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	<title>Blog &#8211; Angelocerminara.it</title>
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	<description>Siti Web e Consulenza Seo Crotone</description>
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		<title>Annunci per fumetti e buste protettive su Fumetteriabang</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 May 2023 15:09:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se sei un appassionato di fumetti, allora saprai quanto sia emozionante scoprire una collezione rara o trovare il fumetto che stai cercando a un prezzo ragionevole. Con l&#8217;avvento del commercio elettronico, trovare annunci per fumetti online &#232; diventato pi&#249; facile ed efficiente. Grazie alle fumetterie online &#232; possibile acquistare fumetti altrimenti introvabili e completare le proprie collezioni. Sul web &#232; possibile trovare anche bustine potettive in plastica e buste per fumetti in mylar o polipropilene, accessori assolutamente necessari per proteggere le preziose collezioni dalla polvere e dalle intemperie. In questo articolo analizzeremo il sito di una fumetteria online che vende fumetti di seconda mano, buste per fumetti e consente di inserire annunci per fumetti. Fumetteriabang.online Quando si tratta di acquistare fumetti online, ci sono molte opzioni disponibili. Tuttavia, non tutti i negozi online sono uguali. Ecco alcuni fattori da considerare quando si sceglie il negozio giusto per acquistare le proprie collezioni di fumetti. Il sito Fumetteriabang.online sembra essere un vero e proprio paradiso per appassionati e collezionisti del fumetto. Consente di reperire molti fumetti di seconda amno, di consultare e inserire annunci, acquistare buste per fumetti. Il sito soddisfa i quattro paramentri principali per valutare positivamente un qualunque e-commerce: Trasparenza. Il primo parametro di valutazione di una fumetteria &#232; la trasparenza che deve essere cristallina. Cercate e leggete tutte le politiche disponibili sul sito. Per legge non possono mancare: privacy, cookie, termini e condizioni di vendita, termini dei servizi, spedizioni e resi. Nel sito Fumetteriabang.online le declarative legali sono tutte pienamente consultabili. Catalogo Un negozio online con una vasta collezione di fumetti vi permetter&#224; di trovare pi&#249; facilmente i fumetti e le collezioni che state cercando, risparmiando molto tempo. Nel sito &#232; disponibile un form di ricerca veloce nella testata, e un altro pi&#249; potente e completo nella barra laterale. Prezzi e offerte. Controllate le offerte e gli sconti che il negozio propone. Non si vuole spendere troppo per i propri acquisti di fumetti. Inoltre, &#232; bene che un negozio offra promozioni o sconti frequenti ai clienti abituali. Politiche di spedizione e resi. Controllate sempre le politiche di spedizione e restituzione prima di fare un acquisto. Cercate un negozio che offra una spedizione veloce e una politica di restituzione equa nel caso in cui il prodotto non soddisfi le vostre aspettative o arrivi danneggiato. Trovare e acquistare fumetti Il sito Fumetteriabang.online offre la vendita di fumetti da collezione, numeri introvabili magari di anni passati. Numeri con una storia alle spalle, che hanno rappresentato un&#8217;epopea d&#8217;oro che ora non c&#8217;&#232; pi&#249;. Si tratta dunque di pezzi usati, fumetti di seconda mano, un sito ideale per quei collezionisti che hanno bisogno di qualche numero per completare una serie, o pi&#249; semplicemente di sostituire un numero particolarmente danneggiato, con un altro in condizioni decisamente migliori. Il sito web &#232; organizzato in modo semplice e abbastanza lineare: il menu principale riporta le tre macro sezioni in cui sono divisi i prodotti acquistabili: fumetti, accessori e annunci. La sezione fumetti di dipana in 13 categorie: tra le pi&#249; fornite al momento troviamo Biabolik, Bonelli, Tex e Topolino. La categoria &#8220;Alri Fumetti&#8221; raccoglie invece tutto qanto non entra nelle prime dodici: da Zagor a Nathan Never, da Nick Raider a Paperino. In catalogo migliaia di fumetti di ogni genere, per chi non ama navigare le categorie ci sono due moduli per la ricerca istantanea che faciliteranno il compito. Buste per fumetti Nella sezione Accessori attualmente sono disponibili solo le bustine protettive per fumetti. Ce ne sono di ogni dimensione, tutte in polipropilene neutro con striscia adesiva e patella. Lo spessore &#232; il 60 micron, lo standard ideale per ogni fumetto. Proteggere i fumetti &#232; essenziale per mantenerli in condizioni ottimali per un lungo periodo di tempo. Le buste protettive per fumetti sono uno strumento indispensabile per evitare l&#8217;usura e l&#8217;invecchiamento di ogni collezione che si rispetti. Esistono diversi tipi di buste per fumetti sul mercato, ognuno con diverse caratteristiche e livelli di protezione. Esistono buste in plastica comune, anche abbastanza convenienti, ma offrono una protezione limitata. Buste in mylar, materiale pi&#249; resistente e trasparente, offrono una maggiore protezione. E poi le buste in polipropilene divenute ormai lo standard per eccellenza dei fumetti, offrono una maggiore protezione contro umidit&#224;, polvere e agenti chimici. Consultare e inserire annunci per fumetti Davvero molto interessante &#232; la sezione Annunci. Qui si possono consultare tutti gli annunci per fumetti inseriti dagli utenti che si sono registrati. L&#8217;inserimento di un annuncio prevede un costo di vaiabile di poche euro necessario per mantenere il sito. A parte l&#8217;aspetto puramente economico, &#232; molto interessante il poter consultare liberamente e senza bisogno di registrarsi gli annunci sia di acquisto che di vendita piazzati dagli inserzionisti, con cui &#232; possibile comunicare direttamente. Basta navigare la sezione annunci per fumetti e trovare quello pi&#249; interessante e si pu&#242; inviare un&#8217;offerta all&#8217;insezionista diettamente dal sito. Se invece si vuole inserire un proprio annuncio &#232; necessario per prima cosa registrarsi al sito, ci vogliono 2 minuti contati. Poi dalla propria area riservata si deve cliccare sul pulsante &#8220;Nuovo Annuncio&#8221;, popolare i campi del form inseendo i dati richiesti, aggiungere foto, titolo, prezzo e descrizione e pagare l&#8217;importo necessrio.]]></description>
		
		
		
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		<title>Annunci per fumetti: vendere le collezioni adesso è più facile</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/annunci-per-fumetti-vendere-le-collezioni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 May 2023 15:21:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I fumetti rappresentano un modo divertente e creativo per esprimere le proprie idee e passioni. Cos&#236; come per qualsiasi cosa che si fa nella vita. Raccogliere e collezionare singoli fumetti o intere collane &#232; un hobby creativo che accompagna molte persone sin dalla pi&#249; tenera et&#224;. A volte per&#242; pu&#242; rendersi necessario rivolgersi ad un sito di annunci per fumetti. Passano gli anni e ci si ritrova con un garage o una mansarda piena zeppa di fumetti e collezioni che magari non suscitano pi&#249; interesse, o pi&#249; semplicemente non si possono pi&#249; tenere. Se desiderate vendere i vostri fumetti attraverso una fumetteria online, allora dovete imparare a creare annunci di successo! Non basta inserire un annunco per vendere una collezione, bisogna comunicare nei modi giusti e raggiungere il target idoneo, e questo pu&#242; darvelo solo un sito specializzato. In questo articolo troverete una guida passo-per-passo per creare annunci per fumetti di successo. Tabella dei contenuti Introduzione del sito Fumetteriabang.online Categorie di fumetti disponibili sul sito Sezione buste protettive e come utilizzarle Sezione annunci, come funziona Annunci per fumetti, consigli per neofiti 1. Introduzione del sito Fumetteriabang.online Esiste per caso una fumetteria online che offre l&#8217;opportunit&#224; di inserire annunci per fumetti? Si, ce n&#8217;&#232; una soltanto nel panorama italiano e si chiama Fumetteriabang.online. E&#8217; un sito che offre una vasta scelta di fumetti e buste protettive per fumetti. Navigando tra le sezioni del sito si troveranno in vendita migliaia di fumetti di ogni genere a prezzi ragionevoli. Ovviamenti si tratta di pezzi di seconda mano, venduti dall&#8217;edicolante. Si tratta un sito dedicato agli appassionati, ai collezionisti ma non solo. Comunque un posto dove trovare alcune cose che altrove non &#232; facile trovare. Il sito propone in vendita anche accessori dedicati, come ad esempio le buste protettive, sempre tanto importanti per proteggere le migliori collezioni. Ce ne sono di ogni dimensione, basta navigare la categoria, o utilizzare il form di ricerca interno. Il materiale &#232; polipropilene neutro da 60 o 80 micron, tutte con striscia adesiva e patella. La piattaforma &#232; perfetta per gli appassionati del genere che vogliono acquistare i numeri mancanti per completare le proprie raccolte, o anche vendere quelle collezioni che non si vuole pi&#249; tenere. Insomma una fumetteria online molto particolare che ben presto diventer&#224; un luogo di incontro virtuale tra appassionati. 2. Categorie di fumetti disponibili sul sito Fumetteriabang.online offre una vasta selezione di categorie di fumetti, tra cui manga, comics, graphic novel, e molti altri. Al momento il sito distribuisce il suo inventario su 12 categorie: Alan Ford, Bonelli, Dylan Dog, Martin Mystere, Diabolik, Disney, I classici di Walt Disney, Manga, Tex, Topolino, Zio Paperone. In aggiunta c&#8217;&#232; la categoria Altri Fumetti che contiene tutto quanto non rientra in quelle menzionate. Si possono trovare in quest&#8217;ultima categoria Nathan Never, Zagor, Naruto, Efraim, Nick Raider, i Cavalieri dello Zodiaco e tanti altri. Sebbene il termine manga, comics e fumetti rappresentino la stessa identica cosa ma si riferiscono alla diversa provenienza linguistica (in oriente tutti i fumetti si chiamano manga, cos&#236; come negli Stati Uniti si chiamano comics), &#232; indubbio che nel corso del tempo il termine manga ha assunto connotati specifici, in quanto hanno caratteristiche e paculiarit&#224; differenti dai fumetti occidentali. Anzitutto si leggono all&#8217;inverso, cio&#232; cominciando dall&#8217;ultima pagina e da destra verso sinistra! C&#8217;&#232; poi una evidente differenza stilistica che sta nel disegnare gli occhi molto pi&#249; grandi rispetto al viso. I manga non usano colori, sono sempre in bianco e nero ad eccezione della copertina. 3. Sezione buste protettive e come utilizzarle Come detto in precedenza il sito offre la possibilit&#224; di acquistare buste protettive, e quando si tratta di vendere fumetti, proteggerli &#232; importante quanto presentarli. &#200; qui che entrano in gioco le custodie protettive. Cosa sono le buste protettive? Le custodie protettive, note anche come buste o copertine, sono custodie di plastica trasparente e utilizzate per proteggere i fumetti dall&#8217;usura e dal tempo. Queste custodie sono disponibili in varie dimensioni per adattarsi a diversi tipi di fumetti. Sono realizzate in materiali come il polipropilene o il polietilene, che sono leggeri, robusti e privi di acidi. Ne esistono di rigide e di flessibili, queste ultime pi&#249; adatte ai fumetti rispetto alle prime. Quali sono i vantaggi dell&#8217;uso delle buste protettive? L&#8217;uso di buste protettive &#232; fondamentale per mantenere i fumetti in buone condizioni per lungo tempo. Queste custodie proteggono i fumetti dai danni quotidiani come polvere, umidit&#224; e impronte digitali. Inoltre, proteggono dallo sbiadimento dovuto all&#8217;esposizione al calore o alla luce del sole. Utilizzando le custodie protettive, potete assicurarvi che i vostri fumetti mantengano il loro valore nel tempo, il che &#232; particolarmente importante se avete intenzione di venderli. Come si usano le buste protettive? Anzitutto bisogna determinare le dimensioni del fumetto e scegliere la custodia pi&#249; adatta. Quindi, fate scivolare il fumetto nella custodia, assicurandovi di spingerlo fino in fondo. Infine, chiudete e sigillate ripiegando il lembo adesivo nella parte superiore della custodia. Per una maggiore protezione, &#232; possibile conservare il fumetto con la custodia in una scatola per fumetti. &#200; importante notare che non tutte le custodie protettive sono uguali. Alcune custodie offrono una protezione migliore di altre, quindi &#232; importante fare una ricerca e scegliere custodie realizzate con materiali di alta qualit&#224;. Per districarsi meglio consiglio la lettura di un apposito post al riguardo. 4. Sezione annunci, come funziona Come pubblicare un annuncio sul sito Fumetteriabang.online? Niente di pi&#249; semplice: per prima cosa &#232; necessaria la registrazione dalla pagina https://www.fumetteriabang.online/registrati/ processo intuitivo che dura davvero pochi minuti. Poi si accede alla propria area riservata e si clicca il pulsante &#8220;nuovo annuncio&#8220;, si inseriscono i dati richiesti, si popola il form e si d&#224; l&#8217;invio. A questo punto il sistema rimanda subito alla procedura di acquisto e pagamento. E si perch&#232; inserire un annuncio su questo sito ha un costo che varia dai 2,99 ai 7,99 euro. Da notare che la registrazione al sito &#232; unica, nell&#8217;area riservata si trover&#224; sia la dashboard per controllare, modificare, eliminare i propri annunci inseriti,]]></description>
		
		
		
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		<title>Biochar naturale: l&#8217;ammendante agricolo amico del pianeta</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/biochar-naturale-ammendante-agricolo-amico-del-pianeta</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Apr 2023 14:23:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La crisi climatica, quella della biodiversit&#224; e quella socioeconomica che ne consegue, stanno influenzando il destino del nostro pianeta. Dopo decenni di politica industriale caratterizzata da alti livelli di inquinamento sottoforma di massive emissioni di gas serra nell&#8217;atmosfera, i governi hanno deciso di porre un freno allo sconsiderato cinismo delle industrie, imponendo un drastico adeguamento di impianti, riduzione dei consumi e delle emissioni. Eppure un ammendante agricolo potrebbe cambiare le sorti, magari non del mondo intero, ma certamente dell&#8217;agricoltura. Sempre pi&#249; governi del mondo intraprendono la strada della riconversione industriale per incentivare l&#8217;uso delle fonti rinnovabili per la produzione di energia, diminuire gli sprechi di aziende e famiglie, ridurre i consumi e la produzione, favorire l&#8217;efficienza energetica degli edifici e dei processi industriali. Lo scopo dichiarato &#232; quello di ridurre drasticamente le emissioni di gas serra e altri inqinanti in atmosfera per arginare gli effetti negativi del cambiamento climatico. Il ruolo del biochar ammendante agricolo Questi sforzi, di certo non indolori e che avranno un impatto sociale ed economico molto pesante, potrebbero non bastare. Ammesso che i gas serra siano i veri responsabili dell&#8217;innalzamento delle temperature, e non gi&#224; il naturale alternarsi di glaciazioni e surriscaldamenti, una veloce diminuzione delle emissioni in atmosfera non sar&#224; seguita da una veloce riduzione delle temperature! Pertanto &#232; necessario agire subito preparando l&#8217;agricoltura ad affrontare un lungo periodo di eventi climatici avversi. Il biochar naturale &#232; un ammendante agricolo di origine vegetale che aiuta i terreni agricoli a sopportare molto meglio sia le frequenti siccit&#224;, che la liscivazione dei tereni dovuta ai frequenti nubifragi. Il merito di ci&#242; &#232; dovuto alla sua struttura molecolare simile ad una spugna con pareti in carbonio atta ad imprigionare l&#8217;acqua per rilasciarla molto lentamente. Le piante troveranno pi&#249; facilmente i nutrienti di cui hanno bisogno. Recenti studi hanno indicato che la costante applicazione di biochar naturale sui suoli agricoli, consente di contrastare l&#8217;aridit&#224; dei terreni aumentandone la ritenzione idrica e il grado di saturazione. Tra i molti studi al riguardo, che confermano tutti l&#8217;importanza degli ammendanti agricoli in generale, ve n&#8217;&#232; uno molto specifico dei Laboratori Silpa di Crotone, dal titolo &#8220;Utilizzo di biochar prodotto dalla pirolizzazione di biomasse vergini per il miglioramento della ritenzione idrica e della produzione su terreni agrari non basici (D.M. &#8220;Transizione 4.0&#8221; del 26 maggio 2020)&#8221;. Lo studio in oggetto misura i livelli di ritenzione idrica e saturazione del terreno prima e dopo l&#8217;utilizzo dell&#8217;ammendante agricolo biochar naturale su terreni tendenzialmente acidi. Lo studio condotto ha evidenziato che utilizzando il biochar naturale in miscuglio al 20% in massa con il terreno agrario, l&#8217;aumento di ritenzione idrica &#232; maggiore di circa l&#8217;1,5%, e la condizione di saturazione si raggiunge con una quantit&#224; d&#8217;acqua pari al 141,5% di quella necessaria per saturare il terreno allo stato naturale. Un livello di saturazione ben pi&#249; alto di quello dello stesso terreno senza ammendante agricolo. il contrasto al cambiamento climatico Tornando al contrasto al cambiamento climatico risulta fondamentale limitare la produzione di CO2 in tutti i settori produttivi. A tal riguardo il biochar &#232; a tutti gli effetti un prodotto &#8220;carbon negative&#8221; che pu&#242; contribuire alla limitazione di produzione di CO2 e alla riduzione delle emissioni dei gas serra. Nelle scienze ambientali un processo produttivo carbon-negative &#232; un processo di confinamento geologico dell&#8217;anidride carbonica (CO2) prodotta da grandi impianti di combustione (Wikipedia). Il processo di produzione del biochar naturale prevede la pirogassificazione di biomasse costituite da cippato di legno vergine proveniente da tagli autorizzati di boschi di latifoglie. La produzione consente di sequestrare pi&#249; carbonio di quanto ne viene immesso in atmosfera durante il processo di pirogassificazione. La produzione e l&#8217;applicazione al suolo del biochar naturale costituiscono una valida strategia di mitigazione del cambiamento climatico. La produzione consente di sequestrare pi&#249; carbonio di quanto ne viene immesso in atmosfera durante il processo di pirogassificazione. L&#8217;applicazione al suolo contribuisce alla riduzione delle emissioni dei gas serra, tra i quali il protossido di azoto (N2O), sprigionato prevalentemente nello spandimento di concimi azotati sui terreni.]]></description>
		
		
		
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		<title>Come avere e quanto costa un sito web professionale?</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/come-avere-e-quanto-costa-un-sito-web-professionale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Apr 2023 17:15:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La realizzazione di un sito web &#232; il primo passo per essere presenti nella grande rete globale ed essere per questo conosciuti! Internet rappresenta il pi&#249; grande mercato esistente al mondo, con potenzialit&#224; di crescita non del tutto espresse. La rete Il sito web &#232; dunque il biglietto da visita online da offrire ai potenziali clienti, che si tratti di un piccolo blog o di un grande eCommerce, incide comunque sulla nostra reputazione online. Deve pertanto riflettere un&#8217;immagine positiva e professionale, deve soddisfare criteri di usabilit&#224; e navigabilit&#224;, deve risultare facile ed intuitivo,&#160; deve offrire sempre la possibilit&#224; di interazione diretta, deve coinvolgere e soddisfare sempre la fame di informazioni che attanaglia l&#8217;utente. E queste sono solo le caratteristiche di base. Poi c&#8217;&#232; da pensare alla scalabilit&#224; del sito, al suo aggiornamento continuo, alla possibilit&#224; di implementazione futura, ai motori di ricerca e i parametri SEO. Tutti elementi che vanno pensati in fase di progettazione. Acquistare un sito web senza queste caratteristiche minime, vuol dire buttare alle ortiche tempo e denaro! Esistono alcuni modi per ottenere il proprio website: farlo in autonomia utilizzando un comodo CMS come WordPress o Joomla e leggendo uno dei tanti tutorial presenti in rete; utilizzare strumenti online messi a disposizione dalle piattaforme di web building come Aruba, Wix, Shopify, Squarespace, Jimdo; Contattare un amico smanettone o un parente che se la cava con queste cose; Contattare una web-agency Contattare un professionista con molta esperienza Per ovvi motivi le prime tre soluzioni sono da sconsigliare. I software di editing come Joomla e WordPress sono intuitivi certo, ma la progettazione e la gestione di ogni fase della costruzione invece non lo sono affatto. Le piattaforme di web building offrono strumenti pre impostati e rigidi pertanto poco scalabili e poi hanno il grave problema del database dati difficile da esportare. Tra le principali cause dell&#8217;insuccesso del business online vi &#232; la cattiva progettazione e realizzazione di siti web , sia in termini di design che di tecnologie utilizzate. Vecchi siti, non pi&#249; aggiornati, poco curati e poco usabili oltre a non invogliare gli utenti, renderanno una percezione negativa. Mentre siti molto lenti e pesanti, mal posizionati, incideranno negativamente anche sul ranking di Google. Per ottenere siti web di successo &#232; necessario rivolgersi ad una web-agency o ad un professionista con molti anni di esperienza. Spesso i professionisti lavorano in team coprendo una gran vaiet&#224; di progetti complessi. Sono loro che posseggono il know-how necessario per costruire il successo di un qualunque progetto destinato alla grande rete. Rispamiare in professionalit&#224; &#232; la scelta peggiore che si possa fare. Qual&#8217;&#232; il giusto costo di un sito web? Ma quanto costa un sito web? I prezzi dei siti web variano per diversi fattori, tra cui le tecnologie utilizzate, i componenti aggiuntivi, le funzionalit&#224; richieste, e altro ancora. La prima distinzione da fare &#232; nella tipologia di progetto da realizzare, ci saranno pertanto siti vetrina, siti eCommerce, blog o magazine online e cos&#236; via. Ogni tipologia ha costi molto diversi in quanto diverso &#232; il lavoro da sviluppare ed il tempo da impiegare. A parte le landing-page che sono pagine singole con compiti spcifici, per lo pi&#249; di marketing e profilazione, il sito vetrina &#232; quello pi&#249; semplice. Composto da poche pagine, un form contatti e una mappa. E&#8217; un sito perfetto per liberi professionisti e piccole aziende, che fa da biglietto da visita online. Il suo costo si aggira intorno ai 400,00 euro, ma cresce se si aggiungono altre funzinalit&#224; come la newsletter o un blog integrato. Salendo di complessit&#224; salgono i costi dei siti web e anche le differenze di preventivo. Cos&#236; un magazine online o un portale di notizie parte da 800,00 euro, ma pu&#242; arrivare a cifre ben superiori, questo dipende dalla complessit&#224; del progetto. Vale la stessa cosa per i siti eCommerce, un negozio online &#232; per definizione un sistema complesso, dove molti elementi devono interagire e coordinarsi affinch&#232; tutto funzioni alla perfezione. Tra sistemi di pagamento, sistema di gestione degli ordini, sistema di notifica ai clienti, registrazione e login al sito, fatturazione elettronica automatica, gestione della spedizione, ecc, ecc, un sito eCommerce pu&#242; superare facilmente i 2.500 euro di budget. Caratteristiche di base di un sito web Con l&#8217;avvento dei CMS come Joomla e WordPress costruire siti web &#232; diventato pi&#249; intuitivo ma le difficolt&#224; restano comunque legate alla continua evoluzione della tecnologia, alla necessit&#224; di tenerlo aggiornato e posizionato sui motori di ricerca. Affinch&#232; un progetto possa definirsi buono deve avere alcune caratteristiche basilari: anzitutto essere mobile-friendly con layout fluido in grado di adattarsi a qualunque device, veloce e rapido nel restituire le pagine, codice sorgente di ogni paginapulito e ottimizzato in chiave SEO. Un occhio di riguardo sempre alla navigazione, ogni buon sito web deve risultare facile da navigare.]]></description>
		
		
		
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		<title>Bustine protettive in Polipropilene o Mylar: quale scegliere</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/153-bustine-protettive-in-mylar-o-in-polipropilene-quale-scegliere</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jan 2022 13:10:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Fumetti]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando si tratta di conservare i propri albi o dischi preferiti subito pensiamo a delle bustine di plastica, ma con una breve ricerca in internet si pu&#242; subito vedere che la scelta tra tipi di materiali e buste protettive &#232; davvero ampia. Per provare a capire quali sono le bustine protettive in polipropilene, prendiamo in considerazioni due tipi di plastica con cui sono realizzate le bustine protettive per i fumetti: Mylan e Polipropilene. Quale &#232; la migliore? Partiamo con il dire che non esiste un materiale migliore o peggiore, ma &#232; meglio dire che a seconda dello scopo &#232; meglio scegliere o l&#8217;una o l&#8217;altra variante. Ogni prodotto infatti annovera caratteristiche, pregi e difetti differenti che lo rende pi&#249; utile per un certo tipo di utilizzo, piuttosto che per un altro tipo. BUSTINE PROTETTIVE IN POLIPROPILENE Dal punto di vista chimico il polipropilene &#232; uno speciale tipo di termoplastica costituito da unit&#224; monomeriche di propilene. Il prodotto &#232; molto resistente e viene utilizzato per la produzione di buste protettive per diversi usi, anche alimentare. Rispetto al polietilene, anch&#8217;esso molto utilizzato, il polipropilene ha un punto di fusione pi&#249; alto, quindi resiste meglio al calore e alla luce del sole, oltre ad essere un ottimo isolante. Queste buste sono le pi&#249; economiche e sono pi&#249; che perfette per proteggere anche fumetti, cd-dvd o dischi in vinile. L&#8217;unica cosa di cui tener conto per le bustine protettive in polipropilene &#232; che vanno cambiate almeno ogni 3 anni, dato che comunamente queste iniziano a perdere la loro funzione antiacido dopo questo periodo. Tolto questo elemento, le buste in polipropilene sono perfette, anche perch&#232; commercializzate con spessori differenti. Per evitare che la tue preziose raccolte di fumetti, cd musicali, film in dvd o dischi in vinile subiscano dei danni, puoi scrivere la data di imbustamento direttamente sulla scatola in cui li conservi. In questo modo non dovrai aprire ogni volta la scatola e controllare pezzo per pezzo la data di scadenza. La scadenza dei 3 anni per le bustine protettive in polipropilene &#232; valida solo se poi queste vengono protette anche da agenti atmosferici, sbalzi di temperatura o umidit&#224;; in caso contrario la durata della protezione antiacidi delle bustine protettive pu&#242; diminuire drasticamente. BUSTE PROTETTIVE IN MYLAR Parliamo ora delle buste protettive in Mylar. Il polietilene tereftalato fuso (PET) viene estruso come un film sottile su una superficie refrigerata, come un rullo. Si tratta di un materiale plastico molto resistente, impiegato per produrre film protettivi e materiali altamente isolanti. Le coperte spaziali sono state il primo impiego di questo materiale plastico, che poi si &#232; diffuso a tanti altri settori. Anche i palloncini gonfiabili all&#8217;elio, quelli che salgono su in cielo sono ricoperti con film al mylar. Da qualche anno si producono anche buste protettive in mylar. Queste sono invece pi&#249; adatte a fumetti di alto valore, oppure per i fumetti preferiti, data la loro elevata qualit&#224; e di conseguenza anche il costo pi&#249; elevato. Il Mylar &#232; infatti un materiale di alta qualit&#224;, senza acidi e che resiste anche ad acqua, gas e odori. Oltre a tutte queste qualit&#224;, il Mylar risulta essere anche pi&#249; trasparente rispetto al Polipropilene: questo le rende ideali anche per albi e fumetti da esporre in negozio o in casa. Il mylar ha una durata molto pi&#249; lunga del polipropilene, ma &#232; molto pi&#249; rigido, pertanto sconsigliato per proteggere i dischi in vinile. In conclusione, possiamo tranquillamente affermare che non esiste una regola d&#8217;oro per acquistare le bustine protettive in polipopilene per i fumetti, ma possiamo scegliere le buste protettive a seconda delle nostre esigenze. Come indicato in questo paper, una piccola guida su come proteggere i fumetti, le buste protettive in polipropilene sono pi&#249; che sufficienti per proteggere qualunque tipo di oggetto dalle insidie dle tempo e dagli agenti atmosferici.]]></description>
		
		
		
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		<item>
		<title>Covid Free: alla ricerca del protocollo per ripartire in sicurezza</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/152-covid-free-alla-ricerca-del-protocollo-per-ripartire-in-sicurezza</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2020 07:58:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni di sistema]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza sul lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Luned&#236; 18 maggio 2020 &#232; scattata in tutta Italia la tanto attesa Fase 2, il momento cio&#232; della ripartenza di un sistema economico e produttivo completamente bloccato dal 5 marzo scorso per via della pandemia da Covid-19. Il momento era atteso da molte aziende, ma soprattuto dai piccoli esercenti che pi&#249; di ogni altro hanno pagato a caro prezzo la politica del lockdown imposta dal Governo. Bar, ristoranti, pizzerie, pasticcerie, locali, ma non solo anche uffici, negozi, artigiani e commercianti hanno potuto tirare su le saracinesche per riprendere le proprie attivit&#224;. In tanti per&#242; hanno deciso di continuare la chiusura in mancanza di chiarezza e di linee guida univoche. I problemi posti dagli esercenti sono molti e non solo di natura economica. Anzitutto c&#8217;&#232; il problema della responsabilit&#224; penale cui va incontro sempre e comunque il datore di lavoro nel caso di un infortunio sul lavoro macchiato da omissioni e negligenza dello stesso. In una nota del 16 aprile l&#8217;INAIL ha definito l&#8217;infezione da Covid-19 un infortunio sul lavoro e non una malattia professionale. Questo ha creato malumori e paure nei datori di lavoro che potrebbero rispondere di reati non facilmente ascrivibili. Come si fa a contenere una pandemia in azienda? Come dimostrare che il dipendente contagiato ha preso il virus fuori dall&#8217;azienda e non dentro? Quali garanzie vengono fornite al datore di lavoro quando tutte le prescrizioni normative in materia di contenimento del rischio Covid sono rispettate? Domande alle quali non &#232; stata data risposta, almeno per il momento. Domande che devono impegnare il Governo a porre rimedio ad una situazione che potrebbe rivelarsi vessatoria per i datori di lavoro. L&#8217;altro grosso problema sta nei protocolli mancanti. In realt&#224; nell&#8217;ultimo DPCM del 17 maggio 2020, quello che ha di fatto avviato la Fase 2, il governo ha inserito linee guida abbastanza generiche che possono essere modificate dalle singole Regioni. Forse non era proprio questo il momento di assegnare la tanto attesa AUTONOMIA regionale, in un tema tra l&#8217;altro molto delicato che attiene alla profilassi internazionale, argomento demandato allo Stato per Costituzione. Ma questo &#232;, e con questo bisogna fare i conti. Ripartire dunque ma come? La normativa italiana &#232; affidata al noto Protocollo per il contenimento del rischio Covd-19 negli ambienti di lavoro del 28 aprile 2020 firmato tra il governo e le parti sociali; e l&#8217;ultimo DPCM Fase 2 del 17 maggio 2020 con le linee guida allegate allo stesso. In questo quadro devono muoversi imprenditori e datori di lavoro, considerando altres&#236; le circolari di INPS e INAIL. E proprio da questo quadro prende le mosse la nuova nonch&#233; la prima in Italia, certificazione Covid-free per le aziende. Uno schema di protocollo pensato dalla societ&#224; Acsq Certification Body di Milano (https://www.acsq.it). L&#8217;azienda milanese si occupa di certificazioni di sistema e rappresenta uno dei circa 180 organismi di certificazione riconosciuti e operanti in Italia. Sulla base di questo schema, ACSQ potr&#224; fornire, ad ogni societ&#224; richiedente, la possibilit&#224; di certificare la conformit&#224; dei propri processi al Disciplinare Tecnico, cos&#236; da garantire l&#8217;adozione di tutte le misure di contenimento necessarie per abbattere il rischio Covid-19 negli ambienti di lavoro. Una certificazione covid free pu&#242; infatti garantire i propri dipendenti, clienti e fornitori di aver implementato un sistema di gestione (tarato sul disciplinare tecnico) in grado di recepire rigorosamente tutte le prescrizioni normative, le linee guida e i protocolli richiesti dalla normativa italiana. Per ottenere il certificato covid free ed il bollino da affigere c&#8217;&#232; da implementare un Sistema di gestione come prima cosa. Un Sistema di gestione &#232; costituito da un insieme di prescrizioni, linee guida e documenti modulari che garantiscono il raggiungimento di alcuni standard prefissati. Se non si &#232; in grado di sviluppare un Sistema di gestione sar&#224; necessario ricorrere alla consulenza di una societ&#224; specializzata. Tra queste Safetyone Ingegneria (https://www.safetyone.it) si occupa da molti anni di Sicurezza sul Lavoro, un settore attinente alla materia Covid. Scopo prioritario &#232; di supportare l&#8217;azienda nell&#8217;individuazione delle misure pi&#249; coerenti ed efficaci in linea con le normative italiane di riferimento. La consulenza di una societ&#224; come Safetyone Ingegneria garantisce la risoluzione dei maggiori problemi e l osvolgimento delle procedure necessarie per l&#8217;ottenimento del certificato covid-free.]]></description>
		
		
		
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		<title>Iso 37001: lo Standard per la prevenzione della corruzione</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/151-iso-37001-lo-standard-per-la-prevenzione-della-corruzione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2020 13:24:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni di sistema]]></category>
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					<description><![CDATA[La norma Iso 37001 &#232; una norma molto recente, &#232; una norma che si occupa dei sistemi di gestione per la prevenzione della corruzione. Una norma applicabile a tutte le organizzazioni pubbliche o private a prescindere dal loro settore di attivit&#224;, dalla loro complessit&#224; ed &#232; una norma che non nasce dal nulla, ma deriva dal British Standard del 2011. Questa norma, come tutte le norme Iso, prevede requisiti per stabilire, implementare e mantenere un sistema di gestione. Rappresenta la classica norma ISO che realizza sistemi di gestione volontari in ottica di miglioramento continuo. E&#8217; una norma certificabile e quindi offre chiaramente tutti i vantaggi dal punto di vista della spendibilit&#224; di quello che &#232; una dimostrazione all&#8217;esterno del modo di affrontare il business da parte delle organizzazioni che intendono aderire a questo nuovo ma interessante Sandard. Tutto questo la rende pienamente integrabile con le norme di pi&#249; ampia diffusione come ad esempio la ISO 9001 e la ISO 14001. Come tutti i sistemi di gestione volontari, anche la certificazione ISO 37001 pu&#242; dare tutti quei vantaggi in termini di efficienza organizzativa, di migliore controllo dei rischi. Tutti questi strumenti previsti dalla legge: piani prevenzione corruzione, modelli 231 prevedono organizzazioni e responsabilit&#224; diverse, ad esempio nella 231 organismo di vigilanza per quanto riguarda i piani prevenzione, il responsabile prevenzione corruzione, e chiaramente tutti questi strumenti con finalit&#224; diverse adottano i medesimi principi, medesimi strumenti. Quindi il vantaggio della 37001 &#232; di poter costituire un criterio omogeneo e uniforme del quale inglobare, integrare questi strumenti ottimizzando e migliorando l&#8217;assetto organizzativo e gestionale contro il rischio di corruzione, con una logica e con dei vantaggi con degli approcci e quindi con dei benefici per l&#8217;azienda che sono del tutto analoghi a quelli che sono gi&#224; stati sperimentati per la norma ISO 9001. Cos&#236; come &#232; avvenuto per quanto riguarda la vecchia OHSAS 18001 (adesso sostituita con la ISO 45001) de cui standard stato&#160; richiamato espressamente da una legge dal Testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro che prevede una presunzione di conformit&#224; per la parte di modello organizzativo corrispondente l&#8217;applicazione dei requisiti, analogamente &#232; prevedibile che lo stesso ragionamento possa essere applicato anche con riferimento allo standard Iso 37001. Per quanto riguarda la parte speciale del modello organizzativo che riguarda i reati di corruzione, &#232; chiaro che al momento non vi &#232; una esplicita previsione di legge in questo caso, ma la logica induce a ritenere che comunque l&#8217;adozione di un criterio di riferimento qual &#232; la 37001 diffusa a livello internazionale possa costituire un modello di riferimento in materia di prevenzione e controllo, oltretutto che viene certificato da un soggetto terzo, ulteriore elemento di forza. Un altro elemento importante &#232; che occorre considerare che &#232; in fase di grande evoluzione, &#232; l&#8217;accoglimento il recepimento dello Standard per la certificazione di conformit&#224; alla Iso 37001 nei bandi di gara per quanto riguarda gli appalti pubblici. &#200; chiaro che il fatto che una certificazione di conformit&#224; alla Iso 37001 venga considerato quale criterio premiale verso l&#8217;operatore economico che dimostri cos&#236; effettiva impegno nella lotta e nella prevenzione della corruzione, che &#232; uno dei principi ispiratori del nuovo codice degli appalti, costituir&#224; un elemento importantissimo per lo sviluppo di questa nuova norma. Alla base della considerazione che molte organizzazioni, aziende, enti e perch&#233; obbligate per forza della della legge 190, quindi la pubblica amministrazione, societ&#224; in controllo pubblico, che gi&#224; sono obbligati ad adottare il piano prevenzione corruzione, o di tutte quelle aziende, di quegli enti che hanno adottato modelli organizzativi conformi alla 231 sulla considerazione che questi strumenti adottano i medesimi principi e criteri di base della ISO 37001.]]></description>
		
		
		
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		<title>Gli errori più frequenti durante la depilazione con il rasoio</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/150-gli-errori-piu-frequenti-durante-la-depilazione-con-il-rasoio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2020 10:33:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[La crema depilatoria, la ceretta ed il rasoio sono i metodi di depilazione temporanea pi&#249; utilizzati e diffusi in tutto il mondo. Metodi che consentono di eliminare temporaneamente i peli superflui in modo rapido e indolore, pertanto continuano ancora oggi ad essere particolarmente diffusi. Se tanto si &#232; detto e scritto circa le creme depilatorie e le cerette, preferite sia dagli umoni che dalle donne per eliminare i paeli nelle zone pi&#249; delicate, non altrettanto si &#232; detto per il rasoio, che rappresenta di certo il metodo pi&#249; veloce in assoluto. Ancora tanto diffuso per depilare gambe e braccia, il rasoio ha dalla sua il fatto di essere facile da utilizzare, veloce e immediato nella resa. Ma ci sono alcuni accorgimenti da considerare sempre per non incappare negli errori pi&#249; frequenti. Uno dei difetti della depilazione con rasoio &#232; che con questo metodo i peli ricrescono pi&#249; forti, pi&#249; neri e pi&#249; duri di prima. Pertanto sar&#224; necessario prevedere il ricorso almeno una volta a settimana. Caratteristica tipica dei metodi non permanenti gi&#224; citati in aprtura, che invece vuole liberarsi per sempre dei peli superflui dovr&#224; ricorrere ai metodi di epilazione definitiva laser. Il dolore &#232; inesistente e il metodo di depilazione &#232; molto veloce. Ecco perch&#233; alla fine sempre pi&#249; donne optano per il rasoio che va ricordato &#232; un sistema di depilazione temporaneo e non definitivo. Durante la depilazione con il rasoio si fanno degli errori comuni che &#232; opportuno evitare. In questo articolo vogliamo raccogliere i sette errori pi&#249; comuni durante la rasatura. Il primo errore che fanno quasi tutte le donne che usano il rasoio per depilarsi &#232; quello di usarlo appena si entra nella doccia. Premesso che non &#232; del tutto sbagliato radersi sotto la doccia, ma la rasatura dovrebbe essere l&#8217;ultima cosa da fare, e non la prima. In questo modo la pelle si sar&#224; ammorbidita e i peli incarniti usciranno fuori. Ancora meglio &#232; radersi dopo aver fatto un leggero scrub favorendo l&#8217;eliminazione delle impurit&#224; presenti sulla pelle. Secondo errore abbastanza comune &#232; quello di utilizzare rasoi vecchi, cio&#232; gi&#224; usati. A tal proposito va ricordato che i rasoi si chiamano usa e getta proprio per il semplice motivo che devono essere utilizzati una sola volta. Un rasoio vecchio utilizzato pi&#249; volte perde la sua capacit&#224; di tagliare velocemente il pelo e aumenta invece il rischio di tagli e ferite. Terzo errore &#232; quello di effettuare la depilazione con rasoio senza l&#8217;utilizzo di lozioni o creme. Cos&#236; come fanno gli uomini per radersi la barba, anche le donne dovrebbero utilizzare sempre delle lozioni da applicare sulla zona da radere, e che sono in grado di ammorbidire la pelle, consentendo al rasoio di scivolarci sopra. Quarto errore non dare una spuntatina prima di radersi. In effetti accorciare i peli che poi andranno rasati, &#232; una ottima cosa in quanto consente di favorire lo scivolo del rasoio sulla pelle e di evitare cos&#236; irritazioni, che durante la rasatura sono sempre dietro l&#8217;angolo. I peli troppo lunghi non vengono via subito e pertanto sar&#224; necessaria una seconda passata. Quinto errore fare sempre da soli, ogni tanto &#232; necessario fare una ceretta dalla propria estetista. Il suo tocco professionale aiuta a evitare che i peli si incarniscono rendendo cos&#236; le zone da trattare pi&#249; lisce e pi&#249; sane cos&#236; la depilazione autonoma sar&#224; agevolata. Quindi ciclicamente &#232; meglio recarsi nel centro estetico di fiducia ed eseguire una depilazione a crema o ceretta. Sesto errore &#232; quello di radersi in asciutto. Questo &#232; un errore banale in genere si commette quando si va di fretta, eppure &#232; un errore che non dovrebbe essere fatto. Infatti la pelle asciutta &#232; ovviamente pi&#249; dura, pi&#249; rigida rispetto ad una pelle bagnata che invece consente al rasoio di scivolare pi&#249; dolcemente. Se proprio non si ha del tempo per bagnarsi, &#232; consigliabile almeno prendere un panno umido e poggiarlo sulla zona da trattare. In questo modo i peli si ammorbidiscono e la rasatura diventa pi&#249; facile e pi&#249; scorrevole. Tra l&#8217;altro cos&#236; facendo si evitano la comparsa di bollicine e di peli incarniti. L&#8217;ultimo errore &#232; quello di usare dopo la rasatura il prodotto sbagliato, dove per prodotto sbagliato si intende una crema idratante con troppe fragranze. Dopo la rasatura &#232; consigliabile invece utilizzare un prodotto neutro che abbia anche caratteristiche lenitive, in modo tale da calmare la zona trattata.]]></description>
		
		
		
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		<item>
		<title>La medicina del lavoro e lo stress psicosociale in azienda</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/149-la-medicina-del-lavoro-e-lo-stress-psicosociale-in-azienda</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2020 09:53:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza sul lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[La medicina del lavoro si occupa di individuare, diagnosticare e curare le malattie generate dalle attivit&#224; di lavoro sui lavoratori. E&#8217; una branca della medicina considerata sempre pi&#249; importante nei sistemi aziendali, in quanto consente di ampliare la sicurezza sui luoghi di lavoro. La legislazione italiana prevede per tutte le aziende dove sono presenti rischi sanitari per i quali &#232; prevista la sorveglianza attiva dei lavoratori, la nomina di un medico del lavoro o medico competente per la salute e sicurezza sul lavoro. Tale ruolo pu&#242; essere svolto da medici specialisti in Medicina del Lavoro e medici autorizzati in base all&#8217;art. 55 del D.Lgs. 277/91 (ora soppresso). In ottemperanza alle disposizioni del D.Lgs. 81/2008, il datore di lavoro pu&#242; scegliere fra tre opzioni (art. 39 del D. Lgs. 81/08): convenzionarsi con una struttura pubblica o privata che assegna all&#8217;azienda un proprio medico competente per la Sicurezza e Salute; convenzionare un medico del lavoro o competente per la Sicurezza e Salute libero professionista; assumere alle proprie dipendenze un medico del lavoro o competente per la Sicurezza e Salute. Nella gran parte dei casi le aziende preferiscono affidare il servizio di medicina del lavoro ad una societ&#224; esterna specializzata in consulenza della sicurezza sul lavoro. A parte i compiti ordinari, oggi la Medicina del lavoro si occupa di studiare i nuovi fattori di nocivit&#224;, oltre alla fatica fisica, quelli che riguardano direttamente lo stress del lavoro precario o se volete dell&#8217;uomo flessibile. Oggi esistono i laboratori delle societ&#224; di medicina specializzate che studiano decine di migliaia di campioni di sangue per scoprire l&#8217;impatto esercitato sul DNA dell&#8217;ambiente di lavoro. Ci sono nuove forme di nocivit&#224;: sicuramente quello che noi chiamiamo stress psicosociale che &#232; un termine che oggi viene inglobato nel cosiddetto stress da lavoro correlato. Questi tipi di stress derivano da inadeguate modalit&#224; di progettazione, organizzazione e gestione del lavoro e da un contesto lavorativo socialmente mediocre. Le conseguenza patologiche principali sono malattie cardio-circolatorie, esaurimento nervoso, depressione. Dunque la nocivit&#224; degli ambienti di lavoro non si misura soltanto nei rischi fisici e di malattie note, come l&#8217;esposizione ad agenti chimici, ma vuol dire sempre di pi&#249; stress e affaticamento mentale e psicologico. Si pu&#242; quantificare la diminuzione dell&#8217;aspettativa di vita di chi appartiene a classi sociali pi&#249; esposte in due anni di vita in meno! Possiamo quantificare in due anni di vita perduti per quei lavoratori particolarmente esposti agli stress psico-sociali. Dopo avere considerato l&#8217;effetto del fumo e dell&#8217;alcol, il fumo fa perdere tra i 4 e 5 anni di vita, l&#8217;assenza di attivit&#224; fisica circa 2 anni. Nelle odierne societ&#224; del lavoro sono in aumento la depressione e le malattie mentali e in particolare quelle cardiovascolari, che possono essere correlate agli stress psicosociali moderni. La medicina del lavoro oggi deve studiare anche questi collegamenti non confondere i rischi psicosociali, come un carico di lavoro eccessivo, con condizioni stimolanti, sebbene talvolta impegnative. Migliorare le condizioni di lavoro non vuol dire mettere in sicurezza gli ambienti, ma rendere pi&#249; gestibile e sopportabile la vita all&#8217;interno di ogni azienda. Caricare i lavoratori con turni massacranti, o con situazioni spiacievoli e poco costruttive, interferisce molto sulla loro salute. Tra i reali vantaggi di una consulenza sicurezza sul lavoro &#232; da annoverare anche un approccio pi&#249; diretto nel concepire gli stress psicosociali, o almeno cos&#236; dovrebbe essere. Un buon ambiente psicosociale consente di promuovere il miglioramento delle prestazioni, lo sviluppo personale e il benessere fisico e mentale dei lavoratori. I lavoratori soffrono di stress quando le richieste della loro attivit&#224; sono eccessive e pi&#249; grandi della loro capacit&#224; di farvi fronte.]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Certificazioni: pianificazione Plan e problem solving</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/148-certificazioni-pianificazione-plan-e-problem-solving</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2019 15:30:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni di sistema]]></category>
		<category><![CDATA[iso 9001]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://wp.angelocerminara.it/blog/certificazioni-pianificazione-plan-e-problem-solving.html</guid>

					<description><![CDATA[Le tecniche del problem-solving e la pianificazione PLAN nell&#8217;ambito della certificazione ISO 9001:2015. La tecnica del problem solving (risoluzione di un problema) pu&#242;, in un certo senso, essere assimilata alle tecniche che si utilizzano quando ci si perde e non si sa pi&#249; qual &#232; la strada giusta da percorrere. L&#8217;unico modo per ritrovare la direzione &#232; cercare di capire dove si &#232;, e da l&#236; ragionare su quale sia il percorso migliore per arrivare a destinazione. La stessa cosa la si deve fare per risolvere un problema di funzionamento nella certificazione di sistema ISO 9001: bisogna, prima di tutto, metterlo bene a fuoco e comprenderne le cause scatenanti e solamente dopo provare a individuare le strade percorribili per risolverlo. Per risolvere le problematiche in maniera efficace, le persone vanno formate in quelle che si definiscono le tecniche e le procedure del problem solving. Utilizzare queste tecniche ci abitua a individuare quelle soluzioni definitive che sono capaci di eliminare alla radice la maggioranza dei problemi. (Certificazione Iso 9001 &#8211; Acsq Srl) Per individuare ed eliminare le cause che hanno dato origine a una problematica bisogna seguire un metodo logico e sistematico. E&#8217; solo procedendo in questo modo, infatti, che ci assicureremo di non attaccare solamente i sintomi ma di dedicarci all&#8217;eliminazione effettiva delle cause del problema. La pianificazione (PLAN) Il primo passaggio del processo di problem solving &#232; la cosiddetta fase di pianificazione che si basa sullo studio delle condizioni in cui si &#232; verificato il problema e che pianifica come approcciarlo nella maniera corretta. Una volta volta riconosciuto che il problema esiste, si passa alla raccolta di informazioni che possono derivare da un numero differente di sorgenti: dipartimenti aziendali, clienti, fornitori, ecc. Il coinvolgimento dei responsabili &#232; fondamentale se vogliamo che il nostro processo di problem solving funzioni al meglio. I manager devono partecipare al processo di individuazione e identificazione delle problematiche e devono essere i responsabili diretti dell&#8217;isolamento dei problemi e della loro risoluzione. In questa fase preliminare le problematiche possono essere descritte in modo molto semplice e generico; la cosa importante &#232; individuare chiaramente quale sia l&#8217;obiettivo del nostro lavoro di risoluzione e richiedere le risorse necessarie per compiere il lavoro. Per questo motivo i responsabili devono spiegare perch&#233; la risoluzione del problema sia importante e perch&#233; la situazione attuale non possa essere accettata. Iniziare il processo di risoluzione del problema definendolo per bene in forma scritta &#232; fondamentale per identificare gli scostamenti tra ci&#242; che accade nella realt&#224; e ci&#242; che dovrebbe, invece, accadere. La descrizione pu&#242; essere molto breve ma deve rispondere alle famose cinque &#8220;W&#8221; della lingua inglese: Chi? (&#8220;Who?&#8221;), Cosa? (&#8220;What?&#8221;), Dove? (&#8220;Where?&#8221;), Quando? (&#8220;When?&#8221;) e Perch&#233; (&#8220;Why?&#8221;). Le domande da farsi saranno, dunque: Chi si &#232; accorto del problema? Di quale tipologia di problema si tratta? Dove e quando &#232; insorto? Per quale motivo? (In questa fase iniziale si possono fare solamente delle ipotesi dato che la ricerca delle cause scatenanti &#232; l&#8217;obiettivo dell&#8217;intero processo di problem solving) Questa prima fase preliminare &#232; importantissima perch&#233; assicura che tutte le persone che devono essere coinvolte in questo lavoro siano assolutamente coscienti della problematica. La pianificazione PLAN rappresenta uno degli elementi fondamentali nella risoluzione dei problemi legati al funzionamento dei sistemi gestionali. Anche nella certificazione Iso 9001, che implementa il sistema della Qualit&#224;, &#232; importante procedere secondo tecniche di problem-solving e di pianificazione PLAN.]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ebay, caratteristiche delle aste online</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/147-ebay-caratteristiche-delle-aste-online</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jan 2019 12:23:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra le varie piattaforme di e&#8211;commerce, eBay &#232; forse la pi&#249; nota per quanto riguarda non solo l&#8217;acquisto di prodotti di ogni tipo, ma anche e soprattutto la vendita, da parte di privati o commercianti. Gli oggetti possono essere nuovi o usati, e per accaparrarseli (o sbarazzarsene) basta iscriversi alla piattaforma e seguire le istruzioni. Le vendite, tutte veicolate dalla piattaforma di pagamento PayPal, possono essere a prezzo fisso o a prezzo dinamico. Vendite a prezzo dinamico: le aste online Tra i meccanismi di vendita pi&#249; noti e caratterizzanti, spicca quello delle aste: proprio come in un&#8217; asta reale, il prodotto viene messo in vendita con un prezzo minimo (base d&#8217; asta), sul quale poi vanno ad aggiungersi le offerte al rialzo degli acquirenti interessati. L&#8217; asta si chiude dopo il tempo preimpostato, facendo s&#236; che il prodotto oggetto di contesa venga assegnato al migliore offerente, che risulta il vincitore dell&#8217; asta e si aggiudica la merce desiderata. Tale metodo si contrappone al &#8220;Compralo subito&#8221;, che invece permette all&#8217; acquirente pi&#249; veloce l&#8217; acquisto istantaneo del prodotto, a un prezzo fisso. Richiamare interessati al prodotto: la base d&#8217;asta Per attirare pi&#249; interessanti possibili all&#8217; asta sul proprio prodotto, e incentivare quindi un continuo rimpallo di offerte e rialzi sempre maggiori, &#232; uso comune scegliere un prezzo di partenza molto basso e accattivante, anche al di sotto del valore minimo dell&#8217; oggetto. Tuttavia, il meccanismo talvolta si pu&#242; ritorcere contro il venditore, e il prezzo che &#232; stato pensato solamente come base d&#8217; asta, in assenza di ulteriori offerte, finisce per diventare il prezzo di vendita, con una mancanza di guadagno che a seconda dei casi pu&#242; sfociare addirittura nella perdita. Come evitare questa spiacevole evenienza senza tuttavia dover ricorrere a basi d&#8217; asta eccessivamente alte e poco invitanti? Mantenere un margine di guadagno: il prezzo di riserva eBay ha pensato anche a questo, inserendo l&#8217; opzione del &#8220;prezzo di riserva&#8221;: si tratta infatti del prezzo minore che il venditore &#232; comunque disponibile a ricevere per il proprio prodotto messo all&#8217; asta. Adottando questa funzionalit&#224;, dunque, &#232; possibile scegliere una base d&#8217; asta qualsiasi, che attiri il maggior numero possibile di interessati, e svolgere regolarmente la propria asta, con la differenza che, se al momento della scadenza del tempo stabilito l&#8217; offerta pi&#249; alta non raggiunge comunque il prezzo di riserva desiderato, non c&#8217; &#232; nessun obbligo per il venditore di accettare l&#8217; offerta. Ovviamente, questa opzione non &#232; di base visibile agli acquirenti, anche se nulla vieta al venditore di indicare il prezzo di riserva nella descrizione del prodotto o comunicarlo a qualche acquirente in particolare per messaggio privato. Il prezzo di riserva eBay, proprio per via delle potenzialit&#224; offerte, non &#232; incluso nel servizio di vendita base ma &#232; soggetto ad una tariffa di inserzione: questa cifra varia in base all&#8217; entit&#224; del prezzo di riserva scelto. &#200; possibile modificare il prezzo di riserva scelto solo fintanto che non siano state fatte offerte: la sua rimozione, invece, &#232; sempre possibile.]]></description>
		
		
		
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		<title>Sicurezza nei cantieri: i compiti assegnati al coordinatore in fase di realizzazione</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/146-sicurezza-nei-cantieri-i-compiti-assegnati-al-coordinatore-in-fase-di-realizzazione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Dec 2018 17:16:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza sul lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[I controlli nel cantiere: l&#8217;alta vigilanza del Coordinatore alla sicurezza e il controllo momento per momento dell&#8217;impresa affidataria. Il decreto legislativo 81/2008 in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro disciplina alcune figure chiavi nell&#8217;ambito della sicurezza dei cantieri civili e industriali. Tra questi vi &#232; il coordinatore della sicurezza del cantiere, che deve essere distinto in due differenti fasi: la fase di progettazione, e quella di realizzazione dell&#8217;opera. La normativa prevede che la stessa persona possa ricoprire i due incarichi. I compiti assegnati al coordinatore per la sicurezza nei cantieri si trovano all&#8217;interno dell&#8217;articolo 92 del d.lgs 81/08 ma vengono trasfusi dal d.lgs 494/96 che a sua volta ha messo in attuazione la direttiva 92/57/CEE. Per come disciplinato dal citato articolo 92, il coordinatore in fase di esecuzione dei lavori deve: verificare la regolare applicazione da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi delle disposizioni contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento (PSC); verificare l&#8217;idoneit&#224; del piano operativo di sicurezza (POS) e coordinarlo con il PSC; organizzare la cooperazione tra datore di lavoro, ditte operanti e lavoratori autonomi impiegati nel cantiere; verificare l&#8217;attuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti sociali per realizzare il coordinamento tra i rappresentanti della sicurezza; segnalare al committente le inosservanze alle disposizioni degli articoli 94, 95, 96, 97, proponendo la sospensione dei lavori l&#8217;allontanamento delle imprese o la risoluzione del contratto; sospendere in caso di pericolo grave e imminente le singole lavorazioni fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti Dall&#8217;elenco sopra esposto viene fuori quel fondamentale ruolo del coordinatore sicurezza cantieri in fase di esecuzione definito di alta vigilanza, riguardante cio&#232; la generale configurazione delle attivit&#224; all&#8217;interno di un cantiere. Il coordinatore della sicurezza ha l&#8217;obbligo di verificare il corretto coordinamento tra le diverse figure che operano dentro il cantiere. Egli non &#232; responsabile delle mancate verifiche momento per momento, cio&#232; di quelle verifiche che vanno fatte rispetto alle singole lavorazioni in cantiere, e che invece spettano ad figure necessarie. Questo aspetto della normativa &#232; stato chiarito meglio da una sentenza della Corte di Cassazione numero 41820/2015 che ha assolto un coordinatore in fase di esecuzione per alcune violazioni riscontrate da una verifica all&#8217;interno del cantiere. Le violazioni in oggetto facevano riferimento a situazioni specifiche quali cavi elettrici scoperti, buche senza copertura, lavori in prossimit&#224; delle passerelle, e mancata copertura del vano ascensore. Tutte situazioni di pericolo grave che all&#8217;interno di un cantiere non devono mai verificarsi. Il numero di addetti e dei macchinari impiegati, aumenta in maniera esponenziale il rischio di incidenti anche gravi. La corte ha ritenuto di assolvere il coordinatore accusato di mancata vigilanza, in virt&#249; del fatto che quella vigilanza specifica era imputabile ad altri soggetti e non gi&#224; al coordinatore della sicurezza nei cantieri che ricopre un ruolo di vigilanza generica e di coordinamento tra le parti. Non va dimenticato infine che il legislatore ha introdotto anche la figura dell&#8217;impresa affidataria, proprio per aumentare il livello di sicurezza all&#8217;interno dei cantieri, per mezzo di un soggetto deputato a controlli pi&#249; stringenti e contingenti (detti appunto momento per momento). L&#8217;art. 89, comma 1, lettera i) del D.Lgs. n. 81/2008, definisce l&#8217;impresa affidataria come &#8220;l&#8217;impresa titolare del contratto di appalto con il committente che, nell&#8217;esecuzione dell&#8217;opera appaltata, pu&#242; avvalersi di imprese subappaltatrici o di lavoratori autonomi&#8221;.]]></description>
		
		
		
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		<title>Sicurezza sul lavoro, i requisiti del consulente RSPP esterno</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/145-sicurezza-sul-lavoro-i-requisiti-del-consulente-rspp-esterno</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2018 16:30:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza sul lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Il percorso formativo del Responsabile del servizio prevenzione e protezione aziendale secondo la normativa del Testo Unico sulla Sicurezza sul lavoro. Secondo quanto disciplinato dall&#8217;articolo 33 del Testo Unico in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, per assumere l&#8217;incarico di Responsabile del servizio di prevenzione e protezione aziendale &#232; necessario avere specifici requisiti formativi e professionali. La normativa del d.lgs 81/2008 prevede che per svolgere le funzioni di RSPP e ASPP &#232; necessario possedere un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore. Insieme al titolo di studio &#232; necessario possedere un attestato di frequenza, con verifica dell&#8217;apprendimento, a determinati corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro. L&#8217;aspetto formativo appare forse pi&#249; importante rispetto ad altri. In sostanza la normativa prevede che il percorso formativo si sviluppi secondo una linea generale e uguale per tutti, e una linea particolare, legata al tipo di attivit&#224; lavorativa sviluppata in azienda. Al fine di completare il percorso formativo previsto dalla disciplina in materia di salute e sicurezza sul lavoro, il consulente RSPP esterno dovr&#224; sostenere 3 moduli di formazione: il modulo A con una durata pari a 28 ore, rappresenta il corso base per svolgere le funzioni di RSPP ed &#232; propedeutico agli altri due moduli; il modulo B &#232; legato alla natura dei rischi presenti sui luoghi di lavoro, e dunque &#232; legato al tipo di attivit&#224; da svolgere; il modulo C e il corso di specializzazione della durata di 24 ore Bisogna specificare che il modulo B &#232; diviso in due fasi, la prima comune a tutti della durata di 48 ore, la seconda fase di specializzazione, &#232; legata al settore produttivo di riferimento aziendale. In virt&#249; del titolo di studio acquisito, gli ingegneri e gli architetti sono esonerati dalla frequentazione del corso modulo A, essi dovranno frequentare il corso modulo C di 24 ore, ed eventualmente un aggiornamento del modulo B. Per quanto detto sopra possiamo riassumere i requisiti previsti dalla normativa per poter svolgere il compito e le funzioni di Responsabile del servizio di prevenzione e protezione secondo quanto disposto dall&#8217;articolo 32 del decreto legislativo 81/08. Per procedere all&#8217;assunzione incarico RSPP esterno &#232; necessario possedere i seguenti requisiti: titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore; attestato di frequenza con verifica dell&#8217;apprendimento dei corsi di formazione specifici legati alla natura dei rischi presenti in azienda attestato di frequenza a specifici corsi formativi in materia di prevenzione e protezione dei rischi In conclusione la normativa in materia prevede che il soggetto proposto a ricoprire tale incarico debba aggiornare periodicamente le sue competenze per mezzo della frequentazione di specifici corsi di aggiornamento della durata di 40 ore nel quinquennio. L&#8217;obbligo di aggiornamento formativo non pu&#242; essere aggirato da titoli di studio, per cui anche i laureati in ingegneria e architettura (esonerati dalla frequentazione del modulo A) dovranno provvedere a frequentare i corsi di aggiornamento di 40 ore ogni 5 anni dal conseguimento della laurea. In materia di sicurezza negli ambienti di lavoro, la normativa tende a favorire un costante aggiornamento delle competenze e della professionalit&#224; di tutte quelle figure previste e preposte alla progettazione e realizzazione della prevenzione aziendale.]]></description>
		
		
		
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		<title>Valutazione dei rischi: stress da lavoro correlato, mobbing e burnout</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/144-valutazione-dei-rischi-stress-da-lavoro-correlato-mobbing-e-burnout</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2018 16:13:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza sul lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[La normativa in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ha imposto a partire dal gennaio 2011 la valutazione dello stress da lavoro correlato a tutti gli imprenditori tenuti a redigere il DVR ossia il documento di valutazione dei rischi. Lo stress da lavoro correlato non &#232; considerato una malattia, ma comunque uno stato psicologico di disagio in grado di produrre ripercussioni sulla salute psicofisica del lavoratore. Si rende quindi necessario analizzare il fenomeno e verificare che sui luoghi di lavoro non esistono fattori in grado di scatenare questo tipo di rischio. I problemi derivanti da una diffusione di questo tipo di stress saranno tanti sia per i lavoratori colpiti, che per l&#8217;azienda. Ecco che il datore di lavoro, che a norma di legge ha l&#8217;obbligo di redigere il documento di valutazione dei rischi dovr&#224; fare i conti con l&#8217;analisi e la valutazione del rischio da lavoro correlato. Da un punto di vista medico e sanitario lo stress da lavoro correlato viene indicato come una situazione di disagio, spesso accompagnata da malessere generale e disfunzioni fisiche, nonch&#233; psicologiche e sociali, che vivono gli individui che non si sentono in grado di ottemperare alle richieste e alle aspettative di lavoro. Volendo trasferire il concetto medico agli ambienti di lavoro questa situazione di disagio pu&#242; essere definita come la percezione di uno squilibrio avvertita dal lavoratore quando le richieste delle mansioni, e l&#8217;organizzazione dell&#8217;ambiente di lavoro eccedono le proprie capacit&#224; individuali. In sostanza il lavoratore percepisce una sorta di estraneit&#224; all&#8217;ambiente di lavoro, ed una cronica incapacit&#224; di assolvere alle mansioni a lui affidate. Egli tender&#224; ad alienarsi dal suo lavoro, con gravi ripercussioni fisiche e mentali. EFFETTI SULL&#8217;AZIENDA L&#8217;esposizione prolungata ai fattori di stress diventa fonte di rischio per la salute del lavoratore, sia dal punto psicologico che anche dal punto di vista fisico, impattando anche sull&#8217;efficienza del lavoro e dell&#8217;azienda. Lo stress da lavoro correlato produce in azienda assenteismo, alienazione dalle proprie mansioni, richieste di trasferimento con conseguente necessit&#224; di rivedere l&#8217;organigramma. Tutto questo si traduce in bassi livelli di produttivit&#224;. MOBBING Importante &#232; distinguere il concetto di stress da lavoro correlato da quello di mobbing in quanto sono due cose distinte e separate. Il mobbing &#232; difatti una persecuzione sistematica messa in atto da una o pi&#249; persone nei confronti di un lavoratore con l&#8217;obiettivo di danneggiarlo. Il mobbing rappresenta quindi una attivit&#224; posta in essere da terze persone nei confronti del lavoratore vittima. SINDROME DI BURNOUT Dallo stress lavoro correlato va distinto anche un altro fenomeno conosciuto come sindrome di bournout. Il burnout rappresenta l&#8217;esito patologico di un processo stressogeno che colpisce le persone che esercitano professioni di assistenza e aiuto ad altre persone, qualora queste non rispondano in maniera adeguata ai carichi eccessivi di stress che il loro lavoro produce. Il burnout conosciuto gi&#224; dagli anni 70 &#232; una situazione che colpisce alcune professioni come medici, infermieri, avvocati, sacerdoti. Il meccanismo che sviluppa questo tipo di stress porta il soggetto a bruciarsi attraverso un meccanismo di eccessiva immedesimazione nei confronti degli individui oggetto delle sue attenzioni professionali. Tornando invece allo stress da lavoro correlato, alcune categorie professionali sono pi&#249; interessate rispetto ad altre. Nella statistica le professioni pi&#249; soggette a stress da lavoro correlato sono: MEDICI. Sottoposti a forti responsabilit&#224; legate ad eventuali errori di valutazione che possono condurre a gravi danni sulla salute; INFERMIERI. Elevato rischio del fenomeno da burnout come causa di stress da lavoro correlato FORZE DELL&#8217;ORDINE. Personale operativo esposto a rischi quotidiani di aggressione, nonch&#233; a vivere situazioni di disagio sociale ASSISTENTI SOCIALI. Elevato rischio della sindrome da burnout vista la grande esposizione a fenomeni disagio sociale e familiare INSEGNANTI. Forte esposizione a stress da divario generazionale con difficolt&#224; a relazionarsi con un elevato ed eterogeneo numero di studenti AUTOTRASPORTATORI. stress legato a condizioni di lavoro particolarmente usurante, continua distanza da casa, responsabilit&#224; rispetto alle tempistiche della consegna. quelle sopra menzionate sono le categorie professionali maggiormente soggette allo stress da lavoro correlato, ma &#232; ovvio che questa sindrome pu&#242; colpire tutti i lavoratori in qualunque settore di attivit&#224;. Tra i fattori scatenanti pi&#249; conosciuti ci sono le condizioni lavorative poco confortevoli, orari di lavoro estenuanti, assenza di comunicazione adeguata tra quadri e lavoratori.]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giocare online: Slot e roulette nel palmo della mano!</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/143-giocare-online-slot-e-roulette-nel-palmo-della-mano</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2018 14:25:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;intrattenimento online, via pc, smartphone o tablet &#232; ormai alla portata di tutti ed &#232; sempre pi&#249; appassionante; il gioco in Italia si &#232; diffuso ancora di pi&#249; grazie alla proliferazione di siti di casin&#242; online, dove &#232; possibile cercare la fortuna al poker, al black jack, alle slot machine, con la roulette, ecc&#8230; Ci sono giocatori professionisti e giocatori della domenica, ma l&#8217;obiettivo comune &#232; sempre lo stesso: vincere soldi giocando (il sogno di tutti!). Le slot machine sono sempre le preferite dagli italiani, ma esiste veramente una tattica vincente? E&#8217; possibile guadagnare o il banco vince sempre? Le slot utilizzano dei generatori di numeri casuali per produrre una combinazione che non &#232; prevedibile ne tanto meno preventivabile, quindi non esiste una strategia sicura per vincere. Si possono per&#242; fare dei piccoli accorgimenti, in modo da aumentare le probabilit&#224; di successo. Uno di questi &#232; quello di affidarsi solo a siti che presentano il bollino AAMS, l&#8217;agenzia italiana che regolamenta e sorveglia il settore dei giochi online. Se il sito ha la licenza AAMS viene controllato e le eventuali vincite saranno garantite. Se il sito prova a non pagare l&#8217;AAMS interviene in vostro nome per risolvere la situazione, arrivando fino a bloccare la licenza al concessionario con danni milionari. Un altro dei giochi storici preferiti dagli italiani &#232; ovviamente la roulette; puntare le fiche e vedere girare la pallina ha sempre gran fascino e giocare alla roulette su NetBet permette di raggiungere gli stessi brividi ed emozioni di quando si sta seduti sugli sgabelli di Saint Vincent. Le roulette live poi sono una interessante evoluzione del gioco online; infatti si pu&#242; vedere il croupier in diretta video sul proprio smartphone mentre lancia la pallina, sentiremo il ticchettio della palla mentre sta per fermarsi, sperando che vada a concludere la sua corsa proprio sul nostro numero fortunato. Rosso o nero? 17 o 13? Ognuno ha il suo! Giocare online pu&#242; essere un passatempo divertente, a patto che non diventi una malattia o un&#8217;ossessione. Bisogna sempre giocare responsabilmente e mai investire pi&#249; di quello che si &#232; disposti a perdere. L&#8217;utilizzo dello smartphone per giocare deve essere limitato ai tempi morti; un utilizzo eccessivo pu&#242; portare ad una dipendenza difficile da sconfiggere. Occorre sempre affidarci al buon senso e considerare il gioco d&#8217;azzardo una diversione e distrazione, non un mezzo per guadagnare una fortuna.]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La gestione della Qualità secondo la Iso 9001:2015</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/141-la-gestione-della-qualita-secondo-la-iso-9001-2015</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2017 08:56:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://wp.angelocerminara.it/blog/la-gestione-della-qualita-secondo-la-iso-9001-2015.html</guid>

					<description><![CDATA[Gestire il Sistema della Qualit&#224; in azienda secondo il nuovo Standard Iso 9001:2015. Con l&#8217;avvento della nuova versione dello Standard Iso 9001 la gestione del Sistema Qualit&#224; ha fatto di certo un passo avanti in direzione di una maggiore efficienza aggiornando il concetto di contesto ed il risk-based thinking. Ovviamente le novit&#224; introdotte vanno a condizionare la parte operativa del sistema e la fase di implementazione dello stesso, ma evidentemente anche in fase di certificazione si dovranno assumere alcuni accorgimenti.&#160;Come noto la ISO 9001 &#232; la norma che regola e armonizza il sistema della Qualit&#224; in azienda, un sistema i cui benefici sono ormai noti e ben conosciuti, nonch&#233; spalmati sul branding e sulle economie di scala dell&#8217;intero processo produttivo. In sostanza certificare il Sistema di gestione della Qualit&#224; &#232; necessario per garantire ai terzi esterni il pieno funzionamento dello stesso, la sua efficienza e la capacit&#224; &#8220;certificata&#8221; appunto di produrre secondo criteri ispirati alla piena e completa soddisfazione di clienti e fornitori. Vantare una certificazione iso 9001:2015 assicura un vantaggio in termini di branding, di immagine ma apporta anche una maggiore credibilit&#224; e affidabilit&#224; dell&#8217;azienda stessa. Vantaggi non indifferenti che nel mercato complesso e concorrenziale possono significare il successo di ogni inziativa. In un precedente articolo si erano mostrate le principali novit&#224; della nuova versione della Iso 9001, rispetto alla precedente del 2008. In quella sede si erano discussi le due principali novit&#224;: il &#8220;concetto di contesto&#8221; ed il &#8220;risck-based thinking&#8221;. Laddove nel primo caso si prefigge un approccio pi&#249; esteso alle problematiche legate all&#8217;ambiente circostante, oltre che aziendale. Nel secondo caso invece il rischio e opportunit&#224; sono legati tra loro da una forte mutualit&#224;, dove per ogni opportunit&#224; di sviluppo che si presenta, &#232; necessario valutare i rischi che si corrono e programmarne in anticipo la gestione. Quello del risk-based thinking non &#232; un approccio nuovo, in quanto gi&#224; presente nella Iso 9001:2008, ma nella nuova versione diviene pi&#249; marcato ed esteso all&#8217;intero sistema Qualit&#224;. Tronando per&#242; ai benefici apportati dall&#8217;introduzione del Sistema di gestione della Qualit&#224; in azienda si deve aggiungere due elementi molto interessanti precedentemente solo menzionati. Come sapientemente illustrato in questo interessante post, i due elementi rogiardano affidabilit&#224; e credibilit&#224;, la prima relativa all&#8217;intera organizzazione nel suo complesso, e la seconda riferita invece al management aziendale. Cosa vuol dire essere affidabili, o ritenuti tale? Un&#8217;azienda &#232; ritenuta AFFIDABILE quando fornisce ogni elemento utile a valutarne positivamente tutti gli aspetti legati alla realizzazione dell&#8217;opera a lei affidata. In sostanza poter contare sulla piena realizzazione dell&#8217;opera appaltata ad essa. Come si pu&#242; ben capire un elemento molto importante quando si vuole partecipare a bandi di gara pubblici o privati, gare d&#8217;appalto e finanziamenti di ogni sorta. Connesso a questa visione dell&#8217;impresa &#232; il concetto di AFFIDABILITA&#8217; riferito al management aziendale. Per ottenere lavori e commissioni di alto profilo, l&#8217;azienda deve possedere un background manageriale di primo piano. Non significa che deve essere gestita da top-manager, piuttosto che la condotta dgli amministratori sia in linea con i principali requisiti richiesti, che appunto risultino pertanto affidabili. Da quanto sopra esposto si evince che la gestione della Qualit&#224; secondo i dettami della Iso 9001 richiede un approccio nuovo ed allargato del concetto di contesto di riferimento, non da ultima una propensione a ragionare secondo lo schema opportunit&#224;/rischio da non confondere con una eccessiva prudenza, bens&#236; con una pi&#249; marcata ponderatezza delle cose intorno all&#8217;azienda stessa.]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Broker online, come abbattere i costi delle certificazioni di sistema</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/140-broker-online-come-abbattere-i-costi-delle-certificazioni-di-sistema</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Mar 2017 10:10:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni di sistema]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://wp.angelocerminara.it/blog/broker-online-come-abbattere-i-costi-delle-certificazioni-di-sistema.html</guid>

					<description><![CDATA[Per certificare un Sistema di gestione aziendale &#232; possibile tenere a bada costi e quotazioni. Tra i miglioramenti apportati dall&#8217;avvento della new-economy vi &#232; senza dubbio l&#8217;elevata concorrenza tra le imprese, a tutto vantaggio del consumatore che pu&#242; godere di un sensibile calo dei prezzi e dei costi medi di prodotti e servizi acquistati. Anche nel settore delle certificazioni di sistema i vantaggi a carico delle imprese e delle aziende che hanno la necessit&#224; di certificare i loro sistemi di gestione aziendale, sono evidenti e anche facili da verificare. Uno tra tutti, la possibilit&#224; di ottenere sconti, costi e quotazioni migliori riguardo i costi finali dei servizi richiesti. Mentre prima questi vantaggi erano limitati ad alcuni settori merceologici, oggi con l&#8217;avvento dei broker online anche i costi delle certificazioni di sistema possono restare sotto controllo. Quello del broker online &#232; un mestiere ormai vecchio, ma che produce effetti sempre positivi. Grazie all&#8217;esperienza e alla profonda conoscenza del settore, il broker riesce ad ottenere le tariffe migliori e prezzi a buon mercato senza rinunciare alla qualit&#224; degli stessi. Il broker lavora sulla fluttuazione dei prezzi di mercato, facendo da intermediario tra la domanda e l&#8217;offerta di un bene o di un servizio. I vantaggi in termini economici sono tanto pi&#249; sensibili quanto pi&#249; &#8220;di nicchia&#8221; &#232; il settore di riferimento. Nel caso delle certificazioni di sistema ad esempio, prima dell&#8217;avvento dei broker i costi e le tariffe applicate dagli Organismi di Certificazione (OdC) erano davvero molto alti. Gli enti certificatori erano pochi, l&#8217;intero settore poco sviluppato e riservato in gran parte alle grandi imprese di esporttrici. Molti imprenditori restavano fuori dalla possibilit&#224; di certificare i rispettivi sistemi di gestione aziendale per via dei costi troppo alti che incidevano in maniera spropositata sulle finanze aziendali. L&#8217;avvento di Internet ha eliminato le barriere geografiche, che fino a quel momento tenevano il mercato delle certificazioni ingessato e molto limitato. Non solo, grazie allo sviluppo della rete anche i modelli di business sono cambiati, s&#236; da favorire quelle piccole realt&#224; che non avevano soldi e finanze per accedere ai grandi strumenti di marketing tradizionali (Tv e carta stampata). La rete ha cambiato il modo di fare business, avvicinando la domanda e l&#8217;offerta come mai era stato prima. A questo scenario gi&#224; di per se vantaggioso, si &#232; aggiunta anche la liberalizzazione del mercato europeo, foriero di concorrenza. Ed ecco che in pochi anni gli OdC accreditati in Italia per rilasciare certificati sono passati da poche decine a oltre duecento unit&#224;. Molti di questi operano senza confini geografici, appoggiandosi su altre piccole strutture ma flessibili ed efficaci. E poi sono arrivati i broker online, che censiscono tutti gli organismi accreditati e ne ricavano quotazioni molto vantaggiose per i loro clienti. Il broker non &#232; solo un intermediatore, ma anche e sopratutto un consulente da cui ottenere informazioni preliminari e l&#8217;assistenza necessaria durante l&#8217;intero percorso che conduce alla certificazione del sistema di gestione. Un metodo di lavoro ideale per chi ha la necessit&#224; di mettere su, partendo da zero, un intero sistema di gestione aziendale, e non sa cosa fare e come muoversi. Il broker mette a disposizione professionisti e consulenti qualificati in grado di guidare l&#8217;imprenditore dalle fasi inziali fino all&#8217;ottenimento del certificato rilasciato dall&#8217;OdC. I vantaggi non si limitano all&#8217;assistenza e alla consulenza, perch&#232; il broker &#232; in grado di tirar fuori le tariffe migliori del mercato senza limitazioni geografiche. In genere forniscono 4/5 differenti preventivi redatti da altrettante societ&#224; di certificazione interpellate, dando la possibilit&#224; concreta di risparmiare sui costi delle certificazioni di sistema.]]></description>
		
		
		
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		<title>Le figure necessarie per progettare la sicurezza nei cantieri</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/135-le-figure-necessarie-per-progettare-la-sicurezza-nei-cantieri</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2016 15:57:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza sul lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Le figure disciplinate dal D.Lgs.81/08 : obblighi e funzioni principali per garantire la sicurezza&#160;nei cantieri A ragione sono considerati tra i luoghi di lavoro pi&#249; pericolosi, dove il rischio di incidenti ed infortuni anche mortali &#232; molto elevato, i cantieri necessitano di una progettazione del sistema sicurezza e prevenzione senza pari. Progettare la sicurezza nei cantieri vuol dire in concreto ridurre al minimo, eliminare dove possibile, i rischi connessi alle quotidiane attivit&#224; svolte sul lavoro. Il problema &#232; che nei cantieri (si pensi ai cantieri civili e industriali) le attivit&#224; lavorative sono molto numerose, con l&#8217;impiego di macchinari e strumenti rischiosi ma comunque necessari (si pensi a titolo di esempio ai ponteggi). E&#8217; evidente la necessit&#224; di progettare un adeguato sistema di prevenzione dei rischi che possa evitare vere e proprie carneficine. A tal riguardo il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro (D.Lgs.81/08) noto anche come Decreto Sicurezza, introduce e disciplina alcune figure necessarie per progettare e mantenere efficiente la sicurezza nei cantieri. Tralasciando la gi&#224; complessa normativa che riguarda la sicurezza sul lavoro nell&#8217;insieme, percui spesso si rende necessario ricorrere alla consulenza&#160;di un esperto qualificato, in questo articolo si analizzeranno i compiti, gli obblighi e le funzioni delle principali figure coinvolte. IL COMMITTENTE. E&#8217; il soggetto per conto del quale si deve realizzare l&#8217;opera che appunto richiede l&#8217;apertura di un cantiere. &#200; la persona fisica leggittimata alla firma dei contratti di appalto per l&#8217;esecuzione dei lavori. Il Committente pu&#242; essere pubblico o privato. Nel caso di lavori a commessa pubblica, il committente &#232; identificato nell&#8217;Ente che ha il potere di emettere il bando di gara o la spesa. Egli pu&#242; delegare ad altri molte funzioni e responsabilit&#224;, ma rimane sempre obbligato alla verifica e applicazione del piano per la sicurezza e del coordinamento. Le principali mansioni sono : Valutare l&#8217;entit&#224; e la tipologia del cantiere e verificare la necessit&#224; o meno del coordinatore della sicurezza; Nominare il coordinatore della sicurezza in fase di progettazione; Individuare le diverse fasi di lavoro in cantiere e coordinarle; Nominare il coordinatore della sicurezza in fase esecutiva (al momento dell&#8217;avvio dei lavori). IL COORDINATORE DELLA SICUREZZA. &#200; il professionista incaricato di valutare gi&#224; in fase di progettazione che l&#8217;opera possa realizzarsi installando un cantiere idoneo a tutte le norme di sicurezza. Pu&#242; incidere nelle scelte progettuali imponendo l&#8217;adozione di accorgimenti opportuni a rendere l&#8217;opera &#8220;sicura&#8221;. La legge prevede un coordinatore in fase di progettazione (CSP) ed uno in fase di esecuzione dei lavori (CSE). Tra le principali mansioni: Pianificare le fasi del lavoro con il committente e progettista; Verificare l&#8217;effettiva applicazione delle determine assunte per la sicurezza nei cantieri; Segnalare al committente eventuali inadempienze da parte delle imprese coinvolte; Ordinare la sospensione dei lavori ni caso di pericolo grave e imminente IL DATORE DI LAVORO &#200; il responsabile dell&#8217;impresa o unit&#224; produttiva a cui viene commissionata la realizzazione dell&#8217;opera. Su di lui grava principalmen te l&#8217;obbligo di garantire l&#8217;integrit&#224; fisica dei lavoratori. Non ha compiti e funzioni specifiche in ambito di progettazione della sicurezza nei cantieri, ma deve mantenere il cantiere in condizioni di ordine e salubrit&#224;, verificare le condizioni di movimentazione dei materiali, controllare la manutenzione dei macchinari e impianti prima e dopo dell&#8217;entrata in servizio, localizzare e confinare i materiali e le sostanze pericolose. Oltre a quelli gi&#224; elencati i principali obblighi del datore di lavoro sono: Stendere il programma attuativo di Prevenzione e Protezione; Nominare le figure necessarie alla sicurezza (RSPP, ASPP, medico competente e addetti alle emergenze); Provvedere alla formazione e informazione dei lavoratori; Fornire ai lavoratori i mezzi di protezione adeguati; Verificare l&#8217;idoneit&#224; tecnica delle imprese subappaltatrici e lavoratori autonomi; Cooperare con i coordinatori e con il committente MEDICO COMPETENTE. Il medico nominato dal datore di lavoro per effettuare la sorveglianza sanitaria. Dispone accertamenti preventivi volti alla valutazione dell&#8217;idoneit&#224; alla mansione specifica dei lavoratori e accertamenti periodici per controllare il loro stato di salute. Redige inoltre una cartella sanitaria personale per ogni lavoratore, che aggiorna in funzione del loro stato di salute. La sorveglianza sanitaria e&#8217; obbligatoria in tutti i cantieri edili. RESPONSABILE DEL SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE (RSPP). forse tra le figure pi&#249; importanti e utili per mantenere la sicurezza nei cantieri civili e industriali, e&#8217; la persona incaricata dal datore di lavoro per l&#8217;individuazione e la valutazione dei rischi e delle relative misure di sicurezza. La sua nomina spetta al datore di lavoro che pu&#242; decidere di scegliere un professionista esterno, un lavoratore con le previste competenze tecniche e professionali, oppure delegarsi egli stesso (ma solo nei casi previsti dalla normativa). Le principali funzioni del RSPP sono : Individuare i rischi in cantiere e le soluzioni per eliminarlio arginarli; Elaborare e prepara i piani formativi per il personale; Partecipare alla redazione del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi); Coordinare le attivit&#224; aziendali per la sicurezza e prevenzione; Aggiornare costantemente le attivit&#224; di prevenzione; Informare i lavoratori sui rischi potenziali presenti, misure e procedure di sicurezza (l&#8217;obbligo di informazione ricade su di lui) RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA. &#200; il rappresentante dei lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza. Viene eletto dai lavoratori con un&#8217;apposita assemblea aziendale (RLS). Questa figura pu&#242; essere individuata anche in ambito territoriale (RLST). Deve ricevere una adeguata formazione e seguire uno specifi co corso presso l&#8217;Organismo Paritetico, che rilascer&#224; un attestato di avvenuta formazione. Va subito chiarito che il RLS &#232; esente da responsabilit&#224; sanzionabili e non pu&#242; subire alcun pregiudizio nell&#8217;espletamento delle sue funzioni. Ha libert&#224; di accesso al registro degli infortuni e al DVR (documento di valutazione dei rischi), formula osservazioni e consigli circa la procedure di sicurezza in cantiere da adottare, svolge consultazioni tra operai e lavoratori sulle procedure adottate e sulle attrezzature di prevenzione. ADDETTI ALLE EMERGENZE. Sono i lavoratori incaricati dal datore di lavoro per l&#8217;attuazione delle misure di protezione e prevenzione e della gestione delle emergenze in cantiere e in azienda. Gli addetti alle emergenze intervengono direttamente nei casi di pericolo grave ed immediato sul cantiere. Per la particolare]]></description>
		
		
		
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		<title>Certificazioni di Sistema, la nuova versione della Iso 9001</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/134-certificazioni-di-sistema-la-nuova-versione-della-iso-9001</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2015 09:03:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni di sistema]]></category>
		<category><![CDATA[iso 9001]]></category>
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					<description><![CDATA[Pubblicata nel mese di settembre la nuova ISO 9001:2015 porta novit&#224; anche per le certificazioni di sistema Il 15 settembre 2015 &#232; stata ufficialmente rilasciata la nuova versione della Iso 9001, la norma che regola il Sistema di gestione della Qualit&#224; in azienda.&#160;Tra le certificazioni di sistema&#160;pi&#249; adottate ed implementate al mondo la Iso 9001 si e&#8217; rinnovata senza per&#242; sconvolgere l&#8217;impianto maturo della versione 2008. Ovviamente le novit&#224; introdotte vanno a condizionare la parte operativa del sistema e la fase di implementazione dello stesso, ma evidentemente anche in fase di certificazione si dovranno assumere alcuni accorgimenti.&#160;Come noto la ISO 9001 &#232; la norma che regola e armonizza il sistema della Qualit&#224; in azienda. Chi certifica questa norma garantisce la capacit&#224; di produrre orientandosi alla soddisfazione finale del cliente, ma nella nuova versione &#232; stato introdotto il concetto di Contesto. In tal senso la Qualit&#224; non &#232; pi&#249; intesa come qualcosa di legato alla mera soddisfazione del cliente finale o dei fornitori, ma connesso al contesto ambientale di riferimento. Nel certificare il sistema Qualit&#224;, dovr&#224; manifestarsi (nei modi indicati dalla normativa) un approccio al &#8220;Contesto&#8221;, un sistema di gestione aziendale che tiene conto di elementi interni (es. valori, cultura, prestazioni) ed esterni (es. di mercato, sociali, culturali). Tra le certificazioni Iso&#160;la Qualit&#224; &#232; probabilmente la pi&#249; spinosa da ottenere, anche perch&#232;, se da un lato &#232; vero che nella nuova versione ISO 9001:2015 si &#232; sensibilmente semplificato l&#8217;aspetto burocratico, dall&#8217;altro lato &#232; stato esteso l&#8217;approccio risk-based thinking. Secondo questa nuova visione il rischio e opportunit&#224; sono legati tra loro da una forte mutualit&#224;, nel senso che di fronte ad un problema che si pone, si hanno diverse opportunit&#224; per superarlo, per ognuna di esse si deve valutare il rischio che si corre e programmare le azioni specifiche necessarie per gestirlo in sicurezza. Quello del risk-based thinking non &#232; un approccio nuovo, in quanto gi&#224; presente nella Iso 9001:2008, ma nella nuova versione diviene pi&#249; marcato ed esteso all&#8217;intero sistema Qualit&#224;. Cosa comporta il risk-based thinking in fase di certificazione? Come avviene per tutte le certificazioni di sistema secondo gli schemi ISO, le modalit&#224; di implementazione e gli approcci devono risultare evidenti sin dalla fase di progettazione. Il sistema deve essere strutturato per riconoscere anzitutto le possibilit&#224; offerte dalla situazione ambientale, e di conseguenza valutare il rischio e programmare le verifiche. In realt&#224; secondo quanto definito dagli stessi consulenti, la nuova norma ISO 9001:2015 non &#232; pi&#249; difficile da certificare, il tutto &#232; cambiare l&#8217;approccio al sistema secondo il pensiero risk-based ed assorbire le novit&#224; introdotte che comunque non rappresentano una rivoluzione. Le certificazioni Iso sono le pi&#249; adottate al mondo, per questo anche gli enti certficativi dovranno adeguarsi affinch&#232; non si manifestino discrepanze tra le novit&#224; introdotte dai consulenti all&#8217;interno del sistema Qualit&#224; (Iso 9001) e i risultati degli Audit tenuti dagli OdC (Organismi di Certificazione) che potrebbero portare alla non conformit&#224;. Approfondimenti : ISO 9001:2015&#160;&#8211;&#160;CERTIFICAZIONI ISO]]></description>
		
		
		
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		<title>Quali i reali vantaggi di una consulenza sulla sicurezza sul lavoro</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/133-quali-i-reali-vantaggi-di-una-consulenza-sulla-sicurezza-sul-lavoro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2015 06:12:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza sul lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[La complessa e corposa normativa in materia suggerisce di&#160;ricorrere alla consulenza sulla sicurezza sul lavoro per ottenere benefici reali Nel dicembre del 2014 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato sul proprio sito istituzionale un aggiornamento della guida alla corretta interpretazione del Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro, comunemente chiamato il T.U. Sicurezza. Il documento in PDF racchiude la normativa del D.Lgs. 81/08 coordinato ed integrato al D.Lgs. 106/09. Quindi un documento importante a cui tutte le aziende devono rivolgersi per ottenere una prima consulenza sicurezza sul lavoro. Un documento cardine la cui comprensione sta alla base di una corretta applicazione delle norme in corso. La guida include una lunga serie di note necessarie alla corretta lettura del testi contenui, i principi comuni e le disposizioni generali della Legge italiana in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, la cronologia delle modifiche apportate al T.U., allegati, schede tecniche, decreti interministeriali, documenti ed altro materiale per un totale complessivo di 434 pagine dense di termini tecnici spesso incomprensibili. Un documento corposo il cui obiettivo &#232; semplificare una materia complessa e spinosa. Tanto quanto basta per convincere anche i pi&#249; scettici della necessit&#224; di rivolgersi ad un consulente qualificato e specializzato. Per consulenza sicurezza sul lavoro non &#232; da intendere il semplice consulto del professionista o della societ&#224; terza incaricata, ma pi&#249; una soluzione integrata in grado di apportare benefici reali. Quali sono allora i principali vantaggi di una consulenza in materia di sicurezza sul lavoro? Il primo, e forse il pi&#249; importante, &#232; quello di consentire al datore di lavoro, o titolare dell&#8217;azienda, di dedicarsi liberamente al suo mestiere e distogliere l&#8217;attenzione dalle gabelle burocratiche e dagli adempimenti necessari richiesti per la&#160;sicurezza sul lavoro. E gi&#224; questo vale il costo dei servizi offerti!. Molto apprezzato dalle imprese di Milano. Identificare senza possibilit&#224; di errore i rischi potenziali da abbattere e disporre le relative contromisure, il tutto finalizzato ad espletare ogni attivit&#224; aziendale in totale sicurezza. Garantire l&#8217;efficienza di un Sistema per la gestione della Sicurezza sui luoghi di lavoro (SGSL). Garantire la cogenza alle norme previste dal T.U. Sicurezza, e questo non &#232; cosa semplice e diretta. Ridurre di conseguenza i costi di produzione dell&#8217;azienda. A tal fine si pensi ai benefici in termini finanziari ottenibili dalla semplice riduzione degli infortuni : niente blocchi della produzione, riduzione dei premi assicurativi, aumento della redditivit&#224;). In realt&#224; altri vantaggi economici (potenziali) sono da valutare in relazione all&#8217;assenza di sanzioni erogate (il T.U. prevede sanzioni pecuniarie molto pesanti). In questo caso il &#8220;fai da te&#8221; potrebbe rivelarsi fatale. Facendo un breve riassunto di quanto sin qui esposto, e volendo schematizzare, i reali vantaggi ottenibili dal ricorso al consulente sono questi : Esonerare il Datore di lavoro dalle incombenze Identificare e ridurre i rischi potenziali Garantire l&#8217;efficienza del SGSL Garantire la cogenza alla normativa vigente Ridurre i costi di produzione Eliminare le sanzioni Tutti elementi importanti da valutare con molta attenzione, per domandarsi se vale o meno la pena di sostenere le spese di una consulenza esterna. Solo in questi termini &#232; auspicabile il ricorso ad un consulente esterno che possa rivelarsi un valore aggiunto da non perdere.&#160; A questo link troverai una mini-guida in formato PDF con delucidazioni circa i benefici da ottenere da una consulenza in materia di&#160;Sicurezza sul Lavoro]]></description>
		
		
		
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		<title>Vacanze culturali nel borgo medievale di Altomonte</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/132-vacanze-culturali-nel-borgo-medievale-di-altomonte</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2014 08:37:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
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					<description><![CDATA[Vacanze ad Altomonte: deliziosa isola del Trecento toscano in Calabria Altomonte &#232; un piccolo centro del cosentino, posto a 500 metri di quota tra le dorsali orientali del massiccio del Pellegrino. Altomonte&#160;&#232; tra i borghi pi&#249; suggestivi della Calabria, inserito nel circuito dei &#8220;Borghi pi&#249; belli d&#8217;Italia&#8221;. Le origini del borgo non sono chiare, di certo era gi&#224; presente in epoca romana, noto con il nome di Balbia, luogo in cui si produceva il buon vino Balbino. Furono per&#242; i normanni prima e gli angioni poi a rendere noto il borgo, a svilupparlo dal punto di vista urbanistico. Il centro storico di Altomonte &#232; posto sopra uno sperone&#160;roccioso affacciato sulla valle che il fiume Esaro scava tra le dorsali del Pellegrino, capace di offrire spettacolari vedute paesaggistiche. Il centro storico del paese conserva ancora l&#8217;impianto medievale con le viuzze strette che si insinuano tra antichi palazzi nobiliari. Altomonte &#232; luogo ideale per una vacanza culturale alla scoperta dei tesori artistici del Trecento toscano in Calabria. Tra le chiese antiche del borgo medievale spicca la cattedrale consacrata a Santa Maria della Consolazione, edificata nel XIV secolo e che oggi conserva intatto lo splendido rosone centrale in chiaro stile angioino, e la torre campanaria. La chiesa di Santa Maria della Consolazione di Altomonte&#160;&#232; considerata il massimo esempio di architettura sacra gotico-angioina presente in Calabria. A pochi passi dalla cattedrale si trova il castello normanno e la Torre detta dei Pallotta, tozza struttura medievale costruita dai normanni per fortificare il borgo di Altomonte. Un altro edificio che ben rappresenta la storia e la cultura di Altomonte &#232; l&#8217;ex convento dei frati domenicani, oggi adibito a museo civico cittadino. L&#8217;edificio del XIV secolo offre un bellissimo chiostro interno con porticato a pilastri quadrati con archi romani e volte a crociera. Come ogni buon borgo medievale anche ad Altomonte gli eventi culturali si rincorrono tutto l&#8217;anno per offrire ai turisti il meglio della tradizione artistica e culturale calabrese.&#160;Tra gli eventi di Altomonte segnaliamo la &#8220;Gran festa del pane&#8221; che si tiene nel mese di aprile, e dove il centro storico di Altomonte si trasforma in un &#8220;panificio&#8221;, con tanto di forni aperti. L&#8217;antico borgo si prepara cos&#236; a diventare la capitale del gusto legato al pane. Tra gli eventi di Altomonte il &#8220;Festival Teatro Scuole&#8221; in cui sono le scuole del borgo a diventare protagoniste di una lunga rassegna teatrale. Un luogo che sa ancora di antico e tradizionale, Altomonte &#232; ideale per chi cerca vacanze culturali tra i borghi tipici della Calabria, dove la storia e la cultura si fondono pienamente con le tradizioni gastronomiche e culinarie.]]></description>
		
		
		
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		<title>Migliori hosting italiani, ecco la classifica dei più performanti</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/131-migliori-hosting-italiani-ecco-la-classifica-dei-piu-performanti</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2014 05:33:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[web hosting]]></category>
		<category><![CDATA[website]]></category>
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					<description><![CDATA[La classifica dei migliori hosting italiani: veloci, sicuri e performanti Avere il sito web ospitato presso un server performante e con un servizio hosting efficiente &#232; indispensabile per chi vuole una presenza online senza storie e complicazioni. In aggiunta la velocit&#224; di risposta del server e del caricamento delle pagine sono divenuti fattori di ranking per Google, che all&#8217;uopo ha modificato l&#8217;algoritmo. Per fortuna in Italia l&#8217;offerta di servizi hosting &#232; migliorata sia in termini quantitativi che qualitativi. Ma quali sono i migliori hosting italiani? Quali offrono server davvero performanti e servizi efficienti con un buon rapporto qualit&#224;/prezzo? Per prima cosa c&#8217;&#232; da sfatare il mito del miglior hosting per uno specifico Cms. Non esistono migliori hosting italiani per Joomla o per WordPress, qualunque hosting di qualit&#224; media &#232; tarato per ospitare correttamente tutti i Cms e le applicazioni web, almeno quelle pi&#249; diffuse. Avere un sito sviluppato con Joomla, Magento o WordPress non fa differenza, un qualunque server di qualit&#224; media &#232; configurato per gestirli correttamente. Il secondo mito da sfatare &#232; quello che vede le performance del server legate alle limitazioni di traffico. Ma davvero i migliori hosting sono quelli che limitano la quantit&#224; di traffico disponibile?. Dopo anni di prove e controprove mi sento di dire che non &#232; vero, &#232; un vecchio trucco che non funziona pi&#249;. Esistono e sono ben diffusi servizi hosting molto performanti e senza limitazioni di traffico e di banda. Le alte performance in termini di velocit&#224; e stabilit&#224; sono garantite dall&#8217;assemblaggio dei componenti hardware e dalla efficiente ripartizione delle risorse tra le varie macchine a disposizione, e non dalla limitazione del traffico! Un server che limita il traffico &#232; un server che non lavora. Se nella stessa macchina si ospitano pi&#249; di 200 siti (a volte anche pi&#249; di 1000), non ha senso limitare il traffico, in quanto qualit&#224; e performance sono gi&#224; compromesse. Per valutare e scegliere i migliori hosting italiani e quelli davvero performanti &#232; bene soffermarsi sulla velocit&#224; di risposta del server, tempi di latenza, assistenza tecnica, e sopratutto, quantit&#224; di siti ospitati per server. A tale scopo ecco un trucchetto malandrino : esistono portali che pubblicano recensioni scritte dagli utenti sui migliori hosting italiani. Spesso gli utenti che recensiscono utilizzano quel servizio hosting (a cui appunto si riferisce la recensione). Copiate l&#8217;indirizzo del sito web del recensore e fate un Reverse Ip Lookup (Reverse Lookup Tool). Capirete quanti siti sono ospitati nello stesso server utilizzato dal recensore. E&#8217; un modo per capire la qualit&#224; del servizio offerto. Pi&#249; alto &#232; il numero di siti web ospitati nella stessa macchina (server) peggiori saranno le performance. Ecco di seguito la classifica dei migliori hosting italiani per qualit&#224; dei servizi erogati e per soddisfazione dei clienti. La classifica si riferisce alle recensioni degli utenti reperite sui maggiori canali web, e, in alcuni casi alle mie epserienze personali. Serverplan.com &#8211; server veloci e performanti, assistenza tecnica sempre attiva 24/7 e con anche un numero verde a disposizione per qualunque problema. Sopratutto niente overselling, ogni server ospita al massimo 100 siti. Tra i migliori hosting italiani consigliati in rete. Keliweb.it &#8211; molto consigliato in rete e ricco di recensioni positive. Infrastruttura Altamente Tecnologica per il web hosting che utilizza sale dati progettate in collaborazione con IBM italia. Server veloci e uptime garantito al 99,5%. Servizio hosting impeccabile. Server.it &#8211; supporto tecnico velocissimo e sempre disponibile a risolvere i problemi, questo hosting provider gode di una buona fama tra gli addetti ai lavori. Niente down o sovraccarichi grazie ad una cosciente ripartizione delle risorse tra i server utilizzati. Web4web.it &#8211; prezzi davvero competititiv e offerta hosting molto variegata sono il punto di forza di questo provider di servizi hosting di buona qualit&#224;. Assistenza tecnica veloce e puntuale, non brillanti le versioni base di hosting condiviso, ma pi&#249; che buone le versioni professionali. Myserverweb.net &#8211; rapporto qualit&#224;/prezzo molto alto. Assistenza 24/7 con staff tecnico e commerciale sempre disponibile e molto veloce nel risolvere qualsiasi problematica. Molto apprezzato il piano reseller grazie alla qualit&#224; dei servizi e l&#8217;elevata efficienza. Tra i migliori servizi hosting italiani in circolazione. Cheweb.it &#8211; server italiani ad alta connettivit&#224; e supporto tecnico davvero efficace, questi i punti di forza di questo hosting provider molto apprezzato dagli utenti. Supporto tecnico 24/7 con operatori sempre disponibili. Pi&#249; che soddisfacenti tutte e tre le configurazioni di hosting in offerta. Questa &#232; la speciale classifica dei migliori hosting provider italiani con servizi efficienti e server performanti. I provider mensionati offrono tutti servizi di alto livello e un profilo aziendale serio e ben conosciuto agli utenti del web, ulteriore garanzia di qualit&#224;.]]></description>
		
		
		
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		<title>Facebook cambia algoritmo, niente più click baiting</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/129-facebook-cambia-algoritmo-niente-piu-click-baiting</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2014 07:54:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[mass media]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
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					<description><![CDATA[Facebook annuncia dalle pagine ufficiali del suo blog la modifica dell&#8217;algoritmo che gestisce i post degli utenti, e promette battaglia al click-baiting selvaggio. Queste in sostanza le novit&#224; annunciate dal colosso americano che, a quanto pare, intende arginare l&#8217;odiosa quanto diffusa pratica del click-baiting per favorire invece post ricchi di contenuti e pertinenti. La qualit&#224; sembra dunque trionfare, almeno queste le intenzioni annunciate via blog. &#8220;Stiamo mettendo a punto due aggiornamenti per eliminare le storie che le persone spesso ci dicono essere spam o che non vogliono vedere&#8221;, spiega Facebook. Ma cos&#8217;&#232; il click-baiting e come funziona? E&#8217; una pratica molto diffusa sui social network e non solo, consiste nel pubblicare post o notizie dal titolo eclatante, con l&#8217;obiettivo di catturare l&#8217;attenzione e quindi i click degli utenti. Spesso i contenuti di questi post-esca sono scadenti o comunque poco interessanti, a volte neanche attinenti il titolo che riportano. La societ&#224; di Zuckerberg spiega anche come avverranno questi cambiamenti, che avranno un impatto notevole sulle bacheche di milioni di utenti in tutto il mondo. Parole d&#8217;ordine : tempo di permanenza e interazioni con il contenuto. Con il nuovo algoritmo Facebook controller&#224; il tempo di permanenza degli utenti sui post pubblicati e le condivisioni del contenuto. Pi&#249; &#232; lungo il tempo di permanenza sulla risorsa linkata dal post, e pi&#249; quel contenuto pu&#242; essere soddisfacente. Quindi da oggi guerra al click baiting, almeno nelle intenzioni di Facebook. Ma &#232; oro tutto ci&#242; che luccica? in realt&#224; sono gi&#224; in tanti a storcere il naso, e non certo in difesa di una pratica fastidiosa come il click baiting, perch&#233; invece dietro l&#8217;ultimo aggiornamento dell&#8217;algoritmo di Facebook potrebbe nascondersi una nuova strategia volta a costringere piccole aziende e imprenditori ad acquistare pubblicit&#224;. Come? limitando la portata dei post pubblicati sulle bacheche di quegli utenti con migliaia di amici, ad esempio. Non sarebbe poi una novit&#224;, Facebook non &#232; nuova a queste pratiche, del tutto legittime, ma certamente poco ortodosse. Sul noto social network esistono pagine con diverse decine di migliaia di fan, spesso sono piccole realt&#224; imprenditoriali come negozi, ristoranti o attivit&#224; artigianali. Pubblicare un post con offerta commerciale pu&#242; significare farsi pubblicit&#224; e raggiungere migliaia di potenziali clienti a costo zero! I maligni sostengono che dietro il nuovo algoritmo di Facebook ci sia una chiara strategia commerciale e non tanto la guerra al click baiting, che di certo sar&#224; condotta. Magari insieme all&#8217;eliminazione di post spazzatura, da click bait appunto, potrebbero sparire centinaia di post &#8220;pubblicitari&#8221; di ignari commercianti. Del resto quanto tempo siete disposti a perdere leggendo un messaggio squisitamente pubblicitario?]]></description>
		
		
		
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		<title>Ticketbis, anche in Italia arriva il secondary ticketing market</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/126-ticketbis-anche-in-italia-arriva-il-secondary-ticketing-market</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Aug 2014 14:06:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalla Spagna arriva anche in Italia Ticketbis la piattaforma dedicata alla compravendita di biglietti online per eventi internazionali. Nata in Spagna nel 2009 e sbarcata in Italia nel 2011,&#160;Ticketbis conta gi&#224; 100 mila utenti registrati nel Belpaese, dove finalmente si posso acquistare biglietti online con Ticketbis.&#160; Tra i settori che hanno fatto registrare le migliori performance degli ultimi tempi, e in genere, considerati tra quelli pi&#249; promettenti del mercato online c&#8217;&#232; il secondary ticketing&#160;market, ovvero il mercato dedicato alla compravendita di biglietti&#160;per eventi in sold-out. Si tratta di un mercato, relativamente nuovo, dove si incontrano la domanda e l&#8217;offerta di biglietti per grandi eventi internazionali, in genere spettacoli musicali e gare sportive. Grazie allo sviluppo di piattaforme software dedicate e potenti, il secondary ticketing si &#232; spostato quasi completamente online. Tra i big player internazionali si annovera Ticketbis, una giovane societ&#224; spagnola che in poco tempo ha saputo ritagliarsi un ruolo importante e decisivo per la diffusione del secondary ticketing anche in Italia. Ticketbis &#232; nata sul finire del 2009 a Bilbao, ha iniziato ad operare subito sul mercato spagnolo e dell&#8217;America latina, nel 2011 &#232; arrivata in Italia con il sito Ticketbis.it che oggi conta oltre 100 mila utenti registrati. A meno di 5 anni dall&#8217;inizio della sua avventura Ticketbis &#232; diventata leader in Europa nella compravendita di biglietti per eventi internazionali, attiva in oltre 30 paesi in tutto il mondo, capace di movimentare 1 milione di tickets online. Un successo senza precedenti, che ha contribuito ad allargare i confini di quella che fino a ieri era una pratica squisitamente anglosassone : acquistare e vendere tickets online di eventi in sold-out. Eventi per cui la fase di vendita dei biglietti da parte dei canali ufficiali &#232; terminata. Ma come funziona il secondary ticketing market? anzitutto va precisato che si tratta di un mercato legale, riservato alla compravendita di biglietti tra utenti privati e non ufficiali. In sostanza la compravendita del biglietto avviene tra utenti privati, da &#8220;fan a fan&#8221; come si dice in gergo tecnico. Queste societ&#224;, tra cui Ticketbis non vendono biglietti, ma forniscono un servizio di mediazione tra la domanda e l&#8217;offerta. Conosciuto anche col nome di Resale Market, il secondary ticketing altro non &#232; che una rivendita di biglietti tra soggetti privati. E come funziona Ticketbis e quali biglietti si possono acquistare online? La societ&#224; spagnola ha avuto grande successo anche in Italia grazie ad una particolare attenzione agli eventi sportivi e musicali. E&#8217; necessario registrarsi al sito ed inserire i propri dati utili per la fatturazione, spedizione e per il pagamento del biglietto acquistato, o venduto. Dopo aver completato la registrazione si avr&#224; accesso all&#8217;archivio degli eventi trattabili sulla piattaforma. Al momento &#232; possibile trattare tre tipologie differenti di tickets online :&#160; Sport (partite di calcio e altri eventi sportivi) Musica (concerti e spettacoli musicali) Spettacoli (eventi teatrali) Una volta trovato l&#8217;evento desiderato (in genere basta inserire la data, la citt&#224; o il nome della rockstar preferita) non rester&#224; che cliccarci sopra e selezionare se vendere o acquistare un biglietto. La procedura sar&#224; semplice ed intuitiva, potr&#224; essere ultimata con l&#8217;inserimento dei dati essenziali alla transazione. Ci si pu&#242; fidare di Ticketbis, &#232; una societ&#224; affidabile? Bisogna ricordare che le societ&#224; che operano online nel secondary ticketing market si limitano a garantire una transazione, non rivendono biglietti in modo diretto. Per quanto siano minuziose le procedure, un piccolo margine di errore esiste sempre. In genere per&#242; Ticketbis&#160;gode di buona reputazione, &#232; considerata affidabile sopratutto perch&#232; rimborsa il costo del biglietto se l&#8217;evento viene cancellato, cosa non da poco considerato il maltempo ormai in agguato tutto l&#8217;anno. DOCUMENTI ALLEGATI : Scarica una mini guida in PDF al secondary ticketing]]></description>
		
		
		
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		<title>Vacanze al mare, escursioni tra le spiagge rosse di Capo Rizzuto</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/73-vacanze-al-mare-escursioni-tra-le-spiagge-rosse-di-capo-rizzuto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 May 2014 07:48:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
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					<description><![CDATA[Lunghe spiagge di sabbia rossa e alti promontori di roccia arenaria: benvenuti a Capo Rizzuto Quasi ottocento km di costa fanno della Calabria una regione ideale per trascorrere le agognate vacanze al mare, tra fondali limpidi e cristallini e lunghe spiagge sabbiose. Litorali molto diversi tra loro, a tratti unici e caratteristici. Fare escursioni in Calabria significa scoprire quanto c&#8217;&#232; di unico e ancora inesplorato. Tra le zone costiere pi&#249; belle e ancora selvagge della Calabria si annovera la mitica Costa dei Saraceni, tratto litoraneo dello Ionio crotonese che si spinge da Crotone fino a Punta Le Castella. Estrema punta orientale della Calabria, la Costa dei Saraceni si caratterizza per l&#8217;alternarsi di piccole insenature, lunghe spiagge isolate di sabbia rossa e promontori di argilla mista a roccia arenaria. Caratteristiche geo-morfologiche uniche nel suo genere, non solo per la Calabria ma per l&#8217;intero Meridione. Capo Rizzuto con le sue spiagge rosse, &#232; la localit&#224; balneare pi&#249; nota della Costa dei Saraceni, ma non l&#8217;unica. Le Castella &#232; rinomata per i resort e per il suggestivo castello aragonese posto sopra un lembo di terra prospiciente il litorale roccioso. Crotone, antica colonia achea fondata nel XVIII secolo a.C. ospita uno dei musei archeologici pi&#249; interessanti. Fiore all&#8217;occhiello di questo breve e aspro tratto costiero &#232; Capo Rizzuto, famosa localit&#224; rivierasca nota per le sue lunghe spiagge rosse. Le spiagge di Le Cannella, Sovereto, Capopiccolo, sono le pi&#249; gettonate dai turisti, ogni anno numerosi. Spiagge lunghe di sabbia finissima dal color rosso Tiziano, fondali bassi e sabbiosi dove &#232; un piacere camminare a piedi nudi. E poi i bassi promontori con le scogliere a picco sul mare e gli alti calanchi di argilla pura che s&#8217;infilano nei fondali creando &#8220;pozze&#8221; di fango marino. Un ambiente ancora integro e suggestivo, a tratti affascinante. Le migliori escursioni da fare a Capo Rizzuto sono senza dubbio quelle alla scoperta delle piccole spiagge appartate, lontane dai soliti circuiti. Spiagge rosse isolate e protette dagli alti promontori di argilla e di roccia arenaria. Piccoli lembi di terra dove crogiolarsi al caldo sole di Calabria ascoltando in silenzio la quieta voce delle onde.]]></description>
		
		
		
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		<title>Sistemi antintrusione, ecco le tecniche usate per aggirarli</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/72-sistemi-antintrusione-ecco-le-tecniche-usate-per-aggirarli</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2014 05:32:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza in casa]]></category>
		<category><![CDATA[sorveglianza]]></category>
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					<description><![CDATA[Non tutti i dispositivi antintrusione funzionano correttamente, e non tutti i sistemi di allarme sono efficaci contro i ladri, se ne sono accorti i migliaia di proprietari di case e appartamenti che negli ultimi anni hanno subito furti o effrazioni in casa. Spesso le abitazioni saccheggiate presentano regolari sistemi di allarme o altri dispositivi antintrusione, ma che, evidentemente non sono riusciti a fermare i malintenzionati, che hanno dunque avuto libero accesso. Questa non &#232; una situazione estrema o rara, al contrario possibile se i sistemi antifurto non sono aggiornati. Come &#232; possibile superare i presidi di sicurezza installati portando a termine il furto ugualmente? Il primo alleato dei topi d&#8217;appartamento sono i jammer portatili, dispositivi elettronici capaci di disinibire le onde radio utilizzate dagli allarmi per comunicare un furto in corso. Il jammer intercetta le onde radio emesse dalle centraline antifurto e le blocca o le distorce impedendo di comunicare l&#8217;effrazione al presidio di pubblica sicurezza o istituto di vigilanza. Ma i ladri hanno sviluppato tecniche sempre ingegnose per mettere fuori uso quei sistemi di antintrusione quanto meno poco aggiornati. Per i furti d&#8217;appartamento negli ultimi anni sono state affinate le tecniche per aggirare i sistemi d&#8217;allarme. Per gli apparecchi non recentissimi basta mandare in corto circuito la centralina prima di entrare in casa. Per gli altri si pu&#242; disattivare la sirena spruzzando dentro una schiuma di polistirolo espanso che fuoriesce da bombolette spray. E il suono dell&#8217;allarme &#232; attutito completamente. Con l&#8217;impiego congiunto di jammer, bombolette spray e diavolerie elettroniche il compito dei dispositivi antintrusione si fa sempre pi&#249; difficile. Aggiornare dunque i dispositivi antinrusione diventa la parola d&#8217;ordine. Il primo livello di intervento &#232; contro i micidiali jammer. Secondo gli esperti la soluzione sta in un accurato abbinamento di protezione perimetrale (sensori) e interna (rivelatori volumetrici), unito a doppie sirene, a combinatori telefonici antiaccecamento &#8211; contro i jammer appunto &#8211; che utilizzano sia la linea fissa che la linea gsm, consente di avere un buon livello di sicurezza. Un sistema di antintrusione misto di questo tipo &#232; utile anche contro le possibili azioni di annientamento degli stessi sistemi di allarme. In generale per aumentare il livello di sicurezza dei sistemi d&#8217;allarme e antintrusione &#232; necessario aggiornarli con il software pi&#249; moderno, e se necessario farli sostituire, oppure integrare con gli ultimi ritrovati della tecnologia. Solo cos&#236; si pu&#242; avere una maggiore sicurezza in casa e una protezione realmente efficace contro furti e rapine.]]></description>
		
		
		
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		<title>Sicurezza, aggiornare sempre i dispositivi antintrusione</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/71-sicurezza-aggiornare-sempre-i-dispositivi-antintrusione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2014 07:50:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza in casa]]></category>
		<category><![CDATA[sorveglianza]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;impennata di rapine e intrusioni all&#8217;interno di ville e appartamenti ha innescato un acceso dibattito sulla qualit&#224; ed efficienza degli attuali dispositivi antintrusione. Gli allarmi nelle case non spavenano i ladri, che trovano spesso e volentieri il modo di aggirarli. Ad esempio gli impianti di allarme non spaventano i ladri dotati di jammer portatili. I jammer sono disturbatori di frequenze, strumenti in grado di annullare le onde radio, e per questo utilizzati per impedire ai sistemi di sicurezza di trasmettere segnali alle centrali operative di istituti di vigilanza e forze dell&#8217;ordine. I jammer sono regolarmente utilizzati da bande di professionisti che cercano le abitazioni da colpire. Il jammer non &#232; l&#8217;unico srumento eletttronico in mano ai ladri per scardinare qualunque dispositivo antintrusione e di allarme. I malviventi meno tecnologici usano schiume che annullano il suono delle sirene, sanno come fare per &#8220;accecare&#8221; i sensori volumetrici, hanno il grimaldello bulgaro per aprire una porta blindata vecchio tipo (quelle con le chiavi a doppia mappa). Insomma i ladri sudiano di giorno come rubare la notte e per questo un tradizionale dispositivo antintrusione pu&#242; non essere sufficiente a garantire la sicurezza per case e persone. La piaga dei furti in ville e appartamenti riguarda, a macchia di leopardo, tutto il Paese, da nord a sud senza grandi distinzioni. Secondo gli esperti del settore della sicurezza delle case, la vulnerabilit&#224; si nasconde negli impianti di allarme vecchi e non aggiornati, ma anche in sistemi progettati male. Aggiornare dunque i dispositivi antinrusione diventa la parola d&#8217;ordine. Il primo livello di intervento &#232; contro i micidiali jammer. Secondo gli esperti la soluzione sta in un accurato abbinamento di protezione perimetrale (sensori) e interna (rivelatori volumetrici), unito a doppie sirene, a combinatori telefonici antiaccecamento &#8211; contro i jammer appunto &#8211; che utilizzano sia la linea fissa che la linea gsm, consente di avere un buon livello di sicurezza. Un sistema di antintrusione misto di questo tipo &#232; utile anche contro le possibili azioni di annientamento degli stessi sistemi di allarme. Oggi per prevenire furti e rapine in casa esistono le risposte ad ogni tipo di sabotaggio e spesso sono anche a basso costo. Per esempio, un adeguato sistema antintrusione dovrebbe prevedere sempre una sirena antischiuma, cos&#236; come un sensore antiaccecamento. In termini di sicurezza delle abitazioni ed efficienza dei sistemi di allarme, la differenza la fanno, da un lato, il progetto iniziale che deve essere fatto da professionisti e, dall&#8217;altro, i prodotti proposti che devono essere di ultima generazione e, come tali, devono avere gi&#224; incorportati dei dispositivi anti-disturbo.]]></description>
		
		
		
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		<title>Antifurto nebbiogeno, un nuovo modo di concepire l&#8217;antintrusione</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/70-antifurto-nebbiogeno-un-nuovo-modo-di-concepire-l-antintrusione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 May 2014 10:54:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza in casa]]></category>
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					<description><![CDATA[Sempre pi&#249; richiesti dai privati cittadini che vogliono mantenere un elevato livello di sicurezza per le proprie abitazioni, i dispositivi antintrusione si fanno sempre pi&#249; sofisticati. Negli appartamenti situati all&#8217;interno di condomini non &#232; sempre facile o possibile installare sistemi di videosorveglianza o affidarsi ad istituti di vigilanza. Le sempre pi&#249; stringenti norme sulla privacy rendono infatti un po macchinoso installare sistemi di videosorveglianza nelle aree comuni dei condomini, dove si rende necessaria l&#8217;autorizzazione della maggioranza dei condomini. In genere negli appartamenti &#232; pi&#249; difficile avere il servizio di vigilanza perch&#232;, per ragioni operative, gli Istituti richiedono le chiavi di accesso del portone che per essere consegnate a terzi, essendo area comune, richiedono il consenso di tutti i condomini (cosa non sempre facile da ottenere). Inoltre per un intervento in caso di allarme sarebbe opportuno consegnare anche le chiavi di casa, ma anche qui intervengono considerazioni di privacy non da poco. Non resta che un adeguato sistema antintrusione. Da pochi anni si stanno facendo largo gli &#8220;antifurti nebbiogeni&#8221; cosa sono e come funzionano? A differenza delle tecnologie antintrusione tradizionali l&#8217;antifurto nebbiogeno interviene attivamente, non solo passivamente, impedendo l&#8217;intrusione. Quando viene rilevata l&#8217;effrazione scatta l&#8217;allarme e i locali vengono saturati all&#8217;istante da una nebbia densa ed impenetrabile, che disorienta il ladro impedendo di vedere anche a brevissima distanza e bloccando il tentativo di furto. Non si pu&#242; rubare ci&#242; che non si vede. La nebbia creata &#232; composta di acqua e glicole, usati anche nel settore alimentare: &#232; assolutamente innocua, non lascia tracce e non danneggia oggetti, locali o persone. L&#8217;antifurto nebbiogeno risulta in questo modo molto pi&#249; efficace di un tradizionale sistema antintrusione, perch&#232; oltre ad emettere il classico allarme sonoro &#8220;nasconde&#8221; in un batter d&#8217;occhio l&#8217;ambiente circostante agli intrusi, ai quali a quel punto non resta che fuggire tornando sui propri passi. L&#8217;antifurto nebbiogeno &#232; un ottimo sistema di antintrusione adatto in genere a tutti i tipi di appartamento ma diventa a volte l&#8217;unica reale alternativa ad altri sistemi di sicurezza come la videosorveglianza quando questi ultimi non possono essere montati. E&#8217; appunto il caso degli appartamenti privati situati nei condomini, dove spesso &#232; difficile mettere d&#8217;accordo tutti i condomini. I nuovi dispositivi antintrusione sono silenziosi, a basso consumo di energia e funzionanti anche in caso di interruzione della corrente elettrica grazie alle batterie ricaricabili in dotazione. Grazie alla versatilit&#224; e alle sue caratteristiche tecniche l&#8217;antifurto nebbiogeno &#232; il sistema antintrusione ideale anche per barche, camper e motor-home.]]></description>
		
		
		
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		<title>Sicurezza imprese, un bando per sistemi di sorveglianza e antintrusione</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/69-sicurezza-imprese-un-bando-per-sistemi-di-sorveglianza-e-antintrusione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2014 06:21:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[sorveglianza]]></category>
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					<description><![CDATA[La sicurezza delle imprese e degli ambienti di lavoro passa anche per un adeguato sistema di sicurezza all&#8217;interno e nei paraggi degli stessi. Questo il senso del nuovo bando annunciato oggi dalla Camera di commercio di Udine a cui potranno accedere tutte le micro imprese della provincia, e volto a favorire la dotazione di&#160;sistemi di antintrusione e videosorveglianza. Il problema della sicurezza di abitazioni e propriet&#224; private &#232; sempre pi&#249; sentito in Italia e non solo. La crescita esponenziale dei reati cosiddetti predatori (furti, scippi e rapine) induce sempre pi&#249; imprese ad adottare sistemi di videosorveglianza e in genere di antintrusione, spesso anche costosi. E&#8217; notizia di oggi che la Camera di Commercio di Udine ha proposto un bando per aiutare le piccole imprese e gli artigiani ad installare sistemi di videosorveglianza e antintrusione. Lo aveva annunciato recentemente il presidente Giovanni Da Pozzo e la giunta camerale lo ha approvato nell&#8217;ultima seduta. Oggi l&#8217;annuncio ufficiale, a cui seguir&#224; la pubblicazione del bando nelle prossime settimane. Si tratta di un bando da 100 mila euro (1.500 massimo a domanda) i cui termini si apriranno ufficialmente il prossimo 3 giugno, con cui la Cciaa vuole supportare quelle micro e piccole imprese e realt&#224; di prossimit&#224; nel fronteggiare i fenomeni di microcriminalit&#224; attraverso l&#8217;assegnazione di un piccolo contributo utile ad ammortizzare le spese dei sistemi di sicurezza e videosorveglianza. L&#8217;agevolazione concedibile consister&#224; in un contributo a fondo perduto, in conto capitale, nella percentuale massima del 70%. Saranno ammesse a contributo le spese sostenute per due tipologie di investimento. La tipologia A include attrezzature per videosorveglianza, video protezione con cassetta di registrazione e assimilabili; sistemi di allarme antirapina controllati con telecamere che interagiscono direttamente con i Centri di controllo gestiti da istituti di vigilanza privati; impianti antitaccheggio; impianti antintrusione, antifurto o comunque di allarme con sistemi di rilevamento satellitare collegati a Centri di controllo gestiti da istituti di vigilanza privati. La tipologia B prevede invece contributi per investimenti in sistemi di videoallarme antirapina &#8211; configurati secondo i requisiti tecnici indicati &#8211; in grado di interagire direttamente con le sale e le centrali operative della polizia e dei carabinieri. I soldi a disposizione non sono ancora molti, per ora 100 mila euro, ma la CCIAA di Udine &#232; gi&#224; al lavoro per trovarne altri da destinare al problema della videosorveglianza e della sicurezza in generale delle piccole e micro imprese. Sicurezza che risulta fondamentale per il corretto svolgimento di qualunque attivit&#224; lavorativa. Sono sempre pi&#249; i piccoli imprenditori ma anche i privai cittadini che decidono di dotare le propriet&#224; private di sistemi di antintrusione utili a tenere lontano ladri e malintenzionati. Il bando della CCIAA di Udine va in quesa direzione. Potranno beneficiare dei finanziamenti quelle micro imprese operanti nel commercio in sede fissa di vendita al dettaglio, dei pubblici esercizi o esercenti attivit&#224; artigianali di gastronomia, attivit&#224; artigianali di servizio alla persona, attivit&#224; artigianali di produzione e commercio di prodotti artigianali, attivit&#224; di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, svolte esclusivamente da aziende agricole, e agenzie di viaggio.]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il declino della centralità dei quotidiani nella nuova informazione</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/68-il-declino-della-centralita-dei-quotidiani-nella-nuova-informazione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jan 2013 08:35:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[mass media]]></category>
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					<description><![CDATA[Fra le tante previsioni che i maggiori esperti di media hanno affidato in questi giorni a Nieman Lab, colpisce quella che riguarda la fine dei quotidiani come pubblicazioni, appunto, quotidiane e la loro trasformazione in periodici con frequenza bi o tri-settimanale. Non &#232; una novit&#224; il fatto che alcuni quotidiani americani abbiano cominciato a modificare la frequenza di uscita nelle edicole. Ma, al di l&#224; dei problemi di risparmi nei costi di carta, inchiostri, stampa, diffusione, ecc., quello che colpisce &#232; il totale cambiamento di quadro che si profila. Insomma la morte del concetto stesso di quotidiano che, da strumento centrale e pi&#249; autorevole della diffusione del discorso giornalistico, finirebbe per ridursi a una delle tante fonti di informazione, una fonte sostanzialmente di nicchia. Mentre, parallelamente, l&#8217; intero modello economico dell&#8217; industria giornalistica centrato sulla stampa cederebbe il passo a quello basato sul digitale.&#160;Martin Langeveld, che affronta la questione in un ampio articolo su Niemanlab (The Coming Death of seven-day publication), delinea uno scenario con quattro tendenze. 1)&#160;Entro la fine del 2015 meno della met&#224; dei quotidiani americani continueranno ad uscire su carta sette giorni su sette.&#160; La crescita rapida dell&#8217; uso dei tablet e la comodit&#224; del consumo di informazione su questi dispositivi costringer&#224; molte testate a ridurre a due-tre volte alla settimana la periodicit&#224; della pubblicazione cartacea. 2) Cresceranno le testate che adotteranno il &#160;paywall, ma sar&#224; sempre pi&#249; evidente che un sistema di pagamenti che consente l&#8217; accesso soltanto ai contenuti di un singolo giornale non &#232; la risposta giusta. I paywall cominceranno quindi a trasformarsi in una sorta di&#160;diritto di membership,&#160;che consentir&#224; agli abbonati &#160;di accedere non solo ai contenuti ma anche a una serie di servizi e di vantaggi. 3) Nel quadro di un progetto che punta proprio al senso dell&#8217; appartenenza, i&#160; quotidiani cominceranno ad adottare il principio dei &#8220;jobs to be done&#8221;&#160;portato avanti dal&#160;Newspaper Next project&#160;(2005-2008) dell&#8217; American Press Institute &#8211; secondo cui&#160;le strutture e le risorse delle testate giornalistiche dovrebbero essere impiegate per rispondere ai problemi e alle esigenze posti da lettori e inserzionisti. 4) Un approccio centrato sulla membership incoragger&#224; tra l&#8217;altro l&#8217;idea di un eventuale accesso a pagamento (o meno) a contenuti prodotti da una rete di organi di informazione, in cui l&#8217; abbonamento digitale a una testata locale potrebbe fornire l&#8217;accesso anche a fonti regionali o nazionali oltre a notizie d&#8217;attualit&#224; da siti specializzati in affari, finanza, viaggi, sport, cibo, disegno,ecc.]]></description>
		
		
		
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		<title>La nuova mappa dei social-network nel mondo</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/67-la-nuova-mappa-dei-social-network-nel-mondo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jan 2013 08:20:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[mass media]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
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					<description><![CDATA[La globalizzazione delle informazioni e delle attivit&#224; umane porta con se anche una sorta di globalizzazione degli strumenti internet e dei social network, veri dominatori del Web 2.0. La mappa dei social network leader nelle nazioni del mondo diventa sempre meno colorata: le reti dominanti diminuiscono, accrescendo il proprio vantaggio rispetto ai concorrenti. Nel 2009 erano 17 i social network leader in qualche paese del mondo, ora sono soltanto 5.&#160;La rilevazione attuale poggia soltanto sulle informazioni di Alexa, perch&#232; Google ha deciso di spegnere il servizio Trends for Websites. Questo tipo di analisi sta diventando sempre pi&#249; difficile per la mancanza di dati sui social media emergenti (su tutti Google+) e per il crescente utilizzo da dispositivi mobili. Ma vediamo cos&#8217;&#232; successo in questi sei mesi: Facebook ha superato il miliardo di utenti attivi al mese, 584 milioni dei quali si collegano quotidianamente. Chi ha contribuito a questo traguardo? Sicuramente l&#8217;Asia, che scavalcando l&#8217;Europa, &#232; diventato il pi&#249; grande continente di utenti Facebook con 278 milioni di iscritti. Il vecchio continente vanta 251 milioni di utenti. L&#8217;America del nord ne ha 243 milioni e quella del sud 142 milioni. Seguono Africa (quasi 52 milioni) e Oceania (circa 15 milioni). In questi mesi l&#8217;armata di Zuckerberg ha conquistato l&#8217;Armenia, il Kirghizistan, la Lettonia, il Vietnam. Negli ex territori dell&#8217;Unione Sovietica cresce V Kontakte, a scapito di Odnoklassniki, e raggiunge i 190 milioni di utenti registrati. La dittatura in Iran favorisce l&#8217;innocuo Cloob, mentre in Cina continua a regnare QZone di QQ, riuscendo anche a strappare la Corea del Sud a Facebook. E&#8217; di qualche giorno fa la notizia che il regime ha approvato una legge che obbliga a registrarsi online con la propria identit&#224;. Una novit&#224; dirompente che potrebbe spianare la strada ad un ingresso del social network pi&#249; grande del mondo.]]></description>
		
		
		
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		<title>Facebook quotato in borsa, i motivi di un possibile flop</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/65-facebook-quotato-in-borsa-i-motivi-di-un-possibile-flop</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 May 2012 12:57:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[mass media]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
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					<description><![CDATA[Presentata come l&#8217;operazione finanziaria pi&#249; importante della Net Economy, dopo quella di Google, la quotazione presso la borsa di Wall Street del titolo Facebook rischia di sgonfiarsi rapidamente mostrando i primi segnali di un possibile e probabile flop. Quotato in borsa a 38 dollari per azione, il titolo di Marck Zuckerberg ha avuto una vampata nella prima mezz&#8217;ora di contrattazioni, schizzando ad oltre 44 dollari. A fine giornata per&#242; il titolo chiude poco sopra i 38 dollari di partenza, sgonfiandosi rapidamente. Il secondo giorno di contrattazione vede il social-network crollare del 15%. I numeri di Facebook sono di tutto rispetto: 901 milioni di utenti attivi. Si pensava che cominciasse a declinare sui mercati mature e subisse la forte concorrenza di network analoghi nei paesi in sviluppo. In realt&#224; continua a reclutare soprattutto in Brasile e India. E siccome sono i paesi in cui gli utenti usano frequentemente il mobile, ci&#242; potrebbe aiutare l&#8217; azienda a centrare la sua rivoluzione mobile se riuscir&#224; a tenere conto bene delle esigenze dei suoi nuovi affiliati. &#8211; 526 milioni di utenti giornalieri, in aumento del 41% su anno. Mentre il numero totale di utenti &#232; cresciuto del 33% rispetto al mazo 2011. In altre parole: gli utenti di Facebook sono non solo pi&#249; numerosi, ma anche pi&#249; fedeli. Questo impegno &#232; trainato dal mobile &#8211; che conferma il suo interesse strategico per Facebook &#8211; e da tre paesi in particolare: Stati Uniti, Brasile e India. &#8211; 2 miliardi di internauti nel mondo. E Facebook vuole connetterli tutti &#8211; scrive la societ&#224; in uno dei documenti per la Secc. Insomma, non eviter&#224; il confronto con la Cina. Nell&#8217; attesa, la societ&#224; inveitir&#224; nello sviluppo della sua base di utenti, in particolare dove i suoi tassi di penetrazione sono meno forti. Nonostante numeri davvero impressionanti dal mercato arrivano per&#242; i primi segnali di cedimento. Ad esempio General Motor se ne va, portandosi via 10 milioni di dollari in pubblicit&#224;. Secondo il colosso automobilistico il social media marketing impostato da Facebook non &#232; poi cos&#236; vantaggioso. mentre Ford sostiene il contrario e imposta tutto il suo marketing sul social network di Zuckerberg. L&#8217;11% del fatturato proviene da Zynga. L&#8217;editore dei social games contribuisce ai ricavi di Facebook versando una percentuale sull&#8217;acquisto di beni virtuali e acquistando spazi pubblicitari per promuovere i suoi giochi. Questi tassi sono in calo rispetto all&#8217; anno scorso, quando era superiore al 13% , pi&#249; di qualche analista prevede un disimpegnodi Zynga, pronto a crearsi una piattaforma per conto suo. A parte tutto non &#232; sempre facile trasformare i numeri in redditi e business. Forse i numeri mostruosi di Facebook potrebbero non essere poi cos&#236; reali. Io stesso conosco diverse persone che sul noto social-network hanno pi&#249; di 5 account a testa!]]></description>
		
		
		
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		<title>Web-advertising, video e social-network trainano la crescita</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/64-web-advertising-video-e-social-network-trainano-la-crescita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 May 2012 12:40:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[web advertising]]></category>
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					<description><![CDATA[Video sul web e i soliti social network stanno trainando in modo vistoso e determinante il repentino aumento degli investimenti pubbicitari su internet. Uno studio americano stima in 84,8 miliardi di dollari il valore che la pubblicit&#224; online raggiunger&#224; nell&#8217;anno 2017, con Stati Uniti e Asia che tirano molto pi&#249; di Europa, come al solito sempre indietro quando si tratta di innovazione. Il mercato mondiale della pubblicit&#224; online raggiunger&#224; gli 84,8 miliardi di dollari nel 2017, grazie alla forte spinta proveniente da video online e social network. E&#8217; quanto si rileva dall&#8217;ultima analisi di GIA (Global Industry Analysts), secondo la quale l&#8217;interattivit&#224;, la maggiore ubiquit&#224; e il successo dei video hanno fatto di internet il medium pi&#249; attraente per gli inserzionisti. I servizi di video online e le reti sociali come Facebook e Twitter contribuiscono a migliorare le prospettive della pubblicit&#224; online, perch&#233; &#8211; osserva l&#8217;analisi del GIA &#8211; consentono di proporre pubblicit&#224; pi&#249; mirate e attinenti ai bisogni dei consumatori. La rapida diffusione di dispositivi mobili web-based, come smartphone e tablet, la penetrazione della banda larga mobile, e la conseguente crescita degli utenti internet lasciano presagire che avremo presto un interessante allargamento nel mercato globale della pubblicit&#224; online. Per quanto riguarda l&#8217;analisi a livello regionale, gli Stati Uniti rappresentano il mercato pi&#249; rilevante con la pi&#249; grossa quota di entrate totali generate dalla web advertising nel 2011. Ma l&#8217;Asia-Pacifico &#232; la regione che sta crescendo pi&#249; rapidamente con una stima, per il periodo analizzato 2009-2017, del 9,96% del tasso composto di crescita annua.]]></description>
		
		
		
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		<title>Vicina la fine dei giornali come li abbiamo visti fin&#8217;ora?</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/62-vicina-la-fine-dei-giornali-come-li-abbiamo-visti-fin-ora</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 15:11:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[mass media]]></category>
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					<description><![CDATA[Tempi duri per i giornali e per l&#8217;intera carta stampata. Un veterano nella gestione dei media del calibro di Alan Mutter, che &#232; forse il pi&#249; perspicace osservatore del settore, ne ha pronosticato la fine, attraverso una serie di dati statistici particolarmente deprimenti. Ad esempio, egli ci informa che durante lo scorso anno: Le entrate dei giornali sono scese al loro livello pi&#249; basso dal 1984: anche se aggiornato sulla base dell&#8217; inflazione, i ricavi attuali sono la met&#224; di quanto i giornali ricavavano allora. La somma complessiva delle entrate pubblicitarie di tutti i quotidiani americani nel 2011 raggiungeva a malapena i due terzi dei ricavi registrati dal solo Google. Questi tassi di calo sono continuate ad aumentare nel corso del quarto trimestre 2011, lasciando intuire come non solo tale declino non sia finito, ma che il peggio deve ancora arrivare.Le entrate digitali, un tempo speranza per la ripresa economica del settore, sono cresciute solo del 6.8%, durante il 2011, il che non &#232; nemmeno lontanamente sufficiente per compensare le perdite pubblicitarie globali. Per conservare ci&#242; che resta dei loro profitti in rapido esaurimento, la risposta globale &#232; stata quella di ridurre il livello del personale e lo stesso formato dei giornali (cos&#236; come lo spazio che rimane per l&#8217; informazione escluse tutte le inserzioni) e, in alcuni casi, di non uscire in edicola in determinati giorni. I maggiori giornali americani dispongono di apparati di risorse umane che si attestano sul 50-70% di ci&#242; che erano solo fino a pochi anni fa. Il Los Angeles Times, che &#232; gi&#224; stato devastato da tagli dell&#8217;organico, ha annunciato l&#8217; ennesimo giro di licenziamenti giusto questa settimana. Come risultato di tali iniziative, osserva Mutter, i giornali non stanno investendo nello sviluppo di prodotti e servizi che potrebbero consentir loro di competere con il numero crescente di concorrenti digitali che spasimano dietro agli investimenti di pubblicit&#224; locale. Il risultato di ci&#242; &#232; un ulteriore danneggiamento del valore della carta stampata, anche ben oltre il deterioramento assolutamente allarmante che gi&#224; si &#232; visto. Lo scorso anno, il calo delle azioni dei giornali quotati in Borsa &#232; stato pari a un terribile 27%. La Tribune Company &#232; in bancarotta dopo aver dissipato il valore non solo dei giornali di Chicago, sua citt&#224; natale, ma anche del Los Angeles Times e altri. La Gannett, ha dovuto licenziare pi&#249; di 20.000 lavoratori dal 2005 a oggi e aver visto il titolo colare a picco, con un deprezzamento dell&#8217;86 per cento che ha significato il passaggio, per azione, da un valore di 72 $ a poco pi&#249; di 10 $. Sulla stessa linea, la New York Times Company, i cui profitti sono scesi del 12,2% nel quarto trimestre del 2011 sotto la spinta di enormi perdite e sostanziosi tagli del personale operati negli ultimi anni. Ma allora, quale sar&#224; il peso politico di questo nuovo scenario del mondo dell&#8217;informazione? Beh, il potere ama i vuoti e il vuoto lasciato dalla contrazione dei giornali, un tempo strumenti preferiti dalla gente per informarsi, viene colmato da aziende che riciclano notizie pescate altrove, principalmente su Google, Facebook, e cos&#236; via. Con la visibilit&#224; ottenuta, queste societ&#224; continuano ad intercettare gli investimenti pubblicitari che un tempo sostenevano l&#8217; industria della carta stampata. Cinque aziende raccolgono quasi il 70 per cento di tutte le entrate pubblicitarie online dello scorso anno. (fonte : Lsdi.it)]]></description>
		
		
		
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		<title>The Guardian Online, gli utenti provengono da Facebook</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/61-the-guardian-online-gli-utenti-provengono-da-facebook</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 08:50:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[mass media]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra i quotidiani online pi&#249; gettonati e seguiti del mondo l&#8217;inlese The Guardian &#232; di certo tra quelli pi&#249; all&#8217;avanguardia, sia in termini tecnologici che di strategie commerciali. La versione online del quotidiano inglese conta migliaia di visitatori al giorno, in gran parte lettori gi&#224; fidelizzati, in parte provenienti dai motori di ricerca, in parte dalla fitta rete Social del giornale. Il Guardian &#232; tra le testate giornalistiche pi&#249; presenti nel mondo dei social-network, e pare stia raccogliendo i frutti di questa strategia della presenza. In cinque mesi ben otto milioni di persone hanno scaricato la applicazione del Guardian su Facebook e ogni giorno continuano a farlo 40.000 utenti. Un dato straordinario per il quotidiano britannico, ma non &#232; il solo: secondo i dati riportati da Tanya Cordrey, direttrice del settore Sviluppo digitale del giornale, per la prima volta sono arrivati sul sito del Guardian pi&#249; utenti dalla rete sociale che da Google. E&#8217; stato cos&#236; durante diversi giorni di febbraio, precisa il giornalista Martin Belam sul suo blog. &#8220;E&#8217; solo questione di tempo, ma presto le reti sociali diventeranno il principale motore di traffico per molti dei prodotti del Guardian&#8221;, ha aggiunto Cordrey. La notizia &#232; al centro di vari commenti. Pierluca Santoro, sul sito dell&#8217; Osservatorio europeo di giornalismo, segnala come il Guardian rappresenti nel panorama europeo uno dei pi&#249; evidenti casi virtuosi di buona pratica. Spiega Santoro: &#8220;Il quotidiano anglosassone da tempo dimostra concretamente la sottile ma fondamentale differenza tra essere online ed essere parte della Rete. Approccio che risulta nel concreto molto premiante come documentato dal successo dei numeri di visitatori al sito del giornale di gran lunga superiore alle performance di altri quotidiani concorrenti&#8221;. Scelta strategica che vede ora aggiungersi un ulteriore tassello, un altro elemento, apparentemente marginale che invece ritengo di grande peso e valore. E&#8217; stata infatti annunciata una partnership con le principali organizzazioni ed istituzioni del mondo dell&#8217;arte britannico che far&#224; diventare The Guardian l&#8217;hub, la piattaforma di riferimento per le pi&#249; qualificate imprese ed i migliori avvenimenti in tale ambito. Creandosi in questo modo, partendo da una nicchia di interesse relativamente ristretta numericamente ma qualitativamente di grande rilevanza, una comunit&#224; di interesse, un pubblico attivo interessato al tema specifico all&#8217;interno del proprio sito web. Mentre Fr&#233;d&#233;ric Filloux, nella sua ultima MondayNote, segnala una serie di motivi per cui, a suo parere, le redazioni delle grandi testate dovrebbe stare su Facebook. Non ultima le ragioni demografiche, dal momento come mostra la tabella qui sotto la maggior parte degli utenti di Facebook hanno fra i 18 e i 24 anni, un gruppo che, per un giornale come il Guardian, &#232; molto difficile raggiungere. (fonte : Lsdi.it)]]></description>
		
		
		
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		<title>La nuova frontiera del Web, il Mobile Design</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/59-la-nuova-frontiera-del-web-il-mobile-design</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 18:29:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[web design]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo sviluppo commerciale degli smartphone e la costante crescita dei navigatori mobili, potrebbe a breve cambiare le regole del web design e le priorit&#224; per ogni web designer. I numeri infatti parlano chiaro e confermano un trend in costante crescita anche in Italia come nel resto del mondo sviluppato. Se nel 2010 gli utenti internet italiani erano 24 milioni, con un aumento dell&#8217;11% rispetto al 2009, i navigatori-mobili si sono attestati intorno ai 18 milioni, con un +31% rispetto all&#8217;anno precedente. La continua crescita &#232; dovuta alla sempre maggiore diffusione di apparecchi mobili, smatphone e tablet. Apparecci digitali dotati di funzionalit&#224; avanzate tra le quali la possibilit&#224; di navigare in rete. Anche in questo caso le cifre sono confortanti. Nel terzo trimestre 2010 erano 18,5 milioni gli italiani che hanno dichiarato di possedere uno smartphone contro i 12,3 dell&#8217;anno precedente. Anche in Italia quindi i cellulari di nuova generazione stanno superando quelli tradizionali e l&#8217;andamento fa presagire il definitivo sorpasso entro il 2013. Con questi numeri diventa indispensabile progettare e costruire siti web ottimizzati anche per l&#8217;uso di dispositivi mobili. Ovviamente le differenze di progettazione sono sostanziali considerando le dimensioni ridotte del display degli smartphone e dei moderni tablet. Non &#232; solo il layout dei siti web a dover subire modifiche sostanziali, ma anche il carico compessivo del progetto che deve risultare leggero e navigabile e sopratutto facilmente caricabile da qualunque dispositivo mobile. La gran parte dei designer si sta gi&#224; orientando in tal senso, creando una versione ad hoc di ogni sito web pubblicato. Molti Templates, ossia layout pre-impostati per siti web, prevedono gi&#224; una versione &#8216;light&#8217; dedicata ai telefonini e ai tablet. In vero per&#242; tutti i dispositivi mobili sono in grado di &#8216;leggere&#8217; in maniera regolare qualunque sito web, in quanto dotati di browser compatibili. La priorit&#224; del designer resta ancor di pi&#249; quella di ottimizzare il codice sorgente del proprio sito web, per ridurre al minimo il peso complessivo del progetto, eliminare script superflui e dedicare maggiore attenzione all&#8217;uso dei fonts per migliorare la fruibilit&#224; dei testi. Intanto per quanto riguarda i siti pi&#249; apprezzati dagli smart-navigatori troviamo i motori di ricerca e le member communities. Seguono i siti sul video-cinema e le web-mail. Il 59% degli intervistati dichiara anche di leggere news dal proprio smartphone. Il navigatore vuole accedere velocemente alle informazioni che gli servono e tramite siti web realmente ottimizzati per il proprio terminale cellulare. La progettazione dei prossimi siti web dovr&#224; fare i conti con questi numeri in costante crescita. Appare ovvio che smartphone e tablet non andranno a soppiantare i vecchi Pc, il cui utilizzo rester&#224; maggiore per diverso tempo, certamente il Mobile Design entrer&#224; a far parte del lavoro quotidiano di ogni progettista internet.]]></description>
		
		
		
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		<title>Ushahidi, la grande piattaforma sociale made in Africa</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/58-ushahidi-la-grande-piattaforma-sociale-made-in-africa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 14:31:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[mass media]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ruolo dei social-network e dei blog in quanto a diffusione di informazioni &#232; noto oramai a tutti. La crescita esponenziale degli account social pare non avere fine, e nuove piattaforme si affacciano quasi quotidianamente sullo scenario internazionale, dando ancor pi&#249; risalto all&#8217;informazione online, rispetto alla stampa tradizionale. Oltre al gi&#224; citato e conosciuto ruolo giocato dai soliti Facebook e Twitter, nelle grandi crisi geo-politiche, vi &#232; quello di una nuova piattaforma sociale, Ushahidi, che consente la condivisione di informazioni, localizzate su mappe, in maniera pressoch&#233; istantanea. Ushahidi &#232; un software sviluppato in Kenia da Ory Okolloh, avvocatessa di Nairobi con studi negli Usa e grande appassionata di web, per consentire agli utenti della rete di fornire aggiornamenti in tempo reale sugli scontri scoppiati nel paese dopo le elezioni politiche del 2007. Il successo di Ushahidi &#232; stato immediato e forse maggiore per velocit&#224; a quello raggiunto dai classici Facebook e Twitter. Le notizie e le informazioni logistiche scambiate per mezzo di questa nuova piattaforma blogger, hanno giocato un ruolo determinante nelle recenti rivolte del Nord Africa. Notizie e informazioni quasi riservate, che nessun Media tradizionale riusciva a cogliere e riportare fedelmente. Gli insorti della &#8216;Primavera Araba&#8217; si scambiavano notizie sullo stato dei combattimenti, sul posizionamento dei checkpoint militari, sul numero di feriti durante gli scontri e sugli approvvigionamenti da inviare a questo gruppo di rivoltosi piuttosto che a quell&#8217;altro. Informazioni quasi militari, alla portata di tutti, alla portata di un click. E&#8217; stato lo studio di un giovane studente padovano a fare emergere il ruolo di Ushahidi e dei nuovi Media online in genere. Nella sua tesi lo studente padovano analizza in maniera molto approfondita il ruolo chiave che i social-network hanno avuto nella &#8216;primavera araba&#8217; mettendo in risalto il grosso contributo offerto anche da una terza piattaforma sociale, Ushahidi. &#8220;La generazione che sta cambiando il Nord Africa. Le rivolte di Tunisia ed Egitto e il ruolo dei social media&#8221; questo il titolo della tesi con cui Andrea Bortolan si &#232; laureato in Scienze della comunicazione a Padova col professor Raffaele Fiengo. Bortolan dedica alcuni paragrafi della sua tesi proprio a Ushahidi, raccontando come il software creato da Ory Okolloh sia stato utilizzato soprattutto in Egitto per condividere informazioni, localizzate geograficamente su mappe, sul numero delle vittime, sugli aiuti necessari ai manifestanti e sul posizionamento dei vari checkpoint. E segnalando come esso sia diventato un efficace strumento di lettura delle situazioni di crisi, oltre che di comunicazione fra i gruppi di insorti a fini di difesa. Da quando &#232; stato messo online &#8211; ricostruisce la tesi di Bortolan &#8211; Ushahidi ha mappato gli scontri xenofobi in Sudafrica, i massacri di Gaza per Al Jazeera, la guerra civile in Congo, il terremoto del Cile, le elezioni in Afghanistan e in India, il terremoto di Haiti e lo tsunami che ha colpito il Giappone nel gennaio del 2011, ma anche tanti altri eventi che hanno lasciato tracce meno marcate nella memoria globale. In poco tempo Ushaidi &#232; diventata la piattaforma di riferimento a livello mondiale per la mappatura delle crisi, dei disastri naturali e delle insurrezioni popolari. Il software viene tutt&#8217;ora utilizzato in 128 paesi. Non &#232; quindi un caso che alle mappe di Ushahidi sia ricorso anche lo stesso Washington Post, alle prese con &#8220;Snowmageddon&#8221;, la tempesta di neve che ha investito l&#8217;East Coast nell&#8217;inverno 2010: nel mondo libero della rete pu&#242; accadere che uno dei principali quotidiani della capitale americana usi un software open source africano per segnalare che &#8220;a tutt&#8217;oggi nessuno ha spazzato il marciapiede di Pennsylvania Avenue dalla Settima alla Nona North West&#8221;.]]></description>
		
		
		
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		<title>Sviluppo ed evoluzione della figura del Web Designer</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/57-sviluppo-ed-evoluzione-della-figura-del-web-designer</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 15:57:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[web design]]></category>
		<category><![CDATA[website]]></category>
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					<description><![CDATA[Non pi&#249; un semplice designer dedito agli aspetti grafici dei siti internet, ma un coordinatore di pi&#249; figure professionali. Cos&#236; cambia il web designer e le funzioni ad egli associate. Presa a prestito dal vocabolario inglese la parola Designer indica il progettista in senso ampio, colui in grado cio&#232; di ideare prima e realizzare poi un artefatto. Il web designer pensa e costruisce siti per essere pubblicati sulla rete internet e per questo visibili a tutti. Nel costruire un qualunque progetto Web il designer focalizza elementi come il layout e la grafica, la navigabilit&#224;, l&#8217;usabilit&#224;, la velocit&#224; e la facilit&#224; di lettura. L&#8217;intero progetto &#232; per&#242; rapportato alle tecniche di ottimizzazione Seo, atte a rendere il sito web gradito e premiato dai motori di ricerca, tecniche senza cuo ogni lavoro del designer sarebbe reso vano dalla irreperibilit&#224;. In realt&#224; la figura stessa del web-designer si &#232; molto trasformata negli ultimi tempi, in relazione allo sviluppo del cosiddetto Web 2.0 o Social Web. Se fino a pochi anni fa la figura del web-designer era concepita alla stregua di un artista, designer appunto in senso stretto, con forti competenze nella progettazione grafica; oggi le tecniche necessarie si rivolgono per lo pi&#249; all&#8217;ottimizzazione del codice e dei testi di un qualunque progetto Web. La famosa tecnologia Flash Object, che fino a un decennio fa, dominava la scena e le tendenze dei designer, oggi &#232; in gran parte ridotta a qualche menu particolare e futuristico. I siti web progettati in flash non esistono pi&#249;. Il web designer moderno &#232; quindi colui che si dedica a tutti gli aspetti della comunicazione web nel dettaglio di un particolare sito Internet. Non &#232; solamente legato agli aspetti riguardanti la grafica e l&#8217;estetica, ma opera anche su diversi elementi di programmazione, necessari per la progettazione tecnica e strutturale. Le stesse competenze richieste sono cambiate con l&#8217;ingresso nel mercato dei Cms, quali Joomla e WordPress. II Cms sono software complessi utili alla gestione dei contenuti dinamici di un sito web, nati in origine per blog, quotidiani online e altri siti dai contenuti in costante aggiornamento. Ogg i Cms si sono evoluti a tal punto da diventare veri e propri produttori di siti web al pari di software specifici come il Dreamwork. La sempre pi&#249; richiesta interattivit&#224; dei siti web &#232; facilmente ottenibile utilizzando Joomla o WordPress, in grado di installare componenti ed estensioni di terze parti progettate ad hoc. Un esempio sono i moduli contatti, preconfezionati e pronti per l&#8217;uso. Basta un minimo di lavoro sulle impostazioni e sul codice sorgente php, per integrare un qualunque progetto web con sistemi anche complessi. Il lavoro del web designer &#232; oggi orientato all&#8217;organizzare un&#8217;ampia gamma di elementi, allo scopo di creare un progetto univoco e semplice da fruire, in grado di fornire informazioni e funzionalit&#224; utili. Avr&#224; quindi il compito di codificare la bozza grafica in pagine web HTML/ XHTML, visualizzabili dai browser web. Il web designer dovr&#224; quindi possedere capacit&#224; di progettazione e di sintesi, gusto estetico e creativit&#224;, conoscere tematiche nel campo dell&#8217;interattivit&#224;, usabilit&#224; e accessibilit&#224; dei siti internet, nonch&#232; conoscere i mezzi di diffusione tramite canali internet (social network, circuiti pubblicitari, motori di ricerca, e cos&#236; via).]]></description>
		
		
		
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		<title>Posizionamento locale nei motori con Google Map</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/54-posizionamento-locale-nei-motori-con-google-map</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 13:08:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[motori di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[seo]]></category>
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					<description><![CDATA[La buona indicizzazione presso i motori di ricerca &#232; un requisito indispensabile per avere successo nel web-business, nella giungla della rete globale gli utenti internet cercano e trovano utilizzando i motori di ricerca. Ci sono alcuni siti web, appartenenti a determinati mercati che sviluppano il proprio business a livello locale. L&#8217;esempio pi&#249; semplice da fare &#232; quello di un ristorante. In questo caso non ha senso apparire nella prima pagina di Google per la parola di ricerca &#8216;ristorante&#8217; o &#8216;ristorante tipico&#8217; poich&#232; il navigatore sar&#224; certamente interessato ai ristoranti ubicati in una determinata localit&#224; e non in altre. In questo senso &#232; indispensabile ottimizzare il sito web per le ricerche a livello locale, o meglio ancora nella Google Maps. A partire dal gennaio 2008 Google visualizza nei primi risultati delle ricerche geograficamente localizzate una mappa con una lista di aziende/attivit&#224; inerenti alla chiave cercata. I risultati, quando presenti, sono per la maggior parte delle volte in prima posizione e comunque sempre all&#8217;interno della prima pagina. Per essere presenti nei primi posti delle ricerche localizzate di Google &#232; necessario ottimizzare le parole di ricerca e i contenuti del sito web per il nome della localit&#224; in cui si svolge la propria attivit&#224;. Se quest&#8217;ultimi sono stati correttamente studiati, ottimizzati e posizionati nei motori di ricerca allora ci sar&#224; un&#8217;alta probabilit&#224; che la vostra attivit&#224; compaia tra i primi risultati. In questo modo anche le piccole realt&#224; aziendali possono guadagnarsi un&#8217;elevata visibilit&#224;. L&#8217;algoritmo che calcola questi risultati &#232; infatti totalmente indipendente da quello principale che regola le altre posizioni. Con Google Map il motore di ricerca offre cos&#236; uno strumento potente che permette a tutte le realt&#224; di essere presenti e reperibili in rete, anche senza grandi investimenti in termini economici, importante &#232; rivolgersi ad un Seo specialist che possa ottimizzare le parole chiavi ed i contenuti a tale scopo. Tra i vantaggi del posizionamento localizzato c&#8217;&#232; da segnalare anche una minore concorrenza sulle chiavi scelte per apparire nei risultati. Ad esempio, la chiave &#8216;pizzeria&#8217; conta circa 22 milioni di pagine web, mentre &#8216;pizzeria crotone&#8217; circa 10.000. E&#8217; ovvio quindi che sar&#224; pi&#249; semplice comparire in prima posizione se si cerca di ottimizzare il sito per la chiave &#8216;pizzeria crotone&#8217; anzich&#232; &#8216;pizzeria&#8217; solamente.]]></description>
		
		
		
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		<title>Social network, il valore reale delle relazioni sociali</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/53-social-network-il-valore-reale-delle-relazioni-sociali</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 15:56:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
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					<description><![CDATA[Il portentoso sviluppo dei social-network quali veri e propri centri di aggregazione sociale continua a trainare senza sosta lo sviluppo del marketing online nella versione social-media. Anche se il trend sembra ridimensionarsi negli ultimi 6 mesi, Facebook continua la sua crescita non solo in Italia, ma in tutto il mondo, con paesi che fanno registrare tassi di aumento degli account pari al 400%. I social-network offrono a tutti la possibilit&#224; di gestire un numero decisamente alto di contatti. Ma quanto pu&#242; davvero estendersi una rete sociale online? In antropologia esiste ancora la teoria del &#8216;Numero di Dunbar&#8217;che limiterebbe a 150 i contatti gestibili dalla mente umana. secondo l&#8217;illustre antropologo britannico le dimensioni di una vera rete sociale sono limitate a circa 150 membri. Questo numero, calcolato attraverso studi di sociologia e antropologia, rappresenta una sorta di limite fisico superiore all&#8217;abilit&#224; media degli esseri umani di riconoscere dei membri e di tenere traccia degli avvenimenti emotivi di un gruppo. In alternativa il limite dei 150 potrebbe essere dovuto ad una motivazione di carattere sociale: una rete limitata permette di escludere i soggetti non collaborativi. Se applicassimo la teoria di Dunbar ai social-network, dovremmo accettare l&#8217;assunto per cui superato il limite dei 150 contatti o amici, la nostra rete sociale si scardina, in quanto la nostra mente non &#232; in grado di gestire correttamente tutte le informazioni che ci pervengono. Un recente studio americano sul fenomeno Twitter, dal titolo &#8216;Social networks that matters &#8211; Twitter under the microscope&#8217; ritiene non applicabile la teoria di Dunbar ai social network solo per il fatto che l&#8217;intensit&#224; delle relazioni sociali si riduce con l&#8217;aumentare della rete. in altre parole tanto pi&#249; aumentano gli amici e i contatti, tanto pi&#249; si deprime l&#8217;intensit&#224; delle relazioni online. In oltre lo studio sottolinea la netta separazione tra amici &#8216;reali&#8217; con cui cio&#232; ci si scambia messaggi e commenti in maniera regolare, e &#8216;conoscenti&#8217; con cui in realt&#224; si interagisce molto di rado o per nulla. La ricerca rivela infatti che se di follower e followees ce ne sono tanti, di amici, intesi come persone con le quali ci si &#232; scambiati almeno due messaggi, ce ne sono davvero pochi. Questo implica l&#8217;esistenza di due diversi network: il primo molto fitto e formato da follower e followees e il secondo pi&#249; rado e semplice, costituito da amici effettivi. Dall&#8217;analisi effettuata si pu&#242; quindi sostenere che una connessione tra due persone non necessariamente implica un&#8217;interazione. Questa possibilit&#224; aumenta all&#8217;aumentare del numero di connessioni facenti capo ad una persona.Un pi&#249; alto numero di connessioni e di amici &#232; quindi possibile solo a discapito del valore di quelle relazioni. Una considerazone di cui noi tutti, in Rete, dovremmo tenere conto. L&#8217;interessante studio americano in definitiva riabilita la teoria di Dunbar, che limita a 150 il numero massimo di persone gestibili in una rete sociale, affermando che il superamento di quella soglia si traduce in un depauperamento della propria rete sociale.]]></description>
		
		
		
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		<title>Hosting, scegliere il nome a dominio del sito web</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/49-scegliere-il-nome-a-dominio-del-sito-web</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 14:27:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[web design]]></category>
		<category><![CDATA[web hosting]]></category>
		<category><![CDATA[website]]></category>
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					<description><![CDATA[Il primo passo per organizzare la propria presenza sul Web &#232; quello di registrare un nome a dominio e acquistare uno spazio hosting su cui ospitare i propri files e contenuti. La scelta del nome a dominio &#232; un&#8217;operazione importante e non secondaria, perch&#232; in genere il dominio riflette il brand aziendale, ma anche perch&#232; condiziona il lavoro dei motori di ricerca. Dal servizio hosting invece dipende buona parte delle prestazioni del proprio sito web, tra cui la velocit&#224;, la scalabilit&#224; e l&#8217;uptime, ossia il tempo di attivit&#224; della macchina, fattori che influenzano i motori di ricerca. Le aziende che forniscono servizi di web-hosting sono davvero tante, ma la qualit&#224; effettiva dei servizi offerti &#232; garantita da pochi providers, che spesso non sono quelli pi&#249; noti sul mercato italiano, n&#232; coincidono con i pi&#249; grossi. Dunque la scelta del dominio &#232; una fase importante della progettazione dei siti web, il nome deve essere facile da scrivere e quindi leggibile. Questo serve a evitare la possibilit&#224; di errori di digitazione e quindi la mancata visita dei vostri potenziali clienti, che per assurdo potrebbero giungere ad un sito concorrente. Se possibile il nome del dominio deve essere facile da ricordare e facilmente associabile alla propria attivit&#224;. Altra buona norma &#232; che il nome del dominio, e la relativa estensione, dovr&#224; riflettere il mercato di riferimento. Se vendete prodotti in Italia considerate sicuramente la registrazione di un nome a dominio con estensione (.it) Se vendete prodotti anche all&#8217;estero potete considerare l&#8217;acquisto di un (.com). Altri domini sono invece nati per specifiche tipologie di attivit&#224;. Ad esmpio il (.org) dovrebbe servire alle organizzazioni umanitarie, alle associazioni no-profit, &#232; poco usato da aziende commerciali perch&#232; potrebbe generare confusione nell&#8217;utente. Le estensioni (.info) dovrebbero riguardare soggetti attivi nel settore dell&#8217;informazione, o dell&#8217;editoria online, cos&#236; come le (.gov) sono riservate agli enti governativi e parastatali. Ovviamente non tutti i domini sono disponibili, anzi, gran parte di essi &#232; gi&#224; registrato. Per questo sono nati per&#242; diverse estensioni per permettere a tutti di poter avere il proprio dominio. A partire dalle estensioni nazionali e regionali, come (.eu) che sta ad indicare soggetti operanti nell&#8217;Unione Europea. La scelta del nome a dominio per il proprio sito web &#232; una scelta importante e non secondaria. Ogni estensione riflette, a torto o a ragione, alcune sensazioni o luoghi comuni. Ad esempio da una ricerca europea &#232; emerso che gran parte degli utenti non conosce e non si fida tanto dei domini (.net), questo &#232; ovviamente un errore, ma con cui bisogna fare i conti nella scelta del proprio nome a dominio.]]></description>
		
		
		
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		<item>
		<title>La web-advertising, ovvero la pubblicità online</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/48-la-web-advertising-ovvero-la-pubblicita-online</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 13:48:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[web advertising]]></category>
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					<description><![CDATA[La pesante crisi degli ultimi anni ha spinto sempre pi&#249; le aziende a riorganizzare le strategie di marketing al fine di renderle compatibili con i ridotti budget pubblicitari e con le nuove tendenze dei consumatori. Il forte e costante incremento dei navigatori della rete e dei servizi Web detti 2.0 o Social Web, spinge piccole e grandi aziende a spostare una parte consistente del marketing dai Media tradizionali a quelli online. Di conseguenza si affinano le tecniche di web marketing, pi&#249; indicate per raggiungere nicchie di consumatori ben definite a costi pi&#249; competitivi. La web advertising vive un momento di grande prosperit&#224; e le previsioni sono positive anche grazie al boom del social media marketing, cio&#232; della pubblicit&#224; su blog, forum e social network. Non &#232; un caso che i fatturati del web advertising siano in costante crescita, come dimostrato dalla ricerca dell&#8217;istituto Zenith Optimdia e le previsioni sono per ulteriori crescite. Sempre pi&#249; aziende piccole e grandi si affidano alla pubblicit&#224; online e alla diversificazione delle strategie di marketing. Ma quali sono in concreto i vantaggi del marketing online? Anzitutto i costi, molto bassi rispetto ai Media tradizionali, e sempre misurabili in funzione del proprio budget. Le piccole aziende, cos&#236; come i professionisti possono dedicare anche poche centinaia di euro per una campagna pay-per-click, magari con Adwords di Google. In secondo luogo, ma non meno importante vi &#232; la certezza del ritorno di investimento detto (Roi): con il pay-per-click si paga solo per le visite che arrivano effettivamente sul proprio sito, senza disperdere danaro. E chi clicca sopra un annuncio pubblicitario in genere lo fa perch&#232; &#232; interessato. Altro elemento positivo del web advertising &#232; la precisione del target. A differenza dei Media tradizionali come giornali, tv e radio, le campagne pubblicitarie online offrono la possibilit&#224; di selezionare i potenziali clienti in base ad una serie di elementi tra cui il sesso, l&#8217;et&#224;, la residenza, gli hobby, l&#8217;orientamento politico addirittura. La precisione del target &#232; ancora pi&#249; evidente e potente se applicata ai social network come Facebook e Twitter. In conclusione la web advertising consente di massimizzare l&#8217;investimento pubblicitario, contenendo i costi al minimo e selezionando il target di riferimento pi&#249; idoneo e inlcine al prodotto o servizio offerto. Se utilizzata nella maniera corretta la web advertising in genere mostra risultati positivi. Il limite della web advertising sta nel sapere utilizzare gli strumenti sempre pi&#249; potenti messi a disposizione degli esperti per raggiungere le nicchie desiderate e realmente interessate al prodotto reclamizzato. Lo scopo del web marketing in generale &#232; quello di raggiungere solo i potenziali clienti nel momento in cui sono pi&#249; propensi all&#8217;acquisto. Cose impensabili ed impossibili con ogni altro mezzo d&#8217;informazione.]]></description>
		
		
		
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		<title>Link building e Social Web, come cambia la web-popularity</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/47-link-building-e-social-web-come-cambia-la-web-popularity</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 16:12:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[ranking]]></category>
		<category><![CDATA[seo]]></category>
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					<description><![CDATA[Per link-popularity si intende la popolarit&#224; di un sito Web misurata sulla base dei link che portano ad esso. Google come la gran parte dei motori di ricerca d&#224; molto peso alla popolarit&#224; di un sito nella fase di assegnazione del ranking, ossia della sua indicizzazione nelle Serp (Search engine results page). Quella di scandagliare la rete alla ricerca di siti disposti allo scambio link &#232; stata una delle prime attivit&#224; dei Webmaster o Seo specialist. A tale proposito sono nate nel tempo societ&#224; specializzate nella vendita di links o backlinks a pacchetti. Questa pratica, che era alla base della Link Building, sta andando in disuso. Da un lato i siti con pagine adatte a fornire un link di qualit&#224; (secondo i canoni pi&#249; recenti), sono molto rari e il terrore di probabili penalizzazioni inibisce i webmaster ad accettarli; dall&#8217;altro vige ancora il pregiudizio del pagerank (e chi c&#8217;&#232; l&#8217;ha alto se lo tiene caro). Oggi il lavoro di incremento della link popularity non deve essere una raccolta di massa, tipo &#8220;pesca a strascico&#8221;, ma un&#8217; attivit&#224; di paziente ricerca. Lo scambio link tra due siti, &#232; ormai fine a se stesso, non porta nessuna popolarit&#224;. Oggi &#232; il concetto di popolarit&#224; ad essere cambiato, e non sempre coincide con le tendenze di massa. Anche i link provenienti dai social-network come Facebook o Twitter, in realt&#224; hanno uno scarso peso nelle valutazioni di Google. Molti Seo specialist tendono invece a sovrastimare i link presenti nei social network, considerandoli di qualit&#224;, e per questo dedicano molto tempo e attenzioni nella costruzione della social-popularity, ossia la presenza di un sito Web all&#8217;interno di blog, forum e social network. Nella realt&#224; per&#242; le cose stanno un po diversamente, perch&#232; Google considera solo i link provenienti da pagine pertinenti e dedicate ad uno specifico argomento. Le pagine di Facebook e Twitter sono invece intrise di ogni tipo di informazione, si condividono video musicali, file audio, foto personali e ogni altra cosa possibile. Quindi Facebook non fornisce la pertinenza, che invero &#232; l&#8217;elemento essenziale della link popularity. Il link migliore &#232; quello all&#8217;interno di un post, un articolo, o una recensione a tema anche se questa collocazione richiede poi un rinnovo periodico delle pubblicazioni. Da questo punto di vista l&#8217;article marketing fornisce lo strumento migliore per fornire backlink al proprio sito Web regalandogli popolarit&#224; positiva e per questo facendo aumentare il ranking all&#8217;interno delle pagine dei risultati restituite da Google.]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scalare i motori di ricerca, il Seo specialist</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/46-scalare-i-motori-di-ricerca-il-seo-specialist</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 10:54:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[motori di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[seo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://wp.angelocerminara.it/blog/scalare-i-motori-di-ricerca-il-seo-specialist.html</guid>

					<description><![CDATA[Il termine Seo sta per Search Engine Optimization e indica una pratica volta ad ottimizzare le pagine di un qualunque sito web al fine di aumentarne il ranking nei motori di ricerca per comparire tra i primi risultati delle Serp (search engine results page). Le tecniche seo sono diverse e sono rivolte sia al codice sorgente del sito web, ai meta tag ed al contenuto testuale, sia all&#8217;aumento della popolarit&#224; con la costruzione di link di ritorno (link-building). L&#8217;eccessiva presenza di siti web e pagine blog sulla rete globale rende il lavoro dei motori di ricerca sempre pi&#249; difficile e complicato. Gli stessi devono infatti rispondere alle query di ricerca degli utenti in tempi brevi e con risultati sempre aggiornati ed attinenti. Per questo motivo i motori di ricerca tendono a premiare quei siti web progettati secondo specifiche tecniche di seo, ossia tecniche di ottimizzazione dei siti per un migliore posizionamento nei motori di ricerca. Il codice sorgente di un qualunque progetto web deve restare snello, semplice e veloce da caricare, le keywords andranno inserite nell&#8217;head delle pagine e non in fondo, il contenuto deve essere ottimizzato e non ripetitivo, i link interni dovranno contenere l&#8217;attributo &#8216;title&#8217; con breve descrizione della pagina linkata. Questi sono solo i principali e basilari accorgimenti seo di un progettista web. Ma la scalata a Google ed ai motori di ricerca &#232; lunga e difficile. Tecniche di indicizzazione e di posizionamento nei motori sono altrettanto utili e importanti. Il Seo Specialist &#232; una figura professionale che ha ormai acquisito una valenza centrale all&#8217;interno del Web. Il Seo Specialist si occupa di programmare la scalata ai motori di ricerca affinch&#232; un progetto web sia visibile e reperibile sempre e ovunque. Ma nessun Seo Specialist pu&#242; garantire la prima o la seconda posizione su Google, per il semplice fatto che l&#8217;algoritmo utilizzato dal potente motore per valutare e classificare i siti web, &#232; in costante evoluzione. Data la fondamentale impenetrabilit&#224; dell&#8217;algoritmo di Google, il seo specialist &#232; un po come gli alchimisti ed i medici del &#8217;600, i quali potevano intepretare le malattie soltanto dai sintomi anzich&#232; &#8216;studiarle dall&#8217;interno&#8217;. Per questo le tecniche di seo sono da utilizzare con prudenza nel rispetto dei parametri previsti dallo stesso Google e senza tentare pratiche troppo aggressive che rischiano invece di ottenere l&#8217;effetto contrario. E&#8217; risaputo ad esempio che la Link Popularity &#232; tra i maggiori determinanti il ranking di un sito. Pi&#249; link ci sono verso una pagina, pi&#249; quella pagina &#232; ritenuta pertinente e interessante anche dai motori di ricerca. Ma tra le tecniche pi&#249; negative e penalizzanti vi &#232; l&#8217;acquisto di back-links, ossia link che puntano al proprio sito web, ma non provenienti da pagine simili e attinenti l&#8217;argomento trattato. Il Seo Specialist in sostanza costruisce la buona reputazione di un sito web nei confronti dei maggiori motori di ricerca, e questa spesso non ha bisogno dalla popolarit&#224;.]]></description>
		
		
		
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		<title>New Media, il Web spodesta stampa e giornalisti</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/36-new-media-il-web-spodesta-stampa-e-giornalisti</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 17:33:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[mass media]]></category>
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					<description><![CDATA[Sin dagli arbori internet &#232; stato uno strumento libero e democratico, in cui ognuno liberamente poteva esprimere le proprie idee o raccontare una vicenda con dovizia di particolari, senza darne conto a nessuno e senza dover essere iscritto a quest&#8217;Ordine piuttosto che a quell&#8217;altro. Lo sviluppo della tecnologia, sempre pi&#249; mobile ed accessibile, offre alla maggior parte delle persone comuni, residenti in paesi sviluppati, la possibilit&#224; di raccontare fatti e notizie attraverso testi, immagini, audio e video con grande facilit&#224; di utilizzo e ridondanza. Facolt&#224; che fino a pochi anni fa era esclusiva prerogativa dei soli giornalisti o dei Media tradizionali. La nascita del Web 2.0 ossia del Social Web con il portentoso exploit dei social-network e dei blog personali, ha vieppi&#249; accentuato questa tendenza che trasforma non solo il modo di fare comunicazione, ma anche e sopratutto i costumi dei cittadini. L&#8217;attacco alle torri gemelle dell&#8217;11 settembre 2001 &#232; stato il primo drammatico evento ad essere raccontato prima dai blogger che dalla stampa e Media tradizionali. Da allora &#232; stato un continuo susseguirsi di grandi eventi raccontati in diretta dai comuni mortali, dall&#8217;attacco di Israele alla Striscia di Gaza, alle recenti rivolte del Nord Africa. Persone comuni ma presenti sul posto che attraverso la Rete divulgano documenti e notizie da loro raccolti. Testimonianze che per il loro alto valore informativo ed emozionale vengono sempre pi&#249; riprese anche dalla stampa tradizionale. E&#8217; cos&#236; che i fatti e gli accadimenti sono facilmente postabili online, e consultabili da chiunque. Un&#8217;informazione, quella sulla Rete, veloce, immediata e multifonte. Un grande testo unico, un&#8217;opera aperta in cui ogni informazione &#232; raggiungibile da qualsiasi punto del mondo 24 ore no stop. Anche il giornalismo sta cambiando, anzi &#232; gi&#224; cambiato. Sul Web, i limiti legati ai tradizionali mezzi mediatici scompaiono per dare spazio all&#8217;utente e alle sue esigenze: chi vuole informarsi non deve pi&#249; stare agli orari, alla scaletta e ai tempi ristretti dei mass media; e chi invece vuole o deve scrivere, &#232; libero da ordini e formalit&#224; tipiche della stampa tradizionale. L&#8217;informazione, come tanti altri settori, sta vivendo grazie al Web un processo di distacco dai Media tradizionali. I giornalisti, consapevoli di possibilit&#224; e criticit&#224; legate alla Rete, devono imparare ad evolvere con essa sganciandosi dai vecchi sistemi informativi. Il cambiamento, per l&#8217;impegno mentale che implica, viene spesso accusato di peggiorare le condizioni di vita delle persone coinvolte ma cambiare, nella maggior parte dei casi, significa creare nuove opportunit&#224;: l&#8217;importante &#232; saperle cogliere. Da un recente e autorevole sondaggio del Wall Street Journal &#232; emerso che in America il 46% dei bambini tra i 6 e gli 11 anni consulta un sito web per reperire maggiori informazioni circa un prodotto o una notizia vista in Tv.]]></description>
		
		
		
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		<title>Guerra dei Motori : Bing e Yahoo sfidano Google</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/35-guerra-dei-motori-bing-e-yahoo-sfidano-google</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 14:30:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[motori di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[seo]]></category>
		<category><![CDATA[Yahoo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il dominio pressoch&#232; assoluto di Google in quanto a motori di ricerca utilizzati su internet, potrebbe terminare a breve. L&#8217;alleanza tra Microsoft e Yahoo promette di dare del filo da torcere al monopolista di Palo Alto. Non riuscendo a competere da soli i due colossi del Web si sono uniti in un&#8217;alleanza strategica e operativa per cercare di riconquistare le posizioni perdute negli ultimi anni. Search Alliance, questo il nome dato alla condivisione di risorse tra i due giganti informatici, siglata nel corso del 2011. Yahoo ha in sostanza trasferito la sua tecnologia di ricerca su Bing. Bing della Microsoft diventa dunque il vero motore di ricerca sul quale andranno ad appoggiarsi colossi come Yahoo, Msn, Lycos, Altavista, Hotbot, Aol e tanti altri ancora, tutti appartenenti al network di Yahoo. Anche se lo sforzo comune tra i due competitors dar&#224; di certo qualche apprezzabile risultato, scardinare il potere di Google appare davvero difficile, per una questione di fondo. Google &#232; sempre stato un motore gratuito, Yahoo invece ha da sempre impostato una strategia a pagamento (pay per inclusion). Cos&#236; mentre nelle pagine dei risultati (Serp) Google restituiva e continua a restituire siti pertinenti e di contenuto, Yahoo piazza in testa i siti che pagano per essere i primi. E&#8217; evidente che i navigatori preferiscono di gran lunga la prima tipologia di risultati. Nel Web il capitale a disposizione non &#232; affatto garanzia di efficienza n&#233; di seriet&#224;. Google lo ha capito sin dagli albori, Yahoo no. L&#8217;aggressione legale che da tempo Google &#232; costretta a subire sia in Europa che in altri paesi del mondo, cela in realt&#224; il disagio delle grandi multinazionali, che a fronte di ingenti risorse finanziarie non riescono a controllare il Web.]]></description>
		
		
		
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		<title>Navigare sul Web, i Motori di ricerca</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/34-navigare-sul-web-i-motori-di-ricerca</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 08:44:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[motori di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[seo]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono circa 30 milioni gli italiani che regolarmente utilizzano internet almeno una volta al giorno. Numeri in forte crescita rispetto agli anni passati che indicano una tendenza ormai consolidata anche nel nostro Paese. Internet ed il Web sono sempre pi&#249; strumento domestico utilizzato nonsolo per lavoro, ma anche per effettuare acquisti, aprire conti correnti, mantenere relazioni sociali o prenotare vacanze. Per destreggiarsi in rete e sondare le migliori offerte i motori di ricerca rappresentano sempre pi&#249; lo strumento preferito dai navigatori italiani. Da una recente ricerca della prestigiosa societ&#224; Sems Survey di Milano, si evince che il 90% degli utenti internet utilizza regolarmente i vari motori di ricerca per accedere ai contenuti della rete, nel 2007 erano il 76%. Altro dato importante &#232; che il 65% dei navigatori italiani interroga i motori di ricerca prima di effettuare un acquisto online, mentre il 77% si rivolge a loro per reperire e approfondire informazioni e notizie acquisite sui Media tradizionali. In sostanza lo studio condotto nel 2011 su un campione di 2.000 utenti regolari del Web, mostra come i motori di ricerca godono di un prestigio e di una autorevolezza indiscussa, che supera ampiamente anche quella dei grandi portali tematici come Libero o Excite. I dati pi&#249; interessanti riguardano la propensione alla ricerca di informazioni prima di un acquisto. Come detto sopra Il 90% degli italiani online utilizza i motori di ricerca per trovare informazioni su prodotti o servizi che sta valutando di acquistare, indipendentemente dal valore e da dove avverr&#224; realmente l&#8217;acquisto. L&#8217;89% di questi &#232; stato influenzato una o pi&#249; volte in maniera decisiva su cosa acquistare proprio dalle informazioni trovate attraverso i motori. C&#8217;&#232; da dire che i motori di ricerca non sempre semplificano il processo di decisione e di acquisto, vista la notevole quantit&#224; di informazioni cui consentono di accedere. Ne &#232; una dimostrazione il fatto che solo il 22% (in calo dal 27% del 2010) ha acquistato immediatamente dopo la ricerca; il restante 73% ha preferito svolgere altri approfondimenti o rimandare ad un altro momento l&#8217;acquisto. Gli utenti italiani sono in grado di reperire informazioni e notizie anche attraverso altri canali Web come i social network, i forum di settore e i blog; ma in ultima analisi i motori di ricerca costituiscono lo strumento principale e indispensabile per guidare la navigazione nell&#8217;ampio mare della rete globale. Stupisce invece l&#8217;alta percentuale di utenti che tra i motori presenti in rete preferisce Google. Il 92% degli utenti italiani ritiene Google il motore pi&#249; attendibile ed efficace di tutti gli altri. Il 3% utilizza regolarmente Virgilio Ricerca, il 2 % utilizza Bing della Microsoft e solo l&#8217;un percento utilizza invece Yahoo.]]></description>
		
		
		
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		<item>
		<title>Tecniche Seo e posizionamento dei siti web</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/31-tecniche-seo-e-posizionamento-dei-siti-web</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 15:49:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[ranking]]></category>
		<category><![CDATA[seo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://wp.angelocerminara.it/blog/tecniche-seo-e-posizionamento-dei-siti-web.html</guid>

					<description><![CDATA[Dopo aver indicizzato un sito &#232; necessario lavorare sul Posizionamento dello stesso nell&#8217;indice dei motori di ricerca. La semplice indicizzazione garantisce la presenza nell&#8217;indice dei risultati ma magari alla pagina 30 o 40 dello stesso. Questa non &#232; una buona situazione perch&#232; gli utenti internet in media tendono a scorrere al massimo 5/6 pagine dei risultati restituiti (Serp). Scalare il ranking dei motori di ricerca &#232; il pane quotidiano del Seo specialist, colui cio&#232; che si occupa di ottimizzare codice e contenuti dei siti web per darli in pasto ai motori accrescendo la popolarit&#224;. Molteplici sono i fattori determinanti il posizionamento di un sito tra cui il codice utilizzato, la velocit&#224; delle pagine, il contenuto e le parole chiavi, ma anche altri fattori &#8216;esterni&#8217; come la link building e la popolarit&#224;. L&#8217;attivit&#224; di posizionamento &#232; data in vero dall&#8217;insieme di tecniche utilizzate del Seo specialist (o Consultant) e finalizzate ad aumentare il ranking di un sito web, in modo da scalare la speciale &#8216;classifica&#8217; dei motori di ricerca. Tra le tecniche di ottimizzazione seo quelle di posizionamento sono tra le pi&#249; incisive, ma anche le pi&#249; difficili da applicare correttamente. I motori di ricerca non amano lo spamming ad esempio, e diffidano da pratiche in uso volte ad aumentare artatamente la popolarit&#224;. Un sito web va posizionato in maniera corretta seguendo i criteri disposti dagli stessi motori di ricerca, evitando tecniche poco consone e conseguenti penalizzazioni. Un fattore importante nel ranking &#232; la popolarit&#224; di un sito web all&#8217;interno della rete globale. Il buon posizionamento per le giuste keywords si trasforma rapidamente in maggiori visite al proprio sito, e quindi in potenziali clienti. Nel posizionamento, come in tutte le tecniche seo, non esistono risultati certi e duraturi per il semplice motivo che i motori di ricerca cambiano costantemente le proprie teorie ed i propri algoritmi di valutazione. Per restare a lungo sulla cresta dell&#8217;onda &#232; necessario pianificare una campagna basata sulla qualit&#224;, magari a discapito della quantit&#224;.]]></description>
		
		
		
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		<item>
		<title>Nuovi strumenti di informazione : i News Aggregator</title>
		<link>https://angelocerminara.it/blog/30-strumenti-di-informazione-i-news-aggregator</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Angelo Cerminara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 15:44:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[mass media]]></category>
		<category><![CDATA[web design]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://wp.angelocerminara.it/blog/strumenti-di-informazione-i-news-aggregator.html</guid>

					<description><![CDATA[La sete di informazioni e la voglia di raccontare fatti e notizie sta trasformando la rete in un grande magazine, in cui &#232; possibile ogni forma di comunicazione e interscambio di idee e progetti. Giornali e magazine online sono oggi molto diffusi, letti e apprezzati da un numero sempre maggiore di utenti. Meno conosciuti ma pi&#249; potenti sono i News Aggregator, ossia gli aggregatori di notizie. Questi strumenti consentono infatti di raccogliere news, video e info di ogni tipo da qualsiasi fonte conosciuta ed aggregarle secondo criteri stabiliti dall&#8217;amministratore. I news aggregator sono lettori di feed RSS, sono fatti per aggregare, interpretare e visualizzare notizie scritte e distribuite in linguaggio Xml. Incorporando un aggregatore di questo genere all&#8217;interno di un sito web progettato allo scopo, si possono ottenere giornali online e magazine di vario genere e tema, con infinite possibilit&#224; di combinazione. In sostanza legando la tecnologia utilizzata dagli aggregatori, con la normale programmazione web, si riesce a costruire siti anche di grandi dimensioni ricchi di contenuti e notizie, video e foto, adatto ai nuovi standard del Web 2.0. I news-aggregator costituiscono l&#8217;ultima frontiera del social-web e della comunicazione online. Ma la loro progettazione pu&#242; risultare pi&#249; elaborata e la struttura del layout anche pi&#249; complessa dei normali quotidiani e magazine online. Progettare un aggregatore automatico di notizie online non &#232; affatto facile, i problemi principali sono di ordine tecnico prima ancora che &#8220;redazionale&#8221;. Anzitutto &#232; necessario trovare le giuste fonti per le notizie da caricare sul nuovo giornale online. Fonti che dovrebbero essere attendibili, aggiornate, e che consentano il recupero dei propri feeds. Purtroppo non tutti i quotidiano online o blog d&#8217;informazione lasciano i propri feeds pubblici e fruibili. Il secondo problema &#232; dato dalla qualit&#224; del materiale importato.Nnon sempre i software su cui poggiano i news aggregator riescono a costruire codice HTML corretto, l&#8217;output va monitorato e spesso adeguato al design del sito che si vuole progettare.]]></description>
		
		
		
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