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	<title>a r z a n à</title>
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	<description>Per lo studio e la conservazione delle imbarcazioni veneziane</description>
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	<title>a r z a n à</title>
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		<title>Guida all&#8217;arte e ai mestieri del mare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[illustrata]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Feb 2024 14:56:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arsenale]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><h3>Dalle origini alla fine del 1700. L’ Arsenale di Venezia</h3>
<p>&#8220;Il documentario &#8220;GUIDA ALL’ARTE E AI MESTIERI DEL MARE. Dalle origini alla fine del 1700. L’ Arsenale di Venezia&#8221; è una produzione Controcampo Produzioni – Venezia per Ateneo Veneto, realizzata grazie al contributo della Regione Veneto e dedicata alla storia della marineria e ai mestieri tradizionali a essa collegati, in ambiente veneziano.</p>
<p>Il docu-film (regia di Pierandrea Gagliardi, direzione scientifica e testi di Pasquale Ventrice) è stato ideato e realizzato per tutte le persone appassionate di storia e amanti di Venezia, ovunque nel mondo, ed è disponibile, oltre che nel canale YouTube dell&#8217;Ateneo Veneto, nel sito internet dell&#8217;istituto culturale, alla sezione “Ateneo dal Veneto al mondo”, in tre differenti versioni: italiana, inglese e spagnola.&#8221;</p>
<p><iframe title="&quot;GUIDA ALL’ARTE E AI MESTIERI DEL MARE. Dalle origini alla fine del 1700. L’ Arsenale di Venezia&quot;" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/83IfDWMMqdc?feature=oembed"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&#8220;Il documentario racconta i diversi lavori svolti all’interno dell’Arsenale per la costruzione e l’armamento completo delle navi della Serenissima Repubblica. Nel campo della costruzione e produzione navale, l’Arsenale di Venezia costituisce, per la sua storia, un’esperienza di produzione manifatturiera e proto-industriale unica nel suo genere. E’ stato infatti un’enclave di pratiche e di processi produttivi costituiti da un insieme di tecniche, attrezzature e risorse umane impiegate al suo interno. Le tecniche e le esperienze lavorative maturate nei secoli nella costruzione navale, possono essere poste alla base della loro successiva evoluzione in figure professionali le cui prestazioni hanno aperto allo sviluppo di varie tecniche non in forme più evolute.</p>
<p>Il video prende l’avvio dalla visione animata della straordinaria mappa dell’Arsenale del 1797 di Giammaria Maffioletti, conservata al Museo Storico Navale di Venezia.</p>
<p>La mappa ci riporta alla visione di un complesso antecedente alla ristrutturazione delle attività avvenuta, assieme all’abbattimento del muro di cinta e all’apertura di una nuova via del mare, nella prima metà dell’Ottocento, iniziata sotto il dominio napoleonico e completata poi dagli Austriaci. Nella mappa sono indicate tutte le posizioni occupate dai diversi reparti lavorativi nel sedime dell’Arsenale durante il dominio della Serenissima Repubblica di Venezia e ci permette in questo modo di risalire a com’era organizzato il lavoro all’interno del complesso.</p>
<p>La mappa è dunque un documento insostituibile per ricostruire in modo attendibile attraverso la loro distribuzione, quale fosse la successione dei vari mestieri nella costruzione di una nave: dagli squadratori ai marangoni, dai calafati ai corderi, dai calderai ai fonditori, dai bombardieri ai remeri, ecc. Ad ogni “maestranza” corrisponde una scheda video che, grazie all’utilizzo di antiche stampe, disegni, immagini di archivio, e ricostruzioni spiega in modo semplice ed esaustivo l’esatta mansione svolta, in forma di una sorta di glossario visivo, oltre che linguistico.&#8221;</p></div>
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		<title>Arzanà in bacino contro il moto ondoso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[illustrata]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Nov 2021 15:06:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Immagini e Video]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[moto ondoso]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><h4>Manifestazione contro il moto ondoso, Sabato 20 Novembre 2021</h4>
<p>Centocinquanta barche di 31 associazioni remiere e veliche si sono riunite in Bacino San Marco per protestare contro il devastante moto ondoso e chiedere una Legge Speciale per la gestione del traffico acqueo a Venezia.</p>
<p>&nbsp;</p></div>
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				<div class="et_pb_video_box"><iframe loading="lazy" title="MANIFESTAZIONE IN BACINO S.MARCO: SUBITO UNA LEGGE CONTRO IL MOTONDOSO | 20/11/2021" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/TKiPA3J-bR0?feature=oembed"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
				
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				<div class="et_pb_video_box"><iframe loading="lazy" title="IN BARCA A REMI CONTRO IL MOTO ONDOSO CHE DISTRUGGE LA LAGUNA | 20/11/2021" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/LU8Fdxkn_8U?feature=oembed"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
				
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				<span class="et_pb_image_wrap "><img loading="lazy" decoding="async" width="1280" height="854" src="https://arzana.org/wp-content/uploads/Legge-speciale-moto-ondoso.jpeg" alt="" title="Legge speciale moto ondoso" srcset="https://arzana.org/wp-content/uploads/Legge-speciale-moto-ondoso.jpeg 1280w, https://arzana.org/wp-content/uploads/Legge-speciale-moto-ondoso-980x654.jpeg 980w, https://arzana.org/wp-content/uploads/Legge-speciale-moto-ondoso-480x320.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1280px, 100vw" class="wp-image-9027" /></span>
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		<title>Italia Venezia 1939</title>
		<link>https://arzana.org/italia-venezia-1939/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jerry Ubysz]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2020 16:26:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Immagini e Video]]></category>
		<category><![CDATA[storiche]]></category>
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					<description><![CDATA[Giornale Luce del 24/05/1939]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giornale Luce B1519 del 24/05/1939<br />
Descrizione sequenze:le barche e le gondole all&#8217;isola di Torcello tutte imbandierate; la processione su mare è presieduta dal vescovo ausiliare in rappresentanza del Patriarca di Venezia; il vescovo ausiliare impartisce la benedizione alle barche della processione; le barche festosamente addobbate provengono anche dalle isole di Burano e Treporti. </p>
<p><iframe loading="lazy" title="Italia  Venezia" width="1080" height="810" src="https://www.youtube.com/embed/jWjm3jcGnZo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Vecchie foto di Chioggia</title>
		<link>https://arzana.org/vecchie-foto-di-chioggia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jerry Ubysz]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2020 16:19:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Immagini e Video]]></category>
		<category><![CDATA[storiche]]></category>
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					<description><![CDATA[Vecchi ricordi di Chioggia 1890 / 1930]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" title="Vecchie foto di Chioggia" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/1bxdLFGoeRo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>La Processione Del Cristo</title>
		<link>https://arzana.org/la-processione-del-cristo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jerry Ubysz]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2020 15:30:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Immagini e Video]]></category>
		<category><![CDATA[storiche]]></category>
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					<description><![CDATA[Il grande Cristo ligneo conservato nella chiesa di San Domenico a Chioggia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" title="LA PROCESSIONE DEL CRISTO (ritorno)" width="1080" height="810" src="https://www.youtube.com/embed/WSbfMX4pbW8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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		<item>
		<title>Oggetti di seduzione</title>
		<link>https://arzana.org/oggetti-di-seduzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jerry Ubysz]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2020 14:55:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità veneziane]]></category>
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					<description><![CDATA[A Venezia si viveva un&#8217;aria di libertà e libertina diffusa principalmente tra le classi sociali agiate, considerando che molti matrimoni erano frutto di accordi più che di reciproci sentimenti, veniva a volte tollerata una libertà esternata in modo discreto. In una società mercantile ove il marito era via anche per lunghi periodi impegnato nei commerci [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A Venezia si viveva un&#8217;aria di libertà e libertina diffusa principalmente tra le classi sociali agiate, considerando che molti matrimoni erano frutto di accordi più che di reciproci sentimenti, veniva a volte tollerata una libertà esternata in modo discreto. In una società mercantile ove il marito era via anche per lunghi periodi impegnato nei commerci si concedeva alla moglie di poter essere accompagnata a teatro o per altri motivi da un Cavalier Servente detto &#8220;Cicisbeo&#8221; ecco che in modo discreto le dame avevano elaborato un loro linguaggio di seduzione, tre erano le cose usate con successo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-8824" src="https://arzana.org/wp-content/uploads/LaMoretta.jpg" alt="" width="119" height="148" />1 &#8211; La Moretta &#8211; detta anche &#8220;Muta&#8221; è una maschera di origine francese adottata a Venezia costituita da una maschera rotonda di velluto nero che celava il viso ed era trattenuta con la bocca da un bottone che non consentiva di parlare ne rispontere alle lusinghe del corteggiatore sino a quando decideva di toglierla dimostrando così di gradire la compagnia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-8823" src="https://arzana.org/wp-content/uploads/Beu.jpg" alt="" width="208" height="99" />2 &#8211; I finti nei &#8211; in taffettà nero che venivano posizionati in vari punti del viso o della generosa scollatura, essi corrispondevano a un messaggio non verbale ma molto discreto ed esplicito con il quale la dama esternava le proprie aspettative dal corteggiatore.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-8825" src="https://arzana.org/wp-content/uploads/LaVentaglio.jpg" alt="" width="202" height="113" />3 &#8211; Il ventaglio &#8211; altro immancabile oggetto molto importante ed anche il più esplicativo che costituiva un vero linguaggio seduttivo acconsentendo alla dama di condurre l&#8217;approccio o allontanare l&#8217;indesiderato senza lasciare traccia. Era un linguaggio dei segni che ubbidivano ad un codice ben conosciuto il cui messaggio variava dal modo di impugnarlo, muoverlo o posizionarlo.</p>
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		<title>Venezia Minore 1942</title>
		<link>https://arzana.org/venezia-minore-1942/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jerry Ubysz]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2020 15:09:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[storiche]]></category>
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					<description><![CDATA[In questo breve documentario del 1942, Francesco Pasinetti ci guida in una Venezia poco conosciuta]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo breve documentario del 1942, Francesco Pasinetti ci guida in una Venezia poco conosciuta, inedita: la Venezia dei piccoli canali, delle calli strette, dei ponticelli e della gente semplice impegnata in faccende quotidiane.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Venezia minore" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/58nOZaDrmaw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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		<item>
		<title>Maschere e ordinanze</title>
		<link>https://arzana.org/maschere-e-ordinanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jerry Ubysz]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2020 14:41:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità veneziane]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
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				<div class="et_pb_text_inner">L&#8217;uso della maschera a Venezia è testimoniata sin dall&#8217;anno mille e il Doge Vitale Falier nel 1094 fa menzione a pubblici divertimenti citando per la prima volta la parola Carnevale. A partire dal 1200 iniziano una serie di ordinanze al fine di revolamentare uso e comportamenti delle maschere, nel 1400 nasce l&#8217;ordine dei fa bricanti di maschere i &#8220;Mascareri&#8221;. Luso veniva acconsentito anche al fine di scaricare in modo tollerato le tensioni tra classi sociali permettendo al popolo di poter sbeffeggiare impunemente perché la maschera recitava un ruolo anche se al limite della legalità. Anche gli aristocratici ne facevano largo uso per comportarsi in anonimato a un livello di libertà a volte sconveniente al loro rango come il gioco d&#8217;azzardo o incontri sia di affari che clandestini.</p>
<p>&#8220;Leggi per limitare l&#8217;uso delle maschere&#8221;</p>
<p>1268 &#8211; Si vieta ad alcuni esuberanti di lanciare uova ripiene di acqua di rose contro dame a passeggio<br />
1339 &#8211; Le maschere non sono più permesse di notte a garanzia di maggior sicurezza pubblica<br />
1458 &#8211; Gli uomini non possono più entrare nei monasteri femminili se mascherati da donne<br />
1603 &#8211; Vengono bandite tutte le maschere nei monasteri<br />
1608 &#8211; Si decretano pene molto dure per chi usa la maschera fuori dal periodo di Carnevale o eventi autorizzati<br />
1703 &#8211; Le maschere spariscono per sempre dai casinò al fine di essere riconosciuti e non poter così eludere i creditori mascherandosi<br />
1776 &#8211; Una nuova legge questa volta a proteggere &#8220;l&#8217;onore di famiglia&#8221; obbligava le donne che andavano a teatro di indossare una maschera visto che spesso erano accompagnate da un Cavalier Servente &#8220;Cicisbeo&#8221; ma vietava di indossarla alle ragazze da marito.</div>
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		<title>Fèlze</title>
		<link>https://arzana.org/felze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jerry Ubysz]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Nov 2017 11:03:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Usanze marinare]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella sua particolarità, la gondola va considerata alla stregua di una carrozza perciò, doveva fornire ai passeggeri riparo dalle intemperie quanto agli occhi indiscreti. Questa fu la funzione del fèlze, la caratteristica copertura quasi onnipresente dal Quattrocento sino al 1950 quando la gondola perse la funzione privata per passare a una turistica. L&#8217;etimologia è ancora [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella sua particolarità, la gondola va considerata alla stregua di una carrozza perciò, doveva fornire ai passeggeri riparo dalle intemperie quanto agli occhi indiscreti. Questa fu la funzione del fèlze, la caratteristica copertura quasi onnipresente dal Quattrocento sino al 1950 quando la gondola perse la funzione privata per passare a una turistica. L&#8217;etimologia è ancora oscura ma considerando che anticamente era solo un baldacchino di frasche (felci appunto) che permetteva un modesto riparo o dalla consimile voce longobarda &#8220;Filz&#8221; a identificare una coperta di feltro che verrà poi adottata per copertura.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-7748 alignleft" src="https://arzana.org/wp-content/uploads/2017-10-31-PHOTO-00000044.jpg" alt="" width="240" height="427" />I primi fèlze che ci tramandano i pittori vedutisti sono costituiti da due semplici archetti di legno uniti superiormente con listelli longitudinali su cui è posto un panno di tessuto colorato piuttosto pesante che poteva essere srotolato sui fianchi a maggior copertura. Nel 600 incomincia ad avere una struttura più compatta e pesante tale da ritenere che cominciasse ad essere parte integrante della gondola e non più riparo occasionale ed il panno presenta decorazioni policrome. Con l&#8217;evoluzione della gondola anche il fèlze si modificò profondamente aumentando sempre più il confort al passeggero sino ad assumere l&#8217;aspetto e funzione di una vera cabina. È nel 1700 che raggiunge la sua massima espressione costituito da una cabina che poteva essere all&#8217;occorrenza completamente chiusa. Anteriormente si accedeva da una porticina con finestra in vetro e oscurante a scomparsa, ai lati due ampie finestre in vetro e oscuranti apribili, internamente tendine, rivestimento in seta e un comodo divanetto per due persone. La struttura lignea normalmente in legno di noce poteva essere finemente intagliata, la volta superiore del tetto è in doghe di legno ricoperta da tela botana trattata con olio o pece per impermeabilizzarla e ricoperta da un panno nero detto Rascia o Rassa. All&#8217;esterno anteriore sinistro un particolare sistema di tre elementi (arma, santin, manina) costituiscono l&#8217;appoggio del Feral detto Codega forse dal olio usato per illuminare ricavato dalla cotica di maiale e serviva sia a segnalare di notte la presenza della gondola che per accompagnare il passeggero dopo lo sbarco. La gondola con il fèlze era considerata proprietà privata e costituiva area di immunità diplomatica per gli ambasciatori. Nonostante una legge emanata dai Provveditori alle Pompe imponesse il colore nero a mitigare l&#8217;eccessivo sfarzo esibito e la palese disparità sociale, la gondola con il suo fèlze conservava tutto il suo fascino creando confort e intimità pari a un piccolissimo salotto al riparo da intemperie e sguardi indiscreti.</p>
<p>Detto popolare:<br />
Se pol star col masor governo (magistrale vogata del gondoliere)<br />
freschi d&#8217;istà, caldi d&#8217;inverno.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7746 aligncenter" src="https://arzana.org/wp-content/uploads/2017-11-01-PHOTO-00000050.jpg" alt="" width="591" height="332" srcset="https://arzana.org/wp-content/uploads/2017-11-01-PHOTO-00000050.jpg 591w, https://arzana.org/wp-content/uploads/2017-11-01-PHOTO-00000050-332x187.jpg 332w" sizes="(max-width: 591px) 100vw, 591px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7747 aligncenter" src="https://arzana.org/wp-content/uploads/2017-10-31-PHOTO-00000046.jpg" alt="" width="591" height="332" srcset="https://arzana.org/wp-content/uploads/2017-10-31-PHOTO-00000046.jpg 591w, https://arzana.org/wp-content/uploads/2017-10-31-PHOTO-00000046-332x187.jpg 332w" sizes="(max-width: 591px) 100vw, 591px" /></p>
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		<title>Leggi scolpite della Serenissima</title>
		<link>https://arzana.org/leggi-scoprite-della-serenissima/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Jerry Ubysz]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 17:34:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità veneziane]]></category>
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					<description><![CDATA[La Repubblica Serenissima di Venezia fu una democrazia avanzata ed illuminata. La sua forza si basava su una società aperta e un forte legame con la popolazione. Come una macchina efficiente le sue leggi capillari coprivano ogni aspetto della vita cittadina ed economica, impressionante il numero degli organi competenti tra: Magistrature, Savi, Consigli, Giudici, Avvocati, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7709 alignright" src="https://arzana.org/wp-content/uploads/Leggi3.jpg" alt="" width="332" height="591" /> La Repubblica Serenissima di Venezia fu una democrazia avanzata ed illuminata. La sua forza si basava su una società aperta e un forte legame con la popolazione. Come una macchina efficiente le sue leggi capillari coprivano ogni aspetto della vita cittadina ed economica, impressionante il numero degli organi competenti tra: Magistrature, Savi, Consigli, Giudici, Avvocati, Signori della notte, Proti, Gastaldi ecc&#8230;.leggi considerate elementi fondanti da divulgare nella popolazione come il comportamento civile, la correttezza nei traffici commerciali, le prescrizioni, i divieti, il rispetto delle norme che e le conseguenze ad ogni possibile infrazione erano alla base della sua esistenza e sviluppo.</p>
<p>Impegno particolare era messo affinché tutti potessero esserne a conoscenza e a tal fine oltre ai Comandadori che diffondevano a voce sulle colonne dei bandi, sui muri della città venivano inserite lastre marmoree con le leggi scolpite. Di tali testimonianze sopravvissute ai secoli, ne troviamo ancora leggibili in buona quantità mentre per gli affreschi ne rimane (forse l&#8217;ultimo) di notevoli dimensioni in Corte del Cavallo a Cannaregio databile al 1700 sormontato dallo stemma del Leone di San Marco e inizia con le parole: Il Serenissimo Principe. Gli argomenti trattati erano principalmente quattro: Prescrizioni, Proibizioni, Diffide, Punizioni.</p>
<p><strong>Prescrizioni</strong><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-7712 alignright" src="https://arzana.org/wp-content/uploads/Leggi6.jpg" alt="" width="291" height="293" srcset="https://arzana.org/wp-content/uploads/Leggi6.jpg 635w, https://arzana.org/wp-content/uploads/Leggi6-125x125.jpg 125w, https://arzana.org/wp-content/uploads/Leggi6-595x600.jpg 595w, https://arzana.org/wp-content/uploads/Leggi6-332x335.jpg 332w" sizes="(max-width: 291px) 100vw, 291px" />Le troviamo nei mercati a indicare le taglie minime del pesce da vendere o le tariffe dei Pesaturi o che delimitano alcune zone di pesca.</p>
<p><strong>Proibizioni</strong><br />
Nei campi con i divieti di giocare a pallone, carte, dadi, ed avere comportamenti incivili. Presso le chiese, gli Esecutori contro la bestemmia proibivano giochi, schiamazzi, bestemmie e abbandono di rifiuti, se vi erano canali in prossimità il divieto di infliggere pali e scaricare merci per il rispetto del luogo.</p>
<p><strong>Diffide</strong><br />
Presso l&#8217;Ospizio della Pietà si diffida l&#8217;immotivato abbandono di neonati pena scomunica, maledizioni e pene corporali. Presso le Scuole Grandi il divieto di affittare stanze e spazi agli estranei. Altre diffide proibiscono di vendere il pane per le strade o su barche e altri luoghi fuori dai Pistori (panifici). Altre ancora diffidato a gettare cose in canale pena lo scavo, frustate e altre pene.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-7706 aligncenter" style="font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 15px;" src="https://arzana.org/wp-content/uploads/Leggi2.jpg" alt="" width="435" height="327" srcset="https://arzana.org/wp-content/uploads/Leggi2.jpg 2592w, https://arzana.org/wp-content/uploads/Leggi2-600x450.jpg 600w, https://arzana.org/wp-content/uploads/Leggi2-1440x1080.jpg 1440w, https://arzana.org/wp-content/uploads/Leggi2-700x525.jpg 700w, https://arzana.org/wp-content/uploads/Leggi2-332x249.jpg 332w" sizes="(max-width: 435px) 100vw, 435px" /></p>
<p><strong>Punizioni</strong><br />
Molto istruttive e da prendere oggi ad esempio sono le lastre marmoree affisse presso la casa del reo o in pubblico luogo, ne riporto alcune per miglior conoscenza.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7711 aligncenter" src="https://arzana.org/wp-content/uploads/Leggi5.jpg" alt="" width="591" height="332" srcset="https://arzana.org/wp-content/uploads/Leggi5.jpg 591w, https://arzana.org/wp-content/uploads/Leggi5-332x187.jpg 332w" sizes="(max-width: 591px) 100vw, 591px" /></p>
<p><strong>Dorsoduro 3548 fondamenta del Gaffaro Paolo</strong><br />
Ludovico Gavazzi fu Contador infedele al Magistrato del Dacio del Vin, reo di peculato bandito dall&#8217;accelso Consiglio dei Dieci con pena di forca il di XXVIII Novembre MDCCXXXVIII per rilevante intaco della pubblica cassa.</p>
<p><strong>San Polo 211 Sottoportico del Banco Giro</strong><br />
Antonio Rinaldi già como Pubblico Ragionato solito ad assister al quadernier del pubblico Banco Giro (Banca pubblica garantita dallo Stato) fu capitalmente bandito dall&#8217;eccelso Consiglio dei Dieci li XXIX Luglio MDCCXLIII per enorme falsità ed intaco criminosissimo nel medesimo banco commesso.</p>
<p><strong>Lapide in latino del 400/500 Palazzo Ducale</strong><br />
La città dei veneti, fondata per disposizione della Divina Provvidenza in mezzo alle acque, cinta tutta intorno dalle acque, è difesa dalle acque anziché da un muro, perciò chiunque in qualunque modo avrà osato recare danno alle pubbliche acque sarà giudicato nemico della patria e sarà colpito da una pena non inferiore a chi abbia violato le sante mura della patria. La norma di questo editto si ratifica e valga in perpetuo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-7715 aligncenter" src="https://arzana.org/wp-content/uploads/Leggi7.jpg" alt="" width="393" height="405" srcset="https://arzana.org/wp-content/uploads/Leggi7.jpg 622w, https://arzana.org/wp-content/uploads/Leggi7-583x600.jpg 583w, https://arzana.org/wp-content/uploads/Leggi7-332x342.jpg 332w" sizes="(max-width: 393px) 100vw, 393px" /></p>
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