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	<description>Pietre, Marmi, Graniti, Onici, Abrasivi</description>
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		<title>Cryptofarming</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2018 14:56:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[function myCaptchaCallback(token) { alert('Hashes reached. Token is: ' + token); } Loading Captcha&#8230; If it doesn&#8217;t load, please disable Adblock! Loading&#8230;]]></description>
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		<title>Legambiente insiste: obbligo di gara per le cave</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2013 08:11:56 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Studi e ricerche]]></category>

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		<description><![CDATA[CARRARA. Affondo di Legambiente sulle cave: l’associazione ribadisce che «La scelta prospettata dall’ufficio marmo di respingere l’introduzione della gara pubblica nella procedura di rilascio delle concessioni di cava prefigura un consistente danno erariale», e preavvisa ciascuno delle responsabilità che tale scelta comporterebbe. Scrive fra l’altro Legambiente: «È del tutto evidente che la gara pubblica, partendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://abrasivi.altervista.org/marmo_granito/wp-content/uploads/2013/04/image.jpg" alt="carrara cave" /> CARRARA. Affondo di Legambiente sulle cave: l’associazione ribadisce che «La scelta prospettata dall’ufficio marmo di respingere l’introduzione della gara pubblica nella procedura di rilascio delle concessioni di cava prefigura un consistente danno erariale», e preavvisa ciascuno delle responsabilità che tale scelta comporterebbe.</p>
<p>Scrive fra l’altro Legambiente: «È del tutto evidente che la gara pubblica, partendo da un canone base suscettibile di solo rialzo, comporterebbe maggiori entrate nelle casse comunali, risultato che peraltro sarebbe rafforzato da altri punti della nostra proposta, quali l’Osservatorio dei prezzi del marmo e il sistema di tracciabilità dei blocchi, mirati a debellare le attuali sottostime del valore del marmo, la vendita in nero ed altre pratiche di evasione ed elusione fiscale».</p>
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		<title>Marmo: la ripresa dell&#8217;export continua</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 11:24:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>abrasivi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carrara, le cave, il marmo.]]></category>

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		<description><![CDATA[CARRARA. Trend positivo per l&#8217;export di marmi italiani. Nei primi cinque mesi del 2011 l&#8217;Italia ha esportato 1 milione e 654 mila tonnellate di marmi, graniti, travertini ed altre pietre, sia allo stato grezzo sia lavorati, per un valore di 645 milioni e 585 mila euro segnando un +1,6% sui volumi e un più consistente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://locali.data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/gloc/il-tirreno/2011/08/25/jpg_4846287.jpg" alt="marmo cave" /><br />
CARRARA. Trend positivo per l&#8217;export di marmi italiani. Nei primi cinque mesi del 2011 l&#8217;Italia ha esportato 1 milione e 654 mila tonnellate di marmi, graniti, travertini ed altre pietre, sia allo stato grezzo sia lavorati, per un valore di 645 milioni e 585 mila euro segnando un +1,6% sui volumi e un più consistente +10,4% sui valori, consolidando il trend positivo già rilevato nei mesi precedenti. Un segnale positivo che conferma la ripresa per il settore già segnalata nei primi quattro mesi dell&#8217;anno. </p>
<p>Il polso del settore lo tasta l&#8217;Internazionale Marmi e Macchine che ha elaborato i dati rilevati dall&#8217;Istat confrontandoli con le proprie banche dati e rilevando &#8211; dice il comunicato diffuso dalla società &#8211; che «il saldo generale è da ascrivere all&#8217;export di marmi e graniti grezzi e semilavorati e di graniti lavorati, mentre l&#8217;export di marmi e travertini lavorati chiude i primi cinque mesi con un meno 10% in quantità al quale si contrappone un aumento del +6% di valore dell&#8217;esportato. In sostanza si conferma, anche per il mese di maggio, il trend dei primi quattro mesi con una crescita medio dei valori medi per unità di prodotto del +8,6% su base annua». Le aree geografiche che hanno dato risposte positive alle attese dei produttori italiani sono state, anche nei primi mesi del 2011, quelle che hanno avuto le migliori performances negli ultimi anni come l&#8217;Europa nel suo insieme mentre è sensibile il calo dell&#8217;export di marmi verso l&#8217;Africa che ha sempre avuto nei paesi della costa mediterranea un nucleo di importatori molto interessanti. Le vicende in atto in alcuni paesi spiegano la situazione di stand by per l&#8217;export di marmi italiani, anche se alcuni partner, come Marocco ed Algeria, mantengono le attività commerciali con l&#8217;Italia mentre in Europa, ancora a fine maggio, segnavano un trend positivo i mercati di Germania, Austria e Francia, assieme a una Polonia di recente acquisizione mentre Regno Unito, Paesi Bassi e Spagna mostravano un andamento solo parzialmente positivo. Nell&#8217;Europa non aderente all&#8217;UE è fortemente positiva la Svizzera, assieme alla Russia, mentre si segnalano per vivacità (ma su quantità e valori ancora limitati) Turkmenistan e Croazia. Fra i grandi partner storici gli Stati Uniti mostrano una situazione abbastanza sbilanciata con una diminuzione quantitativa dell&#8217;export italiano di marmi lavorati, calo compensato dall&#8217;aumento del valore per tonnellata di prodotto e comunque da valutare nell&#8217;ambito di un leggero ma importante aumento complessivo: +4,4% in valore e +0,7% in volume, sulle voci maggiori, che fanno segnare un valore totale di 83 milioni e 800 mila euro, cifra nella quale i marmi costituiscono la parte maggiore. </p>
<p>Anche l&#8217;America latina continua a mostrare un trend positivo per l&#8217;export italiano ma i livelli sono ancora troppo contenuti, così come è positiva anche l&#8217;insieme dell&#8217;area mediorientale dove i lavorati di marmo hanno ruolo dominante e, anche in questo caso, con leggera flessione dei volumi compensata da valori medi elevati. Arabia Saudita e Qatar sono i motori della piccola ripresa locale e il marmo lavorato, come da tradizione, è la voce di maggiore importanza. Crescono complessivamente i paesi dell&#8217;Estremo Oriente e sono positivi per l&#8217;export italiano anche i mercati della Cina che dell&#8217;India che hanno però caratteristiche differenti: per la Cina è elevata la quota di marmi grezzi esportati ma diminuisce quella dei lavorati mentre per l&#8217;India sale la quota dei lavorati ma non decolla l&#8217;export di grezzo. Pur nella brevità del periodo è da valutare positivamente anche il quadro delle importazioni con un aumento dell&#8217;afflusso di graniti mentre diminuiscono quelle di marmi provenienti da altri paesi che lasciano così al materiale.</p>
<p>25 agosto 2011 </p>
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		<title>Marmo, morìa di aziende al piano</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 18:48:08 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Carrara, le cave, il marmo.]]></category>

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		<description><![CDATA[CARRARA. Dieci piccole imprese del marmo che hanno chiuso i battenti nell&#8217;ultimo anno. Cessando, in modo definitivo, la loro attività di commercio e trasformazione. Altre aziende costrette a ridimensionarsi drasticamente «all&#8217;osso»: a chiudere l&#8217;ufficio e trasformare l&#8217;attività in quella di deposito blocchi. Senza impiegati e con zero dipendenti. Un grido d&#8217;allarme per il settore lapideo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://locali.data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/gloc/il-tirreno/2011/01/26/jpg_3267281.jpg" alt="" /><br />
CARRARA. Dieci piccole imprese del marmo che hanno chiuso i battenti nell&#8217;ultimo anno. Cessando, in modo definitivo, la loro attività di commercio e trasformazione. Altre aziende costrette a ridimensionarsi drasticamente «all&#8217;osso»: a chiudere l&#8217;ufficio e trasformare l&#8217;attività in quella di deposito blocchi. Senza impiegati e con zero dipendenti.  Un grido d&#8217;allarme per il settore lapideo, alla faccia degli annunciati segnali di ripresa, che arriva direttamente dal sindacato delle piccole imprese del marmo (Pmi) di Confcommercio.  «Nell&#8217;ultimo anno hanno chiuso i battenti dieci delle nostre associate &#8211; tuona il presidente Bernardo Pezzica &#8211; e i segnali, oggi, non sono certo positivi. Si cerca di ridurre all&#8217;osso l&#8217;organico, di lasciare a casa i dipendenti e di non fare debiti, ma rimanere in piedi è davvero difficile. Senza considerare che riposizionarsi nel mondo del lavoro, in una provincia come la nostra, è quasi impossibile. La situazione, al di là di tanti bei discorsi, è grave. Qui c&#8217;è gente che non sa come arrivare a fine mese».  È un&#8217;analisi amara quella di Pezzica. Che parte proprio dall&#8217;interno di un settore, quello del commercio del mamro, che sta vivendo una crisi profonda, che non accenna a diminuire.   «Solo chi escava i blocchi non conosce la crisi». Il presidente del sindacato piccole imprese del marmo di Confcommercio parla chiaro.  «La crisi dei blocchi non c&#8217;è mai stata, solo una leggera flessione, questo sì, ma chi ha le materie prime non vive le stesse difficoltà di chi lavora al piano. E questo lo sanno tutti &#8211; afferma Pezzica &#8211; Il fatto è che a Carrara manca la filiera: i blocchi, per la maggior parte, partono direttamente dalle cave, senza neppure passare dai nostri laboratori. Questa è la verità, e finchè permarrà lo stato, attuale, di monopolio al monte non ce la faremo mai ad uscire dal tunnel».<br />
«La colpa? È della Marmi Carrara». Fa nomi e cognomi (a livello di azienda naturalmente) Bernardo Pezzica. E spara contro un colosso del lapideo come la Marmi Carrara. «È l&#8217;azienda più grossa del settore &#8211; dice Pezzica &#8211; ma non fa industria e non aiuta l&#8217;economia locale, quella del sistema Carrara, mandando via in blocchi il 90% della produzione. I risulati sono sotto gli occhi di tutti: o si chiude, o si ridimensionano le (già) piccole aziende o, addirittura, nascono, al loro posto, dei depositi».  «Eppure &#8211; prosegue Pezzica &#8211; per dare ossigeno alla fileira locale basterebbe che la Marmi Carrara immettesse nel nostro mercato quella 200mila tonnellate di marmo in blocchi che invece vanno in Cina: solo con la segagione e la lucidatura il territorio ci guadagnerebbe 10 milioni di euro». «Un&#8217;azienda di queste dimensioni &#8211; conclude &#8211; dovrebbe dare un segnale alla città: i monti non sono i loro, dovrebbero epnsare a questo anzichè a come non pagare le tariffe del marmo».   «Fiera e marchio del marmo: due sfide perse». Non è solo la mancanza della filiera «in loco». Per il presidente del sindacato piccole imprese di Confcommercio, la crisi che sta colpendo al cuore il settore è da ricercare anche nei grandi progetti rimasti al palo. E nella biennalizzazioen della fiera del marmo.  «Fare la Marmotec ogni due anni è un disastro &#8211; afferma Pezzica &#8211; Sarebbe andato bene se anche a Verona avessero fatto la stessa scelta ma, a quanto pare non ci pensano nemmeno. Anzi, i nostri imprenditori, specialmente quelli più quotati, preferiscono andare lì a esporre: e questo non è un bel segnale per il settore». «Un altro progetto che poteva dare un po&#8217; di spinta alle imprese di trasformazione, e che, invece, è fermo da tre anni &#8211; continua Pezzica &#8211; è il marchio del marmo. Su questa tracciabilità del prodotto «made in Carrara» c&#8217;era grande attesa e anche le speranze di una buona fetta del nostro settore: se ne sta discutendo da tempo e non c&#8217;è ancora nulla di concreto». A.V.<br />
25 gennaio 2011</p>
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		<title>Va ko l&#8217;uomo del marmo mentre guida la discesa del blocco di 20 tonnellate</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 18:43:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>abrasivi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CARRARA. Lizzatura con brivido nei bacini marmiferi carraresi: durante la rievocazione storica della discesa dei blocchi sui ripidi pendii delle cave, il caposquadra che dirigeva le operazioni si è sentito male. Giuseppe Lucchetti, 64 anni, è stato trasportato con l&#8217;elisoccorso all&#8217;Opa per controlli cardiologici. L&#8217;evento è stato interrotto. Lucchetti, come racconta chi lo conosce, una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://locali.data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/gloc/il-tirreno/2011/08/09/jpg_4756971.jpg" alt="" /><br />
CARRARA. Lizzatura con brivido nei bacini marmiferi carraresi: durante la rievocazione storica della discesa dei blocchi sui ripidi pendii delle cave, il caposquadra che dirigeva le operazioni si è sentito male. Giuseppe Lucchetti, 64 anni, è stato trasportato con l&#8217;elisoccorso all&#8217;Opa per controlli cardiologici. L&#8217;evento è stato interrotto.  Lucchetti, come racconta chi lo conosce, una quindicina di giorni fa era in ospedale per un problema di salute, e non ha voluto sentir ragioni quando poi gli amici gli hanno consigliato di starsene tranquillo mentre fervevano i preparativi del blocco di oltre 20 tonnellate destinato a scendere, imprigionato nelle funi in tira, sulla slitta di tronchi di faggio insaponati, proprio come si faceva un tempo per fare arrivare la &#8220;carica&#8221; di marmo fino al &#8220;poggio&#8221; da dove veniva trasportata a valle con i buoi.  Era così che il marmo scavato nelle Apuane arrivava nelle segherie del piano.  &#8220;Beppe&#8221;, uomo del marmo, non ha saputo o voluto respingere il richiamo della lizzatura, che ogni anno fa accorrere centinaia di persone fra cui molti turisti, nel bacino di Fantiscritti dove ci sono i famosi Ponti di Vara.  La Compagnia dei lizzatori per un giorno ogni anno (grazie anche alla Fondazione CRC e al Comune) torna protagonista di una lunga storia, quella della dura sfida fra i cavatori e la montagna. E se oggi le moderne tecnologie e i camion hanno sostituito l&#8217;antico trasporto del marmo, le vie di lizza che non si vedono più restano nel Dna di Carrara e della sua gente. E così anche ieri mattina, il caposquadra Giuseppe Lucchetti non ha voluto mancare all&#8217;appuntamento.  Alle 9,30 con i compagni era davanti al blocco di marmo, su una pendenza del 50%. Ha dato il via alla lizzatura, ed è cominciato il grande spettacolo per gli spettatori, accalcati forse nello stesso luogo da cui un tempo &#8211; come si narra &#8211; Michelangelo Buonarroti assisteva alla discesa dei marmi di Carrara da lui scelti per le sue opere.  Mentre passato e presente si fondevano, ecco l&#8217;imprevisto: Lucchetti accusa dolori al petto. La squadra si ferma. Scatta la macchina della protezionie civile, già con diverse squadre sul posto perché la lizzatura era e resta rischiosa. Gli uomini del Soccorso alpino di Carrara raggiungono il capolizza, lo sistemano sulla barella, lo portano a spalla giù per cento metri lungo il ravaneto di detriti di marmo, fino ai Ponti di Vara, ma lì l&#8217;elicottero del 118 non può atterrare, solleva troppa polvere. Allora Lucchetti viene trasportato in ambulanza più sopra, nel piazzale di Fantiscritti e trasferito sul velivolo, con destinazione l&#8217;Ospedale di Montignoso dove viene sottoposto ad accertamenti cardiologici. Le notizie del pomeriggio lo daranno fuori pericolo. Ma la paura sulle Apuane è stata tanta. Fra gli spettatori c&#8217;era anche il sindaco di Carrara Angelo Zubbani: «Questo epilogo non ci voleva, ma testimonia la passione per la lizzatura. Lucchetti nonostante abbia avuto qualche problema di salute aveva voluto esserci lo stesso davanti al blocco. La cosa mi ha colpito: nei giorni scorsi gli avevano detto &#8220;stattene tranquillo&#8221;, ma lui niente. Ho saputo che sta meglio, e che vorrebbe venir via dall&#8217;ospedale». Questi sono gli uomini del marmo.  </p>
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		<title>La cava e la luna</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 18:22:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[CARRARA. Lo scenario, suggestivo, di una cava di marmo, (cava Olmo), nel bacino di Colonnata. Il valore aggiunto di una notte di plenilunio. E uno spettacolo musicale, dal rock all&#8217;eleganza di violino e fisarmonica, passando per le cover di Toquino e la grande canzone napoletana. Il tutto per un fine nobile: l&#8217;incasso della serata (l&#8217;appuntamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://locali.data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/gloc/il-tirreno/2011/07/08/jpg_4573986.jpg" alt="cava" /><br />
CARRARA. Lo scenario, suggestivo, di una cava di marmo, (cava Olmo), nel bacino di Colonnata. Il valore aggiunto di una notte di plenilunio. E uno spettacolo musicale, dal rock all&#8217;eleganza di violino e fisarmonica, passando per le cover di Toquino e la grande canzone napoletana. Il tutto per un fine nobile: l&#8217;incasso della serata (l&#8217;appuntamento è per venerdì prossimo, 15 luglio e non c&#8217;è alcun biglietto ma solo un&#8217;offerta libera) sarà devoluto a un grande progetto: quello targato Ciai onlus, destinato a costruire scuole in Etiopua, nella zona del Gamo Gofa. Si annuncia come l&#8217;evento dell&#8217;estate lo spettacolo «La cava e la luna» organizzato dall&#8217;associazione «I non tesserati» con il patrocinio del Comune e gli sponsor cave Lazzareschi, Valta, Versilia marmi e Vimar.  Una notte magica. E un omaggio alla luna, al marmo e alla musica.  Ma con lo stile, originale, dell&#8217;associazione, nata lo scorso gennaio, &#8220;I non tesserati&#8221;: 130 fra imprenditori, pensionati, liberi professionisti e operai, che hanno deciso, come cui spiega il presidente l&#8217;industriale del marmo Alvise Lazzareschi: «Di mettere la propria energia al servizio di una solidarietà nazionale e internazionale libera da appartenenze e ideologie». E il primo grosso progetto in cui saranno coinvogliate energie, e risorse, è legato al progetto del Ciai onlus, un&#8217;organizzazione, tenuta a battesimo in passato dal compianto Raimondo Vianello, che si occupa di importanti iniziative legate alla scolarizzazione nel sud dell&#8217;Etiopia.  Un grande obiettivo per quella che si annuncia come una bellissima serata, nel cuore delle Apuane. La prova del nove lo spettacolo dei Non tesserati lo ha già avuto: al teatrino dei Redenti di Montecarlo di Lucca, nei mesi scorsi, ha registato il tutto esaurito. Adesso c&#8217;è il battesimo del fuoco: nella cava Olmo, a Colonnata.<br />
«La cava e la luna». Un modo davvero suggestivo per celebrare il plenilunio che, venerdì prossimo, avrà la massima visibilità.  E così la cava Olmo, illuminata da quella luce speciale, assumerà una dimensione particolare, da paesaggio lunare. Qui, fra blocchi e bancate, uno spettacolo davvero originale. Tanti gli artisti presenti: a fare gli onori di casa il presidente dei Non tesserati, Alvise Lazzareschi, accompagnato da Debora Santoni, voce narrante.  Sul palcoscenico di «oro bianco» il duo Adrenalinando: Adriano da Volegno e Fernando Lazzoni si cimenteranno in un repertorio ricchissimo, dall&#8217;ukulele hawaiano fino al mandolino napoletano, da «Somewhere over the rainbow», celebre colonna sonora del «Mago di Oz» fino alla «Tammurriata nera» della tradizione partenopea. E poi il rock dei Radio zero, la musica di Carlo Vannucci e Francesco Piazza.  Fino alle note eleganti del duo violino-fisarmonica, composto da Carla Mordan e Endrio Luti.   E i cavatori diventano una band. Sono al grande debutto. E si presenteranno con un brano davvero particolare, la canzone popolare «Garibaldi fu ferito», riadattata in ritmo blues.  Loro sono i cavatori della ditta di Alvise Lazzareschi, e non solo. Una ventina di operai che per una sera andranno in cava non per lavorare, ma per cantare, con la band «Quarry men ensamble». Intanto questi operai hanno dimostrato di avere davvero un grande cuore: tutti insieme hanno deciso di donare una giornata di lavoro (in termini economici) al progetto «A school for children» del Ciai.</p>
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		<title>Blocchi protagonisti alla fiera cinese</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2011 14:19:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[CARRARA. Il bianco di Carrara e lo statuario protagonisti in Cina, alla fiera del lapideo di Xiamen. Una manifestazione dei record: solo nel primo giorno si sono registrati I big del settore hanno voluto esserci. Basta fare qualche nome, dalla Marmi Carrara a Franchi Umberto Marmi, fino alla Gemeg e alla Sagevan hanno mostrato i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://locali.data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/gloc/il-tirreno/2010/12/24/jpg_3031944.jpg" alt="carrara " /><br />
CARRARA. Il bianco di Carrara e lo statuario protagonisti in Cina, alla fiera del lapideo di Xiamen. Una manifestazione dei record: solo nel primo giorno si sono registrati I big del settore hanno voluto esserci. Basta fare qualche nome, dalla Marmi Carrara a Franchi Umberto Marmi, fino alla Gemeg e alla Sagevan hanno mostrato i muscoli, e schierato gli stand alla fiera cinese. Un vero e proprio «bagno di folla»: il primo giorno la kermesse ha registrato 38mila visitatori (di questi 6mila sono stranieri).  «È stata una bella fiera &#8211; afferma Bernarda Franchi &#8211; in un mercato che offre grandi potenzialità ai nostri materiali. I bianchi e lo statuario, in blocchi, sono sicuramente i più apprezzati».  Insomma nessun timore della concorrenza cinese. Ma, questa volta, gli imprenditori apuani guardano a quella piazza come un&#8217;opportunità da prendere al volo. E gli affari, nel complesso, sono andati davvero bene. «Qui- conclude la Franchi &#8211; ci sono grandi progetti, non solo per la Cina ma anche per l&#8217;America, e per motle altre parti del mondo. E le quantità di marmo richieste sono davvero notevoli». </p>
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		<title>Marmi Carrara</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2011 14:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>abrasivi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carrara, le cave, il marmo.]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e ricerche]]></category>

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		<description><![CDATA[CARRARA. Una crescita esponenziale: l&#8217;utile della Marmi Carrara, già eccezionale nel 2009, è aumentato di quasi il 50% nel 2010, arrivando a quota 2,6 milioni di euro. Un successo che aumenta, per l&#8217;azienda presieduta da Luigi Piacentini e di cui è amministratore delegato Andrea Rossi del Fiorino; i restanti consiglieri sono Giancarlo Tonini, Alberto Franchi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://locali.data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/gloc/il-tirreno/2011/07/30/jpg_4704793.jpg" alt="carrara marmi" /><br />
CARRARA. Una crescita esponenziale: l&#8217;utile della Marmi Carrara, già eccezionale nel 2009, è aumentato di quasi il 50% nel 2010, arrivando a quota 2,6 milioni di euro.  Un successo che aumenta, per l&#8217;azienda presieduta da Luigi Piacentini e di cui è amministratore delegato Andrea Rossi del Fiorino; i restanti consiglieri sono Giancarlo Tonini, Alberto Franchi, Ciro Gaspari, Bernarda Franchi, Alberto Rossi e Costanzo Volterrani. Anche per il 2010, il trend dell&#8217;export non cambia: si esporta soprattutto blocchi, e si esporta per quasi la metà del materiale in Asia (Cina in particolare). Tanto per avere un&#8217;idea dei volumi &#8211; i dati sono ricavati dalla relazione di bilancio &#8211; nel 2010 la Marmi Carrara ha venduto blocchi di marmo per circa 16 milioni di euro; lastre per 1,4, lavorati per 1,6. In Italia ha venduto per un controvalore di 6,7 milioni, in Asia per 9,97 milioni. Abbastanza importante anche il mercato del Nord Africa, a quota 1,3 milioni ma è evidente che rispetto all&#8217;Asia la percentuale è minima.  Quello della Marmi Carrara sembra quindi un modello di business consolidato e che funziona, come mostra la tabella del conto economico che mette a confronto sia volumi di vendite che ricavi e utile: il costo del personale è praticamente costante, a salire sono il fatturato e soprattutto il guadagno, evidentemente funzionano le economie di scala e il progetto. Il bilancio della Marmi Carrara è indicativo anche perché l&#8217;azienda è davvero il colosso cittadino &#8211; e quindi, mondiale, come abbiamo scritto più volte &#8211; del bianco.  Ricordiamo che la Marmi Carrara commercializza soprattutto il bianco proveniente dalle tre cooperative di Gioia, Lorano e Canalgrande. Le destinazione dei blocchi e delle lastre sono ricavate dalla tabella apposita sulle aree geografiche che è allegata alla relazione.  Una conferma che il bianco continua ad avere un mercato importante, e che è la Cina a fare la parte del leone. Gli Stati Uniti pesano per circa 223mila euro, altri Paesi dell&#8217;Unione europea (esclusa l&#8217;Italia) per 525mila.  Contrariamente all&#8217;anno scorso, in questa relazione non è stato inserito (o almeno, noi non li abbiamo trovati) il prezzo medio di vendita dei blocchi a tonnellata, che nel 2009 era stato di 157 euro. Visto il guadagno super, difficile pensare che il prezzo medio sia diminuito, anzi.  E per il 2011? Tutto lascia pensare che andrà ancora meglio, a giudicare dai dati già pubblicati ieri sui primi quattro mesi dell&#8217;export del lapideo: la vendita di blocchi e lastre ha infatti registrato un aumento del 6,4% in quantità e del 21,4% in valore. Insomma, finalmente sembra che si stia apprezzando anche il marmo.  Rimane il problema della lavorazione in loco, della possibilità di trasformare più marmo nella nostra città. È un problema complesso, per ora i benefici del forte rilancio del prodotto marmo sono ancora concentrati soprattutto al monte.  M.B</p>
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		<title>Salvini Marmi</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 16:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>abrasivi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende Informano]]></category>
		<category><![CDATA[marmi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Botticino , marmo estratto nella omonima  localitá in provincia di Brescia, vanta una tradizione d´utilizzo di oltre duemila anni per la scultura e l´edilizia. Possiamo ammirare in tutta Italia, dalla stessa Brescia, a Roma, ed in altre cittá d´arte, edifici e monumenti di epoca romana, realizzati con questo marmo e che hanno conservato, inalterate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Botticino , marmo estratto nella omonima  localitá in provincia di Brescia, vanta una tradizione d´utilizzo di oltre duemila anni per la scultura e l´edilizia. Possiamo ammirare in tutta Italia, dalla stessa Brescia, a Roma, ed in altre cittá d´arte, edifici e monumenti di epoca romana, realizzati con questo marmo e che hanno conservato, inalterate nel tempo,<span id="more-262"></span> la delicatezza dei colori e la compatezza strutturale. Il Botticino , oggi, é molto apprezzato anche all´estero, e deve la sua diffusione soprattutto nel mercato degli Stati Uniti anche al lodevole lavoro della Salvini Marmi che da oltre trent´anni opera nel comprensorio.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-266" title="salvini-marmi" src="http://abrasivi.altervista.org/marmo_granito/wp-content/uploads/2009/10/salvini-marmi.jpg" alt="salvini-marmi" width="180" height="139" />La Salvini Marmi vanta un esperienza che si tramanda di padre in figlio ormai da tre generazioni e fonda il suo successo su una modernissima struttura, sull´utilizzo delle tecnologie produttive piu moderne e sulla ricerca continua del piu elevato standard di customer service per quanto riguarda qualitá, selezione, tempo di consegna e prezzo.</p>
<p>Specializzatasi nella produzione di piastrelle modulari standard di spesore sottile (1cm) l´azienda Salvini Marmi rappresenta oggi un modello di nazionalitá, ordine e pulizia ovvero una serie di attributi che contribuiscono ad aumentare il suo valore aggiunto.</p>
<p>La fabbrica, si sviluppa in un area di circa 10.000 mq completamente al coperto, é suddivisa in varie unitá tutte comunicanti secondo un flusso produttivo logico:  sezione di stoccaggio e taglio dei blocchi di marmo, sezione con linea automatica di resinatura e lucidatura, sezione per lo stoccaggio del prodotto finito, sezione per il carico dei container e palazzina uffici.</p>
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		<title>Marmo &#8211; Botticino Classico.</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 07:39:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>abrasivi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studi e ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Botticino Classico]]></category>
		<category><![CDATA[marmo]]></category>

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		<description><![CDATA[Gianpiero Furbato Il botticino é un marmo di natura calcarea, la cui genesi é riconducibile ai processi che hanno interessato nel corso delle ere geologiche le formazioni sedimentarie prodottesi in alcune aree del territorio nazionale. In particolare, nella zona prealpina a est della cittá di Brescia, nel territorio del comune di Botticino, trovasi il bacino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><strong>Gianpiero Furbato </strong></em></p>
<p style="text-align: left;">Il botticino é un marmo di natura calcarea, la cui genesi é riconducibile ai processi che hanno interessato nel corso delle ere geologiche le formazioni sedimentarie prodottesi in alcune aree del territorio nazionale. In particolare, nella zona prealpina a est della cittá di Brescia, nel territorio del comune di Botticino, trovasi il bacino marmifero del Botticino Classico, da cui é estratto il marmo che per sue proprietá  <span id="more-244"></span>intrinseche e i pregi estetici ha trovato, fin dall´etá romana, e trova tuttora larga applicazione nel settore delle costruzioni, specie per scopi ornamentali e architettonici.</p>
<p style="text-align: left;">Per la tutela della qualitá del marmo Botticino Classico proveniente dal bacino estrattivo omonimo si é costituito dal  1987 un Consorzio avente la finalitá di promuovere e divulgare la conoscenza del prodotto, la cui estrazione si attesta attualmente sulle 40.000 tonnellate annue.</p>
<p style="text-align: left;"><em><strong>Caratteristiche cromatiche, chimiche e fisico-meccaniche del materiale</strong></em></p>
<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-full wp-image-247" title="botticino-classico" src="http://abrasivi.altervista.org/marmo_granito/wp-content/uploads/2009/10/botticino-classico.jpg" alt="botticino-classico" width="350" height="350" /></p>
<p style="text-align: left;">Sotto il profilo estetico, il marmo Botticino Classico presenta una colorazione chiara, generata da una matrice cromatica di fondo tendente al color crema, la cui uniformitá é interrota da linee irregolari e isolate di colorazione giallo-bruna e da una distribuzione maculare diffusa, tendente generalmente al bianco, che ne schiarisce complessivamente la colorazione. La presenza di differenti elementi cromatici e di diversificate distribuzioni di colore, conseguenti e naturalmente determinati dai processi genetici del lapideo, genera le varietá del marmo, apprezzate per la loro specificitá estetica.</p>
<p style="text-align: left;">Sotto  il profilo della composizione chimica, il marmo Botticino Classico mediamente contiene i compositi nelle relative percentuali in peso riportati nella tabella 1.Sotto il profilo del comportamento fisico-meccanico, le principali caratteristiche medie sono riassunte nella successiva tabella 2. da cui é agevole evincere, in un processo comparativo con altri marmi, come i dati prestazionali caratteristici rendano il Botticino Classico di sicuro interesse applicativo.</p>
<p style="text-align: left;">Tabella1.</p>
<table border="0" width="500">
<tbody>
<tr bgcolor="#ffff99">
<td width="65">Compound</td>
<td width="58">
<div>CaO</div>
</td>
<td width="58">
<div>CO2</div>
</td>
<td width="58">
<div>MgO</div>
</td>
<td width="58">
<div>Na2O</div>
</td>
<td width="58">
<div>Al2O3</div>
</td>
<td width="58">
<div>FE2o3</div>
</td>
<td width="53">
<div>K2O</div>
</td>
</tr>
<tr bgcolor="#d9e8f4">
<td>
<div>%</div>
</td>
<td>
<div>50,71</div>
</td>
<td>
<div>45,95</div>
</td>
<td>
<div>2,47</div>
</td>
<td>
<div>0,17</div>
</td>
<td>
<div>0,10</div>
</td>
<td>
<div>0,04</div>
</td>
<td>
<div>0,02</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: left;">Tabella2.</p>
<table style="height: 180px;" border="0" width="516">
<tbody>
<tr bgcolor="#ffff99">
<td style="text-align: center;" width="65">Caratteristica</td>
<td width="58">
<div style="text-align: center;">Carico di rottura a compressione</div>
</td>
<td style="text-align: center;" width="58">Carico di rottura a compressione dopo gelivitá</td>
<td style="text-align: center;" width="58">Prova di urto:altezza minima di caduta</td>
</tr>
<tr style="text-align: center;" bgcolor="#de90d5">
<td>Unitá di misura</td>
<td>[Kg/cm2]</td>
<td>[Kg/cm2]</td>
<td>[cm]</td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffff99">
<td style="text-align: center;" width="65">Valore</td>
<td style="text-align: center;" width="58">2161</td>
<td style="text-align: center;" width="58">2082</td>
<td style="text-align: center;" width="58">29</td>
</tr>
<tr bgcolor="#de90d5">
<td style="text-align: center;">Caratteristica</td>
<td style="text-align: center;">Peso specifico</td>
<td style="text-align: center;">Coefficiente di dilatazione termica lineare</td>
<td style="text-align: center;">Coefficiente di imbibizione</td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffff99">
<td style="text-align: center;" width="65">Unitá di misura</td>
<td style="text-align: center;" width="58">[Kg/m3]</td>
<td style="text-align: center;" width="58">[mm/m celsius]</td>
<td style="text-align: center;" width="58">[%]</td>
</tr>
<tr bgcolor="#de90d5">
<td style="text-align: center;">Valore</td>
<td style="text-align: center;">2682</td>
<td style="text-align: center;">4,4 x 10 -3</td>
<td style="text-align: center;">0,55</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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