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      <title>Antonio Di Pietro</title>
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      <copyright>Copyright 2009</copyright>
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         <title>E' vero o no?</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="fotomia.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/fotomia.jpg" width="499" height="250" /></p>

<p>Riporto una mia lettera pubblicata oggi sul<strong> Corriere della Sera</strong>.</p>

<p><strong>Testo:</strong></p>

<p>"<em>L’Italia è un paese a rischio di dittatura, anche se molti lo negano. Per non ricadere nelle leggerezze passate, che hanno portato all’avvento del fascismo, è bene focalizzare quale sia lo stato attuale delle cose.</p>

<p>Cominciamo dallo stato dell’<strong>informazione</strong>.</p>

<p><strong>E’ vero o no</strong> che Silvio Berlusconi rappresenta un’anomalia nel contesto dei paesi sviluppati e democratici per il macroscopico conflitto di interessi che lo avvolge? <br />
<strong>E’ vero o no</strong> che egli, oltre che a controllare gli organi di informazione di famiglia, controlla di fatto anche il servizio di informazione pubblica, sia attraverso i suoi parlamentari di fiducia che direttamente da casa sua, dove avvengono le nomine più importanti? <br />
<strong>E’ vero o no</strong> che, con il recente disegno di legge sulle intercettazioni, ha previsto anche il bavaglio praticamente totale agli organi di informazione? <br />
<strong>E’ vero o no</strong> che il 9 luglio sono stati approvati 70 milioni di euro di finanzia mento all’editoria per il 2009 e altrettanti per il 2010, rendendo l’editoria fortemente condizionata ed influenzabile da chi glieli ha erogati? Sono vere o no le classifiche che ci vedono al 73.mo posto per libertà di informazione (Freedom House of Press), al 76.mo posto nell'indice della libertà economi ca (Heritage Foundation), al 55.mo posto nel la lista dei Paesi meno corrotti?</p>

<p>Passiamo allo stato della <strong>Giustizia</strong>.</p>

<p><strong>E’ vero o no</strong> che il sistema giudiziario è praticamente bloccato da una miriade di leggi ad personam che Silvio Berlusconi si è fatto fare appositamente per non farsi processare né far processare i suoi amici e sodali? <br />
<strong>E’ vero o no</strong> che il primo atto compiuto dal governo Berlusconi, con zelo maniacale, è stato l’approvazione della legge 128, nota come Lodo Alfano, che lo ha reso improcessabile durante il suo mandato? <br />
<strong>Ed è vero o no</strong> che lo scorso maggio Silvio Berlusconi, il ministro della Giustizia, i due presidenti della commissione Affari Costituzionali e due giudici della Consulta, Mazzella e Napolitano, si sono riuniti privatamente a casa Mazzella? <br />
<strong>E’ vero o no </strong>che questa cena a ridosso della valutazione di costituzionalità del Lodo Alfano, su cui la Consulta è chiamata a pronunciarsi il 6 ottobre, getta inquietanti ombre e cattiva luce sull’indipendenza della Corte? Anche il Parlamento è stato messo sotto tutela. <br />
<strong>E’ vero o no</strong> il Governo Berlusconi fa un ricorso continuo e pervicace al voto di fiducia non solo per zittire l’opposizione parlamentare ma anche per costringere i parlamentari recalcitranti della propria maggioranza? <br />
<strong>E’ vero o no</strong> che l’attuale legge elettorale dal Governo Berlusconi forte mente voluta ha praticamente tolto ai cittadini il diritto di poter scegliere i propri rappresentanti, sicché ora i parlamentari rischiano di diventare 'dipendenti' del principe e non veri rappresentanti del popolo? <br />
<strong>E’ vero o no </strong>che una proposta di legge popolare presentata da 350 mila cittadini dopo più di due anni non viene nemmeno messa all’ordine del giorno? <br />
Insomma, <strong>è vero o no</strong> che, piano piano, il Presidente del Consiglio sta restringendo ogni spazio operativo agli organi legislativi, agli organi di informazione, alla Magistratura ed agli altri organi indipendenti di controllo, mortificando così il principio della separazione ed indipendenza dei poteri su cui si fonda la nostra Carta Costituzionale?</p>

<p>Ecco perché noi dell’Italia dei Valori abbia mo pubblicato un appello alla comunità internazionale sull’<strong>Herald Tribune</strong> e sul <strong>Guardian</strong>: per segnalare che la democrazia italiana è in pericolo, appunto. Cos’altro potevamo e possiamo fare, se non resistenza attiva e preventiva, prima che sia — un’altra volta — troppo tardi?</em>"</p>]]></description>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/antoniodipietro/~3/oW6FtdW6vXs/e_vero_o_no.html</link>
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         <category>Politica</category>
         <pubDate>Sat, 11 Jul 2009 22:07:09 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Lettera a The Guardian</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="lookthis.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/lookthis.jpg" width="499" height="500" /></p>

<p>Può un cane mordere la mano di chi gli porge da mangiare? <strong>No</strong>. </p>

<p>Cosa ci si poteva aspettare dall’editoria italiana che giusto ieri ha visto approvare, per il 2009 e 2010, <strong>140 milioni di euro di finanziamenti pubblici</strong> in merito al mio <a href="http://www.antoniodipietro.com/2009/07/appello_alla_comunita_internaz.html" target="_blank">appello pubblicato dall’Herald Tribune</a>? </p>

<p><strong>La stampa italiana è il cane a guinzaglio dei politici</strong>: abbaia a comando mentre i direttori di testata, i capo branco, gareggiano per chi riesce a compiacere meglio il proprio padrone. <strong>Si vergognino</strong>.</p>

<p><strong>Silvio Berlusconi</strong> non ha affatto seppellito l’unica opposizione: l’Italia dei Valori, e sta utilizzando i riflettori del G8, che paga, per una propaganda a buon mercato. I suoi ospiti al <strong>G8</strong> stanno facendo del loro meglio per <strong>evitare di essere coinvolti in qualche gaffe dell’impresentabile</strong>. E il loro obiettivo è uscire dal vertice con il minor danno possibile, non intaccando la loro immagine. </p>

<p>Ma finita la "festa G8" si spengneranno le luci e si tornerà alla realtà, a <strong>Termini Imerese</strong>, al <strong>nucleare </strong>in Veneto e Sicilia, al<strong> Lodo Alfano</strong>, al <strong>bavaglio alle intercettazioni</strong>, al <strong>-5% del Pil</strong>, alla stretta creditizia che soffoca le imprese.<br />
I leader del G8 conoscono benissimo la biografia di Silvio Berlusconi, ben oltre la paginetta che gli è stata consegnata.</p>

<p>Riporto integralmente la lettera da me inviata, e pubblicata <a href="http://www.antoniodipietro.com/documenti2/theguardian.pdf" target="_blank">in parte nell'edizione cartacea</a>, e <a href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2009/jul/10/berlusconi-guardian-italy" target="_blank">per intero nel web</a>, dal <strong>The Guardian</strong>, in cui rispondo all’affermazione del quotidiano inglese che si interrogava sul perché mai gli italiani assolvano sempre Silvio Berlusconi dalla sua inadeguatezza politica. Gli italiani, cara redazione, non riescono a scrollarsi di dosso un corruttore alla Presidenza del Consiglio poiché sono <strong>vittime di un enorme conflitto di interessi</strong> che, utilizzando soldi di Stato, ha portato in stallo l’informazione e la democrazia del Paese, <strong>addormentando le coscienze dei cittadini</strong>.</p>

<p><strong>Testo della lettera:</strong></p>

<p>"<em>Cara redazione,<br />
sono Antonio Di Pietro, deputato della XVI legislatura, presidente dell’Italia dei Valori ed ex magistrato che, negli anni ’90 di Tangentopoli, assicurò alla giustizia molti politici ed imprenditori corrotti. Oggi porto avanti quell’impegno e il rispetto delle istituzioni nell’Italia dei Valori, unico partito di minoranza che svolge il ruolo di opposizione politica, senza eccezioni e senza incertezze, a questo governo. <br />
Mi scuso, a nome dell’Italia, con la redazione di The Guardian per la reazione prevedibile del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e del Ministro degli Esteri, Franco Frattini. The Guardian è un prestigioso giornale che svolge al meglio il suo lavoro e assolve al dovere di informare i cittadini. In Italia questo governo non è abituato al contraddittorio, né tanto meno a sentirsi dire la verità. Mentre sulla notizia della preparazione del G8 si può discutere, sul resto dell’articolo c’è poco da ribattere. Alle classifiche da voi riportate nell’articolo di ieri manca quella di Freedom House che assegna all’Italia il 73 esimo posto per libertà di stampa.<br />
Il vero problema nel nostro Paese è quindi l’informazione, che oggi è in mano -nel più colossale conflitto di interessi mai visto in un paese occidentale- ad un solo uomo: il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. <br />
Il controllo dei media da parte del signor Berlusconi è esercitato attraverso il primo gruppo editoriale italiano, La Mondadori, e sei televisioni:  tre private in mano a  Mediaset di sua proprietà, e tre pubbliche, La Rai, su cui esercita indirettamente e con rarissime eccezioni, l’influenza attraverso le nomine dello staff dirigenziale. <br />
Il controllo dell’informazione gli consente di mantenere una posizione dominante e una fonte inesauribile di guadagni che consolidano il suo insediamento nelle istituzioni, attraverso un largo sistema clientelare. Questi guadagni in passato sono stati possibili soprattutto grazie al placet dei precedenti governi che non hanno voluto affrontare il conflitto di interessi. Oggi Silvio Berlusconi retrocede allo Stato italiano appena l’1% del fatturato per l’utilizzo delle concessioni delle frequenze radiotelevisive di Stato, su cui trasmette Mediaset.<br />
Da quando si è insediato il governo di centrodestra le aziende pubbliche, come Eni e Poste, hanno dirottato ingenti investimenti pubblicitari dalle reti RAI a quelle private del Presidente del Consiglio italiano.<br />
All’informazione si è aggiunta, con questo governo, la piaga delle riforme “incostituzionali”. La prima è stata la legge chiamata Lodo Alfano, voluta da Silvio Berlusconi e che lo rende improcessabile insieme ad altre tre cariche dello Stato.<br />
Il signor Berlusconi ha subito fruito di questa legge in un processo che lo vede imputato di corruzione di un testimone. Grazie al Lodo Alfano, Berlusconi non può essere processato per corruzione, ma  David Mills, suo avvocato ed ex-marito di un ministro del governo Blair, è stato condannato nel mese di febbraio a  4 anni e 6 mesi per falsa testimonianza. Il 6 ottobre i giudici della Corte Costituzionale si pronunceranno sulla costituzionalità del Lodo Alfano e, se il giudizio sarà negativo, Silvio Berlusconi sarà processato con l’accusa di corruzione di David Mills.<br />
Concludo invitando The Guardian e la stampa estera a non spegnere i riflettori sull’Italia chiedendo loro di continuare a svolgere, come stanno facendo, l’importantissimo compito di informazione, ruolo che quasi tutti i nostri media hanno delegato vista l’impossibilità a svolgerlo.</em>"</p>]]></description>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/antoniodipietro/~3/3waOiHa0g2c/lettera_al_the_guardian.html</link>
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         <category>Informazione</category>
         <pubDate>Fri, 10 Jul 2009 11:56:03 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Appello alla comunita' internazionale</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://www.antoniodipietro.com/documenti2/htita.pdf" target="_blank"><img alt="htita.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/htita.jpg" width="250" height="655" border="0" /></a><a href="http://www.antoniodipietro.com/documenti2/hteng.pdf" target="_blank"><img alt="hteng.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/hteng.jpg" width="247" height="655" border="0" /></a><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=vqunvKaYd_0" target="_blank"><img alt="videotribune.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/videotribune.jpg" border="0" /></a></p>

<p>Il <strong>G8 </strong>e' nato sotto una cattiva stella, e ci rimane. Avrei voluto leggere dai giornali, come cittadino e come politico, prima che iniziasse, l’agenda dei temi affrontati dall’incontro e non scoprirla ora per ora dalle agenzie. Cosi come avrei voluto si discutessero, prima in Parlamento e<strong> con i cittadini</strong>, i temi e le proposte che l’Italia avrebbe portato all’attenzione dei leader mondiali. </p>

<p>Cos’è il G8? Una <strong>riunione a porte chiuse</strong> dove i cittadini devono sperare non vengano prese decisioni che compromettano il loro futuro? Una gita a Roma delle <strong>first lady</strong> accompagnate dalla <strong>Carfagna</strong>? Un<strong> tour folkloristico </strong>tra macerie e tendopoli in una città trasformata nel <strong>Truman Show</strong>? Dovrebbe essere l’occasione in cui i Paesi sviluppati discutono soluzioni globali condivise dai cittadini che rappresentano. </p>

<p>E chi di voi sa su cosa si sta impegnando il Premier? Cosa sta acquistando e cosa sta vendendo dell’italianità? Nessuno lo sa, o meglio, qualcosa sappiamo e<strong> non ci piace</strong>: più soldati in <strong>Afghanistan</strong>, qualche detenuto di <strong>Guantanamo </strong>e l’ampliamento di una <strong>base militare a Vicenza</strong>. Bell’affare. </p>

<p>Dal punto di vista formale il confronto, a questo G8, è ben riuscito, sfruttando <strong>milioni di euro presi dalle tasche dei contribuenti</strong>, ma sui contenuti è già fallito.<br />
Ho dovuto acquistare una pagina dell’<strong>Herald Tribune</strong> per lanciare un appello alla comunità internazionale e denunciare la deriva anti-costituzionale del Belpaese. L’ho fatto perché la stampa italiana parla di forma e si occupa del nulla.</p>

<p>I leader del G8 <strong>chiedano il rispetto della Costituzione</strong> se credono che l’Italia sia determinante negli equilibri mondiali, oppure ci lascino risolvere i problemi di casa senza interferire.</p>]]></description>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/antoniodipietro/~3/FOAPoX2Y6sk/appello_alla_comunita_internaz.html</link>
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         <category>Politica</category>
         <pubDate>Thu, 09 Jul 2009 10:15:35 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>L'abnormita' del bavaglio intercettazioni</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Bd9MMU0X4Ho" target="_blank"><img alt="intercettazioni_ritiratelo.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/intercettazioni_ritiratelo.jpg" width="499" height="238" border="0" /></a></p>

<p>Oggi alle ore 15:30 ho rivolto un'interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia <strong>Alfano</strong>, al posto del quale si è presentato il ministro per i Rapporti con il Parlamento <strong>Elio Vito</strong>, per chiedere quali modifiche al disegno di legge sulle intercettazioni intendano apportare. Anche questa volta la risposta conferma la nostra posizione: <strong>il disegno di legge sulle intercettazioni va ritirato, non modificato</strong>.</p>

<p><strong>Domanda</strong></p>

<p><strong>Antonio Di Pietro: </strong><em>Signor Ministro della giustizia che non c'è, nelle scorse settimane, la Camera ha approvato, ricorrendo ad un ingiustificabile voto di fiducia, un disegno di legge da lei presentato che, di fatto, limitando le intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali, blocca l'attività investigativa delle forze di polizia e dei magistrati, impedendo così di contrastare efficacemente anche la peggiore criminalità che riguarda stupri, omicidi, rapine, spaccio di droga, corruzione e così via. Inoltre, lo stesso disegno di legge impedisce agli organi di formazione di far conoscere in tempo utile ai cittadini i possibili autori dei reati e quali sono gli elementi specifici di prova.<br />
Abbiamo appreso ora che a seguito dell'autorevole richiamo del Capo dello Stato, che qui ringraziamo per l'intervento, sareste, forse, disponibili a rivedere questa improvvida e scellerata normativa.<br />
Non vogliamo però che ciò sia solo fumo negli occhi e per questo le chiediamo, signor Ministro della giustizia che non c'è, di indicarci in modo chiaro e senza infingimenti quali sono le modifiche che intende apportare al disegno di legge in questione.</em></p>

<p><strong>Risposta</strong></p>

<p><strong>Elio Vito</strong> <em>(Ministro per i rapporti con il Parlamento)</em>: <em>Signor Presidente, come dovrebbe essere noto agli onorevoli interroganti, e come forse ricorderà anche l'onorevole Di Pietro, il problema dalla modifica delle norme che disciplinano la materia delle intercettazioni era stato già avvertita dal precedente Governo (Governo del quale l'onorevole Di Pietro faceva parte), che proprio nella scorsa legislatura aveva presentato alle Camere il disegno di legge n. 1638 «Disposizioni in materia di intercettazioni telefoniche, ambientali e pubblicità degli atti di indagine». Si tratta, dunque, di un'esigenza avvertita da tempo e da tutte le parti politiche. Il disegno di legge presentato dal Governo Berlusconi in Parlamento in questa legislatura ha subito i necessari approfondimenti sulle norme in esso contenute, ed è stato approvato dalla Commissione giustizia in un testo molto diverso da quello originariamente presentato dal Governo.<br />
La necessità di ricorrere al voto di fiducia, onorevole di Pietro come lei sa, si è resa necessaria proprio per consentire il passaggio all'altro ramo del Parlamento, dopo che le valutazioni della Camera si erano potute ampiamente esprimere sul testo originario del Governo per quasi un anno. Il disegno di legge era stato, infatti, licenziato il 13 giugno del 2008, presentato alla Camera il 30 giugno 2008, esaminato dalla Commissione fino al 19 febbraio 2009, e ha potuto essere licenziato da questo ramo del Parlamento l'11 giugno 2009, esattamente un anno dopo il varo del Consiglio dei ministri.<br />
In questo testo erano contenute anche diverse modifiche proposte dai gruppi dell'opposizione. Proprio considerando che l'ampiezza dei contributi dell'opposizione ha fatto registrare in sede di voto finale, che è stato possibile esercitare attraverso il voto segreto legittimamente richiesto, un numero di consensi superiore a quello della maggioranza che sostiene il Governo, non corrisponde a verità, quindi, l'affermazione dell'onorevole Di Pietro per la quale la pratica dell'Esecutivo è stata quella di negare il dibattito parlamentare.<br />
D'altra parte non era mai stata prospettata la necessità di porre la questione di fiducia immediatamente anche nell'altro ramo del Parlamento né alcun rappresentante del Governo aveva parlato di immodificabilità del disegno di legge. Si era semplicemente auspicato che, dopo un esame così approfondito da parte della Camera, il Senato potesse anche in questo caso esprimere le sue valutazioni e valutare anche la possibilità di introdurre le modifiche in tempi diversi, proprio perché l'esigenza di introdurre modifiche sul tema era stata già avvertita nella precedente legislatura.<br />
Quindi, signor Presidente, voglio rassicurare sul fatto che il Governo auspica che un clima di maggiore serenità e di costruttive valutazioni possa far giungere all'approvazione di un testo definito con il consenso della più ampia maggioranza possibile, tenuto conto delle esigenze di approfondimento che si sono già manifestate in Commissione giustizia in questa Camera e che l'Aula del Senato potrà, ove lo ritenga, opportunamente introdurre.</em></p>

<p><strong>Replica</strong></p>

<p><strong>Antonio Di Pietro: </strong><em>Non me ne voglia, signor Ministro, ma ci sentiamo presi in giro dalla risposta del Governo. Infatti, mai ci è venuto in mente di bloccare il ricorso all'uso delle intercettazioni. La vostra è una normativa criminogena, irragionevole, incostituzionale, gravemente dannosa per la lotta alla criminalità e fortemente restrittiva del diritto costituzionale di ognuno e di tutti di informare e di essere informati. Diciamolo senza mezzi termini: senza l'intervento del Capo dello Stato voi avreste realizzato anche questa volta l'ennesimo colpaccio di una legge ad personam. Questo disegno di legge va ritirato per palese abnormità rispetto ai principi costituzionali e al sistema processuale penale vigente. Non ha senso permettere di effettuare le intercettazioni soltanto quando vi sarebbero evidenti indizi di colpevolezza, vale a dire solo quando già si ha la certezza della colpevolezza di qualcuno e, quindi, solo quando non ve ne è più bisogno. Non ha senso mandare in galera i giornalisti e applicare supermulte agli editori solo perché esercitano il loro diritto - ma che dico? - il loro dovere di far conoscere all'opinione pubblica le ragioni per cui una certa persona è finita sotto inchiesta o è stata arrestata. Soltanto negli Stati assoluti e nei regimi fascisti si arrestano le persone senza che il popolo ne possa sapere la ragione. In questo modo voi avete decretato la morte della giustizia e la morte della democrazia nel nostro Paese. Voi volete fare questo ma noi, Italia dei Valori, ve lo impediremo finché sarà possibile all'interno di quest'Aula del Parlamento e ricorrendo al voto referendario dei cittadini elettori (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).</em></p>]]></description>
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         <category>Politica</category>
         <pubDate>Wed, 08 Jul 2009 12:14:07 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Azzerare l'attuale sistema politico</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="Delete.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/Delete.jpg" width="499" height="263" /></p>

<p>Il <strong>G8</strong> comincia sotto una cattiva stella, a dispetto di migliaia di <strong>abruzzesi </strong>indegnamente parcheggiati nelle tendopoli e costretti prima a rimirare un’efficienza loro negata, poi a sopportare il timore di manifestazioni fuori controllo. <br />
In un clima di abbandono istituzionale arriva, dalle pagine del <strong>The Guardian</strong>, un’amara previsione che si aggiunge alle tante notizie sull’Italia della stampa internazionale: il <strong>Belpaese </strong>sarebbe prossimo <strong>all’estromissione dal G8</strong>, e quindi anche dal G20. A rimpiazzarlo la Spagna. <br />
Nell’articolo del The Guardian si legge ancora: “<em>la sostanziale assenza d’iniziativa da parte del governo italiano ha spinto il governo statunitense a prendere il controllo dei lavori e organizzare delle telefonate tra diplomatici, per tentare di inserire delle proposte concrete nell’agenda del meeting</em>”. <br />
Il ministro <strong>Frattini </strong>subito smentisce ma, vista l’inclinazione alla menzogna di questo governo, <strong>attenderei la rettifica </strong>del quotidiano anglossassone prima di cambiare idea.<br />
In Italia esplode il <strong>malcontento </strong>a tutti i livelli: lavoratori, tifosi di calcio, cattolici, laici, imprenditori, studenti, insegnanti, a cui si aggiungono i fischi di <strong>Napoli</strong>, <strong>Prato</strong>, <strong>Viareggio</strong>, <strong>Cinisello</strong>. <br />
Il motivo è semplice, quando sei governato da persone che lavorano instancabilmente per fare i propri interessi alla fine <strong>non c’è Minzolini che tenga</strong>, i cittadini capiscono chi sei, e ti scaricano.</p>

<p>L’Italia ha bisogno di <strong>un’alternativa di governo </strong>per lasciarsi alle spalle ballerine, cantanti, mafiosi, lacchè e un Presidente del Consiglio debole e ricattabile. <br />
Dobbiamo <strong>azzerare questo sistema politico </strong>vecchio che rimescola le solite quattro carte da gioco. <br />
I vari <strong>Berlusconi, D’Alema, Fassino, Rutelli, Bossi, Cuffaro, Bondi, Gasparri </strong>e compari sono <strong>parcheggiati</strong> nella politica da decenni e non hanno progetti che parlino di <strong>futuro</strong>, di <strong>progresso</strong>, di <strong>innovazione</strong>, di <strong>giovani</strong>, e come tali non possono essere parte del cambiamento, al più spettatori. </p>

<p>Dopo il G8, su cui vi aggiornerò via <a href="http://twitter.com/idvstaff" target="_blank" >Twitter</a>, avremo <strong>due priorità di cui occuparci</strong>: <strong>il conto che due giudici della Consulta</strong> devono pagare agli italiani dimettendosi o non pronunciandosi sul Lodo Alfano e far chiarire al Pd l’ambigua posizione sulle intercettazioni tentando di rigettare <strong>in mare il relativo disegno di legge</strong>. </p>

<table style="margin-top:10px; border:1px dashed #FF0000;" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"><tr><td width="85" valign="top" align="center"><img alt="flash2.jpg" src="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/img/flash2.jpg" border="0"/></td>
<td style=" font: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size:19px; color:#009900" align="center"><font size="+2">"</font>DOMANI ORE 15:00 DIRETTA STREAMIG<font size="+2">" </font></td></tr><tr><td colspan="3" style="padding:5px; font-size:10px">Domani, <strong>mercoledì 8 luglio, alle ore 15:00</strong> interverrò alla Camera per un’interrogazione parlamentare sul disegno di legge sulle intercettazioni e sul bavaglio all’informazione. Trasmetterò l’intervento in <strong>diretta streaming dal blog</strong>. Su questo disegno di legge non c’è dialogo, le intercettazioni funzionano, hanno permesso di impedire e punire migliaia e migliaia di reati. Impedirne esecuzione e pubblicazione, a tempo dovuto, equivale ad istituire un’amnistia permanente che per lasciare impuniti qualche centinaio di politici corrotti sacrifica la sicurezza di milioni di cittadini. <br></td></tr><tr><td align="right" colspan="3" style="padding-right:5px;" ><strong>Antonio Di Pietro</strong></td></tr></table>
<br>]]></description>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/antoniodipietro/~3/zvjw-SQ6Q4w/azzerare_lattuale_sistema_poli.html</link>
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         <category>Politica</category>
         <pubDate>Tue, 07 Jul 2009 15:35:58 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Sugli spalti per non far danni</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="spalti.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/spalti.jpg" width="499" height="228" /></p>

<p><br />
Dopo l'articolo di ieri avrei scommesso sul titolo dei giornali: “<em>Di Pietro attacca Napolitano</em>”, e avrei vinto. A travisare non deve neanche scomodarsi il governo, ci pensa <strong>Dario Franceschini</strong>. <br />
Non accetto lezioni da chi fa <strong>opposizione a giorni alterni</strong>. Non ho coinvolto il Capo dello Stato nella polemica politica, perchè non c’è alcuna polemica, c'è solo il coraggio di dire e fare ciò in cui si crede.<br />
La legge sulle intercettazioni è una <strong>porcata</strong>, non bisogna rivederla, <strong>bisogna cancellarla</strong> ed occuparsi delle <strong>priorità per il Paese</strong>, della crisi economica. Non intendo fare opposizione su questa legge con la fionda quando di fronte ho un avversario che esibisce l’atomica.<br />
Franceschini si indigni per la replica del ministro della Giustizia, quella sì che ha umiliato il ruolo del Presidente Giorgio Napolitano. Nella migliore delle ipotesi il governo proporrà <strong>modifiche di facciata</strong>, per illudere di aver recepito il confronto, magari consentiranno alla stampa di pubblicare le intercettazioni, ma sarà una panacea visto che, comunque, il resto della legge, di fatto, impedirà che le intercettazioni possano essere fatte.</p>

<p>Ribadisco quindi: <strong>nessun credito </strong>a chi non ne è degno, ed il governo non lo è, <strong>un rinnovato invito </strong>al Capo dello Stato, alla fermezza nei confronti del testo della legge, e <strong>un appello al Pd </strong>affinché sieda sugli spalti, come ha fatto per il lodo Alfano, e si goda la partita senza far danni. Anzi, una mano può darla anche dagli spalti, facendo in modo, almeno, che nessuno dei suoi parlamentari, approfittando della <strong>votazione anonima</strong>, confluisca nel <strong>gruppetto di franchi tiratori </strong>come avvenuto nella precedente votazione alla Camera.</p>

<table style="margin-top:10px; border:1px dashed #FF0000;" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"><tr><td width="85" valign="top" align="center"><img alt="flash2.jpg" src="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/img/flash2.jpg" border="0"/></td>
<td style=" font: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size:19px; color:#009900" align="center"><font size="+2">"</font>DIMETTETEVI IX: CENA DIGERITA<font size="+2">" </font></td></tr><tr><td colspan="3" style="padding:5px; font-size:10px">Dov’è finita la cena di casa Mazzella? Il riflettore si è spento, la notizia è scemata, assimilata con i tempi della digestione mediatica, una manciata di giorni, è durata poco più della digestione dei commensali di quella cena di maggio. Ma io non cederò su questo inciucio culinario finchè i due commensali interessati della Consulta non si faranno da parte, almeno sul giudizio di costituzionalità del lodo Alfano il 6 ottobre. Unica alternativa rivolgerci alla comunità internazionale, e lo faremo..<br></td></tr><tr><td align="right" colspan="3" style="padding-right:5px;" ><strong>Antonio Di Pietro</strong></td></tr></table>
<br>
]]></description>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/antoniodipietro/~3/0xSv6ovupf4/sugli_spalti_per_non_far_danni.html</link>
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         <category>Politica</category>
         <pubDate>Mon, 06 Jul 2009 18:12:18 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Passaparola di lunedi 6 luglio</title>
         <description><![CDATA[<p><object id="otv_o_30075" height="425" width="510"  classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000"><param value="http://www.ustream.tv/flash/video/1763197" name="movie" /><param value="true" name="allowFullScreen" /><param value="always" name="allowScriptAccess" /><param value="transparent" name="wmode" /><param value="viewcount=true&amp;autoplay=false&amp;brand=embed&amp;" name="flashvars" /><embed name="otv_e_378226" id="otv_e_569037" flashvars="viewcount=true&amp;autoplay=false&amp;brand=embed&amp;" height="425" width="510" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" wmode="transparent" src="http://www.ustream.tv/flash/video/1763197" type="application/x-shockwave-flash" /></object></p>

<p><a href="http://www.ustream.tv/myvideos/1/1763215" target="_blank"><u>Guarda</u></a> la seconda parte del video.</p>

<p>Come ogni lunedì, ore 14:00, vi invito ad ascoltare l'appuntamento in streaming sul mio blog di Marco Travaglio: Passaparola.</p>]]></description>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/antoniodipietro/~3/23sYHid_VCU/passaparola_di_lunedi_6_luglio.html</link>
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         <category>Informazione</category>
         <pubDate>Mon, 06 Jul 2009 14:02:42 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Unica via: lo scontro</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="angelino-napolitano.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/angelino-napolitano.jpg" width="499" height="250" /></p>

<p>Mi domando quali<strong> furibondi attacchi</strong> si sarebbero scatenati da ogni parte se il sottoscritto avesse snobbato, cosi come ha fatto il governo, l'invito del Capo dello Stato a rivedere una <strong>legge porcata</strong>.</p>

<p>Il Capo dello Stato ha chiesto al ministro della Giustizia, <strong>Alfano</strong>, di rivedere il disegno di <strong>legge sulle intercettazioni</strong> prima che approdi al Senato. Alfano ha fatto subito sapere che si, il ddl è modificabile, ma che "<em>l’esecutivo va dritto per la sua strada, aprendo solo a qualche ritocco</em>", vale a dire che vorrebbero fare solo <strong>modifiche di facciata</strong>. In sostanza hanno mandato a “spigolare” il Presidente della Repubblica che, pur di evitare “strappi istituzionali”, ha preferito convocare l’esecutivo prima di rifiutare la firma di una legge fatta su misura per <strong>delinquere in libertà</strong>. </p>

<p>Signor Presidente, lei sta usando una piuma d’oca per difendere la Costituzione dall’assalto di un manipolo piuttosto numeroso di <strong>golpisti</strong>. Oramai non è più possibile evitare lo scontro con un governo che ha agito esclusivamente nell’interesse di pochi, spesso di una sola persona, a <strong>colpi di fiducia</strong>, di <strong>cene carbonare</strong>, di vili attacchi verbali, negando la realtà, la crisi del Paese, <strong>insultando la dignità dei cittadini</strong> ed usando la menzogna come strumento sistematico di propaganda.</p>

<p>Affidarsi al buon senso della maggioranza accettando solo modifiche al ddl sulle intercettazioni non basta, bisogna ritirarlo. In una legge, dove<strong> il 90% del testo è da rifare</strong>, non si può parlare di ritocchi. E visto che chi ha fatto questa legge ha bisogno di quel 90% lo scontro è inevitabile.</p>

<p>La storia di questo governo ha insegnato che aprire linee di credito a questa maggioranza non produce alcun risultato, anzi. Quindi<strong> la legge va ritirata</strong>, poiché non interessa al popolo italiano, che non l’ha chiesta, non la vuole, e produrrebbe effetti devastanti e un <strong>aumento vertiginoso della corruzione e degli atti criminali</strong>.</p>

<table style="margin-top:10px; border:1px dashed #FF0000;" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"><tr><td width="85" valign="top" align="center"><img alt="flash2.jpg" src="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/img/flash2.jpg" border="0"/></td>
<td style=" font: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size:19px; color:#009900" align="center"><font size="+2">"</font>14 luglio: aderisco allo sciopero<font size="+2">" </font></td></tr><tr><td colspan="3" style="padding:5px; font-size:10px">Il 14 di luglio aderirò allo sciopero dei blogger contro il bavaglio alle intercettazioni e all’informazione, promosso dalla legge criminale del ministro Alfano, e contro la norma del “diritto di rettifica entro 48 ore” per tutti i siti, norma ribattezzata dalla Rete “ammazza Internet”.<br></td></tr><tr><td align="right" colspan="3" style="padding-right:5px;" ><strong>Antonio Di Pietro</strong></td></tr></table>
<br>
<form action="http://www.antoniodipietro.com/ccostituzionale.php" method="post"><table width="499" cellpadding="0" cellspacing="0" background="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/invitadimissioni.jpg"><tr><td width="178" align="left" style="padding-top:100px;"><a href="http://www.antoniodipietro.com/2009/06/dimettetevi_commensali_interes.html" target="_blank"><img src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/leggiperche.jpg" border="0"></a></td><td><div style="padding-left:5px; padding-top:33px; padding-right:5px; padding-bottom:5px;"><table cellpadding="0" cellspacing="0" width="311"><tr><td width="50%"><strong>Tuo nome:</strong></td><td width="50%"><strong>Tua mail:</strong></td></tr><tr><td width="50%"><input type="text" value="" name="nome" id="nome"></td><td width="50%"><input type="text" value="" name="mail" id="nome"></td></tr></table><strong>A: </strong><font size="1"><em>Francesco Amirante, Presidente Corte Costituzionale</em></font><br /><strong>CC: </strong><font size="1"><em>Repubblica.it, Corriere.it</em></font><br /><strong>Oggetto:</strong> <font size="1"><em>Cena vergognosa: si dimettano</em></font><br /><strong>Testo:</strong><br>
<div style="text-align:justify"><font size="1"><em>"La invito a chiedere le dimissioni dalla Consulta dei giudici Paolo Maria Napolitano e Luigi Mazzella per salvaguardare la credibilita' dell'istituzione che rappresentano, ed il giudizio che la Corte  e' chiamata ad esprimere il 6 ottobre sulla costituzionalita' del Lodo Alfano."</em></font></div><div style="text-align:right;"><input type="submit" value="Invia"></div></div></td></tr></table></form>]]></description>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/antoniodipietro/~3/WI1oXKHTbp8/unica_via_lo_scontro.html</link>
         <guid isPermaLink="false">http://www.antoniodipietro.com/2009/07/unica_via_lo_scontro.html</guid>
         <category>Politica</category>
         <pubDate>Sun, 05 Jul 2009 20:50:43 +0100</pubDate>
      <feedburner:origLink>http://www.antoniodipietro.com/2009/07/unica_via_lo_scontro.html</feedburner:origLink></item>
            <item>
         <title>Dimettetevi VIII: non abbiamo scritto Giocondo in fronte</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Bk4_9P3ymxw" target="_blank"><img alt="corterotta.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/corterotta.jpg" width="499" height="238" border="0" /></a></p>

<p>Voglio tornare, ancora una volta, sulla <strong>questione del lodo Alfano </strong>e della <strong>cena a casa del giudice Mazzella </strong>dove furono presenti l'imputato, e plurinquisito, Silvio Berlusconi, il ministro della Giustizia Alfano, due giudici della Corte costituzionale e un altro plurinquisito, l'onorevole Vizzini, tra l'altro presidente di commissione parlamentare Affari Costituzionali del Senato.<br />
Allora, vediamo di capire: noi dell'Italia dei Valori abbiamo sollevato un problema, vale a dire <strong>l'incompatibilità di questi due giudici </strong>della Corte costituzionale, Mazzella e Napolitano, a partecipare all'udienza del 6 ottobre 2009, dove si deciderà se il lodo Alfano sia costituzionale o incostituzionale. Loro dicono che vogliono andare a cena con chi gli pare e piace, che hanno un rapporto di frequentazione e di amicizia con Berlusconi, che hanno fatto insieme tante cose. E a questo ci crediamo, tanto è vero che <strong>Mazzella è stato </strong>ministro del governo Berlusconi, mentre <strong>Napolitano è stato </strong>all'ufficio di Gabinetto del presidente della Camera Fini). Questi due signori rivendicano questo voler essere di parte, che hanno amicizie specifiche col presidente del Consiglio, diretto interessato, guarda il caso, al lodo Alfano. </p>

<p>Cosa dicono queste due persone? </p>

<p>Dicono, e se la prendono con noi, accusandoci di essere dei destabilizzatori, che loro possono fare quel che hanno fatto perché quel giorno non giudicheranno l'imputato Berlusconi, ma giudicheranno la costituzionalità di una legge e quindi, come tale, c'è la totale spersonalizzazione.</p>

<p><strong>Non abbiamo scritto "Giocondo" in fronte! </strong><br />
Napolitano e Mazzella non sono due giudici della Corte costituzionale ignoranti, vogliono semplicemente considerare noi ignoranti! <br />
Il lodo Alfano non è una legge fatta per la generalità degli italiani. <br />
E' una legge porcata che il presidente del Consiglio si è fatto fare dal ministro della sua Giustizia, Alfano, e se la è fatta fare per non farsi processare. <br />
Quindi, da quella decisione che la Consulta prenderà il 6 ottobre, per stabilire un principio o un non principio, cioè che "<em>non tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge</em>" e che uno, che è anche presidente del Consiglio, anche se ha ammazzato la moglie, se ha stuprato una bambina, o se ha spacciato droga, non può essere processato fin quando detiene tale ruolo. Decidere se tutto questo è costituzionale o meno non vuol dire semplicemente valutare una legge, ma <strong>in gioco c'è il destino del governo Berlusconi</strong>. Stiamo bene attenti! Berlusconi è accusato di corruzione di un testimone che si chiama Mills. Questo testimone, cioè il corrotto, è già stato condannato in primo grado a quattro anni e mezzo. E nelle motivazioni della sentenza si legge “corrotto da Silvio Berlusconi”. Quindi, se non avesse fatto il presidente del Consiglio, anche Silvio Berlusconi sarebbe stato condannato a quattro anni. Non è stato possibile processarlo perché si è fatto fare il lodo Alfano. <br />
Allora il 6 ottobre è una data estremamente importante per la decisione che si andrà a prendere. Perché se si decide che la legge è costituzionale, allora vuol dire che Berlusconi non può più essere processato. Se invece il lodo è incostituzionale, <strong>il 7 ottobre ricomincia il suo processo </strong>e sapremo se, e in quale modo, anche lui è il responsabile come Mills, il corrotto, e se anche lui si merita quattro anni e mezzo di pena.<br />
 <br />
Allora, non nascondiamo la testa sotto la sabbia. Non pensino, Mazzella e Napolitano, che noi siamo tutti ignoranti. Prendere quella decisione su quella legge, il 6 ottobre, vuol dire decidere le sorti del governo, le sorti di Berlusconi, le sorti del nostro Paese. <br />
Proprio ora, che questi due giudici hanno confessato definendosi amici intimi di Berlusconi, chiediamo ad entrambi di dimettersi e continuare a coltivare tutta l'amicizia che hanno con Berlusconi, oppure di astenersi quel giorno dal dover giudicare. Chiediamo anche al presidente della Corte costituzionale, Amirante, di non fare il “pesce in barile”, ma di assumersi la responsabilità di dire a quelle due persone che quel giorno <strong>vadano a pesca</strong>, piuttosto che presentarsi per decidere sul lodo Alfano.<br />
Ci siamo appellati anche al capo dello Stato, e lui se l'è presa con me perché mi sono permesso di chiedergli se il comportamento di questi due giudici, sia accettabile. Il presidente <strong>Giorgio Napolitano </strong>ha risposto "<em>ma io non posso interferire sull'autonomia e l'indipendenza della Corte costituzionale</em>". Attenzione! Sull'autonomia e l'indipendenza della Consulta hanno già interferito questi due signori compromettendone l'indipendenza, quindi, al capo dello Stato spetterebbe il compito di <strong>ripristinare la credibilità e sacralità</strong> alla Corte! Ecco perché insistiamo dicendo che non si può stare a guardare, non ci si può comportare come <strong>Ponzio Pilato</strong> - non lo dico a lui, Giorgio Napolitano, ma lo dico soprattutto al presidente della Corte costituzionale, a tutta l'opinione pubblica. Questo è un fatto grave e si tratta di ritrovare quella serenità perduta sul fatto che, la Corte costituzionale, <strong>decida secondo scienza e coscienza</strong>, e non <strong>secondo rapporti personali pregressi, e attuali</strong>, tra un imputato e i suoi giudici. <br />
Per questo ne facciamo una battaglia di civiltà, e ci sentiamo di farlo coerentemente alla raccolta, e nel rispetto, di quel milione di firme per il referendum contro il lodo Alfano.<br />
Sulla questione del lodo Alfano, sul decreto intercettazioni e sul divieto di pubblicazione, l'unica strada da percorrere è il referendum, non volendo, e non potendo, utilizzare la mazza per la presa della Bastiglia. </p>]]></description>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/antoniodipietro/~3/lUkZgbD5ckc/dimettetevi.html</link>
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         <category>Politica</category>
         <pubDate>Sat, 04 Jul 2009 16:55:04 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>DIMETTETEVI VII: giu' la maschera</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="francesco-amirante.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/francesco-amirante.jpg" width="499" height="250" /></p>

<p>Nell'attesa delle azioni legali del giudice della Consulta <strong>Paolo Maria Napolitano</strong>, che mi auguro ci siano davvero e non siano solo chiacchiere, non mi resta che commentare l'inadeguatezza a ricoprire il ruolo di giudici costituzionali di <strong>Mazzella </strong>e <strong>Napolitano</strong>. Ora pero' guardiamo la luna distogliendoci dal dito. </p>

<p>Il <strong>Capo dello Stato non si pronuncia</strong>, anzi, si pronuncia zittendo chi gli chiede di dissociarsi ed invitare i due “<strong>amici per la pelle</strong>” a dimettersi o quanto meno ad astenersi il 6 ottobre, giorno in cui, lo ricordo, la Consulta è chiamata a valutare la costituzionalità del <strong>lodo Alfano</strong>. </p>

<p>Mazzella risponde picche, scrive all’amico piduista <strong>Silvio Berlusconi</strong>, e tra una protesta e un’indignazione, comunque, non si schioda, anzi, fa sapere che non si asterrà il 6 ottobre.  E il giudice Napolitano? Anche lui risponde picche, anche lui<strong> non si schioda</strong>, e anche lui dichiara che non si asterrà il 6 ottobre, ma per distinguersi dal collega oggi scrive a <strong>De Bortoli</strong> lamentando un “<em>attacco furibondo</em>”. </p>

<p>Il presidente della Corte, <strong>Amirante</strong>, con fare conciliante, invita ad abbassare i toni ma, nei fatti, lascia al loro posto i due giudici e decide di non escluderli il <strong>6 ottobre</strong> dal giudizio di costituzionalità della legge 128. </p>

<p>Dunque, mentre è in corso una campagna mediatica per costringere i cittadini a guardare il dito, distolgono l’attenzione dai fatti, la luna. E la luna è chiara in questa notte della democrazia, sul lodo Alfano hanno già deciso ma, per ottenere la certezza della costituzionalità del lodo, quei due “amici per la pelle” <strong>sono indispensabili</strong>.</p>

<form action="http://www.antoniodipietro.com/ccostituzionale.php" method="post"><table width="499" cellpadding="0" cellspacing="0" background="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/invitadimissioni.jpg"><tr><td width="178" align="left" style="padding-top:100px;"><a href="http://www.antoniodipietro.com/2009/06/dimettetevi_commensali_interes.html" target="_blank"><img src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/leggiperche.jpg" border="0"></a></td><td><div style="padding-left:5px; padding-top:33px; padding-right:5px; padding-bottom:5px;"><table cellpadding="0" cellspacing="0" width="311"><tr><td width="50%"><strong>Tuo nome:</strong></td><td width="50%"><strong>Tua mail:</strong></td></tr><tr><td width="50%"><input type="text" value="" name="nome" id="nome"></td><td width="50%"><input type="text" value="" name="mail" id="nome"></td></tr></table><strong>A: </strong><font size="1"><em>Francesco Amirante, Presidente Corte Costituzionale</em></font><br /><strong>CC: </strong><font size="1"><em>Repubblica.it, Corriere.it</em></font><br /><strong>Oggetto:</strong> <font size="1"><em>Cena vergognosa: si dimettano</em></font><br /><strong>Testo:</strong><br>
<div style="text-align:justify"><font size="1"><em>"La invito a chiedere le dimissioni dalla Consulta dei giudici Paolo Maria Napolitano e Luigi Mazzella per salvaguardare la credibilita' dell'istituzione che rappresentano, ed il giudizio che la Corte  e' chiamata ad esprimere il 6 ottobre sulla costituzionalita' del Lodo Alfano."</em></font></div><div style="text-align:right;"><input type="submit" value="Invia"></div></div></td></tr></table></form>]]></description>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/antoniodipietro/~3/WvZ__xugLgM/dimettetevi_vii_giu_la_mascher.html</link>
         <guid isPermaLink="false">http://www.antoniodipietro.com/2009/07/dimettetevi_vii_giu_la_mascher.html</guid>
         <category>Politica</category>
         <pubDate>Fri, 03 Jul 2009 15:23:55 +0100</pubDate>
      <feedburner:origLink>http://www.antoniodipietro.com/2009/07/dimettetevi_vii_giu_la_mascher.html</feedburner:origLink></item>
            <item>
         <title>DIMETTETEVI VI:  la Corte abbandonata</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="cconsulta.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/cconsulta.jpg" width="499" height="250" /></p>

<p>Il Presidente della Corte Costituzionale, <strong>Francesco Amirante</strong>, nonostante un centinaio di costituzionalisti si sia pronunciato contro il lodo Alfano, nonostante i quindici della Consulta siano in <strong>estremo imbarazzo </strong>per il comportamento di due colleghi, nonostante quella cena fosse tutto <strong>fuorché di piacere</strong>, come testimonia la bozza di riforma costituzionale, apparsa appena due giorni dopo quella cena, negli uffici del Senato, nonostante tutto questo, non interviene per salvaguardare l’autonomia dell’istituzione che rappresenta. <br />
Ricordo, al Presidente Amirante, che la Corte ha tra i suoi membri <strong>almeno due giudici </strong><strong>non autonomi</strong>, e che la sua <strong>tardività nel pronunciarsi </strong>rischia, se dovesse ulteriormente protrarsi, di essere vista come un oscuro messaggio. <br />
Quello che chiediamo ad Amirante è di farsi garante della terzietà, dell’indipendenza, ed autonomia della Corte Costituzionale.<br />
L’incuria e la <strong>superficialità </strong>con cui i due giudici hanno liquidato la cenetta di maggio, unite alla loro ostinazione nel non volersi astenere dalla votazione del 6 ottobre, denotano la <strong>malafede </strong>che li muove.<br />
La <strong>lettera aperta</strong> del giudice Mazzella <strong>al corruttore </strong>senza sosta denota, infine, un atteggiamento di <strong>riverenza</strong>, mista a servilismo, che giunge come un campanello d’allarme sull'effettiva indipendenza dei membri della Consulta. <br />
<strong>Ricordo a Mazzella </strong>quanto gli studenti di giurisprudenza apprendono nei primi mesi di studio: mentre i giudici ordinari, in casi simili al suo, devono <strong>astenersi e possono essere ricusati</strong>, tali provvedimenti non sono stati previsti per la Corte Costituzionale, per il semplice fatto che, fino allo scorso maggio, era inimmaginabile che un giudice della Corte, rivendicando la sua amicizia personale con un imputato interessato alle decisioni della Consulta, lo invitasse a casa sua alla vigilia di un giudizio che lo coinvolge, addirittura insieme al ministro della Giustizia, che quella legge "ad personam" aveva promosso ed ordito.<br />
Non arretreremo di un passo in questa battaglia sull’autonomia della Consulta e sulla decisione che la Corte stessa dovrà prendere il 6 ottobre con riferimento alla legge 128 (nota come lodo Alfano) di cui Silvio Berlusconi, per ora, è <strong>l’unico beneficiario</strong>.</p>

<table style="margin-top:10px; border:1px dashed #FF0000;" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"><tr><td width="85" valign="top" align="center"><img alt="flash2.jpg" src="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/img/flash2.jpg" border="0"/></td>
<td style=" font: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size:19px; color:#009900" align="center"><font size="+2">"</font>Segui il G8 su Idvstaff di Twitter<font size="+2">" </font></td></tr><tr><td colspan="3" style="padding:5px; font-size:10px">Durante il G8 dell’8,9 e 10 luglio utilizzerò Twitter per tenervi aggiornati, in tempo reale, sugli eventi di L’Aquila.
Non si sa mai, affidare il resoconto di quei giorni alle 6 reti del Presidente del Consiglio non offrirebbe un quadro veritiero ed esaustivo degli eventi.
Potrete seguirmi accedendo in Twitter dopo esservi registrati aggiungendo l’<a href="http://twitter.com/idvstaff" target="_blank">account Idvstaff</a> tra quelli da seguire. In alternativa, basterà accedere all’home page del blog, tra l’8 ed il 10 luglio, per vedrete pubblicate le notizie flash della giornata.<br></td></tr><tr><td align="right" colspan="3" style="padding-right:5px;" ><strong>Antonio Di Pietro</strong></td></tr></table>

<form action="http://www.antoniodipietro.com/ccostituzionale.php" method="post"><table width="499" cellpadding="0" cellspacing="0" background="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/invitadimissioni.jpg"><tr><td width="178" align="left" style="padding-top:100px;"><a href="http://www.antoniodipietro.com/2009/06/dimettetevi_commensali_interes.html" target="_blank"><img src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/leggiperche.jpg" border="0"></a></td><td><div style="padding-left:5px; padding-top:33px; padding-right:5px; padding-bottom:5px;"><table cellpadding="0" cellspacing="0" width="311"><tr><td width="50%"><strong>Tuo nome:</strong></td><td width="50%"><strong>Tua mail:</strong></td></tr><tr><td width="50%"><input type="text" value="" name="nome" id="nome"></td><td width="50%"><input type="text" value="" name="mail" id="nome"></td></tr></table><strong>A: </strong><font size="1"><em>Francesco Amirante, Presidente Corte Costituzionale</em></font><br /><strong>CC: </strong><font size="1"><em>Repubblica.it, Corriere.it</em></font><br /><strong>Oggetto:</strong> <font size="1"><em>Cena vergognosa: si dimettano</em></font><br /><strong>Testo:</strong><br>
<div style="text-align:justify"><font size="1"><em>"La invito a chiedere le dimissioni dalla Consulta dei giudici Paolo Maria Napolitano e Luigi Mazzella per salvaguardare la credibilita' dell'istituzione che rappresentano, ed il giudizio che la Corte  e' chiamata ad esprimere il 6 ottobre sulla costituzionalita' del Lodo Alfano."</em></font></div><div style="text-align:right;"><input type="submit" value="Invia"></div></div></td></tr></table></form>]]></description>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/antoniodipietro/~3/_rxz6q9917g/dimettetevi_vi_la_corte_abband.html</link>
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         <category>Politica</category>
         <pubDate>Thu, 02 Jul 2009 18:44:55 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>DIMETTETEVI V: cena carbonara</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=mg--BPL-6FI" target="_blank"><img alt="cenacarbonara.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/cenacarbonara.jpg" width="499" height="238" border="0" /></a></p>

<p>Pubblico il mio intervento alla Camera su quella che ho definito "<strong>cena carbonara</strong>" a cui hanno partecipato due giudici della Consulta, <strong>Mazzella </strong>e <strong>Napolitano</strong>, un corruttore ma improcessabile per il lodo, <strong>Silvio Berlusconi</strong>, il firmatario del lodo, <strong>Angelino Alfano</strong>, un sottosegretario, <strong>Gianni Letta</strong>, ed il presidente della commissione Affari Costituzionali al Senato, <strong>Carlo Vizzini</strong>. Commensali ben assortiti che il ministro per i Rapporti con il Parlamento,<strong> Elio Vito</strong>, vuol venderci come grandi amici che han parlato di tutto fuorchè del lodo. </p>

<p><strong>Gli italiani si stanno svegliando</strong>, signori del governo, e vi chiederanno il conto di quanto avete "mangiato".</p>

<p>Alfano, Mazzella e Napolitano <strong>abbiano la decenza di dimettersi</strong>.</p>

<p><font color="red"><strong>QUESITO</strong></font></p>

<p><strong>Antonio Di Pietro: </strong><em>Signor Presidente, signor Ministro della giustizia - anche se non c'è -, vogliamo sapere da lei perché ha partecipato ad un incontro riservato e carbonaro tra lei, il Presidente del Consiglio e due giudici della Corte costituzionale Luigi Mazzella, promotore della cena galeotta, e Paolo Maria Napolitano.<br />
Lei sa bene che il Presidente del Consiglio è un plurinquisito, nei cui confronti i giudici italiani non possono procedere proprio perché lei, Ministro Alfano, ha promosso e ottenuto una legge che permette a Berlusconi l'impunità durante tutto il suo mandato. Lei dovrebbe capire che così facendo ha compromesso la credibilità della Corte, perché la Corte stessa dovrà decidere il 6 ottobre sul lodo Alfano. Per questo vogliamo sapere: se si rende conto della gravità e della scorrettezza istituzionale da lei promossa; per quale ragione avete organizzato e realizzato quella cena; se non ritenga doveroso a questo punto ed ora che la tresca è stata scoperta dimettersi dal suo incarico per restituire dignità al suo ufficio e a quello della Corte costituzionale (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).</em></p>

<p><font color="red"><strong>RISPOSTA</strong></font></p>

<p><strong>Elio Vito: </strong><em>Signor Presidente, per la correttezza e il rispetto profondo che il Governo nutre nei confronti del Parlamento, naturalmente farò riferimento al testo scritto e presentato dall'onorevole Di Pietro e dagli altri deputati del gruppo dell'Italia dei Valori e non risponderò alle affermazioni che sono state rese poco fa in Aula.<br />
Gli onorevoli interroganti, riprendendo un articolo del settimanale L'Espresso, chiedono di sapere di un incontro presso l'abitazione privata del giudice della Corte costituzionale Luigi Mazzella dove, nello scorso mese di maggio - a dire degli interroganti e dell'articolo citato - si sarebbe svolta, testualmente, «una delle più sconcertanti e politicamente imbarazzati riunioni organizzate dal Governo Berlusconi».<br />
L'articolo citato, secondo quanto ripreso ed evidenziato dagli interroganti, nella parte relativa a quello che sarebbe stato il contenuto della riunione organizzata dal Governo Berlusconi, fa poi frequenti e generici riferimenti ad espressioni del tipo «più fonti concordano», «sembra» e a interlocuzioni che, nello stesso testo in esame, riportano mere congetture ed ipotesi disparate.<br />
In ordine a quello che nel testo viene indicato - come ho detto - come un fatto certo, «una delle più sconcertanti e politicamente imbarazzanti riunioni organizzate dal Governo Berlusconi» va subito chiarito, onorevole Di Pietro, che il Governo Berlusconi, che mi onoro in questa sede di rappresentare, non ha organizzato presso l'abitazione del giudice Mazzella alcuna riunione. Molte settimane prima del mese di maggio di quest'anno, il Presidente Silvio Berlusconi, unitamente al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dottor Gianni Letta, al Ministro della giustizia onorevole Angelino Alfano, al senatore Carlo Vizzini e al giudice costituzionale Paolo Maria Napolitano e alle loro rispettive consorti (molto prima, quindi, delle date da lei indicate, molte settimane prima del mese di maggio) riceveva un invito ad una cena organizzata presso la propria abitazione dal giudice costituzionale professor Luigi Mazzella. Tale incontro conviviale, che è naturale conseguenza di un rapporto di conoscenza e stima risalente nel tempo (peraltro riconosciuto nello stesso articolo citato dagli interroganti), che lega il padrone di casa e i suoi ospiti, si è svolto nella prima metà del mese di maggio.<br />
L'incontro dunque ha avuto luogo, onorevole Di Pietro, in ogni caso rispetto alle congetture e alle ipotesi disparate citate, in un'epoca antecedente al 26 giugno scorso, giorno nel quale il presidente della Corte costituzionale ha fissato per il prossimo 6 ottobre la data di inizio della discussione sul lodo Alfano ed ha indicato nel giudice Gallo il relatore della medesima discussione. Se permette, signor Presidente, vista anche la delicatezza del tema, la trattengo per pochi secondi ancora.<br />
Per quanto concerne quello che tra i «sembra» e i «si dice» sarebbe stato il contenuto della discussione della serata, è appena il caso di osservare che l'incontro non ha avuto in alcun modo ad oggetto temi che riguardassero l'agenda della Corte costituzionale, né ipotesi di riforma del Titolo IV della Costituzione, la cui iniziativa - come si spera gli onorevoli interroganti sappiano bene - appartiene esclusivamente al Parlamento, su impulso anche del Governo, organo al quale è conferito dalla legge costituzionale e al popolo, essendo invece competenza della Corte giudicare delle eventuali controversie. Concludo tranquillizzando gli onorevoli interroganti, dicendo che le iniziative del Governo sul piano legislativo in materia di giustizia saranno rispondenti al programma presentato di fronte al corpo elettorale e che da esso hanno ricevuto il pubblico consenso.</em></p>

<p><font color="red"><strong>REPLICA</strong></font></p>

<p><strong>Antonio Di Pietro: </strong><em>Signor Presidente, la risposta è insoddisfacente e inaccettabile, e lei consentirà anche a me qualche secondo in più, come ha consentito al rappresentante del Governo.<br />
La Corte costituzionale - ricordo a me stesso - è un organo costituzionale talmente indipendente che non dovrebbe in alcun modo essere oggetto di interferenze, né da parte del Governo, né da parte di altri organi costituzionali. A maggio dell'anno scorso già c'era il lodo Alfano e già c'erano le richieste dei giudici di Milano e di Roma di valutare la costituzionalità della legge.<br />
Un Ministro della giustizia che si fa promotore, insieme al Presidente del Consiglio - lui inquisito nei processi che riguardano proprio i fatti per cui deve giudicare il giudice della Corte costituzionale -, di un incontro, mina la credibilità della Corte stessa. Con il vostro concorso e con il concorso di quei due giudici spregiudicati, voi avete infangato la sacralità della Corte ed oggi, noi che abbiamo a cuore la sua imparzialità e la sua indipendenza, la vediamo totalmente minata. Ora non sapremo mai se qualsiasi decisione sarà presa il 6 ottobre sarà frutto di una valutazione assunta in totale indipendenza o se invece sarà il frutto di una cena carbonara e piduista realizzata quella sera (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).<br />
A noi non resta perciò che ribadire: primo, la sfiducia totale a questo Governo; secondo, la deplorazione di questi comportamenti; terzo, la richiesta formale di dimissioni, oltre che dei due giudici della Corte costituzionale che si sono prestati al gioco, o quantomeno la loro astensione, le dimissioni sue, Ministro della giustizia, perché lei per il ruolo e la funzione che svolge non doveva permettere, non dover accettare, non doveva farsi promotore di una riunione in cui si discute di quella legge da parte di quei giudici che mettono in discussione la legge di cui lei si è fatto promotore. A noi non rimane altro, pertanto, che ribadire l'impegno, come Italia dei Valori, del referendum e della validità di quel referendum affinché le firme già raccolte, quel milione di firme, si trasformino poi in un referendum che cancelli quella legge truffa di cui lei, Ministro Alfano, e lei, Presidente del Consiglio, vi siete fatti promotori. Oggi avete anche infangato la Corte costituzionale e le valutazioni che dovrà svolgere (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori - Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).</em></p>

<table style="margin-top:10px; border:1px dashed #FF0000;" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"><tr><td width="85" valign="top" align="center"><img alt="flash2.jpg" src="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/img/flash2.jpg" border="0"/></td>
<td style=" font: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size:19px; color:#009900" align="center"><font size="+2">"</font>Danza macabra<font size="+2">" </font></td></tr><tr><td colspan="3" style="padding:5px; font-size:10px"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=60b3dyuo3bI" target="_blank"><img alt="danzamacabra.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/danzamacabra.jpg" width="480" height="162" border="0" /></a></td></tr></table>
<br>
<form action="http://www.antoniodipietro.com/ccostituzionale.php" method="post"><table width="499" cellpadding="0" cellspacing="0" background="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/invitadimissioni.jpg"><tr><td width="178" align="left" style="padding-top:100px;"><a href="http://www.antoniodipietro.com/2009/06/dimettetevi_commensali_interes.html" target="_blank"><img src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/leggiperche.jpg" border="0"></a></td><td><div style="padding-left:5px; padding-top:33px; padding-right:5px; padding-bottom:5px;"><table cellpadding="0" cellspacing="0" width="311"><tr><td width="50%"><strong>Tuo nome:</strong></td><td width="50%"><strong>Tua mail:</strong></td></tr><tr><td width="50%"><input type="text" value="" name="nome" id="nome"></td><td width="50%"><input type="text" value="" name="mail" id="nome"></td></tr></table><strong>A: </strong><font size="1"><em>Francesco Amirante, Presidente Corte Costituzionale</em></font><br /><strong>CC: </strong><font size="1"><em>Repubblica.it, Corriere.it</em></font><br /><strong>Oggetto:</strong> <font size="1"><em>Cena vergognosa: si dimettano</em></font><br /><strong>Testo:</strong><br>
<div style="text-align:justify"><font size="1"><em>"La invito a chiedere le dimissioni dalla Consulta dei giudici Paolo Maria Napolitano e Luigi Mazzella per salvaguardare la credibilita' dell'istituzione che rappresentano, ed il giudizio che la Corte  e' chiamata ad esprimere il 6 ottobre sulla costituzionalita' del Lodo Alfano."</em></font></div><div style="text-align:right;"><input type="submit" value="Invia"></div></div></td></tr></table></form>]]></description>
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         <category>Politica</category>
         <pubDate>Wed, 01 Jul 2009 13:04:18 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Bavaglio alla Rete: chiusura del cerchio</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=IPXx_0YLYno" target="_blank"><img alt="bavagliowikipedia.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/bavagliowikipedia.jpg" width="499" height="238" border="0" /></a></p>

<p>Esprimo solidarieta' ai familiari delle vittime della<strong> tragedia di Viareggio</strong>. Prima di commentare l'accaduto voglio aspettare gli accertamenti sulle cause dell’incidente. Se dovesse confermarsi il cedimento strutturale bisogna entrare nel merito della gestione <strong>Trenitalia</strong> delle Ferrovie dello Stato commissariando i budget per il rinnovo delle linee ferroviarie e delle manutenzioni dei mezzi. I fatti evidenziano una deriva del fenomeno incidenti, è di soli otto giorni fa’ il deragliamento di un altro treno merci, nei pressi di <strong>Prato</strong>, che ha paralizzato i collegamenti della penisola.<br />
 <br />
Intervengo ora, con questo video, sull’<strong>ennesimo attacco alla Rete</strong> e al <strong>diritto all’informazione dei cittadini</strong>. Questa volta l’indecenza è del partito dei <em>fucili scarichi</em>, e reca la firma della deputata <strong>Carolina Lussana</strong>. Mentre il suo collega <strong>Alfano </strong>mette il bavaglio alla pubblicazione delle intercettazioni durante il processo, lei, per chiudere il cerchio, ha pensato bene di <strong>sbianchettare</strong>, dalla Rete informazioni, immagini e dati riguardanti i trascorsi giudiziari dei propri colleghi. Per dirla breve, addio su <strong>Wikipedia </strong>a dettagli importanti di molti personaggi pubblici! <strong>Ma dove sono finiti i leghisti di una volta?</strong></p>

<p><strong>Testo dell'intervento</strong></p>

<p><em>Attenzione amici della Rete, un'altra “legge porcata” è in arrivo. Questa volta, a proporla, è l'On. Lussana della Lega. Lo chiamano “diritto all'oblio”, vale a dire che, se ci sono dei parlamentari, e chissà perché proprio loro, che vengono condannati, dopo un certo numero di anni bisogna cancellare dalla Rete e dall'informazione le loro condanne, perché vi sarebbe il diritto secondo cui il condannato non possa essere ritenuto tale a distanza di anni. E' un assurdità, è un bavaglio all'informazione. E' bene sempre sapere chi ha commesso dei reati, e se è stato condannato. E' una proposta che, evidentemente, serve a qualcuno del Palazzo per nascondere ai cittadini ciò che ha commesso per potersi riciclare, magari cambiando sigla e partito, ma con la stessa faccia. Vogliamo un Palazzo con facce diverse, pulite, e quindi vogliamo che, di questi dati, ne resti traccia, soprattutto in Rete. Specialmente, se l''informazione “normale”, quella del servizio pubblico, quella “minzoliniana”, non vi racconta degli uomini di Palazzo intenti a fare gli affari propri piuttosto che gli interessi dei cittadini. Vigilate, vigilate cittadini della Rete.</em><br />
<div id="dimettetevi"></div><br />
<table style="margin-top:10px; border:1px dashed #FF0000;" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"><tr><td width="85" valign="top" align="center"><img alt="flash2.jpg" src="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/img/flash2.jpg" border="0"/></td><br />
<td style=" font: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size:19px; color:#009900" align="center"><font size="+2">"</font>DIMETTETEVI IV: MESSAGGIO DEL SILENZIO<font size="+2">" </font></td></tr><tr><td colspan="3" style="padding:5px; font-size:10px">Domani, mercoledì 1 luglio, presenterò un’interrogazione parlamentare, che trasmetterò alle 15:00 in diretta streaming dal blog, sulla vergognosa cena tra i giudici della Consulta e un corruttore alla Presidenza del Consiglio. <br />
Il Presidente della Repubblica non ha dato seguito al mio appello di ieri in cui lo invitavo a chiedere le dimissioni dei giudici Mazzella e Napolitano. Sottovalutare la gravità di questa cena, e non prendere provvedimenti, apre al dubbio sul fatto che il lodo Alfano, tutto sommato, può tornare utile non solo a Silvio Berlusconi. Per non parlare del messaggio lanciato da questo silenzio ai colleghi dei due giudici, silenzio che viene interpretato come una condivisione, da parte delle istituzioni, di quanto accaduto.<br />
E allora giù la maschera, non aspettiamo il 6 ottobre.</p>

<p>Leggi anche <a href="http://www.antoniodipietro.com/2009/06/dimettetevi_commensali_interes.html" target="_blank">DIMETTETEVI I</a>, <a target="_blank" href="http://www.antoniodipietro.com/2009/06/dimettetevi_metastasi_minzolin.html">II</a>, <a target="_blank" href="http://www.antoniodipietro.com/2009/06/dimettetevi_iii_nessuna_polemi.html">III</a><br></td></tr><tr><td align="right" colspan="3" style="padding-right:5px;" ><strong>Antonio Di Pietro</strong></td></tr></table></p>

<form action="http://www.antoniodipietro.com/ccostituzionale.php" method="post"><table width="499" cellpadding="0" cellspacing="0" background="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/invitadimissioni.jpg"><tr><td width="178" align="left" style="padding-top:100px;"><a href="http://www.antoniodipietro.com/2009/06/dimettetevi_commensali_interes.html" target="_blank"><img src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/leggiperche.jpg" border="0"></a></td><td><div style="padding-left:5px; padding-top:33px; padding-right:5px; padding-bottom:5px;"><table cellpadding="0" cellspacing="0" width="311"><tr><td width="50%"><strong>Tuo nome:</strong></td><td width="50%"><strong>Tua mail:</strong></td></tr><tr><td width="50%"><input type="text" value="" name="nome" id="nome"></td><td width="50%"><input type="text" value="" name="mail" id="nome"></td></tr></table><strong>A: </strong><font size="1"><em>Francesco Amirante, Presidente Corte Costituzionale</em></font><br /><strong>CC: </strong><font size="1"><em>Repubblica.it, Corriere.it</em></font><br /><strong>Oggetto:</strong> <font size="1"><em>Cena vergognosa: si dimettano</em></font><br /><strong>Testo:</strong><br>
<div style="text-align:justify"><font size="1"><em>"La invito a chiedere le dimissioni dalla Consulta dei giudici Paolo Maria Napolitano e Luigi Mazzella per salvaguardare la credibilita' dell'istituzione che rappresentano, ed il giudizio che la Corte  e' chiamata ad esprimere il 6 ottobre sulla costituzionalita' del Lodo Alfano."</em></font></div><div style="text-align:right;"><input type="submit" value="Invia"></div></div></td></tr></table></form>]]></description>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/antoniodipietro/~3/ChZsxU6VLVE/bavaglio_alla_rete_chiusura_de.html</link>
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         <category>Politica</category>
         <pubDate>Tue, 30 Jun 2009 18:45:25 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>DIMETTETEVI III: nessuna polemica, solo fatti</title>
         <description><![CDATA[<p><img alt="grandeabbuffata.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/grandeabbuffata.jpg" width="499" height="250" /></p>

<p>Quella <strong>cena di maggio,</strong> a   casa del giudice della Consulta <strong>Mazzella, </strong>non &egrave; polemica: <strong>&egrave; un   fatto</strong>.</p>

<p>Che   a quella cena ci fossero, oltre ad un altro giudice della Consulta, anche <strong>Silvio Berlusconi</strong>, <strong>Gianni Letta</strong>, <strong>Angelino Alfano</strong> e <strong>Carlo Vizzini</strong>, non &egrave;   polemica: &egrave; un fatto. Che, il 6 di ottobre, la Consulta si pronuncer&agrave; sulla   costituzionalit&agrave; del <strong>Lodo   Alfano</strong>, non &egrave; polemica: &egrave; un fatto.</p>

<p>Posso   accogliere l&rsquo;appello di poco fa del Presidente della Repubblica a sospendere le   polemiche in occasione del <strong>G8</strong> a patto che voglia pronunciarsi   su un fatto: la vergognosa cena di maggio tra sei uomini delle istituzioni in   conflitto di interessi.</p>

<p>Allego,   per i lettori, alcune righe sulla biografia dei due giudici prese da <strong>Wikipedia</strong>, dettagli   che lei, signor Presidente della Repubblica, conoscer&agrave; benissimo, e le   chiedo:<br />
"<em>come pensa si esprimeranno, dopo le pressioni   legate, ma negate, a quella cena, i due commensali quando il 6 ottobre   decideranno sulla costituzionalit&agrave; del Lodo   Alfano?</em>"</p>

<p>Non   voglio una risposta, o rischiamo la polemica, solo un fatto:<strong> le loro dimissioni</strong>. </p>

<p><em>Da   Wikipedia</em> </p>

<p><strong>Luigi   Mazzella:</strong> dal 14 novembre 2002 al 2 dicembre 2004 &egrave; stato Ministro della funzione pubblica   nel Governo Berlusconi II. Eletto giudice della Corte Costituzionale dal   Parlamento il 15 giugno 2005.</p>

<p><strong>Paolo   Maria Napolitano:</strong> chiamato come componente del gabinetto del Vice Presidente del Consiglio dei   ministri Gianfranco Fini all'inizio del I Governo Berlusconi, consegu&igrave; la nomina   a Consigliere di Stato nel 2003. Prosegu&igrave; il rapporto con il Vice Presidente   Fini, seguendolo alla Farnesina dove ricopr&igrave; la carica di capo dell'ufficio   legislativo.</p>

<p>Leggi anche <a href="http://www.antoniodipietro.com/2009/06/dimettetevi_commensali_interes.html" target="_blank">DIMETTETEVI I</a>, <a target="_blank" href="http://www.antoniodipietro.com/2009/06/dimettetevi_metastasi_minzolin.html">II</a></p>

<form action="http://www.antoniodipietro.com/ccostituzionale.php" method="post"><table width="499" cellpadding="0" cellspacing="0" background="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/invitadimissioni.jpg"><tr><td width="178" align="left" style="padding-top:100px;"><a href="http://www.antoniodipietro.com/2009/06/dimettetevi_commensali_interes.html" target="_blank"><img src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/leggiperche.jpg" border="0"></a></td><td><div style="padding-left:5px; padding-top:33px; padding-right:5px; padding-bottom:5px;"><table cellpadding="0" cellspacing="0" width="311"><tr><td width="50%"><strong>Tuo nome:</strong></td><td width="50%"><strong>Tua mail:</strong></td></tr><tr><td width="50%"><input type="text" value="" name="nome" id="nome"></td><td width="50%"><input type="text" value="" name="mail" id="nome"></td></tr></table><strong>A: </strong><font size="1"><em>Francesco Amirante, Presidente Corte Costituzionale</em></font><br /><strong>CC: </strong><font size="1"><em>Repubblica.it, Corriere.it</em></font><br /><strong>Oggetto:</strong> <font size="1"><em>Cena vergognosa: si dimettano</em></font><br /><strong>Testo:</strong><br>
<div style="text-align:justify"><font size="1"><em>"La invito a chiedere le dimissioni dalla Consulta dei giudici Paolo Maria Napolitano e Luigi Mazzella per salvaguardare la credibilita' dell'istituzione che rappresentano, ed il giudizio che la Corte  e' chiamata ad esprimere il 6 ottobre sulla costituzionalita' del Lodo Alfano."</em></font></div><div style="text-align:right;"><input type="submit" value="Invia"></div></div></td></tr></table></form>]]></description>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/antoniodipietro/~3/8s9ZrlZBuec/dimettetevi_iii_nessuna_polemi.html</link>
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         <category>Politica</category>
         <pubDate>Mon, 29 Jun 2009 16:37:58 +0100</pubDate>
      <feedburner:origLink>http://www.antoniodipietro.com/2009/06/dimettetevi_iii_nessuna_polemi.html</feedburner:origLink></item>
            <item>
         <title>Processo Dell'Utri: intercettazioni irrilevanti</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=j2bnE0TIX68" target="_blank"><img alt="dellutri3.jpg" src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/dellutri3.jpg" width="499" height="238" border="0" /></a></p>

<p>Terza udienza del processo d’appello a <strong>Marcello Dell’Utri</strong>. Di questo processo <strong>non troverete traccia nei Tg e nella stampa</strong>. Non ne sentirete parlare per bocca dei politicanti. C’è un codice d’onore, oramai condiviso, tra i partiti: non accusarsi a vicenda di malaffare, ognuno si tiene il suo senza denunciare l’altro. Inutile attaccarsi a vicenda, quando non puoi avere alcun vincitore!<br />
 <br />
La terza via, tra la denuncia ed il silenzio, è la “<strong>questione etica</strong>” a cui i partiti hanno rinunciato poichè non fa parte dei cromosomi della politica. <strong>Io non ci rinuncio</strong>.</p>

<p>La gravità dei reati, per cui è stato condannato in primo grado il senatore del Pdl, allora <strong>Forza Italia</strong>, avrebbe squassato qualsiasi partito. Come è possibile che ciò non sia avvenuto nel caso Dell'Utri? Perchè l’informazione istituzionale non ne ha parlato? </p>

<p>L’opposizione governativa tace mentre Italia dei Valori è stata oscurata, e la Rete rimane l’unica alternativa per continuare ad informarsi su trame di Stato. <strong>Svegliatevi</strong>.<br></p>

<table cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"><tr><td align="center"><div id="sentenza">
[da pagina 782-783 del <a href="http://www.narcomafie.it/sentenza_dellutri.pdf" target="_blank">testo della sentenza primo grado</a>]

<p>Il P.M. ha ricordato che sulla vicenda sono state espletate indagini</p>

<p>nell’ambito del procedimento penale 6031/94 R.G.N.R. in cui</p>

<p>Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi sono stati indagati in ordine al</p>

<p>reato di concorso in riciclaggio continuato con Bontate Stefano, Teresi</p>

<p>Girolamo ed ignoti, commesso in Palermo, Milano ed altrove dal</p>

<p>1980-1981 in poi. </p>

<p>L’input alle indagini era stato fornito da alcune dichiarazioni rese</p>

<p>da Rapisarda Filippo Alberto, il 5 maggio 1987, al giudice istruttore</p>

<p>del Tribunale di Milano, aventi ad oggetto il reinvestimento di</p>

<p>notevoli flussi di denaro di origine illecita nelle società del gruppo</p>

<p>facente capo a Silvio Berlusconi.</p>

<p>In quella occasione, il Rapisarda aveva riferito di avere</p>

<p>incontrato, nel 1978 in Piazza Castello a Milano, il Bontate ed il</p>

<p>Teresi e di avere appreso da quest’ultimo che stava per entrare in</p>

<p>società con Silvio Berlusconi in una azienda televisiva per la quale</p>

<p>occorrevano 10 miliardi.</p>

<p>Al riguardo, gli aveva chiesto, tra il serio ed il faceto, il suo</p>

<p>parere sulla “bontà” dell’affare.</p>

<p>Lo stesso Rapisarda era tornato sull’argomento, il 7 novembre ed</p>

<p>il 12 dicembre 1997, nel corso di spontanee dichiarazioni rese alla</p>

<p>Procura della Repubblica presso il locale Tribunale, riferendo che, nel</p>

<p>1980-1981, Marcello dell’Utri aveva chiesto ed ottenuto dal Bontate e</p>

<p>dal Teresi un finanziamento di 20 miliardi da utilizzare per l’acquisto</p>

<p>di “pacchetti-film”.</p>

<p>Nel corso delle indagini erano state, anche, acquisite le</p>

<p>dichiarazioni, aventi ad oggetto avvenuti contatti tra Dell’Utri,</p>

<p>Bontate e Teresi in relazione alla nascita delle televisioni del gruppo</p>

<p>FININVEST, rese dai collaboratori di giustizia Pennino Gioacchino.<br />
</div></td></tr></table></p>

<form action="http://www.antoniodipietro.com/ccostituzionale.php" method="post"><table width="499" cellpadding="0" cellspacing="0" background="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/invitadimissioni.jpg"><tr><td width="178" align="left" style="padding-top:100px;"><a href="http://www.antoniodipietro.com/2009/06/dimettetevi_commensali_interes.html" target="_blank"><img src="http://www.antoniodipietro.com/immagini2/leggiperche.jpg" border="0"></a></td><td><div style="padding-left:5px; padding-top:33px; padding-right:5px; padding-bottom:5px;"><table cellpadding="0" cellspacing="0" width="311"><tr><td width="50%"><strong>Tuo nome:</strong></td><td width="50%"><strong>Tua mail:</strong></td></tr><tr><td width="50%"><input type="text" value="" name="nome" id="nome"></td><td width="50%"><input type="text" value="" name="mail" id="nome"></td></tr></table><strong>A: </strong><font size="1"><em>Francesco Amirante, Presidente Corte Costituzionale</em></font><br /><strong>CC: </strong><font size="1"><em>Repubblica.it, Corriere.it</em></font><br /><strong>Oggetto:</strong> <font size="1"><em>Cena vergognosa: si dimettano</em></font><br /><strong>Testo:</strong><br>
<div style="text-align:justify"><font size="1"><em>"La invito a chiedere le dimissioni dalla Consulta dei giudici Paolo Maria Napolitano e Luigi Mazzella per salvaguardare la credibilita' dell'istituzione che rappresentano, ed il giudizio che la Corte  e' chiamata ad esprimere il 6 ottobre sulla costituzionalita' del Lodo Alfano."</em></font></div><div style="text-align:right;"><input type="submit" value="Invia"></div></div></td></tr></table></form>]]></description>
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         <category>Processo Dell'Utri</category>
         <pubDate>Mon, 29 Jun 2009 16:00:20 +0100</pubDate>
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