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	<title>Ai.Bi. Amici dei Bambini</title>
	
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	<description>Il diritto di essere figlio</description>
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		<title>Perù: evento per la presentazione del manuale “Tiempo de crecer”</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 19:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Torri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dai Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Perù]]></category>

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		<description><![CDATA[“Luz en el camino – Fortaleciendo la participación ciudadana de adolescentes institucionalizados y jóvenes care leavers en Lima Sur” è il titolo del progetto in esecuzione finanziato dal Fondo Ítalo Peruano (FIP), che si rivolge alla lotta contro la condizione di esclusione sociale sofferta da ragazzi e ragazze adolescenti residenti in Centri di Attenzione Residenziale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Luz en el camino – Fortaleciendo la participación ciudadana de adolescentes institucionalizados y jóvenes care leavers en Lima Sur” è il titolo del progetto in esecuzione finanziato dal Fondo Ítalo Peruano (FIP), che si rivolge alla lotta contro la condizione di esclusione sociale sofferta da ragazzi e ragazze adolescenti residenti in Centri di Attenzione Residenziale o in procinto di uscirne. L’obiettivo è quello di aumentare la rilevanza della tematica dei giovani istituzionalizzati e dei care leavers della zona Sud di Lima, favorendo indirettamente gli adolescenti di tutto il Paese che si trovano nella stessa condizione.</p>
<p>Nell’implementazione di questo intervento, il 25 gennaio, nel JW Marriott Hotel di Lima si è realizzato un evento di presentazione del manuale “Tiempo de crecer – Guía para chicos y chicas próximos a egresar de un Centro de Atención Residencial (CAR)”, una guida redatta da alcuni giovani che hanno vissuto in prima persona l’esperienza dell’istituzionalizzazione e che, attraverso consigli e testimonianze preziosi fornisce un orientamento utile per chi, come loro ha vissuto o sta vivendo una situazione analoga. Il manuale rappresenta un prodotto innovativo, con contenuti rivolti a temi utili e necessari quali, fra i tanti, l’ottenimento di una carta di identità, consigli su metodi di studio e redazione di un curriculum vitae o sull’amministrazione di risorse proprie.</p>
<p>All’incontro hanno partecipato invitati di notevole rilevanza, fra cui membri di istituzioni pubbliche locali e nazionali provenienti dal Ministero della Donna e dello Sviluppo Sociale (MIMDES), il Programma Integrale Nazionale per il Benessere Familiare (INABIF), dalla Segreteria Nazionale delle Adozioni (SNA), dalle municipalità e dalla Defensoria Municipale del Bambino e dell’Adolescente (DEMUNA). Fra gli ospiti di maggior risalto, hanno preso parte poi ONG e associazioni civili, e rappresentanti della Pastorale dell’Infanzia della Chiesa Cattolica peruviana.</p>
<p>In questo evento si è sottolineata la partecipazione e l’impegno dimostrato dagli 8 giovani care leavers, senza sottovalutare le varie e delicate tappe che questi hanno dovuto attraversare per arrivare al risultato atteso, e che hanno comportato per loro un difficile ripercorso dell’esperienza dell’ abbandono e dell’istituzionalizzazione.</p>
<p>Uno dei momenti più speciali della ceremonia è stata la testimonianza di 2 giovani care leavers che hanno partecipato alla stesura del manuale. Si chiamano Rosa e Silvio e nel loro intervento hanno enfatizzato il valore del manuale “Tiempo de crecer” segnalando la sua rilevanza sia per i contenuti, che ai fini della comprensione delle tematiche dell’abbandono, dell’istituzionalizzazione, e della vita fuori da un instituto. Attraverso le loro parole hanno permesso al pubblico di conoscere il notevole grado di coinvolgimento di cui sono stati protagonisti durante questi due anni di esecuzione del progetto, oltre al ruolo che hanno assunto come attori di un cambiamento che deve essere valorizzato non solo dall’opinione pubblica, ma soprattutto da parte dei vari organismi pubblici a favore dell’adozione di politiche più inclusive a favore di questi giovani.</p>
<p>Giunti verso la fine della cerimonia, il pubblico, oltre a rivolgere apprezzamenti positivi sul manuale, ha inoltre espresso l’interesse verso la possibilità di una diffusione maggiore dello stesso da parte di Ai.Bi. La Municipalità Metropolitana di Lima, attraverso la vicedirezione dell’area Sviluppo Sociale, ha espresso pubblicamente l’impegno di coinvolgere i giovani attraverso un lavoro di maggiore promozione della guida all’interno dei CAR che si trovano sotto la sua gestione.</p>
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		<title>Colombia: la storia di John</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 19:03:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Torri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Colombia]]></category>
		<category><![CDATA[Dai Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo la storia di John (nome di fantasia n.d.r.), un caso che ci ha particolarmete toccato. John ha 8 anni e si trova sotto la protezione dello stato dal 2009 in quanto fu trovato abbandonato e ferito in un quartiere della città di Bogotà. La persono che lo torvò non volle rivelare l’identità anche se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo la storia di John (nome di fantasia n.d.r.), un caso che ci ha particolarmete toccato.</p>
<p>John ha 8 anni e si trova sotto la protezione dello stato dal 2009 in quanto fu trovato abbandonato e ferito in un quartiere della città di Bogotà. La persono che lo torvò non volle rivelare l’identità anche se da una ricerca delle autorità si è scoperto che era la madre biologica. Il bambino fu portato in un ospedale per i maltrattamenti che aveva ricevuto dal patrigno causati, secondo le inchieste sociali, dalla gran voglia del bambino di mangiare un frutto in più dopo cena.</p>
<p>La signora preferì non parlare di questo quando trovò il bambino e lo lasciò in un ospedale dove arrivò incosciente e dove rimase per un lungo periodo in quanto i maltrattamenti ricevuti gli procurarono un trauma cranico importante e una atrofia al nervo ottico. Ora il bambino, a causa dei danni riportatidopo i maltrattementi, è anche paralizzato nella parte destra del corpo.</p>
<p>Attualmente ha perso quasi totalmente la vista riuscendo a riconoscere solamente alcuen ombre ed è stato dichiarato legalmente cieco e sta frequentando molte terapie per la sua riabilitazione fisica.</p>
<p>Lo stato, attraverso le istituzioni competenti, sta seguendo il bambino con un percorso educativo speciale affinchè possa ricevere strumenti che lo possano aiutare in questa sua nuova condizione di vita; john infatti ricorda benissimo come stava prima di essere picchiato e sa bene che cosa gli ha causato le disfunzioni gravi che ora è costretto a sopportare.</p>
<p>Le autorità hanno affermato che il bimbo avrebbe necessità di un computer speciale che gli dasse la possibilità di studiare in braille ed in questo modo lo aiuti a ricevere un educazione di miglior qualità. Stiamo cercando l’appoggio necessario per riuscire a dare a questo bambino gli strumenti per poter dare a John tutto il nostro sostegno nella vita di ogni giorno.</p>
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		<title>Bahia: i risultati ottenuti nel 2011 a Campo Formoso</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 19:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Torri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Dai Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2011 é stato molto importante per il consolidamento del Progetto di “Deistituzionalizzazione, Inserimento e Reinserimento Familiare”, per il riconoscimento di esperienze positive di ritorno alla convivenza famigliare e comunitaria dei minori accolti nella Casa lar; per l’articolazione con la Rete di Protezione e Difesa dell’Infanzia; per la necessitá di superare le sfide legate alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2011 é stato molto importante per il consolidamento del Progetto di “Deistituzionalizzazione, Inserimento e Reinserimento Familiare”, per il riconoscimento di esperienze positive di ritorno alla convivenza famigliare e comunitaria dei minori accolti nella Casa lar; per l’articolazione con la Rete di Protezione e Difesa dell’Infanzia; per la necessitá di superare le sfide legate alle difficoltá di dialogo con la pubblica amministrazione locale; ma soprattutto per l’aiuto dei sostenitori a distanza e della Alessi, che ci ha dato la possibilità di realizzare concretamente i diritti ed i sogni dei bambini e degli adolescenti inseriti nel Progetto di Campo Formoso.</p>
<p>Durante il 2011 abbiamo realizzato 6 riunioni con i partners del progetto: il Pubblico Ministero, il Consiglio Tutelare e il Comune per la discussione dei casi e per cercare di ottenere una migliore articolazione delle azioni non soltanto nella cittá di Campo Formoso, ma anche con le vicine Jaguarari e Senhor do Bonfim. Abbiamo iniziato con una udienza concentrata che ha determinato la destituzione della Patria Podestà di due minori che si trovano giá da più di 2 anni in istituto e il ritorno di altri 4 minori presso le proprie famiglie di origine. Inoltre sono stati analizzati i processi di tutti i minori accolti e determinate i relativi incamminamenti. É stata coinvolta anche la segreteria comunale dI infrastruttura, che ha preso l’impegno di risolvere la questione abitativa di una famiglia, con lo scopo di agevolare il ritorno di una adolescente.</p>
<p>Lo staff di Ai.Bi. Bahia é stata invitata a partecipare, nel 2011, a 2 seminari realizzati a livello di stato di Bahia sul tema del Diritto alla Convivenza Familiare e Comunitaria, dando contributi al dibattito e divulgando la nostra metodologia, l’esperienza e i risultati del Progetto. Anche quest’anno abbiamo ricevuto autorizzazione da parte del giudice dei minori per dare continuità alle azioni di accompagnamento interdisciplinare presso la Casa Lar di Campo Formoso. All’interno del lavoro realizzato presso la sopra citata istituzione, abbiamo condotto momenti di formazione continua per le mamme sociali e per gli altre figure che lavorano a diretto contatto con i bambini e gli adolescenti accolti e le loro famiglie. Abbiamo partecipato a riunioni in cui sono stati discussi i casi e le strategie di lavoro con l’obiettivo del rientro in familglia e sono state prodotte relazioni descrittive e propositive per il Tribunale dei Minori come previsto dall’ECA e dal Piano Nazionale di Convivenza Familiare e Comunitaria.</p>
<p>Nel Territorio Piemonte Norte do Itapicuru, abbiamo partecipato, anche, al movimento che chiede la creazione di un consorzio territoriale per la gestione dei servizi di accoglimento per risolvere l’antico problema regionale di mancanza di strutture di accoglimento per minori in situazione di vulnerabilitá sociale.</p>
<p>Il progetto Fabbrica dei Sogni ha contribuito a realizzare i sogni dei bambini e degli adolescenti, appoggiando le azioni di reinserimento familiare, attraverso l’acquisto di case, mobili, giochi e libri, l’aiuto a una famiglia per avviare un piccolo negozio e il pagamento di una parte dei salari dell’equipe per la realizzazione dei lavori di pre e post inserimento. Senza dubbio il sostegno é stato molto importante ed ha contribuito in maniera determinante per il rientro in familia di adolescenti che si trovavano da più di 7 anni in istituto.</p>
<p>Durante l’anno Ai.Bi. ha messo a disposizione una equipe composta da una coordinatrice/avvocata, 1 psicologa, 1 assitente sociale, 2 educatrici (1 laureata in biologia e che sta frequentando il corso per diventare assistente sociale e 1 laureata in teologia e che sta frequentando il corso di pedagogia), e un educatore di arte che è rimasto nell’equipe fino a metà anno.</p>
<p>I bambini e gli adolescenti accolti hanno ricevuto sostegno pedagogico, tramite una operatrice del comune; hanno partecipato ad attività ludiche di pittura, artigianato, scacchi, giochi di raziocinio logico; hanno potuto fare gite, andare al cinema e a teatro e hanno imparato a valorizzare la cultura regionale. É importante sottolineare l’impegno che abbiamo profuso durante il 2011 per quanto riguarda cure mediche e odontologiche.</p>
<p>Nell’istancabile ricerca per la garanzia del diritto di essere figlo Ai.Bi. Campo Formoso ha continuato a consolidare il proprio lavoro, iniziato nel 2003 presso il Lar Nossa Senhora de Fatima, trasformando durante questi anni, insieme agli altri partners, una situazione che era vista quasi come legittima, di negazione dei diritti umani di bambini e adolescenti in una situzione in cui la rete di protezione locale dell’infanzia si adopera per garantire a questi minori il diritto: alla famiglia, all’educazione, al gioco, alla cultura, alla salute, e all’attenzione speciale di cui hanno bisogno, ripettando la legislazione e, soprattutto, evitando che bambini e adolescenti siano dimenticati in un istituto.</p>
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		<title>Bolivia: Alasitas al José Soria</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 18:55:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Torri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bolivia]]></category>
		<category><![CDATA[Dai Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella cittá di La Paz, a partire dal 24 di gennaio e per la durata di circa un mese, si celebra una simpatica tradizione dal nome alasitas, che in aymara significa “comprami”, la cui caratteristica principale é la vendita di miniature di qualsiasi tipo con la finalitá che queste si convertano in realtá durante l’anno. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella cittá di La Paz, a partire dal 24 di gennaio e per la durata di circa un mese, si celebra una simpatica tradizione dal nome alasitas, che in aymara significa “comprami”, la cui caratteristica principale é la vendita di miniature di qualsiasi tipo con la finalitá che queste si convertano in realtá durante l’anno. Si trovano miniature a forma di automobile, di casa, di certificato di matrimonio, di contratto di lavoro, di soldi ecc&#8230; Tutto quello che uno puó desiderare durante l’anno, lo puó trovare al mercato delle alasitas.</p>
<p>E’ una tradizione molto sentita ed aspettata per tutto l’anno. Per questo motivo abbiamo pensato di far vivere la gioia di questa festa anche ai bimbi dell’istituto José Soria.</p>
<p>Insieme alle educatrici, i bambini si sono suddivisi le miniature da costruire: casette, cibo, vestitini di lana e soldini. Inoltre hanno cucinato alimenti come biscottini, piccoli hamburger e bicchierini di succo. Sono stati organizzati dei giochi nel cortile dell’istituto perché alla fiere ufficiale delle alasitas c’è anche uno spazio giochi. Ogni bambino aveva a disposizione una quantitá di “denaro” giocattolo per poter comprare le miniature e poter partecipare ai giochi.</p>
<p>Inultile dire che i bambini si sono divertiti molto perché sono stati i protagonisti dell’evento: sono stati i produttori della merce “in vendita” ma anche gli acquirenti. Per la prima volta hanno potuto entrare nell’ottica della compra/vendita: anche se i soldini erano di fantasia, hanno dovuto calcolare quanto spendere ed in cosa spendere. E’ stata la loro prima relazione con il denaro.</p>
<p>All’evento hanno partecipato anche le autoritá locali, tra cui la direttrice del SEDEGES, Doña Cristina. Le parole di ringraziamento di Doña Cristina sono state molto toccanti in quanto ha ribadito l’importanza che ha per i bambini, che giá soffrono la mancanza dei genitori, il non vivere emarginati senza conoscere le proprie usanze e tradizioni locali. Inoltre, ha ringraziato gli educatori del centro per dedicarsi con pazienza a tutti i bambini bisognosi di affetto e ha rinnovato la fiducia e la stima nei confronti di AiBi che é sempre in prima linea quando si tratta di difendere i diritti dei bambini in attesa di una famiglia che li accolga e che li ami incondizionatamente.</p>
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		<title>Crisi adozioni: dopo Obama e Cameron, ora si muove anche la piccola Irlanda… e l’Italia resta a guardare</title>
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		<comments>http://www.aibi.it/ita/crisi-adozioni-dopo-obama-e-cameron-ora-si-muove-anche-la-piccola-irlanda-e-litalia-resta-a-guardare/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 16:40:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maccari</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">È del 22 gennaio la dichiarazione di <strong>Obama: promuovere le adozioni</strong>. Pochi giorni fa anche l’Irlanda ha alzato la voce a favore dell’adozione: in arrivo un referendum e un <strong>disegno di legge</strong> preparato dal Parlamento per trovare una famiglia adottiva ai<strong> </strong>bambini abbandonati irlandesi. L’iniziativa è di <strong>Frances Fitgerald</strong>, ministro per l’Infanzia. <strong><a href="http://www.aibi.it/ita/crisi-adozioni-dopo-obama-e-cameron-ora-si-muove-anche-la-piccola-irlanda-e-litalia-resta-a-guardare/">LEGGI TUTTO...</a></strong></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.aibi.it/ita/images/Irlanda-referendum-e-nuova-legge-per-le-adozioni1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-29816" style="margin: 5px;" title="Irlanda, referendum e  nuova legge per le adozioni" src="http://www.aibi.it/ita/images/Irlanda-referendum-e-nuova-legge-per-le-adozioni1.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>È del 22 gennaio la dichiarazione di <strong>Obama: promuovere le adozioni</strong>. Pochi giorni fa anche l’Irlanda ha alzato la voce a favore dell’adozione: in arrivo un referendum e un <strong>disegno di legge</strong> preparato dal Parlamento per trovare una famiglia adottiva ai<strong> </strong>bambini abbandonati irlandesi, <strong>anche per quelli nati da coppie sposate</strong>. L’iniziativa è di <strong>Frances Fitgerald</strong>, ministro per l’Infanzia.</p>
<p style="text-align: justify;">La notizia è apparsa sullo <strong>Herald</strong>, popolare quotidiano irlandese. Fitzgerald ha dichiarato che nel passato molti più bambini avrebbero potuto trovare una famiglia. È la Costituzione del Paese a dichiarare l’impossibilità delle adozioni dei nati da coppie sposate. In Irlanda i nati da mamme non sposate hanno invece la strada spianata poiché le madri godono di un sistema più flessibile: <strong>possono scegliere di dare in adozione il loro nascituro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La verità è che anche l’Irlanda è andata incontro a una crisi dell’adozione internazionale a causa della recessione e del default economico nazionale. Con lo scopo di dare una scossa alle adozioni il Governo irlandese intende indire <strong>un referendum a partecipazione popolare</strong> per i diritti del fanciullo, dal nome <strong>Children’s Right Referendum</strong>, con l’obiettivo di abrogare gli articoli della costituzione che ostano alle adozioni dei nati in una famiglia sposata.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo le dichiarazioni di novembre del premier inglese <strong>David Cameron</strong>, il mondo anglofono si mobilita sempre più verso il potenziamento delle adozioni e il miglioramento del sistema. Alla luce di queste iniziative, è significativo che in Italia il ministro <strong>Andrea Riccardi</strong>, <strong>presidente della CAI</strong>, a quasi due mesi dalla nomina non abbia ancora indetto una riunione né si sia pronunciato sulle strategie per uscire dalla crisi delle adozioni, soprattutto dopo un&#8217;annata critica come quella trascorsa. Il 2011 ha infatti registrato un calo delle richieste di adozione, secondo quanto indicano i dati dei Tribunali per i Minorenni. In Lombardia il numero di aspiranti coppie adottive è sceso del 23,5%, in Liguria sono diminuite del 20% e in Puglia del 16%.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Lunedì 6 febbraio: tutti su “Mi spendo per l’accoglienza”, un appuntamento da non perdere!</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 16:39:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maccari</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Lunedì 6 febbraio parte <strong>MI SPENDO PER L’ACCOGLIENZA</strong>, l’iniziativa solidale che vuole dare concreto supporto alle famiglie adottive, affidatarie, sostenitrici a distanza o con più di tre figli, per permettere loro di battere la crisi. Sarà possibile, con l'esclusiva Tessera Amico dei Bambini 2012. <strong><a href="http://www.aibi.it/ita/lunedi-6-febbraio-tutti-su-mi-spendo-per-laccoglienza-un-appuntamento-da-non-perdere/">LEGGI TUTTO...</a></strong></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.aibi.it/ita/images/Mi-Spendo-per-lAccoglienza.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-29836" style="margin: 5px;" title="Mi Spendo per l'Accoglienza!" src="http://www.aibi.it/ita/images/Mi-Spendo-per-lAccoglienza.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>Lunedì 6 febbraio parte <strong>MI SPENDO PER L’ACCOGLIENZA</strong>, l’iniziativa solidale che vuole dare concreto supporto, in tempo di crisi, alle famiglie adottive, affidatarie, sostenitrici a distanza o con più di tre figli.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà possibile visitare il sito di Mi Spendo, richiedere l&#8217;esclusiva Tessera Amico dei Bambini 2012, procurarsi i bellissimi prodotti delle migliori aziende oppure fare una donazione e ricevere bellissimi premi&#8230; Un appuntamento da non lasciarsi scappare!</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Aleksej, 9 anni, «Non voglio ritornare in istituto, lasciatemi a casa mia, ma… non solo a Natale»</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 16:24:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maccari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sostegno a Distanza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Siamo fuori Chisinau</strong>, in un piccolo villaggio della Moldova, dalle case vecchie quasi interamente coperte dalla neve. In questo paesaggio dipinto di bianco sembra tutto addormentato. Piano piano ci avviciniamo alla casa della famiglia G., che riconosciamo a fatica. Dalla finestra ci dà il benvenuto un ragazzino che sembra un piccolo Babbo Natale. <strong><a href="http://www.aibi.it/ita/aleksej-9-anni-%c2%abnon-voglio-ritornare-in-istituto-lasciatemi-a-casa-mia-ma-non-solo-a-natale%c2%bb/">LEGGI TUTTO...</a></strong></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.aibi.it/ita/images/Chisinau-Moldova.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-29810" style="margin: 5px;" title="Chisinau, Moldova" src="http://www.aibi.it/ita/images/Chisinau-Moldova.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>La neve continua a scendere dal cielo, il gelo forte pizzica le guance e le mani di chi si fa coraggio ad affrontarlo. <strong>Siamo fuori Chisinau</strong>, in un piccolo villaggio della Moldova, dalle case vecchie quasi interamente coperte dalla neve. In questo paesaggio dipinto di bianco sembra tutto addormentato. Non fosse per il fumo che esce dal camino delle case, sembrerebbe addirittura che l’unico padrone di quelle viottole molto strette sia il silenzio.<br />
Piano piano ci avviciniamo alla casa della famiglia G., che riconosciamo a fatica, visto che è quasi tutta immersa nella neve. Dalla finestra ci dà il benvenuto un ragazzino che sembra un piccolo Babbo Natale. Lo chiameremo <strong>Aleksej</strong> (usando un nome di fantasia).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Entriamo in casa e ci troviamo con quel piccolo Babbo Natale nelle braccia</strong>. Sembra cicciotto perché tutto avvolto nei vestiti, ha le guance rosse e le mani molto fredde. Inizia a raccontarci felice dei suoi successi, ci mostra volentieri i quaderni con gli esercizi che ha fatto durante le vacanze e si mette in fretta a sfogliare la pagella dei voti come se ci volesse dimostrare quanto è stato bravo, anche se nessuno glielo chiede. Capiamo il perché delle sue azioni… <strong>Nei giorni di scuola Aleksej <em>“</em>abita<em>”</em> in istituto,</strong> insieme alla sorella ed al fratello maggiore. ). Ha 9 anni, fa parte del programma di sostegno a distanza dell’Istituto “N.3” assieme ad <strong>altri 51 bambini</strong>. Stiamo studiando il loro rientro a casa dai genitori, dapprima nei fine settimana, per poi un giorno farli reintegrare nella loro famiglia una volta per tutte. Bisogna anche aiutare i loro genitori a trovare un’attività stabile e un reddito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Al vedere l’assistente sociale, Aleksej lo collega subito con l’istituto </strong>e forse, per la paura di essere riportato lì, visto che la scuola è iniziata, fa di tutto per dimostrarci che <strong>si sta bene a casa, anche se la legna sta per finire, anche se i genitori sono molto malati e la nonna troppo vecchia per prendersi cura dei nipoti.</strong> Aleksej infatti, come ci racconta la nonna, è molto di aiuto alla madre. <strong><em>“Vorrei farli stare tutti a casa, ma non immagino come faremmo con questo freddo… ora che le legna finiscono ed altro non c’è per riscaldare la casa”,</em></strong><em> </em>ci dice e si mette a cullare il quartogenito che piagnucola con gli occhi ancora chiusi.</p>
<p style="text-align: justify;">Continuiamo a sfogliare il quaderno che ci è rimasto tra le mani. In un angolo, sulla coperta osserviamo un nome che ci suona molto conosciuto. <strong>È il nome di uno dei sostenitori che hanno aderito al progetto di Sostegno a Distanza</strong>. Aleksej osserva lo sguardo dell’assistente sociale e, come se anticipasse una domanda, risponde di aver segnato quel nome per non dimenticare a chi scrivere. Ci chiede anche se gli abbiamo spedito la lettera di Natale e si sbriga a promettere che a breve scriverà un’altra.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“<strong>Scriverà</strong>”, </em>interviene la madre<em>, “<strong>ora che lo seguo più da vicino</strong>. Ogni sera gli verifico i compiti e mi assicuro che abbia tutto in ordine per quando riprenderà la scuola. Gli altri due ragazzi sono più indipendenti. Aleksej invece si ammala spesso e non posso andare in istituto a curarlo, soprattutto perché c’è il piccolo che ha bisogno di me. <strong>Ci vuole poco, solo che è proprio quel poco che ci manca per stare tutti insieme…”</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Dalle discussioni con la madre veniamo a sapere che <strong>il padre ha ripreso </strong>da poco <strong>a lavorare</strong>. Non è stato assunto ufficialmente, ma ci sono motivi di credere che, avendo almeno un reddito in famiglia ed essendo aiutati anche nell’ambito del programma di Sostegno a Distanza, i genitori possano provvedere a procurare il necessario e <strong>far stare così i figli a casa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo parlato anche del <strong>sostegno psicologico</strong>, invitando la madre a partecipare alle <strong>riunioni che organizziamo ogni tanto con le madri della comunità</strong>. Ci lasciamo, non appena riceviamo <strong>un’altra promessa da Aleksej</strong> che, sollevato di aver posticipato per un altro po’ il ritorno in istituto, ci dice che <strong>farà il bravo e aiuterà i genitori in tutto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Riprendiamo la strada verso il nostro Centro, auspicando piani d’intervento e soluzioni per la famiglia di Aleksej che ci ha accolto con tanto calore. Vediamo anzitutto, se possiamo aiutarli in qualche modo a portare il vero calore di una nella casa, e poi creare, insieme ai genitori, le condizioni per l’accoglienza dei figli.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Ghana: Le linee guida sul Foster Care del Ghana</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 16:21:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pazzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dai Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Ghana]]></category>

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		<description><![CDATA[Le linee guida sul Foster Care del Ghana Lunedi 30 Gennaio 2012 il Department of Social Welfare del Ghana, dipartimento che si occupa della protezione dei minori in stato di velnerabilita’, ha organizzato un workshop per discutere un nuovo documento sulla protezione dei minori abbandonati: le linee guida sul foster care. Al workshop sono stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le linee guida sul Foster Care del Ghana</strong></p>
<p>Lunedi 30 Gennaio 2012 il Department of Social Welfare del Ghana, dipartimento che si occupa della protezione dei minori in stato di velnerabilita’, ha organizzato un workshop per discutere un nuovo documento sulla protezione dei minori abbandonati: le linee guida sul foster care.</p>
<p>Al workshop sono stati invitati degli esponenti del Dipartimento e rappresentanti di organizzazioni che lavorano nel settore: UNICEF, Afrikids, SOS, Kinder Paradise, ANPPCAN, AiBi Ghana.  Il workshop e’ stato sponsorizzato con l’aiuto dell’ONG Orphan Aid Africa.</p>
<p>Il Ghana ha di gia’ definito una legge sul sistema di affidamento del paese, ma quello che manca al momento sono delle linee guida che aiutino a definire l’applicazione pratica della legge. Il Dipartimento ha lavorato a una bozza delle linee guida che durante il workshop e’ stata condivisa e discussa.</p>
<p>Il workshop e’ stato utilissimo sia al Dipartimento che alle ONG per capire in che direzione orientare le linee guida e come correggerle, questo anche alla luce dell’esperienza sul campo delle ONG presenti. Le linee guida saranno ora revisionate ulteriromente e si prevedono altri incontri nel futuro. Un ottimo esempio di collaborazione ben riuscita tra istituzioni e societa’ civile!</p>
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		<title>Russia: i bambini orfani trovano famiglia in tv!</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:41:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maccari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Sono tempi di comunicazione in tempo reale</strong>: ci si innamora guardandosi in foto, si fanno amici chiacchierando via Twitter e<strong> c’è anche chi trova una famiglia adottiva in tv</strong>. Succede in Russia, dove il famoso programma televisivo nazionale <em>Per ora sono tutti a casa</em> (Poka vse doma) mette direttamente i contatto gli orfani con sempre nuove coppie di genitori adottivi. Se l’è inventato un <strong>conduttore</strong> <strong>intraprendente. <a href="http://www.aibi.it/ita/russia-i-bambini-orfani-trovano-famiglia-in-tv/">LEGGI TUTTO...</a></strong></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.aibi.it/ita/images/Russia-figli-adottivi-grazie-a-un-programma-televisivo2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-29792" style="margin: 5px;" title="Russia, figli adottivi grazie a un programma televisivo" src="http://www.aibi.it/ita/images/Russia-figli-adottivi-grazie-a-un-programma-televisivo2.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>Sono tempi di comunicazione in tempo reale</strong>: ci si innamora guardandosi in foto, si fanno amici chiacchierando via Twitter e<strong> c’è anche chi trova una famiglia adottiva in tv</strong>. Succede in Russia, dove il famoso programma televisivo nazionale <em>Per ora sono tutti a casa</em> (Poka vse doma) mette direttamente i contatto gli orfani con sempre nuove coppie di genitori adottivi. Se l’è inventato il conduttore <strong>Timur Kizjakov</strong>: assieme alla moglie <strong>Elena</strong> ha creato una rubrica interna al programma, <em>Avrete un figlio</em> (U vas budet rebenok), nel corso della quale vengono trasmessi dei mini-film di qualità professionale che vengono poi immessi in un apposito sistema di ricerca.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nome del sistema di ricerca è <strong>Videopassport</strong>. «Anche io e mia moglie Elena siamo genitori – ha spiegato Timur Kizjakov – e abbiamo deciso che in un programma con un pubblico, una reputazione e un credito tali, avremmo trovato facilmente posto per dei bambini a cui servisse una famiglia<strong>.</strong> <strong>Fin dalle prime puntate della rubrica il riscontro è stato tale che non ha lasciato alcun dubbio</strong> sul fatto che fosse opportuno inserire un simile tema in un programma per famiglie».</p>
<p style="text-align: justify;">L’idea è eccellente per quanto riguarda i bambini <strong>in emergenza o dai particolari bisogni</strong>. «Per la creazione del video passaporto di un bambino <strong>ci vogliono 40 ore</strong> – continua Kizjakov – se ne occupa un gruppo di 30 persone. Un istituto per bambini è un mondo fragile e per farvi breccia dobbiamo comportarci in modo <strong>estremamente cauto e scrupoloso</strong>. Il materiale montato viene dato agli organi di tutela della regione e viene in aggiunta caricato sul sito Internet <em><strong><em>www.videopasport.ru</em></strong></em><em><em> </em></em>a cui può accedere chiunque lo desideri. Sul sito il video-passaporto ha una struttura a fiore. <strong>Al centro c’è la fotografia e sui petali le informazioni sul bambino</strong>, divise per temi: <em>Il mio video, I miei risultati, Io amo…</em> e così via. Una persona può cliccare sui petali in qualunque ordine, ma supponendo che probabilmente li guarderà in senso orario, abbiamo posizionato la sezione &#8220;La mia salute&#8221; in fondo. In questo modo quando la persona ci arriva ha già appreso molto del piccolo, è stato <strong>conquistato dalla sua simpatia</strong> e così recepisce le informazioni su eventuali problemi di salute simpatizzando con il bambino».</p>
<p style="text-align: justify;">«Abbiamo aiutato <strong>più di 800 educatori</strong> di istituti a trovare famiglie per i bambini.  Ancora, circa 100 video passaporti di bambini sulla versione online sono bloccati, il che significa che in questo momento ci sono dei potenziali genitori che stanno facendo la loro conoscenza. L’efficacia dei video passaporti arriva fino all’80 per cento. Allo stesso tempo la creazione di un video passaporto risulta <strong>di gran lunga meno costoso delle spese di cui si fa carico lo Stato</strong> per il mantenimento di un bambino in un istituto per orfani. In diverse regioni i costi ammontano dai 500.000 rubli al milione all’anno per ogni educatore».</p>
<p style="text-align: justify;">(Da Russia Oggi, 2 febbraio 2012)</p>
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		<title>La Spiritualità dell’adozione: «Il luogo dove incontrerò mio figlio»</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:36:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maccari</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.aibi.it/ita/?p=29716</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>È possibile conoscere il luogo dove incontrerò mio figlio adottivo?</strong> Ma come è possibile incontrarlo prima di averlo conosciuto? La spiritualità dell'adozione, attraverso la contemplazione della Parola di Dio <strong>nell'ascolto del grido dell'abbandono</strong>, ci indica cammini e prospettive a volte inimaginabili. Questo sabato, nel tradizionale appuntamento del rosario mensile per i bambini abbandonati, proponiamo una riflessione di <strong>Sara, novella madre adottiva, che ci proietta in una sorprendente realtà</strong>. <a href="http://www.aibi.it/ita/la-spiritualita-delladozione-%c2%abil-luogo-dove-incontrero-mio-figlio%c2%bb/"><strong>LEGGI TUTTO...</strong></a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.aibi.it/ita/images/pietra_news1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-28665" style="margin: 5px;" title="pietra_news" src="http://www.aibi.it/ita/images/pietra_news1.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>È possibile conoscere il luogo dove incontrerò mio figlio adottivo? Ma come è possibile <strong>incontrarlo prima di averlo conosciuto</strong>? La spiritualità dell&#8217;adozione, attraverso la contemplazione della Parola di Dio nell&#8217;ascolto del grido dell&#8217;abbandono, ci indica cammini e prospettive a volte inimaginabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo sabato, nel tradizionale appuntamento del Rosario mensile in cui le famiglie adottive e affidatarie de <strong>“La pietra scartata”</strong>, la Comunità familiare che anima la spiritualità di Amici dei Bambini, recitano<strong> per i</strong> <strong><strong>bambini abbandonati</strong></strong>, proponiamo una riflessione di <strong>Sara, novella madre adottiva, che ci proietta in una sorprendente realtà</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il rosario è preceduto da <strong>un breve commento</strong> sul Vangelo di Marco e contemplato con riferimento alla spiritualità dell’adozione.</p>
<p style="text-align: justify;">-</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Dal vangelo di Marco</span> (Mc 6, 30 – 32)</p>
<p style="text-align: justify;">«Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: <em>“Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte»<em>.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Commento</span></p>
<p style="text-align: justify;">È veramente affannosa la strada che porta all<strong>’incontro</strong> <strong>con un figlio adottivo</strong>. Non è nemmeno una corsa ad ostacoli – sarebbe troppo veloce – ma un lento cammino, contrassegnato dalla fatica di un passo dopo l’altro, per percorrere il quale è necessario impiegare <strong>ogni energia, fisica e morale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Da un lato la tentazione di mollare tutto, specialmente quando la dignità di una persona viene scossa nell’intimo più profondo (“<strong><em>perchè volete adottare un bambino?</em></strong>”), dall’altro la tenacia di voler dare <strong>un significato nuovo ed eterno ad una storia di amore</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Di affanno in affanno, trascorrono i mesi, gli anni&#8230; «<em>Venite in disparte, in un luogo deserto, e riposatevi un po’</em>».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sara, quel luogo, l’ha trovato nel suo cuore</strong>: «<em>Ma, dopo esser caduta e aver toccato il fondo, arrabbiata e delusa, ecco che Dio si fa spazio nel buio che mi ero dipinta attorno e, per misericordia, mi raggiunge</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">Ora Sara comprende di essere protagonista di un grande progetto nel quale «<em>Dio, piano piano, delinea il profilo di un figlio&#8230; in un modo davvero originale</em> » e alla fine del cammino, <strong>Sara innalza il suo canto di amore</strong>:«<em>Dio mi ha permesso di sfiorare il senso dell’eternità</em>: <em>da ora e per sempre <strong>io e Lui, madre e Figlio</strong>!</em>».</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Preghiamo<br />
</span><span style="text-decoration: underline;">Nel primo mistero</span> preghiamo per le coppie che hanno iniziato il cammino dell’adozione perchè possano continuare lungo questa strada con tenacia, speranza e fiducia;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Nel secondo mistero</span> preghiamo per tutti coloro che, per professione o per missione, sono chiamati ad accompagnare le coppie adottive, perchè sappiano infondere nei futuri genitori la forza della speranza;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Nel terzo mistero</span> preghiamo per i sacerdoti, i missionari e i padri spirituali perchè possano far scoprire a chi intende adottare un figlio, il “<span style="text-decoration: underline;">luogo</span> deserto” della preghiera;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Nel quarto mistero</span> preghiamo per coloro che in questo momento sono chiamati a decidere se accogliere o meno un bambino come loro figlio, perchè sappiano “ritirarsi” nel luogo del loro cuore;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Nel quinto mistero</span> preghiamo Gesù Abbandonato perchè possa far sentire il grido dei bambini abbandonati nel cuore di tutti coloro che vogliono un figlio.</p>
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