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		<title>Le sette cascate della Laga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Scott]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 14:16:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Sasso e Laga]]></category>
		<category><![CDATA[OC]]></category>
		<category><![CDATA[Percorsi]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Carpe diem, così si potrebbe intitolare il report di questo giro, e noi l&#8217;attimo lo abbiamo centrato in pieno, con la Laga al suo massimo splendore di un verde che più verde non si può e con l&#8217;acqua, tantissima acqua e le cascate al massimo della portata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giro è un classico a piedi ma in bici invece non viene effettuato così di frequente anche perchè il sentiero 335, che è quello che permette di vederle tutte, risulta alquanto ostico e molto wild e per questo la maggior parte sceglie di scendere per il classico Sentiero Italia molto più remunerativo a livello discesistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma tantè, la bellezza dei posti e delle cascate compensa la mancata discesa e il giro, se fatto in questo periodo, risulta stupendo e molto remunerativo lo stesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per compensare la mancata discesa abbiamo aggiunto però l&#8217;anello di Macchiatornella dal Sentiero del Bilanciere che ha colmato di molto il gap dato che la discesa dalla Forchetta di Altovia a Padula sul sentiero 346 si è rivelata estremamente divertente e per di più tutta pulita.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" width="1024" height="460" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2_risultato-1024x460.jpg" alt="" class="wp-image-31658" srcset="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2_risultato-1024x460.jpg 1024w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2_risultato-300x135.jpg 300w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2_risultato-768x345.jpg 768w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2_risultato-1536x690.jpg 1536w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2_risultato.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Partiti da Padula, bellissimo borgo immerso nel verde dei Monti della Laga, a 932 metri sul livello del mare, affrontiamo l&#8217;unico breve tratto di asfalto di tutto il giro, dirigendoci verso Lame per poi girare a sinistra e salire al paese di Fioli di Rocca Santa Maria, piccola frazioncina famosa per il suo mulino ad acqua.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qua abbandoniamo la civilità e col sentiero 332 saliamo al Ceppo. Si tratta di un single track strepitoso a patto di possedere una ebike perchè sennò si spinge dal primo all&#8217;ultimo metro, tecnico al punto giusto e che fa arrivare in cima col sorriso stampato sulle labbra, il sentiero è stato tutto sistemato con steccionate a delimitare i punti più pericolosi e i numerosi tornanti presenti, una vera chicca della zona. Sono nell&#8217;ultimo tratto, quando si ricongiunge col 331 che sale da Riano, perde un pò della sua bellezza dato che diventa uno stradone largo nel bosco che sale dritto per dritto. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" width="1024" height="768" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2508_risultato-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-31688" srcset="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2508_risultato-1024x768.jpg 1024w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2508_risultato-300x225.jpg 300w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2508_risultato-768x576.jpg 768w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2508_risultato-1536x1152.jpg 1536w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2508_risultato.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sbucati a Ceppo prendiamo la forestale per il lago dell&#8217;Orso, anche qua con Ebike si consiglia vivamente di salire invece per il Sentiero Italia molto più remunerativo&#8230; </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" width="768" height="1024" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_20260530_102835184_HDR-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-31715" srcset="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_20260530_102835184_HDR-768x1024.jpg 768w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_20260530_102835184_HDR-225x300.jpg 225w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_20260530_102835184_HDR-1152x1536.jpg 1152w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_20260530_102835184_HDR.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&#8230;anche se così facendo si perdono questi bellissimi affacci sulla intera catena del Gran Sasso ancora in gran parte innevata.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" width="1024" height="768" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2456_risultato-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-31665" srcset="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2456_risultato-1024x768.jpg 1024w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2456_risultato-300x225.jpg 300w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2456_risultato-768x576.jpg 768w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2456_risultato-1536x1152.jpg 1536w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2456_risultato.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Al lago dell&#8217;Orso il grosso della salita è fatto, ma prima di cominciare la visita alle cascate una piccola deviazione è d&#8217;obbligo agli stazzi di <strong>Jacci di Verre</strong> per ammirare una piccola area boschiva molto particolare, i famosi famosi “<strong>Faggi Tort</strong>i&#8221;. Si tratta di centinaia di faggi curvi, sia giovani che secolari, che presentano la medesima caratteristica: sono stati tutti “deformati” dalla forza lenta e invisibile del terreno sottostante. In realtà ci sono diverse teorie sul perché questi faggi abbiano questa conformazione così particolare, alcuni sostengono che la curvatura dei fusti sia dovuta dalla forza esercitata dal peso della neve sui rami, altri pensano che sia da impuntare alla forza di spinta del vento. Sicuramente entrambi questi fenomeni incidono, anche se solo in maniera lieve, ma la responsabilità di questo fenomeno è riconducibile al “Soil Creeping” detto anche “<em>Reptazione</em>”. Si tratta di un movimento impercettibile del terreno che influenza la direzione dei fusti ad una velocità lentissima e costante (si tratta di frazioni di millimetri l’anno). Questo fenomeno, troppo lento per essere osservato direttamente, interessa principalmente i suoli più umidi e i pendii con inclinazioni lievi e i suoi effetti si possono vedere solo dopo anni e anni dal suo inizio proprio grazie ai tronchi d’albero incurvati.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" width="768" height="1024" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_20260530_111433336_HDR-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-31727" srcset="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_20260530_111433336_HDR-768x1024.jpg 768w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_20260530_111433336_HDR-225x300.jpg 225w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_20260530_111433336_HDR-1152x1536.jpg 1152w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_20260530_111433336_HDR.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ritornati al Lago dell&#8217;Orso e ripreso il sentiero Italia su un tappeto giallo di fiori ci dirigiamo verso la prima delle sette cascate, la cascata della Cavata.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" width="1024" height="768" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2450_risultato-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-31664" srcset="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2450_risultato-1024x768.jpg 1024w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2450_risultato-300x225.jpg 300w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2450_risultato-768x576.jpg 768w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2450_risultato-1536x1152.jpg 1536w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2450_risultato.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il sentiero scende alla cascata con alcuni passaggi tecnici su roccia arenaria tipica della Laga.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" width="1024" height="768" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2471_risultato-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-31674" srcset="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2471_risultato-1024x768.jpg 1024w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2471_risultato-300x225.jpg 300w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2471_risultato-768x576.jpg 768w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2471_risultato-1536x1152.jpg 1536w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2471_risultato.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">e dopo aver attraversato gli ultimi nevai a testimonianza delle copiosissime nevicate che hanno interessato questo inverno la zona</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" width="1024" height="460" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3_risultato-1024x460.jpg" alt="" class="wp-image-31659" srcset="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3_risultato-1024x460.jpg 1024w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3_risultato-300x135.jpg 300w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3_risultato-768x345.jpg 768w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3_risultato-1536x690.jpg 1536w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3_risultato.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">ed attraversato il Fosso della Cavata, da dove si origina la cascata vera e propria</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" width="1024" height="768" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2468_risultato-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-31672" srcset="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2468_risultato-1024x768.jpg 1024w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2468_risultato-300x225.jpg 300w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2468_risultato-768x576.jpg 768w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2468_risultato-1536x1152.jpg 1536w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2468_risultato.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">ecco che davanti a noi appare questa spettacolare perla naturalistica, alimentata dalle acque di fusione di Pizzo di Moscio che scende tra le rocce di arenaria, creando una serie di salti d&#8217;acqua immersi in un ambiente fresco e rigoglioso. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img width="1024" height="768" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2472_risultato-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-31675" srcset="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2472_risultato-1024x768.jpg 1024w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2472_risultato-300x225.jpg 300w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2472_risultato-768x576.jpg 768w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2472_risultato-1536x1152.jpg 1536w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2472_risultato.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Cascata dela Cavata</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la sosta d&#8217;obbligo scendiamo nel fosso della cavata per una entusiasmante discesa nel bosco tutta tornanti e ripidi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="768" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2481_risultato-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-31677" srcset="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2481_risultato-1024x768.jpg 1024w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2481_risultato-300x225.jpg 300w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2481_risultato-768x576.jpg 768w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2481_risultato-1536x1152.jpg 1536w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2481_risultato.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Intercettato il sentiero 335 facciamo una piccola deviazione per andare a vedere la Cascata della Cavata Bassa che diversamente da quella precedente è totalmente immersa nel bosco.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img width="768" height="1024" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2487_risultato-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-31678" srcset="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2487_risultato-768x1024.jpg 768w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2487_risultato-225x300.jpg 225w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2487_risultato-1152x1536.jpg 1152w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2487_risultato.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption">Cascata della Cavata Bassa</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Inizia qua il tratto più selvaggio del giro in quanto il sentiero 335 risulta alquanto wild e poco frequentato ma è anche l&#8217;unica possibilità per ammirare le altre cascate che ci eravamo prefissati di vedere. Il sentiero presenta inoltre molti rilanci ripidi in salita che costringono a spingere la bici, con e-bike invece si riesce a pedalarli anche se i numerosi rami e sassi presenti sul sentiero creano qualche difficoltà in più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scendiamo così al fosso delle Gruette per ammirare l&#8217;omonima cascata. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img width="768" height="1024" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2491_risultato-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-31679" srcset="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2491_risultato-768x1024.jpg 768w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2491_risultato-225x300.jpg 225w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2491_risultato-1152x1536.jpg 1152w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2491_risultato.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption">Cascata delle Gruette</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Segue un tratto ostico con un passaggio dove bisogna passarsi le bici e una ripidissima salita per arrivare ad un pianoro dove c&#8217;è l&#8217;altra deviazione per la Cascata delle Sette Fonti.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img width="768" height="1024" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2495_risultato-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-31680" srcset="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2495_risultato-768x1024.jpg 768w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2495_risultato-225x300.jpg 225w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2495_risultato-1152x1536.jpg 1152w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2495_risultato.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption">Cascata delle Sette Fonti</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ritornati sul sentiero principale questo tende sempre a scendere fino ad intercettare il sentiero 341 che viene dalla Fiumata con il quale scendiamo al Fosso del Tordino dove c&#8217;è l&#8217;omonima cascata che ha la particolarità di essere in curva. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img width="768" height="1024" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2497_risultato-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-31682" srcset="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2497_risultato-768x1024.jpg 768w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2497_risultato-225x300.jpg 225w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2497_risultato-1152x1536.jpg 1152w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2497_risultato.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption">Cascata del Tordino</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">da qua in poi il sentiero ritorna pulito e inizia una bella discesa con alcuni divertenti e tecnici passaggi su roccia fino ad intercettare il sentiero Italia al bivio per la cascata Cantagalli che andiamo ad ammirare. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img width="768" height="1024" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2501_risultato-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-31684" srcset="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2501_risultato-768x1024.jpg 768w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2501_risultato-225x300.jpg 225w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2501_risultato-1152x1536.jpg 1152w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2501_risultato.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption">Cascata Cantagalli</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La discesa continua divertente e giocosa fino a Macchiatornella, l&#8217;uscita sulla strada richiede attenzione in quanto molto tecnica con bei passaggi su roccia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per un brevisssimo tratto di asfalto saliamo al paese dove prendiamo il nuovo sentiero 345 ottimamente segnalato per Monte Bilanciere. Il sentiero sale molto ripido a Colle Pozze e fino al Bivio per il 344 risulta tutto completamente a spinta, con ebike invece si riesce a pedalare ma solo con la massima assistenza,  anche se risulta molto panoramico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="768" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2502_risultato-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-31685" srcset="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2502_risultato-1024x768.jpg 1024w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2502_risultato-300x225.jpg 300w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2502_risultato-768x576.jpg 768w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2502_risultato-1536x1152.jpg 1536w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2502_risultato.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Intercettato il 344 le cose cambiano radicalmente, il sentiero diventa largo e quasi carrabile e la pedalabilità aumenta notevolemente fino a Prati di Lame, gli unici ostacoli sono dati dalla vegetazione che in alcuni punti ha preso il sopravvento creando delle vere e proprie barriere di fiori. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="768" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2505_risultato-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-31687" srcset="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2505_risultato-1024x768.jpg 1024w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2505_risultato-300x225.jpg 300w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2505_risultato-768x576.jpg 768w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2505_risultato-1536x1152.jpg 1536w, https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2505_risultato.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Scollinati a quota 1.400 mt comincia la discesa inizialmente su crinale poi arrivati a Forchetta d&#8217;Altovia si gira bruscamente a dx per il 346, il sentiero non presenta difficoltà tecniche e dopo una prima parte nel bosco si apre e scende in modo abbastanza lineare fino a Macchiatornella. Sbucati al paese un ripido ci introduce all&#8217;ultimo tratto che scende a Padula nel Fosso del Malvese dove intercettiamo l&#8217;ultima cascata omonima che risulta la meno bella delle sette totali e dove il giro termina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui di seguito proponiamo la traccia del giro completo, che, alla prova dei fatti, effettuando una sosta per ammirare tutte le sette cascate, bisogna mettere in conto una percorrenza di almeno sette o otto ore.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">A seguire invece proponiamo una variante più compatta, con passaggio dal bosco dei faggi torti, ma che tocca solo quattro delle sette cascate Cavata Alta, Cavata Bassa, Cantagalli e Fosso Malvese), ed evitando di percorrere il sentiero 335 e 341 l&#8217;itinerario risulta anche più pedalabile, con una percorrenza che si riduce a circa cinque o sei ore.</p>



<iframe frameBorder="0" scrolling="no" src="https://it.wikiloc.com/wikiloc/embedv2.do?id=267502480&#038;elevation=on&#038;images=off&#038;maptype=H" width="1080" height="600"></iframe><div style="color:#777;font-size:11px;line-height:16px;">Powered by&nbsp;<a style="color:#4C8C2B;font-size:11px;line-height:16px;" target="_blank" href="https://it.wikiloc.com">Wikiloc</a></div>



<h4 class="wp-block-heading">Per farsi una idea dei luoghi suggeriamo di dare una occhiata al video</h4>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2458_risultato.jpg" data-attachment-id="31666" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/06/IMG_2458_risultato/613424442.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div class="fg-loader"></div></div><div class="fg-item fg-type-image fg-idle"><figure class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2459_risultato.jpg" data-attachment-id="31667" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/06/IMG_2459_risultato/475210254.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div class="fg-loader"></div></div><div class="fg-item fg-type-image fg-idle"><figure class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2462_risultato.jpg" data-attachment-id="31668" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/06/IMG_2462_risultato/59519436.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div class="fg-loader"></div></div><div class="fg-item fg-type-image fg-idle"><figure class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2463_risultato.jpg" data-attachment-id="31669" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/06/IMG_2463_risultato/995036920.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span 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href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2481_risultato.jpg" data-attachment-id="31677" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/06/IMG_2481_risultato/3393694703.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div class="fg-loader"></div></div><div class="fg-item fg-type-image fg-idle"><figure class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2487_risultato.jpg" data-attachment-id="31678" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/06/IMG_2487_risultato/2238050671.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div class="fg-loader"></div></div><div class="fg-item fg-type-image fg-idle"><figure class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2491_risultato.jpg" data-attachment-id="31679" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/06/IMG_2491_risultato/2338997351.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div class="fg-loader"></div></div><div class="fg-item fg-type-image fg-idle"><figure class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2495_risultato.jpg" data-attachment-id="31680" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/06/IMG_2495_risultato/759292208.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span 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class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/06/IMG_2503_risultato/82822419.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div class="fg-loader"></div></div><div class="fg-item fg-type-image fg-idle"><figure class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2505_risultato.jpg" data-attachment-id="31687" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/06/IMG_2505_risultato/3707957315.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div class="fg-loader"></div></div><div class="fg-item fg-type-image fg-idle"><figure class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2508_risultato.jpg" data-attachment-id="31688" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/06/IMG_2508_risultato/1878514093.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div class="fg-loader"></div></div><div class="fg-item fg-type-image fg-idle"><figure class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_20260530_160636408_HDR.jpg" data-attachment-id="31746" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/06/IMG_20260530_160636408_HDR/4195379177.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div 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data-attachment-id="31740" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/06/IMG_20260530_124321672_HDR/2660519208.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div class="fg-loader"></div></div><div class="fg-item fg-type-image fg-idle"><figure class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_20260530_114205183_HDR.jpg" data-attachment-id="31739" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/06/IMG_20260530_114205183_HDR/1390226000.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div class="fg-loader"></div></div><div class="fg-item fg-type-image fg-idle"><figure class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_20260530_114157281_HDR.jpg" data-attachment-id="31738" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/06/IMG_20260530_114157281_HDR/4250802145.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div class="fg-loader"></div></div><div class="fg-item fg-type-image fg-idle"><figure class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_20260530_114152796_HDR.jpg" data-attachment-id="31737" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/06/IMG_20260530_114152796_HDR/2566091322.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span 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data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/06/IMG_20260530_112035216/702634559.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div class="fg-loader"></div></div><div class="fg-item fg-type-image fg-idle"><figure class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_20260530_112030479.jpg" data-attachment-id="31732" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/06/IMG_20260530_112030479/1880193172.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div class="fg-loader"></div></div><div class="fg-item fg-type-image fg-idle"><figure class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_20260530_112015197.jpg" data-attachment-id="31731" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/06/IMG_20260530_112015197/2649354356.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div class="fg-loader"></div></div><div class="fg-item fg-type-image fg-idle"><figure class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_20260530_112003539.jpg" data-attachment-id="31730" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/06/IMG_20260530_112003539/3895843590.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div 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class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_20260530_110943571_HDR.jpg" data-attachment-id="31722" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/06/IMG_20260530_110943571_HDR/1893021244.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div class="fg-loader"></div></div><div class="fg-item fg-type-image fg-idle"><figure class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_20260530_110924239_HDR.jpg" data-attachment-id="31721" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/06/IMG_20260530_110924239_HDR/65614385.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span 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		<title>Monte della Selva e Valle del Campanaro</title>
		<link>https://www.bicinatura.it/monte-della-selva-e-valle-del-campanaro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Campanelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 08:49:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[BC]]></category>
		<category><![CDATA[Percorsi]]></category>
		<category><![CDATA[All Mountain]]></category>
		<category><![CDATA[Enduro]]></category>
		<category><![CDATA[Freeride]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giro in puro stile allmountain con partenza dal Lago di Sinizzo, salita al Monte della Selva e doppia discesa</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un giro in puro stile allmountain con partenza dal Lago di Sinizzo, salita al Monte della Selva e doppia discesa con passaggio nella Valle del Campanaro fino a Poggio Picenze. A guidarci, un local d’eccellenza: Nicola Di Guglielmo. L’occasione è la reunion natalizia del gruppo BiciNatura, con le sezioni umbra, romana e abruzzese riunite per pedalare e brindare insieme.</p>



<iframe loading="lazy" frameBorder="0" scrolling="no" src="https://it.wikiloc.com/wikiloc/embedv2.do?id=244447570&#038;elevation=on&#038;images=off&#038;maptype=H" width="1080" height="600"></iframe><div style="color:#777;font-size:11px;line-height:16px;">Powered by&nbsp;<a style="color:#4C8C2B;font-size:11px;line-height:16px;" target="_blank" href="https://it.wikiloc.com">Wikiloc</a></div>



<h3 class="wp-block-heading">Ritrovo al Lago di Sinizzo: ma che freddo</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto di partenza è il parcheggio che guarda il Lago di Sinizzo. In inverno è quasi spoglio, alberi nudi, terra gelata, il sole basso che non scalda. L’acqua è lì, immobile, chi conosce questo posto sa che ogni estate il lago si prende il suo tributo, qualcuno sottovaluta e non torna a riva, è una bellezza che non fa sconti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le auto arrivano alla spicciolata. Portelloni aperti, ruote da montare, pressioni da controllare. Fa parecchio freddo. Il fiato si vede nell’aria mentre si sistemano zaini e ginocchiere. Il gruppo si ricompone tra strette di mano e battute, ma gli amici di Nicola, quelli che abitano più vicino, si fanno attendere, alla fine si parte con quasi un’ora di ritardo rispetto ai programmi, si dovrà recuperare pedalando più infretta.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_20251220_092745926_risultato.jpg" alt=""/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La salita corre su una carrareccia sassosa, mai estrema. Fondo irregolare, qualche pietra smossa, ma è tutta pedalabile e abbastanza scorrevole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il gruppo si sfilaccia un po&#8217; ma si ricompone all’ingresso di Barisciano. Entriamo nel borgo in fila, tra vicoli stretti e pavé, un passaggio veloce ma suggestivo, con le case in pietra e la luce limpida dell’inverno che taglia le facciate.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_20251220_100731397_HDR_risultato.jpg" alt=""/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sosta al fontanile storico in piazza. Acqua fredda, pulita, diretta dalle montagne. Si riempiono le borracce, si scambiano due battute. La salita vera deve ancora cominciare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_20251220_101405319_HDR_risultato.jpg" alt=""/></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Il Sentiero Santarelli: la salita si fa tecnica</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La vera salita inizia sul Sentiero Santarelli. Qui la carrareccia lascia spazio a un tracciato decisamente più tecnico. La pendenza non è mai proibitiva, ma il fondo cambia: gradoni di roccia, pietre affioranti, linee da scegliere con attenzione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/54996890916_bbf6dbb6b0_b.jpg" alt=""/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Restare in sella richiede equilibrio e potenza. Bisogna alleggerire l’anteriore, trovare trazione dietro e mantenere ritmo. Ognuno si cimenta e prova la sua linea. Su qualche tratto si scende e si spinge, senza drammi. Fa parte del gioco.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/54997189760_748a32cb1c_b.jpg" alt=""/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il divertimento però, soprattutto per chi è in e-bike, è assicurato: l’assistenza aiuta a superare i gradoni e rende la sfida più tecnica che fisica. Qui non conta solo la gamba, conta la guida.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/54997066348_a82ed904b2_b.jpg" alt=""/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine della salita ci si ferma. È una pausa necessaria: il gruppo si ricompatta, si mangia qualcosa, si commentano i passaggi più ostici del Santarelli. Seduti sulle rocce, con il sole che finalmente scalda, l’atmosfera si scioglie.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_20251220_110729689_risultato-e1771235204114.jpg" alt=""/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Poi entra in scena Nicola senior, con la voglia di mettere alla prova la bici nuova. Si esibisce in qualche numero sui lastroni di roccia, linee secche, piccoli drop controllati. Non è esibizionismo, è mestiere. E il pubblico apprezza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_20251220_110906450_risultato.jpg" alt=""/></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Verso la vetta</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La pausa finisce e si riparte per conquistare la cima. Ancora un tratto di carrareccia, pedalabile, poi l’ultimo segmento cambia tono: il sentiero diventa più impervio, il fondo si fa più sconnesso. I più ostinati provano a restare in sella fino in fondo, cercando trazione dove sembra non esserci, gli altri si affidano al walk assist nei punti più critici. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_20251220_114403426_risultato.jpg" alt=""/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nicola in muscolare eroicamente sale in portage.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_20251220_115557807_risultato.jpg" alt=""/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&#8230; ma tra gli ebiker c&#8217;è chi arriva in vetta pedalando, è la più grande soddisfazione della pedalata assistita.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_20251220_115538097_risultato.jpg" alt=""/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nessuna tabella ufficiale a celebrare la vetta del Monte della Selva (1.603 metri sul livello del mare) solo una croce di ferro e un nome scritto a mano su un sasso. Essenziale, spartano, ma forse è giusto così, non si viene qui per la targa, ma per godere della magnifica vista che si apre sui monti attorno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/54996006082_df3c588c4b_b.jpg" alt=""/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo in tanti, più di una ventina, bici appoggiate ovunque tra le rocce, ma è il panorama a prendersi la scena.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/604887344_1494957199303255_6206788776441478799_n.jpg" alt=""/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A nord domina il massiccio del Gran Sasso. Il Corno Grande, innevato, buca l’orizzonte con la sua sagoma netta. Accanto si distinguono il Corno Piccolo e la dorsale che scende verso Campo Imperatore, già imbiancata nelle parti più alte.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_20251220_115920798_risultato.jpg" alt=""/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Verso sud-est si alzano i giganti della Maiella. Monte Amaro – la cima più alta del gruppo – si riconosce per il profilo ampio e massiccio. Poco distante il Monte Focalone, più frastagliato, e il Monte Acquaviva. È una linea potente, compatta, che chiude l’orizzonte con un senso di distanza e di isolamento tipicamente abruzzese. In basso la pianura immersa nella nebbia. Sembra ovatta stesa tra le colline, nel sole pieno, con il cielo terso e l’aria tagliente. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_20251220_115658227_risultato.jpg" alt=""/></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Giù dalla Selva: roccia e linee senza compromessi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Qualche minuto ancora per riprendere fiato, masticare qualcosa, scattare le ultime foto, poi si passa alle cose serie: ginocchiere, gomitiere, casco ben allacciato. La discesa è la parte a più alto godimento, e lo sappiamo tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scendiamo dallo stesso versante da cui siamo saliti, primo tratto è tecnico, roccioso, con passaggi stretti e linee da leggere al volo. Toni non si fa pregare, non aspettava altro. Si butta giù tra le rocce, preciso, con naturalezza lascia scorrere la bici, è il suo terreno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/54996005917_c09fc10790_b.jpg" alt=""/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Alla base del monte la traccia si trasforma in un trail più tranquillo che serpeggia tra prati, un susseguirsi di curve morbide, poi la discesa si addentra nei boschi e il terreno cambia, più ombreggiato, con radici e qualche gomito più stretto, è un tratto divertente e ritmato, fino ad intercettare nuovamente la strada provinciale per Castel del Monte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre la provinciale la musica cambia di nuovo. La carrareccia che scende verso la chiesa di Santa Maria di Colle Rotondo è parecchio ostile: fondo molto sassoso, ciottoli mobili e una pendenza decisa che mette alla prova controllo e sangue freddo. Gli innumerevoli gradoni orizzontali in pietra realizzati per contrastare l’erosione dell’acqua piovana per chi scende in bici diventano ostacoli secchi, da affrontare scegliendo in maniera millimetrica la linea, a patto di riuscire a controllare la direzione nel ghiaione smosso.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/54997188500_7bcd9ed89a_b.jpg" alt=""/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">È un tratto tecnico, nervoso, e, naturalmente, Nicola Senior non si lascia sfuggire l’occasione per concedersi qualche manovra una tacca sopra il fattibile.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">La Valle Del Campanaro</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo un nuovo passaggio da Barisciano, attacchiamo la seconda lunga salita, direzione Croce di Poggio. Il sentiero sembra non finire mai: pendenza costante, fondo irregolare e qualche gomito stretto difficile da chiudere senza scendere di sella, soprattutto con le gambe ormai provate. Si sale con pazienza, ognuno al proprio ritmo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In cima la vista è ampia e pulita. La valle del Campanaro si apre sotto di noi, la conca aquilana si distende in lontananza e le sagome di Monte Cagno e Monte Ocre disegnano l’orizzonte. È uno di quei panorami che danno un senso alla fatica.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_20251220_141429315_HDR_risultato.jpg" alt=""/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Poi si scende guidati da Nicola. In salita, con la muscolare, non è il più rapido, ma in discesa cambia passo: con la sua famigerata Yeti parte come una scheggia insieme ai suoi amici. Ju Drago, in piena adrenalina, urla senza freni e spinge il ritmo. Stare agganciati non è cosa semplice ma, molto generosamente, ad ogni svolta il gruppo di testa si ferma ad aspettare gli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il trail è una scoperta, un sentiero che non avevo mai percorso nonostante le tante uscite in zona, scorre veloce e tecnico al punto giusto, da mettere nell&#8217;abaco dei percorsi più carini da fare da queste parti.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Monte della Selva e Valle del Campanaro" width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/MBkXt4U418s?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Arrivati a Poggio Picenze si chiude l’anello tornando verso Sinizzo, il più possibile passando su sterrati. Arriviamo con il sole che cala, carichiamo infretta la bici, poi si va a brindare insieme, sezione umbra, romana e abruzzese di BiciNatura riunite, per un buon Natale e un felice anno nuovo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una giornata così non è solo un giro in bici. È montagna, amicizia e quella sensazione netta di aver fatto qualcosa che valeva la pena.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Album Fotografico</h3>


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href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_20251220_141508913_risultato.jpg" data-attachment-id="31582" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/02/IMG_20251220_141508913_risultato/3897660935.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div class="fg-loader"></div></div><div class="fg-item fg-type-image fg-idle"><figure class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_20251220_141429315_HDR_risultato.jpg" data-attachment-id="31581" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/02/IMG_20251220_141429315_HDR_risultato/3827587668.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span 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href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_20251220_115920798_risultato.jpg" data-attachment-id="31577" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/02/IMG_20251220_115920798_risultato/2648211574.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div class="fg-loader"></div></div><div class="fg-item fg-type-image fg-idle"><figure class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_20251220_115918171_risultato.jpg" data-attachment-id="31576" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/02/IMG_20251220_115918171_risultato/3207979336.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div class="fg-loader"></div></div><div class="fg-item fg-type-image fg-idle"><figure class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_20251220_115842716_risultato.jpg" data-attachment-id="31575" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/02/IMG_20251220_115842716_risultato/4145517918.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div class="fg-loader"></div></div><div class="fg-item fg-type-image fg-idle"><figure class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_20251220_115824969_risultato.jpg" data-attachment-id="31574" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" 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href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_20251220_115759553_risultato.jpg" data-attachment-id="31572" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/02/IMG_20251220_115759553_risultato/1086001339.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div class="fg-loader"></div></div><div class="fg-item fg-type-image fg-idle"><figure class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_20251220_115756222_HDR_risultato.jpg" data-attachment-id="31571" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/02/IMG_20251220_115756222_HDR_risultato/3718727507.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div class="fg-loader"></div></div><div class="fg-item fg-type-image fg-idle"><figure class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_20251220_115726734_risultato.jpg" data-attachment-id="31570" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/02/IMG_20251220_115726734_risultato/2823716131.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div class="fg-loader"></div></div><div class="fg-item fg-type-image fg-idle"><figure class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_20251220_115658227_risultato.jpg" data-attachment-id="31569" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" 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href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_20251220_115622415_risultato.jpg" data-attachment-id="31567" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/02/IMG_20251220_115622415_risultato/1708980652.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div class="fg-loader"></div></div><div class="fg-item fg-type-image fg-idle"><figure class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_20251220_115612302_risultato.jpg" data-attachment-id="31566" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/02/IMG_20251220_115612302_risultato/1561734885.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div class="fg-loader"></div></div><div class="fg-item fg-type-image fg-idle"><figure class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_20251220_115603043_risultato.jpg" data-attachment-id="31565" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" src="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/cache/2026/02/IMG_20251220_115603043_risultato/3712533209.jpg" width="200" height="200" class="skip-lazy fg-image" loading="eager"></span><span class="fg-image-overlay"></span></a></figure><div class="fg-loader"></div></div><div class="fg-item fg-type-image fg-idle"><figure class="fg-item-inner"><a href="https://www.bicinatura.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_20251220_115557807_risultato.jpg" data-attachment-id="31564" data-type="image" class="fg-thumb"><span class="fg-image-wrap"><img decoding="async" 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<p>L'articolo <a href="https://www.bicinatura.it/monte-della-selva-e-valle-del-campanaro/">Monte della Selva e Valle del Campanaro</a> proviene da <a href="https://www.bicinatura.it">BiciNatura</a>.</p>
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		<title>Piani di Pezza &#8211; Rifugio La Vecchia</title>
		<link>https://www.bicinatura.it/piani-di-pezza-rifugio-la-vecchia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Campanelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 08:13:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[OC]]></category>
		<category><![CDATA[Percorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Velino e Sirente]]></category>
		<category><![CDATA[All Mountain]]></category>
		<category><![CDATA[Enduro]]></category>
		<category><![CDATA[Freeride]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A fine ottobre la montagna non ti regala più nulla, le giornate si accorciano, il meteo è instabile e in</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bicinatura.it/piani-di-pezza-rifugio-la-vecchia/">Piani di Pezza &#8211; Rifugio La Vecchia</a> proviene da <a href="https://www.bicinatura.it">BiciNatura</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">A fine ottobre la montagna non ti regala più nulla, le giornate si accorciano, il meteo è instabile e in quota si rischia di dover tornare indietro. Proprio per questo abbiamo scelto il Velino-Sirente, partendo da Rocca di Mezzo e salendo verso il Rifugio La Vecchia, consapevoli di essere al limite stagionale per un giro all-mountain. Niente neve, ma vento forte, nebbia e terreno umido, condizioni difficili ma ancora gestibili. Un’uscita tirata, senza margine, che oggi — mentre fuori piove e la bici resta ferma — ha ancora più senso raccontare. Anche perché sai già che ripeterai il giro in primavera, con più luce e qualche variante in testa.</p>



<iframe loading="lazy" frameBorder="0" scrolling="no" src="https://www.wikiloc.com/wikiloc/embedv2.do?id=237833726&#038;elevation=off&#038;images=off&#038;maptype=H" width="1080" height="600"></iframe><div style="color:#777;font-size:11px;line-height:16px;">Powered by&nbsp;<a style="color:#4C8C2B;font-size:11px;line-height:16px;" target="_blank" href="https://www.wikiloc.com">Wikiloc</a></div>



<p class="wp-block-paragraph">Attraversiamo Rocca di Mezzo e proseguiamo oltre su asfalto fino al Rifugio del Lupo, una salita dolce, il gruppo prende il ritmo.<br>Davanti alberi nudi e nuvole basse che scorrono veloci.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54949955498/in/album-72177720330571906/" title="WhatsApp Image 2025-11-27 at 15.25.26 (1)"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54949955498_2cc09e6f96_b.jpg" width="768" height="1024" alt="WhatsApp Image 2025-11-27 at 15.25.26 (1)"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Lasciamo l’asfalto e imbocchiamo una ampia carrareccia che taglia i prati in leggera salita.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54949846968/in/album-72177720330571906/" title="WhatsApp Image 2025-11-27 at 14.16.06"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54949846968_8258d89568_b.jpg" width="765" height="1020" alt="WhatsApp Image 2025-11-27 at 14.16.06"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Progressivamente il paesaggio si restringe, gli alberi aumentano e la luce cambia.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54949904229/in/album-72177720330571906/" title="WhatsApp Image 2025-11-27 at 14.16.13"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54949904229_844daae96f_b.jpg" width="765" height="1020" alt="WhatsApp Image 2025-11-27 at 14.16.13"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">In pochi minuti siamo dentro il bosco, vestito dal foliage dell’autunno, e con qualche sali e scendi raggiungiamo Ovindoli.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54949648066/in/album-72177720330571906/" title="WhatsApp Image 2025-11-27 at 14.16.32"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54949648066_93f4d75501_b.jpg" width="765" height="1020" alt="WhatsApp Image 2025-11-27 at 14.16.32"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Fuori da Ovindoli la carrareccia corre in falsopiano, scorrevole e rilassante. Poi la pendenza cresce, il paesaggio si stringe tra i versanti e i colori dell’autunno si fanno più densi.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">La salita si impenna, e senza preavviso la piana del Fucino appare in lontananza, schiacciata da un cielo basso e incorniciata sui lati dalle pareti rocciose del Monte Tino e del Monte Etra, che si ergono da un bosco rosso arancio, in una vista potente, irreale, quasi violenta.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Al termine delle rampe in salita il terreno si distende in pieghe ampie e morbide, prati continui che sembrano velluto vivo sotto un cielo pesante e carico, che dà forza e profondità allo spazio.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Sul prato un intarsio di rocce disegna una trama antica, un equilibrio naturale che tiene insieme dolcezza e rigore.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Poi la traccia prosegue e la nebbia ci avvolge lentamente, cancellando i contorni e trasformando il paesaggio in qualcosa di sospeso, intimo, quasi onirico.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54949647921/in/album-72177720330571906/" title="WhatsApp Image 2025-11-27 at 14.17.34"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54949647921_31b7c3c497_b.jpg" width="1020" height="765" alt="WhatsApp Image 2025-11-27 at 14.17.34"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Inizia una lunga discesa, una carrareccia scavata che corre lungo il versante, tra prati, rocce ed alberi radi, con la nebbia sospesa che tiene tutto in equilibrio, è pura poesia.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54949846718/in/album-72177720330571906/" title="WhatsApp Image 2025-11-27 at 14.17.35 (1)"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54949846718_1a716c277d_b.jpg" width="1024" height="768" alt="WhatsApp Image 2025-11-27 at 14.17.35 (1)"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Attraversiamo un bosco incantato, con i tronchi scuri che disegnano contrasti netti sul terreno arancio e ocra, un’immagine di bellezza profonda, poi il sentiero si impenna.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">La salita si fa tecnica e irregolare, fondo rotto, gradoni naturali, servono buone doti di equilibrio ed un po&#8217; di potenza per restare in sella fino a dove si può.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54949948210/in/album-72177720330571906/" title="WhatsApp Image 2025-11-27 at 14.17.39"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54949948210_a171bc471c_b.jpg" width="765" height="1020" alt="WhatsApp Image 2025-11-27 at 14.17.39"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Un breve tratto a spinta e il rifugio appare all’improvviso, appoggiato alla roccia come se fosse sempre stato lì, fuori dal tempo, sulle pendici del Monte Mandra Murata a 1938 metri.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54948763162/in/album-72177720330571906/" title="WhatsApp Image 2025-11-27 at 14.17.41 (1)"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54948763162_2958c8c830_b.jpg" width="1020" height="765" alt="WhatsApp Image 2025-11-27 at 14.17.41 (1)"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Il Rifugio La Vecchia è stato recuperato e ristrutturato a partire dagli anni Duemila grazie al lavoro volontario di appassionati e frequentatori della zona, con un intervento semplice e rispettoso, pensato per conservarne la funzione originaria di ricovero libero per chi attraversa questi monti.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54949903739/in/album-72177720330571906/" title="WhatsApp Image 2025-11-27 at 14.17.42 (1)"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54949903739_86554a2697_b.jpg" width="768" height="1024" alt="WhatsApp Image 2025-11-27 at 14.17.42 (1)"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Dentro è essenziale e vero: legno, silenzio e rispetto delle regole scritte e non scritte della montagna, quelle che qui contano più di qualsiasi comfort.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54948763102/in/album-72177720330571906/" title="WhatsApp Image 2025-11-27 at 14.17.42 (3)"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54948763102_4919c37141_b.jpg" width="765" height="1020" alt="WhatsApp Image 2025-11-27 at 14.17.42 (3)"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Dal rifugio lo sguardo si apre netto verso nord, senza filtri. A nord-ovest si riconoscono L’Aquila e il profilo massiccio del Gran Sasso, disteso e dominante, mentre a nord-est la Maiella chiude l’orizzonte con la sua presenza compatta. In mezzo, la piana aquilana e l’Altopiano delle Rocche si stendono come una pausa visiva, un vuoto ordinato di campi e alture basse che amplifica la scala delle montagne attorno. </p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54949903679/in/album-72177720330571906/" title="WhatsApp Image 2025-11-27 at 14.17.44"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54949903679_5a47a65c55_b.jpg" width="1020" height="765" alt="WhatsApp Image 2025-11-27 at 14.17.44"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Il vento tagliente non concede tregua, dopo una breve sosta iniziamo a scendere sullo stesso sentiero percorso in salita, poi si prosegue dritto, puntando lo sperone di roccia che chiude la linea. Si scende di nuovo di sella, ci si passa le bici per superare il muro di pietra, un passaggio breve, obbligato, che segna davvero l’inizio della discesa.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/55024538897/in/album-72177720330571906" title="Screenshot 2026-01-05 174433"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/55024538897_f08a28a9a0_b.jpg" width="1024" height="611" alt="Screenshot 2026-01-05 174433"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Risaltiamo in sella, ma la percorrenza resta impegnativa. Il tracciato corre in cresta, senza una linea evidente, bisogna cercare il passaggio giusto tra rocce a gradoni irregolari, sotto un cielo carico che accentua la drammaticità del momento, rendendo il passaggio quasi solenne.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/55025610898/in/album-72177720330571906/" title="Screenshot 2026-01-05 174805"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/55025610898_c7299aa264_b.jpg" width="1024" height="863" alt="Screenshot 2026-01-05 174805"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Non c’è un sentiero vero e proprio, la linea va costruita al momento. Si avanza su un tappeto di roccia frastagliata che spezza continuamente il ritmo mettendo alla prova l’equilibrio, mentre a destra il vuoto accompagna il passaggio. Restare in sella richiede decisione, bisogna lasciar scorrere la bici, prendere velocità e leggere il terreno in anticipo, cercando la via tra le rocce senza esitare.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">La pendenza aumenta e la bici inizia a scorrere. Si prende velocità planando sulle rocce irregolari, un passaggio intenso, in cui tutto diventa più istintivo, meno pensiero e più fiducia, con la sensazione netta di volare davvero.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/55025754860/in/album-72177720330571906/" title="Screenshot 2026-01-05 175108"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/55025754860_18eeb30fe8_b.jpg" width="1024" height="748" alt="Screenshot 2026-01-05 175108"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Poi ci si tuffa nel bosco, surfando su un tappeto di foglie rosso ruggine. È magnifico. Il trail diventa invisibile, ci si affida alla forma del terreno, si accompagna la pendenza serpeggiando tra le alberature, lasciando che sia il bosco a suggerire la direzione.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/55025684339/in/album-72177720330571906/" title="Screenshot 2026-01-05 175559"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/55025684339_c1509a3d47_b.jpg" width="1024" height="605" alt="Screenshot 2026-01-05 175559"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Atterrati a Rovere risaliamo di nuovo verso i Piani di Pezza. Raggiunto il Rifugio del Lupo proseguiamo dritti sulla Via delle Pere, un nome curioso che viene dalla tradizione locale, lungo questo tracciato, un tempo, crescevano peri selvatici utilizzati dai pastori e dai contadini di passaggio. <br>La salita è lunga e continua, tutta nel bosco. La pendenza in alcuni tratti si fa sentire, ma resta sempre pedalabile. Arrivati in alto si cambia registro, ci si lascia andare su un sentiero completamente sommerso da una spessa coltre di foglie. La traccia sparisce, la direzione va tenuta a intuito, e non è sempre facile restare puliti senza che la bici scappi via. Ma prendendo ritmo e confidando un po&#8217; nell&#8217;istinto, la discesa diventa fluida e divertente.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/55025755775/in/album-72177720330571906/" title="Screenshot 2026-01-05 175852"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/55025755775_7b51eb422c_b.jpg" width="1024" height="712" alt="Screenshot 2026-01-05 175852"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Rientrati a Rovere il giro si avvia alla conclusione, ma c’è ancora tempo per rievocare le emozioni più intense pedalando senza fretta sulla bella ciclabile che ci riporta comodamente al punto di partenza. <br>Nel complesso è un itinerario esigente, da affrontare con consapevolezza, ma che restituisce molto in termini di varietà, ambiente e intensità. Un percorso che alterna fatica e concentrazione a momenti di guida piena e appagante, che chiede rispetto e attenzione ma che ripaga con paesaggi di grande bellezza ed emozioni autentiche. <br>Un giro che resta addosso e che sappiamo già di rifare in primavera esplorando qualche altra variante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Video-sintesi della discesa</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Album fotografico</h2>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/albums/72177720330571906" title="la vecchia "><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54949789218_6f464317d6_b.jpg" width="1024" height="768" alt="la vecchia "/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>
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		<title>Simbruini d’autunno: colori vivi, adrenalina pura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Campanelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 09:42:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Monti Simbruini]]></category>
		<category><![CDATA[OC]]></category>
		<category><![CDATA[Percorsi]]></category>
		<category><![CDATA[All Mountain]]></category>
		<category><![CDATA[Enduro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’autunno nei Simbruini arriva in silenzio, ma trasforma tutto. La faggeta si veste di rame, oro e ombre profonde, l’aria</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bicinatura.it/simbruini-dautunno-colori-vivi-adrenalina-pura/">Simbruini d’autunno: colori vivi, adrenalina pura</a> proviene da <a href="https://www.bicinatura.it">BiciNatura</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L’autunno nei Simbruini arriva in silenzio, ma trasforma tutto. La faggeta si veste di rame, oro e ombre profonde, l’aria porta odore di terra umida e foglie appena cadute. Il sentiero sembra aprirsi da sé, come se il bosco ti guidasse verso il cuore della montagna. Dopo questa immersione totale, dalla vetta del Monte Calvo inizia la discesa: una cresta asciutta che invita a lasciar correre la bici mentre il panorama si apre. Linea pulita, ritmo veloce, poi l’ingresso nel bosco, dove il sentiero diventa più tecnico ma continua a scorrere bene, fino alla piana di Campegli. Da qui parte il tratto di Morra Ferogna, e la musica cambia. Le rocce chiedono precisione, le curve si stringono, l’adrenalina sale, è una discesa che richiede controllo, rapidità, attenzione. Una guida enduro in un magnifico bosco in veste autunnale che fa da cornice.</p>



<iframe loading="lazy" frameBorder="0" scrolling="no" src="https://www.wikiloc.com/wikiloc/embedv2.do?id=237239399&#038;elevation=on&#038;images=off&#038;maptype=H" width="1080" height="600"></iframe><div style="color:#777;font-size:11px;line-height:16px;">Powered by&nbsp;<a style="color:#4C8C2B;font-size:11px;line-height:16px;" target="_blank" href="https://www.wikiloc.com">Wikiloc</a></div>



<p class="wp-block-paragraph">Partiamo dal versante dei Monasteri, a sud di Subiaco, dal parcheggio di fronte alle rovine della Villa di Nerone. Riprendiamo una <a href="https://www.bicinatura.it/monte-calvo-e-discesa-da-morra-ferogna/">traccia pedalata in primavera</a>, con alcune varianti per darle più carattere. La salita inizia sull’asfalto, si costeggiano gli splendidi monasteri di Santa Scolastica e poi la scalinata che porta al Sacro Speco, luoghi che non hanno eguali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo circa tre chilometri si svolta a sinistra su una cementata che sale decisa. Cinque tornanti mettono subito alla prova e la cementata lascia presto spazio a una carrareccia sassosa. Tra gli alberi si aprono scorci sui Simbruini, mentre la vegetazione comincia a tingersi dei primi colori autunnali. Un breve tratto a spinta anticipa l’ingresso nel bosco: un single track ripido che si arrampica tra alberi imponenti. È la sezione più dura. Alcuni passaggi su roccia costringono a scendere di sella, ma la bellezza del bosco compensa ogni sforzo.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">L’uscita dal bosco introduce a una radura dove l’autunno si accende davvero. Gli arbusti esplodono in tinte vive. </p>



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<p class="wp-block-paragraph">Una carrareccia più comoda permette di respirare mentre la tavolozza si allarga dal rosso ruggine &#8230;</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54871145771/in/album-72177720329812872/" title="IMG_20251018_111455710_HDR"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54871145771_9c32c72407_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20251018_111455710_HDR"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">al giallo ocra. </p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54871378693/in/album-72177720329812872" title="IMG_20251018_111932147_HDR"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54871378693_ee0e695d11_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20251018_111932147_HDR"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo nel momento perfetto della stagione: basta un acquazzone forte e un colpo di vento, e tutto questo svanisce.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Poco alla volta il gruppo si ricompatta. </p>



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<p class="wp-block-paragraph">Al chilometro 14,6 ci fermiamo per un breve punto della situazione: qui si presenta la prima variante. </p>



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<p class="wp-block-paragraph">Si può salire verso la strada asfaltata di Via delle Praterie, tre chilometri di asfalto come nella traccia originale, oppure si può tentare un nuovo sentiero più in basso, completamente dentro il bosco. Il gruppo si divide. Io, Sascha, Federico e Stefano scegliamo l’opzione più interessante, l’esplorazione.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54872533554/in/album-72177720329812872/" title="IMG_20251018_114026459_HDR"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54872533554_e4f3e17b1d_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20251018_114026459_HDR"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta si rivela subito azzeccata. Il sentiero corre dentro un canalone, scorrevole nonostante qualche passaggio su roccia e la coltre di foglie già spessa. Si pedala quasi sempre. Attraversiamo un bosco maestoso, tronchi alti, luce filtrata, il silenzio tipico dei Simbruini in autunno. Lungo il tracciato appare anche un pozzo della neve, testimonianza di quando un buco nella roccia era l’unica “tecnologia” disponibile per conservare il ghiaccio fino alla primavera.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54872282431/in/album-72177720329812872/" title="IMG_20251018_115406288_HDR"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54872282431_0f211af701_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20251018_115406288_HDR"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Sbuchiamo davanti alla radura di Fondi, uno spettacolo sublime. Qui ci ricongiungiamo con chi è salito per l’asfalto.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54871424292/in/album-72177720329812872" title="IMG_20251018_120358061"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54871424292_5e75cc0e2c_b.jpg" width="1024" height="768" alt="IMG_20251018_120358061"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph"> Attraversiamo la radura e rientriamo subito in un altro tratto di bosco &#8230; </p>



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<p class="wp-block-paragraph">&#8230; ancora più suggestivo, con il tappeto di foglie e i colori autunnali che avvolgono tutto.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54870897822/in/album-72177720329812872" title="IMG_20251018_121044358_HDR"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54870897822_3171b56737_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20251018_121044358_HDR"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Il bosco si apre di nuovo su una radura ancora più scenografica. Un pendio ampio e irregolare, disseminato di rocce affioranti. Davanti, una muraglia compatta di faggi accesi domina l’intero versante: arancioni profondi, gialli saturi, punte di verde che resistono all’autunno.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54870863051/in/album-72177720329812872/" title="IMG_20251018_122429199_HDR"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54870863051_f9776a2f63_b.jpg" width="1024" height="768" alt="IMG_20251018_122429199_HDR"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Sotto le nuvole scure il contrasto è netto, quasi violento. Il gruppo entra nella radura, le bici che avanzano su un tracciato appena accennato, dirigendo verso il bosco che sembra bruciare di colore. È una di quelle immagini che valgono l&#8217;intero giro.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54870947054/in/album-72177720329812872/" title="IMG_20251018_122615960_HDR"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54870947054_097ee76318_b.jpg" width="1024" height="768" alt="IMG_20251018_122615960_HDR"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora qualche colpo di pedale e raggiungiamo Campo dell’Osso. Chi vuole si ferma a prendere un caffè o a mangiare qualcosa, poi si riparte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tracciato alterna brevi salite e discese nel bosco fino al Passo delle Pecore, dove la pendenza si fa più severa.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54870945709/in/album-72177720329812872" title="IMG_20251018_125216226_HDR"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54870945709_aaf24225de_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20251018_125216226_HDR"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Si sale su un single track ripido, ma chi preferisce può seguire il sentiero di cresta, più aperto. In entrambi i casi mancano meno di mille metri alla vetta del Monte Calvo, e con l’ebike si pedala tutto senza grande difficoltà.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54871419274/in/album-72177720329812872/" title="IMG_20251018_130834680_HDR"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54871419274_5540c2b927_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20251018_130834680_HDR"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla cima la vista è totale. I Simbruini si distendono in un’onda continua di faggi colorati: arancioni intensi, rossi cupi, chiazze verdi isolate. </p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54869686627/in/album-72177720329812872/" title="IMG_20251018_130926522"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54869686627_26df7b569c_b.jpg" width="1024" height="768" alt="IMG_20251018_130926522"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Le nuvole basse tagliano il panorama e rendono i contrasti ancora più netti, magia pura.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54870834005/in/album-72177720329812872/" title="IMG_20251018_131132712"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54870834005_e6d3e85ccd_b.jpg" width="1024" height="768" alt="IMG_20251018_131132712"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">In vetta un incontro inatteso, dei vecchi amici biker, ed è subito festa. Scambiano opinioni sui trail, si parla di giri futuri e di discese da provare insieme. È quel tipo di incontro che in montagna succede naturale, intesa immediata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54870538371/in/album-72177720329812872/" title="IMG_20251018_132038741"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54870538371_8ea24d873b_b.jpg" width="1024" height="768" alt="IMG_20251018_132038741"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Poi si passa alla parte seria. Ginocchiere, gomitiere, caschi ben allacciati. Una pompata alla forcella, un ultimo sguardo al panorama, perché da qui in poi inizia un altro film &#8230;</p>



<h3 class="wp-block-heading">La discesa? Per quella basta guardare il video !!! </h3>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Simbruini riding" width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/q4-rDnvt5FM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<h3 class="wp-block-heading">ALBUM FOTOGRAFICO</h3>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/albums/72177720329812872" title="simbruini "><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54871169631_bd6636b82f_c.jpg" width="1024" height="768" alt="simbruini "/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Garfagnana: Pania di Corfino</title>
		<link>https://www.bicinatura.it/garfagnana-pania-di-corfino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Scott]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 08:50:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BC]]></category>
		<category><![CDATA[Percorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[All Mountain]]></category>
		<category><![CDATA[Enduro]]></category>
		<category><![CDATA[Freeride]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un collaudatissimo e classico giro All Mountain da fare sempre una volta all&#8217;anno perchè di quelli che non stancano mai,</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bicinatura.it/garfagnana-pania-di-corfino/">Garfagnana: Pania di Corfino</a> proviene da <a href="https://www.bicinatura.it">BiciNatura</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un collaudatissimo e classico giro All Mountain da fare sempre una volta all&#8217;anno perchè di quelli che non stancano mai, ma se fatto in autunno, e in pieno periodo foliage, ecco che diventa un giro superlativo e gli da quel valore aggiunto così da poterlo inserire tra i più belli da fare in zona. In più, grazie alla meccanizzazione della prima salita e al fatto che le altre sono tutte completamente padalabili e con pendenze lievi, il giro risulta molto contenuto in fatto di sforzo fisico e allo stesso tempo consente però di cumulare ben oltre 2.100 mt di dislivello negativo.</p>



<iframe loading="lazy" frameBorder="0" scrolling="no" src="https://it.wikiloc.com/wikiloc/embedv2.do?id=236426072&#038;elevation=on&#038;images=on&#038;maptype=H" width="1080" height="600"></iframe><div style="color:#777;font-size:11px;line-height:16px;">Powered by&nbsp;<a style="color:#4C8C2B;font-size:11px;line-height:16px;" target="_blank" href="https://it.wikiloc.com">Wikiloc</a></div>



<p class="wp-block-paragraph">Come potete capire ci sono tutti gli ingredienti per un giro a 5 stellette ma d&#8217;altronde quando la nostra guida è il local Tiziano Davini non possiamo che andare sul sicuro in fatto di giri divertenti e appaganti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver lasciato l&#8217;auto a Villetta lo start è da Casone di Profecchia da dove, fatte poche centinaia di metri in asfalto, imbocchiamo la forestale che sale al Rifugio Cella. Il bosco si presenta subito col vestito della festa, con dei colori stupendi che vanno dal rosso al giallo fuoco e al marrone, subito si capisce che in questo periodo dà il meglio di sè.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54861206225/in/album-72177720329724936" title="5"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54861206225_1255598b6a_c.jpg" width="800" height="600" alt="5"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Raggiunto il rifugio il bosco termina e lascia spazio a panorami incredibili su tutti i monti circostanti, dalle Apuane al Cimone e al Prado non manca nessuno la visuale è completa.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54861208450/in/album-72177720329724936" title="IMG_1548"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54861208450_cf54384067_c.jpg" width="800" height="600" alt="IMG_1548"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Prendiamo il 54 per Bocca di Massa con l&#8217;unico breve tratto di spingismo di tutto il giro fino a raggiungere il crinale, il sentiero potrebbe anche essere pedalabile ma l&#8217;erosione ha provocato vere e proprie voragini che non consentono di procedere in sella, unica alternativa allo spingismo, specialmente con ebike, è quella di salire fuori sentiero per prati. Dal crinale si torna in sella e con qualche passaggio tecnico si raggiunge Bocca di Massa che con i suoi 1.815 mt sarà la cima Coppi del tour.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54860904596/in/album-72177720329724936" title="IMG_1559"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54860904596_6a512af482_c.jpg" width="800" height="600" alt="IMG_1559"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54860904491/in/album-72177720329724936" title="IMG_1561"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54860904491_8fb7fe8c2f_c.jpg" width="800" height="600" alt="IMG_1561"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<h2 class="wp-block-heading">Cai 54 e Foce di Terrarossa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Prima discesa di giornata, parola d&#8217;ordine il flow. Dopo una prima parte di crinale dove si possono mollare i freni</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54860904161/in/album-72177720329724936" title="IMG_1570"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54860904161_87d562f1b3_c.jpg" width="800" height="600" alt="IMG_1570"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">rientriamo nuovamente nel bosco e l&#8217;insidia maggiore è rappresentata dai sassi nascosti da un autentico tappeto di foglie</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54860903271/in/album-72177720329724936/" title="IMG_1592"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54860903271_4e2a134b7a_c.jpg" width="600" height="800" alt="IMG_1592"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">La discesa invoglia a mollare i freni ma bisogna fare attenzione perchè ogni tanto arrivano all&#8217;improvviso dei passaggi su roccia impegnativi e quindi bisogna rimanere sempre pronti ad affrontare questi autentici trabocchetti.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54861156103/in/album-72177720329724936" title="7"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54861156103_f8fe3a0915_c.jpg" width="600" height="800" alt="7"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">La discesa termina a Foce di Terrarossa e per arrivare a Campaiana ci attendono ben 10 km di strada bianca che in questo periodo diventa strada marrone, il bosco è stupendo e il mix di colori sempre diverso che troviamo ad ogni curva fanno passare in fretta questo lungo tratto.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54861159109/in/album-72177720329724936" title="IMG_1585"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54861159109_028b3e0930_c.jpg" width="600" height="800" alt="IMG_1585"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni tanto poi la strada si scopre così da poter ammirare le vette più alte.  </p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54860903266/in/album-72177720329724936" title="IMG_1588"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54860903266_8d409c9cd4_c.jpg" width="800" height="600" alt="IMG_1588"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Raggiunta Campaiana non ci rimane che salire alla Pania di Corfino inizialmente su asfalto e poi con i sentieri 564 per la sella di Campaiana e il 62 per la croce. Qua improvvisamente il paesaggio cambia e diventa aspro con la roccia a farla da padrone. </p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54861158729/in/album-72177720329724936" title="IMG_1593"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54861158729_5bbebcd281_c.jpg" width="800" height="600" alt="IMG_1593"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Particolarità di questa vetta è la croce che è messa più in basso della cima vera e propria in modo che si possa vedere da Corfino il paese sottostante che è anche quello che da il nome al monte. </p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54861156453/in/album-72177720329724936" title="IMG_1598"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54861156453_4869a44d93_c.jpg" width="800" height="600" alt="IMG_1598"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<h2 class="wp-block-heading">Fonte dell&#8217;Amore-Fiasco</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Inizia da qui la seconda e lunghissima discesa di giornata, da 1.600 mt a 400 mt, prima parte si ripercorre a ritroso la via d&#8217;andata  </p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54861206580/in/album-72177720329724936/" title="IMG_1600"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54861206580_40a2171241_c.jpg" width="800" height="600" alt="IMG_1600"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">poi fino a Fonte dell&#8217;Amore si percorre un bosco da fiaba con colori pazzeschi come il rosso fuoco che risulta predominante.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54861158369/in/album-72177720329724936" title="IMG_1602"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54861158369_bd3d119cc9_c.jpg" width="600" height="800" alt="IMG_1602"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla Fonte dell&#8217;Amore inizia il tratto più tecnico del giro con rocce, qualche bel gradone e tornanti accattivanti, nulla di estremo ma il tutto in un ambiente unico da lasciare a bocca aperta.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54860902551/in/album-72177720329724936" title="IMG_1603"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54860902551_cbb7fed4e8_c.jpg" width="600" height="800" alt="IMG_1603"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54861206120/in/album-72177720329724936" title="IMG_1605"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54861206120_6a28ce8a0a_c.jpg" width="800" height="600" alt="IMG_1605"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Tra un tratto e l&#8217;altro c&#8217;è spazio anche per una arcigna risalita dove mettere alla prova le proprie abilità tecniche sul fondo smosso e roccioso.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54860902556/in/album-72177720329724936" title="IMG_1607"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54860902556_0d8aa9cefb_c.jpg" width="600" height="800" alt="IMG_1607"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54861206080/in/album-72177720329724936" title="IMG_1606"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54861206080_1348c7bb13_c.jpg" width="800" height="600" alt="IMG_1606"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Sbucati a Corfino giusto il tempo di 4 pedalate ed eccoci alla chicca finale <strong>IL FIASCO</strong> mai nome fu più azzeccato, la discesa finale a Sillicagnana su castagneta è una vera e propria ubriacatura, un turbillon di ripidi, curve in appoggio, salti naturali e chi più ne ha più ne metta, sentiero davvero divertente che quando arrivi in fondo ti senti ubriaco come quando hai bevuto un fiasco di vino tantè che tra di noi urliamo: Posa il fiasco ahahah.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Brilli ma di felicità e contentezza non ci resta che scendere a Sambuca per la <strong>Via del Volto Santo</strong> che altro non è che la parte della Via Francigena che va da Pontremoli a Lucca. Questa antica via di pellegrinaggio si conclude nel duomo di Lucca, dove i pellegrini possono scoprire il Volto Santo: un antico crocifisso di legno che raffigura la faccia di Gesù.  Da Sambuca poi si risale velocemente a Villetta dove il giro termina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Raccolta fotografica</h2>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/albums/72177720329724936" title="Pania di Corfino"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54861156168_ebc7a64edd_c.jpg" width="800" height="600" alt="Pania di Corfino"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>
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		<title>Gran Sasso epic tour</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Campanelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 08:05:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Sasso e Laga]]></category>
		<category><![CDATA[OC]]></category>
		<category><![CDATA[Percorsi]]></category>
		<category><![CDATA[All Mountain]]></category>
		<category><![CDATA[Enduro]]></category>
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		<category><![CDATA[Mountain Bike]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da tempo avevamo in programma un giro “epico” nel Parco del Gran Sasso. L’idea era partire da Fonte Cerreto, sfruttando</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Da tempo avevamo in programma un giro “epico” nel Parco del Gran Sasso. L’idea era partire da Fonte Cerreto, sfruttando la funivia per guadagnare facilmente i primi 1000 metri di dislivello, ma la sua sospensione improvvisa ci ha costretti a reinventare il percorso — rendendolo ancora più ambizioso. <br></p>



<iframe loading="lazy" frameBorder="0" scrolling="no" src="https://www.wikiloc.com/wikiloc/embedv2.do?id=234755476&#038;elevation=on&#038;images=off&#038;maptype=H" width="1080" height="600"></iframe><div style="color:#777;font-size:11px;line-height:16px;">Powered by&nbsp;<a style="color:#4C8C2B;font-size:11px;line-height:16px;" target="_blank" href="https://www.wikiloc.com">Wikiloc</a></div>



<p class="wp-block-paragraph">Con il supporto di Igor, di <a href="https://liveyourmountain.com/">Live Your Mountain</a>, e il suo furgone attrezzato per il trasporto bici, siamo saliti fino a Campo Imperatore, trasformando Paganica nel punto di partenza e di arrivo di un anello semplicemente spettacolare: 73 chilometri, 1700 metri di dislivello positivo e oltre 3100 di discesa, tra scenari mozzafiato e condizioni limite. La neve in quota ha reso l’avventura molto impegnativa, lunghi tratti di spingismo su sentieri completamente coperti e passaggi ghiacciati hanno messo a dura prova gambe e testa. Un giro durissimo, ma anche indimenticabile — uno di quelli che ti ricordano perché ami la montagna e la bici.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54836220585/in/album-72177720329512324/" title="IMG_20251004_091204135_HDR"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54836220585_9d70058919_b.jpg" width="1024" height="768" alt="IMG_20251004_091204135_HDR"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Giunti a Campo Imperatore, salutiamo Igor e ci concediamo una colazione energetica all’Ostello, tra il profumo di caffè e le viste mozzafiato sul massiccio del Gran Sasso. Ne approfittiamo per una breve visita al museo della vecchia funivia, una piccola perla di storia montana ospitata negli spazi dell’ostello. L’impianto originale, inaugurato nel 1934, collegava Fonte Cerreto a Campo Imperatore con una stazione intermedia, un’opera pionieristica per l’epoca che richiese un enorme sforzo tecnico ed economico. Rimasta in funzione per oltre cinquant’anni, fu poi sostituita nel 1988 dal moderno tracciato diretto ancora in uso oggi.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54835035767/in/album-72177720329512324/" title="IMG_20251004_101818865_HDR"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54835035767_0f8c879e03_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20251004_101818865_HDR"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Rifocillati e ispirati dalle memorie storiche, inforchiamo le bici e iniziamo a pedalare lungo il sentiero di mezzacosta che sale verso Passo del Lupo e La Portella. Man mano che guadagniamo quota, la neve si inspessisce, dapprima un velo bianco, poi uno strato compatto che copre interamente il sentiero. Nonostante tutto, riusciamo a rimanere in sella per gran parte della salita, affrontando a piedi solo i tratti più critici e ghiacciati.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54887983800/in/album-72177720329512324" title="GS1"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54887983800_8fa9bbf346_b.jpg" width="1024" height="560" alt="GS1"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Raggiungere il valico della Portella (m 2 231 slm) si è rivelata un’impresa tutt’altro che banale, il sentiero era completamente ghiacciato, costringendoci a misurare ogni passo con cautela. </p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54836177574/in/album-72177720329512324/" title="WhatsApp Image 2025-10-04 at 19.41.29"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54836177574_d976c84309_b.jpg" width="1024" height="576" alt="WhatsApp Image 2025-10-04 at 19.41.29"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Uno stretto passaggio tra le rocce gelide ci proietta in un altro mondo, una Val Maone trasformata dalle recenti nevicate in un anfiteatro naturale grandioso e severo, dominato da pareti verticali e da un tappeto di neve che si perde all’orizzonte.<br>Il sentiero ghiacciato impone cautela, ma la voglia d’avventura è più forte: Francesco si lancia per primo, le ruote scricchiolano sulla neve, il silenzio si spezza — la montagna ci mette alla prova, e noi accettiamo la sfida.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54835899646/in/album-72177720329512324/" title="IMG_20251004_110601044_HDR"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54835899646_4ca55ef2f8_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20251004_110601044_HDR"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Sul manto di neve, le tracce fresche di un lupo segnano il nostro stesso sentiero — un incontro invisibile, ma potente, che ricorda chi è davvero il padrone di questi luoghi.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54836265915/in/album-72177720329512324" title="WhatsApp Image 2025-10-04 at 19.40.41"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54836265915_f9d296bac0_b.jpg" width="1024" height="859" alt="WhatsApp Image 2025-10-04 at 19.40.41"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Si avanza con fatica, spingendo la bici lungo il pendio ghiacciato. A ogni passo la gamba sprofonda nella neve, e l’acqua gelida nelle scarpe trasforma il freddo in dolore. </p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54887694451/in/album-72177720329512324" title="GS2"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54887694451_66dd95cde8_b.jpg" width="1024" height="614" alt="GS2"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Il silenzio è rotto solo dallo scricchiolio del ghiaccio sotto i piedi. A tratti si scivola, si cade, ci si rialza, mentre la montagna osserva impassibile. Nei passaggi più critici, dove la neve lascia spazio alla roccia gelata, ci passiamo le bici a mano. È un avanzare lento e ostinato, fatto di piccoli gesti e grande determinazione — la montagna non concede nulla, ma ogni metro guadagnato ha il sapore di una conquista.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54886817017/in/album-72177720329512324" title="GS3"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54886817017_3c2ccd83c6_b.jpg" width="1024" height="825" alt="GS3"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Poi, finalmente, il sentiero si addolcisce. La pendenza cala, si riesce a risalire in sella — ed è subito godimento puro. Con un po’ di velocità la bici plana sulla neve, leggera, quasi danzando. </p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54874504825/in/album-72177720329512324/" title="GSepic2"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54874504825_63ab896c60_b.jpg" width="1024" height="572" alt="GSepic2"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Si scivola un po’, la guida non è precisa, serve correggere spesso la traiettoria e giocare d’equilibrio, ma ogni metro è puro divertimento. </p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54836192268/in/album-72177720329512324/" title="WhatsApp Image 2025-10-05 at 11.34.23"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54836192268_dba7fedf62_b.jpg" width="1024" height="578" alt="WhatsApp Image 2025-10-05 at 11.34.23"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo tanta fatica, la montagna concede un attimo di grazia, e basta quello per far sparire il freddo e la stanchezza.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54873342907/in/album-72177720329512324" title="GSepic3"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54873342907_f0c5c85ba9_c.jpg" width="800" height="445" alt="GSepic3"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Nel tratto finale, in uscita dalla valle, la neve svanisce. Le ruote scorrono veloci su un sentiero pietroso, e il paesaggio si apre, più luminoso e vivo.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54886817012/in/album-72177720329512324" title="GS4"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54886817012_6e291a0f2d_b.jpg" width="1024" height="606" alt="GS4"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Dalle cascate del Rio Arno, per circa un chilometro, il sentiero diventa impossibile da pedalare: si incassa tra enormi blocchi di roccia seguendo il torrente. È un tratto duro, lento, da affrontare con pazienza e attenzione, fino a raggiungere il monumento in memoria di Mario Cambi e Cicchetti, i due alpinisti travolti da una tormenta nel febbraio del 1929 mentre tentavano la salita al Corno Piccolo — un luogo che impone rispetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da lì in poi il percorso cambia volto. Si torna in sella, e il sentiero si trasforma in un flow continuo tra gli alberi, curve morbide, radici bagnate, ritmo e velocità. È una danza frenetica nel bosco che ci accompagna fino a Pietracamela, l&#8217;antico e fiero borgo di pietra aggrappato alla montagna.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54887936914/in/album-72177720329512324" title="GS5"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54887936914_2716821c31_c.jpg" width="620" height="800" alt="GS5"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Pietracamela appare all’improvviso, incastonata nella montagna come un piccolo gioiello di pietra. Le case si addossano l’una all’altra, un labirinto di muri antichi che profuma di camino.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54836129799/in/album-72177720329512324/" title="IMG_20251004_135009809_HDR"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54836129799_088617faff_b.jpg" width="1024" height="768" alt="IMG_20251004_135009809_HDR"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Proseguiamo attraversando i vicoli del paese, le scalette scendono ripide, serpeggiando tra cortili e archi in pietra. Si notano ancora i segni del terremoto: ponteggi e bande arancioni delimitano aree con lavori in corso.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54886816987/in/album-72177720329512324" title="GS7"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54886816987_cf6119fcd0_c.jpg" width="800" height="674" alt="GS7"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Scendiamo da Pietracamela con un breve affaccio sulla Cascatella del Vecchio Mulino e da lì imbocchiamo il Sentiero della Natura e della Memoria, un single track che, a mio avviso, è il più bello di tutto il giro.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54836154970/in/album-72177720329512324/" title="IMG_20251004_140132461_HDR"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54836154970_c0bcfce92e_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20251004_140132461_HDR"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Il tracciato si snoda nel bosco tra curve strette e passaggi su roccia, tecnico ma fluido, un equilibrio perfetto tra sfida e divertimento. Il suo nome non è casuale: il percorso collega Pietracamela a Intermesoli seguendo un’antica via che tocca luoghi legati alla storia e alla vita quotidiana del paese — il lavatoio, l’antico mulino sul Rio Arno, la chiesetta della Madonna — custodendo così la memoria di chi per secoli ha abitato queste montagne. Il bosco è fitto e rigoglioso, il terreno umido e veloce: si scivola, si rilancia, si sorride.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54886816967/in/album-72177720329512324" title="GS9"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54886816967_e781aaef3a_c.jpg" width="800" height="688" alt="GS9"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Alla fine della discesa, ci rendiamo conto che la bici di Francesco non ne vuole più sapere di ripartire, siamo costretti a una decisione sofferta: separarci, con la promessa di tornare a prenderlo a fine giro. Dopo un breve tratto di asfalto, imbocchiamo un sentiero in salita che per un lungo tratto costeggia il fosso di Venaquaro, fino a risbucare su via di Santa Reparata. Il contesto naturalistico è strepitoso: boschi rigogliosi e natura straripante, ma sono quattro chilometri durissimi. Il tracciato si arrampica tra rocce e radici, costringendo spesso a spingere la bici a mano. Si avanza lentamente, immersi in un ambiente selvaggio e affascinante.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54887936874/in/album-72177720329512324" title="GS10"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54887936874_c6abee1ea9_c.jpg" width="800" height="612" alt="GS10"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Il sentiero sembra una via antica, tracciata da mani lontane nel tempo. I grandi blocchi di pietra affiorano come gradini consumati, segnando un passaggio dimenticato che la natura ha ripreso tra muschi e radici. Si ha la sensazione di attraversare la storia del luogo, di muoversi lungo una traccia che esiste da sempre, nascosta nel cuore del bosco.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54886816957/in/album-72177720329512324" title="GS11"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54886816957_53e9ca4956_c.jpg" width="800" height="664" alt="GS11"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Proseguiamo la salita su asfalto per circa due chilometri, poi, poco prima dell’ultima curva che porta a Prato Selva, deviamo di nuovo su sentiero. Inizia una lunghissima discesa che prima segue il fosso Adriano e poi il fosso Nerito, con diversi guadi “inclusi nel prezzo”. Qui il percorso regala finalmente lunghi tratti in sella, veloci e divertenti, ma non mancano passaggi tecnici che richiedono attenzione. In alcuni punti è meglio scendere e affrontarli a piedi: la stanchezza comincia a farsi sentire, e conviene non rischiare.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54835945641/in/album-72177720329512324" title="WhatsApp Image 2025-10-04 at 19.38.47"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54835945641_984a36378b_c.jpg" width="800" height="450" alt="WhatsApp Image 2025-10-04 at 19.38.47"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Il sentiero in discesa termina sulla statale 80 del Gran Sasso, poco dopo Nerito. Da qui riprendiamo a salire su asfalto per circa sei chilometri, fino alla diga di Provvidenza. Il programma prevedeva di imboccare il sentiero del Chiarino fino al rifugio Fioretti, per poi goderci un’altra splendida discesa, ma il ritardo accumulato — tra guasti tecnici e neve in quota — ci costringe a cambiare i piani. Decidiamo di sacrificare quel passaggio e proseguire su asfalto fino all’ultima discesa prevista, nella valle del Raiale.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">La scelta si rivela provvidenziale: lungo il tragitto, infatti, incontriamo Francesco, che invece di aspettarci a Intermesoli come concordato, aveva deciso di proseguire da solo, in salita e senza assistenza. È stata una fortuna per lui, ormai provato, ma anche per noi, che abbiamo evitato di dover tornare a recuperarlo a fine giro. Lo agganciamo, con una spinta condivisa, e affrontiamo insieme gli ultimi chilometri fino all’imbocco dell’ultima discesa.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54886915887/in/album-72177720329512324" title="rimorchio"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/31337/54886915887_d6432684ab_z.jpg" width="640" height="362" alt="rimorchio"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Lì ci salutiamo, lui prosegue su asfalto verso l’auto, mentre noi ci tuffiamo nella valle del Vasto, planando verso il fiume Raiale. Il sentiero costeggia il fiume alternando una sponda all’altra, con piccoli guadi, curve veloci e continui rilanci. La pendenza è dolce ma mai davvero riposante: bisogna spingere nei tratti in piano, rilanciare in uscita dalle curve, e la fatica accumulata si fa sentire nelle gambe. Si gode, ma si soffre anche un po’.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54887983820/in/album-72177720329512324" title="GS12"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54887983820_161de168d8_c.jpg" width="800" height="673" alt="GS12"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Si è fatto tardi, la luce cala rapidamente e il bosco si tinge di ombre. La guida non è più precisa, e un paio di volte struscio contro i tronchi con la spalla, cercando di restare concentrato fino all’uscita su asfalto.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54887694446/in/album-72177720329512324" title="GS13"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54887694446_9285d62eac_c.jpg" width="640" height="780" alt="GS13"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Poi, all’improvviso, la ricompensa, il bosco si apre e ci accoglie un tramonto incredibile. Il cielo è un’esplosione di colori, con nuvole accese di rosa e arancio che sembrano incendiare le montagne. Pedaliamo in silenzio lungo la strada, stanchi ma felici, immersi in quella luce che chiude il giro nel modo più bello possibile.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54887936814/in/album-72177720329512324" title="GS14"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54887936814_f708b18ba9_c.jpg" width="800" height="605" alt="GS14"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Arriviamo alle auto che è ormai buio. Francesco è lì ad aspettarci, sorridente e stremato, come noi. Tutto è andato per il meglio, nonostante le difficoltà e i contrattempi. Un tagliere e una birra al pub vicino alla chiesa ci sembrano la ricompensa perfetta, un brindisi meritato per chiudere una giornata intensa, faticosa e bellissima.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Gran Sasso EPIC TOUR" width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/a_1mXmCYhqA?start=14&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<h2 class="wp-block-heading">Album Fotografico</h2>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/albums/72177720329512324" title="Gran Sasso epic tour"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54836220585_9d70058919_b.jpg" width="1024" height="768" alt="Gran Sasso epic tour"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Sirente, la montagna che mette alla prova</title>
		<link>https://www.bicinatura.it/sirente-la-montagna-che-mette-alla-prova/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Campanelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 08:34:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[OC]]></category>
		<category><![CDATA[Percorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Velino e Sirente]]></category>
		<category><![CDATA[All Mountain]]></category>
		<category><![CDATA[Enduro]]></category>
		<category><![CDATA[Freeride]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ventisette chilometri e mille e trecento metri di dislivello non dicono la verità, il Monte Sirente non è una gita</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ventisette chilometri e mille e trecento metri di dislivello non dicono la verità, il Monte Sirente non è una gita in bici, ma un’impresa che esige rispetto. Dopo i primi tratti pedalabili, in un paesaggio maestoso e severo, la montagna mostra il suo carattere più ostile. Per conquistare la vetta bisogna spingere la bici per 600 metri di dislivello, su sentieri ripidi e pietrosi, dove ogni passo è fatica.</p>



<iframe loading="lazy" frameBorder="0" scrolling="no" src="https://www.wikiloc.com/wikiloc/embedv2.do?id=233945042&#038;elevation=on&#038;images=off&#038;maptype=H" width="1080" height="600"></iframe><div style="color:#777;font-size:11px;line-height:16px;">Powered by&nbsp;<a style="color:#4C8C2B;font-size:11px;line-height:16px;" target="_blank" href="https://www.wikiloc.com">Wikiloc</a></div>



<p class="wp-block-paragraph">Scegliendo un itinerario più lungo si possono ridurre un po’ le sessioni intermedie a spinta, ma restano comunque gli ultimi 500 metri di dislivello per la vetta, da conquistare in “modalità walk”, un passo alla volta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E una volta in cima, la discesa è altrettanto tosta. Nel tratto alto bisogna cercare la via tra grossi sassi, scegliendo con attenzione ogni linea, e anche più in basso il terreno resta tecnico, nervoso, mai banale. In alcuni punti serve addirittura scendere dalla bici per superare passaggi impossibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La bellezza dei vasti panorami, però, i silenzi assoluti e la sensazione di trovarsi in una montagna vera, primordiale, rendono l’esperienza a somma positiva. Il Sirente si lascia conquistare solo da chi accetta la sfida, e proprio per questo, regala emozioni autentiche.</p>



<iframe loading="lazy" frameBorder="0" scrolling="no" src="https://www.wikiloc.com/wikiloc/embedv2.do?id=233945366&#038;elevation=on&#038;images=off&#038;maptype=H" width="1080" height="600"></iframe><div style="color:#777;font-size:11px;line-height:16px;">Powered by&nbsp;<a style="color:#4C8C2B;font-size:11px;line-height:16px;" target="_blank" href="https://www.wikiloc.com">Wikiloc</a></div>



<p class="wp-block-paragraph">Dal parcheggio imbocchiamo subito un’ippovia, asfalto zero, solo erba, terra e il rumore sordo delle ruote che solcano il prato. Ci addentriamo tra macchie di bosco e radure, poi ritrova forma una carrareccia che inizia a salire con pendenza mai proibitiva.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54818643392/in/album-72177720329343213" title="IMG_20250927_095509872_HDR"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54818643392_708ffcfdb5_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20250927_095509872_HDR"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Pian piano l’aria si fa più sottile, poi i rami si aprono e il paesaggio si spalanca. Tra le chiome del bosco compaiono le pareti del Monte Faito e del Monte Serra dei Curti, che incorniciano in lontananza la piana del Fucino, stesa come un mare immobile sotto un cielo lattiginoso. È una di quelle immagini che danno un senso a tutto, trasformando la fatica in stupore.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54818643237/in/album-72177720329343213/" title="IMG_20250927_101035943"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54818643237_306f5283e4_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20250927_101035943"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Quando la traccia si dissolve nell&#8217;erba, resta solo la montagna, nuda e immensa.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54819492051/in/album-72177720329343213" title="IMG_20250927_102423472"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54819492051_326579c4f7_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20250927_102423472"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Salendo da Valle Canale, la parte più selvaggia del Sirente, l’ambiente si fa severo, spettrale, ridotto all’essenziale: pietra, luce e silenzio.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54819824630/in/album-72177720329343213/" title="IMG_20250927_104018080"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54819824630_3dbef94989_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20250927_104018080"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Un movimento tra le rocce cattura lo sguardo. Un branco di lupi — quattro, forse cinque — attraversa silenzioso il pendio. Si muovono compatti, rapidi, guardinghi, fermandosi di tanto in tanto a osservarci da lontano prima di scomparire tra le pieghe della montagna. Non faccio in tempo a fotografarli bene, in pochi istanti sono già troppo lontani. Mi torna alla mente ciò che avevo visto poco prima — ossa di buoi e cavalli sparse tra i sassi. Forse ora tutto trova una spiegazione.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54872785510/in/album-72177720329343213" title="Lupo 2"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54872785510_afbc09e703_n.jpg" width="315" height="193" alt="Lupo 2"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54872485716/in/album-72177720329343213/" title="Lupo 1"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54872485716_3855ef9c77_n.jpg" width="320" height="190" alt="Lupo 1"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Giunti a Fonte Canale, l’ultimo punto d’acqua del versante sud-est, inizia la parte più dura. La traccia si impenna subito, il fondo diventa irregolare e la bici si trasforma in un peso da spingere più che da guidare.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54819756303/in/album-72177720329343213/" title="IMG_20250927_105836432"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54819756303_374e8fb378_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20250927_105836432"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">La montagna qui non concede tregua, ogni metro va conquistato con fatica, nel silenzio ruvido della pietra.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54819491626/in/album-72177720329343213/" title="IMG_20250927_111447394"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54819491626_cebb6be618_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20250927_111447394"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Mi volto per prendere fiato. Sascha spinge la bici tra le pietre, immerso nell’immensità del pendio. Alle sue spalle Piano di Canale si distende come un panno di velluto increspato, punteggiato dalle chiome tondeggianti degli alberi. Più oltre, la piana del Fucino si perde nella foschia, chiusa tra le creste del Monte Romanella e del Monte Alto, campo di battaglia di altre avventure.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54819824245/in/album-72177720329343213/" title="IMG_20250927_112451339"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54819824245_13ea545be4_b.jpg" width="1024" height="768" alt="IMG_20250927_112451339"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Davanti la cresta severa del Sirente esige rispetto.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54819755853/in/album-72177720329343213/" title="IMG_20250927_115436565"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54819755853_c20953f821_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20250927_115436565"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Un pianoro concede un po’ di tregua, una terrazza sospesa su un paesaggio irreale.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54819491156/in/album-72177720329343213/" title="IMG_20250927_120830852"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54819491156_185ddd4714_b.jpg" width="1024" height="768" alt="IMG_20250927_120830852"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Si sale ancora, guadagnando una prospettiva sul versante settentrionale. La montagna si apre, muta forma, e non smette di stupire.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54819491086/in/album-72177720329343213/" title="IMG_20250927_121031328"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54819491086_e1e06d541b_b.jpg" width="1024" height="768" alt="IMG_20250927_121031328"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Ognuno trova la propria via tra le rocce. Alessandro ha scelto la sua.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54819490821/in/album-72177720329343213/" title="IMG_20250927_122451016"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54819490821_4bab11ac73_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20250927_122451016"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo sopra le nuvole, sospesi tra la roccia e il cielo.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54819823465/in/album-72177720329343213/" title="IMG_20250927_123311436"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54819823465_78b4bf21ec_b.jpg" width="1024" height="768" alt="IMG_20250927_123311436"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Il Canale Maiori appare come una soglia tra due mondi. Da un lato la pietra ruvida, scolpita dal gelo e dal vento, dall’altro le nuvole che risalgono lente dal fondo valle, come un respiro profondo della montagna. È un punto in cui tutto si ferma, il rumore, il tempo, perfino la fatica.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54819755228/in/album-72177720329343213/" title="IMG_20250927_123354799"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54819755228_82d22bc01d_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20250927_123354799"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Di fronte, la vetta, una parete verticale di calcare chiaro, aspra e compatta.<br>Sembra vicina, quasi a portata di mano, ma l’inganno della quota è sottile, tra qui e la cima resta ancora parecchia fatica.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54819490806/in/album-72177720329343213/" title="IMG_20250927_123236780"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54819490806_40c4e47515_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20250927_123236780"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le varie possibilità scelgo la più diretta, quindi la più dura. Il sentiero si dissolve tra i blocchi, costringendo a sollevare la bici di peso. Negli ultimi metri c’è Federico, una mano tesa, un gesto semplice che dice tutto, e siamo in vetta.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54876618506/in/album-72177720329343213" title="sirente vetta"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54876618506_9df4d94098_b.jpg" width="1024" height="574" alt="sirente vetta"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">La vista da quassù è immensa, a 2.348 metri di quota lo sguardo spazia dal Gran Sasso alla Majella. L’aria è limpida e leggera, attorno a noi altri escursionisti si godono la sosta, chi mangia, chi scatta foto, chi semplicemente resta in silenzio. Dopo tanta fatica, è il momento di respirare — e lasciare che la montagna faccia il resto.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54819755063/in/album-72177720329343213/" title="IMG_20250927_125552651"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54819755063_c77697a105_b.jpg" width="1024" height="768" alt="IMG_20250927_125552651"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Da quassù, il Canale Maiori fa ancora più impressione.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54819740344/in/album-72177720329343213/" title="IMG_20250927_125528225"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54819740344_8d2ee5ed84_b.jpg" width="1024" height="768" alt="IMG_20250927_125528225"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Ripreso fiato e mangiato qualcosa, è il momento di scendere. Indossiamo le protezioni, controlliamo le bici e ci prepariamo al cambio di ritmo.<br>Jacopo apre le danze, leggero e preciso, facendosi strada tra i sassi che tempestano il pendio, finalmente si vola.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54871575252/in/album-72177720329343213" title="sirenteDH1"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54871575252_099a0dc26b_b.jpg" width="1024" height="560" alt="sirenteDH1"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Scendendo di quota, il terreno invece di migliorare si complica. I sassi diventano ancora più grossi, in alcuni passaggi non resta che fermarsi, scendere di sella e accompagnare la bici tra le rocce, anche per evitare di sfasciare tutto. È una discesa che non regala nulla, ma proprio per questo non si dimentica.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54872432346/in/album-72177720329343213" title="SirenteDH6"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54872432346_d277b99866_b.jpg" width="1024" height="540" alt="SirenteDH6"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Giunti nel bosco, il sentiero cambia ritmo, il terreno si fa più scorrevole e la bici torna a danzare. Curve morbide, passaggi fluidi, ma è meglio non distrarsi troppo,  radici, massi affioranti e diversi tratti tecnici richiedono ancora controllo e precisione.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54874952395/in/album-72177720329343213" title="sirente bosco"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54874952395_7ee11c15ba_b.jpg" width="1024" height="570" alt="sirente bosco"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Il Sirente è uno di quei giri che restano addosso. Duro, vero, senza compromessi, ma capace di restituire molto più di quanto chiede.<br>Ogni metro spinto, ogni tratto a piedi, ogni passaggio superato diventa parte di un racconto che parla di montagna autentica, di amicizia e di libertà.<br>Non è un percorso per tutti, ma per chi lo affronta con rispetto, lascia un segno profondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Video-Sintesi</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Monte Sirente - La montagna ostile" width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/jjdaHwQTVso?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Album Fotografico</h2>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/albums/72177720329343213" title="monte Sirente "><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54818643392_708ffcfdb5_c.jpg" width="1024" height="768" alt="monte Sirente "/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>
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		<title>Valle del Campanaro Reloaded – upgrade di pura adrenalina</title>
		<link>https://www.bicinatura.it/valle-del-campanaro-reloaded-upgrade-di-pura-adrenalina/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Campanelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 09:19:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[OC]]></category>
		<category><![CDATA[Percorsi]]></category>
		<category><![CDATA[All Mountain]]></category>
		<category><![CDATA[Enduro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo tornati nella Valle del Campanaro, ed è stato come riabbracciare un vecchio amico. La partenza, come sempre, da Poggio</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Siamo tornati nella <strong><a href="https://www.bicinatura.it/due-technical-flow-trails-al-campanaro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Valle del Campanaro</a></strong>, ed è stato come riabbracciare un vecchio amico. La partenza, come sempre, da <strong>Poggio Picenze</strong>, quel piccolo borgo che ormai per noi significa divertimento puro. L’aria fresca del mattino, le bici pronte&#8230; ogni volta che iniziamo a pedalare qui, sappiamo che ci aspetta qualcosa di speciale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La volta precedente avevamo assaggiato questa valle con due discese memorabili — il <strong>Sentiero 15</strong> e il <strong>Campanaro High by Coach</strong> — una combinazione perfetta di flow e tecnica, ed è stato un preludio di ciò che questa montagna ha da offrire. Ma questa volta volevamo di più. Volevamo tornare e lasciarci travolgere ancora una volta dall’energia di questi trail, aggiungendo nuovi ingredienti alla ricetta, due sentieri che partono da metà dislivello, <strong>la Highway</strong>, la PS1 della vecchia gara enduro, e la <strong>PS4</strong>, quella più ruvida, più cattiva, più emozionante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non a caso quella gara, la <strong>VDC Enduro Race</strong>, organizzata dagli instancabili ragazzi di <strong>No Limits Bike</strong>, è rimasta nel cuore di molti rider abruzzesi. Si correva proprio qui, tra i canaloni e i boschi sopra Poggio Picenze. Era il 2021, e il paese si era trasformato per un weekend nel centro pulsante dell’enduro. I più forti si misuravano su queste stesse tracce, allora appena nate. Si dice che, durante la gara, nel fitto del bosco le indicazioni delle PS si confondessero facilmente con i numerosi sentieri naturali, e molti rider finissero per orientarsi “di pancia”, guidati solo dall’istinto e dalla pendenza del terreno. Forse è proprio questa la magia della Valle del Campanaro, un intricato labirinto di sentieri dove, però, anche se sbagli strada, alla fine ti ritrovi sempre a Poggio Picenze.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Campanaro trails &#x1f4a5;" width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/EZ3VrfHGVkc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver completato le due discese, quindi, viene il momento di cimentarsi con la <strong>Highway</strong>, un nome che promette velocità, e non tradisce. Appena entri nel trail capisci subito perché era la prima PS della gara. Le sponde ti accompagnano come onde, le curve si aprono e si richiudono, morbide ma decise. È un sentiero che ti invita ad andare forte, a fidarti, a mollare un po’ i freni e lasciare che la bici faccia il suo lavoro. Ti sembra quasi di volare. L’aria ti fischia nelle orecchie, gli occhi scorrono veloci lungo la linea, e ogni rilancio è una planata. C’è quella sensazione di ebbrezza pura, il cuore che batte più forte non per la fatica, ma per la libertà. È il flow nella sua forma più genuina: scorrevole, istintivo, senza paura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi la “Highway” si placa, e inizia la breve risalita. Si sale piano, respirando, con quel sorriso da chi ha appena vissuto una scarica di pura adrenalina. Le gambe bruciano, ma la testa è leggera. L’ascesa è solo una transizione, una pausa prima del gran finale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E il gran finale ha un nome, <strong>PS4</strong>. Già alla partenza senti che cambia tutto. Il terreno si inclina, i primi metri sono ripidi, le ruote mordono la terra e l’equilibrio diventa tutto. I salti si susseguono, non grandi, ma quanto basta per farti sentire vivo; le curve strette si intrecciano come un serpente che scende nel canalone. È una danza di istinti e riflessi. Da una sponda all’altra, il sentiero sale e scende, gioca con te, ti prende e ti rilascia come in una corsa sulle montagne russe di terra e roccia. La bici sobbalza, il manubrio vibra, il cuore pompa. Ogni curva è una piccola vittoria, ogni salto un grido che non riesci a trattenere. Sei dentro il gioco, completamente immerso, niente pensieri, niente freni mentali, solo tu, la bici e il sentiero che scorre sotto le ruote.</p>



<iframe loading="lazy" frameBorder="0" scrolling="no" src="https://www.wikiloc.com/wikiloc/embedv2.do?id=235859145&#038;elevation=on&#038;images=off&#038;maptype=H" width="1080" height="600"></iframe><div style="color:#777;font-size:11px;line-height:16px;">Powered by&nbsp;<a style="color:#4C8C2B;font-size:11px;line-height:16px;" target="_blank" href="https://www.wikiloc.com">Wikiloc</a></div>



<p class="wp-block-paragraph">Quando arrivi in fondo, c’è quel silenzio pieno di respiro e soddisfazione. Ti guardi intorno, sorridi, e capisci che questo posto ti ha di nuovo conquistato. La Valle del Campanaro non è solo una trail area, è un piccolo mondo dove la passione per la mountain bike diventa esperienza totale, dove ogni discesa racconta qualcosa, e dove, alla fine, l’unica cosa che vuoi fare è tornare su… e rifarla ancora.</p>
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		<title>La cresta del Monte Ocre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Campanelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Oct 2025 09:06:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[OC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La giornata era limpida, una di quelle in cui l’aria fresca del mattino sembra invitarti a salire più in alto</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La giornata era limpida, una di quelle in cui l’aria fresca del mattino sembra invitarti a salire più in alto possibile. Da <strong>San Felice d’Ocre</strong>, il piccolo borgo arroccato sopra la conca aquilana, la vista già promette grandi cose: il <strong>Monte Ocre</strong> svetta davanti, severo e affascinante, ci osserva dall’alto come a dire “vediamo se ci arrivi!&#8221;<br>Il giro non è lungo — <strong>38 chilometri per 1.700 metri di salita</strong> — ma salite ripide, tratti a spinta e una discesa che alterna <strong>roccia fissa e ghiaione smosso</strong>, lo rendono abbastanza impegnativo. Un <strong>all mountain autentico</strong>, dove ogni metro si guadagna con fatica e ti ripaga con la bellezza della montagna più autentica e selvaggia.</p>



<iframe loading="lazy" frameBorder="0" scrolling="no" src="https://www.wikiloc.com/wikiloc/embedv2.do?id=231908385&#038;elevation=on&#038;images=off&#038;maptype=H" width="1080" height="600"></iframe><div style="color:#777;font-size:11px;line-height:16px;">Powered by&nbsp;<a style="color:#4C8C2B;font-size:11px;line-height:16px;" target="_blank" href="https://www.wikiloc.com">Wikiloc</a></div>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Verso Rocca di Cambio</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Fino a <strong>Rocca di Cambio</strong>, per circa quattordici chilometri, la traccia segue la <strong>strada regionale 5 bis Vestina Sarentina</strong>, ma ci guida un<a href="https://www.facebook.com/sascha.cerini" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> <strong>local</strong></a> che queste montagne le conosce metro per metro, e grazie a lui abbandoniamo l&#8217;asfalto ad ogni occasione, ogni tornante è un taglio, l&#8217;occasione per infilarsi in un <strong>sentiero nascosto</strong> che corre tra prati e boschi. È come seguire una linea segreta, piccole varianti che trasformano la salita in un viaggio di scoperta.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54787477923/in/album-72177720329013947/" title="IMG_20250913_103214855"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54787477923_94775fb056_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20250913_103214855"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Basta poco per accorgersi di quanto sia <strong>ricco e vivo</strong> questo territorio, il crepidio delle ruote sullo sterrato, il profumo della vegetazione, la luce che filtra tra gli alberi. Salendo verso Rocca di Cambio, ogni deviazione diventa un piccolo privilegio, un modo per vivere la montagna dal suo lato più autentico.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54787341536/in/album-72177720329013947" title="IMG_20250913_094809291_HDR"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54787341536_b4c3dbe7e5_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20250913_094809291_HDR"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Sosta a Rocca di Cambio</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Giunti a <strong>Rocca di Cambio</strong> è il momento di una breve pausa, giusto il tempo di gustare un <strong>caffè nella piazza principale</strong> del paese — il <strong>comune più alto degli Appennini</strong>, a 1.434 metri sul livello del mare. L’aria è frizzante, la vista si allarga sulle montagne che ancora ci aspettano, e per un istante tutto rallenta: la fatica svanisce tra le chiacchiere tranquille del bar e il profumo del caffè appena fatto.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54787361268/in/album-72177720329013947/" title="IMG_20250913_110401509"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54787361268_b676c89396_b.jpg" width="1024" height="1022" alt="IMG_20250913_110401509"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Poi si riparte: <strong>un altro chilometro di asfalto</strong> e una <strong>svolta a destra</strong> ci porta su una <strong>suggestiva ciclabile</strong> che punta decisa verso la montagna. </p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54787357713/in/album-72177720329013947/" title="IMG_20250913_111337492"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54787357713_46df245e0a_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20250913_111337492"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Pian piano l’asfalto lascia spazio al terreno naturale, la ciclabile si fa <strong>sentiero</strong> e sale fino al <strong>Colle di Forcamiccia</strong> (1.707 m s.l.m.), e la cosa si fa seria.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54787437020/in/album-72177720329013947/" title="IMG_20250913_113305384"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54787437020_316c4bc144_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20250913_113305384"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Verso la vetta</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dal <strong>Colle di Forcamiccia</strong> il sentiero cambia volto. Il <strong>single track</strong> si fa più ostico, più ripido, e si infila tra <strong>rocce e radici</strong> che obbligano a manovre ardite per non mettere il piede a terra. In alcuni tratti bisogna <strong>scendere di sella</strong>, scegliere la linea con attenzione e spingere la bici a mano.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54787322199/in/album-72177720329013947/" title="IMG_20250913_115357236_HDR"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54787322199_8ca7be1d87_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20250913_115357236_HDR"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Poi arriva il tratto più duro: un paio di <strong>centinaia di metri lineari a spinta</strong>, dove la pendenza non lascia alternative se non abbassare la testa e procedere con pazienza, respirando l’aria sottile che profuma di alta quota. È qui che la fatica diventa parte del gioco, e ogni metro conquistato regala la sensazione di avvicinarsi davvero al cuore della montagna.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54787087116/in/album-72177720329013947/" title="IMG_20250913_115554084"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54787087116_556aa90e75_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20250913_115554084"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il tratto più duro, quando il fiato si fa corto, la montagna finalmente si apre. Davanti a noi si stende un <strong>magnifico vallone</strong>, ampio e luminoso, incastonato tra pendii erbosi e costoni di pietra. L’aria è limpida, il silenzio profondo, solo il vento e le nostre voci euforiche che risuonano nella vastità della montagna.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54786239132/in/album-72177720329013947/" title="IMG_20250913_120102349"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54786239132_f5bb2b96c9_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20250913_120102349"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Si pedala di nuovo, con la sensazione di aver conquistato un passaggio segreto. Il sentiero si insinua nel vallone e poi cala dolcemente, trasformandosi in una <strong>discesa suggestiva</strong>, fluida e immersa nel paesaggio d’alta quota. Le ruote scorrono leggere sul sentiero un po&#8217; smosso, la vista corre lontano, fino ai profili chiari delle creste più alte.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Ma la montagna non regala mai nulla fino in fondo. Al termine della valle ci attende un <strong>breve passaggio non pedalabile</strong>, un piccolo tributo di forza, si torna a spingere la bici, qualche decina di metri di sforzo per riguadagnare quota. È il prezzo da pagare per guadagnare un&#8217;altra meraviglia.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Dopo il vallone, la traccia piega verso <strong>Settacque</strong>, una conca verde e silenziosa dove la montagna raccoglie se stessa. Qui tutto converge, le <strong>acque del disgelo, la pioggia, la neve sciolta</strong>. Scorrono invisibili sotto il terreno, scomparendo nelle fenditure della roccia calcarea per poi riemergere più a valle, chiare e fredde come appena nate.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Il terreno è umido, morbido, e profuma di erba bagnata. Camminando si riconosce il respiro della montagna, lento e profondo. Tra i prati, l’occhio cade su <strong>grandi prataioli</strong>, sodi e carnosi, cresciuti nella terra scura e piena d’acqua. Non resisto, faccio spazio nello zaino e ne raccolgo qualcuno — un piccolo dono della giornata, da portare a casa, insieme al ricordo di questo luogo magnifico.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Dal piccolo <strong>rifugio in fondo alla valle di Settacque</strong> inizia la parte più impegnativa del giro. All’inizio si riesce ancora a pedalare, il sentiero sale deciso ma regolare, disegnando curve tra l’erba alta e le pietre bianche. Poi, poco a poco, la pendenza cresce, il fondo si fa più mosso, e la bici diventa un peso da condurre con pazienza.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54785809194/in/album-72177720329013947/" title="IMG_20250913_130605436_HDR"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54785809194_e67c02a5e7_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20250913_130605436_HDR"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Si procede <strong>a spinta</strong>, passo dopo passo. Non è un tratto lungo — appena <strong>trecento metri di dislivello</strong> — ma con quasi <strong>trenta chili addosso</strong> tra bici e zaino, non c’è molto da scherzare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fiato diventa corto, ma lo sguardo corre lontano, verso <strong>nord</strong>, la <strong>conca aquilana</strong> si apre in tutta la sua bellezza, un mosaico di borghi e campi incorniciato dai <strong>monti del Gran Sasso</strong>, che si stagliano netti contro il cielo. </p>



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<p class="wp-block-paragraph">Verso <strong>sud</strong>, le forme morbide di <strong>Settacque</strong> si allungano in una tavolozza morbida di verdi e grigi, chiuse dal profilo severo del <strong>Monte Cefalone</strong> e di <strong>Cima di Fossa Palomba</strong>.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54785809634/in/album-72177720329013947/" title="IMG_20250913_130036507"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54785809634_29153c0963_b.jpg" width="768" height="1024" alt="IMG_20250913_130036507"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<h3 class="wp-block-heading">La croce di vetta</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il sentiero risale l’ultimo pendio tra le rocce bianche, è il tratto finale, quello che richiede tutta la forza e la concentrazione possibile. Poi, all’improvviso, appare la <strong>croce di vetta</strong>. Siamo a <strong>2.208 metri</strong>, in cima al <strong>Monte Ocre</strong>. Quando arrivo in cima, li trovo già lì, <strong>i miei amici</strong>, seduti tra le rocce, intenti a chiacchierare e scherzare come se la salita non fosse mai esistita. L’atmosfera è leggera, familiare, il vento soffia deciso ma non abbastanza da spegnere il sorriso.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54841204315/in/album-72177720329013947" title="salita a spinta"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54841204315_8cd603619b_b.jpg" width="1024" height="536" alt="salita a spinta"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sascha</strong>, la nostra guida, tira fuori un pezzo di carta vetrata e si mette a lavorare con calma sulla croce di vetta, rimuovendo qualche incrostazione che il tempo ha lasciato. L&#8217;ha messa li lui qualche anno fa, insieme ad altri amici, sostituendone una fatta con i tubi di ferro.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54785913005/in/album-72177720329013947/" title="IMG_20250913_131207767"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54785913005_a7800dc666_b.jpg" width="1024" height="768" alt="IMG_20250913_131207767"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<h3 class="wp-block-heading">La discesa</h3>



<p class="wp-block-paragraph">È ora di rimettersi in marcia. <strong>Indossiamo le protezioni</strong>, controlliamo le bici, uno sguardo d’intesa e si parte. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La discesa è subito <strong>insidiosa</strong>, la prima sezione si snoda su <strong>roccia fissa</strong>, un labirinto di pietre bianche dove ogni linea va scelta con precisione. Si pedala <strong>in cresta</strong>, con il vento che spinge da un lato e l’orizzonte che si apre in tutte le direzioni.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54841116769/in/album-72177720329013947/" title="freeride2"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54841116769_9e0f706548_b.jpg" width="1024" height="477" alt="freeride2"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Poi da <strong>cima I Tre Bauzi</strong> (2.136 m slm), si piega verso valle e la pendenza aumenta. La discesa diventa <strong>decisa, nervosa</strong>, si cerca una linea tra le rocce con un susseguirsi di <strong>passaggi tecnici</strong> che chiedono concentrazione assoluta. La bici scivola, salta, si aggrappa alla roccia — e ogni metro richiede equilibrio e fiducia. È una sfida continua, una danza tra controllo e istinto, tra la voglia di lasciar correre e la necessità di controllo.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54840032817/in/datetaken-public" title="Screenshot 2025-10-08 162959"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54840032817_e99cbfb95a_b.jpg" width="923" height="833" alt="Screenshot 2025-10-08 162959"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla <strong>cima dei Monti di Bagno</strong> si intravede l’uscita, una <strong>vallata verde</strong> che si apre dolce tra le rocce, con un piccolo <strong>laghetto</strong> al centro che brilla al sole come una promessa di calma dopo la tempesta. Ma per raggiungerlo, la montagna chiede ancora rispetto. Il versante si fa <strong>ripido e sassoso</strong>, un terreno smosso che non perdona errori. Le ruote rimbalzano sulle pietre, l’assetto va tenuto saldo, lo sguardo fisso qualche metro più avanti. </p>



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<p class="wp-block-paragraph">Una breve <strong>sosta al fontanile</strong> per riprendere fiato e riposare gambe e polsi già abbastanza provati. Poi si riparte, su un tratto <strong>scorrevole</strong>, dove le ruote tornano a filare leggere, ma la tregua dura poco.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54785751330/in/album-72177720329013947/" title="IMG_20250913_140506130"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54785751330_28d4a78e83_b.jpg" width="1024" height="768" alt="IMG_20250913_140506130"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Poco più avanti inizia una <strong>carrareccia di ciottoli</strong>, ripida e insidiosa, che richiede ottime doti di equilibrio e controllo del mezzo. Poi ancora raggiungiamo <strong><a href="https://www.bicinatura.it/peschio-croce-natural-flow-trail/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Peschio Croce</a></strong>, meta di un&#8217;altra avventura, altro saliscendi, un tratto montano che si tuffa nella <strong>pineta</strong>, e infine nel <strong>bosco</strong> fitto che accompagna verso valle.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Video-Sintesi dell&#8217;avventura </h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Sulle Creste del Monte Ocre" width="800" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/xSw_ftIXnuQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In meno di quaranta chilometri si concentra un mondo intero: salite che chiedono concentrazione, discese che scorrono in un flow perfetto, tratti tecnici che mettono alla prova equilibrio e controllo. A ogni curva cambia tutto — il terreno, la luce, l’odore dell’aria. Roccia viva, erba, terra compatta, radici umide: ogni fondo racconta una storia diversa e regala un modo nuovo di guidare. Il silenzio si mescola al rumore delle gomme, il vento taglia il viso e accompagna il pensiero che si svuota, curva dopo curva.<br>Alla fine si rientra a <strong>San Felice d’Ocre</strong> stanchi ma pieni, con la mente ancora immersa nelle immagini del giorno e la sensazione nitida di aver vissuto un giro <em>all mountain</em> vero — completo, intenso, indimenticabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Album fotografico in HD</h2>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/albums/72177720329013947" title="monte Ocre "><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54785750720_d3467570da_b.jpg" width="1024" height="768" alt="monte Ocre "/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>
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		<title>Tornimparte &#8211; Sebastiani, Cresta Morretano e Vaccamorta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Campanelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 07:45:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[OC]]></category>
		<category><![CDATA[Percorsi]]></category>
		<category><![CDATA[All Mountain]]></category>
		<category><![CDATA[Enduro]]></category>
		<category><![CDATA[Freeride]]></category>
		<category><![CDATA[Mountain Bike]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è un momento, quando stringi il casco e agganci i pedali, in cui tutto si azzera ! Dal casello di</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bicinatura.it/tornimparte-sebastiani-cresta-morretano-e-vaccamorta/">Tornimparte &#8211; Sebastiani, Cresta Morretano e Vaccamorta</a> proviene da <a href="https://www.bicinatura.it">BiciNatura</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">C’è un momento, quando stringi il casco e agganci i pedali, in cui tutto si azzera ! Dal casello di Tornimparte inizia un all-mountain che è più di un semplice itinerario, è un viaggio che intreccia boschi, altipiani e creste panoramiche, passando da Campo Felice al Rifugio Sebastiani, per poi piegare verso il Valico del Morretano. Il cuore dell’avventura però non sta nel seguire la strada maestra, ma nello scarto deciso che porta a salire su Cima Morretano, da cui la cresta si allunga verso la Torricella, con viste che si aprono a ogni colpo di pedale. La discesa finale, veloce e adrenalinica, corre sul trail Vaccamorta, chiudendo un anello che se non conquista un posto nelle avventure epiche, sicuramente sa regalare emozioni forti.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Dal Rifugio degli Alpini la strada prende subito quota: quattro chilometri di asfalto in salita che mettono in moto le gambe e preparano alla vera avventura. Poi una deviazione a destra porta al “cancello dei pastori”, una barriera di pali e fil di ferro che negli ultimi tempi è stata rinforzata, costringendo ad una breve arrampicata sul terrapieno laterale per intercettare la carrareccia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Superato questo piccolo ostacolo, la traccia riprende a salire dolcemente, attraversando spazi aperti e macchie di bosco.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Il fondo, un po’ scassato ma sorprendentemente scorrevole, guida la pedalata tra curve e strappi leggeri. Poco alla volta la traccia si immerge in una faggeta magnifica, dove la luce filtra tra i tronchi e l’aria si fa più fresca.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">In poco tempo la carrareccia si apre e lascia spazio alla grande piana di Campo Felice. Lo scenario cambia all’improvviso: dai boschi ombrosi si passa a un altopiano luminoso, ampio e arioso. </p>



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<p class="wp-block-paragraph">La lunga discesa che lo attraversa invita a lasciar correre la bici, e in un attimo ci si ritrova a sfrecciare veloci, con lo sguardo che corre libero verso orizzonti infiniti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine della piana si punta al Rifugio Alantino per un caffè, ultimo presidio di civiltà prima della montagna vera, anche se trovarlo aperto è sempre un terno al lotto.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Dal Rifugio la strada riprende subito a salire su una carrareccia scassata che costeggia il lato est di Campo Felice, addentrandosi in un paesaggio sempre più selvaggio e tormentato. Per spezzare la fatica ci fermiamo alla miniera di bauxite abbandonata, una ferita rossa nella montagna, memoria silenziosa di un fugace passato minerario ormai lontano.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Tra i sassi spicca un frammento rosso punteggiato di scuro: bauxite ferrifera, memoria di ferro e di miniera, una brace di roccia che racconta la montagna.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Tornando in campo aperto, la pianura si spalanca di nuovo: ampia, silenziosa, quasi desolata. All’orizzonte il paesaggio prende forma con contorni netti: a sinistra si alza la Cimata del Puzzillo, al centro il profilo del Costone Occidentale, a destra il Monte Puzzillo. Tra queste due ultime sagome, si lascia intravedere anche Cima Morretano, la carta vincente del nostro viaggio.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Eccoci più vicini, davanti a sinistra si staglia Cima Morretano a destra il Monte Puzzillo, due giganti che sembrano fronteggiarsi in silenzio, ma per il momento l&#8217;itinerario ci spinge oltre, verso il Rifugio Sebastiani.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Il paesaggio montano è di struggente bellezza, la carrareccia serpeggia tra prati e pietraie, mentre di fronte si innalza l’imponente parete del Costone Occidentale, verticale e severa come una cattedrale di roccia.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Raggiungere il Rifugio Sebastiani non è mai impresa banale, la carrareccia scassata e segnata dalle piogge si impenna con decisione e pretende equilibrio e potenza per restare in sella. Qui la roccia regna sovrana, lastre fratturate si alternano a zolle erbose, disegnando un paesaggio aspro e primordiale.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Con non poca fatica raggiungiamo il Rifugio Sebastiani. Qui le gambe trovano tregua e il respiro si distende, mentre lo sguardo si perde in un paesaggio di straordinaria bellezza.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Impossibile non restare colpiti dalla Cimata del Puzzillo, che si erge fiera in primo piano come una lama di roccia scolpita dal vento. Sullo sfondo, l’imponente parete del Monte Puzzillo chiude l’orizzonte con la sua massa compatta e severa.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Dall’alto, la propagine Sud-Ovest di Campo Felice si mostra in tutta la sua vastità, incorniciata da un anfiteatro di cime che toglie il fiato. Da sinistra a destra scorrono il profilo del Costone Occidentale, la Cima nord del Puzzillo, il Morretano e infine l’imponente Monte Puzzillo. È un paesaggio grandioso e severo, si percepisce la forza primordiale che plasma la montagna.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Volgendo lo sguardo a sud, si apre l’ampia distesa dei Piani di Pezza. Pianori dolci e regolari che già nel nome custodiscono la loro origine contadina: appezzamenti di terra, un tempo animati da greggi e pastori, oggi silenziosi e solenni sotto l’abbraccio della montagna. Un paesaggio che parla di lavoro e tradizione, trasformato in quiete senza tempo.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Un caffè al Rifugio Sebastiani è quasi un rito, poi si riparte in discesa sulla carrareccia scassata. Si lascia scorrere la bici ma con prudenza: i canali e il fondo smosso non perdonano leggerezze. In poco tempo raggiungiamo il Passo del Morretano, da cui risaliamo in freeride tra prati e rocce fino alla base del monte. Un sentiero in mezzacosta, impegnativo ma divertente, ci porta a pedalare quasi sempre in sella fino alla croce di vetta, dove lo sforzo si trasforma in panorama.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Dalla croce di vetta, a 2.098 metri di quota, il colpo d’occhio è straordinario: il panorama spazia a 360 gradi, dalle cime più vicine fino  a quelle più lontane che si perdono all’orizzonte. La giornata limpida regala profondità e contrasti netti, con i profili dei monti che si susseguono a perdita d’occhio. È il momento giusto per fermarsi, respirare e assaporare la conquista, prima di voltare la bici e pensare alla bella discesa che ci attende.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Dall&#8217;altra parte della valle il versante più severo del Monte Puzzillo, con le sue stratificazioni di roccia.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Di fronte a noi la cresta che ci attende verso il Monte La Torricella: un filo di terra e roccia che corre alto sopra la valle, spettacolare e invitante. Il sentiero la segue fedelmente, serpeggiando tra saliscendi continui, con tratti scorrevoli alternati a passaggi tecnici che richiedono attenzione.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Dalla vetta ci buttiamo giù in freeride, a briglia sciolta, sui prati d’alta quota. La pendenza invita a lasciar correre la bici, il terreno è compatto e scorrevole, e il vento in faccia amplifica la sensazione di libertà. Un inizio esaltante che ci porta dritti verso la cresta de La Torricella.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">La cresta non regala nulla: dopo il freeride iniziale ci troviamo davanti un tratto duro, con fondo smosso e pendenze che costringono a scendere di sella. Si spinge la bici a mano, passo dopo passo, fino a quando il sentiero torna pedalabile. Un altro breve tratto in sella, poi di nuovo l’ultimo strappo a spinta che ci porta finalmente sulla vetta del Monte La Torricella.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54811039678/in/album-72177720328817094/" title="cresta morretano 2"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54811039678_aeec6671e9_b.jpg" width="1024" height="647" alt="cresta morretano 2"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo di nuovo sopra i duemila (2.071 metri di quota) poco meno del Morretano, e la vista è altrettanto ampia e suggestiva. Qui però l’arredo è decisamente più selvaggio, nessuna croce, solo uno zeppo infilato in un cumulo di pietre, con una scritta a pennarello a segnare la vetta.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Da qui in poi è tutta discesa, ma senza un vero sentiero, solo prati sconfinati tempestati di roccia fissa, che obbliga a scegliere la linea al volo. Si scende in freeride puro, improvvisando passaggi e lasciando correre la bici. Nei tratti più ripidi non si frena: si molla tutto e ci si affida all’istinto. L’adrenalina sale mentre il prato d’alta quota si trasforma in un vero parco giochi naturale, selvaggio e spettacolare, che ci accompagna verso valle.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54811039693/in/album-72177720328817094/" title="cresta torricella 1"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54811039693_9703d2bb4a_b.jpg" width="1024" height="519" alt="cresta torricella 1"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Giunti a valle, dopo qualche peripezia nel primo tratto di bosco, sporco di rami caduti e con il terreno smosso dai cinghiali, imbocchiamo finalmente il trail Vaccamorta. Il seniero che scorre fino a ricondurci al punto di partenza, tra curve naturali e tratti più veloci che sembrano non finire mai. È il degno epilogo di un’uscita varia e intensa, che ci ha portato dalle creste panoramiche fino ai boschi ombrosi, passando per freeride adrenalinici e sentieri tecnici.</p>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/54811129370/in/album-72177720328817094/" title="vaccamorta1"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54811129370_b5e33ae8bf_b.jpg" width="1024" height="523" alt="vaccamorta1"/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>



<p class="wp-block-paragraph">Un percorso completo, che lascia addosso la fatica ma soprattutto la soddisfazione di aver vissuto la montagna in tutte le sue forme.</p>



<h2 class="wp-block-heading">VIDEO-SINTESI</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<h2 class="wp-block-heading">ALBUM FOTOGRAFICO</h2>



<a data-flickr-embed="true" href="https://www.flickr.com/photos/bicinatura/albums/72177720328817094" title="cresta Morretano "><img decoding="async" loading="lazy" src="https://live.staticflickr.com/65535/54763180287_6c2ae99356_c.jpg" width="1024" height="768" alt="cresta Morretano "/></a><script async src="//embedr.flickr.com/assets/client-code.js" charset="utf-8"></script>
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