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	<title>Il Blog di Artera.it</title>
	
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	<description>Il blog di Artera.it</description>
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		<title>eCommerce, dal Forum emerge un’Italia a due velocità</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 12:51:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Riccardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img style="margin-right:15px;" class="alignleft" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/05/forum-ecommerce-2012.png" alt="" width="150" height="150" />Dinamica e propositiva, ma anche frenata da vincoli strutturali. È un'Italia che viaggia a due velocità quella descritta dagli operatori del settore presenti ieri, mercoledì 16 maggio, al Netcomm eCommerce Forum di Milano. L'evento, giunto alla settima edizione, ha registrato tra gli espositori l'<strong>apprezzata presenza di Artera</strong>. Si è discusso di numeri, tendenze e previsioni per il commercio elettronico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-right:15px;" class="alignleft" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/05/forum-ecommerce-2012.png" alt="" width="150" height="150" />Dinamica e propositiva, ma anche frenata da vincoli strutturali. È un&#8217;Italia che viaggia a due velocità quella descritta dagli operatori del settore presenti ieri, mercoledì 16 maggio, al <a title="Netcomm Forum 2012" href="http://www.ecommerceforum.it/ecommerceforum2012/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ecommerceforum.it/ecommerceforum2012/?referer=');">Netcomm eCommerce Forum</a> di Milano. L&#8217;evento, giunto alla settima edizione, ha registrato tra gli espositori l&#8217;<strong>apprezzata presenza di Artera</strong>. In una sala conferenze gremita da almeno 2000 persone, si è discusso di numeri, tendenze e previsioni per il commercio elettronico. Il presidente del consorzio organizzatore, Roberto Liscia, ha usato parole chiare: &#8220;L&#8217;ecommerce rappresenta un <strong>settore strategico</strong>, e Netcomm può risultare un motore aggregativo per la sua crescita&#8221;. Parole confortate da un notevole incremento delle aziende associate, oggi più di 100.</p>
<h3>Italiani più convinti del canale digitale</h3>
<p>Citiamo altre cifre che devono far riflettere. Nel Belpaese oggi si registrano <strong>10 milioni di acquirenti</strong>, l&#8217;11% in più nel solo anno 2011 che vale un aumento di spesa del 15.4% nei dodici mesi di riferimento, e del 19.4% se restringiamo il campo all&#8217;ultimo trimestre. Un trend confortante, che tuttavia andrebbe supportato da <strong>evoluzioni nei sistemi di pagamento</strong>. &#8220;Più si amplia il portafoglio di soluzioni, più ci saranno compratori&#8221;, ha dichiarato Liscia, strizzando l&#8217;occhio all&#8217;home banking. Anche perchè, ha ripreso Liscia, &#8221;l&#8217;89% degli acquirenti ha assegnato al canale online un voto superiore al 7&#8243;. Cresce dunque la fiducia intorno all&#8217;e-commerce, e gli italiani sembrano meno diffidenti di fronte alla pratica dei pagamenti via computer.</p>
<h3>Tare da superare, la ricetta di Netcomm</h3>
<p>Tuttavia non sono tutte rose e fiori. Il convegno ha portato l&#8217;attenzione anche su qualche spina. &#8220;<strong>La penetrazione di Internet in Italia è la più bassa in Europa.</strong> Solo il 15% degli italiani fa spesa su Internet&#8221; ha ammonito il numero 1 di Netcomm. Ma non è tutto, perchè anche PMI (Piccole e medie imprese) sono in forte ritardo, vendono on-line solo per una quota del 4%, contro il 15% della media europea, e un obiettivo della <a title="DAE" href="http://ec.europa.eu/information_society/digital-agenda/index_en.htm" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/ec.europa.eu/information_society/digital-agenda/index_en.htm?referer=');">Digital Agenda for Europe</a> pari al 33%. Male anche l&#8217;interazione telematica tra cittadini e Pubblica Amministrazione: solo 8 italiani su 100 dichiarano attività di quest&#8217;ordine. Il quadro è poco confortante, l&#8217;Italia è attanagliata da un <strong>ritardo tecnologico e culturale</strong>. Ma il Forum ha lanciato una ricetta per la crescita, puntando sulla convergenza tra 5 fattori: sviluppo dell&#8217;offerta, incentivi su domanda/export, <strong>semplificazione delle regole</strong>, sviluppo dei sistemi di pagamento e del comparto logistica, implementazione di strumenti fiduciari per il compratore , come codici e certificazioni.</p>
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		<title>Artera sponsor dell’eCommerce Forum</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 15:02:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Riccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecommerce]]></category>
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		<category><![CDATA[Netcomm Forum]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="alignleft" style="margin-right: 10px" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/05/award.jpg" alt="" width="140" height="151" />Sarà presente anche <strong>Artera</strong> alla settima edizione dell'<strong>Netcomm eCommerce Forum</strong>, il più autorevole evento dedicato al commercio elettronico, in programma giovedì 16 maggio a Milano. Tra i padiglioni del<strong> Mico - Milano Congressi</strong> di via Gattamelata la nostra azienda presenterà i propri servizi dedicati al software Magento, il CMS più utilizzato per la realizzazione e gestione di strumenti <strong>ecommerce</strong>.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-right: 10px" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/05/award.jpg" alt="" width="140" height="151" />Sarà presente anche <strong>Artera</strong> alla settima edizione dell&#8217;<strong>Netcomm eCommerce Forum</strong>, il più autorevole evento dedicato al commercio elettronico, in programma giovedì 16 maggio a Milano. Tra i padiglioni del <strong>Mico &#8211; Milano Congressi</strong> di via Gattamelata la nostra azienda presenterà i propri servizi dedicati al software <a title="Magento" href="http://www.hostingmag.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.hostingmag.it/?referer=');">Magento</a>, il CMS più utilizzato per la realizzazione e gestione di strumenti <strong>ecommerce</strong>. Artera vanta una lunga esperienza nella creazione e gestione di <a title="Siti Web Artera" href="http://www.artera.it/sviluppo/siti_internet.html" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.artera.it/sviluppo/siti_internet.html?referer=');">piattaforme per la vendita on-line</a> basate su Magento, con <a href="http://www.hostingmag.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.hostingmag.it?referer=');">una soluzione di hosting ottimizzata</a> per questo software.</p>
<p>Magento offre funzionalità particolarmente avanzate per la gestione dei cataloghi telematici, delle varie modalità di spedizione e di pagamento, nonché un’ampia flessibilità per l’implementazione di <strong>campagne di web marketing</strong>, dalla SEO alla condivisione sui social media. Con tutti i vantaggi dei programmi Open Source, e l&#8217;opportunità di un&#8217;interfaccia in lingua italiana e ampiamente personalizzabile.</p>
<p>Il Forum &#8211; promosso da <a title="Netcomm" href="http://www.consorzionetcomm.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.consorzionetcomm.it/?referer=');">Netcomm</a>, il Consorzio del commercio elettronico italiano - si presenta dunque come un&#8217;occasione utile per <strong>visitare il nostro stand</strong>, e conoscere alcuni membri dello staff, pronti ad ascoltare le richieste di visitatori e addetti al settore, e fornire utili consulti riguardo alle varie esigenze nell&#8217;ambito della vendita sul web.</p>
<p>Ricordiamo che per tutta la giornata, dalle 9 alle 18, la manifestazione propone un ricco programma di incontri: il Convegno istituzionale, i Workshop pomeridiani e, naturalmente, l’Area espositiva per incontri one-to-one con i visitatori. A conclusione dei lavori si terrà l&#8217;edizione d&#8217;esordio del <strong>Netcomm eCommerce Award</strong>, il premio per il miglior sito di commercio elettronico italiano. Tra i candidati c&#8217;è anche Artera, con il sito <a title="100x100ufficio" href="http://www.100x100ufficio.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.100x100ufficio.it/?referer=');">100x100Ufficio.it</a>, iscritto nelle categorie &#8220;New entry&#8221; e &#8220;Arredamento e oggettistica&#8221;.<br />
Le votazioni si raccolgono anche on-line, sul sito <a title="Netcomm eCommerce Award" href="http://www.netcomm-award.it/progetto/100x100ufficioit.aspx" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.netcomm-award.it/progetto/100x100ufficioit.aspx?referer=');">www.netcomm-award.it</a>.</p>
<p>La partecipazione all&#8217;appuntamento è gratuita!<br />
<a href="http://www.artera.it/landing-netcommforum.php" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.artera.it/landing-netcommforum.php?referer=');">Contattaci per richiedere il tuo invito</a>, ti aspettiamo!</p>
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		<title>Giornali sul web: notizie “socialmente” condivise, fan interattivi</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 11:54:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Riccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social network & Community]]></category>
		<category><![CDATA[editoria digitale]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
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		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9245" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/05/giornali_web-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" style="margin-right:15px;" />"Condividere" sulle pagine dei social network è divenuto il metodo più efficace per diffondere notizie, informazioni, gusti e interessi. Le utenze private lo hanno capito da tempo, appare invece <strong>più lenta la conversione delle testate giornalistiche</strong> alle nuove abitudini. Almeno così ci dice il campione d'indagine scelto da Blogmeter, società di analisi dei social media e del passaparola online.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9245" style="margin-right: 15px;" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/05/giornali_web-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />&#8220;Condividere&#8221; sulle pagine dei social network è divenuto il metodo più efficace per diffondere notizie, informazioni, gusti e interessi. Le utenze private lo hanno capito da tempo, appare invece <strong>più lenta la conversione delle testate giornalistiche</strong> alle nuove abitudini. Almeno così ci dice il campione d&#8217;indagine scelto da <a title="Blogmeter" href="http://www.blogmeter.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.blogmeter.it/?referer=');">Blogmeter</a>, società di analisi dei social media e del passaparola online, che tra il 20 marzo e il 18 aprile 2012 ha monitorato le <strong>interazioni tra pagine Facebook e lettori.</strong> Su 161 giornali posti sotto la lente d&#8217;ingrandimento, il 63% vanta una pagina su Facebook, mettendo però in mostra una doppia velocità: se infatti l&#8217;88% dei quotidiani ha compiuto questo passo, solo la metà dei settimanali (48%) e dei mensili (51%) si sono adeguati.</p>
<h3>Lettori social, più o meno coinvolti</h3>
<p>Entriamo però nello specifico. Punti di riferimento nella sezione quotidiani sono senza dubbio <a title="La Repubblica" href="http://www.repubblica.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.repubblica.it/?referer=');">‘La Repubblica’</a> e ‘Il Fatto Quotidiano’, leader per numero di fan e <strong>capacità di engagement</strong>, ossia coinvolgimento dei lettori in termini di like, commenti, condivisioni, post spontanei. A seguire si posizionano ‘Corriere della Sera’ e la ‘Gazzetta dello Sport’, dotati di molti fan che però sono poco coinvolti, poco reattivi. Discorso opposto invece per il free press ‘<a title="Leggo" href="http://www.leggo.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.leggo.it/?referer=');">Leggo’</a>, che vanta pochi fan ma particolarmente attivi (167 reazioni per ogni 100 fan e 306 interazioni per ogni notizia pubblicata). Ma scorrendo la classifica, troviamo <strong>numerose testate &#8220;fredde&#8221;</strong>, che cioè annoverano un numero ridotto di fan, peraltro anche poco coinvolti. Un segnale questo che indica come ci sia ancora molto da lavorare, e che molte opportunità al momento risultano inespresse.</p>
<h3>Piacciono la politica, la moda, le scienze e lo sport</h3>
<p>Passando alla categoria settimanali, spiccano i 235 mila fan di ‘<a title="Internazionale" href="http://www.internazionale.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.internazionale.it/?referer=');">Internazionale’</a>, e i 136 mila di ‘Donna Moderna’. A seguire ‘Grazia’ e ‘L’Espresso’, che si riscatta tra i più attivi a livello di interazioni totali, insieme a ‘Confidenze tra amiche’, ‘Vanity Fair’ e ‘TV Sorrisi e Canzoni’, tra i primi posti anche per il <strong>gradiente di vivacità</strong> da parte dei fan. Il cerchio si chiude con i mensili, e i 408 mila fan di <a title="Vogue" href="http://www.vogue.it/?gclid=CJDQtfqb5q8CFcRF3wodcgT93A" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.vogue.it/?gclid=CJDQtfqb5q8CFcRF3wodcgT93A&amp;referer=');">‘Vogue Italia’</a> , giornale abile anche a <strong>coinvolgere gli utenti</strong>, in questo caso assieme a ‘La Repubblica XL’. Quest’ultima svetta in termini di interazioni totali (oltre 36 mila) seguita da ‘Vogue’ e ‘Focus’ , mentre le maggiori capacità di reazioni spettano a ‘AltroConsumo’. Apprezzati dai lettori anche i periodici di approfondimento scientifico e sportivo, lo dimostrano i numeri di ‘Psychologies Italia’ (per ogni 100 fan genera 44 interazioni), ‘Le Scienze’ e ‘Guerin Sportivo’ .</p>
<p>Un ultimo spunto offerto dallo studio riguarda le <strong>fasce orarie preferite</strong> per postare commenti. Gli utenti del web si concentrano nel tardo pomeriggio, dalle 17 alle 18, prettamente nei giorni centrali della settimana.</p>
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		<title>New Deal Digitale, Confindustria insiste sulla detassazione</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 12:52:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Riccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecommerce]]></category>
		<category><![CDATA[Agenda Digitale]]></category>
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		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9225" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/04/business4_9-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" style="margin-right:15px;" />Entro il 2015, un cittadino comunitario su due e una Pmi su tre effettueranno compravendite online, con una <strong>diffusione crescente del mobile payment</strong>, ovvero l'abitudine ad effettuare acquisti tramite smartphone e tablet. Sono queste le previsioni tracciate dall'Unione Europea in tema di commercio elettronico, per la <strong>presenza sempre più forte delle nuove tecnologie</strong> e la crescente attenzione dei consumatori per i prezzi dei prodotti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9225" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/04/business4_9-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" style="margin-right:15px;" />Entro il 2015, un cittadino comunitario su due e una Pmi su tre effettueranno compravendite online, con una <strong>diffusione crescente del mobile payment</strong>, ovvero l&#8217;abitudine ad effettuare acquisti tramite smartphone e tablet. Sono queste le previsioni tracciate dall&#8217;Unione Europea in tema di commercio elettronico, per la <strong>presenza sempre più forte delle nuove tecnologie</strong> e la crescente attenzione dei consumatori per i prezzi dei prodotti. Anche <strong>l&#8217;Italia, se vuole rimanere al passo, dovrà adeguarsi</strong> a questo scenario, ed in tempi celeri. Ne è ben conscia la rappresentanza di categoria, <a title="Confindustria Digitale" href="http://www.confindustriadigitale.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.confindustriadigitale.it?referer=');">Confindustria Digitale</a>, che per questo motivo ha inviato dei solleciti al Governo, affinchè si promuova in termini concreti il disegno dell&#8217;<a title="Agenda Digitale" href="http://www.agenda-digitale.it/agenda_digitale/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.agenda-digitale.it/agenda_digitale/?referer=');">Agenda Digitale</a>. Il pacchetto di norme che finalmente dovrebbe traghettare il paese verso il mondo digital diventerà legge a giugno, un termine che le utenze produttive auspicano venga rispettato.</p>
<h3>Agevolazioni per le utenze commerciali e produttive</h3>
<p>Incentivi per le giovani aziende innovative, investimenti sull&#8217;alfabetizzazione elettronica, i sistemi di e-payment, le categorie svantaggiate (anziani, diversamente abili, cittadini stranieri) e servizi pubblici sempre più smart. Questi alcuni tra i punti cardine del provvedimento, ma Confindustria Digitale batte il ferro sulla <strong>riduzione dell&#8217;IVA</strong> per le vendite ai consumatori finali. Considerando che servizi turistici e assicurazioni (una quota pari al 60% dell&#8217;e-commerce nazionale) usufruiscono già di aliquote agevolate, si potrebbe adottare un&#8217;aliquota temporanea al 10% per tutti i prodotti acquistati online. Certo, per l&#8217;Erario si stimano mancati gettiti compresi tra i 270 e 330 milioni di euro, ma come contraltare l&#8217;<strong>effetto volano</strong> prodotto dall&#8217;agevolazione potrebbe far crescere il mercato del 43%, arricchendo di 400 milioni le finanze dello Stato.</p>
<h3>Adeguarsi agli standard dei paesi occidentali</h3>
<p>L&#8217;esempio da seguire in tal direzione viene offerto da altri paesi dell&#8217;Unione, come la Francia, che ad esempio ha promosso la riduzione dell&#8217;aliquota sugli e-book. Confindustria chiede alle istituzioni che si provveda anche alla detassazione di un terzo dei <strong>ricavi generati tramite l&#8217;e-commerce</strong> dalle piccole imprese verso clienti internazionali. In questo caso si pongono però delle condizioni particolari: alle transazioni si deve ricorrere con strumenti di pagamento elettronici (tracciabili), e ciascuna non deve superare un importo di 2mila euro.</p>
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		<title>E-commerce, le aziende italiane ora puntano ai mercati esteri</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 09:48:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Riccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecommerce]]></category>
		<category><![CDATA[advertising online]]></category>
		<category><![CDATA[E-Commerce]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9210" style="margin-right: 5px;" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/04/ecommerce-italia-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Non conosce crisi il settore del <strong>commercio elettronico</strong>, che invece continua a ritoccare verso l'alto i dati di fatturato. Merito di una nascente e fervente scena nazionale, il cui <strong>potenziale</strong> potrà ulteriormente crescere nei prossimi anni. Ma i competitors del Belpaese non si accontentano, e iniziano a <strong>guardare anche verso l'estero</strong>, così riferisce l'indagine realizzata da Adobe Systems insieme allo Studio Casaleggio Associati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9210" style="margin-right: 5px;" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/04/ecommerce-italia-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Non conosce crisi il settore del <strong>commercio elettronico</strong>, che invece continua a ritoccare verso l&#8217;alto i dati di fatturato. Merito di una nascente e fervente scena nazionale, il cui <strong>potenziale</strong> potrà ulteriormente crescere nei prossimi anni. Ma i competitors del Belpaese non si accontentano, e iniziano a <strong>guardare anche verso l&#8217;estero</strong>, così riferisce l&#8217;indagine realizzata da <a title="Adobe Systems" href="http://www.adobe.com" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.adobe.com?referer=');">Adobe Systems</a> insieme allo <a title="Casaleggio Associati" href="http://www.casaleggio.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.casaleggio.it/?referer=');">Studio Casaleggio Associati</a>.</p>
<h3>Potenziale ancora non sviluppato</h3>
<p>L&#8217;obiettivo è quello di creare delle economie di scala sufficienti a contrastare la concorrenza internazionale. In Italia, l’e-commerce ha registrato nel 2011 un valore di circa <strong>19 miliardi di euro</strong>, suddiviso principalmente tra gli ambiti del tempo libero (soprattutto gioco d&#8217;azzardo), turismo e assicurazioni. Ora però si avverte l&#8217;esigenza di ampliare il raggio d&#8217;azione oltre i confini, un&#8217;opportunità sinora poco sfruttata. Significativi i dati raccolti dallo studio: il 33% delle aziende non vende i propri prodotti o servizi fuori dall’Italia, mentre chi è presente si gestisce in modalità variegate, puntando soprattutto sul <strong>sito internet aziendale</strong>, in lingua italiana o meno frequentemente tradotto in diverse lingue. Il 5% delle società possiede invece punti d&#8217;appoggio o sedi all’estero e il 13% sfrutta le strutture gestionali offerte dalle <strong>realtà multinazionali</strong>.</p>
<h3>L&#8217;evoluzione delle strategie di promozione</h3>
<p>Secondo gli esperti di Adobe, l’e-commerce rappresenta un canale strategico per le aziende che desiderano raggiungere il proprio target in modo efficace e differenziato permettendo un alto tasso di conversione da utente a cliente. Sono le attività di <a title="KM" href="http://www.keywordmarketing.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.keywordmarketing.com/?referer=');">keywords marketing</a> &#8211; <a title="SEO" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ottimizzazione_(motori_di_ricerca)" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Ottimizzazione_motori_di_ricerca?referer=');">SEO</a> a ricevere in questo momento le <strong>principali risorse di budget</strong> destinate al comparto &#8220;Marketing e Comunicazione&#8221;. In ordine si dispongono <strong>e-mail marketing</strong>, attività di <strong>social media</strong>, presenza nelle aree di shopping o siti <strong>comparatori di prezzo</strong>, infine attività legate ai media tradizionali, investimenti in banner e sponsorship. Le strategie di promozione, rispetto a qualche anno fa, stanno fortemente cambiano.</p>
<p>Concludiamo accennando alle realtà estere in cui sono presenti i brand italiani. Al momento il circuito è limitato all&#8217;Europa Settentrionale ed Occidentale, con in testa Germania, Francia e Svizzera. Nel mirino ci sono invece i contesti in espansione, quali l&#8217;Oriente Asiatico e l&#8217;America Latina.</p>
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		<title>Imprese, i manager italiani promuovono i servizi cloud</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 16:07:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Riccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aspetti Economici]]></category>
		<category><![CDATA[business strategy]]></category>
		<category><![CDATA[cloud computing]]></category>
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		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9196" style="margin-right: 10px;" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/04/cloud-computing-and-modern-business-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Il cloud computing sarà uno <strong>strumento fondamentale</strong> per il successo delle aziende nei prossimi mesi. A sostenerlo è il 99% dei <a title="Cfo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chief_financial_officer" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Chief_financial_officer?referer=');">Cfo</a> intervistati per conto di <a title="GEI" href="https://sites.google.com/a/enterpriseitalia.it/enterprise-italia/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/sites.google.com/a/enterpriseitalia.it/enterprise-italia/?referer=');">Google Enterprise Italia</a>. La scelta di porre al centro dell'indagine i responsabili finanziari delle aziende non è certo casuale, perchè queste figure già ora rappresentano parte integrante dei processi decisionali che portano all’utilizzo di <strong>soluzioni ad hoc all’interno delle imprese</strong>.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9196" style="margin-right: 10px;" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/04/cloud-computing-and-modern-business-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Il cloud computing sarà uno <strong>strumento fondamentale</strong> per il successo delle aziende nei prossimi 12-18 mesi. A sostenerlo è il 99% dei <a title="Cfo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chief_financial_officer" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Chief_financial_officer?referer=');">Chief Financial Officer</a> intervistati dall&#8217;agenzia Vanson Bourne per conto di <a title="GEI" href="https://sites.google.com/a/enterpriseitalia.it/enterprise-italia/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/sites.google.com/a/enterpriseitalia.it/enterprise-italia/?referer=');">Google Enterprise Italia</a>. La scelta di porre al centro dell&#8217;indagine i responsabili finanziari delle aziende non è certo casuale, perchè queste figure già ora rappresentano parte integrante dei processi decisionali che portano all’utilizzo di <strong>soluzioni ad hoc all’interno delle imprese</strong>. Con idee  piuttosto chiare. Oltre la metà del campione ritiene infatti che la &#8220;nuvola digitale&#8221; sia in grado di <strong>migliorare il contributo della funzione IT</strong> alla strategia aziendale, ma anche di <strong>incrementare la capacità di innovazion</strong>e dei dipartimenti IT.</p>
<h3>Tutti d&#8217;accordo sui vantaggi pratici del servizio</h3>
<p>Dallo studio emerge inoltre la crescente popolarità del cloud presso le grandi imprese dello Stivale: il 77% degli intervistati dichiara di operare in aziende che hanno già attivato servizi cloud, o abbia in programma di farlo. I Cfo sono inoltre convinti dei benefici quantificabili connessi, quali <strong>riduzione dei costi di manutenzione</strong> del comparto IT, <strong>diminuzione dei costi gestionali</strong>, e <strong>miglioramento nell&#8217;efficienza dei processi</strong>. Il 53% del campione si spinge anche oltre, sostenendo che il cloud computing possa garantire maggiori vantaggi al business rispetto all&#8217;outsourcing tradizionale.</p>
<h3>Valutazioni positive anche dagli esperti di Google</h3>
<p>Significative, in tal direzione, sono le parole dell&#8217;establishment di Mountain View. Luca Giuratrabocchetta, country manager di Google Italia spiega come &#8220;<em>Sino a questo momento l&#8217;adozione delle tecnologie cloud nelle aziende è stata per la maggior parte dei casi guidata dalla funzione IT. Ora, però, le cose stanno cambiando e sempre più spesso ci troviamo a discutere con Cfo, Ceo e Chief Operating Officer. I vantaggi del cloud computing vanno oltre l&#8217;ovvio risparmio sui costi del software e della manutenzione. Il ruolo strategico che può ricoprire all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione in termini di<strong> volano per l’innovazione</strong> e il <strong>miglioramento della produttività</strong> sta rendendo il cloud  un’opzione sempre più attraente per le aziende che vogliono rimanere competitive e agili</em>&#8220;.<br />Dobbiamo dunque preparaci ad una vera e propria rivoluzione nella gestione dei processi aziendali. Per una volta è giusto dire come i manager italiani abbiano subito intuito il potenziale della nuvola, anticipando molti colleghi del Vecchio Continente.</p>
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		<title>Progresso digitale, l’Italia costretta a inseguire</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 16:23:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Riccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aspetti Economici]]></category>
		<category><![CDATA[agenda digitale italiana]]></category>
		<category><![CDATA[digital divide]]></category>
		<category><![CDATA[information technology]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9179" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/04/cabina-regia-egov-299x300-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" style="margin-right:5px;" />Ritardi ciclopici nell'istruzione e nell'innovazione, evidente debolezza dell'iniziativa del Governo e delle autorità regolamentari nel promuovere un "volano" imprescindibile per la competitività. Risultato? L'Italia si mostra <strong>un paese poco vantaggioso per gli investimenti nel settore digitale</strong>. Per la precisione, il Bel Paese al momento naviga intorno alla <strong>48esima posizione</strong> mondiale nella classifica stilata da tre enti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9179" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/04/cabina-regia-egov-299x300-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" style="margin-right:5px;" />Ritardi ciclopici nell&#8217;istruzione e nell&#8217;innovazione, evidente debolezza dell&#8217;iniziativa del Governo e delle autorità regolamentari nel promuovere un &#8220;volano&#8221; imprescindibile per la competitività. Risultato? L&#8217;Italia si mostra <strong>un paese poco vantaggioso per gli investimenti nel settore digitale</strong>. Per la precisione, il Bel Paese al momento naviga intorno alla <strong>48esima posizione</strong> mondiale nella classifica stilata da tre enti, la <a title="Wef" href="http://www.weforum.org/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.weforum.org/?referer=');">World Economic Forum</a> (Wef), la società di consulenza globale <a title="Booz&amp;Co" href="http://www.booz.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.booz.com/?referer=');">Booz&amp;Co</a> e la business school <a title="Insead" href="http://www.insead.edu/home/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.insead.edu/home/?referer=');">Insead</a>, che hanno incrociato in 142 paesi le condizioni infrastrutturali e le competenze umane necessarie a fornire a famiglie e imprese le tecnologie informatiche e di comunicazione. Punti di riferimento in questa particolare graduatoria sono Svezia, Singapore e Finlandia, ma anche restringendo il campo d&#8217;analisi al vecchio continente, l&#8217;Italia si colloca appena 26esima.</p>
<h3>I motivi del ritardo, le strategie per il rilancio</h3>
<p>Le ragioni, a giudizio dei ricercatori che hanno condotto l&#8217;indagine, sono presto dette: <strong>standard insufficienti</strong> a livello di sistemi dell&#8217;istruzione e dell&#8217;innovazione, <strong>scarsa presenza di un&#8217;ambiente politico e regolamentare</strong> che conseguentemente ostacola il funzionamento complessivo dell&#8217;economia. Dall&#8217;altra parte le istituzioni sono in netto ritardo nello sforzo di spingere le tecnologie informatiche e delle telecomunicazioni per aumentare la competitività.<br />
Ma le ricette per promuovere una decisa inversione di tendenza fortunatamente non mancano. Anzitutto citiamo l&#8217;<a title="AD" href="http://www.agendadigitale.org/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.agendadigitale.org/?referer=');">Agenda Digitale</a>, che il ministro dello Sviluppo economico e delle infrastrutture Corrado Passera ha intenzione di presentare entro il prossimo mese di giugno. Altro suggerimento arriva da Cesare Mainardi, l&#8217;italiano appena approdato alla guida di Booz&amp;Co, che nella prefazione allo studio sostiene come &#8220;<em>Il successo nel mondo della digitalizzazione richiede sia ai politici che ai leader d&#8217;impresa di tornare alla lavagna per <strong>identificare e costruire le capacità per vincere nelle rispettive sfere d&#8217;influenza</strong>. La digitalizzazione moltiplica l&#8217;impatto della connettività, creando un sostanziale incremento di valore in termini non solo in termini di creazione di lavoro e di crescita economica, ma anche sul benessere della società e sulla trasparenza del Governo</em>&#8220;.</p>
<h3>Più tecnologia, e una politica più abile nella gestione</h3>
<p>Non basta più assicurare l&#8217;accesso a internet e alle tecnologie digitali, ma bisogna far sì che tali strumenti vengano effettivamente utilizzati in un&#8217;ottica organizzata. Una prospettiva suggerita dal <strong>boom degli apparecchi informatici</strong>: il numero di personal computer utilizzati nel mondo è passato dai 100 milioni del 1990 agli 1,4 miliardi del 2010 con i telefoni portatili che nello stesso lasso di tempo sono schizzati da 10 milioni a oltre 5 miliardi di unità e gli utenti internet che sono passati da 3 milioni a 2 miliardi.<br />
Lo studio <strong>Wef-Insead-Booz</strong> propone infine ai politici di spostare la loro attenzione dall&#8217;accesso alle reti per mettere in moto programmi e progetti che puntino all&#8217;<strong>adozione e utilizzo diffusi della tecnologia</strong>. E ciò include la digitalizzazione dell&#8217;agenda nazionale, l&#8217;evoluzione della struttura del governo e l&#8217;adozione di una prospettiva a ecosistema.</p>
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		<title>I manager puntano sulle potenzialità cloud</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 10:05:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Riccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aspetti Economici]]></category>
		<category><![CDATA[business strategy]]></category>
		<category><![CDATA[cloud computing]]></category>
		<category><![CDATA[mercati digitali]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9167" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/03/Cloud-Computing-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="140" style="margin-right:15px; margin-top:5px;" />Entro il 2015 raddoppieranno le aziende che ricorrono alla tecnologia <strong>cloud computing</strong>, via via che i business leader sfrutteranno la rapida disponibilità dei dati e la crescente popolarità dei social media. È quanto sostiene un nuovo studio pubblicato da IBM, secondo cui i competitor che seguiranno la scia della "nuvola" digitale avranno un <strong>vantaggio significativo nella corsa all'introduzione di nuovi prodotti e servizi</strong>.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9167" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/03/Cloud-Computing-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="140" style="margin-right:15px; margin-top:5px;" />Entro il 2015 raddoppieranno le aziende che ricorrono alla tecnologia <strong>cloud computing</strong>, via via che i business leader sfrutteranno la rapida disponibilità dei dati e la crescente popolarità dei social media. È quanto sostiene un nuovo studio pubblicato da <a title="IBM" href="http://www.ibm.com/it/it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibm.com/it/it/?referer=');">IBM</a>, secondo cui i competitor che seguiranno la scia della &#8220;nuvola&#8221; digitale avranno un <strong>vantaggio significativo nella corsa all&#8217;introduzione di nuovi prodotti e servizi</strong> e all&#8217;acquisizione di nuovi mercati e flussi di ricavi. L&#8217;indagine, dal titolo &#8220;<strong>The Power of Cloud: Driving business model innovation</strong>&#8220;, ha preso forma dall&#8217;impegno di IBM e della <a title="EIU" href="http://www.eiu.com/Default.aspx" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.eiu.com/Default.aspx?referer=');">Economist Intelligence Unit</a>, che si sono impegnate a interrogare 500 dirigenti di business e tecnologia in tutto il mondo. Colletti bianchi che iniziano a intuire le enormi possibilità del cloud, strumento per un incremento in termini di <strong>efficienza</strong> e di <strong>risparmio dei costi</strong>, ma anche stimolo per l’innovazione che garantisce un <strong>vantaggio competitivo sul mercato</strong>.</p>
<h3>Le sfide di oggi e gli obiettivi di domani</h3>
<p>Mentre il 16% dei dirigenti intervistati afferma di utilizzare già le funzionalità del cloud per generare innovazione, ad esempio per entrare in nuove linee di business o ridefinire un settore esistente, entro il 2015 il 35% di essi intende utilizzarlo per <strong>trasformare i propri modelli di business</strong>. Il campione analizzato mostra come, al momento, la sfida da vincere riguardi il miglioramento dell&#8217;<strong>efficienza organizzativa</strong>, mentre nel prossimo triennio le mire saranno rivolte verso la crescita e le <strong>iniziative competitive</strong>. Le esigenze di business, quindi, eguaglieranno presto le motivazioni IT.</p>
<p>Tra gli esempi presenti nel rapporto, vi è un <a title="Marketplace Online" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Online_marketplace" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/en.wikipedia.org/wiki/Online_marketplace?referer=');">marketplace online</a> per prodotti artigianali, che ha sfruttato la <strong>flessibilità dei costi del cloud</strong> per avere accesso a una <a title="Business Analytics" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Business_analytics" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/en.wikipedia.org/wiki/Business_analytics?referer=');">business analytics</a> più potente e online. L&#8217;azienda è in grado di <strong>analizzare i dati provenienti da circa un miliardo di visite mensili</strong> al proprio sito web in modo efficace in termini di costi e di usare tali informazioni per formulare raccomandazioni sui prodotti, con la possibilità di accedere a tool e potenza di calcolo in genere accessibili solo ai retailer di grandi dimensioni.</p>
<h3>La &#8220;nuvola&#8221; viatico per nuovi modelli di business</h3>
<p>Il 62% dei manager &#8220;campionati&#8221; afferma che un obiettivo chiave è la collaborazione con i partner esterni, mentre il 57% indica nei vantaggi in termini di costi una forte motivazione all&#8217;utilizzo del cloud. Nello studio sono indicati anche alcune caratteristiche che andranno a cambiare il settore fornendo nuovi modelli di business, come la capacità del cloud di filtrare la complessità, consentire <strong>esperienze definite dall&#8217;utente</strong>, la <strong>scalabilità</strong> e la <strong>flessibilità dei costi</strong>.</p>
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		<title>I media italiani rimangono a galla grazie al “nuovo” internet</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 07:35:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Riccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aspetti Economici]]></category>
		<category><![CDATA[advertising online]]></category>
		<category><![CDATA[applicazioni web]]></category>
		<category><![CDATA[digital divide]]></category>
		<category><![CDATA[new media]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9152" style="margin-right: 10px;" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/03/internet-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Se il mercato italiano dei media segna una generale tendenza al ribasso (-1% a 16,7 miliardi di euro), questo è dovuto alla crisi soprattutto dei tradizionali strumenti di diffusione, ovvero stampa e radio. Dall'altra parte c'è infatti un mondo, quello dei <strong>new media, in forte ascesa</strong>. Smartphone, tablet, connected tv, social network e telefonini hanno fatto registrare un +7% che sicuramente può confortare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9152" style="margin-right: 10px;" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/03/internet-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Se il mercato italiano dei media segna una generale tendenza al ribasso (-1% a 16,7 miliardi di euro), questo è dovuto alla crisi soprattutto dei tradizionali strumenti di diffusione, ovvero stampa e radio. Dall&#8217;altra parte c&#8217;è infatti un mondo, quello dei <strong>new media, in forte ascesa</strong>. Smartphone, tablet, connected tv, social network e telefonini hanno fatto registrare un +7% che sicuramente può confortare. Anche se, a dirla tutta, i ricavi essenzialmente legati all&#8217;advertising per quanto in crescita rimangono ancora limitati. Uno scenario di recessione con spiragli di luce: questa la fotografia realizzata dalla <a title="School of Management Polimi" href="http://www.mip.polimi.it/mip/it.html" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.mip.polimi.it/mip/it.html?referer=');">School of management del Politecnico di Milano</a>.</p>
<h3>Boom grazie a Smart tv e You Tube</h3>
<p>I nuovi media stanno moltiplicando le occasioni di utilizzo di internet e riescono a penetrare anche in quelle fasce di popolazione meno inclini ai all&#8217;utilizzo della tecnologia. Crescono la <strong>raccolta pubblicitaria e ricavi pay su smartphone</strong> (+70% e +120%) e tablet (+110% e +150%) mentre raddoppia la <strong>pubblicità sui social network</strong> (quasi 24 milioni di utenti), migliorano nettamente i ricavi generati dalle app e il valore dell&#8217;<strong>advertising sui video online</strong>, trainato dalle offerte sempre più ricche degli editori e dalle &#8221;orde&#8221; di utenze YouTube. Incrementi netti si registrano anche per le <a title="Connected Tv" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Smart_TV" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Smart_TV?referer=');">connected tv</a>, che passano dal 10% a oltre il 30%. La componente digitale dell&#8217;ecosistema dei media è passata dal 29% del 2010 al 32% di 2011. Sui 21 milioni di smartphone il boom dei contenuti pay (circa 120% rispetto al 2010) è poca cosa rispetto all&#8217;advertising. Sui tablet (1,5 milioni a fine 2011) il valore assoluto degli investimenti pubblicitari è ancora relativamente basso. Più interessanti le dinamiche dei social network.</p>
<h3>L&#8217;Italia deve abbandonare la tradizione</h3>
<p>I numeri sono incontrovertibili. Nel 2011 i ricavi pubblicitari sono più che raddoppiati grazie a un parco utenti di quasi 24 milioni di unità. Ancora trascurabile il peso relativo sul mercato dei new media, decisamente superiore in ottica pubblicità sul web (3%). Al netto della crescita dei device e delle occasioni di accesso alle informazioni <strong>il vero punto dolente è la fruizione dei contenuti</strong>. Gli scogli si chiamano <a title="Digital Divide" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_divide" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Digital_divide?referer=');">digital divide</a> e scarsa alfabetizzazione. Nelle aule scolastiche si utilizza ancora il 90% di contenuti cartacei per la didattica; <strong>solo il 16% degli studenti utilizza a scuola contenuti e strumenti digitali</strong>. In altre parole, lungo lo stivale continua a prevalere un approccio all&#8217;informazione più tradizionale rispetto al contesto europeo. L&#8217;agenda digitale prevede tra i suoi obiettivi anche una maggiore sensibilità nel <strong>diffondere la pratica della lettura su display</strong>. I media dovranno offrire un contributo fattivo nel promuovere interazioni intelligenti con i contenuti, un compito da affiancare alla lettura e comprensione di infografiche e contenuti dinamici.</p>
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		<title>DigItalia, l’informatica diventerà di uso comune per tutti gli italiani</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 14:59:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Riccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accessibilità e Usabilità]]></category>
		<category><![CDATA[banda larga]]></category>
		<category><![CDATA[digital divide]]></category>
		<category><![CDATA[digitalia]]></category>
		<category><![CDATA[E-Commerce]]></category>

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		<description><![CDATA[<img style="margin: 6px 15px 0 0;" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/03/digitalia.jpg" alt="" title="digitalia" width="204" height="188" class="alignleft size-full wp-image-9134" />Dalle promesse si sta passando ai fatti. Verrà discusso entro giugno il <strong>decreto legge "DigItalia"</strong>, lo strumento che il Governo Monti vorrebbe utilizzare per lanciare definitivamente lo sviluppo del digitale nel Belpaese. Il comparto di 101 iniziative sarà una sorta di summa delle proposte emerse dalla famosa “cabina di regia” dell’Agenda Digitale che ha il compito di trovare <strong>idee e soluzioni per digitalizzare l’Italia</strong> e rispettare gli impegni dell’Agenda Digitale Europea.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 6px 15px 0 0;" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/03/digitalia.jpg" alt="" title="digitalia" width="204" height="188" class="alignleft size-full wp-image-9134" />Dalle promesse si sta passando ai fatti. Verrà discusso entro giugno il <strong>decreto legge &#8220;DigItalia&#8221;</strong>, lo strumento che il Governo Monti vorrebbe utilizzare per lanciare definitivamente lo sviluppo del digitale nel Belpaese. Il comparto di 101 iniziative sarà una sorta di summa delle proposte emerse dalla famosa “cabina di regia” dell’Agenda Digitale che ha il compito di trovare <strong>idee e soluzioni per digitalizzare l’Italia</strong> e rispettare gli impegni dell’Agenda Digitale Europea. Uno tra i primari obiettivi dell’Agenda Digitale Italiana è quello di <strong>offrire a tutti una connessione a banda larga entro il 2013</strong>. Per farlo serviranno incentivi e investimenti nell&#8217;ordine dei 400 milioni di euro, somme da destinare alle nuove infrastrutture per il nord d’Italia, mentre i fondi sarebbero già disponibili invece per le infrastrutture da realizzare nel sud d’Italia. Il processo di sviluppo porterà anche occupazione, si stima infatti che solo per realizzare le nuove reti in grado di annullare il digital divide si <strong>darà lavoro a circa 8000 persone</strong>.</p>
<p>Altro nodo importante che verrà slegato riguarda <strong>l’alfabetizzazione informatica</strong> che in Italia è in fortissimo ritardo. Molto si potrà fare sulle nuove generazioni e <strong>nell&#8217;insegnamento scolastico</strong>, ma si dovranno trovare soluzioni per informare e sensibilizzare le persone nell’uso delle nuove tecnologie per la vita di tutti i giorni e soprattutto nelle aziende. DigItalia dovrà toccare anche il campo dell&#8217;ecommerce, non ancora sviluppato come quello europeo, soprattutto per un difetto di mentalità: gli Italiani infatti non si fidano ancora degli acquisti online. Ci sarà da lavorare, sotto questo punto di vista, e non poco.</p>
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