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	<title>Amalia di Lanno</title>
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		<title>Eva Medin. Le monde après la pluie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 12:12:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[visionart]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[video arte]]></category>
		<category><![CDATA[eva medin]]></category>
		<category><![CDATA[CONDOTTO48]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito della programmazione biennale di CONDOTTO48, articolata in una serie di iniziative formative e incontri multidisciplinari, si inserisce il progetto Le monde après la pluie dell’artista franco-brasiliana Eva Medin, a</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nell’ambito della programmazione biennale di CONDOTTO48, articolata in una serie di iniziative formative e incontri multidisciplinari, si inserisce il progetto <em>Le monde après la pluie</em> dell’artista franco-brasiliana <b>Eva Medin</b>, a cura di Valeria De Siero, con il patrocinio di Roma Municipio VI, Accademia di Francia a Roma – Villa Medici e il supporto di Terracromata, Carbone Ar’dente.</p>
<p class="text-build-content" style="text-align: justify;"><em>Le monde après la pluie</em> è il titolo dell’opera-video dell’artista, ispirata al dipinto di Max Ernst (L&#8217;Europe après la pluie II, 1940-1942) e al romanzo di fantascienza di Philippe Curval.</p>
<p class="text-build-content" style="text-align: justify;"><b>Eva Medin fondendo il linguaggio del cinema, della danza, della musica e della scultura, rivisita i temi della trasformazione e dell’ibridazione</b> – già presenti nei lavori di Ernst e Curval – <b>enfatizzando il ruolo dell’acqua all’interno del processo di metamorfosi del soggetto</b> che, attraverso momenti di decostruzione e degenerazione, si fa informe, incompiuto, slancio vitale.</p>
<p class="text-build-content" style="text-align: justify;">La componente narrativa, l’immaginario sci-fi, presenti nella sua pratica rispondono all’interesse per le “finzioni emancipatorie”, in potere di raccordare la realtà del presente e la potenzialità del futuro, con una ragionata chiave di lettura.</p>
<p class="text-build-content" style="text-align: justify;">Eva Medin (Lumiar, Novo Friburgo, Brasile, 1988) è un’artista franco-brasiliana con base a Marsiglia (FR). Cresciuta in un ambiente multiculturale, da madre tunisina e padre &#8211; mimo e musicista &#8211; argentino, Il suo lavoro artistico è profondamente influenzato dalla forza dell&#8217;ambiente naturale in cui è cresciuta durante la sua infanzia, così come dal patrimonio teatrale e musicale. Mediante gli studi di scenografia alla Scuola d&#8217;Arte di Monaco (Pavillon Bosio) e la laurea all&#8217; École des Arts Décoratifs di Parigi, ha iniziato la sua attività collaborando con il mondo della danza, sviluppando una pratica multidisciplinare e immersiva in cui il rapporto tra lo spazio e il corpo ricopre un ruolo centrale. Negli ultimi anni ha ricevuto diversi premi, tra cui il Prix des Amis du Palais de Tokyo, l&#8217;Art Collector Prize e il Talent Contemporain Prize. Tra le sue recenti mostre personali figurano una mostra al Palais de Tokyo (2022) e al Centre Wallonie-Bruxelles (2024). Ha esposto alla Biennale Manifesta di Marsiglia, al Salon de Montrouge e alla Nuit Blanche di Parigi, e ha partecipato a mostre collettive a Londra, Los Angeles e al MOCA Taipei.</p>
<p>Eva Medin |Le monde après la pluie<br />
a cura di Valeria De Siero<br />
PERIODO MOSTRA:  dal 15 marzo al 23 maggio 2026<br />
ORARIO VISITA: su appuntamento<br />
PATROCINIO: Roma Municipio VI e Accademia di Francia a Roma – Villa Medici<br />
SUPPORTO: Terracromata e Carbone Ar’dente</p>
<p>CONDOTTO48, Via Carlantonio Grue 48, Torre Angela – Roma<br />
condotto48@gmail.com &#8211; www.condotto48.com</p>
<p>press office: Amalia Di Lanno info@amaliadilanno.com</p>
<p>Immagine in evidenza: Eva Medin,<i> Le monde après la pluie</i>, courtesy CONDOTTO48</p>
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		<title>Contemporary Perspectives on Italian Ceramics</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 13:10:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[ceramica]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[contemporary perspectives]]></category>
		<category><![CDATA[ceramics]]></category>
		<category><![CDATA[London Craft Week]]></category>
		<category><![CDATA[Italian ceramics]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Contemporary Perspectives on Italian Ceramics segna la prima mostra organizzata da Avant Craft a Fitzrovia, vivace distretto creativo nel cuore di Londra, in occasione della prossima edizione della London Craft</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em>Contemporary Perspectives on Italian Ceramics</em> segna la prima mostra organizzata da Avant Craft a Fitzrovia, vivace distretto creativo nel cuore di Londra, in occasione della prossima edizione della <strong>London Craft Week</strong>. L’esposizione riunisce una selezione di artisti e designer italiani indipendenti le cui ricerche affrontano la ceramica come terreno di indagine materica, sperimentazione scultorea e continuità culturale. Curata da<strong> Amalia Di Lanno </strong>e<strong> Valeria Zerbo</strong>, la mostra mette in luce alcune voci della scena contemporanea il cui lavoro amplia e ridefinisce i confini tra artigianato, arte e design.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Ogni artista si avvicina alla ceramica e alla porcellana come a un linguaggio vivo, capace di rispondere al gesto, al tempo e al processo sperimentale. <strong>Francesca Romana Cicia</strong> esplora la ceramica come traccia e frammento, utilizzando la materia per conservare impronte di natura e memoria. La ricerca di <strong>Etra Masi</strong> sulla porcellana nasce nel solco della storica tradizione della ceramica faentina, ma si sviluppa attraverso forme contemporanee e una costante indagine tecnica. <strong>Riccardo Monachesi</strong>, maestro della sua disciplina, unisce strutture essenziali e cromie vivaci, dando vita a opere che equilibrano rigore formale e ironia. <strong>Daniela Daz Moretti</strong> concepisce la ceramica come un linguaggio filosofico, sviluppando lavori che indagano ritmo, misura ed espressione silenziosa. Le opere in porcellana di <strong>Alice Reina</strong>esplorano i temi della memoria e della fragilità, mentre <strong>Anna Resmini</strong> lavora in modo intuitivo, lasciando che sia il comportamento stesso della materia a guidare la forma.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Insieme, queste opere restituiscono un’immagine della ceramica italiana contemporanea come linguaggio in continua evoluzione, in cui materia, memoria e sperimentazione ridefiniscono costantemente le possibilità espressive del medium.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><strong>Avant Craft</strong> è una piattaforma curatoriale con sede a Londra dedicata al lavoro contemporaneo di artisti e designer italiani indipendenti. Il nome richiama lo spirito dell’avanguardia artistica e riflette un interesse per il craft come ambito di sperimentazione e di espressione culturale. Attraverso mostre, selezioni curate e il proprio journal — che include interviste a talenti emergenti e approfondimenti sui principali eventi di arte e design nel Regno Unito — Avant Craft sostiene nuove voci nel panorama del craft contemporaneo, collaborando al contempo con istituzioni e gallerie italiane per promuovere lo scambio culturale.</p>
<p style="text-align: left;">AVANT CRAFT<br />
Contemporary Perspectives on Italian Ceramics<br />
a cura di Amalia Di Lanno e Valeria Zerbo</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: left;">Artisti: Francesca Romana Cicia, Etra Masi, Riccardo Monachesi, Daniela Daz Moretti, Alice Reina, Anna Resmini</p>
<p style="text-align: left;">London Craft Week<br />
11–17 maggio 2026<br />
Opening: giovedì 14 maggio, ore 18- 20</p>
<p style="text-align: left;">Indirizzo: 65 Charlotte Street, Fitzrovia, W1T 4PJ – Londra<br />
Orari di apertura: lunedì–domenica, 10:00–18:00<br />
Contatti: info@avantcraft.co.uk info@avantcraft.co.uk &#8211; avantcraft.co.uk +44 07856763843<br />
Press office: Amalia Di Lanno info@amaliadilanno.com &#8211; info@amaliadilanno.com</p>
<p>ENG below</p>
<p><span id="more-144542"></span></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em>Contemporary Perspectives on Italian Ceramics</em> segna la prima mostra organizzata da Avant Craft a Fitzrovia, vivace distretto creativo nel cuore di Londra, in occasione della prossima edizione della <strong>London Craft Week</strong>. L’esposizione riunisce una selezione di artisti e designer italiani indipendenti le cui ricerche affrontano la ceramica come terreno di indagine materica, sperimentazione scultorea e continuità culturale. Curata da<strong> Amalia Di Lanno </strong>e<strong> Valeria Zerbo</strong>, la mostra mette in luce alcune voci della scena contemporanea il cui lavoro amplia e ridefinisce i confini tra artigianato, arte e design.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Ogni artista si avvicina alla ceramica e alla porcellana come a un linguaggio vivo, capace di rispondere al gesto, al tempo e al processo sperimentale. <strong>Francesca Romana Cicia</strong> esplora la ceramica come traccia e frammento, utilizzando la materia per conservare impronte di natura e memoria. La ricerca di <strong>Etra Masi</strong> sulla porcellana nasce nel solco della storica tradizione della ceramica faentina, ma si sviluppa attraverso forme contemporanee e una costante indagine tecnica. <strong>Riccardo Monachesi</strong>, maestro della sua disciplina, unisce strutture essenziali e cromie vivaci, dando vita a opere che equilibrano rigore formale e ironia. <strong>Daniela Daz Moretti</strong> concepisce la ceramica come un linguaggio filosofico, sviluppando lavori che indagano ritmo, misura ed espressione silenziosa. Le opere in porcellana di <strong>Alice Reina</strong>esplorano i temi della memoria e della fragilità, mentre <strong>Anna Resmini</strong> lavora in modo intuitivo, lasciando che sia il comportamento stesso della materia a guidare la forma.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Insieme, queste opere restituiscono un’immagine della ceramica italiana contemporanea come linguaggio in continua evoluzione, in cui materia, memoria e sperimentazione ridefiniscono costantemente le possibilità espressive del medium.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><strong>Avant Craft</strong> è una piattaforma curatoriale con sede a Londra dedicata al lavoro contemporaneo di artisti e designer italiani indipendenti. Il nome richiama lo spirito dell’avanguardia artistica e riflette un interesse per il craft come ambito di sperimentazione e di espressione culturale. Attraverso mostre, selezioni curate e il proprio journal — che include interviste a talenti emergenti e approfondimenti sui principali eventi di arte e design nel Regno Unito — Avant Craft sostiene nuove voci nel panorama del craft contemporaneo, collaborando al contempo con istituzioni e gallerie italiane per promuovere lo scambio culturale.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">AVANT CRAFT</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em>Contemporary Perspectives on Italian Ceramics</em><br />
a cura di Amalia Di Lanno e Valeria Zerbo</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Artisti: Francesca Romana Cicia, Etra Masi, Riccardo Monachesi, Daniela Daz Moretti, Alice Reina, Anna Resmini</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">London Craft Week<br />
11–17 maggio 2026</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Opening: giovedì 14 maggio, ore 18- 20</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Indirizzo: 65 Charlotte Street, Fitzrovia, W1T 4PJ – Londra</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Orari di apertura: lunedì–domenica, 10:00–18:00</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Contatti: <a href="mailto:info@avantcraft.co.uk">info@avantcraft.co.uk</a> &#8211; avantcraft.co.uk +44 07856763843</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em>Press office</em>: Amalia Di Lanno &#8211; <a href="mailto:info@amaliadilanno.com">info@amaliadilanno.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaliadilanno.com/london-craft-week-contemporary-perspectives-on-italian-ceramics/">Contemporary Perspectives on Italian Ceramics</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.amaliadilanno.com">Amalia di Lanno</a>.</p>
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		<title>Lucy Orta &#8211; Trame di Comunità, una installazione racconta la storia di una comunità in trasformazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 10:25:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[residenza]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[installazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CasermArcheologica presenta Trame di Comunità, un’installazione site-specific dell’artista di fama internazionale Lucy Orta, nata da una residenza e da un percorso di coinvolgimento della comunità nel 2025. A cura di</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaliadilanno.com/lucy-orta-trame-di-comunita-una-installazione-racconta-la-storia-di-una-comunita-in-trasformazione/">Lucy Orta &#8211; Trame di Comunità, una installazione racconta la storia di una comunità in trasformazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.amaliadilanno.com">Amalia di Lanno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">CasermArcheologica presenta <em>Trame di Comunità</em>, un’installazione <em>site-specific</em> dell’artista di fama internazionale Lucy Orta, nata da una residenza e da un percorso di coinvolgimento della comunità nel 2025. A cura di Simonetta Carbonaro, il progetto sarà presentato in anteprima stampa venerdì 27 febbraio 2026 alle ore 11.30 presso Palazzo Muglioni, edificio storico di Sansepolcro, nell’area della Valtiberina. Dal 2013 il palazzo è al centro di un processo di rigenerazione culturale guidato dall’Associazione CasermArcheologica ed è oggi uno dei più dinamici centri di produzione culturale in Italia.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">L’iniziativa si inserisce nel programma di residenze ed esposizioni sostenuto da Fondazione CR Firenze, con il sostegno istituzionale del Comune di Sansepolcro, del Comune di Anghiari e dei Musei Civici della Madonna del Parto.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">L’installazione di Lucy Orta sarà aperta al pubblico da sabato 28 febbraio alle ore 17.30 fino al 15 luglio 2026.<span id="more-144299"></span></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em>Trame di Comunità</em> nasce dalla collaborazione tra CasermArcheologica, lo studio Lucy + Jorge Orta e la consulenza curatoriale di Simonetta Carbonaro.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Il progetto avviato nel luglio 2025, durante la residenza artistica di Lucy Orta a CasermArcheologica e in Valtiberina, è frutto di un processo di arte partecipativa. L’artista nei giorni di residenza ha esplorato il territorio e ha poi incontrato trentatré persone tra artigiani, artisti, insegnanti, imprenditori, attivisti e cittadini di età diverse. Sono nati momenti di ascolto in cui si è cominciato a raccogliere testimonianze legate al vissuto individuale e all’identità del territorio a partire dalla domanda “<em>Cosa vi collega a questa terra e cosa vi respinge?</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Da questo racconto collettivo Lucy Orta ha estratto l’idea essenziale trasformandola in un’installazione originale, pensata e realizzata appositamente per questo luogo, la sua comunità e il pubblico a cui si rivolge: cinque sculture, ovvero una sorta di accampamento di tende tessute in lino e canapa coltivati nel suolo toscano: uno spazio insieme simbolico e reale di incontro e resistenza.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em>Trame di Comunità</em>, nelle parole dell’artista, prende le mosse da un gesto primario e universale: il gesto del raccogliersi. Il riferimento è antico: l’O<em>hel</em>, (in ebraico “tenda”) è l’archetipo dello spazio sacro e protettivo dove si incontra l’umano e il sacro — la tenda della <em>Madonna del Parto o </em>quella del manto della<em> Madonna della Misericordia </em>— ma è anche luogo di adunanza, di racconto, di trasmissione. Una architettura fragile e fluida sospesa fra il viaggio e la dimora provvisoria, che offre il riparo necessario durante ogni transizione.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Per dare forma a un archetipo di tale potenza Lucy Orta ha creato un’opera di straordinaria intensità, frutto di un lungo e articolato lavoro. Su ciascuno dei trentatré teli che compongono le cinque sculture dell’accampamento, l’artista ha raccolto i profili individuali della comunità ricamando i volti di ognuna delle trentatré persone incontrate. I lembi di lino e canapa, ricavati da vecchie lenzuola tessute a mano, evocano la memoria materiale e morale del territorio e il legame tra corpo, comunità e ambiente. Tra i fili sospesi dei ricami di ogni volto affiorano perle, piccole lingue d’oro, custodi silenziose della parola.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Ben novantanove piccoli artefatti in terracotta modellata a mano pendono dai teli, evocano le piante, gli animali e i minerali che gli abitanti della valle hanno associato alla loro terra. Suggeriscono l’architettura fragile ma viva di una comunità che continua a resistere. “<em>Queste sorte di amuleti fungono da pesi, ancorano i tessuti al suolo come i rocchetti dei telai antichi, creando linee di tensione che vibrano in risonanza con le testimonianze orali incorporate nel ricamo</em>.” spiega Lucy Orta.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">L’installazione è un luogo di raccolta, rifugio e dialogo, in cui l’unicità di ciascun individuo si intreccia con un tessuto collettivo. Qui le memorie personali diventano coscienza condivisa, e ogni voce può risuonare nel coro più ampio della comunità, invitando a un’esperienza di presenza, ascolto e partecipazione attiva.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">“<em>Con questa installazione Lucy Orta non si limita a rappresentare una comunità: la chiama all’esistenza</em>”, spiega Simonetta Carbonaro. Un processo di <em>community building</em> accompagnerà la mostra per tutta la durata dell’esposizione. Altri cittadini della valle saranno invitati a partecipare attivamente a un percorso che prenderà avvio da una riflessione condivisa su cosa significhi appartenere a un luogo, a una comunità e a una storia comune — non come un dato stabile, ma come un gesto continuo di costruzione e ricostruzione. Il percorso esplorerà inoltre l’immaginazione di quelle “utopie possibili” che — come recita il motto di CasermArcheologica — costituiscono la forza propulsiva che continua a intrecciare i fili delle nostre comunità, orientandole verso la costruzione di futuri desiderabili.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">In questa prospettiva <em>Trame di Comunità</em> mette inoltre in discussione il ruolo dell’artista, del pubblico e dell’istituzione: <em>Chi ha diritto di parola? Chi decide cosa è visibile e ha impatto sulla realtà? Quali corpi, quali storie vengono legittimate come discorso artistico e, quindi, politico?</em>  Qui le risposte non vengono date, ma generate dall’invito a stare insieme, incontrarsi, pensare, parlare e non perdere il filo di questa tela, con cui Lucy Orta invita a tessere nuove trame di comunità e nuovi lembi di futuri desiderabili.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: center;"><a href="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1063__-ph.-Judith-Du-Pasquier_-Lucy-fra-due-ritratti-in-fieri_-1_Trame-di-Comunita-scaled.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-144301" src="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1063__-ph.-Judith-Du-Pasquier_-Lucy-fra-due-ritratti-in-fieri_-1_Trame-di-Comunita-300x200.jpg" alt="" width="266" height="177" srcset="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1063__-ph.-Judith-Du-Pasquier_-Lucy-fra-due-ritratti-in-fieri_-1_Trame-di-Comunita-300x200.jpg 300w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1063__-ph.-Judith-Du-Pasquier_-Lucy-fra-due-ritratti-in-fieri_-1_Trame-di-Comunita-1024x683.jpg 1024w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1063__-ph.-Judith-Du-Pasquier_-Lucy-fra-due-ritratti-in-fieri_-1_Trame-di-Comunita-768x512.jpg 768w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1063__-ph.-Judith-Du-Pasquier_-Lucy-fra-due-ritratti-in-fieri_-1_Trame-di-Comunita-1536x1024.jpg 1536w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1063__-ph.-Judith-Du-Pasquier_-Lucy-fra-due-ritratti-in-fieri_-1_Trame-di-Comunita-2048x1365.jpg 2048w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1063__-ph.-Judith-Du-Pasquier_-Lucy-fra-due-ritratti-in-fieri_-1_Trame-di-Comunita-260x173.jpg 260w" sizes="(max-width: 266px) 100vw, 266px" /></a> <a href="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1056__-ph.-Judith-Du-Pasquier_-work-in-progress_-dettaglio-ricamo-ritratto_-Trame-di-Comunita-scaled.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-144300" src="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1056__-ph.-Judith-Du-Pasquier_-work-in-progress_-dettaglio-ricamo-ritratto_-Trame-di-Comunita-300x200.jpg" alt="" width="265" height="176" srcset="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1056__-ph.-Judith-Du-Pasquier_-work-in-progress_-dettaglio-ricamo-ritratto_-Trame-di-Comunita-300x200.jpg 300w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1056__-ph.-Judith-Du-Pasquier_-work-in-progress_-dettaglio-ricamo-ritratto_-Trame-di-Comunita-1024x683.jpg 1024w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1056__-ph.-Judith-Du-Pasquier_-work-in-progress_-dettaglio-ricamo-ritratto_-Trame-di-Comunita-768x512.jpg 768w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1056__-ph.-Judith-Du-Pasquier_-work-in-progress_-dettaglio-ricamo-ritratto_-Trame-di-Comunita-1536x1024.jpg 1536w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1056__-ph.-Judith-Du-Pasquier_-work-in-progress_-dettaglio-ricamo-ritratto_-Trame-di-Comunita-2048x1365.jpg 2048w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1056__-ph.-Judith-Du-Pasquier_-work-in-progress_-dettaglio-ricamo-ritratto_-Trame-di-Comunita-260x173.jpg 260w" sizes="(max-width: 265px) 100vw, 265px" /></a></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><strong>Lucy Orta</strong> è una delle artiste più riconosciute a livello internazionale per la sua capacità di unire arte visiva e impegno sociale. Con lo studio fondato con Jorge Orta nel 1991, Lucy affronta infatti tematiche come la migrazione, la tutela dell’ambiente, i diritti umani e la costruzione di comunità. Le sue opere sono state esposte in istituzioni prestigiose come la Barbican Gallery a Londra, la Biennale di Venezia, MAXXI di Roma e l’Hangar Pirelli Bicocca di Milano, rappresentando esempi potenti di come l’arte possa essere motore di trasformazione sociale. Il lavoro di Orta si distingue anche per il suo costante impegno nell’arte partecipativa. Da oltre trent’anni lo studio di Lucy + Jorge Orta coinvolge attivamente le comunità locali nei processi creativi attraverso workshop, <em>performance</em> e installazioni collettive. L’arte diventa così uno strumento di dialogo, trasformazione e costruzione di senso condiviso, capace di generare nuove forme di relazione tra individui, territori e identità.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><strong>CasermArcheologica </strong>è un percorso di rigenerazione urbana che ha riqualificato l’ex Caserma dei Carabinieri di Sansepolcro, all’interno di Palazzo Muglioni, edificio storico nel centro urbano. Grazie ad uno straordinario movimento che coinvolge studenti, professionisti e professioniste, imprenditori, Istituzioni e Fondazioni, cittadinanza, l’Associazione CasermArcheologica ha riaperto alla città due piani del palazzo, abbandonato e inutilizzato dagli anni ’90, ora di nuovo accessibile come centro di produzione culturale aperto tutti i giorni, dedicato alle Arti Contemporanee, alla formazione e spazio di ricerca e lavoro per professionisti e professioniste dall’Italia e dall’estero. CasermArcheologica è un’architettura di comunità, un presidio pubblico che ha le sue fondamenta in tutti coloro che se ne prendono cura. Dal 2013 CasermArcheologica ha trasformato Palazzo Muglioni in un luogo in cui le sale di un edificio abbandonato dalle molte storie sono diventate opportunità per mettere in dialogo quotidianamente ricerche artistiche, percorsi professionali, reti di prossimità e prospettive internazionali.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><strong>Simonetta Carbonaro</strong> è esperta di cultura dei consumi. Svolge ricerche sull’ethos delle società contemporanee, da cui trae interpretazioni sui processi di trasformazione dei bisogni umani e delle dinamiche socioculturali. Ha insegnato presso la scuola postuniversitaria di design Domus Academy di Milano ed è stata <em>Visiting Professor</em> al London College of Fashion. Nel 2004 ha ricevuto in Svezia il titolo di <em>Professor in Design Management</em> e <em>Humanistic Marketing</em>dall’Università di Borås, dove ha diretto l’iniziativa <em>The Design of Prosperity</em>, un <em>think tank</em> che indaga come la cultura del progetto possa generare nuovi modelli di prosperità capaci di integrare la dimensioni economica, ambientale, culturale e sociale. Nel 1997 ha co-fondato in Germania, insieme a Christian Votava, la società di consulenza REALISE, all’interno della quale conduce progetti di gestione e comunicazione dell’innovazione sostenibile per grandi marchi internazionali. La sua attuale sfida è il sostegno all’arte partecipativa come strumento capace di stimolare la necessaria trasformazione culturale delle società, promuovendo nuovi stili di vita e di pensiero.</p>
<p>SCHEDA TECNICA<br />
TITOLO: Trame di Comunità<br />
ARTISTA: Lucy Orta<br />
A CURA DI: Simonetta Carbonaro<br />
DOVE: CasermArcheologica, Palazzo Muglioni, Via Niccolò Aggiunti, 55, 52037 Sansepolcro (AR)<br />
DURATA: 28 febbraio – 15 luglio 2026<br />
ANTEPRIMA STAMPA: venerdì 27 febbraio 2026, ore 11.30<br />
INAUGURAZIONE: sabato 28 febbraio 2026 ore 17.30<br />
ORARI: dal lunedì al venerdì 10:00 – 18:00 sabato e domenica 15.00 – 19.00<br />
INGRESSO GRATUITO</p>
<p>INFO: CasermArcheologica <a href="http://www.casermarcheologica.it/">www.casermarcheologica.it</a> &#8211; info@casermarcheologica.it +39 349 865 0250 &#8211; +39 349 644 2920<br />
UFFICIO STAMPA: Amalia Di Lanno, cell. WhatsApp + 39 3337820768, info@amaliadilanno.com</p>
<p>Un progetto di CasermArcheologica<br />
con il contributo di Fondazione CR Firenze<br />
In collaborazione con REALISE e Lucy + Jorge ORTA<br />
con il supporto istituzionale di Comune di Sansepolcro, Comune di Anghiari, Musei Civici Madonna del Parto e con il sostegno di Busatti, Tecnothermo, Ilvio Gallo, Zotti &amp; Coulon, Fondazione Progetto Valtiberina, Sintagmi</p>
<p>Immagine in evidenza: Ilvio Gallo. Immagini in articolo: Judith Du Pasquier</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaliadilanno.com/lucy-orta-trame-di-comunita-una-installazione-racconta-la-storia-di-una-comunita-in-trasformazione/">Lucy Orta &#8211; Trame di Comunità, una installazione racconta la storia di una comunità in trasformazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.amaliadilanno.com">Amalia di Lanno</a>.</p>
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		<title>GREENLAND BLURRING. Roberto Ghezzi&#8217;s Arctic projects</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2025 10:36:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[residenza]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[installazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Istituto italiano di Cultura di Copenaghen presenta, mercoledì 21 maggio 2025 alle ore 18,30, una mostra di arte contemporanea dedicata alla ricerca dell’artista italiano Roberto Ghezzi dal titolo GREENLAND BLURRING, Art,</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaliadilanno.com/greenland-blurring-roberto-ghezzis-arctic-projects/">GREENLAND BLURRING. Roberto Ghezzi&#8217;s Arctic projects</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.amaliadilanno.com">Amalia di Lanno</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’Istituto italiano di Cultura di Copenaghen presenta, mercoledì 21 maggio 2025 alle ore 18,30, una mostra di arte contemporanea dedicata alla ricerca dell’artista italiano Roberto Ghezzi dal titolo <em>GREENLAND BLURRING, Art, Science and Climate Change in the Polar Lands </em>a cura di Mara Predicatori. Un progetto ambizioso, frutto di studi e ricerche sull’Artico che l’artista porta avanti da diversi anni, in collaborazione con scienziati del Consiglio Nazionale delle Ricerche e, in questa occasione, con il patrocinio di Centro per l’Arte Contemporanea Palazzo Lucarini Contemporary e il supporto di Cartiera Magnani Pescia e Phoresta ETS, con l’obiettivo di indagare la natura e fenomeni connessi al cambiamento climatico, in chiave artistica. La personale di Ghezzi all’IIC di Copenaghen vede la collaborazione di Italia e Danimarca nella restituzione artistico-scientifica di un ampio progetto che intende ‘far parlare il ghiaccio’ coinvolgendo più partner nella condivisa volontà di diffondere e affrontare i temi ambientali ed ecologici attraverso il filtro poetico e critico, ad un tempo, dell’arte.<span id="more-144273"></span><br />
La mostra presenta opere realizzate da Roberto Ghezzi in due residenze artistiche, rispettivamente a Tassilaq (Groenlandia, 2022) presso <em>The Red House</em> di Robert Pieroni e alle Isole Svalbard (Norvegia, 2023), presso lo <em>Spitsbergen Artists Cente</em>r; entrambe le residenze sono state realizzate in collaborazione con il CNR ISP (Istituto di Scienze Polari). Il contributo scientifico dei ricercatori Biagio Di Mauro e Fabiana Corami ha portato a interessanti scoperte relative lo scioglimento dei ghiacciai. In entrambe le esperienze l’artista ha lasciato che fosse la fusione del ghiaccio a lasciare tracce e dunque a produrre le sue opere. Nel primo caso producendo delle cianotipie da dilavamento; nel secondo un video prodotto dal rimontaggio di girati prodotti da telecamere trasportate dai rivoli di ghiaccio in rapido scioglimento. La particolarità della ricerca dell’artista è quella di produrre lavori artistici limitando più possibile il proprio intervento diretto. Egli, infatti, tramite un’attenta prassi preparatoria, fa in modo che siano i fenomeni naturali e gli elementi del paesaggio quali acqua, aria e ghiaccio a lasciare le loro tracce su supporti di diverso tipo in sperimentazioni sempre più ardite e rispettose della voce della natura. La traccia raccolta, non manipolata dall’artista, si trasforma così in una sorta di campione o referto analizzabile talvolta scientificamente per la sua neutralità.<br />
A corredo della mostra vi sono inoltre delle cianotipie di paesaggi che documentano i luoghi attraversati e taccuini con gli appunti visivi e diaristici dell’artista. La mostra è l’occasione, non solo di immergersi nella contemplazione di opere artistiche di indubbia fascinazione estetica, ma anche, a partire dalla ricerca di Ghezzi, di riflettere sul cambiamento climatico in atto e interrogarci sull’agire umano rispetto a quanto sta avvenendo.</p>
<p style="text-align: justify;">GREENLAND BLURRING | Art, Science and Climate Change in the Polar Lands | I progetti in Artico di Roberto Ghezzi<br />
Curatela: Mara Predicatori<br />
Arte contemporanea. Mostra personale con opere realizzate in due residenze artistiche nelle regioni artiche<br />
Con la partecipazione scientifica della dott.ssa Fabiana Corami del CNR ISP<br />
Con il patrocinio di: Palazzo Lucarini Contemporary Centro per l’Arte Contemporanea<br />
Inaugurazione: 21 maggio 2025 ore 18,30<br />
Periodo: dal 21 maggio al 6 giugno 2025<br />
Orario visite: lunedì 9.30-15 – martedì 12-15 – mercoledì 9.30 -16.00 – giovedì 9.30 -16.00 venerdì 9.30-12; 14.00-15.00<br />
Sede: Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen<br />
Gjørlingsvej 11, DK 2900 Hellerup – Copenaghen, Danimarca<br />
Tel. +45 39620696 &#8211; iiccopenaghen@esteri.it<br />
organizzatore: Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen (Danimarca)<br />
Sponsor tecnico: Cartiera Enrico Magnani Pescia, Phoresta ETS</p>
<p>Communication Manager Amalia Di Lanno<br />
info@amaliadilanno.com</p>
<p><a href="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2025/05/INVITO_GREENLAND-BLURRING.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-144276" src="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2025/05/INVITO_GREENLAND-BLURRING-300x248.jpg" alt="" width="367" height="303" srcset="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2025/05/INVITO_GREENLAND-BLURRING-300x248.jpg 300w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2025/05/INVITO_GREENLAND-BLURRING-1024x845.jpg 1024w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2025/05/INVITO_GREENLAND-BLURRING-768x634.jpg 768w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2025/05/INVITO_GREENLAND-BLURRING-1536x1267.jpg 1536w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2025/05/INVITO_GREENLAND-BLURRING-242x200.jpg 242w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2025/05/INVITO_GREENLAND-BLURRING.jpg 1544w" sizes="(max-width: 367px) 100vw, 367px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaliadilanno.com/greenland-blurring-roberto-ghezzis-arctic-projects/">GREENLAND BLURRING. Roberto Ghezzi&#8217;s Arctic projects</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.amaliadilanno.com">Amalia di Lanno</a>.</p>
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		<title>The Mountain&#8217;s Eyes, il progetto di Roberto Ghezzi in Nepal</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2024 10:05:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[residenza]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>The Mountain’s Eyes è il progetto di Roberto Ghezzi in Nepal, una spedizione sempre a stretto contatto con la natura e in relazione con il paesaggio, campo di ricerca che</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaliadilanno.com/the-mountains-eyes-il-progetto-di-roberto-ghezzi-in-nepal/">The Mountain&#8217;s Eyes, il progetto di Roberto Ghezzi in Nepal</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.amaliadilanno.com">Amalia di Lanno</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="text-build-content" style="text-align: justify;"><i>The</i><i> Mountain’s</i><i></i><i> Eyes</i> è il progetto di Roberto Ghezzi in Nepal, una spedizione sempre a stretto contatto con la natura e in relazione con il paesaggio, campo di ricerca che caratterizza un percorso d’arte e vita.</p>
<p class="text-build-content" style="text-align: justify;">Il progetto, a cura di Gabriele Salvaterra, in partenariato con l’Università di Torino, Dipartimento di Scienze della Terra, si avvale della supervisione scientifica di Rodolfo Cafosi, Chiara Montomoli e Salvatore Iaccarino, della collaborazione logistica della guida sherpa Suraj Gurung, il sostegno di Phoresta ETS e del supporto della galleria MCUBE di Kathmandu che ha ospitato, al termine della residenza, una mostra personale con i primi risultati della ricerca.</p>
<p class="text-build-content" style="text-align: justify;">Dopo due decenni di approfondimento artistico, ricerche e attività esplorative e, dopo aver realizzato installazioni e opere in ambienti estremi come i ghiacciai dell’Artico, i fiumi dell’Alaska, le torbiere della Patagonia o i deserti dell’Africa, per la prima volta Roberto Ghezzi dedica la sua ricerca esclusivamente alle montagne dell’Himalaya. Per questo grande progetto l’artista, pur attraverso lo stesso approccio teso al dialogo totale con gli ambienti studiati, ha pensato di utilizzare tecniche differenti quali la fotografia stenopeica e la stampa di monotipi senza l’utilizzo del torchio.<span id="more-138326"></span></p>
<p class="text-build-content" style="text-align: justify;"><em>Come e cosa vedrebbero le montagne più alte della terra, se qualcuno donasse loro degli occhi?</em> È una delle domande a cui tenta di dare risposta Ghezzi durante la sua spedizione in Himalaya, tra le cime più alte del pianeta, per &#8220;donare occhi&#8221; alle montagne. L&#8217;artista, infatti, durante la nuova missione che lo vede protagonista sotterreràlungo il percorso, che da Pokhara (Nepal) lo condurrà verso il campo base del monte Annapurna (8091mt slm), una serie di piccole macchine fotografiche da lui stesso costruite con materiale di recupero, come lattine di bibite usate, che potrà reperire direttamente in loco. Queste, dopo che l&#8217;artista avrà inserito al loro interno carta fotografica e praticato un piccolissimo foro per l&#8217;ingresso della luce, verranno lasciate semisepolte tra le rocce delle montagne per circa venti giorni e poi recuperate. Al loro interno la luce, giorno dopo giorno, imprimerà sulla carta fotografica l&#8217;immagine di ciò che le montagne vedono, da millenni, condensato in un &#8220;battito di ciglia&#8221; lungo 480 ore. In più occasioni (ad es. Laguna Veneta 2022 &#8211; CNR ISMAR; Lago Trasimeno 2022 &#8211; Arpa Umbria; Groenlandia 2022 &#8211; CNR ISP; Svalbard 2023 &#8211; CNR ISP) le opere di Ghezzi hanno assunto il ruolo di veicolo per la mappatura e il monitoraggio del territorio e della biodiversità che lo caratterizza, creando un vero e proprio ponte tra arte e scienza, sia dal punto di vista della ricerca che da quello della divulgazione.L’artista ha infatti collaborato con molti enti e istituti scientifici italiani ed esteri. Per il progetto Annapurna-Nepal Roberto Ghezzi si avvarrà del supporto scientifico della Facoltà di Scienze della Terra dell’Università di Torino. Un team di ricercatori composto da Rodolfo Carosi, Chiara Montomoli e Salvatore Iaccarino realizzerà per l’occasione testi scientifici che accompagneranno la produzione di Ghezzi esito della residenza e studieranno, così, i luoghi attraversati dall’artista.</p>
<p><a href="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/11/Roberto-Ghezzi_The-MountaisEyes_opening_Gallery-MCUBE__.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-138336" src="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/11/Roberto-Ghezzi_The-MountaisEyes_opening_Gallery-MCUBE__-300x268.jpeg" alt="" width="192" height="172" srcset="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/11/Roberto-Ghezzi_The-MountaisEyes_opening_Gallery-MCUBE__-300x268.jpeg 300w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/11/Roberto-Ghezzi_The-MountaisEyes_opening_Gallery-MCUBE__-1024x914.jpeg 1024w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/11/Roberto-Ghezzi_The-MountaisEyes_opening_Gallery-MCUBE__-768x685.jpeg 768w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/11/Roberto-Ghezzi_The-MountaisEyes_opening_Gallery-MCUBE__-224x200.jpeg 224w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/11/Roberto-Ghezzi_The-MountaisEyes_opening_Gallery-MCUBE__.jpeg 1290w" sizes="(max-width: 192px) 100vw, 192px" /></a> <a href="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/11/Roberto-Ghezzi_The-MountaisEyes_opening_Gallery-MCUBE6.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-138335" src="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/11/Roberto-Ghezzi_The-MountaisEyes_opening_Gallery-MCUBE6-300x174.png" alt="" width="296" height="171" srcset="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/11/Roberto-Ghezzi_The-MountaisEyes_opening_Gallery-MCUBE6-300x174.png 300w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/11/Roberto-Ghezzi_The-MountaisEyes_opening_Gallery-MCUBE6-1024x593.png 1024w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/11/Roberto-Ghezzi_The-MountaisEyes_opening_Gallery-MCUBE6-768x445.png 768w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/11/Roberto-Ghezzi_The-MountaisEyes_opening_Gallery-MCUBE6-1536x890.png 1536w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/11/Roberto-Ghezzi_The-MountaisEyes_opening_Gallery-MCUBE6-260x151.png 260w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/11/Roberto-Ghezzi_The-MountaisEyes_opening_Gallery-MCUBE6.png 2000w" sizes="(max-width: 296px) 100vw, 296px" /></a></p>
<p>Roberto Ghezzi | The Mountain&#8217;s Eyes<br />
progetto, residenza e mostra in Nepal<br />
a cura di Gabriele Salvaterra<br />
ottobre &#8211; novembre 2024</p>
<p>partenariato scientifico Università di Torino, Dipartimento di Scienze della Terra<br />
supervisione scientifica di Rodolfo Cafosi, Chiara Montomoli e Salvatore Iaccarino<br />
collaborazione logistica di Suraj Gurung, guida sherpa<br />
supporto della Galleria MCUBE di Kathmandù<br />
sostegno Phoresta ETS</p>
<p>Annapurna Base Camp &#8211; Gallery MCUBE<br />
Kathmandu, NEPAL</p>
<p>Communication Manager <em>Amalia DI Lanno</em> info@amaliadilanno.com &#8211; www.amaliadilanno.com</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaliadilanno.com/the-mountains-eyes-il-progetto-di-roberto-ghezzi-in-nepal/">The Mountain&#8217;s Eyes, il progetto di Roberto Ghezzi in Nepal</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.amaliadilanno.com">Amalia di Lanno</a>.</p>
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		<title>WHITE FADES &#124; Art, Science and Climate Change in the Polar Lands &#124; I progetti in Artico di Roberto Ghezzi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Sep 2024 09:14:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Istituto Italiano di Cultura a Oslo presenta, giovedì 26 settembre 2024 alle ore 18,30, una mostra di arte contemporanea dedicata alla ricerca estetica dell’artista italiano Roberto Ghezzi dal titolo WHITE FADES,</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaliadilanno.com/white-fades-art-science-and-climate-change-in-the-polar-lands-i-progetti-in-artico-di-roberto-ghezzi/">WHITE FADES | Art, Science and Climate Change in the Polar Lands | I progetti in Artico di Roberto Ghezzi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.amaliadilanno.com">Amalia di Lanno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’Istituto Italiano di Cultura a Oslo presenta, giovedì 26 settembre 2024 alle ore 18,30, una mostra di arte contemporanea dedicata alla ricerca estetica dell’artista italiano Roberto Ghezzi dal titolo <em>WHITE FADES, Art, Science and Climate Change in the Polar Lands </em>a cura di Mara Predicatori. Un progetto ambizioso, frutto di studi e ricerche sull’Artico che l’artista porta avanti da diversi anni, in collaborazione con scienziati del Consiglio Nazionale delle Ricerche e, in questa occasione, con il patrocinio di Centro per l’Arte Contemporanea Palazzo Lucarini Contemporary e il supporto di Cartiera Magnani Pescia e Phoresta ETS, con l’obiettivo di indagare la natura e fenomeni connessi al cambiamento climatico, in chiave artistica. La personale di Ghezzi all’IIC di Oslo vede la collaborazione di Italia e Norvegia nella restituzione artistico-scientifica di un ampio progetto che intende ‘far parlare il ghiaccio’ coinvolgendo più partner nella condivisa volontà di diffondere e affrontare i temi ambientali ed ecologici attraverso il filtro poetico e critico, ad un tempo, dell’arte.<span id="more-124545"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La mostra presenta opere realizzate da Roberto Ghezzi in due residenze artistiche, rispettivamente a Tassilaq (Groenlandia, 2022) presso <em>The Red House</em>di Robert Pieroni e alleIsoleSvalbard (Norvegia, 2023), presso lo <em>Spitsbergen Artists Cente</em>r; entrambe le residenze sono state realizzate in collaborazione con il CNR ISP (Istituto di Scienze Polari). Il contributo scientifico dei ricercatori Biagio Di Mauro e Fabiana Corami ha portato a interessanti scoperte relative lo scioglimento dei ghiacciai. In entrambe le esperienze l’artista ha lasciato che fosse la fusione del ghiaccio a lasciare tracce e dunque a produrre le sue opere. Nel primo caso producendo delle cianotipie da dilavamento; nel secondo un video prodotto dal rimontaggio di girati prodotti da telecamere trasportate dai rivoli di ghiaccio in rapido scioglimento. La particolarità della ricerca dell’artista è quella di produrre lavori artistici limitando più possibile il proprio intervento diretto. Egli, infatti, tramite un’attenta prassi preparatoria, fa in modo che siano i fenomeni naturali e gli elementi del paesaggio quali acqua, aria e ghiaccio a lasciare le loro tracce su supporti di diverso tipo in sperimentazioni sempre più ardite e rispettose della voce della natura. La traccia raccolta, non manipolata dall’artista, si trasforma così in una sorta di campione o referto analizzabile talvolta scientificamente per la sua neutralità.</p>
<p style="text-align: justify;">A corredo della mostra vi sono inoltre delle cianotipie di paesaggi che documentano i luoghi attraversati e taccuini con gli appunti visivi e diaristici dell’artista. La mostra è l’occasione, non solo di immergersi nella contemplazione di opere artistiche di indubbia fascinazione estetica, ma anche, a partire dalla ricerca di Ghezzi, di riflettere sul cambiamento climatico in atto e interrogarci sull’agire umano rispetto a quanto sta avvenendo.</p>
<p><a href="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/09/Locandina_Ghezzi_White-Fades_.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-124550" src="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/09/Locandina_Ghezzi_White-Fades_-300x300.png" alt="" width="186" height="186" srcset="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/09/Locandina_Ghezzi_White-Fades_-300x300.png 300w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/09/Locandina_Ghezzi_White-Fades_-200x200.png 200w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/09/Locandina_Ghezzi_White-Fades_.png 600w" sizes="(max-width: 186px) 100vw, 186px" /></a><a href="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/09/Roberto-Ghezzi_The-Polar-Stream_2023_2.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-124548" src="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/09/Roberto-Ghezzi_The-Polar-Stream_2023_2-300x300.jpeg" alt="" width="184" height="184" srcset="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/09/Roberto-Ghezzi_The-Polar-Stream_2023_2-300x300.jpeg 300w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/09/Roberto-Ghezzi_The-Polar-Stream_2023_2-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/09/Roberto-Ghezzi_The-Polar-Stream_2023_2-768x768.jpeg 768w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/09/Roberto-Ghezzi_The-Polar-Stream_2023_2-200x200.jpeg 200w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/09/Roberto-Ghezzi_The-Polar-Stream_2023_2.jpeg 1440w" sizes="(max-width: 184px) 100vw, 184px" /></a> <a href="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/09/PANNELLO-ESTERNO-1-100X100.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-124549" src="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/09/PANNELLO-ESTERNO-1-100X100-300x300.png" alt="" width="183" height="183" srcset="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/09/PANNELLO-ESTERNO-1-100X100-300x300.png 300w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/09/PANNELLO-ESTERNO-1-100X100-1024x1024.png 1024w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/09/PANNELLO-ESTERNO-1-100X100-768x768.png 768w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/09/PANNELLO-ESTERNO-1-100X100-1536x1536.png 1536w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/09/PANNELLO-ESTERNO-1-100X100-2048x2048.png 2048w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/09/PANNELLO-ESTERNO-1-100X100-200x200.png 200w" sizes="(max-width: 183px) 100vw, 183px" /></a></p>
<p>Titolo: WHITE FADES | Art, Science and Climate Change in the Polar Lands | I progetti in Artico di Roberto Ghezzi<br />
Artista: Roberto Ghezzi<br />
Curatela: Mara Predicatori<br />
Oggetto: Arte contemporanea. Mostra personale con opere realizzate in due residenze artistiche nelle regioni artiche<br />
Con la partecipazione scientificadella dott.ssa Fabiana Corami del CNR ISP<br />
Con il patrocinio di: Palazzo Lucarini Contemporary Centro per l’Arte Contemporanea</p>
<p><strong>Inaugurazione: 26 settembre 2024 ore 18,30</strong></p>
<p>Periodo: dal 26 settembre al 15 novembre 2024<br />
Orario visite:Lunedì-Giovedì 10.00-13.00; 14.30-16.00 Venerdì 10.00-13.00<br />
In occasione di eventi serali dalle 18.30 alle 21.00 &#8211; INGRESSO LIBERO<br />
Sede: Istituto Italiano di Cultura di Oslo<br />
Oscars gate 56, 0258 Oslo – Norvegia<br />
Tel. +47 40002790/92 &#8211; <a href="mailto:iicoslo@esteri.it">iicoslo@esteri.it</a><br />
Ente promotore: Istituto Italiano di Cultura di Oslo (Norvegia)<br />
Sponsor tecnico: Cartiera Enrico Magnani Pescia, Phoresta ETS</p>
<p>Si ringrazia il videomaker Leonardo Mizar Vianello (The Polar Stream, 2023)</p>
<p>Communication Manager: Amalia Di Lanno<br />
<a href="mailto:info@amaliadilanno.com">info@amaliadilanno.com</a> <a href="https://www.amaliadilanno.com">www.amaliadilanno.com</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaliadilanno.com/white-fades-art-science-and-climate-change-in-the-polar-lands-i-progetti-in-artico-di-roberto-ghezzi/">WHITE FADES | Art, Science and Climate Change in the Polar Lands | I progetti in Artico di Roberto Ghezzi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.amaliadilanno.com">Amalia di Lanno</a>.</p>
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		<title>LAMIE di Claudio Palma, una riflessione sulla fragilità ambientale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Aug 2024 09:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[installazione]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni ha riaperto le porte dello Spazio Purgatorio all’arte contemporanea. Nell’antico Oratorio della Confraternita del Purgatorio nel centro storico della Città Bianca è stato</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaliadilanno.com/lamie-di-claudio-palma-una-riflessione-sulla-fragilita-ambientale/">LAMIE di Claudio Palma, una riflessione sulla fragilità ambientale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.amaliadilanno.com">Amalia di Lanno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="text-build-content" style="text-align: justify;">La Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni ha riaperto le porte dello Spazio Purgatorio all’arte contemporanea. Nell’antico Oratorio della Confraternita del Purgatorio nel centro storico della Città Bianca è stato presentato LAMIE, progetto speciale tra fotografia, video e installazione dell’artista ostunese Claudio Palma, a cura di Ilaria Caravaglio. La mostra incentrata sul tema della Xylella, intende riflettere sulla fragilità ambientale e sulle attuali problematiche insorte a seguito dell’emergenza che ha colpito gran parte del territorio pugliese.</p>
<p class="text-build-content" style="text-align: justify;">Il progetto è supportato da numerose associazioni pubbliche e sponsor privati, è patrocinato dal Comune di Ostuni, dal Gal Alto Salento e da Slow Food Piana degli Ulivi, e ha come partner A.M.O, Tàccaru e Millenari di Puglia, realtà che, in modalità differenti, operano attivamente per la tutela e per l’educazione alla conoscenza del territorio pugliese.<span id="more-119861"></span></p>
<p class="text-build-content" style="text-align: justify;">Attraverso le parole della curatrice entriamo in <i>Lamie</i> di Claudio Palma:</p>
<p class="text-build-content" style="text-align: justify;">“Una ricerca incrociata tra architettura e fotografia, le due principali competenze e passioni dell&#8217;artista Claudio Palma, ha visto germogliare, nel 2021, il progetto <i>Lamie</i>, inizialmente concepito come estensione di una tesi sperimentale in Architettura, incentrata sul turismo lento e su nuove pratiche di scoperta dei luoghi. Un progetto che matura nell’esigenza e nella ricerca di parole necessarie nel racconto della Xylella e che viene ora presentato al pubblico per la prima volta, fiancheggiando il dolore di un territorio che si intensifica, tra incredulità ed impotenza, di fronte alla rovina di centinaia di alberi, scheletri tra quel che resta degli ulivi secolari, nelle aree intorno ad Ostuni e nei suoi confini.</p>
<p class="text-build-content" style="text-align: justify;">Con la mostra <em>Lamie</em>, Claudio Palma ci immerge in un racconto visivo potente e spettrale, in cui l&#8217;eredità millenaria di un territorio si scontra con la minaccia incombente causata da un batterio comparso circa undici anni fa e che, lentamente, sta spazzando via l’immagine, la sacralità, l’antica identità di un territorio.</p>
<p class="text-build-content" style="text-align: justify;">Sono <strong>otto le fotografie</strong> presentate ai visitatori, frutto di un lavoro paziente, costruito attraverso lunghe esposizioni notturne, in cui l&#8217;artista ha sostato al cospetto delle lamie, le antiche architetture in pietra, un tempo presidio del paesaggio degli ulivi ora in pericolo. […]</p>
<p class="text-build-content" style="text-align: justify;"><em>Lamie</em> non è solo una mostra fotografica, ma un invito a una riflessione scomoda. <strong>Ci interroga sul nostro rapporto con il territorio, sulla nostra colpa e sul nostro dovere di guardare ai luoghi in una scala temporale non più solo umana ma biologica ed ecologica. Sulla necessità di preservare la memoria e di costruire e celebrare un futuro realmente sostenibile [&#8230;]</strong></p>
<p>Questo Purgatorio, oltre a dare il nome al settecentesco spazio fisico, nel cuore storico di Ostuni, che accoglie oggi temporaneamente la mostra, può rivelarsi una pena temporanea, nella quale lasciare spazio ad un destino da riscrivere, in un futuro in cui un nuovo equilibrio tra natura ed opera dell’uomo è possibile.”</p>
<h5><a href="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC1926-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-119864" src="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC1926-200x300.jpg" alt="" width="252" height="377" srcset="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC1926-200x300.jpg 200w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC1926-683x1024.jpg 683w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC1926-768x1152.jpg 768w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC1926-1024x1536.jpg 1024w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC1926-1365x2048.jpg 1365w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC1926-133x200.jpg 133w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC1926-scaled.jpg 1707w" sizes="(max-width: 252px) 100vw, 252px" /></a>    <a href="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC1924-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-119865" src="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC1924-200x300.jpg" alt="" width="252" height="378" srcset="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC1924-200x300.jpg 200w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC1924-683x1024.jpg 683w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC1924-768x1152.jpg 768w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC1924-1024x1536.jpg 1024w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC1924-1365x2048.jpg 1365w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC1924-133x200.jpg 133w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/DSC1924-scaled.jpg 1707w" sizes="(max-width: 252px) 100vw, 252px" /></a></h5>
<p style="text-align: justify;"><strong>progetto</strong>: Claudio Palma | LAMIE<br />
<strong>curatela</strong>: Ilaria Caravaglio<br />
<strong>date</strong>: 23 agosto &#8211; 20 settembre 2024<br />
<strong>sede</strong>: Confraternita del Purgatorio, via Alfonso Giovine, 1 &#8211; 72017 Ostuni (Br)<br />
<strong>promotore</strong>: Galleria Orizzonti Arte Contemporanea Ostuni<br />
<strong>patrocini</strong>o<i>:</i> Comune di Ostuni, Gal Alto Salento, Slow Food Piana degli Ulivi<br />
<strong>partners</strong>: A.M.O. (Alberi Monumentali Ostuni), Tàccaru, Millenari di Puglia<br />
<strong>supporto</strong>: Annavanna (Associazione Culturale e Sociale Giovanile), Comunità Laudato Si’ (Associazione per un’ecologia integrale), La casa di Pietra (Compagnia teatrale che promuove il teatro come processo educativo nelle scuole), Comenuovo Markek (associazione per un consumo consapevole delle risorse)<br />
<strong>supporto tecnic</strong>o: White Wall, Publiarte, Wemakers, Skillpress, Specchia forniture<br />
<strong>main sponsor</strong>: Studio Flore e Venezia, Masseria Donnagnora, Galante<br />
<strong>altri sponsor</strong>: Galleria delle Idee, Officine Tamborrino, Costruzioni Sirio, Jansen, Drogheria Pugliese, Pastificio Cardone, Marco Carani Nautica, Ostuni Touring, Terramadre Homes, Pace Gioielli, Casale Madre, Lamia Cervone<br />
<strong>progetto grafico</strong>: Laura Castronovo Albanese<br />
<strong>progetto di comunicazione social</strong>: Ivana Castronovo<br />
<strong>sito web artista</strong>: <u>www.claudiopalma.it<br />
</u></p>
<p><strong>ufficio stampa</strong>: <a href="https://www.amaliadilanno.com">Amalia Di Lanno</a><br />
<a href="https://www.dropbox.com/scl/fo/fz2qyyp0wddxg8vkaqhoh/AIbVru_XwuO1j_U7JEBIQGg?rlkey=1jr0hr4cwaknoc4txl6vs58m3&amp;st=2wpdzi0z&amp;dl=0">LAMIE_CARTELLA STAMPA </a></p>
<p>Immagini: Claudio Palma,<i> Lamie, installation view,</i>, 2024. Courtesy the artist</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaliadilanno.com/lamie-di-claudio-palma-una-riflessione-sulla-fragilita-ambientale/">LAMIE di Claudio Palma, una riflessione sulla fragilità ambientale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.amaliadilanno.com">Amalia di Lanno</a>.</p>
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		<title>Flavia Bucci, Virginia Carbonelli, Daniela Daz Moretti &#124; dal piccolo al grande, dal mini al maxi, dal micro al macro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2024 11:56:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[incisione]]></category>
		<category><![CDATA[installazione]]></category>
		<category><![CDATA[pittura]]></category>
		<category><![CDATA[scultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni inaugura, venerdì 9 agosto 2024 alle ore 20,00 l’ultima proposta espositiva della stagione estiva all’interno della project room, una collettiva al femminile che</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaliadilanno.com/flavia-bucci-virginia-carbonelli-daniela-daz-moretti-dal-piccolo-al-grande-dal-mini-al-maxi-dal-micro-al-macro/">Flavia Bucci, Virginia Carbonelli, Daniela Daz Moretti | dal piccolo al grande, dal mini al maxi, dal micro al macro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.amaliadilanno.com">Amalia di Lanno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni inaugura, venerdì 9 agosto 2024 alle ore 20,00 l’ultima proposta espositiva della stagione estiva all’interno della project room, una collettiva al femminile che pone in dialogo le opere di tre artiste: <strong>Flavia Bucci, Virginia Carbonelli e Daniela Daz Moretti</strong>. La mostra, <em>dal piccolo al grande, dal mini al maxi, dal micro al macro</em>, a cura di Azzurra Immediato, intende esplorare tre differenti visioni in un vivido dialogo tra dimensioni. Il progetto è un invito a rintracciare nella collettività simboli e segni incisi che ci riuniscono all’origine di un’unica trama esistenziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso le parole della curatrice entriamo in questo sensibile <i>ensemble </i>in cui punti, linee e superfici si restringono per poi dilatarsi conducendo lo sguardo e il senso oltre il limite del visibile.</p>
<p style="text-align: justify;">”<strong>Flavia Bucci</strong> celebra il tempo come forma di poesia visiva, mediante cui gesti rituali trasformano lo spazio in una dimensione contemplativa. Attraverso un dialogo sottile tra l&#8217;effimero e l&#8217;eterno, le sue opere guidano in un viaggio attraverso i cicli della vita e della percezione umana, rivelando la bellezza nascosta nel transitorio. <strong>Virginia Carbonelli</strong>, con la sua grafia cromatica, crea un ponte tra pensiero e materia. Le sue opere non sono solo tracce visive, ma testimonianze di un dialogo silenzioso tra l&#8217;artista e il mondo, dove ogni segno e ogni linea rappresentano una riflessione profonda sull&#8217;essenza dell&#8217;anima e sulla memoria collettiva. <strong>Daniela Daz Moretti</strong> plasma il concetto di trasformazione attraverso i suoi nidi di creta, riflettendo un ritorno alle origini e una ritualità personale che fonde materia e memoria. Ogni opera si fa simbolo della continuità tra passato e presente, invito a riconsiderare il significato del tempo e della crescita interiore.</p>
<p style="text-align: justify;"><i>Dal piccolo al grande, dal mini al maxi, dal micro al macro </i>rappresenta una opportunità per immergersi nell&#8217;arte che sfida i confini, invitando il pubblico a riflettere e a esplorare le complessità dell&#8217;esperienza umana, seguendo il perimetro di quella geometria variabile che la galleria Orizzonti Arte Contemporanea reca con sé, definendo un invisibile ma sensibile spazio in cui insistono prospettive, pensieri, idee che ragguagliano sulla imprescindibile necessarietà del pARTicolare. <strong>Dai meandri atavici della Città Bianca alle dimensioni esplorate e mostrate dalle tre artiste, a segnare un percorso che pone il dettaglio come spazio di vita e, soprattutto, come varco di nuova esplorazione, priva di confini</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/Daniela-Daz-Moretti_Nidi-dAcqua-impasto-semire-tecnica-mishima-e-ricerca-personale-smalti-e-fondenti-2024.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-113760" src="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/Daniela-Daz-Moretti_Nidi-dAcqua-impasto-semire-tecnica-mishima-e-ricerca-personale-smalti-e-fondenti-2024-300x300.jpeg" alt="" width="258" height="258" srcset="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/Daniela-Daz-Moretti_Nidi-dAcqua-impasto-semire-tecnica-mishima-e-ricerca-personale-smalti-e-fondenti-2024-300x300.jpeg 300w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/Daniela-Daz-Moretti_Nidi-dAcqua-impasto-semire-tecnica-mishima-e-ricerca-personale-smalti-e-fondenti-2024-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/Daniela-Daz-Moretti_Nidi-dAcqua-impasto-semire-tecnica-mishima-e-ricerca-personale-smalti-e-fondenti-2024-768x768.jpeg 768w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/Daniela-Daz-Moretti_Nidi-dAcqua-impasto-semire-tecnica-mishima-e-ricerca-personale-smalti-e-fondenti-2024-200x200.jpeg 200w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/Daniela-Daz-Moretti_Nidi-dAcqua-impasto-semire-tecnica-mishima-e-ricerca-personale-smalti-e-fondenti-2024.jpeg 1440w" sizes="(max-width: 258px) 100vw, 258px" /></a><a href="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/IMG_2027-11-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-113761" src="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/IMG_2027-11-1-279x300.jpg" alt="" width="237" height="256" srcset="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/IMG_2027-11-1-279x300.jpg 279w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/IMG_2027-11-1-952x1024.jpg 952w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/IMG_2027-11-1-768x826.jpg 768w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/IMG_2027-11-1-1428x1536.jpg 1428w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/IMG_2027-11-1-186x200.jpg 186w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/08/IMG_2027-11-1.jpg 1785w" sizes="(max-width: 237px) 100vw, 237px" /></a></p>
<p>Flavia Bucci, Virginia Carbonelli, Daniela Daz Moretti<br />
<em>dal piccolo al grande, dal mini al maxi, dal micro al macro</em><br />
a cura di Azzurra Immediato</p>
<p><strong>Inaugurazione 9 agosto 2024 ore 20,00<span class="Apple-converted-space">  </span>Dal 9 agosto al 4 settembre 2024</strong></p>
<p>La serata inaugurale vedrà la partecipazione della scrittrice e poetessa Mara Venuto<br />
<i>Reading poetico</i>, lettura di poesie inedite e dedicate alle artiste</p>
<p>Orario visite:<br />
dal lunedì al sabato 11.00-13.30 e 18.00-22.00 domenica solo mattina<br />
INGRESSO LIBERO</p>
<p>GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA Piazzetta Cattedrale (centro storico)<br />
72017 Ostuni (Br)<br />
Tel. 0831.335373 – Cell. 348.8032506 info@orizzontiarte.it &#8211; www.orizzontiarte.it<br />
F: Orizzontiartecontemporanea</p>
<p>Communication Manager<br />
Amalia Di Lanno<br />
www.amaliadilanno.com &#8211; info@amaliadilanno.com</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Immagini nel testo:<br />
Daniela Daz Moretti, <em>Nidi d&#8217;Acqua, </em>impasto semire, tecnica mishima e ricerca personale smalti e fondenti, 2024<br />
Virginia Carbonelli, <em>Giochi di Blu su grigio, </em>tecnica mista (acrilico, penna bianca, china, grafite, matita) su carta Ingres, 2018</p>
<p>Immagine in evidenza: Flavia Bucci, trame, china e acrilico su carta, 200&#215;150, 2021</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaliadilanno.com/flavia-bucci-virginia-carbonelli-daniela-daz-moretti-dal-piccolo-al-grande-dal-mini-al-maxi-dal-micro-al-macro/">Flavia Bucci, Virginia Carbonelli, Daniela Daz Moretti | dal piccolo al grande, dal mini al maxi, dal micro al macro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.amaliadilanno.com">Amalia di Lanno</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Di casa e patria, fly inwards fly homewards di Ufuk Boy e Doğu Çankaya</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2024 10:09:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[pittura]]></category>
		<category><![CDATA[scultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni prosegue la bipersonale degli artisti turchi Ufuk Boy eDoğuÇankaya, dal titolo fly inwards fly homewards, a cura di Ipek Çankaya. L&#8217;approccio curatoriale della mostra</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaliadilanno.com/di-casa-e-patria-fly-inwards-fly-homewards-di-ufuk-boy-e-dogu-cankaya/">Di casa e patria, fly inwards fly homewards di Ufuk Boy e Doğu Çankaya</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.amaliadilanno.com">Amalia di Lanno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Alla Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni prosegue la bipersonale degli artisti turchi <strong>Ufuk Boy </strong>e<strong>Doğu</strong><strong>Çankaya</strong>, dal titolo <em>fly inwards fly homewards</em>, a cura di Ipek Çankaya.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;approccio curatoriale della mostra pone in evidenza la profonda introspezione degli artisti coinvolti necessaria per riflettere sulla questione casa/patria, il continuo dilemma dei nostri tempi. Questo approccio è un invito a esplorare i percorsi reali, emotivi e psicologici che conducono verso casa, con le riflessioni sull’esperienza in luoghi diversi a breve o lungo termine e la compagnia che favorisce questo viaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">La nostra epoca contemporanea è caratterizzata da diverse modalità di cambiamento dei luoghi dove vivere e da sfide per raggiungere questi nuovi luoghi in cui le persone stabiliscono la propria casa. Alcuni viaggi nascono da crisi, altri dalla ricerca deliberata dell&#8217;individuo.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;indagine curatoriale della mostra è interessata alla rappresentazione poetica di situazioni di potenziale crisi, concentrandosi sull&#8217;elemento umano piuttosto che sulle teorie politiche a proposito di migrazione. Inoltre esplora la rappresentazione visiva del senso di libertà e della speranza per una vita migliore in un posto nuovo. Infatti si concentra sull&#8217;espressione attraverso la pittura e la scultura di ciò di cui le persone hanno bisogno personalmente e culturalmente nelle loro relazioni con l&#8217;ambiente, per questo gli artisti ci mostrano quello che sta a loro più a cuore e ciò di cui hanno più bisogno nella vita: di libertà, di serenità, di amicizia, di uno spazio fisico&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra si concentra anche sull’importanza di avere il sostegno della comunità in cui si vive. Tutti insieme, questi fattori contribuiscono a far sì che una persona trovi la strada verso casa oppure un nuovo posto dove si sentirà accolta come se fosse a casa. Le parole chiave di questa mostra infatti sono: imparare a volare, senso di libertà, strade da percorrere, viaggiatore, migrante, stare a casa, stare all&#8217;estero e compagnia; mentre le sensazioni che più mette in luce sono i sentimenti umani fondamentali come il desiderio, la speranza, la curiosità, la preoccupazione, il dolore e la solidarietà che rimangono gli stessi indipendentemente dal tempo o dalla geografia. Ipek Çankaya</p>
<p><a href="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/07/Ufuk-Boy.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-109723 aligncenter" src="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/07/Ufuk-Boy-300x173.png" alt="" width="430" height="248" srcset="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/07/Ufuk-Boy-300x173.png 300w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/07/Ufuk-Boy-1024x589.png 1024w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/07/Ufuk-Boy-768x442.png 768w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/07/Ufuk-Boy-1536x883.png 1536w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/07/Ufuk-Boy-2048x1178.png 2048w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/07/Ufuk-Boy-260x150.png 260w" sizes="(max-width: 430px) 100vw, 430px" /></a></p>
<p>UFUK BOY     DOĞU ÇANKAYA<br />
<em>fly inwards fly homewards</em><br />
a cura di Ipek Çankaya</p>
<p>visitabile fino al 7 agosto 2024</p>
<p>La mostra è in collaborazione con Halka Art Project Turchia</p>
<p>Orario visite:<br />
dal lunedì al sabato 11.00-13.30 e 18.00-22.00<br />
domenica solo mattina<br />
INGRESSO LIBERO</p>
<p>GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA<br />
Piazzetta Cattedrale (centro storico)<br />
72017 Ostuni (Br)<br />
Tel. 0831.335373 – Cell. 348.8032506<br />
info@orizzontiarte.it- <a href="http://www.orizzontiarte.it/">www.orizzontiarte.it</a><br />
F: Orizzontiartecontemporanea</p>
<p>Communication Manager<br />
Amalia Di Lanno<br />
<a href="https://www.amaliadilanno.com/">www.amaliadilanno.com</a>&#8211; info@amaliadilanno.com</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaliadilanno.com/di-casa-e-patria-fly-inwards-fly-homewards-di-ufuk-boy-e-dogu-cankaya/">Di casa e patria, fly inwards fly homewards di Ufuk Boy e Doğu Çankaya</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.amaliadilanno.com">Amalia di Lanno</a>.</p>
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		<title>Louise Bourgeois. L’inconscio della memoria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2024 09:59:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[installazione]]></category>
		<category><![CDATA[scultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Louise Bourgeois. L’inconscio della memoria è la prima mostra dedicata a un’artista contemporanea donna alla Galleria Borghese, e la prima esposizione romana dell’artista franco-americana, tra le più influenti del secolo scorso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaliadilanno.com/louise-bourgeois-linconscio-della-memoria/">Louise Bourgeois. L’inconscio della memoria</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.amaliadilanno.com">Amalia di Lanno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2648-48.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-107623" src="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2648-48-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2648-48-225x300.jpg 225w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2648-48-768x1024.jpg 768w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2648-48-1152x1536.jpg 1152w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2648-48-150x200.jpg 150w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2648-48.jpg 1440w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a> <a href="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2652-51.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-107624" src="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2652-51-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2652-51-225x300.jpg 225w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2652-51-768x1024.jpg 768w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2652-51-1152x1536.jpg 1152w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2652-51-150x200.jpg 150w, https://www.amaliadilanno.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2652-51.jpg 1440w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p>
<div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Louise Bourgeois. L’inconscio della memoria</strong> è la prima mostra dedicata a un’artista contemporanea donna alla Galleria Borghese, e la prima esposizione romana dell’artista franco-americana, tra le più influenti del secolo scorso.</p>
<p style="text-align: justify;">Ideata da Cloé Perrone e curata con Geraldine Leardi e Philip Larratt-Smith, l’esposizione, realizzata in collaborazione con The Easton Foundation e l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, è incentrata sul grande contributo della Bourgeois alla scultura e la profonda connessione tra la sua pratica artistica e la Galleria Borghese.</p>
<p style="text-align: justify;">Louise Bourgeois. L’inconscio della memoria intreccia la memoria personale dell’artista a quella collettiva del museo pubblico: il percorso espositivo attraversa alcune sale del Museo, il padiglione dell’Uccelliera e il Giardino della Meridiana – luoghi che Louise Bourgeois aveva esplorato con ammirazione durante la sua prima visita a Roma nel 1967.</p>
<p style="text-align: justify;">Circa <strong>20 opere scultoree</strong> che dialogano con l’architettura unica del Casino Borghese e con la sua collezione, sono incentrate <strong>sui temi della metamorfosi, della memoria e sull’espressione di stati emotivi e psicologici</strong>. Queste tematiche, esplorate anche dagli artisti della collezione Borghese, sono rinvigorite dalla lente contemporanea di Bourgeois, che offre nuove prospettive sull’esperienza umana, grazie anche alla sua straordinaria diversità di forme, materiali e scale, che le hanno permesso di esprimere una gamma di stati emotivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il percorso artistico di Louise Bourgeois (1911, Parigi – 2010, New York), lungo sette decenni ha fatto progredire in modo significativo le discussioni critiche sull’arte contemporanea, incorporando i temi della psicoanalisi e del femminismo che da allora sono diventati centrali. Negli anni Sessanta, dopo un periodo di intensa psicoanalisi, inizia a lavorare con forme biomorfe, sperimentando il lattice, il gesso, la cera e altri materiali. All’inizio degli anni Novanta presenta il suo primo gruppo di Cells, strutture autonome, alcune simili a stanze, composte da elementi scolpiti, oggetti trovati e oggetti conservati nel corso della sua vita. Sono dell’ultimo decennio della sua carriera le opere realizzate con i tessuti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il suo rapporto con l’Italia e con le collezioni Borghese ha influenzato in modo significativo la sua pratica creativa.</strong> L’incontro con la collezione Borghese iniziò con gli studi di storia dell’arte al Louvre alla fine degli anni Trenta e si approfondì tra il 1967 e il 1972 con i soggiorni a Pietrasanta, Carrara e in altre città della regione, lavorando in diversi studi e realizzando numerose opere in bronzo e marmo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un decennio dopo riprende a frequentare l’Italia, producendo altre sculture tra il 1981 e il 1991.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la mostra Louise Bourgeois. L’inconscio della memoria la Galleria Borghese conferma <strong>l’importanza del rapporto tra arte antica e contemporanea</strong>, diventando luogo di incontro e dialogo tra Maestri di epoche e provenienze diverse. Le installazioni contemporanee di oggi riaffermano e attualizzano ciò che la Galleria incarnava per Scipione Borghese: essere uno scrigno di tesori personali e un luogo per custodire un’eredità che va costantemente rinnovata, favorendo nuove letture della sua storia e della storia dell’arte.</p>
<p style="text-align: justify;">In occasione della mostra, anche l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici ospita un’opera dell’artista, allestita nel Salon de Lecture: No Exit, un’installazione formata da una scala incorniciata lateralmente da pannelli e da due grandi sfere situate alla sua base. Nella scala si trovano appese due forme di gomma a cuore, elementi ben celati e che possono essere sbirciati attraverso una piccola porta dietro la struttura.</p>
<p style="text-align: justify;">L’esposizione è stata realizzata grazie al supporto di FENDI, sponsor ufficiale della mostra.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">La mostra è accompagnata da un programma di incontri dal titolo <em>Esistere come donna</em> organizzati da Electa. Scarica<a href="https://galleriaborghese.beniculturali.it/wp-content/uploads/ECD_GalleriaBorghese_Programma_DEF.pdf"> <u>il programma qui </u></a></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">
<p>Hospitality partner della mostra: Hotel Eden, Dorchester Collection</p>
<p>LOUISE BOURGEOIS. L&#8217;INCONSCIO DELLA MEMORI</p>
<p style="text-align: justify;">a cura di Cloé Perrone, Geraldine Leardi e Philip Larratt-Smith</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>prima mostra romana</strong>, realizzata in collaborazione con <strong><em>The Easton Foundation</em></strong> e l&#8217;<strong><em>Accademia di Francia a Roma </em></strong><strong><em>– Villa Medici</em></strong><em>,</em> dedicata alla <strong>pratica scultorea </strong>dell’artista franco-americana, in cui una selezione attenta di opere entra in <strong>profonda conversazione</strong> con la collezione della Galleria.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong>21 giugno – 15 settembre 2024</p>
</div>
<p>Immagini in evidenza by Amalia Di lanno</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaliadilanno.com/louise-bourgeois-linconscio-della-memoria/">Louise Bourgeois. L’inconscio della memoria</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.amaliadilanno.com">Amalia di Lanno</a>.</p>
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