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    <title>Il blog di Andrea D'Orio</title>
    <description>A proposito di Hyper-V Exchange SQL e tante altre cose</description>
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    <dc:creator>Andrea D'Orio</dc:creator>
    <dc:title>Il blog di Andrea D'Orio</dc:title>
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      <title>Disservizio di 12 ore per Azure il cloud di Microsoft</title>
      <description>&lt;p&gt;Anche i più grandi al mondo possono conoscere il significato della parola disservizio (suona meglio in inglese, outage). E il cloud di Microsoft, Azure, è solo l’ultimo di una lunga lista di rinomati nomi a farne le spese.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=logo-windows-azure.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="logo-windows-azure" border="0" alt="logo-windows-azure" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=logo-windows-azure_thumb.jpg" width="328" height="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Citando apertamente il comunicato ufficiale apprendiamo che il 28 febbraio, alle ore 17:45 PST i tecnici Microsoft sono stati informati di un problema che ha impattato su alcuni servizi del cloud Azure. Il team di tecnici ha identificato la causa del disservizio in uno o più certificati con data 29 febbraio 2012.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Proprio questa data “sospetta” ha dato origini a speculazioni su un presunto bug relativo all’anno bisestile ma di questa ipotesi non si trova riscontro in alcuna dichiarazione ufficiale da parte di Microsoft.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;L’impatto del disservizio è stato rilevante: le aree coinvolte (gli stati centrali degli Stati Uniti e il nord Europa) hanno fatto si che centinaia di clienti abbiano visto i loro servizi inutilizzabili da un minimo di 3 ore a un massimo di 12 ore.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=disservizio-windows-azure-28-febbraio-2012.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="disservizio-windows-azure-28-febbraio-2012" border="0" alt="disservizio-windows-azure-28-febbraio-2012" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=disservizio-windows-azure-28-febbraio-2012_thumb.jpg" width="556" height="121" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Un esempio fra tutti il governo britannico che ha visto il suo servizio CloudStore offline per circa 3 ore. Attualmente la maggior parte dei servizi sono stati ripristinati (potete verificarne lo stato a questo indirizzo: &lt;a title="http://www.windowsazure.com/it-it/support/service-dashboard/" href="http://www.windowsazure.com/it-it/support/service-dashboard/"&gt;http://www.windowsazure.com/it-it/support/service-dashboard/&lt;/a&gt;), vengono solamente segnalati alcuni problemi minori in due zone degli Stati Uniti ma che non hanno un impatto rilevante sui servizi attualmente erogati.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Microsoft non è la prima e non sarà l’ultima: Amazon ha sofferto di un blackout prolungato di tutti i propri servizi ad Aprile del 2011 che ha oscurato siti quali Reddit, Foursquare e Quora mentre Google ha subito nel 2011 ben tre importanti disservizi che hanno principalmente impattato sul servizio GMail.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il Cloud è arrivato già da tempo ma forse siamo noi ad averne una visione distorta: è impensabile che un servizio, un sistema, un data center o un intero cloud possano garantire un uptime del 100%. E se Amazon, Google e Microsoft non ci sono ancora riusciti allora tanto vale mettersi il cuore in pace.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 01 Mar 2012 10:03:00 +0100</pubDate>
      <category>Cloud</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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      <title>Errore 3200 o Errore interno e Apple iOS 5</title>
      <description>&lt;p&gt;Apple ha rilasciato da circa 6 ore la nuova versione del sistema operativo mobile iOS 5 a in molti stanno riscontrando problemi nell’aggiornamento dei loro dispositivi. L’errore 3200 o errore interno viene segnalato da iTunes appena iniziata la procedura di aggiornamento probabilmente mentre cerca di contattare i server Apple nel tentativo di validare e attivare il processo di update.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=errore-itunes-3200-aggiornamento-ios5.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="errore-itunes-3200-aggiornamento-ios5" border="0" alt="errore-itunes-3200-aggiornamento-ios5" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=errore-itunes-3200-aggiornamento-ios5_thumb.jpg" width="472" height="150" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Secondo il &lt;a href="https://discussions.apple.com/community/iphone/iphone_hardware?view=discussions#/" target="_blank"&gt;forum&lt;/a&gt; Apple preso d’assalto nelle ultime ore si tratta “solamente” di una congestione dei server e molti utenti sono riusciti a ottenere il loro tanto sospirato iOS 5 dopo 15/20 tentativi. Alcuni thread del forum in questione hanno già raggiunto visite record, come &lt;a href="https://discussions.apple.com/thread/3373964?tstart=0" target="_blank"&gt;questo&lt;/a&gt;, che in pochi minuti ha già registrato 5.746 adirati visitatori.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Non c’è altra soluzione se non attendere pazientemente e riprovare più volte o, forse più saggiamente, rimandare l’installazione di iOS 5 a domani mattina quando molti utenti statunitensi saranno beatamente tra le braccia di Morfeo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Mi preme sottolineare che in diversi casi gli utenti segnalino come il dispositivo venga messo in modalità recupero risultando quindi completamente inutilizzabile.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Una domanda sorge spontanea: a meno che non si preveda una nottata tra iOS 5, iPhone e iPad perché non attendere domani?&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Buonanotte!&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 13 Oct 2011 00:58:55 +0100</pubDate>
      <category>iOS 5</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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      <title>La morte di Steve Jobs</title>
      <description>&lt;p&gt;Steve Jobs è morto. Se n’è andato un giorno dopo la presentazione dell’ultima versione dell’iPhone. Quasi in silenzio. Unico piccolo indizio quella poltrona vuota, il posto migliore, inquadrata dalla regia per un solo breve istante all’inizio del keynote. Come a ricordarci che mancava qualcuno.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ad alcuni piace pensare che sia stata scelta Cupertino come sede dell’evento perché vicino a casa sua, anzi, perché casa sua, e in questo modo lui potesse sentirsi vicino a quel palco che tante volte lo ha visto protagonista. A me invece piace pensare che i suoi ultimi pensieri siano andati alle persone vicine. Così tanto della sua vita ha dedicato alla tecnologia che sarebbe stato superfluo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=la-morte-di-steve-jobs.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="la-morte-di-steve-jobs" border="0" alt="la-morte-di-steve-jobs" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=la-morte-di-steve-jobs_thumb.jpg" width="387" height="393"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma perché tutti parlano della morte di Steve Jobs?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Beh, a causa della “tenera” età del nuovo mondo informatico, è il primo personaggio “informatico” di fama mondiale che muore. Per di più a soli 56 anni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma la vera ragione è che è stato unico nel suo genere. La sua genialità è stata da subito capire per che cosa era portato e per cosa non lo era. Non era un inventore ma sapeva confezionare la tecnologia come nessun altro. Non ha inventato il personal computer. Ma ha fatto che si che potesse diffondersi per la prima volta. Windows ha copiato da Mac, d’accordo. Ma perché il Mac era una copia ottimamente riuscita, la migliore forse, per portare nelle case i computer.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel 2001 esistevano i lettori di MP3. Da tempo. Ma l’iPod è arrivato in più di 100 milioni di case. E gli smartphone? Mi sembra che nel 2007 fossero già presenti sul mercato. Eppure ecco compiersi nuovamente il miracolo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Qualcuno ha detto che non sono gli inventori a cambiare il mondo bensì quelli che riescono a rendere utilizzabili le invenzioni. L’uomo che ha inventato la ruota non ha lasciato il segno. Lo ha fatto quello che ha preso un palo e ne ha unite due.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Steve Jobs ha innegabilmente lasciato il segno. Nessuno si ricorderà mai chi ha inventato i lettori MP3 (Kane Kramer per la cronaca). Tutti si ricorderanno di chi ha realizzato l’iPod.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non è giusto osannare o disperarsi, ci sono altre morti per cui è più umano farlo. Ma il vuoto che lascia è enorme. Così come lo è la responsabilità che ognuno di noi ha di migliorare il lascito di altri, ciascuno in base alle proprie possibilità.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sun, 09 Oct 2011 20:15:03 +0100</pubDate>
      <category>Approfondimenti</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Microsoft Bing storia di una valida alternativa</title>
      <description>&lt;p&gt;Il 28 maggio 2009 Microsoft &lt;a href="http://www.microsoft.com/presspass/press/2009/may09/05-28NewSearchPR.mspx" target="_blank"&gt;presenta&lt;/a&gt; ufficialmente &lt;a href="http://www.bing.com/" target="_blank"&gt;Bing&lt;/a&gt;, il nuovo motore di ricerca che ha il compito, anzi l’obbligo, di proporsi come competitor di Google, il cui lancio online è schedulato per il 3 giugno 2009. Già dopo il primo utilizzo apparve evidente che non si trattava di un semplice restyling grafico ma di un profondo rinnovamento della tecnologia alla base del search engine di BigM. L’home page, completamente rinnovata, rendeva decisamente più accattivante l’utilizzo di Bing grazie alle immagini di sfondo che cambiano ogni giorno, ma la vera innovazione era rappresentata dalla SERP, completamente ridisegnata in funzione di una maggior flessibilità nella presentazione dei risultati.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=bing-home-page.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="bing-home-page" border="0" alt="bing-home-page" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=bing-home-page_thumb.jpg" width="470" height="297" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Lo sforzo di Microsoft per garantire lo stato dell’arte nelle tecnologie di ricerca è evidente: l’integrazione di Powerset, società statunitense acquisita nel luglio del 2008 per 100 milioni di dollari e specializzata nel campo della comprensione del linguaggio, consente a Bing di offrire risultati con una più alta pertinenza in funzione delle ricerche degli utenti.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;L’acquisizione di &lt;a href="http://www.ciao.it/" target="_blank"&gt;Ciao&lt;/a&gt;, concretizzatasi nell’ottobre 2008 per 486 milioni di dollari, leader in Europa nel settore della comparazione dei prezzi e dello shopping online, ha consentito a Microsoft di rendere disponibile in 7 paesi europei (Olanda, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Italia, Germania e Svezia) un vasto catalogo di prodotti online e di relative recensioni, al pari di quanto avviene nella sezione Shopping americana. Ulteriori innovazioni sono i Web Groups, raggruppamenti di risultati a seconda delle ricerche più frequenti, le Instant Answer, risposte immediate a ricerche specifiche, i Quick Tab e l’Explore Pane che rendono più semplice affinare la ricerca sui risultati già ottenuti.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Tutto questo ha portato Microsoft a creare finalmente il suo primo vero motore di ricerca. Era il 2009.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;   &lt;br /&gt;Ma la storia di Bing è molto più complicata. Facciamo un salto indietro nel tempo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;   &lt;br /&gt;Siamo nel 1998. L’anno in cui vedeva tristemente la luce MSN Search, il primo motore di ricerca targato Microsoft. Ma dovevano trascorrere ancora 6 anni prima che Microsoft stessa credesse veramente in questo nuovo modello di business, principalmente grazie a Google e alla sua enorme penetrazione nel mercato, e abbandonasse i vecchi partner (Overture, Looksmart e Inktomi) a favore di una tecnologia di ricerca proprietaria. Nasceva così, l’11 settembre 2006 Live Search.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=lancio-msn-search-1998.png"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="lancio-msn-search-1998" border="0" alt="lancio-msn-search-1998" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=lancio-msn-search-1998_thumb.png" width="353" height="213" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Come già avvenuto in passato Microsoft ha caparbiamente deciso, anche nel settore dei search engine, di ribadire gli stessi grandi errori commessi in altri ambiti (vedi Intenet, Windows e DOS): Live Search non solo non ha mai rappresentato una vera alternativa a Google ma è risultato anche poco utilizzabile sotto molti punti di vista, non ultimo quello dell’advertisement.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=lancio-live-search-2006.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="lancio-live-search-2006" border="0" alt="lancio-live-search-2006" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=lancio-live-search-2006_thumb.jpg" width="344" height="234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;A questo proposito venne diffuso uno studio molto interessante della società canadese &lt;a href="http://www.enquiro.com/" target="_blank"&gt;Enquiro&lt;/a&gt; relativo al “golden triangle” (triangolo d’oro) che dimostra come MSN, raffrontato a Google e Yahoo risulti il meno performante dei tre motori di ricerca con evidenti problemi nella rappresentazione dei top ads che risultano poco rilevanti e decisamente troppo invasivi; come se non bastasse anche i risultati organici soffrono di un rendering troppo approssimativo e non attraente per l’utente finale. E in tutto questo non stiamo parlando della qualità dei risultati.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=studio-eyetracking-2007-livesearch.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="studio-eyetracking-2007-livesearch" border="0" alt="studio-eyetracking-2007-livesearch" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=studio-eyetracking-2007-livesearch_thumb.jpg" width="230" height="364" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Torniamo al 2009.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Lo scenario tecnologico nel settore dei search engine cambia radicalmente: a fronte di un predominio assoluto di Google, Microsoft sembra l’unica in grado di proporre una valida alternativa attraverso Bing. In questo contesto le varie acquisizioni degli ultimi quattro anni (alcune delle quali già citate in precedenza) e l’accordo epocale con Yahoo rappresentano tasselli importanti di una strategia volta a guadagnare punti percentuali in un mercato sempre più difficile.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Se da un lato Yahoo sarà libera di gestire il livello “presentation” dei risultati, l’algoritmo di ranking di Bing non potrà che trarre enormi giovamenti dall’incremento considerevole del numero di ricerche; la sostituzione della piattaforma di advertisement di Yahoo con quella di Microsoft porterà nel giro di alcuni anni (viene ipotizzata una migrazione totale di tutta la parte di backend per fine 2012 a eccezione del Gaippone dove c'è il &amp;quot;problema&amp;quot; per Microsoft dell'accordo tra Yahoo e Google, ancora in fase di studio dai legali delle tre società) alla strutturazione di una valida alternativa a Google anche nel settore della pubblicità online.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;E’ fondamentale sottolineare la differenza, non solo in termini di elementi grafici, ma di indici e quindi di conseguenze di risultati tra la versione inglese e quella italiana di Bing.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=bing-homepage-inglese.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 5px 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="bing-homepage-inglese" border="0" alt="bing-homepage-inglese" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=bing-homepage-inglese_thumb.jpg" width="278" height="196" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=bing-homepage-italiano.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 5px 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="bing-homepage-italiano" border="0" alt="bing-homepage-italiano" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=bing-homepage-italiano_thumb.jpg" width="273" height="193" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Come Google anche Microsoft predilige introdurre le nuove funzionalità prima sulla pagina inglese e poi su quelle internazionali. Ma stupisce anche la qualità (maggiore) dei risultati della prima se raffrontati con la seconda.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Per selezionare la pagina inglese sarà sufficiente cliccare sul link “Italia” in alto a destra e scegliere “Stati Uniti – Inglese”. Se poi volete che vengano visualizzati solo risultati in inglese e italiano andate su Preferenze (sempre in alto a destra) e selezionate le lingue desiderate.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Ma torniamo a noi.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Siamo nel 2011. Adesso.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=home-page-bing-inglese-2011.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="home-page-bing-inglese-2011" border="0" alt="home-page-bing-inglese-2011" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=home-page-bing-inglese-2011_thumb.jpg" width="500" height="323" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Microsoft ha investito miliardi di dollari in Bing registrando perdite per circa 5,5 miliardi dal suo lancio. Nonostante questo dato Bing ha raggiunto circa il 29% del mercato negli Stati Uniti (dato tratto dalle statistiche mensili di agosto 2011 di &lt;a href="http://www.hitwise.com/us" target="_blank"&gt;Experian Hitwise&lt;/a&gt;) con una suddivisione tra Bing e Yahoo rispettivamente di 13,10% e di 15,89%.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=dati-hitwise-motori%20di%20ricerca-agosto-2011.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="dati-hitwise-motori di ricerca-agosto-2011" border="0" alt="dati-hitwise-motori di ricerca-agosto-2011" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=dati-hitwise-motori%20di%20ricerca-agosto-2011_thumb.jpg" width="428" height="184" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nello stesso periodo Google ha fatto registrare un ragguardevole del 65% che però è il risultato di un lento ma graduale calo dall’originale 78% del 2009. La lenta crescita di Bing non si è mai arrestata dalla sua apparizione sul mercato facendo registrare un incremento nel 2010 del 29% rispetto al 2009 (dato di ComScore). Ovviamente l’accordo tra Yahoo e Microsoft non si è tradotto semplicemente con un aumento della quota di mercato delle ricerche “Bing powered” ma con una qualità superiore dei risultati.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;E per il momento stiamo parlando di un motore di ricerca che non ha ancora fatto registrare dati significativi nelle ricerche da dispositivi mobile.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Ma in futuro è difficile pensare che Windows Phone possa far registrare dati di vendita peggiori di quelli attuali, anzi con il rilascio previsto a giorni dell’update Mango e con l’imminente disponibilità di nuovi dispositivi da parte di tutti i più grandi produttori (Nokia incluso) la fascia delle ricerche mobile farà registrare un significativo incremento.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=bing-e-microsoft-windows-phone-75.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="bing-e-microsoft-windows-phone-75" border="0" alt="bing-e-microsoft-windows-phone-75" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=bing-e-microsoft-windows-phone-75_thumb.jpg" width="424" height="232" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Un ruolo importante verrà giocato anche dal nuovo Windows 8, che grazie all’interfaccia Metro potrà risultare interessante anche per il mondo dei tablet.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Microsoft ha comunque giocato molto bene le sue carte sinora: il suo motore di ricerca è attualmente l’unico autorizzato da Twitter all’uso dei dati per le ricerche in tempo reale ed è il motore ufficiale per tutte le ricerche effettuate da Facebook.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;E l’incremento di funzionalità è in continua crescita: sono di recente introduzione gli Action Buttons e la ricerca adattiva. Il primo consente di ottenere dei link significativi in relazione alla ricerca appena effettuata (per una compagnia aerea si possono ottenere gli Action Buttons dei voli, dei bagagli e degli aeroporti). Gli Action Buttons saranno presenti in 7 categorie specifiche: compagnie aeree, corrieri, ristoranti, banche, noleggio macchine, alberghi e siti per il download del software.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=esempio-bing-action-buttons.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="esempio-bing-action-buttons" border="0" alt="esempio-bing-action-buttons" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=esempio-bing-action-buttons_thumb.jpg" width="472" height="318" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La ricerca adattiva consente all’algoritmo di ricerca di tenere in considerazione il percorso dell’utente all’interno del motore di ricerca e le sue ultime ricerche al fine di fornire risultati altamente personalizzati e pertinenti. Se un utente sta cercando Australia è probabile che voglia informazioni relative alla nazione, magari come arrivarci e quali sistemazioni trovare. Ma se l’utente in questione è solito cercare informazioni sui film allora la probabilità che cercasse informazioni sul film Australia piuttosto che sulla nazione.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Queste funzionalità fanno parte della strategia a lungo termine di Microsoft per consentire a Bing di fornire risultati sempre più personalizzati in funzione delle esigenze degli utenti. E questo risultato non potrà mai essere raggiunto se non grazie all’integrazione delle informazioni reperite dagli algoritmi di ranking dei motori di ricerca con quelle dei social network.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Ma Microsoft non si muove solo nell’ambito della ricerca “classica” per migliorare il suo prodotto. Le mappe di Bing hanno ricevuto in questi ultimi due anni un’enorme impulso sia dal punto di vista delle funzionalità che dal punto di vista delle API messe a disposizione degli sviluppatori. Non a caso sono state scelte da Facebook per supportare la nuova Timeline (per informazioni potete leggere &lt;a href="http://blog.dorio.it/post/Facebook-e-il-social-network-di-Microsoft.aspx" target="_blank"&gt;Facebook e il social network di Microsoft&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La sezione Bing Video ha recentemente visto aumentare il numero di risultati grazie all’integrazione con la piattaforma &lt;a href="http://www.hulu.com/" target="_blank"&gt;Hulu&lt;/a&gt; e ai continui sforzi di Microsoft tesi a sottoscrivere accordi che consentano al motore di ricerca di inserirsi anche nel mercato monopolizzato da YouTube.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Sono stati aggiunti importanti tasselli al fine di garantire all’utente un percorso più facile e graficamente piacevole per reperire le informazioni: Bing Travel ne è un esempio lampante. Con pochissimi click sarà possibile trovare un biglietto aereo, un albergo, prenotare una macchina o una vacanza completa.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=bing-travel.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="bing-travel" border="0" alt="bing-travel" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=bing-travel_thumb.jpg" width="446" height="251" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La sezione per i &lt;a href="http://www.bing.com/toolbox/webmaster/" target="_blank"&gt;webmaster&lt;/a&gt;, una volta scarna e priva di funzionalità rilevanti, è stata implementata al fine di migliorare il supporto ai proprietari e/o gestori dei siti. Da agosto 2011 inoltre sono stati integrati i dati di traffico da Yahoo all’interno dei report e l’interfaccia è stata tradotta in più di 40 lingue.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=integrazione-dati-traffico-bing-yahoo.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="integrazione-dati-traffico-bing-yahoo" border="0" alt="integrazione-dati-traffico-bing-yahoo" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=integrazione-dati-traffico-bing-yahoo_thumb.jpg" width="216" height="40" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Ma è anche fondamentale vedere come Microsoft si prodiga per stringere accordi di partnership con soggetti terzi al fine di rendere Bing il motore di ricerca di default per i termine inglesi: è solo di agosto la notizia dell’accordo con Baidu per gestire la cifra considerevole di 10 milioni di ricerche al giorno in inglese provenienti dalla Cina.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;E’ importante sottolineare come Microsoft fosse l’unica società al mondo in grado di poter competere con Google per capitali a disposizione, competenze in ambito di servizi internet e di sviluppo e possibilità di integrazione del proprio search engine in una moltitudine di dispositivi.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Yahoo non solo non possedeva i capitali necessari ad aumentare il proprio market share ma non aveva alcuna possibilità di imporre il proprio motore di ricerca su telefoni e console. Microsoft è l’unica che può, e lo ha già fatto, integrare Bing all’interno di console di gioco (Xbox), telefoni cellulari (Windows Phone 7.5) e sistemi operativi per desktop e server (Windows 7/8 e Windows Server).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il business di Bing è funzionale ai piani di Microsoft per il futuro e non sono molte le realtà disposte a perdere quasi 6 miliardi di dollari nel tentativo di raggiungerli.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Ma alla fine Bing funziona?&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Bing rappresenta certamente il nuovo inizio di Microsoft nel settore dei search engine e per quanto è stato fatto finora il giudizio non può che essere positivo. Non stiamo semplicemente illustrando un nuovo look per il vecchio motore di ricerca e nemmeno una rivisitazione in classico stile BigM di un prodotto ormai senza futuro: per la prima volta Microsoft mette in campo una valida alternativa a Google non semplicemente sul fronte della ricerca web ma introducendo nella competizione nuove aree di interesse rimaste sinora inesplorate o semplicemente ai margini.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Come ogni lavoro umano Bing è ampiamente perfettibile ma i presupposti non mancano: la completa sostituzione a breve di Yahoo con Bing porterà quest’ultimo a raffinare l’algoritmo di ranking a fronte di un numero di ricerche sempre maggiori attivando un volano tecnologico che finora non aveva consentito a Live di essere preso in seria considerazione da nessuno.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;I numerosi accordi che Microsoft ha recentemente stipulato, non ultimo quello con HP che prevede l'installazione di default della Bing Bar e di Bing come strumento di ricerca predefinita su tutti i computer venduti, consentiranno a Bing di uscire dall'anonimato per farsi quantomeno conoscere dal grande pubblico.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;L’introduzione di Bing nel mercato e la sua conseguente diffusione spingeranno sicuramente Google a un rinnovamento tecnologico che negli ultimi anni, grazie anche alla posizione dominante, forse non ha ricevuto la spinta che meritava (e le recenti piccole ma tangibili migliorie che il colosso di Mountain View ha reso disponibili al grande pubblico sono un passo verso questa direzione).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il motore “decisionale” Bing è ancora in fase embrionale, nonostante abbia ormai compiuto due anni, ma la direzione non può che essere quella corretta e il risultato degli sforzi sinora effettuati è ottimo. Gli utenti, per la prima volta da diversi anni, fatto anomalo quando si parla di web, hanno una valida alternativa per effettuare ricerche sul web.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il futuro ci potrà rivelare se i nostri figli potranno indifferentemente &amp;quot;&lt;em&gt;googlare&lt;/em&gt;&amp;quot; o &amp;quot;&lt;em&gt;bingare&lt;/em&gt;&amp;quot; oppure se le cose rimarranno essenzialmente immutate... cosa quasi impossibile nel mondo dell'IT.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Tue, 27 Sep 2011 10:26:00 +0100</pubDate>
      <category>Approfondimenti</category>
      <category>Bing</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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      <title>Facebook e il social network di Microsoft</title>
      <description>&lt;p&gt;E’ terminata da poche ore la Facebook Developer Conference 2011 nella quale Mark Zuckerberg in persona ha illustrato la nuova release del social network che nel corso degli ultimi mesi ha introdotto (e introdurrà) più innovazioni di quanto fatto nel corso dei suoi primi anni di vita.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=bing-map-timeline-e-facebook.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 5px 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="bing-map-timeline-e-facebook" border="0" alt="bing-map-timeline-e-facebook" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=bing-map-timeline-e-facebook_thumb.jpg" width="486" height="235" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il cuore stesso del social network è stato rivoluzionato: si parla non più di profilo bensì di Timeline, un modo nuovo di presentare la storia dell’utente ma soprattutto di apps, musica e film grazie ad accordi a livello mondiale con partner come &lt;a href="http://www.spotify.com/int/" target="_blank"&gt;Spotify&lt;/a&gt; e &lt;a href="https://signup.netflix.com/global" target="_blank"&gt;Netflix&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;   &lt;br /&gt;E Microsoft cosa centra in tutto questo? Apparentemente nulla. Apparentemente.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;   &lt;br /&gt;Ma se esaminiamo nel dettaglio il ruolo di BigM nei recenti annunci di Facebook e nelle sue innovazioni tecnologiche allora le cose cambiano radicalmente: iniziamo a comprendere quanto Microsoft abbia lavorato intensamente per fornire i suoi servizi a supporto del social network.    &lt;br /&gt;Nei due anni passati il team di Bing ha realizzato una profonda integrazione tra il motore di ricerca Microsoft e il sito in blu. La SERP include risultati personalizzati dai suggerimenti dei nostri amici di Facebook e dai vari likes a loro appartenenti.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=logo-bing.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="logo-bing" border="0" alt="logo-bing" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=logo-bing_thumb.jpg" width="347" height="236" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Ma anche altre tecnologie sviluppate da Microsoft sono finite a servizio degli iscritti Facebook: le Microsoft Office Web Apps sono il cuore dei servizi di messaggistica e altri servizi come Hotmail e Live sono stati profondamente integrati con i sistemi del sito di Zuckerberg. Gli iscritti di Facebook possono inoltre aprire documenti di Word, Excel e Powerpoint direttamente all’interno del loro browser.   &lt;br /&gt;Ma certamente il colpo più rilevante Microsoft lo ha assestato con l’acquisizione di Skype, società che aveva appena concluso un accordo con Facebook per l’integrazione del servizio di video messaggistica all’interno dell’ormai obsoleta chat.    &lt;br /&gt;E in ultimo, ma certamente non meno importante, la nuova Timeline utilizzerà le Bing Maps per la geolocalizzazione di amici, places ed eventi.    &lt;br /&gt;Quasi come a dire: se non puoi costruirti un tuo social network allora fai in modo che IL social network utilizzi le tue tecnologie.    &lt;br /&gt;Zuckerberg ha dichiarato, durante l’evento odierno, che ogni giorno 500 milioni di persone utilizzano Facebook e che quest’ultimo vanta un totale di circa 750 milioni di iscritti. Un enorme “boost” per i servizi Microsoft quali le Bing Maps e Skype. Inoltre l’integrazione delle preferenze degli utenti Facebook con i risultati di Bing ha contribuito a migliorare notevolmente la qualità dei risultati del motore di ricerca di Redmond.    &lt;br /&gt;La rilevanza di questi accordi è ancora maggiore alla luce del recente lancio di Google+: al momento più una “ghost town” che un social network vero e proprio ma non è mai opportuno sottovalutare Google.    &lt;br /&gt;E Microsoft ha imparato la lezione a sue spese. Indicando la strada a Facebook.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Fri, 23 Sep 2011 11:59:00 +0100</pubDate>
      <category>Approfondimenti</category>
      <category>Social Network</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    <item>
      <title>Windows 8 Developer Preview e gli ambienti virtuali</title>
      <description>&lt;p&gt;Microsoft ha da poco reso disponibile per il &lt;a href="http://msdn.microsoft.com/en-us/windows/apps/br229516" target="_blank"&gt;download&lt;/a&gt; la developer preview di Windows 8 e già si parla di più di 500.000 download nelle prime 24 ore, numeri che subiranno un notevole incremento nei giorni a venire. Il dato interessante emerso dalle prime rilevazioni dei sistemi di reportistica automatica di Windows 8 è che quasi un terzo delle installazioni sono state fatte in ambienti virtuali. Poiché non era stata finora resa disponibile alcuna indicazione in merito da parte di Microsoft,&amp;#160; Sue Bohn (Microsoft Group Program Manager) ha provveduto in un suo post venerdì.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=microsoft-windows-8.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="microsoft-windows-8" border="0" alt="microsoft-windows-8" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=microsoft-windows-8_thumb.jpg" width="244" height="244" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Dopo aver esordito con una frase di circostanza per non aver fornito alcuna informazione sulla compatibilità della release resa disponibile al pubblico con gli ambienti di virtualizzazione a oggi disponibili, Sue ha cercato di chiarire che la migliore esperienza utente del nuovo sistema operativo la si può avere solo mediante una macchina reale dedicata. Questo perché Windows 8 sfrutta appieno tutte le possibilità offerte dai vari acceleratori grafici, cosa non ancora possibile in ambito virtuale.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Comunque, nel caso non fosse disponibile una macchina per i test o non ci si volesse lanciare in un’esperienza dual boot tra Windows 7 e Windows 8 allora sarà opportuno utilizzare solo i seguenti ambienti virtuali:&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;Hyper-V&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;VMware Workstation 8.0 per Windows&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;VirtualBox 4.1.2 per Windows&lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;p&gt;Rimane inteso che qualsiasi altro sistema non solo non è supportato ma dovrebbe risultare non funzionante (compresi Windows Virtual PC, Windows 7 XP Mode, ecc.).&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Mon, 19 Sep 2011 17:48:00 +0100</pubDate>
      <category>Virtualizzazione</category>
      <category>Windows 8</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    <item>
      <title>Apple non è l’azienda dei miracoli</title>
      <description>&lt;p&gt;Di questi tempi affermare che Apple non è l’azienda dei miracoli potrebbe quasi sembrare “blasfemo” e in parte lo è, però ci sono alcuni segnali, piccoli e di per se quasi insignificanti, che destano una qual certa preoccupazione.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;E’ giusto però mettere in chiaro da subito le cose: sono un felice e soddisfatto possessore di iPhone 4, iPad 1, Mac Mini e Macbook Air (entrambi del 2010).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;L’iPhone non sarà certo il miglior telefono del mondo in quanto a ricezione ma rappresenta quanto di meglio in termini di funzionalità (grazie soprattutto all’incredibile numero di apps) possa offrire il mercato. Apprezzo molto il nuovo sistema operativo di Microsoft, Windows Phone 7, ma al momento i dati di vendita sono a dir quanto “imbarazzanti”; confido certamente in un futuro molto più roseo con l’imminente rilascio di Windows Phone 7.5 e del futuro Windows Phone 8 però al momento siamo fuori competizione. Discorso differente per Android (nel senso che lo apprezzo molto meno) ma non si può non tenere in considerazione l’enorme crescita che ha registrato in questo ultimo anno sia per la totale latitanza di Microsoft sia perché rappresenta l’unica vera alternativa a iOS.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Torniamo a noi: che non fosse l’azienda dei miracoli l’avevamo intuito con il problema dell’&lt;a href="http://punto-informatico.it/2947040/PI/News/jobs-antenna-cosi-fan-tutti.aspx" target="_blank"&gt;antenna&lt;/a&gt; dell’iPhone 4 l’anno scorso. Che non fosse poi la migliore software house al mondo l’abbiamo intuito nel modo con cui è stato gestito il rilascio della &lt;a href="http://www.linuz90.com/2011/06/final-cut-pro-x-un-pessimo-inizio/" target="_blank"&gt;nuova versione di Final Cut&lt;/a&gt;: ci sono ancor oggi utenti che stanno girando, coltello tra i denti, alla ricerca del responsabile delle loro pene. Che i data center non fossero la sua punta di diamante lo si era immaginato dal progetto dell’enorme complesso sito nel Nord Carolina, che ancor oggi, a più di un anno dall’iniziale data di entrata in funzione non risulta ancora operativo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Tutto questo in realtà, da un punto di vista “umano”, ci fa apprezzare Apple per quello che è: la prima società al mondo che è riuscita a “sdoganare” l’informatica come elettronica di consumo: l’iPhone in realtà è 80% software e 20% hardware. E lo sanno fin troppo bene i vertici di RIM quando, nell’ormai lontano 2007, dopo aver dichiarato impossibile il rilascio da parte di chiunque di un telefono con le caratteristiche dell’iPhone, si sono trovati a smontare un “affare” fatto da un processore, uno schermo e poco altro.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Aumentiamo il coefficiente di “blasfemia” affermando che Apple con iOS ha fatto quello che Microsoft è riuscita a fare con Windows. E Microsoft si ritrova proprio nelle medesime condizioni di Apple nel mercato dei personal computer di una decade fa: aveva un sistema operativo funzionante (?!?!), una grossa fetta del mercato mobile ed è stata spazzata via.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Fin qua niente di strano. E’ semplicemente la realtà vista senza i “campi di distorsione” di Jobs, Ballmer &amp;amp; CO.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Ma c’è qualcosa di più. Qualcosa di strano. Come direbbe Lucarelli.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;In questi anni abbiamo compreso che una delle chiavi del successo di Apple è stata la “percezione”. Riuscire a far dimenticare l’antennagate era praticamente impossibile, ma è stato sufficiente modificare la percezione che ne veniva data alla gente, ed ecco che i dati di vendita del nuovo melafonino si sono impennati come previsto. Non era un compito facile, un po' come se Microsoft fosse riuscita a farci dimenticare i problemi di Windows Vista prima del Service Pack 2.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Però la percezione può essere alterata per un breve periodo di tempo. Poi è necessario introdurre qualcosa di innovativo. E praticamente ogni estate, giugno o luglio che fosse, Apple ha presentato al pubblico un nuovo telefono. Tranne quest’anno. Certo, si è parlato di iCloud, di iOS 5 e di Lion. Ma non di iPhone 5. Non c’è stata nessuna presentazione a luglio e forse neanche a settembre. Se ne parlerà i primi di ottobre. Forse. E forse, per la prima volta, a una presentazione non seguirà una distribuzione capillare come gli anni passati a causa di alcuni problemi di approvvigionamento.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;In realtà, se si parlasse di un semplice ritardo, quanto scritto finora sembrerebbe superfluo. E se di semplice ritardo non si trattasse?&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Recentemente stiamo assistendo a una battaglia, tra le più clamorose, su brevetti violati, rubati, usati illegalmente, ecc.. Apple ha denunciato HTC, Samsung, Nokia e Motorola. Per difendersi HTC ha comprato S3. Google, per evitare di bloccare le vendite di Android ha acquisito negli ultimi mesi più di 2.000 brevetti da IBM e ha comprato Motorola per una cifra da capogiro. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=apple-contro-samsung.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 5px 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="apple-contro-samsung" border="0" alt="apple-contro-samsung" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=apple-contro-samsung_thumb.jpg" width="326" height="215" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Microsoft acquista brevetti a più non posso per evitare problemi di sorta. Samsung, con un repentino cambio di atteggiamento nei confronti del vecchio amico-fornitore, sta cercando di bloccare le vendite dei dispositivi Apple in Australia e sta attendendo con ansia il rilascio dell’iPhone 5 per bloccarne immediatamente le vendite in Corea e in Germania a causa di un brevetto sulle tecnologie di comunicazione senza fili (UMTS e Wireless). Diversi siti hanno riportato la dichiarazione di un manager Samsung che afferma:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;“A meno che non abbiano (Apple n.d.t.) tolto le funzioni di comunicazione senza fili non potranno vendere quel telefono senza aver infranto i nostri brevetti.”&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p&gt;E’ curioso notare come il comportamento di Apple sia cambiato radicalmente. Cosa aveva reso l’iPhone di prima generazione così rivoluzionario? L’innovazione che portava con se. Adesso si cerca di portare innovazione bloccando la vendita dei prodotti altrui. O tramite la guerra dei brevetti. Iniziata da Apple.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;A questo proposito il sito &lt;a href="http://www.melablog.it/" target="_blank"&gt;Melablog&lt;/a&gt; ha riportato all’attenzione dei più un’&lt;a href="http://www.melablog.it/post/14769/steve-jobs-e-lintervista-prima-di-tornare-in-apple" target="_blank"&gt;intervista&lt;/a&gt; rilasciata nel 1996 da Steve Jobs (cioè poco prima di tornare in Apple e salvarla dal fallimento) nel quale il punto più interessante per noi è la risposta alla domanda “Cosa c’è che non va in Apple?”.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;div style="padding-bottom: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; width: 448px; padding-right: 0px; display: block; float: none; padding-top: 0px" id="scid:5737277B-5D6D-4f48-ABFC-DD9C333F4C5D:06e03dc1-c462-4325-9bc3-6afec076325e" class="wlWriterEditableSmartContent"&gt;&lt;div&gt;&lt;object width="448" height="252"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/SaJp66ArJVI?hl=en&amp;amp;hd=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/SaJp66ArJVI?hl=en&amp;amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" width="448" height="252"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p&gt;Ecco la risposta (rendo un enorme grazie a &lt;a href="http://www.melablog.it/" target="_blank"&gt;Melablog&lt;/a&gt; per avermi risparmiato la traduzione):&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;“Caspita. Sapete che non sono lì da tanto tempo. La mia percezione potrebbe non essere completa. Ma nel modo in cui la vedo, Apple era una società basata sull’innovazione. Quando ho lasciato Apple dieci anni fa, eravamo dieci anni avanti a chiunque altro. Ci sono voluti dieci anni a Microsoft per copiare Windows. Il problema è che Apple è stata ferma. Anche se ha speso miliardi su ricerca e sviluppo, il risultato non c’è stato. Le persone lo hanno colto e la differenza di è consumata, specialmente nei confronti di Microsoft. C’è un modo per uscirne per Apple, credo che Apple abbia ancora un futuro; ci sono alcune persone terribilmente brave all’interno e c’è una grande affezione nei confronti del brand, credo che la via d’uscita non sia fare terra bruciata, ma innovare. E’ il modo in cui Apple ha ottenuto la sua gloria, ed è come Apple potrà riottenerla.”.&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p&gt;Era il 1996 e Jobs sarebbe tornato pochi mesi dopo, nel 1997, lanciando Apple nel mondo della musica digitale grazie a iTunes e iPod, rinnovando il sistema operativo e gettando le basi per quello che poi è seguito. Senza questi tasselli non sarebbe possibile parlare di iCloud, di iPhone e di iPad.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La genialità di Jobs non si evince dall’iPhone 4 o 5 che sia, dall’iPad 2 oppure dal iPad 3. La genialità di questo personaggio emerge dal fatto che nel lontano 1997 ha imposto una direzione innovativa ad Apple che ha consentito alla società di salvarsi, crescere e superare le altre.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Adesso la domanda da porsi è: Apple è ancora capace di innovare? Oppure seguirà il medesimo corso di altri colossi quali Microsoft, IBM, HP e in parte anche Google, destinati a consolidare il proprio business e a introdurre innovazione solo a spazi di decenni?&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Un altro dato certamente allarmante per Apple riguarda le vendite di smartphone. Nello specifico i dati complessivi di vendita mondiali del secondo quarto del 2011 raffrontati a quelli del 2010.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nell’ormai lontano 2010 Apple ha venduto (sempre e solo nel secondo quarto) 8,4 milioni di smartphone contro i 3,1 di Samsung. Nel 2011 Apple ha venduto 20,3 milioni di smartphone e Samsung 19,2. Questo vuol dire che Samsung è cresciuta complessivamente di più del 500% nell’ultimo anno (tutti i dati di vendita sono stati diffusi da IDC).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=android-contro-apple.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 5px 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="android-contro-apple" border="0" alt="android-contro-apple" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=android-contro-apple_thumb.jpg" width="425" height="269" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Ma non basta. Nello stesso periodo nel quale Apple non presentava l’iPhone 5, Samsung lanciava sul mercato il Galaxy S II accolto quasi all’unanimità come uno dei migliori smartphone di sempre. Ovviamente qui dipende molto dal gusto “percettivo” che ognuno di noi ha, però il Galaxy S II non è solo un competitor dell’iPhone 4 ma lo è soprattutto dell’iPhone 5. Che non è ancora uscito.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;E quella che doveva essere una piccola rivoluzione nel mondo Apple (nel costoso mondo Apple), e cioè l’iPhone 4S, rischia, con il passare del tempo, di perdere quell’appeal necessario a sfondare come il fratello maggiore.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Ecco comunque un buon motivo per creare un ulteriore danno economico all’ormai sempre più vecchio fornitore di chip Samsung grazie al nuovo accordo per la produzione di processori A6 e A7 a TMSC. E sempre in quest’ottica deve essere vista la scelta, ardua comunque, di cambiare fornitore di display sempre a spese di Samsung e a favore di LG.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;E i rumors di una possibile quanto fantomatica TV Apple (non Apple TV!)? Jobs si era sempre espresso in modo negativo a causa dei lunghi periodi di obsolescenza di un dispositivo come la televisione ma la disponibilità economica di Apple unita alla volontà di colpire al cuore uno dei mercati in cui Samsung è da sempre leader potrebbe in effetti far cambiare direzione a Cupertino.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Insomma, a discapito della disponibilità cash e dell’enorme capitalizzazione raggiunta (il titolo AAPL sembra l’unico in grado di trascinare i mercati) Apple attraversa un periodo delicato. Tantissimi progetti impegnativi da lanciare contemporaneamente (iCloud, iOS 5 e iTunes Match tanto per citarne alcuni) che implicano necessariamente non solo uno sforzo economico notevole ma uno sforzo tecnologico e di know how che Apple probabilmente non è pronta a fare o meglio, a supportare.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Da qui probabilmente le voci filtrate nelle scorse settimane di contratti milionari a favore di Microsoft per la piattaforma Azure e Amazon per l’EC2 al fine di supportare iCloud adeguatamente. Ma se questo fosse vero a cosa dovrebbe servire il più grande data center mai costruito? E i continui ritardi dell’iPhone 5 sono dovuti a problemi costruttivi legati al design o a brevetti infranti che potrebbero bloccarne le vendite ancor prima di partire?&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=microsoft-azure-e-amazon-ec2.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 5px 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="microsoft-azure-e-amazon-ec2" border="0" alt="microsoft-azure-e-amazon-ec2" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=microsoft-azure-e-amazon-ec2_thumb.jpg" width="293" height="144" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Destinate poi a crollare rapidamente le vendite di iPod, cannibalizzate non dalla concorrenza, anche in questo caso totalmente assente, ma dai cugini più grandi. Se poi dovesse essere veramente presentato il “cugino economico”, l’iPhone 4s, credo che si possa mettere una pietra sopra ai numeri degli anni passati.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;L’unico asset “tranquillo” è quello dell’iPad non tanto grazie ad Apple ma soprattutto alla concorrenza che si è prodigata in diverse modalità suicide: HP con WebOS ne è un esempio lampante seguito a ruota da RIM e da Microsoft con alcuni tentativi di far girare Windows 7 sui tablet. Ma anche in questo campo le cose stanno per cambiare con l’avvento di Windows 8 (che non dimentichiamo verrà reso disponibile anche per processori ARM). Non a caso il tablet “dimostrativo” distribuito gratuitamente alla BUILD era marchiato Samsung. Il gigante di Redmond è lento, forse troppo, ma può mettere in campo una capacità produttiva a livello di progettazione e di realizzazione software che Apple non ha. Per non parlare dell’esperienza in ambito cloud.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=windows-phone-contro-ios.png"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 5px 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="windows-phone-contro-ios" border="0" alt="windows-phone-contro-ios" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=windows-phone-contro-ios_thumb.png" width="288" height="184" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Last but not least la presentazione del tanto atteso iPhone 5 sarà la prima dell’era post Steve Jobs. Questo non vuol dire che l’ormai ex CEO di Apple si facesse carico di tutti gli aspetti del rilascio di un dispositivo ma che probabilmente Apple ha ancora bisogno di crescere in termini di qualità del proprio management e di know how tecnico in settori chiave per poter affrontare contemporaneamente tutte queste rivoluzioni. D’altro conto sia BigG che BigM lo hanno imparato nel corso degli anni a loro spese (un esempio su tutti i due più grandi servizi di posta elettronica gratuita online Hotmail e GMail).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;In questo scenario l’unica cosa che non ha smesso di fare Apple è aprire i propri Store in giro per il mondo. Quasi a voler dire che c’è. Come prima. Anzi più di prima. E su questo nessuno può sollevare alcuna obiezione.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Mon, 19 Sep 2011 17:37:00 +0100</pubDate>
      <category>Approfondimenti</category>
      <category>Mobile</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    <item>
      <title>Microsoft compra Skype per 8.5 miliardi di dollari</title>
      <description>&lt;p&gt;Le voci che insistentemente ponevano Skype in vendita non sono nuove così come non è uno scoop l’interesse di Facebook e Google per la società fondata da Niklas Zennstrom e Janus Friis. E’ stata effettivamente una sorpresa invece l’accordo raggiunto da Microsoft per l’esorbitante cifra di 8.5 miliardi di dollari, accordo che il WSJ sostiene aver seguito direttamente Steve Ballmer in persona con l’assistenza diretta di Charles Songhurst.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=microsoft-comrpa-skype.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="microsoft-comrpa-skype" border="0" alt="microsoft-comrpa-skype" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=microsoft-comrpa-skype_thumb.jpg" width="462" height="244" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Facciamo un po' di storia solo per chiarirci le idee: Skype è acquisita nel 2005 da Ebay per 2.6 miliardi di dollari (pagati in cash e stock). Nel 2009 Ebay vende il 70% di Skype a un gruppo di invesitori composto da Silver Lake Partners, Andreessen Horowitz e Canada Pension Plan Investment Board (CPPIB) per una cifra equivalente a quanto aveva pagato la stessa società nel 2005. La situazione finanziaria di Skype non era certo florida con un debito di circa 686 milioni di dollari e sembra essere questa la ragione che ha portato i principali azionisti a spingere affinché la società fosse ceduta a un grande player del mercato.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;E in questa fase che si sono presentate sia Facebook che Google molto interessate entrambe ad acquisire la base di utenti registrata d Skype (663 milioni) e integrarla nei propri servizi online. La contrattazione andava avanti da qualche settimana quando l’offerta di Microsoft, più che doppia rispetto al valore di mercato della società, ha probabilmente dissipato qualsiasi dubbio degli azionisti (che si sono messi in tasca 4.76 miliardi di dollari per quanto riguarda CPPIB e “compagnia” e 2.55 miliardi di dollari per Ebay) e nei due fondatori (che rispettivamente hanno incassato 1.19 miliardi di dollari per il loro 14%).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Per Microsoft questa operazione rappresenta l’acquisizione più impegnativa al punto di vista economico in tutta la storia della società di Redmond.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Come verranno integrati i servizi di Skype con quelli di Microsoft?&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;L’integrazione avverrà certamente su più livelli (dai servizi Live a quelli enterprise) ma anche trasversalmente su differenti linee di prodotto, a partire da Xbox e Kinect per arrivare alla piattaforma Windows Phone.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Attualmente Skype ha una base di 663 milioni di utenti registrati (dato registrato alla fine del 2010) che però scendono drasticamente a 145 milioni di utenti attivi al mese di cui solo 8.8 paganti. Questi utenti potranno essere integrati inizialmente in Live e incrementati quanto la tecnologia di Skype verrà implementata per le videochiamate su Xbox e Kinect.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=utenti-skype.png"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="utenti-skype" border="0" alt="utenti-skype" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=utenti-skype_thumb.png" width="535" height="274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Certamente la piattaforma Windows Phone vedrà una rapida integrazione di Skype nei servizi di videochiamata e voce così come la piattaforma enterprise Lync godrà in futuro di un significativo restyling tecnologico proprio in virtù delle nuove tecnologie acquisite da Microsoft.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;In ultima analisi le ultime mosse del gigante di Redmond sono orientate a ridurre le enormi perdite dei servizi online Microsoft (circa 2 miliardi l’anno) e a riguadagnare terreno in ambito mobile. Yahoo e Skype aiuteranno enormemente nel primo ambito (anche se pagate a caro prezzo) e Nokia certamente nel secondo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Staremo a vedere se le mosse in mano a BigM si sono esaurite o se c’è ancora qualcosa in serbo per il futuro.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Tue, 10 May 2011 14:13:00 +0100</pubDate>
      <category>Approfondimenti</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Incendio nella server farm di Aruba</title>
      <description>&lt;p&gt;Nella notte tra giovedì 28 e venerdì 29 aprile, all’incirca verso le 4 di mattina, si è sviluppato un incendio all’interno della struttura che ospita la più grande server farm d’Italia ad Arezzo. Il locale di origine dell’incendio sembra essere quello dedicato agli impianti UPS a la causa un probabile quanto però inverosimile surriscaldamento.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=incendio-server-farm-aruba.png"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="incendio-server-farm-aruba" border="0" alt="incendio-server-farm-aruba" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=incendio-server-farm-aruba_thumb.png" width="425" height="323" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;In seguito all’allarme anti incendio tutte e tre le sale server sono state spente e ai vigili, secondo quanto riportano alcuni siti, sono occorse più di tre ore per domare le fiamme.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La buona notizia per gli “ospiti” è quindi che nessun server risulta coinvolto nell’incendio quella brutta è che milioni di siti e di server risultano ancora offline.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;E’ da poco comparso un account Twitter (&lt;a href="http://twitter.com/#!/arubait"&gt;http://twitter.com/#!/arubait&lt;/a&gt;), del quale non è chiara l’autenticità, che aggiorna con il contagocce gli utenti sullo stavo avanzamento lavori di ripristino di tutti i servizi.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Alle &lt;strong&gt;11:00&lt;/strong&gt; il dominio aruba.it è tornato online ma molti siti collegati e servizi non sono ancora raggiungibili.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Alle &lt;strong&gt;11:25&lt;/strong&gt; Aruba rende disponibile il &lt;a href="http://ticket.aruba.it/News/210/server-farm-arezzo-aggiornamenti.aspx" target="_blank"&gt;primo bollettino ufficiale&lt;/a&gt; relativo al disservizio nel quale si apprende che l’incendio ha avuto effettivamente origne all’interno del locale UPS e che la procedura di emergenza prevista in questo caso è il completo shutdown dell’intera infrastruttura.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Alle &lt;strong&gt;12:26&lt;/strong&gt; Aruba rende disponibile il &lt;a href="http://ticket.aruba.it/News/211/webfarm-arezzo-aggiornamenti-2.aspx" target="_blank"&gt;secondo bollettino ufficiale&lt;/a&gt; che comunica il ripristino di due sale server e che sono ancora in corso lavori sugli UPS.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Alle &lt;strong&gt;12:58&lt;/strong&gt; sembra che siano state ripristinate 2 sale server su 3 ma non sono ancora tornati attivi gli UPS, quindi in caso di problemi nell’erogazione dell’energia elettrica l’intera struttura è soggetta a down imprevisti.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Sul web stanno comparendo numerose segnalazioni di utenti che affermano di essere rimasti sorpresi che i loro server fossero presso Aruba poiché i contratti attualmente in essere sono stati stipulati con realtà recentemente acquisite da Aruba (con Hostingplan, 9NetAvenue, ecc.).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Rimangono certamente da chiarire le cause dell’incidente per comprendere come una delle più grandi server farm d’Italia possa subire un disservizio di diverse ore a causa di un incendio nel locale UPS.&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Incendio-nella-server-farm-di-Aruba.aspx</link>
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      <pubDate>Fri, 29 Apr 2011 13:10:40 +0100</pubDate>
      <category>Data Center</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Come rinnovare i certificati Self Signed in Exchange 2007</title>
      <description>&lt;p&gt;Una delle novità introdotte da Microsoft con la versione 2007 di Exchange Server è il largo uso dei certificati “&lt;em&gt;self signed&lt;/em&gt;” per i servizi quali SMTP, POP, IMAP, HTTP e UM. L’uso di questi certificati comporta un notevole aumento della sicurezza nelle comunicazioni tra i suddetti servizi ma è necessario considerare la situazione di default come transitoria.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;In un mondo ideale si dovrebbe procedere alla sostituzione dei certificati temporanei con certificati rilasciati da un’authority esterna o generati da una CA aziendale trusted. Detto questo può accadere che per le più svariate ragioni si decida di rimandare l’acquisto dei certificati e si abbia la necessità di rinnovare quelli self signed.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Prima di tutto sarà opportuno dare un’occhiata all’Event Viewer per identificare il messaggio di warning che vi avvisa della presenza di un certificato scaduto. Normalmente l’evento è il 12015 che ha come origine l’MSExchangeTransport: giusto a titolo di verifica annotatevi il thumbprint.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Aprite l’EMS e curiosate nel dettaglio del supporto certificato incriminato:&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font face="Courier New"&gt;Get-ExchangeCertificate -domain “exc-01.ipi.priv” | fl&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Questo comando dovrebbe rivelarvi tutto quello che avete bisogno di sapere sul certificato scaduto, come ad esempio la data di scadenza ma soprattutto i servizi a cui è associato. Inoltre, se abbiamo identificato il certificato corretto, il thumbprint del messaggio di errore nel registro degli eventi deve corrispondere al thumbprint restituito dal comando Powershell.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=rinnovare-certificato-interno-exchange-2007.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="rinnovare-certificato-interno-exchange-2007" border="0" alt="rinnovare-certificato-interno-exchange-2007" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=rinnovare-certificato-interno-exchange-2007_thumb.jpg" width="516" height="288" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Copiatevi il thumbprint e digitate il seguente comando per richiedere un nuovo certificato:&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font face="Courier New"&gt;Get-ExchangeCertificate -thumbprint “1BE8BA890CDB89AA513450B81CAD51BB90D06F6F” | New-ExchangeCertificate&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;A questo punto verrà generato un nuovo certificato con una nuova data di scadenza: se il certificato scaduto era utilizzato anche per il servizio SMTP vi verrà chiesto di confermarne la sovrascrittura. Una volta digitato Y il nuovo certificato sarà generato, operativo e associato ai vari servizi.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=sovrascrittura-vecchio-certificato-interno-exchange-2007.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="sovrascrittura-vecchio-certificato-interno-exchange-2007" border="0" alt="sovrascrittura-vecchio-certificato-interno-exchange-2007" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=sovrascrittura-vecchio-certificato-interno-exchange-2007_thumb.jpg" width="491" height="276" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Copiatevi il nuovo thumbprint ed eseguite il comando:&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font face="Courier New"&gt;Get-ExchangeCertificate -thumbprint “B589C7FD9BC438E2BE4E8E571F3A472029CFA8DB” | fl&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=nuovo-certificato-exchange-2007.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="nuovo-certificato-exchange-2007" border="0" alt="nuovo-certificato-exchange-2007" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=nuovo-certificato-exchange-2007_thumb.jpg" width="504" height="281" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Noterete che, a differenza di quello precedente, il nuovo non sarà automaticamente associato al servizio IIS. Per abilitarlo anche per quest’ultimo sarà sufficiente eseguire il comando:&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font face="Courier New"&gt;Enable-ExchangeCertificate -thumbprint “B589C7FD9BC438E2BE4E8E571F3A472029CFA8DB” -services IIS&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Ricordatevi di inserire il thumbprint del nuovo certificato e non di quello vecchio. Inoltre tenete presente che se associate un certificato a un servizio questo non potrà più essere disabilitato se non mediante l’esportazione del certificato, la cancellazione e la successiva reimportazione: procedura decisamente lunga e noiosa.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;A questo punto il lavoro è terminato e se il nuovo certificato funziona correttamente potete procedere alla rimozione di quello vecchio con il comando:&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font face="Courier New"&gt;Remove-ExchangeCertificate -thumbprint “1BE8BA890CDB89AA513450B81CAD51BB90D06F6F”&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Un’ultima avvertenza: il thumbprint del certificato da rimuovere è il thumbprint che vi siete annotati dal warning del registro degli eventi!!!&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Come-rinnovare-i-certificati-Self-Signed-in-Exchange-2007.aspx</link>
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      <pubDate>Wed, 27 Apr 2011 15:49:01 +0100</pubDate>
      <category>Microsoft Exchange</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Come trovare la versione degli Integration Services di Hyper-V</title>
      <description>&lt;div&gt;Quando si arriva ad avere un alto numero di host &amp;egrave; evidente che il numero di guest sar&amp;agrave; ancora pi&amp;ugrave; difficile da gestire e in fase di migrazione, come per esempio in questo frangente nel quale si migra da Hyper-V R2 a Hyper-V R2 SP1, tenere traccia dei guest nei quali si &amp;egrave; gi&amp;agrave; provveduto ad aggiornare gli Integration Services pu&amp;ograve; essere complicato.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Ancor di pi&amp;ugrave; se consideriamo che tramite la GUI non &amp;egrave; poi cos&amp;igrave; comodo andare a trovare la versione installata degli Integration Services di Hyper-V. In nostro soccorso accorre prontamente Powershell che ci consente, tramite un semplicissimo script, di elencare le versioni attualmente installate su tutte le macchine virtuali degli Integration Services.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Lo script &amp;egrave; il seguente:&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;pre class="brush: ps;"&gt;function Get-IntegrationServicesVersion ($HVhost = $(throw "E' richiesto almeno un Host Hyper-V")) 
    { 
        Write-Host "Sto verificando i guest su $HVhost." 
        $kvps = Get-WmiObject -Namespace root\virtualization -ComputerName $HVHost -Query "Select GuestIntrinsicExchangeItems From Msvm_KvpExchangeComponent" 
        foreach ($kvp in $kvps) 
        { 
            $vmkvp = $Kvp.GuestIntrinsicExchangeItems 
            $vmkvp | select-object @{Label="Host Hyper-V";Expression={$HVHost}},@{Label="Guest";Expression={([xml]$vmkvp[0]).instance.property[1].value}},@{Label="Versione IC";Expression={([xml]$vmkvp[14]).instance.property[1].value}} -first 1 
        } 
    }

cls 
$hvhosts = get-content .\hosts.txt 
Write-Host "Il numero di host &amp;egrave;: $($hvhosts.Count)" 
Write-Host "Gli host esaminati saranno: $hvhosts" 
foreach ($hvhost in $hvhosts) { 
    Get-IntegrationServicesVersion $hvhost}&lt;/pre&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;e il suo funzionamento &amp;egrave; veramente semplice. Sar&amp;agrave; sufficiente creare un file di testo hosts.txt nella stessa cartella dove salverete lo script all&amp;rsquo;interno del quale dovrete inserire l&amp;rsquo;elenco dei vostri host fisici (uno per ogni linea). A questo punto non dovrete fare altro che lanciare lo script per ottenere un output come quello dell&amp;rsquo;immagine seguente:&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=elenco-versione-integration-services-hyper-v.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; padding-top: 0px; border: 0px;" title="elenco-versione-integration-services-hyper-v" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=elenco-versione-integration-services-hyper-v_thumb.jpg" border="0" alt="elenco-versione-integration-services-hyper-v" width="552" height="285" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Vale la pena di ricordare che si sono susseguite numerose versioni degli Integration Services dal rilascio di Microsoft Hyper-V e la tabella seguente ci pu&amp;ograve; aiutare a mettere un po' in ordine i numeri:&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;table border="0" cellspacing="0" cellpadding="2" width="500"&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="379" valign="top"&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;&lt;strong&gt;Versione di Windows + Hyper-V&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td width="119" valign="top"&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;&lt;strong&gt;Versione IS&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="379" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;Windows Server 2008 + Hyper-V Beta&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="119" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;6.0.6001.17101&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="379" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;Windows Server 2008 + Hyper-V RTM (KB 950050)&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="119" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;6.0.6001.18016&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="379" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;Windows Server 2008 + KB956710&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="119" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;6.0.6001.22258&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="379" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;Windows Server 2008 + KB959962&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="119" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;6.0.6001.22352&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="379" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;Windows Server 2008 + SP2&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="119" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;6.0.6002.18005&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="379" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;Windows Server 2008 + KB 975925&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="119" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;6.0.6002.22233&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="379" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;Windows Server 2008 R2 RTM&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="119" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;6.1.7600.16385&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="379" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;Windows Server 2008 R2 + KB 975354&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="119" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;6.1.7600.20542&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="379" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;Windows Server 2008 R2 + KB 981836&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="119" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;6.1.7600.20683&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="379" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;Windows Server 2008 R2 + KB 2223005&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="119" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;6.1.7600.20778&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="379" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;Windows Server 2008 R2 + SP1 Beta&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="119" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;6.1.7601.16562&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="379" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;Windows Server 2008 R2 + SP1 RC&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="119" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;6.1.7601.17105&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="379" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;Windows Server 2008 R2 + SP1&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="119" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: small;"&gt;6.1.7601.17514&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Ricordatevi che &amp;egrave; sempre di fondamentale importanza mantenere aggiornati gli Integration Services e l&amp;rsquo;hypervisor poich&amp;eacute; a volte le nuove features (vedi Dynamic Memory introdotta con il Service Pack 1 di Windows 2008 R2) o alcuni bug vengono corretti anche mediante l&amp;rsquo;aggiornamento degli IS.&lt;/div&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Come-trovare-la-versione-degli-Integration-Services-di-Hyper-V.aspx</link>
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      <pubDate>Mon, 11 Apr 2011 18:12:00 +0100</pubDate>
      <category>Hyper-V</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Rilasciato Internet Explorer 9</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;E’ stato rilasciato, nella serata di ieri, lunedì 14 marzo, la versione del 9 del browser di casa Microsoft, Internet Explorer.&amp;#160; A troppa distanza dal primo rilascio della versione 8 la nuova release di Internet Explorer deve cercare di convincere gli utenti così come Windows 7 ha appena fatto. E le caratteristiche su cui punta Microsoft dovrebbero certamente riportare in auge questa nuova versione a partire dal completo restyling dell’interfaccia utente in termini minimalisti (in questo caso Chrome docet) per arrivare alle caratteristiche tecniche salienti:&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;HTML5&lt;/font&gt; &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;CSS3&lt;/font&gt; &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Accelerazione GPU&lt;/font&gt; &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Motore JavaScript Chakra&lt;/font&gt; &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Strumenti di sviluppo&lt;/font&gt; &lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;L’implementazione completa dello standard HTML5 finora rilasciato dal consorzio W3C, inclusi ovviamente i tag audio e video, porta Internet Explorer 9 verso un cammino di adesione a standard aperti come mai fatto finora da Microsoft; proprio in quest’ottica è stato implementato il supporto ai CSS3.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=internet-explorer-9.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: auto; border-left-width: 0px; margin-right: auto; padding-top: 0px" title="internet-explorer-9" border="0" alt="internet-explorer-9" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=internet-explorer-9_thumb.jpg" width="492" height="270" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;L’accelerazione dell’elaborazione grafica mediante GPU è un punto sul quale Microsoft ha insistito pesantemente negli ultimi mesi per convincere gli sviluppatori a creare siti più ricchi di contenuti grafici di vario tipo. L’integrazione di questa nuova tecnologia, e le sue future evoluzioni, consentiranno ai browser del futuro di effettuare il rendering delle pagine internet molto più velocemente dei predecessori.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Il nuovo motore JavaScript, chiamato Chakra, ha performance incredibilmente superiori rispetto alla versione 8 di Internet Explorer che porta il nuovo browser finalmente a competere ad armi pari con le ultime release di Firefox e Chrome.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Gli strumenti di sviluppo, richiesti a gran voce dalla comunità degli sviluppatori, sono stati integrati direttamente all’interno della nuova release e richiamabili tramite il tasto F12: finalmente è possibile effettuare un’analisi del codice completa e approfondita senza ricorrere a tools esterni.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Al di là dei test di velocità e di adesione agli standard quello su cui gli sviluppatori Microsoft hanno lavorato a lungo è l’esperienza di utilizzo di Internet Explorer 9: cercando di mutuare quello che Apple ha da anni realizzato con le numerose release del sistema operativo iOS, Microsoft si è fortemente focalizzata sul rendere la navigazione semplice, veloce, intuitiva e sicura. I metodi di caricamento e di renderizzazione della pagina sono stati al centro degli obbiettivi del team di sviluppo al pari dell’utilizzo delle risorse della macchina (CPU, memoria e batteria).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=internet-explorer-9-performance.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: auto; border-left-width: 0px; margin-right: auto; padding-top: 0px" title="internet-explorer-9-performance" border="0" alt="internet-explorer-9-performance" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=internet-explorer-9-performance_thumb.jpg" width="524" height="255" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Tutti i test che ha condotto Microsoft negli ultimi 6 mesi sono stati indirizzati non a ottenere le migliori performance in test studiati in laboratorio ma in scenari di reale utilizzo realizzati dai dati acquisiti in molteplici indagini di mercato. E in effetti, dalle prime impressioni di utilizzo, sembra che l’obbiettivo sia stato raggiunto appieno. Ecco il link per iniziare la nuova esperienza &lt;/font&gt;&lt;a title="http://windows.microsoft.com/it-IT/internet-explorer/downloads/ie-9/worldwide-languages" href="http://windows.microsoft.com/it-IT/internet-explorer/downloads/ie-9/worldwide-languages"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;http://windows.microsoft.com/it-IT/internet-explorer/downloads/ie-9/worldwide-languages&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Rilasciato-Internet-Explorer-9.aspx</link>
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      <pubDate>Wed, 16 Mar 2011 00:32:12 +0100</pubDate>
      <category>Internet Explorer</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Il data center di Apple a supporto dei nuovi servizi</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;I progetti di rilascio del nuovo data center di Apple in Nord Carolina hanno subito nei mesi passati un rallentamento ma ormai dovremmo essere prossimi alla messa in produzione di questa enorme struttura, uno dei più grandi data center finora costruiti sul nostro pianeta.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=apple-datacenter-nord-carolina.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="apple-datacenter-nord-carolina" border="0" alt="apple-datacenter-nord-carolina" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=apple-datacenter-nord-carolina_thumb.jpg" width="381" height="258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Negli articoli passati riportavo supposizioni altrui e ne aggiungevo delle mie sulla destinazione d’uso che avrà questa struttura tecnologica all’avanguardia ma adesso le supposizioni si stanno tramutando in idee decisamente più attendibili.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;La road map dei prodotti e servizi Apple continua come da programma (i MacBook Air sono stati rilasciati da pochi mesi mentre i MacBook Pro da pochi giorni ed è inoltre imminente l’annuncio dell’iPad 2) mentre dal lato dello sviluppo sono aumentati i rilasci delle beta di Lion ed è quasi giunto a noi iOS 4.3 (probabile la presentazione, almeno su carta, di iOS 5 tra due giorni in concomitanza con il nuovo tablet).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Più in sordina Apple sta continuando macinare brevetti su brevetti, alcuni dei quali si incastrano perfettamente in un’ottica di enorme cloud digitale all’interno del quale posizionare i nostri dati accessibili comodamente da tutti i dispositivi della mela (dall’iPod all’iMac passando da iPhone e iPad). Uno di questi, Safe Deposit Box, segna l’ingresso di Apple nel mercato del cloud storage con una particolare attenzione alla sicurezza del dato.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=schema-brevetto-safe-deposit-box-di-apple.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="schema-brevetto-safe-deposit-box-di-apple" border="0" alt="schema-brevetto-safe-deposit-box-di-apple" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=schema-brevetto-safe-deposit-box-di-apple_thumb.jpg" width="557" height="255" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Safe Deposit Box infatti consente non solo il posizionamento del file all’interno di un cloud ma permette all’utente di criptare il documento, renderlo invisibile o eliminarlo dal dispositivo fisico e posizionarlo esclusivamente all’interno del cloud.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Safe Deposit Box potrebbe essere il servizio ideale per estendere il contenitore MobileMe e integrarne molte delle features direttamente in Lion. iTunes in the cloud e MobileMe con tutti i servizi di memorizzazione, sincronizzazione e localizzazione annessi e connessi potrebbero venire utilizzati da tutti gli utenti che possiedono un qualsiasi dispositivo Apple.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;D’altronde tutto quello spazio dovrà essere pur riempito!&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Il-data-center-di-Apple-a-supporto-dei-nuovi-servizi.aspx</link>
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      <pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:18:29 +0100</pubDate>
      <category>Data Center</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Un sistemista a Manhattan volume 2</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&gt;E alla fine fu&amp;hellip;. la fine del viaggio. Almeno quello di andata. Il sistemista &amp;egrave; giunto in terra straniera. E' ormai lontano dai suoi server ma &amp;egrave; altres&amp;igrave; certo che si sta dirigendo verso la citt&amp;agrave; interconnessa al mondo per eccellenza: quindi che problemi potranno mai esserci? &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Forse l'agente Jones della dogana: uno strano mix di stereotipi del cinema e della televisione americana con la quale sono cresciuti i ragazzi degli anni '70: in particolare questo energumeno sembra un surrogato dell'amico pilota di elicotteri di Magnum P.I., della spalla di Tom Cruise nei vari Mission Impossible e del protagonista del Miglio verde, ma solo per costituzione. E fortunatamente, grazie alla costituzione, al passaporto e all'ESTA il sistemista pu&amp;ograve; raggiungere l'albergo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ivi giunto qual &amp;egrave; la prima cosa che il sistemista si apprester&amp;agrave; a fare? Forse disfare il bagaglio? Forse farsi la doccia? O forse, pi&amp;ugrave; realisticamente, collegarsi alla pagina del provider e acquistare in men che non si dica la connessione WiFi per tutti i giorni di permanenza? &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;E infatti, appena spalancata la porta della stanza al 15&amp;deg; piano dell'interconnesso hotel il Macbook Air, come per magia, si assembla in un turbinio di cavi e adattatori, la carta di credito &amp;egrave; gi&amp;agrave; sfoderata e dopo circa 120 secondi la pagina di default si apre senza problemi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;L'istante successivo il sistemista &amp;egrave; gi&amp;agrave; sulla pagina di Speed Test per verificare la velocit&amp;agrave; del provider (visto che tra i server che accudisce vi &amp;egrave; anche un host del suddetto sito) e i risultati sono di tutto rispetto: 190 ms di tempo medio per la risposta del ping, 1.70 Mb/s in download e 1.72 Mb/s in upload. Per essere una connessione intercontinentale non c'&amp;egrave; male. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il passaggio successivo &amp;egrave; quello di andare a trovare tutti i suoi server uno a uno con TeamViewer: non solo stanno bene ma rispondono a meraviglia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;A questo punto una visitina ai siti preferiti giusto per non rischiare di perdere l'ultima notizia inutile dal mondo IT e poi via a girovagare per la citt&amp;agrave;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=un-sistemista-a-manhattan-02.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="un-sistemista-a-manhattan-02" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=un-sistemista-a-manhattan-02_thumb.jpg" border="0" alt="un-sistemista-a-manhattan-02" width="476" height="317" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;E la tecnologia resta in albergo? Giammai. Il sistemista ha nella borsa, oltre la macchina fotografica che rappresenta un suo modestissimo hobby, l'iPhone e l'iPad, pronti entrambi ad agganciarsi a qualsivoglia rete WiFi pubblica che ci sia. Ma di questo il sistemista, per esperienza nostrana, dubita fortemente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;E invece, con sommo stupore, non pu&amp;ograve; fare a meno di notare che c'&amp;egrave; solo l'imbarazzo della scelta: in ogni posto ci sono almeno 3 o 4 reti libere e pronte a offrire un appiglio tecnologico degno di tale nome.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ed &amp;egrave; in questi momenti che la specie dei sistemisti, d'innanzi al mondo intero, si possono riconoscere: il sorriso sulle labbra, tutti i suoi dispositivi interconnessi e&amp;hellip;. Fortunatamente nessun problema da risolvere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Fri, 18 Feb 2011 00:20:00 +0100</pubDate>
      <category>Approfondimenti</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Di Microsoft Nokia e Windows Phone 7</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Il lancio di Windows Phone 7, avvenuto a ottobre 2010, ha rappresentato per Microsoft l'occasione di tornare a partecipare alla competizione dei sistemi operativi per dispositivi mobile. L'accoglienza è certamente stata tiepida e il successo decisamente contenuto ma nessuno, tantomeno Microsoft stessa, poteva attendersi qualcosa di differente. Presentarsi dopo anni di agonia di Windows Mobile con un nuovo sistema operativo in un mercato dove iOS è ormai giunto alla release 4 e Android si sta avviando alla 3 è certamente un'impresa ardua ma le carte che il colosso di Redmond ha ancora da giocare non sono certo poche.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=accordo-nokia-microsoft.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="accordo-nokia-microsoft" border="0" alt="accordo-nokia-microsoft" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=accordo-nokia-microsoft_thumb.jpg" width="444" height="290" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;L'integrazione con il gigantesco network di gaming di sua proprietà, Xbox Live, il browser Internet Explorer, le integrazioni con il motore di ricerca Bing e le relative Bing Maps senza contare inoltre lo Zune Store, che pur non essendo molto conosciuto in Europa a causa della mancata commercializzazione dell'omonimo player, vanta più di 6 milioni di brani, sono elementi che attualmente nessuno dei competitor può mettere insieme da solo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Apple ha il più grande store di musica online che da poco ha iniziato a veicolare anche contenuti video però non ha un sistema di gaming avanzato come Xbox Live (Game Center è ben lungi dal raggiungere il numero di utenti di Microsoft) e deve sempre appoggiarsi esternamente per motori di ricerca e mappe.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;L'enorme pregio di Apple è certamente quello di costruire in proprio i dispositivi e di gestire in modo molto rigido il suo App Store, cosa che potrà non piacere ai più &amp;quot;smanettoni&amp;quot;, ma che si traduce in stabilità del dispositivo e applicazioni migliori per gli utenti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Dal canto suo Google è Google, con tutto quello che ne consegue, in positivo e in negativo. Il motore di ricerca e le mappe forniscono ai suoi dispositivi un sicuro vantaggio così come l'utilizzo del browser Chrome ma lo store di musica e film è totalmente inesistente. Inoltre le scelte relative alla commercializzazione di Android hanno fatto si che il sistema operativo godesse di un'enorme diffusione che è certamente ben lungi dall'arrestarsi o anche solo dal rallentare ma, ad essere onesti, l'esperienza di utilizzo, per quanto ottima non è ancora all'altezza dei dispositivi Apple.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Ne consegue che, attualmente, iOS e Android giocano una partita a se e Microsoft deve necessariamente intervenire in modo pesante e concorrenziale se vuole avere la possibilità di guadagnarsi una fetta del mercato.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;L'accordo con Nokia si inquadra perfettamente in questo scenario. Nato certamente mesi or sono con la dipartitra di Elop da Redmond (a questo punto ci si potrebbe lanciare in ipotesi neanche troppo azzardate su questo evento visto lo scenario attuale) la collaborazione tra Microsoft e Nokia porterà enormi vantaggi a entrambi.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Si, perché sbagliano coloro i quali sostengono che i vantaggi saranno esclusivamente unilaterali e a unico beneficio di Microsoft.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Nokia potrà contare sin da subito su di un sistema operativo per smartphone all'avanguardia che può competere nel giro di 12 mesi con iOS e Android e su un team di sviluppo e supporto che difficilmente si può trovare altrove. Inoltre, cosa non trascurabile, l'onere del mantenimento e dello sviluppo è totalmente a carico di Microsoft.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Ma non finisce qui: alla casa finlandese si aprono le porte del mercato statunitense, nel quale Microsoft ha sempre investito ingenti somme di denaro al contrario di quello europeo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Con la stipula di questo accordo Nokia può finalmente concentrarsi nella progettazione e realizzazione di dispositivi che siano in grado di competere veramente con i vari HTC, Samsung, LG e altri.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=nokia-windows-phone-7.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="nokia-windows-phone-7" border="0" alt="nokia-windows-phone-7" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=nokia-windows-phone-7_thumb.jpg" width="423" height="318" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Microsoft, dal canto suo, eredita un'enorme bacino di utenza affezionata al brand Nokia ed esclusivamente in attesa che quest'ultima produca smartphone all'avanguardia. Il salto di qualità che questi utenti garantiranno a Windows Phone 7 sarebbe stato possibile ottenerlo solo in alcuni anni di duro lavoro.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Da non trascurare ovviamente l'integrazione del navigatore gratuito Ovi Maps nelle future release di Windows Phone 7 e di Bing Maps (da non sottovalutare il fatto che Nokia ha acquistato alcuni anni fa Navteq) oltre alla migrazione delle attuali applicazioni realizzate per Symbian sullo store Microsoft.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Con il sempre fin troppo semplice senno di poi era una delle poche scelte che Microsoft poteva permettersi per tentare di accelerare il suo ingresso in questa fascia di mercato. Sempre senza dimenticarsi che, per dichiarazioni del responsabile della Gaming Division di Microosft, la piattaforma ufficiale per il mobile gaming di Redmond è proprio Windows Phone 7.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;In tutto questo movimento di Nokia verso gli States, che fine faranno Symbian e MeeGo? Nonostante le assicurazioni di Elop il primo sarà probabilmente destinato ai telefoni di fascia bassa e si trasformerà in un sistema operativo open source mentre il secondo è destinato forse a morire prima ancora del suo debutto ufficiale.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Che rientrasse anche questo nei piani di Microsoft, che con una sola mossa si è assicurata un'esclusiva con il primo produttore al mondo di dispositivi mobili e ha ucciso sul nascere un possibile e pericoloso competitor?&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 17 Feb 2011 03:56:00 +0100</pubDate>
      <category>Mobile</category>
      <category>Windows Phone 7</category>
      <category>Approfondimenti</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Un sistemista a Manhattan volume 1</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Quando si parte per andare lontano, per lavoro o per piacere, si può capire molto del lavoro che si fa osservando i propri bagagli. Il sistemista si distingue dagli altri. E non lo fa solamente perché è affezionato ai suoi strumenti ma per necessità. Deve poter intervenire ovunque si trovi neanche fosse un membro di un qualche misterioso corpo d'élite. I suoi interventi sono di tutt'altro genere, fortunatamente, ma richiedono ugualmente tempestività e una certa quantità di strumenti che lo devono seguire fedeli e funzionanti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;La preparazione inizia ben prima del viaggio stesso: la scelta dell'albergo, per esempio, è fatta secondo rigidi canoni: deve essere disponibile una connessione WiFi, assolutamente. Possono mancare altri beni accessori quali bagno, televisione e frigo ma è imprescindibile la presenza di connettività. Meglio se compresa nel prezzo del soggiorno, ma su questo fattore si può anche sorvolare.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Così questo figuro si getterà a capofitto su Trip Advisor e inizierà una ricerca combinata al fine di scovare il miglior albergo &amp;quot;inter-connesso&amp;quot; con la rete presente a Manhattan.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=un-sistemista-a-manhattan-1.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="un-sistemista-a-manhattan-1" border="0" alt="un-sistemista-a-manhattan-1" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=un-sistemista-a-manhattan-1_thumb.jpg" width="426" height="321" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;E' probabile che in questa fase vengano scartate tutte quelle strutture ricettive prive di sito (il sistemista non concepisce questa realtà così lontana da lui) ma alla fine, dopo aver incrociato informazioni provenienti da diversi siti, commenti, valutazioni la sua ricerca andrà a buon fine. Non pago probabilmente contatterà direttamente la struttura per accertarsi che il WiFi ci sia, sia compatibile con i propri dispositivi e allora, ma solo allora, effettuerà la prenotazione (sempre online).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Se questa fase può sembrare ai più convulsa e addirittura eccessiva è perché non avete mai visto un sistemista prepararsi a un viaggio. Oltreoceano. Nello specifico Manhattan, New York. Lontano dai suoi server. Tanto lontano.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;La scelta degli strumenti da portarsi dietro è forse la cosa più semplice: tutti. Si perché il sistemista si porta dietro lo smartphone (cito a caso l'iPhone 4 con sistema operativo iOS 4.2.1 e l'applicazione TeamViewer installata e funzionante), il tablet (altrettanto casualmente cito l'iPad sempre con la medesima applicazione più altre per fare test e diagnostica di rete) e il portatile (forse un MacBook Air da 13&amp;quot; con sistema operativo Mac OSX 10.6 e Windows 7 Professional a 64 bit). E forse, in un angolo remoto della sua mente, compare anche l'idea di portarsi un fisso... il nuovo Mac Mini sarebbe perfetto.... poi si guarda attorno con aria colpevole. E non cede alla tentazione. Ma è l'unico punto sul quale si arrenderà.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;A questo punto la specie dei sistemisti si divide in due sottospecie: il sistemista caustico e il sistemista ottimista (molto più raro del primo). Il sistemista caustico, riconoscibile perché non &amp;quot;tocca&amp;quot; i suoi server da almeno un mese prima del suo viaggio, non aggiorna nulla, non installa programmi nuovi sul suo portatile nè tantomeno si lancia in spericolati aggiornamenti di sistemi operativi, siano essi per smartphone o per computer tradizionali. Questa specie, molto diffusa, si organizza per affrontare qualsiasi evenienza, installa almeno tre programmi differenti di amministrazione remota, configura non meno di due VPN su dispositivi diversi e prima di partire andrà a trovare tutte le sue macchine, una per una. Sono stati avvistati sistemisti che accarezzavano addirittura i server più vecchi rassicurandoli. Ma non ci sono conferme su queste voci. In ultimo il sistemista caustico porta due di tutto, perché tutto si può rompere, perdere o smarrire. Sempre.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Il sistemista ottimista invece coglie l'occasione del viaggio per testare il nuovo sistema operativo, il nuovo strumento di connessione remota, aggiorna tutti i programmi che hanno sempre funzionato correttamente all'ultima versione disponibile e quando si accorge, con orrore, che quella installata è la più recente, non pago si lancia sulle beta. Solitamente questa specie di sistemista effettua la notte prima di partire tutti i riavvii del caso, dovuti ad aggiornamenti o a nuove installazioni che prima non aveva trovato il tempo di fare. Meglio partire con un bel sistema riavviato solo poche ore prima, no?&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Inoltre lo avvisterete probabilmente nei negozi di elettronica ad acquistare l'ultimo ritrovato, che poi installerà e userà in viaggio, magari in aereo, perché tanto c'è un sacco di tempo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Queste due sottospecie non vanno affatto d'accordo l'una con l'altra. Quando si incontrano si guardano con diffidenza e cercano di convincersi a vicenda che il miglior modo per prepararsi a un viaggio sia il proprio. Falliscono entrambi miseramente.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;L'attenzione e il tempo che il sistemista pone ai propri bagagli è inversamente proporzionale alla dimensione. Fa le valigie in pochi minuti buttando dentro le prime cose che capitano e impiega ore a preparare il bagaglio a mano che contiene tutta la strumentazione necessaria a collegarsi con almeno tre dispositivi ad altrettante fonti di alimentazione nonché tutta la cavetteria sufficiente a non farsi cogliere di sorpresa da qualsivoglia imprevisto. Oltre ovviamente a tutti gli adattatori esistenti al mondo perché il sistemista adora gli standard, sono il suo eden, ma è purtroppo ben consapevole che si sta recando in un Paese che non ha neanche il medesimo standard elettrico del suo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;E' consigliabile, in questa fase, stare alla larga dal sistemista, onde evitare di essere coinvolti in un monologo sulla necessità di standard al mondo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Nel frattempo il sistemista giunge all'aeroporto, dove lo attende il check-in. Ovviamente nessun sistemista fa più da anni il check-in all'aeroporto. Il sistemista procede entusiasta con quello online. Anzi, quello da palmare con l'apposita app. Perché il sistemista non viaggia con compagnie aeree che non consentono il check-in online e non hanno almeno una misera app per smartphone.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;E' il momento di imbarcarsi e durante questa fase viene assalito da una palpabile crisi d'ansia. Infatti, immancabilmente, chiamerà l'ufficio e tutti i suoi collaboratori per sapere se c'è qualcosa che non funziona. Altrettanto ovviamente camufferà la telefonata come un ultimo saluto prima di partire, ma non credetegli.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Sull'aereo tutto quello che potrà fare e accendere a turno tutti i suoi dispositivi, verificare che siano funzionanti e poi spegnerli. Tutto questo a intervalli regolari. Perché l'imprevisto è comunque sempre in agguato.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Il sistemista utilizzerà questo tempo per ordinare le applicazioni dell'iPhone in gruppi, cosa che finora non aveva mai trovato il tempo di fare, e replicherà le medesime impostazioni sull'iPad. Poi farà pulizia sul suo portatile in entrambi i sistemi operativi perché, anche se è in possesso di quello splendido &amp;quot;pezzo di hardware&amp;quot; da poco, la confusione regna già sovrana. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;Alcuni esemplari utilizzeranno il proprio tempo a disposizione per informare gli altri appartenenti alla specie, ma non solo, sui comportamenti tipici in modo tale che ne possano trarre sia giovamento che aiuto. E' probabile che questa fase venga svolta con un sistema operativo al quale il sistemista non è avvezzo perchè consta di un'operazione abbastanza semplice e quasi totalmente priva di rischi. Così potremmo osservare una persona china sul portatile con MarsEdit installato dal Mac App Store che scrive i post per il suo blog (il buon vecchio BlogEngine.NET).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=macbookair-in-aereo.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="macbookair-in-aereo" border="0" alt="macbookair-in-aereo" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=macbookair-in-aereo_thumb.jpg" width="376" height="281" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Tahoma"&gt;E così questi esemplari proveranno a prendersi in giro nella speranza di non offendere nessuno ma con la consapevolezza che quanto finora scritto non sia così distante dalla realtà.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 17 Feb 2011 03:49:00 +0100</pubDate>
      <category>Approfondimenti</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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      <title>Installare il Service Pack 1 di Exchange 2010</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;Il Service Pack 1 di Exchange 2010 non rappresenta solamente una mera raccolta di hotfix ma introduce una notevole quantità di nuove features e migliorie rispetto alla versione RTM (che potete consultare a questo &lt;a href="http://technet.microsoft.com/en-us/library/ff459257.aspx" target="_blank"&gt;link&lt;/a&gt;). Proprio per questo motivo la sua installazione richiede un minimo di attenzione in più rispetto ai service pack della precedente versione e soprattutto ai rollup di 2007 e dello stesso 2010.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=installazione-exchange-2010-sp1.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="installazione-exchange-2010-sp1" border="0" alt="installazione-exchange-2010-sp1" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=installazione-exchange-2010-sp1_thumb.jpg" width="459" height="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Innanzitutto è ovviamente necessario scaricare il Service Pack 1 al seguente indirizzo: &lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/en/details.aspx?FamilyID=50b32685-4356-49cc-8b37-d9c9d4ea3f5b&amp;amp;displaylang=en"&gt;http://www.microsoft.com/downloads/en/details.aspx?FamilyID=50b32685-4356-49cc-8b37-d9c9d4ea3f5b&amp;amp;displaylang=en&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Una best practice che mi piace sempre seguire prima di installare un service pack è quella di effettuare una verifica di eventuali aggiornamenti disponibili per il sistema operativo e dopo averli installati riavviare e testare il corretto funzionamento di tutti i sistemi. In questo modo avremo la certezza assoluta che Exchange funzionava perfettamente prima dell’installazione del service pack (in questo caso dell’SP&amp;#160; 1). Se state operando su uno o più sistemi virtuali questo è anche il momento più opportuno per creare una snapshot.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Prima di iniziare con l’installazione vera e propria del Service Pack 1 ci sono alcuni accorgimenti da prendere nonché diverse patch da scaricare e installare. Iniziamo dalle patch:&lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;&lt;a href="http://code.msdn.microsoft.com/KB982867" target="_blank"&gt;WCF: Enable WebHeader settings on the RST/SCT&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://code.msdn.microsoft.com/KB979744" target="_blank"&gt;LockConvoy On Windows Server 2003 Post KB 971988&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://code.msdn.microsoft.com/KB983440" target="_blank"&gt;Win7 rollup package (PR for QFE 810219)&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://code.msdn.microsoft.com/KB977020" target="_blank"&gt;Win7 roll-up for System.Web.Services.dll (QFE 722446, 722447)&lt;/a&gt;&lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per terminare con due runtime:&lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?FamilyID=E5E7AA8D-E110-4736-81AE-2EF81338B46B&amp;amp;amp;displaylang=zh-cn&amp;amp;displaylang=en" target="_blank"&gt;Unified Communications Managed API 2.0, Core Runtime (64-bit)&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/en/details.aspx?FamilyID=674356c4-e742-4855-b3cc-fc4d5522c449&amp;amp;displaylang=en" target="_blank"&gt;Microsoft Speech Platform - Server Runtime (Version 10.1)&lt;/a&gt;&lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Inoltre, se non fossero già presenti, dovete anche installare il &lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/en/details.aspx?displaylang=en&amp;amp;FamilyID=5cd4dcd7-d3e6-4970-875e-aba93459fbee" target="_blank"&gt;Microsoft Office 2010 Filter Pack&lt;/a&gt; (sempre nella versione a 64 bit e nella stessa lingua del server Exchange).&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Adesso dovete verificare che il server di Exchange 2010 sul quale volete applicare il Service Pack 1 sia all’interno dello stesso Site di Active Directory del server che ha il ruolo di Schema Master. In caso di risposta affermativa non ci sono problemi, in caso contrario avete due alternative:&lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;spostare il ruolo su un server all’interno dello stesso Site di Exhcange&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;forzare temporaneamente il server di Exchange nello stesso Site dello Schema Master&lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per la prima soluzione, molto semplice in realtà, potete consultare questo vecchio &lt;a href="http://blog.dorio.it/post/spostare-i-5-ruoli-fsmo-di-active-directoty.aspx" target="_blank"&gt;post&lt;/a&gt;, sempre valido comunque. Se volete procedere con la seconda soluzione dovete lanciare RegEdit e navigare fino al percorso HKLM\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\Netlogon\Parameters e creare una nuova chiave di tipo Stringa chiamata “SiteName” impostandone come valore il nome del Site di Active Directory all’interno del quale è presente lo Schema Master.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Nel caso abbiate scelto la seconda soluzione ricordatevi, una volta ultimato l’aggiornamento, di rimuovere la chiave appena creata.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Verificate inoltre che il servizio del firewall sia attivo (anche se il firewall stesso è poi disattivato tramite l’apposito pannello di controllo). In caso contrario l’installazione fallirà tristemente una volta giunta all’Unified Messaging Role con il seguente messaggio:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;&lt;em&gt;There are no more endpoints available from the endpoint mapper. (Exception from HRESULT: 0x800706D9)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per concludere c’è ancora un’anomalia segnalata da diversi utenti che normalmente si manifesta all’applicazione del Service Pack 1 al Mailbox Role:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;&lt;em&gt;Couldn’t resolve the user or group “domain.local/Microsoft Exchange Security Groups/Discovery Management.” If the user or group is a foreign forest principal, you must have either a two-way trust or an outgoing trust&lt;/em&gt;.”&amp;#160; &lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Al fine di risolvere e/o evitare questa problematica potete disabilitare (o cancellare) la mailbox “Discovery Search Mailbox” e ricrearla una volta terminata l’installazione dell’SP1.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per un piccolo approfondimento in merito a queste due problematiche vedrò di scrivere un post dedicato perché è stato abbastanza alto il numero di utenti che le ha segnalate sui forum Microsoft. Alcuni utenti hanno inoltre segnalato un errore durante l’aggiornamento del CAS:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;&lt;em&gt;$error.Clear();&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;&lt;em&gt;Start-SetupProcess -Name “iisreset” -Args “/noforce /timeout:120&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Errore che è stato risolto mediante l’installazione di Microsoft Message Queuing Server. Poiché sinceramente non comprendo come l’installazione di questo servizio possa riguardare l’aggiornamento di Exchange all’SP 1 e considerando la totale assenza, in qualsiasi documento Microsoft, di qualsiasi riferimento preferisco citarvelo ma non suggerirvi l’installazione a priori.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Infine effettuiamo, anche solo per tranquillità, un riavvio del server.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Possiamo così procedere con l’installazione del Service Pack 1, che non dovrebbe comportare più alcun problema. Se avete un’installazione distribuita su più server la cosa migliore è quella di iniziare dall’Edge (che Microsoft stessa afferma essere aggiornabile in qualsiasi momento) e poi continuare con Hub, CAS e Mailbox.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Una volta terminato l’aggiornamento, se necessario, potete scaricare e installare il relativo &lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/en/details.aspx?FamilyID=EE7D3F0E-81BD-46CE-8F23-A38199E2C6EE" target="_blank"&gt;Exchange Server 2010 SP1 UM Language Packs&lt;/a&gt;, che è comunque compatibile esclusivamente con Exchange 2010 SP1. C’è ancora un ultimo dettaglio da tenere in considerazione durante l’aggiornamento dei Management Tools sui client: il setup cercherà di arrestare anche alcuni servizi relativi ai prodotti antivirus (Trend Micro e Symantec nello specifico): se questi ultimi sono stati configurati con una protezione sull’arresto o quant’altro, l’installazione non andrà a buon fine. Il workaround mi sembra comunque sufficientemente ovvio.&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Installare-il-Service-Pack-1-di-Exchange-2010.aspx</link>
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      <pubDate>Sun, 17 Oct 2010 06:33:24 +0100</pubDate>
      <category>Microsoft Exchange</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    <item>
      <title>Errore Endpoint 0x800706D9 nell’installazione di Exchange 2010 SP1</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;Come anticipato nel post relativo all’installazione del Service Pack 1 di Exchange 2010 durante la fase di aggiornamento del ruolo Unified Messaging può accadere di riscontrare il seguente errore: &lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;&lt;em&gt;There are no more endpoints available from the endpoint mapper. (Exception from HRESULT: 0x800706D9)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Andando a curiosare nel file ExchangeSetup.log vi accorgerete che l’errore del misterioso quanto mai nebuloso messaggio altro non è che l’impossibilità da parte della procedura di installazione del Service Pack 1 di Exhcange 2010 di creare le regole del firewall. Il motivo è quanto mai semplice: il servizio è disabilitato e/o non avviato. Non vi rimane altro da fare che avviarlo ed eseguire nuovamente la procedura di installazione.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Poichè è evidente che il servizio firewall debba essere attivo (seppur disabiltiato dall’apposito pannello) e considerando il fatto che la procedura di installazione impiega circa 30 minuti per arrivare all’aggiornamento del ruolo UM, sarebbe veramente apprezzato che venisse inserito nei prerequisiti necessari all’installazione del Service Pack 1 (o almeno che venisse gestita la situazione firewall disabilitato).&lt;/p&gt;   &lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=abilitare-firewall-windows.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="abilitare-firewall-windows" border="0" alt="abilitare-firewall-windows" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=abilitare-firewall-windows_thumb.jpg" width="500" height="325" /&gt;&lt;/a&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 16 Oct 2010 07:05:00 +0100</pubDate>
      <category>Microsoft Exchange</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Errore DiscoverySearchMailbox in Exchange 2010 SP1</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;Durante l’aggiornamento di Exchange 2010 al Service Pack 1 vi potrà capitare di incappare nel seguente errore:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;&lt;em&gt;Couldn’t resolve the user or group “domain.local/Microsoft Exchange Security Groups/Discovery Management.” If the user or group is a foreign forest principal, you must have either a two-way trust or an outgoing trust&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Normalmente il messaggio compare durante l’aggiornamento del Mailbox Role e può essere risolto molto semplicemente disabilitando la mailbox DiscoverySearchMailbox, lanciando nuovamente l’aggiornamento, e riabilitandola al termine dell’installazione. Alcuni utenti hanno però riportato l’impossibilità di procedere con l’installazione del Service Pack 1 anche successivamente alla disabilitazione. In questo caso dovrete necessariamente cancellare la mailbox in questione e ricrearla successivamente con il comando:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;New-Mailbox “Discovery Search Mailbox” -Discovery -UserPrincipalName &lt;a href="mailto:DiscoverySearchMailbox@vostrodominio.estensione"&gt;DiscoverySearchMailbox@vostrodominio.estensione&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=creazione-mailbox-discoverysearchmailbox.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="creazione-mailbox-discoverysearchmailbox" border="0" alt="creazione-mailbox-discoverysearchmailbox" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=creazione-mailbox-discoverysearchmailbox_thumb.jpg" width="789" height="263" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 16 Oct 2010 06:54:00 +0100</pubDate>
      <category>Microsoft Exchange</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Windows Phone 7… Really?</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;E’ certamente vero che Microsoft, negli ultimi tre anni, ha sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare nel mercato dei sistemi operativi per dispositivi mobili. E’ innegabile. Ma sappiamo anche che il colosso di Redmond è sufficientemente abile da riprendersi almeno una parte di quel mercato. La partenza è tutta in salita ma con il rilascio di Windows Phone 7 sembra aver imparato, almeno in parte, dai proprio errori.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=ballmer-windows-phone7.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: auto; border-left-width: 0px; margin-right: auto; padding-top: 0px" title="ballmer-windows-phone7" border="0" alt="ballmer-windows-phone7" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=ballmer-windows-phone7_thumb.jpg" width="375" height="225" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Ci sarà certamente tempo per studiare nel dettaglio come un “povero” sistemista possa utilizzare la nuova generazione di dispositivi mobili per svolgere più comodamente (?!?!?) il proprio lavoro, per esaminare le nuove interfacce e le applicazioni che saranno a breve rese disponibili, ma quello che mi ha incuriosito più di tutto è la nuova campagna marketing che Microsoft ha lanciato proprio per il lancio di Windows Phone 7.&lt;/p&gt;  &lt;div style="padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; width: 448px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; padding-top: 0px" id="scid:5737277B-5D6D-4f48-ABFC-DD9C333F4C5D:99a21df5-bdd0-461f-8547-a9f7e4840031" class="wlWriterEditableSmartContent"&gt;&lt;div id="946c8334-6f13-49a7-9cde-c71811d3920d" style="margin: 0px; padding: 0px; display: inline;"&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=EHlN21ebeak" target="_new"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=video97d695322406.jpg" style="border-style: none" galleryimg="no" onload="var downlevelDiv = document.getElementById('946c8334-6f13-49a7-9cde-c71811d3920d'); downlevelDiv.innerHTML = &amp;quot;&amp;lt;div&amp;gt;&amp;lt;object width=\&amp;quot;448\&amp;quot; height=\&amp;quot;252\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;param name=\&amp;quot;movie\&amp;quot; value=\&amp;quot;http://www.youtube.com/v/EHlN21ebeak?hl=en&amp;amp;hd=1\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/param&amp;gt;&amp;lt;embed src=\&amp;quot;http://www.youtube.com/v/EHlN21ebeak?hl=en&amp;amp;hd=1\&amp;quot; type=\&amp;quot;application/x-shockwave-flash\&amp;quot; width=\&amp;quot;448\&amp;quot; height=\&amp;quot;252\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/embed&amp;gt;&amp;lt;\/object&amp;gt;&amp;lt;\/div&amp;gt;&amp;quot;;" alt=""&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per il momento ci sono questi due video che consentono di “entrare” nell’ordine di idee della filosofia Microsoft per il mondo mobile: il dispositivo portatile non è tutto. Possiamo essere più o meno d’accordo con questo messaggio (anche perché è facile visto che viene dalla società che più ha perso quote di mercato negli ultimi anni) ma non possiamo ignorare l’ironia con i quali questi due spot sono intrisi.&lt;/p&gt;  &lt;div style="padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; width: 448px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; padding-top: 0px" id="scid:5737277B-5D6D-4f48-ABFC-DD9C333F4C5D:14324563-3fce-4d2f-a3f3-842c625db5b8" class="wlWriterEditableSmartContent"&gt;&lt;div id="47646f7e-015c-4f81-9f64-36a9232ecfe2" style="margin: 0px; padding: 0px; display: inline;"&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=Dv-fbO-_xl0" target="_new"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=video4595f1562093.jpg" style="border-style: none" galleryimg="no" onload="var downlevelDiv = document.getElementById('47646f7e-015c-4f81-9f64-36a9232ecfe2'); downlevelDiv.innerHTML = &amp;quot;&amp;lt;div&amp;gt;&amp;lt;object width=\&amp;quot;448\&amp;quot; height=\&amp;quot;252\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;param name=\&amp;quot;movie\&amp;quot; value=\&amp;quot;http://www.youtube.com/v/Dv-fbO-_xl0?hl=en&amp;amp;hd=1\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/param&amp;gt;&amp;lt;embed src=\&amp;quot;http://www.youtube.com/v/Dv-fbO-_xl0?hl=en&amp;amp;hd=1\&amp;quot; type=\&amp;quot;application/x-shockwave-flash\&amp;quot; width=\&amp;quot;448\&amp;quot; height=\&amp;quot;252\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/embed&amp;gt;&amp;lt;\/object&amp;gt;&amp;lt;\/div&amp;gt;&amp;quot;;" alt=""&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p align="justify"&gt;E inoltre non possiamo ignorare che stiamo parlando della stessa società che è riuscita a invertire una pericolosa tendenza grazia anche al marketing pubblicitario diffuso a livello mondiale con i marchi Windows 7 e Bing. Ci sarà ancora molto da dire e molto da fare. Nel frattempo….. Really?&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Windows-Phone-7e280a6-Really.aspx</link>
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      <pubDate>Wed, 13 Oct 2010 01:06:28 +0100</pubDate>
      <category>Windows Phone 7</category>
      <category>Mobile</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Errore 550 5.7.1 provando a spedire mail da un client IMAP in Exchange 2010</title>
      <description>&lt;p&gt;Quando un client IMAP connesso a Exchange 2010 prova a spedire un messaggio di posta elettronica il server risponde con il seguente errore:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;“Cannot send the message. The mail server responded: 550 5.7.1 Client does not have permissions to send as this sender”.&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p&gt;Se invece il messaggio viene spedito tramite un qualsiasi altro sistema (Outlook, Outlook Anywhere e OWA) tutto funziona perfettamente. Poiché i client IMAP utilizzano necessariamente il connector sulla porta 587 che di default ha il nome “Client NOMESERVER” è risultata evidente la mancanza di alcuni permessi in relazione agli utenti autenticati. Il problema è infatti risultato legato alla mancanza del permesso “” sul connector in questione per gli utenti autenticati. Per risolvere il problema è stato sufficiente eseguire il seguente comando dalla Shell:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;Get-ReceiveConnector “Client NOMESERVER” | Add-ADPermission –User “authenticated users”&amp;#160; -ExtendedRights ms-Exch-SMTP-Accept-Authoritative-Domain-Sender&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=errore-smtp-550-571-exchange-2010.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="errore-smtp-550-571-exchange-2010" border="0" alt="errore-smtp-550-571-exchange-2010" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=errore-smtp-550-571-exchange-2010_thumb.jpg" width="602" height="326" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Adesso tutti i client IMAP che si collegano alla porta 587 possono spedire i messaggi di posta elettronica fornendo l’autenticazione con le credenziali AD (le medesime fornite per l’accesso IMAP).&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Errore-550-571-provando-a-spedire-mail-da-un-client-IMAP-in-Exchange-2010.aspx</link>
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      <pubDate>Thu, 07 Oct 2010 11:30:05 +0100</pubDate>
      <category>Microsoft Exchange</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Controllare la dimensione dei database di Exchange 2010</title>
      <description>&lt;p&gt;Con il passaggio dalla versione 2003 alla 2007 di Microsoft Exchange era diventato un po' più complicato verificare velocemente la dimensione dei database di Exchange a causa della mancanza dell’attributo “databasesize” al comando Get-MailboxDatabase utilizzato con lo switch –Status. Questa mancanza è stata fortunatamente integrata in Exchange 2010 nel quale sarà sufficiente digitare il seguente comando per ottenere l’elenco dei database con la relativa occupazione di spazio disco:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;Get-MailboxDatabase –Status | fl name, databasesize&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p&gt;La differenza tra le due versioni di Exchange è evidente nelle seguenti immagini. La prima è tratta da Exchange 2007 e come potete vedere si ottiene solo l’elenco dei database senza la dimensione:&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=comando-get-mailboxdatabase-exchange-2007.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="comando-get-mailboxdatabase-exchange-2007" border="0" alt="comando-get-mailboxdatabase-exchange-2007" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=comando-get-mailboxdatabase-exchange-2007_thumb.jpg" width="464" height="230" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;mentre in Exchange 2010 si ottiene non solo il nome ma anche la grandezza:&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=comando-get-mailboxdatabase-exchange-2010.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="comando-get-mailboxdatabase-exchange-2010" border="0" alt="comando-get-mailboxdatabase-exchange-2010" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=comando-get-mailboxdatabase-exchange-2010_thumb.jpg" width="461" height="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Controllare-la-dimensione-dei-database-di-Exchange-2010.aspx</link>
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      <pubDate>Wed, 06 Oct 2010 11:32:00 +0100</pubDate>
      <category>Microsoft Exchange</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Testare le connessioni da remoto al server di Exchange</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;E’ molto probabile che una volta terminata l’installazione di uno o più server Exchange ci sia la necessità di pubblicarli su internet. Poichè sono molti i servizi che possono richiedere tale operazione c’è un sito molto utile che ci permetterà di testare in automatico la connessione da remoto a servizi quali ActiveSync, Outlook Anywhere, Autodiscover e SMTP sia in ingresso che in uscita.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Il sito in questione è &lt;a href="https://www.testexchangeconnectivity.com/" target="_blank"&gt;Microsoft Exchange Remote Connectivity Analyzer&lt;/a&gt;, è protetto da SSL e vi consente in pochi step di ottenere il risultato del test. Laddove le prove di connessione dovessero fallire vi saranno presentati link e rimandi molto utili agli eventuali articoli (KB, MSDN e Technet).&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=sito-testexchangeconnectivity-com.jpg"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="sito-testexchangeconnectivity-com" border="0" alt="sito-testexchangeconnectivity-com" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=sito-testexchangeconnectivity-com_thumb.jpg" width="434" height="400" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Poiché è indispensabile fornire le credenziali di accesso il consiglio è quello di creare un utente di “servizio” da rimuovere alla fine dei lavori.&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Testare-le-connessioni-da-remoto-al-server-di-Exchange.aspx</link>
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      <pubDate>Fri, 01 Oct 2010 19:15:00 +0100</pubDate>
      <category>Microsoft Exchange</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Le novità di Windows Live Essentials 2011</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;Non capita sovente, bisogna ammetterlo. A maggior ragione quando si tratta di Microsoft. Eppure, contro ogni previsione, Windows Live Essentials 2011 approda sul web in versione stabile con un consistente anticipo sulla data prevista di rilascio. Sar&amp;agrave; per la sempre pi&amp;ugrave; agguerrita concorrenza sul web, sar&amp;agrave; per dare un segno tangibile e concreto che in quel di Redmond non tutto dorme sta di fatto che la nuova release contiene novit&amp;agrave; sostanziose in tutte le applicazioni che sono sempre pi&amp;ugrave; orientate ai social network e alla condivisione di informazioni tra i diversi dispositivi.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=installazione-windows-live-essentials-2011.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="installazione-windows-live-essentials-2011" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=installazione-windows-live-essentials-2011_thumb.jpg" border="0" alt="installazione-windows-live-essentials-2011" width="448" height="258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Windows Live Essentials 2011 &amp;egrave; una raccolta di applicazioni che Microsoft fornisce gratuitamente ai possessori di Windows Vista e Windows 7, strumenti che sono inizialmente stati pensati per ampliare le funzionalit&amp;agrave; di Windows, come il client di posta elettronica e l&amp;rsquo;editor di filmati, fino a giungere a offrire una soluzione completa e integrata con il sistema operativo per la condivisione di informazioni sui principali social network. Ma andiamo con ordine.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;La nuova release di Essentials 2011 contiene i seguenti programmi:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;Windows Live Messenger&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;Windows Live Writer&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;Windows Live Mail&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;Windows Live Movie Maker&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;Windows Live Raccolta Foto&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;Windows Live Family Safety&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;Windows Live Mesh&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;Outlook Connector Pack&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;Bing Toolbar&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Potete scaricare l&amp;rsquo;eseguibile per l&amp;rsquo;installazione dal sito di &lt;a href="http://explore.live.com/windows-live-essentials?os=other" target="_blank"&gt;Windows Live Essentials&lt;/a&gt;. L&amp;rsquo;eseguibile &amp;egrave; grande poco pi&amp;ugrave; di 1 Mb e serve per lanciare il programma di installazione che, una volta selezionati i vari componenti da installare, provveder&amp;agrave; al download e alla conseguente installazione.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=opzioni-installazione-windows-live-essentials-2011.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="opzioni-installazione-windows-live-essentials-2011" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=opzioni-installazione-windows-live-essentials-2011_thumb.jpg" border="0" alt="opzioni-installazione-windows-live-essentials-2011" width="451" height="378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Il processo di installazione &amp;egrave; molto semplice e fondamentalmente offre due opzioni: installazione completa (opzione &amp;ldquo;Installa tutti i programmi di Windows Live Essentials&amp;rdquo;) o la selezione dei programmi da installare. Una volta effettuata la scelta non ci resta che attendere il termine del processo di download e installazione al termine del quale &amp;egrave; necessario riavviare il computer.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=opzioni-installazione-windows-live-essentials-2011_1.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="opzioni-installazione-windows-live-essentials-2011" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=opzioni-installazione-windows-live-essentials-2011_thumb_1.jpg" border="0" alt="opzioni-installazione-windows-live-essentials-2011" width="449" height="376" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Al riavvio ci verr&amp;agrave; presentata una schermata di benvenuto (o bentornato) per l&amp;rsquo;accesso, tramite login con Live ID, ai servizi Windows Live. Da questo momento si potranno utilizzare tutte le applicazioni che abbiamo installato. La prima cosa che salta all&amp;rsquo;occhio e l&amp;rsquo;adozione della ribbon in stile Office e la seconda &amp;egrave; l&amp;rsquo;enorme spinta verso la condivisione di contenuti online: adesso Raccolta Foto e Movie Maker non solo potranno condividere foto e video su Skydrive (ovviamente) ma anche su Facebook, YouTube, Flickr e i gruppi di Live per passare. Una vera rivoluzione l&amp;rsquo;ha subita Live Messenger che adesso potr&amp;agrave; essere integrato direttamente con Facebook, LinkedIn e mySpace per visualizzare le nostre attivit&amp;agrave; recenti, foto, le attivit&amp;agrave; dei nostri contatti, i messaggi di stato, i video e i collegamenti&amp;hellip; Ma non solo: si potr&amp;agrave; integrare Live Messenger direttamente con la chat di Facebook tenendo contemporaneamente d&amp;rsquo;occhio i post sui social network a cui siamo collegati grazie all&amp;rsquo;implementazione delle finestre multiple. Anche i Connector di Outlook hanno guadagnato da questa ventata &amp;ldquo;social&amp;rdquo; per cui non si tratta pi&amp;ugrave; si consentire solamente l&amp;rsquo;accesso alla casella di posta Live da Outlook ma di integrare le informazioni dei nostri contatti con quelle presenti su Facebook e LinkedIn.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=windows-live-messenger-2011.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="windows-live-messenger-2011" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=windows-live-messenger-2011_thumb.jpg" border="0" alt="windows-live-messenger-2011" width="455" height="457" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Forse Windows Live Writer &amp;egrave; il componente che meno ha subito trasformazioni, a parte l&amp;rsquo;adozione della ribbon, ma &amp;egrave; stato nettamente migliorato in velocit&amp;agrave; e in supporto a un numero maggiore di blog. La Bing Toolbar, ormai giunta alla versione 6 e completamente sviluppata in Silverlight 4.0, rappresenta un&amp;rsquo;ottima interfaccia verso il motore di ricerca Bing e finalmente una valida alternativa alla barra degli strumenti di Google. Windows Live Family Safety consente di gestire quello che i nostri figli possono o non possono vedere: sicuramente uno sforzo apprezzabile da parte di Microsoft &amp;egrave; stato fatto in questo senso, soprattutto in usabilit&amp;agrave; e versatilit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Per ultimo il nuovo strumento di sincronizzazione delle informazioni: Windows Live Mesh. Non &amp;egrave; e non pu&amp;ograve; costituire una rivoluzione, soprattutto per chi gi&amp;agrave; usa Dropbox o altri servizi simili, ma &amp;egrave; e diventer&amp;agrave; certamente uno strumento centrale per cui utilizza Live Essentials su pi&amp;ugrave; computer. Grazie a Live Mesh potrete sincronizzare intere cartelle tra computer diversi grazie a uno spazio completamente gratuito di 5 Gb su Skydrive. Ma non solo: potrete sincronizzare anche i preferiti (come gi&amp;agrave; avveniva precedentemente ma anche i modelli e le firme di Outlook). Insomma, una vera rivoluzione dalla versione precedente.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=windows-live-mesh-2011.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="windows-live-mesh-2011" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=windows-live-mesh-2011_thumb.jpg" border="0" alt="windows-live-mesh-2011" width="439" height="309" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Adesso non ci resta che testare approfonditamente tutti i nuovi strumenti ma vale la pena soffermarsi per qualche considerazione finale. Microsoft, come mai prima d&amp;rsquo;ora, sembra orientata a mettere finalmente ordine nei suoi servizi online: tagliare tutti i rami che reputa non significativi (&amp;egrave; recente l&amp;rsquo;annuncio di dismissione del servizio di blogging Live Spaces e della migrazione degli utenti verso Wordpress&amp;hellip; non a caso quest&amp;rsquo;ultima ospitata su Windows Azure) e concentrarsi sui servizi che gli utenti richiedono e che hanno apprezzato finora. Nonostante tutto quello che si pu&amp;ograve; dire Hotmail &amp;egrave; il servizio di mail gratuita con pi&amp;ugrave; utenti attivi al mondo e lo stesso vale per Live Messenger. Skydrive ha riscontrato un&amp;rsquo;enorme successo, grazie soprattutto ai suoi 25 Gb gratuiti messi a disposizione dai Data Center Microsoft e adesso &amp;egrave; il turno di Mesh: se sapr&amp;agrave; raccogliere e supportare adeguatamente il maggior numero di dispositivi (e qui entrer&amp;agrave; pesantemente in gioco Windows Phone 7) possibile e si dimostrer&amp;agrave; aperto verso le applicazioni che necessitano di un servizio di sincronizzazione per funzionare correttamente, non potr&amp;agrave; che essere un successo.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Speriamo che questa nuova linfa che Microsoft sta infondendo alla sua strategia online venga mantenuta nel corso dei prossimi mesi.&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Le-novita-di-Windows-Live-Essentials-2011.aspx</link>
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      <pubDate>Fri, 01 Oct 2010 00:39:00 +0100</pubDate>
      <category>Windows Live</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Come recuperare una mailbox cancellata in Exchange 2010</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;Può capitare a volte quello che non dovrebbe accadere. In questo grande insieme di eventi ricade la cancellazione accidentale di una cassetta postale di Exchange e/o il relativo account Active Directory ad essa associata. In questi casi non è necessario avventarsi sul backup per intraprendere un lungo ripristino dei dati ma, se si dispone almeno di Exchange 2007, è possibile recuperare account e mailbox con poche e semplici operazioni.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per ripristinare l’account di Active Directory possiamo utilizzare un piccolo gioiellino creato da Microsoft e chiamato AdRestore. Il programma fa parte dei tools Sysinternals ed è scaricabile liberamente dal seguente indirizzo: &lt;a title="http://technet.microsoft.com/en-us/sysinternals/bb963906.aspx" href="http://technet.microsoft.com/en-us/sysinternals/bb963906.aspx"&gt;http://technet.microsoft.com/en-us/sysinternals/bb963906.aspx&lt;/a&gt;. L’uso è quantomai semplice:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p align="justify"&gt;adrestore –r nomeutente&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Il programma cerca tra gli elementi recentemente cancellati (tombstoned) ma ancora presenti in Active Directory e, se riesce a trovare l’utente da voi indicato vi chiederà conferma per il recupero. L’utente verrà ripristinato in AD senza password e disabilitato.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=comando-adrestore.jpg"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="comando-adrestore" border="0" alt="comando-adrestore" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=comando-adrestore_thumb.jpg" width="485" height="285" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per il ripristino della cassetta postale di Exchange non rimane che lanciare la Management Console –&amp;gt; Recipient Configuration e selezionare Disconnected Mailbox: se la mailbox che cercate è presente il gioco è fatto, basterà cliccare con il tasto destro e riconnetterla all’utente Active Directory. In effetti la mailbox potrebbe non essere visualizzata perché cancellata da poco tempo (tempo nel quale non ha girato la procedura di pulizia automatica del mailbox database). In questo caso lanciale l’Exchange Management Shell e digitate il comando per forzare la pulizia del database:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p align="justify"&gt;clean-mailboxdatabase “Mailbox Database”&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p align="justify"&gt;A questo punto, dopo un opportuno refresh, vedrete comparire la mailbox nell’elenco di quelle disconnesse.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=comando-clean-mailboxdatabase-exchange.jpg"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="comando-clean-mailboxdatabase-exchange" border="0" alt="comando-clean-mailboxdatabase-exchange" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=comando-clean-mailboxdatabase-exchange_thumb.jpg" width="494" height="255" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 30 Sep 2010 18:45:00 +0100</pubDate>
      <category>Microsoft Exchange</category>
      <category>Active Directory</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Come configurare Outlook Anywhere in Exchange 2010 e Outlook 2010</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;La nuova interfaccia via web di Exchange 2010, OWA (acronimo di Outlook Web Access), è stata notevolmente migliorata e rappresenta un’ottima alternativa al client di posta Outlook. Certo è che bisogna disporre di una buona connessione ed essere contemporaneamente disposti a rinunciare a una serie di comode opzioni che il client locale ancora concede (archiviazione fuori linea, interazione con le altre applicazioni, ecc.).&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Outlook Anywhere viene incontro a chi vuole continuare a utilizzare il client Outlook collegato a Exchange anche all’esterno della lan locale: il processo di configurazione, come descritto in molti documenti, è molto semplice ma quasi sempre occorrono alcuni “accorgimenti” per far funzionare il servizio.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Premetto che prima di iniziare sarebbe opportuno dotarsi di un certificato SSL con il quale proteggere il dominio principale tramite il quale si fa accesso a OWA e che diventerà anche il server di riferimento; si può ovviamente fare anche senza ma ci sono realtà che offrono un certificato di primo livello SSL gratuitamente per cui non vedo la ragione di non sfruttarli (magari tratteremo l’argomento in un post successivo).&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;L’abilitazione di Outlook Anywhere (lato Exchange) non è assolutamente difficile, anzi. E’ sufficiente abilitare l’opzione Outlook Anywhere su almeno uno dei CAS (Client Access Server) presenti all’interno dell’organizzazione. In riferimento al certificato SSL di cui sopra, possiamo utilizzare il medesimo FQDN sia per OWA che per Exchange Activesync che per Outlook Anywhere. Un fondamentale prerequisito è la presenza del componente RPC over HTTP Proxy che potete installare tramite il Server Manager con l’opzione Add Features.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=installazione-servizio-rpc-over-http.jpg"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="installazione-servizio-rpc-over-http" border="0" alt="installazione-servizio-rpc-over-http" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=installazione-servizio-rpc-over-http_thumb.jpg" width="561" height="396" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Una volta presente il componente sul server vi basterà aprire l’Exchange Management Console e in Server Configuration selezionare Client Access. Nell’ultima colonna potrete visualizzare lo stato (True o False). Nel caso non fosse installato cliccate con il tasto destro sul nome del server e selezionate l’opzione Enable Outlook Anywhere.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=abilitazione-outlook-anywhere.jpg"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="abilitazione-outlook-anywhere" border="0" alt="abilitazione-outlook-anywhere" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=abilitazione-outlook-anywhere_thumb.jpg" width="555" height="384" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;A questo punto inserite l’FQDN sul quale volete abilitare Outlook Anywhere e selezionate il metodo di autenticazione e l’Offloading del canale SSL (Allow secure channel (SSL) offloading). Questi due settaggi meritano un piccolo approfondimento: nonostante l’autenticazione NTML sia decisamente più sicura della Basic il più delle volte non funziona con il client Outlook fuori dal dominio: in questo caso è opportuno configurare l’autenticazione Basic e solo in un secondo momento, dopo aver completato e testato la configurazione, fare il tentativo con l’NTLM. Per quanto riguarda l’Offloading dovrete selezionarla se e solo se avete configurato un firewall che gestisca il processo delle SSL al posto di Exchange. In tutti gli altri casi lasciatela deselezionata.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=opzioni-outlook-anywhere.jpg"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="opzioni-outlook-anywhere" border="0" alt="opzioni-outlook-anywhere" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=opzioni-outlook-anywhere_thumb.jpg" width="354" height="395" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Premendo il tasto Enable avrete terminato la configurazione di Outlook Anywhere. Per i patiti di Powershell il comando è il seguente:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p align="left"&gt;Enable-OutlookAnywhere -Server &amp;quot;nomeserver&amp;quot; -ExternalHostName &amp;quot;fqdncompletodaesterno&amp;quot; -DefaultAuthenticationMethod &amp;quot;Basic&amp;quot; -SSLOffloading $false&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p align="justify"&gt;A questo punto sembrerebbe fatta poiché praticamente tutti i documenti riportano terminata la procedura. In realtà, se provate a configurare il client Microsoft Outlook con i parametri di connessione sopra impostati (FQDN pubblico, nome utente e password) non funzionerà nulla. Se non volete perdere tempo a testare ogni volta la configurazione sul vostro client potete utilizzare il sito &lt;a href="https://www.testexchangeconnectivity.com/"&gt;https://www.testexchangeconnectivity.com/&lt;/a&gt; per verificare il funzionamento di Outlook Anywhere.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Innanzitutto dovete verificare di aver aperto sul firewall le seguenti porte TCP:&lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;593&lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;6001&lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;6002&lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;6004&lt;/div&gt;   &lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Poi, sul server di Exchange (Mailbox) dovete creare una chiave DWORD chiamata “Do Not Refer HTTP to DSProxy” nel percorso HKLM\System\CurrentControlSet\Services\MSExchangeSA\Parameters\ e settarne il valore a 1 (impedisce di utilizzare DSProxy quanto viene utilizzato il protocollo HTTP). Create un’altra chiave, sotto il medesimo percorso, chiamata “NSPI Target Server” e settate come valore l’FQDN del domain controller che verrà utilizzato per la creazione del profilo utente.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Sempre sul server di Exchange (CAS) verificate che la chiave “PeriodicPollingMinutes” sotto il percorso HKLM\System\CurrentControlSet\Services\MSExchangeServiceHost\RpcHttpConfigurator\ sia settata a 0 (zero): normalmente dovrebbe avere un valore di 15 minuti e settandola a 0 otterete che il sistema non sovrascriva i vostri settaggi ogni 15 minuti.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;A questo punto modificate il valore della chiave ValidPorts nel percorso HKLM\Software\Microsoft\RPC\RPCProxy assicurandovi di inserire correttamente tutti gli FQDN e i nomi NETBIOS del domain controller che dovrà essere contattato. Questa fase è fondamentale e deve essere valutata correttamente soprattutto in funzione della vostra configurazione (singolo server con domain controller ed Exchange, domain controller separato da Exchange o domain controller e server di Exchange multipli con diversi ruoli). Ricordatevi inoltre di inserire, nel file di host dei server, gli FQDN e i nomi NETBIOS in modo tale che vengano risolti correttamente.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;L’ultima modifica riguarda tutti i GC (Global Catalog) sui quali dovrete creare una chiave REG_MULTI_SZ chiamata “NSPI interface protocol sequences” sotto il percorso HKLM\System\CurrentControlSet\Services\NTDS\Parameters\ e impostarne il valore a “ncacn_http:6004”. E’ molto probabile che quest’ultima sia già esistente.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Adesso siete pronti per utilizzare il vostro account Exchange da qualsiasi Outlook fuori dalla vostra rete locale.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 29 Sep 2010 17:15:00 +0100</pubDate>
      <category>Microsoft Exchange</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Usare il comando Get-Cluster di Powershell</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;L&amp;rsquo;introduzione di Powershell ha trasformato molte attivit&amp;agrave; ripetitive e noiose svolte tramite interfaccia grafica in semplici gesti eseguibili tramite script. In molti casi si sta sostituendo integralmente all&amp;rsquo;interfaccia grafica tanto che alcuni parametri &amp;egrave; possibile settarli solo tramite Powershell. Quest&amp;rsquo;ultima si rivela anche molto indicata per estrapolare velocemente una serie di informazioni di configurazione altrimenti difficilmente raggruppabile.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;E&amp;rsquo; il caso del comando Get-Cluster che permette di elencare i settaggi di un cluster all&amp;rsquo;interno di Active Directory ma consente anche di visualizzare tutti i cluster presenti all&amp;rsquo;interno di un dominio con il comando:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;Get-Cluster &amp;ndash;domain nomedeldominio.estensione&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Una volta identificato il cluster del quale si vuole visualizzare le propriet&amp;agrave; sar&amp;agrave; sufficiente lanciare Get-Cluster con i seguenti parametri:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;Get-Cluster nomecluster | fl *&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p align="justify"&gt;L&amp;rsquo;immediatezza e la facilit&amp;agrave; con la quale si possono confrontare configurazioni e impostare i parametri e in molti casi decisamente superiore all&amp;rsquo;interfaccia grafica, che comunque continua a mantenere il suo fascino nell&amp;rsquo;esecuzione di molte operazioni &amp;ldquo;assistite&amp;rdquo; tramite wizard.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=comando-powershell-get-cluster.png"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="comando-powershell-get-cluster" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=comando-powershell-get-cluster_thumb.png" border="0" alt="comando-powershell-get-cluster" width="503" height="322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Mon, 20 Sep 2010 16:51:00 +0100</pubDate>
      <category>Windows Server</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Come generare il file cluster.log</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;Il file di log cluster.log può essere estremamente utile per diagnosticare i malfunzionamenti di un cluster Microsoft e in alcuni casi risulta essere l’unico modo per evidenziare un errore o un comportamento strano della propria installazione. Molti articoli del KB Microsoft riportano semplicemente di andare a leggere il contenuto del file cluster.log per trovare indicazioni di warning o errori. Il problema è che il file in questione deve essere generato da riga di comando.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per creare il file cluster.log è sufficiente andare nel prompt dei comandi e digitare:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p align="justify"&gt;cluster log /g&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p align="justify"&gt;A questo punto il file verrà creato all’interno della cartella %windir%\Cluster\Reports presente su entrambi i nodi del cluster (o per meglio dire tutti i nodi del cluster). Ci sono alcune opzioni che possono risultare decisamente utili in caso di problemi.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=comando-cluster-generazione-log.png"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="comando-cluster-generazione-log" border="0" alt="comando-cluster-generazione-log" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=comando-cluster-generazione-log_thumb.png" width="473" height="291" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per copiare il file generato in una cartella specifica sarà sufficiente lanciare il seguente comando:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p align="justify"&gt;cluster log /g /copy:”C:\archivio\log”&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per specificare su quale nodo dovrà essere generato il file potrete utilizzare l’opzione /Node:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p align="justify"&gt;cluster log /g /node:”nomemacchina”&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per cambiare il livello di “profondità” degli eventi registrati all’interno del file cluster.log potrete utilizzare l’opzione /Level con valori da 0 a 5 (i valori più bassi indicano un livello di dettaglio inferiore):&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p align="justify"&gt;cluster log /g /level:5&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Mentre per restringere il range temporale potrete specificare con l’opzione /Span i minuti che vi interessano a partire dal momento di generazione del log:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p align="justify"&gt;cluster log /g /span:60&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Qualsiasi problema abbiate con il servizio di Failover Cluster nel momento in cui aprirete una chiamata al supporto Microsoft questo file sarà la prima cosa che vi chiederanno, quindi è consigliabile ricordarsi come si genera. Nel caso si volesse generare il log dal proprio client sarà sufficiente specificare, subito prima di log, il nome di uno dei nodi del cluster:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p align="justify"&gt;cluster “nomemacchina” log /g /copy:”C:\archivio\log”&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 15 Sep 2010 14:59:00 +0100</pubDate>
      <category>Windows Server</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Per cambiare l’indirizzo IP di un server Microsoft Exchange</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;Nel nostro lavoro esistono fortunatamente rare oasi di tranquillità che ci consentono di “sistemare” quanto fatto nei mesi o anni passati. Tante cose mutano nel corso del tempo e anche un piano di indirizzamento IP non si sottrae a questa regola. Ecco quindi dinnanzi alla necessità di cambiare l’indirizzo IP di un server Exchange (le considerazioni seguenti sono valide per un server 2007 o 2010 ma possono essere estese di fatto anche alle precedenti versioni con le dovute modifiche).&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=exchange-server-2010.jpg"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="exchange-server-2010" border="0" alt="exchange-server-2010" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=exchange-server-2010_thumb.jpg" width="244" height="243" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Mi preme sottolineare che, se opportunamente pianificata, l’operazione di cambio indirizzo IP di un server Exchange non rappresenti alcun problema pratico. Se opportunamente pianificata.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Ci sono alcuni punti da prendere in considerazione per effettuare una corretta pianificazione:&lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;DNS&lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;Firewall&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;Applicazioni&lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;p align="justify"&gt;In relazione alle modifiche sui DNS è opportuno fare molta attenzione sia ai DNS interni che a quelli esterni. Per i primi è sufficiente verificare, una volta effettuato il cambio di indirizzo IP, che i record si siano aggiornati automaticamente e che i vecchi IP non siano più presenti. Fate attenzione che in presenza di zone molto grandi è possibile che i tempi di propagazione all’interno della vostra rete aumentino (in funzione del numero di domain controller): in questo caso l’impatto sarà evidente sul corretto funzionamento dei meccanismi di consegna delle mail. Per quanto riguarda i DNS esterni sarà sufficiente verificare la corretta modifica degli host, del record MX, dell’eventuale record SPF e del relativo PTR per assicurarsi che tutti rispondano in modo coerente alla modifica appena apportata.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Le configurazioni del firewall e delle relative appliance di sicurezza (antispam, antivirus, quarantena, ecc.) dovranno essere modificate in modo tale da rispecchiare la nuova configurazione. Ricordate anche che se utilizzate un server di relay quest’ultimo dovrà essere riconfigurato per consentire il relay delle mail provenienti dal vostro server Exchange con il nuovo IP.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Le applicazioni che fanno uso del server Exchange, ad esempio eventuali connector, server fax, server IM, ecc.. dovranno essere riconfigurate per rispecchiare le nuove configurazioni del vostro server.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;La maggior parte di questo lavoro potrebbe risultare superfluo semplicemente perchè le vostre configurazioni sono già state create con l’FQDN piuttosto che con l’indirizzo IP (ovviamente Active Directory, DNS e firewall esclusi). A proposito di Active Directory ricordatevi che se la modifica che volete apportare comporta il cambio della subnet, quest’ultima dovrà essere inserita in Active Directory e associata al sites che conterrà il server di Exchange.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Ultima verfica da effettuare riguarda il server web: se avete effettuato il binding dei servizi web presenti sul server Exchange ricordatevi di verificarli nuovamente una volta apportata la modifica all’IP.&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Per-cambiare-le28099indirizzo-IP-di-un-server-Microsoft-Exchange.aspx</link>
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      <pubDate>Mon, 13 Sep 2010 15:22:05 +0100</pubDate>
      <category>Microsoft Exchange</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Errore 452 4.3.1 Insufficient system resources in Exchange Server 2007</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;A volte è molto semplice identificare un problema, o almeno le cause che sono origine dello stesso. Altre volte molto meno. L’errore 4.3.1 Insufficient system resources restituito laconicamente da Exchange 2007 (e non solo) non comporta l’arresto di alcun servizio né tantomeno l’impossibilità dei client di connettersi al CAS o altro ancora. Semplicemente il server SMTP non accetta più connessioni in ingresso e l’Event Viewer riporta l’evento 15002.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=exchange-2007-event-id-15002.png"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="exchange-2007-event-id-15002" border="0" alt="exchange-2007-event-id-15002" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=exchange-2007-event-id-15002_thumb.png" width="351" height="389" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Il risultato pratico di questa situazione è che le connessioni SMTP dall’esterno vengono rifiutate e il motivo è altrettanto semplice ma richiede una spiegazione un pò più dettagliata. Le mail in ingresso, dalla versione 2007 di Exchange, non vengono più gestite come semplici file .eml in coda in una sottocartella della directory mailroot ma sono stati spostati all’interno di un database JET.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Le nuove versione di Exchange tengono sotto costante controllo le risorse di sistema (nello specifico spazio disco, CPU, memoria e il numero delle transazioni del database delle code dei messaggi presenti in memoria). Lo stato di queste risorse può assumere tre valori: Normal, Medium e High. A parte il primo, gli altri due stati comportano una variazione del comportamento dei servizi di Exchange (l’Hub e l’Edge Transport). Una di queste variazione è il messaggio di errore 4.3.1 Insufficient system resources che sta a indicare la mancanza di spazio sul volume dove è presente il database delle code (Queue) di Exchange.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;L’errore (o meglio il warning) viene sollevato quando ci sono meno di 4 Gbyte di spazio libero sul disco. Per risolvere il problema è ovviamente possibile liberare spazio disco o, meglio ancora, spostare il database su di un disco diverso. Per fare questo è sufficiente editare il file EdgeTransport.exe.config presente all’interno della cartella C:\Program Files\Microsoft\Exchange Server\VXX\Bin (questa procedura può essere applicata sia a Exchange 2007 che a Exchange 2010) e modificare il valore delle seguenti due voci:&lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;QueueDatabasePath&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;QueueDatabaseLoggingPath&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;   &lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;p align="justify"&gt;C’è un terzo modo per aggirare, non risolvere, il problema: disabilitare quella che viene definita Back Pressure (il monitoraggio delle risorse). E’ sufficiente editare il medesimo file di configurazione, EdgeTransport.exe.config, e aggiungere la seguente chiave:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;&amp;lt;add key=”EnableResourceMonitoring” value=”false” /&amp;gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p align="justify"&gt;In entrambi i casi sarà necessario far ripartire il servizio Transport. Quest’ultima la reputo la soluzione peggiore perché se il database delle code è posizionato su di un disco con scarso spazio prima o poi, indipendentemente dal monitoraggio delle risorse, i problemi emergeranno. Può essere considerata una soluzione tampone prima dello spostamento.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Un’ultima nota: Exchange 2010 si “comporta” in modo molto più aderente all’RFC821 consentendo comunque la connessione ma non accettando il messaggio.&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Errore-452-431-Insufficient-system-resources-in-Exchange-Server-2007.aspx</link>
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      <pubDate>Fri, 10 Sep 2010 17:53:08 +0100</pubDate>
      <category>Microsoft Exchange</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Novità sul Data Center di Apple</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;Lo scorso febbraio avevo postato un breve &lt;a href="http://blog.dorio.it/post/il-nuovo-data-center-di-apple-a-maiden.aspx" target="_blank"&gt;articolo&lt;/a&gt; sul nuovo Data Center di Apple che stupiva principalmente per le grandi dimensioni, soprattutto se rapportato a quello di aziende concorrenti (Microsoft e Google nello specifico). Le seppur vaghe illazioni lo vedevano come &amp;ldquo;contenitore&amp;rdquo; ideale per l&amp;rsquo;ormai prossimo &amp;ldquo;iTunes in the Cloud&amp;rdquo; ma niente di certo era ancora riferito ufficialmente da Apple.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=apple-maiden-datacenter.png"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="apple-maiden-datacenter" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=apple-maiden-datacenter_thumb.png" border="0" alt="apple-maiden-datacenter" width="377" height="268" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Nella recente conferenza stampa relativa ai risultati del terzo trimestre dell&amp;rsquo;anno fiscale 2010 Peter Oppenheimer, CFO di Apple nonch&amp;eacute; Senior Vice President ha dichiarato che il progetto: &amp;ldquo;&amp;hellip; procede secondo i piani. Ci attendiamo che sia pronto per la fine dell&amp;rsquo;anno solare&amp;rdquo;. Ancora una volta non viene chiarito apertamente cosa potr&amp;agrave; mai servire un Data Center ma con circa 5 ettari di terreno e un valore di quasi un miliardo di dollari le ipotesi si possono solo sprecare.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Alcuni asseriscono ovviamente che la parte del leone la far&amp;agrave; iTunes con la sincronizzazione di tutti gli acquisti fatti (da qualsivoglia media) sempre a disposizione di tutti i dispositivi Apple. Ma non solo questo. Con l&amp;rsquo;ipotetica resurrezione di Microsoft nel mondo del mobile e la crescita di Android sar&amp;agrave; probabile un passaggio da servizio a pagamento a servizio gratuito di MobileMe, che potrebbe quindi venire messo a disposizione gratuitamente di tutti i clienti Apple.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Un altro tassello importante per Apple potrebbe derivare dall&amp;rsquo;acquisizione di PlaceBace avvenuta nel 2009, grazie alla quale le Google Maps potrebbero essere sostituite da MapKit (tra l&amp;rsquo;altro senza uno sforzo considerevole).&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Infine i nuovi servizi, come iAd, hanno bisogno di un Data Center come questo per poter supportare l&amp;rsquo;enorme numero di richieste attuali che non potranno che crescere con la diffusione dei dispositivi Apple (iPhone, iPad e iPod).&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Tutto questo (e forse molto altro) potrebbe venire ospitato all&amp;rsquo;interno del nuovo Data Center. Non ci resta che attendere qualche comunicazione ufficiale pi&amp;ugrave; dettagliata in merito.&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Novita-sul-Data-Center-di-Apple.aspx</link>
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      <pubDate>Wed, 21 Jul 2010 18:47:00 +0100</pubDate>
      <category>Data Center</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Come installare ASP.NET 1.1 su IIS 7</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;Il framework ASP.NET 1.1 ha certamente cambiato il modo di programmare in ambiente Microsoft ma ormai, con l’avvento di nuove tecnologie, si possono incontrare svariate difficoltà nella sua installazione in ambienti più nuovi, come Internet Information Server 7 e 7.5.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per procedere alla sua installazione su Windows 2008 o Windows 2008 R2 è sufficiente seguire rigorosamente alcuni step. Primo fra tutti l’installazione dell’opzione IIS Metabase Compatibility: andate in Server Manager e sotto la voce Manage Roles selezionate Web Server (IIS). Lanciate l’opzione Add Role Services e sotto Management Tools –&amp;gt; IIS6 Management Compatibility selezionate l’opzione che ci interessa:&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=installazione-iis-metabase-compatibility.png"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="installazione-iis-metabase-compatibility" border="0" alt="installazione-iis-metabase-compatibility" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=installazione-iis-metabase-compatibility_thumb.png" width="296" height="292" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Ora occorre installare il Framework .NET 1.1, il relativo Service Pack 1 e un aggiornamento importante di sicurezza. Prima scaricate tutti e tre i pacchetti separatamente ai seguenti indirizzi:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/info.aspx?na=22&amp;amp;p=1&amp;amp;SrcDisplayLang=en&amp;amp;SrcCategoryId=&amp;amp;SrcFamilyId=&amp;amp;u=%2fdownloads%2fdetails.aspx%3fFamilyID%3d262d25e3-f589-4842-8157-034d1e7cf3a3%26DisplayLang%3den"&gt;.NET Framework Version 1.1 Redistributable Package&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/info.aspx?na=22&amp;amp;p=3&amp;amp;SrcDisplayLang=en&amp;amp;SrcCategoryId=&amp;amp;SrcFamilyId=&amp;amp;u=%2fdownloads%2fdetails.aspx%3fFamilyID%3da8f5654f-088e-40b2-bbdb-a83353618b38%26DisplayLang%3den"&gt;.NET Framework Version 1.1 Service Pack 1&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/info.aspx?na=22&amp;amp;p=7&amp;amp;SrcDisplayLang=en&amp;amp;SrcCategoryId=&amp;amp;SrcFamilyId=&amp;amp;u=%2fdownloads%2fdetails.aspx%3fFamilyID%3d8ec6fb8a-29eb-49cf-9dbc-1a0dc2273ff9%26DisplayLang%3den"&gt;ASP.NET Security Update for .NET Framework 1.1 SP1&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Poi lanciate le tre installazioni una dietro l’altra senza riavvii. Durante questa fase riceverete l’avviso di incompatibilità tra il sistema operativo e il Framework in versione 1.1:&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=incompatibilit%C3%A0-framework-aspnet-11.png"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="incompatibilità-framework-aspnet-11" border="0" alt="incompatibilità-framework-aspnet-11" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=incompatibilit%C3%A0-framework-aspnet-11_thumb.png" width="404" height="179" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Procedete senza problemi, l’incompatibilità verrà risolta con l’installazione del Service Pack 1. Potrete anche incontrare un errore sull’IIS Worker Process, non vi preoccupate, anche questo problema verrà risolto con l’installazione dell’SP1. Adesso dovete abilitare l’estensione ISAPI di ASP.NET 1.1. Aprite l’IIS Manager e sul nome del server cliccate su ISAPI e BGI Restriction. Aggiungete l’estensione con i seguenti parametri:&lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;Extension: C:\Windows\Microsoft.NET\Framework\v1.1.4322\aspnet_isapi.dll&lt;/li&gt;    &lt;li&gt;Description: ASP.NET v1.1&lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Ovviamente se il vostro disco di sistema non è il disco C modificate il path di conseguenza. Rimane solo più da aggiungere la seguente istruzione al file machine.config del framework 1.1 (%windir%\Microsoft.NET\Framework\v1.1.4322\config\machine.config):&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;samp&gt;&amp;lt;section name=&amp;quot;system.webServer&amp;quot; type=&amp;quot;System.Configuration.IgnoreSectionHandler,      &lt;br /&gt;&amp;#160;&amp;#160;&amp;#160; System, Version=1.0.5000.0, Culture=neutral, PublicKeyToken=b77a5c561934e089&amp;quot; /&amp;gt;       &lt;br /&gt;&amp;lt;/configSections&amp;gt;&lt;/samp&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;La riga dovrà essere inserita appena sopra il tag inferiore dell’elemento &amp;lt;configSections&amp;gt;. Adesso non dovrete fare altro che creare un application pool con il nuovo framework appena installato e migrarvi i siti.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Tue, 15 Jun 2010 18:01:00 +0100</pubDate>
      <category>ASP.NET</category>
      <category>Internet Information Server</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Il nuovo Data Center di Apple a Maiden</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Questo breve video, ripreso da un elicottero, illustra il nuovo Data Center di propriet&amp;agrave; di Apple situato a Maiden in North Carolina. Il complesso dovrebbe risultare 5 volte pi&amp;ugrave; grande di quello attualmente sito a Newark, per una grandezza totale di circa 46.000 metri quadri ed &amp;egrave; costato circa 1 miliardo di dollari. Con la realizzazione di questa struttura il conto dei cosiddetti &amp;ldquo;iDataCenter&amp;rdquo; sale a 3, compreso quello presente a Cupertino, nel campus della stessa Apple.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fapple-data-center.png" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Perch&amp;egrave; Maiden in North Carolina? Sembra che due siano i fattori fondamentali: costo del sito molto basso (stiamo parlando di una regione con circa il 15% di tasso di disoccupazione) e un costo a kW tra i pi&amp;ugrave; bassi degli Stati Uniti. A questo proposito una delle ultime ricerche promosse da Google per la costruzione di nuovi Data Center, risalente a circa due anni fa, identificava proprio la Carolina del Nord come sito ideale per la realizzazione di un Data Center (anche grazie ai pesanti incentivi promossi dallo stesso governatore per rilanciare lo Stato).&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il dato che pi&amp;ugrave; lascia sorpresi &amp;egrave; che sono previsti solo 50 posti di lavoro a tempo indeterminato per la gestione e la manutenzione dell&amp;rsquo;intera infrastruttura (mentre per la costruzione ne sono attualmente impegnati 250).&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;La nuova struttura sar&amp;agrave; destinata a ospitare tutti i componenti chiave della nuova strategia di Cloud Computing di Apple e l&amp;rsquo;enorme spazio a disposizione pu&amp;ograve; facilmente dare adito a illazioni sulle voci che vogliono una migrazione di iTunes da programma &amp;ldquo;client&amp;rdquo; a interfaccia web, storage di tutti i nostri dati compresi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il nuovo Data Center fornirebbe ad Apple lo spazio e la potenza necessaria per supportare in modo vincente i nuovi servizi Cloud introducendo anche pesanti novit&amp;agrave; come i contenuti editoriali e i video; a questo punto potrebbero anche risultare superflue le collaborazioni con Akamai e Limelight Networks che fino a oggi hanno aiutato la societ&amp;agrave; di Cupertino nella distribuzione di contenuti online.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube-nocookie.com/v/hDXSSi1qStA&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Il-nuovo-Data-Center-di-Apple-a-Maiden.aspx</link>
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      <pubDate>Mon, 22 Feb 2010 16:20:00 +0100</pubDate>
      <category>Data Center</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Il miglior gadget per monitorare Hyper-V</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Uno dei migliori gadget a disposizione per Microsoft Hyper-V &amp;egrave; giunto all&amp;rsquo;ormai matura release 5.0. Hyper-V Monitor Gadget rappresenta una soluzione veloce, semplice ed efficace per monitorare le proprie istanze di Hyper-V. Ma non solo. Nella nuova release, completamente riscritta rispetto alle precedenti, sono stage aggiunte le seguenti funzionalit&amp;agrave;:&lt;/p&gt;
&lt;p style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f3%2fhyper-v-monitor-gadget.png" alt="Hyper-V Monitor Gadget" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;Grafico della CPU per singola VM &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Supporto al Wake On LAN &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Supporto al protocollo RDP (se l&amp;rsquo;host &amp;egrave; Windows 2008 R2) &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Supporto al multilingua&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;La riscrittura ha riguardato, oltre all&amp;rsquo;introduzione di queste utili features, l&amp;rsquo;ottimizzazione del codice WMI che esegue le query ai sistemi host e guest e la revisione di tutti gli script VBS e JS: adesso il gadget risulta molto pi&amp;ugrave; utilizzabile, veloce ed efficiente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style="float: right; border: 10px solid white;" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f3%2fhyper-v-monitor-gadget-schermo-intero.png" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/content/binary/WindowsLiveWriter/IlmigliorgadgetperHyperV_A981/hyper-v-monitor-gadget.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il funzionamento del gadget &amp;egrave; veramente molto semplice da apprendere: &amp;egrave; sufficiente accedere ai settaggi, aggiungere il o i server e fornire le relative credenziali di accesso ad Hyper-V e il gioco &amp;egrave; fatto. Come si pu&amp;ograve; vedere dall&amp;rsquo;immagine, accanto a ogni macchina virtuale &amp;egrave; presente il grafico di utilizzo della CPU oppure la visualizzazione dello stato nel caso il guest fosse spento.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per accedere alle funzionalit&amp;agrave; di controllo remoto &amp;egrave; sufficiente cliccare due volte sull&amp;rsquo;host per lanciare una connessione RDP o posizionarsi con il mouse su di un guest per accedere alle varie opzioni (RDP nel caso l&amp;rsquo;host sia 2008 R2 e/o gestione diretta del guest con Save, Shutdown e Turn Off o Start). Nel caso fosse installato sul client VMConnect baster&amp;agrave; cliccare due volte sul nome della macchina guest per lanciare una sessione di VMConnect. Un&amp;rsquo;altra indicazione molto utile &amp;egrave; la quantit&amp;agrave; di RAM disponibile all&amp;rsquo;interno della macchina host, dato quest&amp;rsquo;ultimo posizionato accanto al nome dell&amp;rsquo;host stesso.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;In ultimo il gadget supporta l&amp;rsquo;opzione di ingrandimento di Windows 7 e la possibilit&amp;agrave; di sganciarsi dalla Sidebar di Windows Vista.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per quanto riguarda il supporto relativo al Wake On LAN il gadget si appoggia alla libreria freeware wolcom.dll che pu&amp;ograve; essere scaricata liberamente all&amp;rsquo;indirizzo &lt;a href="http://www.depicus.com/wake-on-lan/wake-on-lan-com.aspx" target="_parent"&gt;http://www.depicus.com/wake-on-lan/wake-on-lan-com.aspx&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;I settaggi specifici che offre il gadget non sono molti ma sufficienti a consentire una personalizzazione adeguata alle esigenze dei pi&amp;ugrave;. E&amp;rsquo; quindi possibile impostare il tempo di refresh in secondi con il quale il gadget interroga i server, scegliere se utilizzare il doppio click o il click singolo del mouse per attivare le funzionalit&amp;agrave; sopra descritte, decidere se abilitare i controlli delle macchine guest e la lingua che si vuole utilizzare (al momento sono disponibili oltre l&amp;rsquo;inglese, il tedesco, l&amp;rsquo;olandese, il norvegese, il portoghese e lo svedese.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per concludere questo gadget non pu&amp;ograve; mancare sui desktop e sulle stazioni di monitoraggio di tutti i sistemisti che utilizzano, anche solo in ambienti di stage/sviluppo, Microsoft Hyper-V. Attualmente la versione disponibile &amp;egrave; la 5.2 rilasciata il 12 marzo 2010 e&amp;nbsp;scaricabile liberamente a&amp;nbsp;questo &lt;a href="http://mindre.net/post/Hyper-V-Monitor-Gadget-for-Windows-Sidebar.aspx" target="_blank"&gt;link&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Il-miglior-gadget-per-monitorare-Hyper-V.aspx</link>
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      <pubDate>Tue, 29 Dec 2009 11:55:00 +0100</pubDate>
      <category>Hyper-V</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Windows 7: il grande giorno</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"&gt;Microsoft lancia ufficialmente la sua ultima creazione, Windows 7, il sistema operativo desktop che dovrebbe far dimenticare gli scarsi risultati di Windows Vista e convincere le aziende, che sono rimaste ferme a Windows XP, a procedere con l&amp;rsquo;aggiornamento. I motivi ci sono e spaziano dall&amp;rsquo;incremento di performance rispetto al suo predecessore all&amp;rsquo;interfaccia utente rinnovata e funzionale, dalla soluzione XP Mode per il software pi&amp;ugrave; datato al supporto a nuove caratteristiche come il touch screen, le DirectX 11 e il supporto alle GPU di ultima generazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/content/binary/WindowsLiveWriter/Windows7ilgrandegiorno_AA2B/windows-7-sfondo-ufficiale_2.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fwindows-7-sfondo-ufficiale.png" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Non basterebbero diversi post per elencare e illustrare nel dettaglio tutte le novit&amp;agrave; che Microsoft ha introdotto in Windows 7 (per questo sar&amp;agrave; opportuno rimandare a un articolo successivo).&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;In occasione del lancio sar&amp;agrave; sufficiente citare il nuovo sistema di networking per le reti domestiche, la Powershell 2.0 nativamente inclusa nel sistema operativo, il supporto alla tecnologia DLNA e alle gi&amp;agrave; citate DirectX 11, il multitouch, l&amp;rsquo;XP Mode e la gestione avanzata dei VHD.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;L&amp;rsquo;aggiornamento rappresenta un fattore cruciale nella vendita di un sistema operativo e nelle sua diffusione. L&amp;rsquo;upgrade da Vista &amp;egrave; di una semplicit&amp;agrave; stupefacente, pochissimi click del mouse e poi la procedura automatica di aggiornamento far&amp;agrave; il resto. Diverso &amp;egrave; il discorso dell&amp;rsquo;aggiornamento da Windows XP: &amp;egrave; possibile esportare i dati del profilo, formattare il PC e importare nuovamente tutti i dati oppure, se si &amp;egrave; in possesso delle licenze, procedere con l&amp;rsquo;aggiornamento da XP a Vista, installare il Service Pack 1 e 2 ed effettuare l&amp;rsquo;upgrade a Windows 7. In ogni caso si tratta di una procedura piuttosto lunga.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;In ogni caso Windows 7 potrebbe essere ricordato come il primo sistema operativo di transizione dalla tecnologia a 32 bit a quella a 64 bit: secondo Microsoft le stime Microsoft Windows 7 dovrebbe vendere copie di entrambi in egual misura.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Vedremo tra pochi giorni come avr&amp;agrave; reagito il mercato mondiale all&amp;rsquo;ultima versione del sistema operativo Microsoft.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Nel frattempo gustiamoci due degli spot con cui Microsoft promuove Windows 7:&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube-nocookie.com/v/EUuI8tg0XOE&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1?rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Windows-7-il-grande-giorno.aspx</link>
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      <pubDate>Thu, 22 Oct 2009 08:10:00 +0100</pubDate>
      <category>Windows 7</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Ottimi risultati per Microsoft Security Essentials</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il 29 settembre Microsoft annuncia la disponibilit&amp;agrave; della versione definitiva di Microsoft Security Essentials (vedere il &lt;a href="http://blog.dorio.it/2009/09/29/DisponibileMicrosoftSecurityEssentials.aspx"&gt;post correlato&lt;/a&gt;). Il nuovo antivirus gratuito di Microsoft sembra aver incontrato il favore del pubblico di tutto il mondo poich&amp;eacute;, dai dati forniti direttamente dal blog del &lt;a href="http://blogs.technet.com/mmpc/archive/2009/10/15/microsoft-security-essentials-week-one.aspx"&gt;Microsoft Malware Protection Center&lt;/a&gt; gi&amp;agrave; 1.5 milioni di persone hanno scaricato e installato Security Essentials.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Al di la dei dati di download e installazione il blog di Microsoft ha iniziato a fornire alcune interessanti statistiche che consentono di mappare correttamente gli utenti.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fdetections-mse-nel-mondo.png" alt="" width="529" height="362" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/content/binary/WindowsLiveWriter/OttimirisultatiperMicrosoftSecurityEssen_C3C2/detections-mse-nel-mondo_2.png"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il grafico sottostante ci segnala che il 44% degli utenti che ha installato Microsoft Security Essentials ha Microsoft Windows 7 come sistema operativo: un dato certamente interessante per Microsoft, considerando che il rilascio ufficiale di Windows 7 avverr&amp;agrave; il 22 ottobre. A seguire il 33% con Microsoft Windows XP e in coda Microsoft Vista con il 23%.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2futenti-mes-sistemi-operativi.png" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/content/binary/WindowsLiveWriter/OttimirisultatiperMicrosoftSecurityEssen_C3C2/utenti-mes-sistemi-operativi_2.png"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Un altro dato molto interessante &amp;egrave; rappresentato dal numero di &amp;ldquo;detections&amp;rdquo; per sistema operativo: il dato confortante viene ancora una volta da Windows 7 che, nonostante abbia la pi&amp;ugrave; grande percentuale di installato, ha solo il 16% di detection contro il 32% di Vista e il 52% di Windows XP.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fdetections-mse-per-sistema-operativo.png" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/content/binary/WindowsLiveWriter/OttimirisultatiperMicrosoftSecurityEssen_C3C2/detections-mse-per-sistema-operativo_2.png"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Se volete potete consultare il post completo del blog di Microsoft a questo &lt;a href="http://blogs.technet.com/mmpc/archive/2009/10/15/microsoft-security-essentials-week-one.aspx"&gt;link&lt;/a&gt;. I dati emersi, al di l&amp;agrave; delle considerazioni sull&amp;rsquo;impatto che pu&amp;ograve; avere sul mercato un antivirus gratuito rilasciato da Microsoft, portano a valutare positivamente questo prodotto che sostituisce integralmente &lt;a href="http://onecare.live.com/standard/en-us/default.htm"&gt;Live OneCare&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.microsoft.com/windows/products/winfamily/defender/default.mspx"&gt;Defender&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Ottimi-risultati-per-Microsoft-Security-Essentials.aspx</link>
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      <pubDate>Mon, 19 Oct 2009 08:51:00 +0100</pubDate>
      <category>Sicurezza</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Disponibile dal 22 ottobre Windows XP Mode per Windows 7</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;E&amp;rsquo; stato annunciato, direttamente dal Team di Windows, la disponibilit&amp;agrave; di Windows XP Mode per Windows 7 in concomitanza con il rilascio ufficiale di Windows 7 e di Windows Server 2008 R2, schedulato per il 22 ottobre. Da quella data in poi sar&amp;agrave; possibile scaricare l&amp;rsquo;immagine di Windows XP Mode dal Download Center di Microsoft.&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;
&lt;object width="432" height="362" type="application/x-shockwave-flash" data="http://image.com.com/gamespot/images/cne_flash/production/media_player/proteus/one/proteus2.swf"&gt;
&lt;param name="FlashVars" value="playerMode=embedded&amp;amp;allowFullScreen=1&amp;amp;flavor=EmbeddedPlayerVersion&amp;amp;showOptions=0&amp;amp;skin=http://image.com.com/gamespot/images/cne_flash/production/media_player/proteus/one/skins/proteus-tr.png&amp;amp;autoPlay=false&amp;amp;movieAspect=4.3&amp;amp;embeddingAllowed=true&amp;amp;clockColor=0x3b3b3b&amp;amp;paramsURI=http%3A%2F%2Fvideo.techrepublic.com.com%2F2461-13792_11-346621.xml%3Fwidth%3D432%26height%3D362%26ptype%3D6475%26mode%3Dembedded%26autoplay%3Dfalse%26mode%3Dembedded%26nc%3D1254951466401" /&gt;
&lt;param name="movie" value="http://image.com.com/gamespot/images/cne_flash/production/media_player/proteus/one/proteus2.swf" /&gt;
&lt;param name="wmode" value="transparent" /&gt;
&lt;param name="allowScriptAccess" value="always" /&gt;
&lt;/object&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Windows XP Mode &amp;egrave; una nuova funzionalit&amp;agrave; che Microsoft ha progettato per risolvere definitivamente il problema della compatibilit&amp;agrave; dei nuovi sistemi operativi con i vecchi applicativi: in pratica ci viene &amp;ldquo;regalata&amp;rdquo; una macchina virtuale con sistema operativo guest Microsoft Windows XP Service Pack 3. A differenza per&amp;ograve; delle normali macchine virtuali alle quali siamo abituati questa supporter&amp;agrave; una maggiore integrazione tra sistema operativo host, cio&amp;egrave; Microsoft Windows 7, e il sistema operativo guest. Verranno, ad esempio, automaticamente riportate le modifiche effettuate all&amp;rsquo;interno della macchina virtuale guest sul sistema operativo host e viceversa. L&amp;rsquo;integrazione non si ferma a semplici shortcut ma le applicazioni virtualizzate all&amp;rsquo;interno di XP Mode potranno essere lanciate direttamente dall&amp;rsquo;interfaccia di Windows 7.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f3%2fwindows-7-xp-mode.png" alt="Windows 7 XP Mode" width="450" height="301" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Inoltre sar&amp;agrave; possibile integrare le cartelle tra sistema operativo host e sistema operativo guest ed effettuare la stampa su periferiche host dal sistema operativo virtualizzato. Riporto di seguito un elenco delle nuove funzionalit&amp;agrave;:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;Integrazione con Windows 7&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;Supporto USB&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;Supporto per il multi thread&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;Condivisione degli appunti&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;Condivisione delle stampanti&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;Condivisione delle smart card&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;Condivisione dei dischi&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;Integrazione delle cartelle tra Windows 7 e XP Mode&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;Supporto per le alte risoluzioni video&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Windows XP Mode sar&amp;agrave; disponibile solo per le versioni di Windows 7 Professional, Enterprise e Ultimate; inoltre richiede un processore con il supporto alla virtualizzazione, 2 Gb di RAM e una scheda grafica con supporto nativo per le DirectX 9. Nonostante quest&amp;rsquo;ultimo requisito XP Mode non supporter&amp;agrave; applicazioni grafiche ad elevato impatto elaborativo.&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Disponibile-dal-22-ottobre-Windows-XP-Mode-per-Windows-7.aspx</link>
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      <pubDate>Fri, 02 Oct 2009 18:51:00 +0100</pubDate>
      <category>Virtualizzazione</category>
      <category>Windows 7</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Liberare spazio su disco dopo l’installazione del Service Pack 2 di Windows Vista con compcln.exe</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Come era avvenuto per il primo Service Pack di Microsoft Windows Vista (vedi &lt;a href="http://blog.dorio.it/2008/06/02/LiberareSpazioSuDiscoDopoLinstallazioneDelServicePack1DiWindowsVistaConVsp1clnexe.aspx" target="_blank"&gt;post&lt;/a&gt; di giugno 2008) anche per il secondo ci &amp;egrave; stata data la possibilit&amp;agrave; di recuperare lo spazio disco allocato durante l&amp;rsquo;installazione dello stesso al fine di permetterci una corretta disinstallazione.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;E&amp;rsquo; importante sottolineare come, una volta eseguito il comando &lt;strong&gt;cmpcln.exe&lt;/strong&gt;, non sar&amp;agrave; pi&amp;ugrave; possibile effettuare la disinstallazione sia del Service Pack 2 che dell&amp;rsquo;SP1.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per avviare il comando baster&amp;agrave; eseguire &lt;strong&gt;cmpcln.exe&lt;/strong&gt; nel prompt dei comandi ottenendo il seguente risultato:&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fschermata-compcln.png" alt="" width="574" height="240" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La procedura eseguita su Microsoft Windows Vista pu&amp;ograve; essere applicata anche alla versione di Windows 2008 Server, anche se in quest&amp;rsquo;ultimo caso l&amp;rsquo;utilit&amp;agrave; pu&amp;ograve; sicuramente ritenersi inferiore.&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Liberare-spazio-su-disco-dopo-l-installazione-del-Service-Pack-2-di-Windows-Vista-con-compcln-exe.aspx</link>
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      <pubDate>Wed, 30 Sep 2009 18:15:00 +0100</pubDate>
      <category>Windows Vista</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Disponibile Microsoft Security Essentials</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Microsoft ha reso disponibile gratuitamente la versione di &lt;a href="http://www.microsoft.com/security_essentials/default.aspx?mkt=it-it" target="_blank"&gt;Microsoft Security Essentials&lt;/a&gt;, il nuovo sistema di protezione antivirus e antispyware in tempo reale compatibile con il nuovo sistema operativo Microsoft Windows 7.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fmicrosoft-security-essentials.png" alt="Microsoft Security Essentials" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;I requisiti di sistema sono minimi e il software &amp;egrave; compatibile con i sistemi operativi Microsoft a partire da Windows XP SP2/SP3, Windows Vista SP1/SP2 e Windows 7. L&amp;rsquo;unica particolarit&amp;agrave; &amp;egrave; che devono essere autentici.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Disponibile-Microsoft-Security-Essentials.aspx</link>
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      <pubDate>Tue, 29 Sep 2009 19:18:00 +0100</pubDate>
      <category>Sicurezza</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Upgrade da Hyper-V a Hyper-V R2</title>
      <description>&lt;p&gt;E&amp;rsquo; tempo di upgrade. Con il rilascio da parte di Microsoft della nuova versione di Windows 2008 si apre la stagione degli aggiornamenti e uno dei ruoli che ha subito, direttamente o indirettamente, la pi&amp;ugrave; grande evoluzione rispetto alla versione precedente &amp;egrave; sicuramente Hyper-V.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;innovazione &amp;ldquo;indiretta&amp;rdquo; pi&amp;ugrave; importante &amp;egrave; certamente il Cluster Shared Volume (CSV): il CSV &amp;egrave; una risorsa disco clusterizzata con la particolarit&amp;agrave; che ogni nodo del cluster pu&amp;ograve; accedere in lettura e scrittura ai volumi NTFS configurati sul CSV. Questa importante innovazione consente un&amp;rsquo;enorme flessibilit&amp;agrave; e Hyper-V R2 le sfrutta appieno offrendo la possibilit&amp;agrave; di muovere velocemente, grazie alla Live Migration, le macchine virtuali da un nodo all&amp;rsquo;altro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2011%2f4%2fmicrosoft-hyper-v-r2.jpg" alt="Microsoft Hyper-V R2" width="348" height="181" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le innovazioni dirette sono state ampiamente illustrate nel corso degli ultimi mesi; a titolo puramente indicativo eccone alcune:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;Supporto fino a 8 processori fisici &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Supporto fino a 64 processori logici &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Supporto fino a 1 Tb di memoria &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Live Migration &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;TCO inferiori a quelli di VMware ESX 3i&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Come spesso accade, grandi innovazioni come quelle sopra descritte implicano percorsi di aggiornamento e procedure non totalmente lineari. Iniziamo con l&amp;rsquo;esaminare i problemi legati al classico aggiornamento &amp;ldquo;in-place&amp;rdquo;: ci sono 3 punti specifici da tenere in considerazione durante la fase di upgrade da Microsoft Windows Server 2008 a Microsoft Windows Server 2008 R2 con il ruolo.&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;Tutte le macchine virtuali devono essere spente&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;Le snapshot non sono compatibili tra Hyper-V e Hyper-V R2&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;I &amp;ldquo;saved state&amp;rdquo; non sono compatibili e devono essere eliminati prima di avviare la macchina virtuale in Hyper-V R2&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p&gt;Tenendo a mente queste condizioni essenziali di partenza e il mai non troppo evidenziato buon senso, prima di procedere all&amp;rsquo;aggiornamento ritengo sia indispensabile procedere con un backup a caldo delle macchine (tramite software compatibile con Hyper-V e VSS tipo Windows Backup, Symantec Backup Exec o System Recovery e le controparti di Acronis); a questo punto possiamo spegnere le macchine e procedere con l&amp;rsquo;aggiornamento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se volete cogliere l&amp;rsquo;occasione potete effettuare prima l&amp;rsquo;aggiornamento dei vari firmware dei componenti hardware verificandone prima la compatibilit&amp;agrave; con il nuovo sistema operativo con il supporto tecnico del brand utilizzato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi sembra inutile evidenziare la procedura passo-passo, vista la grande facilit&amp;agrave; nel seguire la procedura di aggiornamento: mi sembra per&amp;ograve; opportuno sottolineare come sia importante effettuare l&amp;rsquo;aggiornamento da internet, se possibile, delle informazioni di setup cos&amp;igrave; come disinstallare eventuale software non compatibile con Windows 2008 R2. E&amp;rsquo; possibile che, durante l&amp;rsquo;upgrade, la verifica di compatibilit&amp;agrave; vi segnali la necessit&amp;agrave; di rimuovere il ruolo Hyper-V: la segnalazione nasce dalle considerazioni sulle incompatibilit&amp;agrave; dei tre punti precedentemente illustrati e non &amp;egrave; indispensabile seguirla alla lettera.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una volta terminata la procedura di aggiornamento &amp;egrave; fondamentale effettuare due attivit&amp;agrave;, ormai note: eseguire Windows Update e installare qualsiasi aggiornamento sia disponibile e aggiornare gli Integration Services in ogni macchina virtuale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci sono altre due possibilit&amp;agrave; per procedere all&amp;rsquo;aggiornamento da Hyper-V a Hyper-V R2: quella di migrare tutte le macchine virtuali da un server Hyper-V a una nuova macchina sulla quale &amp;egrave; gi&amp;agrave; installata la versione di Windows 2008 R2. In questo caso dobbiamo sempre considerare i 3 punti di incompatibilit&amp;agrave; e ovviamente spegnere le macchine prima di effettuare la procedura di esportazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il terzo metodo consiste nell&amp;rsquo;effettuare un backup (come illustrato in precedenza) dalla macchina con Hyper-V e un successivo su un server Hyper-V R2: &amp;egrave; certamente il metodo meno &amp;ldquo;divertente&amp;rdquo; ma vi permette di verificare le procedure di backup e ripristino, cosa che non guasta mai.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quale metodo scegliere?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come sempre&amp;hellip; dipende. Dipende dalla criticit&amp;agrave; delle macchine virtuali e dal tempo che siete disposti a tenerle spente. Dipende dalla disponibilit&amp;agrave; di un nuovo server sul quale esportare le macchine (o ripristinare il backup).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Certo &amp;egrave; che se &amp;egrave; disponibile un nuovo server sono molto pi&amp;ugrave; sicuri, sotto tutti i punti di vista, gli ultimi due metodi: vi permettono di effettuare un roll-back semplicissimo in qualsiasi istante senza creare scomodi disservizi. In alternativa il primo metodo &amp;egrave; l&amp;rsquo;unico praticabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alcune curiosit&amp;agrave;: Microsoft ha pubblicato un articolo nel suo KB, &lt;a href="http://support.microsoft.com/kb/957256/" target="_blank"&gt;KB957256&lt;/a&gt;, che illustra pi&amp;ugrave; nel dettaglio i 3 metodi di aggiornamento. Per verificare la presenza degli ultimi Integration Services sotto i sistemi Windows Vista e Windows 2008 Server cercate l&amp;rsquo;aggiornamento KB955484 nell&amp;rsquo;elenco degli updates.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E per i cluster Hyper-V?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il verdetto di Microsoft &amp;egrave; molto semplice: non &amp;egrave; previsto alcun aggiornamento &amp;ldquo;in-place&amp;rdquo; per le configurazioni cluster di Hyper-V. Tradotto significa che dobbiamo creare un nuovo cluster, migrare le macchine virtuali e distruggere quello vecchio. Troppo semplice? In effetti la procedura &amp;egrave; decisamente pi&amp;ugrave; lunga e vale la pena di esaminarla nel dettaglio, magari in un altro post dedicato, per&amp;ograve; adesso possiamo riassumerla per punti, sempre tenendo ben presenti gli accorgimenti e le limitazioni di sopra esposte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Partendo dal presupposto che abbiate un cluster Hyper-V con due nodi dobbiamo spostare tutte le macchine sul nodo 2 e verificarne il corretto funzionamento (e come per il precedente upgrade eliminare eventuali snapshot). A questo punto potete eliminare il nodo 1 dal cluster e procedere con l&amp;rsquo;aggiornamento (oppure la reinstallazione ex-novo del sistema operativo). Una volta installato correttamente Windows Server 2008 R2 dovete creare un nuovo cluster (nuovo nome e nuovo IP) e migrare le macchine virtuali dal sistema Hyper-V al nuovo Hyper-V R2.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se tutto funziona correttamente procedete allo stesso modo per il nodo 2 (con in aggiunta l&amp;rsquo;eliminazione definitiva del cluster) e, una volta aggiornato, unitelo al nuovo cluster.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ovviamente, visto che ci siete, potete iniziare a utilizzare il CSV.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutto quello che &amp;egrave; stato scritto rappresenta solo un rapido sguardo nel nuovo mondo delle possibilit&amp;agrave; che offre Hyper-V R2. Nei prossimi mesi sar&amp;agrave; essenziale esaminare pi&amp;ugrave; nel dettaglio tutte le modalit&amp;agrave; operative legate alle nuove funzionalit&amp;agrave; come CSV e Live Migration.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Upgrade-da-Hyper-V-a-Hyper-V-R2.aspx</link>
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      <pubDate>Mon, 28 Sep 2009 17:02:00 +0100</pubDate>
      <category>Hyper-V</category>
      <category>Windows Server</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Personalizzare lo sfondo della schermata di login in Windows 7</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;In virt&amp;ugrave; delle sempre pi&amp;ugrave; spinte richieste di personalizzazione Microsoft ha reso disponibile in Windows 7 una chiave di registro che consente di utilizzare un&amp;rsquo;immagine specifica come sfondo della schermata principale di login.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;La chiave di registro &amp;egrave; la seguente:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;HKLM\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Authentication\LogonUI\Background&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Sar&amp;agrave; sufficiente impostare la chiave DWORD OEMBackground a 1 e il sistema operativo utilizzer&amp;agrave; il file backgrounddefault.jpg presente all&amp;rsquo;interno della cartella &lt;strong&gt;%windir%\system32\oobe\info\backgrounds&lt;/strong&gt;. Nel caso la cartella non fosse presente sar&amp;agrave; sufficiente crearla.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Otterrete ovviamente lo stesso risultato mediante l&amp;rsquo;utilizzo della seguente policy di sistema (sia tramite Active Directory che locali) &amp;ldquo;&lt;strong&gt;Always use custom logon background&lt;/strong&gt;&amp;rdquo;:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Computer Configuration &amp;ndash;&amp;gt; Administrative Templates &amp;ndash;&amp;gt; System &amp;ndash;&amp;gt; Logon&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description>
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      <pubDate>Tue, 22 Sep 2009 19:22:00 +0100</pubDate>
      <category>Windows 7</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Exchange 2007 e l’errore Data.Storage.StoragePermanentException</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;L&amp;rsquo;errore Exchange.Data.Storage.StoragePermanentException pu&amp;ograve; presentarsi successivamente alla migrazione di caselle postali da un server Exchange 2003 a un sistema Microsoft Exchange 2007 o 2010. In questo contesto alcuni utenti potrebbero essere impossibilitati ad accedere ad Outlook Web Access (OWA) o a utilizzare i propri palmari / smartphone con il servizio Exchange ActiveSync, vedendosi restituire nel primo caso appunto l&amp;rsquo;errore:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;strong&gt;Exception type: Microsoft.Exchange.Data.Storage.StoragePermanentException&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p align="left"&gt;&lt;strong&gt;Exception message: There was a problem accessing Active Directory&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il problema potrebbe essere imputabile ai permessi relativi alle singole cassette postali che non vengono &amp;ldquo;riportati&amp;rdquo; in modo corretto da Exchange 2003 a Exchange 2007/2010.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f3%2fexchange-2007-errore-Data.Storage.StoragePermanentException.png" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per risolvere il problema potete lanciare Active Directory Users and Computer, abilitare la visualizzazione avanzata e nelle propriet&amp;agrave; dell&amp;rsquo;utente che ha segnalato il problema andare sul tab Security, Advanced e selezionare l&amp;rsquo;opzione "Inherit permissions from parent". Questa attivit&amp;agrave; &amp;egrave; altres&amp;igrave; necessaria per abilitare la funzionalit&amp;agrave; Exchange ActiveSync sui palmari/smartphone degli utenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Exchange-2007-e-l-errore-DataStorageStoragePermanentException.aspx</link>
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      <pubDate>Thu, 17 Sep 2009 19:02:00 +0100</pubDate>
      <category>Microsoft Exchange</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Il background informativo di BgInfo</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;Gestire decine, se non centinaia, di server, soprattutto in amministrazione remota pu&amp;ograve; diventare decisamente dispersivo. La presenza di un&amp;rsquo;utility come BgInfo consente di &amp;ldquo;leggere&amp;rdquo; sullo sfondo del desktop le principali informazioni di sistema (nome macchina, IP, versione del sistema operativo e tanto altro ancora) scaricando l&amp;rsquo;amministratore dall&amp;rsquo;onere di reperirle manualmente.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;BgInfo pu&amp;ograve; essere scaricato da questo &lt;a href="http://technet.microsoft.com/en-us/sysinternals/bb897557.aspx" target="_blank"&gt;indirizzo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Il-background-informativo-di-BgInfo.aspx</link>
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      <pubDate>Tue, 01 Sep 2009 19:34:00 +0100</pubDate>
      <category>Utility</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Come copiare i permessi quando Robocopy fallisce</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;Quando si spostano migliaia di cartelle e file da un server a un altro &amp;egrave; difficile trovare un tool migliore di &lt;a href="http://technet.microsoft.com/en-us/library/cc733145%28WS.10%29.aspx" target="_blank"&gt;Robocopy&lt;/a&gt;: al contrario di altre utilities &amp;egrave; altamente improbabile che si blocchi e porta sempre a termine il proprio compito&amp;hellip; perlomeno quasi sempre.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;L&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; di per se era decisamente banale: sostituire l&amp;rsquo;attuale NAS con una macchina nuova e pi&amp;ugrave; prestante. Quindi, una volta inserite entrambe in una rete isolata, Robocopy non doveva fare altro che spostare circa 200 Gb di dati. Il problema &amp;egrave; che i dati venivano spostati, ma senza i permessi originali, rendendo praticamente vana la migrazione.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Dopo una ricerca in rete e diversi tentativi non andati a buon fine il sistema che ha sempre funzionato durante le nostre prove &amp;egrave; stato quello di utilizzare Robocopy in &amp;ldquo;&lt;em&gt;due fasi&lt;/em&gt;&amp;rdquo;. La prima per copiare fisicamente i file utilizzando varie combinazioni di opzioni:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;code&gt;Robocopy /Mir (sorgente) (destinazione)&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p align="justify"&gt;La seconda per replicare i permessi da una macchina all&amp;rsquo;altra con il comando:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;code&gt;Robocopy /E /Copy:S /IS /IT (sorgente) (destinazione)&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p align="justify"&gt;In questo modo si ottiene sempre e comunque il risultato voluto. Non &amp;egrave; chiaro quale sia la causa che porta talvolta Robocopy a non replicare i permessi in modo corretto ma almeno esiste un workaround.&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Come-copiare-i-permessi-quando-Robocopy-fallisce.aspx</link>
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      <pubDate>Sun, 09 Aug 2009 19:26:00 +0100</pubDate>
      <category>Script</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Installazione di Active Directory con Windows Server 2008 R2</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;Questo video vi guider&amp;agrave; in modalit&amp;agrave; passo-passo nella procedura guidata per installare Active Directory all&amp;rsquo;interno di un server Microsoft Windows 2008 R2. I vari passaggi prevedono la predisposizione dei requisiti essenziali, la procedura di lancio di DC Promo e i seguenti passaggi fino alla configurazione del DNS. Le modalit&amp;agrave; di installazione non sono molto differenti da quelle evidenziate nel &lt;a href="http://blog.dorio.it/post/Installazione-di-Active-Directory-con-Windows-Server-2003.aspx" target="_blank"&gt;post&lt;/a&gt; sull&amp;rsquo;installazione di Active Directory in un ambiente server 2003.&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube-nocookie.com/v/brmOpRqTX0o&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Installazione-di-Active-Directory-con-Windows-Server-2008-R2.aspx</link>
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      <pubDate>Wed, 24 Jun 2009 12:59:00 +0100</pubDate>
      <category>Active Directory</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Errore 0x0000007E con Windows 2008 Hyper-V e backup VSS</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Mi &amp;egrave; recentemente capitato di trovare pi&amp;ugrave; volte un server Microsoft Windows 2008 con il ruolo di Hyper-V e alcuni guest bloccato in schermata blu con il seguente errore:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;0x0000007e (0xffffffffc0000047, &lt;var&gt;parameter2&lt;/var&gt;, &lt;var&gt;parameter3&lt;/var&gt;, &lt;var&gt;parameter4&lt;/var&gt;) &lt;br /&gt;SYSTEM_THREAD_EXCEPTION_NOT_HANDLED&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f3%2fBSOD-0x0000007E.png" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Risalendo all&amp;rsquo;orario preciso del blue screen ho scoperto che quest&amp;rsquo;ultimo coincideva con la schedulazione del backup, che utilizzava VSS per effettuare il salvataggio a caldo delle macchine virtuali. Vi era inoltre un errore con Event ID 1001.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Dopo una serie di ricerche su internet ho scoperto che, a volte, in presenza di un server Hyper-V e di un sistema di backup che utilizza VSS per proteggere i dati delle macchine virtuali, si verifica un arresto improvviso proprio con il medesimo errore che il server evidenziava.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Grazie all&amp;rsquo;articolo della knowledge base Microsoft &lt;a href="http://support.microsoft.com/kb/960038" target="_blank"&gt;KB960038&lt;/a&gt;, ho scaricato l&amp;rsquo;hotfix e risolto definitivamente il problema. E&amp;rsquo; doveroso per&amp;ograve; fare una precisazione: il problema non si verifica solo quando si utilizza Windows Backup ma qualsiasi sistema di backup che utilizzi il writer VSS di Hyper-V.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Errore-0x0000007E-con-Windows-2008-Hyper-V-e-backup-VSS.aspx</link>
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      <pubDate>Sun, 19 Apr 2009 12:46:00 +0100</pubDate>
      <category>Hyper-V</category>
      <category>Virtualizzazione</category>
      <category>Windows Server</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>File AVHD e snapshot di Hyper-V</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;Una delle funzionalit&amp;agrave; di semplice da utilizzare e contestualmente pi&amp;ugrave; utile di Hyper-V&amp;nbsp; &amp;egrave; sicuramente quella di poter effettuare snapshot a caldo di macchine virtuali. Le snapshot possono essere utilizzate prima dell&amp;rsquo;installazione di una service pack, di un hotfix, di un aggiornamento applicativo e in sostanza di qualsiasi modifica significativa al server. Una volta effettuata una snapshot sar&amp;agrave; possibile &amp;ldquo;applicarla&amp;rdquo; al server modificato qualora le operazioni di aggiornamento e/o modifica abbiano creato un problema o comunque non siano andate a buon fine.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Quello per&amp;ograve; che non viene sufficientemente spiegato e chiarito a dovere &amp;egrave; che nel preciso momento in cui create una snapshot tutti i dati che prima venivano scritti in tempo reale all&amp;rsquo;interno del (o dei) file VHD che compongono la macchina virtuale d&amp;rsquo;ora in avanti saranno salvati nei file AVHD (uno per ogni VHD).&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;I file AVHD vengono creati di default all&amp;rsquo;interno della cartella nascosta C:\ProgramData\Microsoft\Windows\Hyper-V\GUID della macchina virtuale.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Di per se questo comportamento &amp;egrave; perfettamente coerente con la funzionalit&amp;agrave; delle snapshot, poich&amp;eacute; se non venisse creato il file AVHD non si potrebbe effettuare un roll-back delle modifiche apportate tornando al VHD originale.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Il problema consiste nel fatto che se effettuiamo il backup dei soli file VHD, in presenza di snapshot ci troveremmo a salvare solo i dati precedenti alla data di creazione della prima snapshot. Inoltre se voleste spostare i file VHD in una nuova directory dovreste spostare anche i file AVHD oppure effettuare il merge dei file AVHD con i file VHD.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Per effettuare il merge &amp;egrave; sufficiente, a macchina virtuale accesa, cancellare la snapshot e poi effettuare lo shutdown del guest: a quel punto Hyper-V effettuer&amp;agrave; il merge in automatico. Tenete in considerazione che il processo di merge potrebbe durare anche diverse ore, a seconda del quantitativo di dati.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f3%2fprocesso-di-merge-file-avhd.png" alt="Processo di merge dei file AVHD" width="549" height="566" /&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/File-AVHD-e-snapshot-di-Hyper-V.aspx</link>
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      <pubDate>Sat, 18 Apr 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
      <category>Hyper-V</category>
      <category>Virtualizzazione</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Configurare IIS 6 per gestire i file di Microsoft Office 2007</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Per rendere disponibili per il download i file creati con la suite Microsoft Office 2007 su siti ospitati da Internet Information Server 6 bisogna aggiungere i MIME Type corretti all&amp;rsquo;interno della configurazione di IIS6. Se non viene effettuata la configurazione corretta, nonostante il file esista e venga posizionato all&amp;rsquo;interno della directory corretta si otterr&amp;agrave; il seguente messaggio di errore:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;HTTP Error 404 - File or directory not found.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Internet Information Services (IIS)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Per aggiungere i MIME Type corretti dovete lanciare la Management Console di Internet Information Server 6, cliccare con il tasto destro sul server e all&amp;rsquo;interno delle propriet&amp;agrave; editare i MIME Type aggiungendo le estensioni necessarie, come da seguente tabella:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;table style="width: 521px; height: 410px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="2" align="center"&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="96" align="left" valign="top"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;&lt;strong&gt;Estensione&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td width="520" valign="top"&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;&lt;strong&gt;MIME Type&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="96" valign="top"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;.xlsx&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="520" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;application/vnd.openxmlformats-officedocument.spreadsheetml.sheet&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="96" valign="top"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;.xltx&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="520" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;application/vnd.openxmlformats-officedocument.spreadsheetml.template&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="96" valign="top"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;.potx&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="520" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;application/vnd.openxmlformats-officedocument.presentationml.template&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="96" valign="top"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;.ppsx&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="520" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;application/vnd.openxmlformats-officedocument.presentationml.slideshow&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="96" valign="top"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;.pptx&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="520" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;application/vnd.openxmlformats-officedocument.presentationml.presentation&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="96" valign="top"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;.sldx&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="520" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;application/vnd.openxmlformats-officedocument.presentationml.slide&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="96" valign="top"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;.docx&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="520" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;application/vnd.openxmlformats-officedocument.wordprocessingml.document&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="96" valign="top"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;.dotx&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="520" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;application/vnd.openxmlformats-officedocument.wordprocessingml.template&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="96" valign="top"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;.xlam&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="520" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;application/vnd.ms-excel.addin.macroEnabled.12&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="96" valign="top"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;.xlsb&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="520" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;application/vnd.ms-excel.sheet.binary.macroEnabled.12&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Se avete invece un sito ospitato su Internet Information Server 7 non dovete effettuare alcuna configurazione specifica per le estensioni della suite di Office 2007; per un elenco completo delle estensioni inserite in IIS 7 fate riferimento all&amp;rsquo;articolo del knowledge base Microsoft &lt;a href="http://support.microsoft.com/kb/936496" target="_blank"&gt;KB936496&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Configurare-IIS-6-per-gestire-i-file-di-Microsoft-Office-2007.aspx</link>
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      <pubDate>Fri, 17 Apr 2009 12:02:00 +0100</pubDate>
      <category>Internet Information Server</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Rilasciato il Microsoft Desktop Optimization Pack (MDOP) 2009 e MED-V 1.0</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;E&amp;rsquo; stato rilasciato finalmente il Microsoft Desktop Optimization Pack 2009: detto cos&amp;igrave; potrebbe sembrare una notizia non rilevante ma non se aggiungiamo che all&amp;rsquo;interno del MDOP 2009 sono inclusi anche MED-V 1.0 e APP-V 4.5 CU 1.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f3%2fmicrosoft-med-v-virtualizzazione.png" alt="Microsoft MED-V Virtualizzazione" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco la lista completa:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/windows/enterprise/products/med-v.aspx" target="_blank"&gt;Microsoft Enterprise Desktop Virtualization&lt;/a&gt; (MED-V 1.0)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/windows/enterprise/products/app-virtualization.aspx" target="_blank"&gt;Microsoft Application Virtualization 4.5 Cumulative Update 1&lt;/a&gt; (APP-V 4.5 CU 1)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/windows/enterprise/products/ais.aspx" target="_blank"&gt;Asset Inventory Service&lt;/a&gt; (AIS 1.5)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/windows/enterprise/products/dart.aspx" target="_blank"&gt;Microsoft Diagnostics and Recovery Toolset&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/windows/enterprise/products/advanced-group-policy-management.aspx" target="_blank"&gt;Microsoft Advanced Group Policy Management&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/windows/enterprise/products/dem.aspx" target="_blank"&gt;Microsoft System Center Desktop Error Monitoring&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fmicrosoft-desktop-optimization-pack-2009.png" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Come gi&amp;agrave; accennato in precedenza la vera novit&amp;agrave; consiste nel rilascio del Microsoft Enterprise Desktop Virtualization (MED-V), tecnologia acquisita nel 2008 da Kidaro e integrata perfettamente in stile Microsoft.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;MED-V&lt;/strong&gt; consente di risolvere in modo semplice e veloce il problema della distibuzione di applicazioni di tipo &amp;ldquo;legacy&amp;rdquo; all&amp;rsquo;interno di una rete aziendale: in pratica &amp;egrave; possibile creare e distribuire macchine virtuali per eseguire applicazioni che necessitano ad esempio di sistemi operativi datati (Windows 2000 o Windows XP) in modo totalmente integrato con il desktop della macchina client.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fmicrosoft-med-v.png" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;APP-V&lt;/strong&gt; invece consente di &amp;ldquo;virtualizzare un&amp;rsquo;applicazione&amp;rdquo;, cio&amp;egrave; isolarla completamente dal contesto del sistema operativo host: in questo modo tutte le informazioni necessarie all&amp;rsquo;esecuzione dell&amp;rsquo;applicazione (eseguibili, dll, informazioni di registro, ecc.) saranno totalmente isolate semplificando enormemente le operazioni di deployment, aggiornamento e rimozione.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fmicrosoft-app-v.png" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;E&amp;rsquo; inutile sottolineare come MED-V e APP-V risultino vincenti in ambienti enterprise per la distribuzione di nuovi sistemi operativi e/o applicazioni.&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Rilasciato-il-Microsoft-Desktop-Optimization-Pack-MDOP-2009-e-MED-V-1-0.aspx</link>
      <comments>http://blog.dorio.it/post/Rilasciato-il-Microsoft-Desktop-Optimization-Pack-MDOP-2009-e-MED-V-1-0.aspx#comment</comments>
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      <pubDate>Thu, 02 Apr 2009 22:05:00 +0100</pubDate>
      <category>Virtualizzazione</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Internet Explorer 8.0 disponibile per il download</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Dopo quasi un anno di attesa dal rilascio della prima beta &amp;egrave; finalmente disponibile la versione definitiva in 25 lingue di Microsoft Internet Explorer 8.0.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2finternet-explorer-8.png" alt="Internet Explorer 8" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Le novit&amp;agrave; sono state ampiamente discusse e anticipate nel corso di questo ultimo anno con il susseguirsi delle diverse release pubbliche (Beta 1, Beta 2 e RC1), ma elencarle non fa comunque male a nessuno:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;InPrivate Browsing&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;Web Slices&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;Accelerator&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;E&amp;rsquo; inutile sottolineare come in realt&amp;agrave; le novit&amp;agrave; siano molto pi&amp;ugrave; numerose ma sar&amp;agrave; solo con il continuo utilizzo che potranno essere apprezzate appieno. Inoltre la community dovrebbe far aumentare il numero di Accelerator e di Web Slices in maniera considerevole adesso che il rilascio della versione definitiva &amp;egrave; avvenuto.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per scaricare il browser potete utilizzare i seguenti link:&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Windows XP&lt;/strong&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?displaylang=it&amp;amp;FamilyID=341c2ad5-8c3d-4347-8c03-08cdecd8852b" target="_blank"&gt;Internet Explorer 8.0 x86&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?displaylang=it&amp;amp;FamilyID=d044402c-84ce-472e-b3ac-9531f4feef47" target="_blank"&gt;Internet Explorer 8.0 x64&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Windows Vista&lt;/strong&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?displaylang=it&amp;amp;FamilyID=79154fb4-c610-4a1e-811d-dfe0f1dd84d1" target="_blank"&gt;Internet Explorer 8.0 x86&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?displaylang=it&amp;amp;FamilyID=3aeda9db-b318-408a-860b-bc37bd6ab70c" target="_blank"&gt;Internet Explorer 8.0 x64&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Windows Server 2003&lt;/strong&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?displaylang=it&amp;amp;FamilyID=351b4886-e538-43bf-94b9-cd0cea34dcdc" target="_blank"&gt;Internet Explorer 8.0 x86&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?displaylang=it&amp;amp;FamilyID=d044402c-84ce-472e-b3ac-9531f4feef47" target="_blank"&gt;Internet Explorer 8.0 x64&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Windows Server 2008&lt;/strong&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?displaylang=it&amp;amp;FamilyID=79154fb4-c610-4a1e-811d-dfe0f1dd84d1" target="_blank"&gt;Internet Explorer 8.0 x86&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?displaylang=it&amp;amp;FamilyID=3aeda9db-b318-408a-860b-bc37bd6ab70c" target="_blank"&gt;Internet Explorer 8.0 x64&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Gli addon sono scaricabili a questo &lt;a href="http://ieaddons.com/" target="_blank"&gt;indirizzo&lt;/a&gt; mentre l&amp;rsquo;IEAK &amp;egrave; possibile trovarlo &lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?displaylang=en&amp;amp;FamilyID=0be39082-e9c6-4f6b-a38e-cb4e284cf987" target="_blank"&gt;qui&lt;/a&gt;. Per quanto riguarda &lt;strong&gt;Windows 7&lt;/strong&gt; &amp;egrave; stato rilasciato un aggiornamento per la versione di Internet Explorer che potete scaricare direttamente da Windows Update oppure da questo &lt;a href="http://support.microsoft.com/kb/962921/en-us" target="_blank"&gt;indirizzo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il team di &lt;a href="http://www.microsoft.com/italy/beit/Default.aspx" target="_blank"&gt;BEIT&lt;/a&gt; ha inoltre messo a disposizione una serie di sessioni molto importanti per sistemisti e sviluppatori che consentono di approfondire aspetti importanti del nuovo browser:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/italy/beit/TechNet.aspx?video=376b8755-f6fd-4bbe-856a-609d0d2bbb37" target="_blank"&gt;Architettura e funzionalit&amp;agrave; di sicurezza&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/italy/beit/Generic.aspx?video=fc2d4b1a-73ff-408d-9e52-76a7837edac2" target="_blank"&gt;Compatibilit&amp;agrave; e standard&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/italy/beit/TechNet.aspx?video=c0e9bc8b-4ce5-4062-b129-2da873a0521b" target="_blank"&gt;Personalizzazione del browser tramite l&amp;rsquo;Internet Explorer Administration Kit&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/italy/beit/TechNet.aspx?video=471e410f-2627-4ec6-8f0f-f96e7f1257ce" target="_blank"&gt;Distribuzione centralizzata tramite Group Policy&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/italy/beit/Generic.aspx?video=ec72c783-69fc-4398-9ba1-abd01d43b384" target="_blank"&gt;Developer tools&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/italy/beit/Generic.aspx?video=2d3fcda7-08ca-4216-8990-f3470574ce54" target="_blank"&gt;Web Slices, Accelerators e Visual Search&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/italy/beit/Generic.aspx?video=4883280e-73ce-449a-8f8d-93e5be410d48" target="_blank"&gt;Novit&amp;agrave; per sviluppatori AJAX&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Inoltre Microsoft ha pubblicato una serie di documenti tecnici utili per i sistemisti:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?displaylang=en&amp;amp;FamilyID=19d2fc2b-a7f2-4aad-a1e2-6bbb773fb78b" target="_blank"&gt;Internet Explorer 8 Technology Overview for Enterprise and IT Pros&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?displaylang=en&amp;amp;FamilyID=728ab2c8-8000-4888-8f62-340223d01fe0" target="_blank"&gt;Techniques for Preinstalling Internet Explorer 8&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?displaylang=en&amp;amp;FamilyID=ab4655f2-0a3c-42eb-974d-24b2790bf592" target="_blank"&gt;Group Policy Settings Reference Windows Internet Explorer 8&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?displaylang=en&amp;amp;FamilyID=e1da2f8c-f982-4cae-a83a-831188e57df9" target="_blank"&gt;Internet Explorer 8 FAQ for Business&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?displaylang=en&amp;amp;FamilyID=148fbe97-8bed-451e-9b8c-15f5f8e923b1" target="_blank"&gt;Internet Explorer 8 Tecnology Overview for Delevopers&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Internet-Explorer-8-0-disponibile-per-il-download.aspx</link>
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      <pubDate>Wed, 18 Mar 2009 22:14:00 +0100</pubDate>
      <category>Internet Explorer</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Calcolate quanto siete "Green" con www.hyper-green.com</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;In questo ultimo periodo non si riesce a discutere tranquillamente di progetti IT senza utilizzare in ogni frase termini quali virtualizzazione, green, consolidamento e soprattutto riduzione dei costi. E proprio in questo ambito che pu&amp;ograve; tornare estremamente utile il sito &lt;a href="http://www.hyper-green.com"&gt;www.hyper-green.com&lt;/a&gt; realizzato da Microsoft in supporto ai progetti di virtualizzazione.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Il sito, che utilizza pesantemente la tecnologia Silverlight, consente d i inserire il numero di server fisici presenti prima del progetto di virtualizzazione e quelli utilizzati dopo il progetto evidenziando fin da subito la percentuale di consolidamento; successivamente &amp;egrave; possibile creare il report relativo impostando per&amp;ograve; il parametro relativo al costo del singolo kWh.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;A questo punto avrete i risparmi in raffreddamento, assorbimento e hardware proiettati su un intero anno. Inoltre, non meno importante, la riduzione di emissioni di CO2 sempre rapportata all&amp;rsquo;anno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fmicrosoft-hyper-v-green.png" alt="Microsoft Hyper-V Green" width="545" height="280" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Adesso potete procedere al salvataggio del report evidenziando, se volete, la possibilit&amp;agrave; di essere presi in considerazione da Microsoft stessa per un case study.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;A prima vista potrebbe sembrare un semplice &amp;ldquo;&lt;em&gt;sito per giocare&lt;/em&gt;&amp;rdquo; ma al fine di presentare un progetto di virtualizzazione &amp;egrave; necessario considerare tutte le variabili in gioco e presentare dati rilevanti in termini di risparmio: utilizzare gli strumenti che Microsoft mette a disposizione (da non dimenticare inoltre il &lt;a href="https://roianalyst.alinean.com/msft/AutoLogin.do?d=307025591178580657" target="_blank"&gt;Microsoft Integrated Virtualization ROI Tool&lt;/a&gt;, molto pi&amp;ugrave; complicato da utilizzare ma infinitamente pi&amp;ugrave; utile) ci consente di produrre progetti corredati di calcoli, dati e grafici che mettono in evidenza gli effettivi vantaggi derivanti da un progetto di consolidamento.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fmicrosoft-hyper-v-green-report.png" alt="Microsoft Hyper-V Green Report" width="546" height="269" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Calcolate-quanto-siete-green-con-www-hyper-green-com.aspx</link>
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      <pubDate>Tue, 17 Mar 2009 21:24:00 +0100</pubDate>
      <category>Green IT</category>
      <category>Hyper-V</category>
      <category>Virtualizzazione</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Rilasciata la beta di Virtual Machine Manager 2008 R2 per la gestione di Hyper-V R2</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;E&amp;rsquo; stata rilasciata da pochi giorni la versione beta di &lt;a href="http://blogs.technet.com/rakeshm/archive/2009/03/16/scvmm-2008-r2-beta-is-available-now.aspx" target="_blank"&gt;Microsoft Virtual Machine Manager 2008 R2&lt;/a&gt; che supporta tutte le nuove caratteristiche introdotte con la versione R2 di Hyper-V: il download &amp;egrave; disponibile dal sito &lt;a href="http://connect.microsoft.com/" target="_blank"&gt;Microsoft Connect Beta&lt;/a&gt; sotto la categoria &amp;ldquo;server&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Il supporto alle nuove caratteristiche include:&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Live Migration&lt;/strong&gt;: supporto alla funzionalit&amp;agrave; introdotta con Windows 2008 R2 che consente la migrazione delle macchine guest in un ambiente cluster con uno storage condiviso senza la perdita delle connessioni da parte degli utenti (in pratica una Quick Migration senza il downtime). Questa funzionalit&amp;agrave; viene realizzata grazie al trasferimento delle pagine di memoria delle macchine virtuali da un host a un&amp;rsquo;altro (l&amp;rsquo;unico requisito &amp;egrave; che i processori dei due host siano identici a livello di costruttore e di architettura).&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Pi&amp;ugrave; di una macchina virtuale per LUN&lt;/strong&gt;: grazie all&amp;rsquo;implementazione del CSV (Clustered Shared Volumes) una singola LUN pu&amp;ograve; essere visibile a tutti i nodi del cluster, in questo modo &amp;egrave; possibile spostare una singola VM da una LUN senza obbligatoriamente spostare tutte le VM presenti sulla LUN stessa.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Gestione avanzata della SAN&lt;/strong&gt;: &amp;egrave; adesso possibile spostare una VM da un ambiente a singolo host a un sistema cluster e viceversa. Per quanto riguarda le SAN iSCSI &amp;egrave; ora possibile gestire pi&amp;ugrave; di una LUN.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Implementazioni del sistema di networking&lt;/strong&gt;: sono state introdotte due sistemi per ottimizzare le comunicazioni di rete, il VMQ e TCP/IP Chimney.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Questi sono le principali e pi&amp;ugrave; importanti novit&amp;agrave; presenti nella versione beta attualmente disponibile ma la roadmap che conduce al rilascio prevede nuove features e una lunga serie di importanti fixes.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Il tutto fa ben sperare per la release finale.&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Rilasciata-la-beta-di-Virtual-Machine-Manager-2008-R2-per-la-gestione-di-Hyper-V-R2.aspx</link>
      <comments>http://blog.dorio.it/post/Rilasciata-la-beta-di-Virtual-Machine-Manager-2008-R2-per-la-gestione-di-Hyper-V-R2.aspx#comment</comments>
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      <pubDate>Sun, 15 Mar 2009 21:07:00 +0100</pubDate>
      <category>Hyper-V</category>
      <category>Virtualizzazione</category>
      <dc:publisher>adorio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Spiceworks e la rivoluzione della gestione degli asset IT</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;Spiceworks &amp;egrave; gratuito. Con questa affermazione mettiamo subito in chiaro che non &amp;egrave; indispensabile investire migliaia di euro per ottenere uno strumento completo, professionale, flessibile e preciso per la gestione della maggior parte degli aspetti IT. Possibile ma non indispensabile.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Spiceworks non &amp;egrave; uno strumento open source. E con questa seconda affermazione miniamo un diffuso quanto errato assioma secondo il quale, se un&amp;rsquo;applicazione &amp;egrave; free allora &amp;egrave; anche open source.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Detto questo possiamo dedicarci pi&amp;ugrave; approfonditamente a &lt;a href="http://www.spiceworks.com/" target="_blank"&gt;Spiceworks&lt;/a&gt;, alle sue funzionalit&amp;agrave;, ai suoi pregi e ai suoi difetti ma non prima di aver visto un video di presentazione direttamente prodotto dagli sviluppatori.&lt;/p&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;object id="viddler" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" width="437" height="265" getplayheadtime="function () {      return eval(instance.CallFunction(&amp;quot;&amp;lt;invoke name=\&amp;quot;&amp;quot;+name+&amp;quot;\&amp;quot; returntype=\&amp;quot;javascript\&amp;quot;&amp;gt;&amp;quot; + __flash__argumentsToXML(arguments,0) + &amp;quot;&amp;lt;/invoke&amp;gt;&amp;quot;));   }" getcurrenttime="function () {      return eval(instance.CallFunction(&amp;quot;&amp;lt;invoke name=\&amp;quot;&amp;quot;+name+&amp;quot;\&amp;quot; returntype=\&amp;quot;javascript\&amp;quot;&amp;gt;&amp;quot; + __flash__argumentsToXML(arguments,0) + &amp;quot;&amp;lt;/invoke&amp;gt;&amp;quot;));   }" viddlerswitch="function () {      return eval(instance.CallFunction(&amp;quot;&amp;lt;invoke name=\&amp;quot;&amp;quot;+name+&amp;quot;\&amp;quot; returntype=\&amp;quot;javascript\&amp;quot;&amp;gt;&amp;quot; + __flash__argumentsToXML(arguments,0) + &amp;quot;&amp;lt;/invoke&amp;gt;&amp;quot;));   }" viddlerseek="function () {      return eval(instance.CallFunction(&amp;quot;&amp;lt;invoke name=\&amp;quot;&amp;quot;+name+&amp;quot;\&amp;quot; returntype=\&amp;quot;javascript\&amp;quot;&amp;gt;&amp;quot; + __flash__argumentsToXML(arguments,0) + &amp;quot;&amp;lt;/invoke&amp;gt;&amp;quot;));   }" viddleropen="function () {      return eval(instance.CallFunction(&amp;quot;&amp;lt;invoke name=\&amp;quot;&amp;quot;+name+&amp;quot;\&amp;quot; returntype=\&amp;quot;javascript\&amp;quot;&amp;gt;&amp;quot; + __flash__argumentsToXML(arguments,0) + &amp;quot;&amp;lt;/invoke&amp;gt;&amp;quot;));   }" viddlerpause="function () {      return eval(instance.CallFunction(&amp;quot;&amp;lt;invoke name=\&amp;quot;&amp;quot;+name+&amp;quot;\&amp;quot; returntype=\&amp;quot;javascript\&amp;quot;&amp;gt;&amp;quot; + __flash__argumentsToXML(arguments,0) + &amp;quot;&amp;lt;/invoke&amp;gt;&amp;quot;));   }" playmovie="function () {      return eval(instance.CallFunction(&amp;quot;&amp;lt;invoke name=\&amp;quot;&amp;quot;+name+&amp;quot;\&amp;quot; returntype=\&amp;quot;javascript\&amp;quot;&amp;gt;&amp;quot; + __flash__argumentsToXML(arguments,0) + &amp;quot;&amp;lt;/invoke&amp;gt;&amp;quot;));   }" pausemovie="function () {      return eval(instance.CallFunction(&amp;quot;&amp;lt;invoke name=\&amp;quot;&amp;quot;+name+&amp;quot;\&amp;quot; returntype=\&amp;quot;javascript\&amp;quot;&amp;gt;&amp;quot; + __flash__argumentsToXML(arguments,0) + &amp;quot;&amp;lt;/invoke&amp;gt;&amp;quot;));   }" startmovie="function () {      return eval(instance.CallFunction(&amp;quot;&amp;lt;invoke name=\&amp;quot;&amp;quot;+name+&amp;quot;\&amp;quot; returntype=\&amp;quot;javascript\&amp;quot;&amp;gt;&amp;quot; + __flash__argumentsToXML(arguments,0) + &amp;quot;&amp;lt;/invoke&amp;gt;&amp;quot;));   }" stopmovie="function () {      return eval(instance.CallFunction(&amp;quot;&amp;lt;invoke name=\&amp;quot;&amp;quot;+name+&amp;quot;\&amp;quot; returntype=\&amp;quot;javascript\&amp;quot;&amp;gt;&amp;quot; + __flash__argumentsToXML(arguments,0) + &amp;quot;&amp;lt;/invoke&amp;gt;&amp;quot;));   }" setmovie="function () {      return eval(instance.CallFunction(&amp;quot;&amp;lt;invoke name=\&amp;quot;&amp;quot;+name+&amp;quot;\&amp;quot; returntype=\&amp;quot;javascript\&amp;quot;&amp;gt;&amp;quot; + __flash__argumentsToXML(arguments,0) + &amp;quot;&amp;lt;/invoke&amp;gt;&amp;quot;));   }"&gt;
&lt;param name="movie" value="http://www.viddler.com/simple_on_site/d27eb5d" /&gt;
&lt;param name="allowScriptAccess" value="always" /&gt;
&lt;param name="allowFullScreen" value="true" /&gt;
&lt;/object&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Spiceworks &amp;egrave; uno strumento professionale che integra al suo interno un evoluto sistema di &lt;strong&gt;Inventory&lt;/strong&gt; di tutto l&amp;rsquo;hardware presente all&amp;rsquo;interno di una rete, uno strumento di &lt;strong&gt;Monitoring&lt;/strong&gt;, un potente tool di &lt;strong&gt;Reporting&lt;/strong&gt;, un efficiente sistema di &lt;strong&gt;Troubleshooting&lt;/strong&gt;, un portale di &lt;strong&gt;Help desk&lt;/strong&gt; e l&amp;rsquo;interazione con un social networking che vi metter&amp;agrave; in contatto con una &lt;strong&gt;Community&lt;/strong&gt; di oltre 500.000 professionisti IT.&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;
&lt;object id="viddler" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" width="437" height="347"&gt;
&lt;param name="movie" value="http://www.viddler.com/simple_on_site/3cc7fe8a" /&gt;
&lt;param name="allowScriptAccess" value="always" /&gt;
&lt;param name="allowFullScreen" value="true" /&gt;
&lt;/object&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Gi&amp;agrave; dall&amp;rsquo;elenco delle macro caratteristiche si pu&amp;ograve; facilmente intuire quanto Spiceworks si allontani notevolmente dal percorso tracciato dai prodotti simili di taglio maggiormente tradizionale per evolvere in un approccio totalmente Web 2.0 con profonde iterazioni con la community, ed &amp;egrave; proprio questa peculiarit&amp;agrave; che rende interessante il prodotto, che , release dopo release, implementa funzionalit&amp;agrave; sempre pi&amp;ugrave; innovative e aderenti alle reali necessit&amp;agrave; degli IT manager.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Spiceworks pu&amp;ograve; essere scaricato al seguente indirizzo:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://community.spiceworks.com/referral/008f6b3c1e3e068db0ba629eee3bceb1" target="_blank"&gt;&lt;img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://resources.spiceworks.com/banners/spiceworks/spread_spiceworks/images/buttons/download-spiceworks.png" border="0" alt="Download Spiceworks" width="176" height="21" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Il download &amp;egrave; estremamente contenuto (17 Mb) e l&amp;rsquo;installazione pu&amp;ograve; essere effettuata solo sui sistemi Windows (XP Pro SP2 e SP3, Vista, Vista SP1, 2003 SP1, SP2, 2003 R2 SP1 e SP2, Windows 2008 SP1). Le richieste in termini di risorse sono abbastanza esigue anche se non dobbiamo scendere al di sotto di 1 Gb di ram e un processore Pentium III a 1 GHz per mantenere un livello accettabile di performance.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Poich&amp;eacute; Spiceworks &amp;egrave; un applicazione web-based i browser supportati ufficialmente sono Internet Explorer (versioni 6.0 e 7.0) e Firefox (dalla versione 1.5 alla 3.0).&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Nelle varie prove abbiamo utilizzato Internet Explorer 7.0 e 8.0 (versione beta), Firefox 3.0 e Chrome 1.0 come client e un server Fujitsu &amp;ndash; Siemens RX100S3 (con un processore Pentium IV a 2.0 GHz e 2 Gb di ram con configurazione RAID1 hardware e 160 Gb di spazio disco).&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Abbiamo inoltre sperimentato la compatibilit&amp;agrave; su di macchina virtuale Hyper-V senza riscontrare problema alcuno, sia a livello di performance che di funzionamento.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;L&amp;rsquo;installazione di Spiceworks si conclude in pochi click: unica particolarit&amp;agrave; degna di nota &amp;egrave; la porta TCP sulla quale attivare il servizio, che dovr&amp;agrave; essere scelta a seconda del fatto che sia gi&amp;agrave; presente un server web sulla porta 80 o meno.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Una volta terminata l&amp;rsquo;installazione si procede con la creazione dell&amp;rsquo;account che vi consentir&amp;agrave; di accedere all&amp;rsquo;applicazione (la mail diventer&amp;agrave; lo user name) e, se autorizzato tramite le apposite impostazioni nella sezione Settings, anche alla community di Spiceworks.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Una volta effettuato il primo login dobbiamo configurare la griglia di scansione nei settaggi di Spiceworks per poter popolare il database con tutti i dispositivi connessi alla vostra rete. E&amp;rsquo; fondamentale prestare particolare attenzione durante questa fase per creare una griglia ottimizzata ed evitare cos&amp;igrave; sprechi di tempo e risorse.&lt;br /&gt;Creare una griglia &amp;egrave; molto semplice, &amp;egrave; sufficiente inserire il range di IP che pu&amp;ograve; essere costituito da un singolo indirizzo, da un range della stessa classe o da range di classi differenti; purtroppo non &amp;egrave; possibile definire range con notazioni a &amp;ldquo;bit&amp;rdquo; (es: /16, /24, ecc..) ma solamente indicando sempre il range specifico (es: 192.168.1.1-254, 192.168.1,2,3.1-254, ecc..).&lt;br /&gt;A un range si deve associare uno o pi&amp;ugrave; metodi di autenticazione tra quelli disponibili:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;autenticazione tramite nome utente e password&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;autenticazione SNMP&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;autenticazione SSH&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p align="justify"&gt;ovviamente anche in base alla tipologia di dispositivi presenti all&amp;rsquo;interno del relativo range (se si tratta esclusivamente di apparati SNMP sar&amp;agrave; sufficiente inserire solamente l&amp;rsquo;autenticazione SNMP, cos&amp;igrave; come se si tratta di server o client Windows sar&amp;agrave; sufficiente l&amp;rsquo;autenticazione tramite nome utente e password).&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Una volta terminata la definizione della griglia si pu&amp;ograve; procedere con la prima scansione della rete e contemporaneamente definire i parametri per i successivi aggiornamenti.&lt;br /&gt;Al termine avremo popolato il database con tutti gli apparati presenti all&amp;rsquo;interno dei range indicati in precedenza e l&amp;rsquo;accuratezza sar&amp;agrave; fortemente influenzata dall&amp;rsquo;associazione range &amp;ndash; autenticazione; a questo punto sar&amp;agrave; possibile implementare le informazioni presenti all&amp;rsquo;interno dell&amp;rsquo;Inventory aggiungendo tutti i campi necessari e completando e/o correggendo quelli presenti.&lt;br /&gt;Sar&amp;agrave; inoltre possibile modificare la &amp;ldquo;catalogazione&amp;rdquo; degli apparati e associare agli stessi un nuovo sistema di autenticazione nonch&amp;eacute; caricare dei documenti allegandoli ai singoli sistemi.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://community.spiceworks.com/referral/008f6b3c1e3e068db0ba629eee3bceb1" target="_blank"&gt;&lt;img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://resources.spiceworks.com/banners/spiceworks/spread_spiceworks/images/screenshots/spiceworks_inventory.png" border="0" alt="Spiceworks Free Network Management Software" width="230" height="225" /&gt; &lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Lo strumento di Monitoring ha subito una profonda e radicale revisione nel corso delle varie release fino a includere, dalla 3.5, uno strumento per l&amp;rsquo;analisi e la creazione di grafici on the fly, di ogni singola porta dei dispositivi di rete (router, switch, firewall, ecc..).&lt;br /&gt;Tramite le funzionalit&amp;agrave; storiche &amp;egrave; altres&amp;igrave; possibile creare qualsivoglia tipo di alert in base ai dati raccolti durante la fase di Inventory su tutti i tipi di dispositivi: &amp;egrave; possibile creare un alert per venire avvisati tramite mail quando si sta esaurendo lo spazio su disco su di un server, oppure quando il traffico di una porta specifica di uno switch supera un determinato valore o ancora quando un utente installa un software specifico.&lt;br /&gt;Anche in questo caso &amp;egrave; fondamentale una corretta impostazione generale degli alert per evitare di venire inondati di mail con poca importanza tra le quali sar&amp;agrave; difficile distinguere quelle significative o viceversa tralasciare qualche importante evento critico.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.spiceworks.com/3.5/#analyzer" target="_blank"&gt;&lt;img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://resources.spiceworks.com/banners/spiceworks/spread_spiceworks/images/screenshots/spiceworks_analyzer.png" border="0" alt="Watch Traffic with Network Bandwidth Analyzer" width="230" height="225" /&gt; &lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Il tool di Reporting rappresenta un fondamentale tassello per effettuare interrogazioni di qualsiasi tipo al database di Inventory e la semplicit&amp;agrave; con la quale &amp;egrave; possibile crearsi i report personalizzati permette l&amp;rsquo;utilizzo di questa sezione di Spiceworks a utenti con conoscenze di basso livello informatico. A ulteriore supporto giunge l&amp;rsquo;intera Community, dalla quale &amp;egrave; possibile scaricare e installare con due click del mouse centinai di report confezionati da tutti gli utilizzatori.&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;
&lt;object id="viddler" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" width="437" height="347"&gt;
&lt;param name="movie" value="http://www.viddler.com/simple_on_site/7f5f692d" /&gt;
&lt;param name="allowScriptAccess" value="always" /&gt;
&lt;param name="allowFullScreen" value="true" /&gt;
&lt;/object&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Il portale di Help desk rappresenta un complemento necessario e indispensabile alle funzioni di Inventory, Monitoring e Troubleshooting: con la possibilit&amp;agrave; di integrarsi con una struttura Active Directory esistente e con una gestione dei ticket e delle Timelines evoluta rappresenta sicuramente un primo passo verso la creazione di un sistema di Help desk evoluto e maggiormente user friendly.&lt;br /&gt;E&amp;rsquo; giusto per&amp;ograve; mettere in evidenza come sia possibile &amp;ldquo;intendere&amp;rdquo; il sistema di Help desk sia come portale nei confronti degli utenti sia come strumento a disposizione delle risorse IT per monitorare le normali attivit&amp;agrave; collegate alla manutenzione dell&amp;rsquo;infrastruttura; proprio in quest&amp;rsquo;ottica gli sviluppatori di Spiceworks hanno creato una sezione apposita denominata IT Services all&amp;rsquo;interno della quale sar&amp;agrave; possibile caricare (questa volta in modo del tutto manuale) tutti i contratti, i servizi e le subscription verso terzi (linee dati, contratti di manutenzione di server e client, mainteneance software, ecc..) e per ognugno, in caso di necessit&amp;agrave;, sar&amp;agrave; possibile aprire un ticket e di conseguenza creare uno storico per singolo servizio dei malfunzionamenti.&lt;br /&gt;Ultima funzionalit&amp;agrave; da segnalare in merito all&amp;rsquo;apertura dei ticket &amp;egrave; la possibilit&amp;agrave; di associare una &amp;ldquo;lista della spesa&amp;rdquo; per consentire la chiusura del ticket stesso: la lista verr&amp;agrave; linkata direttamente alla Community per reperire recensioni e giudizi.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.spiceworks.com/it-help-desk" target="_blank"&gt;&lt;img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://resources.spiceworks.com/banners/spiceworks/spread_spiceworks/images/screenshots/spiceworks_help-desk.png" border="0" alt="Spiceworks IT Help Desk" width="230" height="225" /&gt; &lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Le Timelines rappresentano un utile strumento di controllo delle attivit&amp;agrave; nell&amp;rsquo;utilizzo condiviso di Spiceworks tra pi&amp;ugrave; operatori. Verranno segnalate tutte le principali modifiche ai dati: dall&amp;rsquo;apertura di nuovi ticket alla chiusura degli stessi, da qualsiasi variazione relativa all&amp;rsquo;Inventory agli alert che sono stati recentemente attivati.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.spiceworks.com/3.5/#timelines" target="_blank"&gt;&lt;img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://resources.spiceworks.com/banners/spiceworks/spread_spiceworks/images/screenshots/spiceworks_timelines.png" border="0" alt="Easily Track Changes with Timelines" width="230" height="225" /&gt; &lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Il team di sviluppatori di Spiceworks ha deciso, dalla versione 3.5, di introdurre un ulteriore fattore che non potr&amp;agrave; non costituire una pietra miliare nell&amp;rsquo;evoluzione del prodotto: i Plug-in, che possono spaziare dalle semplici applicazioni esterne integrate con i men&amp;ugrave; di Spiceworks a vere e proprie estensioni in stile Firefox (traduzioni in varie lingue, grafici, estensioni del sistema di Help desk, ecc..). Insieme agli IT Services e alle Timelines costituiscono un insieme di innovazioni non trascurabili e di indubbia utilit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.spiceworks.com/3.5/#plugins" target="_blank"&gt;&lt;img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://resources.spiceworks.com/banners/spiceworks/spread_spiceworks/images/screenshots/spiceworks_plugins.png" border="0" alt="Extend Spiceworks with Plugins(BETA)" width="230" height="225" /&gt; &lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;In ultimo la vastissima Community di Spiceworks (un vero e proprio social networking) costituita da pi&amp;ugrave; di 500.000 professionisti IT che interagiscono con i dati raccolti dall&amp;rsquo;Inventory tramite recensioni, commenti e white papers ai quali si aggiungono servizi e consigli sulle nuove tecnologie o sui singoli prodotti. Le sezioni How-To e i White Paper permettono, a chi approccia Spiceworks per la prima volta, di superare i primi ostacoli con facilit&amp;agrave; e di apprendere in maniera semplice e immediata &amp;ldquo;l&amp;rsquo;arte della personalizzazione&amp;rdquo; di Spiceworks.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://community.spiceworks.com" target="_blank"&gt;&lt;img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://resources.spiceworks.com/banners/spiceworks/spread_spiceworks/images/screenshots/spiceworks_community.png" border="0" alt="Spiceworks Community" width="230" height="225" /&gt; &lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;In aggiunta alla Community &amp;egrave; stata da poco presentato la &lt;a href="http://www.spiceworks.com/tv/" target="_blank"&gt;Spiceworks TV&lt;/a&gt; (al momento ancora in versione beta), grazie alla quale diventer&amp;agrave; ancora pi&amp;ugrave; semplice prendere confidenza con le caratteristiche basilari di Spiceworks. I canali a disposizione saranno 6 (Training, Webinars, Spiceworls Sessions, Product Overviews, IT Comedy e Vendor Resources) e la promessa del team &amp;egrave; di creare aggiornamenti settimanali. Al di l&amp;agrave; del canale dedicato allo svago (IT Comedy), pur sempre necessario al professionista IT, la qualit&amp;agrave; dei contenuti &amp;egrave; sufficientemente buona da stimolare la voglia di tornare per vedere le successive pubblicazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Spiceworks &amp;egrave; gratuito e non &amp;egrave; open source. E quindi come fa a mantere uno &lt;a href="http://www.spiceworks.com/meettheteam/" target="_blank"&gt;staff&lt;/a&gt; cos&amp;igrave; corposo di professionisti? La prima fonte di sostentamento &amp;egrave; certamente l&amp;rsquo;advertising, copioso e ben integrato in tutto il sistema, e a seguire gli sponsor (nomi non da poco come HP, Google, Sony, Intel, Rackspace, ecc..), le donazioni degli aderenti alla Community per non dimenticare la versione di Spiceworks chiamata &lt;a href="http://www.spiceworks.com/myway/" target="_blank"&gt;Spiceworks MyWay&lt;/a&gt; (anch&amp;rsquo;essa in beta) &amp;ldquo;brandizzata&amp;rdquo; e senza advertising messa a disposizione degli utenti per 20 dollari al mese.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Ma alla fine ne vale la pena?&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Spiceworks non solo si dimostra un ottimo prodotto gratuito ma pu&amp;ograve; competere ad armi pari con molti prodotti a pagamento, sia in termini di funzionalit&amp;agrave; che di completezza. L&amp;rsquo;Inventory si dimostra (successivamente alla creazione di una griglia ottimizzata) molto preciso nella parte di discovery. La facilit&amp;agrave; con la quale si gestisce e si personalizza l&amp;rsquo;Inventory permette di modellare il programma secondo le proprie esigenze e grazie al Monitoring e al Troubleshooting saremo sempre informati su tutto ci&amp;ograve; che accade ai nostri apparati.&lt;br /&gt;Lo strumento di Help desk non &amp;egrave; certamente in grado di competere con prodotti simili ma si integra perfettamente nella filosofia di Spiceworks e degli IT Services e probabilmente soffre ancora degli inevitabili difetti di giovent&amp;ugrave;.&lt;br /&gt;La Community offre una garanzia importante a supporto di Spiceworks; &amp;egrave; difficile sentirsi &amp;ldquo;abbandonati&amp;rdquo; (come spesso accade con altri software) e le continue innovazioni, le proposte e le implementazioni che vengono proposte a successivamente distribuite dal team di sviluppatori di Spiceworks permettono di creare e mantenere un importante clima di collaborazione.&lt;br /&gt;A titolo esemplificativo potete guardare il prototipo della &lt;a href="http://resources.spiceworks.com/banners/spiceworks/community/demo_networkmap/networkmap.html" target="_blank"&gt;Mappa di Rete Dinamica&lt;/a&gt; che dovrebbe essere inserito nella release 4.0 di Spiceworks: veramente eccezionale sotto tutti i punti di vista.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Spiceworks non &amp;egrave; per&amp;ograve; esente da difetti, tra i quali spicca la lentezza di alcune operazioni, soprattutto sui computer pi&amp;ugrave; datati: a volte la risposta si fa attendere pi&amp;ugrave; del necessario ma la situazione&amp;nbsp; in fase di netto miglioramento: dalla versione 3.0 alla 3.6 c&amp;rsquo;&amp;egrave; stata una diminuzione esponenziale della lentezza e il team sta lavorando per ottimizzare ulteriormente il codice.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Per rispondere alla domanda iniziale&amp;hellip; Si, ne vale la pena. Ha senso introdurre Spiceworks in azienda e farlo diventare lo strumento di riferimento per la gestione di molti aspetti IT, ma non si deve commettere l&amp;rsquo;errore di pensare che senza un utilizzo continuativo e una quotidiana amministrazione Spiceworks possa risolvere i problemi in totale autonomia.&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Spiceworks-e-la-rivoluzione-della-gestione-degli-asset-IT.aspx</link>
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      <pubDate>Sun, 01 Mar 2009 18:53:00 +0100</pubDate>
      <category>Approfondimenti</category>
      <category>Spiceworks</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Errore durante la creazione di un Failover Cluster Hyper-V: The disk path is either is not available, not accessible or cannot be managed by the cluster</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;In un ambiente Microsoft Windows Server 2008 x64 dopo aver abilitato il ruolo Hyper-V e aver aggiunto la feature Failover Cluster se provate, tramite la Failover Cluster Management Console, a creare una macchina virtuale in alta affidabilit&amp;agrave; verificherete che non sussite alcun problema.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Le prime difficolt&amp;agrave; compaiono se provate ad aggiungere la seconda macchina virtuale e nello specifico verr&amp;agrave; restituito il seguente errore:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; color: #ff0000;"&gt;&amp;ldquo;The disk path XXXXXXXX is either is not available, not accessible or cannot be managed by the cluster.&amp;rdquo;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;L&amp;rsquo;unico modo per risolvere il problema &amp;egrave; installare l&amp;rsquo;aggiornamento di tutta la parte di Failover Cluster di Windows 2008 disponibile al seguente indirizzo:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;a title="http://support.microsoft.com/kb/951308" href="http://support.microsoft.com/kb/951308"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;http://support.microsoft.com/kb/951308&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;L&amp;rsquo;aggiornamento consente di migliorare l&amp;rsquo;integrazione tra il Failover Cluster e il ruolo di Hyper-V e, tra le varie migliorie apportate, consente di inserire pi&amp;ugrave; di una macchina virtuale come applicazioni in failover.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Errore-durante-la-creazione-di-un-Failover-Cluster-Hyper-V-The-disk-path-is-either-is-not-available-not-accessible-or-cannot-be-managed-by-the-cluster.aspx</link>
      <comments>http://blog.dorio.it/post/Errore-durante-la-creazione-di-un-Failover-Cluster-Hyper-V-The-disk-path-is-either-is-not-available-not-accessible-or-cannot-be-managed-by-the-cluster.aspx#comment</comments>
      <guid>http://blog.dorio.it/post.aspx?id=84f5542d-e599-4eb5-8668-3e626250f42b</guid>
      <pubDate>Tue, 17 Feb 2009 21:15:00 +0100</pubDate>
      <category>Hyper-V</category>
      <category>Virtualizzazione</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Problema risolto tra Hyper-V e HP Network Teaming Software</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;E&amp;rsquo; stata finalmente rilasciata la nuova versione dell&amp;rsquo;HP Proliant Network Teaming Software che risolve il problema relativo al software HP e al ruolo Hyper-V illustrato nel seguente articolo del KB Microsoft:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a title="http://support.microsoft.com/kb/950792" href="http://support.microsoft.com/kb/950792"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;http://support.microsoft.com/kb/950792&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Adesso creare team di rete anche con il ruolo Hyper-V attivo non dovrebbe pi&amp;ugrave; rappresentare un problema. Per capire esattamente quali sono i passaggi da seguire per effettuare l&amp;rsquo;aggiornamento potete far riferimento al seguente white paper (che troverete anche in allegato a questo &lt;/span&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/file.axd?file=2010%2f6%2fc01663264.pdf"&gt;c01663264.pdf (269,13 kb)&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;):&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a title="http://h20000.www2.hp.com/bc/docs/support/SupportManual/c01663264/c01663264.pdf" href="http://h20000.www2.hp.com/bc/docs/support/SupportManual/c01663264/c01663264.pdf"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;http://h20000.www2.hp.com/bc/docs/support/SupportManual/c01663264/c01663264.pdf&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Verificate con accuratezza le informazioni contenute nel documento prima di procedere con l&amp;rsquo;aggiornamento.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Problema-risolto-tra-Hyper-V-e-HP-Network-Teaming-Software.aspx</link>
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      <pubDate>Thu, 12 Feb 2009 21:54:00 +0100</pubDate>
      <category>Hyper-V</category>
      <category>Virtualizzazione</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Tabella comparativa tra Hyper-V e Hyper-V R2</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Dopo aver testato per alcune settimane la nuova piattaforma Hyper-V R2 in versione beta ho ritenuto opportuno riassumere le nuove caratteristiche in una tabella comparativa tra le nuove due versioni ancora in beta (Hyper-V R2 e Windows 2008 R2 Enterprise e Datacenter Edition) e la versione Hyper-V gi&amp;agrave; rilasciata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;table style="width: 514px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="2" align="center"&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="155" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="101" valign="top"&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;Hyper-V 2008&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td width="123" valign="top"&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;Hyper-V 2008 R2&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td width="133" valign="top"&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;Ent &amp;amp; DC&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="155" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;Solo x64&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="101" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;SI&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="123" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;SI&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="133" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;SI&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="155" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;Tipologia di prodotto&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="101" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;Standalone&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="123" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;Standalone&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="133" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;Sistema operativo&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="155" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;Numero di socket&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="101" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;4&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="123" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;8&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="133" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;8 Ent &amp;amp; 64 DC&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="155" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;Numero di core&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="101" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;24 con QFE&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="123" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;32&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="133" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;32&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="155" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;Memoria&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="101" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;32 Gb&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="123" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;1 Tb&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="133" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;1 Tb&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="155" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;Migrazione VM&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="101" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;Nessuna&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="123" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;Quick e Live&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="133" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;Quick e Live&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="155" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;Licenze per guest&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="101" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;0&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="123" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;0&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="133" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;4 Ent &amp;amp; infinite DC&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td width="155" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;Numero di VM guest&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="101" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;192&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="123" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;256&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td width="133" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"&gt;256&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Diciamo che la novit&amp;agrave; pi&amp;ugrave; interessante &amp;egrave; rappresentata dalla possibilit&amp;agrave; di effettuare sia la Quick che la Live Migration, che dovrebbe consentire di spostare, grazie all&amp;rsquo;adozione di un CSV (Cluster Shared Volume), le macchine virtuali da un nodo di un cluster a un altro senza perdere le connessioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;E&amp;rsquo; altres&amp;igrave; evidente come l&amp;rsquo;incremento di memoria disponibile (da 32 Gb a 1 Tb) vada a totale vantaggio del numero di guest che potranno girare sul singolo host, anche in virt&amp;ugrave; della sempre maggiore richiesta di risorse.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Non varia invece il numero di licenze &amp;ldquo;guest&amp;rdquo; fornite con il sistema operativo (4 licenze guest incluse per la versione Enterprise e infinite per quella Data Center); rimangono invece a zero quelle per la versione standalone di Hyper-V R2.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f3%2fcomparazione-hyper-v-hyper-vr2.png" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Tabella-comparativa-tra-Hyper-V-e-Hyper-V-R2.aspx</link>
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      <pubDate>Mon, 26 Jan 2009 22:39:00 +0100</pubDate>
      <category>Hyper-V</category>
      <category>Virtualizzazione</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Ripristinare le icone rovinate in Windows</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;A volte, per vari motivi, le icone di Microsoft Windows Vista e Microsoft Windows 2008 Server possono rovinarsi e di conseguenza non risultare pi&amp;ugrave; visibili: per ricostruirle potete seguire la seguente procedura:&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;Abilitare la visualizzazione dei file nascosti&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Killare il processo explorer.exe (tramite il Task Manager oppure aprendo il men&amp;ugrave; Start e su una parte vuota premere la combinazione di tasti Ctrl + Shift e il tasto destro del mouse e scegliere l&amp;rsquo;opzione Chiudi Explorer)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Aprire il Task Manager con la combinazione di tasti Ctrl + Shift + Esc&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Eseguire il comando cmd.exe&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Navigare fino al path %systemdrive%\Users\"vostro nome utente"\AppData\Local&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Eliminare gli attributi del file IconCache.db con il comando attrib IconCache.db -H&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Eliminare il file IconCache.db con il comando del IconCache.db&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Lanciare il task explorer con il comando start explorer.exe&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;A questo punto le icone dovrebbero essere nuovamente visibili in modo corretto.&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Ripristinare-le-icone-rovinate-in-Windows.aspx</link>
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      <pubDate>Sat, 17 Jan 2009 22:17:00 +0100</pubDate>
      <category>Windows Server</category>
      <category>Windows Vista</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Spiceworks si fa la TV</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;E&amp;rsquo; stata resa disponibile la versione beta della &lt;a href="http://www.spiceworks.com/tv/" target="_blank"&gt;Spiceworks TV&lt;/a&gt; all&amp;rsquo;interno della quale verranno pubblicati video relativi all&amp;rsquo;utilizzo di Spiceworks suddivisi nei sei canali attualmente disponibili:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;Training &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Webinars &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Spiceworld Sessions &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Product Previews &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;IT Comedy &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Vendor Resources&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;La promessa del team &amp;egrave; di inserire aggiornamenti con cadenza settimanale e, come sempre, accettano consigli e suggerimenti sui temi da trattare in futuro.&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Spiceworks-si-fa-la-TV.aspx</link>
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      <pubDate>Sun, 04 Jan 2009 22:05:00 +0100</pubDate>
      <category>Spiceworks</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Un prototipo di mappa di rete per Spiceworks</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Dopo mesi di lavoro il team di sviluppo di Spiceworks ha rilasciato un prototipo di mappa di rete dinamica che si interfaccia all&amp;rsquo;Inventory per creare uno schema dinamico e interattivo. Al momento il prototipo non si basa sui dati presenti in un database &amp;ldquo;in movimento&amp;rdquo; ma su di uno statico per concentrarsi sulla rappresentazione grafica.&lt;br /&gt;Giusto per darvi un'idea della qualit&amp;agrave; del lavoro finora svolto ecco un'immagine del prototipo:&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f8%2fmappa-di-rete-con-spiceworks.png" alt="Mappa di rete con Spiceworks" /&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Un-prototipo-di-mappa-di-rete-per-Spiceworks.aspx</link>
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      <pubDate>Sun, 07 Dec 2008 21:47:00 +0100</pubDate>
      <category>Networking</category>
      <category>Spiceworks</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>La virtualizzazione secondo Microsoft raggiunge quota 23</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;Recentemente &lt;a href="http://www.idc.com/getdoc.jsp;jsessionid=FT0ISDWWAPJ4SCQJAFDCFFAKBEAVAIWD?containerId=prUS21473108" target="_blank"&gt;IDC&lt;/a&gt; ha pubblicato una rilevazione sulla penetrazione delle tecnologie di virtualizzazione Microsoft sul mercato che evidenzia come una porzione sorprendente pari al 23% appartenga a Microsoft, sommando il neonato Hyper-V e Virtual Server.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Lontano ma non troppo VMware si assesta su un 44% con ESX e la versione Server. Sarebbe interessante effettuare nuovamente la rilevazione a distanza di un anno.&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/La-virtualizzazione-secondo-Microsoft-raggiunge-quota-23.aspx</link>
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      <pubDate>Fri, 17 Oct 2008 22:27:00 +0100</pubDate>
      <category>Hyper-V</category>
      <category>Virtualizzazione</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Installare OpenOffice 3.0 su Ubuntu 8.04 e 8.10</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Nella versione di Ubuntu 8.04 &amp;egrave; gi&amp;agrave; installata la versione di OpenOffice 2.4.1. Ora che &amp;egrave; uscita la nuova versione 3.0 (&lt;a href="http://it.openoffice.org/"&gt;http://it.openoffice.org/&lt;/a&gt;) potete installarla seguendo la procedura corretta:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;1. Scaricate la nuova versione in italiano per Linux DEB all'indirizzo &lt;a href="http://download.openoffice.org/other.html#it"&gt;http://download.openoffice.org/other.html#it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;2. Terminato il download scompattate i file sul desktop&lt;br /&gt;3. Per lanciare l'installazione completa di tutti i 47 pacchetti eseguite il comando &lt;code&gt;&lt;strong&gt;sudo dpkg -i ~/Scrivania/OOO300_m9_native_packed-1_ti.9358/DEBS/*.deb&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;4. Una volta installato potete, se volete, procedere alla disinstallazione delle vecchie versioni installate con il comando:&lt;/span&gt;&lt;/code&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;code&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;code&gt;&lt;strong&gt;sudo apt-get remove openoffice.org openoffice.org-base openoffice.org-base-core openoffice.org-calc openoffice.org-common openoffice.org-core openoffice.org-draw openoffice.org-evolution openoffice.org-filter-mobiledev openoffice.org-gnome openoffice.org-gtk openoffice.org-help-it openoffice.org-impress openoffice.org-java-common openoffice.org-l10n-common openoffice.org-l10n-it-gb openoffice.org-l10n-it-za openoffice.org-math openoffice.org-style-human openoffice.org-writer&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/code&gt;&lt;br /&gt;5. Avendo eseguito il comando di disinstallazione automaticamente avrete anche rimosso il pacchetto che integrava OpenOffice con il desktop di Ubuntu. Per installare il nuovo pacchetto della versione 3.0 eseguite il comando &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Courier New;"&gt;&lt;strong&gt;sudo dpkg -i ~/Scrivania/OOO300_m9_native_packed-1_it.9358/DEBS/desktop-integration/openoffice.org3.0-debian-menus_3.0-9354_all.deb&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;6. Se decidete di mantenere entrambe le versioni dovrete procedere alla creazione degli elementi per il desktop manualmente. Potete lanciare OpenOffice con il comando &lt;code&gt;&lt;strong&gt;/opt/openoffice.org3/program/soffice&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;7. L'ultimo step da compiere consiste nell'associare i vari formati all'applicazione corretta di OpenOffice: per fare questo utilizzate il tasto destro del mouse sul documento interessato e Apri con -&amp;gt; Apri con un'altra applicazione, quindi selezionate l'applicazione desiderata.&lt;/span&gt;&lt;/code&gt;&lt;/span&gt;&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Installare-OpenOffice-30-su-Ubuntu-804-e-810.aspx</link>
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      <pubDate>Tue, 14 Oct 2008 20:09:00 +0100</pubDate>
      <category>Ubuntu</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>La crescita di Google dal 1995 al 2008</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Non c'&amp;egrave; alcuna utilit&amp;agrave; in tutto questo per&amp;ograve; &amp;egrave; incredibile ripassare l'escalation che in dieci anni ha portato Google ad essere BigG... Per "ripassare" basta visitare questo indirizzo: &lt;a href="http://www.google.it/tenthbirthday" target="_blank"&gt;http://www.google.it/tenthbirthday&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fcronologia-google.png" alt="" width="476" height="404" /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 09 Oct 2008 22:46:00 +0100</pubDate>
      <category>Curiosità</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Microsoft prepara il terreno a Windows Vista SP2 e Windows Server 2008 SP2</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Mentre si parla troppo, senza saperne molto, di Windows 7, Microsoft ha da qualche giorno preparato una pagina all'interno del proprio Knowledge Base (&lt;a href="http://support.microsoft.com/kb/948465"&gt;http://support.microsoft.com/kb/948465&lt;/a&gt;)&amp;nbsp;che conterr&amp;agrave; tutte le modifiche incluse all'interno dei due futuri service pack: quello per Windows Vista (SP2) e quello per Windows Server (SP2); quest'ultimo &amp;egrave; stato rilasciato da Microsoft gi&amp;agrave; in versione SP1.&lt;br /&gt;Non si conosce ancora la data di rilascio delle due service pack, che dovrebbero uscire in contemporanea... quindi non ci resta che "stare all'erta".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Microsoft-prepara-il-terreno-a-Windows-Vista-SP2-e-Windows-Server-2008-SP2.aspx</link>
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      <pubDate>Fri, 03 Oct 2008 18:39:00 +0100</pubDate>
      <category>Windows Server</category>
      <category>Windows Vista</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Errore Virtual Machine Worker Process stopped working and was closed su Hyper-V</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Pu&amp;ograve; accadere che i server host Hyper-V sui quali &amp;egrave; installato l'agente locale di gestione di Microsoft Virtual Machine Manager 2008 dopo un riavvio non partano dando l'errore seguente:&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fHyper-V-VMM-Stopped.png" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Nel registro degli eventi vengono regisrati gli errori con Event ID 15500 e Event ID 17040 (il cui testo riporto per esteso di seguito):&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in 0in 0pt 0.5in;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; color: #3f3f3f; font-size: x-small;"&gt;Log Name:&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Microsoft-Windows-Hyper-V-VMMS-Admin &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in 0in 0pt 0.5in;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; color: #3f3f3f; font-size: x-small;"&gt;Source:&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Microsoft-Windows-Hyper-V-VMMS &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in 0in 0pt 0.5in;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; color: #3f3f3f; font-size: x-small;"&gt;Date:&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;8/29/2008 1:04:57 PM &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in 0in 0pt 0.5in;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; color: #3f3f3f; font-size: x-small;"&gt;Event ID:&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;15500 &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in 0in 0pt 0.5in;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; color: #3f3f3f; font-size: x-small;"&gt;Task Category: None &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in 0in 0pt 0.5in;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; color: #3f3f3f; font-size: x-small;"&gt;Level:&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Error &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in 0in 0pt 0.5in;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; color: #3f3f3f; font-size: x-small;"&gt;Keywords:&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in 0in 0pt 0.5in;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; color: #3f3f3f; font-size: x-small;"&gt;User:&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; SYSTEM &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in 0in 0pt 0.5in;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; color: #3f3f3f; font-size: x-small;"&gt;Computer:&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;em&gt;Hyper-V Servername&lt;/em&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in 0in 0pt 0.5in;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; color: #3f3f3f; font-size: x-small;"&gt;Description: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in 0in 0pt 0.5in;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; color: #3f3f3f; font-size: x-small;"&gt;'CATDEMO-DC' failed to start worker process: The extended attributes are inconsistent. (0x800700FF). (Virtual machine ID C6A6A456-C58A-45BE-93D4-A94081481267) &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in 0in 0pt 0.5in;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; color: #3f3f3f; font-size: x-small;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in 0in 0pt 0.5in;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; color: #3f3f3f; font-size: x-small;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in 0in 0pt 0.5in;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; color: #3f3f3f; font-size: x-small;"&gt;Log Name:&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Microsoft-Windows-Hyper-V-Worker-Admin &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in 0in 0pt 0.5in;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; color: #3f3f3f; font-size: x-small;"&gt;Source:&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp; Microsoft-Windows-Hyper-V-Worker &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in 0in 0pt 0.5in;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; color: #3f3f3f; font-size: x-small;"&gt;Date:&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;8/29/2008 1:07:06 PM &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in 0in 0pt 0.5in;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; color: #3f3f3f; font-size: x-small;"&gt;Event ID:&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;17040 &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in 0in 0pt 0.5in;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; color: #3f3f3f; font-size: x-small;"&gt;Task Category: None &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in 0in 0pt 0.5in;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; color: #3f3f3f; font-size: x-small;"&gt;Level:&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Error &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in 0in 0pt 0.5in;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; color: #3f3f3f; font-size: x-small;"&gt;Keywords:&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in 0in 0pt 0.5in;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; color: #3f3f3f; font-size: x-small;"&gt;User:&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; NETWORK SERVICE &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in 0in 0pt 0.5in;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; color: #3f3f3f; font-size: x-small;"&gt;Computer:&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;em&gt;Hyper-V Servername&lt;/em&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in 0in 0pt 0.5in;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; color: #3f3f3f; font-size: x-small;"&gt;Description: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in 0in 0pt 0.5in;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;span style="color: #3f3f3f; font-size: x-small;"&gt;The authorization store could not be initialized from storage location 'msxml://&lt;/span&gt;&lt;span style="background: yellow none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;C:\ProgramData\Microsoft\Virtual Machine Manager\HyperVAuthStore.xml'.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #3f3f3f; font-size: x-small;"&gt; Error: General access denied error (0x80070005). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;A questo punto le possibili soluzioni al problema sono due:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;La prima &amp;egrave; quella di disinstallare l'agente locale di VMM 2008 e reinstallarlo, ma questo non sempre &amp;egrave; possibile, soprattutto se la macchina di gestione VMM 2008 &amp;egrave; virtuale (pratica comune ma comunque da sconsigliare)&lt;/span&gt; &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;span style="color: #000000;"&gt;La seconda consiste nell'effettuare un backup del file XML HyperVAuthStore.xml che troverete nel seguente path: C:\ProgramData\Microsoft\Virtual Machine Manager\HyperVAuthStore.xml, assegnare al file originale i permessi di lettura (read) a Everyone e riavviare le macchine.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;span style="color: #000000;"&gt;Se avete bisogno di ulteriori informazioni eccovi i link che mi hanno permesso di risolvere il problema:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="margin-right: 0px;" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;a href="http://social.technet.microsoft.com/forums/en-US/winserverhyperv/thread/d6103439-93cf-4a92-baed-7c042fbe4cd9/"&gt;http://social.technet.microsoft.com/forums/en-US/winserverhyperv/thread/d6103439-93cf-4a92-baed-7c042fbe4cd9/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://forums.microsoft.com/TechNet/ShowPost.aspx?PostID=3469073&amp;amp;SiteID=17"&gt;http://forums.microsoft.com/TechNet/ShowPost.aspx?PostID=3469073&amp;amp;SiteID=17&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Errore-Virtual-Machine-Worker-Process-stopped-working-and-was-closed-su-Hyper-V.aspx</link>
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      <pubDate>Tue, 26 Aug 2008 21:28:00 +0100</pubDate>
      <category>Hyper-V</category>
      <category>Virtualizzazione</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Problema nel caricamento di VMBus su immagine VHD di Windows Server 2008</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Quando si tenta di utilizzare un VHD di Microsfot Windows Server 2008 i Hyper-V &amp;egrave; possibile che gli Integration Services non funzionino correttamente, il mouse non venga gestito nel migliore dei modi e nel Device Manager ci sia un warning accanto al VMBus.&lt;br /&gt;Per risolvere il problema &amp;egrave; sufficiente lanciare da Esegui &lt;strong&gt;msconfig&lt;/strong&gt; andare nel men&amp;ugrave; avvio e poi in Opzioni Avanzate e qui selezionare la rilevazione dell'HAL. Al successivo riavvio il problema &amp;egrave; scomparso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Problema-nel-caricamento-di-VMBus-su-immagine-VHD-di-Windows-Server-2008.aspx</link>
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      <pubDate>Sat, 05 Jul 2008 22:21:00 +0100</pubDate>
      <category>Hyper-V</category>
      <category>Virtualizzazione</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Installare ADSI Edit su Windows Server 2008</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"&gt;Prima dell'avvento di Windows 2008, per installare ADSI Edit era necessario inserire nuovamente il CD di installazione di Windows 2003 e installare i Windows Support Tool. Uno dei&amp;nbsp;grandi vantaggi di Windows 2008 Server &amp;egrave; rappresentato dal fatto che dopo l'installazione (o l'aggiornamento)&amp;nbsp;non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; richiesto il DVD di installazione, qualsiasi modifica alla configurazioni si voglia effettuare.&lt;br /&gt;E' per questa ragione che ho ritenuto opportuno sottolineare che per installare ADSI Edit &amp;egrave; sufficiente andare in Server Manager e aggiungere la Features &lt;strong&gt;Active Directory Domain Controller Tools&lt;/strong&gt; presente in&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"&gt; &lt;strong&gt;R&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;emote Server Administration Tools&amp;gt;Role Administration Tools&amp;gt;Active Directory Domain Services Tools&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fADSI-Edit-su-Windows-2008.png" alt="" width="494" height="376" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;"&gt;Gli Active Directory Domain Services Tools vengono comunque installati automaticamente quando viene aggiunto il ruolo Active Directory.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Installare-ADSI-Edit-su-Windows-Server-2008.aspx</link>
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      <pubDate>Tue, 01 Jul 2008 22:05:00 +0100</pubDate>
      <category>Active Directory</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Installare SQL 2005 Reporting Services su Windows Server 2008 e IIS 7</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Installare SQL Server 2005 su un'installazione pulita di Microsoft Windows 2008 Server non ha rappresentato problema alcuno, &amp;egrave; sufficiente ignorare il messaggio che ci informa dei problemi di compatibilit&amp;agrave; con il nuovo sistema operativo e subito dopo aver terminato l'installazione, prima di riavviare, procedere con l'aggiornamento alla Service Pack 2 e seguire le istruzioni che potete trovare nell'articolo della KB Microsoft 938245 &lt;a href="http://support.microsoft.com/kb/938245" target="_blank"&gt;http://support.microsoft.com/kb/938245&lt;/a&gt;&lt;a href="http://support.microsoft.com/kb/934164"&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Anche dopo tutto questo per&amp;ograve; i Reporting Services continuano a non funzionare (a entrambi gli indirizzi):&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;a href="http://localhost/reports"&gt;http://localhost/reports&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://servername/reports"&gt;http://servername/reports&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Per risolvere il problema &amp;egrave; sufficiente eseguire la procedura passo-passo:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Lanciare il manager di IIS7&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Sull'applicazione ReportServer selezionare Handler Mappings&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Cliccare su Edit Feature Permissions e selezionare Script and Execute&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Riavviare sia IIS che il servizio Reporting Services&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Installare-SQL-2005-Reporting-Services-su-Windows-Server-2008-e-IIS-7.aspx</link>
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      <pubDate>Sun, 08 Jun 2008 21:51:00 +0100</pubDate>
      <category>Internet Information Server</category>
      <category>Microsoft SQL</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Liberare spazio su disco dopo l'installazione del Service Pack 1 di Windows Vista con vsp1cln.exe</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Dopo l'installazione del Service Pack 1 su Windows Vista potrete notare una consistente riduzione dello spazio libero su disco: questo &amp;egrave; dovuto al salvataggio di tutti i file appartenenti all'installazione originale di Vista RTM e vi consentono di effettuare un roll-back disinstallando i file del service pack.&lt;br /&gt;Se avete deciso di "tenervi" il Service Pack 1 allora potete utilizzare il tool vsp1cln.exe che Microsoft ha incluso nel SP1; se volete informazioni aggiuntive su questo tool potete far riferimento ai seguenti link:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://technet.microsoft.com/en-us/library/cc766219.aspx"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;http://technet.microsoft.com/en-us/library/cc766219.aspx&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://technet.microsoft.com/en-us/library/cc709655.aspx"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;http://technet.microsoft.com/en-us/library/cc709655.aspx&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Se invece volete riappropriarvi velocemente del prezioso spazio disponibile in origine sul vostro hard disk vi baster&amp;agrave; eseguire dal prompt dei comandi vsp1cln&amp;nbsp;e si aprir&amp;agrave; la seguente finestra:&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fvsp1cln-immagine-1.png" alt="" width="566" height="245" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Sar&amp;agrave; a questo punto sufficiente confermare con un Si l'avvio della procedura:&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fvsp1cln-immagine-2.png" alt="" width="562" height="265" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;e attendere la fine delle operazioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fvsp1cln-immagine-3.png" alt="" width="566" height="261" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;E' importante ricordare che se cancellate i file originali (Windows Vista RTM) con la procedura sopra indicata NON potrete effettuare la disinstallazione del Service Pack 1 di Windows Vista.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Liberare-spazio-su-disco-dopo-linstallazione-del-Service-Pack-1-di-Windows-Vista-con-vsp1clnexe.aspx</link>
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      <pubDate>Mon, 02 Jun 2008 18:20:00 +0100</pubDate>
      <category>Windows Vista</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Cambiare la cartella di default delle macchine virtuali in VirtualPC</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Tante volte pu&amp;ograve; risultare scomodo che la cartella di default di VirtualPC sia posizionata sotto Documenti. Per cambiare l'impostazione &amp;egrave; sufficiente creare una variabile d'ambiente chiamata &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;MYVIRTUALMACHINES e assegnarle come valore la cartella (il percorso deve essere completo) desiderata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Cambiare-la-cartella-di-default-delle-macchine-virtuali-in-VirtualPC.aspx</link>
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      <pubDate>Sat, 24 May 2008 22:41:00 +0100</pubDate>
      <category>Hyper-V</category>
      <category>Virtualizzazione</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Come rimuovere la versione beta di Internet Explorer 8.0</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Per rimuovere la versione beta di Internet Explorer 8.0 (disponibile per il download all'indirizzo &lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?FamilyId=C3C6E8C1-BD91-490B-86F5-F3652DD691DE&amp;amp;displaylang=en"&gt;http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?FamilyId=C3C6E8C1-BD91-490B-86F5-F3652DD691DE&amp;amp;displaylang=en&lt;/a&gt;) da un computer con Windows Vista &amp;egrave; sufficiente andare nel pannello di controllo e aprire Programmi e funzionalit&amp;agrave; ma, anzich&amp;eacute; trovarlo elencato sotto i programmi installati dovete cercarlo nell'elenco degli aggiornamenti installati (trovate il link sulla sinistra: Visualizza aggiornamenti installati).&lt;br /&gt;Una volta selezionato, attendete per&amp;ograve; che la barra verde arrivi fino in fondo perch&amp;egrave; gli aggiornamenti sono tanti e potrebbe impiegare anche diversi secondi; alla fine vi troverete davanti a una schermata come la seguente:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2frimuovere-internet-explorer-8-beta.png" alt="Come rimuovere la beta di Microsoft Internet Explorer 8.0" width="522" height="578" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Cercate Internet Explorer 8.0 sotto il gruppo Microsoft Windows e procede con la disinstallazione. Al termine riavviate il computer.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Come-rimuovere-la-versione-beta-di-Internet-Explorer-8.aspx</link>
      <comments>http://blog.dorio.it/post/Come-rimuovere-la-versione-beta-di-Internet-Explorer-8.aspx#comment</comments>
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      <pubDate>Thu, 17 Apr 2008 09:49:00 +0100</pubDate>
      <category>Internet Explorer</category>
      <category>Windows Vista</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Disponibile il Service Pack 1 per Vista in italiano</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Finalmente &amp;egrave; disponibile anche per la lingua italiana il Service Pack 1 di Windows Vista. Per il download diretto potete seguire il link sotto indicato per la versione a 32 bit:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?displaylang=it&amp;amp;FamilyID=f559842a-9c9b-4579-b64a-09146a0ba746"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?displaylang=it&amp;amp;FamilyID=f559842a-9c9b-4579-b64a-09146a0ba746&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;mentre per la versione a 64 bit ecco l'indirizzo:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?displaylang=it&amp;amp;FamilyID=86d267bd-dfcd-47cf-aa76-dc0626dcdf10"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?displaylang=it&amp;amp;FamilyID=86d267bd-dfcd-47cf-aa76-dc0626dcdf10&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Disponibile-il-Service-Pack-1-per-Vista-in-italiano.aspx</link>
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      <pubDate>Tue, 15 Apr 2008 15:26:00 +0100</pubDate>
      <category>Windows Vista</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Problema di visualizzazione dei gadget di Vista</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Dal rilascio di Microsoft Windows Vista sono molte le segnalazioni di problemi di visualizzazione dei gadget del nuovo sistema operativo. Tra le varie soluzioni ve ne riporto una che sembra funzionare particolarmente bene:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;1. Andare sul pulsante &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Start&lt;/span&gt; e lanciare il programma Regedit scrivendo nel box &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;regedit.exe&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;2. Procedete nell'albero delle chiavi fino a trovare quella di seguito indicata:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Internet Settings\Zones&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;3. Verificate all&amp;rsquo;interno delle sottovoci &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;0&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;2&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;3&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;4 &lt;/span&gt;che tutte le chiavi &amp;ldquo;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1400&lt;/span&gt;&amp;rdquo; siano impostate a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;zero&lt;/span&gt; (&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;0&amp;times;00000000&lt;/span&gt;), se non lo sono fate doppio click sulla voce e impostate &amp;lsquo;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dati Valore&lt;/span&gt;&amp;lsquo; a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;0&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;4. Chiudere il programma Regedit e riavviare il computer.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Problema-di-visualizzazione-dei-gadget-di-Vista.aspx</link>
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      <pubDate>Thu, 27 Mar 2008 16:33:00 +0100</pubDate>
      <category>Windows Vista</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Aggiungere le funzioni di Copia nella cartelle e Sposta nella cartella in Explorer</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Alcune opzioni che semplificano notevolmente l'utilizzo di Microsoft Windows Vista sono semplicemente implementabili attraverso la modifica e/o aggiunta di alcune chiavi specifiche nel registro di Windows. Nello specifico, tramite l'inserimento di due valori all'interno del registro &amp;egrave; possibile aggiungere al men&amp;ugrave; contestuale di Windows Explorer le utilissime funzioni:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Copia nella cartella&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Sposta nella cartella&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Evito di dilungarmi eccessivamente su come possono funzionare queste due opzioni e quindi mi limito a dire che per ottenere il risultato voluto dovete lanciare l'editor del registro (regedit) e navigare fino alla chiave:&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fopzioni-aggiunge-copia-nella-cartella-e-sposta-nella-cartella.png" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;HKEY_CLASSES_ROOT -&amp;gt; AllFileSystemObjects -&amp;gt; shellex -&amp;gt; ContexMenuHandlers&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;A questo punto dovete aggiungere due nuove chiavi:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;{C2FBB630-2971-11D1-A18C-00C04FD75D13} per il men&amp;ugrave; Copia nella cartella&lt;br /&gt;{C2FBB631-2971-11D1-A18C-00C04FD75D13} per il men&amp;ugrave; Sposta nella cartella&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Le modifiche saranno immediatamente attive e utilizzabili.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Aggiungere-le-funzioni-di-Copia-nella-cartelle-e-Sposta-nella-cartella-in-Explorer.aspx</link>
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      <pubDate>Thu, 20 Mar 2008 20:54:00 +0100</pubDate>
      <category>Windows Vista</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>La timeline di Microsoft dal 1975 fino al 2001</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:"Cambria Math"; 	panose-1:2 4 5 3 5 4 6 3 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:roman; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:-1610611985 1107304683 0 0 159 0;} @font-face 	{font-family:Calibri; 	panose-1:2 15 5 2 2 2 4 3 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:-1610611985 1073750139 0 0 159 0;} @font-face 	{font-family:Verdana; 	panose-1:2 11 6 4 3 5 4 4 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:-1593833729 1073750107 16 0 415 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-unhide:no; 	mso-style-qformat:yes; 	mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman","serif"; 	mso-fareast-font-family:Calibri; 	mso-fareast-theme-font:minor-latin;} a:link, span.MsoHyperlink 	{mso-style-noshow:yes; 	mso-style-priority:99; 	color:blue; 	text-decoration:underline; 	text-underline:single;} a:visited, span.MsoHyperlinkFollowed 	{mso-style-noshow:yes; 	mso-style-priority:99; 	color:purple; 	mso-themecolor:followedhyperlink; 	text-decoration:underline; 	text-underline:single;} p 	{mso-style-priority:99; 	mso-margin-top-alt:auto; 	margin-right:0cm; 	mso-margin-bottom-alt:auto; 	margin-left:0cm; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman","serif"; 	mso-fareast-font-family:Calibri; 	mso-fareast-theme-font:minor-latin;} .MsoChpDefault 	{mso-style-type:export-only; 	mso-default-props:yes; 	font-size:10.0pt; 	mso-ansi-font-size:10.0pt; 	mso-bidi-font-size:10.0pt;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt;&lt;/p&gt;
&lt;table class="MsoNormalTable" style="width: 96%;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0"&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 100%; background: #00283c; padding: 1.5pt;" width="100%"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-size: 18pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; color: white;"&gt;Microsoft/Windows Timeline&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 100%; padding: 1.5pt;" width="100%"&gt;
&lt;table class="MsoNormalTable" style="width: 100%;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="0"&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 32%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" colspan="2" width="32%" valign="top"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1975&lt;br /&gt;Microsoft Starts&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%" valign="top"&gt;
&lt;div&gt;
&lt;table class="MsoNormalTable" style="width: 65%;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0"&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 100%; padding: 0.75pt;" colspan="2" width="100%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Microsoft Yearly Revenue&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 30%; padding: 0.75pt;" width="30%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1975&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 70%; padding: 0.75pt;" width="70%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;$16,005&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 30%; padding: 0.75pt;" width="30%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1976&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 70%; padding: 0.75pt;" width="70%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;$22,496&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 30%; padding: 0.75pt;" width="30%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1977&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 70%; padding: 0.75pt;" width="70%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;$381,715&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 30%; padding: 0.75pt;" width="30%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1978&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 70%; padding: 0.75pt;" width="70%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;$1,355,655&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 30%; padding: 0.75pt;" width="30%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1979&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 70%; padding: 0.75pt;" width="70%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;$2,390,145&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 30%; padding: 0.75pt;" width="30%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1980&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 70%; padding: 0.75pt;" width="70%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;$7,520,720&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 30%; padding: 0.75pt;" width="30%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1981&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 70%; padding: 0.75pt;" width="70%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;$16,000,000&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 30%; padding: 0.75pt;" width="30%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1982&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 70%; padding: 0.75pt;" width="70%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;$24,486,000&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 30%; padding: 0.75pt;" width="30%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1983&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 70%; padding: 0.75pt;" width="70%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;$50,065,000&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 30%; padding: 0.75pt;" width="30%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1984&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 70%; padding: 0.75pt;" width="70%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;$97,479,000&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 30%; padding: 0.75pt;" width="30%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1985&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 70%; padding: 0.75pt;" width="70%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;$140,417,000&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 30%; padding: 0.75pt;" width="30%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1986&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 70%; padding: 0.75pt;" width="70%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;$197,514,000&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 30%; padding: 0.75pt;" width="30%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1987&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 70%; padding: 0.75pt;" width="70%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;$345,890,000&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 30%; padding: 0.75pt;" width="30%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1988&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 70%; padding: 0.75pt;" width="70%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;$590,827,000&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 30%; padding: 0.75pt;" width="30%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1989&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 70%; padding: 0.75pt;" width="70%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;$804,530,000&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 30%; padding: 0.75pt;" width="30%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1990&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 70%; padding: 0.75pt;" width="70%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;$1,183,446,000&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 30%; padding: 0.75pt;" width="30%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1991&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 70%; padding: 0.75pt;" width="70%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;$1,843,432,000&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 30%; padding: 0.75pt;" width="30%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1992&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 70%; padding: 0.75pt;" width="70%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;$2,758,725,000&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 30%; padding: 0.75pt;" width="30%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1993&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 70%; padding: 0.75pt;" width="70%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;$3,752,701,000&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 30%; padding: 0.75pt;" width="30%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1994&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 70%; padding: 0.75pt;" width="70%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;$4,648,981,000&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 30%; padding: 0.75pt;" width="30%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1995&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 70%; padding: 0.75pt;" width="70%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;$5,940,000,000&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 30%; padding: 0.75pt;" width="30%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1996&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 70%; padding: 0.75pt;" width="70%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;$8,671,000,000&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 30%; padding: 0.75pt;" width="30%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1997&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 70%; padding: 0.75pt;" width="70%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;$11,360,000,000&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 30%; padding: 0.75pt;" width="30%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1998&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 70%; padding: 0.75pt;" width="70%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;$14,480,000,000&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 30%; padding: 0.75pt;" width="30%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1999&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 70%; padding: 0.75pt;" width="70%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;$19,750,000,000&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;August&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1981&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;MS-DOS 1.0&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;March&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1983&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;MS-DOS 2.0&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;November&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1983&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Microsoft Windows Announced&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;November&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1984&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;MS-DOS 3.1&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;November&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1985&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Microsoft Windows 1.0 (&lt;a href="http://www.windrivers.com/timeline/1.HTM"&gt;ScreenShots&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;April&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1986&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;MS-DOS 3.2&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;April&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1987&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;MS-DOS 3.3, Windows 2.0 (&lt;a href="http://www.windrivers.com/timeline/2.HTM"&gt;ScreenShots&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;July&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1988&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;MS-DOS 4.0&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;November&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1988&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;MS-DOS 4.01&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;May&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1990&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Microsoft Windows 3.0 (&lt;a href="http://www.windrivers.com/timeline/30.HTM"&gt;ScreenShots&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;October&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1991&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows 3.0 with Multimedia&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;June&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1991&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;MS-DOS 5.0&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;April&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1992&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows 3.1 (&lt;a href="http://www.windrivers.com/timeline/310.HTM"&gt;ScreenShots&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;October&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1992&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows for Workgroups 3.1&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;March&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1993&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;MS-DOS 6.0&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;August&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1993&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows NT 3.1&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;November&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1993&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;MS-DOS 6.2&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;February&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1994&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows for Workgroups 3.11 (&lt;a href="http://www.windrivers.com/timeline/311.HTM"&gt;ScreenShots&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;March&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1994&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;MS-DOS 6.21&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;April&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1994&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;MS-DOS 6.22&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;September&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1994&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows NT 3.5&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;June&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1995&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows NT 3.51&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;August&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1995&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows 95&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;August&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1996&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows NT 4.0&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;November&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1996&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows CE 1.0&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;September&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1997&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows NT 5.0 Beta 1&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;November&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1997&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows CE 2.0&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;December&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1997&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows NT 4.0 Option Pack&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;March&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1998&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows 98 Crashes At Spring COMDEX&lt;br /&gt;(&lt;a href="http://www.windrivers.com/timeline/gates.30.240.mov"&gt;QuickTime&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.windrivers.com/timeline/gates.30.240.mov"&gt; Movie&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;June&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1998&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows 98&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;July&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1998&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows CE 2.1&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;August&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1998&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows NT 5.0 Beta 2&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;April&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1999&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows 2000 Beta 3&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;May&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1999&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows 98 Second Edition&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;July&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1999&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows 2000 Release Candidate 1&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;September&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1999&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows 2000 Release Candidate 2&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;November&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1999&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows 2000 Release Candidate 3&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;November&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;1999&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows Millenium Beta 2&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;February&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;2000&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows 2000 Released&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;July&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;2000&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows 2000 Service Pack 1&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;August&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;2000&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows 2000 Datacenter&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;September&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;2000&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows Millennium Edition&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;February&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;2001&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows XP Announced&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;May&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 16%; background: #aec6c6; padding: 1.5pt;" width="16%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;2001&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="width: 68%; background: #ccdbdb; padding: 1.5pt;" width="68%"&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Windows 2000 Service Pack 2&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 06 Mar 2008 11:09:00 +0100</pubDate>
      <category>Curiosità</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Impossibile cancellare mail bloccate in Windows Mail</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Utilizzando il nuovo sostituto di Outlook Express, Windows Mail, pu&amp;ograve; capitare con una certa frequenza di non riuscire a cancellare messaggi di posta. Questo avviene per svariate ragioni: l'intestazione dei messaggi non &amp;egrave; RFC822 compliant oppure il messaggio di &amp;egrave; corrotto: comunque sia, in entrambi i casi si ottiene il messaggio "Errore sconosciuto" durante il tentativo di cancellazione.&lt;br /&gt;Il vero problema lo abbiamo quando uno di questi messaggi blocca la cartella "Posta in Uscita" impendendo in pratica l'invio di altri messaggi di posta. Per ovviare all'inconveniente, invece di cancellare tutte le cartelle di Windows Mail, potete scaricare la piccola utility chiamata WMUtil dal seguente indirizzo:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.oehelp.com/WMUtil/Default.aspx"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;http://www.oehelp.com/WMUtil/Default.aspx&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Dopo aver scompattato l'eseguibile (preferibilmente nella directory Windows) potete lanciarlo ottenendo la seguente schermata:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fWMUtil15.png" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Adesso potete eseguire una qualsiasi delle seguenti azioni:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;Compact Database&lt;/strong&gt;: compatta in modo efficiente il database di Windows Mail&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Repair Database&lt;/strong&gt;: ripare, laddove possibile, il database ripristinando il corretto funzionamento di Windows Mail&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Clear Outbox&lt;/strong&gt;: pulisce la Posta in Uscita dai messaggi che la bloccano&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;File statistics&lt;/strong&gt;: vi fornisce statistiche varie sul database di posta di Windows Mail&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Clean Blank Files&lt;/strong&gt;: vi permette di pulire i file vuoti del database di Windows Mail&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;L'unica avvertenza, prima di utilizzarlo (riportata anche sul sito) &amp;egrave; quella di chiudere Windows Mail e di verificare che il processo wmail.exe non sia in esecuzione: se cos&amp;igrave; fosse terminatelo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Impossibile-cancellare-mail-bloccate-in-Windows-Mail.aspx</link>
      <comments>http://blog.dorio.it/post/Impossibile-cancellare-mail-bloccate-in-Windows-Mail.aspx#comment</comments>
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      <pubDate>Sat, 01 Mar 2008 11:01:00 +0100</pubDate>
      <category>Windows Vista</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Ripetuti riavvi in Windows Vista dopo l'installazione della patch 937287</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;E' stato riportato da molti utenti un problema relativo a una patch (937287) di Microsoft Windows Vista da considerarsi pre-SP1: dopo l'installazione di questa patch il sistema potrebbe riavviarsi in continuazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Il seguente articolo del KB Microsoft vi illustra tre metodi per risolvere il problema:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://support.microsoft.com/default.aspx/kb/949358"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;http://support.microsoft.com/default.aspx/kb/949358&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;All'interno dell'articolo vengono segnalati 3 metodi per risolvere il problema: mentre i primi due sono pi&amp;ugrave; semplici ma sicuramente pi&amp;ugrave; lunghi il 3&amp;deg; metodo, quello che prevede di rinominare il file pending.xml e successivamente di modificare il registro di sistema, &amp;egrave; il pi&amp;ugrave; breve ma anche il pi&amp;ugrave; delicato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Ripetuti-riavvi-in-Windows-Vista-dopo-linstallazione-della-patch-937287.aspx</link>
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      <pubDate>Tue, 26 Feb 2008 11:15:00 +0100</pubDate>
      <category>Windows Vista</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Installazione di Active Directory con Windows Server 2003</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Questo ottimo video illustra la procedura passo-passo per installare Active Directory all&amp;rsquo;interno di un server Microsoft Windows 2003. I vari passaggi prevedono la predisposizione dei requisiti essenziali, la procedura di lancio di DC Promo e i seguenti passaggi fino alla configurazione del DNS.&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube-nocookie.com/v/fUPOUAsLWGs&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Installazione-di-Active-Directory-con-Windows-Server-2003.aspx</link>
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      <pubDate>Tue, 12 Feb 2008 10:09:00 +0100</pubDate>
      <category>Active Directory</category>
      <category>Windows Server</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Errore "unable to change license state as the license server is not available" in VMWare ESX 3.5</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Dopo aver installato la versione evaluation di VMWare ESX 3.5, durante il tentativo di registrare il prodotto con il Licensing Server, pu&amp;ograve; accadere che venga evidenziato l'errore:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="margin-right: 0px;" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;unable to change license state as the license server is not available&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Il problema sembra essere dovuto alla mancanza di adeguate regole nel profilo di sicurezza del server stesso. Per risolvere il problema potete disabilitare il firewall interno di ESX (pratica decisamente sconsigliata) con il comando:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; margin-right: 0px;" dir="ltr"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;/etc/init.d/iptables stop&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;oppure editare il profilo di sicurezza (Security Profile) del server ESX dall'Infrastructure Client come illustrato nella seguente immagine:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fvmware-esx-server.png" alt="" width="470" height="368" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;aggiungendo l'NFS Client alle Outgoing Connection.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Errore-unable-to-change-license-state-as-the-license-server-is-not-available-in-VMWare-ESX-35.aspx</link>
      <comments>http://blog.dorio.it/post/Errore-unable-to-change-license-state-as-the-license-server-is-not-available-in-VMWare-ESX-35.aspx#comment</comments>
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      <pubDate>Thu, 07 Feb 2008 10:35:00 +0100</pubDate>
      <category>Virtualizzazione</category>
      <category>VMWare</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Alcune procedure del sistema operativo non funzionano correttamente</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Mi &amp;egrave; capitato alcune volte di dover intervire su alcuni sistemi operativi (sia client come Windows XP o Windows Vista, sia server come Windows 2000 Server o 2003) che apparentemente sembravano funzionare correttamente, cio&amp;egrave; la macchina si avviava fino alla schermata di logon, dava si un errore di un servizio non avviato, ma permetteva di eseguire la procedura di login e poi... iniziavano le stranezze:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;non funzionava il tasto destro del mouse&lt;br /&gt;non si potevano muovere le icone sul desktop&lt;br /&gt;non si potevano vedere gli eventi di sistema&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;e in alcuni casi addirittura non si vedeva l'elenco dei servizi dalla MMC.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Dopo un'indagine neanche troppo lunga si pu&amp;ograve; scoprire che la causa di tutto ci&amp;ograve; &amp;egrave; il mancato avvio del servizio Remote Procedure Call (RPC). Ci possono essere svariate cause per le quali il servizio RPC non riesce a partire, alcune delle quali illustrate nel seguente articolo del KB:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://support.microsoft.com/kb/830071"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;http://support.microsoft.com/kb/830071&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;altre che ho tristemente dovuto scoprire da solo, per esempio che in un sistema compromesso da un'intrusione esterna c'era un servizio FTP mascherato da "DHCP service" che aveva impostato una chiave di registro nel percorso:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;div class="indent"&gt;&lt;strong class="uiterm"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\RpcSs\&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div class="indent"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;che impostava una dipendenza da un fantomatico servizio SSL al servizio RPC: in questo modo, poich&amp;egrave; il servizio RPC non trovava il servizio SSL non si avviava e di conseguenza non partivano tutti i servizi a lui collegati. E' bastato ovviamente cancellare la chiave che settava la dipendenza e tutto si &amp;egrave; risolto con un semplice riavvio. Se avete dubbi su chiavi di registro di servizi un buon metodo &amp;egrave; quello di confrontare le chiavi con quelle di un server identico (per sistema operativo).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Alcune-procedure-del-sistema-operativo-non-funzionano-correttamente.aspx</link>
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      <pubDate>Tue, 22 Jan 2008 11:29:00 +0100</pubDate>
      <category>Windows Server</category>
      <category>Windows Vista</category>
      <category>Windows XP</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Abilitare la modalità PAE su Windows Vista per utilizzare 4 Gb di RAM</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Uno dei limiti pi&amp;ugrave; vincolanti della struttura a 32 bit dei sistemi operativi e delle applicazioni e il limite dei 4 Gb di RAM "vista" all'interno di un sistema operativo,&amp;nbsp;nonostante la maggior parte delle schede madri supporti fino a 8 GB di RAM o pi&amp;ugrave;.&lt;br /&gt;In particolare Windows Vista vede solamente&amp;nbsp;dai 3 ai 3.5 Gb della memoria totale installata (per lo pi&amp;ugrave; la cifra &amp;egrave; dipendente dall'hardware installato). Questa ulteriore limitazione avviene a causa del mapping di alcune periferiche che, come nel caso delle schede video, possono arrivare ad utilizzare anche 512 Mb o pi&amp;ugrave; della memoria totale di sistema.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Per fare in modo che il sistema operativo vede e quindi utilizzi la tutta la ram installata&amp;nbsp;occorre abilitare la &lt;strong&gt;modalit&amp;agrave; PAE&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;attraverso la quale si aggiungeranno 4-bit alle possibilit&amp;agrave; di allocazione, nel caso si disponga di un processore a 64-bit come gli Intel Core 2 Duo o gli AMD Athlon 64. Per meglio comprendere la "visione" Microsoft dell'utilizzo della memoria all'interno dei suoi sistemi operativi possono&amp;nbsp;risultare molto utili i seguenti articoli:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/whdc/system/platform/server/PAE/PAEmem.mspx"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;http://www.microsoft.com/whdc/system/platform/server/PAE/PAEmem.mspx&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://msdn2.microsoft.com/en-gb/library/aa366778.aspx#physical_memory_limits_windows_vista"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;http://msdn2.microsoft.com/en-gb/library/aa366778.aspx#physical_memory_limits_windows_vista&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://technet.microsoft.com/en-us/windowsserver/bb294403.aspx"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;http://technet.microsoft.com/en-us/windowsserver/bb294403.aspx&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Per abilitare la modalit&amp;agrave; PAE &amp;egrave; sufficiente apportare alcune modifiche al file di avvio del sistema operativo (&lt;a href="http://blog.dorio.it/2007/12/03/AbilitareLaModalit%c3%a0PAESuWindowsXPPerUtilizzare4GbDiRAM.aspx"&gt;BOOT.INI per Microsoft Windows XP&lt;/a&gt;) mentre su Vista &amp;egrave; indispensabile utilizzare il tool BCDedit messo a disposizione da Microsoft.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Lanciare il prompt dei comandi (fate attenzione a lanciarlo con i permessi di amministratore se l'utente con il quale avete fatto il logon non lo &amp;egrave;) e poi digitate il seguente comando:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;BCDEDIT /SET PAE ForceEnable&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Il PAE (acronimo di Physical Address Extension)&amp;nbsp;permetter&amp;agrave; al sistema operativo&amp;nbsp;di vedere la RAM installata nel sistema. Pu&amp;ograve; per&amp;ograve; accadere che non sempre l&amp;rsquo;operazione abbia esito positivo, nel senso che al riavvio del sistema&amp;nbsp;potreste trovarvi nelle esatte condizioni di partenza: in questo caso, per evitare che il PAE&amp;nbsp;sortisca un effetto&amp;nbsp;negativo anziche positivo &amp;egrave; necessario&amp;nbsp;procedere alla disabilitazione della modalit&amp;agrave; PAE; questo pu&amp;ograve; avvenire tramite l'esecuzione di uno dei due comandi sotto riportati (eseguiti sempre dal prompt dei comandi in modalit&amp;agrave; amministratore):&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;BCDEDIT /SET PAE ForceDisable&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;BCDEDIT /SET PAE Default&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Abilitare-la-modalita-PAE-su-Windows-Vista-per-utilizzare-4-Gb-di-RAM.aspx</link>
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      <pubDate>Thu, 10 Jan 2008 12:04:00 +0100</pubDate>
      <category>Windows Vista</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>I 5 Ruoli FSMO in Active Directory</title>
      <description>&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;I server che ricoprono il ruolo di controller di dominio (pi&amp;ugrave; comunemente noto come Domain Controller) sono quei server che, oltre ad eseguire un sistema operativo della famiglia Microsoft Windows Server dalla versione 2000 in poi, utilizzano l'infrastruttura di Active Directory per sincronizzare il database di AD, autenticare gli utenti (nel caso siano abilitati come Global Catalog) e&amp;nbsp;partecipare eventualmente alle repliche multimaster.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;In Active Directory ci sono 5 Operation Master Roles che possono essere ricoperti da uno o pi&amp;ugrave; server e nello specifico sono:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'; mso-bidi-font-weight: bold"&gt;Schema Master&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'; mso-bidi-font-weight: bold"&gt;Domain Naming Master&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'; mso-bidi-font-weight: bold"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;PDC Emulator&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'; mso-bidi-font-weight: bold"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;Relative Identifier (RID) Master&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'; mso-bidi-font-weight: bold"&gt;Infrastructure Master&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;Il ruolo di Schema Master e Domain Naming Master sono al livello di foresta e ci pu&amp;ograve; essere solo uno Schema Master e un Domain Naming Master in una foresta. I ruoli di PDC Emulator , RID Master e Infrastructure Master sono al livello di dominio, questo significa che ogni dominio in una foresta pu&amp;ograve; avere il proprio PDC Emulator, RID o Infrastructure Master.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;Per default il primo DC in una nuova foresta possiede tutti e 5 i ruoli, il primo domain controller per ogni nuovo dominio aggiunto possieder&amp;agrave; gli altri 3 ruoli che sono per appunto al livello di dominio ovvero: PDC Emulator, RID e Infrastructure Master.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2factive-directory.jpg" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;Schema Master (al livello di foresta)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;Lo schema master contiene la lista di tutte le classi degli oggetti usati per creare tutti gli oggetti di Active Directory come Computer, Users, OU, ecc&amp;hellip;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;In una foresta il Domain Controller che ricopre il ruolo di schema master &amp;egrave; solo uno , questo per evitare modifiche allo schema che possano generare conflitti:Le modifiche allo schema sono poi replicate su ogni ulteriore Domain Controller della foresta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;Domain Naming Master (al livello di foresta)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;Il Domain Naming Master controlla l&amp;rsquo;aggiunta o la rimozione di domini in una foresta. Il Domain Controller che ricopre il ruolo di Domain Naming Master evita cos&amp;igrave; che si tenti di creare pi&amp;ugrave; domini con lo stesso nome.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;Il Domain Controller in oggetto deve essere anche Global Catalog perch&amp;eacute; deve necessariamente controllare sul Global Catalog se esiste gi&amp;agrave; un oggetto con lo stesso nome.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;Quando si usa il Wizard per aggiungere un nuovo dominio alla foresta gi&amp;agrave; esistente il Domain Controller su cui si sta lavorando contatta il Domain Naming Master per richiedere le opportune verifiche.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;PDC Emulator (al livello di dominio)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;Il PDC Emulator ha i seguenti ruoli:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'"&gt;Funziona da PDC per i vecchi BDC (Backup Domain Controller) con Microsoft Windows NT 4. Se un dominio contiene Workstation o BDC NT 4 fa da PDC per loro. Inoltre replica i cambiamenti al database di Active Directory verso qualsiasi BDC NT 4.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;Gestisce i cambiamenti di password per PC con NT 4, Windows 95 o 98 che devono essere scritti nel database di Active Directory.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-list: l1 level1 lfo2"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;Minimizza i tempi di latenza per i cambiamenti di password. Se la password di un utente su un Domain Controller cambia, quest&amp;rsquo;ultimo avvisa immediatamente il PDC Emulator; questo perch&amp;eacute; quando un utente fa logon se l&amp;rsquo;autenticazione fallisce ad esempio per la password sbagliata il Domain Controller su cui si sta autenticando verifica se il PDC Emulator abbia la nuova password per l&amp;rsquo;utente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-list: l1 level1 lfo2"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;Sincronizza l&amp;rsquo;orario per tutti i DC del dominio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-list: l1 level1 lfo2"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;Previene la possibilit&amp;agrave; di sovrascrittura delle Group Policy Object.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;Relative IDentifier Master (RID)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;Il RID alloca blocchi di RID per ogni Domain Controller del dominio. Ogni volta che si crea un account o un gruppo gli viene assegnato un SID che &amp;egrave; uguale per tutti gli oggetti creati nel dominio, e un RID che &amp;egrave; univoco per ogni oggetto creato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;Il RID Master supporta della creazione di oggetti (user, gruppi &amp;hellip;). Siccome Active Directory si basa su un modello che &amp;egrave; chiamato &lt;strong&gt;Multi Master&lt;/strong&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-weight: bold"&gt;,&lt;/span&gt; un account pu&amp;ograve; essere creato, ad esempio, su un Domain Controller che non &amp;egrave; un RID Master, quindi il DC in questione contatta il RID Master per avere il RID da assegnare all&amp;rsquo;oggetto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;Se il RID Master ha esaurito RID dal pool di RID allocato allora l&amp;rsquo;oggetto non po&amp;rsquo; essere creato. Per verificare la dimensione del pool allocato dal RID Master si pu&amp;ograve; usare l&amp;rsquo;utility &lt;strong&gt;dcdiag&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;Quando si sposta un oggetto da un dominio ad un altro l&amp;rsquo;operazione viene iniziata dal RID Master che contiene l&amp;rsquo;oggetto, questo per evitare possibili duplicazioni dell&amp;rsquo;oggetto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;Infrastracture Master&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: 'Tahoma','sans-serif'"&gt;&lt;span style="FONT-FAMILY: ; COLOR: #000000"&gt;L&amp;rsquo; Infrastructure Master &amp;egrave; usato per aggiornare oggetti del proprio dominio che puntano ad oggetti di un altro dominio. L&amp;rsquo;Infrastructure Master &lt;span style="mso-bidi-font-weight: bold"&gt;non deve&lt;/span&gt; mai essere lo stesso Domain Controller che ricopre il ruolo di Global Catalog&lt;span style="mso-bidi-font-weight: bold"&gt;, altrimenti pu&amp;ograve; essere inibito completamente il funzionamento del ruolo all'interno di Active Directory.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/I-5-Ruoli-FSMO-in-Active-Directory.aspx</link>
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      <pubDate>Fri, 14 Dec 2007 14:00:00 +0100</pubDate>
      <category>Active Directory</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Come decifrare una password MD5</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;L'MD5 &amp;egrave; un algoritmo di codifica dei dati a senso unico, cio&amp;egrave; non c'&amp;egrave; la possibilit&amp;agrave; di effettuare il reverse engineering del dato crittografato. Alcune persone hanno per&amp;ograve; realizzato un sito che si chiama &lt;a href="http://www.md5oogle.com/"&gt;MD5oggle&lt;/a&gt; che raccoglie gli hash (le codifiche) di circa 6 milioni di stringhe.&lt;br /&gt;Utilizzando questo sistema, se l'hash &amp;egrave; gi&amp;agrave; stato inserito all'interno del database, otterrete la stringa in chiaro. Ovvio che sei milioni di stringhe sono poche, per&amp;ograve; &amp;egrave; uno strumento che sicuramente vale la pena di utilizzare per verificare che gli hash delle vostre password non siano gi&amp;agrave; finiti all'interno del loro database.&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Come-decifrare-una-password-MD5.aspx</link>
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      <pubDate>Thu, 13 Dec 2007 11:45:00 +0100</pubDate>
      <category>Sicurezza</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Spostare i 5 ruoli FSMO di Active Directoty</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;La struttura di Active Directory supporta 5 ruoli fondamentali, denominati FSMO (acronimo di Flexible Single Master Operation). Questi ruoli possono essere ricoperti dal medesimo server oppure suddivisi tra pi&amp;ugrave; macchine. Per un esame dettagliato dei 5 ruoli potete fare riferimento a questo articolo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;In questa fase vedremo come verificare quale server detiene ognuno dei singoli cinque ruoli e come spostarli.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2ftrasferire-ruoli-fsmo.png" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per i primi tre ruoli, RID, PDC e Infrastructure &amp;egrave; molto semplice, basta lanciare lo snap-in Active Directory Users and Compuer, cliccare con il tasto destro sul dominio e selezionare Operations Masters. Per spostarli sar&amp;agrave; sufficiente fare click sul tasto Change.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per verificare il ruolo di Domain Naming Master lanciate lo snap-in Active Direcotry Domains and Trusts, cliccate con il tasto destro su Active Directory Domains and Trusts e selezionate Operations Masters. Anche in questo caso sar&amp;agrave; sufficiente premere il tasto Change e selezionare il server sul quale si vuole trasferire il 4&amp;deg; ruolo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per il 5&amp;deg; e ultimo ruolo sar&amp;agrave; necessario installare lo snap-in ADSI Edit. Per le versioni di Microsoft Windows Server antecedenti alla 2008 potete fare riferimento a &lt;a href="http://blog.dorio.it/post/Installare-ADSI-Edit-su-Windows-Server-2000-e-2003.aspx" target="_blank"&gt;questo&lt;/a&gt; articolo, per le successive a &lt;a href="http://blog.dorio.it/post/ADSI-Edit-su-Windows-Server-2008.aspx" target="_blank"&gt;quest&amp;rsquo;altro&lt;/a&gt;. Aprite l&amp;rsquo;Active Directory Schema e cliccate con il tasto destro su Operations Masters: come per gli altri casi potete procedere al trasferimento del ruolo direttamente da questa schermata.&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Spostare-i-5-ruoli-FSMO-di-Active-Directoty.aspx</link>
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      <pubDate>Thu, 15 Nov 2007 18:51:00 +0100</pubDate>
      <category>Active Directory</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>ASP.NET 2.0 su Windows Server a 64 bit</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;In molti casi si pu&amp;ograve; avere la necessit&amp;agrave; di far girare il framework .NET 2.0 a 32 bit su di un server a 64 bit. Per spiegare come fare Microsoft da circa 4 mesi ha rilasciato una procedura al seguente indirizzo:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;a href="http://support.microsoft.com/kb/894435" target="_blank"&gt;http://support.microsoft.com/kb/894435&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;In breve baster&amp;agrave; procedere come segue:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Andare al prompt dei comandi e lanciare il seguente script:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;cscript %SYSTEMDRIVE%\inetpub\adminscripts\adsutil.vbs SET W3SVC/AppPools/Enable32bitAppOnWin64 1&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Poi, per procedere con l'attivazione effettiva di .NET 2.0 eseguire questo comando:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;%SYSTEMROOT%\Microsoft.NET\Framework\v2.0.50727\aspnet_regiis.exe -i&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;L'ultimo passaggio da eseguire &amp;egrave; verificare che ASP.NET 2.0 sia abilitato nelle Web Service Extension di IIS. Per ripristinare la versione a 64 bit di ASP.NET 2.0 sar&amp;agrave; sufficiente eseguire il seguente comando, con l'unica avvertenza di controllare che il path sia quello della versione a 64 bit e non quello di quella a 32:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;%SYSTEMROOT%\Microsoft.NET\Framework64\v2.0.50727\&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fcscript-iis.png" alt="" width="577" height="302" /&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/ASPNET-20-su-Windows-Server-a-64-bit.aspx</link>
      <comments>http://blog.dorio.it/post/ASPNET-20-su-Windows-Server-a-64-bit.aspx#comment</comments>
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      <pubDate>Sat, 27 Oct 2007 08:00:00 +0100</pubDate>
      <category>ASP.NET</category>
      <category>Internet Information Server</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Manutenzione di applicazioni ASP.NET con app_offline.htm</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Dalla versione 2.0 di ASP.NET&amp;nbsp; &amp;egrave; stata prevista una modalit&amp;agrave; estremamente semplice per mettere un'intera applicazione in modalit&amp;agrave; manutenzione con una banale pagina HTML.&lt;br /&gt;Per fare questo &amp;egrave; sufficiente creare il seguente&amp;nbsp;file:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;app_offline.htm&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;e posizionarlo all'interno della root dell'applicazione; &amp;egrave; ovvio che&amp;nbsp;nel file HTML potete scrivere tutto ci&amp;ograve; che ritenete pi&amp;ugrave; opportuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando il framework "sente" la presenza di questo file all'interno della root dell'applicazione, cessar&amp;agrave; di rispondere a qualsiasi chiamata e automaticamente reindirizzer&amp;agrave; tutte le richiesta a questa pagina: in questo moodo potrete.NET 2.0 smetter&amp;agrave; di eseguire tutte le richieste ed effettuer&amp;agrave; un redirect a questa pagina, evitando qualsiasi chiamata a&amp;nbsp;HttpHandler o HttpModules; da questo momento in poi avrete la possibilit&amp;agrave; di effettuare qualsiasi operazione all'interno dell'applicazione, dal deployment a modifiche all'interno delle parti riservate (come ad esempio la cartella bin).&lt;br /&gt;Pu&amp;ograve; inoltre essere molto utile per effettuare l'unlock e il successivo unload di un database SQL Express o Access i cui file risiedono nella directory app.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al termine delle operazioni di messa in produzione sar&amp;agrave; sufficiente cancellare o rinominare il file app_offiline.htm.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' comunque evidente come questa utile novit&amp;agrave; non consenta di effettuare alcun tipo di test succesivamente al deployment, proprio in virt&amp;ugrave; della modalit&amp;agrave; con la quale agisce direttamente sull'applicazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimane solo da evidenziare come su Internet Explorer 6, se &amp;egrave; abilitata l'opzione "Mostra messaggi di errore HTTP brevi" e il server restituisce uno status code diverso da HTTP 200 con dimensione inferiore ai 512 bytes, il browser lo ignorer&amp;agrave; e al suo posto mostrer&amp;agrave; il suo messaggio di errore generico; per evitare questo create il file app_offline.htm con dimensione superiore ai 512 bytes.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fapp_offline.PNG" alt="app_offiline.htm" width="478" height="206" /&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Manutenzione-di-applicazioni-ASPNET-con-app_offlinehtm.aspx</link>
      <comments>http://blog.dorio.it/post/Manutenzione-di-applicazioni-ASPNET-con-app_offlinehtm.aspx#comment</comments>
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      <pubDate>Tue, 23 Oct 2007 09:33:00 +0100</pubDate>
      <category>ASP.NET</category>
      <category>Internet Information Server</category>
      <category>Script</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Associare Application Pool di IIS 6 al processo W3WP</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;E' molto utile isolare i processi in IIS 6 per&amp;ograve; se non riusciamo ad associare il relativo processo W3WP al rispettivo Application Pool non riusciremo mai a effettuare, in caso di bisogno, un'analisi sull'utilizzo delle nostre preziose risorse di sistema. Per trovare facilmente l'associazione basta lanciare il Prompt dei comandi e andare nella cartella SYSTEM32 e lanciare il seguente comando:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;cscript iisapp.vbs&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Ecco tutte le informazioni relative ad Application Pool e Process ID del W3WP che avevamo bisogno. Adesso baster&amp;agrave; utilizzare Process Explorer o altri tool simili per monitorare con attenzione i nostri processi isolati.&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f3%2fcscript-iisapp.png" alt="Utilizzo del comando cscript iisapp.vbs" width="570" height="277" /&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Associare-Application-Pool-di-IIS-6-al-processo-W3WP.aspx</link>
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      <pubDate>Mon, 22 Oct 2007 22:46:00 +0100</pubDate>
      <category>Internet Information Server</category>
      <category>Script</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Patch Microsoft disponibili via mail</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Non capiter&amp;agrave; spesso, ma &amp;egrave; anche difficile che non sia capitato mai... sto parlando di aver bisogno di una patch per sistemi Microsoft non disponibile tramite Windows Update o Microsoft Downloads. Fino a poco tempo fa l'unica strada percorribile era quella di contattare il supporto tecnico e attendere l'invio dell'hotfix tramite mail.&lt;br /&gt;Da qualche tempo Microsoft ha attivato il seguente link:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;a href="https://support.microsoft.com/contactus2/emailcontact.aspx?scid=sw;en;1410&amp;amp;WS=hotfix"&gt;https://support.microsoft.com/contactus2/emailcontact.aspx?scid=sw;en;1410&amp;amp;WS=hotfix&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;tramite il quale &amp;egrave; possibile richiedere l'invio delle suddette patch direttamente alla propria mail. Nella speranza di usarlo il meno possibile.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Patch-Microsoft-disponibili-via-mail.aspx</link>
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      <pubDate>Thu, 18 Oct 2007 09:33:00 +0100</pubDate>
      <category>Windows Server</category>
      <category>Windows Vista</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Abilitare Autologon in Windows Vista</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Impostare la funzionalit&amp;agrave; di autologon in Windows Vista non &amp;egrave; molto differente dagli altri sistemi operativi Microsoft che lo hanno preceduto. Per procedere dobbiamo lanciare il nostro fido editor di registro e navigare fino alla chiave:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;HKEY_LOCAL_MACHINE\ Software\ Microsoft\ Windows NT\ CurrentVersion\Winlogon&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Per prima cosa dovremo impostare il valore della chiave &lt;em&gt;AutoAdminLogin&lt;/em&gt; a 1, successivamente impostare la chiave &lt;em&gt;DefaultUserName&lt;/em&gt; con il nome dell'utente che deve effettuare autologon e per ultima la chiave &lt;em&gt;DefaultPassword&lt;/em&gt; alla quale dovr&amp;agrave; essere associata la password dell'utente indicato nella chiave precedente. E' possibile che questa ultima chiave non esista, nel qual caso createla come stringa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Abilitare-Autologon-anche-in-Windows-Vista.aspx</link>
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      <pubDate>Mon, 15 Oct 2007 07:14:00 +0100</pubDate>
      <category>Windows Vista</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Disabilitare ASP.NET Machine dalla lista utenti</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Quando si installa il framework .NET,&amp;nbsp;propedeutico al funzionamento di qualche programma, &amp;egrave; possibile che al successivo riavvio venga richiesto di cliccare sull'utente con il quale si vuole fare accesso al sistema operativo. Questo avviene perch&amp;egrave; l'installazione di Microsoft .NET Framework crea automaticamente l'utente ASP.NET Machine e di conseguenza, con pi&amp;ugrave; di un utente abilitato, il sistema operativo vi propone la schermata di logon.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f3%2fdisabilitare-aspnet-machine.png" alt="Disabilitare account ASP.NET Machine" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;A questo punto ci sono due modi per risolvere il problema: abilitare l'autologon per l'utente desiderato (potete far riferimento a &lt;a href="http://blog.dorio.it/post/Autologon-anche-in-Vista.aspx" target="_blank"&gt;questo&lt;/a&gt; articolo per abilitarlo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;) oppure disabilitare dalla lista degli utenti l'account ASP.NET andando nel registro alla chiave:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\Winlogon\SpecialAccounts\UserList&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;E creare una chiave DWord con il nome &lt;em&gt;ASPNET&lt;/em&gt; e assegnandole il valore "0".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Disabilitare-ASPNET-Machine-dalla-lista-utenti.aspx</link>
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      <pubDate>Fri, 12 Oct 2007 07:22:00 +0100</pubDate>
      <category>ASP.NET</category>
      <category>Windows Vista</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>SQL Server Management Studio e lentezza nell'avvio</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;E' capitato su tante installazioni della nuova console di SQL Server 2005 (Microsoft SQL Server 2005 Management Studio) di riscontrare una inspiegabile lentezza nello startup della console, anche se quest'ultima si doveva collegare a istanze locali. Dopo svariati tentativi e lunghe ricerche su internet, il problema &amp;egrave; stato risolto nel seguente modo:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Nelle opzioni di Internet Explorer, accessibili dal men&amp;ugrave; Strumenti, andate sul tab Avanzate:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fssms2005.png" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;e deselezionate le seguenti due voci:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Verifica revoca dei certificati dell'autore&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Verifica revoca dei certificati del server&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Una volta effettuate queste modifiche l'avvio della nuova console di gestione di SQL Server 2005 sar&amp;agrave; molto pi&amp;ugrave; veloce.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="left"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/SQL-Server-Management-Studio-e-lentezza-nell-avvio.aspx</link>
      <comments>http://blog.dorio.it/post/SQL-Server-Management-Studio-e-lentezza-nell-avvio.aspx#comment</comments>
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      <pubDate>Sat, 06 Oct 2007 09:41:00 +0100</pubDate>
      <category>Microsoft SQL</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Creare i siti in IIS da riga di comando</title>
      <description>&lt;div class="snap_preview"&gt;
&lt;div class="snap_preview"&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;La gestione di un web server &amp;egrave; il nodo cruciale di chi offre servizi internet; dalla versione di IIS 6.0 sono stati introdotte nuove metodologie gestionali che struttano&amp;nbsp;il provider WMI per gestire istanze web di IIS 6.0. Tramite l'utilizzo di questi script&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&amp;egrave; possibile effettuare tutte le operazioni che normalmente si effettuano da MMC; uno dei pi&amp;ugrave; utili &amp;egrave; sicuramente &lt;strong&gt;IISweb&lt;/strong&gt; che pu&amp;ograve; essere usato anche per creare delle istanze web da riga di comando.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Da %systemroot%\system32 eseguire il comando Iisweb /create con la seguente sintassi :&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;iisweb /create Path NomeSito [/b Port ] [/i IPAddress ] [/d HostHeader ] [/dontstart] [/s Computer [/u [Domain \]User /p Password ]]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;* Path: Specifica la directory locale che contiene i files per il web da creare&lt;br /&gt;* NomeSito: Nome dell&amp;rsquo;istanza web da creare&lt;br /&gt;* /b Port: Specifica la porta su cui sar&amp;agrave; in ascolto il nuo website. Per default &amp;egrave; la 80.&lt;br /&gt;* /i IPAddress: Specifica l&amp;rsquo;ip-address per la nuova istanza web. Di default &amp;egrave; All Unassigned.&lt;br /&gt;* /d HostHeader: Specifica l&amp;rsquo;host header name per la nuova istanza web. Per default questo valore &amp;egrave; null.&lt;br /&gt;* /dontstart: Non startare in automatico la nuova istanza web dopo la creazione&lt;br /&gt;* /s Computer: Permette di eseguire lo script localmente o su un computer remoto.&lt;br /&gt;* /u [Domain\]User: Esegui questo script con le credenziali specificate. L&amp;rsquo;accaut specificato deve appartenere al gruppo administrator.Per default lo script gira con le credenziali di local system account&lt;br /&gt;* /p Password: Specifica che la password dell&amp;rsquo;account &amp;egrave; quella specificata con il parametro /u.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Un esempio per chiarire meglio la sintassi:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;iisweb /create D:\Websites\VostroSito &amp;ldquo;VostroSito&amp;rdquo; /d &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.sito-test.com/"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;http://www.vostrosito.it/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt; /dontstart&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;/span&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Con questo&amp;nbsp;comando viene creato un nuovo Web Site con il nome "VostroSito" (nome che compare all'interno dell'albero della MMC di IIS), che&amp;nbsp;ha come root&amp;nbsp;directory la cartella &amp;ldquo;D:\Websites\VostroSito&amp;rdquo; e come host header name &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.sito-test.com/"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;a href="http://www.vostrosito.it/"&gt;http://www.vostrosito.it/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.vostrosito.it/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.vostrosito.it/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;. Da notare come il comando "/dontstart" lascia l'istanza appena creata in stop.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Un altro esempio pi&amp;ugrave; complesso di utilizzo potrebbe essere il seguente:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;iisweb /create D:\Websites\VostroSito "VostroSito" /i 192.168.100.200 /s WEBSVR /u admin /p Pm=l876-a2F&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;In questo caso viene creato un nuovo Web Site sempre con il nome "VostroSito", questa volta con il binding sull'IP: 192.168.100.200, ma il comando viene eseguito verso un server remoto con il nome WEBSRV e con credenziali di amministrazione: admin - Pm=l876-a2F.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Attenzione: nel tentativo di lanciare il comando IISWeb potrebbe comparire il seguente messaggio:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Questo accade perch&amp;egrave; il motore di default di script &amp;egrave; WSH e non CScript: semplicemente rispondete "Yes" alla schermata successiva:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;E non avrete nessun problema nell'esecuzione di IISWeb. In alternativa se volete lasciare Windows Scripting Host come motore di script di default non dovete far altro che eseguire IISWeb con la seguente sintassi:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;cscript.exe iisweb [parametri di IISWeb]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Per ulteriori informazioni leggere l&amp;rsquo;articolo MS 816568.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Creare-i-siti-in-IIS-da-riga-di-comando.aspx</link>
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      <pubDate>Tue, 02 Oct 2007 20:23:00 +0100</pubDate>
      <category>Internet Information Server</category>
      <category>Script</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Le opzioni del file BOOT.INI in Windows XP</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Il file BOOT.INI di Windows XP permette di gestire diversi parametri di avvio del sistema operativo. Vediamo in sintesi alcune delle principali opzioni e il loro significato:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;/BASEVIDEO&lt;/strong&gt; - Avvia Windows XP con un&amp;nbsp;driver video standard, come se fosse in modalit&amp;agrave; provvisoria, mantenendo per&amp;ograve; attivi tutti gli altri programmi che vengono caricati alla partenza del pc. Da usare quando si hanno problemi con i driver della scheda video. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;/BOOTLOG &lt;/strong&gt;- Crea un file chiamato ntbtlogl.txt in C:\Windows, che contiene la lista di tutti i driver caricati (anche quelli che hanno&amp;nbsp;registrato degli errori)&amp;nbsp;all&amp;rsquo;avvio del computer. Visivamente, durante la&amp;nbsp;procedura di&amp;nbsp;boot, non si nota nessun cambiamento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;/CRASHDEBUG&lt;/strong&gt; - Carica il debugger che rimane inattivo fino a quando non si verifica un crash. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;/DEBUG&lt;/strong&gt; - Carica ed esegue il debugger.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;/FASTDETECT&lt;/strong&gt; - Disabilita il rilevamento delle periferiche collegate su porte seriali e parallele per velocizzare l&amp;rsquo;avvio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;/MAXMEM:n&lt;/strong&gt; - dove &lt;strong&gt;n&lt;/strong&gt; indica il quantitativo massimo di RAM utilizzabile da Xp. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;/NOGUIBOOT&lt;/strong&gt; - Disabilita la schermata di avvio di Xp durante la fase di boot. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;/NODEBUG&lt;/strong&gt; - Disabilita il caricamento del debugger. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;/NoExecute=&lt;/strong&gt;&lt;span class="istruzioni"&gt;opzione&lt;/span&gt; - Le principali opzioni di NoExecute sono quattro: &lt;br /&gt;&lt;span class="istruzioni"&gt;OptIn&lt;/span&gt; : (Configurazione predefinita) La funzionalit&amp;agrave; Protezione esecuzione programmi &amp;egrave; applicata solo ai servizi e ai componenti di sistema di Windows. &lt;br /&gt;&lt;span class="istruzioni"&gt;OptOut&lt;/span&gt; : La funzionalit&amp;agrave; Protezione esecuzione programmi &amp;egrave; attivata per tutti i processi. Gli amministratori possono creare un elenco di applicazioni specifiche, esentate dalla funzionalit&amp;agrave; Protezione esecuzione programmi. &lt;br /&gt;&lt;span class="istruzioni"&gt;AlwaysOn&lt;/span&gt; : Protezione esecuzione programmi &amp;egrave; attivata per tutti i processi. &lt;br /&gt;&lt;span class="istruzioni"&gt;AlwaysOff&lt;/span&gt; : Protezione esecuzione programmi non &amp;egrave; attivata per nessun processo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questa funzione di Protezione esecuzione programmi, si pu&amp;ograve; impedire che virus o altre minacce contro la protezione vadano ad eseguire programmi pericolosi, danneggiando il sistema, in aree di memoria riservate a Windows. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;/SAFEBOOT&lt;/strong&gt; - costringe Windows XP ad avviarsi in modalit&amp;agrave; provvisoria &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;/SOS&lt;/strong&gt; - Visualizza il caricamento dei driver durante il boot e alcuni test che vengono effettuati al disco fisso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Le-opzioni-del-file-BOOTINI-in-Windows-XP.aspx</link>
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      <pubDate>Tue, 02 Oct 2007 15:19:00 +0100</pubDate>
      <category>Windows XP</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Crash della guida di Exchange 2003 con Internet Explorer 7</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Dopo l'aggiornamento a Internet Explorer 7 la guida di Exchange 2003 mander&amp;agrave; in crash l'applicazione a ogni tentativo di apertura. Per ovviare temporaneamente al problema seguite questa procedura:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;Stoppate tutti i servizi di Exchange e di IIS&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Controllate che sia stoppato anche l'Exchange System Attendant e l'IIS Admin Services&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Lanciate il Prompt dei comandi&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Andate nella seguente cartella \Exchsrv\bin e rinominate il file PSAPI.dll in PSAPI.dll.old&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Riavviate tutti i servizi precedentemente stoppati&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Crash-della-guida-di-Exchange-2003-con-Internet-Explorer-7.aspx</link>
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      <pubDate>Mon, 01 Oct 2007 23:38:00 +0100</pubDate>
      <category>Microsoft Exchange</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Abilitare il motore Antispam di Exchange 2007</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Dopo aver faticato per diverso tempo finalmente avete la vostra copia di &lt;strong&gt;Exchange 2007&lt;/strong&gt; installata e configurata, ma... ma non si riesce a trovare da nessuna parte il motoredi &lt;strong&gt;Antispam.&lt;/strong&gt; In realt&amp;agrave; c'&amp;egrave;, ma deve essere installato e attivato manualmente tramite &lt;em&gt;EMS&lt;/em&gt;. &lt;br /&gt;Per iniziare l'installazione lanciare il seguente comando presente all'interno della cartella scripts:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;.\install-antispamagents.msh&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Terminata l'esecuzione&amp;nbsp;del comando, dovrete procedere con il riavvio del servizio &lt;em&gt;Exchange Transport&lt;/em&gt;; se anche dopo il riavvio del suddetto servizio il modulo non si dovesse visualizzare, chiudere e riaprire la console di Microsoft Exchange. A questo punto sar&amp;agrave; sufficente entrare nella console di Exchange, andare fino alla sezione &lt;em&gt;Hub Transport&lt;/em&gt;, dove sar&amp;agrave; possibile visualizzare la nuova funzionalit&amp;agrave;.&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f3%2fabilitare-antispam-exchange-2007.png" alt="" width="586" height="291" /&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Abilitare-il-motore-Antispam-di-Exchange-2007.aspx</link>
      <comments>http://blog.dorio.it/post/Abilitare-il-motore-Antispam-di-Exchange-2007.aspx#comment</comments>
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      <pubDate>Mon, 01 Oct 2007 23:32:00 +0100</pubDate>
      <category>Microsoft Exchange</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Spostare la cartella Users in Windows Vista</title>
      <description>&lt;div class="entrybody"&gt;
&lt;div class="snap_preview"&gt;
&lt;p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Con il rilascio di Windows Vista, Microsoft ha ulteriormente rivisto il concetto di cartelle utenti introducento la novit&amp;agrave; di Users. All'interno di questa cartella troverete tutti i profili, i relativi dati (cartelle Documenti, Musica, Video, ecc.) e i profili delle varie applicazioni. In realt&amp;agrave; pu&amp;ograve; essere molto utile separare questa cartella dal disco di installazione di Windows: ecco la procedura da seguire.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;
&lt;div class="entrybody"&gt;
&lt;div class="snap_preview"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Se siete fortunati e dovete installare Vista exnovo allora i passi da seguire sono pochi e semplici:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Impostare la cartella "User Profile" secondo le vostre necessit&amp;agrave; utilizzando un file di installazione personalizzato. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Muovere ogni singola cartella all'interno del vostro profilo utilizzando il normale explorer di Vista&amp;nbsp;(verificate inoltre che vengano aggiornate le seguenti chiavi: &lt;strong&gt;HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\Shell Folders&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e &lt;strong&gt;HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\User Shell&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Folders&lt;/strong&gt;). &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;In realt&amp;agrave; sono ben pochi quelli che partono da una classica situazione "pulita", percui ecco come fare se siete i possessori di un sistema operativo Windows Vista attualmente funzionante e non avete nessuna intenzione di formattare il pc (anche perch&amp;egrave; la procedura, per quanto possa sembrare complessa, in realt&amp;agrave; &amp;egrave; molto semplice). Prima di procedere ricordatevi di effettuare un backup del vostro sistema, mi raccomando!&lt;br /&gt;Un altro consiglio: prima di procedere, leggete attentamente tutta la procedura almeno una volta!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Al termine tutte le cartelle presenti sotto la cartella Users nella root del vostro disco di sistema verranno spostati nella nuova destinazione da voi scelta:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ol style="text-align: justify;"&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Meglio ripetere: fate un backup di tutti i vostri dati e del vostro sistema! &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Per accellerare la procedura &amp;egrave; bene eliminare tutta la cache dei vari browser, compattare le cartelle di posta elettronica ed eliminare i file temporanei (non &amp;egrave; obbligatorio, anzi, ma vi far&amp;agrave; risparmiare tempo).&lt;/span&gt; &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Copiate normalmente con Explorer la cartella originale&amp;nbsp;del Default Profile nella nuova destionatione (es: da &lt;strong&gt;C:\Users\Default&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;a &lt;strong&gt;D:\Users\Default&lt;/strong&gt;). &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Copiate normalmente con Explorer la cartella originale del&amp;nbsp;Public Profile&amp;nbsp; nella nuova destionatione (es:&amp;nbsp;da &lt;strong&gt;C:\Users\Public&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;a &lt;strong&gt;D:\Users\Public&lt;/strong&gt;). &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Durante queste due operazioni potrebbe comparire l'errore che alcuni files non sono stati copiati. Non preoccupatevi e procedete.&lt;/span&gt; &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Lanciate&amp;nbsp;l'editor di registro e&amp;nbsp;andate&amp;nbsp;a questa chiave:&amp;nbsp;&lt;strong&gt;HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\ProfileList&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Cambiate il valore della chiave &lt;strong&gt;Default&lt;/strong&gt; a quello della nuova cartella dove avete spostato i files (es: &lt;strong&gt;D:\Users\Default&lt;/strong&gt;). &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Cambiate il valore della chiave &lt;strong&gt;Public&lt;/strong&gt; a quello della nuova cartella dove avete spostato i files (es: &lt;strong&gt;D:\Users\Public&lt;/strong&gt;). &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Cambiate il valore della chiave &lt;strong&gt;ProfilesDirectory&lt;/strong&gt; a quello della nuova cartella dove avete spostato i files (es: &lt;strong&gt;D:\Users&lt;/strong&gt;). &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;A questo punto dovrete riavviare il sistema e loggarvi con un nuovo utente che non ha mai effettuato il logon all'interno del sistema e che quindi non ha nessun profilo creato; pu&amp;ograve; essere una buona scelta di loggarsi come&amp;nbsp;Administrator (se avete un'installazione abbastanza standard&amp;nbsp;dovrebbe essere disabilitato e non dovrebbe esistere la relativa cartella sotto Users: se cos&amp;igrave; non fosse create un utente nuovo)&amp;nbsp;quindi abilitatelo e loggatevi con quest'ultimo. Per abilitare l'account lanciate la console&amp;nbsp;Gestione del &lt;strong&gt;Computer&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;e poi andate su Utenti e Gruppi Locali, poi su Utenti e qui editate le propriet&amp;agrave; dell'account&amp;nbsp;di amministratore abilitandolo. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Subito dopo essersi loggati con il nuovo account vedrete la scritta "Creazione del desktop", il che significa che non solo l'account non aveva mai fatto accesso al sistema, ma che una volta terminata la creazione di tutti gli elementi questi ultimi saranno stati creati sotto la nuova cartella Users (es: &lt;strong&gt;D:\Users&lt;/strong&gt;). &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Una volta terminata la verifica chiudete tutte le applicazioni aperte, anche a costo di utilizzare il Task Manager per terminarle, oppure stoppando la maggior parte dei servizi non necessari di Windows: in questo modo sarete sicuri che la maggior parte dei file presenti all'interno della vecchia cartella utenti (es:&amp;nbsp;&lt;strong&gt;C:\Users&lt;/strong&gt;) non risultino in uso. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Procedete nuovamente con la copia dell'intera cartella originale a quella spostata (es: &lt;strong&gt;C:\Users\*&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;a &lt;strong&gt;D:\Users\&lt;/strong&gt;).&lt;/span&gt; &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Ci sono alcune cose che potreste notare durante la fase di copia dei file.&amp;nbsp; Ci saranno decine di centinai di file &lt;strong&gt;.TMP&lt;/strong&gt; che potrebbero risultare lockati e di conseguenza non si copieranno.&amp;nbsp;&amp;nbsp;Se tenete premuta la combinazione&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Alt-S&lt;/strong&gt; potrete vedere tutti&amp;nbsp;i file la cui copia &amp;egrave; "saltata", cos&amp;igrave; vi assicurerete che siano soltanto file temporanei &lt;strong&gt;.TMP&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp; In realt&amp;agrave; tutti questi file temporanei possono essere tranquillamente tralasciati, certo &amp;egrave; che la procedura diventa pi&amp;ugrave; lunga: potreste pensare di semplificarla agendo direttamente da Prompt dei&amp;nbsp;Comandi oppure da PowerShell (per esempio utilizzando il comando xcopy con le&amp;nbsp;opzioni /E/H/K/O/X).&lt;/span&gt; &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Se per caso doveste trovare alcuni file non temporanei dei quali non &amp;egrave; possibile effettuare la copia potete utilizzare la nota utility della &lt;a href="http://www.microsoft.com/technet/sysinternals/default.mspx"&gt;Sysinternals&lt;/a&gt; (avrei dovuto dire Microsoft), &lt;strong&gt;procexp.exe&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;per effettuare una ricerca (&lt;strong&gt;Find Handle&lt;/strong&gt;) per almeno una parte del nome del file lockato: al termine &lt;strong&gt;procexp&lt;/strong&gt; vi fornir&amp;agrave; i dettagli sul programma che lo sta utilizzando. Questo &amp;egrave; il motivo principale percui &amp;egrave; opportuno&amp;nbsp;chiudere&amp;nbsp;pi&amp;ugrave; programmi possibile e stoppare tutti i servizi non&amp;nbsp;necessari.&amp;nbsp;&lt;/span&gt; &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;A questo punto &amp;egrave; necessario trovare, scaricare e installare un programma che vi permetta di effettuare un Trova e Sostituisci massivo all'interno del registro di configurazione; in realt&amp;agrave; &amp;egrave; difficile suggerirne uno solo perch&amp;egrave; tra i tanti programmi provati non sempre uno solo &amp;egrave; stato sufficiente per&amp;ograve; una buona alternativa &amp;egrave;&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.softviewer.com/comments.php?id=19341&amp;amp;mode=soft"&gt;Resplendence Registry Manager 5.50&lt;/a&gt;.&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Usando la funzionalit&amp;agrave; del programma (o dei programmi) scaricati, effettuare un&amp;nbsp;Search &amp;amp; Replace all'interno dell'intero registro di configurazione per sostituire il vecchio valore di origina con il nuovo di destinazione (es: cercate &amp;ldquo;&lt;strong&gt;C:\Users&lt;/strong&gt;&amp;rdquo; e sostituitelo con &amp;ldquo;&lt;strong&gt;D:\Users&lt;/strong&gt;&amp;rdquo;.&amp;nbsp; Fate attenzione che alcuni editor di registro sostituiscono solo i valori delle chiavi e non il nome delle chiavi stesse: questo non dovrebbe essere un problema perch&amp;egrave; le uniche chiavi delle quali si dovrebbe cambiare il nome sono quelle relative alla&amp;nbsp;MuiCache). &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Disconnettevi e riconnettetevi con lo stesso utente. Ripetete tutti i passaggi dal punto 14 finch&amp;egrave; non rimarr&amp;agrave; nulla con il vecchio valore. E' meglio effettuare questo ulteriore passaggio perch&amp;egrave; alcuni programmi si riservano di modificare in fase di disconnessione le chiavi. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Al termine lanciate l'editor di registro e assicuratevi che non esista pi&amp;ugrave; alcuna chiave con il valore vecchio. Mi raccomando utilizzate L'editor di registro Microsoft perch&amp;egrave; &amp;egrave; comunque il programma pi&amp;ugrave; affidabile, almeno per la ricerca; nello specifico potreste arrivare a trovare ancora almeno una ventina di chiavi con il vecchio valore, visto il numero ridotto procedete con la sostituzione manuale. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;A questo punto le uniche modifiche rimaste da effettuare sono quelle relative ai programmi che non utilizzano il registro per salvare i dati dei percorsi, prima di procedere a rinominare la cartella originale (es: rinominare &lt;strong&gt;C:\Users&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in &lt;strong&gt;C:\~Users&lt;/strong&gt;). &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Disconnettetevi e loggatevi adesso con il vostro utente abituale.&amp;nbsp;Tutto dovrebbe&amp;nbsp;funzionare correttamente tranne i programmi di cui sopra, cio&amp;egrave; quelli che salvano in qualche file il path dei relativi dati. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Ci sono due modi per trovare questi programmi: utilizzare&amp;nbsp;&lt;strong&gt;procexp.exe&lt;/strong&gt; per cercare questa volta gli handle che puntano alla posizione della cartella Users originale; in alternativa potete anche monitorare la cartella originale per vedere se qualche programma ha creato una o pi&amp;ugrave; cartelle nuove. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Adesso che avete testato il corretto funzionamento del sistema potete procedere alla cancellazione della cartella originale rinominata&amp;nbsp;(es: &lt;strong&gt;C:\~Users&lt;/strong&gt;). Mi raccomando, prima di procedere, se avete dubbi, effettuate un backup della cartella rinominata.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Ho testato questa procedura su Windows Vista Ultimate 32 bit e Windows Vista Business 64 bit e in entrambi i casi ha funzionato senza alcun problema.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Spostare-la-cartella-Users-in-Windows-Vista.aspx</link>
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      <pubDate>Mon, 01 Oct 2007 23:08:00 +0100</pubDate>
      <category>Windows Vista</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Problemi nella disinstallazione di Exchange 2007 per la permanenza di repliche sulle cartelle pubbliche</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Molti di noi avranno certamente testato Exchange 2007 ben prima dell'uscita della versione definitiva, e magari attualmente c'&amp;egrave; ancora un ambiente di stage dal quale vogliamo eliminare l'ormai "vetusta" installazione di Exchange... In alcuni casi possono nascere seri problemi in virt&amp;ugrave; del fatto che non vengono rimosse correttamente le repliche sulle cartelle pubbliche.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Prima di lanciare l'installazione della versione RTM di Exchange 2007 &amp;egrave; opportuno procedere alla rimozione delle mailbox di Exchange create in ambiente di stage utilizzando il comando:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;em&gt;Get-Mailbox -OrganizationalUnit &amp;ldquo;Infrastructure.local/Exchange-Users&amp;rdquo; -ResultSize Unlimited | Remove-Mailbox&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Una volta rimosse tutte le mailbox si deve procedere alla rimozione dell'account di amministrazione delle stesse caselle di posta:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;em&gt;disable-mailbox administrator&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Adesso bisogna cancellare tutte le istanze dell'Offline Outlook Address Book che sono state utilizzate in precedenza; per fare questo potete utilizzare senza problemi ESM. A questo punto potrebbe sembrare di aver rimosso tutto quello che era necessario rimuovere prima di procedere con la disinstallazione di Exchange vera e propria. Purtroppo pu&amp;ograve; accadere che dopo aver lanciato il processo di disinstallazione venga visualizzato il seguente errore relativo al ruolo Mailbox:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Mailbox Role Prerequisites&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Failed&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Error:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Uninstall cannot proceed. Database &amp;lsquo;Public Folder Database&amp;rsquo;: The public folder database specified contains folder replicas. Before deleting the public folder database, remove the folders or move the replicas to another public folder database.&lt;br /&gt;Recommended Action: &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href="http://go.microsoft.com/fwlink/?linkid=30939&amp;amp;l=EN&amp;amp;v=ExBPA.3&amp;amp;id=b6e3b32a-8848-46cb-9567-72288ac15f60"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; color: #333333;"&gt;http://go.microsoft.com/fwlink/?linkid=30939&amp;amp;l=EN&amp;amp;v=ExBPA.3&amp;amp;id=b6e3b32a-8848-46cb-9567-72288ac15f60&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;A questo punto una delle soluzioni pi&amp;ugrave; utilizzate cosiste nell'eseguire i seguenti due comandi al fine di rimuovere in modo veloce tutta la struttura dei Public Folder:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Get-PublicFolder -server&amp;nbsp;&amp;lt;nomeserver&amp;gt; &amp;ldquo;\&amp;rdquo; -Recurse -ResultSize:Unlimited | Remove-PublicFolder -server &amp;lt;nomeserver&amp;gt; -Recurse -ErrorAction:SilentlyContinue&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Get-PublicFolder -Server&amp;nbsp;&amp;lt;nomeserver&amp;gt; &amp;ldquo;\Non_Ipm_Subtree&amp;rdquo; -Recurse -ResultSize:Unlimited | Remove-PublicFolder -Server&amp;nbsp;&amp;lt;nomeserver&amp;gt; -Recurse -ErrorAction:SilentlyContinue&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Nonostante i comandi vengano eseguiti in modo corretto (potete verificare di persona rimuovendo lo switch SilentlyContinue) la situazione potrebbe non risolversi. A questo punto, tenendo presente che si sta rimuovendo un ambiente di stage e magari si &amp;egrave; anche a corto di tempo potete procedere rimuovendo le repliche orfane dei Public Folder all'interno di Active Directory. Per fare questo occorre il fido strumento ADSI Edit: per l'installazione in ambienti Microsoft Windows Server 2000 e 2003 potete fare riferimento a &lt;a href="http://blog.dorio.it/post/Installare-ADSI-Edit-su-Windows-Server-2000-e-2003.aspx" target="_blank"&gt;questo&lt;/a&gt; articolo mentre per le versioni di 2008 e successive a &lt;a href="http://blog.dorio.it/post/Installare-ADSI-Edit-su-Windows-Server-2008.aspx" target="_blank"&gt;quest'altro&lt;/a&gt;. Ho anche allegato direttamente ADSI Edit a questo articolo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: right;"&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/file.axd?file=2010%2f2%2fadsi.zip"&gt;adsi.zip (138,44 kb)&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Dopo aver lanciato ADSI Edit &amp;egrave; sufficiente navigare l'albero fino a queste entry:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;em&gt;CN=Folder Hierarchies,CN=Exchange Administrative Group (FYDIBOHF23SPDLT),CN=Administrative Groups,CN=&amp;lt;Your Organisation&amp;gt;,CN=Microsoft Exchange,CN=Services,CN=Configuration,DC=&amp;lt;your Domain&amp;gt;,DC=&amp;lt;Dot Com&amp;gt;&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fadsi-edit-public-folder-01.png" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Dopo aver selezionato questa chiave il pannello sulla destra dovrebbe mostrare pi&amp;ugrave; o meno un valore come quello dell'immagine seguente:&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fadsi-edit-public-folder-02.png" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Cliccate sulla chiave nel pannello destro e cancellatela. Adesso navigate fino a questa entry:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;CN=First Storage Group,CN=InformationStore,CN=&amp;lt;Your Server&amp;gt;,CN=Servers,CN=Exchange Administrative Group (FYDIBOHF23SPDLT),CN=Administrative Groups,CN=&amp;lt;Your Organisation&amp;gt;,CN=Microsoft Exchange,CN=Services,CN=Configuration,DC=&amp;lt;your Domain&amp;gt;,DC=&amp;lt;dot Com&amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fadsi-edit-public-folder-03.png" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;E anche in questo caso, dopo averla selezionata, il pannello sulla destra dovrebbe mostrarvi questi valori:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fadsi-edit-public-folder-04.png" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Cancellate anche questi e provate a lanciare nuovamente la disinstallazione di Exchange dal pannello di controllo. Questa volta non dovreste incontrare alcuna difficolt&amp;agrave; nel portare a termine la procedura.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Problemi-nella-disinstallazione-di-Exchange-2007-per-la-permanenza-di-repliche-sulle-cartelle-pubbliche.aspx</link>
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      <pubDate>Mon, 01 Oct 2007 13:10:00 +0100</pubDate>
      <category>Microsoft Exchange</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Session_OnEnd() e la Service Pack 2 di Windows 2003</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Sempre di pi&amp;ugrave; le applicazioni web, sia che si tratti di intranet piuttosto che di servizi web rivolti al pubblico, aumentano la loro complessit&amp;agrave;: tale complessit&amp;agrave; porta il pi&amp;ugrave; delle volte a richiedere feature di controllo della presenza online degli utenti di un determinato servizio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Esistono molti modi per effettuare questi controlli, anche a seconda della tecnologia utilizzata, ma se parliamo di ASP pura e semplice, l'implementazione di questa feature difficilmente potr&amp;agrave; prescindere dall'utilizzo di funzioni quali&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt; &lt;em&gt;Session_OnStart()&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Session_OnEnd()&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Purtroppo il tutto funziona sui sistemi fino alla SP1 di Microsoft Windows 2003 Server... Dalla SP2 in poi tutto il codice presente nella sessione &lt;em&gt;Session_OnEnd() &lt;/em&gt;non verr&amp;agrave; eseguito a causa di un problema all'interno della libreria asp.dll.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;La descrizione specifica del problema la potete trovare all'indirizzo &lt;/span&gt;&lt;a href="http://support.microsoft.com/kb/934903"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma; color: #515151;"&gt;http://support.microsoft.com/kb/934903&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;, ma &amp;egrave; necessario contattare il Microsoft Customers Support Services per riceverla in poche ore via mail.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Session_OnEnd()-e-la-Service-Pack-2-di-Windows-2003.aspx</link>
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      <pubDate>Sun, 30 Sep 2007 20:14:00 +0100</pubDate>
      <category>Internet Information Server</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Upload di file di grandi dimensioni in IIS 6</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Dalla versione 6 di Internet Information Server, Microsoft ha ridefinito il limite di upload di qualsiasi file tramite web server impostando la variabile &lt;strong&gt;AspMaxRequestEntityAllowed &lt;/strong&gt;a 200 Kb (nello specifico il valore di default &amp;egrave; 204800 Bytes).&lt;br /&gt;I messaggi di errore 403 che possono manifestarsi qualora si tentasse di effettuare un upload di maggiori dimensioni sono i seguenti:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Request object error &amp;lsquo;ASP 0104 : 80004005&amp;prime; Operation not Allowed&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;oppure:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;007~ASP 0104~Operation not Allowed&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;o ancora:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Error &amp;rsquo;80020009&amp;rsquo; Exception occurred&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Il problema &amp;egrave; che non esiste il modo di modificare il parametro &lt;strong&gt;AspMaxRequestEntityAllowed&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;direttamente dalla Management Console di IIS. E' per&amp;ograve; possibile utilizzare due metodi differenti per ottenere il risultato voluto; in entrambi i casi procedere ad effettuare un backup del metabase di IIS e subito dopo stoppare il servizio e ricordate che tutti i parametri all'interno del file sono case sensitive.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Per effettuare il backup copiare il file metadata.xml presente nella cartella \system32\inetsrv.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;Metodo "sicuro" consigliato da Microsoft&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;1. Dal prompt dei comandi andare nella cartella \inetpub\adminscripts&lt;br /&gt;2. Lanciare il comando &lt;span class="userInput"&gt;cscript &lt;strong&gt;adsutil.vbs set w3svc/ASPMaxRequestEntityAllowed &lt;em&gt;size&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; dove size &amp;egrave; la nuova dimensione in Bytes&lt;br /&gt;3. Eseguire il comando &lt;strong&gt;iisreset&lt;/strong&gt;&lt;var&gt;&amp;nbsp;&lt;/var&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;Modifica diretta del file XML&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;1. Per poter editare direttamente il file metadata.xml occorre impostare la modifica diretta dalla console di IIS: per fare questo aprile la console e sul nome del server premere il tasto destro del mouse e scegliere "properties"; abilitare la modifica selezionando "Enable direct Metabase edit" come indicato nell'immagine seguente:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;2. Aprire il file metabase.xml presente nella directory \system32\inetsrv con Notepad&lt;br /&gt;3. Cercare la stringa &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;strong&gt;AspMaxRequestEntityAllowed&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;4. Modificare il valore ad essa associato con quello desiderato (sempre espresso in Bytes)&lt;br /&gt;5. Deselezionare l'opzione "Enable direct Metabase edit" dalla console di IIS&lt;br /&gt;6. Riavviare il servizio&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Upload-di-file-di-grandi-dimensioni-in-IIS-6.aspx</link>
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      <pubDate>Thu, 27 Sep 2007 23:52:00 +0100</pubDate>
      <category>Internet Information Server</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Rimuovere manualmente un domain controller orfano</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;In una struttura Active Directory pu&amp;ograve; accadere che uno dei Domain Controller non sia pi&amp;ugrave; disponibile (&amp;egrave; auspicabile che non accada all&amp;rsquo;ultimo!) e si riveli necessario rimuoverlo manualmente dal database di AD. C&amp;rsquo;&amp;egrave; una procedure specifica, abbastanza semplice, per portare a termine questa operazione in modo veloce e sicuro. Come sempre, quando &amp;egrave; necessario apportare manualmente, e non tramite i consueti strumenti, modifiche al database di Active Directory, occorre molta calma e prudenza oltre che l&amp;rsquo;ormai ben noto backup.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Innanzitutto &amp;egrave; opportuno verificare chi detiene i 5 fuoli FSMO di Active Directory, al fine di accertarsi che nessuno di questi fosse in carico al server che si intende rimuovere. Per maggiori informazioni sui ruoli FSMO di Active Directory potete fare riferimento a &lt;a href="http://blog.dorio.it/post/Ruoli-FSMO-in-Active-Directory.aspx" target="_blank"&gt;questo&lt;/a&gt; articolo. Per spostare&amp;nbsp;i ruoli di Active Directory potete&amp;nbsp;invece fare riferimento a questo articolo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fntdsutil.png" alt="" width="502" height="263" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Prima di iniziare occorre sottolineare che per eseguire questa procedura &amp;egrave; necessario effettuare l&amp;rsquo;accesso con un account che abbia diritti di Enterprise Admin. Dal prompt dei comandi lanciare l&amp;rsquo;utility NTDSUTIL e digitare i seguenti comandi:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;Metadata cleanup&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Poi, una volta nel men&amp;ugrave; &amp;ldquo;Metadata cleanup&amp;rdquo;&amp;nbsp; digitare:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;Connections&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;E subito dopo, per collegarsi a un domain controller ancora attivo:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;Connect to server &amp;lt;nomeDCdarimuovere&amp;gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Al termine digitare &amp;ldquo;quit&amp;rdquo;. Dal prompt &amp;ldquo;Metadata cleanup&amp;rdquo; inserire il comando:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;Select operation target&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Quindi digirare &amp;ldquo;List domains&amp;rdquo;. A questo punto dovete trovare il numero associato al dominio di cui faceva parte il Domain Controller da rimuovere ed inserite il comando:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;Select domain &amp;lt;NumeroDominio&amp;gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Nuovamente dal prompt &amp;ldquo;Select operation target&amp;rdquo; digitate il comando &amp;ldquo;List sites&amp;rdquo;. Anche questa volta identificate il numero del Site di cui faceva parte il DC da rimuovere e inserire il seguente comando:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;Select site &amp;lt;NumeroSite&amp;gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Dal prompt &amp;ldquo;Select operation target&amp;rdquo; inserire il comando &amp;ldquo;List servers in site&amp;rdquo;. Per l&amp;rsquo;ultima volta identificare il numero del DC da rimuovere e digitate il comando: select server &amp;lt;NumeroServer&amp;gt;. Uscite dal men&amp;ugrave; &amp;ldquo;Select operation target&amp;rdquo; inserendo il comando quit. Dal prompt &amp;ldquo;Metadata cleanup&amp;rdquo; digitate il comando &amp;ldquo;Remove selected server&amp;rdquo; e, se siete sicuri di aver effettuato la procedura in modo corretto, confermate l&amp;rsquo;operazione cliccando sul bottone Yes all&amp;rsquo;interno della finestra &amp;ldquo;Server Remove Confirmation Dialog&amp;rdquo;. Tornate al men&amp;ugrave; precedente digitando il comando &amp;ldquo;quit&amp;rdquo; e inseritelo nuovamente per uscire dall&amp;rsquo;utility NTDSUTIL.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;A questo punto la maggior parte del lavoro &amp;egrave; stata svolta e non ci resta che andare a rimuovere le entry specifiche del DC rimosso dai container di AD; per fare questo occorre lanciare lo snap-in ADSI Edit e cercare i seguenti container:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;OU=Domain Controllers,&amp;lt;DominioCheContenevaDC&amp;gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;strong&gt;CN=Servers,CN=&amp;lt;SiteCheContenevaDC&amp;gt;,CN=Sites,CN=Configuration,&amp;lt;DN-ForestRootDomain&amp;gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;L&amp;rsquo;ultima traccia lasciata dal nostro morente DC &amp;egrave; all&amp;rsquo;interno del DNS quindi lanciate lo snap-in DNS ed eliminate da tutte le zone (compreso la zona _msdcs.&amp;lt;FQDN-Dominio&amp;gt;) gli eventuali resource record DNS SRV, A e PTR riferiti al DC eliminato da Active Directory. Per puro scrupolo (non dovrebbe essercene bisogno) mediante lo snap-in User and Computer cercate tracce del DC rimosso dall&amp;rsquo;apposita OU.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per chiunque abbia voglia di approfondire ecco il relativo articolo del KB Microsoft:&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://support.microsoft.com/kb/216498" target="_blank"&gt;http://support.microsoft.com/kb/216498&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Rimuovere-manualmente-un-domain-controller-orfano.aspx</link>
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      <pubDate>Tue, 25 Sep 2007 23:43:00 +0100</pubDate>
      <category>Active Directory</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>I vari volti di... Ipconfig</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;E' un comodo e piccolo "amico" che in pi&amp;ugrave; di un'occasione ci ha aiutato, ma forse IPConfig potrebbe rivelarsi una versatile utility anche per altre problematiche di rete. Vediamo come.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Ipconfig&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Il comando &lt;strong&gt;ipconfig&lt;/strong&gt; permette di conoscere il proprio indirizzo IP, quello del SUBNET MASK e del GATEWAY.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'utilizzo piu' comune digitando &lt;strong&gt;ipconfig&lt;/strong&gt; seguito da &lt;strong&gt;uno spazio&lt;/strong&gt; e l'opzione &lt;strong&gt;/all&lt;/strong&gt; sara' possibile conoscere informazioni piu' dettagliate della rete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Digitando, invece, &lt;strong&gt;ipconfig&lt;/strong&gt; seguito da &lt;strong&gt;uno spazio&lt;/strong&gt; e l'opzione&lt;strong&gt;/renew&lt;/strong&gt; sara' possibile effettuare un aggiornamento completo di tutte le connessioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sintassi:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;ipconfig [/? | /all | /renew [scheda] | /release [scheda] | /flushdns | /displaydns | /registerdns | /showclassid adapter | /setclassid adapter [IDclasse] ]&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Dove per &lt;strong&gt;scheda&lt;/strong&gt; si intende il &lt;em&gt;Nome connessione&lt;/em&gt; (caratteri jolly &lt;strong&gt;*&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;?&lt;/strong&gt; consentiti, vedere esempi)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Opzioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;/?&lt;/strong&gt; Visualizza l'help&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;/all&lt;/strong&gt; Visualizza le informazioni complete sulla configurazione.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;/release&lt;/strong&gt; Rilascia l'indirizzo IP per la scheda specificata.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;/renew&lt;/strong&gt; Rinnova l'indirizzo IP per la scheda specificata.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;/flushdns&lt;/strong&gt; Svuota la cache del resolver DNS.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;/registerdns&lt;/strong&gt; Aggiorna tutti i lease DHCP e registra di nuovo i nomi DNS&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;/displaydns&lt;/strong&gt; Visualizza il contenuto della cache del resolver DNS.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;/showclassid&lt;/strong&gt; Visualizza tutti gli ID classe DHCP consentiti per la scheda.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;/setclassid&lt;/strong&gt; Modifica l'ID classe DHCP.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'impostazione predefinita e' la visualizzazione soltanto dell'indirizzo IP, della &lt;em&gt;subnet mask&lt;/em&gt; e del &lt;em&gt;gateway&lt;/em&gt; predefinito per ciascuna scheda associata al TCP/IP.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i parametri &lt;strong&gt;Release&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Renew&lt;/strong&gt;, se non e' specificato il nome di alcuna scheda, vengono rilasciati o rinnovati i lease degli indirizzi IP per tutte le schede&lt;br /&gt;associate al TCP/IP.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per &lt;strong&gt;Setclassid&lt;/strong&gt;, se non e' specificato alcun IDclasse, l'IDclasse viene rimosso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esempi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ipconfig&lt;/strong&gt; ... Visualizza informazioni.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ipconfig /all&lt;/strong&gt; ... Visualizza informazioni dettagliate.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ipconfig /renew&lt;/strong&gt; ... rinnova tutte le schede&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ipconfig /renew EL*&lt;/strong&gt; ... rinnova qualsiasi connessione il cui nome inizi per EL&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ipconfig /release *Con*&lt;/strong&gt; ... rilascia tutte le connessioni corrispondenti, ad esempio "Connessione LAN 1" o "Connessione LAN 2"&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f3%2fcomandi-di-ipconfig.png" alt="I comandi di IPConfig" width="517" height="657" /&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/I-vari-volti-di-Ipconfig.aspx</link>
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      <pubDate>Sat, 22 Sep 2007 20:51:00 +0100</pubDate>
      <category>Networking</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Disabilitare lo Shutdown Event Tracker in Windows 2003</title>
      <description>&lt;div class="snap_preview"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Sicuramente&amp;nbsp;come dato statistico pu&amp;ograve; essere estremamente interessante, per&amp;ograve; essere costretti a specificare perch&amp;egrave; si sta spegnendo e/o riavviando il server a ogni shutdown di Windows 2003 pu&amp;ograve; in alcuni casi risultare scomodo; &amp;egrave; quindi possibile che sia proprio per questo motivo che esiste una procedura per disabilitare la suddetta funzionalit&amp;agrave;:.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;1. Da Esegui lanciare &lt;strong&gt;gpedit.msc&lt;/strong&gt; per aprire la console delle Group Policy&lt;br /&gt;2. Andare su Computer Configuration, poi su Administrative Templates ed infine su System&lt;br /&gt;3.&amp;nbsp;Selezionare &amp;ldquo;Display Shutdown Event Tracker&amp;rdquo;&lt;br /&gt;4.&amp;nbsp;Impostare l'opzione scelta come&amp;nbsp;&amp;ldquo;Disabled&amp;rdquo;&lt;br /&gt;5. Cliccare su &amp;ldquo;Ok&amp;rdquo; per applicare&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Dal successivo riavvio non verr&amp;agrave; pi&amp;ugrave; richiesto di specificarne i motivi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Disabilitare-lo-Shutdown-Event-Tracker-in-Windows-2003.aspx</link>
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      <pubDate>Sun, 16 Sep 2007 20:27:00 +0100</pubDate>
      <category>Windows Server</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Riparazione di un database corrotto di Exchange 2003</title>
      <description>&lt;div class="M2"&gt;
&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Alle volte pu&amp;ograve; accadere che i backup non siano disponibili oppure validi e che un database di fondamentale importanza sia danneggiato e il servizio ad esso legato non parta: quando questa situazione si verifica con Microsoft Exchange c'&amp;egrave; una possibilit&amp;agrave; alternativa di ripristinare i dati.&lt;/p&gt;
&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Nel caso specifico di Exchange 2003 quando non &amp;egrave; possibile montare il Mailbox e/o il Public Folder Store compaiono nel registro degli eventi errori che chiariscono il motivo:&lt;/p&gt;
&lt;p style="padding-left: 30px;"&gt;Event Type: Error&lt;br /&gt;Event Source: MSExchangeIS&lt;br /&gt;Event Category: General &lt;br /&gt;Event ID: 9518&lt;br /&gt;Description:&lt;br /&gt;Error Current log file missing starting Storage Group /DC=xx/DC=xx/DC=internal/CN=Configuration/CN=Services/CN=Microsoft Exchange/CN=internal/CN=Administrative Groups/CN=First Administrative Group/CN=Servers/CN=exchange-server/CN=InformationStore/CN=First Storage Group on the Microsoft Exchange Information Store. &lt;br /&gt;Storage Group - Initialization of Jet failed.&lt;/p&gt;
&lt;p style="padding-left: 30px;"&gt;Event Type: Error&lt;br /&gt;Event Source: MSExchangeSA&lt;br /&gt;Event Category: MAPI Session &lt;br /&gt;Event ID: 9175&lt;br /&gt;Description:&lt;br /&gt;The MAPI call 'OpenMsgStore' failed with the following error: &lt;br /&gt;The Microsoft Exchange Server computer is not available.&amp;nbsp; Either there are network problems or the Microsoft Exchange Server computer is down for maintenance.&lt;br /&gt;The MAPI provider failed.&lt;br /&gt;Microsoft Exchange Server Information Store&lt;br /&gt;ID no: 8004011d-0526-00000000&lt;/p&gt;
&lt;p style="padding-left: 30px;" align="justify"&gt;Event Type: Error&lt;br /&gt;Event Source: ESE&lt;br /&gt;Event Category: Logging/Recovery &lt;br /&gt;Event ID: 455&lt;br /&gt;Description:&lt;br /&gt;Information Store (324) First Storage Group: Error -1811 occurred while opening logfile X:\xxx\ExchSrv\Mdbdata\E000011A.log.&lt;/p&gt;
&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;L'ultimo errore, solitamente quello con Event ID 455, chiarisce cosa impedisce allo store di essere montato correttamente. Nell'esempio riportato c'&amp;egrave; un errore nel file di log E000011A.log. I motivi possono essere i pi&amp;ugrave; disparati, comunque vi riporto brevemente i pi&amp;ugrave; comuni (che poi sono quelli che direttamente ho dovuto affrontare):&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;Il file indicato risulta illeggibile oppure non &amp;egrave; possibile accedervi&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Il file indicato non esiste&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Non &amp;egrave; possibile accedere al disco dove sono contenuti tutti i file di log&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Nel primo e nel secondo caso, sempre in assenza di backup, la procedura che illustro di seguito vi dovrebbe consentire di recuperare la maggior parte dei dati presenti all'interno dei database. Nel terzo caso il problema potrebbe essere decisamente pi&amp;ugrave; grave e la procedura di ricostruzione dei database potrebbe ripristinare gran parte dei dati ma in alcuni casi potreste anche trovarvi d'innanzi a una massiccia perdita di mail degli utenti.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Prima di illustrare nel dettaglio la procedura che ho eseguito mi preme specificare ancora un dettaglio: in alcuni casi potreste essere tentati di far girare Eseutil su una macchina pi&amp;ugrave; performante, sia per qualit&amp;agrave; del processore che per dimensione dei dischi, rispetto al&amp;nbsp;server Exchange aziendale. Questa postazione alternativa,&amp;nbsp;specie se si tratta di un&amp;nbsp;PC, potrebbe non avere Exchange installato, quindi ecco&amp;nbsp;cosa serve copiare dal server Exchange per poter eseguire Eseutil dove pi&amp;ugrave; ci fa comodo:&lt;/p&gt;
&lt;p style="padding-left: 30px;"&gt;&lt;a href="http://support.microsoft.com/kb/244525/en-us" target="_blank"&gt;http://support.microsoft.com/kb/244525/en-us&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Fate attenzione che la lingua del sistema operativo sia la stessa del server Exchange, in caso contrario riceverete un errore da JET. Tenete presente che questa soluzione, nonostante rappresenti in alcuni casi un notevole risparmio di tempo in termini di elaborazione, vi costringe a copiare i database dal server Exchange al PC di riparazione, quindi tenete in considerazione tutti i fattori prima di procedere in questo modo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il problema era che il server era andato in crash ed Exchange non era riuscito a completare le operazioni nei transaction logs e il file E000052A.log risultava mancante. Per ripristinare la situazione, in&amp;nbsp;assenza di un backup&amp;nbsp;valido, era necessario riparare il database.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per prima cosa ho verificato dove fosse il problema. I database (Mailbox e Public Folder) erano entrambi in stato di &amp;ldquo;dirty shutdown&amp;rdquo;. Per effettuare la verifica ho usato&amp;nbsp;eseutil, in combinazione&amp;nbsp;con lo switch&amp;nbsp;/mh.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;eseutil /mh priv1.ebd&lt;br /&gt;eseutil /mh pub.ebd&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Eseutil mi ha confermato ci&amp;ograve; che gi&amp;agrave; Exchange System Manager mi diceva (non era possibile&amp;nbsp; montare alcun database): i database erano in stato di &amp;ldquo;dirty shutdown&amp;rdquo;&amp;nbsp; ed andavano ripristinati.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Come secondo step mi sono assicurato che non fosse eseguita la mount dei database all&amp;rsquo;avvio al fine di evitare spiacevoli inconvenienti durante le varie fasi del ripristino. A questo punto ho bloccato l&amp;rsquo;&lt;strong&gt;Information Store&lt;/strong&gt; ed ho eseguito la&amp;nbsp; copia della cartella mdbdata per sicurezza. Avere una copia dei database che si sta tentando di ripristinare e dei relativi transaction logs &amp;egrave; fondamentale! In seguito &amp;egrave; possibile fare ripartire l&amp;rsquo;Information Store.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;A questo punto si inizia il processo di riparazione vero e proprio. Assicuratevi di avere spazio disponibile sul disco, servir&amp;agrave; circa il 20% dello spazio occupato dal database. Lanciate i seguenti comandi:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;eseutil /p priv1.edb&lt;br /&gt;eseutil /p pub.edb&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f3%2feseutil-riparazione-database-exchange.png" alt="Riparazione database Exchange con Eseutil" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Nel caso lo spazio disco non fosse sufficiente conviene redirigere altrove con il flag /T. Infine, casomai fosse danneggiato anche il file .stm, &amp;egrave;&amp;nbsp;possibile&amp;nbsp;utilizzare il flag /createstm per generare un file .stm vuoto. Potete infine leggere (e cancellare) il file di log prodotto (pub1.integ.raw). Ovviamente, a seconda della dimensione dei database da riparare l'operazione potrebbe richiedere diverse ore. Al termine verificate il buon esito dell&amp;rsquo;operazione digitando nuovamente&amp;nbsp;il comando:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;eseutil /mh&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;A questo punto conviene eseguire la deframmentazione del database. Servir&amp;agrave; parecchio spazio per effettuare quest&amp;rsquo;operazione,&amp;nbsp; calcolate circa il doppio del database pi&amp;ugrave; il 10% (il database viene replicato con una sorta di cut and paste, ovvero viene creato un nuovo db, vi si copia il vecchio, infine il nuovo creato viene rinominato come il vecchio). La deframmentazione ricostruir&amp;agrave; gli indici del database e eliminer&amp;agrave; i &amp;ldquo;buchi&amp;rdquo; creatisi nel db. Al termine dell'operazione di deframmentazione eseguite per l'ultima volta il comando:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;eseutil /mh&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;per verificare lo stato dei database. Ora stoppiamo e poi facciamo ripartire l&amp;rsquo;Information Store. E&amp;rsquo; fondamentale, a&amp;nbsp; questo punto, cancellare i &lt;strong&gt;transaction logs&lt;/strong&gt; presenti nella cartella &lt;em&gt;mdbdata&lt;/em&gt;, altrimenti gli archivi postali continueranno a non installarsi,&amp;nbsp; e ripeteranno l&amp;rsquo;errore gi&amp;agrave; visto in precedenza:&lt;/p&gt;
&lt;p style="padding-left: 30px;" align="justify"&gt;Information Store (324) First Storage Group: Error -1811 occurred while opening logfile E:\ProgramFiles\ExchSrv\Mdbdata\E000052A.log.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Alcuni messaggi andranno persi, ma questo &amp;egrave; inevitable (manca il transaction log!). Ora apriamo l&amp;rsquo;&lt;strong&gt;Exchange System Manager&lt;/strong&gt; e montiamo gli archivi postali. Fatto questo li disinstalliamo nuovamente! La ragione di questo mount/dismount &amp;egrave; spiegata nella KB Microsoft e serve ad evitare questo errore:&lt;/p&gt;
&lt;p style="padding-left: 30px;" align="justify"&gt;Isinteg cannot initiate verification process.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Finalmente possiamo utilizzare &lt;strong&gt;isinteg&lt;/strong&gt;. Isinteg &amp;egrave; un&amp;rsquo;utility Exchange database aware, ovvero a differenza di eseutil conosce la logica del database di Exchange ed &amp;egrave; in grado di associare correttamente i messaggi che contiene. Omettere di eseguire isinteg potrebbe generare strani comportamenti all'interno di Outlook, tipo messaggi non leggibili o discrepanza tra il numero di messaggi dichiarati&amp;nbsp; nella cartella e quelli effettivamente presenti. Il comando da usare &amp;egrave; il seguente:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Isinteg -fix -test alltests&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f3%2fisinteg-check-database-exchange.png" alt="Isinteg" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Saranno generati parecchi warning, l&amp;rsquo;importante &amp;egrave; che non vengano generati error. Nel caso, ripetete l&amp;rsquo;operazione nuovamente:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Isinteg -fix -test alltests&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Successivamente all'esecuzione del comando Isinteg sar&amp;agrave; possibile procedere al mount&amp;nbsp;definitivo dei database danneggiati. Ricordatevi di ripristinare il mount automatico dei database interessati che era stato disattivato in precedenza.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Riparazione-di-un-database-corrotto-di-Exchange-2003.aspx</link>
      <comments>http://blog.dorio.it/post/Riparazione-di-un-database-corrotto-di-Exchange-2003.aspx#comment</comments>
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      <pubDate>Wed, 12 Sep 2007 21:27:00 +0100</pubDate>
      <category>Microsoft Exchange</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Bloccare chkdsk al riavvio di Windows</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Non sar&amp;agrave; capitato solo a me di riscontrare, a volte, qualche problema sul disco di un server e utilizzare il tool CHKDSK che ormai da anni Microsoft ci lascia a dispozione in tutte le release dei suoi sistemi operativi, a partire da quelli client per giungere alle versioni server.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Il problema pu&amp;ograve; nascere nel momento in cui il suddetto tool ci comunica che l'operazione di riparazione richiesta non potr&amp;agrave; essere eseguita a sistema attivo in quanto non pu&amp;ograve; essere guadagnato l'accesso esclusivo al disco e che il comando sar&amp;agrave; eseguito al successivo riavvio prima del caricamento di tutti i servizi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Benissimo, per&amp;ograve;... (perch&amp;egrave; in ambito server c'&amp;egrave; spesso un per&amp;ograve;) potrebbe anche esistere l'ipotesi che il disco in questione da esaminare e riparare contenga talmente tanti file che non sia possibile attendere la fine della scansione con annessa riparazione: ovviamente nel mio caso il potrebbe si &amp;egrave; tramutato in certezza, poich&amp;egrave; dopo circa 8 ore di scansione la percentuale di progessione indicava circa il 35%.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Il problema vero sta nel fatto che il server in questione "potrebbe" non essere raggiungibile fisicamente ma solo da remoto... e quindi avendo impostato il dirty bit ad ogni riavvio Windows lancer&amp;agrave; il comando CHKDSK. In questi casi, per disattivare il diry bit, dovete procedere come segue:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;1. Aprite&amp;nbsp;il Prompt dei comandi (Start -&amp;gt; Tutti i Programmi -&amp;gt; Accessori)&lt;br /&gt;2. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Digitare il seguente comando, sostituendo ovviamente la lettera C: con quella del vostro disco:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;fsutil dirty query C:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Se avete eseguito il comando sul disco corretto (cio&amp;egrave; sul disco che presenta errori) otterrete il seguente risultato:&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;"Il volume - c: &amp;egrave; danneggiato"&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p dir="ltr"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;3. Digitate il seguente comando avendo cura di sostituire alla lettera C: quella relativa al vostro disco:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p dir="ltr"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;chkntfs /x C:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;4. Riavviate il sistema e controllate che non venga eseguito in automatico il comando CHKDSK.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;In questo modo avrete tutto il tempo di schedulare con calma, magari durante il week end, l'esecuzione del comando.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Bloccare-chkdsk-al-riavvio-di-Windows.aspx</link>
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      <pubDate>Fri, 07 Sep 2007 23:52:00 +0100</pubDate>
      <category>Windows Server</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Eliminare il warning del Remote Desktop in Vista</title>
      <description>&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;L'amministrazione dei server da remoto &amp;egrave; diventata un must per i sistemisti di tutto il mondo ormai da anni e il successo di programmi come UltraVNC lo dimostrano indubbiamente. La stessa Microsoft ha reso nel tempo pi&amp;ugrave; semplice la gestione dei Terminal Server Client, o per meglio dire, Remote Desktop. Putroppo con il rilascio della nuova versione del sistema operativo client, Microsoft Window Vista, se dobbiamo collegarci a un server che non esegue Windows 2008, in virt&amp;ugrave; delle ottime feature di sicurezza presenti in Vista comparir&amp;agrave; il seguente warning:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="center"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fvista-remote-desktop-warning.png" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr" align="left"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Niente di particolare se l'attivit&amp;agrave; riguarda un server, o al massimo un paio: il fastidio aumenta esponenzialmente con l'aumentare del numero di server da gestire. Per evitare di aggiungere stress da click allo stress da sistemista &amp;egrave; sufficiente apportre una piccola modifica a una chiave di registro all'interno del registro di Vista; lanciare REGEDIT e navigare fino alla chiave seguente:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Terminal Server Client&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;creare, se non &amp;egrave; presente, una chiave di tipo &lt;strong&gt;DWORD&lt;/strong&gt; chiamata &lt;strong&gt;AuthenticationLevelOverride&lt;/strong&gt;. E' possibile impostare i seguenti 3 valori:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr" align="left"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;0 - "No authentication"&amp;nbsp;&lt;br /&gt;1 - "Require authentication"&amp;nbsp;&lt;br /&gt;2 - "Attempt authentication"&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr" align="left"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Impostando il valore&amp;nbsp;&lt;strong&gt;0&lt;/strong&gt; si ottiene il benefico effetto di sparizione del messaggio di warning.&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Eliminare-il-warning-del-Remote-Desktop-in-Vista.aspx</link>
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      <pubDate>Tue, 04 Sep 2007 22:59:00 +0100</pubDate>
      <category>Windows Vista</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Come installare i Reporting Services in Windows Vista</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Come tutti i nuovi sistemi operativi, anche Windows Vista rende "leggermente" difficoltosa l'installazione e/o l'esecuzione di alcuni programmi; nello specifico esamineremo la procedura per rendere funzionanti i Reporting Services di SQL 2005 (sia nella versione server che in quella Expres con gli Advanced Services).&lt;br /&gt;Il problema principale consiste nell'installare la giusta combinazione dei componenti di IIS all'interno del sistema operativo, lista che potete trovare di seguito:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Web Management Tools&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;IIS 6 Management Compatibility&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;IIS 6 WMI Compatibility&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;IIS Metabase and IIS 6 configuration compatibility&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;World Wide Web Services&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Application Development&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;.NET Extensibility&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;ASP.NET&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;ISAPI Extensions&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;ISAPI Filters&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&amp;nbsp;Common HTTP Features&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Default Document&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Directory Browsing&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;HTTP Redirection&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Static Content&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&amp;nbsp;Security&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Windows Authentication&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;E&amp;nbsp;selezionarli nella schermata seguente: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?FamilyId=d07219b2-1e23-49c8-8f0c-63fa18f26d3a&amp;amp;displaylang=it" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?FamilyId=d07219b2-1e23-49c8-8f0c-63fa18f26d3a&amp;amp;displaylang=it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2finstallare-reporting-services-2005.png" alt="" width="511" height="1229" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;
&lt;p&gt;Ricordatevi che la versione di Internet Information Server 7 inclusa in&amp;nbsp;Vista Home Premium non include la funzionalit&amp;agrave; di Autenticazione Windows, di conseguenza quest'ultima non sar&amp;agrave; disponibile all'interno dei Reporting Services.&lt;br /&gt;Durante l'installazione vi verr&amp;agrave; segnalata un incompatibilit&amp;agrave; tra&amp;nbsp;SQL Server 2005 e Vista (a meno che non&amp;nbsp;installiate la versione gi&amp;agrave; comprensiva di SP2) che evidenzia come le eventuali incompatibilit&amp;agrave; verrano risolte dopo l'installazione del Service Pack 2 di&amp;nbsp;SQL 2005, che potete scaricare&amp;nbsp;al seguente indirizzo:&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="padding-left: 30px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Dopo l'installazione, prima di effettuare qualsiasi operazione con Microsoft SQL 2005 oppure con i Reporting Services procedete con l'aggiornamento alla Service Pack 2.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Come-installare-i-Reporting-Services-in-Windows-Vista.aspx</link>
      <comments>http://blog.dorio.it/post/Come-installare-i-Reporting-Services-in-Windows-Vista.aspx#comment</comments>
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      <pubDate>Sat, 01 Sep 2007 19:57:00 +0100</pubDate>
      <category>Microsoft SQL</category>
      <category>Windows Vista</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Eseguire un'applicazione come servizio</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Vi sar&amp;agrave; capitato&amp;nbsp;almeno una volta di trovare un programma veramente utile, magari da far girare su di un server e... e il programma in questione non si installava come servizio, con tutti gli svantaggi che questa "deficenza" comporta.&lt;br /&gt;Nella miriade di tool presenti all'interno del Resource Kit di Windows Server 2003 Microsoft ha pensato bene di inserire un'utility che si chiama &lt;strong&gt;SrvAny&lt;/strong&gt;; che altro non &amp;egrave;&amp;nbsp;se non un programma&amp;nbsp;che permette di eseguire un&amp;rsquo;applicazione come servizio di Windows. Di seguito il link per scaricare dal sito Microsoft il Resource Kit:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?FamilyID=9d467a69-57ff-4ae7-96ee-b18c4790cffd&amp;amp;displaylang=en"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?FamilyID=9d467a69-57ff-4ae7-96ee-b18c4790cffd&amp;amp;displaylang=en&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Una volta scaricato ed installato il Windows Server 2003 Resource Kit Tools &amp;egrave; sufficiente seguire i seguenti passi:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;1. Copiare i file AnySrv.exe e InstSrv.exe nella directory %SystemRoot%\system32&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;2. Aprire una finestra del Prompt dei comandi e digitare il seguente comando:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;C:\&amp;gt;instsrv MyService c:\windows\system32\srvany.exe&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;3.&amp;nbsp;Lanciare&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt; regedt32&lt;br /&gt;4.&amp;nbsp;Andare alla chiave HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\MyService&lt;br /&gt;5. Aggiungere una nuova chiave denominata Parameters&lt;br /&gt;6. Aggiungere un nuovo valore di tipo String denominato Application&lt;br /&gt;7. Modificare il valore della stringa Application digitando il path completo dell&amp;rsquo;applicazione MyApplication.exe con l&amp;rsquo;argomento /AUTOEXEC&lt;br /&gt;8. Aprire dagli strumenti di amministrazione, la finestra dei servizi di Window. Selezionare il servizio MyService e impostare nel tab folder connessione &amp;ldquo;Account di sistema locale&amp;rdquo;; in alcuni casi potrebbe essere necessario spuntare la casella &amp;ldquo;Consenti al servizio di interagire col desktop&amp;rdquo;&lt;br /&gt;9. Avviare manualmente il servizio ed in seguito impostare l&amp;rsquo;avvio automatico all&amp;rsquo;avvio della macchina.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Eseguire-unapplicazione-come-servizio.aspx</link>
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      <pubDate>Mon, 20 Aug 2007 20:17:00 +0100</pubDate>
      <category>Windows Server</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Come forzare il refresh delle policy in Windows 2003</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;In ambienti Active Directory di grandi dimensioni, con WAN geografiche e vari siti di replicazione, pu&amp;ograve; tornare utile forzare il refresh delle policy di dominio. Dall'introduzione di Windows 2003 &lt;strong&gt;GPUpdate.exe&lt;/strong&gt; sostituisce il pensionato Secedit.exe per l'aggiornamento diretto dei criteri di gruppo all'interno di un dominio. Esaminiamo nel dettaglio la sintassi:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;GPUpdate.exe /Target:{Computer | User} /Force /Wait: valore /Logoff /Boot&lt;br /&gt;in dettaglio :&lt;br /&gt;/Target : specifica se sono da aggiornare le impostazioni di gruppo per User o Computer&lt;br /&gt;/Force : riapplica tutti i criteri di gruppo modificati e non modificati. (di default vengono applicati solo i criteri di gruppo che sono stati modificati)&lt;br /&gt;/Wait : applica un ritardo all&amp;rsquo; impostazione dei criteri di gruppo. Un valore 0 significa che non serve attendere il completamento dell&amp;rsquo;elaborazione, un valore -1 significa che occorre attendere un tempo indeterminato.&lt;br /&gt;/Logoff : indica di effettaure il logoff dopo l&amp;rsquo;applicazione dei criteri di gruppo&lt;br /&gt;/Boot : indica di effettaure un reboot dopo l&amp;rsquo;applicazione dei criteri di gruppo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Come-forzare-il-refresh-delle-policy-in-Windows-2003.aspx</link>
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      <pubDate>Mon, 06 Aug 2007 20:21:00 +0100</pubDate>
      <category>Windows Server</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    </item>
    <item>
      <title>Come eliminare i vecchi file di log di IIS</title>
      <description>&lt;p class="snap_preview" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Sui webserver pi&amp;ugrave; carichi che girano magari su hardware non di ultima generazione pu&amp;ograve; sussistere il grave problema dello spazio; la prima cosa da cancellare, dopo averne effettuato l'archiviazione, sono i file di log. Lo script riportato di seguito vi permetter&amp;agrave; di cancellare tutti i file di log pi&amp;ugrave; vecchi di una certa data.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="snap_preview" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Le variabili da impostare sono semplicemente 3:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class="snap_preview" style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;intDaysOld&lt;/strong&gt;: numero di giorni precedenti ai quali verranno eliminati tutti i file&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;strObjTopFolderPath&lt;/strong&gt;: percorso all'interno dei quali cercare i file&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;strLogFileExt&lt;/strong&gt;: estensione, comprensiva del punto, dei file da eliminare&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #0000ff"&gt;Option&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #0000ff"&gt;Explicit&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #0000ff"&gt;Dim&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;intDaysOld&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;,&lt;/span&gt;&amp;nbsp;strObjTopFolderPath&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;,&lt;/span&gt;&amp;nbsp;strLogFileSuffix&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;,&lt;/span&gt;&amp;nbsp;ObjFS&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;,&lt;/span&gt;&amp;nbsp;ObjTopFolder&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #0000ff"&gt;Dim&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ObjDomainFolder&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;,&lt;/span&gt;&amp;nbsp;ObjW3SvcFolder&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;,&lt;/span&gt;&amp;nbsp;ObjSubFolder&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;,&lt;/span&gt;&amp;nbsp;ObjLogFile&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;,&lt;/span&gt;&amp;nbsp;ObjFile&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;intDaysOld&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;=&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #008080"&gt;5&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;span style="COLOR: #008000"&gt;'&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: #008000"&gt;&lt;span style="color: #008000;"&gt;numero di giorni precedenti ai quali verranno eliminati tutti i file&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;strObjTopFolderPath&amp;nbsp;&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;=&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="COLOR: #4682b4"&gt;"D:\Logsites\"&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;span style="COLOR: #008000"&gt;&lt;span style="color: #008000;"&gt;'percorso all'interno dei quali cercare i file&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;strLogFileExt&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;=&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="COLOR: #4682b4"&gt;".log"&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;span style="COLOR: #008000"&gt;'&lt;span style="color: #008000;"&gt;estensione, comprensiva del punto, dei file da eliminare&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #0000ff"&gt;Set&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ObjFS&amp;nbsp;&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;=&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;CreateObject(&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: #4682b4"&gt;"Scripting.FileSystemObject&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: #4682b4"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #0000ff"&gt;Set&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ObjTopFolder&amp;nbsp;&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;=&lt;/span&gt;&amp;nbsp;ObjFS&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;GetFolder(&lt;/span&gt;strObjTopFolderPath&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #0000ff"&gt;For&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #0000ff"&gt;Each&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ObjDomainFolder&amp;nbsp;in&amp;nbsp;ObjTopFolder&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;.&lt;/span&gt;SubFolders&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;WScript&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;Echo(&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: #4682b4"&gt;"Cartella:&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="COLOR: #4682b4"&gt;"&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&amp;amp;&amp;nbsp;ObjDomainFolder&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;.&lt;/span&gt;name&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #0000ff"&gt;For&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #0000ff"&gt;Each&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ObjW3SvcFolder&amp;nbsp;in&amp;nbsp;ObjDomainFolder&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;.&lt;/span&gt;SubFolders&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;WScript&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;Echo(&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: #4682b4"&gt;"&amp;nbsp;&amp;nbsp;Cartella:&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="COLOR: #4682b4"&gt;"&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&amp;amp;&amp;nbsp;ObjW3SvcFolder&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;.&lt;/span&gt;name&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #0000ff"&gt;Set&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ObjSubFolder&amp;nbsp;&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;=&lt;/span&gt;&amp;nbsp;ObjFS&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;GetFolder(&lt;/span&gt;ObjW3SvcFolder&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #0000ff"&gt;For&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;each&amp;nbsp;ObjLogFile&amp;nbsp;in&amp;nbsp;ObjSubFolder&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;.&lt;/span&gt;files&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #0000ff"&gt;Set&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ObjFile&amp;nbsp;&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;=&lt;/span&gt;&amp;nbsp;ObjFS&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;GetFile(&lt;/span&gt;ObjLogFile&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #0000ff"&gt;If&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;datediff&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;(&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: #4682b4"&gt;"d"&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;,&lt;/span&gt;ObjFile&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: #ff00ff"&gt;DateLastModified&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;,&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #00008b"&gt;Date&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;()&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;)&amp;nbsp;&amp;gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;intDaysOld&amp;nbsp;and&amp;nbsp;lcase&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;(&lt;/span&gt;right&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;(&lt;/span&gt;ObjLogFile&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;,&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #008080"&gt;4&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;))&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;=&lt;/span&gt;strLogFileExt&amp;nbsp;then&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;span style="COLOR: #008000"&gt;'*****************************************************&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;span style="COLOR: #008000"&gt;'Non eliminare il commento finch&amp;egrave; non sarete sicuri che lo script funziona correttamente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;WScript&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;Echo(&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: #4682b4"&gt;"&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Verranno cancellati&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: #4682b4"&gt;&amp;nbsp;"&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&amp;amp;&amp;nbsp;ObjSubFolder&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;.&lt;/span&gt;name&amp;nbsp;&amp;amp;&amp;nbsp;&lt;span style="COLOR: #4682b4"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: #4682b4"&gt;\"&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&amp;amp;&amp;nbsp;ObjFile&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;.&lt;/span&gt;name&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;span style="COLOR: #008000"&gt;'WScript.Echo("&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Cancellati&amp;nbsp;"&amp;nbsp;&amp;amp;&amp;nbsp;ObjSubFolder.name&amp;nbsp;&amp;amp;&amp;nbsp;"\"&amp;nbsp;&amp;amp;&amp;nbsp;ObjFile.name)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;span style="COLOR: #008000"&gt;'ObjFile.Delete&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;span style="COLOR: #008000"&gt;'*****************************************************&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #0000ff"&gt;End&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #0000ff"&gt;If&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #0000ff"&gt;Set&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ObjFile&amp;nbsp;&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;=&lt;/span&gt;&amp;nbsp;nothing&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #0000ff"&gt;Next&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #0000ff"&gt;Set&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ObjSubFolder&amp;nbsp;&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;=&lt;/span&gt;&amp;nbsp;nothing&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #0000ff"&gt;Next&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #0000ff"&gt;Next&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #0000ff"&gt;Set&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ObjTopFolder&amp;nbsp;&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;=&lt;/span&gt;&amp;nbsp;nothing&lt;br /&gt;&lt;img src="http://blogs.thesitedoctor.co.uk/img/sc/clear.gif" alt="" align="top" /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: #0000ff"&gt;Set&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ObjFS&amp;nbsp;&lt;span style="COLOR: #ff0000"&gt;=&lt;/span&gt;&amp;nbsp;nothing&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://blog.dorio.it/file.axd?file=2010%2f2%2fCancella-Log-Files.zip"&gt;Cancella-Log-Files.zip (802,00 bytes)&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Come-eliminare-i-vecchi-file-di-log-di-IIS.aspx</link>
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      <pubDate>Tue, 17 Jul 2007 20:33:00 +0100</pubDate>
      <category>Internet Information Server</category>
      <category>Script</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    <item>
      <title>Servizio saldm.exe e occupazione della CPU al 100%</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;Il processo saldm.exe &amp;egrave; un servizio presenta all'interno di Microsoft Server Appliance Kit e di conseguenza pu&amp;ograve; essere trovato all'interno di un'installazione OEM di Microsoft Windows Server Storage Edition (nelle varia versioni).&lt;br /&gt;Molte volte accade che il servizio saldm.exe occupi il 100% della CPU del server: per risolvere il problema basta andare nell'elenco dei servizi e disabilitare quello chiamato "Local Display Manager" (saldm.exe per l'appunto). Quando lo fermate in presenza di un utilizzo massivo della CPU il servizio pu&amp;ograve; non arrestarsi correttamente: terminate il processo usando il Task Manager, pskill.exe o qualsiasi altra utility che sia in grado di terminare processi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Servizio-saldmexe-e-occupazione-della-CPU-al-100-per-100.aspx</link>
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      <pubDate>Wed, 06 Dec 2006 20:46:00 +0100</pubDate>
      <category>Windows Server</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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    <item>
      <title>Installare ADSI Edit su Windows Server 2000 e 2003</title>
      <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;ADSI Edit &amp;egrave; uno snap-in di Microsoft legato a Active Directory e rappresenta l&amp;rsquo;unico modo per gestire il ruolo di Schema Master all&amp;rsquo;interno di Active Directory.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per installarlo nelle versioni di Microsoft Windows Server 2000 sar&amp;agrave; sufficiente andare nella cartella Support presente all&amp;rsquo;interno del CD di installazione di Windows 2000 e procedere con l&amp;rsquo;installazione dei Support Tools: una volta ultimata, prima di aggiungere lo snap-in alla MMC dovrete digitare questo comando dal prompt dei comandi:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;regsvr32 schmmgmt.dll&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Per installare ADSI Edit in Microsoft Windows Server 2003 dovrete procedere anche in questo caso con l&amp;rsquo;installazione dei Support Tools e lanciare questo comando una volta terminata la procedura:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr"&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;strong&gt;regsvr32 adsiedit.dll&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://blog.dorio.it/image.axd?picture=2010%2f2%2fadsiedit.png" alt="ADSI Edit" /&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://blog.dorio.it/post/Installare-ADSI-Edit-su-Windows-Server-2000-e-2003.aspx</link>
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      <pubDate>Tue, 02 May 2006 20:15:00 +0100</pubDate>
      <category>Active Directory</category>
      <category>Windows Server</category>
      <dc:publisher>Andrea D'Orio</dc:publisher>
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