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	<title>Antíthesis</title>
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	<description>Matteo's blog</description>
	<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 11:12:31 +0000</pubDate>
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		<title>Il nastro bianco di Michael Haneke</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 20:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;anziana voce ci accompagna, attraverso i ricordi, in un villaggio protestante nelle campagne del nord/est della Germania. Corre il 1913, e la scoppio della prima guerra mondiale è alle porte. Le immagini sono nitide, confezionate in un sontuoso bianco e nero: antiche diapositive scolpite nella mente, a rievocare strani avvenimenti che nascondono in sé una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.matteomac.com/blog/wp-content/uploads/2009/11/nb0.jpg" title="Il nastro bianco, Das weisse band, The white ribbon, di Michael Haneke"><img src="http://www.matteomac.com/blog/wp-content/uploads/2009/11/nb0.jpg" alt="Il nastro bianco, Das weisse band, The white ribbon, di Michael Haneke" vspace="5" width="164" align="right" border="0" height="230" hspace="15" /></a>Un&#8217;anziana voce ci accompagna, attraverso i ricordi, in un villaggio protestante nelle campagne del nord/est della Germania. Corre il 1913, e la scoppio della prima guerra mondiale è alle porte. Le immagini sono nitide, confezionate in un sontuoso bianco e nero: antiche diapositive scolpite nella mente, a rievocare strani avvenimenti che nascondono in sé una verità ben più grande del segreto di un villaggio.</p>
<p>L&#8217;ambizione di <strong>Michael Haneke</strong> è enorme: indagare la genesi della degenerazione di un intero popolo ricercando i germi del nazismo nel microcosmo di un paesino come tanti, tra le pieghe della vita dei suoi abitanti.</p>
<p>Tutto inizia con un incidente - annuncia la voce narrante dell&#8217;uomo che, allora, era il giovane maestro del villaggio. A turbare per la prima volta la tranquillità della gente è una corda, quasi invisibile all&#8217;occhio, su cui inciampa il dottore a cavallo. E&#8217; il primo soltanto di una serie di avvenimenti sinistri che hanno il sapore amaro dell&#8217;intimidazione o della vendetta e, cosa che ne amplifica l&#8217;eco, sembrano architettati da una mano decisa e risoluta nascosta nella più fitta ombra.</p>
<p> <a href="http://www.matteomac.com/blog/2009/il-nastro-bianco-di-michael-haneke/#more-208" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Pedofilia: quello che la gente non sa</title>
		<link>http://www.matteomac.com/blog/2009/pedofilia-quello-che-la-gente-non-sa/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 10:09:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[La gente si indigna per la Giornata dell&#8217;orgoglio pedofilo: sulla rete riesce quasi impossibile trovare informazioni vere e proprie su questa iniziativa, ma in compenso possiamo leggere migliaia di messaggi di protesta e insulti a riguardo.
Peccato soltanto che la maggior parte della gente non sappia nemmeno di cosa si stia parlando, cosa certamente necessaria per poter discutere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.matteomac.com/blog/wp-content/uploads/2009/06/pedofilia.jpg" title="Contro gli abusi sui minori"><img src="http://www.matteomac.com/blog/wp-content/uploads/2009/06/pedofilia.jpg" alt="Contro gli abusi sui minori" vspace="5" width="203" align="right" border="0" height="161" hspace="15" /></a>La gente si indigna per la <em>Giornata dell&#8217;orgoglio pedofilo</em>: sulla rete riesce quasi impossibile trovare informazioni vere e proprie su questa iniziativa, ma in compenso possiamo leggere migliaia di messaggi di protesta e insulti a riguardo.</p>
<p>Peccato soltanto che la maggior parte della gente non sappia nemmeno di cosa si stia parlando, cosa certamente necessaria per poter discutere sulla meritevolezza o meno di eventi di questo tipo: non c&#8217;è modo peggiore per combattere gli abusi sui minori che il farlo con ignoranza e superficialità.</p>
<p>Basta una lettura veloce della pagina <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pedofilia">Pedofilia</a> di Wikipedia per comprendere che tra <em>pedofilo</em> e <em>molestatore di bambini</em> vi è una significativa differenza, che potremmo riassumere nel binomio <em>potenza</em> e <em>atto</em>.</p>
<p> <a href="http://www.matteomac.com/blog/2009/pedofilia-quello-che-la-gente-non-sa/#more-206" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Antichrist di Lars Von Trier</title>
		<link>http://www.matteomac.com/blog/2009/antichrist-di-lars-von-trier/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 13:50:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Due corpi si stringono in un amplesso animalesco, le loro braccia sfiorano la pelle sudata tra le lenzuola. Un uomo e una donna. La stanza è buia, come la notte fuori.
Di là c&#8217;è un bambino che esce dal suo box e sale sul davanzale della finestra. Respira la libertà. Cade la neve fuori e, d&#8217;un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.matteomac.com/blog/wp-content/uploads/2009/05/antichrist.jpg" title="Antichrist di Lars Von Trier"><img src="http://www.matteomac.com/blog/wp-content/uploads/2009/05/antichrist.jpg" alt="Antichrist di Lars Von Trier" vspace="5" width="150" align="right" border="0" height="207" hspace="15" /></a>Due corpi si stringono in un amplesso animalesco, le loro braccia sfiorano la pelle sudata tra le lenzuola. Un uomo e una donna. La stanza è buia, come la notte fuori.</p>
<p>Di là c&#8217;è un bambino che esce dal suo box e sale sul davanzale della finestra. Respira la libertà. Cade la neve fuori e, d&#8217;un tratto, cade anche lui. Muore. Col suo peluche vicino. Soffice, sulla neve.</p>
<p>Nella casa, i simboli di una storia vecchia come il mondo preannunciano la tragedia della coppia. Sono tre statuette dai nomi inquietanti: dolore, ansia, disperazione; e la storia che narrano è proprio quella di lui e di lei, la storia dell&#8217;uomo.</p>
<p>Il nuovo film di <span style="font-weight: bold" class="Apple-style-span">Lars Von Trier</span>, l&#8217;attesissimo e assai discusso &#8220;<span style="font-style: italic" class="Apple-style-span">Antichrist</span>&#8220;, si apre con un prologo di un&#8217;intensità rara, accompagnato dalle note e dai versi di un&#8217;aria di Handel: &#8220;<span style="font-style: italic" class="Apple-style-span">Lascia ch&#8217;io pianga / mia cruda sorte / e che sospiri la libertà</span>&#8220;. Le immagini rallentate, in bianco e nero, corrono lente sullo schermo e impietriscono.</p>
<p> <a href="http://www.matteomac.com/blog/2009/antichrist-di-lars-von-trier/#more-201" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Il mistero dei marchi sulla pelle (Cross-Hair Marking)</title>
		<link>http://www.matteomac.com/blog/2009/il-mistero-dei-marchi-sulla-pelle-cross-hair-marking/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 00:37:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[Svegliarsi una mattina e scoprire un simbolo, sul proprio corpo, che sembra essere spuntato dal nulla. Una specie di marchio geometrico, di colore rosso, di una precisione inquietante. Un film di fantascienza? Un episodio di X-Files? No, la realtà. Varie testimonianze di persone provenienti da diverse parti del mondo lo confermano.

Ne ho avuto esperienza diretta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Svegliarsi una mattina e scoprire un simbolo, sul proprio corpo, che sembra essere spuntato dal nulla. Una specie di marchio geometrico, di colore rosso, di una precisione inquietante. Un film di fantascienza? Un episodio di X-Files? No, la realtà. Varie testimonianze di persone provenienti da diverse parti del mondo lo confermano.</p>
<p><a href="http://www.matteomac.com/blog/wp-content/uploads/2009/01/cross-hair_mark.jpg" title="Cross-Hair Marking"><img src="http://www.matteomac.com/blog/wp-content/uploads/2009/01/cross-hair_mark.jpg" alt="Cross-Hair Marking" vspace="5" width="167" align="right" border="0" height="125" hspace="15" /></a></p>
<p>Ne ho avuto esperienza diretta anch&#8217;io, in questi giorni. Un mio conoscente, facendosi la doccia, ha scoperto di avere sul petto, a destra, questa strana macchia.</p>
<p>Dapprima convinto fosse una cosa da niente che sarebbe andata via in poco tempo, poi via via sempre più allarmato, ha cercato (e io con lui) di ricordare cosa avesse fatto le ore precedenti alla famigerata scoperta. Era venuto in contatto con qualche oggetto particolare, magari molto caldo? Si era graffiato con qualcosa? Le ricerche risultano vane, così decido di fare un giro sul web e approfondire il mistero.</p>
<p> <a href="http://www.matteomac.com/blog/2009/il-mistero-dei-marchi-sulla-pelle-cross-hair-marking/#more-194" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Ingannevole è il cuore più di ogni cosa, J. T. LeRoy</title>
		<link>http://www.matteomac.com/blog/2008/ingannevole-e-il-cuore-piu-di-ogni-cosa-j-t-leroy/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 14:52:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Si apre con un pupazzo di Bugs Bunny sventolato davanti alla sua faccia da quella che dice di essere la sua vera madre. Sarah, diciottenne che lo aveva partorito quattro anni prima ed ora è venuta a riprenderlo dai genitori adottivi. Si chiude nel buio di una stanzetta, con un ricordo che riemerge dall&#8217;ombra dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.matteomac.com/blog/wp-content/uploads/2008/11/ingannevole.jpg" title="Ingannevole è il cuore più di ogni cosa, J. T. Leroy"><img src="http://www.matteomac.com/blog/wp-content/uploads/2008/11/ingannevole.jpg" alt="Ingannevole è il cuore più di ogni cosa, J. T. Leroy" vspace="5" width="142" align="right" border="0" height="200" hspace="15" /></a>Si apre con un pupazzo di Bugs Bunny sventolato davanti alla sua faccia da quella che dice di essere la sua vera madre. Sarah, diciottenne che lo aveva partorito quattro anni prima ed ora è venuta a riprenderlo dai genitori adottivi. Si chiude nel buio di una stanzetta, con un ricordo che riemerge dall&#8217;ombra dei suoi pensieri.</p>
<p>Nel 1999 viene presentato come l&#8217;autobiografia di <strong>Jeremiah Terminator LeRoy</strong>, all&#8217;epoca diciannovenne. Il libro diventa in breve tempo un bestseller acclamato dalla critica che non tarda a consacrare LeRoy come uno degli scrittori più talentuosi della sua generazione.</p>
<p>Soltanto nel 2006 si scopre che LeRoy non esiste, che i fatti narrati non sono realmente accaduti e che dietro a tutto questo si cela in realtà una scrittrice chiamata <strong>Laura Albert</strong>.</p>
<p><strong>Ingannevole è il cuore più di ogni cosa</strong> (<em>The heart is deceitful above all things</em>) racconta la storia del piccolo Jeremiah: la sua crescita in un mondo di droga, prostituzione, degenerazioni di vario tipo e smarrimento continuo, infinito.</p>
<p> <a href="http://www.matteomac.com/blog/2008/ingannevole-e-il-cuore-piu-di-ogni-cosa-j-t-leroy/#more-190" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Control: la vita di Ian Curtis in Italia</title>
		<link>http://www.matteomac.com/blog/2008/control-la-vita-di-ian-curtis-in-italia/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 10:38:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Esce a fine settembre ottobre, nelle sale italiane, Control di Anton Corbijn. Il film è incentrato sulla fragile e tormentata figura di Ian Curtis, leader dei Joy Division che si tolse la vita a 23 anni dopo aver consegnato alla storia due album (e altre canzoni) memorabili.
La storia è tratta dalla biografia scritta da sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.matteomac.com/blog/wp-content/uploads/2008/09/control.JPG" title="Control, the life of Ian Curtis"><img src="http://www.matteomac.com/blog/wp-content/uploads/2008/09/control.JPG" alt="Control, the life of Ian Curtis" vspace="5" width="148" align="right" border="0" height="221" hspace="15" /></a>Esce a fine <strike>settembre</strike> ottobre, nelle sale italiane, <strong>Control</strong> di Anton Corbijn. Il film è incentrato sulla fragile e tormentata figura di <strong>Ian Curtis</strong>, leader dei <strong>Joy Division</strong> che si tolse la vita a 23 anni dopo aver consegnato alla storia due album (e altre canzoni) memorabili.</p>
<p>La storia è tratta dalla biografia scritta da sua moglie (Deborah Curtis), &#8220;<em>Touching from a distance</em>&#8221; (in italiano &#8220;<em>Così vicino, così lontano</em>&#8220;).</p>
<p>Il bianco e nero della pellicola sembra ridare vita alla <em>Macclesfield</em> (vicino a Manchester) grigia, tutta fabbriche e ciminiere, di quegli anni: nel 1973 Ian è un ragazzo di 16 anni che nel tempo libero, lungi dallo studiare, si barrica in camera ad ascoltare la sua musica preferita (David Bowie, Lou Reed, Velvet Underground), a leggere (Ballard, Burroughs) e a fumare. Conosce Debbie, che diventerà sua moglie. Canta in una band, i Warsaw, che diventeranno i Joy Division.</p>
<p> <a href="http://www.matteomac.com/blog/2008/control-la-vita-di-ian-curtis-in-italia/#more-187" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>The Chameleons, Script of the bridge</title>
		<link>http://www.matteomac.com/blog/2008/the-chameleons-script-of-the-bridge/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Aug 2008 14:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Manchester, primi anni &#8216;80: si sviluppa la scena post-punk. Joy Division, Echo and the Bunnymen, Cure, The Fall: solo alcune delle tante band che in quegli anni hanno raccolto l&#8217;eredità del punk, la sua rabbia e la sua potenza, e ne hanno segnato un&#8217;importante evoluzione all&#8217;insegna della sperimentazione.
Suoni più cupi e opprimenti ottenuti grazie al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.matteomac.com/blog/wp-content/uploads/2008/08/scriptofthebridge.jpg" title="The Chameleons, Script of the Bridge"><img src="http://www.matteomac.com/blog/wp-content/uploads/2008/08/scriptofthebridge.jpg" alt="The Chameleons, Script of the Bridge" vspace="5" width="161" align="right" border="0" height="158" hspace="15" /></a>Manchester, primi anni &#8216;80: si sviluppa la scena post-punk. Joy Division, Echo and the Bunnymen, Cure, The Fall: solo alcune delle tante band che in quegli anni hanno raccolto l&#8217;eredità del punk, la sua rabbia e la sua potenza, e ne hanno segnato un&#8217;importante evoluzione all&#8217;insegna della sperimentazione.</p>
<p>Suoni più cupi e opprimenti ottenuti grazie al massiccio uso di sintetizzatori e effetti sonori, liriche in gran parte meditative e un costante uso di ripetizioni, di melodie o di parole, spesso sotto forma di echi lontani, a dare un forte senso di alienazione. &#8220;Il punk diceva solo &#8216;vaffanculo&#8217;, qualcuno doveva usarlo per raccontare che siamo perduti, e questo fecero i Joy Division&#8221;, spiega Tony Wilson, fondatore della <em>Factory Records</em> e figura centrale di quella scena musicale.</p>
<p>I Chameleons sono una di quelle band. Bravi, molto bravi, ma sconosciuti; probabilmente per il fatto di aver pubblicato il loro primo album solamente nel 1983. <em>Script of the bridge</em>, un capolavoro acclamato dalla critica che non ha ricevuto la giusta attenzione da parte del pubblico. Ora che è appena uscita l&#8217;edizione speciale per il 25° anniversario dell&#8217;album è il momento perfetto per riscoprire la loro musica. Se in molti lo considerano l&#8217;<em>Ok Computer</em> degli anni ottanta (con le dovute distanze) e <em>NME</em>, nel 1999, ha definito i Chameleons &#8220;probabilmente la miglior band di sempre&#8221; ci sarà un motivo, no?</p>
<p> <a href="http://www.matteomac.com/blog/2008/the-chameleons-script-of-the-bridge/#more-184" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<item>
		<title>Funny Games di Michael Haneke</title>
		<link>http://www.matteomac.com/blog/2008/funny-games-di-michael-haneke/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Jul 2008 12:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Vacanze estive: un&#8217;allegra famiglia americana (mamma, papà, figlio piccolo) si sta dirigendo nella villa al mare per godersi qualche giorno in tranquillità. Nulla di più distante da quanto accadrà loro nel giro di poche ore: due ragazzi sbucati dal nulla li renderanno ostaggi e si divertiranno a torturarli dopo aver fatto una scommessa con loro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.matteomac.com/blog/wp-content/uploads/2008/07/funny-games-us-poster.jpg" title="Funny Games US"><img src="http://www.matteomac.com/blog/wp-content/uploads/2008/07/funny-games-us-poster.jpg" alt="Funny Games US" vspace="5" width="150" align="right" border="0" height="226" hspace="15" /></a>Vacanze estive: un&#8217;allegra famiglia americana (mamma, papà, figlio piccolo) si sta dirigendo nella villa al mare per godersi qualche giorno in tranquillità. Nulla di più distante da quanto accadrà loro nel giro di poche ore: due ragazzi sbucati dal nulla li renderanno ostaggi e si divertiranno a torturarli dopo aver fatto una scommessa con loro. Oggetto: la loro vita.</p>
<p><strong>Michael Haneke</strong> rifà, dopo dieci anni, un film che all&#8217;epoca (1997) non aveva conseguito il successo sperato dal regista. Così ecco la nuova versione, uguale in tutto e per tutto all&#8217;originale (cambiano gli attori, ma le scene sono identiche).</p>
<p>Ottima prova per gli attori: Naomi Watts (straordinaria la sua interpretazione) è la madre. Tim Roth il padre, mentre i due terribili ragazzi sono Michael Pitt (Paul) e Brady Corbet (Peter).</p>
<p> <a href="http://www.matteomac.com/blog/2008/funny-games-di-michael-haneke/#more-181" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<item>
		<title>Mulholland Drive di David Lynch</title>
		<link>http://www.matteomac.com/blog/2008/mulholland-drive-di-david-lynch/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 11:53:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Comincia su una strada percorsa da una limousine nera, di notte. Mulholland Drive. Finisce con una parola: silenzio. In mezzo, la storia di due ragazze, una bionda e l&#8217;altra mora, in una cornice da sogno: Hollywood. Parlare di quello che da molti è considerato il film capolavoro di David Lynch, regista che non ha certo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.matteomac.com/blog/wp-content/uploads/2008/07/mulholland.jpg" title="Mulholland Dr., David Lynch"><img src="http://www.matteomac.com/blog/wp-content/uploads/2008/07/mulholland.jpg" alt="Mulholland Dr., David Lynch" vspace="5" width="160" align="right" border="0" height="214" hspace="15" /></a>Comincia su una strada percorsa da una limousine nera, di notte. <strong>Mulholland Drive</strong>. Finisce con una parola: silenzio. In mezzo, la storia di due ragazze, una bionda e l&#8217;altra mora, in una cornice da sogno: Hollywood. Parlare di quello che da molti è considerato il film capolavoro di <strong>David Lynch</strong>, regista che non ha certo bisogno di presentazioni, è difficile.</p>
<p>Difficile perché la sua bellezza e particolarità è, per così dire, impalpabile: la trama è sfuggente, il significato enigmatico, i personaggi e le situazioni quasi surreali. Difficile perché l&#8217;intera vicenda è sospesa tra due dimensioni, sogno e realtà, ed è proprio nel loro armonioso e drammatico mescolarsi che ci si deve muovere per capire la genialità di Lynch, riconosciuta con il premio per la miglior regia a Cannes nel 2001.</p>
<p> <a href="http://www.matteomac.com/blog/2008/mulholland-drive-di-david-lynch/#more-177" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Seth, il bambino che ci ha insegnato a vivere</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 21:35:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>

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Ne ho lette, qua e là, di storia di vita. Poche mi hanno colpito, però, come quella che ho trovato stamattina in giro per il web: la storia di un bambino eccezionale.
Si chiamava Seth Cook, viveva in un piccolo paesino vicino a Seattle, nel nord/ovest degli Stati Uniti. Era nato condannato a morire giovane, colpito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://www.matteomac.com/blog/wp-content/uploads/2008/06/seth_cook.jpg" title="Seth Cook"><img src="http://www.matteomac.com/blog/wp-content/uploads/2008/06/seth_cook.jpg" alt="Seth Cook" align="bottom" border="0" /></a></p>
<p>Ne ho lette, qua e là, di storia di vita. Poche mi hanno colpito, però, come quella che ho trovato stamattina in giro per il web: la storia di un bambino eccezionale.</p>
<p>Si chiamava <strong>Seth Cook</strong>, viveva in un piccolo paesino vicino a Seattle, nel nord/ovest degli Stati Uniti. Era nato condannato a morire giovane, colpito da una terribile, rarissima e incurabile malattia (la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Progeria"><em>Progeria</em></a>, di cui soffre una persona su circa 8 milioni). Il suo corpo era estremamente piccolo e minuto, la sua pelle la stessa di una persona di 70 anni e l&#8217;organismo debole quanto quello di una persona anziana. Seth era condannato ad invecchiare giovane, bambino in un corpo da anziano: condannato a non crescere mai.</p>
<p> <a href="http://www.matteomac.com/blog/2008/seth-il-bambino-che-ci-ha-insegnato-a-vivere/#more-173" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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