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		<title>Abitare due mondi: il turismo delle origini e il transnazionalismo degli emigrati</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Nov 2024 16:50:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2024 è l’anno del Turismo delle Radici, altresì conosciuto come Turismo delle Origini. Con l’espressione “turismo delle radici” si intende un viaggio internazionale verso i luoghi d’origine della propria famiglia, che può essere intrapreso sia da coloro che molti anni addietro emigrarono da quei luoghi, sia dai discendenti di quegli emigrati. Le volontà che [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il 2024 è l’anno del <strong>Turismo delle Radici</strong>, altresì conosciuto come<strong> Turismo delle Origini</strong>. Con l’espressione “turismo delle radici” si intende un viaggio internazionale verso i luoghi d’origine della propria famiglia, che può essere intrapreso sia da coloro che molti anni addietro emigrarono da quei luoghi, sia dai discendenti di quegli emigrati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le volontà che sono alla base di questa iniziativa sono molteplici: ricucire un legame con la propria terra natìa e rivivere ricordi passati, dare un volto alle proprie origini attraverso la visita di amici e parenti dei propri antenati, esplorare e conoscere i luoghi delle storie condivise dai membri della famiglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi è stato emigrante, o chi è nato da una famiglia di emigranti, assume nella propria vita un carattere distintivo che potremmo definire “transnazionalismo”, vivendo contemporaneamente secondo due culture, sentendosi appartenenti all’uno e all’altro Paese; identità più o meno ibride o multiple, magari combattute tra l&#8217;appartenenza prevalente alla cultura originaria o a quella dei luoghi in cui si vive, che talvolta ignorano volontariamente la lingua dei propri antenati o accettando compromessi come quello alimentare e semantico. Fin quando, poi, giunge il tempo in cui la voglia di esplorare la propria storia familiare assume i contorni di un viaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fenomeno del turismo delle origini è sempre più diffuso e ha delle ricadute importanti a livello economico e sociale: esso attira l’attenzione non solo di diversi paesi ma anche di una varietà di discipline. Oltre agli studiosi del turismo e dell’ospitalità, il turismo delle radici è ormai un argomento popolare di numerose ricerche di diversa natura: <strong>geografica</strong>, <strong>antropologica</strong>, <strong>marketing</strong> e di molte altre discipline.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo si spiega col fatto che la ricomposizione identitaria a cui mira il turista che intraprende il suo <strong>viaggio alle ricerca delle radici </strong>presenta dei tratti comuni: nel caso del <strong>viaggiatore emigrante</strong> di prima generazione, la soddisfazione del suo viaggia si esaurirà nel visitare spazi fisici, sociali e culturali già conosciuti e vissuti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando però è un discendente di emigranti a intraprendere questo viaggio (figli, nipoti, ecc.), cioè una persona più avanti nella linea generazionale, questo troverà soddisfazione dal suo viaggio visitando i luoghi da cui provenivano i propri antenati, in cui questi sono nati, hanno lavorato e vissuto, sommando le informazioni acquisite sia attraverso la consultazione di documenti utili alla ricostruzione del loro albero <strong>genealogico</strong>, sia attraverso interviste esperienziali con la popolazione locale (parenti, amici, ecc.)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Partendo da questa sostanziale differenza e dalle suddette premesse, potremmo azzardare a dire che esiste una sorta di “vizio di forma” che ci fa rapportare a questi viaggiatori.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi definiamo “turistiche” questo tipo di esperienze di viaggio, in quanto sono basate su un soggiorno temporaneo e su viaggiatori che presentano modalità di visita che li rendono assimilabili ad altre “categorie” di turisti, ma questo incasellamento rischia di porli in una condizione straniante agli occhi dei la comunità locale ospitante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, a ben vedere sono proprio le finalità stesse del viaggio a rendere il <strong>turista delle radici </strong>una tipologia di turista particolare, unica: tanto nel momento della partenza quanto in quello dell’arrivo in Italia, il turista delle <strong>radici</strong> porta con sé un carico di aspettative e di intensità emotiva, poiché è cosciente del fatto che l&#8217;esperienza che sta per compiere potrebbe portare non solo alla “semplice” ricostruzione identitaria desiderata, ma anche a una ridefinizione della la situazione identitaria della propria famiglia e quindi di sè.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dunque, il turismo delle origini nasce, sì, dal basso con lo scopo di costruire un senso di identità e appartenenza riscoprendo le proprie radici, ma richiede uno sforzo dall’alto per concertare una preparazione specifica da parte dei luoghi e delle comunità che si preparano ad accogliere questi viaggiatori così speciali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.fabriziotodisco.com/wp-content/uploads/2024/11/Conferenza-Stampa-Roots-In-Palazzo-Grazioli-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-2717" srcset="https://www.fabriziotodisco.com/wp-content/uploads/2024/11/Conferenza-Stampa-Roots-In-Palazzo-Grazioli-1024x768.jpg 1024w, https://www.fabriziotodisco.com/wp-content/uploads/2024/11/Conferenza-Stampa-Roots-In-Palazzo-Grazioli-300x225.jpg 300w, https://www.fabriziotodisco.com/wp-content/uploads/2024/11/Conferenza-Stampa-Roots-In-Palazzo-Grazioli-768x576.jpg 768w, https://www.fabriziotodisco.com/wp-content/uploads/2024/11/Conferenza-Stampa-Roots-In-Palazzo-Grazioli-1536x1152.jpg 1536w, https://www.fabriziotodisco.com/wp-content/uploads/2024/11/Conferenza-Stampa-Roots-In-Palazzo-Grazioli.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Anche quest’anno tutti questi temi saranno i punti di partenza per una più ampia discussione alla terza edizione di <strong>ROOTS-IN Borsa Internazionale del Turismo delle Origini </strong>a Matera: i temi saranno tantissimi e offriranno interessanti spunti di riflessione. Tracceremo i profili dei turisti delle radici e le loro esigenze, ragioneremo sulle azioni da intraprendere per perseguire uno sviluppo sostenibile delle destinazioni interessate da questo fenomeno, ci concentreremo sul impatto socio-culturale e sull’appeal del Made in Italy.</p>
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		<title>Ecommerce HUB®️ 2024: Intelligenza Artificiale e Strategie per il Futuro del Commercio Elettronico</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Oct 2024 14:48:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Serve una strategia italiana ed europea legata all’IA». Così Davide Casaleggio ha dichiarato durante la decima edizione di Ecommerce HUB®️, tenutasi lo scorso 4 ottobre 2024 presso il Giffoni Innovation Hub. L&#8217;evento, dedicato al mondo del commercio elettronico, ha visto il CEO di Casaleggio Associati sottolineare il ruolo cruciale dell’Intelligenza Artificiale in ambito economico. «Quello [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">«Serve una strategia italiana ed europea legata all’IA». Così <strong>Davide Casaleggio</strong> ha dichiarato durante la <strong>decima edizione di Ecommerce HUB®&#xfe0f;</strong>, tenutasi lo scorso 4 ottobre 2024 presso il Giffoni Innovation Hub. L&#8217;evento, dedicato al mondo del commercio elettronico, ha visto il CEO di Casaleggio Associati sottolineare il ruolo cruciale dell’Intelligenza Artificiale in ambito economico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Quello che abbiamo visto finora è una regolamentazione prematura che sta rallentando l&#8217;innovazione &#8211; ha affermato Casaleggio &#8211; Non è utile pensare a competere con OpenAI, ma piuttosto investire in nuovi spazi non ancora presidiati dai grandi player».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema dell’Intelligenza Artificiale ha dominato la manifestazione, con contributi significativi da parte di esperti del settore. <strong>Valentina Pontiggia</strong>, Direttrice degli Osservatori Ecommerce B2C, Innovazione Digitale nel Retail e Digital&amp;Sustainable, ha approfondito il potenziale dell’IA nel commercio elettronico: «L&#8217;IA trova applicazione in tutte le fasi del processo di acquisto: dalla promozione e gestione delle campagne marketing, alla ricerca e presentazione dei prodotti, dalla logistica e sicurezza nei pagamenti, fino alle attività di back-end. L&#8217;obiettivo è migliorare l&#8217;efficienza, personalizzare l&#8217;esperienza utente e ottimizzare i processi aziendali».</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’evento ha raccolto oltre 2 mila partecipanti, 50 aziende leader del settore (tra cui <strong>Shopify</strong>, <strong>DHL</strong>, <strong>Sella</strong>, <strong>Doofinder</strong>, <strong>Meta</strong> e <strong>Canva</strong>) e oltre 70 speaker di rilievo. Tra questi, oltre a Casaleggio e Pontiggia, anche <strong>Luca Mastella</strong> di <strong>Learnn</strong>. Le discussioni hanno spaziato dai risultati economici dell’ultimo anno alle tendenze di mercato, fino alle strategie per raggiungere nuovi acquirenti online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Anche quest’anno abbiamo centrato l’obiettivo di mettere a sistema le migliori competenze nei settori dell’ecommerce e del marketing online, rispondendo alla domanda di miglioramento delle professionalità connesse &#8211; ha dichiarato <strong>Alfonso Annunziata</strong>, co-founder e coordinatore dell’evento &#8211; È emerso chiaramente il dibattito che si sta sviluppando attorno al ruolo centrale della tecnologia. Ecommerce HUB®&#xfe0f; si impegna a portare in Italia le migliori competenze per un continuo miglioramento dei professionisti».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando al futuro, Ecommerce HUB®&#xfe0f; punta a una crescita strategica. <strong>Fabrizio Todisco</strong>, responsabile per l’espansione strategica dell’evento, ha concluso: «Il nostro obiettivo è creare una vera e propria settimana dedicata ai temi del settore, accompagnando lo sviluppo organico del commercio elettronico».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La decima edizione di Ecommerce HUB®&#xfe0f; segna un punto di svolta, confermandosi come piattaforma di riferimento per il confronto e l’innovazione nel mondo dell’ecommerce.</p>
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		<title>Verso le decima edizione di E-Commerce HUB</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Sep 2024 20:14:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È iniziato il conto alla rovescia per&#160;Ecommerce HUB®, l’evento dedicato al commercio elettronico, che, dal 2015, porta sul territorio salernitano i migliori professionisti del settore e aziende del calibro di Meta, TikTok e Shopify. Il prossimo&#160;4 ottobre, al Giffoni Innovation Hub, si apriranno i cancelli di quello che rappresenterà un traguardo importante per gli organizzatori: [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">È iniziato il conto alla rovescia per&nbsp;<strong>Ecommerce HUB®</strong>, l’evento dedicato al commercio elettronico, che, dal 2015, porta sul territorio salernitano i migliori professionisti del settore e aziende del calibro di Meta, TikTok e Shopify. Il prossimo&nbsp;<strong>4 ottobre</strong>, al Giffoni Innovation Hub, si apriranno i cancelli di quello che rappresenterà un traguardo importante per gli organizzatori: la&nbsp;<strong>decima edizione</strong>&nbsp;dell’evento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse anche per questo, nel corso della conferenza stampa di presentazione che si è svolta nei giorni scorsi presso Sellalab Salerno, è trapelata un po’ di emozione. Nulla che, tuttavia, possa distogliere l’attenzione dall’organizzazione: «Quest’anno abbiamo messo a terra uno dei programmi formativi più completi e interessanti di sempre &#8211; spiega&nbsp;<strong>Giuseppe Noschese</strong>, Co-founder dell’evento e Responsabile della formazione &#8211; con più di sessanta speaker, che si alterneranno sui diversi stage, l’evento offre una panoramica completa sul commercio elettronico e sul marketing online». Personaggi del calibro di&nbsp;<strong>Davide Casaleggio</strong>, CEO di Casaleggio Associati e tra i più influenti esperti del settore,&nbsp;<strong>Luca Mastella</strong>, CEO di Learnn, e molti altri si alterneranno sui tre palchi che l’evento offre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’evento, tuttavia, non si limita solo alla formazione didattica. L’area espositiva consente ai partecipanti di incontrare le aziende più importanti del panorama digitale internazionale: «Nella consapevolezza che anche il networking è parte fondamentale del percorso formativo di un moderno professionista &#8211; prosegue Noschese &#8211; anche quest’anno offriamo ai partecipanti la possibilità di confrontarsi con il meglio che il settore dell’ecommerce e del marketing online abbia da offrire». Tra le altre, l’evento vede infatti la partecipazione di aziende come&nbsp;<strong>Shopify</strong>,&nbsp;<strong>DHL</strong>,&nbsp;<strong>Sella</strong>,&nbsp;<strong>Doofinder</strong>,&nbsp;<strong>Meta</strong>,&nbsp;<strong>Canva</strong>&nbsp;e molte altre ancora.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello del commercio elettronico, del resto, in Campania è un settore molto attivo. Le ricerche più recenti, in un contesto nazionale di costante crescita a due cifre, fotografano la regione come la prima del sud Italia e come una delle prime a livello nazionale. Non da meno è la provincia di Salerno, capace di esprimersi ai livelli più alti e di confrontarsi in ogni ambito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo, Ecommerce HUB®&nbsp;può vantare anche quest’anno patrocini istituzionali importanti, come quello della&nbsp;<strong>Regione Campania</strong>: «Ecommerce HUB® consolida una visione strategica e anticipatrice che aiuta gli imprenditori a navigare in un settore in continua evoluzione», ha detto in proposito&nbsp;<strong>Valeria Fascione</strong>, assessore alla Ricerca all’Innovazione e alle Startup della Regione Campania. «I patrocini istituzionali, come quello della Regione Campania, sono la dimostrazione di un lavoro che va nella giusta direzione &#8211; commenta&nbsp;<strong>Fabrizio Todisco,</strong>&nbsp;Responsabile per l’espansione strategica &#8211; Accanto a questo, ci sono poi partnership strategiche, come quella con Days to Connect e con molte altre realtà dell&#8217;ecosistema digitale nazionale, che ci hanno condotto alla costruzione di un evento che oggi rappresenta un punto di riferimento nazionale per il settore. Inoltre, quest&#8217;anno, grazie alla partnership con D2C, abbiamo introdotto un&#8217;area dedicata al networking B2B, completando un ulteriore tassello verso la realizzazione di un grande expo dedicato al commercio elettronico in Italia».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non resta che partecipare, anche perché Ecommerce HUB®&nbsp;è totalmente&nbsp;<strong>gratuito</strong>: «Da dieci anni proponiamo tutto questo, e molto altro, in maniera del tutto gratuita &#8211; conclude Todisco &#8211; per questo, invitiamo tutti a iscriversi attraverso il sito&nbsp;<a href="http://www.ecommercehub.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.ecommercehub.it</a>&nbsp;e a partecipare il prossimo 4 ottobre. Se invece si vogliono ricevere maggiori informazioni è possibile scrivere a:&nbsp;<a href="mailto:info@ecommercehub.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">info@ecommercehub.it</a>».</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Farm to Click &#8211; Ecommerce nell’Agrifood. Il focus di Ecommerce Hub per Agrifood Future</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Sep 2024 05:53:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il settore del food in Italia sta crescendo più velocemente online che nei punti vendita fisici. Questo è quanto emerso nel corso del focus Farm to Click. Ecommerce nell’Agrifood, che si è tenuto ieri mattina, presso il Teatro Verdi di Salerno, nell’ambito dell’evento Agrifood Future. In un mercato che in Italia nel 2023 vale circa [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il settore del <em>food </em>in Italia sta crescendo più velocemente online che nei punti vendita fisici. Questo è quanto emerso nel corso del focus <em>Farm to Click. Ecommerce nell’Agrifood</em>, che si è tenuto ieri mattina, presso il Teatro Verdi di Salerno, nell’ambito dell’evento Agrifood Future.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un mercato che in Italia nel 2023 vale circa 115,2 miliardi di euro secondo i dati di Nielsen, intervenuto all’evento, l’ecommerce ha fatto registrare un +12,6% a fronte di una crescita dei punti vendita dell’8,0%. Una predominanza che, anche nel 2024, si sta confermando. Secondo i dati, fino a maggio 2024, il settore ha fatturato circa 46,1 miliardi di euro, con una crescita dell’ecommerce del +4,3% a fronte di una crescita dei punti vendita fisici di solo il +0,9%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso del focus sono stati anche esplorati modelli di business utili alle aziende dell’agrifood per vendere online. Marco Biasin, CEO di Ecommerce School, ha portato alcuni esempi interessanti. Ne è uscita una panoramica che, sia nel caso di un target B2C che B2B, spinge sui prodotti locali a fronte di un mercato prevalentemente estero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’evento ha poi la presenza di diverse aziende del settore, come Soplaya, Pastificio Di Martino, San Salvatore, Altamura OP, che hanno portato la propria esperienza nel settore dell’agrifood. In chiusura, un interessante focus sul settore del vino, dal titolo Wine Commerce &#8211; il ruolo del digitale nell’enogastronomia, &nbsp; che ha visto esperti del settore vino confrontarsi sul futuro di questo ambito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’evento è stato organizzato da Ecommerce HUB<sup>Ⓡ</sup>, in collaborazione con Ecommerce Conference: «Ormai, nessun settore, compreso quello dell’agrifood, può dirsi escluso dalla rivoluzione del commercio elettronico &#8211; ha detto al termine Alfonso Annunziata &#8211; il prossimo 4 ottobre, in occasione della decima edizione dell’evento, che si terrà presso il Giffoni Innovation Hub,&nbsp; porteremo ai partecipanti di ogni categoria merceologica le novità di settore e l’opportunità di confrontarsi con i player più importanti del commercio digitale». L’iscrizione è gratuita e potrà essere effettuata all’indirizzo www.ecommercehub.it.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fabriziotodisco.com/uncategorized/farm-to-click-ecommerce-nellagrifood-il-focus-di-ecommerce-hub-per-agrifood-future/">Farm to Click &#8211; Ecommerce nell’Agrifood. Il focus di Ecommerce Hub per Agrifood Future</a> proviene da <a href="https://www.fabriziotodisco.com">Fabrizio Todisco</a>.</p>
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		<title>Influencer Marketing e Inclusione Sociale</title>
		<link>https://www.fabriziotodisco.com/blog/influencer-marketing-inclusione-sociale-2021/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2021 17:09:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tema della Diversity raccontato dagli Influencer: il report di Buzzoole Di recente Buzzoole, martech company napoletana specializzata in servizi per l’Influencer Marketing, ha pubblicato l’interessante report Influencer Marketing e inclusione sociale per comprendere come gli influencer hanno affrontato i temi della diversity e dell’inclusione sociale (dall’orientamento sessuale alla lotta al razzismo e all’omofobia, dalla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fabriziotodisco.com/blog/influencer-marketing-inclusione-sociale-2021/">Influencer Marketing e Inclusione Sociale</a> proviene da <a href="https://www.fabriziotodisco.com">Fabrizio Todisco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Il tema della Diversity raccontato dagli Influencer: il report di Buzzoole </h2>



<hr class="wp-block-separator is-style-dots"/>



<p class="wp-block-paragraph">Di recente <strong>Buzzoole</strong>, martech company napoletana specializzata in servizi per l’Influencer Marketing, ha pubblicato l’interessante report <a href="https://blog.buzzoole.com/it/osservatorio-influencer-marketing/inclusione-sociale-influencer-marketing/">Influencer Marketing e inclusione sociale</a> per comprendere come gli influencer hanno affrontato i temi della diversity e dell’inclusione sociale (dall’orientamento sessuale alla lotta al razzismo e all’omofobia, dalla parità di genere alla diversità fisica) nel 2020.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">L’analisi evidenzia la
forte connessione tra Influencer Marketing e inclusione sociale, con l’aumento
della pubblicazione sulle varie piattaforme di un’ampia varietà di contenuti
legati alle varie cause sociali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo chi sono i nuovi
“Inclusion Influencer”, come trattano le tematiche della diversità e i numeri
di quest’ascesa.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’Inclusione sociale e lo scenario italiano dal punto di vista degli influencer</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per “inclusione sociale”
si intende tutta quella serie di accesi dibattiti che hanno animato i social in
merito a tutto ciò che viene considerato “diverso” dalle maggioranze, come per
esempio il movimento “Black Lives Matter” o il DDL Zan.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aumentano i post degli influencer su questi argomenti, che solo nel 2020 in Italia sono stati più di 110 milasui principali social media (Instagram, Facebook, Twitter, YouTube, TikTok), registrando un <strong>aumento del 35%</strong> rispetto all’anno precedente.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="733" height="706" src="https://www.fabriziotodisco.com/wp-content/uploads/2021/06/post-organici.jpg" alt="" class="wp-image-1510" srcset="https://www.fabriziotodisco.com/wp-content/uploads/2021/06/post-organici.jpg 733w, https://www.fabriziotodisco.com/wp-content/uploads/2021/06/post-organici-300x289.jpg 300w" sizes="(max-width: 733px) 100vw, 733px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Di questi contenuti, solo
l’1% è frutto di <strong>campagne sponsorizzate</strong>, segno che queste attività sono
quasi sempre collegate a singoli eventi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il social preferito dagli influencer per trattare tali tematiche è <strong>Instagram</strong> con il 78.3% dei contenuti realizzati nel 2020, seguito da Facebook (7.7%) e Twitter (6.8%).</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/CFiGboMiSF-/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="13" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/CFiGboMiSF-/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 100px;"></div> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 60px;"></div></div></div><div style="padding: 19% 0;"></div> <div style="display:block; height:50px; margin:0 auto 12px; width:50px;"><svg width="50px" height="50px" viewBox="0 0 60 60" version="1.1" xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" xmlns:xlink="https://www.w3.org/1999/xlink"><g stroke="none" stroke-width="1" fill="none" fill-rule="evenodd"><g transform="translate(-511.000000, -20.000000)" fill="#000000"><g><path d="M556.869,30.41 C554.814,30.41 553.148,32.076 553.148,34.131 C553.148,36.186 554.814,37.852 556.869,37.852 C558.924,37.852 560.59,36.186 560.59,34.131 C560.59,32.076 558.924,30.41 556.869,30.41 M541,60.657 C535.114,60.657 530.342,55.887 530.342,50 C530.342,44.114 535.114,39.342 541,39.342 C546.887,39.342 551.658,44.114 551.658,50 C551.658,55.887 546.887,60.657 541,60.657 M541,33.886 C532.1,33.886 524.886,41.1 524.886,50 C524.886,58.899 532.1,66.113 541,66.113 C549.9,66.113 557.115,58.899 557.115,50 C557.115,41.1 549.9,33.886 541,33.886 M565.378,62.101 C565.244,65.022 564.756,66.606 564.346,67.663 C563.803,69.06 563.154,70.057 562.106,71.106 C561.058,72.155 560.06,72.803 558.662,73.347 C557.607,73.757 556.021,74.244 553.102,74.378 C549.944,74.521 548.997,74.552 541,74.552 C533.003,74.552 532.056,74.521 528.898,74.378 C525.979,74.244 524.393,73.757 523.338,73.347 C521.94,72.803 520.942,72.155 519.894,71.106 C518.846,70.057 518.197,69.06 517.654,67.663 C517.244,66.606 516.755,65.022 516.623,62.101 C516.479,58.943 516.448,57.996 516.448,50 C516.448,42.003 516.479,41.056 516.623,37.899 C516.755,34.978 517.244,33.391 517.654,32.338 C518.197,30.938 518.846,29.942 519.894,28.894 C520.942,27.846 521.94,27.196 523.338,26.654 C524.393,26.244 525.979,25.756 528.898,25.623 C532.057,25.479 533.004,25.448 541,25.448 C548.997,25.448 549.943,25.479 553.102,25.623 C556.021,25.756 557.607,26.244 558.662,26.654 C560.06,27.196 561.058,27.846 562.106,28.894 C563.154,29.942 563.803,30.938 564.346,32.338 C564.756,33.391 565.244,34.978 565.378,37.899 C565.522,41.056 565.552,42.003 565.552,50 C565.552,57.996 565.522,58.943 565.378,62.101 M570.82,37.631 C570.674,34.438 570.167,32.258 569.425,30.349 C568.659,28.377 567.633,26.702 565.965,25.035 C564.297,23.368 562.623,22.342 560.652,21.575 C558.743,20.834 556.562,20.326 553.369,20.18 C550.169,20.033 549.148,20 541,20 C532.853,20 531.831,20.033 528.631,20.18 C525.438,20.326 523.257,20.834 521.349,21.575 C519.376,22.342 517.703,23.368 516.035,25.035 C514.368,26.702 513.342,28.377 512.574,30.349 C511.834,32.258 511.326,34.438 511.181,37.631 C511.035,40.831 511,41.851 511,50 C511,58.147 511.035,59.17 511.181,62.369 C511.326,65.562 511.834,67.743 512.574,69.651 C513.342,71.625 514.368,73.296 516.035,74.965 C517.703,76.634 519.376,77.658 521.349,78.425 C523.257,79.167 525.438,79.673 528.631,79.82 C531.831,79.965 532.853,80.001 541,80.001 C549.148,80.001 550.169,79.965 553.369,79.82 C556.562,79.673 558.743,79.167 560.652,78.425 C562.623,77.658 564.297,76.634 565.965,74.965 C567.633,73.296 568.659,71.625 569.425,69.651 C570.167,67.743 570.674,65.562 570.82,62.369 C570.966,59.17 571,58.147 571,50 C571,41.851 570.966,40.831 570.82,37.631"></path></g></g></g></svg></div><div style="padding-top: 8px;"> <div style=" color:#3897f0; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;"> Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; border-bottom: 2px solid transparent; transform: translateX(16px) translateY(-4px) rotate(30deg)"></div></div><div style="margin-left: auto;"> <div style=" width: 0px; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-right: 8px solid transparent; transform: translateY(16px);"></div> <div style=" background-color: #F4F4F4; flex-grow: 0; height: 12px; width: 16px; transform: translateY(-4px);"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-left: 8px solid transparent; transform: translateY(-4px) translateX(8px);"></div></div></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center; margin-bottom: 24px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 224px;"></div> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 144px;"></div></div></a><p style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px; margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/CFiGboMiSF-/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Un post condiviso da Valentina Ferragni (@valentinaferragni)</a></p></div></blockquote> <script async="" src="//www.instagram.com/embed.js"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Gli <strong>hashtag</strong> più
utilizzati riguardano la discriminazione per l’orientamento sessuale e sono
principalmente 7 (al netto delle varianti):</p>



<ol class="wp-block-list"><li>#Loveislove</li><li>#Gay</li><li>#Rainbow</li><li>#Lgbt</li><li>#Pride</li><li>#Blacklivesmatter</li><li>#Disabilità</li></ol>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli Inclusion Influencer e gli argomenti più dibattuti</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">I principali “Inclusion
Influencer” sono Top e Social Star con minimo 100.000 follower e sono particolarmente
sensibili alla parità dei diritti in quanto si fanno portavoce delle minoranze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli argomenti più discussi
sono principalmente 4 e ognuno di questi viene trattato con una specifica
tipologia di contenuti</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Libertà di espressione della propria identità sessuale</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">I post inerenti la
comunità LGBTQ+ sono principalmente caratterizzati dalla presenza della bandiera
arcobaleno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto spesso inoltre sono presenti scatti di coppia a sostegno dell’onestà del messaggio.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/CGXalECJn3t/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="13" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/CGXalECJn3t/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 100px;"></div> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 60px;"></div></div></div><div style="padding: 19% 0;"></div> <div style="display:block; height:50px; margin:0 auto 12px; width:50px;"><svg width="50px" height="50px" viewBox="0 0 60 60" version="1.1" xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" xmlns:xlink="https://www.w3.org/1999/xlink"><g stroke="none" stroke-width="1" fill="none" fill-rule="evenodd"><g transform="translate(-511.000000, -20.000000)" fill="#000000"><g><path d="M556.869,30.41 C554.814,30.41 553.148,32.076 553.148,34.131 C553.148,36.186 554.814,37.852 556.869,37.852 C558.924,37.852 560.59,36.186 560.59,34.131 C560.59,32.076 558.924,30.41 556.869,30.41 M541,60.657 C535.114,60.657 530.342,55.887 530.342,50 C530.342,44.114 535.114,39.342 541,39.342 C546.887,39.342 551.658,44.114 551.658,50 C551.658,55.887 546.887,60.657 541,60.657 M541,33.886 C532.1,33.886 524.886,41.1 524.886,50 C524.886,58.899 532.1,66.113 541,66.113 C549.9,66.113 557.115,58.899 557.115,50 C557.115,41.1 549.9,33.886 541,33.886 M565.378,62.101 C565.244,65.022 564.756,66.606 564.346,67.663 C563.803,69.06 563.154,70.057 562.106,71.106 C561.058,72.155 560.06,72.803 558.662,73.347 C557.607,73.757 556.021,74.244 553.102,74.378 C549.944,74.521 548.997,74.552 541,74.552 C533.003,74.552 532.056,74.521 528.898,74.378 C525.979,74.244 524.393,73.757 523.338,73.347 C521.94,72.803 520.942,72.155 519.894,71.106 C518.846,70.057 518.197,69.06 517.654,67.663 C517.244,66.606 516.755,65.022 516.623,62.101 C516.479,58.943 516.448,57.996 516.448,50 C516.448,42.003 516.479,41.056 516.623,37.899 C516.755,34.978 517.244,33.391 517.654,32.338 C518.197,30.938 518.846,29.942 519.894,28.894 C520.942,27.846 521.94,27.196 523.338,26.654 C524.393,26.244 525.979,25.756 528.898,25.623 C532.057,25.479 533.004,25.448 541,25.448 C548.997,25.448 549.943,25.479 553.102,25.623 C556.021,25.756 557.607,26.244 558.662,26.654 C560.06,27.196 561.058,27.846 562.106,28.894 C563.154,29.942 563.803,30.938 564.346,32.338 C564.756,33.391 565.244,34.978 565.378,37.899 C565.522,41.056 565.552,42.003 565.552,50 C565.552,57.996 565.522,58.943 565.378,62.101 M570.82,37.631 C570.674,34.438 570.167,32.258 569.425,30.349 C568.659,28.377 567.633,26.702 565.965,25.035 C564.297,23.368 562.623,22.342 560.652,21.575 C558.743,20.834 556.562,20.326 553.369,20.18 C550.169,20.033 549.148,20 541,20 C532.853,20 531.831,20.033 528.631,20.18 C525.438,20.326 523.257,20.834 521.349,21.575 C519.376,22.342 517.703,23.368 516.035,25.035 C514.368,26.702 513.342,28.377 512.574,30.349 C511.834,32.258 511.326,34.438 511.181,37.631 C511.035,40.831 511,41.851 511,50 C511,58.147 511.035,59.17 511.181,62.369 C511.326,65.562 511.834,67.743 512.574,69.651 C513.342,71.625 514.368,73.296 516.035,74.965 C517.703,76.634 519.376,77.658 521.349,78.425 C523.257,79.167 525.438,79.673 528.631,79.82 C531.831,79.965 532.853,80.001 541,80.001 C549.148,80.001 550.169,79.965 553.369,79.82 C556.562,79.673 558.743,79.167 560.652,78.425 C562.623,77.658 564.297,76.634 565.965,74.965 C567.633,73.296 568.659,71.625 569.425,69.651 C570.167,67.743 570.674,65.562 570.82,62.369 C570.966,59.17 571,58.147 571,50 C571,41.851 570.966,40.831 570.82,37.631"></path></g></g></g></svg></div><div style="padding-top: 8px;"> <div style=" color:#3897f0; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;"> Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/CGXalECJn3t/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Un post condiviso da Sveglia Italia<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f9e0.png" alt="🧠" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> (@apriteilcervello)</a></p></div></blockquote> <script async="" src="//www.instagram.com/embed.js"></script>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Lotta al razzismo</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo le proteste antirazziste del 2020 sono aumentati i post dedicati a questa tematica. Spesso si usa il simbolo del pugno chiuso alzato come segno di lotta contro le discriminazioni.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/CEwQ5KWn0TL/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="13" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/CEwQ5KWn0TL/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;"> Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/CEwQ5KWn0TL/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Un post condiviso da GRACE ON YOUR DASH (@graceonyourdash)</a></p></div></blockquote> <script async="" src="//www.instagram.com/embed.js"></script>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Lotta alle diseguaglianze di genere</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sui social la lotta femminista si esprime utilizzando frasi incisive o citazioni scritte su lavagne, corpi o altro per denunciare le ingiustizie contro le donne.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/CIAbEbAjzkh/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="13" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/CIAbEbAjzkh/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;"> Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/CIAbEbAjzkh/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Un post condiviso da Irene Facheris (she/her) (@cimdrp)</a></p></div></blockquote> <script async="" src="//www.instagram.com/embed.js"></script>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Body Positivity e sensibilizzazione sulle disabilità</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per abbattere gli stereotipi e i pregiudizi gli influencer non temono di mettere in mostra la loro unicità quando si parla di corpo, per fare da esempio a tutti quelli che si trovano nelle stesse condizioni e sensibilizzare i fan ad accettare se stessi prima di essere accettati dagli altri.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/CMKDuv6JkpA/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="13" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/CMKDuv6JkpA/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;"> Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/CMKDuv6JkpA/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Un post condiviso da Laura Brioschi (@lovecurvy__laurabrioschi)</a></p></div></blockquote> <script async="" src="//www.instagram.com/embed.js"></script>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I consigli per i brand</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante possa far
perdere consenso, il coraggio di prendere una (giusta) posizione viene premiato
dai fan.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Buzzoole pertanto
fornisce tre utili consigli per aiutare i brand e gli influencer a creare i
giusti contenuti legati alla diversity:</p>



<ol class="wp-block-list"><li>Scegli il creator giusto, cioè che sia
realmente impegnato nell’inclusione sociale;</li><li>Tieni sotto controllo le attività dei competitor
per non restare indietro o per evitare errori</li><li>Adotta una strategia Always On, cioè a
lungo termine, non solo in occasione di eventi particolari.</li></ol>



<p class="wp-block-paragraph">Trattare le tematiche
dell’inclusione sociale nel modo migliore non è da tutti, perciò per guadagnare
rilevanza tramite i social è importante mettere in atto una strategia di
comunicazione assolutamente efficace.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fabriziotodisco.com/blog/influencer-marketing-inclusione-sociale-2021/">Influencer Marketing e Inclusione Sociale</a> proviene da <a href="https://www.fabriziotodisco.com">Fabrizio Todisco</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>10 libri di Digital Marketing e Turismo da leggere assolutamente</title>
		<link>https://www.fabriziotodisco.com/blog/libri-digital-marketing-2021/</link>
					<comments>https://www.fabriziotodisco.com/blog/libri-digital-marketing-2021/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2021 12:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fabriziotodisco.com/?p=1488</guid>

					<description><![CDATA[<p>10 proposte di Digital Marketing da non perdere Se il 2020 è stato un anno terribile, che ci ha costretti a sospendere obbligatoriamente le nostre quotidiane attività, il 2021 non sembra dare grosse certezze e segnali di ripresa, soprattutto in ambito turistico. Per questo è meglio approfittare del tempo a disposizione per continuare ad aggiornarci [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fabriziotodisco.com/blog/libri-digital-marketing-2021/">10 libri di Digital Marketing e Turismo da leggere assolutamente</a> proviene da <a href="https://www.fabriziotodisco.com">Fabrizio Todisco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>10 proposte di Digital Marketing da non perdere</strong></h2>



<hr class="wp-block-separator is-style-dots"/>



<p class="wp-block-paragraph">Se il 2020 è stato un
anno terribile, che ci ha costretti a sospendere obbligatoriamente le nostre
quotidiane attività, il 2021 non sembra dare grosse certezze e segnali di
ripresa, soprattutto in ambito turistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo è meglio approfittare del tempo a disposizione per continuare ad aggiornarci e ad arricchire la nostra formazione in modo da ripartire al meglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo avervi consigliato alcuni <a href="https://www.fabriziotodisco.com/blog/10-libri-che-un-buon-marketer-dovrebbe-leggere-assolutamente/">libri che un marketer deve assolutamente leggere</a> e <a href="https://www.fabriziotodisco.com/blog/libri-marketing-102020/">20 libri di Marketing da leggere in pieno lockdown</a>, vi propongo 10 libri (in ordine casuale) di <strong>Digital Marketing Turistico</strong> da leggere assolutamente per arricchire le proprie conoscenze.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><a href="https://amzn.to/3vqGAHT">1. Digital Marketing Turistico di Armando Travaglini</a></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">“<strong><a href="https://amzn.to/3vqGAHT">Digital marketing turistico: e strategie di revenue management per il settore ricettivo</a></strong>” di Armando Travaglini, Simone Puorto e Vito D&#8217;Amico è un must, il libro giusto per capire come aumentare i clienti e profitti di una qualsiasi tipologia di struttura ricettiva. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Offre un percorso completo degli strumenti più efficaci del <strong>Web Marketing Turistico</strong> e del <strong>Revenue Management</strong> ed è rivolto tanto agli albergatori quanto ai responsabili <strong>marketing </strong>di <strong>hotel</strong>, <strong>b&amp;b</strong> e<strong> case vacanza</strong>, ma anche a studenti universitari e a chiunque voglia approfondire queste tematiche.</p>



<iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="https://rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?ref=qf_sp_asin_til&amp;t=0002018-21&amp;m=amazon&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as1&amp;IS2=1&amp;npa=1&amp;asins=8868950731&amp;linkId=f52f609f50bfb37687dc2475cd60079a&amp;bc1=000000&amp;lt1=_blank&amp;fc1=333333&amp;lc1=0066c0&amp;bg1=ffffff&amp;f=ifr">
    </iframe>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Hotel Marketing di Danilo Pontone</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">“<strong>Hotel marketing. Come aumentare i clienti di una struttura ricettiva attraverso internet</strong>” di Danilo Pontone è un’altra guida che imprenditori del turismo e professionisti del Web Marketing per l’Hospitality dovrebbero leggere per incrementare le vendite di un hotel online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un
libro scritto con una chiarezza disarmante che spiega passo dopo passo come una
struttura turistica possa fare successo sul Web.</p>



<iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="https://rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?ref=qf_sp_asin_til&#038;t=0002018-21&#038;m=amazon&#038;o=29&#038;p=8&#038;l=as1&#038;IS2=1&#038;npa=1&#038;asins=8809912799&#038;linkId=ea803e0b1ce0a6da87eeb3feba984741&#038;bc1=000000&amp;lt1=_blank&#038;fc1=333333&#038;lc1=0066c0&#038;bg1=ffffff&#038;f=ifr">
    </iframe>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><a href="https://amzn.to/32VbqvT">3. Professione travel blogger di Andrea Petroni</a></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">“Professione travel blogger. Trasforma la tua passione per i viaggi in un lavoro” di Andrea Petroni spiega come trasformare una passione in lavoro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Una guida utile sia per chi vuole approcciarsi o approfondire il mondo del <strong>blogging</strong> sia per<strong> travel blogger</strong> già attivi perché offre tanti strumenti per capire come iniziare a gestire un blog di viaggi e per migliorarne le performance.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si
parte dalla scelta del nome di dominio per trattare tematiche più complesse
come le regole di scrittura per il web o le strategie per migliorare il
posizionamento sui motori di ricerca o gestire i social network, con tanti
esempi pratici e contributi di esperti di settore.</p>



<iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="https://rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?ref=qf_sp_asin_til&#038;t=0002018-21&#038;m=amazon&#038;o=29&#038;p=8&#038;l=as1&#038;IS2=1&#038;npa=1&#038;asins=885790945X&#038;linkId=f620c0213722d9db1f373fcac21d515e&#038;bc1=000000&amp;lt1=_blank&#038;fc1=333333&#038;lc1=0066c0&#038;bg1=ffffff&#038;f=ifr">
    </iframe>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><a href="https://amzn.to/3nrQvKi">4. Tourist Experience Design di Maurizio Goetz</a></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">“Creare offerte turistiche vincenti con Tourist Experience Design” di Andrea Rossi e Maurizio Goetz affronta i cambiamenti epocali che il settore del turismo ha dovuto affrontare negli ultimi anni a causa delle nuove esigenze dei viaggiatori e dell’irrompere del Web e dei media digitali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il
Tourist Experience Design® di cui tratta il volume consente di innovare
l’offerta turistica lavorando sulla comunicazione di strutture e destinazione mettendo
in primo piano l’esperienza turistica a discapito del “prodotto/servizio”
turistico.</p>



<iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="https://rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?ref=qf_sp_asin_til&#038;t=0002018-21&#038;m=amazon&#038;o=29&#038;p=8&#038;l=as1&#038;IS2=1&#038;npa=1&#038;asins=8820348535&#038;linkId=c9c783da414277b14811153dad845fb7&#038;bc1=000000&amp;lt1=_blank&#038;fc1=333333&#038;lc1=0066c0&#038;bg1=ffffff&#038;f=ifr">
    </iframe>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><a href="https://amzn.to/3sUrZCR">5. Digital Travel di Anna Bruno</a></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">“Digital travel.
Strumenti e strategie per gli operatori del turismo” di Anna Bruno con
prefazione di Josep Ejarque affronta il Digital Marketing Turistico presentando
i consigli di esperti del settore e casi studio di grossi player come Expedia,
TripAdvisor, TheFork, Civitatis, Pitchup, Evaneos e Alidays e di destinazioni
come Massachusetts, Norvegia e Irlanda.</p>



<iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="https://rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?ref=qf_sp_asin_til&#038;t=0002018-21&#038;m=amazon&#038;o=29&#038;p=8&#038;l=as1&#038;IS2=1&#038;npa=1&#038;asins=8857910245&#038;linkId=c700304d1c8a6fa21dfac33726fb7e80&#038;bc1=000000&amp;lt1=_blank&#038;fc1=333333&#038;lc1=0066c0&#038;bg1=ffffff&#038;f=ifr">
    </iframe>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><a href="https://amzn.to/3xqYigd">6. Destination Marketing di Josep Ejarque</a></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">“Destination marketing.
La nuova frontiera della procommercializzazione turistica” di Josep Ejarque
spiega come sta cambiando il mondo del turismo e come affrontare questo
cambiamento altamente competitivo all’insegna della promozione e della vendita
che sono alla base del neologismo &#8220;promocommercializzare&#8221;.</p>



<iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="https://rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?ref=qf_sp_asin_til&#038;t=0002018-21&#038;m=amazon&#038;o=29&#038;p=8&#038;l=as1&#038;IS2=1&#038;npa=1&#038;asins=882034341X&#038;linkId=724368dcf07a68ba7f59da3fe86413c1&#038;bc1=000000&amp;lt1=_blank&#038;fc1=333333&#038;lc1=0066c0&#038;bg1=ffffff&#038;f=ifr">
    </iframe>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><a href="https://amzn.to/32T5bc3">7. Social e Hospitality di Giada Galbignani</a></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">“Social e hospitality.
Scopri la bellezza dell&#8217;essere online nel mondo del turismo” di Giada
Galbignani serve ad aiutare gli operatori del settore turistico a utilizzare i
social media non solo per condividere con i fan la struttura e i suoi servizi,
ma a trasmettere il valore e l’amore per l’ospitalità, fondamentale per chi
lavora in hotel.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il libro tratta argomenti
riguardanti Facebook per hotel e strutture ricettive alberghiere ed
extra-alberghiere, ma non mancano riferimenti anche a WhatsApp e Instagram.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non mancano esempi
concreti, spiegazioni tecniche, interviste e soprattutto tanta empatia.</p>



<iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="https://rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?ref=qf_sp_asin_til&#038;t=0002018-21&#038;m=amazon&#038;o=29&#038;p=8&#038;l=as1&#038;IS2=1&#038;npa=1&#038;asins=8857912434&#038;linkId=6b877720bba8bc84be849fd832d8a4a8&#038;bc1=000000&amp;lt1=_blank&#038;fc1=333333&#038;lc1=0066c0&#038;bg1=ffffff&#038;f=ifr">
    </iframe>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><a href="https://amzn.to/32UTZvl">8. Marketing turistico di Alex Alessandrini</a></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">“Marketing turistico.
Rendi visibile la tua struttura ricettiva online” di Alex Alessandrini è un vero
e proprio viaggio attraverso i principali strumenti e concetti di marketing applicabili
in ambito turistico con l’obiettivo di fornire agli albergatori gli elementi
base per capire quali strumenti approfondire e quali affidare a professionisti
esterni.</p>



<iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="https://rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?ref=qf_sp_asin_til&#038;t=0002018-21&#038;m=amazon&#038;o=29&#038;p=8&#038;l=as1&#038;IS2=1&#038;npa=1&#038;asins=8857906868&#038;linkId=8e5c0d2121906753082775a3200af50b&#038;bc1=000000&amp;lt1=_blank&#038;fc1=333333&#038;lc1=0066c0&#038;bg1=ffffff&#038;f=ifr">
    </iframe>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://amzn.to/2RalFtO">9. Digital marketing extra alberghiero di Domenico Palladino</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“Digital marketing extra alberghiero.
Strategie smart per riempire tutto l&#8217;anno case vacanza e hotel” di Domenico
Palladino è una guida rivolta a chi lavora nell’extra alberghiero per offrire
le competenze digitali necessarie per restare sul mercato della ricettività
alternativa.</p>



<iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="https://rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?ref=qf_sp_asin_til&#038;t=0002018-21&#038;m=amazon&#038;o=29&#038;p=8&#038;l=as1&#038;IS2=1&#038;npa=1&#038;asins=8820389215&#038;linkId=27b7aa1519aebb9a308f79d4ac04d80f&#038;bc1=000000&amp;lt1=_blank&#038;fc1=333333&#038;lc1=0066c0&#038;bg1=ffffff&#038;f=ifr">
    </iframe>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>10. <a href="https://amzn.to/3t0VtyX">Digital Detox di Alessio Carciofi</a></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">“Digital Detox. Focus
&amp; produttività per il manager nell&#8217;era delle distrazioni digitali” di
Alessio Carciofi è il libro che chi lavora nel digitale dovrebbe leggere almeno
una volta nella vita perché aiuta a capire come gestire i ritmi di un lavoro
24/7 e le notifiche che, siccome siamo sempre connessi, arrivano costantemente
facendo perdere tempo, produttività e creatività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il libro spiega come
equilibrare vita personale e vita professionale, rendendo il tempo più
produttivo e aumentando così energia e attenzione sia nella vita privata che in
ambito lavorativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Carciofi sostiene che eliminare
il digitale dalla nostra vita non servirebbe perché dobbiamo imparare a gestire
la sfera digitale per raggiungere un equilibrio più sano e avere il controllo
del tempo, dell’attenzione e dell’energia per vivere ogni momento della
giornata fino in fondo. </p>



<iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="https://rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?ref=qf_sp_asin_til&#038;t=0002018-21&#038;m=amazon&#038;o=29&#038;p=8&#038;l=as1&#038;IS2=1&#038;npa=1&#038;asins=8820376954&#038;linkId=881220d42fd660cccddb9b8b8edb6398&#038;bc1=000000&amp;lt1=_blank&#038;fc1=333333&#038;lc1=0066c0&#038;bg1=ffffff&#038;f=ifr">
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			</item>
		<item>
		<title>Societing 4.0. Oltre il marketing. Una via mediterranea per per la trasformazione digitale.</title>
		<link>https://www.fabriziotodisco.com/blog/societing-4-0-oltre-il-marketing-una-via-mediterranea-per-il-cambiamento/</link>
					<comments>https://www.fabriziotodisco.com/blog/societing-4-0-oltre-il-marketing-una-via-mediterranea-per-il-cambiamento/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2021 13:58:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Correva l&#8217;anno 1988 quando il noto sociologo francese Michel Maffesoli pubblicò il saggio: “ Il tempo delle tribù. Il declino dell&#8217;individualismo nella società di massa.” edito in Italia da Armando Editore. Alla base della sua tesi vi è l&#8217;idea che il collante delle moderne tribù, intese come aggregati umani composti da soggettività individuali e non [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fabriziotodisco.com/blog/societing-4-0-oltre-il-marketing-una-via-mediterranea-per-il-cambiamento/">Societing 4.0. Oltre il marketing. Una via mediterranea per per la trasformazione digitale.</a> proviene da <a href="https://www.fabriziotodisco.com">Fabrizio Todisco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Correva l&#8217;anno 1988 quando il noto sociologo francese <strong>Michel Maffesoli </strong>pubblicò il saggio: “ <em>Il tempo delle tribù. Il declino dell&#8217;individualismo nella società di massa.</em>” edito in Italia da Armando Editore. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla
base della sua tesi vi è l&#8217;idea che il collante delle moderne tribù, intese
come aggregati umani composti da soggettività individuali e non più di massa,
non ci sia tanto il profitto o l&#8217;adesione ad un&#8217;ideologia, quanto la
partecipazione trasversale a plurime comunità tribali che esulano dal
raggiungimento di un obiettivo comune: un partito, la credenza religiosa in un
dio o la creazione di una famiglia per generare la prole. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il
superamento dell&#8217;idea di una comunità intenta a ricercare un obiettivo comune
lascia dunque spazio alle neo-tribù post-moderne la cui identità è tracciata da
una multi-appartenenza fluida, la stessa che il sociologo Z. Bauman definisce
quando ci parla di “modernità liquida.” </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma
il tempo delle tribù è anche il tempo dei “Cosumers Tribes”, che il docente
francese Berard Cova illustra nel suo saggio scritto insieme ai due teorici di
marketing Avi Shankar e Robert V. Kozinets. &#8211; Noto, quest&#8217;ultimo, per aver
coniato il termine “Netnografia”.- </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le
tribù di consumatori sono caratterizzate da una nuova identità comunitaria
post- moderna che non è più tracciata dall&#8217;appartenenza ad una famiglia o ad un
clan ma dal “tempo del consumo”. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Digital
societing</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1993, lo stesso Bernard Cova fu il primo a parlare di <strong>Societing</strong>, un neologismo che indica un sincretismo tra <strong>Sociologia </strong>e <strong>Marketing</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Societing </strong>è da intendere come superamento, da parte dell&#8217;impresa, del suo ruolo di “attore economico” per divenire “attore sociale”. Nel societing il consumatore non è più relegato in un ruolo passivo di fruitore di massa ma interviene attivamente nel processo di costruzione di un brand e dell&#8217;identità di un&#8217;impresa. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sia
Maffesoli che Cova tracciano una riflessione sulla post-modernità che vede le
comunità, le imprese e le tribù non tanto come organizzazioni basate su un
sistema di relazioni secondo il classico schema <em>bottoom up</em>, <em>centro-periferia,</em>
ma come un reticolo rizomatico di relazioni nelle quali il singolo individuo è
libero di passare da una tribù all&#8217;altra, di appartenere a più tribù contemporaneamente
o, nel caso delle imprese, di creare valore in una relazione orizzontale di
networking con i consumatori. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla base del <strong>societing </strong>vi è il presupposto che tanto le imprese quanto i consumatori sono coinvolti in una dinamica circolare di interazione che vede nella soddisfazione e nella creazione di valore, i proprio obiettivi. Questa nuova tipologia di <strong>marketing </strong>è ciò che segna anche il passaggio dalla produzione di beni materiali – prodotti – alla fabbricazione di beni immateriali intesi come economia della conoscenza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Idee condivise, esperienze di consumo e creazione di mutue relazioni basate sulla fruizione di<strong> brand identit</strong>y, sono ciò che costituisce le fondamenta del nuovo <strong>societing</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vecchio paradigma del marketing inteso come vendita o promozione di prodotti e beni di consumo mediante campagne pubblicitarie di massa è stato gradualmente sostituito – e lo sarà sempre di più – da un nuovo modus operandi: il neo-marketing delle singole imprese che ingloba la società e i corrispettivi valori di ogni comunità di appartenenza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In
questo senso, il successo dell&#8217;impresa deriva dalla sua capacità di convogliare
gli interessi dei singoli consumatori non solo in una community virtuale, ma
anche in una relazione circolare che restituisce feedback in via immediata
mediante interazioni digitali, community actions, social networking e confronto
&#8211; digitale &#8211; con gli altri consumatori. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; il tempo del <strong>digital societing</strong> che nel 2001 il sociologo Manuel Castells definisce a suo modo come <em>Galassia Internet</em>, un nuovo modo di fare impresa che crea un innovativo rapporto tra produttore e cliente mediante il progressivo utilizzo di internet e delle sue molteplici funzionalità di condivisione. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dal
marketing al societing</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La transizione da <strong>marketing </strong>a <strong>societing </strong>è un processo ancora in divenire che, a partire dagli anni &#8217;90, ha interessato numerosi sociologi ed esperti di marketing. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre a Bernard Cova, è doveroso citare il sociologo italiano Giampaolo Fabbris che nel 2008 ha pubblicato il saggio: <a href="https://amzn.to/3qDRjLZ">“</a><em><a href="https://amzn.to/3qDRjLZ">Societing, Il marketing nella società postmoderna”</a>, </em>edito da Egea. Fabbris è stato un sociologo e pioniere di una nuova vision del marketing inteso come societing. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalle sue 10 tesi sulla transizione da <strong>marketing </strong>a <strong>societing </strong>è possibile estrapolare un approccio che segna non solo il tramonto del marketing di massa in favore di un marketing “dell&#8217;ascolto e di relazione”, ma anche il passaggio ad una dimensione sociale del <strong>marketing</strong> intesa come <strong>necessità da parte dell&#8217;impresa di prendere consapevolezza della sua “appartenenza” ad una comunità</strong>. Il ruolo dell&#8217;impresa consapevole della sua appartenenza alla società è quello di promuovere un consumo capace di arricchire il singolo fruitore con valenze sociali, economiche, culturali ed antropologiche. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel
farlo, l&#8217;impresa è inoltre tenuta a considerare il consumatore non più una
“macchina che acquista” bensì come un attore che manda all&#8217;impresa feedback di
gradimento ed è interessato inoltre a creare community di confronto e processi
di con-creazione.&nbsp; </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>societing </strong>teorizzato da Cova e Fabbris ha poi lasciato il passo al <strong>Societing Reloaded </strong>introdotto da<strong> Adam Ardvisson</strong> e <strong>Alex Giordano</strong> nel 2013. Il Societing Reloaded propone un aggiornamento del societing teorizzato da Cova partendo dal presupposto che il sistema economico, per sopravvivere alla fragilità della società post-moderna, ha il compito precipuo di tracciare nuovi modelli organizzativi che vedono l&#8217;impresa come foriera di filosofie, visioni condivise e mission capaci di guardare al “bene comune”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli obiettivi del <strong>Societing Reloaded</strong> vi è inoltre quello di fare da ponte tra le comunità di consumatori e l&#8217;agire etico di un&#8217;impresa. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In
altre parole, lo sviluppo di un&#8217;etica sociale per le aziende è il primo
tassello che costituisce, o dovrebbe costituire, il successo di un brand. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il
nomadismo contemporaneo dei consumers</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>societing </strong>implica una duplice presa di consapevolezza: quella delle imprese di essere parte attiva di una società e quella dei consumatori che divengono consapevoli del loro ruolo di consumatori, fuoriuscendo dal ruolo passivo del consumatore di massa. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Partendo da questi due presupposti indispensabili per definire l&#8217;approccio del marketing+societing è possibile tracciare la figura di un nuovo profilo dei consumers: quello di consumatori nomadi contemporanei che non solo si sentono parte di una rete relazionale creata dalle digital community, ma hanno anche un ruolo decisivo nella con-creazione di valore di una <strong>brand identity. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Parliamo
di nomadismo contemporaneo dei consumers poiché, venendo meno la rigida
costruzione di identità fisse propria dell&#8217;epoca passata, è inevitabile
giungere ad una identità pluristratificata nella quale l&#8217;appartenenza a
comunità multiple di consumo è l&#8217;unica regola che stabilisce un confine reale
nel caos della modernità liquida. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il
societing costruisce le proprie fondamenta sulla capacità dei <em>net citizens</em>
– o cittadini digitali – di operare delle scelte consapevoli di consumo
condividendole con altri consumatori in un&#8217;ottica di accrescimento di valori,
esperienze di consumo e creazione di identità condivise.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Societing
4.0</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio di una nuova visione di societing è quello che<strong> Alex Giordano</strong> nel suo ultimo saggio intolato <em><a href="https://amzn.to/3rGr9tx">Societing 4.0</a>, </em>edito da Egea<em>, </em>definisce come “Via Mediterranea”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La
Via Mediterranea consiste nella capacità di creare una simbiosi tra innovazione
tecnologica e tradizioni locali mediante l&#8217;innesco di processi etici di
sviluppo sociale, economico e di sostenibilità ambientale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;idea
che il Mediterraneo, inteso come insieme di diverse culture e insiemi semantici
accomunati da un unico mare, sia da considerarsi come il <em>primo internet
della storia</em>, deriva, ancora una volta, da una felice intuizione di Bernard
Cova. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo saggio,<strong> Alex Giordano</strong> ci propone una interessante evoluzione del societing in Societing 4.0: un salto quantico del marketing che deve tenere in considerazione la “via mediterranea al cambiamento”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il
bene materiale o immateriale di un&#8217;impresa si fa dunque portatore di valore
sociale capace di creare comunità locali che, insieme, guardano al bene comune.
</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo processo di co-creazione, le nuove tecnologie 4.0, giocano un ruolo fondamentale poiché favoriscono un processo di disintermediazione tra impresa e consumatori. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro della riflessione di Alex trionfa non solo il Mediterraneo e ciò che l&#8217;appartenenza a questo bacino comporta, ma anche il “Sud”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">“Vogliamo guardare<em> dal </em>Sud” dichiara Alex Giordano “ e non <em>al </em>Sud come si è soliti fare da decenni nei dibattiti sulla questione meridionale, per tentare di sorpassare a Sud il più moderno dei modelli di sviluppo attuale cioè l&#8217;industria 4.0”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla
base di questo concetto vi è la necessità di recuperare l&#8217;idea che comunità
locali, unite ed organizzate, siano capaci di sintetizzare tradizione e
innovazione tecnologica per la produzione di artigianato e beni di nicchia di
alta qualità. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Trapiantare
l&#8217;innovazione della robotica, dell&#8217;IA e del bio-hacking al sud è una via che
Alex Giordano traccia per:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>superare la complessità del presente;</li><li>mettere in comune risorse eterogenee;</li><li>creare un nomadismo contemporaneo che si rifà alle
tesi dell&#8217;ultima Donna Haraway &#8211; con il suo testo Chthulucene uscito nel 2020
&#8211;&nbsp; o alla tesi dell&#8217;Intelligenza
Connettiva &#8211; più datata &#8211; teorizzata dal sociologo belga naturalizzato canadese
Derrick De Kerckhove. </li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il
Mediterraneo che Alex Giordano ci presenta diviene dunque un “bacino creativo”
che supera la frontiera tra società arcaica contadina e imposizione di confini
culturali, economici o geografici per aprire la strada a pratiche condivise ad
alto impatto sociale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa necessità di sviluppo co-creativo societing 4.0 si fa impellente soprattutto in un&#8217;epoca storica attraversata dall&#8217;incertezza della pandemia Covid-19, le cui implicazioni sociali ed economiche saranno destinate a durare, purtroppo, molto a lungo. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fabriziotodisco.com/blog/societing-4-0-oltre-il-marketing-una-via-mediterranea-per-il-cambiamento/">Societing 4.0. Oltre il marketing. Una via mediterranea per per la trasformazione digitale.</a> proviene da <a href="https://www.fabriziotodisco.com">Fabrizio Todisco</a>.</p>
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		<title>La Società della Performance nella precarietà della pandemia</title>
		<link>https://www.fabriziotodisco.com/blog/la-societa-della-performance-nella-precarieta-della-pandemia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Mar 2021 13:51:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 1967, un anno prima del noto maggio francese, Guy Debord, filosofo e scrittore, dava alle stampe la Società dello Spettacolo. Con una visione avanguardista e per certi versi affine alla società dei consumi di pasoliniana memoria, Debord metteva in guardia da un mondo mercificato nel quale: “il consumatore reale diventa consumatore di illusioni. La [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fabriziotodisco.com/blog/la-societa-della-performance-nella-precarieta-della-pandemia/">La Società della Performance nella precarietà della pandemia</a> proviene da <a href="https://www.fabriziotodisco.com">Fabrizio Todisco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel 1967, un anno prima del noto maggio francese, <strong>Guy Debord</strong>, filosofo e scrittore, dava alle stampe <a href="https://amzn.to/2Mq8Ol7">la Società dello Spettacolo</a>. Con una visione avanguardista e per certi versi affine alla società dei consumi di pasoliniana memoria, Debord metteva in guardia da un mondo mercificato nel quale: “il consumatore reale diventa consumatore di illusioni. La merce è questa illusione effettivamente reale, e lo spettacolo la sua manifestazione generale.” </p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi più che mai assistiamo ad una
tendenza storica nella quale non è più solo la merce, emblema di una società
consumistica, a sottrare tempo e denaro alla nostra quotidianità, ma anche la
rappresentazione dello “spettacolo”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Basti pensare alla instagrammabilità,
alla moltiplicazione degli “smombie” ovvero zombie degli smartphone e alla
progressiva dipendenza dai social network come specchio della nostra vita. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò che emerge non è più soltanto il
bisogno narcisistico di mettersi in mostra o la scarica delle dopamine
rilasciate ad ogni like nei nostri circuiti neuronali, vi è infatti un dominio
in più rispetto alle epoche passate: il dominio della performance. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il dominio della performance</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che abbiamo definito come dominio della performance è un processo insito nella maggior parte delle persone poiché può essere considerato, a pieno diritto, un figlio del capitalismo dal quale nessuno, o quasi, può sottrarsi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dominio della performance implica l&#8217;essere sempre brillantemente al passo con i tempi del consumo, dello spettacolo, del lavoro e della performance sociale. Proprio come in una puntata della nota serie <strong>Black Mirror</strong> nella quale le persone vivono intrappolate dentro ad un gioco di approvazione da <strong>social network</strong>, così è il dominio della performance. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;essere brillanti, esteticamente
perfetti e con uno stile di vita da american dream, è un processo che è partito
da lontano. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il boom economico degli anni 60, del quale <strong>Debord </strong>e <strong>Pasolini </strong>avevano sapientemente intuito le insidie, ha infatti generato l&#8217;abbrivio per un modello di consumo e di approvazione sociale legata all&#8217;avere piuttosto che all&#8217;essere. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Una nuova macchina, una nuova casa, una &#8220;moglie&#8221; perfetta: la cifra della contemporaneità, a partire dagli anni &#8217;60, iniziò a condurre i <strong>baby boomers</strong> integrati nel sistema in questa direzione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;<strong>american dream</strong>, pompato ad arte dai una sequela di b-movie hollywoodiani e da show televisivi che hanno forgiato la visione del mondo di intere generazioni, sembra aver lasciato il passo al dominio della performance. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma come avviene questo passaggio? E
perché, volenti o nolenti, siamo sempre più intrappolati dentro alle maglie di
questo dominio?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per rispondere a queste domande è
necessario fare un salto nel tempo per approdare agli anni 90. <strong></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli anni 90 e l&#8217;inizio della fine</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;agosto del 1991, il CERN – Centro Europeo di Ricerca Nucleare – annuncia la nascita del <strong>World Wide Web</strong>. Due anni dopo, in Italia, nasce la rete televisiva privata Mediaset. Se da un lato c&#8217;è l&#8217;inizio di una massiccia strategia di “pause” pubblicitarie, dall&#8217;altra emerge un nuovo modo di condurre gli show televisivi imperniati nell&#8217;idea che la bellezza, la performance e lo stare sempre “sul pezzo” siano i prerequisiti fondamentali per diventare persone di successo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La nascita dei <strong>social network</strong> e della digital life nella quale siamo ad oggi immersi,&nbsp; ha progressivamente determinato l&#8217;esplosione del dominio della performance. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non più o non solo essere “famosi e di
successo” dunque ma essere visibili ogni giorno nei vari profili social,
prendere spazio, godere della scarica di like e utilizzare il ritocco delle
immagini per apparire più in forma. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;elenco di tutte queste azioni, che
fino a un ventennio fa sarebbero parse assurde a chiunque, sono oggi una realtà
quotidiana. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo ha portato ad una vorticosa moltiplicazione di esperti &#8220;guru&#8221; pronti ogni giorno a dispensare consigli, spesso inutili, con contenuti di dubbio gusto e di sicuro scarso valore, proponendo modelli basati assolutamente sul nulla. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I guru digitali </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">I guru digitali, coloro che si
presentano spesso come “persone che ce l&#8217;hanno fatta”, più spesso come “
ex-loser e ora vincenti” e spessissimo come “ imprenditori di sè stessi”, sono
una figura quasi dantesca, ammantati come si presentano di brillanti sfere
luminose in grado di risolvere i problemi di ogni sfigato di turno. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I <strong>guru digitali</strong> si servono di molteplici canali, sono un brand omnichannel: dal canale Youtube, ai webinar, dai manuali di self-help alle “pillole” sui vari social. Ma chi sono questi guru e perché sempre più persone decidono di prendere parte alla “coda lunga” di questi soluzionatori eccellenti di problemi, sempre performanti, che forniscono spiragli di un radioso avvenire? </p>



<p class="wp-block-paragraph">I <strong>guru digitali</strong>, proprio come accadeva nell&#8217;antichità per gli affabili e carismatici ciarlatani, possono assumere diverse sembianze. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il tuo problema è una incartapecorita e, diciamo noi, comprensibile insicurezza&nbsp; &#8211; di fronte ad una società che reclama la perfezione e la performatività a tutti i costi- , ecco spuntare da dietro l&#8217;angolo il guru che ti farà diventare chi sei <em>veramente. </em>Leggendo il manuale, seguendo il canale o passando preziosi minuti del tuo tempo sul loro profilo instagram, potrai di sicuro fare scorta di una pletora di consigli e visioni che talvolta divengono vere e proprie direttive. Fai una lista di come e chi vorresti essere. Descrivi in poche parole, alla fine del capitolo, chi e cosa vorresti diventare, perché volere è potere etc. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il tuo problema è invece la difficoltà a trovare un&#8217;occupazione e sei il classico tipo con recidiva nel perdere il posto di lavoro, eccoti il guru che fa al caso tuo: lavorare non è mai stato così semplice, dovrai solo iscriverti ad un corso online per la modica cifra di (svariati euro).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;aspetto più darkeggiante di questi e
milioni di altri esempi che potremmo citare è la capacità dei guru di fare leva
sulle fragilità delle persone. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le implicazioni psicologiche di fragilità e insicurezza chiamate in campo nel dominio della performance sono la diretta conseguenza di un sistema nel quale a vincere è l&#8217;esclusione piuttosto che l&#8217;inclusione, il privilegio elitario piuttosto che la condivisione autentica, l<em>&#8216;engagement</em> piuttosto che la libera scelta. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obbligo alla felicità continua, alla competizione per essere sempre i primi della classe e lo sforzo per risultare esteticamente impeccabili sono i nuovi valori dominanti che la generazione dei <strong>Millenial</strong> sta tramandando ai cosiddetti <strong>Nativi Digitali</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;ultima postilla va concessa inoltre
ai veri fenomeni della performance che basano il loro successo predicando
proprio contro la visione della performance, in un atto rivendicatorio di
quello che potremmo definire diritto alla fragilità. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Peccato che loro stessi siano i primi a
farsi portavoce di una performatività di terza categoria, peraltro molto
seguita,&nbsp; con una apparente cecità
cognitiva da parte dei followers.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La precarietà della pandemia</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Zigmund Bauman</strong>, noto sociologo, filosofo e accademico polacco, intellettualmente attivo fino alla data della sua morte a 98 anni nel 2017, ha scritto un saggio dal titolo: <a href="https://amzn.to/3qV9qOp">“La società dell&#8217;incertezza”(Il Mulino 1999).&nbsp;</a> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Fornendo una molteplicità di esempi, <strong>Bauman </strong>traccia una mappa della società contemporanea nella quale il tempo si frammenta in episodi, la salute diventa “Fitness” e la precarietà esistenziale sembra essere la cifra che caratterizza le identità mimetizzate da maschere indossate una dopo l&#8217;altra. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se Bauman fosse ancora in vita, potrebbe
vedere con indistinta saggezza la precarietà&nbsp;
esistenziale che la pandemia ha portato in superficie in maniera ancora
più evidente che in passato. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La precarietà esistenziale, non disgiunta da quella sociale o professionale è e sarà sempre di più la cifra del nostro tempo. Come formula di difesa cognitiva ed esistenziale di fronte al proliferare di guru digitali, manuali di self-help e dipendenza dai social, non ci resta che riprenderci il nostro spazio,  disconnettendoci talvolta da quella che il fisico e divulgatore scientifico <strong>Mark Buchanan</strong> definisce ad arte come “la rete piccolo mondo”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come uscire dalla caverna</strong></h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p> <em>Siamo giovani affamati, siamo schiavi dell’hype</em> (Willie Peyote)</p></blockquote>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Mai Dire Mai (La Locura)" width="800" height="600" src="https://www.youtube.com/embed/9eQ561UAwno?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni essere umano che ha accesso al web e ha un profilo su un social network è automaticamente un brand, cioè un marchio, un’attività, un progetto, che dunque va promosso perché rimanga in vita. <strong>Se non sei Online e non condividi ogni aspetto della tua esistenza &#8211; anche il più insignificante &#8211; non esisti, il tuo progetto muore, e dunque muori anche tu</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella in cui viviamo è una società in cui <strong>ciascuno è costretto ad avere un’immagine pubblica, inautentica</strong>, che è costretto a costruire e che potrebbe essere la sua salvezza o la sua rovina. Basta poco per distruggerti o darti il successo: è sufficiente una sola performance. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La società della performance è una società che divora tutto, rende tutto commercializzabile — cioè qualcosa attorno al quale è possibile creare un mercato, fare marketing, <strong>hype</strong>. E che, soprattutto, scardina il meccanismo centrale dello spettacolo, ossia la presenza da una parte degli attori e dall’altra degli spettatori. Oggi non esiste più il diaframma che separava la platea dal palco: <strong>oggi esistono solo peformer.</strong> (<a href="https://www.macrolibrarsi.it/speciali/vedere-le-tracce-estratto-da-la-societa-della-performance.php">Fonte</a> Maura Gancitano, Andrea Colamedici)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa visione del mondo imperniata sulla ricerca costante del consenso e l&#8217;attenzione maniacale per la reputazione digitale sono alcuni dei temi trattati nel saggio <a href="https://amzn.to/3sNWKth">“</a><em><a href="https://amzn.to/3sNWKth">La società della peformance. Come uscire dalla caverna”</a></em><a href="https://amzn.to/3sNWKth"> </a>di Andrea Colamedici e Maura Gancitano (Edizioni Tlon). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un testo che affronta, tra gli altri, il concetto di
Tempo: il nostro tempo di vita sottratto dal tempo dei social, così come il
tempo del consumo. Gli autori tentano di descrivere &#8211; in formula divulgativa e
di piacevole comprensione- quella fase di transizione dalla società dello
spettacolo alla società della performance, da “lavoratori a consumatori” che
caratterizza il nostro spirito del tempo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La società della performance è  un testo che trae la propria linfa d&#8217;origine nel pensiero di diversi filosofi occidentali – non a caso il titolo <em>Come uscire dalla caverna </em>che è un chiaro rimando alla caverna di Platone &#8211; fornendoci però una chiave di lettura della contemporaneità digitale e del nostro essere immersi, senza che ce ne rendiamo conto, nella società della performance. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli autori invitano infine a riscoprire, prima tra
tutte, la sensazione della meraviglia come “cominciamento della filosofia” e
come antidoto alla sottrazione del nostro tempo di vita. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;ossessione del risultato</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una visione del mondo imperniata su valori come ossessione del risultato ad ogni costo, ricerca costante del consenso social, attenzione maniacale per la <strong>reputazione digitale</strong> non è una visione troppo rassicurante, soprattutto per coloro che coscientemente non vogliono prendere parte al dominio della performance, per quanto sia quasi impossibile tenersi ai margini in un immaginario non <strong>main-stream</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Personalmente continuerò a non capire questa corsa sfrenata a diventare leader di non cosa. &#8221; Energia, dai! Forza! Batti le mani, cammina sui carboni ardenti, vinci la sfida, sconfiggi l&#8217;avversario! Realizza anche tu il tuo sogno!&#8221; <strong>Ma a che serve tutto questo? </strong></p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://www.fabriziotodisco.com/wp-content/uploads/2021/02/Archimede-Eureka.jpg" alt="" class="wp-image-1470"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Fermatevi un attimo a riflettere: c&#8217;è spazio per tutti, non bisogna avere per forza un nemico da sconfiggere, non c&#8217;è fretta di correre e di affannarsi verso un obiettivo da raggiungere in breve tempo, respirate a fondo e riprendetevi la vostra libertà, alla lunga il tempo ed il lavoro ben fatto ripagano sempre. Non lo dico io ma lo dice la storia, le migliori idee arrivano sempre quando meno te l&#8217;aspetti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>EUREKA!</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tra Etica e &#8220;Purpose&#8221; la transizione ecologica del marketing.</title>
		<link>https://www.fabriziotodisco.com/blog/tra-etica-e-purpose-la-transizione-ecologica-del-marketing/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2021 12:36:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La teoria dell&#8217;eco-sostenibilità si colloca in molteplici settori di competenza: dalle politiche ambientali alle attività culturali, dalla green economy fino all&#8217;emergente approccio del marketing etico e green oriented. La sfida principale lanciata da questo approccio è quella di comprendere in via crescente l&#8217;andamento sempre più rapido delle trasformazioni sociali, dei processi produttivi etici e delle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La teoria dell&#8217;<strong>eco-sostenibilità</strong> si colloca in molteplici settori di competenza: dalle politiche ambientali alle attività culturali, dalla<strong> green economy</strong> fino all&#8217;emergente approccio del <strong>marketing etico</strong> e green oriented. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La sfida principale lanciata da questo approccio è quella di comprendere in via crescente l&#8217;andamento sempre più rapido delle trasformazioni sociali, dei processi produttivi etici e delle interrelazioni tra azienda e consumatore. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La classica relazione <em>piramidale</em> tra azienda e consumatore si è infatti trasformata da tempo in una relazione <em>circolare</em> filtrata dai social media e da un&#8217;interazione più immediata e digitale tra azienda e consumatore. In questo contesto si inserisce il <strong>“purpose” marketing</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Che cos&#8217;è il purpose marketing</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Stando alla definizione di <strong>Simo Sinek</strong>, scrittore e saggista naturalizzato statunitense, il purpose marketing, ovvero lo scopo dell&#8217;azione, è ciò che le aziende e i leader dovrebbero tenere in considerazione per creare un rapporto di fidelizzazione con i consumatori o con la propria “tribù” di riferimento (azienda, reparto, gruppo). </p>



<p class="wp-block-paragraph">In modo analitico e dettagliato, Sinek illustra la sua <strong>Teoria del Golden Circle</strong> con una simbolizzazione che pone il “purpose”delle aziende e delle leadeship, al centro di cerchi concentrici che contemplano, partendo dal cerchio più esterno, il: </p>



<ul class="wp-block-list"><li>Positionig(HOW)</li><li>Values(WHAT)</li><li>Mission(HOW)</li><li>Vision(
WHAT)</li><li>Purpose
(WHY)</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Sinek paragona la struttura decisionale
del cervello umano al processo di fidelizzazione tra azienda e consumatore. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La neocorteccia cerebrale è associata al
“cosa”, le altre due strutture del sistema limbico sono invece associate al
“come” e al “perché”.&nbsp; </p>



<p class="wp-block-paragraph">La Golden Circle Theory sostiene che il
processo di fidelizzazione avviene non tanto a livello del cosa e del come, ma
nel cerchio del “perché”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il “perché” ovvero lo scopo dell&#8217;azione di <strong>marketing </strong>di un&#8217;azienda, arriva direttamente a dialogare con quella parte del sistema limbico nel quale avvengono le decisioni che danno origine al comportamento istintivo. In questo modo il consumatore è spinto all&#8217;acquisto non tanto da ciò che un&#8217;azienda fa, quanto dal perché quell&#8217;azienda produce una determinata cosa e dalle implicazioni socialmente utili che questa produzione comporta. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Seguendo la logica di Sinek e ponendoci
dentro alla sfida della nuova era del marketing è doveroso chiedersi: ma
“perché” le aziende sono sempre più orientate al green? </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per rispondere a questa domanda è prima
di tutto necessario fare chiarezza sulla differenza tra social marketing, green
marketing e marketing sostenibile. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Social marketing, Green Marketing e
Maketing Sostenibile</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>social marketing</strong>, da non confondere con il <strong>social media marketing</strong>, è una tendenza affermatasi a partire dagli anni &#8217;70 che riguarda l&#8217;utilizzo di strumenti di marketing per influire su determinati comportamenti di gruppi di individui &#8211; o della società in generale &#8211; con la finalità di risolvere problemi di natura sociale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio di social marketing sono le
campagne informative nazionali per la lotta alla droga o per la promozione
dell&#8217;utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto ecosostenibile al posto
dell&#8217;automobile. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>green marketing</strong> indica invece il processo di produzione di beni materiali e immateriali realizzati nel rispetto dell&#8217;ambiente e nel rispetto dei diritti dei lavoratori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>marketing sostenibile o
sustainability marketing</strong> è infine una sfera che ingloba sia il social
marketing che il green marketing, ma che si pone come nuova tendenza di “fare
marketing” in modo etico. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>sustainability marketing</strong> tiene prima di tutto in considerazione le politiche di sviluppo sostenibile promosse dalle Nazioni Unite che riguardano la sfera delle tre P:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>persone;</li><li>pianeta;</li><li>profitto.
</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>sustainability marketing</strong> è inoltre una modalità di marketing che può essere adottata anche da piccole aziende sfruttando la loro capacità di:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>comunicare facilmente;</li><li>creare comunità sostenibili:</li><li>valorizzare il territorio in modo etico ed inclusivo. </li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>marketing sostenibile</strong> promuove non solo scelte di acquisto consapevoli ed ecosostenibili ma anche stili di vita di qualità, attivando un processo circolare di benefici sia per le aziende che per i consumatori. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il marketing sostenibile è in altre
parole un insieme di economia, etica e filosofia capace di creare una nuova
tendenza storica che vede nella salvaguarda del pianeta il proprio punto fermo.
</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ma è proprio vero che le aziende “green oriented” sono interessate alla salvaguardia del pianeta e non all&#8217;aumento del proprio fatturato con un ecologismo di facciata, surfando sulle tendenze della moda “green”?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Greenwashing ovvero ecologismo di
facciata</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Come sostiene Naomi Klein nel suo saggio <em>No Logo,</em> divenuto simbolo di attivismo del movimento <strong>No Global</strong> negli anni 2000: “<em>We are not producing things, but images of things</em>”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa affermazione, a distanza di vent&#8217;anni dall&#8217;uscita del <a href="https://amzn.to/2Z9FF0h">libro</a>, assume una maggiore rilevanza se applicata a quella sfera di quel <strong>marketing etico fake</strong> relegabile sotto la definizione di “greenwahsing”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende che sfruttano un “ecologismo
di facciata” per promuovere i propri beni materiali o immateriali, &#8211; quando in
realtà i loro processi di produzione, distribuzione e vendita sono tutt&#8217;altro
che sostenibili &#8211; stanno facendo “greenwahsing”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni per esempio, i grandi
brand della moda stanno mettendo in atto progetti e iniziative per rendere la
loro immagine più etica e sostenibile. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La nota Maison fashion <strong>Gucci </strong>ha lanciato ad esempio il portale social <em>Gucci Equilibrium</em> nel quale l&#8217;azienda documenta in tempo reale le proprio iniziative green. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Come Gucci, molte altre aziende nazionali e internazionali sono sempre più orientate verso campagne di marketing etico che, se da una parte possono effettivamente produrre un minore impatto ambientale e diseguaglianza sociale, dall&#8217;altro sembrano tuttavia far emergere numerose contraddizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti brand che hanno un approccio di <strong>marketing etico</strong> sono effettivamente rispettosi di politiche aziendali che riguardano la ricerca e l&#8217;innovazione per la riduzione degli sprechi, così come le certificazioni ambientali, il riciclo di materiali e così via. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma questo non è vero sempre. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il marketing etico può infatti essere inglobato nella sfera del <strong>greenwashing </strong>quando le comunicazioni di marketing non solo non si basano sul “vero”, ma sfruttano principalmente la “Wellness Mania”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo di cosa si tratta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Wellness Mania e greenwashing</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo davanti a noi due strade. L&#8217;una
caratterizzata da un&#8217;attenzione crescente nei confronti di stili di vita
sostenibili, modalità di acquisto green oriented e autentico interesse per la
salvaguardia del pianeta, soprattutto in una situazione di pandemia mondiale
come quella che stiamo vivendo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall&#8217;altra parte sta tuttavia emergendo
un fenomeno che possiamo definire come “wellness mania”. Intendiamo con
wellness mania l&#8217;attenzione maniacale per la salute e la cura della propria
persona. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>wellness mania</strong> non è disgiunta da un&#8217;epoca storica nella quale proliferano malattie e virus contagiosi, tuttavia si tratta di una tendenza che era in atto <em>già prima</em> che si verificasse la diffusione di Covid-19. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le implicazioni di questa attenzione
maniacale per l&#8217;immagine, la salute e il benessere personale, se da una parte
fanno ben sperare per la messa in pratica di stili di vita sostenibili e di
qualità, dall&#8217;altra parte indicano una strada orientata ad un individualismo
estremo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se una persona è disposta a spendere
centinaia di euro per una borsa o un capo di abbigliamento prodotto da una
maison fashion green oriented &#8211; e quella stessa persona ha a cuore la propria
salute in maniera maniacale &#8211; possiamo dire che la sua non è una scelta di
acquisto propriamente etica dal momento che la sostenibilità della quale si fa
partecipe, è una sostenibilità che riguarda solo la propria sfera personale:
non voglio che ci sia inquinamento nel mondo perché tengo molto alla mia salute
e al mio benessere personale. Alla base di una scelta come questa non ci sono
implicazioni di carattere collettivo o di benessere per la comunità. Questa è
la silente tendenza in atto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta naturalmente di un discorso ampio sul quale possiamo iniziare a riflettere per comprendere al meglio questa sorta di transizione ecologica del marketing creando così gli strumenti cognitivi adatti per proteggerci dalle logiche in espansione del <strong>greenwahsing. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Marketing etico e Covid-19</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; necessario comprendere non solo il reale &#8220;<strong>purpose</strong>&#8221; alla base delle azioni delle aziende green oriented, ma anche il purpose che guida le scelte dei consumatori. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Al di là delle reali intenzioni di<strong> marketing green autentico</strong> o <strong>greenwashing </strong>delle aziende, l&#8217;attenzione alle politiche ambientali e sostenibili non è solo una moda, quanto una necessità impellente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sistema ecologico è infatti al collasso, come testimonia la situazione storica che stiamo vivendo e che, da quel che dicono gli esperti, non è nient&#8217;altro che il primo anello di una lunga catena di stravolgimenti che potrebbero causare conseguenze importanti in ambito sociale, economico e politico. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fabriziotodisco.com/blog/tra-etica-e-purpose-la-transizione-ecologica-del-marketing/">Tra Etica e &#8220;Purpose&#8221; la transizione ecologica del marketing.</a> proviene da <a href="https://www.fabriziotodisco.com">Fabrizio Todisco</a>.</p>
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		<title>Nostalgia Marketing: quando emozioni e ricordi guidano le strategie di marketing</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2021 14:26:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quanto valgono le emozioni, i ricordi e la nostalgia del passato? «Nostalgia, nostalgia canaglia, di una strada, di un amico, di un bar» questa celebre canzone di Albano e Romina descrive perfettamente uno dei sentimenti forse più intensi che l&#8217;essere umano conosca: la nostalgia. Oggi l’effetto nostalgia lo ritroviamo spesso nel marketing, sempre più aziende infatti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fabriziotodisco.com/blog/nostalgia-marketing/">Nostalgia Marketing: quando emozioni e ricordi guidano le strategie di marketing</a> proviene da <a href="https://www.fabriziotodisco.com">Fabrizio Todisco</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quanto valgono le emozioni, i ricordi e la nostalgia del passato?</strong></h2>



<hr class="wp-block-separator is-style-dots"/>



<p class="wp-block-paragraph"> «Nostalgia, nostalgia canaglia, di una strada, di un amico, di un bar»  questa celebre canzone di Albano e Romina descrive perfettamente uno dei sentimenti forse più intensi che l&#8217;essere umano conosca: la nostalgia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi l’<strong>effetto nostalgia </strong>lo ritroviamo spesso nel marketing, sempre più aziende infatti mirano a coinvolgere il proprio pubblico facendo emergere vecchi ricordi del passato, in particolare quelli che risalgono all’infanzia o all’adolescenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per fare leva su queste
emozioni del consumatore nel processo d’acquisto si recuperano e ripropongono vecchi
simboli degli anni passati, in particolare gli anni ’80 e ’90, per stimolare
l’immaginario di alcune generazioni e la curiosità di altre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Del resto i marketer sanno benissimo che è più facile riposizionare sul mercato un brand già noto che crearne uno nuovo e partendo da questo presupposto sono stati sviluppati progetti che hanno fatturato cifre molto importanti con il marketing della nostalgia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio è stato la
messa in onda su Fox della prima puntata dello storico teen drama<strong> Beverly
Hills 90210 </strong>trasmesso in Italia nel lontano 1992 e legato al compianto Luke
Perry, che ha tenuto incollati agli schermi milioni di spettatori, oppure il
remake de <strong>Il re leone</strong> che ha superato i venti milioni di incassi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma si tratta di un
approccio che coinvolge un pubblico ben preciso e che fa leva sulla voglia di
contemplare i “bei tempi” del passato. Una strategia che non solo può avere un
forte effetto sui consumatori, ma può migliorare notevolmente l’immagine e la
solidità di un brand.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo allora quale
impatto ha il Nostalgia Marketing sulle nostre scelte d’acquisto e sulle nostre
vite.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Nostalgia Marketing: cosa significa?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La parola “nostalgia” deriva
dal greco <em>nòstos</em> (ritorno) e <em>àlgos</em> (dolore), e indica dunque uno
stato psicologico malinconico causato dal desiderio acuto di un passato che si
desidera rivivere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante la malinconia per tutti quegli oggetti che sono scomparsi dalle nostre vite, si tratta di una sensazione che comunque genera una percezione più positiva rispetto agli eventi futuri, come scientificamente dimostrato da uno <a href="http://web.mit.edu/curhan/www/docs/Articles/biases/Book_Chapter_Theory_of_Temporal_Adjustments.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">studio di T.R. Mitchell e L. Thompson</a>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In effetti l’evidenza di
un mondo che cambia così velocemente un po’ spaventa, mentre il rifugio
consolatore dei bei tempi analogici è rassicurante. Questo atteggiamento si
riflette anche sui social, visto che su Instagram l’hashtag <strong>#nostalgia</strong>
che conta più di 13 milioni di post, numeri decisamente più consistenti
rispetto a quelli legati a eventi futuri. Inoltre per ricreare la sensazione di
benessere legata alla nostalgia del passato su Facebook è stata creata appunto
la funzione <strong>Ricordi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il marketing dunque
conosce bene il senso di sicurezza e familiarità legato alla nostalgia e quanto
questo possa rendere in termini economici. Per questo le strategie di Nostalgia
Marketing sono indirizzate a target ben precisi:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>I <strong>Baby Boomer</strong> (i nati tra il 1946 e
il 1964 circa), il cui riferimento temporale sono gli anni ’60 e ’70;</li><li>La <strong>Generazione X</strong> (i nati tra1965 e
il 1980 circa), il cui riferimento temporale sono gli anni ’80;</li><li>I <strong>Millennials </strong>(i nati tra il 1981 e
il 1996 circa), il cui riferimento temporale sono gli anni ’90</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questi ultimi in particolare sono i figli della
rivoluzione digitale, cioè quelli che nella loro infanzia/adolescenza hanno
vissuto in prima persona il passaggio dall’analogico al digitale, e sono molto
sensibili a prodotti e messaggi che rievocano quegli anni. Offrono dunque un
terreno molto fertile per molte campagne e operazioni di marketing negli ultimi
tempi.</strong><strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Nostalgia Marketing si occupa quindi di rendere di
nuovo attuali alcuni archetipi della nostra vita passata (dal cibo ai vestiti
fino all’intrattenimento) tramite azioni di <em>advertising</em>, messaggi
pubblicitari, Digital PR e <em>branded content</em>.</strong><strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Attingere a questi ricordi culturali per realizzare
una campagna di Nostalgia Marketing consente di stimolare creatività altamente
remunerative.</strong><strong></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Nostalgia Effect</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">I ricordi di quando
eravamo giovani sono tutti positivi perché vivevamo in un periodo di relativa
calma e siamo stati catapultati troppo velocemente nell’era digitale che ha
spazzato subito via vecchie ancore di salvezza emotiva come gli oggetti a cui
eravamo legati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Nostalgia Effect
dunque riporta alla mente quei periodi spensierati e si traduce nella voglia di
acquistare o fruire di prodotti legati al proprio vissuto, un esempio è il successo
di serie tv come <strong>Stranger Things </strong>su<strong> Netflix</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa <strong>Revival Era</strong>
in cui spopola la costruzione idealizzata del passato porta all’incasso oggetti
e mode passate riproposti e adattati all’epoca contemporanea per soddisfare gli
appetiti nostalgici dei consumatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La costruzione di
relazioni sociali attraverso la nostalgia consente alle aziende di guadagnare
sfruttando quella sensazione ottimistica che accompagna il ricordo del passato
e che diventa un elemento chiave nel processo di acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente non tutte le
aziende sono adatte a questo tipo di Marketing perché serve un immaginario
collettivo fortemente radicato in una popolazione o in una generazione e
riferimenti positivi ben consolidati nel passato. Non solo, ma la costruzione
del messaggio deve essere ovviamente attuale, con linguaggio, colori e visual
dei nostri tempi, per non sfociare in un rimpianto negativo del passato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio la nostalgia di
quelle emozioni che ci riportano a quando eravamo bambini, in particolare a
quando film, canzoni, spettacoli e prodotti avevano un effetto particolarmente
magico sulla nostra immaginazione, l’elemento che viene sfruttato dai
pubblicitari per rievocare quegli stati d’animo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo dunque qualche
esempio di brand che ha fatto un ottimo uso del Nostalgia Marketing.<strong></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Nostalgia Marketing: alcuni esempi</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il marketing della
nostalgia si fonda sulla riproposta di ciò che a suo tempo era famoso, dalla
musica latina che impazzava negli anni Novanta allo stile vintage nella moda,
ma anche a prodotti-icone come il Buondì Motta o le scarpe Superga.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni brand internazionali
hanno fatto leva proprio sui ricordi dei loro consumatori per rafforzare la
loro immagine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio offline è il negozio di vinili <a href="https://space.bilibili.com/507750901" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">Raccoon Records</a> di Shangai, che in soli due anni di vita sta sfruttando il ritorno di questi dischi per fare vendite da capogiro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune campagne di
Nostalgia Marketing realizzate da grossi brand li hanno catapultati negli anni
Ottanta e Novanta rievocando memorie dell’infanzia e riconnettendosi agli
utenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Walmart </strong>ha realizzato una pubblicità con le automobili più note della nostra infanzia, dalla Ecto-1 dei Ghostbuster a KIIT, la celebre Supercar</p>



<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/whpJBY5W7xo" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen=""></iframe>



<p class="wp-block-paragraph">Un’iniziativa simile è&nbsp;stata fatta da <strong>Ford</strong>&nbsp;con la&nbsp;campagna&nbsp;<em>#unFordgettable</em>, dove con una serie di video ha cercato di ricreare la nostra vita se vivessimo ancora con gli strumenti tecnologici degli anni ’90</p>



<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/arhKVIfjhQk" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen=""></iframe>



<p class="wp-block-paragraph">Numerose aziende hanno
adottato il <strong>Vintage Marketing</strong> o <strong>Retro-Marketing</strong> per le loro
campagne pubblicitarie o per rilanciare mode e prodotti. In questo caso dunque
il vintage diventa una strategia di comunicazione che fa leva sul sentimento
nostalgico del passato. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Vintage Marketing
viene applicato in diversi settori e in modi diversi, per esempio con un nuovo
packaging o un nuovo logo che rievochi quello passato o utilizzando immagini e
canzoni che evochino appunto un tuffo nel passato e viene lanciato così il
revival del prodotto sul mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio è il ritorno delle macchine fotografiche <strong>Polaroid</strong> o la NES Mini di <strong>Nintendo</strong> con al suo interno alcuni dei suoi giochi più classici, di cui in pochissimi giorni furono vendute tutte le copie.</p>



<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/yJched2MvZ8" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen=""></iframe>



<p class="wp-block-paragraph">Bella anche la campagna di <strong>Microsoft </strong>che ricorda come in realtà abbiamo conosciuto Internet Explorer proprio negli anni Novanta e nello spot scorrono immagini di marsupi, Tamagotchi e tagli di capelli a scodella.</p>



<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/qkM6RJf15cg" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen=""></iframe>



<p class="wp-block-paragraph">Operazione nostalgia anche per la celebre catena internazionale di fast food <strong>Burger King</strong>, che dopo 22 anni cambia aspetto e punta su un ritorno al passato con uno stile vintage che si colloca nella finestra temporale tra il 1969 e il 1999.</p>



<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/6DgtheeJSkY" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen=""></iframe>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come usare il Nostalgia Marketing?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">È ovvio che questa
tipologia di Marketing funziona meglio se i brand sono ben radicati
nell’immaginario collettivo del pubblico di riferimento, poiché le abitudini di
consumo sono condizionate dal contesto culturale e dalle varie rappresentazioni
di brand e prodotti. Inoltre se non ben realizzata, una campagna del genere può
annoiare per mancanza di innovazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Nostalgia Marketing si
rivolge a un pubblico ben preciso e diffonde un messaggio in grado di
raccontare un’epoca unica che fa sentire ancora speciale chi l’ha vissuta.
Cerca allora di </p>



<ul class="wp-block-list"><li>Indagare negli interessi che motivano il
tuo pubblico;</li><li>Analizzare i big data di settore per
trovare i driver giusti già sviluppati in passato;</li><li>Sviluppare la buyer personas specifica per
la generazione del tuo target;</li><li>Realizzare e diffondere un messaggio
esclusivo;</li><li>Contattare influencer retrò per potenziare
il tuo messaggio con campagne content veramente creative ed emozionali.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Se la strategia è ben
implementata apporterà notevoli benefici in termini di brand awareness e di
engagement delle aziende, perché il loro pubblico si sentirà protagonista
assoluto della narrazione del brand.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dare un tocco di retrò
può essere davvero una strategia futuristica di successo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fabriziotodisco.com/blog/nostalgia-marketing/">Nostalgia Marketing: quando emozioni e ricordi guidano le strategie di marketing</a> proviene da <a href="https://www.fabriziotodisco.com">Fabrizio Todisco</a>.</p>
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