<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-29383724</atom:id><lastBuildDate>Fri, 08 Nov 2024 15:35:26 +0000</lastBuildDate><category>Equivita</category><category>giu le mani dai bambini</category><category>Redazione Altrasalute</category><category>Istituto di Medicina Naturale</category><category>guna</category><category>Centro Studi di Medicina Integrata</category><category>Medicina sulla Persona</category><category>paolo roberti di sarsina</category><category>windsorcomunication</category><category>Associazione Culturale GARUDA</category><category>Cure Naturali</category><category>Focusing</category><category>Integratori alimentari</category><category>Lampis Research</category><category>Lumen</category><category>Peperoncino</category><category>AIOT</category><category>Agopuntura</category><category>Associazione Medica Homeosynesis</category><category>Attività fisica</category><category>CeSMI</category><category>Diete</category><category>Donna</category><category>FIAMO</category><category>Feng-Shui</category><category>Massaggio sonoro</category><category>Movimenti Taoisti</category><category>Nutrigea</category><category>Ridere come terapia</category><category>Universo LIPSI</category><category>Univesutà di Bologna</category><category>Yoga</category><category>biosalus</category><category>mєdiawatch</category><category>ordine dei medici di bologna</category><category>vega2000</category><title>Altrasalute.it</title><description>QUESTO E&#39; UNO SPAZIO DEDICATO ALL&#39;INFORMAZIONE RELATIVA ALLA RICERCA DEL BENESSERE PERSONALE ATTRAVERSO L&#39;UTILIZZO DI TECNICHE E TERAPIE COMPLEMENTARI ED ALTERNATIVE ALLA MEDICINA UFFICIALE</description><link>http://altrasalute.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Altrasalute.it)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>202</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-29383724.post-2969374044036793606</guid><pubDate>Sat, 28 Apr 2012 11:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-04-28T13:52:37.273+02:00</atom:updated><title>Appello-Denuncia del Prof. Giuseppe Altieri agli organi istituzionali competenti</title><description>Vietare immediatamenti i Pesticidi Neonicotinoidi tossici e gli altri Agrofarmaci chimici di sintesi sostituibili con tecniche alternative biologiche registrate al commercio e, pertanto, efficienti; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E sospendere immediatamente i pagamenti agroambientali regionali alla presunta agricoltura integrata, basata su semplici elenchi di prodotti chimici consentiti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riconvertire l&#39;Agricoltura Italiana al biologico con i 10 Miliardi di € ancora disponibili nei Piani di Sviluppo Rurale delle regioni per il 2012-2013&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Si richiede l&#39;adesione al presente documento a tutti gli interessati e alle associazioni del settore)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E&#39; necessario Vietare immediatamenti i Neonicotinoidi e gli altri insetticidi chimici tossici, sostituibili con tecniche alternative biologiche efficienti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tali prodotti sono stati eliminati dall&#39;uso come concianti dei semi, in quanto pericolosi a distanza di mesi sulle api che venivano in contatto con i fiori o le altre parti di piante nate da semi trattati chimicamente (con microdosi di neonicotinoidi)... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
...ma gli stessi prodotti chimici vengono ancora incredibilmente irrorati, in quantità molto maggiori, con pericolo grave ed attuale per la salute degli operatori agricoli e dei consumatori, sulle coltivazioni stesse per controllare afidi e altri insetti dannosi, che possono essere ridotti al disotto delle soglie economiche di danno attraverso l&#39;impiego di insetti utili e/o insetticidi naturali, quali saponi potassici, olii piretro naturale, azadiractina ed altri prodotti &quot;biologici&quot; tutti regolarmente registrati al commercio e, pertanto sottoposti alle relative prove di efficacia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vista la pericolosità dei Neonicotinoidi è pertanto necessario applicare il principio di precauzione con comparazione di tecnologia, sospendendo immediatamente l&#39;uso dei neonicotinoidi in ogni ambito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli apicoltori del Piemonte sono stati in sciopero della fame per tutto il 2011e il procuratore Raffaele Guariniello ha aperto un&#39;indagine a tal proposito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si allega il Report del Prof. Stefano Maini, Entomologo dell&#39;Università di Bologna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E si fa appello e denuncia alle autorità competenti,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
per un divieto immediato di tutti i Pesticidi chimici di sintesi sostituibili da tecniche biologiche registrate al commercio e sottoposte a prove di efficacia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si ricorda inoltre che gli agronomi e gli agricoltori sono tenuti in primis ad impiegare e prescrivere tutte le tecniche disponibili, regolarmente registrate al commercio, alternative all&#39;uso di Pesticidi e diserbanti chimici, pericolosi per la salute e l&#39;ambiente, al fine di rispettare i diritti inviolabili tutelati dalla Costituzione (Art.32 e 9). E in base al principio di precauzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nello stesso tempo i commercianti di Prodotti chimici di sintesi o gli agronomi a loro collegati da interessi commerciali non possono prescrivere gli interventi sulle coltivazioni, in quanto trattasi di abuso di professione nell&#39;ambito dell&#39;atto fitosanitario, delegato alla professione dell&#39;Agronomo iscritto all&#39;Albo professionale (vedasi relativa circolare sull&#39;atto fitosanitario e deontologia professionale dell&#39;agronomo).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si rammenta inoltre che i Neonicotinoidi come moltissimi altri Prodotti chimici di sintesi sono inseriti e consentiti (in quantità molto superiore al normale uso convenzionale) nei cosiddetti disciplinari di Produzione agricola Integrata, attraverso i quali si stanno sperperando le enormi risorse agroambientali europee e regionali, destinate in realtà all&#39;agricoltura biologica e alla &quot;sostituzione&quot; dei pesticidi chimici di sintesi in agricoltura, ovvero all&#39;Agricoltura Integrata, con priorità di applicazione di tutti i mezzi biologici disponibili sul mercato, cosi come definito dall&#39;allegato (Norme OILB sulla Produzione Integrata) alla decisione CE 30-12 1996, sulla stessa produzione integrata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si rammenta che i Pagamenti Agroambientali furono istituiti proprio per i maggiori costi e minori ricavi eventuali, conseguenti all&#39;uso dei mezzi tecnici biologici, prioritari ed obbligatori nella Produzione Integrata. Mentre vengono erogati da amento 15 anni per presunte riduzioni di impiego di prodotti chimici di sintesi, non verificabili, ne tantomeno controllabili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno scandalo di cui si è parlato da un decennio a Report, Ambiente Italia, e in altri mass media nazionali e regionali, che dura ormai da oltre 15 anni, puntualmente censurato dalla Corte dei Conti Europea (Relazione n.3/2005).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E che bisogna ora di interrompere d&#39;autorità , da parte delle procure regionali e nazionali della Corte dei Conti e degli altri organi competenti, istituzionali e giuridici, regionali e/o Europei&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#39;Italia (Dati OMS) ha raggiunto il record mondiale dei tumori dell&#39;infanzia (con tasso doppio di tumori neonatali rispetto ad alla media UE) e l&#39;aspettativa di vita sana nel nostro paese è crollata di oltre 10 anni dal 2004 ad oggi (Eurostat), mentre il mercato degli agrofarmaci chimici di sintesi, principali concause aggravanti di moltissime malattie degenerative umane, invece di ridursi, com&#39;è accaduto in altri paesi europei in modo drastico (in certi casi di oltre l&#39;80%, grazie a programmi agroambientali adeguati), in Italia è aumentato continuamente, sostenuto da Pagamenti Agroambientali dei PSR Regionali (attivi dal 1992) il cui obiettivo avrebbe dovuto essere invece la &quot;sensibile riduzione degli stessi prodotti chimici di sintesi&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo&lt;br /&gt;
Docente Ist. Agrario &quot;A. Ciuffelli&quot; Todi&lt;br /&gt;
Studio Associato Agernova, Servizi Avanzati per l&#39;Agroecologia e la Ricerca&lt;br /&gt;
Massa Martana (PG)</description><link>http://altrasalute.blogspot.com/2012/04/appello-denuncia-del-prof-giuseppe.html</link><author>noreply@blogger.com (Altrasalute.it)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-29383724.post-82947084861130499</guid><pubDate>Fri, 27 Apr 2012 16:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-04-27T18:24:01.543+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">giu le mani dai bambini</category><title>PSICOFARMACI: UN TREDICENNE SU QUATTRO LI ASSUME, SPESSO SENZA PRESCRIZIONE</title><description>Comunicato stampa del 27/04/2012&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Studio dell&#39;Università di Torino: psicofarmaci assunti dal 25% dei minori con amici e/o somministrati dai genitori senza alcuna prescrizione medica. Alberto Ugazio (SIP): &quot;in assenza di patologia la terapia farmacologica non è assolutamente indicata&quot;. Poma (Giù le Mani dai Bambini): &quot;Appello al Ministro Balduzzi: allarme già rilanciato da noi nel 2009, ma l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l’Agenzia del Farmaco (AIFA) continuano a sottostimare il problema&quot; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
TORINO - Secondo i risultati di uno studio condotto dall&#39;Università di Torino a cura della Dott. sa Roberta Siliquini – Professore Ordinario di Epidemiologia, Igiene Generale e Sanità Pubblica all’Università di Torino - un adolescente su quattro assume psicofarmaci a casa, su consiglio dei genitori, o fuori casa, in accordo con gli amici, quasi sempre senza prescrizione medica. Inizialmente, lo studio ha preso in esame una casistica di 600 soggetti, ma il progetto di ricerca prevede di arrivare a 2.000 casi esaminati entro la fine del corrente anno, alla ricerca di conferme per un trend che vari commentatori esperti definiscono “inquietante”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la presentazione dei risultati preliminari della ricerca, il primo commento ufficiale è quello del Presidente della Società Italiana di Pediatria (SIP), il Dott. Alberto Ugazio, il quale ricorda che &quot;l’automedicazione, o il fai da te‚ è quanto di meno auspicabile possa esserci per la salute dei nostri bambini. Inoltre, l’ansia è un sintomo che va valutato attentamente: se non indica una patologia, la terapia farmacologica non è assolutamente indicata&quot;. Secondo la Prof. Siliquini, infatti, molte assunzioni improprie di psicofarmaci avvengono per scelta degli stessi genitori, che cercano in questo modo di “dare una risposta agli stati di disagio dei propri figli”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&quot;Un fenomeno inquietante, in continua crescita ovunque nel mondo, come anche nel nostro Paese - ha commentato Luca Poma, giornalista e Portavoce nazionale di “Giù le Mani dai Bambini”, il più rappresentativo comitato indipendente per la farmacovigilanza pediatrica in Italia (www.giulemanidaibambini.org) - che la nostra organizzazione aveva denunciato nel 2009, riprendendo i dati del ‘rapporto ESPAD’ che evidenziò già allora il 10% di minori che utilizzavano psicofarmaci con modalità “fai da te”.[1] I rischi sono molteplici - continua Poma – dagli effetti collaterali di queste molecole, che vanno dai problemi cardiaci anche gravi alla stimolazione di idee suicidarie, a seconda della classe farmacologica utilizzata, a quelli di carattere psicologico e pedagogico: stiamo permettendo la trasmissione ai nostri figli un modello sbagliato, ovvero che basta una pillola per risolvere qualsiasi problema. Tra l’altro questi prodotti – con buona pace delle norme stabilite dagli organismi sanitari di controllo – si reperiscono con estrema facilità su internet, pagando con un comune conto PayPal: sono perlomeno 7 anni che ci siamo messi a disposizione dell’Agenzia del Farmaco e dell’Istituto Superiore di Sanità una campagna seria di prevenzione su questo tema, che impegnerebbe ben poche risorse, ma il problema continua ad essere colpevolmente sottostimato. Ci appelliamo allora direttamente – conclude Poma - al Ministro della Salute Prof. Renato Balduzzi: non attendiamo che la situazione vada alla deriva, com’è già successo in USA e in altre nazioni, perché qui è in gioco il futuro delle nuove generazioni del nostro paese”&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Per media relation: 337/415305 - portavoce@giulemanidaibambini.org &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</description><link>http://altrasalute.blogspot.com/2012/04/psicofarmaci-un-tredicenne-su-quattro.html</link><author>noreply@blogger.com (Altrasalute.it)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-29383724.post-3388767678794980342</guid><pubDate>Wed, 22 Feb 2012 18:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-22T19:55:55.920+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Medicina sulla Persona</category><title>Giornata Internazionale di Medicina Antroposofica in memoria di Giuseppe Leonelli</title><description>ASSOCIAZIONE PER LA MEDICINA CENTRATA SULLA PERSONA ONLUS&lt;br /&gt;Giornata Internazionale di Medicina Antroposofica in memoria di Giuseppe Leonelli&lt;br /&gt;Sabato 3 marzo 2012&lt;br /&gt;Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Bologna&lt;br /&gt;via Belle Arti 54 - 40126 Bologna&lt;br /&gt;Patrocinii&lt;br /&gt;Regione Emilia-Romagna&lt;br /&gt;Provincia di Bologna&lt;br /&gt;Comune di Bologna&lt;br /&gt;Azienda AUSL di Bologna&lt;br /&gt;Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri&lt;br /&gt;Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Bologna&lt;br /&gt;Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Firenze&lt;br /&gt;Osservatorio e Metodi per la Salute, Università di Milano-Bicocca&lt;br /&gt;International Federation of Anthroposophic Medical Associations&lt;br /&gt;Società Italiana di Medicina Antroposofica&lt;br /&gt;Fondazione di Nooopolis, Roma&lt;br /&gt;Mattino&lt;br /&gt;ore 9 Saluto del Presidente Dott. Paolo Roberti di Sarsina&lt;br /&gt;ore 9,10 Saluto del Presidente OMCeO di Bologna Dott. Giancarlo Pizza&lt;br /&gt;ore 9,15 Saluto della Dott.ssa Laura Borghi, Presidente della Società Italiana di Medicina Antroposofica e degli&lt;br /&gt;ex Presidenti Dott. Mauro Alivia e Dott. Giancarlo Buccheri.&lt;br /&gt;ore 9,20 Introduzione: Dott. Mauro Alivia, Vice Presidente Vicario&lt;br /&gt;ore 9,30 Relazione del Dott. Carmelo Samonà: “La Memoria e il Lascito di Giuseppe Leonelli”&lt;br /&gt;ore 10 Conferenza del Dott. Peter Zimmermann, Presidente della Federazione Internazionale delle Società di&lt;br /&gt;Medicina Antroposofica (IVAA) e del Dott. Thomas Breitkreuz componente del Direttivo IVAA.&lt;br /&gt;Pomeriggio&lt;br /&gt;Interventi preordinati: Esperienze di Medicina Antroposofica a Bologna e in Emilia-Romagna&lt;br /&gt;ore 14 Dott. Roberto Amabile, medico antroposofo, Bologna&lt;br /&gt;ore 14,20 Dott. Angelo Antonio Fierro, medico antroposofo, Bologna&lt;br /&gt;ore 14,40 Dott. Davide Bertorelli, medico antroposofo, psichiatra AUSL Parma&lt;br /&gt;Tavola rotonda&lt;br /&gt;Daniele Bosone, Peter Zimmermann, Thomas Breitkreuz, Mauro Alivia, Laura Borghi, Giancarlo Buccheri,&lt;br /&gt;Fausto Panni. Modera: Paolo Roberti di Sarsina.&lt;br /&gt;Conclusioni&lt;br /&gt;Segreteria Scientifica: Mauro Alivia, Paolo Roberti di Sarsina, Roberto Amabile&lt;br /&gt;Segreteria Organizzativa: Paolo Roberti di Sarsina, Cesare Pilati, Mauro Alivia</description><link>http://altrasalute.blogspot.com/2012/02/giornata-internazionale-di-medicina.html</link><author>noreply@blogger.com (Altrasalute.it)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-29383724.post-2501798634762338044</guid><pubDate>Mon, 09 Jan 2012 18:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-09T19:11:22.469+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Equivita</category><title>NO all’allineamento dell’Italia con l’oscurantismo proposto dalla UE</title><description>&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span&gt;COMUNICATO EQUIVITA 9/01/2012&lt;br /&gt;Lettera al Ministro della Salute Balduzzi:&lt;br /&gt;Quando alla colpevole indifferenza di tanti si sommano gli interessi colossali di pochi&lt;br /&gt;Il Comitato Scientifico EQUIVITA ritiene obbligatorio esprimere ancora una volta il suo fortissimo dissenso, condiviso dalla grande maggioranza dei cittadini italiani, sul testo della direttiva europea 2010/63 (derisoriamente chiamata “sulla protezione degli animali utilizzati per fini scientifici”) prima che essa venga recepita in Italia.&lt;br /&gt;Moltissimi sono gli argomenti che dal giorno del voto al Parlamento Europeo sono stati messi in luce da vasti settori della popolazione. Essi spaziano dall’analisi razionale delle procedure usate nella ricerca all’analisi sociale, giuridica, etica e filosofica.&lt;br /&gt;Nessuna di queste prospettive consente ad alcuno di noi di scagionare la legge più retrograda che mai sia stata votata a Strasburgo.&lt;br /&gt;Il nostro compito, quale Comitato Scientifico, che cerca di difendere gli interessi della Scienza, è di far conoscere, ancora una volta, l’immenso divario che dopo il recepimento della direttiva ci separerà dal resto del mondo progredito a causa dell’inadeguatezza (ancora più accentuata al giorno d’oggi) dei test su animali per l’acquisizione delle necessarie conoscenze scientifiche. La sperimentazione animale, che con questa legge viene incentivata ancora più rispetto alla legge precedente, porta danno all’uomo in due modi:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span&gt;1) fa in modo che vengano sperimentate sull’uomo delle sostanze che non hanno subito alcun vaglio preventivo (le prove su animali non danno risultati applicabili all’uomo, ogni specie reagisce diversamente: stricnina, cicuta e arsenico, alimenti velenosissimi per noi, ma innocui per molti animali da laboratorio, ne sono uno dei mille esempi);&lt;br /&gt;2) fa in modo che spesso vengano scartate sostanze molto utili per l’uomo, per il solo fatto che sono risultate innocue sulle cavie.Ogni anno molte centinaia di migliaia di animali vengono sacrificati sull’altare di una falsa scienza. Perché?Per inerzia culturale, interessi commerciali, ma soprattutto per fornire una facile tutela giuridica ai produttori. Questa si riassume nella frase del Prof. Claude Reiss, direttore emerito CNRS- Parigi,:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il fatto che la stessa sostanza possa essere dichiarata ‘inoffensiva’ o ‘cancerogena’ a seconda della specie animale utilizzata, fa della sperimentazione animale lo strumento ideale per commercializzare ogni tipo di prodotto, anche se pericoloso, e per mettere a tacere le vittime che osassero fare causa al produttore”&lt;br /&gt;Mentre gli Stati Membri dell’Unione Europea recepiscono la nuova direttiva (che non offre neppure uno spiraglio ad un futuro aggiornamento della ricerca) negli Stati Uniti, dopo l’annuncio dato nel 2007 dal National Research Council con il Rapporto “Tossicologia del XXI secolo”, di un “cambiamento epocale, di quelli che hanno dato un nuovo corso alla storia della scienza, come la scoperta della penicillina, quella del DNA, ecc. ecc … le prove su animali saranno sostituite da un sistema basato principalmente sui metodi in vitro che valutano i cambiamenti nei processi biologici con l’osservazione delle cellule” nella riunione annuale della AAAS (Associazione Americana per l’Avanzamento della Scienza), è partito un piano quinquennale di tossicologia cellulare da parte della maggiori agenzie di controllo (EPA,NIEHS, NHGR).&lt;br /&gt;In particolare l’anno scorso (vedi “Scientific American” 13.10.10) EPA,NIHS e FDA hanno lanciato un nuovo progetto che prevede la valutazione tossicologica di 10.000 sostanze entro il 2013, per mezzo di un’attrezzatura robotica ad altissima velocità, che secondo il direttore del centro dell’EPA, David Dix “Conduce contemporaneamente, in tempi rapidissimi, 150.000 sperimentazioni, fornendo una quantità di dati finora inimmaginabile!”&lt;br /&gt;E’ triste constatare l’enorme divario che ci divide dal continente americano, è ancor più triste constatare che le aspettative di chi difende il progresso della ricerca (dal quale dipende, in particolare con le prove di tossicità, la salute umana) e quelle di chi difende i diritti di esseri senzienti (gli animali di laboratorio) avrebbero entrambe potuto essere esaudite con una nuova legge innovativa, che avesse consentito un passaggio ai nuovi metodi, in realtà necessari e indispensabili per soddisfare le attuali esigenze per la difesa della salute e dell’ambiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;EquivitaComitato Scientifico Antivivisezionista&lt;br /&gt;Via P. A. Micheli, 6200197 Roma&lt;br /&gt;Tel. +39.06.3220720&lt;br /&gt;Cell. 335.8444949&lt;br /&gt;Fax +39.06.3225370&lt;br /&gt;emailto: outbind://15-000000003C4BC81FCC3BD345B786068A43DE5025C4179E00/equivita@equivita.it&lt;br /&gt;http://www.equivita.it/&lt;br /&gt;c/c postale:88922000&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://altrasalute.blogspot.com/2012/01/no-allallineamento-dellitalia-con.html</link><author>noreply@blogger.com (Altrasalute.it)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-29383724.post-5104139288146887209</guid><pubDate>Tue, 22 Nov 2011 17:12:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-11-22T18:14:30.859+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">giu le mani dai bambini</category><title>III CONVEGNO NAZIONALE SULLA PLUSDOTAZIONE</title><description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;COMUNICATO STAMPA DEL 22/11/2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Valorizzare i bambini di talento: all’Università di Pavia il 3°&lt;br /&gt;convegno nazionale dedicato ai “piccoli geni”&lt;br /&gt;Pavia, Aula Golgi, 25-26 novembre 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come individuare e valorizzare i bambini di elevate capacità cognitive e di notevole talento: se ne discute a Pavia il 25 e 26 novembre in occasione del terzo convegno nazionale dedicato allo sviluppo del potenziale dei bambini plusdotati. Esperti da tutto il mondo si confronteranno e presenteranno le più attuali ricerche sul tema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bambini intelligentissimi, ma anche iperattivi e distratti, bambini a volte isolati dai coetanei perché “diversi”: come aiutare genitori e insegnanti a riconoscere, valorizzare e inserire al meglio i bambini di talento e plusdotati? A questo tema è dedicato il III Convegno nazionale “Bambini gifted e di talento: l’approccio della ricerca” in programma il 25 e 26 novembre presso l’Aula Golgi dell’Università di Pavia (Piazza Botta n° 10), che rappresenta il momento conclusivo del ciclo di incontri la mente in movimento, e che analizzerà lo sviluppo del potenziale nei vari contesti educativi e formativi: come individuare i bambini gifted? Come valorizzarne le capacità nel sistema scolastico italiano e straniero? Su queste domande si concentra la prima giornata del convegno, il 25 novembre, orientata alla presentazione delle ricerche più attuali. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Tra i relatori, interverrà Maureen Neihart, dal National Institute of Education di Singapore, esperta di fama mondiale su tema del talento e della plusdotazione, che presenterà in anteprima una rivisitazione dei criteri diagnostici per l‘individuazione dei profili dei bambini gifted. La giornata ospiterà numerosi relatori nazionali e internazionali che a diverso titolo si occupano della valorizzazione del talento e vorrebbe porsi l’obiettivo di riflettere circa le linee guida da seguire per non disperdere il capitale umano di cui disponiamo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;La giornata del 26 novembre prevede laboratori specifici per insegnanti, bambini e genitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il convegno è organizzato dal Laboratorio di Ricerca e Intervento per lo sviluppo del potenziale, del Talento e della Plusdotazione del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Pavia, che nel corso del 2011 ha approfondito il concetto di movimento e sviluppo dell’individuo anche grazie al ciclo di incontri “La mente in movimento. Nuovi approcci per coltivare il talento e sviluppare il potenziale.” &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;“Il concetto di movimento – dichiara la Prof. Maria Assunta Zanetti, Direttore scientifico del Laboratorio di Pavia - vuole richiamare il tema dello sviluppo individuale dei bambini all’interno di una prospettiva dinamica in cui interagiscano sia fattori cognitivi che fattori emotivi e relazionali, analizzando l’offerta di possibilità formative e spazi per giovani menti brillanti e creative, che costituiscono il vero capitale umano del nostro Paese.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luca Poma, giornalista e portavoce nazionale di “Giù le Mani dai Bambini” – primo e più rappresentativo comitato per la farmacovigilanza nel nostro paese (&lt;a title=&quot;outbind://14-000000003C4BC81FCC3BD345B786068A43DE5025E4C99D00/&quot; href=&quot;&quot;&gt;www.giulemanidaibambini.org&lt;/a&gt;), che modererà la giornata, ha dichiarato: “Iniziativa di valore questa dell’Università di Pavia: spesso questi bambini sono percepiti come ‘diversi’ dai coetanei e mal gestiti dal sistema scolastico, del tutto impreparato dinnanzi a un bambino plusdotato, con il risultato che le loro peculiarità rischiano di essere confuse con una patologia e impropriamente medicalizzate, anche – conclude Poma - mediante l’uso di psicofarmaci per contrastare la loro iperattività”&lt;/div&gt;</description><link>http://altrasalute.blogspot.com/2011/11/iii-convegno-nazionale-sulla.html</link><author>noreply@blogger.com (Altrasalute.it)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-29383724.post-3118570513636642752</guid><pubDate>Fri, 18 Nov 2011 18:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-11-18T19:38:42.697+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">giu le mani dai bambini</category><title>L&#39;ARTE DI MINA TORNA IN SCENA a BERGAMO: DOPO I SUCCESSI DI PARIGI, EMMA RE AL TEATRO SOCIALE PER LA GIORNATA MONDIALE DELL&#39;INFANZIA DELL’ONU</title><description>COMUNICATO STAMPA 18/11/11&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domani, sabato 19/11/2011 nella splendida cornice storica del Teatro Sociale di Bergamo, Emma Re – reduce dai successi di Parigi, dove la Sua interpretazione della Tigre di Cremona ha registrato “sold-out” – interpreterà uno spettacolare concerto dal titolo &quot;Oggi sono Mina&quot;. L&#39;evento sarà preceduto da un contributo video esclusivo di Paolo Limiti, storico autore di Mina. Organizzazione a cura di Progetto Bergamo Onlus in collaborazione con il Comitato &quot;Giù le Mani dai Bambini&quot; Onlus. L’intero incasso viene devoluto in beneficenza.Informazioni sull’evento: www.giornatamondialeinfanzia.org&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una serata interamente dedicata a Mina, la cui voce ha incantato il mondo per generazioni: domani sera, 19 novembre h. 21.00 a Bergamo nella prestigiosa cornice storica del Teatro Sociale, si celebrerà la Giornata Mondiale dell&#39;Infanzia delle Nazioni Unite, che ogni anno ricorre il 20 novembre. A interpretare nei suoi più famosi successi la &quot;tigre di Cremona&quot;, sarà Emma Re, unica artista occidentale che si è esibita davanti a 92.000 persone all’evento di apertura delle Olimpiadi Pechino, ritrasmesso in mondo-visione, e che ha composto e arrangiato la colonna sonora del kolossal &quot;The legend of Bruce Lee&quot;, trasmesso dalla TV di stato cinese in 22 paesi del mondo. Voce straordinaria e virtuosa, è reduce dai successi di Parigi, dove lo stilista Pierre Cardin l’ha definita “una delle voci femminili più intriganti degli ultimi 50 anni”.&lt;br /&gt;Il confronto con Mina non spaventa l&#39;artista, che ha dichiarato: &quot;Il mio vuole essere un omaggio ad una delle più grandi artiste italiane di tutti i tempi. Ho caratterizzato con la mia voce le sue canzoni, immaginandola seduta tra le file del teatro, in fondo, con la sua abituale discrezione, ad ascoltarmi. Ho l’ambizione di sperare che sarebbe contenta del risultato”. A ulteriore conferma del forte legame con Mina, il concerto - presentato da Marco Balestri (Scherzi a parte, Stranamore, X Factor - sarà introdotto da una videointervista inedita di Paolo Limiti, realizzata per l’occasione. Paolo Limiti è uno dei volti più noti della televisione italiana, e ha collaborato con Mina per molti anni, scrivendo per Lei alcune delle canzoni di maggiore successo come “La Voce del Silenzio”, “Bugiardo e Incosciente”, “Buonasera, Dottore”, “Ballata d’Autunno”, “Eccomi” e molte altre.&lt;br /&gt;Il concerto, dal titolo &quot;Oggi sono Mina&quot; si avvale del patrocinio del Ministero dei Beni e Attività Culturali, RAI – Radio Televisione Italiana, Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Comune di Bergamo. Il prezzo dei biglietti - acquistabili presso la biglietteria del teatro - pari a € 20 a poltrona, verrà interamente devoluto in beneficenza per programmi di informazione e sensibilizzazione sul diritto alla salute dei minori.&lt;br /&gt;Informazioni sull’evento sono reperibili sul sito &lt;a href=&quot;http://giornatamondialeinfanzia.org/&quot;&gt;http://www.giornatamondialeinfanzia.org/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per media-relation 338/7478239 – coordinatore@giulemanidaibambini.org</description><link>http://altrasalute.blogspot.com/2011/11/larte-di-mina-torna-in-scena-bergamo.html</link><author>noreply@blogger.com (Altrasalute.it)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-29383724.post-4354339748313411962</guid><pubDate>Tue, 08 Nov 2011 17:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-11-08T18:13:14.347+01:00</atom:updated><title>11-11-11 : GIORNATA ITALIANA DELLA LIBERTA’ DI SCELTA TERAPEUTICA SECONDO UNA VISIONE OLISTICA</title><description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Il giorno 11 Novembre 2011 (11 - 11 -11) è dedicato alla Libertà di Scelta Terapeutica in Italia. Il percorso per il riconoscimento delle medicine non convenzionali ha seguito sino ad oggi un lungo iter parlamentare, senza giungere ancora alla creazione di un quadro normativo nazionale. Attualmente in Italia non è ancora giuridicamente riconosciuta la figura professionale del Naturopata e dell&#39;operatore delle Discipline Bio-Naturali. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Per questi motivi, liberi cittadini, hanno deciso di creare un sito e raccogliere le 50.000 firme necessarie per presentare una proposta di Legge apartitica di iniziativa popolare, con una visione olistica dove le conoscenze di cura coesistono, non limitandosi alla mera tolleranza ma integrandosi con amore per il bene dell&#39;uomo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Uomo inteso nella sua completa espressione : fisica, mentale e spirituale. 50.000 firme per la libertà di scelta terapeutica e la legittimità delle Medicine Non Convenzionali. Una proposta di Legge Popolare non vincolata o promossa da alcun Partito Politico, Ente o Società, senza secondi fini e che non è contro la Medicina Ufficiale. In occasione della giornata italiana della Libertà di Scelta Terapeutica tutte le 17.200 persone che hanno già firmato si impegneranno nell’inserire una lettera in busta chiusa nella cassetta della posta dei loro condomini per sensibilizzarli su questo argomento e richiedere la loro firma. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Si raccomanda di scrivere in grande sulla busta MESSAGGIO IMPORTANTE e di indicare il cognome della famiglia. Questo garantisce una lettura più efficace del messaggio che altrimenti verrebbe considerato semplice pubblicità.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Vai sul sito &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;a title=&quot;blocked::http://www.unaleggeperlemedicinenonconvenzionali.it/&quot; href=&quot;http://www.unaleggeperlemedicinenonconvenzionali.it/&quot;&gt;http://www.UnaLeggePerLeMedicineNonConvenzionali.it/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;e partecipa a questo Progetto del 11-11-11 scaricando la lettera che si trova a questo indirizzo web :&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;a title=&quot;blocked::http://www.unaleggeperlemedicinenonconvenzionali.it/vittoria_11_11_11.pdf&quot; href=&quot;http://www.unaleggeperlemedicinenonconvenzionali.it/vittoria_11_11_11.pdf&quot;&gt;www.unaleggeperlemedicinenonconvenzionali.it/vittoria_11_11_11.pdf&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;e ponendo subito la tua firma !&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Grazie. Uniti è possibile. Insieme si vince !!! &lt;/div&gt;</description><link>http://altrasalute.blogspot.com/2011/11/11-11-11-giornata-italiana-della.html</link><author>noreply@blogger.com (Altrasalute.it)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-29383724.post-7655751296247044794</guid><pubDate>Mon, 31 Oct 2011 14:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-10-31T15:20:01.012+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">giu le mani dai bambini</category><title>LA MULTINAZIONALE FARMACEUTICA SHIRE CENSURA E DIFFIDA LEGALMENTE UN PICCOLO SITO WEB DI MATERA</title><description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;COMUNICATO STAMPA DEL 30/10/2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il Resto”, sito web di informazione locale di Matera, ha ricevuto una diffida legale dalla Shire Italia: “Ritrattare quanto è stato scritto sulle strategie di marketing di Shire per introdurre un nuovo psicofarmaco per bambini in Italia, oppure venir denunciati in Tribunale e pagare i danni”, questa la sintesi della diffida secondo quanto riferisce il sito web lucano. Poma (giornalista, Giù le Mani dai Bambini): “Molto grave l’atteggiamento di Shire che vuole censurare internet: come al solito le multinazionali se la prendono solo con le piccole realtà e soffocano la libertà di espressione sul web”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia è di quelle “da manuale”, ma per essere compresa richiede una premessa. A inizi 2011 SHIRE® – multinazionale farmaceutica inglese da oltre 3 miliardi di euro di fatturato – dà mandato a un’agenzia internazionale di pubbliche relazioni di promuovere in Italia iniziative sull’ADHD, la Sindrome da iperattività e deficit di attenzione (bambini troppo agitati e distratti), spesso “curata” con potenti psicofarmaci. Congressi, dialogo con la classe medica, articoli sui giornali: un’azione apparentemente culturale e di sensibilizzazione per informare su un disagio che riguarda sempre più famiglie e scuole, anche nel nostro paese. Nessuno però all’epoca sospetta che proprio SHIRE® sta per introdurre in Italia uno psicofarmaco per bambini, la Guanfacina, una vecchia molecola anti-ipertensiva autorizzata negli Stati Uniti i cui effetti collaterali – tra i quali grave confusione e depressione delle funzioni mentali (1) – non sono ancora stati misurati sui minori, ma che la multinazionale inglese vorrebbe riciclare per l’uso sui bimbi: una sperimentazione su bambini è - su iniziativa di SHIRE - in corso in quel periodo nella massima riservatezza (2) in un centro ricerche di Pisa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Furono proprio i giornalisti della redazione di “Giù le Mani dai Bambini” – il più rappresentativo comitato indipendente per la farmacovigilanza pediatrica in Italia (www.giulemanidaibambini.org) a svelare i piani di SHIRE® in Italia, il cinque luglio scorso, lanciando un comunicato stampa estremamente dettagliato (3) e completo di tutte le prove circa i piani di sviluppo nel nostro paese per il redditizio business di quelle che un noto psichiatra americano, Allen Frances, ha recentemente definito “droghe legali in grado di dare più dipendenza di quelle illegali”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scandalo esplose subito: un’interrogazione parlamentare venne depositata alla Camera dei Deputati a firma dell’On. Paola Binetti e di altri deputati (4) e un’analoga iniziativa venne assunta al Parlamento Europeo dall’On. Cristiana Muscardini (5). Se ne parlò molto sui mass-media nazionali (6) e internazionali (7), fino in Australia, con il risultato che anche il Ministro della Salute Ferruccio Fazio ordinò una verifica dei NAS sulle presunte attività “promozionali” da parte di SHIRE®, verifica che - come spesso succede in Italia – si concluse con un nulla di fatto. “Le modalità di svolgimento dell’indagine dei NAS – conferma Luca Poma, giornalista e portavoce di “Giù le Mani dai Bambini” – hanno del ridicolo, tanto furono approssimative. L’unica cosa che avrebbero dovuto fare, ovvero sequestrare il contratto che provava il legame l’agenzia di PR e la multinazionale farmaceutica, guarda caso non l’hanno fatta, non mi risulta che abbiano neppure tentato di accedere nelle sedi ove esso era presumibilmente custodito, si sono limitati a riportare nelle loro conclusioni documenti presenti su internet, peraltro pubblicati da noi. Tanto fu scandalosa la gestione di questo dossier da parte dei NAS che scrivemmo una lettera aperta di protesta al Ministro Fazio (8)”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E siamo a oggi, quando – a sorpresa, nel corso delle feste per il ponte di Ognissanti, mesi dopo la fine della “querelle” – l’Avvocato Riccardo Francalanci per conto di SHIRE Italia con una lettera dai toni ultimativi ha diffidato un piccolo periodico di Matera, on-line su www.ilresto.tv, dal rimuovere immediatamente un articolo che rendicontava sull’accaduto in quei giorni di luglio. (9)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E’ surreale che SHIRE trascini in tribunale – come ha annunciato di voler fare – un sito internet che ha come unica colpa quella di aver ripreso notizie ampiamente circolate sui mass-media nazionali e non solo, ha dichiarato Luca Poma. Perché non diffidano l’ADN Kronos che pure riprese la notizia, o Affari Italiani, o il quotidiano La Stampa, o la radio di Stato Australiana “SBS”? Nel perfetto stile delle multinazionali se la prendono solo con i più piccoli. Nella lettera legale di diffida, SHIRE afferma che la nostra denuncia di luglio non sarebbe abbastanza documentata: perché allora non attaccano direttamente noi? Tutto quello che abbiamo affermato è invece dettagliatamente documentato, tanto che SHIRE non si è mai azzardata a smentirlo (10). Lo stesso Amministratore delegato dell’agenzia di pubbliche relazioni incaricata da loro – con grande onestà intellettuale - ha ammesso l’esistenza dell’incarico per promozionale l’ADHD, e guarda caso SHIRE sta per introdurre uno psicofarmaco da somministrare ai bambini proprio per quella patologia: il nesso causale pare chiaro, o perlomeno degno di indagine giornalistica. Ora un piccolo giornale web di provincia è posto dinnanzi a una scelta: tutelare la libertà di espressione con il rischio di gravi problemi giudiziari, oppure auto-censurarsi per timore dei danni che la SHIRE richiederà e che porterebbero alla sicura chiusura della testata. L’atteggiamento arrogante della multinazionale è sconcertante: dal momento che uno psicofarmaco è stato autorizzato per l’uso sui bambini negli Stati Uniti, dove 11 milioni di bimbi sono quotidianamente drogati nella speranza vana di risolvere problemi di comportamento o di migliorare le performance scolastiche, tutto sarebbe regolare, e chi si permette di obiettare o di criticare la spregiudicatezza del marketing farmaceutico va denunciato, i giornali devono essere fatti tacere, e i risarcimenti per danno all’immagine devono fioccare nelle già ricche casse delle aziende farmaceutiche. Ebbene – conclude Poma – se sono questi i soggetti ai quali è affidata la salute nel nostro paese, temo che tra non molto anche in Italia si registreranno gli abusi già visti in USA”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per media-relations: 337/415305 – portavoce@giulemanidaibambini.org&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LINK DI DOCUMENTAZIONE E APPROFONDIMENTO:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1) http://medicinasalute.com/curare/farmaci/farmaco/guanfacina-tx/&lt;br /&gt;(2) SHIRE non ha mai emesso alcun comunicato stampa per informare l’opinione pubblica dell’avvio della sperimentazione sui bambini della Guanfacina, finalizzata ad introdurre in Italia lo psicofarmaco&lt;br /&gt;(3) http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__168.pdf&lt;br /&gt;(4) http://www.giulemanidaibambini.org/lettere/lettera131.pdf&lt;br /&gt;(5) http://www.giulemanidaibambini.org/lettere/lettera133.pdf&lt;br /&gt;(6) http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_diconodinoi__1345.pdf e http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_diconodinoi__1346.pdf&lt;br /&gt;(7) http://www.giulemanidaibambini.org/video/videoplayer.php?v=player.swf?src=PAA_SBS.flv&lt;br /&gt;(8) http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__170.pdf&lt;br /&gt;(9) http://www.ilresto.tv/2011/10/primo-piano/shire-italia-diffida-articolo&lt;br /&gt;(10) SHIRE non ha mai rettificato quanto denunciato da “Giù le Mani dai Bambini” ne ha mai emesso un comunicato stampa che confutasse le accuse o le smentisse&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://altrasalute.blogspot.com/2011/10/la-multinazionale-farmaceutica-shire.html</link><author>noreply@blogger.com (Altrasalute.it)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-29383724.post-5674170673831712069</guid><pubDate>Thu, 06 Oct 2011 14:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-10-06T16:55:10.097+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">giu le mani dai bambini</category><title>SOMMINISTRAZIONI &quot;FACILI&quot; DI PSICOFARMACI AI BIMBI</title><description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;COMUNICATO STAMPA DEL 06/10/2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SOMMINISTRAZIONI &quot;FACILI&quot; DI PSICOFARMACI AI BIMBI IN ITALIA, IN STRUTTURE PUBBLICHE: VIOLATE LE NORME DELL&#39;AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Testimonianza della mamma di un bambino distratto e agitato a scuola: &quot;All&#39;ASL di San Donà di Piave mi hanno prescritto metanfetamine dopo una visita di neanche mezz&#39;ora, proponendomi solo lo psicofarmaco e senza neanche informarmi dei potenziali effetti collaterali, eppure il mio bimbo non era grave&quot;. Poma (Giù le Mani dai Bambini): &quot;E&#39; necessaria un&#39;immediata ispezione del Ministero presso questo centro pubblico che spaccia psicofarmaci ai bambini come fossero caramelle&quot;. Nonnis (Neuropsichiatria di Roma): &quot;Sapevamo di abusi, ma in USA, evidentemente il mal costume è arrivato da noi&quot;. Binetti (Camera Deputati): &quot;Ho presentato un&#39;interrogazione urgente al Ministro: è necessario valutare la revoca immediata delle autorizzazioni ai centri che non seguono le direttive&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pubblicata oggi da &quot;Giù le Mani dai Bambini®&quot; - il più rappresentativo Comitato per la farmacovigilanza pediatrica in Italia (www.giulemanidaibambini.org) - l&#39;intervista alla mamma di un bambino distratto a scuola, e agitato lievemente sopra la norma, cui sarebbe stato prescritto un potente psicofarmaco (la metanfetamina Ritalin®) alla prima visita e senza illustrarne i potenziali effetti collaterali. Le linee guida per l&#39;ADHD (Sindrome da Iperattività e Deficit di Attenzione) redatte dall&#39;Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e dall&#39;Istituto Superiore di Sanità (ISS) - che prevedono procedure accurate, l&#39;utilizzo del farmaco solo nei casi limite e comunque affiancato da terapie non farmacologiche - sarebbero quindi state violate dai vertici sanitari della neuropsichiatria di una delle più importanti ASL di riferimento nel nord-Italia per la cura di questi disturbi. La mamma in questione, che si era recata dal Dott. Dino Maschietto, neuropsichiatra infantile a capo del team della ULSS 10 di Dan Donà di Piave (VE), afferma infatti: &quot;Il medico mi disse che dubitava che con qualsiasi altra tecnica mio figlio di 10 anni avrebbe potuto risolvere i suoi problemi, e quindi non mi ha proposto alcuna terapia alternativa&lt;br /&gt;allo psicofarmaco, il tutto dopo una visita durata non più di mezz&#39;ora, e senza fare il bimbo alcun esame medico se non la compilazione di questionari e qualche test&quot;.&lt;br /&gt;Anche l&#39;informativa sugli effetti collaterali - obbligatoria per legge quando si parla di questi discussi prodotti farmaceutici - pare essere stata trascurata: &quot;No, non mi sono stati illustrati in alcun modo i possibili rischi del farmaco o gli effetti collaterali&quot;, ha affermato la signora, che ha fornito al Comitato i propri dati anagrafici completi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luca Poma, giornalista e portavoce di Giù le Mani dai Bambini® ha commentato così l&#39;intervista: &quot;Non posso che augurarmi che prima della reale somministrazione dello psicofarmaco si sarebbero fatti altri esami, ma certamente il perfezionamento di una diagnosi così delicata in mezz&#39;ora lascia esterrefatti. E ancora più sconcertante è che non sia stata fatta una previsione di terapia non farmacologica, dato che si trattava di un caso di disagio lieve: la mamma è stata congedata avendo come unica possibile risposta la medicalizzazione del problema di comportamento del Suo bimbo, e questo è molto grave&quot;. Il Comitato ha avviato delle verifiche sul territorio della penisola, perché dalle segnalazioni pervenute quello di San Donà parrebbe non essere l&#39;unico caso di prescrizioni disinvolte in strutture pubbliche nel nostro paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;Sono perplesso - commenta Enrico Nonnis, Dirigente di neuropsichiatria infantile all&#39;ASL di Roma - sembra quasi che certe malepratiche americane siano arrivate anche da noi. E&#39; evidente che una diagnosi in mezz&#39;ora è cosa poco seria, ed è altrettanto evidente che sono stati violati gli standard, che per casi non gravi come quello raccontato da questa mamma richiederebbero interventi inizialmente non farmacologici, e comunque il farmaco puo essere indicato come soluzione solo dopo una valutazione estremamente accurata e sempre con terapie non farmacologiche associate&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sentito per e-mail, Pietro Panei - responsabile nazionale del Progetto ADHD presso l&#39;Istituto Superiore di Sanità, ha scritto: &quot;Nel caso di inosservanza dei protocolli, quindi di somministrazione di farmaci senza concomitanti terapie psico-sociali e/o mancata acquisizione del consenso informato in modo adeguato ed esaustivo, operiamo un richiamo al Centro, e nel caso di sopravvenuta mancanza di uno o più requisiti per l&#39;accreditamento segnaliamo il caso alle Autorità regionali per valutare il ritiro dell&#39;accreditamento. Come estrema-ratio, potremmo anche impedire al centro l&#39;accesso al registro dell&#39;ADHD disattivando le chiavi elettroniche&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In risposta alla gravità del caso, l&#39;On. Paola Binetti (UDC) ha presentato un&#39;interrogazione urgente al Ministro della Salute On. Ferruccio Fazio, in cui chiede quali iniziative il dicastero intenda sollecitare presso l&#39;AIFA per ottenere la revoca dell&#39;accreditamento dell&#39;ULSS 10 e l&#39;individuazione sul territorio di un&#39;ASL più attenta nell&#39;applicazione delle linee guida obbligatorie. &quot;Il problema comunque è a monte - ha dichiarato Binetti - perché - e lo dico da neuropsichiatria&lt;br /&gt;infantile prima ancora che da parlamentare - se vogliamo davvero evitare il riproporsi da noi delle follie successe negli Stati Uniti, dove milioni di bambini assumono psicofarmaci ogni giorno, il Ministro dovrebbe aumentare i fondi a disposizione dell&#39;Istituto Superiore di Sanità per il monitoraggio anti-abuso sul territorio, inserendo nel Registro nazionale di controllo non solo i due psicofarmaci attualmente monitorati, il Ritalin della Novartis e lo Strattera della Eli Lilly, bensì tutti gli psicofarmaci somministrati ai bambini italiani, perchè - ha concluso la Parlamentare - quando si parla dei nostri bimbi la prudenza non è mai troppa&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&#39;intervista è disponibile on-line in versione audio sul portale del Comitato all&#39;indirizzo internet:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.giulemanidaibambini.org/video/videoplayer.php?v=player.swf?src=fam_veneto_ritalin.flv&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per media-relation: 337/415305 - portavoce@giulemanidaibambini.org&lt;/div&gt;</description><link>http://altrasalute.blogspot.com/2011/10/somministrazioni-facili-di-psicofarmaci.html</link><author>noreply@blogger.com (Altrasalute.it)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-29383724.post-976764471284035901</guid><pubDate>Tue, 27 Sep 2011 14:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-09-27T16:35:07.418+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Equivita</category><title>27 settembre: ricorre L¹EARTH OVERSHOOT DAY per il 2011</title><description>COMUNICATO EQUIVITA 27/09/2011&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Da domani, secondo i calcoli del Global Footprint Network, saremo anche&lt;br /&gt;quest¹anno in debito con il pianeta Terra. Avremo superato infatti il budget&lt;br /&gt;di risorse naturali a nostra disposizione per l¹anno solare in corso.&lt;br /&gt;La conseguenza? Inizieremo di nuovo a impoverire le riserve naturali e ad&lt;br /&gt;accumulare CO2 nell¹atmosfera aumentando il deficit ecologico già esistente.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L¹Earth Overshoot Day (calcolato dal Global Footprint Network su un¹idea del&lt;br /&gt;NEF - New Economics Foundation, una fondazione inglese) si basa sul concetto&lt;br /&gt;di impronta ecologica e sovraconsumo ecologico.&lt;br /&gt;L¹impronta ecologica misura quanta area produttiva (terra e mare) è&lt;br /&gt;necessaria ad una popolazione per produrre ciò che consuma  e per assorbire&lt;br /&gt;i rifiuti che emette. Il sovraconsumo ecologico si instaura quando la&lt;br /&gt;domanda di risorse eccede la capacità rigenerativa della Terra e la&lt;br /&gt;produzione di rifiuti è superiore alla capacità della biosfera di&lt;br /&gt;assorbirli.&lt;br /&gt;L¹Earth Overshoot Day individua (ovviamente in maniera approssimativa) il&lt;br /&gt;giorno dell¹anno in corso in cui l¹umanità entra in questo sovraconsumo&lt;br /&gt;ecologico ed inizia ad intaccare il ³capitale² delle risorse naturali del&lt;br /&gt;pianeta (avendo esaurito il ³reddito² di cui poteva disporre) oppure aumenta&lt;br /&gt;l¹inquinamento ambientale.&lt;br /&gt;Poiché l¹Overshoot day ricorre in anticipo anno dopo anno il Global&lt;br /&gt;Footprint Network afferma che, perseverando nell¹andamento corrente, prima&lt;br /&gt;della metà del secolo avremmo bisogno di 2 pianeti per continuare a&lt;br /&gt;soddisfare la nostra domanda (spesso di beni superflui).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il Comitato Scientifico EQUIVITA ritiene che sia urgente chiedersi se:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;* non sarebbe il caso che ci rendessimo infine responsabili dei nostri stili&lt;br /&gt;di vita;&lt;br /&gt;* non sarebbe il caso, invece che  procedere verso la nostra&lt;br /&gt;autodistruzione, di ripensare      immediatamente al nostro livello di&lt;br /&gt;consumi; &lt;br /&gt;* non sarebbe ora di investire esclusivamente su attività agricole e&lt;br /&gt;industriali che non alterino gli equilibri del pianeta.&lt;br /&gt;* non sarebbe infine ora  di considerare i nostri doveri nei confronti delle&lt;br /&gt;generazioni future.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Comitato Scientifico EQUIVITA&lt;br /&gt;Tel. + 39. 06.3220720, + 39. 335.8444949&lt;br /&gt;E-mail: equivita@equivita.it&lt;br /&gt;Sito internet: www.equivita.it</description><link>http://altrasalute.blogspot.com/2011/09/27-settembre-ricorre-learth-overshoot.html</link><author>noreply@blogger.com (Altrasalute.it)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-29383724.post-854652579050867417</guid><pubDate>Mon, 01 Aug 2011 12:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-08-01T14:56:32.248+02:00</atom:updated><title>Medici e cittadini argentini contro i pesticidi</title><description>COMUNICATO EQUIVITA 31/07/11&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Petizione pubblica in Argentina per la riclassificazione dei pesticidi e appello dei medici per la sospensione delle irrorazioni per via aerea&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;340 milioni di litri: questa la dose di pesticidi riversati (maggiormente per via aerea) in Argentina l’anno scorso su di un territorio popolato da 12 milioni di persone. La dose di veleni, usati per l’agricoltura intensiva, aumenta del 15-20% ogni anno.&lt;br /&gt;Nel 1990 sono stati usati 35 milioni di litri, ma in seguito all’introduzione delle colture transgeniche il volume è andato aumentando vertiginosamente. Si è arrivati nel 2000 a 145 milioni di litri e poi, essendo necessarie dosi sempre maggiori per controllare le erbe infestanti e gli insetti predatori (a causa del fenomeno di resistenza che l’uso di queste sostanze crea sia nelle piante che negli insetti predatori) si è giunti a 340 milioni di litri… come pure ad un grave danno alla salute della popolazione. Che potrà solo peggiorare se non si cambia strada radicalmente e sollecitamente.&lt;br /&gt;L’ enorme volume di sostanze tossiche ha infatti causato un progressivo aumento nell’incidenza di alcune patologie gravi, tra cui malformazioni neonatali, disturbi riproduttivi, cancri di adulti e bambini, epatopatie tossiche, disturbi neurologici.&lt;br /&gt;La situazione è stata denunciata dai “Medici dei Popoli Fumigati” riunitisi nelle Università di Cordoba (2010) e Rosario (2011) per far fronte a questa grave emergenza, la cui responsabilità ricade sia sulle autorità che sulle aziende chimico-farmaceutiche (produttrici dei pesticidi e allo stesso tempo detentrici dei brevetti sulle piante gm, per le quali riscuotono ogni anno i diritti di brevetto e verso le quali l’Argentina è stata una delle nazioni più “accoglienti”). In un documento finale i medici hanno chiesto che:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;- l’irrorazione per via aerea (da aerei) sia proibita su tutto il territorio nazionale,&lt;br /&gt;- le irrorazioni di pesticidi per via terrestre siano limitate alle zone rurali,&lt;br /&gt;- sia effettuata una riclassificazione della tossicità dei prodotti impiegati in agricoltura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’iniziativa dei medici procede oggi di pari passo con la “ Petizione popolare per la riclassificazione degli agro-tossici”, nata dai cittadini argentini.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L’attuale classificazione dei pesticidi non tiene infatti in alcun conto l’informazione scientifica recente sulla loro effettiva pericolosità e fa ancora riferimento ai dati, inaffidabili, derivanti dagli esperimenti sui roditori!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio così: la valutazione di tossicità viene tuttora effettuata con il test LD50, che consiste nel verificare la quantità di veleno necessaria ad uccidere il 50% dei ratti in un determinato numero di queste cavie (minore la quantità di sostanza necessaria ad uccidere gli animali, maggiore il grado di tossicità attribuito alla sostanza).Tale forma di misurazione, tuttavia, non è riportabile all’uomo e non considera effetti a medio e a lungo temine come quelli oncogenici, riproduttivi, immunitari ed endocrini. Se questi fossero considerati, una sostanza come, ad esempio, il glifosate, (il diserbante più diffuso nel mondo) - dicono gli scienziati - sarebbe classificata di grado Ib (altamente pericoloso per la salute), soprattutto in quanto un&#39;ingente mole di dati scientifici ed epidemiologici dimostrano che esso è causa di malformazioni congenite e aborti spontanei (1-3) … mentre oggi è classificato tra le sostanze “moderatamente tossiche”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dati più affidabili di quelli ottenuti con animali  provengono dallo studio degli effetti delle sostanze pesticide in soggetti umani che le hanno ingerite con l&#39;intento di suicidarsi (un terzo dei suicidi commessi in tutto il mondo avviene per ingestione di un pesticida e in Asia la percentuale arriva al 50%)&lt;br /&gt;A tale proposito AH Dawson e i suoi collaboratori (4) hanno recentemente pubblicato (10/2010) i risultati di un&#39;indagine basata sul monitoraggio di circa 9.000 persone ricoverate in ospedale nello Sri Lanka per aver ingerito agro-tossici (vedi Comunicato EQUIVITA del 29/07/2011). L’indagine ha consentito loro di determinare in modo molto affidabile i livelli di tossicità acuta di diversi pesticidi. Gli scienziati hanno affermato: “Sfortunatamente, al momento, la regolamentazione dei pesticidi si basa su una classificazione di tossicità dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Salute) determinata dal test LD50 orale su ratti. La base scientifica per la sua estrapolazione all&#39;intossicazione umana è debole&quot;. Essi sottolineano: &quot;I roditori reagiscono agli xenobiotici (composti estranei all&#39;organismo) in modo diverso dagli esseri umani, in quanto hanno maggiore capacità di disintossicazione metabolica dagli organofosfati. Non è affatto certo quindi che un pesticida  risultato di bassa tossicità nei roditori lo sia anche negli esseri umani e viceversa&quot; (ricordiamo anche il fatto che i rodenticidi in vendita sono spesso reclamizzati come “innocui per l’uomo”!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I dati riportati da Dawson si sommano agli studi retrospettivi sui suicidi condotti a Taiwan (5), in India (6) e nello stesso Sri Lanka (7). La nuova classifica diverge notevolmente da quella dell’OMS. Per fare solo pochi esempi, l’OMS considera il paraquat (tasso di letalità 47%), l’endosulfan (22%) e il dimetoato (20,6%) come pesticidi di classe 2 (moderatamente pericolosi), mentre i dati umani dimostrano che sono estremamente pericolosi e che occorre limitarne l’uso in tutto il mondo. &lt;br /&gt;Vedere anche: &lt;http://ilsole24h.blogspot.com/2010/06/questo-e-il-capitalismo-bambini.html&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Per tutte le ragioni fin qui esposte, la Rete Universitaria per l&#39;Ambiente e la Salute/MEDICI DELLE POPOLAZIONI FUMIGATE, con un comunicato diffuso nel mese di luglio 2011 (*), sollecita “l&#39;urgente riclassificazione dei pesticidi in Argentina secondo gli effetti acuti e letali già dimostrati nell&#39;uomo e secondo i dati sui danni a medio e lungo temine: oncologici, riproduttivi, endocrini e immunitari.”&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Nell’unirsi a quest’appello, il Comitato Scientifico EQUIVITA si rammarica di essere costretto a far conoscere una tanto drammatica situazione (quella dei popoli sommersi dai pesticidi in Argentina) per dimostrare quanto sia giusta e importante la causa istituzionale per la quale esso si batte (l‘abolizione degli esperimenti su animali per una corretta ricerca scientifica) e quanto l’uso del vecchio modello animale sia tuttora funzionale ad interessi diametralmente opposti alla tutela della salute umana. L’uso del modello animale non potrà mai essere utile a valutare la tossicità nell’uomo, ma piuttosto a occultarla (con una scelta appropriata della specie sulla quale effettuare le indagini), per tutelare interessi privati economici che non possiamo chiamare “nascosti” perché fin troppo palesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(*) Il comunicato è firmato: Dr. Medardo Avila Vazquez, Medico Pediatra y Neonatólogo    &lt;br /&gt;Coordinador Red Universitaria de Ambiente y Salud, Médicos de Pueblos Fumigados    &lt;br /&gt;www.reduas.fcm.unc.edu.ar - medardoavilavazquez@yahoo.com.ar 0351 155915933&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1- Avila Vazquez M, Nota C. Informe 1º Encuentro Médicos de Pueblos Fumigados. UNC. Ag 2010 http://www.reduas.fcm.unc.edu.ar/wp-content/uploads/2011/04/primer-informe.pdf &lt;br /&gt;2- Declaración del 2º Encuentro de Médicos de Pueblos Fumigados. UNR. Ab 2011 http://www.reduas.fcm.unc.edu.ar/declaracion-del-2-encuentro-de-medicos-de-pueblos-fumigados/Red Universitaria de Ambiente y Salud / Médicos de Pueblos Fumigados www.reduas.fcm.unc.edu.ar  &lt;br /&gt;3- Antoniou M, Mostafa Habib M, Howard C, Jennings R, Leifert C, Onofre Nodari R , Robinson C, Fagan J. Roundup and birth defects: Is the public being kept in the dark? Earth Open Source, 2011 http://farmandranchfreedom.org/sff/RoundupandBirthDefects.pdf &lt;br /&gt;4- Dawson AH, Eddleston M, Senarathna L, Mohamed F, Gawarammana I, Bowe SJ, Manuweera G, Buckley NA. Acute human lethal toxicity of agricultural pesticides: a prospective cohort study. PLoS Med. 2010 Oct 26;7(10):e1000357. South Asian Clinical Toxicology Research Collaboration, Faculty of Medicine, University of Peradeniya, Peradeniya, Sri Lanka &lt;br /&gt;5- Lin TJ, Walter FG, Hung DZ, Tsai JL, Hu SC, Chang JS, Deng JF, Chase JS, Denninghoff K, Chan HM. Epidemiology of organophosphate pesticide poisoning in Taiwan Clin Toxicol (Phila). 2008 Nov;46(9):794-801. Department of Emergency, Kaohsiung Medical University Hospital, Taipei, Taiwan. &lt;br /&gt;6- Srinivas Rao Ch, Venkateswarlu V, Surender T, Eddleston M, Buckley NA. Pesticide poisoning in south India: opportunities for prevention and improved medical management. Trop Med Int Health. 2005 Jun;10(6):581-8. University College of Pharmaceutical Sciences, Kakatiya University, Warangal, India. &lt;br /&gt;7- Eddleston M, Eyer P, Worek F, Mohamed F, Senarathna L, von Meyer L, Juszczak E, Hittarage A, Azhar S, Dissanayake W, Sheriff MH, Szinicz L, Dawson AH, Buckley NA. Differences between organophosphorus insecticides in human self-poisoning: a prospective cohort study. Lancet. 2005 Oct 22-28;366(9495):1452-9. South Asian Clinical Toxicology Research Collaboration, Centre for Tropical Medicine, University of Oxford, Churchill Hospital, Oxford, UK. &lt;br /&gt;8- Miller M, Bhalla K. An urgent need to restrict access to pesticides based on human lethality PLoS Med. 2010 Oct 26;7(10):e1000358. Department of Health Policy and Management, Harvard School of Public Health, Boston, Massachusetts, United States of America &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comitato Scientifico EQUIVITA – Via P. A. Micheli, 62 - 00197 Roma&lt;br /&gt;Tel. +39.06.3220720 - Cell. 335.8444949 &lt;br /&gt;Fax +39.06.3225370 E-mail equivita@equivita.it</description><link>http://altrasalute.blogspot.com/2011/08/medici-e-cittadini-argentini-contro-i.html</link><author>noreply@blogger.com (Altrasalute.it)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-29383724.post-8394370671794045591</guid><pubDate>Mon, 01 Aug 2011 12:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-08-01T14:53:33.512+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Equivita</category><title>VELENI CHIMICI: la specie umana sempre più a rischio</title><description>COMUNICATO 29/07/11 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2004, con la “Dichiarazione internazionale sui Pericoli dell’inquinamento chimico”, presentata all’UNESCO, Luc Montagnier esordiva dichiarando “La specie umana è a rischio”. Oggi lo è assai di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno studio universitario condotto da Greenpeace e GM freeze, riportato da “The Ecologist”, dimostra che il glifosate, ingrediente primo di vari diserbanti e in particolare del Roundup, (quello di gran lunga più diffuso, sia nelle colture tradizionali che – in dosi 4 volte maggiori – in quelle geneticamente modificate) è causa di cancro, malformazioni neonatali, squilibri ormonali e malattie neurologiche quali il Parkinson. &lt;br /&gt;Risultati uguali o simili sono stati ottenuti con numerosi altri studi (un esempio fra tanti: quello dell’Università di Saskatchewan, Canada). Poiché in tutto il mondo viene fatto un uso massiccio di glifosate (non solo in agricoltura, ma anche nei parchi pubblici e luoghi residenziali, come avviene in Italia senza che sia adottata la minima misura di precauzione!) gli studiosi ne hanno chiesto il ritiro dal mercato, denunciando anche l’effetto gravissimo e prolungato che il glifosate ha sull’ambiente, con la creazione di piante “resistenti” ad esso. Più di 20 specie di infestanti naturali, dette “superweeds” (e oggi oggetto di grande allarme) hanno reso incontrollabili, specie in Brasile, Argentina e US, quasi 6 milioni di ettari di coltivazioni, e indotto le aziende chimiche a produrre diserbanti sempre più tossici.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La notizia non è del tutto nuova: studi accademici sul glifosate, di cui uno commissionato dalla stessa Monsanto (che produce il Roundup), avevano, già a partire dal 1980, reso noti gran parte di questi effetti. &lt;br /&gt;La rivista Cancer pubblicava il 15/3/1999, uno studio svedese (Hardell e Eriksonn) sulla connessione tra glifosate e linfoma non-Hodgkin.&lt;br /&gt;Inoltre, già nel 1999 la Charles Benbrook Consultants segnalava, analizzando 8.000 siti sperimentali, che l’impiego di diserbante aumentava, con gli Ogm, di 4 volte in media rispetto alle colture tradizionali (proporzione confermata in numerosi studi recenti, incluso il IAASTD, delle Nazioni Unite). Per non citare i dati allarmanti, mai presi in considerazione, sul livello di inquinamento da glifosate nelle falde acquifere degli USA.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il Comitato Scientifico EQUIVITA denuncia oggi all’opinione pubblica l’incalzare allarmante delle notizie sui danni provocati dai veleni chimici, pesticidi in particolare.&lt;br /&gt;Ecco solo alcune di esse (altre sono consultabili sul sito www.equivita.it).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;1) Uno studio condotto dell’Università di Berkeley e la Columbia University ha dimostrato, monitorando le popolazioni della California e dello Stato di New York, che le donne esposte ai pesticidi in gravidanza mettono al mondo figli meno intelligenti della media (talvolta con quoziente intellettivo assai ridotto). &lt;br /&gt;Ma la denuncia va ben oltre: In Europa i cancri infantili sono aumentati in modo preoccupante; di questi, il 70% sono dovuti a fattori ambientali. Senza considerare la popolazione adulta: i cancri maschili in Francia sono aumentati del 93% negli ultimi 25 anni (vedi film francese “I nostri figli ci accuseranno”, potente denuncia dell’inquinamento agro-chimico e dell’abuso di pesticidi e fertilizzanti).&lt;br /&gt;Gli studiosi raccomandano di abolire l’uso dei pesticidi a partire dalle zone abitate: “la maggior parte dei parassiti che si trovano nelle nostre case, orti e giardini, possono essere controllati senza di essi”.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;2) Uno studio eseguito dall’Università di Sherbrooke Hospital Centre, in Canada, ha dimostrato che le tossine trasferite nel Dna delle piante per attaccare gli insetti predatori (come ad esempio la tossina Bt) si ritrovano nel 93% dei campioni di sangue prelevati dalle donne incinte e dai cordoni ombelicali dei neonati. Si hanno buoni motivi di temere che questo possa essere fonte di allergie, aborti, difetti neonatali e forse anche cancro.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;3) In uno studio di alcuni anni fa di G.E. Seralini e altri, “Differential Effects ofGlyphosate and Roundup on Human Placental Cells and Aromatase” (“Environmental Health Perspectives”, 2009) si afferma, attraverso uno studio di biologia cellulare, che il glifosate è tossico per le cellule umane placentarie JEG3 con concentrazioni più basse di quelle utilizzate in agricoltura. L’effetto aumenta con la concentrazione e il tempo, o in presenza di coadiuvanti. Si denuncia infine che il Roundup, oltre ad essere un potenziale distruttore endocrino, può indurre problemi di riproduzione.&lt;br /&gt;Tale studio è particolarmente importante perché effettuato su cellule umane, mentre la maggioranza delle ricerche nella UE vengono ancora effettuate sugli animali. &lt;br /&gt;Ci preme a tal riguardo mettere in evidenza che, anche nel caso di danni provocati da Ogm, i test su animali hanno consentito alle aziende produttrici delle sostanze analizzate di interpretarli a loro piacimento. I risultati dei test sono stati considerati pienamente validi quando si voleva consentire il via libera agli ogm, mentre si è negata ad essi ogni validità quando erano poco funzionali agli interessi economici, affermando in questo caso la scarsa predittività per l’uomo della sperimentazione animale.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La risposta della UE&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ambigua, in questa situazione, la posizione della Commissione Europea, che, contro il volere della grande maggioranza dei cittadini, ha sempre sostenuto la diffusione degli Ogm e, di riflesso, dei pesticidi.&lt;br /&gt;Un’ambiguità che si manifesta in azioni vistosamente contraddittorie.&lt;br /&gt;- Da un lato l’Unione Europea denuncia la pericolosità dei pesticidi, emana regolamenti su di essi (gennaio 2009) per ridurne l’uso e pubblica l’elenco delle sostanze da bandire (che in futuro dovrà via via essere integrato), in quanto più pericolose delle altre. L’elenco comprende 22 sostanze, tra le quali figura il glufosinate.  &lt;br /&gt;- Dall’altro lato l’ UE attiva ogni strumento in suo possesso per promuovere l’autorizzazione di nuovi Ogm. Tra questi, il mais Bt 11 e il mais Bt 1507, entrambi contenenti due modifiche: oltre ad esservi  inserita la tossina Bt (modifica che li rende essi stessi pesticidi), sono modificati per resistere proprio al glufosinate. Essi comportano dunque un impiego massiccio del suddetto diserbante (un uso, come abbiamo detto, di 4 volte superiore a quelle delle colture tradizionali).&lt;br /&gt;E’ stato inoltre di recente rivelato (in “Roundup and Birth Defects. Is the Public Being Kept in the Dark?” apparso su GMWatch) che i dati relativi al Roundup sono stati manipolati e censurati (ad esempio per la teratogenicità rilevata sugli animali) per autorizzare la sua immissione sul mercato UE. Non solo: la Commissione ha anche fatto slittare la revisione dell’erbicida, prevista per il 2012, al 2015, quando (è già stato stabilito) non saranno usati i requisiti più stringenti del nuovo Regolamento del 2009, ma i criteri vecchi, molto più permissivi!&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Conclusione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La regolamentazione dei pesticidi è fondata attualmente su una classificazione della tossicità derivante principalmente dal test Ld50 (Dose letale 50). I test su animali, tuttavia, non sono in grado di identificare la risposta umana a tali sostanze. E&#39; noto che i roditori reagiscono diversamente ai pesticidi, avendo, ad esempio, maggiore capacità di neutralizzare gli effetti nocivi degli organofosfati (lo dimostra anche il fatto che, in modo opposto, vengono reclamizzati dei rodenticidi “innocui per l’uomo” da chi vende prodotti per la disinfestazione).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Per giungere ad una corretta valutazione di tossicità occorre modificare la classificazione dei pesticidi stilata dall&#39;OMS in base alle reazioni dei roditori considerando esclusivamente i dati umani a disposizione. Questa conclusione ci giunge da un team di ricercatori internazionali, dopo aver monitorato, tra il 2002 e il 2008, la degenza di 9.302 srilankesi che hanno tentato di suicidarsi ingerendo un pesticida. Tale studio ha rilevato il tasso di letalità di molte sostanze di uso comune nonché evidenziato le notevoli difformità tra le classificazioni OMS e gli effetti sull&#39;uomo. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il Comitato Scientifico Equivita si unisce a tale raccomandazione ricordando l’esistenza di metodi assai più affidabili, esaurienti e predittivi (nonché più rapidi ed economici) della sperimentazione animale, basati principalmente su cellule o tessuti umani. Ad esempio la tossicogenomica, che consente di osservare il modo in cui una determinata sostanza chimica altera la funzione dei geni all’interno della cellula, e di verificare la risposta biologica, le reazioni di riparazione e anche le modifiche a lungo termine.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;EQUIVITA condanna, a fronte delle gravi evidenze riportate, l&#39;uso dei pesticidi e degli Ogm in agricoltura. E’ tempo di ritirare dal mercato il glifosate e ogni sostanza dimostratasi pericolosa senza attendere la scadenza delle autorizzazioni UE! &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;EQUIVITA condanna infine la visione politica che antepone gli interessi privati delle industrie alla tutela della salute umana e all’equilibrio della biosfera&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Comitato Scientifico EQUIVITA&lt;br /&gt;Tel. + 39. 06.3220720, + 39. 335.8444949&lt;br /&gt;E-mail: equivita@equivita.it &lt;equivita@equivita.it&gt; &lt;br /&gt;Sito internet: www.equivita.it &lt;http://www.equivita.it&gt;</description><link>http://altrasalute.blogspot.com/2011/08/veleni-chimici-la-specie-umana-sempre_01.html</link><author>noreply@blogger.com (Altrasalute.it)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-29383724.post-8460675542914651973</guid><pubDate>Mon, 01 Aug 2011 12:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-08-01T14:53:32.175+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Equivita</category><title>VELENI CHIMICI: la specie umana sempre più a rischio</title><description>COMUNICATO 29/07/11 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2004, con la “Dichiarazione internazionale sui Pericoli dell’inquinamento chimico”, presentata all’UNESCO, Luc Montagnier esordiva dichiarando “La specie umana è a rischio”. Oggi lo è assai di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno studio universitario condotto da Greenpeace e GM freeze, riportato da “The Ecologist”, dimostra che il glifosate, ingrediente primo di vari diserbanti e in particolare del Roundup, (quello di gran lunga più diffuso, sia nelle colture tradizionali che – in dosi 4 volte maggiori – in quelle geneticamente modificate) è causa di cancro, malformazioni neonatali, squilibri ormonali e malattie neurologiche quali il Parkinson. &lt;br /&gt;Risultati uguali o simili sono stati ottenuti con numerosi altri studi (un esempio fra tanti: quello dell’Università di Saskatchewan, Canada). Poiché in tutto il mondo viene fatto un uso massiccio di glifosate (non solo in agricoltura, ma anche nei parchi pubblici e luoghi residenziali, come avviene in Italia senza che sia adottata la minima misura di precauzione!) gli studiosi ne hanno chiesto il ritiro dal mercato, denunciando anche l’effetto gravissimo e prolungato che il glifosate ha sull’ambiente, con la creazione di piante “resistenti” ad esso. Più di 20 specie di infestanti naturali, dette “superweeds” (e oggi oggetto di grande allarme) hanno reso incontrollabili, specie in Brasile, Argentina e US, quasi 6 milioni di ettari di coltivazioni, e indotto le aziende chimiche a produrre diserbanti sempre più tossici.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La notizia non è del tutto nuova: studi accademici sul glifosate, di cui uno commissionato dalla stessa Monsanto (che produce il Roundup), avevano, già a partire dal 1980, reso noti gran parte di questi effetti. &lt;br /&gt;La rivista Cancer pubblicava il 15/3/1999, uno studio svedese (Hardell e Eriksonn) sulla connessione tra glifosate e linfoma non-Hodgkin.&lt;br /&gt;Inoltre, già nel 1999 la Charles Benbrook Consultants segnalava, analizzando 8.000 siti sperimentali, che l’impiego di diserbante aumentava, con gli Ogm, di 4 volte in media rispetto alle colture tradizionali (proporzione confermata in numerosi studi recenti, incluso il IAASTD, delle Nazioni Unite). Per non citare i dati allarmanti, mai presi in considerazione, sul livello di inquinamento da glifosate nelle falde acquifere degli USA.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il Comitato Scientifico EQUIVITA denuncia oggi all’opinione pubblica l’incalzare allarmante delle notizie sui danni provocati dai veleni chimici, pesticidi in particolare.&lt;br /&gt;Ecco solo alcune di esse (altre sono consultabili sul sito www.equivita.it).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;1) Uno studio condotto dell’Università di Berkeley e la Columbia University ha dimostrato, monitorando le popolazioni della California e dello Stato di New York, che le donne esposte ai pesticidi in gravidanza mettono al mondo figli meno intelligenti della media (talvolta con quoziente intellettivo assai ridotto). &lt;br /&gt;Ma la denuncia va ben oltre: In Europa i cancri infantili sono aumentati in modo preoccupante; di questi, il 70% sono dovuti a fattori ambientali. Senza considerare la popolazione adulta: i cancri maschili in Francia sono aumentati del 93% negli ultimi 25 anni (vedi film francese “I nostri figli ci accuseranno”, potente denuncia dell’inquinamento agro-chimico e dell’abuso di pesticidi e fertilizzanti).&lt;br /&gt;Gli studiosi raccomandano di abolire l’uso dei pesticidi a partire dalle zone abitate: “la maggior parte dei parassiti che si trovano nelle nostre case, orti e giardini, possono essere controllati senza di essi”.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;2) Uno studio eseguito dall’Università di Sherbrooke Hospital Centre, in Canada, ha dimostrato che le tossine trasferite nel Dna delle piante per attaccare gli insetti predatori (come ad esempio la tossina Bt) si ritrovano nel 93% dei campioni di sangue prelevati dalle donne incinte e dai cordoni ombelicali dei neonati. Si hanno buoni motivi di temere che questo possa essere fonte di allergie, aborti, difetti neonatali e forse anche cancro.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;3) In uno studio di alcuni anni fa di G.E. Seralini e altri, “Differential Effects ofGlyphosate and Roundup on Human Placental Cells and Aromatase” (“Environmental Health Perspectives”, 2009) si afferma, attraverso uno studio di biologia cellulare, che il glifosate è tossico per le cellule umane placentarie JEG3 con concentrazioni più basse di quelle utilizzate in agricoltura. L’effetto aumenta con la concentrazione e il tempo, o in presenza di coadiuvanti. Si denuncia infine che il Roundup, oltre ad essere un potenziale distruttore endocrino, può indurre problemi di riproduzione.&lt;br /&gt;Tale studio è particolarmente importante perché effettuato su cellule umane, mentre la maggioranza delle ricerche nella UE vengono ancora effettuate sugli animali. &lt;br /&gt;Ci preme a tal riguardo mettere in evidenza che, anche nel caso di danni provocati da Ogm, i test su animali hanno consentito alle aziende produttrici delle sostanze analizzate di interpretarli a loro piacimento. I risultati dei test sono stati considerati pienamente validi quando si voleva consentire il via libera agli ogm, mentre si è negata ad essi ogni validità quando erano poco funzionali agli interessi economici, affermando in questo caso la scarsa predittività per l’uomo della sperimentazione animale.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La risposta della UE&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ambigua, in questa situazione, la posizione della Commissione Europea, che, contro il volere della grande maggioranza dei cittadini, ha sempre sostenuto la diffusione degli Ogm e, di riflesso, dei pesticidi.&lt;br /&gt;Un’ambiguità che si manifesta in azioni vistosamente contraddittorie.&lt;br /&gt;- Da un lato l’Unione Europea denuncia la pericolosità dei pesticidi, emana regolamenti su di essi (gennaio 2009) per ridurne l’uso e pubblica l’elenco delle sostanze da bandire (che in futuro dovrà via via essere integrato), in quanto più pericolose delle altre. L’elenco comprende 22 sostanze, tra le quali figura il glufosinate.  &lt;br /&gt;- Dall’altro lato l’ UE attiva ogni strumento in suo possesso per promuovere l’autorizzazione di nuovi Ogm. Tra questi, il mais Bt 11 e il mais Bt 1507, entrambi contenenti due modifiche: oltre ad esservi  inserita la tossina Bt (modifica che li rende essi stessi pesticidi), sono modificati per resistere proprio al glufosinate. Essi comportano dunque un impiego massiccio del suddetto diserbante (un uso, come abbiamo detto, di 4 volte superiore a quelle delle colture tradizionali).&lt;br /&gt;E’ stato inoltre di recente rivelato (in “Roundup and Birth Defects. Is the Public Being Kept in the Dark?” apparso su GMWatch) che i dati relativi al Roundup sono stati manipolati e censurati (ad esempio per la teratogenicità rilevata sugli animali) per autorizzare la sua immissione sul mercato UE. Non solo: la Commissione ha anche fatto slittare la revisione dell’erbicida, prevista per il 2012, al 2015, quando (è già stato stabilito) non saranno usati i requisiti più stringenti del nuovo Regolamento del 2009, ma i criteri vecchi, molto più permissivi!&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Conclusione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La regolamentazione dei pesticidi è fondata attualmente su una classificazione della tossicità derivante principalmente dal test Ld50 (Dose letale 50). I test su animali, tuttavia, non sono in grado di identificare la risposta umana a tali sostanze. E&#39; noto che i roditori reagiscono diversamente ai pesticidi, avendo, ad esempio, maggiore capacità di neutralizzare gli effetti nocivi degli organofosfati (lo dimostra anche il fatto che, in modo opposto, vengono reclamizzati dei rodenticidi “innocui per l’uomo” da chi vende prodotti per la disinfestazione).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Per giungere ad una corretta valutazione di tossicità occorre modificare la classificazione dei pesticidi stilata dall&#39;OMS in base alle reazioni dei roditori considerando esclusivamente i dati umani a disposizione. Questa conclusione ci giunge da un team di ricercatori internazionali, dopo aver monitorato, tra il 2002 e il 2008, la degenza di 9.302 srilankesi che hanno tentato di suicidarsi ingerendo un pesticida. Tale studio ha rilevato il tasso di letalità di molte sostanze di uso comune nonché evidenziato le notevoli difformità tra le classificazioni OMS e gli effetti sull&#39;uomo. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il Comitato Scientifico Equivita si unisce a tale raccomandazione ricordando l’esistenza di metodi assai più affidabili, esaurienti e predittivi (nonché più rapidi ed economici) della sperimentazione animale, basati principalmente su cellule o tessuti umani. Ad esempio la tossicogenomica, che consente di osservare il modo in cui una determinata sostanza chimica altera la funzione dei geni all’interno della cellula, e di verificare la risposta biologica, le reazioni di riparazione e anche le modifiche a lungo termine.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;EQUIVITA condanna, a fronte delle gravi evidenze riportate, l&#39;uso dei pesticidi e degli Ogm in agricoltura. E’ tempo di ritirare dal mercato il glifosate e ogni sostanza dimostratasi pericolosa senza attendere la scadenza delle autorizzazioni UE! &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;EQUIVITA condanna infine la visione politica che antepone gli interessi privati delle industrie alla tutela della salute umana e all’equilibrio della biosfera&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Comitato Scientifico EQUIVITA&lt;br /&gt;Tel. + 39. 06.3220720, + 39. 335.8444949&lt;br /&gt;E-mail: equivita@equivita.it &lt;equivita@equivita.it&gt; &lt;br /&gt;Sito internet: www.equivita.it &lt;http://www.equivita.it&gt;</description><link>http://altrasalute.blogspot.com/2011/08/veleni-chimici-la-specie-umana-sempre.html</link><author>noreply@blogger.com (Altrasalute.it)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-29383724.post-4282942890504428098</guid><pubDate>Tue, 12 Jul 2011 08:25:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-07-12T10:27:19.659+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">giu le mani dai bambini</category><title>UN NUOVO PSICOFARMACO PER BAMBINI IN ITALIA</title><description>COMUNICATO STAMPA DELL’11/07/11&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;QUESTION TIME ALLA CAMERA, FAZIO CONFERMA: “UN NUOVO PSICOFARMACO PER BAMBINI IN ITALIA”. IL DOSSIER ARRIVA IN DISCUSSIONE ANCHE A BRUXELLES&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fazio risponde a Binetti nel “Question-Time”: “La sperimentazione sui bambini per lo psicofarmaco che migliora l’attenzione dei più piccoli è effettivamente in corso a Pisa”. Binetti: “Bene per la promessa di incremento di fondi per la vigilanza, peccato che in Finanziaria non ve ne sia traccia”. Interrogazione sul dossier al Parlamento Europeo, On. Muscardini “Operazione di marketing assai disinvolta, perché prima devono venire i bambini e solo dopo il business”. Poma (Giù le Mani dai Bambini): “La nostra denuncia era fondata, la strategia è chiara: medicalizzare bambini distratti e vivaci in sempre maggior numero”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Risposta a tempo record quella del Ministro per la Salute On. Ferruccio Fazio, che nel question-time alla Camera dei Deputati ha confermato l’esistenza presso lo “Stella Maris” di Pisa di una sperimentazione in corso su bambini, con somministrazione di una molecola psicoattiva per migliorarne le performance attentive (1). “Si tratta di un vecchia molecola anti-ipertensiva (2) che si sta cercando di riciclare come psicofarmaco pediatrico, cosa assai discutibile, dal momento che neppure se ne conoscono i meccanismi d’azione sul cervello dei bimbi”, ha commentato Emilia Costa, Psichiatra e già 1^ Cattedra di Psichiatria alla Sapienza di Roma e Primario di Psicofarmacologia all’Umberto I°.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La nostra denuncia – dichiara Luca Poma, giornalista e Portavoce di Giù le Mani dai Bambini, il più rappresentativo Comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica (www.giulemanidaibambini.org) - era circostanziata e corretta: c’è una strategia in corso per medicalizzare i comportamenti di sempre più ampie fasce di bambini italiani. La Guanfacina di Shire è una molecola apolide, che non rendeva più: cosa c’è di meglio che inventare da zero una nuova applicazione terapeutica per guadagnare altri soldi a spese della salute dei più piccoli? Neanche si conoscono le modalità di azione di questo psicofarmaco e già lo si vuole autorizzare per l’uso sui nostri bambini”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’On. Paola Binetti ha preso atto della risposta del Ministro Fazio, commentando: “I fondi che il Ministro ha promesso nella Sua riposta per incrementare la vigilanza anti-abuso e iscrivere sul registro di controllo anche le somministrazioni di anti-depressivi ai bimbi, che vengono somministrati in misura 15 volte maggiore degli psicofarmaci per l’iperattività, sono un’ottima cosa, peccato che in questa Finanziaria non ve ne sia traccia, speriamo non sia l’ennesima azione di propaganda. E per la ‘pubblicità’ fatta dalla casa farmaceutica, della quale il Ministro chiede notizie, vorrei segnalare che nel XXI° secolo le campagne di marketing non si muovono solo sulle gambe dell’advertising diretto ai pazienti, bensì sulla base di articolate campagne di relazioni pubbliche, proprio come quella a cui stiamo assistendo: si crea artificialmente il bisogno di un farmaco mediante congressi scientifici (3) che chiedono più diagnosi di iperattività, e articoli sui giornali firmati da specialisti che indicano la strada (4), poi compare la soluzione, guarda caso uno psicofarmaco (5). Ma la scienza – lo dico da Neuropsichiatria Infantile, prima che da Parlamentare – ha molto da dire prima di dover somministrare uno psicofarmaco a un bambino di 6 anni”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo, il dossier è arrivato nell’Aula del Parlamento Europeo, dove l’On. Cristiana Muscardini ha presentato un’interrogazione alla Commissione (6). La Parlamentare dichiara che “la Guanfacina è un vecchio brevetto da tempo in cerca di una malattia a cui essere associato. In genere succede il contrario, di fronte ad una malattia si fa della ricerca per trovare antidoti e terapie. Che un&#39;agenzia di relazioni pubbliche si presti a simili tentativi è un problema di etica professionale che non vogliamo affrontare, ma che una casa farmaceutica operi cercando ipotetici clienti per una molecola esistente e non più usata per il primitivo scopo, ci sembra un&#39;operazione assai disinvolta, che rovescia la scala di valori alla quale ci si dovrebbe attenere quando si tratta di salute: prima i bambini e poi il business”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In conclusione, Poma ha ringraziato i Parlamentari per l’attenzione dimostrata in quest’importante azione di denuncia e vigilanza, ed è tornato anche sulla polemica salita agli onori delle cronache la scorsa settimana (7) sulle campagne di pubbliche relazioni in corso per agevolare Shire nell’introduzione di questo psicofarmaco nel nostro paese (8): “Come ha ben ricordato Toni Muzi Falconi (9), la vicenda ha destato non poche perplessità per com’è stata gestita. Non abbiamo emesso una condanna senza appello per Ketchum, l’agenzia di relazioni pubbliche di Shire, ma di una cosa siamo certi: mentre a Milano negavano di avere rapporti con divisioni farmaceutiche produttrici di psicofarmaci, a Roma organizzavano conferenze stampa in cui si auspicava l’aumento del numero di bambini iperattivi in terapia farmacologica. Possiamo pensare ad una sfortunata serie di ‘combinazioni’, ma allora facciamo appello ad Andrea Cornelli, il loro amministratore delegato, un professionista di indubbia caratura: che si dissoci dalle aziende farmaceutiche quando fanno business miliardari a spese della salute dei bambini”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Link di approfondimento:&lt;br /&gt;(1) il testo della risposta del Ministro Fazio è integralmente pubblicato all’indirizzo internet http://www.giulemanidaibambini.org/lettere/lettera132.pdf&lt;br /&gt;(2) è la Guanfacina (nome commerciale in USA “Intuniv”®), un anti-ipertensivo di vecchia generazione, introdotto sul mercato nel lontano 1980. Determina una riduzione degli impulsi nervosi del cervello al cuore, alle arterie ed ai reni. Tra gli effetti collaterali troviamo vertigini, impotenza, dolore toracico, mancanza di respiro, eruzioni cutanee, visione offuscata e ingiallimento della pelle o degli occhi (http://www.rss-to-javascript.com/it/author-article/guanfacine-cloridrato-informazione-sui-farmaci/22f5a79d88) nonchè confusione e depressione delle funzioni mentali (http://medicinasalute.com/curare/farmaci/farmaco/guanfacina-tx/). A fronte di questi potenziali rischi, uno studio ha confermato che &quot;la Guanfacina, un farmaco comunemente prescritto per alleviare i sintomi del disturbo da stress post-traumatico, non è più efficace di un placebo&quot; (studio scientifico condotto da ricercatori del Medical Center di San Francisco (http://www.newsmedical.net/news/2006/12/02/37/Italian.aspx). Tuttavia, il marketing fa la sua strada, e sebbene il meccanismo del farmaco non sia completamente noto, si ritiene che esso abbia a che fare con i recettori della corteccia prefrontale, un&#39;area cerebrale studiata nei pazienti con iperattività, e quindi l’idea ora è di utilizzarla sui bambini per rafforzare la memoria, migliorare l&#39;attenzione e la capacità di concentrarsi e migliorare il controllo degli impulsi (http://www.pharmastar.it/index.html?cat=4&amp;id=2447). La Guanfacina è quindi alla Sua terza destinazione d&#39;uso: prima anti-ipertensivo, poi disturbo da stress post-traumatico, ora Sindrome da Deficit di Attenzione nei bambini.&lt;br /&gt;(3) Vedi: http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__163.pdf, e   http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__160.pdf&lt;br /&gt;(4) http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__161.pdf &lt;br /&gt;(5) la fine della sperimentazione della Guanfacina è prevista a dicembre 2011&lt;br /&gt;(6) http://www.giulemanidaibambini.org/lettere/lettera133.pdf&lt;br /&gt;(7) http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/gravidanza-parto-pediatria/articolo/lstp/410252/&lt;br /&gt;(8) http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__168.pdf&lt;br /&gt;(9) uno dei più noti consulenti di settore a livello internazionale, Past President e Fondatore della Global Alliance for Public Relations and Communication Management, Past President della Ferpi, Docente di Public Affairs e di Global Relations and Intercultural Communication alla New York University, Docente di Relazioni Pubbliche alla LUMSA di Roma ed alla Facoltà di Sociologia dell’Università “La Sapienza”, Docenti di Public Affairs alla “School of Government” della LUISS di Roma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per media-relation: 337/415305 oppure 338/7478239 – portavoce@giulemanidaibambini.org</description><link>http://altrasalute.blogspot.com/2011/07/un-nuovo-psicofarmaco-per-bambini-in.html</link><author>noreply@blogger.com (Altrasalute.it)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-29383724.post-7918569304113239845</guid><pubDate>Tue, 28 Jun 2011 13:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-06-28T15:58:54.477+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">giu le mani dai bambini</category><title>PSICOFARMACI AI BAMBINI SENZA IL CONSENSO DEI GENITORI</title><description>COMUNICATO STAMPA 27/06/11&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PSICOFARMACI AI BAMBINI SENZA IL CONSENSO DEI GENITORI,&lt;br /&gt;INTERROGAZIONE BINETTI: LA “NON RISPOSTA” DEL MINISTRO DELLA SALUTE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Surreale “non risposta” del Ministero Salute all’interrogazione Binetti: ignorate le registrazioni con le testimonianze dei genitori che denunciano la somministrazione di psicofarmaci senza il loro consenso informato. Poma (Giù le Mani dai Bambini): “E come nel teatro dell’assurdo, chiedi una cosa e ne rispondono un’altra, è il peggio della Prima Repubblica, ma soprattutto ignorano il problema, evidentemente non hanno interesse per la salute di questi minori”. Binetti (Camera): “Dire che non sono soddisfatta di questa risposta è un eufemismo”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’interrogazione presentata dall’On. Paola Binetti e dall’On. Antonio De Poli (Terzo Polo) al Ministero della Salute (1) era puntuale e assai articolata: prendeva spunto da un inquietante fatto di cronaca, le interviste rilasciate da genitori che hanno dichiarato di aver assistito alla somministrazione di psicofarmaci ai propri figli senza aver rilasciato il loro consenso informato, previsto obbligatoriamente dalle norme. Un illecito grave – se accertato – che aveva spinto i due Parlamentari, al fine di meglio tutelare le famiglie con figli problematici sotto il profilo del comportamento a scuola, a interpellare il Ministro della Salute On. Fazio, chiedendo non solo conto dell’accaduto, ma domandando anche di verificare la situazione negli istituti scolastici della penisola, dove una casa editrice distribuisce kit a pagamento per formare gli insegnanti sull’iperattività infantile intesa come malattia tout-court, da curare magari con psicofarmaci. La risposta del Ministero oltre che farsi attendere mesi e mesi – segno inequivoco di scarso interesse per il diritto alla salute dei più piccoli - ha deluso le più modeste aspettative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ intervenuto sul punto Luca Poma, giornalista e portavoce nazionale di “Giù le Mani dai Bambini” (www.giulemanidaibambini.org), il più rappresentativo comitato indipendente per la farmacovigilanza pediatrica in Italia: “Sulla scarsa sollecitudine del Ministero preferisco non pronunciarmi, sarei troppo duro. Nel merito della risposta della Sottosegretaria Francesca Martini, non so se sorridere o se arrabbiarmi: è la classica ‘risposta dello struzzo’, che confonde il modo in cui le cose dovrebbero andare con il modo in cui le cose effettivamente vanno. Abbiamo presentato prove evidenti della violazione dei protocolli che regolano la somministrazione di psicofarmaci ai bambini in Italia, e delle due l’una: o questi genitori hanno mentito rilasciando le interviste e andavano denunciati alla Magistratura – e così non è! – oppure quello che hanno affermato è vero e il Ministero avrebbe dovuto prendere iniziative formali e incisive per riportare nella norma una gestione assai approssimativa da parte di alcuni centri che somministrano quotidianamente metanfetamine a bambini, nel vano tentativo di curare una malattia inesistente in quanto tale, che i nostri psichiatri di fiducia ci riferiscono avere invece cause ambientali, sociali e mediche non psichiatriche (2). Invece l’atteggiamento del Ministero e dei Suoi organismi tecnici di consulenza è quanto di più ‘inautentico’ ci possa essere: dietro le quinte manifestano disagio per la denuncia pubblica e contattano i centri per capire cosa stia succedendo, mentre nella risposta all’On. Binetti fanno finta di nulla, dando una lunga e inutile risposta di circostanza senza neppure accennare alle registrazioni pubblicate sul nostro portale, il cui contenuto è assolutamente inequivoco (3), ha concluso Poma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’On. Binetti ha così commentato la risposta del Ministero della Salute: “Dire che non sono soddisfatta è un eufemismo, e sorprende in una persona sempre straordinariamente attenta ai problemi dell&#39;infanzia e del disagio dei bambini com’è la Sottosegretaria Martini l’estrema genericità della risposta, che elude il quesito posto. Mi sarei se non altro aspettata una presa di posizione ferma del Ministero per riportare in riga chi ha sbagliato e garantire l’efficienza piena del Sistema Sanitario Nazionale su un punto così delicato, che riguarda la salute dei più deboli tra noi, i bambini. Sembra quasi che nel nostro paese si possano commettere degli illeciti a spese della salute dei minori e che questo non costituisca un problema per il Governo”, ha concluso la Parlamentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1) http://www.giulemanidaibambini.org/lettere/lettera_3.pdf&lt;br /&gt;(2) http://www.parereesperti.php&lt;br /&gt;(3) http://www.giulemanidaibambini.org/registrazioni.php&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per media relation: portavoce@giulemanidaibambini.org - 337/415305</description><link>http://altrasalute.blogspot.com/2011/06/psicofarmaci-ai-bambini-senza-il.html</link><author>noreply@blogger.com (Altrasalute.it)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-29383724.post-9211807010883239182</guid><pubDate>Fri, 03 Jun 2011 15:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-06-03T17:59:36.244+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Equivita</category><title>LETTERA APERTA di EQUIVITA sui REFERENDUM</title><description>Cari Amici,&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Tre dei prossimi referendum, ovvero il referendum sul nucleare e i due referendum sulla gestione dell’acqua, rappresentano un’ancora di salvezza per tutti noi. Ci danno la possibilità di decidere su questioni che, come molti hanno detto, mettono oggi a rischio la nostra vita stessa. &lt;br /&gt;A questi tre referendum sono legati inoltre i valori per i quali il Comitato Scientifico EQUIVITA si è sempre battuto: il diritto alla vita, la dignità della stessa, la tutela dei beni comuni. Dobbiamo essere in molti ad andare alle urne e vi preghiamo di dare la massima diffusione al nostro messaggio: se non si raggiungesse il quorum, un’occasione così unica e rara andrebbe vanificata… Come ha dichiarato Jeremy Rifkin, la decisione che verrà presa non riguarda solo il nucleare e l’acqua, ma l’economia e la sicurezza … riguarda, in breve, il nostro futuro!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ACQUA (due schede: la rossa e la gialla)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’acqua è sempre stata un bene di tutti, in quanto elemento della natura. In occasione del primo acquedotto costruito a Milano nel 1888, reso pubblico, si scrisse che il bene fondamentale dell’acqua non poteva essere oggetto di profitto. Ma l’ossessiva liberalizzazione dei mercati che ha caratterizzato negli ultimi anni il mondo intero e dunque anche l’Italia, ha fatto in modo che l’Accordo Generale sul Commercio dei Servizi (GATS) promosso dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), trasformasse sempre più spesso in merce, alcuni degli elementi più preziosi dello Stato Sociale (pensioni, assistenza, energia, ecc) e… pure l’acqua!  Vanificando, almeno in parte, anni ed anni di battaglie ed eroici sacrifici per creare degli Stati democratici. L’acqua, quando privatizzata, si è trasformata in prodotto costoso e talvolta di lusso, e in una nuova frontiera tra ricchi e poveri. “Non si ha idea dei profitti che si possono ricavare dalla sete nel mondo!” dichiarò pubblicamente il presidente di una grande multinazionale in procinto di fare investimenti sull’acqua.&lt;br /&gt;Ma l’acqua non è una merce, è un diritto umano fondamentale al quale non rinunceremo. L’acqua rischia di diventare l”oro bianco” per il quale si combatteranno le prossime guerre, se lasceremo che la sua gestione vada ad aziende private, che attraverso di essa potranno controllare un elemento fondamentale della vita. I costi dell’acqua dove si è già avuta la privatizzazione, come Berlino ( in mano  Véola), Parigi (in mano ad altre compagnie francesi) e la Toscana, sono saliti alle stelle così tanto da determinare un ripensamento sulla privatizzazione.&lt;br /&gt;Noi con il referendum possiamo, dobbiamo fare marcia indietro, dobbiamo abrogare due provvedimenti che rendono addirittura vincolante l’ingresso dei privati nelle acque italiane, con profitto del 7% garantito per legge!.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;IL NUCLEARE (scheda grigia)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;E’ paradossale dover spiegare oggi (specie in un paese a rischio sismico come l’Italia) che non è opportuno ricorrere al nucleare, due mesi dopo Fukushima, e dopo le nuove rivelazioni statistiche su Chernobyl (da 30.000 a 60.000 morti) e nonostante la paurosa incidenza di malattie degenerative tra coloro che si sono trovati in prossimità di un disastro (assai numerosi quelli rimasti sconosciuti) o che vivono nei pressi di una centrale.&lt;br /&gt;La reazione nucleare è incontrollabile e l’energia che ne deriva è inoltre la più costosa: non a caso è in declino in tutti i paesi che l’hanno adottata. Dopo Fukushima, molti paesi hanno fatto marcia indietro: la Germania e la Svizzera hanno stabilito che nel giro di alcuni anni verranno chiusi tutti i loro impianti nucleari.&lt;br /&gt;Ma l’aspetto ancor più grave è che nessun paese ha ancora trovato una soluzione sicura per gestire in modo definitivo il problema delle scorie, che devono essere custodite per centinaia di migliaia di anni. Si sono sviluppati traffici illegali di scorie radioattive e smaltimenti nei paesi poveri e in mare, senza alcuna considerazione per le possibili conseguenze sull&#39;ambiente e sugli esseri umani. I programmi nucleari dell&#39;Italia hanno già lasciato in eredità quattro centrali da smantellare e scorie radioattive che rappresentano un rischio per tutti noi.  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Moltissimi altri sarebbero gli argomenti da elencare, ma ci limitiamo a sottolineare l’impatto sociale che una centrale nucleare crea, da un punto di vista sia economico che politico, con un così forte accentramento nella gestione dell’energia.&lt;br /&gt;Il futuro è in una nuova era industriale, che possa risolvere la crisi attuale del pianeta, con una distribuzione decentrata delle fonti di energia, gestita in maniera comunitaria e responsabile, tale da orientare i cittadini ad una nuova cultura della solidarietà e del risparmio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo un impegno di tutti nella diffusione di queste informazioni ci può dare la certezza che anche questa volta, come per il voto del 1987 sul nucleare, il quorum necessario di votanti venga raggiunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Per approfondire potete consultare il sito www.equivita.it( &lt;http://www.equivita.it&gt; )appena rinnovato!) nella sezione dedicata ai referendum.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Equivita&lt;br /&gt;Comitato Scientifico Antivivisezionista&lt;br /&gt;Via P. A. Micheli, 62&lt;br /&gt;00197 Roma&lt;br /&gt;Tel. +39.06.3220720&lt;br /&gt;Cell. 335.8444949&lt;br /&gt;Fax +39.06.3225370&lt;br /&gt;emailto: equivita@equivita.it&lt;br /&gt;www.equivita.it</description><link>http://altrasalute.blogspot.com/2011/06/lettera-aperta-di-equivita-sui.html</link><author>noreply@blogger.com (Altrasalute.it)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-29383724.post-7993301569859189624</guid><pubDate>Tue, 10 May 2011 16:21:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-05-10T18:22:10.289+02:00</atom:updated><title>COMUNICATO STAMPA SULLE AFFERMAZIONI DEL DEPUTATO SCILIPOTI DOMENICO</title><description>Le recenti esternazioni pubbliche del deputato Scilipoti Domenico ci obbligano, a tutela dei pazienti e dell’onorabilità e serietà della nostra professione, a una decisa e nettissima presa di posizione che disconosce qualunque pretesa del suddetto deputato di rappresentanza del movimento delle Medicine Tradizionali e Non Convenzionali in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le sigle che costituiscono il Comitato Permanente di Consenso e Coordinamento per le Medicine Non Convenzionali in Italia, che comprendono le più rappresentative associazioni di medici di tutte le MNC classificate dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, dei professionisti delle professioni sanitarie primarie dell&#39;Osteopatia e della Chiropratica, e dei pazienti che a questo mondo si rifanno, si dissociano dai contenuti, oltre che dalla forma, delle affermazioni del deputato, non riconoscendogli alcun titolo, né delega, né diritto a rappresentare con autorevolezza, verità e competenza le istanze dei medici che  queste discipline esercitano con competenza, in scienza e coscienza, e dei pazienti che a queste discipline ricorrono con beneficio per la loro salute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Considerano pertanto anche immotivata e ingiustificata, visto il suo ruolo di deputato nella vigente Legislatura, la sua recente nomina ad “Esperto per la Medicina Complementare del Consiglio Superiore di Sanità”, ruolo esclusivamente tecnico e competenziale per il quale sono richiesti requisiti che il deputato non possiede se non per autoreferenziale investitura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Milano, 07.05.2011&lt;br /&gt;La Coordinatrice, Dott.ssa Antonella Ronchi&lt;br /&gt;Coordinatrice@ComitatoMNC.org &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Comitato è stato costituito venerdì 5 dicembre 2003 a Bologna tra i firmatari del Documento di Consenso sulle MNC in Italia sottoscritto alla Conferenza di Consenso sulle MNC in Italia tenutasi a Bologna il 20 ottobre nell&#39;ambito del 43° Congresso Nazionale della Società Italiana di Psichiatria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Successivamente altre associazioni hanno chiesto di sottoscrivere il Documento di Consenso, al cui contenuto si rimanda, e sulla base di esso di aderire al Comitato per realizzarne i contenuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Documento di Consenso, ultimo comma. “Il Documento di Consenso, condiviso dai rappresentanti autorevoli delle discipline non convenzionali in Italia qui convenute e da medici e ricercatori esperti della materia, intende costituire il presupposto per una continuità di azione unitaria in tale settore della medicina, aperta a tutte le componenti sanitarie, nelle sedi rappresentative della Professione medica (FNOMCeO e Ordini Provinciali), presso le Istituzioni della Repubblica sia nazionali che regionali e territoriali, nonché nei confronti delle Associazioni dei cittadini”.</description><link>http://altrasalute.blogspot.com/2011/05/comunicato-stampa-sulle-affermazioni.html</link><author>noreply@blogger.com (Altrasalute.it)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-29383724.post-7227868594591739185</guid><pubDate>Tue, 10 May 2011 16:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-05-10T18:20:04.139+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Equivita</category><title>Per la difesa dei diritti di ogni essere vivente e per la tutela dell’ambiente</title><description>COMUNICATO-INVITO di  EQUIVITA &lt;br /&gt;09/05/11&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la difesa dei diritti di ogni essere vivente e per la tutela dell’ambiente, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il patrocinio di:  * Ministero della Salute * CITTA, Centro di Ricerca Interdisciplinare, Territorio Turismo e Ambiente - Sapienza Università di Roma &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le associazioni: Comitato Scientifico EQUIVITA e Movimento Ecologico Nazionale UNA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi invitano a partecipare alla conferenza&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“L’errore nella ricerca biomedica”&lt;br /&gt;nel corso della quale sarà consegnato il&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premio Pietro Croce* per l’abolizione della sperimentazione animale (IV edizione)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Centro Congressi, Facoltà di Scienze della Comunicazione, Sapienza Università di Roma,&lt;br /&gt;Via Salaria 113&lt;br /&gt;martedì 17 maggio 2011, dalle ore 15:00 alle ore 19:30 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il movimento scientifico antivivisezionista, che ha sempre denunciato la sperimentazione animale quale metodo non scientifico (“Nessuna specie animale può essere modello sperimentale di un’altra specie”, Pietro Croce) ha ottenuto negli ultimi anni notevoli successi, grazie a numerosi contributi dal mondo della ricerca. Tra questi il più importante è venuto dal Consiglio Nazionale delle Ricerche degli Stati Uniti (NRC) che nel Rapporto “Toxicity Testing in the XXI Century” dice: “la tossicologia si sta avvicinando ad un cambiamento epocale, di quelli che hanno dato nuovo corso alla storia della scienza […] Le prove di tossicità passeranno da un sistema basato sullo studio dell’animale a un sistema basato principalmente sugli studi in vitro; questi possono infatti valutare, con l’osservazione delle cellule, i cambiamenti nei processi biologici”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commentando questa notizia Jeremy Rifkin ha scritto: &lt;br /&gt;“Da anni le associazioni che si battono contro la sperimentazione animale sostengono questa tesi e vengono schernite […] ma ora l’establishment scientifico è arrivato alla stessa conclusione: le prove di tossicità eseguite su animali sono da considerarsi scienza di cattiva qualità. Dalla loro sostituzione dipende la salvezza di molte vite umane”. (L’Espresso 15/11/07).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per superare il vecchio paradigma e diffondere il nuovo pensiero scientifico, occorre opporsi ad interessi economici sempre più forti, ad ostacoli culturali, politici e di comunicazione. E’ indispensabile far conoscere le verità scientifiche e non consentire che la sperimentazione animale venga giustificata quale pratica “necessaria” all’umanità. Perché tale metodo di ricerca fa in modo che:&lt;br /&gt;1)    l’uomo sia la vera cavia, spesso inconsapevole, di ogni nuova sostanza o terapia. &lt;br /&gt;2)    le moderne tecnologie, derivate dalle straordinarie nuove conquiste della scienza (in particolare nella genetica e la microbiologia) non vengano utilizzate, nonostante esse siano di gran lunga più avanzate e in grado di tutelare realmente la salute di tutti noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il premio sarà assegnato al video ritenuto più adatto a veicolare i concetti chiave sui quali si basa il movimento antivivisezionista scientifico.&lt;br /&gt;Interverranno anche: prof. Alberto Mattiacci, prof. Enzo Patierno, prof. Gianni Tamino, dott. André Ménache&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per informazioni: Comitato Scientifico EQUIVITA : + 39.06.3220720, + 39.335.8444949&lt;br /&gt; Email: equivita@equivita.it &lt;equivita@equivita.it&gt; - www.equivita.org &lt;http://www.equivita.org&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;(*) Pietro Croce, primario anatomo-patologo dell’ospedale Sacco di Milano, membro del ”College of American Pathologists”, è lo scienziato che maggiormente ha contribuito, in Europa e nel mondo, alla nascita del nuovo pensiero scientifico antivivisezionista, in particolare con il libro “Vivisezione o scienza”, diffuso in tutto il mondo sin dal 1982. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;PROGRAMMA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 3:00 pm Presentazione delle associazioni promotrici:&lt;br /&gt;Fabrizia Pratesi de Ferrariis, Comitato Scientifico EQUIVITA&lt;br /&gt;Francarita Catelani, Movimento Ecologico Nazionale UNA: &lt;br /&gt;Ore 3:20 pm Benvenuto e introduzione:&lt;br /&gt;Alberto Mattiacci, docente di Economia e Gestione delle Imprese, Facoltà di Scienze della Comunicazione, Università La Sapienza.&lt;br /&gt;Ore 3:40 pm Enzo Patierno, docente di Comunicazione per lo Sviluppo Sostenibile, Facoltà di Scienze della Comunicazione, Università La Sapienza.&lt;br /&gt;Ore 4:00 pm  “L’indispensabile aggiornamento della ricerca biomedica”&lt;br /&gt;Gianni Tamino, docente di biologia, Università di Padova, Presidente di EQUIVITA.&lt;br /&gt;André Menache, medico veterinario, direttore di “Antidote Europe”.&lt;br /&gt;Ore  4:50 pm   “Premio Croce per l’abolizione della sperimentazione animale”, IV edizione &lt;br /&gt;Vanessa Tucci, Comitato Scientifico EQUIVITA.&lt;br /&gt;PROIEZIONE DEI VIDEO PREMIATI&lt;br /&gt;ASSEGNAZIONE DEi PREMI AI VINCITORI , da parte di:&lt;br /&gt;Ebe dalle Fabriche, Presidente Movimento UNA&lt;br /&gt;   Gianni Tamino, Presidente di EQUIVITA.&lt;br /&gt;Ore 6:30 pm Fulco Pratesi, Presidente onorario WWF.&lt;br /&gt;Ore 6:50 pm Sylvia Croce: un saluto e un ringraziamento al Dipartimento.&lt;br /&gt;Ore 7:15 pm Fine della conferenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NB: La conferenza è aperta a tutti</description><link>http://altrasalute.blogspot.com/2011/05/per-la-difesa-dei-diritti-di-ogni.html</link><author>noreply@blogger.com (Altrasalute.it)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-29383724.post-9138278289947840925</guid><pubDate>Tue, 26 Apr 2011 16:44:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-04-26T18:45:25.948+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Equivita</category><title>A Parigi un’alleanza europea per sconfiggere la vivisezione</title><description>COMUNICATO EQUIVITA 26/04/11 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davanti al meraviglioso e storico scenario del municipio di Parigi si è svolta sabato 23 aprile una manifestazione antivivisezionista europea organizzata da “Antidote-Europe”, “Fondazione Brigitte Bardot” e “International Campaigns”.&lt;br /&gt;Ad essa ha aderito il Comitato Scientifico EQUIVITA insieme alla maggioranza delle associazioni europee che chiedono a gran voce l’abolizione della sperimentazione animale.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Erano presenti sia i difensori dei diritti degli animali che le associazioni che si battono per un miglioramento della scienza e la tutela della salute umana. Tema principale degli interventi è stato, in un caso come nell’altro, quello dell’inaccettabile fallacia dei test su animali, che, invece di condurre al progresso scientifico, sono oggi in grande parte causa delle sconfitte nelle cure delle malattie più gravi. La violazione dei diritti degli animali ha dimostrato, infatti, da lungo tempo di portare l’umanità alla violazione dei diritti umani (primo tra tutti quello alla salute).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L’origine di questa manifestazione è stata lo sdegno sollevato dalla nuova Direttiva europea 2011/63 sulla sperimentazione animale. Questa Direttiva, invece di aprire alle nuove tecnologie portate dai molti progressi recenti della scienza (come è stato fatto negli Stati Uniti), ha voluto fare un passo indietro rafforzando l’uso del “modello animale”.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La proposta del Comitato Scientifico EQUIVITA (rappresentato dalla coordinatrice Fabrizia Pratesi), accolta da tutte le associazioni, è stata di attivarsi al più presto per una raccolta di firme europea ai fini della presentazione alla Commissione di una proposta di legge di iniziativa popolare. Questo è reso oggi per la prima volta possibile dall’articolo 11 del Trattato di Lisbona (il cui Regolamento è stato di recente approvato). La legge che sarà proposta dovrà correggere la rotta segnata dalla Direttiva 2011/63 e dovrà dare una speranza all’Europa di una reale tutela dei diritti umani e dell’ambiente, anche a discapito di interessi economici privati. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La manifestazione è stata seguita da una marcia che si è conclusa alla Place des Vosges, davanti alla casa di Victor Hugo, presidente della prima associazione antivivisezionista francese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comitato Scientifico EQUIVITA &lt;br /&gt;Tel. + 39.06.3220720 + 39.335.8444949&lt;br /&gt;E-mail: equivita@equivita.it &lt;br /&gt;www.equivita.org</description><link>http://altrasalute.blogspot.com/2011/04/parigi-unalleanza-europea-per.html</link><author>noreply@blogger.com (Altrasalute.it)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-29383724.post-8702265645622522000</guid><pubDate>Thu, 14 Apr 2011 16:59:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-04-14T19:00:59.557+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Equivita</category><title>I costi sociali degli Ogm</title><description>&lt;strong&gt;E’ giunta l’ora di una nuova politica globale &lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Comitato scientifico EQUIVITA si rallegra per la proposta della Commissione parlamentare UE “Salute pubblica e Sicurezza alimentare” (firmata On. Lepage), fatta alla Commissione Europea, di inserire la tutela della biodiversità e degli equilibri ambientali tra gli argomenti ai quali gli Stati membri potranno appellarsi per vietare gli Ogm sul loro territorio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se la proposta sarà accolta, vi sarà una reale possibilità per gli Stati membri della UE - anche in osservanza della Convenzione Internazionale sulla Biodiversità - di far valere il loro diritto ad essere Ogm-free. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;IL Comitato Scientifico EQUIVITA ritiene, tuttavia, che l’integrazione, proposta dall’On. Lepage dovrà rappresentare il primo passo, necessario ma non certo sufficiente, di un ben più importante processo di riconversione dell’intera politica dell’UE in materia di Ogm (e di agricoltura in generale). &lt;br /&gt;Infatti, mentre la Commissione concede agli Stati membri la facoltà di rifiutare gli Ogm sul loro territorio (un’arma che rischia comunque di essere spuntata, in particolare per l’apertura delle frontiere e per la nota impossibilità di coesistenza delle coltivazioni Ogm con altre colture, dovuta all’inquinamento genetico), essa ha da tempo annunciato un processo di approvazione degli Ogm assai più snello e veloce a livello europeo. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Non ha inoltre messo in atto le indicazioni avute dal Consiglio dei Ministri del 4/12/08, che i cittadini europei avevano accolto con grande entusiasmo. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Tali indicazioni si possono riassumere in 4 punti:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;1) Autorizzazione per le zone dichiaratesi Ogm-free di essere tali.&lt;br /&gt;2) Applicazione del principio di precauzione, con particolare attenzione alla valutazione dell’effetto dei pesticidi - o diserbanti - il cui consumo si quadruplica con gli Ogm e i cui danni per la salute e l’ambiente si mostrano sempre più evidenti.&lt;br /&gt;3) Introduzione di valutazioni effettuate da scienziati indipendenti per lo studio degli effetti degli Ogm. &lt;br /&gt;4) Valutazione dell’impatto socio-economico degli Ogm.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Di tutte le richieste fatte dal Consiglio dei Ministri l’ultima di questo elenco (valutazione dell’impatto socio-economico) è stata, malgrado fosse la più importante, di gran lunga la più trascurata. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Eppure, guardando anche l’attuale situazione del Nord Africa, vediamo quali possano essere le conseguenze di una politica internazionale assai miope e dissennata, che non ha saputo usare criteri di giustizia e di democrazia. Analizzando il ruolo che le politiche e gli organismi internazionali (in primis il WTO) hanno avuto nella diffusione degli Ogm, vediamo che è grazie a questi che le aziende transnazionali hanno ottenuto il controllo, spesso il monopolio, della produzione e della distribuzione di cibo nel mondo. Ne consegue che la modifica genetica è sempre stata un pretesto per ottenere il brevetto … e i diritti che ne derivano ad ogni ciclo riproduttivo della pianta. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il Comitato Scientifico EQUIVITA, già Comitato Scientifico Antivivisezionista, si è sempre battuto (a partire dal 1995 opponendosi alla direttiva 98/44) contro tali brevetti, per tutelare il bene comune più importante che possediamo e che mai avrebbe dovuto essere privatizzato: la materia vivente del pianeta.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Come dice Luciano Gallino (la Repubblica, 10.5.08) nell’articolo “Così l’occidente produce la fame nel mondo”: “Abbiamo smantellato i sistemi agricoli regionali, ricchi di biodiversità, partecipi degli ecosistemi locali, facilmente adattabili alle variazioni di clima, che avrebbero potuto nutrire la popolazione del posto. Abbiamo consentito che fossero sostituiti dall’agricoltura estensiva delle grandi corporation”. (destinata ad alimentare gli animali d’allevamento dei paesi ricchi, ndr).&lt;br /&gt;Dall’India all’America Latina, dall’Africa all’Indonesia e alle Filippine, milioni di ettari sono stati trasferiti in pochi anni dalle colture intensive tradizionali praticate dalle piccole aziende contadine a colture estensive gestite dalle grandi corporation delle granaglie (…). I contadini, espulsi dai campi, vanno a gonfiare gli sterminati slum urbani del pianeta, oppure si uccidono. Nella sola India vi sono stati tra il 1995 e il 2006 almeno duecentomila suicidi di piccoli coltivatori (…) Al singolo individuo di questa parte del mondo resta da decidere cosa fare. Può spegnere la TV (...). Oppure può decidere di investire una quota dei suoi risparmi in azioni dell’agrindustria (…), un investimento promettente perché i prezzi degli alimentari continueranno a crescere. Infine può scrivere al proprio deputato in Parlamento chiedendogli di adoperarsi per far costruire attorno alla penisola un muro alto dodici metri per tener fuori gli affamati”.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La migliore ragione per opporci agli Ogm, più ancora del danno alla salute, più ancora del danno all’ambiente, è proprio questa… gli Ogm sono, in quanto piante o animali privatizzati, uno dei migliori strumenti usati per quella che Gallino chiama “la produzione industriale della fame nel mondo”. &lt;br /&gt;Questo argomento dovrebbe essere un motivo di appello per gli Stati che si oppongono agli Ogm, in attesa di una presa di coscienza generale che ci consenta la diffusione dell’informazione e l’avvio di un processo di riconversione della politica economica ed agricola mondiale.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Comitato Scientifico EQUIVITA &lt;br /&gt;Tel. + 39.06.3220720, + 39.335.8444949 &lt;br /&gt;E-mail: equivita@equivita.it www.equivita.org&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMUNICATO EQUIVITA 14/04/11</description><link>http://altrasalute.blogspot.com/2011/04/i-costi-sociali-degli-ogm.html</link><author>noreply@blogger.com (Altrasalute.it)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-29383724.post-7118928343687223842</guid><pubDate>Wed, 06 Apr 2011 15:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-04-06T17:50:55.076+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Equivita</category><title>La “Franken-mucca”: nuova trovata sul fronte Ogm</title><description>COMUNICATO EQUIVITA 04/04/11 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Cina un’equipe di scienziati della “China Agriculture University”, in collaborazione con la società privata “Gene Protein Biotechnology”, ha introdotto nel DNA della mucca due geni con il fine di renderne il latte più simile a quello umano. &lt;br /&gt;Dalla progenie di tale mucca, ottenuta per clonazione, sarà ricavato il latte Ogm per neonati (“Frank-milk”).&lt;br /&gt;La notizia, presentata quale nuova importante conquista delle biotecnologie (che è ben lontana dall’essere poiché l’inserimento di due geni non garantisce la qualità ne’ la sicurezza del prodotto) ha scatenato accese polemiche:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;1.     non vi è ragione di nutrire, proprio i bambini, con prodotti derivati da animali clonati dei quali sono tuttora ignoti i rischi, ma non sono ignote le sicure patologie (vedi Repubblica 29/04/02, “L’allarme del padre di Dolly: i cloni hanno difetti genetici […] La clonazione é un procedimento ancora imperfetto […] Dobbiamo procedere con cautela”, intervista a Jan Wilmut).&lt;br /&gt;2.     Per quanto riguarda gli Ogm in generale, va precisato che tre quarti dei cittadini della UE sono ad essi contrari e che nell’Unione le colture transgeniche sono in netto calo (-23% rispetto al 2008). Anche perché le promesse di maggiore produttività e di minore inquinamento, fatte per imporli in tutto il mondo, si sono tradotte nell’esatto contrario: riduzione della produttività nel giro di qualche anno (-10%); aumento di quattro volte dell’inquinamento chimico, dovuto all’enorme uso dei diserbanti; aumento della tossicità nell’aria, nell’acqua e nel suolo.&lt;br /&gt;Gli Ogm, invece di sconfiggere la “fame nel mondo”, sono una della cause principali della crisi alimentare in molti paesi. Si è reso sempre più evidente che l’unico beneficio arrecato dagli Ogm è destinato ai bilanci delle aziende biotech e deriva dal brevetto che li copre. Le aziende puntano a estendere sempre più queste loro “proprietà”, fino ad includervi ogni pianta di interesse alimentare e ogni animale destinato alla zootecnia (anch’essi modificati a tale fine). Chi detiene un monopolio fa quello che vuole: riduce la qualità e aumenta i prezzi, senza il minimo riguardo per la sovranità alimentare e per la sicurezza alimentare dei popoli più poveri.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La notizia della mancata regolamentazione della carne clonata (prodotta con animali modificati e poi clonati) e quella del latte da produrre con le mucche Ogm (anch’esse modificate e poi riprodotte con la clonazione) del 31/03/11 e del 4/04/11 segnano un nuovo passo avanti nella strategia per il controllo della catena alimentare.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Non occorre essere degli esperti per capire che è giunta l’ora di opporsi a chi, con il monopolio di tutta la produzione mondiale di cibo, vuole controllare le nostre esistenze future. Non si può continuare a subire passivamente questa guerra di conquista economica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comitato Scientifico EQUIVITA &lt;br /&gt;Tel. + 39.06.3220720, + 39.335.8444949 - E-mail: equivita@equivita.it www.equivita.org</description><link>http://altrasalute.blogspot.com/2011/04/la-franken-mucca-nuova-trovata-sul.html</link><author>noreply@blogger.com (Altrasalute.it)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-29383724.post-9075650118279579659</guid><pubDate>Fri, 01 Apr 2011 09:40:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-04-01T11:41:18.361+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Equivita</category><title>I segreti della bistecca clonata</title><description>COMUNICATO EQUIVITA 31/03/11&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli interessi commerciali, ancora una volta, prevalgono sulla tutela della salute, dell&#39;ambiente e del principio di precauzione a Bruxelles &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In occasione della revisione del “Regolamento 258/97 sui nuovi prodotti e ingredienti alimentari&quot; (Novel Foods) e del dibattito sugli alimenti derivanti da animali clonati o loro discendenti, la proposta del Parlamento di un&#39;etichettatura obbligatoria per tali alimenti è stata respinta dal Consiglio dei Ministri. Rimane dunque intatta quella che il Commissario alla Salute John Dalli ha definito, con allarme, una condizione di &quot;completa assenza di controllo&quot;. Sarà, infatti, ancora possibile immettere sul mercato, senza previa autorizzazione, né etichettatura di riconoscimento, prodotti alimentari derivati dai discendenti degli animali clonati (ne’ ci conforta sapere che la commercializzazione dei prodotti derivati da cloni &quot;di prima generazione&quot; richiederà invece espressa autorizzazione ... tale autorizzazione non sarà mai richiesta: l&#39;animale clonato ha un costo troppo elevato per essere destinato al macello). &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L&#39;ostilità della grandissima maggioranza dell&#39;opinione pubblica alla riproduzione clonata degli animali, basata su ragioni scientifiche, ambientali, etiche e giuridiche, si evidenzia in alcuni dati significativi: &lt;br /&gt;1997: in Italia il Ministro della Sanità Rosy Bindi vieta la clonazione animale; &lt;br /&gt;2001: gli USA adottano una moratoria volontaria sull’immissione in commercio dei prodotti derivati da animali clonati nonostante le forti pressioni dell’industria biotech;&lt;br /&gt;2007: in USA, un sondaggio Gallup effettuato in occasione del &quot;Cloned Food Labeling Act&quot;, dimostra che il 65% dei cittadini è contrario alla clonazione animale e all&#39;acquisto dei prodotti da essa derivati; &lt;br /&gt;3/9/08: il Parlamento Europeo adotta una risoluzione contro la clonazione animale a scopo alimentare; &lt;br /&gt;2009: la Commissione Europea propone una moratoria quinquennale sulla clonazione animale a scopo alimentare; &lt;br /&gt;07/07/10: il Parlamento Europeo vota a maggioranza schiacciante contro la clonazione animale a scopo alimentare.  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il dissenso si basa su numerose e assai valide ragioni. Ecco riassunti i punti principali:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;• I danni che derivano da una visione riduzionista, o meccanicistica, della materia vivente, in virtù della quale gli animali sono assimilati a prodotti industriali (vedi il caso dei polli alla diossina o della mucca pazza).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;• Il rischio di danni ancora più diretti derivante dal consumo di animali “difettosi” sin dalla nascita.&lt;br /&gt;Pochi ricordano, a questo proposito, che lo stesso lan Wilmut del “Roslin Institute”, &quot;padre&quot; della pecora Dolly, ha dichiarato: &quot;Abbiamo prove che la clonazione produce difetti: artrite e invecchiamento precoce, nel caso di Dolly. Essa è un procedimento ancora imperfetto. Dobbiamo procedere in modo cauto&quot;, (vedi la Repubblica del 29/04/02, articolo “L&#39;allarme del padre di Dolly: i cloni hanno difetti genetici&quot;). Gli scienziati del “Roslin Institute” scoprono nel 2002 che sia Dolly che le altre pecore clonate nascono con alterazioni cromosomiche che le rendono geneticamente difettose sin dalla nascita. Wilmut, prosegue l&#39;articolo (di Riccardo Trizio), ritiene che l&#39;invecchiamento precoce non sia l&#39;unico difetto prodotto dalla clonazione: vi è gigantismo nelle mucche, ingrassamento abnorme e aumento della placenta di quattro volte nei gatti, difetti del sistema immunitario e cardiaci in altri mammiferi. Wilmut chiede con insistenza maggiore trasparenza ai ricercatori, che a suo parere sono in possesso di segreti non rivelati sui difetti genetici degli animali.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;• Il gravissimo problema etico causato dal mancato rispetto degli altri essere viventi. La clonazione reca un&#39;enorme, non quantificata, sofferenza agli animali, siano essi la pecora Dolly, affetta da artrite e invecchiamento precoce, siano essi i &quot;prodotti di scarto” di una tecnologia del tutto imperfetta che fallisce in oltre il 95% dei casi. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;• I danni che derivano alla biodiversità animale e, di riflesso, alla nostra sicurezza alimentare, poiché l’industrializzazione della produzione porterà a una riduzione delle varietà animali.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ma vi è un’ulteriore considerazione di cui poche persone sono oggi consapevoli: il danno politico, sociale ed economico portato all&#39;umanità da un altro passo verso la privatizzazione del nostro bene comune più importante: la materia vivente del pianeta. Dietro alla clonazione animale, riproposta di frequente negli ultimi decenni, vi è il progetto delle industrie biotech: accrescere ancora più il controllo sulla produzione alimentare mondiale, estendendolo anche alla zootecnia. &lt;br /&gt;La riproduzione clonata è necessaria per ottenere nell&#39;animale ciò che nelle piante avviene perlopiù spontaneamente: la conservazione, da una generazione all&#39;altra, di una modifica genetica introdotta. Questa modifica ha permesso, fino ad oggi, mediante il brevetto la proprietà esclusiva della pianta e la riscossione dei diritti di brevetto a ogni ciclo riproduttivo. &lt;br /&gt;L&#39;animale clonato sarà, ne siamo più che certi, un animale modificato per produrre di più (carne, latte, lana o altro ...). Il controllo sulla produzione alimentare da parte delle aziende biotech è in continuo aumento e, al momento attuale, tenta di estendersi anche ai &quot;prodotti non geneticamente modificati&quot;. L&#39;Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) ha iniziato il rilascio di brevetti anche su piante e animali riprodotti con metodi convenzionali, pur essendo tuttora in corso una vertenza su tali brevetti presso l’Alta Corte d’Appello dell’EPO (vedi comunicato EQUIVITA 09/03/11, http://www.equivita.it/).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Per il Comitato EQUIVITA è d’obbligo infine denunciare un altro progetto ambito da alcuni scienziati e implicitamente promosso attraverso la clonazione animale. E’ il business più grande di tutti i tempi: la clonazione umana (con la produzione di “designer babies”, o bambini su ordinazione). Vi è perfino chi, già nel 1998, non vedeva “nulla di male” nella produzione di umanoidi anencefalici, prodotti  con cloni di embrioni umani, quale deposito di organi per trapianto (Time Magazine, 18 gennaio 1998, articolo sul Prof. Lee Silver di Princeton).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comitato Scientifico EQUIVITA&lt;br /&gt;Tel. + 39. 06.3220720, + 39. 335.8444949&lt;br /&gt;E-mail: equivita@equivita.it &lt;br /&gt;Sito internet: www.equivita.org</description><link>http://altrasalute.blogspot.com/2011/04/i-segreti-della-bistecca-clonata.html</link><author>noreply@blogger.com (Altrasalute.it)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-29383724.post-6046407610672594023</guid><pubDate>Wed, 16 Mar 2011 09:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-03-16T10:55:22.219+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Equivita</category><title>Manifestazione unitaria antivivisezione (a Parigi)</title><description>COMUNICATO EQUIVITA 15/03/11&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di tutte le associazioni che si battono per porre fine alla sperimentazione animale&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il 23 aprile 2010 alle ore 13:30&lt;br /&gt;Per iniziativa delle associazioni: &lt;br /&gt;Fondazione Brigitte Bardot  *  Antidote Europe   * International Campaigns &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 13:30:  Parigi, Place de l’Hôtel de Ville*, raduno dei partecipanti&lt;br /&gt;Ore 14:30: marcia della manifestazione dalla Place de l’Hôtel de Ville alla Place des Vosges. Il corteo si fermerà davanti alla casa di Victor Hugo, primo responsabile di un’associazione antivivisezionsita.&lt;br /&gt;La fine è prevista per le ore 16:00 circa&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;Le associazioni promotrici, avendo constatato che con il voto alla Direttiva 2010/63, il Parlamento Europeo ha rilanciato il metodo della sperimentazione animale quale metodo di ricerca ufficiale dell’Unione Europea, denunciano il fatto che in tale occasione la UE ha perso l’ultima preziosa occasione per:&lt;br /&gt;un rinnovamento – auspicato negli ambienti più accreditati della scienza – dei metodi di ricerca biomedica, che tenga conto dell’inaffidabilità (ormai ovunque denunciata) del modello animale;  &lt;br /&gt;una sostituzione della sperimentazione animale con i metodi scientifici che i recenti progressi della scienza ci hanno messo a disposizione; &lt;br /&gt;una tutela della salute umana e dell’ambiente che di un simile rinnovameno non può fare a meno;&lt;br /&gt;il rispetto del comune sentire della grande maggioranza dei cittadini europei che desiderano sia tutelato il benessere degli animali e propongono a tutti un’azione congiunta per liberarsi presto della “cattiva scienza” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Comitato Scientifico EQUIVITA si schiera con le associazioni promotrici, che a Parigi si riuniranno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Equivita chiede a tutti coloro che possono partecipare di unirsi a loro per costruire un movimento capace di portare avanti, con la voce della società civile, le istanze di pace, di solidarietà, di tutela dei beni comuni e di ogni forma di vita sulla terra; capace di costruire quella nuova civiltà non più della competizione ma dell’empatia, senza la quale non sarà possibile uscire dalle tante crisi che attanagliano questo mondo.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per informazioni: Comitato Scientifico EQUIVITA (ITALIA)&lt;br /&gt;Tel. + 39.06.3220720, + 39.335.8444949&lt;br /&gt;E-mail: equivita@equivita.it &lt;br /&gt;www.equivita.org &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Grande Manifestazione unitaria contro la vivisezione si svolge nel contesto della Giornata Mondiale degli Animali da Laboratorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Metropolitana per raggiungere Place de l’Hôtel de Ville: Hôtel de Ville o Châtelet</description><link>http://altrasalute.blogspot.com/2011/03/manifestazione-unitaria-antivivisezione.html</link><author>noreply@blogger.com (Altrasalute.it)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-29383724.post-3068633890355600186</guid><pubDate>Thu, 10 Mar 2011 14:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-03-10T15:30:41.621+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Equivita</category><title>FERMARE I BREVETTI SULLA MATERIA VIVENTE</title><description>Oggi, a causa dei brevetti, il controllo del mercato alimentare è sempre più saldo in un numero di mani sempre più ridotto: è questa la prima delle cause della fame nel mondo.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&#39;Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) di Monaco è pronto a concedere nuovi brevetti su sementi, piante e alimenti ottenuti mediante riproduzione tradizionale. Lo dimostra una recente ricerca commissionata dalla coalizione “No Patents on Seeds” (“No ai Brevetti sulle Sementi”), fondata da organizzazioni della Germania, della Svizzera e della Norvegia. Infatti, a gennaio del 2011 la “Divisione esame” dell’EPO ha comunicato alla società sementiera “Seminis” che non esistono sostanziali obiezioni alla sua richiesta di brevetto sui pomodori riprodotti in modo tradizionale (EP1026942), per i quali la Seminis ha in precedenza presentato domanda di brevetto.&lt;br /&gt;L&#39;EPO ha inviato riscontri dello stesso tenore anche ad altri richiedenti. &lt;br /&gt;“No Patents on Seeds” : &quot;Se non fermiamo questa tendenza, entro qualche anno le sementi non coperte da brevetto potrebbero scomparire completamente dal mercato. Multinazionali come Monsanto, Syngenta e Dupont saranno allora in condizione di decidere che piante si debbano coltivare, quale cibo debba essere venduto in Europa e a quale prezzo&quot;, ha detto uno dei portavoce della coalizione (1).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;A dicembre del 2010 l’EPO si è infine pronunciato su di un caso che era stato scelto come “ caso giuridico” e che riguardava dei brevetti concessi su broccolo e pomodori, stabilendo che in linea generale i normali processi di riproduzione non possano essere brevettati. Una decisione finale e completa sul caso broccolo- pomodori è ancora attesa per le prossime settimane. &lt;br /&gt;Tuttavia una recente ricerca effettuata da “No Patents on Seeds” ha evidenziato che l’EPO continua a concedere brevetti su piante, animali e sementi riprodotti con processi tradizionali, come pure su alimenti da questi derivati. Ciò fa pensare che resteranno liberi da brevetto solo i processi riproduttivi.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“Il Comitato Scientifico EQUIVITA si appella affinché venga modificata la politica dell’EPO, Ufficio Europeo dei Brevetti, che con la sua pratica corrente erode il divieto di brevettazione oggi esistente per gli organismi viventi riprodotti in modo tradizionale” (vedi Convenzione Europea dei Brevetti), dice Fabrizia Pratesi, coordinatrice del Comitato Scientifico  EQUIVITA, aderente alla coalizione “No Patents on Seeds”. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L&#39;EPO continua a favorire gli interessi delle aziende, applicando ancora una volta la politica adottata nel 1999 quando iniziò a rilasciare i brevetti sugli Ogm, e non rispettando la Convenzione Europea dei Brevetti, che era preposto ad applicare.&lt;br /&gt;In tal modo il controllo della produzione alimentare si concentra sempre più in poche mani, o pochi monopoli, recando ai  Paesi poveri quel danno gravissimo che è la mancanza di cibo. La fame nel mondo oggi non è dovuta a carenza di produzione (lo dichiara da tempo la FAO), ma all’uso monopolistico e alla conseguente cattiva distribuzione della stessa. I paesi poveri, dopo essere stati già colpiti dall’aumento dei costi di produzione, dai cambiamenti climatici, dalla perdita di biodiversità (causata dell’agricoltura intensiva, specie se Ogm) e da altri fattori ancora, vengono privati sempre più della loro sovranità alimentare e della loro agricoltura di sussistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Governo tedesco e i deputati del Parlamento tedesco di ogni orientamento hanno di recente condannato i brevetti su piante e animali. Critiche sono state mosse anche dagli allevatori di Olanda e Germania e da molte organizzazioni di agricoltori di tutto il mondo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Comitato Scientifico EQUIVITA&lt;br /&gt;Sito: www.equivita.org &lt;http://www.equivita.org&gt;&lt;br /&gt;Email: equivita@equivita.it&lt;br /&gt;Tel. + 39. 06.3220720, + 39. 335.8444949&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;(1) Secondo la recente ricerca condotta da Ruth Tippe di “Kein Patent auf Leben!” (“No ai brevetti sulla vita!) nel corso del 2010 sono state depositate presso l&#39;EPO almeno 250 richieste di brevetto su piante geneticamente modificate. Sono state inoltre identificate altre 100 richieste di brevetto riguardanti piante riprodotte in modo tradizionale. Sono proprio queste ultime richieste quelle presentate in numero sempre crescente, soprattutto da parte della Monsanto, della Syngenta e della Dupont. All’EPO sono stati richiesti anche circa 25 brevetti riguardanti la riproduzione di animali. Nel 2010, inoltre, l’EPO ha concesso circa 200 brevetti su sementi, geneticamente manipolate o meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per sostenere la coalizione “No Patents on Seeds”:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;SOTTOSCRIVETE LA LETTERA APERTA qui di seguito riportata. La lettera sarà inviata al Parlamento Europeo e alla Commissione Europea.&lt;br /&gt;Il fine della campagna che oggi ha inizio con questa raccolta di firme è di ottenere una modifica nella legge brevettuale europea&lt;br /&gt;*** &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lettera aperta ai Membri del Parlamento Europeo e alla Commissione Europea&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fermiamo i brevetti su piante e animali! &lt;br /&gt;No ai brevetti sulle piante, sugli animali, sul materiale genetico, &lt;br /&gt;sui processi riproduttivi e sui cibi che da essi vengono ricavati &lt;br /&gt;Gentile Onorevole,&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;ci rivolgiamo a Lei  per portare alla Sua attenzione i problemi causati dalla legge brevettuale dell’Unione europea. Ci preoccupano, in particolare, dei brevetti concessi sul materiale genetico, sulle piante e sugli animali, sui processi usati per la riproduzione di piante e animali, così come sugli alimenti che da questi si ricavano. Siamo preoccupati per l’impatto dei brevetti sugli agricoltori, gli allevatori e i consumatori; sull’innovazione e la biodiversità.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il Parlamento europeo ha adottato una Direttiva sulla brevettabilità degli organismi geneticamente modificati (“Direttiva 98/44/CE “sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche”). Tale direttiva è stata integrata nel quadro normativo dell’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) nel 1999 e da allora sono stati concessi circa 900 brevetti su animali e 1.800 i brevetti su piante. Diverse migliaia di brevetti, inoltre, sono ancora in fase di esame.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Dieci anni di brevetti rilasciati su piante e animali dimostrano che non possiamo ignorare i danni causati dalla Direttiva 98/44. &lt;br /&gt;I brevetti hanno dimostrato di:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*bloccare l’innovazione in quanto gli agricoltori non possono più liberamente usare, per la riproduzione, materiale genetico, piante o animali brevettati;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;*essere causa primaria dei monopoli, ovvero della concentrazione che ha investito il mercato delle sementi, ha distrutto la competizione e ha estromesso le piccole e medie imprese;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;*avere fatto aumentare i prezzi per gli agricoltori, avere ridotto le possibilità di scelta per i consumatori: &lt;br /&gt;*avere danneggiato la biodiversità agricola, preziosa per la nostra sicurezza alimentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’attuale quadro normativo riguardante la brevettabilità sono vistosamente assenti divieti chiari ed efficaci. I divieti attuali, riguardanti piante e animali, possono essere facilmente aggirati, come dimostrano molte decisioni prese dall’EPO. Ad esempio, i brevetti sulle sequenze geniche e sui processi di riproduzione vengono facilmente estesi alle varietà di piante e alle specie animali.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ci preoccupa in modo particolare che l’Ufficio Europeo dei Brevetti sia giunto a rilasciare brevetti - in numero sempre crescente - anche su piante e animali convenzionali (che non hanno subito modifiche genetiche). Questa evoluzione è particolarmente allarmante in quanto crea un precedente. Fino a poco tempo fa, infatti, le piante riprodotte senza uso di modifiche genetiche non erano brevettabili. In molti casi, inoltre, i nuovi brevetti coprono l’intera filiera di produzione alimentare o agricola. Perfino poco dopo la sentenza sul “caso giuridico del Broccolo”, che ha escluso i brevetti sui processi per la riproduzione convenzionale di piante e animali (G2/07 e G1/08), l’EPO ha ripreso, nel gennaio 2011, a concedere brevetti su sementi, piante e alimenti ottenuti con la riproduzione convenzionale.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Questi brevetti creano nuovi vincoli di dipendenza per gli agricoltori, gli allevatori e i produttori di cibo. Ciò deve essere considerato come appropriazione indebita delle risorse basilari per la produzione agricola e alimentare e, in maniera più generale, una violazione della legge brevettuale.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Gli agricoltori vedono anche la necessità di mettere in atto strategie per la conservazione delle sementi e per il rispetto del loro mercato informale, mercato che dovrà anche essere integrato nel quadro normativo generale.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Vi chiediamo dunque di promuovere, con la massima urgenza:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;-       una REVISIONE DELLA LEGGE BREVETTUALE EUROPEA riguardante le biotecnologie e la riproduzione delle piante;&lt;br /&gt;-       un SOSTEGNO ALLA ELABORAZIONE DI LEGGI MOLTO CHIARE CHE ESCLUDANO DALLA BREVETTABILITÀ LE PIANTE, GLI ANIMALI E IL MATERIALE GENETICO, come pure i processi per la riproduzione delle une e degli altri, e del cibo che con tali processi si ricava. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Le firme si possono apporre in due modi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A)    cliccando su http://www.no-patents-on-seeds.org/en/recent-activities/sign-now per l’iscrizione “on line” (1)&lt;br /&gt;B)    cliccando su www.keinpatent.de per scaricare e stampare la lettera con il relativo modulo nel quale  raccogliere le firme su carta, che dovranno poi essere inviate all’indirizzo:&lt;br /&gt;”Kein Patent auf Leben!” - Frohschammerstrasse 14 - 80807 Munchen. Germania tel: 0040.(0)172.8963858 (NB: il testo sarà disponibile tra un paio di giorni)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Per chiarimenti o informazioni è possibile contattare (in inglese o tedesco):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Christoph Then: Tel +49 151546380, info@no¬patents¬on¬seeds.org,:&lt;br /&gt;Kerstin Lanje: Kerstin.Lanje@misereor.de &lt;mailto:Kerstin.Lanje@misereor.de&gt; , &lt;br /&gt;Ruth Tippe: Tel + 49 1728963858, rtippe@keinpatent.de.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;(1) NELLA TABELLA inserire:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 - nome, cognome&lt;br /&gt;2 - indirizzo postale e e-mail&lt;br /&gt;3 -Indicare se si desidera avere altre informazioni (questa indicazione verrà rimossa prima che le liste siano presentate pubblicamente)&lt;br /&gt;4 - Firma&lt;br /&gt;5 -Tenetemi informato, per piacere&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Con i nostri saluti più cordiali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comitato Scientifico EQUIVITA&lt;br /&gt;Tel. + 39. 06.3220720, + 39. 335.8444949&lt;br /&gt;E-mail: equivita@equivita.it &lt;equivita@equivita.it&gt; &lt;br /&gt;Sito internet: www.equivita.org</description><link>http://altrasalute.blogspot.com/2011/03/fermare-i-brevetti-sulla-materia.html</link><author>noreply@blogger.com (Altrasalute.it)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-29383724.post-1212857178108108701</guid><pubDate>Thu, 03 Mar 2011 14:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-03-03T15:30:04.151+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">giu le mani dai bambini</category><title>UN FORUM SULL’INFANZIA A BIELLA</title><description>COMUNICATO STAMPA: &lt;br /&gt;Sabato 5 Marzo 2011 alle h 11:00 il Forum “Difendiamo i Bambini”, &lt;br /&gt;presso Hotel Agorà di Biella&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il sorriso di un bambino è il nostro bene più prezioso, &lt;br /&gt;la consapevolezza di difenderlo è la nostra arma più preziosa”&lt;br /&gt;Il forum “Difendiamo i Bambini” nasce a Biella in collaborazione con il Centro Educativo “Il Grillo”, il dopo-scuola educativo e centro di supporto scolastico per bambini sito a Biella in C.so San Maurizio n° 25. Il forum darà inizio ad una serie di eventi di sensibilizzazione rispetto alle problematiche che riguardano il mondo dei bambini. Per il primo evento, il focus sarà su “Giù le Mani dai Bambini”, campagna internazionale contro l’uso indiscriminato di psicofarmaci su bambini di ogni età, nata a Torino ed alla quale hanno poi aderito medici da 19 nazioni del mondo, che si batte a favore di un approccio “differente” ai problemi di comportamento dei più piccoli ed alla loro iperattività e distrazione a scuola e in famiglia. “Difendiamo i bambini” vuol’essere il primo forum biellese di discussione permanente riguardo i disagi che famiglie e bambini vivono da vicino, come il problema della relazione tra i più piccoli ed il mondo adulto: l’impreparazione dei genitori e della scuola verso i nuovi problemi di comportamento del XXI° secolo può infatti portare alla medicalizzazione del disagio, con la somministrazione di psicofarmaci, a volte con risvolti anche drammatici. Con l’iniziativa, si vuole quindi creare a Biella una maggior consapevolezza rispetto a queste problematiche, facendo da cassa di risonanza per un argomento delicato e di stringente attualità, dal momento che questo genere di difficoltà riguardano ogni giorno più da vicino le famiglie italiane.&lt;br /&gt;“Biella può ora vantare - dichiara Raffaele Abbattista, imprenditore ed organizzatore del Forum - la presenza di un Forum di discussione sull’infanzia ad ampio respiro. Gli amici del Centro Educativo “IL GRILLO”, un centro per il dopo-scuola con l’assistenza di pedagogisti e psicologi preparati, ci danno la possibilità di creare continuità, perché non vogliamo che sia un evento isolato, presto verranno organizzate nuove iniziative sul tema del rapporto tra adulti e bambini”&lt;br /&gt;All’evento saranno presenti, tra gli altri, Luca Poma, giornalista e portavoce nazionale del Comitato “Giù le mani dai bambini”,  Roberto Tentoni, Consigliere Regionale, e le autorità politiche e socio-culturali della Città di Biella. Durante il dibattito verrà proiettata in anteprima una video-intervista al pedagogista di fama internazionale Alain Goussot, belga, attualmente Professore di Pedagogia Speciale all’Università di Bologna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ulteriori informazioni potete visitare il sito www.difendiamoibambini.it oppure contattare la segreteria su info@difendiamoibambini.it&lt;br /&gt;Dr. ssa Marta Florio - Ufficio stampa “Difendiamo i Bambini” &lt;br /&gt;Mobile +393335833726 Segreteria 015/8495496</description><link>http://altrasalute.blogspot.com/2011/03/un-forum-sullinfanzia-biella.html</link><author>noreply@blogger.com (Altrasalute.it)</author><thr:total>0</thr:total></item></channel></rss>