due o tre partiti comunisti. Anzi no. Anzi sì. Poi perde le elezioni ogni volta. Muore Fabrizio De Andrè, e non ha mai smesso di mancarmi da allora. Due o tre aerei americani tagliano per sbaglio i cavi di una funivia sul Cermis, in Trentino, perchè stavano volando troppo basso, muore della gente ma non è colpa di nessuno. Due o tre aerei americani vengono dirottati contro obiettivi civili (e contro il Pentagono, forse) e fanno migliaia di morti l&#8217;11 settembre del 2001. A luglio tutti vanno a Genova e io sono a letto con l&#8217;ernia del disco e le lacrime agli occhi. Poi sono al telefono a mandare sms per dare suggerimenti su dove scappare e dove no, mentre ascolto la diretta su radio popolare. C&#8217;è Bush padre. Poi c&#8217;è Clinton e Monica Lewinsky. E poi c&#8217;è Bush figlio. E Obama. E Ruby. Poi c&#8217;è la Moratti, la moschea di Sucate, Pisapia che vince le elezioni. Poi c&#8217;è Calderoli che fa una legge elettorale nuova e lui per primo la chiama, una porcata. Poi c&#8217;è Calderoli che fa pisciare dei maiali su terreni dove si parlava di costruire una moschea, per contaminarli e renderli immondi per gli islamici. Poi arrivano gli albanesi con delle navi che fanno acqua da tutte le parti, e poi dalla Libia gli africani che muoiono in mare come le mosche, ma il ministro dell&#8217;Interno Maroni non intende muovere un dito se non per ricacciarli indietro a cannonate. Vari esponenti della Lega Nord si presentano con torce accese e danno fuoco al campo rom di Opera, fuori Milano. Vari esponenti della Lega Nord scrivono sul loro giornale che Berlusconi è un mafioso piduista. Vari esponenti della Lega Nord si alleano col partito di Berlusconi ad ogni elezione, dal comune bergamasco più sperduto al Parlamento di Roma ladrona, dove vanno a fare i ministri e i sottosegretari. Poi telefono a mia madre per chiederle di aiutarmi a organizzare il matrimonio, e poi vado in turnè in Sicilia a mettere i dischi con il mio soundsystem, e la notte di san Lorenzo sulla spiaggia di Modica suoniamo fino alla mattina dopo quando arrivano i primi bagnanti con le salviette e le creme solari. Qualcuno occupa il Boccaccio a Monza, ci andiamo a suonare tutte le volte che si può. Vado a mangiare una pizza con il mio amico dell&#8217;asilo Ale e Massimo Banzi e parliamo di come ha inventato Arduino. Con Guido installo linux su un vecchissimo IBM thinkpad dopo l&#8217;hackmeeting del 99 al Bulk. Guido va a vivere in Germania. Davide va a vivere in Germania, anche lui. In Egitto il regime di Mubarak viene rovesciato e la piazza a costo di centinaia di vite tiene testa alla polizia. Nicola va a vivere in Egitto, lavora all&#8217;ambasciata al Cairo. Nicola viene eletto in consiglio comunale a Monza con il Movimento 5 stelle. Pippo Civati viene eletto consigliere regionale del PD. Pippo Civati con Renzi si inventa la definizione di rottamatori. Pippo Civati molla Renzi e i rottamatori. Berlusconi rivince le elezioni promettendo che cancellerà l&#8217;ICI. Berlusconi resuscita dalla tomba promettendo che cancellerà l&#8217;IMU. Berlusconi è indagato per mafia, per prostituzione minorile, per qualsiasi cosa, ma mia zia lo vota perchè è un bravo imprenditore, e comunque i comunisti mai. Apple inventa l&#8217;iPod. Apple inventa l&#8217;iPhone. Apple inventa l&#8217;iPad. Muore Steve Jobs e morendo inventa il mito di Apple. Compro il mio primo cellulare gsm usato, un Motorola StarTac. Compro il mio primo Nokia. Il mio secondo Nokia. Il mio terzo Nokia che si collega a internet. Compro il mio smartphone Android. Compro una casa, e insieme mi danno un debito che dura vent&#8217;anni. Telefono a mia mamma per dirle che le doglie sono ravvicinate, quindi si va in ospedale. All&#8217;una e undici di notte nasce mio figlio. Alle tre di notte ogni giovedi sera smonto la console e vado via da serate trionfali di musica al Dada Pub nel piazzale della raffineria. La raffineria è chiusa e da depositi che dovevano essere vuoti esce una perdita di petrolio gigantesca che inquina il Po fino in Veneto. Il Dada Pub è chiuso ed è uno spettro fatiscente pieno di intonaco crollato e fantasmi di Natali passati. Vado per la prima volta a proporre di fare una serata reggae il giovedi sera al Dada Pub. Scrivo progetti che ricevono finanziamenti europei per attività transnazionali che durano anni. Mi porto in giro decine di ragazzi per mezza Europa, e porto gente da mezza Europa qua in giro. Imparo l&#8217;html. Installo Mambo per la prima volta. Installo Joomla per la prima volta. Installo WordPress per la prima volta. Mi faccio il mio primo sito su Geocities. Installo l&#8217;emulatore di Apple II sul mio Mac. Con un portatile Pc-compatibile che ha il modem incorporato mi connetto ai BBS di Milano alla velocità incredibile di 1200 baud. Esce Windows 95. Esce OsX 10.8. Esce Windows 8. Esce Windows 2000. C&#8217;è il millennium bug. La sera di capodanno del nuovo millennio sono a Napoli in mezzo alle esplosioni, il giorno dopo i giornali dicono che è andata bene, solo un morto. La sera che si dimette Berlusconi brindo con mia moglie con una bottiglia speciale. La sera che vince Prodi sto fino a tardissimo attaccato alla radio perchè fino all&#8217;ultimo non si capisce se ce la fa davvero. Comunque dura poco. E stasera mentre faccio addormentare mio figlio, penso che ho quarant&#8217;anni e non ne posso più di rimbalzare in questo flipper, Paolo ci ricorda su twitter quella sera del 28 marzo in sala Maddalena e io penso che cazzo siamo ancora lì, siamo tutti ancora lì dentro, mi sento l&#8217;angoscia, non ne usciremo mai più, anche se le nostre vite sono andate avanti, se il tempo è passato, se il mondo intorno a noi è cambiato noi siamo prigionieri per sempre di una bolla nel tempo, come nel telefilm Ai confini della realtà, non ne usciremo mai più, aiuto, venitemi a salvare, mi manca l&#8217;aria.</p>
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		<title>Will You join us?</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jan 2013 23:55:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[There is no justice in following unjust laws. It’s time to come into the light and, in the grand tradition of civil disobedience, declare our opposition to this private theft of public culture. We need to take information, wherever it is stored, make our copies and share them with the world. We need to take [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" alt="from rememberaaronsw.com - pic by Jacob Appelbaum" src="https://i0.wp.com/24.media.tumblr.com/4605d244eb69f5a427474932e43092bb/tumblr_mgjgbnGz3Q1s3npego1_1280.jpg" width="538" height="358" /></p>
<p><span id="more-861"></span><em>There is no justice in following unjust laws.<br />
It’s time to come into the light and, in the grand tradition of civil disobedience, declare our opposition to this private theft of public culture.</em></p>
<p><em>We need to take information, wherever it is stored, make our copies and share them with the world. We need to take stuff that’s out of copyright and add it to the archive. We need to buy secret databases and put them on the Web. We need to download scientific journals and upload them to file sharing networks. We need to fight for Guerilla Open Access.</em></p>
<p><em>With enough of us, around the world, we’ll not just send a strong message opposing the privatization of knowledge — we’ll make it a thing of the past. </em></p>
<p><em>Will you join us?</em></p>
<p><em>(Aaron Swartz) </em></p>
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		<title>Instant karma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Nov 2012 11:57:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono in libreria, mio figlio è dai nonni. Mi perdo a sfogliare libri dei barbapapà, mentre in sottofondo c&#8217;è I&#8217;m on fire del Boss. E tutto si incastra alla perfezione, anche se non so come. Tanto che mi viene voglia di dirlo al mondo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono in libreria, mio figlio è dai nonni.</p>
<p>Mi perdo a sfogliare libri dei barbapapà, mentre in sottofondo c&#8217;è <em>I&#8217;m on fire</em> del Boss.</p>
<p>E tutto si incastra alla perfezione, anche se non so come. Tanto che mi viene voglia di dirlo al mondo.</p>
<p><span id="more-850"></span><iframe class="youtube-player" width="1600" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/lrpXArn3hII?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
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		<title>Bengasi e la Libia [due film e uno spettacolo teatrale].</title>
		<link>https://comese.wordpress.com/2012/09/15/bengasi-e-la-libia-due-film-e-uno-spettacolo-teatrale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Sep 2012 09:01:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono anni che penso che vorrei andare a visitare la Libia. In quei deserti ci sono di sicuro resti di presenze romane ancora poco conosciute e studiate, e poi ricordi fin troppo freschi di altre presenze: dei primi bombardamenti aerei della storia umana (ah, l&#8217;aviazione italiana, come era avanti nel 1911&#8230; ), del nostro colonialismo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono anni che penso che vorrei andare a visitare la Libia.<br />
In quei deserti ci sono di sicuro resti di presenze romane ancora poco conosciute e studiate, e poi ricordi fin troppo freschi di altre presenze: dei primi bombardamenti aerei della storia umana (ah, l&#8217;aviazione italiana, come era avanti nel 1911&#8230; ), del nostro colonialismo negato e dimenticato, della tragica stagione fascista dell&#8217;impero.</p>
<p>Come nella canzone dei Police, la sincronicità ci porta <em>many miles away</em> e poi allo stesso tempo ci ributta sulla porta di casa, ad Affile (Roma), dove alcuni ragazzi sono stati denunciati per aver scritto <a href="http://4.bp.blogspot.com/-a4fDu3BZ54M/UFHacnJnuMI/AAAAAAAAD0Y/YjbIcZ43_Ug/s400/scritte+graziani.jpg" target="_blank">sacrosante verità e condivisibilissime dichiarazioni</a> sul (bruttissimo) <a href="http://www.wumingfoundation.com/images/mausoleo_affile.jpg" target="_blank">mausoleo</a> a Rodolfo Graziani che il solito sindaco fascista ha costruito con centotrentamila euro &#8211; ovviamente denaro pubblico: a questi la <em>spending review</em> non gliela fa nessuno.</p>
<p>Graziani, ricordiamolo che non fa mai male, oltre ad essere stato il ministro della guerra nella repubblica di Salò, con tutto quello che questo comporta in termini di collaborazione con i nazisti, repressione dei partigiani e tutto il resto, prima aveva avuto una &#8220;luminosa&#8221; carriera come generale nelle guerre coloniali, in Libia e in Etiopia, sperimentando campi di concentramento, uso di gas, fucilazioni in massa di civili, e insomma  aumentando il già cospicuo contributo italiano alla parte peggiore della storia umana. E oltretutto cavandosela con pochi mesi di prigione, (Ah, Togliatti, quell&#8217;amnistia è stata proprio una cazzata gigantesca&#8230;) diventando uno degli ispiratori del MSI e morendo felice e beato nel suo letto nel 1955.</p>
<p>Di questa gentaglia non parla quasi più nessuno, la scuola &#8211; figuriamoci &#8211; ha altro a cui pensare, dovendo occuparsi approfonditamente del ruolo della provvidenza nelle opere di Alessandro Manzoni (e delle rivendicazioni sindacali di un corpo docente in gran parte da spazzare via senza pietà&#8230;). Lo fanno ancora una volta i WuMing (appena ho i soldi, una <a href="https://www.paypal.com/it/cgi-bin/webscr?cmd=_flow&amp;SESSION=QEatQdxTliaRnCPniOJi1LlIb7OrZQS0zTgok88T48BL2N_OrlSkByzhUYq&amp;dispatch=50a222a57771920b6a3d7b606239e4d529b525e0b7e69bf0224adecfb0124e9b61f737ba21b08198d4932d04262264a819949b2795cb1d7d" target="_blank">donazione paypal</a> gliela faccio adavvero&#8230;) andando a scavare nella nostra cattiva memoria con il romanzo <a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=8758" target="_blank">Timira</a>, che ho appena finito di leggere, e con <a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=9360" target="_blank">ampio approfondimento sul criminale di guerra Graziani</a> (e sul suo leggendario portar sfiga a chiunque gli stesse vicino&#8230;) .</p>
<p>Infine, lo fanno diffondendo (in qualche caso, ri-diffondendo) i link a documenti che difficilmente si troverebbero in altro modo:</p>
<p><span id="more-845"></span></p>
<p>Il film <a href="http://www.youtube.com/watch?v=2wxPbvtLFhQ&amp;feature=youtu.be" target="_blank">IL LEONE DEL DESERTO</a> del 1981, sulla resistenza libica &#8211; con cast hollywoodiano, mai diffuso in Italia [edit: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_leone_del_deserto#Censura_in_Italia">per un decreto di censura del 1982 di Raffele Costa sottosegretario agli Esteri di Andreotti, che dichiarò che il film &#8220;danneggia l&#8217;onore dell&#8217;esercito&#8221;</a>&#8230;) dalla sua realizzazione fino a tempi recentissimi, è la storia di Omar al-Mukthar, capo della resistenza libica contro gli italiani comandati da Graziani (al-Mukhtar è quello che <a href="http://www.termometropolitico.it/17740_monti-e-il-protagonismo-internazionale-dellitalia-mercati-permettendo.html/gheddafi-berlusconi" target="_blank">Gheddafi aveva appiccicato alla giacchetta</a> nella sua ultima visita all&#8217;amicone Berlusconi&#8230;) ;</p>
<p>il film <a href="http://www.youtube.com/watch?v=tnZUMMxfJQ4&amp;feature=youtu.be" target="_blank">BENGASI</a> del 1942, sulla perdita e riconquista della città da parte degli italiani (e dei tedeschi) contro gli inglesi &#8211; un documento incredibile di propaganda militare/coloniale dell&#8217;ultimo fascismo ;</p>
<p>lo spettacolo teatrale <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Hy2qDcUyuKQ&amp;feature=relmfu" target="_blank">MAI MORTI</a> di Renato Sarti, interpretato da Bebo Storti &#8211; diviso su youTube in 7 parti (mentre scrivo la parte 6 non è più visibile&#8230;) che racconta all&#8217;indietro la storia d&#8217;itaglia da piazza Fontana alle &#8220;imprese&#8221; coloniali di Graziani &amp; c. con tutto il contorno di depistaggi fascisti, &#8220;grandi giornalisti&#8221; conniventi, e via scavando nella merda.</p>
<p><em>(ehm, poi c&#8217;è chi si domanda come è possibile che ancora oggi vengano assalite le ambasciate, eccetera).</em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<dc:creator><![CDATA[michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Sep 2012 12:18:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ieri ho girato un tweet di Obama, puntando in particolare il buon Pippo Civati, che lo ha subito fatto circolare coi suoi potenti mezzi. Era una cosa semplice, c&#8217;era l&#8217;immagine qui sopra, accompagnata da una riga che diceva: &#8220;rigira il messaggio se anche tu sostieni questo piano per farci andare avanti&#8220;. [NB: &#8220;avanti&#8221; &#8211; forward &#8211; è la parola [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Forward - da ciwati.it" src="https://i0.wp.com/www.ciwati.it/wp-content/uploads/2012/09/A2ENjGYCQAA5T00.jpg-large.jpeg" alt="" width="560" height="560" /></p>
<p><span id="more-841"></span>Ieri ho girato un tweet di Obama, puntando in particolare il buon Pippo Civati, che lo <a href="http://www.ciwati.it/2012/09/06/ma-una-cosa-cosi-e-troppo-difficile-da-fare/">ha subito fatto circolare</a> coi suoi potenti mezzi. Era una cosa semplice, c&#8217;era l&#8217;immagine qui sopra, accompagnata da una riga che diceva:</p>
<p><strong>&#8220;rigira il messaggio se anche tu sostieni questo piano per farci andare <em>avanti</em>&#8220;.</strong></p>
<p>[NB: &#8220;<em>avanti</em>&#8221; &#8211; <em>forward</em> &#8211; è la parola chiave di questa campagna elettorale di Obama. Che a me, per riflesso condizionato, ricorda la testata giornalistica più antica della sinistra italiana, finita in disgrazia e plagiata da un Lavitola qualsiasi, e anche questo vorrà dire qualcosa&#8230; &#8211; e in ogni caso, una campagna elettorale con una parola chiave così devo ancora vederla, in itaglia. E spero di riuscirci, anche. ]</p>
<p>Visto da qua sembra insieme una cosa banale e scontata, e una cosa da marziani.<br />
E&#8217; così che siamo messi: le cose banali e scontate, qui sono cose da marziani.<br />
Ma dove vogliamo andare.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>&#8230;ancora, sempre Genova.</title>
		<link>https://comese.wordpress.com/2012/07/18/ancora-sempre-genova/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2012 07:40:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tra poco arriva un altro anniversario. Passato quello a cifra tonda, dell&#8217;anno scorso, questo poteva passare inosservato: e invece no, ci si sono messe le sentenze definitive, a illuminarlo a giorno come un incidente stradale. Con il morto insanguinato sempre lì, sull&#8217;asfalto col suo passamontagna e il rotolo di scotch infilato nel braccio. Con le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="da GIAP www.wumingfoundation.com/giap" src="https://i0.wp.com/www.wumingfoundation.com/giap/wp-content/uploads/2012/07/finoaquandolamarea.jpg" alt="" width="500" height="500" /></p>
<p>Tra poco arriva un altro anniversario.</p>
<p><span id="more-835"></span>Passato quello a cifra tonda, dell&#8217;anno scorso, questo poteva passare inosservato: e invece no, ci si sono messe le sentenze definitive, a illuminarlo a giorno come un incidente stradale. Con il morto insanguinato sempre lì, sull&#8217;asfalto col suo passamontagna e il rotolo di scotch infilato nel braccio. Con le sirene, il fumo, i lacrimogeni, le urla, i calci in faccia con gli anfibi, i manganelli tonfa sulle ginocchia e sulle costole. E una marea di gente, perchè quei giorni erano <a href="https://comese.wordpress.com/2011/07/19/lo-spartiacque/">lo spartiacque</a> e  c&#8217;erano tutti.</p>
<p>Non parlerò delle sentenze-farsa con cui (quasi) tutti i vertici della polizia italiana per l&#8217;ignobile vicenda della scuola Diaz sono stati condannati a&#8230; cambiare lavoro, e niente di più. Davvero pensavate che potesse andare diversamente? Queste condanne sono già tanto, anche se non valgono niente.</p>
<p>Invece voglio parlare di chi è finito a fare il capro espiatorio di tutto quello che è successo in quei giorni. E non per cavillare sulla requisitoria, o sull&#8217;ideologia nefasta che la impregna. O sulla sproporzione oscena delle pene comminate dai tribunali di questo paese, che in questi giorni è più che mai sotto gli occhi di tutti, tra chi ha spaccato vetrine e chi ha spaccato braccia e teste, per non parlare poi di chi (altrove) ha picchiato fino ad uccidere, come nel caso di Aldrovandi.</p>
<p>Io voglio parlare di vite delle persone.<br />
Di chi dopo Genova è andato avanti, a cercare di raddrizzare il mondo e anche a vivere.<br />
Chi ha messo su famiglia, ha fatto dei figli.<br />
Eccoci qua, siamo noi.</p>
<p>Chi adesso di colpo viene teletrasportato ancora indietro, ancora a quei giorni assurdi di undici anni fa, senza più niente intorno, senza più nessuno nelle strade. Sembra il finale di <em>Gli invisibili</em>, sembra la canzone che gli AK47 ci hanno tirato fuori parlando di un&#8217;altra sepolta viva, Silvia Baraldini. O invece no, le strade sono ancora piene, <em>piene di una rabbia che ogni giorno urla più forte</em>. Perchè l&#8217;assurdità di quei giorni il suo segno l&#8217;ha lasciato.</p>
<p>E adesso c&#8217;è chi deve rimanere prigioniero di quella assurdità, per altri quattordici anni. Lì fermo come Han Solo nella grafite, mentre la sua bambina che è nata nel frattempo, cresce, impara a camminare, a parlare, a leggere, a scrivere, a disegnare, a sognare, ad andare in bicicletta, ad ascoltare certa musica invece di altra, ad innamorarsi, ad arrabbiarsi, a (non) digerire le ingiustizie, a ingoiare i rospi  &#8211; e suo padre è in prigione, ancora, sempre.</p>
<p>Se fossi io, potrei sopportarlo?<br />
Perchè potevo essere io, eh. Poteva essere un sacco di noi.</p>
<p>A me manca l&#8217;aria, a pensarci.<br />
E mi viene un groppo in gola, istantaneo, e le lacrime agli occhi.</p>
<p>Perchè certo, non lasciamoli soli, la solidarietà, e tutto il resto.<br />
Ma 14 anni sono tanti, e dopo un po&#8217; c&#8217;è altro da fare, e le cose sbiadiscono, e la gente resta in galera da sola.<br />
Come quelli che sono ancora dentro dagli anni 70.  E non se li ricorda nessuno. Come la canzone degli AK47. In galera da soli, con i figli fuori condannati a crescere senza genitori, che ti vedono una volta ogni tanto alla visita, un pegno da pagare, un marchio di infamia da sopportare &#8211; o da portare in giro, se ci riusciranno, con fierezza &#8211; ma pesantissimo.</p>
<p>Adesso scrivete tutti che sono brutti e cattivi, e certo, sono <em>i</em>  <em>blackblock</em> che tutti cercavano. E poi hanno rotto le vetrine e non si fa. Quindi ecco, condanniamoli a essere sepolti vivi. Così imparano. E passeranno degli anni, prima di avere nuove canzoni e mobilitazioni per tirarli fuori, temo. Anni e anni, in cui ogni luglio sarà ancora, sempre il momento di Genova. E noi saremo qui, impotenti, a girarci delle parole tra le mani.</p>
<p><em>(Ps: l&#8217;immagine all&#8217;inizio è un manifesto che riprende le <a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=9039">ultime righe di un post di WuMing4</a> sull&#8217;argomento, che ha suscitato un ricchissimo dibattito &#8211; che ovviamente <a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=9052">potete leggere</a> sul loro blog Giap).</em></p>
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