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		<title>BeagleBoard rebirth &#8211; part 1</title>
		<link>https://www.wannaplay.it/2012/11/03/beagleboard-rebirth-part1/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Nov 2012 15:12:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[DvD]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[arm]]></category>
		<category><![CDATA[embedded]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[3.6.3 kernel]]></category>
		<category><![CDATA[Beagleboard]]></category>
		<category><![CDATA[u-boot]]></category>

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		<description><![CDATA[What do you do when it happens to have a little bit more spare time, a powerful brand new i5 laptop, a dust-collecting BeagleBoard sleeping in a corner since forever and a bunch of KNX hardware? Yes, finally I found my way for what is going to be a little automation project. This post is [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>What do you do when it happens to have a little bit more spare time, a powerful brand new i5 laptop, a dust-collecting BeagleBoard sleeping in a corner since forever and a bunch of KNX hardware?</p>
<p>Yes, finally I found my way for what is going to be a little automation project.<br />
This post is just a brief preliminary log of what I managed to put together in few hours and it will evolve with step-by-step tutorial-like description.</p>
<p>By now I do have the following working on my Rev.C2 Beagleboard:</p>
<p></p><pre class="crayon-plain-tag">U-Boot SPL 2012.10-00434-ged296d2 (Nov 03 2012 - 14:35:55)
OMAP SD/MMC: 0
reading u-boot.img</pre><p></p>
<p></p><pre class="crayon-plain-tag">U-Boot 2012.10-00434-ged296d2 (Nov 03 2012 - 14:35:55)

OMAP3530-GP ES3.0, CPU-OPP2, L3-165MHz, Max CPU Clock 600 mHz
OMAP3 Beagle board + LPDDR/NAND
I2C:   ready
DRAM:  256 MiB
NAND:  256 MiB
MMC:   OMAP SD/MMC: 0
*** Warning - bad CRC, using default environment

In:    serial
Out:   serial
Err:   serial
Beagle Rev C1/C2/C3
timed out in wait_for_pin: I2C_STAT=0
No EEPROM on expansion board
Die ID #17fa00030000000004013f7902015008
Net:   Net Initialization Skipped
No ethernet found.
Hit any key to stop autoboot:  0 
mmc0 is current device
gpio: pin 173 (gpio 173) value is 1
gpio: pin 7 (gpio 7) value is 0
SD/MMC found on device 0
reading uEnv.txt
** Unable to read file uEnv.txt **
** File not found /boot/uImage **
Booting from nand ...

NAND read: device 0 offset 0x280000, size 0x400000
 4194304 bytes read: OK
Wrong Image Format for bootm command
ERROR: can't get kernel image!
OMAP3 beagleboard.org # fatload mmc 0 0x80300000 uImage
reading uImage
4050752 bytes read
OMAP3 beagleboard.org # bootm 0x80300000
## Booting kernel from Legacy Image at 80300000 ...
   Image Name:   Linux-3.6.3
   Image Type:   ARM Linux Kernel Image (uncompressed)
   Data Size:    4050688 Bytes = 3.9 MiB
   Load Address: 80008000
   Entry Point:  80008000
   Verifying Checksum ... OK
   Loading Kernel Image ... OK
OK

Starting kernel ...</pre><p></p>
<p></p><pre class="crayon-plain-tag">[    0.000000] Booting Linux on physical CPU 0
[    0.000000] Linux version 3.6.3 (dvd@DvD-Lenovo-Z580) (gcc version 4.5.2 (Sourcery G++ Lite 2011.03-42) ) #5 SMP Sat Nov 3 15:32:29 CET 2012
[    0.000000] CPU: ARMv7 Processor [411fc083] revision 3 (ARMv7), cr=10c53c7d
[    0.000000] CPU: PIPT / VIPT nonaliasing data cache, VIPT nonaliasing instruction cache
[    0.000000] Machine: OMAP3 Beagle Board
[    0.000000] Reserving 12582912 bytes SDRAM for VRAM
[    0.000000] Memory policy: ECC disabled, Data cache writeback
[    0.000000] OMAP3430/3530 ES3.0 (l2cache iva sgx neon isp )</pre><p> </p>
<p>It looks promising. I&#8217;ll be back soon.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Come raggiungere la Grecia in macchina guidando per 1997 km</title>
		<link>https://www.wannaplay.it/2012/08/12/come-raggiungere-la-grecia-guidando/</link>
		<comments>https://www.wannaplay.it/2012/08/12/come-raggiungere-la-grecia-guidando/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 12 Aug 2012 19:24:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[DvD]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Trips]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[croazia]]></category>
		<category><![CDATA[grecia]]></category>
		<category><![CDATA[guidare]]></category>
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		<category><![CDATA[slovenia]]></category>

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		<description><![CDATA[Premessa Mi piace guidare. Mi piace fare chilometri e chilometri, sia in compagnia, sia da solo. Se devo farne tanti preferisco essere da solo perchè posso gestire meglio la situazione, ma è una condizione non sempre realizzabile. Come non è così comune poter fare molti chilometri, quindi quando se ne presenta l&#8217;occasione non mi tiro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Premessa</strong></p>
<p>Mi piace guidare. Mi piace fare chilometri e chilometri, sia in compagnia, sia da solo. Se devo farne tanti preferisco essere da solo perchè posso gestire meglio la situazione, ma è una condizione non sempre realizzabile. Come non è così comune poter fare molti chilometri, quindi quando se ne presenta l&#8217;occasione non mi tiro indietro.</p>
<p>L&#8217;occasione è stata la discesa verso la Grecia, per la precisione Corinto, partendo da Treviso. E no, non facendo un pezzo in nave e non facendo la costa croata. Era l&#8217;occasione d&#8217;oro per poter fare tappa in Bulgaria che non avevo ancora visitato e poter trapassare la Grecia dalla parte nord, a sua volta via non ancora sperimentata.</p>
<p>La mia passione per il chilometraggio da camionista è un po&#8217; di famiglia e un po&#8217; derivata da quel periodo della mia vita vissuto in Germania con un piede sempre pronto al giorno del ritorno. Era un avanti e indietro per svariati motivi (festività, esami universitari, spostamenti familiari) che ad ogni tratta segnava 1000km giusti. Mille andare. Mille tornare. E il contachilometri della Clio saliva, saliva e saliva finché un giorno è successo quello che ormai è entrato nella leggenda, ma di cui non scrivo perché probabilmente sono ricercato da qualcuno in Germania. Però non fidatevi dei meccanici tedeschi, ma soprattutto non fidatevi dei pompieri. Dicevo&#8230; ormai il fare chilometri era diventato un piacevole momento.</p>
<p>Cercavo come un tossico l&#8217;occasione di allungare il percorso, prendere un&#8217;altra strada, fare tappa in una città diversa, ma una volta tornato in Italia la pacchia è finita. Niente più scorribande, niente più deviazioni, niente più autostrade.</p>
<p>Ma nell&#8217;esatto momento in cui mia moglie ha detto che pensava di tornare in Grecia con prole a carico per il mese intero di Agosto (e io non potevo seguirli a causa del lavoro) la luce della discesa balcanica si è accesa. Tutte le condizioni per potermi fare una valanga di chilometri, in stati diversi con tempi relativamente comodi era lì di fronte a me.</p>
<p><em>2000 succosissimi chilometri. </em></p>
<p>[ad]<span id="more-472"></span></p>
<p><strong>Del momento in cui pianifichi ogni dettaglio, ma sai che sono solo cazzate.</strong></p>
<p>Certo, 2000, perché ho fatto di tutto per prenderla larghissima, anche se la via tendenzialmente più corta non è così rose e fiori e non rendeva la mia scelta così assurda in ogni caso.</p>
<p>GoogleMaps alla mano ho puntellato 5 stati di stelline, indirizzi e strade alternative. Ero felicissimo. Ho addirittura rispolverato Couchsurfing per trovare ospitalità nel punto migliore per fare tappa e frazionare il viaggio di 2000km in due. Perchè&#8230; è ovvio, andava diviso questo viaggio.</p>
<p>Alla fine dal lavoro riesco a farmi dare qualche giorno in più di ferie per poter massimizzare viaggio e permanenza, la famiglia era già in posizione dalla nonna greca, bastava solo arrivare al martedì 7 Agosto, verso sera, tempo di riempire l&#8217;auto con le ultime cose, riposarsi un po&#8217; e alle 3:00 di mattina partire.</p>
<p>Era tutto quasi pronto, contavo di tornare dal lavoro, sistemare casa (per non trovare la foresta amazzonica al mio ritorno), raccogliere quanto chiesto dalla moglie, chiudere la porta e andare.</p>
<p>Ok, era un attimo troppo pretenzioso. Mi sono addormentato alle 22 poco dopo aver avvisato che sarei partito la notte successiva.</p>
<p>Il giorno dopo ho rivisto i piani, svegliandomi riposato, valutando di partire verso le 22:00/23:00, sistemando tutto con calma e andando a recuperare quel fottuto nuovo router comprato per mia suocera dal corriere espresso dove è arrivato in ritardo, perché spedito in ritardo e via così discorrendo con tutte quelle cose sappiamo succedere in Italia, specialmente in Agosto.</p>
<p>Sono le 21 di mercoledì 8 Agosto ed è veramente tutto pronto. Anzi no, quasi. Devo ancora fare la valigia, ma è un dettaglio, quando ho mutande, magliette e ciabatte è più che sufficiente per quello che conto di fare nelle successive 2 settimane.</p>
<p><strong>La partenza. Sotto i migliori auspici.</strong></p>
<p>Eccomi, sono lì sotto il portico di casa con i miei genitori a ricordarmi di stare attento, andare piano e non fare stupidaggini. A 36 anni. Ne avessi mai fatte di stupidaggini in vita mia. Ad ogni modo mia madre riesce ancora a convincermi a darmi soldi contanti &#8220;che non si sa mai&#8221;. Fortunatamente non mi ha chiesto se avevo le mutande pulite, che metti caso mi succeda qualcosa&#8230; Comunque i soldi li avrei presi dal bancomat di lì a poco non era un problema, però erano lì, pronti e ho accettato. Qui il dettaglio non tanto il prestito (che salderò), ma sulla quantità. Un po&#8217; di più di quanti ne avrei presi io, che di per sé non sarebbe stato un problema perché di solito ne prendo all&#8217;occorrenza, ma verso la fine del viaggio avranno il loro peso.</p>
<p>Insomma, salgo in macchina e alle 23:00 parto. E quello che mi aspetta è riassunto nella mappa sottostante.</p>
<p><a href="https://maps.google.it/maps/ms?msid=212295447517435208859.0004c60061e4175f11f32&#038;msa=0"></a></p>
<p><strong>Dell&#8217;intraprendere il viaggio e constatare il fatto di poter realizzare una performance stellare pur non avendo una Audi, BMW o similari.</strong></p>
<p>La nostra Mazda5 è una buona macchina, non mi posso lamentare. Morbida nella guida, spaziosa, ha grinta quando serve pur non essendo un macchinone alla tedesca. Mi ci trovo bene. Ero mediamente carico, carico di tutte quelle cose di cui ti puoi circondare quando uno va in Grecia: serbatoio inox da 30 litri per l&#8217;olio, due antenne paraboliche, un&#8217;antenna UHF, uno scatolone con materiale elettrico, un router e una trousse di attrezzi da lavoro. Ah si, avevo anche delle Crocs non originali e la valigia.</p>
<p>Il primo tratto non l&#8217;ho nemmeno sentito. Sono uscito dall&#8217;Italia che non me ne sono accorto, giusto il tempo di fare la vignette per la Slovenia ed era già ora di passare Lubljiana. Ero lanciatissimo.</p>
<p>Non passa molto tempo che sono già al confine con la Croazia ad un tiro di sputo dalla capitale Zagabria. Subito si fa chiaro il divario: mentre la Slovenia nella sua piccolezza è stata relativamente facile da adattare al versante europeo occidentale, entrare in Croazia non per andare al mare ti fa ancora percepire i fasti della Jugoslavia, la solennità socialista la si nota dalle strutture visibili mentre guidi. Vedi che è cambiato qualcosa, ma non poi tantissimo. Ovviamente per quanto sia possibile cogliere le differenze stando in autostrada. Sta di fatto che a 480km mi fermo ( coordinate geografiche 45.23301939, 17.29013422 ), faccio la prima pisciata e contemplo quel poco di paesaggio croato che si intravede nella notte.</p>
<p>Riparto di slancio senza mezzi termini dopo aver aggiornato i familiari tutti sulla mia posizione e direzione, la strada da fare è ancora lunga. Alle 5.18 sono alla dogana Croazia-Serbia (45.04811957, 19.09743774) con un&#8217;alba spettacolare. Non sono stanco per niente sebbene non abbia dormito prima di partire e mi sento come se potessi correre ancora per molto. Del resto il mio primato precedente erano 1000 km e stavolta quel primato sarebbe stato solo la metà del viaggio.</p>
<p>Entro in Serbia senza problemi. La doganiera dallo sguardo cattivissimo mi borbotta qualcosa che io presumo voglia significare &#8220;Niente da dichiarare?&#8221; ed io con la faccia da gattino bagnato sotto la pioggia dico &#8220;ajfafunaufnnonono!&#8221;. Il vialone che mi si para davanti, nella sua corsia opposta è pieno di cestini per immondizie, dalla mia parte niente. Il primo pensiero ingenuo è &#8220;ci tengono tantissimo alla pulizia&#8221;, poi realizzo che la pulizia non c&#8217;entra un cazzo, ma è molto più probabile che abbia a che fare con le cose da lasciare a terra prima della dogana in caso di lunghe code. Se avete una spiegazione migliore fatemelo sapere che sono curiosissimo.</p>
<p>Insomma, sono in Serbia, la giornata è limpidissima e la strada è buona, soprattutto la strada è liberissima senza traffico. Le sfumature da ex-jugoslavia si fanno ancora più nette perchè qui il paesaggio è ancora più ampio e vasto, con minori costruzioni e quelle poche sono lì da molto tempo, per non dire abbandonate. Vorrei fermarmi a riposare, ma provo a tirarla ancora un po&#8217; lunga, finchè non mi rendo conto di quale sia la stazione di servizio migliore. Ecco&#8230; non esiste una stazione di servizio migliore e tanto meno una piazzola degna di una sosta. Soprattutto non esiste una zona d&#8217;ombra. In tutta la Serbia!</p>
<p>Devo attraversare Belgrado, ma c&#8217;è una sorta di deviazione e mi trovo in mezzo ad una città che vuole riemergere dal passato, che si sta sistmando le ferite, ma ne ha ancora molte. Se non fosse per alcune macchine nuove potrebbe essere il 1962 ad essere di manica larga. Dopo un po&#8217; di strettoie ritorno sull&#8217;autostrada che mi restituisce una fetta di modernità. La cosa che più mi colpisce è la quantità di rifiuti lungo le strade, soprattutto le bottiglie di plastica. E&#8217; una cosa strana perché non è che mi stupisca il rifiuto abbandonato in sé, è la modalità. Solo bottiglie di plastica pressate e schiacciate, come se volessero per davvero abbandonare quel merdaio in quella maniera. Un rimorchio di un camion trasportante lane e tessuti, squarciato, abbandonato da poco tra l&#8217;altro, lì poco prima di una galleria, con tutta la lana in giro e un principio di incendio. Lasciato lì come se fosse la cosa più normale del mondo. Ora, ripeto, non voglio fare la figura del provincialotto che si stupisce di tutto, era veramente surreale la modalità con cui era stato abbandonato. Ma io proseguo, tiro dritto un sacco di chilometri da fare e nemmeno mezzo metro quadro d&#8217;ombra per riposarsi. Mi fermo in una &#8220;zona di sosta con bar&#8221; a fianco ad un camion che parte dopo 10 minuti facendo finire il mio rilassamento nel sudore.</p>
<p>Riparto, ma sarebbe già il momento di pensare ad un pieno e non posso più fare lo schizzinoso per le aree di sosta: tra poco dovrò proseguire per una statale piccolina dopo <strong>Niš</strong> (pronuncia <a title="Alfabeto fonetico internazionale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alfabeto_fonetico_internazionale">[ˈniʃ]</a><sup id="cite_ref-dop_0-0" title="^ a b Bruno Migliorini; Carlo Tagliavini; Pietro Fiorelli, Il DOP - Dizionario d'ortografia e di pronunzia, 2a ed., Roma, ERI, 1981."><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ni%C5%A1#cite_note-dop-0">[1]</a></sup>, in <a title="Lingua serba" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_serba">serbo</a> <strong>Ниш</strong> / <em>Niš</em>, talvolta italianizzata in <strong>Nissa</strong><sup id="cite_ref-dop_0-1" title="^ a b Bruno Migliorini; Carlo Tagliavini; Pietro Fiorelli, Il DOP - Dizionario d'ortografia e di pronunzia, 2a ed., Roma, ERI, 1981."><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ni%C5%A1#cite_note-dop-0">[1]</a></sup> o, seguendo il toponimo <a title="Lingua latina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_latina">latino</a> <em>Naissus</em>, <strong>Naisso</strong>) per poter accedere alla Bulgaria da una strada superiore ed evitare la parte sud della Serbia, dove dicono non sia proprio il massimo da attraversare (mi sono informato sul sito del Ministero degli Esteri, mica faccio chilometri alla cazzo).</p>
<p>Faccio benzina convinto di pagare meno, invece mi chiedono sempre 75€ dopo avermi fatto vedere il cambio con una calcolatrice, cosa sulla quale io non tempo e voglia di fare i conti e accetto di buon grado (anche se &#8220;bel grado&#8221; farebbe molto più ridere).</p>
<p>Non c&#8217;è traffico, si corre molto bene, ma finalmente realizzo una cosa che da molto osservo: è dalla Croazia che sono circondato da auto con targa tedesca e di sicuro la gente stipata dentro tra una marea di cose stipate a loro volta non è tedesca. E lo dico per esperienza, un tedesco non riempirebbe mai un&#8217;auto in quella maniera. Spesso queste auto hanno targa uguale a gruppi di 2 o 3 e non c&#8217;è una particolare concentrazione di una determinata zona della Germania, arrivano da ogni angolo, partendo da Amburgo, fino giù a Monaco. In sostanza sono gli emigranti che tornano a casa, in buona parte turchi, ma con qualche spruzzata di greco. Infatti alla stazione di servizio riesco a fare &#8220;overheard&#8221; di una famiglia chiaramente greca con targa di Stoccarda alle prese con un cambio pannolini. Farsi i cazzi degli altri in più lingue è un&#8217;esperienza inebriante, la parte più divertente è lasciare il dubbio a chi stai ascoltando se veramente riesci a capire cosa stanno dicendo. Un greco con targa tedesca in Serbia credo si senta abbastanza sicuro, ma non se ci sono in giro io.</p>
<p>Prendo una statale che si perde tra le montagne e i fiumi fino ad arrivare ad un cantiere di lavori in corso lughissimo e larghissimo di un&#8217;autostrada che presumo sarà la via di comunicazione futura tra la Bulgaria e la Serbia. Nel frattempo però la dogana Serbia-Bulgaria appare all&#8217;orizzonte.</p>
<p><strong>Di come tutte le tappe pianificate vadano a puttane, ma sempre meno di quanto andranno a puttane dopo.</strong></p>
<p>La Grecia è ancora distante, ma il mio record personale sta per essere frantumato con semplicità. Approdo in Bulgaria dopo aver visto una bella doganiera bulgara e aver mostrato i contenuti bizzarri del mio bagagliaio al doganiere gentilissimo bulgaro pure lui. Secondo i miei piani di lì a poco avrei dovuto fare tappa definitiva, cioè tagliare il mio viaggio e ripartire il giorno dopo. Questo se fossi partito alle 3:00 di notte. Ma erano tipo le 11:00, caricatissimo, 1000 km fatti e 1000 da fare. Potevo solo andare avanti.</p>
<p>Mi procuro la vignette bulgara, cosa che fa diventare il mio parabrezza una raccolta di figurine. Potrei ora lanciare la filippica sul perché tutto il mondo usi le vignette per l&#8217;autostrada e l&#8217;Italia no (ma anche la Grecia volendo), ma non ho tempo. Vado avanti in direzione <strong>Sofia</strong> (<a title="Alfabeto fonetico internazionale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alfabeto_fonetico_internazionale">/ˈsɔfja/</a>,<sup id="cite_ref-0" title="^ Dizionario d'ortografia e di pronunzia. URL consultato in data 29 marzo 2010."><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sofia#cite_note-0">[1]</a></sup> in <a title="Lingua bulgara" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_bulgara">bulgaro</a> София, <em>Sofija</em> <a title="Alfabeto fonetico internazionale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alfabeto_fonetico_internazionale">[&#8216;sɔfija]</a>) esercitando il mio colpo d&#8217;occhio nel trasportare in tempo reale parole scritte con alfabeto cirillico, greco e latino. Mentre percorro il vialone che entra nella capitale bulgara lo spazio/tempo si contrae e mi trovo a passare di fronte ad un misto tra favela brasiliane, slum indiana e sobborgo cittadino mal tenuto. Dopo una bellissima strada alberata che potrebbe farti credere di essere in Francia, in pochi metri entri nella più ovvia e comune zona industriale, con sfavillanti concessionari d&#8217;auto, centri commerciali e edifici vetrati. Ma dopo tutta questa ovvietà trovi un fiume/canale/rigagnolo dove sulla riva ci sono infinite baracche, dalle quali escono infiniti bambini trasportanti bottiglie di plastica, raccolta dai genitori e i fratelli più grandi per poi portarla non so dove. Nel frattempo fanno anche la carità perché questo nucleo abitativo è a ridosso di un incrocio importante e che lascia poco spazio al dubbio: a sinistra Turchia, dritti centro Sofia, destra Grecia. Mi sembra superfluo sottolineare che nel momento esatto in cui ho svoltato a destra ho perso tutti i miei compagni con targa tedesca.</p>
<p>L&#8217;autostrada bulgara, o per lo meno quella che ho fatto, è abbastanza nuova e tenuta bene. Mi ha fatto abbastanza impressione la quantità di polizia bulgara incontrata: erano ovunque e credo di aver trovato non meno di una decina di volanti in 200km. Continuo imperterrito, sono a pieno regime sebbene una zona in ombra mi farebbe comodo e proseguo per <strong>Blagoevgrad</strong> (bul. Благоевград, già Горна Джумая, Gorna Džumaya) luogo in cui dovevo fermarmi per la tappa-riposo, ma vista la performance stellare che stavo eseguendo, ho lasciato alle mie spalle in pochi minuti: la successiva dogana era lì vicino, troppo vicino.</p>
<p>Trovo una piazzola all&#8217;ombra di una montagna, la seconda utilizzabile di tutto il tragitto bulgaro e mi fermo ad ammirare una stazione di servizio abbandonata, ma in funzione grazie a dei serbatoi alimentari di recupero e una pompa elettrica installata sopra (esattamente in questa posizione 41.81407943, 23.16048653). Attivo il roaming dati per fare un checkin in Bulgaria, vedere quanto realmente manca alla meta, svengo dopo aver realizzato quanto manca e riparto. Devo fare pure benzina e cerco di sfruttare il serbatoio quanto più possibile per poterlo riempire quanto più possibile al costo di 1.3€/l offerto dall&#8217;economia bulgara. Se mi fossi dovuto affidare all&#8217;economia greca un 35% in più non me lo toglieva nessuno.</p>
<p><strong>Dell&#8217;entrare in Grecia, sentirsi a casa e venire per questo pugnalato alle spalle.</strong></p>
<p>Dopo un soddisfacente pieno con 61€ e la seconda pisciata del tragitto (avete capito bene, 1200 e rotti chilometri e due pisciate) mi trovo al confine con la Grecia. Praticamente mi sento a casa. Vedo stanchi doganieri tenere in coda la gente senza un reale motivo, mentre fumano scoglionati la loro ennesima sigaretta e fanno gesti tipo &#8220;tu passi, tu no, tu vai lì, tu vai anche a fanculo&#8221;.</p>
<p>Aspetto non so bene cosa, ma entro nella nazione patria natia di mia moglie, la mia d&#8217;adozione, metà di quella di mio figlio, entro nella culla della civiltà e della democrazia moderna. E di fronte a me c&#8217;è solo una strada spoglia in quanto evidentemente nuova. Ma lì, nel nulla doganale, una supermercato nuovo chiuso.</p>
<p>Abituato alle bizzarie greche non perdo tempo e forte del fatto che so fino a che punto posso spingere l&#8217;acceleratore, scendo dalla montagna in direzione Salonicco. Sono decisamente stanco, ma mancano ancora poco meno di 800km, quello che per molti potrebbe essere un intero lungo viaggio, per me è solo un altro settore. E ancora non so cosa mi aspetta. Infatti l&#8217;idea è tanto chiara quanto vaga: percorrere l&#8217;autostrada nuova tra Egoumenizza e Salonicco per raggiungere il versante ovest, una volta arrivati a Ioannina scendere verso sud, passare il ponte di Rio a Patrasso e tirare dritto per l&#8217;ultimo settore di questo viaggio. Ma ormai lì sarei praticamente a casa, l&#8217;ho già fatta una volta e potrei quasi usare il pilota automatico.</p>
<p>Però c&#8217;è un fottuto però.</p>
<p>Però c&#8217;è stato in fase di pianificazione il top dei misunderstanding, la madre del lost in translation, il massimo in fatto di accenti spostati. Le strade per scendere verso sud sono due potenzialmente: o scendi dalla parte est per Larisa-Atene-Corinto-Kiato o vai per Ioannina-Patrasso-Kiato dalla parte ovest. Io, parlando con mia moglie, avevo inteso che la parte est era tortuosa, infinita e brutta da fare, quindi mi sono detto faccio la parte ovest &#8220;che fa tutta la costa, guarda che bella di sera che deve essere&#8221;. Costa. Curve. Sera. Doveva suonarmi un maledettissimo campanello, ma dato che non è suonato io, già stanco in abbondanza cerco la mia via in discesa verso Salonicco, convinto di vedere ad un certo punto indicazioni Patrasso, almeno per capire la direzione.</p>
<p>Ora voi direte &#8220;e un navigatore? Una cartina?&#8221;. Si, ce l&#8217;avevo, o meglio, avevo la versione braccino corto. Una volta attivato il roaming dati sul telefono, lo usavo solo per caricare il successivo quadrante di GoogleMaps che mi sarebbe servito. La cartina era troppo poco dettagliata, i coglioni troppo rotti e si stava facendo sera. Non pago di questo scopro con orrore che Patrasso non se lo caga nessun cartello. Tutti i cartelli scrivono &#8220;Atene&#8221;.</p>
<p><strong>Del constatare che in Grecia tutte le strade portano ad Atene.</strong></p>
<p>E&#8217; qui che la mia terra d&#8217;adozione mi ha pugnalato. Persino in Italia se vai a Roma, dove è risaputo tutte le strade portano, ad un certo punto trovi tipo Bologna o Firenze, ma anche Orte volendo. In Grecia no, intanto Atene, poi si vede. Io dovevo capire che direzione prendere per andare verso Ioannina, e loro ti mettono in caratteri enormi e spropositatamente non linearmente proporzionali alla grandezza della destinazione o Atene o il prossimo paesello che ha avuto la fortuna di ospitare il nodo autostradale. Probabilmente avrei dovuto seguire Atene e basta, ma io no, io dovevo attenermi al piano e affettare la Grecia longitudinalmente. Dopo soli 1300km valutavo il viaggio per chilometri rimanenti ed erano sempre tantissimi, ma ormai ero nella situazione in cui non potevo più fermarmi, ne trovare dove fermarmi (o meglio, non ne valeva la pena) e ne prendermi una pausa ragionevolmente lunga. Che fare? Proseguire ovviamente.</p>
<p>A dire il vero c&#8217;era sempre l&#8217;indicazione per Antirrio, ma nella mia stanchezza l&#8217;ho sempre considerato il prossimo paesello oppure un errore di lettura, non difficile con un alfabeto diverso dal solito. Che cazzo è sto Antirrio, io devo andare a Patrasso. Può essere che sia più grande di Patrasso? No, e allora fanculo Antirrio. Che errore.</p>
<p>Con il mio sistema di navigazione dei poveri inforco la giusta autostrada, ma a fronte di un cedimento strutturale del mio fisico e di una pioggerellina inaspettata, mi fermo in un bel piazzale per fare una dormita, cosa che in realtà non riesco a fare decentemente perché sudo l&#8217;anima e non solo. Riparto, però è davvero dura e mi rendo conto che alla fine non ho bevuto nemmeno un caffè. Dalla notte precedente. Dandomi del coglione aspetto la prossima area di servizio che quando ti serve, non c&#8217;è mai. Oppure su questa nuovissima autostrada ce ne sono veramente poche.</p>
<p>Ne trovo una che sembra più o meno l&#8217;oasi di Omar il Fichissimo ne &#8220;Una vacanza bestiale&#8221;: nel nulla c&#8217;è un&#8217;area di sosta presentata come &#8220;autohof&#8221; manco fossimo in Baviera, ti fermi e c&#8217;è un disco bar con tanto di piscina e musica unz unz, un sacco di bulgari, greci altolocati e cani randagi. Incolpo la stanchezza di farmi vedere cose assurde e mi prendo un &#8220;frappè metrio me gala&#8221; bevanda standard per farmi di caffè quando sono in Grecia. Mi sento rincuorato abbastanza da riprendere la marcia e finalmente arrivo a Ioannina.</p>
<p>Capisco di essere in un grosso centro urbano quando mi trovo a girare in tondo in una rotonda enorme di fronte ad un IKEA. E&#8217; il momento di aggiornare i familiari in merito alla mia posizione e mi sento dire &#8220;ah sei vicino, tra 3/4 ore sarai qua!&#8221;. &#8220;Tra 3/4 ore&#8230;&#8221; dopo 1800 km è la perfetta cosa da dire per far capire cosa si intende per &#8220;mixed emotions&#8221;. E il peggio doveva ancora arrivare.</p>
<p><strong>Del correre al buio, stremato, tra mille insidie che non vorresti per nessun motivo incontrare nel tuo attuale status di persona stremata.</strong></p>
<p>Sono le 21 scarse e sono a Ioannina. Guardando su GoogleMaps dove sono in realtà non voglio credere si essere dove sono perchè sembra ancora lunghissima. Il problema vero è che lo è di più di quanto io riesca a percepire. Mi incammino immettendomi nel flusso di auto che si perde nel buio di una strada che non so nemmeno come descrivere. Sembra la statale Romea greca con i greci che ci guidano sopra e la cosa non volge a mio favore. E&#8217; una strada non strettissima, ma nemmeno larghissima, di sicuro non ti permette di sorpassare e se te lo permette è per qualche microsecondo. Ad aggravare la situazione ci sono degli agglomerati urbani non proprio urbani. Una specie di villaggi del vecchio west, con due o tre ristoranti, un distributore, ogni tanto un meccanico o un supermercato e basta. Andrebbe aperta una parentesi sul fatto che tutti i ristoranti erano stracolmi, ma la crisi economica in questo momento non mi importa, bestemmio un po&#8217;, inveisco sugli evasori fiscali che vanno a mangiare fuori in Cayenne manco fossi un leghista, ma continuo. Sempre avanti. In questo mio infinito inseguimento al buio scelgo un tizio in 500 anni 90 come &#8220;compagno di viaggio&#8221;. Il compagno di viaggio è quello che scegli per farti trainare, una sorta di motivazionatore che ti da il ritmo quando vuoi cedere. Ecco, il compagno di viaggio va sempre seguito, anche quando ti sembra che stia facendo una cazzata. Il mio compagno di viaggio ad un certo punto svolta in direzione Atene. Ti pareva. Sapendo più o meno dov&#8217;ero la direzione Atene mi sembrava la più sbagliata in assoluto. Ma il mio sembrare non era l&#8217;esperienza del compagno di viaggio. Il mio sembrare mi fotte e mi fa piombare nel centro di Arta che in quel momento secondo me aveva la stessa densità di popolazione di Caracas con l&#8217;aggravante di avere tutti i cartelli coperti da adesivi o rovinati o bruciati o non lo so&#8230; so solo che mi trovavo nel centro di questa fottuta Arta, la quale probabilmente è un posto bellissimo, con un ponte famoso e tutto quello che volete. Ma io dopo tutti quei chilometri e ancora molti altri da farne, non me ne poteva fottere niente di Arta. Ho solo pensato che a Sparta ci sono stato, ora ero a Arta, probabilmente il prossimo luogo sarebbe stato Rta e sarei morto tra mille sofferenze. Mi dimeno nel centro di Arta, ne esco, prendo la statale che dovevo prendere e mi rendo conto che il mio compagno di viaggio aveva preso la bretella che avrebbe tagliato fuori il centro città. Mai mollare il compagno di viaggio, lui ha sempre ragione. Il serbatoio si svuota, ma è ancora sotto controllo.</p>
<p>In queste condizioni, non posso fermarmi. Non posso farlo perché in quei pochi punti in cui posso sorpassare, se mi tolgo dalle palle un camion, poi me lo ritrovo ancora davanti. Quindi in quel momento non potevo fermarmi ne a mangiare, ne a dormire, ne a bere un caffè, tanto meno a fare benzina. Potevo solo tirare dritto. E in queste condizioni ecco il dramma.</p>
<p>Sono le 22:00 passate, non vedo ancora una schifosa indicazione per Patrasso, solo Atene e sto cazzo di Antirrio, 3 camion che decidono il passo a 30km su dei&#8230; tornanti costieri. Dopo 1800 e rotti chilometri, mi trovo a fare i 30km/h su dei tornanti costieri dietro a dei pachidermi che non passerò mai e poi mai. Facevo solo curve lentissime. Ero in una specie di trans che mi ha fatto fare la follia di sorpassarne uno di camion. Ma a nulla e valsa la fatica. Ero appena uscito dall&#8217;inferno di Arta e mi trovo sul rally costiero che al confronto il rally della Corsica è una passeggiata sulla spiaggia.</p>
<p>La disperazione scorre forte in me e l&#8217;unica cosa oscura che ho sotto mano è la strada. Oscurità d&#8217;un tratto illuminata da un golfo, bello, illuminato, festoso. Peccato che io sia dietro un camion a bestemmiare. Dopo la parentesi rallistica mi trovo a Amfilochia, una specie di Rapallo greca dove i TIR ci passano attraverso mentre la gente si fa la passeggiata sul lungo mare o mangia al ristorante dall&#8217;altra parte della strada. Riassumendo io ero dietro un TIR a sua volta dietro un altro TIR che stava incrociando un altro TIR in uan strada già provata dalle auto parcheggiate. E io non sapevo quanto ancora dovevo soffrire. Ad un tratto si va su per una salita, il mio unico punto di sorpasso. Cosa che non so come ho eseguito per trovarmi di lì a poco ancora ad un&#8217;andatura di 80/90 km/h.</p>
<p>Riesco a ritornare quindi in una modalità normale sulla E952 con l&#8217;obiettivo di raggiungere la E55, piccolo pezzo autostradale verso Patrasso. O almeno lo credo, di sicuro verso sta merda di Antirrio. Sono talmente nervoso che mi stupisco di come non senta la stanchezza. L&#8217;autostrada inizia e per tutto il tratto non vedo uno e uno solo camion. L&#8217;unico punto dove li puoi sorpassare e in tutto il tratto non ne vedi uno. C&#8217;è solo una Fiat Grande Punto di Novara che sorpasso ad una velocità vergognosa. L&#8217;autostrada finisce e nell&#8217;imbuto che si innesta verso il successivo pezzo di statale cosa trovo: un TIR! Non c&#8217;era traffico, per nulla, c&#8217;erano solo 4 TIR che mi hanno rotto i coglioni più di fare coda per 50km in Germania.</p>
<p>Ora però il serbatoio si sta veramente svuotando, ho ancora margine, ma tutto d&#8217;un tratto, nel momento in cui ho detto &#8220;mi servirebbe un distributore&#8221;, dopo averne visti aperti per centinaia di chilometri una moltitudine, tra un ristorante e l&#8217;altro alla faccia della crisi, ora non ce ne sono più. Ho 1/5 di serbatoio e non ci sono distributori aperti e tanto meno con l&#8217;automatico. Mentre cerco di capacitarmi di questa situazione mi faccio due conti in tasca e il risultato sono 50€ interi, qualche moneta di euro e qualche moneta di Lev (dalla Bulgaria). Quei 50€ in più sono quelli in più che per caso mia madre mi ha fatto avere ed il problema è che devo giocarmeli bene. Non posso sputtanarmeli con un pieno, perché poi dove cazzo faccio un bancomat, già che trovare un distributore automatico è impossibile. E&#8217; realistico pensare di non poterli cambiare. Che cazzo faccio? Nel frattempo che rimugino mi appare il cartello di Antirrio. Cioè sono arrivato ad Antirrio</p>
<p>Antirrio. CRISTO ORA HO CAPITO! HO VISTO LA LUCE!!! ANTIRRIO! ANTI e RIO. Davanti al fottuto Rio dove c&#8217;è il ponte che è vicino a Patrasso. Quindi questi non ti indicano Patrasso, ne tanto meno Rio che ti fa capire il ponte, questi mattacchioni dei greci ti mettono il fottuto Antirrio e devi sapere il greco per capire che la destinazione più grande che a te interessa è Antirrio.</p>
<p>Ti odio Antirrio, mi hai fatto grondare sangue dalle orecchie a forza di pensarci. Ma io ho ancora almeno 90km, poca benzina e nessun distributore all&#8217;orizzonte. E, voglio dire, avevo quasi il ponte davanti.</p>
<p>Come la Madonna di Monteberico allo stanco viandante mi appare una stazione di servizio illuminata con scritto &#8220;24h&#8221;. Sono quasi salvo. Mi fermo e entro in quella che è una catena di fastfood greca per chiedere di cambiarmi i 50€. Le gentilissime cassiere mi dicono che hanno solo 2 da venti. Sono fottuto.</p>
<p><strong>Di come il karma ti prende per il culo però poi ti vuole bene e ti rivolta la frittata.</strong></p>
<p>In realtà una delle 2 tira fuori 10€ e vorrei baciarle, ma sono troppo stanco per fare il paraculo italiano piazzamangiaspaghettimandolino, ringrazio sentitamente e faccio 30€ di benzina. Mi compiaccio di me stesso ed entro baldanzoso al casello d&#8217;ingresso del ponte di Rio. Da parte di Antir-fottuto-rio. All&#8217;una di notte. Dopo 25 ore di guida.</p>
<p>Il ponte è oggettivamente maestoso, è un peccato attraversarlo così stanco. Ma lo stupore di bambino viene subito troncato dai 13.20€ necessari per passarlo. Ero rimasto con 20€, ora ne ho 5€ (di carta intendo, gli altri si perdono nelle tasche dell&#8217;auto). Attraverso il ponte in totale solitudine manco fossi la Regina d&#8217;Inghilterra. Mi sento arrivato, devo fare solo un tratto breve di un&#8217;autostrada che già conosco. Ho 5€.</p>
<p>Esco dal ponte e comincia una serie infinita e totale di imbuti, deviazioni, traslamenti di carreggiata, rallentamenti e via discorrendo. Sono la pugnalata finale. Non ce la faccio più. E&#8217; tutta così, non c&#8217;è un momento di pace. In questo delirio stradale arriva l&#8217;ultima presa per il culo: un casello.</p>
<p>3.20€ di pedaggio. Mollo i 5€ e aspetto la morte. La simpatica signorina mi chiede se ho 20 centesimi. Vorrei raccontarle tutto e stare lì a dormire al casello, ma ho ancora la cortesia di tirare fuori 20 centesimi di euro, sorridere e sfrecciare via. Per quando il manto dissestato mi permetta di sfrecciare.</p>
<p>Non mi è rimasto più niente e questo mia madre me lo rinfaccerà per i prossimi 200 anni (&#8220;Gatu visto che te saria servii&#8230;&#8221;). Procedo, guardo sul cellulare la freccina che mi rappresenta per vedere quanti metri mancano e sono sempre troppi.</p>
<p>Mia moglie in un messaggio mi dice di uscire a Xylocastro e io eseguo. A momenti mi perdo e torno indietro, per poco non ammazzo un cane che mi guarda come per dire &#8220;e tu che cazzo ci fai qua?&#8221; e ritrovo la giusta via. Il resto è un automatismo: passo Xylocastro, passo Melissi (dove ci siamo sposati), imbocco la salita per Diminiò. E arrivo.</p>
<p>Sono arrivato. 1997km e 26 e qualcosa ore dopo. Con una manciata di Lev e Euro in tasca. Non riesco nemmeno a scendere dalla macchina. L&#8217;unica cosa che ricordo è il risveglio del mattino dopo alle 12.</p>
<p>Ora però devo ritornare e allora pensavo di passare per&#8230; <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/11/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 22:34:24 +0000</pubDate>
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<p>[ad#ad-1]<br />
<small></p>
<p>These are my links for October 18, 2010 through June 5, 2011:</p>
<p></small></p>
<ul>
<li><a href="http://www.brainpickings.org/">Brain Pickings</a> : </li>
<li><a href="http://www.noupe.com/tools/css3-and-html5-toolbox-starter.html">CSS3 and HTML5 Toolbox Starter &#8211; Noupe Design Blog</a> : </li>
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<li><a href="http://www.acousticguitar.com/article/default.aspx?articleid=27259&amp;page=3">Acoustic Guitar: Tommy Emmanuel</a> : </li>
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<li><a href="http://www.filmschoolrejects.com/">Movie News, Reviews, Opinions, Trailers, and Commas | Only at Film School Rejects</a> : </li>
<li><a href="http://www.madox.net/blog/">Madox.NET &#8211; Perversions of an Engineer</a> : </li>
<li><a href="http://brand-identity-essentials.com/100-principles">100 Principles for Designing Logos and Building Brands | Brand Identity Essentials</a> : </li>
<li><a href="http://www.lukew.com/ff/entry.asp?1071">LukeW | Touch Gesture Reference Guide</a> : </li>
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		<title>By bike &#8211; 25/07/2010</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 18:57:27 +0000</pubDate>
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		<title>DvD del.icio.us bookmarks : January 15, 2010 &#8211; April 7, 2010</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 07:00:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[January 15, 2010 &#8211; April 7, 2010 links: [ad#ad-1] These are my links for January 15, 2010 through April 7, 2010: Playon!DVR-HD &#124; Digital Video Recorder and Full HD Network Mediaplayer by A.C.Ryan : VirtualBox Virtual Appliances &#124; VirtualBoxImages.com : audiotool.com : Epic! Sketchbook Secrets: 50 Beautiful Sketchbook Scans : Espresso maker Matteriashop : Rob [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>January 15, 2010 &#8211; April 7, 2010 links:</p>
<p>[ad#ad-1]<br />
<small></p>
<p>These are my links for January 15, 2010 through April 7, 2010:</p>
<p></small></p>
<ul>
<li><a href="http://www.playondvr.com/en/#photos">Playon!DVR-HD | Digital Video Recorder and Full HD Network Mediaplayer by A.C.Ryan</a> : </li>
<li><a href="http://virtualboximages.com/">VirtualBox Virtual Appliances | VirtualBoxImages.com</a> : </li>
<li><a href="http://www.audiotool.com/">audiotool.com</a> : Epic!</li>
<li><a href="http://designinstruct.com/visual-inspiration/sketchbook-secrets-50-beautiful-sketchbook-scans/">Sketchbook Secrets: 50 Beautiful Sketchbook Scans</a> : </li>
<li><a href="http://www.matteriashop.com/product_info.php?cPath=21_25&amp;products_id=215">Espresso maker Matteriashop</a> : </li>
<li><a href="http://artforrobots.com/strip_03.shtml">Rob Nance: Portfolio &#8211; 2D Illustrations</a> : </li>
<li><a href="http://www.inbox2.com/">Inbox2 &#8211; One stream for all your accounts</a> : </li>
<li><a href="http://www.stumbleupon.com/su/23furB/www.smashingmagazine.com/2010/02/05/50-free-ui-and-web-design-wireframing-kits-resources-and-source-files/">50 Free UI and Web Design Wireframing Kits, Resources and Source Files &#8211; Smashing Magazine &#8211; StumbleUpon</a> : </li>
<li><a href="http://android.wordpress.org/2010/02/02/wordpress-for-android-1-0/">WordPress for Android 1.0 Release &laquo; WordPress for Android</a> : </li>
<li><a href="http://www.techcrunch.com/2010/02/02/adobe-cto-kevin-lynch-defends-flash/">Adobe CTO Kevin Lynch Defends Flash, Warns HTML5 Will Throw The Web &ldquo;Back To The Dark Ages Of Video&rdquo;</a> : </li>
<li><a href="http://www.zeldman.com/2010/02/01/flash-ipad-standards/">Flash, iPad, Standards &ndash; Jeffrey Zeldman Presents The Daily Report</a> : </li>
<li><a href="http://www.basalte.be/#/EN/products/sentido/">Basalte &#8211; Products</a> : </li>
<li><a href="http://www.pulsusgame.com/index.html">Pulsus &#8211; a game of particles</a> : </li>
<li><a href="http://www.dishpointer.com/?address=45.7+12.35&amp;satellite=-110">Satellite Finder / Dish Pointing Calculator with Google Maps | DishPointer.com</a> : </li>
<li><a href="http://www.blogsdna.com/2016/how-to-install-windows-7-from-usb-drive-without-windows-7-iso-dvd.htm">How to Install Windows 7 From USB Drive without Windows 7 ISO DVD</a> : </li>
</ul>
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		<title>Here come the Vees</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 18:02:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Stavolta credo di arrivare tra i primi con una recensione simile. Dopo mesi di placeholders per mascherare il fatto che non avevo affatto voglia di scrivere (leggi sindrome da &#8220;ah questa dopo la scrivo, ti accorgi che l&#8217;ha già fatta qualcun&#8217;altro meglio e perdi la voglia&#8221;) ora mi sento sufficientemente in vena e in prima [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Stavolta credo di arrivare tra i primi con una recensione simile.<br />
Dopo mesi di placeholders per mascherare il fatto che non avevo affatto voglia di scrivere (leggi sindrome da &#8220;ah questa dopo la scrivo, ti accorgi che l&#8217;ha già fatta qualcun&#8217;altro meglio e perdi la voglia&#8221;) ora mi sento sufficientemente in vena e in prima linea per recensire la mirabolante prima puntata pilota di un remake. Il remake in questione è &#8220;V &#8211; Visitors&#8221;. Appena l&#8217;immagine della scena in cui avviene la rivelazione sparisce insieme a quel sorriso amaro, andiamo avanti.</p>
<p>Bene, la serie originale &#8220;V &#8211; Visitors&#8221; non ha bisogno di molte presentazioni in Italia, soprattutto per quelli attorno ai 30. Era uscita nel pieno del grasso che colava delle tv private ed aveva raggiunto praticamente chiunque. Era difficile,  il giorno dopo la messa in onda di un episodio, non trovarsi a parlare dei topi ingoiati da Diana.<br />
Senza voler fare il tesista del DAMS (cit.), il fatto che molte serie TV vengano rifatte farebbe pensare che, con la scusa del grande successo, la fantasia e creatività venga a mancare ai nuovi prodotti, ma non credo sia così, per lo meno non interamente. Soprattutto con serie di fantascienza, la tentazione di riproporre idee al tempo non facilmente realizzabili (o per lo meno non credibili quanto lo possano essere ora) non la considero tutta sbagliata, forse come una sorta di riscatto o a volte un vero miglioramento. Certo, alcuni rifacimenti sono inguardabili, ma rivedere la serie originale ora, vi assicuro, fa quasi tenerezza. Viene naturale pensare &#8220;come sarebbe stata se&#8221; e quindi ogni tanto i rifacimenti sono anche bene accetti.</p>
<p>In V degli anni 80, mentre da un lato c&#8217;erano affascinanti uniformi e navicelle dal design fenomenale, dall&#8217;altro c&#8217;erano orrendi fondali disegnati a mano (cosa comune un tempo, ma il fatto è che erano veramente fatti male), dialoghi scadenti e una storia che poteva essere sfruttata molto meglio. Aveva un potenziale enorme, ma gestito forse non con adeguata coerenza e mezzi tecnici.</p>
<p>Tornando ad oggi, ci troviamo di fronte al remake di &#8220;V &#8211; Visitors&#8221;, in un periodo dove le serie TV sono diventate cultura radicata, quasi teorizzate oltre al semplice intrattenimento anche e specialmente fuori dalla TV. Questo per non considerare scontato quanto il contesto sia decisamente diverso: la gente ha aspettative più alte in media, spesso conosce bene attori, autori, relazioni e si documenta. Un remake quindi può risultare difficile da realizzare, deve convincere senza tradire il &#8220;ricordo&#8221;. Per questo motivo non guardate mai &#8220;Knight Rider 2008&#8221;, &#8220;90210 2008&#8221; e &#8220;La Donna Bionica 2008&#8221;.</p>
<p>Ma veniamo al nostro episodio &#8220;V Pilot 2009 S01E01&#8221; (così vi basta un copy&#038;paste su <a id="aptureLink_UHG03iCbfN" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Isohunt">IsoHunt</a>).<span id="more-444"></span><br />
[ad]<br />
La sensazione epidermica dei primi 30 secondi è che la ABC un giorno creerà un puntatone unico tra Lost, FlashForward e questo nuovo V, tanto attori e sequenze sono praticamente identiche. Poi passa e si vedono quasi tutte le scene dei trailer in giro da qualche mese. Ad essere precisi si notano 4 alieni e 8 umani che per 15 inquadrature si incrociano sulla 16 strada, vedendo 23 secondi del proprio futuro e mentre si bevono 48 spritz. In realtà no, ma avete capito cosa intendo. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/11/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Quando si cominciano a vedere cose nuove, si intuisce che la colorazione scelta per questa serie è il grigio (in FlashForward è una sorta di bluastro/rossastro e in Lost il verde ha dominato per un bel pò). Con questo non voglio fare lo schizzinoso tecnicista: il problema è che danno per scontato che la storia la sappiano già tutti, quindi immagini e i momenti scorrono via velocissimi, una sorta di riassunto titolato &#8220;bhè la storia la sapete, tagliamo corto&#8221;. Questa velocità si paga in termini di sensazioni e come dicevo, l&#8217;impressione globale è che cromaticamente domini il grigio. Ma alla massa non interessa la colorazione, è vero, vuole la storia. Ecco, purtroppo non ce n&#8217;è moltissima ed è per questo che risaltano dettagli collaterali.<br />
Indubbiamente la produzione 3D rende un filino più credibili le scene futuristiche e l&#8217;arrivo con messaggio promozionale da un super LCD sotto la pancia della astronave ne è l&#8217;esempio. Peccato che questa scena se la siano giocata con il trailer visto e rivisto da mesi, sarebbe stata una scoperta carina e avrebbe dato un pò di spunto emotivo. Di contro va detto che hanno messo pure un F15 (o un Harrier, insomma un caccia da guerra americano) che si sfracella tra dei grattacieli, una scena completamente inutile e tamarra giusto per far vedere che adesso possono farlo.<br />
Se parliamo di carino vero allora chiamiamo in causa Anna, la figa regina dell&#8217;alveare volante. Decisamente affascinante in vestiti semplici grigio/argento, capello cortissimo, sorriso infingardo e bastarda oltremodo: mi piace e si farà apprezzare come Diana, anche se non ha la permanente. Signorini sarebbe orgoglioso di me.<br />
Nel circo dei personaggi presentati in fretta e furia c&#8217;è anche Erica (la Juliet di &#8220;Lost&#8221;) che lavora per l&#8217;FBI, un prete dubbioso (Tom Baldwin di &#8220;4400&#8221; nonché il medico che prende in cura Tara in &#8220;United states of Tara&#8221;) e un giornalista frustrato che Anna ha già capito come usare. Tutte cose anche queste che si sapevano già, quindi se non avete visto i trailer, tra l&#8217;altro di pochi minuti, potrete anche vedere un nuovo episodio di qualcosa.</p>
<p>Le situazioni sono dubbiose, riesce difficile farsi prendere e si rimane sempre in attese di qualche cosa che non arriva. Anche FlashForward risente spesso di questa sensazione di continuo aspettare, ma per lo meno è una storia nuova.</p>
<p>Ad ogni modo verso metà episodio le cose prendono un pò di forma, ma la sensazione che vogliano correre rimane, come permane uno scollamento tra le scene, come se volessero sottintendere cosa sia successo nel mentre perché tanto già si sa. Praticamente sembra di vedere un servizio del Tg2 su quanto si è visto già 25 anni fa, con alcuni allineamenti alle necessità o punti di vista odierni. Cosa che il Tg2 non si permette.</p>
<p>Ad esempio c&#8217;è sempre un figlio (di Erica) che vuole andare al villaggio vacanze sulla astronave madre, coadiuvato dal fatto che li ad aspettarlo c&#8217;è una figa bionda che ovviamente lo prende di mira (situazione rovesciata rispetto a quella della serie originale).<br />
Loro vengono sempre in pace e offrono tecnologie, il mondo ci crede. La cosa nuova è che sono già insediati qui da un pezzo e adesso vogliono sferrare la mazzata finale. Evidentemente il cliffhanger della prima stagione sarà la chiamata dei Man in Black.<br />
Anche stavolta c&#8217;è un loro traditore che tifa per gli umani, ma invece di essere un biondo precursore di Nightmare è un negrone tenero con quasi moglie a seguito. Quindi il Man in Black c&#8217;è già, voglio proprio vedere se stavolta il nascituro sarà un lucertolone abbronzato, sempre che la convivente sia umana ovviamente. E a proposito di neri c&#8217;è da segnalare che i simboli e il parallelo con il nazismo sono spariti, almeno per ora.</p>
<p>Insomma, mi dispiace dirlo, ma il pilot è un pò fiacco e sbrigativo, sembra più che altro una lunga presentazione. Stavo aspettando questo ritorno con impazienza perché poteva significare di vedere realizzato meglio qualcosa che mi/ci aveva appassionato molto tempo fa, ma per adesso non è stato così.<br />
Probabilmente limandolo o forse più avanti quando le trame saranno più delineate, potrebbe diventare interessante dato che l&#8217;aspetto meramente visivo non è affatto male, ma devono davvero stare attenti a non pisciare fuori dal vaso, perché c&#8217;è già troppa carne al fuoco e credo sia il caso di non usare più modi di dire.</p>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 07:00:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[June 22, 2009 &#8211; July 22, 2009 links: [ad#ad-1] These are my links for June 22, 2009 through July 22, 2009: 12 Free Android Apps to Help Get Things Done (Part 1) &#8211; Stepcase Lifehack : Locale &#8211; Product : QR Code Generator : My Tracks for Android : TAT &#8211; The Astonishing Tribe : [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>June 22, 2009 &#8211; July 22, 2009 links:</p>
<p>[ad#ad-1]<br />
<small></p>
<p>These are my links for June 22, 2009 through July 22, 2009:</p>
<p></small></p>
<ul>
<li><a href="http://www.lifehack.org/articles/technology/12-free-android-apps-to-help-get-things-done-part-1.html">12 Free Android Apps to Help Get Things Done (Part 1) &#8211; Stepcase Lifehack</a> : </li>
<li><a href="http://www.twofortyfouram.com/product.html">Locale &#8211; Product</a> : </li>
<li><a href="http://zxing.appspot.com/generator/">QR Code Generator</a> : </li>
<li><a href="http://mytracks.appspot.com/features">My Tracks for Android</a> : </li>
<li><a href="http://www.tat.se/">TAT &#8211; The Astonishing Tribe</a> : </li>
<li><a href="http://www.nthcode.com/">NthCode</a> : </li>
<li><a href="http://www.vcalc.net/cu.htm">The CURTA Calculator Page</a> : </li>
<li><a href="http://gigaom.com/2009/07/07/arm-winning-the-fight-to-be-the-brains-inside-the-digital-home/">ARM Winning the Fight to Be the Brains Inside the Digital Home</a> : </li>
<li><a href="http://www.1stwebdesigner.com/resources/22-free-seamless-vector-pattern-resources-perfect-for-web-design/">22 Free Seamless Vector Pattern Resources Perfect For Web Design | Graphic and Web Design Blog &#8211; Inspiration, Resources and Tools</a> : </li>
<li><a href="http://www.spreadshirt.net/it/IT/T-Shirt/Spreadshirt-1342/">Magliette personalizzate, magliette, t-shirt | Spreadshirt</a> : </li>
<li><a href="http://www.engelbert-strauss.de/">engelbert strauss</a> : </li>
<li><a href="http://www.uxbooth.com/blog/creating-consistently-colorful-user-experiences-part-3-the-craft/">Creating Consistently Colorful User Experiences, Part 3: The Craft | UX Booth</a> : </li>
<li><a href="http://kuler.adobe.com/">kuler</a> : </li>
<li><a href="http://extjs.com/">Ext &#8211; A foundation you can build on</a> : </li>
<li><a href="http://predev.wikidot.com/processor">pre dev wiki: CPU and Frequency Scaling</a> : </li>
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		<title>Shiretoko Shock</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 15:20:45 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_426" style="width: 266px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.spreadfirefox.com/shiretokoshock-campaign"><img src="http://www.wannaplay.it/wp-content/media/2009/06/firefox-256.png" alt="Shiretoko Shock" title="Shiretoko Shock" width="256" height="256" class="size-full wp-image-426" srcset="https://www.wannaplay.it/wp-content/media/2009/06/firefox-256.png 256w, https://www.wannaplay.it/wp-content/media/2009/06/firefox-256-150x150.png 150w" sizes="(max-width: 256px) 100vw, 256px" /></a><p class="wp-caption-text">Shiretoko Shock</p></div>
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		<title>Liberarsi dalla schiavitù</title>
		<link>https://www.wannaplay.it/2009/05/14/liberarsi-dalla-schiavitu/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2009 01:07:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In un giorno solo, molto probabilmente, mi libero di due grandissime rogne: La vetusta linea ISDN verrà soppiantata da un collegamento HSDPA di Vodafone. Non vi sembra abbastanza? Provate voi a scaricarvi la posta con 64kbit/s. E se avete da ridire sul fatto che la chiavetta Vodafone poi la usa solo una macchina, o bisogna [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In un giorno solo, molto probabilmente, mi libero di due grandissime rogne:</p>
<ul>
<li>La vetusta linea ISDN verrà soppiantata da un collegamento HSDPA di Vodafone. Non vi sembra abbastanza? Provate voi a scaricarvi la posta con 64kbit/s. E se avete da ridire sul fatto che la chiavetta Vodafone poi la usa solo una macchina, o bisogna avere un pc che condivide la connessione e bla bla bla.. ecco, io vi rispondo Fritz!Box 7240 con gestione UMTS/HSDPA.<br />
Cosa significa? Che trovata la posizione giusta di ricezione, tengo fermo tutto, condivido e ballo la macarena per casa con il netbook in mano mentre guardo un video su Facebook e in un altro tab di Firefox ho una sessione video chat con Gmail.<br />
E tutto ciò a Pero di Breda di Piave. Con la soddisfazione suprema di averla messa in quel posto ad AscoTlc.</li>
<li>Faccio la domanda di laurea. Ovviamente con talemente tanto anticipo, che anche un secondo protrebbe fare la differenza e non è colpa mia! In realtà si potrebbe posticipare un pelino senza grossi traumi, ma laurearsi triennalmente il giorno del tuo compleanno, aggiungendoci un festone di matrimonio a debito per gli amici italiani, non ha prezzo, quindi domani mattina una puntata di &#8220;24&#8221; mi fa un baffo.</li>
</ul>
<p>Quale modo migliore per coronare questo tripudio: la season finale di Lost!</p>
<p>Ma voi direte: guarda che uTorrent con Vodafone non funziona <del datetime="2009-05-15T11:42:01+00:00">bene</del> proprio. Vero, ma c&#8217;ho l&#8217;asso nella manica da 16Mbit/s in Germania! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/11/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Guardate Eurovision!</p>
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		<title>Eppur si muove</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 21:49:02 +0000</pubDate>
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