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	<title>Azione Tradizionale</title>
	
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	<description>Contro le fandonie del mondo moderno, la tua contro-informazione quotidiana!</description>
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		<title>Salafiti “tricolori”?</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jun 2013 06:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>At.com</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-large wp-image-20495" title="guerra-siria" src="http://www.azionetradizionale.com/blog2/wp-content/uploads/2013/06/guerra-siria-634x364.jpg" alt="" width="634" height="364" /></a></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Che l&#8217;Islam salafita, quello finanziato dai petrodollari Usa, avesse creato &#8220;mostri&#8221; più o meno a tutte le latitudini era noto. Quello che non lo era (ancora) è che anche il nostro Paese non ne è immune. Muore cosi un 20enne italiano reclutato tra i &#8220;ribelli&#8221; (leggasi &#8220;ratti&#8221;) siriani. Ma questo non è il vero Islam, e morire in battaglia per esso non è nè &#8220;Grande&#8221; nè &#8220;Santo&#8221;! Diciamolo chiaramente.<br />
Non ci affascina e non ci attrae l&#8217;idea di un italiano che va a combattere contro il legittimo governo della Siria. Non é una battaglia per l&#8217;Islam, é semplicemente l&#8217;ennesima vittima delle menzogne dell&#8217;Occidente. È un ragazzo che si fa convincere che il nemico é la Siria, mentre i veri nemici sono proprio quei lobotomizzati mossi &#8211; e armati &#8211; dall&#8217;Occidente contro il governo di Assad.</h5>
<p>(La Stampa) &#8211; Un mistero agita le Cancellerie europee e di tutto il mondo. Quanto si va internazionalizzando il conflitto in Siria? È un dato denunciato dai governativi, e monitorato dai servizi segreti occidentali, che una folla di islamisti simpatizzi per i ribelli e che molti siano partiti da Libia Tunisia, Afghanistan, ed Egitto per combattere al fianco dei gruppi qaedisti. All’opposto, ed è stato un indiscusso salto di qualità nella internazionalizzazione della guerra siriana, nei mesi scorsi i miliziani di Hezbollah hanno varcato in massa il confine libanese e si sono battuti per il regime di Assad.</p>
<p>La morte del giovane genovese convertito all’Islam Giuliano Ibrahim Delnevo, che si era sposato qualche anno con una ragazza marocchina a Casablanca secondo il rito islamico, e da allora aveva assunto posizioni sempre più radicali, apre però un interrogativo supplementare: quanti sono gli europei e gli americani che combattono oggi in Siria? Esiste forse una Legione straniera di convertiti all’Islam? Quanti ne sono partiti dall’Italia? «Potrebbero esserci in Siria 45-50 miliziani di origine italiana», spiega il dottor Foad Aodi, presidente della Comunità del mondo arabo (Comai) e dell’Associazione medici stranieri (Amsi). «In base a quanto ho potuto raccogliere dalle mie fonti in Siria &#8211; dice il dottor Aodi &#8211; questi miliziani, tra i quali c’è una donna, operano nel Nord del paese in particolare a Deir Ezzor e ad Aleppo. Le donne di cui mi parlano sono 3: l’italiana, una spagnola e una cecena. Sono ad Aleppo, impegnate a curare i feriti. Non so però se si tratta di convertiti o di persone con doppia cittadinanza».</p>
<p>Dalla Siria, insomma, i ribelli dicono di aver ricevuto un forte aiuto dall’Europa. Sarebbero almeno 600 i combattenti del Vecchio Continente. La più parte proveniente dal Belgio. Una cinquantina dall’Italia. Ma è davvero così o assistiamo a una ennesima offensiva della propaganda? «Non credo proprio che si sia di fronte a una possibile ondata di terroristi islamici in partenza dall’Italia», sostiene il ministro degli Esteri, Emma Bonino. Anche i nostri servizi segreti sono assolutamente scettici. I numeri sembrano gonfiati. «In Italia &#8211; ha spiegato proprio ieri il direttore del servizio segreto, Giampiero Massolo, responsabile del Dis &#8211; non c’è un bacino di reclutamento, ma solo delle individualità che entrano in comunicazione con cellule jihadiste attraverso il web». Si cita a titolo di esempio l’episodio di un operaio ventinovenne di Pesaro che aveva abbracciato la Jihad ed è stato arrestato in partenza per il Marocco.</p>
<p>Massolo è il numero uno dell’intelligence italiana. Se ci fosse stato un reclutamento di massa, ovviamente i servizi se ne sarebbero accorti. «Invece non abbiamo notizia di strutturati canali di instradamento verso la Siria di aspiranti mujahidin». Ma non si esclude qualche sporadico caso. E d’altra parte i combattenti di Hezbollah sostengono che qualche italiano, forse una decina, in effetti tra i ribelli siriani ci sarebbe. «In ogni caso &#8211; sostiene ancora Massolo &#8211; il fai-da-te è sicuramente un pericolo. E il web è una potente forma di autoaddestramento e autoreclutamento. È chiaro che la situazione in generale non ci fa stare tranquilli e necessita di essere monitorata», conclude il direttore dei nostri servizi segreti.</p>
<p>In questo contesto, infatti, il pericolo maggiore che segnalano i nostri analisti sono i potenziali «terroristi solitari», i cosiddetti «self starters», tipo quell’egiziano che si fece esplodere contro una caserma dell’esercito a Milano qualche anno fa. Gente che si esalta davanti alla rete e poi decide di passare all’azione con gesti eclatanti. Questi eventi sono per definizione incontrollabili e chiunque può divenire una bomba umana.</p>
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		<title>Quelli che si svegliano adesso</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 10:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>At.com</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un piccolo florilegio di citazioni resipiscenti. Della nostra intelligente, lungimirante, previdente e competente classe dirigente Riccardi Andrea, il cattolicone noachico, caporione di S.Egidio, il ministro...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-20463" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px; float: left;" title="Quelli che" src="http://www.azionetradizionale.com/blog2/wp-content/uploads/2013/06/Quelli-che1.jpg" alt="" width="225" height="225" /></a>Un piccolo florilegio di citazioni resipiscenti. Della nostra intelligente, lungimirante, previdente e competente classe dirigente</strong><em></p>
<p></em><strong>Riccardi Andrea</strong>, il cattolicone noachico, caporione di S.Egidio, il ministro della cooperazione sotto Monti, ormai parla apertamente malissimo del suo ex presuntuoso leader in tutte le sedi e racconta particolari inediti di quanto il governo di cui ha fatto parte sia stato all’insegna di un sadismo politico servile alla Merkel.</p>
<p>«<em>Più Monti assumeva provvedimenti lacrime e sangue, più esodati la Fornero creava, più saliva la protesta e la sofferenza delle classi più deboli, più a Palazzo Chigi erano soddisfatti perché proprio quella era la dimostrazione lampante di credibilità verso la signora Merkel Angela. Cioè, più legnate riuscivano a dare al Paese più pensavano di essere forti in Europa</em>»<em>.</em> Monti, avrebbe affermato Riccardi, era convinto che nel Paese ci fosse troppo benessere, per cui bisognava regredire.</p>
<p><strong>Fabrizio Saccomanni</strong>, ministro dell’Economia , direttore generale di Bankitalia, economista autorevolissimo: «<em>La crisi attuale si sta rivelando più difficile da gestire di quella del ’29</em>»<em>. </em></p>
<p><strong>Sergio Marchionne</strong>, AD di Fiat: «<em>Trovo il valore attuale dell’euro sproporzionato rispetto alle nostre capacità di competere perché non aiuta l’economia, non aiuta nessuno</em>». Insomma, messaggio a Draghi: l’euro va svalutato.</p>
<p><strong>Mario Draghi</strong>, capo della BCE: «<em>La ripresa nell’eurozona sarà più lontana</em>&#8230;». Le riforme del mercato del lavoro «<em>hanno scaricato tutta la flessibilità sui giovani, e ciò, unito alla globalizzazione, è il principale motivo dell’elevata disoccupazione giovanile in Europa</em>».</p>
<p><strong>Angelino Alfano</strong>: «<em>Il</em> <em>fatto che la BCE sia prestatore di ultima istanza è sempre stato un obbiettivo che abbiamo coltivato. È la prima volta nella storia del mondo che una moneta non ha dietro uno stato</em>».</p>
<p><strong>Beppe Grillo</strong>: «<em>La scatola di tonno è vuota. Il parlamento oggi non serve praticamente a nulla</em>».</p>
<p><strong>New York Times</strong>: «<em>L’amministrazione Obama ha perso credibilità</em>». Le telefonate spiate sono un «<em>abuso di potere che richiede vere spiegazioni</em>». E sinora il governo ha risposto «<em>con le stesse banalità che ha usato ogni volta che il presidente Obama è stato sorpreso a eccedere nell’uso dei suoi poteri</em>».</p>
<p><strong>John Kerry</strong>, capo della diplomazia Usa: «<em>In America tutti hanno diritto ad essere stupidi</em>».<br />
<strong><br />
</strong><strong>Maurizio Blondet</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>I veri eroi di quel tempo [Pillole cinematografiche]</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 15:00:21 +0000</pubDate>
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		<title>Paese che vai, (pessime) usanze che trovi.</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 16:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>At.com</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Auto blu, sirene spiegate, paletta fuori e strade prese contromano. Scene a cui ci siamo pian piano abituati, soprattutto nei dintorni di Camera e Senato....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-large wp-image-20474" title="1194596_kyenge-cecile-milano-scorta-triplice-tuttacronaca_thumb_big" src="http://www.azionetradizionale.com/blog2/wp-content/uploads/2013/06/1194596_kyenge-cecile-milano-scorta-triplice-tuttacronaca_thumb_big-634x396.jpg" alt="" width="634" height="396" /></a></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Auto blu, sirene spiegate, paletta fuori e strade prese contromano. Scene a cui ci siamo pian piano abituati, soprattutto nei dintorni di Camera e Senato. Però stavolta a cadere in fallo è stata niente meno che la tanto osannata ministra Kyenge, scortata da tre auto per non meglio precisate &#8220;questioni di sicurezza&#8221;. A quanto pare la neo-ministra si è adattata subito agli usi e costumi del Belpaese.</h5>
<p style="text-align: justify;">(Repubblica.it) - La scorta è spesso vissuta dai cittadini come uno dei simboli dell&#8217;arroganza dei potenti. E proprio per la scorta sono finiti in molti nel mirino. Un destino che adesso coinvolge anche il ministro per l&#8217;Integrazione, Cecile Kyenge. Il suo arrivo a un evento a Milano, preceduta da un&#8217;auto a sirene spiegate e paletta fuori dal finestrino &#8211; con tanto di tratto di strada in contromano &#8211; è stato salutato dai fischi dei passanti, dalle critiche del popolo del web e da nuove invettive della Lega.</p>
<p>Ore 10: quartiere Niguarda, periferia della città, lo stesso in cui <a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/05/14/news/sono_tre_le_vittime_della_furia_di_kabobo_e_morto_il_pensionato_ferito_dal_ghanese-58745551/"><strong>tre passanti furono uccisi a picconate</strong></a> dal ghanese Kabobo. A Villa Clerici sta per iniziare un convegno in occasione della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile. Il ministro Kyenge è invitato. Le sirene si sentono da lontano. Tre auto arrivano a velocità sostenuta. Ad aprire il corteo è una vettura dei finanzieri, con la paletta agitata fuori dal finestrino. Percorrono alcune decine di metri della stretta via Terruggia &#8211; dove si trova il luogo dell&#8217;appuntamento &#8211; in contromano. E si lasciano dietro alcuni residenti della zona, passanti e avventori del vicino mercato rionale, inviperiti. &#8220;Vergogna, vergogna&#8221;, urlano in direzione delle macchine.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Le scelte sulla sicurezza non le fa la sottoscritta&#8221;, si giustificherà più tardi il ministro, sollecitata dai giornalisti a margine di un&#8217;altra tappa della sua giornata nel capoluogo lombardo. Ma ormai il Carroccio aveva già preso al balzo l&#8217;occasione per tornare ad attaccarla. &#8220;Il governo intervenga e la richiami ufficialmente a un uso più civile della scorta&#8221;, è la protesta del consigliere comunale Massimiliano Bastoni. Il segretario lombardo Matteo Salvini si affida invece ai social network: &#8220;La signora Kyenge stamattina arriva a un mercato di Milano con tre auto blu di scorta, sirene e palette. La gente la contesta&#8221;, scrive. &#8220;Come mi dispiace, sicuramente la signora Boldrini farà subito un comunicato in difesa della poverina&#8230;&#8221;.</p>
<p>Di certo, Milano non sembra portare fortuna al ministro. Già lo scorso 21 maggio &#8211; altra sua lunga visita in città &#8211; si era parlato più di un incidente di percorso che delle iniziative a cui aveva partecipato: <a href="http://video.repubblica.it/edizione/milano/milano-il-ministro-kyenge-non-stringe-la-mano-al-capogruppo-leghista/129043/127545?ref=search"><strong>la mancata stretta di mano</strong></a> con il capogruppo lumbard in consiglio comunale, Alessandro Morelli. Anche lì protagonista fu la scorta, che tenne il consigliere a distanza. &#8220;E&#8217; un problema di sicurezza, Kyenge e la scorta non conoscono Morelli e si sono attenuti alle normali procedure&#8221;, spiegarono dallo staff. Almeno quel caso, però, si è chiuso. Non a Villa Clerici, dove il leghista si era precipitato per un nuovo faccia a faccia, ma a Palazzo Marino, sede del Comune. E&#8217; qui che i due, inaspettatamente, si sono incrociati: stretta di mano, sorrisi e l&#8217;augurio di &#8220;buon lavoro&#8221; da parte del ministro.</p>
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		<title>Comunitaria 2013 – Recensione ufficiale</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 15:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>At.com</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Le Comunità non mollano un centimetro: questo è il grido lanciato alto da Comunitaria 2013, terza edizione della Festa delle Comunità che sabato 15 giugno...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-large wp-image-20487" title="comunit1" src="http://www.azionetradizionale.com/blog2/wp-content/uploads/2013/06/comunit1-634x423.jpg" alt="" width="634" height="423" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Le Comunità non mollano un centimetro: questo è il grido lanciato alto da <strong>Comunitaria 2013</strong>, terza edizione della Festa delle Comunità che sabato 15 giugno 2013 ha festeggiato un altro anno di militanza, sacrificio e gioia di rivolta delle Comunità militanti presenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Militanza ed esperienze, comunità da tutta Italia e camerati in prima linea, musica non conforme, birra e gastronomia, senza che possa mancare quel profumo d’estate portato da un vento fresco. Non servono innovazioni, ospiti a sorpresa o chissà quale effetto speciale: la formula è sempre la stessa, ma funziona. E <strong>le Comunità chiamano la raccolta</strong> di chi fugge le logiche moderne dell’interesse materiale e delle psicosi borghesi, per affermare – forte e chiara – la gioia della militanza e la bellezza della Comunità, manipolo di uomini e donne che ogni giorno difendono un fronte ed affermano l’Idea, fedeli e pronti a sacrificarsi per quei principi immutabili ed eterni in cui si riconoscono e che, fra insidie e difficoltà, affermano con l’azione quotidiana.</p>
<p>Quell’azione quotidiana e costante, silenziosa ed imperitura che <strong>Francesco Cecchin</strong> ha fino all’ultimo respiro di vita terrena, quando il 16 giugno 1979 i figli della tenebra lo hanno ucciso su questo mondo, ma non gli hanno tolto ‘le vele gonfie di vento’ che lo hanno portato nel cielo, dove continua la sua battaglia. <strong>A Francesco Cecchin è dedicata Comunitaria 2013</strong>, come sono dedicate le nostre vite di militanza a tutti i camerati che hanno dato la loro vita alla nostra Idea ed ora combattono battaglie più alte.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche quest’anno i preparativi, iniziati qualche mese prima, ci offrono una location perfetta, grazie allo sforzo delle Comunità organizzatrici che si sono divise i compiti organizzativi secondo le competenze, come la collaborazione ed il cameratismo insegnano. <strong>Raido, Fons Perennis, Foro753, 2Punto11 e Janus</strong>  hanno provveduto a tutto il necessario e si arriva presto la mattina di sabato per allestire lo Spazio Libero Agro Romano di Maccarese, ormai teatro fisso di Comunitaria. Stand, gazebi, tavoli, sedie e palco per il concerto. Poi le luci, la gastronomia e le bandiere, gli striscioni, i drappi dei gruppi musicali.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-large wp-image-20488" title="comunit2" src="http://www.azionetradizionale.com/blog2/wp-content/uploads/2013/06/comunit2-634x423.jpg" alt="" width="634" height="423" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Proprio quei gruppi che iniziano le prove alle 18, mentre Comunitaria apre le sue porte al pubblico che, ancora una volta, risponde in grande numero e si unisce alla Festa delle Comunità: <strong>Comunitaria è ormai un appuntamento fisso ed unico</strong>, momento di confronto e condivisione cameratesca, la sua unica essenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Le Comunità che hanno partecipato sono state molte e, come sempre, <strong>provenienti da tutta Italia</strong>, fra cui i ragazzi di Identità e Tradizione di Trieste, Fascio Etrusco, Rinnovazione Rieti, Tempo di Lottare, Memento Naturae, Lealtà-Azione da Lombardia e Piemonte, Azione Punto Zero, Furor da Catanzaro, Temerariamente da Reggio Calabria, Locri Patria Nostra e tutte le altre, veramente tante per citarli tutti. Qualcuno ha affrontato lunghe distanze in poche ore per esserci: il loro sorriso la dice lunga sulla gioia di partecipare.</p>
<p style="text-align: justify;">Verso le 20, le aree dedicate alle Comunità hanno risposto presente all’evento sono già allestite – striscioni, materiale e sono pronti -, l’affluenza è già notevole – <strong>a fine serata conteremo ben più di 400 ingressi</strong>, in linea con quelli delle edizioni precedenti – e lo stand gastronomico già viaggia ad alto ritmo, con la spina delle birre che tiene botta alla richiesta di pinte da spillare.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-large wp-image-20489" title="comunit3" src="http://www.azionetradizionale.com/blog2/wp-content/uploads/2013/06/comunit3-634x423.jpg" alt="" width="634" height="423" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Inizia il concerto con gli <strong>LPN</strong>, gruppo di ragazzi di Locri, che si presentano benissimo, con grande qualità di musicisti e una notevole voce femminile. A loro, l’onere e l’onore dell’apertura.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ il turno poi degli <strong>Zündapp</strong>, gruppo di giovanissimi al loro primo concerto in elettrico e su un palco che ha visto negli ultimi anni esibirsi Ultima Frontiera, Hobbit, Imperium, Testudo ed Aurora. Gli Zündapp si presentano con le loro canzoni inedite e dimostrano subito notevoli capacità e la spensieratezza della musica che afferma la militanza, con i primi fumogeni che si accendono nel sottopalco.</p>
<p style="text-align: justify;">Salgono sul palco i <strong>Blues Lee</strong>, con il loro repertorio di musica in stile blues-rock, quasi un inedito nei concerti d’area ma che avvicina molte persone, visto l’elevato livello musicale.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>‘metal guest star’</strong> della serata, imprime un’accelerata notevole al concerto, con metal rock duro e testi immediati, fumogeni e l’atmosfera che è ormai ad alto tasso (soprattutto alcolico), con il pogo che scorre veloce sotto al palco. Tutto ciò mentre nell’area gastronomia e stand gli incontri fra le Comunità e le persone confluite per l’occasione procedono nel clima proprio a Comunitaria: festa, racconti ed esperienze della propria esperienza militante e condivisione.</p>
<p style="text-align: justify;">Tocca agli <strong>Insedia</strong> e, di fronte al pubblico che canta sotto al palco, il repertorio del gruppo romano, un po’ goliarda e spesso tagliente, tocca tutti i pezzi più famosi, cantati all’unisono da tutti i presenti. L’atmosfera, se qualcuno avesse avuto dei dubbi, è sempre quella propria di Comunitaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo dire che il palco e l’acustica – a cui va un plauso particolare – hanno dato <strong>grande qualità</strong> al concerto, di rara qualità per un concerto d’area.</p>
<p style="text-align: justify;">Il concerto in elettrico termina, ma non la musica. Un caffè, un’altra birra, un altro bicchiere di vino, mentre la cucina sta per sfornare il rinforzo necessario dopo la mezzanotte, ed il set per il concerto in acustico è già pronto ed attacca immediatamente: un <strong>omaggio a Junker</strong>, con i pezzi di repertorio apre le danze per questa seconda sessione, in un’atmosfera a cui partecipa tutto il pubblico ad intonare le canzoni.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-large wp-image-20490" title="comunit4" src="http://www.azionetradizionale.com/blog2/wp-content/uploads/2013/06/comunit4-634x422.jpg" alt="" width="634" height="422" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Segue poi <strong>La Vecchia Sezione</strong>, immancabile gruppo di musica alternativa che ripercorre i pezzi storici della nostra storia, che non possono mai mancare in una scaletta degna di tale nome.</p>
<p style="text-align: justify;">Finito il concerto acustico, arriva il momento di salutarsi: fra sorrisi e abbracci, fra prossimi appuntamenti e chiacchierate interminabili, <strong>‘Comunitaria 2013’ si avvia alla sua conclusione</strong>. Così, mentre le comunità arrivate da tutta Italia ripartono verso casa, la stanchezza non attacca ed il sorriso – assieme alle ultime riserve di birra e vino – ci accompagna durante la sistemazione dello Spazio Libero Agro Romano.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunità come avamposto della nostra Idea, Comunità come manipolo di camerati a difesa di uno Stile, Comunità come esempio in un mondo squallido. Sacrificio, memoria dei camerati caduti che si onora con l’Azione quotidiana, poi <strong>Gioia della militanza e militanza, come dono di Sé stessi</strong>: Comunitaria è tutto questo, Comunitaria grida tutto questo. E lo afferma in una splendida giornata di giugno, col sorriso di chi combatte la nostra battaglia con coraggio e fedeltà.</p>
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		<title>Hezbollah combatte in Siria, i suoi nemici già lo facevano!</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 06:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>At.com</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Voci si sono sollevate in Libano e dintorni per “condannare l’implicazione di Hezbollah nel conflitto siriano”. Ma coloro che criticano, oggi, la partecipazione della Resistenza...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-20405" title="hezbollah members" src="http://www.azionetradizionale.com/blog2/wp-content/uploads/2013/06/hezbollah-members.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Voci si sono sollevate in Libano e dintorni per “condannare l’implicazione di Hezbollah nel conflitto siriano”. Ma coloro che criticano, oggi, la partecipazione della Resistenza ai combattimenti in alcune zone ben precise in Siria, hanno chiuso gli occhi per due anni davanti all’implicazione di libanesi ed estremisti di tutto il mondo nella guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">La crisi siriana è iniziata nel Marzo del 2011, vale a dire 27 mesi fa. Per i pimi due anni Hezbollah ha invitato, e continua a invitare, ad una soluzione pacifica. Il Segretario Generale del movimento, Sayyed Hassan Nasrallah, ha ripetutamente esortato i protagonisti a non fare ricorso alle armi e a sedersi attorno al tavolo del dialogo. Da tre mesi, Hezbollah ha cambiato il proprio atteggiamento ed ha annunciato la sua partecipazione ai combattimenti in certe regioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo cambiamento di atteggiamento è dovuto a molteplici fattori. Mentre Hezbollah sosteneva il dialogo inter-siriano e invitava i libanesi a circoscrivere le loro divergenze sulla Siria alla sfera politica, i partiti della coalizione “14 Marzo” erano coinvolti nella crisi siriana.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco alcune prove irrefutabili delle ingerenze ad ogni livello:</p>
<p style="text-align: justify;">1-      Secondo i rapporti delle Nazioni Unite, dei servizi segreti libanesi, arabi e occidentali, gran parte delle armi giunte ai ribelli siriani nel centro della Siria ed attorno a Damasco, che costituiscono i fronti più attivi, sono state trasferite dal Libano. L’Esercito libanese ed i servizi di sicurezza hanno sequestrato enormi quantità di armi di ogni tipo destinate ai gruppi armati. Il sequestro più importante è stato il carico di 60 tonnellate di armi e di munizioni sulla nave “Lutfallah II”, nel Maggio del 2012. Questo arsenale, proveniente dalla Libia, doveva essere scaricato nel porto di Tripoli prima di essere trasferito in Siria.</p>
<p style="text-align: justify;">2-      Numerosi rapporti dei servizi di sicurezza ed inchieste giornalistiche indicano che il Libano, insieme la Turchia, costituisce il punto di passaggio privilegiato degli estremisti del mondo intero (provenienti da 29 nazioni, secondo un rapporto delle Nazioni Unite), che si recano a combattere nei ranghi dei ribelli siriani. In Libano questi volontari vengono supportati, ospitati e trasferiti dai partiti politici libanesi, come il “Movimento Futuro” ed altri gruppi estremisti con base nel nord ed in alcuni campi profughi palestinesi.</p>
<p style="text-align: justify;">3-      Per molti mesi, la coalizione del “14 Marzo” ha condotto una campagna contro l’Esercito libanese per costringerlo a diminuire la vigilanza e tenere un profilo basso nel nord del Libano. Questa tattica puntava a trasformare questa regione in un santuario per i ribelli siriani. Effettivamente, nelle regioni di Akkar e Wadi Khaled sono stati installati dei campi di addestramento; villaggi sono stati trasformati in basi per gli estremisti siriani; un ospedale di Tripoli è stato messo a disposizione dei ribelli per curare le loro ferite e migliaia di combattenti sono stati curati in questa struttura e in altri ospedali della Bekaa occidentale, di Chtaura e Baalbeck.</p>
<p style="text-align: justify;">4-      Combattenti libanesi o palestinesi del Libano, membri di gruppi estremisti, combattono in Siria al fianco dei ribelli. Si tratterebbe di varie centinaia, secondo fonti attendibili. Quattordici di loro, inviati dallo ‘shaykh’ salafita Dai al-Islam al-Shahhal, sono stati uccisi in un’imboscata in territorio siriano, nei pressi di Tall Kalakh, nel Novembre del 2012. Questo incidente è andato sui primi titoli dei giornali dato il bilancio elevato. Ma decine di altri libanesi sono morti in combattimenti avvenuti all’interno della Siria.</p>
<p style="text-align: justify;">5-      I media libanesi hanno rivelato, con registrazioni audio come prova, che il deputato Okab Sakr è stato incaricato dal capo del “Movimento Futuro”, Saad Hariri, di finanziare ed armare i ribelli. Sakr ha lasciato il Libano due anni fa e risiede tra il Belgio e Instanbul, per organizzare la logistica ed il trasferimento di armi e denaro.</p>
<p style="text-align: justify;">6-      Una vasta rete di media libanesi, composta da giornali, radio, televisioni e siti internet, si è mobilitata per trasmettere notizie favorevoli ai ribelli ed ostili al governo siriano. Essa costituisce uno degli anelli più importanti della rete globale responsabile della propaganda.</p>
<p style="text-align: justify;">7-      Decine di ribelli siriani arrestati in Libano in possesso di armi sono stati rimessi in libertà dopo l’intervento di alte autorità politiche, che erano impegnate – prima dei paesi occidentali – a facilitare i movimenti dell’opposizione siriana in Libano, violando tutti gli accordi di cooperazione bilaterale siglati tra i due paesi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">In breve, da due anni – e ancora oggi &#8211; il Libano è stato il fronte di retroguardia della ribellione siriana.</p>
<p style="text-align: justify;">Alloché Sayyed Hassan Nasrallah ha annunciato che il suo movimento combatte in Siria, tutte queste persone e partiti politici, da due anni coinvolti fino al collo nel conflitto, si sono indignati e accusano Hezbollah di spingere il Libano verso una catastrofe.</p>
<p style="text-align: justify;">L’intervento di Hezbollah è tuttavia perfettamente giustificato. In primo luogo, per il dovere di proteggere i circa 30.000 libanesi che vivono nell’Oronte occidentale, sul territorio siriano. Se fossero stati lasciati al loro destino, sarebbero stati costretti a lasciare i loro villaggi a causa degli attacchi dei ribelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma in queste ultime settimane Hezbollah ha deciso di entrare nella battaglia per le seguenti ragioni:</p>
<p style="text-align: justify;">1-      I gruppi estremisti progettavano di instaurare una zona di frontiera sotto il loro totale controllo, tra Arsal e Wadi Khaled, dopo aver preso il controllo dei villaggi abitati da libanesi nella campagna di Qoussair e averli costretti all’esodo. Ciò avrebbe portato alla chiusura del passaggio terrestre di Homs e avrebbe posto l’intera Bekaa alla mercé degli estremisti.</p>
<p style="text-align: justify;">2-      I ribelli hanno tentato di prendere l’aeroporto di Damasco e la strada che conduce ad esso.</p>
<p style="text-align: justify;">3-      “Israele” è intervenuto direttamente nel conflitto bombardando Damasco e i suoi dintorni onde, secondo quanto da loro sostenuto, tagliare le forniture alla Resistenza in Libano.</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto è diventato chiaro per Hezbollah che l’azione militare dei ribelli, senza dubbio consigliati dagli esperti occidentali, mira a stringere gradualmente il cappio intorno alla Resistenza, che sarebbe praticamente circondata.</p>
<p style="text-align: justify;">La Resistenza ha dunque deciso di reagire per far fallire questo piano. Sayyed Nasrallah ha spiegato i motivi nel suo discorso del 25 Maggio. “<em>Una fazione dell’opposizione siriana sostiene il dialogo, ma un’altra fazione lavora per gli americani e israeliani</em>”, ha detto prima di proseguire. “<em>La crescita di questi movimenti radicali non costituisce una minaccia solamente per gli sciiti in Libano, ma per tutti i libanesi, siano essi musulmani o cristiani. La Siria rappresenta un sostegno essenziale per la Resistenza. La Siria è la spina dorsale della Resistenza. La Resistenza non può rimanere a braccia incrociate mentre le sue spalle sono scoperte ed il suo sostegno spezzato. Se non agissimo, saremmo idioti. Se Bashar al-Assad cade, la Resistenza sarà indebolita, Israele potrà controllare il Libano e questo significherà la fine dei movimenti di Resistenza in Palestina</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il leader della Resistenza è stato trasparente e sincero. I suoi detrattori ed i suoi nemici possono dire altrettanto di loro stessi?</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Tratto da: Islamshia.org<br />
Fonte: “Alhaednews”</em></p>
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		<title>Terzo campo femminile di Raido – recensione (1 e 2 giugno 2013)</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jun 2013 16:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>At.com</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cuib Femminile Raido]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Nonostante il finesettimana scelto non promettesse bene a causa delle catastrofiche previsioni metereologiche, il campo organizzato dal Cuib Femminile si è svolto ugualmente. Abbiamo insistito e la...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://farm4.staticflickr.com/3781/9048948084_c20a4e3df0_o.jpg" alt="" width="425" height="566" /></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Nonostante il finesettimana scelto non promettesse bene a causa delle catastrofiche previsioni metereologiche, il campo organizzato dal Cuib Femminile si è svolto ugualmente. Abbiamo insistito e la nostra tenacia è stata ampiamente ripagata e premiata! Mentre a Roma grandine e pioggia bloccavano passanti e autovetture, noi brindavamo al sole, incorniciate da uno splendido tramonto e da un paesaggio mozzafiato! La recensione che leggerete di seguito è stata scritta da una delle ragazze che condivide l&#8217;esperienza del campo femminile con noi sin dall&#8217;inizio, sebbene provenga da un&#8217;altra realtà militante. Siamo convinte infatti, ormai da tempo, che lo scambio e la collaborazione tra esperienze diverse portino arricchimento sia al gruppo che ad ognuna di noi e che il confronto sia senz&#8217;altro un punto di forza! Buona lettura!</h5>
<p><em><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">1 e 2 Giugno 2013 - </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Monte Pellecchia &#8211; Monteflavio (RM)</span></em></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">La montagna mette sempre un po’ di ansia specie a noi abitanti della città. Eppure quando ero piccola passavo molto tempo a contatto con la natura, e vedere un verme non mi suscitava stupore. Sentire il canto del Cuculo sin dal primo mattino è una vera gioia. Per non parlare poi della Civetta. E chi pensava ce ne fossero ancora in giro? Invece ci sono… basta fare pochi chilometri a nord di Roma e raggiungere Monte <span style="font-size: small;">Pellecchia</span> nel parco naturale dei Monti Lucretili.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Stavolta si dorme in tenda e purtroppo il tempo non lascia spiragli ad un anticipo estivo, piuttosto sembra molto più inverno che la fine della primavera. Anche non avere quattro mura di cemento e un bagno a portata di mano mi lascia un po’ turbata, eppure non vedo l’ora.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Non vedo l’ora anche di riabbracciare le ragazze, di parlare con loro, di confrontarmi, di attingere dalla loro esperienza e di trasmetterne altrettanta.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Lo scambio di energie non finisce mai.</span></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm4.staticflickr.com/3833/9046719263_937680206f_o.jpg" alt="" width="566" height="425" /></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Anche il cibo non finisce mai. Quest’anno però siamo state brave, non potevamo permetterci di aggiungere nulla al peso degli zaini, la via per la meta si allontana quanti più chili porti sulle spalle.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">E via si parte per questa nuova avventura.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">All’inizio della passeggiata ho subito capito che non avremmo incontrato nessuno per miglia. Che bello, mi è venuto da pensare. Ma se succede qualcosa? Anche una cosa stupida come una caviglia slogata o un taglio un po&#8217; più profondo? Come possiamo portare giù la mal capitata?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">«PRENDE!!!»</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Cavolo! Che colpo che mi è preso nel silenzio della salita, proprio quando pensi di essere sola con la montagna … a volte hai pensieri felici e a volte la fatica prende il sopravvento, non lasciando spazio che a pensieri negativi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">«RAGAZZE QUI PRENDE!»</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Signore! Siamo salve, possiamo anche sentirci male, qualcuno correrà in nostro soccorso!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://farm4.staticflickr.com/3747/9046719297_a8c30ba434_o.jpg" alt="" width="425" height="566" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Continui a salire con una nuova speranza, con la stessa gioia del primo passo. Il sacco a pelo non pesa poi così tanto e ti sacrifichi volentieri a portare il vino per passare momenti in allegria con il resto del gruppo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Cerchi ad ogni passo di guardare il panorama intorno, gli alberi, le piante di liquirizia, il cinguettio degli uccelli. Il rumore degli scarponi sui sassi riportano lo sguardo sul sentiero, per evitare il peggio e la salita si fa più dura. Cerchi suoni diversi da quelli della città. La speranza di vedere qualche animale selvatico si unisce al pensiero di incontrarlo lungo il cammino.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Diventerei di pietra, però, se dovessi incontrare un lupo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Basta! Adesso mi fermo, la tenda pesa troppo e chissà dove dobbiamo arrivare. Quanto dura questa passeggiata? Mi avevano detto giusto un’oretta. Eppure mi sembra un secolo. Un minuto è uguale ad un’ora. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">«HO VISTO IL TETTO DEL RIFUGIO!!!»</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Un fulmine a ciel sereno!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Sono la persona più felice del mondo. Via lupi e orsi!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Evviva il canto degli uccelli, le scarpe da montagna e la carne cotta alla brace. Affretto i miei passi con sicurezza tra il fango e le foglie.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">L’allegria di aver visto la meta rende gli ultimi passi spensierati, leggeri e più belli.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">«Qualcuno vuole darmi il suo zaino??»</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Scegliere la vicinanza di un rifugio per accampare le tende è stata la migliore idea del mondo. Se non altro perché ci sono delle mura a proteggerti, anche solo una tettoia, anche solo un po&#8217; di cemento. Proprio lo stesso cemento che non vorresti vedere per miglia intorno a te quando sei in città, ti è più caro di tua madre.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">La fiducia nella montagna si perde nuovamente in un attimo. Cerco legna intorno a noi e madre natura ancora una volta si rivela ostile. È tutto bagnato! È piovuto in continuazione per giorni e giorni. Quei pochi rametti che riusciamo a trovare sono umidi, bagnati e pieni d&#8217;acqua.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Come può l&#8217;uomo riuscire ad accendere un fuoco con queste premesse?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Basta avere fiducia e fede nelle virtù altrui.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Grazie madre natura di questa legna bagnata, sarà la nostra compagna nelle ore più buie della notte!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">La carne cotta alla brace e un brindisi con il vino rosso ci riscalda!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Dopo cena il calore del fuoco ci permette di restare in piedi, nonostante il buio della notte intorno a noi, e di parlare di fratellanza negli ideali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Fede, Giustizia, Temperanza e Fortezza, Lealtà sono solo parole se non si riconoscono come proprie e se non si trova la forza di sacrificare se stessi per capirle e metterle in pratica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Accidenti! E’ già ora di coricarsi, ci sarà di nuovo il silenzio intorno a noi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Ma quante risate prima di sentire il silenzio!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Ogni piccolo rumore sembra enorme, nel silenzio. Per fortuna abbiamo montato una tenda sola così divideremo la stessa sorte, oltre che lo stesso calore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">La passeggiata del mattino seguente inizia con il sole, al quale la sera prima era stato dedicato un brindisi. Per ringraziarci ci regala una splendida giornata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Questa volta si sale leggere, niente sacchi a pelo e niente cose superflue… solo noi e la giacca a vento!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Inizia subito la salita. Intorno a noi il bosco: fiori, foglie secche, muschio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Sono sola e in compagnia. Sono allegra, ho il fiatone e vedo il sole attraverso i rami degli alberi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://farm6.staticflickr.com/5324/9046718633_b0448ea356_o.jpg" alt="" width="425" height="566" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Attraverso i rami degli alberi vedo anche la Fortezza della natura, vedo tutta la Temperanza della montagna.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Scivolo e vedo il fango, vedo la Lealtà in alto nel cielo e il fango in basso nella terra.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Il fiato si fa più corto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">«La vetta, dobbiamo raggiungere la vetta.»</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Ma quanto manca? Ecco i cavalli, sembrano delle creature divine. Neri: piccoli e grandi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">E&#8217; stupendo poterli guardare, mi fermerei per guardarli più a lungo ma potrei rimanere indietro. La compagnia cammina inesorabile verso la punta più alta della montagna.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Ecco infatti la croce  che segnala l&#8217;arrivo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Il panorama toglie il fiato e le letture ad alta quota sono efficaci ed entrano nel profondo dell&#8217;anima, ancora una volta mi convinco che è opera della montagna. Se avessi letto o detto quei pensieri a casa mia o sul tram per andare al lavoro non avrebbero avuto lo stesso valore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">La montagna ha suscitato in me delle riflessioni profonde altrimenti sopite dalla vita cittadina!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Tante risate gioiose fanno da contorno ad un più ampio panorama e fanno il solletico alla montagna stessa, che, per ricambiare dello scherzetto, ci fa sbagliare strada. Ci vuole tenere con lei, ma noi siamo decise a tornare sul sentiero giusto e, senza battere ciglio, ritroviamo la retta via.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Non c&#8217;è spazio per egoismi e tornaconti personali: in montagna si resta unite, una decide per tutte e tutte sono convinte che sia la cosa giusta. Ognuna ha il suo ruolo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Tornando alla tenda purtroppo abbiamo trovato con gran sorpresa che qualcuno aveva preso con se le carte<br />
di credito di una di noi. Anche questo episodio però non riesce a cancellare la nostra bellissima esperienza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Posso dire che sarei rimasta lì per sempre. Il sorriso sulle labbra, lo sguardo al cielo. Il pensiero alla montagna.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Grazie!</span></p>
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		<title>Trilussa… satira e qualche verità</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jun 2013 10:00:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ER POLLO E ER MASTINO  Un Pollo che raspava in un giardino Vidde un Cane Mastino Senza catena e senza musarola, -          Riverisco, Eccellenza…- Je...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-large wp-image-20182 aligncenter" style="vertical-align: middle;" title="trilussa" src="http://www.azionetradizionale.com/blog2/wp-content/uploads/2013/05/trilussa1-634x894.jpg" alt="" width="300" height="423" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>ER POLLO E ER MASTINO</strong></p>
<p style="text-align: center;"> Un Pollo che raspava in un giardino</p>
<p style="text-align: center;">Vidde un Cane Mastino</p>
<p style="text-align: center;">Senza catena e senza musarola,</p>
<p style="text-align: center;">-          Riverisco, Eccellenza…-</p>
<p style="text-align: center;">Je fece er Pollo con un bell’inchino,</p>
<p style="text-align: center;">scivolanno sull’urtima parola.</p>
<p style="text-align: center;">Spesso, più che la stima, è la prudenza</p>
<p style="text-align: center;">Che ce consija a fa la riverenza.</p>
<p style="text-align: center;"> Prova ne sia che, doppo un mese, er Pollo,</p>
<p style="text-align: center;">ner passà dar cortile d’un ospizzio,</p>
<p style="text-align: center;">vidde er Mastino co la corda ar collo.</p>
<p style="text-align: center;">-          Ah, &#8211; dice – finarmente</p>
<p style="text-align: center;">T’hanno messo giudizzio?</p>
<p style="text-align: center;">Sei finito in cortile! Addio, pezzente!</p>
<p style="text-align: center;">-          O in giardino o in cortile,</p>
<p style="text-align: center;">-          Rispose er Cane – resto sempre forte,</p>
<p style="text-align: center;">tu resti sempre un vile.</p>
<p style="text-align: center;">
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		<title>Francesco Cecchin [In memoriam]</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jun 2013 06:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>At.com</dc:creator>
				<category><![CDATA[In memoriam]]></category>

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		<description><![CDATA[16 Giugno 1979 &#8211; 16 Giugno 2013 Quella sera era di giugno, l’atmosfera quasi irreale Nel cortile solo il tuo sangue e la nostra rabbia...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-20326 aligncenter" style="vertical-align: middle;" title="Francesco cecchin" src="http://www.azionetradizionale.com/blog2/wp-content/uploads/2013/06/Francesco-cecchin1.jpg" alt="" width="300" height="397" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>16 Giugno 1979 &#8211; 16 Giugno 2013</strong></p>
<p style="text-align: center;">Quella sera era di giugno, l’atmosfera quasi irreale<br />
Nel cortile solo il tuo sangue e la nostra rabbia là nel viale<br />
Il loro odio ti spingeva dalla vita verso la morte<br />
Troppo presto ti hanno presentato il destino mutato in sorte!</p>
<p style="text-align: center;">Cercato invano che lei non vedesse, in mano chiusa hai una chiave<br />
Imprigionato nel cuore il ricordo e l’hai imbarcato su di una nave,<br />
Ma quella nave non è mai affondata, l’ho rivista ieri sera<br />
Con le vele gonfie di vento e il tuo nome sulla bandiera!</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Francesco era primavera, Francesco era libertà!<br />
Adesso porti in mano una rosa e nell’altra la verità!<br />
Francesco era primavera, Francesco era libertà!<br />
Adesso porti in mano una rosa e nell’altra la verità!</strong></p>
<p style="text-align: center;">Ma il tempo cambia troppe storie, sabbia versata dentro al mare<br />
Menzogna sparsa senza pudore, vera giustizia non può fermare<br />
Quel vento antico risuona ogni sera di una rosa e una bandiera<br />
La rosa giace a terra recisa, ma la bandiera è alta ancora!</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Francesco era primavera, Francesco era libertà!<br />
Adesso porti in mano una rosa e nell’altra la verità!<br />
Francesco era primavera, Francesco era libertà!<br />
Adesso porti in mano una rosa e nell’altra la verità!</strong></p>
<p style="text-align: center;">( Sera di Giugno, Imperium)</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/azionetradizionalecom/~4/IiWZLCtYEsc" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Femen: le migliori nemiche delle donne!</title>
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		<comments>http://www.azionetradizionale.com/2013/06/15/femen-le-migliori-nemiche-delle-donne/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 15 Jun 2013 16:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>At.com</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;infiltrata dentro al gruppo Femen ci racconta da dietro le linee nemiche chi sono i componenti di questo gruppo e cosa fanno. In realtà delle...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-large wp-image-20471" title="femen2" src="http://www.azionetradizionale.com/blog2/wp-content/uploads/2013/06/femen2-634x455.jpeg" alt="" width="634" height="455" /></a></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Un&#8217;infiltrata dentro al gruppo Femen ci racconta da dietro le linee nemiche chi sono i componenti di questo gruppo e cosa fanno. In realtà delle ragazze &#8220;perse&#8221;, ignoranti, senza la cognizione di ciò che stanno facendo,con il solo fine di abbattere la religione e chi tiene testa all&#8217;impero mondialista; il presidente Putin ad esempio.<br />
Per il resto hanno rapporti promiscui, vivono in condizioni igienico-sanitarie disastrose e sono coperte dai poteri forti, in primis il governo francese, e favoreggiate dalla polizia.<br />
Ovvero tutto ciò che avevamo intuito e che da tempo scriviamo su questo blog.<br />
Femen le nemiche delle donne!</h5>
<p style="text-align: justify;">(Tempi.it) &#8211; «Avevo molta paura all’inizio, ma mi sono fatta forza. Poi, una volta che ho conosciuto le Femen, mi sono accorta che sono violentissime nelle azioni e nelle parole, ma che il loro odio esplode solo contro certe persone, contro chi crede, contro chi considerano nemici». A parlare così è Iseul Turan (in foto a sinistra), 21 anni, studentessa di Legge a Parigi, che tre mesi fa si è infiltrata fra le Femen e alla fine di maggio ha dato vita alle Antigones, un gruppo di ragazze che si pone come alternativa costruttiva alle “femministe in topless”. Un gruppo che ha conquistato le prime pagine dei giornali per alcune proteste eclatanti contro il Papa, Putin, Berlusconi e l’arcivescovo di Bruxelles, aggredito con insulti e spruzzi di acqua santa (<a href="http://www.tempi.it/femen-aggrediscono-a-seno-nudo-e-con-lacqua-santa-larcivescovo-di-bruxelles-che-si-mette-a-pregare#.UbjGA_ZOrt4" target="_blank"><strong>qui l’articolo e il video</strong></a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Turan, che ha già rilasciato decine di interviste sui quotidiani e le reti televisive nazionali, spiega a tempi.it come mai tre mesi fa ha deciso di smascherare le militanti approdate anche in Francia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BERLUSCONI, PUTIN, IL PAPA.</strong> L’idea le è venuta mentre stava studiando tematiche relative alla dignità e agli effetti negativi del consumismo sulle donne: «Intanto mi accorgevo che le Femen, poste in risalto dai media, non facevano che alimentare gli stereotipi che contestano. Volevo vederci più chiaro e quindi ho deciso di infiltrarmi per capire come agivano».<br />
Così ha incontrato la leader del gruppo, Oksana: «Le chiesi cosa potevo fare e lei mi propose di guidare le azioni. All’interno delle Femen non c’è alcun dibattito, nessuna filosofia, solo attivismo. L’idea di aiutare le donne, di stendere programmi per migliorarne la situazione, non le sfiora nemmeno. Vogliono solo attaccare e distruggere i simboli del capitalismo e della religione, usando il loro corpo per farsi pubblicità. I loro obiettivi sono Berlusconi, Putin, il Papa».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I LEGAMI CON PERSONAGGI NOTI.</strong> Nessuna paura che le Femen si vendichino? «Dicono che non sono arrabbiate», risponde Turan. «So che non è vero, ma non possono farmi nulla perché i media mi hanno interpellata: se facessero male a qualcuno, sopratutto a una donna, rovinerebbero la loro immagine, che è la cosa a cui tengono di più».<br />
Turan ha scoperto che dietro alle Femen c’è una vera e propria agenzia di comunicazione. Molte ragazze vengono reclutate e “mandate in azione”: «Le Femen ricevono soldi, ma non li usano per loro. Solo per agire. Abitano in spazi piccolissimi, sporchi, promiscui e in condizioni igieniche pessime. Il loro mentore è Victor Sviatski, un esperto di comunicazione. Ma l’indagine è in corso e non posso dire di più per il momento, se non che sappiamo di molte relazioni fra queste donne e persone potenti e famose. A breve, quando avremo tutti gli elementi, pubblicheremo un libro».<br />
Turan afferma di aver raccolto prove che dimostrano legami tra le attiviste e il governo francese, anche «se è già evidente che il ministero degli Interni non le ostacola. La polizia non fa nulla, nonostante violino continuamente la legge. Mentre noi di Antigones siamo state subito fermate». È successo il 25 marzo quando la ragazza, durante un corteo pacifico col suo gruppo, è stata bloccata da «poliziotti in tenuta antisommossa».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CONFUSIONE MENTALE.</strong> Perché le Femen odiano tanto gli uomini e la religione? «Ci sono due gruppi: le Femen ucraine e quelle francesi che le supportano. Le ucraine sono cresciute pensando che la religione sia la causa dei mali delle donne. Sono nostalgiche del regime sovietico e nella loro testa c’è parecchia confusione: per loro la religione e il capitalismo sono la stessa cosa. Le ucraine non tollerano l’Europa, ma vogliono entrare nell’Unione europea. Una grande caos con influssi marxisti».<br />
E le francesi? «Loro hanno un modello di laicità negativa: la religione è un problema da togliere di mezzo in tutte le sue espressioni pubbliche. È su questo punto che le ucraine e le francesi si incontrano».<br />
In generale, spiega Turan, le Femen «sono piene di stereotipi e non vogliono scostarsi dalle loro idee. Sono ignoranti: non conoscono e non vogliono conoscere. Se cerchi un confronto, lo rifiutano. Così, anziché portare le donne nel dibattito pubblico, chiudono il dialogo. Non c’è nessuna riflessione fra loro, solo addestramento». E che si fa durante l’addestramento? «Si corre, si urlano slogan e si imparano i gesti da riproporre durante le azioni. Per il resto le Femen sono innamorate della loro immagine, perciò si preoccupano tanto dei media. Sono una vera e propria agenzia di comunicazione».<br />
Il loro rapporto con gli uomini è contraddittorio: «Denunciando la relazione tradizionale fra uomo e donna e il sesso, ma poi vivono vite promiscue e rapporti in cui si fanno trattare come oggetti». Le Femen combattono contro un sistema di cui fanno parte. «Così non conteranno e non incideranno mai nella società».</p>
<p>&nbsp;</p>
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