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	<title>Arzyncampo</title>
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	<description>Claudio Arzani (arzy) scendincampo e racconta e scrive, e scrive poesie, e scrive racconti, e scrive di sogni, sempre e ancora sogni d&#039;Utopia</description>
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		<title>&#8220;Incidente in auto con tasso alcolimetrico oltre il limite? Per qualcuno arriva una pena postdatata dopo 6 anni dal fatto. Sarà la stessa cosa per il deputato Emanuele Pozzolo, quello già salito all&#8217;onore della cronaca per la famosa pistola in tasca a Capodanno?&#8221;</title>
		<link>https://arzyncampo.altervista.org/incidente-in-auto-con-tasso-alcolimetrico-oltre-il-limite-per-qualcuno-arriva-una-pena-postdatata-dopo-6-anni-dal-fatto-sara-la-stessa-cosa-per-il-deputato-emanuele-pozzolo-quello-gia-salito-all/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[arzyncampo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 11:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni e interventi]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[LA LETTERA DI FRANCESCO BONOMINI CHE RICORDA IL LUNGO PERCORSO DI &#8216;RIABILITAZIONE&#8217; INTERROTTO DALLA TARDIVA SENTENZA DI CONDANNA Leggo dalla cronaca: Emanuele Pozzolo, deputato di Futuro Nazionale, ha avuto un incidente stradale. Il politico è finito fuori strada con il suo SUV ed è stato trovato con un tasso alcolemico doppio rispetto al limite consentito. [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-pesi-e-misure-download.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="217" height="232" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-pesi-e-misure-download.jpg" alt="" class="wp-image-257992148" style="width:411px;height:auto"/></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>La legge è sempre uguale per tutti oppure esistono pesi e misure?  Un&#8217;ottima occasione per saperlo</em></figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center has-luminous-vivid-amber-background-color has-background"><strong>LA LETTERA DI FRANCESCO BONOMINI CHE RICORDA IL LUNGO PERCORSO DI &#8216;RIABILITAZIONE&#8217; INTERROTTO DALLA TARDIVA SENTENZA DI CONDANNA</strong></p>



<p><strong>Leggo dalla cronaca: Emanuele Pozzolo, deputato di Futuro Nazionale, ha avuto un incidente stradale. Il politico è finito fuori strada con il suo SUV ed è stato trovato con un tasso alcolemico doppio rispetto al limite consentito.</strong></p>



<p><strong>Ora racconto la mia storia: mio figlio, nel 2018, ha provocato un incidente in circostanze analoghe. Fortunatamente non ha creato danni ad altri, ma ha rischiato di diventare paraplegico come conseguenza; ha subito pesanti interventi chirurgici che, fortunatamente, l’hanno salvato dalla sedia a rotelle.</strong></p>



<p><strong>A distanza di 7 anni da quel dramma (dopo aver pagato un anno di sospensione della patente, fatto tutto il percorso riabilitativo con aiuti psicologici, lavori socialmente utili, vita controllata, nuove prospettive, scelte relazionali e lavorative assolutamente positive per un giovane di 30 anni), il giudice, su istanza del prefetto, lo ha condannato nel 2025 alla revoca della patente per due anni.</strong></p>



<p><strong>Mentre nei 6 anni di attesa per la sentenza ha avuto la patente disponibile (escludendo il periodo di sospensione).</strong></p>



<p><strong>Io credo che questa pena postdatata non faccia giustizia e, se la pericolosità di mio figlio è stata sanzionata pesantemente solo dopo sei anni in cui ha potuto circolare tranquillamente, vorrei capire dove stia la motivazione e la valutazione equilibrata di un giudice. La revoca di 2 anni interrompe un percorso virtuoso ampiamente terminato.</strong></p>



<p><strong>Detto questo, ed è qui che volevo arrivare, vorrei sapere se a quel deputato, che già girava con una pistola in tasca, sarà riservato lo stesso trattamento riservato a mio figlio o se sarà posto al riparo dall’immunità parlamentare.</strong></p>



<p><strong>Distinti saluti.</strong></p>



<p><strong>Francesco Bonomini</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-emanuele-pozzolo-222125055-26831346-f62f-4417-91c7-7780161a849a.jpg"><img decoding="async" width="720" height="405" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-emanuele-pozzolo-222125055-26831346-f62f-4417-91c7-7780161a849a-720x405.jpg" alt="" class="wp-image-257992149" style="width:608px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-emanuele-pozzolo-222125055-26831346-f62f-4417-91c7-7780161a849a-720x405.jpg 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-emanuele-pozzolo-222125055-26831346-f62f-4417-91c7-7780161a849a-320x180.jpg 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-emanuele-pozzolo-222125055-26831346-f62f-4417-91c7-7780161a849a-768x432.jpg 768w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-emanuele-pozzolo-222125055-26831346-f62f-4417-91c7-7780161a849a.jpg 800w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il deputato Emanuele Pozzolo, già esponente della Lega, dal 2012 aderente a FdI da cui è poi stato espulso, attualmente legato a FN di Vannacci</em></figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center has-luminous-vivid-amber-background-color has-background"><strong>LA RISPOSTA-COMMENTO DEL DIRETTORE DI LIBERTA&#8217; GIAN LUCA ROCCO</strong></p>



<p><strong>Buongiorno Francesco, l’immunità parlamentare è un bello scudo, vedremo se questa volta proteggerà l’onorevole Pozzolo dalle sue responsabilità. Diciamo che non siamo partiti con il piede giusto. Quando uno si schianta con il tasso alcolemico doppio, a parte ringraziare la Madonna di Capocolonna per non essersi ammazzato, dovrebbe fare ammenda. Chiedere scusa e intraprendere lo stesso percorso che ha intrapreso suo figlio (che dall’incidente peraltro ha avuto gravi conseguenze). Invece, sempre stando alle cronache, l’onorevole appena passato al Futuro Nazionale del generale Vannacci, non solo ha battuto i piedini per terra nemmeno fosse mia figlia in piena bizza (quando aveva 6 anni, ora che ne ha 16 non ha ovviamente smesso) dicendo che era colpa dell’asfalto bagnato (basta andare piano), che la legge è sbagliata, che avere un tasso alcolemico doppio non significa essere ubriachi, ma ha ricevuto il perdono papale del suo (nuovo) capo. Vannacci afferma: “Risultare positivo al tasso alcolemico non significa che una persona è ubriaca. Il codice della strada prevede che al di là di 0,5 incorrono delle sanzioni per chi guida. Ma la definizione di ubriaco è diversa da quella che conosco io. Ubriaco è una persona incapace di intendere e di volere e che quindi non è responsabile delle azioni che sta commettendo. Invece lo 0,5% del tasso alcolemico previsto dal codice della strada è un limite tecnico messo dal codice della strada per il quale Pozzolo sarà sanzionato. Non mi risulta che il codice della strada dica che chi supera lo 0,5% è ubriaco. Dice che è vietato guidare con un tasso alcolemico superiore allo 0,5”. Ora, permettetemi due osservazioni. Primo, questa supercazzola non se la merita nessuno, nemmeno il Perozzi di Amici miei, figuriamoci noi italiani. Secondo, esistono delle regole (tra l’altro proprio sul codice della strada riviste ultimamente dal partito in cui Vannacci militava fino a due giorni fa) che vanno rispettate: se non le rispetti, paghi le conseguenze. È semplice, tra l’altro dovrebbe fare proprio parte di quel mondo “diritto” che il generale ama tanto. E invece no. Quando tocca ad uno dei suoi, addirittura cerchiamo di capire se un individuo con il tasso alcolemico di 1 si possa definire “ubriaco” o meno. Beh, per la legge è ubriaco, ma direi anche per il buon senso: basta una birra per cominciare a limitare le capacità di guida, per ottundere i riflessi, per rischiare di trasformare la nostra auto in un’arma. I Parlamentari dovrebbero essere i primi ad offrire il buon esempio in tutto: invece troppo spesso sono sempre i primi a trovare scuse ridicole quando sbagliano. Sa come finirà questa storia? Che Pozzolo, poverino, potrà guidare e anzi è stato “diffamato” perché chiamato ubriaco, mentre suo figlio, caro Francesco, che ha già pagato per il suo sbaglio, pagherà doppio e fuori tempo massimo. Ma queste sono le leggi. Indovini un po’ chi le fa? Le stesse persone delle supercazzole sul fatto di essere o meno ubriachi quando ci si schianta con un tasso alcolemico doppio rispetto al consentito.</strong></p>



<p><strong>Gian Luca Rocco</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-indente-emanuele-pozzolo-download.jpg"><img decoding="async" width="300" height="168" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-indente-emanuele-pozzolo-download.jpg" alt="" class="wp-image-257992150" style="width:572px;height:auto"/></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>Biella, incidente stradale per il deputato Emanuele Pozzolo: non ha coinvolto altre persone o mezzi ma aveva un tasso alcolemico superiore al limite</em>. <em>&#8220;C&#8217;era un fortissimo temporale e l&#8217;auto che guidavo ha fatto <strong>aquaplaning </strong>ed è finita fuori corsia</em>&#8220;, <em>ha dichiarato.</em> <em>Si ricorda che nell&#8217;ottobre del 2025 Pozzolo era stato condannato in primo grado a un anno e tre mesi per porto abusivo di armi, con sospensione condizionale della pena, per un incidente risalente alla notte di Capodanno del 2024, quando a una festa a Rosazza nel Biellese, una persona fu ferita da uno sparo proveniente da una pistola di proprietà di Pozzolo. </em></figcaption></figure>
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		<title>&#8220;Quell&#8217;onda per i piacentini scomparsi in mare&#8221;: lo scatto del fotografo Alessandro Bersani pubblicato in Portfolio su Libertà del 7 giugno 2026</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 08:24:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[LA FOTO RACCONTA &#8211; La prima volta che ho visto questa scultura del nostro Franco Pizzi ho pensato a una vela. In realtà &#8211; a guardare meglio si può intuirlo &#8211; si tratta di un’onda marina. L’arte è emozione che viene stimolata dal lavoro dell’artista che in questo caso ho definito “nostro” perché è piacentino, [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/20-b13a3af0-16c2-458a-b641-8bed27c79452.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="629" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/20-b13a3af0-16c2-458a-b641-8bed27c79452-720x629.jpg" alt="" class="wp-image-257992140" style="width:610px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/20-b13a3af0-16c2-458a-b641-8bed27c79452-720x629.jpg 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/20-b13a3af0-16c2-458a-b641-8bed27c79452-320x280.jpg 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/20-b13a3af0-16c2-458a-b641-8bed27c79452-768x671.jpg 768w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/20-b13a3af0-16c2-458a-b641-8bed27c79452.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></figure>



<p><strong>LA FOTO RACCONTA &#8211; La prima volta che ho visto questa scultura del nostro Franco Pizzi ho pensato a una vela. In realtà &#8211; a guardare meglio si può intuirlo &#8211; si tratta di un’onda marina. L’arte è emozione che viene stimolata dal lavoro dell’artista che in questo caso ho definito “nostro” perché è piacentino, essendo nato a Saliceto di Cadeo. Pizzi e la sorella Gabriella (purtroppo scomparsa pochi anni fa) sono entrambi scultori di talento e persone deliziose, gentili e sensibili. Una rarità anche in un ambiente colto come si suppone dovrebbe essere quello dell’arte.</strong> <strong>Il bronzo dedicato “Ai caduti del mare” &#8211; visitato ogni anno nel giorno della Festa della Marina &#8211; si trova dal 1986 in viale Beverora a Piacenza nel giardino del liceo Colombini.</strong></p>



<p><strong>Alessandro Bersani</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/20b-Foto_pagina_monumenti.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="303" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/20b-Foto_pagina_monumenti.jpg" alt="" class="wp-image-257992141" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/20b-Foto_pagina_monumenti.jpg 600w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/20b-Foto_pagina_monumenti-320x162.jpg 320w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>La copertina del catalogo &#8220;la serie di Monumenti, Cippi e Lapidi eretti in memoria di Marinai Caduti&#8221; realizzati su iniziativa sia della Marina Militare sia dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia</em></figcaption></figure>
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		<title>Con “L’equilibrista sul mare” di Simone Tansini il teatro fa riflettere: successo per l’evento del Festival “Il canto della Terra”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[arzyncampo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 18:50:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[(NdR) Si riporta il resoconto del giornalista Matteo Prati dello Spettacolo Teatrale proposto nell&#8217;ambito del Festival &#8220;Il Canto della Terra&#8221; allo Spazio Rosso Tiziano il 1° giugno 2026. Articolo pubblicato sul quotidiano Libertà Prosegue a ritmo spedito il cammino della seconda edizione de “Il canto della Terra”, la rassegna che quest’anno ha scelto l’acqua come [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/22-Spazio-Rosso-Tiziano-1-giugno-ajax-request.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="261" height="170" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/22-Spazio-Rosso-Tiziano-1-giugno-ajax-request.jpg" alt="" class="wp-image-257992144" style="aspect-ratio:1.5353405248752214;width:447px;height:auto"/></a></figure>



<p class="has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-background-color has-background">(NdR) <strong>Si riporta il resoconto del giornalista Matteo Prati dello Spettacolo Teatrale  proposto nell&#8217;ambito del Festival &#8220;Il Canto della Terra&#8221; allo Spazio Rosso Tiziano il 1° giugno 2026. Articolo pubblicato sul quotidiano Libertà</strong></p>



<p><strong>Prosegue a ritmo spedito il cammino della seconda edizione de “Il canto della Terra”, la rassegna che quest’anno ha scelto l’acqua come filo conduttore di un programma che sa intrecciare arte, musica, recitazione, riflessione e comunità. Tra gli appuntamenti più significativi lo spettacolo teatrale “L’equilibrista sul mare”, andato in scena negli spazi della Galleria Rosso Tiziano, davanti a un pubblico numeroso e attento. </strong></p>



<p><strong>Lo spettacolo, scritto e diretto da Simone Tansini, è nato dalla collaborazione tra attori professionisti e i ragazzi coinvolti nei percorsi di contrasto alla dispersione scolastica promossi insieme alla Caritas Diocesana di Piacenza-Bobbio.</strong> <strong>Emerge la figura di Pietro Nasalli nei panni di un acrobata che decide di compiere un’impresa apparentemente impossibile: attraversare il mare camminando su un filo sospeso sull’infinito. </strong></p>



<p><strong>Un viaggio che diventa metafora dell’esistenza, fatto di incontri, ostacoli, domande e continue prove di equilibrio. Lungo il percorso il protagonista si confronta con personaggi surreali e inquieti, personaggi grotteschi e simbolici, “maschere” che gli tendono trappole linguistiche e morali, cercando di metterne in discussione certezze e identità. A riportare equilibrio saranno infine due gabbiani, figure leggere e salvifiche che accompagnano l’acrobata verso la conclusione del suo cammino, aiutandolo a ritrovare fiducia e anche armonia.</strong> </p>



<p><strong>Sul palco si sono alternati anche Cecilia Baldi, Rawan Donia, Mariam Elbelghi, Yesmin May, Gabriella Rigolli, Nur Elhaddad, Hamdi Elhaddad, Adam Ibrahim, Moade Kalthoumi e Mattia Sannino.</strong></p>



<p><strong> Matteo Prati</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/18-.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="483" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/18--720x483.jpg" alt="" class="wp-image-257992145" style="width:580px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/18--720x483.jpg 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/18--320x215.jpg 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/18--768x515.jpg 768w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/18-.jpg 1264w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>&#8220;L&#8217;equilibrista sul mare&#8221;, l&#8217;illustrazione che simboleggia l&#8217;intro percorso del Festival &#8220;Il Cantgo della Terra&#8221;</em></figcaption></figure>
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		<title>Visita al Museo Civico di Palazzo Farnese. 1^ parte &#8211; I Fasti Farnesiani (Iniziativa Cral USL e Malena Snc, 30 maggio 2026)</title>
		<link>https://arzyncampo.altervista.org/cral-usl-e-malena-snc-visita-al-museo-civico-di-palazzo-farnese-1-parte-i-fasti-farnesiani/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[arzyncampo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 13:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[memoria racconta /]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo la visita al Museo Archeologico a Palazzo Farnese con protagonista il fegato etrusco e il ruolo della magia e della divinazione al tempo degli etruschi prima e di Roma poi, protagonista della seconda iniziativa il 30 maggio il Museo Civico con i Fasti Farnesiani e soprattutto il focus sulle donne dei Farnese. Un ciclo [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/1-IMG_20260530_182534.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="960" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/1-IMG_20260530_182534-720x960.jpg" alt="" class="wp-image-257992155" style="aspect-ratio:0.7500127936134282;width:400px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/1-IMG_20260530_182534-720x960.jpg 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/1-IMG_20260530_182534-320x427.jpg 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/1-IMG_20260530_182534.jpg 759w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></figure>



<p><strong>Dopo la visita al Museo Archeologico a Palazzo Farnese con protagonista il fegato etrusco e il ruolo della magia e della divinazione al tempo degli etruschi prima e di Roma poi, protagonista della seconda iniziativa il 30 maggio il Museo Civico con i Fasti Farnesiani e soprattutto il focus sulle donne dei Farnese. Un ciclo di iniziative museali a Palazzo Farnese organizzata dal Circolo Recreativo USL di concerto con Malena Snc.</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/12-IMG_20260530_163439.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="694" height="1012" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/12-IMG_20260530_163439.jpg" alt="" class="wp-image-257992156" style="aspect-ratio:0.6857844178526753;width:402px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/12-IMG_20260530_163439.jpg 694w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/12-IMG_20260530_163439-320x467.jpg 320w" sizes="auto, (max-width: 694px) 100vw, 694px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>Concilio</em></figcaption></figure>



<p><strong>Nella prima parte della visita nei locali del Museo con la guida di Giovanni si è ripercorsa la storia della città tra Cinquecento e Settecento caratterizzata dalla presenza dei Casa Farnese. Tutto ebbe inizio nel 1545, quando papa Paolo III creò il Ducato di Parma e Piacenza per &#8220;sistemare&#8221; il figlio Pier Luigi (all&#8217;epoca il fatto che un Papa avesse un figlio non era certo motivo di scandalo). Piacenza divenne inizialmente capitale del nuovo Stato e sede della corte ducale.</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/15-IMG_20260530_163740_edit_482766895963834.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="641" height="1012" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/15-IMG_20260530_163740_edit_482766895963834.jpg" alt="" class="wp-image-257992158" style="width:411px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/15-IMG_20260530_163740_edit_482766895963834.jpg 641w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/15-IMG_20260530_163740_edit_482766895963834-304x480.jpg 304w" sizes="auto, (max-width: 641px) 100vw, 641px" /></a></figure>



<p><strong>Pier Luigi Farnese, non certo uno stinco di santo, cercò di rafforzare il proprio potere costruendo una grande cittadella fortificata (mai conclusa) e limitando l’autonomia della nobiltà locale. Questo provocò forti tensioni con alcune famiglie piacentine e con l’impero di Carlo V. Nel 1547 il duca fu assassinato in una congiura organizzata da nobili locali: il suo corpo venne gettato nel fossato del palazzo ducale. Grazie all&#8217;appoggio del Gonzaga la città fu annessa allo Stato di Milano sotto l&#8217;autorità dell&#8217;imperatore Carlo V.</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/28-IMG-20260530-WA0030.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="960" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/28-IMG-20260530-WA0030-720x960.jpg" alt="" class="wp-image-257992159" style="width:410px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/28-IMG-20260530-WA0030-720x960.jpg 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/28-IMG-20260530-WA0030-320x427.jpg 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/28-IMG-20260530-WA0030.jpg 759w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></figure>



<p><strong>Il figlio secondo genito di Pier Luigi, Ottavio Farnese riuscì a recuperare Piacenza nel 1556 anche grazie al matrimonio con Margherita d&#8217;Austria, figlia naturale dell&#8217;imperatore Carlo V. Un&#8217;unione che si rivelò decisiva sul piano diplomatico per garantire la sopravvivenza del ducato nelle mani dei Farnese. Fermo restando che Ottavio</strong> <strong>preferì Parma come centro principale del ducato, ridimensionando il ruolo politico della città emiliana pur mantenendola fondamentale dal punto di vista militare e amministrativo.</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/32-Cristo-Redentore-IMG-20260530-WA0027.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="960" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/32-Cristo-Redentore-IMG-20260530-WA0027-720x960.jpg" alt="" class="wp-image-257992160" style="width:408px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/32-Cristo-Redentore-IMG-20260530-WA0027-720x960.jpg 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/32-Cristo-Redentore-IMG-20260530-WA0027-320x427.jpg 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/32-Cristo-Redentore-IMG-20260530-WA0027.jpg 759w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>Cristo Redentore</em></figcaption></figure>



<p><strong>Nel periodo successivo governarono altri esponenti maschi della dinastia:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Alessandro Farnese, grande comandante militare del tardo Rinascimento, celebre per le campagne nelle Fiandre e per la partecipazione a Lepanto;</strong></li>



<li><strong>Ranuccio I Farnese, che consolidò il potere assoluto reprimendo duramente la nobiltà;</strong></li>



<li><strong>Odoardo Farnese;</strong></li>



<li><strong>Ranuccio II Farnese;</strong></li>



<li><strong>Francesco Farnese;</strong></li>



<li><strong>infine Antonio Farnese, morto senza eredi nel 1731, evento che segnò l’estinzione della linea maschile Farnese.</strong></li>
</ul>



<p><strong>I Farnese lasciarono a Piacenza importanti tracce urbanistiche e artistiche. Tra le più celebri vi sono il Palazzo Farnese, nato come grande residenza ducale incompiuta, e la Cittadella farnesiana, simboli del progetto politico della dinastia. La città assunse così un volto rinascimentale e barocco che ancora oggi ne conserva l’impronta.</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/21-IMG-20260530-WA0046.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="960" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/21-IMG-20260530-WA0046-720x960.jpg" alt="" class="wp-image-257992161" style="width:410px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/21-IMG-20260530-WA0046-720x960.jpg 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/21-IMG-20260530-WA0046-320x427.jpg 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/21-IMG-20260530-WA0046.jpg 759w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></figure>



<p><strong>In sintesi, i Farnese trasformarono Piacenza da città periferica dello Stato pontificio a centro di un ducato autonomo. La loro presenza fu segnata insieme da splendore artistico, ambizioni dinastiche, tensioni politiche e violenze di potere: una vicenda quasi da tragedia rinascimentale, con armature, congiure e palazzi che ancora sembrano trattenere l’eco dei loro passi.</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>( 1 &#8211; Continua )</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/11-IMG_20260530_162848_edit_482825925268512.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="676" height="1012" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/11-IMG_20260530_162848_edit_482825925268512.jpg" alt="" class="wp-image-257992162" style="width:408px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/11-IMG_20260530_162848_edit_482825925268512.jpg 676w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/11-IMG_20260530_162848_edit_482825925268512-320x480.jpg 320w" sizes="auto, (max-width: 676px) 100vw, 676px" /></a></figure>
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		<title>Mercoledì coi grilli per la testa &#8211; Claudio Arzani presenta &#8220;70 anni di sogni, illusioni, speranze, poesia&#8221; (LIR edizioni), con Dalila Ciavattini, Francesco Bonomini, Roberto Cristalli, su Libertà, Il Nuovo Giornale, PiacenzaSera.it, IlPiacenza.it, Arzyncampo (blog) e domani alle 17,30 in Libreria Romagnosi per un pomeriggio di poesie, musica, pace</title>
		<link>https://arzyncampo.altervista.org/mercoledi-coi-grilli-per-la-testa-claudio-arzani-presenta-70-anni-di-sogni-illusioni-speranze-poesia-lir-edizioni-con-dalila-ciavattini-francesco-bonomini-roberto-cristalli-su-liberta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[arzyncampo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 07:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Appuntamenti /]]></category>
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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/3-IMG-20260520-WA0054.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="960" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/3-IMG-20260520-WA0054-720x960.jpg" alt="" class="wp-image-257992169" style="width:402px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/3-IMG-20260520-WA0054-720x960.jpg 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/3-IMG-20260520-WA0054-320x427.jpg 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/3-IMG-20260520-WA0054.jpg 759w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/8-Liberta-martedi-9-giugno-2026-print_image.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="275" height="880" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/8-Liberta-martedi-9-giugno-2026-print_image.jpg" alt="" class="wp-image-257992186" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/8-Liberta-martedi-9-giugno-2026-print_image.jpg 275w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/8-Liberta-martedi-9-giugno-2026-print_image-150x480.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 275px) 100vw, 275px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>Libertà, 9 giugno 2026</em></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/8-DISEGNO-EXPO-Milano-scaled.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="509" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/8-DISEGNO-EXPO-Milano-720x509.jpeg" alt="" class="wp-image-257992170" style="width:620px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/8-DISEGNO-EXPO-Milano-720x509.jpeg 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/8-DISEGNO-EXPO-Milano-320x226.jpeg 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/8-DISEGNO-EXPO-Milano-768x543.jpeg 768w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/8-DISEGNO-EXPO-Milano-1536x1086.jpeg 1536w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/8-DISEGNO-EXPO-Milano-2048x1448.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>Illustrazione di Edoardo presente a pagina 117</em></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/4-IMG_20260604_194028.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="252" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/4-IMG_20260604_194028-720x252.jpg" alt="" class="wp-image-257992167" style="width:619px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/4-IMG_20260604_194028-720x252.jpg 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/4-IMG_20260604_194028-320x112.jpg 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/4-IMG_20260604_194028-768x269.jpg 768w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/4-IMG_20260604_194028.jpg 1484w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>La notizia pubblicata su Il NUovo Giornale</em></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/9-LOCANDINA-EXPO-piccola.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="1069" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/9-LOCANDINA-EXPO-piccola-720x1069.jpg" alt="" class="wp-image-257992171" style="aspect-ratio:0.6735287329794599;width:406px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/9-LOCANDINA-EXPO-piccola-720x1069.jpg 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/9-LOCANDINA-EXPO-piccola-320x475.jpg 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/9-LOCANDINA-EXPO-piccola-768x1141.jpg 768w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/9-LOCANDINA-EXPO-piccola-1034x1536.jpg 1034w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/9-LOCANDINA-EXPO-piccola.jpg 1181w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>Cartolina distribuita a Milano Expo 2015</em></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/5-Screenshot_20260608_193424_com.android.chrome_edit_583557000502621.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="559" height="1012" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/5-Screenshot_20260608_193424_com.android.chrome_edit_583557000502621.jpg" alt="" class="wp-image-257992172" style="width:409px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/5-Screenshot_20260608_193424_com.android.chrome_edit_583557000502621.jpg 559w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/5-Screenshot_20260608_193424_com.android.chrome_edit_583557000502621-265x480.jpg 265w" sizes="auto, (max-width: 559px) 100vw, 559px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/8-bambino-di-gaza-con-keffiyeh-un-aquilone-volante-raffigurato-sulla-palestina-libera-illustrazione-vettoriale-isolata-su-bianco-bel-308455973.webp"><img loading="lazy" decoding="async" width="629" height="900" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/8-bambino-di-gaza-con-keffiyeh-un-aquilone-volante-raffigurato-sulla-palestina-libera-illustrazione-vettoriale-isolata-su-bianco-bel-308455973.webp" alt="" class="wp-image-257992175" style="width:399px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/8-bambino-di-gaza-con-keffiyeh-un-aquilone-volante-raffigurato-sulla-palestina-libera-illustrazione-vettoriale-isolata-su-bianco-bel-308455973.webp 629w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/8-bambino-di-gaza-con-keffiyeh-un-aquilone-volante-raffigurato-sulla-palestina-libera-illustrazione-vettoriale-isolata-su-bianco-bel-308455973-320x458.webp 320w" sizes="auto, (max-width: 629px) 100vw, 629px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>Free Palestine &#8211; Stop Genocide</em></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/6-Screenshot_20260608_192015_com.android.chrome_edit_583509476488045.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="522" height="1012" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/6-Screenshot_20260608_192015_com.android.chrome_edit_583509476488045.jpg" alt="" class="wp-image-257992173" style="width:406px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/6-Screenshot_20260608_192015_com.android.chrome_edit_583509476488045.jpg 522w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/6-Screenshot_20260608_192015_com.android.chrome_edit_583509476488045-248x480.jpg 248w" sizes="auto, (max-width: 522px) 100vw, 522px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/24-pulcinone-di-pace.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="651" height="768" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/24-pulcinone-di-pace.jpg" alt="" class="wp-image-257992174" style="width:417px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/24-pulcinone-di-pace.jpg 651w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/24-pulcinone-di-pace-320x378.jpg 320w" sizes="auto, (max-width: 651px) 100vw, 651px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2-ef8b215b-a2d7-4042-85d1-4315932ad59e-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="1018" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2-ef8b215b-a2d7-4042-85d1-4315932ad59e-1-720x1018.jpg" alt="" class="wp-image-257992168" style="aspect-ratio:0.7072771653120893;width:428px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2-ef8b215b-a2d7-4042-85d1-4315932ad59e-1-720x1018.jpg 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2-ef8b215b-a2d7-4042-85d1-4315932ad59e-1-320x452.jpg 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2-ef8b215b-a2d7-4042-85d1-4315932ad59e-1-768x1085.jpg 768w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2-ef8b215b-a2d7-4042-85d1-4315932ad59e-1-1087x1536.jpg 1087w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2-ef8b215b-a2d7-4042-85d1-4315932ad59e-1.jpg 1241w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em><strong><a href="https://arzyncampo.altervista.org/claudio-arzani-con-dalila-ciavattini-francesco-bonomini-roberto-cristalli-il-10-giugno-alle-ore-1730-alla-rassegna-letteraria-dei-mercoledi-coi-grilli-per-la-testa-in-libreria-ro/">QUI</a></strong> leggi l&#8217;articolo integrale di presentazion</em>e</figcaption></figure>
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		<title>&#8220;Non ti fidare&#8221;, romanzo di Claudio Fava, Fandango Libri, 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[arzyncampo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 17:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leggere che passione]]></category>
		<category><![CDATA[libri letti recensioni /]]></category>
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					<description><![CDATA[Un libro costruito attorno a una vicenda personale che diventa anche una riflessione sulla memoria storica e sull’identità. La protagonista, una donna di 30 anni, Stella, insegna geografia di giorno e si prostituisce a tempo (riceve previo selezionato appuntamento nella casa di un&#8217;amica, Elena, quando può averla a disposizione). Vive col padre, un ex colonnello argentino, [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-non-ti-fidare-9791256361496_0_0_0_0_0.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="1016" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-non-ti-fidare-9791256361496_0_0_0_0_0-720x1016.jpg" alt="" class="wp-image-257992110" style="width:414px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-non-ti-fidare-9791256361496_0_0_0_0_0-720x1016.jpg 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-non-ti-fidare-9791256361496_0_0_0_0_0-320x452.jpg 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-non-ti-fidare-9791256361496_0_0_0_0_0-768x1084.jpg 768w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-non-ti-fidare-9791256361496_0_0_0_0_0.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></figure>



<p><strong>Un libro costruito attorno a una vicenda personale che diventa anche una riflessione sulla memoria storica e sull’identità. La protagonista, una donna di 30 anni, Stella, insegna geografia di giorno e si prostituisce a tempo (riceve previo selezionato appuntamento nella casa di un&#8217;amica, Elena, quando può averla a disposizione). Vive col padre, un ex colonnello argentino, trasferito già da anni a Roma e qui rimasto anche dopo il pensionamento con la moglie e Stella, la figlia. Un particolare importante. Quando la madre è morta per cancro ha detto una frase sibillina, &#8220;non ti fidare!&#8221;, una frase incomprensibile, avvolta nel mistero come tale forse collegabile con la malattia. Ma un giorno succede l&#8217;imprevisto capace di cambiare il corso della vita: il padre scompare e due poliziotti le chiedono di presentarsi l&#8217;indomani in commissariato. Dove un ispettore le dice &#8220;quell&#8217;uomo non è suo padre&#8221; e il mondo le crolla addosso: l&#8217;uomo che lei chiama padre non lo sarebbe! Risulta indagato per averla sottratta ai suoi veri genitori nel 1976 al tempo del golpe militare</strong> <strong>da parte di Vileda, quando le speranza di salvezza per gli oppositori del regime erano davvero poche e l&#8217;ex generale sembra proprio fosse legato al sistema di repressione di quei giorni. Forse una verità che genera un profondo conflitto interiore in Stella, attraversata dal lacerante dilemma: come rapportarsi con l&#8217;uomo (ora in carcere) chiamato padre fino al giorno prima senza esserlo, che avrebbe costruito una vita sulla menzogna, che potrebbe addirittura essere responasbile della morte dei veri genitori? Per trovare una risposta Stella ritorna a Buenos Aires per confrontarsi con una storia lontana, la sua storia. Dove muove tra desiderio di giustizia e verità negate di fronte alle quali possiamo domandarci: può essere veramente quello che desideriamo, sollevare il velo della verità nascosta?</strong> <strong>Magari scoprire che i figli dei desaparecidos, specie se piccoli, venivano sottratti ai genitori naturali?</strong> <strong>Uno spaccato di storia argentina: quanti furono torturati e uccisi nei centri di detenzione, quanti sono fatti sparire con i &#8220;voli della moerte&#8221;?</strong> <strong>Ma rivangare quei fatti, scoprire di aver vissuto una intera vita di finzione, può diventare font di equilibrio, di pace interiore? Fava, a mio parere, non risponde in modo assoluto, restano spiragli tra i quali spetta al lettore costruire il finale nel quale meglio si colloca la propria anima</strong>. <strong>Da parte di Stella all&#8217;udienza in Tribunale  urla al colonnello «Io ti odio» ma ancora lo chiama papà.</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-fava2020-scaled-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="479" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-fava2020-scaled-1-720x479.jpg" alt="" class="wp-image-257992111" style="width:596px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-fava2020-scaled-1-720x479.jpg 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-fava2020-scaled-1-320x213.jpg 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-fava2020-scaled-1-768x511.jpg 768w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-fava2020-scaled-1-1536x1022.jpg 1536w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-fava2020-scaled-1-2048x1362.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em><strong>Giovanni Giuseppe Claudio Fava</strong> (Catania, 15 aprile 1957) è un ex politico, giornalista, sceneggiatore e scrittore italiano.<br>Già coordinatore nazionale del movimento Sinistra Democratica, ex europarlamentare e deputato della Repubblica, è stato coordinatore della Segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Libertà.</em></figcaption></figure>
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		<title>Piersergio Serventi racconta di quando nel 1993 arrivò a Piacenza per &#8216;sistemare&#8217; l&#8217;intricata vicenda del Polichirurgico bloccato per mancanza di fondi: &#8216;correggendo&#8217; le scelte che erano sbagliate, tutto andò bene. Oggi invece sembra che tutto proceda senza il minimo dubbio. Eppure &#8230;</title>
		<link>https://arzyncampo.altervista.org/piersergio-serventi-racconta-di-quando-nel-1993-arrivo-a-piacenza-per-sistemare-lintricata-vicenda-del-polichirurgico-bloccato-per-mancanza-di-fondi-correggendo-le-scelte-che-erano-sbagliat/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[arzyncampo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 16:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni e interventi]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando arrivai a Piacenza nell&#8217;ottobre del 1993, mandato da Bersani (allora Presidente) come Commissario Straordinario e proveniente dalla direzione dell&#8217;Assessorato (Assessore Barbolini), la situazione era la seguente: &#8211; il mio predecessore dottor Musi (un bravo igienista arresosi alla difficoltà) si era improvvisamente dimesso per &#8220;motivi di salute&#8221;; &#8211; sulla vicenda incombeva un&#8217;indagine per reati vari connessi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Bardasi-240613de-a8f1-4c1b-aeae-750f04e5d36a.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="403" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Bardasi-240613de-a8f1-4c1b-aeae-750f04e5d36a-720x403.jpg" alt="" class="wp-image-257992134" style="width:602px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Bardasi-240613de-a8f1-4c1b-aeae-750f04e5d36a-720x403.jpg 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Bardasi-240613de-a8f1-4c1b-aeae-750f04e5d36a-320x179.jpg 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Bardasi-240613de-a8f1-4c1b-aeae-750f04e5d36a-768x430.jpg 768w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Bardasi-240613de-a8f1-4c1b-aeae-750f04e5d36a.jpg 1382w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>Paola Bardasi, direttore generale Ausl a proposito dei 165 milioni finanziati da privati: «È un project financing “light”, tutti i servizi interni saranno gestiti dalla nostra azienda». Davvero?</em></figcaption></figure>



<p><strong>Quando arrivai a Piacenza nell&#8217;ottobre del 1993, mandato da Bersani (allora Presidente) come Commissario Straordinario e proveniente dalla direzione dell&#8217;Assessorato (Assessore Barbolini), la situazione era la seguente:</strong></p>



<p><strong>&#8211; il mio predecessore dottor Musi (un bravo igienista arresosi alla difficoltà) si era improvvisamente dimesso per &#8220;motivi di salute&#8221;;</strong></p>



<p><strong>&#8211; sulla vicenda incombeva un&#8217;indagine per reati vari connessi alle fasi della costruzione a carico di oltre 90 indagati;</strong></p>



<p><strong>&#8211; mancavano 4 miliardi per pagare lavori già eseguiti, ma non finanziati e la ditta Mazzalveri, anche se l&#8217;opera era sostanzialmente conclusa, non intendeva dichiarare la fine lavori se prima non fosse stata saldata;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la USL 2 era anche esposta con la banca tesoriera per 18 miliardi utilizzati in precedenza per l&#8217;opera e gli interessi gravavano sulla spesa corrente, già di per sè in disavanzo strutturale, sia a causa della mobilità passiva, che delle inefficienze storiche, nonostante la USL avesse gli standard di dotazione più bassi della regione;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la Regione non aveva e non intendeva metterci più una lira;</strong></p>



<p><strong>&#8211; Il patrimonio rurale era stato in parte venduto nei 15 anni precedenti di durata dei lavori, mentre erano andate deserte le aste per i più pregiati terreni ancora classificati agricoli  circostanti l&#8217;autostrada a causa di un prezzo a base d&#8217;asta necessariamente troppo alto (vista la vocazione degli stessi) per gli agricoltori, mentre gli industriali non intendevano rischiare l&#8217;eventualità che i terreni non fossero poi classificati in tempi brevi come industriali o simili;</strong></p>



<p><strong>Il  mio mandato era di concludere la ventennale vicenda e aprire il Polichirurgico il prima possibile. Il primo problema era trovare i 4 miliardi per pagare Mazzalveri e ottenere la fine dei lavori. Analizzando il tutto notai che vi erano oltre 16 miliardi accantonati per arredi e attrezzature da collocare nel nuovo, già calcolati su un elenco preciso fatto sui &#8220;desiderata&#8221; dei primari interessati. Con l&#8217;aiuto, l&#8217;esperienza  e la complicità di Giancarlo Sisti, oltre la mia esperienza di ex economo Provveditore a Parma, togliemmo dall&#8217;elenco arredi e attrezzature nuove, sostituibili con l&#8217;utilizzo di quelle in uso nel vecchio, per 4 miliardi, lasciandone 12 giudicati più che sufficienti. I primari, quando poi traslochiamo,  manco se ne accorsero. Poichè i 4 miliardi erano vincolati a beni mobili, preparai una lettera alla regione di richiesta di modifica del vincolo di destinazione da mobili a immobili. La portai personalmente in Regione , la feci protocollare, spiegai la cosa a Barbolini, ottenni il suo assenso e, approfittando del fatto che non ero ancora stato sostituito e aveva l&#8217;interim della Direzione il mio ex vice, stendemmo insieme la delibera di Giunta di approvazione del cambio di destinazione. Il mio vice la mandò in Giunta dopo una settimana e il giorno dopo mi spedì la lettera di accoglimento della richiesta. Con i 4 miliardi saldai Mazzalveri e in Aprile del 1994 aprimmo il Polichirurgico con i primi due reparti, seguiti poi dagli altri.</strong></p>



<p><strong>Il Polichirurgico era in effetti costato  126 miliardi che, divisi per i metri quadri totali, nonostante tutto dava un costo a metro quadro in linea, nonostante la vicenda ventennale, in quanto i 26 miliardi del primissimo preventivo, erano commisurati ad un&#8217;opera del tutto diversa e minima rispetto a quanto poi nel tempo costruito.</strong></p>



<p><strong>Restavano i 18 miliardi da restituire al Tesoriere.  Venni a sapere che IKEA era interessata ai terreni dell&#8217;USL per il suo insediamento, ma c&#8217;erano due difficoltà: la stima e l&#8217;impossibilità di cederli a trattativa privata a Ikea senza il passaggio di un&#8217;asta pubblica. Io ero forte della mia esperienza in materia. Nel 1979/80, come responsabile dell&#8217;Ufficio legale e patrimonio della USL 4 di Parma,  ero riuscito a vendere in meno di due anni  i 30 poderi dell&#8217;Ospedale per finanziare la prima tranche del Monoblocco nuovo, quindi sapevo che fra Enti Pubblici si poteva trattare senza asta e che in tal caso, il rischio di responsabilità erariali circa il prezzo erano nulle, in quanto se un Ente avesse &#8220;perso&#8221;, l&#8217;altro avrebbe comunque guadagnato. Proposi al sindaco Vaciago e all&#8217;Assessore Politi di acquisire i terreni USL per i 18 miliardi che servivano ad azzerare il debito. Il Comune avrebbe poi classificato i terreni e avrebbe trattato con IKEA.  Così si fece e la vicenda Polichirurgico ebbe fine, con una coda. Poichè nel frattempo il GIP aveva negato il rinvio a giudizio e chiuso la vicenda penale, come USL dovetti pagare le spese legali a tutti i 90 indagati che erano stati coinvolti in ragione del loro ruolo come amministratori o dirigenti USL. La coda costò 800 milioni di soldi pubblici. </strong></p>



<p><strong>Restava però la partita della ristrutturazione del vecchio e non c&#8217;era una lira. C&#8217;erano però 60 miliardi destinati al nuovo ospedale di Fiorenzuola, mentre già era partito Vaio a Fidenza a pochi chilometri. Mi sembrava uno spreco e un rischio anche perchè l&#8217;opera sarebbe partita già con l&#8217;handicap di 20 miliardi mancanti rispetto al preventivo. In Agosto del 1995, in accordo con la Regione, revocai tutti gli atti (era già pronto l&#8217;esecutivo da appaltare), trattenni 30 miliardi per Fiorenzuola (acquisto area ex Consorzio Agrario e costruzione del manufatto oggi esistente), transai con STS (società di ingegneria) il pagamento dei progetti e destinai gli altri 30 a Piacenza per avviare e proseguire negli anni successivi le ristrutturazioni del vecchio. Come vedete, allora io, Bersani e Barbolini, avemmo il coraggio di correggere in corso d&#8217;opera una scelta che si era rivelata sbagliata. Se oggi invece si insiste, non andrà bene. </strong></p>



<p><strong>Altre osservazioni.</strong></p>



<p><strong>Non ho ben compreso dai resoconti se i 165 milioni del privato saranno davvero ripagati con la sola manutenzione, senza le parti c.d. &#8220;commerciali&#8221;.: mensa, bar, ristorante, negozi, parcheggi, lavanderia, guardaroba, forniture energetiche ecc. Mi sembrerebbe impossibile. Così come impossibile è credere che il canone rimarrà fisso. Ci sarà una clausola di forza maggiore che ovviamente il privato, essendo in posizione di forza, tenderà a far valere sempre, quando chiederà gli aggiornamenti. A Cona e Mestre è accaduto così.</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-nuovo-ospedale-area-drone-01.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="405" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-nuovo-ospedale-area-drone-01-720x405.jpg" alt="" class="wp-image-257992135" style="width:574px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-nuovo-ospedale-area-drone-01-720x405.jpg 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-nuovo-ospedale-area-drone-01-320x180.jpg 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-nuovo-ospedale-area-drone-01-768x432.jpg 768w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-nuovo-ospedale-area-drone-01.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>La Sindaca Tarasconi diceva a marzo: «Non servono altri incontri pubblici per decidere se fare un nuovo ospedale o no». Certezze, esattamente come succedeva per la realizzazione del parcheggio interrato in piazza Cittadella e ne abbiamo poi visto com&#8217;è finita.</em></figcaption></figure>
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		<title>Claudio Arzani, Dalila Ciavattini, Francesco Bonomini, Roberto Cristalli, il 10 giugno alle ore 17,30 alla rassegna letteraria dei “mercoledì coi grilli per la testa” in Libreria Romagnosi con “70 anni di sogni, illusioni, speranze, poesia&#8221; (LIR edizioni), nel nome della giustizia, dell&#8217;equità, della pace, della piacentinità</title>
		<link>https://arzyncampo.altervista.org/claudio-arzani-con-dalila-ciavattini-francesco-bonomini-roberto-cristalli-il-10-giugno-alle-ore-1730-alla-rassegna-letteraria-dei-mercoledi-coi-grilli-per-la-testa-in-libreria-ro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[arzyncampo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 08:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Appuntamenti /]]></category>
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					<description><![CDATA[Claudio Arzani, già conosciuto come giornalista e scrittore caratterizzato dall&#8217;impegno sociale, mercoledì in Libreria Romagnosi nell&#8217;ambito della rassegna letteraria dei &#8220;mercoledì coi grilli per la testa&#8221; presenta nella veste di poeta e, come tiene ad evidenziare, &#8220;nel nome della giustizia, dell&#8217;equità, della pace&#8221; liriche dalla raccolta poetica &#8220;70 anni di sogni, illusioni, speranze, poesia&#8221; (LIR [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2-ef8b215b-a2d7-4042-85d1-4315932ad59e.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="1018" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2-ef8b215b-a2d7-4042-85d1-4315932ad59e-720x1018.jpg" alt="" class="wp-image-257992118" style="width:462px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2-ef8b215b-a2d7-4042-85d1-4315932ad59e-720x1018.jpg 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2-ef8b215b-a2d7-4042-85d1-4315932ad59e-320x452.jpg 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2-ef8b215b-a2d7-4042-85d1-4315932ad59e-768x1085.jpg 768w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2-ef8b215b-a2d7-4042-85d1-4315932ad59e-1087x1536.jpg 1087w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2-ef8b215b-a2d7-4042-85d1-4315932ad59e.jpg 1241w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></figure>



<p><strong>Claudio Arzani, già conosciuto come giornalista e scrittore caratterizzato dall&#8217;impegno sociale, mercoledì in Libreria Romagnosi nell&#8217;ambito della rassegna letteraria dei &#8220;mercoledì coi grilli per la testa&#8221; presenta nella veste di poeta e, come tiene ad evidenziare, &#8220;nel nome della giustizia, dell&#8217;equità, della pace&#8221; liriche dalla raccolta poetica &#8220;70 anni di sogni, illusioni, speranze, poesia&#8221; (LIR edizioni) che appunto accompagna lungo il cammino poetico di Arzani a partire dagli anni &#8217;70 attraverso 70 &#8216;racconti in versi&#8217;.</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-8-Peace-IMG_20250917_134949.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="960" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-8-Peace-IMG_20250917_134949-720x960.jpg" alt="" class="wp-image-257992121" style="aspect-ratio:0.7500060531222005;width:452px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-8-Peace-IMG_20250917_134949-720x960.jpg 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-8-Peace-IMG_20250917_134949-320x427.jpg 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-8-Peace-IMG_20250917_134949.jpg 759w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>Fate l&#8217;amore, non la guerra si sta meglio sul letto che sotto terra</em></figcaption></figure>



<p><strong>Una vita di impegno sociale ed ecco la proposta &#8216;<em>nel limbo azzurrognolo ulteriore incontro avec Madame la Rébellion</em>&#8216;, ecco il tragico ricordo di &#8216;<em>Giorgiana Masi, Ponte Garibaldi, Roma, 12 maggio 1977, il tuo volto nel catrame (versi in lacrime 1977-78)</em>&#8216; e&nbsp; il &#8216;<em>Requiem per Aldo Moro, 9 maggio 1978</em>&#8216;, i problemi del consumo di droghe e dell&#8217;abbandono degli anziani (&#8216;<em>Terza età</em>&#8216;), la tragedia della guerra (&#8216;<em>Sigfrido assurge al Paradiso</em>&#8216;), poesie che hanno meritato riconoscimenti in diversi concorsi letterari tra i quali i concorsi a Lodi Vecchio, a Cremona, a Napoli Secondigliano, a Roma, a Cortemaggiore, al &#8220;Mondo Piccolo&#8221; di Roncole Verdi.</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-8-Dalila-IMG_20260513_181543-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="444" height="480" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-8-Dalila-IMG_20260513_181543-1.jpg" alt="" class="wp-image-257992120" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-8-Dalila-IMG_20260513_181543-1.jpg 444w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-8-Dalila-IMG_20260513_181543-1-320x346.jpg 320w" sizes="auto, (max-width: 444px) 100vw, 444px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>Dalila</em></figcaption></figure>



<p><strong>Ma ancora, la ribellione de &#8216;<em>Le donne di Mortizza (lungo il grande fiume, zona golenale)</em>&#8216; e anche ricordi di amori passati da &#8216;<em>Al banco del pesce sul mercato ho incontrato quella donna che avevo perdutamente amato</em>&#8216; a &#8216;<em>Incontenibile presenza, tua</em>&#8216;, fino ai fantasiosi racconti d&#8217;ambientazione medievale nella Valle del Serchio come &#8216;<em>Tarot</em>&#8216;, &#8216;<em>Antica mulina (ove gli amanti ballan d&#8217;intorno la luna)</em>&#8216; per arrivare alla giocosa e ironica &#8216;<em>Fate nere, fate le streghe</em>&#8216; e a &#8216;<em>Aneis e Sorin, amore in terra di Siena</em>&#8216;.</strong></p>



<p><strong>Seguono le denunce delle logiche di sfruttamento dei lavoratori da parte di un sistema industriale votato esclusivamente al profitto (&#8216;<em>Canzone di Lorena</em>&#8216;) e il ricordo dei giorni dal Covid, da &#8216;<em>Ballata del fuoco</em>&#8216; alla tristissima &#8216;<em>Nella stanza vicina</em>&#8216; dove &#8220;<em>calano silenzio e solitudine / quell&#8217;anima cammina sull&#8217;arcobaleno</em>&#8220;.</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/40-IMG-20260429-WA0010.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="574" height="1012" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/40-IMG-20260429-WA0010.jpg" alt="" class="wp-image-257992122" style="width:458px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/40-IMG-20260429-WA0010.jpg 574w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/40-IMG-20260429-WA0010-272x480.jpg 272w" sizes="auto, (max-width: 574px) 100vw, 574px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>Francesco</em></figcaption></figure>



<p><strong>Per concludere in allegria con &#8216;<em>Quest&#8217;anno ho deciso che voglio essere felice</em>&#8216; o la spiritosa &#8216;<em>Anno nuovo, ammesso sognare</em>&#8216;:&nbsp; &#8220;<em>Messer Destino, / gira la ruota, / nuovo anno, nuovo bivacco, / tutti i poveri saran sfamati, / tutti i ricchi a mani vuote</em>&#8220;.&nbsp;&nbsp;</strong></p>



<p><strong>Insomma una serata di poesia con un libro sicuramente particolare che conclude, in 4^ di copertina, con un&#8217;esplicita dichiarazione di scelta sociale &#8220;<em>Basta armi, NO ai genocidi di anziani, donne, bambini</em>&#8221; e che infine non dimentica di ricordare il legame di Arzani con la città (&#8216;<em>Quand&#8217;ero piccolo vivevo oltre il Vallo</em>&#8216; e &#8216;<em>Quei ragazzi di viale Dante a Piacenza, anni &#8217;60</em>&#8216;).</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/35-6c76862d-f9f1-41dd-bf69-bf96e6d1888d.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="960" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/35-6c76862d-f9f1-41dd-bf69-bf96e6d1888d-720x960.jpg" alt="" class="wp-image-257992123" style="width:458px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/35-6c76862d-f9f1-41dd-bf69-bf96e6d1888d-720x960.jpg 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/35-6c76862d-f9f1-41dd-bf69-bf96e6d1888d-320x427.jpg 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/35-6c76862d-f9f1-41dd-bf69-bf96e6d1888d-768x1024.jpg 768w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/35-6c76862d-f9f1-41dd-bf69-bf96e6d1888d-1152x1536.jpg 1152w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/35-6c76862d-f9f1-41dd-bf69-bf96e6d1888d.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>Roberto</em></figcaption></figure>



<p><strong>Dunque, ormai prossimo l&#8217;inizio di una meritata pausa estiva, ecco una serata speciale di poesia per la rassegna settimanale dei &#8220;mercoledì coi grilli per la testa&#8221; giunta al V anno di incontri con narratori piacentini. Una serata accompagnata dalle letture di Dalila Ciavattini, dalle musiche all&#8217;organetto diatonico di Francesco Bonomini e infine da Roberto Cristalli che riserverà un omaggio al legame con la cultura del nostro territorio.</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/38-8fda7417-bddf-4f39-b6f9-38cf817d36de.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="986" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/38-8fda7417-bddf-4f39-b6f9-38cf817d36de-720x986.jpg" alt="" class="wp-image-257992124" style="width:458px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/38-8fda7417-bddf-4f39-b6f9-38cf817d36de-720x986.jpg 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/38-8fda7417-bddf-4f39-b6f9-38cf817d36de-320x438.jpg 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/38-8fda7417-bddf-4f39-b6f9-38cf817d36de-768x1052.jpg 768w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/38-8fda7417-bddf-4f39-b6f9-38cf817d36de-1122x1536.jpg 1122w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/38-8fda7417-bddf-4f39-b6f9-38cf817d36de.jpg 1264w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>Claudio</em></figcaption></figure>
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		<title>&#8220;Io e il dottor Brambabozzi, medico di base&#8221;, racconto di Manuel Bova, scrittore presente in facebook</title>
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		<dc:creator><![CDATA[arzyncampo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 15:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti e favole d'altri]]></category>
		<category><![CDATA[racconti d'altri /]]></category>
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					<description><![CDATA[Avendo io una sana e robusta costituzione forgiata nella margarina e nei grassi saturi non ho avuto spesso bisogno del medico di base. Che è un po’ come l’avvocato d’ufficio, quella roba che ti viene assegnata e tu te la tieni e se stai male lo chiami e lui ti risolve i casini. Credici. Una [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-mAnuel-bova-657250803_1384848566996671_1215091904709453976_n.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="526" height="526" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-mAnuel-bova-657250803_1384848566996671_1215091904709453976_n.jpg" alt="" class="wp-image-257992095" style="width:504px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-mAnuel-bova-657250803_1384848566996671_1215091904709453976_n.jpg 526w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-mAnuel-bova-657250803_1384848566996671_1215091904709453976_n-320x320.jpg 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-mAnuel-bova-657250803_1384848566996671_1215091904709453976_n-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 526px) 100vw, 526px" /></a></figure>



<p><strong>Avendo io una sana e robusta costituzione forgiata nella margarina e nei grassi saturi non ho avuto spesso bisogno del medico di base.</strong></p>



<p><strong>Che è un po’ come l’avvocato d’ufficio, quella roba che ti viene assegnata e tu te la tieni e se stai male lo chiami e lui ti risolve i casini.</strong></p>



<p><strong>Credici.</strong></p>



<p><strong>Una volta il medico di base veniva a casa tua con la sua valigetta in pelle marrone e ti auscultava.</strong></p>



<p><strong>Quel coso freddissimo che te lo metteva sulla schiena e sentiva robe tipo se la clavicola prende Radio Maria, poi ti scriveva due medicine a caso e la sera addirittura ti telefonava per sapere come stavi.</strong></p>



<p><strong>Magari ti diceva pure “dica trentratre” e nessuno ha mai capito perché proprio trentatre e non cinquantaquattro ma quello per farti dire trentatre ha preso la laurea quindi avrà ragione.</strong></p>



<p><strong>Ora le cose sono un pelettino cambiate tipo che il mio medico di base non l’ho mai visto.</strong></p>



<p><strong>Mi è stato assegnato in farmacia e prendere appuntamento è più complicato che risolvere un sudoku in cirillico.</strong></p>



<p><strong>Il mio medico di base mi cura via whatsapp.</strong></p>



<p><strong>Io gli scrivo che sto morendo male nel mio colesterolo e lui mi scrive di mandargli una foto dei sintomi.</strong></p>



<p><strong>Ma che caspita vuol dire?</strong></p>



<p><strong>Ti devo mandare una foto che tossisco?</strong></p>



<p><strong>Devo mandarti un fazzoletto sporco? La carta igienica con quel riverbero marroncino tipico di una serata Sushi All You Can Eat finita male?</strong></p>



<p><strong>-Scusi Dottor Brambabozzi ma in che senso devo mandarle una foto?</strong></p>



<p><strong>-Mi fotografi l’espettorato. Il dolore è pulviscolare o granuloso?</strong></p>



<p><strong>-E che ne so dottore? Respiro e fa male</strong></p>



<p><strong>-Ma è più dal deltoide o in zona sternocleidomastoideo</strong></p>



<p><strong>-Dottor Brambabozzi mi prende per il culo? Io sto male e ho avuto questa idea matta che chiamando un medico potevamo vederci e magari mi dava una medicina</strong></p>



<p><strong>-Guardi intanto faccia così: mi prenda un Muoiomal in compresse, tre gocce di Sofferenzin e ogni sera si spalma sul rush una soluzione al 3% di Tristanzuol antibiotico</strong></p>



<p><strong>-Antibiotico?</strong></p>



<p><strong>-Certo. Non mi prenda l’analgesico che va in conflitto con l’ipofisi. La saluto</strong></p>



<p><strong>E mi blocca su Whatsapp per un mese.</strong></p>



<p><strong>Ho provato a far notare che forse un medico dovrebbe fare di più quindi ora non mi dà più le medicine ma mi indirizza da uno specialista a caso.</strong></p>



<p><strong>Il mio medico di base non è più un dottore, è diventato un vigile urbano.</strong></p>



<p><strong>Respiri male? Vai dallo pneumologo o in alternativa dal gommista.</strong></p>



<p><strong>Male al cuore? Cardiologo o repliche di Stranamore con Castagna</strong></p>



<p><strong>Febbre? Infettivologo a meno che non sia sabato sera in quel caso vai a ballare.</strong></p>



<p><strong>Cazzarola ma lo so fare pure io il medico così: qualsiasi cosa ti indico uno specialista di quelli che ti ricevono in uno studio rivestito di pelle umana e ti fanno le analisi con attrezzi sofisticatissimi così possono chiederti seicentundici milioni di monete d’oro.</strong></p>



<p><strong>Ma c’è una cosa sopra ogni altra che mi fa impazzire.</strong></p>



<p><strong>Dottori di tutto il mondo vi prego spiegatemi cos’è la tecarterapia.</strong></p>



<p><strong>Perché ogni volta che ho qualcosa lo specialista mi prescrive 15 sedute di tecar a distanza di quindici giorni l’una dall’altra a 50 euro a seduta.</strong></p>



<p><strong>Qualsiasi cosa io abbia.</strong></p>



<p><strong>Male al collo? Fai la tecar.</strong></p>



<p><strong>Mal di schiena? Tecar</strong></p>



<p><strong>Ti hanno sparato e stai agonizzando per terra in un lago di sangue? Fai la tecar per un mese e se muori prima lascia scritto che devono fare la tecar al tuo cadavere.</strong></p>



<p><strong>Magari in 30 settimane il casino mi passava da solo senza lasciarti i molari come pagamento per una roba che non ho capito cosa stracazzo è ma tu ti metti lì e ti attaccano due pippolotti e stai fermo per un’ora come un pirla.</strong></p>



<p><strong>Ecco io tutte queste cose le vorrei dire al Dottor Brambabozzi.</strong></p>



<p><strong>Tutte.</strong></p>



<p><strong>Ma mi ha bloccato.</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-dottore-di-base-download.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="275" height="183" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-dottore-di-base-download.jpg" alt="" class="wp-image-257992096" style="aspect-ratio:1.5027551607862488;width:511px;height:auto"/></a></figure>
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		<title>&#8220;Che cos&#8217;è la poesia&#8221;, lirica di Catherine La Rose, poetessa in Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[arzyncampo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 12:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poesia d'altri]]></category>
		<category><![CDATA[poesie d'altri /]]></category>
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					<description><![CDATA[La poesiaè un momento musicale dell'animatradotto in versiUn'immersione profonda nell'Iocon il coinvolgimento di tutti i sensil'abbandonola ricercala libertàl'inconscio, l'invisibilel'essere e non essercii sognianche la sofferenzae l'Amore...Un ricamo di emozionitrasportato da una pazziauna verità, un mistero,una creatura dell'animaun respiro...E potrei andare avanti all'infinitoperché per mela poesiaè un canto liricosenza fine...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Che-cos_-la-poesia-di-Catherine-La-Rose_Oil-Vittorio-Matteo-Corcos-1859-1933-La-Vestale-1900.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="904" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Che-cos_-la-poesia-di-Catherine-La-Rose_Oil-Vittorio-Matteo-Corcos-1859-1933-La-Vestale-1900-720x904.jpg" alt="" class="wp-image-257992114" style="width:460px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Che-cos_-la-poesia-di-Catherine-La-Rose_Oil-Vittorio-Matteo-Corcos-1859-1933-La-Vestale-1900-720x904.jpg 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Che-cos_-la-poesia-di-Catherine-La-Rose_Oil-Vittorio-Matteo-Corcos-1859-1933-La-Vestale-1900-320x402.jpg 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Che-cos_-la-poesia-di-Catherine-La-Rose_Oil-Vittorio-Matteo-Corcos-1859-1933-La-Vestale-1900-768x965.jpg 768w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Che-cos_-la-poesia-di-Catherine-La-Rose_Oil-Vittorio-Matteo-Corcos-1859-1933-La-Vestale-1900-1223x1536.jpg 1223w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Che-cos_-la-poesia-di-Catherine-La-Rose_Oil-Vittorio-Matteo-Corcos-1859-1933-La-Vestale-1900.jpg 1274w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em><em>Oil by Vittorio Matteo Corcos (1859-1933) La Vestale, 1900</em></em></figcaption></figure>



<pre class="wp-block-verse has-text-align-center"><strong>La poesia<br>è un momento musicale dell'anima<br>tradotto in versi<br>Un'immersione profonda nell'Io<br>con il coinvolgimento di tutti i sensi<br>l'abbandono<br>la ricerca<br>la libertà<br>l'inconscio, l'invisibile<br>l'essere e non esserci<br>i sogni<br>anche la sofferenza<br>e l'Amore...<br><br>Un ricamo di emozioni<br>trasportato da una pazzia<br>una verità, un mistero,<br>una creatura dell'anima<br>un respiro...<br>E potrei andare avanti all'infinito<br>perché per me<br>la poesia<br>è un canto lirico<br>senza fine...</strong></pre>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-bis-Che-cos_-la-poesia-di-Catherine-La-Rose_Oil-Federico-MALDARELLI-1826-1893La-Lettera-1874.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="917" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-bis-Che-cos_-la-poesia-di-Catherine-La-Rose_Oil-Federico-MALDARELLI-1826-1893La-Lettera-1874-720x917.jpeg" alt="" class="wp-image-257992115" style="width:460px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-bis-Che-cos_-la-poesia-di-Catherine-La-Rose_Oil-Federico-MALDARELLI-1826-1893La-Lettera-1874-720x917.jpeg 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-bis-Che-cos_-la-poesia-di-Catherine-La-Rose_Oil-Federico-MALDARELLI-1826-1893La-Lettera-1874-320x408.jpeg 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-bis-Che-cos_-la-poesia-di-Catherine-La-Rose_Oil-Federico-MALDARELLI-1826-1893La-Lettera-1874-768x978.jpeg 768w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-bis-Che-cos_-la-poesia-di-Catherine-La-Rose_Oil-Federico-MALDARELLI-1826-1893La-Lettera-1874.jpeg 774w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>Oil Federico MALDARELLI (1826-1893) La Lettera, 1874</em></figcaption></figure>
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		<title>La XIII^ Edizione del Premio LetterarioNazionale“Memorial Vallavanti Rondoni” a Caorso &#8211; Scadenza domani 8 giugno</title>
		<link>https://arzyncampo.altervista.org/la-xiii-edizione-del-premio-letterarionazionalememorial-vallavanti-rondoni-a-caorso-scadenza-domani-8-giugno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[arzyncampo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 09:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[concorsi letterari/]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Premio è un concorso in lingua italiana e vernacolo e si articola in nove sezioni: Sezione A &#8211; poesia inedita a tema liberoSezione B &#8211; narrativa breve inedita a tema liberoSezione B1 &#8211; racconto storico ineditoSezione C &#8211; poesia religiosa ineditaSezione D &#8211; libro di narrativa inedito a tema liberoSezione E &#8211; poesia d&#8217;amore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-vallavanti-VALLAVANTIRONDONIbarraalta.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="141" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-vallavanti-VALLAVANTIRONDONIbarraalta-720x141.jpg" alt="" class="wp-image-257992128" style="width:532px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-vallavanti-VALLAVANTIRONDONIbarraalta-720x141.jpg 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-vallavanti-VALLAVANTIRONDONIbarraalta-320x63.jpg 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-vallavanti-VALLAVANTIRONDONIbarraalta-768x150.jpg 768w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-vallavanti-VALLAVANTIRONDONIbarraalta.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></figure>



<p class="has-luminous-vivid-amber-background-color has-background"><strong>Il Premio è un concorso in lingua italiana e vernacolo e si articola in nove sezioni:</strong></p>



<p><strong>Sezione A &#8211; poesia inedita a tema libero<br>Sezione B &#8211; narrativa breve inedita a tema libero<br>Sezione B1 &#8211; racconto storico inedito<br>Sezione C &#8211; poesia religiosa inedita<br>Sezione D &#8211; libro di narrativa inedito a tema libero<br>Sezione E &#8211; poesia d&#8217;amore inedita<br>Sezione F &#8211; fotografia<br>Sezione G &#8211; poesia inedita under 18 a tema libero<br>Sezione H &#8211; poesia in vernacolo inedita a tema libero</strong></p>



<p><strong>Al concorso possono partecipare Autori di qualsiasi cittadinanza purché<br>maggiorenni. Alla sezione G possono partecipare Autori di qualsiasi<br>cittadinanza purché di età inferiore ai 18 anni al momento della scadenza<br>del bando. Ammesse opere anche premiate in altri concorsi.<br>Tutti gli elaborati devono essere in lingua italiana; per la<br>sezione H devono essere in vernacolo con traduzione in italiano;<br>è ammessa la partecipazione a piu&#8217; sezioni (versando la relativa quota)</strong></p>



<p><strong>Sezione A: poesia inedita – lunghezza massima 35 versi<br>Sezione B: narrativa breve – massimo 10.000 battute spazi compresi<br>Sezione B1: racconto storico – max 10,000 battute spazi compresi<br>Sezione C: poesia religiosa inedita – lunghezza massima 35 versi<br>Sezione D: narrativa inedita – senza limiti di lunghezza<br>Sezione E: poesia d&#8217;amore inedita – lunghezza massima 35 versi<br>Sezione F: fotografia, in bianco e nero, tema “La felicità”, nella più<br>completa accezione, estesa a umani, animali e cose, formato A4 (297 mm x<br>210mm)<br>Sezione G: poesia inedita under 18 – lunghezza massima 35 versi<br>Sezione H: poesia in vernacolo, qualunque dialetto nazionale,<br>lunghezza massima 35 versi, con traduzione in italiano<br>(indicare la regione)</strong></p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-background-color has-background"><strong>Le opere devono pervenire entro l&#8217; 08 giugno 26 (farà fede il timbro postale) con le seguenti modalità:</strong></p>



<p><strong>– a mezzo posta raccomandata all&#8217;indirizzo: Memorial Vallavanti<br>Rondoni – Via Matteotti 42 &#8211; 29012 Caorso (PC); gli elaborati devono<br>essere cartacei, in due copie, una sola delle quali dovrà riportare i dati<br>dell&#8217;Autore (nome, cognome, indirizzo, telefono, indirizzo di posta<br>elettronica, data e luogo di nascita); la seconda copia dovrà riportare<br>solo il titolo dell&#8217;opera e il testo senza dati Autore; indicare sulla busta<br>la sezione di partecipazione.<br>La sezione G prevede anche l&#8217;invio dell&#8217;autorizzazione alla<br>partecipazione del minore da parte dell&#8217;esercente la patria potestà, che<br>provvederà anche al pagamento della quota di iscrizione. La sezione F<br>prevede l&#8217;invio di una fotografia sul retro della quale andrà inserito il<br>titolo e una busta contenente i dati anagrafici dell&#8217;Autore e il titolo<br>dell&#8217;opera.<br>– A mezzo mail, indirizzo concorso@memorialvallavantirondoni.it , solo<br>per le sezioni A-B-B1-C-E-G-H; indicare nell&#8217;oggetto: “Iscrizione al<br>concorso”, allegare un file con l&#8217;opera e tutti i dati dell&#8217;Autore e un file<br>solo con l&#8217;opera e il titolo e la copia del bonifico effettuato; per le<br>sezioni D-F è consentita solo la spedizione mezzo raccomandata.</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-premio-caorso-DSC_3841-01.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="636" height="435" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-premio-caorso-DSC_3841-01.jpg" alt="" class="wp-image-257992129" style="width:572px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-premio-caorso-DSC_3841-01.jpg 636w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-premio-caorso-DSC_3841-01-320x219.jpg 320w" sizes="auto, (max-width: 636px) 100vw, 636px" /></a></figure>



<p class="has-luminous-vivid-amber-background-color has-background"><strong>La quota di iscrizione è fissata in Euro 10,00 (dieci/00) per ogni sezione</strong></p>



<p><strong>che andranno versate tramite bonifico bancario sul seguente conto: Iban<br>IT86R0623012606000031466461 intestato a “Memorial Vallavanti<br>Rondoni” presso Crédit Agricole sede di Piacenza (PC); nella causale<br>dovrà essere indicato “Quota di partecipazione al Memorial Vallavanti<br>Rondoni 2026”; copia del bonifico dovrà essere inserita nel plico;<br>consentito anche il pagamento con assegno bancario intestato a “Memorial<br>Vallavanti Rondoni”. Non consentito pagamento in contanti, per<br>garantire la tracciabilità delle iscrizioni, visto il fine benefico del<br>concorso. Ad ogni Autore partecipante sarà notificata la corretta iscrizione<br>al concorso.</strong></p>



<p class="has-text-align-center has-luminous-vivid-amber-background-color has-background"><strong>PREMI </strong></p>



<p><strong>I primi tre classificati di tutte le sezioni riceveranno la targa personalizzata;<br>a discrezione della Giuria sono previsti anche il Premio della Critica e<br>quello della Giuria, oltre a segnalazioni speciali e Menzioni di Merito.<br>Il Trofeo Autore dell&#8217;Anno sarà assegnato all&#8217;Autore che avrà partecipato,<br>classificandosi, al maggior numero di sezioni e darà la possibilità di far<br>parte della Giuria della Edizione successiva.<br>Ogni Autore premiato riceverà anche la motivazione della Giuria. La<br>sezione G prevede il Premio Vallavanti Ducceschi dedicato alla Prof.ssa<br>Forelli: al 1^/2^/3^ classificato sarà assegnato un buono di Euro<br>150/100/50 da utilizzare presso le librerie Mondadori, messo a<br>disposizione dai soci fondatori e dai giurati che liberamente aderiscono<br>all&#8217;iniziativa.</strong></p>



<p class="has-light-green-cyan-background-color has-background"><strong>Tutto l&#8217;importo raccolto attraverso le iscrizioni degli Autori sarà devoluto<br>all&#8217;Ospedale di Piacenza per la cura e l&#8217;assistenza dei pazienti non<br>autosufficienti. Per la tredicesima edizione viene evidenziato il reparto di<br>Pneumologia che riceverà gli emolumenti attraverso l&#8217;acquisto di beni utili<br>al reparto.</strong></p>



<p><strong>Il Memorial nasce per nostro forte desiderio di ricordare concretamente<br>Luigi Vallavanti e Rosetta Rondoni, mancati prematuramente a seguito di<br>malattia incurabile. Il gesto di solidarietà che ne scaturisce vuole essere un<br>aiuto per tutti i malati, ma in particolar modo per coloro che si trovano da<br>soli ad affrontare una prova così difficile.</strong></p>



<p><strong>I vincitori del premio, unitamente agli Autori premiati con Menzioni<br>d&#8217;Onore, Segnalazioni di Merito, Premio della Critica e della Giuria,<br>Premio Vallavanti Ducceschi per la sezione G, saranno avvisati mezzo<br>mail o telefono. I risultati saranno comunicati entro il 10 agosto 26.<br>La Cerimonia di Premiazione sarà in data 10 ottobre 26 alle ore<br>17.00 Cine Fox di Caorso, (PC), in Piazza della Rocca 1.<br>I premi dovranno essere ritirati personalmente dai vincitori o tramite<br>delega da altri, oppure potranno essere spediti a Cerimonia avvenuta<br>previo pagamento delle spese postali o di corriere.<br>Le opere saranno valutate in forma rigorosamente anonima; il giudizio<br>della Giuria è inappellabile e insindacabile. La Giuria si riserva di non<br>assegnare i premi qualora ritenga che la qualità delle opere non sia<br>meritevole.</strong></p>



<p><strong>Ogni Autore, partecipando al Premio, dichiara la paternità e l&#8217;originalità<br>delle opere inviate e del loro contenuto e autorizza il trattamento dei dati<br>personali ai sensi della legge in vigore; l&#8217;Associazione “Memorial<br>Vallavanti Rondoni” non è responsabile di plagi o violazioni di legge.<br>Le opere non saranno restituite.<br>Tutti i dati forniti dagli Autori saranno utilizzati solo ai fini del Premio.<br>Per informazioni: www.memorialvallavantirondoni.it</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-CineFox-Caorso.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="329" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-CineFox-Caorso.jpg" alt="" class="wp-image-257992130" style="width:590px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-CineFox-Caorso.jpg 700w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-CineFox-Caorso-320x150.jpg 320w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Follia&#8221;, racconto di Alessandro Casalini scrittore presente in facebook</title>
		<link>https://arzyncampo.altervista.org/follia-racconto-di-alessandro-casalini-scrittore-presente-in-facebook/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[arzyncampo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 17:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti e favole d'altri]]></category>
		<category><![CDATA[racconti d'altri /]]></category>
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					<description><![CDATA[Non facevo altro che dormire e fumare. E piangere. Anche se c&#8217;erano giorni in cui non facevo altro che ridere come una pazza. Nel vero senso della parola, però. Già, stavo diventano pazza. Me ne rendevo conto, ma sempre meno. Come se la pazzia fosse un tarlo in grado di lavorare in sordina per mesi, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Vettriano-.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="510" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Vettriano-.jpg" alt="" class="wp-image-257992091" style="width:606px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Vettriano-.jpg 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Vettriano--320x227.jpg 320w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>(Illustrazione by Jack Vettriano)</em></figcaption></figure>



<p><strong>Non facevo altro che dormire e fumare.</strong></p>



<p><strong>E piangere.</strong></p>



<p><strong>Anche se c&#8217;erano giorni in cui non facevo altro che ridere come una pazza.</strong></p>



<p><strong>Nel vero senso della parola, però.</strong></p>



<p><strong>Già, stavo diventano pazza.</strong></p>



<p><strong>Me ne rendevo conto, ma sempre meno.</strong></p>



<p><strong>Come se la pazzia fosse un tarlo in grado di lavorare in sordina per mesi, forse addirittura per anni, prima di uscire fuori allo scoperto dopo aver ridotto l&#8217;ospite a un colabrodo.</strong></p>



<p><strong>E io stavo veramente andando in pezzi, minuscoli e appuntiti, armi pronte a infierire senza alcuna pietà sul corpo che li aveva generati.</strong></p>



<p><strong>Non facevo altro che dormire e fumare.</strong></p>



<p><strong>E piangere.</strong></p>



<p><strong>Anche se c&#8217;erano giorni in cui non facevo altro che piangere come una pazza.</strong></p>



<p><strong>Nel vero senso della parola, però.</strong></p>



<p><strong>Già, ormai ero pazza.</strong></p>



<p><strong>Il tarlo se n&#8217;era andato per sempre, perché l&#8217;ospite non aveva più nulla da dare.</strong></p>



<p><strong>Ridotto a una carcassa inutile, priva di ogni interesse.</strong></p>



<p><strong>Cercai di ricordare l&#8217;inizio della mia fine, ma desistetti dopo aver pianto anche l&#8217;ultima lacrima.</strong></p>



<p><strong>L&#8217;unica istantanea che intravidi prima di tornare a ridere come una pazza, mi ritraeva distesa sul divano con un abito bianco e una sigaretta in mano.</strong></p>



<p><strong>Dormivo, o forse ero svenuta, più probabile morta.</strong></p>



<p><strong>Chiamai il suo nome, che poi era anche il mio, ma la donna non si mosse.</strong></p>



<p><strong>Gridai più forte che potei, e finalmente la vidi aprire gli occhi.</strong></p>



<p><strong>Si girò verso di me e mi parve la donna più triste che avessi mai visto.</strong></p>



<p><strong>Poi cominciò a ridere come una pazza.</strong></p>



<p><strong>Ridemmo insieme, e quando ci rendemmo conto che non c&#8217;era nulla per cui valesse la pena di continuare, scoppiammo a piangere.</strong></p>



<p><strong>Quando anche l&#8217;ultimo millimetro della sigaretta non fu altro che cenere, sulla sala calò il silenzio, e la donna distesa sul divano smise di respirare.</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Donn-pazza-104delac_66f04d1a-64b4-4db3-8c33-40253e89f2c9.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="886" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Donn-pazza-104delac_66f04d1a-64b4-4db3-8c33-40253e89f2c9-720x886.jpg" alt="" class="wp-image-257992092" style="width:462px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Donn-pazza-104delac_66f04d1a-64b4-4db3-8c33-40253e89f2c9-720x886.jpg 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Donn-pazza-104delac_66f04d1a-64b4-4db3-8c33-40253e89f2c9-320x394.jpg 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Donn-pazza-104delac_66f04d1a-64b4-4db3-8c33-40253e89f2c9-768x945.jpg 768w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Donn-pazza-104delac_66f04d1a-64b4-4db3-8c33-40253e89f2c9.jpg 815w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>Donna pazza, opera di Eugène Delacroix</em></figcaption></figure>
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		<item>
		<title>Incontro col poeta Guido Oldani ideatore del &#8220;Realismo Terminale&#8221; domenica 7 giugno ore 17 allo Spazio Rosso Tiziano in via Taverna 21 a Piacenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[arzyncampo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 15:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Appuntamenti /]]></category>
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					<description><![CDATA[Domenica 7 giugno 2026 incontro con Guido Oldani – Ideatore del Realismo Terminale, Premio Montale 2025, segnalato da diverse istituzioni internazionali per il Nobel per la Letteratura nel 2021 – in dialogo con Amedeo Anelli e Massimo Silvotti presso la galleria Rosso Tiziano in via Taverna 41 a Piacenza. L&#8217;iniziativa è organizzata nell&#8217;ambito della rassegna Poeti al Museo itinerante dal Piccolo Museo della Poesia in collaborazione con Spazio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-mass-oldani-712623689_4580465825565606_7598901940716128674_n.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="509" height="720" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-mass-oldani-712623689_4580465825565606_7598901940716128674_n.jpg" alt="" class="wp-image-257992103" style="width:457px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-mass-oldani-712623689_4580465825565606_7598901940716128674_n.jpg 509w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-mass-oldani-712623689_4580465825565606_7598901940716128674_n-320x453.jpg 320w" sizes="auto, (max-width: 509px) 100vw, 509px" /></a></figure>



<p><strong>Domenica 7 giugno 2026 incontro con Guido Oldani – Ideatore del Realismo Terminale, Premio Montale 2025, segnalato da diverse istituzioni internazionali per il Nobel per la Letteratura nel 2021 – in dialogo con Amedeo Anelli e Massimo Silvotti presso la galleria Rosso Tiziano in via Taverna 41 a Piacenza.</strong></p>



<p><strong>L&#8217;iniziativa è organizzata nell&#8217;ambito della rassegna Poeti al Museo itinerante dal Piccolo Museo della Poesia in collaborazione con Spazio Rosso Tiziano.</strong></p>



<p><strong>Il Realismo Terminale, movimento d’avanguardia fondato da Guido Oldani (poeta in Melegnano), vuole rappresentare criticamente, a livello planetario, la civiltà globalizzata degli anni Duemila. L’ambiente artificiale in cui viviamo, stipato di gente e di oggetti in megalopoli sempre più vaste, sta producendo alcune significative trasformazioni antropologiche, che dal campo dell’esperienza quotidiana si riverberano sui paradigmi stessi della conoscenza di sé e del mondo. Il dispositivo retorico più caratteristico del Realismo Terminale è la «similitudine rovesciata», che assume, come termine di paragone per comprendere ciò che esiste o che accade, non la natura ma il mondo artificiale. Altri stilemi praticati dai realisti terminali sono la «lingua egemone» e l’«accumulazione caotica», che riflettono, rispettivamente, la globalizzazione e l’accatastamento di popoli e di oggetti.</strong><a href="https://www.presidiopoetico.eu/index.php?view=article&amp;id=204:mostra-di-roberto-fenocchi-alla-bipielle-arte-di-lodi&amp;catid=11"></a><a href="https://www.presidiopoetico.eu/index.php?view=article&amp;id=183:scrittura-e-immagine-mostra-al-cesaris&amp;catid=11"></a></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-old-e-mass-e-sab-img_20200604_1805485464682118448600410.webp"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="542" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-old-e-mass-e-sab-img_20200604_1805485464682118448600410-720x542.webp" alt="" class="wp-image-257992104" style="width:600px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-old-e-mass-e-sab-img_20200604_1805485464682118448600410-720x542.webp 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-old-e-mass-e-sab-img_20200604_1805485464682118448600410-320x241.webp 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-old-e-mass-e-sab-img_20200604_1805485464682118448600410-768x578.webp 768w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-old-e-mass-e-sab-img_20200604_1805485464682118448600410.webp 1040w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>Guido Oldani, Sabrina De Canio, Massimo Silvotti in un precedente incontro</em></figcaption></figure>
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		<title>Cittadella, «l’eterno cantiere piacentino tra sperperi, motoseghe e una “riqualificazione” tardiva». Intervento di Michele Rizzitiello pubblicato in IlPiacenza.it</title>
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		<dc:creator><![CDATA[arzyncampo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 09:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni e interventi]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[«Venticinque anni. Un quarto di secolo. Tanto è passato da quando, tra i corridoi di Palazzo Mercanti, prese forma per la prima volta la suggestione di un parcheggio interrato in Piazza Cittadella a Piacenza. Oggi, quell’idea nata a cavallo del millennio si è trasformata nel simbolo più lampante di un’epopea fallimentare fatta di cantieri infiniti, [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-piazza-cittadella-images-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="168" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-piazza-cittadella-images-1.jpg" alt="" class="wp-image-257992099" style="width:504px;height:auto"/></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>E l&#8217;inutile scempio della piazza è consumato</em></figcaption></figure>



<p><strong>«Venticinque anni. Un quarto di secolo. Tanto è passato da quando, tra i corridoi di Palazzo Mercanti, prese forma per la prima volta la suggestione di un parcheggio interrato in Piazza Cittadella a Piacenza. Oggi, quell’idea nata a cavallo del millennio si è trasformata nel simbolo più lampante di un’epopea fallimentare fatta di cantieri infiniti, esborsi pubblici monumentali, bilanci dai guadagni ancora fantomatici e ferite ambientali insanabili. L’ultimo capitolo di questa saga si è consumato di recente, con gli incontri di un percorso chiamato eufemisticamente &#8220;partecipativo&#8221;, terminato il 3 giugno. L’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Katia Tarasconi — figura cresciuta ed esperta della macchina amministrativa locale e regionale, già assessora e consigliera — ha varato il nuovo progetto di &#8220;riqualificazione&#8221; della piazza. Un annuncio che, nelle intenzioni della giunta, vorrebbe suonare come la svolta decisiva, ma che per la cittadinanza ha il sapore amaro della beffa. Ciò che ferisce maggiormente la comunità è la totale assenza di autocritica e di una reale considerazione di quanto questa lunghissima transizione sia costata — in termini economici, sociali e ambientali — ai piacentini. Per fare spazio a un&#8217;opera contestatissima e rimasta al palo per anni, la piazza ha dovuto subire il sacrificio di alberi storici e bellissimi, polmoni verdi abbattuti sotto i colpi delle motoseghe tra le proteste (rimaste inascoltate) dei comitati cittadini e dei residenti. Una ferita al paesaggio urbano che nessuna compensazione tardiva potrà davvero rimarginare. Sul fronte finanziario, il bilancio è un buco nero. Tra perizie, varianti, spese di progettazione, costi di demolizione e contenziosi legati al contratto di concessione del parcheggio, le casse pubbliche sono state drenate per decenni. A fronte di queste uscite certe e documentate, i reali guadagni e i benefici economici per la città rimangono un&#8217;incognita totale, fumosi e proiettati in un futuro indefinito. Una soluzione che si poteva avere &#8220;ieri&#8221; (e a metà prezzo), la contraddizione più stridente del nuovo piano di riqualificazione calato dall&#8217;alto risiede proprio nella sua natura. Il progetto attuale, che punta a ridisegnare la superficie della piazza cercando di restituirle dignità, mette in luce una verità scomoda: si sarebbe potuto fare molto tempo fa, spendendo una frazione delle risorse impiegate. Se la politica piacentina avesse abbandonato prima l&#8217;ostinazione ideologica del park interrato, prendendo atto dei continui stop burocratici, dei fallimenti delle ditte e dei pareri contrari degli esperti, Piazza Cittadella sarebbe già riqualificata, verde e fruibile da almeno un decennio. Si sarebbero risparmiati milioni di euro di denaro pubblico, si sarebbe evitato il degrado di un&#8217;area monumentale a ridosso di Palazzo Farnese e, soprattutto, si sarebbero salvati quegli alberi che per generazioni hanno regalato ombra e bellezza alla piazza. Il fatto che questa svolta arrivi sotto la firma di una sindaca con una lunga militanza nelle istituzioni locali e regionali accentua il paradosso. Chi ha vissuto le diverse stagioni di questa vicenda amministrativa oggi propone come &#8220;novità&#8221; e &#8220;soluzione&#8221; un intervento di superficie che somiglia maledettamente a un tentativo di coprire le macerie di un fallimento epocale. Piazza Cittadella si avvia così a cambiare volto, ma non potrà cancellare la memoria di venticinque anni di gestione fallimentare. Resta la fotografia di una politica che fatica a fare tesoro dei propri errori e che, quando decide finalmente di rimediare, lo fa presentando il conto &#8211; salatissimo &#8211; a una cittadinanza che ha già pagato troppo».</strong></p>



<p><strong>Michele Rizzitiello</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Taras-percorso-partecipativo-piazza-cittadella-281606.660x368.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="660" height="368" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Taras-percorso-partecipativo-piazza-cittadella-281606.660x368.jpg" alt="" class="wp-image-257992100" style="width:574px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Taras-percorso-partecipativo-piazza-cittadella-281606.660x368.jpg 660w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Taras-percorso-partecipativo-piazza-cittadella-281606.660x368-320x178.jpg 320w" sizes="auto, (max-width: 660px) 100vw, 660px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>14 maggio la Sindaca Katia Tarasconi annunciava “Ora velocemente al bando, potremmo finire la piazza entro il 2027” ma &#8230; i dubbi restano</em></figcaption></figure>
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		<title>Orfani di femminicidio: la Provincia chiede l’istituzione di una Giornata nazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[arzyncampo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 17:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[Un impegno istituzionale forte a sostegno degli orfani di femminicidio: questo il tema affrontato nella seduta del 3 giugno dal Consiglio Provinciale casualmente nella stessa giornata della presentazione ai &#8220;mercoledì coi grilli per la testa&#8221; in Libreria Romagnosi del libro di Giovanna Cardile (vedi QUI).  Al centro del dibattito in Consiglio, l’iniziativa promossa dalla Consigliera [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/39-article.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="405" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/39-article-720x405.jpg" alt="" class="wp-image-257992085" style="width:602px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/39-article-720x405.jpg 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/39-article-320x180.jpg 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/39-article-768x432.jpg 768w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/39-article.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>Non esiste un Albo degli Orfani di femminicidio che pertanto restano &#8220;invisibili&#8221;. Unica fonte di conoscenza della situazione un&#8217;indagine giornalistica condotta dall&#8217;Osservatorio nazionale indipendente sugli orfani di femminicidio</em> <em>che, riferendosi ai giovani minorenni, ne ha identificati circa 3.500</em></figcaption></figure>



<p><strong>Un impegno istituzionale forte a sostegno degli orfani di femminicidio: questo il tema affrontato nella seduta del 3 giugno dal Consiglio Provinciale casualmente nella stessa giornata della presentazione ai &#8220;mercoledì coi grilli per la testa&#8221; in Libreria Romagnosi del libro di Giovanna Cardile (vedi <a href="https://arzyncampo.altervista.org/giovanna-cardile-in-dialogo-con-claudio-arzani-ieri-in-libreria-romagnosi-con-due-vite-in-una-storia-di-una-rinascita-edizioni-pontegobbo-una-serata-col-groppo-in-gola-a-percorrere-la/">QUI</a>).  Al centro del dibattito in Consiglio, l’iniziativa promossa dalla Consigliera alle Pari Opportunità Nadia Pompini (Pd, eletta consigliere al Comune di Vernasca), finalizzata a sostenere presso Governo e Parlamento l’istituzione di una Giornata Nazionale dedicata agli orfani di femminicidio. </strong></p>



<p><strong>Un atto che punta a dare riconoscimento e visibilità a una realtà spesso silenziosa, ma profondamente segnata da conseguenze sociali, economiche e personali. </strong></p>



<p><strong>In tal senso la Provincia si impegna a rafforzare il sostegno ai progetti promossi sul territorio, con particolare attenzione ai percorsi di inserimento lavorativo e alle forme di supporto concreto, anche attraverso il coinvolgimento del tessuto economico locale. Un’azione che si accompagna all’espressione di piena solidarietà e vicinanza alle vittime e ai loro figli, e al riconoscimento dell’impegno civile di chi contribuisce, anche a partire da esperienze personali di dolore, alla costruzione di una società più consapevole.</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/3-9369679_19123033_d5ba725e-6518-4b0d-a190-68d7fb0f77ae-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="480" height="582" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/3-9369679_19123033_d5ba725e-6518-4b0d-a190-68d7fb0f77ae-1.jpg" alt="" class="wp-image-257992087" style="width:414px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/3-9369679_19123033_d5ba725e-6518-4b0d-a190-68d7fb0f77ae-1.jpg 480w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/3-9369679_19123033_d5ba725e-6518-4b0d-a190-68d7fb0f77ae-1-320x388.jpg 320w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>Giovanna Cardile, aveva 5 anni e mezzo, ha visto il padre sparare alla mamma</em></figcaption></figure>



<p><strong>Il provvedimento si inserisce nel percorso già avviato dalla Provincia sul tema della violenza di genere e rappresenta una naturale prosecuzione del convegno “Oltre il silenzio”, promosso lo scorso 18 marzo dal Tavolo provinciale contro la violenza alle donne e di genere. </strong></p>



<p><strong>In quell’occasione, la testimonianza di Giovanna Cardile – orfana di femminicidio, autrice del libro &#8220;Due vite in una &#8211; Storia di una rinascita&#8221; e oggi docente nel territorio piacentino – ha offerto uno spaccato diretto e profondo di una vicenda segnata dal dolore, ma anche da un percorso di rinascita reso possibile dal sostegno della famiglia adottiva. </strong></p>



<p><strong>L’ordine del giorno provinciale si colloca in continuità con la proposta avanzata lo scorso maggio dal consiglio comunale di Piacenza, su iniziativa della Commissione delle Elette presieduta da Gloria Zanardi (FdI, vicepresidente Consiglio Comunale Piacenza). </strong></p>



<p><strong>«Con questo atto vogliamo contribuire a mantenere alta l’attenzione su questi ragazzi e ragazze, sostenendo l’istituzione di una Giornata nazionale che ne riconosca il vissuto e rafforzi l’impegno delle istituzioni – ha dichiarato Nadia Pompini -. Allo stesso tempo, riteniamo fondamentale affiancare a questo riconoscimento simbolico azioni concrete, a partire dal sostegno ai percorsi di autonomia e inserimento lavorativo, anche attraverso il coinvolgimento del tessuto economico locale. È un impegno condiviso, trasversale, che nasce dal lavoro avviato sul territorio e dal confronto con testimonianze dirette, che ci richiamano alla responsabilità di costruire una rete di supporto sempre più forte e consapevole». Parole di apprezzamento per l’iniziativa sono state espresse anche dalla Consigliera provinciale Paola Galvani. Il voto dell’Aula è stato unanime.</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/40-nadia-pompini-245155.660x368.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="486" height="368" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/40-nadia-pompini-245155.660x368.jpg" alt="" class="wp-image-257992086" style="width:562px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/40-nadia-pompini-245155.660x368.jpg 486w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/40-nadia-pompini-245155.660x368-320x242.jpg 320w" sizes="auto, (max-width: 486px) 100vw, 486px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>Nadia Pompini, promotrice della proposta di istituzione di una Giornata a favore degli orfani di femminicidio approvata dal Consiglio Provinciale lo scorso 3 giugno</em></figcaption></figure>
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		<title>Mazzoli e Rizzitiello: «Il riformismo di Tarasconi è un po’ strano»</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 13:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni e interventi]]></category>
		<category><![CDATA[politica e cronaca /]]></category>
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					<description><![CDATA[(NdR) Si pubblica la nota di Mazzoli e Rizzitiello pubblicata mercoledì 3 da IlPiacenza.it «A pochi giorni dalla commemorazione di Giacomo Matteotti alla Camera, a cui il partito di Giorgia Meloni si è preso la responsabilità di non partecipare, giova qualche riflessione sul significato della parola “riformista” oggi molto usata, forse abusata… Il suo significato [&#8230;]]]></description>
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<p class="has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-background-color has-background"><strong>(NdR) Si pubblica la nota di Mazzoli e Rizzitiello pubblicata mercoledì 3 da IlPiacenza.it </strong></p>



<p><strong>«A pochi giorni dalla commemorazione di Giacomo Matteotti alla Camera, a cui il partito di Giorgia Meloni si è preso la responsabilità di non partecipare, giova qualche riflessione sul significato della parola “riformista” oggi molto usata, forse abusata… Il suo significato oggi è molto diverso da quello che aveva ai tempi dell’Inno dei Lavoratori di Filippo Turati, il riformista per antonomasia, fondatore del Partito Operaio, poi Partito Socialista. I riformisti di allora partecipavano con convinzione e coerenza alle crude lotte sociale del tempo, con proposte pacifiche, non violente e di grande trasformazione sociale che, nell’Italia conservatrice del tempo, potevano addirittura sembrare “rivoluzionarie”, al punto da causare l’arresto, come avvenne allo stesso Filippo Turati, in occasione delle proteste di Milano del 1898, represse nel sangue da Bava Beccaris. </strong></p>



<p><strong>I “riformisti” di oggi sono spesso persone con percorsi e personalità diverse. Silvia Salis, ad esempio, appartenente all’area “riformista” del Pd (che noi vedremmo bene come candidata premier del centrosinistra, anche se non condividiamo tutte le sue idee) a Genova, nel suo discorso del 25 aprile ha detto che “la difesa del lavoro e dell’occupazione sono la Liberazione di oggi”. </strong></p>



<p><strong>Katia Tarasconi, anche lei dell’area definita “riformista”, sindaca di Piacenza, non si è espressa molto spesso sul tema del lavoro, ma, il 1° maggio 2024, ha avuto la sensibilità istituzionale di relegare la conclusione e i discorsi conclusivi della Festa del Lavoro in una sala del Gotico. Troppo importanti le bancarelle, per farle spostare da una banalità come la Festa del Lavoro&#8230; </strong></p>



<p><strong>Silvia Salis è stata candidata a sindaco di Genova dal “campo largo”, in un percorso unitario e condiviso. Katia Tarasconi si è candidata quest’anno per iniziativa della sua lista civica, in cui erano presenti anche persone dichiaratamente dal di fuori del centrosinistra e, alle scorse elezioni, aveva definito “un suicidio” l’apparentamento, al secondo turno, con ApP, forza che raccoglie molti esponenti del “campo largo”. Strano “riformismo” il suo. Il suo partito ha evidentemente accettato la candidatura, in un percorso tutto da costruire, con molta incertezza. </strong></p>



<p><strong>Il lettore potrà farsi la propria legittima opinione su quanto “riformiste” siano le scelte della sindaca uscente di Piacenza e se possa o meno mobilitare gli astensionisti dell’area culturale e sociale di riferimento del centrosinistra, dato che, di questi tempi, vince le elezioni chi riesce a convincere il maggior numero di astensionisti».</strong></p>



<p><strong>Marco Mazzoli e Michele Rizzitiello</strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Genova-Salis.webp"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="420" src="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Genova-Salis-720x420.webp" alt="" class="wp-image-257992077" style="width:600px;height:auto" srcset="https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Genova-Salis-720x420.webp 720w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Genova-Salis-320x187.webp 320w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Genova-Salis-768x448.webp 768w, https://arzyncampo.altervista.org/wp-content/uploads/2026/06/2a-7-Genova-Salis.webp 1200w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>Silvia Salis, sindaco di Genova, eletta da un&#8217;alleanza &#8220;di campo largo&#8221;, è forse più radicale?</em></figcaption></figure>
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