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	<title>Binario Loco</title>
	
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	<description>Sito di cinema e attualità. Recensioni, anteprime, notizie e conferenze stampa dal mondo del cinema.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Feb 2012 02:52:11 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Hugo Cabret</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 02:50:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carolina Tocci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Credevamo di aver visto tutto quello che poteva essere pensato, ideato ed escogitato dalla mente di Martin Scorsese in oltre quarant’anni di attività. E invece no. La sorpresa con il suo cinema è ancora una volta dietro l’angolo. Accantonati i toni cupi ed inquietanti di Shutter Island, il regista questa volta si cimenta con un’avventura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/Hugo-Cabret.jpg" rel="lightbox[8094]"><img class="alignnone size-full wp-image-8098" style="float: left; margin: 5px;" title="Hugo Cabret" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/Hugo-Cabret.jpg" alt="" width="270" height="405" /></a>Credevamo di aver visto tutto quello che poteva essere pensato,  ideato ed escogitato dalla mente di Martin Scorsese in oltre quarant’anni di  attività. E invece no. La sorpresa con il suo cinema è ancora una volta  dietro l’angolo. Accantonati i toni cupi ed inquietanti di <a href="http://www.movielicious.it/2010/03/03/shutter-island/"><em>Shutter Island</em></a>,  il regista questa volta si cimenta con un’avventura fantastica (è il  suo primo film con protagonista un bambino) tratta dal best seller <em>The Invention of Hugo Cabret</em> di Brian Selznick, pronipote di quel David O. Selznick storico  produttore della Hollywood che fu.</p>
<p style="text-align: justify;">Due piani sequenza ai limiti  dell’immaginabile ci catapultano subito nel mondo di <a href="http://www.hugocabret.it/" target="_blank"><em>Hugo Cabret</em></a> (Asa Butterfield, già visto ne <em>Il bambino con il piagiama a righe</em>),  un ragazzino orfano che vive solo e in incognito in una gare parigina  degli anni Trenta. Appassionato di ingranaggi (suo padre era un  orologiaio) ha il compito di controllare che gli orologi della stazione  funzionino al meglio, il tutto cercando di sfuggire agli occhi  dell’ispettore ferroviario (Sacha Baron Cohen) che lo vuole portare in  orfanotrofio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8094"></span>La sorte del piccolo Hugo però cambia quando si imbatte in  uno strano macchinario da ricostruire, in una ragazza un po’  stravagante e nel padrino di lei, papà Georges, lo scontroso gestore di  un negozio di giocattoli con un passato misterioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente con Hugo Cabret ci troviamo davanti al film più personale  di Martin Scorsese, quello più magico e iperreale. Con centosettanta  milioni di dollari di budget, i suoi fidati collaboratori (da Dante  Ferretti per le sorprendenti scenografie a Francesca Lo Schiavo per i  costumi, fino alla sua storica montatrice Thelma Schoonmaker), e un  produttore d’eccezione (Johnny Depp, che appare anche in un cameo), il  regista newyorchese ci accompagna nei meandri più profondi dei propri  sogni più reconditi, nel meraviglioso mondo di uno dei pionieri del  cinema, il regista e illusionista francese Georges Méliès, il primo a  mostrare i mondi fantastici fino a quel momento descritti solo in  letteratura e nei teatri, attraverso la tecnica delle immagini in  movimento.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/Hugo-Cabret_middle.jpg" rel="lightbox[8094]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8100" title="Hugo Cabret_middle" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/Hugo-Cabret_middle.jpg" alt="" width="450" height="83" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il film di Scorsese diventa così un omaggio incondizionato al  cinema nella sua essenza più meravigliosa e trasgressiva, nel senso di  fuori dall’ordinario, e immaginifica. E riesce a stupire lo spettatore  smaliziato di oggi, proprio come il suo predecessore Méliès aveva fatto  con il suo pubblico, che si alzava in piedi impaurito alla visione del  treno che arriva nella stazione di La Ciotat. Lo fa con un 3D  strabiliante (ulteriore omaggio al padre degli effetti speciali),  funzionale alla narrazione e che diventa strumento evocativo nel finale.</p>
<p style="text-align: justify;">Georges Méliès, proprio come Scorsese, aveva intuito il potenziale  immaginifico del cinema, e da artigiano sopraffino quale era, si era  messo a fabbricare i sogni, quelli che non esistevano e che, grazie alle  sue trovate, finalmente la gente poteva guardare in faccia mentre era  seduta in una sala buia. In questo <em>Hugo Cabret </em>è imbattibile,  nella potenza di sussurrare emozioni di celluloide, nel potere che nel  film viene dispensato alla settima arte di far dimenticare le brutture  della vita e di catturare i sogni, e nel citazionismo selvaggio di cui è  intriso che sfocia spesso in omaggi più o meno espliciti a cinema e  letteratura (si va da Harold Lloyd e Douglas Fairbanks a David  Copperfield e Jean Valjean).</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2012/02/09/hugo-cabret/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">Hugo Cabret però, nonostante risulti  stilisticamente impeccabile, rimane un film imperfetto, narrativamente  meno forte rispetto ad altri lavori del regista americano, con una trama  che si gioca tutto nella seconda parte, lasciando al resto dei cambi di  ritmo eccessivi e ridondanti. Ma l’essenza del messaggio che Scorsese  ci lascia in quello che ha tutta l’aria di essere il suo testamento  cinematografico, arriva dritto al cuore. Il consiglio, anzi la  necessità, è quella di tornare a una visione innocente del cinema,  recuperandone il passato e la sua storia. Liberi dai pregiudizi e con  gli occhi innocenti di un bambino che scopre il mondo. E alla fine,  sembra quasi di vederlo, Martin Scorsese, con gli occhi lucidi e  consapevoli, che a settant’anni riesce a trovare ancora una storia in  grado di emozionarlo.</p>
<p>Thanks to <a title="Movielicious" href="http://www.movielicious.it/" target="_blank">Movielicious</a>!  <img src='http://www.binarioloco.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/Hugo-Cabret_bottom.jpg" rel="lightbox[8094]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8101" title="Hugo Cabret_bottom" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/Hugo-Cabret_bottom.jpg" alt="" width="448" height="298" /></a></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/binarioloco/posts/~4/EOedFSp1tO4" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>I Muppet</title>
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		<comments>http://www.binarioloco.it/2012/02/08/i-muppet/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 01:51:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patricia Locche</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Walt Disney Pictures]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo un’assenza di più di dieci anni, sono finalmente tornati I Muppet, scelta coraggiosa da parte della Walt Disney Pictures, e questo tema lo si avverte durante tutto il film. Preceduto da un delizioso corto originale di Toy Story, perfetto nei suoi dettagli come sempre, il film dei Muppet susciterà reazioni diverse in base all&#8217;età [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/I-Muppet_Top.jpg" rel="lightbox[8111]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8117" title="I Muppet_Top" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/I-Muppet_Top.jpg" alt="" width="450" height="231" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo un’assenza di più di dieci anni, sono finalmente tornati <a href="http://www.disney.it/muppet/" target="_blank">I Muppet</a>, scelta coraggiosa da parte della Walt Disney Pictures, e questo tema lo si avverte durante tutto il film.</p>
<p style="text-align: justify;">Preceduto da un delizioso corto originale di Toy Story, perfetto nei suoi dettagli come sempre, il film dei Muppet susciterà reazioni diverse in base all&#8217;età dello spettatore; coloro, infatti, che ci sono cresciuti insieme, si troveranno a ripercorrere nuovamente la propria infanzia, attraverso una serie di spezzoni dei vari episodi trasmessi in tv, con i loro incredibili ospiti, facendo comprendere allo spettatore di oggi l’importanza che quella serie ha avuto nei cuori degli adulti di adesso.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><span id="more-8111"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Siamo cresciuti con le storie di Kermit e Piggy, gli scherzi un po&#8217; farlocchi di Fozzie l’orso, Animal, Gonzo ed i due simpaticissimi Statler e Waldorf che hanno sempre contornato gli episodi con battute sarcastiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2012/02/08/i-muppet/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">Il film, mantiene la sua tradizione musicale e di grandi ospiti, di cui, per rispetto alle richieste di Kermit, diamo solo un paio di nomi come Jack Black e Whoopi Goldberg. La storia parla di Walter, suo fratello Gary (Jason Segel) e la ragazza di Gary, Mary (Amy Adams) che lasciano il tranquillo paesino di Smalltown per andare a visitare Hollywood e i Muppets Studios, dove Walter scopre che il nuovo proprietario degli Studios Tex Richman (Chris Cooper) ha deciso di abbattere gli Studios ormai ridotti ad un cumulo di memorabilia abbandonate ed impolverate, per scavare il terreno ed estrarne il petrolio.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà compito di Walter, Gary e Mary riuscire a riunire i Muppet di nuovo per salvare i ricordi d’infanzia di ognuno di noi ed i sogni di Walter; Mary sperava di riuscire a sposarsi con Gary durante le vacanze, ma mette da parte i suoi sogni per salvare gli Studios, Gary e Walter invece dovranno decidere chi o cosa sono, se uomini o Muppet.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo un’inizio un po&#8217; lento alla ricerca dei componenti dei Muppet, la storia prende velocità e si ritorna ai ritmi ed alle battute tipiche a cui ci hanno abituato Kermit, Peggy, Statler e Waldorf. La musica ha sempre un posto importante in tutte le storie dei Muppet e questa non fa eccezione tant’è che la personalissima “Uomo o Muppet” è candidata agli Oscar 2012.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/I-Muppet_middle.jpg" rel="lightbox[8111]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8118" title="I Muppet_middle" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/I-Muppet_middle.jpg" alt="" width="450" height="330" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Kermit per tutta la durata del film ci arricchisce con le sue piccole perle di saggezza, facendoci arrivare attraverso musiche e sceneggiatura il valore profondo dell’amicizia, della famiglia e della forza dei sogni.</p>
<p style="text-align: justify;">Non vi sveliamo il finale perchè dovete andare a vedere questo meraviglioso film al cinema, vi farà sorridere facendovi tornare bambini, vi commuoverà, vi farà ridere ricordandovi le cose importanti della vita, perchè alla fine non si cresce mai veramente.</p>
<p style="text-align: justify;">Potete visitare la pagina facebook ufficiale italiana dei Muppet <a href="https://www.facebook.com/IMuppetItalia" target="_blank">qui</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/I-Muppet_bottom.jpg" rel="lightbox[8111]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8119" title="I Muppet_bottom" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/I-Muppet_bottom.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Polisse</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 01:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Dati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival di Cannes 2011]]></category>
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		<category><![CDATA[Cannes]]></category>
		<category><![CDATA[Maïwenn Le Besco]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tema dei bambini maltrattati, abusati o anche ‘semplicemente’ trascurati non è certo nuovo, eppure una scossa di adrenalina corre lungo le schiene degli spettatori mentre guardano, sentono e ascoltano Polisse, un’esperienza sensoriale oltre che un film, che impone una partecipazione dei cinque sensi sia per la velocità degli eventi narrati, sia per l’intensità dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/Polisse_Maiwenn.jpg" rel="lightbox[8125]"><img class="alignnone size-full wp-image-8137" style="float: left; margin: 5px;" title="Polisse_Maiwenn" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/Polisse_Maiwenn.jpg" alt="" width="300" height="154" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il tema dei bambini maltrattati, abusati o anche ‘semplicemente’ trascurati non è certo nuovo, eppure una scossa di adrenalina corre lungo le schiene degli spettatori mentre guardano, sentono e ascoltano <em>Polisse</em>, un’esperienza sensoriale oltre che un film, che impone una partecipazione dei cinque sensi sia per la velocità degli eventi narrati, sia per l’intensità dei personaggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Premio della Giuria al Festival di Cannes 2011, il film della giovane ed attraente regista e attrice franco-algerina <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ma%C3%AFwenn" target="_blank">Maïwenn Le Besco</a>, racconta, con ritmo concitato e in presa diretta, le vicende di un gruppo di agenti di Polizia della Sezione Protezione Minori: violenze, pedofilia, maltrattamenti, incesti, case-famiglia ed ospedali, ragazze-madri, rapimenti e adolescenti difficili. Tutto questo lascia tracce indelebili sulla psiche, sentimenti e vita privata degli stessi agenti e, per ogni bambino salvato, sembra dire il film, si paga un prezzo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8125"></span>Il complesso lavoro di preparazione svolto da Maïwenn con i suoi attori, sottoposti ad un lungo training con un poliziotto della Sezione Minori ha prodotto ottimi frutti: il film è autentico, crudo, brillante, usa un gergo pesante ma assolutamente credibile: sembra di essere lì, anche noi con il fiato sospeso, a cercare di salvare l’ennesimo ragazzino in difficoltà, ad interrogare l’ennesimo padre sospettato di violenza. Contemporaneamente scorrono le vite dei poliziotti, fra nuovi amori, separazioni, depressioni, amicizie, litigi e momenti di allegria.</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2012/02/07/polisse/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno ha bollato l’opera di propaganda; certamente il punto di vista scelto è quello dei tutori della legge, ma ciò passa in secondo piano nel forte e credibile affresco in movimento che Maïwenn fa di un aspetto inquietante della nostra società – il rapporto tra adulti e minori, tanto vezzeggiati a parole quanto bistrattati nei fatti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/festival-de-cannes-2011-maiwenn-le-besco.jpeg" rel="lightbox[8125]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8138" title="festival-de-cannes-2011-maiwenn-le-besco" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/festival-de-cannes-2011-maiwenn-le-besco.jpeg" alt="" width="370" height="370" /></a></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/binarioloco/posts/~4/8ocDyjB3N0U" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Bon Anniversaire, Monsieur Truffaut!</title>
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		<comments>http://www.binarioloco.it/2012/02/06/bon-anniversaire-monsieur-truffaut/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 01:02:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Frezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dal mondo del cinema]]></category>
		<category><![CDATA[François Truffaut]]></category>

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		<description><![CDATA[Sto sognando o piove davvero? Forse tutt&#8217;e due Oggi, il mio regista preferito in assoluto, il geniale François Truffaut, avrebbe compiuto 80 anni. Voglio ricordarlo così. Logout]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> Sto sognando o piove davvero?</em></p>
<p><em>Forse tutt&#8217;e due</em></p>
<p>Oggi, il mio regista preferito in assoluto, il geniale <a href="http://www.francoistruffaut.com/" target="_blank">François Truffaut</a>, avrebbe compiuto 80 anni.</p>
<p>Voglio ricordarlo così.</p>
<p>Logout</p>
<p><a href="http://www.binarioloco.it/2012/02/06/bon-anniversaire-monsieur-truffaut/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<h3><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fran%C3%A7ois_Truffaut"></a></h3>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/binarioloco/posts/~4/KPhQXiVIZcw" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L’arte di vincere</title>
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		<comments>http://www.binarioloco.it/2012/02/03/larte-di-vincere/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 02:15:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Bernacchio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime uscite]]></category>
		<category><![CDATA[brad pitt]]></category>
		<category><![CDATA[Jonah Hill]]></category>

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		<description><![CDATA[Il film “sportivo” con Brad Pitt che si è portato a casa sei nomination all’Oscar. Le virgolette sono d’obbligo, visto che L’arte di vincere usa il baseball come metafora della società, più precisamente dell’America, e partendo da qui ci regala una visione dello sport &#8211; pardon, della politica &#8211; basata su ideali etici e reale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/larte-di-vincere_locandina_ita.jpg" rel="lightbox[8073]"><img class="alignnone size-full wp-image-8090" style="margin: 5px; float: left;" title="larte-di-vincere_locandina_ita" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/larte-di-vincere_locandina_ita.jpg" alt="" width="300" height="429" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il film “sportivo” con Brad Pitt che si è portato a casa sei nomination all’Oscar. Le virgolette sono d’obbligo, visto che <a title="Moneyball - Official Website" href="http://www.moneyball-movie.net/" target="_blank">L’arte di vincere</a> usa il baseball come metafora della società, più precisamente dell’America, e partendo da qui ci regala una visione dello sport &#8211; pardon, della politica &#8211; basata su ideali etici e reale passione. Billy Bean (Pitt) è un uomo che ha ricevuto solamente delusioni come giocatore, e ora che è general manager di una squadra scalcinata ma che riesce comunque a cavarsela, gli Oakland Athletics, tutto quello che desidera è cambiare il sistema dall’interno.</p>
<p style="text-align: justify;">L’occasione gli viene offerta dal provvidenziale incontro con Peter Brand (Jonah Hill), fresco di laurea in economia. Peter è convinto che una grande squadra di baseball si possa mettere su anche basandosi solamente sulle statistiche e sulle capacità dei singoli, senza ricorrere necessariamente alle leggi del mercato e a nomi costosissimi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8073"></span>Fuori i tre giocatori più blasonati degli Oakland, Billy e Peter costruiscono una squadra fatta di scarti, che getta nel panico i dirigenti e l’allenatore Howe (Philip Seymour Hoffman), che però piano piano saranno costretti a dare ragione al folle piano dei due.</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2012/02/03/larte-di-vincere/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">Non serve essere appassionati di baseball per apprezzare la carica emotiva di un film ottimamente costruito, incentrato su una splendida figura di perdente (anche nella vittoria) magistralmente interpretata da Pitt. Un uomo che non ha minimamente fiducia nei propri mezzi, quasi sempre sorpreso piuttosto che compiaciuto dal successo, attanagliato da piccole nevrosi e grandi conflitti, che lentamente riesce a comprendere le dinamiche della vittoria e a capire che più ci si lavora, meno le si vive come se fossero soltanto colpi di fortuna.</p>
<p style="text-align: justify;">Dietro a <em>L’arte di vincere</em>, più semplicemente, c’è la realizzazione estrema del vecchio adagio “l’unione fa la forza”. E’ il fatto che riesca a convincerci che possa essere vero, in un’epoca in cui la disillusione è la regola, a renderlo un grande film.</p>
<p>Thanks to <a title="Movielicious" href="http://www.movielicious.it/" target="_blank">Movielicious</a>!  <img src='http://www.binarioloco.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Mission Impossibile – Protocollo fantasma</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 00:39:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carolina Tocci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tom Cruise torna a vestire i panni di Ethan Hunt per la quarta volta, totalmente e completamente. Nel senso che nonostante le numerose scene ad alto rischio contenute nel film, non ha voluto neanche sentir parlare di controfigura. Quando lo vedete in scena, quindi, in qualunque inquadratura o angolazione, state pur certi che si tratta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/Mission-Impossible-Protocollo-fantasma_locandina_ita.jpg" rel="lightbox[8083]"><img class="alignnone size-full wp-image-8084" style="float: left;" title="Mission Impossible - Protocollo fantasma_locandina_ita" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/Mission-Impossible-Protocollo-fantasma_locandina_ita.jpg" alt="" width="250" height="400" /></a>Tom Cruise torna a vestire i panni di <a href="http://it.missionimpossible.com/" target="_blank">Ethan Hunt</a> per la quarta volta,  totalmente e completamente. Nel senso che nonostante le numerose scene  ad alto rischio contenute nel film, non ha voluto neanche sentir  parlare di controfigura. Quando lo vedete in scena, quindi, in qualunque  inquadratura o angolazione, state pur certi che si tratta di lui e di  nessun altro. Il cinquantenne più in forma di Hollywood, palestratosi a  dovere per entrare nelle tutine dell’agente Hunt, si è messo in gioco  completamente, per tentare di rilanciare un’immagine ultimamente un pò  offuscata da scelte non proprio azzeccate sia in ambito professionale  che privato.</p>
<p style="text-align: justify;">Così se il ruolo del Colonnello Von Stauffenberg in <a href="http://www.binarioloco.it/2009/02/07/operazione-valchiria/" target="_blank"><em>Operazione Valchiria</em></a>,  pellicola diretta da Bryan Singer su un complotto contro Hitler in cui  era alle prese con un personaggio non facile (ricordate che aveva un  occhio solo, oltre a un braccio ed una mano finti?), non è riuscito a  guadagnarsi i favori del pubblico, non gli è andata meglio nemmeno con  quello della spia Roy Miller nel più recente action a tinte rosa <em>Innocenti bugie</em>,  accanto a Cameron Diaz.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8083"></span>Se a questo uniamo le copertine dei giornali di  gossip dedicati a sua figlia Suri che a cinque anni se ne va in giro  per Ocean Drive con tanto di rossetto a comprare scarpe col tacco  griffate da indossare alla scuola di Scientology, non è difficile capire  che anche uno come Cruise può perdere consensi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma per l’ex Top Gun nessuna Mission risulta davvero Impossible. E <em>Protocollo fantasma </em>ne  è la prova. A fronte dei centoquaranta milioni di dollari di budget, il  film fino ad ora ne ha incassati centonovantotto solo negli Stati  Uniti, superando il mezzo miliardo nel resto del mondo. Accanto allo  stesso Cruise, nelle vesti di Produttore Esecutivo, troviamo J.J.  Abrams,(regista del terzo <em>M. I.</em>) il Re Mida del piccolo  schermo, l’uomo dei miracoli, mentre al timone troviamo il veterano  della Pixar Brad Bird, che ha firmato gioiellini come <em>Gli Incredibili</em> e <em>Ratatouille</em> e che si è cimentato per la prima volta con una pellicola live action.</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2012/02/02/mission-impossibile-protocollo-fantasma/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">La trama di <em>Protocollo fantasma</em> è tutt’altro che complessa:  l’agente operativo dell’IMF Ethan Hunt viene messo al bando dal governo  americano insieme ai suoi collaboratori. E’ accusato di aver ideato e  messo a segno un grave attentato al Cremlino. Il Presidente avvia il  Protocollo Fantasma: Hunt, senza più risorse e sostegno, dovrà trovare  il modo per riscattare il nome della propria agenzia ed evitare in tempo  una guerra nucleare. Non è da solo in questa folle avventura, con lui  ci sono il misterioso William Brandt (Jeremy Renner), l’imbranato Benji  Dunn (Simon Pegg), e la sexy Jane Carter (Paula Patton), mentre il ruolo  del villain è stato affidato a Michael Nyqvist (il Mikael Blomkvist  della trilogia svedese  <em>Millennium</em>).</p>
<p style="text-align: justify;">Tenetevi pronti a due ore abbondanti di pura adrenalina, supportati da  una trama che riesce a trovare la giusta armonia tra la star assoluta e i  suoi comprimari, in questo capitolo della saga più torniti e umanizzati  rispetto ai precedenti. Certo la sceneggiatura è pressoché inesistente,  fatta di tante missioni impossibili che il nostro eroe ovviamente  supererà con ogni mezzo, ma in un film del genere è una carenza tutto  sommato sopportabile. Lo spettacolo, però, è assicurato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Thanks to <a title="Movielicious" href="http://www.movielicious.it/" target="_blank">Movielicious</a>!  ;-D</strong></p>
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		<title>The Iron Lady</title>
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		<comments>http://www.binarioloco.it/2012/01/29/the-iron-lady/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 01:58:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Maria Pisanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime uscite]]></category>
		<category><![CDATA[Cole Porter]]></category>
		<category><![CDATA[Margareth Tatcher]]></category>
		<category><![CDATA[meryl streep]]></category>
		<category><![CDATA[Philippa Lloyd]]></category>

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		<description><![CDATA[The Iron Lady, presentato agli inizi di gennaio in prima assoluta a Londra ed ora in Italia è già in lizza per le nomination  ai prossimi Oscar, dimostrando ancora una volta la grandezza, l’eleganza e l’accuratezza dei film made in England. Film controverso e non ben accettato sul suolo inglese nella sua totalità per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/The-Iron-Lady_top.jpg" rel="lightbox[8071]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8077" title="The Iron Lady_top" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/The-Iron-Lady_top.jpg" alt="" width="450" height="338" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a title="The Iron Lady - Sito Ufficiale Italiano" href="http://www.bimfilm.com/schede/ironlady/" target="_blank">The Iron Lady</a>, presentato agli inizi di gennaio in prima assoluta a Londra ed ora in Italia è già in lizza per le nomination  ai prossimi Oscar, dimostrando ancora una volta la grandezza, l’eleganza e l’accuratezza dei film made in England.</p>
<p style="text-align: justify;">Film controverso e non ben accettato sul suolo inglese nella sua totalità per la modalità con cui la regista, Philippa Lloyd ha deciso di trattare una delle tematiche più tabù in Inghilterra, quale la politica. La Lloyd ha deciso, in realtà di soffermarsi sull’evoluzione della figura umana all’interno di un contesto politico piuttosto che fare un’analisi sociopolitica. Richiami alla realtà storico politica sono presenti e si percepiscono soprattutto dalle scene di massa per strada in cui si ricreano i vari scioperi o attentati dell’epoca.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8071"></span>La pellicola mostra un cast degno della tradizione attoriale british con una guest star di primo ordine, Meryl Streep che ancora una volta mette in scena una signorilità, un’eleganza ed una precisione nella costruzione del suo personaggio non da poco.</p>
<p style="text-align: justify;">La regista, Philippa Lloyd ha  impostato questo biopic partendo da un flashback, ripercorrendo durante 3 giorni la vita della Tatcher attraverso ricordi ed allucinazioni. E’ molto ricorrente l’uso di filmini domestici o documentari televisivi come espediente per suggerire il ricordo o evocare rispettivamente avvenimenti privati o storici.</p>
<p style="text-align: justify;">Margareth Tatcher viene presentata in tre fasi della sua vita: si parte dal presente e sullo schermo compare una Meryl Streep invecchiata incarnare il Primo Ministro ormai affetto da una senilità galoppante in cui sono frequenti allucinazioni, insomma l’aspetto debole e fragile di quella che un giorno era la Iron Lady. Man mano che i ricordi affiorano alla mente, si alternano sullo schermo una giovanissima Tatcher (Alexandra Roach) ed ancora la Streep nel ruolo della Tatcher  in fase adulta all’apice della sua carriera Nell’interpretare due diverse fasi della Tatcher, l’attrice dimostra la sua versatilità all’ennesima potenza, da un lato la donna di ferro e battagliera, dall’altro la donna impaurita dalle sue visioni e dai vari sensi di colpa.</p>
<p style="text-align: justify;">Personaggio creato non solo grazie ad una rigorosità nel ridisegnare la Tatcher nei suoi piccoli atteggiamenti o nelle sue espressioni ma proprio nell’estetica.  La Streep sfoggia in effetti svariati tailleur colorati ma sobri  ed è evidente il divertimento della regia nell’arricchire la pellicola di svariate scene di massa in cui la fotografia mette astutamente in rilievo ciò che ad un primo sguardo fa la differenza in un contesto maschile; più volte di fatti la presenza del Primo Ministro durante le varie sedute politiche viene annunciata dai primissimi piani della macchina da presa a dettagli dell’abbigliamento della Tatcher: i tailleur, le scarpe, o i cappelli. Similmente la regia sceglie di introdurre lo stato d’animo o la situazione in cui si trova il personaggio partendo dall’‘inquadratura ad un dettaglio fisico: le mani tremanti, lo sguardo annebbiato o perso nel vuoto, o il passo deciso. Dettagli dell’abbigliamento ed elementi fisici che ricorrono all’interno della storia come parte narrante e non come elemento di secondo piano.</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2012/01/29/the-iron-lady/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">La Streep fa un lavoro strepitoso sulla voce in quanto non solo riesce a riprodurre dei timbri vocali diversi, una voce più stridula  agli inizi della carriera ed un&#8217;altra più roca e affannata da anziana.produrre l’accento British per cercare di eliminare le sporcature dell’American English.La struttura filmica è organizzata su due livelli narrativi alternati: l’anziana Tatcher ripercorre con la mente le tappe più importanti della sua carriera politica ed è interessante notare come la regista sia riuscita a coordinare l’alternarsi dei ricordi di gloria con gli improvvisi ritorni al presente , in cui incombono le allucinazioni senza soluzione di continuità con immagini offuscate che riecheggiano la sua vita di madre e moglie.</p>
<p style="text-align: justify;">La regia ha scelto di alternare quindi scene di forza permeate dalla grintosa Tatcher dal passo sicuro con scene in cui compare tutta la fragilità dell’incertezza.Da un punto di vista tecnico questa dualità di sensazioni viene ugualmente percepita dall’alternarsi di immagini e  riprese caratterizzate da una luce ben chiara e da contorni nitidi , nel caso delle scene relative all’ascesa politica e da riprese spesso prive di messa a fuoco ed al buio mentre si racconta la fase senile della donna.</p>
<p style="text-align: justify;">Analogamente si può fare lo stesso discorso per quanto riguarda il commento musicale ricco e variegato: l’intera pellicola è di fatti pervasa da una colonna sonora che non ha solo funzione decorativa e di secondo piano al film ma contribuisce in maniera insistente ad accentuare le svariate sensazioni ed emozioni che pervadono l’opera.</p>
<p style="text-align: justify;">Da un lato atmosfere anni ’40 che riprendono lo stile di Cole Porter e dei suoi music hall (molto tenera la scena in cui la Tatcher ricorda i momenti di ballo col marito ), dall’altro stacchi musicali in cui implodono violini a sottolineare l’incalzare dei momenti di sfida e di lotta ed infine i ritmi lenti e pacati di una semplice sonata di piano o niente di meno che della Casta Diva. Sempre in riferimento al commento musicale, tuttavia  c’è da dire che la Lloyd ha scelto talvolta dei commenti musicali a volte eccessivamente trionfanti, battaglieri e frastornanti quasi a voler rimandare lo spettatore ai fasti e trionfi rinascimentali del film <em>Elisabeth</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla falsariga di <a href="http://www.movielicious.it/2011/01/28/il-discorso-del-re/" target="_blank">Il discorso del Re</a> anche qui vediamo l’eroina di turno sottoporsi ad allenamenti ed esercizi vocali per rieducare la voce mentre un’ altra scena cliché introdotta forse per allentare la tensione è la scena della trasformazione da brutto anatrocollo ad Iron lady. Divertenti ma un po’ troppo forzate, di fatto le immagini degli assistenti della Tatcher sotto i caschi da parrucchiera tremanti per il risultato finale della messimpiega del Primo Ministro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/The-Iron-Lady_bottom.jpg" rel="lightbox[8071]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8078" title="The Iron Lady_bottom" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/The-Iron-Lady_bottom.jpg" alt="" width="450" height="338" /></a></p>
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		<title>Millennium – Uomini che odiano le donne, dal 3 febbraio al cinema.</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 13:20:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Frezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprime]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dal mondo del cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[david fincher]]></category>
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		<description><![CDATA[Lisbeth è rinata dalle sue ceneri di celluloide ed è pronta a ricondurci nelle tenebre dipinte dal talentoso Stieg Larsson, al grido di: “Combattere le ingiustizie. Sempre!”. La trasposizione americana del capolavoro scandinavo Uomini che odiano le donne uscirà nelle sale italiane il prossimo 3 febbraio e si preannuncia appassionante. D’altra parte, con un golden [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p><script src="http://video.unrulymedia.com/wildfire_61450878.js" type="text/javascript"></script></p>
<p style="text-align: justify;">Lisbeth è rinata dalle sue ceneri di celluloide ed è pronta a ricondurci nelle tenebre dipinte dal talentoso Stieg Larsson, al grido di: “Combattere le ingiustizie. Sempre!”. La trasposizione americana del capolavoro scandinavo Uomini che odiano le donne uscirà nelle sale italiane il prossimo 3 febbraio e si preannuncia appassionante. D’altra parte, con un golden cast come questo, è pressocché impossibile non andare a segno!</p>
<p style="text-align: justify;">Il ruolo del protagonista maschile, il giornalista investigatore Mikael Blomkvist, è stato, infatti, affidato a Daniel 007 Craig e la regia al venerato ed acclamato David Fincher (<em>Seven</em>, <em>Fight Club</em>, <em>Zodiac</em>). Il film è stato doverosamente girato in Svezia ed è piaciuto talmente all’Academy da attribuirgli ben cinque nomination, tra cui quella per Miglior Attrice a Rooney Mara (era Erica Albright in <em>The Social Network</em>) che ha indossato coraggiosamente le scomode vesti di Lisbeth Salander.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8065"></span>Un altro aspetto che rende il film decisamente interessante è la fedeltà al testo originale che l’autore (scomparso prematuramente nel 2004) avrebbe sicuramente apprezzato. Uno su tutti, l’accurato lavoro sul personaggio che ha consentito a Rooney Mara di regalarci una Lisbeth silente ed a tratti autistica ma capace, in un istante, di mutarsi nella macchina da guerra che ben conosciamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tre ore meno due minuti di tensione da manuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Una visione da non perdere.<br />
&#8212;-<br />
<strong>Sponsorizzato da Sony Pictures</strong></p>
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		<title>Un 2012…paranormale!</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 13:02:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Pantaleo</dc:creator>
				<category><![CDATA[In televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Claudia Pandolfi]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Gioè]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Sofia Ricci]]></category>
		<category><![CDATA[Lando Buzzanca]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; da poco iniziata la stagione televisiva invernale e, come ogni anno, il piccolo schermo è stato invaso dai prodotti più disparati. Il genere storico sembra andare per la maggiore, con &#8220;La figlia del capitano&#8221; seguito a ruota da &#8220;Anita&#8221;. Lo stesso dicasi per &#8220;Che Dio ci aiuti&#8221; che vede Elena Sofia Ricci trasformarsi con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Il-tredicesimo-apostolo_Gioè-e-Pandolfi.jpg" rel="lightbox[8058]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8059" title="Il tredicesimo apostolo_Gioè e Pandolfi" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Il-tredicesimo-apostolo_Gioè-e-Pandolfi.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; da poco iniziata la stagione televisiva invernale e, come ogni anno, il piccolo schermo è stato invaso dai prodotti più disparati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il genere storico sembra andare per la maggiore, con &#8220;La figlia del capitano&#8221; seguito a ruota da &#8220;Anita&#8221;.<br />
Lo stesso dicasi per &#8220;Che Dio ci aiuti&#8221; che vede Elena Sofia Ricci trasformarsi con successo e per la gioia del pubblico in simpatica suora detective sull&#8217;onda del successo di Don Matteo. La novità più gustosa è data dal fatto che, forse ispirati dalle leggende riguardanti l&#8217;anno appena iniziato (leggere alla voce &#8220;Profezie Maya&#8221;) gli sceneggiatori di RAI e Mediaset si siano buttati a capofitto in un genere molto in voga oltreoceano ma sinora poco esploratorato dalle produzioni nostrane: il paranormale.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8058"></span>Sia &#8220;mamma Rai&#8221; che Mediaset hanno scelto di approfondire il filone in modi totalmente differenti, proponendo due fiction dai toni noir con ampie incursioni nel mondo dell&#8217;ignoto.</p>
<p style="text-align: justify;">Rai Uno propone <em>Il Restauratore</em> che vede come protagonista Basilio, un ex carcerato dotato di poteri paranormali. Uscito dal carcere dopo diversi anni, l&#8217;uomo scopre di poter vivere la storia futura delle persone proprietarie degli oggetti che tocca nella sua attività di restauratore. Ne risultano una serie di indagini durante le quali l&#8217;uomo rispolvera i suoi trascorsi da poliziotto con l&#8217;obiettivo di scongiurare gli esiti, per lo più tragici, previsti. La fiction, coproduzione Albatross Entertainment e Rai Fiction, prevede dodici puntate articolate in sei prime serate.</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2012/01/27/un-2012-paranormale/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">Personalmente, ho trovato gli spunti molto interessanti ma gli sforzi di sceneggiatura sono stati resi vani da una regia poco convincente, indecisa tra la volontà di osare e quella di rassicurare lo spettatore.Ne risulta una narrazione scoordinata e decisamente poco credibile. Nulla può l&#8217;interpretazione di Lando Buzzanca che prova ad essere convincente ma., quando si ritrova catapultato in improbabili flashback con tanto di parrucca, rinuncia a combattere. L&#8217;ambientazione, uno studio di restauratore, potrebbe essere piacevole se non fosse antistante una piazzetta italiana così di clichè che ci aspetterebbe il suonatore di mandolino. Di paranormale c&#8217;è il fatto che il proprietario del bar fa credito a tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Di contro, ho trovato particolarmente interessante la fiction proposta da Canale 5, &#8220;Il Tredicesimo Apostolo – il Prescelto&#8221;. Anche in questo caso ritroviamo una media serialità, sei serate e dodici puntate, targata Taodue e Pietro Valsecchi.</p>
<p style="text-align: justify;">Claudia Pandolfi interpreta una psicologa (Claudia, per omonimia) che per puro caso si trova a collaborare con Gabriel, giovane teologo Gesuita con la passione per le moto (Claudio Gioè). L&#8217;uomo è incaricato da una fantomantica Congregazione della Verità di indagare su una serie di vicende che per tipo e modalità di manifestazione potrebbero richiedere l&#8217;attenzione della chiesa.</p>
<p style="text-align: justify;">I due, che incarnano l&#8217;opposizione di scienza e spiritualità, si ritrovano successivamente e loro malgrado invischiati in una serie di intrighi, lotte e rivalità per il controllo di chi, si ipotizza, sia dotato di poteri paranormali. Gabriel stesso scoprirà di essere dotato di particolari facoltà e dovrà fare un lungo viaggio nel proprio passato per scoprirne l&#8217;origine, arrivando a trovarsi in pericolo proprio a causa di tali abilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Al contrario del prodotto Rai, Mediaset mette in campo una regia ed una sceneggiatura di buona qualità, nel tentativo di introdurre lo spettatore italiano a tematiche nuove per le produzioni italiane.<br />
Vengono sperimentate tecniche registiche innovative per il piccolo schermo italiano; viene per esempio fatto ampio ed oculato utilizzo del green screen per spettacolarizzare il tutto senza cadere nel caricaturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Le tematiche affrontate, la colonna sonora ed i titoli di testa strizzano palesemente l&#8217;occhio al genere lanciato con successo da &#8220;Il Codice da Vinci&#8221;, l&#8217;occhio e l&#8217;orecchio ormai abituati si lasciano corteggiare. (Una curiosità: su youtube qualcuno fa prontamente notare le smaccate similitudini con i titoli di testa di un recente successo cinematografico&#8230; elementare Watson!).</p>
<p style="text-align: justify;">Ottime le interpretazioni di Pandolfi e Gioè &#8211; grandi interpreti della scuderia Mediaset &#8211; che, contrariamente a quella di Buzzanca, risultano credibili e piacevoli da seguire pur essendo inserite in un contesto fantastico.</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2012/01/27/un-2012-paranormale/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">Peccato l&#8217;inciampo di una sceneggiatura che crede sia sufficiente la storia d&#8217;amore tormentata tra laici e consacrati per fare di una fiction un successo di lunga data. In questo caso basta soprassedere ben sapendo che di finzione si tratta e incrociare le dita. Valsecchi si fa con successo paladino di un genere che in Italia aveva conosciuto ampio successo in tempi non sospetti con sceneggiati quali &#8220;Il Segno del Comando&#8221;, la Rai rimane per il momento a guardare.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma questo Gennaio all&#8217;insegna del paranormale è ricco di nuovi spunti che, se colti, messi in vaso ed annaffiati con regolarità, potrebbero originare prodotti sempre più convincenti e magari &#8211; perché no &#8211; esportabili. Restate sintonizzati!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Lando-Buzzanca_Il-restauratore.jpg" rel="lightbox[8058]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8060" title="Lando Buzzanca_Il restauratore" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Lando-Buzzanca_Il-restauratore.jpg" alt="" width="450" height="276" /></a></p>
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		<title>Oscar 2012 – Le nomination</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 00:28:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Bernacchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie dal mondo del cinema]]></category>
		<category><![CDATA[brad pitt]]></category>
		<category><![CDATA[george clooney]]></category>
		<category><![CDATA[martin scorsese]]></category>
		<category><![CDATA[steven spielberg]]></category>
		<category><![CDATA[woody allen]]></category>

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		<description><![CDATA[Undici candidature per Martin Scorsese e il suo Hugo Cabret, vero mattatore della prossima edizione degli Oscar. Rivelate oggi le nomination, che vedono contendersi la statuetta con War Horse di Steven Spielberg, L’arte di vincere con Brad Pitt (entrambi a sei nomination), George Clooney e il suo Descendants, Woody Allen e (finalmente considerato dalla Academy) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Oscars-2012_Nominations.jpg" rel="lightbox[8046]"><img class="alignnone size-full wp-image-8052" style="float: left;" title="Oscars 2012_Nominations" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Oscars-2012_Nominations.jpg" alt="" width="310" height="437" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Undici candidature per Martin Scorsese e il suo Hugo Cabret, vero mattatore della prossima edizione degli <a title="Oscar 2012 - Sito Ufficiale" href="http://oscar.go.com/" target="_blank">Oscar</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Rivelate oggi le nomination, che vedono contendersi la statuetta con War Horse di Steven Spielberg, L’arte di vincere con Brad Pitt (entrambi a sei nomination), George Clooney e il suo <em>Descendants</em>, Woody Allen e (finalmente considerato dalla Academy) <a href="http://www.binarioloco.it/2011/11/30/midnight-in-paris/" target="_blank">Midnight In Paris</a> e molto, molto altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo tengono alta la bandiera italiana a Hollywood, nominati per la scenografia di Hugo Cabret. Appuntamento al 26 febbraio per scoprire chi vincerà.</p>
<p><strong>Miglior film</strong><br />
The Artist<br />
The Descendants<br />
Extremely Loud &amp; Incredibly Close<br />
Hugo<br />
Midnight in Paris<br />
The Help<br />
Moneyball<br />
War Horse<br />
The Tree of Life</p>
<p><span id="more-8046"></span></p>
<p><strong>Miglior attore</strong><br />
Demian Bichir, A Better Life<br />
George Clooney, The Descendants<br />
Jean Dujardin, The Artist<br />
Gary Oldman, Tinker Tailor Soldier Spy<br />
Brad Pitt, Moneyball</p>
<p><strong>Miglior attrice</strong><br />
Glenn Close, Albert Nobbs<br />
Viola Davis, The Help<br />
Rooney Mara, The Girl With the Dragon Tattoo<br />
Meryl Streep, The Iron Lady<br />
Michelle Williams, My Week With Marilyn</p>
<p><strong>Miglior attore non protagonista</strong><br />
Kenneth Branagh, My Week With Marilyn<br />
Jonah Hill, Moneyball<br />
Nick Nolte, Warrior<br />
Christopher Plummer, Beginners<br />
Max Von Sydow, Extremely Loud &amp; Incredibly Close</p>
<p><strong>Miglior attrice non protagonista</strong><br />
Berenice Bejo, The Artist<br />
Jessica Chastain, The Help<br />
Melissa McCarthy, Bridesmaids<br />
Janet McTeer, Albert Nobbs<br />
Octavia Spencer, The Help</p>
<p><strong>Miglior regia</strong><br />
Woody Allen, Midnight in Paris<br />
Michel Hazanavicius, The Artist<br />
Terrence Malick, The Tree of Life<br />
Alexander Payne, The Descendants<br />
Martin Scorsese, Hugo<br />
Steven Spielberg, War Horse</p>
<p><strong>Miglior sceneggiatura originale</strong><br />
Woody Allen, Midnight in Paris<br />
JC Chandor, Margin Call<br />
Asghar Farhadi, A Separation<br />
Michel Hazanavicius, The Artist<br />
Kristen Wiig and Annie Mumolo, Bridesmaids</p>
<p><strong>Miglior sceneggiatura non originale</strong><br />
Alexander Payne, Nat Faxton, Jim Rash, The Descendants<br />
John Logan, Hugo<br />
George Clooney, Grant Heslov, Beau Willimon, The Ides of March<br />
Aaron Sorkin, Steven Zaillian, Moneyball<br />
Bridget O’Connor, Peter Straughn, Tinker, Tailor, Soldier, Spy</p>
<p><strong>Miglior film di animazione</strong><br />
A Cat In Paris<br />
Chico &amp; Rita<br />
Kung Fu Panda 2<br />
Puss in Boots<br />
Rango</p>
<p><strong>Miglior film in lingua straniera</strong><br />
Bullhead (Belgio)<br />
Footnote (Israele)<br />
In Darkness (Polonia)<br />
Monsieur Lazhar (Canada)<br />
A Separation (Iran)</p>
<p><strong>Miglior colonna sonora</strong><br />
The Adventures of Tintin, John Williams<br />
The Artist, Ludovic Bource<br />
Hugo, Howard Shore<br />
Tinker Tailor Soldier Spy, Alberto Iglesias<br />
War Horse, John Williams</p>
<p><strong>Miglior canzone originale</strong><br />
Man or Muppet, The Muppets; Music and Lyric by Bret McKenzie<br />
Real in Rio, Rio; Music by Sergio Mendes and Carlinhos Brown, Lyric by Siedah Garrett</p>
<p><strong>Miglior direzione artistica</strong><br />
The Artist<br />
Harry Potter and the Deathly Hallows Part 2<br />
Hugo<br />
Midnight in Paris<br />
War Horse</p>
<p><strong>Miglior fotografia</strong><br />
The Artist<br />
The Girl With the Dragon Tattoo<br />
Hugo<br />
The Tree of Life<br />
War Horse</p>
<p><strong>Migliori costumi</strong><br />
Anonymous<br />
The Artist<br />
Hugo<br />
Jane Eyre<br />
W.E.</p>
<p><strong>Miglior documentario</strong><br />
Hell and Back Again<br />
If a Tree Falls: A Story of the Earth Liberation Front<br />
Paradise Lost 3: Purgatory<br />
Pina<br />
Undefeated</p>
<p><strong>Miglior documentario breve</strong><br />
The Barber of Birmingham: Foot Soldier of the Civil Rights Movement?<br />
God Is the Bigger Elvis<br />
Incident in New Baghdad<br />
Saving Face<br />
The Tsunami and the Cherry Blossom</p>
<p><strong>Miglior montaggio</strong><br />
The Artist<br />
The Descendants<br />
The Girl With the Dragon Tattoo<br />
Hugo<br />
Moneyball</p>
<p><strong>Miglior trucco</strong><br />
Albert Nobbs<br />
Harry Potter and the Deathly Hallows Part 2<br />
The Iron Lady</p>
<p><strong>Miglior corto animato</strong><br />
Dimanche/Sunday<br />
The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore<br />
La Luna<br />
A Morning Stroll<br />
Wild Life</p>
<p><strong>Miglior corto</strong><br />
Pentecost<br />
Raju<br />
The Shore<br />
Time Freak<br />
Tuba Atlantic</p>
<p><strong>Miglior montaggio sonoro</strong><br />
Drive<br />
The Girl With the Dragon Tattoo<br />
Hugo<br />
Transformers: Dark of the Moon<br />
War Horse</p>
<p><strong>Miglior missaggio</strong><br />
The Girl With the Dragon Tattoo<br />
Hugo<br />
Moneyball<br />
Transformers: Dark of the Moon<br />
War Horse</p>
<p><strong>Migliori effetti speciali</strong><br />
Harry Potter and the Deathly Hallows Part 2<br />
Hugo<br />
Real Steel<br />
Rise of the Planet of the Apes<br />
Transformers: Dark of the Moon</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Thanks to <a title="Movielicious" href="http://www.movielicious.it/" target="_blank">Movielicious</a>!  <img src='http://www.binarioloco.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>ACAB – ALL COPS ARE BASTARDS</title>
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		<comments>http://www.binarioloco.it/2012/01/24/acab-all-cops-are-bastards/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 12:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgiomaria Marcelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprime]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime uscite]]></category>
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		<category><![CDATA[Marco Giallini]]></category>
		<category><![CDATA[pierfrancesco favino]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Sollima]]></category>

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		<description><![CDATA[A.C.A.B., prodotto da Cattleya e Rai Cinema e in uscita nelle sale italiane venerdì 27 Gennaio, è il primo lungometraggio di Stefano Sollima, conosciuto a molti come regista delle due stagioni televisive di Romanzo criminale. La pellicola riprende il racconto tratto dal libro di Carlo Bonini, appunto A.C.A.B.(All Cops Are Bastards), grido sposato dagli hooligans [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/ACAB.jpg" rel="lightbox[8041]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8042" title="ACAB" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/ACAB.jpg" alt="" width="443" height="338" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.acabilfilm.it/" target="_blank">A.C.A.B.</a>, prodotto da Cattleya e Rai Cinema e in uscita nelle sale italiane venerdì 27 Gennaio, è il primo lungometraggio di Stefano Sollima, conosciuto a molti come regista delle due stagioni televisive di <em>Romanzo criminale</em>. La pellicola riprende il racconto tratto dal libro di Carlo Bonini, appunto A.C.A.B.(All Cops Are Bastards), <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/A.C.A.B." target="_blank">grido sposato dagli hooligans</a> ed attualmente utilizzato per rappresentare l&#8217;odio dei civili nei confronti dei poliziotti, in particolare dei celerini.</p>
<p style="text-align: justify;">Una Roma attuale, cambiata nel corpo e nello spirito, dove piccoli criminali, usurpatori, exracomunitari e  frange estreme regnano perenni, accompagna le giornate di tre poliziotti violenti, parte della squadra celere, interpretati da Pierfrancesco Favino (Cobra), Marco Giallini (Mazinga), Filippo Nigro (Negro).</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8041"></span>I tre uomini, accomunati da un ideale sociale e politico che negli anni li ha resi inseparabili come fratelli, impongono il rispetto dei propri valori attraverso una giustizia privata e violenta. Ma la rabbia che monta ogni giorno di più nei loro animi è figlia della disillusione di coloro che vedono la loro quotidianeità sbriciolarsi sotto il peso di una società stanca, malandata e scontenta.</p>
<p style="text-align: justify;">La pellicola non si schiera, non accusa ne difende, ma riporta attraverso una sceneggiatura tutt&#8217;altro che esaltante uno spaccato importante della nostra società: il sentimento di odio, rabbia ed intolleranza nel quale siamo immersi, e di cui noi stessi siamo i principali fautori. Non a caso sia il libro che il film, anche se in maniera più blanda, riportano fatti di attualità che hanno scosso la nostra nazione negli ultimi anni: dagli scontri del G8 a Genova, all&#8217;uccisione di Gabriele Sandri, dallo stupro di Giovanna Reggiani a Tor di Quinto da parte di un cittadino romeno alla morte dell&#8217;Ispettore Raciti durante gli scontri avvenuti fuori dallo stadio.</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2012/01/24/acab-all-cops-are-bastards/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">I personaggi del film sono tutto quello che noi non vorremmo essere ma una parte di noi è, invece. Prima di essere violenti, subiamo noi stessi una violenza da parte di una nazione che non sentiamo nostra, da parte di uno Stato che non ci difende e non ha cura di noi, da parte di una società che ci rende sempre più diffidenti ed egoisti, più tristi e disperati; e quindi violenti e rabbiosi, almeno nello spirito.</p>
<p style="text-align: justify;">La pellicola nel complesso è discreta. Destinata sicuramente ad un pubblico maschile, probabilmente fatto di giovani che avranno difficoltà a scindere l&#8217;aspetto più goliardico e virile da un tema socialmente importante, che può e deve portarci a riflettere.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;interpretazione dei protagonisti (ormai onnipresenti) è buona, dura e cattiva come copione vuole. Interpreti nuovi e meno conosciuti avrebbero dato un tocco più noir e autoriale alla pellicola che risulta a tratti debole nella struttura dei dialoghi e nel susseguirsi delle vicende.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/binarioloco/posts/~4/JYvihVegUX8" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L’incredibile storia di Winter il delfino</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/binarioloco/posts/~3/XmsHzfWOmTQ/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2012/01/22/lincredibile-storia-di-winter-il-delfino/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 16:03:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Verrillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[morgan freeman]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;incredibile storia di Winter il delfino è un film emozionante sia per le scene che per i legami che si instaurano tra i delfini e le persone. Si tratta della trasposizione cinematografica di un evento realmente accaduto ed il susseguirsi delle immagini mostra il nascere ed il crescere di un profondo legame tra il delfino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Lincredibile-storia-di-Winter-il-delfino_top.jpg" rel="lightbox[8031]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8032" title="Lincredibile-storia-di-Winter-il-delfino_top" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Lincredibile-storia-di-Winter-il-delfino_top.jpg" alt="" width="450" height="317" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Winter il delfino - Sito ufficiale" href="http://wwws.warnerbros.it/dolphintale/index.html" target="_blank">L&#8217;incredibile storia di Winter il delfino</a> è un film emozionante sia per le scene che per i legami che si instaurano tra i delfini e le persone. Si tratta della trasposizione cinematografica di un evento realmente accaduto ed il susseguirsi delle immagini mostra il nascere ed il crescere di un profondo legame tra il delfino Winter ed il bambino Sawyer, portandoci a riflettere su come oggi si stia perdendo lo spirito d&#8217;iniziativa e la convinzione che tutti gli obiettivi possano essere raggiunti grazie alla fiducia in se stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">I delfini, poi, animali formidabili e intelligenti, si cimentano, in questo caso, in vere e proprie lezioni di vita, mettendo in evidenza la debolezza di un preconcetto tipicamente &#8220;umano&#8221;, quello secondo cui una menomazione fisica può mettere fine all&#8217;esistenza della persona ed alla sua vita sociale.</p>
<p><span id="more-8031"></span>Niente di più falso perché la storia ci fa capire che i veri nemici, dopo un&#8217;eventuale simile tragedia, siamo noi stessi, il nostro orgoglio e non chi ci guarda. Poi ci sono altri eroi, bambini con una sensibilità spiccata, con tanta voglia di fare delle cose per questo delfino rimasto ferito, purtroppo, per opera dell&#8217;uomo. Riusciranno a smuovere quell&#8217;insana logica adulta, per far avverare un miracolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non possiamo che essere lieti di rivedere sul grande schermo il valente Morgan Freeman, ripresosi perfettamente dal <a href="http://www.corriere.it/spettacoli/08_agosto_04/freeman_ferito_auto_94c9dfd0-6241-11dd-bd3f-00144f02aabc.shtml" target="_blank">brutto incidente d&#8217;auto</a> che lo ha visto protagonista nel 2008. <strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2012/01/22/lincredibile-storia-di-winter-il-delfino/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">Questo film ci insegna, attraverso l&#8217;appassionante, avvincente, entusiasmante e, soprattutto, vera storia di un delfino, che nulla è impossibile, basta volerlo. Detto questo, consiglio di vederlo perché è veramente bello.</p>
<p><strong>Andrea</strong></p>
<p>Mi è piaciuto tanto. La mia parte preferita è quando il bambino ha trovato Winter sulla spiaggia e lo ha liberato.<br />
Mi piacerebbe rivedere questo film perché è bellissimo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dana</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il film e&#8217; stato bellissimo. Lo consiglio a bambini e adulti di tutte le età. La mia parte preferita è quando Hasel  e Sayer si incontrano. Il film narra di un delfino che resta impigliato in una trappola per granchi, rimane gravemente ferita alla coda. Sayer la salva. Winter è ricoverata presso l&#8217;ospedale per animali acquatici, subisce un intervento riuscirà a sopravvivere????</p>
<p><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Lincredibile-storia-di-Winter-il-delfino_bottom.jpg" rel="lightbox[8031]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8033" title="L'incredibile storia di Winter il delfino_bottom" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Lincredibile-storia-di-Winter-il-delfino_bottom.jpg" alt="" width="450" height="298" /></a></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/binarioloco/posts/~4/XmsHzfWOmTQ" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2012/01/22/lincredibile-storia-di-winter-il-delfino/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>E ora dove andiamo?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/binarioloco/posts/~3/idLZM2YZDEg/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2012/01/21/e-ora-dove-andiamo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 16:26:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Dati</dc:creator>
				<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime uscite]]></category>
		<category><![CDATA[caramel]]></category>
		<category><![CDATA[libano]]></category>
		<category><![CDATA[nadine labaki]]></category>

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		<description><![CDATA[E ora dove andiamo? (Et maintenant, on va où?) Diciotto confessioni religiose in uno Stato grande come l’Abruzzo non sono poche. È dal multiforme contesto del Libano che trae forza e ispirazione il cinema di Nadine Labaki, cineasta e attrice di grande talento attesa alla sua seconda prova dopo l’incantevole Caramel. La storia ha luogo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/E-ora-dove-andiamo.jpg" rel="lightbox[8023]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8027" title="E ora dove andiamo" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/E-ora-dove-andiamo.jpg" alt="" width="450" height="297" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a title="E ora dove andiamo?" href="http://www.eaglepictures.com/in-sala-e-prossimamente/e-ora-dove-andiamo" target="_blank">E ora dove andiamo?</a> (Et maintenant, on va où?)</p>
<p style="text-align: justify;">Diciotto confessioni religiose in uno Stato grande come l’Abruzzo non sono poche. È dal multiforme contesto del Libano che trae forza e ispirazione il cinema di Nadine Labaki, cineasta e attrice di grande talento attesa alla sua seconda prova dopo l’incantevole <a title="Caramel" href="http://www.binarioloco.it/2007/12/28/caramel/" target="_blank">Caramel</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia ha luogo in un villaggio arabo, immerso nella calura e nella polvere di un paesaggio semidesertico. Qui, un gruppo di ragazzi lotta contro l’isolamento provocato da un conflitto strisciante – nello spostarsi, a piedi o su improbabili carrette, gli abitanti devono stare attenti a non finire nei campi minati – cercando il punto esatto dove collocare l’unico televisore del villaggio, in modo da captare il segnale che diffonde la trasmissione di capodanno: siamo infatti nel Duemila, anno in cui tutti auspicano che le magnifiche sorti e progressive della nuova era portino finalmente la pace in quella terra martoriata.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8023"></span><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Labaki-a-Roma_2012_I.jpg" rel="lightbox[8023]"><img class="alignnone size-full wp-image-8025" style="float: left;" title="Labaki a Roma_2012_I" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Labaki-a-Roma_2012_I.jpg" alt="" width="250" height="332" /></a>Gli auspici del sindaco sono condivisi dal parroco e dal mullah dell’unica chiesa e dell’unica moschea del villaggio, che sorgono l’una accanto all’altro. I due sacerdoti, entrambi pingui e indolenti, ma in fondo saggi, sanno che basterà poco alle teste calde delle rispettive fedi per dimenticare la comune condizione, l’amicizia, persino i legami di sangue, e combattersi ferocemente in nome di un dio sanguinario.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed ecco infatti che, malgrado la lievità con cui vengono tratteggiati i rapporti umani all’interno della piccola comunità, emerge pian piano il demone mai sopito dell’odio e della vendetta. Dai piccoli sfregi si passa ad affronti intollerabili, fino a che l’irreparabile accade: come in una tragedia greca, la vittima sacrificale è un ragazzo il cui fratello è uno dei più accaniti avversari dell’opposta religione. Per evitare il bagno di sangue, nonché la distruzione della propria famiglia, la madre dei due giovani occulta il cadavere del figlio, fingendo che non sia morto.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questo snodo del film, che del resto è punteggiato di trovate similmente brillanti, scaturisce in modo paradossale la soluzione – sia pure temporanea – del conflitto: la disperazione di Yvonne, la madre del morto, si converte in una pietas così veemente da indossare i panni del nemico. Ecco quindi che, sul suo esempio, anche le altre donne del villaggio si scambiano i ruoli, le cristiane indossando il velo nero e le musulmane impugnando il crocifisso, tutte insieme reclamando la pace in nome della comune umanità.</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2012/01/21/e-ora-dove-andiamo/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">Così finalmente ricomposta l’unità degli abitanti, si può dar luogo alla sepoltura del giovane martire, ma anche questa si rivelerà impresa non facile: il finale aperto, espresso dallo stesso titolo dell’opera, è quasi un monito a non illudersi troppo sulla possibilità di superare la guerra una volta per tutte.</p>
<p style="text-align: justify;">Eccellente conferma del talento di Nadine Labaki, <em>E ora dove andiamo?</em> è impreziosito dalla luminosa bellezza della stessa regista, che – insieme alle sue compagne di lotta, giovani e anziane – apre il racconto con una soave danza funebre illuminata dalla luce obliqua di un sole mediorientale, malgrado tutto piena di vita e di speranza.</p>
<p style="text-align: justify;">[Le due splendide immagini della meravigliosa Nadine Labaki che trovate a  lato e qui sotto sono del nostro valente fotoredattore <a title="Eugenio Boiano - Sito Ufficiale" href="http://www.eugenioboiano.com/contact.html" target="_blank">Eugenio Boiano</a> <img src='http://www.binarioloco.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> ]</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Labaki-a-Roma_2012_II.jpg" rel="lightbox[8023]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8024" title="Labaki a Roma_2012_II" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Labaki-a-Roma_2012_II.jpg" alt="" width="350" height="502" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>The Help</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 16:59:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Lugi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Allison Janney]]></category>
		<category><![CDATA[Bryce Dallas Howard]]></category>
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		<description><![CDATA[Storie di balie e domestiche a Jackson “Ogni volta che un uomo combatte per un ideale&#8230; emette una minuscola onda di speranza, e queste onde, intersecandosi da un milione di centri differenti di energia e di audacia, producono una corrente in grado di spazzare via i più poderosi muri di oppressione e resistenza.” Robert F. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/The-Help_locandina_americana.jpg" rel="lightbox[8016]"><img class="alignnone size-full wp-image-8017" style="float: left;" title="The Help_locandina_americana" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/The-Help_locandina_americana.jpg" alt="" width="214" height="317" /></a>Storie di balie e domestiche a Jackson</p>
<p style="text-align: justify;">“Ogni volta che un uomo combatte per un ideale&#8230; emette una minuscola onda di speranza, e queste onde, intersecandosi da un milione di centri differenti di energia e di audacia, producono una corrente in grado di spazzare via i più poderosi muri di oppressione e resistenza.”</p>
<p style="text-align: justify;">Robert F. Kennedy (da un discorso presso l&#8217;Università di Città del Capo, 6 giugno 1966)</p>
<p>“Ho cominciato a crescere i bambini dei bianchi già a quattordici anni, nel 1925, perché mia madre era morta di malattia e le bollette non aspettavano…”.</p>
<p style="text-align: justify;">Così esordisce Aibileen Clark (Viola Davis), una domestica nera che espone la propria esperienza personale a Eugenia “Skeeter” Phelan (Emma Stone), una giovane donna bianca della buona società di Jackson, Mississippi, la quale, appena laureata (estate 1962), è ritornata a casa, dove pensa d’intraprendere la carriera di scrittrice. Ottiene, intanto, un impiego presso il Jackson Journal, ed è già un buon inizio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8016"></span>Dopo il quadriennio di studi, Skeeter riprende a frequentare la sua migliore amica Hilly Holbrooks (Bryce Dallas Howard) e le altre ragazze della comitiva: tutte ora possiedono una famiglia, un marito con un impiego ben remunerato, un’abitazione spaziosa e confortevole, e in alcuni casi, lussuosa, un figlio piccolo, e una tata di colore che si occupa di accudire il pargolo, della pulizia domestica e della cucina. Le giovani donne passano il loro tempo con il bridge e con la raccolta fondi per i bambini africani, in banali riunioni al club e in lunghi aperitivi al bar conditi da conversazioni futili, o da perfidi pettegolezzi. E da consigli all’amica rimasta nubile.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche Charlotte Phelan (Allison Janney), madre di Skeeter, non fa che ripetere, come un disco rotto, l’importanza di un buon matrimonio. Ma la ragazza, indipendente e anticonformista, invece, progetta di realizzare un’inchiesta giornalistica sulla vita domestica e familiare nella città natale. Solo la cara Constantine, la governante nera che l’ha cresciuta, l’avrebbe capita e aiutata, ma ormai la donna è sparita. Allora propone ad Aibileen, che accudisce l’affettuosa Mae Mobley da Elisabeth Leefolt (Ahna O’Reilly), di raccontare la propria storia di balia e inserviente interrogandola con domande che scavano nel profondo dell’anima: “Che cosa si prova ad allevare i bambini degli altri quando i propri si trovano altrove?”</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2012/01/20/the-help/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">Seppur inizialmente un po’ diffidente, Aibileen, che per pochi spiccioli ha allevato amorevolmente ben diciassette bambini bianchi, si lascia conquistare dalla sincerità di Skeeter, della quale diventa fedele amica e confidente, liberandosi del fardello che la opprimeva, e rivelando la disgrazia che il destino le ha riservato: il suo unico figlio è tragicamente scomparso in un incidente sul lavoro. Ben presto, però, a questi drammatici racconti faranno eco le vicissitudini di Minny (Octavia Spencer), la migliore amica di Aibi, cuoca impareggiabile (specialista di dolci e pollo fritto), dal carattere fiero, ma che non sa frenare la lingua.</p>
<p style="text-align: justify;">L’intervista alle due “nannies” viene poco a poco a delinearsi come una vera e propria denuncia delle condizioni di vita e degli innumerevoli episodi di ingiustizia perpetrati ai danni delle lavoratrici di colore: le balie e le domestiche nere non potevano usare nemmeno il wc nelle case in cui lavoravano. Tante altre donne si uniranno all’iniziativa fino a formare un coro a più voci, cui non basteranno poche colonne su un giornale del profondo Sud. Così prenderà corpo The Help, un libro assai toccante, che raccoglie tante testimonianze, sovente drammatiche, sulla cieca intolleranza dei bianchi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il volume viene stampato in un clima di minacce e intimidazioni. Le vecchie amiche di Skeeter le mostrano disappunto e ostilità. Anche Johnny Foote (Mike Vogel), il fidanzato, si allontana dopo la pubblicazione che mette alla berlina le donne della media e alta borghesia di Jackson (e non solo) come inaffidabili e ciniche, annoiate e civettuole, inadatte ad allevare e a educare i propri figli, incapaci a cucinare, pigre nelle faccende casalinghe, e occupate solo in inutili frivolezze.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla graticola finisce specialmente la perfida Hilly. Licenziata da questa per aver utilizzato il bagno di casa, Minny narra di aver preparato una torta squisita per rappacificarsi con la padrona. Il dolce, molto apprezzato dalla donna, però, contiene una sgradevolissima sorpresa che susciterà lo stupore e la rabbia di Hilly, e al contempo, la divertita ilarità della madre di lei, Missus Walters (Sissy Spacek), affetta da una precoce forma di Alzheimer.</p>
<p style="text-align: justify;">È una delle “scene madri” del lungometraggio, molto divertente per un verso, ma decisamente emblematica dall’altro. Minny troverà ugualmente un lavoro stabile presso Jolene French (Anna Camp), una donna eccentrica, ma mite e disponibile, nuova del posto, che per la sua bellezza vistosa e le origini modeste è stata messa al bando dalle signore della buona società. Un’altra sequenza spassosa riguarda ancora Hilly, dal sorriso smagliante e il pugno di ferro; stavolta viene fatta oggetto di scherno, allorché ritrova sul giardino antistante la sua abitazione una grande quantità di  vasi da toilette in ceramica – presumibilmente di seconda mano – depositati su quel prato da solerti concittadini dopo l’uscita sulla rubrica di Skeeter di una esplicita richiesta “a fini umanitari”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il messaggio che si evince dal racconto rimanda alla fratellanza e all’amicizia tra Skeeter, Aibi e Minny, ma anche alla solidarietà tra le tante inservienti che collaboreranno all’iniziativa della denuncia a mezzo stampa. The Help è una storia sulla fatica, sulla forza e sul coraggio di queste donne che hanno educato diverse generazioni di bambini bianchi, spesso anche con l’esempio del loro impegno e della loro dedizione, creando così le premesse per una società nuova e più tollerante. Più malinconico, purtroppo, l’epilogo per Aibileen, che sarà costretta ad allontanarsi mestamente da Jackson per l’ennesima cattiveria di Hilly, la quale, non farà tesoro dei cambiamenti in atto in città e nella nazione intera.</p>
<p style="text-align: justify;">Opera corale al femminile, diretta da Tate Taylor, The Help è il felicissimo adattamento cinematografico del romanzo omonimo di Kathryn Stockett, un melodramma di stampo sudista che fotografa un’epoca di rapidi mutamenti, e sciorina con estrema leggerezza temi contingenti, come quello del segregazionismo razziale, evidenziando i numerosi pregiudizi sociali e la reale disuguaglianza tra bianchi e neri, che si specchia non solo nell’intolleranza e negli atteggiamenti marcatamente arroganti delle persone, ma specialmente nelle condizioni di vita della comunità di colore, ancora oppressa e penalizzata nel diritto al voto, al lavoro, al trasporto pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei primi anni Sessanta i numerosi interventi del presidente John Fitzgerald Kennedy per le pari opportunità, per eliminare la segregazione sugli autobus e per risolvere l’emergenza abitativa combattendo contro la discriminazione nell’acquisto e nell’affitto degli immobili, parallelamente alle crescenti proteste del Movimento dei Diritti Civili e degli attivisti della comunità di colore, guidati da un giovane Martin Luther King, creano negli USA un clima di fermento e di fiducia verso i cambiamenti politici e verso l’evoluzione della società. Ma la strada per l’uguaglianza di fatto era ancora lontana, visto che il 18 gennaio 1963 George Wallace, il nuovo governatore dell’Alabama, nel suo discorso di insediamento reclamava: “Segregation now, segregation tomorrow, segregation forever!”</p>
<p><strong>Estratto da PRIMISSIMA SCUOLA n. 4 – dicembre 2011</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/The-Help_bottom.jpg" rel="lightbox[8016]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8020" title="The Help_bottom" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/The-Help_bottom.jpg" alt="" width="450" height="304" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Terraferma escluso dagli Oscar</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 13:24:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carolina Tocci</dc:creator>
				<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dal mondo del cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Asghar Farhadi]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuele Crialese]]></category>
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		<category><![CDATA[Una separazione]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Una-separazione.jpg" rel="lightbox[8009]"><img class="alignnone size-full wp-image-8010" style="float: left;" title="Una separazione" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Una-separazione.jpg" alt="" width="380" height="247" /></a>La notizia dell’esclusione di <em>Terraferma</em> di Emanuele Crialese rappresenta l’ennesima sconfitta del nostro cinema, che a forza di commedie e commediole, dimostra ancora una volta di essere poco esportabile su altri mercati. Basti pensare che l’ultima candidatura italiana risale al lontano 2006, quando <em>La bestia nel cuore</em> di Cristina Comencini riuscì ad essere nominato. Per non parlare dell’ultimo film italiano che è riuscito ad aggiudicarsi l’ambita statuetta: qui dobbiamo tornare indietro di tredici anni, quando nel 1999 se la portò a casa Benigni per <em>La vita è bella</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8009"></span>Di queste nove pellicole, il prossimo 24 gennaio (giorno in cui verranno rese  note le nomination definitive in tutte le categorie), ne rimarranno  soltanto cinque.</p>
<p><em>A Separation</em>, Asghar Farhadi (Iran &#8211; Già vincitore come Miglior Film Straniero ai Golden Globe)</p>
<p><em>Bullhead</em>, Michael R. Roskam (Belgio)</p>
<p><em>Footnote</em>, Joseph Cedar (Israele)</p>
<p><em>In Darkness</em>, Agnieszka Holland (Polonia)</p>
<p><em>Monsieur Lazhar</em>, Philippe Falardeau (Canada)</p>
<p><em>Omar Killed Me</em>, Roschdy Zem (Marocco)</p>
<p><em>Pina</em>, Wim Wenders (Germania)</p>
<p><em>Superclásico, Ole</em> Christian Madsen (Danimarca)</p>
<p><em>Warriors of the Rainbow: Seediq Bale</em>, Wei Te-sheng (Taiwan)</p>
<p>[Nota del caporedattore: Grazie alla tipica miopia del sistema cinema italiano, soltanto due dei nove candidati (entrambi splendidi film) sono usciti nelle nostre sale: <em>Una separazione, </em>grazie a <em> </em><a href="http://www.sacherdistribuzione.it/una_separazione.html" target="_blank">Sacher Distribuzione</a> e <em>Pina</em>, grazie alla <a href="http://www.bimfilm.com/schede/pina3d/" target="_blank">Bim</a>]</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>Thanks to <a title="Movielicious" href="http://www.movielicious.it/" target="_blank">Movielicious</a>!  <img src='http://www.binarioloco.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Pina-di-Wim-Wenders.jpg" rel="lightbox[8009]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8011" title="Pina di Wim Wenders" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Pina-di-Wim-Wenders.jpg" alt="" width="470" height="226" /></a></p>
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