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      <title>Antonio Di Pietro</title>
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         <title>Ore 14:00 Passaparola di lunedì 7 luglio</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://www.beppegrillo.it/iniziative/passaparola/index.php?s=user" target="_blank"><img alt="passaparola" src="http://www.beppegrillo.it/iniziative/passaparola/immagini/passaparola_travaglio.jpg"  /></a><br />
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<p><!--<img alt="passaparolaADP.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/passaparolaADP.jpg" width="425" height="421" />--></p>

<p><br><br />
Come ogni lunedì vi invito ad ascoltare l'appuntamento di Marco Travaglio: Passaparola.</p>]]></description>
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         <category>Informazione</category>
         <pubDate>Mon, 07 Jul 2008 13:41:56 +0100</pubDate>
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         <title>Tale padre tale figlio</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="bobocraxi1.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/bobocraxi1.jpg" width="460" height="220" /></p>

<p><strong>Bobo Craxi</strong> ha pronunciato ieri durante il congresso del suo partito delle parole vergognose nei miei confronti. Non accetto insulti da parte di una persona che si presenta nel mondo della politica con delle credenziali che lascio alle pagine di "Se li conosci li eviti" di <strong>Marco Travaglio</strong> e <strong>Peter Gomez</strong> il compito di illustrare.<br />
In quattro parole: "tale padre tale figlio".</p>

<p><strong>Anagrafe:</strong> Nato a Milano il 6 agosto 1964.<br />
Curriculum: Diploma di maturità classica; libero professionista fin da giovanissimo, grazie alla raccomandazione del padre <strong>Bettino</strong>, è segretario cittadino del Psi e capogruppo al Consiglio Comunale di Milano, fin dal 1992; dopo <strong>Tangentopoli</strong>, aderisce al Nuovo Psi di <strong>De Michelis</strong> e nel 2001 viene eletto deputato a Trapani con la Casa delle Libertà; nel 2006 fonda I Socialisti, passa al centrosinistra, viene rieletto con i Ds e promosso sottosegretario agli Esteri con delega ai rapporti con l'Onu; 1 legislatura (2001);<br />
<strong>Segni particolari:</strong> Una legislatura con la destra e una con la sinistra sono l'emblema di questo giovanotto viziato e raccomandato che nel 1992 andava in giro a minacciare i cronisti giudiziari milanesi, colpevoli di raccontare lo scandalo di Tangentopoli prima e dopo l'arresto di <strong>Mario Chiesa</strong>. Un giorno del marzo '92 il pupo del Capo, telefona al responsabile della cronaca di Milano de "il Giornale" di <strong>Indro Montanelli</strong> per lamentarsi di <strong>Peter Gomez</strong> che sta documentando i suoi affettuosi legami politici, elettorali e personali con il neo-galeotto Chiesa. "Dopo le elezioni del 5 aprile - minaccia - ci sarà un repulisti, molte teste cadranno al Giornale. Prima di parlare col vostro padrone [<strong>Berlusconi</strong>, nda], vi ripeto che dovete smetterla di rompere i coglioni. Siete il solito giornale veterofascista, leghista, filodemocristiano". Montanelli scrive una lettera ai redattori minacciati:</p>

<p><em>Pur ricordandovi che la nostra regole è quella di non tener conto delle interperanze altrui, specie dei politici, e di dire sempre la verità, tutta la verità, senza partito preso ne animosità verso nessuno, vi autorizzo a comunicare a suddetto signore [Bobo, nda], se ve ne capita l'occasione, che l'unica "testa" in pericolo di cadere dopo il 5 aprile non è la vostra ma, caso mai, la sua. E potete aggiungere, da parte mia, che non la considererei una gran perdita.</em></p>

<p>Quando arrestano Chiesa, Bobo ha 31 anni. "Certi episodi di corruzione - commenta a caldo - a Milano sono meno frequenti che in altre aree del Paese o in altre metropoli europee". E' il 17 febbraio 1992. Poi Chiesa confessa. E Bobo: "Sono sbalordito, ma la situazione è imbarazzante per Chiesa, non per me. Che ne potevo sapere, io? L'abbiamo espulso dal partito. Il Psi è estraneo a questa vicenda, che deve insegnarci comunque a tenere gli occhi aperti, a essere pronti a denunciare, noi per primi, eventuali casi di tangentomania" (8 marzo 1992). Poi Chiesa comincia a fare i nomi degli altri. Compreso il suo. E Bobo avverte ai giudici: "Non si credano che tutti i mesi possono far scoppiare un caso Chiesa" (19 aprile 1992). "La democrazia ha i suoi costi e i partiti non vivono d'aria" (28 aprile 1992).<br />
Il fatto è che le sue campagne elettorali le pagava Chiesa. Con i soldi delle mazzette del Pio Albergo Trivulzio, l'ospizio dei vecchietti a Milano. "Ho fatto - racconta Chiesa - tutto ciò che avrei fatto se fossi stato candidato io. Senza lesinare una lira. Craxi mi aveva chiesto di aiutare il figlio e il suo successo mi sarebbe servito a dimostrare la mia capacità di trasferire 7000 voti". <br />
Dal 1989 Mario Chiesa ha un unico obiettivo: diventare sindaco di Milano. Per questo, abbandonati i vecchi protettori, si lega alla famiglia Craxi e mette a disposizione di Bobo i suoi quattrini e il suo pacchetto di voti per le amministrative del 1990. "Bobo - rivela a Di Pietro - deve a me la sua elezione al Consiglio comunale, almeno al 50 per cento". Bobo insorge: "Un cumulo di falsità. Mi ha aiutato il mio cognome, non Mario Chiesa". Ma un biglietto d'auguri lo smentisce. E' un invito datato 20 dicembre 1991, che dice: "Tutti insieme sotto l'albero. E auguri di Buon Natale con i compagni <strong>Paolo Pillitteri</strong>, Bobo Craxi e Mario Chiesa". E' la prova dello stretto legame politico fra Bobo e il "mariuolo". Per l'ultimo Natale prima di Mani Pulite, quello del 1991, Chiesa ha organizzato una manifestazione insieme al figlio e al cognato di Craxi: la manifestazione si è aperta con un "dibattito sulle prospettive degli enti locali", per poi proseguire con una festa, "spettacolo, estrazione di premi, brindisi e panettone". Da un paio d'anni, del resto, Chiesa e Bobo fanno coppia fissa in dibattiti, inaugurazioni, incontri e iniziative politiche. Memorabile la Festa della Donna organizzata a Milano l'8 marzo 1991, nella sede di un Consiglio di zona: tra i relatori non c'erano signore, in compenso non mancavano Mario Chiesa e Bobo Craxi. </p>]]></description>
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         <category>Politica</category>
         <pubDate>Sun, 06 Jul 2008 14:19:16 +0100</pubDate>
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         <title>8 luglio: giorno d'informazione</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://it.youtube.com/watch?v=e7-NALhUBnc" target="_blank"><img alt="info8luglio.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/info8luglio.jpg" width="460" height="238" border="0" /></a></p>

<p>Sarà e dovrà essere una manifestazione aperta a tutti coloro che vogliono esserci, sapendo che tutti possono sentirsi a casa loro e quindi non bisogna essere schierati per questo o quel partito perché non si va contro nessun partito e nemmeno contro qualche elettore. Ci auguriamo che molti elettori, anche tra quelli che <strong>hanno votato il centrodestra</strong>, riflettendo sulle promesse elettorali e le azioni di governo di queste prime settimane, possano partecipare per invogliare il loro governo a cambiare registro rispetto all'<strong>utilizzo personale e strumentale</strong> delle istituzioni pubbliche come il Parlamento. </p>

<p>Sappiamo bene che il Paese ha tanti problemi davanti e ha bisogno di tante soluzioni, specie per quanto riguarda la necessità delle famiglie di arrivare a fine mese ed il rilancio economico, ma riteniamo un <strong>ulteriore truffa</strong> quella di rimarcare questi temi per impedire di parlarci dei temi della <strong>giustizia </strong>e dell'<strong>informazione</strong>. Se noi ne parliamo è perché qualcuno che ha il dovere di occuparsi di economia, lavoro e solidarietà, da quando è al governo si occupa solo dei suoi temi e degli <strong>interventi che servono a lui</strong>, e non al Paese.</p>

<p>Non ha senso dire a noi: “ma con tutti i problemi che ha il Paese vi occupate di Berlusconi?”. Ribaltiamo l'accusa: “con tutti i problemi che ha il Paese <strong>Berlusconi pensa solo ai suoi</strong>. Pensi ai problemi del Paese e non si lamenti se poi qualcuno glielo ricorda e gli dice che non deve essere questo il tema dell'agenda politica”. </p>

<p>Invitiamo tutti a prendere alcuni dei tanti libri d'inchiesta che sono stati fatti in questi anni per raccontare i fatti e misfatti della Prima e della Seconda Repubblica e provare a depennare tutto ciò che a seguito di questa legge sulle intercettazione va depennato. Avremo dei libri monchi da cui non si capirebbe niente. <strong>Vogliamo un informazione libera</strong> in cui tutti possono capire e quindi <strong>valutare</strong>.</p>

<p>Il giorno 8 luglio <strong>non è il giorno della conta</strong>. A tutte quelle persone che si danno tanto da fare per scongiurare e pregare che vengano poche persone ricordo loro che non è il giorno della conta e che non stiamo facendo una conta fra chi va e chi non va per vedere chi è più numeroso. E' un giorno dell'orgoglio del cittadino italiano che in parte partecipando direttamente, in parte partecipando attraverso i sistemi d'informazione, in parte nel silenzio della sua coscienza rifletterà sull'uso strumentale delle istituzioni. E' <strong>un giorno d'informazione e riflessione</strong> che vogliamo porre e non ci interessa la conta, quanto soprattutto ci interessa entrare dentro le case dei cittadini per aiutarli a riflettere su questo tema importante di menomazione della democrazia.</p>

<p>Insieme a quelli che partecipano molte sono le adesioni che sono avvenute e che stanno avvenendo in modo spontaneo, anche di migliaia di persone che non possono partecipare ma che ritengono di dover aderire. A tutte queste persone diamo il nostro ringraziamento. <br />
Partecipiamo a questo impegno che sarà solo il primo dei tanti che ci aspetteranno nei prossimi mesi. Il più importante, per quanto riguarda noi dell'Italia dei Valori, sarà il <strong>grappolo di referendum</strong> che andremo a mettere assieme appena tutte queste leggi che ha messo in cantiere Berlusconi saranno diventate tali e quindi promulgate. Un grappolo che sarà presentato nel rispetto della legge sul referendum e quindi con i tempi che prevederà, ma certamente che vedrà noi in prima battuta.</p>

<p>Questo è l'impegno che noi vogliamo metterci e invito davvero tutti quanti coloro che sono all'opposizione ad <strong>essere uniti</strong> e a non tifare per non mandare il proprio elettorato alla manifestazione. Non serve a niente. Noi rispettiamo chi non viene cosi come <strong>chiediamo di rispettare chi viene</strong> e chi vuole impegnarsi in questo modo. </p>

<p>Sarà sicuramente una manifestazione non contro questa o quella persona dell'opposizione, ma una manifestazione per <strong>informare il Paese sull'anomalia di questo governo</strong> che è nato per esigenze processuali di qualcuno e non per le esigenze di governare il Paese.</p>]]></description>
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         <category>Politica</category>
         <pubDate>Sat, 05 Jul 2008 15:12:49 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Tonino scatenato</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="Toninoscatenato.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/Toninoscatenato.jpg" width="460" height="250" /></p>

<p>Riporto l'articolo pubblicato da L'Espresso di oggi dal titolo "<em>Tonino scatenato</em>".</p>

<p>"Attivismo instancabile. Mobilitazione  di piazza. Abile uso di internet.  Manifesti in tutta Italia. Così Di Pietro punta a diventare l'alfiere dell'opposizione. E riuscire anche  a conquistare i delusi di Lega e An.</p>

<p>È stato il miglior raccolto della mia vita..., scherza l'uomo sulla trebbiatrice che sta mietendo il campo della politica italiana. Domenica 29 giugno si è fatto fotografare a bordo di un trattore, cappellino e magliettina gialla di una cooperativa di preti salesiani di Vasto, mentre lavorava il pezzo di terra ereditato dal padre nella sua Montenero di Bisaccia. Il trattore è il suo oggetto di culto, al punto che gli amici una volta glielo hanno fatto trovare di cioccolato, disegnato sulla torta il giorno del suo compleanno.</p>

<p>Ma la vera messe Antonio Di Pietro aspetta di raccoglierla nei prossimi mesi. Il <strong>legalità day </strong>per protestare contro le nuove leggi ad personam di martedì 8 luglio è solo l'inizio. In arrivo c'è una massiccia campagna di manifesti e affissioni che a Italia dei Valori costerà la bellezza di 400 mila euro, con un messaggio double-face. A nord del Po il manifesto strepita: 'Il federalismo di <strong>Berlusconi</strong>: 300 milioni di euro per l'Alitalia, 500 per i finanziamenti a Roma, 500 per la spazzatura a Napoli. Il conto lo paga il Nord!'. Nelle regioni meridionali lo slogan si articola diversamente: 'Il governo Berlusconi toglie l'Ici e scippa 1.850 milioni di euro stanziati per le strade di Calabria e Sicilia. Paga il Sud!'. Unico punto in comune, in Campania e in Lombardia, il disegno con una gallina depredata delle sue uova, inventata dallo stesso studio grafico che ha creato l'ormai mitico indiano schiaffato sui manifesti come testimonial della campagna elettorale della Lega. Un marchio di fabbrica. Per intercettare i primi delusi del governo Berlusconi, leghisti al Nord, elettori di An al Sud.</p>

<p>L'obiettivo su cui punta Tonino per la campagna d'autunno: "<strong>L'elettorato è scontento della Lega di governo</strong>. Ha chiesto lotta alla casta e lotta agli sprechi. Noi vogliamo rappresentarlo", dice il leader che da sempre si divide tra la casa di Curno, nel bergamasco, e il ranch nel nativo Molise.</p>

<p>Per raggiungere lo scopo Di Pietro lavora come un pazzo. Niente vita mondana a Roma, solo qualche cena in trattoria con i parlamentari, l'immancabile sigaro toscano. Orari da contadino: sveglia alle quattro e mezzo del mattino nella casa di via Merulana, alle cinque compila personalmente la rassegna stampa, alle sette spara le prime cartucce in Rete e si affaccia nella nuova sede del partito in Santa Maria in Via, vicino Fontana di Trevi. Si aggira con sottobraccio pacchi di mail, la sua arma segreta. Li smista ai deputati e senatori, divisi per territorio, con l'ordine di ricontattarli uno a uno. Non è un hobby: nei primi sei mesi del 2008, giurano nel partito, 176 mila cittadini si sono fatti vivi sul sito per chiedere di aderire a Idv o di essere coinvolti in un'iniziativa dipietrista. Azioni rilanciate in tempo reale dal leader su YouTube, sotto una scritta che è tutto un programma: '<strong>Unica opposizione</strong>'. Quella sua, si intende. Anche l'epiteto "<strong>magnaccia</strong>", affibbiato a Silvio Berlusconi, è tutto tranne che un'improvvisata.</p>

<p>"Do you know 'comunicazione'?", chiede sornione Tonino, che sa perfettamente come si buca lo schermo. Se n'è accorto perfino <strong>Beppe Grillo</strong>, che da quando l'ex pm imperversa nella blogosfera sembra aver abbandonato le ambizioni politiche. I due si scambiano lettere on line. Il comico aderisce alla <strong>manifestazione di piazza Navona</strong>, Di Pietro ricambia e andrà alla biciclettata del 25 luglio organizzata dai grillini a Roma per protestare contro i partiti. "Grillo è un canale di comunicazione", lo definisce con rispetto l'uomo di Montenero, ormai punto di riferimento politico indiscusso dei Vaffa-people. Attirati, come l'elettorato della sinistra radicale, dalla sventagliata di referendum che Di Pietro sta mettendo in cantiere: si va dalle <strong>nuove leggi salva-Berlusconi </strong>all'eliminazione delle società partecipate negli enti locali, musica per le orecchie dell'antipolitica. Così, nonostante i dieci anni trascorsi in politica, nasce il nuovo Di Pietro: quello di Mani pulite, spiegano le ricerche in possesso del leader, è consegnato alla storia, ora c'è il Di Pietro politico tutto da costruire.</p>]]></description>
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         <category>Politica</category>
         <pubDate>Fri, 04 Jul 2008 12:46:27 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Le nomine dei procuratori</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://video.camera.it/video.aspx?id=136293" target="_blank"><img alt="adp_video_nomine_procuratori.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/adp_video_nomine_procuratori.jpg" width="460" height="238" /></a></p>

<p>Pubblico il video e il resoconto stenografico della mia <strong>interpellanza urgente</strong> illustrata oggi alla Camera dei Deputati: "Orientamenti del Ministro della giustizia in merito al concerto da esprimere per la nomina del dottor <strong>Antonio Franco Cassata</strong> a procuratore generale presso la Corte di appello di Messina"</p>

<p>"Signor Presidente, stiamo parlando della <strong>futura nomina a procuratore generale</strong> presso la Corte di appello di Messina del dottor Antonio Franco Cassata, nei confronti del quale, nel maggio 2008, la competente commissione del CSM ha proposto la nomina ed oggi il Ministero della giustizia è chiamato ad esprimere il proprio concerto.<br />
Vorremmo, da questi banchi, fare alcune «fotografie» e, con una sequenza quasi fotografica, illustrarvi <strong>chi è il dottor Antonio Franco Cassata</strong>, affinché voi, nella vostra responsabilità, possiate decidere se dare o meno il concerto alla nomina a procuratore generale presso la Corte di appello di Messina di tale magistrato.<br />
Abbiamo molto rispetto della magistratura e di tutti i suoi componenti, l'abbiamo sempre difesa, però riteniamo che sia necessario che, quando si occupano cariche di questo genere, chi deve assegnare questo incarico, deve prendere atto non solo dei fatti soggettivi che riguardano la persona, ma anche <strong>dell'ambiente in cui egli viene a trovarsi ad operare</strong> e delle eventuali incompatibilità o inopportunità che questa nomina possa essere assegnata."</p>]]></description>
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         <category>Giustizia</category>
         <pubDate>Thu, 03 Jul 2008 22:38:51 +0100</pubDate>
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         <title>La non risposta di Ronchi</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=wCtjHs4tu3w" target="_blank"><img alt="nonrisronchi.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/nonrisronchi.jpg" width="460" height="238" border="0" /></a></p>

<p>Nella mia interpellanza di ieri al ministro per le politiche europee <strong>Ronchi</strong>, sulle risposte che il governo deve fornire ai quesiti che la Corte di Giustizia europea pone sulla vicenda <strong>Europa7</strong>, c'è stata la massima evasivita'. Allego il resoconto stenografico del ministro Ronchi perchè i cittadini sappiano che queste risposte ancora non ci sono e che le parole del dipendente di <strong>Silvio Berlusconi</strong>, Andrea Ronchi, sono una <strong>presa per i fondelli ai cittadini italiani</strong>. Sappiamo fin d'ora che non c'è nessuna intenzione da parte del Presidente del Consiglio di cedere le frequenze occupate da Rete4 al <strong>legittimo proprietario</strong>. Sappiamo fin d'ora che <strong>gli italiani pagheranno 350 mila euro al giorno</strong> con effetto retroattivo a partire dal primo gennaio 2006.</p>

<p><strong>Antonio Di Pietro: </strong>Noi dell'Italia dei Valori vorremmo sapere come il Governo in carica intenda rispettare la sentenza della Corte di giustizia europea, giacché il 31 gennaio 2008 essa ha condannato lo Stato italiano, perché non rispetta il principio di libera prestazione dei servizi né i criteri obiettivi, trasparenti e non discriminatori nell'assegnazione delle frequenze. La Commissione europea, la settimana scorsa, ha rivolto ben venti domande specifiche per chiedere come il Governo intenda dare esecuzione alla sentenza della Corte di giustizia europea.<br />
Poiché il Governo italiano, nell'ultimo decreto-legge - nonostante recasse espressamente il titolo esecuzione di sentenze e di provvedimenti dell'Unione europea - non ha voluto dare corso alla risoluzione di questo problema, vogliamo sapere, adesso, in modo chiaro chiaro, che cosa intende fare, rispetto alle domande rivolte dalla Commissione europea?</p>

<p><strong>Maurizio Lupi: </strong>Il Ministro per le politiche europee, Andrea Ronchi, ha facoltà di rispondere.</p>

<p><strong>Andrea Ronchi: </strong>Signor Presidente, ringrazio l'onorevole Di Pietro per questa interrogazione a risposta immediata, con la quale chiede al Governo di fornire elementi in merito alla tematica delle autorizzazioni a trasmettere e all'attribuzione delle frequenze con la modalità digitale, con particolare riferimento ai rilievi formulati in sede comunitaria sulla legislazione preesistente e sulle norme recentemente approvate.<br />
Si evidenzia in modo preliminare che, avendo la Commissione europea inviato il questionario al quale si fa riferimento nel testo dell'interrogazione lo scorso 25 giugno ed essendo, dunque, in corso l'elaborazione delle risposte ai quesiti posti, non è, allo stato, possibile fornire una risposta definitiva sulle specifiche tematiche oggetto del questionario.<br />
Ciò premesso, occorre in primo luogo precisare che, con parere motivato del 18 luglio del 2007, la Commissione europea aveva formulato rilievi di incompatibilità comunitaria con riferimento agli aspetti inerenti al titolo per l'esercizio dell'attività di operatore di rete in tecnica digitale su frequenze terrestri e al regime dei trasferimenti di impianti di frequenza al fine della realizzazione delle reti digitali terrestri.<br />
In merito al primo profilo, la Commissione europea ha rilevato che il regime transitorio delle licenze individuali del testo unico della radiotelevisione sarebbe in contrasto con le disposizioni della direttiva di autorizzazione, in quanto, ai sensi del quadro comunitario, il titolo per esercitare l'attività di operatore di reti è l'autorizzazione generale e non la licenza individuale.<br />
Le modifiche introdotte su iniziativa del Ministero dello sviluppo economico si manifestano, appunto, idonee a rimuovere questa censura, in quanto l'articolo 8-novies, comma 1, della legge n. 101 del 2008 modifica l'articolo 15, comma 1, del testo unico della radiotelevisione, al fine di precisare che l'attività di operatore di rete in tecnica digitale è assoggettata al solo regime dell'autorizzazione generale, ciò anche con riferimento al periodo transitorio.<br />
Coerentemente con tale impostazione, il successivo comma 2, per un verso abroga esplicitamente il comma 12 dell'articolo 25, il quale, nel periodo transitorio, prevedeva, quale titolo abilitante, la licenza individuale in luogo dell'autorizzazione generale e, per l'altro verso, dispone la conversione delle attuali licenze individuabili in autorizzazioni generali da effettuarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge.<br />
È così del tutto venuta meno la necessità della preventiva approvazione dell'attività dell'operatore di rete da parte della pubblica autorità, caratteristica della licenza individuale o, più in generale, dei regimi concessori in cui la Commissione europea, nel parere motivato, aveva ravvisato una ragione di contrasto con la direttiva del 2002.</p>

<p><strong>Maurizio Lupi: </strong>La prego di concludere.</p>

<p><strong>Andrea Ronchi: </strong>Concludo, signor Presidente. L'attività di operatore di rete televisiva digitale terrestre è oggi, pertanto, da ritenersi subordinata al solo titolo abilitativo dell'autorizzazione generale con effetto immediato e ciò conferma che chiunque può chiedere tale autorizzazione, avendo così accesso al comparto televisivo.<br />
In conclusione, con riferimento al tema della gestione delle frequenze, la Commissione europea ha rilevato, sostanzialmente, che in Italia la transizione al digitale terrestre non poteva essere legalizzata per mezzo dell'assegnazione di diritti d'uso su nuove frequenze...</p>

<p><strong>Maurizio Lupi: </strong>La prego di concludere.</p>

<p><strong>Andrea Ronchi: </strong>...questo è un punto per noi importante, in ragione della situazione di sostanziale saturazione dello spettro e, in tali circostanze, l'accesso al mercato di operatori di rete su frequenze terrestri in tecnica digitale.</p>

<p><strong>Maurizio Lupi: </strong> L'onorevole Di Pietro ha facoltà di replicare.</p>

<p><strong>Antonio Di Pietro: </strong>No! Signor Presidente del Consiglio dei ministri che non c'è, lei ha fatto arrampicare sugli specchi il suo Ministro, perché lei avrebbe dovuto dire solo una cosa: la Corte di giustizia delle Comunità europee ha emesso una sentenza di condanna e noi dobbiamo rispettare quella sentenza e, quindi, adeguarci, non riempire di numeri noi, la Corte di giustizia delle Comunità europee e la Commissione europea!<br />
Lei, signor Presidente del Consiglio dei ministri che non c'è, avrebbe dovuto far dire, oggi, che è dal 1985 che sta facendo il <strong>«furbacchione»</strong>! Lo ha fatto con <strong>Craxi</strong>, quando si è fatto varare un provvedimento ad hoc per rendere lecito quel che era illecito, e lo ha fatto anche pagando bene, attraverso il conto corrente <strong>All Iberian</strong>. Lo ha rifatto nel 1994, quando la Corte costituzionale ha dichiarato abusiva la frequenza Retequattro, e lo ha rifatto nel 1999, quando ha vinto la causa Europa 7.<br />
La verità è una, e una sola, signor Presidente del Consiglio dei ministri che non c'è e che fa dire un sacco di numeri e fa dare i numeri al suo Ministro: lei è un <strong>imprenditore dell'informazione abusivo</strong>, al pari di quegli immigrati clandestini che lavorano in nero!<br />
Come tale, anche a lei dovrebbe applicare quell'obbligo di espulsione dalle istituzioni democratiche per palese conflitto di interesse <font color="red">(Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)</font>.<br />
Lei deve dare esecuzione a un provvedimento giudiziario della Corte di giustizia delle comunità europee, solo questo deve fare! Oggi noi siamo in mora perché la Corte di giustizia delle comunità europee ha dichiarato di doverlo fare immediatamente. La Commissione europea le ha dato un termine che è già scaduto ed entro il quale avrebbe dovuto rispondere per dire: obbedisco! Lei non obbedisce neanche alla Corte di giustizia delle comunità europee, neanche al giudice europeo, non solo a quello italiano! Ecco perché lei è un <strong>abusivo delle istituzioni democratiche</strong>, signor Presidente del Consiglio <font color="red">(Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)</font>.</p>]]></description>
         <link>http://feeds.feedburner.com/~r/antoniodipietro/~3/325655833/la_non_risposta_di_ronchi.html</link>
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         <category>Giustizia</category>
         <pubDate>Thu, 03 Jul 2008 10:59:20 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>L'incallito furbacchione</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://video.camera.it/video.aspx?id=136214" target="_blank"><img alt="amnistiaocculta.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/amnistiaocculta.jpg" width="460" height="238" border="0" /></a></p>

<p>Pubblico il video ed il resoconto stenografico del mio intervento alla Camera dei Deputati di questa mattina sul <strong>decreto sicurezza</strong>.</p>

<p>Vi invito a <strong>commentare il mio intervento sul blog</strong>, commenti che leggerò attentamente per conoscere la vostra opinione.</p>

<p><strong>Antonio Di Pietro: </strong>Signor Presidente del Consiglio che non c'è <em><font color="red">(Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).</font></em></p>

<p><strong>Gianfranco Fini: </strong><em>Onorevoli colleghi, per favore! Prego, onorevole Di Pietro.</em></p>

<p><strong>Antonio Di Pietro: </strong>Signor Presidente del Consiglio che non c'è <em><font color="red">(Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).</font></em></p>

<p><strong>Gianfranco Fini: </strong><em>Onorevoli colleghi, vi prego di non disturbare l'oratore! Prego, prosegua pure onorevole Di Pietro.</em></p>

<p><strong>Antonio Di Pietro: </strong>Signor Presidente del Consiglio che non c'è <em><font color="red">(Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).</font></em></p>

<p><strong>Gianfranco Fini: </strong><em>La prego di proseguire, onorevole Di Pietro.</em></p>

<p><strong>Antonio Di Pietro: </strong>Ancora una volta lei fa l'incallito furbacchione. Lei utilizza lo strumento del decreto-legge per farsi ancora una volta i cavoli suoi.</p>

<p><strong>Matteo Brigandì:</strong> <em>Presidente, il turpiloquio no!</em></p>

<p><strong>Antonio Di Pietro: </strong>Oddio, è vero che l'articolo 77 della Costituzione ammette che in casi straordinari di necessità e urgenza il Governo può adottare, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, ma certamente i nostri padri costituenti non pensavano mai che tra i casi straordinari di necessità e urgenza vi dovesse essere anche quello di un Presidente del Consiglio in carica che, per paura di una condanna penale per <strong>corruzione in atti giudiziari</strong>, si emanasse, da sé medesimo, con il suo consiglio di amministrazione una legge <strong>per sospendere il suo processo</strong>.<br />
Dica la verità, signor Presidente del Consiglio che non c'è, lo sapeva e lo sa pure lei che una furbata del genere non si può fare. Per questo ha usato un altro trucchetto. Non ha inserito nel testo originario (il decreto-legge da sottoporre al vaglio preventivo del Presidente) la norma che sospende processi in corso, ma l'ha fatta introdurre da qualche suo dipendente successivamente in Parlamento come emendamento. Bravo furbacchione! Così ha raggirato, sì, <strong>ha proprio raggirato anche il Capo dello Stato</strong> a cui spettava il primario compito del vaglio costituzionale a norma del quinto comma dell'articolo 87 della Costituzione.<br />
Per queste ragioni noi, deputati dell'Italia dei Valori, chiediamo alla Camera dei deputati di non procedere all'esame del decreto-legge n. 92 del 2008, perché quanto disposto dall'articolo 2-ter del decreto in questione viola l'articolo 77 della Costituzione. Sappiamo bene che la maggioranza di questo Parlamento farà finta di non leggere, di non vedere, e di non riflettere sull'articolo 77 della Costituzione, ma il problema è proprio qui: la Costituzione, a una maggioranza parlamentare che ha deciso di <strong>servire gli interessi personali del capo del Governo</strong>, interessa poco.<br />
Ugualmente chiediamo, affinché questa nostra richiesta pregiudiziale rimanga agli atti, che sia dichiarata l'incostituzionalità del predetto articolo 2-ter del decreto n. 92 del 2008, sempre rispetto all'articolo 77 della Costituzione, per estraneità assoluta della norma che dispone la sospensione dei processi. Perché questo? Perché quando avete emanato questo decreto-legge avete detto che questo provvedimento doveva servire ad apprestare un quadro più efficiente per contrastare fenomeni di illegalità diffusa collegati all'immigrazione illegale e alla criminalità organizzata. Ora, ci dica signor Presidente del Consiglio che non c'è, <strong>che ci azzecca la sospensione del processo a suo carico</strong> con il fatto che così facendo si riesce a combattere meglio la criminalità organizzata o l'illegalità diffusa? O forse ci azzecca, ci azzecca <em><font color="red">(Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)</font></em>!<br />
Ancora una chicca, signor Presidente del Consiglio che non c'è, di cui dovrebbe proprio spiegarci la ratio: perché ha scelto proprio la data del 30 giugno 2002 come parametro temporale per individuare quali processi sospendere? Che cavolo sarà mai successo di così importante prima di tale data che deve essere sospeso ad ogni costo, altrimenti la giustizia non funziona più? E perché mai, se gli stessi reati sono avvenuti dopo tale data, non importa più e possono essere perseguiti?<br />
Se lo scopo dichiarato di alleggerire il lavoro dei giudici da reati a basso contenuto di allarme sociale fosse vero, ciò dovrebbe valere sia per i reati commessi prima sia per quelli commessi dopo il 30 giugno 2002. Anche per questa ragione, quindi, chiediamo l'approvazione della questione pregiudiziale, declaratoria di <strong>incostituzionalità</strong>, che sappiamo voi non approverete ma sappiamo anche che resterà agli atti, cosicché, in seguito, quando la Corte Costituzionale ne prenderà atto, qualcuno rifletterà su come ha usato il proprio mandato.<br />
Riteniamo, inoltre, che sia del tutto incompatibile con l'ordinamento costituzionale una norma che riconduce un aggravamento obbligatorio della pena alla mera sussistenza di uno status personale. Mi riferisco all'articolo 1, comma 1, lettera f) del decreto-legge in esame, dove è introdotta una circostanza aggravante comune: trovarsi nel territorio nazionale, vale a dire l'<strong>aggravante della nazionalità</strong> della persona sottoposta ad indagine. Vorrei ricordare che gli articoli 2 e 7 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo ma anche gli articoli 3, 10 e 11 della Costituzione non pongono differenza tra nazionalità, sesso, razza e quant'altro. Stabilire un'aggravante semplicemente perché il fatto è commesso da uno straniero, piuttosto che da un italiano, <strong>è un'illogicità</strong>, una incongruenza e anche una <strong>disparità di trattamento inaccettabile in uno Stato di diritto</strong>. Andando avanti di questo passo stabiliremo anche aggravanti anche per chi è di colore nero invece che di colore bianco, per chi è di razza ebrea invece che di razza ariana, per chi è zingaro invece che cittadino italiano <em><font color="red">(Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà)</font></em>. Dunque, mi sembra che questa norma contenga tutti i parametri per una dittatura alle porte. Riteniamo che sia incostituzionale tale norma e, in particolare, l'articolo 2-bis del decreto-legge anche perché, dando precedenza ad alcuni reati rispetto ad altri, viola l'articolo 112 della Costituzione.<br />
L'articolo 112 della Costituzione è quello che a voi e a lei, signor Presidente del Consiglio che non c'è, non piace, e che stabilisce il principio dell'obbligatorietà dell'azione penale; ma a noi dell'Italia dei Valori piace perché l'obbligatorietà dell'azione penale pone tutti in modo uguale di fronte alla legge; non tutti, quindi, meno qualcuno.<br />
Noi riteniamo che l'articolo 3 della Costituzione, secondo il quale <strong>tutti devono essere uguali di fronte alla legge</strong>, sia un articolo di cui essere fieri e che non deve essere calpestato, neanche per ragioni di urgenza, quali sono quelli di salvaguardarsi dai processi in corso. Riteniamo, signor Presidente del Consiglio che non c'è, che la sospensione riguardante un numero ingente di dibattimenti, creerà un'ulteriore dilatazione dei tempi della giustizia e, quindi, in questo senso, violerà ancora una volta l'articolo 111 della Costituzione.<br />
Vogliamo che anche questo resti agli atti, perché con questa norma non si dà più efficienza alla giustizia ma si rallenta il corso della giustizia e si impedisce di avere giustizia, soprattutto alle parti lese per le quali il procedimento non prevede la possibilità che venga negata la sospensione su loro richiesta. Le parti lese devono soltanto subire ciò che il legislatore stabilisce e, quindi, non possono difendersi in alcun modo. Si dice che la parte civile costituita può trasferire l'azione in sede civile, come se in sede civile vi fosse la stessa possibilità di acquisire la prova dei fatti penalmente rilevanti che in sede penale.<br />
Non capiamo proprio per quale ragione questa norma assegna al presidente del tribunale - mi riferisco al comma 8 dell'articolo 2-ter del decreto-legge - e non al giudice naturale il compito di accogliere la richiesta dell'imputato: il presidente del tribunale in via amministrativa e non il giudice naturale assegnato e precostituito per legge.Vogliamo che resti agli atti anche questo - sebbene sappiamo che a voi non interessa nulla, così come buona parte della Costituzione -, e cioè che questa disposizione viola l'articolo 25, primo comma, della Costituzione, perché viola la disposizione sull'assegnazione al giudice naturale precostituito per legge e viola anche il diritto di difesa, quello che tanto decantate, ma che boicottate quando non vi serve (articolo 24 della Costituzione).<br />
Che dire poi della violazione dell'articolo 79 della Carta costituzionale, con riferimento alla sospensione facoltativa, quella cioè ancorata alla prossimità della prescrizione, quella che costituisce una sorta di vera e propria <strong>amnistia occulta</strong>, applicata al di fuori dell'articolo 79 della Costituzione, appunto, senza prevedere nemmeno un termine preciso per la ripresa dell'attività processuale dopo la sospensione. Si dice: si sospenda, poi anche se non si riprende più, non fa niente. Sicché, alla fine, si realizza un'amnistia occulta senza che una legge sull'amnistia occulta lo possa decidere. Insomma - e concludo - signor Presidente del Consiglio che non c'è, non crediamo, a differenza di altri colleghi, che la vostra sia una scelta politica: crediamo che sia una scelta personale ed un uso personale delle funzioni pubbliche, che lei e il suo Governo state portando avanti.</p>

<p><strong>Gianfranco Fini: </strong><em>Concluda, prego.</em></p>

<p><strong>Antonio Di Pietro: </strong>Per noi dell'Italia dei Valori deve essere chiaro che la via maestra non è quella di ripristinare una generale garanzia costituzionale per tutti: per noi la via maestra è l'articolo 3 della Costituzione, per cui tutti sono uguali di fronte alla legge e lei, signor Presidente del Consiglio, si faccia giudicare come tutti gli altri, e la smetta di cercare, attraverso la legge, di sfuggire alle maglie della giustizia <em><font color="red">(Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori e di deputati del gruppo Partito Democratico)</font>.</em></p>]]></description>
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         <category>Giustizia</category>
         <pubDate>Wed, 02 Jul 2008 14:35:18 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Occupiamoci dei cittadini</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=vKFIL5DdMR8" target="_blank"><img alt="occupiamoci_cittadini.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/occupiamoci_cittadini.jpg" width="460" height="238" border="0" /></a></p>

<p>Riporto una mia intervista rilasciata a <strong>Radio Città Futura</strong> sull'appuntamento dell'8 luglio.</p>

<p><strong>Cittàfutura: </strong><em>Decreto sicurezza, l'emendamento salva processi, lodo Alfano vi hanno spinto a tornare in piazza il prossimo 8 luglio. Ci sarà questa manifestazione con un cartello un po composito, tornano i girotondi e torna anche Grillo oltre a voi. Non teme strumentalizzazioni o distorsioni su queste partecipazioni?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Innanzitutto chiariamo una cosa: l'Italia dei Valori non è una formazione politica del no. Siamo convinti, anzi, convintissimi che ci vogliono procedure e legislazioni d'urgenza per far fronte ai problemi di sicurezza reali del Paese. E queste legislazioni si potevano fare nei primi giorni di governo, anzi, avremmo potuto e avremmo dovuto farlo noi del centrosinistra e stupidamente alcuni di noi non hanno avuto il coraggio di farlo con decreto legge. Il governo Berlusconi lo ha fatto con decreto legge, ma nel contenitore buono ci ha messo l'uva marcia. Ci ha messo un provvedimento che non si attiene alla sicurezza dei cittadini, alle ragioni di povertà, al rilancio dell'economia, agli stipendi con cui non si arriva a fine mese e tutte le altre urgenze che ci sono. Ha messo una serie di provvedimenti che interessano solo a lui. Prima si fa una legge in cui l'informazione la può fare solo lui anche se viola la sentenza della Corte di Giustizia europea. Poi si fa una legge in cui, siccome ha detto delle stupidagini ed è stato intercettato, è meglio che non si pubblichino le intercettazioni. Poi si fa una legge dove, siccome lo stanno processando, si pone il problema di non farsi processare. Tutti questi problemi della sicurezza sono bloccate da queste cose. L'8 di luglio, dalle ore 18 in poi in Piazza Navona, saremo presenti per mandare un segnale: per favore, ti puoi occupare dei cittadini sul piano dell'economia, dei problemi abitativi, delle cose più normali e necessarie? Tengo a precisare che noi dell'Italia dei Valori non vogliamo essere una forza politica, come ci descrivono, del no, dell'antiberlusconi, ossessionati e quant'altro. Con riferimento al decreto legge sulla sicurezza abbiamo già presentato, e ne discuteremo domani in aula, un decreto legge alternativo strutturato allo stesso modo in cui l'ha fatto Berlusconi, con a fianco di ogni articolo ne scriviamo un altro. Non necessariamente un altro, almeno il 50 per cento.</p>

<p><strong>Cittàfutura: </strong><em>Sa di governo ombra.</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>No, opposizione effettiva. L'ombra fa ombra e basta. <br />
Un articolo del regolamento delle camere ci permette di presentare un contro-decreto e di chiedere che venga discusso. Lei vedrà che il 50 per cento sarà uguale al loro, non perché ho copiato, ma perché loro hanno copiato il mio che avevo depositato prima. <br />
Ci sono delle cose giuste, che vanno fatte, ma bisogna togliere quelle che non c'entrano niente con la sicurezza e con l'urgenza di provvedere, e che interessano solo a lui. In questa ottica cominceremo questa discussione in aula per fare in modo che il Parlamento si assuma le sue responsabilità e che il Paese sia informato di cosa in realtà siamo capaci di fare e meglio di loro. <br />
Sa cosa succederà dopodomani? Che siccome nel merito non sapranno come reagire, perché abbiamo ragione da vendere, metteranno il decreto di fiducia, cosi non si discute. Questa però dimostrerà che siamo all'anticamera del regime: non c'è democrazia e possibilità di sentire altro, usando il voto di fiducia zittendo avversari ed alleati.</p>

<p><strong>Cittàfutura: </strong><em>Lei ha scritto anche a Veltroni chiedendo al Pd di partecipare. L'orientamento però sembra opposto. Secondo lei, sul tema della giustizia la posizione del Partito Democratico è debole?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Ho molto rispetto per il Partito Democratico, molto rispetto per i loro elettori e molto rispetto per la dirigenza. Riaffermo qui che è mio impegno, e dell'Italia dei Valori, di creare e mantenere intatta questa alleanza, con le aperture che riterrà opportuno fare ad altri soggetti, per fare in modo di offrire un alternativa di governo sulla base di quel programma che abbiamo sottoscritto assieme. Lo riaffermo qui, anche quando Veltroni evidenzia una riserva. Io non ho riserve, ma invito i lettori e ascoltatori a vedere i giornali di oggi, dove ci sono due fotografie. Una di Veltroni che dice che non scenderanno in piazza, e soprattutto non a gratis, alla romanesta. L'altra è una fotografia di tanti manifestanti del Partito Democratico a Bologna. Forse bisogna porsi un problema all'interno della dirigenza: voi a quale Partito Democratico appartenete? A quello che ritiene di dover dire a Berlusconi quel che si merita o a quello in cui ritenete di non doverlo dire? Detto questo, mi pare che nell'ultima versione del Partito Democratico c'è una presa di coscienza importante, e cioè che con Berlusconi non si può dialogare, non si può dargli un dito che ti frega la mano. Bisogna fare una proposta di governo alternativo, esattamente quello che stiamo facendo noi dell'Italia dei Valori. L'8 di luglio partecipare in tanti in Piazza Navona vuol dire mandare un messaggio: noi non abbocchiamo a questa idea prettamente elettorale del modello berlusconiano. Berlusconi cosa ha fatto credere nell'immaginario collettivo? “Se votate me avrete la botte piena e la moglie ubriaca, non pagherete le tasse, starete benissimo e avrete la felicità. E' la politica degli annunci. <br />
Nella realtà fattuale dei primi 60 giorni avete visto che anche l'Ici per toglierla non ha tolto dalla lotta alla casta, riducendo gli sprechi e quanto altro, ma addirittura ha tolto dai capitoli del ministero della Giustizia e da quello della Solidarietà. Lui dice che darà più sicurezza a tutti, ma non si tolgono gli strumenti per finanziarla. Siccome non vogliamo essere un partito del no, dentro la contro relazione che presenterò troverete una proposta in cui abbiamo trovato fondi per 1,6 miliardi che vogliamo destinare in un apposito capitolo del ministero della Giustizia e degli Interni. Metà e metà per fare in modo che questi soldi vadano per l'ammodernamento delle strutture, dei mezzi del personale e addirittura del vettovagliamento del personale, della benzina, dei computer. Dico del vettovagliamento perché mio figlio fa il poliziotto, e siccome da quando si è sposato è ingrassato ha problemi a mettersi la divisa, e la divisa di riserva non la danno. </p>

<p><strong>Cittàfutura: </strong><em>Abbiamo tempo ancora per una domanda. Come reagirà agli attacchi personali?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Ma questi li ho sempre avuti. Per fare un processo me ne hanno fatti 356, dopo di che non è che quando hanno distrutto me hanno risolto “il problema”. Mia sorella me lo ha detto il primo giorno che ho iniziato l'inchiesta Mani Pulite, mentre io tentennavo dopo che avevano ammazzato Falcone e Borsellino: “zitto, fai il tuo dovere e pagane le conseguenze”. Già lo so che alla fine sarò impalato, lo accetto come regola del gioco. Non mi interessa la mia posizione personale, ma voglio affermare un principio: che tutti devono essere uguali di fronte alla legge, e che nell'eterna lotta tra Davide e Golia alla fine deve sempre vincere Davide.<br />
<br><br />
<strong>Question time di Antonio Di Pietro ore 15:00</strong><br />
<a href="http://www.camera.it/organiparlamentarism/241/9346/documentotesto.asp" target="_blank"><img alt="direttacamera.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/direttacamera.jpg" width="190" height="140" border="0" /></a><br />
<a href="http://www.camera.it/organiparlamentarism/241/9346/documentotesto.asp" target="_blank">Segui la diretta alla Camera</a>.</em></p>

<p><em>Oggi alle 15 chiederò al Ministro per le politiche europee Andrea Ronchi di  chiarire agli italiani in che modo l’Italia ha risposto ai venti quesiti che la Direzione Generale per la concorrenza della Commissione UE ha posto al governo Berlusconi in merito  ad alcuni dettagli della legge riguardante il sistema televisivo, la cosiddetta <strong>legge “salva-infrazioni”</strong>, infrazioni che dovrebbero ricadere sulla testa degli italiani per l'occupazione abusiva delle frequenze di Europa7 da parte di Rete4. La Commissione, valutate le risposte del governo italiano, dovrebbe decidere o meno se procedere con la terza fase della procedura di infrazione sulla legge Gasparri aperta da Bruxelles nel 2006. </p>]]></description>
         <link>http://feeds.feedburner.com/~r/antoniodipietro/~3/324767165/occupiamoci_dei_cittadini.html</link>
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         <category>Politica</category>
         <pubDate>Wed, 02 Jul 2008 11:35:56 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Elettroshock delle coscienze</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="cittadini.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/cittadini.jpg" width="460" height="250" /></p>

<p>Pubblico una lettera che ho inviato a <strong>Veltroni </strong>e apparsa su l'Unità di oggi. Il mio è un appello trasversale, senza bandiere, senza colori, senza partiti. E' un appello per <strong>salvare la democrazia</strong> di questo Paese, perchè è di questo che stiamo parlando. <br />
Parliamo di un segnale forte che molte parti sociali e politiche vogliono dare al governo. Vogliamo il risveglio della coscienza civica. I cittadini sono sfiduciati, rassegnati, pensano di non poter incidere sul percorso delle scelte politiche. Non è vero, la democrazia è partecipazione costante e diretta dei cittadini. Questa azione nelle piazze esploderà nel tempo perchè questo governo sta agendo fuori dal programma elettorale, con manovre che minano le fondamenta dello stato di diritto. <strong>Silvio Berlusconi </strong>sta dimostrando la sua idea di democrazia dove prima del voto i cittadini sono fantocci da plasmare e subito dopo sudditi da governare. Sono gli elettori che non ci stanno, i suoi compresi. Piazza Navona sarà l'<strong>elettroshock delle coscienze</strong>, mi auguro tu ci sia.</p>

<p>"Carissimo Walter, <br />
è un momento cruciale per il nostro Paese, sono a rischio la democrazia e il futuro economico e sociale degli italiani. E proprio per questo, tutta l'opposizione deve essere unita e <strong>bloccare la deriva </strong>di chi abusa del proprio ruolo al fine di tutelare solo gli interessi personali. </p>

<p>La democrazia <strong>non si baratta</strong> ma si difende in ogni sede e con tutte le energie. Questo non è il momento di soffermarsi a riflettere, né di rimandare a tempi che verranno. E' il momento di chiamare a raccolta i cittadini, di scendere in piazza, perché domani sarà sempre troppo tardi. Non possiamo attendere inermi che i provvedimenti 'salvapremier' e tutte le disposizioni vergogna divengano legge, pur essendo l'unico esito possibile, a fronte dei numeri schiaccianti che questa maggioranza ha in Parlamento. Per questo bisogna assumersi la responsabilità, dare la parola ai cittadini e spiegare loro quello che sta accadendo. </p>

<p>L'8 luglio l'Italia dei Valori sarà a piazza Navona per manifestare e sarà senza bandiere,  insieme a tante altre forze politiche, associazioni, comitati e liberi cittadini. Siamo stati chiamati ed abbiamo risposto. E chiediamo anche al Pd di esserci, di partecipare e di non alzare steccati. La difesa della libertà e della democrazia <strong>non ha colore</strong>, né bandiere, ha solo la forza delle idee e il coraggio di non tirarsi indietro. Il Paese ha bisogno di un'opposizione unita, coesa e senza nessuno che rivendichi una sterile primogenitura. </p>

<p>Anche per questo l'Italia dei Valori sarà con il Pd in piazza in autunno, per denunciare l'emergenza sociale, democratica ed economica, affiancandolo in quella azione di protesta e di proposta al Paese. Il progetto del Pd di un'alternativa forte e credibile a un governo che sta portando l'Italia al collasso, ha avuto già la nostra adesione. </p>

<p>Antonio Di Pietro"<br />
</p>]]></description>
         <link>http://feeds.feedburner.com/~r/antoniodipietro/~3/324010674/_pubblico_una_lettera_a.html</link>
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         <category>Società</category>
         <pubDate>Tue, 01 Jul 2008 13:25:29 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Unica opposizione: 8 luglio, niente bandiere</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://it.youtube.com/watch?v=tNYkgILRBBg" target="_blank"><img alt="8luglio1.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/8luglio1.jpg" width="460" height="238" border="0" /></a></p>

<p>Eccoci qui. Cominciamo un'altra settimana importante in sede parlamentare. Una settimana in cui si comincerà a discutere, anche alla Camera dei deputati, di leggi sulla sicurezza dentro cui ce poi la legge che permette al premier di <strong>farla franca </strong>,e si comincerà la discussione anche su lui. </p>

<p>Mi direte: ma sempre di questo parlo? No,<strong> non voglio parlare sempre di questo</strong>, vorrei discutere in Parlamento di occupazione, di lavoro, di Welfare, di sanità, di riforme istituzionali, insomma di tutte quelle cose scritte nei programmi elettorali di tutti i partiti. Però, purtroppo, non possiamo parlarne perché nell'agenda degli appuntamenti parlamentari ci sono solo questi argomenti, cioè, lui, solo questo sta portando avanti, e poi qualcuno (la maggior parte) dice: “<em>Non ne devi parlare perché se no sei anti-berlusconiano</em>”. Io rispondo allora: “<em>ma tu non pensare a farti le leggi solo per te, fai le leggi per noi, e noi parliamo di altro</em>”.  </p>

<p>Voglio parlare di <strong>Alitalia</strong>.La chiusura delle vicenda Alitalia aveva detto che era dietro l’angolo, in tre giorni, sistemava tutto, e che era sbagliato darla ad <strong>Air France </strong>. Oggi scopriamo che invece non c’è nessuno degli acquirenti, neanche i suoi figli, e che invece 300 milioni li abbiamo dovuti dare subito. A proposito, signori leghisti, voi che avete votato la <strong>Lega</strong>, avete sempre detto che non bisogna buttare i soldi nel calderone romano, questi 300 milioni chi ce li rimette? Sempre voi ce li avete rimessi. </p>

<p>E allora mi chiedo se per caso non sarebbe più giusto occuparsi di questi temi, piuttosto che del signor Silvio Berlusconi. Noi ce ne occuperemo. Come? All’interno del Parlamento, da subito, questa settimana su una questione di pregiudizialità. Noi riteniamo che la legge che sospende tutti i processi per un anno sia incostituzionale e che ancor più incostituzionale sia la legge che <strong>Berlusconi </strong>si è fatto fare l’altro ieri dal suo Consiglio dei ministri, o dal suo Consiglio di amministrazione, vedete voi, per dire che i processi nei suoi confronti non si possano fare. Lo faremo, non solo con riferimento all’opposizione in Parlamento, ma cercando di informare il più possibile i cittadini nelle piazze. </p>

<p>L’<strong>8 luglio</strong>, il primo appuntamento utile, dalle ore 18 in <strong>piazza Navona</strong>. E a proposito di questo appuntamento, permettetemi di mandare un messaggio importante, lo dico  perché oggi su un giornale nazionale, su L’Unità, c’è un articolo di fondo del Dott.Andrioli, persona che io leggo sempre con attenzione e che rispetto molto, articolo in cui si legge: “<em>Attenzione, bisogna bloccare sul nascere ogni contrapposizione polemica, più o meno strisciante, su chi fa opposizione più dura. Obiettivo realistico, a patto che dal Pd non si guardi a ciò che appare fuori dai confini arricciando il naso, e a patto che gli organizzatori dell'8 luglio chiariscano che a Piazza Navona non prevarrà la polemica, in modo che i simpatizzanti del Pd <strong>non siano costretti</strong> all'eventualità di partecipare ad una manifestazione contro il loro partito</em>". </p>

<p>Bene, io sono tra gli organizzatori della manifestazione dell'8 luglio, e dico subito: <strong>sul palco non metteremo alcuna bandiera di partito</strong>, quella manifestazione non è ad appannaggio di questo o di quel partito. E' una manifestazione aperta a tutti, agli elettori del Pd, agli elettori del Pdl scontenti, a quelli che non sono andati a votare, a tutti coloro che pensano sia una truffa utilizzare le istituzioni per fini individuali, o a quelli che credono sia necessario mandare un messaggio a chi è al governo di non approfittarne oltremodo. <strong>Una manifestazione aperta</strong>. <br />
Anche questa rubrica Unica Opposizione, non è una rubrica contro qualcuno, è una rubrica di appello: <strong>facciamo un'unica opposizione</strong>, costruttiva, concreta, da dove prendiamo posizioni favorevoli ed impegni verso i cittadini. <br />
Nel pacchetto sicurezza che discuteremo questa settimana ci sono molte cose che condividiamo, le abbiamo fatte noi prima di loro, e le approveremo. Io sono il relatore di minoranza del mio partito, in questa discussione al Parlamento, e vedrete che in molti casi diremo sì ad alcuni emendamenti, diremo che vanno bene perchè servono a dare sicurezza ai cittadini, mentre altri non servono secondo noi e quindi daremo voto contrario. </p>

<p>Unica opposizione vuol dire <strong>opposizione unitaria</strong>, di tutti, senza spaccature o quant'altro, un opposizione seria. L'8 di luglio, l'appello che faccio, è di venire tutti dalle ore 18 in Piazza Navona e di non preoccuparsi del partito di appartenenza, di chi avete votato, ne di chi non avete votato, perchè non andrete a fare una manifestazione di partito, ma una <strong>manifestazione di libertà</strong>. <br />
E lo dico perchè non vorrei che qualcuno pensi che l'Italia dei Valori sia un partito giustizialista e massimalista da cui stare attenti. Lo dice <strong>Casini</strong>: “<em>Di Pietro, polizza sulla vita del Premier, il Pd lo scarica</em>”. Questo è il modo di fare di chi non ha argomenti. Hanno accusato <strong>Travaglio </strong>di aver permesso a Berlusconi di vincere, cosi come <strong>Grillo</strong>. Secondo questi signori Berlusconi vince perchè noi diciamo tutto quello che combina, se invece non dicessimo quello che combina, lui perderebbe. Masochisti lo siamo fino ad un certo punto obietto a costui.<br />
Rispetto le idee e i programmi del partito di Casini, perchè è un partito liberale, laico e non anticlericale. Il problema non è il partito, ma le persone che ci stanno dentro all'UDC. Se mi chiedono se non voglio parlare con <strong>Tabacci</strong> rispondo: perchè no? Lo ascolto ben volentieri, ha una sua professionalità in materia di scelte economiche, soluzioni finanziarie sulla contabilità pubblica, di lotta alla Casta, che rispetto, e su cui prendo appunti. Poi però c'è <strong>Cuffaro</strong>, con quello non ci voglio avere a che fare. Me lo immagino il Partito Democratico che pensa di rilanciarsi ed essere il rinnovamento mettendosi a lavorare con Cuffaro, credo che il problema sarebbe davvero il Partito Democratico. Prima di decidere se stare o no con l'Italia dei Valori chiedete all'Italia dei Valori <strong>se vuole stare con voi</strong> allora dico a Casini. </p>]]></description>
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         <category>Politica</category>
         <pubDate>Mon, 30 Jun 2008 18:47:07 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Ore 14:00, Passaparola di lunedì 30 giugno</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://www.beppegrillo.it/iniziative/passaparola/index.php?s=user" target="_blank"><img alt="passaparola" src="http://www.beppegrillo.it/iniziative/passaparola/immagini/passaparola_travaglio.jpg"  /></a><br />
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<p><br><br />
Come ogni lunedì vi invito ad ascoltare l'appuntamento di Marco Travaglio: Passaparola. Subito dopo pubblicherò la mia rubrica settimanale Unica Opposizione.</p>]]></description>
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         <category>Informazione</category>
         <pubDate>Mon, 30 Jun 2008 11:53:10 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Lettera a Beppe Grillo</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="italianflag1.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/italianflag1.jpg" width="460" height="250" /></p>

<p>Riporto una mia lettera inviata a <strong>Beppe Grillo</strong>.</p>

<p>"Caro Beppe,<br />
ci sono momenti nella vita delle nazioni in cui <strong>i cittadini devono fare delle scelte</strong>. Momenti in cui non si può più fare finta di niente e continuare a credere che, in fondo, nulla veramente cambierà. Le leggi che continuamente vengono proposte dal nuovo Governo sono un attentato alla democrazia. Se passano, vincerà il regime e perderà, per un tempo indefinito, la democrazia. Non c’è bisogno dell’esercito per togliere la libertà ai cittadini. E’ sufficiente manipolare l’informazione e, grazie a questa, farsi eleggere in Parlamento. Quindi legiferare contro la Costituzione, contro l’indipendenza della magistratura, contro la sicurezza dei cittadini, contro la libera informazione. Una legge dopo l’altra.<br />
Cosa distingue un primo ministro di una democrazia da un dittatore? Il vero tratto distintivo è l’<strong>impunità assoluta del dittatore</strong>. Quando Silvio Berlusconi l’avrà ottenuta l’Italia sarà, a tutti gli effetti, una dittatura. Sorprende come opinionisti autorevoli abbiano potuto accreditare Silvio Berlusconi di qualità di statista e come una parte della stessa opposizione abbia creduto di poter avviare con lui le riforme istituzionali. La storia di Berlusconi parla per lui. I suoi innumerevoli processi, la condanna per corruzione giudiziaria del suo avvocato Cesare Previti per la Mondadori, la sua appartenenza alla P2, l’occupazione abusiva delle frequenze di Rete4. L’elenco è interminabile come i danni subiti a causa sua dal nostro Paese. Mi riferisco soprattutto allo<strong> spegnersi della coscienza civica</strong>, della morale, dell’etica. All’esempio devastante che Berlusconi ha offerto alla nazione e alle giovani generazioni in quasi venti anni, un esempio aggravato dalla sua impunità. Una situazione simile a quella dei ragazzi nei paesi del Sud che ammirano il camorrista o il mafioso locale.<br />
Il Consiglio dei ministri di oggi, 27 giugno 2008, ha approvato il DDL per garantire l’<strong>impunità alle prime cariche dello Stato </strong>durante l’esercizio del loro mandato, che diventano quindi più uguali degli altri cittadini di fronte alla legge. Nelle scorse settimane sono state presentate dal Governo leggi che definire vergogna è insufficiente. E’ più corretto chiamarle eversive e criminali in quanto minano le basi dello Stato e favoriscono i delinquenti.<br />
La sospensione dei processi per un anno serve a evitare la possibile condanna di Berlusconi al processo Mills di Milano. Altri <strong>centomila processi</strong> saranno bloccati per reati che vanno dallo stupro, alla truffa, al rapimento di minore. <strong>La sicurezza dei cittadini</strong>, tanto sbandierata in campagna elettorale da Berlusconi e dalla Lega, è sacrificata all’<strong>interesse del presidente del Consiglio</strong>. Il divieto di pubblicare le intercettazioni una volta depositate in tribunale a disposizione delle parti, e quindi di fatto già pubbliche, impedirebbe di venire a sapere di Parmalat o dei furbetti del quartierino. Il giornalista che pubblicasse le intercettazioni finirebbe in carcere, il suo editore chiuderebbe e chi ha compiuto il crimine non dovrebbe rispondere all’opinione pubblica. Con questa legge, negli Stati Uniti non ci sarebbe stato il <strong>Watergate </strong>e <strong>Nixon </strong>non avrebbe rassegnato le dimissioni. L’Italia dei Valori proporrà un grappolo di referendum per l’abrogazione di queste leggi contro la democrazia, se necessario promuoverà azioni di <strong>disobbedienza civile</strong> come la pubblicazione degli atti giudiziari. Nessuno può più rimanere a guardare.<br />
L’<strong>otto luglio a Roma</strong> dalle ore 18:00 in <strong>Piazza Navona</strong>, in contemporanea con l’iter di approvazione della legge sulle intercettazioni, l’Italia dei Valori insieme a esponenti della società civile ha indetto una manifestazione per la libertà di espressione e per la giustizia.</p>

<p><em>Antonio Di Pietro</em>"</p>]]></description>
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         <category>Politica</category>
         <pubDate>Sat, 28 Jun 2008 15:54:13 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Magnaccia di governo</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="VELINE.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/VELINE.jpg" width="550" height="251" /></p>

<p>Poco fa mi sono espresso senza mezzi termini di fronte alla stampa sulle intercettazioni tra <strong>Berlusconi </strong>e <strong>Saccà</strong>, definendo questa classe politica più simile a dei magnaccia intenti a piazzare veline a destra e manca, <strong>a spese del contribuente</strong>, piuttosto che occuparsi dei loro problemi. </p>

<p>Penso anche che il presidente del Consiglio farebbe molti meno sforzi, e rischierebbe molto meno, visti i recenti sviluppi, se facesse queste dubbie intermediazioni <strong>con le proprie televisioni</strong>, piuttosto che con quelle <strong>pubbliche</strong>.</p>

<p>Il problema è sempre lo stesso, utilizzare ruoli pubblici per gestire affari privati. Lo dimostra il fatto che per vincere le elezioni Berlusconi e <strong>Bossi </strong>hanno utilizzato l’allarme sociale, amplificandolo a dismisura, sull’immigrazione clandestina. Ecco che in tutta fretta l’immigrazione clandestina diviene reato. L’Europa condanna, <strong>il Governo ignora</strong>. Dopo tutto la strada verso la dittatura dolce è già segnata. Il Governo ha ignorato l’Europa sul <strong>prestito ponte Alitalia</strong>, l’ha ignorata sulla sentenza contro l’occupazione abusiva delle frequenze da parte di <strong>Rete 4</strong>, nulla impedisce di farlo anche per l’immigrazione clandestina. </p>

<p>Dopo l’ illusione mediatica offerta agli elettori su tutti i TG e giornali arriva subito la <strong>contropartita personale</strong> di Berlusconi. Pochi giorni dopo infatti, mentre la Lega gonfia il petto per aver mantenuto la promessa elettorale, al Governo è costretta a <strong>voltare le spalle agli stessi elettori</strong>. La blocca processi infatti oltre a bloccare il reato di corruzione giudiziaria, che metterebbe al sicuro Berlusconi per un anno da certi, e a lui sfavorevoli, sviluppi del <strong>processo Mills</strong>, <strong>blocca anche il reato sull’immigrazione clandestina</strong>. Ma di questo “dettaglio” ai sudditi cittadini non è dato sapere, e cala il consueto silenziatore mediatico, di giornali e televisioni “libere”. </p>

<p>Tutto sommato la blocca processi serve sia a destra che a sinistra, forse a non volerla siamo solo noi dell’Italia dei Valori poiché siamo all’opposizione. <strong>L’unica opposizione</strong>.<br />
</p>]]></description>
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         <category>Giustizia</category>
         <pubDate>Sat, 28 Jun 2008 15:48:19 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Cittadini, non sudditi</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="processo%20Mills.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/processo%20Mills.jpg" width="460" height="238" /></p>

<p><br />
La <strong>Lodo-Schifani </strong>è una vergogna correlata alla vergona dell'emendamento blocca-processi. Una è figlia dell'altra.</p>

<p>La <strong>blocca-processi</strong> vuol sospendere per un anno 100 mila processi, tra i quali uno che coinvolge <strong>Silvio Berlusconi</strong>, e per farlo produrrà gli effetti di un <strong>indulto</strong>. </p>

<p>La Lodo-Schifani fa la stessa cosa definendo una cerchia di <strong>politici intoccabili </strong>e sospendendone i processi per cinque 5 anni.</p>

<p>I cittadini vogliono alle più alte cariche dello Stato persone oneste, da cui prendere esempio, <strong>senza </strong>condanne, <strong>senza </strong>processi aperti, <strong>senza </strong>conti in sospeso con la giustizia.</p>

<p>E' molto difficile far accettare quest'idea ad un Parlamento con <strong>17 condannati </strong>in via definitiva ed almeno <strong>70 persone </strong>con problemi giudiziari.</p>

<p>Lunedì <strong>7 luglio </strong>si terrà l'udienza deil <strong>processo Mills</strong> a carico del presidente del Consiglio, poi ci saranno altre due date prima della sospensione per l'estate, il 14 ed il 18 luglio.</p>

<p>In occasione di queste date, così come ho fatto per il processo Spartacus, <strong>un inviato dell'Italia dei Valori </strong>fornirà un resoconto dettagliato del dibattimento processuale.</p>

<p>L'<strong>8 luglio dalle ore 18:00</strong> poi, ricordo a tutti i sostenitori, saremo a piazza Navona, per riprenderci ciò che questi intoccabili vogliono toglierci: la dignità.</p>

<p>E' la dignità che distingue il suddito dal cittadino.<br />
</p>]]></description>
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         <category>Giustizia</category>
         <pubDate>Fri, 27 Jun 2008 13:28:50 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Unica opposizione: svegliarsi, resistere, operare</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://it.youtube.com/watch?v=WN3h_St9Uzg" target="_blank"><img alt="Svegliarsi%20resistere%20operare.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/Svegliarsi%20resistere%20operare.jpg" width="460" height="238" /></a></p>

<p>Sveglia! <br />
Sta succedendo qualcosa di nuovo nel nostro paese, anzi d’antico, dice una vecchia poesia. Sta succedendo che <strong>Berlusconi </strong>tornato al governo sta facendo esattamente quello che stava facendo quando stava al governo, cioè leggi che servono a <strong>lui</strong>, non ai <strong>cittadini</strong>. <br />
Egli ha fatto credere agli elettori che votando lui stavano meglio gli elettori, invece votando lui, e andando lui al governo, ci stiamo occupando solo di fare leggi che servono a lui. <br />
Questo è il dramma di questo paese, non il fatto che ci siano una schiera di magistrati che c’è l’hanno con lui da 14 anni. È lui che da 14 anni c’è l’ha con la giustizia perché non accetta mai di sottoporsi al giudizio e ogni volta se la prende con i magistrati e ogni volta cerca di rinviare il proprio giudizio e ogni volta cerca di farsi una leggere come gli pare e piace. <br />
Sarebbe niente, sarebbe una beffa, se non fosse il danno che egli provoca con le leggi che fa per se stesso. <br />
Adesso, per fermare il suo processo, ha fatto una legge che ferma <strong>almeno 100 mila processi </strong>e blocca tutta la macchina della giustizia. È un assurdo tutto questo. <br />
Adesso, addirittura, si sta facendo una legge che dice che per lui i processi non si devono fare. Addirittura ha fatto già una legge che dice che <strong>le sue televisioni </strong>non si devono toccare. Ha fatto una legge in cui dice le inchieste a cominciare dalle intercettazioni non devono più essere fatte, e gli strumenti a disposizione dei magistrati per scoprire i reati non devono più essere utilizzati.<br />
Siamo in una situazione veramente da <strong>anticamera del regime </strong>perché per giunta ha fatto una legge in cui da detto i giornalisti, la stampa, non può più far sapere ai cittadini, all’opinione pubblica, agli elettori chi commette reati e che cosa in concreto ha commesso: volete sapere della clinica <strong>Santa Rita</strong>? Non si saprà più. <br />
Volete sapere delle persone che fanno insider trading, delle persone che truffano, delle persone che fanno molestie, delle persone che violentano? Non si deve sapere più nulla.</p>

<p>Insomma, rispetto a tutto questo, è ora di <strong>svegliarci</strong>, non solo di <strong>resistere</strong>. È anche ora di <strong>operare</strong>. </p>

<p>Noi dell’Italia dei Valori l’abbiamo detto in modo determinante sin dal primo giorno e però non basta il parlamento per far sentire la propria voce. C’ è bisogno di muovere le piazze, c’è bisogno di far sentire la voce della <strong>democrazia</strong>, c’è bisogno di <strong>partecipare</strong>, non si può più stare dietro la finestra a guardare. </p>

<p>Ecco perché abbiamo deciso che, il giorno stesso in cui si inizia a discutere alla Camera dei deputati quest’ ultimo provvedimento scellerato, incostituzionale, strumentale, voluto a posta per bloccare il suo processo che è quello della legge che blocca tutti i processi, per un anno, per  bloccarne uno li blocca tutti, in occasione di tutto questo, noi abbiamo deciso in Parlamento di fare il nostro dovere, ma di chiamare a raccolta la società civile e di tutti coloro che nel mondo della rete, nel mondo dell’informazione libera, insomma di tutti coloro che per un giorno non vanno al mare, ma vanno a fare il proprio dovere civile, civico, quello di partecipare e manifestare pubblicamente. </p>

<p>L’ <strong>8 di luglio </strong>intorno alle <strong>ore 18:00 </strong>ci troveremmo tra <strong>Piazza Navona </strong>e piazza del <strong>Pantheon</strong>, stiamo individuando esattamente il posto, e dobbiamo partecipare in tanti per far capire a questo governo che è li per risolvere i nostri problemi, i problemi dei cittadini, dei più deboli. </p>

<p>Abbiamo problemi che riguardano la <strong>sicurezza</strong>, il <strong>futuro dei giovani</strong>. Possibile che dobbiamo occuparci sempre solo dei problemi del signor Berlusconi? <br />
<strong>Non vogliamo occuparcene più</strong>. Lui stesso dice ma parlate sempre di me. Per forza sei sempre tu che stai li a farti gli affari tuoi. <br />
Allora partecipiamo tutti insieme a una manifestazione di piazza in cui diciamo <strong>basta</strong>! Basta con la casta. Noi abbiamo coniato un termine molto bello che utilizzeremo a <strong>Bellaria </strong>(12 luglio) nella nostra manifestazione dei giovani :<em><a href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/iosostengo/smontalecaste/index.php"target="_blank">Smontalecaste Rimontalitalia</a></em>. Ecco, questo è proprio il caso di smontare la casta di chi va al governo in Parlamento per farsi gli affari propri e rimontare un Italia per i giovani proprio perché vogliamo evitare che si utilizzano le istituzioni in un modo cosi primitivo, cosi abominevole.<br />
Partecipiamo tutti insieme allora : l’8 di luglio ripeto intorno alle 18:00 in questa manifestazione di piazza non solo per resistere ma anche per agire per far sapere all’opinione pubblica che c’è tempo di dire a questo governo di occuparsi di noi invece che di se stessi.<br />
</p>]]></description>
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         <category>Politica</category>
         <pubDate>Thu, 26 Jun 2008 16:13:48 +0100</pubDate>
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