<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-369450556461598354</atom:id><lastBuildDate>Sat, 17 Oct 2026 23:52:19 +0000</lastBuildDate><category>1</category><category>10</category><category>11</category><category>12</category><category>13</category><category>14</category><category>15</category><category>16</category><category>17</category><category>18</category><category>19</category><category>2</category><category>20</category><category>21</category><category>22</category><category>23</category><category>24</category><category>25</category><category>26</category><category>27</category><category>28</category><category>29</category><category>3</category><category>30</category><category>30b</category><category>31</category><category>32</category><category>33</category><category>34</category><category>35</category><category>36</category><category>37</category><category>39</category><category>4</category><category>40</category><category>41</category><category>5</category><category>6</category><category>7</category><category>8</category><category>9</category><title>Ma adesso io | il blog</title><description>Il blog del concorso letterario di scrittura femminile Ma Adesso io</description><link>http://adessoio.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Informagiovani di Faenza)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>51</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-369450556461598354.post-6598027408169830359</guid><pubDate>Fri, 20 Feb 2009 18:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-02-20T19:50:49.426+01:00</atom:updated><title>Chiusura del concorso</title><description>Si è concluso in queste ultime ore il lungo lavoro di selezione della giuria dell’&lt;a href=&quot;http://www.racine.ra.it/pariopportunitafaenza/ma_adesso_io.html&quot;&gt;11° concorso letterario nazionale di scrittura femminile “Ma adesso io” 2008/2009&lt;/a&gt;, promosso dall’assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Faenza, in collaborazione con l’associazione Sos Donna e i Comuni del territorio faentino (Brisighella, Casola Valsenio, Castelbolognese, Riolo Terme e Solarolo), con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il concorso è stato realizzato con il contributo della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Ravenna, dell’Ufficio provinciale della Consigliera di Parità, del settimanale faentino sette sere, dell’Informagiovani di Faenza, di Legacoop, Casacooptre, Cooperativa Zerocento, Compagnia delle Feste di Faenza, Tempo al Libro e Rossini Art Cafè.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre duemila i testi presentati nelle cinque sezioni del concorso dalle 587 autrici partecipanti, testi esaminati dalle varie giurie presiedute dalla scrittrice e giornalista Lisa Bellocchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la sezione Blog, di seguito il verdetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;premio del pubblico&lt;/span&gt; è andato ad &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Elisabetta Rossi di Latina&lt;/span&gt; che ha scritto &lt;a style=&quot;font-style: italic;&quot; href=&quot;http://adessoio.blogspot.com/search/label/30&quot;&gt;Tutto mi stordisce ancora&lt;/a&gt;, il post n.30 che con 66 commenti ha raggiunto il maggior numero di voti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La giuria, presieduta dalla presidente Lisa Bellocchi e formata da Chiara Alboni dell&#39;&lt;a href=&quot;http://www.racine.ra.it/informagiovanifaenza/&quot;&gt;Informagiovani di Faenza&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.aboutblank.splinder.com/&quot;&gt;Maria Viteritti&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.diariosemistupido.it/&quot;&gt;Nicoletta Costantini&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://fran.splinder.com/&quot;&gt;Francesca Fiorini&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://www.stefanoandreoli.com/&quot;&gt;Stefano Andreoli&lt;/a&gt; , ha segnalato &lt;a style=&quot;font-style: italic;&quot; href=&quot;http://adessoio.blogspot.com/search/label/10&quot;&gt;Guai a lasciare la porta aperta, rischio di non chiudere occhio dall’ansia&lt;/a&gt; di &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Roberta Garbin, bolognese&lt;/span&gt;, scegliendo però non di non designare alcun post vincitore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un grande grazie a tutte le partecipanti, ci vediamo l&#39;8 marzo in occasione della &lt;a href=&quot;http://www.racine.ra.it/informagiovanifaenza/pdf/Ma_Adesso_io_2009_programma.pdf&quot;&gt;premiazione del Concorso letterario&lt;/a&gt;</description><link>http://adessoio.blogspot.com/2009/02/chiusura-del-concorso.html</link><author>noreply@blogger.com (Informagiovani di Faenza)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-369450556461598354.post-2990055870558020731</guid><pubDate>Thu, 30 Oct 2008 16:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-10-30T17:32:23.904+01:00</atom:updated><title>Ultimo giorno...</title><description>... e i voti arrivano a valanga!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi raccomando, non doppi voti dallo stesso utente - saranno controllati e cancellati - e più voti da parte di blogger ci saranno, più salirà il racconto in classifica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi ricordo che all&#39;opera vincitrice designata dal pubblico sarà assegnato un &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;buono libri del valore di 200,00 euro&lt;/span&gt;, mentre all’opera vincitrice designata dalla Giuria - che è già al lavoro, ma non vi riveleremo sino all&#39;ultimo chi sono i Blogger che vi stanno leggendo ;) - sarà assegnato il &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;premio di 500,00 euro&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I post vincitori saranno presentati pubblicamente Domenica 8 Marzo 2009, in occasione delle Manifestazioni dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buone votazioni!</description><link>http://adessoio.blogspot.com/2008/10/ultimo-giorno.html</link><author>noreply@blogger.com (Informagiovani di Faenza)</author><thr:total>7</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-369450556461598354.post-6182400560179065712</guid><pubDate>Mon, 06 Oct 2008 08:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-10-06T10:11:47.722+02:00</atom:updated><title>I voti doppi no, eh ;)</title><description>Ricordate che sarebbe eticamente opportuno che &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;ognuno votasse una sola volta per post&lt;/span&gt;, per cui ci riserviamo di cancellare i voti doppi dati dalla stessa persona allo stesso racconto.</description><link>http://adessoio.blogspot.com/2008/10/i-voti-doppi-no-eh.html</link><author>noreply@blogger.com (Informagiovani di Faenza)</author><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-369450556461598354.post-6749874749935794371</guid><pubDate>Tue, 30 Sep 2008 13:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-09-30T15:19:44.766+02:00</atom:updated><title>Valentina se ci sei scrivici!</title><description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Messaggio rivolto a Valentina&lt;/span&gt;, autrice del &lt;a href=&quot;http://adessoio.blogspot.com/search/label/24&quot;&gt;post n.24&lt;/a&gt;: nella scheda non ci hai lasciato alcun tuo riferimento e-mail o telefonico, e almeno uno ci occorre per contattarti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mettiti in contatto con noi di Informagiovani appena puoi, perchè in caso contrario non potremo considerare valida la tua partecipazione!</description><link>http://adessoio.blogspot.com/2008/09/valentina-se-ci-sei-scrivici.html</link><author>noreply@blogger.com (Informagiovani di Faenza)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-369450556461598354.post-4521481626646092949</guid><pubDate>Fri, 19 Sep 2008 14:40:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-09-19T17:19:58.399+02:00</atom:updated><title>Diamo un po&#39; di numeri</title><description>Il 1° agosto si è chiuso il bando ma... ora continua il bello!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;C&#39;è tempo fino al 31 ottobre&lt;/span&gt;&lt;span&gt;, infatti, per votare il vostro post preferito&lt;/span&gt;. Come?&lt;br /&gt;Lasciando un commento, siamo in un blog, no? :) Ricordate che i commenti sono moderati, per cui non mandate lo stesso più volte, non vedendolo pubblicato al volo: tempo massimo un giorno, e sarà approvato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci piace molto quando i voti provengono da altri blogger, un po&#39; meno quando l&#39;account è preso appositamente per il commento ma va bene comunque, la validità è la stessa. Diciamo che, in caso di parità, i primi faranno spostare la bilancia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora qualche numero della classifica: attualmente in pole position ci sono il &lt;a href=&quot;http://adessoio.blogspot.com/search/label/30&quot;&gt;|30|&lt;/a&gt; con 23 commenti e il &lt;a href=&quot;http://adessoio.blogspot.com/search/label/40&quot;&gt;|40|&lt;/a&gt; con 18, decisamente distanziati dal terzo, il &lt;a href=&quot;http://adessoio.blogspot.com/search/label/4&quot;&gt;|4|&lt;/a&gt; con 10 voti. Seguono il &lt;a href=&quot;http://adessoio.blogspot.com/search/label/33&quot;&gt;|33|&lt;/a&gt;, il &lt;a href=&quot;http://adessoio.blogspot.com/search/label/9&quot;&gt;|9|&lt;/a&gt;, il &lt;a href=&quot;http://adessoio.blogspot.com/search/label/5&quot;&gt;|5|&lt;/a&gt;, l&#39;&lt;a href=&quot;http://adessoio.blogspot.com/search/label/8&quot;&gt;|8|&lt;/a&gt;, il &lt;a href=&quot;http://adessoio.blogspot.com/search/label/29&quot;&gt;|29|&lt;/a&gt;... e alcuni sono ancora a bassa bassa quota per cui - autrici - segnalate i vostri racconti!</description><link>http://adessoio.blogspot.com/2008/09/diamo-un-po-di-numeri.html</link><author>noreply@blogger.com (Informagiovani di Faenza)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-369450556461598354.post-63381323855500109</guid><pubDate>Wed, 13 Aug 2008 09:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-13T11:56:42.234+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">41</category><title>|41| Sai che c&#39;è?</title><description>Sarà il timore che regna sovrano in molti dei miei passi, o i respiri colpevoli del mai osato, ma inevitabilmente accade che mi avvicini ad una meta e parte di me vorrebbe fuggirne.&lt;br /&gt;“Devi pensare alle cose serie”, mi hai detto una volta, quando mi stavo perdendo nei miei voli pindarici. Forse hai ragione, ma quali sono? Ci ho pensato sempre o non l’ho fatto mai?&lt;br /&gt;E’ serio avere voglia di giocare e farlo ogni volta che trovo un complice?&lt;br /&gt;Sedermi dove mi va nel momento esatto in cui mi stanco? Guardare le pale eoliche ed immaginarmi appesa lì a girare, ridere e gridare? Mi segui? Una parte di te riesce a capire?&lt;br /&gt;Tutti così compunti, mediati, con la supponenza del loro vivere.&lt;br /&gt;Tutti che pensano di sapere chi sei, di conoscere tutto di te perché sei ambidestra o perché attorcigli i capelli al dito… Allora mi pianto qui e rivendico l’imperfezione del mio Essere. E così sono.&lt;br /&gt;E rotolo avanti tra demeriti e dubbi con poche certezze che celo a molti rispondendo vaga, custodendo un seme che non mi va venga divorato superficialmente.&lt;br /&gt;La verità è che ho voglia di respirare, di prendermi poco sul serio.&lt;br /&gt;Sono stanca. Del moto perenne. Del dover dire, fare, baciare. Del dovermi guardare sempre alle spalle, del non potermi permettere un lamento. Stanca soprattutto della consapevolezza che così sarà per sempre.&lt;br /&gt;E tutto per cosa? Per non arrivare mai, perché dopo un velo c’è sempre un altro velo e un altro ancora e, questo, me l’hai insegnato tu.&lt;br /&gt;Ho saputo che stai per tornare. Sono felice per te, forse addirittura di te.&lt;br /&gt;Chissà che tu non abbia recuperato un po’ della primavera persa o del pezzetto d’inverno rimasto chiuso nel cassetto.&lt;br /&gt;Mi avrai portato un incrocio di occhi o il suono di una voce, le rughe di un uomo, o l’immagine chiara di un profilo di donna?&lt;br /&gt;Ti aspetterò, lo sai, e, non sapendo quando l’alba possa venire, lascerò aperta ogni porta affinché tu abbia ali come un uccello oppure onde, come spiaggia, per raggiungermi.&lt;br /&gt;Assecondami, so che puoi farlo. Gioca con me, padre.</description><link>http://adessoio.blogspot.com/2008/08/41-sai-che-c.html</link><author>noreply@blogger.com (Informagiovani di Faenza)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-369450556461598354.post-1747384471328510948</guid><pubDate>Wed, 13 Aug 2008 09:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-13T11:54:36.354+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">40</category><title>|40|</title><description>Il mio cuore era da tempo che reclamava qualcosa di più ma né io, né lui sapevamo cosa.&lt;br /&gt;Decidemmo di comune accordo di lasciare aperta la porta spazio-tempo donata dal mondo virtuale, convinti entrambi che dietro ogni monitor, grande o piccolo che fosse, avremmo trovato cuore e cervelli.&lt;br /&gt;Occorreva un pizzico di selezione ma eravamo certi che qualcosa avremmo trovato.&lt;br /&gt;Nessuno dei due cercava l’amore di coppia, né il fidanzato, tanto meno l’avventura da letto.&lt;br /&gt;Cercavamo un bene più prezioso: persone con il cuore ed il cervello.&lt;br /&gt;Ad un anno di distanza io ed il mio cuore siamo felici, non realizzati perché la perfezione non è di questo mondo, ma felici e proiettati verso nuovi traguardi.&lt;br /&gt;Dopo sei mesi di incontri-raduni mangerecci decidemmo di dare un senso più tangibile alla nostra amicizia, cercavamo un collante qualora ce ne fosse bisogno, una sorta di banner come si usa in internet ma nessuno voleva un banner “vuoto”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è ancora, per i nostri bimbi, un’alba dorata ma speriamo di renderla almeno meno grigia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra alba è uscita da un monitor LCD, vestita da banner, per volare fino in Brasile, dove per quegli strani scherzi del destino io ed i miei amici cuore-cervello abbiamo tre bambini adottati con il sostegno a distanza e come un domino con le carte della speranza nuovi amici cuore-cervello si aggiungono in corso d’opera.</description><link>http://adessoio.blogspot.com/2008/08/40.html</link><author>noreply@blogger.com (Informagiovani di Faenza)</author><thr:total>58</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-369450556461598354.post-9212124490595860285</guid><pubDate>Wed, 13 Aug 2008 09:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-13T12:01:32.378+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">39</category><title>|39| A tutti gli utenti insonni, in attesa dell&#39;alba</title><description>Seduta qui ad aspettare, davanti alle porte aperte, in mezzo alla corrente d’aria, mi chiedevo se quei versi suggeriscano l’idea che noi donne siamo fatte per  stare dentro casa a fissare soglie, sperando che qualche favola si materializzi nel loro quadro.&lt;br /&gt;Perché, in realtà, quando una donna apre le porte, lancia una sfida. Siamo pronte a guardare il sole negli occhi.&lt;br /&gt;Lasciamo aperta ogni porta perché abbiamo il coraggio per farlo. Ci hanno definite “angeli di acciaio” perché quando speriamo, rischiamo. L’Alba potrebbe arrivare volando, sì, con le ali di un uccello, oppure potrebbe solleticarci i piedi e bagnare il pavimento dell’ingresso. Potrebbe però anche portarci esattamente tutto ciò che non avremmo mai voluto e distruggere il nostro piccolo regno. Vale la pena rischiare?&lt;br /&gt;La verità è che rischiamo in ogni caso, sia che entri sia che resti chiusa fuori, perché non sappiamo a cosa siamo scampate e cosa, invece, ci siamo perse.&lt;br /&gt;Speriamo per il meglio e calcoliamo sempre col peggio. Quante volte è successo che sia entrato il peggio! Ma combatterlo ci ha rese solo più forti, più sagge, più combattive, più amorevoli. Riaprire la porta dopo è stata la cosa più dura da fare, ma è questo che fa di noi delle dolci guerriere.&lt;br /&gt;Bisogna fidarsi. L’alba è una compagna che dice: prendimi quando arrivo e come sono, poi il resto si vedrà. Ha i suoi tempi e in qualche modo arriverà al momento giusto.&lt;br /&gt;Uno dei nostri segreti è che nell’attesa, non ci aspettiamo un’alba carica di doni come Babbo Natale ma l’occasione per condividere ciò che abbiamo preparato durante la notte.&lt;br /&gt;È inutile far finta di niente, di essersi abituati a muoversi nel buio. Io credo che stiamo tutti un po’ aspettando, donne e uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quel che mi riguarda, questa notte ho deciso: lascio tutto aperto. Ma non posso rimanere qui dentro ad aspettare.&lt;br /&gt;Sto facendo la valigia, mi avvio verso l’alba. Dopotutto, sarà bello incontrarla per strada.</description><link>http://adessoio.blogspot.com/2008/08/39-tutti-gli-utenti-insonni-in-attesa.html</link><author>noreply@blogger.com (Informagiovani di Faenza)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-369450556461598354.post-1984197920128220487</guid><pubDate>Thu, 31 Jul 2008 20:32:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-31T22:32:42.978+02:00</atom:updated><title>Comunicazione di servizio</title><description>Siamo quasi al capolinea!&lt;br /&gt;Ma solo per la possibilità di inviare i propri racconti, non per le votazioni, che resteranno aperte fino al 31 ottobre 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Adesso Io Il Blog e l&#39;&lt;a href=&quot;http://www.racine.ra.it/informagiovanifaenza/&quot;&gt;Informagiovani&lt;/a&gt; partono per le ferie, ma non prima di aver lasciato &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;due&lt;/span&gt; precisazioni&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;I racconti inviati (stasera e ) domani 1° agosto dal &lt;a href=&quot;http://www.racine.ra.it/informagiovanifaenza/moduloblog.htm&quot;&gt;modulo sul sito dell&#39;Informagiovani&lt;/a&gt; &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;saranno pubblicati dopo ferragosto&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;;&lt;/span&gt; non vi spaventate, perciò,  se non li vedete online entro breve :)&lt;br /&gt;I post giunti invece dal 2 agosto non potranno concorrere al concorso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;I &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;commenti su questo blog sono moderati&lt;/span&gt;: ciò vuol dire che non appaiono subito online ma hanno bisogno di un&#39;approvazione &quot;manuale&quot; da parte dell&#39;amministratore.&lt;br /&gt;Non c&#39;è bisogno di mandarne 5 o 6 uguali, occorre solo un po&#39; di pazienza per vederli pubblicati.&lt;br /&gt;E anche per i commenti vale lo stesso discorso fatto per i post, li leggeremo e approveremo e pubblicheremo solo  dopo ferragosto.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Buone ferie a tutti quanti!</description><link>http://adessoio.blogspot.com/2008/07/comunicazione-di-servizio.html</link><author>noreply@blogger.com (Informagiovani di Faenza)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-369450556461598354.post-3506186751527485436</guid><pubDate>Thu, 31 Jul 2008 20:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-13T11:59:29.903+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">37</category><title>|37| Madre</title><description>E rimango qui, seduta. Spalle contro il muro, gambe distese sul pavimento, freddo.&lt;br /&gt;Nuda, gioco a scacchi con la mia ombra. Ascolto il mare al di là del muro.&lt;br /&gt;Onde in costante movimento riportano echi taglienti di maree mai vissute. E aspetto che l’acqua entri, invada questi muri, bianchi, lavi via il tuo odore, di latte rancido, di latte mai bevuto.&lt;br /&gt;Rumoroso ricordo di passi raggira la mente. Mi persuado di averti qui, davanti a me. Fantasma ricomparso ad intossicare la mia gola con la tua voce, stridula.&lt;br /&gt;Capita che rimanga per giorni nella stessa posizione, fino ad avere fame, sete, dolore. Fino a sentirmi viva per morte. E mi arrotolo alle lenzuola lasciate per terra ed è sempre notte ed è sempre muffa.&lt;br /&gt;Lo sporco dei tuoi silenzi macchia la mia pelle. E sanguina la mano che non ti ha mai saputo toccare.&lt;br /&gt;Assenza di suono, assenza di aria, di lingua al tatto educata e privata del gusto di te. Il vuoto batte in testa in ogni attimo, come incomprensibile memento chiaro solo nel tuo scopo. Vorrei oppormi, ma comprime in spazi infiniti, soffoca in ossigeno puro. Acceca di troppa luce, riflessa.&lt;br /&gt;L’indifferenza sarà il pane raffermo con cui fingerò di nutrirmi.&lt;br /&gt;Intanto, “Non sapendo quando l&#39;alba possa venire lascio aperta ogni porta, /che abbia ali come un uccello oppure onde, come spiaggia” ..&lt;br /&gt;Arriverà, so, il momento in cui supererò l’uscio e, armata di coltelli d’acqua dolce, ghiacciata, mi immergerò nel mare, farò l’amore con ogni sua onda fino a consumarmi, a consumare la materia con cui tu mi hai resa schiava di piombo.&lt;br /&gt;E, alla fine, stremata di me, libera di te, tornerò indietro e chiuderò fuori il nulla con cui mi hai cresciuta.</description><link>http://adessoio.blogspot.com/2008/07/37-madre.html</link><author>noreply@blogger.com (Informagiovani di Faenza)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-369450556461598354.post-7279215321561588823</guid><pubDate>Thu, 31 Jul 2008 20:05:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-13T11:59:03.857+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">36</category><title>|36| Emilia come Emily</title><description>***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt; “Non sapendo quando l&#39;alba possa venire&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;lascio aperta ogni porta,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;che abbia ali come un uccello&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;oppure onde, come spiaggia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Non sapendo quando il giorno entrerà da ogni porta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;mi offro a questa vita&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;che abbia sguardi come un bambino&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;oppure cuore, come madre&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Non sapendo quando la notte rivorrà questa vita&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;preparo il bagaglio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;che abbia sogni come farfalle&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;oppure parole, come favole”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi guardai intorno: nessuno. Chi aveva lasciato quel libro? All’interno una dedica:&lt;br /&gt;“A Emilia per sempre, Aldo”&lt;br /&gt;Emilia come Emily…, ma chi era Emilia? Sì, ecco: l’anziana signora, ombrellone n.4. Capelli bianchi come neve. Quella vestita di bianco. L’avrei rivista ilmattino seguente.&lt;br /&gt;Alle 8 precise arrivò in spiaggia, portamento fiero, nonostante il bastone. Le feci un cenno. Mi vide, venne verso di me. “Buongiorno” le dissi. “Buongiorno a lei cara ragazza” rispose.&lt;br /&gt;“Grazie per la ragazza… mi chiamo Lucia, piacere. Prende qualcosa?”&lt;br /&gt;Sedendosi, fece di no col capo. “Questo è suo?” le chiesi mostrandole il libro.&lt;br /&gt;Sulle sue labbra un tremito: “Grazie, lei non sa cosa significa per me: è il regalo di un amico prezioso”. Il suo sguardo volò lontano, coi suoi pensieri, poi tornò: “E’ sposata? Ha figli?”.&lt;br /&gt;“Lo ero” dissi “e sì, ho un figlio”. Come a rispondere alla prossima domanda proseguii “Eccolo, sta arrivando col padre”&lt;br /&gt;Luca mi abbracciò festoso e trotterellò via a giocare.&lt;br /&gt;Pino, chiaramente infastidito dalla presenza di Emilia, restò solo il tempo di farmi la solita sfilza di improbabili scuse: non poteva tenere Luca la settimana dopo. Lo ascoltai rassegnata.&lt;br /&gt;Se ne andò senza nemmeno salutare. “Non sia triste”, e con la mano sfiorò la mia: “non la merita”. Aveva capito. “Non faccia come me, non rinunci all’amore: pretenda i suoi sogni, le sue favole.”&lt;br /&gt;Nei giorni seguenti la cercai. Al n.4, mi fu risposto: “Ci spiace, ci siamo noi da sempre e nessuna anziana signora vestita di bianco!”&lt;br /&gt;Grazie Emilia, o dovevo dire… Emily?</description><link>http://adessoio.blogspot.com/2008/07/36-emilia-come-emily.html</link><author>noreply@blogger.com (Informagiovani di Faenza)</author><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-369450556461598354.post-742908103679763369</guid><pubDate>Thu, 31 Jul 2008 19:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-13T11:59:50.382+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">35</category><title>|35|</title><description>Sfoglio il quotidiano e mi soffermo su un titolo, lo leggo a voce alta e ti lancio un commento rapido, fingo interesse all’articolo ma sto attento a te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sorseggi il caffè, mi guardi severa e non parli - a cosa pensi? mi stai ascoltando? - poi gli occhi mi sorpassano e si arrestano sul vuoto della finestra; quindi appoggi la tazzina sul lavabo ed esci in giardino. Allora depongo il giornale, mi alzo e ti osservo da dietro al vetro, nascosto dalle tende.&lt;br /&gt;Prendi una cesta e ritiri il bucato steso sul filo. Hai i capelli ribelli stamattina, una ciocca sfugge al fermaglio e ti scivola sulla guancia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se evitiamo di parlarne piano piano tutto tornerà come prima. Le cose che non si sanno con esattezza finiscono nella nebulosa dell’incerto e con un po’ di buona volontà in quella del non-è-mai-accaduto.&lt;br /&gt;Avremmo bisogno di un progetto, tu e io, come quando siamo arrivati qua e abbiamo aperto il ristorante. Dovrei parlarti. Dirti: andiamo via. Ci compriamo una barca e ce ne andiamo in giro per il mondo. Apriamo un chiosco di fish &amp;amp; chips in ogni porto, appendiamo le lucine intermittenti e mettiamo a tutto volume i giorni pari Duke Ellington e i giorni dispari Gigi D’Alessio, la domenica li suoniamo entrambi, anche contemporaneamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se sorridi, anche solo un poco, tutto tornerà a posto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra poco arriveranno i camerieri e il cuoco.&lt;br /&gt;Non so impedirmi di provare una fitta al ventre quando entrano. Lei non c’è. Lo so che non c’è ma continuo a vederla attraversare la porta spavalda e muoversi nella sala. Poi la fitta mi afferra più a fondo e hanno il sopravvento le immagini della stanza in penombra, di lenzuola avvoltolate, il dettaglio delle sue cosce aperte e del seno che sobbalza a ogni spinta; la testa che si piega all’indietro e la bocca spalancata in un urlo.&lt;br /&gt;Stringo i denti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Serve tempo e determinazione, è quello che mi dico, e mentre ti osservo spostare i vasi di gerani mi accendo una sigaretta. Mi trema la mano. In bocca un sapore aspro, che sa di amarezza e di marciume.</description><link>http://adessoio.blogspot.com/2008/07/35.html</link><author>noreply@blogger.com (Informagiovani di Faenza)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-369450556461598354.post-2487250540710985350</guid><pubDate>Thu, 31 Jul 2008 19:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-13T12:00:46.513+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">34</category><title>|34|</title><description>“Non sapendo quando l&#39;alba possa venire lascio aperta ogni porta, che abbia ali come un uccello oppure onde, come spiaggia”. Così non so mai quando è l’universo dalle mille eventualità a venire a trovarmi, o se sono io, lucida sonnambula, a oltrepassare la soglia per esserne, consenziente, risucchiata.&lt;br /&gt;Sta qui l’intrigo-incanto dell’alba: lasciarmi librare in volo, o inabissarmi, pungolarmi a lanciar strali o ispirarmi canti di conciliazione.&lt;br /&gt;L’alba ha ricompensato la mia attesa, portandomi in dono il ricordo della soavemente caparbia creatura incontrata anni fa in un minuscolo territorio straniero incastonato a sua volta nella più nota enclave al mondo. All’epoca ero preda di un’idea fissa: ritrovare l’indaco perduto. Era da tempo che non riuscivo ad avere contatti sensoriali con questo colore fuori moda, fuori produzione, cancellato, obliterato. Avevo brandelli di ricordi, tanto persistenti quanto inefficaci.&lt;br /&gt;Quel giorno, entrata da clandestina nel minuscolo regno inserito nell’enclave, fui abbagliata  da un tripudio di colori insperati tra piante e fiori dall’aria esotica. Me la ritrovai accanto all’improvviso.  Una barbona, pensai, nonostante il bianco impeccabile di casacca e pantaloni, quei lunghi capelli grigi striati di bianco, umili cortine di un volto appassito. Poi lei cominciò a parlare, dando luce agli occhi chiari e limpidi e voce a una storia che andava dal Belgio alla Spagna, da Roma a Parigi. Parlava di un casato nobile, di un padre diplomatico e, soprattutto, mi invitava ad essere sua ospite. I brandelli di ricordi ebbero la meglio sul timore. Andai. In quella casa spoglia c’era una cassapanca di quercia, con poche severe decorazioni a intaglio. “Aprila!” mi sentii dire. Obbedii. Quasi evocati dal mio desiderio, spuntarono i miei personali ricordi di indaco: l’abbecedario dell’infanzia, il completo perduto dell’adolescenza, il tema monocromatico di un dipinto di un’amica della maturità.</description><link>http://adessoio.blogspot.com/2008/07/34.html</link><author>noreply@blogger.com (Informagiovani di Faenza)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-369450556461598354.post-8460960259818055710</guid><pubDate>Thu, 31 Jul 2008 19:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-13T12:00:38.759+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">33</category><title>|33| Creatura speciale</title><description>Lasciare aperta ogni porta perché lei possa filtrare anche nello spiraglio più invisibile che possa esistere.&lt;br /&gt;Lasciare ogni apparente sicurezza ed infrangersi come l’onda sullo scoglio, lasciando che il dolore prenda il suo respiro nel tuo corpo ed in un’assurda follia aspettare.&lt;br /&gt;Aspettare che lui beffardo ti mostri i tuoi sogni andare in una direzione diversa dalla tua ed inerme alzare gli occhi al cielo.&lt;br /&gt;Sta per nascere un nuovo giorno ma questo è diverso me lo sento sulla pelle.&lt;br /&gt;Non è uno dei tanti che si strappa al calendario come fosse un peso, inevitabile sentenza a cui tutti siamo condannati, non me lo so spiegare ma ebbi l’assoluta certezza di vedere qualcosa di speciale, di quelle che ti capitano pochissime volte nella vita.&lt;br /&gt;Vidi il cielo indossare un’alba speciale, sfumature a cui i miei occhi mai avevano assistito, cromature spettacolari ed io dentro un magico dipinto, avvolta dalla natura in una splendida cornice.&lt;br /&gt;Un mondo in cui sentirmi nuovamente viva, con l’entusiasmo di un bambino, l’emozione del viaggio e la gioia  immensa di aver catturato come in una fotografia l’alba di una nuova compagnia, amicizia o forse  amore ma la mia porta, o meglio il mio cuore, giorno dopo giorno riemergeva dal baratro sentimentale in cui era precipitato, riaprendosi alla vita.&lt;br /&gt;Mi sentivo una creatura speciale, finalmente mi era stato restituito tutto quello che mi avevano portato via. Se domani un’onda spezzasse nuovamente le mie ali, mi prometto che non perderò nuovamente quota , avrò paura , soffrirò ma non annegherò, aspetterò che passi la tempesta, che finisca la notte ed attenderò impaziente, quella visione straordinaria sospesa fra il passato ed il futuro, l’alba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il resto di quella giornata è come scomparso nella mia memoria ma quei pochi attimi che a me sembrarono un eternità mi restano  impressi come assoluti ed originali momenti di felicità.</description><link>http://adessoio.blogspot.com/2008/07/33-creatura-speciale.html</link><author>noreply@blogger.com (Informagiovani di Faenza)</author><thr:total>43</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-369450556461598354.post-6377256004571461748</guid><pubDate>Wed, 30 Jul 2008 17:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-13T12:00:29.652+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">32</category><title>|32|</title><description>Non sapendo quando l’alba possa venire lascio aperta ogni porta, che abbia ali come uccello oppure onde, come spiaggia.&lt;br /&gt;L’Alba infatti  tarda spesso. In ritardo quando ho da far presto, la chiamo e richiamo che altrimenti si fa notte. Mia madre non sopporta ancora che le dica &quot;Esco con l’Alba&quot;. Gli articoli non vanno prima dei nomi di donna, e a sentire lei una donna non si dovrebbe neanche chiamare. C’era l’Emanuela, anche La Tanja. Poi c’è Agatella che siamo amiche da una vita, ma lei l’ho conosciuta a Catania, non meriterebbe l&#39;articolo davanti, neanche sul giornale.&lt;br /&gt;L’Alba ed Agatella non vanno d’accordo. Hanno modi diversi di vestire e questo le condiziona. So perfettamente quando Agatella aprirà la porta di casa, per il fruscio della gonna lunga, per le onde che mareggiano in ghetto, che amareggiano in pace. L’Alba invece è un po’ più respiri piano per non far rumore, ha da trovare tempo e spazio per  incastrarsi lì, poi andare e tornare. L’ho incontrata per caso. Diceva: “Ma adesso io…!” mentre si strizzava in una taglia di quelle da milioni di dollari. Ha un gran paio di ali ma è come le mancasse vento netto a tenerla su, quello basso da mare che increspa la sabbia e ne fa ombra di serpe. L’Alba è un’amica di mezzo. Da tirare a riva e scoprirne il gusto di terra rossa.&lt;br /&gt;Una volta le ho viste litigare, Alba ed Agatella, cartina alla mano. In certe storie c’è da perdersi, ma Agatella, che tra le due è la più concreta, avrebbe voluto rollare con il satellitare. L’alba si era agitata tanto, e presto, ancor  prima dell’uso.&lt;br /&gt;Come avesse scoperto l’eco,&lt;br /&gt;si era risentita.</description><link>http://adessoio.blogspot.com/2008/07/32.html</link><author>noreply@blogger.com (Informagiovani di Faenza)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-369450556461598354.post-2128361348614800129</guid><pubDate>Wed, 30 Jul 2008 10:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-13T12:00:22.462+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">31</category><title>|31|</title><description>Non uscirò più. Starò immobile qui, crocefissa alla sedia di legno che fu di mia madre. Qui, senza pane, prigioniera di una guerra persa.  Risuonano sordi nelle orecchie tagli di mille forbici affilate, mentre sto  chiusa, sola, in attesa, col mio terrore del mondo di fuori. Nervi a pelle,  capelli sugli occhi, i pensieri felini immobili chiusi in gabbie di muro e  vetro. Ho visto in faccia la furia del lupo e il mio uomo sbranato a sangue  vegliato dalla sua terra arata. Urla acuminate di ragazzi, ragli stolti tra carcasse scomposte, dirottano stormi di corvi neri e il cielo s’oscura di  nuovo piombo.&lt;br /&gt;Aspetto che scaglino le pietre. Le lancette del tempo scorrono su binari lenti. S’inceppano ad ogni stazione, ed io immobile davanti all’orologio a  pendolo, scatto foto in bianco e nero al passato, gli occhi come finestrini  chiusi. Dentro casa valigie a colori fioriscono tra muri imbrattati di nero  fra schizzi indelebili di parole cattive. Inquieti pensieri in corsa cercano  una luce a scacchi. Sono respinti indietro da ferro freddo e nemico, come  animali in gabbia.&lt;br /&gt;Il respiro tagliato da schegge di ghiaccio, mi alzo di scatto.&lt;br /&gt;E poi mi sveglio. Le cinque passate. Il sole giocherella già da un po’ a  nascondino nella vigna  addormentata. Ho le lenzuola tormentate che mi annodano  le caviglie e il respiro affannoso. Il cuore non ha rallentato la corsa  avviata in sogno, forse pompa forte sangue ed ossigeno perché sente che la&lt;br /&gt;nemica è ancora qui, fiuta l’odore acre della mia paura. Presto suonerà la  sveglia e tu ti alzerai, stiracchiandoti come un gatto, e poi arriverà il  tocco d’ala d’un bacio. Un altro sogno senza tempo scorre lento. Si fa strada  tra voli d’api gialle, sfugge ai pungiglioni del risveglio.&lt;br /&gt;Arcobaleni fioriti qua e là tendono le labbra in un sorriso,muta parola colma di segreto. Entra sinuosa a fermare il cammino del sonno, un’onda color terra  al profumo di caffè.</description><link>http://adessoio.blogspot.com/2008/07/31_30.html</link><author>noreply@blogger.com (Informagiovani di Faenza)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-369450556461598354.post-5217060853728715934</guid><pubDate>Tue, 29 Jul 2008 17:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-13T11:58:09.890+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">30b</category><title>|30b|</title><description>Perché attraverso quella porta spero di poter volare,oltre i confini dell’orizzonte, verso l’impossibile… Scappare. Lasciare la realtà, insipida, fredda, ingiusta… fermando il presente, dimenticando tutto e tutti. In un mondo lontano. Aspetto l’alba. Quando sarà giunta, oltre quella porta, sarò libera.&lt;br /&gt;Accarezzata dal quel mare di nuvole, lasciando ogni goccia di quell’immensa tristezza, sarò libera dal peso di qualsiasi pensiero. Sola. Come un granello di sabbia lontano dal gigantesco deserto. Gigantesco quanto l’infinità di quella nuova libertà. Si! Vola! Scappa! Ora sei libera, ricca solo di te stessa, puoi attraversare l’infinito e raggiungere l’immenso. Con le tue ali. Con i tuoi sogni</description><link>http://adessoio.blogspot.com/2008/07/31.html</link><author>noreply@blogger.com (Informagiovani di Faenza)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-369450556461598354.post-4267228077944033123</guid><pubDate>Mon, 28 Jul 2008 14:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-28T16:31:29.952+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">30</category><title>|30| Tutto mi stordisce ancora</title><description>Avrei voluto fermarla l’alba. Intrappolare il sole. Strappare le ultime stelle comparse su quel fetido orizzonte di mare. Mare. Mare libero. Mare immenso.&lt;br /&gt;Mare che m’hai inghiottito l’anima. Rapita. Illusa. Derisa. Sì. Persino derisa perché avevo creduto al tuo canto stonato. Perché m’ero fatta intrappolare nella tua melensa ragnatela di spine.&lt;br /&gt;I sogni si sono spezzati. Oltraggiati dai suoi passi. Quei passi che avresti dovuto cancellare, mettendo tra me e lui onde, sabbia e salsedine. Navi.&lt;br /&gt;Treni. Paesi sconosciuti. Terre lontanissime.&lt;br /&gt;Calpestando quest’oro leggero, il cuore immobilizzato dal dolore, ha ripreso a battere. Privo di vergogna. Custode di un’innocenza vissuta nella più turpe delle colpe. Mi sfioravi le dita col tuo flemmatico moto, rassicurandomi sull’impossibilità d’essere trovata. Ancora.&lt;br /&gt;Ma le promesse si sono infrante. È tornato. Cane bastardo ha seguito l’odore della carne. La bava d’orrore lasciata sospesa nell’aria  a ogni mio miserevole passaggio. Se l’è spalmata sulle braccia restituendomela in schifose carezze. In baci caldi di sangue. Il mio sangue. Il sangue che sgorga dalle ferite. Carnefice di tutte le mie sante notti. Abominevole incubo. Morte mia.&lt;br /&gt;Avrei voluto gridare. Chiedere aiuto, nella stupida speranza d’essere salvata.&lt;br /&gt;Peccato che la mia voce sia rimasta seppellita nella gola. Come sempre. Come quella prima volta in cui stabilì d’avermi. Ferocemente. Ho taciuto. Dio mio ho taciuto. Me lo sono tenuto nelle viscere e ho taciuto. Eppure. Eppure qualcosa s’è rotto.&lt;br /&gt;Ho scorto i tuoi riflessi sul vetro dell’auto.  I tremuli contorni della baia.&lt;br /&gt;E mi ci sono fusa dentro. Scappando. Afferrando la pietra abbandonata sul terriccio. Non so, dove sia ora. Posso solo giurare d’essere fuori dalla prigione. Posso solo giurare che prima o poi le ali ce le avrò anch’io.&lt;br /&gt;Definitivamente.</description><link>http://adessoio.blogspot.com/2008/07/30-tutto-mi-stordisce-ancora.html</link><author>noreply@blogger.com (Informagiovani di Faenza)</author><thr:total>66</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-369450556461598354.post-5874746883786109270</guid><pubDate>Mon, 28 Jul 2008 08:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-28T10:34:04.360+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">29</category><title>|29| “Non sapendo quando l’alba possa venire lascio aperta ogni porta,che abbia ali come un uccello oppure onde, come spiaggia.” Addio</title><description>Ma che vuol dire mi chiedo io.. e poi lascermelo così, sul comodino tra Tiziano Terzani e il bicchiere di moscato…Non ha proprio pudore!&lt;br /&gt;E poi da quand’è che Emily Dickinson è entrata nelle sue grazie? Ha sempre odiato tutto ciò che non avesse risvolti pragmatici evidenti: libri, cinema, arte erano perdite di tempo! Figuriamoci la poesia! Quella cosa incomprensibile e da checca. Ho chiamato Laura immediatamente: sostiene che è una tipica reazione da uomo di mezza età affetto da sindrome di Peter Pan; inveisce contro il genere maschile, vile e puerile, ma mi assicura che presto troverò quello giusto; consiglia del gelato alla soia ipocalorico e tanta pazienza.&lt;br /&gt;Essere mollata da Emily Dickinson proprio non mi va giù. Non solo perché dubito fortemente che Emily avesse scritto quelle parole per piantare l’uomo che aveva rimorchiato da McDonald grazie a squallide battute sulla dubbia provenienza del cheese burger e sulla certa destinazione di quella carne (ovvero i 3 punti G: glutei, girovita, girocoscia); bensì perché quel disgraziato ha violato ogni norma sulla solidarietà femminile!&lt;br /&gt;Mollami citando Fabri Fibra, i Pooh o Califano, ma lascia stare Emily!&lt;br /&gt;Nel sua totale ignoranza è riuscito a scaricarmi citando la poetessa del “Dì tutta la verità ma dilla obliqua”, che beffa!&lt;br /&gt;A scanso di equivoci gli ho mandato un sms per tentare di raddrizzare la sua obliquità: Mio Livingstone, ho approfittato del fatto che ti trovassi in volo a scacazzare in casa di altre, per chiudere la mia porta che avevi accidentalmente scordato aperta.</description><link>http://adessoio.blogspot.com/2008/07/29-non-sapendo-quando-lalba-possa.html</link><author>noreply@blogger.com (Informagiovani di Faenza)</author><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-369450556461598354.post-5996914804622028809</guid><pubDate>Sun, 27 Jul 2008 11:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-27T13:29:39.530+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">28</category><title>|28| Profondità di me</title><description>“Non sapendo quando l&#39;alba possa venire lascio aperta ogni porta, / che abbia ali come un uccello oppure onde, come spiaggia”, e penetri nei miei sensi disseminando un calore dolce sulla pelle bagnata di rugiada. Allora potrò sorridere senza il timore di cadere vittima dell’inganno della notte, che mostra stelle ma le tiene distanti dal tocco della mano. Le insicurezze della mente troveranno risposte nuove nel giorno che viene e i miei occhi brilleranno come perle, affascinati da un mondo fino a poco prima insensibile alla fantasia dei colori.&lt;br /&gt;Talvolta sono tentata di chiudere gli scuri e rimanere nell’ombra dei miei sogni, chiusa nella stanza dell’illusione di me, poi odo per caso un suono provenire da fuori e ritorno cosciente di quello che sono. Come una vagabonda esploro il mondo in un sofisticato equilibrio con ciò che è reale. Osservo immagini e raccolgo emozioni, mi lascio stupire dalla semplicità che le cose belle sanno trasmettere a chi trova il tempo per ascoltarle.&lt;br /&gt;Nella lunga attesa l’anima raggiunge silenzi strazianti, ma resta immobile a saggiare ogni istante di irrequietudine per paura di perdere l’intensità di un solo raggio di luce che tra poco – o forse più, non importa – vedrà arrivare da lontano, superare le barriere dei corpi e penetrare dentro di me, come&lt;br /&gt;acqua che dona purezza ai pensieri.</description><link>http://adessoio.blogspot.com/2008/07/28-profondit-di-me.html</link><author>noreply@blogger.com (Informagiovani di Faenza)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-369450556461598354.post-4514707252361081452</guid><pubDate>Fri, 25 Jul 2008 17:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-25T19:32:28.636+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">27</category><title>|27| Ci sono quasi sette miliardi di persone sulla terra</title><description>Sette miliardi di pedine di una scacchiera invisibile. Pezzi più o meno importanti, a cui è stato assegnato un ruolo senza lasciare possibilità di scelta. Alcuni possono muoversi solo in un verso, altri in un altro. Altri possono muoversi solo nelle caselle bianche, altri in quelle nere. Altri ancora possono aggirare gli ostacoli guadagnando terreno.&lt;br /&gt;Ma indipendentemente da questo l&#39;obiettivo è comune per tutti: cercare di fare scacco matto alla parte avversaria. Ci vuole astuzia. Basterebbero anche tre mosse per riuscire a vincere. Ma non sempre è così facile. Le pedine sono tante, troppe per agire in sintonia. Si scontrano tra loro, e basta anche solo un attimo di disattenzione per essere esclusi dal gioco ed essere costretti ad uscire dalla scacchiera. Ma una volta usciti c&#39;è un piccolo barlume di speranza di poter avere un&#39;altra possibilità, un&#39;altro modo per tornare in gioco. I pedoni, i pezzi meno importanti di tutti, arrivando in fondo alla parte avversaria possono avere il diritto a richiamare nella scacchiera una pedina del proprio colore. Ma la possibilità solitamente spetta sempre a pezzi importanti.&lt;br /&gt;Sorge spontaneo chiedersi chi ha deciso ruoli così ingiusti. Forse la stessa forza, lo stesso meccanismo in grado di creare tutto questo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti sono guidati giocoforza verso una destinazione sconosciuta. E aspettano aspettano aspettano che qualcuno decida per loro. Si consegnano ad un nuovo destino senza sapere ciò a cui andranno in contro.  Il loro scopo è cercare di determinare la prossima mossa. E aspettare.&lt;br /&gt;Saranno mai in grado di interagire e cambiare le regole? Nessuno lo sa. Ma io sono ben consapevole, che, se continuerò a muovere queste pedine su questa maledetta scacchiera, compirò anch&#39;io ciò per cui il destino mi ha segnato. E aspetterò anch&#39;io come tutti. Aspetterò.</description><link>http://adessoio.blogspot.com/2008/07/27-ci-sono-quasi-sette-miliardi-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Informagiovani di Faenza)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-369450556461598354.post-5390494483438790289</guid><pubDate>Fri, 25 Jul 2008 11:08:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-25T19:32:47.152+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">26</category><title>|26| E per questo scrivo</title><description>Non credere, fu solo la condizione traballante della mia esistenza a spingermi a tutti quegli incessanti tentativi, di cui adesso mi vergogno, di ricomporre lo screzio insanabile tra noi, nonostante gli atteggiamenti vagamente persecutori e moralmente illeciti di cui mi facevi premurosamente oggetto nel corso di giornate interminabili.&lt;br /&gt;Dipendevo troppo da te per sperare di affrancarmi da quella sorda inquietudine che mi prendeva quando mi imponevi il tuo concerto monocorde ed io, muta, riuscivo solo ad odiarti disprezzando,  nella tua immagine, la stessa irrisolutezza che stava dentro di me.&lt;br /&gt;La condanna del silenzio è un giogo antico e quella di dar voce alle proprie ragioni è una libertà che allora non riuscivo a permettermi, nonostante ogni giorno venisse insultata oltre alla mia persona, a cui in verità nemmeno io tenevo tanto, anche l’unica cosa che avevo sentito davvero degna in quell’anno trascorso a battagliare: la parola. Già, la parola, quella consolazione dorata a cui torno spesso, in un rituale che a volte diventa recinto, memore del fatto che in lei ci sia qualcosa da rispettare più che in me stessa. E’ una strana alchimia quella che si crea tra me, amanuense che presto la mia mano al suo spirito e lei, voce che nessuno sa bene da dove sgorghi: siamo due miserabili che altrimenti non arriverebbero a baciare la riva più alta.&lt;br /&gt;Scrivere è più di un lusso e nonostante ci sia qualcosa di infantile in tutto questo - dicono che le parole non siano che l’ombra delle cose - io non demordo. E per questo scrivo, specie di notte, quando uno spiffero si infila nel rumore confuso che il vento porta da lontano ed io, non sapendo quando l’alba possa venire, lascio aperta ogni porta, che abbia ali come un uccello oppure onde, come spiaggia, affinché a frenare la mia mano, che lavora per raddrizzare il torto, sia unicamente la consapevolezza morale che rende esitanti e non la codardia che inevitabilmente arriva quando la necessità chiama.</description><link>http://adessoio.blogspot.com/2008/07/26-e-per-questo-scrivo.html</link><author>noreply@blogger.com (Informagiovani di Faenza)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-369450556461598354.post-1975506666797636475</guid><pubDate>Thu, 24 Jul 2008 08:46:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-24T10:50:27.532+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">25</category><title>|25| Noche desnuda</title><description>Tabacco dal sapore amaro. Troppo forte. Troppo aspro. Sigaretta rubata ad un passante. Niente di meglio, bisogna accontentarsi.  Serata umida e lungomare deserto. Spoglio. Triste. Retrogusto amaro, come di tabacco forte, troppo aspro. Come quando si disvela una bugia e lasci scivolare una patina di sterilità sulle tenui luci dell’alba, che dischiudono porte intimidite dalla brezza marina che si risveglia, dopo una notte umida, un po’ freddina. Mi guardo intorno e percepisco solo ologrammi trasparenti che non proiettano ombre, ma sono tangibili illusioni che ti graffiano se ci sbatti contro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perdo l’orientamento. Sono intrappolata in un labirinto di bugie, le tue troppe bugie. Sei un uccello magico scappato da una fiaba, ricoperto di piume variopinte, soffici e dai mille colori carichi ed intensi che disegnano figure e forme astratte, ipotizzano verità e sussurrano pensieri proibiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se mi pettini l’anima, verranno a galla nodi sepolti sotto acque profondissime e sedimentatesi su sabbie stordite dal tempo… non mi resta che lo spazio di un ricordo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricostruire, pian piano, credendoci. Cancellare il marcio e ricominciare. Partire dalle piccole cose e ripensare la quotidianità. Ascoltare il rumore delle onde, dei pochi passi di chi passeggia lungo le strade della notte. Le voci, i respiri, le porte che sbattono. Il frigo aperto che è luce ed è fresco.&lt;br /&gt;Il miagolio del gatto, le fusa. Sfogliare un libro e sentire il profumo delle pagine ruvide ed inondate di inchiostro. Un pianoforte e la canzone di quando ero bambina. Ristabilire un contatto, con me, al centro del mio nuovo mondo, indossando un vestito leggero, che mi accarezzi quando soffia la brezza marina. La luna piena e le maree saranno un rito catartico, dolce ipnosi e nuovo equilibiro. Ricominciare, dalle onde e dalla sabbia bianca della spiaggia, spalancando ogni porta, in un’umida sera d’estate.</description><link>http://adessoio.blogspot.com/2008/07/25-noche-desnuda.html</link><author>noreply@blogger.com (Informagiovani di Faenza)</author><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-369450556461598354.post-5396779178050897918</guid><pubDate>Wed, 23 Jul 2008 10:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-23T13:56:49.376+02:00</atom:updated><title>Ultimi giorni per partecipare</title><description>Sono arrivati tanti racconti-post, anche &lt;a href=&quot;http://www.provincia.teramo.it/agenzia-giovani/ambiente/concorso-letterario-internazionale-di-scrittura-femminile-ma-adesso-io-blog/&quot;&gt;grazie&lt;/a&gt; al &lt;a href=&quot;http://www.piccoloweb.com/Krilu/viewtopic.php?t=2810&amp;amp;sid=26aa62d7701546e00fc0c4d0efbe521f&quot;&gt;tam&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;http://www.forumautori.com/concorsiletterari/concorso-ma-adesso-io-blog.html&quot;&gt;tam&lt;/a&gt; che si è &lt;a href=&quot;http://www.legalblog.it/index.php/2008/07/11/concorso_ma_adesso_io_blog_scadenza_01_0_08&quot;&gt;creato&lt;/a&gt; in &lt;a href=&quot;http://www.blogitalia.it/elenco_dei_blog.asp?pv=74&quot;&gt;rete&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;C&#39;è tempo fino al 1° agosto per inviare gli elaborati, per cui mancano pochi giorni: ne aspettiamo altri!</description><link>http://adessoio.blogspot.com/2008/07/ultimi-giorni-per-partecipare.html</link><author>noreply@blogger.com (Informagiovani di Faenza)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-369450556461598354.post-7600496402504969512</guid><pubDate>Wed, 23 Jul 2008 10:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-23T12:17:59.118+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">24</category><title>|24| Dalla porta sei entrato tu...</title><description>...è vero...&quot;cercando le parole...si trovano i pensieri...&quot;...&lt;br /&gt;ma....&quot;non c è mai un perchè a un ricordo&quot;.....o forse si.....il perché c&#39;è, ma non si vede, non si vuole vedere....si vede solo il ricordo....&lt;br /&gt;Non è facile, anzi lo è fin troppo, mettermi a chiacchierare con te e, forse non volevo farlo, perché il tempo aiuta a comprimere le emozioni e a volte è difficile lasciare questa condizione.&lt;br /&gt;Il &quot;vuoto&quot; talvolta guadagna spazio nella vita, un vuoto anche pieno di rinuncia, il vuoto del &quot;tutto bene&quot; o dell&#39;&quot;abbastanza&quot;, dove le buone maniere, la buona educazione e la razionalità aiutano a costruirsi le maschere che impediscono alla vita emotiva di entrare in sintonia col mondo.&lt;br /&gt;Ma poi è necessario fermarsi ed ascoltare..ora lo faccio &quot;nonostante tutto&quot;, ma lo faccio solo per me..non sarebbe giusto diversamente.&lt;br /&gt;Domani è la festa della donna e io ho trovato due righe di una canzone di Violetta Parra, la più grande cantautrice cilena...quella raccontata nel libro &quot;Antigua vita mia..&quot;...quella che ha scritto &quot;Gracias a la vida&quot;....&lt;br /&gt;mi è piaciuta....quanto adoro le persone vere e quante poche ne abbiamo attorno...&lt;br /&gt;&quot;io non prendo la chitarra per ottenere un applauso io canto la differenza tra il vero e il falso altrimenti non canto Non ci fa donna solo la natura l&#39;essere donna è nel cuore...&quot;</description><link>http://adessoio.blogspot.com/2008/07/24-dalla-porta-sei-entrato-tu.html</link><author>noreply@blogger.com (Informagiovani di Faenza)</author><thr:total>0</thr:total></item></channel></rss>