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	<title>BernaBlog</title>
	
	<link>http://www.bernablog.com</link>
	<description>Un punto di vista alternativo su Web marketing, SEO/SEM, web trends</description>
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		<title>Tu che utente Facebook sei?</title>
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		<comments>http://www.bernablog.com/1044/tu-che-utente-facebook-sei/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 10:33:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Bernazzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web trends]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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Da quando il giovane Mark Zuckerberg lo ha concepito come strumento per mantenere in contatto ex compagni di classe, Facebook ne ha fatta tanta di strada, fino ad arrivare ad essere più utilizzato perfino di Google o della posta elettronica.
Nel tempo il social network si è evoluto, aggiungendo nuove funzionalità ed offrendosi agli utilizzi più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.bernablog.com/wp-content/uploads/2010/03/FacebookLogo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1047" title="Facebook" src="/wp-content/uploads/2010/03/FacebookLogo-300x112.jpg" alt="Facebook" width="300" height="112" /></a></p>
<p>Da quando il giovane Mark Zuckerberg lo ha concepito come strumento per mantenere in contatto ex compagni di classe, Facebook ne ha fatta tanta di strada, fino ad arrivare ad essere più utilizzato perfino di Google o della posta elettronica.</p>
<p>Nel tempo il social network si è evoluto, aggiungendo nuove funzionalità ed offrendosi agli utilizzi più disparati. Questa varietà ha finito per dar vita a delle distorsioni, ad utilizzi che vanno al di là non solo della concezione iniziale che Zuckerberg aveva del mezzo, ma spesso anche del buon senso.</p>
<p>Vediamo allora <strong>l’identikit di alcuni utilizzatori anomali del più famoso social network</strong>.</p>
<p><span id="more-1044"></span></p>
<h2>L’esibizionista</h2>
<p>L’esibizionista è l’utente che ha trovato in Facebook lo strumento ideale per dare libero sfogo al proprio narcisismo. E’ colui che sente il bisogno irrefrenabile di condividere tutto ciò che lo riguarda: fotografie, video, pensieri, opere, e chi più ne ha&#8230;</p>
<p>Normalmente questo soggetto è facilmente riconoscibile da un dato numerico: uno strabiliante numero di amici &#8230; o forse dovremmo chiamarle vittime?</p>
<p>Se è vero che esiste una <em>netiquette</em>, cioè un insieme di regole che ci insegnano come vivere su Internet, allora una norma non scritta di Facebook dovrebbe importi di chiederti: <em>“quello che sto pubblicando può interessare vagamente almeno il 10% dei miei amici?”</em> Provaci, i risultati posso essere sorprendenti.</p>
<h2>Il guardone</h2>
<p>E’ l’esatto opposto dell’esibizionista. E’ l’utente che si limita a curiosare nei profili altrui, senza interagire in alcun modo e cibandosi del grasso che cola dalle tavole degli esibizionisti.</p>
<p>E’ vero, queste persone non fanno nulla di male, ma rientrano a pieno titolo tra gli utenti anomali dal momento che Facebook nasce come piattaforma di comunicazione, non come paradiso dei voyeur <img src='http://www.bernablog.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<h2>Il coercizzato</h2>
<p>E’ colui che è stato obbligato ad iscriversi dalla moda, dalla curiosità del momento, dall’insistenza di amici e parenti ma, dopo un breve periodo dedicato alla scoperta del mezzo, ha abbandonato il proprio profilo a sé stesso.</p>
<p>Un consiglio: non intavolare una discussione con queste persone cercando di spiegar loro cosa si perdono, potresti accorgerti di avere molti meno argomenti di quanto pensi.</p>
<h2>Il P.R.</h2>
<p>Il P.R. è colui che su Facebook ha assunto la missione di diffondere qualsiasi iniziativa gli passi sotto il naso. Praticamente passa la giornata ad inviare, rigorosamente a tutti gli amici, senza un minimo di selezione in base agli interessi dei singoli, inviti ad unirsi ai gruppi più disparati o a diventare fan dei soggetti più improbabili.</p>
<p>Qui il discorso sulla netiquette fatto per l’esibizionista vale all’ennesima potenza.</p>
<h2>Il markettaro</h2>
<p>Il markettaro si distingue dal P.R. perché utilizza Facebook per promuovere le proprie attività.</p>
<p>E qui, caro lettore, devo farti una confessione: anch’io ci sono cascato. Ebbene sì, lo ammetto, fino ad oggi ho ripubblicato sul mio profilo personale tutti i post scritti per questo blog.</p>
<p>Se stai pensando <em>“cosa c’è di male?”</em> ti ringrazio per la comprensione. Anche questa però è una distorsione nell’utilizzo del social network. D’altronde è più forte di noi: chi si occupa a vario titolo di marketing o comunicazione ha la tendenza innata a ricercare il modo di sfruttare qualsiasi nuovo servizio Internet a scopi promozionali. L’abbiamo fatto con i siti web, l&#8217;e-mail (da qui la nascita del direct e-mailing), i forum, ed ora con i social network.</p>
<p>Su Facebook il peccato è ancora più grave perché esiste uno strumento ad hoc per promozionare un’azienda, un bene, un servizio, un blog o quant’altro: le “Fan page”. Ecco perché non è corretto riempire la pagina personale di messaggi legati alla propria attività.</p>
<p>Queste considerazioni mi hanno portato alla decisione di creare la <a title="Facebook Fan Page del BernaBlog" href="http://www.facebook.com/pages/BernaBlog/195224655059" target="_blank">Fan page del BernaBlog</a> (a proposito, vai sulla colonna di destra se vuoi diventare fan <img src='http://www.bernablog.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  ), rimuovendo dalla mia pagina personale tutto ciò che riguarda le mie attività.</p>
<p>La cosa curiosa è che il giorno dopo aver preso questa decisione mi sono imbattuto in questo <a title="Darren Rowse" href="http://www.problogger.net/archives/2010/02/23/dear-facebook-friends-im-de-friending-most-of-you-its-not-you-its-me/" target="_blank">post di Darren Rowse</a>, uno dei più grandi blogger professionisti, che comunica esattamente la mia stessa decisione: quella di aprire una fan page per il suo blog e di depurare la pagina personale da qualsiasi contenuto legato al blog. Rowse contestualmente annunciava di revocare l’amicizia a tutti coloro che non conosceva personalmente e che erano entrati in contatto con lui semplicemente grazie alle sue attività sulla Rete. Un processo di rimozione delle distorsioni in piena regola.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Mi sono divertito a creare queste categorie di utenti anomali di Facebook, senza alcuna volontà di fare una classificazione scientifica.</p>
<p>Voglio però che sia chiaro il concetto che ha fatto scaturire questo articolo: Facebook è un canale di comunicazione, non molto diverso dal telefono o dalla buona, vecchia lettera scritta di pugno.</p>
<p>Ogni qual volta stai per caricare una fotografia, condividere un video o un tuo pensiero, inviare un invito, chiediti: <em>“questa cosa potrà scaturire interesse, emozione, utilità nei miei amici?”</em>.</p>
<p>Ti stupirai di quanto spesso ti troverai a frenare il tuo dito indice prima del fatidico click.</p>
<p>E tu, in quale profilo ti riconosci? Non dirmi che proprio tu sei un utente “normale” <img src='http://www.bernablog.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />
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			</a>
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		<title>Perché il 2010 sarà (davvero) l’anno del mobile</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/bernablog/~3/rhIqRQMgXzc/</link>
		<comments>http://www.bernablog.com/1030/perche-2010-sara-anno-mobile/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 11:46:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Bernazzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web trends]]></category>
		<category><![CDATA[mobile]]></category>

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		<description><![CDATA[
Alzi la mano chi non l’ha pensato almeno una volta negli ultimi anni: “questo sarà l’anno del mobile”.
Puntualmente però, a fine anno, i dati arrivavano a smentirci: i dispositivi mobili hanno sì raggiunto una diffusione capillare, soprattutto in Italia, ma gli utilizzi che vanno al di là della classica telefonata o del messaggino sono molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1034" title="Mobile phone" src="/wp-content/uploads/2010/02/mobile_phone.jpg" alt="Mobile phone" width="500" height="333" /></p>
<p>Alzi la mano chi non l’ha pensato almeno una volta negli ultimi anni: “<em>questo sarà l’anno del mobile</em>”.</p>
<p>Puntualmente però, a fine anno, i dati arrivavano a smentirci: i dispositivi mobili hanno sì raggiunto una diffusione capillare, soprattutto in Italia, ma gli utilizzi che vanno al di là della classica telefonata o del messaggino sono molto rari.</p>
<p>Il 2010 sembra però l’anno della svolta, quello che in futuro potrà essere davvero ricordato come “l’anno del mobile”. Da cosa mi deriva tutta questa sicurezza? Dal fatto che oggi, rispetto al passato, sembra ci sia il conforto dei numeri:</p>
<p><span id="more-1030"></span></p>
<ul>
<li>Nel 2009, le vendite di smartphone hanno      superato, per la prima volta, le vendite di PC portatili con 180 milioni      di unità vendute. Si prevede che, nel 2012, le vendite oltrepasseranno      il mezzo miliardo (<em>Gartner</em>)</li>
<li>Nel      2010, all’interno del settore mobile, gli smartphones saranno il segmento a crescita più veloce e      rappresenteranno il 15% delle vendite complessive di device (<em>Gartner</em>)</li>
<li>Il      78% della navigazione mobile in Italia è fatta con apparecchi Apple. A fine 2009 c’erano 120 mila applicazioni      per iPhone, per fine 2010 saranno 300 mila</li>
<li>In Europa 114 canali televisivi sono      stati creati specificatamente per il mobile (<em>European Audiovisual      Observatory</em>).</li>
</ul>
<p>Questi dati, raccolti qua e là nella Rete, dimostrano come siano ormai presenti tutte le <strong>condizioni necessarie alla definitiva consacrazione del settore mobile: connettività, diffusione dei device, ampia offerta di servizi</strong>.</p>
<h2>1. Connettività</h2>
<p>Delle tre condizioni, la connettività sembra essere la meno problematica. La questione è semmai capire quale sarà il protocollo ad emergere tra le varie alternative oggi disponibili: GPRS (giunto ormai agli ultimi vagiti), EDGE, UMTS, WiMax, WiFi ed altri ancora.</p>
<h2>2. Device</h2>
<p>I dati consuntivi del 2009 e le previsioni 2010 illustrate sopra non lasciano spazio a dubbi: gli smartphone, iPhone e Blackberry su tutti, hanno ormai raggiunto una penetrazione del mercato sufficiente a giustificare un’offerta di servizi ad hoc.</p>
<p>Se è vero che l’Italia detiene il primato europeo della diffusione di telefonini (mentre è tra le ultime in fatto di diffusione della banca larga … ma questa è un’altra storia…), con quasi 2 cellulari a testa, possiamo considerare anche la seconda condizione come verificata.</p>
<h2>3. Servizi</h2>
<p>L’offerta dei servizi rappresenta la condizione decisiva affinchè il mercato del mobile decolli definitivamente. Fintanto che gli operatori non offrono servizi attrattivi, i potenziali clienti non sono spinti ad acquistare i terminali necessari ad usufruirne, innestando così un circolo vizioso. Viceversa, un’offerta di servizi ricca fa inevitabilmente da traino anche al mercato dei device.</p>
<p>Per dare l’idea di quanto l’offerta dei servizi sia oggi ampia, basta fare una veloce lista di alcune applicazioni mobile in circolazione:</p>
<ul>
<li>social      networking mobile e geolocalizzato: applicazioni Facebook, Twitter e Buzz pensate      per consentire l’accesso da cellulari e smartphone</li>
<li>contenuti      multimediali ottimizzati per il mondo mobile: <a title="YouTube for mobile" href="http://www.google.com/mobile/youtube/" target="_blank">YouTube for mobile</a>,      <a title="Flickr mobile" href="http://www.flickr.com/tools/mobile/" target="_blank">Flickr mobile</a></li>
<li>intere      suite di prodotti pensati espressamente per il mondo mobile: <a title="Google mobile" href="http://www.google.com/intl/it_it/mobile/" target="_blank">Google mobile</a></li>
<li>canali      televisivi ad hoc: Quatro Movil, HBO Mobile Tv, RTE News …</li>
<li>versioni      mobile di siti web sempre più diffuse</li>
<li>… e      la lista potrebbe continuare</li>
</ul>
<p>Insomma, sembra proprio che ci siano tutte le condizioni affinchè l’equazione:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Connettività + Device + Servizi = Successo del settore Mobile</strong></p>
<p>si verifichi.</p>
<p>C’è ancora qualcuno che pensa che il 2010 non sarà l’anno del mobile? <img src='http://www.bernablog.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><em>Foto: </em><a href="http://www.flickr.com/photos/ydhsu/" target="_blank"><em>ydhsu</em></a>
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			</a>
		</div>
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		<title>Come diventare un blogger professionista</title>
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		<comments>http://www.bernablog.com/1017/come-diventare-blogger-professionista/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 16:32:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Bernazzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[reputation]]></category>

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		<description><![CDATA[
La lamentela più frequente nel mondo del blogging è: “(in Italia) non è possibile vivere facendo solo il blogger”.
Probabilmente è così. I casi di successo di blogger professionisti nel Belpaese si contano sulle dita di una mano. Una cosa è certa: se vuoi che il tuo sogno di vivere grazie ai proventi del tuo blog [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.bernablog.com/wp-content/uploads/2010/02/2632270694_9dbe32ec35.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1022" title="Blogger professionista" src="/wp-content/uploads/2010/02/2632270694_9dbe32ec35.jpg" alt="Blogger professionista" width="500" height="375" /></a></p>
<p>La lamentela più frequente nel mondo del blogging è: “(in Italia) non è possibile vivere facendo solo il blogger”.</p>
<p>Probabilmente è così. I casi di successo di blogger professionisti nel Belpaese si contano sulle dita di una mano. Una cosa è certa: se vuoi che il tuo sogno di vivere grazie ai proventi del tuo blog si avveri devi approcciarlo come faresti con qualsiasi altra attività imprenditoriale. Con un vantaggio: sarai il capo di te stesso.</p>
<p>Vediamo, dunque, come devi comportarti se vuoi <strong>diventare un blogger professionista</strong>.</p>
<p><span id="more-1017"></span></p>
<h2>Pianifica</h2>
<p>Qualsiasi attività economica che si rispetti non può prescindere dalla pianificazione, da intendere sotto due punti di vista:</p>
<ul>
<li><strong>Pianifica le attività</strong>: all’inizio      di ogni anno dovrai programmare le attività che intendi svolgere. In un      blog questo significa decidere la frequenza con la quale postare (e di      conseguenza quanti articoli orientativamente scriverai nell’anno) e      stimare il tempo medio impiegato per scrivere un articolo. Moltiplicando      questi due valori otterrai un’indicazione delle tue ore di lavoro      complessive nell’anno.<br />
La pianificazione porta con sé un beneficio impagabile: ti obbligherà a definire degli obiettivi misurabili in termini di numero di articoli, visitatori, citazioni ricevute ecc.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Definisci un budget</strong>: programmare      significa anche fare una pianificazione finanziaria. L’arduo compito che      ti attende è quello di stimare le potenziali entrate ed uscite dell’anno.
<ul>
<li>Entrate:       AdSense, programmi di affiliazione, accordi diretti con inserzionisti,       vendita di e-book, consulenze ecc.</li>
<li>Uscite:       dominio, hosting del sito, compensi di eventuali collaboratori (grafici o       altri autori di articoli), costi di promozione (es. campagne PPC),       strumenti di comunicazione (biglietti da visita, carta intestata ecc.),       spese per la partecipazione ad eventi o fiere di settore ecc.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Va da sé che nella tua pianificazione le entrate dovranno almeno bilanciare le uscite…</p>
<h2>Misura</h2>
<p>La <strong>pianificazione</strong> non può essere concepita in modo dissociato dal <strong>monitoraggio</strong>. Ogni volta che programmi qualcosa e definisci un obiettivo, strategico o finanziario che sia, devi prevedere dei momenti periodici nei quali smetti di correre e “tiri una riga”. In questi momenti dovrai:</p>
<ul>
<li>misurare      quello che hai fatto fino a quel momento</li>
<li>calcolare      gli scostamenti rispetto alle tue previsioni, identificando dove possibile      le cause</li>
<li>(se      necessario) rivedere le tue stime.</li>
</ul>
<h2>Fatti aiutare</h2>
<p>Come avrai capito, se intendi essere “imprenditore di te stesso” ti troverai a dover fare molte cose che vanno oltre la scrittura degli articoli, che non ti piacciono o che non sei in grado di fare. Considera quindi la possibilità di <strong>rivolgerti ad esperti</strong> che ti supportino. Ecco alcuni esempi di attività per le quali potresti aver bisogno di un aiuto esterno:</p>
<ul>
<li>comunicazione      e promozione (creazione del logo e della grafica del sito, ideazione e      produzione degli strumenti di comunicazione, gestione di campagne      pay-per-click ecc.)</li>
<li>gestione      finanziaria dell’attività (budgeting e tenuta della contabilità)</li>
<li>questioni      legali sulla protezione dei tuoi contenuti (copyright).</li>
</ul>
<h2>Ricordati di essere un professionista</h2>
<p>Leggendo il punto precedente qualcuno avrà pensato: <em>“ma io me la cavo a fare queste cose…posso farcela anche da solo/a…”</em></p>
<p>Il termine “blogger professionista” richiede che tutto ciò che fai abbia uno <strong>standard qualitativo elevato</strong>. Ecco perché non è sufficiente “cavarsela”; se ritieni di non avere le competenze necessarie per garantire un livello qualitativo adeguato, fatti aiutare (e rileggi il punto precedente)  <img src='http://www.bernablog.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<h2>Fòrmati e Infòrmati</h2>
<p>L’elemento più importante su cui verrà valutato il tuo lavoro è la qualità di ciò che scrivi. Per produrre buoni contenuti devi necessariamente avere un’ottima padronanza del dominio di cui tratterai. Ricorri quindi a tutte le fonti disponibili online (siti, newsletter, feed RSS ecc.) e offline (master, corsi di formazione, fiere, convegni ecc.) per <strong>formarti e rimanere costantemente aggiornato</strong> sui temi di tuo interesse.</p>
<h2>Non pensare da imprenditore</h2>
<p><em>Ma come, non hai detto che dobbiamo essere imprenditori di noi stessi?</em></p>
<p>E’ così. Fai però attenzione ad evitare di pensare troppo da freddo calcolatore ed a concentrarti eccessivamente sul profitto. Punta invece alla <strong>qualità dei contenuti</strong>; il profitto arriverà di conseguenza, sempre se rispetterai tutte le altre regole di questo articolo <img src='http://www.bernablog.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Fonte: <a title="ProBlogger" href="http://www.problogger.net/archives/2010/02/05/what-does-treating-your-blog-like-a-business-really-mean/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+ProbloggerHelpingBloggersEarnMoney+%28ProBlogger%3A+Helping+Bloggers+Earn+Money%29" target="_blank">www.problogger.net</a>
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		<title>Nokia: quando il servizio diventa una commodity</title>
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		<comments>http://www.bernablog.com/1008/nokia-servizio-diventa-commodity/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 09:22:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Bernazzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web trends]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[nokia]]></category>

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		<description><![CDATA[
Partiamo da una notizia di qualche giorno fa:
Nokia annuncia che offrirà gratuitamente sui propri smartphone dotati di GPS un servizio di navigazione satellitare chiamato Ovi Maps.
Bei tempi, avranno pensato alla Nokia, quando erano leader, almeno in Europa, nel settore dei telefoni cellulari. Certo non mancava la concorrenza, ma Nokia riusciva ad emergere grazie ad un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.bernablog.com/wp-content/uploads/2010/01/nokia_logo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1011" title="Nokia" src="/wp-content/uploads/2010/01/nokia_logo.jpg" alt="" width="440" height="300" /></a></p>
<p>Partiamo da una notizia di qualche giorno fa:</p>
<blockquote><p>Nokia annuncia che offrirà gratuitamente sui propri smartphone dotati di GPS un servizio di navigazione satellitare chiamato <a title="Ovi Maps" href="http://maps.ovi.com/" target="_blank">Ovi Maps</a>.</p></blockquote>
<p>Bei tempi, avranno pensato alla Nokia, quando erano leader, almeno in Europa, nel settore dei telefoni cellulari. Certo non mancava la concorrenza, ma Nokia riusciva ad emergere grazie ad un buon design associato a un ottimo software.</p>
<p>Poi l’incantesimo si è rotto e ai soliti concorrenti (Motorola, Samsung, Sony …) si sono aggiunti due colossi provenienti “dall’altro mondo”, quello dell’informatica. Stiamo parlando di Apple con il suo iPhone e, anche se in misura minore, Google con Android.</p>
<p><span id="more-1008"></span></p>
<p>Nel gelo della Finlandia si sono allora posti il problema: <em>come contrastare l’avanzata dei due nuovi concorrenti</em>? A prima vista la soluzione trovata non sembra particolarmente creativa: si tratta del classico <strong>“prodotto/servizio civetta”</strong>. Rispetto ad altri casi simili, però, mi sembra di intravedere due elementi di novità.</p>
<h2>Servizi, non prodotti</h2>
<p>Nel mondo dell’ICT siamo abituati a veder trattare i prodotti come delle commodity, sfruttate per favorire la vendita di servizi.</p>
<p>Pensiamo ai modem ADSL dati in comodato gratuito per vendere le connessioni Internet, magari associate a servizi di telefonia. Stesso meccanismo per i decoder della tv satellitare, utilizzati come “testa di ponte” per piazzare abbonamenti ai vari pacchetti.</p>
<p>Il caso Nokia è uno dei pochi in cui ad essere offerto gratuitamente è un servizio. Questo approccio risulta vincente solo a condizione che il servizio offerto sia una vera killer application, cioè di uno di quei servizi che gli utenti pretendono di avere sul proprio cellulare. Con la navigazione GPS Nokia sembra proprio aver fatto la scelta giusta.</p>
<h2>Nokia non è Google</h2>
<p>L’azienda che più di ogni altra ci ha abituati al <strong>“gratis”</strong> è indubbiamente Google. BigG ha da sempre offerto gran parte dei propri servizi (e-mail, software di office automation ecc.) a costo zero per l’utente, basando interamente le proprie entrate sull’advertising.</p>
<p>Ciò che caratterizza Google è che i suoi servizi sono sviluppati interamente in-house. Spesso (è il caso di Gmail e Google Docs) si tratta addirittura di applicazioni create ad uso interno e successivamente aperte al pubblico.</p>
<p>La possibilità di realizzare questi servizi internamente rappresenta un valore aggiunto perché consente di non dipendere da fornitori esterni, prevedendo con precisione chirurgica i costi e, di conseguenza, le entrate che è necessario generare affinchè il modello del gratis sia remunerativo.</p>
<p>Diverso è il caso di Nokia che acquista il servizio di navigazione (mappe e software) da fornitori esterni. Non sto dicendo ovviamente avrebbe dovuto sviluppare internamente una soluzione di navigazione GPS, scelta che sarebbe risultata sicuramente anti-economica; vale tuttavia la pena sottolineare il coraggio che ha avuto Nokia nell’attuare questa strategia.</p>
<h2>E adesso?</h2>
<p>Restano aperti due interrogativi:</p>
<ul>
<li>L’incremento      di vendite derivante dalla scelta di Nokia sarà sufficiente a coprire il      costo della servizio?</li>
<li>Come      reagiranno i leader nel settore della navigazione (Tom Tom e Garmin, le      cui azioni in Borsa sono già crollate) e gli altri produttori di telefoni      cellulari?</li>
</ul>
<p>Il tempo e il mercato ci forniranno le risposte. O vuoi provare tu a fare una previsione? <img src='http://www.bernablog.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />
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		<title>7 passi per garantire l’indicizzazione dei tuoi articoli</title>
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		<comments>http://www.bernablog.com/992/7-passi-garantire-indicizzazione-articoli/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 05:46:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Bernazzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[indicizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[promozione sito]]></category>

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		<description><![CDATA[Se sei possessore di un blog, gran parte delle visite al tuo sito provengono probabilmente dai motori di ricerca, una fonte di traffico che è necessario alimentare continuamente. In che modo? L’unica strada è fare tutto il possibile per favorire l’indicizzazione dei tuoi contenuti.
Ecco allora 7 consigli su come ottimizzare i tuoi articoli per i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se sei possessore di un blog, gran parte delle visite al tuo sito provengono probabilmente dai motori di ricerca, una fonte di traffico che è necessario alimentare continuamente. In che modo? L’unica strada è fare tutto il possibile per favorire l’indicizzazione dei tuoi contenuti.<br />
Ecco allora <strong>7 consigli su come ottimizzare i tuoi articoli per i motori di ricerca</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.bernablog.com/wp-content/uploads/2010/01/ottimizzare-articoli.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-993" title="Ottimizzare gli articoli per i motori di ricerca" src="/wp-content/uploads/2010/01/ottimizzare-articoli.gif" alt="" width="500" height="685" /></a><span id="more-992"></span></p>
<h2>0. Title, description e keywords</h2>
<p><em>Ma come, partiamo da zero?</em><br />
Sì, e non a caso. Identifichiamo questa fase con il numero zero a significare che si tratta di azioni che non impattano la parte visibile dell’articolo (lo zero come assenza), ma che rivestono un’importanza cruciale dal punto di vista della Search Engine Optimization (SEO). Ci riferiamo, in particolare, alla necessità di scrivere adeguatamente i tre meta-tag <em>title</em>, <em>description</em> e <em>keywords</em>, in rigoroso ordine di importanza:</p>
<ul>
<li><strong>Title</strong>: il meta-tag più importante per      un duplice motivo:<br />
<strong>&gt;</strong> È       uno dei fattori on page più rilevanti per la definizione del ranking<br />
<strong>&gt;</strong> Viene       utilizzato dai motori di ricerca per identificare i singoli risultati nelle       SERP.</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;">Scrivi quindi un titolo che contenga le keywords principali del tuo articolo e che, al tempo stesso, colpisca l’utente nella giungla dei risultati restituiti dai motori.</p>
<ul>
<li><strong>Description</strong>: non viene considerato      nella determinazione del ranking, ma ha un’importanza fondamentale perché      quasi tutti i motori le utilizzano per creare le “snippet”, le 2 o 3 righe      descrittive di ogni risultato. Usalo per descrivere in modo chiaro,      conciso (massimo 160 caratteri) e naturale (pensando ai tuoi lettori      piuttosto che ai motori) il contenuto della pagina.</li>
<li><strong>Keywords</strong>: hanno lo scopo di      identificare il tema di cui tratta l’articolo, ma sono ormai <a title="Il meta-tag keywords" href="http://www.bernablog.com/781/google-il-metatag-keywords-e-morto/" target="_blank">ignorate da      quasi tutti i motori di ricerca</a>.      Se sei di fretta puoi anche non occupartene.</li>
</ul>
<p>Per un ulteriore approfondimento su questi meta-tag ti consiglio di consultare la mia <a title="Checklist SEO" href="http://www.bernablog.com/772/la-checklist-seo/" target="_blank">checklist SEO</a>.</p>
<h2>1. Racchiudi il titolo tra i tag &lt;H1&gt; e &lt;/H1&gt;</h2>
<p>A differenza del punto precedente, in cui facevamo riferimento al meta-tag HTML “title”, qui parliamo del vero e proprio titolo dell’articolo. Racchiudendolo tra i tag &lt;H1&gt; e &lt;/H1&gt; stiamo dicendo al bot che all’interno di quella frase deve individuare il tema trattato dall’articolo. <strong>Cerca quindi di utilizzare il maggior numero di keywords</strong>, ricordandoti sempre che il titolo deve essere scritto prima di tutto per i tuoi lettori e, solo in seconda battuta, per i motori.</p>
<p>Se poi il tuo articolo è organizzato in paragrafi e sotto-paragrafi, racchiudi i relativi titoli tra i tag &lt;H2&gt;, &lt;H3&gt; e così via.</p>
<h2>2. Usa le keywords nel nome del file</h2>
<p>Se vuoi approfondire il punto, ti consiglio questo articolo su <a title="Come costruire URL SEO-friendly" href="http://www.bernablog.com/838/come-costruire-url-seo-friendly/" target="_blank">Come costruire URL SEO-friendly.</a></p>
<h2>3. Usa le keywords nel testo dell’articolo</h2>
<p>Uno dei fattori che i motori utilizzano per classificare i siti è la <strong>densità di keywords</strong> all’interno delle pagine. Cerca quindi di fare un uso massiccio, soprattutto nei primi paragrafi, delle parole chiave per le quali vuoi posizionarti.</p>
<p>Per dare maggior risalto alle keywords puoi anche far ricorso al grassetto tramite i tag HTML &lt;B&gt; e &lt;strong&gt;.</p>
<p>Una raccomandazione, a rischio di risultare pedante: quando hai finito l’articolo rileggilo e assicurati che la lettura scorra fluida. Se ti accorgi di aver usato troppo spesso gli stessi termini, sostituiscili con qualche sinonimo. Forse perderai una posizione nelle SERP, ma i tuoi lettori ti ringrazieranno.</p>
<h2>4. Pubblica l’articolo sul tuo sito</h2>
<p>Se sei arrivato alla fase 3 significa che hai completato la scrittura dell’articolo e l’ottimizzazione dei fattori non visibili. Sei quindi pronto a pubblicare l’articolo sul tuo sito.</p>
<h2>5. Aspetta che l’articolo venga indicizzato</h2>
<p>Il mondo del search si sta muovendo sempre più verso il “<strong>real time search</strong>” che si pone l’obiettivo di indicizzare i nuovi contenuti quasi in tempo reale, pochi minuti dopo la loro pubblicazione. Se tutto va bene, quindi, non dovrai aspettare più di qualche ora prima di vedere il tuo articolo comparire nell’indice dei principali motori di ricerca.</p>
<p>Se sei il curatore di un blog puoi ulteriormente ridurre il tempo di attesa sfruttando i cosiddetti <strong>servizi di ping</strong>, sistemi che segnalano ad una serie di fonti le modifiche avvenute nel blog. <a title="Servizi di pingback" href="http://www.instant-info-online.com/wordpress-compressed-all-inclusive-ping-list.html" target="_blank">Qui</a> puoi trovare la lista di ping server messa a disposizione da Wordpress.</p>
<h2>6. Diffondi l’articolo</h2>
<p>Il metodo migliore per migliorare il ranking del proprio sito e scalare le SERP è da sempre quello di <strong>ottenere il maggior numero di link in ingresso</strong>.</p>
<p>Se tutto va bene, cioè se hai scritto contenuti di qualità, i link (tra l’altro quelli di maggiore qualità agli occhi dei motori) verranno spontaneamente. Se però vuoi favorire questo processo puoi ricorrere principalmente a tre strumenti:</p>
<ul>
<li>Siti di article marketing, soprattutto se l’articolo può assumere la forma di un comunicato stampa</li>
<li>Siti di news rating (Digg, Diggita, OkNotizie ecc.)</li>
<li>Social network (Facebook e Twitter).</li>
</ul>
<p>Lasciami un commento con i metodi che usi tu per favorire l’indicizzazione dei tuoi articoli!
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		<title>5 cose “Il Signore degli Anelli” può insegnare ad un blogger</title>
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		<comments>http://www.bernablog.com/978/5-cose-il-signore-degli-anelli-puo-insegnare-ad-un-blogger/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 11:55:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Bernazzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bernablog.com/?p=978</guid>
		<description><![CDATA[
Durante le vacanze natalizie ho approfittato per rivedere la trilogia cinematografica de “Il Signore degli Anelli”.
Sarà che si è trattato della mia prima visione da blogger, ma questa volta mi ha aperto gli occhi su come la saga possa insegnare molto a chi gestisce un blog.

1. Sii originale (ma non a tutti i costi)
Lo so, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-981" title="Il Signore degli Anelli" src="/wp-content/uploads/2010/01/signore_degli_anelli1.jpg" alt="" width="300" height="260" /></p>
<p>Durante le vacanze natalizie ho approfittato per rivedere la trilogia cinematografica de “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Signore_degli_Anelli_%28film%29" target="_blank">Il Signore degli Anelli</a>”.</p>
<p>Sarà che si è trattato della mia prima visione da blogger, ma questa volta mi ha aperto gli occhi su come la saga possa insegnare molto a chi gestisce un blog.</p>
<p><span id="more-978"></span></p>
<h2>1. Sii originale (ma non a tutti i costi)</h2>
<p>Lo so, non ti sto dicendo nulla di nuovo. Praticamente su ogni pagina web che tratta di blogging risuona il monito: “sii originale”. La raccomandazione è di creare contenuti nuovi, di non scimmiottare ciò che è già stato fatto da altri.</p>
<p>Spesso però quello dell’originalità diventa un ostacolo insormontabile, che ci impedisce di metterci davanti alla tastiera ed iniziare a scrivere in libertà.</p>
<p>Specialmente se sei un blogger alle prime armi, allora, io vado in controtendenza e ti dico: <strong>non aspettare di avere qualcosa di assolutamente innovativo da scrivere</strong>. Nel mare magnum di Internet ci sarà quasi sicuramente qualcuno che ha già espresso un concetto simile a quello che hai in testa. Non ti sto dicendo di copiare in toto gli articoli altrui, ovvio, ma di non aver paura a trattare temi sui quali altri si sono già cimentati. Se è vero che ognuno di noi è un <em>unicum</em>, il tuo punto di vista non potrà coincidere perfettamente con quello dei tuoi “concorrenti”, specialmente se ti sei documentato a dovere.</p>
<p>In altre parole, <strong>se non puoi distinguerti nella sostanza, cerca di farlo nella forma</strong>. Se i temi che tratti non sono originali, puoi differenziarti per il modo in cui li tratti: puoi essere più chiaro, più competente, o più aggiornato rispetto ai tuoi competitor.</p>
<p><em>Cosa c’entra “Il Signore degli Anelli” con tutto questo?</em><br />
Come sicuramente saprai la saga è basata sull’omonimo romanzo di Tolkien. Della serie: niente di nuovo nella sostanza, ma un capolavoro nella forma.</p>
<h2>2. Suddividi i contenuti complessi</h2>
<p>Il Signore degli Anelli, come tutte le saghe cinematografiche, ci insegna a far rendere al meglio il materiale a nostra disposizione.</p>
<p>Se hai deciso di affrontare un tema complesso, <strong>non concentrare tutto in un unico articolo</strong> (troppo) lungo. Suddividilo invece in varie parti, organizzate ovviamente secondo logica. Da parte tua otterrai due benefici:</p>
<ul>
<li>Avrai      creato materiale per diversi articoli</li>
<li>Invoglierai      i tuoi lettori a ritornare sul tuo blog o ad iscriversi al tuo <a title="Feed RSS del BernaBlog" href="http://feedproxy.google.com/bernablog" target="_blank">feed RSS</a> per non perdersi gli “episodi” successivi.</li>
</ul>
<h2>3. Crea suspance</h2>
<p>Il lettore deve essere spinto a procedere nel percorso che hai preparato per lui.</p>
<p>Al termine di ogni articolo, quindi, <strong>fai un accenno ai contenuti che verranno presentati nel post successivo</strong>, anticipando anche quando i nuovi contenuti saranno disponibili.</p>
<p>Non vorrai che i tuoi lettori non dormano la notte per colpa tua, vero?  <img src='http://www.bernablog.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<h2>4. Riprendi il filo del discorso</h2>
<p>Non puoi avere la certezza che chi sta leggendo un tuo post abbia avuto accesso anche ai precedenti della stessa serie. All’inizio dell’articolo, quindi, <strong>fai un breve “riassunto delle puntate precedenti”</strong>, mettendo un link ai relativi articoli.</p>
<h2>5. Crea un “lieto fine”</h2>
<p>Il cinema, soprattutto quello americano, in questo è maestro: fai contento lo spettatore.</p>
<p>Nel campo del blogging non si tratta di prevedere un “lieto fine”, ma di fare in modo che al lettore rimanga qualcosa di positivo dalla lettura dell’articolo. In cosa consiste la “positività” dipende dall’obiettivo che ti ponevi con quel post: utilità se il tuo scopo era dare consigli pratici, informazione se il tuo obiettivo era aggiornare, divertimento se volevi far ridere e così via.</p>
<p>Insomma, <strong>dai al lettore ciò che si aspetta da te</strong>.</p>
<p>E tu, cos’altro hai imparato dalla trilogia de “Il Signore degli Anelli”?</p>
<p>Immagine: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Unico_Anello.png" target="_blank">Wikipedia</a>
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			</a>
		</div>
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<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/hdXYul5kMJwe0wqQEANuV04THPk/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/hdXYul5kMJwe0wqQEANuV04THPk/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<item>
		<title>Il 2010 del search secondo Google e Microsoft</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/bernablog/~3/6sMAkaFNPZ4/</link>
		<comments>http://www.bernablog.com/969/2010-search-secondo-google-microsoft/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 10:33:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Bernazzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web trends]]></category>
		<category><![CDATA[bing]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[microsoft]]></category>

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		<description><![CDATA[L’inizio dell’anno è tradizionalmente tempo di previsioni. Vediamo dunque cosa ci riserva il “mercato del search” nel 2010 analizzando i piani dei due principali competitor: Google e Bing.
Sintetizzando al massimo, potremmo affermare che Google agirà soprattutto sulla forma, Microsoft sulla sostanza dei risultati.

Google
I piani di BigG nel settore del search sono stati rivelati in una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bernablog.com/wp-content/uploads/2010/01/google-bing.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-970" title="Google vs Bing" src="/wp-content/uploads/2010/01/google-bing.jpg" alt="" width="280" height="251" /></a>L’inizio dell’anno è tradizionalmente tempo di previsioni. Vediamo dunque cosa ci riserva il “mercato del search” nel 2010 analizzando i piani dei due principali competitor: Google e Bing.</p>
<p>Sintetizzando al massimo, potremmo affermare che <strong>Google agirà soprattutto sulla forma, Microsoft sulla sostanza dei risultati</strong>.</p>
<p><span id="more-969"></span></p>
<h2>Google</h2>
<p>I piani di BigG nel settore del search sono stati rivelati in una recente dichiarazione rilasciata da Marissa Mayer:</p>
<blockquote><p>We will be able to have much more rich interaction with the search results pages. There might be layers of search results pages: take my results and show them on a map, take my results and show them to me on a timeline. It’s basically the ability to interact in a really fast way, and take the results you have and see them in a new light. So I think that that kind of interaction will be possible pretty easily and pretty likely. I think it will be, hopefully, a layout that’s a little bit less linear and text based, even than our search results today and ultimately uses what I call the ‘sea of whiteness’ more in the middle of the page, and lays out in a more information dense way all the information from videos to audio reels to text, and so on and so forth. So if you imagine the results page, instead of being long and linear, and having ten results on the page that you can scroll through to having ten very heterogeneous results, where we show each of those results in a form that really suits their medium, and in a more condensed format.</p></blockquote>
<p>Dal testo si evince come il 2010 di Google sarà dedicato soprattutto a migliorare la <strong>forma</strong> con cui i risultati vengono presentati e l’interazione che l’utente ha con essi. Prepariamoci quindi ad abbandonare la classica visualizzazione di 10 risultati testuali per pagina con relative snippet e ad accogliere una rappresentazione più grafica ed interattiva.</p>
<h2>Bing</h2>
<p>Il 2010 sarà l’anno in cui si concretizzeranno i risultati dell’accordo tra Microsoft e Yahoo!, per ora visibili solo sulla carta del contratto siglato tra le due aziende.</p>
<p>I piani di Bing per quest’anno sono rivelati dalla stessa denominazione del motore: “decision engine”. Bing si propone come lo strumento ideale per l’utente che deve prendere delle decisioni, strizzando l’occhio al <a title="Semantic Web" href="http://www.bernablog.com/tag/web-semantico/" target="_blank">semantic web</a>.</p>
<p>In particolare Bing concentrerà il proprio sforzo su quattro aree tematiche:</p>
<ul>
<li>viaggi:      scelta di voli e hotel, comparazione e previsione prezzi dei voli ecc.</li>
<li>shopping:      comparazione prezzi e recensioni sull’onda del products search di Google</li>
<li>salute:      domande e risposte in tema di salute e benessere</li>
<li>Local      Search: risultati geolocalizzati.</li>
</ul>
<p>La scelta non è stata fatta a caso: da un lato sono le aree caratterizzate da processi decisionali più complessi, dall’altro sono i temi che tradizionalmente garantiscono maggiori entrate nel campo del keywords advertising.</p>
<p>Resta da vedere se quella di decision engine rimarrà solo un’etichetta ad uso e consumo del marketing, o se Bing riuscirà effettivamente a colmare almeno parte del gap che lo separa da Google proprio puntando sulla <strong>sostanza</strong> dei risultati.</p>
<p>Tu cosa ne pensi? Gennaio è tempo di previsioni, provaci anche tu! <img src='http://www.bernablog.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />
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			</a>
		</div>
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<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/UdsUoFVF3USOdlQbA8-uuawjB8k/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/UdsUoFVF3USOdlQbA8-uuawjB8k/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<item>
		<title>BernaBlog Top 5: ottobre-dicembre 2009</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/bernablog/~3/3xxgvqulaNg/</link>
		<comments>http://www.bernablog.com/961/bernablog-top-5-ottobre-dicembre-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 11:25:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Bernazzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Misc]]></category>
		<category><![CDATA[top 5]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco la lista dei 5 articoli del BernaBlog più letti nell&#8217;ultimo trimestre del 2009:

 Come costruire URL SEO-friendly
I 3 principi cardine per una comunicazione efficace
La checklist SEO
Promuovere un sito web: i 10 errori da evitare (seconda parte)
Promuovere un sito web: i 10 errori da evitare (prima parte)

E visto che siamo a fine anno, ecco la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco la lista dei 5 articoli del <a title="BernaBlog" href="http://www.bernablog.com" target="_blank">BernaBlog</a> più letti nell&#8217;ultimo trimestre del 2009:</p>
<ol>
<li> <a title="Come costruire URL SEO-friendly" href="../838/come-costruire-url-seo-friendly/" target="_blank">Come costruire URL SEO-friendly</a></li>
<li><a title="Principi per una comunicazione efficace" href="http://www.bernablog.com/850/3-principi-cardine-comunicazione-efficace/" target="_blank">I 3 principi cardine per una comunicazione efficace</a></li>
<li><a title="Checklist SEO" href="../772/la-checklist-seo/" target="_blank">La checklist SEO</a></li>
<li><a title="Promuovere un sito web" href="../500/promuovere-un-sito-web-i-10-errori-da-evitare-seconda-parte/" target="_blank">Promuovere un sito web: i 10 errori da evitare (seconda parte)</a></li>
<li><a title="Promuovere un sito web" href="../478/promuovere-un-sito-web-i-10-errori-da-evitare/" target="_blank">Promuovere un sito web: i 10 errori da evitare (prima parte)</a></li>
</ol>
<p>E visto che siamo a fine anno, ecco la lista dei 5 articoli più letti nell&#8217;intero 2009:</p>
<ol>
<li><a title="Web marketing: dove investire nel 2009" href="http://www.bernablog.com/283/web-marketing-dove-investire-nel-2009/" target="_blank">Web marketing: dove investire nel 2009</a></li>
<li><a title="Promuovere un sito web" href="http://www.bernablog.com/500/promuovere-un-sito-web-i-10-errori-da-evitare-seconda-parte/" target="_blank">Promuovere un sito web: i 10 errori da evitare (seconda parte)</a></li>
<li><a title="Promuovere un sito web" href="http://www.bernablog.com/478/promuovere-un-sito-web-i-10-errori-da-evitare/" target="_blank">Promuovere un sito web: i 10 errori da evitare (prima parte)</a></li>
<li><a title="Come costruire URL SEO-friendly" href="http://www.bernablog.com/838/come-costruire-url-seo-friendly/" target="_blank">Come costruire URL SEO-friendly</a></li>
<li><a title="Checklist SEO" href="http://www.bernablog.com/772/la-checklist-seo/" target="_blank">La checklist SEO</a></li>
</ol>
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		<item>
		<title>Buone Feste!</title>
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		<comments>http://www.bernablog.com/955/buone-feste/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 06:20:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Bernazzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Misc]]></category>

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		<description><![CDATA[
A tutti i lettori del BernaBlog i migliori auguri di trascorrere un sereno Natale e di un 2010 ricco di soddisfazioni personali e professionali.
Buone Feste!
Immagine: Bram &#38; Vera

			
				
			
		
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-956" title="Buone Feste" src="/wp-content/uploads/2009/12/auguri_2009.jpg" alt="Buone Feste" width="500" height="333" /></p>
<p>A tutti i lettori del <a title="BernaBlog - Web marketing" href="http://www.bernablog.com">BernaBlog</a> i migliori auguri di trascorrere un sereno Natale e di un 2010 ricco di soddisfazioni personali e professionali.</p>
<p>Buone Feste!</p>
<p>Immagine: <a href="http://www.flickr.com/photos/bramvera/" target="_blank">Bram &amp; Vera</a>
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			</a>
		</div>
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		<title>Il BernaBlog è sempre più social</title>
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		<comments>http://www.bernablog.com/943/bernablog-sempre-piu-social/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 09:57:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Bernazzani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Misc]]></category>
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		<category><![CDATA[twitter]]></category>
		<category><![CDATA[user generated-content]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2009 sarà ricordato come l’anno della “rivoluzione social”. Web 2.0, web collaborativo, User Generated Content (UGC), social network sono termini ormai alla portata del grande pubblico.
Il BernaBlog non poteva certo restare estraneo a questo clima di estrema “socializzazione”. Sono quindi lieto di annunciarti l’introduzione di due nuovi strumenti che ti consentiranno di condividere con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2009 sarà ricordato come l’anno della “rivoluzione social”. Web 2.0, web collaborativo, User Generated Content (UGC), social network sono termini ormai alla portata del grande pubblico.</p>
<p>Il <a title="BernaBlog" href="http://www.bernablog.com">BernaBlog</a> non poteva certo restare estraneo a questo clima di estrema “socializzazione”. Sono quindi lieto di annunciarti l’introduzione di due nuovi strumenti che ti consentiranno di condividere con i tuoi amici gli articoli del blog. Nelle pagine dei singoli articoli trovi ora queste icone:</p>
<p><img class="size-full wp-image-944 alignleft" title="Twitter" src="/wp-content/uploads/2009/12/retweet.JPG" alt="Twitter" width="64" height="75" /><img class="size-full wp-image-945 alignleft" title="Facebook" src="/wp-content/uploads/2009/12/condivisione_FB.JPG" alt="Facebook" width="94" height="72" /></p>
<p>che permettono rispettivamente di twittare o re-twittare l’articolo su Twitter o di segnalarlo ai propri amici su Facebook.</p>
<p>Cosa aspetti, inizia subito a condividere gli articoli del <a title="BernaBlog" href="http://www.bernablog.com">BernaBlog</a>!
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