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	<title>Leggere tra le righe</title>
	
	<link>http://www.adeaedizioni.it/blog</link>
	<description>Il blog di Adea Edizioni</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 Feb 2012 22:19:46 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il senso di una Scuola</title>
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		<comments>http://www.adeaedizioni.it/blog/2012/02/23/il-senso-di-una-scuola/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 12:27:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Percorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi dell'anima]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[Horus]]></category>
		<category><![CDATA[Io sono me stesso]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Siamo orgogliosi di annunciare <strong>la nascita dell'Accademia Horus</strong>, una Scuola che, nella scia delle Grandi Tradizioni, si propone di divulgare la conoscenza di un Metodo completo per accrescere al massimo grado il potenziale individuale. <strong>Una scuola per lo studio pratico e teorico dell’essere umano e dell’ambiente in cui vive</strong>. Una Scuola che non promette il "segreto della pietra filosofale", né magiche formule per facilitare le cose. Che non proclama alcuna fede, né credenze, ideologie o culti di alcun genere. <strong>Una Scuola che propone un lavoro</strong>. Un impegno antico come il mondo che, passo dopo passo, porta alla conoscenza di sé e <strong>alla trasformazione, da esseri spaventati e vittime di illusioni, in uomini liberi di scegliere, agire e amare.</strong></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È uso comune parlare delle <strong>grandi culture del passato</strong> semplicemente citando il nome dei popoli che ne hanno custodito le vestigia. Diciamo, per esempio, &#8220;gli Egizi&#8221;, intendendo con il termine un&#8217;infinità di cose che vanno dalle straordinarie tecniche costruttive alla &#8220;tecnologia&#8221; di imbalsamazione, fino alla manifattura del papiro o ai geroglifici. O ammiriamo capolavori calligrafici e architetture così leggere da sembrare merletti riferendoci semplicemente alla &#8220;cultura araba&#8221;.</p>
<p>In generale, &#8220;i Babilonesi&#8221;, &#8220;i Greci&#8221;, &#8220;i Fenici&#8221;, &#8220;gli Indiani&#8221;, &#8220;i Maya&#8221; o &#8220;i Cinesi&#8221; sono per noi solo parole generiche che rappresentano il &#8220;tutto&#8221; che quelle culture hanno rappresentato e impresso nella memoria dell&#8217;uomo.</p>
<p><a href="http://www.adeaedizioni.it/blog/wp-content/uploads/Accademia-Horus2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2860" src="http://www.adeaedizioni.it/blog/wp-content/uploads/Accademia-Horus2.jpg" alt="" width="198" height="218" /></a>Ma – chiediamocelo – <strong>davvero quei popoli erano così</strong>? Davvero la vita comune di centinaia di migliaia di persone, in un dato periodo, era in grado di esprimere tanta bellezza e conoscenza? Nel corso del Rinascimento, per esempio, in Italia (e poi in tutta Europa) milioni di persone, di colpo, presero a esprimere grazia, eleganza, armonia delle forme ed equilibrio nello spazio?</p>
<p>Naturalmente non è così. Presso quei popoli, in quelle epoche, nelle strane pieghe della storia, <strong>un manipolo di pochi (o anche molti) individui fu in grado di esprimere una svolta, di mostrare un altro modo di guardare alla realtà, fornendo nuovo significato, senso e concretezza all&#8217;abitudine con cui tutti gli altri si accontentavano di interpretare la vita</strong>.</p>
<p><a href="http://www.adeaedizioni.it/blog/wp-content/uploads/Accademia-Horus3.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2861" title="" src="http://www.adeaedizioni.it/blog/wp-content/uploads/Accademia-Horus3.jpg" alt="" width="212" height="168" /></a>Non stiamo solo parlando di grandi uomini, di veri geni dell&#8217;umanità (che peraltro hanno senz&#8217;altro spiccato in quelle epoche), quanto di<strong> Scuole, movimenti di pensiero, insegnamenti provenienti da un nucleo di conoscenze</strong> che hanno saputo produrre una diversa visione della realtà. Dando delle risposte concrete – e poi realizzate e rimaste nel tempo – a ciò che sembrava immutabile e stantío.</p>
<p><strong>Le Scuole di Conoscenza hanno caratterizzato il movimento in avanti delle civiltà</strong>: le grandi accademie di Babilonia, le scuole misteriche egizie, le confraternite Sufi, i darsana filosofici indiani, le scuole filosofiche greche, la tradizione ermetica e tutte le cerchie, più o meno conosciute, che hanno dato il via a un rinnovamento del pensiero e della prassi in ogni epoca, sono stati i veri motori del cambiamento.</p>
<p>Grandi individui ne hanno fatto parte. Come allievi, partecipi ricercatori all&#8217;interno di una visione, sovente a loro volta fondatori di nuove scuole e continuatori di una tradizione che si è protratta nel tempo.</p>
<p><a href="http://www.accademiahorus.it"><img class="alignleft  wp-image-2859" src="http://www.adeaedizioni.it/blog/wp-content/uploads/Accademia-Horus.jpg" alt="" width="204" height="212" /></a>Per questo, <strong>ogni volta che una Scuola si annuncia, per noi è motivo di grande festa</strong>. Per l&#8217;occasione che si propone, per la novità che promette, per la possibilità che offre.</p>
<p>Siamo orgogliosi di annunciare, oggi, <strong>la nascita dell&#8217;Accademia Horus</strong>, una Scuola che, nella scia delle Grandi Tradizioni, si propone di divulgare la conoscenza di un Metodo completo per accrescere al massimo grado il potenziale individuale.</p>
<p>Una scuola per lo studio pratico e teorico dell’essere umano e dell’ambiente in cui vive. Una Scuola che non promette il &#8220;segreto della pietra filosofale&#8221;, né magiche formule per facilitare le cose. Che non proclama alcuna fede, né credenze, ideologie o culti di alcun genere. Che non distingue tra classi, possibilità o menti preparate (molto spesso, sono i cuori più semplici ad afferrare per primi l’essenza).</p>
<p><strong>Una Scuola che propone, però, un lavoro</strong>. Un impegno antico come il mondo che, passo dopo passo, porta alla conoscenza di sé. E alla <strong>trasformazione</strong>, da esseri spaventati e vittime di illusioni, in uomini liberi di scegliere, agire e amare.</p>
<p><a href="http://www.adeaedizioni.it/io-sono-me-stesso/"><img class="alignright  wp-image-2863" src="http://www.adeaedizioni.it/blog/wp-content/uploads/Io-sono-me-stesso.jpg" alt="" width="200" height="288" /></a>Lo fa lavorando a trecentosessanta gradi sul “sistema uomo”, <strong>incoraggiando a un’osservazione consapevole di tutti quei limiti che l’individuo stesso si pone</strong>. Per aiutarlo a capire chi è e cosa può fare, e quanto le sue qualità lo possano elevare e rendere decisivo per sé e per gli altri. <strong>Perché si possa fare un regalo: diventare se stesso</strong>.</p>
<p>Rimandiamo quindi al sito dell&#8217;<strong>Accademia</strong> (<a title="Accademia Horus" href="http://www.accademiahorus.it/" target="_blank">clicca qui per vederlo</a>) e al libro che abbiamo pubblicato per l&#8217;occasione: <strong><em><a title="Io sono me stesso" href="http://www.adeaedizioni.it/io-sono-me-stesso/" target="_blank">Io sono me stesso</a></em></strong>, di cui parleremo prossimamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<img src="http://www.adeaedizioni.it/blog/?ak_action=api_record_view&id=2849&type=feed" alt="" /><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/adeaedizioni/mFdq/~4/_8KsKgdMl00" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Gli infortuni dell’informazione</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/adeaedizioni/mFdq/~3/mbJOBt6a9tA/</link>
		<comments>http://www.adeaedizioni.it/blog/2012/01/13/gli-infortuni-dellinformazione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 21:13:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leggere la vita]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri e parole]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[America]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[ignoranza]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[Yoga]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L'informazione ci sommerge, ci travalica e, sempre più, <strong>sottovaluta la nostra intelligenza</strong>. Il sensazionalismo impera e ogni notizia, opportunamente "strillata", stravolge ogni più ragionevole evidenza. È il mondo dei numeri e delle statistiche avulse, degli allarmismi e dei giudizi perentori: <strong>ultima vittima lo Yoga</strong>, colpevole solo di essere millantato da innumerevoli ciarlatani di successo, ovunque nel mondo. <strong>Eccone un esempio..</strong>. [...]</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.adeaedizioni.it/blog/wp-content/uploads/scorpion.jpg"><br />
</a><a href="http://www.adeaedizioni.it/blog/wp-content/uploads/014.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2800" title="" src="http://www.adeaedizioni.it/blog/wp-content/uploads/014.jpg" alt="" width="170" height="321" /></a>È già pesante constatare quanti <strong>luoghi comuni</strong> esistano su pratiche e conoscenze che non hanno certo bisogno dell&#8217;<em>imprimatur</em> dei media per essere quello che sono, cioè <strong>utili e straordinariamente efficaci</strong>. Quando poi si comincia a screditarle, semplicemente per rispondere a un gioco mediatico che serve a vender libri e accreditare una fama da &#8220;esperto&#8221; a qualche nuovo <em>guru</em> del settore, allora <strong>la provocazione diventa insopportabile</strong> e richiede una pronta risposta.</p>
<p><strong>È quello che sta succedendo allo Yoga</strong> che, dopo bolle papali, anatemi e invettive di tutti i generi, si trova ora indicato come responsabile, negli Stati Uniti, di infortuni di vario genere&#8230; Ne fa menzione Federico Rampini, in un articolo apparso su <em>Repubblica</em> il 10 gennaio scorso: <em><a href="http://rampini.blogautore.repubblica.it/2012/01/10/allarme-dagli-usa-lo-yoga-puo-anche-far-male/" target="_blank">Allarme dagli USA, lo yoga può anche far male</a>.</em></p>
<p><a href="http://www.adeaedizioni.it/blog/wp-content/uploads/033.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2802" title="" src="http://www.adeaedizioni.it/blog/wp-content/uploads/033.jpg" alt="" width="227" height="225" /></a>In merito a queste <strong>recenti fesserie d&#8217;oltreoceano</strong>, mi associo totalmente all&#8217;<strong>intervento di Walter Ferrero, <a href="http://www.parsifal-yoga.it/articoli/yoga-e-gli-infortuni-dell-informazione/" target="_blank">pubblicato oggi sul sito Parsifal-Yoga</a></strong>, che con opportuna chiarezza riporta al proprio posto tutte quelle mode passeggere che – furbescamente e slealmente presentate con la patente dell&#8217; &#8220;antica conoscenza&#8221; – <strong>con lo Yoga non hanno assolutamente nulla a che fare</strong>.</p>
<p>Trovo l&#8217;intervento puntuale e appropriato e consiglio caldamente di leggerlo: lo trovate<a href="http://www.parsifal-yoga.it/articoli/yoga-e-gli-infortuni-dell-informazione/" target="_blank"> <strong>qui</strong></a>.</p>
<p><a href="http://www.adeaedizioni.it/blog/wp-content/uploads/023.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2801" title="" src="http://www.adeaedizioni.it/blog/wp-content/uploads/023.jpg" alt="" width="170" height="267" /></a>Non mi resta molto da aggiungere, se non <strong>mettere in guardia dall&#8217;informazione sensazionalistica</strong> di cui siamo ogni giorno vittime: si fa in fretta ad associare a statistiche avulse e non contestualizzate qualunque tipo di messaggio. Basta che &#8220;faccia notizia&#8221; e sia in grado di creare sconcerto, per avere la dignità di essere pubblicato. Tanto, nell&#8217; &#8220;usa e getta&#8221; della notizia urlata, domani si può sempre pubblicare l&#8217;esatto opposto. Basta riempire e vendere.</p>
<p><strong>Occhi aperti, dunque</strong>. Per non trovarci ad avere idee di altri, pensieri e opinioni che non ci appartengono, penetrate nella nostra pigra intelligenza, affascinata da tutto ciò che viene reiterato e &#8220;nobilitato&#8221; da testate o reti.</p>
<p>Per non credere a tutto, solo perché – come ammoniva sardonicamente il buon vecchio Jannacci – <em>«l&#8217;ha detto la televisione!»</em>&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<img src="http://www.adeaedizioni.it/blog/?ak_action=api_record_view&id=2785&type=feed" alt="" /><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/adeaedizioni/mFdq/~4/mbJOBt6a9tA" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Stupidità e ignoranza</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/adeaedizioni/mFdq/~3/6DPJJrdob60/</link>
		<comments>http://www.adeaedizioni.it/blog/2011/12/21/stupidita-e-ignoranza/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 11:23:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tradizioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.adeaedizioni.it/blog/?p=2759</guid>
		<description><![CDATA[<p><strong>Siamo al ridicolo</strong>. E c'è di che preoccuparsi... Nel terzo millennio, ancora una volta, <strong>si mettono i libri all'indice</strong>. E stavolta si tratta della <em>Bhagavad Gita</em>, un libro notoriamente malvagio e sovversivo... [...]</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.adeaedizioni.it/blog/wp-content/uploads/bhagavad-gita.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2777" src="http://www.adeaedizioni.it/blog/wp-content/uploads/bhagavad-gita.jpg" alt="" width="240" height="342" /></a>La notizia è di quelle da farsi sbellicare dalle risa… Eppure <strong>una certa preoccupazione la desta</strong>, se non altro per quel sapore di stupidità e ignoranza che accompagna tutte le peggiori iniziative della burocrazia di ogni tempo e luogo.</p>
<p><strong>Nella città di Tomsk, in Siberia</strong>, una corte avrebbe stabilito che la <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bhagavadgītā">Bhagavadgita</a></em>, il testo sacro degli induisti, sia di insulto ai non credenti.</p>
<p>Il magico e poetico testo dell’insegnamento di Krishna ad Arjuna <strong>rischia quindi di essere messo all’indice in Russia e considerato come letteratura &#8220;estremista&#8221;</strong>.</p>
<p>Al di là dell’<strong>innegabile ridicolaggine della sentenza</strong> (<em>ma quei magistrati avranno poi letto quel poema?</em>), ci permettiamo di sottolineare la persistenza di quell’ottusità ignorante che tanti danni ha arrecato alla storia dell’uomo.</p>
<p><strong>Ogni volta che si proibisce un libro si insulta l’intelligenza di tutti</strong>. Ci auguriamo che quegli insulsi burocrati, un giorno, possano magari leggere sul serio questi versi:</p>
<address style="padding-left: 30px;"><em>«L&#8217;anima non può essere ferita dalle armi;<br />
</em><em>non può essere bruciata dal fuoco;<br />
</em><em>non può essere bagnata dall&#8217;acqua;<br />
</em><em>non può essere seccata dal vento.<br />
</em><em>«L’anima non può essere tagliata<br />
</em><em>né bruciata,</em><em>né bagnata né seccata.<br />
</em><em>L&#8217;anima è immortale, onnipervadente,<br />
</em><em>sempre calma e immutabile, eternamente la stessa…»</em></address>
<p><em> </em></p>
<p><span style="font-style: normal;">e capire che <strong>quelle parole avrebbero fatto bene anche a loro</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">*</span></p>
<img src="http://www.adeaedizioni.it/blog/?ak_action=api_record_view&id=2759&type=feed" alt="" /><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/adeaedizioni/mFdq/~4/6DPJJrdob60" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Una nuova vetrina per i nostri libri</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/adeaedizioni/mFdq/~3/wz8LarnBEQg/</link>
		<comments>http://www.adeaedizioni.it/blog/2011/12/08/una-nuova-vetrina-per-i-nostri-libri/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 04:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mestiere dei libri]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[adea edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[e-book]]></category>
		<category><![CDATA[novità]]></category>
		<category><![CDATA[sito]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.adeaedizioni.it/blog/?p=2741</guid>
		<description><![CDATA[<p><strong>È on-line il nuovo sito di Adea edizioni.</strong> Più bello, più facile, e pieno di novità per chi ha voglia di leggere...</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È stata dura, ma ce l&#8217;abbiamo fatta. Grazie ai preziosi <strong>Francesco</strong> e <strong>Simona</strong>, il nuovo sito di Adea edizioni è finalmente on line.</p>
<p><a href="http://www.adeaedizioni.it/blog/wp-content/uploads/sito-Adea.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2744" src="http://www.adeaedizioni.it/blog/wp-content/uploads/sito-Adea.jpg" alt="" width="263" height="207" /></a>Completamente rinnovato nella grafica, <strong>permette ora di acquistare i libri anche con carta di credito</strong>. E non solo i cartacei&#8230; ma <strong>anche gli e-book</strong> (man mano che si rendono disponibili), sia in formato <em>epub</em> che <em>pdf&#8230; </em></p>
<p>Da qualche giorno, tra l&#8217;altro, i libri Adea sono anche disponibili sull&#8217;<strong>ibookstore</strong> di Apple; un altro piccolo passo su un cammino che dura da vent&#8217;anni&#8230;</p>
<p><a href="http://www.adeaedizioni.it/blog/wp-content/uploads/catalogo.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2750" src="http://www.adeaedizioni.it/blog/wp-content/uploads/catalogo.jpg" alt="" width="227" height="223" /></a>Era necessario rinnovarsi e rendersi più fruibili, soprattutto perché<strong> stanno per uscire libri nuovi a raffica</strong> (tre già ci sono, e ve ne parlerò nei prossimi giorni) ed era cruciale riuscire a tenervi sempre informati e aggiornati, nella piacevolezza di una navigazione chiara e ben strutturata.</p>
<p>Ci sembra di esserci riusciti.</p>
<p>A voi il giudizio finale.</p>
<p>(trovate il nuovo sito <span style="font-weight: bold; text-decoration: underline;"><a href="http://www.adeaedizioni.it" target="_blank">qui</a>.</span><span style="font-weight: bold;"> </span>Se era tra i vostri preferiti, rimettetecelo, per evitare malfunzionamenti).</p>
<p><span style="color: #ffffff;">$</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></p>
<img src="http://www.adeaedizioni.it/blog/?ak_action=api_record_view&id=2741&type=feed" alt="" /><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/adeaedizioni/mFdq/~4/wz8LarnBEQg" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La forza di un solo libro</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/adeaedizioni/mFdq/~3/UP3FBgW4inQ/</link>
		<comments>http://www.adeaedizioni.it/blog/2011/06/12/la-forza-di-un-solo-libro/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 07:13:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mestiere dei libri]]></category>
		<category><![CDATA[Leggere la vita]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Testi d'autore]]></category>
		<category><![CDATA[Dumas]]></category>
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		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[nonno]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong>Un solo libro può segnare la vita di un uomo</strong>. Come anche un'esperienza, un amore, un dolore, un evento casuale.</p>
<p>A volte, il proprio vivere è così denso che <strong>ne può bastare proprio uno solo</strong>. Per interpretare un mistero, per sapere che anche altri "sentono" le nostre stesse cose, per decifrare un percorso che è così difficile capire.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mio nonno era un uomo semplice</strong>. Un fascio di muscoli per un metro e novanta, sollevava da solo un&#8217;incudine e se la portava in giro sui pedali della bicicletta. Perché faceva il carrozziere e piegava la lamiera a suo piacimento, costruendo quelle auto – tutte a mano – che ora costituiscono il vanto dei collezionisti.</p>
<p>Era un vanto anche suo, ma <strong>lui girava con una moto da 1000 cc che sembrava tener su come un fuscello</strong>: l&#8217;aveva un po&#8217; &#8220;sistemata&#8221; e non si capiva più neanche da che fabbrica fosse uscita.</p>
<p><a href="http://www.adeaedizioni.it/blog/wp-content/uploads/vigili94.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2670" src="http://www.adeaedizioni.it/blog/wp-content/uploads/vigili94.jpg" alt="" width="250" height="194" /></a>Mio nonno <strong>aveva fatto due guerre</strong>, lavorato nei campi, costruito carri armati alla Breda e spianato migliaia di lamiere d&#8217;acciaio. Ogni sera, da piccolo, andavo a recuperarlo nelle osterie di Milano, perché era ora di cena e lui stava sempre discutendo a gran voce con gli altri, su quei tavoli di fòrmica verde, cerchiati di vino da innumerevoli fondi di bicchiere. Ogni tanto dovevo separarlo da qualcuno, perché <strong>le sue discussioni erano piuttosto accese</strong>, e la sua voce grossa innescava facilmente qualche cazzotto (che con le sue mani erano colpi di mazza).</p>
<p>Mio nonno, che sapeva a malapena firmare o scrivere tremolanti numeri di telefono sul muro di casa, <strong>aveva letto un solo libro in vita sua</strong>. Chissà perché, non l&#8217;ho mai saputo. Forse era anche stato malato, qualche volta, o magari l&#8217;aveva trovato per strada&#8230; <strong>Non credo l&#8217;avesse acquistato: era contrario alla sua religione</strong>. Immagino avesse anche fatto grande fatica: un gran compitare parola per parola per giorni, ripetendo poi la frase nella testa per coglierne il significato intero.</p>
<p>Eppure, per tutta la mia infanzia, <strong>ogni santo giorno, mio nonno mi raccontava quel libro</strong>.</p>
<p><a href="http://www.adeaedizioni.it/blog/wp-content/uploads/nmlibro9017.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2669" src="http://www.adeaedizioni.it/blog/wp-content/uploads/nmlibro9017.jpg" alt="" width="213" height="282" /></a>Si trattava de <em>Il conte di Montecristo</em>, di Alexandre Dumas (ma lui questo nome mai me lo fece. Non era importante&#8230;), che ogni sera mi sentivo ripetere nei passaggi più eleganti, nelle scene più avventurose e con emozioni travolgenti. <strong>Qualche volta piangeva, mentre raccontava</strong>, formando nella mia mente fanciulla l&#8217;idea che q<strong>uel libro fosse l&#8217;intera storia del mondo e racchiudesse il segreto di ogni cosa</strong>. Citava a memoria pagine intere, trasmettendomi qualcosa che neppure Dumas avrebbe mai potuto immaginare.</p>
<p>Nel 1972, sul letto di morte, mentre delirava, sentii distintamente mio nonno mormorare: <em>«&#8230;Io sono uno di questi esseri eccezionali; sì, monsieur, lo credo; fino a oggi nessun uomo si è trovato in circostanze simili alle mie. I regni dei monarchi sono circoscritti da montagne, da fiumi, da cambiamenti di costumi o di lingua. Il mio regno, invece, è grande come l&#8217;universo perché non sono né italiano, né francese, né indiano, né americano, né spagnolo: io sono cosmopolita. Nessun paese può dire di avermi visto nascere; Dio solo sa quale terra mi vedrà morire. Io adotto tutti gli usi, parlo tutte le lingue. [...] Dunque capirete che, non essendo di alcun paese, non chiedo protezione ad alcun governo; non riconoscendo alcun uomo per mio fratello, non può arrestarmi né paralizzarmi alcuna sorta di scrupoli che arrestano i potenti o di ostacoli che paralizzano i deboli. Io non ho che due avversari, non dirò due vincitori, perché li sottometto con la tenacia: la distanza e il tempo..»</em>.</p>
<p><a href="http://www.adeaedizioni.it/blog/wp-content/uploads/KGrHqZiQE2LFytsJBNpyPcUhUQ0_1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2667" src="http://www.adeaedizioni.it/blog/wp-content/uploads/KGrHqZiQE2LFytsJBNpyPcUhUQ0_1.jpg" alt="" width="196" height="262" /></a>Capii che, nella sua mente, ancora leggeva quel libro, <strong>quell&#8217;unico libro</strong>, che lo aveva accompagnato per tutta la vita. Avevo diciassette anni e, curioso com&#8217;ero, avevo già divorato qualche centinaio d&#8217;altri volumi di tutti i tipi, ma in quel momento – <strong>solo in quel momento – mi fu chiara per intero la forza di un libro</strong>.</p>
<p>Quattro anni dopo cominciai il mio lavoro di editore.</p>
<p>Da allora, milioni di pagine mi hanno affascinato, annoiato, esaltato, deluso e ispirato. Ma <strong>non ho ancora letto </strong><em><strong>Il conte di Montecristo</strong>.</em> Per me rimane l&#8217;archetipo, il libro dei libri, <strong>il piccolo maestro di carta che aveva riempito la vita di mio nonno, maestro di vita</strong>.</p>
<p>Non oso pensare al momento. chissaquando, lo leggerò <strong>e mi sarà chiaro un altro mistero della vita</strong>.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">m</span></p>
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