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    <category domain="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=85822"><![CDATA[Curzio Maltese]]></category>
    
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    <category domain="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=90543"><![CDATA[Signori della corte I]]></category>
    
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    <category domain="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=176837"><![CDATA[Commento del giorno]]></category>
    
    

    
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      <title><![CDATA[Dialogo di condominio ]]></title>
      <description>&lt;div&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;img style="width: 450px; height: 480px;" alt="Vignetta di Bertolotti e De Pirro" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/52530/Inchiodano_web.jpg" longdesc="Vignetta di Bertolotti e De Pirro" vspace="1" align="bottom"&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;em&gt;Il Fatto Quotidiano, 21 novembre 2009&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Se Dio (anzi Silvio) vuole, riparte il “&lt;strong&gt;dialogo sulle riforme&lt;/strong&gt;”. Il pizzino di &lt;strong&gt;Schifani&lt;/strong&gt; ha sortito gli effetti sperati, Fini s’è messo paura e Bersani ancor di più: se si vota subito, sono spacciati entrambi. Bastava vedere il berlusconiano Quagliariello, la finiana Perina e la bersaniana Bindi l’altra sera ad &lt;strong&gt;Annozero&lt;/strong&gt;: tre zuccherini. La finocchiariana Finocchiaro ha sentito profumo d’inciucio e, da esperta del ramo, ci si è fiondata: ha proposto un’“&lt;strong&gt;agenda delle priorità condivise&lt;/strong&gt;” (il dizionario inciucesco non è mai stato così ricco di modulazioni). &lt;br&gt;&lt;br&gt;Indimenticabile la scena di due primavere fa, quando il noto senatore di Corleone fu candidato alla presidenza del Senato e il Pd, non trovando uno statista del suo calibro da contrapporgli, si astenne sul suo nome (mentre Di Pietro votava Borrelli) e lo applaudì appena eletto. La &lt;strong&gt;Finocchiaro&lt;/strong&gt;, ritenendo riduttivo un banale applauso, lo baciò con trasporto. Poi un giornalista andò da Fazio e ricordò che Schifani era stato socio di due tipetti poi condannati per mafia. Prim’ancora che Berlusconi avesse il tempo di difendere Schifani, provvidero per lui la Finocchiaro, Violante e D’Avanzo (oltre al solito poveraccio con le mèches che, frequentando pregiudicati e latitanti, si scandalizza se un giornalista frequenta magistrati perbene). &lt;br&gt;&lt;br&gt;Ora, &lt;a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&amp;amp;id_blogdoc=2384496&amp;amp;yy=2009&amp;amp;mm=11&amp;amp;dd=20&amp;amp;title=storia_di_un_palazzo_abitato_d" target="_blank"&gt;grazie a Marco Lillo&lt;/a&gt;, si scopre che il presidente del Senato con cui fissare l’agenda delle priorità condivise non solo assisteva come avvocato alcuni fra i più noti &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;mafiosi&lt;/span&gt; di Sicilia (questo si sapeva, ma non è mica un problema,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt; &lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;no?). Ma si adoperò pure per “sanare” un famigerato immobile di Palermo eretto abusivamente da un costruttore mafioso con metodi mafiosi per ospitare mafiosi e rampolli di mafiosi: la figlia di Bontate, i killer latitanti Bagarella e Brusca, il medico mafioso Aragona. Chissà &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;le assemblee di condominio&lt;/span&gt;, che spettacolo. L’amministratore, Frank Tre Dita (impossibilitato per ovvi motivi a votare su delega per più di due assenti), dava il via alla discussione dando la parola al signor Ciccio. Il quale però veniva subito interrotto da Bagarella che, senza fiatare, poggiava delicatamente il kalashnikov sul tavolo. Al che il signor Ciccio preferiva fingersi afono, a beneficio del signor Leoluca. Questi proferiva la parola “minchia”. Poi si passava alle varie ed eventuali in un clima di perfetto dialogo, sia pure muto. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Un giorno Brusca e Bagarella litigarono perché non era opportuno trascorrere entrambi la latitanza nello stesso palazzo: l’inconveniente fu risolto con un’agenda delle priorità condivise, latitando un giorno per uno. Ogni tanto fra i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bontate&lt;/span&gt;, i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bagarella&lt;/span&gt; e i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Brusca&lt;/span&gt; scoppiava una lite per le cantine: la donna delle pulizie dimenticava sempre qualche ossicino di bambino sciolto nell’acido o nella calce viva. Una volta il fuochista addetto al riscaldamento confuse i bidoni dell’acido con quelli del cherosene, danneggiando l’impianto centralizzato. Ma alla fine le delibere erano sempre all’unanimità: i condòmini non votavano per millesimi, ma secondo i rispettivi ergastoli. E, da regolamento, solo chi ne aveva&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt; &lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;almeno due poteva interloquire. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Qualcuno ricorda quando un nuovo inquilino, il signor Gigi, ignaro di tutto, lamentò certi rumori sospetti provenienti da casa Brusca, tipo urla disperate di esseri umani. Brusca replicò con una frase smozzicata e incomprensibile. Nella successiva assemblea la vedova del signor Gigi, ancora in gramaglie per il recente lutto, raccontò che il marito era finito inavvertitamente in un pilone di cemento armato del garage, e comunque quei rumori sospetti se li era sognati. Notizia accolta con sollievo dall’intera assemblea. Quando poi il giardiniere, zappettando nell’aiuola delle ortensie, rinvenne una ventina di tibie e teschi umani, l’avvocato del condominio, un omino col riporto, si precipitò a rassicurarlo: “Ma lo sa che siamo capitati proprio sopra una necropoli etrusca?”. Ecco, è lì che il nostro futuro statista forgiava la sua &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;alta sensibilità istituzionale&lt;/span&gt;. In vista dell’agenda delle priorità condivise. &lt;br&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;em&gt;(Vignetta di &lt;strong&gt;Bertolotti e De Pirro&lt;/strong&gt;)&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Segnalazioni&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/2009/11/21/noi_sosteniamo_antonio_tabucch.html" target="_blank"&gt;Noi sosteniamo Antonio Tabucchi&lt;/a&gt; - Il fatto Quotidiano aderisce all'appello di Le Monde &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;br&gt;da Micromega.net&lt;br&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/5-dicembre-ladesione-di-salvatore-borsellino-video/" target="_blank"&gt;Adesione di Salvatore Borsellino al No-B Day&lt;/a&gt; - Guarda il video&lt;br&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/sostiene-schifani-condannate-tabucchi/" target="_blank"&gt;Sostiene Schifani: condannate Tabucchi&lt;/a&gt; di Gianni Barbacetto&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1780" target="_blank"&gt;Firma l'appello di Libera: Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?r=176837" target="_blank"&gt;Commento del giorno&lt;br&gt;&lt;/a&gt;di impalpabile&amp;nbsp;-&amp;nbsp;&amp;nbsp; lasciato il 20/11/2009 alle 19:23 nel post &lt;a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/blogs/servizi/comments.aspx?id_blogdoc=2384295" target="_blank"&gt;Galli da arrampicata&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;em&gt;E' ora di chiamare le cose con il loro nome. &lt;br&gt;E’ ora di andare contro i luoghi comuni accreditati...&lt;br&gt;E' ora di dare pugni nello stomaco alla gente per svegliarla. Un sano trauma, dopo uno svenimento un bel secchio di acqua ghiacciata è quello che serve. &lt;br&gt;E' ora di rischiare...&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Voglioscendere/~4/TiM3gYAJJmg" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <!--<author>Marco Travaglio</author>!-->
      <category domain="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=85820"><![CDATA[Marco Travaglio]]>
	  </category>
      <pubDate>Sat, 21 Nov 2009 18:28:00 GMT</pubDate>
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      <title><![CDATA[Galli da arrampicata]]></title>
      <description>&lt;br&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;em&gt;&lt;img style="WIDTH: 280px; HEIGHT: 426px" alt="Vignetta di Natangelo" hspace=5 src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/52530/11110009_web.jpg" align=left vspace=1 longDesc="Vignetta di Natangelo"&gt;da l'Espresso in edicola&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il 2 novembre, ricorrenza dei Defunti, il professor &lt;strong&gt;Ernesto Galli della Loggia&lt;/strong&gt; si scagliava sul &lt;em&gt;Corriere della Sera&lt;/em&gt; contro &lt;strong&gt;Michele Placido&lt;/strong&gt;, reo di aver insultato a “Che tempo che fa” i bersaglieri piemontesi scesi al Sud nel 1860, e contro &lt;strong&gt;Fabio Fazio&lt;/strong&gt; che non li aveva difesi a dovere. “Quel che è grave - tuonava il Galli nonchè della Loggia - mi verrebbe da scrivere vergognoso…, è che a questa ignoranza presti i suoi mezzi il servizio pubblico… Con presentatori non saprei se più ignoranti o più timorosi di opporsi ai luoghi comuni accreditati”. Sante parole, è ora di finirla. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Il 15 novembre però un editorialista dal doppio cognome si arrampica sugli specchi di Via Solferino pur di non chiamare i &lt;strong&gt;processi a Berlusconi&lt;/strong&gt; col loro nome. Il free climber della parola definisce i fondi neri Mediaset e la corruzione di Mills “corto circuito politica-giustizia”, “impasse politica paralizzante” e “vicolo cieco”. Chiamarli processi per &lt;strong&gt;frode fiscale e corruzione&lt;/strong&gt; gli pare brutto. Né lo sfiora l’idea che, se Mills non fosse stato corrotto e Mediaset non avesse accumulato milioni di euro in società off-shore, quei processi non sarebbero mai nati. Infatti auspica che “Bersani e il Pd si muovano per disinnescare il corto circuito, contribuendo a una seria riforma della giustizia”. Come se una seria riforma della giustizia potesse abolire due processi per reati comuni. Lo spericolato commentatore li attribuisce non alle seriali illegalità del premier, ma a una sua fantomatica “&lt;strong&gt;vulnerabilità giudiziaria&lt;/strong&gt;”, insomma a un evento atmosferico, che trasformerebbe la magistratura in “attore di fatto politico” con cui è impossibile “un accordo” (&lt;strong&gt;Previti&lt;/strong&gt; sì che li sapeva trovare gli accordi con i giudici: estero su estero). &lt;br&gt;&lt;br&gt;In un empito di lucidità, l’ardito editorialista si auto-obietta che Berlusconi potrebbe “mettersi da parte facendosi processare”. Ma è un attimo: si auto-risponde subito che “l’obiezione tradisce una straordinaria ingenuità sul modo in cui funzionano le cose nelle società reali: pensare che un capo politico di straordinario successo si faccia mettere fuori gioco da un tribunale senza combinare sfracelli” è “una favola”. Chissà in quale “società reale” vive costui. In quella d’Israele il premier di straordinario successo &lt;strong&gt;Olmert&lt;/strong&gt;, indagato per finanziamento illecito, s’è dimesso e, anziché combinare sfracelli, s’è fatto processare. Idem decine di popolarissimi politici Usa, da &lt;strong&gt;Nixon&lt;/strong&gt; al governatore di New York &lt;strong&gt;Eliot Spitzer&lt;/strong&gt;, eletto dal popolo ma subito dimissionario per un sexy-scandalo. In Francia &lt;strong&gt;De Villepin&lt;/strong&gt;, indagato nel caso Clearstream, ha rinunciato all’Eliseo. Sarà che non conoscevano Galli della Loggia. Già, perché il nostro acrobatico editorialista è proprio lui. Ora, è vero che si occupa di faccende molto meno attuali dei bersaglieri del 1860. Ma non vorremmo che qualcuno definisse grave - verrebbe da scrivere vergognoso - il suo editoriale e lui “ignorante o timoroso di opporsi ai luoghi comuni accreditati”. Anche perché l’una non esclude l’altra.&lt;br&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;(Vignetta di &lt;/span&gt;&lt;a style="FONT-STYLE: italic" href="http://www.natangelo.it/" target=_blank&gt;Natangelo&lt;/a&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Segnalazioni&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;&lt;/font&gt;&lt;a style="FONT-WEIGHT: bold" href="http://www.resetradio.net/2009/11/emanuela-provera-dentro-lopus-dei/" target=_blank&gt;&lt;font size=2&gt;Dentro l'Opus Dei&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font size=2&gt; - Ascolta l'intervista a Emanuela Provera a cura di ResetRadio&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;a style="FONT-WEIGHT: bold" href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/ravera-ovadia-e-colombo-al-pd-basta-esitazioni-tutti-in-piazza-il-5-dicembre/" target=_blank&gt;&lt;font size=2&gt;Su micromega.net l'invito di Lidia Ravera, Moni Ovadia e Furio Colombo a Pierluigi Bersani&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font size=2&gt;: il Partito democratico aderisca al "No Berlusconi Day" del 5 dicembre contro le leggi ad personam.&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/scrivi-a-bersani-pd-in-piazza-il-5-dicembre/" target=_blank&gt;&lt;font size=2&gt;Scrivi a Bersani&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=185724691691" target=_blank&gt;&lt;font size=2&gt;Passaparola su Facebook&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?r=176837" target=_blank&gt;Commento del giorno&lt;/a&gt;&lt;br&gt;di saxblu - utente certificato -&amp;nbsp; lasciato il 20/11/2009 alle 14:28 nel post &lt;a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/blogs/servizi/comments.aspx?id_blogdoc=2383717" target=_blank&gt;Giustizia: la prescrizione e l'imbroglio&lt;br&gt;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;em&gt;&lt;font size=2&gt;Attraverso i libri di Allen Carr milioni di persone si sono liberate del vizio del fumo, dell'alcol e dell'obesità.&lt;br&gt;Ma Allen Carr prima di morire non poteva scrivere anche "è facile ripulire il parlamento se sai come farlo?" &lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Voglioscendere/~4/CxrXRQT7gjo" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <!--<author>Marco Travaglio</author>!-->
      <category domain="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=85820"><![CDATA[Marco Travaglio]]>
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      <pubDate>Fri, 20 Nov 2009 17:00:00 GMT</pubDate>
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      <title><![CDATA[Giustizia: la prescrizione e l'imbroglio]]></title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2383741.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;Annozero live: commenta in diretta la puntata di stasera e l'intervento di Travaglio&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;embed src=http://www.youtube.com/v/j2VqvttqHSM&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0xe1600f&amp;amp;color2=0xfebd01 width=320 height=265 type=application/x-shockwave-flash allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Velocizzare i tempi della giustizia si può&lt;/strong&gt;. E il bello è che lo si può fare anche a costo zero. Solo che nessuno, o quasi, né a destra, né a sinistra, vuole processi più rapidi: perché alla fine una giustizia che funziona finirebbe per essere efficace anche contro la devianza delle classi dirigenti. Nel caso però che, per un miracolo, il 70 per cento degli attuali parlamentari venisse sostituito da persone normali ecco la mia modesta proposta. &amp;nbsp;&lt;br&gt;&lt;br&gt;1) Ricordarsi che in Italia nel 1989 è stato introdotto il nuovo codice di procedura penale. Da allora sul modello di quanto accadeva nei sistemi anglosassoni, anche da noi la prova si forma in aula: il processo cioè è molto &lt;strong&gt;garantista&lt;/strong&gt;, vengono ascoltati decine o centinaia di testimoni, tutte o quasi le indagini svolte dal pm sono ripetute. Questo è un bene per il cittadino imputato, che così riduce al massimo il rischio di essere condannato da innocente, ma ovviamente implica dei tempi di dibattimento molto lunghi. Il sistema insomma può funzionare solo se si fanno pochi processi. E infatti chi ha ideato il nostro codice prevedeva che se ne celebrassero pochissimi: come accade &lt;strong&gt;negli Usa&lt;/strong&gt; dove l'85 per cento degli imputati, quando le prove sono forti, si dichiarano colpevoli e patteggiano la condanna ottenendo così degli sconti di pena. O &lt;strong&gt;in Inghilterra&lt;/strong&gt;, dove addirittura solo il 10 per cento delle persone sotto inchiesta arriva al processo. In Italia invece la situazione è capovolta: in pochi patteggiano o accedono al rito abbreviato che garantisce uno sconto di un terzo sulla condanna. &lt;br&gt;&lt;br&gt;2) Bisogna quindi &lt;strong&gt;incentivare i patteggiamenti&lt;/strong&gt;. E l'unico modo per farlo è impedire che i processi si prescrivano quando ormai sono già arrivati davanti a un giudice. Infatti solo se ho la certezza che prima o poi verrà emessa contro di me una sentenza, troverò il patteggiamento vantaggioso. Perché è meglio essere condannato a pochi anni di pena oggi, piuttosto che scontarne molti&amp;nbsp; domani. &amp;nbsp;&lt;br&gt;&lt;br&gt;3) Abbreviare i tempi della prescrizione, come è accaduto nel 2005, con la legge ex Cirielli, non serve. E non serve nemmeno stabilire che il processo, come vogliono fare oggi per salvare Silvio Berlusconi, dopo un po' va in fumo. Perché se io so che ho la possibilità di farla franca semplicemente aspettando che passi del tempo,&lt;strong&gt; non patteggerò mai&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;. Andrò sempre in aula e cercherò di tirarla per le lunghe. E i dibattimenti diventeranno tantissimi. Ingolfando per sempre i tribunali. &lt;br&gt;&lt;br&gt;4) Ricordarsi, però, che l'istituto della &lt;strong&gt;prescrizione &lt;/strong&gt;ha un senso. Dopo un certo numero di anni lo Stato non ha più interesse a indagare su un reato commesso molto tempo prima. Perché è inutile lavorare per scoprire gli autori di un crimine che le stesse vittime non ricordano più. &lt;br&gt;&lt;br&gt;5) Ricordarsi che invece non ha senso far prescrivere un reato quando ormai gli imputati sono stati individuati. In Italia ci sono processi che saltano in primo grado, in appello e addirittura in Cassazione. Tutto viene cancellato quando già polizia e magistrati hanno consumato molti soldi pubblici ed energie per indentificare i presunti colpevoli: un'assurdità. &lt;strong&gt;All'estero questo non accade&lt;/strong&gt;. In Germania, per esempio, una volta che c'è stata la prima sentenza, la prescrizione è definitivamente interrotta. Negli Stati Uniti muore addirittura il giorno del rinvio a giudizio.&lt;br&gt;&lt;br&gt;6) Smettere di far finta di adottare nuove soluzioni per velocizzare i processi. E introdurre un qualsiasi codice penale o di procedura penale di qualsiasi &lt;strong&gt;paese democratico&lt;/strong&gt;. Magari prendendo quello Svizzero che, rispetto agli altri, ha un pregio. È già scritto in italiano.&amp;nbsp;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;strong&gt;Segnalazioni&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/2009/11/19/non_dimenticarsi_di_dimenticar.html" target=_blank&gt;&lt;font size=2&gt;Commento del giorno&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=2&gt;di drainyou80 - utente certificato&amp;nbsp;- lasciato il 19/11/2009 alle 2:10&amp;nbsp;nel post &lt;/font&gt;&lt;a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/allcomments/2382856" target=_blank&gt;&lt;font size=2&gt;Il letto di Silvio e i cattivi sogni&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;em&gt;Il volto mercenario, il volto che non osserva, il collezionista numismatico, il vecchio porco. Divoratori di uomini, assassini di vecchi ricordi, la loro lotta servirà ad una logica ipocrita che ha il compito di spostare la verità sempre un po' oltre la ragionevolezza e la pietà.&lt;br&gt;Che faccia scelgono della moneta? Non importa purché si giochi con il trucco. Combattenti di ferro che sono avvezzi a dichiararsi prede. Loro ti diranno che non rientri nella statistica e che il tuo volto è sbagliato che il tuo cervello verrà schiacciato tra due pietre. Sarai un boccone ghiotto, un arbusto da piantare, sarai la loro legna da ardere perché sanno che non li sazierà nemmeno il fuoco dell'inferno e finché la libertà sarà visibile l' occasione per invogliarti a crescere li renderà ancor più avidi. Ti guarderai nelle saccocce, tranquillizzato da poche foglie masticate dal vento e dalla terra allora ti sentirai un verme utile. La borghesia ti divorerà la testa e la chiesa ti brucierà la croce. Ogni volta che respirerai ti sentirai chimico, ti piacerà essere ma ogni via condurrà ad uno specchio che riflette ciò che non puoi credere di vedere. Non saprai abbandonarti alla paura. Dovrai prostrarti alla ricerca d'auorità conferite, risollevarti dalle tue meschinità e continuare ad agire per non dimenticarti di dimenticare che tu sei un uomo morto al loro servizio.&lt;br&gt;Luca &lt;br&gt;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Voglioscendere/~4/vYjKW2Rj3CI" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <!--<author>Peter Gomez</author>!-->
      <category domain="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=85823"><![CDATA[Peter Gomez]]>
	  </category>
      <pubDate>Thu, 19 Nov 2009 18:32:00 GMT</pubDate>
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      <title><![CDATA[Il letto di Silvio e i cattivi sogni]]></title>
      <description>&lt;br&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;em&gt;&lt;img style="WIDTH: 450px; HEIGHT: 369px" alt="Vignetta di Bandanax" hspace=1 src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/56308/FINI%20SILVIO%20FEDELTA.jpg" align=bottom longDesc="Vignetta di Bandanax"&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Vanity Fair, 18 novembre 2009&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Alla fine è sempre il letto, anche nella sua versione simbolica, lo psico termometro di &lt;strong&gt;Silvio Berlusconi&lt;/strong&gt;. Specialmente adesso che misteriose ragioni di sicurezza gliene assegnano uno nuovo, quello molto protetto (e detestato) di Palazzo Chigi, negandogli la libertà di accomodarsi, giocare e sognare sul famoso &lt;strong&gt;lettone di Putin&lt;/strong&gt;, celebrato in innumerevoli resoconti, che arreda sia la principale camera di Palazzo Grazioli, che i miraggi del suo elettorato. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Come se fosse un destino, altre spie rosse si sono accese lungo il perimetro del suo specchio emotivo. &lt;strong&gt;Veronica&lt;/strong&gt;, prima di tutto, che ha iniziato la sua guerra in tribunale, i suoi tre figli contro gli altri due, l’intero patrimonio in palio, 7 miliardi di euro, forse di più. Senza contare il costo catastrofico dello spettacolo offerto alle gazzette della Nazione come nemesi esemplare del feuilleton “Una storia italiana”. Poi la diaspora di &lt;strong&gt;Gianfranco Fini&lt;/strong&gt;, sempre più insofferente alla monarchia arcoriana. Poi la crisi economica che rema contro ogni lodevole ottimismo e finta ripresa. Il conflitto sociale che cresce, come fa la febbre di questi tempi, la disoccupazione e l’insofferenza dei terremotati abruzzesi. Poi i processi per corruzione che non si riescono a fermare nonostante il lavoro insonne di avvocati e ministri. Le pessime notizie che arrivano dal tribunale di Palermo dove torna sotto processo (d’Appello) il suo braccio destro &lt;strong&gt;Marcello Dell’Utri&lt;/strong&gt;, accusato di fiancheggiare la mafia, dopo la prima condanna a 9 anni. E se non bastasse: la nuova emergenza rifiuti in Sicilia e a Napoli. Una lunga notte lo attende. E nessuno, nel nuovo Palazzo, che abbia voglia di rimboccargli i sogni.&lt;br&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;strong&gt;&lt;br&gt;Segnalazioni&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Questa sera &lt;strong&gt;Peter Gomez&lt;/strong&gt; sarà ospite di "Exit" - La7 ore 21,10&lt;br&gt;&lt;strong&gt;Bruno Tinti&lt;/strong&gt; ha registrato un contributo che verrà mandato in onda durante la trasmissione&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;strong&gt;Legittimo impedimento&lt;/strong&gt; - di &lt;a style="FONT-WEIGHT: bold; COLOR: rgb(128,128,128)" href="http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/?r=136732" target=_blank&gt;Carlo Cornaglia&lt;/a&gt;&lt;br&gt;Si ripete un copione vecchio assai,&lt;br&gt;già visto e sopportato nel passato:&lt;br&gt;andare ai suoi processi non può mai&lt;br&gt;poiché ha troppo da fare l’imputato.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Son legittimi ed istituzionali&lt;br&gt;gli impegni denunciati da Ghedini&lt;br&gt;e come gocce d’acqua sono eguali&lt;br&gt;a quelli che ascoltò la Boccassini...&lt;br&gt;&lt;a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2382862.html" target=_blank&gt;Leggi tutto&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?r=176837" target=_blank&gt;Commento del giorno&lt;br&gt;&lt;/a&gt;di lina musso -&amp;nbsp; lasciato il 17/11/2009 alle 23:44 nel post &lt;a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/blogs/servizi/comments.aspx?id_blogdoc=2381967" target=_blank&gt;Il ritorno de "L'odore dei soldi"&lt;br&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;quasi quasi ne rubo qualche copia per lasciarle sulle panchine ;);););) &lt;/em&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;
&lt;div class=daticommento&gt;&lt;a name=8608189&gt;
&lt;div class=commentopost&gt;&lt;/a&gt;
&lt;p&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;/font&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Voglioscendere/~4/cvx5Ni5Fapw" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <!--<author>pino_corrias</author>!-->
      <category domain="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=85821"><![CDATA[Pino Corrias]]>
	  </category>
      <pubDate>Wed, 18 Nov 2009 16:22:00 GMT</pubDate>
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      <title><![CDATA[Il ritorno de “L’odore dei soldi”]]></title>
      <description>&lt;br&gt;&lt;img style="WIDTH: 450px; HEIGHT: 248px" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/52530/Satyricon_web.jpg" align=bottom vspace=1&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;em&gt;Torna in libreria, con tutti gli aggiornamenti rispetto agli ultimi processi e alle ultime sentenze, il mio libro “L’odore dei soldi”, scritto insieme a Elio Veltri (Editori Riuniti), che nel 2001 ha venduto 350 mila copie, provocando, pochi mesi dopo, l’epurazione dalla Rai di Biagi, Santoro e Luttazzi. Pubblico di seguito uno stralcio della mia prefazione.&lt;br&gt;mt&lt;br&gt;&lt;/em&gt;&lt;br&gt;Nelle prime due settimane “L’odore dei soldi” ha venduto 18 mila copie (merito anche di misteriosi personaggi che si presentano nelle librerie più in vista, come quella dell’aeroporto di Fiumicino, a fare incetta di tutte le copie disponibili, come mi viene riferito dal mio direttore di allora, Ezio Mauro, che l’ha saputo dall’editore Carlo De Benedetti). Della presentazione alla Camera, riferiscono soltanto la Lucca sul “Manifesto” e un articolo di “Liberazione”. Ma la recensione del Manifesto viene notata da Daniele Luttazzi, attore satirico che lavora per Raidue diretta da Carlo Freccero. Luttazzi si procura “L’odore dei soldi” e comincia a leggerlo. Resta colpito dall’ultima vera intervista di Paolo Borsellino prima di morire (rifiutata da tutti i tg Rai e trasmessa nottetempo da RaiNews24 il 19 settembre 2000), in cui il giudice antimafia parla di indagini sui rapporti fra Berlusconi, Marcello Dell’Utri e il cosiddetto “stalliere di Arcore”, il boss mafioso Vittorio Mangano.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Scorre gli stralci della requisitoria del pm di Caltanissetta Luca Tescaroli, che parla anche delle indagini in corso su Berlusconi e Dell’Utri come possibili “mandanti a volto coperto” delle stragi politico-mafiose del 1992-‘93 (indagini all’epoca ancora aperte: saranno archiviate fra mille polemiche soltanto nel 2002). Legge le sintesi dei rapporti dei consulenti tecnici della procura di Palermo sui finanziamenti alle società – le “Holding Italiane” numerate dalla 1 alla 37 – che controllano la Fininvest, imbottite fra il 1978 e il 1983 di oltre 500 miliardi di lire al valore attuale di origine misteriosa e mai spiegata. Non crede ai suoi occhi dinanzi agli esilaranti interrogatori di Berlusconi e Dell’Utri nel processo Publitalia, in cui Dell’Utri è stato appena condannato in via definitiva a 2 anni di carcere per false fatture e frode fiscale. Luttazzi divora il libro in un paio di giorni. Trova strano che nessuno ne parli: il materiale è incandescente.&lt;br&gt;&lt;br&gt;L’attore conduce su Raidue un programma “Satyricon”, dichiaratamente ispirato al “David Letterman Show” e di grande successo, vicino al 15 per cento di share, con un pubblico (sopra i 2 milioni di persone) addirittura superiore alla “Piovra 10” e a “Porta a Porta”, ma soprattutto alla concorrenza di Mediaset, che in prima serata strapazza la Rai col “Grande Fratello”. Ogni settimana Luttazzi intervista personaggi della politica, della cultura, dello spettacolo, dello sport. Decide di invitarmi per parlare de “L’odore dei soldi”, che intanto sta scalando le classifiche (il 10 marzo, la settimana precedente la trasmissione, è secondo nella saggistica davanti a “L’Italia che ho in mente”, cioè alla raccolta dei discorsi di Silvio Berlusconi pubblicata da Mondadori). Il suo accordo con Carlo Freccero, direttore di Raidue, gli permette la più ampia libertà nella scelta degli ospiti e degli argomenti. &amp;nbsp;&lt;br&gt;&lt;br&gt;L’addetta al casting Raffaella Fioretta mi telefona per concordare la data della registrazione: sarà il martedì 13 marzo, la puntata andrà in onda l’indomani, cioè mercoledì 14. Chiedo di poter incontrare Luttazzi qualche minuto prima della registrazione. Non ci siamo mai visti né conosciuti, e, vista la delicatezza e la complessità dei temi trattati nel libro, voglio capire fin dove Daniele intende spingersi con le domande. Mi dicono di presentarmi in studio alle 20, un’ora prima della registrazione. Lì, nel backstage, incontro David Zard, il produttore che è venuto ad accompagnare un altro ospite, Riccardo Cocciante. Conosco Freccero e la sua assistente Enza Gentile. I ragazzi della produzione Ballandi mi sottopongono al rito che tocca a tutti gli ospiti di “Satyricon”: devo posare per una Polaroid istantanea, sulla quale mi viene chiesto di scrivere a pennarello una dedica al conduttore. La mia, improvvisata sul momento in preda all’emozione, è questa: “Ecco un teppista (quasi) paragonabile a te. Uno che, con quel che dirà, anticiperà la chiusura di Satyricon”. Ancora non posso credere che Luttazzi vorrà rovinarsi la carriera facendomi parlare di un libro del genere in un momento del genere. Lui intanto, bloccato nel traffico romano, non si vede. Io intanto vengo presentato alle ragazze della scuderia di Schicchi, che “assistono” Luttazzi in studio. Una, Edelweiss, è vestita (si fa per dire) con un paio di francobolli di carta stagnola. Mentre sto per perdere i sensi, arriva Daniele. Qualche minuto dopo le 20,30. Appena in tempo per cambiarsi, incontrare la regista Franza Di Rosa per gli ultimi dettagli, salutare di corsa noi ospiti e infilarsi in studio. Mi sfreccia davanti alla velocità della luce, riesco a malapena a stringergli la mano, senza poter concordare nulla. “Ci vediamo dentro”, mi sibila parlando più veloce di quanto cammini. Quando tocca a me, dunque, non ho la più pallida idea di quel che mi chiederà. Nessuna prova, nessuna domanda concordata, tutto improvvisato, senza rete. Anche il distacco improvviso di un pezzo di scenografia che provoca un botto in studio, facendo sussultare tutti visto che in quel momento stiamo parlando delle bombe del 1992-’93. &amp;nbsp;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Luttazzi mi fa domande su tutto quanto ha letto nel libro: la mafia, le stragi, lo “stalliere” mafioso, i soldi di dubbia origine, la nascita di Forza Italia. Il pubblico ascolta ammutolito i 26 minuti dell’intervista, interrompendo più volte con applausi. Alla fine Daniele mi dice: “A questo punto mi chiedo in che paese viviamo. Comunque volevo ringraziarti perché, scrivendo questo libro e parlando come fai, dimostri di essere un uomo libero. E non è facile trovare uomini liberi in quest’Italia di merda”. Io ricambio: “Sai chi mi ricordi? Quel governatore della Pennsylvania che un giorno si presentò in televisione, si infilò la canna di una pistola in bocca, e si sparò”. Mentre torno dietro le quinte, mi viene incontro un Freccero molto emozionato: “Sei stato efficacissimo. Se potessi, ti darei subito un programma. Ma, da domani sera, non avrò più una rete...”. La registrazione con gli altri ospiti va a rilento, e a un certo punto lascio gli studi Rai per andare a cena. Ho appuntamento al ristorante con Curzio Maltese e il giovane regista Paolo Sorrentino, che diverrà celebre per “Il Divo”. Racconto quel che è appena successo, ci domandiamo se la Rai oserà mai trasmettere quell’intervista.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Luttazzi mi racconterà che, finita la registrazione, domandò a Freccero: “L’intervista a Travaglio può andare in onda?”. E il direttore lo rassicurò: “Certamente. Travaglio non ha fatto altro che raccontare i documenti del suo libro”. Luttazzi è un sorvegliato speciale da un bel po’. In quell’edizione di “Satyricon” ne ha già combinate di tutti i colori. Ha annusato gli slip rossi di Anna Falchi infilandoseli nel taschino come pochette. Ha mangiato una finta cacca di cioccolato in risposta al consigliere Rai Alberto Contri che gliel’aveva suggerita come l’ultima cosa disgustosa che gli restava da fare. Ha intervistato Marco Pannella che ha attaccato la Chiesa per la sua posizione sulla droga, la pillola del giorno dopo e il preservativo (“un brutale attacco al Papa”, per l’Osservatore Romano). E poi il direttore di MicroMega, Paolo Flores d’Arcais, che ha rincarato la dose sul cardinale Camillo Ruini e su Massimo D’Alema. Visti i precedenti, ogni mercoledì mattina il consiglio d’amministrazione Rai convoca Freccero per conoscere in anticipo il menu di “Satyricon”.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il mattino del 14 marzo il direttore ha rassicurato i consiglieri: “Stasera niente sesso né coprofagia”. Quelli, visibilmente sollevati, si sono dimenticati di informarsi su cos’era invece previsto. Saprò più tardi che Silvio Berlusconi era stato informato in extremis da qualche spia interna a Raidue di ciò che quella sera sarebbe stato mandato in onda, e che aveva telefonato personalmente a Freccero per chiedergli di non farlo. Ma Freccero gli aveva opposto un cortese, ma netto rifiuto di ogni censura preventiva. Giocandosi, così, la carriera. La sera della messa in onda, mercoledì 14 marzo 2001, me la ricorderò finché campo. Rientrato a Torino (dove lavoro nella redazione di Repubblica), ho tenuto d’occhio le agenzie di stampa per tutto il giorno, nell’attesa dell’annuncio che do per scontato: i vertici Rai hanno visto la registrazione e hanno cancellato “Satyricon”. Invece le ore passano e non accade nulla. Alle 22.30 o giù di lì parte regolarmente la sigla del programma luttazziano. Poi, a un certo punto, parte la mia intervista. Integrale. Nemmeno un secondo tagliato. Il primo a chiamarmi è Curzio Maltese: ci domandiamo quale sarà la reazione di Berlusconi &amp;amp; C, conveniamo che forse, furbi ed esperti in comunicazione come sono, abbozzeranno per non amplificare le notizie contenute nella mia intervista.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Non sappiamo che, in quegli stessi minuti, Maurizio Gasparri è negli studi di Raitre per partecipare a una puntata di “Mediamente”, il programma&amp;nbsp;&amp;nbsp; di Carlo Massarini sulle nuove tecnologie informatiche. In attesa di andare in onda, fa zapping e s’imbatte in “Satyricon”. Pochi minuti dopo, quando Massarini comincia a interrogarlo sui problemi di Internet, il deputato ex missino esplode: “Ma quale Internet, su Raidue stanno dando del mafioso a Berlusconi! Questa Rai è una vergogna!”. Altro che incassare in silenzio: la sparata di Gasparri innesca la corsa allo stracciamento di vesti, la gara alla dichiarazione più indignata nella cosiddetta Casa delle libertà. Alle 23,57 l’Ansa dirama quella di Mario Landolfi (An pure lui), presidente della commissione di Vigilanza: “La misura è colma. Quello che è andato in onda stasera non ha precedenti nella storia della tv. Il programma di Luttazzi va chiuso e Freccero deve essere allontanato. Zaccaria e tutto il vertice Rai devono dare le dimissioni”.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Gli fa eco, per non esser da meno, Paolo Romani, responsabile per l’informazione di Forza Italia: “È stato&amp;nbsp;&amp;nbsp; un attacco proditorio, vergognoso, senza precedenti contro il presidente Berlusconi sul servizio pubblico. Richiediamo una riunione immediata della commissione di Vigilanza per chiedere le dimissioni dell’attuale vertice Rai e dei suoi direttori. Un’azienda totalmente allo sbando non è più in grado di gestire il servizio pubblico nella prossima campagna elettorale”. Tra i tanti amici che mi telefonano eccitatissimi, c’è Franca Rame, con la solita voce da moribonda: “Marco, era da non so quanti anni che non avevo un orgasmo…”. Alle due del mattino, mi chiama Freccero con voce cavernosa e vagamente cospiratoria: “Ho riacceso ora il cellulare che avevo spento all’inizio di ‘Satyricon’. Meglio che non ti dica chi mi ha lasciato messaggi sulla segreteria telefonica e cosa ha lasciato detto…”. Freccero e Zaccaria (che non sapeva nulla della mia intervista) difenderanno a spada tratta la libertà di “Satyricon”. E pagheranno prezzi altissimi per averlo fatto. Così come Franza Di Rosa, la regista, che verrà letteralmente ostracizzata dalla Rai. Quella sera Bruno Vespa, sempre molto informato sul ménage di casa Berlusconi, in uno dei suoi libri-marchetta – il Cavaliere è nella sua villa di Macherio, appena rientrato dopo una riunione ad Arcore. Un suo vecchio collaboratore lo chiama al telefono: “Dottore, guardi Raidue”. “Accesi e vidi quello spettacolo che ci portava ai limiti della convivenza democratica”, piagnucolerà il Cavaliere sulla spalla del fido Bruno, che troverà disdicevole l’assenza di “contraddittorio” a “Satyricon”, lui che da anni lascia parlare Berlusconi per due o tre ore a sera in beata solitudine.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Quel “Satyricon” lo vede una media di 2 milioni 332 mila telespettatori: data l’ora, un esercito, pari a uno share del 16,92 per cento (contro&amp;nbsp;&amp;nbsp; il 15,66 della settimana precedente). Ma la mia intervista parte sotto i 3 milioni e finisce con un picco di 3 milioni e mezzo. L’indomani si scatena il putiferio. Nei Palazzi della politica e dell’informazione non si parla d’altro. Berlusconi parte per Roma all’alba e alle 9 già incontra il suo portavoce Paolo Bonaiuti nella reggia-ufficio di via del Plebiscito. Chiama Fini e Bossi, trovandoli – riferisce sempre Vespa – “entrambi indignati. Il Senatùr in particolare usò espressioni più forti dello stesso Berlusconi”. (...) Il Cavaliere riunisce a pranzo il consiglio di guerra: Casini, Letta, Bonaiuti, Buttiglione, Pisanu, La Loggia, Scajola e Tremonti. Casini lancia l’idea che gli uomini della Cdl disertino i programmi della Rai. Tutti accettano entusiasti l’Aventino (un paio di giorni, non di più). Poi, mentre Landolfi si appella nientemeno che al capo dello Stato e Francesco Cossiga parla di “crimine politico alla Rai”, Berlusconi incontra con Pisanu il presidente della Camera Violante. Annuncia azioni legali pesantissime, manipolando a suo piacimento le cose scritte nel libro e dette a “Satyricon”: “Davanti all’accusa di essere tra i mandanti occulti delle stragi di Capaci, di via d’Amelio, degli Uffizi, non mi abbasso a rispondere. Dovranno invece renderne conto l’autore del libercolo, il conduttore della trasmissione e&amp;nbsp;&amp;nbsp; i vertici della Rai”. Berlusconi e i suoi cari presenteranno otto denunce in altrettante cause civili per 140 miliardi di lire di danni. E le perderanno tutte e otto.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Segnalazioni&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Video interviste a Roberto Scarpinato&lt;br&gt;&lt;a style="FONT-WEIGHT: bold" href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/66037/intervista_a_roberto_scarpinato_la_mafia_oggi_non_ha_piu_bisogno_delle_pistole_perche_ha_il_potere_politico" target=_blank&gt;La mafia oggi non ha più bisogno delle pistole perché ha il potere politico&lt;/a&gt; (VilaWeb Tv)&lt;br&gt;&lt;a style="FONT-WEIGHT: bold" href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/66038/intervista_al_giudice_antimafia_roberto_scarpinato" target=_blank&gt;Intervista al giudice antimafia Roberto Scarpinato&lt;/a&gt; (Televisiò de Catalunya)&lt;br&gt;&lt;br&gt;da &lt;a style="FONT-WEIGHT: bold; COLOR: rgb(128,128,128)" href="http://italiadallestero.info/" target=_blank&gt;Italiadallestero.info&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;a style="FONT-WEIGHT: bold" href="http://italiadallestero.info/archives/8326" target=_blank&gt;Una legge aiuta il premier italiano nei procedimenti giudiziari&lt;/a&gt; di Bas Mesters (NRC Handelsblad, Olanda - 13 novembre 2009)&lt;br&gt;&lt;a style="FONT-WEIGHT: bold" href="http://italiadallestero.info/archives/8330" target=_blank&gt;Berlusconi piega e vince la legge&lt;/a&gt; (Salzburger Nachrichten, Austria - 11 novembre 2009)&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;a style="FONT-WEIGHT: bold" href="http://italiadallestero.info/archives/8337" target=_blank&gt;Nuova legge su misura salverà Berlusconi&lt;/a&gt; di Peter Loewe (Dagens Nyheter, Svezia - 11 novembre 2009)&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;a style="FONT-WEIGHT: bold" href="http://italiadallestero.info/archives/8320" target=_blank&gt;Un nuovo trucco per risolvere i problemi di Berlusconi con la giustizia&lt;/a&gt; di Nikos Tzermias (Neue Zürcher Zeitung, Svizzera - 10 novembre 2009)&lt;br&gt;&lt;a style="FONT-WEIGHT: bold" href="http://italiadallestero.info/archives/8322" target=_blank&gt;Nuovo scudo protettivo per Berlusconi&lt;/a&gt; di Dominik Straub (Frankfurter Rundschau, Germania - 10 novembre 2009)&lt;br&gt;&lt;a style="FONT-WEIGHT: bold" href="http://italiadallestero.info/archives/8334" target=_blank&gt;Berlusconi vuole porre fine per legge ai processi a suo carico&lt;/a&gt; (Tagblatt, Svizzera - 9 novembre 2009)&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?r=176837" target=_blank&gt;&lt;font size=2&gt;Commento del giorno&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=2&gt;di saxblu -&amp;nbsp;utente certificato -&amp;nbsp;lasciato il 17/11/2009 alle 8:47 nel post &lt;/font&gt;&lt;a href="post.aspx?post=2381967" target=_blank&gt;&lt;font size=2&gt;Berluschino il breve&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;em&gt;Questo governo sta facendo passi da gigante sulla giustizia...talmente grandi da averla addirittura scavalcata&lt;/em&gt; &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Voglioscendere/~4/6CKjHfo1tvo" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <!--<author>Marco Travaglio</author>!-->
      <category domain="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=85820"><![CDATA[Marco Travaglio]]>
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      <pubDate>Tue, 17 Nov 2009 14:24:00 GMT</pubDate>
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      <title><![CDATA[Berluschino il breve]]></title>
      <description>&lt;br&gt;&lt;embed src=http://www.youtube.com/v/2B-nRGfP2iM&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0xe1600f&amp;amp;color2=0xfebd01 width=560 height=340 type=application/x-shockwave-flash allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Testo:&lt;/em&gt;&lt;br&gt;Buongiorno a tutti. Credo che, a furia di sentir parlare di processo breve e di leggere l’espressione processo breve sui giornali, la gente non abbia ancora ben capito di che cosa stiamo parlando: Berlusconi è un pubblicitario, è laureato in pubblicità con una tesi sulla pubblicità, ha sempre fatto pubblicità soprattutto a sé stesso e quindi, su quel versante, è bravo, è l’unico versante nel quale eccelle...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La legge sul processo morto&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;Conseguentemente è sempre riuscito a inventarsi degli slogan che funzionano, come il processo breve: in realtà bisogna chiamarlo con il suo nome, il processo che esce da questa cosiddetta riforma della giustizia, bisognerebbe cominciare a chiamarlo il processo morto, perché il processo non diminuirà neanche di un minuto nella durata media, ma anzi, semmai questa legge, creando più aspettativa di impunità con l’istituto nuovo della prescrizione del processo, anziché della prescrizione del reato, sarà un incentivo agli Avvocati difensori per allungare ulteriormente il brodo e puntare alla prescrizione del processo. Mi spiego: oggi la prescrizione si applica al reato, oppure alla pena, nel senso che dopo un certo periodo dal momento in cui è stato commesso il reato, scatta la prescrizione e quindi l’imputato accusato di quel reato non può più essere processato. Poi c’è la prescrizione della pena: dopo un certo numero di anni, se la pena.. ecco, è cascato l’elicottero del commissario Basettoni, va beh, sarà un segnale! Dopo un certo numero di anni, se la pena non è stata eseguita, non si può più eseguirla e quindi chi scappa, per esempio, e si sottrae a una pena, se non si riesce a acciuffarlo in tempo la farà franca. Adesso, con questa legge, arriva la prescrizione del processo, che dipende non da quando è stato commesso il reato, ma da quando l’imputato è stato rinviato a giudizio: da quel momento inizia a ticchettare la bomba a orologeria, che esplode dopo due anni in primo grado, dopo due anni in appello e dopo due anni in Cassazione. Abbiamo detto la settimana scorsa, quando ancora non c’era il testo - poi il testo è stato esplicitato questo giovedì - che funzionerà così: i giudici, dal momento del rinvio a giudizio al momento della sentenza di primo grado, dovranno fare tutto in due anni; se passa un giorno più di due anni il processo è morto subito, in primo grado, anche se il reato è stato commesso due anni e due giorni prima, per dire, ovvero se paradossalmente vado - che ne so? - a molestare una bambina oggi, domani mi beccano e mi citano immediatamente per direttissima e poi il processo dura.. non si riesce a concludere in primo grado entro due anni, io sono già rovinato, cioè scusate, la vittima è già rovinata: perché? Perché non avrà mai giustizia e io sono salvo. Quindi non c’entra quando è stato commesso il reato, ma c’entra quanto tempo impiegano i giudici a fare le tre fasi di giudizio: due anni per il primo grado, ma non due anni dalla prima all’ultima udienza, due anni dal rinvio a giudizio alla sentenza, il rinvio a giudizio lo fa il G.I.P., poi prende tutto il faldone e a volte ci vogliono dei camion per portare il faldone, pensate soltanto ai processi dove ci sono molti imputati o ai processi dove ci sono consulenze tecniche, perizie etc., prende il faldone, lo manda al Tribunale e quest’ultimo, a seconda degli accumuli di arretrato che ha, fissa l’inizio del processo di lì a chissà quando. Tutti questi tempi morti a questa legge non interessano, dal rinvio a giudizio del G.I.P.&amp;nbsp; alla sentenza del giudice di primo grado non possono passare più di due anni, altrimenti il processo muore lì, anche se il reato è stato commesso due anni e due giorni prima. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Tutto ciò&amp;nbsp; vale e la stessa cosa avviene in appello, se dal momento della sentenza di primo grado alla sentenza d’appello passano più di due anni e lo stesso avviene in Cassazione, in Cassazione sapete che bisogna che le carte partano dal Tribunale e dalla Corte d’Appello, sapete che i tribunali sono tanti, ce ne è uno, per esempio, a Alba, mentre poi la Corte d’Appello di solito è una sola per ogni regione, a parte le regioni grandi che ne hanno due, tipo la Lombardia che ha Milano e Brescia, tipo la Sicilia che ha Palermo e Catania, qua in Piemonte di Corte d’Appello ce ne è una e quindi c’è il Tribunale di Alba, poi c’è la Corte d’Appello di Torino, che vale per tutto il Piemonte e la Valle d’Aosta e dopodiché, quando il processo va in Corte di Cassazione, che cosa succede? Partono le carte dalla Corte d’Appello di Torino e vanno a Roma al Palazzaccio, per la decisione finale. Anche il periodo tra la sentenza d’appello e la sentenza di Cassazione non può superare i due anni, ma è proprio la prima fase, cioè quella del primo grado, la più delicata: perché? Perché il processo in primo grado si deve fare sempre nella sua forma del dibattimento, è chiaro, non quando si patteggia o quando si fa il rito abbreviato, dove il giudice valuta le carte allo stato degli atti, gli Avvocati difensori e il Pubblico Ministero gli fanno vedere le carte e lui giudica e, con rito abbreviato, emette una sentenza, non deve sentire la gente. L’oralità del processo è comunemente nel dibattimento normale è lì che tutti vogliono essere sentiti, portare testimoni, portare perizie e quindi le udienze si accumulano. La fase più laboriosa è proprio quella di primo grado, dove bisogna sentire tutti: i testimoni di accusa, di difesa, i poliziotti che hanno scoperto il reato, i periti, i consulenti, gli Avvocati, il Pubblico Ministero, le repliche, le controrepliche etc. etc., le rogatorie. In questa fase del primo grado, che è la più lunga proprio perché bisogna sentire tutti, il tempo a disposizione dei giudici sarà lo stesso che i giudici avranno a disposizione in Appello e in Cassazione, ma in Appello o in Cassazione, salvo eccezioni, non si riapre la discussione nel processo, non si riapre il dibattimento: i giudici semplicemente valutano, in base alle carte - questo succede nel 99% dei casi - se la sentenza di primo grado è corretta, oppure se non ha tenuto conto di alcuni punti che o il Pubblico Ministero o il difensore segnalano nel loro ricorso, punti di merito per quanto riguarda il processo d’appello, punti di legittimità, ossia di conformità alla legge, per quanto riguarda il giudizio di Cassazione. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Teoricamente è molto più facile fare i processi in Appello e in Cassazione, che non farli in primo grado: intanto perché i processi di primo grado sono molti di più, in primo grado, una volta rinviato a giudizio uno ci va e poi in Appello non ci vanno tutti i processi che c’erano in primo grado, perché a volte c’è chi accetta la sentenza di primo grado senza impugnarla, soprattutto quando c’è un’assoluzione e la Procura non ritiene di dover impugnare. Quindi è chiaro che c’è anche un sovraccarico di lavoro nei tribunali, che non c’è in Appello e in Cassazione, eppure due anni dal rinvio a giudizio alla sentenza di primo grado, due anni per l’Appello e due anni per la Cassazione. Molto probabilmente, secondo quello che calcolano i magistrati che stanno, in questi giorni, cercando di fare una proiezione sulla strage di processi che produrrà questa porcata, la stragrande maggioranza di quei 100 /200. 000 processi destinati a morire morirà nella fase del primo grado. Badate, stiamo parlando di quei processi che moriranno in aggiunta a quei 150 /200. 000 processi l’anno che già muoiono per la prescrizione del reato, conseguentemente se ogni anno si prescrivono 200. 000 processi per prescrizione del reato e adesso si prescriveranno altri 100 /200. 000 processi per prescrizione del processo, noi avremo.. andiamo verso il mezzo milione di imputati che la fanno franca, in un modo o nell’altro, e verso almeno mezzo milione di vittime che, ogni anno, si vedranno sbeffeggiare dall’imputato che se ne va libero, anche se colpevole, perché il processo è durato più di due anni nella fase di giudizio in cui si è, oppure perché è riuscito a fare durare il processo più del periodo di prescrizione del reato. Voi capite che è una catastrofe epocale e non è una catastrofe dovuta alle sfavorevoli condizioni atmosferiche, a una casualità o una maledizione del Cielo, è dovuta all’ennesima legge fatta per non far processare Berlusconi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Liberi tutti: i cittadini non avranno giustizia&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;Abbiamo detto che questa legge si applica a tutti e tre i gradi di giudizio per il futuro, è retroattiva, ossia vale per i processi già iniziati che siano nella fase del primo grado mentre, se sono già in fase di Appello o di Cassazione, questa legge non vale e quindi in Appello o in Cassazione i processi già iniziati possono durare più di due anni, volendo, mentre invece i processi in primo grado già iniziati devono durare non più di due anni e perché? Perché Berlusconi ha i processi in primo grado. Mills, per esempio, è in Cassazione e quindi Mills, anche se il suo processo durasse più di due anni in Cassazione, non sarebbe soggetto a questa salvaladri, mentre quello che ha accusato di averlo corrotto Mills, si salva: pensate a come è contento Mills di questa disparità di trattamento, ma pensate come questa legge può essere costituzionale, visto che stabilisce delle disparità di trattamento non solo tra quelli che avranno i processi in futuro e quelli che hanno avuto dei processi già iniziati e sono imputati oggi, ma addirittura all’interno di quelli che sono imputati oggi crea delle disparità di trattamento e non sono mica finite, queste disparità di trattamento, perché questa legge va a distinguere per processi già iniziati e per quelli che inizieranno in futuro tra vari tipi di reato, alcuni li comprende nella “ liberi tutti” e alcuni li esclude e poi fa distinzioni non solo dei tipi di reato commessi, ma fa distinzioni anche dei tipi di imputati. Per esempio, la distinzione è questa: gli imputati pregiudicati, ossia che hanno già avuto una condanna un’altra volta, non beneficiano del processo breve, mentre gli incensurati, ovvero quelli che non hanno mai avuto condanne definitive, anche se magari hanno avuto un sacco di processi ma l’hanno già fatta franca per prescrizione (tipo Berlusconi, Andreotti, D’Alema etc. etc.), questi avranno diritto al processo breve, sia che il processo sia già iniziato e sia che inizi in futuro. Qualcuno dirà “ beh, è giusto, il pregiudicato l’hanno già beccato una volta a violare la legge e quindi presumibilmente è più pericoloso dell’incensurato”, ma neanche per sogno! Nemmeno per sogno! Se per esempio uno - che ne so? - per la strada ha mandato a fare in culo un vigile e è stato condannato per oltraggio, quando era ancora reato l’oltraggio a pubblico ufficiale, quello è un pregiudicato, se l’hanno condannato; se uno è stato beccato a scaricare musica o film dal computers è reato, lo sapete; se uno è stato beccato con la piantina di canapa sul balcone è reato, lo sapete: beh, tutte queste persone.. se uno, a causa della nebbia o dell’asfalto ghiacciato ha messo sotto con la macchina qualcuno e l’ha mandato all’ospedale, e si è scoperto che magari non era attento al 100% e l’hanno condannato per lesioni colpose, o se la vittima è morta e l’hanno condannato per omicidio colposo beh, questo è un pregiudicato; mentre se uno è stato prescritto in un processo di mafia, con una sentenza dove c’è scritto che è un mafioso, ma che l’ha fatta franca, tipo Giulio Andreotti, quello è incensurato: secondo voi è più pericoloso socialmente uno che è stato beccato a scaricare musica da Internet, o uno che ha avuto la prescrizione e che, quindi, è incensurato per mafia? Quello che scarica musica avrà diritto al processo lungo e conseguentemente un’altra condanna la becca di sicuro, mentre invece il prescritto per mafia avrà il processo breve, se lo ribeccano a commettere un altro reato, e lo prescrivono nuovamente e così via sempre, perché sarà sempre prescritto e quindi sempre incensurato e non avrà mai la prima condanna che lo trasforma in un pregiudicato e avrà sempre diritto al processo breve, cioè al processo morto, anche se è infinitamente più pericoloso di quell’altro che scarica la musica, o di quello che ha la piantina di cannabis. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Questa è&amp;nbsp; la distinzione demenziale, secondo alcuni totalmente incostituzionale tra imputati incensurati e imputati pregiudicati, non vi dico poi la diffamazione: noi giornalisti la diffamazione la.. i processi per diffamazione, con tutte le centinaia di denunce che ci fanno, almeno a quelli che i giornalisti li fanno per davvero, è evidente che prima o poi capita che il giornalista venga condannato per diffamazione, perché si è sbagliato, perché ha preso per buona una cosa, perché ha scritto un nome per un altro, immaginate la fretta con cui si scrive tutti i giorni per i giornali, soprattutto sui quotidiani, può capitare continuamente questo rischio e è lo stesso rischio che corre un autista che vive nella sua macchina, un tassista che vive nella sua macchina di tamponare, è evidente che prima o poi tamponi. Altra cosa - l’abbiamo sempre spiegato - è quando uno organizza campagne basate sul falso, in malafede, questo è un altro paio di maniche, ma in ogni caso la diffamazione è un incidente di percorso, tant’è che io non mi sono mai fatto vanto di non aver avuto condanne definitive per diffamazione: perché? Perché prima o poi capita, dopo 26 anni che uno fa questo mestiere, sto cominciando a dire che non ho ancora avuto condanne definitive per diffamazione, ma potrebbe capitare un giorno, soprattutto se si usa un linguaggio piuttosto critico nei confronti del potere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;I criminali potenti incensurati a vita&lt;br&gt;&lt;/strong&gt;Lasciamo stare, il giornalista che ha una condanna per diffamazione è un pregiudicato, ovviamente secondo questa legge, secondo la legge e quindi verrà trattato molto più severamente di Andreotti che ha avuto la prescrizione per mafia e di tutti quelli come Andreotti e Berlusconi, sei volte prescritto per corruzione, finanziamento illecito ai partiti, frode fiscale, falso in bilancio etc. etc.. Immaginate se è mai ammissibile! Avete visto dalla Gabanelli di Report, nel servizio di Paolo Mondani ieri sera, che cosa è il riciclaggio, che cosa è la frode fiscale, che cosa è portare i soldi all’estero per pagare le tangenti etc. etc.: bene, quelli che la fanno franca per prescrizione, grazie al fatto che oggi la prescrizione per quei reati è brevissima, adesso potranno godere anche della prescrizione del processo che, per loro, sarà brevissimo, perché? Perché sono riusciti a farsi prescrivere prima e continueranno in eterno a essere prescritti! &lt;br&gt;&lt;br&gt;L’altra distinzione che si fa è quella tra reato e reato e qui, di solito, capita: si fa un’amnistia e si dice che per certi reati gravissimi non vale, si fa un indulto e si dice che per certi reati gravissimi non vale e quindi, il fatto di distinguere tra reato e reato, ci sta. Di solito si prendono i reati puniti con una pena superiore a tot, si stabilisce che quelli sono i più gravi, perché quelli sono i più gravi secondo il Codice Penale e, per quelli, niente indulgenza. Ora che cosa hanno fatto, invece? Shopping, hanno fatto shopping tra i vari reati, cioè questo sì, questo no, questo mi piace, questo non mi piace, questo non lo vuole la Lega Nord, questo non lo vuole Gasparri, questi li fa Berlusconi: così hanno fatto a scegliere quelli gravi e quelli no. Conseguentemente avranno il processo lungo, cioè possibilità concrete di condanna, i reati di mafia - Berlusconi non è imputato, in questo momento almeno, di mafia - di strage, di terrorismo, di omicidio, di grandi traffici d’armi e di droga, quelli proprio massicci, internazionali e basta direi.. ah, sequestro di persona a scopo di estorsione, bontà loro, e poi furtarelli e immigrazione clandestina. Sapete con quanto è punita l’immigrazione clandestina? Con una multa da 5.000 a 10.000 Euro: non stiamo parlando del clandestino che va a fare le rapine o uccide qualcuno, o spaccia droga, ma stiamo parlando del clandestino che è clandestino e punto, prima non era reato perché non si può punire uno status, bisogna punire un’azione, adesso puniamo lo status di clandestino con una multa, ossia facciamo pagare 5 o 10. 000 Euro a uno che non li ha e, anche se li ha, li nasconde, perché è clandestino e conseguentemente non può avere un lavoro regolare, ovviamente, e non può dichiarare di guadagnare, per cui è una multa puramente fittizia, è la legge cazzata dell’ultimo pacchetto sicurezza, che intasa ulteriormente le carceri e i tribunali, perché poi questi li prendono, li processano per direttissima, passano qualche ora in carcere e fanno aumentare a dismisura il numero dei detenuti, ma questo è un altro paio di maniche. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Come si fa a paragonare un reato punito con la multa, come il divieto di sosta, con quelli di mafia, di strage, di terrorismo, di omicidio volontario, di sequestro di persona, di traffico d’armi, che sono esclusi anch’essi dal processo breve? E come si fa, soprattutto, a assicurare il processo lungo al clandestino che, alla fine del processo lungo, verrà multato di qualche migliaio di Euro e non li pagherà, con reati che invece avranno il processo breve, ossia morto, quali abuso d’ufficio, corruzione, corruzione giudiziaria - Berlusconi ha il processo Mills per corruzione giudiziaria - truffa semplice e aggravata, frodi alla Comunità Europea? Stiamo parlando di reati che portano via i soldi dei cittadini, milioni, miliardi! Frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti, traffico di rifiuti, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, favoreggiamento della prostituzione, lesioni personali, omicidi colposi per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, aborto clandestino, incendio, incesto, falsa testimonianza, calunnia, falso in atto pubblico: questi avranno il processo breve, cioè morto, in quanto non si riuscirà più a processare nessuno per questi processi, a meno che qualcuno di questi non sia stato beccato a taroccare i CD o a scaricare musica, allora sono già pregiudicati e gli si fa.. ma vi rendete conto di che cosa vuole dire una legge ad personam?! Questa è una legge contra personam, contro i cittadini onesti! E infatti il nostro migliore cronista giudiziario, che è Ferrarella de Il Corriere, fa un paginone raccontando quali processi salteranno per questa legge: il processo Mills, ci mancherebbe, il processo Mediaset, ci mancherebbe, Antonveneta, il governatore Fazio, processo morto; Calisto Tanzi, l’aggiotaggio alle banche imputate nel caso Tanzi Parmalat, ci sono decine di banche italiane e straniere imputate per questo reato morto. Non vuole dire che moriranno questi processi, eh: vuole dire che oggi, mentre parliamo adesso, se la legge passasse in vigore adesso o tra una settimana o tra un mese, ma già adesso, questi processi sono durati più di due anni in primo grado e conseguentemente verrebbero dichiarati morti, non che saranno morti. Questa non è una legge che dice ai giudici “ fateli più in fretta, perché altrimenti scatta la prescrizione del processo”: no, questa legge dice loro “ è già finito il vostro processo, è già morto oggi”, quindi il giorno dopo l’entrata in vigore di questa legge il giudice dichiarerà concluso il dibattimento, saluterà gli imputati felici, le vittime incazzate , “ andate in pace, il processo è finito, amen!”, questo sarà! Tanzi, prescritto l’aggiotaggio a carico delle banche, ve l’ho detto; tra poco si prescrive quasi tutto anche nel caso Telecom Tavaroli, gli spioni della security Telecom, che hanno spiato migliaia, schedato migliaia di dipendenti, concorrenti di Tronchetti Provera, giornalisti, politici, imprenditori, uomini dei servizi che non piacevano loro, magistrati: prescritto. La stessa cosa accadrà per altri casi di spionaggio illegale: Enel Power, Eni Power, crac Parmalat, aggiotaggio Antonveneta, crac HDC, il crac del sondaggista Crespi, dove è imputato Confalonieri per favoreggiamento, prescritto. Altri processi che si prescrivono. Alla fine vi racconterò un piccolo caso: quello della clinica Santa Rita, ma ci sono ancora i processi Eternit per i 3. 000 morti da amianto, c’è il processo per i rifiuti a Napoli, la gigantesca truffa dei rifiuti a Napoli, dove è imputato Bassolino, tutto ovviamente già morto. Cragnotti, Cirio, Geronzi, il Presidente di Mediobanca coinvolto in Parmalat e in Cirio, stiamo parlando di tutti i più grandi e importanti processi di questi anni, salvo naturalmente per chi ha scannato un’intera famiglia o già si sa che è un mafioso e quindi i processi in cui si parte già dall’accusa più grave di mafia. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Avrete sentito a Annozero Belpietro raccontare che questa legge costringerà i giudici a fare in fretta e quindi a lavorare, perché il problema in Italia, se non si fanno quei 5 o 6 milioni di processi arretrati e quei 3 milioni di processi che arrivano nuovi ogni anno sul lavoro tavolo, è appunto dei giudici che non lavorano: pensate, 10. 000 giudici scarsi che dovrebbero fare 3 milioni di processi nuovi, più i 5 /6 milioni di processi arretrati! Fate il calcolo di quanti processi toccherebbero a ciascuno: è ovvio che non è quello il problema, ci saranno dei fannulloni tra i giudici come ci sono in tutte le categorie, ma non è quello il problema, non è vero che lavorano quattro ore al giorno, sono costretti a restare in ufficio soltanto quattro ore al giorno, cioè la mattina, perché? Perché al pomeriggio i tribunali chiudono, non ci sono le segreterie, non ci sono i cancellieri, non c’è la sorveglianza, tutti gli atti che fa un magistrato, se vuole interrogare qualcuno o celebrare l’udienza di un processo, senza il cancellare, senza il pubblico ufficiale al suo fianco sono nulli, non si possono fare i processi senza i cancellieri e, dato che i cancellieri sono sotto/organico e non vengono pagati per gli straordinari, i processi si fanno soltanto la mattina. Dopodiché cosa fa il giudice, al pomeriggio? Si porta a casa il lavoro e continua a lavorare da casa, chi di voi conosce dei magistrati va a casa loro e vede faldoni dappertutto: mica sono gingilli che si portano a casa per sport, lavorano lì! Lo sapete che i giudici di Corte di Cassazione in Cassazione non hanno neanche l’ufficio? Non esistono gli uffici in Corte di Cassazione per tutti i giudici della Cassazione, i quali provengono da tutta Italia, hanno giusto le aule di udienza e che cosa fanno, quando non hanno il turno in udienza? Si portano a casa le sentenze e se le scrivono a casa sui loro computers, sui loro faldoni, dopodiché che non è che un giudice, se non è in ufficio, non lavora: pensate a tutti quelli che vanno nelle carceri a interrogare la gente, pensate a tutti quelli che vanno a fare i sopralluoghi nei posti del delitto, a tutti quelli che vanno nelle caserme delle forze dell’ordine per coordinare le indagini, a tutti quelli che vanno a sentirsi le intercettazioni nelle salette audio. Belpietro naturalmente non lo può sapere, visto che non fa questo mestiere: sarebbe interessante sapere che mestiere fa, questa gente, ma questo è. Perché i processi durano a lungo? L’ha detto Davigo: perché se ne fanno troppi, perché ci sono troppe impugnazioni, perché in Italia la Cassazione celebra 120. 000 processi l’anno, mentre la Corte Suprema degli Stati Uniti emette 120 sentenze l’anno - 120 sentenze l’anno! - perché? Perché c’è un filtro: mica tutti quelli che ricorrono in Cassazione hanno diritto a essere esaminati dalla Cassazione, la Corte di Cassazione decide soltanto i casi che ritiene opportuno esaminare e lo stesso avviene nelle rare volte in cui c’è un processo d’appello. Da noi non c’è filtro, per cui quasi tutti i processi conviene appellarli fino in Corte di Cassazione, perché così intanto si perde tempo, si fa scattare o la prescrizione del reato o adesso, ultima novità grazie a Ghedini e C., la prescrizione del processo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il caso della clinica Santa Rita&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;Vi racconto - e chiudo - un caso di scuola: la clinica Santa Rita. La Clinica Santa Rita è quella clinica di Milano in cui, grazie a intercettazioni disposte per tutt’altro, cioè per una presunta truffa sui contributi della Regione Lombardia, si scoprì che alcuni chirurghi, insieme a alcuni amministratori e azionisti della clinica, scannavano i pazienti asportando organi a pazienti sani (polmoni, reni, di tutto) con il sospetto addirittura - adesso non so se al processo questo sospetto verrà confermato o meno - che qualcuno, dopo le operazioni inutili, inutilmente invasive sia morto, mentre non sarebbe morto se non gli avessero asportato degli organi che non andavano asportati, ebbene perché facevano tutto questo? Perché così incassavano più soldi dalla Regione Lombardia. Questi mascalzoni sono stati rinviati a giudizio per lesioni gravi, non so che fine abbia fatto l’accusa di omicidio e non so neanche se quest’omicidio fosse stato considerato colposo, preterintenzionale o volontario, ma mi interessa la tempistica: il caso lo ricordate. Operazioni chirurgiche invalidanti e invasive per lucrare rimborsi e finanziamenti dalla Regione Lombardia senza che ci fosse bisogno di questi interventi, gente che si è trovata con un rene o con un polmone in meno completamente sani! &lt;br&gt;&lt;br&gt;Gli imputati vengono arrestati nel giugno del 2008, nel giugno di due estati fa, soltanto un mese dopo, il 12 luglio di due estati fa (2008), il Pubblico Ministero chiede il rito immediato subito, “ li processiamo subito, abbiamo prove sufficienti, non c’è bisogno di indagini, quello che abbiamo fatto è già sufficiente”. Da quel momento il Pubblico Ministero chiede il rito immediato, decorre, comincia a ticchettare la bomba a orologeria prevista da questa nuova legge, facciamo il caso che questa nuova legge sia già in vigore. Parti a calcolare i due anni necessari per il primo grado nel momento in cui il Pubblico Ministero chiede il rito immediato, 12 luglio dell’anno scorso. Il Tribunale deve dunque processare questi imputati per 88 lesioni gravi, 40 truffe alla Regione Lombardia e alle A.S.L., diverse decine di falsi, perché questi poi falsificavano le cartelle cliniche; il 17 luglio 2008 il G.I.P. emette il decreto con cui manda a processo questi signori per questi reati; il Tribunale fa i miracoli e riesce a fissare la prima udienza entro pochissimo tempo: entro la fine dello stesso 2008. Un anno fa, il 2 dicembre 2008, il Tribunale comincia con la prima udienza, gli imputati sono nove, le parti civili sono 40, i malati scannati, gli Avvocati quindi sono quelli necessari per tutelare 40 parti civili e nove imputati, almeno 50 Avvocati. Aula bunker, il Tribunale un anno dopo è riuscito a celebrare 43 udienze, che sono tantissime: vuole dire una alla settimana, escluse le ferie; è rarissimo un processo che vada al ritmo di un’udienza alla settimana, oggi hanno rinviato il processo Mediaset, perché Berlusconi è barricato al vertice della Fao, è un noto cultore dei problemi della fame del mondo, rinviato a gennaio di due mesi, di tre mesi in tre mesi, qui una alla settimana le udienze, 43. Questi tre giudici stanno facendo i miracoli per fare in fretta e le fanno (le udienze) addirittura fino al tardo pomeriggio, conseguentemente ci sono, evidentemente, degli impiegati e dei cancellieri che stanno lì, anche se non pagano loro gli straordinari. Naturalmente questo collegio ha anche altri processi, non è che faccia un’udienza alla settimana: per questo processo utilizza una giornata alla settimana e poi ne ha tanti altri da celebrare; bene, hanno già sentito 154 testimoni, tre a udienza e hanno esaminato, hanno interrogato tutti e nove gli imputati, mancano i consulenti tecnici delle difese, perché ogni difensore vuole dimostrare che il suo cliente non ha fatto niente di male alle paziente e quindi consulenze tecniche sulle operazioni a proposito di quei 40 pazienti che si lamentano. Naturalmente tutte le difese hanno chiesto di fare delle perizie mediche al Tribunale, per cui ci sono i consulenti di parte delle difese, ci sono i consulenti di parte delle parti civili, che sono 40 e poi ci sono i consulenti del Pubblico Ministero e hanno già chiesto al giudice di fare pure lui una perizia tecnica su quelle cose, conseguentemente immaginate quante consulenze, decine, decine e decine di consulenti e periti che andranno sentiti. E’ passato un anno dall’inizio dell’udienza, ma il processo deve durare due anni dal momento in cui il Pubblico Ministero chiede il rito immediato, che è una procedura un po’ diversa rispetto al rinvio a giudizio classico e quindi, se il processo non finisce entro luglio del 2010, ossia tra sette mesi, il processo è morto e, come vi ho detto, è un processo rapidissimo, è un processo che è durato un anno, dove hanno già fatto gran parte delle cose, ma ci sono soprattutto le perizie da esaminare. E’ assolutamente impossibile, salvo miracoli, che questo processo vada a conclusione e il risultato quale sarà? E’ che tra sei o sette mesi - a luglio del 2010 - il giudice, se non sarà riuscito a fare tutto, comprese le arringhe&amp;nbsp; (nove), gli interventi delle parti civili (40), la requisitoria del Pubblico Ministero, le repliche degli Avvocati della difesa e della parte civile e poi la replica del Pubblico Ministero, se non sarà riuscito a fare tutto questo insieme alle perizie entro questi sei o sette mesi che gli mancano dovrà salutare i medici che scannavano la gente, i parenti degli scannati, gli scannati, il Pubblico Ministero e dire loro “ guardate, per non processare Berlusconi non possiamo più andare avanti, gli imputati sono liberi di tornare a fare quello che facevano prima, le vittime sono libere di tornare a leccarsi le ferite perché non avranno giustizia, e questo è il processo breve, anzi il processo morto per salvare il Presidente del Consiglio!”. Continuate a leggere Il Fatto Quotidiano e passate parola.&lt;br&gt;&lt;br&gt;RETTIFICA &lt;br&gt;Ringrazio l'amico Alessandro che sul blog mi segnala una modifica legislativa che mi era sfuggita: il reato di oltraggio al pubblico ufficiale è stato reintrodotto in agosto. nel Passaparola di ieri ero rimasto fermo alla depenalizzazione di qualche anno fa.&lt;br&gt;mt&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Voglioscendere/~4/vL57PAEwY4o" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <!--<author>chiarelettere</author>!-->
      <category domain="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=135020"><![CDATA[Passaparola]]>
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      <pubDate>Mon, 16 Nov 2009 11:15:00 GMT</pubDate>
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      <title><![CDATA[Ancora due risposte al blog]]></title>
      <description>&lt;br&gt;Rispondo ancora una volta (sperando che sia l’ultima) sull’editoriale di &lt;strong&gt;Minzolini&lt;/strong&gt; sulla manifestazione di Roma per la libertà di stampa e sull’articolo di &lt;strong&gt;Beatrice Borromeo&lt;/strong&gt; sulla cocaina in Italia e in Europa. Su entrambi, non c’è nulla da rettificare. Basta leggere attentamente gli articoli.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Minzolini disse testualmente e falsamente che la manifestazione era stata “&lt;em&gt;convocata per protestare contro la decisione del premier di querelare &lt;/em&gt;(non è vero: sono denunce civili, ndr)&lt;em&gt; due giornali, Repubblica e &lt;/em&gt;&lt;em&gt;Unità. Si contestano due sole querele &lt;/em&gt;(ridàgli, ndr)&lt;em&gt; e non quelle che colpiscono altri giornali, magari di diverso orientamento. Negli ultimi dieci anni ci sono state in media &lt;/em&gt;(sic, ndr) &lt;em&gt;&lt;strong&gt;430 querele di politici contro giornali&lt;/strong&gt;, il 68% presentate da esponenti di centrosinistra. Mi chiedo: è possibile che la libertà di stampa sia messa in pericolo solo dalle due querele &lt;/em&gt;(ri-ridagli, ndr)&lt;em&gt; di Berlusconi?&lt;/em&gt;”. A questo punto, dopo aver dedicato tutto l’editoriale alle querele, Minzolini butta lì: “&lt;em&gt;Vediamo che succede all’estero&lt;/em&gt;”. A che proposito, secondo voi? Di querele di politici a giornalisti, lo capiscono anche i bambini (imbecilli compresi). Ecco come prosegue il direttore del Tg1: “&lt;em&gt;Nel 2004&lt;strong&gt; Tony Blair&lt;/strong&gt;, dopo un lungo braccio di ferro che arrivò quasi in tribunale, costrinse alle dimissioni i vertici della Bbc che lo accusavano di aver falsificato i dossier sulla guerra in Irak&lt;/em&gt;”. Notare il riferimento al tribunale: tutti, anche gli imbecilli, capiscono che Blair ha querelato la Bbc e se la questione non è approdata “in tribunale” (ma stava “quasi” per “arrivarci”) è perché i vertici della Bbc sono stati “costretti a dimettersi” prima. E’ tutto falso. Blair non ha mai denunciato la Bbc, dunque mai la sua inesistente denuncia avrebbe potuto arrivare in tribunale: fu istituita una commissione indipendente per una soluzione extra-giudiziaria della controversia. Fuori dai tribunali, dunque. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Ma andiamo con ordine: la Bbc aveva accusato il governo Blair di aver “ritoccato” il rapporto dei servizi segreti britannici sulle presunte armi di sterminio di &lt;strong&gt;Saddam&lt;/strong&gt; per renderlo più accattivante (“sexed up”), trasformando semplici ipotesi in fatti accertati, e per convincere l’opinione pubblica a sostenere il conflitto. Di lì la creazione del giurì indipendente presieduto da un ex giudice in pensione, &lt;strong&gt;Lord Hutton&lt;/strong&gt;. Il quale stabilì che la Bbc aveva ragione sui “ritocchi” al rapporto, ma che non c’erano le prove che il governo Blair fosse intervenuto in malafede. Il giornalista &lt;strong&gt;Andrew Gilligan&lt;/strong&gt;, autore dello scoop, si era fidato di una fonte, lo scienziato &lt;strong&gt;David Kelly&lt;/strong&gt;, che poi si era rivelata corretta: l’Iraq di Saddam, contrariamente a quel che sosteneva Blair, non possedeva armi di distruzione di massa. Lord Hutton stabilì però la buona fede di Blair e censurò Gilligan per averlo accusato di mala fede. Gilligan si scusò e, con un gesto non richiesto da nessuno (altro che “costretto”) lasciò la Bbc, come pure il direttore generale &lt;strong&gt;Greg Dyke&lt;/strong&gt;. Intanto l’entourage blairiano diede in pasto alla stampa il nome di Kelly, che si suicidò. Non contenti, Blair e il suo ministro per le Telecomunicazioni e la Cultura &lt;strong&gt;Tessa Jowell&lt;/strong&gt; (moglie dell’avvocato Fininvest &lt;strong&gt;David Mills&lt;/strong&gt;, poi condannato per essere stato corrotto da &lt;strong&gt;Berlusconi&lt;/strong&gt;) tentarono di modificare lo statuto della Bbc con un nuovo Royal Charter per renderla più influenzabile dall’esecutivo. Un progetto, per fortuna, stoppato per tempo. Tornando a Minzolini, quando ha evocato il caso Blair-Bbc a proposito delle cause civili intentate dai politici italiani a giornali e giornalisti ha montato un falso clamoroso. Proprio come ho scritto nel mio articolo che tanto ha turbato qualche imbecille. Casomai qualcuno volesse approfondire le altre balle minzoliniane, segnalo questo &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=GTSEZNSUJnw" target=_blank&gt;video che circola su youtube&lt;/a&gt;. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Veniamo ora alla Borromeo. Siccome seguo da vicino, quando posso, la confezione de &lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic"&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/span&gt;, so bene come sono andate le cose. Del resto, basta leggere attentamente l’articolo per capirlo. Quando è uscito il rapporto dell’Osservatorio europeo sulle droghe (Oedt) con la classifica dei paesi più infestati dalla &lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;cocaina&lt;/span&gt;, la Borromeo non s’è limitata a prenderli per buoni e a sbatterli in pagina, come han fatto gli altri giornali. Ma, caparbia com’è, ha interpellato alcuni dei maggiori esperti del settore, fra i quali il sociologo e saggista &lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Guido Blumir&lt;/span&gt;, perché la aiutassero a leggerli correttamente. Blumir le ha spiegato che quei dati, almeno per l’Italia, sono sottostimati: perché in Italia, quando vengono interpellati sull’uso di cocaina, solo i giovani rispondono sinceramente, mentre i consumatori più adulti e anziani tendono a negare; in più l’alto tasso di impunità di certi reati fa sì che le forze dell’ordine riescano a sequestrare soltanto il 5% della droga circolante, che a dispetto delle statistiche ufficiali ammonta a ben 100 tonnellate annue. Quindi la classifica europea andava corretta e, leggendo correttamente i dati dell’Oedt, l’Italia non risultava al terzo, ma al primo posto per il consumo di cocaina. &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/span&gt; non ha la pretesa di avere sempre ragione: commette errori, ma sempre in buona fede, tant’è che abbiamo - unici nel panorama dell’editoria - un’apposita rubrica intitolata &lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;“I nostri errori”&lt;/span&gt;. Nella quale rettifichiamo e ci scusiamo quando sbagliamo. Ma non quando diciamo la verità. Mi dispiace per gli imbecilli, ma dovranno farsene una ragione.&lt;br&gt;&lt;strong&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=2&gt;Segnalazioni&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/2009/11/14/no_alle_leggi_ad_personam_ades.html"&gt;ADESSO BASTA - FIRMA L'APPELLO DE IL FATTO QUOTIDIANO&lt;br&gt;PERCHE' FINISCA LO SCANDALO DELLE LEGGI AD PERSONAM&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/post/2379637.html" target=_blank&gt;&lt;br&gt;&lt;img src="http://antefatto.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/146135/adpersonam120.gif" border=0&gt;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;a style="FONT-WEIGHT: bold" href="http://www.enzodifrennablog.it/dblog/articolo.asp?articolo=553" target=_blank&gt;Inkarri e Juan Ruiz: il bavaglio a Enzodifrennablog.it&lt;/a&gt;&lt;br&gt;Un caso di censura alla libertà d’informazione in Rete - di Enzo Di Frenna&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=2&gt;da Micromega.net&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;a style="FONT-WEIGHT: bold" href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/legge-salva-premier-caselli-una-mannaia-sulla-giustizia-audio/" target=_blank&gt;Legge salva-premier, Caselli: Una mannaia sulla giustizia&lt;/a&gt; - Ascolta&lt;br&gt;&lt;a style="FONT-WEIGHT: bold" href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/crisi-economica-jose-saramago-la-disoccupazione-e-un-crimine-contro-lumanita/" target=_blank&gt;Crisi, Saramago: "Disoccupazione è crimine contro l'umanità"&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?r=176837" target=_blank&gt;&lt;font size=2&gt;&lt;strong&gt;Commento&amp;nbsp;del giorno &lt;br&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font size=2&gt;di&amp;nbsp;Federico Graziani -&amp;nbsp;lasciato il 15/11/2009 alle 4:42 nel post &lt;/font&gt;&lt;a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/blogs/servizi/comments.aspx?id_blogdoc=2380134" target=_blank&gt;&lt;font size=2&gt;Il popolo che dice basta&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;em&gt;&lt;font size=2&gt;Arriva al cinema 2012.&lt;br&gt;La nuova trovata di Berlusconi per far finire i suoi processi.&lt;/font&gt; &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Voglioscendere/~4/fHjt0qdYXe8" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <!--<author>Marco Travaglio</author>!-->
      <category domain="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=85820"><![CDATA[Marco Travaglio]]>
	  </category>
      <pubDate>Sun, 15 Nov 2009 16:40:00 GMT</pubDate>
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      <title><![CDATA[Il popolo che dice basta]]></title>
      <description>di &lt;em&gt;Antonio Padellaro&lt;/em&gt;&lt;br&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;br&gt;&lt;/strong&gt;Presidente&lt;strong&gt; Napolitano&lt;/strong&gt;. Presidente&lt;strong&gt; Fini&lt;/strong&gt;. “Adesso basta” è il titolo che abbiamo stampato ieri sulla prima pagina del &lt;em&gt;Fatto Quotidiano&lt;/em&gt;. Adesso basta è scritto sulle migliaia di messaggi che giungono al nostro giornale. Tutti indistintamente chiedono di mettere la parola fine allo scandalo che da quindici anni sta sfibrando l’Italia: la produzione incessante di leggi personali per garantire a &lt;strong&gt;Silvio Berlusconi&lt;/strong&gt; la totale immunità e impunità in spregio alla più elementare idea di giustizia. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Quello che rivolgiamo a voi che rappresentate la prima e la terza istituzione della Repubblica (sulla seconda, il presidente del Senato &lt;strong&gt;Schifani &lt;/strong&gt;pensiamo di non poter contare) non è un appello ma una richiesta di ascolto che, siamo certi, non andrà delusa. Tutte quelle lettere, e-mail, fax esprimono una protesta e una speranza. Di protesta “contro l’arroganza di un Potere che sembra aver perso ogni senso della misura e anche quello del decoro ”, scrisse &lt;strong&gt;Indro Montanelli &lt;/strong&gt;sulla &lt;em&gt;Voce&lt;/em&gt; nel 1994, all’epoca del decreto &lt;strong&gt;Biondi&lt;/strong&gt;. Fu il primo tentativo di colpo di spugna al quale ne sarebbero seguiti altri diciotto negli anni a seguire fino all’ultima vergogna chiamata “processo breve”. Allora la battaglia fu vinta. &lt;br&gt;&lt;br&gt;La redazione della &lt;em&gt;Voce &lt;/em&gt;fu alluvionata di fax dei lettori disgustati, il decreto fu ritirato e il grande giornalista così rese omaggio allo spirito di lotta dei concittadini: “Fino a quando questo spirito sarà in piedi, indifferente alle seduzioni, alle blandizie e alle minacce, la democrazia in Italia sarà al sicuro ”. Malgrado abbia attraversato tante sconfitte e tante delusioni quello spirito non appare per nulla fiaccato e chiede di trovare una risposta capace di dirci che la politica non è solo interesse personale e disprezzo per gli altri. Che le istituzioni sono davvero un baluardo contro le prepotenze del più forte. Questa è la nostra speranza presidente Napolitano e presidente Fini. Per questo vi trasmetteremo i messaggi dei nostri lettori. Tenetene conto.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;em&gt;Da Il Fatto Quotidiano del 14 novembre 2009&lt;/em&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;Diffondi&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/146135/adpersonam120.gif"&gt;&lt;br&gt;&lt;textarea id="embed" onclick="javascript:this.focus();this.select ();"&gt;&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/post/2379637.html" target="_blank"&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;img src="http://antefatto.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/146135/adpersonam120.gif" border="0"&amp;gt;&amp;lt;/a&amp;gt;&lt;/textarea&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sottoscrivi l'appello&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;&amp;nbsp; &lt;iframe src="http://antefatto.ilcannocchiale.it/blogs/servizi/firma.aspx?c=7" width="100%" frameborder="no" height="400" scrolling="no"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;strong&gt;Elenco Firme&lt;/strong&gt; &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;iframe style="width: 100%; height: 500px;" src="http://antefatto.ilcannocchiale.it/blogs/servizi/leggifirme.aspx?C=7" frameborder="no"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Voglioscendere/~4/28oeAQchY1Q" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <!--<author>chiarelettere</author>!-->
      <category domain="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=168463"><![CDATA[Il Fatto Quotidiano]]>
	  </category>
      <pubDate>Sat, 14 Nov 2009 20:37:00 GMT</pubDate>
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      <title><![CDATA[L’antimafia del carcere molle ]]></title>
      <description>&lt;br&gt;&lt;img style="width: 450px; height: 360px;" alt="Vignetta di Franzaroli" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/52530/Ottimismo_web.jpg" longdesc="Vignetta di Franzaroli" vspace="1" align="bottom"&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Signornò&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;da l'Espresso in edicola&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Forse era un filino imbarazzato per le rivelazioni dell’&lt;em&gt;Espresso&lt;/em&gt;. O forse aveva semplicemente preso sul serio l’adorato premier (“Non sono ricattabile né ricattato da nessuno”, neppure dalla mafia). Sta di fatto che il ministro &lt;strong&gt;Angelino Alfano&lt;/strong&gt; ne aveva detta una giusta: “Riaprire le supercarceri di Pianosa e Asinara e metterci dentro i mafiosi cattivi”. Ma ha dovuto subito rinculare, scaricato dagli altri ministri, &lt;strong&gt;Maroni&lt;/strong&gt; escluso, improvvisamente convertiti all’ambientalismo. Mai prendere sul serio Berlusconi quando parla sul serio: lui dice la verità solo quando scherza. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Peccato: sarebbe stato &lt;strong&gt;un bel segnale a Cosa Nostra&lt;/strong&gt;, proprio mentre si scoprono ogni giorno nuovi particolari sul patto Stato-mafia siglato nel 1992-’93 sulla pelle dei morti ammazzati. Una stonatura dopo 15 anni di leggi spaventosamente somiglianti a quelle richieste da Riina nel “papello”. Una mossa che avrebbe tappato la bocca ai soliti malfidati che sospettano una &lt;strong&gt;trattativa &lt;/strong&gt;tuttora in pieno corso. Già quest’estate i magistrati che indagano sul papello e dintorni avevano sollecitato la riapertura di &lt;strong&gt;Pianosa e Asinara&lt;/strong&gt;. Dal 1998, quando il centrosinistra d’accordo col centrodestra chiuse i due carceri di massima sicurezza che isolavano i boss delle stragi, inducendone molti a collaborare, non si ricorda una legge che abbia davvero scontentato la mafia. &lt;br&gt;&lt;br&gt;La stabilizzazione del 41-bis, fiore all’occhiello dell’antimafia berlusconiana, è &lt;strong&gt;fumo negli occhi&lt;/strong&gt;: ha reso addirittura più facile per i mafiosi ottenere la revoca del carcere duro rispetto a quando la misura veniva rinnovata dal governo ogni sei mesi. Intanto le &lt;strong&gt;confische dei beni&lt;/strong&gt; si fanno sempre più complicate e l’isolamento in cella sempre più perforabile. Fra il 1999 e il 2000, poi, due capolavori che devono aver sorpreso persino Riina. Prima, per alcuni mesi, fu abrogato l’ergastolo per le stragi, con l’estensione del rito abbreviato a tutti i reati (le pene a vita si riducevano a 30 anni, che poi in Italia significano 20). Poi la “riforma dei pentiti” ridusse i benefici a tal punto da scoraggiare i mafiosi dal collaborare ancora con la giustizia. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Intanto al ministero c’era chi si adoperava - fortunatamente invano - per esaudire un altro desiderio dei boss detenuti, già contenuto nel papello: &lt;strong&gt;la “dissociazione” modello Br&lt;/strong&gt;. I mafiosi avrebbero ammesso il proprio status e i propri reati per cui erano già stati condannati, senz’aggiungere una parola utile a nuove indagini, ottenendo la revoca dell’ergastolo e del 41-bis, oltre ai benefìci della Gozzini, a costo zero. Tutta manna per l’intoccabile &lt;strong&gt;Provenzano&lt;/strong&gt;, padre cofondatore della Seconda Repubblica, e per i politici amici assediati come lui dagli stragisti in cella. Nel 2001 &lt;strong&gt;Bagarella&lt;/strong&gt; protestò per le “promesse non mantenute”, poi alcuni mafiosi sventolarono allo stadio di Palermo un minaccioso striscione: “Uniti contro il 41bis. Berlusconi dimentica la Sicilia”. Chissà che avrebbero scritto questa volta, se il governo avesse riaperto Pianosa e l’Asinara. Meglio evitare. &lt;br&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(Vignetta di &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold; font-style: italic;" href="http://franzaospagnapurchesemagna.blogspot.com/" target="_blank"&gt;Franzaroli&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br style="font-weight: bold;"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Segnalazioni&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/2009/11/14/no_alle_leggi_ad_personam_ades.html"&gt;ADESSO BASTA - FIRMA L'APPELLO DE IL FATTO QUOTIDIANO&lt;br&gt;PERCHE' FINISCA LO SCANDALO DELLE LEGGI AD PERSONAM&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/post/2379637.html" target="_blank"&gt;&lt;br&gt;&lt;img src="http://antefatto.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/146135/adpersonam120.gif" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.resetradio.net/2009/11/peter-gomez-quei-brevissimi-processi/" target="_blank"&gt;Peter Gomez: quei brevissimi processi&lt;/a&gt; - Ascolta l'intervista a cura di ResetRadio&lt;br&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.andreadambra.eu/?p=755" target="_blank"&gt;&lt;br&gt;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.andreadambra.eu/?p=755" target="_blank"&gt;&lt;font size="2"&gt;Il "dissidente" Griffin per l'esclusione dei "criminali" dal Parlamento europeo&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font size="2"&gt; di Andrea D'Ambra&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;br&gt;Sabato 14 novembre a Milano &lt;a href="http://www.pieroricca.org/" target="_blank"&gt;Qui Milano Libera&lt;/a&gt; organizza un presidio contro la nuova porcata su misura per la ragionevole durata del principio di uguaglianza &lt;br&gt;via Mercanti, nei pressi di piazza Duomo dalle ore 14,30 alle 19&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.partecipami.it/?q=node/8170" target="_blank"&gt;&lt;br&gt;&lt;font size="2"&gt;Milano dice no. Mobilitazione generale contro le mafie&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font size="2"&gt; - 13,14, 15 novembre&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?r=176837" target="_blank"&gt;Commento del giorno&lt;br&gt;&lt;/a&gt;di&amp;nbsp;claudio&amp;nbsp;-&amp;nbsp;&amp;nbsp; lasciato il 13/11/2009 alle 15:47&amp;nbsp;&lt;font size="2"&gt;nel post &lt;/font&gt;&lt;a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/blogs/servizi/comments.aspx?id_blogdoc=2378642" target="_blank"&gt;&lt;font size="2"&gt;Assuefazione da conflitto&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;em&gt;Berlusconi con il lodo Alfano voleva solo lavorare tranquillo...che male c'è? Anche il fornaio sotto casa mia vorrebbe lavorare tranquillo...si potrebbe processare pure lui alla pensione che mi mancano i suoi panini all'olio?&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;div class="daticommento"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;a name="8603396"&gt;
&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Voglioscendere/~4/YxnqTIt4D_I" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <!--<author>Marco Travaglio</author>!-->
      <category domain="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=85820"><![CDATA[Marco Travaglio]]>
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      <pubDate>Fri, 13 Nov 2009 16:32:00 GMT</pubDate>
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      <title><![CDATA[Assuefazione da conflitto]]></title>
      <description>&lt;font size="2"&gt;&lt;br&gt;&lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" target="_blank" href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2378780.html"&gt;Annozero live - Commenta in diretta la puntata di stasera e l'intervento di Marco Travaglio&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;img style="width: 400px; height: 370px;" alt="Vignetta di Bandanax" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/56308/PROCESSO-BREVE.jpg" longdesc="Vignetta di Bandanax" vspace="1" align="bottom"&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ricapitoliamo: siamo a &lt;strong&gt;18 leggi (o tentativi di legge) in 15 anni&lt;/strong&gt; per salvare il Cavaliere dai suoi presunti reati penali, dai suoi presunti debiti fiscali e societari, dai suoi presunti imbrogli, dai suoi presunti affari diurni e notturni. Ammiriamo la pura abnegazione dei suoi &lt;strong&gt;eserciti parlamentari&lt;/strong&gt; e la perpetua insonnia dei suoi legali ingaggiati ormai a dozzine e sottoposti a tour de force legislativi per scovare viti, chiodi, mastice, bulloni e riuscire a tenere in piedi tutto quello che va in pezzi, scivola, si sfalda, traballa, non si incastra, &lt;strong&gt;per tenere il Capo fuori dai guai&lt;/strong&gt;, protetto, addirittura nascosto sotto a coltri di nuove leggi e sofismi, incapsulato nel plexiglass, visibile alle masse, invisibile alla giustizia.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Diciotto leggi. Con la progressiva &lt;strong&gt;assuefazione&lt;/strong&gt; di quasi tutti i commentatori politici che alla vigilia di questo nuovo assalto alla prescrizione (100 mila processi cancellati) e nuovo scudo immunitario per i parlamentari, discutono nel dettaglio i labirinti dalle nuove (eventuali) normative, la loro efficacia, i contraccolpi che produrranno nella maggioranza e nella opposizione, quanto e come reggeranno il vaglio della Corte o se verranno polverizzate. E con quali conseguenze: si andrà a votare? Passerà la Finanziaria?&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ma si dimentica sistematicamente il primo e fondamentale dettaglio della storia: i reati commessi (o non commessi) dal Cavaliere. Se siano fondate oppure no le accuse. Se siano attendibili le testimonianze e le prove. Verosimile la ricostruzione dei fatti. E l’analisi degli indizi. Esattamente come si è fatto e si fa – fino al gioco grottesco dei processi da talk show&amp;nbsp; – negli innumerevoli casi di cronaca, da Cogne a Garlasco, dall’omicidio di Meredith a quello di Gabriele Sandri. Tutti rivelandosi sommamente interessati all’involucro della storia, ai vantaggi di occuparsene per finta, e invece &lt;strong&gt;indifferenti al cuore del problema&lt;/strong&gt;.&lt;br&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;font size="2"&gt;(Vignetta di &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold; font-style: italic;" href="http://www.flickr.com/photos/bandanax/" target="_blank"&gt;&lt;font size="2"&gt;Bandanax&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;font size="2"&gt;)&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp; &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Segnalazioni&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sua Innocenza&lt;/span&gt; - di &lt;a style="font-weight: bold; color: rgb(128, 128, 128);" target="_blank" href="http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/?r=136732"&gt;Carlo Cornaglia&lt;/a&gt;&lt;br&gt;Finzioni, inganni, ignobili cavilli&lt;br&gt;sono da tempo il pane quotidiano&lt;br&gt;col qual legal lacché e Guardasigilli&lt;br&gt;alimentano il popolo italiano.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Sono chiari i problemi del Paese:&lt;br&gt;non la scuola, la crisi, le riforme,&lt;br&gt;non il non arrivare a fine mese,&lt;br&gt;non i precari o un debito che è enorme...&lt;br&gt;&lt;a target="_blank" href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2378791.html"&gt;Leggi tutto&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?r=176837" target="_blank"&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font size="2"&gt;Commento del giorno&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;&lt;font size="2"&gt;di Leon&amp;nbsp;-&amp;nbsp; lasciato il 12/11/2009 alle 8:35 nel post Oligarchie di camorra&lt;em&gt;&lt;br&gt;E poi dicono che mancano 800 milioni di euro per la banda larga; ma noi la banda larga ce l'abbiamo già: è in parlamento! &lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Voglioscendere/~4/F7wn08R7YK4" height="1" width="1"/&gt;</description>
      <!--<author>pino_corrias</author>!-->
      <category domain="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?id_blogrub=85821"><![CDATA[Pino Corrias]]>
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      <pubDate>Thu, 12 Nov 2009 17:40:00 GMT</pubDate>
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