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	<title>Azione Tradizionale</title>
	
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	<description>contro le fandonie del mondo moderno</description>
	<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 23:09:12 +0000</pubDate>
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		<title>Per una briciola</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 23:09:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Archivio]]></category>

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		<description><![CDATA[Un pezzetto di pane lasciato da un uccello fa saltare un costosissimo esperimento che tendeva a simulare il Big Bang&#8230; Uno smacco allo scientismo moderno. Briciole.
Gli americani dicono «the devil is in the details», il diavolo sta nei detta gli. Ma anche Dio — diciamolo — non se la cava male, quando ci si mette. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://graphics8.nytimes.com/images/2007/05/14/science/15cern.xlarge1.jpg" alt="" width="300" height="175" /><em>Un pezzetto di pane lasciato da un uccello fa saltare un costosissimo esperimento che tendeva a simulare il Big Bang&#8230; Uno smacco allo scientismo moderno. Briciole.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Gli americani dicono «the devil is in the details», il diavolo sta nei detta gli. Ma anche Dio — diciamolo — non se la cava male, quando ci si mette. Il Large Hadron Collider (in italiano: grande colli sore di adroni) è un acceleratore di parti celle presso il Cern di Ginevra, il più grande e potente mai realizzato. Lungo 27 chilometri, costato 4,9 miliardi di eu ro, dovrebbe provare l’esistenza del «bo sone di Higgs», detto anche «la particella di Dio», che fornisce la massa alla mate ria nell’universo e simula il Big Bang Be’, si è fermato: ci hanno tro vato dentro mollica di pane. Nessuno sa come sia finita lì. Tecnicamente, essendo Ginevra nella Svizzera francese, si tratta va di mollica di baguette. Duran­te l’ispezione si è scoperto che aveva messo fuori uso una delle unità esterne di raffreddamen to che mantengono la tempera tura a 1,9 gradi sopra lo zero as soluto. Una portavoce del Cern ha detto:<span id="more-5954"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;UCCELLINO- «Supponiamo sia sta to portato da un volatile oppure sia caduto da un aeroplano di passaggio». Titola il sito www. smartplanet. com : « Uccel lino con Baguette 1 - Big Bang 0». Sembra un buon riassunto. Fin qui, la vicenda appare di vertente e paradossale. Una macchina studiata per accelera re protoni e ioni pesanti fino al 99,9999991% della velocità del la luce, e scoprire l’origine del l’universo, bloccata da una bri ciola. Il più grande e costoso esperimento della fisica mon diale sconfitto (temporanea mente) dalla panetteria quoti diana. Materiale per umoristi scientifici o scienziati dotati di senso dell’umorismo.</p>
<p style="text-align: justify;">IL PRECEDENTE «INQUIETANTE» - C’è un precedente, però, che rende la faccenda fascinosa e/o inquie tante (fate voi). Quando il Large Hadron Colli der venne inaugurato, il 10 set­tembre 2008, un’esplosione di scintille, fumo ed elio refrigera to lo ha spento. Un incidente bizzarro, e mai del tutto spiega to. Dennis Overbye, sul New York Times , ha lanciato una supposizione (segnalata e tra dotta da Enrico De Simone sul sito L’Occidentale ). L’articolo del NYT è uscito lo scorso 13 ot tobre — quindi PRIMA che il vo latile, l’aeroplano, il caso, il de stino o Altro depositassero mol lica di pane nel sincrotrone. Leg gete, e stupitevi. Scriveva Overbye, tre settima ne fa: «&#8230; il Large Hadron Colli der è pronto per ripartire (&#8230;) Sa rà il momento per verificare una delle più bizzarre e rivolu zionarie teorie scientifiche mai sentite (&#8230;) Sto parlando del l’ipotesi secondo cui a sabotare il travagliato sincrotrone sareb be niente meno che il suo stes so futuro. Una coppia di affer mati fisici ha suggerito che l’ipo tetico bosone di Higgs, che gli scienziati sperano di produrre grazie all’LHC, potrebbe essere a tal punto scabroso per la natu ra che la sua creazione sarebbe sufficiente a produrre un ritor no al passato e a fermare il sin crotrone prima che ne produca uno. Come un viaggiatore del tempo che tornasse indietro ne gli anni per uccidere il proprio nonno » . I fisici in questione sono Hol ger Bech Nielsen, dell’Istituto Niels Bohr di Copenhagen, e il giapponese Masao Ninomiya, dell’Istituto Yukawa di fisica te orica di Kyoto. «È nelle nostre previsioni che ogni macchina che produca bosoni di Higgs ab bia cattiva fortuna», ha scritto il dottor Nielsen in una email. In un testo non ancora pubblicato — ma citato dal New York Ti mes — conclude: «Si potrebbe quasi dire che abbiamo un mo dello di Dio (&#8230;) Anche Lui odia alquanto le particelle di Higgs, e cerca di evitarle». Con la mollica di pane?! Per ché no: un Onnipotente col sen so dell’umorismo. Avendo a che fare con gentaglia come noi, Gli serve di sicuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_novembre_08/big-bang-mollica-pane_4a43a69e-cc35-11de-b450-00144f02aabc.shtml</p>
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		<title>E’ arrivata la Pierre</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 22:40:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Archivio]]></category>

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		<description><![CDATA[Vorremmo trovare parole per descrivere l&#8217;ennesima incredibile uscita della Santanchè. Ma questa volta è davvero difficile&#8230; Forse però dovremmo sorprenderci un po&#8217; di meno: questa è la classe di uomini e donne che occupa la politica. Mentecatti, cocainomani, pervertiti e blasfemi.
ROMA - Secondo Daniela Santanchè, leader del Movimento per l&#8217;Italia, «Maometto era poligamo e pedofilo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://eftorsello.files.wordpress.com/2007/09/santanche_dito.jpg" alt="" width="220" height="183" /><em>Vorremmo trovare parole per descrivere l&#8217;ennesima incredibile uscita della Santanchè. Ma questa volta è davvero difficile&#8230; Forse però dovremmo sorprenderci un po&#8217; di meno: questa è la classe di uomini e donne che occupa la politica. Mentecatti, cocainomani, pervertiti e blasfemi.</em></p>
<p style="text-align: justify;">ROMA - Secondo Daniela Santanchè, leader del Movimento per l&#8217;Italia, «Maometto era poligamo e pedofilo, perché aveva nove mogli e l&#8217;ultima di 9 anni». Le frasi di Santanchè sono state pronunciate nel corso del programma Domenica Cinque su Canale 5 durante un intervento sulla decisione della Corte europea di Strasburgo di vietare l’affissione del crocifisso nelle scuole. L&#8217;esponente politica, che fu candidata della Destra alla carica di primo ministro alle elezioni dello scorso anno, ha suscitato una dura reazione sia da parte dei suoi interlocutori che dei musulmani presenti nel pubblico. <span id="more-5950"></span>«È la storia», ha ribattuto Santanchè.- «Noi vogliamo parlare di cose serie, non delle sue schifezze», ha replicato Ali Abu Schwaima, presidente del Centro islamico di Milano e Lombardia, a Daniela Santanchè. I due si sono accusati reciprocamente di non lasciarsi parlare. «Ecco l&#8217;ignoranza sua e di tutti quelli come lei, che non hanno altri argomenti per controbattere quel che dico», ha detto sempre Schwaima, mentre la Santanchè ha continuato a ripetere «per noi era pedofilo», mentre Vittorio Sgarbi, silenzioso, rideva di gusto e Barbara D&#8217;Urso, la conduttrice, scuoteva la testa (ricordando però che anche lei ha un crocifisso in camerino). Anche nello studio si sono scaldati gli animi, con una persona tra il pubblico intervenuto animatamente, ma senza microfono le sue parole non si sono sentite. Alla fine il presidente del Centro islamico ha ribadito che «Cristo per noi è uno dei cinque profeti maggiori e lo rispettiamo come il crocifisso, che, pur ritenendolo un falso storico, non chiediamo di toglierlo dalle scuole». Da parte sua la Santanchè ha ribadito che «noi non ascolteremo mai Maometto che era un poligamo e pedofilo» e ha invitato l&#8217;Europa a «occuparsi del fatto che in Arabia Saudita danno le bambine agli sceicchi».</p>
<p>Fonte: http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_08/santanche-maometto-pedofilo_5d43cddc-cc94-11de-b450-00144f02aabc.shtml</p>
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		<title>Nove Novembre 1989-2009</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 00:37:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Lasciamo parlare le immagini, oggi, per ricordare la caduta del muro&#8230;.







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			<content:encoded><![CDATA[<p>Lasciamo parlare le immagini, oggi, per ricordare la caduta del muro&#8230;.</p>
<p><a href="http://cdn.dipity.com/uploads/events/d8fdb7f3987c8bf121e5bcd90b3d987f.jpg" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/cdn.dipity.com');"><img src="http://cdn.dipity.com/uploads/events/d8fdb7f3987c8bf121e5bcd90b3d987f.jpg" alt="" width="760" height="522" /></a></p>
<p><a href="http://alessandromiglio.files.wordpress.com/2007/12/muro-berlino.jpg" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/alessandromiglio.files.wordpress.com');"><img src="http://alessandromiglio.files.wordpress.com/2007/12/muro-berlino.jpg" alt="" width="600" height="396" /></a></p>
<p><a href="http://vale0811weblog.files.wordpress.com/2009/01/muro-berlino.jpg" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/vale0811weblog.files.wordpress.com');"><img src="http://vale0811weblog.files.wordpress.com/2009/01/muro-berlino.jpg" alt="" width="600" height="402" /></a></p>
<p><a href="http://www.tparents.org/Library/Unification/Photos/Uph-1920/Members-BerlinWall.jpg" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.tparents.org');"><img src="http://www.tparents.org/Library/Unification/Photos/Uph-1920/Members-BerlinWall.jpg" alt="" width="649" height="442" /></a></p>
<p><a href="http://www.progettogiovani.pd.it/imgup/image/img%20news/muro.jpg" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.progettogiovani.pd.it');"><img src="http://www.progettogiovani.pd.it/imgup/image/img%20news/muro.jpg" alt="" width="538" height="376" /></a></p>
<p><a href="http://www.alinari.it/mostre/berlino/ULL-F-229863-0000.jpg" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.alinari.it');"><img src="http://www.alinari.it/mostre/berlino/ULL-F-229863-0000.jpg" alt="" width="800" height="565" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://swoosh22.com/resources/pictures/jpg/berlin/large/009_berlin_wall_open.jpg" alt="" width="512" height="343" /></p>
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		<title>Don Emilio e il parrocchiano triste</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 09:16:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Don  Emilio lo conosceva bene Franco: era un uomo robusto, sveglio.  Ora non assomigliava più alla persona di prima e un motivo ci doveva essere. E il motivo davvero c’era. Di lui si dicevano  strane cose e  Don Emilio non voleva credere a tutto quello che la gente gli raccontava. Franco non era più lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><img style="float: left;" src="http://www.meteomontagnavaltellina.it/Campanile%20Parrocchia%20Montagna%20in%20Valtellina.jpg" alt="" width="183" height="241" />Don  Emilio lo conosceva bene Franco: era un uomo robusto, sveglio.  Ora non assomigliava più alla persona di prima e un motivo ci doveva essere. E il motivo davvero c’era. Di lui si dicevano  strane cose e  Don Emilio non voleva credere a tutto quello che la gente gli raccontava. Franco non era più lo stesso da qualche anno, non sorrideva più, non lo si vedeva  alla messa e, soprattutto, sembrava  un vecchio anche se non  lo era affatto. Aveva la moglie e dei figli da sfamare ma gli mancava la voglia di vivere. Aveva perso il senso della vita. Ogni tanto lo si vedeva piegato su se stesso  vicino al fiume in un posto particolare, con una bottiglia di vino in mano e da là non si muoveva. Don Emilio in qualche modo aveva tentato di avvicinarlo, di parlargli per dargli dei consigli ma non era riuscito.   Il silenzio copriva anche i suoi occhi che non sorridevano più. Franco aveva una pena nel cuore, che nessuno conosceva anche se qualcosa si presumeva.  In paese i partigiani lo avevano preso di mira, offendendolo più volte. Una sera Don Emilio stava scrivendo una lettera a una parrocchiana emigrata in Argentina che  aveva ancora la mamma in paese e le spediva spesso del denaro. Don Emilio glielo amministrava con saggezza.  Aveva affiancato alla vecchietta una giovane che la assisteva con attenzione ed affetto.  Mentre era assorto nello scrivere quella lettera qualcuno suonò alla porta della canonica anche se l’ora  era tarda.  In paese solo i vagabondi cercavano un rifugio a notte fonda per di più nelle stalle per trascorrervi  la notte. <span id="more-5908"></span>Don Emilio guardò dalla finestra e vide un uomo infreddolito che gli chiedeva aiuto. Scese le scale in fretta, senza pensare che avrebbe svegliato la perpetua e arrivò in cucina. Aprì la porta e riconobbe Franco con il volto violaceo per il freddo e tutto tremante. Subito si scusò e  disse al parroco che voleva farla finita con la vita.  Don Emilio lo fece entrare in casa e lo invitò ad accomodarsi in  soggiorno accanto al  caminetto dove posò subito  un grosso ceppo che avrebbe continuato a  riscaldare la casa per  qualche ora. Il prete comprese subito il problema dell’uomo:  era dominato dal rimorso e non riusciva più a vivere. Lo fece sedere, lo lasciò parlare. Franco cominciò a raccontargli che aveva commesso un grave crimine che lo tormentava, specialmente di notte, per cui non riusciva più a dormire,  aveva deciso di togliersi la vita e  in questo modo  gli sembrava di pagare il  delitto che aveva commesso.  Don Emilio   aveva incontrato diverse persone come Franco tormentate dal rimorso, ma per loro non poteva far altro che invitarle a pentirsi e chiedere perdono a Dio e ai famigliari colpiti dal delitto. Franco decise di confessare e cominciò il triste racconto.  Durante la seconda guerra mondiale si era espresso in modo molto pesante contro i tedeschi. La frase era “ se avesse avuto davanti un tedesco lo avrebbe ucciso con le proprie mani”. E andava ripetendo queste parole come un ritornello, per dimostrare a tutti che lui era un uomo forte e coraggioso che non aveva paura di nessuno. L’odio per i tedeschi gli aveva fatto perdere la testa, un odio spesso dettato dal rancore. Una sera i partigiani del Livenza lo andarono a chiamare e con una barca navigando lungo il fiume lo portarono in una casa isolata in mezzo alla campagna.  A Motta di Livenza c’erano i tedeschi,  non tirava una buona  aria e  la guerra si stava mettendo molto male. I partigiani avevano fatto qualche azione di sabotaggio, ma nulla di particolare. In paese però avevano ammazzato due fascisti: Sergio,  un ragazzo di vent’anni ed un padre di famiglia che ritornava a casa, per vedere la figlioletta appena nata.  Attesero il neo papà davanti alla porta di casa e gli tolsero subito la gioia di conoscere ed abbracciare la sua piccola creatura innocente,  rimasta subito orfana. Una sventagliata di mitra pose fine a quella vita. Don Emilio ricordava questi fatti.  I partigiani fecero entrare  Franco in quella casa e gli mostrarono un loro prigioniero legato ad una sedia.  Era un soldato tedesco dall’apparente età di vent’anni. Il capo partigiano che lui subito salutò gli disse che ora avrebbe dovuto fare quello che aveva sempre sostenuto quindi  lo invitò ad uccidere il prigioniero che aveva di fronte,  mettendogli tra le mani la pistola. Franco non ci pensò molto e si rifiutò di farlo.  Le mani ed il volto erano imperlati di sudore: quel momento era terribile. Il capo partigiano accennò ad un sorriso e tutti gli altri presenti rimasero in silenzio. Il soldato tedesco aveva compreso quale sarebbe stata la sua sorte. Ma, alla scuola militare, gli avevano insegnato che quando si cade in mano nemica bisogna morire con onore, con spirito di sacrificio. La morte era un momento che bisognava affrontare. Il capo partigiano disse a Franco che, se non avesse sparato al tedesco, a morire sarebbe stato lui. Il volto gli divenne bianco come la neve, mentre il partigiano gli prese la pistola e gliela portò alla tempia. In quel momento Franco aveva compreso che era giunta la fine se non avesse obbedito all’ordine e  maledì il momento in cui aveva affermato davanti a tutti che avrebbe ucciso il nemico. Tolse dalla mano del capo l’arma e la puntò alla tempia del tedesco e sparò, gli occhi del soldato si chiusero dopo aver   guardato il suo carnefice. Il soldato si mise sull’attenti a pregare, in quel momento, Franco chiuse gli occhi e premette il grilletto.  Il sangue schizzò da ogni parte bagnando tutti. Il soldato cadde a terra con gli occhi sbarrati, sussurrando la parola che tutti dicono di solito mamma. Da quel momento la vita di Franco divenne un inferno, il rimorso non lo abbandonò più un istante. In famiglia avevano compreso quello che era accaduto, ma la moglie ed i figlioletti non riuscivano a fargli dimenticare. Da quel giorno il suo sguardo non si alzò più verso il sole. Don Emilio guardava l’orologio, erano le quattro di mattina Franco piangeva, il suo cuore era debole ed il prete gli accarezzo’ la testa, come si fa ad un uomo quando è disperato. Il prete gli parlò, il suo pentimento era sufficiente davanti a Dio, se il pentimento è vero il buon Dio restituisce la serenità. Don Emilio si rivolse a Gesù e lo osservò, era stanco ma non poteva mandare l’uomo a casa. Non poteva rischiare che il poveretto potesse fare un gesto inconsulto, il male ormai era stato fatto. Franco aveva due figli e una moglie che avevano bisogno di lui. Gli chiese se sapesse il luogo dove avevano sepolto il tedesco, bisognava recuperare il corpo per consegnarlo alla famiglia. Franco indicò su un pezzo di carta dove il giovane era stato sepolto, si trattava di una vecchia casa abbandonata vicino a un mulino. Quella notte lo avevano portato con la barca, seppellendo assieme alla uniforme anche lo zaino che il tedesco aveva. Don Emilio si fece raccomandare ce non avrebbe detto nulla a nessuno di quella confidenza. Portò Franco in chiesa, erano ormai giunte le sei di mattina, la chiesa era fredda e freddo era il sentimento di morte che Franco aveva dentro. Don Emilio lo confessò e lo liberò dal peccato facendosi promettere che non avrebbe più pesato ad uccidersi. Lo lasciò andare accompagnandolo per un pezzetto di strada, fin davanti alla casa.  Don Emilio si congedò da lui e lo abbracciò, il poveretto lo ringraziò ed entrò in casa. Mentre faceva ritorno alla canonica, gli venne un’ idea di fermarsi da un contadino suo amico che in quel momento stava nella stalla a mungere la vacca. Non fu sorpreso nel vedere il prete.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 16pt;">Emilio Del Bel Belluz     </span></p>
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		<title>Questa e’ l’american way of life</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 15:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Archivio]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo l&#8217;ufficiale medico killer nella base militare statunutense che ha fatto diverse vittime sparando all&#8217;impazzata tra i suoi commilitoni ecco un altro psicopatico sparare all&#8217;interno del proprio ufficio e provocare 2 vittime e 8 feriti. Questo è il modo di vita che gli Stati Uniti vogliono esportare nel resto del mondo.
Una società di obesi, individualisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://img.studenti.it/images/giovani/main/news/articoli/foto100/strage_virginia250.jpg" alt="" width="300" height="280" />Dopo l&#8217;ufficiale medico killer nella base militare statunutense che ha fatto diverse vittime sparando all&#8217;impazzata tra i suoi commilitoni ecco un altro psicopatico sparare all&#8217;interno del proprio ufficio e provocare 2 vittime e 8 feriti. Questo è il modo di vita che gli Stati Uniti vogliono esportare nel resto del mondo.<br />
Una società di obesi, individualisti e psicopatici.<br />
Ecco chi detiene la leadership mondiale (ancora per poco).</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/?id=3.0.3962551158" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.adnkronos.com');" target="_blank">http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/?id=3.0.3962551158</a></p>
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		<title>Piagnona/e</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 08:49:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Archivio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il trans del Grande Fratello, forse pensa che non gli basterà essere una figura assolutamente strana e imprevedibile (donna diventata simil-uomo) per vincere. Ora punta anche sul sentimentalismo, confessando tentativi di suicidio. Ma come mai questi tentativi finiscono sempre con un fallimento? Secondo noi, vincerà anche senza questi pianti&#8230;
Gabriele: &#8220;Ho tentato il suicidio&#8221; Gf10, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://www.televisionando.it/img/gf10_gabriele-belli.jpg" alt="" width="185" height="150" /><em>Il trans del Grande Fratello, forse pensa che non gli basterà essere una figura assolutamente strana e imprevedibile (donna diventata simil-uomo) per vincere. Ora punta anche sul sentimentalismo, confessando tentativi di suicidio. Ma come mai questi tentativi finiscono sempre con un fallimento? Secondo noi, vincerà anche senza questi pianti&#8230;</em></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Gabriele: &#8220;Ho tentato il suicidio&#8221; Gf10, il trans però non fa outing</strong></div>
<div style="text-align: justify;">Gabriele, il concorrente del &#8216;Grande Fratello 10&#8242; che ha cambiato sesso, confessa agli altri inquilini del reality il suo passato drammatico, fatto di rapporti familiari molto difficili e di due tentativi di suicidio, ma non fa outing sul suo cambiamento d&#8217;indentità sessuale. Gabriele ha infatti rivelato a Veronica che, in passato, ha tentato due volte il suicidio: a 22 anni, perché lasciato dalla sua prima ragazza e 5 anni fa, perché vedeva &#8220;solo un muro nero&#8221;.</div>
<div style="text-align: justify;"><span id="more-5937"></span>In quel periodo buio, il magazziniere ha confessato &#8220;Ho comprato una bottiglia di champagne molto costosa per l&#8217;ultima cena, mi sono vestito di bianco, mi sono messo a letto, ho preso una settantina di pasticche e ho aspettato. Mentre mi stavo per addormentare, ho pensato a chi mi voleva bene. Mi ha salvato una mia amica che ha chiamato i carabinieri.</div>
<div style="text-align: justify;">Dopo quella drammatica vicenda, Gabriele si è &#8216;rimesso in pista&#8217; grazie all&#8217;amore di Gabriella, la sua compagna e al sostegno del suo datore di lavoro. Una vita dura fin dai primi anni, quella di Gabriele che ha raccontato ai ragazzi della Casa il suo passato difficile, fatto di privazioni, solitudine, sofferenza, ma anche di momenti di speranza. &#8220;Ho avuto un&#8217;infanzia estremamente dura, sono cresciuto con mia nonna, voleva qualcosa da me che non ho mai capito, dovevo esser diverso dagli altri, superiore, tanto che a 5/6 anni, mentre gli bambini giocavano, io leggevo cose che si leggevano al liceo, tipo l&#8217;Iliade. Per me tutto quello che facevo non era un gioco, era una cosa seria, la mia vita è stata &#8220;seria&#8221; fin da quando sono nato&#8221;, ha detto il 38enne romano.</div>
<div style="text-align: justify;">Gabriele ha spiegato anche come sua nonna, alcolizzata, soffrisse di una sorta di doppia personalità, così come era duplice il sentimento che lo legava a lei: se, da una parte la amava, dall&#8217;altra la odiava. La donna, in più occasioni, lo ha massacrato di botte.</div>
<div style="text-align: justify;">Il giorno del suo 18mo compleanno, infatti, ha lasciato definitivamente casa &#8220;lisciando&#8221; il suo &#8216;ultimo schiaffo&#8217;. Gabriele non ha mai avuto un rapporto stretto con sua madre che non ha mai saputo dirgli chi fosse suo padre: &#8220;Mia madre andò ad una festa e rimase incinta senza sapere chi fosse mio padre. Per tantissimi anni è stato il mio sogno ed il mio incubo riuscire a vedere il suo volto&#8221;.</div>
<div style="text-align: justify;">Insomma, il 38enne ha svelato gran parte della sua storia, alla quale però, manca ancora il tassello forse più difficile da condividere con tutta la casa.</div>
<div>fonte: <a href="http://www.tgcom.mediaset.it/televisione/articoli/articolo465041.shtml?refresh_cens&amp;fontsize=medium" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.tgcom.mediaset.it');" target="_blank">http://www.tgcom.mediaset.it/televisione/articoli/articolo465041.shtml?refresh_cens&amp;fontsize=medium</a></div>
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		<item>
		<title>Una leggenda! [alla guida vestito da etilometro]</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 08:47:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Archivio]]></category>

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		<description><![CDATA[Forse e&#8217; solo una leggenda metropolitana, chissa&#8230;O forse il protagonista e&#8217; proprio una leggenda&#8230;D&#8217;altronde non puo&#8217; avere altro nome quest&#8217;uomo che, in America, ha fatto uscire una delle piu&#8217; divertenti notizie degli ultimi tempi: si e&#8217; messo alla guida della sua auto vestito da etilometro. Fermato dalla polizia, e&#8217; stato scoperto completamente ubriaco&#8230;..Guarda il caso&#8230;..

Ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://notizie.tiscali.it/media/09/11/jamesmiller.jpg_370468210.jpg" alt="" width="231" height="142" />Forse e&#8217; solo una leggenda metropolitana, chissa&#8230;O forse il protagonista e&#8217; proprio una leggenda&#8230;D&#8217;altronde non puo&#8217; avere altro nome quest&#8217;uomo che, in America, ha fatto uscire una delle piu&#8217; divertenti notizie degli ultimi tempi: si e&#8217; messo alla guida della sua auto vestito da etilometro. Fermato dalla polizia, e&#8217; stato scoperto completamente ubriaco&#8230;..Guarda il caso&#8230;..<br />
</em></p>
<div style="text-align: justify;">Ha indossato un costume da etilometro e dopo essersi scolato diversi litri di birra si è messo alla guida della propria automobile, per andare a festeggiare Halloween con gli amici. James Miller, questo il nome del protagonista della storia che stiamo per raccontarvi, non si aspettava però di incontrare lungo la propria strada una pattuglia della polizia.</p>
<p>L’automobilista, uno studente residente nella città di Oxford, nell’Ohio (Usa), è stato prima guardato con sospetto e poi, dopo l’inevitabile test del palloncino, arrestato con l’accusa di guida in stato di ebbrezza. Il test, comunque sia, è stato una pura formalità.</p>
<p>Gli agenti non avevano dubbi che quell’uomo fosse ubriaco. All’interno dell’abitacolo hanno infatti rinvenuto i vuoti di un’intera cassa di birra, l’ultima bottiglia la teneva ancora stretta in mano. Miller, se quanto detto finora non fosse sufficiente a far comprendere la pericolosità dell’individuo, sarebbe stato fermato dalla pattuglia della polizia mentre guidava contromano in una strada a senso unico.</p></div>
<p>Fonte Tiscali</p>
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		<item>
		<title>Gerusalemme Est, un’altra famiglia palestinese espulsa dai coloni ebrei</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 11:36:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Archivio]]></category>

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		<description><![CDATA[


Non si ferma la campagna di “ebraizzazione” di Gerusalemme Est, la parte araba della Città santa occupata da Israele nel corso della guerra del &#8216;67
di Carlo M. Miele
Osservatorio Iraq, 4 novembre 2009
Non si ferma la campagna di “ebraizzazione” di Gerusalmme Est, la parte araba della Città santa, da lungo tempo denunciata da ong e organizzazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 1ex;">
<div>
<p><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.perlapace.it/k-engine/pic/cache/2575-1.jpg" alt="" width="251" height="165" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non si ferma la campagna di “ebraizzazione” di Gerusalemme Est, la parte araba della Città santa occupata da Israele nel corso della guerra del &#8216;67</strong></p>
<div>di Carlo M. Miele</div>
<div>Osservatorio Iraq, 4 novembre 2009</div>
<div>Non si ferma la campagna di “ebraizzazione” di Gerusalmme Est, la parte araba della Città santa, da lungo tempo denunciata da ong e organizzazioni internazionali.</div>
<div>Con un vero e proprio blitz, decine di estremisti ebrei si sono insediati ieri nella casa di una famiglia palestinese, nel quartiere di Sheikh Jarrah.</div>
<div>Sotto lo sguardo della polizia israeliana, che si è detta non autorizzata a intervenire, i coloni, sostenuti da guardie di sicurezza noleggiate per l’occasione, hanno espulso tutti i 29 inquilini palestinesi, compresi bambini e persone anziane, e hanno gettato dalle finestre oggetti e suppellettili presenti nell’abitazione.</div>
<div>All’occupazione, filmata da attivisti internazionali e membri di centri per i diritti umani, hanno fatto seguito violenti scontri tra coloni e palestinesi, terminati con diversi feriti leggeri.</div>
<p>Battaglia tra documenti</p>
<div>L&#8217;immobile occupato appartiene alla famiglia al-Kurd, che lo aveva costruito una decina di anni fa.</div>
<div>Sul terreno su cui sorge l’abitazione e su altre 27 proprietà presenti nel quartiere di Sheik Jarrah  sono in corso delle lunghe battaglia giudiziarie tra famiglie palestinesi e coloni ebrei.</div>
<div>Entrambe le parti in causa ne rivendicano la titolarità: le prime citando dei documenti giordani, e i secondi sulla base di atti risalenti all&#8217;epoca ottomana.</div>
<div>Di recente, la Corte suprema israeliano aveva stabilito che il terreno fosse di proprietà ebraica, ma che la famiglia al-Kurd avesse il diritto di continuare a vivere nella abitazione a condizione di pagare un affitto ai proprietari.</div>
<p>“Azioni provocatorie”</p>
<div>Il blitz compiuto dai coloni è stato duramente criticato da più parti.</div>
<div>Secondo i palestinesi, quella di ieri è l’ennesima manifestazione di una politica sistematica messa in atto da Israele per costringere i palestinesi ad abbandonare Gerusalemme Est, la parte della città occupata dallo Stato ebraico nel corso della guerra del 1967.</div>
<p>L’occupazione è stata condannata anche dalle Nazioni Unite, che hanno fatto appello al governo di Tel Aviv perché &#8220;ponga fine a tali azioni provocatorie&#8221; e si attenga alla Road Map del 2003, che prevede, tra l’altro, il congelamento di ogni attività di colonizzazione nei Territori palestinesi occupati.</p>
<p>Il segretario generale Onu, Ban Ki-moon, ha dichiarato di essere &#8220;costernato per le continue azioni compiute da Israele nella Gerusalemme Est occupata, compresa la demolizione di case palestinesi, l’espulsione di famiglie palestinesi e l’insediamento di coloni (ebrei) nei quartieri palestinesi&#8221;.</p>
<p>Nuove polemiche</p>
<p>Tali atti, ha ricordato lo stesso Ban Ki-moon, “fanno salire la tensione, causano sofferenze e, inoltre, creano sfiducia&#8221;.</p>
<div>Proprio in questi giorni le polemiche sulle colonie israeliane in Cisgiordania sono state alimentate dalle dichiarazioni controverse del segretario di Stato Usa, Hillary Clinton.</div>
<div>La scorsa settimana l’inviato di Washington aveva suscitato <a href="http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=8451" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.osservatorioiraq.it');">irritazione</a> tra i palestinesi, affermando il proprio sostegno per la proposta di un congelamento parziale delle colonie da parte di Tel Aviv, definito un passo “senza precedenti”.</div>
<div style="text-align: justify;">Una successiva rettifica della Clinton - secondo cui “la posizione dell&#8217;amministrazione Obama sugli insediamenti è chiara, senza equivoci e immutata” - non è stata sufficiente per sedare le polemiche.</div>
</div>
</div>
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		<item>
		<title>Simboli sacri</title>
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		<comments>http://www.azionetradizionale.com/2009/11/04/simboli-sacri/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 09:10:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Archivio]]></category>

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		<description><![CDATA[Sulla sentenza della Corte europea per rimozione dei crocifissi dalle scuole, avremmo di certo scritto qualcosa, ma stamani ci e&#8217; giunta in redazione questa poesia, che bene esprime i sentimenti di molti nostri lettori&#8230;Un simbolo sacro e&#8217; tale per cristiani e per credenti di altre religioni.



Oh santi presuli
di santa Chiesa,
vescovi emeriti
dello Stivale …
Che vi è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Sulla sentenza della Corte europea per rimozione dei crocifissi dalle scuole, avremmo di certo scritto qualcosa, ma stamani ci e&#8217; giunta in redazione questa poesia, che bene esprime i sentimenti di molti nostri lettori&#8230;Un simbolo sacro e&#8217; tale per cristiani e per credenti di altre religioni.<br />
</em>
</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://corrieredelveneto.corriere.it/Media/foto/2009/11/04/croce--190x130.jpg" alt="" width="190" height="130" /></p>
<p style="text-align: center;">Oh santi presuli<br />
di santa Chiesa,<br />
vescovi emeriti<br />
dello Stivale …<br />
Che vi è servito, dite,<br />
il vostro ondivagare?</p>
<p style="text-align: center;">Lasciaste l’Evangelo<br />
per la Costituzione,<br />
e la Democrazia,<br />
codesta invenzione<br />
di anticristi massoni<br />
benedetta col sangue<br />
(fonte battesimale<br />
di  Place de la Concorde)<br />
faceste vostra …</p>
<p style="text-align: center;">Gli immortali principi<br />
che furono mortali<br />
ai santi di Vandea<br />
preso hanno il luogo del Decalogo<br />
in vostre sciape omelie domenicali<br />
onde chiamasi dialogo<br />
di nostra Fede<br />
la svendita totale.</p>
<p style="text-align: center;">Ora nel nome<br />
di questi bei principi<br />
che avete predicato,<br />
perché non sia violato<br />
il diritto del giovane ateo,<br />
del bimbo mussulmano,<br />
levansi i crocifissi di nostre scuole.</p>
<p style="text-align: center;">Non vale piangere<br />
miei santi presuli,<br />
vescovi emeriti,<br />
frati ecumenici,<br />
preti operai …<br />
non vale piangere<br />
sul latte versato.</p>
<p style="text-align: center;">Questo raccogliete<br />
che avete seminato.
</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><strong>Alfonso Indelicato</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Milano, 3 novembre 2009-11-03 </em></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/azionetradizionalecom/~4/_FaDStCzfvg" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>I retroscena del sì irlandese al referendum sul Trattato di Lisbona</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/azionetradizionalecom/~3/CQJp9Hy-9dg/</link>
		<comments>http://www.azionetradizionale.com/2009/11/04/i-retroscena-del-si-irlandese-al-referendum-sul-trattato-di-lisbona/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 09:01:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Archivio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.azionetradizionale.com/?p=5918</guid>
		<description><![CDATA[In molti hanno espresso  particolare gioia e compiacimento per l’esito del referendum che,  circa un mese fa, ha sancito la ratifica, da parte dell’Irlanda, del  Trattato di Lisbona, che com’è noto introduce un’ennesima riforma  delle istituzioni e delle regole di funzionamento dell’Unione Europea.
Tanti altri, invece,  hanno accolto questa notizia con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://it.euronews.net/images_old/08/W300px_1206-Ireland.jpg" alt="" width="270" height="230" />In molti hanno espresso  particolare gioia e compiacimento per l’esito del referendum che,  circa un mese fa, ha sancito la ratifica, da parte dell’Irlanda, del  Trattato di Lisbona, che com’è noto introduce un’ennesima riforma  delle istituzioni e delle regole di funzionamento dell’Unione Europea.</p>
<p align="justify">Tanti altri, invece,  hanno accolto questa notizia con delusione e disappunto, perché pienamente  consapevoli della gravità del risultato di quel referendum, che, di  fatto, ha rappresentato la caduta dell’ultimo avamposto di un certo  tipo di Europa, ormai in verità da tempo tramontato, ma che ancora  sopravvive nei cuori e nelle anime di chi vedeva, nell’orgoglioso  arroccarsi di quell’isola, un ultimo disperato richiamo, magari più  inconsapevole che altro, alla forza di una tradizione millenaria.</p>
<p align="justify">Una tradizione che  trova(va) proprio in Irlanda la sua sintesi suprema nel potente simbolismo  della croce celtica, che fonde in sé spiritualità precristiana e cristiana,  e che si sperava di poter ancora contrapporre all’arroganza della  nuova Europa filo-americana e filo-israeliana dei banchieri e del libero  mercato, della concorrenza e delle multinazionali, del materialismo  e del relativismo laicista.  <span id="more-5918"></span></p>
<p align="justify">Ma com’è stato possibile  che, a distanza di poco più di un anno dalla sonora bocciatura della  ratifica del suddetto Trattato di Lisbona nel giugno 2008, gli irlandesi  abbiano cambiato idea? Si tratta, purtroppo, dell’ennesimo esempio  di “democrazia pilotata”: il popolo non si allinea ai dettami di  un determinato modello culturale, economico o politico elaborato ed  imposto da certi poteri forti? Perfetto, in tal caso si fa a meno della  volontà popolare, in barba a tutti i bei discorsi sulla democrazia  diretta, sul mandato popolare, e così’ via, oppure, qualora ciò  non sia possibile, si procede a manipolare la suddetta volontà, “orientandola”  con tutti mezzi necessari, leciti e soprattutto illeciti, verso il risultato  voluto. E così è stato per la “tigre celtica”, com’era stata  ribattezzata l’Irlanda dopo lo smisurato boom economico degli anni  passati, tigre che ora era necessario “cavalcare”, per usare una  ben nota metafora orientale ripresa da Julius Evola, onde annullarne  la volontà, riducendola ad un docile agnellino pronto al macello …</p>
<p align="justify">All’insopportabile  piagnisteo che aveva accompagnato il “no” referendario irlandese  dello scorso anno, che aveva seriamente messo in crisi i burocrati di  Bruxelles, già a suo tempo umiliati dalle bocciature di Francia ed  Olanda alla Costituzione Europea nel 2005, si è accompagnato un sottile  lavoro di manipolazione della volontà dei cittadini irlandesi, sfruttando  l’attuale grave crisi economica che sta colpendo la terra di San Patrizio.</p>
<p align="justify">Proprio l’Eire, infatti,  è uno degli stati europei che più di tutti sta soffrendo la crisi  economico-finanziaria in atto, che si sta accanendo con maggior vigore  proprio su quei paesi che avevano trovato le loro fortune sfruttando  la nuova religione del turbo-capitalismo, della flessibilità e della <em> deregulation</em> più sfrenata, sposata in pieno dalla moderna Unione  Europea.</p>
<p align="justify">Nel periodo di maggiore  espansione economica degli scorsi anni, grazie anche ad una politica  di massicce riduzioni fiscali per tutte le imprese operanti sul territorio  irlandese, soprattutto le grandi multinazionali americane impegnate  in svariati settori (informatico, finanziario, turistico, etc.) hanno  fatto a gara per poter trasferire le proprie strutture produttive in  loco. E così decine di migliaia di lavoratori stranieri sono entrati  in Irlanda per sfruttare il boom economico allora in atto.</p>
<p align="justify">In particolare, circa  300.000 polacchi (su una popolazione complessiva di circa 4,2 milioni)  hanno approfittato dell’entrata della Polonia nell’Unione Europea  nel 2004 per trasferirsi in questo nuovo Eldorado del pieno impiego,  dove sono stati per lo più ben accolti, anche per una certa “affinità”  etno-culturale con gli irlandesi: biondi, cattolici e legati ad un certo  “tradizionalismo”, amanti del calcio e del buon bere, lavoratori  spesso ben qualificati.</p>
<p align="justify">La capitale Dublino<strong> </strong> ha visto in pochi anni raddoppiare il numero di condomini, uffici, <em> business points</em>, agenzie di lavoro, tram, mense e bar, con un’espansione  notevole soprattutto nel settore edilizio. E’ nata in quegli anni  la leggenda della città dove chiunque avrebbe potuto facilmente trovare  lavoro in poche ore.</p>
<p align="justify">Poi, con l’avvento  della crisi, il sogno tutto materialistico della crescita economica  senza fine, del lavoro e del benessere per tutti, si è dissolto come  neve al sole.</p>
<p align="justify">Alla recessione si  è rapidamente affiancata una progressiva perdita di posti di lavoro.  Il tasso di disoccupazione, dal 4,5% circa del triennio 2005-2007, ha  cominciato velocemente a salire fino a toccare quota 8,3% nel novembre  2008, e quota 12,4% nell’agosto 2009, con un aumento dei disoccupati  che è passato dalle circa 250.000 unità del novembre 2008 alle 429.400  unità dell’agosto 2009. Diversi analisti prevedono che il tasso di  disoccupazione raggiungerà un culmine del 13,5% nel terzo trimestre  del 2010; poco meno della metà dei disoccupati sono stranieri (ben  264.600), di cui circa 86.000 unità lavoravano nel settore edilizio.  Sebbene l’emorragia di posti di lavoro sia in frenata, la situazione  resta grave.</p>
<p align="justify">Tutto ciò ha  tra l’altro procurato la graduale fuga di molti immigrati (tra aprile  2008 ed aprile 2009, circa 30.100 unità, con un calo del 40%) e l’emigrazione  di molti irlandesi in cerca di fortuna all’estero (circa 35.000 nel  medesimo periodo).</p>
<p align="justify">Anche l’idilliaco  rapporto tra abitanti locali e lavoratori polacchi immigrati comincia  a vacillare, dato che spesso questi ultimi, per la loro buona qualifica  lavorativa, vengono preferiti dalle imprese nella scelta dei lavoratori  da mantenere in azienda rispetto a quelli da licenziare.</p>
<p align="justify">La crisi economica  si è dunque presentata come un’occasione ghiotta, abilmente sfruttata  dal presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso (con  un passato da estremista maoista, candidamente messo nel cassetto per  sposare la causa del capitalismo liberista e del filo-atlantismo più  sfrenato), spalleggiato dai proni politicanti locali, per ricattare  il popolo irlandese a suon di euro.</p>
<p align="justify">Innanzitutto, sono  stati promessi (ma non ancora elargiti), giusto poco prima della consultazione  referendaria (in cambio di che cosa?), 14,8 milioni di euro per sostenere  i lavoratori licenziati dalla succursale locale della multinazionale <em> Dell</em>, la nota società leader nella produzione mondiale di chip  (la quale, per inciso, ha annunciato la sua delocalizzazione guarda  caso proprio in Polonia, dopo che si era stabilita nella cittadina di  Limerick, 100.000 abitanti, di cui ben 12.000-15.000 erano immigrati  polacchi).</p>
<p align="justify">Inoltre, il buon Barroso  non ha mancato di ricordare al governo del premier Brian Cowen che la  B.C.E. ha prestato oltre 120 milioni di euro al sistema bancario irlandese,  il 15% del totale dei prestiti erogati dall’istituto, per sostenerla  nell’affrontare la crisi economica; è facile capire che un ulteriore  rifiuto della ratifica del Trattato di Lisbona avrebbe seriamente messo  in discussione i termini dei suddetti prestiti e l’effettiva elargizione  di altri futuri (euro)sostegni.</p>
<p align="justify">Peccato che gli euro-entusiasti  dimentichino che questa crisi profonda, contro la quale ora l’Unione  cerca di mostrarsi come un baluardo indispensabile per la sopravvivenza  dei paesi europei, è stata causata proprio da quelle politiche economico-finanziarie  suicide che l’Unione stessa ha ciecamente sposato, alle degenerazioni  delle quali non ha saputo opporre alcun provvedimento preventivo.</p>
<p align="justify">“In cambio” di  una campagna referendaria orientata a favore del “sì”, si dice  che il governo irlandese avrebbe anche ottenuto garanzie da Barroso  circa il fatto che il Trattato di Lisbona non influirà sulla neutralità  militare irlandese (ma sarà davvero così? Cfr. <a href="../../2009/10/15/lisbona-quali-implicazioni-geopolitiche/" target="_blank"><span style="font-size: small; color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;">http://www.azionetradizionale.com/2009/10/15/lisbona-quali-implicazioni-geopolitiche/</span></span></a> ) sulle leggi fiscali e, soprattutto, su quelle  in materia di aborto che, ricordiamolo, in Irlanda è ancora considerato  omicidio (ma è difficile pensare che, prima o poi, non si scatenerà  una euro-crociata tutta laica per tutelare il “diritto d’aborto”  anche in Irlanda … cfr. <a href=" http://www.cafebabel.com/ita/article/31500/aborto-irlanda-referendum-lisbona.html" target="_blank"><span style="font-size: small; color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;">http://www.cafebabel.com/ita/article/31500/aborto-irlanda-referendum-lisbona.html</span></span></a>. D’altronde, già il Comitato dei diritti  dell’uomo dell’ONU, nel 2008, ha bacchettato l’Irlanda in materia).</p>
<p align="justify">E così, dopo il colonialismo  inglese che ha prodotto oppressione, umiliazione e sangue sul territorio  irlandese per secoli, fino allo scippo indegno delle contee settentrionali  dell’Ulster, ora gli irlandesi sono costretti a chinare il capo dinnanzi  ad un nuovo colonialismo tutto moderno, dapprima quello delle multinazionali  statunitensi e poi quello dei piccoli arroganti burocrati dell’Unione  Europea.</p>
<p align="justify">Viene qui in calce  riportato il testo di una significativa ed a tratti toccante lettera  inviata alla redazione del sito <a href="http://terrasantalibera.org/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/terrasantalibera.org');" target="_blank">terrasantalibera.org</a> (<a href="http://www.terrasantalibera.org/Irlanda_perde_libertas.htm" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.terrasantalibera.org');" target="_blank"><span style="font-size: small; color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;">http://www.terrasantalibera.org/Irlanda_perde_libertas.htm</span></span></a> ) da un italiano residente in Irlanda da ormai  dodici anni, che esprime tutto il suo dolore per la scelta dei suoi  concittadini con una lucidità disarmante. Da notare, nel preambolo  della Costituzione irlandese citata a fine lettera, i riferimenti ad  una concezione spirituale dello Stato e della storia irlandese la cui  lettura, al giorno d’oggi, immaginiamo farebbe rabbrividire i costituzionalisti,  i tecnici, i politicanti e tutti gli altri strenui difensori ed esegeti  delle laicissime, asettiche ed intoccabili Costituzioni moderne.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Paolo G.</strong></p>
<p align="justify">
<p align="justify"><strong>2 ottobre 2009:  <em>UNA DATA DI LUTTO E SCIAGURA PER L&#8217;IRLANDA E PER L&#8217;EUROPA INTERA </em></strong></p>
<p align="justify">Tutte le speranze dei  popoli delle Nazioni europee, che guardavano alla Repubblica d&#8217;Irlanda  come ultimo esempio di refrattarietà alla dittatura bancaria, nonché  quale vaga speranza di riscatto umano per un&#8217;onorevole libertà dal  giogo usurocratico apolide, sono state tradite.</p>
<p align="justify">Senza neppure rendersene  bene conto, spaventati dalla minacciosa farsa della &#8220;crisi&#8221; <em> (inventata da quegli stessi usurocrati che hanno lentamente messo loro,  come a tutto il pianeta, un cappio al collo)</em>, gli stessi irlandesi  che solo pochi mesi fa avevano fiutato ed eluso il pericolo &#8220;Lisbon  Treaty&#8221;, hanno ora capitolato.</p>
<p align="justify">Per un pugno di euro-dollari  è stata venduta l&#8217;anima di una delle più belle Costituzioni  nazionali che l&#8217;Europa abbia mai conosciuto, eredità di quell&#8217;etica  cattolica che non poteva essere tollerata dalla setta.</p>
<p align="justify">Ed infatti, avvelenate  le coscienze delle nuove e vecchie generazioni, goccia a goccia, strette  tra le perversioni modaiole anglofone ed il liberismo libertario yankee,  complice un comune idioma <em>(imposto con la forza durante l&#8217;occupazione  britannica)</em> ed i legami migratori, non è stato difficile stordire  la semplice popolazione irlandese. Fiumi di birra e whiskey, oramai  i veri culti religiosi privilegiati rimasti incontrastati nell&#8217;isola  di smeraldo, hanno sicuramente contribuito ad annebbiare sensi e volontà,  un tempo mitiche.</p>
<p align="justify">Quel barlume di sovranità  ed indipendenza che ancora restavano loro sono state svendute, rinnegate,  gettate in pasto al porcilaio di Bruxelles: disonorate.</p>
<p align="justify">Identità e autonomia,  onore e fierezza nazionale, conquistate al prezzo del sangue versato  da tanti valorosi eroi, padri e nonni degli attuali elettori badogliani  in versione celtica, sono state &#8220;democraticamente&#8221; cancellate  e affossate.</p>
<p align="justify">L&#8217;Irlanda che abbiamo  sempre amato e sostenuto, pur con tutte le sue contraddizioni e limiti,  ultimo baluardo alla tirannide europeistico-massonica livellatrice,  è morta.</p>
<p align="justify">Tra pochi mesi, ne  potete stare certi, la setta riproporrà un altro &#8220;referendum&#8221;,  quello per legalizzare l&#8217;aborto, attualmente considerato, per legge,  &#8220;omicidio&#8221;. Perché tale è da considerarsi, per una sana  etica, la soppressione della vita nel grembo materno.</p>
<p align="justify">Verrà chiuso  il cerchio, all&#8217;interno del quale verranno sacrificati i soliti <em>santi  innocenti</em>.  Questa volta sull&#8217;altare del Governo Unico Mondiale:  che nell&#8217;Europa delle banche ha una indispensabile colonna portante.</p>
<p align="justify">Chi dovrebbe vigilare,  affinché gli <em>&#8220;spiriti sparsi nell&#8217;aria&#8221;</em> restino incatenati,  è troppo distratto a mono-dialogare, per accorgersi che, tra il fumo,  la bestia con i suoi accoliti è slegata e scatenata.</p>
<p align="justify">Ed il <em>&#8220;solve  et coagula&#8221;</em> procede.</p>
<p>[...]</p>
<p align="justify">Brinda popolo d&#8217;Irlanda,  riempi ancora una volta i tuoi calici di Guinness e Bushmill, celebra  questo fine settimana il funerale della tua gloriosa Costituzione e  Nazione, ma preparati anche a rendere conto, prima o poi, ai tuoi figli  e ai tuoi nipoti, delle tue azioni, del tradimento, della viltà, del  disonore arrecato alla memoria dei tuoi padri fondatori, alla fede che  ha permesso loro di farti nascere e crescere da uomo libero, senza assecondare  i capi-loggia che tu hai invece servito.</p>
<p align="justify">Noi italiani sono ormai  65 anni che facciamo i conti con tale sentimento amaro, da quando l&#8217;Italia  diventò una colonia americana, e tutt&#8217;oggi vediamo chi inconsapevolmente  brinda e festeggia ogni anno la propria schiavitù nelle mani della  plutocrazia.</p>
<p align="justify">Voi, a differenza di  noi, avete avuto il 2 ottobre una possibilità di scelta: e l&#8217;avete  sprecata.</p>
<p><strong>Per la Redazione</strong></p>
<p><em>un italiano residente in Irlanda  da 12 anni </em><br />
<em>(Preambolo, in lingua originale,  della Costituzione della Repubblica d&#8217;Irlanda)</em></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">CONSTITUTION OF IRELAND</span></strong></p>
<p><strong><em>Preamble</em></strong></p>
<p>In the Name of the Most Holy Trinity,  from Whom is all authority and to Whom, as our final end, all actions  both of men and states must be referred,</p>
<p>We, the people of Eire,</p>
<p>Humbly acknowledging all our obligations  to our Divine Lord, Jesus Christ, Who sustained our fathers through  centuries of trial,</p>
<p>Gratefully remembering their heroic  and unremitting struggle to regain the rightful independence of our  Nation,</p>
<p>And seeking to promote the common good,  with due observance of Prudence, Justice, and Charity, so that the dignity  and freedom of the individual may be assured, true social order attained,  the unity of our country restored, and concord established with other  nations,</p>
<p>Do hereby adopt, enact, and give to  ourselves this Constitution.</p>
<p align="justify">Tratto da: <a href="http://www.terrasantalibera.org/Irlanda_perde_libertas.htm" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.terrasantalibera.org');" target="_blank"><span style="font-size: small; color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;">http://www.terrasantalibera.org/Irlanda_perde_libertas.htm</span></span></a><span style="font-size: small; font-family: Verdana;"> </span></p>
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