<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Abitare</title>
	<atom:link href="https://www.abitare.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.abitare.it/it/</link>
	<description>Abitare</description>
	<lastBuildDate>Thu, 28 May 2026 09:40:58 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9</generator>

<image>
	<url>https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2020/07/favicon4.ico?v=424158</url>
	<title>Abitare</title>
	<link>https://www.abitare.it/it/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Grado Zero</title>
		<link>https://www.abitare.it/it/architettura/progetti/2026/05/29/philipp-architekten-villa-mahler-stoccarda/</link>
					<comments>https://www.abitare.it/it/architettura/progetti/2026/05/29/philipp-architekten-villa-mahler-stoccarda/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Abitare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[cemento]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[legno]]></category>
		<category><![CDATA[vetro]]></category>
		<category><![CDATA[ville]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.abitare.it/?p=545458</guid>

					<description><![CDATA[<p>Spazi liberi e ariosi arredati con pochi pezzi che portano i segni della lavorazione artigianale. Con Villa Mahler, Philipp Architekten introduce l’idea di ‘Architettura da collezione’, mettendo in scena una versione materica e imperfetta di bellezza</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.abitare.it/it/architettura/progetti/2026/05/29/philipp-architekten-villa-mahler-stoccarda/">Grado Zero</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.abitare.it/it/">Abitare</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La fotografa tedesco-americana Ruth Bernard sosteneva che l’immagine in bianco e nero, concentrando lo sguardo su ciò che conta, aiuta a vedere le tensioni delle strutture e delle forme. Le sagome ascetiche di Villa Mahler a Stoccarda, realizzate da Philipp Architekten, seguono un principio analogo: riportare l’architettura al suo grado zero, estromettendo ogni forma di colore e decoro per lavorare con lo spazio, i volumi e la luce. «Il mio atteggiamento è sempre quello dell’ascolto», racconta Anna Philipp, autrice del progetto. «L’architettura nasce dal dialogo con la visione del cliente: in questo caso, non era richiesta una casa convenzionale, ma un palcoscenico per la convivialità. Niente mobili di design e allestimenti soffocanti, quindi, ma un ambiente sgombro, arioso, dedicato agli amici, alla musica e allo stare insieme».</p>



<p class="wp-block-sg-block-simple-block custom-block">        <div class="gal_thumbs_sc">
            <ul>
				                    <li>
                        <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/architettura/progetti/philipp-architekten-villa-mahler-stoccarda/" target="blank">
                            <img decoding="async" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/01-Villa-Mahler-Philipp-Architekten-200x150.jpg?v=545933" width="200" height="150" alt="Philipp Architekten, Villa Mahler A Stoccarda">
                        </a>
                    </li>
					                    <li>
                        <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/architettura/progetti/philipp-architekten-villa-mahler-stoccarda/" target="blank">
                            <img decoding="async" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/02-Villa-Mahler-Philipp-Architekten-200x150.jpg?v=545934" width="200" height="150" alt="Philipp Architekten, Villa Mahler A Stoccarda">
                        </a>
                    </li>
					                    <li>
                        <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/architettura/progetti/philipp-architekten-villa-mahler-stoccarda/" target="blank">
                            <img decoding="async" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Villa-Mahler-Philipp-Architekten-200x150.jpg?v=545935" width="200" height="150" alt="Philipp Architekten, Villa Mahler A Stoccarda">
                        </a>
                    </li>
					            </ul>

            <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/architettura/progetti/philipp-architekten-villa-mahler-stoccarda/" title="Philipp Architekten, villa Mahler a Stoccarda" target="blank"><strong>Vai alla gallery</strong></a>

        </div>

        <p></p>
		</p>



<p>Situata in una zona residenziale e circondata da un grande giardino, la casa si presenta come un volume compatto di vetro, cemento e legno carbonizzato. La pianta a L si sviluppa su tre piani per 478 metri quadrati complessivi, riproponendo il medesimo rigore anche all’interno: superfici continue, scabre, nessuna concessione al superfluo. Il foyer, rifinito con cemento a vista per pavimento e soffitto, assume una postura quasi monumentale. Pannelli di acciaio brunito, stondati, rivestono le pareti, accompagnando la transizione verso il living, mentre una scala a rampa unica, scultorea e precisa, collega tutti i livelli. Il piano terreno è il vero centro della casa. Cucina, pranzo e soggiorno sono fusi in un unico ambiente dove i soffitti di cinque metri e la grande vetrata a tutt’altezza garantiscono luce naturale in abbondanza. A seconda dell’ora o della stagione, contrasti e chiaroscuri diversi scandiscono il ritmo dello spazio su pareti, pavimenti e soffitti: «La luce qui non è applicata, ma orchestrata», spiega l’architetta. A spezzare l’austerità rarefatta della zona giorno, un dettaglio inatteso: il tappeto di sei metri quadrati color oro, tessuto con lino e filato Lurex, che il cliente voleva consumato, vissuto «come dopo un concerto dei Nirvana». Anche lo studio e le altre camere, ai diversi piani, mantengono la stessa rigorosa disciplina formale, alternando il grigio del cemento ai bruni del metallo e del legno.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="630" height="741" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/12-Villa-Mahler-Philipp-Architekten-630x741.jpg?v=545944" alt="" class="wp-image-545944" srcset="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/12-Villa-Mahler-Philipp-Architekten-630x741.jpg?v=545944 630w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/12-Villa-Mahler-Philipp-Architekten-255x300.jpg?v=545944 255w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/12-Villa-Mahler-Philipp-Architekten-768x904.jpg?v=545944 768w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/12-Villa-Mahler-Philipp-Architekten-300x353.jpg?v=545944 300w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/12-Villa-Mahler-Philipp-Architekten-350x412.jpg?v=545944 350w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/12-Villa-Mahler-Philipp-Architekten.jpg?v=545944 1020w" sizes="auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ritratto di Anna Philipp, architetta e interior designer, erede di una tradizione tricentenaria di maestria nell’arte della costruzione. Dal 2005 è a capo dello studio fondato dal padre, che ha sedi nel castello di Waldenburg, in Germania, a Zurigo e a Francoforte. (ph. José Campos)</figcaption></figure>



<p>A Villa Mahler è stata introdotta l’idea di ‘Collectible architecture’: ciascun elemento di arredo è di fattura artigianale e porta i segni e le imperfezioni della lavorazione manuale. Insieme, questi pezzi formano un’unica <em>Gesamtkunstwerk</em>, un’opera d’arte architettonica coerente. In questo caso si è optato per una triade materica composta da calcestruzzo a vista, acciaio nero e legno carbonizzato (quest’ultimo è un omaggio alle origini alpine del cliente). Per Anna Philipp né l’architettura, né l’arte coincidono con la purezza astratta. Il minimalismo di Villa Mahler sintetizza una versione materica, imperfetta di bellezza. «È come un luogo da cui non vorresti mai andartene», conclude la progettista.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="630" height="420" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/05-Villa-Mahler-Philipp-Architekten-630x420.jpg?v=545937" alt="" class="wp-image-545937" srcset="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/05-Villa-Mahler-Philipp-Architekten-630x420.jpg?v=545937 630w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/05-Villa-Mahler-Philipp-Architekten-300x200.jpg?v=545937 300w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/05-Villa-Mahler-Philipp-Architekten-768x512.jpg?v=545937 768w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/05-Villa-Mahler-Philipp-Architekten-350x233.jpg?v=545937 350w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/05-Villa-Mahler-Philipp-Architekten.jpg?v=545937 1200w" sizes="auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px" /><figcaption class="wp-element-caption">La cucina di cemento e acciaio scuro, come il tavolo di legno carbonizzato, sono un manifesto di quella ‘Collectible architecture’ fatta di piccole imperfezioni artigianali che Anna Philipp definisce come «sismografi dell’autenticità». (ph. José Campos)</figcaption></figure>
<hr class="wp-block-separator"><span style="color:#808080">Abitare © RIPRODUZIONE RISERVATA</span><p>L'articolo <a href="https://www.abitare.it/it/architettura/progetti/2026/05/29/philipp-architekten-villa-mahler-stoccarda/">Grado Zero</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.abitare.it/it/">Abitare</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.abitare.it/it/architettura/progetti/2026/05/29/philipp-architekten-villa-mahler-stoccarda/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Abitare 655</title>
		<link>https://www.abitare.it/it/in-edicola/2026/05/26/abitare-655-edicola/</link>
					<comments>https://www.abitare.it/it/in-edicola/2026/05/26/abitare-655-edicola/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Abitare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 15:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In edicola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.abitare.it/?p=545994</guid>

					<description><![CDATA[<p>Interni minimal nella campagna di Scicli, intervista al giovane ceo dello studio norvegese Nordic Office of Architecture, sei voci che alla scorsa Milano Design Week hanno consacrato la propria autorialità. Luci: tutte le novità. Abitare è in edicola dal 27 maggio</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.abitare.it/it/in-edicola/2026/05/26/abitare-655-edicola/">Abitare 655</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.abitare.it/it/">Abitare</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il nuovo numero di <strong><em>Abitare</em> è in edicola dal 27 maggio</strong>.</p>



<p>In evidenza, la torre Huergo dello studio <strong>Adamo-Faiden</strong> a Buenos Aires, cerniera tra il centro e l’ex porto; il nuovo flagship store di Poliform in piazza della Scala a Milano, in continuo dialogo con la città; l’edificio composto di tegole di vetro con il quale lo studio di Stoccarda <strong>Wulf Architekten</strong> ha sostituito una casa medievale a Reutlingen, parte di un museo; il libro <em>Rainbow Dreams</em>, rassegna di opere d’arte dedicate all’arcobaleno. Intervista a <strong>Eskild Andersen</strong>, ceo dello studio norvegese Nordic Office of Architecture, autore tra l’altro della ricostruzione del quartiere governativo di Oslo.</p>



<p>Tra le case, la residenza diffusa nell’entroterra di Scicli firmata <strong>Studio Gum</strong>, la dimora ai piedi del Monte Fuji di <strong>HAMS and, Studio</strong>, segnata da una passerella rossa con diverse funzioni, l’antica cantina a quaranta chilometri da Lisbona trasformata da <strong>Atelier Matteo</strong> <strong>Arnone</strong> nella residenza per due dj.</p>



<p>Nel dossier, le <strong>nuove luci</strong> all’insegna del comfort e le <strong>placche</strong> multifunzione tra estetica rétro e rigore geometrico.</p>



<p>Puoi scoprire Abitare attraverso <strong><a href="https://www.abitare.it/it/free-digital-edition/2026/05/26/preview-abitare-655/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PREVIEW</a></strong>, un’anteprima digitale gratuita che contiene diverse pagine della rivista.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.abitare.it/it/free-digital-edition/2026/05/26/preview-abitare-655/" target="_blank" rel=" noreferrer noopener"><img loading="lazy" decoding="async" width="350" height="479" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/655-cover-prw-350.jpg?v=546256" alt="" class="wp-image-546256" srcset="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/655-cover-prw-350.jpg?v=546256 350w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/655-cover-prw-350-219x300.jpg?v=546256 219w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/655-cover-prw-350-300x411.jpg?v=546256 300w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a></figure>
</div>


<p>I contenuti del numero 655</p>



<p><strong>COVER STORY<br>Effetto villaggio<br></strong><em>di Giuseppe Santonocito, foto di Filippo Bamberghi<br></em>Tre edifici connessi da una cortina di tufo, limite permeabile della casa di campagna progettata da Studio Gum nell’entroterra di Scicli</p>



<p><strong>PROGETTI<br>Linea di confine<br></strong><em>di Leonardo Lella, foto di Javier Agustín Rojas<br></em>Cerniera tra il centro e l’ex porto di Buenos Aires, la nuova torre Huergo ideata dallo studio Adamo-Faiden è concepita come un elemento dinamico in dialogo con il paesaggio&nbsp;</p>



<p><strong>In giardino vale tutto<br></strong><em>di Laura Bianchi<br></em>Rispettare la natura del luogo. Lasciare che il verde sia in parte selvatico. Conoscere le regole ma sentirsi liberi di infrangerle. È il punk gentile di TERREMOTO, collettivo di paesaggisti californiani</p>



<p><strong>Architettura<br></strong><em>di Leonardo Lella<br></em>La capitale del Messico si apre al sociale con tanti nuovi hub – pubblici e privati – dedicati a cultura, tempo libero e aggregazione. Ecco gli interventi più emblematici</p>



<p><strong>L’edificio fantasma<br></strong><em>di Giuseppe Santonocito, foto di Brigida González<br></em>A Reutlingen, in Germania, una sequenza di casa costruzioni medievali rinasce come Museo Storico. Lo studio di Stoccarda Wulf Architekten firma il progetto, che le collega tra loro e riempie un vuoto con un volume evanescente. Completamente rivestito di vetro</p>



<p><strong>Design<br></strong><em>servizio di Paola Carimati<br></em>Sei voci che alla scorsa Milano Design Week hanno consacrato la propria autorialità. Tra scarti, manualità e forze talismaniche&nbsp;</p>



<p><strong>Interni e paesaggio urbano<br></strong><em>di Luca Trombetta<br></em>Il nuovo flagship di Poliform progettato da Stefano Belingardi Clusoni trasforma<br>lo storico palazzo ottocentesco accanto al Teatro alla Scala in una sequenza<br>di ambienti fluidi, dove tutto concorre a costruire un dialogo continuo con la città</p>



<p><strong>Spazi Temporanei<br></strong><em>di Sara Banti<br></em>Palazzi d’epoca e vecchie fabbriche usati per sfilate, produzioni cinematografiche, mostre, oppure per cohousing e coworking. Ma solo a breve termine: il tempo necessario a far partire la rigenerazione. gli interventi italiani di Urban Value</p>



<p><strong>L’arte del colore<br></strong><em>di Paola Nicolin<br></em>Duecento opere di cento artisti contemporanei celebrano in un libro l’arcobaleno, simbolo universale di speranza, ottimismo e ripresa</p>



<p><strong>L’INTERVISTA<br>Eskild Andersen<br></strong><em>di Sara Banti<br></em>« Per ogni opera abbiamo un libro digitale con schizzi e schemi, che cresce di riunione in riunione insieme al progetto e al dialogo con la committenza»</p>



<p><strong>INTERIORS<br>Red Ring<br></strong><em>di Maria Chiara Virgili, foto&nbsp;di Akira Nakamura<br></em>Ai piedi del Monte Fuji, una villa diventa rifugio ibrido, combinando uso privato e ospitalità. Pezzo forte della ristrutturazione – opera di HAMS and, Studio – è l’<em>engawa</em>, lo spazio-filtro tipico delle case giapponesi</p>



<p><strong>Materioteca<br></strong><em>a cura di Francesca Tagliabue<br></em>Legni, pietre e carta di riso per un mix and match ispirato alla natura</p>



<p><strong>Superfici narrative<br></strong><em>di Luca Maria Francesco Fabris, foto Piercarlo Quecchia / DSL Studio<br></em>La luce è protagonista del recupero di un complesso per uffici anni Novanta, convertito dallo studio PAN nell’abitazione milanese di un collezionista. Dove i materiali mantengono la loro autentica evidenza</p>



<p><strong>Smart Ideas<br></strong><em>di Chiara Maranzana<br></em>Soluzioni sorprendenti e funzionali per piccoli spazi</p>



<p><strong>A tutto volume<br></strong><em>di Maria Chiara Virgili, foto&nbsp;di Federico Cairoli<br></em>Rigore, simmetria e un inedito gioco di pieni e vuoti. Atelier Matteo Arnone trasforma un’antica cantina a quaranta chilometri da Lisbona nella residenza per due dj. Con studi di registrazione gemelli che invadono gli interni</p>



<p><strong>DESIGN<br>Business Story<br></strong><em>di Chiara Maranzana</em>, <em>foto di Luca Rotondo</em> Cresciuto tra le porcellane di famiglia, Tonino Tognana ha riportato in vita il brand veneziano Geminiano Cozzi. Con un catalogo di decori storici e creazioni d’autore destinato a hôtellerie e alta ristorazione</p>



<p><strong>Dossier Lighting Design<br></strong><em>a cura di Francesca Tagliabue<br></em>Tecniche, decorative, architetturali: le nuove luci all’insegna del comfort</p>



<p><strong>Dossier Placche</strong><em><br>a cura di Francesca Tagliabue<br></em>Pulsantiere multifunzione tra estetica rétro e rigore minimal</p>
<hr class="wp-block-separator"><span style="color:#808080">Abitare © RIPRODUZIONE RISERVATA</span><p>L'articolo <a href="https://www.abitare.it/it/in-edicola/2026/05/26/abitare-655-edicola/">Abitare 655</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.abitare.it/it/">Abitare</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.abitare.it/it/in-edicola/2026/05/26/abitare-655-edicola/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Preview Abitare 655</title>
		<link>https://www.abitare.it/it/free-digital-edition/2026/05/26/preview-abitare-655/</link>
					<comments>https://www.abitare.it/it/free-digital-edition/2026/05/26/preview-abitare-655/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Abitare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 15:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Free Digital Edition]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.abitare.it/?p=546030</guid>

					<description><![CDATA[<p>Registrandoti o facendo login puoi scoprire Abitare attraverso PREVIEW, un&#8217;anteprima digitale gratuita che contiene diverse pagine della rivista. SFOGLIA Abitare Preview Abitare © RIPRODUZIONE RISERVATA</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.abitare.it/it/free-digital-edition/2026/05/26/preview-abitare-655/">Preview Abitare 655</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.abitare.it/it/">Abitare</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Registrandoti o facendo login puoi scoprire <em>Abitare</em> attraverso <strong><a href="https://sfogliatore.rcsperiodici.it/sfogliatore/?group=ABITARE&amp;codtestata=1012&amp;codedizione=1&amp;datapubb=20260526&amp;profile=free" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PREVIEW</a></strong>, un&#8217;anteprima digitale gratuita che contiene diverse pagine della rivista.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>SFOGLIA Abitare Preview</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://sfogliatore.rcsperiodici.it/sfogliatore/?group=ABITARE&amp;codtestata=1012&amp;codedizione=1&amp;datapubb=20260526&amp;profile=free" target="_blank" rel=" noreferrer noopener"><img loading="lazy" decoding="async" width="620" height="397" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/655-articolo-620-3D.jpg?v=546280" alt="" class="wp-image-546280" srcset="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/655-articolo-620-3D.jpg?v=546280 620w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/655-articolo-620-3D-300x192.jpg?v=546280 300w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/655-articolo-620-3D-350x224.jpg?v=546280 350w" sizes="auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px" /></a></figure>
</div>


<p></p>
<hr class="wp-block-separator"><span style="color:#808080">Abitare © RIPRODUZIONE RISERVATA</span><p>L'articolo <a href="https://www.abitare.it/it/free-digital-edition/2026/05/26/preview-abitare-655/">Preview Abitare 655</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.abitare.it/it/">Abitare</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.abitare.it/it/free-digital-edition/2026/05/26/preview-abitare-655/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Laurids Gallée</title>
		<link>https://www.abitare.it/it/design/prodotti/2026/05/25/laurids-gallee-design-artigianale-digitale/</link>
					<comments>https://www.abitare.it/it/design/prodotti/2026/05/25/laurids-gallee-design-artigianale-digitale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[lucatrombetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[Austria]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[scultura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.abitare.it/?p=545454</guid>

					<description><![CDATA[<p>Resina scolpita come pietra, legno lavorato con processi ibridi e tecniche popolari reinventate: nel lavoro del designer austriaco, il progetto diventa un terreno dove digitale e artigianale costruiscono nuove forme di racconto</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.abitare.it/it/design/prodotti/2026/05/25/laurids-gallee-design-artigianale-digitale/">Laurids Gallée</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.abitare.it/it/">Abitare</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Austriaco, classe 1989, formatosi tra Vienna e la Design Academy di Eindhoven, Laurids Gallée appartiene a quella generazione di designer che usa la materia come strumento analitico più che come mezzo espressivo. Dallo studio di Rotterdam, aperto nel 2017, sviluppa una ricerca al confine tra design, scultura e artigianato, in cui il processo ha un peso pari, se non superiore, al risultato finale. La resina, ultimamente, è al centro del suo lavoro. Non come materiale da stampo, ma come corpo solido da scolpire: blocchi pieni modellati con frese, scalpelli e carteggiature, in un procedimento più vicino alla lavorazione della pietra che alle tecniche industriali. La luce – integrata con Led ad alta efficienza e calcolata con software ottici – attraversa il materiale generando rifrazioni interne, gradienti e vibrazioni cromatiche. «La forma è un risultato», racconta, «guidata dal modo in cui la luce ‘danza’ nella resina».</p>



<p class="wp-block-sg-block-simple-block custom-block">        <div class="gal_thumbs_sc">
            <ul>
				                    <li>
                        <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/design/prodotti/laurids-gallee-design-artigianale-digitale/" target="blank">
                            <img loading="lazy" decoding="async" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/04-Laurids-Gallee-en-200x150.jpg?v=545792" width="200" height="150" alt="Laurids Gallée, Il Designer Austriaco Che Mescola Artigianale E">
                        </a>
                    </li>
					                    <li>
                        <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/design/prodotti/laurids-gallee-design-artigianale-digitale/" target="blank">
                            <img loading="lazy" decoding="async" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/02-Laurids-Gallee-200x150.jpg?v=545790" width="200" height="150" alt="Laurids Gallée, Il Designer Austriaco Che Mescola Artigianale E">
                        </a>
                    </li>
					                    <li>
                        <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/design/prodotti/laurids-gallee-design-artigianale-digitale/" target="blank">
                            <img loading="lazy" decoding="async" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Laurids-Gallee-200x150.jpg?v=545791" width="200" height="150" alt="Laurids Gallée, Il Designer Austriaco Che Mescola Artigianale E">
                        </a>
                    </li>
					            </ul>

            <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/design/prodotti/laurids-gallee-design-artigianale-digitale/" title="Laurids Gallée, il designer austriaco che mescola artigianale e digitale" target="blank"><strong>Vai alla gallery</strong></a>

        </div>

        <p></p>
		</p>



<p>Le sue superfici, stratificate e pigmentate, conservano una tensione fisica che sembra quasi geologica: venature, filamenti, piani di colore come sezioni minerali. In parallelo, Gallée porta avanti un lavoro sul legno. Anche qui la tecnica è ibrida: incisioni laser sul massello e un lungo lavoro di pittura a strati, mascherature e vernici. Un procedimento sviluppato durante gli studi come alternativa all’intarsio, non più basato sulla composizione di tasselli ma sulla costruzione di superfici grafiche continue con la stessa complessità visiva: colori pieni, sfumature ad aerografo, pattern che richiamano il folklore dell’Austria settentrionale, in particolare i <em>Bauernmöbel</em> (i mobili contadini dipinti a mano) e la pittura ‘al rovescio’ su vetro, praticata da secoli con disegni medievali. Questo doppio registro – minimale e decorativo, scultoreo e illustrativo – non è una contraddizione ma un metodo: «Non sono definito da un’unica forma o da una sola tipologia di oggetti», ammette. «Diffido dei crea­tivi che trovano una cosa sola e la ripetono per 15 anni».</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="630" height="834" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/08-Laurids-Gallee-630x834.jpg?v=545796" alt="" class="wp-image-545796" srcset="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/08-Laurids-Gallee-630x834.jpg?v=545796 630w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/08-Laurids-Gallee-227x300.jpg?v=545796 227w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/08-Laurids-Gallee-768x1016.jpg?v=545796 768w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/08-Laurids-Gallee-300x397.jpg?v=545796 300w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/08-Laurids-Gallee-350x463.jpg?v=545796 350w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/08-Laurids-Gallee.jpg?v=545796 907w" sizes="auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il tavolino Carrera del 2023, composto da sottili tubi di acciaio cromato.</figcaption></figure>



<p>Le idee arrivano da materiali, memorie familiari, tecniche in via di estinzione e da un archivio visivo senza gerarchie, dove convivono bulloni, pitture rupestri e artigianato popolare. Il processo è diviso quasi a metà tra digitale e manuale. I software servono per visualizzare proporzioni e scenari luminosi, la realtà virtuale per testare scala e presenza nello spazio, ma la sostanza del lavoro è fisica, in laboratorio. Dopo i primi riconoscimenti internazionali – arrivati grazie al magazine online <em>Sight Unseen</em> nel 2020 – Gallée ha consolidato la sua presenza nelle gallerie internazionali: Objects With Narratives (Bruxelles), Collectional (Dubai) e, più di recente, Delvis (Un)Limited a Milano. Tra i progetti recenti, una scrivania in radica per Dolce&amp;Gabbana, interamente realizzata da artigiani italiani, e una nuova serie di sculture luminose che presenterà a marzo presso Objects With Narratives. In arrivo anche una collezione di bicchieri in cristallo insieme a maestri vetrai cechi, una delle prime edizioni numerate. «Per me è una novità lavorare su quantità così elevate». Il suo lavoro torna sempre allo stesso punto: alla possibilità di costruire oggetti che siano al tempo stesso superfici luminose, materie dense e sistemi di segni. Una pratica che interroga la natura stessa del design – tra funzione, immagine e racconto – e posiziona Gallée tra le voci più interessanti della nuova scena europea.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="630" height="810" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Laurids-Gallee-630x810.jpg?v=545791" alt="" class="wp-image-545791" srcset="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Laurids-Gallee-630x810.jpg?v=545791 630w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Laurids-Gallee-233x300.jpg?v=545791 233w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Laurids-Gallee-768x988.jpg?v=545791 768w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Laurids-Gallee-300x386.jpg?v=545791 300w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Laurids-Gallee-350x450.jpg?v=545791 350w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Laurids-Gallee.jpg?v=545791 933w" sizes="auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px" /><figcaption class="wp-element-caption">Le forme organiche della sospensione Calamus sono il risultato di un lungo processo di levigatura della resina (2025). (ph. Mathijs Labadie)</figcaption></figure>
<hr class="wp-block-separator"><span style="color:#808080">Abitare © RIPRODUZIONE RISERVATA</span><p>L'articolo <a href="https://www.abitare.it/it/design/prodotti/2026/05/25/laurids-gallee-design-artigianale-digitale/">Laurids Gallée</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.abitare.it/it/">Abitare</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.abitare.it/it/design/prodotti/2026/05/25/laurids-gallee-design-artigianale-digitale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Prefab di ultima generazione</title>
		<link>https://www.abitare.it/it/architettura/progetti/2026/05/22/daria-sheina-casa-prefab-keats-island-canada/</link>
					<comments>https://www.abitare.it/it/architettura/progetti/2026/05/22/daria-sheina-casa-prefab-keats-island-canada/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca MF Fabris]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Canada]]></category>
		<category><![CDATA[legno]]></category>
		<category><![CDATA[prefabbricazione]]></category>
		<category><![CDATA[ville]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.abitare.it/?p=545450</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si ispira alle case cubiche di Piet Bom la dimora nelle foreste di Keats Island firmata da Daria Sheina. Che ha utilizzato un sistema di legno prefabbricato, installato in appena due giorni</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.abitare.it/it/architettura/progetti/2026/05/22/daria-sheina-casa-prefab-keats-island-canada/">Prefab di ultima generazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.abitare.it/it/">Abitare</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi venti anni le tecnologie applicate al legno da costruzione hanno compiuto balzi notevoli, permettendo di realizzare – velocemente, bene e in modo sostenibile – opere che prima si ritenevano impensabili. Ne è conseguito un adeguamento normativo che, per tutta una serie di fattori, l’Europa ha effettuato più rapidamente di altre realtà mondiali, dando il via libera a un prodotto come il Cross-Laminated Timber (CLT), diventato un alleato formidabile di molti progettisti. Paradossalmente, in paesi come il Canada – dalle cui foreste proviene buona parte del legno usato per produrre il CLT – la revisione legislativa è molto recente. Bisogna tenere conto di tutto ciò per comprendere l’eccezionalità dell’edificio realizzato da Daria Sheina nelle foreste di Keats Island, un’isola posta all’apertura della baia di Howe a una trentina di chilometri da Vancouver. Esperta nell’utilizzo di questa tecnologia, come si evince dal portfolio del suo studio, l’architetta moscovita, trasferitasi nella metropoli del British Columbia da una decina d’anni, è una portavoce dell’architettura ambientalmente responsabile.</p>



<p class="wp-block-sg-block-simple-block custom-block">        <div class="gal_thumbs_sc">
            <ul>
				                    <li>
                        <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/architettura/progetti/daria-sheina-casa-prefab-keats-island-canada/" target="blank">
                            <img loading="lazy" decoding="async" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/02-Dimora-foreste-Keats-Island-Daria-Sheina-200x150.jpg?v=545739" width="200" height="150" alt="Daria Sheina, Casa Prefabbricata Nella Canadese Keats Island">
                        </a>
                    </li>
					                    <li>
                        <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/architettura/progetti/daria-sheina-casa-prefab-keats-island-canada/" target="blank">
                            <img loading="lazy" decoding="async" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Dimora-foreste-Keats-Island-Daria-Sheina-200x150.jpg?v=545740" width="200" height="150" alt="Daria Sheina, Casa Prefabbricata Nella Canadese Keats Island">
                        </a>
                    </li>
					                    <li>
                        <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/architettura/progetti/daria-sheina-casa-prefab-keats-island-canada/" target="blank">
                            <img loading="lazy" decoding="async" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/04-Dimora-foreste-Keats-Island-Daria-Sheina-200x150.jpg?v=545741" width="200" height="150" alt="Daria Sheina, Casa Prefabbricata Nella Canadese Keats Island">
                        </a>
                    </li>
					            </ul>

            <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/architettura/progetti/daria-sheina-casa-prefab-keats-island-canada/" title="Daria Sheina, casa prefabbricata nella canadese Keats Island" target="blank"><strong>Vai alla gallery</strong></a>

        </div>

        <p></p>
		</p>



<p>La casa, realizzata in due giorni a partire da elementi prefabbricati con una tecnologia CLT elaborata da BC Passive House e trasportati in loco prima via nave e poi in elicottero, poggia su fondazioni in cemento armato puntuali, che hanno avuto un impatto minimo sul sottofondo roccioso del lotto. Strutturalmente riprende e rielabora le case cubiche di Piet Bom per il complesso residenziale Blaakse Bos, realizzato a Rotterdam quarant’anni fa: «È frutto», ricorda Sheina, «di un intricato puzzle di progettazione, ingegneria e logistica, il cui risultato è una dimora che appare allo stesso tempo intenzionale e naturale. I proprietari, Chadd Andre e Sean Sikorski, hanno deciso di chiamarla The Nest, un nome-manifesto che evoca un senso di protezione. Il progetto si è quindi evoluto naturalmente esplorando le qualità proprie del nido: uno spazio accogliente e intimo modellato da movimenti circolari e da una profonda connessione con il luogo».</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="630" height="473" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/05-Dimora-foreste-Keats-Island-Daria-Sheina-630x473.jpg?v=545742" alt="" class="wp-image-545742" srcset="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/05-Dimora-foreste-Keats-Island-Daria-Sheina-630x473.jpg?v=545742 630w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/05-Dimora-foreste-Keats-Island-Daria-Sheina-300x225.jpg?v=545742 300w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/05-Dimora-foreste-Keats-Island-Daria-Sheina-768x576.jpg?v=545742 768w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/05-Dimora-foreste-Keats-Island-Daria-Sheina-200x150.jpg?v=545742 200w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/05-Dimora-foreste-Keats-Island-Daria-Sheina-100x75.jpg?v=545742 100w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/05-Dimora-foreste-Keats-Island-Daria-Sheina-620x465.jpg?v=545742 620w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/05-Dimora-foreste-Keats-Island-Daria-Sheina-350x263.jpg?v=545742 350w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/05-Dimora-foreste-Keats-Island-Daria-Sheina.jpg?v=545742 1200w" sizes="auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il living visto dal mezzanino. Il pavimento verde è di Marmoleum, linoleum di Forbo. (ph. Andrew Latreille)</figcaption></figure>



<p>Nei suoi tre livelli, l’abitazione massimizza la superficie edificabile giocando con l’interazione tra i due volumi geometrici ruotati che permette di ottenere una copertura trasparente aperta verso il cielo, quasi fosse un telescopio, e una porzione di superficie dall’inclinazione perfetta per l’allocazione dell’impianto fotovoltaico. La struttura, completamente realizzata in pannelli di legno massiccio senza uso di acciaio, è rivestita in cedro rosso occidentale che, con la patina del tempo, prenderà il colore dei tronchi delle conifere circostanti. Autosufficiente energeticamente, il rifugio ha una toilette a inceneritore e un sistema di raccolta e filtraggio dell’acqua piovana e presenta interni minimalisti caratterizzati da finiture in legno a vista e pavimenti in Marmoleum verde che riprendono il colore del muschio esterno.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="630" height="473" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Dimora-foreste-Keats-Island-Daria-Sheina-630x473.jpg?v=545740" alt="" class="wp-image-545740" srcset="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Dimora-foreste-Keats-Island-Daria-Sheina-630x473.jpg?v=545740 630w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Dimora-foreste-Keats-Island-Daria-Sheina-300x225.jpg?v=545740 300w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Dimora-foreste-Keats-Island-Daria-Sheina-768x576.jpg?v=545740 768w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Dimora-foreste-Keats-Island-Daria-Sheina-200x150.jpg?v=545740 200w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Dimora-foreste-Keats-Island-Daria-Sheina-100x75.jpg?v=545740 100w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Dimora-foreste-Keats-Island-Daria-Sheina-620x465.jpg?v=545740 620w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Dimora-foreste-Keats-Island-Daria-Sheina-350x263.jpg?v=545740 350w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Dimora-foreste-Keats-Island-Daria-Sheina.jpg?v=545740 1200w" sizes="auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il living, con le grandi finestre scorrevoli. Divano MP-41 di Percival Lafer; tavolini Attila Gnome di Philippe Starck, Kartell. (ph. Andrew Latreille)</figcaption></figure>



<p></p>
<hr class="wp-block-separator"><span style="color:#808080">Abitare © RIPRODUZIONE RISERVATA</span><p>L'articolo <a href="https://www.abitare.it/it/architettura/progetti/2026/05/22/daria-sheina-casa-prefab-keats-island-canada/">Prefab di ultima generazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.abitare.it/it/">Abitare</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.abitare.it/it/architettura/progetti/2026/05/22/daria-sheina-casa-prefab-keats-island-canada/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intervista: Third Nature</title>
		<link>https://www.abitare.it/it/architettura/progetti/2026/05/20/third-nature-intervista/</link>
					<comments>https://www.abitare.it/it/architettura/progetti/2026/05/20/third-nature-intervista/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sara Banti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Copenhagen]]></category>
		<category><![CDATA[Danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.abitare.it/?p=545504</guid>

					<description><![CDATA[<p>«Invece di puntare tutto sul gesto artistico, dovremmo comunicare con i cittadini e risolvere i loro problemi. Che significa accettare come parte primaria del nostro lavoro la gestione della complessità» Malene Krüger, Ole Schrøder</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.abitare.it/it/architettura/progetti/2026/05/20/third-nature-intervista/">Intervista: Third Nature</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.abitare.it/it/">Abitare</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quindici anni fa – era il giugno del 2011 – Copenaghen sperimentò un’alluvione che mise sotto scacco l’intera comunità per settimane, causando 800 milioni di danni. Per puro caso, ma forse no, pochi giorni prima del disastro un gruppo di architetti, tra cui Ole Schrøder, aveva proposto la trasformazione in chiave sostenibile di un quartiere a nord della città, Skt. Kjelds, nell’ambito del concorso Europan dedicato agli architetti under 40. Vinto il contest, partì la realizzazione di quello che oggi è uno dei primi distretti climatici in Danimarca, un’area urbana di cento ettari che non si è mai più allagata. Nasce così nel 2012 lo studio Third Nature, che oggi vanta molte altre avventure green, tra cui le cinque strade nel centro di Copenaghen rivisitate proprio in questi giorni a vantaggio di pedoni e ciclisti, le prime di un programma di 15. Abitare ha intervistato il fondatore Ole Schrøder e la ceo Malene Krüger.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="630" height="528" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/02-Intervista-Third-Nature-630x528.jpg?v=545853" alt="" class="wp-image-545853" srcset="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/02-Intervista-Third-Nature-630x528.jpg?v=545853 630w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/02-Intervista-Third-Nature-300x251.jpg?v=545853 300w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/02-Intervista-Third-Nature-768x643.jpg?v=545853 768w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/02-Intervista-Third-Nature-350x293.jpg?v=545853 350w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/02-Intervista-Third-Nature.jpg?v=545853 1200w" sizes="auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px" /><figcaption class="wp-element-caption">La planimetria complessiva dell’imponente operazione Resiliency Island.</figcaption></figure>



<p><strong>Perché a suo tempo siete partiti da Skt. Kjelds?<br></strong>Abbiamo scelto quell’area semplicemente perché ci era facile raggiungerla saltando su una bici. Era un quartiere poco attraente e pieno d’asfalto, e una normativa sollecitava proposte per le zone in cui fosse documentato un venti per cento in eccesso di superfici pavimentate. L’obiettivo era gestire meglio l’acqua piovana, evitare le isole di calore, favorire la biodiversità. Ma ciò che ha convinto il Comune è stata soprattutto la nostra analisi economica: la manutenzione di quelle strade asfaltate finiva per costare all’amministrazione più di un parco.</p>



<p><strong>È stato difficile convincere gli abitanti?<br></strong>Nel processo di trasformazione del quartiere abbiamo coinvolto circa diecimila persone, attraverso più di 170 iniziative guidate dai cittadini. Siamo partiti da una ricognizione sulle necessità reali raccolte attraverso workshop e incontri. Non c’erano negozi né caffè nella zona. Mancavano alberi e panchine. Oggi è un luogo pieno di vita dove la gente cammina nel lato soleggiato della strada, tra la vegetazione, mentre le auto in sosta occupano il lato più in ombra. Non lo chiamano più Skt. Kjelds ma Climate Neighbourhood, perché sono migliorate sia la qualità dell’aria che la biodiversità. Ha cambiato identità. Quando passiamo di lì i bar del quartiere ci offrono caffè e croissant. Grazie a noi hanno raddoppiato il loro giro d’affari!</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="630" height="394" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/12-Intervista-Third-Nature-630x394.jpg?v=545863" alt="" class="wp-image-545863" srcset="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/12-Intervista-Third-Nature-630x394.jpg?v=545863 630w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/12-Intervista-Third-Nature-300x188.jpg?v=545863 300w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/12-Intervista-Third-Nature-768x480.jpg?v=545863 768w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/12-Intervista-Third-Nature-350x219.jpg?v=545863 350w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/12-Intervista-Third-Nature.jpg?v=545863 1200w" sizes="auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px" /><figcaption class="wp-element-caption">L’immagine spiega il funzionamento della Climate Tile, la formella traforata da 62&#215;80 cm con tre possibili spessori, utilizzata per i bordi delle strade. Al suo interno contiene canali che possono indirizzare il 30 per cento dell’acqua piovana in apposite vasche di stoccaggio.</figcaption></figure>



<p><strong>Un progetto che ne ha generati molti altri in città…<br></strong>Sì, e alle scale più diverse. C’è la Climate Tile, un omaggio agli acquedotti romani, la formella di cemento riciclato che abbiamo studiato per i bordi della strada, che al suo interno canalizza l’acqua. C’è l’Adaptation Park, un giardino all’italiana ripensato per poter stoccare l’acqua in eccesso, ispirandosi alle cisterne indiane. E poi Resiliency Island, la grande operazione già in cantiere destinata ad accompagnarci nei prossimi anni, parte di un sistema che proteggerà Copenaghen dall’innalzamento dell’oceano. Ben 60 nuovi ettari di paesaggio che verranno creati con terra e detriti dei cantieri cittadini, partendo dall’analisi della costa e dalla direzione dei venti, non da un disegno estetico. Siamo molto orgogliosi perché già oggi il primo tratto di diga realizzato si sta rivelando un habitat perfetto per alghe e crostacei.</p>



<p><strong>Quali sono i principali ostacoli in cui vi imbattete nel vostro lavoro di transizione green?<br></strong>Fin dai suoi esordi l’urbanistica moderna lega la pianificazione alla presenza dell’automobile, e ancora oggi si continua a prevedere troppi posti auto, il che autorizza una circolazione veicolare invasiva. Si piantano tanti alberi, ma sono troppo piccoli e spesso non sopravvivono. In generale mancano una visione complessiva della città e un modo sistemico di affrontare il progetto urbano. Le compagnie di servizi che agiscono nel sottosuolo per esempio sono tante e non si coordinano tra loro, questo genera molti lavori di scavo inutili e costi fuori controllo.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="630" height="394" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/15-Intervista-Third-Nature-630x394.jpg?v=545867" alt="" class="wp-image-545867" srcset="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/15-Intervista-Third-Nature-630x394.jpg?v=545867 630w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/15-Intervista-Third-Nature-300x188.jpg?v=545867 300w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/15-Intervista-Third-Nature-768x480.jpg?v=545867 768w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/15-Intervista-Third-Nature-350x219.jpg?v=545867 350w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/15-Intervista-Third-Nature.jpg?v=545867 1200w" sizes="auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px" /><figcaption class="wp-element-caption">L’ex impianto di trattamento delle acque reflue Verket a Ulricehamn, in Svezia, verrà trasformato in area ricettiva dove sperimentare la connessione tra habitat e acqua. L’apertura al pubblico della prima fase è avvenuta lo scorso ottobre.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="630" height="350" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/16-Intervista-Third-Nature-630x350.jpg?v=545868" alt="" class="wp-image-545868" srcset="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/16-Intervista-Third-Nature-630x350.jpg?v=545868 630w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/16-Intervista-Third-Nature-300x167.jpg?v=545868 300w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/16-Intervista-Third-Nature-768x427.jpg?v=545868 768w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/16-Intervista-Third-Nature-350x195.jpg?v=545868 350w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/16-Intervista-Third-Nature.jpg?v=545868 1200w" sizes="auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px" /><figcaption class="wp-element-caption">Commissionato a Third Nature dalle città di Copenaghen e Frederiksberg, il progetto The Green Spine immagina un asse pedonale e ciclabile lungo quattro chilometri immerso nel verde che collega i due centri. Grazie a un tunnel eliminerebbe il 60% del traffico veicolare.</figcaption></figure>



<p><strong>Cosa si può fare per migliorare e sveltire i processi?<br></strong>Occorre pensare più in grande. Per accelerare i tempi c’è bisogno di collaborazione tra l’amministrazione, le società di servizi, le imprese private e le comunità: dal masterplan alla realizzazione oggi passano troppi anni. Ma anche noi progettisti abbiamo delle responsabilità. Invece di puntare tutto sul gesto artistico, dovremmo soprattutto comunicare con i cittadini e fornire soluzioni ai loro problemi. Il che significa accettare come parte primaria del nostro lavoro la gestione della complessità.</p>



<p><strong>Di recente il Danish Architecture Center ha ospitato la vostra installazione sui funghi, un’altra sfaccettatura della sostenibilità.<br></strong>Sì, abbiamo dimostrato come in soli 30 metri quadrati di ‘urban farm’ – in cui si coltiva il fungo <em>Grifola Frondosa</em>, o <em>maitake</em>, usando fondi di caffè e segatura di legno – si possa produrre una quantità di nutrienti che attraverso l’allevamento di bovini comporterebbe un consumo di suolo cento volte superiore. La Danimarca ancora oggi è un paese per il 63 per cento agricolo, ma dobbiamo iniziare a farci delle domande. Con l’installazione Habitat 25 ci abbiamo provato, in collaborazione con l’urban farmer e innovatore Lasse Antoni Carlsen.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="630" height="418" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/05-Intervista-Third-Nature-630x418.jpg?v=545856" alt="" class="wp-image-545856" srcset="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/05-Intervista-Third-Nature-630x418.jpg?v=545856 630w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/05-Intervista-Third-Nature-300x199.jpg?v=545856 300w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/05-Intervista-Third-Nature-768x510.jpg?v=545856 768w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/05-Intervista-Third-Nature-350x232.jpg?v=545856 350w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/05-Intervista-Third-Nature.jpg?v=545856 1200w" sizes="auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px" /><figcaption class="wp-element-caption">L’installazione allestita nel centro di Copenaghen dimostra il vantaggio della coltivazione verticale di funghi, in termini di risparmio di suolo. (ph. Anders Sune Berg)</figcaption></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity" />



<p><strong>Third Nature</strong>, le opere principali:</p>



<p class="wp-block-sg-block-simple-block custom-block">        <div class="gal_thumbs_sc">
            <ul>
				                    <li>
                        <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/architettura/progetti/third-nature-le-opere-principali/" target="blank">
                            <img loading="lazy" decoding="async" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/02-Intervista-Third-Nature-200x150.jpg?v=545853" width="200" height="150" alt="Third Nature">
                        </a>
                    </li>
					                    <li>
                        <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/architettura/progetti/third-nature-le-opere-principali/" target="blank">
                            <img loading="lazy" decoding="async" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Intervista-Third-Nature-200x150.jpg?v=545854" width="200" height="150" alt="Third Nature">
                        </a>
                    </li>
					                    <li>
                        <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/architettura/progetti/third-nature-le-opere-principali/" target="blank">
                            <img loading="lazy" decoding="async" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/04-Intervista-Third-Nature-200x150.jpg?v=545855" width="200" height="150" alt="Third Nature">
                        </a>
                    </li>
					            </ul>

            <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/architettura/progetti/third-nature-le-opere-principali/" title="Third Nature, le opere principali" target="blank"><strong>Vai alla gallery</strong></a>

        </div>

        <p></p>
		</p>



<p></p>
<hr class="wp-block-separator"><span style="color:#808080">Abitare © RIPRODUZIONE RISERVATA</span><p>L'articolo <a href="https://www.abitare.it/it/architettura/progetti/2026/05/20/third-nature-intervista/">Intervista: Third Nature</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.abitare.it/it/">Abitare</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.abitare.it/it/architettura/progetti/2026/05/20/third-nature-intervista/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quiete senza enfasi</title>
		<link>https://www.abitare.it/it/habitat/landascape-design/2026/05/18/erik-dhont-paesaggista-belga-studio-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[matteo.poli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 10:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Landscape design]]></category>
		<category><![CDATA[Belgio]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[paesaggio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.abitare.it/blog-it/2025/11/26/paesaggi-eterni/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per il paesaggista belga Erik Dhont, che l’estate scorsa ha aperto una sede a Milano, l’intervento sul territorio non deriva da gesti astratti, ma dalla comprensione delle forze che lo governano</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.abitare.it/it/habitat/landascape-design/2026/05/18/erik-dhont-paesaggista-belga-studio-milano/">Quiete senza enfasi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.abitare.it/it/">Abitare</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>«I vincoli non sono dei limiti. Sono i punti di partenza che rivelano la struttura di un luogo». Nascono da questo presupposto gli interventi misurati, capaci di intensificare lo spazio senza sovraccaricarlo, del paesaggista belga Erik Dhont. Per lui – che compone i paesaggi come successioni di luoghi con intensità diverse – soglie, aperture e tracciati calibrati costruiscono una narrazione che si dispiega camminando. Questa logica, riconoscibile tanto nei giardini residenziali quanto nei progetti pubblici, trasforma l’esperienza del luogo in un processo di scoperta graduale, scandito da variazioni di luce, densità vegetale e rapporti tra pieni e vuoti. Fondamentali nei suoi progetti sono anche la gestione dell’acqua, la rigenerazione dei suoli e il controllo della luce e dell’ombra, che informano scelte vegetali capaci di attivare dinamiche ecologiche e dalla manutenzione contenuta. «Lasciare spazio al vivente richiede un equilibrio delicato, ma resta essenziale per costruire il futuro dei nostri paesaggi». Così il contributo di Dhont sembra risiedere in una speciale capacità di concepire il paesaggio non come sfondo ma come un quadro operativo in cui la logica territoriale si traduce in un assetto capace di durare, funzionare e orientare nel tempo l’evoluzione degli spazi abitati.</p>



<p class="wp-block-sg-block-simple-block custom-block">        <div class="gal_thumbs_sc">
            <ul>
				                    <li>
                        <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/habitat/landascape-design/erik-dhont-paesaggista-belga-studio-milano/" target="blank">
                            <img loading="lazy" decoding="async" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/01-Erik-Dhont-200x150.jpg?v=545693" width="200" height="150" alt="Erik Dhont Paesaggista Belga">
                        </a>
                    </li>
					                    <li>
                        <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/habitat/landascape-design/erik-dhont-paesaggista-belga-studio-milano/" target="blank">
                            <img loading="lazy" decoding="async" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/02-Erik-Dhont-200x150.jpg?v=545694" width="200" height="150" alt="Erik Dhont Paesaggista Belga">
                        </a>
                    </li>
					                    <li>
                        <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/habitat/landascape-design/erik-dhont-paesaggista-belga-studio-milano/" target="blank">
                            <img loading="lazy" decoding="async" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Erik-Dhont-200x150.jpg?v=545695" width="200" height="150" alt="Erik Dhont Paesaggista Belga">
                        </a>
                    </li>
					            </ul>

            <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/habitat/landascape-design/erik-dhont-paesaggista-belga-studio-milano/" title="Il paesaggista belga Erik Dhont" target="blank"><strong>Vai alla gallery</strong></a>

        </div>

        <p></p>
		</p>



<p>Nel Crematorium di Aalst, per esempio, minime variazioni di pendenza e zone a regime umido, progettate per gestire l’acqua e modulare la percezione, generano un’atmosfera di intensa quiete senza alcuna enfasi retorica; analogamente, nella Maroquinerie Hermès di Louviers, la trama di prati, frutteti e bacini definisce un paesaggio produttivo che ottimizza comfort climatico, vedute e connessioni interne. Anche nei contesti rurali, come la vasta proprietà di La Concepció a Minorca o il paesaggio collinare della residenza di Siena, Dhont lavora sul rapporto tra muri in pietra, dislivelli, vegetazione spontanea e percorsi, confermando la volontà di valorizzare l’ordine esistente anziché imporre un disegno formale.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="630" height="473" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/09-Erik-Dhont-630x473.jpg?v=545701" alt="" class="wp-image-545701" srcset="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/09-Erik-Dhont-630x473.jpg?v=545701 630w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/09-Erik-Dhont-300x225.jpg?v=545701 300w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/09-Erik-Dhont-768x576.jpg?v=545701 768w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/09-Erik-Dhont-200x150.jpg?v=545701 200w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/09-Erik-Dhont-100x75.jpg?v=545701 100w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/09-Erik-Dhont-620x465.jpg?v=545701 620w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/09-Erik-Dhont-350x263.jpg?v=545701 350w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/09-Erik-Dhont.jpg?v=545701 1200w" sizes="auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px" /><figcaption class="wp-element-caption">Veduta della tenuta La Concepció a Minorca, ancora in corso d’opera: qui Dhont lavora sul rapporto tra muri in pietra, dislivelli, vegetazione spontanea e percorsi. (ph. Jean-Pierre Gabriel)</figcaption></figure>



<p>La stessa misura si ritrova laddove la costruzione botanica diventa centrale. Nel giardino nel Kent, la piscina lineare si configura come un dispositivo ordinatore che organizza l’intero impianto, inserendosi in un insieme vegetale che guida lo sguardo, la luce e il ritmo della passeggiata. A Marrakech, su un terreno articolato in terrazze, specie mediterranee e nordafricane creano condizioni climatiche locali capaci di rispondere alle situazioni più estreme, mostrando quanto la vegetazione possa operare come infrastruttura e non come semplice ornamento. «I materiali portano memoria. Usarli bene significa rispettare i lunghi processi che li hanno formati», spiega il paesaggista, e lo stesso principio orienta le scelte botaniche basate su durabilità, adattabilità e coerenza con i cicli naturali.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="630" height="420" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/02-Erik-Dhont-630x420.jpg?v=545694" alt="" class="wp-image-545694" srcset="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/02-Erik-Dhont-630x420.jpg?v=545694 630w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/02-Erik-Dhont-300x200.jpg?v=545694 300w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/02-Erik-Dhont-768x512.jpg?v=545694 768w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/02-Erik-Dhont-350x233.jpg?v=545694 350w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/02-Erik-Dhont.jpg?v=545694 1200w" sizes="auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il progetto di riqualificazione di un’antica casa padronale nel Kent (2025) prende le mosse dalla riorganizzazione del terreno in pendenza, creando una passeggiata che integra la nuova piscina. (ph. Jean-Pierre Gabriel)</figcaption></figure>



<p></p>
<hr class="wp-block-separator"><span style="color:#808080">Abitare © RIPRODUZIONE RISERVATA</span><p>L'articolo <a href="https://www.abitare.it/it/habitat/landascape-design/2026/05/18/erik-dhont-paesaggista-belga-studio-milano/">Quiete senza enfasi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.abitare.it/it/">Abitare</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A tutto benessere</title>
		<link>https://www.abitare.it/it/design/prodotti/2026/05/18/estetica-e-benessere-minipiscina-drip-treesse/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Abitare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[piscine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.abitare.it/blog-it/2025/11/26/equilibrio-di-stili/</guid>

					<description><![CDATA[<p>È un raffinato equilibrio tra tecnologia e design la nuova minipiscina a sfioro Drip di Treesse. Perfetta in&#38;outdoor</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.abitare.it/it/design/prodotti/2026/05/18/estetica-e-benessere-minipiscina-drip-treesse/">A tutto benessere</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.abitare.it/it/">Abitare</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si accomoda in giardino come una scultura, ma la nuova minipiscina a sfioro <em>Drip</em> di Treesse si integra con naturalezza anche negli spazi indoor. Il segno di Marc Sadler ne estende l’effetto benessere all’estetica, esprimendo un raffinato equilibrio tra tecnologia e design. Il volume compatto della vasca è definito da una pannellatura esterna, che supera il livello di gronda a marcarne la presenza monolitica, impreziosita dal tocco degli angolari metallici.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="630" height="518" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/Treesse_DRIP_tecnica-blu-1200-630x518.jpg?v=545617" alt="" class="wp-image-545617" srcset="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/Treesse_DRIP_tecnica-blu-1200-630x518.jpg?v=545617 630w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/Treesse_DRIP_tecnica-blu-1200-300x247.jpg?v=545617 300w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/Treesse_DRIP_tecnica-blu-1200-768x631.jpg?v=545617 768w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/Treesse_DRIP_tecnica-blu-1200-350x288.jpg?v=545617 350w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/Treesse_DRIP_tecnica-blu-1200.jpg?v=545617 1200w" sizes="auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px" /><figcaption class="wp-element-caption">Le forme pure e il bordo a sfioro della minipiscina DRIP di Treesse, insieme alla tecnologia dell’idromassaggio Ghost System, offrono un’esperienza di benessere intensa e avvolgente.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="630" height="473" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/Treesse_DRIP_zenitale-1200-630x473.jpg?v=545618" alt="" class="wp-image-545618" srcset="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/Treesse_DRIP_zenitale-1200-630x473.jpg?v=545618 630w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/Treesse_DRIP_zenitale-1200-300x225.jpg?v=545618 300w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/Treesse_DRIP_zenitale-1200-768x576.jpg?v=545618 768w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/Treesse_DRIP_zenitale-1200-200x150.jpg?v=545618 200w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/Treesse_DRIP_zenitale-1200-100x75.jpg?v=545618 100w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/Treesse_DRIP_zenitale-1200-620x465.jpg?v=545618 620w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/Treesse_DRIP_zenitale-1200-350x263.jpg?v=545618 350w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/Treesse_DRIP_zenitale-1200.jpg?v=545618 1200w" sizes="auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px" /></figure>



<p>All’interno, l’idromassaggio è un’evoluzione del sistema Ghost, brevetto esclusivo di Treesse: con <em>Drip</em> i getti amplificano la propria potenza di erogazione, offrendo un massaggio intenso e avvolgente senza interrompere la purezza delle superfici. Il progetto si completa con i nuovi cuscini ad alta stabilità, pensati per garantire maggiore comfort e allo stesso tempo contribuire a un’estetica sobria e contemporanea.</p>
<hr class="wp-block-separator"><span style="color:#808080">Abitare © RIPRODUZIONE RISERVATA</span><p>L'articolo <a href="https://www.abitare.it/it/design/prodotti/2026/05/18/estetica-e-benessere-minipiscina-drip-treesse/">A tutto benessere</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.abitare.it/it/">Abitare</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Origami abitabile</title>
		<link>https://www.abitare.it/it/architettura/progetti/2026/05/15/studio-forma-co-living-hudson-valley/</link>
					<comments>https://www.abitare.it/it/architettura/progetti/2026/05/15/studio-forma-co-living-hudson-valley/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Abitare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[legno]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
		<category><![CDATA[ville]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.abitare.it/?p=545448</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nell’entroterra di New York, i due fondatori dello studio Forma hanno realizzato durante la pandemia una residenza per le loro famiglie. Con il volume scultoreo e i generosi affacci sulla Hudson Valley, la casa è un manifesto del co-living e dell’abitare minimo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.abitare.it/it/architettura/progetti/2026/05/15/studio-forma-co-living-hudson-valley/">Origami abitabile</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.abitare.it/it/">Abitare</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ha una presenza decisa la casa cubica realizzata dallo studio Forma a Hillsdale, tra le colline della Hudson Valley. Eppure il suo impatto sul paesaggio è sorprendentemente minimo: è una piccola opera d’arte abitabile. Esito di un laboratorio architettonico in tempi di pandemia, la residenza di Miroslava Brooks e Daniel Markiewicz – amici di lunga data e cofondatori dello studio con sedi a New York, Los Angeles e Philadelphia – prende forma nel 2020 quando i due architetti acquistano un lotto di 3,6 ettari a due ore dalla Grande Mela. Come molti durante il lockdown, sentono l’urgenza di riconnettersi con la natura. Immaginano così un rifugio da coabitare con le rispettive famiglie, immerso nei boschi lussureggianti dell’Upstate New York.</p>



<p class="wp-block-sg-block-simple-block custom-block">        <div class="gal_thumbs_sc">
            <ul>
				                    <li>
                        <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/architettura/progetti/studio-forma-co-living-hudson-valley/" target="blank">
                            <img loading="lazy" decoding="async" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/01-Residenza-New-York-studio-Forma-200x150.jpg?v=545631" width="200" height="150" alt="Studio Forma, Un Co Living Nella Campagna Della Hudson Valley |">
                        </a>
                    </li>
					                    <li>
                        <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/architettura/progetti/studio-forma-co-living-hudson-valley/" target="blank">
                            <img loading="lazy" decoding="async" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Residenza-New-York-studio-Forma-200x150.jpg?v=545633" width="200" height="150" alt="Studio Forma, Un Co Living Nella Campagna Della Hudson Valley |">
                        </a>
                    </li>
					                    <li>
                        <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/architettura/progetti/studio-forma-co-living-hudson-valley/" target="blank">
                            <img loading="lazy" decoding="async" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/04-Residenza-New-York-studio-Forma-200x150.jpg?v=545634" width="200" height="150" alt="Studio Forma, Un Co Living Nella Campagna Della Hudson Valley |">
                        </a>
                    </li>
					            </ul>

            <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/architettura/progetti/studio-forma-co-living-hudson-valley/" title="studio Forma, un co-living nella campagna della Hudson Valley" target="blank"><strong>Vai alla gallery</strong></a>

        </div>

        <p></p>
		</p>



<p>Il sogno si trasforma però in un’odissea progettuale lunga cinque anni, fatta di sperimentazione e perseveranza. «Questa casa è stata la nostra risposta creativa ai vincoli imposti dalla realtà, che ci hanno spinti a ragionare fuori dagli schemi. Optando per un volume compatto in un contesto rurale», raccontano Brooks e Markiewicz. L’impronta a terra di soli 65 metri quadrati e uno sviluppo verticale su tre livelli hanno ridotto drasticamente le operazioni di scavo e i relativi oneri, senza sacrificare l’estetica e l’abitabilità. «Da newyorkesi sappiamo che lo spazio è una risorsa preziosa e che si possono ottenere ottimi risultati anche in un volume contenuto. Inoltre, in un momento segnato da prezzi immobiliari inaccessibili, la comproprietà ci è apparsa una scelta molto sensata», spiegano.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="630" height="418" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/04-Residenza-New-York-studio-Forma-630x418.jpg?v=545634" alt="" class="wp-image-545634" srcset="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/04-Residenza-New-York-studio-Forma-630x418.jpg?v=545634 630w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/04-Residenza-New-York-studio-Forma-300x199.jpg?v=545634 300w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/04-Residenza-New-York-studio-Forma-768x510.jpg?v=545634 768w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/04-Residenza-New-York-studio-Forma-350x232.jpg?v=545634 350w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/04-Residenza-New-York-studio-Forma.jpg?v=545634 1200w" sizes="auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px" /><figcaption class="wp-element-caption">La sagoma particolare delle finestre diventa anche nella cucina un elemento generatore di soluzioni formali per l’intero ambiente. Sedie di legno e metallo Series 7 di Arne Jacobsen, Fritz Hansen; lampadario a sospensione Rice Paper Shade, HAY. (ph. Devon Banks)</figcaption></figure>



<p>Rivestita esternamente da tavole di cedro scurito, l’abitazione – tre camere da letto ciascuna con bagno e un luminoso living a doppia altezza più cucina, per un totale di 140 metri quadrati – cambia aspetto a seconda dell’angolazione da cui la si osserva. A ovest l’allineamento delle aperture svela la scansione su tre livelli della zona notte, definendo una facciata compatta e saldamente ancorata al terreno. A est sopra al portico c’è la zona giorno. Qui la composizione si fa più dinamica e rivela soluzioni inattese. Come un origami, il cubo sembra infatti smaterializzarsi lungo le diagonali, dando vita ad aperture pentagonali in corrispondenza del portico. Lasciato al vivo, questo spazio-filtro introduce al gioco di contrasti che oppone l’involucro – dalle tonalità fredde e cupe – ai caldi e accoglienti interni, caratterizzati da superfici di legno naturale. Fra gli arredi su disegno spicca il camino incassato a parete, che da un lato funge da piano di lavoro in continuità con la cucina, dall’altro incorpora una panca con vano contenitore. E poi, aperture calibrate per inquadrare il panorama, finiture speciali – come il terrazzo grigio dei bagni – e ricercati pezzi di design: ogni dettaglio coniuga vivibilità, efficienza e flessibilità d’uso. Pur entro limiti progettuali ben definiti: una dichiarazione d’intenti che risuona anche nel nome dello studio americano.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="630" height="278" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Residenza-New-York-studio-Forma-630x278.jpg?v=545633" alt="" class="wp-image-545633" srcset="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Residenza-New-York-studio-Forma-630x278.jpg?v=545633 630w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Residenza-New-York-studio-Forma-300x132.jpg?v=545633 300w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Residenza-New-York-studio-Forma-768x339.jpg?v=545633 768w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Residenza-New-York-studio-Forma-350x154.jpg?v=545633 350w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2026/05/03-Residenza-New-York-studio-Forma.jpg?v=545633 1200w" sizes="auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px" /><figcaption class="wp-element-caption">Collocato davanti alla finestra del soggiorno, il camino fa da baricentro tra l’area pranzo e il living. Le viste panoramiche spaziano in ogni direzione, incorniciando le Catskills a ovest, i Berkshires a est e lo stagno adiacente alla proprietà, direttamente apprezzabile dal piano di lavoro. (ph. Devon Banks)</figcaption></figure>
<hr class="wp-block-separator"><span style="color:#808080">Abitare © RIPRODUZIONE RISERVATA</span><p>L'articolo <a href="https://www.abitare.it/it/architettura/progetti/2026/05/15/studio-forma-co-living-hudson-valley/">Origami abitabile</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.abitare.it/it/">Abitare</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.abitare.it/it/architettura/progetti/2026/05/15/studio-forma-co-living-hudson-valley/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Luce, comfort e sostenibilità</title>
		<link>https://www.abitare.it/it/architettura/progetti/2026/05/04/edificio-supersostenibile-mobilis-anderlecht/</link>
					<comments>https://www.abitare.it/it/architettura/progetti/2026/05/04/edificio-supersostenibile-mobilis-anderlecht/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Abitare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[edifici direzionali]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[vetro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.abitare.it/blog-it/2026/01/28/giuseppe-la-spada-federica-brignone-traiettorie-liquide-2017/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Flessibile e riconfigurabile, il complesso polifunzionale Mobilis ad Anderlecht ha guadagnato la certificazione Breeam Outstanding. Grazie alle scelte in materia energetica e alle facciate vetrate di AGC Glass Europe</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.abitare.it/it/architettura/progetti/2026/05/04/edificio-supersostenibile-mobilis-anderlecht/">Luce, comfort e sostenibilità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.abitare.it/it/">Abitare</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Parcheggiati in buon ordine, gli ultimi modelli automobilistici di Volkswagen, Škoda e Seat/Cupra fanno bella mostra di sé dietro le ampie vetrate di Mobilis, nel contesto urbano di Arderlecht, in Belgio. Commissionato da D’Ieteren e progettato dal team composto da XDGA, Boydens e UTIL, l’edificio polifunzionale è infatti frutto di un approccio innovativo alla progettazione degli spazi: grazie a soluzioni ingegneristiche all’avanguardia, la struttura di calcestruzzo e acciaio consente una riconfigurazione continua degli spazi che li rendono capaci di rispondere alle esigenze dei suoi utenti nel tempo. Una caratteristica sintomo di sostenibilità.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="630" height="354" class="wp-image-545536" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/01-AGC-MOBILIS-13-3314-1-630x354.jpg?v=545536" alt="" srcset="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/01-AGC-MOBILIS-13-3314-1-630x354.jpg?v=545536 630w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/01-AGC-MOBILIS-13-3314-1-300x169.jpg?v=545536 300w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/01-AGC-MOBILIS-13-3314-1-768x432.jpg?v=545536 768w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/01-AGC-MOBILIS-13-3314-1-350x197.jpg?v=545536 350w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/01-AGC-MOBILIS-13-3314-1.jpg?v=545536 1200w" sizes="auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px" />
<figcaption class="wp-element-caption">La particolare configurazione a gradini delle lastre, che alterna pannelli interni ed esterni, consente una perfetta integrazione tra struttura e involucro.</figcaption>
</figure>



<p class="wp-block-sg-block-simple-block custom-block">        <div class="gal_thumbs_sc">
            <ul>
				                    <li>
                        <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/architettura/progetti/edificio-supersostenibile-mobilis-anderlecht/" target="blank">
                            <img loading="lazy" decoding="async" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/01-AGC-MOBILIS-13-3314-200x150.jpg?v=545528" width="200" height="150" alt="Agc">
                        </a>
                    </li>
					                    <li>
                        <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/architettura/progetti/edificio-supersostenibile-mobilis-anderlecht/" target="blank">
                            <img loading="lazy" decoding="async" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/02-AGC-MOBILIS-02-2918-200x150.jpg?v=545529" width="200" height="150" alt="Agc">
                        </a>
                    </li>
					                    <li>
                        <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/architettura/progetti/edificio-supersostenibile-mobilis-anderlecht/" target="blank">
                            <img loading="lazy" decoding="async" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/03-AGC-MOBILIS-17-3234-200x150.jpg?v=545530" width="200" height="150" alt="Agc">
                        </a>
                    </li>
					            </ul>

            <a href="https://www.abitare.it/it/gallery/architettura/progetti/edificio-supersostenibile-mobilis-anderlecht/" title="Edificio supersostenibile Mobilis ad Andrelecht" target="blank"><strong>Vai alla gallery</strong></a>

        </div>

        <p></p>
		</p>



<p>Ma non è l’unica: le strategie energetiche adottate – geotermia, pannelli solari, ventilazione naturale e sistemi di recupero dell’acqua piovana – concorrono a rendere Mobilis un edificio a energia neutra, tanto da meritare la certificazione Breeam Outstanding, il più alto standard in termini di sostenibilità e circolarità. Contribuisce a questo importante traguardo anche la facciata. Realizzata dall’azienda belga Polypane e dal facciatista Groven+, utilizza vetro AGC <em>Low Carbon Energy 72/38</em> incollato strutturalmente a profili in acciaio inox per creare un effetto tridimensionale ‘a fisarmonica’. Isolamento termico, trasparenza e controllo solare garantiscono comfort in tutte le stagioni a uffici, spazi di co-working, attività produttive urbane, aree fitness e ristorazione, anche loro ospiti di Mobilis.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="630" height="945" class="wp-image-545538" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/04-AGC-MOBILIS-08-2998-1-630x945.jpg?v=545538" alt="" srcset="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/04-AGC-MOBILIS-08-2998-1-630x945.jpg?v=545538 630w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/04-AGC-MOBILIS-08-2998-1-200x300.jpg?v=545538 200w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/04-AGC-MOBILIS-08-2998-1-768x1152.jpg?v=545538 768w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/04-AGC-MOBILIS-08-2998-1-300x450.jpg?v=545538 300w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/04-AGC-MOBILIS-08-2998-1-350x525.jpg?v=545538 350w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/04-AGC-MOBILIS-08-2998-1.jpg?v=545538 800w" sizes="auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px" />
<figcaption class="wp-element-caption">Il vetro AGC Low Carbon Energy 72/38 è incollato strutturalmente a profili in acciaio inox per creare un effetto tridimensionale ‘a fisarmonica’.</figcaption>
</figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="630" height="420" class="wp-image-545540" src="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/06-AGC-MOBILIS-23-3352-1-630x420.jpg?v=545540" alt="" srcset="https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/06-AGC-MOBILIS-23-3352-1-630x420.jpg?v=545540 630w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/06-AGC-MOBILIS-23-3352-1-300x200.jpg?v=545540 300w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/06-AGC-MOBILIS-23-3352-1-768x512.jpg?v=545540 768w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/06-AGC-MOBILIS-23-3352-1-350x233.jpg?v=545540 350w, https://static2.abitare.it/wp-content/uploads/2021/05/06-AGC-MOBILIS-23-3352-1.jpg?v=545540 1200w" sizes="auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px" />
<figcaption class="wp-element-caption">Il vetro AGC Low Carbon Energy 72/38 combina isolamento termico, trasparenza e controllo solare, garantendo comfort in tutte le stagioni.</figcaption>
</figure>
<hr class="wp-block-separator"><span style="color:#808080">Abitare © RIPRODUZIONE RISERVATA</span><p>L'articolo <a href="https://www.abitare.it/it/architettura/progetti/2026/05/04/edificio-supersostenibile-mobilis-anderlecht/">Luce, comfort e sostenibilità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.abitare.it/it/">Abitare</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.abitare.it/it/architettura/progetti/2026/05/04/edificio-supersostenibile-mobilis-anderlecht/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
