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	<title>Antonio Negro</title>
	
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	<description>Il mio blog</description>
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		<title>Colloquio di lavoro a Google</title>
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		<pubDate>Sun, 27 May 2012 15:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Negro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Lavorare a Google è una mini-serie di tre articoli che ho deciso di scrivere per dare una visione quanto più possibile fedele alla realtà che ho vissuto e vivo personalmente come impiegato. Inizierò con il colloquio di lavoro, che ritengo sia troppo spesso presentato da fonti esterne come qualche cosa che sta tra l&#8217;assurdo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><script type="text/javascript">// <![CDATA[
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<p>// ]]&gt;</script></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1475" title="Colloquio di lavoro" src="http://www.antonionegro.com/wp-content/uploads/2012/05/job_interview21-e1338126958146.jpg" alt="" width="420" height="263" /><br />
<a title="Lavorare a Google" href="http://www.antonionegro.com/online/lavorare-a-google/" target="_blank">Lavorare a Google</a> è una mini-serie di tre articoli che ho deciso di scrivere per dare una visione quanto più possibile fedele alla realtà che ho vissuto e vivo personalmente come impiegato. Inizierò con il colloquio di lavoro, che ritengo sia troppo spesso presentato da fonti esterne come qualche cosa che sta tra l&#8217;assurdo e il surreale, per provare a dimostrare che in realtà la fantascienza sta a zero.</p>
<p><span id="more-1472"></span></p>
<p><strong>COSA SI LEGGE IN RETE</strong></p>
<p>Cominciamo a cercare proprio su Google: &#8220;colloquio di lavoro google&#8221; e potremo leggere una miriade di articoli, tutti praticamente identici, che risaltano in definitiva due cose:</p>
<p>1) <strong>Il volume enorme di curriculum vitae inviati annualmente all&#8217;azienda di Mountain View</strong>;</p>
<p>2) <strong>Le domande più bizzarre che a quanto pare i recruiter del popolare motore di ricerca farebbero in sede di colloquio</strong>.</p>
<p>Confermo che come azienda di successo, Google, riceve moltissime candidature e allo stesso tempo è una azienda in continua espansione e sviluppo. Il consiglio che do a chi stesse pensando di inviare il proprio curriculum è quello di dimenticare completamente questo aspetto tanto messo in risalto. Non ho i numeri di Apple, Microsoft, Facebook, etc. ma posso immaginare che anche queste aziende non siano da meno in termini di candidature, per cui focalizzarsi sulla &#8220;concorrenza&#8221; in termini di numeri non credo aiuti in alcun modo.</p>
<p>Sul punto numero due vorrei chiarire invece che quello che riportano la stragrande maggioranza degli articoli online (che tra l&#8217;altro si limitano spesso a fare una traduzione di articoli stranieri senza realmente conoscere la realtà di ciò che copiano) si riferisce a situazioni estreme e molto probabilmente circoscritte a determinate posizioni all&#8217;interno dell&#8217;azienda.</p>
<p><strong>COME FUNZIONA IN REALTÀ</strong></p>
<p>Google, per quanti hanno approfondito un minimo il suo modello di negozio e struttura aziendale, non è una semplice pagina bianca con un box di ricerca dentro gestita da ingegneri, anche se ancora in molti credono fermamente in questa visione.</p>
<p>L&#8217;azienda si compone certamente da ingegneri che coprono diverse aree del business ma assume anche: recruiter, marketer, consulenti, people manager, project manager, esperti legali, esperti di comunicazione e potrei andare avanti ancora a lungo. Pensare quindi che un colloquio a Google, azienda globale che comprende tanti dipartimenti così differenti tra loro, si possa sintetizzare in tre domande in croce mi sembra che abbia dell&#8217;assurdo alla base.</p>
<p>Il mio suggerimento è di dimenticare tante fandonie tipo &#8220;quante palline stanno in un autobus&#8221; o &#8220;qual è la più bella equazione che tu abbia mai visto&#8221; e concentrarsi realmente su ciò che una azienda può cercare in te candidato che stai offrendo i tuoi servizi in una certa area (marketing, ingegneria, vendite, PR, ecc.).</p>
<p>Tutti infatti si affrettano a puntare il dito sulle difficoltà, che ci sono ovviamente, ma nessuno sembra dare importanza al livello di preparazione che è importante avere una volta che si ha l&#8217;opportunità di sedersi faccia a faccia con un recruiter di Google.</p>
<p><strong>CONSIGLI FORSE BANALI MA PRATICI E REALI</strong></p>
<p>Una volta ricevuta la famosa &#8220;chiamata&#8221; per iniziare i colloqui è fondamentale spendere del tempo per conoscere meglio la posizione per cui si sta facendo il colloquio e sfogliare magari la sezione &#8220;jobs&#8221; dell&#8217;azienda con i profili:</p>
<p><a href="http://www.google.it/about/jobs/teams/">www.google.it/about/jobs/teams/</a></p>
<p>In secondo luogo è importante capire perché Google dovrebbe assumere proprio me e non qualcun altro, analizzare quindi cosa posso apportare come prossimo impiegato che mi differenzia, per la posizione richiesta, dagli altri candidati. Questa per esempio è una potenziale domanda durante un colloquio e se non abbiamo riflettuto previamente sarà difficile rispondere in modo deciso e chiaro.</p>
<p>Infine non bisogna dimenticare che il grado di interesse di un candidato per una azienda si dimostra conoscendo i prodotti e servizi della stessa azienda. Non è quindi una cattiva idea ripassare ad esempio l&#8217;elenco dei prodotti, valutare quali sono i più importanti per Google, quali i preferiti dal pubblico, quali quelli che utilizziamo più frequentemente come utenti magari. In questo senso questa pagina può aiutarci e molto:</p>
<p><a href="http://www.google.it/intl/it/options/">www.google.it/intl/it/options/</a></p>
<p>In definitiva, se c&#8217;è un momento in cui credo possa essere utile pensare all&#8217;enorme volume di CV inviati a Google è proprio questo: il momento della chiamata per un colloquio, il momento in cui tu scopri di essere stato scelto tra decine o centinaia di altri profili e puoi veramente fare la differenza preparando il colloquio a dovere.</p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
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		<title>Lavorare a Google</title>
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		<comments>http://www.antonionegro.com/online/lavorare-a-google/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 May 2012 10:03:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Negro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Online]]></category>

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		<description><![CDATA[Lavoro a Google da alcuni anni e da qualche tempo a questa parte ho pensato di scrivere un post in merito al processo di selezione. L&#8217;interesse per questo tema scaturisce principalmente dal numero di articoli, opinioni e commenti che leggo da tempo su riviste, blog, giornali che a volte credo si distanziano un pò troppo [...]]]></description>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1464" title="Colloquio di lavoro" src="http://www.antonionegro.com/wp-content/uploads/2012/05/Colloquio-di-lavoro.jpg" alt="" width="274" height="354" />Lavoro a Google da alcuni anni e da qualche tempo a questa parte ho pensato di scrivere un post in merito al processo di selezione. L&#8217;interesse per questo tema scaturisce principalmente dal numero di articoli, opinioni e commenti che leggo da tempo su riviste, blog, giornali che a volte credo si distanziano un pò troppo dalla realtà per dare una visione quasi sci-fi della storia.</p>
<p>I punti che tratterò nei prossimi giorni saranno 3:</p>
<p>1) <strong><a title="Colloquio di lavoro a Google" href="http://www.antonionegro.com/online/colloquio-di-lavoro-a-google/" target="_blank">Colloquio di lavoro a Google</a></strong></p>
<p>2) <strong>Cosa vuol dire lavorare a Google</strong></p>
<p>3) <strong>Come fare domanda per lavorare a Google</strong></p>
<p><span id="more-1463"></span></p>
<p>La mia intenzione è dare una visione da dentro che possa servire da contrasto con tutte quelle &#8220;esterne&#8221; che circolano in rete, che offra la personale esperienza e possa servire a confermare alcune cose e sfatare miti e leggende del mondo Google.</p>
<p>Il tutto con l&#8217;esperienza di quasi sette anni, lavorando in due paesi differenti e per differenti mercati pubblicitari.</p>
<p>Per ora vi lascio un video girato a Google Italia che spero serva come &#8220;aperitivo&#8221;.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/gUtdkUs-M2E" frameborder="0" width="420" height="300"></iframe></p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
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		<title>Metriche di Google AdWords</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/antonionegro/exdh/~3/_Y9E5yQP0Gk/</link>
		<comments>http://www.antonionegro.com/adwords/metriche-di-google-adwords/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 May 2012 16:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Negro</dc:creator>
				<category><![CDATA[AdWords]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Tracking]]></category>

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		<description><![CDATA[Sto seguendo, da qualche settimana, un corso approfondito di web analytics che mi sta facendo riflettere su quante informazioni a nostra disposizione non vengono prese in giusta considerazione. Preferisco concludere il corso in questione prima di scrivere un post in merito ma volevo condividere velocemente alcune idee su come utilizzare certe informazioni disponibili in Google [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><script type="text/javascript">// <![CDATA[
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<p>// ]]&gt;</script></p>
<p>Sto seguendo, da qualche settimana, un corso approfondito di web analytics che mi sta facendo riflettere su quante informazioni a nostra disposizione non vengono prese in giusta considerazione.</p>
<p>Preferisco concludere il corso in questione prima di scrivere un post in merito ma volevo condividere velocemente alcune idee su come utilizzare certe informazioni disponibili in Google AdWords per meglio analizzare i nostri risultati.</p>
<p>Partendo dalla base è fondamentale utilizzare il <strong><a title="Codice di monitoraggio delle conversioni" href="http://support.google.com/adwords/bin/answer.py?hl=it&amp;hlrm=it&amp;answer=1722054" target="_blank">codice di monitoraggio delle conversioni</a></strong>. Questo suggerimento che a molti, spero, suonerà banale è per esperienza un problema di molte aziende che per varie ragioni non si beneficiano di questo sistema di misurazione dei risultati.</p>
<p><span id="more-1440"></span></p>
<p>È vero che utilizzando i diversi sistemi di analitica web sul mercato si possono comunque ottenere risultati di tracking affidabili ma è altrettanto vero che avere il dato anche nella piattaforma AdWords facilita le cose. In fase di ottimizzazione e valutazione delle prestazioni delle nostre campagne permette di ottenere <strong>rapporti dettagliati</strong> a livello di campagna, gruppo di annuncio, parola chiave e annuncio di testo.</p>
<p>Il codice di monitoraggio delle conversioni offre tra l&#8217;altro due tipi di metriche: <strong>conversioni post click e conversioni multiple</strong> effettuate da uno stesso utente.</p>
<p>Per quanti poi si beneficiassero anche della pubblicità nella rete di Google (Google Display Network) esiste un altro parametro molto interessante (sempre per coloro che hanno installato il monitoraggio delle conversioni) che permette di definire il valore generato dalle impressioni delle nostre campagne in formato grafico: <strong><a title="Conversioni post impressione AdWords" href="http://support.google.com/adwords/bin/answer.py?hl=it&amp;hlrm=en&amp;answer=1722023" target="_blank">conversioni post impressione</a></strong> o conversioni &#8220;view-through&#8221;.</p>
<p>È ben noto che il formato grafico di norma non ottiene volumi di click su impressioni (CTR) particolarmente alti, questo è dovuto principalmente al fatto che si tratta di pubblicità non direttamente cercata dall&#8217;utente. Ma è altresì noto che la esposizione ad annunci grafici influenza in qualche modo il pubblico (su questo principio si basano forme di pubblicità tradizionali oggi ancora molto in voga).</p>
<p>Ebbene AdWords, grazie a un sistema di cookies, permette di monitorare gli utenti che a seguito di una o più esposizioni passive (senza che ci si sia stato un click sul nostro annuncio display) hanno raggiunto in seguito il nostro sito e hanno completato una o più conversioni.</p>
<p>Questa metrica, troppo spesso dimenticata, è legata a una cookie che definisce il tempo massimo di misurazione e si può controllare manualmente per definirne la durata (da 24 ore dopo la prima impressione ricevuta dall&#8217;utente fino a 30 giorni dopo).</p>
<p>Altre metriche disponibili nella sezione &#8220;dimensioni&#8221; dell&#8217;account AdWords sono: il &#8220;<strong>reach</strong>&#8220;, per misurare il volume di utenti unici impattati con le campagne che si pubblicano nella rete display di Google e i <strong>rapporti orari</strong>, per poter scoprire in quali ore del giorno la nostra pubblicità è più efficace.</p>
<p>Infine è possibile generare dei codici per la creazione di liste di utenti che hanno visitato sezioni specifiche del nostro sito (es. compratori) e utilizzarle in seguito per creare campagne altamente mirate, conosciute come <a title="Remarketing con Google AdWords" href="http://www.antonionegro.com/adwords/remarketing-adwords/" target="_blank">Campagne Remarketing</a>, su cui ho scritto tempo fa un articolo.</p>
<p>Personalmente ho conosciuto poche aziende che fanno uso di tutte questi valori per rendere veramente efficaci le loro campagne ma sono certo che la fuori ci sono marketer esperti che potranno raccontare la propria storia, se sei uno di loro ti invito a condividere la tua esperienza qui.</p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
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		<item>
		<title>Hotel de Varenne Paris</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/antonionegro/exdh/~3/PbRJrl5TlNI/</link>
		<comments>http://www.antonionegro.com/online/hotel-de-varenne-paris/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 15:18:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Negro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[English]]></category>
		<category><![CDATA[Tripadvisor]]></category>

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		<description><![CDATA[Back to English with this article to write about an interesting experience I had with Hotel de Varenne, a hotel in Paris I had the chance to stay at several weeks ago. More than the actual experience with the hotel, you can read more about it on my review on Tripadvisor, I wanted to take [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><script type="text/javascript">// <![CDATA[
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<p>// ]]&gt;</script></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-210" title="Tripadvisor" src="http://www.antonionegro.com/wp-content/uploads/2010/05/tripadvisor-logo.gif" alt="" width="110" height="110" /> Back to English with this article to write about an interesting experience I had with Hotel de Varenne, a hotel in Paris I had the chance to stay at several weeks ago.</p>
<p>More than the actual experience with the hotel, you can read more about it on <a title="Hotel de Varenne Paris opinion" href="http://www.tripadvisor.es/ShowUserReviews-g187147-d282879-r126246339-Hotel_de_Varenne-Paris_Ile_de_France.html" target="_blank">my review on Tripadvisor</a>, I wanted to take a moment to write about how Jean-Marc Pommier (Owner and Manager, according to his signature on Tripadvisor) decided to handle my feedback.</p>
<p><strong>I consider Tripadvisor one of the greatest tool around to improve customers and potential new customers&#8217;s feelings</strong> about your hotel, b&amp;b, beach house or whatever place you are promoting as travel accommodation. <a title="Social media viaggi" href="http://www.antonionegro.com/online/social-media-viaggi/">I actually wrote about this topic</a> some time ago pointing out how a proper response to a client&#8217;s complaint may end up turning &#8220;negative into positive&#8221;.</p>
<p><span id="more-1419"></span></p>
<p>As Tripadvisor active user I also consider myself as a very positive reviewer, not only because just four of my 26 reviews scored below 4 out of 5, but because I really try to help fellow travellers to learn from my experience rather than &#8220;punish&#8221; anyone because of a not so good experience.</p>
<p>Today I was checking some good feedback I got from other users for this specific review when I realized that the owner of Hotel de Varenne had replied to my review which I read with great interest only to end up with a bad taste in my mouth. My issue with the hotel was basically one: <strong>the bed was poor quality</strong> and for two consecutive nights my wife and I could not sleep well and I personally believe this is a top feature when evaluating a hotel.</p>
<p>Now reading the reply from Mr. Pommier he suggested:</p>
<p>&#8220;<em>You say the hotel is &#8220;pricy&#8221;. You paid 139 Euro for a nice double room with shower on the garden side. Considering the level of comfort and service we offer I don&#8217;t think this is overpriced.</em>&#8221;</p>
<p>First of all it is great to understand that the price according to Mr. Pommier goes with the &#8220;nice&#8221; double room with garden side, but from my point of view I&#8217;d rather get a &#8220;not so nice&#8221; room with a comfortable bed (which is why I choose hotels when travelling in first place). I&#8217;m not even commenting of course on what &#8220;nice&#8221; may mean here since I understand we may have different opinions, I can confirm though that for less that 140€ per night I slept in superior hotels such as (and this is just one of many examples) <a title="Hotel Sofitel Brussels" href="http://www.tripadvisor.es/Hotel_Review-g188644-d604560-Reviews-Sofitel_Brussels_Europe-Brussels.html">Sofitel Hotel in Brussels</a>, if you want you can check up both hotels&#8217; pics to define what &#8220;nice&#8221; may means in each case.</p>
<p>But my favourite sentence from Mr. Pommier&#8217;s reply was:</p>
<p>&#8220;<em>The beds don&#8217;t need to be changed soon as we bought brand new ones for each room last year. We decided to choose the highest quality of TRECA : Royal Air Spring 22 cm. Please be informed that this is the kind of bedding you can find in famous hotels such as Le Bristol in Paris or Le Majestic in Cannes. I&#8217;m so sorry you didn&#8217;t appreciate this kind of comfort.</em>&#8221;</p>
<p>Now you can take away your own conclusions from this comment but  I really got struck by the amazing &#8220;I&#8217;m sorry you didn&#8217;t appreciate THIS kind of comfort&#8221;. My sensation here is that I&#8217;m being pitied for my lack of taste/understanding since the hotel is providing a level I cannot really appreciate&#8230;</p>
<p>It may be so of course, probably I&#8217;m not worth the greatness of Hotel de Varenne but in any case I would really not go after a client telling him so for two reasons: 1) I&#8217;m not doing any good to my business 2) I may sound really really arrogant.</p>
<p>I&#8217;m talking about quality of sleep and I get back a lesson about mattress brands. I bet very few travellers may even know what &#8220;TRECA&#8221; is and no I don&#8217;t really care if this mattress is used by the Queen, all I can assure you is that it was a double bed with an evident &#8220;sinking&#8221; in the middle which usually is a sign of &#8220;age&#8221;.</p>
<p>Last but not least it is good to see that not only other 3 travellers have already found my review useful, but in two other occasions (<a title="Tripadvisor review Hotel de Varenne" href="http://www.tripadvisor.es/ShowUserReviews-g187147-d282879-r118767098-Hotel_de_Varenne-Paris_Ile_de_France.html#CHECK_RATES_CONT" target="_blank">review Hotel de Varenne</a> 1, <a title="Tripadvisor review Hotel de Varenne" href="http://www.tripadvisor.es/ShowUserReviews-g187147-d282879-r123223958-Hotel_de_Varenne-Paris_Ile_de_France.html#CHECK_RATES_CONT" target="_blank">review Hotel de Varenne</a> 2) I see other people expressing similar issues to mine (probably we all got the same small below-the-inclined-roof room which is not shown in any of Tripadvisor&#8217;s pics).</p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
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		<title>Recensione PS Vita</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 18:56:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Negro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<category><![CDATA[PS Vita]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>

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		<description><![CDATA[Passato poco più di un mese dall&#8217;acquisto della PS Vita e dal video unboxing credo di essere pronto a esprimere un giudizio obiettivo riguardo alla nuova console portatile Sony. Le mie aspettative a dirla tutta erano state minate dalle recensioni non proprio felici lette qua e la su alcuni siti specializzati, in particolare ricordo una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><script type="text/javascript">// <![CDATA[
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<p><img class="alignnone size-full wp-image-1367" title="PS Vita" src="http://www.antonionegro.com/wp-content/uploads/2012/01/ps-vita-e1327766184579.jpg" alt="" width="420" height="221" /><br />
Passato poco più di un mese dall&#8217;acquisto della PS Vita e dal <a title="Unboxing PS Vita" href="http://www.antonionegro.com/tech/video-unboxing-ps-vita/" target="_blank">video unboxing</a> credo di essere pronto a esprimere un giudizio obiettivo riguardo alla nuova console portatile Sony.</p>
<p>Le mie aspettative a dirla tutta erano state minate dalle recensioni non proprio felici lette qua e la su alcuni siti specializzati, in particolare ricordo una <a title="Articolo PS Vita GameSpot" href="http://www.gamespot.com/features/one-month-with-the-playstation-vita-what-went-wrong-6349986/" target="_blank">articolo su GameSpot</a> in cui l&#8217;editor Mark Walton si è dedicato a demolire quasi ogni aspetto della console.</p>
<p><span id="more-1415"></span></p>
<p>Posso capire che in molti, me compreso, si sentano defraudati da una gestione Sony della precedente PSP che ha fatto acqua da tutte le parti, software &#8220;bucato&#8221; dagli hackers in modo ridicolo, console che non è mai riuscita a eccellere, hardware discutibile specialmente con le due versioni &#8220;slim&#8221; e &#8220;one&#8221;. Questo però non mi sembra sufficiente per gettare fango su un prodotto che è realmente nuovo e che ha voglia di tornare a fare storia.</p>
<p>Ma andiamo al sodo e iniziamo con una <strong>descrizione della console</strong>:</p>
<p>la PS Vita è un prodotto su cui Sony punta per il rilancio del gaming portatile, oggi in mano di iPhone e iPad principalmente. Per questo non solo si è pensato di aggiungere elementi da sempre richiesti dai giocatori come il doppio stick analogico (che meraviglia averlo finalmente!) ma si è andati oltre con schermo tattile (multi touch) e accelerometro e ci si è spinti forse anche troppo in la con un pad tattile (multi touch) sul retro e una doppia fotocamera (frontale e laterale). Tutte queste &#8220;armi&#8221; rendono la PlayStation Vita un gioiello di tecnologia e potenzialmente la migliore console in circolazione.</p>
<p>La console è sufficientemente maneggevole, non troppo pesante e sufficientemente robusta, non ho provato a farla cadere né ho intenzione di farlo per cui mi limito alla sensazione. Solo in un caso fino ad ora mi sono sentito scomodo giocando ed è stato con Fifa Football (la demo), in quanto il gioco permette l&#8217;uso di funzioni che si attivano con il pad sul retro, pad che sistematicamente tocco senza volerlo per reggere la console.</p>
<p>Personalmente ho acquistato la versione della console con slot per scheda 3G e ne sono veramente soddisfatto per ora. Per un costo addizionale di circa 50€ infatti ho la possibilità di utilizzare una scheda con piano dati per poter giocare online o utilizzare applicazioni online anche quando non ho sotto mano un collegamento wi-fi.</p>
<p>Nota non troppo positiva infine arriva dalla batteria che per la PS Vita è interna e non rimovibile. La durata media di gioco continuato che ho registrato con collegamento online attivo è di circa 4 ore, non male certo ma in passato ero solito tenere una batteria di riserva carica per i momenti di viaggio per avere una durata virtuale di 8 ore circa.</p>
<p>Passiamo ora al <strong>software della PlayStation Vita</strong>:</p>
<p>è stato uno dei grandi &#8220;problemi&#8221; segnalati da Mark nell&#8217;articolo di GameSpot. Al leggere i suoi commenti mi aspettavo un sistema operativo disastroso, farraginoso e frustrante, in realtà mi sono trovato dinnanzi a una delle interfacce più usabili e semplici da intuire in circolazione.</p>
<p>Un sistema di icone disposte su schermate che scorrono permette, proprio come su iOS e Android per intenderci, di posizione le icone a nostro piacimento. Ogni icona rappresenta un programma, gioco, funzione che al lancio offre spesso delle sotto-sezioni. Le prime applicazioni poi sono veramente ben disegnate, io ho scaricato e usato già Twitter per PS Vita ad esempio e mi sembra tra le migliori versioni di Twitter in assoluto.</p>
<p>È vero che non si tratta di un sistema che nasce perfetto e che ci sono elementi da migliorare: il tempo di accensione, la segnalazione di batteria in esaurimento (al momento inesistente), e altre potenziali migliorie qua e la, ma in definitiva mi sento soddisfatto per ora.</p>
<p>Infine un breve riassunto sui <strong>titoli per PlayStation Vita</strong>:</p>
<p>che fino ad ora mi hanno entusiasmato e mi fanno credere in questo prodotto. Ricordando che la PS Vita permette la compatibilità con tutti i precedenti titoli per PSP (acquistabili online sul PlayStation Network), confermo di avere provato Drake: Golden Abyss, Virtua Tennis 4, Escape Plan, Real Fighters e Patapon 3 oltre a differenti demo (Rayman Origins, Fifa Football, ecc.).</p>
<p><strong>Drake</strong> in particolare dimostra fino a che punto questa console può spingersi per potenza e giocabilità. Se Sony riuscisse veramente a far si che i produttori creassero titoli unici per PS Vita più orientati a &#8220;hardcore gamers&#8221; la console avrebbe finalmente un vantaggio importante su iPad, iPhone e Nintendo 3DS che al momento si focalizzano quasi esclusivamente sui casual gamers.</p>
<p><strong>Virtua Tennis 4</strong> invece è uno splendido esempio di mix tra i due stili perché più che adatto e consigliato a giocatori che preferiscono passare qualche minuto di relax in modalità arcade che a coloro che preferiscono la modalità &#8220;carriera&#8221; in cui è possibile creare il proprio giocatore, personalizzarlo e farlo crescere nel corso delle ore e giorni.</p>
<p><strong>Escape Plan</strong> è invece un rompicapo, indicatissimo per i casual gamers. Racchiude, in una grafica accattivante, uno showcase di tutte caratteristiche della console: accelerometro, schermo tattile, pad sul retro e la combinazione delle funzioni menzionate.</p>
<p><strong>Patapon 3</strong> è un gran classico PSP che arriva su PS Vita. Scaricato direttamente dal PSN dimostra come la PSP avesse già un potenziale accellente con titoli esclusivi come questo che però non furono sufficienti a salvarla dal disastro finale.</p>
<p>La console ha anche i suoi difetti e non mancherò di elencarli:</p>
<p><strong>Costo esagerato della console</strong> - tutte le belle funzioni descritte fin ora hanno un costo, ora sono ben disposto a pagare quasi 300€ (se includiamo anche l&#8217;acquisto necessario di una scheda di memoria) ma ho bisogno di vedere giochi che veramente fanno uso di quanto elencato. Il pad posto sul retro della console in particolare è qualcosa che fatico ancora a vedere come &#8220;necessario&#8221; o &#8220;veramente utile&#8221; al fine di giocare. Per cui vedremo nei prossimi mesi come evolverà la cosa.</p>
<p><strong>Costo esagerato dei giochi</strong> &#8211; perché Drake su PS Vita non può costare quanto su PlayStation 3 e in generale un costo medio di 30€ per i titoli non mi sembra troppo onesto.</p>
<p><strong>Costo indecente dei titoli online</strong> &#8211; una parola che sto ripetendo parecchio a quanto pare&#8230; ma Sony effettivamente non ci ha pensato due volte e oltre a una console che costa più di una PlayStation 3, giochi &#8220;fisici&#8221; che costano quanto quelli per la console casalinga, ha pensato bene di aggiungere in media 10€ sul costo della versione digitale disponibile sul PlayStation Network. Se posso ben capire che questo sia un modo per tenere buoni i giganti della distribuzione, che non avranno troppo apprezzato il fatto che Sony si stia muovendo alla distribuzione digitale, dall&#8217;altra parte non posso non guardare ad Apple come esempio di gran successo.</p>
<p><strong>Pochi titoli di qualità</strong> &#8211; è vero non è ancora passato che un mese e poco più dal lancio ma una console come la PS Vita non può aspettare per presentare titoli di qualità in quantità. Sto aspettando di sentire che Resident Evil, Silent Hill, Bioshock e affini arrivino sulla console e in fretta, solo così avrò la certezza che Sony sta finalmente facendo sul serio con questo progetto.</p>
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