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      <title>Antonio Di Pietro</title>
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      <language>it</language>
      <copyright>Copyright 2009</copyright>
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         <title>Arancia Meccanica Giovanardi</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=lV6kD_StGO4" target="_blank"><img alt="ilariacucchi.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/ilariacucchi.jpg" width="499" height="250" border="0" /></a></p>

<p>Il sottosegretario <strong>Giovanardi è figlio del berlusconismo </strong>e dell’atteggiamento di arroganza di questo governo.</p>

<p>Le cose che mi preoccupano di più, dopo le sue dichiarazioni, sono: <strong>primo</strong>, il fatto che abbia deleghe alle politiche giovanili in Italia, <strong>secondo</strong>, la reazione che, nei prossimi giorni, in occasione di assembramenti pubblici, <strong>stadio Olimpico </strong>compreso, può scaturire dalle sue esternazioni.</p>

<p>Giovanardi si assuma la responsabilità delle sue parole e lasci le deleghe sul tema di cui è incaricato per manifesta incapacità di ricoprire un ruolo. La droga, l’anoressia e il disagio giovanile sono problemi da risolvere e non da emarginare. <strong>Ma il suo, oggi, è un tentativo di distogliere dalla realtà dei fatti</strong>: cioè che esistono delle mele marce nelle istituzioni e nei corpi di polizia e alcuni membri delle forze dell’ordine che vanno emarginati per non ledere la credibilità di quegli organismi statali.</p>

<p>Secondo Giovanardi  “<em>Stefano Cucchi è morto perché anoressico, drogato e sieropositivo</em>”, peccato che <strong>tutte e tre queste malattie non causino ematomi e non fratturano le ossa</strong>. Giovanardi è allineato al ministro Alfano e sta ignorando referti, le testimonianze della famiglia, e altri fatti molto molto sospetti nella vicenda. </p>

<p>Un distacco ed un disprezzo dei fatti, il suo, che ispira <strong>trame romanzesche da Kgb </strong>ed allontana questa generazione confusa di giovani, getta indifferenza sul dolore della famiglia Cucchi e sdogana un concetto terribile, quello che <strong>il debole è sacrificabile</strong>, che <strong>per il debole il sistema non garantisce</strong>, che per lui la <strong>rieducazione stile ‘<em>arancia meccanica’ </em>è accettabile e forse terapeutica</strong>.</p>

<p>Nel 2000 vidi un film che mi colpì molto, <strong>Traffic</strong>. Tra gli attori, <strong>Michael Douglas</strong>, che vestiva i panni di un politico bigotto e benestante che si batteva per la linea dura della lotta alla droga, pensando di esserne immune finché, nell’infernale macchina della morte, scopre esserci la sua famiglia. Da lì la sua prospettiva cambia completamente. </p>

<p>Giovanardi oggi ha indossato i panni di quel borioso politico ed ignora volutamente sia che <strong>la morte di Cucchi non può essere imputata alla sua “gracilità alle percosse”</strong>, sia che <strong>i problemi da lui liquidati con profondo disprezzo, potrebbero essere alla porta di qualsiasi buon padre di famiglia</strong></p>

<p><br />
<strong>Leggi anche:</strong><br />
- <a href="http://www.antoniodipietro.com/2009/10/cucchi_come_bianzino.html" target="_blank">Morti affidati alle Istituzioni</a> (<em>www.antoniodipietro.it</em>)<br />
- <a href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/giustizia/cucchi_la_verita_e_un_dovere.php" target="_blank">Cucchi: la verità è un dovere</a> (<em>www.italiadeivalori.it</em>)<br />
- <a href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/giustizia/la_lettera_di_ilaria_cucchi_al.php" target="_blank">La lettera di Ilaria Cucchi al Senato</a> (<em>www.italiadeivalori.it</em>)</p>

<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ocyj601xzSU" target="_blank"><img alt="moore_obama_silvio.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/moore_obama_silvio.jpg" width="499" height="95" border="0" /></a></p>]]></description>
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         <category>Politica</category>
         <pubDate>Mon, 09 Nov 2009 17:48:40 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Passaparola di lunedi 9 novembre</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=LC6frym9NYI" target="_blank"><img alt="passaparola91109.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/passaparola91109.jpg" width="499" height="250" border="0" /></a></p>

<p><em>Sommario della puntata:</em><br>
    <a href="#pp1"><u>Ci siamo: colpo di Stato</u></a><br>
  <a href="#pp2"><u>Il papello di Berlusconi</u></a><br>
  <a href="#pp3"><u>Il Piano Ghedini per i processi del capo</u></a><br>
  <a href="#pp4"><u>Berlusconi come Riina</u></a><br>
  <br>
  <em>Testo:</em><br>
  Buongiorno  a tutti. Siamo arrivati alla soluzione finale, all&rsquo;ultima partita: il  Cavaliere ha ordinato, ha intimato ai suoi alleati, a cominciare dai  leaders interni alla sua maggioranza e al suo partito, quindi  rispettivamente Bossi e Fini, con tutti i capigruppo, di vedersi al pi&ugrave;  presto in settimana e l&igrave; firmare un giuramento non di fedelt&agrave;, ma di  impunit&agrave; per Berlusconi stesso: chi non ci sta &egrave; fuori dalla  maggioranza. Se la maggioranza non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; su questo provvedimento si  torna a votare: non si &egrave; capito bene per quale motivo il Cavaliere sia  cos&igrave; disperato, visto che si pensava che i suoi processi fossero tutti  destinati alla prescrizione. Ma evidentemente c&rsquo;&egrave; qualcosa che lui sa e  che noi non sappiamo, perch&eacute; non parla di altro e non pensa a altro da  quando &egrave; stato bocciato il Lodo Alfano.<br>
</p>
<div id="pp1"><strong>Ci siamo: colpo di Stato</strong></div>
<p>Vorrei fare poco lo spiritoso oggi, perch&eacute; credo che siamo in pieno  colpo di Stato: l&rsquo;aria tutt&rsquo;altro che allegra che aveva il Presidente  della Camera, Fini, ieri sera nella bellissima intervista che ha fatto  con Fabio Fazio secondo me dimostra chiaramente la tensione e la  gravit&agrave; del momento, siamo di fronte a uno squilibrato o, in  alternativa, a un delinquente di tali proporzioni da non riuscire pi&ugrave; a  controllarsi. Una persona che sa di averne combinate tante e tali per  cui deve giocarsi il tutto per tutto, mettendo per iscritto in una  legge che lui non deve essere processato, perch&eacute; questo &egrave; il senso di  quello che succede questa settimana: i suoi reati non esistono pi&ugrave;, i  suoi processi non esistono pi&ugrave; per legge, con la firma degli alleati,  onde evitare che qualcuno si vergogni, arrossisca e scopra dopo le  conseguenze di quello che si sta facendo e si tiri indietro. E&rsquo; un  momento drammatico, forse ancora pi&ugrave; drammatico dei tanti che gi&agrave; ci  erano sembrati drammatici nel passato, perch&eacute; nel passato si tentava di  coprire con uno strato di vaselina, di ipocrisia le leggi per salvare  Berlusconi dai processi: c&rsquo;era sempre qualcun altro disposto a  firmarle, c&rsquo;era sempre qualche finta ragione generale per giustificare  ci&ograve; che si faceva e invece no, questa volta questo impunito, questa  vergogna ambulante se ne va in giro minacciando i suoi alleati e  dicendo &ldquo; la firmo io, lo presento io, la stanno scrivendo i miei  Avvocati, la firmiamo noi e la firmate anche voi e c&rsquo;&egrave; scritto che io  non devo essere processato, anche se la Corte Costituzionale ha appena  detto che devo essere processato come tutti gli altri, anche se la  legge dice che io devo essere processato, anche se la Costituzione dice  che devo essere processato, anche se la magistratura dice che devo  essere processato. Adesso facciamo un colpo di Stato, ci costituiamo  come i governi in esilio, praticamente, i governi clandestini che si  danno delle regole proprie, estranee a quelle del Paese nel quale  vivono e si arroccano in qualche nascondiglio, preparando la riscossa.  Il problema &egrave; che questi signori, in teoria, sarebbero il governo  legittimo e non devono resistere a un&rsquo;invasione straniera o a un colpo  di Stato interno, lo stanno facendo loro: lo sta facendo lui il colpo  di Stato, il tutto in un clima spensierato. Se leggete i giornali..  anzi, guardate, a futura memoria, cos&igrave; almeno se poi il golpe riesce ci  ricorderemo di questi titoli di giornale; a parte le menate  sull&rsquo;influenza A, sulla bufala del secolo praticamente: sapete che  muore pi&ugrave; gente per l&rsquo;influenza normale. Titolo su Obama, titolo sulle  catacombe dell&rsquo;atomo in Francia, titolino: &ldquo; il Pdl non va, c&rsquo;&egrave; aria da  caserma&rdquo;. &ldquo; Giustizia: le condizioni del patto, s&igrave; alla prescrizione  breve, ma misure a tutela dei processi&rdquo;; &ldquo;la Lega Nord: intesa vicina;  il Premier e la legge sottoscrivano tutti&rdquo;, non c&rsquo;&egrave; minimamente la  percezione di quello che sta succedendo, sembra che stiano facendo  delle riforme per abbreviare i tempi della giustizia. Il Giornale, dopo  aver massacrato di botte tutti gli alleati affinch&eacute; si appecoronassero  agli ordini del Premier, adesso ci regala questi bei titoli: &ldquo; Niente  messa per paura dell&rsquo;islam&rdquo;, per non parlare dei deliri di quest&rsquo;altro  personaggio. Questa &egrave; la situazione: vedete in televisione, ieri si  sentiva il Tg1 dire &ldquo; allo studio alcune norme per rendere pi&ugrave; sereno  il compito del Premier di governare l&rsquo;Italia&rdquo;, cos&igrave; viene presentato,  lo vogliono rendere pi&ugrave; sereno e, soprattutto, vogliono sveltire i  tempi della giustizia, no? Chi potrebbe essere contrario, se questo &egrave;  il messaggio? In realt&agrave; c&rsquo;&egrave; un colpo di Stato in atto, perch&eacute; sta per  essere siglata - speriamo non da tutto il centrodestra: da alcune cose  dette da Fini sembrerebbe che i suoi uomini non siano disposti a  firmarle, ma da alcune altre cose dette da Fini sembrerebbe che  potrebbero essere disposti. Vedremo, tanto mancano pochi giorni, come  al solito hanno fretta: hanno fretta evidentemente perch&eacute; non basta  loro neanche il fatto di sapere che i processi attualmente aperti sono  destinati alla prescrizione e questo non pu&ograve; voler dire che una cosa,  quello che dicevo prima, ossia che il delinquente sta continuando a  delinquere anche dopo la data ultima scoperta dai magistrati. Per cui  lui non spera nella prescrizione, che a noi invece risulta certa,  perch&eacute; lui sa di aver continuato a commettere reati anche dopo e che,  prima o poi, si scoprir&agrave; e quindi la prescrizione verr&agrave; annullata,  altrimenti non c&rsquo;&egrave; motivo di modificare la prescrizione, visto che &egrave;  praticamente certo che i suoi processi siano avviati in gran parte alla  prescrizione.<br>
</p>
<div id="pp2"><strong>Il papello di Berlusconi</strong></div>
<p>Vediamo che cosa comprende questo papello, come l&rsquo;hanno chiamato  alcuni giornali, di Berlusconi, che &egrave; molto peggio del papello di Riina  tra l&rsquo;altro, perch&eacute; danneggerebbe tutti i processi ovviamente: non i  processi di mafia, ma tutti i processi per reati commessi anche da  mafiosi, ai quali verrebbe data un&rsquo;altra cadenza di prescrizione, sia  per il computo finale dei termini di prescrizione e sia per il computo  parziale perch&eacute;, come vedremo, vogliono fare una prescrizione per ogni  grado di giudizio.&nbsp;<br>
  Se avete Il Fatto Quotidiano del 4 novembre, c&rsquo;&egrave;  un illuminante articolo di Tinti, a pagina 3, sulla porcata, anzi sulla  doppia o tripla porcata che stanno tentando: innanzitutto il Cavaliere  nessuno lo sapeva, ma lo si &egrave; scoperto in questi giorni, quando i suoi  hanno infilato un emendamento alla Finanziaria, tramite la sua  Mondadori ha un grosso contenzioso tributario da 200 milioni di Euro,  dovuti e, evidentemente, non pagati. E allora che cosa sta facendo? Sta  infilando un emendamento alla Finanziaria per fare in modo che, se due  processi tributari arrivano in Cassazione con due sentenze conformi a  favore dell&rsquo;imputato, possono essere chiuse pagando solo il 5% di  quello che viene contestato. Non so se &egrave; chiaro: se ti chiedono  indietro soldi di tasse che non hai pagato e tu riesci a averla vinta  nei primi due gradi di giudizio, alla fine, anche se ti danno torto, tu  puoi pagare non quello che dovevi, ma il 5% di quello che dovevi. Se  cos&igrave; fosse la Mondadori, se &egrave; vero che deve 200 milioni di Euro al  fisco, potrebbe pagarne quanti? 10 invece di 200: capite che cosa sto  dicendo, no? Che cosa &egrave; il colpo di Stato che &egrave; alle viste: deve  pagare? Fa una legge in cui dice che non paga, adesso vedremo se ne  fanno anche una per non risarcire il maltolto nel caso Mondadori,  vedremo che cosa si inventeranno, se dovesse essere confermata anche in  appello la sentenza civile del giudice Mesiano. E questo &egrave; un piccolo  aspetto collaterale, dopodich&eacute; ci sono le norme sui processi: che cosa  vogliono fare? Vogliono cambiare la prescrizione e introdurre la  prescrizione non solo del reato, ma anche del processo: ieri sera avete  sentito Gianfranco Fini dire una cosa falsa, tra le tante cose giuste  che ha detto ce ne era una falsa, ossia che i processi a Berlusconi  sono cominciati dopo la sua discesa in campo. Non &egrave; vero, le inchieste  sulla Fininvest sono iniziate gi&agrave; nel 92, ne sono iniziate altre nel 93  e poi ne sono proseguite delle altre, naturalmente e ne sono iniziate  di nuove, esattamente come &egrave; avvenuto per la FIAT, per l&rsquo;Olivetti, per  Ligresti, per l&rsquo;Enel, l&rsquo;IRI, l&rsquo;Eni, la Montedison, tutti trattati nello  stesso modo, le grandi aziende e i grandi gruppi italiani, tutti dal  primo all&rsquo;ultimo. Alcuni si sono arresi, hanno confessato, hanno  mandato i loro managers a confessare, hanno patteggiato, hanno portato  le carte, restituito il maltolto e conseguentemente, dalle indagini,  sono usciti prima. Altri hanno resistito, uno in particolare: perch&eacute;?  Perch&eacute; lui era entrato in politica apposta per salvarsi e quindi  resistendo, negando, opponendosi, mentendo, negando anche l&rsquo;evidenza  etc. &egrave; ovvio che, nel tuo caso, i processi durano di pi&ugrave; e che, finch&eacute;  non racconti tutto, sono i giudici a scoprire via via quello che hai  fatto e lo scoprono, ovviamente, con i tempi che ci vogliono per  scoprire le cose, altro conto &egrave; se a un certo punto, come hanno fatto  altri grandi gruppi, vai, ti arrendi, consegni i tuoi managers,  patteggi e restituisci il maltolto. Quindi non &egrave; vero che i processi a  Berlusconi sono iniziati dopo la sua discesa in campo e chi non ci  crede sa dove trovare, nei nostri libri, le sentenze che a Brescia,  quando Berlusconi ha denunciato il pool di Milano proprio per averlo  perseguito a causa del suo ingresso in politica, hanno risposto &ldquo; non &egrave;  vero, sei tu che sei entrato in politica per perseguitare i giudici e  bloccare i processi, che erano gi&agrave; avviati su quasi tutte le tue  aziende, stavano arrivando a te e tu lo sapevi , tant&rsquo;&egrave; che sei entrato  in politica terrorizzato&rdquo;.&nbsp;<br>
  Quella frase di Fini, detta cos&igrave; per  dare lo zuccherino a Berlusconi, &egrave; falsa, come &egrave; falso in radice,  logicamente, il ragionamento secondo cui, visto che i processi sono  lenti e durano troppo a lungo, allora bisogna tagliare i tempi della  prescrizione. Eh no! Se i processi sono lenti e durano troppo a lungo  bisogna tagliare i tempi dei processi, non i tempi della prescrizione!  E&rsquo; come dire che ho la coperta corta e ho freddo e per scaldarmi cosa  faccio? Taglio la coperta: no, la coperta la devi allungare, oppure ti  tagli le gambe se non ci stai, ma certamente non devi tagliare la  coperta. Questi vogliono tagliare la coperta, dicendo che la coperta &egrave;  corta: come si fa a tagliare i tempi del processo? Evidentemente  facendo concorsi per aumentare il numero dei magistrati, facendo  assunzioni di personale affinch&eacute; nei tribunali si lavori tutto il  giorno e non solo la mattina, depenalizzando certi reati, se si vuole  ritenere che non debbano essere puniti penalmente, perch&eacute; non ce la si  fa, organizzando meglio i tribunali, chiudendo quelli piccoli e  accorpandoli a quelli grandi nei capoluoghi di regione, o almeno di  provincia, razionalizzando le energie, le forze, i mezzi e soprattutto  dando pi&ugrave; soldi, e poi riducendo i gradi di giudizio. E poi, se proprio  si vuole agire sulla prescrizione, c&rsquo;&egrave; una norma che sarebbe utilissima  per accorciare automaticamente, a costo zero, i tempi dei processi:  quella che c&rsquo;&egrave; negli altri Paesi, ovvero bloccare la prescrizione nel  momento del rinvio a giudizio, quando lo Stato ritiene di aver trovato  il colpevole di un reato, da quel momento non c&rsquo;&egrave; prescrizione che  tenga e conseguentemente, ovviamente, l&rsquo;accusato non avr&agrave; nessun  interesse a tirare in lungo il suo processo: perch&eacute;? Perch&eacute; che duri  due mesi, due anni o che duri venti anni, se &egrave; colpevole alla fine lo  condannano e se &egrave; innocente alla fine lo assolvono, non &egrave; previsto il  risultato x, non &egrave; previsto il pareggio nella partita.&nbsp; Ecco perch&eacute;  negli altri Paesi nessuno si mette a pagare gli Avvocati per venti anni  per fare durare il suo processo venti anni: se sa di essere colpevole  patteggia subito e risparmia anche un sacco di soldi in parcelle,  questa &egrave; anche la ragione per cui all&rsquo;estero gli Avvocati sono un  decimo di quelli che abbiamo noi in Italia, la Francia ne ha circa 15  /20. 000, noi ne abbiamo pi&ugrave; di 150. 000. Invece che cosa vogliono  fare? Vogliono accorciare i termini di prescrizione, mandando in  prescrizione ancora pi&ugrave; processi di quelli che gi&agrave; vanno in  prescrizione: tenete presente che in questo momento ogni anno vediamo  andare in fumo, causa prescrizione, 200. 000 processi, 200. 000  processi con una media di un imputato vuole dire che abbiamo 200. 000  imputati che la fanno franca senza che si possa stabilire se erano  colpevoli o, peggio, dopo che si &egrave; stabilito che erano colpevoli, ma lo  Stato a quel punto si deve arrendere e non li pu&ograve; punire. Se fossero in  media due gli imputati per ogni processo - e sapete che ci sono dei  processi con decine di imputati - immaginate quante centinaia di  migliaia di imputati la fanno franca a prescindere dalla loro  colpevolezza, oppure dopo che si &egrave; gi&agrave; accertato che sono colpevoli o  comunque che non sono innocenti, perch&eacute; la prescrizione scatta anche  dopo che uno &egrave; stato condannato due volte, cio&egrave; nei due gradi di  merito, primo e secondo grado, gi&agrave; si &egrave; stabilito che sono colpevoli.  Mentre si aspetta di capire se c&rsquo;&egrave; qualche aspetto formale che vizia le  prime due sentenze di colpevolezza conforme zac, arriva la prescrizione  alla vigilia della Cassazione e quello, anche se era colpevole secondo  il Tribunale della Corte d&rsquo;Appello, se ne va a casa facendosi beffe  delle vittime del reato! Questa &egrave; la situazione attuale. <br>
</p>
<div id="pp3"><strong>Il Piano Ghedini per i processi del capo</strong></div>
<p>Che cosa vogliono fare per la prescrizione? Tinti l&rsquo;ha ben spiegato  nel suo articolo: da un lato (piano A, Ghedini) taglio di un quarto dei  termini di prescrizione per i procedimenti pendenti relativi a reati di  non grave entit&agrave;, commessi prima del 2 maggio 2006 e con pena massima  fino a 10 anni. Quindi per i reati commessi fino al 2 maggio 2006, che  &egrave; il giorno in cui entr&ograve; in vigore l&rsquo;indulto, e con la pena massima  fino a dieci anni la prescrizione viene tagliata di un quarto: sapete  che era gi&agrave; stata quasi dimezzata con la legge ex Cirielli, che aveva  raddoppiato il numero delle prescrizioni, che erano passate da cento a  200. 000 all&rsquo;anno. Con quest&rsquo;altra norma &egrave; ovvio che ci saranno decine  di migliaia di processi che, all&rsquo;improvviso, si troveranno gi&agrave;  prescritti anche se sono in corso, anche se stanno per finire: perch&eacute;?  Perch&eacute; naturalmente questa porcata viene applicata ai processi in corso  e perch&eacute;? Perch&eacute; bisogna farci rientrare il processo a Berlusconi, il  processo Mills e i processi per i diritti Mediaset, essendo tutti  relativi a reati che, almeno a quanto si sa o a quanto hanno scoperto i  magistrati, sono stati commessi prima del 2 maggio del 2006. Dice &ldquo; ah,  va beh, ma sono solo i reati di non grave entit&agrave;, puniti con pene  inferiori a dieci anni&rdquo;: sapete quali sono i reati puniti con pena  inferiore ai dieci anni? Quasi tutti, se escludete l&rsquo;omicidio, la  strage, il sequestro di persona a scopo di estorsione e alcuni reati di  grande traffico di droga, stiamo parlando di enormi quantitativi, quasi  tutti gli altri reati stanno sotto la pena massima dei dieci anni.  Associazione mafiosa, peculato, corruzione, falsa testimonianza, tutte  le associazioni a delinquere, mafiose e non, omicidio colposo, furto,  rapina, estorsione, le truffe, le molestie sessuali, le violenze  sessuali, tutto. Praticamente questa sarebbe una gigantesca amnistia:  perch&eacute;? Perch&eacute; gi&agrave; si fa fatica a fare i processi con la prescrizione  attuale, figurarsi se la riducono di un altro quarto, no? Ma non sono  ancora sicuri neanche con questa norma e quindi ecco il piano B: il  piano B (sempre Ghedini) &egrave; questo, prescrizione del processo; che cosa  vuole dire la prescrizione del processo? Hanno preso una norma fatta  dal centrosinistra, quelli del centrosinistra vivono sempre sulla luna  e conseguentemente presentano delle norme che sembrano scritte per la  Scandinavia, cio&egrave; per i Paesi normali, dove si fanno pochi processi e  ci sono tanti magistrati per farli, per cui avevano detto &ldquo; facciamo  una bella legge che stabilisca quanto deve durare al massimo il  processo in ogni sua fase&rdquo;, le indagini gi&agrave; si sa, possono durare fino  a un massimo di due anni, benissimo. Poi il Tribunale le pu&ograve; tenere al  massimo per tre anni, la Corte d&rsquo;Appello al massimo per due e la Corte  di Cassazione al massimo per uno, altrimenti, se non rispettano ciascun  grado questi tempi, il processo si prescrive anche all&rsquo;interno di una  singola fase: mentre oggi il processo &egrave; difficile che si prescriva in  primo grado, di solito &egrave; in appello che arriva la mannaia del fattore  tempo, adesso potrebbe prescriversi addirittura in Tribunale, se il  Tribunale non riesce a evadere la pratica entro tre anni da quando l&rsquo;ha  ricevuta. Naturalmente non stiamo parlando di un processo che resta in  Tribunale tre anni perch&eacute; dura tre anni, stiamo parlando di un processo  che magari il G.I.P., con rinvio a giudizio, manda al Tribunale oggi,  il Tribunale di solito riesce a fissare la prima udienza tra un anno,  tra un anno e mezzo, tra due anni. Dovr&agrave; fissare l&rsquo;udienza e fare tutto  il processo da quando l&rsquo;ha ricevuto a quando lo manda via entro tre  anni, compresi i tempi morti: cosa assolutamente impossibile. Sono  queste norme assurde, tipiche di una sinistra astratta, che vive sulla  luna: per fortuna poi non l&rsquo;hanno approvata, anche perch&eacute; una norma del  genere senza dare i soldi ai tribunali per funzionare avrebbe  massacrato, falcidiato tutti i processi. E allora che cosa hanno deciso  di fare? Hanno deciso di riprendere questa norma targata  centrosinistra, gli Avvocati di Berlusconi e di dire &ldquo; eh, &egrave; d&rsquo;accordo  anche il centrosinistra, hanno fatta loro, l&rsquo;hanno proposta loro&rdquo;:  piccolo particolare, la proposta riguardava i processi del futuro  ovviamente e non i processi in corso, invece questi la vogliono calare  nei processi in corso. Da quanto &egrave; in Tribunale il processo Mills?  Sapete perch&eacute; &egrave; in Tribunale da tanti anni il processo Mills, perch&eacute;  Berlusconi si &egrave; fatto una serie di leggi per non farlo mai finire:  adesso usa il fatto che &egrave; rimasto in Tribunale a lungo, grazie alle  leggi che si &egrave; fatto lui, dicendo &ldquo; non c&rsquo;&egrave; problema, tanto sospendiamo  la prescrizione e la prescrizione poi ricomincer&agrave; a decorrere quando il  Presidente del Consiglio avr&agrave; finito il suo mandato e potr&agrave;,  finalmente, governare. Avevano detto che &egrave; cos&igrave; anche in Francia,  tant&rsquo;&egrave; che oggi Chirac viene processato per reati commessi venti anni  fa da Sindaco di Parigi, perch&eacute; nel frattempo era diventato Presidente,  il Presidente deve essere lasciato tranquillo e quindi la prescrizione  si sospende e si ricomincia il processo dopo, questo ci era stato  detto&rdquo;. Lasciamo perdere che Chirac era capo dello Stato e Berlusconi  no e noi la norma sul capo dello Stato ce l&rsquo;abbiamo tale e quale, ma  questo ci era stato detto: &ldquo; nessun danno, il processo resta l&igrave;  congelato, la prescrizione non decorre, riprende a decorrere quando lui  lascia la carica&rdquo;, questo ci era stato detto. Adesso cosa dicono? &ldquo; Eh,  &egrave; rimasto l&igrave; troppo congelato e dobbiamo stabilire dei limiti, perch&eacute;  non si pu&ograve; mica stare l&igrave; in Tribunale per troppi anni!&rdquo; e chi ce l&rsquo;ha  fatto stare l&igrave; in Tribunale per troppi anni? Il processo era  rapidissimo, erano in due gli imputati, Mills e Berlusconi, tant&rsquo;&egrave; che  Mills gi&agrave; stato ricondannato pure in appello: perch&eacute; Berlusconi no?  Perch&eacute; ha fatto delle leggi per non farsi giudicare. Adesso usa la  durata del suo processo, che ha determinato lui prima facendo  lungaggini con i suoi Avvocati e poi facendo una legge che bloccava il  processo, per dire &ldquo; bene, in Tribunale c&rsquo;&egrave; rimasto troppo, &egrave; gi&agrave;  prescritto&rdquo;, perch&eacute;? Perch&eacute; in Tribunale non pu&ograve; rimanere pi&ugrave; di tre  anni il processo, &ldquo;eh, non se ne sono accorti i giudici che l&rsquo;hanno  tenuto l&igrave; per quattro o cinque anni, a causa della legge che mi sono  fatto io?&rdquo;. Vedete la spudoratezza? Ci sarebbe da prenderli a sberle  dalla mattina alla sera per la vergogna di quello che riescono a  sostenere e a fare con la complicit&agrave; dei giornali e delle televisioni!  Questo &egrave; quello che vogliono fare: oltre alla prescrizione per il  reato, che diventerebbe pi&ugrave; breve di un quarto, vogliono pure stabilire  che comunque i processi sono gi&agrave; chiusi, perch&eacute; sia il processo  Mediaset che il processo Mills, proprio a causa delle lungaggini e  della sospensione del Lodo Alfano, gi&agrave; sono durati pi&ugrave; di tre anni in  Tribunale e quindi sono morti: &egrave; una dichiarazione di morte dei  processi al Presidente del Consiglio e, naturalmente, di tutti quegli  altri processi che sono arrivati pi&ugrave; di tre anni fa nei tribunali senza  esserne ancora usciti. Guardate che questa norma andr&agrave; a salvare  soprattutto, oltre a Berlusconi, gli imputati dei maxiprocessi: il  maxiprocesso di mafia fatto da Falcone e Borsellino inizi&ograve; a met&agrave; degli  anni 80 e fin&igrave; in Cassazione nel 92: fin&igrave; nel 92 e &egrave; evidente che,  essendoci centinaia di imputati, era durato a lungo; era durato a lungo  proprio perch&eacute; c&rsquo;erano molti mafiosi da processare. Adesso, laddove ci  saranno molti delinquenti o presunti tali da processare, immaginate  come si far&agrave; a farli in tre anni in primo grado, in due anni in appello  e in un anno in Cassazione! E&rsquo; assolutamente evidente che questa norma  &egrave; fatta apposta per favorire le lungaggini degli Avvocati: perch&eacute;?  Perch&eacute; sapranno che basta loro impegnarsi allo spasimo per portare il  processo oltre i tre anni in un grado, oltre i due anni in appello e  oltre un anno in Cassazione e il processo &egrave; morto, anche se il reato  non si &egrave; ancora prescritto. Del resto i calcoli sono semplici: Alfano,  nella sua relazione allo Parlamento sullo stato della giustizia, ha  detto che in Italia la durata media del processo penale &egrave; sette anni e  mezzo; se tu fai una prescrizione del processo che scatta dopo tre anni  in primo grado, oppure dopo due anni in secondo grado, oppure dopo un  anno in Cassazione, quale &egrave; la somma di queste tre prescrizioni? Tre,  pi&ugrave; due, pi&ugrave; uno: sei. Se stabilisci che i processi devono durare sei  anni ma, nei fatti, ne durano in media sette e mezzo, &egrave; evidente che  tutti i processi, stando alla media fatta da Alfano, si prescriveranno  o in primo grado, o in appello, o in Cassazione. Quindi capite che cosa  sono disposti a fare questi mascalzoni per salvare il Presidente del  Consiglio, con il giuramento sul suo papello e lo faranno come al  solito, con il sorriso sulle labbra, dicendo &ldquo; ci vuole la ragionevole  durata dei processi: lo dice la nostra Costituzione, lo dice la Corte  Europea, che ci condanna perch&eacute; durano troppo&rdquo;. Certo, accorciate i  processi allora, non la prescrizione: la prescrizione accorciata vuole  dire che i processi continuano a durare a lungo ma, a un certo punto,  muoiono. Non &egrave; una norma che abbrevia i processi, &egrave; una norma che  uccide i processi: basterebbe chiamarla con il suo nome, la ammazza  processi, la salva delinquenti, la salva ladri, la salva mafiosi, la  salva camorristi, la salva corrotti, la salva estorsori, sequestratori,  violentatori, pedofili etc. etc.. Naturalmente non troverete molti  giornali che la chiamano con il suo nome: troverete invece molti  giornali che diranno che &egrave; una norma contro l&rsquo;eccessiva lunghezza dei  processi, per abbreviare i processi, per dare certezza ai cittadini.  Dietro c&rsquo;&egrave; tutto quello che vi ho raccontato.<br>
</p>
<div id="pp4"><strong>Berlusconi come Riina</strong></div>
<p>Guardate, questa &egrave;&nbsp;la battaglia finale: se il Cavaliere riuscir&agrave;&nbsp;a  vincere anche questa, magari con la complicit&agrave;&nbsp;dell&rsquo;opposizione -  chiamiamola cos&igrave; - o del Capo dello Stato - chiamiamolo cos&igrave; - non ci  sar&agrave; pi&ugrave; alcuna speranza, la prassi &egrave; la stessa dell&rsquo;anno scorso con il  Lodo Alfano, minacciare sfracelli, minacciare un disastro epocale come  quello che vi ho appena illustrato, in modo da fare venire fuori o dal  Quirinale o dall&rsquo;opposizione qualche sherpa che si offre per una  mediazione e che, alla fine, gli dice &ldquo; salviamo i processi degli altri  e vediamo di metterci d&rsquo;accordo per bloccare i tuoi : quanti ne hai?  Due o tre? Blocchiamo solo quelli&rdquo;, &egrave; la stessa cosa che &egrave; avvenuta sul  Lodo Alfano, quando lui aveva in piedi la blocca processi: sta facendo  nuovamente la stessa cosa! Ma guardate che minacciare sfracelli per  intavolare una trattativa &egrave; ottenere quello che si vuole per s&eacute; &egrave; la  stessa cosa che ha fatto Tot&ograve; Riina nel 1992, quando ha cominciato a  mettere le bombe, poi ha presentato il conto, cio&egrave; il papello e le  bombe hanno continuato a scoppiare finch&eacute; qualcuno non ha messo la sua  firma, il suo giuramento sotto quel papello. I metodi di Tot&ograve; Riina  oggi sono i metodi delle leggi ad personam e chiss&agrave; che i beneficiari  di certe leggi ad personam non siano gli stessi che hanno messo la loro  firma in calce al papello 16 anni fa?! Passate parola e leggete, questa  settimana, Il Fatto Quotidiano, perch&eacute; sui temi dei rapporti mafia e  politica abbiamo due o tre scoop veramente interessanti. Buona  settimana.</p>]]></description>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/antoniodipietro/~3/r3UxqD0WaS0/passaparola_di_lunedi_9_novemb.html</link>
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         <category>Informazione</category>
         <pubDate>Mon, 09 Nov 2009 13:51:00 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Chi non rispetta il programma? Se ne vada</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="misiti.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/misiti.jpg" width="499" height="258" /></p>

<p>L’Italia dei Valori non sta vivendo<strong> nessuna scissione</strong>, né è affetta da “correntismo”, per quanto ci sperino i giornali ed i nostri avversari.</p>

<p>E’ invece vero che <strong>è finita la “fase fluida”</strong> dove ognuno, nonostante il pensiero del partito fosse più che noto, votava ora per l’acqua pubblica ora per quella privata. Ora il partito ha un programma chiaro che traccia una <strong>linea di demarcazione </strong>tra chi vuole seguire un pensiero politico e chi cerca una “casacca per coltivare il proprio orticello”.</p>

<p><strong>L’Italia dei Valori non ha avuto nessuna “deriva populista”</strong> nell’ultimo periodo, come hanno dichiarato alcuni doppiogiochisti, ha semplicemente dialogato con<strong> i lavoratori, i cassaintegrati e le maestranze rimaste oramai orfane di interlocutori politici</strong>, impegnati a dibattere sulla loro giustizia e sulle ronde.<br />
Chi si opporrà a questa apertura, a quella verso la società civile, e non si atterrà al programma in 10 punti, costruito con il nostro elettorato, deve scegliere di andarsene. <strong>Trovo quindi opportuno che il parlamentare Aurelio Misiti esca al più presto, come ha annunciato, dall'Italia dei Valori</strong>. Caro Misiti, non si può sponsorizzare una politica ambientale completamente contraria ai valori che vogliamo rappresentare e che abbiamo sposato, anche dopo alcune contraddizioni e ripensamenti, atteggiamenti che ritengo facciano parte della naturale evoluzione politica di un partito.</p>

<p>Gli <strong>inceneritori </strong>uccidono, la soluzione è la<strong> raccolta differenziata</strong>. Le <strong>centrali nucleari</strong> sono un attentato verso la popolazione ed una fesseria economica, le energie rinnovabili sono il futuro. <strong>Loiero </strong>è impresentabile e <strong>Callipo </strong>è il candidato che IDV appoggerà alle prossime elezioni regionali in Calabria. Tralascio la tua frenetica sponsorizzazione del <strong>ponte di Messina</strong>, così convinta da farti etichettare come “<strong>uomo di Berlusconi in Calabria per il ponte</strong>”.</p>

<p>Nel rispetto di questa <strong>distanza siderale di valori e programmatica</strong>, trovo opportuno che Misiti lasci il partito per confluire nella formazione che meglio lo rappresenta, così come reputo opportuno che <strong>debba dimettersi da parlamentare</strong> perché non è con la formazione presso la quale confluirà, qualsiasi essa sia, che gli elettori lo avrebbero voluto il 14 aprile del 2008.</p>]]></description>
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         <category>Politica</category>
         <pubDate>Sun, 08 Nov 2009 21:59:29 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Questione morale e istituzioni</title>
         <description><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="390" id="utv152898" name="utv_n_544694"><param name="flashvars" value="autoplay=false" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.ustream.tv/flash/video/2503332" /><embed flashvars="autoplay=false" width="480" height="390" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" id="utv152898" name="utv_n_544694" src="http://www.ustream.tv/flash/video/2503332" type="application/x-shockwave-flash" /></object></p>

<p>Ieri ho partecipato a Napoli al convegno dal titolo "Questione morale e Istituzioni. Etica e poteri. Quale Italia in Europa". Pubblico il video del mio intervento e le video interviste di Luigi de Magistris, Sonia Alfano e Salvatore Borsellino.</p>

<p><a href="" target="_blank"><img alt="sonialuigi.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/sonialuigi.jpg" width="499" height="95" border="0" /></a></p>

<p><strong>Luigi de Magstris: </strong><em>Questione morale e istituzioni, etica e poteri, quale Italia in Europa. A mio avviso è un'occasione importante per riflette anzitutto del degrato morale, non solo in Campania ma in tutto il Paese.<br />
Anche le ultime vicende che hanno coinvolto il Presidente della regione Lazio lo dimostrano.<br />
C'è bisogno di ricostruire questo Paese partendo da un nuovo rapporto non solo tra etica e potere ma tra etica e poteri. Tra etica e potere politico ma anche tra etica ed economia, sviluppo, magistratura, giornalismo.<br />
La questione morale non significa solamente avere il casellario giudiziario pulito ma significa intendere il proprio lavoro in modo da perseguire interessi pubblici e il bene della collettività.<br />
La questione morale non è sufficiente. Perché Napoli? Perché la questione culturale è il secondo punto centrale di questa azione politica: un'alternativa culturale al berlusconismo significa valori, meritocrazia, essere invece che apparire, significa una maggiore ridistribuzione del reddito e soprattutto, come facemmo a Napoli il 28 marzo, una lotta per i diritti, che significa avere come primo punto del programma politico la difesa della Costituzione.<br />
Questo percorso e questa iniziativa l'ho voluta fortemente fare a Napoli perché Napoli in questi anni e decenni, per la sua storia, è stata al centro della cultura europea e mondiale. Purtroppo in questi anni, soprattutto per colpa della politica e dei suoi intrecci con la criminalità organizzata è caduta ancora in basso.<br />
Oggi e domani vogliamo un confronto importante per far comprendere che c'è un'altra Napoli, un'altra Campania, un altro modo di fare politica, non solo in Campania ma nel Paese.</em></p>

<p><strong>Sonia Alfano: </strong><em>Il ruolo della società civile è sempre stato importante ma oggi è fondamentale, quasi vitale poter arrivare alla svolta. Questo è un paese che per troppi anni ha subito le arroganze e le prepotenze di una classe politica assolutamente priva di spessore, morale, di valori ed etica. <br />
La società civile è stata cloroformizzata in maniera eccellente, fino a dimenticare il ruolo della stessa società civile, i dirtti e i doveri.<br />
Se parliamo di società civile la prima cosa che mi viene in mente sono tutti quei movimenti che da anni si battono sul territorio, non solo per far sentire la propria voce ma per informare. Penso ai MeetUp di Beppe Grillo, a tutte le associazioni che hanno cercato di dare un segnale.<br />
Oggi, se penso alla società civile, penso a un movimento che sta cominciando ad incidere sul tessuto sociale, mi viene subito in mente il Popolo delle Agende Rosse.<br />
Un movimento che si muove su tutto il territorio nazionale e che non ha avuto bisogno di convocazione, non ha avuto bisogno di una carta e di uno statuto ma è fatto da gente di tutte le età; che forse ha capito che cosa c'è dietro stragi come quelle del 1992 e 1993 che sono stagi di Stato - e oggi ne abbiamo ulteriore conferma. Ha capito che il proprio ruolo è quello non soltanto di aspettare una verità, ma di farsi sentire e far capire a quella classe dirigente di cui parlavamo prima che esistono e hanno cominciato a capire i fatti e le verità.<br />
Nascono poi le manifestazioni come quelle di Piazza Navona, dove migliaia di persone hanno marciato con una'agenda rossa in mano, che non rappresenta più solo l'agenda rossa di Paolo Borsellino: oggi il Popolo delle Agende Rosse rappresenta quello che in tutta Italia è la ricerca di verità e giustizia e soprattutto partecipazione.<br />
Quello che per me è fondamentale è che molte più persone cominciano a capire che il ruolo del cittadino è un ruolo dal quale non si può prescindere, dal quale non si può non partire.<br />
Il ruolo della società civile è quello di metterci la faccia in prima persona, come hanno fatto tanti di noi, ed è quello di continuare a credere in quello che forse qualche anno fa era solo un sogno e che oggi è una realtà, quello di ridare orgoglio, onore e dignità a questo paese e soprattutto quello di continuare a difendere la nostra Costituzione, che sembra continuare a subire attacchi dalle più alte cariche dello Stato.<br />
Il ruolo fondamentale della società civile oggi è quello di voler continuare a difendere la nostra democrazia e la nostra libertà.</em></p>

<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=WJwIUEONWyM" target="_blank"><img alt="salvatoborse.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/salvatoborse.jpg" width="499" height="95" border="0" /></a></p>

<p><strong>Salvatore Borsellino: </strong><em>A Pescara è successo chea a un premio intitolato a Paolo Borsellino sono state invitate delle persone che con Paolo Borsellino non hanno assolutamente nulla a che fare.<br />
Allora, il movimento che oggi si riconosce nel Popolo delle Agende Rosse ha voluto giustamente contestare la partecipazione di questi personaggi. Era stato invitato addirittura anche Mastella.<br />
Ha voluto protestare contro la partecipazione di questi personaggi a un premio che si intitola a Paolo Borsellino. Purtroppo sono stati trattati in maniera assurda, è stato impedito loro di entrare nell'aula del Palazzo della Provincia, con la scusa che l'aula era piena, quando invece è stato dimostrato che così non era.<br />
Dei ragazzi che partecipavano alla manifestazione sono stati seguiti all'interno di un fast food e lì sono stati identificati, quando avrebbero potuto benissimo, sempre che ce ne fosse bisogno, essere identificati all'esterno del Palazzo della Provincia.<br />
Poi a causa di un'aggressione subita non si sa da chi e non si sa come da Leo Nodari, l'organizzatore della manifestazione, è stata inscenata una campagna contro questi ragazzi, queste persone che pacificamente volevano manifestare dicendo che sono dei manifestanti rossi. Forse hanno confuso l'agenda rossa con il libretto di Mao. Hanno detto che sono antidemocratici, dicendo che sono dei fascisti. Questo è quello che è successo e fa capire l'atmosfera all'interno della quale oggi ci muoviamo.<br />
Per non parlare di quello che ha detto Gasparri, quando qualcuno gli ha dato da leggere un foglio con delle domande che questi ragazzi avevano preparato, dicendo che veniva da Salvatore Borsellino. Gasparri ha detto che con Salvatore Borsellino non ho niente a che fare. Ha detto: "Lei non lo sa, perché era troppo giovane, ma Salvatore Borsellino era disistimato dal fratello". Ora, io vorrei sapere come fa Gasparri a dire una cosa del genere, quando mio fratello l'avrà visto solo una volta nella sua vita. Non ritengo come possa avere un'informazione del genere che sono assolutamente false. Io non voglio rispondere a Gasparri, io Gasparri non farò altro che querelarlo sperando che non si voglia nascondere, come sicuramente mi aspetto che farà, dietro non l'immunità parlamentare ma l'impunità parlamentare.</em></p>]]></description>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/antoniodipietro/~3/fDMQ1sMLc8E/questione_morale_e_istituzioni.html</link>
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         <category>Politica</category>
         <pubDate>Sat, 07 Nov 2009 16:10:58 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Processo Dell'Utri: slitta il calendario Spatuzza</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=pH7IOhjQjr4" target="_blank"><img alt="dellutri061109.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/dellutri061109.jpg" width="499" height="250" border="0" /></a></p>

<p>Riporto il servizio girato dell'ultima udienza del <strong>processo d'Appello a Marcello Dell'Utri</strong> di oggi venerdì 6 novembre.</p>

<p><strong>Testo del video servizio</strong></p>

<p><em>Mancano le trascrizioni integrali delle dichiarazioni rese dal neo collaborante <strong>Gaspare Spatuzza</strong> ai magistrati della Procura di Caltanissetta e l'udienza odierna del Processo a carico del senatore <strong>Marcello Dell'Utri </strong>si conclude con un nulla di fatto. </p>

<p>Quando il 30 ottobre scorso la Corte ha ordinato la riapertura del dibattimento per l'assunzione della testimonianza di Spatuzza, così come richiesto dal Procuratore Generale che aveva depositato i verbali delle dichiarazioni rese a Palermo il 6 ottobre, era stata anche accolta l'istanza dei difensori di Dell'Utri volta ad ottenere anche la copia integrale delle deposizioni che, sempre Spatuzza, nell'ambito delle nuove indagini sui mandanti occulti delle stragi del 92-93, aveva reso a Caltanissetta. </p>

<p>Invece oggi il Procuratore Generale <strong>Nino Gatto</strong> è riuscito a depositare solo quanto materialmente era nella sua possibilità recuperare ovvero le carte presenti in Procura a Palermo. Dei verbali di Caltanissetta vi era solo una copia riassuntiva che, ad avviso della Corte, presieduta da <strong>Claudio Dall'Acqua</strong>, non era sufficiente. </p>

<p>E così <strong>slitta la stesura del calendario delle audizioni di Spatuzza</strong>. Che con ogni probabilità la difesa di Dell'Utri chiederà che si svolgano con la presenza in aula del collaborante e non in video-conferenza. </p>

<p>Spatuzza entra in gioco nel Processo d'Appello contro il Senatore del PdL Marcello Dell'Utri, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, perché avrebbe rivelato il contenuto di alcune conversazioni con i <strong>boss Giuseppe e Filippo Graviano</strong> che tra il 93 ed il 94 gli avrebbero confidato l'interesse di Cosa Nostra a spostare i propri consensi elettorali su<strong> Forza Italia</strong> attraverso la mediazione di Marcello Dell'Utri. </p>

<p>Prossimo appuntamento venerdì 20 novembre.</em></p>]]></description>
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         <category>Processo Dell'Utri</category>
         <pubDate>Fri, 06 Nov 2009 12:12:04 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Vi vogliono con l'anello al naso</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="lawdivide.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/lawdivide.jpg" width="499" height="348" /></p>

<p>Il governo Berlusconi ha "<em>congelato sine die</em>" <strong>800 milioni di euro </strong>destinati allo sviluppo della <strong>banda larga</strong>, divenuta bene di primaria importanza per la vita quotidiana di 60 milioni di cittadini. <strong>Una cifra poco più alta di quella di un pilastro del ponte di Messina,</strong> opera che servirà a meno di un decimo della popolazione ma avviata in tempi record dal governo. </p>

<p>Ma perché quest’ennesima legge da età della pietra? <br />
Non l’avrà mica ispirata lo stesso spirito che, nel 2005, diede alla luce <strong>il decreto che bloccò la diffusione del Wi-Max nelle grandi città </strong>per attuare "<em>urgenti norme contro il terrorismo</em>"? L’obiettivo della decisione di oggi come allora, in materia di Internet, è <strong>arginare il tracollo del sistema televisivo e dell’editoria</strong>, strumenti senza i quali la classe politica attuale invecchierebbe di 100 anni in un sol colpo. </p>

<p><strong>Se internet entrasse nelle case</strong>, con la diffusione del tubo catodico, questo Parlamento durerebbe un periodo pari a quello tra Natale e Santo Stefano. E loro, quelli che fanno le leggi per l'Italia, lo sanno benissimo. Insomma, sarebbe come dire che entrerebbero nelle case <strong>Travaglio o Grillo </strong>e verrebbe messo fuori <strong>Emilio Fede</strong>;  dentro <strong>Amazon</strong> fuori la <strong>Mondadori</strong>.</p>

<p>E non fatevi ‘<em>infinocchiare’ </em>dalla subdola giustificazione che quei soldi servono per gli ammortizzatori sociali perché <strong>questo governo ha bruciato miliardi fregandosene dei cancelli chiusi della fabbriche</strong>. Poco importa a questi politici se 800 milioni di euro, investiti per lo sviluppo di nuove tecnologie, rappresenterebbero una cura da cavallo adeguata per aiutare l’economia, il lavoro e i giovani. </p>

<p>Che importa a questi politicanti se l’Italia è la nazione a minor sviluppo tecnologico, grazie a <strong>barriere normative e infrastrutturali</strong>, nel privato come nella pubblica amministrazione? Loro, i politicanti, mangiano ogni giorno in <strong>doppiopetto blu</strong>, hanno una <strong>macchina con il lampeggiante </strong>sempre acceso, un <strong>aereo di Stato </strong>per le villeggiature, un panfilo a Portofino e ce l’hanno anche perché internet non c’è. <br />
Figuriamoci promuovere la diffusione della Rete, <strong>meglio rinnovare 140 milioni di euro in due anni all’editoria e stampare “Donne di cuori” che fare harakiri</strong>, non c'è paragone: dopotutto gli italiani stanno così bene con la decima edizione del <strong>Grande Fratello</strong>.....</p>]]></description>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/antoniodipietro/~3/2pL3hI3WcuM/law_divide.html</link>
         <guid isPermaLink="false">http://www.antoniodipietro.com/2009/11/law_divide.html</guid>
         <category>Informazione</category>
         <pubDate>Thu, 05 Nov 2009 22:04:05 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>L'Orzo con Tonino</title>
         <description><![CDATA[<p><script src="http://static.livestream.com/scripts/playerv2.js?channel=excitevideo&layout=playerEmbedDefault&backgroundColor=0xffffff&backgroundAlpha=1&backgroundGradientStrength=0&chromeColor=0x000000&headerBarGlossEnabled=true&controlBarGlossEnabled=true&chatInputGlossEnabled=false&uiWhite=true&uiAlpha=0.5&uiSelectedAlpha=1&dropShadowEnabled=true&dropShadowHorizontalDistance=0&dropShadowVerticalDistance=0&paddingLeft=0&paddingRight=0&paddingTop=0&paddingBottom=0&cornerRadius=0&backToDirectoryURL=null&bannerURL=null&bannerText=null&bannerWidth=320&bannerHeight=0&showViewers=false&embedEnabled=true&chatEnabled=false&onDemandEnabled=false&programGuideEnabled=false&fullScreenEnabled=true&reportAbuseEnabled=false&gridEnabled=false&initialIsOn=false&initialIsMute=false&initialVolume=10&contentId=pla_a5d30601-216f-494c-ac4a-fe9282e6e4e6&initThumbUrl=http://mogulus-user-files.s3.amazonaws.com/chexcitevideo/2009/11/05/495e8899-871f-4cdc-9fd6-7b7e2fcfd471_2270.jpg&playeraspectwidth=4&playeraspectheight=3&mogulusLogoEnabled=true&width=480&height=480&wmode=window" type="text/javascript"></script></p>

<p>Oggi sono stato ospite di <strong>Zoro </strong>alla trasmissione "<strong>Orzo</strong>". Riporto il video e il testo in sintesi di alcuni degli argomenti che abbiamo trattato durante il mio intervento.</p>

<p><strong>Sulle alleanze regionali</strong></p>

<p>Sono dell'idea che le sigle non dicono nulla e che sono le persone che fanno la differenza. Con l’Udc di Cuffaro non faccio alcuna alleanza, con l’Udc di Tabacci volentieri. Abbiamo stabilito delle regole e bisogna guardare le liste. Se sono liste di qualità e rappresentative andiamo avanti, se sono liste da cui scappare via ne stiamo lontani.</p>

<p><strong>Sulla laicità dello Stato</strong></p>

<p>La laicità dello Stato si misura sui provvedimenti che riguardano il testamento biologico, sulla pillola del giorno dopo, sulla possibilità che a scuola sia facoltativa l'ora di religione. Se dovessimo accettare l'idea che in ogni luogo pubblico non ci debba essere un crocifisso, allora dovremmo toglierlo da tutti i luoghi pubblici. Rispetto chi la pensa diversamente da me, ma chiedo rispetto per le mie idee, io ritengo che lo Stato deve essere laico, non confessionale, ma ciò non si misura togliendo un riferimento della storia di un Paese; il crocifisso rappresenta un atto d'amore. E' il crocifisso o la droga a rovinare i nostri ragazzi?</p>

<p><strong>Il ponte sullo stretto di Messina</strong></p>

<p>Quando ero ministro ho fatto quello che dovevo fare senza far perdere un soldo allo Stato. Occorre domandarsi, invece, se ho fatto degli atti per fare il ponte o per non farlo fare? Ho trovato una società dello Stato già esistente, che aveva già fatto un contratto con Impregilo che prevedeva, in caso di rescissione dello stesso, una multa di 380 milioni. Tale contratto conteneva però anche la clausola nella quale si affermava che, se non si scioglieva il contratto, se si respingeva il progetto, non si doveva pagare un soldo di multa.<br />
Ho trovato anche un miliardo e 62 milioni per fare il ponte, li ho dati, invece, per la Sicilia e la Calabria, per farci le strade e la messa in sicurezza del territorio. Quindi, ho tolto i soldi alla società per il ponte dello stretto di Messina, senza scioglierla, ed evitando così di far spendere allo Stato i 380 milioni di multa. Ho fatto il mio dovere.</p>

<p><strong>Sul caso Cucchi e sullo stato delle carceri italiane</strong></p>

<p>Invito tutti a vedere sul nostro sito internet e sul mio blog gli interventi dell'Italia dei Valori sul caso Cucchi. Siamo stati noi a sollecitare il ministro della Giustizia chiedendogli di venire a riferire in Parlamento sul caso, siamo stati noi a contestarlo per l'insufficienza delle sue risposte, siamo stati noi ad invitare la sorella di Cucchi ad assistere alla seduta al Senato, siamo stati tra quelli che hanno tenuto alta l'attenzione su questo fatto perché riteniamo che non si possa entrare in un sistema carcerario e uscirne morti.<br />
Ci sono due tipi di soggetti che stanno male in carcere: i detenuti e le guardie carcerarie. Nelle carceri italiane non c'è spazio e non c'è alcuna prospettiva di rieducazione. Ci vogliono più mezzi e risorse. E' un problema di utilizzo delle risorse e dell’individuazione delle priorità. Riteniamo che in un’area riformista si debba dare più attenzione alla fasce sociali più deboli, che siano guardie carcerarie o detenuti, perché proprio in queste situazioni di invivibilità si creano questi atti di violenza. La nostra posizione è lontana dal modello di governo delle destre, dove vale la legge del più forte, del più prepotente e spregiudicato.</p>

<p><strong>Su Beppe Grillo</strong></p>

<p>Beppe Grillo è un cittadino che non fa politica, ma che informa attraverso il suo blog, mettendo in condizione tanti cittadini di potersi unire sulla Rete, comunicando fra loro in modo da offrire un'alternativa al Paese. Ce ne fossero di Beppe Grillo: lui aiuta il cittadino ad avere un'informazione completa rispetto a quella di regime che avvolge questo Paese.</p>

<p><strong>Sulla manifestazione del 5 dicembre</strong></p>

<p>Parteciperò alla manifestazione ‘No Cav Day’ del 5 dicembre, manifestazione organizzata dalla Rete e non da Antonio Di Pietro o dall'Italia dei Valori. La considero come una giornata che deve servire ad informare l'opinione pubblica che deve sapere, tra il dire e il fare, quale è il Berlusconi 1 e quale è il Berlusconi 2: il primo è quello che vende un prodotto che non ha, mentre il secondo fa gli affari suoi. Sarà una giornata di riflessione nazionale, per valutare quanto è stato fatto in questa prima fase della legislatura. Gli utenti della Rete, parlandosi a livello orizzontale, sono riusciti a darsi un'organizzazione per ritrovarsi a Roma in un posto ad una certa ora. Io parteciperò, e ho invitato tutti a parteciparvi. Mi dispiace che i dirigenti del Partito Democratico abbaino detto che non parteciperanno. Spero però che i cittadini che votano per il Partito Democratico, pur sapendo che non è una manifestazione di partito e che i loro dirigenti quel giorno se ne andranno a spasso, vi partecipino.</p>]]></description>
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         <category>Politica</category>
         <pubDate>Thu, 05 Nov 2009 18:43:20 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Droga e istituzioni: i cittadini devono sapere</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=MuNCg4bh-gw" target="_blank"><img alt="drogaistituzioni.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/drogaistituzioni.jpg" width="499" height="250" border="0" /></a></p>

<p>Pubblico il video e il testo della mia intervista rilasciata durante la puntata di "<strong>Il fatto del giorno</strong>", di martedi 3 novembre in onda su <strong>Rai2</strong>, dove rispondo alle domande della mia intervistatrice, <strong>Monica Setta</strong>, sul caso <strong>Marrazzo </strong>e il legame tra droga e Istituzioni.</p>

<p><strong>Testo dell'intervista</strong></p>

<p><strong>Monica Setta: </strong><em>È un momento caldissimo per la politica. “I soldi servivano anche per la droga, tre ore dal Pubblico Ministero, sono stato rapinato, ma non ci fu nessun ricatto. Piero Marrazzo”. Antonio Di Pietro, lei è stato tra i primi ad avviare quella grande indagine che fu tangentopoli: Mario Chiesa, lo ricordiamo tutti, nel 1992 è stato in prima linea contro la corruzione ed è un po’ l’apripista della questione morale. Che sta succedendo? Sono vere le cose che leggiamo sui giornali sui politici corrotti e corruttori?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Non confondiamo le due cose: Marrazzo con tangentopoli. Da una parte abbiamo a che fare con un drammatico fatto privato, dall'altra abbiamo a che fare con mazzette che giravano. Detto questo, vorrei dire subito cosa penso dell’uso della droga da parte degli amministratori  pubblici e dei politici: la droga offusca il cervello, distrugge il corpo, non fa comprendere l’importanza delle cose. Un politico drogato, un amministratore drogato, non fa bene il suo mestiere, oltre al fatto che può essere ricattato, poiché gestisce risorse pubbliche. Sono contro la droga e, per questa ragione, sottoporrei al test antidroga ogni persona che voglia fare politica, che voglia amministrare la cosa pubblica, per sapere se è drogato o meno. Anche in Parlamento, perché in Parlamento gira.</p>

<p><strong>Monica Setta: </strong><em>Ne gira molta?  </em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Gira, gira, ricordiamoci il servizio delle Iene.</p>

<p><strong>Monica Setta: </strong><em>Senta, ma secondo lei c’è una classe politica veramente così volgare, così corrotta, così - mi passi il termine, che forse è forte - depravata, come la raccontano in questi giorni i giornali? Cioè scandali a sfondo sessuale, cocaina, auto blu: ieri Ferrero, il segretario di Rifondazione Comunista, ha denunciato proprio qui, nel nostro studio, che ci sono auto blu che portano politici che vanno in giro a comprare la cocaina.</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Se è per questo, ci sono anche politici che trasportano con l’aereo di Stato le escort in qualche residenza privata, quindi, voglio dire, è una situazione drammatica. Personalmente ritengo che le due cose vadano separate: la corruzione sistematica e sistemica nel nostro Paese c’è e riguarda tutti, ma non bisogna generalizzare perché ci sono politici che hanno fatto il loro dovere e sono morti per servire il Paese (Mattarella, La Torre, Moro) e ci sono politici che, invece, si sono riempiti le tasche alle spalle dei cittadini. Bisogna sempre fare una distinzione, analizzando caso per caso. Una cosa è certa: che nell’intimo e nel privato ogni persona può fare tutto quello che le pare e piace, senza commettere reati, e tenendo conto, però, che se amministra la cosa pubblica, deve fare una scelta di campo. Non può andare a battere i marciapiedi se fa l’amministratore: o fa l’uno o fa l’altro poiché le due cose non si conciliano, altrimenti l’esempio che si dà è un esempio schifosissimo. I bulli di cui si parla a scuola non sono figli di chissà chi, sono figli di un sistema che, a cominciare da una certa televisione, per finire con certi comportamenti di chi amministra la cosa pubblica, fa credere loro che il più forte e il più furbo vince nella giungla: nella giungla, non in un Paese civile! </p>

<p><strong>Monica Setta: </strong><em>Senta, Di Pietro, ha avuto anche lei in mano questa famosa lista che contiene i nomi di politici, di personaggi della tv, dello spettacolo che sarebbero coinvolti nello scandalo degli incontri con i transessuali? </em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>No, grazie a Dio non ce l’ho e non la voglio. Non vado appresso a queste cose! cose! </p>

<p><strong>Monica Setta: </strong><em>Secondo lei è giusto - glielo chiedo anche da ex Pubblico Ministero - avendole in mano, dare questi nomi o no? Cioè dove finisce e dove inizia il diritto di cronaca? Dove finisce il diritto di cronaca e dove inizia invece il diritto alla privacy?</em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Il diritto alla privacy è sacrosanto per tutti ma l’esercizio di questa privacy è diverso tra chi è una persona che non ha incarichi e ruoli pubblici e chi lo è. E' bene che il cittadino, quando va a votare, sappia se va a votare un drogato, un tossicomane o una persona perbene, abbia pazienza! </p>

<p><strong>Monica Setta:</strong><em> Però, mi scusi, se un cittadino vota un suo rappresentante che ha una volontà, un’inclinazione sessuale diversa da quella eterosessuale, secondo me non dovrebbe interessare. </em><br />
<strong>Antonio Di Pietro: </strong>Scusi, però lei mi ha fatto un’altra domanda prima: lei mi ha parlato di droga, non di inclinazioni sessuali. Io sono un cattolico ma quando amministro, quando faccio politica la faccio in uno Stato laico e rispetto coloro che la pensano diversamente. Per me essere omosessuale o eterosessuale indica, semplicemente, due modi e due stati dell’essere, non c’è alcuna differenza: il problema non è che l’eterosessuale va bene se va a prostituite e l’omosessuale va male; tutti e due, se fanno spaccio di droga o se fanno un utilizzo indebito delle proprie autovetture di servizio, sono da condannare, sia che siano eterosessuali sia che siano omosessuali. </p>]]></description>
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         <category>Politica</category>
         <pubDate>Wed, 04 Nov 2009 16:15:54 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>L'imprenditur</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="euro_mazzette.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/euro_mazzette.jpg" width="499" height="250" /></p>

<p>Il Presidente del Consiglio è al tramonto ma è ancora sorretto da un <strong>enorme apparato clientelare </strong>e da <strong>un sistema d’informazione</strong>, proprietaria o controllata, ancora molto influente. </p>

<p>Forte delle sue trascorse gesta imprenditoriali, compiute grazie a tre televisioni regalategli dai governi passati per quasi trent’anni, oggi, il suo impero finanziario vive <em>'intubato' </em>dai <strong>finanziamenti pubblici all'editoria </strong>(<em>Mondadori</em>) e dalle <strong>concessioni praticamente gratuite </strong>delle frequenze televisive (<em>Mediaset</em>). </p>

<p>Sul fronte pubblico il <strong>Paese in piena crisi economica</strong> richiede molte <strong>energie e dedizione</strong>. <br />
Lo schiacciamento tra istituzioni e interessi privati produce un effetto intollerabile: il fatto che il Presidente del Consiglio si pronunci solo sulle vicende personali e sulla giustizia e mai sui problemi del Paese. <br />
Per la sua maggioranza forse è meglio così visto che quando se ne occupa, come per l’Irap o il contratto a tempo indeterminato, si sfiora la crisi di governo. </p>

<p>Non basta. A pesare non è solo  “di cosa”  lui parli ma sono anche gli interlocutori che sceglie esclusivamente tra <strong>programmi accomodanti e giornali di famiglia</strong>. </p>

<p>Venga piuttosto a riferire ai cittadini, la cui rappresentanza siede in Parlamento, o, se vuole, scenda nelle strade (e non dall’elicottero) per spiegare direttamente a loro la sua strategia politica.</p>

<p>E’ vero, lei non è ricattabile perché ha così tanti mezzi, tra <strong>denaro</strong>, <strong>commesse pubbliche </strong>e <strong>consigli d’amministrazione </strong>da poter far fronte a qualsiasi ricatto le possa presentarsi. <br />
Non le rimane che l’imbarazzo della scelta su come transare cosa, questa, che la trasforma <strong>da ricattato in ricattatore</strong>. <br />
Così è stato per <strong>Mills </strong>e così per le mazzette alla Guardia di Finanza negli anni 90 quando si indagava sulle aziende di famiglia. Però, ogni tanto, il suo “<strong>ufficio gestione ricatti</strong>” perde una pratica e allora scoppia il putiferio. E’ accaduto con una escort di nome <strong>Patrizia D’Addario</strong>, alla quale aveva aperto le porte per una candidatura alle regionali in Puglia, e alla quale si aggiunse poi un elenco di altre 30 colleghe (<em>Tarantini dixit</em>), ed il risultato è stato devastante: lo <strong>sputtanamento globale dell’Italia</strong>. <br />
Accadde anche per la questione <strong>CIR </strong>perché, evidentemente, nel processo per la <strong>Mondadori </strong>ha dimenticato di corrompere qualche altra pedina oltre <strong>Metta, Acampora, Pacifico, Previti </strong>e, per una volta almeno, questa svista forse la pagherà di tasca sua. E non venga a piangere per il fatto che la cifra di<strong> 750 milioni di euro </strong>“<em>è un'ipotesi così assurda che non riesco a prenderla in considerazione</em>” affermando che “<em>tutta la partecipazione Fininvest in Mondadori vale 432,8 milioni di euro</em>”. Lei <strong>trascura volutamente </strong>alcune banali considerazioni: quanti soldi (anche pubblici) e quali vantaggi politici le ha portato <strong>dal 1991 ad oggi </strong>la Mondadori? <br />
Ora le viene semplicemente richiesto di restituire al <strong>legittimo proprietario </strong>tutti i vantaggi che ha ottenuto ingiustamente negli anni. Anche se ora la sua Mondadori non vale un granché, ma anche questo è merito suo.</p>

<p>Stupendosi per questi 750 milioni di euro non vorrà dimostrare, come imprenditore, di valere meno di quanto non valga economicamente il suo <strong>Milan</strong>? </p>]]></description>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/antoniodipietro/~3/H6zIgRQxJls/mazzette.html</link>
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         <category>Politica</category>
         <pubDate>Tue, 03 Nov 2009 18:40:41 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Alfano nel Paese delle Meraviglie</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=7Fb4gnGOTXg" target="_blank"><img alt="alfanomeraviglie.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/alfanomeraviglie.jpg" width="499" height="250" border="0" /></a></p>

<p>Non passa  giorno senza che questo governo si distingua per l’indecenza del comportamento dei suoi ministri e per le loro dichiarazioni. Oggi è il turno del ministro della Giustizia, <strong>Angelino Alfano</strong>, e delle sue dichiarazioni strampalate rilasciate questa mattina. Dichiarazioni su una <strong>riforma della giustizia</strong> che il guardasigilli considera ‘urgente e doverosa’ per rispetto delle promesse elettorali del Pdl sul tema.</p>

<p>Io non ricordo alcuna promessa del centrodestra, fatta durante la campagna elettorale, e riguardante il <strong>bavaglio alle intercettazioni</strong>, voluto per tutelare gli interessi di <strong>politici ladroni e di farabutti</strong>; non ricordo alcuna promessa sul<strong> lodo Alfano</strong>; non ricordo alcuna promessa sull’ulteriore contrazione dei tempi di prescrizione, né sull’<strong>amnistia fiscale</strong> e sui reati annessi.</p>

<p>Ministro Alfano, lei dove vive? Nel <strong>Paese delle meraviglie di Lewis Carroll</strong>?</p>

<p>Piuttosto, e questa promessa elettorale gli elettori di <strong>Berlusconi </strong>la ricordano, spieghi come mai il suo governo ha affossato, in Parlamento, l’<strong>abolizione delle Province</strong> tanto sbandierata in prima serata dal Presidente del Consiglio. La frase “<em>noi siamo disposti ad aprire un dialogo con l’opposizione, ma siamo pronti a fare da soli</em>”, in merito alla riforma della giustizia, è frutto di una dissociazione mentale di chi l’ha pronunciata. O suona ancor peggio, come <strong>un invito all’inciucio</strong>, un’alternativa ai soliti decreti e colpi di fiducia.</p>

<p>Questa è la stessa maggioranza che ha etichettato la magistratura definendola come un organo composto da “<em>giudici di sinistra</em>”, da fannulloni, da gente che dovrebbe sottoporsi a <strong>test psico-attitudinali</strong>. E allora, che riforma può produrre una maggioranza di questa forgia, se non ridurre in cenere, come sta facendo, il sistema giudiziario?</p>

<p>Perché Alfano non chiede un parere all’<strong>Anm </strong>sulle sue riforme? Che governo è un governo fatto di ministri che fanno riforme non concertate con le categorie che rappresentano? Il ministro dell’Istruzione, <strong>Maria Stella Gelmini</strong>, sta sfasciando il sistema scolastico, <strong>Maroni</strong>, agli Interni, ha tagliato i finanziamenti alle forze dell’ordine e ha lanciato le ronde, <strong>Tremonti</strong>, all’Economia, ha presentato lo scudo fiscale facendo impennare l’evasione fiscale. Alfano vada a parlare con l’Anm delle sue riforme sulla giustizia prima di cercarne l’approvazione tra i politici. O forse sa già che la giustizia, quella che funziona, è scomoda in Parlamento tanto al suo partito quanto agli altri e intravede lo spiraglio delle larghe intese, meglio noto come inciucio?</p>

<p>Mi auguro che <strong>l’opposizione non cada nella rete</strong>.</p>

<p>Per quale motivo, per rendere credibili le sue buone intenzioni, come primo gesto di ravvedimento operoso rispetto alle <strong>porcate già fatte</strong>, non propone di spazzare via l’autorizzazione a procedere nei confronti dei parlamentari, con la quale si è salvato qualche giorno fa il compare e ministro <strong>Matteoli</strong>?</p>

<p>Perché Alfano non ammonisce l’avvocato <strong>Ghedini </strong>sulla prescrizione breve, anzi brevissima, legge che è stata commissionata all’<strong>avvocato-deputato del premier</strong>, per vanificare i <strong>processi di corruzione a Mills e Cir</strong>, perché non gli dice che non s’ha da fare?</p>

<p>Lo so io perché, perché quest’apparente apertura è il solito abbraccio mortale di chi tratta, o meglio “compra”, <strong>esclusivamente alle proprie condizioni</strong>.</p>]]></description>
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         <category>Giustizia</category>
         <pubDate>Mon, 02 Nov 2009 16:13:26 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Passaparola di lunedi 2 novembre</title>
         <description><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="386" id="utv721319" name="utv_n_547885"><param name="flashvars" value="autoplay=false" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.ustream.tv/flash/video/2476686" /><embed flashvars="autoplay=false" width="480" height="386" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" id="utv721319" name="utv_n_547885" src="http://www.ustream.tv/flash/video/2476686" type="application/x-shockwave-flash" /></object></p>

<p>Come ogni lunedì, ore 14:00, vi invito ad ascoltare l'appuntamento in streaming sul mio blog di <strong>Marco Travaglio</strong>: Passaparola.</p>]]></description>
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         <category>Informazione</category>
         <pubDate>Mon, 02 Nov 2009 13:46:54 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Facce toste</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="cenacarbonara.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/cenacarbonara.jpg" width="499" height="252" /></p>

<p>Il giudice della Consulta, <strong>Paolo Maria Napolitano</strong>, uno dei due commensali che sedette con Berlusconi ed Alfano in una cena privata a ridosso della decisione sulla costituzionalità del lodo, oggi dichiara che vuole ‘<em>si abbandoni il voto segreto</em>’ sostenendo che ’<em>il giudice deve essere libero di dissentire</em>’. </p>

<p>Signor Napolitano, lei che ha messo<strong> il suo voto in chiaro </strong>molti mesi prima di quel 7 ottobre con una cena, di cosa si preoccupa? La sua richiesta somiglia più ad un <strong>bieco stratagemma </strong>per intimidire i suoi colleghi al prossimo giudizio su una leggina canaglia o per mandare un messaggio di distensione a chi si è sentito da lei tradito! </p>

<p>Non sono contrario al <strong>voto in chiaro</strong>, anzi, grazie all’anonimato, in Parlamento si nascondono<strong> molte mele marce</strong> che tradiscono, ogni giorno, il proprio elettorato. Sono però sconcertato dalla sua sfacciataggine poiché lei dovrebbe ritenersi garante delle istituzioni e, invece, trasforma in <strong>tifoseria rossa e nera</strong> un organo super partes come la Corte Costituzionale.</p>

<p>La Consulta è un organo profondamente diverso dal Parlamento ma lei lo ignora, così come lo ignora un <strong>Ghedini </strong>che confonde il Parlamento con un tribunale. Della Consulta interessa il <strong>giudizio d’insieme</strong>, le argomentazioni sulla costituzionalità o meno di una legge, e non ‘la spunta’ di <strong>chi ha detto sì o no</strong>. Dopo di che, se uscendo da una Camera di consiglio, le rassicurazioni offerte a chissà chi non quadrano, questo esula dall’interesse pubblico.</p>

<p>Forse lei, giudice Napolitano, vorrebbe non trovarsi nell’ambigua posizione del ‘traditore del padrone’ ora che il <strong>Silvio furente</strong> ha avviato una caccia alle streghe dopo la bocciatura del lodo?  Ma questi son fatti suoi. Da parte mia ritengo che quando si fanno certi mestieri sarebbe meglio ricoprirli per merito più che per riconoscenza verso terzi.</p>

<p>Signor Napolitano, lei ha avvilito, con una cena carbonara, la <strong>dignità dei suoi colleghi</strong> e, oggi, dimostra tutta la sua<strong> inadeguatezza e parzialità</strong>, qualità altamente imbarazzanti per la carica che ricopre.  </p>

<p>Più che il voto in chiaro io istituirei il <strong>divieto tra giudici e giudicati di ‘far melina’ </strong>in pieno conflitto d’interessi, <strong>pena l’espulsione dalla Consulta</strong>: che ne pensate, lei ed il suo commensale <strong>Mazzella</strong>, di questa alternativa?</p>]]></description>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/antoniodipietro/~3/WyoSI1Kt3KM/faccetoste.html</link>
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         <category>Giustizia</category>
         <pubDate>Sun, 01 Nov 2009 21:01:32 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Morti affidati alle istituzioni</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=PIdmMbS7HSs" target="_blank"><img alt="cucchieco.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/cucchieco.jpg" width="499" height="250" border="0" /></a></p>

<p>Il caso <strong>Cucchi </strong>mi ricorda il caso <strong>Bianzino </strong>di cui Italia dei Valori si è occupata con un’interrogazione parlamentare e su cui non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta dal ministero competente, quello della Giustizia, da cui il corpo di Polizia Penitenziaria dipende (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=PIdmMbS7HSs" target="_blank">guarda il video</a>). Mi ricorda anche la vicenda di<strong> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Federico_Aldrovandi" target="_blank">Federico Aldrovandi</a></strong>. Sia Cucchi che Aldrovandi che Bianzino <strong>sono morti mentre erano in mano alle Istituzioni</strong>, carcerarie e dell’ordine che siano. Tutti e tre erano dei ragazzi, Bianzino anche sposato con un bambino poi rimasto solo quando, dopo qualche tempo, mancarono anche la nonna e la mamma.</p>

<p>Cucchi viene arrestato per possesso di 20 grammi di hashish nella notte tra il 15 ed il 16 ottobre, e finisce all’obitorio sei giorni dopo con il<strong> corpo martoriato da fratture e contusioni multiple</strong>. Le foto pubblicate in internet di Stefano e l’intervista nel <strong>blog di Grillo</strong> ad Ilaria e Giovanni Cucchi, rispettivamente sorella e padre del ragazzo,  sono documenti sconvolgenti.</p>

<p>Non si può finire in carcere per uno spinello, o una pianta di marijuana, e uscirne in una bara di mogano senza che siano certificate e riscontate le cause eccezionalmente straordinarie all'origine del triste epilogo. E non senza che sia provata l’estraneità delle Forze dell’Ordine dalle cause dell’incidente. </p>

<p>Sia nel caso Cucchi che in quello Bianzino<strong> le circostanze sono tutt’altro che chiare</strong>, e naturali, e in entrambi i casi la responsabilità dei decessi punta dritto verso organi delle istituzioni. </p>

<p>Io credo nell'integrità delle istituzioni, credo nel lavoro delle Forze dell'Ordine e credo anche che, dentro di esse, ci possano essere mele marce che usano la mano pesante, fino ad ammazzare, o girano filmati con cui riccattano il prossimo. Lo Stato non deve cadere nella tentazione di <strong>assolvere queste mele marce</strong>, ed il cittadino in quella di <strong>fare di un'erba un fascio</strong>.</p>

<p><strong>Una relazione del ministro Angelino Alfano</strong> riporta che Cucchi è “<em>morto in seguito ad una caduta accidentale e al rifiuto di ospedalizzarsi</em>” . Una relazione <strong>indegna</strong> che mi auguro venga valutata insieme agli altri atti all’interno del processo che seguirà la vicenda. Quelle del ministro della Giustizia <strong>sono parole gravi, superficiali</strong>, che nel peggiore dei casi possono addirittura rappresentare un<strong> tentativo di insabbiare un’omicidio</strong>. Non si possono liquidare referti medici come quelli di Cucchi con una "caduta accidentale", come non si può chiudere un caso di decesso in carcere con una relazione in cui non si siano accertati i fatti di cui si scrive. In un caso o nell'altro Alfano non ne uscirà con un "mi ero fidato di verbali e dichiarazioni del primo che passava".</p>

<p>L’Italia non può diventare nè un paese dove se entri in una vettura delle Forze dell’Ordine viene il timore che non farai rientro a casa, né una giungla in cui la vita vale meno di 20 grammi di hashish per colpa di mele marce. </p>

<p>Questo non è il paese del film di <strong>Alan Parker: fuga di mezzanotte</strong>. Non si muore in carcere così per caso o per circostanze smentite dalle autopsie. Queste vicende, la superficialità con cui vengono affrontate, <a href="http://www.cnrmedia.com/notizia/newsid/6267/il-caso-di-stefano-cucchi-morto-per-una-caduta-in-carcere-ecco-le-foto-mostrate-dalla-famiglia.aspx" target="_blank">queste foto</a>, lo scarica barile di governo che da una parte offre, con La Russa, “<em>assoluta fiducia nei Carabinieri</em>” e dall'altra, con Alfano, liquida  “<em>morto per una caduta</em>” un corpo straziato come quello di Cucchi,<strong> sono elementi che distruggono la credibilità delle istituzioni</strong>. <br />
"<em>Isoleremo le mele marce che si vestono con una divisa per umiliare le istituzioni che rappresentano</em>", questa la <strong>prima dichiarazione </strong>che avrei voluto sentire, se non <strong>l'unica da fare </strong>in una situazione così delicata.</p>]]></description>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/antoniodipietro/~3/Yldvv3pyFHk/cucchi_come_bianzino.html</link>
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         <category>Giustizia</category>
         <pubDate>Sat, 31 Oct 2009 10:30:22 +0100</pubDate>
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         <title>Processo Dell'Utri: Spatuzza deporra' in aula</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=pxHe0mICrM4" target="_blank"><img alt="spatuzza.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/spatuzza.jpg" width="499" height="250" border="0" /></a></p>

<p>Secondo il pentito <strong>Gaspare Spatuzza</strong> i referenti politici della mafia dopo le stragi del '92 sarebbero stati <strong>Silvio Berlusconi</strong> e <strong>Marcello Dell'Utri</strong>. Queste sono "parole nuove", ma di elementi per arrivare a questa conclusione ve ne sono a bizzeffe, basta leggersi, uno per tutti, la sentenza di primo grado di condanna di Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa (<a href="http://www.narcomafie.it/sentenza_dellutri.pdf" target="_blank">leggi la sentenza</a>).</p>

<p>Caro senatore Dell’Utri, fondatore di <strong>Forza Italia ora Pdl</strong>, la sua speranza di un’assoluzione auspicata nella scorsa udienza, come vede, è oggi ancor più una <strong>Neverland </strong>di ieri. Chissà se una <strong>leggina “alla Ghedini”</strong>, o un <strong>lodo “alla Alfano”</strong> potranno qualcosa in più delle sue speranze che si vanno dissolvendo nella realtà dei fatti e della storia.</p>

<p><br />
<strong>Testo del video servizio.</strong></p>

<p><em>Il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza sarà invitato a deporre nel Processo d’Appello a carico del Senatore del Popolo della Libertà, Marcello Dell’Utri che si svolge a Palermo.</p>

<p>Lo ha deciso la Corte seconda sezione penale, presieduta da Claudio Dall’Acqua, dopo tre ore di camera di consiglio, accogliendo la richiesta formulata dal Procuratore Generale Nino Gatto.<br />
All’udienza del 23 ottobre, infatti, il PG aveva chiesto la sospensione della sua requisitoria – giunta quasi alla formulazione della richiesta di condanna – e depositato i verbali delle dichiarazioni rese da Spatuzza ai pubblici ministeri della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo il 6 ottobre scorso.</p>

<p>Nell’ordinanza i Giudici hanno parlato della “assoluta necessità” di procedere all’audizione del collaborante facendo un esplicito riferimento al capitolo della sentenza di primo grado riguardante i risvolti politici provocati dalle presunte collusioni con Cosa Nostra dell’inventore di Forza Italia, Marcello Dell’Utri, riconosciuto, in primo grado, colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa e condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione.</p>

<p>La decisione, seppur limitatamente, riapre di fatto il dibattimento con delle nuove prove che aggravano il quadro – già inquietante – cristallizzato dal Tribunale.</p>

<p>Ai PM di Palermo Spatuzza ha raccontato che il boss Graviano tra il 93 ed il 94 lo aveva rassicurato sulla possibilità di accordi di tipo politico per ottenere benefici perché sarebbero nati dei buoni contatti tali tra il “paesano” Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi, che proprio in quel periodo cominciava a fare il pieno di consensi in Sicilia.</p>

<p>Gaspare Spatuzza sta collaborando con le Procure di Caltanissetta e Firenze proprio per l’individuazione dei mandanti occulti delle stragi in cui persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che un numero sempre maggiore di testimonianze riconducono alla trattativa tra lo Stato e Cosa Nostra. Un’inchiesta già condotta dalla Procura di Caltanissetta in cui furono indagati lo stesso Dell’Utri e Berlusconi, archiviata nel 1998 e che grazie alle nuove rivelazioni è stata riaperta. Oggi le piste investigative appaiono meno incerte e più concrete.</p>

<p>E’ anche grazie al pentito Spatuzza che si è potuta dimostrare la falsità della testimonianza di un altro pentito, Scarantino, che si era autoaccusato della partecipazione al delitto Borsellino riducendone la portata e le implicazioni istituzionali.</p>

<p>La Corte ha disposto l’acquisizione di tutti i verbali delle dichiarazioni di Spatuzza, comprese quelle rese ai magistrati di Firenze e di Caltanissetta.</p>

<p>Unica decisione, sostanzialmente, in linea con le richieste della difesa che si era opposta all’ipotesi formulata dal Procuratore Generale ed accolta oggi dalla Corte d’Appello.</p>

<p>Bocciata anche l’ipotesi di sollevare una questione di legittimità costituzionale dell’articolo 430 del codice di procedura penale relativo alle attività integrative di indagine. Secondo gli avvocati di Dell’Utri la Procura starebbe turbando il giudizio d’Appello. Secondo la Corte, invece, si tratta di una rigorosa applicazione dell’articolo 603 che invece disciplina l’acquisizione di nuove fonti di prova sopravvenute.</p>

<p>Nella prossima udienza saranno stabilite le modalità con cui il pentito Spatuzza sarà esaminato ed il calendario delle audizioni.</em></p>]]></description>
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         <category>Processo Dell'Utri</category>
         <pubDate>Fri, 30 Oct 2009 17:44:15 +0100</pubDate>
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         <title>Giustizia: non cadiamo in trappola</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=gRxCtHoNI3Y" target="_blank"><img alt="pillolegiustizia.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/pillolegiustizia.jpg" width="499" height="250" border="0" /></a></p>

<p>Abbiamo ricevuto l'invito a partecipare ad un <strong>tavolo "nascosto"</strong> il 4 novembre per parlare di riforme della giustizia.<strong> Abbiamo risposto: "no"</strong>. Se hanno qualche proposta, la portino in Parlamento e <strong>la facciano vedere a tutti i cittadini</strong>.</p>

<p>Non dobbiamo cadere nel <strong>trabocchetto </strong>di parlare di riforme della giustizia perché al premier interessa soltanto <strong>una giustizia che funzioni per lui e per i suoi sodali</strong>, non quella per i cittadini.</p>

<p><strong>A questa maggioranza</strong>, che ieri ha votato un provvedimento che ha consentito ad un ministro della Repubblica di non essere sottoposto a processo<strong>, non interessa la giustizia</strong>. Non è opportuno affidare a questo Parlamento a legalità relativa il compito di riformare la giustizia.</p>

<p>Per quanto riguarda le <strong>responsabilità dei magistrati</strong>, il giudice che sbaglia deve pagare. Già adesso paga. Tanto è vero che i giudici <strong>Squillante </strong>e <strong>Metta </strong>sono stati condannati per essere stati <strong>corrotti dall’entourage di Berlusconi</strong>. Ma Berlusconi non se l'è presa con i magistrati corrotti, bensì con quelli che hanno fatto i processi.</p>

<p>L'Italia dei Valori si batte per avere processi più brevi, <strong>non prescrizioni più brevi</strong>, perché altrimenti ci sarebbero più impunità, e quindi più criminalità e più delinquenti.</p>]]></description>
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         <category>Giustizia</category>
         <pubDate>Thu, 29 Oct 2009 18:51:45 +0100</pubDate>
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