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	<title>ANDU</title>
	
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	<description>Associazione Nazionale Docenti Universitari</description>
	<lastBuildDate>Wed, 09 May 2012 14:16:13 +0000</lastBuildDate>
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		<title>SONDAGGIO E “PICCONATA” – PROROGA RETTORI – PROFUMO ‘LEGHISTA’ – STATUTI: OMBRA DI SCHIESARO, A PALERMO, A PADOVA</title>
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		<comments>http://www.andu-universita.it/2012/04/22/picconata/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 15:10:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[DOPO IL SONDAGGIO FARSA, A MAGGIO LA “PICCONATA” AL VALORE DELLA LAUREA. CONTROQUESTIONARIO DURATA DEL MANDATO DEI RETTORI E PROROGHE IL PROGETTO &#8216;LEGHISTA&#8217; DI PROFUMO STATUTI. L&#8217;OMBRA DI SCHIESARO STATUTI. A PALERMO PER NON SOTTOMETTERSI AL MINISTERO STATUTI. A PADOVA NUOVO CDA &#8220;NEL MIGLIOR MODO POSSIBILE&#8221; 1. DOPO IL SONDAGGIO FARSA, A MAGGIO LA “PICCONATA” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ol>
<li>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">DOPO IL SONDAGGIO FARSA, A MAGGIO LA “PICCONATA” AL VALORE DELLA LAUREA. CONTROQUESTIONARIO</span></h3>
</li>
<li>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">DURATA DEL MANDATO DEI RETTORI E PROROGHE</span></h3>
</li>
<li>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">IL PROGETTO &#8216;LEGHISTA&#8217; DI PROFUMO</span></h3>
</li>
<li>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">STATUTI. L&#8217;OMBRA DI SCHIESARO</span></h3>
</li>
<li>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">STATUTI. A PALERMO PER NON SOTTOMETTERSI AL MINISTERO</span></h3>
</li>
<li>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">STATUTI. A PADOVA NUOVO CDA &#8220;NEL MIGLIOR MODO POSSIBILE&#8221;</span></h3>
</li>
</ol>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><strong>1. DOPO IL SONDAGGIO FARSA, A MAGGIO LA “PICCONATA” AL VALORE DELLA LAUREA. CONTROQUESTIONARIO</strong></span></h3>
<h3 align="justify">      “Una volta chiuso il sondaggio … si deciderà come utilizzarli (i risultati, <em>ndr</em>), anche ai fini di una prima &#8216;picconata&#8217; al valore legale già con il Ddl sulla meritocrazia atteso per metà maggio.” (dal <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-04/120422/1DYLLN.tif"><span style="text-decoration: underline;">Sole 24-ore del 22.4.12</span></a>).</h3>
<h3 align="justify">     La “picconata” consisterà nell&#8217;<span style="text-decoration: underline;">abolire o abbattere il valore del VOTO di laurea</span>. E&#8217; questo il vero obiettivo immediato della Confindustria e dell&#8217;accademia che conta. E&#8217; questa la &#8216;via breve&#8217; per differenziare gli Atenei e arrivare a soddisfare la richiesta principale della Confindustria: ridurre a non più di 20 gli Atenei (auto)eccellenti, dove si svolgeranno didattica e ricerca e dove concentrare le risorse pubbliche da gestire privatisticamente. Gli altri Atenei dovranno chiudere od occuparsi solo di rilasciare titoli privi di valore.</h3>
<h3 align="justify">      Ed è l&#8217;abolizione del valore del voto di laurea che il ministro Profumo voleva fare approvare al Consiglio dei Ministri lo <a href="../../2012/01/30/valore/"><span style="text-decoration: underline;">scorso gennaio</span></a> e che quasi certamente riproporrà a maggio. Questo intervento, &#8216;realistico&#8217; e immediato (l&#8217;abolizione formale del valore legale del titolo è complessa e richiede molto tempo), può finalmente dare risposta a chi ha come prioritaria preoccupazione la “qualità della laurea. La Bocconi o un ateneo sconosciuto di chissà dove valgono lo stesso nei concorsi: e sappiamo benissimo che non è così”, come dichiara al <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-04/120422/1DYJWT.tif"><span style="text-decoration: underline;">Corriere della Sera</span></a> del 22.4.12 Attilio Oliva, presidente di TreeLLLe, la fondazione confindustriale &#8211; &#8216;<a href="http://www.treellle.org/organigramma"><span style="text-decoration: underline;">partecipata</span></a>&#8216; da professori e giornalisti di &#8216;destra&#8217; e di &#8216;sinistra&#8217; – che già nel <a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2012/04/DDL-PD.-2009.doc"><span style="text-decoration: underline;">2003</span></a> aveva (pre)scritto la &#8216;governance&#8217; degli Atenei.</h3>
<h3 align="justify"><em>= Per approfondire l’argomento e conoscere le posizioni del Ministro, della CRUI, del PD, di Schiesaro, di Azzoni e Altri, di Anzellotti e Altri, cliccare </em><em><a href="../../2012/03/05/consultazione/"><span style="text-decoration: underline;">qui</span></a></em><em>. </em></h3>
<div id="leftcontent" dir="ltr">
<div id="post-4524" dir="ltr">
<h3 style="text-align: justify;" align="center"><em>= Per leggere le interviste su questo argomento all&#8217;ANDU, a Frabboni e a Milanesi cliccare </em><em><a href="../../2012/03/17/statuti-lauree/"><span style="text-decoration: underline;">qui</span></a></em><em> (v. il punto 2)</em><span style="color: #0000ff;"><br />
</span></h3>
</div>
</div>
<h3 align="center"><span style="color: #0000ff;">L&#8217;<a href="http://www.di.unito.it/valorelegale/"><span style="text-decoration: underline; color: #0000ff;">iniziativa</span></a> di un “Controquestionario sul valore legale del titolo di studio”</span></h3>
<h3><span style="color: #ff0000;"><strong>2. DURATA DEL MANDATO DEI RETTORI E PROROGHE</strong></span></h3>
<h3 style="text-align: center;"> Le posizioni dell&#8217;ANDU, di Gattuso e del Ministro.</h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;">ANDU</span></h3>
<h3 align="justify">     Sulla durata del mandato dei Rettori invitiamo a leggere quanto scritto dall&#8217;ANDU nel novembre del 2009. In quel <a href="../../2009/11/02/governanc/"><span style="text-decoration: underline;">documento</span></a>, tra l&#8217;altro, si legge:</h3>
<h3 align="justify">     &#8220;Il fenomeno dei “rettori a vita” attraverso la ‘forzatura’ degli Statuti &#8211; ‘inaugurato’ nel 1999 nelle Università di Bologna e di Pisa – e’ in realtà la manifestazione di un sistema di potere che negli Atenei si costruisce e si regge attorno alla figura del rettore-padrone.&#8221; E ancora:</h3>
<h3 align="justify">     &#8220;L’introduzione di un limite al mandato dei Rettori è in realtà un diversivo rispetto alla gravissima scelta, prevista nel DDL governativo, di rafforzare negli Atenei il sistema di potere oligarchico, concentrando proprio nelle mani del Rettore e del ‘suo’ Consiglio di Amministrazione un potere assoluto: dal rettore-padrone si passa al rettore-sovrano assoluto!&#8221;</h3>
<h3> <span style="color: #ff0000;">GATTUSO</span></h3>
<h3 align="justify">     Il Direttore generale del MIUR, a colpi di sue interpretazioni della Legge, sta &#8216;autorizzando&#8217; l&#8217;ulteriore proroga dei Rettori.</h3>
<h3 align="justify">     Su questa questione Mario Gattuso, già Preside della Facoltà di Scienze MM.FF.NN. dell’Università di Messina, ha inviato una <a href="http://anduunime.blogspot.it/2012/04/e-adesso-siediti-su-quella-seggiola.html"><span style="text-decoration: underline;">Lettera</span></a> al ministro Profumo, scrivendo tra l&#8217;altro:</h3>
<h3 align="justify">     &#8220;Fermo restando il rispetto per il ruolo del Direttore Generale del Ministero, non si puo&#8217; non rilevare che tale impostazione rappresenta una “interpretazione” della norma e come tale di significato politico e quindi di esclusiva pertinenza del Ministro. Sempre che in questo caso sia ammissibile procedere per “interpretazione” e non sia necessario invece un atto legislativo.&#8221;</h3>
<h3 align="justify">     Va aggiunto che il rettore-ministro ha finora dato per buono anche il fatto che il Direttore generale firmasse le osservazioni ministeriali agli Statuti, nonostante la Legge preveda la competenza del Ministro (v. anche il <a href="../../2012/02/27/statuti-e-giustizia/"><span style="text-decoration: underline;">documento</span></a> &#8220;La frittata degli Statuti&#8221;).</h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;">MINISTRO</span></h3>
<h3 align="justify">     Il ministro-rettore Profumo sulle proroghe dei rettori non ha dubbi: “è la legge a prevedere la proroga di un anno dal momento in cui lo Statuto è operativo per evitare che si arrivi ad un rinnovo degli organi statutari azzerando tutto contemporaneamente” (dall&#8217;<a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-04/120418/1DRAYJ.tif"><span style="text-decoration: underline;">intervista</span></a> alla Stampa del 18.4.12).</h3>
<h3 align="justify">     E per non lasciare dubbi, il Ministro aggiunge: “c&#8217;è bisogno di continuità per garantire che tutto possa continuare a funzionare nel miglior modo possibile. In quell&#8217;anno il rettore deve garantire la corretta gestione dell&#8217;ateneo mentre si rinnovano le cariche.”</h3>
<h3 align="justify">     Detto in altri termini, per applicare “nel miglior modo possibile” la legge voluta dalla Confindustria e sostenuta dalla Conferenza dei Rettori, i Rettori in carica hanno prima avuto il compito di &#8216;gestire&#8217; la “corretta” stesura degli Statuti e ora devono continuare a &#8216;gestire&#8217; il rinnovo dei nuovi organismi, naturalmente sempre “nel miglior modo possibile”.</h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><strong>3. IL PROGETTO &#8216;LEGHISTA&#8217; DI PROFUMO</strong></span></h3>
<h3 align="justify">     Si segnala l&#8217;intervento di Giuliano Volpe, rettore di Foggia, sul <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-04/120406/1D9F1A.tif"><span style="text-decoration: underline;">Manifesto</span></a> del 6.4.12. Volpe descrive/denuncia il progetto accademico-confindustriale (differenziazione atenei, valore lauree, tagli, ecc.) di demolizione del Sistema nazionale delle università statali. Un progetto che l&#8217;ANDU documenta e denuncia da anni.</h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><strong>4. STATUTI. L&#8217;OMBRA DI SCHIESARO</strong></span></h3>
<h3 align="justify">     Goffredo Pistelli si dispiace del fatto che stanno aumentando gli Atenei (&#8220;ultima Firenze&#8221;) che non si sottomettono al divieto ministeriale di prevedere l&#8217;elezione di alcuni componenti del CdA e descrive il ruolo di Alessandro Schiesaro nell&#8217;approvazione della Legge 240/10 (&#8220;piccolo padre della riforma&#8221;) e nella &#8216;gestione&#8217; degli Statuti (&#8220;non s&#8217;azzardassero le università a far le furbe&#8221;). Da &#8220;Università con statuti a piacere&#8221; su <a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2012/04/04SIX3006.PDF"><span style="text-decoration: underline;">ItaliaOggi</span></a> del 4.4.12.</h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><strong>5. STATUTI. A PALERMO PER NON SOTTOMETTERSI AL MINISTERO</strong></span></h3>
<h3 align="justify">      Già 620 professori e ricercatori dell&#8217;Ateneo di Palermo (v. <a href="https://docs.google.com/spreadsheet/ccc?key=0AnRlB7n73sq9dGFkWkI2LTY5UEFJMlp4YkVybXNqYXc#gid=0"><span style="text-decoration: underline;">elenco</span></a>) hanno sottoscritto una Lettera (&#8220;Difendiamo l’AUTONOMIA e le SCELTE DEMOCRATICHE dell’Università di Palermo&#8221;) a difesa dell&#8217;elezione del Consiglio di Amministrazione. I Docenti “chiedono agli Organi di governo dell&#8217;ateneo di <span style="text-decoration: underline;">confermare</span> le modalità elettive della componente docente del CdA”, &#8220;come già avvenuto al Politecnico di Torino e alle Università di Trieste, Pisa e Genova&#8221; (e ora anche di Firenze, <em>ndr</em>). Per leggere la Lettera e per sottoscriverla (solo i docenti di Palermo) cliccare <a href="http://www.forumunipa.it/"><span style="text-decoration: underline;">qui</span></a>.</h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;">6. STATUTI. A PADOVA NUOVO CDA “NEL MIGLIOR MODO POSSIBILE”</span></h3>
<h3 align="justify">     A Padova è in corso un esempio di applicazione dello Statuto “nel miglior modo possibile”, come auspicato dal Ministro. Lo Statuto di Padova, in linea con le &#8216;opinioni&#8217; ministeriali, prevede la scelta da parte del SA dei componenti del CdA. Dal <a href="http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2012/04/22/news/solo-ordinari-nel-cda-bufera-sull-universita-1.4404876"><span style="text-decoration: underline;">Mattino di Padova</span></a> del 22.4.12: &#8220;Solo ordinari nel cda. Bufera sull&#8217;università&#8221; &#8220;Esclusi dal consiglio di amministrazione tecnici, ricercatori e prof. associati&#8221;.</h3>
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		<item>
		<title>STATUTI, LAUREE, PRESTITI, TFS</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/andu-universita/BhLB/~3/GMlyOJa5Fcs/</link>
		<comments>http://www.andu-universita.it/2012/03/17/statuti-lauree/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2012 07:43:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[= 17 marzo 2012 STATUTI A GENOVA, PALERMO, PISA, TORINO, TRIESTE LAUREE. INTERVISTA AD ANDU, INTERVENTI DI FRABBONI E MILANESI USA. LA BOLLA DEI PRESTITI UNIVERSITARI TFS. DIFFIDA CONTRO TRATTENUTE &#160; 1. STATUTI A GENOVA, PALERMO, PISA, TORINO, TRIESTE Per approfondire l&#8217;argomento v. il documento “La frittata degli Statuti” cliccando qui. GENOVA. Il 17 maggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: small;">= 17 marzo 2012</span></span></h3>
<ol>
<li>
<h3><strong>STATUTI A GENOVA, PALERMO, PISA, TORINO, TRIESTE</strong></h3>
</li>
<li>
<h3><strong>LAUREE. INTERVISTA AD ANDU, INTERVENTI DI FRABBONI E MILANESI</strong></h3>
</li>
<li>
<h3><strong>USA. LA BOLLA DEI PRESTITI UNIVERSITARI</strong></h3>
</li>
<li>
<h3><strong>TFS. DIFFIDA CONTRO TRATTENUTE</strong></h3>
</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #ff0000;"><strong>1. STATUTI A GENOVA, PALERMO, PISA, TORINO, TRIESTE</strong></span></h3>
<h3 align="CENTER"><em>Per approfondire l&#8217;argomento v. il documento “La frittata degli Statuti” cliccando </em><a href="../../2012/02/27/statuti-e-giustizia/"><em>qui</em></a><em>.</em></h3>
<h3 align="CENTER"></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><strong>GENOVA. Il 17 maggio sentenza del TAR</strong></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY">      Il Ministro ha fatto ricorso al TAR della Liguria per contestare “l&#8217;eleggibilità a suffragio universale dei membri del nuovo cda dell&#8217;ateneo”. “Il Tar della Liguria delibererà il 17 maggio” pronunciandosi nel merito (dal S<span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-03/120309/1BWDSG.tif">ecolo XIX</a></span></span> del 9.3.12).</h3>
<h3 lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><strong><strong><strong><strong>PALERMO. Incontro con il Rettore. Lettera</strong></strong></strong></strong></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><strong>- Incontro con il Rettore</strong></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY">     Anche all&#8217;Università di Palermo il Ministro ha contestato l&#8217;elezione dei componenti del CdA.</h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">    </span></span>Una delegazione di ANDU, CNRU, CoNPAss, Coordinamento di Ateneo e Rete29Aprile il 15.3.12 ha incontrato il Rettore per rappresentargli l&#8217;importanza di difendere l&#8217;autonomia e la dignità dell&#8217;Ateneo e, quindi, di non cedere alle pretese ministeriali, così come hanno già fatto il Politecnico di Torino e le Università di Genova, Pisa e Trieste.</h3>
<h3 align="JUSTIFY">      E&#8217; stato anche sottolineato come la modalità di composizione del CdA rappresenti la parte centrale e qualificante dell&#8217;intero Statuto.</h3>
<h3 lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><strong><strong>- Lettera</strong></strong></span></h3>
<h3 lang="it-IT" align="JUSTIFY">      Il Rettore è stato invitato ad adoperarsi per una soluzione politica (una legge) della questione che interessa, di fatto, tutti gli Atenei, così come auspicato anche dal Rettore</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">      Un gruppo di docenti ha diffuso nell&#8217;Ateneo una <a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2012/03/Lettera-su-Statuto-UNIPA.doc"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;">Lettera</span></span></a> per denunciare la scelta del Ministro: “Con atto di estrema gravità, mai precedentemente messo in atto contro scelte così rilevanti nell&#8217;ambito dell&#8217;autonomia universitaria, l&#8217;attuale ministero &#8220;tecnico&#8221; ha deciso di ricorrere alla giustizia amministrativa contro gli atenei (fino ad ora i ricorsi sono stati presentati contro il Politecnico di Torino e l&#8217;Università di Genova) che avevano confermato il proprio orientamento a tutela di uno dei pochi spazi di democrazia consentiti da una legge come la 240/10, profondamente influenzata da una visione gerarchica ed antidemocratica del sistema universitario.“ Gli stessi docenti si dicono “certi che anche il nostro Ateneo, che finora si è distinto in Italia per l&#8217;orientamento aperto e democratico adottato, saprà reagire con altrettanta decisione, rivendicando l&#8217;autonomia dell&#8217;università e contrastando l&#8217;inaccettabile tentativo del ministero di ridurre ulteriormente la possibilità del corpo docente di autogovernarsi con propri rappresentanti eletti.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">PISA. No al MIUR. “Un atto di coraggio: un atto normativo”</span></strong></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">     Il 6 marzo è stato pubblicato sulla G.U. lo Statuto con la norma che prevede l&#8217;elezione dei componenti del CdA. &#8220;L&#8217;ateneo &#8211; si legge in una nota &#8211; pur consapevole della possibilità di un ulteriore intervento da parte del ministero con riferimento alle modalità di costituzione del nuovo Consiglio di Amministrazione, esprime intanto soddisfazione per il risultato raggiunto, che è frutto di un lavoro lungo e approfondito all&#8217;interno degli Organi accademici dell&#8217;Ateneo e di un percorso largamente condiviso e partecipato da tutte le componenti della comunità universitaria pisana&#8221; (da “Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il nuovo Statuto dell&#8217;ateneo” in <a href="http://pisanotizie.it/news/news_20120311_pubblicazione_gazzetta_ufficiale_statuto_universita_pisa.html"><span style="text-decoration: underline;">Pisa Notizie</span></a> del 12.3.12).</h3>
<h3 style="text-align: justify;">     Precedentemente il Rettore aveva dichiarato: “Noi siamo certi che la nostra lettura delle attuali indicazioni sia corretta. Oggi il clima politico è mutato in Italia e dal Ministro Profumo, che è un nostro collega, ci aspettiamo un atto di coraggio per fare chiarezza anche sull&#8217;applicazione della legge. E dunque cancellare con un atto normativo ciò che si presta a diverse interpretazioni&#8221; (da “L&#8217;Ateneo approva il nuovo Statuto e conferma l&#8217;elezione dei membri del CdA” in <a href="http://pisanotizie.it/news/news_20120229_approvato_statuto_universit%C3%A0.html">Pisa Notizie</a> dell&#8217;1.3.12).</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">TORINO. “Profumo ricorre al TAR contro se stesso”. Il 17 giugno sentenza del TAR</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">      Il TAR del Piemonte il 17 giugno prossimo deciderà sul ricorso del ministro Profumo contro il &#8216;suo&#8217; Statuto e, in particolare, contro la norma che prevede l&#8217;elezione dei componenti del CdA.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><a name="mainwrapper"></a> “Perché il Ministro Profumo ricorre al TAR contro se stesso?”, <a href="http://ricercatoripolito.wordpress.com/2012/02/07/perche-il-ministro-profumo-ricorre-al-tar-contro-se-stesso/">si chiede</a> il <strong>Coordinamento dei Ricercatori del Politecnico di Torino. “Profumo contro Profumo”, titola </strong><strong><a href="http://torino.repubblica.it/cronaca/2012/02/08/news/profumo_contro_profumo_il_ministero_boccia_il_poli-29512219/">Repubblica di Torino</a></strong><strong> del 7.2.12). “Profumo ministro va al Tar contro Profumo rettore” titola il </strong><strong><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-02/120209/1AI8RG.tif">Sole 24ore</a></strong><strong> del 9.2.12. Insomma ci si chiede come Francesco </strong>Profumo sia riuscito a ricorrere anche contro lo Statuto da lui stesso approvato.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">     “C’è una evidente incoerenza. Ma qual’è il vero Profumo? Probabilmente votando il ‘suo’ Statuto il rettore Profumo non è stato coerente con il ruolo da lui svolto nell’elaborazione e approvazione della legge: egli “è sempre stato consultato in merito al suo impianto, di cui ha contributo fattivamente a impostare i principi» ed è stato in sintonia con il precedente ministro Gelmini, come <a href="http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2011/12/15/SCUOLA-Aprea-vi-spiego-le-intenzioni-di-Profumo-su-scuola-e-universita/229357/">dichiarato</a> dal Presidente della Commissione Cultura della Camera.” (dal punto 2 “Statuti: una partita truccata” del <a href="../../2012/02/20/anvur-statuti/">documento</a> dell&#8217;ANDU del 20.2.12).</h3>
<h3><span style="color: #ff0000;"><strong>TRIESTE. No al MIUR all&#8217;unanimità</strong></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY">     “Il <strong>Senato Accademico</strong> dell&#8217;<strong>Ateneo</strong> poco fa (il 23 febbraio, <em>ndr</em>) ha <strong>votato all&#8217;unanimità</strong> di <strong>rigettare</strong> il rilievo ministeriale sull&#8217;elezione dei rappresentanti del personale docente e non docente in consiglio di amministrazione.” (da <a href="http://www.triesteallnews.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=725:ateneo-contro-miur-una-parte-del-cda-espresso-dal-voto&amp;catid=11&amp;Itemid=106"><span style="text-decoration: underline;">Trieste ALL NEWS</span></a>). Su questa questione il <strong>Rettore</strong> ha dichiarato: «La legge non contiene elementi di incontrovertibile divieto, e noi abbiamo difeso questo ulteriore passaggio democratico, che un’altra volta garantisce la maggiore partecipazione di tutti» (dal <a href="http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2012/03/09/news/l-ateneo-vara-lo-statuto-regole-severe-per-i-vertici-1.3267270"><span style="text-decoration: underline;">Piccolo</span></a> del 9.3.12).</h3>
<h3 align="JUSTIFY"></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><strong>2. LAUREE. INTERVISTA AD ANDU, INTERVENTI DI FRABBONI E MILANESI</strong></span></h3>
<h3 align="CENTER"><em>Per approfondire l&#8217;argomento e conoscere le posizioni del Ministro, della CRUI, del PD, di Schiesaro, di Azzoni e Altri, di Anzellotti e Altri, cliccare </em><a href="../../2012/03/05/consultazione/"><em>qui</em></a><em>.</em></h3>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><strong>- Intervista all&#8217;ANDU sul Corriere dell&#8217;Università</strong></span></p>
<h3 align="JUSTIFY">      A pagina 4 del Corriere dell&#8217;Università Iob del mese di marzo è riportata l&#8217;<a href="http://www.corriereuniv.it/cms/2012/03/laurea-a-breve-la-consultazione-on-line-%C2%ABma-il-governo-teme-gli-studenti%C2%BB/">intervista all&#8217;ANDU</a> “Laurea, verso la consultazione on line, «il governo teme gli studenti»”.</h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #ff6600;"><strong><strong>- Franco Frabboni sull&#8217;Unità</strong></strong></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY">     Franco Frabboni, nell&#8217;<a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2012/03/16SID5084.PDF"><span style="text-decoration: underline;">intervento</span></a> “Laurea, un colpo a poveri e Sud” sull&#8217;Unità del 16.3.12, scrive, tra l&#8217;altro, che, con l&#8217;abolizione del valore legale delle lauree, “come criterio discriminante, sarà favorita la sede accademica che rilascia il titolo di studio, la cui autorevolezza (certificata come?) avrà per risultato una scontata valutazione gerarchica.”</h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><strong>- Vincenzo Milanesi sul Mattino di Padova</strong></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY">     Vincenzo Milanesi, nell&#8217;<a href="http://host.uniroma3.it/uffici/stampa/ecostampa/utility/imgrs.asp?numart=$5W9&amp;annart=2012&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=0&amp;defimm=1&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=&amp;typedb=4&amp;video=0"><span style="text-decoration: underline;">intervento</span></a> “La consultazione sul valore legale” sul Mattino del 16.3.12, manifesta il suo disappunto per la consultazione governativa sul valore delle lauree: “sarebbe stato bello che un Governo che ha preso posizioni nette su questioni non meno complesse e delicate per la vita della nazione, avesse il coraggio di fare quello che ritiene giusto anche su questa questione.” Milanesi contesta il valore del voto di laurea e condivide la “proposta del Ministro Profumo in accordo con lo stesso premier Monti.”</h3>
<h3 align="JUSTIFY">     Vincenzo Milanesi quando era rettore di Padova ha costituito l&#8217;<span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.aquis-universitas.it/approfondimenti.htm">AQUIS</a></span></span>, un&#8217;associazione di 12 Rettori di Atenei auto-eccellenti.</h3>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #ff0000;"><strong>3. USA. LA BOLLA DEI PRESTITI UNIVERSITARI</strong></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY">    Sul Manifesto del 16.3.12, nell&#8217;<a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2012/03/16SIB5252.PDF"><span style="text-decoration: underline;">articolo</span></a> “Prestiti universitari, il rischio è che scoppi la prossima bolla”, si informa che negli USA gli studenti “da mesi cercano di far sentire la loro voce per denunciare un sistema d&#8217;istruzione sempre più caro e scadente”. “Due terzi degli studenti laureati nel 2010 ha accumulato durante il college un mutuo personale pari a circa 25mila dollari, aumentato del 5% rispetto all&#8217;anno precedente. Un debito preoccupante, che raggiunge la cifra globale di oltre 700 miliardi di dollari, superando negli Usa il debito delle carte di credito.”</h3>
<h3 align="JUSTIFY">     Anche in Italia si vorrebbe introdurre il sistema dei crediti, &#8216;connesso&#8217; all&#8217;aumento delle tasse e alla differenziazione degli Atenei. Per approfondire v. il punto 2. “Aumento delle tasse: Confindustria, &#8216;Opposizione&#8217; e CRUI” del <a href="../../2011/10/27/dipartimenti-tasse/"><span style="text-decoration: underline;">messaggio</span></a> dell&#8217;ANDU).</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #ff0000;"><strong>4. TFS. DIFFIDA CONTRO TRATTENUTE</strong></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><strong><strong>    Il TAR di Reggio Calabria ha giudicata illegittima la ritenuta del 2,5% sulla retribuzione, operata dalle amministrazioni pubbliche, a carico del dipendente, a titolo di rivalsa sul TFS. Il TAR ha condannato l&#8217;amministrazione a restituire quanto ritenuto dal gennaio 2011. Su questa questione invitiamo a visitare i siti della<a href="http://www.flcgil.it/attualita/sindacato/tfs-e-tfr-la-flc-non-ci-sta-e-diffida-il-miur-a-cessare-la-trattenuta.flc">FLC-CGIL</a> e del <a href="http://cnu.cineca.it/notizie06/sulla_ritenuta_-_illegittimit__e_convenienza.pdf">CNU</a>.</strong></strong></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><strong><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="text-decoration: underline;"><br style="font-size: small;" /></span></span></strong></h3>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/andu-universita/BhLB/~4/GMlyOJa5Fcs" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>VALORE LAUREE: CONSULTAZIONE CON “CAMPAGNE”</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/andu-universita/BhLB/~3/e7TXgdTX1Dc/</link>
		<comments>http://www.andu-universita.it/2012/03/05/consultazione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 07:08:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.andu-universita.it/?p=4497</guid>
		<description><![CDATA[SI VUOLE ABOLIRE IL VALORE DELLE LAUREE = Aggiornamento del 27 marzo 2012: &#8220;Lauree. Dopo il Sole e Repubblica, oggi il Corriere&#8221; Dopo il Sole 24-ore e Repubblica, è partito oggi il Corriere della Sera. E assieme alla &#8216;grande&#8217; stampa si sta muovendo quella &#8216;minore&#8217;, come ItaliaOggi. Tutti uniti a propagandare la nuova &#8216;democrazia&#8217; telematica. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>SI VUOLE ABOLIRE IL VALORE DELLE LAUREE</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em><em>= Aggiornamento del 27 marzo 2012: &#8220;Lauree. Dopo il Sole e Repubblica, oggi il Corriere&#8221;</em></em></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">
Dopo il <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-03/120321/1CGVUQ.tif"><span style="text-decoration: underline;">Sole 24-ore</span></a> e <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-03/120322/1CIWCI.tif"><span style="text-decoration: underline;">Repubblica</span></a>, è partito oggi il <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-03/120327/1CR5WQ.tif"><span style="text-decoration: underline;">Corriere della Sera</span></a>. E assieme alla &#8216;grande&#8217; stampa si sta muovendo quella &#8216;minore&#8217;, come <a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2012/03/27SIA2023.PDF"><span style="text-decoration: underline;">ItaliaOggi</span></a>.<br />
Tutti uniti a propagandare la nuova &#8216;democrazia&#8217; telematica. Tutti uniti, in realtà, a sostenere la decisione che il Governo vuole e DEVE prendere: abolire il valore del voto di laurea per accentuare e formalizzare la differenza tra gli Atenei.<br />
L&#8217;obiettivo accademico-confindustriale è quello di ridurre a non più di 20 gli Atenei veri, cioè quelli che svolgono didattica e ricerca e dove si convoglieranno le risorse pubbliche, emarginando o chiudendo tutti gli altri.<br />
Contro la consultazione-farsa l&#8217;unica risposta possibile è quella della controinformazione per promuovere una forte mobilitazione nell&#8217;Università e nelle piazze: occorre reagire adeguatamente e in tempo per impedire la definitiva demolizione dell&#8217;Universita&#8217; statale aperta a tutti e di qualità.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em>= Aggiornamento del 23 marzo 2012: &#8220;Lauree: sandaggio-farsa&#8221;</em></span></h3>
<h3><span style="color: #ff6600;">A)</span> ANDU: &#8220;Lauree: sondaggio-beffa&#8221;. Documento delle Organizzazioni universitarie</h3>
<h3><span style="color: #ff6600;">B)</span> Manifesto: &#8220;Via alla consultazione-truffa&#8221;</h3>
<h3><span style="color: #ff6600;">C)</span> Critiche al questionario su ROARS</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #ff6600;">A) ANDU: &#8220;Lauree: sondaggio-farsa&#8221;. Documento delle Organizzazioni universitarie<br />
</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><em>     &#8220;Le lauree non saranno più tutte uguali&#8221;, è il titolo con il quale <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2012/03/22SIB4006.PDF">Repubblica</a></span> &#8216;anticipa&#8217; l&#8217;esito di quello che viene presentato come un &#8220;referendum online&#8221; sull&#8217;abolizione del valore legale del titolo di studio.</em><br />
<em>     Comincia, anzi continua, così la campagna accademico-mediatica non tanto &#8211; per il momento &#8211; per abolire il valore legale del titolo, ma per subito azzerare il valore del VOTO della laurea e sostituirlo con il valore (chi lo accerterà e come?) dell&#8217;Università che rilascia il titolo. E&#8217; questa la via &#8216;dettata&#8217; dalla Confindustria e, sostanzialmente, sostenuta dalla CRUI e, quindi, da tutti i partiti.</em><br />
<em>     L&#8217;obiettivo è quello di differenziare gli Atenei arrivando a &#8216;selezionarne&#8217; (chi e come?) non più di 20 di serie A (che svolgeranno didattica e ricerca), dove accentrare i finanziameni pubblici, lasciando a tutti gli altri il compito di rilasciare titoli senza o con poco valore.</em><br />
<em>      Questo Governo, che faà (e sta facendo) di tutto per soddisfare le richieste della Confindustria e dell&#8217;accedemia che conta, ha lanciato una consultazione che, come da manuale, utilizza domande che &#8216;predispongono&#8217; l&#8217;esito prestabilito: abolire il valore del voto di laurea. Insomma una consultazione-farsa per evitare un vero confronto con chi studia e opera nell&#8217;Università. </em><br />
<em>     Un confronto che il ministro Profumo non ha voluto con le Organizzazioni universitarie (ADI, ANDU, CISL-Università, CONFSAL-SNALS, CoNPAss, </em><em>COSAU &#8211; Adu, Cipur, Cisal-docenti università, Cnru, Cnu, Snals-docenti università -, FLC-CGIL, RETE29Aprile, SUN, UDU, UIL-RUA, USB-Pubblico impiego) che hanno ribadito &#8220;che il valore legale del titolo di studio rappresenta un elemento di certezza democratica indispensabile nel nostro Paese e una funzione di garanzia dello Stato sull’equita&#8217; e sulla correttezza dei rapporti tra i cittadini.&#8221; E che hanno aggiunto: &#8220;Non è accettabile il modello di Università sotteso all&#8217;abolizione del valore legale delle lauree, che costruisce un sistema di formazione che permette ai privilegiati di mantenere i privilegi a spese dell&#8217;intero Paese. Il valore legale delle lauree è garanzia della qualità minima di conoscenza e di uguaglianza nell&#8217;accesso alle professioni e nella pubblica amministrazione. Non può essere il “mercato” a dare il giudizio necessario per una adeguata e corretta selezione.&#8221;</em><br />
<em>    </em><em></em><span style="text-decoration: underline;"><em>A un Ministro che rifiuta un confronto vero e attiva invece una consultazione finta, si può solo rispondere con una grande mobilitazione di studenti e docenti a difesa dell&#8217;Università statale, per difendere il diritto allo studio e la libertà di insegnamento e di ricerca.</em></span></h3>
<h3><span style="color: #ff6600;">B) Manifesto: &#8220;Via alla consultazione-truffa&#8221;</span></h3>
<h3>    <a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2012/03/23SIT5400.PDF"><span style="text-decoration: underline;">Articolo</span></a> di Roberto Ciccarelli.</h3>
<h3><span style="color: #ff6600;">C) Critiche su ROARS</span></h3>
<h3>     <a href="http://www.roars.it/online/?p=6320"><span style="text-decoration: underline;">Critiche</span></a> al questionario di Francesco Coniglione.</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #ff6600;">== Documento dell&#8217;ANDU del  5 marzo 2012</span>:</h3>
<h3>VALORE DELLE LAUREE. “DAL 22 MARZO VIA ALLA CONSULTAZIONE ONLINE DEL PAESE”</h3>
<ol>
<li>
<h3><span style="color: #ff0000;"><strong>Corriere e Governo</strong></span></h3>
</li>
<li>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><strong>Profumo: “sono favorevole al valore legale, ma &#8230;”</strong></span></h3>
</li>
<li>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><strong>La “transizione morbida” della CRUI e del PD</strong></span></h3>
</li>
<li>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><strong>La &#8216;grande&#8217; stampa aggiusta il tiro (Schiesaro, Azzoni e altri, Anzellotti e altri)</strong></span></h3>
</li>
<li>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><strong>La “campagna del Ministro” e della &#8216;grande&#8217; stampa</strong></span></h3>
</li>
</ol>
<h3 align="center"><span style="color: #000000;"><em><strong>per approfondire l&#8217;argomento si invita a leggere </strong></em></span></h3>
<h3 align="center"><span style="color: #000000;">“</span><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="../../2012/01/30/valore/"><em><strong>Il valore dell&#8217;Università</strong></em></a></span></span><span style="color: #000000;"><em><strong>” e “</strong></em></span><a href="../../2012/01/25/laureeconfindustria/"><span style="color: #000000;"><em><span style="text-decoration: underline;"><strong>Lauree per Confindustria</strong></span></em></span></a><span style="color: #000000;"><em><strong>”</strong></em></span></h3>
<h3 align="center"><span style="color: #000000;"><em><strong>e, in particolare, gli interventi di </strong></em></span><a href="../../2012/01/2011/06/03/aboliretitoli/comment-page-1/#comment-915"><span style="color: #000000;"><em><span style="text-decoration: underline;"><strong>Salvatore Nicosia</strong></span></em></span></a><span style="color: #000000;"><em><strong> e </strong></em></span><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/Lettera-diPpaola-Mura.doc"><span style="color: #000000;"><em><span style="text-decoration: underline;"><strong>Paola Mura</strong></span></em></span></a></h3>
<h3><span style="color: #ff0000;"><strong>1. Corriere e Governo</strong></span></h3>
<h3 align="justify">      Il 29.2.12 il <span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-02/120229/1BFFZ2.tif">Corriere della Sera</a></span></span>, preoccupato, titolava &#8220;Dov&#8217;é finita la consultazione sulla laurea?&#8221; e invitava il Governo ad &#8220;ascoltare cosa ne pensa il Paese.&#8221;</h3>
<h3 align="justify">   Il 3.3.12 lo stesso <span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-03/120303/1BLN6K.tif">Corriere della Sera</a></span></span>, soddisfatto, informa: &#8220;Laurea, via alla consultazione online&#8221;. Nell&#8217;articolo, tra l&#8217;altro, si sostiene che da parte del Governo &#8220;c&#8217;era stata la tentazione di lasciar perdere, visto il rischio che dalla consultazione arrivasse una valanga di no.&#8221; Invece, “parte il 22 marzo sul sito del ministero dell&#8217;Istruzione il dibattito sul valore legale.”</h3>
<h3><span style="color: #ff0000;"><strong>2. Profumo: “sono favorevole al valore legale, ma &#8230;”</strong></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">      Opinionisti e ministri che sono anche professori si sono lanciati, incautamente e sprovvedutamente, contro il valore legale dei titoli di studio. Incautamente perché questo obiettivo, che con troppa evidenza è un attacco all&#8217;Università statale, produrrebbe una diffusa e dura protesta degli studenti e delle loro famiglie. Sprovvedutamente perché si tratterebbe di una operazione estremamente complessa e lunga. Insomma più realisti del re, visto che la Confindustria non è interessata a un obiettivo difficile e lontano, ma vuole ottenere un risultato sostanzioso e immediato: la differenziazione degli Atenei.</h3>
<h3 align="justify">     Ed è questo l&#8217;obiettivo anche del <span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-02/120226/1BALXC.tif">ministro Profumo</a></span></span> che è arrivato, &#8216;saggiamente&#8217;, a dichiarare: “sono favorevole al valore legale della laurea”. Aggiungendo però: “ci sono utilizzi (delle lauree) anomali, come nei concorsi pubblici.”</h3>
<h3 align="justify"><a name="post-4436"></a>  E infatti il ministro Profumo, nel Consiglio dei Ministri del 27.1.12 in cui il “Governo dei professori” (universitari), dopo oltre 60 anni di dibattito sul valore della laurea, ha improvvisamente “scoperto che è un tema molto più complicato di quello che possa sembrare” (Monti), aveva &#8216;solo&#8217; proposto l&#8217;abolizione del valore della laurea nelle carriere e del “voto di laurea come requisito di accesso per i concorsi pubblici” (Profumo).</h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><strong>3. La “transizione morbida” della CRUI e del PD</strong></span></h3>
<h3 align="justify">     Quella del ministro Profumo è la linea, prediletta dalla CRUI, dell&#8217;”affievolimento” del valore delle lauree o della <span style="color: #000000;">“transizione morbida verso l’abolizione del valore legale del titolo di studio”; linea questa sostenuta da diversi rettori, tra i quali Guido Fabiani (intervista sul </span><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-01/120129/1A0KZT.tif">Corriere della Sera</a></span></span><span style="color: #000000;"> del 29.1.12), e dal PD (intervento di Marco Meloni su </span><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-01/120125/19UQX7.tif">Europa</a></span></span><span style="color: #000000;"> del 25.1.12).</span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">     E che l&#8217;obiettivo sia quello della differenziazione degli Atenei (pochi – non più di 20 – quelli veri e gli altri si limitino a rilasciare titoli o scompaiano) lo chiarisce lo stesso Corriere della Sera: &#8220;avvicinarsi al modello americano dove a stabilire il valore di un titolo di studio è la reputazione di chi ci mette il timbro e la firma&#8221;. In Italia la &#8220;reputazione&#8221; degli Atenei dovrebbe deciderla l&#8217;ANVUR, l&#8217;organo con il quale si sta commissariando il Sistema nazionale universitario, con la partecipazione diretta della Confindustria, con la quale la CRUI ha stipulato un “</span><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=2023">accordo</a></span></span><span style="color: #000000;">” e ha costituito un “asse”. </span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><strong>4. La &#8216;grande&#8217; stampa aggiusta il tiro (Schiesaro, Azzoni e altri, Anzellotti e altri)</strong></span></h3>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Schiesaro</strong></span></p>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">      La linea &#8216;morbida&#8217; (mantenimento, per ora, del valore legale formale delle lauree e immediata abolizione del loro valore sostanziale) per arrivare al più presto alla differenziazione degli Atenei, condivisa dal ministro Profumo, sta trovando sempre più spazio nel quotidiano della Confindustria e non solo.</span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">     E infatti il </span><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2012-02-03/opposti-estremismi-titoli-studio-064013.shtml?uuid=Aay5bCmE">Sole 24-ore</a></span></span><span style="color: #000000;"> si consente di titolare “</span>No agli opposti estremismi sui titoli di studio” un intervento di Alessandro Schiesaro, uno degli “estremisti” che hanno imposto all&#8217;Università la controriforma cosiddetta Gelmini, voluta da Confindustria e supportata dalla CRUI.</h3>
<h3 align="justify">      E il &#8216;moderato&#8217; Schiesaro, in accordo con l&#8217;attuale &#8216;suo&#8217; Ministro, scrive: visto “che alcuni atenei sono più esigenti di altri e che i voti variano molto da corso di studio a corso di studio anche nella stessa sede, sarebbe ragionevole eliminare qualunque valutazione automatica del voto in sede di concorso: è meglio lasciar partecipare chi si è laureato con 66 che escludere a priori chi ha preso 98, magari in una disciplina molto dura, e non ha senso regalare un forte vantaggio di partenza a chi la lode l&#8217;ha ottenuta in un ateneo di manica larga o in una materia un po&#8217; soft.”</h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><strong>Azzoni e altri</strong></span></h3>
<h3 align="justify">     Sempre sul <span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-03/120302/1BJLZF.tif">Sole 24-ore</a></span></span>, nell&#8217;intervento “Si al valore legale insieme ad atenei migliori”, si legge che rispetto al “valore legale” “non si tratta di decidere &#8216;se&#8217; esso vada o no mantenuto, ma semplicemente (sic!) dei limiti dei suoi effetti giuridici”. E per non lasciare dubbi: “ecco perché gli interventi annunciati dal Governo, che rafforzano le condizioni di una competizione alla pari sulle capacità e non sui voti assegnati” “sono esattamente ciò di cui abbiamo bisogno, senza che questa scelta debba essere caricata di inutili furori ideologici”. Insomma, “adelante, Pedro, con juicio”.</h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><strong> Anzellotti e altri</strong></span></h3>
<h3 align="justify">     E il &#8216;buon senso&#8217; è alla base anche dell&#8217;intervento di un gruppo di professori che auspicano “che si affronti, anche qui rifuggendo dagli slogan, il problema della qualità (che va premiata) e della <span style="text-decoration: underline;">differenziazione tra atenei</span>, e più ancora tra comunità disciplinari e di ricerca a diverso livello.” Questo intervento, sul <span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-02/120229/1BFGSF.tif">Manifesto</a></span></span><span style="color: #000080;">,</span> è intitolato “Cambiare, senza alcuna nostalgia per il passato”. Gli autori sembrano però non ricordare che nella realizzazione del “passato” (e del presente) dell&#8217;Università alcuni di loro hanno dato un contributo non indifferente: il dannoso “3 + 2”, i finti concorsi locali, lo svuotamento del CUN e la costituzione dell&#8217;onnipotente ANVUR, l&#8217;imposizione degli onnipotenti rettori e dei CdA negli Atenei. Dell&#8217;intervento non si possono non condividere le ultime parole: “gli errori del passato sono evidenti e non vanno riproposti come virtù.” Appunto, vanno cancellati!</h3>
<h3 align="justify">   <strong><span style="color: #ff6600;">  ==</span></strong> Che la differenziazione tra gli Atenei sia lo sbocco degli interventi <em>soft</em> lo chiariscono meglio altri ‘esperti’ che condividono i desideri confindustriali: il solito <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-01/120129/1A0KZT.tif"><span style="text-decoration: underline;">Francesco Giavazzi</span></a> (“Non diamo più agli atenei lo stesso peso”), la <a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002821.html"><span style="text-decoration: underline;">Voce.info</span></a> (“pesare in maniera diversa le lauree a seconda dell’università/facoltà di provenienza”, sulla base di “una <span style="text-decoration: underline;">graduatoria</span> di atenei riconosciuta, ad esempio quella dell’Anvur”), il <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-01/120128/19Z1JK.tif"><span style="text-decoration: underline;">Sole 24-ore</span></a> (“sarà il sistema stesso (attraverso l’ANVUR), dunque, a riconoscere valore diverso tra l’uno e l’altro corso, e tra l’uno e l’altro ateneo”).</h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><strong>5. La “campagna del Ministro” e della &#8216;grande&#8217; stampa</strong></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">     Con queste premesse, non può non suscitare perplessità, anzi timore, la consultazione online del “Paese” e il fatto che “per espressa indicazione del ministro Francesco Profumo la consultazione sarà preceduta da una campagna di comunicazione che utilizzerà anche i <em>social network</em>, come Face-book e Twitter. Un modo per stimolare i giovani a partecipare.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify">    Al Ministro non può sfuggire che la stampa che conta e l&#8217;accademia che conta hanno già ampiamente dispiegato una vasta e pesante campagna a favore dell&#8217;abolizione del valore delle lauree, e che sempre più si sta facendo strada il sostegno alla sua &#8216;versione&#8217;.</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify">   <span style="text-decoration: underline;">Per rendere meno &#8216;influenzata&#8217; la consultazione del “Paese”, il Ministro potrebbe lanciare un APPELLO alla &#8216;grande&#8217; stampa per assicurare altrettanto spazio a chi si oppone all&#8217;abolizione, in qualsiasi forma, del valore delle lauree.</span></h3>
<p align="justify">
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		<item>
		<title>LA FRITTATA DEGLI STATUTI  E  LA GIUSTIZIA BARONALE</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 15:43:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[1. LA FRITTATA DEGLI STATUTI 2. LA GIUSTIZIA BARONALE 1. LA FRITTATA DEGLI STATUTI a) La &#8216;guerra giudiziaria&#8217; b) Una nuova legge c) Un grande movimento &#160; a) La &#8216;guerra giudiziaria&#8217;        Come è noto, il ministro Profumo, &#8216;coautore&#8217; della legge cosiddetta Gelmini, ha deciso di ricorrere ai TAR (è il primo a farlo) contro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 align="JUSTIFY"><strong>1. LA FRITTATA DEGLI STATUTI</strong></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><strong>2. LA GIUSTIZIA BARONALE</strong></h3>
<h3><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">1. LA FRITTATA DEGLI STATUTI</span></span></span></h3>
<h3><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">a) La &#8216;guerra giudiziaria&#8217;</span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">b) Una nuova legge</span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">c) Un grande movimento</span></span></span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">a) La &#8216;guerra giudiziaria&#8217;</span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">       Come è noto, il ministro Profumo, &#8216;coautore&#8217; della legge cosiddetta Gelmini, ha deciso di ricorrere ai TAR (è il primo a farlo) contro gli Atenei che non hanno voluto accogliere i rilievi di legittimità agli Statuti.</span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">     Uno dei più importanti contenuti presi di mira dal Ministro è l&#8217;elezione di una parte del Consiglio di Amministrazione, strumento cardine della gestione verticistico-aziendalistica voluta dalla Legge.</span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">     L&#8217;esercizio della democrazia, peraltro in misura estremamente limitata, non è considerato compatibile con una gestione degli Atenei che si vuole interamente affidata alle oligarchie locali, &#8216;allargate&#8217; ai poteri economico-politici del luogo. </span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">    E per impedire che venga &#8216;attenuato&#8217; (poco) uno dei punti cardine della controriforma, il Ministro non ha esitato a ricorrere contro lo Statuto da lui stesso formalmente votato come rettore del Politecnico di Torino, così come ricorrerà contro quegli Atenei che hanno resistito (come pochi giorni fa quello di Trieste) e resisteranno.</span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">     Insomma, il Ministro ha aperto la &#8216;guerra giudiziaria&#8217; degli Statuti, con la connessa &#8216;giungla&#8217; (nel merito e nei tempi) dei pronunciamenti dei vari TAR e poi (quando?) l&#8217;ultima parola sarà del Consiglio di Stato, che consacrerà il formale azzeramento della finta autonomia degli Atenei, autonomia che il Ministro ha deciso di &#8216;trasferire&#8217; all&#8217;esterno dell&#8217;Università.</span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">     Una guerra che comunque non farà bene agli Atenei, già pesantemente danneggiati da problemi gravissimi: riduzione del diritto allo studio, aumento del precariato, blocco del reclutamento e delle carriere, tagli</span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">b) Una nuova legge</span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">    Anche tenendo conto di questo contesto, è indispensabile fermare la “guerra degli statuti” e ANNULLARE una partita &#8216;truccata&#8217; da una Legge incostituzionale (che non doveva essere approvata e promulgata) e da un Ministero supponente e pasticcione (v. punto 2, “Statuti: partita &#8216;truccata&#8217;. Una nuova legge”, del </span></span></span><a href="../../2012/02/20/anvur-statuti/"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">precedente messaggio</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> dell&#8217;ANDU).</span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">     Cambiare la Legge cosiddetta Gelmini si può, tanto è vero che il Ministro, il Governo e il Parlamento lo stanno facendo, ma per peggiorarla.</span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">     L&#8217;ANDU chiede, invece, un provvedimento legislativo urgente che affidi la gestione degli Atenei a organismi costituiti dai rappresentanti direttamente eletti da tutte le componenti e che ne preveda la definizione da parte di &#8216;organi costituenti&#8217; eletti da tutte le componenti.</span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">      Non c&#8217;è altro modo per rimediare all&#8217;ennesima &#8216;frittata&#8217; dopo quelle (tante) fatte in questi decenni.</span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">c) Un grande movimento</span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">     Naturalmente, questo Ministro, questo Governo e questo Parlamento non sono i più adatti per realizzare quella inversione di tendenza che servirebbe per salvare e rilanciare l&#8217;Università statale. </span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">     Per questo bisogna attivare una grande opera di convincimento attraverso un grande movimento che coinvolga tutti coloro che considerano l&#8217;Università il più importante tra i “beni comuni” da strappare dalle mani di chi vuole, interessatamente, distruggerla.</span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>2. LA GIUSTIZIA BARONALE</strong></span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">a) Modello Tuscia</span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">b) Negli altri Atenei</span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">c) Modello Ministero</span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">d) Primo, tutelare comunque gli ordinari</span></span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><a name="post-2069"></a><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">   Nel marzo 2010 l&#8217;ANDU aveva espresso il &#8216;dubbio&#8217; che con il passaggio da una Corte di disciplina nazionale ai Collegi di disciplina di Ateneo si andasse verso “una casalinga giustizia sommaria, a</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">l di fuori di qualsiasi moderno elementare principio giuridico, tanto per fare capire fino in fondo a tutti chi comanda nell’Ateneo.” E nel maggio dello stesso anno l&#8217;ANDU aveva individuato nel ”</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">collegio di disciplina di ateneo” un “micidiale strumento di ‘controllo’ dei comportamenti dei docenti.”</span></span></span></h3>
<h3> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">    Nel marzo 2011 </span></span><a href="http://240inpratica.net/2011/03/29/marco-mancini/"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">Marco Mancini</span></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">, rettore dell’Università della Tuscia e Presidente della CRUI, ha sottolineato l’importanza del Collegio di disciplina, considerandolo un “punto estremamente delicato nella vita prossima futura delle nostre Università” e arrivando a definirlo “strumento efficace di </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><em>governance</em></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">”. </span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">a) Modello Tuscia</span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">      E proprio nell&#8217;Università della Tuscia è stato previsto </span></span><a href="http://www3.unitus.it/images/stories/file/ufficio%20organi%20collegiali/Organo%20legge%20240_2010/Statuto%20-%20atti%20finali/a%29%20bicolonnare.pdf"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">un modello</span></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> di &#8216;giustizia&#8217; disciplinare che definire medievale sarebbe ingiusto nei confronti del Medio Evo: è il Rettore a scegliere i componenti (3 ordinari, 2 associati e 2 ricercatori) e a scegliere il Presidente del Collegio, lo stesso Rettore a cui spetta “l&#8217;avvio del procedimento disciplinare”. Ma non basta: “il Collegio opera secondo il principio fra pari, nel rispetto del contraddittorio, nella composizione limitata alla fascia corrispondente e superiore (sic!) rispetto a quella del docente sottoposto ad azione disciplinare”. </span></span></span></h3>
<h3> <span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">b) Negli altri Atenei</span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">1) </span></span>In alcuni Atenei il “principio del giudizio tra pari” è stato applicato come nell&#8217;Università della Tuscia: “pari” all&#8217;associato e al ricercatore è l&#8217;ordinario solo se ad essere giudicato è un &#8216;non ordinario&#8217;, ma l&#8217;associato e il ricercatore diventano &#8216;non pari&#8217; (inferiori) se ad essere giudicato è un ordinario.</span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">2)</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> In altri Atenei il “principio” è stato tradotto nella costituzione di tre “sezioni”: gli ordinari giudicano solo i loro “pari” (gli ordinari), gli associati i loro e i ricercatori i loro.</span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">3) </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Nel resto degli Atenei, invece, sono stati considerati “pari” tra di loro ordinari, associati e ricercatori: la composizione del Collegio non varia mai e un ordinario può essere giudicato anche da associati e ricercatori. “Pari”, dunque, per il tipo di lavoro svolto e per la comune deontologia, “pari” nel loro dovere di rispettare le regole di comportamento e nella capacità di giudicarne la trasgressione.</span></span></span></h3>
<h3> <span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">c) Modello Ministero</span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><a name="mainwrapper3"></a><a name="post-4453"></a>  <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> Apriti cielo! Anzi, apriti Ministero! Tra i rilievi di illegittimità ministeriali vi è anche quello riguardante i Collegi di disciplina. Secondo il Ministero “pari” significa che gli ordinari sono “pari” agli ordinari, gli associati agli associati e i ricercatori ai ricercatori. Quindi, illegittime sono considerate le composizioni al punto 3). Ma allora anche quelle del punto 1)? No, quelle vanno bene, perché, secondo il Ministero, “pari” significa, in italiano e nel diritto, “almeno pari”. E infatti il Ministero, a quegli Atenei che, per dirla come </span></span></span><a href="http://streaming.crui.it/240cnr/"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">Alessandro Schiesaro</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">, hanno osato “</span></span></span><span style="font-size: medium;">tradire lo spirito della Legge”, scrive: “il principio del &#8216;giudizio tra pari&#8217;” “presuppone che il Collegio di disciplina sia composto da membri che rivestano una qualifica almeno pari a quella di colui che è assoggettato al procedimento disciplinare”.</span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">      Insomma il Ministero, così come il Presidente della CRUI, ritiene che il comportamento di un &#8216;superiore&#8217; non possa essere giudicato da un &#8216;inferiore&#8217;, mentre quello di un &#8216;inferiore&#8217; può essere giudicato dal suo &#8216;superiore&#8217; </span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">d) Primo, tutelare comunque gli ordinari</span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">      Quanto &#8216;legiferato&#8217; dal Ministero e quanto scelto in alcuni Atenei sul Collegio di disciplina sarebbe da solo sufficiente a mostrare la natura degli interessi che ispirano e hanno ispirato le norme riguardanti l’Università. </span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">     Il Collegio, infatti, è chiamato a giudicare su ‘infrazioni’ disciplinari commesse da ordinari, associati e ricercatori e non deve certo esprimersi sull’attività didattica e di ricerca svolte dai docenti. E, come è noto, per giudicare alcuni reati penali, fanno parte delle Corti di giustizia anche giudici popolari, che non vengono scelti sulla base della loro qualifica professionale (industriali, professionisti, commercianti, operai, casalinghe, ecc.) e tanto meno sulla base della qualifica professionale dell’imputato. Tutto ciò secondo elementari principi di eguaglianza, di giustizia e di democrazia. Invece nell’Università può risultare naturale, logico e giusto che una categoria di possibili imputati venga salvaguardata, evitando di finire sotto un giudizio espresso da un Collegio composto anche da appartenenti a categorie ad essa ‘inferiori’, senza però evitare che gli &#8216;inferiori&#8217; vengano giudicati dai loro &#8216;superiori&#8217;. Insomma, con una sensibilità giuridica squisitamente accademica, ci si preoccupa di impedire comunque che un ‘reato’ commesso da un ordinario possa costituire per gli appartenenti alle fasce sottostanti un’occasione di ‘rivalsa’ categoriale. Naturalmente viene escluso che ‘astio’ categoriale possa essere espresso da parte degli ordinari nei confronti dei sottostanti. </span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">      L&#8217;ANDU ha sempre ritenuto che il Collegio di disciplina (e prima la Corte nazionale di disciplina) debba essere composto da appartenenti alle categorie dei ‘giudicabili’, senza alcuna predeterminazione per fasce dei suoi componenti. Ma se la preoccupazione di difendere gli ordinari dai giudizi espressi da appartenenti alle ‘classi’ subalterne è un ‘valore’ tanto irrinunciabile, la soluzione sarebbe, come scelto da diversi Atenei, quella di costituire di fatto tre Collegi di disciplina distinti, ognuno competente per la propria fascia e composto esclusivamente da appartenenti a quella.</span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">     Certamente, se nella composizione dei Collegi di disciplina ad essere penalizzati fossero stati gli ordinari, si sarebbero già scatenati costituzionalisti e opinionisti (ordinari) e il “governo dei professori” (ordinari) avrebbe già emanato un decreto legge correttivo, altrimenti si invocherebbe l&#8217;intervento dell&#8217;ONU e della NATO.</span></span></span></span></h3>
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		<item>
		<title>ANVUR, STATUTI, PRECARI, LAUREA, POSTO FISSO, RETRIBUZIONI</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 15:58:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[20 febbraio 2012 ANVUR: IL “TASSELLO MANCANTE” DI PROFUMO STATUTI: PARTITA TRUCCATA. UNA NUOVA LEGGE PER LEGGE ALTRO PRECARIATO INTERVENTI CONTRO L&#8217;ABOLIZIONE DEL VALORE DELLA LAUREA POSTO FISSO: &#8220;ACCADDE OGGI&#8221; NUOVA RETRIBUZIONE DEI DOCENTI &#8220;UNIVERSTA&#8217; BENE COMUNE&#8221;: 24.3.12 ASSEMBLEA NAZIONALE A BOLOGNA 1. ANVUR: IL “TASSELLO MANCANTE” DI PROFUMO a) Sergio Benedetto, ANVUR b) Alberto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: medium;">20 febbraio 2012</span></span></h3>
<ol>
<li>
<h3><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">ANVUR: IL “TASSELLO MANCANTE” DI PROFUMO</span></span></span></h3>
</li>
<li>
<h3><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">STATUTI: PARTITA TRUCCATA. UNA NUOVA LEGGE</span></span></h3>
</li>
</ol>
<ol start="3">
<li>
<h3 lang="zxx"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">PER LEGGE ALTRO PRECARIATO</span></span></h3>
</li>
<li>
<h3 lang="zxx"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">INTERVENTI CONTRO L&#8217;ABOLIZIONE DEL VALORE DELLA LAUREA</span></span></h3>
</li>
<li>
<h3 lang="zxx"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">POSTO FISSO: &#8220;ACCADDE OGGI&#8221;</span></span></h3>
</li>
<li>
<h3 lang="zxx"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">NUOVA RETRIBUZIONE DEI DOCENTI</span></span></h3>
</li>
<li>
<h3><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">&#8220;UNIVERSTA&#8217; BENE COMUNE&#8221;: 24.3.12 ASSEMBLEA NAZIONALE A BOLOGNA<br />
</span></span></h3>
</li>
</ol>
<h3 align="left"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: medium;">1. ANVUR: IL “TASSELLO MANCANTE” DI PROFUMO</span></span></h3>
<h3 lang="zxx" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ff0000;">a) </span>Sergio Benedetto, ANVUR</span></span></h3>
<h3 lang="zxx" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ff0000;">b) </span>Alberto Baccini e IDV</span></span></h3>
<h3 lang="zxx" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ff0000;">c)</span> Fiorella Kostoris e Luisa Ribolzi, ANVUR</span></span></h3>
<h3 lang="zxx" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">d)</span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"> V. Presidente Confindustria presiede il Comitato consultivo dell&#8217;ANVUR</span></span></span></h3>
<h3 lang="zxx" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ff0000;">e)</span> Il “tassello mancante” di Profumo</span></span></span></h3>
<h3 lang="zxx" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ff0000;">f) </span>Il modello inglese di Schiesaro, Modica e Tocci</span></span></span></h3>
<h3 lang="zxx" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ff0000;">g)</span> Le Fondazioni di Nicola Rossi</span></span></span></h3>
<h3 lang="zxx" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ff0000;">h) </span>Francesco Giavazzi</span></span></span></h3>
<h3 lang="zxx" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ff0000;">i) </span>Quanto è bello il modello inglese</span></span></span></h3>
<h3 lang="zxx" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ff0000;">l) </span>L&#8217;ANDU lo aveva previsto</span></span></span></h3>
<h3 align="left"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: medium;">a) Sergio Benedetto, ANVUR</span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">       &#8220;Daremo le Pagelle ai professori per fare la classifica delle università&#8221; è il titolo di un&#8217;</span><a href="http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/daremo-le-pagelle-ai-professori-per-fare-la-classifica-delle-universita.flc"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">intervista</span></span></a><span style="font-size: medium;"> a Sergio Benedetto, del Consiglio direttivo dell&#8217;ANVUR.</span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">     Benedetto dichiara che ci sarà “una classificazione delle università fatta all&#8217;interno di ogni area scientifica. Ad esempio, emergerà una graduatoria che dirà come la ricerca nella fisica sia migliore nell´ateneo A piuttosto che B, e così via. I ragazzi saranno aiutati a scegliere». E inoltre: «Tutte le università dovranno ripartire da zero. E quando la valutazione sarà conclusa, avremo la distinzione tra <em>researching university</em> e <em>teaching university</em>. Ad alcune si potrà dire: tu fai solo il corso di laurea triennale. E qualche sede dovrà essere chiusa. Ora rivedremo anche i corsi di dottorato, con criteri che porteranno a una diminuzione molto netta».</span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">b) Alberto Baccini e IDV</span></span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">      L&#8217;intervista ha provocato apprensione e dissenso per gli eccessivi poteri e per gli obiettivi dell&#8217;ANVUR, fino a chiedersi: “non sarebbe il caso che l&#8217;attuale ministro (Profumo), prima che la macchina finisca nel burrone, la fermi per un po&#8217;?” (</span></span><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-02/120211/1AM1ZN.tif"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">Lettera</span></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> di Alberto Baccini su Repubblica dell&#8217;11.2.12). E fino a domandare “come il Ministro intenda chiarire l&#8217;intollerabile confusione e sovrapposizione di ruoli tra il Ministero e l&#8217;ANVUR” (<a href="http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=49071&amp;stile=6&amp;highLight=1&amp;paroleContenute=%27anvur%27+%7C+%27INTERPELLANZA%27">I</a></span></span><a href="http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=49071&amp;stile=6&amp;highLight=1&amp;paroleContenute=%27anvur%27+%7C+%27INTERPELLANZA%27"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">nterpellanza</span></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> dell&#8217;IDV alla Camera). </span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">c) Fiorella Kostoris e Luisa Ribolzi, ANVUR</span></span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">      Che l’obiettivo finale dell’”Operazione ANVUR” sia lo smantellamento dell&#8217;attuale Sistema nazionale degli Atenei, la maggior parte dei quali saranno emarginati o chiusi, è confermato anche dalle dichiarazioni di altri componenti del Direttivo dell&#8217;ANVUR, come Fiorella Kostoris e Luisa Ribolzi. </span></span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">      Fiorella Kostoris ha sostenuto che “nel nostro Paese la vera riforma sarebbe l’abolizione del valore legale del titolo di studio e la fine di ogni appiattimento burocratico”: “in Italia le differenziazioni di status qualitativo o di salario tra università sono inesistenti” (dal </span></span></span><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-01/110124/WXV0B.tif"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">CorrierEconomia</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">del 24.1.11).</span></span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">     Luisa Ribolzi, entusiasta dell’“</span></span><a href="http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=2023"><span style="color: #000080;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">Accordo Confindustria-Crui</span></span></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">”, </span></span><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-11/111121/176GIZ.tif"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">ha scritto</span></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">: “sapere che la Crui, che rappresenta il governo del sistema, e la Confindustria, che nelle sue imprese accoglie il ‘prodotto’ dell’istruzione superiore, condividono il giudizio sull’importanza della valutazione rende il lavoro dell’Agenzia ancora più rilevante” (Sole 24-ore del 21.11.11).</span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">d) V. Presidente Confindustria presiede il Comitato consultivo dell&#8217;ANVUR</span></span></span></h3>
<h3 align="justify"><a name="content_container"></a><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">  E per non lasciare alcun dubbio, presidente del Comitato consultivo dell’ANVUR è Gianfelice Rocca, vice presidente della Confindustria. Il Comitato consultivo ha il compito di dare pareri e formulare proposte al Consiglio direttivo, in particolare sui programmi di attività e sulla scelta dei criteri e dei metodi di valutazione.</span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">     Gianfelice Rocca ha evidentemente superato le sue “moltissime perplessità” verso la costituzione di una Agenzia di valutazione espresse nel febbraio 2006 a Milano nel “Forum Ricerca e Università” promosso dai DS. In quell&#8217;occasione, riferendosi al Direttivo dell&#8217;Agenzia proposta da Luciano Modica e Walter Tocci, Rocca aveva parlato di “cavalieri dell&#8217;Apocalisse che si trovano a maneggiare uno spazio gigantesco dell&#8217;economia e della conoscenza” e di non opportunità di “inventare qualcosa di nuovo”, di “chiamare il podestà”. Gianfelice Rocca voleva “evitare il centralismo”, preferendo un “sistema autoregolato” nel quale “punteremo alla differenziazione”: gli Atenei che lo vogliono “vadano verso le fondazioni, accettando il sistema di incentivi/disincentivi”. Naturalmente Rocca ha anche sostenuto che occorre “superare l&#8217;enorme blocco del valore legale del titolo, sostituendolo con l&#8217;accreditamento”. (v. video dell&#8217;</span></span><a href="http://www.casadellacultura.it/forum-ricerca-e-universita/"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">intervento</span></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> di Rocca).</span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">      Gianfelice Rocca è anche </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><em>chairman</em></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> del </span></span><a href="http://www.iit.it/it/chi-siamo/organizzazione/consiglio.html"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">Consiglio dell’IIT</span></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> di Genova: “il Consiglio assicura l&#8217;eccellenza della Fondazione e controlla l&#8217;utilizzo e l&#8217;allocazione delle risorse”. </span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">     Rocca fa anche parte del <a href="http://www.aspeninstitute.it/istituto/comunita-aspen/comitato-esecutivo">Comitato esecutivo</a> di ASPEN Institute Italia, assieme a tanti ‘eccellenti’ esponenti della politica, dell’economia e dell’informazione. Interessante è il confronto della composizione di questo Organismo con quella della <a href="http://www.treellle.org/organigramma">governance</a> della “lobby trasparente” confindustriale TreeLLLe, che ha ‘dettato’ le leggi sull’ANVUR e sulla organizzazione degli Atenei già nel 2003.</span></span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ff0000;">e) Il “tassello mancante” di Profumo</span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">   Il fatto è che, al di là di leggi e regolamenti, l&#8217;ANVUR è stata pensata e ed è stata costituita per commissariare il Sistema nazionale degli Atenei. L&#8217;ANVUR è uno strumento per completare lo smantellamento dell&#8217;Università statale di massa e di qualità, per concentrare le risorse pubbliche in meno di 20 atenei &#8216;eccellenti&#8217;. In questo quadro si deve demolire lo stato giuridico nazionale dei docenti (reclutamento, carriera, mansioni, retribuzioni), cancellare qualsiasi forma di partecipazione democratica alla gestione degli Atenei, innalzare il tetto alle tasse degli studenti e aumentare oltre ogni limite il precariato.</span></span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">      Insomma, l&#8217;ANVUR era il ”tassello mancante” di una lunga attività accademico-legislativa, come aveva affermato il rettore Francesco Profumo sulla </span><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-01/110105/WI8WK.tif"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;">Stampa</span></span></a><span style="color: #000000;"> del 5.1.11. Profumo aveva elencato, apprezzandoli, i principali provvedimenti sull’Università: autonomia statutaria per “rendere (in prospettiva) gli atenei autonomi e responsabili”, autonomia finanziaria (“responsabilizzazione dei centri di spesa”), autonomia didattica, autonomia nel reclutamento dei docenti. Grazie a tutto questo, ha sostento Profumo, “alcune delle nostre università competono con maggiore energia in campo nazionale e internazionale.” Quanto di negativo accaduto nelle altre Università (“bilanci in rosso”, eccessivo “numero di corsi di laurea”, “troppe sedi decentrate”, troppi ordinari a scapito di posti per ricercatori) è dipeso “dall’assenza di un sistema di valutazione che responsabilizzi gli atenei”. “Finalmente nel 2008, su proposta del ministro Mussi, fu istituita (all’interno di una Finanziaria, </span><span style="color: #000000;"><em>ndr</em></span><span style="color: #000000;">) la nuova Agenzia di valutazione.” “Ecco il tassello mancante dell’intero processo” con il quale “si aprirà una nuova stagione dell’università italiana.”</span></span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: medium;">f) Il modello inglese di Schiesaro, Modica e Tocci</span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">      A una Agenzia nazionale di valutazione era stata data la &#8216;forma&#8217; di articolato di legge già nel febbraio 2006 da Luciano Modica e Walter Tocci che avevano presentato al Senato e alla Camera due paralleli e uguali <a href="http://cnu.cineca.it/nazionale06/modica_24_01.doc"><span style="text-decoration: underline;">disegni di legge</span></a> per la istituzione di un’Agenzia di valutazione. Il loro modello di riferimento era esplicitamente quello inglese.</span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">      Ed è proprio il modello inglese ad attrarre Alessandro Schiesaro, uno dei principali &#8216;estensori&#8217; della Legge cosiddetta Gelmini (v. i</span></span><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-02/120217/1AVPJK.tif"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">ntervento</span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"> sul Sole 24-ore del 17.2.12). Secondo Schiesaro. ora che si sono introdotti “strumenti e meccanismi per la valutazione dei risultati (leggasi ANVUR, </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><em>ndr</em></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">), “l&#8217;Università italiana” sarebbe “pronta al bing bang” e a passare al “modello copernicano” inglese dove “i docenti non sono funzionari pubblici e la loro carriera si svolge invece nel rispetto di un contratto di riferimento concordato tra le parti a livello nazionale (i rettori da un lato, i sindacati di settore dall&#8217;altro) che viene poi declinato con flessibilità sede per sede e caso per caso: tanto flessibile, infatti, da permettere lo sviluppo di un sistema terziario articolato in oltre 300 istituzioni diversissime tra loro”, che “accettano le regole e la valutazione solo se vogliono accedere ai finanziamenti pubblici”. “Questo modello si regge su un presupposto fondamentale: le università del Regno Unito sono fondazioni private riconosciute dallo Stato.”</span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: medium;">g) Le Fondazioni di Nicola Rossi</span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">     E del “presupposto fondamentale” delle fondazioni si era occupato già nel febbraio del 2006 Nicola Rossi che, contemporaneamente alla presentazione dei disegni di legge di Modica e Tocci, aveva presentato una </span></span></span><a href="http://legxiv.camera.it/_dati/leg14/lavori/schedela/apriTelecomando.asp?codice=14PDL0084020"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">proposta di legge</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> (n. 6338) per consentire la trasformazione degli attuali Atenei in fondazioni. Lo stesso Rossi chiariva “che il passaggio al nuovo sistema imporrebbe una revisione profonda dei comportamenti degli atenei coinvolti. Lo stato giuridico pubblico dei professori non si applicherebbe più. La gestione degli atenei non sarebbe più appannaggio dei docenti ma di </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><em>manager</em></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> con specifiche competenze. La libertà degli atenei di fissare rette dovrebbe utilmente accompagnarsi (oltre che alle borse di cui si è detto) a un impegno massiccio per l&#8217;accensione di prestiti d&#8217;onore, il modo socialmente più equo di finanziare la formazione universitaria.” La proposta di legge di Rossi prevedeva anche la costituzione di una Autorità per la valutazione del sistema delle università e della ricerca per le cui caratteristiche lo stesso Rossi rinviava alla proposta di legge presentata da Walter Tocci e da Luciano Modica. </span></span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">h) Francesco Giavazzi</span></span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">     Per capire meglio il tutto, può essere utile ricordare che Francesco Giavazzi aveva</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> elogiato l’istituenda ANVUR, “il vero perno della riforma”. La riforma era quella cosiddetta Gelmini, che naturalmente Giavazzi difendeva, pur criticando il Ministro per non avere “</span></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">proposto di abolire il valore legale dei titoli di studio. Né la sua legge fa cadere il vincolo che impedisce alle università di determinare liberamente le proprie rette.” (“Riforma che va difesa”, </span></span><a href="http://www.corriere.it/editoriali/10_novembre_30/giavazzi-riforma-universita_d4d29fcc-fc4a-11df-8fb3-00144f02aabc.shtml"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">Corriere della Sera</span></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> del 30.10.10).</span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">i) Quanto è bello il modello inglese</span></span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">      Il “modello copernicano” inglese che attrae Schiesaro e ha ispirato Modica e Tocci, pare abbia determinato che “le università britanniche, Oxford e Cambridge incluse, sono sotto assedio da parte di un sistema di controllo statale che sta erodendo la cosa da cui dipende la loro reputazione mondiale: il calibro della loro </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><em>scholarship</em></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">.” Questo è quanto ha riportato Mario Ricciardi nel suo </span></span></span><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-01/110105/WI907.tif"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">intervento</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> sul Riformista del 5.1.11. E ha scritto ancora Ricciardi: “sempre più spesso accade che gli accademici britannici modulino i propri progetti di ricerca e le proprie pubblicazioni avendo in vista le scadenze dei </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><em>Research Assessment</em></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> da cui dipende il finanziamento pubblico. Così facendo, essi si adeguano alle pressioni del </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><em>management</em></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> delle università che – avendo il dovere di far quadrare i conti &#8211; è interessato soprattutto a risultati di breve periodo e scoraggia lavori che richiedono un impegno di diversi anni.” Ricciardi aggiunge che della “follia di applicare meccanicamente modelli costruiti per misurare la produzione di merci e servizi alla ricerca, non si è parlato e non si parla nel nostro paese.” </span></span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">l) L&#8217;ANDU lo aveva previsto</span></span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">      Già all&#8217;inizio del 2006 l’ANDU, nel confronto diretto con Modica e Tocci (‘profetico’ l&#8217;intervento dell&#8217;ANDU al Forum di Milano, v. </span></span></span><a href="http://www.arcoiris.tv/modules.php?d_op=getit&amp;id=4124&amp;name=Flash"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">video</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">) e nei documenti di allora, sostenne che con l’istituzione dell’Agenzia “si realizzerebbe di fatto il commissariamento dell’Università per mezzo di una Autorità che difficilmente potrebbe rimanere impermeabile ai poteri forti accademico-politici, i quali hanno ampiamente e continuamente condizionato pesantemente le scelte ministeriali e parlamentari e controllato la stampa.” E ancora: “Con questa sorta di esternalizzazione dell’autonomia dell’Università, si concentrerebbe in poche mani l’immenso potere di gestione della politica e delle risorse nazionali per le Università.” “Si tratta dunque di un progetto che porterebbe all’asservimento dell’Università ai poteri forti dell’accademia. Questo progetto è contrario al dettato costituzionale che garantisce l’autonomia dell’Università” (dal </span></span></span><a href="http://www.andu-universita.it/2006/02/03/ddl-ds-su-universita-2/"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">documento</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> dell’ANDU del 2 febbraio 2006). </span></span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">2. STATUTI: PARTITA TRUCCATA. UNA NUOVA LEGGE</span></span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="font-size: medium;">    La vicenda degli Statuti ha fatto vedere a tutti come l&#8217;autonomia statutaria sia un imbroglio, una partita truccata &#8216;diretta&#8217; in maniera pasticciata da coloro che sembrano avere sicuramente chiaro l&#8217;obiettivo di distruggere l&#8217;Università statale.</span></h3>
<h3 align="justify"><span style="font-size: medium;">     Si doveva abbattere il potere dei baroni – così è stato propagandato – e perciò si è approvata una legge scritta dalla Conferenza dei rettori (cioè dai &#8216;capi&#8217; del potere baronale costituito) e si è affidata la &#8216;riscrittura&#8217; degli Statuti agli organismi in carica (SA e CdA) dominati dai rettori-padroni.</span></h3>
<h3 align="justify"><span style="font-size: medium;">      Statuti che non dovevano comunque prevedere una gestione democratica degli Atenei: il potere su tutto doveva essere accentrato in un gruppo ristretto (tra cui obbligatoriamente degli &#8216;esterni&#8217;) dominato dal rettore.</span></h3>
<h3 align="justify"><span style="font-size: medium;">     E a partita ancora in corso, dal Ministero è venuto un &#8216;avvertimento&#8217;. </span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Alessandro Schiesaro,</span></span><span style="font-size: medium;"> allora capo della Segreteria tecnica del MIUR, il 4.5.11 ha </span><a href="http://streaming.crui.it/240cnr/"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">precisato</span></span></a><span style="font-size: medium;"> che il Ministero avrebbe effettuato sugli Statuti “un vaglio non solo di legittimità (come impone la Legge), ma anche di opportunità”, perché “non è consentito di tradire lo spirito della Legge” e bisogna “evitare che arrivino all’esito finale proposte statutarie che potrebbero creare una dialettica (sic!) con il Ministero”. </span></h3>
<h3 align="justify"><span style="font-size: medium;">    Contemporaneamente una </span><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/Lettera-ministeriale-su-statuti.pdf"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">Lettera</span></span></span></a><span style="font-size: medium;"> del Ministero, con in calce la firma del Ministro, avvertiva che “norme e regolamenti (devono) essere coerenti con l’impostazione della riforma e armonici tra loro” e che saranno “rigorosamente tutelati i principi fondamentali della riforma”.</span></h3>
<h3 align="justify"><span style="font-size: medium;">     E&#8217; evidente la scorrettezza politico-giuridica dell&#8217;intervento del Ministero che peraltro utilizza concetti come “opportunità”, “spirito della legge”, “impostazione della riforma”, “principi fondamentali della riforma”, che sono ‘categorie’ NON contemplate dalla Legge.</span></h3>
<h3 align="justify"><span style="font-size: medium;">     Successivamente, chi, secondo il Ministero, ha tradito “lo spirito della legge” e ha approvato norme, sempre secondo il Ministero, non “coerenti con l&#8217;impostazione della riforma”, è incorso nei rilievi di non legittimità da parte dello stesso Ministero (non da parte del Ministro, come prescritto invece dalla legge) e, in qualche caso attraverso una “nota ministeriale” (anziché un “decreto” come prescritto dalla Legge).</span></h3>
<h3 align="justify"><span style="font-size: medium;">     Chi ha resistito (come consentito dalla Legge) e ha mantenuto le norme non gradite al Ministero, si è visto arrivare un ricorso al TAR da parte del ministro Profumo.</span></h3>
<h3 align="justify"><span style="font-size: medium;">    Per la prima volta un Ministro ha deciso di passare dall&#8217;autonomia (truccata) degli Atenei all&#8217;autonomia &#8216;decisa&#8217; dai giudici amministrativi.</span></h3>
<h3 align="justify"><span style="font-size: medium;">     Profumo è riuscito a ricorrere anche contro lo Statuto da lui stesso approvato (</span><span style="font-size: medium;">“P</span><span style="font-size: medium;">rofumo contro Profumo”, titola </span><a href="http://torino.repubblica.it/cronaca/2012/02/08/news/profumo_contro_profumo_il_ministero_boccia_il_poli-29512219/"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">Repubblica di Torino</span></span></a><span style="font-size: medium;"> del 7.2.12). C&#8217;è una evidente incoerenza. Ma qual&#8217;è il vero Profumo? Probabilmente votando il &#8216;suo&#8217; Statuto il rettore Profumo non è stato coerente con il ruolo da lui svolto nell&#8217;elaborazione e approvazione della legge: egli “è sempre stato consultato in merito al suo impianto, di cui ha contributo fattivamente a impostare i principi» ed è stato in sintonia con il precedente ministro Gelmini, come </span><a href="http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2011/12/15/SCUOLA-Aprea-vi-spiego-le-intenzioni-di-Profumo-su-scuola-e-universita/229357/"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">dichiarato</span></span></a><span style="font-size: medium;"> dal Presidente della Commissione Cultura della Camera.</span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: medium;">Si deve modificare la legge </span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="font-size: medium;">     Di fronte a una legge &#8211; imposta dalla Confindustria e da una ristretta ma potente lobby accademica &#8211; che prevede una finta autonomia applicata in maniera &#8216;disinvolta&#8217; da un Ministero impegnato ad attuarne “lo spirito”, e di fronte a un Ministro che, pur di chiudere i pochi spazi di democrazia previsti da alcuni statuti (compreso il &#8216;suo&#8217;), ricorre a una istituzione esterna all&#8217;Università, come certamente è la Giustizia amministrativa, l&#8217;unica soluzione è un intervento legislativo urgente che finalmente preveda una organizzazione democratica degli Atenei. </span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: medium;">3. PER LEGGE ALTRO PRECARIATO</span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="font-size: medium;">    Contro interventi legislativi che correggano la legge cosiddetta Gelmini si era costituito il &#8216;partito preventivo&#8217; di chi sosteneva che non fosse opportuno legiferare continuamente sull&#8217;Università. Questo &#8216;partito&#8217; ha già consentito, con la </span><a href="http://3.flcgil.stgy.it/files/pdf/20120210/decreto-legge-5-del-9-febbraio-2012-disposizioni-urgenti-in-materia-di-semplificazione-e-sviluppo.pdf"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">Legge sulle semplificazioni</span></span></a><span style="font-size: medium;">, di apportare tantissime modifiche tra le quali l&#8217;ulteriore aumento del precariato con l&#8217;introduzione del “ricercatore tecnologo a tempo determinato” e la reintroduzione degli incarichi gratuiti. Su quest&#8217;ultima questione v. anche l&#8217;articolo “Docenti anche a titoloi gratuito” su </span><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-02/120214/1APZ6Q.tif"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">ItaliaOggi</span></span></a><span style="font-size: medium;"> del 14,.2.12)</span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">4. INTERVENTI CONTRO L&#8217;ABOLIZIONE DEL VALORE DELLA LAUREA</span></span></span></h3>
<h3 lang="zxx" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">    Si segnalano gli interventi di <a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2012/02/parlamentari-abruzzesi-valore-legale-titolo-di-studio.doc"><span style="text-decoration: underline;">Ferdinando di Orio</span></a>, <a href="http://www.roars.it/online/?p=4479"><span style="text-decoration: underline;">Emilio Padoa-Schioppa</span></a> e <a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2012/02/15SB23157.PDF"><span style="text-decoration: underline;">Luca Spadon</span></a>.</span></span></span></h3>
<h3 lang="zxx" align="justify"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">5. POSTO FISSO: &#8220;ACCADDE OGGI&#8221;</span></span></span></h3>
<h3 lang="zxx" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">= 2004. <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-02/120217/1AVQVZ.tif"><span style="text-decoration: underline;">Moratti</span></a>: &#8220;Scuola e università. Immenso girotondo&#8221;</span></span></span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">= 1999. <a href="http://www.repubblica.it/online/fatti/bari/bari/bari.html"><span style="text-decoration: underline;">D&#8217;Alema</span></a>: &#8220;Addio all&#8217;epoca del posto fisso&#8221;, </span></span></span><a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1999/09/14/il-posto-fisso-appartiene-al-passato.html"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;">D&#8217;Alema-Cofferati</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">; &#8220;Il posto fisso appartiene al passato&#8221;</span></span></span></h3>
<h3 lang="zxx" align="justify"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">6. NUOVA RETRIBUZIONE DEI DOCENTI</span></span></span></h3>
<h3 lang="zxx" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">    Il 9.2.012 è stato pubblicato sulla G.U. il <a href="http://www.gazzettaufficiale.biz/atti/2012/20120033/012G0018.htm"><span style="text-decoration: underline;">DPR 232/11</span></a> riguardante le retribuzioni dei docenti universitari. Su questa questione v. Anche l&#8217;<a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-02/120211/1AM2HM.tif"><span style="text-decoration: underline;">articolo</span></a> sul Sole 24-ore dell&#8217;11.2.12.</span></span></span></h3>
<h3><span style="color: #ff6600;">7. &#8220;UNIVERSTA&#8217; BENE COMUNE&#8221;: 24.3.12 ASSEMBLEA NAZIONALE A BOLOGNA</span></h3>
<h3>    <a href="http://unibec.temilavoro.it/?page_id=13"><span style="text-decoration: underline;">Assemblea nazionale</span></a> a Bologna sabato 24 marzo 2012, Aula Barilla di p.zza Scaravilli 1/1.</h3>
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		<title>Di Orio, rettore Univaq, contro l’abolizione del valore legale della laurea</title>
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		<comments>http://www.andu-universita.it/2012/02/17/rettore-univaq/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 16:45:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Lettera di Ferdinando di Orio, rettore dell&#8217;Università dell&#8217;Aquila, contro l&#8217;abolizione del valore legale della laurea.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2012/02/parlamentari-abruzzesi-valore-legale-titolo-di-studio.doc">Lettera</a></span> di Ferdinando di Orio, rettore dell&#8217;Università dell&#8217;Aquila, contro l&#8217;abolizione del valore legale della laurea.</p>
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		<item>
		<title>IL VALORE DELL’UNIVERSITA’</title>
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		<comments>http://www.andu-universita.it/2012/01/30/valore/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 10:08:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[= 30 gennaio 2011 1. La “scoperta” del Governo 2. “Simbolismo” di Monti e sostanza 3. &#8216;Golpe&#8217; pasticciato e linea &#8216;morbida&#8217; 4. Ora abolire il valore del voto e poi tutto il resto 5. &#8216;Fantasioso&#8217; Ministro 6. Abolizione del valore del voto: “truffa antidemocratica” 7. Maggior valore alle lauree e all&#8217;Università statale 1. La “scoperta” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #ff0000;"><strong>= 30 gennaio 2011</strong></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify"><strong><span style="color: #ff0000;">1.</span><span style="color: #000000;"> La “scoperta” del Governo</span></strong></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff0000;">2.</span> “Simbolismo” di Monti e sostanza</strong></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff0000;">3. </span>&#8216;Golpe&#8217; pasticciato e linea &#8216;morbida&#8217;</strong></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff0000;">4. </span>Ora abolire il valore del voto e poi tutto il resto</strong></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff0000;">5. </span>&#8216;Fantasioso&#8217; Ministro</strong></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff0000;">6.</span> Abolizione del valore del voto: “truffa antidemocratica”</strong></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff0000;">7.</span> Maggior valore alle lauree e all&#8217;Università statale</strong></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #ff0000;"><strong>1. La “scoperta” del Governo</strong></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">         Nel momento in cui stava decidendo sul valore delle lauree, il Governo ha “scoperto che è un tema molto più complicato di quello che possa sembrare” e ha deciso di “non affrontarlo in questo decreto legge”. Questa “scoperta” è stata comunicata da Mario Monti nel corso della <a href="http://www.corriere.it/politica/12_gennaio_27/monti-conferenza-stampa-semplificazioni_193047da-48fa-11e1-b976-995c60acee8e.shtml"><span style="text-decoration: underline;">Conferenza stampa</span></a>, nella quale lo stesso Monti ha definito il tema del “valore delle lauree” un “problema molto annoso per l&#8217;Italia”, richiamando scritti di Luigi Einaudi del &#8217;47 e del &#8217;55. Certo, è quanto meno singolare che un “governo di professori” (universitari), dopo oltre 60 anni di dibattito su un “problema molto annoso”, si riduca a “scoprire” in extremis e in sede di Consiglio dei Ministri che si tratta di “un tema molto più complicato”.</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify">        In realtà “a preoccupare e far desistere l&#8217;esecutivo è stata l&#8217;annunciata mobilitazione di studenti e docenti che da tempo hanno espresso la loro contrarietà” (<a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-01/120128/19Z5GW.tif"><span style="text-decoration: underline;">Secolo XIX</span></a> del 28.1.12).</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify">        “Sul valore legale dei titoli di studio il consiglio dei ministri si è incagliato per due ore buone” e, durante la riunione, “c&#8217;è chi fa notare che gli studenti sono pronti a mobilitarsi e – dopo i forconi, i tir e i pescatori – sarebbe meglio evitare un&#8217;altra protesta di piazza” (<a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-01/120128/19Z0V8.tif"><span style="text-decoration: underline;">Corriere della Sera</span></a> del 28.1.12).</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify">        Insomma, sarebbe la prudenza politica ad avere indotto il Governo a non essere, in questo caso, “decisionista” e ad aprire una “consultazione pubblica”. Consultazione che svolgerà il ministro Profumo, lo stesso che dopo due mesi non ha nemmeno risposto alla richiesta di incontro da parte della Organizzazioni universitarie (v. <a href="../../2011/12/27/estrema/">messaggio precedente</a> al punto: <span style="color: #000000;">4. “Quel Profumo che piace a Bersani”).</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify">       Comunque, la scelta &#8216;obbligata&#8217; delle consultazione non è stata gradita/capita dall&#8217;impaziente bocconiano Francesco Giavazzi che, abituato a dettar legge (letteralmente), ritiene invece che “il governo deve prendere decisioni, <span style="text-decoration: underline;">non stare a sentire le gente</span>” (dalla sua intervista sul &#8216;suo&#8217; <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-01/120129/1A0KZT.tif"><span style="text-decoration: underline;">Corriere della Sera </span></a>del 29.1.12).</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #ff0000;"><strong>2. “Simbolismo” di Monti e sostanza</strong></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify">        Lo stesso Presidente del Consiglio si è detto “favorevole a superare il simbolismo e il formalismo del valore legale”. E&#8217; molto strano che per una questione meramente simbolica e formale si sia scatenata da alcuni giorni una campagna stampa simile a quella attivata per fare approvare la legge cosiddetta Gelmini, si sia impegnata buona parte della seduta del Consiglio dei Ministri e a ciò sia stata dedicata da Monti oltre la metà del suo intervento.</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify">        La verità è che si parla di “valore legale della laurea” quando, in realtà, si vuole mettere in discussione il valore e l&#8217;esistenza stessa dell&#8217;Università statale.</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify">        La Confindustria e l&#8217;accademia che conta (la CRUI in testa), serviti dalla &#8216;grande&#8217; stampa e da tutti i partiti, vogliono smantellare l&#8217;Università statale e per questo operano da decenni: finta autonomia finanziaria e statutaria, svuotamento del CUN, finti concorsi locali, “3 + 2”, blocco dei concorsi e aumento a dismisura del precariato, continua riduzione dei finanziamenti, riduzione del diritto allo studio e aumento delle tasse agli studenti, proroga diffusa dei rettori e ora anche i rettori onnipotenti.</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify">        Con l&#8217;abolizione del valore legale delle lauree si completerebbe, anche simbolicamente e formalmente, la distruzione dell&#8217;Università statale voluta da Confindustria.</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #ff0000;">3. &#8216;Golpe&#8217; pasticciato e linea &#8216;morbida&#8217;</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify">        Il pasticciato &#8216;golpe&#8217; che si è tentato sul valore delle lauree – e sospeso in attesa di tempi migliori – puntava a modifiche apparentemente limitate. Infatti il ministro Profumo ha dichiarato: “ci sono due elementi di attenzione: uno relativo agli scorrimenti a seguito di acquisizione di un titolo, l’altro relativo al voto di laurea come requisito di accesso per i concorsi pubblici”. Insomma si persegue la linea, prediletta dalla CRUI, dell”affievolimento” del valore delle lauree o della <span style="color: #000000;">“transizione morbida verso l’abolizione del valore legale del titolo di studio”; linea questa sostenuta da diversi rettori, tra i quali Guido Fabiani (intervista sul </span><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-01/120129/1A0KZT.tif"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;">Corriere della Sera</span></span></a><span style="color: #000000;"> del 29.1.12), e dal PD (intervento di Marco Meloni su </span><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-01/120125/19UQX7.tif"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;">Europa</span></span></a><span style="color: #000000;"> del 25.1.12)</span><span style="color: #000000;">.</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #ff0000;">4. Ora abolire il valore del voto e poi tutto il resto</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #000000;">        L&#8217;obiettivo dichiarato (e perseguito) dalla </span><a href="../../2008/03/18/autonomia-universitaria-e-confindustria-3/"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;">Confindustria</span></span></a><span style="color: #000000;"> e dall&#8217;accademia &#8216;confindustriale&#8217; è quello di ridurre a meno di 20 gli Atenei veri (didattica e ricerca), privati e statali, concentrando in essi i finanziamenti pubblici e quegli studenti le cui famiglie possono pagare tasse elevate, eliminando o emarginando tutti gli altri Atenei. La scelta degli Atenei “eccellenti” dovrebbe essere operata dall&#8217;ANVUR, alla quale si sta affidando il compito di commissariare il sistema nazionale degli Atenei e che sempre più sta assumendo il ruolo di Agenzia della </span><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-12/111221/18IEQT.tif"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;">Confindustria</span></span></a><span style="color: #000000;"> e dell&#8217;accademia che conta (la CRUI ha stipulato con Confindustria un </span>“<span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=2023">Accord</a>o</span></span>”, un “asse” per “monitorare l’evoluzione della governance degli Atenei” e definire i “criteri per la valutazione della qualità di ricercatori e docenti da proporre all’ANVUR”).</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify">        Che la differenziazione tra gli Atenei &#8216;guidata&#8217; dai poteri forti sia lo sbocco &#8216;naturale&#8217; degli interventi <em>soft</em> lo gridano gli &#8216;esperti&#8217; che condividono i desideri confindustriali: il solito <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-01/120129/1A0KZT.tif"><span style="text-decoration: underline;">Francesco Giavazzi</span></a> (“Non diamo più agli atenei lo stesso peso”), la <a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002821.html"><span style="text-decoration: underline;">Voce.info</span></a> (“pesare in maniera diversa le lauree a seconda dell&#8217;università/facoltà di provenienza”, sulla base di “una <span style="text-decoration: underline;">graduatoria</span> di atenei riconosciuta, ad esempio quella dell&#8217;Anvur”), il <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-01/120128/19Z1JK.tif"><span style="text-decoration: underline;">Sole 24-ore</span></a> (“sarà il sistema stesso (attraverso l&#8217;ANVUR), dunque, a riconoscere valore diverso tra l&#8217;uno e l&#8217;altro corso, e tra l&#8217;uno e l&#8217;altro ateneo”). Insomma, avendo i soldi per frequentare gli Atenei che saranno &#8216;nominati&#8217; eccellenti ci si comprerà l&#8217;annesso alto valore della laurea comunque conseguita.</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #ff0000;">5. &#8216;Fantasioso&#8217; Ministro</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify">        Il &#8216;fantasioso&#8217; ministro Profumo pare voglia arrivare all&#8217;obiettivo di legare il valore della laurea a quello dell&#8217;Ateneo anche facendo valere la laurea triennale quanto quella magistrale. In questo modo “si potenzia il meccanismo dell&#8217;accreditamento: alla fine le lauree non avrebbero più lo stesso valore ma un peso diverso a seconda del giudizio dato per ogni singolo corso dall&#8217;Anvur” (<a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-01/120128/19Z0V8.tif"><span style="text-decoration: underline;">Corriere della Sera</span></a> del 28.1.12).</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify">        Una graduatoria degli Atenei per stabilire il valore delle lauree, oltre ad essere “incostituzionale” e “insensata” perché “non si può stabilire l&#8217;eccellenza per legge” (<a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2012/01/24SIL2054.PDF"><span style="text-decoration: underline;">Giliberto Capano</span></a>), darebbe un potere &#8216;totale&#8217; sugli Atenei all&#8217;ANVUR, che utilizzerebbe impropriamente l&#8217;accreditamento delle strutture, mentre dovrebbe invece limitarsi (e non è poco!) a stabilire il possesso dei requisiti <span style="text-decoration: underline;">minimi</span>, senza formare gerarchie.</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify"><strong>       </strong><span style="text-decoration: underline;"><strong>Sono proprio questi requisiti minimi che lo Stato è tenuto a garantire per tutti gli Atenei statali con finanziamenti e norme nazionali adeguati (valore legale delle lauree</strong></span><strong>). </strong></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #ff0000;"><strong>6. Abolizione del valore del voto: “truffa antidemocratica”</strong></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #000000;">        “Non tenere conto di una differenziazione di base (il voto di diploma o di laurea, da valutare adeguatamente assieme agli altri elementi specifici)” “avrà </span>effetti disastrosi perché finirà col vanificare ogni criterio di merito, col potenziare le ingiustizie, col moltiplicare le discriminazioni sociali. E sono certo che a sposare il provvedimento saranno in primo luogo le scuole e le università private di ogni ordine e grado.” Questo è quanto scrive, tra l&#8217;altro, <a href="../../2011/06/03/aboliretitoli/comment-page-1/#comment-915"><span style="text-decoration: underline;">Salvatore Nicosia</span></a>, ex preside di di Lettere di Palermo.</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify">        E se si toglie valore al voto di laurea allora “perché impegnarsi? Perché cercare di fare un buon lavoro di tesi? ‘Tiriamo via’ e manteniamoci consumatori-senza-soldi, tanto si è solo ’consumatori di formazione’ (peggio ancora del vecchio ‘prodotto’-studente). Gli economisti non cambiano mai” (da una lettera inviata a Repubblica da <a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/Lettera-diPpaola-Mura.doc"><span style="text-decoration: underline;">Paola Mura</span></a> dell&#8217;Università di Padova).</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify">        Paola Mura si chiede anche se i professori al governo sono davvero professori e Salvatore Nicosia sottolinea che “è interesse precipuo dei soggetti socialmente deboli, e di ogni sincero sostenitore della democrazia, <span style="text-decoration: underline;">opporsi in tutti i modi a questo provvedimento</span> che si configura come una vera e propria truffa antidemocratica.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #ff0000;"><strong>7. Maggior valore alle lauree e all&#8217;Università statale</strong></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #000000;">         Altro che abolizione del valore delle lauree! Bisogna invece accrescere il valore delle lauree e dell&#8217;Università statale e per questo bisogna:</span></h3>
<ol>
<li style="text-align: justify;">
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">realizzare un vero diritto allo studio: borse, alloggi, mense, aule, biblioteche, laboratori, ecc.;</span></h3>
</li>
<li style="text-align: justify;">
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">riqualificare la didattica rivedendo rapidamente e radicalmente il dannoso “3 + 2”;</span></h3>
</li>
<li style="text-align: justify;">
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">superare il precariato (non più di tre anni prima del ruolo), dando agli attuali precari lo sbocco in almeno 20.000 posti di ricercatori di ruolo su fondi statali;</span></h3>
</li>
<li style="text-align: justify;">
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">sostituire le inutili idoneità e i meccanismi di cooptazione locale-personale con concorsi nazionali e commissioni interamente sorteggiate;</span></h3>
</li>
<li style="text-align: justify;">
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">sbloccare gli avanzamenti di carriera all&#8217;interno di un ruolo unico della docenza;</span></h3>
</li>
<li style="text-align: justify;">
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">superare i &#8216;nuovi&#8217; statuti, per sostituire gli organi delle oligarchie locali con organi di partecipazione democratica di tutte le componenti.;</span></h3>
</li>
<li style="text-align: justify;">
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">costituire un organo nazionale di rappresentanza e autogoverno del Sistema degli Atenei, eletto, direttamente e senza vincoli corporativi/categoriali, da tutte le componenti;</span></h3>
</li>
<li>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #000000;">investire nell&#8217;Università così rinnovata quanto, in proporzione, fanno i Paesi più avanzati.</span></h3>
</li>
</ol>
<p align="justify"> </p>
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			<wfw:commentRss>http://www.andu-universita.it/2012/01/30/valore/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>LAUREE PER CONFINDUSTRIA – ”SFIGATI” – PRIN – CONCORSI</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 16:07:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.andu-universita.it/?p=4414</guid>
		<description><![CDATA[= 25 gennaio 2012 1. LAUREE per Confindustria. Una lunga storia 2. “SFIGATI” 3. PRIN: poteri impropri agli Atenei 4. CONCORSI ad associato 1. LAUREE per Confindustria “In Confindustria si fa sapere che &#8216;non si può non essere d&#8217;accordo&#8217; con una norma che &#8216;va sicuramente nella direzione di una vera liberalizzazione&#8217;” La norma è quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff0000;">= 25 gennaio 2012</span></h3>
<h3><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: small;"><strong>1.</strong></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><strong> LAUREE per Confindustria. Una lunga storia</strong></span></span></h3>
<h3><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: small;"><strong>2.</strong></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><strong> “SFIGATI”</strong></span></span></h3>
<h3><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: small;"><strong>3.</strong></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><strong> PRIN: poteri impropri agli Atenei</strong></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: small;"><strong>4. </strong></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><strong>CONCORSI ad associato</strong></span></span></h3>
<h3></h3>
<h3><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: small;">1. LAUREE per Confindustria</span></span></strong></h3>
<ul>
<ul>
<li>
<h3 align="JUSTIFY">“In Confindustria si fa sapere che &#8216;non si può non essere d&#8217;accordo&#8217; con una norma che &#8216;va sicuramente nella direzione di una vera liberalizzazione&#8217;” La norma è quella che riguarda il valore legale dei titoli di studio e che venerdì prossimo il Governo dovrebbe approvare con un decreto legge. Tutto ciò si è letto sul <span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/12-01/120122/19Q82G.tif">Corriere della Sera</a></span></span> del 22.1.2011, che ampiamente riporta le favorevoli opinioni del Direttore della Fondazione Agnelli e del Presidente di TreeLLLe, la “lobby trasparente” confindustriale che ha ‘dettato’ le leggi sull’ANVUR e sulla organizzazione degli Atenei già nel 2003 e la cui <a href="http://www.treellle.org/organigramma"><em><span style="text-decoration: underline;">governance</span></em></a> è di per sé un &#8216;progetto&#8217;.</h3>
</li>
</ul>
</ul>
<ul>
<ul>
<li>
<h3 align="JUSTIFY">La verità è che “l&#8217;abolizione del valore legale dei titoli ‘comprende’ anche l’abolizione dello stato giuridico nazionale dei docenti, la ‘liberalizzazione’ delle tasse e la differenziazione degli Atenei.” “Come la ‘nuova’ <em>governance</em> degli Atenei, imposta dalla legge 240/10, anche queste ‘riforme’ vengono da lontano e sono volute dalla Confindustria e condivise da tutti i partiti e dall’accademia che conta, con in testa i ‘soliti’ economisti.” Questo è stato denunciato già nel<span style="color: #000080;"><span style="color: #000000;"> giugno scorso</span></span><span style="color: #000000;"> dall&#8217;ANDU in un </span><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="../../2011/06/03/aboliretitoli/">articolato documento</a></span></span><span style="color: #000000;"> dal titolo “</span>Abolire il valore dei titoli per abolire tutto”.</h3>
<h3 align="JUSTIFY">E che l&#8217;abolizione del valore legale dei titoli di studio abbia come reale obiettivo il completamento dell&#8217;abolizione dell&#8217;Università statale di qualità e aperta a tutti, lo conferma indirettamente l&#8217;<span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2012/01/24SIL2054.PDF">analisi</a></span></span> di Giliberto Capano, su Europa del 23.1.12, che invita il Governo a non “farsi tirare dalla giacchetta dai troppi Soloni (ahimè, provenienti proprio dal mondo accademico) che propongono soluzioni semplicistiche basate, appunto, su furori ideologici o su modelli ideali che non esistono in nessuna parte del mondo.”</h3>
</li>
</ul>
</ul>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><strong>Una lunga storia:</strong></span></h3>
<ul>
<li>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://wwww.dsonline.it/speciali/amarelitalia/programma/conoscenza/documenti/dettaglio.asp?id_doc=29721">Nel dicembre 2005 </a></span></span><span style="color: #000000;">i DS avevano proposto:di “affievolire il valore legale dei titoli”.</span></h3>
</li>
<li>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.confetra.com/it/primopiano/doc_html/Circolari_2006/circ042_file/DocumentoUniversita%2021.3.2006.pdf">Nel marzo 2006</a></span></span><span style="color: #000000;"> la Confindustria, assieme ad altre 17 sigle ‘imprenditoriali’ (dall’ABI alla Legacoop), aveva posto “il tema del superamento del valore legale del titolo di studio” che “si configura come un ostacolo alla concorrenza” e aveva proposto “in prospettiva la sua sostituzione con un sistema di accreditamento (considerato) un elemento necessario per un rilancio di una formazione di qualità fondata sulla effettiva creazione di competenze scientifiche e professionali.”</span></h3>
</li>
<li>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.interlex.it/testi/progr_pd08.htm">Nel marzo 2008</a></span></span> al punto 7 del Programma del PD si leggeva: “Ciascun ateneo deve essere libero di assumere personale docente italiano e straniero, di darsi il sistema di governo che ritiene più adeguato, di stabilire le norme per l’ammissione degli studenti, di fissare liberamente le rette.”</h3>
</li>
<li>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-07/100719/SW9DV.tif">Nel luglio 2010</a></span></span> il PDL ha presentato “una proposta di legge” per “abolire il valore legale del titolo di studio”.</h3>
</li>
<li>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=16&amp;id=00553597&amp;part=doc_dc-sedetit_pi&amp;parse=no&amp;stampa=si&amp;toc=no">Nel maggio </a></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;">2011</span></span><span style="color: #000000;"> il Presidente della CRUI aveva parlato di “transizione morbida verso l’abolizione del valore legale del titolo di studio”.</span></h3>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="../../2011/06/08/audizione-senato/">Nel giugno 2011</a></span></span><span style="color: #000080;">, invece,</span><span style="color: #000000;"> le Organizzazioni universitarie, in un documento illustrato al Senato, scrivevano, tra l&#8217;altro: “Consideriamo il mantenimento del valore legale del titolo di studio un dato centrale del sistema universitario italiano e paventiamo che la sua abolizione possa incrementare le diseguaglianze sociali ed economiche.&#8221;</span></h3>
</li>
</ul>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">= Martedì 31 gennaio p.v. si riuniranno le Organizzazioni universitarie per valutare le scelte del Governo e per esaminare l&#8217;operato del Ministro (PRIN, concorsi ad associato, dottorato).</span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><strong>2. “SFIGATI”</strong></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY">       “Se non sei laureato a 28 anni sei uno sfigato”. Per questa affermazione Michel Martone, viceministro al lavoro, ha sollevato un mare di critiche. Qui si vuole invece valorizzare gli aspetti della vicenda che possono diventare positivi per l&#8217;Università. Martone si è laureato a 23 anni e a 27 anni è diventato ricercatore di ruolo. Questo dimostra che è possibile entrare nel ruolo della docenza prima dei 40 anni (la media attuale) e certamente il ministro Profumo provvederà a riscrivere la legge 240/10 &#8211; di cui, secondo l&#8217;on. <a href="http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2011/12/15/SCUOLA-Aprea-vi-spiego-le-intenzioni-di-Profumo-su-scuola-e-universita/229357/"><span style="text-decoration: underline;">Valentina Aprea</span>,</a> sarebbe stato uno dei principali artefici – che invece &#8216;programmaticamente&#8217; prevede un ingresso in ruolo non prima di 40-45 anni.</h3>
<h3 align="JUSTIFY">      Inoltre l&#8217;eccellente e difficilmente imitabile carriera accademica del viceministro (dopo un anno è diventato associato e dopo altri due ordinario) può portare un contributo all&#8217;individuazione di giusti criteri per valutare il merito. Infatti nella “<a href="http://www.dirittodellavoro.it/public/current/concorsi/verb1/11%20borgogelli%20martone.pdf"><span style="text-decoration: underline;">Relazione finale</span></a> della commissione giudicatrice della procedura di valutazione comparativa per il reclutamento di un Professore Ordinario”, si leggono giudizi sul candidato Martone (“due monografie, una delle quali in edizione provvisoria”) che sembrano dimostrare che si possa diventare ordinari per meriti futuri.</h3>
<h3 align="JUSTIFY">       Per diventare viceministri, invece, non è prevista, giustamente, una commissione e quindi non è disponibile una relativa relazione. Ma certamente ci saranno stati degli ottimi motivi che hanno portato alla nomina di Michel Martone a viceministro al lavoro, un incarico che gli consente di intervenire sulle condizioni di milioni di “sfigati”, laureati e non laureati, sempre più in difficoltà (precari, licenziati, disoccupati); persone certamente molto meno capaci di Martone, ma che non per questo debbono subire le insopportabili conseguenze di una crisi che non hanno prodotto.</h3>
<h3> <span style="color: #ff0000;"><strong>3. PRIN: poteri impropri agli Atenei</strong></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><a name="p_p_id_1_WAR_alfrescocontentportlet_INSTANCE_4sZ6_"></a><a name="wrapper"></a><a name="wrapper3"></a> Come è noto il primo bando PRIN è stato sostituito dal “<a href="http://attiministeriali.miur.it/anno-2012/gennaio/dm-12012012.aspx"><span style="text-decoration: underline;">Nuovo bando PRIN</span></a>” che contiene <span style="font-family: Times New Roman,serif;">alcune </span><a href="http://attiministeriali.miur.it/anno-2012/gennaio/do-12012012.aspx"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="text-decoration: underline;">novità</span></span></a><span style="font-family: Times New Roman,serif;">. Le poche modifiche sono apportate in seguito alle pesanti e diffuse critiche alle scelte del Ministro. La critica forse più importate era stata quella riguardante la preselezione &#8216;contingentata&#8217; di ateneo dei progetti che limita la libertà di partecipazione e consegna nelle mani dei &#8216;vertici&#8217; degli Atenei un potere enorme e improprio. Una </span><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2012-01-03/caro-ministro-profumo-falsa-081357.shtml?uuid=AaWkuIaE"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="text-decoration: underline;">analoga critica</span></span></a><span style="font-family: Times New Roman,serif;"> era stata espressa dai Direttori della Normale e del Sant&#8217;Anna: “Sorprendentemente, e per la prima volta, la procedura di selezione non è più basata esclusivamente sulla validità dei progetti, ma sono introdotti dei limiti numerici sia a quante idee progettuali possono essere proposte da un Ateneo </span>sia, simmetricamente, a quanti giovani possono proporre di svolgere la loro ricerca in una specifica Università<span style="font-family: Times New Roman,serif;">” “Tutto è parametrato su una frazione della quantità di personale in ruolo nell&#8217;Ateneo.” Ed ancora: “Questo approccio &#8220;quantitativo&#8221; porterà inevitabilmente alla formazione di &#8216;cordate&#8217; e di turnazioni nell&#8217;assegnazione dei fondi di ricerca poco o per nulla dipendenti dal merito.” Nel nuovo bando è ancora previsto che “ciascuna università può preselezionare, a livello di Coordinatore scientifico, un numero di progetti: a) non superiore allo 0,75% del numero di docenti e ricercatori presenti nei propri ruoli al momento della scadenza del bando, con arrotondamento all&#8217;intero superiore”, ma è stato aggiunto: “b) ovvero, se maggiore, un numero non superiore alla media (moltiplicata per 0,75, con arrotondamento all&#8217;intero superiore) dei progetti finanziati, a livello di coordinatore scientifico, negli ultimi tre bandi PRIN.” Insomma rimane</span> l&#8217;”approccio” quantitativo ma con l&#8217;aggiunta del punto b) si alzano le quantità per gli Atenei che nel passato hanno avuto un alto (rispetto al numero dei docenti) numero di “progetti finanziati”.</h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><strong>4. CONCORSI ad associato</strong></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY">       Nonostante le richieste provenienti da più parti (compresi il Parlamento e le Organizzazioni universitarie) il ministro Profumo si ostina a voler privare gli Atenei &#8216;non virtuosi&#8217; dei posti straordinari ad Associato.</h3>
<h3 align="JUSTIFY">       Il 18 gennaio scorso, in occasione della discussione sul Decreto Milleproroghe, la Commissione Cultura della Camera ha approvato un <a href="http://www.camera.it/453?shadow_organo_parlamentare=1500&amp;bollet=_dati/leg16/lavori/bollet/201201/0118/html/07#116n1"><span style="text-decoration: underline;">parere</span></a> che riguarda anche questa questione:</h3>
<h3 align="JUSTIFY">“Con riferimento al piano straordinario di assunzioni di professori universitari di seconda fascia di cui all&#8217;articolo 29, comma 9, della legge n. 240 del 2010, si ritiene necessario che detto piano non sia sottoposto al regime previsto dall&#8217;articolo 1, comma 1, del decreto-legge n. 180 del 2008;”</h3>
<h3 align="JUSTIFY">       Le <a href="http://www.camera.it/453?shadow_organo_parlamentare=1500&amp;bollet=_dati/leg16/lavori/bollet/201201/0117/html/07"><span style="text-decoration: underline;">motivazioni</span></a> a favore della non penalizzazione degli Atenei &#8216;non virtuosi&#8217; sono state esposte dalla Relatrice Manuela Ghizzoni del PD.</h3>
<p align="JUSTIFY">
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		<item>
		<title>PROFUMO-GELMINI, ESTREMA CRITICITA’, PROFUMO-BERSANI, ROCCA, PRECARI, INCENTIVI, PUGLISI</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/andu-universita/BhLB/~3/jkH8IbUct5E/</link>
		<comments>http://www.andu-universita.it/2011/12/27/estrema/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 15:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.andu-universita.it/?p=4376</guid>
		<description><![CDATA[= 30 dicembre 2011   1. &#8220;Profumo? È come la Gelmini&#8221;? 2. Profumo-Gelmini 3. “Estrema criticità dell&#8217;Università”. Documento unitario. 4. “Quel Profumo che piace a Bersani”. 5. Il Vice-presidente di Confindustria presidente del Comitato consultivo dell&#8217;ANVUR. 6. Situazione dei precari e soluzione. 7. Incentivi ai docenti. 8. Puglisi anche rettore dello IULM e della Kore. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff0000;">= </span><span style="color: #ff0000;">30 dicembre 2011</span></h3>
<h3 align="justify"> </h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;">1.</span> &#8220;Profumo? È come la Gelmini&#8221;?</h3>
<h3><span style="color: #ff0000;">2.</span> Profumo-Gelmini</h3>
<h3><span style="color: #ff0000;">3</span><span style="color: #ff0000;">. <span style="color: #000000;">“</span></span><span style="color: #000000;">Estrema criticità dell&#8217;Università”. Documento unitario.</span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;">4.</span> “Quel Profumo che piace a Bersani”.</h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;">5.</span> Il Vice-presidente di Confindustria presidente del Comitato consultivo dell&#8217;ANVUR.</h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;">6.</span> Situazione dei precari e soluzione.</h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;">7. </span>Incentivi ai docenti.</h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;">8.</span> Puglisi anche rettore dello IULM e della Kore.</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;">1. &#8220;Profumo? È come la Gelmini&#8221;?</span></h3>
<h3 align="justify">     &#8220;Profumo? È come la Gelmini&#8221; è il titolo di un <a href="http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=34591&amp;action=view"><span style="text-decoration: underline;">articolo</span></a> del 29.12.11 su Tecnica della Scuola. Nell&#8217;articolo si afferma che &#8220;a sostenerlo è l’Andu&#8221;.</h3>
<h3 align="justify">     In realtà l&#8217;ANDU (v. punto 2.) si era limitata a riportare le <a href="http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2011/12/15/SCUOLA-Aprea-vi-spiego-le-intenzioni-di-Profumo-su-scuola-e-universita/229357/"><span style="text-decoration: underline;">dichiarazioni</span></a> dell&#8217;on. Valentina Aprea, presidente della Commissione Cultura della Camera. L&#8217;ANDU aveva solo rilevato che il ministro Gelmini, mentre ha &#8211; come dichiarato da Aprea &#8211; &#8220;sempre consultato&#8221; Profumo, invece &#8220;non ha dato nessuno ascolto alle decine di migliaia di studenti e alle migliaia di docenti che si sono opposti alla ‘sua’ legge e che non ha mai consultato le Organizzazioni universitarie rappresentative di tutte le componenti universitarie.&#8221; Mentre in Cile anche ieri … (v. <em>nota</em>).</h3>
<h3 align="justify">     Precedentemente (v. punto 3.) l&#8217;ANDU aveva solo osservato:</h3>
<h3 align="justify">     “Di certo, il nuovo ministro Profumo è finora riuscito a non dare alcun riscontro alla richiesta di “incontro urgente”, inviatagli il 24 novembre da ADI, ADU, ANDU, CISL-Università, CNRU, CNU, CoNPAss, FLC-CGIL, RETE29Aprile, SUN, UDU, UGL-Università, UIL-RUA e USB-Pubblico impiego, “per affrontare i diversi temi che riguardano l’Università italiana, anche alla luce del processo attuativo della legge 240/10″.</h3>
<h3 align="justify">     Il nuovo Ministro, quindi, non ha ancora consentito alle Organizzazioni rappresentative di tutte le componenti universitarie di esporgli le preoccupazioni e le richieste. E nel frattempo lo stesso Ministro ha deciso di dare “piena attuazione” alla legge che ha paralizzato gli Atenei e che, se non si interverrà in tempo, porterà a compimento lo smantellamento dell’Università statale.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><em>Nota. “Cile, 2 ministri si dimettono a causa delle proteste degli studenti” (<a href="http://www.lapresse.it/mondo/sud-america/cile-2-ministri-si-dimettono-a-causa-delle-proteste-degli-studenti-1.105245"><span style="text-decoration: underline;">LaPresse/AP</span></a> del 29.12.11).</em></h3>
<h3><span style="color: #ff0000;">2. Profumo-Gelmini</span></h3>
<h3 align="justify">     Valentina Aprea (PDL), presidente della Commissione Cultura della Camera, ha <a href="http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2011/12/15/SCUOLA-Aprea-vi-spiego-le-intenzioni-di-Profumo-su-scuola-e-universita/229357/"><span style="text-decoration: underline;">dichiarato</span></a> a Ilsussidiario.net che il nuovo ministro Profumo, rispetto alla Legge &#8216;Gelmini&#8217;, &#8220;è sempre stato consultato in merito al suo impianto, di cui ha contributo fattivamente a impostare i principi».</h3>
<h3 align="justify">     Aprea ha aggiunto che Profumo è stato in sintonia con il precedente ministro Gelmini; sintonia &#8220;testimoniata dal fatto che è stato proprio l’ex ministro a indicarlo per la presidenza del Cnr.&#8221;</h3>
<h3 align="justify">     Aprea ha anche detto che «nel caso della riforma dell’Università, bisogna ricordare che il professor Profumo ne è stato uno dei promotori e che da rettore del Politecnico di Torino, che è una delle eccellenze italiane, è sempre stato consultato in merito al suo impianto, di cui ha contributo fattivamente a impostare i principi».</h3>
<h3 align="justify">     Francesco Profumo “è sempre stato consultato” dal precedente Ministro, che invece non ha dato nessuno ascolto alle decine di migliaia di studenti e alle migliaia di docenti che si sono opposti alla &#8216;sua&#8217; legge e che non ha mai consultato le Organizzazioni universitarie rappresentative di tutte le componenti universitarie.</h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;">3. “Estrema criticità dell&#8217;Università”. Documento unitario.</span></h3>
<h3 align="justify"><strong><span style="color: #000000;">     </span><span style="color: #000000;">Nel </span><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/Documento-unitario-13.12.111.doc"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;">documento</span></span></a><span style="color: #000000;"> del 13 dicembre 2011 <strong><strong>ADI, ADU, ANDU, CISL-Università, CNRU, CNU, CoNPAss, FLC-CGIL, RETE29Aprile, SNALS-Docenti Università, SUN, UDU, UGL-Università, UIL-RUA e USB-Pubblico impiego “denunciano lo stato di estrema criticità in cui versa l&#8217;Università italiana” e chiedono “al Governo e al Parlamento una inversione di marcia rispetto alle scelte finora operate, riconoscendo il ruolo fondamentale dell&#8217;Università per lo sviluppo sociale ed economico del Paese.”</strong></strong></span></strong></h3>
<h3><span style="color: #ff0000;">4. “Quel Profumo che piace a Bersani”.</span></h3>
<h3 align="justify">   Nell&#8217;<a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2011/12/21SIT3082.PDF"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;">articolo</span></span></a> “Quel Profumo che piace a Bersani”, su Europa, quotidiano del PD, del 24.12.11, si legge che “la scintilla tra Bersani e Profumo” è “comunque scoccata”. “A giustificare il feeling tra Profumo e i Democratici c&#8217;è soprattutto l&#8217;approccio con il quale il ministro sta cominciando ad affrontare il proprio ruolo”.</h3>
<h3 align="justify">    Nell&#8217;articolo si legge che il ministro Profumo “ha anche confermato la piena attuazione della tanto contestata riforma Gelmini, per poi eventualmente migliorarla in un secondo tempo.” Inoltre si afferma che “le prime riunioni con i rettori, i sindacati degli insegnanti, i rappresentanti degli studenti” “segnano uno scarto notevole rispetto alla gestione verticistica della Gelmini.” Sarà.</h3>
<h3 align="justify">     Di certo, il nuovo ministro Profumo è finora riuscito a non dare alcun riscontro alla richiesta di “incontro urgente”, inviatagli il 24 novembre da ADI, ADU, ANDU, CISL-Università, CNRU, CNU, CoNPAss, FLC-CGIL, RETE29Aprile, SUN, UDU, UGL-Università, UIL-RUA e USB-Pubblico impiego, “per affrontare i diversi temi che riguardano l’Università italiana, anche alla luce del processo attuativo della legge 240/10″.</h3>
<h3 align="justify">    Il nuovo Ministro, quindi, non ha ancora consentito alle Organizzazioni rappresentative di tutte le componenti universitarie di esporgli le preoccupazioni e le richieste. E nel frattempo lo stesso Ministro ha deciso di dare “piena attuazione” alla legge che ha paralizzato gli Atenei e che, se non si interverrà in tempo, porterà a compimento lo smantellamento dell&#8217;Università statale.</h3>
<h3><span style="color: #ff0000;">5. Il Vice-presidente di Confindustria presidente del Comitato consultivo dell&#8217;ANVUR.</span></h3>
<h3 align="justify">     Il Sole 24-ore, quotidiano della Confindustria, il 21.12.11 ha riportato una <span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-12/111221/18IEQT.tif">intervista</a></span></span> a Gianfelice Rocca, vice-presidente della Confindustria e “neopresidente del comitato consultivo dell&#8217;ANVUR”.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">    Prima si è approvata, con tutti i mezzi e a ogni costo, la legge 240/10 voluta dalla Confindustria, poi è stato stipulato l&#8217;“<span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=2023">Accordo Confindustria-Crui</a></span></span>”, un &#8220;asse&#8221; per “monitorare l&#8217;evoluzione della governance degli Atenei” e definire i “criteri per la valutazione della qualità di ricercatori e docenti da proporre all’ANVUR“, ora il vice-presidente della Confindustria è diventato presidente del Comitato consultivo dell&#8217;ANVUR, che ha il compito di dare pareri e formulare proposte al Consiglio direttivo, in particolare sui programmi di attività e sulla scelta dei criteri e dei metodi di valutazione.</h3>
<h3 align="justify"><a name="post-4273"></a>   Da tempo la Confindustria ha <span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="../../2008/03/18/autonomia-universitaria-e-confindustria-3/">chiarito</a></span></span> le sue intenzioni e i suoi interessi: ridurre a non più di 19 gli Atenei veri, cioè quelli che fanno didattica e ricerca qualificate, assicurandosi comunque la partecipazione diretta di ‘esterni’ nella gestione di tutti gli Atenei attraverso i nuovi Consigli di Amministrazione dotati di immensi poteri.</h3>
<h3 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"> </span>     Gianfelice Rocca <a href="http://www.confindustria.it/Conf2004/DbDoc2004.nsf/%28all%29/232A4CA9A73CD5D5C1256F260055C38E?Opendocument&amp;MenuID=D1DB8E96DDC6FF79C1256EFB0033C63F">fa parte</a> del Consiglio dell&#8217;IIT di Genova e fa anche parte del <a href="http://www.aspeninstitute.it/istituto/comunita-aspen/comitato-esecutivo">Comitato esecutivo</a> di ASPEN Institute Italia, assieme a tanti &#8216;eccellenti&#8217; esponenti della politica, dell&#8217;economia e dell&#8217;informazione. Interessante è il confronto della composizione di questo Organismo con quella della <a href="http://www.treellle.org/organigramma">governance</a> della “lobby trasparente” confindustriale TreeLLLe, che ha &#8216;dettato&#8217; le leggi sull&#8217;ANVUR e sulla organizzazione degli Atenei già nel 2003.</h3>
<h3 align="justify"><a name="mainwrapper"></a>Sul ruolo della Confindustria nell&#8217;approvazione della Legge 240/10 si invita a rileggere il <span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="../../2009/12/01/ddl-occasione-della-confindustria/">messaggio</a></span></span> dell&#8217;ANDU “DDL: &#8216;Occasione storica&#8217; della Confindustria”</h3>
<h3><span style="color: #ff0000;"><strong>6. Situazione dei precari e soluzione</strong>.</span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">     Nel suo </span><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://web.uniroma2.it/modules.php?name=RassegnaStampa&amp;op=visArt&amp;id=31971">intervento</a></span></span><span style="color: #000000;"> (“I ricercatori ci guardano”) sul Fatto Quotidiano del 21.12.11, Angelo d&#8217;Orsi descrive-denuncia la intollerabile condizione – per i diretti interessati e per l&#8217;Università – “di migliaia di donne e di uomini” “che attendono un concorso per accedere ai ruoli universitari”: “stiamo perdendo un&#8217;intera generazione, deludendola, incattivendola, allontanandola non soltanto dal mondo della ricerca e dalla vita degli studi, bensì dalla stessa comunità nazionale.” D&#8217;Orsi chiede al ministro Profumo di compiere “un passo decisivo, immediato: faccia dei nuovi &#8216;Provvedimenti Urgenti&#8217;.”</span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">   Nel sito del CPU (Comitato Precari Università) sono </span><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://coordinamentoprecariuniversita.wordpress.com/2011/12/21/che-fare/">riportati</a></span></span><span style="color: #000000;"> “I numeri agghiaccianti del precariato universitario”.</span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">      L&#8217;ANDU, da sempre contraria all&#8217;esaurimento della fascia dei ricercatori di ruolo (da trasformare, invece, in terza fascia di professori), propone “Provvedimenti Urgenti” per risolvere il drammatico problema del precariato universitario. Ecco la Proposta dell&#8217;ANDU:</span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">- Dal punto 2 (“Docenza e concorsi universitari”) della &#8220;Proposta dell&#8217;ANDU su </span><span style="color: #000000;"><em>Governance</em></span><span style="color: #000000;"> e Docenza&#8221;:</span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">&#8220;Specificazioni sul reclutamento</span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, ‘concentrando’, con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali.</span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti e prevedendo non più di un componente appartenente a una stessa sede.</span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">Si potrebbe prevedere una graduatoria dei vincitori dei concorsi nazionali per il reclutamento, facendo scegliere ai vincitori stessi, seguendo l’ordine della graduatoria, la sede tra quelle che hanno bandito o hanno avuto assegnati i posti</span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attività didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.&#8221;</span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">E sul pre-ruolo:</span></h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #000000;">&#8220;Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un’unica figura definita da una legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternità, ferie, contributi pensionistici) e libertà di ricerca, con un numero di posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza.&#8221;</span></h3>
<h3 align="justify"><strong><span style="color: #000000;">     Per leggere l&#8217;intera &#8220;Proposta dell&#8217;ANDU&#8221; cliccare </span><a href="http://www.andu-universita.it/2010/01/30/per-una-universita/"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;">qui</span></span></a><span style="color: #000000;">.</span></strong></h3>
<h3><span style="color: #ff0000;">7</span><span style="color: #ff0000;">. Incentivi ai docenti.</span></h3>
<h3 align="justify"><strong>    </strong><strong><a href="http://www.gazzettaufficiale.biz/atti/2011/20110254/11A14277.htm">DM 314</a>. Richieste al Ministro e ai Rettori</strong>: <a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/Documento-unitario-su-DM-314.doc"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;">Documento</span></span></a> del 22 dicembre 2011 di ADU, ANDU, CISL-Università, CNRU, CNU, CoNPAss, FLC-CGIL, RETE29Aprile, SNALS-Docenti Università, SUN, UGL-Università,UIL-RUA e USB-Pubblico impiego.</h3>
<h3 align="justify"><span style="color: #ff0000;">8. Puglisi anche rettore dello IULM e anche della KORE.</span></h3>
<h3 align="justify">    Gianni Puglisi ha una eccezionale capacità di fare contemporaneamente tante (ma proprio tante) cose importanti, tra le quali quella di rettore dello <span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.iulm.it/wps/wcm/connect/iulmit/iulm-it/universita/organizzazione/rettore">IULM</a></span></span> e ora anche della <span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.unikore.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=378&amp;Itemid=391">KORE</a></span></span>.</h3>
<h3 align="justify">    Chi volesse conoscere “la vita, la carriera, i gusti e le passioni di Giovanni Puglisi”, può leggere l&#8217;<span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-12/111221/18IFXK.tif">articolo</a></span></span> “Valorizzo l&#8217;arte e la cultura” su ItaliaOggi del 21.12.11.</h3>
<h3 align="justify">     Chi volesse conoscere gli incarichi passati e presenti di Gianni Puglisi può leggerli sul <span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=1036">sito</a></span></span> della CRUI, della quale è vice-presidente.</h3>
<h3 align="justify">   Gianni Puglisi, prima dell&#8217;approvazione della Legge 240/10, aveva dato il suo “pieno sostegno all’azione riformatrice dell’Università”, auspicando che nel “dibattito in Parlamento prevalga uno spirito di convergenza tra gli schieramenti.” Puglisi, però, aveva espresso “la sua contrarietà al limite del mandato dei rettori” (<span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2009/12/02SIR3007.PDF">Avvenire</a></span></span> del 2.12.09). Il limite è stato invece previsto dalla Legge, ma pare sia comunque possibile &#8216;superarlo&#8217; diventando rettore di un altro Ateneo (e anche, contemporaneamente, di più di uno).</h3>
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		<title>DM 314. INCENTIVI AI DOCENTI</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 15:32:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[22 dicembre 2011. DM 314. INCENTIVI AI DOCENTI. Richieste al Ministro e ai Rettori: Documento di ADU, ANDU, CISL-Università, CNRU, CNU, CoNPAss, FLC-CGIL, RETE29Aprile, SNALS-Docenti Università, SUN,UGL-Università,UIL-RUA e USB-Pubblico impiego.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;" align="CENTER"><span style="color: #ff0000;">22 dicembre 2011.</span><strong> DM 314. INCENTIVI AI DOCENTI. Richieste al Ministro e ai Rettori</strong>: <a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/Documento-unitario-su-DM-314.doc">Documento</a> di ADU, ANDU, CISL-Università, CNRU, CNU, CoNPAss, FLC-CGIL, RETE29Aprile, SNALS-Docenti Università, SUN,UGL-Università,UIL-RUA e USB-Pubblico impiego.</h3>
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		<item>
		<title>“Estrema criticità dell’Università italiana”</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/andu-universita/BhLB/~3/LMAhLyYZw58/</link>
		<comments>http://www.andu-universita.it/2011/12/15/criticita/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 08:49:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[15 dicembre 2011. Documento di ADI, ADU, ANDU, CISL-Università, CNRU, CNU, CoNPAss, FLC-CGIL, RETE29Aprile, SNALS-Docenti Università, SUN, UDU, UGL-Università, UIL-RUA, USB-Pubblico impiego]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;">15 dicembre 2011.</span> <a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/Documento-unitario-13.12.111.doc"><span style="text-decoration: underline;">Documento</span></a> di <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">ADI, ADU, ANDU, CISL-Università, CNRU, CNU, CoNPAss, FLC-CGIL, RETE29Aprile, SNALS-Docenti Università, SUN, UDU, UGL-Università, UIL-RUA, USB-Pubblico impiego</span></span></span></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/andu-universita/BhLB/~4/LMAhLyYZw58" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>STATUTI: IL MINISTERO HA RISPETTATO LA LEGGE?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/andu-universita/BhLB/~3/-vi_AWlXQ_8/</link>
		<comments>http://www.andu-universita.it/2011/11/30/statuti-legge/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 07:16:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[= 30 novembre 2011. 1. Statuti: il Ministero ha rispettato la Legge? Lettera del Rettore di Catania ai Rettori. A Genova, invece. 2. Richiesta di incontro al Ministro. 1. Statuti: il Ministero ha rispettato la Legge? Lettera del Rettore di Catania ai Rettori. A Genova, invece.      Come è noto gli Statuti degli Atenei devono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff0000;">= 30 novembre 2011.</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> Statuti: il Ministero ha rispettato la Legge?<br />
Lettera del Rettore di Catania ai Rettori. A Genova, invece.</h3>
<h3><span style="color: #ff0000;">2.</span> Richiesta di incontro al Ministro.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1. Statuti: il Ministero ha rispettato la Legge?</span><br />
Lettera del Rettore di Catania ai Rettori. A Genova, invece.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">     Come è noto gli Statuti degli Atenei devono essere &#8220;trasmessi al Ministro (Ministro, non Ministero, <em>ndr</em>) che, entro il termine perentorio di sessanta giorni, esercita il controllo di legittimità e di merito nella forma della richiesta motivata di riesame.&#8221; (comma 9 dell&#8217;art. 6 della <a href="http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0098Normat/1668Istitu.htm"><span style="text-decoration: underline;">Legge</span></a> 9 maggio 1989, n. 168).</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       Pertanto, gli Statuti, trascorsi &#8220;sessanta giorni&#8221; senza che siano pervenute osservazioni da parte del MINISTRO, dovrebbero essere emanati dal Rettore e inviati alla G.U. per la pubblicazione.</h3>
<h3><span style="color: #ff0000;">- A Catania</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">         Nell&#8217;Università di Catania, attenendosi alla Legge,  SA e CdA non hanno preso in considerazione la &#8220;nota&#8221; ministeriale NON firmata dal Ministro e, &#8220;preso atto della scadenza del termine di 120 giorni&#8221;, il Rettore l&#8217;altro ieri ha proceduto all&#8217;<a href="http://www.unict.it/Pagina/Portale/Ateneo/Normativa.aspx">emanazione</a> dello Statuto. Su questa questione il Rettore ha inviato ai Rettori una <a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/lettera-ai-Rettori.pdf"><span style="text-decoration: underline;">lettera</span></a>.</h3>
<h3><span style="color: #ff0000;">- A Genova.</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">        Sembra invece che in alcuni Atenei si sia dato per valido &#8220;il controllo&#8221; ministeriale esercitato con &#8220;note&#8221; NON firmate dal Ministro e che quindi non dovrebbero avere alcun valore giuridico.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">    A Genova si sta cercando un &#8220;compromesso per superare l&#8217;impasse generato dalla parziale bocciatura del suo nuovo statuto da parte del Miur&#8221; anche per &#8220;scongiurare qualsiasi rischio di eventuali ricorsi al Tar da parte del ministero&#8221; (dall&#8217;<a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-11/111130/17LJP3.tif"><span style="text-decoration: underline;">articolo</span></a> &#8220;Compromesso sullo statuto per superare e il &#8216;no&#8217; di Roma&#8221;, sul Secolo XIX di oggi).</h3>
<h3><span style="color: #ff0000;">In realtà:</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">       Sulla base di quanto previsto dalla Legge, tutte le modifiche apportate agli Statuti sulla base di &#8220;note&#8221; non firmate dal Ministro dovrebbero risultare &#8216;immotivate&#8217;.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">      Inoltre il Ministro non dovrebbe potere, comunque, ricorrere &#8220;contro l&#8217;atto emanato dal Rettore&#8221; (v. norma sotto riportata) quando all&#8217;Ateneo non siano pervenute in tempo osservazioni di legittimità recanti la firma del Ministro.</h3>
<h3><em>= dal comma 10 dell&#8217;art. 6 della Legge 9 maggio 1989, n. 168:</em></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><em> &#8221;Il Ministro (Ministro, non Ministero, ndr) può per una sola volta, con proprio decreto, rinviare gli statuti e i regolamenti all&#8217;università, indicando le norme illeggitime e quelle da riesaminare nel merito. Gli organi competenti dell&#8217;università possono non conformarsi ai rilievi di legittimità con deliberazione adottata dalla maggioranza dei tre quinti dei suoi componenti, ovvero ai rilievi di merito con deliberazione adottata dalla maggioranza assoluta. In tal caso il Ministro può ricorrere contro l&#8217;atto emanato dal rettore, in sede di giurisdizione amministrativa per i soli vizi di legittimità.&#8221;</em></h3>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #ff0000;">2. Richiesta di incontro al Ministro.</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">    Il 24 novembre ADI, ADU, ANDU, CISL-Università, CNRU, CNU, CoNPAss, FLC-CGIL, RETE29Aprile, SUN, UDU, UGL-Università, UIL-RUA e USB-Pubblico impiego hanno inviato al nuovo Ministro una richiesta urgente di incontro &#8220;per affrontare i diversi temi che riguardano l&#8217;Università italiana, anche alla luce del processo attuativo della legge 240/10&#8243; (v. lettera sotto riportata).</h3>
<h3 style="text-align: justify;">== <span style="color: #ff0000;">Lettera</span> del 24 novembre 2011 al Ministro:</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Al prof. Francesco Profumo<br />
ministro dell&#8217;IUR</h3>
<h3 style="text-align: justify;">OGGETTO: Richiesta incontro</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       Signor Ministro,</h3>
<h3 style="text-align: justify;">nel rivolgerLe i migliori auguri di buon lavoro, le scriventi Organizzazioni e Associazioni universitarie intendono evidenziare la stato di estrema criticità in cui versa l&#8217;Università italiana. In questo scenario appare necessario che il nuovo Governo avvii un confronto costante con le diverse componenti universitarie da noi rappresentate, riconoscendo il ruolo fondamentale dell&#8217;Università per lo sviluppo sociale ed economico del Paese.<br />
Per questo chiediamo al più presto un incontro per affrontare i diversi temi che riguardano l&#8217;Università italiana, anche alla luce del processo attuativo della legge 240/10.<br />
Distinti saluti.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">ADI, ADU, ANDU, CISL-Università, CNRU, CNU, CoNPAss, FLC-CGIL, RETE29Aprile, SUN, UDU, UGL-Università, UIL-RUA, USB-Pubblico impiego</h3>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>CAPANO: PROFUMO, DA RETTORE INCOMPETENTE A MINISTRO COMPETENTE</title>
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		<comments>http://www.andu-universita.it/2011/11/26/capano/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 09:43:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[ = 26 novembre 2011   1. Giliberto Capano su Europa, organo del PD: Profumo, da rettore incompetente a ministro competente.  2. Sottosegretario: Alessandro Schiesaro, Attilio Oliva? 1. Giliberto Capano su Europa, organo del PD: Profumo, da rettore incompetente a ministro competente     Nel marzo scorso Giliberto Capano l&#8217;aveva &#8216;raccomandato&#8217; su Europa, organo del PD: gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3> <span style="color: #ff0000;">= 26 novembre 2011</span></h3>
<h3>  <span style="color: #ff6600;">1.</span> Giliberto Capano su Europa, organo del PD: Profumo, da rettore incompetente a ministro competente.<br />
<span style="color: #ff6600;"> 2.</span> Sottosegretario: Alessandro Schiesaro, Attilio Oliva?</h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #ff6600;">1. Giliberto Capano su Europa, organo del PD: Profumo, da rettore incompetente a ministro competente<br />
</span></h3>
<h3 align="JUSTIFY">    Nel marzo scorso Giliberto Capano l&#8217;aveva &#8216;raccomandato&#8217; su <span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-03/110330/YM0CW.tif">Europa</a>,</span></span> organo del PD: gli Atenei avrebbero dovuto “interpretare in modo responsabile l’autonomia” e, quindi, applicare fedelmente la Legge la quale prevederebbe che “l’organo che decide le strategie è il cda, il rettore governa, il senato accademico propone e suggerisce.”</h3>
<h3 align="JUSTIFY">       Nel maggio scorso anche Alessandro Schiesaro, capo della Segreteria tecnica del ministro Gelmini, aveva <a href="http://streaming.crui.it/240cnr/"><span style="text-decoration: underline;">avvertito</span></a> che “non è consentito di tradire lo spirito della Legge”. Consentito era, invece, “mettere in pratica la legge, ma non di smontarla”.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        E invece, come ha <a href="../../2011/11/21/miur-attacca/"><span style="text-decoration: underline;">informato</span></a> recentemente anche l&#8217;ANDU, il Politecnico di Torino, l&#8217;Ateneo del quale è stato fino ad ieri rettore Francesco Profumo, non ha interpretato “in modo responsabile l&#8217;autonomia”, ha tradito “lo spirito della Legge” e l&#8217;ha “smontata”, cioè ha previsto l&#8217;elezione dei componenti interni del CdA e, quel che è peggio, non si è “attenuto all&#8217;osservazione ministeriale” secondo la quale tale norma è illegittima. Infatti, il Politecnico, all&#8217;unanimità, ha confermato la norma che sarà presto pubblicata nella G.U. Successivamente il Ministro, non il &#8216;generico&#8217; Ministero, potrebbe, secondo la Legge, “ricorrere contro l’atto emanato dal rettore, in sede di giurisdizione amministrativa”. E il ministro ora è Francesco Profumo, il rettore che ha votato a favore dello Statuto che non piace a coloro che hanno finora, direttamente e indirettamente, &#8216;gestito&#8217; l&#8217;approvazione e l&#8217;attuazione della controriforma che impropriamente porta il nome del non-ministro Gelmini.</h3>
<h3 align="JUSTIFY">       Si capisce quindi che questa &#8216;complicazione&#8217; allarmi non poco Giliberto Capano che ieri è tornato a intervenire sull&#8217;organo del PD “per salvare quello che c&#8217;è di buono nella riforma della <em>governance</em> delle Università italiane” e per far questo, secondo lui, “il ministro Profumo dovrà (non “dovrebbe”, <em>ndr</em>) andare contro il rettore Profumo”. Da cosa farà il ministro Profumo, &#8216;minaccia&#8217; Capano, “capiremo (Capano e imprecisati altri, <em>ndr)</em> qualcosa rispetto alla capacità del governo &#8216;dei competenti&#8217; di essere davvero tali, di distinguere tra legittime visioni personali e cogenti necessità istituzionali.” In altri termini, l&#8217;incompetente rettore Profumo ora dovrebbe (dovrà, per Capano) lasciare il passo al competente ministro Profumo che dovrà ubbidire alle “necessità istituzionali” della Confindustria e di quel gruppo di potere accademico che da anni lavora per distruggere l&#8217;Università statale, cancellando quel poco di democrazia che c&#8217;era.</h3>
<h3 align="JUSTIFY">       La preoccupazione di Giliberto Capano è accresciuta dal fatto che “se il ministro Profumo non dovesse ricorrere contro il suo ateneo, non solo darebbe ragione a quelle quindici università ( … ) che hanno &#8216;provato&#8217; a forzare il significato autentico della legge 240 rispetto alla composizione del Cda ( … ) , ma con effetto a catena favorirebbe anche un &#8216;rompete le righe&#8217; di tutti quegli atenei, la maggioranza, che hanno cercato di trovare soluzioni istituzionali aderenti allo spirito (v. Schiesaro, <em>ndr</em>) della riforma.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">      Per difendere lo “spirito” della riforma voluta dalla Confindustria (1) e dall&#8217;accademia che conta (2), Giliberto Capano, che si erge a &#8216;interprete autentico&#8217; della Legge, usa un&#8217;argomentazione alquanto &#8216;imprecisa&#8217;: “i vecchi consigli di amministrazione, eletti in base alla logica delle rappresentanze degli interessi, hanno governato davvero male l&#8217;università”. Capano si sbaglia e di grosso. Infatti gli Atenei finora non sono stati governati dai CdA, ma dai Senati Accademici composti &#8211; prima esclusivamente e poi prevalentemente – dai presidi, rappresentanti di interessi parziali (gestione &#8216;condominiale&#8217; degli Atenei). E lo stesso Capano non può non sapere che il <span style="text-decoration: underline;">governo vero</span> degli Atenei era (è) esercitato dai rettori che &#8216;egemonizzavano&#8217; sia il SA che il CdA, presiedendoli entrambi. E la legge che piace tanto a Capano e che è stata fortemente sostenuta dalla Conferenza dei Rettori, trasforma rettori-padroni in rettori-sovrani assoluti. Ma per Capano ciò non è ancora sufficiente a “rendere più responsabili le università italiane”. Insomma per responsabilizzare fino in fondo le università occorre il governo forte, anzi fortissimo (3).</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        Giliberto Capano ha da molto tempo indicata la cura di cui ha bisogno l&#8217;Università italiana. Infatti, Capano nel marzo del 2006, sempre su <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/06-03/060308/A5XFW.tif"><span style="text-decoration: underline;">Europa</span></a>, allora organo della Margherita, ha addirittura attaccato il ministro Moratti scrivendo: “dal ministro manager ci saremmo aspettati molto, molto di più ( … ) una riforma del sistema di governo degli atenei che non possono più essere governati secondo le attuali logiche corporative ed autoreferenziali. Insomma, ci si aspettava che la Moratti facesse quel “lavoro sporco” che un grande manager deve saper fare per rimettere in sesto un’azienda in cattive condizioni. Ovvero ci si aspettava quelle riforme “vere” incisive e coraggiose che solo un grande politico sa fare (decidendo velocemente ed attuando immediatamente). Niente, solo maquillage. Nulla che ricordi la coraggiosa lungimiranza di riformatori veri dell’università in altri paesi (pensiamo alla Gran Bretagna dalla Thatcher a Tony Blair..).”</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">       Ora Capano, che finalmente ha avuto la Gelmini-Thatcher (o Gelmini-Blair?) (4), chiede al nuovo ministro di essere un Profumo-Thacher o un Profumo-Blair, scelga lui. L&#8217;importante è che salvi la controriforma impedendo che gli Atenei-biricchini (compreso il suo) non ne rispettino integralmente lo “spirito” confindustriale.</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">      E&#8217; tanto per non lasciare dubbi sulle &#8216;direttive&#8217; confindustriali, oggi sul Sole 24-ore, giornale della Confindustria, c&#8217;è un <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-11/111126/17FOTX.tif">intervento</a> dal titolo “Niente retromarce sulla riforma Gelmini”.</h3>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Interessante, anche alla luce dell&#8217;intervento di Capano di ieri, è la rilettura dell&#8217;<a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-03/100324/QN9IR.tif"><span style="text-decoration: underline;">intervento</span></a> “Una &#8216;governance&#8217; migliore per dare responsabilità agli Atenei” di Gianfelice Rocca, vice-presidente della Confindustria, sul Corriere della Sera del 24.3.10. La linea espressa da Rocca è stata immediatamente “<a href="http://www.ulivo.it/dettaglio/97088/universita_letta_proposta_governo_fallisce_obiettivi"><span style="text-decoration: underline;">apprezzata</span></a>” dal vice-segretario del PD, Enrico Letta.</h3>
</li>
</ol>
<ol start="2">
<li style="text-align: justify;">
<h3 align="JUSTIFY">A questo proposito v. “<a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2011/11/25SIU5015.PDF"><span style="text-decoration: underline;">Magnifiche quelle poltrone</span></a>” sul Mondo di ieri, “<a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-11/111126/17FU0H.tif"><span style="text-decoration: underline;">Gli eterni rettori dell&#8217;università italiana</span></a>” e “<a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-11/111126/17FPCT.tif">L&#8217;università e la formula furbetti</a>” sul Secolo XIX di oggi.</h3>
</li>
<li style="text-align: justify;">
<h3 align="JUSTIFY">Per comprendere meglio il &#8216;modello” di Giliberto Capano può essere utile leggere il suo intervento “<a href="http://www.unitus.it/info/rettore/capano_ilmulino04.pdf"><span style="text-decoration: underline;">Una riforma coraggiosa per l&#8217;università</span></a>” del 2004. Ecco come doveva essere, secondo Capano, il CdA: “Il Consiglio di Amministrazione è composto <span style="text-decoration: underline;">solo</span> da esterni all’ateneo e di dimostrata eccellenza nei loro settori professionali. Il numero dei membri deve essere dispari, andando da un minimo di 5 ad un massimo di 9. Un membro viene nominato mediante un mutuo accordo tra le associazioni di rappresentanza degli interessi che insistono sul territorio. I restanti otto membri sono nominati per metà dal Senato Accademico e per l’altra metà in numero eguale dal ministro dell’Università e dal Presidente della Regione (.. ). Sono esclusi professori universitari in servizio in qualsiasi università (ma sono ammessi accademici in pensione o fuori-ruolo e studiosi stranieri), membri di organi di rappresentanza politica ovvero di esecutivi locali, regionali e nazionali.” E naturalmente deve essere il CdA a “nominare il Rettore da una lista di tre nomi presentata dal Senato”. Insomma, una totale &#8216;ASLizzazione&#8217; degli Atenei.</h3>
</li>
<li style="text-align: justify;">
<h3 align="JUSTIFY">In realtà il Thacher-Blair italiano auspicato da Capano è stata la Confindustria, supportata dalla CRUI e dai Capi-partito di maggioranza e di non-opposizione, che ha operato un pesante bombardamento mediatico, &#8216;facendo&#8217; l&#8221;opinione pubblica attraverso il Sole 24-ore, organo della Confindustria, e il Corriere della Sera. Manco a dirlo, gli &#8216;opinionisti&#8217; sono stati soprattutto professori-economisti-bocconiani e rettori.</h3>
</li>
</ol>
<h3><span style="color: #ff6600;">2. Sottosegretario: Alessandro Schiesaro, Attilio Oliva?</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">Sulla Stampa di ieri:</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Dall&#8217;Unità:</h3>
<h3 style="text-align: justify;">&#8220;Per Istruzione e Università, si fanno i nomi  &#8230;.  di Attilio Oliva, in quota Pdl e vicino a Confindutria&#8221;. Oliva è presidente della lobby trasparente, confindustriale e trasversale, TreeLLLe che ha &#8216;progettato&#8217;, fin dal 2003, la controriforma sulla &#8216;governance&#8217; del Sistema nazionale e degli Atenei.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Da Repubblica:</h3>
<h3 style="text-align: justify;">&#8220;Nella squadra dei vice di Profumo all&#8217;Istruzione, i due nomi più gettonati sono Alessandro Schiesaro, amico savonese del ministro, vicino al Pd, e &#8230;&#8221;. Schiesaro è stato capo della Segreteria tecnica del ministro Gelmini, ed è stato uno dei principali autori della Legge voluta dalla Confindustria e sostenuta dallalla quale è stato attribuito il nome dello stesso ministro Gelmini (Pdl).</h3>
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		<title>MIUR attacca – Confindustria-CRUI-ANVUR – ASPEN</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 12:19:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[= 21 novembre 2011 MIUR attacca &#8211; Confindustria-CRUI-ANVUR &#8211; ASPEN 1. Il MIUR attacca quel po&#8217; di autonomia: a Torino e Genova 2. Autonomia del Sistema Confindustria-CRUI-ANVUR 3. ASPEN: la TreeLLLe 2 4. ANDU-UNIME: il Rettore si dimetta 5. ANDU-UNIPA: il 23 Assemblea di Ateneo 1. Il MIUR attacca quel po&#8217; di autonomia: a Genova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">= 21 novembre 2011</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">MIUR attacca &#8211; Confindustria-CRUI-ANVUR &#8211; ASPEN</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> Il MIUR attacca quel po&#8217; di autonomia: a Torino e Genova</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">2. </span>Autonomia del Sistema Confindustria-CRUI-ANVUR</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">3.</span> ASPEN: la TreeLLLe 2</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">4.</span> ANDU-UNIME: il Rettore si dimetta</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">5.</span> ANDU-UNIPA: il 23 Assemblea di Ateneo</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;">1. Il MIUR attacca quel po&#8217; di autonomia: a Genova e a Torino</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">       Alessandro Schiesaro l&#8217;aveva anticipato e il ministro Gelmini aveva poi messo la firma a una lettera che avvertiva: autonomia, ma con giudizio.</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">       Schiesaro, capo della Segreteria tecnica del MIUR, <a href="http://streaming.crui.it/240cnr/"><span style="text-decoration: underline;">aveva chiarito</span></a> il 4 maggio scorso che il Ministero avrebbe effettuato sugli Statuti “un vaglio non solo di legittimità (come impone la Legge), ma anche di opportunità”. Un singolare compito che il Ministero si sarebbe attribuito perché “non è consentito di tradire lo spirito della Legge”. Consentito è, invece, di “mettere in pratica la legge, ma non di smontarla”. E aveva aggiunto che per “evitare che arrivino all’esito finale proposte statutarie che potrebbero creare una dialettica (sic!) con il Ministero”, sarebbe stato meglio “sminare prima i problemi, nell’interesse di tutti”.</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">       La <a href="../wp-content/uploads/2011/05/Lettera-ministeriale-su-statuti.pdf"><span style="text-decoration: underline;">Lettera</span></a> con la firma del Ministro, datata 4 maggio 2011, conteneva sostanzialmente quanto esposto da Alessandro Schiesaro: “norme e regolamenti (devono) essere coerenti con l’impostazione della riforma e armonici tra loro”, saranno “rigorosamente tutelati i principi fondamentali della riforma”,</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">       L&#8217;ANDU aveva allora denunciato che “opportunità”, “spirito della legge”, “impostazione della riforma”, “principi fondamentali della riforma”, “doveroso equilibrio” sono ‘categorie’ NON contemplate dalla Legge. E’ evidente che si voleva far fare al Ministero un uso improprio del potere di indicare “le norme illegittime e quelle da riesaminare nel merito” (commi 9 e 10 dell’art. 6 della <a href="http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0098Normat/1668Istitu.htm"><span style="color: #0000ff;">Legge 9 maggio 1989, n. 168</span></a>).</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">      E l&#8217;ANDU aveva anche ricordato ai Rettori e agli Organi degli Atenei che avessero voluto non sottomettersi alle ‘prescrizioni’ ministeriali, che NON è il Ministero ad avere l’ultima parola sugli Statuti. Infatti nel richiamato comma 10 si legge: “Gli organi competenti dell’università possono <span style="text-decoration: underline;">non conformarsi</span> ai rilievi di legittimità con deliberazione adottata dalla maggioranza dei tre quinti dei suoi componenti, ovvero ai rilievi di merito con deliberazione adottata dalla maggioranza assoluta. In tal caso il Ministro può ricorrere contro l’atto emanato dal rettore, in sede di giurisdizione amministrativa per i <span style="text-decoration: underline;">soli</span> vizi di legittimità. Quando la maggioranza qualificata non sia stata raggiunta, le norme contestate non possono essere emanate.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;">- al Politecnico di Torino</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">         La tesi &#8211; totalmente infondata &#8211; del MIUR è che l&#8217;elezione dei membri del CdA sarebbe vietata per legge. Ed è proprio l&#8217;elezione dei componenti interni del CdA che è stata prevista al Politecnico di Torino dalla Commissione Statuto e dal Senato Accademico, allora presieduto da Francesco Profumo, oggi ministro dell&#8217;IUR.</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">       Negli Organi di Ateneo del Politecnico sembra stia – giustamente &#8211; prevalendo l&#8217;intenzione di non sottomettersi alle &#8216;direttive&#8217; ministeriali, confortati peraltro dal fatto che la giurisprudenza ha espresso un orientamento conforme allo spirito e alla lettera della Legge: il controllo del ministero è esercitabile per una sola volta. Ciò consente alla Commissione statuto e al Senato Accademico di procedere alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dello Statuto nell&#8217;attuale versione. Spetterà all&#8217;attuale Ministro decidere se ricorrere al TAR contro il &#8216;proprio&#8217; Statuto.</h3>
<h3> <span style="color: #ff0000;">- all&#8217;Università di Genova</span></h3>
<h3>       Anche all&#8217;Università di Genova il MIUR ha contestato la norma dello Statuto che prevede l&#8217;elezione dei componenti del CdA.</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">     A Genova <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-11/111121/index.htm"><span style="text-decoration: underline;">il rettore</span></a> Giacomo Deferrari sembra invece orientato ad accettare il <em>dictat</em> ministeriale: “diciamo che forse siamo stati troppo democratici”, “la nostra commissione statuto si è rimessa al lavoro per le correzionivadel caso.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">       Il Rettore di Genova sembra, peraltro, non rendersi conto che la “correzione del caso” dovrebbe comportare la riscrittura dello Statuto, visto che si tratta di un norma che è &#8216;connessa&#8217; a tutte le altre relative alla <em>governance</em>.</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;">2. Autonomia del Sistema Confindustria-CRUI-ANVUR</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">          Luisa Ribolzi, del Direttivo dell&#8217;ANVUR, è entusiasta dell&#8217;”Accordo Confindustria-Crui” (v. il punto 1 del <a href="../../2011/11/14/cattolica/">precedente messaggio</a> dell&#8217;ANDU). Ribolzi, sul quotidiano della Confindustria, oggi, tra l&#8217;altro, <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-11/111121/index.htm"><span style="text-decoration: underline;">scrive</span></a>: “sapere che la Crui, che rappresenta il governo del sistema, e la Confindustria, che nelle sue imprese accoglie il &#8216;prodotto&#8217; dell&#8217;istruzione superiore, condividono il giudizio sull&#8217;importanza della valutazione rende il lavoro dell&#8217;Agenzia ancora più rilevante.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">      Luisa Ribolzi, che fa parte di un organismo che, di fatto, è incaricato di commissariare il sistema universitario, sembra non sapere che la CRUI NON “rappresenta il governo del sistema”. Non può per legge e non può per la sua composizione. Infatti la CRUI è la somma di &#8216;gestori&#8217; di singoli atenei di cui dovrebbero curare e rappresentare i differenti interessi. L&#8217;unica azione &#8216;generale&#8217; che la CRUI ha finora espresso è stata quella eminentemente &#8216;politica&#8217; di sostegno alle leggi volute dalla Confindustria e che distruggono l&#8217;Università statale, ma ampliano a dismisura il potere dei rettori.</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">      Le &#8216;manifestazioni&#8217; dei componenti del Direttivo dell&#8217;ANVUR confermano la &#8216;confisca&#8217; dell&#8217;Università statale che sta attuandosi con l&#8217;asse Confindustria-CRUI-ANVUR.</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;">3. ASPEN: la TreeLLLe 2</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">     La <a href="http://www.aspeninstitute.it/istituto/identita-e-missione"><span style="text-decoration: underline;">missione</span></a> dell&#8217;Aspen Institute Italia “è l&#8217;internazionalizzazione della leadership imprenditoriale, politica e culturale del Paese attraverso un libero confronto tra idee e provenienze diverse per identificare e promuovere valori, conoscenze e interessi comuni. L&#8217;Istituto concentra la propria attenzione verso i problemi e le sfide più attuali della politica, dell&#8217;economia, della cultura e della società, con un&#8217;attenzione particolare alla business community italiana e internazionale.&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">         E&#8217; estremamente interessante leggere la composizione degli “<a href="http://www.aspeninstitute.it/istituto/comunita-aspen/organi-direttivi"><span style="text-decoration: underline;">organi direttivi</span></a>” e del “<a href="http://www.aspeninstitute.it/istituto/comunita-aspen/comitato-esecutivo"><span style="text-decoration: underline;">comitato esecutivo</span></a>” dell&#8217;ASPEN e la composizione della <a href="http://www.treellle.org/organigramma"><em><span style="text-decoration: underline;">governance</span></em></a> della “lobby trasparente” confindustriale della TreeLLLe: si capisce meglio chi e come &#8216;governa&#8217; l&#8217;Università italiana.</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;">4. ANDU-UNIME: il Rettore si dimetta</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">     “Università, l&#8217;Andu sul no del Tar all&#8217;autoproroga: il Rettore di dimetta” (<a href="http://www.normanno.com/articolo.php?id=1288023098"><span style="text-decoration: underline;">articolo</span></a> su Normanno.com). <a href="http://www.tempostretto.it/news/documento-illegittima-antidemocratica-assemblea-ateneo-accusa-pesante-all-attuale-gestione-universit.html"><span style="text-decoration: underline;">Documento</span></a> dell&#8217;Assemblea di Ateneo. V. anche l&#8217;<a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/catania/notizie/cronaca/2011/11-novembre-2011/universita-messina-rettore-ci-ricascae-si-autoproroga-nuovo-mandato-1902135942646.shtml"><span style="text-decoration: underline;">articolo</span></a> “Messina, per il rettore un possibile nuovo mandato. Tra le polemiche” sul Corriere del Mezzogiorno dell&#8217;11.11.11.</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;">5. ANDU-UNIPA: il 23 Assemblea di Ateneo</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">       Dopodomani, mercoledì 23 novembre 2011, alle 16 ASSEMBLEA DI ATENEO nell’Aula A2 di Lettere mercoledì 23 novembre 2011. Si discuterà su: 1. Situazione nazionale; 2. Statuto approvato e situazione dell’Ateneo. Alla fine della riunione gli iscritti all’ANDU eleggeranno il Coordinatore di Ateneo e verificheranno la composizione dell’Esecutivo.</h3>
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		<title>Rettore Cattolica ministro?</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 16:59:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[ 14 novembre 2011 RETTORE CATTOLICA MINISTRO? Fa parte della CRUI E&#8217; un rettore E&#8217; rettore della Cattolica         La stampa da giorni &#8216;assegna&#8217; a Lorenzo Ornaghi il posto di ministro dell&#8217;IUR del costituendo governo Monti. Lorenzo Ornaghi è rettore della Cattolica, università privata, come lo è la Bocconi, presieduta da Mario Monti che ne è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"> <span style="color: #ff0000;">14 novembre 2011</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">RETTORE CATTOLICA MINISTRO?</h3>
<ol style="text-align: justify;">
<li>
<h3><span style="color: #ff0000;">Fa parte della CRUI</span></h3>
</li>
<li>
<h3><span style="color: #ff0000;">E&#8217; un rettore</span></h3>
</li>
<li>
<h3><span style="color: #ff0000;">E&#8217; rettore della Cattolica</span></h3>
</li>
</ol>
<h3 style="text-align: justify;">        La stampa da giorni &#8216;assegna&#8217; a Lorenzo Ornaghi il posto di ministro dell&#8217;IUR del costituendo governo Monti. Lorenzo Ornaghi è rettore della Cattolica, università privata, come lo è la Bocconi, presieduta da Mario Monti che ne è stato anche rettore.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1. Fa parte della CRUI</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">    La CRUI, di cui Lorenzo Ornaghi fa parte, ha di recente stipulato un “<a href="http://www.crui.it/download.aspx?catalogo=&amp;folder=allegati&amp;file=accordo_crui_confindustria.pdf#">Accordo</a>” con la Confindustria.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">     L&#8217;”Accordo Confindustria-Crui” (e non “Accordo Crui-Confindustria”, come &#8216;erroneamente&#8217; è presentato nel <a href="http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=2023"><span style="text-decoration: underline;">sito</span></a> della CRUI) rappresenta la &#8216;formalizzazione&#8217; della confisca dell&#8217;Università da parte della Confindustria e dell&#8221;accademia che conta&#8217;.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">     Finalmente la CRUI è diventata la “locomotiva” auspicata nel marzo del 2008 dalla Confindustria che allora </span></span><a href="../../2008/03/18/autonomia-universitaria-e-confindustria-3/"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">dichiarava</span></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">: “la Crui è stata un luogo di immobilismo, abbiamo bisogno di locomotive che trainino”.</span></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">     E come una sola locomotiva si sono mosse Confindustria e CRUI quando insieme hanno trainato la Legge 240 del 2010. Una Legge progettata già nel 2003 dalla “lobby trasparente” (così si <a href="http://www.treellle.org/associazione-treellle">autodefinisce</a>) TreeLLLe, promossa dalla Confindustria e che comprendeva e comprende accademici, politici e giornalisti di ogni tendenza (v. “<a href="http://www.treellle.org/organigramma"><span style="text-decoration: underline;">organigramma</span></a>”). Questa lobby ha allora messo per iscritto quello che poi è stato &#8216;tradotto&#8217; in progetti di legge presentati prima dal PD e poi dal Governo e che hanno dato vita all&#8217;ANVUR (commissariamento del Sistema nazionale dell&#8217;Università) e alla nuova &#8216;governance&#8217; degli Atenei (commissariamento degli Atenei).</h3>
<h3 style="text-align: justify;">      Da tempo la Confindustria ha <a href="../../2008/03/18/autonomia-universitaria-e-confindustria-3/">chiarito</a> le sue intenzioni e i suoi interessi: ridurre a non più<span style="font-family: Times New Roman,serif;"> di 19 gli Atenei veri, cioè quelli che fanno didattica e ricerca qualificate, assicurandosi comunque la partecipazione diretta di &#8216;esterni&#8217; nella gestione di tutti gli Atenei attraverso i nuovi Consigli di Amministrazione dotati di immensi poteri.</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">       Il ruolo &#8216;centrale&#8217; della Confindustria è stato ora consolidato con il recente “Accordo” tra Confindustria e Crui, che hanno costituito un “asse” per, tra l&#8217;altro, “monitorare l&#8217;evoluzione della governance degli Atenei”, “favorendo” “la dialettica tra membri interni ed esterni”. L&#8217;Accordo &#8211; addirittura &#8211; prevede la </span><span style="font-family: Times New Roman,serif;">“d</span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">efinizione di criteri per la valutazione della qualità di ricercatori e docenti da proporre all’ANVUR“. </span></span></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">       Luigi Berlinguer ha definito questo Accordo “un faro” e “un solido contributo alla soluzione dei problemi” (v. il suo </span></span></span><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-11/111109/16N9ND.tif"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">intervento</span></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"> sull&#8217;Unità del 9.11.11)</span></span></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">      <span style="text-decoration: underline;"> Un Ministro che, come rettore, non ha preso le distanze da questo Accordo &#8211; anche istituzionalmente inquietante – si opporrà a quei poteri che lavorano da decenni per demolire l&#8217;Università statale?</span></span></span></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"> <span style="color: #ff0000;">2. E&#8217; un rettore</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">    L&#8217;opinione pubblica, cioè la &#8216;grande&#8217; stampa, crede che un rettore sia l&#8217;esperto &#8216;ideale&#8217; per ricoprire l&#8217;incarico di ministro competente dell&#8217;Università. Il fatto è che finora i &#8216;rettori-ministri&#8217; non hanno difeso gli interessi dell&#8217;Università statale. Con Antonio Ruberti si è varata la finta autonomia statutaria degli Atenei. Con Luigi Berlinguer si sono introdotti i finti concorsi locali, si è svuotato il ruolo del CUN, si è imposto il “3 + 2”, si è allargato il precariato, si sono ridotti i finanziamenti.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">3. E&#8217; rettore della Cattolica</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">        Sarebbe adeguatamente &#8216;congruo&#8217; con gli interessi dell&#8217;Università statale e con l&#8217;autonomia e la libertà didattica e di ricerca, garantite dalla Costituzione, un ministro che è rettore di un&#8217;Università privata e confessionale? Alla Cattolica il rettore è scelto da un Consiglio di Amministrazione in cui “su 18 consiglieri, 10 appartengono all&#8217;istituto Toniolo presieduto” da un cardinale (v. <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-11/111114/16V2PQ.tif"><span style="text-decoration: underline;">Corriere della Sera</span></a> cronaca di Milano del 14.11.11).</h3>
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		<item>
		<title>Mobilitazione-Co.co.co.-Proroghe-Conferme-Valutazione</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/andu-universita/BhLB/~3/DEvUvPzogf0/</link>
		<comments>http://www.andu-universita.it/2011/11/07/co-co-co/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 15:37:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.andu-universita.it/?p=4255</guid>
		<description><![CDATA[= 7 novembre 2011 15 novembre mobiltazione nazionale. “Co.co.co. in libertà nell&#8217;università”. UNIME: “TAR annulla proroga” &#8211; UNIMI: “Decleva super prorogato”. Conferme dei docenti: documento unitario. “Paradossi della valutazione”. Due differenze con il Manifesto. UNIPA: 23 novembre Assemblea su Statuto approvato. Abolizione autonomia dipartimenti “disastro totale”. 1. 15 novembre mobiltazione nazionale.                    9 MILIARDI per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff0000;">= 7 novembre 2011</span></h3>
<ol style="text-align: justify;">
<li>
<h3>15 novembre mobiltazione nazionale.</h3>
</li>
<li>
<h3>“Co.co.co. in libertà nell&#8217;università”.</h3>
</li>
<li>
<h3>UNIME: “TAR annulla proroga” &#8211; UNIMI: “Decleva super prorogato”.</h3>
</li>
<li>
<h3>Conferme dei docenti: documento unitario.</h3>
</li>
<li>
<h3>“Paradossi della valutazione”.</h3>
</li>
<li>
<h3>Due differenze con il Manifesto.</h3>
</li>
<li>
<h3>UNIPA: 23 novembre Assemblea su Statuto approvato.</h3>
</li>
<li>
<h3>Abolizione autonomia dipartimenti “disastro totale”<span style="color: #ff0000;">.</span></h3>
</li>
</ol>
<h3><strong><span style="color: #ff0000;">1. 15 novembre mobiltazione nazionale.</span></strong></h3>
<p><span style="font-size: small;"><strong>                   9 MILIARDI per uscire dalla crisi<a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/Volantino9Miliardi_2.pdf"><span style="text-decoration: underline;"> Incontro- Dibattito</span></a> al CNR (Roma p.le A. Moro) alle 10.30</strong></span></p>
<h3><span style="color: #ff0000;">2. “Co.co.co. in libertà nell&#8217;università”</span><span style="color: #ff0000;">.</span></h3>
<h3>          Con questo titolo in un <a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2011/11/04SIG5048.PDF"><span style="text-decoration: underline;">articolo</span></a> di ItaliaOggi del 4.11.11 si è data notizia che “università e enti di ricerca, sicuramente fruitori su vastissima scala dei contratti di collaborazione autonoma (co.co.co.), hanno vinto la battaglia avviata da anni per ottenere l&#8217;allentamento ai vincoli ad acquisire le co.co.co.”. Questo è previsto dallo “schema di <a href="http://www.leggioggi.it/wp-content/uploads/2011/11/maxiemendamento_ddl_stabilita.pdf"><span style="text-decoration: underline;">maxiemendamento</span></a> alla legge di stabilità”. Nello stesso provvedimento si escludono “le co.co.co. dalle disposizioni normative che impongono contenimenti della spesa di persona<span style="font-family: Times New Roman,serif;">le.”</span></h3>
<h3><span style="font-family: Times New Roman,serif;">         All&#8217;accademia che conta, che in questi decenni ha operato con la Confindustra per demolire l&#8217;Università statale, non è bastato mettere a esaurimento i ricercatori di ruolo e sotituirli con i ricercatori a termine, ora sta ottenendo anche di affidare didattica e ricerca ad una massa di precari sottopagati e senza alcun diritto, con grave danno per la qualità della ricerca e della didattica e per i diretti interessati. </span></h3>
<h3> <span style="color: #ff0000;">3. UNIME: “TAR annulla proroga” &#8211; UNIMI: “Decleva super prorogato”.</span></h3>
<h3><span style="color: #ff0000;">- UNIME: “TAR annulla proroga”</span></h3>
<div id="leftcontent" dir="LTR">
<div id="post-810" dir="LTR">
<h3><span style="font-size: small;">      “Scossone all&#8217;università. Il Tar annulla la proroga di un anno del mandato di Tomasello (rettore) e degli altri organi elettivi”. Questo è il titolo della notizia su </span><a href="http://www.tempostretto.it/news/scossone-all-universita-tar-annulla-proroga-anno-mandato-tomasello-altri-organi-elettivi.html"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">TempoStretto</span></span></a><span style="font-size: small;">.</span><span style="font-size: small;">        L</span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">a </span></span><a href="http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Catania/Sezione%201/2010/201003375/Provvedimenti/201102586_01.XML"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">sentenza</span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"> del TAR dà ragione alle </span></span><a href="http://www.tempostretto.it/news/universit%C3%A0-senato-accademico-%E2%80%98conclave%E2%80%99-confermare-la-proroga-al-mandato-di-tomasello-ma-firu-e"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">varie posizion</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">i</span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"> (tra</span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"> le quali quella dell’ANDU) espresse nel maggio scorso.</span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: small;">     Ora l&#8217;<a href="http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=64427&amp;amp;idsezione=4"><span style="text-decoration: underline;">ANDU di Messina</span></a></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">, “piuttosto che proporre appello avverso la sentenza, propone con forza che ogni singolo componente del CdA, del Senato accademico e di tutti gli organi elettivi che, a cascata, hanno inteso “estendere” la proroga a se stessi, sia istituzionalmente critico sul proprio operato, si sottoponga alla Legge, obbedisca alla sentenza ed eviti, con la propria illegittima presenza, ulteriori sciagure alla Università di Messina.” </span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"> <span style="font-size: small;">- UNIMI: “Decleva super prorogato”.</span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">       “<span style="font-size: small;">Decleva, il rettore super prorogato” è il titolo di un <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-11/111105/16HKIZ.tif">articolo</a> sul Corriere della Sera del 5.11.11. Decleva “è a riposo dal primo novembre” e “dovrebbe lasciare”. “Decleva allora ha consultato il ministero, e ha riferito: &#8216;In questa fase di passaggio tra vecchio e nuovo statuto prevale la norma che mantiene in carica gli organi di governo fino ai nuovi e questa norma prevale sul pensionamento dei rettori.&#8217;” </span></span></h3>
<h3 lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">       <span style="font-size: small;">Decleva, da presidente della CRUI, è stato in prima linea, assieme alla Confindustria, nella difesa ad oltranza della cosidetta Legge Gelmini (v., tra l&#8217;altro, il punto 1. del <a href="../../2010/11/05/ddl-mortale/"><span style="text-decoration: underline;">messaggio ANDU</span></a> del 3.12.10).</span></span></h3>
<h3><span style="font-size: small; color: #ff0000;">4. Le conferme dei docenti: documento unitario.</span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;">       <span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">Le Organizazzioni dei docenti universitari hanno preso </span></span><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/Documento-su-conferma-finale-2.pdf"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">posizione</span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"> sul problema della retribuzione di ordinari, associati e ricercatori al momento della conferma in ruolo e sul problema della retribuzione dei neo-ricercatori di ruolo.</span></span></span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"> <span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: small;">5. “Paradossi della valutazione”.</span></span></h3>
</div>
</div>
<h3 style="text-align: justify;" lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">          <span style="font-size: small;">Roberto Casati, sul <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-10/111030/1689S7.tif">Sole 24-ore</a> del 30.10.11, denuncia gli “effetti collaterali” della “corsa alla conquista dei posti alti della classifica” delle università.</span></span></h3>
<h3> <span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: small;">6. Due differenze con il Manifesto.</span></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">      <span style="font-size: small;">Il </span></span><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-10/111030/168AZT.tif"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">Manifesto</span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"> del 30.10.11, nell&#8217;articolo “I black bloc delle tasse universitarie”, ha denunciato il tentativo di “supplire ai tagli dei fondi per gli atenei aumentando le tasse degli studenti e indebitando le loro famiglie.”</span></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">          <span style="font-size: small;">L’articolo ha gli stessi contenuti di due recenti messaggi dell’ANDU (del </span></span><a href="../../2011/10/27/dipartimenti-tasse/"><span style="color: #000080;"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">27.10.11</span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"> al punto 2 e del </span></span><a href="../../2011/10/21/stanno-uccidendo-prestiti/"><span style="color: #000080;"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">21.10.11</span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"> al punto 2), ma con due differenze (clicca </span></span><a href="../../2011/10/30/sulmanifesto/"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">qui</span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">). </span></span></h3>
<h3><span style="font-size: small; color: #ff0000;">7. UNIPA: 23 novembre Assemblea su Statuto approvato.</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">          <span style="font-size: small;">Nell&#8217;</span></span><a href="../../2010/03/18/a-palermo/"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">Assemblea</span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">, aperta a tutti i docenti dell&#8217;Ateneo, si discuterà anche sullo </span></span><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://portale.unipa.it/home/attachments/Statuto_adottato.pdf">Statuto approvato</a>.</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small; color: #ff0000;">8. Abolizione autonomia dipartimenti “disastro totale”.</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">         <span style="font-size: small;">E</span></span><a href="../../2011/10/27/dipartimenti-tasse/comment-page-1/#comment-848"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">x-Direttore</span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"> di Dipartimento commenta l&#8217;</span></span><a href="../../2011/10/27/dipartimenti-tasse/"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">abolizione</span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"> dell&#8217;autonomia dei Dipartimenti.</span></span></h3>
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		<item>
		<title>Sul Manifesto il 15 novembre</title>
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		<comments>http://www.andu-universita.it/2011/10/30/sulmanifesto/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 18:51:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Didattica]]></category>

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		<description><![CDATA[= 30 ottobre 2011.             Il Manifesto di oggi informa sulla giornata nazionale di mobilitazione (&#8220;9 MILIARDI per uscire dalla crisi&#8221;) del 15 novembre p.v., indetta da ADI, ADU, ANDU, CISL-Università, CNRU, CNU, CoNPAss, FLC-CGIL, LINK,RETE29Aprile, SUN, UDU, UGL-Università, UIL-RUA, USB-Pubblico impiego.        La notizia si trova alla fine di un articolo (&#8220;I black bloc delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">= 30 ottobre 2011. </span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify">           Il <span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-10/111030/168AZT.tif">Manifesto</a></span></span> di oggi informa sulla <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/Documento-per-15.11.11.doc">giornata nazionale</a></span> di mobilitazione (&#8220;9 MILIARDI per uscire dalla crisi&#8221;) del 15 novembre p.v., indetta da ADI, ADU, ANDU, CISL-Università, CNRU, CNU, CoNPAss, FLC-CGIL, LINK,RETE29Aprile, SUN, UDU, UGL-Università, UIL-RUA, USB-Pubblico impiego.</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify">       La notizia si trova alla fine di un articolo (&#8220;I black bloc delle tasse universitarie&#8221;) che denuncia il tentativo di &#8220;supplire ai tagli dei fondi per gli atenei aumentando le tasse degli studenti e indebitando le loro famiglie.&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify">         L&#8217;articolo ha gli stessi contenuti di due recenti messaggi dell&#8217;ANDU (del <span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2011/10/27/dipartimenti-tasse/">27.10.11</a></span></span> al punto 2 e del <span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2011/10/21/stanno-uccidendo-prestiti/">21.10.11</a></span></span> al punto 2), ma con due differenze:</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify">          1. ad essere &#8220;conquistato&#8221; dal progetto confindustriale non è &#8220;mezzo Pd&#8221;, come si legge nell&#8217;articolo, ma il &#8216;vero&#8217; PD, cioè quello che conta e che compartecipa da anni allo smantellamento dell&#8217;Università statale (finta autonomia finanziaria e statutaria, svuotamento del CUN, finti concorsi locali, imposizione del &#8220;3 + 2&#8243;, progressiva riduzione dei fondi, crescita del precariato, blocco del reclutamento e degli avanzamenti, imposizione dell&#8217;ANVUR, cancellazione della democrazia negli Atenei, ecc.);</h3>
<h3 style="text-align: justify;" align="justify">           2. non si riferisce che il sistema dei &#8220;prestiti d&#8217;onore&#8221; diventerà operativo “entro due-tre settimane” con la costituzione della “Fondazione per il merito”, una “iniziativa (che) è stata presentata il 26 luglio, a porte chiuse, agli imprenditori (…) e diversi rettori”. Alla Fondazione fornira&#8217; &#8220;la provvista finanziaria, il flusso di denaro, la Cassa depositi e prestiti guidata da Giovanni Gorno Tempini e presieduta da Franco Bassanini.” (dall’articolo “Cassa depositi lancia il prestito d’onore”, sul <span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2011/10/17SID1107.PDF">CorrierEconomia</a></span></span> del 17.10.11).</h3>
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		<item>
		<title>DIPARTIMENTI E TASSE</title>
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		<comments>http://www.andu-universita.it/2011/10/27/dipartimenti-tasse/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 14:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[27 ottobre 2011 1. I DIPARTIMENTI, LA CRUI E IL CUN. 2. AUMENTO DELLE TASSE: CONFINDUSTRIA, &#8216;OPPOSIZIONE&#8217; E CRUI. 1. I DIPARTIMENTI, LA CRUI E IL CUN.         La Legge 240/10 prevede i Dipartimenti come strutture responsabili delle attività didattiche e di ricerca, superando, anzi cancellando, le Facoltà. In tutti gli Atenei l&#8221;adeguamento degli Statuti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">27 ottobre 2011</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" lang="it-IT"><span style="color: #ff6600;">1. I DIPARTIMENTI, LA CRUI E IL CUN.</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" lang="it-IT"><span style="color: #ff6600;">2. AUMENTO DELLE TASSE: CONFINDUSTRIA, &#8216;OPPOSIZIONE&#8217; E CRUI.</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"></h3>
<h3 style="text-align: justify;" lang="it-IT"><span style="color: #ff6600;">1. I DIPARTIMENTI, LA CRUI E IL CUN.</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">        La <a href="http://www.unipa.it/cdl/guriall/guri2011/gen11/11l240_rifor%20univ.htm">Legge 240/10</a> prevede i Dipartimenti come strutture responsabili delle attività didattiche e di ricerca, superando, anzi cancellando, le Facoltà. In tutti gli Atenei l&#8221;adeguamento degli Statuti a questa grande novità è stato molto sofferto perchè ovunque forte è stata la resistenza per conservare, attraverso le strutture di raccordo – peraltro non obbligatorie –, il consolidato assetto di potere incentrato nelle Facoltà.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        Fatica inutile, perchè ora il Governo sta &#8216;chiarendo&#8217; che anche i Dipartimenti non devono, di fatto, più esistere. Infatti i Dipartimenti che il <a href="http://www.unipa.it/cdl/lexall/dc2/80n382.htm">DPR 382/80</a> (comma 1 dell&#8217;art. 85 “Autonomia del dipartimento”) &#8216;dotava&#8217; di autonomia finanziaria e amministrativa, secondo lo <a href="http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/615576.pdf"><span style="text-decoration: underline;">schema</span></a> di decreto legislativo n. 395 sul bilancio unico degli Atenei, sottoposto al parere delle Commissioni parlamentari, non devono più avere quella sostanziosa autonomia, ma devono limitarsi all&#8217;autonomia “gestionale” (art. 11, comma 1 dello schema di DL).</h3>
<h3 style="text-align: justify;" lang="it-IT">       In tal modo diventa ancora più totale il potere dei Rettori e dei &#8216;loro&#8217; Consigli di Ammnistrazione, riducendo in polvere ogni residuo di autonomia di ricerca e di insegnamento, già ridotta a lumicino dai poteri &#8216;onnicomprensivi&#8217; attribuiti all&#8217;ANVUR.</h3>
<h3 style="text-align: justify;" lang="it-IT"> <span style="color: #ff6600;">CRUI</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">       Lo svuotamento dei poteri e del ruolo dei Dipartimenti che si sta operando è sottolineato dalla CRUI che al Senato ha <a href="http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/comm07/documenti_acquisiti/CRUI%20AG%20395%2021.09.11pdf.pdf">dichiarato</a>:</h3>
<h3 style="text-align: justify;" lang="it-IT">       “I Dipartimenti non avranno più autonomia di bilancio; non potranno formalmente e in piena autonomia destinare le risorse disponibili.” E poi: “Non è chi non veda che questa sarà una rivoluzione paradigmatica (e politica) che investirà il cuore stesso del funzionamento e della gestione delle Università”. La stessa CRUI si compiace che durante “l&#8217;iter di detto provvedimento” essa sia stata “chiamata più volte a intervenire sul dettato tecnico”.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       Insomma la CRUI, che pretende di rappresentare il Sistema degli Atenei, non spende una sola parola contro una norma che cambia la natura stessa dell&#8217;Università italiana, &#8216;limitandosi&#8217; a sottolineare la portata “rivoluzionaria” di questa stessa norma. Sulla &#8216;natura&#8217; e il ruolo della CRUI v. il punto “2. La CRUI che non serve all’Università” del <a href="http://www.andu-universita.it/2011/04/18/assalto-finale/">documento</a> dell&#8217;ANDU dello scorso aprile.</h3>
<h3 style="text-align: justify;" lang="it-IT"> <span style="color: #ff6600;">CUN</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">       Da parte sua il <a href="http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/comm07/documenti_acquisiti/CUN%20AG%20395%2020.09.11.pdf">CUN</a> si limita a rilevare “che la adozione del bilancio unico – con la riduzione dell&#8217;autonomia dei Dipartimenti alla dimensione gestionale – imporrà di fatto il rientro degli stessi nella Tesoreria unica con perdita della fonte finanziaria degli interessi sui depositi.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;"></h3>
<h3 style="text-align: justify;" lang="it-IT"><span style="color: #ff6600;">2. AUMENTO DELLE TASSE: CONFINDUSTRIA, &#8216;OPPOSIZIONE&#8217; E CRUI.</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">       Nella “<a href="http://www.corriere.it/economia/11_ottobre_26/lettera-italia-ue_07594f00-fffa-11e0-9c44-5417ae399559.shtml">Lettera dell&#8217;Italia all&#8217;Ue</a>” si legge anche che “si accresceranno i margini di manovra nella fissazione delle rette di iscrizione, con l’obbligo di destinare una parte rilevante dei maggiori fondi a beneficio degli studenti meno abbienti. Si avvierà anche uno schema nazionale di prestiti d’onore.”</h3>
<h3 lang="it-IT"><span style="color: #ff6600;">CONFINDUSTRIA</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">      Nel luglio scorso la Confindustria, attraverso il suo quotidiano, aveva dettato, nel settimo dei suoi “<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-07-16/nove-impegni-crescita-081016.shtml?uuid=AaNvVcoD">Nove impegni per la crescita</a></span>”:</h3>
<h3 style="text-align: justify;">      “Aumento delle rette universitarie. Non c&#8217;è motivo per cui chi può permetterselo non debba pagare in modo adeguato l&#8217;investimento formativo dei figli. Gli studenti meritevoli e non abbienti vanno invece sostenuti con un sistema generoso e mirato di borse di studio e/o di prestiti (come in numerose esperienze straniere). Ciò spingerebbe a migliorare nettamente la gestione delle università, perché ne farebbe dipendere il finanziamento in modo più marcato e diretto da quanto gli studenti versano.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;"> <span style="color: #ff6600;">&#8216;OPPOSIZIONE&#8217;</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">        Gli stessi concetti erano stati espressi dai senatori dell&#8221;Opposizione&#8217; Ichino, Ceccanti, D’Alia, Germontani, Leddi, Ignazio Marino, Morando, Poli Bortone, Nicola Rossi, Rusconi, Rutelli, Tonini, Treu e Valditara in una <a href="http://www.pietroichino.it/?p=14626">interrogazione-richiesta</a>. Su questa questione v. il punto &#8220;2. Prestiti d&#8217;onore e PD&#8221; del <a href="http://www.andu-universita.it/2011/10/21/stanno-uccidendo-prestiti/">documento</a> ANDU del 21.10.11.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"> <span style="color: #ff6600;">CRUI</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">       Anche su questa materia non manca l&#8217;opinione della CRUI che nel suo “<a href="http://www.confsaluniversita.it/files/Proposte%20per%20Ministro.pdf">Promemoria per il ministro</a>” del luglio scorso scrive:</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       “La soglia percentuale di limitazione alla contribuzione studentesca ha un significato di calmiere delle tasse universitarie, che può avere una sua efficacia in un contesto di FFO crescente. Di fatto, limita la possibilità degli Atenei di accrescere la contribuzione studentesca oltre il tasso di crescita dell‟FFO.“</h3>
<h3 style="text-align: justify;"></h3>
<h3 style="text-align: justify;"></h3>
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		<title>“STANNO UCCIDENDO L’UNIVERSITA’” – PRESTITI D’ONORE E PD</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/andu-universita/BhLB/~3/IxhKH2xuBwU/</link>
		<comments>http://www.andu-universita.it/2011/10/21/stanno-uccidendo-prestiti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 05:55:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[ = 21 ottobre 2011 1. “STANNO UCCIDENDO L&#8217;UNIVERSITA&#8217;” 11 novembre 2011 GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE 2. PRESTITO PER STUDIARE: CHIESTO E FATTO. E IL PD.   1. “STANNO UCCIDENDO L&#8217;UNIVERSITA&#8217;”         “Stanno uccidendo l&#8217;Università statale”, accusano le Organizzazioni universitarie (ADI, ADU, ANDU, CISL-Università, CoNPAss, FLC-CGIL, LINK, RETE29Aprile, SUN, UDU, UGL-Università, UILPA-UR, USB-Pubblico impiego) nel documento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"> = 21 ottobre 2011</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;" lang="it-IT"><span style="color: #ff0000;">1. “STANNO UCCIDENDO L&#8217;UNIVERSITA&#8217;” </span>11 novembre 2011 GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE</h3>
<h3 style="text-align: justify;" lang="it-IT"><span style="color: #ff0000;">2. PRESTITO PER STUDIARE: CHIESTO E FATTO. E IL PD.</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"> </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1. “STANNO UCCIDENDO L&#8217;UNIVERSITA&#8217;”</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">        “Stanno uccidendo l&#8217;Università statale”, accusano le Organizzazioni universitarie (ADI, ADU, ANDU, CISL-Università, CoNPAss, FLC-CGIL, LINK, RETE29Aprile, SUN, UDU, UGL-Università, UILPA-UR, USB-Pubblico impiego) nel <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/Documento-finale.doc">documento</a></span> del 4 ottobre 2011.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        Nel documento, tra l&#8217;altro, si denuncia “lo smantellamento della libertà di ricerca e di insegnamento, garantita dalla Costituzione. Si sta mettendo nelle mani dei Ministri dell&#8217;Economia e dell&#8217;Università il potere di commissariare gli Atenei e di decidere la nascita, la vita e la morte delle strutture universitarie e di decidere, di fatto, i filoni e le modalità della ricerca.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        E ancora: “Non si può più tollerare che le sorti dell&#8217;Università siano decise dal Ministero e dagli organismi da esso nominati e che negli Atenei dominino le oligarchie locali, consolidate dalla maggior parte dei “nuovi” statuti voluti dalla legge 240/10.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       Il Paese ha urgente bisogno di una vera riforma per l&#8217;autonomia e l&#8217;autogoverno democratico degli Atenei e del Sistema nazionale universitario, con la partecipazione paritetica di tutte le componenti universitarie.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        “Le Organizzazioni promuovono una iniziativa nazionale unitaria di mobilitazione nella giornata dell&#8217;11 novembre p.v..”</h3>
<h3 style="text-align: justify;"> </h3>
<h3 style="text-align: justify;" lang="it-IT"><span style="color: #ff0000;">2. PRESTITO PER STUDIARE: CHIESTO E FATTO. E IL PD.</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">        Nel maggio scorso il sen. Pietro Ichino del PD, per “ridare ossigeno ai nostri atenei”, ha presentato al Senato una “<a href="http://www.pietroichino.it/?p=14626">interrogazione</a> sulla possibilità di sperimentare anche in Italia il metodo inglese per il finanziamento delle università, promossa dal Gruppo 2003” (dal <a href="http://www.pietroichino.it/?p=14848">sito di Ichino</a>).</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        In pratica si chiedeva al Governo di introdurre in Italia il sistema dei “prestiti d&#8217;onore” per fare pagare gli studi a chi non può permetterselo, invece di farli pagare allo Stato, come previsto dalla Costituzione.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        Ora i dubbi “sulla possibilità di sperimentare” sono stati risolti e le richieste di Pietro Ichino sono state accolte.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       Infatti si costituirà “entro due-tre settimane” la “Fondazione per il merito”, “che è pubblica-privata”. Questa “iniziativa è stata presentata il 26 luglio, a porte chiuse, agli imprenditori (…) e diversi rettori”. Tra i motivi per i quali “gli industriali dovrebbero versare denaro a questa fondazione” vi è quello della “riduzione dei costi di reclutamento (avranno accesso preferenziale agli studenti migliori).” “A fornire la provvista finanziaria, il flusso di denaro, è invece la Cassa depositi e prestiti guidata da Giovanni Gorno Tempini e presieduta da Franco Bassanini.” (dall&#8217;<a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2011/10/17SID1107.PDF">articolo</a> “Cassa depositi lancia il prestito d&#8217;onore”, sul CorrierEconomia del 17.10.11).</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       Questa iniziativa è stata criticata da più parti e anche, più recentemente, nel già citato documento delle Organizzazioni universitarie:</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        “La formazione universitaria viene vista come un debito che lo studente contrae con la società e si costringono i capaci e meritevoli, ma privi di mezzi, a ricorrere a prestiti d&#8217;onore e altri strumenti di indebitamento”.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        E in nessun conto sono state tenute le conseguenze che tali scelte hanno prodotto <a href="http://www.corriereinformazione.it/201012105681/istituzioni/unione-europea/londra-studenti-in-rivolta-per-laumento-delle-tasse-universitarie-attacco-a-carlo-e-camilla.html">in Gran Bretagna</a>, dove hanno scatenato una vera e propria rivolta degli studenti. E tutto questo mentre <a href="http://www.ateneinrivolta.org/internazionale/sciopero-generale-cile-scontri-fra-studenti-e-polizia">in Cile</a> gli studenti si battono, con grande consenso popolare, per ottenere l&#8217;istruzione gratuita e <a href="http://www.universita.it/universita-berkeley-proteste-aumento-tasse/">negli Usa</a> si sta protestando contro il “caro tasse”. Sempre negli Usa il sistema dei prestiti ha prodotto un immenso indebitamento (v. “La bolla universitaria“, sull&#8217;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.internazionale.it/la-bolla-universitaria">Internazionale</a></span> del 23 maggio 2011 e &#8220;Usa, la nuova &#8216;bolla&#8217; dei prestiti universitari&#8221;, sul <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-10/111021/15U12E.tif">Corriere della Sera</a></span> di oggi, 21 ottobre 2011).</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">E IL PD </span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">        L&#8217;interrogazione-richiesta presentata da Pietro Ichino era stata sottoscritta anche da altri Senatori tra i quali il Capo-gruppo del PD in Commissione Istruzione, Antonio Rusconi.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        Da questa stessa interrogazione aveva preso le <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://beta.partitodemocratico.it/doc/209561/universit-meloni-pd-contrari-a-modello-inglese-tasse.htm">distanze</a></span> Marco Meloni, responsabile del PD: “il modello adottato dal governo conservatore inglese non rientra tra le nostre opzioni&#8221;.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><a name="main-wrapper"></a>        Ma, nonostante questa dichiarazione, è consentito affermare che questa nuova imposizione all&#8217;Università è “in larga misura condivisa in maniera bipartisan”? Ci si fa questa domanda dopo la durissima reazione <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.unita.it/scuola/cari-studenti-non-mistificate-br-ecco-le-proposte-del-pd-sulla-suola-1.340844">sull&#8217;Unità</a></span> di Marco Meloni per questa stessa frase presente nel seguente &#8216;pezzo&#8217; di un <a href="http://www.rete29aprile.it/comunicati-stampa/comprendere-la-crisi-pretendere-democrazia.html">documento</a> elaborato da CoNPAss, CPU, LINK e Rete 29 Aprile:</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><a name="mainbody-both1"></a>       “L&#8217;applicazione della riforma Gelmini e i tagli di Tremonti delineano un processo di distruzione dell&#8217;università pubblica, di precarizzazione estrema della ricerca, di smantellamento del diritto allo studio. Il piano ormai chiaro – e <span style="text-decoration: underline;">in larga misura condiviso in maniera bipartisan</span> – è creare un sistema di “eccellenza” blindato, caratterizzato da numero chiuso e didattica non retribuita, le cui anime siano lo sfruttamento del lavoro intellettuale, sia esso fornito da personale precario o di ruolo, e la competizione.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        Nel suo intervento Meloni respinge con sdegno l&#8217;accusa al PD di essere &#8216;coautore&#8217; del progetto di demolizione dell&#8217;Università statale: “si tratta di una mistificazione della realtà”. Marco Meloni conclude invitando alla “chiarezza e (al)la civiltà che può partire solo dall&#8217;affermazione, prima di tutto, della verità dei fatti.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       Ma “fatti” sono anche questi:</h3>
<h3 style="text-align: justify;">1. I contenuti diventati legge riguardanti la governance del Sistema universitario e degli Atenei sono uguali a quelli elaborati e scritti dalla confindustriale e bipartisan “lobby trasparente” <a href="https://groups.google.com/group/riformiamo-il-sapere/msg/7457c29cca4076b9?hl=it&amp;pli=1">TreeLLLe</a> già nel 2003 e riportati dal PD nel 2006 nel <a href="http://cnu.cineca.it/nazionale06/modica_24_01.doc">DDL sull’Agenzia per la valutazione</a> e nel 2009 – prima del DDL del Governo – nel <a href="https://groups.google.com/group/riformiamo-il-sapere/browse_thread/thread/d210a4c33505f335?hl=it">DDL sull’Università</a>.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">2. Il Vice-segretario del PD ha pubblicamente “<a href="http://www.ulivo.it/dettaglio/97088/universita_letta_proposta_governo_fallisce_obiettivi">apprezzato</a>” la linea della Confindustria sul DDL governativo.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">3. I Capi Gruppo del PD non hanno criticato nelle Aule del Parlamento i contenuti principali delle leggi contro cui si dichiaravano contrari.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">4. Il coinvolgimento del PD (almeno quello che conta) nell&#8217;introduzione del sistema dei prestiti agli studenti è evidente.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">5. Per quanto riguarda la docenza, il PD vuole il “ruolo unico” in due distinti ruoli, mantenendo la messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori ai quali offre il passaggio, previa valutazione, in un terza fascia ad esaurimento. Tutto questo è confermato nel recente “progetto alternativo” del PD (v. a pag. 90 “<a href="http://beta.partitodemocratico.it/Allegati/progetto_alternativo_pd_per_la_crescita.pdf">Un rilancio del sistema universitario</a>”). Va ricordato che la messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori è la &#8216;via&#8217; per espellere gli attuali precari e ricreare una nuova massa di precari a vita.</h3>
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		<title>STANNO UCCIDENDO L’UNIVERSITA’</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 15:21:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[4 ottobre 2011. Documento di ADI, ADU, ANDU, CISL-Università, CoNPAss, FLC-CGIL, LINK, RETE29Aprile, SUN, UDU, UGL-Università, UILPA-UR, USB-Pubblico impiego.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff0000;">4 ottobre 2011.</span> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/Documento-finale.doc"><span style="color: #000000;">Documento</span></a></span> di ADI, ADU, ANDU, CISL-Università, CoNPAss, FLC-CGIL, LINK, RETE29Aprile, SUN, UDU, UGL-Università, UILPA-UR, USB-Pubblico impiego.</h3>
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		<title>Documento Unitario del 30 giugno 2011</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 12:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[30 giugno 2011 Documento unitario su Gestione, Autonomia, Precarietà, Diritto allo studio, Finanziamento, Pubblico e privato, elaborato da ADI, ADU, AND, ANDU, APU, CISAL-Università, CISL-Università, CONFSAL-SNALS-CISAPUNI, CoNPAss, CPU, FLC-CGIL, LINK, RETE29Aprile, SUN, UDU, UGL-Università, UILPA-UR, USB-Pubblico impiego.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">30 giugno 2011</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/Documento-unitario-30.6.11-definitivo.doc"><span style="text-decoration: underline;">Documento unitario</span></a> su Gestione, Autonomia, Precarietà, Diritto allo studio, Finanziamento, Pubblico e privato, elaborato da ADI, ADU, AND, ANDU, APU, CISAL-Università, CISL-Università, CONFSAL-SNALS-CISAPUNI, CoNPAss, CPU, FLC-CGIL, LINK, RETE29Aprile, SUN, UDU, UGL-Università, UILPA-UR, USB-Pubblico impiego.</h3>
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		<item>
		<title>Valore legale: audizione al Senato</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/andu-universita/BhLB/~3/YftjkxsUMiY/</link>
		<comments>http://www.andu-universita.it/2011/06/08/audizione-senato/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 13:58:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.andu-universita.it/?p=4129</guid>
		<description><![CDATA[7 giugno 2011              Audizione presso la Commissione Istruzione del Senato - Testo del Documento di ADU, ANDU, CISAL-Docenti universitari, CISL-Università, CNRU, CNU, CoNPAss, FLC-CGIL, LINK, RETE29Aprile, SNALS-Università, SUN, UDU, UGL-Università, UILPA-UR e USB-Pubblico impiego, letto e consegnato. - Resoconto sommario ufficiale dell&#8217;Audizione al Senato (poi cliccare su &#8220;procedure informative&#8221;). - Audio integrale dell&#8217;Audizione. - Articolo su Corriere.Univ.it. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff0000;">7 giugno 2011</span></h3>
<h2 style="text-align: justify;">             Audizione presso la Commissione Istruzione del Senato</h2>
<h3 style="text-align: justify;">- <a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/Comunicato-unitario.doc"><span style="text-decoration: underline;">Te</span>sto del Documento</a> di ADU, ANDU, CISAL-Docenti universitari, CISL-Università, CNRU, CNU, CoNPAss, FLC-CGIL, LINK, RETE29Aprile, SNALS-Università, SUN, UDU, UGL-Università, UILPA-UR e USB-Pubblico impiego, letto e consegnato.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">- <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=16&amp;id=575263">Resoconto sommario</a></span> ufficiale dell&#8217;Audizione al Senato (poi cliccare su &#8220;procedure informative&#8221;).</h3>
<h3 style="text-align: justify;">- <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.radioradicale.it/scheda/329110/commissione-istruzione-pubblica-beni-culturali-ricerca-scientifica-spettacolo-e-sport-del-senato">Audio integrale</a></span> dell&#8217;Audizione.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">- <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.corriereuniv.it/cms/2011/06/abolizione-del-valore-legale-del-titolo-">Articolo</a></span> su Corriere.Univ.it.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">- v. anche <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2011/06/03/aboliretitoli/">Messaggio ANDU</a></span> del 3 giugno 2011 &#8220;Abolire il valore dei titoli per abolire tutto&#8221;.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">                                                                         <em>           Le Organizzazioni dell&#8217;Università si riuniranno a Roma il 16 giugno 2011.</em></h3>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/andu-universita/BhLB/~4/YftjkxsUMiY" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Abolire il valore dei titoli per abolire tutto</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/andu-universita/BhLB/~3/HoadMNFabLk/</link>
		<comments>http://www.andu-universita.it/2011/06/03/aboliretitoli/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 09:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[3 giugno 2011 1.     Valore legale dei titoli al Senato: abolirlo, attenuarlo o sostituirlo? 2.     Statuti: &#8216;partita truccata&#8217;   1.     Valore titoli al Senato: abolirlo, attenuarlo o sostituirlo?             (Confindustria, CRUI, ANDU, Tranfaglia, Lavoce.info, Rossi e Toniolo, DS, &#8216;Imprenditori&#8217;, PD, Garavaglia, PDL, Grillo, Kostoris, Mancino, Mannucci, Ichino, Costantino, di Orio) AL SENATO            Si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">3 giugno 2011</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">1.   </span>  Valore legale dei titoli al Senato: abolirlo, attenuarlo o sostituirlo?<br />
<span style="color: #ff6600;">2.</span>     Statuti: &#8216;partita truccata&#8217;</h3>
<h2 style="text-align: justify;"> <br />
<span style="color: #ff6600;">1.</span>     Valore titoli al Senato: abolirlo, attenuarlo o sostituirlo?<br />
            (Confindustria, CRUI, ANDU, Tranfaglia, Lavoce.info, Rossi e Toniolo, DS, &#8216;Imprenditori&#8217;, PD, Garavaglia, PDL, Grillo, Kostoris, Mancino, Mannucci, Ichino, Costantino, di Orio)</h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #ff6600;">AL SENATO</span></h2>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;"> </span><span style="color: #ff6600;"><br />
</span>         Si sta intensificando la &#8216;campagna&#8217; per l&#8217;abolizione del valore legale dei titoli di studio.<br />
         Al Senato la Commissione Istruzione ha iniziato una &#8220;indagine conoscitiva sugli effetti connessi all&#8217;eventuale abolizione del valore legale del diploma di laurea&#8221; ed ha già svolto le audizioni formali della CRUI (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=16&amp;id=00553597&amp;part=doc_dc-sedetit_pi&amp;parse=no&amp;stampa=si&amp;toc=no"><span style="color: #ff6600;">4 maggio</span></a></span>), della Confindustria (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=16&amp;id=00555277&amp;part=doc_dc-front_f&amp;parse=no&amp;stampa=si&amp;toc=no"><span style="color: #ff6600;">25 maggio</span></a></span>) e degli ordini professionali degli ingegneri (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=16&amp;id=00553636&amp;part=doc_dc-sedetit_pi&amp;parse=no&amp;stampa=si&amp;toc=no"><span style="color: #ff6600;">5 maggio</span></a></span>) e degli avvocati (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=16&amp;id=00554436&amp;part=doc_dc-sedetit_pi&amp;parse=no&amp;stampa=si&amp;toc=no"><span style="color: #ff6600;">18 maggio</span></a></span>). Il 7 giugno saranno ascoltate le Organizzazioni universitarie (v. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/CONFERMA-Audizione.doc"><span style="color: #ff6600;">convocazione</span></a></span> con il testo dei quesiti posti dalla Commissione che sembrano già un &#8216;programma&#8217;).</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">CRUI<br />
</span>          Nell&#8217;audizione la CRUI, ovvero il suo nuovo presidente Marco Mancini, reputa &#8220;necessario rendere preliminarmente efficace la selezione mediante qualità al fine di innescare la valutazione all&#8217;interno del sistema. In tal modo il processo virtuoso potrebbe essere messo alla prova ed eventualmente costituire una precondizione per una <span style="text-decoration: underline;">transizione morbida verso l&#8217;abolizione del valore legale</span> del titolo di studio.&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">CONFINDUSTRIA<br />
</span>          Nell&#8217;audizione la Confindustria ha affermato che &#8220;il valore legale dovrebbe essere sostituito da un meccanismo di accreditamento capace di garantire i contenuti dei titoli, imperniato su una o più agenzie indipendenti che verifichino i cosiddetti requisiti minimi dei corsi di studio.&#8221;</h3>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #ff6600;">E&#8217; UNA VECCHIA STORIA</span></h2>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">ANDU<br />
</span>          L&#8217;abolizione del valore legale dei titoli &#8216;comprende&#8217; anche l&#8217;abolizione dello stato giuridico nazionale dei docenti, la &#8216;liberazione&#8217; delle tasse e la differenziazione degli Atenei.<br />
         Come la &#8216;nuova&#8217; <em>governance</em> degli Atenei, imposta dalla legge 240/10, anche queste &#8216;riforme&#8217; vengono da lontano e sono volute dalla Confindustria e condivise da tutti i partiti e dall&#8217;accademia che conta, con in testa i &#8216;soliti&#8217; economisti.<br />
         L&#8217;ANDU da sempre ha documentato e denunciato il PROGRAMMA e l&#8217;OPERA di smantellamento dell&#8217;Università statale da parte di una lobby trasversale accademico-confindustriale che condiziona Governi, Parlamento e &#8216;grande&#8217; stampa.<br />
          Anche nel dicembre 2006 l&#8217;ANDU ha denunciato quanto già avvenuto, quanto è poi accaduto e quanto accadrà se non si mobiliteranno in tempo coloro che vogliono difendere l&#8217;autonomia della ricerca e dell&#8217;insegnamento e il diritto allo studio e quindi la democrazia nel nostro Paese. Si è scritto allora:<br />
         &#8220;Da decenni si opera impunemente per demolire l&#8217;Università statale: falsa autonomia finanziaria per &#8216;gestire&#8217; la progressiva riduzione dei fondi, finta autonomia statutaria, abolizione di fatto del CUN, finti concorsi locali, imposizione del fallimentare &#8220;3 + 2&#8243;, moltiplicazione degli Atenei, aumento a dismisura del precariato, legge Moratti, ecc. E proprio coloro che hanno lavorato con successo contro l&#8217;Università statale sempre più propongono soluzioni &#8216;rivoluzionarie&#8217; per farla definitivamente finita con l&#8217;idea stessa di una Università di massa e di qualità: delegificazione del reclutamento dei docenti e dell&#8217;organizzazione degli Atenei, Agenzia di valutazione &#8216;forte&#8217; che decida sulle strutture, sui finanziamenti e sui singoli docenti, concentrazione delle risorse pubbliche in pochi &#8220;centri di eccellenza&#8221;, abolizione del limite alle tasse studentesche, abolizione del valore legale del titolo di studio.&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">TRANFAGLIA<br />
</span>        Nel novembre del 1995, in un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.sissco.it/index.php?id=134"><span style="color: #ff6600;">seminario</span></a></span>, Nicola Tranfaglia aveva sostenuto che per &#8220;creare tra gli atenei una competizione a chiamare i migliori lo strumento più diretto è l&#8217;abolizione del valore legale del titolo di studio&#8221; e aveva aggiunto che &#8220;se non si affronta questo nodo mi pare assai difficile pensare ad una competizione effettiva tra gli atenei&#8221;. Poi nel luglio 1996 lo stesso Tranfaglia auspicava una vera autonomia degli atenei per la quale &#8220;non si può non ipotizzare proprio l&#8217;abolizione del valore legale del titolo di studio&#8221; (da Repubblica del 25.7.96).</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">LAVOCE.INFO<br />
</span>         Nel giugno del 2005 la &#8216;nuova&#8217; Università è stata ben descritta in un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1608-351.html"><span style="color: #ff6600;">articolo</span></a></span> di Lavoce.info. Ecco il &#8216;decalogo&#8217;, con la &#8216;logica&#8217; conclusione dell&#8217;abolizione del valore legale del titolo di studio:<br />
&#8220;1. Liberalizzare le retribuzioni del personale accademico.<br />
2. Liberalizzare le assunzioni: ogni università assume chi vuole e come vuole; di conseguenza, è abolito l&#8217;attuale sistema concorsuale.<br />
3. Liberalizzare i percorsi di carriera: ogni università promuove chi e come vuole.<br />
4. Liberalizzare completamente la didattica: ogni università è libera di organizzare i corsi come vuole e di offrire i titoli che preferisce.<br />
5. Liberalizzare le tasse universitarie: ogni università si appropria delle tasse pagate dai propri studenti.<br />
6. In alternativa alla proposta precedente, mantenere il controllo pubblico sulle tasse universitarie aumentandole però considerevolmente.<br />
7. Utilizzare i risparmi statali così ottenuti per istituire un sistema di vouchers, borse di studio e prestiti con restituzione graduata in base al reddito ottenuto dopo la laurea.<br />
8. Allocare ogni eventuale altro finanziamento statale alle università in modo fortemente  selettivo sulla base di indicatori di produttività scientifica condivisi dalla comunità internazionale.<br />
9.  Consentire l&#8217;accesso a finanziamenti privati senza limitazioni.<br />
10. Abolire il valore legale del titolo di studio.&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">ROSSI E TONIOLO<br />
</span>         Nel luglio 2005  Nicola Rossi e Gianni Toniolo, dei DS, hanno <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2005/07/35256203.pdf">s<span style="color: #ff6600;">ostenuto</span></a></span> che &#8220;l&#8217;abolizione del cosiddetto valore legale del titolo di studio costituirebbe una precondizione&#8221; per chi vuole che gli Atenei &#8220;possano trasformarsi in Fondazioni universitarie e godere della più completa autonomia finanziaria, gestionale, didattica e scientifica&#8221;.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">DS<br />
</span>          <a href="http://wwww.dsonline.it/speciali/amarelitalia/programma/conoscenza/documenti/dettaglio.asp?id_doc=29721"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff6600;">Ne</span><span style="color: #ff6600;"><span style="color: #ff6600;">l dicembre </span>2005</span></span> </a>i DS proponevano:<br />
1. di &#8220;affievolire (sic!) il valore legale dei titoli&#8221;;<br />
2. che, &#8220;in prospettiva&#8221;, per il reclutamento &#8220;le regole selettive&#8221; rientrino &#8220;nella sfera di autonomia del singolo ateneo&#8221;, che stabilirà anche &#8220;le procedure di chiamata (o di non chiamata)&#8221;;<br />
3. che, una volta garantito il diritto allo studio, si debba &#8220;rimuovere il vincolo budgetario sull&#8217;entità complessiva delle tasse e contributi universitari stabiliti da ciascuna università&#8221;;<br />
4. di &#8220;delegificare completamente la strutturazione interna di un&#8217;università&#8221;.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">&#8216;IMPRENDITORI&#8217;<br />
</span>         <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.confetra.com/it/primopiano/doc_html/Circolari_2006/circ042_file/DocumentoUniversita%2021.3.2006.pdf"><span style="color: #ff6600;">Nel marzo 2006</span></a></span> la Confindustria assieme ad altre 17 sigle &#8216;imprenditoriali&#8217; (dall&#8217;ABI alla Legacoop), poneva &#8220;il tema del superamento del valore legale del titolo di studio&#8221; che &#8220;si configura come un ostacolo alla concorrenza e in prospettiva la sua sostituzione con un sistema di accreditamento è un elemento necessario per un rilancio di una formazione di qualità fondata sulla effettiva creazione di competenze scientifiche e professionali.&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">PD<br />
</span>         Nel marzo 2008 al punto 7 del <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.interlex.it/testi/progr_pd08.htm"><span style="color: #ff6600;">Programma del PD</span></a></span> si legge:<br />
         &#8220;Ciascun ateneo deve essere libero di assumere personale docente italiano e straniero, di darsi il sistema di governo che ritiene più adeguato, di stabilire le norme per l&#8217;ammissione degli studenti, di fissare liberamente le rette.&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">GARAVAGLIA<br />
</span>         Nel  luglio 2008 Mariapia Garavaglia, senatrice e &#8220;ministro ombra&#8221; del PD,  ha definito lo &#8220;stato giuridico dei docenti universitari&#8221; una &#8220;palla al piede delle università autonome&#8221; (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2008/07/24MI14054.PDF"><span style="color: #ff6600;">intervento</span></a></span> sul Sole 24-ore).</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">PDL<br />
</span>          <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-07/100719/SW9DV.tif"><span style="color: #ff6600;">Nel luglio 2010</span></a></span> il PDL ha presentato &#8220;una proposta di legge&#8221; per &#8220;abolire il valore legale del titolo di studio&#8221;, riprendendo quanto scritto &#8220;nel piano per l&#8217;occupazione di giovani&#8221; presentato dal Governo nel precedente autunno: &#8220;il valore legale dei titoli di studio ha dimostrato di non poter garantire la differenziazione dei percorsi formativi&#8221;. A favore dell&#8217;iniziativa si è espresso Italo Bocchino, allora del PDL, che si è appellato &#8220;ai colleghi affinché la appoggino in Parlamento.&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">GRILLO<br />
</span>         Anche il Movimento di Beppe Grillo, in uno dei punti del suo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Programma-Movimento-5-Stelle.pdf"><span style="color: #ff6600;">Programma</span></a></span>, chiede la &#8220;Abolizione del valore legale dei titoli di studio&#8221;,</h3>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #ff6600;">Più recentemente:</span></h2>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">KOSTORIS<br />
</span>         Fiorella Kostoris, nell&#8217;intervista del gennaio 2011 dal titolo &#8220;Kostoris: &#8216;All&#8217;Italia serve un Marchionne stile Usa&#8217;&#8221; sul <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-01/110124/WXV0B.tif"><span style="color: #ff6600;">CorrierEconomia</span></a>, oltre a fornire la sua ricetta per fare uscire dalla crisi l&#8217;Italia, ha sostenuto che &#8220;nel nostro Paese la vera riforma sarebbe l&#8217;abolizione del valore legale del titolo di studio e la fine di ogni appiattimento burocratico&#8221;: &#8220;in Italia le differenziazioni di status qualitativo o di salario tra università sono inesistenti&#8221;.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">MANCINI<br />
</span>          Marco Mancini, nuovo Presidente della CRUI, all&#8217;indomani della sua elezione ha dichiarato: &#8220;In futuro dovremo consentire alle università di chiamare i professori che vogliono&#8221; (<a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-04/110408/YV2SY.tif"><span style="color: #ff6600;">intervista</span></a> al Corriere della Sera dell&#8217;8 aprile 2011).</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">MANNUCCI<br />
</span>          Pier Mannuccio Mannucci il 14 aprile 2011, <a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2011/04/08SI85100.PDF"><span style="color: #ff6600;">scr</span><span style="color: #ff6600;"><span style="color: #ff6600;">iv</span>e</span></a> che &#8220;la vera riforma dell&#8217;Università si può fare solo con tre abolizioni: cancellando il valore legale del titolo di studio, i concorsi e il posto fisso&#8221;. Mannucci nel suo sito <a href="http://www.andu-universita.it/2011/04/18/assalto-finale/%20%20http:/www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/la-vera-riforma-il-gruppo-2003"><span style="color: #ff6600;">chiarisce</span></a> quale è &#8220;La vera riforma per il <span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;">Gruppo 2003</span></span>&#8220;: &#8220;università di eccellenza (dedite principalmente alla ricerca e alla formazione dei ricercatori), e università che abbiano come missione principale quella di aumentare il numero di laureati, da noi ancora largamente insufficiente rispetto ai paesi con cui siamo in competizione&#8221;. Il tutto affiancato da &#8220;un serio intervento dell&#8217;ANVUR in termini di valutazione&#8221;.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">ICHINO<br />
</span>         Il sen. Pietro Ichino del PD, per &#8220;ridare ossigeno ai nostri atenei&#8221;, ha presentato &#8220;l&#8217;<a href="http://www.pietroichino.it/?p=14626"><span style="color: #ff6600;">i</span><span style="color: #ff6600;">nterrogazione</span></a> sulla possibilità di sperimentare anche in Italia il metodo inglese per il finanziamento delle università, promossa dal <span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;">Gruppo 2003</span></span>, con le firme di Ceccanti (Pd), D&#8217;Alia (Udc), Germontani (FlI), Leddi (Pd), Ignazio Marino (Pd), Morando (Pd), Poli Bortone (Udc), Nicola Rossi (Gruppo misto), Rusconi (Pd), Rutelli (ApI),  Tonini (Pd), Treu (Pd), Valditara (FlI)&#8221; (dal <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.pietroichino.it/?p=14848"><span style="color: #ff6600;">sito di Ichino</span></a></span>).<br />
         Nell&#8217;interrogazione si legge che  &#8220;il Governo inglese dopo appena un mese, il 3 novembre 2010, ha accolto le raccomandazioni del Rapporto Browne, con tre sole modificazioni importanti:<br />
i)   le tasse universitarie non potranno essere aumentate oltre le 9000 sterline;<br />
            ii)   le università che scelgono di innalzare le tasse universitarie fino ai livelli più alti devono dimostrare ex post, dati alla mano, che il numero di studenti meno abbienti e non provenienti da scuole private è aumentato;<br />
iii)  il tasso di interesse (dei prestiti agli studenti, <em>ndr</em>) è stato innalzato al 3% rispetto al 2.2% previsto dal rapporto&#8221;.<br />
         Nell&#8217;interrogazione non viene segnalato che le scelte del Governo inglese hanno scatenato una vera e propria rivolta degli studenti e non informa che il sistema dei prestiti negli USA ha prodotto un immenso indebitamento (v. &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.internazionale.it/la-bolla-universitaria"><span style="color: #ff6600;">La bolla universitaria</span></a></span>&#8220;).<br />
         Da questa interrogazione ha preso le <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.marcomeloni.eu/universit%C3%A0-meloni-pd-contrari-a-modello-inglese-tasse"><span style="color: #ff6600;">distanze</span></a></span> il PD.</h3>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #ff6600;">CONTRO l&#8217;abolizione del valore legale del titolo di studio:</span></h2>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">BOSCAINO<br />
</span>            Nell&#8217;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/08-10/081030/JPK24.tif"><span style="color: #ff6600;">ottobre 2008</span></a></span> Marina Boscaino.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">DI ORIO<br />
</span>         Nel <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.step1.it/tribu_di_zammu.php?sez=post&amp;id=24909"><span style="color: #ff6600;">gennaio 2009</span></a></span> Ferdinando di Orio, rettore dell&#8217;Aquila.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">COSTANTINO<br />
</span>          In un recente <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-04/110429/ZFR4T.tif"><span style="color: #ff6600;">intervento</span></a> Nicola Costantino, rettore del Politecnico di Bari.<br />
 </h3>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">2.</span>     Statuti: &#8216;partita truccata&#8217;.</h2>
<h3 style="text-align: justify;">         Nell&#8217;audizione al Senato la Confindustria non ha mancato di auspicare &#8220;che nella fase di redazione degli statuti, gli atenei abbiano il coraggio di inserire un numero consistente di stakeholder esterni i quali non rappresentano a suo giudizio una minaccia, ma si configurano quali consiglieri indipendenti in grado di offrire un contributo essenziale.&#8221;<br />
          E ieri, 2 giugno, <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-06/110602/10TUNB.tif"><span style="color: #ff6600;">sul Sole 24-ore</span></a>, giornale della Confindustria, Daniela Venanzi, &#8220;ordinario di Finanza aziendale&#8221;, ha denunciato la &#8220;tendenza a limitare il ruolo degli esterni, quando la legge li impone, nel consiglio di amministrazione o nel nucleo di valutazione&#8221;.<br />
         Daniela Venanzi, che peraltro svolge un&#8217;interessante analisi sull&#8217;elaborazione in corso degli Statuti, scrive anche che &#8220;a volte i componenti della commissione statuto sono indicati dagli organi che la riforma esautora.&#8221; Venanzi evidentemente non ha presente che la Legge volutamente assegna agli &#8220;organi che la riforma esautora&#8221; la scelta della commissione e l&#8217;approvazione del &#8216;nuovo&#8217; Statuto, anziché, come l&#8217;ANDU ha chiesto, prevedere un organo &#8216;costituente&#8217; composto esclusivamente da rappresentanti direttamente eletti da tutte le componenti.<br />
        Ma la stessa Venanzi, visto che i &#8216;nuovi&#8217; Statuti non saranno elaborati dagli Atenei, ma dalle oligarchie che li dominano, invece di chiedere l&#8217;interruzione della &#8216;partita truccata&#8217;, chiede al Miur di &#8216;aggiustarla&#8217; invitandolo a non farsi ingannare &#8220;da statuti (che dovranno passare al suo vaglio) snelli e deliberatamente reticenti&#8221;. Insomma, sia l&#8221;arbitro&#8217; (il MIUR) a decidere i risultati delle &#8216;partite truccate&#8217;, e questo nonostante la Legge non glielo consenta (v. il punto 3 del <a href="http://www.andu-universita.it/2011/05/07/universita-da-buttare/"><span style="color: #ff6600;">messaggio del 7 maggio 2011</span></a>).<br />
 </h3>
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		<title>“Università italiana da buttare?”</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 15:03:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.andu-universita.it/?p=4068</guid>
		<description><![CDATA[ 7 maggio 2011 1.  “Università italiana da buttare?” No, grazie al valore legale e al reclutamento nazionale: intervento del Rettore POLIBA 2.  Con esaurimento ricercatori blocco reclutamento per anni: intervento di Figà Talamanca 3.  Gli Statuti ministeriali: autonomia, ma con giudizio. Lettera dal Ministero 4.  “Un rilancio del sistema universitario”: “progetto alternativo” del PD 5. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"> 7 maggio 2011</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1. </span> “Università italiana da buttare?” No, grazie al valore legale e al reclutamento nazionale: intervento del Rettore POLIBA<br />
<span style="color: #ff0000;">2.</span>  Con esaurimento ricercatori blocco reclutamento per anni: intervento di Figà Talamanca<br />
<span style="color: #ff0000;">3.</span>  Gli Statuti ministeriali: autonomia, ma con giudizio. Lettera dal Ministero<br />
<span style="color: #ff0000;">4.</span>  “Un rilancio del sistema universitario”: “progetto alternativo” del PD<br />
<span style="color: #ff0000;">5.</span> “Sapienza, gli studenti occupano l’aula magna”: “sit-in contro riforma e privati”<br />
<span style="color: #ff0000;">6.</span> “Sciogliere la Crui. Democrazia negli Atenei” “Contestati i rettori della Crui”<br />
<span style="color: #ff0000;">7.</span>  Incontro-Dibattito sullo Statuto a Palermo </h3>
<h4 style="text-align: justify;"> </h4>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span>  “Università italiana da buttare?” No, grazie al valore legale e al reclutamento nazionale: intervento del Rettore POLIBA.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">          In un recente <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-04/110429/ZFR4T.tif"><span style="color: #0000ff;">intervento</span></a></span> <span style="color: #ff6600;">Nicola Costantino</span>, rettore del Politecnico di Bari, contesta la ”visione ‘catastrofica’ dei nostri atenei”, che ha accompagnato “l’iter di approvazione della cosiddetta ‘riforma Gelmini’” e che ha visto concordare “l’intero arco parlamentare, il mondo delle imprese e quello della stampa – pur con distinguo significativi”. </h3>
<h3 style="text-align: justify;">        Nicola Costantino dimostra &#8211; con “dati difficilmente contestabili” &#8211; che la ricerca e la didattica dell’Università italiana reggono “il confronto internazionale”.  “La chiave di lettura” di questa realtà “va ricercata in ‘una splendida anomalia’ italiana: il valore legale del titolo di studio che, unito al controllo centralizzato della qualità degli insegnamenti ed a un sistema di reclutamento nazionale (criticabilissimo, ma non da buttare) ha finora (per quanto ancora?) garantito che le differenze di livello (che pure ci sono) tra le varie facoltà e le diverse università nel nostro paese siano – tutto sommato – contenute”.  Nicola Costantino rileva che in altri Paesi “la logica di mercato (con livelli enormemente differenti di tasse universitarie, ma anche di retribuzione dei docenti) fa sì che il valore (‘di mercato’ e non ‘legale’) del titolo di studio in questi contesti vari enormemente, secondo l’ateneo in cui è stato conseguito, con buona pace per quella funzione di ‘ascensore sociale’ che l’università pubblica può (e deve) garantire a tutti i cittadini, anche (soprattutto) ai meno abbienti.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       La difesa della natura e del ruolo dell’Università italiana da parte del Rettore del Politecnico di Bari è in contrasto con la recente posizione espressa dal nuovo presidente della Conferenza dei Rettori: “In futuro dovremo consentire alle università di chiamare i professori che vogliono”. Questa posizione &#8216;contempla&#8217; l’abolizione del valore legale del titolo di studio, come è stato esposto al primo punto  (“Assalto finale all’Università: Mancini, Bedeschi, Mannucci, Quagliariello, Tocci, PD”) del <a href="http://www.andu-universita.it/2011/04/18/assalto-finale/"><span style="color: #0000ff;">precedente messaggio</span></a> dell’ANDU.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        Una puntuale confutazione dell’opera di denigrazione dell’Università italiana &#8211; condotta soprattutto da economisti “che hanno una fede pressoché illimitata nella capacità del mercato” &#8211; è sviluppata da Francesco Sylos Labini nel suo recente <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/01/chi-denigra-la-ricerca-"><span style="color: #0000ff;">intervento</span></a></span></span> “Chi denigra la ricerca italiana”.      </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">2. </span> Con esaurimento ricercatori blocco reclutamento per anni: intervento di Figà Talamanca.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">          Tante volte l’ANDU ha ripetuto che con l’approvazione del DDL sull’Università ci sarebbe stato il “blocco per anni del reclutamento e degli avanzamenti con espulsione di migliaia di attuali precari anche dopo decenni di attività” (<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/04/15/crociata-confindustria/"><span style="color: #0000ff;">il 25.5.10</span></a></span></span>) e che la “nuova ‘categoria’ dei ricercatori a tempo determinato, assieme alla messa a esaurimento dell’attuale fascia di ingresso nella docenza  (ricercatori di ruolo) e alla riduzione a sole due fasce (associati e ordinari) dei docenti di ruolo, porterà all’ulteriore aumento del numero dei precari e all’ulteriore allungamento del periodo di ‘vita’ precaria.” (<span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/03/22/ddl-la-confisca/"><span style="color: #0000ff;">il 22.3.10</span></a></span></span>).</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        Il 4 maggio 2011 <span style="color: #ff6600;">Alessandro Figà Talamanca</span> <span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2011/05/04SIU3097.PDF"><span style="color: #0000ff;">ha scritto</span></a></span></span> che “a oltre due mesi dalla entrata in vigore della ‘riforma’, è forse giunto il momento di esaminarne le conseguenze immediate”. Figà Talamanca ricorda che “prima dell’entrata in vigore della legge il personale docente universitario era inquadrato in tre categorie o ‘fasce’: professori ordinari, professori associati e ricercatori di ruolo”. Una figura quest’ultima che si era “evoluta, anche per interventi legislativi, in un ruolo di docenti a tutti gli effetti”.  Ora “la prima posizione permanente di docente sarà quella di professore associato.” Partendo da questa constatazione, Alessandro Figà Talamanca sviluppa un&#8217;analisi che lo porta a prevedere “il blocco di nuovi ingressi” per diversi anni. E, quindi, che fare? Tuttavia, Figà Talamanca non ‘tira le somme’ delle sue considerazioni.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">         La soluzione non può essere che ritornare indietro e rapidamente rispetto ad una scelta – la messa ad esaurimento di più di 20.000 ricercatori – che, oltre ad essere una follia giurica, politica e accademica, porta nell’immediato al ‘licenziamento’ degli attuali precari e all’emarginazione dei ricercatori di ruolo, mentre per il futuro porta alla costituzione di un corpo accademico di pochi docenti di ruolo (con un un numero nettamente prevalente di associati rispetto al numero degli  ordinari) e di tantissimi precari, la maggior parte dei quali ‘a vita’.  Insomma, come <span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.unicam.it/unicam-info/web_radio/popUpAscolta.asp?nomeFile=speciali/Modica_Rel.mp3&amp;titolo=L_Universita che vorremmo - otto Tesi per cambiare&amp;plgDetect=1k3k4k5k&amp;reqPlug=0">ha sottolineato</a></span></span> giustamente <span style="color: #ff6600;">Luciano Modica</span> nel febbraio scorso al Convegno di Camerino, le fasce della docenza continueranno ad essere tre, &#8216;solo&#8217; che la terza (&#8220;una platea enorme&#8221;) sarà precaria e le fasce degli ordinari e degli associati saranno due ruoli ancora più distinti. Lo stesso Modica ha sostenuto che se fosse stata approvata la legge che trasformava in terza fascia il ruolo dei ricercatori non &#8220;avremmo avuto molta parte dei problemi che abbiamo adesso&#8221;.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        Se si volesse eliminare realmente il precariato senza ‘sopprimere’ gli attuali precari, occorrerebbe NECESSARIAMENTE non mettere a esaurimento la terza fascia (<span style="text-decoration: underline;">trasformando</span> l’attuale ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore), ridurre a non più di tre anni il periodo di pre-ruolo e bandire nei prossimi anni, su fondi nazionali, almeno 20.000 posti per il nuovo reclutamento in ruolo.  E per supererare la cooptazione personale è indispensabile che a scegliere i vincitori dei concorsi per il reclutamento siano commissioni nazionali interamente sorteggiate, escludendo i docenti dell&#8217;Ateneo interessato e non consentendo la presenza di più di un componente appartenente allo stesso Ateneo.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">3.</span>  Gli Statuti ministeriali: autonomia, ma con giudizio. Lettera dal Ministero.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        <span style="color: #ff6600;">Alessandro Schiesaro</span>, capo della Segreteria tecnica del MIUR, intervenendo il 4 maggio scorso a un <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://streaming.crui.it/240cnr/"><span style="color: #0000ff;">Convegno sugli Statuti</span></a></span></span> organizzato dalla CRUI, ha precisato che il Ministero effettuerà sugli Statuti &#8220;un vaglio non solo di legittimità (come impone la Legge), ma anche di opportunità&#8221;.  Un singolare compito che il Ministero si attribuirebbe perché &#8220;non è consentito di tradire lo spirito della Legge&#8221;; consentito è di &#8220;mettere in pratica la legge, ma non di smontarla&#8221;. Obiettivo questo che si può raggiungere &#8220;grazie all&#8217;azione della CRUI&#8221;. Insomma, bisogna &#8220;evitare che arrivino all&#8217;esito finale proposte statutarie che potrebbero creare una dialettica (sic!) con il Ministero&#8221;.  Per evitare questo è meglio &#8220;sminare prima i problemi, nell&#8217;interesse di tutti&#8221;.  Schiesaro ha tenuto a precisare di dire tutto ciò &#8220;non con tono minaccioso, per carità.&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;">      A stretto giro di posta è arrivata ai Rettori una <span style="color: #888888;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/Lettera-ministeriale-su-statuti.pdf">Lettera</a></span></span></span> dal Ministero datata 4 maggio 2011, con in calce la firma del Ministro. La Lettera contiene sostanzialmente quanto esposto da Alessandro Schiesaro: &#8220;norme e regolamenti (devono) essere coerenti con l&#8217;impostazione della riforma e armonici tra loro&#8221;, saranno &#8220;rigorosamente tutelati i principi fondamentali della riforma&#8221;, &#8220;è comunque auspicabile che gli atenei, anche attraverso il coordinamento della CRUI, dialoghino tra loro&#8221;, e contiene anche &#8217;suggerimenti&#8217; sulla &#8220;procedura di selezione dei consiglieri di amministrazione esterni&#8221; e raccomanda il &#8220;doveroso equilibrio tra le diverse figure di docente&#8221;.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">     &#8220;Opportunità&#8221;, &#8220;spirito della legge&#8221;, &#8220;impostazione della riforma&#8221;, &#8220;principi fondamentali della riforma&#8221;, &#8220;doveroso equlibrio&#8221; sono &#8216;categorie&#8217; NON contemplate dalla Legge. E&#8217; evidente che si vuole far fare al Ministero un uso improprio del potere di indicare &#8220;le norme illegittime e quelle da riesaminare nel merito&#8221; (commi 9 e 10 dell&#8217;art. 6 della <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0098Normat/1668Istitu.htm"><span style="color: #0000ff;">Legge 9 maggio 1989, n. 168</span></a></span>).</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        Ai Rettori e agli Organi degli Atenei che volessero non sottomettersi alle &#8216;prescrizioni&#8217; ministeriali, vogliamo ricordare che NON è il Ministero ad avere l&#8217;ultima parola sugli Statuti. Infatti nel richiamato comma 10 si legge: &#8220;Gli organi competenti dell&#8217;università possono <span style="text-decoration: underline;">non conformarsi</span> ai rilievi di legittimità con deliberazione adottata dalla maggioranza dei tre quinti dei suoi componenti, ovvero ai rilievi di merito con deliberazione adottata dalla maggioranza assoluta. In tal caso il Ministro può ricorrere contro l&#8217;atto emanato dal rettore, in sede di giurisdizione amministrativa per i <span style="text-decoration: underline;">soli</span> vizi di legittimità. Quando la maggioranza qualificata non sia stata raggiunta, le norme contestate non possono essere emante.&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">   <span style="color: #000000;">  Sul ruolo della CRUI si invita a rileggere quanto scritto nel <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.andu-universita.it/2011/04/18/assalto-finale/"><span style="color: #0000ff;">precedente messaggio</span></a></span></span> al punto 2 (&#8220;La CRUI che non serve all’Università&#8221;).</span></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">4.</span>  “Un rilancio del sistema universitario”: “progetto alternativo” del PD.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">     Nell&#8217;intervento di Alessandro Figà Talamanca (v. punto 2) si legge anche che la Riforma “a sinistra, è stata oggetto di proteste e critiche che sembravano ignorarne i contenuti specifici.”  Ma perché l’&#8217;Opposizione&#8217; di sinistra avrebbe dovuto opporsi a contenuti che per quanto riguarda la ‘governance’ erano i propri? Contenuti uguali a quelli elaborati e scritti dalla confindustriale e trasversale “lobby trasparente” <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a href="https://groups.google.com/group/riformiamo-il-sapere/msg/7457c29cca4076b9?hl=it&amp;pli=1"><span style="color: #888888;">TreeLLLe</span></a></span></span> già nel 2003 e riportati dal PD nel 2006 nel <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://cnu.cineca.it/nazionale06/modica_24_01.doc"><span style="color: #0000ff;">DDL sull’Agenzia per la valutazione</span></a></span></span> e nel 2009 &#8211; prima del DDL del Governo &#8211; nel <span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://groups.google.com/group/riformiamo-il-sapere/browse_thread/thread/d210a4c33505f335?hl=it"><span style="color: #0000ff;">DDL sull’Università</span></a></span></span>. Per quanto riguarda la docenza, il PD vuole il “ruolo ‘unico” (?) in due distinti ruoli, mantenendo la messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori ai quali offre il passaggio, previa valutazione, in un terza fascia ad esaurimento.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">     Tutto questo è confermato nel recente “progetto alternativo” del PD, il cui Vice-segretario aveva pubblicamente “<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.ulivo.it/dettaglio/97088/universita_letta_proposta_governo_fallisce_obiettivi"><span style="color: #0000ff;">apprezzato</span></a></span></span>” la linea della Confindustria sul DDL governativo (v. a pag. 90 “<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #008080;"><a href="http://beta.partitodemocratico.it/Allegati/progetto_alternativo_pd_per_la_crescita.pdf"><span style="color: #0000ff;">Un rilancio del sistema universitario</span></a></span></span>”).</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">5.</span> “Sapienza, gli studenti occupano l’aula magna”: “sit-in contro riforma e privati”.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-05/110505/ZLK73.tif"><span style="color: #0000ff;">Articolo</span></a></span></span> sul Messaggero di Roma del 5 maggio 2011.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">6.</span> “Sciogliere la Crui. Democrazia negli Atenei” “Contestati i rettori della Crui”:</h3>
<h3 style="text-align: justify;">         <span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/05/04/news/sapienza_proteste_al_cnr_contestati_i_rettori_della_crui-15781285/"><span style="color: #0000ff;">Articolo</span></a></span></span> su Repubblica di Roma del 4 maggio 2011. </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">7.</span>  Incontro-Dibattito pubblico sullo Statuto a Palermo.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">     Il 19 maggio 2011 alle 15.30 si terrà a Palermo un Incontro-Dibattito su “Verso il nuovo Statuto: quale Ateneo?” aperto a tutte le componenti e al quale parteciperanno il Pro-rettore vicario (il Rettore sarà all’estero), il decano della Commissione Statuto, il Presidente della Comitato consultivo, il Coordinatore del Collegio dei Direttori di dipartimento, il Delegato alla pianificazione strategica dell’Ateneo. Nella discussione si farà anche riferimento al Documento sugli Statuti elaborato da quasi tutte le Organizzazioni universitarie. Questo documento è stato <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/Documento-da-rettore-PA.pdf"><span style="color: #0000ff;">trasmesso ufficialmente</span></a></span></span> dal Rettore alla Commissione Statuto (v. <span style="text-decoration: underline;"><em><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/Incontro-Dibattito-Statuto-PA.pdf"><span style="color: #0000ff;">locandina</span></a></span></em></span>).</h3>
<h3 style="text-align: justify;"> </h3>
<h3 style="text-align: justify;"> </h3>
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		<title>L’assalto finale all’Università statale</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 07:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[18 aprile 2011 1.     Assalto finale all&#8217;Università: Mancini, Bedeschi, Mannucci, Quagliariello, Tocci, PD 2.     La CRUI che non serve all’Università 3.     IIT: eccellente il finanziamento 4.     Statuti: CRUI, Mancini, Capano, Ranieri    1.     Assalto finale all&#8217;Università: Mancini, Bedeschi, Mannucci, Quagliariello, Tocci, PD. MANCINI         Marco Mancini, nuovo Presidente della CRUI, all’indomani della sua elezione ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">18 aprile 2011</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.  </span>   Assalto finale all&#8217;Università: Mancini, Bedeschi, Mannucci, Quagliariello, Tocci, PD<br />
<span style="color: #ff0000;">2.</span>     La CRUI che non serve all’Università<br />
<span style="color: #ff0000;">3.</span>     IIT: eccellente il finanziamento<br />
<span style="color: #ff0000;">4.</span>     Statuti: CRUI, Mancini, Capano, Ranieri </h3>
<h3 style="text-align: justify;"> </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span>     Assalto finale all&#8217;Università: Mancini, Bedeschi, Mannucci, Quagliariello, Tocci, PD.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">MANCINI</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">        Marco Mancini, nuovo Presidente della CRUI, all’indomani della sua elezione ha dichiarato: “In futuro dovremo consentire alle università di chiamare i professori che vogliono” (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-04/110408/YV2SY.tif"><span style="color: #0000ff;">intervista</span></a></span> al Corriere della Sera dell’8 aprile 2011). Mancini &#8211; già segretario generale della CRUI che ha compartecipato all’elaborazione del DDL sull’Università e, contrapponendosi al mondo universitario, lo ha difeso in tutti i modi – ritiene che contro il taglio dei finanziamenti, “insostenibile per buona parte degli atenei”, occorra prima “promuovere la propria (degli Atenei, <em>ndr</em>) immagine” e “poi avanzare una richiesta, forte e chiara, di nuove risorse”. Marco Mancini, si legge ancora, è stimato sia da Oliviero Diliberto che da Mariastella Gelmini e questo, sostiene lo stesso Mancini, “forse vuol dire che qualche merito ce l’ho”.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">         Mancini, lo stesso giorno della sua elezione, ha <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=1969"><span style="color: #0000ff;">d</span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #0000ff;">ic</span>hiarato</span></a></span>: “L’applicazione della 240/10 richiede attenzione e responsabilità. Se condotta con la dovuta partecipazione e con grande senso delle istituzioni può trasformarsi in una <span style="text-decoration: underline;">vera e propria opportunità per il rinnovamento e il rilancio delle università</span>. E il ruolo della CRUI in questa fase sarà cruciale”.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        Anche Guido Fabiani, rettore di Roma 3 e sostenitore della Legge imposta all’Università, auspica “un confronto aperto e libero dai pregiudizi, in grado di cogliere le <span style="text-decoration: underline;">opportunità presenti nella riforma Gelmini</span>” (dall’<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-04/110416/Z3BVW.tif"><span style="color: #0000ff;">intervista</span></a></span> sul Riformista del 16 aprile 2011 “all’indomani del convegno del Pd dedicato al mondo accademico”).</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">BEDESCHI</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">        Riferendosi all’intervista di Mancini sopra richiamata, Giuseppe Bedeschi <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-04/110412/YYOLD.tif"><span style="color: #0000ff;">scrive</span></a></span> sul Corriere della Sera del 12 aprile 2011 che la ‘libera chiamata&#8217; dei professori da parte degli Atenei richiede “che venga abolito il valore legale delle lauree”, perché se non si facesse questo “verrebbero chiamati i beniamini, i servitori, i famigli, addirittura i parenti dei professori che controllano lo Facoltà”, come “accade da molti anni in Italia con i concorsi nazional-locali” per una legge che fu “voluta dal centrosinistra, ma fu conservata dal centrodestra.” Bedeschi considera “un notevole progresso” l’introduzione dell’abilitazione nazionale. “C’è però un pericolo: che essendo il numero degli ‘abilitati’ aperto e non chiuso, le varie congreghe universitarie locali riescano a far attribuire (influendo sulle commissioni nazionali) l’abilitazione ai propri protetti, famigli, eccetera”, “dunque c’è il pericolo che tutto continui come prima”. Quindi, conclude ‘acrobaticamente’ Giuseppe Bedeschi, “ben venga la proposta del neopresidente della Crui” e, aggiunge, &#8221;dunque si abolisca il valore legale delle lauree.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"> MANNUCCI</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">         In maniera più coerente Pier Mannuccio Mannucci, sull’Espresso del 14 aprile 2011, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2011/04/08SI85100.PDF"><span style="color: #0000ff;">scrive</span></a></span> che “la vera riforma dell’Università si può fare solo con tre abolizioni: cancellando il valore legale del titolo di studio, i concorsi e il posto fisso”. Mannucci nel suo sito <a href="  http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/la-vera-riforma-il-gruppo-2003"><span style="color: #0000ff;">chiarisce</span></a> quale è l’obiettivo finale delle sue proposte: “università di eccellenza (dedite principalmente alla ricerca e alla formazione dei ricercatori), e università che abbiano come missione principale quella di aumentare il numero di laureati, da noi ancora largamente insufficiente rispetto ai paesi con cui siamo in competizione”. Il tutto affiancato da “un serio intervento dell’ANVUR in termini di valutazione”. </h3>
<h3 style="text-align: justify;">        Idee analoghe erano state espresse da Gaetano Quagliariello del PDL e da Walter Tocci del PD.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">QUAGLIARIELLO</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">        Gaetano Quagliarello, <a href="http://www.gaetanoquagliariello.it/node/6279"><span style="color: #0000ff;">nell’intervento sul DDL governativo</span></a> al Convegno “Università verso la riforma” del 12 febbraio 2010 a Bologna, ha sostenuto che “all’università si chiede di ‘stare sul mercato’”, che non bisogna “gravare gli atenei di  regole, vincoli, controlli a monte”, che occorre “dare agli atenei la massima libertà possibile, controllando con rigore a valle, ex post, il loro operato”, ”libertà agli atenei di cooptare chi ritengano opportuno sotto la propria responsabilità”. Egli ha aggiunto che negli atenei occorre accentrare “il potere, rendendo più chiara l’attribuzione di responsabilità” e che “una volta presa l’idoneità, si vada a chiamata nominativa dal consiglio di dipartimento e basta. Poi verrà il sistema di premi e punizioni ex post.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">TOCCI</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">     Walter Tocci <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/01/04/tocci-pd/"><span style="color: #0000ff;">vuole</span></a></span> che l’Università sia “libera di organizzarsi come meglio crede e di assumere i professori a suo gradimento. Gli organi universitari diventano totalmente responsabili delle proprie azioni, senza alcuna rete di protezione. L’università è libera anche di sbagliare, ma ne paga le conseguenze fino alla possibilità estrema del fallimento. La valutazione dei risultati diventa l’UNICA REGOLA.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">PD</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">        Al Convegno del PD sull’Università del 14 aprile 2011, il Segretario del PD ha sostenuto che “la riforma è un albero storto, che in qualche modo si dovrà cercare di raddrizzare” e che “non può durare senza modifiche sostanziali” (dall’<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2011/04/15SIA5110.PDF"><span style="color: #0000ff;">a</span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #0000ff;">r</span>ticolo</span></a></span> sull’Unità del 15 aprile 2011). E nel tentativo di “raddrizzare” e di far “durare” una Legge che mette la parola fine all’Università statale, il PD coerentemente non ha presentato una proposta di legge per abrogare o cambiare radicalmente la “riforma storta”, ma nemmeno per apportarvi “modifiche sostanziali”. Ha presentato, invece, una proposta di legge &#8220;per sbloccare concorsi e assegni di ricerca, procedendo con le vecchie norme almeno ‘fino a quando non ci saranno tutti i decreti attuativi della riforma’”.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       Sulla questione della ‘libera chiamata dei docenti’, nel convegno del PD è stata confermata la posizione di coloro che ne hanno finora ‘ispirato’ le scelte: “Le università dovrebbero essere responsabili delle loro assunzioni con valutazioni ex post, mentre l’abilitazione nazionale prevista dalla Gelmini con lunghe procedure per stabilire le commissioni non serve a nulla.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">ANDU</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">         Per eliminare il nepotismo, il clientelismo e parentopoli, l&#8217;abilitazione nazionale dovrebbe servire per i passaggi di fascia (da ricercatore ad associato e da associato a ordinario).  Al giudizio positivo da parte della commissione nazionale dovrebbe corrispondere il pieno e automatico riconoscimente del passaggio, caricando il corrispondente incremento economico ad un apposito fondo nazionale. Invece per il reclutamento in ruolo di coloro che non sono ancora in ruolo si dovrebbero prevedere CONCORSI NAZIONALI, con commissioni di sorteggiati non appartenenti alle sedi  che hanno bandito i posti e con il vincolo che non ci sia più di un commissario appartenente alla stessa sede.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">         <a href="http://www.andu-universita.it/2010/01/04/tocci-pd/"><span style="color: #0000ff;">Commentando</span></a> le posizioni di Tocci nel gennaio 2010, l’ANDU aveva, tra l’altro, scritto: “Basterebbe conoscere un po’ il mondo accademico per sapere che l’accademia italiana utilizzerebbe la totale libertà concessale per fare di tutto e di più sul piano del nepotismo e dell’uso privatistico delle risorse pubbliche. Una devastazione annunciata che non sarebbe certo evitata dalla minaccia di essere puniti sulla base di una “valutazione” tutta da definire (organo, compiti, modalità) e i cui risultati non potranno che aversi dopo diversi anni dai misfatti commessi, sapendo che comunque le eventuali sanzioni riguarderanno le strutture, non certo i singoli ‘colpevoli’. L’Organo nazionale di valutazione, una sorta di angelo vendicatore, CERTAMENTE cadrebbe sotto il controllo (se non direttamente gestito) di quelle “lobbies accademiche, da sempre abituate a operare sulla scala nazionale” di cui scrive lo stesso Tocci. Di fatto i componenti di questo Organo non verrebbero da Marte, ma anche se così fosse l’Accademia italiana che conta sarebbe in grado di ‘umanizzarli’, adattandoli alle proprie esigenze.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;">          E ancora l&#8217;ANDU scriveva: “Walter Tocci nel prevedere l’assoluta autonomia per gli Atenei non si preoccupa di precisare CHI sarebbero negli Atenei inizialmente i ‘padroni’ di questa autonomia.” Nella Legge recentemente approvata è stato precisato che la ‘autonomia’ degli Atenei sarà gestita dalle attuali oligarchie attraverso gli attuali Rettori e i ‘loro’ attuali Senati Accademici ai quali è stato attribuito il potere di modificare gli Statuti. ‘Naturalmente’ non si è voluto prevedere un ‘organo costituente’ composto dai rappresentanti eletti direttamente da tutte le componenti.    </h3>
<h3 style="text-align: justify;">         E l&#8217;ANDU concludeva: “ La verità è che Walter Tocci (e non solo) da anni vuole di fatto il COMMISSARIAMENTO (altro che autonomia!) dell’Università italiana e in questa direzione, all’inizio del 2006, ha presentato alla Camera (Luciano Modica al Senato) un disegno di legge sull’Agenzia nazionale di valutazione che l’ANDU ha criticato già al <a href="http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Search&amp;testo=09%29+Forum+ricerca+e+universit%E0%3A+Intervento+di+Nunzio+Miraglia&amp;tipo=testo"><span style="color: #0000ff;">Forum di presentazione</span></a> a Milano e anche successivamente con un <a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/ds-esternalizzazione-dellautonomia.html"><span style="color: #0000ff;">documento</span></a>. Insomma, la ‘riforma’ di Tocci si tradurrebbe certamente nella costituzione di una ‘grande’ Asl nazionale dell’insieme degli Atenei!”</h3>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">2.</span>     La CRUI che non serve all’Università.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       La CRUI ha preteso e pretende di rappresentare il sistema degli Atenei italiani pur essendo strutturalmente incapace di farlo. Infatti ogni Rettore è eletto per governare il proprio Ateneo, spinto alla competizione con le altre Università e in rapporto con il proprio territorio; ed è quindi portatore di interessi particolari e non può rappresentare e curare gli interessi generali delle Università italiane.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       E infatti, quando sono stati coinvolti interessi concreti, la CRUI si è frantumata in tante ‘CRUI’: quella degli Atenei <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2008/03/11/i-13-atenei-di-serie-a-e-la-crui/"><span style="color: #0000ff;">(auto) eccellenti</span></a></span>, quella degli Atenei privati, quella degli Atenei a statuto speciale, quella degli Atenei del Sud, quella lombarda, ecc.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        Nonostante tutto questo, la CRUI ha voluto/dovuto svolgere un ruolo politico, così come  <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2004/03/12/chi-deve-rappresentare-il-sistema-nazionale-delle-universita-la-crui-naturalmente/"><span style="color: #0000ff;">‘</span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #0000ff;">a</span>uspicato’</span></a></span> dalla confindustriale “lobby trasparente” TreeLLLe, che fin dal 2003 ha chiesto di “assumere la Conferenza dei rettori (Crui) quale referente per la consultazione, il confronto e la verifica del consenso sulle più rilevanti scelte di governo del sistema”.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       E la CRUI è stata al fianco della Confindustria nel sostegno al DDL sull’Università; una ‘militanza’ costantemente  enfatizzata dalla ‘grande’ stampa che ha continuato a farlo, anche quando era già noto che la Presidenza della CRUI non aveva più il consenso della maggioranza dei Rettori e nonostante fosse più che evidente che essa si contrapponeva alla stragrande maggioranza del mondo universitario mobilitata CONTRO l’approvazione del DDL.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       Il ruolo assegnato alla CRUI è servito e serve anche a impedire che il Sistema nazionale delle Università sia democraticamente rappresentato da un organismo composto da rappresentanti eletti direttamente da tutte le componenti universitarie, in maniera non frammentata e non corporativa. Un organismo capace di difendere l’autonomia dell’Università dai poteri forti accademici, politici e confindustriali.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        Se i Rettori volessero svolgere un ruolo positivo a livello nazionale dovrebbero costituirsi in un Collegio per confrontarsi sulla gestione degli Atenei ed elaborare proposte per migliorarne il funzionamento, smettendo finalmente di pretendere di rappresentare con la CRUI il Sistema universitario, quando in realtà essa ha rappresentato e difeso gli interessi di coloro che, all’interno e all’esterno, operano da decenni per demolire l’Università statale.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"> </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">3.</span>  IIT: eccellente il finanziamento.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       Sull’IIT recentemente Angelo Leopardi e Francesco Sylos Labini hanno scritto l’interessante <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/enti-di-ricerca-e-iit-dove-leccellenza"><span style="color: #0000ff;">intervento</span></a></span> “Enti di ricerca e IIT: dov’è l’eccellenza”.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        Su questa stessa questione nel giugno 2008 l’ANDU aveva <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2008/06/30/dl-fondazioni-iit-ffo-blocco-scatti/"><span style="color: #0000ff;">scritto</span></a></span>: “Le Università, specie quelle statali, – si sa – sprecano le risorse pubbliche e per questo è bene tagliare loro i finanziamenti e puntare su centri di eccellenza da inventare e da finanziare abbondantemente a parte (IIT di Genova, SUM di Firenze, IMT di Lucca). E all’IIT, centro che per eccellenza è il più eccellente, presieduto dal Direttore Generale del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si destinano ulteriori Fondi, devolvendogli “le dotazioni patrimoniali” della Fondazione IRI, con un articolo del DL (Legge 113/08, <em>ndr</em>) il cui titolo non lascia alcun dubbio sul fatto che l’IIT sia ‘depositario’ esclusivo dei “progetti di ricerca di eccellenza”. Il Ministero dell’Economia continua a strangolare finanziariamente l’Università statale e lo stesso Ministero continua a iperfinanziare una struttura presieduta dal suo Direttore generale!”</h3>
<h3 style="text-align: justify;"> </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">4. </span>    <span style="color: #000000;">Statuti: </span>CRUI, Mancini, Capano, Ranieri.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       La CRUI ha organizzato un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://streaming.crui.it/governance/"><span style="color: #0000ff;">seminario</span></a></span> su “La Governance nella cornice dei nuovi statuti” che si è svolto il 23 marzo scorso.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">      Una discussione interessante alla quale ha <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://240inpratica.net/2011/03/29/marco-mancini/"><span style="color: #0000ff;">partecipato</span></a></span> anche <span style="color: #ff0000;">Marco Mancini</span>, rettore dell’Università della Tuscia e ora anche Presidente della CRUI. Mancini ha sottolineato di avere anticipato nel suo Ateneo, nei compiti e nella composizione del Consiglio di Amministrazione, la Legge voluta e sostenuta dalla CRUI. Marco Mancini ha anche sottolineato l’importanza della Commissione di disciplina “strumento efficace di governance” (sic!). </h3>
<h3 style="text-align: justify;">       Uno dei relatori del Seminario è stato <span style="color: #ff0000;">Giliberto Capano</span> che su <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-03/110330/YM0CW.tif"><span style="color: #0000ff;">Europa</span></a></span> del 30 marzo ha, tra l’altro, invitato gli Atenei a “interpretare in modo responsabile l’autonomia” che, secondo lo stesso Capano, consisterebbe nell’applicare fedelmente la Legge la quale obbligherebbe di prevedere che “l’organo che decide le strategie è il cda, il rettore governa, il senato accademico propone e suggerisce.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       Sempre per rispettare l’autonomia dell’Università, <span style="color: #ff0000;">Andrea Ranieri</span>, oggi assessore del Comune di Genova, vorrebbe che  “i membri esterni del Consiglio di Amministrazione, vero organo di governo dell’Università”,  non fossero eletti dal Senato Accademico bensì dalla “Consulta di Ateneo, in cui le istituzioni, le organizzazioni economiche e sociali della città, sono chiamate a confrontarsi con il Rettore sul rapporto Università e territorio, offerta e domanda di sapere” (da <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2011/04/04TO91220.PDF"><span style="color: #0000ff;">Repubblica di Genova</span></a></span> del 4 aprile 2011).</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       Andrea Ranieri da tempo esprime posizioni ‘avanzate’ sull’Università e la Ricerca. Nel <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2006/03/25/luniversita-degli-imprenditori-i-ds-e-la-confindustria-i-15-atenei-eccellenti/"><span style="color: #0000ff;">marzo 2006</span></a></span>, assieme a Walter Tocci, dopo che la Confindustria aveva presentato un piano per l’Università e il Presidente della Confindustria aveva dichiarato: “Bisogna lavorare a un sistema forte e liberalizzato per completare la positiva riforma Moratti”, aveva affermato che “il piano va nella direzione giusta perché individua in autonomia, valutazione e responsabilità le chiavi di riforma dell’università”. Lo stesso Ranieri, nel <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2004/03/29/universita-in-tv-professori-ordinari-eccellenti-e-di-provincia/"><span style="color: #0000ff;">marzo 2004</span></a></span>, in una trasmissione di Giuliano Ferrara, aveva espresso la ‘bizzarra’ idea che l’IIT di Genova voluto dal ministro Tremonti avrebbe potuto diventare la “grande agenzia nazionale della ricerca”.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"> </h3>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/andu-universita/BhLB/~4/xYtqzKuv8vg" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Legge mortale per l’Università statale</title>
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		<comments>http://www.andu-universita.it/2011/01/06/legge-mortale/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 15:20:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.andu-universita.it/?p=3944</guid>
		<description><![CDATA[- 18 marzo 2011 1. &#8220;Per la democrazia negli Statuti&#8221; (documento unitario) 2. Confronto sui decreti attuativi della Legge 3. &#8220;Campagna di disinformazione&#8221;, &#8216;bocconiani&#8217; e IIT 4. &#8220;L&#8217;Università che vorremmo&#8221; 5. &#8220;Crui, finisce l&#8217;era Decleva&#8221; 6.  Schema DPR regolamento abilitazioni 7.  Assegni prima e dopo 1. &#8221;Per la democrazia negli Statuti&#8221; (documento unitario).         Le Organizzazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">- 18 marzo 2011</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> &#8220;Per la democrazia negli Statuti&#8221; (documento unitario)<br />
<span style="color: #ff0000;">2.</span> Confronto sui decreti attuativi della Legge<br />
<span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;">3. <span style="color: #000000;">&#8220;Campagna di disinformazione&#8221;, &#8216;bocconiani&#8217; e IIT<br />
</span></span></span></span><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;">4</span>. &#8220;L&#8217;Università che vorremmo&#8221;<br />
<span style="color: #ff0000;">5.</span> &#8220;Crui, finisce l&#8217;era Decleva&#8221;<br />
<span style="color: #ff0000;">6</span>.  Schema DPR regolamento abilitazioni<br />
<span style="color: #ff0000;">7.</span>  Assegni prima e dopo<br />
</span></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> &#8221;Per la democrazia negli Statuti&#8221; (documento unitario).<br />
        Le Organizzazioni universitarie dei docenti, dei tecnico-amministrativi, dei precari e degli studenti &#8211; ADI, ANDU, APU, CISL-Università, CONFSAL-SNALS-Cisapuni, CoNPAss, COSAU (Adu, Cipur, Cnru, Cnu, Csa-Cisal-Università), FLC-CGIL, LINK-Coordinamento Universitario, RETE-29 aprile, SNALS-Docenti Università, SUN, UDU, UGL-Università e Ricerca e UILPA-UR &#8211; hanno elaborato una articolata <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/Documento-finale-su-Statuti-.pdf">proposta</a></span> di modifica degli Statuti che, pur all&#8217;interno dei pesanti vincoli previsti dalla Legge, va nella direzione della massima partecipazione democratica di tutte le componenti nella gestione degli Atenei.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">2.</span> Confronto sui decreti attuativi della Legge.<br />
        Così come previsto dal documento unitario del 14 febbraio scorso, ADI, AND, ANDU, APU, CISL-Università, CONFSAL-SNALS-Cisapuni, ConPAss, COSAU (Adu, Cipur, Cisal, Cnru, Cnu), FLC-CGIL, LINK-Coordinamento Universitario, RETE-29 aprile, SNALS-Docenti Università, SUN, UDU, UGL-Università e Ricerca, UILPA-UR e USB-Pubblico Impiego hanno <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/Audizioni.pdf">chiesto</a></span> &#8220;al Ministro e alla Commissioni parlamentari un confronto preventivo sui provvedimenti applicativi della Legge&#8221;.<br />
       Alla richiesta di confronto hanno finora risposto il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/Presidente-Istruzione.pdf">Presidente</a></span> della Commissione Istruzione del Senato e la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/Ghizzoni.pdf">Capogruppo</a></span> del  PD nella Commissione Cultura della Camera.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">3.</span> &#8221;Campagna di disinformazione&#8221;, &#8216;bocconiani&#8217; e IIT.<br />
        Invitiamo a sentire un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://ricercatorialberi.blogspot.com/2011/03/discussione-sullo-stato-delluniversita.html">intervento</a></span> di Francesco Sylos Labini su &#8220;Ricerca italiana nel panorama internazionale&#8221;. Sylos Labini analizza, tra l&#8217;altro, il ruolo dei &#8216;bocconiani&#8217; e la qualità delle &#8216;private&#8217; Bocconi e Luiss e dell&#8221;inventato&#8217; IIT.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">4. <span style="color: #000000;">&#8220;L&#8217;Università che vorremmo&#8221;.<br />
        Un gruppo di docenti, alcuni dei quali hanno notevolmente contribuito a &#8216;fare&#8217; l&#8217;attuale Università, si è riunito a Camerino per discutere sull&#8217;Università che vorrebbero. Da parte sua la CRUI ha organizzato il seminario &#8220;Quale assetto organizzativo nella cornice dei nuovi statuti?&#8221;<br />
       Per leggere e/o ascoltare gli interventi a Camerino cliccare <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.unicam.it/archivio/eventi/incontri_convegni/11_UniversitaCheVogliamo/interventi.asp">qui</a></span>. Per ascoltare gli interventi alla CRUI cliccare <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://240inpratica.net/2011/02/28/seminario-crui-sulla-legge-2402010/#comments">qui</a></span>.</span></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;">5.</span> &#8220;Crui, finisce l&#8217;era Decleva&#8221;.<br />
        &#8220;Il presidente Enrico Decleva lascia la guida della Crui con qualche settimana di anticipo&#8221; (da un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-03/110318/YAPQB.tif">articolo</a></span> sul Mondo). Decleva &#8220;lascia&#8221; dopo avere portato in porto l&#8217;approvazione del DDL che ha sostenuto assieme alla Confindustria.</span></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">6.</span> Schema DPR regolamento abilitazioni.<br />
      Per leggere lo &#8220;Schema di Decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento per il conferimento dell&#8217;abilitazione scientifica nazionale per l&#8217;accesso al ruolo dei professori universitari&#8221; cliccare <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/Schema-DPR-su-abilitazioni.pdf">qui</a></span>.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">7. <span style="color: #000000;">Assegni prima e dopo.<br />
          <a href="http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=35410&amp;stile=6&amp;highLight=1&amp;paroleContenute=%275%2F04231%27+%7C+%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+IN+COMMISSIONE%27">Interrogazione</a> dell&#8217;on. Ghizzoni (PD) e <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/IL-TESTO-UFFICIALE-DELLA-RISPOSTA-.pdf">risposta</a></span> del Ministero.</span></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"> </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">- 18 febbraio 2011</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> Documento Organizzazioni universitarie<br />
<span style="color: #ff0000;">2.</span> &#8220;Sul lastrico 36 università&#8221;<br />
<span style="color: #ff0000;">3.</span> &#8220;3 + 2&#8243;<br />
<span style="color: #ff0000;">4.</span> &#8220;Super poteri ai rettori&#8221;<br />
<span style="color: #ff0000;">5.</span> Referendum abrogativo<br />
<span style="color: #ff0000;">6.</span> Baroni e padroni</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> Documento Organizzazioni universitarie.<br />
        Il 14 febbraio 2011 ADI, AND, ANDU, APU, CISL-Università, CONFSAL-SNALS-Cisapuni, ConPAss, COSAU (Adu, Cipur, Cisal, Cnru, Cnu), FLC-CGIL, LINK-Coordinamento Universitario, RETE-29 aprile, SNALS-Docenti Università, SUN, UDU, UGL-Università e Ricerca, UILPA-UR, USB-Pubblico Impiego hanno elaborato un documento sulla situazione dell&#8217;Università italiana dopo l&#8217;approvazione della Legge. Per leggere il documento cliccare <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/Documento-unitario-14.2.11-x-Andu-pdf.pdf">qui</a></span>.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">2.</span> &#8220;Sul lastrico 36 università&#8221;.<br />
       &#8221;Per gli atenei in difficoltà assunzione bloccate e rischio commissariamento&#8221;, <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-02/110216/XICR7.tif"><span style="text-decoration: underline;">articolo</span> </a>su ItaliaOggi del 16 febbraio 2011.<br />
 <br />
<span style="color: #ff0000;">3.</span> &#8220;3 + 2&#8243;.<br />
        &#8220;Ingegneri, su 230 mila iscritti solo 5 mila restano iunior&#8221;, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-02/110212/XFB6H.tif">articolo</a></span> su ItaliaOggi del 12 febbraio 2011. &#8220;Le lauree triennali sono state un fallimento&#8221;. &#8221;Opinione peraltro condivisa anche dal Ministro Maria Stella Gelmini, che con un telegramma ha sottolineato l&#8217;inefficacia del ciclo di studio dei tre anni più due: &#8220;non in grado di assolvere quella richiesta di preparazione tecnico-scientifica che invece continua ad essere appannaggio del percorso a ciclo unico dell&#8217;ingegneria edile-architettura&#8221;.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">4.</span> &#8220;Super poteri ai rettori&#8221;.<br />
         &#8220;Inizia l&#8217;era Gelmini. Super poteri ai rettori&#8221;, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-02/110217/XJBF8.tif">articolo</a></span> sul Manifesto del 17 febbraio 2011. L&#8217;articolo comincia con: &#8220;A poco più di un mese dall&#8217;approvazione delle riforma Gelmini, l&#8217;aria che si respira negli atenei è tesa e malmostosa&#8221;. E più avanti, tra l&#8217;altro, si afferma che &#8220;in mancanza di una vittoria simbolica per la democrazia nell&#8217;università, cresce il sospetto che la cooptazione (nelle commissioni per gli statuti, ndr) trasformerà i ricercatori no-Gelmini nei guardiani della riforma.&#8221;<br />
       &#8220;Ben venga il nuovo statuto ma bisognava fare le elezioni&#8221;, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2011/02/18SIT5091.PDF">intervento</a></span> sul Tirreno e la Nazione del 18 febbraio 2011. Nell&#8217;intervento di Pasqualino Albi, del PD di Pisa, tra l&#8217;altro, si legge: &#8220;Spiace che si sia scelto di nominare i membri della commissione per designazione e non per via elettiva.&#8221; &#8220;La responsabilità di questa scelta non è da imputare solamente all&#8217;amministrazione, ma anche alla parte del corpo docente strutturato e non strutturato che non ha sostenuto con sufficiente forza l&#8217;istanza della scelta elettiva.&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">5.</span> Referendum abrogativo.<br />
        A Bologna &#8220;I docenti preoccupati preparano un referendum abrogativo della legge Gelmini&#8221;. Per leggere l&#8217;articolo su Ustation cliccare <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ustation.it/articoli/i-docenti-preoccupati-preparano-un-referendum-abrogativo-della-legge-gelmini/nr">qui</a></span>.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">6.</span> Baroni e padroni.<br />
        &#8220;Intellettuariato. Dopo l&#8217;approvazione della Legge &#8220;Gelmini&#8221; sull&#8217;Università, il punto sullo stato dell&#8217;analisi attorno ai tagli a Formazione e Ricerca&#8221;, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://digilander.libero.it/andreamartocchia/intellettuariato.pdf">intervento</a></span> di Andrea Martocchia.<br />
  </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">- 12 febbraio 2011</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;">1. </span>Abrogare l&#8217;Università o la Legge?<br />
      <span style="color: #ff0000;"> a.</span> Tutto bloccato<br />
    <span style="color: #ff0000;">   b.</span> Rettori-commissari<br />
    <span style="color: #ff0000;">   c.</span> A Palermo<br />
<span style="color: #ff0000;">2.</span>Legge: la CRUI assente?<br />
<span style="color: #ff0000;">3.</span>Universitas. DDL: &#8220;Cronaca di un&#8217;approvazione&#8221;<br />
<span style="color: #ff0000;">4.</span>Dopo DDL da Palermo<br />
<span style="color: #ff0000;">5.</span> Associati indisponibili<br />
<span style="color: #ff0000;">6.</span> Schema DPR Regolamento delle abilitazioni<br />
</span> </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span>Abrogare l’Università o la Legge?</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       I primi preannunciati effetti della Legge sull’Università sono sotto gli occhi di tutti: blocco di qualsiasi bando e commissariamento degli atenei con l’ANVUR e i Rettori.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       L’obiettivo finale dell’operazione è la consegna alle oligarchie accademico-economico-politiche locali degli Atenei, la maggior parte dei quali saranno emarginati o chiusi:  non a caso Fiorella Kostoris, che &#8220;viene data (da chi?, <em>ndr</em>) come probabile presidente dell&#8217;Anvur” sostiene, come la Confindustria e l&#8217;accademia che conta, che &#8220;nel nostro Paese la vera riforma sarebbe l&#8217;abolizione del valore legale del titolo di studio e la fine di ogni appiattimento burocratico&#8221;: &#8220;in Italia le differenziazioni di status qualitativo o di salario tra università sono inesistenti&#8221; (dal <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-01/110124/WXV0B.tif">CorrierEconomia</a></span>del 24.1.11).</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       Con la Legge si vuole completare l’opera di smantellamento dell’Università statale, cancellandone completamente l’autonomia e la democrazia. Un disegno politico-affaristico portato avanti nel nostro Paese dalla Confindustria e da un gruppo di ‘baroni di stato’ che da oltre un ventennio operano, servendosi di tutti i Partiti, per devastare gli Atenei: finta autonomia finanziaria e statutaria, svuotamento del CUN e rafforzamento della CRUI, finti concorsi locali, dequalificazione degli studi con il “3 + 2”, progressivo taglio dei finanziamenti, blocco del reclutamento e delle promozioni, espansione e allungamento del precariato, messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori, progressiva eliminazione del diritto allo studio. </h3>
<h3 style="text-align: justify;">       L’alternativa a tutto questo è il rilancio di una protesta per contenere i danni della Legge, arrivare alla sua abrogazione e attuare un vera riforma democratica e condivisa dell’Università.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">a.</span> Tutto bloccato.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       Dottorati, assegni, reclutamento in ruolo, avanzamenti di carriera: tutto bloccato. La conseguenza immediata sarà/è l’espulsione di tanti giovani ed ex-giovani precari che svolgono un ruolo indispensabile nella ricerca e nella didattica. Nel frattempo si stanno sempre più svuotando i ruoli della docenza e contemporaneamente ci si lamenta che l’accademia italiana è la più vecchia del mondo!</h3>
<h3 style="text-align: justify;">      Insomma, una vera e propria desertificazione che sta riducendo la qualità e la quantità della didattica e della ricerca, con danni irreparabili per il Paese.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"> <span style="color: #ff0000;">b.</span> Rettori-commissari.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            In un ‘vecchio’ <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2009/10/30/ta-commissaria-gli-atenei/">documento</a></span>del 30 ottobre 2009 l’ANDU scriveva:</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       “Il DDL sulla ‘governance’ ha l’obiettivo di COSTRINGERE gli Atenei a modificare, secondo una logica aziendalistica, il proprio assetto istituzionale per accentrare nelle mani del Rettore e del ristretto numero di componenti del nuovo Consiglio di Amministrazione (con almeno il 40% di esterni, ora almeno il 30%, <em>ndr</em>) TUTTA la gestione dell’Ateneo, oggi formalmente esercitata dal SA, dal CdA, dai Consigli di Facoltà e di Dipartimento” “Il modello che si vuole imporre è quello ‘dettato’ da anni dalla Confindustria e dalla ‘sua’ lobby trasversale costituita dalla Fondazione TreeLLLe. Un modello che è <a href="https://groups.google.com/group/riformiamo-il-sapere/msg/7457c29cca4076b9?hl=it&amp;pli=1">condiviso dal PD</a>, in un clima bipartisan che da decenni caratterizza l’attività governativa e parlamentare sull’Università.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;">      E più oltre: “L’obiettivo principale del DDL è quello di azzerare la partecipazione democratica nella gestione degli Atenei, trasformandoli in aziende simili alle ASL.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       E ancora: “Per essere certi della ‘corretta’ applicazione della controriforma è previsto che a predisporre il nuovo statuto sia un “apposito organo” composto dal “rettore con funzioni di presidente, due rappresentanti degli studenti, sei designati dal senato accademico e sei dal consiglio di amministrazione”. In ogni caso il nuovo statuto sarà “adottato con delibere del senato accademico e del consiglio di amministrazione.” Tutto questo va nella direzione opposta alla formazione di un Organo costituente di Ateneo (p.e., composto da rappresentanze paritetiche direttamente elette da ordinari, associati, ricercatori, tecnico-amministrativi e studenti), un Organo indispensabile se si volessero affidare le decisioni sul nuovo assetto dell’Ateneo all’Ateneo stesso e non alla sua oligarchia.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       Nonostante le intenzioni della legge, c’era e c’è ancora la possibilità di praticare, formalmente e sostanzialmente, una elaborazione delle modifiche statutarie in maniera democratica.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       Invece la stragrande maggioranza dei Rettori e dei ‘loro’ organi di Ateneo hanno ubbidito allo spirito della legge determinando una composizione delle Commissioni NON su basi elettive, creando così le premesse per modifiche statutarie in linea con gli obiettivi antidemocratici della stessa Legge</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">c.</span> A Palermo.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        Pochissime le scelte di segno opposto, che dimostrano però, come nel caso di Palermo, che sarebbe stato/è possibile, pur nel rispetto della lettera della Legge, percorrere strade diverse. A Palermo la Commissione sarà composta da tre ordinari, tre associati, tre ricercatori e tre tecnico-amministrativi.  I nove docenti saranno scelti da una rosa di 29 eletti da 5 aree, con elettorato attivo e passivo comune per le tre fasce.  Per leggere l&#8217;avviso ufficiale del Rettore sulla composizione della Commissione cìliccare <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/Avviso_selezione_docenti1.pdf">qui</a></span>.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">2.</span>Legge: la CRUI assente?</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Giulio Peruzzi, in un intervento sul Corriere di Verona (“Riforma Gelmini: la debolezza dei rettori”), confrontando i comportamenti dell’ANCI e della CRUI nei riguardi del Governo, scrive: “Peccato che la Conferenza dei rettori delle università italiane non abbia dimostrato la stessa determinazione dell’Anci. E anche la stessa capacità di dimostrare responsabilità nei confronti del Paese e dei suoi cittadini, al di là di minuti interessi di bottega e al di là delle diverse opinioni in ambito politico. “</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Roberto Lagalla, rettore di Palermo, in una recente <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/Lettera-alla-CRUI.pdf">lettera</a></span>al Presidente della CRUI, tra l’altro, rimarca come “il silenzio della CRUI – nel corso del vasto ed aspro dibattito apertosi in coincidenza con la fase finale dell’approvazione parlamentare della legge di riordino dell’Università – ha destato nell’opinione pubblica la percezione di una Conferenza ingessata e totalmente acquiescente al decisore politico.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Primo. Il federalismo fiscale non prevedeva il commissariamento dei comuni attraverso i sindaci, mentre il DDL prevedeva il commissariamento degli Atenei attraverso i Rettori.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Secondo. Non è completamente vero che ci sia stato “il silenzio della CRUI”. E’ invece vero che l’Assemblea della CRUI e la stragrande maggioranza dei Rettori non si sono dissociati pubblicamente dalle dichiarazioni del Presidente della CRUI a totale sostegno del DDL. Queste ultime dichiarazioni sono state esibite sulla ‘grande’ stampa per destare nell’opinione pubblica la percezione di una Conferenza totalmente e attivamente d’accordo con il “decisore politico”, sottolineando così come la parte più ‘qualificata’ del mondo universitario sostenesse fortemente un provvedimento che è stato addirittura  definito “l’ultima spiaggia” per l’Università italiana.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            La verità è che solo da poco – tardivamente e ancora poco pubblicamente – si sta sviluppando una contestazione della gestione della CRUI dove emergono “decisioni e volontà predeterminate”, come denuncia il Rettore di Palermo, che scrive anche: “Non è forse senza ragione se, in alcuni Senati Accademici, vengano rivolte ai Rettori critiche, anche severe, in merito alla loro incidenza politica e capacità di rappresentanza all’interno della CRUI, con l’invito a rivedere la posizione e la stessa presenza di questi Atenei in seno alla Conferenza.” </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">3.</span>Universitas. DDL: “Cronaca di un’approvazione”.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Sul <span style="text-decoration: underline;">n<a href="http://www.rivistauniversitas.it/files/fileusers/LeggeGelmini.pdf">. 118</a></span>del dicembre 2010 della Rivista “Universitas &#8211; studi e documentazione di vita universitaria”, sono riportate le posizioni di Palla, Decleva, Scarascia Mugnozza, Magni, Andu, Livi Bacci, Tocci, Gentili, Cnsu, Fuci, La Spina sull’approvazione del DDL sull’Università.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Nel riportare a pag. 29 la posizione dell’ANDU (“Una voce contro”) la Rivista sottolinea che “l’ANDU ha perentoriamente combattuto il disegno di legge auspicandone in toni spesso aspri il ritiro da parte del Governo” e che “la polemica dell’ANDU si è anche rivolta in termini accesi nei confronti del PD.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">4.</span>Dopo DDL da Palermo.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Il recente <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/Documento-Assemblea-UNIPA-07-02-2011.doc">documento</a></span>dell’Assemblea dell’Ateneo di Palermo ripercorre la protesta contro il DDL e rilancia l’obiettivo “di una vera riforma, elaborata e condivisa democraticamente” e, in questa direzione, anche “un referendum abrogativo della legge” e “ricorsi di carattere amministrativo e di legittimità costituzionale”. Nel frattempo è necessaria l’“introduzione nei nuovi Statuti di elementi di riequilibrio”. </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"> 5.</span> Associati indisponibili.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">      Gli Associati di Lingue dell’Università di Pisa si dimettono dalle cariche: &#8220;non vediamo nessun motivo per continuare a prestare collaborazione volontaria al funzionamento operativo dell&#8217;istituzione.&#8221; &#8220;Il nostro esempio venga seguito a Pisa e in Italia, affinché ci si renda finalmente conto che l&#8217;Università non può continuare a funzionare con sempre minori risorse, energie ed entusiasmi.&#8221; Per leggere l&#8217;intera lettera cliccare <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/lettera-associati-lingue-PI.doc">qui</a></span>.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">6.</span>  Schema DPR Regolamento abilitazioni.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">          <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.confsaluniversita.it/files/schema_reg_abilitazione_20genn_bis(1).pdf">Schema</a></span>di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento per il conferimento dfell&#8217;abilitazione scientifica nazionale per l&#8217;accesso al ruolo dei professori universitari.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"> </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">= 24 gennaio 2011</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span>Statuti: rettori-padroni</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">2.</span> ANVUR: aggiungi due posti</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">3.</span> La CRUI discute “fuori tempo massimo”</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">4.</span>&#8220;Giù le mani dallo stato giuridico&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">5.</span>Sulla valutazione degli Atenei</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">6.</span>Registrato DM “Requisiti necessari dei corsi di studio”</h3>
<h3 style="text-align: justify;"> </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span>Statuti: rettori-padroni.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            La Legge sull’Università ha come principale obiettivo quello di sopprimere l’autonomia dell’Università attraverso l’ANVUR e di eliminare la già poca democrazia negli Atenei, concentrando tutto il potere nel Rettore e nel ‘suo’ Consiglio di Amministrazione, dove entreranno i rappresentanti delle oligarchie politiche-economiche locali (Atenei-ASL).</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            L’adeguamento degli Statuti a quanto prescritto dalla Legge è stato di fatto affidato dalla Legge stessa agli attuali Rettori, buona parte dei quali si è battuta per la sua approvazione.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            E in quasi tutti gli Atenei i Rettori si stanno dando da fare per ‘comporre’ la Commissione (che sarà presieduta dal Rettore) che formalmente dovrà elaborare il ‘nuovo’ Statuto. Questa Commissione formalmente dovrà essere votata dal Senato Accademico (presieduto dal Rettore) e dal Consiglio di Amministrazione (presieduto dal Rettore). E ad applicare il nuovo Statuto sarà lo stesso Rettore.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            In quale altro ordinamento al mondo la stessa persona è presidente dello ‘stato’, presidente degli organismi ‘parlamentari’ e presidente dell’organo ‘costituente’?  </h3>
<h3 style="text-align: justify;">            In alcuni Atenei si sta decidendo, nel rispetto formale della Legge, di fare esprime la Commissione per lo Statuto attraverso la votazione, assicurando che siano rappresentate tutte le categorie. A Trieste e a Palermo si sta operando in questa direzione.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">           A TRIESTE una partecipata Assemblea convocata dal Rettore ha votato una mozione che prevede che “i 12 componenti su 15 della Commissione statuto, che secondo il testo di legge dovrebbero essere nominati dal Senato accademico e dal Consiglio di amministrazione, verranno invece preventivamente scelti con formula democratica, e cioè saranno votati dall’intero corpo docente, su singole e libere candidature. La designazione degli eletti verrà di seguito ratificata dai due organi di governo accademico, rispettando in tal senso il dettato di legge.” (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://ricerca.gelocal.it/ilpiccolo/archivio/ilpiccolo/2011/01/20/NZ_17_CENT.html">dall’articolo</a></span>sul Piccolo “Statuto, parteciperà tutta l’università”).</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Il Rettore ha poi sottolineato che  “l&#8217;assemblea si è espressa, con voto che ha sfiorato l&#8217;unanimità, a favore dell&#8217;elezione, a suffragio universale, dei candidati componenti la commissione “costituente” che redigerà il testo dello statuto, supportata da competenze tecniche dell’amministrazione.” (dalla “<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.univ.trieste.it/vedinews/index.php?id=2102&amp;tiponews=3">Lettera del Rettore all&#8217;indomani dell&#8217;assemblea generale dell&#8217;ateneo</a></span>”).</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            A PALERMO, dopo  la sottoscrizione di una petizione già sottoscritta da oltre un terzo dei docenti, “il Rettore ha proposto che venga eletta una rosa di 42 docenti, tra cui SA e CdA sceglieranno 4 ordinari, 3 associati e 3 ricercatori (cui si aggiungerebbero due tecnici-amministrativi). I restanti 32 docenti costituiranno un Comitato Consultivo, chiamato a interagire con la Commissione Statuto durante le sue attività.” (da una <a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/01/Cari-colleghi-firmatari-.doc">Nota</a>dei Promotori della <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.forumunipa.it/">Petizione</a></span>).      </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">2.</span> ANVUR: aggiungi due posti.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            E’ stato composto il Direttivo dell’ANVUR, organismo spacciato come una l&#8217;Agenzia indipendente che valuterà il buono e il cattivo degli Atenei e che punirà gli arbitrii e gli sprechi.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            In realtà ci sarà “di fatto il commissariamento dell&#8217;Università per mezzo di una Autorità che difficilmente potrebbe rimanere impermeabile ai poteri forti accademico-politici, i quali hanno ampiamente e continuamente condizionato pesantemente le scelte ministeriali e parlamentari e controllato la stampa.&#8221; Questo abbiamo detto e scritto già nel febbraio 2006 quando Luciano Modica e Walter Tocci hanno presentato in Parlamento la ‘traduzione’ in DDL di quanto pre-scritto nel 2003 dalla confindustriale e trasversale “lobby trasparente” TreeLLLe (v. più sotto il punto 2 del messaggio dell’ANDU del 6 gennaio 2011).</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Già allora abbiamo sostenuto che la terzietà dell’Agenzia non ci sarebbe stata nemmeno se i suoi ‘dirigenti’ fossero venuti da Marte: l’accademia italiana che conta li avrebbe comunque ‘umanizzati’.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Fatto il Direttivo, ecco i primi ‘inconvenienti’: “il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha telefonato alla Gelmini, criticandola per avere scelto professori troppo vicini alla sinistra” (dall’articolo “Voti alle università, lite sull’agenzia. Tremonti: sono tutti di sinistra” sul <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-01/110123/WXC8T.tif">Corriere della Sera</a></span>di ieri). Su questa materia Tremonti è poco attendibile avendo già mostrato di vedere ‘comunisti’ ovunque come quando è arrivato a definire “sovietici” perfino i  Rettori!</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Più ‘serie’ le preoccupazioni di “Enrico Decleva, presidente della Conferenza dei rettori e Magnifico della Statale di Milano”,  che si è lamentato che “mancano (nel Direttivo dell’ANVUR, <em>ndr</em>) rappresentanti del Sud e non sono coperte le aree umanistiche e giuridiche.” “Per questo Decleva ha chiesto al ministro di aggiungere all’Anvur altri due componenti.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Insomma, ‘aggiungi due posti a tavola’ per “coprire” il Sud e altre aree: ma l’ANVUR non doveva essere al di sopra degli interessi settoriali o ‘geografici’?</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            E non proprio fuori dalla mischia è chi “viene data (da chi?, <em>ndr</em>) come probabile presidente dell’Anvur”: Fiorella Kostoris. Nell’intervista di oggi “Kostoris: ‘All’Italia serve un Marchionne stile Usa’” sul <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-01/110124/WXV0B.tif">CorrierEconomia</a></span>, la “probabile presidente dell’Anvur”, oltre a fornire la sua ricetta per fare uscire dalla crisi l’Italia, sostiene, come la Confindustria e l’accademia che conta, che “nel nostro Paese la vera riforma sarebbe l’abolizione del valore legale del titolo di studio e la fine di ogni appiattimento burocratico”: “in Italia le differenziazioni di status qualitativo o di salario tra universita’ sono inesistenti”. Cominciamo, anzi continuiamo, bene! </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">3.</span> La CRUI discute “fuori tempo massimo”.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Nella seduta del 20 gennaio scorso nella CRUI “si è sviluppata una ampia discussione critica sul ruolo svolto dalla CRUI in rapporto all’approvazione della legge”. “Gran parte degli intervenuti hanno sostenuto che si sono ridotti gli spazi dell’autonomia universitaria.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            In particolare, “il Rettore de La Sapienza Frati ha lamentato la compressione e l’umiliazione del Sistema universitario dopo l’approvazione della legge di riforma che limita l’autonomia dei singoli Atenei. Si tratterebbe per certi versi di un vero e proprio rischio di commissariamento e di una libertà vigilata nell’approvazione degli statuti.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            “Il Rettore di Foggia Volpe ritiene che le nuove norme rischiano mettere a repentaglio il principio di autonomia delle Università”. E, tra l’altro, ha aggiunto: E’ stato sostenuto da più parti che la CRUI ha perso l’occasione di produrre un documento significativo nei giorni delle proteste dei ricercatori e degli studenti nel dicembre scorso, si è limitata a un confuso balbettio o ad una vera e propria afasia. Si è adagiata completamente sul DDL”.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            “Il Rettore Attilio Mastino (di Sassari, <em>ndr</em>) ha lamentato la debolezza della relazione introduttiva del Presidente che ha innestato un dibattito frammentato e improduttivo. L’impegno per definire un nuovo ruolo della Conferenza CRUI arriva forse fuori tempo massimo, perché non basta dire ora che si vuole cambiare passo e si vuole rendere la CRUI più rappresentativa, dopo l’approvazione della legge.”(da  un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://cnu.cineca.it/nazionale06/relazione_crui_20-01.pdf">resoconto</a></span>riportato nel sito del CNU).</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">4.</span>&#8220;Giù le mani dallo stato giuridico&#8221;.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Invitiamo a leggere l’intevento “<a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/01/GIU_LE_MANI_DALLO_STATO_GIURIDICO-F.V..doc">Giù le mani dallo stato giuridico dei docenti universitari</a>” di Fulvio Vassallo.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">5.</span>Sulla valutazione degli Atenei.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Invitiamo a leggere l’intervento di Franco Di Quarto “<a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2011/01/metodo_in_questa_follia-di-Quarto.doc">C’è del metodo in questa follia</a>”. Sulla questione della valutazione delle Università italiane Di Quarto è già intervenuto nel <a href="http://www.andu-universita.it/2009/12/07/gli-atenei-italiani-producono/">dicembre 2009</a> (“Università italiana: non e la peggiore, anzi …”).</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">6.</span>Registrato DM “Requisiti necessari dei corsi di studio”.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Il DM 17/10 è stato registrato dalla Corte dei Conti in data 20 gennaio 2011. Per leggere il testo del DM cliccare <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://attiministeriali.miur.it/anno-2010/settembre/dm-22092010.aspx">qui</a></span>.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"> </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">= 14 gennaio 2011</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> Statuti e oligarchie: a Palermo e Trieste<br />
<span style="color: #ff0000;">2.</span> Decreti attuativi<br />
<span style="color: #ff0000;">3.</span> CNR ministeriale<br />
<span style="color: #ff0000;">4.</span>I nemici di Decleva</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> Statuti e oligarchie: a Palermo e Trieste.<br />
        Sono sempre più visibili a tutti i contenuti e le conseguenze devastanti di una Legge che conclude la lunga marcia sull&#8217;Università della Confindustria e dell&#8217;accademia che conta.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">      L&#8217;ANDU <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/03/22/ddl-la-confisca/">già nel marzo scorso</a></span>, quando il DDL aveva cominciato il suo iter parlamentare, nel documento &#8220;DDL: la confisca dell&#8217;Università&#8221; aveva denunciato:<br />
      &#8220;Considerando anche gli emendamenti presentati dal PD e dall’IDV, risultano ancora più evidenti la natura e le finalità dell’operazione bipartisan in corso in Parlamento: scardinare e confiscare il Sistema nazionale delle Università statali, assegnando a una ristretta oligarchia nazionale la gestione delle risorse pubbliche e alle oligarchie locali la gestione degli Atenei.&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       E poi, analizzando i punti principali del provvedimento, sull&#8217;adeguamento degli Statuti alla Legge si proponeva &#8220;la formazione di un <span style="text-decoration: underline;">Organo costituente di Ateneo</span> (composto solo da rappresentanze paritetiche direttamente elette da ordinari, associati, ricercatori, tecnico-amministrativi e studenti)&#8221;.<br />
       Ecco l&#8217;analisi, il commento e la proposta di allora:<br />
 &#8221;L’Organo ‘costituente’ del Rettore<br />
       Art.2 comma 6 (ora comma 5, v. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00518474.pdf">testo della Legge</a></span>): saranno di fatto gli attuali Rettori a modificare gli Statuti per adeguarli alla nuova Legge. Infatti le modifiche saranno predisposte da un organo presieduto dal Rettore e nominato da SA e CdA, entrambi presieduti dal Rettore, e approvate dagli stessi SA e CdA. Il Rettore, il SA e il CdA resteranno in carica fino alla costituzione dei nuovi Organi (art. 2 comma 10, ora comma 9) e, grazie ad un emendamento del Relatore, molti Rettori anche oltre: il ‘vecchio’ Rettore, di fatto, decide i nuovi poteri del ‘nuovo’ Rettore, che in molti casi sarà lui stesso anche per diversi anni.<br />
       Insomma, per essere certi della ‘corretta’ applicazione della controriforma, si prevede che a predisporre e approvare il nuovo Statuto siano Organi presieduti (‘egemonizzati’) dal Rettore in carica, invece di prevedere la formazione di un Organo costituente di Ateneo (composto solo da rappresentanze paritetiche direttamente elette da ordinari, associati, ricercatori, tecnico-amministrativi e studenti); un Organo indispensabile se si volessero affidare le decisioni sul nuovo assetto dell’Ateneo all’Ateneo stesso e non alla sua ristretta oligarchia, la stessa che, in tanti casi, ha contribuito alla sua devastazione.&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       &#8217;Ovviamente&#8217; la proposta dell&#8217;ANDU non è stata nemmeno presa in considerazione da tutti i gruppi parlamentari. Ma rimane in qualche modo ancora possibile proseguire la battaglia per contrastare la cancellazione della democrazia negli Atenei.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        In questa direzione l&#8217;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/Documento_Assemblea_UniPa1.pdf">Assemblea di Ateneo di Palermo</a></span>ha avanzato la richiesta agli Organi di Ateneo di una procedura elettiva per la composizionne della Commissione che dovrà elaborare-adattare lo Statuto ed è ora in corso la sottoscrizione di una <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.forumunipa.it/">petizione</a></span> in tal senso.<br />
      In questa stessa direzione si muove anche l&#8217;iniziativa del Rettore di Trieste che convocherà &#8220;un&#8217;assemblea generale di Ateneo&#8221;, nell&#8217;ambito di &#8220;un largo coinvolgimento della comunità universitaria, in tutte le sue componenti&#8221; (v. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.univ.trieste.it/vedinews/index.php?id=2084&amp;tiponews=2">Comunicato</a></span>).</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">2.</span> Decreti attuativi.<br />
        Segnaliamo il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://cnu.cineca.it/notizie06/decreti_miur_legge_gelmini.pdf">riassunto</a></span>elaborato da Paolo Gianni del CNU sui diversi decreti attuativi e relativi tempi previsti nella Legge.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"> 3. <span style="color: #000000;">CNR ministeriale.<br />
</span>       <span style="color: #000000;"> Su <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-01/110114/WPNRK.tif">Repubblica di oggi</a></span>: &#8220;&#8221;Ricerca, le nomine le decido io&#8221; diktat della Gelmini, rivolta al Cnr&#8221;.</span></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">4.</span>I nemici di Decleva.<br />
        Segnaliamo, senza commenti, l&#8217;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=1948">intervista</a></span> a Enrico Decleva &#8220;La riforma non è ancora al riparo dai suoi nemici&#8221;.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"> </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">= 6 gennaio 2011</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1. </span>Napolitano invece ha firmato e non solo<br />
<span style="color: #ff0000;">2.</span> L&#8217;ANVUR in UK e in Italia<br />
<span style="color: #ff0000;">3.</span>Il rettore Profumo e l&#8217;ANVUR<br />
<span style="color: #ff0000;">4.</span>&#8220;Scacco alla Gelmini in cinque mosse&#8221;<br />
<span style="color: #ff0000;">5.</span>Messaggio di fine anno degli studenti<br />
<span style="color: #ff0000;">6.</span> Si danno i numeri: 68, 77, 90, 95, 08<br />
<span style="color: #ff0000;">7.</span> Tagli all&#8217;Ateneo dell&#8217;Aquila<br />
<span style="color: #ff0000;">8.</span>Testo della Legge<br />
<span style="color: #ff0000;">9.</span> Proposta per una vera riforma</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> Napolitano invece ha firmato e non solo.<br />
       Nel precedente messaggio dell&#8217;ANDU del 26 dicembre 2010 era scritto: &#8220;Il Presidente della Repubblica, giustamente, ha ricordato che non può entrare nel merito delle leggi.&#8221; Inoltre si sottolineavano i gravi vizi formali e gli evidenti vizi di incostituzionalità che avrebbero dovuto indurre il Presidente a rinviare alle Camere la Legge sull&#8217;Università.<br />
       Invece il Presidente ha non solo promulgato la Legge, ma ne ha anche accompagnato la firma con una <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/381906/">lettera</a></span>&#8216;politica&#8217;, che entra abbondantemente nel MERITO del provvedimento.<br />
     Nella sua lettera il Presidente della Repubblica fa riferimento a diversi punti della Legge sui quali sollecita un intervento DOPO la sua promulgazione; punti che invece avrebbero richiesto una correzione PRIMA della promulgazione stessa.<br />
      Il Presidente ha anche sottolineato la &#8216;validità&#8217; di due ordini del giorno, fatto questo che accentua il carattere &#8216;politico&#8217; della sua missiva, tenendo conto che normalmente il valore concreto degli ordini del giorno è nullo, trattandosi molto spesso di &#8216;contentini&#8217; dati in cambio della non approvazione di emendamenti proposti.<br />
     La numerosità dei punti di &#8220;criticità&#8221; indicati nella lettera del Presidente fa risaltare ancora di più quelli non menzionati: il ruolo dell&#8217;ANVUR e la composizione e i compiti dei Consigli di Amministrazione degli Atenei. Questi contenuti sono contrari alla Costituzione che garantisce l&#8217;autonomia dell&#8217;Università e la libertà di ricerca e di insegnamento.<br />
     Assente anche un qualsiasi riferimento alla messa a esaurimento del ruolo dei ricercatori che comporterà l&#8217;aumento del rapporto docenti precari/docenti di ruolo e il prolungamento della durata del precariato, oltre all&#8217;espulsione dall&#8217;Università di quasi tutti gli attuali precari.<br />
       Il Presidente, all&#8217;inizio del suo documento, ricorda che &#8220;l&#8217;attuazione della legge è del resto demandata a un elevato numero di provvedimenti, a mezzo di delega legislativa, di regolamenti governativi e di decreti ministeriali&#8221;.  Ma non è anche questo un grave vizio di incostituzionalità? Infatti l&#8217;art. 33 della  Costituzione recita: &#8220;Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato&#8221;. Leggi, NON provvedimenti delegati!<br />
       Alla luce delle &#8216;omissioni&#8217; del Presidente della Repubblica, risulta fondato quanto fatto dichiarare al ministro Gelmini: &#8220;Appare evidente dall&#8217;analisi dei punti rilevati che nessuno di essi tocca elementi portanti e qualificanti della legge&#8221;. E il Ministro, trionfante, ha aggiunto: &#8220;aver approvato la legge sull&#8217;università è un segnale positivo per il Paese perché dimostra che, seppur tra mille difficoltà, è possibile realizzare le riforme&#8221;.<br />
        Tra le &#8220;mille difficoltà&#8221; non ci sono state certamente quelle poste dai Partiti e dai Gruppi parlamentari, divisi in favorevoli e finti contrari. Nessuna reale difficoltà è venuta da un Parlamento di nominati i cui Capi avevano da tempo aderito alle richieste della Confindustria presentando disegni di legge sull&#8217;ANVUR, sulla governance e sul reclutamento &#8216;sovrapponibili&#8217; a quanto trasversalmente scritto dalla lobby confindustriale TreeLLLe già nel 2003.<br />
        Le difficoltà sono venute &#8216;solo&#8217; dal mondo universitario e in particolare, soprattutto nell&#8217;ultima fase, da un movimento studentesco grandioso per partecipazione e consapevolezza. Difficoltà irrisorie rispetto agli ordini provenienti dai poteri forti (con in testa la Confindustria e l&#8217;accademia che conta) che da sempre hanno dettato le leggi sull&#8217;Università.<br />
       Questi poteri forti hanno portato a compimento il lavoro di oltre due decenni di demolizione dell&#8217;Università statale, coperto da una &#8216;opinione pubblica&#8217; costituita soprattutto da opinionisti-professori che l&#8217;hanno fatta da padroni nella &#8216;grande&#8217; stampa.<br />
       Ma con questa ultima legge, per la &#8216;violenza&#8217; dei suoi contenuti e dei metodi usati per imporla, hanno forse esagerato: forse hanno finalmente gettato le basi per una rivolta culturale e politica contro un potere famelico, arrogante e pasticcione; una rivolta che, se riuscirà a informare e a coinvolgere la vera opinione pubblica, potrebbe trasformare la &#8216;scontata&#8217; sconfitta dell&#8217;Università in una vittoria anche per la democrazia nel nostro Paese.  <br />
 <br />
<span style="color: #ff0000;">2.</span> L&#8217;ANVUR in UK e in Italia.<br />
       Luciano Modica e Walter Tocci, prima di presentare al Senato e alla Camera nel febbraio 2006 i due paralleli e uguali <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://cnu.cineca.it/nazionale06/modica_24_01.doc">disegni di legge</a></span>per la istituzione di un&#8217;Agenzia di valutazione, hanno promosso diversi momenti di confronto nei quali è stata coinvolta anche l&#8217;ANDU. Il loro modello di riferimento era esplicitamente quello inglese.<br />
       L&#8217;ANDU, nel confronto diretto (&#8216;profetico&#8217; l&#8217;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.arcoiris.tv/modules.php?d_op=getit&amp;id=4124&amp;name=Flash">intervento</a></span>al Forum di Milano) e nei documenti di allora (quasi cinque anni fa!), sostenne che con l&#8217;istituzione dell&#8217;Agenzia &#8220;si realizzerebbe di fatto il commissariamento dell&#8217;Università per mezzo di una Autorità che difficilmente potrebbe rimanere impermeabile ai poteri forti accademico-politici, i quali hanno ampiamente e continuamente condizionato pesantemente le scelte ministeriali e parlamentari e controllato la stampa.&#8221; E ancora: &#8220;Con questa sorta di esternalizzazione dell&#8217;autonomia dell&#8217;Università, si concentrerebbe in poche mani l&#8217;immenso potere di gestione della politica e delle risorse nazionali per le Università.&#8221; &#8220;Si tratta dunque di un progetto che porterebbe all&#8217;asservimento dell&#8217;Università ai poteri forti dell&#8217;accademia. Questo progetto è contrario al dettato costituzionale che garantisce l&#8217;autonomia dell&#8217;Università&#8221; (dal <span style="text-decoration: underline;">documento</span>dell&#8217;ANDU del 2 febbraio 2006). Tutti gli interventi al Forum di Milano del 2006 possono essere ascoltati/visti cliccando <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.casadellacultura.it/site/multimedia/videofiles/030_forum.html">qui</a></span>.<br />
       L&#8217;ANVUR inglese, modello dei DDL Modica-Tocci, ha determinato che &#8220;le università britanniche, Oxford e Cambridge incluse, sono sotto assedio da parte di un sistema di controllo statale che sta erodendo la cosa da cui dipende la loro reputazione mondiale: il calibro della loro scholarship.&#8221; Questo ha riportato ieri Mario Ricciardi nel suo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-01/110105/WI907.tif">intervento</a></span>sul Riformista. E ha scritto ancora Ricciardi: &#8220;sempre più spesso accade che gli accademici britannici modulino i propri progetti di ricerca e le proprie pubblicazioni avendo in vista le scadenze dei Research Assessment da cui dipende il finanziamento pubblico. Così facendo, essi si adeguano alle pressioni del management delle università che &#8211; avendo il dovere di far quadrare i conti - è interessato soprattutto a risultati di breve periodo e scoraggia lavori che richiedono un impegno di diversi anni.&#8221; Ricciardi aggiunge che della &#8220;follia di applicare meccanicamente modelli costruiti per misurare la produzione di merci e servizi alla ricerca, non si è parlato e non si parla nel nostro paese.&#8221; In realtà ne ha parlato e tanto l&#8217;ANDU e ne parlano -  quanto basta &#8211; coloro che condividono e sostengono, anche su questa materia,  le &#8216;direttive&#8217; della &#8220;Lobby trasparente&#8221; confindustriale <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://groups.google.com/group/riformiamo-il-sapere/msg/7457c29cca4076b9?hl=it&amp;pli=1">TreeLLLe</a></span>. Ne ha parlato ieri anche il rettore Profumo (v. il punto seguente).</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">3.</span>Il rettore Profumo e l&#8217;ANVUR.<br />
        Francesco Profumo, rettore del Politecnico di Torino, ieri sulla <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-01/110105/WI8WK.tif">Stampa</a></span>ha elencato, apprezzandoli, i principali provvedimenti sull&#8217;Università: autonomia statutaria per &#8220;rendere (in prospettiva) gli atenei autonomi e responsabili&#8221;, autonomia finanziaria (&#8220;responsabilizzazione dei centri di spesa&#8221;), autonomia didattica, autonomia nel reclutamento dei docenti. Grazie a tutto questo &#8220;ALCUNE delle nostre università competono con maggiore energia in campo nazionale e internazionale.&#8221; Quanto di negativo accaduto nelle altre Università (&#8220;bilanci in rosso&#8221;, eccessivo &#8220;numero di corsi di laurea&#8221;, &#8220;troppe sedi decentrate&#8221;, troppi ordinari a scapito di posti per ricercatori) è dipeso &#8220;dall&#8217;assenza di un sistema di valutazione che responsabilizzi gli atenei&#8221;. &#8220;Finalmente nel 2008, su proposta del ministro Mussi (sottosegretario Luciano Modica, ndr), fu istituita (all&#8217;interno di una Finanziaria, ndr) la nuova Agenzia di valutazione.&#8221; &#8220;Ecco il tassello mancante dell&#8217;intero processo&#8221; con il quale &#8220;si aprirà una nuova stagione dell&#8217;università italiana.&#8221;<br />
       Insomma, sembra sostenere Profumo, per vent&#8217;anni si è data autonomia agli Atenei &#8216;dimenticandosi&#8217; di costituire lo strumento con il quale valutarla-controllarla.  Se così fosse non sarebbe &#8216;dimenticanza&#8217; da poco da parte di quel gruppo di &#8216;grandi&#8217; riformisti, che si sarebbero comportati da apprendisti stregoni, e che ora avrebbero deciso di porre rimedio a tutto il loro malfatto attraverso la &#8216;aslizzazione&#8217; degli Atenei e la costituzione,&#8221;finalmente&#8221;, dello strumento di valutazione (l&#8217;ANVUR) che individuerà i buoni e i cattivi.<br />
       In realtà le autonomie sono state tutte finte: l&#8217;autonomia statutaria per lasciare le cose come stavano (nei Senati Accademici è continuata la gestione &#8216;condominiale&#8217; dei presidi), l&#8217;autonomia finanziaria per gestire la progressiva riduzione dei finanziamenti, il &#8220;3 + 2&#8243; per imporre l&#8217;inesistente Europa di allora e dequalificare l&#8217;insegnamento, i finti concorsi locali per accrescere il nepotismo. Francesco Profumo ha dimenticato di ricordare la legge che ha svuotato il CUN per rafforzare la CRUI.<br />
       E ora, &#8220;finalmente&#8221;, l&#8217;ANVUR, il deus ex machina che, se ha prodotto in UK i sopradetti risultati, chissà che cosa combinerà in Italia.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">4.</span>&#8220;Scacco alla Gelmini in cinque mosse&#8221;.<br />
        Invitiamo a leggere l&#8217;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-01/110105/WI8O9.tif">intervento</a></span>di Gaetano Azzariti, Alberto Burgio, Alberto Lucarelli e Alfio Matropaolo sul Manifesto di ieri che analizza la Legge approvata, sottolineandone i contenuti più vistosamente incostituzionali. In conclusione alcune indicazioni per &#8220;disinnescare&#8221; la Legge stessa.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">5.</span>Messaggio di fine anno degli studenti.<br />
       Gli studenti della &#8221;Rete della conoscenza&#8221; mobilitati contro il DDL hanno pubblicato su Youtube il loro <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://tv.repubblica.it/politica/il-messaggio-degli-studenti-noi-non-scappiamo-dall-italia/59208?video=&amp;ref=HREC1-2">messaggio di fine anno</a></span>.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">6.</span> Si danno i numeri: 68, 77, 90, 95, 08.<br />
        Gli &#8216;analisti&#8217; non smettono di interrogarsi sulla &#8216;vera&#8217; natura del movimento degli studenti che si è opposto al DDL sull&#8217;Università. Fanno confronti con i precedenti movimenti, ma in realtà sono  preoccupati principalmente di assicurarsi e di rassicurare che il movimento NON è in realtà contro il DDL, ma è l&#8217;espressione di un &#8220;disaggio delle giovani generazioni; disagio per esprimere il quale la protesta contro la riforma universitaria ha rappresentato poco più che un PRETESTO.&#8221; Così scrive Sergio Luzzatto sul <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/11-01/110102/WGASZ.tif">Sole 24-ore</a></span>del 2 gennaio scorso. E per non lasciare dubbi sulla sua principale preoccupazione, Luzzatto scrive anche che &#8220;i movimenti studenteschi e giovanili che sono scesi nelle piazze contro il ministro Gelmini non hanno saputo riconoscere i singoli aspetti positivi della riforma universitaria.&#8221;<br />
       Ancora una volta, la tesi è: il movimento ha certamente &#8216;buoni&#8217; motivi per esistere (e lì giù con analisi e confronti &#8216;sociologici&#8217;), ma tra questi non vi è &#8211; non deve esserci &#8211; quello per cui è nato, cioè l&#8217;opposizione a una legge che demolisce l&#8217;Università statale e la consegna a un gruppo di potenti che ne fara&#8217; scempio.<br />
      Insomma, il movimento può occuparsi di tutto, ma non dell&#8217;Università, a meno che non riconosca &#8220;i singoli aspetti positivi della riforma universitaria&#8221;.<br />
      La verità è che coloro che hanno da sempre operato impunemente contro l&#8217;Università sono stati colti con le dita nella marmellata da un movimento che ha perfettamente riconosciuti i contenuti devastanti della loro legge e ha vissuto in diretta i modi con i quali le leggi sull&#8217;Università vengono imposte.<br />
      E il terrore di questi potenti è che il movimento continui ad occuparsi della propria Università. Sarebbe la prima volta, finalmente.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">7.</span> Tagli all&#8217;Ateneo dell&#8217;Aquila.<br />
      Segnaliamo l&#8217;a<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://ilcentro.gelocal.it/laquila/cronaca/2011/01/05/news/tagli-all-ateneo-di-orio-ricorre-al-tar-3105711">rticolo</a></span>&#8220;Tagli all&#8217;Ateneo, di Orio ricorre al Tar. Il rettore: impedirò questo scempio, è l&#8217;ennesima pugnalata alla città&#8221; e l&#8217;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/cosi-uccidono-l-universita-unica-risorsa-dell-aquila.-chiodi-si-dimetta">intervista</a></span> &#8220;Così uccidono l&#8217;università, unica risorsa dell&#8217;Aquila&#8221;.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">8.</span>Testo della Legge.<br />
        Per leggere il testo della Legge sull&#8217;Università approvata e promulgata e che sarà a giorni pubblicata sulla G.U. cliccare <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00518474.pdf">qui</a></span>.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">9.</span> Proposta per una vera riforma.<br />
       Nel momento in cui i contenuti e gli effetti della Legge appena approvata sono diventati drammaticamente più &#8216;visibili&#8217;, cresce l&#8217;esigenza di un progetto di una vera riforma che sia complessiva e puntuale. A partire da questo progetto sarà più &#8216;agevole&#8217; fronteggiare la definizione &#8216;centrale&#8217; della controriforma e la sua applicazione negli Atenei.<br />
       In questa direzione riproponiamo quanto elaborato dall&#8217;ANDU. Sul governo del Sistema nazionale universitario e sul governo e l&#8217;organizzazione dei singoli Atenei si avanza una proposta puntuale basata sul principio di una gestione democratica, responsabile ed efficiente. Sulla docenza si propone il superamento del precariato e il reclutamento e la carriera nel ruolo unico basati esclusivamente sul merito e non sul nepotismo, il localismo e il clientelismo.<br />
       Per leggere le proposte dell&#8217;ANDU cliccare <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/01/30/per-una-universita/">qui</a></span>.  </h3>
<h3 style="text-align: justify;"> </h3>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/andu-universita/BhLB/~4/OSufi50lfkU" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Ancona</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/andu-universita/BhLB/~3/tpCC-RElwqE/</link>
		<comments>http://www.andu-universita.it/2010/11/19/ancona/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 19:58:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[  = 19.11.10.  Il TAR delle Marche ha sospeso la rottamazione di un ricercatore dell&#8217;Università Politecnica delle Marche (v. ordinanza).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3> </h3>
<h3><span style="color: #ff0000;">= 19.11.10.</span>  Il TAR delle Marche ha sospeso la rottamazione di un ricercatore dell&#8217;Università Politecnica delle Marche (v.<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Ancona/Sezione%201/2010/201000373/Provvedimenti/201000691_05.XML"> ordinanza</a></span>).</h3>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/andu-universita/BhLB/~4/tpCC-RElwqE" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>DDL mortale per l’Università statale</title>
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		<comments>http://www.andu-universita.it/2010/11/05/ddl-mortale/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Nov 2010 19:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.andu-universita.it/?p=3771</guid>
		<description><![CDATA[= 26.12.10.  1. &#8220;Napolitano non firmi&#8221; 2. Legge da &#8216;disattivare&#8217; e abrogare 3. L&#8221;ostruzionismo&#8217; del giorno dopo e di due giorni prima (di Natale) 4. Decleva con lo staff ministeriale 5. Fuori dalla CRUI 6. &#8220;L&#8217;Università e il mito meritocratico&#8221; 7.  Me ne vado per protesta   1. &#8220;Napolitano non firmi&#8221;.          Il Presidente della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">= 26.12.10. </span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1. </span>&#8220;Napolitano non firmi&#8221;<br />
<span style="color: #ff0000;">2.</span> Legge da &#8216;disattivare&#8217; e abrogare<br />
<span style="color: #ff0000;">3.</span> L&#8221;ostruzionismo&#8217; del giorno dopo e di due giorni prima (di Natale)<br />
<span style="color: #ff0000;">4.</span> Decleva con lo staff ministeriale<br />
<span style="color: #ff0000;">5.</span> Fuori dalla CRUI<br />
<span style="color: #ff0000;">6. <span style="color: #000000;">&#8220;L&#8217;Università e il mito meritocratico&#8221;<br />
</span>7.  <span style="color: #000000;">Me ne vado per protesta</span></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"> </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> &#8220;Napolitano non firmi&#8221;.<br />
         Il Presidente della Repubblica, giustamente, ha ricordato che non può entrare nel merito delle leggi.<br />
         Nella Legge sull&#8217;Università appena approvata però &#8220;c&#8217;è un errore talmente palese che meriterebbe il rinvio alle Camere dal Quirinale&#8221;, si legge sul <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/manifesto-24.12.10.pdf">Manifesto</a></span> del 24 dicembre scorso.<br />
      &#8220;Proprio perchè si tratta di un problema formale e non di merito, Napolitano potrebbe rinviare la legge chiedendo alle camere un intervento, spiega Gaetano Azzariti docente di Diritto costituzionale all&#8217;università La Sapienza.&#8221;<br />
       Azzariti ricorda, tra l&#8217;altro, che il Presidente ha anche il compito di segnalare &#8220;evidenti vizi di incostituzionalità&#8221;. Ed è a nostro avviso, evidente l&#8217;incostituzionalità dei poteri previsti per l&#8217;ANVUR e per i Consigli di Amministrazione degli Atenei che ledono gravemente l&#8217;autonomia dell&#8217;Università, dell&#8217;insegnamento e della ricerca, garantiti dalla Costituzione.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        L&#8217;avere ricordato, da parte del Presidente della Repubblica, i limiti del proprio intervento sulle leggi, riteniamo costituisca anche una indiretta risposta alle gravissime effermazioni dell&#8217;on. Fabio Granata (FLI), quando il 25 novembre, sul tetto di Architettura di Roma, ha affermato: &#8220;E&#8217; ufficiale (sic!) ed è risaputo che c&#8217;è stata una forte pressione da parte del Capo dello Stato perché la riforma passi avanti e questo ha in un certo senso condizionato fortemente alcuni atteggiamenti ANCHE del nostro gruppo&#8221;. E poi, subito dopo, l&#8217;on. Benedetto Della Vedova (FLI) ha aggiunto &#8220;c&#8217;erano pressioni convergenti a che comunque si proseguisse l&#8217;esame di questa riforma&#8221; (per ascoltare Granata e Della Vedova  v. <a href="http://qik.com/video/20146152">video</a>).<br />
        Invece di smentire queste inaudite affermazioni, l&#8217;indomani l&#8217;on. Gianfranco Fini, capo di FLI, ha <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilpaesenuovo.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=10720:fini-a-lecce-contestato-dagli-studenti-i-suoi-sono-slogan-dira-si-alla-riforma&amp;catid=69:politica&amp;Itemid=120">chiarito definitivamente</a></span> la posizione di FLI: &#8220;la riforma Gelmini è quanto di meglio abbia fatto questo Governo&#8221;.<br />
       Va registrato che sulle gravissime affermazioni di Granata e di Della Vedova, TUTTA la stampa ha taciuto, eccetto due brevi &#8216;incisi&#8217; sul Manifesto e su Repubblica.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">2.</span> Legge da &#8216;disattivare&#8217; e abrogare.<br />
         Già prima della &#8216;scontata&#8217; approvazione del DDL, era emersa una diffusa convinzione che questo provvedimento, letale per l&#8217;Università statale e quindi per il Paese, dovesse essere &#8216;disattivato&#8217; e comunque abrogato.<br />
        Questa convinzione si è ancora più rafforzata ed estesa dopo le grandi manifestazioni di protesta che hanno accompagnato l&#8217;approvazione del DDL.<br />
        In questa direzione va anche l&#8217;Assemblea di Palermo del 23 dicembre, convocata dal Coordinamento di Ateneo di tutte le componenti:<br />
        &#8221;Sul piano degli obiettivi, è necessario muoversi adesso su tre livelli: 1. ostacolare in ogni modo l&#8217;entrata in vigore delle norme da più parti ritenute inaccettabili per il sistema universitario pubblico; 2. chiedere l&#8217;abrogazione della legge; 3. creare le condizioni per la definizione di una vera, condivisa e partecipata riforma&#8221;. E tra &#8220;le azioni indispensabili da mettere in campo&#8221; c&#8217;è &#8221;l&#8217;avvio delle procedure per la promozione di un referendum abrogativo.&#8221; E inoltre: &#8220;si chiede con forza al Senato e al Consiglio di Amministrazione che la nomina dei 12 componenti della Commissione prevista dalla legge (cui si aggiungono due studenti ed il Rettore) avvenga a valle di una procedura elettorale identica a quella seguita per l&#8217;elezione dei rappresentanti dei docenti in CdA&#8221; (dal <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/Documento_Assemblea_UniPa1.pdf">documento</a></span> dell&#8217;Assemblea).</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">3.</span> L&#8221;ostruzionismo&#8217; del giorno dopo e di due giorni prima (di Natale).<br />
         Gli esponenti del PD e dell&#8217;IDV, nelle loro dichiarazioni nelle quali avrebbero dovuto illustrare i motivi del voto contrario al DDL, sono riusciti a non nominare nemmeno i principali e negativi contenuti del provvedimento: poteri assoluti al Consiglio di Amministrazione e presenza in esso degli esterni (Atenei-ASL), messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori che comporta la crescita ulteriore del precariato e l&#8217;espulsione degli attuali precari, accentuazione del localismo nel reclutamento e nelle carriere, conferma del ruolo NON unico dei docenti, Commissariamento del Sistema nazionale degli Atenei con l&#8217;ANVUR.<br />
        In particolare la senatrice Anna Finocchiaro, del PD, ha speso buona parte del suo intervento per elogiare il &#8217;68, dimenticando di spiegare perchè lei, nell&#8217;ambito della Capigruppo, avesse chiesto di annullare le votazioni gestite con inaudita &#8216;ferocia&#8217; dalla Vice-presidente Rosi Mauro, della Lega (<a href="http://webtv.senato.it/">http://webtv.senato.it/</a> (seduta n. 482).<br />
        A questo proposito, Roberto Ciccarelli sul <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2010/12/24SIJ5054.PDF">Manifesto del 24 dicembre</a></span> si chiede: &#8220;Cosa sarà mai successo durante le due ore di interruzione dei lavori del Senato tre giorni fa? Il Pd avrebbe potuto serenamente guardare i filmati su You-Tube, verificare l&#8217;approvazione di 4 emendamenti e chiedere il rinvio del Ddl alla Camera o, in punta di regolamento, spostare la discussione al 24 dicembre. Sarebbe stato più utile rovinarsi la vigilia piuttosto che rifare in diretta la storia del 68&#8243;.<br />
       Sul vero ruolo del PD nell&#8217;approvazione del DDL, Alberto Burgio su <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2010/12/24SI95096.PDFhttp://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2010/12/24SI95096.PDF">Liberazione del 24 dicembre</a></span> sostiene: &#8220;anche le forze del centrosinistra hanno gravi responsabilità, per la mancata opposizione di questi mesi e per le scelte compiute a partire dagli anni Novanta. La privatizzazione dell&#8217;Università, la legge sull&#8217;autonomia che ha trasformato le università in aziende, l&#8217;idea delle Fondazioni universitarie, l&#8217;apertura dei consigli di amministrazione alle impresre, lo strapotere dei rettori, la messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori, tutto questo è farina del sacco dei partiti che hanno dato vita al Pd. Non basta votare contro una legge per cancellare le proprie scelte sbagliate. Non basta l&#8217;ostruzionismo del giorno dopo per proclamarsi immuni da colpe. Purtroppo non c&#8217;è solo la firma della destra in calce a questa pagina vergognosa.&#8221;<br />
       Sempre sul vero ruolo del PD, Fulvio Vassallo, nel suo <a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/PASSA-LA-RIFORMA-GELMINI-MARONI-CRIMINALIZZA-GLI-STUDENTI1.doc">documento</a> &#8220;Passa la riforma Gelmini, Maroni criminalizza gli studenti, a gennaio si riparte&#8221;, scrive: &#8220;Come già avvenuto in passato, il PD ha giocato ancora una volta un ruolo di opposizione a geometria variabile, consentendo nei fatti l&#8217;avanzamento dell&#8217;esame del provvedimento, dopo avere condiviso intere parti del DDL Gelmini, soprattutto per quanto concerne la governance e la cd valutazione.&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">4.</span> Decleva con lo staff ministeriale.<br />
          Dal <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-12/101224/WBBDF.tif">Messaggero del 24 dicembre</a></span>: &#8220;Dalla Conferenza dei rettori il presidente definisce il provvedimento «un punto di partenza. Ora &#8211; ha detto Enrico Decleva &#8211; bisogna fare in fretta i decreti, in collaborazione con l`universita&#8217;». Collaborazione che deve essere già partita: Decleva negli scorsi giorni era in Senato con lo staff del ministro.&#8221;<br />
          In realtà la &#8220;collaborazione&#8221; per l&#8217;eleborazione del DDL e il &#8216;militante&#8217; e &#8220;leale&#8221; sostegno da parte di Decleva e della ex CRUI  è &#8220;partita&#8221; da anni.<br />
           In contemporanea alla soddisfazione del rettore Decleva per l&#8217;approvazione del DDL che fa diventare i rettori dei dittatori affiancati da rappresentanti delle oligarchie economico-politiche, Gianfelice Rocca, vice-presidente di Confindustria, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-12/101224/WBBUG.tif">ha espresso</a></span> la sua &#8216;parallela&#8217; soddisfazione.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">5.</span> Fuori dalla CRUI.<br />
           &#8221;L&#8217;Università di Torino ha deciso di non versare per il 2011 la quota d&#8217;iscrizione alla Crui&#8221;. Il rettore Ezio Pelizzetti ha dichiarato: &#8220;io da tempo non mi sento rappresentato, sono in disaccordo con le posizioni della Crui e del suo presidente Decleva&#8221; (v. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-12/101223/WAFIG.tif">articolo</a></span> sulla Stampa)..<br />
 <br />
<span style="color: #ff0000;">6.</span> &#8220;L&#8217;Università e il mito meritocratico&#8221;.<br />
       Invitiamo a leggere l&#8217;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.economiaepolitica.it/index.php/universita-e-ricerca/luniversita-e-il-mito-meritocratico/">intervento</a></span> di Guglielmo Forges Davanzati, dell&#8217;Università del Salento. Nell&#8217;intervento si spiega perché &#8220;il DDL Gelmini, come è noto, è apertamente sostenuto da Confindustria, ed è di fatto pensato dal Ministero dell’Economia.&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">7.  <span style="color: #000000;">Me ne vado per protesta.<br />
        Rita Calabrese dell&#8217;Università di Palermo: in “pensionamento anticipato” come ”atto di protesta contro lo smantellamento di ogni istanza di cambiamento”</span></span><span style="color: #000000;"> (v. </span><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/Lettera-di-Rita-Calabrese.doc"><span style="color: #000000;">lettera</span></a><span style="color: #000000;">).</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"> </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">= 22.12.10.</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> Costituzione, con le lacrime<br />
<span style="color: #ff0000;">2.</span> La presidenza del Senato come un manganello<br />
<span style="color: #ff0000;">3.</span> Contro il nepotismo dei Rettori, potere assoluto ai Rettori e ai Baroni</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> Costituzione, con le lacrime.<br />
           Il 14 dicembre a Roma Michela, una studentessa di Pisa, è andata incontro a coloro che l&#8217;avevano appena manganellata e li ha fermati leggendo, &#8220;con le lacrime agli occhi&#8221;, la Costituzione (v. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2010/12/22SIU3054.PDF">articolo</a></span> sul Tirreno).<br />
           Con la Costituzione si possono fermare i manganelli, ma la Costituzione non riesce a fermare coloro che, su ordine della Confindustria e con il consenso di pochi Rettori, hanno deciso di cancellare quanto previsto dalla Costituzione stessa: l&#8217;autonomia degli Atenei e la libertà di insegnamento e di ricerca.<br />
          Infatti tutti i Gruppi parlamentari hanno accettato quanto pre-scritto dalla lobby confindustriale trasversale <a href="https://groups.google.com/group/riformiamo-il-sapere/msg/7457c29cca4076b9?hl=it&amp;pli=1">TreeLLLe</a>: il commissariamento del Sistema nazionale universitario e dei singoli Atenei.<br />
           Tutto questo è stato scritto già nel 2003, trascritto nei DDL del PD e del Governo e, ad ogni costo e con tutti i mezzi, deve essere trasformato in legge.  <br />
           L&#8217;Opposizione voterà contro il DDL, mentre in realtà condivide i pilastri del DDL stesso. La NON-opposizione al DDL è confermata dall&#8217;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-12/101222/W9IAJ.tif">intervento</a></span> sull&#8217;Unità di oggi della senatrice Franco del PD, che NON si oppone (non li nomina nemmeno) ai contenuti veri del DDL approvato: poteri assoluti al Consiglio di Amministrazione e alla presenza in esso degli esterni (Atenei-ASL), messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori che comporta la crescita ulteriore del precariato e l&#8217;espulsione degli attuali precari, accentuazione del localismo nel reclutamento e nelle carriere, conferma del ruolo NON unico dei docenti, commissariamento del Sistema nazionale degli Atenei con l&#8217;ANVUR.<br />
<span style="color: #ff0000;"> <br />
</span><span style="color: #ff0000;">2.</span> La presidenza del Senato come manganello.<br />
        I pochi secondi di gestione assatanata della Presidenza del Senato da parte della senatrice Rosi Mauro, della Lega (v., tra l&#8217;altro, Francesco Merlo su <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.repubblica.it/scuola/2010/12/22/news/rosi_la_politica_cinepanettone-10477087/">Repubblica</a></span> e, soprattutto, la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://tv.repubblica.it/dossier/la-protesta-degli-studenti/decreto-gelmini-la-presidente-vota-da-sola/58729?video">diretta del Senato</a></span>) sono la sintesi &#8216;eclatante&#8217; di una casta politica e, più in generale, di una classe dirigente di alieni abituati a disporre di tutto (Istituzioni, informazione, ecc.) senza mai rapportarsi al mondo reale, preoccupati solo di servire i poteri forti.<br />
        Un &#8216;sistema alieno&#8217; che, per quanto riguarda il DDL, è rimasto totalmente impermeabile alle richieste del movimento di protesta: nessun Gruppo Parlamentare ha ritenuto di potere accogliere e rappresentare le critiche ai contenuti veri del DDL.<br />
 <br />
<span style="color: #ff0000;">3.</span> Contro il nepotismo dei Rettori, potere assoluto ai Rettori e ai Baroni.<br />
        Con l&#8217;obiettivo di avvalorare i non esistenti contenuti antibaronali del DDL, si è oggi denunciata la parentopoli di due Rettori romani (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.corriere.it/cronache/10_dicembre_21/studenti-sapienza-manifestazione_f3d983ec-0ce7-11e0-a1b6-00144f02aabc.shtml">Corriere della Sera</a></span>, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=131721">Messaggero</a></span>) .<br />
        Il fatto è che la parentopoli è solo la manifestazione parziale di un fenomeno ben più vasto che è quello del nepotismo, cioè la scelta di fatto diretta da parte del &#8216;maestro&#8217; di chi reclutare e di chi promuovere nella carriera.<br />
         Ma è più facile fare denigrazione e propaganda contro l&#8217;Università e approvare norme, incostituzionali e inefficaci, contro parentopoli, piuttosto che rompere il &#8216;giocattolo&#8217; della cooptazione personale, massimo male dell&#8217;accademia italiana.<br />
         Per smantellare questo che è il principale strumento del potere baronale occorrerebbe eliminare la possibilità di arbitrio del singolo &#8216;maestro-barone&#8217;, affidando la scelta dei nuovi docenti e la decisione sulle promozioni a commissioni nazionali composte esclusivamente da sorteggiati.<br />
         E invece il DDL, con il consenso di tutti i Gruppi parlamentari, accentua il localismo nel reclutamento e nella promozione dei docenti e quindi accresce il nepotismo e quindi parentopoli.<br />
         E&#8217; invece più facile e più &#8216;utile&#8217; attaccare i due Rettori per il reclutamento di loro parenti, piuttosto che impedire il reclutamento anche di amici, figli di amici, fidanzate/i, allievi prediletti, appartenenti ad associazioni e gruppi vari.<br />
     Il &#8216;bello&#8217; è che, per punire la parentopoli dei Rettori, con il DDL si danno ai Rettori poteri immensi anche sul reclutamento e sulle promozioni!</h3>
<p><span style="color: #ff0000;"> </span></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">= 20.12.10. </span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> L&#8217;Università contro il DDL<br />
<span style="color: #ff0000;">2.</span> No alla criminalizzazione<br />
<span style="color: #ff0000;">3.</span> &#8220;Ma se la legge l&#8217;abbiamo scritta insieme!&#8221;<br />
<span style="color: #ff0000;">4.</span> Ancora Decleva</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> L&#8217;Università contro il DDL.<br />
        ADI, ADU, AND, ANDU, AURI, CISL-Università, CNU, ConPAss, CSA-CISAL-Università, FLC-CGIL, Rete 29 Aprile, SNALS-Docenti Universita&#8217;, SUN, UDU, UGL-Università e Ricerca, UILPA-UR, USB-Pubblico Impiego<br />
hanno invitato alla mobilitazione nazionale contro l&#8217;approvazione del DDL sull&#8217;Università.<br />
Per leggere il documento unitario cliccare <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/Documento-agg.-16.12.10-finale.doc">qui</a></span>.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">2.</span> No alla criminalizzazione.<br />
        Si vuole criminalizzare e reprimere un movimento di protesta che vuole impedire che venga portata a compimento l&#8217;opera di smantellamento dell&#8217;Università statale che si completerebbe con l&#8217;approvazione di un DDL imposto dalla Confindustria e sostenuto da ormai pochi Rettori e che e&#8217; invece rifiutato da tutte le componenti universitarie.<br />
        Dopo una lettura semplicistica e &#8216;tradizionale&#8217; della protesta degli studenti, all&#8217;indomani del 14 dicembre, sono ora tanti i commenti e le analisi che cercano di &#8216;fare i conti&#8217; con un movimento studentesco le cui caratteristiche e la cui ampiezza sono certamente nuove e complesse. Ma oltre a coloro che vogliono sinceramente capire, vi sono quelli che concedono al movimento di avere alcune buone ragioni, ma non quella della critica al DDL che sarebbe al più un mero pretesto, una fortuita occasione per manifestare un disagio che è &#8216;altro&#8217;. Certamente c&#8217;e&#8217; anche &#8216;altro&#8217; nel movimento degli studenti, ma principale è il disagio di una Università ridotta in macerie da coloro che ora riceveranno in &#8216;dono&#8217; le risorse pubbliche ad essa destinate e ne diventeranno i commissari unici. </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">3.</span> &#8220;Ma se la legge l&#8217;abbiamo scritta insieme!&#8221;.<br />
        All&#8217;inizio del 1990 il movimento degli studenti (la Pantera) si battè contro la legge sull&#8217;autonomia universitaria. Sul Manifesto <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-12/101220/W73GE.tif">l&#8217;articolo</a></span> &#8220;Il balzo rimosso della Pantera&#8221;. Nel pieno della protesta di allora, in un confronto televisivo, il ministro Ruberti, &#8216;intestatario&#8217; di quella Legge, era contestato da  Luigi Berlinguer, del PCI. A un certo punto Ruberti, rivolto a L. Berlinguer, sbottò: &#8220;ma se la legge l&#8217;abbiamo scritta insieme!&#8221;.<br />
         Qualcosa di analogo è successo l&#8217;altro giorno in Commissione Istruzione del Senato.<br />
        Dal <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=16&amp;id=515617">resoconto della seduta</a></span>: &#8220;Il senatore ASCIUTTI (PdL) rammenta che nelle fasi iniziali dell&#8217;iter c&#8217;è stato un ampio confronto tra maggioranza e opposizione al punto che vennero presentati diversi testi che erano in sintonia nell&#8217;impianto organizzativo generale, differenziandosi solo per alcuni aspetti specifici.&#8221;<br />
         Nella stessa seduta della Commissione il sen. Valditara, FLI e relatore del DDL, intervenendo sulla &#8216;governance&#8217;, ha detto: &#8220;Al riguardo, nel rammentare che la filosofia di fondo non differisce di molto da quella sottesa al disegno di legge n. 1579 (il DDL del PD, <em>ndr</em>), prima firmataria la senatrice Mariapia Garavaglia, e sostenuta da molti autorevoli esponenti dell&#8217;opposizione, sottolinea l&#8217;importanza di prevedere membri esterni nel consiglio di amministrazione onde evitarne l&#8217;autoreferenzialità.&#8221;<br />
         E poi ancora Valditara: &#8220;Prima di esprimersi sugli emendamenti, richiama inoltre l&#8217;attenzione sul disegno di legge n. 1579 della senatrice Mariapia Garavaglia, che per molti versi delinea un&#8217;articolazione della governance simile a quella del provvedimento in titolo. Quanto all&#8217;elezione del rettore, ad esempio, prevede un&#8217;ipotesi di secondo grado che risulta addirittura meno democratica rispetto al coinvolgimento di tutto il corpo accademico. Esso stabilisce altresì che possano essere eletti anche professori di altre università, essendo l&#8217;elettorato passivo esteso a qualunque professore di ruolo di prima fascia. Quanto alla durata del mandato, esso è previsto in otto anni consecutivi, non escludendo quindi il mandato unico. Nell&#8217;osservare che anche quel testo prevede la possibilità di sfiduciare il rettore con una maggioranza dei due terzi, riferisce sulle competenze del senato accademico che in effetti appaiono piu&#8217; consistenti in ordine al documento strategico triennale. Ricorda tuttavia che in prima lettura è stato attribuito al senato accademico il parere su tale atto di indirizzo. Il disegno di legge n. 1579 attribuisce inoltre competenze residuali al consiglio di amministrazione, tra cui quella di attivazione dei corsi di studio con riferimento alla quale il Senato ha comunque previsto il parere del senato accademico.&#8221; E ancora: &#8220;Con riguardo al direttore generale, oggetto di numerose contestazioni, rammenta nell&#8217;impostazione del Partito Democratico esso è membro con diritto di voto nel consiglio di amministrazione.&#8221; &#8220;Passando alla composizione del consiglio di amministrazione, egli pone in luce come, secondo il disegno di legge n.1579, esso sia nominato per il 50 per cento dal rettore, che quindi ne controlla l&#8217;operato. Il disegno di legge n. 1905-B sancisce invece che la composizione sia definita dallo statuto.&#8221; &#8221;Dopo aver sottolineato come anche la proposta del Partito Democratico prevedesse un terzo dei componenti esterni&#8221;.<br />
           Insomma Valditara sostiene che il DDL del PD è addirittura peggio di quello che sta per essere approvato.<br />
         L&#8217;ANDU da mesi documenta e denuncia che i DDL del PD e del Governo sono sostanzialmente uguali e tutte e due &#8216;ricopiano&#8217; quanto pre-scritto già nel settembre del 2003 dalla confindustriale lobby trasversale TreeLLLe (clicca <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://groups.google.com/group/riformiamo-il-sapere/msg/7457c29cca4076b9?hl=it&amp;pli=1">qui</a></span>).<br />
         Ora il PD, dopo lo scoppio del grande movimento di protesta e in vista delle probabili elezioni anticipate, ha attivato un &#8216;ostruzionismo del giorno dopo&#8217;, quando i giochi sono fatti e il DDL sarà approvato con il voto contrario del PD che non si è mai realmente opposto ai suoi principali contenuti: poteri assoluti al Consiglio di Amministrazione e alla presenza in esso degli esterni (Atenei-ASL), messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori che comporta la crescita ulteriore del precariato e l&#8217;espulsione degli attuali precari, l&#8217;accentuazione del localismo nel reclutamento e nelle carriere, la conferma del ruolo NON unico dei docenti, il Commissariamento del Sistema nazionale degli Atenei con l&#8217;ANVUR.<br />
         L&#8217;ostruzionismo, quello vero, andava fatto mesi fa al Senato in prima lettura e poi alla Camera. Occorreva esprimere una opposizione vera, ma che si poteva fare solo a partire da contenuti veramente OPPOSTI a quelli del DDL. Ma per fare questo si sarebbero dovuti sconfessare anni di lavoro, anche nei Governi e nel Parlamento, volti alla distruzione dell&#8217;Università statale. Ci si sarebbe dovuti mettere contro i poteri forti economico-accademici e, in particolare, contro la Confindustria e quindi anche contro Enrico Letta, vice-segretario del PD, che ha invece pubblicamente &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ulivo.it/dettaglio/97088/universita_letta_proposta_governo_fallisce_obiettivi">apprezzato</a></span>&#8221; la linea di Confindustria sul DDL.<br />
 <br />
<span style="color: #ff0000;">4.</span> Ancora Decleva.<br />
         Alla vigilia di ogni inizio di una votazione del DDL sull&#8217;Università statale Enrico Decleva, &#8220;presidente dei rettori e vertice della Statale di Milano&#8221;, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-12/101220/W7K8P.tif">interviene</a></span> a sostegno della controriforma, rigettata invece dalla comunità universitaria e negli ultimi tempi anche dalla maggioranza dei Rettori: è stato lo stesso ministro Gelmini ad affermare che nell&#8217;ultima Assemblea della CRUI Decleva ha rischiato di essere sfiduciato. &#8216;Inspiegabilmente&#8217;, anche oggi Decleva sostiene che &#8220;bisogna chiudere&#8221; su questo DDL che &#8220;è una legge seria&#8221; e trova &#8220;paradossale protestare contro il Parlamento in un&#8217;occasione in cui si è fatto un grande lavoro, da parte di maggioranza e opposizione, per migliorare la riforma.&#8221; Più &#8216;logica&#8217; è invece la difesa del DDL che demolirebbe del tutto l&#8217;Università statale, che fa, contestualemnte a Decleva, Mario Monti, presidente della Bocconi.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"> </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">= 15.12.10. </span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">DISORDINE PUBBLICO E ALIENI:<br />
il 20 dicembre DDL in Aula al Senato, il 22 l&#8217;approvazione definitiva      </h3>
<h3 style="text-align: justify;">  Dal <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=hotresaula">resoconto stenografico</a></span> dell&#8217;Aula del Senato di oggi, 15 dicembre 2010:<br />
        &#8221;L&#8217;esame del disegno di legge sull&#8217;università si concluderà entro la seduta antimeridiana di mercoledì 22 dicembre&#8221;.<br />
         La calendarizzazione del DDL è stata decisa con il voto farevole di FLI e dell&#8217;UDC.<br />
         Il sen. Viespoli di FLI, da ieri all&#8221;opposizione&#8217;, ha dichiarato: &#8220;Per quanto riguarda poi la questione dell&#8217;università e della sua riforma, al di là del merito e ferme restando le giuste esigenze del confronto e del dialogo, tuttavia credo che, proprio per quel che sta accadendo, il Senato abbia il dovere istituzionale di dimostrare una capacità di intervenire sul provvedimento.&#8221;<br />
         Il sen. D&#8217;Alia dell&#8217;UDC, della vecchia &#8216;opposizione&#8217;, ha dichiarato: &#8220;Queste sono le ragioni per le quali, pur avendo una forte contrarietà rispetto al provvedimento testè citato, non ci siamo espressi in termini contrari al suo inserimento nel calendario in sede di Conferenza dei Capigruppo.&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        Ieri, 14 dicembre, subito dopo la fiducia al Governo, la Commissione Istruzione del Senato si è precipitata a iniziare la fase finale dell&#8217;iter del DDL sull&#8217;Università contro il quale in tutti gli Atenei da settimane si protesta sempre più.<br />
        Il motivo principale per cui si DEVE approvare subito e comunque questa controriforma lo ha esplicitato candidamente il Presidente della Commissione stessa: &#8220;Il PRESIDENTE chiarisce che la necessità di concludere il provvedimento tempestivamente è motivata anche da ragioni di ordine pubblico (sic!). Ritiene peraltro che le audizioni siano finalizzate ad un&#8217;attivita&#8217; emendativa che, allo stato attuale, non sembra politicamente sostenibile.&#8221;<br />
         E si tratta di una fretta a fin di bene. Infatti &#8220;il senatore PITTONI (LNP) ritiene che l&#8217;approvazione in tempi rapidi del disegno di legge sull&#8217;università sia un atto di responsabilità nei confronti degli studenti.&#8221; (dal <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=16&amp;id=514870">resoconto della Commissione</a></span>).<br />
       Bisogna fare presto per fare smettere le proteste (nell&#8217;interesse di chi protesta) e non c&#8217;è tempo da perdere per ascoltare nessuno.<br />
       E per chiudere subito la partita è stato approntato un calendario dei lavori della Commissione da &#8216;tappe forzate&#8217;: oggi si chiude le discussione e domani si conclude la votazione-bocciatura degli emendamenti (v. il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/comm07/calendario/convocazioni.pdf">calendario della Commissione</a></span>).<br />
 Insomma, si DEVE approvare definitivamente entro Natale l&#8217;&#8221;epocale riforma&#8221;, dettata dalla Confindustria e sostenuta dalla lobby trasversale dei potenti baroni, con la speranza di mandare a casa coloro che si sono illusi che protestando si potesse contare qualcosa.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       Alieni, ecco cosa sono i componenti di questa casta politica di nominati, fedeli a chi li ha nominati. Quasi nessuno di loro capisce nulla di Università e chi capisce qualcosa &#8211; poco e male &#8211; pasticcia, preoccupato solo di tradurre in legge quanto pre-scritto dalla Confindustria.<br />
       Alieni impegnati a confezionare il regalo di natale ai padroni, senza capire che il mondo universitario NON consentirà comunque l&#8217;applicazione di un provvedimento che trasformerebbe in caserme gli Atenei, sottomettendoli a un potere assoluto accademico-economico-politico, interessato solo a dilapidarne le risorse (Atenei-ASL).</h3>
<h3 style="text-align: justify;"> </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">= 11.12.10.</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> Chi e perché teme la protesta:</h3>
<h3 style="text-align: justify;">          <span style="color: #ff0000;">  a)</span> il &#8216;Programma dei padroni&#8217;</h3>
<h3 style="text-align: justify;">          <span style="color: #ff0000;">  b)</span> i DDL di Modica-Tocci, del PD e del Governo</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">2.</span> A. Ichino, il PD e TreeLLLe</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">3.</span> Comunicato ANDU su incontro Ministro-CNRU</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">4.</span> Intervista all’ANDU su DDL</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">5.</span> Qualità sito ANDU</h3>
<h3 style="text-align: justify;"> </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> Chi e perché teme la protesta.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            E&#8217; iniziato, come da manuale, lo &#8216;studio&#8217; della protesta. Non passa giorno senza almeno un intervento &#8216;sociologico&#8217; sulla &#8216;vera&#8217; motivazione della protesta negli Atenei, che coinvolge soprattutto e sempre di più gli studenti. E i tanti &#8216;analisti&#8217; del movimento o sorvolano su quello che ritengono solo un occasionale &#8216;pretesto&#8217; (il DDL sull&#8217;Università) o vi accennano appena, elogiandone comunque i pregi.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            A questo proposito <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-12/101209/VY4VP.tif">Giulio Peruzzi</a></span>, sull&#8217;Unità, scrive-denuncia che sta passando &#8220;il messaggio sbagliato che la protesta dei giovani sia stata innescata dal ddl sull&#8217;Università, ma abbia cause riconducibili essenzialmente al disagio sociale sempre più diffuso e finisca per risolversi in un mantenimento dello status quo.&#8221; Le &#8220;analisi sociologiche e psicologiche&#8221; &#8220;aiutano sicuramente a capire le dimensioni e la durata di un fenomeno di protesta come quello cui assistiamo. Ma risulta francamente discutibile fare queste analisi &#8216;senza entrare nel merito della riforma&#8217;&#8221;.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Naturalmente le &#8216;analisi&#8217; sul movimento sono ospitate soprattutto da quegli stessi quotidiani-portaerei dai quali partono i &#8216;fondi&#8217; contro la protesta e a favore di un provvedimento che, con tutta evidenza, i professori-economisti-opinionisti non hanno letto, accontentandosi di riferirsi a quanto pre-scritto dalle veline ministeriali.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">             Insomma, i giovani, secondo gli ‘analisti’, credono di battersi contro un DDL che demolirebbe del tutto l&#8217;Università statale, ma in realtà sarebbero mossi da ALTRI &#8216;strutturali&#8217; e ben più profondi motivi.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">           Peraltro sono studenti che non studiano (Berlusconi) e sono pure fessi visto che si fanno strumentalizzare dai baroni (Gelmini) e visto che battendosi “contro la riforma universitaria Gelmini si battono a proprio danno e per il proprio male” (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.corriere.it/editoriali/10_dicembre_11/sartori_giovanilismo-rottamazione-vendola-renzi_364fe652-04f1-11e0-b4fb-00144f02aabc.shtml">Sartori</a></span>).</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">       a)</span> il &#8216;Programma dei padroni&#8217;:</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Tanto fumo per nascondere l&#8217;arrosto: da molto tempo è stato deciso dalla Confindustria, affiancata da un gruppo di potenti baroni, di cancellare del tutto l&#8217;idea stessa di un&#8217;Università aperta, democratica e diffusa nel Paese, per sostituirla con pochi Atenei veri (diciassette e quasi tutti al Nord) e tanti Atenei-licei, tutti comunque cogestiti dalla crema delle oligarchie accademiche e dai rappresentanti dei poteri economico-politici locali (Atenei-ASL). Il tutto sotto la regia di un grande ‘commissario nazionale’ (l&#8217;ANVUR) che avrà potere di vita e di morte sull&#8217;alta formazione e sulla ricerca in Italia.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            E la demolizione dell&#8217;Università statale non è un obiettivo di una loggia segreta, ma di una esibita &#8220;lobby trasparente&#8221;, l’Associazione TreeLLLe, che ha definito già nel settembre 2003, per iscritto e pubblicamente, il suo programma e la sua strategia.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Nel 2003 questa Associazione si è proposta di svolgere &#8220;attività di lobby trasparente al fine di diffondere dati e informazioni, promuovere le tesi presso i decisori pubblici a livello nazionale e regionale, i parlamentari, le forze politiche e sociali, le istituzioni educative affinche&#8217; le proposte di TreeLLLe influenzino le azioni di governo e si trasformino in sperimentazioni concrete.&#8221; (pag. 4 “<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.treellle.org/files/lll/quaderno03_0.pdf">Quaderno n. 3 del settembre 2003</a></span>” della TreeLLLe)</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            E &#8220;influenzare le azioni di governo&#8221; non poteva essere difficile visto che tra i componenti dell’Associazione vi erano ex ministri, sottosegretari passati e futuri, il futuro relatore del DDL e tanti altri accademici e giornalisti di sinistra, di centro e di destra (a pag. 5 del Quaderno, “Chi fa parte dell’Associazione”).</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Il programma riguardava la &#8216;governance&#8217; del Sistema nazionale (a pag. 89 del Quaderno “la governance del sistema universitario”) e dei singoli Atenei (a pag. 105 del Quaderno “la governance di ateneo”). </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">      b)</span> i DDL di Modica-Tocci, del PD e del Governo:</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            I contenuti della &#8220;lobby trasparente&#8221; sono stati sostanzialmente &#8216;riversati&#8217; da Luciano Modica e da Walter Tocci in due paralleli e uguali <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/lon-tocci-e-lagenzia-dei-ds.html">disegni di legge</a></span> da loro presentati nel febbraio 2006, per quanto riguarda la &#8216;govenance&#8217; nazionale, e nei <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://groups.google.com/group/riformiamo-il-sapere/msg/7457c29cca4076b9?hl=it">DDL del PD</a></span> e del Governo per quanto riguarda la &#8216;governance&#8217; degli Atenei.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            La bontà di queste &#8216;traduzioni&#8217; normative di quanto pre-scritto dalla confindustriale e trasversale TreeLLLe è confermata dalla vasta e martellante campagna di promozione-sostegno del DDL che si vorrebbe definitivamente approvare a giorni con il voto contrario, come da manuale, della non-opposizione.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Una campagna di disinformazione condotta in prima persona dalla Confindustria e dai Rettori della ex CRUI, con il sostegno dell&#8217;opinione pubblica, ovvero di quegli opinionisti che nei secoli hanno avuto il compito di difendere tutte le normative finalizzate al massacro dell&#8217;Università statale: finta autonomia finanziaria e statutaria, finti concorsi locali, &#8220;3 + 2&#8243;, svuotamento del CUN, messa a esaurimento del ruolo dei ricercatori e ampliamento del precariato, progressiva riduzione dei finanziamenti, blocco del reclutamento e degli avanzamenti.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Di tutto questo chi protesta nell&#8217;Università è bene che non si occupi, rendendosi conto di essere mosso in realtà da altro, e comunque è bene che non si occupi più di Università che è cosa d&#8217;altri.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">2.</span> A. Ichino, il PD e TreeLLLe.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-12/101211/W05GZ.tif">Andrea Ichino</a></span> si lamenta, sul giornale della Confindustria, che NESSUN progetto propone “una riforma basata sul binomio ‘autonomia-valutazione’, che lasci liberi gli atenei di organizzarsi liberamente come meglio preferiscono soprattutto nella gestione delle risorse umane e dell’offerta formativa, salvo erogare a loro i fondi solo sulla base del raggiungimento di risultati soddisfacenti nella ricerca e nella didattica.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;">           A Ichino, evidentemente, sono sfuggiti i tanti documenti del PD e in particolare di Walter Tocci di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/01/04/tocci-pd/">qualche tempo fa</a></span> e <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.partitodemocratico.it/allegatidef/meritocrazia%20chiacchiere112286.pdf">più  recente</a></span>. E gli è sfuggito anche quanto c’è scritto nel ‘volantino’ distribuito oggi alla manifestazione di Roma del PD:  “Atenei autonomi e responsabili. Autonomia vera e valutazione severa: poche regole chiare e per il resto liberta’ di organizzazione. Risorse in base alla valutazione di ricerca, didattica, livello di apprendistato degli studenti. Rigidi criteri di accreditamento, no agli atenei fantasma.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;">        E soprattutto, Andrea Ichino sembra non avere letto il progetto organico dell’Associazione TreeLLLe che nel “Quaderno n. 3” del 2003 aveva dettato le ‘direttive’ riprese costantemente e trasversalmente negli anni successivi. In particolare, a pag. 102 del Quaderno si ‘anticipano’ proprio le opinioni di A. Ichino e, in particolare, al punto 5 delle “Proposte operative”, si legge: “Riconoscere e sostenere il processo di autonomia progettuale e gestionale delle universita’, e percio’ la loro diversificazione, anche per favorire un modello di “quasi mercato” (sic!) che stimoli l’emulazione competitiva a livello nazionale e internazionale.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">3.</span> Comunicato ANDU su incontro Ministro-CNRU.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Per leggere il Comunicato dell’ANDU e il Comunicato ministeriale relativo all’incontro Ministro-CNRU cliccare <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/Comunicato-su-Ministro-CNRU.doc">qui</a></span>.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"> <span style="color: #ff0000;">4.</span> Intervista all’ANDU su DDL.      </h3>
<h3 style="text-align: justify;">      Per leggere l’intervista di CorriereUniv.it all’ANDU cliccare <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.corriereuniv.it/cms/2010/12/20325/">qui</a></span>.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"> <span style="color: #ff0000;">5.</span> Qualità sito ANDU.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">      &#8220;Secondo Google, la qualità di questo sito e&#8217; molto buona&#8221;. Per approfondire cliccare <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.webarbiter.com/it/andu-universita.it">qui</a></span>.</h3>
<h3> </h3>
<h3><span style="color: #ff0000;">= 7.12.10. </span></h3>
<h3><span style="color: #ff0000;">1.</span> Uniti contro il DDL<br />
<span style="color: #ff0000;">2.</span> &#8220;DDL bipartisan&#8221;<br />
<span style="color: #ff0000;">3.</span> &#8220;Divisioni nella CRUI&#8221;</h3>
<h3><span style="color: #ff0000;">1.</span> Uniti contro il DDL.<br />
        ADI, ADU, AND, ANDU, AURI, CISL-Università, CNRU, CNU, ConPAss, CPU, CSA-CISAL-Università, FLC-CGIL, Rete 29 Aprile, SNALS-Docenti Università, SUN, UDU, UGL-Università e Ricerca, UILPA-UR, USB-Pubblico Impiego:<br />
     &#8211; il 14 dicembre: Giornata nazionale di mobilitazione, con l&#8217;occupazione simbolica dei rettorati;<br />
     &#8211; il giorno dell&#8217;inizio della discussione: Presidio davanti al Senato;<br />
     &#8211; poi anche: Sciopero in tutti gli Atenei.<br />
Per leggere il documento unitario cliccare <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/Documento-1.12.10-aggiornato-2.doc">qui</a></span>.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">2.</span> &#8220;DDL bipartisan&#8221;.<br />
       Nel suo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2010/12/04SI86209.PDF">intervento</a></span> &#8220;Riforma Gelmini, frutto bipartisan&#8221;, sul Manifesto, Alberto Burgio si chiede &#8220;come mai (il DDL) è arrivato indenne al voto della Camera, mentre il governo (è) paralizzato&#8221;? &#8220;Quale forza gli ha permesso di arrivare in fondo, in un parlamento blindato come un bunker?<br />
       L&#8217;unica risposta onesta &#8211; almeno evitiamo ipocrisie &#8211; è che questa è una &#8216;riforma&#8217; bipartisan. E che a sponsorizzarla c&#8217;è anche il presidente della Repubblica. Il segretario del Partito democratico è salito fin sul tetto di Architettura. Ha lamentato la carenza di fondi per l&#8217;università. Ha detto che il governo ha sbagliato a incaponirsi e, finalmente, ha votato contro martedì alla Camera. Ma questo dissenso, vero o simulato, non sposta di una virgola il fatto che nel merito la &#8216;riforma&#8217; realizza un progetto in gran parte concepito dagli &#8216;esperti&#8217; del Pd. Che vede di buon occhio l&#8217;ingresso dei privati e la precarizzazione dei ricercatori. Che cavalca la retorica &#8216;modernizzatrice&#8217; della meritocrazia. E che considera un inservibile vecchiume l&#8217;idea costituzionale di una università pubblica al servizio del &#8216;progresso intellettuale di massa&#8217;, come dimostra la brillante formula della &#8216;concorrenza tra gli atenei&#8217;, quasi si trattasse di supermercati o di compagnie di assicurazione.&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">3.</span> &#8220;Divisioni nella CRUI&#8221;.<br />
        Nell&#8217;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-12/101207/VWJ92.tif">intervista</a></span> sul Manifesto ai Rettori di Pisa e Sassari, tra l&#8217;altro, si legge: &#8220;E&#8217; ormai noto che, nella seduta del 25 l&#8217;associazione dei rettori si è spaccata sulla linea del presidente Enrico Decleva. I rettori di Pisa e Sassari, di Cagliari, Udine, Trieste e Foggia, insieme ad altri 15, gli hanno chiesto di non esprimere un appoggio incondizionato al Ddl per conto della Crui.&#8221;<br />
       E&#8217; anche noto, aggiungiamo noi, che il ministro Gelmini a Porta a Porta ha affermato che non è vero che i Rettori sostengono il &#8216;suo&#8217; DDL: l&#8217;unico a farlo è il Presidente della CRUI che, ha dichiarato il Ministro, ha rischiato di essere sfiduciato dalla stessa CRUI dove &#8220;c&#8217;è stata quasi la sommossa contro di lui&#8221;. (v. la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-12/101207/VWJ92.tif">trasmissione</a></span>).<br />
     Ma è anche noto che, DOPO il 25 novembre, il Presidente della CRUI si è <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=1945">affiancato pubblicamente</a></span> alla Confindustria e al Ministro Gelmini nella richiesta di approvazione rapida della Controriforma da parte del Senato.</h3>
<p> </p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">= 5.12.10. </span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> Il DDL GeLLLmini è di TreeLLLe<br />
<span style="color: #ff0000;">2. </span>Furio Colombo su DDL, Governo e Opposizione</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> Il DDL GeLLLmini è di TreeLLLe.<br />
        L&#8217;ANDU non mai chiamato il DDL governativo sull&#8217;Università &#8220;DDL Gelmini&#8221; per il semplice fatto che questo Ministro non ha scritto e nemmeno letto il &#8216;suo&#8217; DDL.<br />
       Il DDL governativo, <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://groups.google.com/group/riformiamo-il-sapere/msg/7457c29cca4076b9?hl=it&amp;pli=1">come quello del PD</a></span>, per la &#8216;governance&#8217; è stato pre-scritto già nel 2003 dalla confindustriale &#8220;lobby trasversale&#8221; TreeLLLe.<br />
       Questa &#8216;semplice&#8217; verità spiega perché il maggiore sostenitore del DDL sia la Confindustria, affiancata dai suoi &#8216;amici&#8217; opinionisti e da &#8216;alti&#8217; politici di maggioranza e di opposizione.<br />
       Questa &#8216;semplice&#8217; verità è stata ora ripresa e approfondita da Alessio Quinto Bernardi <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://percorsopergatti.blogspot.com/2010/12/da-dove-viene-la-riforma-gelllmini.html">nell&#8217;intervento</a></span> &#8220;Da dove viene la riforma &#8216;GeLLLmini&#8217;: l&#8217;Universitaà ai poteri forti. Le proposte di TreeLLLe si fanno legge GeLLLmini&#8221;.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">2.</span> Furio Colombo su DDL, Governo e Opposizione.<br />
       Segnaliamo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/05/il-30-novembre-giorno-di-approvazione-della/80367/">l&#8217;intervento</a></span> di Furio Colombo sul Fatto Quotidiano. L&#8217;intervento di Colombo si conclude così: &#8220;Una opposizione che non alza la voce e cammina disciplinatamente allo stesso passo della maggioranza imperiosa, quando dice educatamente “no” non si nota. Poiché l’opposizione non ha saputo rompere in alcun punto e in nessun modo le sequenze ordinate, vuol dire che niente di eccezionale sta accadendo. Resta il sigillo finale con cui andremo alle urne: “La Camera approva”. Resta il distacco completo da coloro che l’opposizione avrebbe dovuto e voluto rappresentare.&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">= 3.12.10. </span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1. </span>Presidente della CRUI?<br />
<span style="color: #ff0000;">2</span>. Contro terrorismo mediatico<br />
<span style="color: #ff0000;">3.</span> Il ritardo del PD<br />
<span style="color: #ff0000;">4.</span> L&#8217;Italia dalla Francia<br />
<span style="color: #ff0000;">5.</span> Testo DDL Camera</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> Presidente della CRUI?<br />
        Come abbiamo denunciato nel nostro <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/Comunicato-Andu-del-2.12.10.doc">Comunicato di ieri</a></span>, il Presidente della CRUI si <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=1945">è affiancato</a></span> alla Confindustria e al Ministro Gelmini nella richiesta di approvazione rapida della Controriforma da parte del Senato. Molti Rettori invece, specie negli ultimi giorni, si erano espressi contro il DDL.<br />
        Il Ministro ieri sera a Porta a Porta ha affermato che non è vero che i Rettori sostengono il &#8216;suo&#8217; DDL: l&#8217;unico a farlo è il Presidente della CRUI che, ha dichiarato il Ministro, ha rischiato di essere sfiduciato dalla stessa CRUI dove &#8220;c&#8217;è stata quasi la sommossa contro di lui&#8221; (v. la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#ch=1&amp;day=2010-12-02&amp;v=40530&amp;vd=2010-12-02&amp;vc=1">trasmissione</a></span>).<br />
        Chiediamo ai Rettori: a nome di chi parla il loro Presidente?<br />
        Il DDL è epocale per l&#8217;Università. Proprio per questo a nessuno dovrebbe essere consentito di sostenere in qualità di Presidente un tale DDL, che distrugerebbe del tutto gli Atenei statali, quando la maggioranza dell&#8217;Organismo presieduto non dovesse condividere tale posizione.<br />
       Ognuno, singolarmente, deve assumersi le proprie responsabilità PUBBLICAMENTE, sensa ambiguità. Lo si deve, quantomeno, a tutti quei giovani che stanno protestando per salvare l&#8217;Università statale dalle fameliche e distruttive intenzioni della Confindustria e della lobby accademica.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">2.</span> Contro il terrorismo mediatico.<br />
        E&#8217; in corso da parte di Confindustria, delle &#8216;alte&#8217; cariche &#8216;accademiche&#8217; e, quindi, da parte del Ministero un&#8217;azione di &#8216;terrorismo mediatico&#8217; volta a sostenere che senza il DDL si bloccherebbe l&#8217;Università. Una campagna che l&#8217;ANDU ha già denunciato e confutato nel Comunicato di ieri. Contro questo vero e proprio imbroglio mediatico segnaliamo anche le risposte del <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-12/101203/VTE15.tif"><span style="text-decoration: underline;">Rettore di Pisa</span> </a>e dell&#8217;on. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.partitodemocratico.it/allegatidef/il%20pd%20si%20e%20mosso113431.pdf">Walter Tocci</a></span> del PD.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">3 </span>Il ritardo del PD.<br />
        In una <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.partitodemocratico.it/allegatidef/il%20pd%20si%20e%20mosso113431.pdf">intervista al Manifesto</a></span> l&#8217;on. Walter Tocc del PDi, alla domanda &#8220;Vi siete accorti in ritardo dei guasti della riforma?&#8221;, ha risposto: &#8220;Forse qualcuno, sia nel mondo dell&#8217;accademia che in quello della politica, all&#8217;inizio ha sottovalutato l&#8217;intenzione distruttiva della manovra governativa&#8221;.<br />
        Eppure fin dall&#8217;inizio, cioè ormai molti mesi fa, le Organizzazioni universitarie hanno denunciato i contenuti &#8220;distruttivi&#8221; del DDL, chiedendo &#8211; invano -  a tutti i Partiti (anche al PD, ovviamente) un serio e puntuale confronto.<br />
        In particolare, l&#8217;ANDU ha anche <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/01/30/per-una-universita/http://www.andu-universita.it/2010/01/30/per-una-universita/">proposto</a></span> precise altenative ai contenuti del DDL, documentando, tra l&#8217;altro, come l&#8217;impostazione del DDL governativo e i suoi contenuti principali fossero sostanzialmente uguali a quelli del DDL presentato PRIMA dal PD e che entrambi i DDL &#8216;derivassero&#8217; da quanto <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://groups.google.com/group/riformiamo-il-sapere/msg/7457c29cca4076b9?hl=it">pre-scritto</a></span> dalla confindutriale &#8220;lobby trasversale&#8221; TreeLLLe giaànel 2003.<br />
        Ma ancora oggi, a leggere i più recenti emendamenti e documenti elaborati dal PD, sembra che da quell&#8217;impianto e da quei contenuti non ci si riesca a distaccare sufficientemente. <br />
 <br />
<span style="color: #ff0000;">4.</span> L&#8217;Italia dalla Francia.<br />
       La grande protesta nelle Università italiane è seguita con molta attenzione e interesse in Francia: cliccare <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.sauvonslarecherche.fr/spip.php?article3313">qui</a></span> e <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.lexpress.fr/actualites/1/reforme-des-universites-corteges-et-chaos-dans-les-grandes-villes-d-italie_941180.html">qui</a></span>.<br />
<span style="color: #ff0000;"> </span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">5.</span> Testo DDL Camera.<br />
        Per leggere il testo del DDL approvato dalla Camera cliccare <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&amp;leg=16&amp;id=00513824&amp;part=doc_dc-articolato_ddlbtiba1ppidrba2oeaiduba3fefdaerdofbtiba4fpimba5dimdiplqeledsuba6sgdpedrdrba7nimdmdpedrba8rdtedpedruba9fplpba10cdba11ipplusba12unslrba13mplqdsuba14ddrdcbtiba15scessdba16idasnbia17iba17cdpbia19iba18vtpplsdpdrbia21iba19adrba20cpadiba21ratdba22cardpedrba23ddldsba24adsbia28iba25ntef&amp;parse=no">qui</a></span>.</h3>
<p> </p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">= 30.11.10. </span>&#8220;Guardatevi dalla sinistra!&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;">               Ieri abbiamo ancora una volta denunciato e documentato come il PD si arrampichi sui tetti e sugli specchi per tentare di nascondere al mondo universitario il proprio ruolo di protagista principale nell&#8217;elaborazione di un provvedimento che corona il lavoro di demolizione dell&#8217;Universita&#8217; statale portato avanti negli ultimi decenni dai potenti &#8216;baroni sinistra&#8217;, che hanno avuto a loro disposizione i Governi, il Parlamento e la &#8216;grande&#8217; stampa. Questi potenti baroni hanno elaborato da tempo con (e per) la Confindutria i contenuti portanti del DDL. Un DDL che consentirebbe a loro, affiancati dalle oligarchie economico-politche, di impossersarsi del tutto degli Atenei e delle risorse pubbliche per la ricerca e l&#8217;alta formazione.  </h3>
<h3 style="text-align: justify;">              Oggi è Marco Bascetta a scrivere <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-11/101130/VQ9VJ.tif">sul Manifesto</a>:<br />
                    &#8220;Agli studenti e ai ricercatori che si battono contro la riforma, la riesumazione televisiva di Luigi Berlinguer da parte del Tg di regime dovrebbe suonare come un serio avvertimento: guardatevi dalla sinistra! Guardatevi da un Bersani che, dopo doverosa passeggiata sui tetti, offre alla ministra un confronto per &#8216;correggere&#8217; le &#8216;distorsioni&#8217; e i difetti del suo disegno di legge. Senza una spietata autocritica, senza un totale abbandono della politica universitaria e scolastica praticata per decenni dalla sinistra, senza un radicale cambio di rotta dal dirigismo ministeriale e dalle allucinazioni liberiste all&#8217;ascolto dei soggetti che costruiscono la cultura del paese e la liberta&#8217; della ricerca, neanche da quella parte c&#8217;e&#8217; da attendersi nulla di buono.&#8221;</h3>
<p><span style="color: #ff0000;">= 28.11.10.</span></p>
<h3><span style="color: #ff0000;"> 1. </span>Decleva, Fini, Fabiani, tetti e specchi“Cari ragazzi, non fatevi strumentalizzare dalla Gelmini”</h3>
<h3><span style="color: #ff0000;">2</span>. “Cari ragazzi, non fatevi strumentalizzare dalla Gelmini”</h3>
<h3><span style="color: #ff0000;">1.</span> Decleva, Fini, Fabiani, tetti e specchi.</h3>
<h3><span style="color: #ff0000;">DECLEVA</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">      “Il Presidente (della CRUI) Decleva ha ritenuto che esiste un’evidente sproporzione nella rappresentazione da parte degli organi di informazione del dissenso rispetto al DDL Gelmini, che invece rappresenterebbe un passo in avanti positivo e andrebbe lealmente sostenuto”  (da un resoconto della seduta della CRUI del 25 novembre 2010: per leggere il resoconto v. più sotto il punto 2 del messaggio del 26.11.10).</h3>
<h3 style="text-align: justify;">      Bisogna dare atto a Decleva della coerenza con la quale da mesi si è impegnato lealmente (leale a chi?) nella collaborazione alla scrittura del DDL e nel sostenerlo; DDL che eè stato ‘ispirato’ da Confindustria per distruggere l’Università  statale. Decleva chiede ai Rettori di mantenere questo impegno anche il giorno in cui si stava mettendo la parola “fine” alla ‘sua’ CRUI, la quale si e’ retta su un “unanimismo di facciata”, come ha <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.pisanotizie.it/news/news_20101126_corteo_itinerante_occupazione_dipartimenti_pisa.html">stigmatizzato</a></span> il Rettore di Pisa.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       Decleva sembra non rendersi conto di questo, ma soprattutto non comprende la  vastità e la qualità del movimento di protesta. La verità e’ che “gli organi di informazione” finora hanno dato spazio solo alle ragioni e agli interessi della Confindustria e dei Rettori della ormai defunta CRUI.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">      Ora questi stessi “organi di informazione” danno notizia delle iniziative ‘clamorose’ che il movimento  è costretto a inventarsi per perforare una stampa abituata a rispettare i poteri forti: una stampa che  continua però a non dare adeguato spazio alla ragione vera della protesta: fermare un DDL letale per l’Universita’ statale.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Luigi XVI, il giorno della presa della Bastiglia, scambiò la rivoluzione per una sommossa. E i ‘Luigi XVI’ di oggi nell’Università sono soprattutto sono i pochi Rettori che ancora non capiscono che il loro tentativo di ‘impadronirsi’ del tutto degli Atenei non riuscirà, perché questa protesta lo impedira’ comunque, anche se la legge dovesse essere approvata.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            E’ pura follia pensare che una controriforma cosi’ “epocale” (l’unico cosa vera che hanno fatto dire al Ministro) possa essere applicata contro coloro che operano e studiano nell’Università.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">FINI</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">            I ‘Luigi XVI’ sono anche quei politici, appartenenti a tutti i partiti, che credono di potere ‘giocare’ con questa protesta, così come sono abituati a ‘giocare’ con tanti altri eventi, per condurre le loro battaglie ‘politiche’: tattiche parlamentari, video-messaggi e le solite presenze  nei ‘salotti’ televisivi e radiofonici.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Costoro non hanno capito che si è sviluppata in questi mesi nell’Universita’ una informazione alternativa alla disinformazione ufficiale e che è cresciuta una conoscenza e una consapevolezza sui contenuti del DDL che NESSUNO dei ‘capi’ della politica possiede.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            In questo ‘uso’ disinvolto del movimento Gianfranco Fini ha superato tutti. Giovedi’ scorso due dei suoi piu’ importanti ‘colonnelli’ (Granata e Della Vedova) sono saliti sui tetti per solidarizzare (sic!) con la protesta contro il DDL, attribuendo il loro comportamento ondivago in Parlamento a “pressioni convergenti a che comunque si proseguisse l&#8217;esame di questa riforma&#8221; (Della Vedova), tra le quali quella del Capo dello Stato (Granata). Di fronte a queste clamorose e gravissime affermazioni (censurate da tutta la stampa) ci si aspettava una smentita generale, a cominciare dal ‘Generale’ dei “futuristi”. La smentita soprattutto di quanto affermato da Granata: non si può infatti nemmeno pensare che un Capo dello Stato possa volere la morte dell’Università statale. E non la puoò certo volere Napolitano, che ha sempre dichiarato di comprendere le ragioni della protesta (pe leggere e sentire/vedere le affermazioni di Granata e Della Vedova v. iù sotto il punto 1 del messaggio del 26.11.10)</h3>
<h3 style="text-align: justify;">      E due giorni dopo Fini, invece di smentire i suoi ‘colonnelli’,  ha sciolto il ‘nodo’ del DDL  e <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilpaesenuovo.it/index.php/politica/10720-fini-a-lecce-contestato-dagli-studenti-i-suoi-sono-slogan-dira-si-alla-riforma">a Lecce</a></span> ha assicurato che i suoi smetteranno di ‘giocherellare’ con  esso e lo approveranno perché ha finalmente scoperto  che “la riforma Gelmini e’ quanto di meglio abbia fatto questo Governo”.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            L’ANDU ha in questi anni denunciato e documentato che l’Università è sempre stata un ‘affare’ extra-parlamentare, appannaggio dei poteri forti accademico-confindustriali. Che l’Università venga ora tolta da Fini dagli ‘oggetti contundenti’ usati per la lotta ‘politica’ non è certo segno di rispetto per l’Istituzione, ma ‘solo’ di sottomissione a quei poteri forti.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">FABIANI</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">     Mentre la maggioranza dei Rettori hanno messo a tacere la CRUI come Organo di sostegno della controriforma, Guido Fabiani, rettore di Roma 3, si è incaricato di perseverare pubblicamente nel sostegno a un DDL che tutto il mondo universitario chiede di ritirare. Fabiani, uno dei tanti rettori ‘eterni’ (in carica dal 1998!), ieri in un suo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-11/101127/VO35O.tif">intervento</a></span> ha richiamato il giudizio positivo di Luigi Berlinguer (il principale protagonista della demolizione dell&#8217;Universita&#8217; statale) e ha elencato come positivi i pessimi contenuti del DDL, il quale  &#8221;non e&#8217; la distruzione dell&#8217;universita&#8217;&#8221;. Fabiani si e’ infine augurato &#8220;che si porti a compimento la discussione in Parlamento, procedendo con i necessari emendamenti migliorativi”.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">SUI TETTI E SUGLI SPECCHI</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Riferendosi alle ‘arrampicate’ sui tetti degli esponenti dell’Opposizione, Alberto Burgio, dell’Università di Bologna, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-11/101127/VO4M1.tif">ha affermato</a></span> che “una dose di strumentalismo è inevitabile” e ha aggiunto di non credere “che se Bersani andasse al governo abolirebbe la riforma come ha detto. Ci avrei creduto se avesse fatto di tutto, a cominciare dal più oltranzista ostruzionismo parlamentare, per bloccarla. Il punto è’ che è anche farina del loro sacco.”</h3>
<h3 style="text-align: justify;">            Il fatto è che la farina del PD è tanta e per accertarlo basta leggere il DDL dello stesso PD, le ‘direttive’ confindustriali scritte assieme anche all’accademia di ‘sinistra’ già nel 2003 e i successivi documenti delle varie ‘edizioni’ partitiche dell”Opposizione’ di sinistra. I contenuti sulla ‘governance’ e sulla docenza in ruoli distinti sono identici. </h3>
<h3 style="text-align: justify;">           In Parlamento una vera opposizione al DDL non si fa con la “tattica per guadagnare tempo”, ma a partire da contenuti ‘opposti’ e sono questi che continuano a mancare, come dimostra quanto scritto nella “<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://corunimore.blogspot.com/2010/11/on-walter-tocci-pd-relazione-di.html">Relazione di minoranza</a></span>”, dove, tra l’altro, si legge: &#8220;Al consiglio di amministrazione va assegnato un deciso compito di programmazione e di GOVERNO e il contributo di competenze esterne è senz’altro occasione di rafforzamento per l’Ateneo, a condizione che siano individuate funzioni chiare e specifiche per tali componenti.&#8221; Questo è il contrario di una gestione democratica di un Ateneo, che si può avere solo se il potere di gestione è affidato al Senato Accademico, reso finalmente democratico con l’esclusiva (senza alcun ‘esterno’) presenza di rappresentanti di tutte le componenti eletti direttamente. E inoltre non è certo un contenuto alternativo al DDL l’emendamento, ripresentato dal PD qualche giorno fa, che prevede due ruoli docenti (altro che docente unico!) e la messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori, che comporta l’aumento a dismisura e l’allungamento del precariato, oltre all’espulsione dall’Università degli attuali oltre 50.000 precari.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"> </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"> 2.</span> &#8220;Cari ragazzi, non fatevi strumentalizzare dalla Gelmini&#8221;<br />
                         Il non-ministro Gelmini ha lanciato un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=qDKn-9Kjk5M"><span style="text-decoration: underline;">video-appello</span> </a>a quei giovani &#8216;fessi&#8217; che si starebbero facendo abbindolare dai baroni veri (non quelli finti che, come i rettori Decleva e Fabiani, apprezzano e difendono la &#8216;sua&#8217; &#8220;epocale riforma&#8221;). Alcuni giovani &#8216;fessi&#8217; hanno diffuso un video-appello dove, con molta competenza e precisione, spiegano i veri contenuti del DDL, che il non-ministro non ha mai letto.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">= 26.11.10. </span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1. </span>FLI: &#8220;pressioni&#8221; da Napolitano<br />
<span style="color: #ff0000;">2.</span> CRUI: Decleva &#8216;ribaltato&#8217;</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> FLI: &#8220;pressioni&#8221; da Napolitano.<br />
        Fabio Granata (FLI), sul tetto di Architettura di Roma, ha affermato:<br />
       &#8220;E&#8217; ufficiale (sic!) ed è risaputo che c&#8217;è stata una forte pressione da parte del Capo dello Stato perché la riforma passi avanti e questo ha in un certo senso condizionato fortemente alcuni atteggiamenti ANCHE del nostro gruppo&#8221;.<br />
        E poi Benedetto Della Vedova (FLI) ha aggiunto &#8220;c&#8217;erano pressioni convergenti a che comunque si proseguisse l&#8217;esame di questa riforma&#8221;. &#8220;Pressioni convergenti&#8221; da parte di chi?<br />
       La gravità politico-istituzionale della affermazioni degli esponenti di FLI richiede un URGENTISSINO chiarimento da parte di TUTTI e, in particolare, dello stesso Capo dello Stato che non può avere fatto la &#8220;forte pressione&#8221; che gli viene attribuita, avendo sempre pubblicamente dichiarato di comprendere le ragioni della protesta.<br />
       Per ascoltare/vedere le dichiarazioni di Granata e Della Vedova cliccare <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://qik.com/video/20146152">qui</a></span>.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">2.</span> CRUI: Decleva &#8216;ribaltato&#8217;.<br />
       L&#8217;Assemblea della CRUI di ieri NON ha avallato le prese di posizioni del suo Presidente a sostegno del DDL.<br />
       In un resoconto dell&#8217;Assemblea, tra l&#8217;altro, si legge: &#8220;il Presidente Decleva ha ritenuto che esiste un&#8217;evidente sproporzione nella rappresentazione da parte degli organi di informazione del dissenso rispetto al DDL Gelmini, che invece rappresenterebbe un passo in avanti positivo e andrebbe lealmente sostenuto.<br />
       Tale posizione del Presidente è stata ribaltata nel corso della discussione, alla quale hanno partecipato oltre 20 Rettori, prevalentemente critici nei confronti della posizione favorevole dei vertici della CRUI al DDL Gelmini nella stesura emendata in approvazione alla Camera.<br />
        Il Rettore Attilio Mastino non ha ritenuto fondato il giudizio del Presidente sul malcontento che sta effettivamente esplodendo in tutte le sedi ed ha comunicato i dettagli sull&#8217;occupazione del Rettorato e sulle manifestazioni in Piazza Università a Sassari: i mezzi di informazione fanno il loro dovere e rappresentano esattamente il malessere di ricercatori e studenti, mossi dalle gravi incognite sul proprio futuro.&#8221;<br />
        E infine: &#8220;La seduta si è conclusa a tarda ora senza l&#8217;approvazione di un ordine del giorno, con un invito al Presidente ad EVITARE DICHIARAZIONI A SOSTEGNO DEL DDL GELMINI.&#8221;. (dal <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://sciencebackstage.blogosfere.it/2010/11/resoconto-crui-del-25-novembre-2010.html">resoconto</a></span> della seduta della CRUI elaborato dal Rettore di Sassari).</h3>
<h3 style="text-align: justify;"> </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">= 25.11.10. </span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"> <span style="color: #ff0000;">GELMINI, DECLEVA, VALDITARA, BERSANI</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">GELMINI<br />
</span>        Il ministro Gelmini ha dichiarato: «Gli studenti che contestano le riforme del governo rischiano di difendere i baroni, i privilegi e lo status quo.&#8221;  Evidentemente il Ministro non considera &#8220;baroni&#8221; i Rettori della CRUI che hanno contribuito a scrivere e hanno sempre sostenuto con forza il &#8216;suo&#8217; DDL.<br />
       La dichiarazione del Ministro dimostra che lei non ha nemmeno letto il &#8216;suo&#8217; DDL, voluto in realta&#8217; da Confindustria.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">DECLEVA<br />
</span>         Mentre l&#8217;Università insorge, Decleva, presidente della CRUI, ha <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-11/101125/VLS1U.tif">dichiarato</a></span>: &#8220;non e&#8217; vero che (le Università) sono in rivolta&#8221;. &#8220;La Crui è sempre stata favorevole alla riforma sia pure con correzioni&#8221;. &#8220;Il taglio è stato recuperato&#8221;.<br />
 <br />
<span style="color: #ff0000;">VALDITARA <br />
</span>          A dettare la linea dei &#8216;finiani&#8217; è Giuseppe Valditara, relatore al Senato del DDL. Valditara è &#8220;Senatore della Repubblica – Professore ordinario di Diritto Romano, Università di Torino &#8211; Coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza della U.E.R. &#8211; Membro del Comitato Ordinatore della U.E.R.&#8221; U.E.R. sta per &#8220;Università Europea di Roma&#8221;, un&#8217;Università privata, fondata e finanziata dai Legionari di Cristo (v. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.universitaeuropeadiroma.it/italiano/images/stories/modulisticaaccademica/GuidaStudente1011.pdf">sito</a></span> U.E.R.).<br />
        E Valditara non sente ragioni: il DDL deve essere approvato, visto che, come ha <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/11_novembre/24/universita_valditara_fli_ha_raggiunto_importante_risultato,27162957.html">dichiarato</a></span>, FLI &#8220;ha raggiunto un importante risultato ottenendo l&#8217;assunzione di 4500 vincitori di concorso a professore associato per i tre anni successivi all&#8217;approvazione della riforma&#8221;.<br />
        Valditara fa finta di non sapere che nessun ricercatore in ruolo ha chiesto di barattare questi posti con l&#8217;approvazione del DDL e non considera che questi posti non servono agli attuali oltre 50.000 precari che saranno espulsi dall&#8217;Università.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">BERSANI<br />
</span>        Luigi Bersani, segretario del PD,  ha solidarizzato con la protesta, dimenticando però che alle soglie dell&#8217;approvazione del DDL si è giunti anche per la non ferma opposizione dell&#8221;Opposizione: il PD ha presentato e non ha mai &#8216;ritirato&#8217; un DDL che ha, sulla &#8216;governance&#8217; e sulla docenza, sostanzialmente gli stessi contenuti del DDL governativo: un Consiglio di Ammnistrazione despota e con &#8216;esterni&#8217; (ASL) e una docenza in due ruoli separati (altro che ruolo unico!), con la messa ad esaurimentio del ruolo dei ricercatori che renderebbe ancora piu&#8217; vasto e piu&#8217; lungo il precariato.<br />
       Se il PD vuole veramente opporsi al DDL governativo &#8216;ritiri&#8217; il suo DDL e &#8216;ritiri&#8217; la dichiarazione del suo Vice-segretario che ha pubblicamente &#8220;apprezzato&#8221; la linea di Confindustria sul DDL governativo ed elabori finalmente un progetto veramente alternativo al suo DDL e a quello governativo, confrontandosi sul serio con tutto il mondo universitario.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"> </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">= 22.11.10. <span style="color: #000000;">&#8220;Domani sarà troppo tardi!&#8221;: <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2010/11/Invito-alla-protesta1.doc">invito alla protesta</a></span> da </span></span>ADI, ADU, ANDU, APU, CISL Università, CNRU,  CNU, CONPASS, CPU, FLC-CGIL, Link Coordinamento Universitario, RDB-USB Università, Rete 29 Aprile, SNALS Docenti Università, UdU &#8211; Unione degli Universitari, UGL Università, UILPA-UR</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">= 21.11.10.</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1. </span>No alla confisca<br />
<span style="color: #ff0000;">2.</span> L. Berlinguer<br />
<span style="color: #ff0000;">3.</span> Nuovo testo DDL<br />
<span style="color: #ff0000;">4.</span> Granata (FLI) è contro, ma è a favore</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> No alla confisca.<br />
       Occorre impedire la confisca degli Atenei statali da parte della Confindustria e dei Rettori della CRUI.<br />
       Con l&#8217;ANVUR e il Ministero dell&#8217;Economia si vuole commissariare il Sistema nazionale dell&#8217;Università, con i rettori-sovrani assoluti, affiancati dai rappresentanti delle oligarchie locali economico-politiche, si vogliono commissariare gli Atenei, trasformati in ASL.<br />
       Occorre impedire:<br />
- la cancellazione del diritto allo studio;<br />
- l&#8217;espuslsione dall&#8217;Università degli attuali precari con la messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori;<br />
- il blocco delle carriere e la insopportabile decurtazione delle retribuzioni.<br />
 Occorre rendere effettiva la democrazia e l&#8217;autonomia degli Atenei.<br />
       Non è in gioco solo l&#8217;esistenza dell&#8217;Università statale, ma la stessa democrazia nel nostro Paese.<br />
       Per tutto questo, in tutti gli Atenei, tutti dobbiamo mobilitarci subito per impedire che tra pochi giorni si approvi una legge devastante.<br />
       Nelle prossime ore, in tutti i Dipartimenti, in tutte le Facoltà, in tutti gli Organi collegiali, occorre impegnarsi al massimo per impedire lo scempio della nostra Università.<br />
       Importante è anche la partecipazione al presidio davanti alla Camera a partire dalle ore 10 di mercoledi 24 novembre 2010.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">2.</span> L. Berlinguer.<br />
       Alla vigilia dell&#8217;approvazione del DDL sull&#8217;Università, Luigi Berlinguer, deputato europeo del PD, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-11/101120/VI3T4.tif">interviene</a></span> sul quotidiano della Confindustria, l&#8217;Associazione che ad ogni costo e con tutti i mezzi, vuole imporre un provvedimento che distruggerebbe del tutto l&#8217;Università statale, offrendo ai poteri forti economico-politici la cogestione degli Atenei.<br />
      L. Berlinguer, giustamente, scrive che &#8220;l&#8217;università italiana attraversa una crisi profonda.&#8221; Omette però  di ricordare di essere lui stesso uno dei principali responsabili di questa crisi, avendo sostenuto o direttamente deciso le norme che hanno prodotto questa crisi: finta autonomia finanziaria, finta autonomia statutaria, svuotamento del CUN, finti concorsi locali, devastante &#8220;3 +2&#8243;, ampliamento del precariato, progressiva riduzione dei finanziamenti.<br />
       E ora L. Berlinguer sostiene il provvedimento che rappresenta il coronamento della sua costante e lunga opera di distruzione dell&#8217;Università statale: &#8220;non posso non trovare giustificata l&#8217;insistenza del ministro Gelmini nel richiedere misure legislative urgenti per gli atenei.&#8221;<br />
     A L. Berlinguer non interessa affatto che questa &#8216;riforma&#8217; non sia voluta da tutto il mondo universitario (eccetto i Rettori della CRUI).<br />
       Anzi, secondo L. Berlinguer, il testo di questa &#8216;riforma&#8217; andrebbe &#8220;molto migliorato&#8221; dando &#8220;nuova forza e vitalità al consiglio di amministrazione che non puo&#8217; essere nominato da corporazioni interne&#8221;. Insomma, sembra che a L. Berlinguer non basti il CdA previsto dal DDL, che per la sua composizione e per i suoi poteri trasformera&#8217; gli Atenei in ASL.<br />
       L. Berlinguer ritiene che spetti &#8220;SOPRATTUTTO&#8221; agli &#8220;stakeholder&#8221; &#8220;il compito di dispiegare strategie di amministrazione&#8221;. Certo, aggiunge, &#8220;quel mondo &#8211; enti locali, imprese, sindacati, associazioni &#8211; deve meritare un simile ruolo perche&#8217; non sempre, AD OGGI, ha espresso rappresentanze adeguate a tale decisivo compito.&#8221;<br />
      Ci risiamo, L. Berlinguer crea/sostiene, al solito, &#8216;riforme&#8217; che affosseranno l&#8217;Università, ma già si prepara a dire, a danno fatto, che il male lo avranno prodotto gli altri, quelli che avranno applicato non correttamente le giuste riforme europee (l&#8217;Europa viene sempre messa di mezzo).<br />
      Il disastro annunciato (e dall&#8217;ANDU previsto) della &#8216;riforma&#8217; dei concorsi? Il localismo, il nepotismo, il clientelismo e parentopoli non sono colpa di L. Berlinguer che quella legge ha prodotto, ma sono colpa di quell&#8217;accademia (e lui non la conosceva) che  tende sempre e comunque ad approfittare delle giuste leggi. Lo stesso vale per il &#8220;3 + 2&#8243;: non è stato sbagliato imporlo, ma è stato è stato applicato male da parte della solita accademia che non vuole diventare &#8216;europea&#8217;,  quell&#8217;accademia che lui non conosce. <br />
     Il fatto è che:<br />
  <em>   &#8220;Di recente sono ripartite &#8211; con più virulenza che mai &#8211; le fantasie sulla &#8220;privatizzazione&#8221;, ammantate di modernismo e celate dietro un inaccettabile disfattismo sul presunto sfascio della scuola pubblica. Si confonde autonomia con privato, quasi che il concetto di autonomia non fosse un concetto anche e corposamente pubblicistico. Si rimette in discussione il patto costituzionale che cattolici e laici democratici hanno stipulato per impegnarsi nella qualificazione e nelle garanzie pluralistiche della scuola pubblica. Si diffonde l&#8217;insana illusione che la salvezza educativa del paese sia nelle mani dell&#8217;efficienza di novelli managers privati (che tutti sanno abilissimi nell&#8217;attingere continuamente ai fondi dello Stato). Ora poi si racconta che le università &#8211; sprecone e inconcludenti &#8211; devono procacciarsi da sé i mezzi per lavorare, stravolgendo così una grande tradizione e valori radicati nella storia d&#8217;Europa, che hanno fatto libera (e per questo grande) la nostra ricerca. Reaganismo e confessionalismo d&#8217;accatto.<br />
      Sono solo alcuni esempi di una martellante campagna demolitrice che penetra insidiosamente nell&#8217;opinione pubblica con esiti infausti, di cui mi domando quanti suoi promotori siano consapevoli. Si provocano così sconforto e demotivazione fra i docenti, e se ne piangeranno le conseguenze. Comprendo che tutta questa bagarre fa parte di un gioco tattico di punzecchiamento fra i due maggiori partners rivali di governo, ma non posso fare a meno di notare che questo disinvolto strumentalismo rischia di sconvolgere i valori fondamentali della moderna convivenza sociale e dello Stato. Intollerabile. &#8230;&#8221;</em> (Luigi Berlinguer su Repubblica del 28 settembre 1988, un secolo fa).</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">3.</span> Nuovo testo DDL.<br />
      Per <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2010/11/Ddl_C.3687_emen_Bilancio.doc">leggere il testo</a></span> del DDL con le modifiche della Commissione Bilancio, accettate dalla Commissione Cultura della Camera.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">4.</span> Granata (FLI) è contro, ma è a favore.<br />
       &#8220;Benedetto Fabio GRANATA (FLI) &#8230;  Sottolinea, altresì, che rimangono vive tutte le perplessità più volte espresse sul provvedimento: in particolare, stigmatizza che, con l&#8217;approvazione dell&#8217;articolo 25, come modificato nella seduta odierna, di fatto il Ministero dell&#8217;economia e delle finanze assume un ruolo preponderante nei settori dell&#8217;istruzione e dell&#8217;universià, a scapito dei Ministeri competenti. Conclude preannunciando il voto favorevole (sic!) del suo gruppo sulla proposta di conferire al relatore il mandato a riferire in senso favorevole all&#8217;Assemblea sul provvedimento&#8221; (dal <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.camera.it/453?shadow_organo_parlamentare=1500&amp;bollet=_dati/leg16/lavori/bollet/201011/1119/html/07">resoconto</a></span> della Commissione Cultura della Camera del 19 novembre 2010 che contiene anche gli emendamenti approvati).</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">= 19.11.10. </span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1. </span>DDL. Presidio alla Camera<br />
<span style="color: #ff0000;">2.</span> &#8220;Europa: l&#8217;autunno 2010 è ventoso&#8221;<br />
<span style="color: #ff0000;">3.</span> L&#8217;eccellente ricchezza dell&#8217;IIT</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> DDL. Presidio alla Camera.<br />
        Contro l&#8217;approvazione del DDL e a sostegno delle richieste unitarie mercoledì 24 novembre 2010, a partire dalle ore 10, comincerà il presidio promosso da ADI, ADU, AND, ANDU, AURI, CISL-Università, CNRU, CNU, CSA-CISAL Università, FLC-CGIL, LINK-Coordinamento Universitario, RDB-USB, RETE 29 APRILE, SNALS-Docenti Università, SUN, UDU, UGL-Università e Ricerca, UILPA-UR (v. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2010/11/Documento-del-12.11.10.doc">documento unitario</a></span>).</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">2.</span> &#8220;Europa: l&#8217;autunno 2010 è ventoso&#8221;<br />
        Su &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.sauvonslarecherche.fr/spip.php?article3283">Sauvons la recherche</a></span>&#8221; un quadro della protesta nei Paesi europei.<br />
 <br />
<span style="color: #ff0000;">3.</span> L&#8217;eccellente ricchezza dell&#8217;IIT.<br />
        Invitiamo a leggere <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://ricercatorialberi.blogspot.com/2010/11/leccellenza-de-noantri.html">l&#8217;intervento</a></span> di Francesco Sylos Labini sull&#8217;IIT &#8220;L&#8217;eccellenza de&#8217; noantri&#8221;. Le modalità di fondazione, gestione e finanziamento dell&#8217;IIT sono &#8216;eccezionali&#8217;.<br />
        L&#8217;IIT, con il sostegno del solito Francesco Giavazzi, è stato voluto da Vittorio Grilli &#8220;diventato Presidente del nuovo Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) nel 2005, carica che ha conservato fino ad oggi, insieme a quella di direttore generale del tesoro al  Ministero dell’Economia da cui l’IIT dipende.&#8221;<br />
        L&#8217;IIT riceve &#8220;100 milioni di euro all’anno dal 2005 al 2014, ovvero una spesa enorme visti gli attuali chiari di Luna. Infatti questa stessa cifra, 100 milioni di euro all’anno, è approssimativamente quanto viene speso, all’anno, per finanziare l’intera ricerca scientifica italiana&#8221;.<br />
        Sylos Labini ricorda &#8220;le dichiarazioni di alcuni scienziati di prestigio che erano stati chiamati a progettare l’istituto e i cui suggerimenti sono stati completamente ignorati. La loro impressione era quella di essere stati usati come specchietto per le allodole, per coprire scelte arbitrarie.&#8221;<br />
        E ricorda anche che &#8220;poco tempo fa i deputati Bachelet, Tocci e Ghizzoni (PD) hanno fatto una interrogazione parlamentare per sapere “quando e con quale modalità si intenda rendere pubblico il rapporto indipendente commissionato nel 2007 dal Ministro dell’economia e delle finanze Tommaso Padoa Schioppa&#8221;.<br />
        Infine Sylos Labini mette a confronto l&#8217;IIT e l&#8217;MIT, concludendo: &#8220;Non ci si venga comunque a raccontare la favola sul MIT italiano fatto di “rigore, controlli ed incentivi” perché, come anche spesso accade, si unisce al danno la beffa soprattutto verso i tanti che lavorano nelle università e nei centri di ricerca pubblici e che sono stimati e rispettati nel mondo.&#8221;<br />
       In tutta questa vicenda, quello che colpisce, ancor più dello straodinario &#8216;fenomeno dell&#8217;IIT&#8217;, è il silenzio, a tutti i livelli, del mondo universitario che sembra accettare che UN SOLO Istituto possa disporre di un finanziamento per la ricerca pari a quello di TUTTA l&#8217;Universita&#8217; italiana. Un silenzio ancora più assordante nel momento in cui gli stessi &#8216;ambienti&#8217; che hanno inventato e finanziato con i soldi pubblici l&#8217;IIT, stanno affamando l&#8217;Università statale e stanno imponendo un DDL che ne provocherebbe la definitiva demolizione.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">= 18.11.10. </span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1. </span>DDL. &#8216;Golpe&#8217; alla Camera:<br />
      <span style="color: #ff0000;">a)</span> Gelmini<br />
    <span style="color: #ff0000;">  b)</span> il cerino di Confindustria<br />
      <span style="color: #ff0000;">c)</span> il prof. Valditara<br />
    <span style="color: #ff0000;">  d)</span> il prossimo iter del DDL<br />
     <span style="color: #ff0000;"> e)</span> la protesta e il presidio alla Camera<br />
<span style="color: #ff0000;">2.</span> Nasce il Coordinamento nazionale degli Associati<br />
<span style="color: #ff0000;">3.</span> Appello all&#8217;Opposizione<br />
<span style="color: #ff0000;">4.</span> Giù le statali, su le private e le &#8216;CEPU&#8217;<br />
<span style="color: #ff0000;">5.</span> Tocci contro il ruolo unico<br />
<span style="color: #ff0000;">6.</span> Sul &#8216;Giavazzi pensiero&#8217; altra critica puntuale<br />
 </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> DDL. &#8216;Golpe&#8217; alla Camera:<br />
      <span style="color: #ff0000;">a) </span>Gelmini<br />
     <span style="color: #ff0000;"> b)</span> il cerino di Confindustria<br />
      <span style="color: #ff0000;">c)</span> il prof. Valditara<br />
      <span style="color: #ff0000;">d)</span> il prossimo iter del DDL<br />
    <span style="color: #ff0000;">  e)</span> la protesta e il presidio alla Camera</h3>
<h3 style="text-align: justify;">         Il DDL deve essere approvato la prossima settimana: questa è la risposta al grande successo della Giornata internazionale per il diritto allo studio, con tante manifestazioni alle quali hanno partecipato studenti, docenti, precari e tecnico-amministrativi.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">a)</span> Gelmini.<br />
        E mentre si continua a far ripetere al ministro Gelmini che &#8220;Bisogna avere il coraggio di cambiare&#8221; e che &#8220;è indispensabile proseguire sulla strada delle riforme», la Capigruppo della Camera ha deciso di calendarizzare il DDL per la prossima settimana, con il voto favorevole dl PDL, Lega e UDC e quello contrario di PD, IDV e FLI. E la copertura economica? &#8220;La volontà politica supera le questioni tecniche&#8221;, è arrivato a <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-11/101118/VG50C.tif">dichiarare</a></span>, senza alcun pudore politico, il ministro Gelmini.<br />
       E&#8217; gravissimo, inaccettabile, che un Ministro che non non c&#8217;è (il vero Ministro dell&#8217;Università è Tremonti) e che sta in un Governo in stato preagonico e con un Parlamento di nominati fedeli ai loro capi (come ha detto Enrico Letta), dichiari che si debba imporre un provvedimento che tutto il mondo universitario chiede di RITIRARE e di sostituire con una vera riforma condivisa, utile all&#8217;Università e al Paese.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">b)</span> il cerino di Confindustria.<br />
        Felice è la Confindustria: nel suo giornale oggi compare un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-11/101118/VG4KL.tif">trafiletto</a></span> (&#8220;Un bel segnale da non sprecare&#8221;) che comincia: &#8220;Si è accesso ieri il cerino della riforma dell&#8217;università.&#8221; &#8220;Un bel segnale, piccolo piccolo, ma importante per il paese che sta fuori dei Palazzi. Teniamolo accesso quel cerino, fino al traguardo.&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">c)</span> il prof. Valditara.<br />
       Felice è anche Giuseppe Valditara, professore di Giurisprudenza di Torino e senatore di FLI. Si&#8217; di FLI!. Alla Camera i &#8216;finiani&#8217;, giustamente, si oppongono alla discussione del DDL, mentre invece il &#8216;finiano&#8217; professore Valditara <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-11/101118/VG4EQ.tif">dichiara</a></span>: &#8220;E&#8217; necessario salvaguardare la riforma dell&#8217;università approvandola rapidamente.&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">d)</span> il prossimo iter del DDL.<br />
       Il giornale della Confindustria, il quotidiano più interessato al DDL, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-11/101118/VG4EQ.tif">scrive </a></span>che &#8220;il fattore tempo è fondamentale. Oggi (18 novembre 2010, ndr) la commissione bilancio della Camera darà il suo parere, chiedendo di eliminare dal testo le disposizioni prive di copertura (come il piano da 1,7 miliardi per assumere 9mila associati in sei anni). Dopodiche&#8217; la palla passerà alla commissione istruzione che cancellerà le norme controverse (tanto l&#8217;assunzione degli associati è già prevista nella legge di stabilità) e voterà il mandato al relatore Paola Frassinetti (Pdl). Lunedì comincerà la discussione generale in assemblea e il voto finale potrebbe arrivare entro venerdi&#8217; prossimo. Quindi si andra&#8217; al Senato dove bisognera&#8217; attendere la chiusura della sessione di bilancio, attesa per 10 dicembre. A quel punto resteranno solo quattro giorni per il si&#8217; definitivo al ddl Gelmini.&#8221; Il Sole 24-ore è il quotidiano più interessato al DDL ma non troppo &#8216;preciso&#8217;: sembra non sapere che &#8220;la legge di stabilità&#8221; non prevede affatto l&#8217;assunzione di 9mila associati.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">e)</span> la protesta e il presidio alla Camera.<br />
        Spetta ora al mondo universitario che si oppone ad un DDL che cancellerebbe l&#8217;Università statale rendere ad ostacoli il percorso descritto dal Sole 24-ore, facendosi infiammare dal cerino acceso dal &#8220;Paese che sta fuori (e dentro) i Palazzi&#8221;, cioè da Confindustria, dai Rettori della CRUI e dai &#8220;capi&#8221; che controllano le persone a loro fedeli che formano il Parlamento: bisogna assolutamente bloccare questo DDL che è letale per l&#8217;Università e per il Paese.<br />
       Un importante momento della protesta sarà il presido davanti alla Camera, promosso da 18 Organizzazioni dell&#8217;Università, che si terrà la prossima settimana (v. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2010/11/Documento-del-12.11.10.doc">documento unitario</a></span>). </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"> 2.</span> Nasce il Coordinamento nazionale degli Associati.<br />
       Il 15 novembre 2010 si è costituito &#8220;ufficialmente il CoNPAss &#8211; COordinamento Nazionale dei Professori Associati, con l&#8217;approvazione di un documento-manifesto dal titolo &#8220;Manifesto per l&#8217;Università Italiana&#8221; (v. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.tempostretto.it/8/index.php?location=articolo&amp;id_articolo=45734">comunicato</a></span>).<br />
        Nel &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.professoriassociati.it/">Manifesto</a></span>&#8221; sono previste le seguenti &#8220;forme di protesta&#8221;:<br />
&#8220;- la limitazione allo svolgimento dei soli carichi didattici istituzionali, rispetto al­la quale (gli associati) non potranno certamente accettare alcun invito al loro “senso di responsabilità”, che in que­sto momento si richiede – invece – alle forze parlamentari e a fortiori alla Conferenza dei Rettori, dalle prime tanto invariabilmente quanto indebitamente individuata, all’interno del mondo dell’università, come proprio unico e tuttavia non affatto legittimato interlocutore;<br />
- l’opposizione negli organi collegiali a qualunque chiamata extraconcorsuale.&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">3.</span> Appello all&#8217;Opposizione.<br />
        Segnaliamo un &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/14530-appello-allopposizione-parlamentare-fermate-il-ddl-gelmini-lalternativa-politica-riparta-dalla-questione-dei-saperi/">Appello all&#8217;Opposizione</a></span>&#8221; che si conclude così:<br />
 &#8221;Dichiarazioni pubbliche, emendamenti e voto contrario non bastano. Si dimostri limpidamente, nei fatti, di fronte a tutto il paese e all’opinione pubblica internazionale che il parlamento e&#8217; diviso su questioni strategiche di grande rilevanza collettiva, e non solo sulle vicende private del Presidente del Consiglio. L’opposizione parlamentare chieda con forza e determinazione il ritiro del DdL, esca dall’Aula al momento del voto, rendendo esplicite le responsabilita&#8217; politiche di ciascuno.&#8221; &#8220;Se si tiene al futuro del paese, ci si assuma la responsabilita&#8217; di opporsi con tutte le energie a questa riforma&#8221;.<br />
<span style="color: #ff0000;"> </span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">4.</span> Giù le statali, su le private e le &#8216;CEPU&#8217;.<br />
       Mentre si tagliano i finanziamenti alle Università statali, fingendo di non farlo, (v. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-11/101117/VF6A8.tif">articolo</a></span>) si sono dati milioni alle università private e ora si vogliono fare diventare le università telematiche atenei &#8216;normali&#8217; (v. a<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2010/11/18SI94007.PDF">rticolo</a></span>).</h3>
<h3 style="text-align: justify;"> <span style="color: #ff0000;">5.</span> Tocci contro il ruolo unico.<br />
       Invitiamo a leggere <a href="http://morattiddl.blogspot.com/2010/11/on-walter-tocci-la-meritocrazia-delle.html">l&#8217;ultimo documento</a> di Walter Tocci, deputato del PD. Tocci ribadisce la sua visione dell&#8217;Università iper-autonomista e iper-centralista: da un lato, no a &#8220;un modello unico&#8221; e quindi &#8220;sostanziale differenziazione&#8221; tra gli Atenei, che diano &#8220;un&#8217;offerata molteplice di percosi formativi e diversi assetti dell&#8217;attività di ricerca&#8221;; dall&#8217;altro lato, rilancio della valutazione &#8216;terza&#8217; dell&#8217;ANVUR, e finanziamento secondo merito degli Atenei (punti 1-4 del documento).<br />
      Abbiamo altre volte commentato puntualmente le non nuove proposte iper-liberiste e iper-stataliste di Tocci, mentre nuova, se non sbagliamo, è  la sua visione dell&#8217;organizzazione della docenza. Su questo, come su altro, Tocci ha idee molto precise, derogando dal suo &#8216;credo&#8217; autonomista. A Tocci non piace affatto il &#8220;ruolo unico&#8221; della docenza, auspicato dall&#8217;ANDU e da altre Organizzazioni della docenza. Ed è tanto contrario che riesce a vederlo anche nel DDL governativo, quando è chiaro a chiunque come in quel provvedimento le fasce degli associati e degli ordinari siano due ruoli distinti, come distinti sono nell&#8217;emendamento del PD e nella legislazione attuale. Tocci arriva a scrivere che &#8220;il ddl governativo realizza il sogno sindacalese (sic!) degli anni settanta.&#8221;  Mentre, secondo Tocci, &#8220;al contrario, la complessità organizzativa della moderna università richiedere ruoli di versi per competenze scientifiche, didattiche e gestionali e uno sviluppo davvero basato sul merito e sull&#8217;impegno dei professori. Questa era la vera riforma da fare, ormai matura nella consapevolezza generale, ma il ddl invece di andare avanti guarda al passato.&#8221; Com&#8217;era bello il &#8220;futuro&#8221; degli anni settanta quando i docenti erano &#8216;perfettamente&#8217; distinti in professori ordinari e assistenti! (punti 5 e 6 del documento).<br />
       Totalmente condivisibile è invece l&#8217;attacco di Walter Tocci all&#8217;IIT: Tocci è uno dei pochi che ha il &#8216;coraggio&#8217; di criticare l&#8217;IIT, che è stato criticato da tutti prima della sua costituzione, ma è diventato dopo un tabù. Tocci, tra l&#8217;altro, scrive che &#8220;diventa sempre più un&#8217;altra fonte di finanziamento della ricerca che opera in assoluta discrezionalità. L&#8217;IIT ha in dote circa 300 milioni di euro non spesi e un finanziamento annuo di circa 100 milioni, superiore a quello disponibile per tutte le universita&#8217; italiane e in tutte le discipline. Chi ha i denti non ha il pane e chi ha il pane non ha i denti. L&#8217;istituto si trova col problema insolito in Italia di possedere risorse superioro alle sue possiblità di spesa. Ha deciso quindi di investire nel consenso stipulando convenzioni con diversi rettori per distribuire finanziamenti senza bandi ai rispettivi atenei e ottenendo in cambio un clima più favorevole verso la propria esistenza. E questo dovrebbe essere il soggetto innovativo della ricerca italiana!&#8221; (punto 7 del documento). Dell&#8217;IIT più volte si è occupato l&#8217;ANDU (v., tra l&#8217;altro, <a href="http://www.andu-universita.it/2010/03/15/nebbia/">questo messaggio</a>).<br />
       Come totalmentete condivisibile è la denuncia che Tocci fa dell&#8217;operazione in corso per trasformare le universitaà telematiche in Atenei &#8216;normali&#8217; (punto 10 del decumento).</h3>
<h3 style="text-align: justify;">       L&#8217;ANDU ha riportato e commentato più volte le posizioni di Tocci: “Walter Tocci (PD): da una giusta analisi un mortale rimedio” (<a href="http://www.andu-universita.it/2010/01/04/tocci-pd/">gennaio 2010</a>), “L’on. Tocci e l’Agenzia dei DS”(<a href="http://politica-universitaria.blogspot.com/2007/01/lon-tocci-e-lagenzia-dei-ds.html">novembre 2006</a>), “DS peggio di Moratti? Molto peggio” (<a href="http://www.mail-archive.com/nomoratti@yahoogroups.com/msg00001.html">novembre 2005</a>).</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">6.</span> Sul &#8216;Giavazzi pensiero&#8217; altra critica puntuale.<br />
       Invitiamo a leggere la <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/10/siamo-noi-la-liberta-siamo-noi-la-california/76150/">puntuale critica</a> di Francesco Sylos Labini alle idee &#8216;imprecise&#8217; di Francesco Giavazzi.<br />
 </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">= 13.11.10. </span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1. <span style="color: #000000;">DDL: &#8220;epocale&#8221; trasversalismo<br />
</span>     a. <span style="color: #000000;">Paolo Bertinetti<br />
</span>     b. <span style="color: #000000;">Manuela Ghizzoni<br />
</span>     c. <span style="color: #000000;">Pier Luigi Celli<br />
</span>2. <span style="color: #000000;">Contro DDL manifestazione alla Camera<br />
</span>3. <span style="color: #000000;">Assemblea nazionale Associati<br />
</span>4. <span style="color: #000000;">CNRU contro DDL<br />
</span>5. <span style="color: #000000;">A</span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"> </span>Camerino Congresso ANDU<br />
</span>6. <span style="color: #000000;">A Lecce Assemblea Ateneo</span></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><br />
1.</span> DDL: &#8220;epocale&#8221; trasversalismo. Ghizzoni. Bertinetti. Celli.<br />
        &#8220;Epocale&#8221;, così il ministro Gelmini ha definito il DDL sull&#8217;Università che le viene attribuito. I suoi Consiglieri, in questo caso, le hanno suggerito di dire una cosa vera.<br />
        Infatti epocale sarebbe il cambiamento della natura stessa dell&#8217;Università statale che verrebbe definitivamente confiscata dai poteri forti nazionali e locali: il Sistema degli Atenei verrebbe commissariato attraverso l&#8217;ANVUR e i singoli Atenei sarebbero consegnati a rettori-dittatori, affiancati dai rappresentanti delle oligarchie politico-economiche locali.<br />
        Epocale sarebbe anche la nuova configurazione della docenza: pochi professori veri (gli ordinari), un numero un pò maggiore di assistenti (gli associati), una marea di precari (ricercatori a termine, assegnisti, borsisti, contrattisti, ecc. ecc.) e, &#8216;a perdere&#8217;,  gli attuali ricercatori di ruolo.<br />
        Epocale sarebbe anche il rafforzamento del nepotismo, del clientelismo e della parentopoli, poiché totale diventerebbe l&#8217;arbitrio nel reclutamento e nelle promozioni dei docenti, dopo un&#8217;inutile abilitazione nazionale.<br />
       Epocale sarebbe infine la cancellazione del diritto allo studio, con i tagli, l&#8217;abbattimento della qualità dell&#8217;insegnamento e l&#8217;emarginazione o chiusura della maggior parte degli Atenei.<br />
 <br />
      Ma con quale legittimità politica una legge certamente &#8220;epocale&#8221;, come questo DDL, può essere approvata da un Parlamento di &#8220;fedeli nominati&#8221; e da un Governo che non c&#8217;è?<br />
       Che l&#8217;attuale Parlamento sia composto da fedeli ai capi che li hanno nomitati lo dicono tutti e l&#8217;ha ripetuto recentemente anche un &#8220;capo di sinistra&#8221;, Enrico Letta, vice-segretario del PD. Che il Governo non c&#8217;è più è sotto gli occhi di tutti.<br />
      Ma come può un &#8216;vuoto&#8217; imporre un provvedimento che cancellerebbe del tutto l&#8217;idea stessa di università statale efficiente, autonoma, democratica e aperta a tutti? Semplice: i &#8220;capi di sinistra, di centro e di destra&#8221; che &#8216;amministrano&#8217; il Parlamento hanno scelto di servire gli interessi di Confindustria e dei Rettori della CRUI, piuttosto che ascoltare le richieste che provengono da tutto il mondo universitario (docenti, precari, tecnico-amministrativi, studenti) e piuttosto che incontrare le 18 Organizzazioni dell&#8217;Università che da tempo, inascoltate, hanno chiesto un confronto su precise e alternative proposte di vera riforma.<br />
  <br />
<span style="color: #ff0000;">a.</span> Paolo Bertinetti.<br />
            Questi &#8220;capi&#8221; hanno deciso di imporre l&#8217;approvazione immediata del DDL: &#8220;silenziosamente, i capigruppo della Camera concordarono che il ddl sarebbe stato discusso dal 18 al 25 novembre&#8221;, cosi&#8217; come hanno chiesto &#8220;a gran voce&#8221; &#8220;i portavoce della Confindustria e i soliti economisti delle universita&#8217; private&#8221;, così <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-11/101112/VAZLX.tif">denuncia</a></span> Paolo Bertinetti, Preside della Facoltà di Lingue di Torino. Lo stesso Bertinetti aggiunge: &#8220;In questo momento di difficolta&#8217; del Cavaliere, le opposizioni hanno pensato bene di accettare che il ddl fosse discusso alla Camera anticipatamente e consentire cosi&#8217; al nostro gioioso premier di dire che il governo del non fare ha fatto la riforma dell’Università. Alcuni ritengono che le mosse dell’opposizione siano dettate da un’astuta tattica parlamentare: si finge di collaborare per poi bocciare. Il rischio invece è che i deputati dell’opposizione, magari senza volerlo, si apprestino a dare indirettamente una mano al governo del non fare per fare la riforma che distruggera&#8217; l’Università pubblica.&#8221;<br />
        &#8221;Magari senza volerlo&#8221;? E no! I &#8220;capi&#8221; dell&#8221;opposizione&#8217; hanno DECISO da molto tempo che questo DDL deve essere approvato perchè è sostanzialmente lo stesso di quello da loro presentato prima della versione governativa, ed entrambi i DDL ricopiano sostanzialmente quanto <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://groups.google.com/group/riformiamo-il-sapere/msg/7457c29cca4076b9?hl=it&amp;pli=1">SCRITTO</a></span> dalla confindustriale &#8220;lobby trasversale&#8221; TreeLLLe già nel 2003. E non è un caso che lo stesso E. Letta abbia pubblicamente dichiarato di &#8220;apprezzare&#8221; la linea di Confindustria sul DDL.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">b.</span> Manuela Ghizzoni<br />
          Il tentativo della (non)opposizione di mascherare il prorio vero ruolo ormai è sempre più arduo, come dimostra anche il confronto pubblico svoltosi ieri a Pisa: alla richiesta di tutti di RITIRARE il DDL e alla sollecitazione di una vera opposizione ad esso, gli esponenti della (non)opposizione balbettano: &#8220;Nella sala si percepisce forte lo scetticismo da parte dei presenti rispetto all&#8217;effettiva azione che le opposizioni stanno portando avanti in Parlamento contro il DDl Gelmini. In diversi criticano il disegno di legge presentato dal Pd sull&#8217;università, che secondo qualcuno degli intervenuti &#8220;nella filosofia non è dissimile da quello che sta facendo il Governo Berlusconi, anche se nella sua traduzione concreta vi sono delle differenze&#8221;. C&#8217;e&#8217; chi chiede a Pardi e Ghizzoni &#8220;parole chiare e garanzie per il futuro. Questo DDL risponde chiaramente ad esigenze e pressioni di Confindustria e dei poteri forti di questo paese, nel caso che andrete voi a governare saprete resistere e dire no a queste pressioni?&#8221; Secondo Ghizzoni &#8220;Confindustria questo DDL non l&#8217;ha neanche letto&#8221; e rivendica &#8220;il proprio ruolo di opposizione&#8221;. (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.pisanotizie.it/news/news_20101113_incontro_ricercatori_parlamentari_ddl_gelmini.html">dall&#8217;articolo-resoconto</a></span> su PisaNotizie). La risposta dell&#8217;on. Ghizzoni sulle &#8220;esigenze di Confindustria&#8221; ha dell&#8217;incredibile: sembra essere lei a non avere mai letto l&#8217;attuale DDL, il DDL del PD, le &#8216;direttive&#8217; confindustriali scritte assieme anche all&#8217;accademia di &#8216;sinistra&#8217; già nel 2003 e i successivi documenti delle varie &#8216;edizioni&#8217; partitiche dell&#8221;oppozione&#8217; di sinistra. I contenuti sulla &#8216;governance&#8217; e sulla docenza in ruoli distinti sono identici.<br />
        In Parlamento la vera opposizione al DDL non si fa con la &#8220;tattica per guadagnare tempo&#8221;, ma a partire da contenuti &#8216;opposti&#8217; e sono questi a mancare.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">c.</span> Pier Luigi Celli.<br />
        Per conoscere meglio la &#8216;qualità&#8217; e la portata degli interessi sull&#8217;Università è utile leggere quanto <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-11/101112/VAN0V.tif">dichiarato all&#8217;Espresso</a></span> da Pier Luigi Celli, &#8220;attuale direttore generale della Luiss, l&#8217;università di Confindustria&#8221; e &#8220;che è stato nelle stanze dei bottoni di Enel, Eni, Omnitel, Olivetti, e persino direttore generale della Rai&#8221;. Celli chiede di &#8220;togliere la governance totale dell&#8217;università all&#8217;accademia. E aprirla alle imprese, alle istituzioni, alla societa&#8217; civile.&#8221;<br />
 <br />
         Non rimane molto tempo per impedire che i poteri forti mettano le mani definitivamente sull&#8217;Università statale servendosi dei &#8220;capi&#8221; che &#8216;gestiscono&#8217; il Parlamento: occorre mobilitarsi con più forza per impedire lo scempio di una Istituzione che è centrale anche per la democrazia nel nostro Paese.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">2. <span style="color: #000000;">Contro DDL manifestazione alla Camera.<br />
        Le Organizzazioni dell&#8217;Università dei docenti, dei precari, dei dottorandi, dei lettori, dei tecnico-amministrativi e degli studenti, &#8220;in vista della discussione del Disegno di Legge aderiscono alla Giornata di mobilitazione internazionale dello studente del 17 novembre, promuovono un presidio nazionale davanti alla Camera in concomitanza con l&#8217;inizio della discussione e invitano a partecipare alle iniziative di protesta.&#8221; (v. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2010/11/Documento-del-12.11.10.doc">documento</a></span>).</span></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">3. </span>Assemblea nazionale Associati.<br />
       A Roma lunedì 15 novembre 2010 alle ore 11.30 presso la Facoltà di Statistica (Aula Gini) si terrà l&#8217;Assemblea nazionale degli Associati.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">4.</span> CNRU contro DDL.<br />
       Nel <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://w3.uniroma1.it/cnru/?p=923">comunicato</a></span>, tra l&#8217;altro, si afferma che i tagli e i &#8220;contenuti del Disegno di Legge sull&#8217;Università attualmente in discussione alla Camera, che non risponde alle richieste delle varie componenti universitarie, accentuando le caratteristiche di verticismo a livello di governance e le difficoltà di inserimento dei più giovani, sono ragioni più che sufficienti per mantenere lo stato di agitazione dei ricercatori universitari e per richiedere profonde modifiche del DdL o in ultima istanza il suo ritiro&#8221; e si chiede per i ricercatori &#8220;di veder riconosciuto il ruolo docente svolto attraverso la soluzione del problema dello stato giuridico atteso da 30 anni&#8221;. <br />
 </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">= 11.11.10. </span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> Studenti inglesi in lotta per il diritto allo studio<br />
<span style="color: #ff0000;">2.</span> CPU e Rete29Aprile contro DDL<br />
<span style="color: #ff0000;">3.</span> Assemblea nazionale Associati<br />
<span style="color: #ff0000;">4.</span> Sentenza TAR del Lazio contro la rottamazione<br />
<span style="color: #ff0000;">5.</span> Articolo sul &#8220;Colpo d&#8217;ala&#8221;<br />
 </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> Studenti inglesi in lotta per il diritto allo studio.<br />
        A Londra un grande movimento di protesta degli studenti contro i pesanti tagli al diritto allo studio (articoli su <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-11/101111/VA0SM.tif">Repubblica</a></span> e sul <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-11/101111/VA1K9.tif">Corriere della Sera</a></span>).</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">2.</span> CPU e Rete29Aprile contro DDL.<br />
         Nel <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.rete29aprile.it/comunicati-stampa/comunicato-congiunto-cpu-rete29aprile.html">comunicato congiunto</a></span> si legge, tra l&#8217;altro,: &#8220;Ribadiamo la nostra ferma opposizione ad un DdL che intende cancellare il carattere pubblico dell&#8217;istruzione universitaria, concedere poteri smisurati alle stesse caste responsabili della cattiva gestione degli atenei negli ultimi anni, trasformare i consigli di amministrazione delle università in luoghi di lottizzazione i cui seggi saranno spartiti fra amici e sodali del potente di turno, trasformare il diritto di studio in indebitamento preventivo, estendere la precarizzazione della docenza e della ricerca&#8221;.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">3.</span> Assemblea nazionale Associati.<br />
         A Roma lunedì 15 novembre 2010 alle ore 11.30 presso la Facoltà di Statistica (Aula Gini) si terrà l&#8217;Assemblea nazionale degli Associati.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">4.</span> Sentenza TAR del Lazio contro la rottamazione.<br />
           Il TAR del Lazio il 13.10.10 ha annullato il provvedimento del Rettore dell&#8217;Università di Messina con il quale si era rottamato un ricercatore. Per leggere la sentenza cliccare <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Roma/Sezione%203/2010/201002052/Provvedimenti/201033148_01.XML">qui</a></span>.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">5.</span> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ustation.it/articoli/un-colpo-d-ala-per-il-paese-ma-anche-per-l-universita/nr">Articolo</a></span> su Ustation sul precedente messaggio dell&#8217;ANDU &#8220;Un colpo d&#8217;ala&#8221; per l&#8217;Università&#8221;.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span> </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">= 7.11.10. </span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> Ai Gruppi parlamentari: &#8220;un colpo d&#8217;ala&#8221; per l&#8217;Università<br />
<span style="color: #ff0000;">2.</span> DDL. Documento-appello contro &#8220;progetto scellerato&#8221;<br />
<span style="color: #ff0000;">3.</span> Sul miliardo di Tremonti.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> Ai Gruppi parlamentari: &#8220;un colpo d&#8217;ala&#8221; per l&#8217;Università.<br />
        &#8220;Un colpo d&#8217;ala&#8221; chiede Fini a Berlusconi, nell&#8217;interesse del Paese. &#8220;Un colpo d&#8217;ala&#8221;, nell&#8217;interesse dell&#8217;Università e del Paese, si chiede a tutti i Gruppi parlamentari: tolgano dall&#8217;agenda della Camera la discussione di un DDL che finirebbe di demolire l&#8217;Università statale, sottomettendola ai famelici interessi dei poteri forti, con in testa Confindustria e Rettori della CRUI.<br />
      Hanno ragione Fini e tutte le persone di buon senso nel sottolineare che in tutti gli altri Paesi, per uscire dalla crisi, si aumentano gli investimenti per la ricerca e l&#8217;alta formazione. Ma per rendere veramente utili al Paese questi finanziamenti (che devono andare ben oltre il miliardo concesso/promesso da Tremonti), e non farli sperperare ai nuovi Consigli di Amministrazione &#8216;modello ASL&#8217; previsti dal DDL, è necessario dare vera autonomia e democrazia agli Atenei, che vanno liberati dai poteri baronali e dal precariato, cosi&#8217; come chiede il mondo universitario.<br />
      Invitiamo tutti i Gruppi parlamentari a staccare la spina da una &#8216;abitudine&#8217; che li vede sottomessi agli interessi di chi opera da anni per smantellare l&#8217;Università statale e per potere gestire &#8216;in proprio&#8217; le risorse pubbliche ad essa destinate.<br />
       Per la prima volta si leggiferi per e non contro l&#8217;Università, con un provvedimento non deciso fuori dal Parlamento, ma frutto di un reale e serio confronto con tutte le componenti universitarie.<br />
       Insomma, si chiede a tutti i Gruppi parlamentari una scelta che darebbe un enorme contributo al rilancio culturale, economico e democratico del nostro Paese.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">2.</span> DDL. Documento-appello contro &#8220;progetto scellerato&#8221;.<br />
       Segnaliamo l&#8217;Appello &#8220;Non disponibili a distruggere l&#8217;Università pubblica&#8221; le cui firmatarie e cui firmatari &#8220;invitano i rettori, il Governo e il Parlamento a mettere da parte questo progetto scellerato e ad avviare un vero processo di riforma coinvolgendo tutte le componenti del mondo universitario.&#8221;<br />
       Mettere da parte un DDL che &#8220;mira a smantellare l’università pubblica lasciando inalterati i vizi attuali (clientelismo, nepotismo, finte valutazioni comparative, sacche di assenteismo, nessun controllo sulle ricerche finanziate, feudalesimo ex cathedra).&#8221;<br />
       Un DDL che prevede &#8220;da un lato, la riduzione delle componenti elettive e l’accentramento dei poteri decisionali; dall’altro, il rafforzamento del Consiglio di amministrazione, che diventa a tutti gli effetti il principale organo politico&#8221;. Un DDL che &#8220;affida alla burocrazia accademica (ANVUR in primis) la valutazione delle strutture ex post, secondo criteri generali che non garantiscono il reale riconoscimento delle competenze; inoltre abolisce la ricostruzione della carriera e la conferma nazionale per i professori di prima e seconda fascia&#8221; e con &#8220;l’introduzione del Fondo per il merito, sacrifica il diritto allo studio sull’altare di una fasulla meritocrazia, senza tener conto del reddito e, soprattutto, senza oneri per lo Stato.&#8221;<br />
       E inoltre il DDL &#8220;rende ancora più precari i percorsi lavorativi dei  giovani studiosi, introducendo la figura del ricercatore a tempo determinato (RTD)&#8221; e &#8221; si arriva a quindici anni post lauream per poter ottenere un contratto a tempo indeterminato.&#8221; Un DDL, infine, che lascia &#8220;ai dipartimenti ampi poteri discrezionali nel reclutamento, nella programmazione triennale e nell&#8217;attribuzione degli aumenti stipendiali, svincolandoli il più possibile dal controllo della comunità scientifica nazionale.&#8221;<br />
       Per tali motivi coloro che hanno sottoscritto e sottoscriveranno l&#8217;Appello &#8220;comunicano ai Rettori, al Governo e al Parlamento che, all&#8217;indomani dell&#8217;approvazione del disegno di legge di riforma dell&#8217;università presentato dal Ministro Gelmini, non saranno disponibili a sostenere carichi didattici non previsti dal loro stato giuridico.&#8221;<br />
      Per leggere integralmente e sottoscrivere il Documento-appello cliccare <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://docs.google.com/document/d/1Jqwb1w_jvF5AZ4BypvPr3K3LX9SvzQjmbUZDHsTE2tA/edit?authkey=CMyzm60F&amp;hl=en&amp;pli=1#">qui</a></span>.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">3.</span> Sul miliardo di Tremonti.<br />
 Segnaliamo gli articoli su <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.step1.it/tribu_di_zammu.php?sez=post&amp;id=36503">Step1</a></span> (&#8220;Il miliardo di Tremonti e la riforma dei rettori&#8221;) e su <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.corriereuniv.it/cms/2010/11/1-miliardo-alluniversita/">CorriereUniv.it</a></span> (&#8220;1 miliardo all&#8217;Università&#8221;).</h3>
<h3 style="text-align: justify;"> </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">= 5.11.10.</span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1. </span>Fermiamo la controriforma!<br />
<span style="color: #ff0000;">2.</span> Il PD &#8216;ritiri&#8217; il suo DDL<br />
<span style="color: #ff0000;">3.</span> Il falso &#8220;ruolo unico&#8221;<br />
<span style="color: #ff0000;">4.</span> Appello: &#8220;Atenei fuori dalla &#8220;CRUI&#8221;<br />
<span style="color: #ff0000;"> </span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">1.</span> Fermiamo la controriforma!<br />
       Un miliardo all&#8217;Università nella Finanziaria. Questo ha annunciato oggi Tremonti, ministro vero dell&#8217;Università (v. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://video.palazzochigi.it/tremonti20101105.ram">Conferenza stampa</a></span>). Si tratterebbe di un recupero parziale dei tagli, forse sufficienti a fare sopravvivere gli Atenei. In ogni caso questi soldi NON devono servire a finanziare la Controriforma dell&#8217;Università che si vorrebbe fare approvare alla Camera entro il 25 novembre. Una riaccellerazione dell&#8217;iter di un provvedimento che toglierebbe del tutto all&#8217;Università autonomia e democrazia e che il mondo universitario chiede invece di ritirare.<br />
      I poteri forti (con in testa la Confindustria e i Rettori della CRUI) hanno deciso di imporre il loro DDL, servendosi di &#8220;un parlamento commissariato&#8221;, composto da persone, &#8220;fedeli di un capo di destra, di centro, di sinistra&#8221;, che non rappresentano nessuno, secondo quanto ha recentemente affermato E. Letta, vice-segretario del PD (v. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.radioradicale.it/scheda/314297">intervento</a></span> di E. Letta).<br />
      Ed E. Letta, &#8220;capo di sinistra&#8221;, ha pubblicamente <a href="http://www.ulivo.it/dettaglio/97088/universita_letta_proposta_governo_fallisce_obiettivi">dichiarato </a>di &#8220;apprezzare&#8221; la linea di Confindustria sul DDL. E la Confindustria vuole, ad ogni costo e con tutti i mezzi, l&#8217;approvazione del &#8216;suo&#8217; DDL, le cui basi sono state (pre)stabilite <a href="https://groups.google.com/group/riformiamo-il-sapere/msg/7457c29cca4076b9?hl=it">già nel 2003</a>, con la &#8216;collaborazione&#8217; dell&#8217;accademia che conta di sinistra, di centro e di destra.<br />
      Ancora una volta contro l&#8217;Università si vogliono imporre leggi decise fuori dal Parlamnero da coloro che operano da decenni per demolire l&#8217;Università statale atraverso leggi devastanti: finta autonomia finanziaria e statutaria, finti concorsi locali, &#8220;3 + 2&#8243;, svuotamento del CUN, crescenti tagli, aumento illimitato del precariato, blocco del reclutamento e delle carriere.<br />
      Ancora oggi nessun Gruppo parlamentare ha chiarito perché e chi ha deciso di riaccelerare l&#8217;iter del DDl e nessun Gruppo parlamentare e nessun Deputato ha ancora dato risposta alla richiesta &#8220;di aprire finalmente un serio e ampio confronto con l&#8217;Università e di smettere di interloquire esclusivamente con la Confindustria, che ha interesse a monopolizzare la gestione delle risorse pubbliche destinate alla ricerca, e con la CRUI, che non rappresenta gli Atenei, ma solo i Rettori&#8221;. Questa richiesta è stata avanzata da <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/Documento-finale-del-25.10.10-da-diffondere.doc">18 Organizzazioni</a></span> dell&#8217;Università rappresentative dei docenti, dei tecnico-amministraivi e degli studenti. <br />
 </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">2.</span> Il PD &#8216;ritiri&#8217; il suo DDL.<br />
         Gianfelice Rocca <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-10/101019/UQCFC.tif">ha scritto</a></span> che la riforma &#8220;presenta FORTI punti di contatto anche con quella <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://groups.google.com/group/riformiamo-il-sapere/msg/7457c29cca4076b9?hl=it">presentata dal Pd</a></span> l&#8217;anno scorso, a partire dai meccanismi di reclutamento e di governance.&#8221;<br />
       Marco Meloni, responsabile nazionale del PD per l&#8217;Università, invece, rispondendo ad <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://ricercatorialberi.blogspot.com/2010/10/confindustria-ed-universita.html">un intervento</a></span> di Francesco Sylos Labini, scrive: &#8220;Quanto alla “condivisione del PD”, richiamata da Gianfelice Rocca, non si può sostenere che il DDL Gelmini presenti “forti punti di contatto” con le proposte del PD. Vi è forse qualche sovrapposizione meramente nominalistica (sic!)&#8221;.<br />
         Evidentemente Meloni non ha letto il DDL presentato dal suo Partito che, soprattutto per quanto riguarda la &#8216;governance&#8217;, coincide con quanto previsto dal DDL governativo e con quanto <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://groups.google.com/group/riformiamo-il-sapere/msg/7457c29cca4076b9?hl=it">SCRITTO</a></span> dalla confindustriale &#8220;lobby trasversale&#8221; TreeELLEe già nel 2003.<br />
        Il PD tenta ancora di presentarsi come oppositore ad un DDL che è anche suo. Un tentativo inutile fino a quando questo Partito non ritirerà il suo DDL, non smentirà la dichiarazione del suo Vice-segretario e non chiederà il RITIRO del DDL in discussione alla Camera.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">3.</span> Il falso &#8220;ruolo unico&#8221;.<br />
       Si parla, sempre più e da più parti, di &#8220;ruolo unico&#8221; della docenza. Bene: è quanto chiede da anni l&#8217;ANDU. Ma cosa è un ruolo unico? E quello gia&#8217; previsto dal <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.pd.infn.it/infn_ric/GruppiLavoro/Stato_Giuridico/Stato%20Giuridico%20Universitari_DPR382_1980.html">DPR 382 del 1980</a></span> (art. 1)? Evidentemente no, perchè in realtà le fasce degli ordinari e degli associati sono due DISTINTI ruoli. Infatti un associato per passare di fascia deve superare una prova comparativa necessaria per occupare un &#8216;posto&#8217; di ordinario. In altri termini, non è sufficiente ad un associato avere riconosciuto che la sua attività didatica e scientifica sia &#8216;da ordinario&#8217;, ma deve anche fare i conti con la disponibilità dei &#8216;posti&#8217; e con gli altri concorrenti a quello stesso &#8216;posto&#8217;.<br />
      Nemmeno quanto proposto dal PD è un vero ruolo unico. Infatti il PD prevede, come la &#8220;382&#8243;, un numero contingentato di &#8216;posti&#8217;: &#8220;Il consiglio di amministrazione di ciascuna università determina il numero massimo di professori di CIASCUN livello che possono prestare servizio nell&#8217;ateneo con costi stipendiali sostenibili per il bilancio.&#8221; (comma 8 <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://documenti.camera.it/apps/emendamenti/getPropostaEmendativa.aspx?sito=Nuovo&amp;contenitorePortante=leg.16.eme.ac.3687&amp;tipoSeduta=1&amp;sedeEsame=referente&amp;urnTestoRiferimento=urn:leg:16:0:null:null:com:07:referente&amp;dataSeduta=null&amp;idPropostaEmendativa=15.01.&amp;position=20101005">dell&#8217;articolo presentato</a></span> come emendamento al DDL dal PD). Questo significa che un associato (ribatezzato professore di secondo livello) la cui attività venisse giudicata come &#8216;propria&#8217; di un ordinario potrebbe non diventarlo a tutti gli effetti, perchè deve fare i conti con il &#8220;numero massimo&#8221; di ordinari prestabilito e con eventuali altri aspiranti allo stesso &#8216;posto&#8217;. Insomma anche per il PD i ruoli devono diventare due, mentre gli va bene la messa ad esaurimento dell&#8217;attuale &#8216;terzo ruolo&#8217; dei ricercatori che potranno, per i prossimi sei anni, aspirare a diventare professori ad esaurimento di terzo livello del ruolo (non)unico. NON è uno scherzo: il PD offre agli attuali ricercatori, che già svolgono attività didattica e scientifica come i professori, di diventare professori di terzo livello ad esaurimento, sottoponendosi prima ad un valutazione nazionale.<br />
      Il fatto è che, ancora una volta, il PD &#8216;rispetta&#8217; i voleri e gli interessi dell&#8217;accademia che conta (soprattutto quella di Giurisprudenza) che si oppone (e si è opposta con tutti i mezzi) alla trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia dei professori, ruolo che non deve essere comunque messo ad esaurimento se non si vuole incrementare e allungare il precariato.<br />
      L&#8217;ANDU da anni <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/01/30/per-una-universita/">propone</a></span> un VERO ruolo unico, in tre fasce, con il passaggio da una fascia all&#8217;altra &#8216;solo&#8217; (senza alcuna ulteriore scelta locale) attraverso un giudizio nazionale individuale e con il relativo incremento economico a carico di uno specifico fondo nazionale. I falsi ruoli unici hanno solo l&#8217;obiettivo di salvaguardare il nepotismo baronale, male sommmo dell&#8217;accademia italiana. </h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">4.</span> Appello: &#8220;Atenei fuori dalla &#8220;CRUI&#8221;.<br />
      Il Coordinamento nazionale dei precari (CPU) ha lanciato un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.gopetition.com/petition/40360.html">Appello</a></span> per interrompere il finanziamento della CRUI da parte degli Atenei in quanto essa non è &#8220;ormai più in grado di svolgere in maniera credibile le funzioni previste dal suo stesso statuto (rappresentare le università italiane e valorizzarne l’autonomia)&#8221;. Il fatto è che la CRUI non ha mai rappresentato l&#8217;Università italiana perché non lo può &#8216;strutturalmente&#8217; fare. Infatti i Rettori sono eletti per gestire i propri Atenei e rappresentarne/difenderne gli specifici e differenti interessi. Un Organismo somma di rappresentanti di interessi particolari non può salvaguardare gli interessi di tutti gli Atenei. Peraltro la CRUI, nella sostanza, da tempo non esiste più nemmeno per finta, &#8216;sostituita&#8217; da tante &#8216;CRUI&#8217;: quella degli Atenei autoeccellenti, quella lombarda, quella meridionale, quella delle private, quella degli Atenei a statuto speciale. La CRUI (o meglio una parte dei Rettori) è invece capacissima di volere e sostenere, contro il mondo universitario, un DDL che fa diventare i Rettori sovrani assoluti di Atenei trasformati in ASL, privati di ogni autonomia e democrazia.<br />
      Per rappresentare il Sistema delle Università italiane occorrerebbe un Organismo nazionale, composto con membri TUTTI direttamenti eletti, espressi da tutte le componenti e con l&#8217;elezione dei docenti svolta in maniera non frammentatta e non corporativa. Un Organismo dotato di autonomia e capace di difendere l&#8217;autonomia degli Atenei dai poteri forti politici e accademici. Questo è quanto proposto da anni da  diverse Organizzazioni della docenza e, in particolare, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/01/30/per-una-universita/">dall&#8217;ANDU</a></span>.</h3>
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		<title>Insubria</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 06:49:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[= 18.10.10.  Gli associati dell&#8217;Università dell&#8217;Insubria, riferendosi al DDL, &#8220;considerano con estrema preoccupazione le previsioni normative in esso contenute, soprattutto per quanto riguarda il governo delle Università&#8221; che, tra l&#8217;altro, comporta &#8220;la consegna totale del potere al Rettore e a un Consiglio di amministrazione tra i cui componenti esterni potranno facilmente trovar posto neopensionati Ordinari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">= 18.10.10. </span> Gli associati dell&#8217;Università dell&#8217;Insubria, riferendosi al DDL, &#8220;considerano con estrema preoccupazione le previsioni normative in esso contenute, soprattutto per quanto riguarda il governo delle Università&#8221; che, tra l&#8217;altro, comporta &#8220;la consegna totale del potere al Rettore e a un Consiglio di amministrazione tra i cui componenti esterni potranno facilmente trovar posto neopensionati Ordinari &#8216;eccellenti&#8217;, se non anche politici e funzionari di partito&#8221; (v. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://aperinsubria.blogspot.com/2010/10/ddl-tremonti-gelmini-il-documento.html">documento</a></span>).</h3>
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		<title>Venezia</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 20:34:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[= 5.12.10. &#8220;La riforma universitaria, spiegata bene bene&#8221;. Invitiamo a leggere l&#8217;analisi articolata del DDL di Filippomaria Pontani di Ca&#8217; Foscari: interventi del 3 dicembre e del 19 ottobre 2010. = 27.10.10. Inaugurazione a Ca&#8217; Foscari con proteste e polizia: TGR, Corriere del Veneto e Fatto Quotidiano. = 15.10.10. Francesca Coin, ricercatrice di Ca&#8217; Foscari, ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff0000;">= 5.12.10. <span style="color: #000000;">&#8220;La riforma universitaria, spiegata bene bene&#8221;. Invitiamo a leggere l&#8217;analisi articolata del DDL di Filippomaria Pontani di Ca&#8217; Foscari: interventi del <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilpost.it/2010/12/03/riforma-universitaria-gelmini-2/2/">3 dicembre</a></span> e del <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilpost.it/2010/10/19/luniversita-italiana-spiegata-bene/">19 ottobre</a></span> 2010.</span></span></h3>
<h3><span style="color: #ff0000;">= 27.10.10.</span> Inaugurazione a Ca&#8217; Foscari con proteste e polizia: <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=GbvYXiUSgrg">TGR</a></span>, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/22-ottobre-2010/ca-foscari-apertura-blindata-tensioni-studenti-polizia-1704008892946.shtml">Corriere del Veneto</a></span> e <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-10/101027/UX5ZP.tif">Fatto Quotidiano</a></span>.</h3>
<h3><span style="color: #ff0000;">= 15.10.10. </span>Francesca Coin, ricercatrice di Ca&#8217; Foscari, ha scritto <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-10/101014/UMHX9.tif"><span style="text-decoration: underline;">una lettera</span> </a>al Ministro: &#8220;Cara Gelmini, non ci faccia fuggire dalle Università&#8221;.</h3>
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