<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0">

<channel>
	<title>Binario Loco</title>
	
	<link>http://www.binarioloco.it</link>
	<description>Sito di cinema e attualità. Recensioni, anteprime, notizie e conferenze stampa dal mondo del cinema.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 06 Mar 2010 06:00:50 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/binarioloco/posts" /><feedburner:info uri="binarioloco/posts" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><item>
		<title>Mine vaganti</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/binarioloco/posts/~3/tDMJTbN2Wbg/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2010/03/06/mine-vaganti/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 06:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Donnini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultime uscite]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Preziosi]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Sofia Ricci]]></category>
		<category><![CDATA[Ennio Fantastichini]]></category>
		<category><![CDATA[Lecce]]></category>
		<category><![CDATA[Nicole Grimaudo]]></category>
		<category><![CDATA[Ozpetek]]></category>
		<category><![CDATA[riccardo scamarcio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=5780</guid>
		<description><![CDATA[

Le Mine vaganti del regista turco non hanno più come sfondo il gazometro romano del quartiere Ostiense ma Lecce, la bianca e barocca città salentina. Le mine vagano per la Puglia come petardi improvvisi di capodanno o più insidiose frecce tirate senza arco. Letali per il perbenismo di provincia.
Segreti nascosti e sotterfugi di una società [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/03/Mine-vaganti.jpg" rel="lightbox[5780]"><img class="aligncenter size-full wp-image-5785" title="Mine vaganti" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/03/Mine-vaganti.jpg" alt="" width="432" height="289" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le <a href="http://www.minevaganti.net/" target="_blank">Mine vaganti</a> del regista turco non hanno più come sfondo il gazometro romano del quartiere Ostiense ma Lecce, la bianca e barocca città salentina. Le mine vagano per la Puglia come petardi improvvisi di capodanno o più insidiose frecce tirate senza arco. Letali per il perbenismo di provincia.</p>
<p style="text-align: justify;">Segreti nascosti e sotterfugi di una società viziata che non fa più scandalo, tantopiù se fosse stato girato a Roma. Ed ecco che la provincia torna, ancora una volta, l’ennesima, nelle regie italiane quasi per stabilire un giusto equilibrio di sano scandalo, puro e doveroso, anche se temporaneo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5780"></span>Un’impero (un pastificio pugliese) costruito apparentemente con sani principi morali e sgretolato nell’arco di un breve lasso di tempo dalle mine vaganti, i familiari dell’onorata impresa. Una commedia forse, amara ma non troppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Pur sempre commedia. Non c’è  tragicità degli eventi come nelle fate ignoranti né la storicità d’oppressione in la finestra di fronte. E’ agrodolce il sapore, mediterraneo come le splendide inquadrature della terra ospitante. Eppure si sorride, lo si cerca il sorriso, nel dramma, perché la commedia porta con sé il gusto e la parodia in un mix delicato. Si sorride perché ci appaga, ci conforta, perché in fondo i veri scandali sono fuori, sono altrove.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sentimento rende sempre giustizia e nonostante si svolga al sud (come fosse obbligato il binomio con arretratezza) finalmente Ozpetek si scrolla di dosso quel vittimismo delle minoranze oppresse,  siano razziali o sessuali. Sposta il baricentro verso l’esagerazione o meglio, l&#8217;esasperazione dei fatti: non uno, ben due i fratelli omosessuali, il grande segreto della saggia-confusa nonna (come nel bestseller di Susanna Tamaro), gli amici che sembrano macchiette gay, il poco equilibrio psichico-emotivo dell’unica amica, il solito cognato un po’ coglione.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il cast è rinnovato: Riccardo Scamarcio, (poco credibile -forse volutamente?- nei panni gay, dove si appella per ben due volte nel film con il denigrante termine “frocio”, chissà perchè) Alessandro Preziosi, Nicole Grimaudo e la divertente sciroccata Elena Sofia Ricci, mentre per Ennio Fantastichini, già interprete in <em>Saturno contro</em>, l’inedito ruolo del rigido padre. Ma siamo in Puglia, mai come in questo contesto, azzeccato fu il detto. Tarallucci e vino. E le cose si sistemano.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tocco delicato dell’abile artista riesce sempre a trovare quella corda un po&#8217; esposta, un po’ più fragile, un po’ sensibile e, seppur in maniera più lieve, a farla vibrare.</p>
<p><object width="500" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/v_TBPSFYaGg&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/v_TBPSFYaGg&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="400" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/binarioloco/posts/~4/tDMJTbN2Wbg" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2010/03/06/mine-vaganti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.binarioloco.it/2010/03/06/mine-vaganti/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Nord</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/binarioloco/posts/~3/vgH9Rp1ZbFU/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2010/03/04/nord/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 12:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Dati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berlinale 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime uscite]]></category>
		<category><![CDATA[Berlino]]></category>
		<category><![CDATA[nanni moretti]]></category>
		<category><![CDATA[Rune Denstad Langlo]]></category>
		<category><![CDATA[Sacher]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
		<category><![CDATA[Tribeca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=5775</guid>
		<description><![CDATA[
Arriva in Italia grazie alla Sacher Distribuzione di Nanni Moretti, garanzia di qualità, questo piccolo film – dura appena un’ora e un quarto – del norvegese Rune Denstad Langlo.
Presentato al 59° Festival di Berlino &#8211; Panorama e al 27° Torino Film Festival, premiato come miglior regia al Tribeca Film Festival 2009 e ottenuto il Premio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/03/NORD.jpg" rel="lightbox[5775]"><img class="aligncenter size-full wp-image-5777" title="NORD" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/03/NORD.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Arriva in Italia grazie alla Sacher Distribuzione di Nanni Moretti, garanzia di qualità, questo piccolo film – dura appena un’ora e un quarto – del norvegese Rune Denstad Langlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Presentato al 59° Festival di Berlino &#8211; Panorama e al 27° Torino Film Festival, premiato come miglior regia al Tribeca Film Festival 2009 e ottenuto il Premio della Critica Internazionale FIPRESCI &#8211; Europa Cinemas Label, <a href="http://www.nordthemovie.no/" target="_blank">Nord</a> racconta la storia di Jomar, ex campione di sci che, in seguito ad una depressione fulminante, ha perso compagna e carriera.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5775"></span>È appena uscito dal centro psichiatrico dov&#8217;era in cura quando un amico gli dice che, tra le varie cose che ha perso, c&#8217;è anche un figlio. 890 chilometri lo separano dall’ex compagna e dal bambino. Li percorrerà in condizioni precarie, su una motoslitta, incontrando i personaggi più improbabili e attraversando un paesaggio artico di sensazionale bellezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Le peripezie del corpulento e taciturno Jomar – interpretato da Anders Baasmo Christiansen, pressoché l’unico attore professionista nel cast – ricordano quelle dei surreali protagonisti dello scrittore finlandese Arto Paasilinna (i cui romanzi sono editi in Italia da Iperborea, casa specializzata in letteratura nordica): come lui, anche molto cinema scandinavo rivolge uno sguardo stralunato e ironico alle nostre società disgregate malgrado benessere e comfort, nel caldo Sud come nel gelido Nord.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/binarioloco/posts/~4/vgH9Rp1ZbFU" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2010/03/04/nord/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.binarioloco.it/2010/03/04/nord/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Alice in Wonderland</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/binarioloco/posts/~3/nvEVMuOp6IM/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2010/03/03/alice-in-wonderland/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 12:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Lugi</dc:creator>
				<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime uscite]]></category>
		<category><![CDATA[Alice]]></category>
		<category><![CDATA[anne hathaway]]></category>
		<category><![CDATA[Helena Bonham Carter]]></category>
		<category><![CDATA[johnny depp]]></category>
		<category><![CDATA[mia wasikowska]]></category>
		<category><![CDATA[tim burton]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=5770</guid>
		<description><![CDATA[Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente  sarebbe com&#8217;è, perché tutto sarebbe come non è, e viceversa! Ciò che è,  non sarebbe, e ciò che non è, sarebbe!
A dispetto del successo universale dell&#8217;epopea fantastica di Alice, e della grande quantità di trasposizioni cinematografiche o televisive a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/03/Alice_in_Wonderland_Locandina_piccola1.jpg" rel="lightbox[5770]"><img class="alignnone size-full wp-image-5772" style="float:left" title="Alice_in_Wonderland_Locandina_piccola" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/03/Alice_in_Wonderland_Locandina_piccola1.jpg" alt="" width="280" height="414" /></a><em>Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente  sarebbe com&#8217;è, perché tutto sarebbe come non è, e viceversa! Ciò che è,  non sarebbe, e ciò che non è, sarebbe!</em></p>
<p style="text-align: justify;">A dispetto del successo universale dell&#8217;epopea fantastica di Alice, e della grande quantità di trasposizioni cinematografiche o televisive a essa dedicate, risulta piuttosto difficile trattenere nella memoria una versione pienamente soddisfacente, o esteticamente compatibile con i testi scritti da Lewis Carroll. Il limite comune di tali realizzazioni consiste quasi sempre nella presentazione di una protagonista alquanto passiva di fronte agli strani personaggi e alle bizzarre vicissitudini che di volta in volta le si presentano. Risultato: opere fredde e meccaniche, prive delle magiche suggestioni evocate dalle pagine del libro.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5770"></span>Ecco perché abbiamo atteso con tanta impazienza l&#8217;uscita dell&#8217;ultima fatica di Tim Burton (1958), <a href="http://adisney.go.com/disneypictures/aliceinwonderland/" target="_blank">Alice in Wonderland</a>, che si profila, a circa 150 anni dalla pubblicazione del volumetto illustrato, come l&#8217;opera di riferimento tra le traduzioni in immagini del celebre racconto per l&#8217;infanzia. Il geniale autore di <em>Batman</em>, <em>Edward mani di forbice</em>, <em>La fabbrica di cioccolato</em>, <em>La sposa cadavere</em> [nota del caporedattore: <em>Nightmare Before Christmas</em>!  <img src='http://www.binarioloco.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  ] e di tanti altri memorabili capolavori, già premiato nel 2007 &#8211; a soli 49 anni &#8211; con il Leone d&#8217;Oro veneziano alla (folgorante!) carriera, ha inteso oltremodo caratterizzare il viaggio dell&#8217;eroina nel fantastico mondo sotterraneo, dotandolo di una forte componente emotiva, e ancor più umanizzando le stranezze mentali dei vari personaggi.</p>
<p style="text-align: justify;">A quasi sessant&#8217;anni dall&#8217;uscita del cartone animato <em>Alice nel paese delle meraviglie</em> (1951), la Disney affronta una nuova avventura in cui le moderne meraviglie tecniche e i prodigiosi effetti visivi si combinano al fascino della storia. Il lungometraggio si avvale, infatti, di sequenze in grafica computerizzata, motion capture e tridimensionale, con aggiunte in live action. Il personaggio del Cappellaio Matto (Johnny Depp) è stato ripreso unicamente in un green screen appositamente costituito sul set. Terminate le riprese dal vivo, molte sequenze sono state rieditate in performance capture (tecnica utilizzata per <em>Polar Express</em>, <em>La leggenda di Beowulf</em>, <em>A Christmas Carol</em>), e altri personaggi animati in 3D sono stati aggiunti nel montaggio conclusivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto concerne la vicenda, invece, Tim Burton, ben supportato dalla sceneggiatura di Linda Woolverton (<em>La bella e la bestia</em>, <em>Il re leone</em>, <em>Mulan</em>…), che ha aggiunto alcune novità, ha sì attinto dai testi <em>Alice nel paese delle meraviglie</em> e <em>Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò</em>, ma anche dagli scritti minori di Carroll, passati alla lente della sua originale e celebrata visionarietà. Stavolta, però, Alice (Mia Wasikowska) è una diciannovenne che non ricorda assolutamente nulla del viaggio compiuto più di un decennio prima.</p>
<p style="text-align: justify;">La ragazza, durante un&#8217;affettata festa vittoriana, al cospetto di tanti rappresentanti dell&#8217;alta società, scopre con disappunto di esser stata promessa in sposa a un ricco rampollo, Hamish Ascot (Leo Bill). Distratta dalla visione del Bianconiglio, Alice si allontana verso la boscaglia per seguirlo finché s&#8217;imbatte in una cavità del terreno che sembrerebbe la tana dell&#8217;animale. Fa per accostarsi al foro quando la terra improvvisamente sprofonda e la giovane piomba in un pozzo interminabile. All&#8217;atterraggio si ritrova in una vasta sala da dove avrà inizio l&#8217;itinerario nel Paese delle Meraviglie.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche in questo caso avrà a che fare con spade fatate, pozioni magiche, animali parlanti come il Bianconiglio, il Dodo, il Leprotto Bisestile, il Brucaliffo e lo Stregatto, personaggi decisamente strani come il Cappellaio Matto, i gemelli cicciotti e speculari Pinco Panco e Panco Pinco (Matt Lucas), figure animate come i fiori parlanti e le carte da gioco capitanate dal perfido Fante di Cuori (Crispin Glover), creature inquietanti come il Grafobrancio, simile a un orso, e mostri sanguinari come il Ciciarampa, al servizio della Regina Rossa (Helena Bonham Carter), la quale terrorizza il mondo sotterraneo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra filtri rimpiccolenti e conigli ritardatari, interminabili Tea Party (“È sempre l&#8217;ora del tè, e negli intervalli non abbiamo il tempo di lavare le tazze.”), Alice supererà varie peripezie, scoprirà il significato dell&#8217;amore, farà conoscenza con la Regina Bianca (Anne Hathaway), e si unirà ai rivoltosi adoperandosi con tutte le sue forze per liberare il Paese delle Meraviglie dalla tirannide della malvagia e stravagante Regina Rossa.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, seppur con qualche variante, lo spirito allegorico delle favole di Lewis Carroll può dirsi fondamentalmente rispettato. In più abbiamo in dono le atmosfere dark tipiche dell&#8217;estro e della poetica di Tim Burton, accentuate dai fiabeschi scenari tridimensionali, e le divertenti pazzie del Cappellaio Matto (il solito Johnny Depp sopra le righe), che nel film assume un rilievo decisamente superiore rispetto a tutte e precedenti versioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Alice in Wonderland, allora, costituisce un&#8217;ulteriore versione del viaggio di formazione dell&#8217;eroina adolescente che oltrepasserà proficuamente la propria “linea d&#8217;ombra”; difatti, il suo percorso interiore e l&#8217;incontro con i vari personaggi della messinscena rappresentano la trasfigurazione (onirica o fantastica) dei mille problemi dell&#8217;individuo giovane, solo davanti agli ostacoli che ne determineranno l&#8217;accesso all&#8217;età adulta. Per questo riteniamo che la visione di questo grande spettacolo di cinema possa fornire divertimento e piacevoli emozioni sia ai grandi che ai piccini.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, il richiamo al sottotesto da parte dello scrittore britannico invitava i giovani lettori a mantenere l&#8217;innocenza del proprio stato infantile, quasi un invito a non crescere, e a “seguire il coniglio bianco” ossia il tramite verso il mondo fantastico, oppure verso una prospettiva nuova e sconvolgente del mondo reale. Tale indicazione è stata fornita anche in alcuni film che hanno scandito la storia della cinematografia: Shining (1980), Matrix (1999), Donnie Darko (2001)…</p>
<p style="text-align: justify;">Questa condizione propria della natura umana che pone, dunque, in antitesi la fantasia e la maturità, pare risolvibile sul piano individuale con un accettabile compromesso: diventare grandi giorno dopo giorno, ma senza dimenticare di continuare a coltivare il bene più prezioso del nostro intelletto, l&#8217;immaginazione.</p>
<p><strong>Estratto da PRIMISSIMA SCUOLA, n° 1-2 febbraio 2010</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p>http://www.youtube.com/watch?v=DeWsZ2b_pK4</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/binarioloco/posts/~4/nvEVMuOp6IM" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2010/03/03/alice-in-wonderland/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.binarioloco.it/2010/03/03/alice-in-wonderland/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Welcome to the Machine</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/binarioloco/posts/~3/f2EGsJ_xcYU/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2010/02/25/welcome-to-the-machine/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 06:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Donnini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Pink Floyd]]></category>
		<category><![CDATA[Queen]]></category>
		<category><![CDATA[Syd Barrett]]></category>
		<category><![CDATA[We will rock you]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=5766</guid>
		<description><![CDATA[WELCOME TO THE MACHINE
a Bologna
Liberare la mente attraverso l&#8217;arte o liberare l’arte attraverso il trip? Il viaggio visionario è ciò che spingeva la rockstar (Syd Barrett, tanto per fare un esempio) sul palco ma la condannava inesorabilmente ad essere schiava del sistema.
Attraverso i più grandi successi dei Pink Floyd, eseguiti rigorosamente dal vivo, Welcome to [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/Welcome-to-the-machine.jpg" rel="lightbox[5766]"><img class="alignnone size-full wp-image-5767" style="float: left;" title="Welcome to the machine" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/Welcome-to-the-machine.jpg" alt="" width="300" height="382" /></a>WELCOME TO THE MACHINE<br />
a Bologna</p>
<p style="text-align: justify;">Liberare la mente attraverso l&#8217;arte o liberare l’arte attraverso il trip? Il viaggio visionario è ciò che spingeva la rockstar (Syd Barrett, tanto per fare un esempio) sul palco ma la condannava inesorabilmente ad essere schiava del sistema.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5766"></span>Attraverso i più grandi successi dei Pink Floyd, eseguiti rigorosamente dal vivo, <em>Welcome to the Machine</em>, con messa in scena originale, racconta l’ascesa e la decadenza di una giovane rockstar, la storia della vita di un artista nella Londra dei primi anni settanta, gli inizi in uno scantinato, gli abusi alcolici e di droghe, i rapporti con i produttori e la stampa.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo <em>We Will Rock You</em>, il musical ispirato e ideato dai Queen, anche <a href="http://www.welcometothemachine.it/" target="_blank">Welcome to the Machine</a> si inserisce nel filone degli spettacoli rivolti a ricordare e omaggiare i grandi successi di band che hanno fatto la Storia della musica rock internazionale. Al Teatro EuropAuditorium di Bologna il 1° Aprile andrà in scena il tribute show dedicato ai Pink Floyd.</p>
<p style="text-align: justify;">Diretto da Emiliano Galigani, già regista di Circo Faber, <em>Welcome to the Machine</em> è liberamente ispirato alla vicenda di Syd Barrett,  leader del famoso gruppo inglese dal 1964 al 1968. E’ un concerto-spettacolo in cui ballo, musica, recitazione e grafica 3D si fondono. La musica live, eseguita dalla band di Massimiliano Salani, ripercorre i brani più celebri e significativi dei Pink Floyd. Il cast è costituito da 18 artisti professionisti tra cui Daniela Bulleri  (era Piccarda in <em>La Divina Commedia</em>), Beatrice Baldaccini  (<em>Il mondo di Patty</em>), Nicola Palladini  (<em>Il Miracolo di Marcellino</em> e <em>Lady Day</em>, il musical di Romeo Piparo e Amii Stewart). Lo spettacolo è interamente cantato e suonato dal vivo.</p>
<p style="text-align: justify;">La tournée 2010, partita dal Teatro Colosseo di Torino, si concluderà in aprile a Milano, facendo tappa a Piacenza, Bologna, Firenze, Mantova, Vicenza, Varese, Pordenone e Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">Prevendite presso EuropAuditorium in Piazza Costituzione, 4 Bologna. Circuito prevendite biglietti anche presso teatro delle Celebrazioni, il Circuito VivaTicket-Charta, i punti d&#8217;ascolto delle IperCoop, e Ticketone. www.teatroeuropa.it &#8211; tel 051 37.25.40 –  051 63.75.199    <a href="in%66o&#64;t%65atr&#111;%65u&#114;o&#112;a&#46;%69t">i&#110;&#102;&#111;&#64;&#116;e&#97;troe&#117;r&#111;p&#97;.it</a></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/binarioloco/posts/~4/f2EGsJ_xcYU" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2010/02/25/welcome-to-the-machine/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.binarioloco.it/2010/02/25/welcome-to-the-machine/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>The Swell Season</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/binarioloco/posts/~3/J501S9XZ-q8/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2010/02/22/the-swell-season/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 06:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Dati</dc:creator>
				<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[glen hansard]]></category>
		<category><![CDATA[marketa irglova]]></category>
		<category><![CDATA[once]]></category>
		<category><![CDATA[The Strict Joy]]></category>
		<category><![CDATA[The Swell Season]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=5760</guid>
		<description><![CDATA[
Sono approdati a Roma, all’Auditorium Parco della Musica, Glen Hansard e Marketa Irglova, ovvero The Swell Season, il duo (chitarra acustica lui, pianoforte lei) protagonista del caso cinematografico-musicale di un paio d’anni fa: il film Once, che ha spopolato al botteghino dopo essersi affermato nel 2007 al Sundance Film Festival di Robert Redford.
Questa produzione indipendente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/The-Swell-Season.jpg" rel="lightbox[5760]"><img class="aligncenter size-full wp-image-5763" title="The Swell Season" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/The-Swell-Season.jpg" alt="" width="450" height="272" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sono approdati a Roma, all’Auditorium Parco della Musica, Glen Hansard e Marketa Irglova, ovvero <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Swell_Season" target="_blank">The Swell Season</a>, il duo (chitarra acustica lui, pianoforte lei) protagonista del caso cinematografico-musicale di un paio d’anni fa: il film <a href="http://www.foxsearchlight.com/once/" target="_blank">Once</a>, che ha spopolato al botteghino dopo essersi affermato nel 2007 al Sundance Film Festival di Robert Redford.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5760"></span>Questa produzione indipendente a basso costo era diretta da John Carney, già bassista dei <a href="http://www.theframes.ie/" target="_blank">The Frames</a>, il gruppo fondato da Hansard a ridosso dell’uscita del celebre <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Commitments_%28film%29" target="_blank">The Commitments</a>, film del 1991 sulla vivace scena soul-rock di Dublino.</p>
<p style="text-align: justify;">È quindi evidente come gli intrecci amicali siano alla base del progetto portato sulle scene di mezzo mondo e, finalmente, anche da noi. Sul palcoscenico il duo è accompagnato da una robusta band che – forte di una consuetudine pluriennale – lo asseconda alla perfezione nel noto repertorio tratto dalla colonna sonora di <em>Once</em>, alternato a brani tratti dal nuovo lavoro, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Strict_Joy" target="_blank">The Strict Joy</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Come si conviene alla divisione dei ruoli tra loro, l’istrionico Hansard fa la parte del leone, mentre la minuta Irglova offre il suo equilibrato contrappunto pianistico alle esuberanze del compagno artistico. Il quale sfodera il meglio della sua personalità a metà concerto, quando si piazza sul proscenio, al di là del microfono (e meno male che l’acustica della Sala Sinopoli fa egregiamente il suo dovere), per cantare Say it to me now, forse il suo pezzo più significativo – si tratta della struggente canzone con cui inizia il film e in cui Hansard esprime tutto il suo pathos di amante deluso in un crescendo disperato.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante l’esecuzione del brano, il fulvo e corpulento irlandese arriva a strappare il cavo di amplificazione della chitarra, scatenando l’ovazione del pubblico che in questo gesto un po’ teatrale legge il rifiuto del Nostro a tradire le origini di busker ispirato e squattrinato, anche ora che ha finalmente raggiunto il successo.</p>
<p style="text-align: justify;">Di ciò Hansard fornisce la sua spiegazione, rivolgendosi ai fan in inglese: il successo è come un uccellino che si posa sulla tua spalla quando meno te l’aspetti. Ragion per cui il musicista ad un certo punto imbraccia una vecchia chitarra, con la cassa di legno tutta scrostata dai colpi di plettro inferti al culmine del coinvolgimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima e dopo, scorrono – condite da siparietti in cui l’innegabile simpatia del frontman irlandese la fa da padrone – Falling Slowly (premio Oscar 2008 come miglior canzone originale), <a href="http://www.youtube.com/watch?v=bzlfXvF1ekc" target="_blank">If You Want Me</a> (qui i riflettori sono tutti per Marketa), alternati con brani da The strict joy come Low rising, Feeling the pull e In these arms, per tornare dalle parti di Once con Fallen From The Sky, Trying to Pull Myself Away e ovviamente la title-track.<br />
C’è spazio anche per il violinista Colm Mac Iomaire, che interpreta in modo molto personale un classico del folk irlandese, prima dei bis e del tripudio del pubblico che ha potuto godere di due ore piene di buona musica, interpretata con la giusta dose di onesta passione dall’insolita coppia boemo-irlandese.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><object width="500" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/bzlfXvF1ekc&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/bzlfXvF1ekc&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="400" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/binarioloco/posts/~4/J501S9XZ-q8" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2010/02/22/the-swell-season/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.binarioloco.it/2010/02/22/the-swell-season/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Il Cattivo Esempio</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/binarioloco/posts/~3/aiBBe42p91Y/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2010/02/17/il-cattivo-esempio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 22:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Frezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fantastiche vignette di Mauro Biani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=5757</guid>
		<description><![CDATA[
La versione originale&#8230;è qui.   
Logout
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/Mauro_Biani-su-Morgan_17_2_2010.jpg" rel="lightbox[5757]"><img class="aligncenter size-full wp-image-5758" title="Mauro_Biani su Morgan_17_2_2010" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/Mauro_Biani-su-Morgan_17_2_2010.jpg" alt="" width="450" height="125" /></a></p>
<p>La versione originale&#8230;è <a href="http://maurobiani.splinder.com/post/22204061/Il+Cattivo+Esempio" target="_blank">qui</a>.  <img src='http://www.binarioloco.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Logout</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/binarioloco/posts/~4/aiBBe42p91Y" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2010/02/17/il-cattivo-esempio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.binarioloco.it/2010/02/17/il-cattivo-esempio/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Scusa ma ti voglio sposare</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/binarioloco/posts/~3/qV4gW2FkaZk/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2010/02/13/scusa-ma-ti-voglio-sposare/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 15:44:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Mazzacane</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultime uscite]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Moccia]]></category>
		<category><![CDATA[Michela Quattrociocche]]></category>
		<category><![CDATA[raoul bova]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=5750</guid>
		<description><![CDATA[
Dopo i lucchetti di &#8220;Tre metri sopra il cielo&#8221;, e il faro  dell&#8217;isolotto francese Moint Saint Michel, simbolo del film “Scusa, ma  ti chiamo amore” ecco che Federico Moccia ne firma anche il sequel, Scusa ma ti voglio sposare,  tratto dal suo ennesimo libro, di ben 600 pagine. Per fortuna il film [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/Scusa-ma-ti-voglio-sposare.jpg" rel="lightbox[5750]"><img class="aligncenter size-full wp-image-5751" title="Scusa ma ti voglio sposare" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/Scusa-ma-ti-voglio-sposare.jpg" alt="" width="449" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo i lucchetti di &#8220;Tre metri sopra il cielo&#8221;, e il faro  dell&#8217;isolotto francese Moint Saint Michel, simbolo del film “Scusa, ma  ti chiamo amore” ecco che Federico Moccia ne firma anche il sequel, <a href="http://www.scusamativogliosposare.it/" target="_blank">Scusa ma ti voglio sposare</a>,  tratto dal suo ennesimo libro, di ben 600 pagine. Per fortuna il film  dura solo un&#8217;ora e mezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5750"></span>Fra un film e l’altro, c’è stata la  parentesi di &#8220;Amore 14&#8243;, in cui Moccia racconta una generazione diversa,  ancora più &#8220;ggiovane&#8221;, senza dimenticare la sua tanto cara Niki che  appare in una sequenza mentre è alle prese con le prove dell’abito da  sposa e tutta presa dai preparativi delle nozze. Un parallelismo che  esprime l&#8217;attaccamento di Moccia al personaggio e alla sua storia sempre  e comunque.</p>
<p style="text-align: justify;">Com&#8217;è facilmente intuibile i protagonisti della  pellicola restano i due  inverosimili innamorati Alex e Niki –  interpretati di nuovo da Raoul Bova, che più matura più diventa bravo e  bello, e dalla giovanissima Michela Quattrociocche, molto carina ma  ancora poco espressiva, nonostante gli sforzi. L’attore è tornato  alla commedia sentimentale con molta soddisfazione e ha dichiarato a  Diva e donna “I film di Moccia per me sono come una vacanza”, ribadendo  in conferenza stampa che si è trovato molto bene sul set già dal  primo capitolo.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo film i due protagonisti, alle prese con i difficili preparativi del matrimonio, sono circondati da una serie di comparse che ruotano attorno agli amici di lui e di lei (due gruppetti stereotipati: 4 quarantenni peter-pan, dongiovanni mollati dalle compagne, sfortunati in amore e 4 teenager tutti feste e spensieratezza) riciclati da vari programmi televisivi, come Floriana Secondi (GF), Francesco Arca (Uomini e Donne) o Andrea Montovoli (Ballando con le stelle), che dovrebbe essere la rivelazione del film, ma raffigura solo un belloccio coetaneo di Niki che la induce in tentazione e in ripensamenti prima del fatidico si.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma per fortuna ci sono anche dei gran bravi attori, come Pino Quartullo e Cecilia Dazzi, i due genitori moderni e “alternativi” di Niki, che acquistano molto più spazio nella trama del secondo film, coinvolti in prima persona nei preparativi del matrimonio della figlia maggiore. Questi due attori danno davvero il massimo, regalando al film molti momenti di pura commedia all&#8217;italiana, nel senso più alto del termine. In particolare Quartullo, vero animale da palcoscenico.</p>
<p>Infine, come non segnalare la simpatia e la bravura degli amici fraterni di Alex, i coprotagonisti di Bova: Enrico &#8211; Luca Angeletti, che ha già recitato con Raoul nel film di Roberto Burchielli &#8220;Sbirri&#8221; e conosciuto dal grande pubblico televisivo soprattutto per la fortunata serie di Rai Uno &#8220;Tutti pazzi per amore&#8221;. Nel film è il più romantico tra i 4 ragazzoni che, nonostante la figlioletta a carico, simboleggia bene l&#8217;intramontabile adolescenza che pervade tutto il film.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi c&#8217;è Pietro, il più scanzonato e donnaiolo fra i 4,  refugium peccatorum dei suoi amici in crisi, interpretato da Francesco Apolloni (<em>La verità vi prego sull&#8217;amore</em>). Ne è passata di acqua sotto i ponti, dai primi passi in &#8220;Classe di ferro&#8221;; qui, infatti, porta tanta allegria e sense of humour, incarnando benissimo il Peter Pan che non vuole crescere e maturare.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine c&#8217;è Flavio &#8211; Ignazio Oliva, anche lui già visto in <em>Scusa, ma ti chiamo amore</em>. Interprete mai banale, appassionato di politica,  attore, regista e produttore. Un personaggio davvero in gamba, versatile e credibile in ogni ruolo. Appare qui come l&#8217;uomo più sensibile, quello che soffre talmente tanto per amore da avere di attacchi di panico e crisi, da cui uscirà fortificato e maturato.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunque la storia ricalca il classico viaggio dell&#8217;eroe di Vogler: Mondo ordinario. L’eroe lascia un mondo per cominciare un viaggio, ed entra in un altro mondo -&gt; Niki passa dall&#8217;adolescenza spensierata ad una consolidata storia d&#8217;amore. Richiamo all’avventura. La sfida, si stabilisce l’obiettivo e il percorso da fare. -&gt; Alex chiede a Niki di sposarla. Rifiuto del richiamo. L&#8217;Eroe è riluttante, dice no, evita un evento. -&gt; Niki manda a monte il matrimonio improvvisamente da un momento all&#8217;altro. Prova centrale. In genere c’è un rovescio di fortuna, temporaneo, che mette suspence. -&gt; i due piccioncini fanno pace. Via del ritorno. Bisogno del ritorno, ma trasformato -&gt; il lieto fine. Il matrimonio si avvera.</p>
<p>Il sequel prosegue sulla strada del romanticismo estremo di una storia d&#8217;amore a lieto fine, nonostante tutto e tutti, in cui i quarantenni si disperano per gli amori finiti e i ragazzini si struggono per l&#8217;amore assoluto. Strada tracciata già dal primo film allo scopo di portare in sala una favola, che come tale è surreale e fatta apposta per far sognare chi sceglie di andare a vederla. Insomma, una struttura semplice e lineare per una commedia diretta al pubblico preferito da Moccia, cioè quello composto prevalentemente dagli adolescenti ai ventenni, che vedranno sicuramente soddisfatte le loro attese.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/binarioloco/posts/~4/qV4gW2FkaZk" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2010/02/13/scusa-ma-ti-voglio-sposare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.binarioloco.it/2010/02/13/scusa-ma-ti-voglio-sposare/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>C’era una volta la città dei matti</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/binarioloco/posts/~3/PAvy47lsO10/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2010/02/11/cera-una-volta-la-citta-dei-matti/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 14:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Frezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dal mondo del cinema]]></category>
		<category><![CDATA[fabrizio gifuni]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Basaglia]]></category>
		<category><![CDATA[legge 180]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=5742</guid>
		<description><![CDATA[
La fiction, passata in Rai pochi giorni fa, è davvero ben fatta. Se siete da quelle parti, non mancate! Qui sotto, il comunicato stampa ufficiale.
Logout
TRIESTE – Sarà un evento cinematografico, ma anche un’occasione emozionante per stringersi intorno a un protagonista del nostro tempo, Franco Basaglia, proprio nella città in cui maturo’ la grande riforma della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/Gifuni-Basaglia.jpg" rel="lightbox[5742]"><img class="aligncenter size-full wp-image-5744" title="Gifuni - Basaglia" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/Gifuni-Basaglia.jpg" alt="" width="388" height="259" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La fiction, passata in Rai pochi giorni fa, è davvero ben fatta. Se siete da quelle parti, non mancate! Qui sotto, il comunicato stampa ufficiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Logout</p>
<p style="text-align: justify;">TRIESTE – Sarà un evento cinematografico, ma anche un’occasione emozionante per stringersi intorno a un protagonista del nostro tempo, Franco Basaglia, proprio nella città in cui maturo’ la grande riforma della legge italiana per la salute mentale:  venerdì 12 febbraio, al Cinema Ariston di Trieste (ore 20.30), è in programma  la proiezione pubblica del film &#8220;C&#8217;era una volta la città dei matti&#8221;, dedicato a Franco Basaglia, miniserie in due puntate diretta dal regista Marco Turco, che si presenta domani in anteprima al festival di Bari.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5742"></span>Alla proiezione di Trieste saranno presenti il regista Marco Turco e il protagonista Fabrizio Gifuni. La fiction, in onda su Raiuno domenica 7 e lunedì 8 febbraio, è stata girata nei mesi scorsi fra Gorizia e Trieste, proprio nei luoghi in cui <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Basaglia" target="_blank">Franco Basaglia</a> operò dal 1971 fino alla riforma della normativa nazionale sul disagio mentale e all&#8217;approvazione della legge 180, che scardino&#8217; in Italia la logica e la pratica dei manicomi.</p>
<p style="text-align: justify;">La presentazione di Trieste è promossa nell’ambito dell’ incontro internazionale “Trieste 2010: che cos’e’ ‘Salute Mentale’?”, promosso dal Dipartimento di Salute Mentale di Trieste e articolato in dialoghi, colloqui, letture magistrali e dibattiti, proiezioni, spettacoli e percorsi espositivi, per una straordinaria occasione di confronto sulla salute mentale in un mondo che ogni giorno impone nuovi “steccati”, umani e sociali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Info:</strong><strong> www.trieste2010.net </strong>e<strong> www.triestesalutementale.it.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;C&#8217;era una volta la città dei matti&#8221;, una produzione di Rai Fiction realizzata da Claudia Mori per Ciao ragazzi, prende le mosse a Gorizia, all’inizio degli anni ’60, quando, a Gorizia approda un giovane psichiatra ribelle, emarginato dal mondo accademico, capace di accendere quella scintilla che avrebbe provocato un incendio impensabile, fino a qualche anno prima … Affianca Fabrizio Gifuni, nel ruolo di Franco Basaglia, l’attrice Vittoria Puccini che interpreta Margherita, ricoverata ragazzina dalla madre nell’ospedale psichiatrico. Dove si trasforma, da fanciulla piena di vita e curiosità in una creatura ribelle e ingovernabile, tenuta in gabbia come una bestia feroce… E ci sono Branko Djuric nel ruolo di Boris, legato a un letto per quindici anni, Michela Cescon nel personaggio dell’infermiera Nives, e molti altri interpreti come Vitaliano Trevisan, Toni Bertorelli, Riccardo Maranzana, Sandra Toffolatti, Giorgio Amodeo.</p>
<p style="text-align: justify;">«La prima volta che entrai all’ex ospedale psichiatrico San Giovanni di Trieste – spiega il regista, Marco Turco &#8211; sapevo che mi stavo mettendo su una strada lunga e difficile, ma non avevo idea del mondo in cui sarei entrato. Sapevo che i nostri consulenti, primo fra tutti Peppe Dell’Acqua, direttore del distretto di salute mentale di Trieste, mi avrebbero aiutato a conoscere la storia dell’esperienza basagliana, mi avrebbero messo a disposizione tutti i loro materiali i loro ricordi, ponendomi nella condizione migliore per ricostruire quella storia, ma mentre camminavo per i viali di quello che era considerato un manicomio modello, mi continuavo a domandare: “Come farò a mettere in scena la malattia mentale? Come farò, attraverso la finzione, a restituire la verità di quelle persone che hanno passato la vita qua dentro?” .</p>
<p style="text-align: justify;">Poi mi resi conto che proprio l’esperienza basagliana mi offriva una risposta. L’unica strada era quella di stare con i pazienti, di conoscerli, di parlarci, di ascoltarli anche quando le cose che mi dicevano erano incomprensibili, anche quando cercavo di spingerli a ricordare com’era il manicomio prima che arrivasse Franco Basaglia suscitando in loro malinconia, rabbia o confusione.  I racconti delle loro sofferenze, delle torture subite: gli elettrochoc,  le contenzioni,  le umiliazioni, andavano oltre la ricostruzione storica di quegli avvenimenti, entravano nel personale, nell’intimità e questo dava loro quella concretezza che io ero tenuto a ricostruire attraverso la finzione.  Questo è stato il leit-motiv di tutta la lavorazione del film: restituire la verità di quella vicenda».</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><object width="500" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/AZ_12-U4Kag&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/AZ_12-U4Kag&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="400" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/binarioloco/posts/~4/PAvy47lsO10" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2010/02/11/cera-una-volta-la-citta-dei-matti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.binarioloco.it/2010/02/11/cera-una-volta-la-citta-dei-matti/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Op op op</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/binarioloco/posts/~3/zgcIwCL46fY/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2010/02/10/op-op-op/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 15:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Frezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fantastiche vignette di Mauro Biani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=5723</guid>
		<description><![CDATA[e poi&#8230;cliccate qui  
Logout
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/Mauro-Biani-su-Morgan.jpg" rel="lightbox[5723]"><img class="aligncenter size-full wp-image-5724" title="Mauro Biani su Morgan" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/Mauro-Biani-su-Morgan.jpg" alt="" width="400" height="552" /></a>e poi&#8230;cliccate <a href="http://maurobiani.splinder.com/post/22181489/Op+op+op" target="_blank">qui</a> <img src='http://www.binarioloco.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Logout</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/binarioloco/posts/~4/zgcIwCL46fY" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2010/02/10/op-op-op/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.binarioloco.it/2010/02/10/op-op-op/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Articolo 1 e derivati</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/binarioloco/posts/~3/pvSBNiVAcNA/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2010/02/09/articolo-1-e-derivati/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 16:04:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Frezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le fantastiche vignette di Mauro Biani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=5720</guid>
		<description><![CDATA[
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/Articolo-1-e-derivati_by_Mauro-Biani.jpg" rel="lightbox[5720]"><img class="aligncenter size-full wp-image-5721" title="Articolo 1 e derivati_by_Mauro Biani" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/Articolo-1-e-derivati_by_Mauro-Biani.jpg" alt="" width="450" height="439" /></a></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/binarioloco/posts/~4/pvSBNiVAcNA" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2010/02/09/articolo-1-e-derivati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.binarioloco.it/2010/02/09/articolo-1-e-derivati/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Itinerari toscani lungo le vie dei sapori – 4a parte</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/binarioloco/posts/~3/Q84GNlNuLnk/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2010/02/09/itinerari-toscani-lungo-le-vie-dei-sapori-%e2%80%93-4a-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 10:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Frezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli scritti di Michele Marziani]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Ceci]]></category>
		<category><![CDATA[latte crudo]]></category>
		<category><![CDATA[Montepulciano]]></category>
		<category><![CDATA[testaroli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=5726</guid>
		<description><![CDATA[Il pecorino della montagna pistoiese
Toscana e montana è la cucina dell’area intorno alla città di Pistoia, dove il pane con l’aglio e l’olio si chiama fettunta, dove c’è l’abitudine di mettere sott’olio l’arista di maiale e il filetto di cinghiale e dove si trovano dolci tipici come i brigidini e i berlingozzi. Si mangiano ceci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/Michele-Marziani_sigaro_piccola.jpg" rel="lightbox[5726]"><img class="alignnone size-full wp-image-5729" style="float:left" title="Michele Marziani_sigaro_piccola" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/Michele-Marziani_sigaro_piccola.jpg" alt="" width="250" height="375" /></a><strong>Il pecorino della montagna pistoiese</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Toscana e montana è la cucina dell’area intorno alla città di Pistoia, dove il pane con l’aglio e l’olio si chiama fettunta, dove c’è l’abitudine di mettere sott’olio l’arista di maiale e il filetto di cinghiale e dove si trovano dolci tipici come i brigidini e i berlingozzi. Si mangiano ceci e preparazioni a base di ceci nella zona di Pistoia e anche il farro che proviene dalle montagne della vicina Garfagnana, alle spalle di Lucca. Splendido il pecorino della montagna pistoiese prodotto a latte crudo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5726"></span><strong>La scommessa del latte crudo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco un’altra parolina magica: latte crudo. A differenza di quello pastorizzato, il latte crudo “racconta” il territorio, parla dei pascoli, esalta le differenze. Dà un senso a quel goloso ginepraio di formaggi che è la produzione casearia toscana che passa dal delicato raviggiolo di pecora (bianco e morbido), al sempre più rinomato marzolino del Chianti, attraverso la  caciotta toscana, mista di latte di pecora e mucca, il pecorino baccellone (prodotto in provincia di Pisa e così chiamato perché si mangia in primavera con le fave), il fin troppo noto pecorino di Pienza (a vari livelli di stagionatura), il pecorino Senese, il montano pecorino della Garfagnana, il pecorino toscano, il pecorino toscano da serbo (stagionato, ottimo da grattugia), il Toscanello&#8230;</p>
<p><strong>Pisa e Livorno profumate di mare</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tornando alle capitali del gusto non si può tralasciare Pisa, la città della torre pendente, il cui territorio condivide con Livorno le passioni per il mare. Già, perché se sono quattro le province toscane affacciate sul Tirreno, non sono altrettante quelle che amano il mare nel piatto: a Massa Carrara e a Grosseto si preferiscono spesso i sapori dell’interno.<br />
A Pisa no, passino pure la minestra di fagioli olio, aglio, salvia e pomodoro, ma poi si va di pesci e cacciagione di piuma e di palude. Roba comunque acquatica. Ecco allora che si mescolano le meraviglie della zuppa di arselle con quella delle “cée alla pisana”, ovvero le cieche, le anguilline piccole piccole. In provincia di Pisa resiste anche l’antica tradizione pastaia pisana attraverso il pastificio artigianale Martelli che si trova nel borgo medievale di Lari.<br />
Se Pisa ha perso lo sbocco al mare, interrandosi, Livorno è invece in tutto e per tutto città di mare, di pesci e di zuppe. È nato qui infatti il Cacciucco, la più famosa zuppa di pesce italiana. Come famose sono le triglie alla livornese, il riso nero con le seppie.</p>
<p><strong>Sapori di Lunigiana</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A nord, in provincia di Massa-Carrara, il riso serve a fare la bomba di riso (gran pasticcio gastronomico con tanto di carne di piccione e fegatelli) e la torta di riso dolce. D’altra parte qui la cucina ha altra storia, altre passioni e un’attrazione fatale con la vicina Liguria con cui condivide vini, piatti e pure un territorio ricco di sapori come la Lunigiana. Da qui vengono i testaroli, sorta di “piadine” cotte sotto la cenere e condite con il pesto (eccola la Liguria!) oppure con olio e pecorino. Numerosi sono poi i salumi, dalla pancetta, al lonzino, sui quali svetta, bianco e marmoreo (è il caso di dirlo&#8230;) il lardo di Colonnata.</p>
<p><strong>I funghi del Monte Amiata</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel sud della regione, il mare bagna la provincia di Grosseto che però, a parte alcuni piatti marinari, preferisce guardare alla Maremma interna, alla caccia, ai cinghiali, all’acquacotta, ai funghi porcini soprattutto quelli del vicino Monte Amiata. Basta un passo, qualche curva, un calanco e si scopre che la Maremma interna è un tutt’uno con la provincia di Siena, o comunque con la sua parte meridionale. Percorrendo le strade di questo volume &#8211; gli itinerari costruito attorno a sapori, spesso di nicchia, che rappresentano un modo nuovo di vedere la Toscana, di valorizzarne i prodotti – sarà facile accorgersi di quanto vasta sia questa regione che abbiamo percorso palmo a palmo seguendo le brezze mattutine e i profumi che uscivano dalle cucine spignattati di ogni borgo.</p>
<p><strong>Le meraviglie di Montepulciano</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma all’occhio di chi la Toscana la conosce bene salteranno subito i “buchi”, i luoghi dove le nostre strade golose non passano. Tra tutti citiamo Montepulciano, la città di passaggio tra Valdorcia e Valdichiana, la capitale del Vino Nobile di Montepulciano, uno dei rossi più antichi della regione, realizzate con uve di Prugnolo Gentile. Montepulciano è il luogo ideale per assaggiare i pici, gli spaghettoni di grano tenero conditi con aglio o mollica di pane. Sempre la farina di grano, ma impastata e cotta in olio dà il rivoltolo, altra preparazione tipica. Poi polli, anatre, oche, porchetta, cappone, faraona e coniglio che riportano i sapori verso Arezzo e la vicina Umbria.<br />
Come un cerchio goloso che si stringe, che torna in qualche luogo dove si era già passati: un viaggio intorno ai sapori della Toscana.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/binarioloco/posts/~4/Q84GNlNuLnk" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2010/02/09/itinerari-toscani-lungo-le-vie-dei-sapori-%e2%80%93-4a-parte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.binarioloco.it/2010/02/09/itinerari-toscani-lungo-le-vie-dei-sapori-%e2%80%93-4a-parte/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Tra le nuvole – Up in the Air</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/binarioloco/posts/~3/7qIy3o1pAlE/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2010/02/09/tra-le-nuvole-up-in-the-air/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 07:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisabetta Colla</dc:creator>
				<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime uscite]]></category>
		<category><![CDATA[Eugenio Cappuccio]]></category>
		<category><![CDATA[george clooney]]></category>
		<category><![CDATA[jason reitman]]></category>
		<category><![CDATA[juno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=5732</guid>
		<description><![CDATA[
Alcuni anni fa uscì in Italia un piccolo film molto interessante, dal titolo Volevo solo dormirle addosso, del regista Eugenio Cappuccio, che parlava della crisi occupazionale ed in particolare dei tagli al personale operati da molte aziende, in termini di cassa integrazione, prepensionamenti e licenziamenti selvaggi. Il protagonista, Giorgio Pasotti, interpretava il ruolo di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/George-Clooney_Up-in-the-Air.jpg" rel="lightbox[5732]"><img class="aligncenter size-full wp-image-5733" title="George Clooney_Up in the Air" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/George-Clooney_Up-in-the-Air.jpg" alt="" width="450" height="338" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni anni fa uscì in Italia un piccolo film molto interessante, dal titolo <em>Volevo solo dormirle addosso</em>, del regista Eugenio Cappuccio, che parlava della crisi occupazionale ed in particolare dei tagli al personale operati da molte aziende, in termini di cassa integrazione, prepensionamenti e licenziamenti selvaggi. Il protagonista, Giorgio Pasotti, interpretava il ruolo di un manager in carriera individuato dalla propria azienda come tagliatore di teste dei suoi stessi ex-colleghi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5732"></span>Su questa falsariga (quasi ne prendesse spunto benché con apertura e in contesti molto differenti) si muove il film statunitense <a href="http://www.theupintheairmovie.com/" target="_blank">Up in the air</a>, tradotto in  italiano con il titolo <em>Tra le nuvole</em>,  ultima fatica del regista Jason Reitman, già  nominato all’oscar per il film <a href="http://www.binarioloco.it/2008/04/03/juno/" target="_blank">Juno</a>.<br />
Il protagonista, un manager di alto livello ossessionato dai punti Millemiglia e dalle (numerose) carte magnetiche che danno accesso a club esclusivi in tutti gli aeroporti USA, altri non è che George Clooney, nel ruolo di uno scapolo impenitente e felice di esserlo, amante dei viaggi di lavoro e degli alberghi impersonali, con obiettivi ben chiari nella vita: raggiungere il massimo dei punti-volo che gli consenta un giorno di coronare il suo sogno (avere il privilegio di sedere accanto al pilota per un intero viaggio) e licenziare quotidianamente un preciso numero di persone  di ogni età, categoria sociale e situazione economico-familiare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ryan Bingham, il personaggio interpretato da Clooney) viaggia coast to coast sempre rigorosamente da solo, non disdegnando le avventure occasionali, finché due eventi non verranno a sconvolgere il suo tenore di vita e le sue prospettive umane e professionali: l&#8217;incontro con Alex, una donna-manager bella e misteriosa (Vera Farmiga), e la rivoluzione operata dalla sua azienda grazie a Natalie Keener, un’esperta di bilanci che, per tagliare le spese, inventa i licenziamenti per videoconferenza (Anna Kendrick).</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di questi drastici cambiamenti il protagonista aveva spensieratamente sorvolato &#8211; proprio come fanno gli aerei su cui viaggia attraverso gli States &#8211; la tragedia dei licenziamenti a tappeto, portati avanti senza alcuno scrupolo dalle aziende in crisi, che non si preoccupano delle conseguenze psicologiche ed economiche della perdita dell’impiego in età avanzata.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cuore del film, infatti, al di là delle giravolte esistenziali dei suoi personaggi principali, è l&#8217;alternarsi ai colloqui con i tagliatori di teste di persone che hanno realmente perso l’impiego: racconta Reitman di come si sia recato con il suo staff in due delle città americane più colpite da recessione e disoccupazione, Detroit e St. Louis, diffondendo l&#8217;annuncio che stavano cercando gente disposta a parlare davanti ad una telecamera delle propria esperienza. “Chiedevamo alle persone di raccontarci come avevano reagito il giorno in cui erano stati licenziati&#8230; abbiamo ricevuto tantissime risposte ed è stato molto triste e commovente”.</p>
<p style="text-align: justify;">Se questa era veramente l&#8217;intenzione di regista e produzione, il titolo del film è forse fuorviante, visto il forte richiamo ad una realtà sempre più drammatica nel nostro mondo di disastri industriali globali.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><object width="500" height="306"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/_m-Da8Tz4_E&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/_m-Da8Tz4_E&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="306" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/binarioloco/posts/~4/7qIy3o1pAlE" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2010/02/09/tra-le-nuvole-up-in-the-air/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.binarioloco.it/2010/02/09/tra-le-nuvole-up-in-the-air/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>L’uomo che verrà</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/binarioloco/posts/~3/FltyzugP6cA/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2010/02/08/luomo-che-verra/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 07:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Lugi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival Internazionale del Film di Roma 2009]]></category>
		<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Occhi aperti]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime uscite]]></category>
		<category><![CDATA[ermanno olmi]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Lizzani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=5714</guid>
		<description><![CDATA[Opera tra le più intense del cinema italiano di questi ultimi anni, L&#8217;uomo che verrà è stato misteriosamente escluso dalla Mostra di Venezia, recuperando tuttavia al Festival di Roma 2009 (Gran Premio della Giuria, Premio del pubblico…) almeno una parte dei riconoscimenti che merita. Il regista, ma in questo caso sarebbe meglio dire “l’autore”, Giorgio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/uomo-che-verra_locandina.jpg" rel="lightbox[5714]"><img class="alignnone size-full wp-image-5718" style="float:left" title="uomo che verra_locandina" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/uomo-che-verra_locandina.jpg" alt="" width="300" height="401" /></a>Opera tra le più intense del cinema italiano di questi ultimi anni, <a href="http://www.uomocheverra.com/" target="_blank">L&#8217;uomo che verrà</a> è stato misteriosamente escluso dalla Mostra di Venezia, recuperando tuttavia al Festival di Roma 2009 (Gran Premio della Giuria, Premio del pubblico…) almeno una parte dei riconoscimenti che merita. Il regista, ma in questo caso sarebbe meglio dire “l’autore”, Giorgio Diritti (1959), è tutt’altro che uno sconosciuto avendo esordito dietro la macchina da presa con <em>Il vento fa il suo giro</em> (2005), lavoro indipendente alquanto snobbato dai media italiani, eppure pluridecorato nelle rassegne di mezzo mondo, e divenuto in patria un “caso”, dal momento che è rimasto in programmazione al Cinema Mexico di Milano per più di un anno e mezzo, e a lungo anche in altre sale della penisola grazie a un passaparola spontaneo ed efficace.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5714"></span>Diritti è cresciuto sotto l’ala di illustri cineasti (Lizzani, Vancini, Wertmuller…), ha collaborato con Pupi Avati, ma il suo mentore risulta essere piuttosto Ermanno Olmi, al quale è più facile accostare <em>L&#8217;uomo che verrà</em>, specialmente per l’attenzione alla società contadina, ancor sottoposta agli stenti procurati dall’avidità dei mezzadri e dalla burocrazia fascista. Le famiglie degli agricoltori sono colte negli sguardi e nelle azioni, nei ritmi della quotidianità e durante il lento susseguirsi delle stagioni, nei dialoghi, rigorosamente in stretto dialetto bolognese (il film è sottotitolato) quanto nei silenzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma se ne <em>L’albero degli zoccoli</em> la poesia della rappresentazione si mescolava all’analisi etno-antropologica, nella pellicola in esame l’afflato poetico si confonde al dolore provocato dalla Storia.   Il dolore per l’eccidio di Monte Sole, meglio conosciuto come la strage di Marzabotto, una delle più efferate carneficine perpetrate dalla milizia nazifascista in Europa occidentale durante la Seconda Guerra Mondiale, che produsse circa 770 morti, soprattutto anziani, donne, giovani, e perfino bambini. Si può trovare una giustificazione a tale atrocità? No, di certo, al più una ragione strategica. Difatti, il comando tedesco in Italia voleva ridimensionare i successi della brigata partigiana “Stella Rossa”, operante nel quadrante a sud di Bologna, nella zona del Monte Sole, tra il torrente Setta e il fiume Reno.  Solo qualche mese prima c’era stato il raccapricciante sterminio di Sant’Anna di Stazzema. E l’episodio delle Fosse Ardeatine; quello di Civitella Val di Chiana e di Cavriglia, in provincia di Arezzo. E poi Cumiana e Ferrara, Portofino, Recoaro, Caiazzo, Boves, Roccaraso, e cento altre stragi ancora, specialmente ai danni della popolazione civile, in una successione di violenze che non risparmieranno neppure inermi neonati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il conflitto mostrava la sua faccia peggiore: la pratica del terrore eletto a sistema di occupazione, l’abominio degli atti come spettacolo repressivo e generatore di paura, la deportazione come annichilimento dell’essere umano.  Gli occhi di Martina (Greta Zuccheri Montanari), una bambina di otto anni, coincidono con la telecamera, così come avviene con la piccola Cecilia ne <em>La notte di San Lorenzo</em> dei fratelli Taviani. Ella è muta: ha deciso di chiudersi nel silenzio all’indomani della morte del fratellino, avvenuta qualche anno addietro. Nell’inverno del 1943 sua madre Lena (l’ottima Maya Sansa), rimane di nuovo incinta, così che il piccolo cresce nel grembo della donna fino al 29 settembre 1944, data in cui i tedeschi scatenano i rastrellamenti e le stragi che proseguiranno fino al 5 ottobre: casolari e cimiteri, oratori e sagrati delle chiese, saranno bagnati dal sangue di tanti innocenti. E con i templi, anche gli uomini di Chiesa perdono la propria inviolabilità: le statue di Cristo e i santi vengono seppellite insieme alla speranza e alle preghiere: a che servono ormai?  Così la barbarie tenta di spazzar via la civiltà, di distruggerne l’anima, l’identità conquistata attraverso secoli e secoli di storia e di cultura. “Noi siamo quello che ci hanno insegnato a essere, é una questione di educazione.”</p>
<p style="text-align: justify;">In una delle ultime scene del film, un ufficiale delle SS pronuncia queste parole dall’eco sinistra, che risuonano come un monito nei confronti dei nostri giovani, educati più dalle realtà patinate e virtuali delle televisioni che dagli stimoli etici e didattici dei formatori tradizionali: la famiglia, la scuola, la Chiesa stessa…</p>
<p style="text-align: justify;">Come solo i capolavori sanno fare, <em>L&#8217;uomo che verrà</em> non utilizza le immagini forti per commuovere, per convincere lo spettatore ad aderire a una causa. Bastano i volti, la mimica, le espressioni degli interpreti, tutti straordinariamente ispirati (Alba Rohrwacher è Beniamina, la cognata di Lena; Claudio Casadio è Armando, marito di Lena e padre di Martina, magnifico e struggente come una maschera della tragedia greca) a dettare la cifra stilistica e il messaggio di pace e di speranza che il finale lirico e il titolo del film comunicano con evidente chiarezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma, nel contempo, il sottotesto richiama alla memoria le stragi nazifasciste che non ricordiamo più invitandoci a prendere posizione contro il negazionismo, nutrito dall’oblio di mezzo secolo, che ha consentito la precoce liberazione del boia Walter Reder, uno dei principali responsabili di quell’eccidio, complice la reticenza dello stato italiano che, dal canto suo, ha nascosto la scottante verità urlata da tanti importanti documenti scomparsi nel nulla, dimenticati negli “armadi della vergogna”, e riapparsi miracolosamente nel 1994 presso gli uffici giudiziari militari a Roma.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Estratto da Primissima Scuola n. 1 febbraio 2010</strong></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/binarioloco/posts/~4/FltyzugP6cA" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2010/02/08/luomo-che-verra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.binarioloco.it/2010/02/08/luomo-che-verra/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Il concerto</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/binarioloco/posts/~3/mC8JVYc5uoA/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2010/02/07/il-concerto/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 08:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Frezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival Internazionale del Film di Roma 2009]]></category>
		<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime uscite]]></category>
		<category><![CDATA[bastardi senza gloria]]></category>
		<category><![CDATA[La vita è bella]]></category>
		<category><![CDATA[Mélanie Laurent]]></category>
		<category><![CDATA[Radu Mihăileanu]]></category>
		<category><![CDATA[train de vie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=5706</guid>
		<description><![CDATA[
Quando il XX secolo giungeva al termine, i cineasti si interrogavano sulla piaga dell&#8217;Olocausto ed in un biennio, giungevano nelle sale due film davvero notevoli sul medesimo tema: La vita è bella di Roberto Benigni (1997) e  Train de vie di Radu Mihăileanu (1998).
A distanza di dodici anni, il brillante cineasta rumeno ritorna sui suoi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/Le_Concert-Melanie-Laurent.jpg" rel="lightbox[5706]"><img class="aligncenter size-full wp-image-5711" title="Le_Concert - Melanie Laurent" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/Le_Concert-Melanie-Laurent.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Quando il XX secolo giungeva al termine, i cineasti si interrogavano sulla piaga dell&#8217;Olocausto ed in un biennio, giungevano nelle sale due film davvero notevoli sul medesimo tema: <em>La vita è bella</em> di Roberto Benigni (1997) e  <em>Train de vie</em> di Radu Mihăileanu (1998).</p>
<p style="text-align: justify;">A distanza di dodici anni, il brillante cineasta rumeno ritorna sui suoi passi in modo collaterale ed elegante, donandoci una partitura filmica come non se ne vedeva da anni: <a href="http://www.europacorp.com/dossiers/leconcert/" target="_blank"><em>Il concerto</em></a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5706"></span>Presentata in anteprima al Festival Internazionale del Film di Roma 2009, l&#8217;ultima fatica del brillante regista avvince e conquista sin dalla prima scena, in un crescendo delicato e gioioso che permette di assaporare l&#8217;amarezza del passato (la persecuzione degli Ebrei da parte dei nazisti non risparmiò gli artisti, come testimonia l&#8217;esistenza del protagonista maschile) senza perdere la gioia provocata dalla musica e dalla radiosa bellezza della protagonista femminile: un&#8217;angelica Mélanie Laurent (come dimenticare la sua interpretazione in <a href="http://www.binarioloco.it/2009/10/02/bastardi-senza-gloria/" target="_blank">Bastardi senza gloria</a>?), calatasi perfettamente nei deliziosi panni dell&#8217;algida (apparentemente) violinista più talentuosa di Francia,  che deve la sua aria da pierrot a quel doloroso segreto che le è stato celato per tutta la vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la vera protagonista di questo film è, come recita il titolo stesso, la musica, nelle note del sublime <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Concerto_per_violino_e_orchestra_%28%C4%8Cajkovskij%29" target="_blank">Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op.35 di Tchaikovsky</a> : dal Bolshoi allo Chatelet, dalla comunità Rom di Mosca alla sfarzosa Parigi, dei quartieri bene, la vicenda si dipana dolcemente e, quando si è giunti al termine, gli occhi dello spettatore si riempiono di lacrime. E&#8217; emozionante realizzare come il vero cinema, sebbene colpito al cuore da quasi un trentennio ormai&#8230;rinasca sempre, come fenice, dalle proprie ceneri.</p>
<p style="text-align: justify;">Una visione da non perdere.</p>
<p style="text-align: justify;">Logout</p>
<p style="text-align: justify;">P.L: la mia scena preferita? Senza alcun dubbio l&#8217;incontro-scontro tra il violinista Rom, dal sorriso irresistibile, e la protagonista.  <img src='http://www.binarioloco.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p><object width="500" height="306"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/h0UUrar3uGg&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/h0UUrar3uGg&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="306" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/binarioloco/posts/~4/mC8JVYc5uoA" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2010/02/07/il-concerto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.binarioloco.it/2010/02/07/il-concerto/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Il profeta</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/binarioloco/posts/~3/PZWq05aHRco/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2010/02/05/il-profeta/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 07:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Dati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprime]]></category>
		<category><![CDATA[Cannes 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Jacques Audiard]]></category>
		<category><![CDATA[Romain Duris]]></category>
		<category><![CDATA[Tahar Rahim]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=5699</guid>
		<description><![CDATA[
Il non più giovane Jacques Audiard (classe 1957) era già stato notato di recente con lo splendido Tutti i battiti del mio cuore, noir incentrato sul  talentoso Romain Duris (L&#8217;appartamento spagnolo),  o ancor prima con Sulle mie labbra.
La sua nuova regia, in linea con i precedenti lavori, è affilata come la lametta da barba che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/Il-profeta_05_02_2010.jpg" rel="lightbox[5699]"><img class="aligncenter size-full wp-image-5700" title="Il profeta_05_02_2010" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/Il-profeta_05_02_2010.jpg" alt="" width="450" height="295" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il non più giovane Jacques Audiard (classe 1957) era già stato notato di recente con lo splendido <em>Tutti i battiti del mio cuore</em>, noir incentrato sul  talentoso Romain Duris (<em>L&#8217;appartamento spagnolo</em>),  o ancor prima con <em>Sulle mie labbra</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.un-prophete-lefilm.com/" target="_blank">La sua nuova regia</a>, in linea con i precedenti lavori, è affilata come la lametta da barba che il protagonista Malik – interpretato dal franco-algerino Tahar Rahim, quasi lo Zidane del nuovo cinema transalpino – maneggia con disperata spietatezza per aver salva la vita e poter entrare nel cuore di tenebra di una prigione di massima sicurezza, dove il potere è di fatto esercitato dal criminale Luciani, capoclan còrso, cui Niels Arestrup fornisce un volto dalla raggelante crudeltà.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5699"></span>Audiard mette in scena in modo convincente (ha ricevuto il Grand Prix al Festival di Cannes 2009) i cupi meandri – fisici, morali e mentali – dell’universo carcerario, dove dominano incontrastati odio e paura, ma anche la voglia di emergere.</p>
<p style="text-align: justify;">Malik infatti si rivela abilissimo nell’utilizzare tutti gli infernali meccanismi della galera per avviare la propria ascesa: sotterfugi nei confronti dei secondini, finzione nell’apparente accettazione delle gerarchie iniziali, diplomazia e costruzione del consenso per destreggiarsi tra le diverse fazioni dei reclusi, compresa la propria (quella dei “fratelli arabi”).</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è così che il giovane galeotto venuto dal nulla riesce a portare la propria sfida ad un sistema di potere che si pensava lo avrebbe schiacciato come uno scarafaggio: Malik, un delinquente egli stesso, incarna la vita che malgrado tutto cerca di affermarsi sulla morte – profeticamente, giustappunto, come se fosse lo strumento di una volontà che prescinde dalle miserie umane.</p>
<p style="text-align: justify;">Nota del caporedattore: impossibile non citare il bravissimo <a href="http://www.imdb.com/name/nm0034390/" target="_blank">Niels Arestrup</a>, che molti di voi ricorderanno in <em>La tentazione di Venere</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><object width="500" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/PCG2OgZiMKA&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/PCG2OgZiMKA&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="400" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/binarioloco/posts/~4/PZWq05aHRco" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2010/02/05/il-profeta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.binarioloco.it/2010/02/05/il-profeta/</feedburner:origLink></item>
	</channel>
</rss>
