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	<title>ANDU</title>
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	<description>Associazione Nazionale Docenti Universitari</description>
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		<title>L’ANVUR di tutti i Partiti. La grande finzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 13:34:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[  L’ANVUR E NON SOLO 1. Il documento di ROARS sull’ANVUR 2. Da 20 anni l’ANDU denuncia e documenta la natura e il ruolo dell’ANVUR 3. Non solo l’ANVUR. Le tappe della demolizione dell’Università (1989-2026) 1. Il documento di ROARS&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2026/05/26/lanvur-di-tutti-i-partiti-la-finzione/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2026%2F05%2F26%2Flanvur-di-tutti-i-partiti-la-finzione%2F&amp;linkname=L%E2%80%99ANVUR%20di%20tutti%20i%20Partiti.%20La%20grande%20finzione" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2026%2F05%2F26%2Flanvur-di-tutti-i-partiti-la-finzione%2F&#038;title=L%E2%80%99ANVUR%20di%20tutti%20i%20Partiti.%20La%20grande%20finzione" data-a2a-url="https://www.andu-universita.it/2026/05/26/lanvur-di-tutti-i-partiti-la-finzione/" data-a2a-title="L’ANVUR di tutti i Partiti. La grande finzione"></a></p>
<p> </p>



<p class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-8af44f35c58700f1cbbdaa54afb09652"><strong>L’ANVUR E NON SOLO</strong></p>



<p><strong>1. </strong><strong>Il documento di ROARS sull’ANVUR</strong></p>



<p><strong>2. </strong><strong>Da 20 anni l’ANDU denuncia e documenta la natura e il ruolo dell’ANVUR</strong></p>



<p><strong>3. </strong><strong>Non solo l’ANVUR. Le tappe della demolizione dell’Università (1989-2026)</strong></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-b0e40ec83fbb66126307824301badfe6"><strong>1. Il documento di ROARS sull’ANVUR</strong></p>



<p><strong>ROARS</strong> ha recentemente pubblicato l’interessante <strong><u><a href="https://www.roars.it/anvur-la-grande-finzione-quindici-anni-di-indipendenza-al-servizio-dei-partiti/?fbclid=IwY2xjawSBciVleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETFNUnR6Z3doQkJNWk1DeHFqc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHlQBHZxo1H16zFKHZHNUif8uW5qN2Y3MaxwJMsixnYbei8kkn6S4BEFIbcaN_aem_EBYHSjjG2B7wWf8uvch34g">articolo</a></u></strong>  <a href="https://www.roars.it/anvur-la-grande-finzione-quindici-anni-di-indipendenza-al-servizio-dei-partiti/?fbclid=IwY2xjawSBciVleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETFNUnR6Z3doQkJNWk1DeHFqc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHlQBHZxo1H16zFKHZHNUif8uW5qN2Y3MaxwJMsixnYbei8kkn6S4BEFIbcaN_aem_EBYHSjjG2B7wWf8uvch34g"><em>ANVUR, la grande finzione: quindici anni di “indipendenza” al servizio dei partiti</em>.</a></p>



<p><strong>ROARS</strong> osserva che «l’università italiana è stata governata per 15 anni da una cabina di <strong>regia politica</strong> travestita da autorità neutrale. ANVUR è sempre stata il <strong>dispositivo bipartisan</strong> con cui governi di centrodestra e centrosinistra hanno <strong>commissariato</strong> università e ricerca».</p>



<p>Inoltre <strong>ROARS</strong> scrive che «l’Agenzia Nazionale di Valutazione dell’Università e della Ricerca, difesa e etichettata per un quindicennio come “indipendente”, è ed è sempre stata lo <strong>strumento</strong>, <strong>rigorosamente bipartisan</strong>, con sui sono state condotte le politiche di finanziamento e di reclutamento delle università italiane sottraendole di fatto al controllo parlamentare.»</p>



<p><strong>ROARS</strong> ricorda che «ANVUR fu a suo tempo <strong>istituita dal ministro Mussi</strong> durante il secondo governo Prodi e resa operativa dalla Ministra Gelmini con la sua riforma nel 2010. Il direttivo di ANVUR è sempre stato di nomina governativa» e ricorda anche che essa «fu disegnata da <strong>Prodi-Mussi</strong> con il contributo chiave del sottosegretario Luciano Modica (PD) come strumento di modernizzazione forzata dell’università. Fu poi implementata dalla Riforma <strong>Gelmini</strong> e rafforzata da Matteo <strong>Renzi</strong>, ministra Valeria <strong>Fedeli</strong>, su consiglio dei <strong>Bocconi Boys</strong>.»</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-17a23419da3e5b34e1f69ccf5cd08889"><strong>2. Da 20 anni l’ANDU denuncia e documenta &nbsp;la natura e il ruolo dell’ANVUR</strong></p>



<p>Già nel <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2006/09/08/agenzia-di-valutazione-golpe-nella-finanziaria/https:/www.andu-universita.it/2006/09/08/agenzia-di-valutazione-golpe-nella-finanziaria/">settembre del 2006</a></u></strong>, <strong>prima</strong> della istituzione dell’<strong>ANVUR</strong>, l’<strong>ANDU</strong> aveva definito l’<strong>Agenzia di valutazione </strong>«uno <strong>strumento micidiale</strong> che darebbe ancor più forti poteri a quei poteri forti che da decenni fanno e disfano le leggi sull’Università per aumentare il proprio controllo sulle risorse pubbliche ad essa destinate. Un vero e proprio <strong>commissariamento</strong> dell’Università statale, affidato di fatto a quelle stesse forze che stanno lavorando per demolirla» e aveva inoltre rimarcato «la <strong>natura centralistica e dirigistica</strong> dell’Agenzia».</p>



<p>Inoltre l’<strong>ANDU</strong> già allora chiedeva «un sistema di&nbsp;valutazione che non deve tradursi in un maggiore <strong>controllo gerarchico delle carriere</strong> e che non ‘subappalti’ l’autonomia universitaria ai <strong>poteri forti politico-accademici</strong>, come accadrebbe con l’istituzione dell’Autorità per la valutazione prevista dal <strong>DDL dei DS.</strong> Un’Autorità questa che, <strong>in contrast</strong>o con l’autonomia didattica e di ricerca garantita dalla <strong>Costituzione</strong>, condizionerebbe i contenuti stessi della ricerca».</p>



<p>E ancora prima, nel <strong>febbraio 2006</strong>, al <strong>Forum dei DS</strong> a Milano, l’<strong>ANDU</strong> aveva affermato: «In Italia <strong>non può esistere</strong> un’Agenzia di valutazione terza; e se a dirigerla dovessero essere chiamati dei<strong> marziani</strong>, l’accademia che conta li ‘umanizzerebbe’ subito». V. anche nel <strong><em><u><a href="https://www.andu-universita.it/2014/02/07/abolire/">documento</a></u></em></strong> <em>Abolire l’ANVUR e le Abilitazioni</em>.</p>



<p>Per <strong>conoscere</strong> meglio l’ANVUR, dalla sua costituzione ad oggi, inserire la parola ‘ANVUR’ <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/ricerca-avanzata/">qui</a></u></strong> (Ricerca avanzata).</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-e3fb2a5eb63fba0cdb43ca251fb84752"><strong>3. Non solo l’ANVUR. Le tappe della demolizione dell’Università (1989-2026)</strong></p>



<p><em>Quasi tutti i seguenti <strong>devastanti provvedimenti</strong> sono stati elaborati e/o approvati in maniera <strong>trasversale</strong> con, a volte, la formale e finta contrarietà delle ‘opposizioni’ di turno.</em></p>



<p><em>Nell’elaborazione e nell’approvazione di quasi tutte queste norme ha avuto un <strong>ruolo centrale</strong> <strong>Luigi Berlinguer</strong> che, con il suo <strong>Gruppo di Pontignano</strong>, ha operato assieme alla Confindustria (<strong><u><a href="http://www.treellle.org/organi-e-forum/">TreeLLLe</a></u></strong>). Per un approfondimento v. il punto 3. &nbsp;di questo <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2024/11/18/numero-chiuso-pd-berrlinguer/">documento</a></u></strong>.</em></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-c02ad1e3c0e60c464abbf54ecb1881d2"><strong>I provvedimenti</strong></p>



<p>Finta autonomia statutaria (1989) per salvaguardare le oligarchie degli atenei – Finta autonomia finanziaria (1993) per far gestire agli Atenei la riduzione progressiva dei finanziamenti – Finti concorsi locali (1997) e ASN (2010) per dare ulteriore spazio alla cooptazione-arbitrio personale – Introduzione del numero chiuso (1999) per negare ai giovani la scelta degli studi – Imposizione del “3 + 2″ (2000) con la frammentazione dei saperi – Invenzione dell’IIT (2003) costosissimo “giocattolo” ministeriale-confindustriale a discapito dell’Università – Istituzione “personalizzata” del SUM di Firenze e dell’IMT di Lucca (2005) – Svuotamento del CUN (2006) a favore della CRUI – Introduzione dell’ANVUR (2006) per commissariare l’Università – Messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori (2010) per moltiplicare i precari – Cancellazione di ogni parvenza di democrazia negli atenei (2010) con il rettore-padrone assoluto – Localizzazione dei collegi di disciplina (2010) per tenere meglio a bada i docenti – Istituzione dell’Human Technopole (2016) che è una sorta di duplicazione milanese dell’IIT di Genova – Invenzione della costosa Scuola superiore napoletana (2018) – Istituzione dell’ANR (2019)&nbsp;per controllare ancora di più l’Università e la Ricerca – Invenzione del&nbsp;Biotecnopolo&nbsp;di Siena&nbsp;(2021) – Mantenimento del precariato (2022 e 2025) – Semestre filtro (2025) – Mantenimento dell’ANVUR per continuare a commissariare l’Università (2025) – Delega in bianco per ‘aggiornare’ la Legge cosiddetta Gelmini (2025) – DDL sui concorsi per mantenere la cooptazione personale (2025-2026) – Mantenimento dell’inconsistente CUN (2026).</p>



<p></p>
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		<title>Rita Calabrese, una docente per una Università pubblica e democratica</title>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2026 09:25:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ANDU – Associazione Nazionale Docenti Universitari &#8211; Sede di Palermo È mancata Rita Calabrese, una docente che si era battuta per una Università democratica La lettera, lucida e attuale, delle sue dimissioni anticipate È mancata improvvisamente Rita Calabrese, che è&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2026/05/10/rita-calabrese-una-docente-per-una-universita-pubblica-e-democratica/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
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<p></p>



<p><strong>ANDU – Associazione Nazionale Docenti Universitari</strong> &#8211; <strong>Sede di Palermo</strong></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-359364632d108fb03db0be660de81bbf"><strong>È mancata Rita Calabrese,</strong></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-1424b9ca1263ddade44716f4cfec8b85"><strong>una docente che si era battuta per una Università democratica</strong></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-09ee6c9bc4cffe4f12e0c3d47d6b3bdb"><strong>La lettera, lucida e attuale, delle sue dimissioni anticipate</strong></p>



<p>È mancata improvvisamente <strong>Rita Calabrese</strong>, che è stata una professoressa ordinaria dell’Università di Palermo.</p>



<p>Le <strong>qualità</strong> umane e scientifiche di Rita sono note a tutti coloro che l’hanno conosciuta dentro e fuori l’Università: colta, sensibile, gentile, ironica, impegnata con le donne e per le donne.</p>



<p><strong>Rita Calabrese</strong>, fin dal movimento dei ricercatori degli anni settanta e ottanta, è stata sempre in prima fila nella <strong>lotta per una università pubblica e democratica</strong>, un impegno che ha continuato con l’ANDU fino al dicembre 2010, quando si è dimessa – con diversi anni di anticipo &#8211; dall’Università denunciandone la <strong>deriva</strong>.</p>



<p><strong>Si riporta</strong> la lettera che scrisse allora all’ANDU, che è estremamente attuale: contiene una <strong>lucida analisi</strong> della situazione dell’Università di allora, una situazione che è progressivamente peggiorata.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-495bbd02a2d9a8fba72ac1eda542507d"><strong>La lettera di Rita Calabrese all’ANDU del dicembre del 2010</strong></p>



<p><strong>«</strong>Cari compagni di tanti anni di lotta per <strong>un&#8217;università realmente democratica</strong>, mentre si sta consumando l&#8217;ultimo atto di una sua <strong>lunga e sistematica distruzione</strong> vorrei comunicarvi la mia decisione di <strong>pensionamento anticipato</strong>.</p>



<p>È un <strong>atto di protesta</strong> contro lo <strong>smantellamento</strong> di ogni istanza di cambiamento, che in questi decenni di impegno abbiamo cercato di apportare ad un&#8217;istituzione in cui crediamo come forma di emancipazione intellettuale e di crescita civile.</p>



<p>Non posso fare a meno di ricordare le vicende della Repubblica di Weimar, assassinata da una destra che incoscientemente si è affidata al nazismo e da una sinistra irresponsabilmente litigiosa dinanzi alla <strong>distruzione </strong>di ogni forma di convivenza civile. Per riprendere una battuta da un celebre film, &#8220;non ci avete consentito di cambiare nulla, non vi permetterò di considerarmi vostra complice&#8221;, ma <strong>continuerò a stare</strong> in ogni modo dalla parte di chi cerca di opporsi alla barbarie.</p>



<p>Rita Calabrese, docente ordinaria di Letteratura Tedesca,</p>



<p>Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Palermo».</p>



<p>=======</p>



<p>L’<strong>ultimo saluto a Rita Calabrese</strong> avrà luogo lunedì 11 maggio alle ore 10:00, presso la Chiesa di Sant’Ernesto in via Campolo a Palermo.</p>



<p>=======</p>



<p></p>
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		<title>Novità su Concorsi, CUN e Medicina. Incontro del 30 aprile 2026 dell&#8217;ANDU con Mancini, Segretario Generale del MUR. Le considerazioni e le richieste dell’ANDU</title>
		<link>https://www.andu-universita.it/2026/05/06/novita-su-concorsi-cun-e-medicina-incontro-del-30-aprile-2026-dellandu-con-mancini-segretario-generale-del-mur-le-considerazioni-e-le-richieste-dellandu/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 10:15:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[Le considerazioni e le richieste dell’ANDU nell’incontro del 30 aprile 2026 con Marco Mancini, Segretario Generale del MUR 1. Sulla ‘sospensione’ dell’iter del DDL sui concorsi universitari a. L’«estremo appello» di AVS, IV, M5S e PD b. Il ministro Bernini&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2026/05/06/novita-su-concorsi-cun-e-medicina-incontro-del-30-aprile-2026-dellandu-con-mancini-segretario-generale-del-mur-le-considerazioni-e-le-richieste-dellandu/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2026%2F05%2F06%2Fnovita-su-concorsi-cun-e-medicina-incontro-del-30-aprile-2026-dellandu-con-mancini-segretario-generale-del-mur-le-considerazioni-e-le-richieste-dellandu%2F&amp;linkname=Novit%C3%A0%20su%20Concorsi%2C%20CUN%20e%20Medicina.%20Incontro%20del%2030%20aprile%202026%20dell%E2%80%99ANDU%20con%20Mancini%2C%20Segretario%20Generale%20del%20MUR.%20Le%20considerazioni%20e%20le%20richieste%20dell%E2%80%99ANDU" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2026%2F05%2F06%2Fnovita-su-concorsi-cun-e-medicina-incontro-del-30-aprile-2026-dellandu-con-mancini-segretario-generale-del-mur-le-considerazioni-e-le-richieste-dellandu%2F&#038;title=Novit%C3%A0%20su%20Concorsi%2C%20CUN%20e%20Medicina.%20Incontro%20del%2030%20aprile%202026%20dell%E2%80%99ANDU%20con%20Mancini%2C%20Segretario%20Generale%20del%20MUR.%20Le%20considerazioni%20e%20le%20richieste%20dell%E2%80%99ANDU" data-a2a-url="https://www.andu-universita.it/2026/05/06/novita-su-concorsi-cun-e-medicina-incontro-del-30-aprile-2026-dellandu-con-mancini-segretario-generale-del-mur-le-considerazioni-e-le-richieste-dellandu/" data-a2a-title="Novità su Concorsi, CUN e Medicina. Incontro del 30 aprile 2026 dell’ANDU con Mancini, Segretario Generale del MUR. Le considerazioni e le richieste dell’ANDU"></a></p>
<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-a2d3fdc12931d6b3bf208c8a806f24a5"><strong>Le considerazioni e le richieste dell’</strong><strong>ANDU</strong><strong> nell’incontro del 30 aprile 2026</strong></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-bee80ec0bbed9f5e78e3d0ade5376a08"><strong>con </strong><strong>Marco Mancini</strong><strong>, Segretario Generale del MUR</strong></p>



<p><strong>1. </strong><strong>Sulla ‘sospensione’ dell’iter del DDL sui concorsi universitari</strong></p>



<p><strong>a. </strong><strong>L’«estremo appello» di AVS, IV, M5S e PD</strong></p>



<p><strong>b. </strong><strong>Il ministro Bernini ha accolto l’Appello</strong></p>



<p><strong>c. </strong><strong>L’Appello dell’ANDU al Ministero, a tutti i Partiti e all’Università</strong></p>



<p><strong>2. </strong><strong>Il CUN rimane NON rappresentativo del Sistema nazionale universitario (testo DDL)</strong></p>



<p><strong>3. </strong><strong>Ancora la follia del semestre filtro</strong></p>



<p>Il 30 aprile 2026 una delegazione dell’<strong>ANDU</strong>, composta da Mauro Federico, Nunzio Miraglia e Lucinia Speciale, ha nuovamente incontrato il Segretario Generale del MUR, prof.&nbsp;<strong>Marco Mancini</strong>.</p>



<p>I <strong>precedenti incontri</strong> si sono tenuti il 18 dicembre 2025 (v. <a href="https://www.andu-universita.it/2025/12/20/sullincontro-dellandu-con-mancini-segretario-generale-del-mur/"><strong>resoconto</strong></a>) e il 19 febbraio 2026 (v. <a href="https://www.andu-universita.it/2026/03/02/sul-secondo-incontro-dellandu-con-avs/"><strong>resoconto</strong>).</a></p>



<p>Il <strong>nuovo incontro</strong> è stato richiesto dall’<strong>ANDU</strong> alla luce delle <strong>recenti novità </strong>riguardanti il DDL sui concorsi, la ‘riforma&#8217; del CUN e le iniziative ministeriali relative al semestre filtro a Medicina.</p>



<p>Su queste questioni l’ANDU ha avanzato le proprie <strong>considerazioni</strong> e le proprie <strong>richieste</strong>.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-517a4efb5004569605bc93f26aeb1dfc"><strong>1. Sulla ‘sospensione’ dell’iter del DDL sui concorsi universitari</strong></p>



<p><strong>a. L’«estremo appello» di AVS, IV, M5S e PD</strong></p>



<p>Il 15 aprile 2026, nella Commissione Cultura della Camera,<strong> poco prima</strong> dell’esame degli emendamenti nella al Disegno di legge <a href="https://documenti.camera.it/leg19/pdl/pdf/leg.19.pdl.camera.2735.19PDL0173560.pdf"><strong>2735</strong></a> sui concorsi universitari, già approvato al Senato, i <strong>Responsabili</strong> per il settore universitario di <strong>AVS, IV, M5S e PD</strong> hanno criticato il DDL in particolare per il fatto che esso «abolisce del tutto l’abilitazione nazionale», precisando che «<strong>non chiediamo</strong> di introdurre ora il concorso nazionale, che è la proposta di <strong>prospettiva</strong> sulla quale convergono le forze di opposizione». Gli stessi Responsabili hanno quindi rivolto «un <strong>estremo appello</strong> alla ministra <strong>Bernini</strong> e alle forze di maggioranza a riaprire un confronto» (v. <a href="https://partitodemocratico.it/universita-opposizioni-unite-bernini-riapra-confronto-su-controriforma-concorsi-universitari/"><strong>comunicato</strong></a>).</p>



<p><strong>b. Il ministro Bernini ha accolto l’Appello</strong></p>



<p>Il ministro <strong>Anna Maria Bernini</strong> ha <a href="https://www.msn.com/it-it/politica/governo/bernini-rassicura-le-opposizioni-dialogo-su-riforma-reclutamento-rafforzare-atenei-%25C3%25A8-obiettivo-comune/ar-AA20WKLg"><strong>accolto</strong></a>«con favore l’invito delle opposizioni ad aprire un confronto sulla riforma del reclutamento. Organizzeremo a breve un <strong>incontro strutturato</strong>: il sistema universitario italiano è un patrimonio comune e ogni intervento va costruito con attenzione e responsabilità» e ha aggiunto che «l’<strong>obiettivo del Ministero </strong>è chiaro: rendere il reclutamento più efficace, valorizzare il merito e offrire maggiori opportunità ai giovani ricercatori».</p>



<p>Un <strong>primo confronto</strong> tra Ministero e Partiti si è già svolto alla Camera (v. <strong>nota 1</strong>).</p>



<p><strong>c. L’Appello dell’ANDU al Ministero, a tutti i Partiti e all’Università</strong></p>



<p>Il confronto sul DDL non deve rimanere tra Ministero e Partiti, ma deve <strong>coinvolgere</strong> tutta la comunità universitaria, a meno che non si voglia che anche questa volta il Parlamento registri le ‘<strong>indicazioni</strong>’ di quella lobby accademica che da decenni porta avanti lo smantellamento dell’Università statale, con la <strong>messa in scena</strong> del finto e propagandistico scontro tra maggioranza e opposizione.</p>



<p>Nel caso del DDL sui concorsi, va ricordato ciò che tutti sanno: con esso si mantiene la <strong>cooptazione personale</strong> (v. il <a href="https://www.andu-universita.it/2026/03/18/universita-alla-camera-ddl-sui-finti-concorsi/https:/www.andu-universita.it/2026/03/18/universita-alla-camera-ddl-sui-finti-concorsi/"><strong>documento</strong></a> <em>Università. Alla Camera DDL sui finti concorsi</em>).</p>



<p>Ma la critica all’attuale DDL da parte della lobby accademica non punta certo alla cancellazione del ‘<strong>potere </strong><strong>assoluto</strong>’ degli ordinari (la <strong>gestione personale</strong> della formazione del reclutamento e della carriera del proprio allievo), ma si preoccupa di salvaguardare il potere di ‘<strong>regolare</strong>’ nazionalmente, per quanto possibile, i passaggi ad associato e a ordinario (i <strong>vedovi </strong>delle ASN). Un obiettivo questo che l’’<strong>alta accademia</strong><strong>’</strong>persegue anche con la forte richiesta di ‘qualificare’ la composizione delle commissioni locali, previste attualmente dal DDL, con la votazione dei componenti della lista dei professori sorteggiabili.</p>



<p>A questo stato delle cose non vi è che una <strong>soluzione</strong> veramente alternativa al localismo di cui fintamente ci si lamenta: introdurre <strong>ora</strong> i concorsi veramente ed esclusivamente <strong>nazionali</strong>, con il sorteggio ‘puro’ delle commissioni, senza ritornare però alla situazione pre-Berlinguer (sorteggio con votazione o viceversa).</p>



<p>L’<strong>ANDU</strong>, che vuole i concorsi nazionali in <strong>alternativa</strong> alla cooptazione personale comunque camuffata, ha da anni una chiara e <strong>dettagliata proposta</strong> che si <strong>invita</strong> tutti a considerare (<strong>nota 2</strong>).</p>



<p>La discussione sulle modalità concorsuali non può non intrecciarsi fortemente con quella sull’assetto della formazione, del reclutamento e della carriera della docenza universitaria: vero <strong>pre-ruolo</strong> e vero <strong>docente unico</strong>.</p>



<p>In questa direzione si invitano tutti a considerare quanto <a href="https://www.andu-universita.it/2026/01/14/7704/"><strong>proposto</strong></a> dettagliatamente dall’<strong>ANDU</strong> a riguardo di tutti i principali problemi dell’Università.</p>



<p>Più in generale, si invita tutti a occuparsi di&nbsp;ciò sta succedendo sull’Università per contrastare quanto di peggiorativo si sta imponendo, proponendo un’<strong>alternativa</strong> alla pessima situazione attuale dell’Università italiana.</p>



<p>Per questo è necessario abbandonare ogni <strong>logica di appartenenza</strong> e di difesa di <strong>interessi </strong>corporativi o sub-corporativi.</p>



<p><strong>Nota 1</strong>. È probabile una modifica alla Camera del DDL (che dovrà quindi tornare al Senato) e, allo stato attuale, sembra prospettarsi una soluzione alle questioni inerenti al destino degli <strong>abilitati</strong>, conservando a loro beneficio le procedure valutative (proroga dell&#8217;Art. 24, comma 6, della Legge 240/10), e agli <strong>RTDb</strong> non ancora abilitati.</p>



<p><strong>Nota 2</strong>. Va ricordato che sono proprio i dettagli ad essere sempre stati, ‘giustamente’, a cuore all’accademia che conta e che perciò sono stati sempre al centro delle innumerevoli discussioni parlamentari, dalla <strong>Legge Casati</strong> in poi sui meccanismi concorsuali.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-633001dc0e4f32aada6faf66114cea8e"><strong>2. Il CUN rimane NON rappresentativo del Sistema nazionale universitario (testo DDL)</strong></p>



<p>Recentemente il Consiglio dei Ministri ha approvato un <a href="https://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2026/05/DDL-CUN-1.pdf"><u><strong>Disegno di Legge</strong></u></a> che ‘riforma’ l’attuale CUN.</p>



<p>Per questo ‘nuovo’ CUN, come per quello attuale, è valida la valutazione data nel 2004 dalla&nbsp;<strong>TreeLLLe</strong>, una lobby trasversale accademico-confindustriale, a commento della riforma-svuotamento di questo Organismo:</p>



<p><strong>«</strong>Comunque lo si consideri, il&nbsp;<strong>CUN</strong>&nbsp;è la rappresentazione delle aggregazioni disciplinari e delle&nbsp;<strong>corporazioni e sottocorporazioni</strong>&nbsp;accademiche (<em>sic!</em>), secondo una logica verticale, neppure più rispondente all’intervenuta riorganizzazione dei saperi».</p>



<p>Insomma, un Organismo per NON rappresentare il Sistema nazionale universitario, lasciando alla CRUI il compito di farlo.</p>



<p><strong>Marco Mancini</strong> ha sottolineato che il provvedimento è un Disegno di Legge e non un Decreto Legislativo e perciò potrebbe subire<strong> modifiche </strong>nel corso dell’iter parlamentare.</p>



<p>Nel merito l’<strong>ANDU</strong> ha osservato che nel ‘nuovo’ CUN, ora composto da 34 membri e non più da 58, il <strong>peso degli ordinari</strong> aumenta dal 29 % al 41 %, quello degli <strong>studenti</strong> diminuisce dal 13 % all’8 %, mentre gli<strong> associati</strong> diminuiscono di fatto la loro rappresentanza (<strong>nota</strong>).</p>



<p><strong>Marco Mancini</strong> ha precisato che l’aumento del peso degli ordinari <strong>non era</strong> l’obiettivo di questo provvedimento, ma piuttosto l&#8217;obiettivo era la semplificazione dell’Organismo. In ogni caso, <strong>ha aggiunto</strong>, la cancellazione dei 3 membri della CRUI e del Presidente dell’Intercollegio ha comportato anche in tal caso un alleggerimento del numero precedente degli ordinari. In tutti i casi, oltre ai 3 studenti eletti, la norma prevede anche l’invito del Presidente del CNSU (ma senza diritto di voto).</p>



<p>L’<strong>ANDU</strong> ha aggiunto che, nella stessa <strong>logica gerarchica</strong>, si conferma nel &#8216;nuovo&#8217; CUN&nbsp;la separazione per categorie nell’elezione dei docenti, invece di prevedere un <strong>elettorato</strong> attivo e passivo <strong>comune</strong>. Una modalità elettiva quest’ultima che <strong>Mancin</strong>i, tuttavia,&nbsp;ritiene vada nella direzione del <strong>docente unico</strong>.</p>



<p>L’<strong>ANDU</strong> ha sottolineato che anche il mantenimento dei <strong>Collegi di disciplina locali</strong> va nella direzione di salvaguardare il ruolo ‘<strong>supremo</strong>’ degli ordinari attraverso il potere assoluto del Rettore e mediante la composizione e il funzionamento dei Collegi stessi. Una concezione della giustizia accademica che dovrebbe fare <strong>inorridire</strong> tutti e, in particolare, i <strong>giuristi</strong>.</p>



<p>L’<strong>ANDU</strong> ha ribadito la necessità di introdurre un nuovo <strong>Organismo nazionale</strong> veramente rappresentativo del Sistema universitario e alternativo al ruolo improprio e negativo della <strong>CRUI</strong>. Un Organismo con una composizione non corporativa e non squilibrata (le mantenute 14 aree numericamente molto disomogenee), con il compito di <strong>coordinamento e di iniziativa</strong>, capace di difendere l’<strong>autonomia </strong>dell’Università dai <strong>poteri forti</strong> interni ed esterni.</p>



<p>Su tutto questo si invita leggere o a rileggere le <strong>posizioni organiche</strong> che l&#8217;<strong>ANDU</strong> ha elaborato da anni nel <a href="https://www.andu-universita.it/2026/03/25/ancora-il-cun-voluto-da-crui-treellle-e-partiti/"><strong>documento</strong></a><em> </em><em>Ancora il CUN voluto da CRUI, TreeLLLe e partiti</em>.</p>



<p><strong>Nota</strong>. In un articolo sul <strong>Manifesto</strong> del 10 settembre del <strong>1986</strong> (quarant&#8217;anni fa!) l’<strong>ANDU</strong> denunciava «un progetto di restaurazione» avente i «seguenti obiettivi: ricostituire un’università di élite attraverso il <strong>numero chiuso</strong>, l’introduzione di più livelli di titoli di studio e l’aumento delle tasse, accrescendo la <strong>differenza</strong> tra piccoli e grandi <strong>atenei</strong> e tra quelli del sud e quelli del nord». E ancora, tra gli obiettivi c’era quello di «ricostituire la <strong>gerarchia accademica</strong>, riconducendo la figura dell’<strong>associato</strong> a quella del vecchio assistente, reintroducendo il reclutamento <strong>precario</strong>, emarginando, con la messa ad <strong>esaurimento</strong> del loro ruolo, gli attuali ricercatori.»  (v.  l’<a href="https://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2020/11/Settembre-1986-n.-25.pdf"><strong>articolo</strong></a> <em>Numero chiuso, anatomia di un golpe</em> sul <em>Manifesto</em> del 10 settembre 1986, riportato a pag. 2 di <em>Università Democratica</em>, settembre 1986, n. 25).</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-7e2e94e43a910ae2dd49729f28067731"><strong>3. Ancora la follia del semestre filtro</strong></p>



<p>Secondo <strong>Marco Mancini</strong>, il Semestre-filtro serve a <strong>chiarire</strong> immediatamente qual è il percorso che attende gli studenti, siano essi ammessi a Medicina oppure ai cosiddetti ‘corsi affini’; nei confronti delle prove, gli studenti sono maggiormente <strong>responsabilizzati</strong>, dovendo seguire dei corsi e successivamente esser valutati su quelli e solamente su quelli. e non su <strong>quiz arbitrari </strong>e spesso irrelati rispetto alle materie per l’accesso a Medicina.</p>



<p>Per ‘<strong>aggiustare</strong>’ il Semestre-filtro per l’accesso a Medicina, con <a href="https://www.mur.gov.it/sites/default/files/2026-02/Decreto%20del%20Segretario%20Generale%20n.%20162%20del%2006-02-2026.pdf"><strong>Decreto</strong></a> del <strong>Segretario Generale</strong>, è stato attivato un “<strong>Tavolo tecnico</strong>” con la presenza di esponenti del Ministero, del CNSU e di vari Organismi, e la partecipazione di altri studenti. Il ‘Tavolo’, <strong>coordinato</strong> dal dirigente ministeriale dott. <strong>Alessio Pontillo</strong>, ha già cominciato a riunirsi.</p>



<p>Per<strong> l&#8217;ANDU</strong>, invece, <strong>il Semestre-filtro è inemendabile</strong> perché comunque produrrà – come ha già prodotto &#8211; effetti devastanti su decine di migliaia di studenti e sulle loro famiglie.</p>



<p>Contro ogni <strong>evidenza</strong>, si sta insistendo su un percorso che nessuno vuole e che, tra l’altro, incrementa i guadagni delle ‘<strong>industrie preparatorie</strong>’ che supportano a pagamento gli studenti nella preparazione dei corsi, oltre che dei ‘soliti’ test.</p>



<p><a></a>Si ricorda che tra gli effetti del Semestre-filtro si registrano anche: <strong>bassa qualità</strong> della didattica dei corsi in ingresso, <strong>estrema competizione</strong> e condizioni di forte <strong>stress</strong> degli studenti, <strong>perdita</strong> di fatto di un anno per i non ammessi, boom di iscrizioni in <strong>università private</strong> italiane ed estere.</p>



<p>V. il <strong><a href="https://www.andu-universita.it/2026/02/03/a-medicina-mai-piu-qualsiasi-filtro/comment-page-1/">documento</a></strong> <em>A Medicina mai più qualsiasi filtro</em>.</p>



<p></p>
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		<title>Ancora il CUN voluto da CRUI, TreeLLLe e partiti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 10:37:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[SI VUOLE MANTENERE IL CUN VOLUTO DA CRUI, TREEELLLE E PARTITI È NECESSARIO INVECE UN NUOVO ORGANISMO DI RAPPRESENTANZA E COORDINAMENTO DEL SISTEMA NAZIONALE PER RENDERE LIBERA E AUTONOMA L’UNIVERSITA’ 1. Si vuole mantenere il CUN voluto da CRUI, TreeLLLe&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2026/03/25/ancora-il-cun-voluto-da-crui-treellle-e-partiti/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
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<p></p>



<p><strong>SI VUOLE MANTENERE IL CUN VOLUTO DA CRUI, TREEELLLE E PARTITI</strong></p>



<p><strong>È NECESSARIO INVECE UN NUOVO ORGANISMO DI RAPPRESENTANZA E COORDINAMENTO DEL SISTEMA NAZIONALE PER RENDERE LIBERA E AUTONOMA L’UNIVERSITA’</strong></p>



<p><strong>1.</strong> Si vuole mantenere il CUN voluto da CRUI, TreeLLLe e partiti</p>



<p><strong>a)</strong> La CRUI: è la CRUI a rappresentare e coordinare il sistema&nbsp;</p>



<p><strong>b)</strong> La TreeLLLe: il CUN delle corporazioni e la CRUI referente</p>



<p><strong>c)</strong> Tutti i partiti per la CRUI</p>



<p><strong>2.</strong> Un nuovo Organismo di vera rappresentanza e di coordinamento del Sistema nazionale universitario</p>



<p>La modifica dell’attuale <strong>CUN</strong>, ‘riordinato’ nel gennaio del 2006 dalla <strong><u><a href="https://www.cun.it/uploads/3516/legge_18_2006.pdf">Legge 18</a></u></strong>, è stata <strong>varata</strong> dal <strong><u><a href="https://www.mur.gov.it/it/news/venerdi-20092024/universita-firmato-dm-gruppo-di-lavoro-su-riforma-del-sistema-universitario">Gruppo di lavoro</a></u></strong>&nbsp; ministeriale per la revisione della <strong><u><a href="https://www.cun.it/uploads/3511/legge%20n.240%20del%2030%20dicembre%202010.pdf?v=87ed33f">Legge 240/2010</a></u></strong>, cosiddetta Gelmini.</p>



<p>Il ruolo e la composizione del <strong>CUN</strong> sono stati sostanzialmente <strong>“confermati”</strong>. Infatti sono state mantenute le <strong>attuali funzioni</strong> e le <strong>attuali 14 aree</strong>, apportando alcuni <strong>ritocchi</strong>: 2 rappresentanti per area anziché 3, elezione diretta dei rappresentati degli studenti oggi indicati dal CNSU, non presenza dei rappresentanti della CRUI e del CODAU, che sarebbero invitati.</p>



<p>Questa ‘riforma’ del CUN era stata sostanzialmente <strong>anticipata</strong> da <strong>Marco Mancini</strong>, segretario generale del MUR, nell’<strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2026/02/25/sul-secondo-incontro-dellandu-con-mancini-segretario-generale-del-mur/">incontro</a></u></strong> con l’ANDU del 19 febbraio 2026.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-6af0d6e7a8324d6ec62442f653b69f5f"><strong>1. Si vuole mantenere il CUN voluto da CRUI, TreeLLLe e partiti</strong></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-22190333c124ecd66937f47e7472ee3c"><strong>a) La CRUI: è la CRUI a rappresentare e coordinare il sistema&nbsp;</strong></p>



<p>Già il 17 giugno 2004 la <strong>CRUI</strong> nel suo&nbsp;<strong><a href="http://www.issirfa-spoglio.cnr.it/crui-sulla-governance-principi-fondamentali-e-linee-guida-documento-sul-futuro-assetto-governativo-degli-atenei-italiani-17-6-04.html">documento</a></strong>&nbsp;<em>Sulla governance: principi fondamentali e linee-guida</em>, approvato ‘naturalmente’ all’unanimità, scriveva: <strong>«</strong>Ferme restando le competenze del CUN, <strong>alla CRUI</strong> spetta il ruolo di <strong>rappresentanza istituzionale e coordinamento </strong>del sistema nonché di garanzia e tutela dell’autonomia universitaria. La CRUI è <strong>interlocutore primario</strong> del Ministro nella individuazione delle scelte strategiche, nonché dei criteri per la valutazione delle performances del sistema, oltre che delle eventuali proposte di nuove normative che riguardano la vita degli Atenei.»</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-f5c5c750b2f297798773b3b3ee48d118"><strong>b) La TreeLLLe: il CUN delle corporazioni e la CRUI referente</strong></p>



<p>Ecco quanto scriveva la&nbsp;<strong>TreeLLLe</strong>&nbsp;(<strong>nota</strong>) nel 2004 a commento della riforma-svuotamento del CUN:</p>



<p><strong>«</strong>È&nbsp;<strong>incongrua la configurazione del CUN</strong>&nbsp;‘come organo di rappresentanza delle istituzioni autonome universitarie’, considerato che – per espressa previsione legislativa – esso rappresenta le <strong>aree disciplinari</strong> e le <strong>categorie </strong>del personale docente, integrate da una marginale rappresentanza degli studenti, del personale non docente e – simbolicamente – dai Rettori.</p>



<p>Comunque lo si consideri, il&nbsp;<strong>CUN</strong>&nbsp;è la rappresentazione delle aggregazioni disciplinari e delle&nbsp;<strong>corporazioni e sottocorporazioni</strong>&nbsp;accademiche (<em>sic!</em>), secondo una logica verticale, neppure più rispondente all’intervenuta riorganizzazione dei saperi.»</p>



<p>La stessa TreeLLLe chiedeva invece di&nbsp;<strong>«</strong>assumere la&nbsp;<strong>Conferenza dei Rettori</strong>&nbsp;(Crui) quale&nbsp;<strong>referente</strong>&nbsp;per la consultazione, il confronto e la verifica del consenso sulle più rilevanti scelte di governo del sistema: ciò in quanto la Crui è espressione dei responsabili della gestione degli atenei e struttura istituzionalmente&nbsp;<strong>autonoma e indipendente</strong>&nbsp;(<em>sic!)</em> rispetto al Ministero.»</p>



<p><strong>Nota. </strong>La <strong>TreeLLLe</strong> era una confindustriale e trasversale «<strong>lobby trasparente</strong>», ‘<strong><u><a href="http://www.treellle.org/organi-e-forum">partecipata</a></u></strong>’ da professori e giornalisti di ‘destra’ e di ‘sinistra’.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-78607d222b56509d4f377a049e6acda9"><strong>c) I partiti per la CRUI</strong></p>



<p>Nella risoluzione approvata nell’ottobre 2004 all’<strong>UNANIMITÀ</strong> dalla Commissione Istruzione del Senato sull&#8217;<em>Affare assegnato</em> in materia universitaria c’era scritto: <strong>«</strong>al Consiglio universitario nazionale (<strong>CUN</strong>) … tocca la <strong>rappresentanza </strong>dei <strong>settori scientifico-disciplinari</strong> e la loro organizzazione attraverso una composizione elettiva espressiva esclusivamente della comunità scientifica del Paese», mentre alla <strong>«</strong>Conferenza dei rettori delle università italiane <strong>(CRUI</strong>) … tocca la materia riguardante la <strong>gestione</strong> <strong>del sistema</strong> e la garanzia della sua autonomia” (v. <strong><em><u><a href="https://www.andu-universita.it/2005/05/18/ddl-e-cun-senza-opposizione-appello-rifritto-ddl-senza-opposizione/">CUN senza opposizione</a></u></em></strong>, maggio 2005)».</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-697b13ce2c550b3ef740b30a4d5243d3"><strong>2. Un nuovo Organismo di vera rappresentanza e di coordinamento del Sistema nazionale universitario</strong></p>



<p>Per <strong>liberare</strong> l’Università italiana e realizzare l’<strong>autonomia</strong> del Sistema nazionale universitario (basta con la finta autonomia dei singoli Atenei) occorre introdurre un&nbsp;unico&nbsp;<strong>Organismo nazionale</strong> di autogoverno del Sistema (<strong>nota 1</strong>).</p>



<p>Un Organismo che per <strong>poteri </strong>(tra i quali quelli di iniziativa, di proposta e di consultazione della comunità universitaria), composizione e modalità elettorali rappresenti autorevolmente e democraticamente l’intero mondo universitario.</p>



<p>Tutti i rappresentanti dovrebbero essere <strong>eletti direttamente</strong> e in un&nbsp;unico turno.</p>



<p>In particolare i rappresentanti dei docenti dovrebbero essere divisi proporzionalmente in non più di <strong>6 grandi aree</strong> scientifico-disciplinari, con elettorato passivo e attivo comune.</p>



<p>Inoltre dovrebbe essere nominato da questo Organismo il <strong>Collegio nazionale di disciplina</strong> (<strong>nota 2</strong>).</p>



<p>Questo nuovo Organismo, <strong>alternativo alla CRUI (nota 3)</strong>, renderebbe finalmente autonoma l’Università italiana dai poteri forti trasversali, interni ed esterni, che da decenni la stanno <strong>disfacendo;</strong> inoltre si renderebbero <strong>finalmente autonomi</strong> &#8211; da questi stessi poteri &#8211; il Governo, il Parlamento e le forze politiche<strong> (</strong>v. il&nbsp;<strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2021/02/02/crui-cun/">documento</a></u>&nbsp;</strong><em>Università. Autonomia o CRUI. Il CUN</em>).</p>



<p><strong>Nota 1.</strong> Nel febbraio 1997&nbsp;<strong>TUTTE le Organizzazioni</strong>&nbsp;della docenza hanno denunciato&nbsp;<strong>«</strong>la tendenza negativa ad&nbsp;<strong>indebolire l’autonomia</strong>&nbsp;del sistema universitario nazionale nel suo complesso. In questa direzione, infatti, vengono&nbsp;<strong>ridotti compiti e funzioni del CUN</strong>, anche rispetto alle previsioni lungamente disattese della legge 341/90, trasformandolo da organo rappresentativo di tutto il sistema universitario e delle forze sociali in&nbsp;<strong>organismo marginale</strong>&nbsp;con funzione di&nbsp;<strong>mera consulenza</strong>, con una presenza dei docenti frastagliata in troppe e squilibrate aree scientifico disciplinari» (v.&nbsp;<a href="https://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2020/11/Gennaio-Febbraio-1997-n.-145-146.pdf"><strong><em>Università Democratica</em></strong></a>, gennaio-febbraio 1997, n. 145-46, pag. 1).</p>



<p>E prima, nel giugno 1994, ANDU, CISL-Università, CNU, SNU-CGIL, UIL-Università e USPUR avevano scritto: <strong>«</strong>Viene, pertanto, <strong>unanimemente respinta</strong> l’idea che si possa realizzare l’autonomia universitaria come somma delle autonomie dei singoli Atenei e si ribadisce, al contrario, l’esigenza di realizzare un <strong>sistema universitario nazionale indipendente ed autogovernato</strong>, nell’ambito del quale si armonizzino le autonomie delle singole sedi.» (in&nbsp;<a href="https://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2020/11/Giugno-1994.pdf"><strong><em>Università Democratica</em></strong>, giugno 1994, n. 114</a>, pag.4).</p>



<p><strong>Nota 2.</strong> L’attuale norma riguardante l’<strong>azione disciplinare&nbsp;</strong>per i docenti (art. 10 della Legge cosiddetta Gelmini) attribuisce di fatto ai Rettori un <strong>potere inaccettabile</strong>. Occorre <strong>reintrodurre</strong> un&nbsp;Collegio di disciplina nazionale&nbsp;che agisca senza differenziazione gerarchica tra le fasce. Su questa materia alcuni anni fa è stata avanzata una <strong>proposta&nbsp;unitaria</strong> (v. nella seconda pagina di questo&nbsp;<strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Incontro-con-CUN.doc">documento</a></u></strong> la <em>Nota sull’assetto delle procedure disciplinari relative ai docenti universitari</em>e ancheil&nbsp;<strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2013/12/03/unicusano/">documento</a></u>&nbsp;</strong><em>Atenei caserme</em>?</p>



<p><strong>Nota 3.</strong> La&nbsp;<strong>CRUI</strong>&nbsp;ha sempre promosso e/o sostenuto i numerosi provvedimenti che hanno&nbsp;<strong>demolito</strong>&nbsp;l’Università italiana e lo ha fatto anche in stretto rapporto con la Confindustria, con la quale negli anni ha sottoscritto accordi.</p>



<p>E il&nbsp;<strong>problema</strong> non è solo la CRUI, ma è anche quello dei&nbsp;<strong>singoli Rettori</strong>&nbsp;che a questo sistema di potere partecipano, senza quasi mai prendere pubblicamente le distanze dalle scelte della CRUI e dalle posizioni espresse dai suoi Presidenti.</p>



<p>V. il <a href="https://www.andu-universita.it/2021/02/02/crui-cun/"><strong>documento</strong></a><em>&nbsp;Università. Autonomia o CRUI. Il CUN&nbsp;</em>e il&nbsp;<a href="https://www.andu-universita.it/2021/04/27/rettori-contro-2/"><strong>documento</strong></a>&nbsp;<em>I Rettori contro il Sistema universitario</em>.</p>



<p></p>
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		<title>Università. Alla Camera DDL sui finti concorsi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 14:21:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[ALLA CAMERA COOPTAZIONE PERSONALE CON FINTI CONCORSI Dopo le audizioni del 4 marzo 2026, la Commissione Cultura della Camera inizierà l’esame del Disegno di legge 2735 (Disposizioni in materia di accesso alla docenza universitaria). Entro il 27 marzo 2026 si&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2026/03/18/universita-alla-camera-ddl-sui-finti-concorsi/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
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<p class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-e891e57c01acc473b52cc13b6c38987c"><strong><em>ALLA CAMERA</em></strong></p>



<p class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-a945cb003ce1e01bde98715464267c83"><strong>COOPTAZIONE PERSONALE</strong></p>



<p class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-02f16f7dfcba1d1a04ca5993985bada9"><strong>CON FINTI CONCORSI</strong></p>



<p>Dopo le <strong><u><a href="https://webtv.camera.it/evento/30552">audizioni</a></u></strong> del 4 marzo 2026, la Commissione Cultura della Camera inizierà l’esame del Disegno di legge <strong><u><a href="https://documenti.camera.it/leg19/pdl/pdf/leg.19.pdl.camera.2735.19PDL0173560.pdf">2735</a></u></strong> (<em>Disposizioni in materia di accesso alla docenza universitaria</em>).</p>



<p>Entro il 27 marzo 2026 si potranno presentare gli <strong>emendamenti</strong>.</p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ci si augura che, <strong>a differenza </strong>di quanto accaduto nella Commissione Cultura del <strong><u><a href="https://www.senato.it/show-doc?tipodoc=SommComm&amp;leg=19&amp;id=1466039&amp;part=doc_dc-sedetit_isr">Senato</a></u></strong>, nella Commissione della Camera si svolga la <strong>discussione generale</strong> sul DDL, anche per rendere <strong>pubbliche</strong> le posizioni dei vari Gruppi parlamentari. <strong></strong></p>



<p>Nell’audizione l’<strong>ANDU</strong> ha svolto un <strong><u><a href="https://www.youtube.com/watch?v=9CVTvLz25KM">intervento</a></u></strong> e ha presentato una <strong><u><a href="https://documenti.camera.it/leg19/documentiAcquisiti/COM07/Audizioni/leg19.com07.Audizioni.Memoria.PUBBLICO.ideGes.83336.05-03-2026-09-28-52.070.pdf">memoria</a></u></strong>.</p>



<p>L’<strong>ANDU</strong> ha ribadito che il <strong>vero obiettivo</strong> del DDL in esame è il mantenimento della <strong>cooptazione personale</strong> da parte del singolo ordinario, una modalità ‘concorsuale’ già praticata con la <strong><u><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1998-07-06&amp;atto.codiceRedazionale=098G0262">Legge Berlinguer</a></u></strong> del 1998 e con la cosiddetta <strong><u><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2010-12-30;240">Legge Gelmini</a></u></strong> del 2010.</p>



<p>La <strong>cooptazione personale</strong> è un <strong>male</strong> che porta quasi tutti a <strong>condividere o subire</strong> tutti i provvedimenti che hanno e stanno devastando l’Università italiana: finta autonomia degli Atenei, strapotere dell’ANVUR e della CRUI, Rettori sovrani assoluti, precariato, numero chiuso, gerarchizzazione della docenza, etc.</p>



<p class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-3e74aa0d67cc49de43231ca37860c156"><strong>Concorsi veramente nazionali a ogni livello</strong></p>



<p>Per <strong>superare</strong> la cooptazione personale, spacciata per scelta autonoma degli atenei, occorre che ogni ingresso in tutte le figure pre-ruolo e di ruolo avvenga a <strong>livello nazionale</strong> con commissioni interamente sorteggiate tra tutti i professori, escludendo gli appartenenti agli atenei interessati, e prevedendo che non ve ne sia più di uno dello stesso ateneo.</p>



<p>E per l’ingresso nel ruolo docente (che deve diventare <strong>unico</strong>), per indebolire ancor più la logica dell’appartenenza, le commissioni concorsuali devono stilare una <strong>graduatoria</strong> dei vincitori per consentire, a scalare, la scelta degli atenei in cui prendere servizio tra quelli dove sono previsti i posti.</p>



<p>Gli <strong>avanzamenti</strong> da una fascia all’altra della docenza devono avvenire attraverso una <strong>valutazione individuale</strong> dell’attività di ricerca e didattica svolta dal docente da parte di una <strong>commissione nazionale</strong> composta come quella per i concorsi e, all’esito positivo deve conseguire l’immediato e completo riconoscimento dell’avanzamento di livello, senza ulteriori prove locali.</p>



<p>Per i <strong>già abilitati</strong> a ordinario o ad associato da subito va previsto il passaggio automatico nella fascia superiore, coprendo l’eventuale maggior costo con specifici fondi nazionali (v. <a href="https://www.andu-universita.it/2026/01/14/7704/"><strong>Come ricostruire l’Università tutta</strong></a>).</p>



<p><strong>Infine</strong> va ricordato che&nbsp;<strong>mai</strong>&nbsp;(v. <strong>nota</strong>) il sorteggio è stato previsto per i posti di ruolo con le modalità proposte dall’<strong>ANDU</strong>, che si ritiene l’unico modo per consentire fin dall’inizio un reclutamento <strong>non personalizzato</strong> per evitare una&nbsp;<strong>subalternità</strong>&nbsp;scientifica e umana che lede la libertà di ricerca e di insegnamento, condizione questa indispensabile per avere una&nbsp;<strong>veramente Libera Università</strong> (<strong>nota</strong>).</p>



<p><strong>NOTA</strong>. Il sorteggio ‘<strong>puro</strong>’ delle commissioni nazionali per i posti di ordinario è stato previsto dai&nbsp;<strong><u><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1973-11-30;766">Provvedimenti urgenti</a></u></strong>&nbsp;del 1973 e allora ha riguardato meno di 2500 posti dei 7500 previsti. ‘Naturalmente’ le modalità di composizione di quelle commissioni non sono state come quelle proposte dall’ANDU. Il sorteggio ‘puro’, senza alcun membro interno, non ha comunque&nbsp;<strong>mai riguardato</strong>&nbsp;il&nbsp;<strong>primo livello</strong>&nbsp;della docenza: prima gli assistenti e i ricercatori di ruolo, ora i ricercatori in tenure track</p>



<p>= Per <strong>approfondire</strong> l’argomento v. il <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/09/13/concorsi-solo-nazionali-al-posto-delle-asn-e-dei-concorsi-locali/">documento</a></u></strong> <em>Concorsi solo nazionali al posto delle ASN e dei concorsi locali</em>.</p>



<p></p>
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		<title>Sul secondo Incontro dell’ANDU con AVS</title>
		<link>https://www.andu-universita.it/2026/03/02/sul-secondo-incontro-dellandu-con-avs/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 16:25:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[1. Numero chiuso 2. Autonomia del Sistema nazionale, CUN e CRUI 3. Concorsi 4. Precariato 5. Valore legale del titolo di studio e telematiche Il 25 febbraio 2026 l’ANDU (Fiammetta Conforto, Mauro Federico, Nunzio Miraglia e Lucinia Speciale) ha avuto&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2026/03/02/sul-secondo-incontro-dellandu-con-avs/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2026%2F03%2F02%2Fsul-secondo-incontro-dellandu-con-avs%2F&amp;linkname=Sul%20secondo%20Incontro%20dell%E2%80%99ANDU%20con%20AVS" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2026%2F03%2F02%2Fsul-secondo-incontro-dellandu-con-avs%2F&#038;title=Sul%20secondo%20Incontro%20dell%E2%80%99ANDU%20con%20AVS" data-a2a-url="https://www.andu-universita.it/2026/03/02/sul-secondo-incontro-dellandu-con-avs/" data-a2a-title="Sul secondo Incontro dell’ANDU con AVS"></a></p>
<p></p>



<p><strong>1. </strong><strong>Numero chiuso</strong></p>



<p><strong>2. </strong><strong>Autonomia del Sistema nazionale, CUN e CRUI</strong></p>



<p><strong>3. </strong><strong>Concorsi</strong></p>



<p><strong>4. </strong><strong>Precariato</strong></p>



<p><strong>5. </strong><strong>Valore legale del titolo di studio e telematiche</strong></p>



<p>Il 25 febbraio 2026 l’<strong>ANDU</strong> (Fiammetta Conforto, Mauro Federico, Nunzio Miraglia e Lucinia Speciale) ha avuto un secondo incontro con <strong>AVS</strong> (on. Elisabetta Piccolotti, Legislativo di AVS, e Francesco Raparelli). Il precedente <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2026/01/30/incontri-dellandu-con-pd-e-avs/">incontro</a></u></strong> si è tenuto il 29 gennaio 2026.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-53038651b0c06cefd6351cd522e5c94f"><strong>1. Numero chiuso</strong></p>



<p>Nell’incontro <strong>ANDU</strong> e <strong>AVS</strong> hanno confermato la loro <strong>contrarietà al numero chiuso</strong> che va gradualmente superato. In questa prospettiva, nel frattempo l’accesso a Medicina deve avvenire senza alcun tipo di semestre-filtro, una modalità di selezione che, come è stato confermato, comporta un <strong>massacro</strong> didattico ed economico per gli studenti, facendo inoltre perdere di fatto a migliaia di loro un anno.</p>



<p>I giovani devono sapere <strong>prima di cominciare</strong> l’Università se possono iscriversi o meno a Medicina e ciò deve avvenire senza interferire con lo studio dell’ultimo anno delle superiori. Per evitare ciò, l’<strong>ANDU</strong> da tempo propone il <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2024/02/19/sorteggio/https:/www.andu-universita.it/2024/02/19/sorteggio/">sorteggio</a></u></strong> tra gli aspiranti all’iscrizione a Medicina, mentre <strong>AVS</strong> è attualmente orientata a valorizzare il <strong>percorso didattico</strong>.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-a1f4cae59c06ce85e9ec06b567589588"><strong>2. Autonomia del Sistema nazionale, CUN e CRUI</strong></p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L’<strong>ANDU</strong> ha sottolineato che per una vera autonomia del Sistema nazionale universitario occorre introdurre un <strong>nuovo Organismo nazionale</strong> che rappresenti tutte le componenti universitarie e che abbia compiti di coordinamento, di proposizione e di iniziativa. Un Organismo <strong>diverso dal CUN</strong> il cui ruolo è stato volutamente svuotato per volontà della <strong>CRUI</strong>, della <strong>TreeLLLe</strong> e di <strong>tutti i partiti</strong>. V. nel <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2021/02/02/crui-cun/">documento</a></u></strong> <em>Università. Autonomia o CRUI. Il CUN</em>.</p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Rispetto a questa esigenza primaria, pare che a livello ministeriale, nella CRUI e nel CUN si stia ipotizzando qualche ‘<strong>ritocco</strong>’ dell’attuale CUN, mantenendo sostanzialmente la sua natura di organo marginale a vantaggio della CRUI (v. <strong>nota</strong>).</p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Purtroppo l’<strong>idea stessa </strong>di un Organismo di coordinamento del Sistema nazionale, che ne difenda l’autonomia dai poteri forti interni ed esterni, finora è stata un argomento <strong>tabù</strong> nelle forze politiche e nella comunità universitaria, in tutte le sue espressioni,</p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Anche sulla questione di un Organismo nazionale, centrale per l’esistenza stessa dell’Università statale, <strong>AVS</strong> ha avviato una <strong>riflessione</strong> al suo interno e insieme alle altre forze politiche di opposizione. L’obiettivo è quello di elaborare al più presto un <strong>programma</strong> sull’insieme delle questioni universitarie, anche attraverso un confronto con il mondo universitario.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-2dabb13c14c16b48ce97fb6ad4d80ecb"><strong>3. Concorsi</strong></p>



<p><strong>ANDU</strong> e <strong>AVS</strong> concordano sulla necessità di sostituire il localismo del reclutamento con <strong>concorsi interamente nazionali</strong> e, in questa direzione, <strong>AVS</strong> ha già presentato un proprio <strong>emendamento</strong> al Senato, che ripresenterà alla Camera, dove comincerà a breve l’esame del <strong><u><a href="https://documenti.camera.it/leg19/pdl/pdf/leg.19.pdl.camera.2735.19PDL0173560.pdf">DDL 2735</a></u></strong> sui concorsi: il 4 marzo si inizierà con le audizioni nella Commissione Cultura.</p>



<p>L’<strong>ANDU</strong>, rispetto all’emendamento di<strong> AVS</strong>,<strong> </strong>ritiene sia necessario che le prove nazionali si applichino a <strong>tutti i concorsi</strong>, a partire da quelli per il dottorato. L’<strong>ANDU</strong> ritiene anche che occorra una dettagliata proposta per la <strong>composizione </strong>delle commissioni nazionali, come quella contenuta nella propria Piattaforma (v. il <strong><a href="https://www.andu-universita.it/2026/01/14/7704/">documento</a></strong>&nbsp;<em>Un progetto per rifondare l’Università tutta</em>).</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-cc7c60f06ecdd1d1b29c739d5b52934e"><strong>4. Precariato</strong></p>



<p><strong>ANDU</strong> e <strong>AVS</strong> concordano sull’urgenza di intervenire sull’espulsione in corso dall’Università di migliaia di precari, attraverso un investimento straordinario per il bando di migliaia di posti di ruolo (per l’ANDU almeno 45.000). L’<strong>ANDU</strong> ha <strong>ricordato </strong>quanto contenuto nella propria Piattaforma, che è sostanzialmente coincidente con quanto contenuto nel <strong><u><a href="https://www.flcgil.it/universita/precari-universita-documento-unitario-progetto-di-legge-reclutamento-e-pre-ruolo-universitario.flc">documento unitario</a></u></strong> del giugno 2021 sottoscritto da ADI, ANDU, ARTeD, CISL Università, FLC CGIL, Rete 29 Aprile, Manifesta. <strong></strong></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-d79a4aa02762324f3df8ed8a932ce8c9"><strong>5. Valore legale del titolo di studio e telematiche</strong></p>



<p><strong>ANDU</strong> e<strong> AVS</strong> hanno confermato la propria <strong>netta opposizione</strong> all’abolizione del valore legale dei titoli di studio e alla differenziazione degli Atenei.</p>



<p>L’attacco al valore dei titoli di studio sta avvenendo anche attraverso la ‘qualità’ dei titoli rilasciati dalla maggior parte delle <strong>università telematiche</strong> alle quali andrebbero applicate le stesse regole di <strong>accreditamento</strong> previste per gli altri Atenei.</p>



<p><strong>AVS</strong> ha ricordato un proprio <strong><u><a href="https://www.senato.it/show-doc?leg=19&amp;tipodoc=ListEmendc&amp;id=59224&amp;idoggetto=1459709">emendamento</a></u> </strong>(n. 1.39) per eliminare “lo <strong>scopo di lucro</strong>” dagli statuti delle università telematiche.</p>



<p><strong>== NOTA.</strong><strong> </strong>Nella pubblicazione della <strong>TreeLLLe</strong> <em>Università italiana, università europea?</em> del settembre 2003 si ‘<strong>dettava</strong>‘: «E’ infatti <strong>incongrua </strong>la configurazione del <strong>CUN</strong> ‘come organo di rappresentanza delle istituzioni autonome universitarie’, considerato che – per espressa previsione legislativa – esso rappresenta le aree disciplinari e le categorie del personale docente, integrate da una marginale rappresentanza degli studenti, del personale non docente e – simbolicamente – dei Rettori. <strong>Comunque</strong> lo si consideri, il <strong>CUN</strong> è la rappresentazione delle aggregazioni disciplinari e delle <strong>corporazioni e sottocorporazioni</strong> accademiche, secondo una logica verticale, neppure più rispondente all’intervenuta riorganizzazione dei saperi». <strong>Per approfondire</strong> v. il&nbsp;<strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2004/03/12/chi-deve-rappresentare-il-sistema-nazionale-delle-universita-la-crui-naturalmente/https:/www.andu-universita.it/2004/03/12/chi-deve-rappresentare-il-sistema-nazionale-delle-universita-la-crui-naturalmente/">document</a>o</u></strong> <em>Chi deve rappresentare il sistema nazionale delle università? La CRUI, naturalmente!</em></p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sul secondo incontro dell&#8217;ANDU con Mancini, segretario generale del MUR</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 06:38:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.andu-universita.it/?p=7721</guid>

					<description><![CDATA[I contenuti del secondo incontro dell’ANDU con il Segretario Generale del MUR (governance Sistema nazionale, governance Atenei, concorsi e ruolo unico, precariato, numero chiuso, valore legale e differenziazione degli Atenei) Il 19 febbraio 2026 una delegazione dell’ANDU, composta da Mauro&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2026/02/25/sul-secondo-incontro-dellandu-con-mancini-segretario-generale-del-mur/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2026%2F02%2F25%2Fsul-secondo-incontro-dellandu-con-mancini-segretario-generale-del-mur%2F&amp;linkname=Sul%20secondo%20incontro%20dell%E2%80%99ANDU%20con%20Mancini%2C%20segretario%20generale%20del%20MUR" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2026%2F02%2F25%2Fsul-secondo-incontro-dellandu-con-mancini-segretario-generale-del-mur%2F&#038;title=Sul%20secondo%20incontro%20dell%E2%80%99ANDU%20con%20Mancini%2C%20segretario%20generale%20del%20MUR" data-a2a-url="https://www.andu-universita.it/2026/02/25/sul-secondo-incontro-dellandu-con-mancini-segretario-generale-del-mur/" data-a2a-title="Sul secondo incontro dell’ANDU con Mancini, segretario generale del MUR"></a></p>
<p></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-a680c55c8953fac01d9f46445bb6517f"><strong>I contenuti del secondo incontro</strong></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-9848e8dabbb2cf546aa0a0bd4fa1707f"><strong>dell’ANDU con il Segretario Generale del MUR</strong></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-010d71c8e932ee069e1d6b2c26026aeb"><strong>(governance Sistema nazionale, governance Atenei, concorsi e ruolo unico,</strong></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-578e03215bf45b837fd86c98140e23cb"><strong>precariato, numero chiuso, valore legale e differenziazione degli Atenei)</strong></p>



<p>        Il 19 febbraio 2026 una delegazione dell’<strong>ANDU</strong>, composta da Mauro Federico, Nunzio Miraglia e Lucinia Speciale, ha incontrato il Segretario Generale del MUR, prof. <strong>Marco Mancini</strong>, e il Direttore Generale per la didattica e il personale, dott. <strong>Gianluca Cerracchio</strong>. Precedentemente, il 18 dicembre 2025, si era tenuto un primo incontro (v. <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/12/20/sullincontro-dellandu-con-mancini-segretario-generale-del-mur/">resoconto</a></u></strong>).</p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Marco Mancini</strong>, riferendosi al <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2026/01/14/7704/">documento</a></u></strong> dell’ANDU <em>Un progetto per rifondare l’Università tutta</em>, ha preliminarmente voluto evidenziare che il Ministero, a cominciare da lui stesso, ha oggettivamente una <strong>idea </strong>e un<strong> modello di università</strong> <strong>diversi </strong>da quelli dell’ANDU e, conseguentemente, diverse sono in generale le soluzioni relative alle varie questioni.</p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Proseguendo, <strong>Marco Mancini</strong> ha chiarito che la Delega al Governo, di cui all’<strong><u><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.versione=1&amp;art.idGruppo=3&amp;art.flagTipoArticolo=0&amp;art.codiceRedazionale=25G00174&amp;art.idArticolo=20&amp;art.idSottoArticolo=1&amp;art.idSottoArticolo1=10&amp;art.dataPubblicazioneGazzetta=2025-11-14&amp;art.progressivo=0#art">articolo 20</a></u> </strong>della Legge&nbsp;10 novembre 2025, n. 167, sarà ‘applicata’ attraverso <strong>Decreti Legislativi</strong> riguardanti le varie materie previste, tra le quali: governance, stato giuridico ed economico, autonomia didattica, diritto allo studio. Si tratterà di provvedimenti volti al “riordino” e al “riassetto” delle disposizioni legislative di riferimento, con finalità di “razionalizzazione” della normativa vigente, che limiteranno gli interventi innovativi al <strong>mero coordinamento</strong> della&nbsp;disciplina esistente.</p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Si è passati quindi ad affrontare diversi punti.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-0196d6c543ab2d287c9bfb50a5a992cb"><strong>= Governance nazionale, riforma del CUN e Collegio di disciplina</strong>.&nbsp;</p>



<p><strong>Marco Mancini</strong>, facendo riferimento all’attività del <strong><u><a href="https://www.mur.gov.it/it/news/venerdi-20092024/universita-firmato-dm-gruppo-di-lavoro-su-riforma-del-sistema-universitario">Gruppo di lavoro</a></u></strong> ministeriale per la revisione della Legge 240/2010 ex D.M. 1591/2024, ha riferito sull’orientamento di aumentare le competenze del <strong>CUN</strong> e di ridurre il numero dei suoi componenti, mantenendo le rappresentanze degli <strong>studenti</strong> e del personale <strong>PTA</strong>, e <strong>togliendo</strong>, viceversa, quelle che già posseggono organismi autonomi come la <strong>CRUI</strong> &nbsp;o il <strong>CODAU</strong>.</p>



<p>L’<strong>ANDU</strong> ha ribadito la necessità di <strong>sostituire l’attuale CUN</strong> con un Organismo, autonomo dal Governo, che abbia il compito di rappresentare e di coordinare il <strong>Sistema nazionale universitario</strong>, con possibilità di iniziative e proposte. In questa direzione, è indispensabile che la <strong>rappresentanza dei docenti</strong> venga espressa contemporaneamente attraverso <strong>sei grandi aree</strong> quantitativamente equivalenti e senza divisione per fasce, differentemente da quanto attualmente previsto (14 aree, elezioni a ‘rate’, divisione per fasce). Questo nuovo Organismo, alternativo alla CRUI, deve poter garantire una <strong>piena autonomia</strong> dell’Università statale da quei <strong>poteri forti</strong> trasversali, interni ed esterni, che da decenni la stanno disfacendo. (v. il <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2021/02/02/crui-cun/">documento</a></u></strong> <em>Università. Autonomia o CRUI. Il CUN</em>).</p>



<p>L’<strong>ANDU</strong> ha inoltre posto con forza la necessità di una modifica dell’attuale norma riguardante l’<strong>azione disciplinare</strong> per i docenti; norma che attribuisce di fatto ai Rettori un potere inaccettabile. Si è ribadito che bisogna reintrodurre un <strong>Collegio di disciplina nazionale</strong> che agisca senza differenziazione gerarchica tra le fasce. <strong>Marco Mancini</strong> ha detto che questa questione finora non è stata discussa nel Gruppo di lavoro ministeriale. Su questa materia l’ANDU ha fatto riferimento alle <strong>proposte</strong> avanzate unitariamente alcuni anni fa (v. seconda pagina di questo <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Incontro-con-CUN.doc">documento</a></u></strong>) e al <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2013/12/03/unicusano/">documento</a></u></strong> <em>Atenei caserme</em>?</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-d650f697b4d41c2feb832d378c518e6a"><strong>= Governance degli Atenei</strong></p>



<p><strong>Marco Mancini</strong> ha riferito che nel Gruppo di lavoro ministeriale si sta discutendo sulla durata del <strong>mandato del Rettore</strong>, e si stanno vagliando varie ‘combinazioni’ (4+4, 5+5, 3+3+3), prevedendo però che l’eventuale riconferma avvenga attraverso normali elezioni. Sarà aumentato il ruolo dei Senati accademici.</p>



<p>L’<strong>ANDU </strong>ha ribadito che <strong>non è importante</strong> tanto la durata e il numero dei mandati dei Rettori, quanto invece è fondamentale <strong>cancellare</strong> la figura del rettore-padrone assoluto e questo si può ottenere solo attribuendo al <strong>Senato Accademico</strong>, composto dai rappresentanti di tutte le categorie, un <strong>pieno potere</strong> decisionale, <strong>escludendo</strong> da esso il Rettore.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-d6cdae356f8b289ddbc82f99b65cf991"><strong>= Concorsi e ruolo unico</strong></p>



<p>L’<strong>ANDU</strong> ha ripetuto che il <strong>male principale</strong> dell’Università italiana è la <strong>cooptazione personale</strong>, che rende subalterni al maestro-padrone i suoi allievi, dalla laurea al ruolo di ordinario. Questo sistema di potere è stato introdotto con la Legge Berlinguer, mantenuto con la Legge cosiddetta Gelmini &#8211; che ha aggiunto la foglia di fico della ASN (‘quantificazione’ della ricerca) &#8211; e sarà salvaguardato dalla Legge sui concorsi in via di approvazione.</p>



<p>L’unico modo per superare la cooptazione personale e la dipendenza personale è l’introduzione di <strong>concorsi nazionali</strong>, dai dottorati al ruolo degli ordinari, con commissari tutti sorteggiati, appartenenti ad atenei diversi da quello direttamente interessato. &nbsp;</p>



<p>L’<strong>ANDU</strong> ha poi ribadito la necessità di introdurre a un <strong>ruolo unico</strong> della docenza in tre livelli retributivi, con passaggio di livello a domanda e su valutazione nazionale. <strong>Marco Mancini</strong> invece ha confermato la validità della Legge che sarà approvata.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-6fb29cba76be99774ff6867eb8e58971">= <strong>Precariato</strong></p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L’<strong>ANDU</strong> è tornata a sottolineare l’esigenza di <strong>cancellare</strong> tutte le attuali figure precarie sostituendole con un’unica figura di <strong>vero pre-ruolo</strong>, di durata triennale e con numerosità commisurata alle effettive possibilità di assunzione in ruolo. Una figura che abbia mansioni, retribuzione e modalità di accesso definite per legge. L’<strong>ANDU</strong> ha poi ribadito l’esigenza di “azzerare” l’attuale precariato con un piano straordinario di almeno <strong>45.000 posti di ruolo</strong> (RTT o terzo livello del ruolo unico della docenza), con un finanziamento interamente <strong>a carico</strong> dello Stato.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-29c442bb0adbea2dc2a258e6c51f8880"><strong>= Numero chiuso</strong></p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Marco Mancini</strong> e <strong>Gianluca Cerracchio</strong> hanno ribadito la<strong> validità</strong> del semestre-filtro per accedere a Medicina, una valida selezione che l’anno prossimo verrà esercitata con qualche correttivo, ad esempio coinvolgendo in primo luogo un <strong>Tavolo tecnico</strong> con gli studenti del <strong>CNSU</strong> e altre <strong>rappresentanze studentesche</strong> (appena nominato con Decreto del Segretario Generale n. 162 del 2026) in vista dei lavori del <strong>nuovo Gruppo di tecnici</strong> che, fra l’altro, sarà sicuramente integrato anche con docenti delle Scuole superiori.&nbsp;</p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L’<strong>ANDU</strong> invece ha ribadito la sua <strong>totale contrarietà</strong> a qualsiasi semestre filtro. Quanto accaduto in questo primo anno di attuazione ha confermato tutte le <strong>preoccupazioni</strong> espresse, oltre che dall’ANDU, dalle Organizzazioni degli studenti, da quelle dei medici e dalla stessa CRUI.</p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il semestre filtro è stato <strong>ugualmente imposto</strong>, con gli esiti che erano stati previsti da tutti: ‘ingolfamento’ degli Atenei per la presenza di circa 60.000 studenti senza avere tempo e risorse per accoglierli, breve e scadente didattica, da 3 a 6 esami-test, aumento della preparazione privata (materie, test, corsi di recupero), feroce competizione, perdita di fatto di un anno per decine di migliaia di studenti ‘sovrabbondanti’ rispetto al numero dei posti disponibili. E <strong>nonostante tutto</strong> ciò si vuole ad ogni costo continuare a prevedere il semestre filtro anche per il prossimo anno.</p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Si ricorda che l’<strong>ANDU</strong> chiede da tanti anni un <strong>superamento </strong>graduale del numero chiuso, adeguando man mano strutture e organici, e nel frattempo adottando il <strong>sorteggio</strong> puro per la selezione, una modalità molto più pratica, economica e scevra da ricorsi di qualsiasi natura, rispetto all’attuale (e passata) lotteria dei test che si sono rivelati una “<strong>carneficina umana</strong>” (v. il <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/12/11/medicina-cancellare-qualsiasi-filtro-e-qualsiasi-test-studenti-come-cavie/">documento</a></u></strong> <em>Medicina. Cancellare qualsiasi filtro e qualsiasi test. Studenti come cavie</em>).</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-714c505a441c0c95cfeaf2d1bee8a587"><strong>= Valore legale del titolo di studio e differenziazione degli Atenei</strong></p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L’<strong>ANDU</strong> ha espresso la forte preoccupazione per la <strong>nuova campagna</strong> per l’<strong>abolizione</strong> del valore legale del titolo di studio e per la differenziazione degli Atenei.</p>



<p><strong>Marco Mancini</strong> si è detto personalmente <strong>contrario</strong> all’abolizione del valore legale (argomento che non è mai stato all’odg del Gruppo di Lavoro 240/2010), ma <strong>non contrario</strong> alla <strong>differenziazione</strong> degli Atenei.</p>



<p>L’<strong>ANDU</strong> ha invece affermato che le due questioni sono <strong>strettamente legate</strong>, come peraltro ritengono coloro che ripropongono queste ‘vecchie’ questioni (v. il <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2011/06/03/aboliretitoli/">documento</a></u></strong> <em>Abolire il valore legale per abolire tutto</em>).</p>



<p></p>
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		<title>Sull&#8217;Incontro dell&#8217;ANDU con il M5S</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 07:23:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[Numero chiuso Valore legale del titolo di studio Precariato Concorsi Governance di Ateneo Governance del Sistema nazionale == Sull’Incontro dell’ANDU con il M5S Il 4 febbraio 2026 l’ANDU (Mauro Federico, Nunzio Miraglia, Lucinia Speciale) ha avuto un incontro con il&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2026/02/06/sullincontro-dellandu-con-il-m5s/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2026%2F02%2F06%2Fsullincontro-dellandu-con-il-m5s%2F&amp;linkname=Sull%E2%80%99Incontro%20dell%E2%80%99ANDU%20con%20il%20M5S" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2026%2F02%2F06%2Fsullincontro-dellandu-con-il-m5s%2F&#038;title=Sull%E2%80%99Incontro%20dell%E2%80%99ANDU%20con%20il%20M5S" data-a2a-url="https://www.andu-universita.it/2026/02/06/sullincontro-dellandu-con-il-m5s/" data-a2a-title="Sull’Incontro dell’ANDU con il M5S"></a></p>
<p></p>



<p><strong>Numero chiuso</strong></p>



<p><strong>Valore legale del titolo di studio</strong></p>



<p><strong>Precariato</strong></p>



<p><strong>Concorsi</strong></p>



<p><strong>Governance di Ateneo</strong></p>



<p><strong>Governance del Sistema nazionale</strong></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-75d52ebd7b86f5e705be18f3f04a1b34"><strong>== Sull’Incontro dell’ANDU con il M5S</strong></p>



<p>Il 4 febbraio 2026 l’ANDU (Mauro Federico, Nunzio Miraglia, Lucinia Speciale) ha avuto un incontro con il M5S (on. Antonio Caso, capogruppo nella Commissione Cultura della Camera).</p>



<p>Nell’incontro sono state esaminate alcune delle <strong>principali question</strong>i riguardanti l’Università.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-aeadbae43a40b9417a67c1da72f86ad4"><strong>&#8211; Numero chiuso a Medicina</strong>.</p>



<p>C’è stato un pieno accordo tra ANDU e M5S sull’<strong>eliminazione,</strong>&nbsp;fin dal prossimo anno, di qualsiasi filtro: la selezione per l’ingresso a Medicina deve avvenire <strong>prima</strong> dell’inizio del corso di laurea.</p>



<p>L’ANDU ha ribadito la necessità di un graduale superamento del numero chiuso (v. <strong>nota 1</strong>), evitando nel frattempo meccanismi di selezione che distolgano dallo studio degli ultimi anni delle scuole superiori (<strong>nota 2</strong>).</p>



<p>L’on. <strong>Caso</strong> ha riferito che su queste questioni nel M5S è già in corso un <strong>dibattito</strong> e ha annunciato che sul numero chiuso il M5S si <strong>confronterà</strong> con le Organizzazioni degli studenti e della docenza.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-0b7b4cbaeb7eed3a045205cff9915026"><strong>&#8211; Valore legale del titolo di studio</strong>.</p>



<p>ANDU e M5S condividono la <strong>preoccupazione </strong>per la crescente campagna a favore dell’abolizione del valore legale del titolo di studio.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-1bdedd224ea591cae1b6ea00adfc1548"><strong>&#8211; Precariato.</strong></p>



<p>L’ANDU ha riproposto la necessità di un <strong>bando straordinario</strong> di almeno 45.000 posti di ruolo (nel terzo livello del docente unico), con la proroga degli attuali precari fino all’espletamento dei concorsi. Introduzione di una unica figura di vero pre-ruolo definita per legge e che abbia autonomia di ricerca oltre che un trattamento adeguato. L’ANDU ritiene indispensabile che la quantità di questa figura sia rapportata al numero programmato dei posti di ruolo.</p>



<p>Il <strong>M5S</strong> condivide la necessità di un <strong>bando straordinario</strong> di posti di ruolo <strong>(1,5-2 miliardi</strong>).</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-fb2e294c9f83b9d69c3389da92e478e9"><strong>&#8211; Concorsi. </strong><strong></strong></p>



<p>L’ANDU ha fatto riferimento alla propria proposta:&nbsp;<strong>commissioni nazionali</strong>&nbsp;interamente sorteggiate tra tutti i docenti, superando così ogni tipo di abilitazione e ogni forma di concorsi locali: una modalità di reclutamento da applicarsi a partire dal dottorato. L’on. &nbsp;Caso ha espresso la sua propensione all’idea dei concorsi nazionali e ha aggiunto che anche su questa questione il M5S arriverà presto a una posizione ufficiale.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-ebb7c61e97b8e3ac4195f563e92f709e"><strong>&#8211; Governance di Ateneo</strong></p>



<p>L’ANDU ha ribadito la necessità di&nbsp;<strong>ridurre il potere</strong> dei Consigli di Amministrazione, di aumentare il ruolo dei Senati Accademici &#8211; che devono diventare realmente rappresentativi di tutte le componenti &#8211; e di ridurre l’enorme potere dei rettori. In questa direzione l’ANDU ha riproposto la necessità di <strong>escludere il Rettore</strong> dal Senato Accademico e di definire composizioni e poteri con legge nazionale.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-7bd4bbfa2c831230fa65b983fe9be65a"><strong>&#8211; Governance del Sistema nazionale universitario</strong></p>



<p>L’ANDU ha inoltre ribadito l’importanza della costituzione di un&nbsp;<strong>Organismo nazionale</strong>&nbsp;di rappresentanza e di coordinamento del Sistema nazionale universitario, un Organismo che <strong>difenda l’autonomia</strong> dell’Università dai poteri forti interni ed esterni. I componenti di questo Organismo dovrebbero essere tutti eletti contemporaneamente e, in particolare, la componente dei docenti dovrebbe essere eletta senza alcuna divisione per fasce.</p>



<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>



<p><strong>Nota 1</strong>. Va ricordato che le direttive europee si limitavano a chiedere agli Stati membri un’armonizzazione dei corsi di studio e la realizzazione di un sistema di formazione di alta qualità, ma&nbsp;<strong>non necessariamente</strong>&nbsp;la limitazione degli accessi.</p>



<p><strong>&nbsp;</strong><strong>Nota 2</strong>. V. il&nbsp;<strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2024/02/19/sorteggio/https:/www.andu-universita.it/2024/02/19/sorteggio/">documento</a></u></strong>&nbsp;<em>Il sorteggio non costa ed è equivalente al test che invece costa tanto</em>.</p>



<p><strong>Nota 3</strong>. Oltre ad <strong><u><a href="https://www.lastampa.it/economia/speciali/tuttosoldi/2025/10/24/video/tuttosoldi_gavosto_le_universita_italiane_hanno_dei_ritardi_serve_investimento_da_10_miliardi-15366293/?ref=LSHA-BH-P3-S3-T1https://www.lastampa.it/economia/speciali/tuttosoldi/2025/10/24/video/tuttosoldi_gavosto_le_universita_italiane_hanno_dei_ritardi_serve_investimento_da_10_miliardi-15366293/?ref=LSHA-BH-P3-S3-T1">Andrea Gavosto</a></u></strong>, anche <strong><u><a href="https://www.orizzontescuola.it/cacciari-universita-e-scuola-esempi-di-centralismo-in-italia-professori-ridotti-ad-amministratori-il-valore-legale-del-titolo-impedisce-lautonomia/">Massimo Cacciari</a></u></strong> vuole l’abolizione del valore legale del titolo di studio, cioè l’<strong>azzeramento</strong> del Sistema nazionale universitario statale. Infatti Cacciari vuole che ogni singolo ateneo possa autonomamente decidere su didattica, tasse, concorsi e organizzazione interna.</p>



<p><strong>Già</strong> nell’ottobre del 2017 <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2017/10/02/corruzione/">Massimo Cacciari</a></u></strong> voleva l’abolizione del valore legale del titolo di studio, cioè la massima autonomia delle oligarchie locali, ma con il finanziamento dello Stato (gestione privatistica delle risorse pubbliche).</p>



<p>E ancora prima, nel <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2011/06/03/aboliretitoli/">marzo 2011</a></u></strong>, si erano <strong>espressi</strong> per l’abolizione del valore legale: Confindustria, CRUI, Tranfaglia, Lavoce.info, Rossi e Toniolo, ‘Imprenditori’, PD, Garavaglia, PDL, Grillo, Kostoris, Mancini, Mannucci, Ichino.</p>



<p>L’ANDU ha recentemente lanciato l’<strong>allarme</strong> contro quella che sembra una nuova campagna per l’abolizione del valore legale dei titoli di studio (v. la fine dell’<strong><u><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Pgg86df433I&amp;t=5s">intervento</a></u></strong> nell’<strong><u><a href="https://www.youtube.com/watch?v=e6F1xkg7G2k">Assemblea nazionale</a></u></strong> della FLC CGIL tenutasi a Napoli nel 20 gennaio u.s.).</p>



<p></p>
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		<title>A Medicina mai più qualsiasi filtro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 07:13:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[. Al Parlamento, al Governo, alla Stampa, al Mondo universitario APPELLO MAI PIU’ FILTRI A MEDICINA BASTA CON LA GRATUITA VIOLENZA CONTRO DECINE DI MIGLIAIA DI GIOVANI E LE LORO FAMIGLIE Anna Maria Bernini, ministro dell’Università e della Ricerca, e&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2026/02/03/a-medicina-mai-piu-qualsiasi-filtro/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2026%2F02%2F03%2Fa-medicina-mai-piu-qualsiasi-filtro%2F&amp;linkname=A%20Medicina%20mai%20pi%C3%B9%20qualsiasi%20filtro" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2026%2F02%2F03%2Fa-medicina-mai-piu-qualsiasi-filtro%2F&#038;title=A%20Medicina%20mai%20pi%C3%B9%20qualsiasi%20filtro" data-a2a-url="https://www.andu-universita.it/2026/02/03/a-medicina-mai-piu-qualsiasi-filtro/" data-a2a-title="A Medicina mai più qualsiasi filtro"></a></p>
<p>.</p>



<p></p>



<p><strong>Al Parlamento, al Governo, alla Stampa, al Mondo universitario</strong></p>



<p class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-eab32dda7346ee9c3ccb6465c97bdeeb"><strong>APPELLO</strong></p>



<p><strong>MAI PIU’ FILTRI A MEDICINA</strong></p>



<p><strong>BASTA CON LA GRATUITA VIOLENZA CONTRO DECINE DI MIGLIAIA DI GIOVANI E LE LORO FAMIGLIE</strong></p>



<p><a href="https://www.numerochiuso.info/medicina-semestre-filtro-scontro-bernini-opposizione/"><strong>Anna Maria Bernini</strong></a>, ministro dell’Università e della Ricerca, e <strong>Andrea Lenzi</strong>, presidente del <a href="https://www.mur.gov.it/it/news/mercoledi-20112024/universita-al-tavolo-mur-su-riforma-accesso-medicina"><strong>Gruppo</strong></a> ministeriale sull’accesso a Medicina, hanno <strong>ribadito</strong> che anche il prossimo anno sarà applicato il <strong>semestre filtro</strong> per l’ingresso a Medicina.</p>



<p>Si tratta di una <strong>grave scelta</strong> che non tiene in alcun conto il fatto che quanto era stato previsto dalle Associazioni della docenza, dalle Organizzazioni degli studenti, dai Sindacati dei medici, dalla stessa CRUI e da tanti altri è <strong>puntualmente avvenuto</strong>.</p>



<p>&nbsp;<strong>Infatti</strong> il semestre filtro:</p>



<p><strong>1.</strong> non era praticabile perché oltre 60.000 studenti non potevano improvvisamente essere adeguatamente accolti dalle Università (aule, docenti, attrezzature); esso avrebbe inoltre comportato una <strong>didattica</strong> inevitabilmente carente e disomogenea, senza una valutazione attraverso veri esami da parte dei docenti che avrebbero svolto i corsi;</p>



<p><strong>2.</strong> avrebbe prodotto uno <strong>stress</strong> tra gli studenti, costretti a una <strong>competizione selvaggia</strong>, invece che stimolato a una collaborazione con gli altri;</p>



<p><strong>3.</strong> avrebbe enormemente alimentato l’industria della costosa <strong>preparazione privata</strong> (3 materie, 3-6 test e ora anche i corsi di recupero);</p>



<p><strong>4.</strong> avrebbe aumentato a dismisura i <strong>ricorsi</strong>;</p>



<p><strong>5.</strong> avrebbe comunque impedito, a metà anno, a oltre 30.000 studenti di proseguire negli studi di Medicina e, di fatto, avrebbe fatto perdere loro <strong>un anno</strong>;</p>



<p><strong>6.</strong> avrebbe incrementato la corsa all’iscrizione alle costose (anche costosissime)&nbsp;<strong>università private</strong>&nbsp;nazionali e straniere.</p>



<p>Insomma è avvenuto tutto quello che in <strong>Francia</strong> era stato lungamente sperimentato e che era stato definito un «<strong>massacro generazionale</strong>», una «<strong>macelleria didattica</strong>», una «<strong>catastrofe</strong>», un «<strong>calvario</strong>», un «<strong>inferno</strong>», una «<strong>fossa dei leoni</strong>», una «<strong>follia</strong>».</p>



<p>Per <strong>impedire</strong> il ripetersi di questo <strong>scempio</strong> è indispensabile mobilitarsi tempestivamente affinché per il prossimo anno i giovani che volessero frequentare Medicina sappiano <strong>PRIMA</strong> dell’inizio dell’anno accademico se sono stati ammessi o meno, consentendo così a chi non lo sarà stato di scegliere di iscriversi ad altri corsi di laurea senza perdere un anno della loro vita scolastica.</p>



<p>Va <strong>anche impedito</strong> che la modalità di questa selezione danneggi i giovani che frequentano le scuole superiori: tutti gli studenti devono avere il diritto e il dovere di impegnarsi pienamente negli studi.</p>



<p></p>
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		<title>INCONTRI DELL&#8217;ANDU CON PD E AVS</title>
		<link>https://www.andu-universita.it/2026/01/30/incontri-dellandu-con-pd-e-avs/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 11:27:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.andu-universita.it/?p=7709</guid>

					<description><![CDATA[1. Sull’Incontro dell’ANDU con il PD 2. Sull’Incontro dell’ANDU con AVS 3. La proposta dell’ANDU di riforma complessiva dell’Università 1. Sull’Incontro dell’ANDU con il PD Il 28 gennaio 2026 l’ANDU (Andrea Capotorti, Fiammetta Conforto, Mauro Federico e Nunzio Miraglia) ha&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2026/01/30/incontri-dellandu-con-pd-e-avs/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
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<p><strong>1</strong><strong>. Sull’Incontro dell’ANDU con il PD</strong></p>



<p><strong>2. </strong><strong>Sull’Incontro dell’ANDU con AVS</strong></p>



<p><strong>3.</strong> <strong>La proposta dell’ANDU di riforma complessiva dell’Università</strong></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-0bbf0638bcc26898fa869b67b1481b91"><strong>1. Sull’Incontro dell’ANDU con il PD</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-354595b3f6eec62b7a1ee585d592ad9a"><a>Il 28 gennaio 2026 l’ANDU (Andrea Capotorti, Fiammetta Conforto, Mauro Federico e Nunzio Miraglia) ha avuto un incontro con il PD (Alfredo D’Attorre, Responsabile Università e Ricerca, e Mauro Tulli, Dipartimento Università e Ricerca).</a></p>



<p>Nell’incontro sono state esaminate alcune delle principali questioni riguardanti l’Università.</p>



<p><strong>Numero chiuso a Medicina</strong>. C’è stato un pieno accordo sull’<strong>eliminazione</strong> di qualsiasi filtro: la selezione per l’ingresso a Medicina deve avvenire prima dell’inizio del corso di laurea. L’ANDU ha ribadito la necessità di un graduale superamento del numero chiuso, evitando nel frattempo meccanismi di selezione che interferiscano con lo studio degli ultimi anni delle scuole superiori. Il PD invece ritiene inevitabile prevedere il numero chiuso anche perché, altrimenti, si avrebbero problemi in sede europea (v. <strong>nota</strong>).</p>



<p><strong>Governance</strong>. Pieno accordo c’è stato anche sulla necessità di <strong>ridurre il potere</strong> dei Consigli di Amministrazione, di aumentare il ruolo dei Senati Accademici -che devono diventare realmente rappresentativi di tutte le componenti &#8211; e di ridurre l’enorme potere dei rettori. In questa direzione l’ANDU ha riproposto la necessità di escludere il Rettore dal Senato Accademico e di definire composizioni e poteri con legge nazionale.</p>



<p>L’ANDU ha inoltre ribadito l’importanza della costituzione di un <strong>Organismo nazionale</strong> di rappresentanza e di coordinamento del Sistema nazionale universitario. I componenti di questo Organismo dovrebbero essere tutti eletti contemporaneamente e, in particolare, la componente dei docenti dovrebbe essere eletta senza alcuna divisione per fasce.</p>



<p><strong>Concorsi.</strong> Dal confronto è emersa una sostanziale <strong>convergenza</strong> sull’introduzione dei concorsi nazionali. L’ANDU ha fatto riferimento alla proposta dell’ANDU stessa e della FLC CGIL: <strong>commissioni nazionali</strong> interamente sorteggiate tra tutti i docenti, superando così ogni tipo di abilitazione e ogni forma di concorsi locali.</p>



<p><strong>== </strong>Si è concordato di <strong>proseguire</strong> al più presto il confronto per esaminare le altre questioni (precariato, ANVUR, telematiche, etc.) e per approfondire meglio quelle già trattate.</p>



<p><strong>Nota</strong>. In realtà le direttive europee si limitavano a chiedere agli Stati membri un’armonizzazione dei corsi di studio e la realizzazione di un sistema di formazione di alta qualità, ma <strong>non necessariamente</strong> la limitazione degli accessi.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-19e8f15b98cabf6142f08d7c261ed305"><strong>2. Sull’Incontro dell’ANDU con AVS</strong></p>



<p>Il 29 gennaio 2026 l’ANDU (Andrea Capotorti, Mauro Federico, Nunzio Miraglia e Paola Mura) ha avuto un incontro con AVS (on. Elisabetta Piccolotti, Legislativo di AVS, e Francesco Raparelli).</p>



<p>Nell’incontro è stata esaminata la questione del <strong>numero chiuso</strong>.</p>



<p>L’ANDU ha richiamato la sua posizione di <strong>netta contrarietà</strong> sia all’attuale sistema di “semestre filtro” sia, più in generale, al numero chiuso.</p>



<p>L’ANDU ha, in particolare, evidenziato il <strong>dramma sociale</strong> e la profonda iniquità prodotti quest’anno dal semestre filtro, come del resto ampiamente prevedibile e già denunciato in tutte le occasioni sia pubbliche (assemblee e incontri) che istituzionali (audizioni parlamentari).</p>



<p>Per l’ANDU l’obiettivo del superamento del numero chiuso va raggiunto gradualmente, fornendo gli atenei di adeguate risorse strutturali e umane, e si dovrebbe ricorrere, nel frattempo, al <strong>sorteggio </strong>puro come modalità di selezione.</p>



<p>Da parte sua l’on. Piccolotti ha ribadito la <strong>contrarietà di AVS</strong> a qualsiasi forma di numero chiuso in tutti i corsi di studio e ha condiviso la necessità di superarlo gradualmente, impegnando significative risorse. Questo anche per allineare il nostro Paese alla <strong>media OCSE</strong> in spesa in istruzione e formazione e in numero di laureati.</p>



<p>L’on. Piccolotti ha espresso il suo <strong>timore</strong> che il Ministro non tornerà indietro e tenterà invece di imporre il semestre filtro anche nel prossimo anno, abbassando le difficoltà dei test.</p>



<p>L’esponente di AVS ha infine espresso la sua perplessità su come il Ministero potrà affrontare l’enorme mole di <strong>ricorsi </strong>e richieste di annullamento delle graduatorie, in seguito alla la modifica in itinere dei criteri di selezione.</p>



<p>L’ANDU, infine, è tornato a ribadire la serietà e validità dello strumento del <strong>sorteggio puro</strong>, ricordando la sua adozione per diversi anni in Olanda e lo studio che ne constata l’equivalenza, in termini di successo negli studi, rispetto ai più usati metodi di selezione “meritocratica” (v. <strong>nota</strong>).</p>



<p>L’esponente di AVS, pur palesando qualche <strong>perplessità </strong>sull’opportunità di ricorrere al sorteggio, anche per il difficile consenso che questo riceverebbe, si è comunque mostrata aperta ad approfondire tale tematica.&nbsp;</p>



<p>Si è convenuto comunque che rispetto ai test, una modalità di selezione per iniziare gli studi di Medicina potrebbe essere ottenuta con la massima valorizzazione del percorso scolastico degli studenti durante le scuole superiori.</p>



<p><strong>== </strong>L’incontro si è concluso con l’impegno di realizzare <strong>altri incontri </strong>nell’immediato futuro per esaminare insieme anche gli altri importanti problemi dell’Università.</p>



<p><strong>Nota</strong>. V. il <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2024/02/19/sorteggio/https:/www.andu-universita.it/2024/02/19/sorteggio/">documento</a></u></strong> <em>Il sorteggio non costa ed è equivalente al test che invece costa tanto</em>.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-a734c26f0fa092da95ba3941082955d7"><strong>3. La proposta dell’ANDU di riforma complessiva dell’Università</strong></p>



<p><a href="https://www.andu-universita.it/2026/01/14/7704/"><strong>Come ricostruire l’Università tutta</strong></a></p>



<p><strong>a</strong>. Diritto allo studio (superamento del numero chiuso e revisione del “3+2”)</p>



<p><strong>b.</strong>&nbsp;Abolizione del precariato (non degli attuali precari) e nuovo reclutamento in un terzo livello di professore</p>



<p><strong>c.</strong>&nbsp;Il ruolo unico dei professori</p>



<p><strong>d.</strong>&nbsp;Autonomia del Sistema nazionale dell’Università</p>



<p><strong>e.</strong>&nbsp;Gestione democratica degli Atenei</p>



<p><strong>f.</strong>&nbsp;Finanziamento dell’Università per migliorare tutti gli Atenei</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>UN PROGETTO PER RIFONDARE L&#8217;UNIVERSITA&#8217; TUTTA</title>
		<link>https://www.andu-universita.it/2026/01/14/7704/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 10:41:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[Per una riforma complessiva dell’Università Le ‘riforme’ recenti (numero chiuso, precariato, ANVUR, concorsi) e prossime (governance nazionale e locale, stato giuridico, etc.), rappresentano ‘solo’ l’ultima fase di un progetto di smantellamento del Sistema nazionale universitario statale, che è iniziato nel&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2026/01/14/7704/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
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<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-65604aea7655ed76abe85e2b837aa528"><strong>Per una riforma complessiva dell’Università</strong></p>



<p>Le ‘riforme’ recenti (<strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/12/11/medicina-cancellare-qualsiasi-filtro-e-qualsiasi-test-studenti-come-cavie/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">numero chiuso</a></u></strong>, <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2024/08/10/inferno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">precariato</a></u></strong>, <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/10/20/anvur-una-devastante-agenzia-da-abolire/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ANVUR</a></u></strong>, <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/09/13/concorsi-solo-nazionali-al-posto-delle-asn-e-dei-concorsi-locali/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">concorsi</a></u></strong>) e <strong><u><a href="https://documenti.camera.it/leg19/pdl/pdf/leg.19.pdl.camera.2735.19PDL0173560.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prossime</a></u></strong> (governance nazionale e locale, stato giuridico, etc.), rappresentano ‘solo’ l’ultima fase di un <strong>progetto di smantellamento</strong> del Sistema nazionale universitario statale, che è <strong>iniziato nel 1989</strong> (v. <strong>nota 1</strong>), ma ‘covato’ prima (<strong>nota 2</strong>). Un progetto portato avanti da una <strong>lobby trasversale</strong> accademico-confindustriale, <strong>al di sopra</strong> dei Governi e del Parlamento.</p>



<p>A questo progetto l’<strong>ANDU</strong> ha sempre contrapposto una proposta di <strong>riforma alternativa</strong> di rifondazione del Sistema nazionale, anticipando e denunciando man mano gli effetti peggiorativi dei vari provvedimenti e invitando l’intera comunità universitaria a <strong>mobilitarsi</strong> in tempo sulla base di una piattaforma complessiva e articolata (<strong>nota 3</strong>).</p>



<p>È ora necessario costruire finalmente una <strong>vasta e unitaria mobilitazione</strong> di tutte le componenti universitarie, smettendo di rincorrere i vari provvedimenti peggiorativi: una rincorsa che ha portato a difendere, di fatto, la pessima situazione esistente (<strong>nota 4</strong>), alla quale in troppi si sono via via ‘adeguati’. Inoltre bisogna abbandonare ogni <strong>logica di appartenenza</strong> e ogni interesse corporativo o sub-corporativo.</p>



<p><strong>Come ricostruire l’Università tutta</strong></p>



<p><strong>a</strong>. Diritto allo studio (superamento del numero chiuso e revisione del “3+2”)</p>



<p><strong>b.</strong> Abolizione del precariato (non degli attuali precari) e nuovo reclutamento in un terzo livello di professore</p>



<p><strong>c.</strong> Il ruolo unico dei professori</p>



<p><strong>d.</strong> Autonomia del Sistema nazionale dell’Università</p>



<p><strong>e.</strong> Gestione democratica degli Atenei</p>



<p><strong>f.</strong> Finanziamento dell’Università per migliorare tutti gli Atenei</p>



<p><strong>a. Diritto allo studio (superamento del numero chiuso e revisione del “3+2”)</strong></p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Superamento del numero chiuso (nel frattempo sorteggio al posto di qualsiasi filtro e test), aumento dell’importo e del numero delle borse di studio che vanno assegnate a tutti gli aventi diritto, innalzamento progressivo della soglia di reddito per l’esenzione da tutte le tasse, aumento degli alloggi, delle mense, dei luoghi di studio e di socializzazione, migliore didattica con revisione della struttura del “3+2″ e con l’aumento e la stabilizzazione dei docenti. Aumento del numero e dell’ammontare delle borse di studio per i dottorati di ricerca e abolizione dei dottorati senza borsa.</p>



<p>Tutto questo con l’obiettivo di rendere gratuita e di qualità l’istruzione universitaria, che va considerata uno strumento fondamentale per la crescita culturale, sociale ed economica del Paese e un pilastro fondamentale per la sua stessa democrazia.</p>



<p><strong>b. Abolizione del precariato (non degli attuali precari) e nuovo reclutamento nel terzo livello di professore</strong></p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Bando su fondi nazionali di almeno 45.000 posti di ruolo di professore di terzo livello (v. il punto c.) in 4-5 anni e proroga a domanda di tutti gli attuali precari fino all’espletamento dei concorsi, cancellazione di tutte le attuali figure precarie e introduzione di una sola figura pre-ruolo di durata triennale, in numero direttamente rapportato agli sbocchi in ruolo, con piena autonomia (anche finanziaria) di ricerca, con retribuzione, diritti e rappresentanza adeguati.</p>



<p>La battaglia contro il precariato nell’Università deve fare i conti anche con gli interessi baronali consolidati e diffusi che fanno arrivare a sostenere – contro ogni evidenza – che lo stato di precarietà, cioè anni e anni di subalternità, scarsa retribuzione e incertezza, farebbe bene alla qualità della ricerca. È questo il modello che si è voluto rafforzare con la messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori e la conseguente enorme espansione del numero di precari “usa e getta”.</p>



<p><strong>c. Il ruolo unico dei professori</strong></p>



<p>= <em><u>Premessa</u></em></p>



<p><em>Una riforma della docenza deve avere come principale obiettivo quello di migliorare l’attività didattica e di ricerca del singolo docente nell’interesse degli studenti e del Paese.</em></p>



<p><em>Questo è possibile solo se si rendono veramente liberi l’insegnamento e la ricerca dai condizionamenti esterni (politica, imprese, ecc.), da quelli “semi-esterni” (ANVUR) e da quelli interni.</em></p>



<p><em>Ma la libertà del singolo docente è incompatibile con la cooptazione personale. Infatti in Italia, quasi sempre, il ‘maestro’ individua personalmente, spesso dalla tesi di laurea, l’aspirante docente, lo forma attraverso un lungo percorso di precariato, lo mette in ruolo e lo fa avanzare fino a ordinario. Una trafila che è mascherata da finti concorsi locali, a partire dal dottorato fino ad arrivare – dopo la Legge Berlinguer – ai ruoli di associato e ordinario. Un percorso caratterizzato dalla sottomissione dell’allievo al “maestro”, che ne condiziona l’attività didattica e di ricerca e i tempi della carriera accademica. Quando il cooptato arriva all’apice, applicherà anche lui la prassi della cooptazione personale, secondo la ‘tradizione’ italiana, resa quasi obbligatoria da normative che nei decenni sono state sempre più finalizzate a rendere sempre più assoluta la libertà del maestro di scegliere chi vuole. Ed è da questa cooptazione personale che derivano i fenomeni di localismo, nepotismo, clientelismo, parentopoli, ecc., che a volte vengono ‘intercettati’ dalla magistratura, facendoli emergere come scandali, mentre sono ‘solo’ espressioni di un sistema.</em></p>



<p><em>Bisogna non solo liberare l’allievo dalla dipendenza anche umana dal ‘maestro’, ma anche liberare il ‘maestro’ dall’oneroso potere-dovere di farsi personalmente carico della carriera del suo prescelto. In tal modo si migliorerà non poco la qualità e la quantità della didattica e della ricerca di tutti, oltre che la qualità della loro vita.</em></p>



<p><em>Per debellare la cooptazione personale è indispensabile che tutte le prove, a partire da quelle relative ai dottorati, diventino nazionali e i componenti delle commissioni siano tutti sorteggiati tra tutti i professori e di esse non ne facciano parte i professori che appartengono alle sedi dove sono stati banditi i posti e non ne faccia parte più di un professore della stessa sede.</em></p>



<p><strong><em>= Un ruolo unico vero, necessario, semplice e possibile</em></strong><strong></strong></p>



<p>Occorre costituire un unico ruolo (organico unico) di professore universitario articolato in tre livelli retributivi, con uguali compiti e uguali diritti (compreso l’elettorato attivo e passivo) e uguali doveri all’interno di un unico stato giuridico nazionale (uguale in tutti gli Atenei).</p>



<p>L’ingresso nel ruolo deve avvenire con concorsi nazionali (senza l’ASN) e il passaggio di livello deve avvenire, a domanda, attraverso una valutazione complessiva (ricerca e didattica) nazionale individuale. In caso di valutazione positiva, deve conseguire l’automatico riconoscimento della nuova posizione (senza alcun ulteriore “filtro” locale).</p>



<p>I vincitori dei concorsi nazionali devono potere scegliere dove prendere servizio, tra le sedi dove sono stati banditi i posti messi a concorso, sulla base di una graduatoria.</p>



<p>Gli scatti economici all’interno di ogni livello devono essere legati esclusivamente all’età di servizio (retribuzione differita).</p>



<p>L’età pensionabile deve essere uguale per tutti i professori del ruolo unico.</p>



<p>L’elettorato passivo deve essere riservato ai professori con anzianità nel ruolo unico di almeno cinque anni.</p>



<p><strong><em>= Transitorio</em></strong><strong></strong></p>



<p>Gli attuali ricercatori a tempo indeterminato, i professori associati e i professori ordinari, a domanda, devono fare parte rispettivamente del terzo, del secondo e del primo livello, mantenendo all’ingresso l’attuale retribuzione.</p>



<p>A tutti i ricercatori di ruolo e gli associati che hanno conseguito l’ASN deve essere riconosciuto immediatamente e automaticamente il passaggio di livello, con i relativi incrementi economici a carico dello Stato.</p>



<p><strong>d. Autonomia del Sistema nazionale dell’Università</strong></p>



<p>Abolizione (non riforma) dell’ANVUR (istituito per commissariare l’Università) e sostituzione del CUN con un Organismo di autogoverno e di rappresentanza del Sistema nazionale dell’Università, con tutti i membri eletti direttamente e contemporaneamente, e, per la componente docente, con criteri proporzionali alla numerosità delle aree (non più di 5-6) e con elettorato attivo e passivo non distinto per livelli.</p>



<p>È questo uno strumento indispensabile per difendere l’autonomia dell’Università dai poteri forti interni ed esterni che insieme da decenni la stanno demolendo.</p>



<p>In questa direzione è indispensabile neutralizzare il ruolo della CRUI che ha sempre voluto e/o sostenuto lo smantellamento del Sistema nazionale universitario.</p>



<p><strong>e. Gestione democratica degli Atenei</strong><strong></strong></p>



<p>Rendere il Senato Accademico organo decisionale e rappresentativo di tutte le componenti, trasformando il Consiglio di Amministrazione in organo puramente esecutivo. Netta riduzione dei poteri (oggi assoluti) del Rettore che non deve fare parte del Senato Accademico.</p>



<p>In particolare bisogna riportare a livello nazionale l’azione disciplinare riguardante i docenti per eliminare l’attuale Collegio di disciplina di Ateneo. È però fondamentale che il nuovo Collegio di disciplina nazionale sia composto rispettando i più elementari principi della democrazia e quindi non come precedentemente era quello nazionale (gli ordinari giudicavano associati e ricercatori, ma non viceversa).</p>



<p><strong>f. Finanziamento dell’Università per migliorare tutti gli Atenei</strong></p>



<p>Occorre capovolgere la logica del (de)finanziamento dell’Università statale che punta a concentrare in pochi Atenei presunti eccellenti (non più di 17 secondo Confindustria), chiudendo o emarginando tutti gli altri, invece di mirare alla crescita di tutti gli Atenei, incentivando la collaborazione tra di loro, invece che spingerli ad una impari competizione, disastrosa per la qualità complessiva della ricerca e della didattica.</p>



<p>In questa direzione occorre che il finanziamento dell’Università raggiunga almeno quello della media europea e bisogna portare ai livelli europei il numero dei laureati e il rapporto docenti di ruolo/studenti.</p>



<p><strong>== NOTE</strong></p>



<p><strong>Nota 1. Le tappe della demolizione dell’Università (1989-2025)</strong></p>



<p><em>I seguenti provvedimenti sono stati approvati in maniera trasversale con, a volte, la formale opposizione delle minoranze di turno.</em></p>



<p>Finta autonomia statutaria (1989) per salvaguardare le oligarchie degli atenei – Finta autonomia finanziaria (1993) per far gestire agli Atenei la riduzione progressiva dei finanziamenti – Finti concorsi locali (1997) e ASN (2010) per dare ulteriore spazio alla cooptazione-arbitrio personale – Introduzione del numero chiuso (1999) per negare ai giovani la scelta degli studi – Imposizione del “3 + 2″ (2000) con la frammentazione dei saperi – Invenzione dell’IIT (2003) costosissimo “giocattolo” ministeriale-confindustriale a discapito dell’Università – Istituzione “personalizzata” del SUM di Firenze e dell’IMT di Lucca (2005) – Svuotamento del CUN (2006) a favore della CRUI – Introduzione dell’ANVUR (2006) per commissariare l’Università – Messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori (2010) per moltiplicare i precari – Cancellazione di ogni parvenza di democrazia negli atenei (2010) con il rettore-padrone assoluto – Localizzazione dei collegi di disciplina (2010) per tenere meglio a bada i docenti – Istituzione dell’Human Technopole (2016) che è una sorta di duplicazione milanese dell’IIT di Genova – Invenzione della costosa Scuola superiore napoletana (2018) – Istituzione dell’ANR (2019), &nbsp;per controllare ancora di più l’Università e la Ricerca – Invenzione del&nbsp;Biotecnopolo&nbsp;di Siena&nbsp;(2021) &#8211; Mantenimento del precariato (2022 e 2025) – Semestre filtro (2025) – Mantenimento dell’ANVUR per continuare a commissariare l’Università – Delega in bianco per ‘aggiornare’ la Legge cosiddetta Gelmini &#8211; Legge sui concorsi per mantenere la cooptazione personale (2025-2026).</p>



<p>E anche: scatti premiali ai docenti, borse per studenti eccellenti, aumento delle tasse, finanziamenti per alcuni docenti, finanziamenti per dipartimenti eccellenti, riduzione dei finanziamenti agli Atenei e loro iniqua distribuzione per “merito”, ecc.</p>



<p><strong>Nota 2</strong>. Già <strong>nel 1986</strong> si denunciava un <strong>progetto di smantellamento</strong> dell’Università statale che aveva i «seguenti obiettivi: ricostituire un’università di élite attraverso il numero chiuso, l’introduzione di più livelli di titoli di studio e l’aumento delle tasse, accrescendo la differenza tra piccoli e grandi atenei e tra quelli del sud e quelli del nord». (v. &nbsp;l’<strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2020/11/Settembre-1986-n.-25.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articolo</a></u></strong>&nbsp;<em>Numero chiuso, anatomia di un golpe</em>&nbsp;sul&nbsp;<em>Manifesto</em>&nbsp;del 10 settembre 1986, riportato a pag. 2 di&nbsp;<em>Università Democratica</em>, settembre 1986, n. 25).</p>



<p><strong>Nota 3</strong>. La <strong>storia&nbsp;</strong>della devastazione dell’Università può essere approfondita nel sito dell’ANDU (<a href="https://www.andu-universita.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.andu-universita.it/</a>) utilizzando la “ricerca avanzata”, in alto a sinistra.</p>



<p><strong>Nota 4</strong>. V. il <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/10/29/luniversita-italiana-non-e-libera-va-liberata-e-difesa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">documento</a></u></strong> &nbsp;<em>L’Università italiana non è libera: va liberata e difesa</em>.</p>



<p></p>
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		<title>Sull&#8217;incontro dell&#8217;ANDU con Mancini, segretario generale del MUR</title>
		<link>https://www.andu-universita.it/2025/12/20/sullincontro-dellandu-con-mancini-segretario-generale-del-mur/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Dec 2025 15:29:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.andu-universita.it/?p=7700</guid>

					<description><![CDATA[I contenuti dell’incontro dell’ANDU con il Segretario generale del MUR (numero chiuso a Medicina, precariato, concorsi e ruolo unico, governance locale, governance nazionale) Il 18 dicembre 2025 una delegazione dell’ANDU, composta da Andrea Capotorti, Mauro Federico e Nunzio Miraglia, ha&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2025/12/20/sullincontro-dellandu-con-mancini-segretario-generale-del-mur/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
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<p></p>



<p><strong>I contenuti dell’incontro</strong> <strong>dell’ANDU con il Segretario generale del MUR</strong></p>



<p><strong>(numero chiuso a Medicina, precariato, concorsi e ruolo unico,</strong></p>



<p><strong>governance locale, governance nazionale)</strong></p>



<p>Il 18 dicembre 2025 una delegazione dell’<strong>ANDU</strong>, composta da Andrea Capotorti, Mauro Federico e Nunzio Miraglia, ha incontrato il Segretario Generale del MUR, prof. <strong>Marco Mancini</strong>, e la Direttrice Generale per le istituzioni della formazione superiore, dott.ssa <strong>Marcella Gargano</strong>.</p>



<p>L’ANDU ha esposto in maniera dettagliata le proprie posizioni e le proprie proposte sui <strong>principali temi</strong> riguardanti l’università (<strong>nota 1</strong>).</p>



<p>In particolare, relativamente a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Numero chiuso a Medicina</strong><strong>:</strong> è stato rimarcato come si sia avverata la facile profezia del fallimento del cosiddetto “semestre filtro”, dei conseguenti danni subiti dagli studenti e dalle loro famiglie e della conseguente valanga di ricorsi che ne seguiranno. Il Segretario ha chiesto conferma della proposta ANDU relativamente al sorteggio. È stato specificato che l’ANDU chiede da anni un superamento graduale del numero chiuso, adeguando nel tempo strutture e organici, e nel frattempo adottare un sorteggio puro per la selezione, molto più pratico, economico e scevro da ricorsi di qualsiasi natura, rispetto all’attuale (e passata) lotteria dei test che si sono rivelati una “carneficina umana” e non hanno affatto risolto, anzi lo hanno esacerbato, il fenomeno della proliferazione di corsi di formazione privati. Il Segretario ha confermato che gli studenti hanno effettivamente lamentato l’aumento costi per la formazione privata, rivelando che sia lui che il Ministro non se lo aspettavano. (<strong>Nota 2</strong>).</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Precariato</strong><strong>: </strong>l’ANDU ha sottolineato l’esigenza di ridurre le figure pre-ruolo ad una unica, di durata triennale e con numerosità commisurate alle effettive possibilità di chiamate in ruolo. Una figura che abbia mansioni, retribuzione e modalità di accesso definite per legge. L’ANDU ha poi ribadito l’esigenza di “azzerare” l’attuale precariato con un piano straordinario di almeno 45.000 posti di ruolo (RTT). Su questo il Segretario si è limitato a dire che la “bolla” degli RTDa su fondi PNRR è stata “inevitabile”, vista l’entità del finanziamento e del numero di soggetti coinvolti. Mancini ha chiesto di riconoscere quantomeno l’interessamento del Ministero a cercare di porvi rimedio, visto lo stanziamento straordinario, riconosciuto “insufficiente”, ma comunque “significativo”, da poco inserito in finanziaria sufficiente per poco più di un migliaio di posizioni RTT.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Concorsi e ruolo unico</strong><strong>:</strong> l’ANDU ha ribadito la considerazione che l’unica strada di superamento della cooptazione e dipendenza personale è l’istituzione di concorsi nazionali, con commissari tutti sorteggiati, appartenenti ad atenei diversi da quello direttamente interessato, a partire da tutti i livelli, compresi i dottorati. L’ANDU ha  poi ribadito con forza la necessità di arrivare ad un ruolo unico della docenza in tre livelli retributivi, con passaggio di livello a domanda e su valutazione nazionale anch’essa. Su questo non ci sono state particolari riflessioni da parte del Segretario e della Direttrice.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Governance locale</strong><strong>:</strong> il Segretario e la Direttrice hanno voluto subito ribadire (come già fatto pochi giorni prima, <em>n.d.r.)</em> che il documento cosiddetto “Galli della Loggia”, pur essendo “autentico”, non è all’attenzione del Ministro e che quella Commissione ha esaurito il suo compito istruttorio. Invece la Commissione di lavoro costituita per ‘riformare’ la Legge 240/10, coordinata dallo stesso Mancini e dal Prof. Zauli, non ha ancora elaborata una sua completa proposta che sarà comunque “meditata, coerente e di ampio spettro”. In ogni caso tale proposta affronterà vari passaggi: attività istruttoria del Gabinetto, Ufficio legislativo, Ministro. Da parte sua Mancini ha affermato di essere contrario a un mandato del rettore di 8 anni (4+4).</li>
</ul>



<p>Mancini ha inoltre affermato che il MUR non è interessato all’introduzione di un suo rappresentante nei CdA degli atenei, in quanto il Ministero è più preoccupato della tenuta finanziaria degli atenei e per questo ritiene più che sufficiente la presenza, già prevista, di un rappresentante ministeriale nei collegi dei revisori, che, tra l’altro, può dare l’allerta al Ministero in caso di disavanzi. Il Segretario ha infine anticipato che tra le proposte della Commissione c’è un rafforzamento del ruolo dei Senati Accademici. L’ANDU ha sottolineato come nell’attuale sistema di governance degli atenei il problema principale sia il potere illimitato e senza bilanciamenti dei Rettori, che presiedono sia i Senati Accademici che i CdA. Occorrerebbe invece prevedere un SA, di cui non faccia parte il Rettore, che sia dotato di ampi poteri decisionali e che sia rappresentativo di tutte le componenti. Su questa questione il Segretario ha mostrato interesse e ha dichiarato che ne farà un suo punto di riflessione.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Governance nazionale</strong><strong>:</strong> l’ANDU ha ribadito la necessità di sostituire l’attuale CUN con un organismo veramente rappresentativo di tutte le componenti (senza suddivisione in fasce per la parte docente), con elezioni contemporanee (e non sfasate come ora) e con una rappresentanza studentesca eletta direttamente da tutti gli studenti. Questo nuovo organismo dovrebbe coordinare le attività dei vari atenei, depotenziando il ruolo della CRUI, garantendo una piena e sana autonomia del sistema universitario dalla politica e soprattutto dai “poteri forti trasversali” che da decenni ne stanno condizionando il disfacimento. Il Segretario ha anticipato l’orientamento di togliere la rappresentanza CRUI nel CUN.</li>
</ul>



<p><strong>Marco</strong> <strong>Mancini</strong> ha considerato l’incontro con l’ANDU come “<strong>l’inizio di una dialettica</strong>” e ha preso l’impegno di continuare il confronto, approfondendo le varie question.</p>



<p><strong>Nota 1</strong>. Per un <strong>quadro</strong> più dettagliato si può far riferimento al <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/02/05/per-una-riforma-complessiva-delluniversita/">documento</a></u></strong> <em>Per una riforma complessiva dell’Università</em>.</p>



<p>Va <strong>purtroppo</strong> segnalato che nell’informativa del ministro Bernini sul numero chiuso a Medicina svoltasi 18 dicembre 2025 alla Camera <strong>nessun Gruppo</strong> di maggioranza e di opposizione ha chiesto di abbandonare per il prossimo anno qualsiasi filtro alla francese (v. il <strong><u><a href="https://documenti.camera.it/leg19/resoconti/assemblea/html/sed0587/stenografico.pdf">resoconto stenografico</a></u></strong> da pag. 52 a pag.70)..</p>



<p><strong>Nota 2.</strong> Sulla questione del numero chiuso l’ANDU aveva diffuso in mattina il <strong><a href="https://www.andu-universita.it/2025/12/11/medicina-cancellare-qualsiasi-filtro-e-qualsiasi-test-studenti-come-cavie/">documento</a></strong> <em>Medicina. Cancellare qualsiasi filtro e qualsiasi test. Studenti come cavie</em>, che Marco Mancini aveva ricevuto e letto.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Medicina. Ministro e PD rivogliono il “filtro”, mentre il M5S …</title>
		<link>https://www.andu-universita.it/2025/12/18/medicina-ministro-e-pd-rivogliono-il-filtro-mentre-il-m5s/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 05:31:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[Ministro e PD rivogliono il “filtro”, mentre il M5S … No a qualsiasi filtro e a qualsiasi test. Nel frattempo il sorteggio 1.&#160;Il Ministro vuole mantenere, rivisto, il semestre-filtro 2.&#160;Il PD vuole mantenere, rivisto, il filtro 3.&#160;Il M5S, con Giuseppe&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2025/12/18/medicina-ministro-e-pd-rivogliono-il-filtro-mentre-il-m5s/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
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<p></p>



<p><strong>Ministro e PD rivogliono il “filtro”, mentre il M5S …</strong><strong></strong></p>



<p><strong>No a qualsiasi filtro e a qualsiasi test. Nel frattempo il sorteggio</strong></p>



<p>1.&nbsp;Il Ministro vuole mantenere, rivisto, il semestre-filtro</p>



<p>2.&nbsp;Il PD vuole mantenere, rivisto, il filtro</p>



<p>3.&nbsp;Il M5S, con Giuseppe Conte, ora vuole che salti il “sistema” del semestre-filtro</p>



<p>4.&nbsp;No a qualsiasi filtro e a qualsiasi test. Nel frattempo il sorteggio</p>



<p><strong>1. Il Ministro vuole mantenere, rivisto, il semestre-filtro</strong></p>



<p>Il Ministro Anna Maria Bernini ha&nbsp;<strong><u><a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2025/12/17/question-time-alla-camera-bernini-mai-detto-stop-al-numero-chiuso_f4e9613c-f681-4286-890e-0fdd1d01767b.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarato</a></u></strong>:</p>



<p>&#8220;Non abbiamo intenzione di&nbsp;<strong>tornare indietro</strong>&nbsp;perché consideriamo inaccettabile ritornare all&#8217;<strong>orribile mercato</strong>&nbsp;dei test e delle società che erogano&nbsp;<strong>finta formazione</strong>&nbsp;su test selettivi e non formanti dai quali tutti noi abbiamo convenuto di dover fuggire&#8221;.</p>



<p>        Il fatto è che il semestre-filtro è <strong>ancora peggio</strong> del precedente orribile sistema dei test e non perché si copia o meno o perché non si coprono o meno tutti i posti disponibili. Il semestre-filtro è <strong>documentatamente orrendo</strong> perché <strong>massacra tutti</strong> gli studenti sottoponendoli a costi umani (stress, competizione, didattica scadente, etc.) ed economici enormi (l’orribile mercato della preparazione di test e delle materie si è scatenato anche nel vergognoso semestre-filtro). E, <strong>ancora peggio</strong>, alla fine del semestre-filtro <strong>matematicamente</strong> circa l’80% degli studenti (numero chiuso) facendo loro perdere <strong>un anno di vita</strong>, con un grave senso di <strong>frustrazione</strong>.</p>



<p><strong>2. Il PD vuole mantenere, rivisto, il filtro</strong></p>



<p>Il 4 marzo 2025 nell’Assemblea della Camera il rappresentante del PD, intervenendo sul provvedimento che si stava approvando, ha tra l’altro affermato: «Noi pensiamo che un semestre sia completamente inadeguato. Avevamo proposto che fosse&nbsp;<strong>un intero anno accademico</strong>&nbsp;a fare da tappa di ingresso al corso universitario, così da avere un iter degli studi più approfondito su cui far poggiare una valutazione più strutturata.» (dal&nbsp;<a href="https://www.camera.it/leg19/410?idSeduta=0439&amp;tipo=stenografico#sed0439.stenografico.tit00130.sub00010.int00060" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>resoconto stenografico</strong></a>&nbsp;della seduta).</p>



<p>Il 5 dicembre 2025 il PD, in un suo&nbsp;<a href="https://partitodemocratico.it/il-semestre-filtro-per-medicina-e-un-clamoroso-fallimento-bisogna-rivedere-il-modello/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>comunicato</strong></a>, ha criticato la&nbsp;<strong>gestione</strong>&nbsp;del semestre filtro, ma non ha rinunciato a una selezione dopo mesi di studio, continuando a non volere il superamento del numero chiuso.</p>



<p>Il 16 dicembre 2025 il PD nella Commissione Cultura della Camera&nbsp;<strong><u><a href="https://webtv.camera.it/evento/29947" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha chiesto</a></u></strong>&nbsp;la&nbsp;<strong>revisione</strong>, non l’abolizione, del semestre filtro.</p>



<p><strong>3. Il M5S, con Conte, ora vuole che salti il “sistema” del semestre-filtro</strong></p>



<p>Nel 2014 il&nbsp;<a href="https://www.andu-universita.it/2019/08/03/decimazione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>relatore</strong></a> della Proposta di Legge sul numero chiuso alla francese era stato un Deputato del M5S.</p>



<p>Poi il M5S, quando è stata approvata al Senato l’attuale devastante legge, si è&nbsp;<strong><u><a href="https://www.senato.it/show-doc?id=1435872&amp;leg=19&amp;tipodoc=Resaula&amp;part=doc_dc-ressten_rs-ddltit_sddeacmdddl9159169429801002aacdlmimec" target="_blank" rel="noreferrer noopener">astenuto</a></u></strong>, riconoscendo di&nbsp;<strong>condividere</strong>&nbsp;i contenuti principali del provvedimento. In particolare, il M5S si è&nbsp;<strong>vantato</strong>&nbsp;di avere fatto introdurre gli incostituzionali test al posto di veri esami.</p>



<p>Questa scelta è stata fatta dal M5S<strong>&nbsp;nonostante</strong>&nbsp;le dure critiche ricevute da parte dell’ANDU nell’<strong>incontro&nbsp;</strong>del 21 novembre 2024 con i Senatori e i Deputati del M5S, presente anche&nbsp;<strong>Giuseppe Conte</strong>.</p>



<p>Comunque il M5S ora sembra avere&nbsp;<strong>cambiato idea</strong>.</p>



<p>== Infatti ora&nbsp;<strong>Giuseppe Conte</strong>, presidente del M5S,&nbsp;nonostante che il suo Movimento abbia voluto il semestre-filtro e, in particolare, i test al posto degli esami,&nbsp;<strong><u><a href="https://www.facebook.com/reel/1151213870522310" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha detto</a></u></strong>: &#8220;ci dobbiamo battere perché questo sistema salti&#8221;, &#8220;siete stati delle cavie&#8221;, &#8220;io non posso fare un corso ai miei studenti e poi gli faccio fare un quiz&#8221;.</p>



<p>== Nella stessa direzione&nbsp;<strong>Marianna Ricciardi</strong>, deputata del M5S, rivolgendosi al Ministro,&nbsp;<strong><u><a href="https://www.fanpage.it/politica/medicina-la-ministra-bernini-in-arrivo-dei-correttivi-gli-studenti-non-perderanno-lanno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha detto</a></u></strong>: “la invito ad&nbsp;<strong>abbandonare completamente</strong>&nbsp;l&#8217;idea stessa del semestre filtro, che ha aumentato l&#8217;ansia degli studenti e peggiorato la qualità della formazione dei futuri medici.”</p>



<p></p>



<p><strong>4. No a qualsiasi filtro e a qualsiasi test. Nel frattempo il sorteggio</strong></p>



<p>Si deve assolutamente abolire il semestre-filtro, ma non si deve passare&nbsp;<strong>dalla brace</strong>&nbsp;del semestre-filtro&nbsp;<strong>alla padella</strong>&nbsp;dei test precedenti.</p>



<p>Bisogna programmare subito il&nbsp;<strong>superamento&nbsp;</strong>del numero chiuso, con l’aumento progressivo degli ingressi, delle strutture e dei docenti.</p>



<p>Nel frattempo bisogna applicare il&nbsp;<strong>sorteggio puro</strong>&nbsp;tra tutti i candidati a Medicina, unico modo di selezione equo, non costoso e non esposto ai ricorsi. Il sorteggio è già stato applicato in&nbsp;<strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2024/02/19/sorteggio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Olanda</a></u></strong>&nbsp;e la ‘qualità’ dei sorteggiati non è stata inferiore a quella di coloro che si erano sottoposti a una selezione pseudo-meritocratica.</p>



<p>========</p>



<p>Per un&nbsp;<strong>approfondimento&nbsp;</strong>sulla importante questione del numero chiuso e sulle reali posizioni dei tutti partiti si invita a leggere il&nbsp;<strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/12/11/medicina-cancellare-qualsiasi-filtro-e-qualsiasi-test-studenti-come-cavie/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">documento</a></u></strong>&nbsp;<em>Medicina. Cancellare qualsiasi filtro e qualsiasi test. Studenti come cavie</em>.</p>



<p>&nbsp;</p>
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		<title>Medicina. Cancellare qualsiasi filtro e qualsiasi test. Studenti come cavie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 14:53:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[SUBITO CANCELLARE OGNI FILTRO LA RESPONSABILITA’ DELLA MAGGIORANZA E DELLA FINTA OPPOSIZIONE SUPERARE IL NUMERO CHIUSO E NEL FRATTEMPO NO AI TEST, MEGLIO IL SORTEGGIO 1. 1l “filtro” alla francese a qualsiasi costo 2. Importante è quello che è successo&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2025/12/11/medicina-cancellare-qualsiasi-filtro-e-qualsiasi-test-studenti-come-cavie/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2025%2F12%2F11%2Fmedicina-cancellare-qualsiasi-filtro-e-qualsiasi-test-studenti-come-cavie%2F&amp;linkname=Medicina.%20Cancellare%20qualsiasi%20filtro%20e%20qualsiasi%20test.%20Studenti%20come%20cavie" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2025%2F12%2F11%2Fmedicina-cancellare-qualsiasi-filtro-e-qualsiasi-test-studenti-come-cavie%2F&#038;title=Medicina.%20Cancellare%20qualsiasi%20filtro%20e%20qualsiasi%20test.%20Studenti%20come%20cavie" data-a2a-url="https://www.andu-universita.it/2025/12/11/medicina-cancellare-qualsiasi-filtro-e-qualsiasi-test-studenti-come-cavie/" data-a2a-title="Medicina. Cancellare qualsiasi filtro e qualsiasi test. Studenti come cavie"></a></p>
<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-669309d5629b1b4624fa2ac057cd9eb8"><strong>SUBITO CANCELLARE OGNI FILTRO</strong></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-832682a963cb9f03364c73d7d24c56a5"><strong>LA RESPONSABILITA’ DELLA MAGGIORANZA</strong> <strong>E DELLA FINTA OPPOSIZIONE</strong></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-9bad2c43e5e3a52b72ec27f0ab97cc55"><strong>SUPERARE IL NUMERO CHIUSO E</strong> <strong>NEL FRATTEMPO NO AI TEST, MEGLIO IL SORTEGGIO</strong></p>



<p><strong>1. </strong><strong>1l “filtro” alla francese a qualsiasi costo</strong></p>



<p><strong>2. </strong><strong>Importante è quello che è successo a tutti i candidati</strong></p>



<p><strong>3. </strong><strong>I giovani non sono cavie: basta con qualsiasi filtro e con qualsiasi test</strong></p>



<p><strong>4. </strong><strong>Ora BASTA! Il numero chiuso va superato e nel frattempo il sorteggio</strong></p>



<p><strong>5. </strong><strong>C’era una volta FdI per l’abolizione del numero chiuso. Poi invece …</strong></p>



<p><strong>6. </strong><strong>A Perugia. Dal Confronto di Ateneo con il Rettore sulla Riforma dell’Università</strong></p>



<p><strong>1. 1l “filtro” alla francese a qualsiasi costo</strong></p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Le Associazioni degli Studenti, la CRUI, l’Ordine dei Medici e, in particolare, l’ANDU (<strong>nota 1</strong>) avevano chiesto con forza di non introdurre la selezione alla francese per l’accesso a Medicina (ingresso libero e, dopo alcuni mesi di studio, la <strong>decimazione</strong>).</p>



<p>Invece tutti i partiti, eccetto AVS, hanno condiviso l’introduzione di un filtro, senza che <strong>nessun Parlamentare</strong> prendesse in una qualche considerazione i dettagliati e <a href="https://www.andu-universita.it/2025/02/04/alla-commissione-cultura-della-camera-sul-numero-chiuso/"><strong>documentati motivi</strong></a> per evitare a migliaia e migliaia di giovani un’inutile, prolungata e costosa <strong>violenza</strong>.</p>



<p>In particolare, il <strong>PD</strong> voleva addirittura portare da sei mesi a un anno la durata del <strong>filtro-graticola</strong> &#8211; e ancora ora non rinuncia all’idea di un filtro (<strong>nota 2</strong>) -,mentre il <strong>M5S</strong> si è addirittura vantato di avere ottenuto l’introduzione di test nazionali al posto dei normali esami (<strong>nota 3</strong>).</p>



<p>Dal suo canto il ministro <strong>Bernini </strong>è arrivato a <a href="https://www.repubblica.it/cronaca/2025/03/05/news/medicina_test_2025_numero_chiuso_bernini_news-424043303/"><strong>definire</strong></a> la ‘sua’ Legge «una <strong>rivoluzione copernicana</strong>, un salto quantico irrimandabile e lo dico con assoluta certezza.»</p>



<p>Insomma ‘<strong>qualcuno</strong>’ aveva voluto <strong>a ogni costo</strong> la selezione con il “filtro” &#8211; una soluzione chiaramente assurda e insensata &#8211; e i Partiti sia di maggioranza che di finta opposizione non sono riusciti a dire di no a questa stravagante fantasia.<strong></strong></p>



<p><strong>2. Importante è quello che è successo a tutti i candidati</strong></p>



<p>Anche se dovesse risultare regolare lo svolgimento dei test, quello che è comunque importante rilevare è che <strong>tutti gli iscritti</strong> al semestre-filtro si sono trovati costretti in una didattica quantitativamente (<strong>appena due mesi</strong>) e qualitativamente (<strong>didattica scadente</strong>) insufficiente, con ritmi stressanti, dentro una <strong>tossica concorrenza</strong> di ognuno contro tutti. Inoltre molti di loro sono stati impegnati anche nella costosa preparazione delle tre materie e dei test-esami da svolgere in pochi minuti.</p>



<p><strong>3. I giovani non sono cavie: basta con qualsiasi filtro e con qualsiasi test</strong></p>



<p>I <strong>Partiti </strong>e i loro ‘ispiratori’ hanno trattato i giovani come delle vere e proprie <strong>cavie</strong>, nel tentativo di trovare la maniera <strong>meno indecente</strong> di misurare la loro vocazione o predisposizione o attitudine a diventare, undici anni dopo, un buon medico. Si tratta in realtà di un’impresa <strong>impossibile</strong>, di un espediente per giustificare in un modo qualsiasi l’<strong>esclusione</strong> della maggioranza di coloro che vorrebbero frequentare Medicina. Le hanno provate quasi tutte: prima un solo test, poi quattro e per ultimo il semestre filtro. Domani tenteranno di proporre un ‘nuovo’ filtro o un ‘nuovo’ test prima dell’accesso e i responsabili di tali <strong>scempi</strong> continueranno a non pagare politicamente per le loro <strong>sconsiderate scelte</strong>, anche perché assunte in maniera trasversale.</p>



<p><strong>L’ANDU aveva previsto tutto </strong>anche nel novembre 2024 quando <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2024/11/03/abolire-precariato-e-numero-chiuso-incontro-col-pd/">scriveva</a></u></strong>: «Il DDL va ritirato perché introdurrebbe una <strong>selezione feroce, gratuita e inapplicabile</strong>: il numero chiuso simil-francese sarebbe un&nbsp;<strong>annunciato disastro</strong>.» E nello stesso documento si elencavano otto motivi per impedire tutto ciò.&nbsp;</p>



<p><strong>4. Ora BASTA! Il numero chiuso va superato e nel frattempo il sorteggio</strong></p>



<p><strong>Ora BASTA</strong>! Bisogna farla finita con il <strong>maltrattamento</strong> di migliaia di giovani e delle loro famiglie.</p>



<p>Bisogna decidere <strong>subito</strong> di attuare <strong>il graduale superamento </strong>del numero chiuso e, nel frattempo, applicare il <strong>sorteggio</strong> come strumento di selezione.</p>



<p>Già <strong>cinque anni e mezzo fa</strong> (colpevolmente persi) l’ANDU aveva proposto di superare&nbsp;gradualmente&nbsp;il numero chiuso attraverso l’approvazione di un&nbsp;<strong>piano straordinario</strong>&nbsp;che prevedesse l’aumento progressivo degli ingressi a Medicina, adeguando le strutture e il personale e sostituendo nel frattempo ogni selezione (che risulterebbe comunque dannosa e inaffidabile) con il&nbsp;<strong>sorteggio</strong>, un sistema semplice, immediato, non costoso e&nbsp;<strong>inattaccabile&nbsp;dai ricorsi</strong>, a differenza di quanto accaduto per i vari tipi di test utilizzati per sbarrare l’ingresso a Medicina; ricorsi che, come previsto, aumenteranno a dismisura con la selezione simil-francese.</p>



<p>E sempre cinque anni e mezzo fa si era proposto un intervento complessivo per <strong>rifondare il Sistema sanitario pubblico</strong> (v.&nbsp;<strong><a href="https://www.andu-universita.it/2024/03/13/dalla-crui/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a></strong>&nbsp;al punto 3).</p>



<p><strong>5. C’era una volta FdI per l’abolizione del numero chiuso. Poi invece …</strong></p>



<p>Nel marzo 2018 ai Deputati di FdI (<strong>tra cui Meloni</strong>, Rampelli, Bucalo, Crosetto, Frassinetti, Mollicone) gli è ‘<strong>scappato’</strong> di presentare una <a href="https://documenti.camera.it/leg18/pdl/pdf/leg.18.pdl.camera.334.18PDL0003610.pdf"><strong>Proposta di Legge</strong></a> che conteneva un unico brevissimo articolo: «La legge 2 agosto 1999, n. 264, è abrogata.», ovvero il numero chiuso è <strong>abrogato dall’oggi al domani</strong>. Poi invece …</p>



<p><strong>6. A Perugia. Dal Confronto di Ateneo con il Rettore sulla Riforma dell’Università</strong></p>



<p>In questo <a href="https://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2025/12/Incontro-a-Perugis-26-novembre-2025.pdf"><strong>documento</strong></a> si può leggere quanto emerso dal Confronto di Ateneo con il Rettore dell&#8217;Università di Perugia sulla “Riforma dell’università” in attuazione della Legge Delega 165/2025 (art. 20). Il Confronto è stato promosso da ADI, ANDU, ARTeD, FLC CGIL e USPUR.</p>



<p><strong>Le posizioni emerse</strong> hanno riguardato i seguenti punti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Rettore, SA, CdA, Direttori Generali e Direttori di Dipartimento</li>



<li>Nuovo Organismo nazionale al posto del CUN, Ridimensionamento della CRUI, Sostituzione dell’ANVUR, Telematiche, Collegio di disciplina, Modalità, concorsuali, Precariato, Ruolo unico, Libertà di insegnamento.</li>
</ul>



<p><strong>Nota 1.</strong> L’ANDU, contraria al numero chiuso <strong>già prima</strong> che esso venisse introdotto, si è particolarmente impegnata contro la selezione alla francese anche con diversi interventi fuori e dentro il Parlamento:</p>



<p>&#8211; Audizione alla Camera del 16 gennaio 2019 (v. l’intervento ai ‘tempi’ 13:00 e 1:01:37 del <a href="https://webtv.camera.it/evento/13552"><strong>video</strong></a> dell’Audizione).</p>



<p>&#8211; Intervento all’Assemblea della Rete29Aprile, tenutasi a Roma il 13 maggio 2023 (v. l’intervento al ‘tempo’ 1:13:.27 del&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=9hfWAxcHi78&amp;t=10520s"><strong>video</strong></a>&nbsp;dell’Assemblea).</p>



<p>&#8211; Intervento all’Assemblea nazionale della FLC-CGIL tenutasi a Firenze il 19 ottobre 2023. (v. l’intervento al ‘tempo’ 1.31.04 del&nbsp;<a href="https://www.flcgil.it/universita/19-ottobre-firenze-nuova-emergenza-universita-video-assemblea.flc"><strong>video</strong></a>&nbsp;dell’Assemblea).</p>



<p>&#8211; Audizione al Senato del 23 gennaio 2024&nbsp;(v. l’intervento all’inizio del <a href="https://webtv.senato.it/webtv/commissioni/accesso-ai-corsi-di-laurea-magistrale-medicina-e-chirurgia-0"><strong>video</strong></a> dell’Audizione).</p>



<p>&#8211; Audizione alla Camera del 5 febbraio 2025&nbsp;(v. l’intervento al ‘tempo’ 43:45 del <a href="https://webtv.camera.it/evento/27271"><strong>video</strong></a> dell’Audizione).</p>



<p>L’ANDU, fino alla fine, si è battuta contro il “semestre filtro” e, in particolare, nel suo <a href="https://www.andu-universita.it/2025/09/04/abolizione-del-numero-chiuso-una-devastante-menzogna/"><strong>documento</strong></a> <em>Abolizione del numero chiuso. Una devastante menzogna</em> del settembre 2025 ha previsto e denunciato quello che sarebbe stato un «<strong>massacro generazionale</strong>».</p>



<p><strong>Nota 2. </strong>Il 30 gennaio 2024 i Senatori del PD Zambito, Camusso, Furlan, Rando e Verducci hanno presentato il&nbsp;<a href="https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01407203.pdf"><strong>Disegno di legge n. 1002</strong></a>&nbsp;riguardante il numero chiuso a Medicina, i cui contenuti sono <strong>perfino peggiori</strong> di quelli della Legge poi approvata (v. il <a href="https://www.andu-universita.it/2024/02/27/numero-del-pd/"><strong>documento</strong></a> <em>Numero chiuso del PD: il peggio del peggio</em>).</p>



<p>Il 4 marzo 2025 nell’Assemblea della Camera il rappresentante del PD, intervenendo sul provvedimento che si stava approvando, ha tra l’altro affermato: «Noi pensiamo che un semestre sia completamente inadeguato. Avevamo proposto che fosse <strong>un intero anno accademico</strong> a fare da tappa di ingresso al corso universitario, così da avere un iter degli studi più approfondito su cui far poggiare una valutazione più strutturata.» (dal <a href="https://www.camera.it/leg19/410?idSeduta=0439&amp;tipo=stenografico#sed0439.stenografico.tit00130.sub00010.int00060"><strong>resoconto stenografico</strong></a> della seduta).</p>



<p>Il 5 dicembre 2025 il PD, in un suo <a href="https://partitodemocratico.it/il-semestre-filtro-per-medicina-e-un-clamoroso-fallimento-bisogna-rivedere-il-modello/"><strong>comunicato</strong></a>, ha criticato la <strong>gestione</strong> del semestre filtro, ma non ha rinunciato a una selezione dopo mesi di studio, continuando a non volere il superamento del numero chiuso.</p>



<p><strong>Nota 3.</strong> La sostituzione dell’esame, svolto dal docente che ha tenuto il corso, con un impersonale e <strong>unico esame-test nazionale</strong> rappresenta una gravissima e incostituzionale novità che lede l’autonomia didattica (<strong>robotizzazione</strong> dell’insegnamento universitario).</p>



<p>Va inoltre ricordato che il M5S al Senato si è <a href="https://www.senato.it/show-doc?id=1435872&amp;leg=19&amp;tipodoc=Resaula&amp;part=doc_dc-ressten_rs-ddltit_sddeacmdddl9159169429801002aacdlmimec"><strong>astenuto</strong></a> nella votazione dell’attuale Legge sul numero chiuso e che nel 2014 il <a href="https://www.andu-universita.it/2019/08/03/decimazione/"><strong>relatore</strong></a><strong> </strong>della Legge sul numero chiuso alla francese era stato proprio un Deputato del M5S.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Medicina: irreparabile disastro annunciato</title>
		<link>https://www.andu-universita.it/2025/11/25/medicina-irreparabile-disastro-annunciato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 09:24:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[NELLA DISPERAZIONE CIRCA 65.000 STUDENTI E LE LORO FAMIGLIE RESPONSABILI IL GOVERNO E QUASI TUTTO IL PARLAMENTO ORA ACCESSO NON SOLO PER CHI SI PUO’ PAGARE IL RICORSO CANCELLARE PER SEMPRE IL SEMESTRE FILTRO == A Palermo, Perugia, Napoli e&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2025/11/25/medicina-irreparabile-disastro-annunciato/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2025%2F11%2F25%2Fmedicina-irreparabile-disastro-annunciato%2F&amp;linkname=Medicina%3A%20irreparabile%20disastro%20annunciato" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2025%2F11%2F25%2Fmedicina-irreparabile-disastro-annunciato%2F&#038;title=Medicina%3A%20irreparabile%20disastro%20annunciato" data-a2a-url="https://www.andu-universita.it/2025/11/25/medicina-irreparabile-disastro-annunciato/" data-a2a-title="Medicina: irreparabile disastro annunciato"></a></p>
<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-720f6668deb9cfcd483fc84e948445b0"><strong>NELLA DISPERAZIONE CIRCA 65.000 STUDENTI E LE LORO FAMIGLIE</strong></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-f5595f622e348ec93ad7c16a903c8c58"><strong>RESPONSABILI IL GOVERNO E QUASI TUTTO IL PARLAMENTO</strong></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-247380a99a1a68a9ceedab6e7adcbfa0"><strong>ORA ACCESSO NON SOLO PER CHI SI PUO’ PAGARE IL RICORSO</strong></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-c540f43a2046ec30b7133bdfe9fd3eba"><strong>CANCELLARE PER SEMPRE IL SEMESTRE FILTRO</strong></p>



<p><strong>==</strong></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-ccf6ba5a0d97146140999e3f8ff529c3"><strong>A Palermo, Perugia, Napoli e Messina</strong></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-c6cb95f192aee98c8a994e78cf5233b4"><strong>Assemblee sulla Riforma dell’Università</strong></p>



<p><strong>===</strong></p>



<p>Quanto previsto e denunciato è puntualmente accaduto. Dopo la fine del “semestre filtro” (poco più di <strong>due mesi</strong> di scadente didattica) che ha comportato pesanti oneri non solo economici per oltre 65.000 studenti &#8211; usati ancora una volta come <strong>cavie</strong> &#8211; e per le loro famiglie, <strong><u><a href="https://www.corriere.it/scuola/25_novembre_20/mur-test-medicina-web-prima-diffusione-ufficiale-annullare-esami-7726c6f0-91d0-45c3-9f7c-961dc7d61xlk.shtml">ora</a></u></strong> si è ‘ingolfata’ la <strong>impraticabile</strong> prima prova d’esame, producendo tra tutti gli interessati esasperazione, disperazione, rabbia, impotenza.</p>



<p>Dopo il ‘<strong>semestre supplizio</strong>’ ora si è nel <strong>caos </strong>causato da un Governo e un Parlamento (<strong>tutti i partiti, eccetto AVS</strong>) che sono stati docili strumenti delle stravaganti fantasie di un ristretto gruppo di potere (v. <strong>nota 1</strong>).</p>



<p>L’<strong>ANDU</strong> è stata sempre fermamente <strong>contraria al numero chiuso</strong>, già prima della sua introduzione, con un Decreto nel 1987 e poi con una <strong><u><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1999-08-06&amp;atto.codiceRedazionale=099G0347&amp;elenco30giorni=false">Legge</a></u></strong> nel 1999 (v. <strong>nota 2</strong>).</p>



<p>Quando <strong>nel 2014</strong> si cominciò a prospettare l’introduzione del numero chiuso sul modello francese, tutte le <strong>Organizzazioni universitarie</strong> si sono opposte (<strong>nota 2</strong>).</p>



<p>Quando nel novembre 2018 alla Camera è cominciata la discussione di una Legge che voleva introdurre il numero chiuso alla francese (ingresso libero e poi la decimazione), l’ANDU ha definito questo metodo di selezione <em>«</em>un rimedio peggiore del male<em>»</em> (v. il <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2019/02/25/chiuso-2/">documento</a></u></strong> <em>Numero chiuso: di male in peggio. Meglio il sorteggio</em>).</p>



<p>L’ANDU, fino alla fine, si è battuta contro il “semestre filtro” e, in particolare, nel suo documento del settembre 2025 ha previsto e denunciato quello che sarebbe stato un «<strong>massacro generazionale</strong>» (<strong>nota 4</strong>).</p>



<p>Durante l’esame della Legge che ha introdotto il “semestre filtro” (in realtà poco più di un bimestre di <strong>scadente didattica</strong>) in tanti, oltre l’ANDU, si sono espressi contro questa soluzione: Organizzazioni degli studenti, <strong><u><a href="https://www.anaao.it/content.php?cont=44159">Ordini professionali</a></u></strong> dei medici, CRUI etc. e anche <strong>singoli docenti</strong> come Giliberto Corbellini (<strong>nota 5</strong>).</p>



<p><strong>Ora</strong> bisogna impedire che da questo caos ne escano solo coloro che si possono permettere il costo di un ricorso amministrativo, accentuando così la <strong>natura classista</strong> del numero chiuso.</p>



<p>Anche per questo occorre un <strong>urgentissimo provvedimento </strong>che consenta di <strong>proseguire gli studi</strong> a Medicina non solo a chi si può pagare un ricorso e che <strong>abolisca </strong>per sempre la follia del “semestre filtro”.</p>



<p><strong>Nota 1</strong>. V. il <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/03/07/numero-chiuso-baratro-bernini-e-non-opposizione-pd-e-m5s/">documento</a></u></strong> <em>Numero chiuso. Baratro Bernini e non opposizione PD e M5S</em> e il<strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2024/02/27/numero-del-pd/"> documento</a></u></strong> <em>Numero chiuso del PD: il peggio del peggio</em>.</p>



<p><strong>Nota 2</strong>. In particolare nell’ottobre 2013, nel&nbsp;<strong><a href="https://www.andu-universita.it/2013/10/09/miur/">documento</a></strong>&nbsp;<em>Numero chiuso: un’inutile violenza</em>, l’ANDU scriveva: «a parte&nbsp;la pretesa di prevedere-programmare gli sbocchi professionali in Italia e a parte la <strong>violenza sui giovani</strong> da contingentare e ‘intruppare’ d’ufficio da parte di un Ministero che ha sempre esclusivamente ascoltato e rispettato gli interessi della Confindustria e dell’<strong>accademia che conta </strong>(con in testa la CRUI), che senso ha limitare il numero dei laureati quando è noto a tutti che il numero di quelli italiani (oggi il 20% dei giovani nella fascia di età 30-34 anni) andrebbe invece RADDOPPIATO, se si volesse raggiungere l’obiettivo europeo (40%), o andrebbe comunque fortemente aumentato se si volesse raggiungere l’attuale media europea (32,5%)?»</p>



<p><strong>Nota 3</strong>. V. il <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2014/06/17/alla-francese/">documento</a></u></strong> del giugno 2014 di ADI, ADU, ANDU, CIPUR, CISL-Università, CNRU, CNU, CONFSAL-CISAPUNI-SNALS, CoNPAss, CSA-CISAL Università, Federazione UGL Università, FLC-CGIL, LINK, RETE29Aprile, SNALS-Docenti, SUN-Universitas News, UDU e UIL RUA nel quale, tra l’altro, si legge: «Le Organizzazioni universitarie hanno sempre ritenuto che sia imprescindibile l’<strong>abolizione del numero chiuso </strong>per tutti i corsi di laurea, che sia necessario l’avvio di efficaci sistemi di orientamento e tutorato e che si debba immediatamente <strong>abbandonare il sistema dei test d’ingresso</strong>, una lotteria che ha fatto dipendere il futuro di tanti giovani da <strong>prove inaffidabili</strong>, le cui regole peraltro sono cambiate continuamente. Un’<strong>inutile violenza </strong>contro migliaia di ragazzi e le loro famiglie.»<em></em></p>



<p><strong>Nota 4</strong>. Nel <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/09/04/abolizione-del-numero-chiuso-una-devastante-menzogna/">documento</a></u></strong> <em>Abolizione del numero chiuso. Una devastante menzogna</em>. In questo documento sono contenuti i seguenti punti:</p>



<p>1. Gravissimo e <strong>incostituzionale</strong> attacco alla libertà dell’insegnamento</p>



<p>2. Tre test (ma anche sei) al posto di uno, con maggiori costi e molti <strong>più ricorsi</strong></p>



<p>3. Studenti come cavie con la <strong>complicità </strong>di quasi tutti i partiti</p>



<p>4. Una modalità di selezione destinata anch’essa al <strong>fallimento</strong> come in Francia</p>



<p>5. Meglio il <strong>sorteggio</strong> al posto della lotteria dei test</p>



<p>6. <strong>Intervista</strong> all’ANDU e all’ANAAO su TrendSanità</p>



<p><strong>Nota 5</strong>. <strong>Giliberto Corbelli</strong> &#8211; nel suo <strong><a href="https://www.scienzainrete.it/articolo/test-dingresso-medicina-dal-caos-al-disastro-cronaca-di-riforma/gilberto-corbellini/2025-06">intervento</a> </strong><em>Test d’ingresso a medicina: dal caos al disastro, cronaca di una riforma</em> su Scienza in Rete &#8211; ha tra l’altro criticato i ‘<strong>progettisti</strong>’ di questa insensata riforma: «Professionisti che hanno guidato le facoltà di medicina e coltivato potere a 360 gradi nelle più diverse forme, hanno progettato la riforma credendo di conoscere e poter gestire i problemi senza prendere tempo, studiarli e illustrare ai <strong>burocrati ministeriali</strong> la <strong>tragedia</strong> verso la quale si stava andando per mero <strong>populismo demagogico</strong>.»</p>



<p><strong>== A Palermo, Perugia, Napoli e Messina sulla Riforma dell’Università</strong></p>



<p><strong>Palermo</strong>. Assemblea di Ateneo il 26 novembre 2025 alle 14 nell’Aula Cucchiara &#8211; Edificio 12. L’Assemblea è promossa dal CUIR e da diverse Associazioni universitarie.</p>



<p><strong>Perugia</strong>. Confronto di Ateneo con il Rettore il 26 novembre 2025 alle 17 nella sala Dessau del Rettorato. Il Confronto è promosso da ADI, ANDU, ARTeD, FLC CGIL, USPUR. È possibile seguire l’Incontro da remoto cliccando <strong><u><a href="https://tinyurl.com/3ukz8jcu">qui</a></u></strong>.</p>



<p><strong>Napoli</strong>. Assemblea di Ateneo il 27 novembre 2025 alle 16 nell’Aula Leone del</p>



<p>Dipartimento di Giurisprudenza &#8211; Corso Umberto I. L’Assemblea è promossa da ADI, Assemblea Precari, FLC CGIL, LINK, Rete 29 aprile, UDU.</p>



<p><strong>Messina.</strong> Il 30 ottobre 2025 <strong>si è svolta</strong> una Videoconferenza promossa da ANDU, FLC-CGIL, Rete 29 aprile, ADI e ARTeD. L&#8217;incontro ha riguardato principalmente le riforme dei concorsi e dell&#8217;ANVUR. Si è anche fatto riferimento alla prossima riforma della governance e alle leggi recentemente approvate sul numero chiuso e sul precariato. Per vedere il video dell&#8217;Incontro cliccare <strong><u><a href="https://www.youtube.com/watch?v=VMKRDjcbrNk%5d(https://www.youtube.com/watch?v=VMKRDjcbrNk">qui</a></u></strong>.</p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Riforma dell&#8217;Università. A Palermo Assemblea convocata dal Rettore</title>
		<link>https://www.andu-universita.it/2025/11/10/riforma-delluniversita-a-palermo-assemblea-convocata-dal-rettore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 08:51:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.andu-universita.it/?p=7679</guid>

					<description><![CDATA[ANDU – Associazione Nazionale Docenti Universitari CONTRIBUTO per l’Assemblea dell’Ateneo di Palermo convocata dal Rettore, che si svolgerà martedì 11 novembre alle ore 15.30 nell’Aula Magna del Dipartimento di Ingegneria 1. La CRUI, i Rettori e il Rettore di UNIPA&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2025/11/10/riforma-delluniversita-a-palermo-assemblea-convocata-dal-rettore/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2025%2F11%2F10%2Friforma-delluniversita-a-palermo-assemblea-convocata-dal-rettore%2F&amp;linkname=Riforma%20dell%E2%80%99Universit%C3%A0.%20A%20Palermo%20Assemblea%20convocata%20dal%20Rettore" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2025%2F11%2F10%2Friforma-delluniversita-a-palermo-assemblea-convocata-dal-rettore%2F&#038;title=Riforma%20dell%E2%80%99Universit%C3%A0.%20A%20Palermo%20Assemblea%20convocata%20dal%20Rettore" data-a2a-url="https://www.andu-universita.it/2025/11/10/riforma-delluniversita-a-palermo-assemblea-convocata-dal-rettore/" data-a2a-title="Riforma dell’Università. A Palermo Assemblea convocata dal Rettore"></a></p>
<p>ANDU – Associazione Nazionale Docenti Universitari</p>



<p><strong>CONTRIBUTO</strong></p>



<p>per l’<strong>Assemblea dell’Ateneo di Palermo</strong></p>



<p>convocata dal Rettore, che si svolgerà <strong>martedì 11 novembre alle ore 15.30</strong> nell’Aula Magna del Dipartimento di Ingegneria</p>



<p>1. La CRUI, i Rettori e il Rettore di UNIPA</p>



<p>2. Composizione e ruoli del C.d.A. e del S.A. Il ruolo del Rettore</p>



<p>3. Il documento inviato dal Rettorato</p>



<p>4. Concorsi nazionali al posto dei finti concorsi locali (cooptazione personale)</p>



<p>5. «Il grave problema del precariato»</p>



<p>6. Il docente unico per rendere liberi e uguali tutti professori</p>



<p>7. CRUI, CUN, ANVUR e autonomia del Sistema nazionale universitario</p>



<p>8. Competenza disciplinare nazionale</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-9da31dd344def193c14bc59330eaad03"><strong>1. La CRUI, i Rettori e il Rettore di UNIPA</strong></p>



<p>La&nbsp;<strong>CRUI</strong>&nbsp;da troppi anni <a href="https://www.andu-universita.it/2021/04/27/rettori-contro-2/"><strong>si&nbsp;arroga</strong>&nbsp;</a>il ruolo di rappresentanza del Sistema universitario nazionale e sue decisioni sono prese dai Rettori senza che essi consultino prima propri Atenei.</p>



<p>Il <strong>Rettore</strong> dell’Università di Palermo, per la prima volta, ha deciso di convocare un’Assemblea di tutte le componenti per arrivare a rappresentare una <strong>«posizione ufficiale</strong> dell’Ateneo, da condividere con la CRUI.»&nbsp;</p>



<p>Nell’Assemblea si discuterà sulle materie contenute nell’art 20 della <a href="https://documenti.camera.it/leg19/pdl/pdf/leg.19.pdl.camera.2393.19PDL0142040.pdf"><strong>Legge delega</strong></a>, recentemente approvata in via definitiva, che <strong>«</strong>prevede, tra l’altro, interventi sull’assetto organizzativo e la governance interna delle università, sulle procedure di reclutamento dei professori e dei ricercatori, ivi comprese le procedure di abilitazione scientifica nazionale, sull&#8217;internazionalizzazione del corpo docente e degli studenti, sullo stato giuridico ed economico del personale universitario.»</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-1b0e821d7da8e152ec3ceb64968e0cd8"><strong>2. Il documento inviato dal Rettorato</strong></p>



<p>In vista dell’Assemblea, dal Rettorato è stato trasmesso un <strong><u><a href="https://www.unipa.it/servizi/resocontisedutesaecda/.content/documenti/Bozza-di-lavoro-per-parere-UNIPA-sulle-modifiche-legislative.pdf">documento</a></u></strong> <strong>«</strong>che si propone come <strong>bozza di lavoro</strong>&nbsp;e contributo alla discussione, elaborato con il contributo degli Organi di Governo dell’Ateneo.»</p>



<p>Nel documento, tra l’altro, si sostiene, giustamente, che <strong>«</strong>appare <strong>sorprendente</strong> e alquanto <strong>discutibile</strong> la scelta di intervenire con lo strumento della legge delega, peraltro con una modalità che attribuisce al Governo una potestà a 360 gradi, su questioni regolamentate dall’Art. 33 della Costituzione.»</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-d8e1dd5362f0d3acb6166c1fe96e31f2"><strong>3. Composizione e ruoli del C.d.A. e del S.A. Il ruolo del Rettore</strong></p>



<p>Nel documento inviato dal Rettorato si chiede di contenere la <strong>durata </strong>del mandato del Rettore e, soprattutto, che la composizione dei C.d.A. e dei S.A. sia <strong>«</strong>demandata agli <strong>Statuti</strong> <strong>di Ateneo</strong>».</p>



<p><strong>Al contrario,</strong> sarebbe indispensabile chiedere che la composizione e i compiti di questi Organismi siano stabiliti <strong>per Legge.</strong> Infatti, come dimostrato anche dalla revisione degli statuti prevista dalla Legge cosiddetta Gelmini, una scelta autonoma darebbe alle oligarchie degli Atenei il potere di prevedere composizioni e ruoli dei vari Organismi finalizzati al mantenimento del controllo del proprio Ateneo, attraverso soprattutto la figura del <strong>rettore-sovrano assoluto</strong>.</p>



<p>Sempre per legge si dovrebbe anche rendere il <strong>Senato Accademico</strong> organo decisionale e rappresentativo di tutte le componenti, come sembra auspicare lo stesso documento rettorale. Nella stessa direzione, occorrerebbe trasformare il Consiglio di Amministrazione in organo <strong>puramente esecutivo</strong> e ridurre nettamente i poteri del Rettore che, a tal fine, non dovrebbe fare parte del Senato Accademico.</p>



<p>Per tutto questo non è fondamentale la durata del mandato più o meno unico del Rettore, mentre importante è che comunque esso venga eletto dall’intera comunità universitaria.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-08e9590173807c036ad5823522e3f49f"><strong>4. Concorsi nazionali al posto dei finti concorsi locali (cooptazione personale)</strong></p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nel documento si propone di ‘<strong>aggiustare</strong>’ le ASN e quindi di mantenerle, dato che esse avrebbero permesso <strong>«</strong>di introdurre opportuni vincoli alle scelte dei singoli Atenei».</p>



<p>La verità è un’altra: le ASN sono state la <strong>foglia di fico</strong> per coprire la cooptazione personale e hanno abbattuto la qualità della ricerca, ‘quantificando’ la produzione scientifica. V. questo <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/09/13/concorsi-solo-nazionali-al-posto-delle-asn-e-dei-concorsi-locali/">documento</a></u></strong>.</p>



<p>Il <strong><u><a href="https://www.senato.it/show-doc?leg=19&amp;tipodoc=DOSSIER&amp;id=1462293&amp;idoggetto=0&amp;part=dossier_dossier1-sezione_sezione12">DDL</a></u></strong> sui concorsi che si sta approvando ha come principale obiettivo quello di <strong>mantenere</strong> la cooptazione personale (ritorno al presente) e di rafforzare il potere dell’ANVUR, che si sostituirà di fatto alle attuali Commissioni e che valuterà periodicamente i singoli nuovi professori.</p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Se si volesse sinceramente abbattere il localismo, si dovrebbe chiedere l’introduzione di <strong>concorsi esclusivamente nazionali</strong> con commissioni interamente sorteggiate tra tutti i professori, escludendo quelli degli Atenei interessati al bando dei posti. I concorsi nazionali dovrebbero essere introdotti in <strong>tutte le fasi</strong> della formazione, del reclutamento e della carriera dei docenti, a partire dal dottorato.</p>



<p>I concorsi nazionali sono richiesti dall’ANDU e dalla FLC-CGIL (per leggere le due proposte v. <strong><em><a href="https://www.andu-universita.it/2025/09/22/concorsi-universitari-le-proposte-di-andu-e-flc-cgil/">Concorsi universitari. Le proposte di ANDU e FLC CGIL</a></em></strong>.)</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-8a7faff84da479db4c894b26d7ab1640"><strong>5. «Il grave problema del precariato»</strong></p>



<p>Per risolvere definitivamente <strong>«</strong>il grave problema del precariato» di cui si legge nel documento, occorrerebbe un bando straordinario di <strong>almeno 45.000 posti di ruolo</strong> e la <strong>cancellazione</strong> di tutte le attuali figure precarie, sostituendole con una sola figura di vero pre-ruolo che abbia piena autonomia anche finanziaria, in una quantità rapportata agli sbocchi in ruolo programmati. Nel frattempo si dovrebbero <strong>prorogare</strong>, a domanda e su fondi nazionali, gli attuali precari fino all’espletamento dei concorsi.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-7140f20bc00654df6d62a6289d7f41ec"><strong>6. Il docente unico per rendere liberi e uguali tutti professori</strong></p>



<p>Per quanto riguarda lo stato giuridico dei docenti è indispensabile <strong>abbattere</strong> le gerarchie e le dipendenze, garantendo a tutti la piena la libertà di ricerca e di insegnamento.</p>



<p>Per questo occorre costituire un <strong>unico ruolo</strong> (organico unico) di professore universitario articolato in tre livelli retributivi, con uguali compiti e uguali diritti (compreso l’elettorato attivo e passivo) e uguali doveri all’interno di un unico stato giuridico nazionale (uguale in tutti gli Atenei).</p>



<p>Il passaggio di livello deve avvenire, a domanda, attraverso una valutazione complessiva (ricerca e didattica) nazionale individuale (per ulteriori dettagli v. il punto <em>Un ruolo unico vero, necessario, semplice e possibile</em>nella <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/02/05/per-una-riforma-complessiva-delluniversita/">proposta</a></u></strong> dell’ANDU <em>Come ricostruire l’Università tutta</em>.)</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-18413763deea0e58e874a853090e8eff"><strong>7. CRUI, CUN, ANVUR e autonomia del Sistema nazionale universitario</strong></p>



<p>Nel documento preparatorio dell’Assemblea di Ateneo non viene posto il <strong>fondamentale problema</strong> dell’autonomia del Sistema nazionale universitario. Questa autonomia è oggi impedita:</p>



<p>&#8211; dalla <strong>CRUI </strong>che ha sempre elaborato e/o sostenuto tutte le leggi che hanno smantellato l’Università (v. il <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2021/02/02/crui-cun/">documento</a></u></strong> <em>Università, autonomia o CRUI. Il CUN</em>);</p>



<p>&#8211; dall’<strong>ANVUR</strong> che è stata istituita per commissariare l’Università (v. il <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/10/20/anvur-una-devastante-agenzia-da-abolire/">documento</a></u></strong> <em>ANVUR: una devastante Agenzia da abolire</em>).</p>



<p>L’<strong>unico modo </strong>per rendere veramente autonoma l’Università è <strong>abolire </strong>l’ANVUR e istituire, al posto del CUN, un&nbsp;<strong>Organo nazionale</strong>&nbsp;rappresentativo di tutte le componenti e che svolga pienamente compiti di coordinamento del Sistema nazionale universitario. Un Organo che dovrebbe avere poteri consistenti e reali, con una composizione bilanciata, non corporativa, con tutti i componenti eletti direttamente e contemporaneamente. Un Organo, <strong>alternativo alla CRUI</strong>, che difenda l’autonomia universitaria dai poteri forti interni ed esterni.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-a32d59a6e9865a369a5b50427256c888"><strong>8. Competenza disciplinare nazionale</strong></p>



<p>Giustamente nel documento si indica la necessità di collocare <strong>a livello nazionale</strong> la competenza disciplinare riguardante i docenti, eliminando gli attuali Collegi di disciplina di Ateneo.</p>



<p><strong>È però fondamentale</strong> che il nuovo Collegio di disciplina nazionale rispetti i più elementari principi della democrazia e che, quindi, non si preveda &#8211; come è previsto anche nell’Ateneo palermitano (comma 5, art. 24 dello <strong><u><a href="https://www.unipa.it/servizi/prevenzionedellacorruzione/.content/documenti/statuto_e_codici_di_ateneo/Statuto-dell_Ateneo-di-Palermo---03-giugno-2019---in-vigore-dal-30-06-2022.pdf">Statuto</a></u></strong>) &#8211; che il Collegio funzioni ‘<strong>a fisarmonica’</strong>, ovvero che gli ordinari possano giudicare gli associati e i ricercatori, ma non viceversa. Inoltre bisognerebbe togliere al Rettore il potere dell’iniziativa disciplinare e attribuirla a una apposita Commissione elettiva.</p>



<p>Su questa materia si segnala un’articolata <strong>trattazione</strong> nella <em>Nota sull’assetto delle procedure disciplinari relative ai docenti universitari</em> elaborata dalle Organizzazioni universitarie già nell’aprile del 2013 (la <em>Nota</em> la si trova allegata a questo <a href="https://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Incontro-con-CUN.doc">documento</a>.)</p>



<p>== Si invita a leggere la <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/02/05/per-una-riforma-complessiva-delluniversita/">Proposta</a></u></strong> complessiva e dettaglia di riforma dell’Università elaborata dall’ANDU <em>Come ricostruire l’Università tutta</em>.</p>



<p>=== Si invita anche a leggere il <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/10/29/luniversita-italiana-non-e-libera-va-liberata-e-difesa/">documento</a></u></strong><em> L’Università italiana non è libera: va liberata e difesa</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>L&#8217;Università italiana non è libera: va liberata e difesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 10:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[1. L’Università italiana non è libera, va liberata e difesa 2. Audizione sullo schema di DPR sull’ANVUR (A.G. 304) 3. A Padova il 29 ottobre alle 17.30 Incontro su “L’Università reale e quelle possibili” 4. A Messina il 30 ottobre&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2025/10/29/luniversita-italiana-non-e-libera-va-liberata-e-difesa/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2025%2F10%2F29%2Fluniversita-italiana-non-e-libera-va-liberata-e-difesa%2F&amp;linkname=L%E2%80%99Universit%C3%A0%20italiana%20non%20%C3%A8%20libera%3A%20va%20liberata%20e%20difesa" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2025%2F10%2F29%2Fluniversita-italiana-non-e-libera-va-liberata-e-difesa%2F&#038;title=L%E2%80%99Universit%C3%A0%20italiana%20non%20%C3%A8%20libera%3A%20va%20liberata%20e%20difesa" data-a2a-url="https://www.andu-universita.it/2025/10/29/luniversita-italiana-non-e-libera-va-liberata-e-difesa/" data-a2a-title="L’Università italiana non è libera: va liberata e difesa"></a></p>
<p><strong>1. </strong><strong>L’Università italiana non è libera, va liberata e difesa</strong></p>



<p><strong>2. </strong><strong>Audizione sullo schema di DPR sull’ANVUR (A.G. 304)</strong></p>



<p><strong>3. </strong><strong>A Padova il 29 ottobre alle 17.30 Incontro su “L’Università reale e quelle possibili”</strong></p>



<p><strong>4. </strong><strong>A Messina il 30 ottobre alle 18 Videoconferenza su Concorsi e ANVUR</strong></p>



<p></p>



<p><strong>1. L’Università italiana non è libera: va liberata e difesa</strong></p>



<p><strong>«</strong>L’università o è libera, o non è», <strong><u><a href="https://jacobinitalia.it/difendere-la-liberta-delluniversita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scrive</a></u></strong> <strong>Tomaso Montanari</strong> nel suo intervento <em>Difendere la libertà dell’università</em> su Jacobin Italia.</p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il fatto è che l’Università italiana <strong>non è libera</strong>, e non da ora!</p>



<p><strong>L’Università non è libera</strong>:</p>



<p>1.&nbsp;&nbsp;&nbsp; perché c’è la <strong>CRUI </strong>che ha sempre (non ora o da domani) elaborato e/o sostenuto tutte le leggi che hanno smantellato sempre più l’Università statale e il cui ruolo di unico rappresentante del Sistema universitario è stato imposto da tutte le parti politico-accademiche, in ‘assonanza’ con la Confindustria (TreeLLLe);</p>



<p>2.&nbsp;&nbsp;&nbsp; perché c’è l’<strong>ANVUR</strong>, voluta dal Gruppo Berlinguer, che &#8211; con la VQR e le ASN &#8211; ha dato un colpo devastante all’autonomia dei docenti e ha, in particolare, ridotto notevolmente la qualità della ricerca;</p>



<p>3.&nbsp;&nbsp;&nbsp; perché c’è un <strong>CUN</strong> volutamente svuotato di un reale ruolo di rappresentanza e di peso politico (composizione sbilanciata, corporativa ed eletta a rate, e con poteri inconsistenti);</p>



<p>4.&nbsp;&nbsp;&nbsp; perché non c’è &#8211; non lo si vuole &#8211; un <strong>Organo nazionale</strong> rappresentativo di tutte le componenti che svolga compiti di coordinamento del Sistema universitario. Un Organo, alternativo alla CRUI, che difenda l’autonomia universitaria dai poteri forti interni ed esterni;</p>



<p>5.&nbsp;&nbsp;&nbsp; perché non c’è un pieno <strong>diritto allo studio</strong> (numero chiuso, 3 + 2, insufficienza di borse di studio e di alloggi, etc.);</p>



<p>6.&nbsp;&nbsp;&nbsp; perché c’è un precariato che nessuna forza politico-accademica vuole in realtà abolire, stabilizzando gli attuali precari con un bando di almeno <strong>45.000 posti di ruolo</strong> e cancellando tutte le attuali figure precarie;</p>



<p>7.&nbsp;&nbsp;&nbsp; perché ci sono i <strong>rettori-padroni assoluti</strong> che dominano sui CdA e sui SA, che partecipano alla CRUI senza mandato e senza renderne conto al proprio ateneo. &nbsp;I rettori spesso si preparano per un altro ‘mestiere’ (ministero, governo, Parlamento, Consigli regionali, comuni, fondazioni, consigli di amministrazione, etc.);</p>



<p>8.&nbsp;&nbsp;&nbsp; perché non si vuole dare il potere di una gestione democratica degli Atenei ai <strong>Senati Accademici </strong>di cui i rettori non dovrebbero fare parte;</p>



<p>9.&nbsp;&nbsp;&nbsp; perché il reclutamento e le carriere accademiche sono consegnati all’arbitrio del singolo ordinario attraverso i finti concorsi (<strong>cooptazione personale</strong>), e non si vogliono introdurre, a tutti i livelli, prove veramente e interamente nazionali;</p>



<p>10.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; perché l’accademia che conta non vuole che si realizzi un vero docente unico con pari mansioni e poteri, differenziato solo da livelli retributivi con progressione economica automatica.</p>



<p>== <strong>Tomaso Montanari</strong> nel 2021 aveva denunciato una realtà universitaria ben lontana da una libera università: «E, per dirla proprio tutta, che paura può fare alla mafia un’università sempre più devastata da fenomeni di corruzione, di potere, di&nbsp;<strong>concorsi truccati</strong>? Fenomeni per i quali le procure ravvisano il reato di associazione a delinquere, e i giornali parlano di “<strong>mentalità mafiosa</strong>”: perché fondata sull’appartenenza a&nbsp;<strong>clan accademici</strong>, perché violentemente vendicativa, fortemente gerarchica e acritica. Davvero pensiamo che questa università possa fare paura alla mafia?» da:&nbsp;<strong><a href="https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2021/03/25/la-scuola-che-fa-paura-alla-mafia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La scuola che fa paura alla mafia</a></strong>.</p>



<p><strong>2. Audizione sullo schema di DPR sull’ANVUR (A.G. 304)</strong></p>



<p>Si segnala l’<strong><u><a href="https://webtv.camera.it/evento/29377" target="_blank" rel="noreferrer noopener">audizione</a></u></strong> del 28 ottobre 2025 nella Commissione Cultura alla Camera (l’intervento dell’ANDU al min 22:20).</p>



<p>Alla stessa Commissione è stato presentato un <strong><u><a href="https://documenti.camera.it/leg19/documentiAcquisiti/COM07/Audizioni/leg19.com07.Audizioni.Memoria.PUBBLICO.ideGes.73573.28-10-2025-11-19-52.313.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Contributo scritto</a></u></strong> contenente i seguenti punti:</p>



<p>1. L’ANVUR è stata <strong>imposta</strong> e mantenuta da una lobby trasversale per commissariare l’Università</p>



<p>2. <strong>Invece di abolire</strong> l’ANVUR, ora si vuole arbitrariamente mantenerla e rafforzarla</p>



<p>3. In Italia si mantiene l’ANVUR mentre <strong>in Francia</strong> la si abolisce</p>



<p><strong>3. A Padova il 29 ottobre alle 17.30 Incontro su “L’Università reale e quelle possibili”</strong></p>



<p>A Padova il 29 ottobre 2025 alle 17.30 si svolgerà un <strong>incontro aperto</strong> su “L’Università reale e quelle possibili”. L’incontro è promosso da DOCET (Docenti Organizzate/i per una Cultura Equa e Tutelata).</p>



<p>All’Incontro interverranno Nunzio Miraglia (direttivo ANDU), Raquel Nicolas Del Alamo (rappresentante dottorande/i in Senato Accademico) e Lorenzo Zamponi (Forum docenza FLC-CGIL).</p>



<p>L’incontro si svolgerà in presenza nel Complesso Beato Pellegrino, via Vendramini, 13 &#8211; Aula 3, e da remoto collegandosi attraverso <strong><u><a href="https://unipd.zoom.us/j/88581102693#success" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo link</a></u></strong>.</p>



<p><strong>4. A Messina il 30 ottobre alle 18 Videoconferenza su Concorsi e ANVUR</strong></p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; A Messina giovedì 30 ottobre 2025 alle ore 18 si svolgerà un <strong>incontro aperto </strong>in videoconferenza per discutere su:</p>



<p>“DDL 1518 &#8211; Disposizioni in materia di <strong>accesso alla docenza</strong> universitaria e sulle possibili alternative, e sullo Schema di DPR sulla nuova <strong>ANVUR</strong>”.</p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L’incontro sarà introdotto da Gianfranco Bocchinfuso (Presidente Rete29Aprile), Nunzio Miraglia (Coordinatore nazionale ANDU) e Lorenzo Zamponi (Forum docenza FLC-CGIL). Interverrà Giovanni Mondello (ARTeD). Modereranno Patrizia Donato (Segretaria generale FLC-CCIL di Messina) e Mauro Federico (Coordinatore ANDU di Messina).</p>



<p>Per partecipare all’incontro cliccare <strong><u><a href="https://teams.microsoft.com/dl/launcher/launcher.html?url=%2F_%23%2Fmeet%2F3275372329375%3Fanon%3Dtrue&amp;type=meet&amp;deeplinkId=a88ec9ef-2ca3-49ff-a07b-1f143ba0f503&amp;directDl=true&amp;msLaunch=true&amp;enableMobilePage=true&amp;suppressPrompt=true" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a></u></strong>.</p>
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		<title>ANVUR: UNA DEVASTANTE AGENZIA DA ABOLIRE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 11:06:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[ANVUR: UNA DEVASTANTE AGENZIA DA ABOLIRE 1. &#160;L’ANVUR, imposta per commissariare l’Università, va abolita L’ANVUR è stata costituita nell’ottobre del 2006 per commissariare l’università (ricerca e didattica), utilizzando le ASN e la VQR che l’hanno snaturata, burocratizzandola, l’attività scientifica (v.&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2025/10/20/anvur-una-devastante-agenzia-da-abolire/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
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<p><strong>ANVUR: UNA DEVASTANTE AGENZIA DA ABOLIRE</strong></p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>L’ANVUR, imposta per commissariare l’Università, va abolita</strong></li>



<li><strong>Con la prossima Legge sui concorsi si aumenteranno i poteri dell’ANVUR</strong></li>



<li><strong>La ‘nuova’ ANVUR per rafforzare la lobby accademico-ministeriale</strong></li>



<li><strong>In Italia si mantiene l’ANVUR mentre in Francia la si abolisce</strong></li>



<li><strong>Indispensabile un progetto condiviso di riforma complessiva dell’Università</strong></li>
</ol>



<p><strong>1. &nbsp;L’ANVUR, imposta per commissariare l’Università, va abolita</strong></p>



<p>L’ANVUR è stata costituita nell’ottobre del 2006 per<strong> commissariare </strong>l’università (ricerca e didattica), utilizzando le ASN e la VQR che l’hanno snaturata, burocratizzandola, l’attività scientifica (v.<strong> nota 1</strong>). <strong></strong></p>



<p>L’ANVUR è stata voluta e difesa da una potente e trasversale <strong>lobby accademico-ministeriale</strong>. Questa lobby, a partire dal 1990 (legge Berlinguer-Ruberti sulla finta, e disgregante autonomia), ha operato e sta operando per smantellare il Sistema nazionale universitario, eliminando sempre più ogni forma di reale autonomia e di vera democrazia, sottomettendolo agli interessi economici privati. Questa lobby ha sempre <strong>condizionato</strong> pesantemente governi e parlamento (<strong>nota 2</strong>).</p>



<p>Già nel 2016 le Organizzazioni universitarie avevano criticato duramente il ruolo di questa Agenzia e da sempre l’ANDU ne chiede l’abolizione, ritenendola<strong> inemendabile</strong> (<strong>nota 3</strong>).</p>



<p>Sul ruolo dell’ANVUR si segnala l’analisi contenuta in un <strong><u><a href="https://www.flcgil.it/attualita/anvur-agenzia-che-diventa-governativa-con-intenzione-valutare-e-disciplinare-anche-saperi-e-conoscenze.flc">documento</a></u></strong> della FLC CGIL.</p>



<p><strong>Nota 1</strong>. L’ANDU ha denunciato questo ruolo già prima che il ministro Fabio Mussi istituisse questo <strong>micidiale strumento</strong> attraverso la solita <strong>legge blindata</strong> (articolo 2, comma 138 (sic!) del <strong><u><a href="https://www.normattiva.it/esporta/attoCompleto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2006-10-03&amp;atto.codiceRedazionale=006G0282">decreto legge</a></u></strong> n. 262 del 2006) e ha ‘monitorato’ e denunciato la sua attività da allora a oggi. Chi volesse conoscere le critiche dell’ANDU al progetto di costituzione di una Agenzia di valutazione può sentire/vedere l’intervento svolto al <strong>Forum dei DS</strong> a Milano nel febbraio del 2006. L’intervento si trova dal ‘tempo’ 2:28:48 del seguente <strong><a href="https://www.arcoiris.tv/scheda/it/4088/">video</a></strong>:</p>



<p><strong>Nota 2</strong>. Nella ‘trasformazione’ dell’Università un ruolo centrale ha avuto negli ultimi decenni il Gruppo di Pontignano. V. il punto 3. <em>Il ruolo di Luigi Berlinguer e del suo Gruppo di Pontignano”</em> in questo <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2024/11/18/numero-chiuso-pd-berrlinguer/">documento</a></u></strong>.  </p>



<p><strong>Nota 3.</strong> Nel novembre <strong>2016</strong> le <strong>Organizzazioni universitarie</strong> (ADI, ANDU, ARTeD, CIPUR, CISL-Università, CNRU, CNU, CONFSAL-CISAPUNI-SNALS, CoNPAss, CRNSU, Federazione UGL Università, FLC-CGIL, LINK, RETE29Aprile, SNALS-Docenti, UDU, UIL RUA), avevano denunciato «<strong>l’attacco alla libertà didattica e di ricerca</strong> portato avanti soprattutto attraverso l’ANVUR, un organismo voluto proprio per <strong>commissariare </strong>l’Università». (v. l’intero <strong><u><a href="https://view.officeapps.live.com/op/view.aspx?src=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2016%2F11%2FLegge-di-Stabilit%25C3%25A0-171.doc&amp;wdOrigin=BROWSELINK">documento</a></u></strong>).</p>



<p><strong>2. &nbsp;Con la prossima Legge sui concorsi si aumenteranno i poteri dell’ANVUR </strong><strong></strong></p>



<p>Con il <strong><u><a href="https://www.senato.it/show-doc?leg=19&amp;tipodoc=DDLPRES&amp;id=1459425&amp;idoggetto=0&amp;part=ddlpres_ddlpres1-articolato_articolato1">DDL 1518</a></u></strong> sui ‘nuovi’ concorsi e con gli <strong><u><a href="https://www.senato.it/leggi-e-documenti/disegni-di-legge/scheda-ddl?tab=testiEmendamenti&amp;did=59224">emendamenti</a></u></strong> approvati o in via di approvazione, il potere dell’ANVUR sarà notevolmente aumentato.</p>



<p>Infatti l’ANVUR si sostituirà alle commissioni delle ASN decidendo <strong>«specifici requisiti</strong>&nbsp;di produttività e di qualificazione scientifica»&nbsp;<strong>«</strong>individuati, per ciascun gruppo scientifico-disciplinare». Il possesso di tali requisiti sarà necessario per partecipare ai mantenuti finti concorsi locali.</p>



<p>Inoltre l’ANVUR definirà le linee-guida per la valutazione periodica dei nuovi ‘vincitori’ dei posti di professore (<strong>tagliando</strong>).</p>



<p>A questo proposito va ricordato che coloro che hanno voluto l’ANVUR ritenevano che sarebbe stato fondamentale dotare il sistema universitario e della ricerca pubblica di una Agenzia nazionale di valutazione. Agenzia che avrebbe dovuto effettuare periodiche valutazioni dei singoli docenti e dell’attività didattica e di ricerca e che, solo sulla base di questa corretta valutazione, si sarebbero dovuti stabilire ruoli, incarichi e avanzamenti di carriera.</p>



<p><strong>3. La ‘nuova’ ANVUR per rafforzare la lobby accademico-ministeriale</strong></p>



<p>Si vuole ora sostituire il <strong><u><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2010/05/27/010G0098/sg">regolamento attuale</a></u></strong> dell’ANVUR con un <strong><u><a href="https://documenti.camera.it/apps/nuovoSito/attiGoverno/schedaLavori/getTesto.ashx?leg=XIX&amp;file=0304.pdf">nuovo regolamento</a></u></strong> che doterà questa Agenzia di ulteriori poteri e la renderà ancora più dipendente dal governo di turno, e cioè &#8211; come sempre &#8211; dalla solita lobby accademico-ministeriale (<strong>nota 1</strong>).</p>



<p>Si tratta ancora una volta di una <strong>scelta imposta</strong> senza alcun coinvolgimento della comunità universitaria, usando peraltro uno strumento come il DPR che potrebbe risultare <strong>illegittimo</strong> (<strong>nota 2</strong>).</p>



<p><strong>Nota 1</strong>. Per individuare meglio le modifiche previste v. quanto <strong><u><a href="https://www.flcgil.it/files/pdf/20251013/testo-e-modifiche-dpr-76-2011-anvur-settembre-2025.pdf">elaborato</a></u></strong> dalla FLC CGIL</p>



<p><strong>Nota 2</strong>. Il DPR sull’ANVUR è legittimo? Se non lo fosse, per fare un nuovo regolamento occorrerebbe una <strong>nuova legge</strong>.</p>



<p>A pagina 3 del parere del Consiglio di Stato si legge:</p>



<p>«La Sezione osserva tuttavia che poiché l’effetto delegificante (attraverso il regolamento, <em>ndr</em>) può prodursi soltanto <strong>una tantum</strong>, ossia in occasione dell’esercizio del potere regolamentare cui la norma primaria che contiene l’autorizzazione alla delegificazione riconduce l’effetto abrogativo, e non può pertanto essere reiterato laddove esaurito (come la Sezione ha già osservato argomentando anche alla luce dell’articolo 17, comma 4-ter della legge n. 400 del 1988: cfr. parere n. 581 del 13 giugno 2025)».</p>



<p>Per leggere l’intero parere del CdS cliccare <strong><u><a href="https://documenti.camera.it/apps/nuovoSito/attiGoverno/schedaLavori/getTesto.ashx?leg=XIX&amp;file=0304_F002.pdf">qui</a></u></strong>.</p>



<p><strong>4. In Italia si mantiene l’ANVUR mentre in Francia la si abolisce</strong></p>



<p><strong>In Italia</strong> si sta ora ‘<strong>riformando</strong>’ l’ANVUR per mantenerla, nonostante le pesanti critiche ricevute fin dall’inizio anche da chi l’aveva voluta (<strong>nota 1</strong>).</p>



<p><strong>Invece in&nbsp;Francia, </strong>il 10 aprile 2025, l’Assemblea Nazionale ha&nbsp;<a href="https://www.telerama.fr/debats-reportages/pourquoi-le-hceres-instance-d-evaluation-des-universites-a-t-elle-ete-supprimee-7025190.php">votato</a>&nbsp;per l’<strong>abolizione</strong> della loro ANVUR, l’Haut Conseil de l’évaluation de la recherche et de l’enseignement supérieur (<strong>HCERES</strong>), accusato, tra l’altro, di&nbsp;avere&nbsp;<strong>burocratizzato&nbsp;e&nbsp;standardizzato</strong>&nbsp;la ricerca&nbsp;universitaria.</p>



<p>Questa scelta in Francia è avvenuta dopo un’ampia e partecipata <strong>discussione</strong>, che sta continuando, sul ruolo dell’HCERES. Una confronto pubblico che ha esplicitamente riguardato anche la necessità di cancellare questo Organismo, come ora sta avvenendo (<strong>nota 2</strong>).</p>



<p><strong>Nota 1.</strong> Già nel 2012 c’era stato un vero e proprio allarme dato che&nbsp;«a due anni di distanza dall’istituzione di questa Agenzia il risultato è magrissimo.». V.&nbsp;<em>Salvare il soldato ANVUR, un “bambino” da buttare</em> e <em>Abolire l’ANVUR per difendere l’autonomia e la libertà dell’Università </em>nel <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2014/02/07/abolire/">documento</a></u>&nbsp;</strong><em>Abolire l’ANVUR e le Abilitazioni</em><strong>.</strong></p>



<p>&nbsp;<strong>Nota 2.</strong> In particolare, nell’aprile scorso già 4600 docenti e ricercatori francesi hanno sottoscritto un <strong><u><a href="https://rogueesr.fr/tribune-hceres/">documento</a></u></strong> dove, tra l’altro, si legge: «L&#8217;abolizione dello Hcéres non è un salto nel vuoto: al contrario, apre la strada alla ricostruzione dei criteri di valutazione già compromessi, ma anche a un <strong>dibattito democratico sul ruolo dell&#8217;università</strong> e della ricerca nell&#8217;arena politica. Meglio ancora, porta con sé la <strong>speranza di voltare pagina</strong> dopo vent&#8217;anni di <strong>impoverimento</strong> e di promozione di un'&#8221;eccellenza&#8221; autoproclamata e anacronistica, che, come è dimostrato, non ha dato alcun frutto.»</p>



<p><strong>5. Indispensabile un progetto condiviso di riforma complessiva dell’Università </strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>In Italia la<strong> lobby trasversale</strong> accademico-ministeriale ha da decenni una visione complessiva su come demolire l’intero Sistema nazionale dell’Università statale.</p>



<p>Per contrastare questo progetto, ormai giunto nella sua fase finale, occorre contrapporgli un <strong>piano alternativo</strong> per rifondare l’università.</p>



<p>Qualsiasi iniziativa e qualsiasi movimento che non operi all’interno di un programma di <strong>riforma generale</strong> dell’Università è destinato a fallire, con il rischio che prevalgano logiche di appartenenza e interessi corporativi o sub-corporativi.</p>



<p>L’<strong>ANDU</strong> in questi decenni ha elaborato e proposto un’<strong>alternativa complessiva </strong>e dettagliata per <strong>rifondare l’Università</strong>.</p>



<p><strong>Come ricostruire l’Università tutta</strong></p>



<p>a. Diritto allo studio e numero chiuso.</p>



<p>b. Abolizione del precariato (non degli attuali precari) e nuovo reclutamento in un terzo livello di professore</p>



<p>c. Il ruolo unico dei professori</p>



<p>d. Autonomia del Sistema nazionale dell’Università</p>



<p>e. Gestione democratica degli Atenei</p>



<p>f. Finanziamento dell’Università per migliorare tutti gli Atenei</p>



<p><em>Per leggere la proposta dell’ANDU cliccare <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/02/05/per-una-riforma-complessiva-delluniversita/">qui</a></u></strong>.</em></p>



<p>= Per esprimere e/o leggere commenti sui contenuti di questo messaggio cliccare <a href="https://www.andu-universita.it/2025/06/14/concorsi-asn-anvur-mancini-crisanti-e-montanari/">qui</a>.</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Concorsi universitari. Le proposte di ANDU e FLC CGIL</title>
		<link>https://www.andu-universita.it/2025/09/22/concorsi-universitari-le-proposte-di-andu-e-flc-cgil/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 12:10:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[CONTRIBUTO alla discussione negli Atenei del DDL 1518 (Revisione delle modalità di accesso, valutazione e reclutamento del personale ricercatore e docente universitario) all’esame del Senato ANDU, FLC CGIL e Rete 29 Aprile hanno invitato&#160;a promuovere incontri di ateneo sul DDL&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2025/09/22/concorsi-universitari-le-proposte-di-andu-e-flc-cgil/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2025%2F09%2F22%2Fconcorsi-universitari-le-proposte-di-andu-e-flc-cgil%2F&amp;linkname=Concorsi%20universitari.%20Le%20proposte%20di%20ANDU%20e%20FLC%20CGIL" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2025%2F09%2F22%2Fconcorsi-universitari-le-proposte-di-andu-e-flc-cgil%2F&#038;title=Concorsi%20universitari.%20Le%20proposte%20di%20ANDU%20e%20FLC%20CGIL" data-a2a-url="https://www.andu-universita.it/2025/09/22/concorsi-universitari-le-proposte-di-andu-e-flc-cgil/" data-a2a-title="Concorsi universitari. Le proposte di ANDU e FLC CGIL"></a></p>
<p></p>



<p class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-aa13da2b23f8d47d05c8944b2aaf4925"><strong>CONTRIBUTO</strong></p>



<p>alla discussione negli Atenei del <strong><u><a href="https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01459425.pdf">DDL 1518</a></u></strong> (<em>Revisione delle modalità di accesso, valutazione e reclutamento del personale ricercatore e docente universitario</em>) all’esame del Senato</p>



<p><strong>ANDU, FLC CGIL e Rete 29 Aprile</strong> hanno invitato&nbsp;a promuovere <strong>incontri di ateneo</strong> sul DDL che si vuole fare diventare legge al più presto. L’esame del DDL <strong><u><a href="https://www.senato.it/CLS/pub/conv/0/7">riprenderà</a></u></strong> il 24 settembre 2025 nella Commissione Cultura del Senato.</p>



<p>Di seguito i contenuti delle posizioni sui Concorsi universitari elaborate da ANDU e da FLC CGIL (Rete 29 Aprile al momento non ha definito una propria posizione).</p>



<p>A <strong>Perugia</strong> è già stato convocato un incontro&nbsp;di ateneo (v. <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2025/09/INCONTRO-DI-ATENEO-Unipg-DDL1518-1.pdf">locandina</a></u></strong>).</p>



<p><strong>== Posizione dell’ANDU</strong></p>



<p><strong>Concorsi veramente nazionali a ogni livello o meglio il ‘buono posto’</strong></p>



<p>Per superare la cooptazione personale, spacciata per scelta autonoma degli atenei, occorre che ogni ingresso in tutte le figure pre-ruolo e di ruolo avvenga a livello nazionale con&nbsp;commissioni interamente sorteggiate&nbsp;tra tutti i professori, escludendo gli appartenenti agli atenei interessati, e prevedendo che non vi sia più di un commissario dello stesso ateneo. E per l’ingresso nel ruolo docente (che deve diventare unico), per indebolire ancor più la logica dell’appartenenza, le commissioni concorsuali devono stilare una&nbsp;graduatoria dei vincitori&nbsp;per consentire, a scalare, la scelta degli atenei in cui prendere servizio tra quelli dove sono previsti i posti.</p>



<p>Gli avanzamenti da un livello all’altro della docenza devono avvenire, a domanda, attraverso una valutazione individuale dell’attività di ricerca e didattica svolta dal docente da parte di una commissione nazionale composta come quella per i concorsi e, all’esito positivo, deve conseguire l’immediato e completo riconoscimento dell’avanzamento, senza ulteriori prove locali.</p>



<p>Nel&nbsp;transitorio, per i già abilitati a ordinario o ad associato da subito va previsto il passaggio automatico nella fascia superiore, coprendo l’eventuale maggior costo con specifici fondi nazionali (v.&nbsp;<em><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/02/05/per-una-riforma-complessiva-delluniversita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come ricostruire l’Università tutta</a></u></em>).</p>



<p>In alternativa, meglio uscire da ogni&nbsp;ipocrisia&nbsp;e consegnare al singolo professore ordinario il posto da occupare, consentendogli di scegliere senza infingimenti a chi assegnarlo, senza alcun mascheramento (abilitazione o requisiti nazionali, concorsi, scelta dell’Ateneo o del Dipartimento). Insomma si dia al singolo barone un ‘buono posto’, da spendere come vuole.</p>



<p><strong>== Posizione della FLC CGIL</strong></p>



<p><strong>Concorsi nazionali in alternativa alle ASN e ai concorsi locali</strong></p>



<p>La&nbsp;FLC CGIL&nbsp;ha recentemente elaborato una proposta&nbsp;per introdurre&nbsp;concorsi interamente nazionali, al posto delle ASN e dei concorsi locali.</p>



<p><strong>La composizione delle commissioni nazionali proposta dalla FLC CGIL</strong></p>



<p>“Le procedure concorsuali devono essere nazionali per tutto il personale strutturato e con una stretta periodicità. Quando furono previste concorsi e commissioni nazionali (tra 1980 e 1998), il livello di ingresso nei ruoli universitari fu mantenuto con procedure e commissioni locali. Il rafforzamento di un sistema nazionale in questa stagione, oltre che l’opportunità di contenere le tendenze alla cooptazione diretta, suggeriscono invece la necessità di prevedere per qualsiasi posizione concorsi su bandi e commissioni nazionali, a partire proprio dalle Tenure Track, con un numero di vincitori pari ai posti banditi (eliminando ogni logica di idoneità o rose tra cui scegliere), procedure in grado di valorizzare la mobilità, lo sviluppo di approcci o modelli teorici diversi, in sostanza la libertà di ricerca. Le scelte possono esser diverse, a partire da quella adottata nel 1979 con la chiamata delle strutture ma l’immissione di ruolo di tutti i vincitori per iniziativa ministeriale: quella preferenziale potrebbe esser la scelta della sede da parte dei vincitor (44). I concorsi, anche per evitare ricorso e affollamenti, devono esser continuativi, su base annuale o biennale, evitando ritardi e ingolfamenti.”</p>



<p>“La scelta dei commissari deve prevedere il sistema del sorteggio puro, perché la valutazione tra pari è una caratteristica fondante delle comunità scientifiche e accademica, propria di tutti i suoi componenti, mentre le procedure elettive impongono semplicemente l’indirizzo prevalente da un punto di vista numerico (a livello di Dipartimento o nazionale). Proprio per il profilo nazionale del sistema che si ritiene fondamentale rafforzare in questa stagione, il sorteggio deve avvenire tra tutti i docenti del settore a livello nazionale, senza loro preventive candidature, prevedendo specifiche esclusioni (45) ed esenzioni (46). Il sistema universitario italiano ha la necessità oggi di un rilancio immediato, che passa per una svolta sostanziale nelle politiche universitarie e nel finanziamento degli atenei, ma anche nella ricostruzione di procedure nazionali e trasparenti, in grado di garantire libertà di ricerca e di insegnamento, oltre che lo sviluppo di quelle relazioni cooperative che hanno a lungo caratterizzato la comunità scientifica internazionale. 44 Sulla base di una graduatoria nelle valutazioni o, nel caso di più indicazioni della stessa sede, procedure di scelta variamente modulabili.</p>



<p>44 &#8211; Sulla base di una graduatoria nelle valutazioni o, nel caso di più indicazioni della stessa sede, procedure di scelta variamente modulabili</p>



<p>45 &#8211; Ad esempio, CUN, Rettori, Direttori di Dipartimento, presenza in Commissioni nella tornata precedente, ecc.</p>



<p>46 &#8211; Ad esempio, didattica e impegni istituzionali per il periodo di impegno nella commissione.”</p>



<p>(da pag. 19 di UNA NUOVA STAGIONE PER L’UNIVERSITA’ ITALIANA, UN NUOVO RECLUTAMENTO DELLA DOCENZA UNIVERSITARIA &#8211; cliccare <strong><a href="https://www.flcgil.it/files/pdf/20250909/una-nuova-stagione-per-universita-concorsi-e-chiamate-settembre-2025.pdf">qui</a></strong>).</p>



<p>== Su questa stessa questione v. &nbsp;anche “Emendamento 1. [Abrogazione ASN e concorso nazionale per i professori]” contenuto nelle “PROPOSTE DI EMENDAMENTI SUL DISEGNO DI LEGGE A.S. 1518” elaborate dalla FLC CGIL. (cliccare <strong><a href="https://www.flcgil.it/files/pdf/20250909/proposte-di-emendamenti-al-ddl-as-1518-settembre-2025.pdf">qui</a></strong>).</p>



<p><strong>== Attuali differenze tra le proposte dell’ANDU e della FLC CGIL</strong></p>



<p>L’impianto di questa proposta&nbsp;coincide sostanzialmente&nbsp;con quello della proposta dell’ANDU. Tra le due proposte vi sono per ora alcune differenze sulla composizione delle commissioni, sulla scelta delle sedi da parte dei vincitori (v. nota), sull’applicazione delle prove nazionali anche per le figure pre-ruolo, sui modi per arrivare al docente unico e sul transitorio.</p>



<p>Tali attuali differenze possono costituire ulteriore motivo di&nbsp;confronto&nbsp;e di verifica, coinvolgendo il più possibile tutte le componenti dell’università e, in particolare, i&nbsp;precari. A cui ancor più dovrebbero interessare le modalità di svolgimento dei concorsi, e agli&nbsp;studenti&nbsp;ai quali sarebbe più utile una didattica svolta da docenti non condizionati dai loro ‘maestri’.</p>



<p>Nota. Questa posizione è presa in considerazione anche dalla stessa FLC CGIL (v. la nota 44 più sopra)</p>
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		<title>Concorsi solo nazionali al posto delle ASN e dei concorsi locali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Sep 2025 14:49:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[AL SENATO UNITI PER MANTENERE COMUNQUE LA COOPTAZIONE PERSONALE DA PARTE DEL SINGOLO ORDINARIO CONCORSI ESCLUSIVAMENTE NAZIONALI A TUTTI LIVELLI AL POSTO DELLE ASN E DEI CONCORSI LOCALI 1. Al Senato: nessuna discussione generale e confronto ‘segreto’ nel Comitato ristretto.&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2025/09/13/concorsi-solo-nazionali-al-posto-delle-asn-e-dei-concorsi-locali/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2025%2F09%2F13%2Fconcorsi-solo-nazionali-al-posto-delle-asn-e-dei-concorsi-locali%2F&amp;linkname=Concorsi%20solo%20nazionali%20al%20posto%20delle%20ASN%20e%20dei%20concorsi%20locali" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2025%2F09%2F13%2Fconcorsi-solo-nazionali-al-posto-delle-asn-e-dei-concorsi-locali%2F&#038;title=Concorsi%20solo%20nazionali%20al%20posto%20delle%20ASN%20e%20dei%20concorsi%20locali" data-a2a-url="https://www.andu-universita.it/2025/09/13/concorsi-solo-nazionali-al-posto-delle-asn-e-dei-concorsi-locali/" data-a2a-title="Concorsi solo nazionali al posto delle ASN e dei concorsi locali"></a></p>
<p></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-3271915668ff1fe691be500ae89ac1b9"><strong>AL SENATO UNITI PER MANTENERE COMUNQUE LA COOPTAZIONE PERSONALE DA PARTE DEL SINGOLO ORDINARIO</strong></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-10e9dcec2a77ba69480bea584be4a590"><strong>CONCORSI ESCLUSIVAMENTE NAZIONALI A TUTTI LIVELLI</strong> <strong>AL POSTO DELLE ASN E DEI CONCORSI LOCALI</strong></p>



<p><strong>1. </strong><strong>Al Senato: nessuna discussione generale e confronto ‘segreto’ nel Comitato ristretto.</strong></p>



<p><strong>2. </strong><strong>Inascoltate le proposte dell’ANDU nell’audizione nella Commissione</strong></p>



<p><strong>3. </strong><strong>La piaga della cooptazione da parte del singolo ordinario</strong></p>



<p><strong>4. </strong><strong>Con il DDL si ritorna al presente</strong></p>



<p><strong>5. </strong><strong>La ASN: una dannosa foglia di fico per coprire la cooptazione personale</strong></p>



<p><strong>6. </strong><strong>ANVUR. Il DDL e il DPR che lo riforma accrescono enormemente il suo potere</strong><strong></strong></p>



<p><strong>7. </strong><strong>Concorsi veramente nazionali a ogni livello o meglio il ‘buono posto’</strong></p>



<p><strong>8. </strong><strong>Dalla FLC-CGIL. Concorsi nazionali in alternativa alle ASN e ai concorsi locali</strong></p>



<p><strong>9. </strong><strong>Rinnovo richiesta confronto a Tomaso Montanari</strong></p>



<p><strong>1. Al Senato: nessuna discussione generale e confronto ‘segreto’ nel Comitato ristretto. Inascoltate le critiche e le proposte dell’ANDU nell’audizione nella Commissione</strong></p>



<p>La Commissione Cultura del Senato ha ‘<a href="https://www.senato.it/show-doc?tipodoc=SommComm&amp;leg=19&amp;id=1466039&amp;part=doc_dc-sedetit_isr"><strong>saltato</strong></a>’ la discussione generale sul <strong><u><a href="https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01459425.pdf">DDL 1518</a></u></strong> riguardante i concorsi universitari e nella <a href="https://www.senato.it/3536?shadow_organo=1190007"><strong>seduta 10 settembre 2025</strong></a> ha deciso di istituire un <strong>Comitato ristretto</strong>, una sede in cui si svolge un confronto senza alcuna informazione pubblica. Un Comitato ristretto si istituisce quando si pensa di potere trovare un accordo e in questo caso non dovrebbe essere difficile trovarlo visto che <strong>tutti</strong> i Gruppi, <strong>eccetto AVS</strong>, vogliono mantenere la cooptazione da parte del singolo ordinario cercando di camuffarla il meglio possibile (v. gli <a href="https://www.senato.it/show-doc?tipodoc=SommComm&amp;leg=19&amp;id=1472849&amp;part=doc_dc-allegato_a"><strong>emendamenti</strong></a> presentati). Va ricordato che attraverso un Comitato ristretto si è arrivati a produrre la devastante legge sul <strong>numero chiuso</strong> a Medicina (v. il <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/09/04/abolizione-del-numero-chiuso-una-devastante-menzogna/">documento</a></u></strong> <em>Abolizione del numero chiuso. Una devastante menzogna</em>).</p>



<p><strong>2. Inascoltate le proposte dell’ANDU nell’audizione nella Commissione</strong></p>



<p>Nell’<strong>audizione</strong> del 9 luglio 2025 l’<strong>ANDU</strong> aveva esposto nella Commissione Cultura del Senato le proprie critiche al DDL, avanzato proposte alternative (v. primo intervento nel <strong><u><a href="https://webtv.senato.it/webtv/commissioni/accesso-alla-docenza-universitaria-0">video</a></u></strong> delle audizioni).</p>



<p>Alla stessa Commissione l’ANDU aveva presentato un <strong><u><a href="https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg19/attachments/documento_evento_procedura_commissione/files/000/433/689/ANDU.docx.pdf">contributo</a></u></strong> scritto.</p>



<p><strong>3. La piaga della cooptazione da parte del singolo ordinario</strong></p>



<p>Nell’Università italiana <strong>lo sanno tutti</strong> (dai dottorandi agli ordinari) che le prove concorsuali &#8211; a tutti i livelli &#8211; sono <strong>una farsa</strong>: il posto viene di fatto assegnato a un singolo professore ordinario, che a sua volta lo assegna al suo prescelto attraverso un finto concorso, esercitando così il potere di nascita e di vita del suo allievo. Questa modalità di scelta è in vigore per i posti di associato e di ordinari a partire dalla <strong><u><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1998-07-06&amp;atto.codiceRedazionale=098G0262">Legge Berlinguer</a></u></strong> del 1998 e anche prima da sempre è applicata per tutte le altre figure (assistenti, ricercatori, assegnisti, borsisti, dottorandi).</p>



<p>La <strong>cooptazione personale</strong> in Italia è sempre stata una <strong>piaga</strong> che, tra l’altro, produce fenomeni come nepotismo, familismo, clientelismo, arbitrii, etc. Questi fenomeni a volte vengono ‘intercettati’ dalla magistratura, facendoli emergere come <strong>scandali</strong>, mentre invece sono ‘solo’ espressioni di un <strong>sistema di potere</strong>.</p>



<p>Va aggiunto che il sistema della cooptazione personale porta quasi tutti a <strong>condividere o subire in silenzio</strong> i provvedimenti che hanno devastato l’Università italiana: finta autonomia degli Atenei, strapotere dell’ANVUR e della CRUI, Rettori sovrani assoluti, precariato, numero chiuso, gerarchizzazione della docenza, etc.</p>



<p><strong>4. Con il DDL si ritorna al presente</strong></p>



<p>«Ritorno al passato», «un grave passo indietro». Queste sono solo alcune delle critiche rivolte al DDL governativo, spesso da parte di chi, dopo oltre un decennio di ASN, <strong>solo ora</strong> si preoccupa delle modalità di reclutamento (<strong>v. nota</strong>).</p>



<p>In realtà il vero e principale obiettivo del DDL è il <strong>mantenimento della cooptazione personale</strong>. E infatti il DDL prevede che le ‘nuove’ commissioni concorsuali siano formate da un membro interno e da quattro membri esterni. È noto a tutti che la presenza di <strong>un solo membro locale</strong> in qualsiasi tipo di commissione basta e avanza per predeterminare il risultato del ‘concorso’: vincerà l’allievo del membro interno, per il quale è bandito il ‘concorso’. Peraltro, per maggiore ‘sicurezza’, è previsto che i quattro membri esterni saranno «individuati dalla stessa università» tra i sorteggiati in una lista di «docenti disponibili»; cioè, in definitiva, saranno scelti dall’Università direttamente interessata, ovvero saranno scelti dal professore che è riuscito a farsi bandire, e gestirà, il suo finto concorso.</p>



<p>Il fatto è che, ancora una volta, siamo in presenza di una <strong>riforma ‘tancrediana’</strong> («Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi»).</p>



<p><strong>NOTA.</strong> Il DDL si è basato su una proposta <strong>condivisa da tutti</strong> i componenti dell’apposito <strong><u><a href="https://www.mur.gov.it/it/news/venerdi-20092024/universita-firmato-dm-gruppo-di-lavoro-su-riforma-del-sistema-universitario">Gruppo</a></u></strong> di lavoro ministeriale. Tra i componenti del Gruppo, istituito per riformare la Legge cosiddetta Gelmini e coordinato da Marco Mancini, vi sono anche esponenti della CRUI, del CUN, dell’ANVUR, del CNSU e del CNVR, come ha tenuto a precisare lo stesso Mancini nell’audizione dell’8 luglio 2025 nella Commissione Cultura del Senato (il suo intervento di al ‘tempo’ 0:46:50 del <a href="https://webtv.senato.it/webtv/commissioni/accesso-alla-docenza-universitaria"><strong>video</strong></a> dell’audizione).</p>



<p>Nel frattempo <strong><u><a href="https://phd.uniroma1.it/web/MARCO-MANCINI_nC1067_IT.aspx">Marco Mancini</a></u></strong> è stato <strong><u><a href="https://www.lincei.it/it/notizie/il-socio-marco-mancini-nuovo-segretario-generale-del-mur">nominato</a></u></strong> <strong>Segretario generale del MUR</strong>.&nbsp;</p>



<p><strong>5. La ASN: una dannosa foglia di fico per coprire la cooptazione personale</strong></p>



<p>L’introduzione dell’ASN non ha intaccato il localismo, che in realtà è la cooptazione personale, ovvero la libertà del singolo ordinario di promuovere chi vuole.</p>



<p>Come ha anche riconosciuto <strong>Giovanni Belardelli</strong> sul <a href="https://www.rivistailmulino.it/a/la-lunga-marcia-della-carriera-universitaria"><strong>Mulino</strong></a>, «L’Asn ha confermato la <strong>deriva localistica</strong> come caratteristica di fondo del nostro sistema universitario.»</p>



<p>La ASN ha inoltre prodotto un’inflazione di pubblicazioni, con all’abbattimento della qualità della ricerca (<strong>un tanto al chilo</strong>).</p>



<p>La ASN è stata ‘solo’ la <strong>foglia di fico</strong> per coprire l’assoluta libertà di scelta del ‘padrone’ del posto bandito.</p>



<p>Peraltro, come era stato evidenziato dall’ANDU e come ha poi chiarito <strong>Marco Mancini</strong>, la ASN non è stata abolita: il ‘lavoro’ che hanno fatto le commissioni verrebbe svolto direttamente dall’ANVUR (<strong>nota</strong>). Secondo lo stesso Mancini così si introdurrà una procedura più agile, più rapida e meno costosa (v. ancora al ‘tempo’ 0:46:50 del <a href="https://webtv.senato.it/webtv/commissioni/accesso-alla-docenza-universitaria"><strong>video</strong></a> della sua audizione).&nbsp;</p>



<p><strong>NOTA.</strong> Il ruolo delle <strong>ASN</strong> infatti verrà di fatto assunto dall’ANVUR che stabilirà <strong>«specifici requisiti</strong> di produttività e di qualificazione scientifica» <strong>«</strong>individuati, per ciascun gruppo scientifico-disciplinare», operando quindi, nella sostanza, seguendo una ‘logica’ quantitativa, come hanno fatto le ASN.</p>



<p><strong>6. ANVUR. Il DDL e il DPR che lo riforma accrescono enormemente il suo potere</strong></p>



<p>C’è chi ha sostenuto che con l’abolizione delle ASN verrebbero drasticamente ridimensionati il ruolo dell’ANVUR. In realtà l’ANVUR, oltre che a sostituirsi di fatto alle attuali Commissioni delle ASN, quasi certamente non sarà estranea nella definizione delle «<strong>linee-guida per la valutazione</strong>, dopo due anni dalla presa di servizio e con cadenza triennale per la durata del rapporto di lavoro, dei vincitori» dei ‘nuovi’ concorsi (un <strong>tagliando</strong>).</p>



<p>A questo proposito va nuovamente ricordato che la <strong>valutazione del singolo docente</strong> era inizialmente un obiettivo di chi ha voluto l’ANVUR sostenendo che sarebbe stato fondamentale dotare il sistema universitario e della ricerca pubblica di una Agenzia nazionale di valutazione che effettuasse periodiche valutazioni dei singoli docenti e dell’attività didattica e di ricerca e che, solo sulla base di questa corretta valutazione, si stabilissero ruoli, incarichi e avanzamenti di carriera.</p>



<p>L’ANVUR, quindi, continuerà a <strong>commissariare </strong>l’Università italiana, accrescendo il suo controllo sulla ricerca interferendo ancora di più sulla carriera dei singoli professori.</p>



<p>E per non lasciare alcun dubbio sul <strong>ruolo dell’ANVUR</strong>, il Consiglio dei Ministri ha approvato l’11 settembre 2025 un DPR che <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/universita-valutate-anche-competenze-e-lavoro-studenti-AHHRJuZC"><strong>riforma</strong></a> la stessa ANVUR, ampiandone ulteriormente il potere.</p>



<p>Tutto questo <strong>mentre in Francia</strong> è stata recentemente votata l’abolizione dell’HCERES, un’analoga istituzione accusata, tra l’altro, di&nbsp;avere <strong>burocratizzato&nbsp;e&nbsp;standardizzato&nbsp;la ricerca </strong>universitaria. (v. al punto 4 di <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/06/14/concorsi-asn-anvur-mancini-crisanti-e-montanari/">questo documento</a></u></strong>).</p>



<p><strong>7. Concorsi veramente nazionali a ogni livello o meglio il ‘buono posto’</strong></p>



<p>Per superare la cooptazione personale, spacciata per scelta autonoma degli atenei, occorre che ogni ingresso in tutte le figure pre-ruolo e di ruolo avvenga a livello nazionale con <strong>commissioni interamente sorteggiate</strong> tra tutti i professori, escludendo gli appartenenti agli atenei interessati, e prevedendo che non vi sia più di un commissario dello stesso ateneo. E per l’ingresso nel ruolo docente (che deve diventare unico), per indebolire ancor più la logica dell’appartenenza, le commissioni concorsuali devono stilare una <strong>graduatoria dei vincitori</strong> per consentire, a scalare, la scelta degli atenei in cui prendere servizio tra quelli dove sono previsti i posti.</p>



<p>Gli avanzamenti da un livello all’altro della docenza devono avvenire, a domanda, attraverso una valutazione individuale dell’attività di ricerca e didattica svolta dal docente da parte di una commissione nazionale composta come quella per i concorsi e, all’esito positivo, deve conseguire l’immediato e completo riconoscimento dell’avanzamento, senza ulteriori prove locali.</p>



<p>Nel <strong>transitorio</strong>, per i già abilitati a ordinario o ad associato da subito va previsto il passaggio automatico nella fascia superiore, coprendo l’eventuale maggior costo con specifici fondi nazionali (v. <strong><em><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/02/05/per-una-riforma-complessiva-delluniversita/">Come ricostruire l’Università tutta</a></u></em></strong>).</p>



<p><strong>In alternativa</strong>, meglio uscire da ogni <strong>ipocrisia</strong> e consegnare al singolo professore ordinario il posto da occupare, consentendogli di scegliere senza infingimenti a chi assegnarlo, senza alcun mascheramento (abilitazione o requisiti nazionali, concorsi, scelta dell’Ateneo o del Dipartimento). Insomma si dia al singolo barone un ‘<strong>buono posto</strong>’, da spendere come vuole.</p>



<p><strong>8. Dalla FLC CGIL. Concorsi nazionali in alternativa alle ASN e ai concorsi locali</strong></p>



<p>La <strong>FLC CGIL</strong> ha recentemente elaborato una <strong><u><a href="https://www.flcgil.it/files/pdf/20250909/proposte-di-emendamenti-al-ddl-as-1518-settembre-2025.pdf">proposta</a></u></strong> per introdurre <strong>concorsi interamente nazionali</strong>, al posto delle ASN e dei concorsi locali.</p>



<p>L’impianto di questa proposta <strong>coincide sostanzialmente</strong> con quello della proposta dell’ANDU. Tra le due proposte vi sono per ora alcune differenze sulla composizione delle commissioni, sulla scelta delle sedi da parte dei vincitori, sull’applicazione delle prove nazionali anche per le figure pre-ruolo, sui modi per arrivare al docente unico e sul transitorio.</p>



<p>Tali attuali differenze possono costituire ulteriore motivo di <strong>confronto</strong> e di verifica, coinvolgendo il più possibile tutte le componenti dell’università e, in particolare, i <strong>precari</strong>. A cui ancor più dovrebbero interessare le modalità di svolgimento dei concorsi, e agli <strong>studenti</strong> ai quali sarebbe più utile una didattica svolta da docenti non condizionati dai loro ‘maestri’.</p>



<p>Sui contenuti del DDL governativo e sulle possibili soluzioni alternative <strong>ANDU, FLC CGL e Rete 29 Aprile</strong> promuoveranno <strong>negli atenei</strong> iniziative di confronto pubblico aperto a tutte le componenti.</p>



<p><strong>9. Rinnovo richiesta confronto a Tomaso Montanari</strong></p>



<p>Nel punto 8 del <a href="https://www.andu-universita.it/2025/06/14/concorsi-asn-anvur-mancini-crisanti-e-montanari/"><strong>documento</strong></a> <em>Concorsi, ASN, ANVUR – Mancini, Crisanti, Montanari</em> l’ANDU ha proposto a <strong>Tomaso Montanari</strong> (finora senza alcun riscontro) un confronto anche pubblico tra le sue posizioni (v. il punto 7 del documento) e quelle dell’ANDU sul DDL governativo. Una richiesta di confronto che l’ANDU rinnova e che potrebbe anche partire dalla sua <strong>dura critica</strong> agli attuali concorsi (<strong>nota</strong>).</p>



<p><strong>NOTA</strong>. Tomaso Montanari nel 2021 scriveva:</p>



<p>«E, per dirla proprio tutta, che paura può fare alla mafia un’università sempre più devastata da fenomeni di corruzione, di potere, di <strong>concorsi truccati</strong>? Fenomeni per i quali le procure ravvisano il reato di associazione a delinquere, e i giornali parlano di “mentalità mafiosa”: perché fondata sull’appartenenza a <strong>clan accademici</strong>, perché violentemente vendicativa, fortemente gerarchica e acritica. Davvero pensiamo che questa università possa fare paura alla mafia?» da: <strong><a href="https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2021/03/25/la-scuola-che-fa-paura-alla-mafia/">La scuola che fa paura alla mafia</a></strong>.</p>



<p></p>
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		<title>ABOLIZIONE DEL NUMERO CHIUSO. UNA DEVASTANTE MENZOGNA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 06:23:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[ATTACCO ALLA LIBERTA’ DELL’INSEGNAMENTO UNIVERSITARIO TRE TEST (MA ANCHE SEI) AL POSTO DI UNO DECIMAZIONE DOPO SEI MESI PER MIGLIAIA DI STUDENTI 1. Gravissimo e incostituzionale attacco alla libertà dell’insegnamento 2. Tre test (ma anche sei) al posto di uno,&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2025/09/04/abolizione-del-numero-chiuso-una-devastante-menzogna/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
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<p></p>



<p><strong>ATTACCO ALLA LIBERTA’ DELL’INSEGNAMENTO UNIVERSITARIO</strong></p>



<p><strong>TRE TEST (MA ANCHE SEI) AL POSTO DI UNO</strong></p>



<p><strong>DECIMAZIONE DOPO SEI MESI PER MIGLIAIA DI STUDENTI</strong></p>



<p><strong>1. Gravissimo e incostituzionale attacco alla libertà dell’insegnamento</strong></p>



<p><strong>2. Tre test (ma anche sei) al posto di uno, con maggiori costi e molti più ricorsi</strong></p>



<p><strong>3. Studenti come cavie con la complicità di quasi tutti i partiti</strong></p>



<p><strong>4. Una modalità di selezione destinata anch’essa al fallimento come in Francia</strong></p>



<p><strong>5. Meglio il sorteggio al posto della lotteria dei test</strong></p>



<p><strong>6. Intervista all’ANDU e all’ANAAO su TrendSanità</strong></p>



<p><em>La Legge sul numero chiuso a Medicina ha stabilito che gli esami di profitto (in realtà dei <strong>‘normali’ test</strong>) dei tre insegnamenti previsti si svolgeranno nella stessa data e contemporaneamente in tutte le università in cui è attivo il “semestre filtro”.</em></p>



<p><em>Ciascuna prova d’esame si svolgerà attraverso un ‘classico’ test che potrà essere <strong>ripetuto</strong> dopo circa 15 giorni (secondo appello).</em></p>



<p><em>Sulla base dei punteggi ricevuti si formerà una graduatoria nazionale per l’attribuzione dei previsti circa 20.000 posti (per gli <strong>oltre 60.000 iscritti</strong>) per proseguire nel corso di laurea in Medicina. Il semestre filtro potrà essere ripetuto per altre due volte.</em></p>



<p><strong>1. Gravissimo e incostituzionale attacco alla libertà dell’insegnamento</strong></p>



<p>La sostituzione dell’esame svolto dal docente che ha tenuto il corso, con un impersonale <strong>unico esame-test nazionale</strong> rappresenta una gravissima e incostituzionale novità che lede l’autonomia didattica (robotizzazione dell’insegnamento universitario).</p>



<p><strong>2. Tre test (ma anche sei) al posto di uno, con maggiori costi e molti più ricorsi</strong></p>



<p>Dopo un <strong>semestre di due mesi</strong> scatterà lo sbarramento del numero chiuso che impedirà a oltre 55 mila studenti di continuare gli studi di Medicina. A questo vero e proprio massacro uno studente si potrà sottoporre per tre volte (tre anni), perfino un anno in più che in Francia.</p>



<p>Si doveva abolire l’attuale “<strong>immondo</strong>” test e invece se ne vogliono introdurre tre che possono diventare sei.</p>



<p>Si doveva farla finita con l’<strong>industria </strong>della preparazione ai test e invece la si rende di gran lunga più florida (preparazione prima dell’ingresso, sostegno allo studio delle tre materie, preparazione ai tre, ma anche sei, test-esame).</p>



<p>Si dovevano impedire i <strong>ricorsi</strong> amministrativi e invece se ne avranno molto di più e molto più facili.</p>



<p><strong>3. Studenti come cavie con la complicità di quasi tutti i partiti</strong></p>



<p>I giovani da troppi anni sono utilizzati come <strong>cavie</strong>, sottoponendoli a fantasiose e sempre disastrose modalità di ingresso a medicina: per tanti anni si è avuto un solo test variamente ‘calibrato’, poi 4 test negli ultimi due anni delle superiori, poi di nuovo un solo test e ora il “semestre filtro” con ancora tanti test.</p>



<p>Quest’ultima modalità di selezione, che si ispira all’esperienza francese, sarà di gran lunga <strong>la più disastrosa</strong> per migliaia di studenti che si saranno sottoposti a un inutile e pesantissimo impegno di studio, con enormi costi per le famiglie che si potranno permettere di ‘supportare’ gli studi dei propri figli.</p>



<p>Tutto questo avverrà grazie al <strong>supino consenso</strong> dato da <strong>tutti i partiti</strong>, eccetto AVS, che hanno accettato la selezione alla francese (v. il <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/03/07/numero-chiuso-baratro-bernini-e-non-opposizione-pd-e-m5s/">documento</a></u></strong> Numero chiuso. Baratro Bernini e non opposizione di PD e M5S).</p>



<p><strong>4. Una modalità di selezione destinata anch’essa al fallimento come in Francia</strong></p>



<p>In Parlamento, durante tutto l’iter che ha portato all’introduzione del “semestre filtro”, <strong>nessuno</strong> ha mai speso una sola parola sulle drammatiche conseguenze che l’analoga modalità di selezione ha prodotto e produce nella stessa Francia dove quel sistema è <strong>fortemente criticato</strong> per avere prodotto danni formativi e psicologici enormi agli oltre 80% degli iscritti che sono stati ogni anno espulsi con la ghigliottina del numero chiuso.</p>



<p>In Francia quel modello, si ripete, è stato definito un «<strong>massacro generazionale</strong>», una «<strong>macelleria didattica</strong>», una «<strong>catastrofe</strong>», un «<strong>calvario</strong>», un «<strong>inferno</strong>», una «<strong>fossa dei leoni</strong>», una «<strong>follia</strong>».</p>



<p>E nel settembre del 2019 lo stesso&nbsp;<strong>Emmanuel Macron</strong>&nbsp;lo ha definito «<strong>obsoleto</strong>», «<strong>ingiusto</strong>»,&nbsp;«<strong>inefficace</strong>» (<strong><a href="https://www.lemonde.fr/campus/article/2018/09/06/vers-la-fin-du-numerus-clausus-en-medecine_5351150_4401467.html">Le Monde</a></strong>).</p>



<p><strong>5. Meglio il sorteggio al posto della lotteria dei test</strong></p>



<p>L’ANDU, inascoltata, ha più volte chiesto di evitare lo <strong>scempio</strong> del numero chiuso alla francese e ha avanzato dettagliate proposte alternative per <strong>superare gradualmente</strong> il numero chiuso.</p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Uno dei tanti appelli è stato quello rivolto al Senato con un documento inviato alla Commissione Cultura.</p>



<p>In quel <strong>contributo</strong> si sono trattati i seguenti punti:</p>



<p>1. Perché il numero chiuso va abolito</p>



<p>2. Il sorteggio meglio della lotteria dei test</p>



<p>3. Il numero chiuso simil-francese: un «massacro generazionale»</p>



<p>Per leggere l’intero testo del documento presente nel sito del Senato cliccare <strong><u><a href="https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg19/attachments/documento_evento_procedura_commissione/files/000/428/919/Associazione_nazionale_docenti_universitari_ANDU_.pdf">qui</a></u></strong>.</p>



<p><strong>6. Intervista all’ANDU e all’ANAAO su TrendSanità</strong><strong></strong></p>



<p>&nbsp;&#8220;Dalla selezione all’illusione: perché il nuovo modello d’ingresso a Medicina fa discutere</p>



<p>&nbsp;Semestre aperto al posto dei test d’ingresso a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria: più equità o solo una nuova selezione? A TrendSanità le riflessioni dell’Associazione Nazionale Docenti Universitari e di ANAAO ASSOMED&#8221;</p>



<p>Per leggere l&#8217;intervista cliccare <strong><a href="https://trendsanita.it/dalla-selezione-allillusione-perche-il-nuovo-modello-dingresso-a-medicina-fa-discutere/">qui</a></strong>.</p>



<p></p>
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		<title>Concorsi, ASN, ANVUR – Mancini, Crisanti, Montanari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jun 2025 14:25:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[ABILITAZIONI, CONCORSI, ANVUR MANCINI, CRISANTI E MONTANARI SUL DDL CHE ‘ABOLISCE’ LE ASN RIMANE LA PIAGA DELLA COOPTAZIONE DEL SINGOLO BARONE LA PROVOCAZIONE DI CRISANTI: I CONCORSI SONO FINTI LA SOLUZIONE: CONCORSI VERAMENTE NAZIONALI IN ITALIA AUMENTA IL POTERE DELL’ANVUR&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2025/06/14/concorsi-asn-anvur-mancini-crisanti-e-montanari/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2025%2F06%2F14%2Fconcorsi-asn-anvur-mancini-crisanti-e-montanari%2F&amp;linkname=Concorsi%2C%20ASN%2C%20ANVUR%20%E2%80%93%20Mancini%2C%20Crisanti%2C%20Montanari" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2025%2F06%2F14%2Fconcorsi-asn-anvur-mancini-crisanti-e-montanari%2F&#038;title=Concorsi%2C%20ASN%2C%20ANVUR%20%E2%80%93%20Mancini%2C%20Crisanti%2C%20Montanari" data-a2a-url="https://www.andu-universita.it/2025/06/14/concorsi-asn-anvur-mancini-crisanti-e-montanari/" data-a2a-title="Concorsi, ASN, ANVUR – Mancini, Crisanti, Montanari"></a></p>
<p class="has-text-align-center"></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<h4 class="wp-block-heading has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-af8a9ebc1e2f1a971a8b34cc0acad7c5"><strong><em>ABILITAZIONI, CONCORSI, ANVUR</em></strong></h4>



<h4 class="wp-block-heading has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-5163f26234057876b4dba1aa5a25945a"><strong>MANCINI, CRISANTI E MONTANARI SUL DDL CHE ‘ABOLISCE’ LE ASN</strong></h4>



<p class="has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-ec20977b82b36e0cb808feb735c68b89"><strong>RIMANE LA PIAGA DELLA COOPTAZIONE DEL SINGOLO BARONE</strong></p>



<p class="has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-755ee24b3d6143986b56dbba86111bef"><strong>LA PROVOCAZIONE DI CRISANTI: I CONCORSI SONO FINTI</strong></p>



<p class="has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-0e2846a174d6660c1f09b219214a7657"><strong>LA SOLUZIONE: CONCORSI VERAMENTE NAZIONALI</strong></p>



<p class="has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-f4d80051ea8cfc4824b808924109101d"><strong>IN ITALIA AUMENTA IL POTERE DELL’ANVUR</strong></p>



<p class="has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-9c2057beb66d7e1687a54d9110f6fd72"><strong>IN FRANCIA IL PARLAMENTO HA VOTATO</strong> <strong>L’ABOLIZIONE DELL’ HCERES, LA LORO ‘ANVUR’’</strong></p>
</blockquote>



<p></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>1. </strong><strong>Marco Mancini sui ‘nuovi’ concorsi universitari</strong></li>



<li><strong>2. </strong><strong>In Italia si mantiene e rafforza l’ANVUR</strong></li>



<li><strong>3. </strong><strong>L’ANVUR era stata progettata proprio per commissariare l’Università italiana</strong></li>



<li><strong>4. </strong><strong>Il Parlamento francese invece ha appena votato l’abolizione della sua ‘ANVUR’</strong></li>



<li><strong>5. </strong><strong>Sempre e comunque la piaga della cooptazione del singolo barone, nel silenzio</strong></li>



<li><strong>6. </strong><strong>Concorsi veramente nazionali a ogni livello</strong></li>



<li><strong>7. </strong><strong>Montanari: senza la ASN si peggiora nettamente. Ma il peggio c’era e ci sarà</strong></li>



<li><strong>8. </strong><strong>Una proposta a Montanari</strong></li>
</ul>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-8fd0032067d1973350dc5669ea83a172"><strong>1. Marco Mancini sui ‘nuovi’ concorsi universitari</strong></p>



<p>Marco Mancini ha illustrato/commentato il <a href="https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/443282.pdf"><strong>Disegno di Legge</strong></a> governativo sui concorsi universitari sul Sole 24 ore del 27 maggio 2025 con un intervento dal titolo <em>Come saranno le nuove regole per i concorsi della docenza universitaria</em> (v. <strong>nota 1</strong>).</p>



<p>Nel suo intervento Marco Mancini afferma, tra l’altro, che il DDL servirebbe a semplificare e velocizzare le carriere dei docenti (<strong>abolizione dell’ASN</strong>), omogeneizzare e semplificare i <strong>concorsi locali</strong> (commissioni con quattro membri sorteggiati e uno locale), a<strong> valutare periodicamente</strong> il nuovo docente con effetto premiale/non premiale per la struttura che ha bandito e svolto il concorso.</p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-7c7aeaa063be8ce30295613360218256"><strong>2. In Italia si mantiene e rafforza l’ANVUR</strong></p>



<p>Già l’ANDU aveva commentato un precedente intervento di <strong>Ernesto Galli della Loggia</strong> sul Corriere della Sera del 21 maggio 2025, dando una diversa ‘lettura’ dei contenuti del DDL (v. il <a href="https://www.andu-universita.it/2025/05/23/concorsi-veramente-nazionali-o-meglio-i-buoni-posto/"><strong>documento</strong></a> <em>Concorsi veramente nazionali o meglio i ‘buoni posto’</em>).</p>



<p>Marco Mancini ha sostanzialmente ribadito le opinioni di Galli della Loggia, ma in maniera più ‘<strong>cauta</strong>’.</p>



<p>Mancini, a <strong>differenza</strong> di Galli della Loggia, non si spinge a sostenere che con l’abolizione delle ASN <strong>«</strong>vengono drasticamente ridimensionati anche i relativi poteri dell’ANVUR» che <strong>«</strong>aveva determinato indirettamente e in modo per lo più <strong>nefasto</strong> l’orientamento e l’attività scientifica dell’università italiana», come aveva scritto Galli della Loggia.</p>



<p>In realtà <strong>«</strong>nefasti» <strong>poteri</strong> dell’ANVUR diventeranno <strong>esclusivi</strong> perché, di fatto, essa <strong>sostituirà</strong> le attuali Commissioni per le ASN stabilendo <strong>«</strong>specifici requisiti di produttività e di qualificazione scientifica» <strong>«</strong>individuati, per ciascun gruppo scientifico-disciplinare». Solo chi possiederà questi requisiti sarà <strong>abilitato</strong> a partecipare ai concorsi locali. Insomma <strong>morta una ASN se ne fa un’altra</strong>.</p>



<p>E la stessa ANVUR &#8211; quasi certamente &#8211; non sarà estranea nella definizione delle <strong>«</strong>linee-guida per la valutazione, dopo due anni dalla presa di servizio e con <strong>cadenza triennale</strong> per la durata del rapporto di lavoro, dei vincitori» dei ‘nuovi’ concorsi (un <strong>tagliando</strong>).</p>



<p>L’<strong>ANVUR</strong>, quindi, continuerà a <strong>commissariare</strong> l’Università italiana, accrescendo il suo <strong>controllo </strong>sulla ricerca e ora, probabilmente, interferendo sulla <strong>carriera</strong> dei singoli professori.</p>



<p>A questo proposito va ricordato che la <strong>valutazione del singolo docente</strong> era inizialmente un obiettivo di chi ha voluto l’ANVUR sostenendo che sarebbe stata fondamentale dotare il sistema universitario e della ricerca pubblica dell’Agenzia nazionale di valutazione che effettuasse periodiche <strong>valutazioni dei singoli docenti e dell’attività didattica e di ricerca</strong> e che, <strong>solo</strong> sulla base di questa corretta valutazione, si stabilissero ruoli, incarichi e avanzamenti di <strong>carriera</strong>.»</p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-8dadab729c3a61f88f907a55c8b56f38"><strong>3. L’ANVUR era stata progettata proprio per commissariare l’Università italiana</strong></p>



<p>Già nel novembre <strong>2016</strong> le <strong>Organizzazioni universitarie</strong> (ADI, ANDU, ARTeD, CIPUR, CISL-Università, CNRU, CNU, CONFSAL-CISAPUNI-SNALS, CoNPAss, CRNSU, Federazione UGL Università, FLC-CGIL, LINK, RETE29Aprile, SNALS-Docenti, UDU, UIL RUA), avevano <strong>denunciato</strong> «l’<strong>attacco</strong> alla libertà didattica e di ricerca portato avanti soprattutto attraverso l’ANVUR, un organismo voluto proprio per <strong>commissariare l’Università</strong>», tutto questo nel quadro di un <strong>«</strong>decennale progetto di <strong>smantellamento </strong>del Sistema nazionale degli atenei che svolgano una qualificata attività di formazione e di ricerca, perché si vogliono ridurre a poche unità gli <strong>Atenei ‘veri’</strong>, costringendo alla chiusura o all’emarginazione tutti gli altri. Un obiettivo che si sta raggiungendo anche attraverso il <strong>blocco</strong> del turn over, l’espansione di un <strong>precariato senza sbocchi</strong> e il <strong>taglio</strong> dei finanziamenti.» (v. il <a href="https://www.andu-universita.it/2016/11/16/commissariamento/"><strong>documento</strong></a> <em>Il commissariamento dell’Università</em>).</p>



<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong>Precedentemente, all’inizio del 2006, l’<strong>ANDU</strong> era intervenuta alla presentazione del <strong>Disegno di Legge dei DS</strong> per l’istituzione dell’Agenzia di valutazione.</p>



<p>L’ANDU ha allora criticato duramente quel provvedimento proprio perché avrebbe determinato il commissariamento dell’Università (v.&nbsp;<a href="http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Flash&amp;d_op=getit&amp;id=4088"><strong>video</strong>,</a>&nbsp;dell’intervento dell’ANDU,&nbsp;<em>da min 148:33, al Forum dei DS a Milano nel febbraio del 2006</em>).</p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-ce661b05b74b4539a7e436e6762631ad"><strong>4. Il Parlamento francese invece ha appena votato l’abolizione della sua ‘ANVUR’</strong></p>



<p>In <strong>Italia</strong>, quindi, si mantiene e si rafforza l’ANVUR, mentre in <strong>Francia</strong>, il 10 aprile 2025, l’Assemblea Nazionale, ha <strong><u><a href="https://www.telerama.fr/debats-reportages/pourquoi-le-hceres-instance-d-evaluation-des-universites-a-t-elle-ete-supprimee-7025190.php">votato</a></u></strong> l’abolizione del <em>Haut Conseil de l’évaluation de la recherche et de l’enseignement supérieur</em> (HCERES), accusato, tra l’altro, di&nbsp;avere <strong>burocratizzato&nbsp;e&nbsp;standardizzato&nbsp;la ricerca </strong>universitaria.</p>



<p>Questa scelta avviene dopo che in Francia c’è stata un’ampia e partecipata discussione/confronto (che sta continuando) sul ruolo dell’HCERES. Una discussione pubblica che ha esplicitamente considerato la necessità di cancellare questo Organismo, come ora sta avvenendo.</p>



<p>In Italia, al massimo, si pensa di ‘aggiustare’ l’ANVUR, per comunque mantenerla (v. <em>Salvare il soldato ANVUR, un “bambino” da buttare</em>nel<strong> <u><a href="https://www.andu-universita.it/2014/02/07/abolire/">documento</a></u> </strong><em>Abolire l’ANVUR e le Abilitazioni</em><strong>.)</strong></p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-f9a472f132328e03674471b945841e89"><strong>5. Sempre e comunque la piaga della cooptazione del singolo barone, nel silenzio</strong></p>



<p>C’è chi sostiene che l’abolizione delle ASN aumenterà la <strong>responsabilità</strong> degli atenei nella scelta dei docenti e questo grazie alla ‘nuova’ modalità per la formazione delle commissioni concorsuali.</p>



<p>Addirittura<strong> Galli della Loggia</strong>, nel suo richiamato intervento, scrive che con il DDL verranno abolite le attuali modalità concorsuali che sono «una <strong>pura e semplice</strong> ‘chiamata’ da parte del Dipartimento», prosperando così <strong>«il flagello del localismo</strong>».</p>



<p>Il <strong>«</strong>flagello del localismo», anche secondo Galli della Loggia, sarebbe ora <strong>estirpato</strong> per il fatto che nelle ‘nuove’ commissioni saranno presenti quattro docenti esterni, oltre quello locale.</p>



<p>È noto invece che la presenza di un membro locale in <strong>qualsiasi tipo di commissione</strong> basta e avanza per predeterminare il risultato del ‘concorso’: vincerà l’allievo del membro interno, per il quale è bandito il ‘concorso’.</p>



<p>Peraltro, <strong>per ‘sicurezza’</strong>, è previsto nello stesso DDL che i quattro membri esterni saranno <strong>«individuati dalla stessa università</strong>» tra i sorteggiati in una lista di <strong>«docenti disponibili</strong>»; cioè, in definitiva, saranno scelti dall’Università direttamente interessata, ovvero saranno scelti dal professore che gestirà il ‘suo’ finto concorso per fare vincere l’allievo pre-scelto.</p>



<p>Il fatto è che, ancora una volta, siamo in presenza di una riforma ‘<strong>tancrediana</strong>’ (<strong>«</strong>Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi»).</p>



<p>E infatti con questa ‘nuova’ riforma rimane, <strong>deve </strong>rimanere, la cooptazione personale, oltre il <strong>«nefasto</strong>» ruolo, accresciuto, dell’ANVUR.</p>



<p>Si sta facendo e si è fatto, a partire dalla <strong><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1998-07-03;210">Legge Berlinguer</a></strong> del 1998 sui concorsi (<strong>nota 2</strong>), di tutto per assicurare al singolo barone il <strong>controllo personale</strong> della scelta di chi reclutare e fare avanzare, dal ‘concorso’ per il dottorato di ricerca a quello per ordinario.</p>



<p>E per ‘<strong>proteggere</strong>’ la cooptazione personale si è anche inventata la <strong>foglia di fico</strong> dell’ASN, un concorso senza posti, introdotta con la <strong>cosiddetta </strong>Legge Gelmini (<strong>nota 3</strong>), ma già proposta nel 1995 dall’allora ministro Giorgio Salvini (<strong>nota 4</strong>) e ripresa nel Disegno di Legge di <strong>Luigi Berlinguer</strong> per poi essere abbandonata lungo l’iter parlamentare per arrivare al più ‘diretto’ concorso locale (<strong>nota 5</strong>).</p>



<p><strong>Andrea Crisanti</strong>, su <strong><em><u><a href="https://groups.google.com/g/docentipreoccupati/c/ivX9FNTLwkw">Domani</a></u></em></strong> del 5 giugno 2025, <strong>denuncia/si autodenuncia </strong>affermando che i concorsi sono una farsa. Un sistema da scardinare, scrive, senza però indicare come farlo (<strong>nota 6</strong>).</p>



<p>Insomma, che la cooptazione personale sia <strong>la piaga</strong> dell’Università italiana lo sanno <strong>tutti</strong>, da chi vuole fare il dottorato fino agli ordinari. E tutti sanno che con gli attuali finti concorsi locali si producono i fenomeni ‘connessi’: nepotismo, familismo, clientelismo, arbitri, etc. Questi fenomeni a volte vengono ‘intercettati’ dalla magistratura, facendoli emergere come scandali, mentre invece sono ‘solo’ espressioni di un sistema.</p>



<p>Una piaga quella della cooptazione personale che porta <strong>tutti o quasi</strong> a condividere o subire <strong>in silenzio</strong> tutti i provvedimenti che hanno o stanno devastando l’Università italiana: finta autonomia degli Atenei, strapotere dell’ANVUR e della CRUI, Rettori sovrani assoluti, precariato, numero chiuso, gerarchizzazione della docenza, etc. (<strong>nota 7</strong>).</p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-e25d273a94854567ee30a3ae8201cb8e"><strong>6. Concorsi veramente nazionali a ogni livello</strong></p>



<p>Per <strong>superare</strong> la cooptazione personale, spacciata per scelta autonoma degli atenei, occorre che ogni ingresso in <strong>tutte </strong>le figure pre-ruolo e di ruolo avvenga a livello nazionale con commissioni <strong>interamente sorteggiate</strong> tra <strong>tutti</strong> i professori, escludendo gli appartenenti agli atenei interessati, e prevedendo che non vi sia più di uno dello stesso ateneo. E per l’ingresso nel ruolo docente (che deve diventare unico), per indebolire ancor più la logica dell’appartenenza, le commissioni concorsuali devono stilare una <strong>graduatoria</strong> dei vincitori per consentire, a scalare, la scelta degli atenei in cui prendere servizio tra quelli dove sono previsti i posti.</p>



<p>Gli <strong>avanzamenti</strong> da una fascia all’altra della docenza devono avvenire attraverso una <strong>valutazione</strong> individuale dell’attività di ricerca e didattica svolta dal docente da parte di una commissione nazionale composta come quella per i concorsi e, all’esito positivo, deve conseguire l’<strong>immediato</strong> e completo riconoscimento dell’avanzamento, senza ulteriori prove locali.</p>



<p>Per i già <strong>abilitati</strong> a ordinario o ad associato da subito va previsto il <strong>passaggio automatico</strong> nella fascia superiore, coprendo l’eventuale maggior costo con specifici fondi nazionali (v. <a href="https://www.andu-universita.it/2025/02/05/per-una-riforma-complessiva-delluniversita/"><strong><em>Come ricostruire l’Università</em></strong></a><strong><u>&nbsp;<em>tutta</em></u></strong>).&nbsp;</p>



<p><strong>In alternativa</strong>, meglio consegnare al <strong>singolo barone</strong> il posto da occupare, consentendogli di scegliere a chi assegnarlo, senza alcun‘<strong>mascheramento</strong>’ (abilitazione o requisiti nazionali, concorsi, scelta dell’Ateneo o del Dipartimento). Insomma si dia al singolo barone un ‘<strong>buono posto</strong>’, da spendere come vuole.</p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-8dcfa1b490d7f34e539f7bb5d9a8ad1e"><strong>7. Montanari: senza la ASN si peggiora nettamente. Ma il peggio c’era e ci sarà</strong><strong></strong></p>



<p><strong>Tomaso Montanari</strong>, nel suo <strong><u><a href="https://www.officinadeisaperi.it/materiali/la-riforma-delluniversita-professori-un-tanto-al-chilo-da-il-fatto/">intervento</a></u></strong> del 26 maggio 2025 sul <em>Fatto Quotidiano</em> intitolato <em>La riforma dell’Università: professori un tanto al chilo</em>, è convinto che sopprimendo le ASN si vada <strong>«nettamente in peggio</strong>», dato che quel <strong>«sistema orribile</strong>» rendeva comunque <strong>possibile</strong> un <strong>«vaglio di merito</strong>».</p>



<p>Scrive ancora Montanari: <strong>«</strong>Ora ci sarà una <strong>autocertificazione</strong> (sic!) in cui ciascun candidato dichiarerà di avere i <strong>requisiti minimi</strong> per partecipare ai concorsi locali: <strong>pura quantità</strong>, non importa cosa ci sia scritto, chi se ne frega.»</p>



<p>Per Tomaso Montanari, la presenza di <strong>docenti esterni</strong> nelle commissioni toglierebbe agli Atenei la <strong>responsabilità</strong> del reclutamento: <strong>«</strong>quale università può essere onestamente ritenuta responsabile di decisioni prese da sorteggiati di altri atenei?»</p>



<p>Alcune <strong>considerazioni </strong>su quanto scritto da Tomaso Montanari e una <strong>proposta</strong>.<strong></strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Le <strong>ASN</strong>, come denunciato praticamente da tutti ormai da anni, hanno già determinato la <strong>quantificazione</strong> (<strong>«</strong>un tanto al chilo») della ricerca, operando con parametri e soglie quantitative.</li>



<li>Il pessimo ruolo delle <strong>ASN</strong> verrà di fatto assunto dall’<strong>ANVUR</strong> che stabilirà <strong>«</strong>specifici requisiti di produttività e di qualificazione scientifica» <strong>«</strong>individuati, per ciascun gruppo scientifico-disciplinare», operando quindi, nella sostanza, seguendo una ‘logica’ quantitativa, come hanno fatto le ASN.</li>



<li>Il <strong>concorso locale</strong> era, è e sarà una <strong>finzione</strong> per nascondere, malamente, che a scegliere il vincitore (il suo allievo) è il singolo barone che è riuscito a farsi bandire il posto. Altro che scelta responsabile dell’Università! Questa nuda realtà è nota a tutti, e praticamente tutti vi sono coinvolti.</li>



<li>Il <strong>sorteggio</strong>, dalla legge Berlinguer fino a oggi, è stato sempre <strong>presente</strong>, con modalità diverse, ma non ha mai impedito la cooptazione personale. Il sorteggio ‘<strong>filtrato</strong>’ (sorteggio apparente) è presente anche nella composizione delle attuali ASN.</li>
</ul>



<p>Va sottolineato inoltre che <strong>mai</strong> (<strong>nota </strong>8) il sorteggio è stato previsto per i posti di ruolo con le modalità proposte dall’ANDU, che si ritiene l’unico modo per consentire fin dall’inizio un reclutamento non personalizzato, che porta a una <strong>subalternità</strong> scientifica e umana che lede la libertà di ricerca e di insegnamento, condizione questa indispensabile per avere una <strong>veramente Libera Università</strong>.</p>



<p class="has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-39a0e4f0ae46c967c7a3a51743a842c2"><strong>8. Una proposta a Montanari</strong></p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La questione delle modalità di <strong>reclutamento</strong> è sempre stata centrale nell’Università italiana, come dimostra anche l’enorme spazio che, dall’Unità in poi, ha avuto nei vari Parlamenti che hanno deliberato (o tentato di farlo) numerose volte.</p>



<p><strong>Si propone a Tomaso Montanari</strong>, se ha voglia e tempo, un <strong>confronto</strong> anche pubblico tra le sue posizioni e quelle dell’ANDU. In ogni caso sarebbe interessante, almeno per l’ANDU, conoscere la sua opinione su quanto la stessa ANDU sostiene e documenta da decenni.</p>



<p><strong>NOTA 1</strong>. L’intervento di Marco Mancini è particolarmente <strong>importante</strong> perché l’Autore ha avuto un ruolo notevole nella elaborazione e nell’applicazione della cosiddetta <strong>Legge Gelmini</strong> e ora fa parte del <a href="https://www.mur.gov.it/it/news/venerdi-20092024/universita-firmato-dm-gruppo-di-lavoro-su-riforma-del-sistema-universitario"><strong>Gruppo</strong></a> di lavoro ministeriale costituito per riformare quella Legge. Inoltre Mancini ha avuto e ha una lunga e qualificata <a href="https://phd.uniroma1.it/web/MARCO-MANCINI_nC1067_IT.aspx"><strong>partecipazione</strong></a> in vari Organismi.</p>



<p><strong>NOTA 2</strong>. Già nel dicembre 1998 l’ANDU, commentando la Legge Berliguer, aveva tra l’altro scritto: «ora anche la carriera deve&nbsp;essere decisa attraverso una&nbsp;<strong>cooptazione personale</strong>&nbsp;da parte di quelli che&nbsp;una volta si chiamavano baroni ed è ad essi che bisognerà affidarsi, con&nbsp;<strong>adeguati comportamenti</strong> anche umani, per vincere concorsi che sono&nbsp;considerati, non a torto, una&nbsp;<strong>mera perdita di tempo</strong>, un&nbsp;<strong>fastidioso ritardo</strong>&nbsp;all’attuazione di una scelta già operata.» (<a href="https://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2020/11/Dicembre-1998-Gennaio-1999-n.-168-169.pdf"><em>Università Democratica</em></a>, n.&nbsp;168-169, p. 7).</p>



<p><strong>NOTA 3</strong>. Va ricordato che l’ex ministro <strong>Gelmini non è responsabile</strong> della ‘sua’ Legge, come si può leggere anche nel <a href="https://www.andu-universita.it/2010/04/15/crociata-confindustria/"><strong>documento</strong></a> <em>‘Crociata’ della Confindustria e (non) Opposizione- Schiesaro e Meloni</em>, diffuso nei mesi immediatamente precedenti l’approvazione della Legge.</p>



<p><strong>NOTA 4</strong>. V. il <a href="https://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/DF/47247.pdf"><strong>DDL n. 1629</strong></a> dell’aprile 1995 <em>Concorsi per l&#8217;accesso alla docenza universitaria</em>. Un DDL che doveva anche porre rimedio alle <strong>«</strong>recenti vicende di natura amministrativa ed <strong>anche penale</strong> che hanno investito alcuni procedimenti concorsuali universitari» (dalla Relazione).</p>



<p><strong>NOTA 5</strong>. V. il <a href="https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00000863.pdf"><strong>DDL n. 931</strong></a> dell’aprile 1996 <em>Norme per il reclutamento dei ricercatori e dei professori universitari di ruolo</em>. L’Abilitazione nazionale <strong>era contenuta</strong> nell’art. 5.</p>



<p><strong>NOTA 6</strong>. Andrea Crisanti scrive: <strong>«</strong>Vorrei qui fare una<strong> provocazione</strong> con un invito: alzi la mano – e mi rivolgo ai colleghi professori associati e ordinari – chi può affermare, avendo partecipato a vario titolo a un concorso o procedura di selezione, che non conoscesse <strong>anticipatamente</strong> il nome del vincitore. A me, in più di trenta anni di esperienza, non è mai capitato. A ogni concorso al quale ho partecipato come candidato sapevo esattamente <strong>chi avrebbe vinto</strong> e, puntualmente, ricevevo inviti a ritirare la domanda.»</p>



<p><strong>NOTA 7</strong>. Già <strong>nel 1986</strong>, quasi quarant’anni fa, si scriveva: «Sulle questioni universitarie il ‘<strong>nemico</strong>’ non è i1 parlamento o i partiti ma esso sta <strong>all&#8217;interno</strong> stesso dell&#8217;università. È costituito da un <strong>corpo accademico</strong> in larga misura <strong>conservatore</strong>, <strong>pigro</strong>, ancorato ai propri piccoli <strong>privilegi categoriali</strong>.» (v. <strong><em><u><a href="https://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2020/11/Settembre-1986-n.-25.pdf">Università Democratica</a></u></em></strong> del settembre 1986, n 25).</p>



<p><strong>NOTA 8</strong>. Il sorteggio ‘<strong>puro</strong>’ delle commissioni nazionali per i posti di ordinario è stato previsto dai <strong><u><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1973-11-30;766">Provvedimenti urgenti</a></u></strong> del 1973 e allora ha riguardato meno di 2500 posti dei 7500 previsti. ‘Naturalmente’ le modalità di composizione di quelle commissioni non sono state come quelle proposte dall’ANDU. Il sorteggio ‘puro’, senza alcun membro interno, non ha comunque <strong>mai riguardato</strong> il <strong>primo livello</strong> della docenza: prima gli assistenti e i ricercatori di ruolo, ora i ricercatori in tenure track.</p>



<p>= Per esprimere e/o leggere commenti sui contenuti di questo messaggio cliccare <a href="https://www.andu-universita.it/2024/04/20/galli-della-loggia/"><strong><em>qui</em></strong><em>.</em></a></p>



<p>== Se altri volessero ricevere <strong>notizie dall&#8217;ANDU</strong>, inviino una e-mail ad anduesec@tin.it con oggetto “notizie&#8221;.</p>



<p><em>== <strong>La storia della devastazione dell’Università</strong> può essere approfondita nel sito dell’ANDU (https://www.andu-universita.it/) utilizzando la “ricerca avanzata”, in alto a sinistra.</em></p>



<p><em>Nel <strong>sito dell’ANDU</strong> sono anche presenti tutte le Agenzie mensili di&nbsp;<strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2020/12/01/ud/">Università Democratica</a></u></strong>&nbsp;(dal settembre 1984 all’ottobre 1999).In tal modo è documentata&nbsp;sia l’opera di demolizione dell’Università condotta da <strong>oltre 40 anni</strong>, sia l’opposizione portata avanti da oltre 40 anni prima dal movimento dei precari, poi da quello dei ricercatori di ruolo e quindi dall’ANDU.</em></p>



<p></p>
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		<title>Medicina: 3 test (ma anche 6) al posto di 1, dopo un semestre di 2 mesi per espellere oltre 75.000 studenti</title>
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		<pubDate>Fri, 30 May 2025 12:34:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[1. Gravissimo e incostituzionale attacco alla libertà dell’insegnamento 2. Tre test (ma anche sei) al posto di uno, con maggiori costi e molti più ricorsi 3. Studenti come cavie con la complicità di quasi tutti i partiti 4. Una modalità&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2025/05/30/medicina-3-test-ma-anche-6-al-posto-di-1-dopo-un-semestre-di-2-mesi-per-espellere-oltre-75-000-studenti/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
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<ul class="wp-block-list">
<li><strong>ATTACCO ALLA LIBERTA’ DELL’INSEGNAMENTO UNIVERSITARIO</strong></li>



<li><strong>TRE TEST (MA ANCHE SEI) AL POSTO DI UNO</strong></li>



<li><strong>DECIMAZIONE DOPO SEI MESI PER OLTRE 75.000 STUDENTI</strong></li>
</ul>



<p><strong>1. </strong><strong>Gravissimo e incostituzionale attacco alla libertà dell’insegnamento</strong></p>



<p><strong>2. </strong><strong>Tre test (ma anche sei) al posto di uno, con maggiori costi e molti più ricorsi</strong></p>



<p><strong>3. </strong><strong>Studenti come cavie con la complicità di quasi tutti i partiti</strong></p>



<p><strong>4. </strong><strong>Una modalità di selezione destinata anch’essa al fallimento come in Francia</strong></p>



<p><strong>5. </strong><strong>Meglio il sorteggio al posto della lotteria dei test</strong></p>



<p>Dopo il <strong><u><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/05/16/25G00080/SG">primo Decreto Legislativo</a></u></strong> per l’applicazione del ‘nuovo’ numero chiuso a medicina (v. <strong>nota</strong>), con il <a href="https://nursetimes.org/accesso-a-medicina-ecco-le-nuove-regole-3-esami-dopo-il-semestre-filtro-e-31-domande-in-45-minuti-per-ogni-materia"><strong>secondo decreto</strong></a> si sta stabilendo che gli esami di profitto (in realtà dei <strong>‘normali’ test</strong>) dei tre insegnamenti previsti si svolgeranno nella stessa data e contemporaneamente in tutte le università in cui è attivo il “semestre filtro”.</p>



<p>Ciascuna prova d’esame si svolgerà attraverso un ‘classico’ test che potrà essere <strong>ripetuto</strong> dopo circa 15 giorni (secondo appello).</p>



<p>Sulla base dei punteggi ricevuti si formerà una graduatoria nazionale per l’attribuzione dei previsti circa 20.000 posti (per gli <strong>oltre 75.000 iscritti</strong>) per proseguire nel corso di laurea in Medicina. Il semestre filtro potrà essere ripetuto per altre due volte.</p>



<p>NOTA. Sul primo decreto v. il <strong><a href="https://www.andu-universita.it/2025/05/03/al-senato-ancora-pasticci-sul-numero-chiuso-a-medicina">documento</a></strong> <em>Al Senato ancora pasticci sul numero chiuso a Medicina</em>.</p>



<p><strong>1. Gravissimo e incostituzionale attacco alla libertà dell’insegnamento</strong></p>



<p>La sostituzione dell’esame svolto dal docente che ha tenuto il corso, con un impersonale <strong>unico esame-test nazionale</strong> rappresenta una gravissima e incostituzionale novità che lede l’autonomia didattica (robotizzazione dell’insegnamento universitario).</p>



<p><strong>2. Tre test (ma anche sei) al posto di uno, con maggiori costi e molti più ricorsi</strong></p>



<p>Dopo un <strong>semestre di due mesi</strong> scatterà lo sbarramento del numero chiuso che impedirà a oltre 55 mila studenti di continuare gli studi di Medicina. A questo vero e proprio massacro uno studente si potrà sottoporre per tre volte (tre anni), perfino un anno in più che in Francia.</p>



<p>Si doveva abolire l’attuale “<strong>immondo</strong>” test e invece se ne vogliono introdurre tre che possono diventare sei.</p>



<p>Si doveva farla finita con l’<strong>industria </strong>della preparazione ai test e invece la si rende di gran lunga più florida (preparazione prima dell’ingresso, sostegno allo studio delle tre materie, preparazione ai tre, ma anche sei, test-esame).</p>



<p>Si doveva impedire i <strong>ricorsi</strong> amministrativi e invece se ne avranno molto di più e molto più facili.</p>



<p><strong>3. Studenti come cavie con la complicità di quasi tutti i partiti</strong></p>



<p>I giovani da troppi anni sono utilizzati come <strong>cavie</strong>, sottoponendoli a fantasiose e sempre disastrose modalità di ingresso a medicina: per tanti anni si è avuto un solo test variamente ‘calibrato’, poi 4 test negli ultimi due anni delle superiori, poi di nuovo un solo test e ora il “semestre filtro” con ancora tanti test.</p>



<p>Quest’ultima modalità di selezione, che si ispira all’esperienza francese, sarà di gran lunga <strong>la più disastrosa</strong> per il circa ’80% degli studenti che si saranno sottoposti a un inutile e pesantissimo impegno di studio, con enormi costi per le famiglie che si potranno permettere di ‘supportare’ gli studi dei propri figli.</p>



<p>Tutto questo avverrà grazie al <strong>supino consenso</strong> dato da <strong>tutti i partiti</strong>, eccetto AVS, che hanno accettato la selezione alla francese (v. il <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/03/07/numero-chiuso-baratro-bernini-e-non-opposizione-pd-e-m5s/">documento</a></u></strong> <em>Numero chiuso. Baratro Bernini e non opposizione PD e M5S</em>).</p>



<p><strong>4. Una modalità di selezione destinata anch’essa al fallimento come in Francia</strong></p>



<p>In Parlamento, durante tutto l’iter che ha portato all’introduzione del “semestre filtro”, <strong>nessuno</strong> ha mai speso una sola parola sulle drammatiche conseguenze che l’analoga modalità di selezione ha prodotto e produce nella stessa Francia dove quel sistema è <strong>fortemente criticato</strong> per avere prodotto danni formativi e psicologici enormi agli oltre 80% degli iscritti che sono stati ogni anno espulsi con la ghigliottina del numero chiuso.</p>



<p>In Francia quel modello, si ripete, è stato definito un «<strong>massacro generazionale</strong>», una «<strong>macelleria didattica</strong>», una «<strong>catastrofe</strong>», un «<strong>calvario</strong>», un «<strong>inferno</strong>», una «<strong>fossa dei leoni</strong>», una «<strong>follia</strong>».</p>



<p>E nel settembre del 2019 lo stesso&nbsp;<strong>Emmanuel Macron</strong>&nbsp;lo ha definito «<strong>obsoleto</strong>», «<strong>ingiusto</strong>»,&nbsp;«<strong>inefficace</strong>» (<strong><a href="https://www.lemonde.fr/campus/article/2018/09/06/vers-la-fin-du-numerus-clausus-en-medecine_5351150_4401467.html">Le Monde</a></strong>).</p>



<p><strong>5. Meglio il sorteggio al posto della lotteria dei test</strong></p>



<p>L’ANDU, inascoltata, ha più volte chiesto di evitare lo <strong>scempio</strong> del numero chiuso alla francese e ha avanzato dettagliate proposte alternative per <strong>superare gradualmente</strong> il numero chiuso.</p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Uno dei tanti appelli è stato quello rivolto al Senato con un documento inviato alla Commissione in vista dell’Audizione del 23 gennaio 2024.</p>



<p>In quel <strong>contributo</strong> si sono trattati i seguenti punti:</p>



<p>1. Perché il numero chiuso va abolito</p>



<p>2. Il sorteggio meglio della lotteria dei test</p>



<p>3. Il numero chiuso simil-francese: un «massacro generazionale»</p>



<p>Per leggere l’intero testo del documento presente nel sito del Senato cliccare <strong><u><a href="https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg19/attachments/documento_evento_procedura_commissione/files/000/428/919/Associazione_nazionale_docenti_universitari_ANDU_.pdf">qui</a></u></strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>
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			</item>
		<item>
		<title>CONCORSI VERAMENTE NAZIONALI O MEGLIO I &#8216;BUONI POSTO&#8217;</title>
		<link>https://www.andu-universita.it/2025/05/23/concorsi-veramente-nazionali-o-meglio-i-buoni-posto/</link>
					<comments>https://www.andu-universita.it/2025/05/23/concorsi-veramente-nazionali-o-meglio-i-buoni-posto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2025 07:46:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[1. Il DDL governativo sul reclutamento che piace a Galli della Loggia &#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; Sul Corriere della Sera del 21 maggio 2025 è apparso l’intervento di Ernesto Galli della Loggia intitolato Atenei, un cambio necessario. &#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; Galli della Loggia condivide quanto&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2025/05/23/concorsi-veramente-nazionali-o-meglio-i-buoni-posto/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
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<p></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>GALLI DELLA LOGGIA E IL LOCALISMO DEL RECLUTAMENTO</strong></li>



<li><strong>CONCORSI UNIVERSITARI ANCORA PIU’ LOCALI</strong></li>



<li><strong>CONCORSI VERAMENTE NAZIONALI O MEGLIO I ‘BUONI POSTO’</strong></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>1. </strong><strong>Il DDL governativo che piace a Galli della Loggia</strong></li>



<li><strong>2. </strong><strong>I concorsi locali equivalgono alla cooptazione personale</strong></li>



<li><strong>3. </strong><strong>Un vero concorso o meglio un ‘buono posto’</strong></li>



<li><strong>4. </strong><strong>Il localismo e la cooptazione personale sono nati ben prima della legge Gelmini</strong></li>



<li><strong>5. </strong><strong>Ancora una volta Galli della Loggia dimentica</strong></li>



<li><strong>6. </strong><strong>Il video dell’incontro con i Candidati a Rettore a Perugia promosso dall’ANDU</strong></li>
</ul>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-f2bccfed3650a7eb32fc2959a0ac64d2"><strong>1. Il DDL governativo sul reclutamento che piace a Galli della Loggia</strong></p>



<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong>Sul Corriere della Sera del 21 maggio 2025 è apparso l’<strong><u><a href="https://www.corriere.it/opinioni/25_maggio_20/universita-un-cambio-necessario-de2e31e2-998a-4ca1-b717-6950938ffxlk.shtml">intervento</a></u></strong> di <strong>Ernesto Galli della Loggia</strong> intitolato <em>Atenei, un cambio necessario</em>.</p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Galli della Loggia condivide quanto previsto dal <strong><a href="https://www.roars.it/addio-allabilitazione-scientifica-nazionale-il-testo-del-disegno-di-legge-del-governo/?fbclid=IwY2xjawKa_rpleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETFFcFczRzJrbVgwMWgwV3gxAR40UZIkBQyser7zPKpjBH3AIMTdsDkwpOhZWpcQraYf5phaJp6oY5635riGUQ_aem_6qwcblKI1B1SXgqAi09wDA">Disegno di Legge </a></strong>&nbsp;(<strong>nota</strong>) approvato il 19 maggio 2025 dal Consiglio dei Ministri, che <strong>abolisce</strong> l’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN), attualmente necessaria per poi potere entrare in ruolo attraverso, di fatto, <strong>«</strong>una pura e semplice ‘chiamata’ da parte del Dipartimento», prosperando così “il <strong>flagello del localismo</strong>», come scrive lo stesso Autore.</p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sempre Galli della Loggia, nel suo intervento, sottolinea come con l’abolizione dell’ASN <strong>«</strong>vengono drasticamente ridimensionati anche i relativi poteri dell’ANVUR» che <strong>«</strong>aveva determinato indirettamente e in modo per lo più <strong>nefasto</strong> l’orientamento e l’attività scientifica dell’università italiana».</p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Con questo DDL, scrive ancora Galli della Loggia, <strong>«</strong>l’immissione in ruolo avverrà tramite un concorso presso le singole sedi» <strong>«</strong>con una commissione di cinque docenti universitari di cui uno scelto dalla sede tra i propri docenti e gli altri quattro estranei alla sede prescelti invece a sorte su base nazionale». Andrebbe aggiunto che i commissari esterni saranno <strong>«</strong>individuati dalla stessa università», tra i sorteggiati <strong>«</strong>tra i docenti disponibili»; in definitiva saranno scelti dal Dipartimento ovvero dal professore che gestirà il ‘suo’ finto concorso. Inoltre i vincitori saranno sottoposti ogni tre anni a un ‘<strong>tagliando</strong>’.</p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Appena un anno fa Ernesto Galli della Loggia in un suo <strong><a href="https://www.corriere.it/opinioni/24_aprile_10/i-poteri-delle-nostre-universita-68ef62f9-99e9-433c-9573-82d879856xlk.shtml">editoriale</a></strong>, sempre sul Corriere della sera, aveva denunciato come <strong>«</strong>un gruppo di docenti (anzi, più precisamente: alla maggioranza di essi che si forma all’interno di un<strong> dipartimento</strong> o di un senato accademico)avesse il potere di decidere <strong>sostanzialmente a proprio piacere</strong> quali corsi di laurea un ateneo debba aprire, con quali insegnamenti, e per giunta quali <strong>nuovi docenti</strong> debbano essere assunti». In quello stesso editoriale Galli della Loggia denunciava lo strapotere dei rettori, tacendo però su quello della CRUI.</p>



<p><strong>NOTA. </strong>Il DDL governativo è il primo ‘prodotto’ del <strong><u><a href="https://www.mur.gov.it/it/news/venerdi-20092024/universita-firmato-dm-gruppo-di-lavoro-su-riforma-del-sistema-universitario">Gruppo</a></u></strong> di lavoro ministeriale per ‘<strong>mettere a posto</strong>’ definitivamente tutta l’Università e che è composto anche da chi la cosiddetta Legge Gelmini ha elaborato e gestito.<strong></strong></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-df8535099a3a669e685f28f207eb9f90"><strong>2. I concorsi locali equivalgono alla cooptazione personale</strong></p>



<p>Che con l’<strong>ANVUR</strong> si sarebbe commissariata l’Università è stato più volte denunciato anche dalle Organizzazioni universitarie (<strong>nota</strong>).</p>



<p>Che con le <strong>ASN</strong> si sarebbe commissariata la ricerca senza intaccare la cooptazione personale era chiaro a tutti: le ASN erano dei <strong>concorsi nazionali senza posti </strong>che lasciavano poi liberi i singoli ‘maestri’ di potere personalmente scegliere, attraverso finti concorsi locali, chi reclutare e a chi far fare carriera (dal dottorato all’ordinario).</p>



<p>Il fatto è che il ruolo <strong>«</strong>nefasto» dell’ANVUR non viene meno con l’abolizione delle ASN perché ad essa viene assegnato il compito di definire gli <strong>«specifici requisiti di produttività e di qualificazione scientifica</strong>»<strong> </strong>per partecipare ai finti concorsi locali. E sarà certamente l’ANVUR che definirà <strong>«le linee-guida per la valutazione</strong>» ogni tre anni del nuovo assunto (il ‘tagliando’).</p>



<p>Ritenere, come crede anche Galli della Loggia, che una commissione con un <strong>membro locale</strong> possa evitare la cooptazione personale è <strong>pia illusione</strong> o pura ipocrisia: lo sanno tutti che in qualsiasi commissione basta la presenza di un solo componente locale (di fatto il diretto interessato) per avere con altissima probabilità un esito scontato: vince <strong>il prescelto</strong>.</p>



<p><strong>NOTA</strong>. Già nel ‘lontano’ novembre 2016 le <strong>Organizzazioni universitarie</strong> avevano denunciato il <strong>«</strong>decennale progetto di <strong>smantellamento </strong>del Sistema nazionale di atenei che svolgano qualificata attività di formazione e di ricerca, perché si vogliono ridurre a poche unità gli <strong>Atenei ‘veri’</strong>, costringendo alla chiusura o all’emarginazione tutti gli altri. Un obiettivo che si sta raggiungendo anche attraverso il <strong>blocco</strong> del turn over, l’espansione di un <strong>precariato senza sbocchi</strong> e il <strong>taglio</strong> dei finanziamenti. A questo si accompagna l’attacco alla libertà didattica e di ricerca portato avanti soprattutto attraverso<strong> l’ANVUR, un organismo voluto proprio per commissariare l’Università</strong>.” (dal <strong><u><a href="https://view.officeapps.live.com/op/view.aspx?src=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2016%2F11%2FLegge-di-Stabilit%25C3%25A0-171.doc&amp;wdOrigin=BROWSELINK">documento</a></u></strong> di ADI, ANDU, ARTeD, CIPUR, CISL-Università, CNRU, CNU, CONFSAL-CISAPUNI-SNALS, CoNPAss, CRNSU, Federazione UGL Università, FLC-CGIL, LINK, RETE29Aprile, SNALS-Docenti, UDU e UIL RUA).</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-7a259b63cf36250afa0044de83aebc27"><strong>3. Un vero concorso o meglio un ‘buono posto’</strong></p>



<p>Il DDL governativo ha il ‘merito’ di rendere <strong>più agevole</strong> la cooptazione personale che si pratica in Italia per associati e ordinari a partire dalla Legge Berlinguer e da sempre per i ricercatori. Con il DDL si salta la foglia di fico dell’ASN e si rende più chiaro il ruolo diretto del ‘maestro’ nella scelta del suo prescelto.</p>



<p>Rimane però la finzione del <strong>concorso locale</strong>, uno strumento che fa perdere tempo e denaro. Per semplificare/agevolare ancora di più la cooptazione personale si dovrebbe prevedere un ‘<strong>buono posto</strong>’ da assegnare direttamente al singolo ‘maestro’ il quale così potrà scegliere senza infingimenti chi vuole. &nbsp;</p>



<p>Se invece<strong> si volesse</strong> realmente rendere veri i concorsi occorrerebbe semplicemente modificare ‘leggermente’ la composizione della commissione concorsuale prevista dal DDL prevedendo che <strong>TUTTI</strong> i suoi componenti siano sorteggiati tra <strong>TUTTI</strong> i professori del gruppo scientifico-disciplinare, con non più di uno della stessa sede ed escludendo quelli dell’ateneo dove si bandisce il concorso. (v. <strong><em><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/02/05/per-una-riforma-complessiva-delluniversita/">Come ricostruire l’Università</a></u></em><u>&nbsp;<em>tutta</em></u></strong>).&nbsp;</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-9f97d071e23a2034cd09edb9c1b15944"><strong>4. Il localismo e la cooptazione personale sono nati ben prima della Legge Gelmini</strong></p>



<p>C’è chi sostiene che con il DDL governativo si passerà ai concorsi locali. La verità è che è <strong>dal 1999</strong> che si è passati dai concorsi nazionali a quelli locali per volontà dell’allora ministro <strong>Luigi Berlinguer</strong>. I danni che avrebbe comportato questascelta, <strong>ora denunciati</strong> anche da Galli della Loggia, erano stati previsti dall’ANDU <strong>già prima</strong> dell’approvazione della Legge Berlinguer che è stata sostenuta anche da eminenti cattedratici. Infattiil 27 giugno 1998 l’<strong>ANDU</strong> aveva scritto:</p>



<p><strong>«</strong>Con questa legge i <strong>concorsi locali</strong> ad ordinario e ad associato&nbsp;risulteranno una&nbsp;<strong>finzione</strong> come da sempre lo sono quelli a ricercatore. <strong>Localismo, nepotismo e clientelismo</strong>, già ampiamente esercitati nei concorsi per l’ingresso nella&nbsp;docenza, saranno praticati anche nell’avanzamento nella carriera, in misura&nbsp;di gran lunga superiore a quanto sperimentato con gli attuali meccanismi&nbsp;concorsuali.» (<strong><a href="https://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2020/11/Giugno-Luglio-1998-n.-162-163.pdf"><em>Università Democratica</em></a></strong>, n. 162-163, p. 5).</p>



<p>E nel dicembre 1998 l’ANDU ha aggiunto: «ora anche la carriera deve&nbsp;essere decisa attraverso una <strong>cooptazione personale</strong> da parte di quelli che&nbsp;una volta si chiamavano baroni ed è ad essi che bisognerà affidarsi, con&nbsp;adeguati comportamenti anche umani, per vincere concorsi che sono&nbsp;considerati, non a torto, una <strong>mera perdita di tempo</strong>, un <strong>fastidioso ritardo</strong>&nbsp;all’attuazione di una scelta già operata.» (<a href="https://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2020/11/Dicembre-1998-Gennaio-1999-n.-168-169.pdf"><strong><em>Università Democratic</em></strong><em>a</em></a>, n.&nbsp;168-169, p. 7).</p>



<p>Interessante è anche&nbsp;<strong><a href="https://www.andu-universita.it/2010/03/09/ancora-la-bufala/">leggere</a></strong>&nbsp;le posizioni di coloro che allora hanno sollecitato fortemente l’approvazione della Legge Berlinguer sui concorsi locali: <strong>Eco</strong>, <strong>Panebianco</strong>, <strong>De Rienzo</strong>, <strong>Schiavone</strong>, <strong>Pera.</strong></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-a19f9c978bc7cd34928a423123b83a0b"><strong>5. Ancora una volta Galli della Loggia dimentica</strong></p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Galli della Loggia continua a <strong>criticare pesantemente</strong> gli effetti negativi della Legge cosiddetta Gelmini sulle modalità di reclutamento e anche sul ruolo dei rettori, ma senza mai ricordare che quella Legge è stata fortemente da lui voluta.</p>



<p>&nbsp; &nbsp; Infatti Ernesto&nbsp;<strong>Galli della Loggia</strong>&nbsp;è stato uno dei maggiori sostenitori della cosiddetta&nbsp;<strong>Legge Gelmini</strong>&nbsp;che ha reso ancora più arbitrari i finti concorsi locali e più potenti i rettori.</p>



<p>&nbsp; &nbsp; Il 5 giugno 2010, a pochi mesi dall’approvazione della Legge, nel suo<a href="https://www.corriere.it/editoriali/10_giugno_05/tra_illusioni_e_pregiudizi_ernesto_galli_della_loggia_6d91086e-7061-11df-aae4-00144f02aabe.shtml">&nbsp;<strong>intervento</strong></a>&nbsp;<em>Tra illusioni e pregiudizi</em>&nbsp; sul Corriere della Sera, Galli della Loggia aveva espresso la sua preoccupazione che la Legge in discussione in Parlamento potesse non essere approvata («la prognosi non è delle più fauste<strong>»</strong>), una Legge, che secondo lui, era «almeno il tentativo&nbsp;<strong>onesto e</strong>&nbsp;<strong>ragionevole</strong>&nbsp;(sic!) di incidere in cinque direzioni importanti: introdurre criteri di ricambio e di funzionalità negli&nbsp;<strong>organi di governo degli atenei</strong>; sottoporre gli stessi a giudizi di efficienza e i docenti a giudizi di merito; avviare un riequilibrio quantitativo tra le diverse componenti della docenza; organizzare per gli studenti meritevoli un sistema di finanziamenti da restituire dopo la laurea e infine riformare&nbsp;<strong>il sistema dei concorsi&nbsp;</strong>in base ad una scelta dei commissari fondata sui loro meriti scientifici e insieme sul sorteggio.»</p>



<p>&nbsp;Va ricordato che la Legge cosiddetta Gelmini ha ‘solo’ accelerato lo smantellamento dell’Università statale e che essa è stata ‘sollecitata’ trasversalmente anche da Confindustria, CRUI, CUN, Luigi Berlinguer, Enrico Letta (allora vice segretario del PD), Silvio Berlusconi, Francesco Giavazzi, Gaetano Quagliarello e tanti altri (v. il&nbsp;<strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2010/08/04/ddl-senato/">documento</a></u></strong>&nbsp;del novembre 2010).</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-de35c6d114d2ae4192f4145b32b321d6"><strong>6. Il video dell’incontro con i Candidati a Rettore a Perugia promosso dall’ANDU</strong></p>



<p>Il 13 maggio 2025 si è svolto l’incontro con i cinque candidati a rettore dell’Università di Perugia promosso dall’ANDU.</p>



<p>Il confronto ha riguardato i principali problemi dell’Università italiana: CRUI, ANVUR, ASN, CUN, precariato, numero chiuso, modalità concorsuali, docenza, dottorato, ruolo dei rettori, autonomia del Sistema nazionale, telematiche, etc.</p>



<p><strong>Particolarmente interessanti</strong> sono stati i contributi dei candidati, soprattutto sul rapporto Rettori-CRUI.</p>



<p>Per guardare il video dell’incontro cliccare <strong><u><a href="https://www.youtube.com/watch?v=H-77tnocwOI">qui</a></u></strong>.</p>



<p></p>
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		<title>Al Senato ancora pasticci sul numero chiuso a Medicina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 May 2025 09:21:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[NUMERO CHIUSO UN IMMENSO PASTICCIO AL SENATO LA ‘ROBOTIZZAZIONE’ DELL’INSEGNAMENTO UNIVERSITARIO TRE TEST INVECE AL POSTO DI UNO 1. La ‘robotizzazione’ dell’insegnamento universitario 2. Migliaia di facili ricorsi e tanti soldi per prepararsi ai test al termine dei 3 corsi&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2025/05/03/al-senato-ancora-pasticci-sul-numero-chiuso-a-medicina/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2025%2F05%2F03%2Fal-senato-ancora-pasticci-sul-numero-chiuso-a-medicina%2F&amp;linkname=Al%20Senato%20ancora%20pasticci%20sul%20numero%20chiuso%20a%20Medicina" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2F2025%2F05%2F03%2Fal-senato-ancora-pasticci-sul-numero-chiuso-a-medicina%2F&#038;title=Al%20Senato%20ancora%20pasticci%20sul%20numero%20chiuso%20a%20Medicina" data-a2a-url="https://www.andu-universita.it/2025/05/03/al-senato-ancora-pasticci-sul-numero-chiuso-a-medicina/" data-a2a-title="Al Senato ancora pasticci sul numero chiuso a Medicina"></a></p>
<p></p>



<p></p>



<p><strong>NUMERO CHIUSO</strong></p>



<p><strong>UN IMMENSO PASTICCIO AL SENATO</strong></p>



<p><strong>LA ‘ROBOTIZZAZIONE’ DELL’INSEGNAMENTO UNIVERSITARIO</strong></p>



<p><strong>TRE TEST INVECE AL POSTO DI UNO</strong></p>



<p><strong>1. </strong><strong>La ‘robotizzazione’ dell’insegnamento universitario</strong><strong></strong></p>



<p><strong>2. </strong><strong>Migliaia di facili ricorsi e tanti soldi per prepararsi ai test al termine dei 3 corsi </strong><strong>3. </strong><strong>I Senatori non vogliono ascoltare l’invito a fermarsi in tempo che viene loro rivolto non solo dall’ANDU </strong><strong></strong></p>



<p><strong>1. La ‘robotizzazione’ dell’insegnamento universitario</strong></p>



<p>Il Presidente-Relatore della Commissione Cultura del Senato ha proposto uno “<strong><u><a href="https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=19&amp;id=1453468&amp;part=doc_dc-allegato_a">Schema di parere</a></u></strong>” sul primo decreto legislativo (<strong><a href="https://www.senato.it/loc/link.asp?leg=19&amp;tipodoc=sdocnl&amp;id=51028">n. 263</a></strong>) per il numero chiuso a Medicina.</p>



<p>Nel Parere è tra l’altro scritto:</p>



<p><em>«f)&nbsp;si invita il Governo a specificare che le </em><strong><em>prove d&#8217;esame</em></strong><em> </em><em>relative agli insegnamenti di cui si compone il semestre filtro debbano essere somministrate </em><strong><em>in forma scritta e simultaneamente </em></strong><em>su tutto il territorio nazionale secondo modalità definite con il decreto ministeriale di cui all&#8217;articolo 4, comma 3, del decreto legislativo in esame;»</em><em></em></p>



<p>Sarebbe la prima volta che nell’Università italiana a un insegnamento non segua una valutazione da parte di chi ha tenuto un corso. Si introdurrebbe così un <strong>unico esame-test nazionale</strong>, un esame impersonale al posto di un giudizio frutto di un ‘confronto’ diretto tra studente e docente, con le <strong>date degli appelli</strong> decise centralmente e le stesse per tutti gli studenti.</p>



<p>Una modalità di esami che, assieme ai programmi dei corsi rigidamente definiti a livello nazionale, sembra andare verso la ‘robotizzazione’ dell’insegnamento universitario.</p>



<p>Tutto ciò deve <strong>allarmare</strong> non solo i docenti di Medicina perché si sta minando il principio costituzionale della <strong>libertà di insegnamento</strong> sotto attacco da diversi anni.</p>



<p><strong>2. Migliaia di facili ricorsi e tanti soldi per prepararsi ai test al termine dei 3 corsi</strong></p>



<p>Si doveva superare l’“immondo» (così è stato anche definito) test di ingresso e invece se ne introducono tre dopo un semestre di studi pesanti e, per l’80% degli studenti, inutili.</p>



<p>Si dovevano evitare i ricorsi e invece essi saranno più facili e più numerosi anche perché inevitabilmente diversa da ateneo ad ateneo sarà l’<strong>obbligatoria </strong>preparazione universitaria (insegnamenti) ai test.</p>



<p>Si doveva porre fine al mercato della preparazione ai test e invece si aumenta a dismisura tale mercato: preparazione all’ingresso, preparazione delle materie, preparazione ai tre test.</p>



<p><strong>3. I Senatori non vogliono ascoltare l’invito a fermarsi in tempo che viene loro rivolto non solo dall’ANDU</strong></p>



<p>Anche il documento che l’ANDU ha inviato il 28 aprile 2025 non ha avuto alcun riscontro.</p>



<p>Di seguito il testo del <strong>Contributo</strong> inviato il 28 aprile 2025 al Senato:</p>



<p>«<strong>Alla Commissione Cultura del Senato</strong><strong></strong></p>



<p>OGGETTO: Contributo per l’esame dell’Atto del Governo n. 263 sul numero chiuso a Medicina</p>



<p><strong>Si ringrazia</strong> il Presidente della Commissione per avere invitato l’ANDU ad inviare il Contributo in oggetto. Riteniamo comunque possa essere più utile essere anche auditi per potere <strong>interloquire direttamente</strong> con la Commissione.</p>



<p>Alle preoccupazioni e alle proposte già espresse nell’<strong><u><a href="https://webtv.senato.it/webtv/commissioni/accesso-ai-corsi-di-laurea-magistrale-medicina-e-chirurgia-0">audizione</a></u></strong> del 23 gennaio 2024 e nel <strong><u><a href="https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg19/attachments/documento_evento_procedura_commissione/files/000/428/919/Associazione_nazionale_docenti_universitari_ANDU_.pdf">documento</a></u></strong> allora inviato (v. in calce), vogliamo aggiungere le seguenti brevi <strong>considerazioni</strong>:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Il <strong><u><a href="https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01451990.pdf">Dossier</a></u></strong> che accompagna il provvedimento in oggetto espone dettagliatamente l’impianto giuridico del modello di selezione adottato in Francia, al quale in Italia ci si ispira. <strong>Nessuna parola</strong> invece si spende sulle <strong>drammatiche conseguenze</strong> che tale modello ha prodotto e produce nella stessa Francia dove quel sistema è stato fortemente criticato per avere prodotto danni formativi e psicologici enormi agli oltre 80% degli iscritti che sono stati ogni anno espulsi, con notevoli danni anche economici per le loro famiglie.</li>
</ol>



<p>In Francia quel modello, lo ripetiamo, è stato definito un «<strong>massacro generazionale</strong>», una «<strong>macelleria didattica</strong>», una «<strong>catastrofe</strong>», un «<strong>calvario</strong>», un «<strong>inferno</strong>», una «<strong>fossa dei leoni</strong>», una «<strong>follia</strong>».</p>



<p>E nel settembre del 2019 lo stesso&nbsp;<strong>Emmanuel Macron</strong>&nbsp;lo ha definito «<strong>obsoleto</strong>», «<strong>ingiusto</strong>»,&nbsp;«<strong>inefficace</strong>» (<a href="https://www.lemonde.fr/campus/article/2018/09/06/vers-la-fin-du-numerus-clausus-en-medecine_5351150_4401467.html">Le Monde</a>).</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Nello stesso Dossier si prevede che dopo il primo “semestre filtro” saranno <strong>espulsi circa 50.000 studenti</strong>, più dei 45.00 da noi previsti.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>L’affermazione che l’introduzione del “semestre filtro” sopprimerebbe il</strong> <strong>mercato della preparazione</strong> ai test è priva di qualsiasi fondamento. Vero è invece che la ‘industria delle preparazioni private’ si sta attrezzando per preparare/supportare i giovani al percorso universitario (prima dell’ingresso nel semestre), nelle materie del semestre e agli <strong>inevitabili test</strong> ‘annessi’.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Altrettanto infondata è la convinzione che con questo provvedimento si contrasterebbe il “<strong>turismo formativo</strong>” che invece <strong>aumenterebbe</strong> per evitare di perdere un anno in Italia.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Vi invitiamo a prendere in seria considerazione la <a href="https://www.salutedomani.com/2025/04/27/universita-bologna-riforma-medicina-lede-liberta-insegnamento/"><strong>lettera</strong></a> che si sta sottoscrivendo nella quale si denuncia l’<strong>incostituzionalità</strong> del provvedimento che lede l’<strong>autonomia di insegnamento</strong> dei docenti universitari.</li>
</ul>



<p><strong>== I punti trattati nel documento inviato alla Commissione in vista dell’Audizione del 23 gennaio 2024:</strong><strong></strong></p>



<p><strong>CONTRIBUTO</strong></p>



<p>alla discussione dei Disegni di legge sul NUMERO CHIUSO</p>



<p>1. Perché il numero chiuso va abolito</p>



<p>2. Il sorteggio meglio della lotteria dei test</p>



<p>3. Il numero chiuso simil-francese: un «massacro generazionale»</p>



<p><strong><em>Per leggere l’intero testo del documento presente nel sito del Senato cliccare <u><a href="https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg19/attachments/documento_evento_procedura_commissione/files/000/428/919/Associazione_nazionale_docenti_universitari_ANDU_.pdf">qui</a></u>.</em></strong></p>



<p></p>
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		<title>Il 12 maggio sciopero dei precari. Rifondare tutta l&#8217;Università</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 06:49:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[DALLO SCIOPERO DEI PRECARI DEL 12 MAGGIO UN MOVIMENTO PIU’ VASTO E PIU’ QUALIFICATO ABOLIRE IL PRECARIATO SENZA ABOLIRE GLI ATTUALI PRECARI UN’ALTERNATIVA ALLA DEFINITIVA DEMOLIZIONE DELL’UNIVERSITA’ 1. Lo sciopero dei precari del 12 maggio per allargare il movimento nell’Università&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2025/04/29/il-12-maggio-sciopero-dei-precari-rifondare-tutta-luniversita/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
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<p></p>



<p><strong>DALLO SCIOPERO DEI PRECARI DEL 12 MAGGIO</strong> <strong>UN MOVIMENTO PIU’ VASTO E PIU’ QUALIFICATO</strong></p>



<p><strong>ABOLIRE IL PRECARIATO SENZA ABOLIRE GLI ATTUALI PRECARI</strong></p>



<p><strong>UN’ALTERNATIVA</strong> <strong>ALLA DEFINITIVA DEMOLIZIONE DELL’UNIVERSITA’</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>1. </strong><strong>Lo sciopero dei precari del 12 maggio per allargare il movimento nell’Università</strong></li>



<li><strong>2. </strong><strong>Rilanciare le ‘vecchie’ richieste delle Organizzazioni universitarie</strong></li>



<li><strong>3. </strong><strong>Le proposte dell’ANDU in linea con quelle unitarie</strong></li>



<li><strong>4. </strong><strong>A breve una Legge delega per ‘mettere a posto’ definitivamente tutta l’Università</strong></li>



<li><strong>5. </strong><strong>Le tappe della demolizione dell’Università statale e il Gruppo di Pontignano</strong></li>
</ul>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-a934951141e9807229f502d2712b02b1"><strong>1. Lo sciopero dei precari del 12 maggio per allargare il movimento nell’Università</strong></p>



<p>Lo <strong>sciopero dei precari universitari</strong> del 12 maggio può diventare una tappa importante per arrestare il completamento dello smantellamento dell’Università statale e rilanciare la rifondazione dell’Università statale per renderla veramente autonoma dai poteri, interni ed esterni, che la strangolano e per garantire a tutti i docenti piena libertà di ricerca e di insegnamento.</p>



<p>Per questo è indispensabile e urgente cancellare la <strong>schiavitù</strong> del precariato senza abolire gli attuali precari e per ottenere questo è fondamentale riprendere gli obiettivi proposti unitariamente dalle Organizzazioni universitarie e quelli proposti dall’ANDU (v. i seguenti <strong>punti 2. e 3.</strong>). &nbsp;</p>



<p>In tal modo si potrà rilanciare un movimento dei precari più forte e più qualificato, capace di coinvolgere <strong>tutte le componenti universitarie</strong>. &nbsp;</p>



<p>Un movimento <strong>autonomo</strong>, coordinato nazionalmente e in grado di <strong>rapportarsi direttamente</strong> con il Ministero, il Parlamento e le forze politiche, al di fuori da ogni logica di appartenenza e da ogni interesse corporativo o sub-corporativo.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-2f0a93b07c8054f25fb9c6914082be94"><strong>2. Rilanciare le ‘vecchie’ richieste delle Organizzazioni universitarie</strong></p>



<p>Dal <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2022/05/26/accelerazione/">documento</a></u></strong> del maggio 2022 di ANDU, ARTED, CISL UNIVERSITÀ, CNU, FLC CGIL, RETE 29 APRILE, UIL RUA, UNIVERSITÀ MANIFESTA.</p>



<p>Si chiedeva, tra l’altro, un’<strong>unica figura </strong>di vero pre-ruolo e quindi:</p>



<p><strong>«</strong>la previsione esclusivamente di rapporti di lavoro con la piena applicazione di diritti, tutele e contributi, introducendo un’unica figura preruolo, <strong>definita nazionalmente</strong> e con autonomia di ricerca, ed eliminando quindi dall’ordinamento ogni contratto parasubordinato in contrasto con quanto previsto nella Carta Europea del Ricercatore (come borse, assegni, collaborazioni e altre forme di dumping contrattuale).<strong>»</strong></p>



<p><em>Questa stessa richiesta era stata già avanzata in maniera più dettagliata dalle stesse Organizzazioni dell’Università nel <strong><a href="https://www.andu-universita.it/2021/11/04/martedi-9-11-21/">documento</a></strong> del novembre del 2021 dove era anche scritto:</em></p>



<p><strong>«</strong>L’Università necessita di un’inversione radicale di rotta. Un cambiamento che porti il nostro Paese in linea con gli altri grandi Paesi Europei, con un ingente ri-finanziamento del settore di <strong>almeno 2 miliardi di euro per programmare un reclutamento straordinario</strong>, in 4/5 anni, di almeno 30.000 posti di ruolo, attraverso una fase transitoria e un reclutamento ordinario, ciclico e progressivo, certo nei tempi, di almeno 5000 posti di ruolo a regime in grado di scardinare la guerra fra poveri che il Parlamento sta scatenando in una contrapposizione generazionale.<strong>»</strong></p>



<p><strong>«</strong>E’ indispensabile una riforma del reclutamento che superi l’arcipelago delle forme parasubordinate, lesive della dignità dei lavoratori e delle lavoratrici della ricerca, con l’introduzione di una <strong>figura unica pre-ruolo</strong>, che abbia una durata contenuta e in numero <strong>proporzionale agli sbocchi in ruolo</strong>, con diritti e tutele universali sulla base dei principi sanciti dalla Carta Europea dei Ricercatori e che tenga anche conto che sia i bandi Europei che quelli nazionali prevedono finanziamenti per ruoli a tempo determinato, <strong>eliminando tutte le altre forme contrattuali</strong> di sfruttamento del lavoro precario, borse ed assegni di ricerca. Va inoltre impedito l’uso indiscriminato delle docenze a contratto che produce ulteriore precariato.<strong>»</strong></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-589cc8e9e41c77e1d8b21cbf2dd35ed4"><strong>3. Proposte dell’ANDU in linea con quelle unitarie</strong></p>



<p><strong>«</strong>Bando straordinario su fondi nazionali di <strong>almeno 45.000 posti</strong> di professore di terzo livello in 4-5 anni e <strong>proroga</strong> a domanda di tutti gli attuali precari fino all’espletamento dei concorsi, cancellazione di tutte le attuali figure precarie e introduzione di <strong>una sola</strong> <strong>figura pre-ruolo</strong> di durata triennale, in numero direttamente rapportato agli sbocchi in ruolo, con <strong>piena autonomia</strong> (anche finanziaria) di ricerca, con retribuzione, diritti e rappresentanza adeguati.<strong>»</strong></p>



<p>Inoltre:</p>



<p><strong>«</strong>Per debellare la cooptazione personale è indispensabile che tutte le <strong>prove</strong>, a partire da quelle relative ai dottorati, diventino <strong>nazionali</strong> e i componenti delle commissioni devono essere tutti sorteggiati tra tutti i professori e di esse non ne devono fare parte i professori che appartengono alle sedi dove sono stati banditi i posti e non ne deve fare parte più di un professore della&nbsp;stessa&nbsp;sede.<strong>»</strong></p>



<p>(dal documento <strong><em><a href="https://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2025/04/Piattaforma-ANDU-4.2025-1.docx">Come ricostruire l’Università tutta</a></em></strong>)</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-e99093e8a08eb36be553fbf0f944fd6f"><strong>4. A breve una Legge delega per ‘mettere a posto’ definitivamente tutta l’Università</strong></p>



<p>Nella Commissione Affari Costituzionali del Senato si sta concludendo l’esame di un provvedimento che contiene anche la delega al Governo di &nbsp;«<strong>riordinare e razionalizzare</strong>» l’intero impianto universitario: governance, reclutamento, ASN, valutazione della ricerca, chiamate, stato giuridico ed economico dei docenti, didattica, diritto allo studio, enti di ricerca (articolo 11 del&nbsp;<strong><a href="https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01425734.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">DDL n. 1192</a></strong>).</p>



<p>L’obiettivo di questa <strong>delega in bianco</strong> è quello di ‘riformare’ la cosiddetta Legge Gelmini e per occuparsi di questa generale riforma dell’Università il Ministro ha costituito un&nbsp;<strong><a href="https://www.mur.gov.it/it/news/venerdi-20092024/universita-firmato-dm-gruppo-di-lavoro-su-riforma-del-sistema-universitario" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gruppo di lavoro</a></strong>&nbsp;con la presenza determinante di chi quella Legge ha prima ‘scritto’ e poi gestito.</p>



<p>L’obiettivo di questa delega è quello di concludere la definitiva <strong>demolizione dell’Università&nbsp;statale</strong>.</p>



<p>Per <strong>impedire questa devastazione</strong> è necessario un movimento universitario che, includendo tutte le componenti, contrapponga al progetto di non-università, voluto e supportato da <strong>tutte le forze politiche,</strong> un progetto organico e dettagliato per rifondare l’Università.</p>



<p>In questa direzione invitiamo a prendere in considerazione la proposta&nbsp;<strong><em><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/02/05/per-una-riforma-complessiva-delluniversita/">Come ricostruire l’Università</a></u></em><u>&nbsp;<em>tutta</em></u></strong>, con la quale l’ANDU indica una precisa soluzione ai seguenti temi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>a. Diritto allo studio</li>



<li>b. Abolizione del precariato (non degli attuali precari) e nuovo reclutamento nel terzo livello di professore</li>



<li>c. Il ruolo unico dei professori</li>



<li>d. Autonomia del Sistema nazionale dell’Università</li>



<li>e. Gestione democratica degli Atenei</li>



<li>f. Finanziamento dell’Università per migliorare tutti gli Atenei</li>
</ul>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-88908781a09cf9aab880575e347f9e20"><strong>5. Le tappe della demolizione dell’Università statale e il Gruppo di Pontignano</strong></p>



<p>Si ricorda che la demolizione dell’Università statale è iniziata nel 1989 con la Legge Berlinguer-Ruberti ed è stata condotta principalmente dal <strong>Gruppo di Pontignano</strong> (v. <em>Il ruolo di Luigi Berlinguer e del suo “Gruppo di Pontignano”</em> al punto 3. di questo <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2024/11/18/numero-chiuso-pd-berrlinguer/">documento</a></u></strong>).</p>



<p>I seguenti provvedimenti sono stati approvati in maniera trasversale con, a volte, la formale opposizione della minoranza di turno.</p>



<p><em>Finta autonomia statutaria (1989) per salvaguardare le oligarchie degli atenei – Finta autonomia finanziaria (1993) per far gestire agli Atenei la riduzione progressiva dei finanziamenti – Finti concorsi locali (1997) e ASN (2010) per dare ulteriore spazio alla cooptazione-arbitrio personale – Introduzione del numero chiuso (1999) per negare ai giovani la scelta degli studi – Imposizione del “3 + 2″ (2000) con la frammentazione dei saperi – Invenzione dell’IIT (2003) costosissimo “giocattolo” ministeriale-confindustriale a discapito dell’Università – Istituzione “personalizzata” del SUM di Firenze e dell’IMT di Lucca (2005) – Svuotamento del CUN (2006) a favore della CRUI – Introduzione dell’ANVUR (2006) per commissariare l’Università – Messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori (2010) per moltiplicare i precari – Cancellazione di ogni parvenza di democrazia negli atenei (2010) con il rettore-padrone assoluto – Localizzazione dei collegi di disciplina (2010) per tenere meglio a bada i docenti – Istituzione dell’Human Technopole (2016) che è una sorta di duplicazione milanese dell’IIT di Genova – Invenzione della costosa Scuola superiore napoletana (2018) – Istituzione dell’ANR (2019), per controllare ancora di più l’Università e la Ricerca – invenzione del&nbsp;Biotecnopolo&nbsp;di Siena&nbsp;(2021), mantenimento del precariato (2022), peggioramento del numero chiuso (2025). E anche: Cattedre Natta, scatti premiali ai docenti, borse per studenti eccellenti, aumento delle tasse, finanziamenti per alcuni docenti, finanziamenti per dipartimenti eccellenti, riduzione dei finanziamenti agli Atenei e loro iniqua distribuzione per “merito”, ecc.</em></p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Numero chiuso. Baratro Bernini e non opposizione PD e M5S</title>
		<link>https://www.andu-universita.it/2025/03/07/numero-chiuso-baratro-bernini-e-non-opposizione-pd-e-m5s/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 14:38:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[NUMERO CHIUSO A MEDICINA A OGNI COSTO ANCHE ALLA CAMERA QUASI TUTTI D’ACCORDO SUL MICIDIALE MODELLO FRANCESE LA NON OPPOSIZIONE&#160;DI PD E M5S IL BARATRO DEL MINISTRO BERNINI Il testo del provvedimento sul numero chiuso a Medicina, approvato dalla Commissione della&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2025/03/07/numero-chiuso-baratro-bernini-e-non-opposizione-pd-e-m5s/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
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<p></p>



<p class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-3321d7b4f9ef5f8928b15e0cecd5a558"><strong>NUMERO CHIUSO A MEDICINA A OGNI COSTO</strong></p>



<p class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-08202d3ee6c76bee2706380c365088c5"><strong>ANCHE ALLA CAMERA QUASI TUTTI D’ACCORDO</strong></p>



<p class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-37cdac690a29f86f0bc33cfc1b68cc82"><strong>SUL MICIDIALE MODELLO FRANCESE</strong></p>



<p class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-3513c455c494b9a6aa2a8c3c8bb3cfc4"><strong>LA NON OPPOSIZIONE&nbsp;DI PD E M5S</strong></p>



<p class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-530d5d0ef6b47faab21b514f3e8c2a18"><strong>IL BARATRO DEL MINISTRO BERNINI</strong></p>



<p>     Il <strong><u><a href="https://www.camera.it/leg19/995?sezione=documenti&amp;tipoDoc=lavori_testo_pdl&amp;idLegislatura=19&amp;codice=leg.19.pdl.camera.2149.19PDL0117950&amp;back_to=">testo</a></u></strong> del provvedimento sul numero chiuso a Medicina, approvato dalla Commissione della Camera, al Senato era stato «<strong>condiviso</strong> dalle forze sia di maggioranza sia di opposizione», come ha ricordato, senza alcuna smentita, il rappresentate del Governo (v. <strong><u><a href="https://www.camera.it/leg19/824?tipo=C&amp;anno=2025&amp;mese=02&amp;giorno=17&amp;view=&amp;commissione=07&amp;pagina=data.20250217.com07.bollettino.sede00020.tit00020#data.20250217.com07.bollettino.sede00020.tit00020">resoconto</a></u></strong> della seduta del 17 febbraio 2025 e gli <strong><u><a href="https://www.camera.it/leg19/824?tipo=A&amp;anno=2025&amp;mese=02&amp;giorno=17&amp;view=filtered_scheda&amp;commissione=07#data.20250217.com07.allegati.all00040">emendamenti</a></u></strong> presentati).</p>



<p>     Nella Commissione Cultura e, finora, nell’Aula della Camera (v. <strong><u><a href="https://documenti.camera.it/leg19/resoconti/assemblea/html/sed0439/stenografico.pdf">resoconto</a></u></strong> della seduta del 4 marzo 2025 da pag. 58) <strong>nessuno </strong>degli esponenti di PD e M5S intervenuti si è detto contrario al numero chiuso in generale e nessuno di essi ha criticato l’impianto del provvedimento che introdurrà il numero chiuso alla francese (ingresso libero e sbarramento alla fine di sei mesi di studio universitario), programmando così il massacro di oltre 45.000 studenti all’anno.</p>



<p>     Inoltre nessuno degli esponenti di <strong>PD e M5S</strong> ha preso minimamente in considerazione &#8211; anche solo per contestarle &#8211; le <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/02/04/alla-commissione-cultura-della-camera-sul-numero-chiuso/">argomentate critiche</a></u></strong> al modello simil-francese espresse da ogni parte.</p>



<p>     Anzi il PD ha riproposto ostinatamente di allungare la ‘<strong>graticola</strong>’ dell’inutile e devastante percorso universitario da sei mesi a un anno. </p>



<p>    L’esponente di <strong>AVS</strong> ha presentato l’emendamento 2.7 (‘naturalmente’ respinto) per rendere libero l’accesso e il percorso nel corso di Medicina.</p>



<p>    Il testo sta per essere votato dall’Aula.</p>



<p>     Nel frattempo il ministro <strong>Bernini</strong> è <strong><u><a href="https://www.repubblica.it/cronaca/2025/03/05/news/medicina_test_2025_numero_chiuso_bernini_news-424043303/">riuscito</a></u></strong> a scambiare questo salto nel baratro per «una rivoluzione copernicana, un salto quantico irrimandabile e lo dico con assoluta certezza.»</p>



<p>     Cresce il dubbio che in troppi, nel Governo e nel Parlamento, <strong>non riescano</strong> a trovare il tempo di leggere quanto propongono e/o votano.</p>



<p>== Nell’<strong><u><a href="https://14395643352076310576.googlegroups.com/attach/a1c1c0c34e40/KFTE1Z.pdf?part=0.1&amp;view=1&amp;vt=ANaJVrFSIbgY-OTJmTSkDfLtCRZKO1nxGU6Pyornx_5XkT1YonmXVXX9dWrlBeDA_KiZgCMjq08JSkOKqC7ClU-md88-HzKba_VZj4RKitpyTbGyV94EcY0">intervista</a></u></strong> <em>Medicina, una riforma nata nel nostro ateneo</em> sul Resto del Carlino del 23 febbraio 2025, <strong>Giorgio Zauli</strong><strong>,</strong> ex rettore di Ferrara, si vanta di avere ‘anticipato’ l’introduzione del modello francese. Zauli ora fa parte della Commissione ministeriale nominata ancor prima che il provvedimento legislativo venisse approvato dal Senato.</p>



<p>Sull’esperimento a Ferrara v. il punto <em>3. Da Ferrara: selezione alla italo-francese, ancora peggio di quella alla francese </em>nel<a href="https://www.andu-universita.it/2019/02/25/chiuso-2/"> <strong><u>documento</u></strong></a> del febbraio 2019.</p>



<p></p>
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		<title>Impedire insieme la definitiva demolizione dell’Università</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 16:41:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[RIFONDARE L’INTERA UNIVERSITA’ 1. Si vuole la definitiva demolizione dell’Università statale 2. Il ruolo del movimento dei precari per un movimento di tutte le componenti 3. L’Assemblea di Bologna dell’8 e 9 febbraio. Una piattaforma per una nuova Università 4.&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2025/02/06/impedire-insieme-la-definitiva-demolizione-delluniversita/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
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<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RIFONDARE L’INTERA UNIVERSITA’</mark></strong></p>



<p><strong>1. </strong><strong>Si vuole la definitiva demolizione dell’Università statale</strong></p>



<p><strong>2. </strong><strong>Il ruolo del movimento dei precari per un movimento di tutte le componenti</strong></p>



<p><strong>3. </strong><strong>L’Assemblea di Bologna dell’8 e 9 febbraio. Una piattaforma per una nuova Università</strong></p>



<p><strong>4. </strong><strong>Progetto di Legge sul numero chiuso. Audizioni</strong></p>



<p><strong>5. </strong><strong>Il PD: mantenere la cooptazione personale e salvare il soldato ANVUR</strong></p>



<p><strong>6. </strong><strong>Le tappe della demolizione dell’Università</strong><strong></strong></p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-orange-color">1. Si vuole la definitiva demolizione dell’Università statale</mark></strong></p>



<p>Come è noto al Governo è stata data la delega di &nbsp;«<strong>riordinare e razionalizzare</strong>» l’intero impianto universitario: governance, reclutamento, ASN, valutazione della ricerca, chiamate, stato giuridico ed economico dei docenti, didattica, diritto allo studio, enti di ricerca (articolo 11 del&nbsp;<strong><a href="https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01425734.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">DDL n. 1192</a></strong>).</p>



<p>L’obiettivo di questa delega in bianco è quello di ‘riformare’ la cosiddetta Legge Gelmini e per occuparsi di questa generale riforma dell’Università il Ministro ha costituito un&nbsp;<strong><u><a href="https://www.mur.gov.it/it/news/venerdi-20092024/universita-firmato-dm-gruppo-di-lavoro-su-riforma-del-sistema-universitario" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gruppo di lavoro</a></u></strong>&nbsp;con la presenza determinante di chi quella Legge ha prima ‘scritto’ e poi gestito.</p>



<p>Insomma si è avviata l’<strong>ultima fase demolizione dell’Università </strong>statale iniziata e operata dal Gruppo Berlinguer a partire dal 1989 (v. qui al punto 6 <em>Le tappe della demolizione dell’Università</em>). Sulla devastante attività del <strong>Gruppo Berlinguer</strong> v. il punto 3 (<em>Il ruolo di Luigi Berlinguer e del suo “Gruppo di Pontignano”</em>) in questo <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2024/11/18/numero-chiuso-pd-berrlinguer/">documento</a></u></strong>.</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">2. Il ruolo del movimento dei precari per un movimento di tutte le componenti</mark></strong></p>



<p>In questo quadro è indispensabile che tutte le componenti dell’Università si mobilitino <strong>insieme e in tempo</strong> per impedire che venga messa la parola fine all’Università statale e per farla diventare democratica, migliorando la qualità e il ruolo di tutti gli Atenei.</p>



<p>Il movimento dei precari, che sta sempre più crescendo in termini di diffusione e di organizzazione nazionale, dovrebbe porsi sia l’obiettivo primario della stabilizzazione sia quello di stimolare una <strong>aggregazione intercategoriale</strong>, fuori dalle appartenenze politiche e al disopra degli interessi corporativi e sub-corporativi. Un movimento che riesca anche ad informare e a coinvolgere la <strong>società</strong>.</p>



<p>In questa direzione è indispensabile elaborare una <strong>piattaforma unitaria</strong> che riguardi tutta l’Università, assumendo un’ottica complessiva ampia almeno quanto quella di coloro che l’hanno demolita nel corso degli ultimi decenni e che ora vogliono cancellarla del tutto.</p>



<p>Si segnala un’<strong>iniziativa</strong> per partecipare alla mobilitazione: cliccare <strong><u><a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdcCP7tBPJXFYgVG3I0dODkRRwQ7aUNouE-xyjBuFzLNpDd-g/viewform?fbzx=7915284023972996445">qui</a></u></strong>. Per aggiornamenti cliccare <strong><u><a href="https://www.rete29aprile.net/movimento-nazionale-per-luniversita-e-la-ricerca-pubbliche/">qui</a></u></strong>.</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">3. L’Assemblea di Bologna dell’8 e 9 febbraio. Una piattaforma per una nuova Università</mark></strong></p>



<p>L’<strong><u><a href="https://drive.google.com/file/d/1CVG7IsodfbHuLKey44xyewtiqOIv7eU5/view?fbclid=PAY2xjawIAmFNleHRuA2FlbQIxMQABpsycZv58sR1ySJDPdYmS5HoVMk3AsAdNP97AyzgFxV-SjXvvSHVINQt4iw_aem_Ou56UfOcA-ZTSjlseTMoqQ">Assemblea precaria universitaria</a></u></strong> che si terrà a Bologna l’8 e il 9 febbraio potrebbe risultare un <strong>punto di svolta</strong>: promuove/sollecitare l’impegno delle altre categorie (docenti di ruolo, personale tecnico amministrativo e bibliotecario, studenti) e questo può avvenire solo se si comincia a elaborare una <strong>proposta alternativa</strong> che riguardi tutti i principali aspetti dell’Università.</p>



<p>In questa direzione invitiamo a prendere in considerazione la proposta <strong><em><u><a href="https://www.andu-universita.it/2025/02/05/per-una-riforma-complessiva-delluniversita/">Come ricostruire l’Università</a></u></em></strong> tutta, con la quale l’ANDU cerca di indicare una precisa soluzione ai seguenti temi:</p>



<p>a. Diritto allo studio</p>



<p>b. Abolizione del precariato (non degli attuali precari) e nuovo reclutamento nel terzo livello di professore</p>



<p>c. Il ruolo unico dei professori</p>



<p>d. Autonomia del Sistema nazionale dell’Università</p>



<p>e. Gestione democratica degli Atenei</p>



<p>f. Finanziamento dell&#8217;Università per migliorare tutti gli Atenei</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">4. Progetto di Legge sul numero chiuso. Audizioni</mark></strong></p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il 4 e 5 febbraio 2025 si sono svolte le audizioni presso la Commissione Cultura della Camera relativamente al <strong><a href="https://documenti.camera.it/leg19/pdl/pdf/leg.19.pdl.camera.2149.19PDL0117950.pdf">PdL C. 2149</a></strong> sul numero chiuso alla francese.</p>



<p>Per vedere il video delle audizioni del 4 febbraio 2025 cliccare <strong><u><a href="https://webtv.camera.it/evento/27257">qui</a></u></strong>.</p>



<p>Per vedere il video delle audizioni del 5 febbraio cliccare <strong><u><a href="https://webtv.camera.it/evento/27271">qui</a></u></strong>.</p>



<p>Alle audizioni per l’ANDU hanno partecipato Andrea Capotorti, Mauro Federico e Nunzio Miraglia. L’ANDU, oltre a svolgere un <strong><u><a href="https://www.youtube.com/watch?v=OhxLHid_s9U">intervento</a></u></strong>, ha anche presentato alla Commissione un proprio <strong><a href="https://www.andu-universita.it/blog/wp-content/uploads/2025/02/Contributo-alla-VII-Commissione-della-Camera.docx">documento</a></strong>, articolato nei seguenti punti:</p>



<p>1. Perché il PdL sul numero chiuso non andrebbe approvato</p>



<p>2. Il numero chiuso simil-francese: un «massacro generazionale»</p>



<p>3. L’alternativa al modello simil-francese e ai test</p>



<p>L’obiettivo del superamento del numero chiuso perseguito dall’ANDU sta all’interno di una proposta radicale di riforma del Servizio Sanitario nazionale (v. <strong><u><a href="https://view.officeapps.live.com/op/view.aspx?src=https%3A%2F%2Fwww.andu-universita.it%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2024%2F10%2FDA-ANDU-A-GIMBE-E-DA-GIMBE-AD-ANDU.docx&amp;wdOrigin=BROWSELINK">Da ANDU a GIMBE e da GIMBE all’ANDU</a></u></strong>).</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">5. Il PD: mantenere la cooptazione personale e salvare il soldato ANVUR</mark></strong></p>



<p>Il PD sul <strong>numero chiuso</strong> a medicina ha assunto da tempo una posizione persino peggiore di quella che è stata approvata al Senato e che ora è in discussione alla Camera. V. il <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2024/02/27/numero-del-pd/">documento</a></u></strong> <em>Numero chiuso del PD: il peggio del peggio</em>.</p>



<p><strong>Ora il PD</strong> vuole mantenere la <strong>cooptazione personale</strong>, abolendo i finti concorsi locali e contingentando le abilitazioni, ovvero svolgendo concorsi nazionali senza posti, e mantenendo la cooptazione personale (<strong>nota 1</strong>).</p>



<p>Inoltre lo stesso PD vuole mantenere in vita, ‘ritoccandola’, l’<strong>ANVUR</strong>, istituita per commissariare l’Università. (<strong>nota 2</strong>).</p>



<p><strong>Nota 1</strong>. <strong>Alfredo D’Attorre</strong>, responsabile Università e Ricerca del PD, nel suo <strong><a href="https://www.italianieuropei.it/it/italianieuropei-42024/item/4896-l%E2%80%99universit%C3%A0-come-specchio-del-declino-italiano.html?fbclid=IwY2xjawIMgVJleHRuA2FlbQIxMQABHdt8UlgUuZLGMCZ4cWpBrsgiVoTdY4tkWi9Bl4iV7ra-H8YwsaNsJJ7UPQ_aem_Qio_JDZKQzy08U4Kl-VOXA">intervento</a></strong> <em>L’università come specchio del declino italiano, </em>a proposito delle modalità di<strong> reclutamento</strong>, scrive:</p>



<p><em>«Il passaggio a un sistema di idoneità nazionale, parametrato sul fabbisogno dei settori disciplinari in tutta Italia su base annuale o biennale, con la possibilità poi per i Dipartimenti di chiamare solo i candidati presenti nella short list degli idonei, potrebbe essere la via per garantire al reclutamento maggiore trasparenza, qualità e mobilità fra atenei.»</em></p>



<p>Con la proposta del PD la cooptazione personale rimarrebbe e rimarrebbero le «pratiche degenerative»: Il singolo barone farebbe chiamare dal suo Dipartimento il suo allievo solo quando sarà riuscito a inserirlo nella «short list degli idonei» e lo farebbe con una chiamata diretta, senza più la farsa dei finti concorsi locali. Una soluzione per non cambiare nella sostanza nulla e lontana dalla proposta dell’ANDU di veri concorsi nazionali con una commissione interamente sorteggiata tra tutti i professori, escludendo quelli delle sedi interessate, con non più di un componente dello stesso Ateneo e con la scelta delle sedi da parte dei vincitori (pari ai posti banditi) sulla base di una graduatoria.</p>



<p><strong>Nota 2</strong>. Lo stesso D’Attorre, a proposito dell’<strong>ANVUR</strong>, scrive:</p>



<p><em>«Se l’ANVUR vuole recuperare credibilità, nei prossimi anni dovrà dedicarsi a quel controllo rigoroso delle università telematiche private che finora è mancato o non ha prodotto effetti, anziché oberare i docenti e i dipartimenti delle università pubbliche di adempimenti burocratici che sottraggono solo tempo alla didattica e alla ricerca.»</em></p>



<p>L&#8217;Anvur è stata introdotta per commissariare l&#8217;università e non può essere emendata: essa va <strong>abolita</strong> assieme alle sue abilitazioni, alle sue VQR e ai ‘suoi’ altri &#8216;annessi&#8217;.</p>



<p>Non è la prima volta che si cerca di salvare a ogni costo l’ANVUR: già nel 2012 c’è stato un vero e proprio allarme visto che&nbsp;«a due anni di distanza dall’istituzione di questa Agenzia il risultato è magrissimo.». Si raccomanda di leggere su questa questione il <strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2014/02/07/abolire/">documento</a></u> <em>SALVARE IL SOLDATO ANVUR</em></strong><em>, </em>un<em> “bambino” da buttare</em><strong>.</strong></p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">6. Le tappe della demolizione dell’Università</mark></strong></p>



<p>I seguenti provvedimenti sono stati approvati in maniera trasversale con, a volte, la formale opposizione delle minoranze di turno.</p>



<p><em>Finta autonomia statutaria (1989) per salvaguardare le oligarchie degli atenei – Finta autonomia finanziaria (1993) per far gestire agli Atenei la riduzione progressiva dei finanziamenti – Finti concorsi locali (1997) e ASN (2010) per dare ulteriore spazio alla cooptazione-arbitrio personale – Introduzione del numero chiuso (1999) per negare ai giovani la scelta degli studi – Imposizione del “3 + 2″ (2000) con la frammentazione dei saperi – Invenzione dell’IIT (2003) costosissimo “giocattolo” ministeriale-confindustriale a discapito dell’Università – Istituzione “personalizzata” del SUM di Firenze e dell’IMT di Lucca (2005) – Svuotamento del CUN (2006) a favore della CRUI – Introduzione dell’ANVUR (2006) per commissariare l’Università – Messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori (2010) per moltiplicare i precari – Cancellazione di ogni parvenza di democrazia negli atenei (2010) con il rettore-padrone assoluto – Localizzazione dei collegi di disciplina (2010) per tenere meglio a bada i docenti – Istituzione dell’Human Technopole (2016) che è una sorta di duplicazione milanese dell’IIT di Genova – Invenzione della costosa Scuola superiore napoletana (2018) – Istituzione dell’ANR (2019), &nbsp;per controllare ancora di più l’Università e la Ricerca – invenzione del&nbsp;Biotecnopolo&nbsp;di Siena&nbsp;(2021), mantenimento del precariato (2022). E anche: Cattedre Natta, scatti premiali ai docenti, borse per studenti eccellenti, aumento delle tasse, finanziamenti per alcuni docenti, finanziamenti per dipartimenti eccellenti, riduzione dei finanziamenti agli Atenei e loro iniqua distribuzione per “merito”, ecc.</em></p>



<p></p>



<ul class="wp-block-list">
<li></li>
</ul>
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		<title>Per una riforma complessiva dell&#8217;Università</title>
		<link>https://www.andu-universita.it/2025/02/05/per-una-riforma-complessiva-delluniversita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2025 12:45:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[ANDU – Associazione Nazionale Docenti Universitari Come ricostruire l’Università tutta a. Diritto allo studio b. Abolizione del precariato (non degli attuali precari) e nuovo reclutamento nel terzo livello di professore c. Il ruolo unico dei professori d. Autonomia del Sistema&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2025/02/05/per-una-riforma-complessiva-delluniversita/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
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<p><strong>ANDU – Associazione Nazionale Docenti Universitari</strong></p>



<p><strong>Come ricostruire l’Università tutta</strong></p>



<p><strong>a. Diritto allo studio</strong></p>



<p><strong>b. Abolizione del precariato (non degli attuali precari) e nuovo reclutamento nel terzo livello di professore</strong></p>



<p><strong>c. Il ruolo unico dei professori</strong></p>



<p><strong>d. Autonomia del Sistema nazionale dell’Università</strong></p>



<p><strong>e. Gestione democratica degli Atenei</strong></p>



<p><strong>f. Finanziamento dell&#8217;Università per migliorare tutti gli Atenei</strong></p>



<p><strong><u>a. Diritto allo studio</u></strong></p>



<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Abolizione (non riforma) del numero chiuso, aumento dell’importo e del numero delle borse di studio che vanno assegnate a tutti gli aventi diritto, innalzamento progressivo della soglia di reddito per l’esenzione da tutte le tasse, aumento degli alloggi, delle mense, dei luoghi di studio e di socializzazione, migliore didattica con radicale revisione del “3+2″ e con l’aumento e la stabilizzazione dei docenti. Aumento del numero e dell’ammontare delle borse di studio per i dottorati di ricerca e abolizione dei dottorati senza borsa.</strong></p>



<p><strong>Tutto questo con l’obiettivo di rendere gratuita e di qualità l’istruzione universitaria, che va considerata uno strumento fondamentale per la crescita culturale, sociale ed economica del Paese e un pilastro fondamentale per la sua stessa democrazia.</strong></p>



<p><strong><u>b. Abolizione del precariato (non degli attuali precari) e nuovo reclutamento nel terzo livello di professore</u></strong></p>



<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Bando su fondi nazionali di almeno 45.000 posti di ruolo di professore di terzo livello in 4-5 anni e proroga a domanda di tutti gli attuali precari fino all’espletamento dei concorsi, cancellazione di tutte le attuali figure precarie e introduzione di una sola figura pre-ruolo di durata triennale, in numero direttamente rapportato agli sbocchi in ruolo, con piena autonomia (anche finanziaria) di ricerca, con retribuzione, diritti e rappresentanza adeguati.</strong></p>



<p><strong>La battaglia contro il precariato nell&#8217;Università deve fare i conti anche con gli interessi baronali consolidati e diffusi che fanno arrivare a sostenere &#8211; contro ogni evidenza &#8211; che lo stato di precarietà, cioè anni e anni di subalternità, scarsa retribuzione e incertezza, farebbe bene alla qualità della ricerca. È questo il modello che si è voluto rafforzare con la messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori e la conseguente enorme espansione del numero di precari “usa e getta”.</strong></p>



<p><strong><u>c. Il ruolo unico dei professori</u></strong></p>



<p><strong><em>= Premessa</em></strong></p>



<p><strong>Una riforma della docenza deve avere come principale obbiettivo quello di migliorare l’attività didattica e di ricerca del singolo docente nell’interesse degli studenti e del Paese.</strong></p>



<p><strong>Questo è possibile solo se si rendono veramente liberi l’insegnamento e la ricerca dai condizionamenti esterni (politica, imprese, ecc.), da quelli “semi-esterni” (ANVUR) e da quelli interni.</strong></p>



<p><strong>Ma la libertà del singolo docente è incompatibile con la cooptazione personale. Infatti in Italia, quasi sempre, il ‘maestro’ individua personalmente, spesso dalla tesi di laurea, l’aspirante docente, lo forma attraverso un lungo percorso di precariato, lo mette in ruolo e lo fa avanzare fino a ordinario. Una trafila che è mascherata da finti concorsi locali, a partire dal dottorato fino ad arrivare – dopo la Legge Berlinguer – ai ruoli di associato e ordinario. Un percorso caratterizzato dalla sottomissione dell’allievo al “maestro”, che ne condiziona l’attività didattica e di ricerca e i tempi della carriera accademica. Quando il cooptato arriva all’apice, applicherà anche lui la prassi della cooptazione personale, secondo la ‘tradizione’ italiana, resa quasi obbligatoria da normative che nei decenni sono state sempre più finalizzate a rendere sempre più assoluta la libertà del maestro di scegliere chi vuole. Ed è da questa cooptazione personale che derivano i fenomeni di localismo, nepotismo, clientelismo, parentopoli, ecc., che a volte vengono ‘intercettati’ dalla magistratura, facendoli emergere come scandali, mentre invece sono ‘solo’ espressioni di un sistema.</strong></p>



<p><strong>Bisogna non solo liberare l’allievo dalla dipendenza anche umana dal ‘maestro’, ma anche liberare il ‘maestro’ dall’oneroso potere-dovere di farsi personalmente carico della carriera del suo prescelto. In tal modo si migliorerà non poco la qualità e la quantità della didattica e della ricerca di tutti, oltre che la qualità della loro vita.</strong></p>



<p><strong>Per debellare la cooptazione personale è indispensabile che tutte le prove, a partire da quelle relative ai dottorati, diventino nazionali e i componenti delle commissioni siano tutti sorteggiati tra tutti i professori e di esse non ne facciano parte i professori che appartengono alle sedi dove sono stati banditi i posti e non ne deve fare parte più di un professore della stessa sede.</strong></p>



<p><strong><em>= Un ruolo unico vero, necessario, semplice e possibile</em></strong></p>



<p><strong>Occorre costituire un unico ruolo (organico unico) di professore universitario articolato in tre livelli retributivi, con uguali compiti e uguali diritti (compreso l’elettorato attivo e passivo) e uguali doveri all’interno di un unico stato giuridico nazionale (uguale in tutti gli Atenei).</strong></p>



<p><strong>L’ingresso nel ruolo deve avvenire con concorsi nazionali (senza l’ASN) e il passaggio di livello deve avvenire, a domanda, attraverso una valutazione complessiva (ricerca e didattica) nazionale individuale. In caso di valutazione positiva, deve conseguire l’automatico riconoscimento della nuova posizione (senza alcun ulteriore “filtro” locale).</strong></p>



<p><strong>I vincitori dei concorsi nazionali devono potere scegliere dove prendere servizio, tra le sedi dove sono stati banditi i posti messi a concorso, sulla base di una graduatoria.</strong></p>



<p><strong>Gli scatti economici all’interno di ogni livello devono essere legati esclusivamente all’età di servizio (retribuzione differita).</strong></p>



<p><strong>L’età pensionabile deve essere uguale per tutti i professori del ruolo unico.</strong></p>



<p><strong>L’elettorato passivo deve essere riservato ai professori con anzianità nel ruolo unico di almeno cinque anni.</strong></p>



<p><strong><em>= Transitorio</em></strong></p>



<p><strong>Gli attuali ricercatori a tempo indeterminato, i professori associati e i professori ordinari, a domanda, devono fare parte rispettivamente del terzo, del secondo e del primo livello, mantenendo all’ingresso l’attuale retribuzione.</strong></p>



<p><strong>A tutti i ricercatori di ruolo e gli associati che hanno conseguito l’ASN deve essere riconosciuto immediatamente e automaticamente il passaggio di livello, con i relativi incrementi economici a carico dello Stato.</strong></p>



<p><strong><u>d. Autonomia del Sistema nazionale dell’Università</u></strong></p>



<p><strong>Abolizione (non riforma) dell’ANVUR (istituito per commissariare l&#8217;Università) e sostituzione del CUN con un Organismo di autogoverno e di rappresentanza del Sistema nazionale dell’Università, con tutti i membri eletti direttamente e contemporaneamente, e, per la componente docente, con criteri proporzionali alla numerosità delle aree (non più di 5-6) e con elettorato attivo e passivo non distinto per livelli.</strong></p>



<p><strong>È questo uno strumento indispensabile per difendere l’autonomia dell’Università dai poteri forti interni ed esterni che insieme da decenni la stanno demolendo.</strong></p>



<p><strong>In questa direzione è indispensabile neutralizzare il ruolo della CRUI che ha sempre voluto e/o sostenuto lo smantellamento del Sistema nazionale universitario.</strong></p>



<p><strong><u>e. Gestione democratica degli Atenei</u></strong></p>



<p><strong>Rendere il Senato Accademico organo decisionale e rappresentativo di tutte le componenti, trasformando il Consiglio di Amministrazione in organo puramente esecutivo. Netta riduzione dei poteri (oggi assoluti) del Rettore che non deve fare parte del Senato Accademico.</strong></p>



<p><strong>In particolare bisogna riportare a livello nazionale l&#8217;azione disciplinare riguardante i docenti per eliminare l&#8217;attuale Collegio di disciplina di Ateneo. È però fondamentale che il nuovo Collegio di disciplina nazionale sia composto rispettando i più elementari principi della democrazia e quindi non come era quello nazionale.</strong></p>



<p><strong><u>f. Finanziamento dell&#8217;Università per migliorare tutti gli Atenei</u></strong></p>



<p><strong>Occorre capovolgere la logica del (de)finanziamento dell&#8217;Università statale che punta a concentrare in pochi Atenei presunti eccellenti (non più di 17 secondo Confindustria), chiudendo o emarginando tutti gli altri, invece di mirare alla crescita di tutti gli Atenei, incentivando la collaborazione tra di loro, invece che spingerli ad una impari competizione, disastrosa per la qualità complessiva della ricerca e della didattica.</strong></p>



<p><strong>In questa direzione occorre che il finanziamento dell&#8217;Università raggiunga almeno quello della media europea e bisogna portare ai livelli europei il numero dei laureati e il rapporto docenti di ruolo/studenti.</strong></p>



<p><strong><em><u>Le tappe della demolizione dell’Università</u></em></strong><strong><em></em></strong></p>



<p><strong><em>I seguenti provvedimenti sono stati approvati in maniera trasversale con, a volte, la formale opposizione delle minoranze di turno.</em></strong></p>



<p><strong><em>Finta autonomia statutaria (1989) per salvaguardare le oligarchie degli atenei – Finta autonomia finanziaria (1993) per far gestire agli Atenei la riduzione progressiva dei finanziamenti – Finti concorsi locali (1997) e ASN (2010) per dare ulteriore spazio alla cooptazione-arbitrio personale – Introduzione del numero chiuso (1999) per negare ai giovani la scelta degli studi – Imposizione del “3 + 2″ (2000) con la frammentazione dei saperi – Invenzione dell’IIT (2003) costosissimo “giocattolo” ministeriale-confindustriale a discapito dell’Università – Istituzione “personalizzata” del SUM di Firenze e dell’IMT di Lucca (2005) – Svuotamento del CUN (2006) a favore della CRUI – Introduzione dell’ANVUR (2006) per commissariare l’Università – Messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori (2010) per moltiplicare i precari – Cancellazione di ogni parvenza di democrazia negli atenei (2010) con il rettore-padrone assoluto – Localizzazione dei collegi di disciplina (2010) per tenere meglio a bada i docenti – Istituzione dell’Human Technopole (2016) che è una sorta di duplicazione milanese dell’IIT di Genova – Invenzione della costosa Scuola superiore napoletana (2018) – Istituzione dell’ANR (2019), &nbsp;per controllare ancora di più l’Università e la Ricerca – invenzione del&nbsp;Biotecnopolo&nbsp;di Siena&nbsp;(2021), mantenimento del precariato (2022). E anche: Cattedre Natta, scatti premiali ai docenti, borse per studenti eccellenti, aumento delle tasse, finanziamenti per alcuni docenti, finanziamenti per dipartimenti eccellenti, riduzione dei finanziamenti agli Atenei e loro iniqua distribuzione per “merito”, ecc.</em></strong></p>



<p><strong><em>== La storia </em></strong><strong><em>della devastazione dell&#8217;Università può essere approfondita nel sito dell&#8217;ANDU (https://www.andu-universita.it/) utilizzando la &#8220;ricerca avanzata”, in alto a sinistra. </em></strong><strong></strong></p>
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		<title>Alla Commissione Cultura della Camera sul numero chiuso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ANDU]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2025 07:54:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[Alla Commissione Cultura della Camera CONTRIBUTO alla discussione del Proposta di Legge C. 2149 sul NUMERO CHIUSO 1. Perché il PdL sul numero chiuso non andrebbe approvato 2. Il numero chiuso simil-francese: un «massacro generazionale» 3. L’alternativa al modello simil-francese&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="https://www.andu-universita.it/2025/02/04/alla-commissione-cultura-della-camera-sul-numero-chiuso/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
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<p></p>



<p><strong>Alla Commissione Cultura della Camera</strong></p>



<p><strong>CONTRIBUTO</strong></p>



<p><strong>alla discussione del Proposta di Legge C. 2149 sul NUMERO CHIUSO</strong></p>



<p><strong>1. </strong><strong>Perché il PdL sul numero chiuso non andrebbe approvato</strong><strong></strong></p>



<p><strong>2. </strong><strong>Il numero chiuso simil-francese: un «massacro generazionale»</strong><strong></strong></p>



<p><strong>3. </strong><strong>L’alternativa al modello simil-francese e ai test</strong></p>



<p><strong>1. </strong><strong>Perché il PdL sul numero chiuso non andrebbe approvato</strong><strong></strong></p>



<p>Con l’approvazione anche della Camera del PdL trasmesso dal Senato (v. <strong>nota</strong>):</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>si costringerebbero di fatto gli studenti degli ultimi anni delle <strong>scuole secondarie</strong> a impegnarsi, se possibile più di quanto finora accaduto, in percorsi di formazione e di orientamento che li <strong>distrarrebbero</strong> dagli studi scolastici e, per coloro che se lo potranno permettere, li porterebbero a spendere per costosi <strong>corsi privati</strong> di ‘sostegno’;</li>



<li>si farebbero <strong>perdere</strong> a circa l’80 % degli iscritti (<strong>oltre 45.000</strong> studenti) al primo semestre universitario sei mesi di vita, impegnandoli nell’inutile impresa di sostenere entro la fine del semestre le materie previste con il massimo di voti possibile (<strong>competizione selvaggia</strong>) e con probabili spese per frequentare anche <strong>corsi privati</strong> di ‘sostegno’. A questi studenti sarebbe impedito di proseguire nel corso di laurea in Medicina non perché risultati non meritevoli, ma perché meno meritevoli degli altri.</li>



<li>si renderebbe <strong>localistica</strong> la selezione che verrebbe fatta, di fatto, dai singoli atenei attraverso gli esami delle materie previste, con il <strong>rischio</strong> di arbitrii e favoritismi; localismo che, tra l’altro, darebbe la stura ai <strong>ricorsi</strong>;</li>



<li>si manterrebbe la corsa all’iscrizione alle costose (anche costosissime) <strong>università private</strong> nazionali e straniere.</li>



<li>l’ingresso massiccio tutto di un colpo <strong>intaserebbe</strong> le università che non avrebbero il tempo di adeguarsi tempestivamente;</li>



<li>si continuerebbe a pretendere di potere prevedere <strong>10-11 anni prima</strong> (tempo necessario per formare un medico) quanti medici sarebbero necessari al SSN: quali saranno allora i bisogni dei cittadini? Quale sarà la medicina di allora? Quanti saranno i medici che andranno nel <strong>privato</strong> o all’<strong>estero</strong>? Etc;</li>



<li>si continuerebbe a credere che si possa ‘intercettare’ con test o altra modalità selettiva la “propensione”, l’“attitudine”, la “<strong>vocazione</strong>”, la “reale motivazione” di un 18-19 enne a diventare un buon medico 11 anni dopo, quando è noto a tutti che questa verifica è possibile solo attraverso l’intero percorso formativo (laurea e specializzazione).</li>
</ol>



<p><strong>Nota</strong>. Il Senato ha approvato il testo del PdL ora in discussione alla Camera senza dare il <strong>minimo ascolto alle argomentate critiche</strong> espresse nelle audizioni, oltre che dall’<strong>ANDU</strong>, dai Rappresentanti degli <strong>studenti</strong> e, nella sostanza, dalla <strong>Rappresentante</strong> dell’Ambasciata francese in Italia e, anche, dalle <strong>Organizzazioni dei medici</strong> che, pur favorevoli al numero chiuso, avevano <a href="https://www.anaao.it/content.php?cont=40196"><strong>chiesto</strong></a> di «non&nbsp;<strong>scimmiottare</strong>&nbsp;modelli di altri Paesi».&nbsp; La stessa <strong>CRUI </strong>aveva proposto una selezione <strong>prima</strong> dell’accesso all’Università.&nbsp; V. <em>Numero chiuso simil-francese contro tutti</em> in questo<a href="https://www.andu-universita.it/2024/11/03/abolire-precariato-e-numero-chiuso-incontro-col-pd/"><strong>documento</strong></a><strong>.</strong></p>



<p><strong>2. Il numero chiuso simil-francese: un </strong>«<strong>massacro generazionale</strong>»</p>



<p>Si vorrebbe attuare in Italia un numero chiuso <strong>simil-francese</strong>, proprio quando in Francia quel sistema è stato fortemente criticato per avere prodotto danni formativi e psicologici enormi agli oltre 80% degli iscritti che sono stati ogni anno espulsi, con notevoli danni anche economici per le loro famiglie.</p>



<p>Nella stessa Francia, l’anno di studio con alla fine la selezione-mannaia è stata definita un «<strong>massacro generazionale</strong>», una «<strong>macelleria didattica</strong>», una «<strong>catastrofe</strong>», un «<strong>calvario</strong>», un «<strong>inferno</strong>», una «<strong>fossa dei leoni</strong>», una «<strong>follia</strong>». E nel settembre del 2019 lo stesso <strong>Emmanuel Macron</strong> lo ha definito «<strong>obsoleto</strong>», «<strong>ingiusto</strong>»,&nbsp;«<strong>inefficace</strong>» (<a href="https://www.lemonde.fr/campus/article/2018/09/06/vers-la-fin-du-numerus-clausus-en-medecine_5351150_4401467.html"><strong>Le Monde</strong></a>).</p>



<p>Tutto ciò, tra l’altro, ha portato in Francia all’attuale grave <strong>carenza di medici</strong> (v. il punto <em>Selezione alla francese: un rimedio peggiore del male</em> nel <a href="https://www.andu-universita.it/2019/02/25/chiuso-2/"><strong>documento</strong></a> <em>Numero chiuso: di male in peggio. Meglio il sorteggio</em>).</p>



<p><strong>3. L’alternativa al modello simil-francese e ai test</strong></p>



<p>E’ da quasi <strong>cinque anni</strong> –&nbsp;colpevolmente persi&nbsp;per interessi baronali e corporativi – che l’ANDU propone di <strong>superare&nbsp;gradualmente</strong>&nbsp;il numero chiuso attraverso l’approvazione di <strong>un</strong>&nbsp;<strong>piano</strong>&nbsp;che preveda l’aumento progressivo degli ingressi al primo anno di Medicina, adeguando le strutture e il personale e sostituendo <strong>nel frattempo</strong> ogni selezione pseudo-meritocratica (che sarebbe comunque inadeguata e dannosa) con il&nbsp;<strong>sorteggio</strong>, un sistema semplice, immediato, non costoso e&nbsp;inattaccabile&nbsp;dai ricorsi, a differenza di quanto accaduto per i vari tipi di test utilizzati per sbarrare l’ingresso a Medicina.</p>



<p>Peraltro il sorteggio è stato già impiegato <strong>in Olanda</strong>, risultando ‘equivalente’ al sistema dei test (v. il&nbsp;<strong><u><a href="https://www.andu-universita.it/2024/02/19/sorteggio/">documento</a></u></strong>&nbsp;<em>Il sorteggio non costa ed è equivalente al test che invece costa tan</em>to).</p>



<p></p>
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