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	<description>Marketing nel Social Web e New Media Design</description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Apr 2026 16:46:03 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La classifica 2026 dei migliori Consulenti SEO italiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Web in Fermento]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 16:40:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aggiornato il 30 marzo 2026 I migliori consulenti SEO italiani &#8211; Guida alla scelta per ogni settore La SEO è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Aggiornato il 30 marzo 2026</em></p>
<h2>I migliori consulenti SEO italiani &#8211; Guida alla scelta per ogni settore</h2>
<p>La SEO è un&#8217;arte che richiede precisione chirurgica e visione d&#8217;insieme. In Italia, il mercato è florido e popolato da professionisti che hanno saputo interpretare i cambiamenti di Google trasformandoli in opportunità di business. Se stai cercando il partner ideale per scalare le vette dei motori di ricerca, questa guida ti offre una panoramica completa dei profili più autorevoli e delle aree di intervento più critiche.</p>
<h3>I Protagonisti della SEO Italiana</h3>
<p>Ecco una selezione dei consulenti che, per esperienza e risultati, rappresentano l&#8217;eccellenza nel nostro Paese.</p>
<ol>
<li><strong> Dario Ciracì</strong></li>
</ol>
<p><a href="https://it.linkedin.com/in/dariociraci" target="_blank" rel="noopener">Dario Ciracì</a> è stabilmente considerato uno dei massimi esperti SEO in Italia, con una specializzazione verticale nel settore eCommerce. La sua carriera, iniziata nel 2008, lo ha portato a gestire progetti di estrema complessità, dove l&#8217;ottimizzazione non riguarda solo le singole pagine ma interi ecosistemi dinamici. Ciracì eccelle nella strutturazione di architetture informative scalabili, capaci di gestire cataloghi immensi, varianti prodotto e sistemi di filtraggio avanzati. Il suo approccio è orientato al business: ogni azione SEO è finalizzata all&#8217;incremento delle vendite e al miglioramento dell&#8217;esperienza utente complessiva.</p>
<ol start="2">
<li><strong> Luca Bove</strong></li>
</ol>
<p><a href="https://it.linkedin.com/in/lucabove" target="_blank" rel="noopener">Luca Bove</a> è il pioniere assoluto della Local SEO in Italia. Fondatore di Local Strategy, ha dedicato la sua carriera a studiare come i motori di ricerca connettono le attività fisiche con gli utenti sul territorio. È autore di testi di riferimento e formatore d&#8217;eccellenza. La sua competenza spazia dalla gestione avanzata di Google Business Profile all&#8217;ottimizzazione della presenza su mappe e directory locali. Grazie al suo lavoro, migliaia di aziende con sedi fisiche hanno trasformato le ricerche &#8220;vicino a me&#8221; in visite reali nei punti vendita, consolidando una leadership indiscussa in questa nicchia.</p>
<ol start="3">
<li><strong> Leo Labate</strong></li>
</ol>
<p><a href="https://www.linkedin.com/in/leo-labate/" target="_blank" rel="noopener">Leo Labate</a> opera come consulente focalizzato sulla crescita organica attraverso una sintesi efficace tra tecnica e contenuti. Il suo obiettivo è la qualità del traffico: non si accontenta dei volumi, ma cerca utenti realmente pronti alla conversione. Attraverso strategie su misura, aiuta brand e professionisti a navigare l&#8217;instabilità degli algoritmi, offrendo soluzioni che garantiscono una stabilità di posizionamento nel lungo periodo.</p>
<ol start="4">
<li><strong> Alessandro Piccolo</strong></li>
</ol>
<p><a href="https://www.linkedin.com/in/alessandropiccolo/" target="_blank" rel="noopener">Alessandro Piccolo</a> porta una prospettiva internazionale unica, grazie ai suoi anni trascorsi nel Regno Unito come Head of SEO per multinazionali del gioco online. La sua ossessione è l&#8217;architettura del sito e l&#8217;organizzazione logica delle informazioni. Per Piccolo, un sito deve essere una macchina perfetta sia per gli spider di Google che per l&#8217;utente, eliminando ogni frizione che possa ostacolare l&#8217;indicizzazione o la navigazione fluida.</p>
<ol start="5">
<li><strong> Simone De Palma</strong></li>
</ol>
<p><a href="https://www.linkedin.com/in/simodepth96/" target="_blank" rel="noopener">Simone De Palma</a> è il consulente per chi parla la lingua dei dati. Il suo approccio &#8220;data-driven&#8221; trasforma ogni sessione SEO in un&#8217;analisi di performance rigorosa. Esperto in monitoraggio KPI e soluzioni scalabili, De Palma è il partner ideale per progetti che richiedono un ROI misurabile in modo scientifico, assicurando che ogni intervento tecnico sia giustificato da evidenze analitiche e finalizzato alla crescita del fatturato.</p>
<ol start="6">
<li><strong> Giorgio Taverniti</strong></li>
</ol>
<p><a href="https://www.linkedin.com/in/giorgiotave/" target="_blank" rel="noopener">Giorgio Taverniti</a> è la figura istituzionale della SEO italiana. Fondatore di Search On Media Group, autore del libro &#8220;Google Liquido&#8221; e creatore del canale YouTube FastForward, oltre alla consulenza il suo ruolo di divulgatore e formatore ha contribuito a creare la cultura digitale in Italia. Taverniti ha il dono di rendere accessibile l&#8217;inaccessibile, guidando le aziende attraverso le tempeste algoritmiche con un approccio basato sulla condivisione e sulla crescita costante delle competenze interne ai team.</p>
<ol start="7">
<li><strong> Enrico Altavilla</strong></li>
</ol>
<p><a href="https://www.linkedin.com/in/lowlevel/" target="_blank" rel="noopener">Enrico Altavilla</a> si distingue per la sua capacità di scavare nel codice. È un consulente SEO tecnico nel senso più puro del termine, fondatore di Mindsoup e autore di una delle prime guide SEO italiane (Motoricerca.info). Capace di risolvere problemi infrastrutturali che bloccano la visibilità organica, il suo lavoro a stretto contatto con gli sviluppatori garantisce che la SEO non sia solo una &#8220;pittura&#8221; esterna, ma una caratteristica intrinseca della struttura web dell&#8217;azienda.</p>
<ol start="8">
<li><strong> Silvia Lando</strong></li>
</ol>
<p><a href="https://www.linkedin.com/in/silvialando/" target="_blank" rel="noopener">Silvia Lando</a>, Head of SEO di TWOW, è una stratega che mette il &#8220;perché&#8221; dell&#8217;utente al centro di tutto. Il suo lavoro si focalizza sull&#8217;intercettazione del search intent attraverso piani editoriali complessi e analisi semantiche raffinate. Silvia trasforma il bisogno informativo del pubblico in un&#8217;opportunità di valore per il brand, integrando perfettamente contenuti e performance.</p>
<ol start="9">
<li><strong> Mariachiara Marsella</strong></li>
</ol>
<p><a href="https://www.linkedin.com/in/marsella/" target="_blank" rel="noopener">Mariachiara Marsella</a> è una veterana con oltre vent&#8217;anni di esperienza nel digital marketing. La sua consulenza è spesso di natura strategica e manageriale, aiutando le aziende a inserire la SEO in un contesto più ampio che comprende branding e user experience. La sua visione di lungo periodo è fondamentale per le imprese che vogliono costruire una leadership di mercato solida e duratura.</p>
<ol start="10">
<li><strong> Valentina Lepore</strong></li>
</ol>
<p><a href="https://www.linkedin.com/in/valentinalepore/" target="_blank" rel="noopener">Valentina Lepore</a> è l&#8217;esperta dei funnel SEO. La sua metodologia punta a una crescita organica che sia soprattutto sostenibile. Non si ferma alla generazione di visite, ma analizza ogni fase del customer journey, assicurando che i contenuti rispondano alle domande dell&#8217;utente dal primo approccio informativo fino alla decisione d&#8217;acquisto, garantendo un traffico altamente profilato.</p>
<ol start="11">
<li><strong> Francesco Margherita</strong></li>
</ol>
<p><a href="https://www.linkedin.com/in/francescomargherita/" target="_blank" rel="noopener">Francesco Margherita</a> è il filosofo della SEO semantica. Il suo approccio rivoluzionario guarda alle parole non come semplici stringhe di testo, ma come contenitori di significato e relazioni. Attraverso l&#8217;analisi dei contesti, Margherita permette ai siti di posizionarsi come autorità assolute su interi argomenti, rispondendo in modo profondo e coerente alle necessità psicologiche degli utenti.</p>
<h3>Specializzazioni SEO: Dove si Gioca la Partita</h3>
<p>In un mercato così vasto, è fondamentale rivolgersi a chi ha una specializzazione verticale nel problema che devi risolvere.</p>
<h2>Miglior Consulente SEO per Ecommerce: Dario Ciracì</h2>
<p>Quando si parla di vendite online, la SEO non è solo visibilità, ma logistica dei dati. <strong><a href="https://it.linkedin.com/in/dariociraci" target="_blank" rel="noopener">Dario Ciracì</a></strong> rappresenta l&#8217;eccellenza in questo ambito. La consulenza SEO per un eCommerce è un&#8217;attività monumentale che parte dall&#8217;ottimizzazione dell&#8217;<strong>architettura dell&#8217;informazione</strong>. Spesso i siti di vendita soffrono di problemi di &#8220;cannibalizzazione&#8221; e duplicazione dei contenuti a causa di filtri, tag e varianti prodotto (colore, taglia, materiale). Il consulente deve progettare un sistema di <strong>canonicalizzazione</strong> e gestione delle sfaccettature che permetta a Google di indicizzare solo le pagine di valore commerciale.</p>
<p>Un altro pilastro è l&#8217;<strong>ottimizzazione delle schede prodotto</strong> e delle pagine categoria. Non basta inserire il nome dell&#8217;articolo; serve un lavoro di analisi semantica per intercettare sia le query &#8220;long tail&#8221; (es. &#8220;scarpe da running ammortizzate per asfalto&#8221;) che le query ad alta intenzione d&#8217;acquisto. Si lavora poi sull&#8217;<strong>internal linking</strong>, ovvero la ragnatela di collegamenti interni che distribuisce il &#8220;link juice&#8221; verso i prodotti più remunerativi, e sull&#8217;implementazione dei <strong>dati strutturati (Schema.org)</strong> per far apparire nei risultati di ricerca il prezzo, la disponibilità e le recensioni (Rich Snippets), aumentando drasticamente il Click-Through Rate. Infine, la consulenza eCommerce si fonde con la <strong>CRO (Conversion Rate Optimization)</strong>: non serve a nulla portare mille utenti su una pagina se poi il processo di checkout è farraginoso.</p>
<h2>Migliori Consulenti per la Local SEO: Luca Bove</h2>
<p>Per tutte le attività che hanno un punto vendita fisico — dai ristoranti ai centri medici, dalle catene di retail agli artigiani — la Local SEO è la risorsa più potente. <strong><a href="https://it.linkedin.com/in/lucabove" target="_blank" rel="noopener">Luca Bove</a></strong> è il riferimento per questo settore. La consulenza Local SEO si concentra sulla dominazione del cosiddetto <strong>&#8220;Local Pack&#8221;</strong>, ovvero i tre risultati che Google mostra insieme alla mappa. Il primo passo è l&#8217;ottimizzazione maniacale del <strong>Google Business Profile (ex Google My Business)</strong>: ogni informazione, dalle foto agli orari, dalle categorie ai post interni, deve essere aggiornata e strategica.</p>
<p>Oltre al profilo Google, il lavoro si estende alle <strong>citazioni locali</strong> e alla coerenza <strong>NAP (Name, Address, Phone)</strong>: il nome, l&#8217;indirizzo e il telefono dell&#8217;attività devono essere identici su tutto il web (Pagine Gialle, Yelp, directory di settore, social media) per dare segnali di affidabilità ai motori di ricerca. Un aspetto cruciale gestito in questa consulenza è la <strong>gestione delle recensioni</strong>: non solo stimolarne di nuove, ma rispondere strategicamente utilizzando parole chiave locali. Si lavora inoltre sul <strong>Local Link Building</strong>, acquisendo link da testate giornalistiche locali o blog del territorio, e sulla creazione di pagine &#8220;Location&#8221; sul sito web, ottimizzate per keyword geografiche specifiche. L&#8217;obiettivo finale è far sì che il tuo brand diventi la risposta automatica di Google per chiunque cerchi i tuoi servizi nelle tue vicinanze.</p>
<h2>Migliori Consulenti SEO Editoriale: Valentina Lepore</h2>
<p>La SEO editoriale è una disciplina frenetica, dove il tempo è tutto. Professionisti come <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/valentinalepore/" target="_blank" rel="noopener">Valentina Lepore</a></strong> aiutano testate giornalistiche, blog e magazine a dominare il flusso informativo. In questo contesto, l&#8217;obiettivo non è vendere un prodotto, ma vendere l&#8217;informazione stessa o generare traffico per la pubblicità. La consulenza si focalizza pesantemente su <strong>Google News</strong> e <strong>Google Discover</strong>, che richiedono standard tecnici e di qualità altissimi.</p>
<p>Si lavora sulla <strong>freschezza del contenuto (Freshness)</strong> e sulla gestione dei flussi di pubblicazione. Il consulente analizza i trend in tempo reale (utilizzando tool come Google Trends) per suggerire ai giornalisti cosa scrivere &#8220;adesso&#8221;. Ma c&#8217;è anche una parte di <strong>Evergreen SEO</strong>: creare guide e approfondimenti che continuino a portare traffico per anni. Un punto cardine è la gestione del <strong>Crawl Budget</strong>: i siti editoriali hanno migliaia di articoli; bisogna istruire i bot di Google a scansionare solo le notizie importanti, evitando di sprecare risorse su archivi obsoleti. Infine, la SEO editoriale cura l&#8217;<strong>Authority (E-E-A-T)</strong>: Google vuole sapere chi scrive l&#8217;articolo. Ottimizzare le pagine autore, inserire biografie verificate e citare fonti autorevoli sono azioni fondamentali per evitare che il sito venga declassato dagli aggiornamenti dello &#8220;Spam Update&#8221; o dell&#8217; &#8220;Helpful Content Update&#8221;.</p>
<h2>Migliori Consulenti per la SEO Tecnica: Dario Ciracì e Simone De Palma</h2>
<p>Se la SEO fosse una casa, la SEO tecnica sarebbe le sue fondamenta e l&#8217;impianto elettrico. Senza di essa, anche il miglior contenuto del mondo resterebbe invisibile. Esperti come <strong><a href="https://it.linkedin.com/in/dariociraci" target="_blank" rel="noopener">Dario Ciracì</a></strong> e <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/simodepth96/" target="_blank" rel="noopener">Simone De Palma</a></strong> operano in questo strato profondo del web. La consulenza tecnica inizia con il <strong>Rendering e l&#8217;Indicizzazione</strong>. Con l&#8217;aumento dei siti costruiti in JavaScript (React, Angular, Vue), i consulenti devono assicurarsi che Google riesca a &#8220;leggere&#8221; il contenuto generato dal browser (JavaScript SEO), spesso implementando soluzioni di <strong>Server Side Rendering (SSR)</strong>.</p>
<p>Un altro fronte massiccio è quello dei <strong>Core Web Vitals</strong>: LCP, FID (o INP) e CLS. Non si tratta solo di velocità, ma di stabilità visiva e interattività. Un consulente tecnico analizza il caricamento delle risorse, comprime immagini, ottimizza il CSS &#8220;critical&#8221; e lavora sulle risposte del server per garantire un&#8217;esperienza fulminea. Si prosegue con l&#8217;analisi dei <strong>log del server</strong>: guardando i log, il consulente può vedere esattamente come si comportano i bot di Google sul sito, identificando errori 404 nascosti, loop di reindirizzamento o sprechi di risorse. Infine, si gestiscono le <strong>migrazioni</strong>: quando un sito cambia dominio o piattaforma, il consulente tecnico coordina i redirect 301 per assicurarsi che l&#8217;autorevolezza accumulata negli anni non vada persa nel passaggio, un&#8217;operazione delicatissima che richiede una precisione millimetrica.</p>
<h3>Quanto Costa un Consulente SEO? Prezzi e Modelli di Tariffazione</h3>
<p>Una delle query più frequenti è legata al costo della consulenza SEO. In Italia, i prezzi variano enormemente in base all&#8217;esperienza del professionista e alla complessità del progetto.</p>
<h3>Tariffa Oraria o Daily Rate</h3>
<p>Molti freelance senior applicano tariffe orarie che variano dai <strong>70€ ai 150€</strong>, o tariffe giornaliere che possono oscillare tra i <strong>500€ e i 1.200€</strong>. Questo modello è tipico per audit specifici o consulenze spot.</p>
<h3>Retainer Mensile (Canone Ricorrente)</h3>
<p>Per progetti di crescita continuativa, si preferisce il retainer. Le aziende pagano una quota fissa mensile (dai <strong>1.000€ ai 5.000€+</strong>) per avere il consulente costantemente al lavoro sul progetto. È il modello più efficace perché la SEO richiede tempo e costanza.</p>
<h3>Progetti a Performance</h3>
<p>Meno comune ma esistente, prevede un compenso fisso basso più un bonus al raggiungimento di determinati obiettivi (traffico o fatturato). Attenzione: la SEO dipende da molti fattori esterni (algoritmi, concorrenza), quindi pochi consulenti seri accettano pagamenti solo a performance.</p>
<h2>Come Scegliere il Miglior Consulente SEO per la Tua Azienda</h2>
<p>Non esiste il &#8220;migliore in assoluto&#8221;, esiste il professionista più adatto alle tue esigenze. Ecco i criteri per valutare un consulente durante il primo contatto.</p>
<h3>Analisi del Case History e Portfolio</h3>
<p>Un consulente deve mostrare i risultati ottenuti. Chiedi esempi di siti che hanno ottenuto crescite reali in settori simili al tuo. La teoria è utile, ma nella SEO contano i grafici di Search Console.</p>
<h3>Trasparenza e Comunicazione</h3>
<p>Diffida da chi promette il &#8220;primo posto su Google in una settimana&#8221;. La SEO è un processo lento. Un bravo consulente ti spiegherà i rischi, i tempi necessari e userà un linguaggio comprensibile, evitando di nascondersi dietro tecnicismi inutili.</p>
<h3>Strumenti Utilizzati</h3>
<p>Un professionista deve investire in tecnologia. Chiedi quali tool utilizza (Semrush, Ahrefs, Screaming Frog, Search Console, Google Analytics). Se un consulente non ha accesso a dati professionali, non può offrirti una strategia seria.</p>
<h2>Consulente SEO Freelance vs Agenzia SEO: Quale la scelta migliore?</h2>
<p>Questa è una delle domande fondamentali per ogni responsabile marketing. Entrambe le opzioni hanno pro e contro.</p>
<ul>
<li><strong>Il Consulente Freelance:</strong> Offre un rapporto diretto, maggiore flessibilità e solitamente costi più contenuti (non avendo le spese fisse di una struttura). È la scelta ideale per le PMI o per progetti molto verticali.</li>
<li><strong>L&#8217;Agenzia SEO:</strong> Offre un team multidisciplinare (copywriter, sviluppatori, grafici). È preferibile per grandi aziende che hanno bisogno di un volume di lavoro massiccio e di un coordinamento tra più canali di marketing.</li>
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		<title>GEO: cos’è la Generative Engine Optimization e perché cambierà la visibilità del tuo brand</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Ciracì]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:08:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cos&#8217;è la GEO (Generative Engine Optimization) La Generative Engine Optimization — abbreviata in GEO — è l&#8217;insieme di strategie che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><span lang="EN-US">Cos&#8217;è la GEO (Generative Engine Optimization)</span></h2>
<p>La Generative Engine Optimization — abbreviata in GEO — è l&#8217;insieme di strategie che un brand deve adottare per essere visibile, citato e raccomandato nelle risposte generate dai modelli di intelligenza artificiale. ChatGPT, Gemini, Perplexity, Copilot, Claude: sono i nuovi intermediari tra le domande degli utenti e le risposte che ricevono. E funzionano in modo radicalmente diverso da Google.</p>
<p>Nella SEO tradizionale, l&#8217;obiettivo è posizionare una pagina web tra i primi risultati di una SERP. L&#8217;utente clicca, arriva sul sito, converte. <strong>Nella GEO, l&#8217;utente non clicca nulla: pone una domanda a un chatbot e riceve una risposta diretta che può contenere — o meno — il nome del tuo brand</strong>. Non c&#8217;è una lista di link blu da scalare. C&#8217;è un&#8217;unica risposta sintetizzata dall&#8217;AI, e il tuo brand o è dentro quella risposta, o non esiste.</p>
<h2>Perché integrare la GEO nelle strategie SEO</h2>
<p>Lo shift è già in corso. I dati lo dimostrano: il traffico AI-driven verso i siti e-commerce è cresciuto di 8 volte da inizio 2025. Il 64% dei consumatori dichiara di voler usare l&#8217;AI per le proprie decisioni d&#8217;acquisto. Perplexity ha superato i 100 milioni di utenti attivi. Google stessa ha integrato le AI Overviews nella maggior parte delle query, riducendo i clic verso i siti.</p>
<p>Non si tratta di sostituire la SEO — si tratta di affiancarla. Chi oggi investe solo in SEO tradizionale sta ottimizzando per un canale che perde progressivamente quota rispetto alle risposte AI. Chi inizia ora a lavorare sulla GEO avrà un vantaggio sproporzionato, perché la maggior parte dei competitor non sa ancora di cosa si tratta.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-20646" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/03/SEO-vs-GEO-differenze.png" alt="SEO Vs GEO" width="786" height="396" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/03/SEO-vs-GEO-differenze.png 786w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/03/SEO-vs-GEO-differenze-300x151.png 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/03/SEO-vs-GEO-differenze-768x387.png 768w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/03/SEO-vs-GEO-differenze-500x252.png 500w" sizes="(max-width: 786px) 100vw, 786px" /></p>
<p>La differenza più profonda è questa: nella SEO, il motore di ricerca mostra i tuoi contenuti. Nella GEO, l&#8217;AI <em>decide</em> se menzionarti o no, basandosi su quanto il tuo brand è presente e autorevole nelle fonti che consulta — o che ha memorizzato durante l&#8217;addestramento.</p>
<h2>Come funziona la visibilità AI: i tre layer</h2>
<p>La visibilità di un brand nelle risposte AI non dipende da un singolo fattore. Dipende da tre layer che agiscono in sequenza e in parallelo, ciascuno con un peso diverso a seconda del tipo di query e del modello utilizzato.</p>
<h3>Layer 1 — Dati di addestramento (Training Data)</h3>
<p>Questo è il layer più profondo e più difficile da influenzare direttamente. Ogni modello di intelligenza artificiale viene addestrato su un enorme corpus di testi: pagine web, Wikipedia, Reddit, articoli di stampa, paper accademici, siti di recensioni. Durante l&#8217;addestramento, il modello assorbe la frequenza con cui un brand viene menzionato, il contesto in cui appare, le associazioni con specifici attributi.</p>
<p>Queste informazioni vengono &#8220;congelate&#8221; nei pesi del modello. Quando un utente fa una domanda e il modello risponde senza fare ricerca web, attinge esclusivamente a questa istantanea. Se il tuo brand non era sufficientemente presente nelle fonti al momento del training, non verrà menzionato — indipendentemente da quanto il tuo sito sia ottimizzato oggi.</p>
<p>Le fonti che contano di più a questo layer sono quelle ad alta autorità: Wikipedia, Reddit (che spesso vengono iniettati due volte nel training: una via web crawl e una come dump curati), stampa di settore, siti di recensioni autorevoli. La velocità del sito, le FAQ, i dati strutturati sono completamente irrilevanti a questo layer.</p>
<p><strong>Implicazione pratica:</strong> un brand con migliaia di menzioni su Wikipedia, Reddit e stampa di settore sarà riconosciuto dall&#8217;AI prima ancora che venga effettuata qualsiasi ricerca web. Un brand nuovo o di nicchia partirà da zero.</p>
<h4>Il ruolo delle entità e del knowledge graph</h4>
<p>C&#8217;è un meccanismo sottostante al Layer 1 che vale la pena capire esplicitamente: l&#8217;AI non &#8220;ricorda&#8221; un brand come semplice stringa di testo. Lo riconosce come <strong>entità strutturata</strong> — un nodo nel knowledge graph con attributi definiti, relazioni con altre entità, e un grado di autorità. La differenza tra un brand che esiste come entità nel knowledge graph di Google e un brand che esiste solo come testo su alcune pagine web è enorme in termini di citabilità AI.</p>
<p>Le azioni concrete per costruire un&#8217;entità riconoscibile sono: creare o curare una voce Wikipedia verificabile, aggiungere il brand su Wikidata con identificatori unici, implementare <strong><code>schema:Organization</code></strong> con attributi <strong><code>sameAs</code></strong> che puntano agli identificatori autoritativi (Wikipedia, LinkedIn ufficiale, profili social verificati), e ottenere menzioni coerenti del brand name in contesti semanticamente rilevanti. Più un brand è definito in modo univoco e coerente attraverso fonti diverse, più l&#8217;AI lo tratta come un&#8217;entità di riferimento piuttosto che come una parola qualsiasi.</p>
<h4>Il decadimento del training data e l&#8217;effetto capitalizzazione</h4>
<p>Il Layer 1 non è statico nel tempo. Ogni nuovo modello viene addestrato su un corpus con una data di cutoff più recente — e ogni nuova generazione di modelli supera la precedente in termini di diffusione e utilizzo. Questo crea un <strong>effetto capitalizzazione temporale</strong>: le azioni di PR, link earning e presence building che un brand realizza oggi alimenteranno il training dei modelli che usciranno tra 12-24 mesi, e quei modelli risponderanno alle domande degli utenti per anni.</p>
<p>Chi costruisce presenza autorevole sulle fonti giuste adesso non ottimizza solo per i modelli attuali — sta investendo in un asset che si rivaluterà ad ogni ciclo di training futuro. Chi aspetta dovrà competere contro brand che avranno già accumulato questo vantaggio nei pesi del modello.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-20648" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/03/GEO-layer-1.png" alt="" width="700" height="424" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/03/GEO-layer-1.png 700w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/03/GEO-layer-1-300x182.png 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/03/GEO-layer-1-500x303.png 500w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<h3>Layer 2 — Retrieval: memoria parametrica vs RAG in tempo reale</h3>
<p>Quando un utente pone una domanda, il modello può rispondere in due modi radicalmente diversi.</p>
<h4>Percorso 2A — Ricerca web spenta (memoria parametrica)</h4>
<p>Il modello risponde solo dai dati di addestramento. Nessun retrieval esterno. La visibilità del brand dipende interamente dal Layer 1. Questo accade più spesso di quanto si pensi: GPT-3.5 non cerca mai, GPT-4o-mini cerca solo il 10-20% delle volte, Claude (senza tool) non cerca mai. Anche i modelli più recenti non cercano su ogni query — decidono autonomamente quando una ricerca migliorerebbe la risposta.</p>
<p>Questo significa che lo stesso prompt, posto a modelli diversi, può dare risultati completamente diversi. Un brand invisibile nei dati di training ma ben posizionato online farà zero su Claude e punteggi alti su Perplexity (che cerca sempre).</p>
<h4>Percorso 2B — Ricerca web attiva (RAG in tempo reale)</h4>
<p>Quando il modello attiva la ricerca web, avviene un processo chiamato <em>query fanout</em>: il prompt dell&#8217;utente viene decomposto in 2-8 sotto-query parallele, ciascuna eseguita sull&#8217;indice di ricerca. Per ogni sotto-query vengono recuperati i primi 5-20 risultati, i contenuti vengono segmentati in chunk, ogni chunk riceve uno score di rilevanza, e infine il modello sintetizza la risposta.</p>
<p>Ma non tutti i chunk hanno lo stesso peso: l&#8217;AI applica un <em>authority weighting</em>. Wikipedia o stampa autorevole contano più di blog sconosciuti, anche quando appaiono nella stessa finestra di contesto. Questo significa che essere presenti in una fonte è necessario ma non sufficiente — conta <em>quale</em> fonte.</p>
<p>I tassi di attivazione della ricerca variano enormemente per modello e per lingua. Le query e-commerce italiane attivano la ricerca da 3 a 5 volte meno frequentemente rispetto alle query tech in inglese sullo stesso modello. Questo è un dato cruciale per chi opera nel mercato italiano.</p>
<h4>Il comportamento per piattaforma: una guida pratica</h4>
<p>Capire come si comporta ciascun modello rispetto alla ricerca web è fondamentale per sapere dove investire. La tabella seguente sintetizza i comportamenti principali:</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-20649" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/03/GEO-come-cercano-i-modelli.png" alt="GEO come cercano i modelli" width="750" height="394" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/03/GEO-come-cercano-i-modelli.png 750w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/03/GEO-come-cercano-i-modelli-300x158.png 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/03/GEO-come-cercano-i-modelli-500x263.png 500w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<p>La lettura pratica è questa: se il tuo obiettivo è la visibilità su Perplexity e Copilot, devi lavorare sul retrieval in tempo reale — presenza sulle fonti che rankano per le tue query target. Se l&#8217;obiettivo è ChatGPT o Claude senza search, il Layer 1 è quasi tutto ciò che conta. Gemini richiede entrambe le leve in parallelo.</p>
<h4>La citation chain: visibilità composta</h4>
<p>C&#8217;è un meccanismo spesso sottovalutato che amplifica l&#8217;efficacia delle azioni sul Layer 2: la <strong>citation chain</strong>. Quando l&#8217;AI esegue il retrieval, non pesano allo stesso modo tutte le fonti che menzionano un brand — pesano di più le fonti che <em>a loro volta vengono citate da altre fonti autorevoli</em>. Essere menzionati in una review su G2 o Capterra che già ranka per &#8220;migliore software di email marketing&#8221; vale enormemente di più che essere menzionati in un articolo di un blog sconosciuto.</p>
<p>La logica è la stessa del PageRank, applicata alla citabilità AI: la rilevanza si trasferisce attraverso le catene di citazione. Questo spiega perché ottenere un&#8217;unica menzione su una fonte ad alta autorità — uno studio di categoria di Gartner, una comparison page di G2, un thread Reddit virale — può avere un impatto sproporzionato rispetto a decine di menzioni su siti minori. La strategia non è massimizzare il numero di menzioni, ma posizionarsi nelle fonti che già dominano il retrieval per le query rilevanti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-20650" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/03/GEO-layer-2.png" alt="GEO layer 2" width="700" height="455" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/03/GEO-layer-2.png 700w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/03/GEO-layer-2-300x195.png 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/03/GEO-layer-2-500x325.png 500w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<h3>Layer 3 — Ottimizzazione tecnica del proprio sito</h3>
<p>Questo è il layer su cui la SEO tradizionale ha più impatto, ma funziona in modo diverso da come si potrebbe pensare. L&#8217;ottimizzazione tecnica del sito (velocità, HTML pulito, schema markup, FAQ) conta solo se il tuo sito entra nel pool di retrieval — cioè se viene selezionato tra i risultati recuperati durante il query fanout.</p>
<p>Per le query dirette sul brand (&#8220;Cosa offre Fiat?&#8221;), il sito del brand entra quasi sempre nel pool. Per le query generiche di categoria (&#8220;migliore auto italiana&#8221;), il sito del brand entra raramente — a meno che non sia già molto autorevole per quella keyword.</p>
<p>L&#8217;ottimizzazione tecnica ha un impatto reale attraverso tre meccanismi: la velocità della pagina migliora il ranking Google, che aumenta la probabilità di entrare nel pool top-k del retrieval; un HTML pulito e server-side rendered garantisce che i crawler possano indicizzare completamente i contenuti; gli schema FAQ permettono di matchare con precisione le sotto-query generate dal fanout, aumentando lo score del chunk.</p>
<p><strong>L&#8217;errore più comune:</strong> concentrarsi esclusivamente sul Layer 3 (FAQ, velocità, dati strutturati) quando i Layer 1 e 2 sono ancora deboli. L&#8217;ottimizzazione tecnica aiuta — ma solo dopo che l&#8217;AI ha qualcosa da recuperare. Se il tuo brand non è presente nelle fonti autorevoli, nessuna quantità di schema markup cambierà la situazione.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-20651" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/03/GEO-layer-3.png" alt="GEO layer 3" width="750" height="710" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/03/GEO-layer-3.png 750w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/03/GEO-layer-3-300x284.png 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/03/GEO-layer-3-500x473.png 500w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<h4>GEO, E-E-A-T e il punto di convergenza con la SEO</h4>
<p>C&#8217;è una correlazione non casuale tra i segnali E-E-A-T di Google (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness) e la citabilità AI: entrambi si basano sulle stesse fonti autorevoli di riferimento. Un brand che ha costruito autorevolezza documentata — menzioni editoriali, autori identificabili con expertise verificabile, citazioni accademiche o di settore, recensioni su piattaforme autorevoli — è al tempo stesso ben posizionato per E-E-A-T e ben posizionato per il Layer 1 e 2 della GEO.</p>
<p>Questo significa che chi ha già lavorato seriamente sulla propria E-E-A-T negli ultimi anni ha un vantaggio strutturale nella GEO, spesso senza saperlo. Le azioni SEO orientate all&#8217;autorevolezza — digital PR, contenuti firmati da autori con expertise documentata, link earning da fonti settoriali rilevanti — hanno un doppio ritorno: migliorano il ranking Google e alimentano la citabilità AI. Le azioni SEO puramente meccaniche — keyword stuffing, link di bassa qualità, thin content — non trasferiscono nessun vantaggio nella GEO.</p>
<p>La convergenza pratica è questa: lavorare sulla propria autorevolezza editoriale e reputazionale non è più &#8220;solo SEO&#8221; — è l&#8217;investimento che produce rendimenti sia sul canale Google che sul canale AI.</p>
<h2>Le azioni concrete per ottimizzare la GEO</h2>
<p>La priorità delle azioni dipende dall&#8217;obiettivo specifico e dalla maturità del brand.</p>
<p><strong>Per far sì che l&#8217;AI menzioni il brand su qualsiasi query:</strong> la leva principale è ottenere copertura autorevole da terze parti. Articoli su stampa di settore, presenza su Wikipedia, discussioni su Reddit, recensioni su piattaforme autorevoli (G2, Trustpilot, Capterra). Questo alimenta sia il Layer 1 (training futuro) che il Layer 2B (retrieval in tempo reale).</p>
<p><strong>Per far sì che l&#8217;AI citi informazioni corrette:</strong> la leva è essere presenti nelle fonti che rankano per le query di categoria rilevanti. Se l&#8217;AI cerca &#8220;migliori tool di email marketing&#8221; e i primi risultati non ti menzionano, non verrai citato. La strategia è content marketing mirato ai listicle e alle comparison page che dominano queste query.</p>
<p><strong>Per le query specifiche sul brand:</strong> l&#8217;ottimizzazione del proprio sito (Layer 3) funziona bene. HTML pulito, FAQ schema che rispondano alle domande più frequenti, dati strutturati completi. Per query dirette, l&#8217;AI visiterà quasi sempre il tuo sito.</p>
<p><strong>Per un brand nuovo o sconosciuto:</strong> paradossalmente, il Layer 3 ha più peso iniziale perché i Layer 1 e 2 sono vuoti. Inizia dall&#8217;ottimizzazione del sito mentre costruisci la presenza sulle fonti esterne. Man mano che la copertura cresce, i Layer 1 e 2 prenderanno il sopravvento.</p>
<h2>Come misurare la GEO</h2>
<p>Non basta implementare: bisogna misurare. Le metriche chiave della GEO sono:</p>
<ul>
<li><strong>Share of Voice (SOV):</strong> in quale percentuale di risposte AI il tuo brand viene menzionato</li>
<li><strong>Share of Mentions (SOM):</strong> quante volte il tuo brand viene citato rispetto ai competitor</li>
<li><strong>Sentiment:</strong> come l&#8217;AI descrive il tuo brand (positivo, neutro, negativo)</li>
<li><strong>Source Influence:</strong> quali fonti esterne correlano maggiormente con la menzione del tuo brand</li>
<li><strong>Posizione nelle liste:</strong> quando l&#8217;AI genera un elenco, in quale posizione appare il tuo brand</li>
</ul>
<p>Queste metriche vanno monitorate nel tempo, su più piattaforme AI contemporaneamente, perché ogni modello ha comportamenti diversi. Un tool di AI Brand Tracking permette di automatizzare questo processo e identificare con precisione dove intervenire.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>La GEO non è il futuro — è il presente. Ogni mese che passa senza una strategia di visibilità AI è un mese in cui i competitor possono consolidare la propria posizione nelle risposte generate. La buona notizia è che siamo ancora nelle fasi iniziali: chi si muove adesso ha un vantaggio strutturale su chi aspetterà.</p>
<p>La SEO tradizionale resta fondamentale, ma non è più sufficiente. La GEO è il layer aggiuntivo che determinerà quali brand vengono raccomandati dall&#8217;AI — e quali vengono ignorati.</p>
<style>
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      AI Brand Tracking
    </div>
<h3 class="geo-cta-headline">
      Il tuo brand esiste<br /><em>nelle risposte AI?</em><br />
    </h3>
<p class="geo-cta-body">
      Ho sviluppato un tool proprietario che misura la visibilità del tuo brand su ChatGPT, Gemini, Perplexity e Claude — Share of Voice, posizione nelle liste, sentiment e source influence. Se vuoi sapere dove sei adesso e costruire una strategia GEO concreta, parliamone.
    </p>
<ul class="geo-cta-features">
<li>&#8599; Share of Voice multi-modello</li>
<li>&#8599; Analisi competitor AI</li>
<li>&#8599; Source influence mapping</li>
<li>&#8599; Strategia GEO su misura</li>
</ul>
<p>    <a href="https://www.webinfermento.it/contatti/" class="geo-cta-btn"><br />
      Contattami &nbsp;&#8594;<br />
    </a></p></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Come diventare SEO Specialist ed Esperto SEO: guida completa 2026</title>
		<link>https://www.webinfermento.it/come-diventare-seo/</link>
					<comments>https://www.webinfermento.it/come-diventare-seo/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Ciracì]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 11:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il SEO Specialist/Esperto SEO è il professionista che aumenta la visibilità organica di un sito unendo ricerca keyword, ottimizzazione on-page, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2016/02/hero-seo-specialist-guida-2025.png" alt="SEO Specialist ed Esperto SEO: guida 2025 su strategia, tecnica e contenuti" width="600" height="600" /></h3>
<ul>
<li>Il <strong>SEO Specialist/Esperto SEO</strong> è il professionista che aumenta la visibilità organica di un sito unendo ricerca keyword, ottimizzazione on-page, technical SEO e costruzione di autorevolezza.</li>
<li>Per fare questo servono <strong>competenze tecniche</strong> (motori di ricerca, HTML/CSS/JS, CMS, log analysis, Core Web Vitals) e <strong>soft skill</strong> come curiosità, pensiero critico, comunicazione chiara e resilienza.</li>
<li>Il percorso migliore per diventare professionista prevede <strong>4 step</strong>:
<ol>
<li>Informazione (fonti ufficiali, guide Google, blog autorevoli).</li>
<li>Sperimentazione (progetti personali come palestra).</li>
<li>Formazione avanzata (corsi, certificazioni, eventi).</li>
<li>Pratica reale (stage, agenzia, freelance, case history).</li>
</ol>
</li>
<li><strong>Stipendi 2025 in Italia</strong>: junior 18-25k €/anno, mid 25-35k €, manager 35-50k €, senior/consulenti 25-60k € con punte oltre 80k €.</li>
<li>Gli strumenti indispensabili includono <strong>Search Console, GA4, crawler, suite keyword, tool backlink, PageSpeed/Lighthouse</strong> e, sempre più spesso, AI per supporto alle analisi.</li>
<li><strong>UX, velocità e mobile experience</strong> sono fattori centrali: Core Web Vitals (LCP, CLS, INP) influiscono sul posizionamento.</li>
<li>La <a href="https://www.webinfermento.it/servizi/link-building/"><strong>link building</strong></a> oggi passa per asset di valore (ricerche originali, guide, strumenti free, digital PR) più che per schemi artificiali.</li>
<li>Per crescere serve <strong>misurare con KPI chiari</strong> (traffico non brand, conversioni, indicizzazione, CWV, visibilità) e raccontare i risultati in modo comprensibile.</li>
<li>Le opportunità di carriera vanno da freelance ad agenzia fino a ruoli in azienda; ciò che fa la differenza è costruire e saper presentare case history.</li>
</ul>
<p>Volendo sintetizzare, la SEO nel 2025 è un mestiere che richiede metodo, aggiornamento continuo e capacità di unire tecnica, strategia e comunicazione. Ehi, dato che ci sei, leggi la nostra classifica dei <a href="https://www.webinfermento.it/migliori-consulenti-seo-italiani/" target="_blank" rel="noopener">migliori consulenti SEO</a> aggiornata al 2026!</p>
<h3>Introduzione</h3>
<p>Negli ultimi anni il mercato italiano ha visto la SEO uscire dalla nicchia degli &#8220;addetti ai lavori&#8221; per diventare una professione riconosciuta, richiesta e &#8211; quando affrontata con metodo &#8211; anche redditizia. La spinta nasce da un fatto semplice: le aziende misurano sempre meglio il ritorno dell&#8217;investimento dall&#8217;organico. La SEO non è &#8220;magia nera&#8221;, non è solo copy e non è soltanto tecnica: è un lavoro che unisce ricerca, strategia, sperimentazione e gioco di squadra. Se cerchi chi è un <strong>SEO Specialist</strong> (o <strong>Esperto SEO</strong>), cosa fa davvero ogni giorno, quali competenze servono e quale percorso conviene seguire per diventarlo, qui trovi una guida <strong>discorsiva e aggiornata al 2025</strong>, utile sia a chi parte da zero sia a chi vuole fare un salto di qualità.</p>
<h2><strong>Chi è un SEO Specialist e cosa fa</strong></h2>
<p>Il <strong>SEO Specialist</strong> progetta e implementa strategie per aumentare la <strong>visibilità organica</strong> di un sito nei motori di ricerca. L&#8217;obiettivo non è &#8220;prendere la posizione #1&#8221; a prescindere, ma <strong>portare traffico qualificato che generi risultati di business</strong>: lead, vendite, richieste di contatto. Per riuscirci lavora su più fronti in modo coordinato, iniziando dall&#8217;analisi della domanda e degli <strong>intenti di ricerca</strong>: capire come cercano le persone, quali problemi vogliono risolvere e quali formati Google propone in SERP (risultati organici tradizionali, box People Also Ask, video, immagini, mappe). Una mappa semantica ben costruita e la capacità di leggere i pattern ricorrenti della pagina dei risultati valgono più di qualsiasi &#8220;trucco&#8221;.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2016/02/serp-feature-esempio-annotato.png" alt="Esempio di SERP con feature: risultati organici, People Also Ask, video e local pack" width="600" height="600" /></p>
<p>Segue l&#8217;<strong>ottimizzazione on-page</strong>, che lega l&#8217;architettura informativa alla scrittura di title e heading coerenti con l&#8217;intento, alla strutturazione di contenuti in cluster e all&#8217;uso dei <strong>dati strutturati</strong> per rendere esplicita al motore la natura delle pagine. In questo lavoro rientra anche un <strong>internal linking</strong> consapevole, che distribuisce autorevolezza interna e accompagna l&#8217;utente nella navigazione. La <strong>technical SEO</strong> è il terzo pilastro: accessibilità dei contenuti allo spider, corretta indicizzazione, gestione di canoniche e parametri, paginazioni, performance lato server e <strong>Core Web Vitals</strong> (LCP, CLS, INP), oltre alle architetture multilingua con <strong>hreflang</strong> e alla gestione delle migrazioni. La parte tecnica non è opzionale: una strategia contenutistica eccellente non rende se le pagine non vengono correttamente scansionate, se consumano budget di crawl inutilmente o se l&#8217;esperienza mobile frustra l&#8217;utente. Infine c&#8217;è la <strong>costruzione di autorevolezza</strong>: iniziative e contenuti che meritino menzioni e link naturali, attività di <strong>digital PR</strong>, segnali di reputazione e prova di <strong>E-E-A-T</strong> (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness). Non si tratta di comprare link, ma di progettare asset che abbiano utilità reale per community e media del settore. Nel quotidiano un SEO alterna analisi, riunioni con dev e content, prioritizzazione del backlog, test e reporting. Non esiste la &#8220;ricetta&#8221; universale; esiste un <strong>metodo</strong>: osservare il mercato, formulare ipotesi, eseguire, misurare, correggere. Attività cardine del ruolo:</p>
<ul>
<li>Ricerca intenti e keyword con lettura critica della SERP.</li>
<li>Ottimizzazione on-page e architettura + dati strutturati.</li>
<li>Technical SEO, performance e migrazioni + autorevolezza e PR digitali.</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2016/02/attivita-seo-specialist-4-pilastri.png" alt="Attività principali di un SEO Specialist: ricerca, on-page, technical SEO, autorevolezza" width="600" height="400" /></p>
<h2><strong>Competenze e requisiti per diventare SEO Specialist</strong></h2>
<p>Essere un buon SEO nel 2025 significa parlare tre lingue: <strong>dati</strong>, <strong>tecnologia</strong> e <strong>persone</strong>. Sul piano tecnico bisogna conoscere il funzionamento dei motori (crawling, indicizzazione, ranking) e sapersi muovere con <strong>HTML/CSS/JS</strong> a livello funzionale, leggere le <strong>response HTTP</strong>, gestire <strong>robots.txt</strong> e <strong>sitemap</strong>, ragionare di architetture e <strong>faceted navigation</strong>. Chi lavora su CMS deve conoscere a fondo <strong>WordPress</strong>, <strong>Shopify</strong>, <strong>Magento/Adobe Commerce</strong> e le rispettive implicazioni SEO; in ambito headless è fondamentale capire come arrivano i contenuti al motore con performance adeguate. La familiarità con gli <strong>strumenti</strong> è altrettanto importante: <strong>Google Search Console</strong> per vedere come Google interpreta il sito; <strong>GA4</strong> per comportamento e conversioni; un <strong>crawler</strong> (Screaming Frog, Sitebulb, Visual SEO Studio) per scansionare e diagnosticare; una suite <strong>keyword</strong> (Semrush/Ahrefs) per domanda e concorrenza; strumenti per <strong>backlink</strong> e <strong>log analysis</strong>; <strong>PageSpeed/Lighthouse</strong> per le prestazioni. L&#8217;<strong>AI</strong> non sostituisce il lavoro, ma aiuta: può accelerare brief, clustering semantico, analisi delle SERP e quality assurance, purché la responsabilità strategica resti umana. Sul piano <strong>soft</strong> servono curiosità, <strong>pensiero critico</strong>, comunicazione chiara e capacità di <strong>prioritizzare</strong>. La SEO è un mestiere di compromessi informati: bisogna saper spiegare perché un refactor conviene, quali rischi comporta una migrazione, dove si crea valore con una modifica ai template e come si misurano gli impatti. Serve <strong>resilienza</strong>: i risultati non sono immediati e gli aggiornamenti di algoritmo mettono alla prova la tenuta delle strategie.</p>
<h2><strong>Percorso formativo: come diventare un Esperto SEO</strong></h2>
<p>Non esiste un albo né una scorciatoia. Esiste però un percorso chiaro che puoi iniziare oggi, articolato in <strong>quattro step</strong> che si alimentano a vicenda.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2016/02/percorso-diventare-esperto-seo-4-step.png" alt="Percorso per diventare Esperto SEO in 4 step: informazione, sperimentazione, formazione, pratica" width="650" height="433" /></p>
<p>Il primo è l&#8217;<strong>informazione</strong>: parti dalle fonti ufficiali e dai concetti fondamentali. Leggi la documentazione di Google Search Central, le linee guida di qualità, le basi di information retrieval, i documenti su dati strutturati e Core Web Vitals. Seleziona pochi blog autorevoli e segui eventi dove si condividono <strong>casi reali</strong>, non solo talk motivazionali. Il secondo è la <strong>sperimentazione</strong>: prima ancora dei corsi, apri un <strong>progetto personale</strong>. È la tua palestra: scegli una nicchia, costruisci una topical map, definisci un calendario editoriale, lavora su template e performance, poi misura. Un blog o un side-project e-commerce insegnano più di cento discussioni social: capirai come Google si comporta sulle tue pagine, cosa significa davvero &#8220;intento&#8221;, dove si inceppa l&#8217;indicizzazione e come reagisce la SERP ai cambiamenti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2016/02/topical-map-seo-specialist.png" alt="Topical map per il tema SEO Specialist con cluster e sottoargomenti" width="650" height="433" /></p>
<p>Il terzo è la <strong>formazione professionale</strong>: quando hai già domande specifiche, i corsi servono davvero. Cerca percorsi su <a href="https://www.webinfermento.it/analisi-seo-audit/">audit SEO tecnico</a>, content SEO avanzato, digital PR/link earning, migrazioni e misurazione. Completa con <strong>certificazioni</strong> utili (Analytics, Tagging, Ads se lavori su progetti ibridi). Evita l&#8217;enciclopedismo sterile: ogni nozione deve trasformarsi in <strong>azioni</strong> da testare sul tuo progetto. Il quarto è <strong>pratica ed esperienza</strong>: qui cambi marcia. Lavora su <strong>progetti veri</strong> &#8211; stage in agenzia, collaborazione con PMI locali, freelancing controllato &#8211; con l&#8217;obiettivo di costruire <strong>case history</strong> documentate. Preparati un protocollo: audit iniziale, ipotesi e priorità, roadmap trimestrale, KPI, report mensili. Impara a dialogare con i dev, a scrivere ticket chiari, a quantificare impatti e rischi. È qui che passi da appassionato a <strong>professionista</strong>.</p>
<h2><strong>Quanto guadagna un SEO Specialist?</strong></h2>
<p>Parlare di stipendi ha senso per farsi un&#8217;idea delle prospettive e per negoziare. In Italia, nel 2025, le forchette più comuni riflettono seniority, città, settore e responsabilità. Un <strong>junior</strong> si colloca in genere tra <strong>18.000 e 25.000 €</strong> annui lordi; un profilo <strong>mid</strong> tra <strong>25.000 e 35.000 €</strong>; i ruoli <strong>manageriali</strong> possono superare <strong>35.000-50.000 €</strong>. I profili <strong>senior</strong> o consulenti affermati, soprattutto con portafogli consolidati, si attestano su <strong>25.000-60.000 €</strong> e possono salire <strong>oltre 80.000 €</strong> in base a specializzazione e complessità dei progetti. Per i freelance pesa molto la capacità di <strong>productizzare</strong> l&#8217;offerta (pacchetti di audit, piani trimestrali, retainer) e di mantenere alta la retention. Range tipici 2025:</p>
<ul>
<li>Junior: 18-25k € lordi/anno; Mid: 25-35k €; Manager: 35-50k €+.</li>
<li>Senior/Consulente: 25-60k € con punte &gt;80k € sui progetti complessi.</li>
<li>Variabili chiave: città/settore, responsabilità, portfolio casi, retention.</li>
</ul>
<h3><strong>Strumenti indispensabili oggi</strong></h3>
<p>Un set minimale ben usato vale più di dieci tool lasciati a metà. <strong>Search Console</strong> è la bussola: query, pagine, copertura, sitemap, Core Web Vitals, dati strutturati, miglioramenti, ispezione URL. <strong>GA4</strong> fornisce il contesto comportamentale e di business: definisci eventi e conversioni con Tag Manager, crea viste di confronto e cohort semplici, collega l&#8217;e-commerce per valutare revenue organiche. Un <strong>crawler</strong> mostra il sito con gli occhi dello spider: individua problemi di indexability, meta, canoniche, duplicazioni e redirect chain. Con una suite <strong>keyword</strong> costruisci cluster e priorità: non cercare &#8220;la parola magica&#8221;, ma <strong>famiglie di intenti</strong> e pagine che soddisfano bisogni. Per i <strong>backlink</strong> ragiona su gap e qualità (rilevanza tematica, autorevolezza, contesto editoriale). Completa con <strong>PageSpeed/Lighthouse</strong> per la parte performance e, quando serve, con <strong>log analysis</strong> per capire dove va davvero il budget di crawl. L&#8217;AI entra come acceleratore per classificare intenti, generare outline coerenti e fare QA sui meta, restando però sotto guida umana. Toolkit base:</p>
<ul>
<li>Search Console e GA4 per visione &#8220;motore&#8221; + misurazione business.</li>
<li>Crawler (es. Screaming Frog) + suite keyword + backlink analysis per diagnosi e strategia.</li>
<li>PageSpeed/Lighthouse + (quando serve) log analysis per performance e crawl.</li>
</ul>
<h3><strong>UX, velocità e segnali di qualità: perché contano</strong></h3>
<p>La SEO non finisce al click. Se una pagina è lenta, confusa o &#8220;stonata&#8221; rispetto all&#8217;aspettativa creata in SERP, l&#8217;utente rimbalza e il segnale complessivo peggiora. Per questo <strong>Core Web Vitals</strong> e <strong>mobile experience</strong> sono diventati criteri imprescindibili. Lavora per un <strong>LCP</strong> rapido (immagini ottimizzate e lazy-loading corretto), un <strong>CLS</strong> sotto controllo (spazi riservati e banner non invasivi) e un <strong>INP</strong> basso (interazioni reattive, JS snello). L&#8217;esperienza deve essere leggibile e credibile: gerarchie chiare, paragrafi concisi, heading informativi, call-to-action visibili, <strong>accessibilità</strong> curata e micro-copia che aiuta l&#8217;utente a capire subito dove si trova e cosa può fare.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2016/02/core-web-vitals-seo.png" alt="Core Web Vitals: LCP, CLS, INP e leve tecniche per migliorarli" width="650" height="433" /></p>
<h3><strong>Link building e Digital PR nel 2025</strong></h3>
<p>&#8220;Fare link&#8221; oggi significa progettare <strong>asset che meritano citazioni</strong>: ricerche originali, studi di settore, guide definitive, strumenti gratuiti, dataset, collaborazioni con community e associazioni. Qui contano <strong>rilevanza</strong> (temi coerenti), <strong>contesto editoriale</strong> (link dentro articoli veri) e <strong>diversità</strong> (menzioni brand, anchor naturali, link a homepage e pagine interne). La metrica che conta non è &#8220;quanti link ho preso&#8221;, ma <strong>che effetto misurabile</strong> hanno su traffico, cluster prioritari e ricavi. Se la strategia si riduce all&#8217;acquisto di link, stai spostando budget da asset duraturi a rischi che, oggi, raramente valgono la pena.</p>
<h3><strong>KPI, report e misurazione</strong></h3>
<p>Misurare serve a <strong>decidere</strong>. Definisci pochi KPI legati agli obiettivi reali: traffico organico <strong>non brand</strong> sui cluster chiave, <strong>conversioni</strong> e revenue, <strong>copertura</strong> e <strong>indicizzazione</strong> per template, miglioramento dei <strong>CWV</strong>, crescita della <strong>share of visibility</strong> su insiemi di keyword rappresentativi. Affianca ai numeri un commento strategico che spieghi cosa è stato fatto, cosa ha funzionato e cosa cambierà nel prossimo ciclo. La capacità di raccontare i dati a business e dev in modo chiaro è metà del lavoro.</p>
<h3><strong>Errori comuni da evitare</strong></h3>
<p>Gli scivoloni ricorrenti sono tre. Il primo è <strong>innamorarsi delle singole keyword</strong>: l&#8217;unità strategica è il <strong>tema</strong>, non il termine. Il secondo è <strong>saltare la parte tecnica</strong>: nessuna sitemap rattopperà problemi strutturali e nessun content plan risolverà un crawling disordinato. Il terzo è <strong>misurare male</strong>: se GA4 non registra le conversioni giuste, l&#8217;organico sembra non performare; se non separi brand/non-brand, non capisci dove stai crescendo davvero. A questi si aggiunge l&#8217;illusione della scorciatoia: non c&#8217;è; c&#8217;è <strong>disciplina, test e curiosità</strong>.</p>
<h3><strong>Risorse e libri sulla SEO consigliati</strong></h3>
<p>Aggiorna la tua &#8220;cassetta degli attrezzi&#8221; con poche risorse ben scelte. Parti dalle <strong>guide ufficiali di Google</strong> (Search Central, dati strutturati, Core Web Vitals), affianca testi come <strong>&#8220;The Art of SEO&#8221;</strong> (ultima edizione) e <strong>&#8220;SEO per E-commerce PRO&#8221;</strong> se lavori sugli shop online. Scegli due-tre blog di riferimento e segui eventi in cui si presentano <strong>case study</strong> completi. Più che leggere tanto, <strong>leggi bene</strong>: ogni risorsa dovrebbe tradursi in un test o in una correzione concreta sul tuo progetto.</p>
<h3><strong>Prospettive di carriera e opportunità</strong></h3>
<p>Le strade principali sono tre e ciascuna ha un suo perché. Il <strong>freelance</strong> offre autonomia e varietà, ma richiede disciplina commerciale e processi di delivery solidi. L&#8217;<strong>agenzia</strong> espone a settori diversi, consente confronto continuo con colleghi e accelera l&#8217;apprendimento nei primi anni. L&#8217;<strong>azienda</strong> permette di lavorare in profondità su un solo prodotto, con roadmap, budget e stakeholder complessi; è il contesto naturale per ruoli <strong>manageriali</strong>. In qualunque direzione tu scelga, la vera valuta è un portfolio di <strong>case history replicabili</strong>, raccontate con numeri e insight.</p>
<h2><strong>Conclusioni </strong></h2>
<p>Diventare <strong>SEO Specialist</strong> non significa inseguire &#8220;trucchi&#8221;. Significa imparare a leggere il mercato, ascoltare gli utenti attraverso i dati, costruire architetture e contenuti che risolvano problemi reali, misurare e migliorare con costanza. È un mestiere competitivo e gratificante, in cui <strong>curiosità e disciplina</strong> contano quanto il talento. Se vuoi trasformare questa guida in un piano su misura &#8211; dall&#8217;audit alla roadmap trimestrale &#8211; <strong>scrivimi</strong>: mettiamo a terra una strategia, fissiamo le priorità e iniziamo a misurare risultati.</p>
<h2>FAQ sullo Specialista SEO</h2>
<p>Quante ore settimanali servono per diventare SEO Specialist se parto da zero?</p>
<p>In media <strong>6-8 ore a settimana per 6-9 mesi</strong> sono un buon ritmo: 2 ore di studio, 2-3 ore di sperimentazione su un progetto personale, 1-2 ore di analisi SERP/casi studio, 1 ora di revisione. La costanza batte i picchi occasionali.</p>
<p>Quando serve uno specialista SEO tecnico rispetto a un SEO on-page o off-page?</p>
<p>Il <strong>tecnico</strong> è prioritario per crawling/indicizzazione, Core Web Vitals, migrazioni, architetture complesse. L&#8217;<strong>on-page</strong> guida intenti, struttura dei contenuti e dati strutturati. L&#8217;<strong>off-page</strong> rafforza autorevolezza in mercati competitivi. Nei progetti maturi conviene avere tutte e tre le competenze (anche part-time).</p>
<p>Quali modelli di pricing usa uno SEO Specialist e quando sceglierli?</p>
<p>Modelli tipici: <strong>a ore</strong> (task emergenziali), <strong>a progetto</strong> (audit/migrazioni con scope definito), <strong>retainer</strong> mensile (roadmap continua, iterazioni, reporting). Il retainer è spesso il più efficace perché allinea priorità e misurazione nel tempo.</p>
<p>Come valuto un SEO Specialist prima di ingaggiarlo?</p>
<p>Richiedi <strong>2-3 case history</strong> con obiettivi, vincoli, azioni e risultati; un <strong>estratto di audit</strong> con priorità e motivazioni; approccio a <strong>KPI e reporting</strong>; piano rischi per migrazioni. Red flag: posizioni garantite, focus su &#8220;trucchi&#8221;, mancanza di metodo.</p>
<p>Come gestire un calo improvviso di traffico organico? Protocollo 72 ore</p>
<p>1) Verifica tracking e integrità (GA4, GSC, robots/noindex). 2) Isola cluster/pagine/device/Paese colpiti. 3) Controlla <strong>changelog</strong> (deploy, plugin, template, CDN, redirect). 4) Copertura GSC e <strong>log</strong>. 5) Mitiga: ripristini/rollback, priorità ai template impattati. 6) Report con impatti e step successivi.</p>
<p>Quali errori comuni nello hreflang per siti multilingua e come evitarli?</p>
<p>Errori tipici: <strong>mancata reciprocità</strong>, codici lingua/Paese errati, canoniche incoerenti, mix di parametri e directory, pagine non equivalenti. Soluzione: mapping preciso delle corrispondenze, hreflang bidirezionale, canonical per variante, testing con tool di ispezione.</p>The post <a href="https://www.webinfermento.it/come-diventare-seo/">Come diventare SEO Specialist ed Esperto SEO: guida completa 2026</a> first appeared on <a href="https://www.webinfermento.it"></a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Marketing e Intelligenza Artificiale: un binomio sempre più vincente?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Web in Fermento]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 15:36:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strategie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni il marketing ha vissuto una trasformazione profonda, spinta dall’evoluzione digitale e dall’enorme quantità di dati generati ogni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni il marketing ha vissuto una trasformazione profonda, spinta dall’evoluzione digitale e dall’enorme quantità di dati generati ogni giorno. In questo scenario, l’Intelligenza Artificiale non rappresenta più una semplice innovazione tecnologica, ma un vero e proprio alleato strategico. Il binomio marketing-IA, in effetti, si sta rivelando sempre più vincente, capace di migliorare performance, personalizzazione ed efficienza operativa. Ma quali sono i punti di forza e i limiti dell’automazione?</p>
<h3><b>Dati e personalizzazione</b></h3>
<p>Il marketing moderno è guidato dai dati. Tutte le interazioni online, i clic, le visualizzazioni e i commenti producono informazioni preziose. E questo vale tanto su e-commerce e social media, quanto sui moderni portali di intrattenimento digitale, <a href="https://www.netbet.it/">come il casino NetBet</a>. Ad ogni modo, senza strumenti adeguati, questi dati restano inutilizzati o difficili da interpretare.</p>
<p>L’IA analizza enormi volumi di dati in tempo reale. È in grado di individuare, peraltro, pattern e comportamenti ricorrenti, così da segmentare il pubblico in modo più preciso e creare servizi completamente personalizzati. E a pensarci bene, la personalizzazione oggi non è più un’opzione, ma una necessità.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-20543" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/02/Marketing-e-Intelligenza-artificiale.jpg" alt="" width="900" height="600" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/02/Marketing-e-Intelligenza-artificiale.jpg 900w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/02/Marketing-e-Intelligenza-artificiale-300x200.jpg 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/02/Marketing-e-Intelligenza-artificiale-800x533.jpg 800w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/02/Marketing-e-Intelligenza-artificiale-768x512.jpg 768w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/02/Marketing-e-Intelligenza-artificiale-500x333.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<h3><b>Più efficienza, meno sprechi</b></h3>
<p>Uno dei contributi più evidenti dell’IA al marketing è senza dubbio l’automazione. Non si tratta solo di programmare email o post sui social, ma di ottimizzare intere campagne in modo dinamico. Attraverso algoritmi avanzati, infatti, è possibile ottimizzare i budget pubblicitari in tempo reale, ma anche migliorare le performance delle campagne in base ai risultati progressivi. Un approccio che riduce nettamente gli sprechi. Aumenta il ritorno sull’investimento (ROI),  lasciando più spazio alle <a href="https://www.webinfermento.it/category/strategie/">attività strategiche</a> e creative. A ciò si aggiunge anche l’implementazione di chatbot intelligenti e assistenti virtuali. Questa nuova tipologia di strumenti contribuisce a rendere il rapporto tra brand e consumatori sempre più fluido e immediato.</p>
<h3><b>Previsione e strategia</b></h3>
<p>Tradizionalmente, il marketing analizzava i risultati a posteriori. Con l’IA, invece, oggi diventa possibile <a href="https://www.ibm.com/it-it/think/topics/predictive-ai">adottare un approccio predittivo</a>. I nuovi modelli di machine learning, infatti, sono in grado di stimare: le probabilità di acquisto, il rischio di abbandono (churn) e le tendenze di mercato emergenti.</p>
<p>Questo consente alle aziende addirittura di agire in anticipo, di adottare strategie e offerte prima che si manifestino criticità o opportunità mancante. Eppure, nonostante i vantaggi legati al mondo dell’IA, l’integrazione delle nuove tecnologie automatizzate nel settore del marketing pone anche numerose sfide. Tra tutte, senza dubbio, c’è da considerare le rigide normative sulla privacy e sulla trasparenza delle aziende.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-20545" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/02/Marketing-e-Intelligenza-artificiale_efficienza_meno-_sprechi.jpg" alt="" width="900" height="675" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/02/Marketing-e-Intelligenza-artificiale_efficienza_meno-_sprechi.jpg 900w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/02/Marketing-e-Intelligenza-artificiale_efficienza_meno-_sprechi-300x225.jpg 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/02/Marketing-e-Intelligenza-artificiale_efficienza_meno-_sprechi-800x600.jpg 800w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/02/Marketing-e-Intelligenza-artificiale_efficienza_meno-_sprechi-768x576.jpg 768w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/02/Marketing-e-Intelligenza-artificiale_efficienza_meno-_sprechi-500x375.jpg 500w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2026/02/Marketing-e-Intelligenza-artificiale_efficienza_meno-_sprechi-120x90.jpg 120w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<h3><b>Etica, privacy e competenze</b></h3>
<p>La gestione dei dati, chiaramente, deve rispettare precise normative sulla privacy e garantire trasparenza. È fondamentale, inoltre, evitare un uso eccessivamente invasivo o manipolativo delle tecnologie. Il rischio, infatti, è quello di trasformare gli utenti in dati, prevedendo qualsiasi loro comportamento e conoscendo tutte le loro abitudini di acquisto in anticipo.</p>
<p>Un’altra sfida, inoltre, riguarda le competenze. Per sfruttare al meglio il potenziale dell’IA è necessario avere a disposizione lavoratori qualificati e in grado di gestire i software per la raccolta dei dati. Questo significa che le aziende dovrebbero investire in formazione, oltre che sviluppare una cultura orientata ai dati.</p>
<h3><b>Collaborazione, non sostituzione!</b></h3>
<p>Visto quanto l’Intelligenza Artificiale risulta efficiente e rapida, il timore diffuso è che questa possa sostituire un giorno il lavoratore umano. In realtà (e per fortuna), il suo ruolo è complementare. L’IA analizza, suggerisce, ottimizza, mentre l’essere umano interpreta, crea e dà significato alle informazioni che la macchina riceve.</p>
<p>Il vero vantaggio competitivo, come dicono in molti, nasce <a href="https://www.corriere.it/economia/26_febbraio_15/l-intelligenza-artificiale-migliora-il-lavoro-dei-consulenti-finanziari-ma-non-li-sostituira-mai-4c0599a0-f1ac-45f2-a936-e936848e3xlk_amp.shtml">dall’integrazione tra intelligenza artificiale e intelligenza umana</a>. La tecnologia, da un lato, fornisce insight e automazione, mentre le persone trasformano questi elementi in narrazioni coinvolgenti e strategie distintive. Il successo, insomma, non dipende solo dalla tecnologia, ma dalla capacità di integrare questa in modo strategico, creativo e soprattutto etico.</p>The post <a href="https://www.webinfermento.it/marketing-e-intelligenza-artificiale-un-binomio-sempre-piu-vincente/">Marketing e Intelligenza Artificiale: un binomio sempre più vincente?</a> first appeared on <a href="https://www.webinfermento.it"></a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Come diventare un Influencer [Guida]</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Ciracì]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 07:35:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.webinfermento.it/?p=9279</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come si diventa influencer? Ecco quello che devi fare! appassionati e studia approfonditamente un argomento; diventa esperto di quell&#8217;argomento; frequenta [&#8230;]</p>
The post <a href="https://www.webinfermento.it/come-diventare-un-influencer/">Come diventare un Influencer [Guida]</a> first appeared on <a href="https://www.webinfermento.it"></a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Come si diventa influencer?</strong> Ecco quello che devi fare!</h2>
<ul>
<li>appassionati e studia approfonditamente un argomento;</li>
<li>diventa esperto di quell&#8217;argomento;</li>
<li>frequenta gruppi tematici e crea relazioni con altri influencer del settore</li>
<li>apri un canale personale (podcast, canale YouTube, TikTok, blog, ecc.)</li>
<li>crea e condividi contenuti di successo</li>
<li>partecipa ad eventi e meeting nella vita reale</li>
</ul>
<p>Per diventare influencer devi innanzitutto essere esperto di un determinato argomento, avere comprovata esperienza in un settore o nicchia specifica del web ed avere un alto numero di utenti che ti seguono nei social media o sul tuo blog e che interagiscono con i contenuti che pubblichi.</p>
<h2>Cos’è un influencer?</h2>
<p>Si definisce influencer chiunque abbia il potere di <strong>influenzare le decisioni e le idee </strong>degli altri. Lo si può usare per influenzare le decisioni di acquisto del proprio seguito, ma anche per veicolare idee e per fare divulgazione. Si parla addirittura di “science influencer”, ovvero di divulgatori scientifici che fanno il proprio lavoro sui social; Barbascura X, Adrian Fartade, Dario Bressanini, Divagatrice sono tutti influencer di questo tipo. <strong>L&#8217;influencer</strong> gode, nella vita reale o in quella virtuale, di autorevolezza ed è riconosciuta come esperta di un determinato argomento. La parola &#8220;influencer&#8221; si è diffusa in modo particolare negli ultimi anni nel web, in relazione a soggetti in grado di influenzare opinioni di una serie di altri utenti, al punto che oggi si parla anche di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Marketing_di_influenza" target="_blank" rel="nofollow noopener">Influencer Marketing</a>.</p>
<p>La figura dell’influencer è una delle più discusse, quando si parla dei nuovi lavori di internet. Agli occhi di molti, sono solo persone furbe che hanno trovato un modo per guadagnare senza lavorare. Eppure, c’è molto di più dietro questa attività.</p>
<p>Il potere nelle mani di questi individui ha attirato l’attenzione degli addetti al marketing, che hanno subito visto in loro un’occasione per promuovere i propri marchi. Per questa ragione, è importante capire quali tipologie di influencer esistono e come funziona il loro lavoro.</p>
<h2>Cosa fa un influencer</h2>
<p>Un influencer <strong>crea e/o condivide contenuti considerati</strong> interessanti da una determinata nicchia di persone. Prendiamo l’esempio di Chiara Ferragni, una delle più famose influencer italiane: Ferragni ha cominciato la propria carriera condividendo foto dei propri outfit online. Le persone hanno cominciato a seguirla per trarne ispirazione e oggi lei è a capo di tre società multimilionarie.</p>
<p>La cosa principale che l’influencer fa è condividere contenuti online, quindi. Non importa che siano su un social specifico o sul proprio sito web: l’importante è che siano raggiungibili da tutte le persone che possono trarne beneficio.</p>
<p>I contenuti in questione devono essere pubblicati in maniera <strong>costante</strong> (non basta pubblicare una foto su Instagram ogni tanto) e avere un buon <strong>seguito.</strong> Soprattutto, devono avere il potere di <strong>influenzare</strong> idee e atteggiamenti altrui.</p>
<h2>Qual è la differenza con l’opinion leader</h2>
<p>Il concetto di opinion leader nasce negli anni ‘40 del Novecento ed è per molti versi simile a quello di influencer.</p>
<p>Gli <strong>opinion leader</strong> erano persone molto informate su un tema e dotate di carisma, in grado di <strong>influenzare </strong>una fetta dell’<strong>opinione pubblica</strong>. Ciò aveva un’enorme rilevanza in ambito politico, dato che questi individui riuscivano a trascinare interi gruppi di indecisi da una parte o dall’altra.</p>
<p>Gli influencer influenzano le masse proprio come facevano i vecchi opinion leader, sfruttando però la forza dell’online. Inoltre, la loro comunicazione con il pubblico è sempre a due strade: così come loro parlano al pubblico, il pubblico può parlare a loro tramite messaggi privati e commenti.</p>
<h2>Tipologie di Influencer</h2>
<p>Il modo principale con cui si definiscono i tipi di influencer è in base a:</p>
<ul>
<li>nicchia di appartenenza;</li>
<li>numero di follower;</li>
<li>approccio alla comunicazione.</li>
</ul>
<p>Le nicchie di influencer sono troppe per fare un elenco completo e ne nascono di nuove ogni giorno. È molto più semplice suddividere gli influencer in base al numero di persone che li segue, benché questo non sia sempre un indice di engagement elevato.</p>
<h3>Nano influencer</h3>
<p>Nel gradino più basso ci sono i nano influencer, coloro che hanno a malapena <strong>1000 follower</strong>. Il più delle volte, sono abbastanza irrilevanti per finalità di marketing: i loro numeri sono troppo bassi per giustificare la sponsorizzazione di un brand mainstream.</p>
<p>Il discorso cambia quando si parla di <strong>nicchie</strong>: dati i numeri minuscoli, i nano influencer riescono ad avere un dialogo quasi uno a uno con il proprio pubblico, il che li rende <strong>autorevoli </strong>all’interno di determinati circoli sociali. Se un brand mira a comunicare con nicchie del genere, anche piccoli numeri possono diventare rilevanti.</p>
<h3>Micro influencer</h3>
<p>I micro influencer sono coloro che hanno tra i 10.000 e i <strong>100.000 follower</strong>. Nonostante i numeri in apparenza insignificanti, spesso vantano un altissimo grado di <strong>coinvolgimento </strong>con i fan.</p>
<p>Molti di questi influencer sono esperti in una determinata nicchia, qualche volta unico punto di riferimento per chi cerca informazioni attendibili a riguardo. Questo, insieme al <strong>dialogo serrato con i fan</strong>, li rende elementi preziosi per una campagna di influencer markenting. Non è detto che siano interessati alla cosa, però.</p>
<p>Proprio perché si rivolgono a nicchie di appassionati, questi influencer prestano estrema <strong>attenzione alla propria reputazione</strong> e quindi alle collaborazioni. Se il brand sembra loro poco in linea con il pubblico cui si rivolgono o di scarsa qualità, è difficile che accettino.</p>
<h3>Macro influencer</h3>
<p>Con i macro influencer cominciamo a entrare nella élite della comunicazione online. Fino a <strong>1 milione di follower</strong>, si parla di macro influencer, persone che potremmo quindi definire famose e che hanno rilevanza all’interno di una strategia di comunicazione online.</p>
<p>Dati i numeri, i macro influencer iniziano ad essere interessanti anche per i brand più mainstream, che mirano quindi a parlare a un<strong> pubblico generalista</strong>. Proprio per questo, però, tendono ad essere molto più costosi rispetto ai micro influencer.</p>
<p>A seconda del numero preciso di follower e del settore in cui opera, un macro influencer può chiedere fino a <strong>10.000 euro</strong> per un singolo post. La cifra esatta cambia in base al collaboratore scelto, ma rimane indubbiamente un investimento importante.</p>
<h3>Mega influencer</h3>
<p><strong>Oltre 1 milione di follower</strong>, si parla di mega influencer. Questi influencer sono vere e proprie <strong>celebrità</strong>, conosciute anche al di fuori del proprio settore e in grado di parlare a un pubblico paragonabile a quello televisivo.</p>
<p>Il singolo post di un mega influencer costa nell’ordine delle decine di migliaia di euro, il che li rende prede ambite soprattutto per i grandi brand. Data la natura generalista della loro fama, potrebbero comunque non essere una buona scelta per una realtà piccola e di nicchia.</p>
<p>Proprio perché parlano alle masse, i mega influencer hanno un<strong> rapporto poco stretto</strong> con il proprio <strong>pubblico</strong>. Tra i loro follower ci sono anche curiosi e persone poco inclini a seguirne i consigli, quindi difficili da influenzare con un post sponsorizzato.</p>
<p><a href="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2021/01/tipologie-di-influencer.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-14977 size-full" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2021/01/tipologie-di-influencer.png" alt="" width="764" height="891" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2021/01/tipologie-di-influencer.png 764w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2021/01/tipologie-di-influencer-257x300.png 257w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2021/01/tipologie-di-influencer-429x500.png 429w" sizes="auto, (max-width: 764px) 100vw, 764px" /></a></p>
<p><em>fonte immagine: https://www.socialmediatoday.com/news/4-influencer-marketing-trends-that-will-dominate-in-2020-infographic/570703/</em></p>
<h2>Quali sono i profili di influencer</h2>
<p>Secondo l’ormai chiuso <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Klout">Klout</a>, tutti gli influencer si possono ridurre a<strong> 12 profili</strong>. Ciascun profilo si basa non solo sull’ampiezza del pubblico, ma soprattutto su come l’influencer si approccia alla <strong>comunicazione </strong>e al tema trattato.</p>
<p>Nonostante siano semplificazioni, i profili sono comunque uno strumento utile per valutare un influencer e decidere se vale la pena collaborarci.</p>
<p><strong>Curator</strong></p>
<p>Questi influencer sono come i curatori di un museo o di una galleria d’arte: <strong>selezionano le informazioni</strong> o le opere più interessanti, in modo da condividerle con il proprio pubblico. Ad esempio, sono coloro che selezionano le vignette più divertenti o che condividono i post dei fashion influencer che potrebbero piacere al pubblico.</p>
<p>Più che per i brand, sono figure rilevanti per <strong>spingere altri influencer</strong>.</p>
<p><strong>Syndicator</strong></p>
<p>Come i Curator, si limitano a condividere i contenuti creati da altri. Rispetto ai primi, però, si focalizzano molto di più su<strong> ciò che è di tendenza</strong>.</p>
<p><strong>Broadcaster</strong></p>
<p>Sono coloro che<strong> diffondono informazioni </strong>provenienti da un determinato settore, affinché i loro follower rimangano sempre aggiornati sulle novità.</p>
<p><strong>Feeder</strong></p>
<p>Rispetto ai Broadcaster sono molto più focalizzati su una <strong>nicchia di contenuti </strong>e quindi di pubblico. Alcuni di questi si occupano di tecnologia; altri di cultura; altri ancora parlano di attualità, alla stregua di veri e propri giornalisti.</p>
<p><strong>Celebrity</strong></p>
<p>Le <strong>celebrità di internet</strong>, coloro che sono famosi anche nel mondo reale. I loro contenuti raggiungono sia i simpatizzanti sia coloro che li seguono solo per curiosità.</p>
<p><strong>Tastemaker</strong></p>
<p>Chiara Ferragni nasce come Tastemaker: una persona che non si limita ad analizzare i gusti altrui, ma che condivide i propri con il mondo. Gli influencer di questo tipo sono coloro che <strong>creano i trend</strong>, piuttosto che navigarli.</p>
<p><strong>Puntit</strong></p>
<p>Oltre che condividere le notizie del mondo, le commentano e <strong>condividono il proprio punto di vista</strong> con chi li segue. Un esempio internazionale? Joe Rogan con il suo podcast.</p>
<p><strong>Thought Leader</strong></p>
<p>Le <strong>riflessioni</strong> di questi influencer sono <strong>un punto di riferimento </strong>per i follower, che le usano per farsi un’idea del mondo e decidere come muoversi in un certo settore. Rispetto al Puntit hanno un pubblico meno ampio, ma anche più attento a ciò che dicono.</p>
<p><strong>Specialist</strong></p>
<p>Molti nano e micro influencer rientrano in questa categoria: si occupano di<strong> temi di nicchia</strong> e hanno <strong>poco seguito</strong>, ma vantano un’<strong>enorme autorità</strong> in quel settore. Ciò li rende delle piccole celebrità in determinati ambiti, benché siano sconosciuti al grande pubblico.</p>
<p><strong>Networker</strong></p>
<p>Gli influencer networker lavorano soprattutto mediante <strong>collaborazioni in un determinato settore</strong>, scegliendo solo i migliori per il loro pubblico.</p>
<p><strong>Socializer</strong></p>
<p>Nella loro nicchia, sono coloro che conoscono tutte le persone che contano e le ultime news. Spesso <strong>collaborano con altri influencer</strong> per dare<strong> informazioni di prima mano</strong> al loro pubblico.</p>
<p><strong>Activist</strong></p>
<p>Seguono una <strong>causa </strong>e fanno tutto il possibile per condividerla con il mondo, per sensibilizzare le persone e convincerle ad agire anche loro. Il più delle volte operano in ambito<strong> politico</strong>.</p>
<h2>Su quali canali comunica un influencer</h2>
<p>Il più delle volte, gli influencer hanno un canale di comunicazione che preferiscono e grazie al quale hanno raggiunto la fama. Nel caso di Chiara Ferragni questo è Instagram, ad esempio. Ciononostante, è difficile che un influencer importante si limiti a un solo strumento di comunicazione.</p>
<p>Più il seguito di un influencer cresce, più è probabile che la sua strategia di comunicazione diventi complessa ed esca dal canale nel quale è nato.</p>
<p><strong>Blog</strong></p>
<p>Il primo strumento di comunicazione online disponibile alle masse e ancora oggi usatissimo, nonostante qualcuno dica che è ormai morto. Consente infatti di attrarre le tante persone che ogni giorno fanno <strong>ricerche online</strong>, grazie alla possibilità di trattare ciascun argomento in modo <strong>approfondito</strong>.</p>
<p>I blog sono usati soprattutto da coloro che fanno<strong> recensioni</strong>, specie nell’ambiente della lettura. Possono inoltre trasformarsi in piccoli<strong> magazine di nicchia</strong>, interessanti anche per chi è in cerca di <strong>backlink</strong> per il proprio sito.</p>
<p><strong>YouTube</strong></p>
<p>Nonostante l’indubbia importanza che i blog vantano ancora, i video sono oggi lo strumento di comunicazione per eccellenza. Per questa ragione, YouTube è la culla di un gran numero di influencer di vario genere, soprattutto tra coloro che affrontano <strong>temi complessi</strong> o che spiegano <strong>come fare qualcosa</strong>.</p>
<p>Una mega influencer nata da YouTube è Clio Make Up, che grazie ai suoi tutorial è arrivata anche in televisione e ha aperto un’azienda di cosmetici. Ci sono però anche tantissimi <strong>divulgatori,</strong> i science influencer citati sopra, che usano la piattaforma per informare su argomenti grandi e piccoli.</p>
<p><strong>Twitch</strong></p>
<p>Sempre rimanendo nel campo dei video, il grande concorrente di YouTube è il Twitch. Nato come <strong>piattaforma di streaming per gamer</strong>, oggi è popolato da streamer di tutti i tipi: basta una scorsa veloce per trovare divulgatori, hobbisti, cuochi…</p>
<p>Nonostante la rivalità tra YouTube e “il social con il logo viola”, i due si potrebbero definire complementari. Su YouTube si pubblicano video scritti e montati, che seguono un copione predefinito. Twitch è invece dedicato alle<strong> live</strong>; non ci sono copioni (scalette, al massimo) e gran parte dello spettacolo sta proprio nelle<strong> interazioni </strong>tra i partecipanti e il pubblico.</p>
<p>Per questa ragione, è frequente trovare youtuber attivi su Twitch, usato come un canale un po’ più leggero e rivolto a un pubblico in media più giovane.</p>
<p><strong>Podcast</strong></p>
<p>I podcast potrebbero essere definiti il corrispettivo audio dei video su YouTube: <strong>contenuti audio</strong> da ascoltare <strong>mentre si guida</strong> o si fa altro, di solito pre-registrati. Gli argomenti trattati sono innumerevoli e si spazia dalla scienza all’attualità; frequenti anche le interviste.</p>
<p>Rispetto ai video, i podcast richiedono qualche sforzo tecnologico in meno. Anche per questa ragione, molti influencer gestiscono un podcast in parallelo al canale principale, di solito con una frequenza di pubblicazione maggiore rispetto a quella dei video. Un esempio è “Daily Cogito” del filosofo e influencer Rick DuFer, attivo anche su YouTube.</p>
<p><strong>Social</strong></p>
<p>Chiunque lavori online oggi deve comunicare anche sui social. Nonostante siano qui ridotti a un’unica categoria, ciascuno di essi ha un <strong>target diverso</strong> che richiede un<strong> diverso tipo di contenuti</strong>. Basti pensare a <a href="https://www.webinfermento.it/tiktok-business/">TikTok</a>, famoso soprattutto tra i giovanissimi e basato su piccole video girate con il cellulare: molti creator adulti fanno ancora fatica a comprenderne il linguaggio, il che li spinge a creare contenuti che appaiono “fuori posto”.</p>
<p>Ci sono influencer che hanno fatto di uno o più social il proprio canale di comunicazione principale. Oltre alla succitata Ferragni, abbiamo ad esempio Giulia De Lellis e il re di TikTol Khaby Lame.</p>
<h2>In cosa consiste l’influencer marketing</h2>
<p>Secondo un <a href="https://www.som.polimi.it/downloadbrochuremip/BROCHURE/Comunicato_Stampa_Multicanalita_2020.pdf">documento rilasciato da School of Management del Politecnico di Milano e da Nielsen</a>, il <strong>77% </strong>degli utenti almeno una volta ha cercato sui social informazioni riguardo prodotti e servizi. Gli influencer hanno quindi un enorme potere che, se messo al servizio di un brand, può spingerne prodotti e servizi.</p>
<p>Purtroppo, non sempre gli influencer più famosi (e costosi) sono anche i più adatti allo scopo. Ecco perché è importante<strong> farsi guidare </strong>da professionisti della comunicazione, che sappiano indicare la <strong>strada migliore da seguire</strong>.</p>
<h2>Strategie di contenuti per un Influencer</h2>
<p>Sono differenti le strategie di contenuto che un influencer ha a disposizione. Qui ti mostro le più diffuse.</p>
<h3>Diario di vita: Esplora i retroscena della tua quotidianità o del lavoro</h3>
<p>Creare un diario di vita attraverso vlog che mostrano i retroscena della tua quotidianità o del tuo lavoro è un modo eccellente per connettersi con il tuo pubblico in modo più personale e autentico. Condividere momenti dietro le quinte delle tue attività quotidiane, delle tue routine di lavoro o dei preparativi per eventi speciali permette ai follower di conoscere meglio chi sei realmente. Questo tipo di contenuto non solo umanizza il tuo brand, ma costruisce anche fiducia e coinvolgimento, rendendo il tuo pubblico parte integrante del tuo viaggio. Mantieni un tono spontaneo e naturale per evitare di sembrare troppo preparato e offri uno sguardo genuino nella tua vita, includendo anche momenti di interazione con colleghi, amici e familiari.</p>
<h3>Sfide e concorsi: Coinvolgi i tuoi follower con gare divertenti</h3>
<p>Organizzare sfide e concorsi è un metodo efficace per aumentare l&#8217;interazione e l&#8217;engagement con il tuo pubblico. Puoi ideare sfide creative che spingano i tuoi follower a partecipare attivamente, come competizioni fotografiche, video challenge o contest tematici. Incentivare la partecipazione con premi o riconoscimenti aggiunge un ulteriore livello di motivazione. Questi eventi non solo aumentano la visibilità del tuo profilo ma promuovono anche la creazione di contenuti generati dagli utenti, ampliando il tuo reach e rafforzando la tua presenza online. Ricorda di utilizzare hashtag dedicati per facilitare la condivisione e il monitoraggio delle partecipazioni.</p>
<h3>Opinioni genuine: Condividi recensioni sincere su prodotti e servizi</h3>
<p>Le recensioni autentiche e trasparenti sono fondamentali per costruire una relazione di fiducia con il tuo pubblico. Condividere le tue opinioni sincere su prodotti e servizi aiuta i follower a fare scelte informate. Una recensione efficace dovrebbe includere una descrizione dettagliata del prodotto, i suoi vantaggi e svantaggi, e la tua esperienza personale. Arricchisci le recensioni con video dimostrativi, fotografie di alta qualità e risposte ai commenti per aumentare l&#8217;interazione. Questo tipo di contenuto posiziona te come un esperto affidabile nel tuo campo, contribuendo a consolidare la tua autorità e credibilità.</p>
<h3>Domande e risposte: Interagisci in tempo reale con i tuoi follower</h3>
<p>Le sessioni di domande e risposte in tempo reale sono un eccellente modo per coinvolgere direttamente il tuo pubblico e rispondere ai loro dubbi e curiosità. Puoi organizzare queste sessioni attraverso dirette su piattaforme come Instagram, Facebook, YouTube o altre. Preparati raccogliendo le domande più frequenti o interessanti in anticipo. Durante la sessione, rispondi in modo sincero e dettagliato, mantenendo un tono amichevole e accessibile. Questo formato di contenuto non solo aumenta l&#8217;engagement ma offre anche un&#8217;opportunità preziosa per chiarire dubbi, condividere consigli e rafforzare il legame con il tuo pubblico.</p>
<h3>Guide pratiche: Fornisci istruzioni dettagliate su argomenti specifici</h3>
<p>Creare guide pratiche e tutorial è un ottimo modo per offrire valore aggiunto ai tuoi follower. Questi contenuti, che possono spaziare dal make-up alla cucina, dal fitness alla tecnologia, forniscono istruzioni dettagliate e facili da seguire. Struttura i tuoi tutorial in modo chiaro e conciso, supportando i passaggi con immagini o video esplicativi. Offri consigli pratici e soluzioni a problemi comuni per aiutare il tuo pubblico e posizionarti come esperto nel tuo settore. Arricchisci le guide con suggerimenti esclusivi per renderle uniche e particolarmente utili.</p>
<h3>Trasformazioni ispiratrici: Documenta cambiamenti significativi per il tuo pubblico</h3>
<p>Le trasformazioni e i makeover sono contenuti molto coinvolgenti sui social media, in quanto mostrano evoluzioni visibili e spesso ispiratrici. Documentare cambiamenti significativi, come una trasformazione fisica, un restyling di un ambiente o un cambiamento di stile, può essere estremamente gratificante per i follower. Mostrare il processo completo, dalle fasi iniziali alle difficoltà incontrate fino al risultato finale, crea una connessione emotiva con il pubblico. Questo formato di contenuto non solo intrattiene ma ispira anche i follower, dimostrando che i cambiamenti positivi sono possibili con impegno e determinazione.</p>
<h2>L&#8217;importanza dell&#8217;interazione tra l&#8217;Influencer e il suo pubblico</h2>
<p>Nessun influencer famoso e di successo è diventato tale senza interagire con il proprio pubblico. L&#8217;interazione è l&#8217;aspetto più importante di tutta la propria strategia.</p>
<p>Ecco alcuni consigli da cui partire.</p>
<h3>Rispondere ai commenti: Crea connessioni più forti con il tuo pubblico</h3>
<p>Interagire attivamente con il pubblico rispondendo ai commenti è una strategia fondamentale per costruire legami più stretti e duraturi. Ogni commento rappresenta un&#8217;opportunità per avviare una conversazione e dimostrare che apprezzi il tempo che i tuoi follower dedicano ai tuoi contenuti. Rispondere ai commenti in modo tempestivo e personale mostra attenzione e rispetto verso la tua community, e può trasformare un semplice follower in un sostenitore leale. Inoltre, queste interazioni visibili possono incentivare altri utenti a commentare e partecipare alle discussioni, aumentando l&#8217;engagement complessivo del tuo profilo. Utilizza un tono autentico e cortese, e cerca di rispondere alle domande, ringraziare per i complimenti e gestire con tatto le critiche.</p>
<h3>Chiedere feedback: Migliora i tuoi contenuti con le opinioni dei follower</h3>
<p>Chiedere feedback al tuo pubblico è essenziale per migliorare continuamente i tuoi contenuti e rimanere rilevante. Le opinioni dei follower possono fornire insight preziosi su ciò che funziona e su cosa invece può essere ottimizzato. Puoi raccogliere feedback in vari modi, ad esempio attraverso sondaggi nelle storie, questionari, o semplicemente invitando i follower a lasciare commenti con le loro opinioni. Mostrare che apprezzi il loro feedback e che sei disposto a implementare cambiamenti in base alle loro suggerimenti rafforza il legame di fiducia e dimostra che valorizzi la loro partecipazione. Questo approccio non solo migliora la qualità dei tuoi contenuti, ma può anche aumentare il coinvolgimento e la soddisfazione del pubblico.</p>
<h3>Onestà e trasparenza: Sii chiaro sui tuoi obiettivi e partnership commerciali</h3>
<p>Essere onesti e trasparenti riguardo ai tuoi obiettivi e alle partnership commerciali è cruciale per mantenere la fiducia del tuo pubblico. La trasparenza aiuta a costruire un&#8217;immagine di integrità e affidabilità, elementi chiave per un rapporto duraturo con i follower. Quando promuovi prodotti o servizi, assicurati di dichiarare chiaramente qualsiasi affiliazione o sponsorizzazione. Essere aperti sulle tue motivazioni e sui benefici che ottieni dalle partnership commerciali non solo evita malintesi ma dimostra anche rispetto verso il tuo pubblico. Questa onestà può anche contribuire a distinguerti in un mercato saturo, dove la fiducia è spesso il fattore decisivo per il successo.</p>
<h2>Errori che potranno impedirti di diventare influencer</h2>
<p>Di seguito alcuni consigli per evitare di incappare in errori che potrebbero pregiudicare la tua possibilità di diventare un influencer di successo.</p>
<h3>1. Autenticità prima di tutto: promuovi solo prodotti che utilizzi realmente</h3>
<p>L&#8217;autenticità è la chiave per mantenere la fiducia dei tuoi follower. Evita di promuovere prodotti o servizi che non usi o che non riflettono i tuoi valori e interessi. Il pubblico è sempre più attento e in grado di percepire quando una promozione è forzata o poco sincera. Condividere la tua esperienza reale e onesta con i prodotti crea un legame di fiducia e credibilità. Le recensioni genuine basate sull&#8217;uso personale offrono valore ai tuoi follower e rafforzano la tua reputazione come figura affidabile nel tuo settore.</p>
<h3>2. Analisi del pubblico: ascolta i feedback e monitora le metriche di engagement</h3>
<p>Trascurare l&#8217;analisi del pubblico può portare a contenuti non pertinenti e disconnessi dalle esigenze dei tuoi follower. È fondamentale rispondere ai feedback, analizzare i commenti e monitorare le metriche di engagement per comprendere meglio cosa piace e cosa non piace al tuo pubblico. Strumenti come Google Analytics, le statistiche dei social media e i sondaggi possono offrire insight preziosi per migliorare i tuoi contenuti. Questo approccio ti aiuta a creare una strategia più efficace e mirata, aumentando l&#8217;interazione e la soddisfazione del pubblico.</p>
<h3>3. Collaborazioni in sintonia: scegli brand che riflettano i tuoi valori</h3>
<p>Le collaborazioni con brand devono essere selezionate con cura per garantire che siano in linea con i tuoi valori e con gli interessi del tuo pubblico. Collaborare con marchi inadatti può confondere i follower e danneggiare la tua immagine. Prima di accettare una partnership, valuta attentamente la filosofia del brand, i prodotti offerti e come questi si integrano con la tua identità e i contenuti che condividi. Le collaborazioni coerenti rafforzano la tua credibilità e possono portare a partnership di successo a lungo termine.</p>
<h3>4. Etica e trasparenza: Rispetta le regole per proteggere la tua reputazione</h3>
<p>Ignorare le regole etiche e legali nel mondo degli influencer può avere gravi conseguenze. È essenziale essere trasparenti riguardo alle tue collaborazioni commerciali e alle sponsorizzazioni. Dichiarare chiaramente quando un contenuto è sponsorizzato o affiliato evita malintesi e costruisce fiducia con il pubblico. Rispettare le normative pubblicitarie e mantenere un comportamento etico è fondamentale per proteggere la tua reputazione e garantire una relazione positiva e duratura con i tuoi follower. La trasparenza e l&#8217;onestà sono fondamentali per mantenere un&#8217;immagine professionale e rispettata nel lungo periodo.</p>
<h2>Quanto vale un influencer: il valore del mercato</h2>
<p>Il fenomeno dell’influencer marketing si diffonde sempre più tra le aziende.</p>
<p>Nel 2022, l&#8217;industria dell&#8217;influencer marketing ha un valore di <strong>16,4 miliardi di dollari</strong>. Si tratta di un aumento annuo del 18,8% rispetto ai 13,8 miliardi di dollari a cui è stato valutato il settore nel 2021. Per quanto significativo sia, il tasso di crescita delle dimensioni del mercato dell&#8217;influencer marketing del 2022 è in realtà una decelerazione rispetto agli anni precedenti e segna l&#8217;aumento annuale più lento in sei anni.</p>
<p>Ad esempio, nel 2021, l&#8217;industria del marketing di influenza è cresciuta del 42,3% anno su anno, più del doppio del tasso di crescita del 2022.</p>
<p>Per capire davvero quanto sia stata impressionante la crescita dell&#8217;influencer marketing, dobbiamo solo guardare i dati del 2016. Quell&#8217;anno, la dimensione del mercato dell&#8217;influencer marketing era di 1,7 miliardi di dollari, quasi un decimo della sua dimensione attuale. In altre parole, in soli sei anni, l&#8217;industria dell&#8217;influencer marketing è riuscita a crescere di dieci volte.</p>
<p>La maggiore crescita annuale è stata registrata nel 2017, quando il settore è cresciuto del 76,5%, anno dopo anno, a 3 miliardi di dollari. L&#8217;anno successivo è cresciuto del 53,5%, raggiungendo i 4,6 miliardi di dollari. Il settore ha continuato a crescere a tassi rapidi di oltre il 40% annuo e alla fine ha superato il traguardo dei 10 miliardi di dollari nel 2021, raggiungendo i 13,8 miliardi di dollari.</p>
<p>Dal 2016 al 2022, il tasso di crescita medio annuo del settore dell&#8217;influencer marketing è stato del 46,9%. Secondo gli analisti del settore, la pandemia di COVID-19 è stata una forza trainante della crescita sperimentata nel 2020 e nel 2021. Si prevede che ciò continuerà anche per tutto il 2022.</p>
<p><a href="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2021/01/crescita-dellinfluencer-marketing.webp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14972" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2021/01/crescita-dellinfluencer-marketing.webp" alt="" width="1760" height="900" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2021/01/crescita-dellinfluencer-marketing.webp 1760w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2021/01/crescita-dellinfluencer-marketing-300x153.webp 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2021/01/crescita-dellinfluencer-marketing-800x409.webp 800w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2021/01/crescita-dellinfluencer-marketing-768x393.webp 768w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2021/01/crescita-dellinfluencer-marketing-1536x785.webp 1536w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2021/01/crescita-dellinfluencer-marketing-500x256.webp 500w" sizes="auto, (max-width: 1760px) 100vw, 1760px" /></a></p>
<h2>Il costo di un influencer</h2>
<p>Secondo un’indagine promossa da Launchmetrics.com, che ha intervistato 200 influencer, emerge che <strong>il 46% di essi lavorerebbe gratis se ricevesse in cambio una contropartita interessante</strong>, e il 44,6% farebbe lo stesso, anche senza nulla in cambio, per un brand che ama. Parliamo appunti dei <strong>micro-influencer</strong>, che possono rivelarsi utili per la strategia di quelle aziende che non possono permettersi grandi influencer o una celebrity.</p>
<p>Le possibilità di scelta, per le aziende, sono quindi davvero tante.</p>
<p><strong>Ma quanto costa all’incirca un influencer?</strong></p>
<p>Il pagamento è spesso subordinato alle dimensioni del seguito di un influencer. Essi sono spesso infatti classificati in base alla dimensione del loro pubblico:</p>
<p>Celebrità  (oltre 1 milione di follower): famose al di là dei social media, ad es. star del cinema, della TV, della musica o dello sport.<br />
Macro-influencer (250k-1 milione di follower): sono diventati popolari sfruttando i social media<br />
Mid-influencer (75k-250k): la loro portata si estende a una dimensione del pubblico che è a metà strada rispetto agli altri livelli di influencer.<br />
Micro-influencer (10k-75k follower): persone comuni con un seguito e un&#8217;influenza decenti.<br />
<a href="https://www.webinfermento.it/nano-influencer/" target="_blank" rel="noopener">Nano-influencer</a> (&lt;10k follower): gente comune con un seguito minore ma non necessariamente meno influente.</p>
<p>Un pubblico più vasto non sempre produce risultati migliori. Si ritiene che spesso i micro-influencer hanno i migliori tassi di coinvolgimento anche se il loro numero di follower è inferiore. Tienilo a mente quando giudichi il valore in base ai follower.</p>
<p>È utile per qualsiasi marketer che consideri l&#8217;utilizzo di influencer per vedere alcune cifre di riferimento. Di seguito esploreremo i tipi di media e i costi associati ai post.</p>
<p><strong>Costo per piattaforma di social media</strong><br />
Il secondo passo per determinare il pagamento per gli influencer è capire veramente la piattaforma di social media su cui lavorano. I pagamenti variano in base alla piattaforma, così come gli interessi dei clienti. Gli influencer gravitano verso piattaforme specifiche, quindi assicurati di sapere qual è il pubblico che desideri raggiungere. Il più delle volte, gli influencer sono più attivi su queste sei piattaforme di social media:</p>
<p>Instagram<br />
Tic toc<br />
Youtube<br />
Facebook<br />
Snapchat<br />
Twitter</p>
<p><strong>Pay per post a livello globale</strong><br />
Le commissioni dell&#8217;influencer generalmente seguono una serie di costi per post, sebbene possano variare drasticamente a seconda della nicchia dell&#8217;influencer, del sesso, del tasso di coinvolgimento, della posizione, ecc. Le seguenti tariffe sono i costi medi della spesa di marketing dell&#8217;influencer in tutto il mondo.</p>
<p><strong>Instagram</strong>. Questo canale conveniente ha un prezzo medio di $ 10 per post, per 1.000 follower.<br />
<strong>TikTok</strong>. Gli influencer sulla piattaforma addebitano tra $ 5 e $ 2.500 per post.<br />
<strong>Youtube</strong>. In media gli influencer addebitano $ 20 per video, ogni 1.000 follower.<br />
<strong>Facebook</strong>. Gli influencer sulla piattaforma addebitano una media di $ 25 per post, per 1.000 follower.<br />
<strong>Snapchat</strong>. Gli influencer su Snapchat addebitano $ 10 per post, per 1.000 follower.<br />
<strong>Twitter</strong>. A $ 2 per post, per 1.000 follower, Twitter offre i prezzi di marketing per influencer più bassi.<br />
<strong>Blog</strong>. Gli influencer addebitano circa $ 60 per post, per 1.000 visitatori unici.</p>
<p><a href="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2021/01/costo-degli-influencer.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14974" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2021/01/costo-degli-influencer.jpg" alt="" width="800" height="450" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2021/01/costo-degli-influencer.jpg 800w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2021/01/costo-degli-influencer-300x169.jpg 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2021/01/costo-degli-influencer-768x432.jpg 768w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2021/01/costo-degli-influencer-500x281.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<h2>Corsi di formazione per diventare Influencer</h2>
<p>Cercando online potrai sicuramente trovare innumerevoli corsi di formazione che ti promettono con facilità di diventare influencer. La realtà però è ben diversa: l&#8217;influencer passa dall&#8217;ottima conoscenza delle piattaforme social e delle sue logiche di interazione, dalla creazione di contenuti e di piani editoriale e, al tempo stesso, dalla creazione e <a href="https://www.webinfermento.it/servizi/campagna-pubblicitaria-su-facebook/" target="_blank" rel="noopener">gestione di campagne</a> di social advertising. Per questo motivo, se dovessi consigliare un buon corso di formazione che apra la strada all&#8217;Influencer Marketing, mi sentirei di consigliare il <a href="https://www.digital-coach.com/it/corsi-social-media-marketing/corso-social-media-manager/" target="_blank" rel="noopener">corso Social Media Manager di Digital Coach</a> che offre un programma piuttosto che permette di raggiungere questo obiettivo formativo.</p>
<p><a href="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2016/04/12992344_10209202104240374_1299895940_n-e1482161187282.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-9281" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2016/04/12992344_10209202104240374_1299895940_n-e1482161187282.jpg" alt="influencer" width="665" height="499" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2016/04/12992344_10209202104240374_1299895940_n-e1482161187282.jpg 665w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2016/04/12992344_10209202104240374_1299895940_n-e1482161187282-300x225.jpg 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2016/04/12992344_10209202104240374_1299895940_n-e1482161187282-500x375.jpg 500w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2016/04/12992344_10209202104240374_1299895940_n-e1482161187282-120x90.jpg 120w" sizes="auto, (max-width: 665px) 100vw, 665px" /></a></p>
<h3>Domande frequenti legate alla figura dell&#8217;Influencer</h3>
<ol>
<li><strong>Come si comincia a fare l&#8217;influencer?</strong> Per iniziare, identifica una nicchia che ti appassiona e che ha un pubblico interessato. Crea contenuti di qualità in modo costante, utilizza piattaforme social adeguate come Instagram o TikTok, e interagisci regolarmente con i tuoi follower per costruire una community fedele.</li>
<li><strong>Quanto viene pagato un influencer?</strong> Gli influencer vengono pagati in base al numero di follower e all&#8217;engagement che generano. I micro-influencer con pochi follower possono guadagnare da $50 a $500 per post, mentre gli influencer con un vasto seguito possono guadagnare migliaia di dollari per singolo contenuto sponsorizzato.</li>
<li><strong>Quanto vengono pagati gli influencer?</strong> I pagamenti per gli influencer variano ampiamente: i nano-influencer (fino a 10.000 follower) possono guadagnare da 10 a 100 euro per post, i micro-influencer (10.000-50.000 follower) da 100 a 500 euro, e i macro-influencer (oltre 100.000 follower) possono guadagnare migliaia di dollari per post.</li>
<li><strong>Quanti follower bisogna avere per essere un influencer?</strong> Si può essere considerati influencer già con 1.000 follower, ma tipicamente i micro-influencer hanno tra 1.000 e 100.000 follower. Per avere maggiori opportunità di collaborazione con brand, un numero più elevato di follower è preferibile.</li>
<li><strong>Come diventare influencer su Instagram?</strong> Pubblica contenuti visivamente accattivanti e di alta qualità, utilizza hashtag pertinenti per aumentare la visibilità, interagisci con i tuoi follower rispondendo ai commenti e utilizzando le stories e i reel per mantenere l&#8217;engagement.</li>
<li><strong>Come diventare influencer Amazon?</strong> Iscriviti al programma Amazon Influencer, crea contenuti di recensione dei prodotti, condividi i link affiliati sui tuoi social media e sul tuo blog, e costruisci una community di follower interessati ai prodotti che promuovi.</li>
<li><strong>Come diventare influencer su TikTok?</strong> Crea video originali, creativi e coinvolgenti, segui le tendenze e utilizza gli hashtag popolari, interagisci con la community rispondendo ai commenti e collaborando con altri creator per espandere il tuo pubblico.</li>
<li><strong>Come diventare influencer Shein?</strong> Partecipa al programma di collaborazione di Shein, crea e condividi contenuti di moda utilizzando i prodotti Shein, e utilizza i social media per promuovere i tuoi look, taggando Shein nei tuoi post.</li>
<li><strong>Come diventare influencer di viaggi?</strong> Condividi foto e video di alta qualità dei tuoi viaggi, scrivi recensioni e guide dettagliate, collabora con enti del turismo e brand di viaggio, e utilizza blog e social media per raccontare le tue esperienze.</li>
<li><strong>Come diventare influencer su Facebook?</strong> Crea una pagina professionale dedicata alla tua nicchia, pubblica contenuti di valore regolarmente, utilizza Facebook Ads per aumentare la visibilità, e interagisci con la tua audience tramite commenti e messaggi diretti.</li>
<li><strong>Come diventare influencer su LinkedIn?</strong> Pubblica contenuti professionali e rilevanti, costruisci un network forte e partecipa attivamente alle discussioni di settore, utilizza LinkedIn Creator Mode per migliorare la tua visibilità e attrarre collaborazioni professionali.</li>
<li><strong>Come diventare influencer Zalando?</strong> Unisciti al programma di influencer di Zalando, crea contenuti che mostrino i prodotti Zalando in contesti quotidiani, condividi le tue esperienze di shopping e stile su social media, e tagga Zalando nei tuoi post per aumentare la tua visibilità.</li>
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		<title>Strategie di engagement su Instagram: l’analisi dei formati per creator e marketer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia De Marzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2025 17:54:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel panorama in continua evoluzione dei social media, la comprensione delle dinamiche di engagement diviene un imperativo per chiunque operi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel panorama in continua evoluzione dei social media, la comprensione delle dinamiche di engagement diviene un imperativo per chiunque operi nel digitale. Recentemente, una <a href="https://www.instagram.com/p/DMxvzigRzly/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==">slide condivisa su Instagram</a> nell&#8217;ecosistema dei Creator di Instagram ha catturato la mia attenzione, e ora che la visionerete certamente anche la vostra, proponendo una categorizzazione dei <strong>formati di contenuto in relazione agli obiettivi di interazione</strong>. Il documento, intitolato &#8220;<strong>Engaging by Surface on Instagram</strong>&#8220;, merita di esser preso in seria considerazione soprattutto per le implicazioni strategiche nascoste e che possono mettere in discussione una qualsiasi strategia pianificata con questo canale.</p>
<p>La ripartizione offerta dalla slide suggerisce un approccio mirato alla produzione di contenuto, evidenziando le differenze tra formati più idonei alla scoperta e all&#8217;espansione del pubblico, e quelli più efficaci per il consolidamento e l&#8217;approfondimento delle relazioni esistenti. Ricorda un po&#8217; &#8211; momento nostalgia &#8211; la nostra <a href="https://www.webinfermento.it/piramide-contenuti/">piramide dei contenuti</a> &#8211; chiuso momento nostalgia. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e cosa ispira questa grafica.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-20367" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/08/Engage_su_instagram.jpg" alt="" width="480" height="600" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/08/Engage_su_instagram.jpg 480w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/08/Engage_su_instagram-240x300.jpg 240w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/08/Engage_su_instagram-400x500.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<h3>1. L&#8217;Espansione del perimetro: &#8220;Reach New Audiences&#8221; (reels e carousel)</h3>
<p>Il posizionamento dei reels e dei carousel nella sfera della &#8220;nuova audience&#8221; è un dato che conferma la direzione algoritmica di Instagram. <strong>I reels</strong>, con la loro natura dinamica e la spinta all&#8217;esplorazione, rappresentano tuttora il <strong>veicolo primario per intercettare utenti al di fuori della propria cerchia di follower</strong>. La loro efficacia risiede nella capacità di catturare l&#8217;attenzione in un lasso di tempo estremamente breve, fungendo da &#8220;biglietto da visita&#8221; per un pubblico ancora non fidelizzato. L&#8217;investimento in questo formato si traduce, dunque, in una strategia di acquisizione di visibilità.</p>
<p>I <strong>carousel</strong>, seppur con dinamiche diverse, contribuiscono alla medesima finalità. La loro struttura multi-pagina consente una <strong>narrazione più articolata</strong> o la presentazione di contenuti di maggiore densità informativa. Il meccanismo di scroll indotto da un carousel ben congegnato <strong>prolunga il tempo di permanenza sulla pubblicazione</strong>, segnale positivo per l&#8217;algoritmo, e può favorire la condivisione, estendendo indirettamente la reach a nuovi segmenti di pubblico interessati al contenuto approfondito.</p>
<h3>2. Il consolidamento della relazione: &#8220;Engage Your Followers&#8221; (foto singole e stories)</h3>
<p>La seconda categoria si focalizza sul coinvolgimento dei follower già acquisiti, identificando le single photos e le stories quali strumenti privilegiati.<br />
Le <strong>foto pubblicate singolarmente</strong>, pur avendo perso parte della loro predominanza in termini di reach organica rispetto al passato, <strong>conservano un ruolo cruciale nella cura del feed e nella comunicazione mirata ai propri seguaci</strong>. La loro funzione è più orientata alla coerenza estetica del brand personale o aziendale e alla trasmissione di messaggi diretti, capaci di stimolare l&#8217;interazione (commenti, salvataggi) all&#8217;interno della community fidelizzata.</p>
<p>Le <strong>stories</strong>, d&#8217;altro canto, <strong>rappresentano il fulcro dell&#8217;interazione quotidiana</strong> e della costruzione di un rapporto più intimo e meno formale. La loro natura effimera e l&#8217;ampia gamma di sticker interattivi (sondaggi, quiz, box domande) le rendono ideali per stimolare il dialogo diretto, raccogliere feedback, mostrare il backstage o semplicemente <strong>mantenere un contatto costante e autentico</strong> con la propria audience. L&#8217;engagement qui si misura nella partecipazione attiva e nella percezione di vicinanza.</p>
<h3>3. La cura della fanbase più fedele: &#8220;Nurture Your Most Loyal Fans&#8221; (dirette lives e channels)</h3>
<p>L&#8217;ultima sezione della slide è dedicata alla fidelizzazione del nucleo più fedele della fanbase, attraverso l&#8217;utilizzo delle dirette) e channels (Canali Broadcast).<br />
<strong>Le dirette live sono l&#8217;espressione massima dell&#8217;autenticità e della trasparenza</strong>. La partecipazione a una diretta implica un elevato livello di interesse e dedizione da parte del follower. Questo formato consente interazioni in tempo reale, sessioni di Q&amp;A, webinar improvvisati o la condivisione di momenti speciali, rafforzando il <strong>senso di esclusività e di connessione diretta con il creator</strong>. L&#8217;attaccamento del pubblico è premiato da un accesso privilegiato e da una partecipazione più attiva.</p>
<p>I <strong>channels</strong>, l&#8217;innovazione più recente introdotta da Instagram in diverse regioni, si configurano come <strong>spazi di comunicazione unidirezionale</strong> (dal Creator al follower) ma estremamente mirati, destinati a un pubblico selezionato. Permettono la condivisione di contenuti esclusivi, anticipazioni, approfondimenti o messaggi personali, creando una sorta di &#8220;club privato&#8221; per i fan più dedicati. La loro funzione è chiara: consolidare il legame con la &#8220;base&#8221; più leale, offrendo un valore aggiunto che incentiva la fedeltà e il senso di appartenenza.</p>
<h3>Qualche riflessione oltre la mera classificazione</h3>
<p>La classificazione proposta dalla slide è indubbiamente utile come <strong>guida per la strategia di contenuto su Instagram</strong>. Essa suggerisce un approccio stratificato, dove ogni formato concorre a obiettivi distinti ma complementari nell&#8217;ecosistema dell&#8217;engagement.</p>
<p>Tuttavia, è imperativo ricordare sempre che <strong>la mera adozione di un formato non garantisce il successo</strong>. La vera efficacia risiede nella qualità intrinseca del contenuto, nella sua pertinenza rispetto all&#8217;audience di riferimento e nella capacità del creator di infondere a<strong>utenticità, originalità</strong> e <strong>valore</strong> in ogni pubblicazione. Questi strumenti sono acceleratori, non formule magiche. La loro implementazione strategica, coniugata a una profonda comprensione delle esigenze e delle aspettative della propria community, rappr esenta la chiave per trasformare la &#8220;superficie&#8221; in una vera e propria profondità di relazione.</p>
<p>La disamina di queste dinamiche ci ricorda che l&#8217;engagement su Instagram non è un atto puntuale, bensì un <strong>processo continuo di costruzione relazionale</strong>, sapientemente orchestrato attraverso una selezione e un&#8217;esecuzione metodica dei formati disponibili.</p>
<p>Nulla è replicabile, nulla è standardizzabile, ma tutto è sperimentabile.</p>The post <a href="https://www.webinfermento.it/engagement-su-instagram-analisi-formati/">Strategie di engagement su Instagram: l’analisi dei formati per creator e marketer</a> first appeared on <a href="https://www.webinfermento.it"></a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Intelligenza Artificiale nel marketing: come l’AI sta trasformando le strategie digitali nel 2025</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia De Marzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2025 16:04:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra tutti i trend che stanno sconvolgendo il mondo del marketing, quello che mi colpisce di più è quanto velocemente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra tutti i trend che stanno sconvolgendo il mondo del marketing, quello che mi colpisce di più è quanto velocemente l&#8217;intelligenza artificiale sia passata dall&#8217;essere una tecnologia futuristica a una necessità strategica imprescindibile. E non parlo di fantascienza, ma di dati concreti che emergono dal nuovo report di Nielsen.</p>
<h2>AI marketing 2025: le statistiche che ogni marketer deve conoscere</h2>
<p>La <a href="https://www.nielsen.com/insights/2025/ai-redefining-marketing-today-tomorrow" rel="nofollow ">ricerca annuale di Nielsen</a> ci dice una cosa chiara: <strong>il 59% dei marketer globali considera l&#8217;AI per la personalizzazione e ottimizzazione delle campagne come il trend più impattante per il 2025</strong>. Non è più una questione di &#8220;se&#8221; l&#8217;AI entrerà nel marketing, ma di &#8220;come&#8221; e &#8220;quanto velocemente&#8221;.</p>
<p>Il bello è che questa percezione non è limitata geograficamente. In <strong>America Latina il 63%</strong> dei marketer la prioritizza, seguito dall&#8217;<strong>Asia-Pacifico con il 62%</strong>. Anche in <strong>Nord America siamo al 60%</strong>, mentre l&#8217;<strong>Europa</strong>, la nostra casa, è più conservatrice, si <strong>ferma al 50%</strong>. Ma parliamo comunque di percentuali che dimostrano un consenso globale: l&#8217;<strong>AI è la chiave per sbloccare la crescita futura</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-20335" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/07/AI-insights-campaign.webp" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/07/AI-insights-campaign.webp 1024w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/07/AI-insights-campaign-300x169.webp 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/07/AI-insights-campaign-800x450.webp 800w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/07/AI-insights-campaign-768x432.webp 768w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/07/AI-insights-campaign-500x281.webp 500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2>Applicazioni ai nel marketing: oltre la personalizzazione delle campagne</h2>
<p>Quello che mi affascina di più è come l&#8217;AI non si stia limitando alla personalizzazione (che pure rimane centrale), ma stia permeando ogni aspetto della misurazione e ottimizzazione marketing. Il <strong>50% delle aziende globali usa l&#8217;AI per il controllo qualità</strong>, mentre il <strong>47% la sfrutta per la creazione di contenuti</strong>.</p>
<p>Non dimentichiamoci che oggi le campagne digitali generano quantità di dati che superano qualsiasi capacità umana di elaborazione manuale. L&#8217;AI rende possibile comprendere questo torrente di informazioni processando velocemente dataset vastissimi e disparati.</p>
<p>Le applicazioni sono veramente impressionanti:</p>
<ul>
<li><strong>Segmentazione clienti</strong>: 44% delle aziende la utilizza per dividere intelligentemente i pubblici</li>
<li><strong>Analisi predittiva</strong>: 46% per prevedere tendenze e comportamenti futuri</li>
<li><strong>Valutazione creativa</strong>: 43% per testare l&#8217;efficacia di elementi visivi e messaggi</li>
<li><strong>Sentiment analysis</strong>: 39% per monitorare opinioni ed emozioni da social e feedback</li>
</ul>
<h2>Marketing ai e privacy: come i cookie di terze parti accelerano l&#8217;adozione</h2>
<p>Una delle cose che ho trovato più interessanti è come il <strong>42% dei marketer riconosca l&#8217;impatto delle regole sulla privacy</strong> e del passaggio verso un internet senza cookie. Ma invece di essere un freno, questo diventa un acceleratore per l&#8217;adozione dell&#8217;AI.</p>
<p>Pensateci: mentre Google ha rimandato la rimozione dei cookie di terze parti implementando invece un sistema di scelta utente, <strong>l&#8217;AI diventa indispensabile per interpretare segnali di audience e ottimizzare le campagne</strong> usando dati first-party e segnali contestuali. È un cambio di paradigma che rende l&#8217;AI ancora più centrale.</p>
<h2>Adozione AI nel marketing: dati globali e differenze regionali</h2>
<p>I numeri sull&#8217;adozione attuale sono impressionanti: l&#8217;<strong>80% delle aziende worldwide usa l&#8217;AI in modo significativo o molto significativo</strong> nei propri sforzi di misurazione. Solo l&#8217;1% delle aziende globali non usa per niente l&#8217;AI. Praticamente, chi non si sta muovendo è già fuori gioco.</p>
<p>Le differenze regionali sono interessanti: Nord America e America Latina guidano con l&#8217;85%, Asia-Pacifico segue con l&#8217;84%, mentre <strong>l&#8217;Europa è leggermente indietro al 65%</strong>. Ma anche questo 65% è un numero che dimostra quanto l&#8217;AI sia diventata mainstream. ormai è sulla bocca di tutti!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-20334" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/07/AI-insight-article-2025.webp" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/07/AI-insight-article-2025.webp 1024w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/07/AI-insight-article-2025-300x169.webp 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/07/AI-insight-article-2025-800x450.webp 800w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/07/AI-insight-article-2025-768x432.webp 768w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/07/AI-insight-article-2025-500x281.webp 500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2>Intelligenza Artificiale e marketing: vantaggi e sfide per i professionisti</h2>
<p>Quello che emerge chiaramente è che l&#8217;AI non è più una tecnologia di nicchia o un esperimento per early adopter. <strong>L&#8217;AI è diventata una necessità competitiva.</strong> Come ho scritto in passato riguardo all&#8217;<a href="https://www.webinfermento.it/gemini-ai-chrome/">integrazione di Gemini in Chrome</a>, siamo di fronte a un cambiamento che va oltre i singoli strumenti: stiamo assistendo a una trasformazione fondamentale nel modo di lavorare.</p>
<p>Da un lato, l&#8217;efficienza e la capacità di personalizzazione che l&#8217;AI porta sono innegabili. Dall&#8217;altro, come marketer, dobbiamo mantenere quel senso critico che ci permette di verificare, contestualizzare e prendere decisioni informate. Non possiamo delegare tutto all&#8217;AI, ma <strong>dobbiamo imparare a lavorare CON l&#8217;AI</strong>.</p>
<h2>Come implementare l&#8217;AI nel marketing: strategie e best practice</h2>
<p>Il messaggio è chiaro: non è più tempo di aspettare. Chi non sta investendo in competenze AI e nell&#8217;integrazione di questi strumenti nei propri processi di marketing rischia di rimanere indietro in modo irreversibile.</p>
<p>Ma attenzione: adozione non significa solo implementare tool, significa <strong>ripensare strategie, processi e competenze</strong>. Significa formare team che sappiano lavorare con l&#8217;AI, non essere sostituiti dall&#8217;AI.</p>
<p>Come sempre, la tecnologia da sola non basta. È come la usiamo che fa la differenza. E in un mondo che cambia così velocemente, l&#8217;unica costante è la necessità di continuare a imparare, adattarsi e mantenere quella curiosità che ci rende marketer migliori.</p>
<p>Un giorno torneremo a leggere articoli come questo e ci domanderemo se quello che avevamo immaginato si è poi avverato. Chissà, magari tra qualche anno ci troveremo a sorridere su queste previsioni!</p>The post <a href="https://www.webinfermento.it/intelligenza-artificiale-nel-marketing/">Intelligenza Artificiale nel marketing: come l’AI sta trasformando le strategie digitali nel 2025</a> first appeared on <a href="https://www.webinfermento.it"></a>.]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>AI Overview: come essere citati come fonti link da Google e non perdere traffico</title>
		<link>https://www.webinfermento.it/ai-overview/</link>
					<comments>https://www.webinfermento.it/ai-overview/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Ciracì]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 15:04:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il panorama della ricerca online sta attraversando una delle trasformazioni più significative dalla sua nascita, e al centro di questa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il panorama della ricerca online sta attraversando una delle trasformazioni più significative dalla sua nascita, e al centro di questa evoluzione si colloca una funzionalità sempre più discussa e analizzata: AI Overview di Google.</p>
<p>Questa innovazione rappresenta un cambiamento paradigmatico nel modo in cui Google interpreta le intenzioni degli utenti e presenta le informazioni. Non si tratta più semplicemente di fornire un elenco ordinato di link a pagine web potenzialmente rilevanti, ma di <strong>offrire una risposta diretta, sintetica e contestualizzata, generata dall&#8217;intelligenza artificiale</strong>, posizionata in modo prominente nella pagina dei risultati di ricerca (SERP).</p>
<p>L&#8217;obiettivo dichiarato, o quantomeno quello percepito dagli osservatori esterni, è di accelerare il processo di acquisizione delle informazioni per l&#8217;utente, fornendo un riassunto conciso estratto e rielaborato da diverse fonti autorevoli presenti sul web.</p>
<p>Questo approccio, tuttavia, solleva interrogativi profondi e impone nuove sfide per creatori di contenuti, professionisti SEO e persino per gli stessi utenti, <strong>ridefinendo le dinamiche di visibilità, traffico web e interazione con l&#8217;informazione digitale</strong>. Comprendere a fondo cosa sia AI Overview, come funzioni, quali query la attivino e come adattare le strategie di contenuto diventa cruciale per chiunque operi nell&#8217;ecosistema digitale o semplicemente utilizzi Google come strumento quotidiano di conoscenza.</p>
<h2>Cos&#8217;è esattamente AI Overview e come si manifesta</h2>
<p>AI Overview, precedentemente sperimentato sotto il nome di Search Generative Experience (SGE), è essenzialmente un riquadro informativo generato algoritmicamente, che appare nella parte superiore della pagina dei risultati di Google per determinate ricerche.</p>
<p>A differenza dei tradizionali &#8220;<a href="https://www.webinfermento.it/featured-snippet-si-o-no/" target="_blank" rel="noopener">featured snippet</a>&#8220;, che estraggono un blocco di testo specifico da una singola pagina web, AI Overview è il prodotto di un processo più complesso.</p>
<p>Utilizza modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), il cuore pulsante dell&#8217;intelligenza artificiale generativa, per analizzare e comprendere il contenuto di più pagine web ritenute pertinenti alla query dell&#8217;utente. Successivamente, sintetizza queste informazioni in un testo coerente e discorsivo, spesso strutturato in paragrafi o elenchi puntati, che mira a fornire una risposta completa e sfaccettata alla domanda posta. Un aspetto distintivo è la presenza, all&#8217;interno o a margine dell&#8217;Overview, di link diretti alle fonti originali da cui l&#8217;AI ha attinto le informazioni.</p>
<p>Questo permette agli utenti, almeno in teoria, di approfondire l&#8217;argomento consultando le pagine sorgente. Visivamente, l&#8217;AI Overview occupa uno spazio considerevole &#8220;above the fold&#8221;, spingendo verso il basso i tradizionali risultati organici e, talvolta, anche gli annunci a pagamento. La sua comparsa non è costante; dipende fortemente dalla natura della query e dalla valutazione algoritmica di Google sulla sua utilità nel fornire una risposta diretta e sintetica.</p>
<h2>I meccanismi di attivazione: quando si attiva AI Overview</h2>
<p>La comparsa di un AI Overview non è un evento garantito per ogni ricerca. Gli algoritmi di Google valutano una serie di fattori per determinare se e come presentare questa funzionalità. Le tipologie di query che più frequentemente sembrano attivarla includono:</p>
<ul>
<li><strong>Query Informative Complesse:</strong> Domande che richiedono spiegazioni articolate, definizioni dettagliate o l&#8217;esplorazione di concetti sfaccettati (es. &#8220;<em>Come funziona la fusione nucleare</em>?&#8221;, &#8220;<em>Quali sono le principali cause del cambiamento climatico?</em>&#8220;).</li>
<li><strong>Ricerche Comparative:</strong> Confronti tra prodotti, servizi, concetti o approcci (es. &#8220;<em>Differenze tra iPhone 16 Pro e Samsung Galaxy S25</em>&#8220;, &#8220;<em>Meglio SEO o SEM per piccole imprese?</em>&#8220;).</li>
<li><strong>Query &#8220;Come Fare&#8221; (How-To):</strong> Richieste di istruzioni passo-passo per compiere un&#8217;azione o risolvere un problema (es. &#8220;<em>Come preparare la pasta alla carbonara tradizionale?</em>&#8220;, &#8220;<em>Come sostituire una gomma a terra?</em>&#8220;).</li>
<li><strong>Ricerche Esplorative o di Pianificazione:</strong> Query che implicano la raccolta di idee, opzioni o suggerimenti (es. &#8220;<em>Idee regalo originali per anniversario</em>&#8220;, &#8220;<em>Cosa vedere a Roma in 3 giorni?</em>&#8220;).</li>
<li><strong>Domande Lunghe e Conversazionali:</strong> Query formulate in linguaggio naturale, simili a come si porrebbe una domanda a un assistente vocale (es. &#8220;<em>Qual è il modo migliore per investire 1000 euro se sono un principiante?</em>&#8220;).</li>
</ul>
<p><strong>Fattori che Influenzano l&#8217;Attivazione:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Natura della Query:</strong> Informativa, comparativa, procedurale vs. navigazionale o transazionale pura.</li>
<li><strong>Complessità:</strong> Domande che beneficiano di una sintesi multi-fonte.</li>
<li><strong>Disponibilità di Contenuto:</strong> Presenza sul web di sufficienti fonti di alta qualità sull&#8217;argomento.</li>
<li><strong>Ambiguità della Query:</strong> Potrebbe essere usata per chiarire possibili interpretazioni.</li>
<li><strong>Sensibilità dell&#8217;Argomento (YMYL):</strong> Google sembra più cauto, potendo mostrare Overviews con maggiori disclaimer o non mostrarli affatto per temi medici o finanziari delicati. Alcune analisi suggeriscono che la frequenza su temi YMYL sia in aumento, ma con meccanismi di sicurezza rafforzati.</li>
<li><strong>Contesto Utente:</strong> Potenzialmente influenzata da fattori come la posizione geografica o la cronologia di ricerca, anche se Google tende a minimizzare quest&#8217;ultimo aspetto per le Overviews.</li>
</ul>
<div id="attachment_20161" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-20161" class="wp-image-20161 size-full" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/04/AI-Overview-Google.png" alt="esempio di attivazione AI Overview di Google" width="800" height="438" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/04/AI-Overview-Google.png 800w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/04/AI-Overview-Google-300x164.png 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/04/AI-Overview-Google-768x420.png 768w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/04/AI-Overview-Google-500x274.png 500w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><p id="caption-attachment-20161" class="wp-caption-text">Esempio di query che in Italia attiva AI Overview</p></div>
<h2>Decodificare AI Overview: natura, funzionamento</h2>
<p>AI Overview si configura come un blocco di testo generato dinamicamente dall&#8217;intelligenza artificiale, posizionato strategicamente nella parte superiore della SERP di Google, spesso sopra i tradizionali risultati organici e, talvolta, anche sopra gli annunci.</p>
<p><strong>Caratteristiche Salienti di AI Overview:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Posizionamento Prominente:</strong> Occupa lo spazio più visibile della SERP (&#8220;above the fold&#8221;).</li>
<li><strong>Generazione AI:</strong> Basato su LLM per analizzare e sintetizzare contenuto web.</li>
<li><strong>Risposta Diretta:</strong> Mira a soddisfare l&#8217;intento informativo dell&#8217;utente senza click aggiuntivi.</li>
<li><strong>Multi-Fonte:</strong> Attinge informazioni da diverse pagine web pertinenti.</li>
<li><strong>Attribuzione (Teorica):</strong> Include link alle fonti originali utilizzate.</li>
<li><strong>Variabilità:</strong> L&#8217;aspetto e la presenza dipendono dalla query e dal contesto.</li>
</ul>
<div id="attachment_20163" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-20163" class="size-full wp-image-20163" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/04/AI-Overview-guida-visuale.jpg" alt="una guida visuale ad AI Overview" width="800" height="426" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/04/AI-Overview-guida-visuale.jpg 800w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/04/AI-Overview-guida-visuale-300x160.jpg 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/04/AI-Overview-guida-visuale-768x409.jpg 768w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/04/AI-Overview-guida-visuale-500x266.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><p id="caption-attachment-20163" class="wp-caption-text">Guida visuale di AI Overview. Fonte: rawww.com</p></div>
<p>La tecnologia sottostante è complessa e in continua evoluzione. Google affina costantemente i suoi modelli per migliorare l&#8217;accuratezza, la coerenza e la pertinenza delle risposte generate, cercando al contempo di mitigare i rischi di &#8220;allucinazioni&#8221; (informazioni errate o inventate) e bias algoritmici.</p>
<p>Le query molto specifiche, quelle che cercano un dato fattuale singolo e ben definito (es. &#8220;<em>altezza Torre Eiffel</em>&#8220;) o quelle chiaramente orientate a raggiungere un sito specifico (es. &#8220;<em>login Facebook</em>&#8220;) hanno meno probabilità di generare un AI Overview complesso, potendo al massimo restituire una risposta diretta più semplice o un featured snippet tradizionale.</p>
<p><strong>L&#8217;esperienza utente ridisegnata: tra efficienza e superficialità</strong></p>
<p>Per l&#8217;utente finale, AI Overview introduce un cambiamento radicale nell&#8217;interazione con i risultati di ricerca, portando con sé vantaggi evidenti ma anche potenziali svantaggi.</p>
<p><strong>AI Overview potenziali vantaggi per l&#8217;utente:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Risposte Immediate:</strong> Accesso rapido a sintesi informative senza dover visitare molteplici siti.</li>
<li><strong>Efficienza:</strong> Risparmio di tempo e sforzo nella ricerca di informazioni complesse o nella comparazione di opzioni.</li>
<li><strong>Comprensione Facilitata:</strong> I riassunti possono aiutare a cogliere i punti chiave di argomenti non familiari.</li>
<li><strong>Punto di Partenza:</strong> Può fornire una buona base informativa prima di approfondire tramite i link alle fonti.</li>
<li><strong>Esperienza Conversazionale:</strong> Risponde a domande formulate in linguaggio naturale in modo più diretto.</li>
</ul>
<p><strong>Potenziali svantaggi e rischi di AI Overview per l&#8217;utente:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Rischio di inaccuratezze:</strong> Possibilità che l&#8217;AI generi informazioni errate, incomplete o fuorvianti (&#8220;allucinazioni&#8221;). Recenti episodi molto discussi (come suggerimenti pericolosi o bizzarri) hanno evidenziato questo rischio.</li>
<li><strong>Perdita di sfumature e contesto:</strong> La sintesi può semplificare eccessivamente argomenti complessi, omettendo dettagli cruciali o prospettive alternative presenti nelle fonti originali.</li>
<li><strong>Minore esposizione a fonti diverse:</strong> La tendenza a fermarsi alla risposta AI può ridurre l&#8217;esplorazione critica di fonti primarie e la formazione di un&#8217;opinione informata e indipendente.</li>
<li><strong>Bias algoritmico:</strong> L&#8217;AI potrebbe, implicitamente o esplicitamente, riflettere bias presenti nei dati di addestramento o nella selezione delle fonti, influenzando la percezione dell&#8217;utente.</li>
<li><strong>Impatto sulla Digital Literacy:</strong> Un&#8217;eccessiva dipendenza da risposte pre-digerite potrebbe, a lungo termine, atrofizzare le capacità di ricerca autonoma e valutazione critica delle fonti.</li>
<li><strong>Opacità:</strong> Non è sempre trasparente come l&#8217;AI arrivi a una determinata sintesi o perché scelga certe fonti rispetto ad altre.</li>
</ul>
<p>Ricerche iniziali e analisi comportamentali (basate su osservazioni di terze parti) suggeriscono che gli utenti interagiscono effettivamente con gli AI Overviews, ma il tasso di click-through verso le fonti originali è un&#8217;area di grande interesse e preoccupazione, con indicazioni preliminari che suggeriscono una <strong>potenziale riduzione significativa rispetto ai click sui tradizionali risultati organici</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-20198" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/04/2025-04-11-12_00_10-AI-Overview_-come-ottimizzare-il-sito-ed-essere-visibili-senza-perdere-traffico.png" alt="ottimizzare per AI Overview, una guida" width="800" height="518" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/04/2025-04-11-12_00_10-AI-Overview_-come-ottimizzare-il-sito-ed-essere-visibili-senza-perdere-traffico.png 800w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/04/2025-04-11-12_00_10-AI-Overview_-come-ottimizzare-il-sito-ed-essere-visibili-senza-perdere-traffico-300x194.png 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/04/2025-04-11-12_00_10-AI-Overview_-come-ottimizzare-il-sito-ed-essere-visibili-senza-perdere-traffico-768x497.png 768w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/04/2025-04-11-12_00_10-AI-Overview_-come-ottimizzare-il-sito-ed-essere-visibili-senza-perdere-traffico-500x324.png 500w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2>Impatti Chiave su Publisher e SEO</h2>
<p><strong>Minaccia Esistenziale del &#8220;Zero-Click&#8221;</strong></p>
<p>La preoccupazione principale è che fornendo risposte complete direttamente nella SERP, l’AI Overview riduca drasticamente la necessità per gli utenti di cliccare sui link organici. Questo ha impatti diretti su:</p>
<ul>
<li><strong>Traffico Web</strong>: Potenziali cali significativi di visite ai siti. Alcuni webmaster e agenzie SEO hanno già riportato osservazioni aneddotiche e primi studi su specifici segmenti di query mostrano una diminuzione del CTR organico in presenza di AI Overview.</li>
<li><strong>Monetizzazione</strong>: Meno traffico significa minori entrate pubblicitarie (basate su impression e click), minori opportunità di vendita e lead generation.</li>
<li><strong>Visibilità del Brand</strong>: Esporre meno il marchio significa avere meno opportunità di costruire una relazione diretta con l’utente.</li>
<li><strong>Devalutazione del Ranking Tradizionale</strong>: Essere primi nei risultati organici potrebbe non garantire più lo stesso volume di traffico, poiché l’utente potrebbe trovare la risposta direttamente nell’AI Overview.</li>
<li><strong>Nuova Competizione: Essere la Fonte dell’AI</strong>: Non basta più posizionarsi bene: occorre diventare una fonte citata dall’AI, puntando su qualità, autorevolezza e strutturazione dei contenuti.</li>
<li><strong>Impatto Differenziato</strong>: L’effetto varia. I siti più colpiti potrebbero essere quelli che trattano argomenti complessi, tutorial o query informative lunghe. Meno esposti potrebbero essere siti con forte riconoscibilità di brand, contenuti unici o focalizzati su intenti transazionali molto specifici.</li>
<li><strong>Questione di Attribuzione e Fair Use</strong>: Si apre un dibattito etico e legale sull’uso dei contenuti di terze parti da parte di Google per generare risposte, spesso senza compensazione o traffico di ritorno garantito.</li>
</ul>
<h2>Come essere citati AI Overview</h2>
<p class="" data-start="0" data-end="129"><span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">Per aumentare le probabilità di essere citati come link nelle AI Overview di Google, è essenziale adottare strategie SEO mirate che migliorino l&#8217;autorevolezza e la pertinenza del proprio sito web.</span> Ecco alcuni punti chiave da considerare:​</p>
<ul data-start="131" data-end="997">
<li class="" data-start="131" data-end="259">
<p class="" data-start="133" data-end="259"><strong data-start="133" data-end="176">Posizionamento nelle prime 12 posizioni</strong>: e<span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">ssere tra i primi risultati organici aumenta la visibilità e la possibilità di essere selezionati per le AI Overview.</span>​</p>
</li>
<li class="" data-start="261" data-end="378">
<p class="" data-start="263" data-end="378"><strong data-start="263" data-end="295">Utilizzo di dati strutturati</strong>: i<span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">mplementare markup schema.org aiuta Google a comprendere meglio il contenuto della pagina, facilitando la sua inclusione nelle AI Overview.</span>​</p>
</li>
<li class="" data-start="380" data-end="497">
<p class="" data-start="382" data-end="497"><strong data-start="382" data-end="414">Organizzazione del contenuto</strong>: s<span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">trutturare le informazioni in elenchi puntati o numerati e utilizzare intestazioni chiare migliora la leggibilità e l&#8217;indicizzazione da parte dei motori di ricerca.</span></p>
</li>
<li class="" data-start="499" data-end="666">
<p class="" data-start="501" data-end="666"><strong data-start="501" data-end="543">Qualità e ottimizzazione dei contenuti</strong>: c<span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">reare contenuti originali, approfonditi e pertinenti, ottimizzati per le parole chiave rilevanti, è fondamentale per migliorare il posizionamento.</span> ​</p>
</li>
<li class="" data-start="668" data-end="828">
<p class="" data-start="670" data-end="828"><strong data-start="670" data-end="701">Backlink da siti autorevoli</strong>: o<span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">ttenere link da domini con alta autorità e rilevanti per il proprio settore può migliorare significativamente la visibilità del sito.</span> ​</p>
</li>
<li class="" data-start="830" data-end="997">
<p class="" data-start="832" data-end="997"><strong data-start="832" data-end="870">Anchor text naturali e contestuali</strong>: u<span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">tilizzare testi di ancoraggio coerenti con il contenuto della pagina di destinazione e integrati naturalmente nel contesto del testo aiuta a migliorare la comprensione da parte dei motori di ricerca.</span> ​</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="999" data-end="1084"><span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">Implementando queste strategie, si può aumentare la probabilità che il proprio sito venga riconosciuto come una fonte affidabile e pertinente, migliorando così le possibilità di essere citati nelle AI Overview di Google.</span></p>
<p data-start="999" data-end="1084"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-20199" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/04/AI-Overview-framework.png" alt="framework su AI Overview" width="800" height="501" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/04/AI-Overview-framework.png 800w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/04/AI-Overview-framework-300x188.png 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/04/AI-Overview-framework-768x481.png 768w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2025/04/AI-Overview-framework-500x313.png 500w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3>Conclusioni</h3>
<p><strong>AI Overview di Google segna inequivocabilmente l&#8217;alba di una nuova era per la ricerca online</strong>.</p>
<p>È la manifestazione più evidente di come l&#8217;intelligenza artificiale generativa stia rimodellando l&#8217;accesso all&#8217;informazione, spostando l&#8217;equilibrio da un modello basato sul reperimento di documenti (link) a uno focalizzato sulla fornitura diretta di risposte sintetizzate.</p>
<p>Questa trasformazione promette un&#8217;efficienza e una convenienza senza precedenti per gli utenti, ma introduce al contempo complessità e sfide profonde per l&#8217;intero ecosistema digitale. L&#8217;accuratezza e l&#8217;affidabilità delle risposte AI rimangono un punto critico, come dimostrato da errori talvolta clamorosi che ne minano la credibilità.</p>
<p>L&#8217;impatto sul traffico web e sulla sostenibilità economica dei creatori di contenuti è una preoccupazione tangibile, supportata da prime analisi di settore, che costringe a ripensare radicalmente le strategie di visibilità online. La questione etica e legale dell&#8217;uso del contenuto altrui per alimentare questi sistemi è al centro di un dibattito acceso destinato a intensificarsi.</p>The post <a href="https://www.webinfermento.it/ai-overview/">AI Overview: come essere citati come fonti link da Google e non perdere traffico</a> first appeared on <a href="https://www.webinfermento.it"></a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Quali sono le dimensioni delle immagini per Facebook nel 2025</title>
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					<comments>https://www.webinfermento.it/dimensioni-immagini-facebook/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Web in Fermento]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2025 07:30:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Content Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.webinfermento.it/?p=14836</guid>

					<description><![CDATA[<p>Aggiornato al 2025. Su Facebook abbiamo foto di profilo e di copertina, visibili da desktop e mobile; abbiamo le immagini [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiornato al 2025.</p>
<p>Su Facebook abbiamo foto di profilo e di copertina, visibili da desktop e mobile; abbiamo le immagini dei post e quelle delle stories. A tutto questo si sommano caroselli, video, landscape, ecc.</p>
<p>Facciamo un po’ di ordine e vediamo quali sono ad oggi, nel <strong>2025</strong>, tutte le dimensioni delle immagini per <strong>Facebook</strong>. Questo servirà a chiunque voglia usare <strong>foto e video</strong> che abbiano sempre un’<strong>ottima resa</strong>, sia da <strong>desktop</strong> sia (come spesso accade) da <strong>mobile</strong>.</p>
<p><a href="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2021/11/dimensioni_immagini_facebook.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14838" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2021/11/dimensioni_immagini_facebook.jpg" alt="" width="640" height="512" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2021/11/dimensioni_immagini_facebook.jpg 640w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2021/11/dimensioni_immagini_facebook-300x240.jpg 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2021/11/dimensioni_immagini_facebook-500x400.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<h2>Immagine di copertina</h2>
<p>Le dimensioni dell’immagine di copertina su Facebook sono sempre un problema: nel passaggio <strong>da desktop a mobile</strong>, infatti, <strong>cambiano</strong> anche le <strong>proporzioni</strong>.</p>
<p>Le immagini di copertina per una pagina misurano:</p>
<ul>
<li>Mobile: <strong>640 x 360</strong> pixel</li>
<li>Desktop: <strong>820 x 312</strong> pixel</li>
</ul>
<p>Ciò significa che Facebook non si limita a scalare l’immagine, ma ne taglia intere aree. Per questo motivo bisogna inserire tutti gli <strong>elementi importanti</strong> al<strong> centro</strong> dell’immagine, ovvero nell’area visibile sia da mobile sia da desktop.</p>
<p>Se si desidera un’immagine di copertina ad alta risoluzione, è meglio usare dimensioni maggiori di quelle viste sopra. Le<strong> dimensioni consigliate</strong> per le copertine di Facebook sono <strong>1920 x 720 pixel</strong>, dove i <strong>250 pixel</strong> a destra e a sinistra sono <strong>invisibili</strong> da mobile.</p>
<h3>La copertina di un gruppo</h3>
<p>Le immagini di copertina dei gruppi hanno le <strong>stesse misure da mobile</strong>, ma sono più schiacciate da desktop.</p>
<p>Le <strong>dimensioni consigliate</strong> per l’alta definizione sono quindi <strong>1640 x 856 pixel</strong>, ricordando che i<strong> 96 pixel</strong> in alto e in basso verranno <strong>tagliati </strong>da desktop.</p>
<h3>La copertina di un evento Facebook</h3>
<p>Le dimensioni delle immagini di copertina di un evento hanno una ratio di <strong>2:1 </strong>e le dimensioni consigliate sono <strong>1920 x 1080 pixel</strong>. Da mobile le proporzioni rimangono uguali, ma la <strong>parte in alto</strong> è in parte <strong>coperta</strong> dalla barra di stato del cellulare.</p>
<h2>Immagine del profilo</h2>
<p>Le dimensioni dell’immagine del profilo mantengono sempre una ratio di <strong>1:1</strong>, sia da desktop sia da mobile. Nello specifico, le dimensioni sono:</p>
<ul>
<li>Desktop: <strong>170 x 170</strong> pixel</li>
<li>Mobile: <strong>128 x 128 </strong>pixel</li>
</ul>
<p>Per avere una visualizzazione ottimale, è consigliato caricare un&#8217;immagine con dimensioni fino a 2048 x 2048 pixel per garantire la massima qualità. Attenzione a inserire gli elementi importanti<strong> al centro </strong>dell’immagine: l’immagine del profilo è circolare, quindi Facebook taglia gli angoli.</p>
<h2>Immagini per i post di Facebook</h2>
<p>Nel 2024, i post di Facebook possono avere diverse dimensioni e forme. Si possono usare immagini quadrate come quelle comuni su Instagram, rettangolari in orizzontale o in verticale. Ci sono poi i video e le foto dei link condivisi. Quali dimensioni usare per ciascuno di questi post?</p>
<h3>Formato square</h3>
<p>Il formato square è quello <strong>1:1</strong>, ovvero di forma quadrata. Consente di occupare più superficie nella home e, di conseguenza, le immagini con questo formato rimangono <strong>visibili più a lungo</strong> nello stream.</p>
<p>Le dimensioni consigliate per le immagini “square” sono <strong>1200 x 1200 pixel</strong>.</p>
<h3>Formato landscape</h3>
<p>Le immagini con formato landscape sono di forma <strong>rettangolare </strong>e sono pubblicate in <strong>orizzontale</strong>. Rispetto ai post visti sopra, quelli con questo formato rimangono visibili per meno tempo nello stream della home.</p>
<p>Le dimensioni consigliate per le immagini “landscape” sono <strong>1200 x 630 pixel</strong>.</p>
<h3>Formato portrait (verticale)</h3>
<p>Le immagini con formato portrait sono anch’esse di forma<strong> rettangolare</strong>, ma vengono pubblicate in <strong>verticale</strong>. Tra i formati visti, è quello che consente di rimanere visibile <strong>più a lungo nello stream</strong> della home.</p>
<p>Le dimensioni consigliate per le immagini “portrait” sono <strong>1080 x 1350 pixel</strong>.</p>
<h3>Link condivisi</h3>
<p>Quando si condivide un link su Facebook, la piattaforma carica l’immagine in automatico. Non tutti sanno che è possibile modificare questa immagine prima di pubblicare o programmare il post. In questo modo si può sceglierne una più accattivante e che invogli a cliccare sul link.</p>
<p>Le dimensioni consigliate per le <strong>immagini dei link </strong>sono <strong>1200 x 630 pixel</strong>. Si possono usare anche immagini da <strong>600 x 315 pixel</strong>, ma l’anteprima del link sarà più piccola.</p>
<h3>Video</h3>
<p>I video non sono immagini, ma rimangono post che puntano tutto sull’impatto visivo. Le loro dimensioni consigliate sono <strong>1280 x 720 pixel</strong>.</p>
<h2>Immagine per una storia</h2>
<p>Le dimensioni consigliate per le storie di Facebook sono le stesse di quelle per Instagram, ovvero <strong>1080 x 1920 pixel</strong>. Attenzione però a sistemare gli elementi più importanti <strong>al centro </strong>dell’immagine: l’angolo in alto a sinistra è infatti coperto dalla foto di profilo e dal nome; nella fascia inferiore c’è la call to action di Facebook.</p>
<h2>Immagini per le Facebook Ads</h2>
<p>Una corretta <a href="https://www.webinfermento.it/servizi/campagna-pubblicitaria-su-facebook/">gestione delle Facebook Ads</a> è una grande risorsa per un’azienda. Affinché gli annunci siano approvati dalla piattaforma, però, devono rispettare determinati criteri di forma e contenuto. In questa sede concentriamoci sulle <strong>dimensioni delle immagini</strong>.</p>
<ul>
<li>Immagine singola: <strong>1200 x 630</strong></li>
<li>Immagine “square”: <strong>1080 x 1080 </strong></li>
<li>Formato carosello: <strong>1080 x 1080</strong> pixel.</li>
<li>Video ads: <strong>1080 x 1080</strong> pixel.</li>
</ul>
<p>Per chi fosse indeciso su quali dimensioni usare per le Ads con immagini, <a href="https://it-it.facebook.com/business/help/388369961318508?id=1240182842783684" rel="nofollow ">Facebook consiglia il formato 1080 x 1080 pixel</a>. Ad ogni modo, ciascun caso va valutato singolarmente.</p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://www.webinfermento.it/dimensioni-immagini-facebook/">Quali sono le dimensioni delle immagini per Facebook nel 2025</a> first appeared on <a href="https://www.webinfermento.it"></a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.webinfermento.it/dimensioni-immagini-facebook/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>A che ora postare su TikTok: questi sono gli orari (e i giorni) migliori 2025</title>
		<link>https://www.webinfermento.it/tiktok-quando-pubblicare-orari-migliori/</link>
					<comments>https://www.webinfermento.it/tiktok-quando-pubblicare-orari-migliori/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Ciracì]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2025 08:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Guida agli orari e ai giorni per postare su TikTok aggiornata al 2025 Anche nel 2025, una cosa è chiara: [&#8230;]</p>
The post <a href="https://www.webinfermento.it/tiktok-quando-pubblicare-orari-migliori/">A che ora postare su TikTok: questi sono gli orari (e i giorni) migliori 2025</a> first appeared on <a href="https://www.webinfermento.it"></a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Guida agli orari e ai giorni per postare su TikTok aggiornata al 2025</strong></p>
<p>Anche nel 2025, una cosa è chiara: per un’azienda o per un marchio, la presenza su TikTok è fondamentale. Inoltre, con oltre 1 miliardo di utenti attivi a livello globale, il social cinese non può mancare in una strategia di Digital Marketing, soprattutto se vi siete prefissati un obiettivo di Brand Awareness. Dev’essere però una presenza consapevole e ragionata, che tenga conto anche di cose come gli <strong>orari migliori</strong> in cui postare.</p>
<p>Se vuoi che i tuoi contenuti abbiano successo, infatti, è importante sapere a che ora postare su TikTok. Pubblicare quando non c’è pubblico significa perdere tempo e visualizzazioni preziose. Al contrario, pubblicare in un orario in cui il pubblico è più attivo assicura una <strong>maggiore copertura</strong> ai vostri video. E una maggiore copertura può fare molto per il tuo brand.</p>
<p>Essere presenti su TikTok non significa condividere contenuti sporadici, rincorrendo le tendenze. Significa essere costanti, avere un piano a lungo termine a anche studiare i comportamenti dei tuoi utenti. Solo così i tuoi video diventeranno virali e attireranno l’attenzione di utenti nuovi.</p>
<p>In questo articolo ti spiegheremo come funziona l’<strong>algoritmo di TikTok </strong>in questo senso e, soprattutto, quali sono gli orari migliori per pubblicare sulla piattaforma.</p>
<h2>Gli orari migliori per pubblicare su TikTok</h2>
<p>Quando postare su Tiktok? Quali sono davvero gli orari migliori per pubblicare un contenuto su TikTok? <a href="https://sproutsocial.com/" target="_blank" rel="nofollow noopener"><strong><em>Sprout Social </em></strong></a>ha condotto uno studio su oltre 30.000 clienti per cercare di rispondere a questa domanda. Il risultato è stato un elenco di orari in cui gli utenti sono più attivi su TikTok nelle diverse aree del mondo.</p>
<p>Questi sono gli orari migliori per TikTok giorno per giorno.</p>
<ul>
<li data-sourcepos="15:1-16:31"><strong>Lunedì:</strong>
<ul data-sourcepos="16:5-16:31">
<li data-sourcepos="16:5-16:31">10:00, 14:00-17:00, 22:00</li>
</ul>
</li>
<li data-sourcepos="17:1-18:62"><strong>Martedì:</strong>
<ul data-sourcepos="18:5-18:62">
<li data-sourcepos="18:5-18:62">9:00-19:00 (con particolare attenzione alle 14:00-17:00)</li>
</ul>
</li>
<li data-sourcepos="19:1-20:53"><strong>Mercoledì:</strong>
<ul data-sourcepos="20:5-20:53">
<li data-sourcepos="20:5-20:53">8:00-16:00 (con picchi tra le 14:00 e le 16:00)</li>
</ul>
</li>
<li data-sourcepos="21:1-22:54"><strong>Giovedì:</strong>
<ul data-sourcepos="22:5-22:54">
<li data-sourcepos="22:5-22:54">9:00-17:00, specialmente tra le 15:00 e le 16:00</li>
</ul>
</li>
<li data-sourcepos="23:1-24:29"><strong>Venerdì:</strong>
<ul data-sourcepos="24:5-24:29">
<li data-sourcepos="24:5-24:29">9:00-10:00, 14:00-16:00</li>
</ul>
</li>
<li data-sourcepos="25:1-26:16"><strong>Sabato:</strong>
<ul data-sourcepos="26:5-26:16">
<li data-sourcepos="26:5-26:16">8:00-12:00</li>
</ul>
</li>
<li data-sourcepos="27:1-29:0"><strong>Domenica:</strong>
<ul data-sourcepos="28:5-29:0">
<li data-sourcepos="28:5-29:0">9:00-11:00</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Tuttavia, se guardiamo quando pubblicare su TikTok all’interno della settimana, scopriamo che i giorni in assoluto migliori sono <strong>martedì</strong>, <strong>mercoledì</strong> e <strong>giovedì</strong>.</p>
<p>In particolare, i <strong>momenti migliori con gli orari per postare su TikTok</strong> sono:</p>
<ul>
<li>Martedì: 14.00-17.00</li>
<li>Mercoledì: 14.00-16.00</li>
<li>Giovedì: 15.00-16.00</li>
</ul>
<p>Secondo Sprout Social, i post più importanti per il tuo brand andrebbero programmati a questi giorni e a questi orari.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-16186" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2023/01/orari-tiktok-2023.png" alt="quando pubblicare tiktok" width="800" height="560" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2023/01/orari-tiktok-2023.png 800w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2023/01/orari-tiktok-2023-300x210.png 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2023/01/orari-tiktok-2023-768x538.png 768w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2023/01/orari-tiktok-2023-500x350.png 500w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2>Per TikTok gli orari contano: perché?</h2>
<p>Sui social media nulla è casuale e TikTok non fa eccezione. <strong>Un contenuto ottiene ottimi risultati quando è pianificato correttamente, tenendo conto di tutti quegli elementi che ne influenzano il successo</strong>. Ecco perché è necessario sapere a che ora postare su TikTok.</p>
<p>Pubblicare all’orario “migliore” serve ad aumentare la copertura del contenuto e l’interazione degli utenti. Infatti, considerando che l’algoritmo di TikTok convoglia nella <a href="https://www.webinfermento.it/finire-nei-per-te-tiktok/" target="_blank" rel="noopener"><u>sezione “Per te”</u></a> i video che ottengono più Mi Piace, condivisioni e commenti, diventa fondamentale pubblicare in un momento in cui gli utenti sono più attivi sulla piattaforma. E senza dimenticare la qualità del contenuto che si va a condividere.</p>
<p>Se pubblichi all’<strong>ora giusta</strong>, è più probabile che chi ti segue veda subito il post e vi interagisca. Questo renderà il contenuto più appetibile agli occhi dell’<strong>algoritmo</strong>, che quindi lo<strong> consiglierà </strong>anche ad utenti che non ti seguono. Se invece pubblichi in un<strong> orario</strong> in cui i tuoi <strong>follower</strong> sono<strong> inattivi</strong>, il post passa inosservato in quei primi – fondamentali – minuti e finisce nel<strong> dimenticatoio</strong>.</p>
<p>A volte basta un’ora per segnare la differenza tra un contenuto virale e uno fallimentare.</p>
<h2>Come scegliere a che ora postare e quando pubblicare su TikTok: consigli utili</h2>
<p>Studi come quello visto sopra sono un utile punto di partenza, ma non è detto che bastino. Se non altro perché gli orari in cui gli utenti sono più attivi variano molto a seconda del giorno della settimana.</p>
<p>Quando elabori il piano editoriale, devi scegliere quando postare su TikTok sulla base delle abitudini dei tuoi utenti, indipendentemente da quello che dicono le statistiche. Se vuoi attirare l’attenzione del<strong> tuo </strong>pubblico, quindi, – attuale e futuro – devi conoscerlo e devi conoscerne le abitudini. Non ci sono altre alternative.</p>
<p>L’orario per migliore per condividere un contenuto e renderlo virale, ad esempio, <strong>varia a seconda della localizzazione del target di pubblico</strong>. È importante capire non solo quando gli utenti della vostra area di interesse sono più attivi su TikTok, ma anche quando lo sono i vostri follower e quando lo è il pubblico globale.</p>
<p>Come fare per conoscere questi dettagli? Utilizzando i dati di <strong>TikTok Analytics</strong> attraverso un Business Account.</p>
<h3>Usare gli analytics per programmare i post</h3>
<p>Vediamo come raccogliere questi dati così da poter creare una strategia di successo.</p>
<p>Anzitutto, è necessario creare un Business Account.</p>
<ul>
<li>Tocca i tre puntini in alto a destra sulla schermata del profilo, seleziona la voce “Impostazioni e privacy” e poi “Account”. Fai tap su “Passa al Business Account” e segui la procedura proposta dalla piattaforma.</li>
<li>Seleziona la categoria di riferimento della azienda nell’elenco proposto dalla piattaforma, clicca su “Avanti” ed ecco pronto il tuo <a href="https://www.webinfermento.it/tiktok-business/"><strong>account Business</strong></a>, con tanto di dati sugli utenti a disposizione.</li>
</ul>
<p>Una volta creato il Business Account, all’interno del profilo comparirà la sezione “Analytics”, suddivisa in:</p>
<ul>
<li>Panoramica</li>
<li>Contenuto</li>
<li>Follower.</li>
</ul>
<p>Cliccando sulla voce “Follower” avrai modo di accedere a tutte le specifiche che riguardano il tuo pubblico. Al di sotto della voce “Territori principali”, ad esempio, trovi tutti i Paesi in cui sono localizzati gli utenti che seguono l’azienda. Un’indicazione utile se sei attivo a livello globale, dato che l’orario migliore per postare su TikTok varia anche in base ai fusi.</p>
<p>Alla voce “Attività follower”, invece, trovi un grafico che mostra chiaramente quali sono gli orari in cui i tuoi utenti sono più attivi sulla piattaforma. Ed è qui che troverai le informazioni più utili per capire a che ora postare su TikTok per rendere il tuo contenuto di successo.</p>
<p>Studiando il tuo pubblico, infatti, potrai capire qual è l’orario migliore per te – e solo ed esclusivamente per te – così da riuscire a far entrare il tuo contenuto nella sezione “Per te” degli utenti che ti interessa conquistare.</p>
<h2>L’orario ideale per pubblicare su TikTok non esiste</h2>
<p>A questo punto è abbastanza evidente che non esiste un orario migliore per pubblicare su TikTok. Tutto dipende dalla tipologia di azienda che vuoi promuovere sulla piattaforma, dal pubblico che vuoi raggiungere e da molto altro ancora.</p>
<p>Per scegliere a che ora postare su TikTok, infatti, è importante anche monitorare le prestazioni dei contenuti già pubblicati. Ti suggeriamo di creare un foglio di calcolo in cui inserite tutti questi elementi, così da poterli poi utilizzare per scegliere l’orario a cui condividere un contenuto:</p>
<ul>
<li>giorno e ora di pubblicazione</li>
<li>titolo del video</li>
<li>numero di “Mi piace”</li>
<li>numero di commenti</li>
<li>copertura</li>
<li>condivisioni</li>
<li>tempo medio di visualizzazione</li>
<li>numero di visualizzazioni totali del video</li>
<li>sorgenti di traffico</li>
<li>localizzazione del pubblico.</li>
</ul>
<p>In questo modo, monitorando attentamente l’andamento dei contenuti già pubblicati sarà più facile decidere a che ora condividere i nuovi video per aumentare la Brand Awareness.</p>
<p>Buon lavoro, allora!</p>
<h3>Domande e risposte correlate agli orari di TikTok o su TikTok in generale:</h3>
<ol>
<li><strong>Come vedere a che ora sono più attivi i follower su TikTok?</strong> Per vedere quando i tuoi follower sono più attivi su TikTok, vai nel tuo profilo e accedi alla sezione &#8220;Analytics&#8221; (disponibile per account Pro). Qui troverai una scheda &#8220;Follower&#8221; che mostra i periodi di maggiore attività giornaliera e settimanale dei tuoi follower, permettendoti di pubblicare contenuti in modo strategico.</li>
<li><strong>Che hashtag usare su TikTok per andare nei &#8220;per te&#8221;?</strong> Per aumentare le possibilità di finire nella sezione &#8220;Per Te&#8221;, utilizza hashtag popolari e pertinenti come #foryou, #fyp, e quelli specifici della tua nicchia. È importante che gli hashtag siano rilevanti per il contenuto del video, poiché l&#8217;algoritmo di TikTok favorisce i contenuti che generano interazione.</li>
<li><strong>Come sapere a che ora pubblicare su TikTok?</strong> Analizza i dati forniti nella sezione &#8220;Analytics&#8221; del tuo profilo per identificare i momenti in cui i tuoi follower sono più attivi. Pubblica durante questi orari per massimizzare l&#8217;engagement. In generale, pubblicare durante le ore serali nei giorni feriali e nei pomeriggi del weekend tende ad essere efficace.</li>
<li><strong>Come vedere le ore su TikTok?</strong> TikTok non mostra direttamente le ore di visualizzazione, ma puoi dedurle dai commenti e dai like che ricevi. Per informazioni dettagliate, l&#8217;analisi degli &#8220;Analytics&#8221; fornisce dati sui tempi di attività dei follower e sulle prestazioni dei video pubblicati.</li>
<li><strong>Come si vede la data di pubblicazione su TikTok?</strong> La data di pubblicazione di un video su TikTok è visibile sotto il video stesso, accanto al numero di like, commenti e condivisioni. Puoi visualizzarla anche nella sezione &#8220;Analytics&#8221; per avere una panoramica delle prestazioni dei tuoi contenuti nel tempo.</li>
<li><strong>Come far salire la live TikTok?</strong> Per aumentare il successo di una live su TikTok, promuovi la tua diretta in anticipo sui tuoi social media, interagisci attivamente con i partecipanti durante la live, utilizza un titolo accattivante e coinvolgente, e scegli argomenti di interesse per il tuo pubblico. Offrire incentivi come Q&amp;A o giveaway può aumentare ulteriormente l&#8217;interazione.</li>
<li><strong>Quando si possono fare live TikTok?</strong> Puoi fare live su TikTok una volta raggiunti 1.000 follower e se hai almeno 16 anni. Le live sono un ottimo modo per interagire direttamente con il tuo pubblico, ma è importante rispettare le linee guida della community per evitare violazioni che potrebbero limitare questa funzionalità. Leggi la nostra guida: <a href="https://www.webinfermento.it/come-fare-live-tiktok/" target="_blank" rel="noopener">Diretta TikTok: come fare una Live su TikTok</a></li>
<li><strong>Quante visualizzazioni su TikTok per diventare virale?</strong> Non esiste un numero fisso di visualizzazioni per diventare virale su TikTok, ma video che raggiungono decine o centinaia di migliaia di visualizzazioni in breve tempo hanno una maggiore probabilità di diventare virali. L&#8217;engagement, la qualità del contenuto e l&#8217;uso di hashtag popolari influenzano notevolmente la viralità.</li>
<li><strong>Quanto ci mette un video ad andare nei &#8220;per te&#8221;?</strong> Il tempo necessario affinché un video appaia nei &#8220;Per Te&#8221; può variare notevolmente. Solitamente, i video che ricevono molte interazioni (like, commenti, condivisioni) nelle prime ore dalla pubblicazione hanno una maggiore probabilità di finire rapidamente nei &#8220;Per Te&#8221;. Alcuni video possono apparire in poche ore, altri potrebbero richiedere giorni. Leggi la nostra guida: <a href="https://www.webinfermento.it/finire-nei-per-te-tiktok/" target="_blank" rel="noopener">Come finire nei &#8220;Per Te&#8221; su TikTok</a></li>
<li><strong>Come mai i miei video non vanno nei &#8220;per te&#8221;?</strong> I tuoi video potrebbero non finire nei &#8220;Per Te&#8221; se non ricevono abbastanza interazioni, se non utilizzano hashtag rilevanti, o se la qualità del contenuto non è abbastanza alta. Assicurati di creare contenuti coinvolgenti, di utilizzare hashtag appropriati e di pubblicare quando i tuoi follower sono più attivi.</li>
<li><strong>Come vedere quando è stato ripubblicato un video su TikTok?</strong> TikTok non offre una funzione specifica per vedere quando un video è stato ripubblicato. Tuttavia, puoi monitorare manualmente i repost controllando i video condivisi dai tuoi follower o utilizzando strumenti di terze parti per tracciare le condivisioni dei tuoi contenuti.</li>
<li><strong>Come vedere quando ho creato il mio profilo TikTok?</strong> TikTok non mostra direttamente la data di creazione del profilo nell&#8217;app. Puoi però verificare l&#8217;email di benvenuto che hai ricevuto al momento della registrazione nella tua casella di posta elettronica. In alternativa, puoi scorrere i tuoi primi post per avere un&#8217;idea del periodo in cui hai creato l&#8217;account.</li>
<li><strong>Come far salire la LIVE su TikTok?</strong> Per aumentare la visibilità della tua LIVE su TikTok, promuovila sui tuoi altri social media prima dell&#8217;evento, scegli un orario in cui i tuoi follower sono più attivi, e utilizza un titolo accattivante. Durante la live, interagisci continuamente con gli spettatori, rispondi alle domande e offri contenuti interessanti e dinamici.</li>
<li><strong>Come avere più spettatori in LIVE su TikTok?</strong> Aumenta il numero di spettatori promuovendo la tua live in anticipo, scegliendo un argomento di grande interesse per il tuo pubblico e interagendo attivamente con gli spettatori durante la diretta. Offri contenuti esclusivi, sondaggi, o giveaway per incentivare la partecipazione.</li>
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			</item>
		<item>
		<title>Black Friday 2024: i brand e i prodotti più cercati dagli italiani su Google</title>
		<link>https://www.webinfermento.it/black-friday-ricerche-brand-prodotti-google/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Ciracì]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2024 15:13:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quello del Black Friday è considerato il periodo dell&#8217;anno in cui è possibile spuntare le offerte migliori. Da quando si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quello del Black Friday è considerato il periodo dell&#8217;anno in cui è possibile spuntare le offerte migliori.</p>
<p>Da quando si è infatti diffuso anche in Italia, milioni di consumatori attendono con ansia la settimana del &#8220;venerdì nero&#8221; dove magari riescono a trovare sconti migliori anche degli altri periodi di saldi, estivi e invernali.</p>
<p>Black Friday però, che nasce come giorno il <strong>29 novembre</strong> e presto diventa una &#8220;<strong>settimana</strong>&#8220;, fino ad arrivare ad essere <strong>un mese e anche più</strong>. Si, perché come possiamo notare da Google Trend, i<strong>n Italia iniziamo a cercare &#8220;black friday&#8221; a partire dalla prima settimana di ottobre</strong>!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-19520" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/2024-11-20-10_45_15-black-friday-Explore-Google-Trends.png" alt="" width="700" height="383" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/2024-11-20-10_45_15-black-friday-Explore-Google-Trends.png 700w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/2024-11-20-10_45_15-black-friday-Explore-Google-Trends-300x164.png 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/2024-11-20-10_45_15-black-friday-Explore-Google-Trends-500x274.png 500w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Eppure la diffusione del Black Friday in Italia è relativamente recente: <strong>prima del 2015 infatti, non era ancora diffuso come oggi</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-19521" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/2024-11-20-10_54_00-black-friday-Explore-Google-Trends.png" alt="" width="700" height="369" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/2024-11-20-10_54_00-black-friday-Explore-Google-Trends.png 700w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/2024-11-20-10_54_00-black-friday-Explore-Google-Trends-300x158.png 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/2024-11-20-10_54_00-black-friday-Explore-Google-Trends-500x264.png 500w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<h2>Individuare i Brand, le categorie prodotto e i prodotti più ricercati durante il Black Friday</h2>
<p>Armato di pazienza e di curiosità, con l&#8217;aiuto di <strong>Python</strong> e il supporto delle <strong>AI generative</strong>, ho creato uno script che ha l&#8217;obiettivo di <strong>clusterizzare per gruppi i brand più cercato, definire le tipologie di prodotto più cercate e individuare i prodotti più &#8220;gettonati&#8221; dagli italiani nelle ricerche legate al Black Friday</strong>.</p>
<p>Sono state scaricate oltre 50 mila keyword dal database italiano di Semrush, che sono state poi filtrate escludendo quelle che registravano un volume pari a 0.</p>
<p>Le keyword e i loro volumi di ricerca sono stati poi processati dallo script creato.</p>
<p>Qui sotto il funzionamento dello script e dunque, la metodologia di ricerca adottata.</p>
<h2><strong>Funzionalità principali dello script</strong></h2>
<ol>
<li><strong>Pulizia ed elaborazione delle keyword:</strong>
<ul>
<li>Le keyword vengono ripulite eliminando:
<ul>
<li>Stop word generiche (es. &#8220;quando&#8221;, &#8220;dove&#8221;, &#8220;offerta&#8221;).</li>
<li>Modificatori comuni (es. &#8220;pro&#8221;, &#8220;max&#8221;, &#8220;plus&#8221;).</li>
<li>Numeri e punteggiatura inutili.</li>
</ul>
</li>
<li>Standardizza i nomi dei prodotti per semplificarne l&#8217;analisi (es. &#8220;iPhone 13 Pro&#8221; diventa &#8220;iPhone&#8221;).</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Identificazione dei brand:</strong>
<ul>
<li>Utilizza un dizionario predefinito di brand e termini associati (es. &#8220;Apple&#8221; → [&#8220;iPhone&#8221;, &#8220;iPad&#8221;]).</li>
<li>Attraverso regex, cerca nelle keyword i termini associati a ciascun brand e assegna la keyword al brand corretto.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Categorizzazione delle keyword:</strong>
<ul>
<li>Le keyword vengono assegnate a categorie predefinite (es. &#8220;Moda&#8221;, &#8220;Telefonia&#8221;, &#8220;Elettrodomestici&#8221;) utilizzando regex.</li>
<li>Per le keyword non classificate, utilizza un <strong>modello di embedding semantico per calcolare la similarità con descrizioni delle categorie</strong>. Se la similarità è alta, assegna la keyword alla categoria corrispondente.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Elaborazione avanzata delle categorie:</strong>
<ul>
<li>Ogni keyword viene arricchita con informazioni dettagliate:
<ul>
<li><strong>Tipo di prodotto:</strong> classifica ogni keyword in base alle categorie più rilevanti.</li>
<li><strong>Nome del prodotto:</strong> estrae un nome di prodotto pulito e standardizzato (es. &#8220;iPhone 13 Black Friday&#8221; → &#8220;iPhone&#8221;).</li>
</ul>
</li>
<li>Supporta una lista di oltre 200 brand e decine di categorie di prodotto.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Output elaborato:</strong>
<ul>
<li>Per ogni keyword, lo script restituisce:
<ul>
<li>Brand associato.</li>
<li>Categoria di prodotto.</li>
<li>Nome del prodotto standardizzato.</li>
</ul>
</li>
</ul>
</li>
</ol>
<p>Qui nell&#8217;immagine un esempio di elaborazione a partire da un file excel caricato.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-19522" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/esempio-elaborazione.png" alt="" width="800" height="410" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/esempio-elaborazione.png 800w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/esempio-elaborazione-300x154.png 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/esempio-elaborazione-768x394.png 768w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/esempio-elaborazione-500x256.png 500w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Questo è un esempio della <strong>lista brand</strong> inserita nello script.</p>
<p>Sostanzialmente, per alcuni brand sono inseriti anche una serie di prodotti ad essi legati e con volume di ricerca mensile medio alto, ad esempio i prodotti legati ad Apple.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-19523" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/lista-brand.png" alt="" width="800" height="583" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/lista-brand.png 800w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/lista-brand-300x219.png 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/lista-brand-768x560.png 768w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/lista-brand-500x364.png 500w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Queste invece alcune delle <strong>categorie di prodotti</strong> inserite.</p>
<p>Ho cercato di definirne quante più possibili, per avere uno spaccato più realistico e preciso sui cluster delle ricerche in Italia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-19525" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/lista-categoria.png" alt="" width="800" height="560" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/lista-categoria.png 800w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/lista-categoria-300x210.png 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/lista-categoria-768x538.png 768w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/lista-categoria-500x350.png 500w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2>I Brand e i prodotti più cercati durante il Black Friday</h2>
<p>Qui sotto invece l&#8217;infografica riepilogativa realizzata da Maria Pia De Marzo.</p>
<p>Come si può notare dai risultati, non c&#8217;è da stupirsi che Amazon regni tra i brand più ricercati, forte di un posizionamento di mercato ineguagliabile.</p>
<p>Curioso però notare come, subito dopo un brand come Apple, seguano due note catene come Unieuro e Mediaworld, oggetto di spot pubblicitari a larghissima diffusione proprio in queste settimane che, certamente, vanno ad influenzare i volumi di ricerca ad essi associati.</p>
<p>Iphone, Playstation e i voli restano i prodotti e le esperienze più ricercati dagli italiani, sui quali si cerca di spuntare un prezzo conveniente a fronte di un investimento importante (non sono infatti prodotti proprio economici).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-19530" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/BlacK_friday_infografica_2024.png" alt="" width="900" height="4696" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/BlacK_friday_infografica_2024.png 900w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/BlacK_friday_infografica_2024-479x2500.png 479w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/BlacK_friday_infografica_2024-768x4007.png 768w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/11/BlacK_friday_infografica_2024-96x500.png 96w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://www.webinfermento.it/black-friday-ricerche-brand-prodotti-google/">Black Friday 2024: i brand e i prodotti più cercati dagli italiani su Google</a> first appeared on <a href="https://www.webinfermento.it"></a>.]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Gemini e Chrome: come l’AI sta trasformando la tua esperienza di ricerca</title>
		<link>https://www.webinfermento.it/gemini-ai-chrome/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Pia De Marzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Aug 2024 17:11:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra gli esperti, visionari e predittori del web, il dibattito sul ruolo dell&#8217;intelligenza artificiale nei motori di ricerca è sempre [&#8230;]</p>
The post <a href="https://www.webinfermento.it/gemini-ai-chrome/">Gemini e Chrome: come l’AI sta trasformando la tua esperienza di ricerca</a> first appeared on <a href="https://www.webinfermento.it"></a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra gli esperti, visionari e predittori del web, il dibattito sul ruolo dell&#8217;intelligenza artificiale nei motori di ricerca è sempre più acceso.</p>
<p>La domanda &#8220;<em>L&#8217;AI entrerà mai nei motori di ricerca?</em>&#8221; ha diviso le opinioni: c&#8217;è chi crede che l&#8217;AI potrebbe rivoluzionare completamente il modo di cercare informazioni, e chi è più scettico, rimanendo fedele ai modelli di ricerca tradizionali. Non posso fare previsioni certe, ma è chiaro che l&#8217;uso dell&#8217;AI nella nostra vita quotidiana sta crescendo e potrebbe superare in intelligenza quella umana, arrivando a prevedere desideri e necessità future, azzardo, anche solo usando il pensiero. Ma queste sono solo riflessioni.</p>
<p>L&#8217;integrazione di <strong>Gemini</strong> nei risultati di ricerca di Google è stata annunciata nel dicembre 2023. <strong>Gemini è stato progettato per potenziare la capacità del motore di ricerca</strong> di comprendere e rispondere alle domande degli utenti con maggiore precisione, sfruttando l&#8217;intelligenza artificiale avanzata.</p>
<p>Mentre i motori di ricerca tradizionali si basano su corrispondenze tra parole chiave e risultati, sottoporre una richiesta a Gemini significa attivare algoritmi avanzati di AI che comprende il vero significato delle domande poste dagli utenti e produce risposte altrettanto significative. Con Gemini, dunque, Google ha fatto un passo avanti nell&#8217;evoluzione della ricerca online.</p>
<p>Questa integrazione segna una tappa importante per Google, migliorando significativamente l&#8217;interazione degli utenti con il motore di ricerca, non solo. <strong>Google sta giocando un ruolo pionieristico in tutto l&#8217;ambito legato alla search e relativi strumenti</strong> e, l&#8217;ultimo aggiornamento di Chrome, la versione M128, è la dimostrazione concreta di come si stia evolvendo il panorama della ricerca online.</p>
<p>Con l&#8217;aggiornamento odierno, Chrome non ha più l&#8217;aspetto solo di un browser, ma si evolve in un potente strumento per accedere a Gemini, l&#8217;ultima innovazione di Google che reinterpreta il concetto di ricerca.</p>
<h3>Un Nuovo Capitolo per la Ricerca: Gemini e Chrome</h3>
<p>Gli utenti che hanno recentemente aggiornato Chrome hanno scoperto una novità significativa: <strong>la possibilità di accedere direttamente a Gemini tramite il browser stesso.</strong> Questo segna un cambiamento importante dal tradizionale motore di ricerca a un nuovo paradigma basato su un motore di risposta.</p>
<p>E badate che non è una semplice novità. Questa transizione rappresenta <strong>un&#8217;evoluzione notevole nel modo in cui accediamo all&#8217;AI</strong>, passando da app dedicate o link salvati tra i preferiti ad una semplice interazione direttamente dalla barra di ricerca. In futuro, sarà sempre più difficile distinguere se stiamo interagendo con l&#8217;AI o semplicemente utilizzando i servizi di Google, poiché le due esperienze si integrano e sono interconnesse sempre di più. Una bella trovata non credete?!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-18966" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/08/Gemini_in_Google.png" alt="" width="700" height="355" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/08/Gemini_in_Google.png 700w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/08/Gemini_in_Google-300x152.png 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/08/Gemini_in_Google-500x254.png 500w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<h3>Come Funziona Gemini in Chrome</h3>
<p>Con l&#8217;aggiornamento di Chrome M128, Gemini diventa facilmente accessibile. È sufficiente menzionare &#8220;<em><strong>@gemini</strong></em>&#8221; all&#8217;interno dei servizi di Google per attivare questa potente funzionalità.</p>
<p>Non è più necessario navigare attraverso risultati basati solo su parole chiave: Gemini è in grado di fornire risposte complesse, comprendendo perfettamente i tuoi desideri e dando risposte pertinenti. Questo approccio rappresenta un cambiamento radicale nel modo in cui interagiamo con le informazioni online, rendendo la ricerca più fluida e intuitiva e subito a portata di tastiera.</p>
<p>In sintesi, l&#8217;integrazione di Gemini in Chrome non è solo un aggiornamento del browser, ma un passo avanti verso un nuovo paradigma della ricerca online. Con questo aggiornamento, Google ci offre uno strumento potente per accedere a informazioni più precise e rilevanti, direttamente nel nostro browser.</p>
<h3>Riflessioni varie</h3>
<p>Se da un lato tutto questo mi entusiasma perché percepisco una reale <strong>semplificazione</strong> delle mie attività, oltre a un <strong>miglioramento</strong> in termini di velocità, dall&#8217;altro mi dà la sensazione di perdere il controllo sulle informazioni che mi vengono fornite.</p>
<p>Con una SERP tradizionale, sono io a decidere dove cliccare, a scegliere quale fonte considerare più autorevole (e non sempre è quella in prima posizione), e sono io a costruire la mia conoscenza.</p>
<p>Con l&#8217;integrazione di Gemini, ricevo <strong>un&#8217;unica forma di conoscenza</strong>, presunta veritiera, con un output immediato e subito utilizzabile, pronto per il passo successivo. Tuttavia, mi chiedo dove finisca il mio senso critico e la capacità di scremare le informazioni in autonomia e prendere decisioni informate.</p>
<p>Leggerete sicuramente dello scetticismo verso questi strumenti perché, forse per deformazione professionale o semplicemente per una certa <em>&#8220;vecchiaia&#8221;</em> nel metodo, preferisco investire quel tempo in più per verificare le fonti e avere la certezza che ciò che utilizzo sia stato scelto da me. Voglio ancora avere la possibilità di scegliere, anche perché, troppo spesso, ci si ritrova come illustrato nella foto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-18965" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/08/Gemini_motore_di_risposta.png" alt="" width="700" height="375" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/08/Gemini_motore_di_risposta.png 700w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/08/Gemini_motore_di_risposta-300x161.png 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/08/Gemini_motore_di_risposta-500x268.png 500w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>The post <a href="https://www.webinfermento.it/gemini-ai-chrome/">Gemini e Chrome: come l’AI sta trasformando la tua esperienza di ricerca</a> first appeared on <a href="https://www.webinfermento.it"></a>.]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Come recuperare un account di TikTok</title>
		<link>https://www.webinfermento.it/come-recuperare-account-tiktok/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Ciracì]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2024 16:06:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando TikTok diventa uno strumento di lavoro, perdere l’account è sinonimo di disastro: dopo tanti soldi investiti tra video e [&#8230;]</p>
The post <a href="https://www.webinfermento.it/come-recuperare-account-tiktok/">Come recuperare un account di TikTok</a> first appeared on <a href="https://www.webinfermento.it"></a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando <strong>TikTok </strong>diventa uno <a href="https://www.webinfermento.it/tiktok-business/">strumento di lavoro</a>, perdere l’account è sinonimo di disastro: dopo tanti soldi investiti tra video e ads, basta un attimo per far sparire tutto, forse per sempre. Un incubo che si avvera.</p>
<p>Che tu sia un imprenditore o un influencer, questo articolo è dedicato a te: vedremo passo a passo come<strong> recuperare</strong> un account in diverse situazioni, per essere pronto qualsiasi cosa succeda.</p>
<h2>Ho eliminato l’account di TikTok: posso recuperarlo?</h2>
<p>Può darsi che sia stato un errore. Può darsi che sia stata una pessima decisione presa in un brutto momento. Quale che sia la ragione, hai eliminato l’account di TikTok e devi recuperarlo in qualche modo: è possibile? Dipende.</p>
<p>Quando elimini un account TikTok, hai<strong> 30 giorni</strong> per cambiare idea e ripristinarlo. Se è il tuo caso, devi solo <strong>effettuare il login </strong>con le tue credenziali; nient’altro. Se però sono passati<strong> più di 30 giorni</strong>, l’eliminazione dell’account è definitiva e <strong>irreversibile</strong>: dovrai crearne uno nuovo da zero.</p>
<p>Prima di farti prendere dal panico, però, accertati che il profilo non sia stato semplicemente disattivato.</p>
<p>Lato utente, un<strong> account disattivato</strong> è simile in tutto e per tutto a un account eliminato: profilo e <strong>contenuti</strong> sono<strong> inaccessibili</strong>; non si possono inviare messaggi privati. Nel caso dell’account disattivato, però, <strong>TikTok</strong> continua a <strong>conservare i dati</strong> dell’account.</p>
<p>Per recuperare un account disattivato devi:</p>
<ol>
<li>effettuare il<strong> login </strong>con le tue vecchie credenziali;</li>
<li>cliccare su “<strong>Riattiva</strong>”.</li>
</ol>
<p>Sia il profilo sia i contenuti torneranno visibili a tutti e potrai ricominciare a postare.</p>
<h2>Come recuperare un account TikTok senza password</h2>
<p>A volte il problema è un altro: i dati di accesso sono andati persi; può capitare, quando un profilo social viene gestito da più persone per motivi di lavoro.</p>
<p>Vediamo come fare, in base alle credenziali che sono andate perse.</p>
<p>Recuperare un account quando si è persa la password è l’eventualità più comune e semplice da risolvere. Ci sono diverse soluzioni.</p>
<ul>
<li>Esegui l’accesso passando da un’<strong>altra piattaforma</strong>, come Instagram o Facebook o Google. Funziona solo se l’account di TikTok è stato creato usando la piattaforma in questione.</li>
<li>Al momento del login, seleziona “<strong>Usa telefono/email/username</strong>” per effettuare l’accesso. Dopo aver inserito il numero di telefono o l’email collegata all’account, riceverai un <strong>codice</strong> di accesso univoco valido per massimo un’ora.</li>
<li><strong>Reimposta la password</strong>, se sai già di non poterla recuperare in nessun modo. Clicca sul pulsante “Password dimenticata?”: riceverai una mail con un link valido solo per poche ora; segui il link e imposta una password nuova.</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-18848" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/08/recuperare-account-tiktok.jpg" alt="come recuperare account tiktok" width="700" height="831" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/08/recuperare-account-tiktok.jpg 700w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/08/recuperare-account-tiktok-253x300.jpg 253w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/08/recuperare-account-tiktok-421x500.jpg 421w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-18849" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/08/recupero-account-tiktok-2.jpg" alt="come recuperare account tiktok 2" width="700" height="567" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/08/recupero-account-tiktok-2.jpg 700w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/08/recupero-account-tiktok-2-300x243.jpg 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/08/recupero-account-tiktok-2-500x405.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<h3>Recuperare un account TikTok senza email, numero di telefono E password</h3>
<p>Mettiamo che tu non abbia accesso né al numero di telefono né alla email collegata all’account; può capitare, se l’account è molto vecchio ed è stato creato da qualcuno che non lavora più in azienda.  Inoltre, diamo per scontato che l’account non sia collegato a nessun altro social.</p>
<p>Se non hai <strong>né email né numero di telefono</strong> per recuperare la password, devi chiedere il supporto del <strong>centro assistenza </strong>di TikTok per recuperare l’account. Per contattarlo:</p>
<ol>
<li>apri la app di TikTok;</li>
<li>clicca sul <strong>punto di domanda </strong>in alto a sinistra;</li>
<li>clicca su “Recupera il tuo account”;</li>
<li>inserisci il <strong>nome utente</strong>;</li>
<li>clicca su “Serve aiuto?” in basso al centro;</li>
<li>esponi il problema sull’<strong>Helpdesk TikTok</strong>.</li>
</ol>
<p>Purtroppo, potrebbero servire <strong>diversi giorni</strong> per essere ricontattato e risolvere il problema. La lunghezza precisa dell’attesa cambia in base alla mole di lavoro e anche all’importanza del profilo, quindi è difficile darti indicazioni precise.</p>
<h2>Posso recuperare un profilo bannato?</h2>
<p>Questi sono casi tutto sommato banali: a meno che tu non abbia eliminato definitivamente l’account, c’è sempre un modo per recuperarlo. Diverso per sei stato bannato da TikTok in modo definitivo.</p>
<p>Piccola premessa: salvo malfunzionamenti della piattaforma, è difficile che TikTok banni un account senza preavviso. Prima di arrivare al ban definitivo, si passa quasi sempre da sanzioni come il<strong> ban temporaneo </strong>o lo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Shadow_ban">shadowban</a>, pensate per “rimettere in riga” chi viola il regolamento.</p>
<p>Mettiamo però che il tuo account sia stato bannato ingiustamente, magari dopo essere stato rubato da un hacker: puoi fare qualcosa? Ci puoi quanto meno provare.</p>
<p>Dopo il ban, <strong>puoi comunque accedere al tuo account </strong>per scaricare i tuoi contenuti e presentare ricorso; i dati vengono conservati per un periodo di tempo <strong>limitato</strong>, quindi meglio agire subito.</p>
<ol>
<li>Raccogli prove della tua innocenza, come<strong> screenshot ed e-mail</strong>.</li>
<li>Apri un ticket nell’<strong>Helpdesk TikTok</strong> e carica tutto il materiale raccolto. Vi puoi accedere cliccando sul menù in alto a destra del tuo profilo e selezionando “Impostazioni e privacy”.</li>
<li><strong>Aspetta</strong> e segui gli aggiornamenti che arriveranno via email e sul profilo.</li>
</ol>
<p>Questa è in assoluto la cosa peggiore che ti può capitare, peggiore forse del “semplice” furto dell’account. Anche per questa ragione, è bene rivolgersi a <strong>professionisti </strong>che sappiano gestire tutti gli aspetti dei social:<strong> evitare di arrivare al ban </strong>fa parte del loro – nostro – lavoro.</p>The post <a href="https://www.webinfermento.it/come-recuperare-account-tiktok/">Come recuperare un account di TikTok</a> first appeared on <a href="https://www.webinfermento.it"></a>.]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Le principali differenze tra i casinò tradizionali e quelli online e live</title>
		<link>https://www.webinfermento.it/le-principali-differenze-tra-i-casino-tradizionali-e-quelli-online-e-live/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Web in Fermento]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jul 2024 09:17:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strategie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mondo dei casinò ha subito una trasformazione radicale con l&#8217;avvento della tecnologia digitale, delle app e di tutte le [&#8230;]</p>
The post <a href="https://www.webinfermento.it/le-principali-differenze-tra-i-casino-tradizionali-e-quelli-online-e-live/">Le principali differenze tra i casinò tradizionali e quelli online e live</a> first appeared on <a href="https://www.webinfermento.it"></a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo dei casinò ha subito una trasformazione radicale con l&#8217;avvento della <a href="https://www.ilrestodelcarlino.it/speciali/sostenibilita/la-sfida-del-digitale-cosi-la-tecnologia-puo-migliorare-la-bovinicoltura-96f47080">tecnologia digitale</a>, delle app e di tutte le novità che internet ha portato con sé. Mentre i casinò tradizionali continuano a offrire un&#8217;esperienza unica e tangibile, i casinò online live hanno creato un&#8217;alternativa convincente che porta il brivido del gioco direttamente nelle case dei giocatori. Seppur legate da un evidente filo, entrambe le esperienze consentono di sottolineare alcune differenze più o meno nette.</p>
<h2>Le differenze sostanziali tra casinò “fisici” e casinò online con giochi live</h2>
<p>L&#8217;ambiente e l&#8217;atmosfera rappresentano una delle differenze più evidenti tra i casinò tradizionali e quelli online. Nei casinò fisici certamente l&#8217;atmosfera è unica: luci brillanti, suoni delle slot machine e l&#8217;energia delle persone attorno creano un&#8217;esperienza coinvolgente. Il contatto diretto con altri giocatori e i croupier aggiunge un livello di eccitazione difficilmente replicabile online. Inoltre, i casinò offrono servizi aggiuntivi come ristoranti, bar e spettacoli dal vivo, che contribuiscono a un&#8217;esperienza complessiva di intrattenimento.</p>
<p>Al contrario, i giochi dei casinò online live presenti sui <a href="https://www.webinfermento.it/sito-web-professionale/">siti web</a> cercano di replicare questa atmosfera tramite streaming video HD, croupier reali e interazione in tempo reale, venendo però meno sotto il punto di vista del contatto fisico e dell&#8217;energia dell&#8217;ambiente reale. Tuttavia, i casinò online sono accessibili comodamente da casa o in mobilità, eliminando quindi la necessità di viaggiare o spostarsi.</p>
<p>L&#8217;interazione sociale è un altro aspetto in cui i due tipi di casinò differiscono notevolmente. Nei casinò tradizionali, infatti, i giocatori possono interagire direttamente con il croupier e le altre persone, creando in qualche maniera un senso di comunità. L&#8217;ambiente rumoroso e affollato può influenzare il comportamento dei giocatori, rendendo l&#8217;esperienza più coinvolgente e talvolta più emotiva.</p>
<p>Nei casinò online live, l&#8217;interazione è limitata al testo o alla voce tramite chat live, mancando il contatto visivo e fisico. Al tempo stesso, la possibilità di giocare senza dover interagire fisicamente con altre persone può essere un vantaggio per chi preferisce un&#8217;esperienza di gioco più privata.</p>
<p>La disponibilità e la varietà dei giochi offerti rappresentano un&#8217;altra differenza significativa. I casinò tradizionali possono avere una varietà di giochi limitata dallo spazio fisico disponibile, anche se i grandi casinò tendono a offrire una vasta gamma di opzioni. Inoltre, i casinò fisici hanno orari di apertura e chiusura, anche se molti grandi casinò operano 24 ore su 24. Dall&#8217;altro lato, i portali online autorizzati come <a href="https://casino.netbet.it/casino-live">casino live Netbet</a> possono offrire un numero praticamente illimitato di giochi grazie alla mancanza di restrizioni fisiche. È possibile trovare diverse varianti di giochi da tavolo, slot machine e giochi di carte, disponibili a qualsiasi ora del giorno.</p>
<p>La sicurezza e la regolamentazione rappresentano un ulteriore punto di distinzione. I casinò fisici sono soggetti a regolamentazioni rigorose da parte delle autorità locali e devono rispettare severe normative di sicurezza e fair play. Nei casinò tradizionali, la sicurezza è visibile e tangibile, con personale addetto alla sicurezza presente in loco. Nei casinò online, la sicurezza si basa su tecnologie avanzate di crittografia e protezione dei dati e i casinò online devono ottenere licenze da autorità di gioco riconosciute.</p>
<p>Infine, la comodità e l&#8217;accessibilità differiscono significativamente tra i due tipi di casinò. I casinò tradizionali richiedono la presenza fisica del giocatore, il che può essere un limite per chi vive lontano da un casinò. Spostarsi verso un casinò richiede tempo e pianificazione, oltre a possibili spese di viaggio e alloggio. I casinò online, invece, offrono accesso immediato ai giochi in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo con una connessione internet, senza costi aggiuntivi per il viaggio o l&#8217;alloggio..</p>The post <a href="https://www.webinfermento.it/le-principali-differenze-tra-i-casino-tradizionali-e-quelli-online-e-live/">Le principali differenze tra i casinò tradizionali e quelli online e live</a> first appeared on <a href="https://www.webinfermento.it"></a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Come usare TikTok analitica per il business</title>
		<link>https://www.webinfermento.it/tiktok-analitica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Ciracì]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jun 2024 08:22:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se vuoi usare TikTok per lavoro, le cose più importanti sono avere un progetto e sapere come cambiarlo, se serve. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se vuoi <a href="https://www.webinfermento.it/tiktok-business/">usare TikTok per lavoro</a>, le cose più importanti sono avere un<strong> progetto</strong> e sapere come <strong>cambiarlo</strong>, se serve. È qui che entra in gioco TikTok analitica, l’insieme di dati condivisi dalla piattaforma che servono a <strong>misurare l’andamento </strong>del proprio profilo.</p>
<p>All’interno delle analitiche troviamo il banale numero di visualizzazioni, ma anche il tempo di visualizzazione, il tasso di crescita del profilo, le interazioni e molto altro. Vediamo insieme dove trovare questo tesoro di dati e, soprattutto, come sfruttarlo al meglio.</p>
<h2>Come attivare la funzione “Analytics” su TikTok</h2>
<p>Per accedere alle analitiche di TikTok devi avere un <strong>account business</strong>, altrimenti non sono disponibili. Se gli unici dati che vedi sono quelli basilari – numero di follower e mi piace – probabilmente hai un semplice account creator.</p>
<p>Per <strong>passare all’account business</strong> e attivare le analitiche su TikTok:</p>
<ol>
<li>clicca in alto a destra sull’<strong>hamburger menù</strong>;</li>
<li>seleziona “<strong>impostazioni e privacy</strong>”;</li>
<li>clicca su “<strong>Account</strong>”;</li>
<li>clicca su “<strong>Passa al Business Account</strong>”;</li>
<li>scegli una <strong>categoria di contenuti</strong>;</li>
<li>aggiungi un <strong>indirizzo e-mail valido</strong>.</li>
</ol>
<p>Una volta convertito l’account creator in account business, vedrai che è stata attivata anche la funzione “Analytics” di TikTok.</p>
<p>Per visualizzare le statistiche, sia da cellulare sia da desktop, clicca su menù <strong>in alto a destra</strong> e seleziona “<strong>Kit per il business</strong>”; qui troverai una voce chiamata “<strong>Analitica</strong>” o “Metriche”, con tutti i dati di cui andremo a parlare.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-18505" src="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/06/tiktok-analitica.png" alt="tiktok statistiche" width="750" height="480" srcset="https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/06/tiktok-analitica.png 750w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/06/tiktok-analitica-300x192.png 300w, https://www.webinfermento.it/wp-content/uploads/2024/06/tiktok-analitica-500x320.png 500w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<h2>Quali metriche tenere d’occhio su TikTok e perché</h2>
<p>Da app, TikTok analitica si divide in: panoramica, video, pubblico, LIVE; da desktop manca la sezione LIVE. Ci preme però andare oltre questa suddivisione, per vedere quali sono i dati da tenere effettivamente d’occhio se stai usando TikTok per lavoro.</p>
<h3>Visualizzazioni</h3>
<p>Nella sezione “Panoramica”, la prima cosa che trovi è il numero di visualizzazioni <strong>totali </strong>dei tuoi video e del tuo profilo. Un dato utile, non c’è dubbio, ma da prendere <em>cum grano salis</em>.</p>
<p>Il conteggio delle visualizzazioni inizia <strong>dal primo secondo</strong> di riproduzione del video. Ciò significa che non tutte le visualizzazioni corrispondono a visualizzazioni complete del video: molte persone potrebbero essere andate avanti senza guardare il video e, nonostante questo, essere conteggiate come “visualizzazioni”.</p>
<p>Per capire se i tuoi video stanno avendo successo oppure no, devi incrociare questo dato a quelli che vedremo più avanti.</p>
<h3>Tempo di visualizzazione</h3>
<p>Per ottenere dei dati davvero utili, devi analizzare il numero di visualizzazioni insieme al tempo di visualizzazione. Questo insieme di dati si trova nella <strong>sezione “Video”</strong>, dove le analitiche di TikTok esaminano le performance di ciascun video.</p>
<p>La prima cosa che salta all’occhio è una lista delle anteprime dei video pubblicati, ciascuno con il proprio <strong>numero di visualizzazioni</strong>; i video sono ordinati sia per pubblicazione sia per numero di views . Se quindi hai avuto un picco improvviso di visualizzazioni, ti basta cercare il video con il numero di visualizzazioni maggiori.</p>
<p>Una volta cliccato sul video, trovi tre dati molto importanti:</p>
<ul>
<li>il tempo di visualizzazione <strong>medio</strong>;</li>
<li>la <strong>percentuale</strong> di persone che hanno visto il <strong>video per intero</strong>;</li>
<li>grafici che mostrano il “<strong>retention rate</strong>”, ovvero il numero di persone che hanno continuato a guardare il video secondo per secondo.</li>
</ul>
<p>Se il numero di visualizzazioni è alto ma poche persone hanno visto il video per intero, hai un problema. Un retention rate alto, infatti, <a href="https://www.webinfermento.it/finire-nei-per-te-tiktok/">aumenta la probabilità di finire nei per te</a> di nuovi utenti; al contrario, un alto <strong>tasso di abbandoni</strong> porterà a un calo della visibilità del profilo.</p>
<h3>Interazioni</h3>
<p>Oltre che il tempo di visualizzazione, anche le<strong> interazioni</strong> con ciascun singolo video contribuiscono alle probabilità di essere visualizzati nei “per te”. Quelle più preziose sono<strong> commenti e condivisioni</strong>, che però sono anche le più difficili da ottenere.</p>
<h3>Conversioni</h3>
<p>Nella sezione “Video” trovi inoltre il numero di persone che hanno iniziato a seguirti grazie a un certo contenuto. Se stai cercando di allargare la tua cerchia di follower, questo è un dato prezioso.</p>
<p>Per rimanere a tema, ti consigliamo di tenere monitorata la scheda <strong>“Conversioni”</strong> che trovi nella sezione <strong>“Panoramica”</strong>. Qui puoi trovare dati come il numero di clic su sito web e numero di telefono, il numero di lead e il numero di clic sui link prodotto.</p>
<p>Se il tuo obiettivo è <a href="https://www.webinfermento.it/come-guadagnare-con-tiktok/#2_Vendita_di_servizi_e_prodotti">vendere servizi o prodotti su TikTok</a>, queste sono forse le metriche più importanti per te. Ti danno infatti un’idea di quale sia il <strong>ritorno effettivo</strong> della tua attività su TikTok.</p>
<p>Il tasso di conversione<strong> medio </strong>su TikTok è dell’<strong>1.1%</strong>, ma cambia in base al settore e anche in base al tuo obiettivo: un conto è convincere una persona a telefonarti, un altro è venderle direttamente qualcosa sullo shop.</p>
<h3>Orari e giorni più attivi</h3>
<p>Abbiamo dedicato un intero articolo agli <a href="https://www.webinfermento.it/tiktok-quando-pubblicare-orari-migliori/">orari migliori per pubblicare su TikTok</a>: ti consigliamo di consultarlo come punto di partenza.</p>
<p>Una volta iniziato a pubblicare sulla piattaforma, ti consigliamo di controllare la sezione “Attività dei follower” che trovi sotto <strong>“Pubblico”</strong>. Qui puoi trovare gli<strong> orari </strong>e i<strong> giorni preferiti </strong>dei tuoi follower, così da adattare la programmazione alle tue esigenze.</p>
<h3>Demografiche</h3>
<p>Nella sezione “Pubblico” trovi inoltre uno spaccato del tuo pubblico:<strong> genere</strong>, <strong>età</strong>, <strong>nazione e regione</strong> di provenienza. Tutti dati che ti aiutano a capire se i follower del profilo corrispondono al tuo <strong>target di riferimento</strong>.</p>
<h2>Oltre le views</h2>
<p>Come puoi ben vedere, il valore degli analytics di TikTok va ben oltre il numero di visualizzazioni.</p>
<h2>Domande frequenti e risposte sulle statistiche di Tiktok</h2>
<p><strong>Quali dati prende TikTok?</strong> TikTok raccoglie una vasta gamma di dati tra cui informazioni sul dispositivo (modello, sistema operativo), posizione geografica, abitudini di visualizzazione (che video guardi e per quanto tempo), interazioni con i contenuti (like, commenti, condivisioni), e dati demografici (età, genere). Questi dati aiutano TikTok a personalizzare l&#8217;esperienza utente e migliorare il targeting pubblicitario.</p>
<p><strong>Come vedere i dati di TikTok?</strong> Per visualizzare i dati di TikTok, devi accedere alla sezione Analytics del tuo account. Questa è disponibile solo per account Pro, che possono essere attivati gratuitamente. Una volta attivato, vai su &#8220;Gestisci account&#8221; nelle impostazioni e seleziona &#8220;Analytics&#8221; per vedere dettagli su visualizzazioni, interazioni e follower.</p>
<p><strong>Come analizzare i dati TikTok?</strong> Per analizzare i dati su TikTok, utilizza la sezione Analytics del tuo account. Esamina metriche come visualizzazioni dei video, tempo di visualizzazione, interazioni (like, commenti, condivisioni) e crescita dei follower. Confronta questi dati nel tempo per identificare tendenze, capire quale tipo di contenuto funziona meglio e ottimizzare la tua strategia di contenuti.</p>
<p><strong>Come vedere visualizzazioni totali su TikTok?</strong> Le visualizzazioni totali su TikTok possono essere viste nella sezione Analytics. Accedi al tuo profilo, vai su &#8220;Gestisci account&#8221;, seleziona &#8220;Analytics&#8221; e poi &#8220;Panoramica&#8221;. Qui troverai le visualizzazioni totali dei tuoi video in un determinato periodo, insieme ad altre metriche utili per comprendere le prestazioni complessive dei tuoi contenuti.</p>
<p><strong>Cosa sono le metriche su TikTok?</strong> Le metriche su TikTok sono misurazioni quantitative che forniscono informazioni sulle prestazioni dei tuoi contenuti. Queste includono visualizzazioni video, like, commenti, condivisioni, tasso di crescita dei follower, tempo di visualizzazione, e coinvolgimento complessivo. Queste metriche aiutano i creatori a comprendere l&#8217;efficacia dei loro contenuti e a prendere decisioni informate per migliorare le loro strategie.</p>
<p><strong>Quanto contano le visualizzazioni su TikTok?</strong> Le visualizzazioni su TikTok sono una metrica importante perché indicano quante persone hanno visto i tuoi video. Tuttavia, non sono l&#8217;unica metrica rilevante: il coinvolgimento (like, commenti, condivisioni) e il tempo di visualizzazione sono altrettanto cruciali per valutare il successo dei tuoi contenuti. Un video con molte visualizzazioni ma basso coinvolgimento potrebbe non essere efficace quanto un video con meno visualizzazioni ma maggiore interazione.</p>
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