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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-4620002456746068601</atom:id><lastBuildDate>Fri, 24 May 2013 19:12:43 +0000</lastBuildDate><category>Arpa</category><category>Europa</category><category>Ambiente</category><category>Energie rinnovabili</category><category>Green economy</category><category>Regione Emilia Romagna</category><category>PD</category><category>Clima e Cambiamenti climatici</category><category>Bonifiche</category><category>Acqua</category><category>Rifiuti</category><category>Ferrara</category><category>Scienza e studi ambientali</category><category>Camera dei Deputati</category><category>Parchi</category><category>Energia</category><category>Reati ambientali</category><category>Ispra</category><category>Sostenibilità</category><title>ALESSANDRO BRATTI</title><description>Un impegno nel PD per l'Ambiente</description><link>http://alessandrobratti.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Alessandro Bratti)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>1880</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/AlessandroBratti" /><feedburner:info uri="alessandrobratti" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><feedburner:browserFriendly></feedburner:browserFriendly><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4620002456746068601.post-8964644244939990654</guid><pubDate>Fri, 24 May 2013 19:12:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-24T21:12:43.155+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ambiente</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Europa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ispra</category><title>La favola dell'impatto zero fa male all'ambiente: basta prenderci in giro</title><description>&lt;a href="https://encrypted-tbn2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRW6p7uph5ONWdimK91XBuBXjuWrVSnQR8Ra7cczrEi9jSKN7mI" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://encrypted-tbn2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRW6p7uph5ONWdimK91XBuBXjuWrVSnQR8Ra7cczrEi9jSKN7mI" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;Un'abitazione familiare contiene fino a 400 tonnellate di materie prime&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per
 i fan dell'impatto zero, l'European minerals day (Emd), che viene 
celebrato ogni 24 maggio, non è un giorno da festeggiare. Riporta 
bruscamente alla realtà, con un atterraggio che può far male. Prendiamo 
l'utilizzo dell'auto: siamo felici quando possiamo permetterci 
l'acquisto di un auto dai consumi ridotti, dalle emissioni contenute, 
magari dal motore ibrido. Pensiamo di poterci dunque ritenerci 
soddisfatti; dopotutto, la nostra parte per "la tutela dell'ambiente" 
l'abbiamo fatta. Crediamo di muoverci per la città a impatto zero, o 
quasi. Purtroppo, non è così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando usiamo l'automobile - ci 
ricorda una nota dell'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la
 ricerca ambientale - viaggiamo su un mezzo assemblato non solo con 
centinaia di kg di ferro ma anche con decine di kg di nickel, cromo, 
alluminio, manganese, rame, piombo, zinco, sino ai pochi grammi del 
platino utilizzato nella marmitta catalitica. Una sola auto, inoltre, 
contiene oltre una tonnellata di minerali nelle gomme (talco, carbonato 
di calcio), plastiche (talco, carbonato di calcio, caolinite, 
wollastonite), vetro, stampi (bentonite, silicati, wollastonite), ed 
oltre una tonnellata di metalli. Lo stesso vale per il trasporto 
pubblico.&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Quello dell'auto è solo un esempio, replicabile in un'infinità di contesti. Praticamente, in tutti quelli nei quali si svolge questa nostra vita del XXI secolo. Basti pensare alle nostre case: un'abitazione familiare contiene fino a 400 tonnellate di materie prime: inerti, cemento, argilla, carbonato di calcio, gesso, vetro, pitture, ceramiche, laterizi, e molte tonnellate di metalli. L'utilizzo intensivo di materia vale infatti, con minerali diversi, per tutti i macchinari che usiamo direttamente e indirettamente, vale per la struttura delle case dove abitiamo e dei locali dove lavoriamo, studiamo o passiamo il tempo libero e vale anche per l'intero settore industriale. Appare chiaro come i minerali rivestano un'importanza strategica non solo economica e politica, ma anche sociale, perché la nostra quotidianità è assolutamente dipendente dall'uso delle materie prime minerarie anche se spesso, poiché utilizzatori di prodotti finiti, non ce ne rendiamo conto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza molti minerali e metalli la nostra industria manifatturiera e ad alta tecnologia si fermerebbe. Per questo produzione e approvvigionamento di materie prime sono di importanza fondamentale per l'economia dell'Unione Europea. In Europa ci sono circa 30mila cave, miniere e impianti minerari attivi. Le azioni di raccolta e recupero sono particolarmente importanti poiché, pur avendo un ruolo di leader nella produzione mondiale di minerali da costruzione e di minerali industriali (il 57% di feldspato - 22% solo dall'Italia -, il 36% di caolino, il 19% di bentonite e il 15% di gesso), il nostro continente è fortemente dipendente da fornitori/competitori extracontinentali per quanto riguarda i metalli, anche se per alcuni di loro ha produzioni non trascurabili (11% di cromo, il 9% di argento, l'8% di zinco e titanio, il 6% di rame). Questo fa capire quanto l'economia europea sia fragile nella sua dipendenza dalle materie prime e dalla loro importazione, e quanto la geologia giochi un ruolo fondamentale per il nostro sviluppo ed il rilancio dell'economia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altrettanto importante - spiega ancora l'Ispra - è il recupero e la restituzione alle comunità dei siti minerari dismessi, che generalmente sono inquinati. Solo in Italia, a fronte di 180 miniere in produzione (quasi tutte di minerali industriali), sono presenti circa 3.000 siti che sono stati in attività a partire dal 1870 e che presentano problematiche ambientali in gran parte irrisolte. Il 70% dell'industria manifatturiera europea utilizza direttamente materie prime minerarie per un valore di 1.324 miliardi di euro e&amp;nbsp; con un impiego di 30 milioni di lavoratori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'European minerals day - il cui lancio ufficiale è tenuto oggi in Italia (a Vipiteno) alla presenza di Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea - è dedicato proprio ai minerali, da quest'anno è anche un evento ufficiale della&amp;nbsp;&lt;span style="color: blue;"&gt; &lt;a href="http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&amp;amp;id=20637"&gt;European Innovation Partnership on Raw Materials (Partenariato europeo per l'innovazione sulle materie prime)&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;, recentissima iniziativa dell'Unione Europea per il rilancio industriale. Sicuramente non possiamo immaginare una vita senza l'uso dei minerali, ma per ottenere i quantitativi utili per costruire un solo televisore, è necessario scavare e trattare quantità enormi di roccia, con costi ambientali rilevanti e la perdita definitiva di risorse non rinnovabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò impone una visione strategica che a metodi di estrazione e lavorazione che siano sostenibili dal punto di vista dell'ambiente, dell'economia e del sociale, associ politiche di raccolta, riutilizzo e riciclo dei prodotti minerari, nonché la promozione di politiche di sostenibilità in altre parti del mondo. Certo, continuare a parlare d'impatto zero sarebbe più facile, certamente più seduttivo. Ma la concretezza del mondo reale ci pone davanti una sfida più complessa, dalla quale non possiamo sottrarci.</description><link>http://alessandrobratti.blogspot.com/2013/05/la-favola-dellimpatto-zero-fa-male.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Bratti)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4620002456746068601.post-2485076017209719142</guid><pubDate>Fri, 24 May 2013 19:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-24T21:07:10.852+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bonifiche</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Europa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Scienza e studi ambientali</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Acqua</category><title>Tra due generazioni l'acqua dolce non bastera' piu' Da 500 esperti riuniti a Bonn appello per uso piu' razionale</title><description>&lt;br /&gt;
&lt;a href="https://encrypted-tbn3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTPydWS9eD5CXkIXDXfuKR0kJnU5OG4ZD7A50Hi7_rgo55mdyZmMw" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://encrypted-tbn3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTPydWS9eD5CXkIXDXfuKR0kJnU5OG4ZD7A50Hi7_rgo55mdyZmMw" /&gt;&lt;/a&gt;Nell'arco di due generazioni l'acqua non sara' piu' sufficiente per la maggior parte dei 9 miliardi di persone che popoleranno la Terra: e' lo scenario elaborato da oltre 500 ricercatori di tutto il mondo che da a Bonn, dove sono riuniti in un convegno, lanciano un appello per un uso piu' razionale dell'acqua, nella convinzione che sia possibile evitare la crisi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell'appello, chiamato 'Dichiarazione di Bonn', perche' rilasciato al termine della conferenza sull'acqua nell'Antropocene che si e' tenuta nella citta' tedesca, i ricercatori rilevano che ''la crisi dell'acqua e' del tutto evitabile'' in quanto si deve ''solo ad una cattiva gestione di questa risorsa essenziale e insostituibile''. Con le attuali conoscenze, sottolineano, non e' possibile prevedere esattamente quando il limite planetario sara' superato. Se si arrivera' a quel punto, secondo gli esperti, ''si potrebbero innescare cambiamenti irreversibili con potenziali, catastrofiche conseguenze''. Ma tutto cio' puo' essere ancora evitato, avvertono i ricercatori, che hanno elaborato sei raccomandazioni: potenziare la ricerca sul sistema idrico globale; elaborare una sintesi delle attuali conoscenze sul sistema acqua per migliorarne la protezione; formare la prossima generazione di ricercatori specializzati nel settore idrico; intensificare il monitoraggio dell'acqua; preferire soluzioni basate sulla salvaguardia degli ecosistemi a costosi interventi strutturali; stimolare l'innovazione nella gestione dell'acqua. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ROMA</description><link>http://alessandrobratti.blogspot.com/2013/05/tra-due-generazioni-lacqua-dolce-non.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Bratti)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4620002456746068601.post-7130238195182275018</guid><pubDate>Fri, 24 May 2013 19:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-24T21:01:26.295+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ambiente</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Europa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Energia</category><title>Italia seconda al mondo per il fotovoltaico Gse, e' merito degli incentivi del Conto energia</title><description>&lt;a href="http://m2.paperblog.com/i/118/1184078/catastrofe-eolica-e-fotovoltaica-al-parco-del-L-QJMJsC.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="206" src="http://m2.paperblog.com/i/118/1184078/catastrofe-eolica-e-fotovoltaica-al-parco-del-L-QJMJsC.jpeg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;Il successo del fotovoltaico nazionale, che piazza l'Italia al secondo posto nel mondo dopo la Germania, va attribuito al sistema del Conto Energia, in meccanismo di incentivazione della produzione di energia solare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne riconosce i meriti il Gse nel suo Rapporto statistico sul solare fotovoltaico 2012 che ha censito i 478.331 impianti in esercizio in Italia, per una potenza installata di 16.420 MW e 18.862 GWh di energia prodotta nell'anno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A fine 2012 erano in esercizio in Italia 478.331 impianti, per una potenza installata di 16.420 MW e 18.862 GWh di energia prodotta nell'anno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro Paese, con 148.135 nuove unita' installate nel 2012 e una potenza aggiuntiva di 3.646 MW, si conferma dunque al secondo posto nel mondo per capacita' fotovoltaica totale in esercizio (16.420 MW), preceduta solo da quella della Germania (32.278 MW). E questa affermazione, secondo il Gse, e' dovuta appunto al meccanismo del Conto energia, ''il motore di questa crescita''. I 475.851 impianti che usufruiscono del Conto energia hanno infatti contribuito al 96% della produzione fotovoltaica dell'anno godendo di un incentivo di circa 6 miliardi di euro nel solo 2012. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ROMA </description><link>http://alessandrobratti.blogspot.com/2013/05/italia-seconda-al-mondo-per-il.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Bratti)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4620002456746068601.post-944790758957178175</guid><pubDate>Fri, 24 May 2013 18:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-24T20:57:46.384+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Energie rinnovabili</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Energia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Camera dei Deputati</category><title>Governo/ Esame Cdm su recepimento direttiva risparmio... Entro 31 dicembre 2020 tutti edifici nuovi a energia quasi zero</title><description>&lt;a href="http://www.serramenti-internorm.com/shared/foto-articoli/_small/grafico-risparmio-energetico_small.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.serramenti-internorm.com/shared/foto-articoli/_small/grafico-risparmio-energetico_small.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;Governo/ Esame Cdm su recepimento direttiva risparmio energetico Su bonus energia messa a punto questioni tecniche e finanziarie&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il
 Consiglio dei ministri ha esaminato il decreto che prevede il 
recepimento della direttiva comunitaria sul risparmio energetico. Lo si 
legge nel comunicato di Palazzo Chigi. Avviato anche l'esame del bonus 
energia del 55% e sulle ristrutturazioni edilizie del 50%.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 
Consiglio dei ministri, si legge nella nota di Palazzo Chigi,"ha avviato
 l`esame del decreto sul risparmio energetico. Fermo restando il 
recepimento della Direttiva comunitaria sull`efficientamento energetico,
 il governo ha deciso di mettere a punto le questioni tecniche e finanziarie per consentire la&lt;br /&gt;
proroga degli incentivi fiscali in materia di risparmio energetico e le ristrutturazioni edilizie".&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;In particolare, il decreto, prevede "il recepimento della Direttiva in materia di prestazione energetica nell`edilizia in relazione alla quale è in corso una procedura di infrazione nei confronti dell`Italia avviata dalla Commissione europea"&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra le novità, viene adottata a livello nazionale una metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici che tenga conto, tra l`altro, delle caratteristiche termiche dell'edificio, nonché degli impianti di climatizzazione e di produzione di acqua calda; vengono fissati "i requisiti &lt;br /&gt;
minimi di prestazione energetica in modo da conseguire livelli ottimali in funzione dei costi", si legge nella nota.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I requisiti minimi di prestazione energetica, da applicarsi agli edifici nuovi e a quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti, sono riveduti ogni 5 anni; nasce la definizione di "edifici a energia quasi zero" e viene redatta una strategia per il loro incremento tramite l'attuazione di un Piano nazionale che comprenda l`indicazione del modo in cui si applica tale definizione, gli obiettivi intermedi di miglioramento della prestazione energetica degli edifici di nuova costruzione entro il 2015, informazioni sulle politiche e sulle misure finanziarie o di altro tipo adottate per promuovere il miglioramento della prestazione energetica degli edifici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entro il 31 dicembre 2020, si spiega nella nota di Palazzo Chigi, tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a energia quasi zero. Gli edifici di nuova costruzione occupati dalle Amministrazioni pubbliche e di proprietà di queste ultime dovranno rispettare gli stessi criteri a partire dal 31 dicembre&lt;br /&gt;
2018.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Viene infine previsto un sistema di certificazione della prestazione energetica degli edifici che comprenda informazioni sul consumo energetico, nonché  raccomandazioni per il miglioramento in funzione dei costi. La redazione dell`attestato è obbligatoria in caso di costruzione, vendita o locazione di un edificio o di un'unità immobiliare, nonché per gli edifici occupati dalla Pubblica Amministrazione, conclude la nota.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Roma, 24 mag. (TMNews)</description><link>http://alessandrobratti.blogspot.com/2013/05/governo-esame-cdm-su-recepimento.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Bratti)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4620002456746068601.post-5107580218204894958</guid><pubDate>Fri, 24 May 2013 18:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-24T20:49:42.305+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ambiente</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Europa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Energie rinnovabili</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Energia</category><title>Energia. patente efficienza edifici, governo recepirà direttiva fissa requisiti minimi, incentivi alla PA che ammoderna sedi.</title><description>&lt;a href="http://www.energyitalyspa.it/prodotti/images/certificazione_energetica.png" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="249" src="http://www.energyitalyspa.it/prodotti/images/certificazione_energetica.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;In arrivo la 'patente energetica' per gli edifici, basata sulla loro 
prestazione energetica di parti e unita' immobiliari. Non solo: entro il
 31&amp;nbsp; dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere
 a energia quasi zero. Gli edifici di nuova costruzione occupati da enti
 pubblici e di proprieta' di questi ultimi dovranno rispettare gli 
stessi criteri a partire dal 31 dicembre 2018. In arrivo anche la 
'patente di efficienza energetica' dell'immobile, un po' come accade per
 gli elettrodomestici. Previsti incentivi per le amministrazioni 
pubbliche che installano fonti rinnovabili. E' quanto stabilisce la 
Direttiva europea 2010/31/Ue del 19 maggio 2010, sulla prestazione 
energetica nell'edilizia (e che abroga la direttiva 2002/91/Ce). 
Direttiva che il governo si appresta a recepire - si prevede 
probabilmente al prossimo Cdm - e in relazione alla quale e' in corso 
una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia avviata dalla 
Commissione europea per il suo mancato recepimento. Fermo restando il 
recepimento della Direttiva comunitaria sull'efficientamento energetico,
 il governo ha deciso di "mettere a punto le questioni tecniche e 
finanziarie per consentire la proroga degli incentivi fiscali in materia
 di risparmio energetico e le ristrutturazioni edilizie". In base al 
testo della direttiva, gli Stati membri adottano, a livello nazionale o 
regionale, una metodologia di calcolo della prestazione energetica degli
 edifici che tiene conto di determinati aspetti, tra cui le 
caratteristiche termiche dell'edificio (capacita' termica, isolamento, 
eccetera); l'impianto di riscaldamento e di produzione di acqua calda; 
gli impianti di condizionamento d'aria; l'impianto di illuminazione 
incorporato; le condizioni climatiche interne.In base alla direttiva 
2010/31/Ue che il Cdm di venerdi' dovrebbe recepire, gli Stati membri 
dovranno fissare, in conformita' alla metodologia di calcolo, i 
requisiti minimi di prestazione energetica in modo da conseguire livelli
 ottimali in funzione dei costi. I requisiti minimi di prestazione 
energetica sono riveduti ogni 5 anni.&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Nel fissare i requisiti minimi, gli Stati membri possono distinguere tra gli edifici gia' esistenti e quelli di nuova costruzione, nonche' tra diverse tipologie edilizie. Gli edifici nuovi dovranno rispettare i requisiti e, prima dell'inizio dei lavori di costruzione, essere sottoposti ad una valutazione sulla fattibilita' relativa all'installazione di sistemi di fornitura di energia da fonti rinnovabili, pompe di calore, sistemi di teleriscaldamento o telerinfrescamento urbano o collettivo e sistemi di cogenerazione. Gli edifici esistenti, destinati a subire ristrutturazioni importanti, dovranno beneficiare di un miglioramento della loro prestazione energetica in modo da poter soddisfare i requisiti minimi. Possono essere esclusi dall'applicazione dei requisiti minimi gli edifici ufficialmente protetti (ad esempio gli edifici storici), quelli adibiti a luoghi di culto; i fabbricati temporanei; gli edifici residenziali utilizzati per un periodo limitato dell'anno; i fabbricati indipendenti con una metratura utile totale inferiore a 50 metri quadri. In caso di nuova installazione, sostituzione o miglioramento, i sistemi tecnici per l'edilizia, quali gli impianti di riscaldamento, gli impianti di produzione di acqua calda, gli impianti di condizionamento d'aria e i grandi impianti di ventilazione, devono anch'essi rispettare i requisiti in materia di prestazione energetica. Entro il 31 dicembre 2020- sempre in base alla direttiva 2010/31/Ue che il Cdm di venerdi' dovrebbe recepire - tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a energia quasi zero. Gli edifici di nuova costruzione occupati da enti pubblici e di proprieta' di questi ultimi dovranno rispettare gli stessi criteri a partire dal 31 dicembre 2018. Gli Stati membri redigono poi un elenco degli strumenti esistenti ed eventualmente proposti che promuovono il miglioramento della prestazione energetica degli edifici. Tale elenco e' aggiornato ogni tre anni. Gli Stati membri adottano un sistema di certificazione energetica degli edifici. L'attestato puo' comprendere informazioni sul consumo energetico degli edifici, nonche' delle raccomandazioni per il miglioramento in funzione dei costi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(DIRE) Roma, 24 mag. &lt;br /&gt;</description><link>http://alessandrobratti.blogspot.com/2013/05/energia-patente-efficienza-edifici.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Bratti)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4620002456746068601.post-7995098462012941369</guid><pubDate>Fri, 24 May 2013 08:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-24T10:35:38.538+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ambiente</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Scienza e studi ambientali</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Clima e Cambiamenti climatici</category><title>Il clima cambia le città. A Venezia la Conferenza internazionale dell'adattamento climatico</title><description>&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Inu: «La fragilità idrogeologica del nostro Paese richiede iniziative diffuse e celeri di manutenzione del territorio»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;
&lt;a href="http://media.larena.it/media/2010/11/228008_71788_resize_526_394.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="239" src="http://media.larena.it/media/2010/11/228008_71788_resize_526_394.jpg" style="cursor: move;" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;Oggi e domani a Venezia si tiene la prima conferenza internazionale conferenza internazionale sul clima e le città, promossa dall'Università Iuav e da Legambiente, &amp;nbsp;che affronta il tema della dimensione dei cambiamenti climatici e della consapevolezza della necessità di doverli affrontare con strumenti di intervento nuovi e specifiche risorse relative alla dimensione urbana. Alla conferenza, alla quale partecipano relatori europei e americani, ricercatori e amministratori locali, sono state illustrate ricerche e studi che da New York a Stoccarda dimostrano i problemi degli impatti dei cambiamenti climatici e le strategie per far loro &amp;nbsp;fronte, e gli studi per comprendere cosa potrebbe succedere nel centro di Roma piuttosto che di Napoli o Milano se, come previsto dall'Ipcc, la temperatura media continuerà a salire nei prossimi anni con conseguente aumento degli effetti climatici estremi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
I primi dati che emergono sono preoccupanti: &amp;nbsp;«Le città sono sempre più calde. Negli ultimi 30 anni si è verificato un incremento delle temperature medie in tutte le grandi città italiane con un aumento record nell'ultimo decennio. La temperatura rilevata nei centri urbani, inoltre, risulta sempre più elevata di quella rilevata in aree meno urbanizzate (gli aeroporti cittadini nello specifico) con differenze fino a 3 gradi dovuti all'effetto isola di calore, ossia all'aumento della temperatura dovuto all'asfalto e al cemento che catturano le radiazioni solari, oltre che dal calore prodotto da impianti energetici e scarichi dei veicoli. Le temperature estive nel corso dello scorso anno in nove città italiane, sono risultate sempre superiori ai valori medi trentennali fino al 1961 confermando l'aumento delle anomalie nelle temperature come già avvenuto nel 2003 e nel 2007».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche le piogge sono maggiormente concentrate e intense che nel &amp;nbsp;passato, intervallate da periodi di siccità più lunghi. Secondo un dossier presentato oggi da Legambiente, «I dati evidenziano come in Italia stia aumentando la frequenza di fenomeni estremi violenti come trombe d'aria e alluvioni che sempre più spesso fanno registrare danni ingentissimi e vittime perché aggravati da decisioni scellerate di trasformazione del territorio e degli ecosistemi (fiumi intubati, aree urbane completamente impermeabilizzate, edifici realizzati in aree a rischio idrogeologico, inadeguatezza della rete di convogliamento delle acque piovane ecc.).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La risposta a impatti di questa dimensione, che in assenza di una inversione nella curva delle emissioni di gas serra rischiano addirittura di accelerare nei prossimi decenni, chiama quindi in causa i governi locali e le politiche. L'Unione Europea ha infatti definito una strategia per l'adattamento ai cambiamenti climatici che tutti i Paesi sono chiamati a seguire e in molte città europee e degli Stati Uniti sono stati definiti nuovi strumenti di pianificazione e intervento che hanno al centro il tema del l'adattamento ai cambiamenti climatici. Capire i rischi e gli impatti legati ai cambiamenti climatici nel territorio, con specifica attenzione alle urbane, è dunque oggi una priorità».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, ha sottolineato che «Il tema dell'adattamento ai cambiamenti climatici deve entrare urgentemente nell'agenda politica nazionale e del governo delle città. L'impatto devastante di piogge intense, alluvioni, esondazioni ci ricorda la fragilità del nostro Paese e l'impellenza di far diventare la sicurezza e la manutenzione del territorio una priorità di azione del nuovo Governo. Auspichiamo che si arrivi quanto prima alla definizione e approvazione di un Piano nazionale di adattamento al clima, come previsto dall'Unione Europea, con una specifica attenzione alle questioni urbane. E' fondamentale, infatti, individuare obiettivi, progetti e risorse per intervenire nelle aree più a rischio e riqualificare anche i quartieri dove invece il pericolo viene dall'effetto "isola di calore", ossia dall'innalzamento delle temperature legato all'asfalto e al cemento che può avere effetti drammatici su alcune fasce della popolazione durante i picchi di calore».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra gli studi presentati, quello realizzato in collaborazione con Legambiente dall'Osservatorio meteorologico di Milano Duomo, ha analizzato i cambiamenti e gli aumenti delle temperature dal 1961 ad oggi a Torino, Milano, Trieste, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo, valutando anche gli effetti critici dal punto di vista energetico (con maggiori consumi per la climatizzazione) e dal punto di vista della salute, per la maggiore frequenza di picchi di calore nelle ore diurne, temperature calde anche nelle ore serali e disagio termico per l'afa e l'umidità. «Un esempio - spiegano gli ambientalisti - è l'aumento della mortalità avvenuta nella caldissima estate del 2003 (secondo il Ministero della Salute superiore al 50% rispetto ai dati medi in alcune città italiane) e pur non esistendo ulteriori monitoraggi, è evidente che l'aumento della frequenza dei picchi di calore sta determinando in intere zone urbane del nostro Paese condizioni di vita sempre più difficili, in particolare per le persone in età avanzata e per chi soffre di malattie croniche». Uno studio specifico su Milano ha evidenziato che, dal 1961 ad oggi, «Il numero di giorni con temperature massime diurne superiori ai 35 gradi e minime notturne superiori ai 25 gradi si siano concentrate per oltre l'85% tra il 2001 e il 2012 evidenziando, ancora una volta, la necessità di affrontare il tema dei cambiamenti climatici e del loro impatto sulle città in modo innovativo e urgente».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La seconda indagine, elaborata dall'associazione del cigno verde, ha messo in evidenza la vulnerabilità delle città italiane rispetto ad eventi estremi di pioggia avvenuti negli ultimi anni: «Le tendenze previste dall'Ipcc come conseguenza dei cambiamenti climatici e cioè l'aumento di fenomeni estremi e violenti quali alluvioni e trombe d'aria, fanno già parte della cronaca quotidiana del nostro Paese». La ricerca ha analizzato, nello specifico, l'alluvione e le esondazioni del 4 novembre 2011 a Genova il, il nubifragio di Roma del 20 ottobre 2011, l'esondazione del Seveso a Milano del 18 settembre 2010, la straripamento dei fiumi e le frane a Messina dell'1 ottobre 2009, «Tutti eventi accomunati dalla caduta di enormi quantità di acqua in poche ore (a Messina la metà dell'acqua che cade nell'arco di un anno, a Genova 1/3) con conseguenti danni in termini di vite umane e &amp;nbsp;economici rilevantissimi che potranno, nel futuro essere limitati grazie a nuove strategie di adattamento urbano da mettere in campo al più presto, a partire da nuovi e più attenti ragionamenti sulla trasformazione del territorio e degli ecosistemi».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo il vicepresidente di Legambiente, Edoardo Zanchini, «L'accelerazione dei processi climatici impone dei cambiamenti nell'approccio a questi problemi, a partire dall'attenzione alle risorse idriche, ma anche nello studio degli impatti di questi cambiamenti sulla popolazione attraverso specifici studi epidemiologici. Per questo, il prossimo passo della collaborazione tra Legambiente e Università Iuav di Venezia, sarà la creazione di un Osservatorio sull'adattamento al clima nelle città italiane e del mediterraneo».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Conferenza di Venezia è patrocinata anche dall'Istituto nazionale di urbanistica (Inu) e il presidente della sua commissione ambiente Stefano Pareglio ha detto: «L'Inu condivide le motivazioni e le finalità della conferenza. E' &amp;nbsp;innegabile, infatti, che i cambiamenti climatici e il frequente susseguirsi di eventi meteorologici estremi, anche in Italia (gli eventi dei giorni scorsi ne sono l'ultima triste testimonianza) espongono a rischi maggiori soprattutto le aree più densamente urbanizzate. Occorre mettere rapidamente a punto strategie di adattamento e avviare interventi che limitino gli effetti del cambiamento in atto. Occasioni di confronto come quella di Venezia sono assai utili per scambiare esperienze, per favorire la riflessione disciplinare e per invocare una nuova cultura e pratica di governo del territorio. La rigenerazione delle risorse ambientali e la riqualificazione dell'esistente sono le priorità degli anni a venire, anche perché possono assicurare un importante dividendo economico e sociale».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il presidente Inu, Federico Oliva Oliva, sottolinea che «l'Istituto è presente alla conferenza di Venezia perché è consapevole dell'importanza dei temi discussi. Lo stato di fragilità idrogeologica del nostro Paese richiede iniziative diffuse e celeri di manutenzione del territorio. &amp;nbsp;Il cambiamento climatico rende ancora più manifesta questa urgenza. In particolare è prioritario contenere il consumo di suolo, perché l'impermeabilizzazione dei terreni aggrava criticità già evidenti. &amp;nbsp;Questo e altri temi devono trovare spazio all'interno di una nuova legge nazionale sui principi del governo del territorio, per la quale l'Inu sollecita ormai da molto tempo il Parlamento».&lt;br /&gt;
</description><link>http://alessandrobratti.blogspot.com/2013/05/il-clima-cambia-le-citta-venezia-la.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Bratti)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4620002456746068601.post-521254433162775027</guid><pubDate>Fri, 24 May 2013 08:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-24T10:28:31.960+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Parchi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ambiente</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Green economy</category><title>Legambiente: “Il ministero promuova la Conferenza delle aree protette”</title><description>&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.eurogreen.net/images/foto-parchi-urbani.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; display: inline !important; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="216" src="http://www.eurogreen.net/images/foto-parchi-urbani.jpg" style="cursor: move;" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Oltre 30 iniziative nei Parchi, nelle Riserve e nelle Aree marine protette del nostro Paese.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;Così &lt;a href="http://www.legambiente.it/"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;Legambiente&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;celebra la &lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;a href="http://www.europarc.org/news/my-park-my-passion"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;Settimana delle aree protette&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;,&lt;/span&gt; la manifestazione indetta dalla&lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;a href="http://www.europarc.org/home/"&gt; &lt;span style="color: blue;"&gt;Federazione Europea dei Parchi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;(Europarc), che quest’anno si svolgerà&amp;nbsp;&lt;b&gt;dal 24 maggio al 2 giugno 2013.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;Una settimana, questa, tutta dedicata al ruolo di tutela e di conservazione svolto dalle aree protette nel contrastare la perdita di biodiversità ma anche a valorizzare quelle eccellenze di qualità e bellezza che i Parchi custodiscono.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quest’anno, l&lt;b&gt;a Giornata Europea dei Parchi,&lt;/b&gt;&amp;nbsp;che coincide con l’inizio della Settimana (24 maggio) avrà come obiettivo quello di&amp;nbsp;&lt;b&gt;raccontare &amp;nbsp;“Il mio Parco. La mia Passione. La mia Storia”:&lt;/b&gt;&amp;nbsp;attraverso storie, musica, video e altre forme d’arte, i gestori delle aree protette daranno l’opportunità a tutti di raccontare la loro esperienza e le loro emozioni vissute all’interno di un Parco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
“Il nostro &lt;b&gt;patrimonio di aree protette&lt;/b&gt; – spiega &lt;b&gt;Antonio Nicoletti, &lt;/b&gt;responsabile nazionale aree protette di Legambiente – &amp;nbsp;è &lt;b&gt;fondamentale non solo dal punto di vista naturalistico ma anche per il contributo economico, culturale e sociale che queste apportano al Paese.&lt;/b&gt; Auspichiamo che la loro fruizione serva a promuovere e divulgare questi valori tra cittadini, turisti e soprattutto le giovani generazioni”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel nostro Paese le aree protette hanno saputo legare in maniera feconda la conservazione della natura allo sviluppo sostenibile locale promuovendo concretamente la green economy e coinvolgendo molte realtà territoriali. Nel prossimo futuro, sottolinea Legambiente, “&lt;b&gt;occorre rafforzare questo legame tra i parchi e le comunità locali, ottimizzare la gestione delle risorse, ridurre il consumo di suolo e promuovere misure innovative in campo fiscale per i servizi ecosistemici che i territori protetti forniscono: &lt;/b&gt;acqua, aria, paesaggi, coste, beni culturali, mare, boschi e fauna d’Italia sono beni garantiti dall’azione dei parchi”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per rilanciare l’azione dei parchi in questa fase difficile e per valorizzare il contributo che le aree protette possono fornire per uscire dalla crisi, continua Nicoletti, “&lt;b&gt;auspichiamo che il Ministro dell’Ambiente promuova la terza Conferenza nazionale&lt;/b&gt; &lt;b&gt;delle aree protette&lt;/b&gt; da svolgersi in un’ottica di respiro nazionale ed europeo e d’intesa con le Regioni e le autonomie locali, con il fondamentale contributo delle associazioni ambientaliste e del mondo della ricerca, con il coinvolgimento delle forze produttive, economiche e sociali e con tutti quei soggetti che vivono in questi territori, spesso marginali, e ne sono i custodi rappresentando i nodi della rete di conservazione e di socialità fondamentali per mantenere integri questi luoghi fragili ma straordinari”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Conferenza deve essere l’occasione &amp;nbsp;per &lt;b&gt;rilanciare le aree protette attraverso una “nuova primavera” politica&lt;/b&gt; che deve interessare il nostro sistema di conservazione della natura, importante e diffuso, cercando però nuove soluzioni ai problemi strutturali che sono emersi in questi anni e che rimangono i laboratori avanzati della green economy e dello sviluppo sostenibile attraverso il coinvolgimento della società e delle sue forze organizzate, dei principali portatori d’interesse, a cominciare dall’associazionismo ambientale, le organizzazioni professionali agricole, e quelle del turismo. La &lt;b&gt;settimana delle aree protette è perciò l’occasione per far conoscere, oltre alla natura protetta, anche la ricchezza di produzioni e valori culturali &lt;/b&gt;che in queste aree sono presenti attraverso la partecipazione a &amp;nbsp;escursioni, attività sportive, visite guidate e degustazione di prodotti tipici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Share and Enjoy:&lt;/b&gt;</description><link>http://alessandrobratti.blogspot.com/2013/05/legambiente-il-ministero-promuova-la.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Bratti)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4620002456746068601.post-5585780189496773428</guid><pubDate>Thu, 23 May 2013 19:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-23T21:33:52.984+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ambiente</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Green economy</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Scienza e studi ambientali</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Clima e Cambiamenti climatici</category><title>La Cina propone un tetto alle emissioni di CO2 entro il 2016</title><description>&lt;a href="https://encrypted-tbn1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSjNZdcxazJr2GbnN6FAf-1k8-GwQXMxMlDqvzvLGuSruI7EHvS" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://encrypted-tbn1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSjNZdcxazJr2GbnN6FAf-1k8-GwQXMxMlDqvzvLGuSruI7EHvS" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;Il governo di Pechino potrebbe dare una svolta significativa alla 
lotta ai cambiamenti climatici: introducendo un limite alle proprie 
emissioni sarebbe in grado di favorire l’adozione di un accordo mondiale
 durante la Conferenza di Parigi nel 2015&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.rinnovabili.it/"&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="color: blue;"&gt;(Rinnovabili.it)&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;– Se un Paese decide di introdurre un tetto alle&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="color: blue;"&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;a href="http://www.rinnovabili.it/ambiente/inquinamento/"&gt; &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;a href="http://www.rinnovabili.it/ambiente/inquinamento/"&gt;emissioni di gas serr&lt;/a&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.rinnovabili.it/ambiente/inquinamento/"&gt;a&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;
 compie un passo importante nella lotta al riscaldamento globale, ma se 
il Paese in questione è il numero uno dei produttori mondiali di 
anidride carbonica allora la prospettiva cambia totalmente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con le sue&amp;nbsp; &lt;b&gt;8,9 miliardi di tonnellate&lt;/b&gt;&amp;nbsp; emesse nel 2011, la&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.rinnovabili.it/ambiente/pechino-la-citta-dal-cielo-grigio644/"&gt; &lt;span style="color: blue;"&gt;Cina&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; ha prodotto il&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;b&gt;28 per cento &lt;/b&gt;delle
 emissioni totali di CO2. Dati così eclatanti hanno convinto il governo 
di Pechino a mutare in maniera drastica l’approccio ai&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;b&gt;cambiamenti climatici.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È di oggi la notizia che il&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;b&gt;Consiglio nazionale per lo sviluppo e le riforme&amp;nbsp;&lt;/b&gt; (NDRC) ha inviato al Consiglio di Stato cinese una proposta che prevede l’introduzione di&amp;nbsp;&amp;nbsp; limiti &lt;b&gt;alle emissioni di gas serra entro il 2016&lt;/b&gt;, qualcosa che gli Stati Uniti non hanno mai realizzato.&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;La battaglia contro il riscaldamento globale potrebbe ricevere, in questo modo, una spinta senza precedenti. La decisione della Cina, infatti, potrebbe facilmente provocare un vero e proprio effetto domino: i Paesi di tutto il mondo sarebbero incentivati ad accettare con maggiore probabilità tagli rigorosi alle emissioni di carbonio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’annuncio di Pechino accende le speranze che venga raggiunto un accordo globale sui cambiamenti climatici durante la&amp;nbsp;&amp;nbsp; Conferenza sul clima delle Nazioni Unite,&amp;nbsp; che si terrà a Parigi nel 2015; il cambio di rotta della Cina, infatti, potrebbe essere in grado di sbloccare la situazione di stallo nei negoziati creatasi con gli Stati Uniti, numero due dei produttori mondali di CO2.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Consiglio di Stato deve ora accettare la proposta del Consiglio nazionale per lo sviluppo, ma per i più si tratta solo di una formalità, trattandosi di un organo dotato di una grande influenza politica, che sta collaborando con un governo che appare sempre più impegnato nelle questioni ambientali. </description><link>http://alessandrobratti.blogspot.com/2013/05/la-cina-propone-un-tetto-alle-emissioni.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Bratti)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4620002456746068601.post-4119845367019441304</guid><pubDate>Thu, 23 May 2013 19:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-23T21:15:23.731+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ambiente</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Rifiuti</category><title>Merceologia del riciclo</title><description>&lt;a href="http://www.gruppo.acegas-aps.it/dataload/ckupload/la%20raccolta%20differenziata.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="215" src="http://www.gruppo.acegas-aps.it/dataload/ckupload/la%20raccolta%20differenziata.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;"&lt;b&gt; Rifiuti&lt;/b&gt;": poche parole vengono ripetute con maggiore 
frequenza anche da ciascuno di noi, a proposito delle proteste per i 
sacchetti di immondizie che si accumulano nelle strade, contro le 
discariche o gli inceneritori o a proposito della raccolta 
differenziata. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;I rifiuti sono il risultato inevitabile di qualsiasi operazione di produzione agricola o industriale e di consumo delle merci. &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Per limitarci ai rifiuti solidi, in Italia si tratta di circa&amp;nbsp; &lt;b&gt;180 milioni di tonnellate &lt;/b&gt;all'anno . &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;b&gt;32&lt;/b&gt; di rifiuti urbani,&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;b&gt;50&lt;/b&gt; di rifiuti industriali,&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;b&gt; 70&lt;/b&gt; di rifiuti delle attività di cave, miniere e residui di costruzioni,&amp;nbsp; &lt;b&gt;28&lt;/b&gt;&amp;nbsp; di altri rifiuti. Nel complesso&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;b&gt;la vita quotidiana di ogni italiano comporta la produzione, ogni anno, di circa 500 chili di rifiuti urbani&lt;/b&gt;, di circa&amp;nbsp;&lt;b&gt; 3000 chili di rifiuti totali&lt;/b&gt;, pari a cinquanta volte il peso di ciascuno di noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;Per
 evitare l'uso inquinante delle discariche o degli inceneritori ai 
cittadini viene chiesto di effettuare una raccolta differenziata dei 
propri rifiuti domestici &lt;/b&gt;in modo da separare le componenti che 
potrebbero essere riciclati con minore effetto ambientale negativo, anzi
 con recupero di materiali economici, di "merci riciclate", che 
altrimenti richiederebbero nuove materie prime tratte dalla natura. &lt;br /&gt;In
 generale però non viene adeguatamente spiegato in che cosa consiste il 
riciclo, un insieme di attività che coinvolge centinaia di aziende e 
diecine di migliaia di lavoratori, tecnologie talvolta raffinate e un 
grande giro di affari. Ciascuna delle frazioni di rifiuti, raccolti in 
maniera differenziata, viene dapprima ritirata da alcune imprese che 
effettuano una selezione per eliminare le componenti estranee:&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;b&gt; purtroppo infatti spesso molti cittadini&lt;/b&gt;, pur volonterosi,&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;b&gt; mettono alcuni rifiuti nel cassonetto sbagliato, rendendo talvolta impossibile il riciclo dell'intero contenuto .&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Ciascuna frazione, abbastanza omogenea, di rifiuti (vetro, plastica, metalli, carta, eccetera) viene venduta (proprio così, esiste un vero commercio come se si trattasse di qualsiasi altra materia prima o merce) alle industrie che trasformano i rifiuti differenziati in nuove merci. &lt;br /&gt;Nella Comunità Europea ciascun rifiuto, dalla lampadina bruciata, alla bottiglia della conserva di pomodoro, al camion fuori uso destinato alla rottamazione, è classificato con un codice numerico CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti, consultabile nel Testo Unico ambientale, il decreto 152 del 2006). &lt;br /&gt;Un rifiuto viene avviato allo smaltimento o al riciclo proprio sulla base di questo codice CER. &lt;br /&gt;Il riciclo è effettuato da industrie specializzate di cui sarebbe bene conoscere i processi se si vuole fare una raccolta differenziata veramente efficace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio in aprile una speciale commissione della Confindustria, l'associazione degli industriali, ha pubblicato lo studio: " &lt;b&gt;Verso un uso più efficiente delle risorse&lt;/b&gt;" il cui testo è disponibile in Internet e che potrebbe essere utile in molti corsi universitari, dal momento che molte fasi della caratterizzazione e del riciclo dei rifiuti richiedono controlli chimici e fisici, in qualche caso molto delicati. Dal documento citato appare, per esempio, che nella produzione vitivinicola si forma oltre un milione di tonnellate di sottoprodotti dai quali potrebbero essere ottenuti gas combustibili o alcol etilico. Degli oltre sei milioni di tonnellate della carta e dei cartoni raccolti in maniera differenziata in Italia ogni anno, solo cinque entrano nei processi di produzione di nuova carta e in tali processi di riciclo si formano altri rifiuti: 400 mila tonnellate all'anno: fanghi di disnchiostrazione e di altro tipo, che finiscono nelle discariche o negli inceneritori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fra le materie più difficili da riciclare ci sono le materie plastiche&lt;/b&gt;; quelle in commercio sono di molti tipi diversi, ciascuna con composizione chimica e ingredienti diversi, per cui una gran parte della plastica, anche raccolta negli appositi cassonetti, finisce nelle discariche (1,6 milioni di tonnellate) o negli inceneritori spesso con effetti inquinanti dell'atmosfera. &lt;br /&gt;Le attività di demolizione degli edifici e delle costruzioni producono ogni anno circa 50 milioni di tonnellate di residui che, in gran parte, finiscono nelle discariche.&lt;br /&gt;La rottamazione e il riciclo delle varie componenti dei veicoli fuori uso comporta delicati problemi tecnici ed ecologici perché le varie parti dei veicoli delle varie marche hanno composizione chimica differente; comunque, nella rottamazione, oltre il 25 % del peso del veicolo finisce in un rifiuto, detto "fluff", costituito da una miscela di materiali metallici come ferro e alluminio, materie plastiche, gomma, vetro, fibre tessili, vernici, di difficile smaltimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Gli inceneritori/termovalorizzatori dei rifiuti urbani,&lt;/b&gt; che tanto piacciono a molte amministrazioni locali, lasciano come residuo circa il 30 % di ceneri,&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;b&gt;in parte da smaltire in discariche speciali che non esistono in Italia, per cui devono essere esportate in Germania* .&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;Per farla breve: qualsiasi processo di trattamento e di riciclo dei rifiuti si lascia dietro inevitabilmente altri rifiuti e inquinamenti: lo stesso riciclo dei rifiuti richiede la soluzione di problemi chimici, tecnici, commerciali, argomenti di una vera e propria "Merceologia del riciclo", il cui insegnamento e le cui conoscenze consentirebbero agli amministratori e agli imprenditori scelte meno costose e, a loro volta, meno inquinanti, capaci di creare nuova duratura occupazione: infatti, siate certi, la massa dei rifiuti da trattare aumenterà sempre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp; *&lt;b&gt;Ci permettiamo solo di segnalare che, diversamente da quanto sostiene Nebbia, le ceneri possono essere inertizzate e usate nei cementifici esattamente come fanno in Germania dove peraltro le contabilizzano, giustamente, come recupero di materia.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 La Gazzetta del Mezzogiorno, Giorgio Nebbia&lt;br /&gt;</description><link>http://alessandrobratti.blogspot.com/2013/05/merceologia-del-riciclo.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Bratti)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4620002456746068601.post-1510621426064800233</guid><pubDate>Thu, 23 May 2013 15:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-23T17:49:35.503+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ambiente</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Europa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Rifiuti</category><title>Rifiuti: Zanonato, Sistri e' aggravio, semplificare</title><description>&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.studioarienta.it/media/4985/sistri-gestione-rifiuti.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; display: inline !important; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="157" src="http://www.studioarienta.it/media/4985/sistri-gestione-rifiuti.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;Il Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti, 'e' un caso emblematico di ingiustificato aggravio per gli operatori'. Lo ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, all'assemblea di Confindustria.&lt;br /&gt;
Secondo il ministro, infatti, 'estendendo la tracciabilità dei rifiuti pericolosi anche a tipologie diverse e non pericolose, siamo stati piu' realisti del re'. Pertanto 'il nostro sistema di tracciabilità va semplificato, a partire proprio dal perimetro di applicazione, per far si' che non rappresenti un ostacolo ingiustificato all'attività imprenditoriale'. Per questo, ha concluso il ministro, 'insieme al Ministro Orlando abbiamo concordato la necessita' di rivedere l'attuale sistema e la possibilità di introdurre un regime più agile allineato alle prassi europee'.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div&gt;
(ANSA) &amp;nbsp;ROMA&lt;/div&gt;
</description><link>http://alessandrobratti.blogspot.com/2013/05/rifiuti-zanonato-sistri-e-aggravio.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Bratti)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4620002456746068601.post-7696527785958211857</guid><pubDate>Thu, 23 May 2013 15:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-23T17:43:43.170+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ambiente</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Arpa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Rifiuti</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Reati ambientali</category><title>Ambiente: sequestrata societa' smaltimento rifiuti bresciana ditta di Adro sotto inchiesta per violazioni norme </title><description>&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.ecodellevalli.tv/cms/wp-content/uploads/2012/12/Adro.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://www.ecodellevalli.tv/cms/wp-content/uploads/2012/12/Adro.jpg" width="198" /&gt;&lt;/a&gt;I carabinieri di Brescia, su delega della Procura, hanno posto sotto sequestro preventivo la società Valle Sabbia Servizi a causa di violazioni del codice dell'ambiente per reati di natura ambientale. La ditta di Adro, in via Lucerna 12, con sede legale ad Agnosine, si occupa dello smaltimento e del recupero di rifiuti industriali.&lt;br /&gt;
I carabinieri del Nucleo investigativo hanno svolto sia attività documentale, che a fianco dell' ARPA di Brescia. Si e' cosi' verificata una serie di inottemperanze di carattere tecnico e si e' intervenuti per interrompere i fatti criminosi.&lt;br /&gt;
Il titolare della ditta risulta indagato per reati di natura ambientale. In passato c'erano state lamentele da parte dei residenti in zona, per il forte odore che sarebbe arrivato dall'azienda, e da parte di associazioni ambientaliste. Il circolo Legambiente di Erbusco 'Ilaria Alpi' aveva anche presentato un esposto in Procura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(ANSA). BRESCIA&lt;br /&gt;
</description><link>http://alessandrobratti.blogspot.com/2013/05/ambiente-sequestrata-societa.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Bratti)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4620002456746068601.post-3991958355828544804</guid><pubDate>Thu, 23 May 2013 14:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-23T16:37:57.956+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ambiente</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Green economy</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Europa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Rifiuti</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sostenibilità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Clima e Cambiamenti climatici</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Camera dei Deputati</category><title>Audizione 22 maggio: relazione Ministro Orlando</title><description>&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://docs.google.com/file/d/0B0mou9Vc-9b2ZmoxUzBwVkdBT2s/edit?usp=sharing" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-BF3Oo4Te58M/UZ4lF0bVe8I/AAAAAAAAIqE/C-0pVzr8yno/s1600/Acrobat+logo.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Clicca per leggere la relazione&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;</description><link>http://alessandrobratti.blogspot.com/2013/05/blog-post_23.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Bratti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-BF3Oo4Te58M/UZ4lF0bVe8I/AAAAAAAAIqE/C-0pVzr8yno/s72-c/Acrobat+logo.png" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4620002456746068601.post-4374661565862120752</guid><pubDate>Thu, 23 May 2013 14:05:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-23T16:05:29.344+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ambiente</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Green economy</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Europa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Energie rinnovabili</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Rifiuti</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sostenibilità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Energia</category><title>La dimensione economica delle tecnologie ambientali nell’ambito della green economy</title><description>&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Le tecnologie ambientali rappresentano un fondamentale strumento strategico per stimolare e rigenerare importanti comparti economici; esse, infatti, favoriscono sia il miglioramento dei processi produttivi sia le politiche di innovazione del prodotto&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;La prospettiva a livello mondiale ed europeo&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;
&lt;a href="data:image/jpeg;base64,/9j/4AAQSkZJRgABAQAAAQABAAD/2wCEAAkGBhEQEBQSEREUFRQUFhcYFxYXGRUYFxYcFRYYFxgTFhgZHyYfHB0lGhkXIjAgIycpLCwsGB8xNTAqNSYrLCkBCQoKDgwOGg8PGi4kHyQ0MDIqLCwvLywsLCw0MiwsNCwsKikpLCwsLCwpLCwsLC0sLSwsLCwsLCwpLCwuLCwsLP/AABEIAMIBAwMBIgACEQEDEQH/xAAcAAEAAwEBAQEBAAAAAAAAAAAABQYHBAMBAgj/xAA8EAABAwIEBAUCAwYEBwAAAAABAAIRAyEEBRIxBkFRYQcTInGBMpGhscEUI0JS0fAXkuHxFSUzQ2Jysv/EABsBAQADAQEBAQAAAAAAAAAAAAACAwQBBQYH/8QALhEAAgIBBAECBAQHAAAAAAAAAAECAxEEEiExURNBBTJxoRSRwfAiQlJhgeHx/9oADAMBAAIRAxEAPwDcUREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREARFD5jxbg8PPmYhki2lp1unaNLZO9lFyUe2czgmEVQq+J+CAkea71aT6CI73i39V3Yfj7Av1fvw3TvqBabCTY3NuirV9beNyObkWFFU8R4mYFsQ97p6McP/qFYMqzaliafmUnamzHQgjkQpRthJ4TOqSZ2IvDF4xlJuqo4NaOZMKDPiBgQ7Sa0dy06fgpK2EXhsZSLGipOceJ1CmdNH946+9hbp1XDhfFUlwD6IibwTMXvH2VEtZUnjJHejREXPgsY2qwPbs5eOa5xTwzdVQxNgOZV7sio72+CWfc7kVCxnitTaT5dAvA56wN+ohfrBeJ4cG+ZhnAuOzSDpE7md+Wyp/F0+SO+Je0Ufhs/w9QMLazDrMNEjUSNxp3BuLd1ILQpKXTJhEXliMS2mNT3Bo6n8vddbSWWD1RU3MvE/C0nFrQ55FrQB+K+0fE/COAs7VzAg/YzdZ/xVXkjuRcUUFlPGWGxLtDXaX29L7G+0e6nZV0JxmsxZ1PIRfCVFZpxRh8O0l7wY5NgnmPzEJOyMFmTwG8EsigaXG2De0EVhJEwbEe/Tko+j4j4QuPqMTaAZ+3uqpamuOOTm5FuRUxvibhy4wx0D2B+xKmcr4sw9doIcWk/wu3HuuR1VUnjI3Jk0i+Ar6tJIIiIAvjnAXK+qq+IGdtoYY0/Vqq2t0G8n9O6rtsVcXJnG8LJX+OeLX1QaeGcQ1pu5pcNe+5bfT+duSqOXZFiKzRDY1GDAHIxA9rfZemG8x8fujpc4AmdpImQJJmein8fi6OFe0F7y80iaVIBxaXCAXvgxEkRf+E9F4Kdl88dszN+8jg/w9xQB1kF0gyCJgA36bn++cTi+H30XgOa7WbunaAYjrsFKYWticQ+MTUe5ttbYIABOx0gRy3UznjH0qOrzPMpbQ69SmDN2v3ImJB5cwvQu+F31w3L8jLDWU2N7WZ4+udbWgcyJuJgE/0/vbWvCcxg6jZu2s4H/K2fxWXVMORUaQCHN1ObNpkxbtCu3gviKjnYvU4lusGDyJn9FRo3/GbK3yWnxBeRhWkRJqAX6EOkfgslzOjTc2x0EGR1Jm+/xMfitV8TGg4K7tPrH5O/BZhl7NZNN0PuPeNyb+xUNZxc2J9kHTwj3DSackWDhNza3Ygdl15TTqEu1NcfLYTtPq3IA+y1vgrhuiynrF722jab85F/up3FcPUHHUWAWvAj8V1UWWV7kd9NtZOXK8azCZdSfUsG0mkibucRJA6kuJWV5rxJVzCuXOOim0iG8rGx7qS424mdVeaZLRSplwDQBB7nvHTaSq9llTVS8xsB49XqmGjXp1HsZO9hZdtsduIR64SIzkSoyJtVjqgqtaDMj6dRII9OqPdduG4Qr0mCqx4rMifS4ExG1typapluCoYbVDalWJLtV3OMS88gBb8gq4K7qBNeg80nOEt0xpeJ+l7CQCPe9lqn8NjCrc7FnwzDHUt2bNj+q9vr/wBIXMsRFb0tNNwM2kPBm5b9vwWt8B8QVMRSDK3/AFGgAXnUBbUT1P6rNM9zRtfQ9oY6qfS8iAy7QXQefqmO0KQ4IzoYfGM1OEPIpOE7azAd0nVAjusVE3CcfubovDNmWRcZ8VVfOqMEy1zmtJ+nTcen+u6sfF3E7mur0qdT6Gts0iQTvcGZCzI4sh731TrbcmBY8x33nrsrtVcrHsXS+5Ocs8HlhWB8Eu9U6nDnB339zddv/AtDTVa/1suGiXahP8onY3n3XTR8t2+HNJrBJgBwcOQJBuBO/WbBTLm4CnQcNVM1/MaQBsBqtBGxiTHsrKtE50u3dh/09s8+Wp23Kva8eel/jyys5jWqB7HPES3UHAkCCbbe/wAytL8N+LW4hrsPUql1WmAW6t3tG7gecGJ9wqVnpLmVHucHOIhgtYC7XQeXfrHRVnLs4GGLKrC7zKb2uDhPL6geZGkkRF5WTTWOEs4NsXhn9C55jjQw9SoATpbNlhjMxc/DF5Lg0ujTO0bx7mPx+doz+uyrl9V4cCx9EuB5EFsj72WGZZiWjCaWsL2sqEuMbEiYPW8/ZadcstMnYfBiAB6ySS4SINv/ABMcjupTD5RVdLqTCWjTcHkD23N/wUrwxkgxNZoqGGumIAkGLe3P7rXMJl9OkwMY0BoWanTyuy1wiMYbjFDl1SnUDnUi0w4i0Tedx8BMvzWqx/maQdLhZ0AO9h0CtXEmUHDYpr3vNSlU1lzXH6ACLgbRqfNhbqqlnfD9Zr3PNRjWQNPrJ7bSO91TKPpy2yItNGzZDmf7RQbULQ0ndoMwVIqvcCMjA0hbYiesGJPdWFe9RJyrTZpj0ERFcdCzTxWxMVaLb7H6d77AgXN+S0tUfxIyyWCtaG+k78+f6LFrs+lwQn8pQ8jw8vbS81wLj0IIHSZsT9l+zp85gqsefJa5geHAB0k7mD9Jg89zYc/LL8U/DVGwwua6bj+GBYn9Ol12YrLXsqU2uNyXm5Mer1aIO5tuP1WX4bt/ER3e552rz6EnHs7cHReBAfAeASA4nUOUgH816Zm1zqD6YqAtYCTbSNwC6Tc9fYKSwuRPpMFQgQ5oJ2EAxedw68/Cr+cuJpPmXQImNyZgfgfsvvZSUoSw1wfHKEoTjlPn2/scWf0gKjqZcS6m0AvkgnSJJHMSTyVz8I8Jop4h0fW9rh7ESB7iVn+d1prPc8XdTZqjYO0w4AR7+6uHhhxB5Z/Z3tvULdEchFgSvz7SvbYsn3sOyb8Vq7m4Nujcvj7iI/NZxkTSKzKrYN4d/mgg/wB8tle/FovNOmG7XPS4VAyltSoCGOkgjVf6rtNucx2UNU82S/fscn8xsvCGGczD+rm5xHsTI5BdfEGN8nDVH9Gle+VmaNO0ehtulguPinDeZhKrerSvSktmnwvBf0jAcwJc8kuDvVsCSCTzP4WC+h9bUHU3NsNPP6RygQNusr7VFFhOsOLm2bE8pHIdviVffDTIqGJbVNRt2aBogCzwSHOO5NiPheZCMpNKK5M6Tb4KcRWB1ACIGwFuUzEn/T5X4xfnmoXOL3ggyHH+W97fFrrbhwdhIg0vxK/buEcId6IPy7l8q5aS58vH5k/TZhFWnWLB+7gH6Y2mZX6wdLEUz6gCYloi8iDftIH9haF4hZXhcOxulhae0mZtG8qu5Dj6EgvYajg9pkOc0gTMEGzhYC191Q003F4+5DDXDP3n9c1K9Z2kxrMi28QW/F/lV6rj6YsCR6eQ2i9vkCfburDxD+0sLyKZDS9wdYSS52sOHwVBZdl9OpWa2q9x1OAcRDjB3gAnYKHDk8nH2czcwcXNaWGYA6TzAG1l8xjqx9Ie5u5IDjMnlF/utdo+GeELRDnFu7ecDt/Vdp8P8KWhpbt/Fz+fx+60LT3J5jH7/wCyeyRhmHyuoNZFVw1DSJubT1uRZdTsJ5dOKjBe4cBcE/qtdzHhfAUGnzahaCZE2DfeBf5UY9uUBha/EB8usGOJIPQAKEo2ZxLH5obWeOUYh+JymvTc4lrKcNJlpho+nkYsFnuBwFahSAcWAOI0957c91tOKZh6eWV/LgUzRqX92kSflYtRpUjQbqqai27IM6YuZnfc27KVqcYRTf6iSxg0Hw0wBZXc1xnS2W/IG/Q/6LTVmnhM41HVHucXFrQB0EnaD7fC0tb9EsV8+S2voyfxSqV316UemkA5rnCRqBc2R7bffsoLPsP5T2kvMOAsZkDn6o/3+FZvErNvNGhrL06rWc76olxG0THXmqZxDSdVrQ4iKU9TABAgczJ5/wCw869qVvfBTLs2DgWlpwgA2kxeZ6n7qxKI4Sj9ioEbOYHf5rqXXr6eO2qKfgvj0giIryQUBxrgnVcK8C4FyOvQ/BU+vxUphwIOxVV1fqQcfJxrKwfz/hsU/wCgw0h0X7REkmw/HuvPO84qtcx7neYyW3B9Q0+nU0DcG++99leeI/Dt5e40WSHTsTq+BtPfkqdWySpRljqbh1BHeNnfoe5XhRk6pZaw/wB+5mkvZlxw/E/7VRDHMLwQDIOhs3jUTsRf0za08lB5zmPofSazS2xkEO1uFwC7+UQd+ZAUYzB1qj26JDQWiwgXEE/eF1tybEMLtZ1U23jk2PwHzutc/id0q/TzwZ1pq1PfjkgjivNY1zBJP1G9t7d7xdXvww4be7EPxdV7XACGAfwmb2/vdUXC1PXDYDb/AJESe0xv0WgeG7cUK+n/ALOkvee7pDR0/vZU0cWpYNUOzr8T5eWMBgAG/vOx2VI4epNpVgNXpcInsbEzfn+auvH9HXVLnNcWsAgAbz/rzVFwWDrVcRTbTGp+pskbaQ9pLTMTER8qux7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imageanchor="1" style="clear: left; display: inline !important; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="data:image/jpeg;base64,/9j/4AAQSkZJRgABAQAAAQABAAD/2wCEAAkGBhEQEBQSEREUFRQUFhcYFxYXGRUYFxYcFRYYFxgTFhgZHyYfHB0lGhkXIjAgIycpLCwsGB8xNTAqNSYrLCkBCQoKDgwOGg8PGi4kHyQ0MDIqLCwvLywsLCw0MiwsNCwsKikpLCwsLCwpLCwsLC0sLSwsLCwsLCwpLCwuLCwsLP/AABEIAMIBAwMBIgACEQEDEQH/xAAcAAEAAwEBAQEBAAAAAAAAAAAABQYHBAMBAgj/xAA8EAABAwIEBAUCAwYEBwAAAAABAAIRAyEEBRIxBkFRYQcTInGBMpGhscEUI0JS0fAXkuHxFSUzQ2Jysv/EABsBAQADAQEBAQAAAAAAAAAAAAACAwQBBQYH/8QALhEAAgIBBAECBAQHAAAAAAAAAAECAxEEEiExURNBBTJxoRSRwfAiQlJhgeHx/9oADAMBAAIRAxEAPwDcUREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREAREQBERAEREARFD5jxbg8PPmYhki2lp1unaNLZO9lFyUe2czgmEVQq+J+CAkea71aT6CI73i39V3Yfj7Av1fvw3TvqBabCTY3NuirV9beNyObkWFFU8R4mYFsQ97p6McP/qFYMqzaliafmUnamzHQgjkQpRthJ4TOqSZ2IvDF4xlJuqo4NaOZMKDPiBgQ7Sa0dy06fgpK2EXhsZSLGipOceJ1CmdNH946+9hbp1XDhfFUlwD6IibwTMXvH2VEtZUnjJHejREXPgsY2qwPbs5eOa5xTwzdVQxNgOZV7sio72+CWfc7kVCxnitTaT5dAvA56wN+ohfrBeJ4cG+ZhnAuOzSDpE7md+Wyp/F0+SO+Je0Ufhs/w9QMLazDrMNEjUSNxp3BuLd1ILQpKXTJhEXliMS2mNT3Bo6n8vddbSWWD1RU3MvE/C0nFrQ55FrQB+K+0fE/COAs7VzAg/YzdZ/xVXkjuRcUUFlPGWGxLtDXaX29L7G+0e6nZV0JxmsxZ1PIRfCVFZpxRh8O0l7wY5NgnmPzEJOyMFmTwG8EsigaXG2De0EVhJEwbEe/Tko+j4j4QuPqMTaAZ+3uqpamuOOTm5FuRUxvibhy4wx0D2B+xKmcr4sw9doIcWk/wu3HuuR1VUnjI3Jk0i+Ar6tJIIiIAvjnAXK+qq+IGdtoYY0/Vqq2t0G8n9O6rtsVcXJnG8LJX+OeLX1QaeGcQ1pu5pcNe+5bfT+duSqOXZFiKzRDY1GDAHIxA9rfZemG8x8fujpc4AmdpImQJJmein8fi6OFe0F7y80iaVIBxaXCAXvgxEkRf+E9F4Kdl88dszN+8jg/w9xQB1kF0gyCJgA36bn++cTi+H30XgOa7WbunaAYjrsFKYWticQ+MTUe5ttbYIABOx0gRy3UznjH0qOrzPMpbQ69SmDN2v3ImJB5cwvQu+F31w3L8jLDWU2N7WZ4+udbWgcyJuJgE/0/vbWvCcxg6jZu2s4H/K2fxWXVMORUaQCHN1ObNpkxbtCu3gviKjnYvU4lusGDyJn9FRo3/GbK3yWnxBeRhWkRJqAX6EOkfgslzOjTc2x0EGR1Jm+/xMfitV8TGg4K7tPrH5O/BZhl7NZNN0PuPeNyb+xUNZxc2J9kHTwj3DSackWDhNza3Ygdl15TTqEu1NcfLYTtPq3IA+y1vgrhuiynrF722jab85F/up3FcPUHHUWAWvAj8V1UWWV7kd9NtZOXK8azCZdSfUsG0mkibucRJA6kuJWV5rxJVzCuXOOim0iG8rGx7qS424mdVeaZLRSplwDQBB7nvHTaSq9llTVS8xsB49XqmGjXp1HsZO9hZdtsduIR64SIzkSoyJtVjqgqtaDMj6dRII9OqPdduG4Qr0mCqx4rMifS4ExG1typapluCoYbVDalWJLtV3OMS88gBb8gq4K7qBNeg80nOEt0xpeJ+l7CQCPe9lqn8NjCrc7FnwzDHUt2bNj+q9vr/wBIXMsRFb0tNNwM2kPBm5b9vwWt8B8QVMRSDK3/AFGgAXnUBbUT1P6rNM9zRtfQ9oY6qfS8iAy7QXQefqmO0KQ4IzoYfGM1OEPIpOE7azAd0nVAjusVE3CcfubovDNmWRcZ8VVfOqMEy1zmtJ+nTcen+u6sfF3E7mur0qdT6Gts0iQTvcGZCzI4sh731TrbcmBY8x33nrsrtVcrHsXS+5Ocs8HlhWB8Eu9U6nDnB339zddv/AtDTVa/1suGiXahP8onY3n3XTR8t2+HNJrBJgBwcOQJBuBO/WbBTLm4CnQcNVM1/MaQBsBqtBGxiTHsrKtE50u3dh/09s8+Wp23Kva8eel/jyys5jWqB7HPES3UHAkCCbbe/wAytL8N+LW4hrsPUql1WmAW6t3tG7gecGJ9wqVnpLmVHucHOIhgtYC7XQeXfrHRVnLs4GGLKrC7zKb2uDhPL6geZGkkRF5WTTWOEs4NsXhn9C55jjQw9SoATpbNlhjMxc/DF5Lg0ujTO0bx7mPx+doz+uyrl9V4cCx9EuB5EFsj72WGZZiWjCaWsL2sqEuMbEiYPW8/ZadcstMnYfBiAB6ySS4SINv/ABMcjupTD5RVdLqTCWjTcHkD23N/wUrwxkgxNZoqGGumIAkGLe3P7rXMJl9OkwMY0BoWanTyuy1wiMYbjFDl1SnUDnUi0w4i0Tedx8BMvzWqx/maQdLhZ0AO9h0CtXEmUHDYpr3vNSlU1lzXH6ACLgbRqfNhbqqlnfD9Zr3PNRjWQNPrJ7bSO91TKPpy2yItNGzZDmf7RQbULQ0ndoMwVIqvcCMjA0hbYiesGJPdWFe9RJyrTZpj0ERFcdCzTxWxMVaLb7H6d77AgXN+S0tUfxIyyWCtaG+k78+f6LFrs+lwQn8pQ8jw8vbS81wLj0IIHSZsT9l+zp85gqsefJa5geHAB0k7mD9Jg89zYc/LL8U/DVGwwua6bj+GBYn9Ol12YrLXsqU2uNyXm5Mer1aIO5tuP1WX4bt/ER3e552rz6EnHs7cHReBAfAeASA4nUOUgH816Zm1zqD6YqAtYCTbSNwC6Tc9fYKSwuRPpMFQgQ5oJ2EAxedw68/Cr+cuJpPmXQImNyZgfgfsvvZSUoSw1wfHKEoTjlPn2/scWf0gKjqZcS6m0AvkgnSJJHMSTyVz8I8Jop4h0fW9rh7ESB7iVn+d1prPc8XdTZqjYO0w4AR7+6uHhhxB5Z/Z3tvULdEchFgSvz7SvbYsn3sOyb8Vq7m4Nujcvj7iI/NZxkTSKzKrYN4d/mgg/wB8tle/FovNOmG7XPS4VAyltSoCGOkgjVf6rtNucx2UNU82S/fscn8xsvCGGczD+rm5xHsTI5BdfEGN8nDVH9Gle+VmaNO0ehtulguPinDeZhKrerSvSktmnwvBf0jAcwJc8kuDvVsCSCTzP4WC+h9bUHU3NsNPP6RygQNusr7VFFhOsOLm2bE8pHIdviVffDTIqGJbVNRt2aBogCzwSHOO5NiPheZCMpNKK5M6Tb4KcRWB1ACIGwFuUzEn/T5X4xfnmoXOL3ggyHH+W97fFrrbhwdhIg0vxK/buEcId6IPy7l8q5aS58vH5k/TZhFWnWLB+7gH6Y2mZX6wdLEUz6gCYloi8iDftIH9haF4hZXhcOxulhae0mZtG8qu5Dj6EgvYajg9pkOc0gTMEGzhYC191Q003F4+5DDXDP3n9c1K9Z2kxrMi28QW/F/lV6rj6YsCR6eQ2i9vkCfburDxD+0sLyKZDS9wdYSS52sOHwVBZdl9OpWa2q9x1OAcRDjB3gAnYKHDk8nH2czcwcXNaWGYA6TzAG1l8xjqx9Ie5u5IDjMnlF/utdo+GeELRDnFu7ecDt/Vdp8P8KWhpbt/Fz+fx+60LT3J5jH7/wCyeyRhmHyuoNZFVw1DSJubT1uRZdTsJ5dOKjBe4cBcE/qtdzHhfAUGnzahaCZE2DfeBf5UY9uUBha/EB8usGOJIPQAKEo2ZxLH5obWeOUYh+JymvTc4lrKcNJlpho+nkYsFnuBwFahSAcWAOI0957c91tOKZh6eWV/LgUzRqX92kSflYtRpUjQbqqai27IM6YuZnfc27KVqcYRTf6iSxg0Hw0wBZXc1xnS2W/IG/Q/6LTVmnhM41HVHucXFrQB0EnaD7fC0tb9EsV8+S2voyfxSqV316UemkA5rnCRqBc2R7bffsoLPsP5T2kvMOAsZkDn6o/3+FZvErNvNGhrL06rWc76olxG0THXmqZxDSdVrQ4iKU9TABAgczJ5/wCw869qVvfBTLs2DgWlpwgA2kxeZ6n7qxKI4Sj9ioEbOYHf5rqXXr6eO2qKfgvj0giIryQUBxrgnVcK8C4FyOvQ/BU+vxUphwIOxVV1fqQcfJxrKwfz/hsU/wCgw0h0X7REkmw/HuvPO84qtcx7neYyW3B9Q0+nU0DcG++99leeI/Dt5e40WSHTsTq+BtPfkqdWySpRljqbh1BHeNnfoe5XhRk6pZaw/wB+5mkvZlxw/E/7VRDHMLwQDIOhs3jUTsRf0za08lB5zmPofSazS2xkEO1uFwC7+UQd+ZAUYzB1qj26JDQWiwgXEE/eF1tybEMLtZ1U23jk2PwHzutc/id0q/TzwZ1pq1PfjkgjivNY1zBJP1G9t7d7xdXvww4be7EPxdV7XACGAfwmb2/vdUXC1PXDYDb/AJESe0xv0WgeG7cUK+n/ALOkvee7pDR0/vZU0cWpYNUOzr8T5eWMBgAG/vOx2VI4epNpVgNXpcInsbEzfn+auvH9HXVLnNcWsAgAbz/rzVFwWDrVcRTbTGp+pskbaQ9pLTMTER8qux7rJfU5L5jfaTYAHQAfZfK1PU0tPMEL7TmBO8XX6Xv4Tjhmkw3inA/s+JdTc0nVs4DYE7zOwUZlPFDsFjWVQXFrCG1GtB9VM/U3e5BuFtHEnC1LGAEiKjR6XfoVk+ccJ1cPUIdS2kagJEbgCeq8OUHp58r6MzyjteTZcHn+GrUhVp16bqZsHBwid49+yrec+JFGkdLIJmJmfew7LGa9OpI0PcNJJLQbEgWtt19p7qTy7CeZT9f1A/ynnax5q+7VzaTTwddjOviTPa2LeCBql0kAjaIJ7QpPw4yE18SC+7Getw5QDLIMcyAYPJp6rzyThV9U/umPESA4bTM3JERYfYLUuFOHhg6AaQPMdBe4cyNgOwCr00HZPrjycitzPHi3IjXplzI1NE6YnVpvbvyHusbx9KrhnNcynOqYM3AjkO8/EFf0IQsm454Ur03GrSLnDqRqILj39/z9jZra1CSml334JWR9yyeG/EL69Ly6rhqYLAwCR1A5j2mFdZWB13OFJweXeaPpixaRzA/htvHUKLxGcY2o3QcRXeKm4dUqEAchuATvupUarbDDCswi/eJfETBiKbGDW2mD5hB9AdIhh6u29p+1DxD6j3EtYWz6hG23TYb7nuvClUeA1pbDdTdIuQ6TBIPQn8vvb+H8gqVyT5cyRYyNM89ri0rJbPdNyx2QfLLRl2B/5LVbWeQ0scZJcSLSLE9eSy3h7DNOEgtP1Eg22En4MLdMblLGZe+i5pc0UzYXJgbBZDhMqrYXDM/dlpcXGNrBwjV3V1/8FcYvvj9SU1hJF68JMIW065IIh4bBj+UOG3v+K0FUzwvxJfhqhcBq825AgH0Nj35hXNejpVipFkPlM442eDiI0SW6SLDYuuDy3+VSKJD9ToETOodBycr/AMb4hzsQGBuzQOXMlxI+wCoAwryXUqYMPDg4GRMG4HKdz7heLdj1ZLJTLs2jhQtOBw5Z9JpMI9iFLKI4Tp6cFQbEaaYEe1lLr36nmC+hoj0ERFYdC4M7zQYag+qf4RYXie8cl3rizfACvRfTIBDhF1XbuUHt79jj64M8/wAS8TqkvwzWf+rySL3Hq/NWvI87w+NJa7Q97QD9MSDIkT3/ADWX4vKW0qpFVoJa5wPOINjfbquGp5rajTTc4GdLSIlo06tI0jpBI2v2XixvluW95XhlCm12bZi6eDwzdVQU2AmBMXJ6d1E8ZZswYBxouaQ8WiL9gBuslzF1fHajWrVarqMFjXkAA9oA5R9+68addz8O1j2lgbdumTBMGD82JFxYdVbZdBxcYJLJJz8DBNeaoLmaQ46YgTcm5AtEDb3WwcB5U6k2o8/S8tDR2a2FS+CeFnV3tqNNQMEE6tpgGx73sLLXMNhxTYGjYD+yu6Otys3+yFcfc+VsGx/1NDvcSvLD5VRpmWU2tI6ADf8A3XWi9T0oN5wslwREVgC862Ha8Q5oI7iV6IuNKSwwQ1XhDCOJJotvvFpXZQyXD0wAyhTAG0Nau1FXGmuPUUcwj41oGy+oitOhfl9MOEESF+kXGk1hgiMXwrhahl1Js9RY33Uc7w7werU1pB6A2PwrQizvSUv+X9CO1eCuYTgLB049BMRAJMWU7hsIymNLGho6BeyKddFdfyo6kl0fCFy4jLKVT6mArrRTnXGfzLJ058JgWUhFNoaD0suhEXYxUVhdA4cTk9Oo/W4Xtf26dFxt4PwgeHikAQSee53U0ipelqbcnHlnMI+NbGy+oi0HQiIgCIiAic14cpV5JaA48/6qCoeG1JjSG1XCSTsDcxP3hXNFllo6pPLRFxTKEPCunr1Gqdo2iQTJ/RTeVcEYegLjWZNyOqsSLkdHUvbP1GxH5ZTDRAAAHIL9Ii1JY4RIIiLoCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiIAiIgCIiAIiID//2Q==" /&gt;&lt;/a&gt;L’importanza della gestione delle risorse naturali, dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici sono, con la ricerca di una migliore organizzazione dei processi economici e sociali per garantire una più equa e sostenibile prosperità, oggetto di dibattito da oltre 40 anni]. Gli aspetti socio-politico ed economico di tale dibattito sono divenuti sempre più importanti da quando nuove, popolose, realtà si sono affacciate sullo scenario internazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prepotente crescita economica di paesi come Cina e India, con il relativo miglioramento delle condizioni economiche e quindi di consumo della loro popolazione, ha determinato una rapida ridefinizione delle prospettive di sviluppo legate alla disponibilità delle risorse naturali e alle modalità/tecniche della loro gestione per limitarne gli effetti negativi sull’ ambiente.&lt;br /&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Figura 1 - Indice dei Prezzi&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.enea.it/it/produzione-scientifica/EAI/anno-2012/verso-la-green-economy/img-1/Fig1Jorizzo.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Fonte: elaborazione ENEA su dati OCSE, Consumer price Index Economic Outlook&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div&gt;
&lt;span style="color: #286647; font-family: Helvetica Neue, Arial, FreeSans, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="line-height: 19.1875px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
In tale prospettiva le tecnologie ambientali (o clean tech), nell’ambito della green economy, diventano centrali nell’affrontare tale problema. Le politiche ambientali sono così passate dall’essere un vincolo oneroso al processo produttivo ad uno stimolo per l’innovazione e l’aumento della competitività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La definizione di cosa debba intendersi per tecnologie ambientali e quali settori esse interessino è in continuo aggiornamento. Tale evoluzione deriva sia dallo sviluppo di nuove attività ed iniziative sia dai diversi campi che si vogliano analizzare (gli studi sul commercio di tecnologie ambientali solitamente prendono in considerazione una definizione restrittiva e puntuale di detto settore rispetto a studi che vogliono valutarne gli impatti sul mercato del lavoro). Possiamo dire che accanto alla definizione “restrittiva” che prende in considerazione i settori il cui scopo è produrre beni per la prevenzione e limitazione dell’inquinamento, si affianca una definizione più flessibile, che tende a comprendere tutte le attività presenti in settori diversi (come trasporti, edilizia, telecomunicazioni, manifatturiero ed altri), che contribuiscono, anche se non come scopo unico, a ridurre l’impatto ambientale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le clean tech da un lato permettono di monitorare e gestire gli effetti “indesiderati” della produzione e consumo, dall’altro diventano il motore per acquisire una maggiore produttività delle risorse impiegate e per il miglioramento dell’offerta dei prodotti e quindi del consumo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stima delle dimensioni economiche del comparto delle clean tech non è un esercizio immediato, perché mentre esistono statistiche ufficiali, con un coordinamento internazionale, su alcuni aspetti dell’abbattimento dell’inquinamento (regolamento EC 295/2008) per quanto riguarda la stima dell’impatto di altre tecnologie ambientali, come ad esempio quelle relative al miglioramento nella gestione delle risorse naturali impiegate, sul sistema economico si deve far riferimento a studi e ricerche “indipendenti” che cercano di rilevare la penetrazione dei concetti della green economy e delle tecnologie ambientali nel sistema produttivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un recente studio[4], in parte basato sui dati Eurostat, ha stimato il valore del settore europeo delle eco-industrie, nel 2008, pari a circa 319 miliardi di euro, per un totale di ben 3,4 milioni di addetti. I settori presi in esame sono riportati in figura 5, da dove emerge chiaramente come il settore di gran lunga predominante sia quello della gestione dei rifiuti, pari a circa il 30% del volume di affari complessivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Figura 2 - Dimensioni dei sub settori della “industria verde” (Miliardi €)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src="http://www.enea.it/it/produzione-scientifica/EAI/anno-2012/verso-la-green-economy/img-1/Fig2Jorizzo.jpg" /&gt;&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;b&gt;Fonte: elaborazione ENEA su dati Study on the Competitiveness of the EU eco-industry, DG Enterprise&amp;amp;Industry EC, 2009&lt;/b&gt;&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
Una stima indiretta dell’importanza, a livello mondiale, dei settori produttivi, nella loro componente legata alle tecnologie ambientali e alla ”industria verde”, la si può ricavare da uno studio del Dipartimento per l’Innovazione della Gran Bretagna&amp;nbsp;che, utilizzando una definizione molto estesa di clean tech sino ad includere i servizi di consulenza, ha stimato il valore del settore a livello mondiale in 3.840 miliardi di euro nel 2010. É interessante notare il forte contributo delle economie emergenti che pesano ormai per oltre il 25% del totale, tra queste spiccano la Cina (16,6%), l’India (6,2%) e il Brasile (2,9%).&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;b&gt;Figura 3 - Dimensioni del settore delle Clean Tech a livello mondiale per paese e settore&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.enea.it/it/produzione-scientifica/EAI/anno-2012/verso-la-green-economy/img-1/Fig3Jorizzo.jpg" /&gt;&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;b&gt;Fonte: elaborazione ENEA su dati Low Carbon And Environmental Goods And Services, Department For Business, Innovation And Skills, 2011&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;b&gt;Il caso Italia&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
L’analisi del sistema economico italiano mostra un significativo miglioramento relativamente agli indicatori di sostenibilità economica più direttamente legati alla produzione industriale sia in termini di maggior produttività delle risorse naturali impiegate, sia in termini di miglioramento dei processi produttivi in ottica eco-compatibile, che di investimenti diretti per la protezione ambientale.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Risulta assai difficile reperire dei dati statistici ufficiali ed uniformi relativi a tutti gli aspetti sopra indicati. Fortunatamente i diversi studi disponibili permettono di cogliere separatamente i diversi aspetti ed il coerente trend in atto.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
L’economia italiana nel periodo 2000-2007 (ultimi dati disponibili del database Eurostat) ha mostrato un forte miglioramento del tasso di produttività delle risorse (tale indice rappresenta il valore del rapporto tra il PIL ed il consumo delle risorse naturali utilizzate): questo risultato è ancor più significativo quando si pensa all’importanza del settore manifatturiero sul sistema economico italiano rispetto ad altri paesi caratterizzati dalla preponderanza del settore dei servizi avanzati.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;b&gt;Figura 4 - Consumo interno di materie (DMC) e PIL. Tassi di crescita nel medio periodo 2000-07&lt;/b&gt;&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;img alt="Fig4Jorizzo.jpg" src="http://www.enea.it/it/produzione-scientifica/EAI/anno-2012/verso-la-green-economy/img-1/Fig4Jorizzo.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;b&gt;Fonte: EUROSTAT, The environmental goods and services sector, 2009&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo trend positivo nella gestione delle risorse trova conferma nei risultati della recente ricerca di Unioncamere in collaborazione con la fondazione Symbola “Green Italy 2011: l’economia verde sfida la crisi”&amp;nbsp;Dallo studio emerge la grande valenza strategica dell’investimento in tecnologie, processi e prodotti green da parte delle imprese manifatturiere che si prefiggono il triplice obiettivo di migliorare l’efficienza del processo produttivo, ampliare il proprio mercato con nuovi prodotti e migliorare la propria competitività di lungo periodo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si vede, la percentuale di imprese che investono in tecnologie ambientali è fortemente cresciuta, attestandosi intorno al 57%, quasi raddoppiando nel biennio 2010-11 sia tra le piccole imprese (PI, 20-49 dipendenti) che nelle medie (MI, 50-499 dipendenti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Figura 5 - Incidenza delle imprese manifatturiere che investono in prodotti e tecnologia a maggior risparmio energetico e/o minor impatto ambientale (valori % sul totale per classe)&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;img alt="Fig5Jorizzo.jpg" src="http://www.enea.it/it/produzione-scientifica/EAI/anno-2012/verso-la-green-economy/img-1/Fig5Jorizzo.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;b&gt;Fonte: Fondazione Symbola, Green Italy 2011&lt;/b&gt;&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
É interessante anche notare come circa il 31% delle imprese dei settori elettronico e metalmeccanico hanno investito, nel periodo 2008-2011, in prodotti a tecnologia a maggior risparmio energetico e/o minor impatto ambientale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dallo studio emerge inoltre come il 55% delle imprese che investono in tecnologie ambientali abbia come obiettivo il miglioramento dell’efficienza nella gestione delle risorse (materie prime ed energia), mentre gli investimenti finalizzati al processo produttivo sono relativi al 35% delle imprese, e solo il 10% investa in clean tech per il miglioramento del prodotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il miglioramento della competitività delle imprese green trova riscontro in due indicatori: la presenza di imprese esportatrici e la propensione ad assumere e formare figure altamente qualificate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 1em; padding: 0px;"&gt;
&lt;b&gt;Figura 6 - Percentuale delle imprese esportatrici e innovatrici e delle politiche di assunzione e formazione del personale tra le imprese che investono in green economy e che non investono (periodo 2008-2011 valori in %)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="Fig6Jorizzo.jpg" src="http://www.enea.it/it/produzione-scientifica/EAI/anno-2012/verso-la-green-economy/img-1/Fig6Jorizzo.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fonte: ibidem&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
Le imprese maggiormente coinvolte nelle iniziative della green economy risultano aver maggior propensione e successo in campo internazionale (alta propensione all’export) e ad aumentare le competenze aziendali tramite l’assunzione di personale altamente qualificato e la formazione dei neo assunti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A differenza dello studio campionario di Unioncamere, l’analisi statistica effettuata annualmente dall’Istat non rileva le spese e gli investimenti sostenuti per l’imitare l’uso delle risorse (ad esempio l’efficienza energetica) e le spese che, pur avendo ricadute positive sulla gestione ambientale, perseguono altri fini diretti (ad esempio la sicurezza).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rapporto Istat “Gli investimenti per la protezione dell’ambiente delle imprese industriali” (gli ultimi dati disponibili sono relativi all’anno 2009), infatti, riguarda esclusivamente gli investimenti e le spese correnti realizzati dalle imprese industriali in senso stretto&amp;nbsp;a proprio uso e consumo e senza vendita a terzi sul mercato; tali dati sono raggruppati per settore economico e ambientale (protezione dell’aria e del clima, gestione acque reflue, gestione rifiuti, altre attività a protezione dell’ambiente).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall’analisi dei dati emerge un giudizio parzialmente positivo, perché il generale incremento delle spese per la protezione ambientale indica ancora un eccessivo sbilanciamento verso le attività end of pipe che mostra come ancora non si investa pienamente in tecnologie ambientali di processo per rimuovere l’inquinamento all’origine, ma si preferisca ancora spenderlo per rimuoverlo a valle.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;b&gt;Figura 7 - Investimenti dell’industria per la protezione dell’ambiente in senso stretto, per tipologia e per settore ambientale (anno 2009, milioni €)&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;img src="http://www.enea.it/it/produzione-scientifica/EAI/anno-2012/verso-la-green-economy/img-1/Fig7Jorizzo.jpg" /&gt;&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;b&gt;Fonte: Istat, Gli investimenti per la protezione dell’ambiente delle imprese industriali, 2012&lt;/b&gt;&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;b&gt;Conclusioni&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Le politiche a protezione e tutela dell’ambiente sono diventate un importante stimolo al rinnovamento dei settori produttivi, sia per l’ottimizzazione dei cicli produttivi sia per lo stimolo verso politiche di innovazione di prodotto. Le tecnologie ambientali sono lo “strumento” con cui i settori produttivi affrontano le diverse tematiche ambientali di misurazione, di riduzione, di prevenzione dell’inquinamento. Tale definizione può essere applicata in modo restrittivo ai soli settori che direttamente producono beni per l’abbattimento dell’inquinamento, oppure ampliata anche ad altri settori che contribuiscono significativamente, anche se non come primo scopo della loro attività, al miglioramento delle condizioni ambientali. La “flessibilità” di tale definizione rende pertanto difficile una stima e una comparazione a livello mondiale del settore delle tecnologie ambientali con dati statistici uniformi. Nonostante la difficoltà nel reperire i dati, la diffusione delle tecnologie ambientali è sicuramente in espansione anche grazie al crescente contributo dei paesi emergenti come la Cina. Bisogna però sottolineare che le dimensioni e la crescita del settore sono fortemente influenzate dal comparto delle energie rinnovabile e che gli investimenti in gestione dei rifiuti siano di gran lunga superiori a quelli in processi “produttivi verdi” integrati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;
</description><link>http://alessandrobratti.blogspot.com/2013/05/la-dimensione-economica-delle.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Bratti)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4620002456746068601.post-3431473246379295411</guid><pubDate>Thu, 23 May 2013 12:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-23T21:24:41.309+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ambiente</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Europa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Camera dei Deputati</category><title>Lavori in casa, oggi al pre-Consiglio la proroga del bonus 55% per risparmio energetico</title><description>&lt;a href="http://i.res.24o.it/images2010/SoleOnLine5/_Immagini/ArticleGallery/Notizie/2013/ministri-governo-letta/zanonato-flavio-Imagoeconomica-672.jpg?uuid=0caa1e4e-af53-11e2-b5cf-69f1e8966c71" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://i.res.24o.it/images2010/SoleOnLine5/_Immagini/ArticleGallery/Notizie/2013/ministri-governo-letta/zanonato-flavio-Imagoeconomica-672.jpg?uuid=0caa1e4e-af53-11e2-b5cf-69f1e8966c71" height="166" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;Un'accelerazione sulla proroga del bonus sul risparmio energia del 55%, oggi al pre-Consiglio dei ministri. È quella che punta a imprimere il Governo che sta pensando di inserire il prolungamento del bonus, ma in versione maggiormente "selettiva", in un decreto legge per recepire la direttiva Ue del 2010 «sulla prestazione energetica nell'edilizia», che dovrebbe essere varato venerdì prossimo anche per far fronte all'avvio di procedure d'infrazione su questo versante da parte di Bruxelles. La decisione non è ancora definitiva. Ma la strategia è già decisa: la proroga del bonus, che scade il 30 giugno prossimo, sarà inserita in una revisione organica dell'impianto normativo sulle certificazioni energetiche per gli immobili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad annunciare che il Governo era pronto a far scattare la proroga del bonus erano stati nei giorni scorsi ministri, dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, e delle Infrastrutture, Maurizio Lupi. Zanonato, in particolare, aveva parlato di una stabilizzazione della misura sulla quale c'era però da sciogliere il nodo copertura. La scorsa settimana. tra l'altro, la commissione Ambiente della Camera ha approvato all'unanimità una risoluzione che sollecita il Governo a stabilizzare il bonus fiscale del 55% per le spese finalizzate al risparmio energetico in edilizia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il ministro Lupi&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;
«Per noi è strategico immediatamente, nei prossimi giorni, trovare le risorse per prorogare sino al 31 dicembre 2013 le attuali misure di defiscalizzazione ed agevolazioni previste al 55% e al 50% per risparmio energetico e le ristrutturazioni, includendo anche interventi che saranno fatti per adeguamento alla legge antisismica in vigore e poco attuata«. Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture e Trasporti, lo ha detto in audizione alla commissione Ambiente della camera, parlando dell'ecobonus del 55% per la riqualificazione energetica delle abitazioni e del 50% sulle ristrutturazioni delle stesse, in scadenza a giugno.&lt;br /&gt;
«Dobbiamo dare un segnale forte, a un anno dal terremoto, che si muove qualcosa e lo fa seguendo delle priorità - sottolinea Lupi -. La defiscalizzazione é un segnale e una priorità che danno un indirizzo: basterebbe guardare ai risultati che il provvedimento ha prodotto».&lt;br /&gt;
Infatti, dice il ministro, «se c'è qualcosa che si è mosso« in questo periodo di difficoltà economiche, «sono stati i risultati mossi e promossi dai bonus fiscali al 55% e 50%«. Quindi ora dobbiamo agire «anche con il coraggio di includere un complemento per l'abitabilità della casa, sulla sua prestazione energetica, sull'antisismico, e anche sugli aiuti alle giovani coppie con defiscalizzazione della cucina: dobbiamo ragionare in questo senso».</description><link>http://alessandrobratti.blogspot.com/2013/05/lavori-in-casa-oggi-al-pre-consiglio-la_23.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Bratti)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4620002456746068601.post-3729097002515666547</guid><pubDate>Thu, 23 May 2013 12:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-23T14:51:45.064+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Regione Emilia Romagna</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ambiente</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Rifiuti</category><title>Sisma, Confagri Emilia Romagna appello a Errani su nuovo piano di smaltimento dei rifiuti</title><description>&lt;a 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style="cursor: move;" /&gt;&lt;/a&gt;“In un momento in cui il sistema delle imprese rischia il collasso e stenta a reperire le risorse finanziarie necessarie per la ripresa, chiediamo al Presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, di rivedere e modificare urgentemente le proposte di indirizzo contenute nella bozza del nuovo piano di smaltimento dei rifiuti, in quanto genererebbero, se approvate, una maggiorazione di costi per le aziende pari al 25%. Un aggravio insostenibile che a fine anno andrebbe a sommarsi alla nuova imposta statale Tares”.&lt;br /&gt;
Esprime una forte disapprovazione e preoccupazione il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Guglielmo Garagnani, commentando le modifiche alla disciplina regionale in essere in materia di smaltimento di rifiuti, recentemente proposte dalla Regione Emilia Romagna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Il nuovo piano prevede, infatti, che una parte dei rifiuti delle PMI non venga più qualificata come assimilabile al domestico ma venga classificata come derivante dalle attività produttive. Pronta a contrastare i punti cardine del documento, Confagricoltura Emilia Romagna, assieme alle altre organizzazioni aderenti al Tavolo regionale dell'Imprenditoria, ha incontrato ieri, martedì 21, Confservizi (l'associazione che raggruppa i gestori del servizio idrico integrato). Dalla riunione è emerso il marcato indirizzo ideologico del piano: la proposta di de-assimilazione dei rifiuti (oggi molti “speciali” sono assimilati al domestico) non li fa diminuire in termini quantitativi ma li sposta da una parte all’altra, dalla “privativa” al libero mercato, causando solamente un aumento di costi per imprese e famiglie.&lt;br /&gt;
Particolare attenzione merita poi il settore agrituristico, comparto strategico per l'Expo 2015, nel quale occorre definire tariffe differenziate per genere di attività, o riduzioni percentuali di tariffa, distinte dalle altre attività ricettive. Ciò deriva dal fatto che l'agriturismo utilizza immobili preesistenti e offre in media all'ospite superfici nettamente superiori a quelle alberghiere.&lt;br /&gt;
“Dobbiamo essere uniti, fare sistema e coinvolgere altre realtà imprenditoriali e sindacali – rimarca il presidente Garagnani – per portare all'attenzione dell'opinione pubblica le conseguenze dell'attuazione del nuovo piano regionale di smaltimento dei rifiuti: quale futuro potrebbero avere le imprese, già in affanno per la persistente crisi economica, se venissero gravate di un ulteriore aumento di costi pari al 25%?”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sesto Potere Bologna</description><link>http://alessandrobratti.blogspot.com/2013/05/sisma-confagri-emilia-romagna-appello.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Bratti)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4620002456746068601.post-5958579209888614926</guid><pubDate>Wed, 22 May 2013 20:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-22T22:34:24.360+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ambiente</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Europa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Energia</category><title>Gas dalle rocce, l' Europa cerca l' intesa ma intanto produce energia dal carbone</title><description>&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://docs.google.com/file/d/0B0mou9Vc-9b2cTdEUVpLQXpSWmc/edit?usp=sharing" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-1h_i2V7o_aM/UZ0pR3HhsEI/AAAAAAAAIps/U0dxXMvSn0w/s1600/LA+REPUBBLICA+GAS+DALLE+ROCCE%252C+L%2527EUROPA+CERCA+L%2527INTESA+MA+INTANTO+PRODUCE+ENERGIA+DAL+CARBONE++%2528RICCI+MAURIZIO%2529+-+a+pag.23+-page-001.jpg" height="320" width="228" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Clicca qui per leggere&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
</description><link>http://alessandrobratti.blogspot.com/2013/05/gas-dalle-rocce-l-europa-cerca-l-intesa.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Bratti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-1h_i2V7o_aM/UZ0pR3HhsEI/AAAAAAAAIps/U0dxXMvSn0w/s72-c/LA+REPUBBLICA+GAS+DALLE+ROCCE%252C+L%2527EUROPA+CERCA+L%2527INTESA+MA+INTANTO+PRODUCE+ENERGIA+DAL+CARBONE++%2528RICCI+MAURIZIO%2529+-+a+pag.23+-page-001.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4620002456746068601.post-7519361843138527911</guid><pubDate>Wed, 22 May 2013 20:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-22T22:15:37.785+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ambiente</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Europa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Energie rinnovabili</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Energia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Camera dei Deputati</category><title>Energia. Orlando a Repubblica: no freni rinnovabili, no a carbone smantellare le centrali più inquinanti, quelle che lo usano.</title><description>&lt;a href="https://encrypted-tbn3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRjkASi2YLVPl3mTLt8wq5yheJo9EdcnIZfgoQn-Kfa7jA5TEG6fQ" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://encrypted-tbn3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRjkASi2YLVPl3mTLt8wq5yheJo9EdcnIZfgoQn-Kfa7jA5TEG6fQ" /&gt;&lt;/a&gt;"Invece di frenare le rinnovabili, rilanciarle avviando un piano per smantellare le centrali piu' inquinanti, come quelle a carbone". Andrea Orlando, ministro dell'Ambiente, lo dice in un'intervista a 'Repubblica'. Sugli incentivi alle rinnovabili, "in passato e' stato fatto qualche errore, che ha portato a un eccesso di incentivazione- spiega Orlando- ma ormai questo problema e' stato risolto e non bisogna certo passare all'estremo opposto, alla penalizzazione" Piuttosto, rileva il titolare dell'Ambiente, "e' necessario alleggerire il peso della burocrazia che e' diventato un ostacolo per le rinnovabili". Quindi, "dobbiamo immaginare norme snelle che permettano uno sviluppo attento del settore- segnala Orlando- con particolare riguardo ai piccoli impianti da installare nelle case".&lt;br /&gt;Gli sgravi fiscali per il risparmio energetico, l'eco-bonus del 55%, "vanno difesi perche' producono una serie di vantaggi- avverte il ministro- ci aiutano a rispettare gli impegni europei sull'efficienza energetica; fanno emergere il lavoro aumentando il gettito fiscale, creano un volano industriale; creano un volano industriale anticiclico". Insomma, "non solo permettono di vivere meglio dal punto di vista ambientale e sanitario, ma aiutano l'economia "Ristrutturare le case in senso ecologico vuol dire mettere in moto competenze che vanno dagli impianti di raffrescamento e riscaldamento ad alta efficienza all'uso delle fonti rinnovabili, dai tetti verdi ai materiali avanzati per la coibentazione- ricorda Andrea Orlando, ministro dell'Ambiente- ma per tradurre questa domanda in capacita' produttiva stabile per le aziende bisogna dare certezza agli imprenditori. Non si puo' andare avanti cambiando le regole ogni sei mesi". Intanto, pero', sotto l'urto impetuoso delle rinnovabili il sistema elettrico italiano e' in sovracapacita' produttiva, con le centrali tradizionali messe fuori fase. "Penso occorra avviare una seria ricognizione delle centrali obsolete esistenti- ribadisce Orlando- per programmare un processo graduale di dismissione degli impianti a carbone".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(DIRE) Roma</description><link>http://alessandrobratti.blogspot.com/2013/05/energia-orlando-repubblica-no-freni.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Bratti)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4620002456746068601.post-5106477654545485925</guid><pubDate>Wed, 22 May 2013 20:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-22T22:10:50.777+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Green economy</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Europa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Energie rinnovabili</category><title>Energia. patente efficienza edifici, Cdm recepirà' direttiva UE fissa requisiti minimi, incentivi alla PA che ammoderna sedi.</title><description>&lt;a href="http://www.italprogetti.biz/wp-content/uploads/2013/03/casa-certificazione-energetica-672x351.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.italprogetti.biz/wp-content/uploads/2013/03/casa-certificazione-energetica-672x351.jpg" height="167" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;In arrivo la 'patente energetica' per gli edifici, basata sulla loro 
prestazione energetica di parti e unita' immobiliari. Non solo: entro il
 31&amp;nbsp; dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere
 a energia quasi zero. Gli edifici di nuova costruzione occupati da enti
 pubblici e di proprieta' di questi ultimi dovranno rispettare gli 
stessi criteri a partire dal 31 dicembre 2018. In arrivo anche la 
'patente di efficienza energetica' dell'immobile, un po' come accade per
 gli elettrodomestici. Previsti incentivi per le amministrazioni 
pubbliche che installano fonti rinnovabili. E' quanto stabilisce la 
Direttiva europea 2010/31/Ue del 19 maggio 2010, sulla prestazione 
energetica nell'edilizia (e che abroga la direttiva 2002/91/Ce). Una 
direttiva che va recepita entro questa settimana, a 3 anni dalla sua 
stesura, e che - a quanto risulta alla Dire - sara' all'ordine del 
giorno del Consiglio dei ministri di venerdi', come si dice 'in zona 
Cesarini'. In base al testo, gli Stati membri adottano, a livello 
nazionale o regionale, una metodologia di calcolo della prestazione 
energetica degli edifici che tiene conto di determinati aspetti, tra cui
 le caratteristiche termiche dell'edificio (capacita' termica, 
isolamento, eccetera); l'impianto di riscaldamento e di produzione di 
acqua calda; gli impianti di condizionamento d'aria; l'impianto di 
illuminazione incorporato; le condizioni climatiche interne. In base 
alla direttiva 2010/31/Ue che il Cdm di venerdi' dovrebbe recepire, gli 
Stati membri dovranno fissare, in conformita' alla metodologia di 
calcolo, i requisiti minimi di prestazione energetica in modo da 
conseguire livelli ottimali in funzione dei costi. I requisiti minimi di
 prestazione energetica sono riveduti ogni 5 anni. Nel fissare i 
requisiti minimi, gli Stati membri possono distinguere tra gli edifici 
gia' esistenti e quelli di nuova costruzione, nonche' tra diverse 
tipologie edilizie. &lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Gli edifici nuovi dovranno rispettare i requisiti e, prima dell'inizio dei lavori di costruzione, essere sottoposti ad una valutazione sulla fattibilita' relativa all'installazione di sistemi di fornitura di energia da fonti rinnovabili, pompe di calore, sistemi di teleriscaldamento o telerinfrescamento urbano o collettivo e sistemi di cogenerazione. Gli edifici esistenti, destinati a subire ristrutturazioni importanti, dovranno beneficiare di un miglioramento della loro prestazione energetica in modo da poter soddisfare i requisiti minimi. Possono essere esclusi dall'applicazione dei requisiti minimi gli edifici ufficialmente protetti (ad esempio gli edifici storici), quelli adibiti a luoghi di culto; i fabbricati temporanei; gli edifici residenziali utilizzati per un periodo limitato dell'anno; i fabbricati indipendenti con una metratura utile totale inferiore a 50 metri quadri. In caso di nuova installazione, sostituzione o miglioramento, i sistemi tecnici per l'edilizia, quali gli impianti di riscaldamento, gli impianti di produzione di acqua calda, gli impianti di condizionamento d'aria e i grandi impianti di ventilazione, devono anch'essi rispettare i requisiti in materia di prestazione energetica. Entro il 31 dicembre 2020- sempre in base alla direttiva 2010/31/Ue che il Cdm di venerdi' dovrebbe recepire - tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a energia quasi zero. Gli edifici di nuova costruzione occupati da enti pubblici e di proprieta' di questi ultimi dovranno rispettare gli stessi criteri a partire dal 31 dicembre 2018. Gli Stati membri redigono poi un elenco degli strumenti esistenti ed eventualmente proposti che promuovono il miglioramento della prestazione energetica degli edifici. Tale elenco e' aggiornato ogni tre anni. Gli Stati membri adottano un sistema di certificazione energetica degli edifici. L'attestato puo' comprendere informazioni sul consumo energetico degli edifici, nonche' delle raccomandazioni per il miglioramento in funzione dei costi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(DIRE) Roma</description><link>http://alessandrobratti.blogspot.com/2013/05/energia-patente-efficienza-edifici-cdm.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Bratti)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4620002456746068601.post-2223182867358581083</guid><pubDate>Wed, 22 May 2013 20:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-22T22:03:55.410+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ambiente</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Europa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Energie rinnovabili</category><title>Parlamento europeo: l’Ue deve darsi un obiettivo obbligatorio per il mix energetico del 2030</title><description>&lt;a href="http://www.smartstudent.it/media/smartstudent/gallery/istituzioni/PE.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="239" src="http://www.smartstudent.it/media/smartstudent/gallery/istituzioni/PE.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;Il Parlamento europeo ha approvato con 465 voti a favore, 177 contrari e
 46 astensioni una risoluzione non legislativa che sottolinea «Il 
bisogno di un sistema migliore di promozione delle energie rinnovabili a
 livello dell'Ue, la prospettiva dell'adozione di un obiettivo 
obbligatorio per il 2030 ed incentivi per gli investimenti».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo
 il democristiano tedesco Herbert Reul, «Questa risoluzione è un punto 
di partenza verso altri dibattiti. Il sostegno alle energie rinnovabili 
deve essere visto in una prospettiva europea. Dobbiamo discutere del 
volto che prenderà la nostra politica energetica dopo il 2020. Obiettivi
 e traguardi dovranno essere definiti per il periodo al 2050»,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli
 eurodeputati suggeriscono che l'Ue possa puntare ad una quota di 
rinnovabili nel mix energetico poltre il 30% indicato dalla Commissione 
europea. Un emendamento che chiede alla Commissione Ue di proporre un 
obiettivo obbligatorio per il 2030 è stato adottato a stretta 
maggioranza: 339 sì contro 336 no e 19 astensioni. Invece è stato 
respinto con 365 no contro 284 sì e 35 astensioni una proposta che 
elevava la parte di energie rinnovabili tra il 40 e il 45% entro il 
2030.&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;I deputati europei pensano che «Sia essenziale far progredire il dibattito su un sistema di sostegno durevole europeo per il dopo 2020. Una strategia integrata a lungo termine per promuovere le energie rinnovabili a livello europeo dovrà tener conto dell'importante varietà importante varietà dei meccanismi di promozione che esistono attualmente nei differenti Stati membri, così come delle divergenze regionali e geografiche».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risoluzione afferma che «Delle disposizioni per un'energia sicura, accessibile e sostenibile sono indispensabili per la competitività dell'industria e dell'economia. Di conseguenza, l'accesso ai capitali per gli investimenti è un elemento chiave nello sviluppo delle energie rinnovabili, in particolare alla luce della crisi finanziaria. Scambiandosi le loro migliori pratiche, gli Stati membri potrebbero permettere un miglior funzionamento del mercato interno dell'energia ed inviare così un segnale positivo agli investitori. A questo fine, un quadro politico stabile e redditizio per il dopo 2020 è un prerequisito indispensabile».</description><link>http://alessandrobratti.blogspot.com/2013/05/parlamento-europeo-lue-deve-darsi-un.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Bratti)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4620002456746068601.post-7135978855746703897</guid><pubDate>Wed, 22 May 2013 20:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-22T22:00:33.534+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ambiente</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Energie rinnovabili</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Energia</category><title>E' scontro (anche politico) sui sistemi di autoconsumo energetico</title><description>&lt;i&gt;Fabio Tognetti, Centro nazionale per le rinnovabili di Legambiente per&lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;a href="http://greenreport.it/_new/index.php"&gt; greenreport.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;a href="http://greenreport.it/_new/index.php"&gt;&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_CMSQqH2nZwY/TNrNShbRAvI/AAAAAAAACGc/GcIzYw_8w28/s1600/logo+rinnovabili+legambiente+colorato.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="115" src="http://3.bp.blogspot.com/_CMSQqH2nZwY/TNrNShbRAvI/AAAAAAAACGc/GcIzYw_8w28/s320/logo+rinnovabili+legambiente+colorato.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Aper&lt;/b&gt;,
 l'Associazione dei produttori energie rinnovabili, &lt;b&gt;Assosolare&lt;/b&gt;, 
l'Associazione Nazionale dell'Industria fotovoltaica, e il &lt;b&gt;Coordinamento
 FREE&lt;/b&gt;&amp;nbsp; hanno espresso, con un duro comunicato stampa, un profondo 
dissenso rispetto alle posizioni espresse dall' Autorità per l'energia&amp;nbsp; 
in materia di SEU (Sistemi Efficienti d'Utenza), di RIU (Reti Interne 
d'Utenza) e, più in generale, ai sistemi di autoconsumo energetico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I&amp;nbsp;
&lt;b&gt; SEU&lt;/b&gt; sono stati definiti dal decreto legislativo n. 115/08 (modificato 
dal d. lgs 56/10), come sistemi in cui uno o più impianti di produzione 
di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili o in assetto 
cogenerativo ad alto rendimento, con potenza complessiva non superiore a
 20 MWe e installati sullo stesso sito, anche nella titolarità di un 
soggetto diverso dal cliente finale, sono direttamente connessi, per il 
tramite di un collegamento privato senza obbligo di connessione di 
terzi, all'unità di consumo di un solo cliente finale (persona fisica o 
giuridica) e sono realizzati all'interno di un'area di proprietà o nella
 disponibilità del medesimo cliente. I SEU si configurano come sistemi 
di&amp;nbsp; auto-approvvigionamento energetico e sono esclusi dal novero delle 
reti elettriche.&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Per questo, i SEU permetterebbero ad un produttore di energia da fonti rinnovabili di poter vendere l'elettricità a un cliente a un prezzo fortemente concorrenziale, in quanto non ci sarebbero gli aggravi legati agli oneri di sistema e di dispacciamento, propri delle reti pubbliche. Pertanto, proprio grazie ai SEU, le energie rinnovabili potrebbero divenire molto competitive anche senza l'ausilio di lauti incentivi. Ed è per questo motivo che il mondo delle rinnovabili guarda con interesse ai SEU. Purtroppo però ad oggi si tratta di una realtà prevista solo sulla carta, in quanto la delibera attuativa dell'Aeeg che li avrebbe dovuti regolare non è stata ancora pubblicata (doveva esserlo entro 90 giorni dal d. lgs 115/2008!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discorso simile per i&amp;nbsp; &lt;b&gt;RIU&lt;/b&gt;: si tratta infatti di reti private, definite dalla legge n. 99/09 e aventi una serie di caratteristiche specifiche, indicate dalla legge stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SEU e RIU (e più in generale i sistemi di autoconsumo), quindi, riguardano molto da vicino il futuro delle fonti rinnovabili in Italia, con particolare riferimento alla generazione distribuita. Non a caso, infatti, il mondo delle FER guarda ai sistemi di autoconsumo come alla naturale evoluzione del mercato delle rinnovabili nel nostro paese, in quanto in grado di coniugare efficienza, fonti rinnovabili e competitività dei prezzi. I detrattori, invece, vedono nei sistemi di autoconsumo un rischio per la tenuta del sistema elettrico, in particolar modo per quanto concerne la redistribuzione degli oneri di rete. E proprio a questo secondo partito appartiene l'Autorità per l'energia, che ha recentemente gettato la maschera e ha esplicitato la sua posizione attraverso due documenti di consultazione (&amp;nbsp; &lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;a href="http://www.autorita.energia.it/it/docs/dc/13/183-13.jsp"&gt;183/2013/R/EEL&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt; del 2 maggio e&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.autorita.energia.it/it/docs/dc/13/209-13.jsp"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt; 209/2013/R/EEL&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;b&gt; del 16 maggio&lt;/b&gt;) , con i quali ha espresso un giudizio negativo sui sistemi di autoconsumo, come i SEU e i RIU. Essi avrebbero un impatto&amp;nbsp;&amp;nbsp; "di potenziale insostenibilità"&amp;nbsp; in quanto, sottraendo una quota di energia dalla rete elettrica, comporterebbe una ridistribuzione degli oneri di rete e di sistema su una platea pi ù ridotta di consumi, con un conseguente maggior carico pro capite ("&lt;b&gt;comportano un effetto redistributivo, sempre più rilevante nel tempo, dei costi correlati all'utilizzo delle reti e degli oneri generali di sistema con un conseguente aumento del valore unitario per gli utenti che non beneficiano di tali agevolazioni &lt;/b&gt;"). Per questo motivo il suo orientamento sarebbe di imputare gli oneri su tutta l'energia consumata, e non più su quella prelevata effettivamente dalla rete pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Obiezione che secondo Aper, AssoSolare e Coordinamento Free è prettamente politica e in aperto contrasto sia con&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;b&gt; gli obiettivi previsti nella SEN ,&amp;nbsp; sia con le indicazioni dell'AutoritÃ&amp;nbsp;&amp;nbsp; Garante della Concorrenza e del Mercato (AS898)&amp;nbsp; ,&amp;nbsp; che vede nei SEU e nelle reti private uno strumento per aumentare la&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; "&lt;/b&gt;concorrenza nei confronti dei gestori delle reti pubbliche di trasmissione e di distribuzione". L'Autorità, in casi del genere,&amp;nbsp; &lt;b&gt;dovrebbe limitarsi a formulare&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&amp;nbsp; "osservazioni e proposte da trasmettere al Governo e al Parlamento".&amp;nbsp; Non solo, anche&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;b&gt; l'esercizio numerico alla base del ragionamento lascia molto perplessi. Infatti, per&lt;/b&gt;&amp;nbsp; arrivare a generare un impatto significativo sulle bollette elettriche l'Autorità ipotizza addirittura 91 TWh di energia elettrica autoconsumata (attualmente l'energia autoconsumata in Italia, grazie a SEU, RIU e autoconsumo è di circa 29 Twh, dati 2011). Ma dal recente rapporto statistico GSE sul solare fotovoltaico, emerge che alla fine del 2012 circa 478.000 mila impianti (16,4 GW di potenza) hanno prodotto "solo" 19 TWh. Insomma, lo scenario dipinto da Aeeg appare poco plausibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Un esempio per smontare il ragionamento dell'Autorità&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con un esempio semplice, Aper, Assosolare e Coordinamento Free mettono in luce la parzialità del ragionamento dell'Aeeg. Immaginiamoci una famiglia, che vive in un immobile e consuma 1.000 kWh all'anno di energia elettrica, che voglia risparmiare il 30% della bolletta. Avrebbe due alternative:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Installare un impianto fotovoltaico, grazie al quale otterrebbe un autoconsumo di 300 kWh/anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Effettuare interventi di efficienza energetica per un risparmio annuo di 300 kWh.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo l'AEEG nel primo caso si dovrebbero pagare oneri di sistema su tutti i 1.000 kWh (cioè i 700 prelevati dalla rete più 300 autoprodotti), rendendo quindi economicamente non conveniente tale intervento, mentre nel secondo caso solo su 700 kWh. Ma qual è la differenza per il sistema elettrico? Nessuna: infatti&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;b&gt; in entrambi i casi dalla rete si preleverebbero solo 700 kWh&lt;/b&gt;&amp;nbsp; e su quelli si dovrebbero pagare gli oneri! Oppure l'Autorità ritiene paradossalmente, ma coerentemente, che si dovrebbero&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;b&gt;imputare gli oneri di sistema anche agli interventi di efficienza energetica&lt;/b&gt;?&amp;nbsp; Infatti, al pari della generazione distribuita, vanno a ridurre il montante dei consumi elettrici su cui vengono distribuiti gli oneri.</description><link>http://alessandrobratti.blogspot.com/2013/05/e-scontro-anche-politico-sui-sistemi-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Bratti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_CMSQqH2nZwY/TNrNShbRAvI/AAAAAAAACGc/GcIzYw_8w28/s72-c/logo+rinnovabili+legambiente+colorato.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4620002456746068601.post-2933904026603668269</guid><pubDate>Wed, 22 May 2013 19:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-22T21:48:21.870+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ambiente</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Green economy</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Energia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Camera dei Deputati</category><title>Il ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, vuole rilanciare la riforma della fiscalita' ambientale, ''naufragata sul finale della scorsa legislatura''.</title><description>&lt;a href="https://encrypted-tbn2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTpW74I3vGQrB2wHsVBicSXqN87YKdaxbOPMxW0z2o9Rmkm2OtaQA" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="188" src="https://encrypted-tbn2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTpW74I3vGQrB2wHsVBicSXqN87YKdaxbOPMxW0z2o9Rmkm2OtaQA" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;Lo ha detto illustrando le linee programmatiche alla Commissione Ambiente della Camera spiegando che ''le grandi opzioni strategiche che l'Italia ha di fronte sono la progressiva modifica del modello di sviluppo verso la green economy, la riconversione energetica e la tutela della biodiversita'''. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;''Al centro - ha proseguito - e' la promozione delle condizioni necessarie, attraverso interventi di modifica delle convenienze sul mercato, a favorire l'innovazione, gli investimenti e la concorrenza che possano creare un terreno fertile per la complessiva diminuzione dell'impatto dell'attivita' economica sull'ambiente. Fra quelle che mi riservo di portare al piu' presto alla vostra attenzione e' la delega per la della fiscalita' ambientale, riforma che dovra' assicurare, a parita' di gettito, un trasferimento di oneri dal lavoro e dagli investimenti alla produzione e consumo di beni e servizi ambientalmente dannosi e, ove esistenti, la rimozione di sussidi ad attivita' impattanti, a favore di tecnologie piu' efficienti dal punto di vista ambientale''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(ANSA). ROMA &lt;br /&gt;</description><link>http://alessandrobratti.blogspot.com/2013/05/il-ministro-dellambiente-andrea-orlando.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Bratti)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4620002456746068601.post-5972187007789189225</guid><pubDate>Wed, 22 May 2013 19:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-22T21:45:01.560+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ambiente</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Energie rinnovabili</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Reati ambientali</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Camera dei Deputati</category><title>Legambiente, bene Orlando,governo agisca in coerenza Per uscire da crisi avere coraggio di investire in rinnovabili</title><description>&lt;a href="http://www.pilar.it/wp-content/uploads/2013/03/politica-abruzzo_rapporto-legambiente-sul-consumo-di-suolo-in-abruzzo-1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://www.pilar.it/wp-content/uploads/2013/03/politica-abruzzo_rapporto-legambiente-sul-consumo-di-suolo-in-abruzzo-1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;E' un giudizio piu' che positivo quello di Legambiente sulle linee del 
programma illustrate oggi dal ministro Andrea Orlando in commissione 
Ambiente alla Camera, che in una nota invita adesso governo e 
maggioranza a ''muoversi in coerenza con le indicazioni del ministro''. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;''Esprimiamo
 grande soddisfazione - afferma in una nota il presidente di Legambiente
 Vittorio Cogliati Dezza - per l'agenda politica presentata oggi del 
Ministro Orlando e il modo in cui intende affrontare alcune emergenze 
ambientali nazionali come il dissesto idrogeologico e il consumo di 
suolo, due piaghe che stanno schiacciando il Paese e su cui occorre 
intervenire con una strategia politica e interventi precisi. Ma per far 
cio' e' importante che l'agenda politica del ministro Orlando sia 
condivisa anche da tutto Governo e dalla maggioranza e soprattutto che 
si abbia il coraggio di trasformare, una volta per tutte, i punti messi 
in agenda in risultati concreti, a beneficio di tutto il Paese''. &lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Bene inoltre le linee programmatiche riguardanti i reati ambientali, secondo Cogliati Dezza e la lotta all'abusivismo, ''dove finalmente si comincia a parlare di abbattimenti degli abusi. E' bene che questi temi vengano affrontati, anche per contrastare pericolose derive presenti nella maggioranza''. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altrettanto importante per il presidente di Legambiente e' ''la determinazione espressa in difesa dello sviluppo delle rinnovabili, boicottate dai precedenti governi. Il ministro dell'Ambiente ha ricordato, infatti, il bene che le fonti pulite hanno e stanno portando, in termini di sviluppo sostenibile, green economy ed occupazione, in questo momento di grave crisi economica''. ''Per questo - conclude Cogliati Dezza - le energie pulite devono diventare la strategia nazionale del Governo, abbandonando ogni possibilita' di ritorno al carbone, sviluppando nuove tecnologie e soprattutto arrivando urgentemente alla sburocratizzazione e semplificazione del settore''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(ANSA). ROMA&lt;br /&gt;</description><link>http://alessandrobratti.blogspot.com/2013/05/legambiente-bene-orlandogoverno-agisca.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Bratti)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4620002456746068601.post-2322950705762488320</guid><pubDate>Wed, 22 May 2013 19:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-22T21:40:20.785+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ambiente</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Rifiuti</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ispra</category><title>Al via censimento rifiuti industrie estrattive I siti chiusi sono oltre 600, e piu' di 100 a alto rischio</title><description>&lt;a href="http://www.mater.polimi.it/mater/images/News/Images/20130305/ispra.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.mater.polimi.it/mater/images/News/Images/20130305/ispra.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Ai nastri di partenza l'Inventario delle strutture di deposito dei rifiuti delle industrie estrattive chiuse o abbandonate, che, secondo un censimento dell'Ispra sarebbero 622, e rappresentano una grave minaccia per la salute umana e l'ambiente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il provvedimento, che ha ottenuto il parere favorevole del Consiglio dei Ministri e della Conferenza Unificata, attua il decreto di attuazione della direttiva in materia di gestione dei rifiuti delle industrie estrattive, prevedendo un ottimale sistema di gestione e imponendo la realizzazione dell'Inventario delle strutture di deposito dei rifiuti di estrazione chiuse. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il censimento che si avvarra' della mappa redatta dall'Ispra, dovra' annoverare i siti con potenziali ripercussioni negative sull'ambiente, in funzione della tipologia dei minerali coltivati e dei relativi scarti potenziali, dell'estensione del sito minerario, del periodo di coltivazione e del tempo trascorso dalla chiusura o abbandono. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Dei 622 siti segnalati nella banca dati provvisoria dell'Ispra, il rischio e' considerato 'alto' per 108, 'medio alto' per 207 e 'medio' per 307. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ROMA</description><link>http://alessandrobratti.blogspot.com/2013/05/al-via-censimento-rifiuti-industrie.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Bratti)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4620002456746068601.post-2773039117916356429</guid><pubDate>Wed, 22 May 2013 19:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-22T22:19:56.952+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Camera dei Deputati</category><title>Il Pdl ci riprova con il condono edilizio ma dopo le protesre fa marcia indietro</title><description>&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://docs.google.com/file/d/0B0mou9Vc-9b2LUY3djhvYzBCeFk/edit?usp=sharing" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-i_tzONNEtLw/UZ0btc4RejI/AAAAAAAAIpc/fk-Ya2pyaiE/s1600/LA+REPUBBLICA+IL+PDL+CI+RIPROVA+CON+IL+CONDONO+EDILIZIO+MA+DOPO+LE+PROTESTE+FA+MARCIA+INDIETRO++(CONTE+VALENTINA)+-+a+pag.11+-page-001.jpg" height="640" width="456" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Clicca qui per leggere&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
</description><link>http://alessandrobratti.blogspot.com/2013/05/il-pdl-ci-riprova-con-il-condono_22.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Bratti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-i_tzONNEtLw/UZ0btc4RejI/AAAAAAAAIpc/fk-Ya2pyaiE/s72-c/LA+REPUBBLICA+IL+PDL+CI+RIPROVA+CON+IL+CONDONO+EDILIZIO+MA+DOPO+LE+PROTESTE+FA+MARCIA+INDIETRO++(CONTE+VALENTINA)+-+a+pag.11+-page-001.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4620002456746068601.post-2489775635121918739</guid><pubDate>Wed, 22 May 2013 14:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-23T09:26:36.947+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ambiente</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Green economy</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sostenibilità</category><title>Sprechi alimentari: 5 strategie per amministrazioni e imprese per ridurli  </title><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-vJHZImPm0pI/UO8lfCyItkI/AAAAAAAABog/Rxg2nbMp9Ig/s1600/cibo-sprecato.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-vJHZImPm0pI/UO8lfCyItkI/AAAAAAAABog/Rxg2nbMp9Ig/s320/cibo-sprecato.jpg" height="263" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Anche le imprese e le amministrazioni &lt;/b&gt;&lt;a href="http://www.greenbiz.it/rifiuti/6409-ridurre-sprechi-alimentari"&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;hanno il loro ruolo negli sprechi alimentari&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;. Ce lo avevano già detto i nostri "opinioni leader" in &amp;nbsp;&lt;a href="http://www.greenbiz.it/panorama/opinioni/6426-spreco-alimentare-di-chi-e-la-maggiore-responsabilita"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;un articolo della sezione Opinioni su questo tema&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;e ora la conferma arriva dalla tavola rotonda "&lt;b&gt;Strategie per le amministrazioni e le imprese per prevenire e ridurre gli sprechi&lt;/b&gt;" , tenutasi ieri al Teatro Verdi di Padova nel primo giorno della &amp;nbsp;&lt;a href="http://veneziegreen.nordesteuropa.it/"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;Green Week delle Venezi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;e&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;, la manifestazione dedicata ai temi dello sviluppo sostenibile e alla green economy.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo gli interventi, fra gli altri, di Furio Camillo, responsabile progetto Waste Watcher, Last Minute Market, Gabriella Chiellino, amministratore delegato e Ambiente, coordinatore scientifico Città Sostenibile, e Myriam Finocchiaro, responsabile Comunicazione e Corporate Affairs e tanti altri rappresentanti di&lt;b&gt;&amp;nbsp;amministrazioni pubbliche, aziende, associazioni e consorzi impegnati in specifici progetti anti spreco&amp;nbsp;&lt;/b&gt;, a parlare di responsabilità sociale delle imprese nella lotta agli sprechi alimentari è stata Enrica Monticelli, open innovation and external funding manager di Whirpool, soffermandosi, in particolare, sulle&amp;nbsp;&lt;b&gt;tecnologie innovative per conservare più a lungo i cibi&lt;/b&gt;&amp;nbsp;e allungarne la vita.&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;"L'innovazione degli elettrodomestici, oggi, non può più ignorare la grande sfida posta dal food waste, che &lt;b&gt;è per quasi la metà domestico&lt;/b&gt; – ha spiegato la Manager -. Anche le imprese hanno il loro ruolo, quindi la propria fetta di responsabilità sociale nella lotta agli sprechi alimentari: l'innovazione tecnologica deve essere pertanto al servizio di una battaglia di sostenibilità ambientale sempre più importante, come è quella per la gestione ottimale del cibo, che si combatte ogni giorno nelle nostre case". Insomma, l'innovazione, oggi, non può più ignorare&lt;b&gt; la grande sfida posta dal food waste&lt;/b&gt;, che per il 42% è domestico e per cui un'istituzione come il Parlamento europeo ha votato nel gennaio 2012 una risoluzione per dimezzare gli sprechi alimentari entro il 2025.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo senso Whirlpool, come azienda leader nel settore elettrodomestici, gioca un ruolo nella filiera del cibo. Per questo è importante che sia diventata &lt;a href="http://www.greenbiz.it/green-management/marketing-e-comunicazione/csr/7135-mense-aziendali-no-sprechi-whirpool-banco-alimentare"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;partner di "Un anno contro lo spreco&lt;/span&gt;&lt;b&gt;"&lt;/b&gt;,&lt;/a&gt; &amp;nbsp;la campagna europea lanciata da Last Minute Market e ideata da Andrea Segrè, che ha promosso, in collaborazione con il Comune di Padova ed il Comune di Trieste, &lt;b&gt;il Forum dei mille sindaci a spreco zero&lt;/b&gt; sempre ieri 20 Maggio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le iniziative della campagna europea ruoteranno per questa edizione 2013 intorno alla &amp;nbsp; &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.unannocontrolospreco.org/it/cosa-puoi-fare-ita/firma-la-carta-sprecozero.html"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;Carta Spreco &lt;/span&gt;Zero&lt;/a&gt;, firmata da pubbliche amministrazioni attualmente impegnate nella riduzione degli sprechi alimentari &lt;/b&gt;ed energetici. &amp;nbsp;Firmando la Carta, Regioni, Province e Comuni, coerentemente con la Risoluzione europea, s'impegnano a indirizzare nei territori, nelle comunità economiche e civili di loro competenza le seguenti azioni finalizzate alla riduzione dello spreco alimentare. Tra gli altri punti, devono:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) condividere e promuovere con i propri mezzi di comunicazione &amp;nbsp;l&lt;b&gt;a campagna Un anno contro lo spreco&lt;/b&gt; per sensibilizzare l'opinione pubblica sul valore positivo del cibo e dell'alimentazione e sulle conseguenze dello spreco alimentare dal punto di vista economico, ambientale e sociale al fine di favorire una cultura economica e civile improntata ai principi della sostenibilità e della solidarietà;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2) rendere operative da subito alcune delle &lt;b&gt;indicazioni contenute nella Risoluzione europea&lt;/b&gt; &lt;b&gt;contro lo spreco alimentare &lt;/b&gt;per contribuire concretamente all'obiettivo di dimezzare entro il 2025 gli sprechi alimentari,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3) sostenere tutte le iniziative–organizzazioni pubbliche e private –che recuperano, a livello locale, i &amp;nbsp;&lt;b&gt;prodotti rimasti invenduti e scartati lungo l'intera filiera agroalimentare&lt;/b&gt; per ridistribuirli gratuitamente alle categorie di cittadini al di sotto del reddito minimo. Fra gli altri esempi, Last Minute Market permette non solo di donare cibo agli indigenti ma anche di ridurre a monte i rifiuti alimentari;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4) modificare le regole che disciplinano gli appalti pubblici per i servizi di ristorazione e di ospitalità alberghiera in modo da privilegiare in sede di aggiudicazione, a parità di altre condizioni, le imprese che garantiscano la &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.greenbiz.it/food/gdo/6187-sprechi-alimentari-gdo-andronico-s"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;ridistribuzione gratuita a favore dei cittadini meno abbienti&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;/b&gt;&amp;nbsp;e che promuovono azioni concrete per la riduzione a monte degli sprechi accordando la preferenza ad alimenti prodotti il più vicino possibile al luogo di consumo;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5) i&lt;b&gt;stituire programmi e corsi di educazione alimentare&lt;/b&gt;, di economia ed ecologia domestica per rendere il consumatore consapevole degli sprechi di cibo, acqua ed energia e dei loro impatti ambientali, economici, sociali e insegnare come rendere sostenibile l' acquisto, la conservazione, la preparazione e lo smaltimento finale degli alimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scritto da &lt;b&gt;Roberta Ragni&lt;/b&gt;</description><link>http://alessandrobratti.blogspot.com/2013/05/sprechi-alimentari-5-strategie-per.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Bratti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-vJHZImPm0pI/UO8lfCyItkI/AAAAAAAABog/Rxg2nbMp9Ig/s72-c/cibo-sprecato.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total></item></channel></rss>
