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	<title>Il Blog di Artera.it</title>
	
	<link>http://blog.artera.it</link>
	<description>Il blog di Artera.it</description>
	<lastBuildDate>Tue, 31 Jan 2012 07:04:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
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		<title>Tooltip e CSS3 Transition</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/blogArtera/~3/j2yCzqHi6tQ/tooltip-e-css3-transition</link>
		<comments>http://blog.artera.it/webdesign/tooltip-e-css3-transition#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 06:36:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Carbone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Design]]></category>
		<category><![CDATA[css gradients]]></category>
		<category><![CDATA[css3 transition]]></category>
		<category><![CDATA[tooltip]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.artera.it/?p=8838</guid>
		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-full wp-image-8843" style="float: left;margin-right: 10px;margin-top: 10px" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/01/tooltip.png" alt="" width="182" height="163" />Uno degli elementi più interessanti nell'ambito del web design è il <strong>Tooltip</strong>. Questo genere di elemento serve spesso a <strong>fornire informazioni per chiarire un tipo di funzionalità</strong> o avvisare l'utente di una reazione legata ad una sua azione (di solito un click). Stando attenti a non abusarne, i tooltip sono utili perchè, essendo posizionati sopra ad altri blocchi già occupati, sfruttano porzioni non previste dalla <strong>griglia della pagina web</strong>.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8843" style="float: left;margin-right: 15px;margin-top: 15px" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/01/tooltip.png" alt="" width="182" height="163" />Uno degli elementi più interessanti nell&#8217;ambito del web design è il <strong>Tooltip</strong>. Questo genere di elemento serve spesso a <strong>fornire informazioni per chiarire un tipo di funzionalità</strong> o avvisare l&#8217;utente di una reazione legata ad una sua azione (di solito un click). Stando attenti a non abusarne, i tooltip (termine che letteralmente significa &#8220;consiglio su un oggetto&#8221;) sono utili perchè, essendo posizionati sopra ad altri blocchi già occupati, sfruttano porzioni non previste dalla <strong>griglia della pagina web</strong>.</p>
<p>Oggi, per creare questo tipo di elemento in un sito web è possibile lavorare utilizzando solo <strong>CSS3</strong> e qualche accorgimento a livello di codice <strong>HTML</strong>. Javascript può servire come <strong>strumento di fallback</strong> per offrire la piena compatibilità dello script con Internet explorer.</p>
<h3>La base HTML del tooltip</h3>
<p>Per realizzare una struttura base dobbiamo pensare ad un elemento target che causi la comparsa del tooltip ed un blocco, affiancato o inserito in esso, che venga visualizzato. Nel nostro caso immaginiamo di dover creare un insieme di pulsanti affiancati in stile menu aventi ognuno il proprio tooltip.</p>
<pre class="brush: xml; title: ; notranslate">
&lt;ul&gt;
	&lt;li&gt;
		&lt;button class=&quot;button&quot;&gt;pulsante 1&lt;/button&gt;
		&lt;div class=&quot;bubble-wrapper&quot;&gt;
			&lt;div class=&quot;bubble&quot;&gt;
				&lt;div class=&quot;content&quot;&gt;Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit...&lt;/div&gt;
			&lt;/div&gt;
		&lt;/div&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;...&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
</pre>
<p>Abbiamo creato una lista e posizionato in ogni elemento un tag <em>button</em> affiancato ad un <em>div.bubble-wrapper</em>. Il nostro codice <strong>CSS</strong> andra a visualizzare il <em>div.bubble-wrapper</em> nel momento in cui l&#8217;utente effettui l&#8217;hover sul button che lo precede.<br />
Abbiamo deciso di utilizzare 3 div per ogni <strong>tooltip</strong> per poter gestire una transizione di appear particolare: oltre che comparire con modifica di opacity, il nostro tooltip deve aumentare le proprie dimensioni partendo da <em>0px</em> per arrivare a larghezza e altezza definitive.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8855" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/01/schema.gif" alt="" width="300" height="150" /><br />
Questo può essere realizzato con <em>la proprietà CSS overflow: hidden;</em> impostata su un wrapper per il quale vengano modificate <em>width e height con transizione che parta da 0</em>.</p>
<h3>Le principali proprietà CSS</h3>
<p>Abbiamo detto che il div.bubble-wrapper è il contenitore del nostro tooltip:</p>
<pre class="brush: css; title: ; notranslate">
.bubble-wrapper{
    width:0;
    height:0;
    overflow:hidden;
    opacity:0;
    ...
    -webkit-transition:width .7s, opacity .7s, height 1.5s;
    -moz-transition:width .7s, opacity .7s, height 1.5s;
    -o-transition:width .7s, opacity .7s, height 1.5s;
    transition:width .7s, opacity .7s, height 1.5s;
}
</pre>
<p>In stato normale il tooltip non deve essere visualizzato, dunque abbiamo impostato come già citato <em>width</em>, <em>height</em> e <em>opacity</em> a 0 oltre che <em>overflow:hidden</em>. Inoltre <a title="CSS3 e transition" href="http://blog.artera.it/webdesign/css-3-transition-animazioni-per-il-web-senza-flash-e-javascript">per utilizzare la transizione CSS abbiamo specificato la proprietà transition</a> con i valori in secondi per la durata di trasformazione per ogni proprietà: <em>width .7s, opacity .7s, height 1.5s</em>.</p>
<p>Tralasciando tutte le regole dedicate unicamente alla <strong>realizzazione grafica del baloon</strong>, arriviamo direttamente a quella centrale che permette l&#8217;animazione e che quindi scatena l&#8217;azione:</p>
<pre class="brush: css; title: ; notranslate">
.button:hover + .bubble-wrapper{
    width:320px;
    height:120px;
    opacity:1;
}
</pre>
<p>All&#8217;azione di hover sul button, vengono impostate per l&#8217;elemento successivo, <strong>specificato con il selettore CSS &#8220;+&#8221;</strong>, avente class <em>bubble-wrapper</em> i valori finali di width, height e opacity per la transizione definita poco sopra.</p>
<h3>Aggiungere la pipetta</h3>
<p>Il triangolo che <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Balloon" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Balloon?referer=');">unisce il tooltip al suo elemento target è denominato pipetta</a>. Un tooltip che non abbia tale elemento può sembrare ambiguo o almeno posizionato in modo aleatorio. Dunque, per inserire la pipetta al nostro baloon possiamo evitare di inserire codice HTML superfluo (vedi span o div vuoti) per <em>sfruttare il selettore CSS :after</em>.</p>
<pre class="brush: css; title: ; notranslate">
.bubble &gt; .content:after {
    width:10px;
    height:10px;
    display:block;
    background-image: -webkit-linear-gradient(left bottom, #ffffff 0, #ffffff 50%, rgba(0,0,0,0) 51%, rgba(0,0,0,0) 100%);
    background-image: -moz-linear-gradient(left bottom, #ffffff 0, #ffffff 50%, rgba(0,0,0,0) 51%, rgba(0,0,0,0) 100%);
    background-image: -o-linear-gradient(left bottom, #ffffff 0, #ffffff 50%, rgba(0,0,0,0) 51%, rgba(0,0,0,0) 100%);
    background-image: linear-gradient(left bottom, #ffffff 0, #ffffff 50%, rgba(0,0,0,0) 51%, rgba(0,0,0,0) 100%);
    content:'.';
    text-indent:999px;
    overflow:hidden;
    position:absolute;
    top:0px;
    left:15px;
    box-shadow:-1px -1px 3px rgba(0,0,0,.3);
}
</pre>
<p>Tramite questa proprietà il browser aggiunge, dopo il <em>div.content</em> incluso nel tooltip, un elemento che non è visibile direttamente nel codice della pagina perchè <strong>specificato da CSS</strong>. La visualizzazione del triangolo è permessa dal background-image definito come gradient per il quale, partendo dal pixel in basso a sinistra sviluppa per il primo 50% del quadrato, con direzione a 45°, un gradiente che va da #ffffff ad #ffffff, quindi del tutto bianco e per il 50% restante rimane trasparente.</p>
<h3>Il tooltip completo</h3>
<p>A questa <a title="Tooltip realizzato con HTML e CSS" href="http://jsfiddle.net/alecarbo/3RXVL/20/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/jsfiddle.net/alecarbo/3RXVL/20/?referer=');">pagina</a> si può visualizzare il tooltip realizzato con solo HTML e CSS ed analizzarne il codice.<br />
A livello di visualizzazione <strong>cross-browser</strong> ho voluto semplicemente rendere <strong>compatibile il tooltip solo con i browser aggiornati</strong> a livello di <a href="http://www.w3.org/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.w3.org/?referer=');">web standard</a>. Per quanto concerne la <em>graceful degradation</em> il baloon è comunque visualizzato anche in IE, senza, però, transizioni e pipetta.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Dalla proposta grafica al CSS – Come affrontare il layout</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/blogArtera/~3/_LWem5LFsZM/dalla-proposta-grafica-al-css-come-affrontare-il-layout</link>
		<comments>http://blog.artera.it/webdesign/dalla-proposta-grafica-al-css-come-affrontare-il-layout#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:50:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yuri Morini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Design]]></category>
		<category><![CDATA[css]]></category>
		<category><![CDATA[css3]]></category>
		<category><![CDATA[Grafica]]></category>
		<category><![CDATA[grafica web]]></category>
		<category><![CDATA[photoshop]]></category>
		<category><![CDATA[proposta grafica]]></category>
		<category><![CDATA[web design]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.artera.it/?p=8767</guid>
		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-full wp-image-2929" style="margin-right: 10px;" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2010/07/photoshop_icon.jpg" alt="" width="135" height="135" />Ritorniamo a parlare di conversione di una proposta grafica in una pagina HTML + CSS funzionale. Di tempo ne è passato, in questo anno tanti strumenti sono cambiati e sono emersi diversi modi di affrontare il flusso di lavoro per ottenere risultati differenti. Sono tuttavia convinto che il metodo di approccio che abbiamo visto nei post precedenti sia ancora un buon inizio per prendere confidenza con gli strumenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2929" style="margin-right: 10px;" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2010/07/photoshop_icon.jpg" alt="" width="135" height="135" />Ritorniamo a parlare di conversione di una <a href="http://blog.artera.it/tag/proposta-grafica">proposta grafica</a> in una pagina HTML + CSS funzionale. Di tempo ne è passato, in questo anno tanti strumenti sono cambiati e sono emersi diversi modi di affrontare il <a href="http://veerle.duoh.com/design/article/tips_on_how_to_optimize_your_web_design_workflow" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/veerle.duoh.com/design/article/tips_on_how_to_optimize_your_web_design_workflow?referer=');">flusso di lavoro</a> per ottenere <a href="http://www.alistapart.com/articles/responsive-web-design/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.alistapart.com/articles/responsive-web-design/?referer=');">risultati differenti</a>. Sono tuttavia convinto che il metodo di approccio che abbiamo visto nei post precedenti sia ancora un buon inizio per prendere confidenza con gli strumenti.</p>
<p>Nelle precedenti puntate abbiamo definito parte degli <a href="http://blog.artera.it/webdesign/dalla-proposta-grafica-al-css-usare-photoshop">strumenti a nostra disposizione per lavorare con Photoshop</a>, come <a href="http://blog.artera.it/webdesign/dalla-proposta-grafica-al-css-%E2%80%93-le-slices-di-photoshop">organizzare l&#8217;esportazione dei file</a>, come <a href="http://blog.artera.it/webdesign/dalla-proposta-grafica-al-css-struttura-html">determinare la prima struttura dall&#8217;HTML</a> (su questo sarebbe oppurtuno ritornare visti gli attuali sviluppi di html5), come <a href="http://blog.artera.it/webdesign/dalla-proposta-grafica-al-css-layer-styles-e-css">&#8220;tradurre&#8221; gli stili di Photoshop</a> in uno strumento flessibile come i CSS, nella fattispecie l&#8217;ultima specifica CSS3.</p>
<p>Ora, al di là del dimensionamento di testi, colori, valutazione dei margini (abbiamo già visto come misurare velocemente su photoshop e riportare le misure nella pagina), export delle immagini, dobbiamo <strong>posizionare tutti gli elementi HTML </strong>creati in modo da <strong>ricreare la struttura </strong>delineata dal grafico, ovvero dobbiamo definire il <strong>layout</strong>, la struttura della pagina che stiamo creando.</p>
<p>Solitmente i layout da definire <strong>non sono infiniti</strong>. Una buona progettazione porta, a seconda della complessità del sito, ad un <strong>numero fisso di layout </strong>con alcuni layout derivati. Dall&#8217;esperienza che ho avuto, questo primo passaggio è quello più traumatico per chi si appresta ad affrontare per la prima volta il <a href="http://www.italianalistapart.com/articoli/32-numero-19-30-novembre-2010/121-fondamenti-del-posizionamento-in-css" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.italianalistapart.com/articoli/32-numero-19-30-novembre-2010/121-fondamenti-del-posizionamento-in-css?referer=');">posizionamento tramite CSS</a>. Si tratta di capire che strumenti si hanno a disposizione per organizzare diversi blocchi HTML in <strong>modo flessibile </strong>nella propria pagina.</p>
<h2>POSIZIONAMENTO</h2>
<p>Sono tante le <strong>regole di posizionamento</strong> e ne stanno emergendo di <strong>molto più avanzate </strong> grazie all&#8217;implementazione dei <strong>draft CSS3</strong> da parte dei produttori. Non entrerò nello specifico dell&#8217;argomento perchè molto vasto, ma voglio solamente dare qualche spunto e delle parole chiave per coloro che, smarriti di fronte al problema, non sanno da che parte cominciare. A seguire riporto un elenco di alcune risorse che spiegano in modo semplice le possibilità di organizzazione dei contenuti, in modo che si possa approfondire l&#8217;argomento:</p>
<ul>
<li>un <a href="http://www.barelyfitz.com/screencast/html-training/css/positioning/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.barelyfitz.com/screencast/html-training/css/positioning/?referer=');">brief sulle possibilità</a></li>
<li>le immancabili guide di html.it sui <a href="http://css.html.it/articoli/leggi/531/float-teoria-e-pratica/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/css.html.it/articoli/leggi/531/float-teoria-e-pratica/?referer=');">float</a> e sui <a href="http://css.html.it/guide/lezione/40/posizionamento-degli-elementi/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/css.html.it/guide/lezione/40/posizionamento-degli-elementi/?referer=');">posizionamenti</a></li>
<li>un introduzione sull&#8217;argomento <a href="http://www.alistapart.com/articles/practicalcss/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.alistapart.com/articles/practicalcss/?referer=');">float</a> di a list apart</li>
<li>una serie di <a href="http://www.maxdesign.com.au/articles/css-layouts/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.maxdesign.com.au/articles/css-layouts/?referer=');">layout css preconfezionati</a> per valutare come qualcuno ha già risolto il problema</li>
</ul>
<p>Infine riporto un articolo su quello che probabilmente sarà <a href="http://coding.smashingmagazine.com/2011/12/15/six-css-layout-features-to-look-forward-to/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/coding.smashingmagazine.com/2011/12/15/six-css-layout-features-to-look-forward-to/?referer=');">il futuro del posizionamento</a> nei moderni browser.</p>
<h2>POSIZIONAMENTO TRAMITE FLOAT</h2>
<p>Per affrontare il primo problema pratico di fronte alla nostra pagina di esempio, vediamo velocemente come funziona la <strong>proprietà float</strong>. Questa proprietà è la più ostica da capire e da utilizzare, ma una volta compresa ci accompagnerà nella <strong>risoluzione di molti problemi</strong>. Essa semplicemente <strong>permette di far transitare su uno dei lati dell&#8217;oggetto a cui è applicata </strong>il contenuto che segue nella pagina HTML.</p>
<p>L&#8217;affiancamento può avvenire <strong>sia a destra che a sinistra </strong>dell&#8217;elemento, ma la cosa più importante è che il contenuto che viene spostato (a meno che si tratti di contenuto con applicato una proprietà float a sua volta) si comporta come se lo spostamento che avrebbero dato i suoi margini non fossero stati intaccati dalla presenza del contenuto che determina il float. Un esempio visivo per chiarire, applicato al nostro caso specifico.</p>
<p><a href="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/01/schema-float.jpg"><img class="size-full wp-image-8782 alignnone" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/01/schema-float.jpg" alt="" width="600" height="600" /></a></p>
<p>Come vediamo <strong>il margine si sovrappone all&#8217;immagine</strong> e non parte dal termine dell&#8217;immagine ma da dove si sarebbe spostato se l&#8217;immagine non ci fosse stata. In questo caso il vantaggio è chiaro, anche dove l&#8217;immagine non occupa più spazio, il testo rimane distanziato ed allineato nella stessa maniera che nella prima parte.</p>
<p>Compreso questo potente meccanismo, la maggior parte delle configurazioni e layout di pagina è resa possibile. Infatti, senza entrare nel dettaglio, con il solo utilizzo di tecniche di questo genere possiamo posizionare tutti gli allineamenti presenti nella pagina.</p>
<p>Potete vedere l’<a href="http://blog.artera.it/materiale/ver-04.zip">esempio completo</a>, il <a href="http://blog.artera.it/materiale/tweels.zip">PSD</a> e provare da soli a creare la struttura della pagina HTML.</p>
<p>Nella prossima puntata, terminata la strutturazione della pagina implementeremo un paio di <strong>animazioni CSS </strong>per dare un tocco di professionalità senza l&#8217;ausilio (o quasi) di Javascript.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L’Unione Europea punta dritto sull’E-commerce</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/blogArtera/~3/pDmjautIyu8/lunione-europea-punta-dritto-sulle-commerce</link>
		<comments>http://blog.artera.it/ecommerce/lunione-europea-punta-dritto-sulle-commerce#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 09:45:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Riccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecommerce]]></category>
		<category><![CDATA[cloud computing]]></category>
		<category><![CDATA[E-Commerce]]></category>
		<category><![CDATA[pagamenti on-line]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.artera.it/?p=8904</guid>
		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8908" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/01/shopping-smartphone_t-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Via ai blocchi operativi che limitano lo sviluppo del commercio elettronico, <strong>via le briglie alle soluzioni di pagamento on-line</strong>. Sono queste le indicazioni suggerite dalla <strong>Commissione europea</strong>, che attraverso un documento ha ufficialmente varato <strong>16 azioni </strong>volte a raddoppiare, da qui al 2015, la quota dell’eCommerce nelle vendite al dettaglio (oggi ferma al 3,5%) oltre che il peso dell’economia internet sul PIL europeo (oggi fermo al 3%).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8908" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/01/shopping-smartphone_t-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Via ai blocchi operativi che limitano lo sviluppo del commercio elettronico, <strong>via le briglie alle soluzioni di pagamento on-line</strong>. Sono queste le indicazioni suggerite dalla <strong>Commissione europea</strong>, che attraverso un documento ha ufficialmente varato <strong>16 azioni </strong>volte a raddoppiare, da qui al 2015, la quota dell’eCommerce nelle vendite al dettaglio (oggi ferma al 3,5%) oltre che il peso dell’economia internet sul PIL europeo (oggi fermo al 3%).<br />
Un pacchetto di cui fa parte anche un <a title="Libro verde" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Libro_verde_(UE)" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Libro_verde_UE?referer=');">Libro verde</a>, consultazione pubblica che individua i divari fra l&#8217;attuale situazione e la visione di un mercato dei pagamenti pienamente integrato nonché gli ostacoli all&#8217;origine di tali differenze.</p>
<h3>Prospettive rosee, per lavoratori e consumatori</h3>
<p>Diamo spazio a qualche numero: la cosiddetta &#8220;internet economy&#8221; genera oggi <strong>2,6 impieghi per ognuno di quelli &#8220;distrutti&#8221; offline</strong> e offre migliore scelta ai consumatori, compresi quelli residenti in aree rurali o isolate. I guadagni sono stati stimati in 11,7 miliardi di euro, un montante equivalente allo 0,12% del PIL europeo. Una quota che potrebbe salire all&#8217;1,7% e a <strong>204 miliardi di risparmio</strong> se la fetta delle vendite al dettaglio on-line arrivasse al 15%.</p>
<p>Rimangono tuttavia ancora diversi ostacoli sulla strada di un vero mercato unico, conveniente per i consumatori e le aziende. <strong>Regole incerte e spesso non rispettate, offerte poco trasparenti, metodologie di pagamento inadeguate</strong>. Serve invece instillare maggiore fiducia e ottimismo nei consumatori, di qui il piano dell&#8217;Unione Europea, organizzato intorno ad alcuni capisaldi:</p>
<ul>
<li>facilitare le vendite transfrontaliere</li>
<li>porre rimedio ai problemi di pagamento e di consegna</li>
<li><strong>tutelare e informare i consumatori</strong></li>
<li>facilitare la risoluzione delle controversie</li>
<li>promuovere investimenti in infrastrutture wireless e fisse, permettendo lo <strong>sviluppo di servizi di <a title="cloud computing" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cloud_computing" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Cloud_computing?referer=');">cloud computing</a></strong></li>
</ul>
<h3>Verso un mercato unico digitale</h3>
<p>Un giro di vite che dovrebbe ripercuotersi positivamente sulla produttività e sulla creazione di posti di lavoro. A livello globale <strong>l&#8217;eCommerce genera un fatturato di 6 trilioni di euro</strong>, ma in Europa i cittadini e le imprese sono in ritardo. Altro dato contrastante: ogni anno, 200 milioni di europei (il 40% della popolazione totale) acquista su Internet, ma meno di un quarto degli utenti acquista beni e servizi fuori dai confini nazionali nonostante i diversi interventi comunitari atti a promuovere gli acquisti transfrontalieri. <strong>Serve creare un mercato unico digitale</strong>, servono transazioni online più facili, affidabili e trasparenti, partendo dalla risoluzione dei problemi identificati nel Libro Verde:</p>
<ul>
<li>la trasparenza e l&#8217;efficacia della determinazione dei prezzi per i servizi di pagamento</li>
<li>la normalizzazione tecnica</li>
<li>l&#8217;interoperabilità tra i fornitori di servizi</li>
</ul>
<p>Misure da attuare al più presto, perchè secondo i commissari <strong>l&#8217;inefficienza dei sistemi di pagamento nell&#8217;Unione europea fa aumentare indebitamente i costi delle transazioni</strong>, mette a repentaglio la competitività mondiale dell&#8217;economia europea e ne limita il potenziale di crescita”. I contributi alla consultazione dovranno pervenire entro il mese di aprile, dopo di che, la Commissione potrà annunciare le fasi successive della sua strategia.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Sicurezza in crescita per i siti e-commerce</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/blogArtera/~3/43RWsaCU_f0/sicurezza-in-crescita-per-i-siti-e-commerce</link>
		<comments>http://blog.artera.it/ecommerce/sicurezza-in-crescita-per-i-siti-e-commerce#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 14:07:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Riccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecommerce]]></category>
		<category><![CDATA[E-Commerce]]></category>
		<category><![CDATA[pagamenti on-line]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8827" style="margin-right: 10px; margin-bottom: 10px;" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/01/safety-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Sicurezza nei trasferimenti di denaro e nello scambio di dati che avvengono tra commerciante ed acquirente. Sono queste le "tare" che frenano lo sviluppo del commercio elettronico. Le metodologie di pagamento utilizzate sono il bonifico bancario, il contrassegno o la <strong>carta di credito</strong> ed è proprio quest’ultimo il sistema potenzialmente più fragile. Lo scambio di codici necessario per la riscossione dell’importo <strong>può facilmente essere oggetto di manomissioni e frodi</strong>.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8827" style="margin-right: 10px; margin-bottom: 10px;" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/01/safety-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Sicurezza nei trasferimenti di denaro e nello scambio di dati che avvengono tra commerciante ed acquirente, sono queste le &#8220;tare&#8221; che frenano lo sviluppo del commercio elettronico. Le metodologie di pagamento utilizzate sono il bonifico bancario, il contrassegno o la <strong>carta di credito</strong> ed è proprio quest’ultimo il sistema potenzialmente più fragile. Lo scambio di codici necessario per la riscossione dell’importo <strong>può facilmente essere oggetto di manomissioni e frodi</strong>.</p>
<h3>Le armi di difesa: crittografia e certificati digitali</h3>
<p>Ma in questa direzione si sono compiuti decisi passi in avanti. Gli sforzi dei portali di e-commerce sono oggi orientati soprattutto a <strong>tutelare la trasmissione dei dati cifrati</strong>. E con quali strumenti? Un&#8217;arma di difesa è rappresentata da <strong>livelli di crittografia elevati</strong>, come ad esempio il &#8220;<a title="TLS" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Transport_Layer_Security" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Transport_Layer_Security?referer=');">Transport Layer Security</a>&#8220;, che attraverso un protocollo <a title="HTTPS" href="http://it.wikipedia.org/wiki/HTTPS" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/HTTPS?referer=');">HTTPS</a>, garantisce l’invio delle informazioni personali sottoforma di pacchetti criptati. Oppure il &#8220;<a title="SET" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Secure_Electronic_Transaction" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Secure_Electronic_Transaction?referer=');">Secure Electronic Transaction</a>&#8220;, sistema che sfruttando collaborazioni importanti con Mastercard e Visa, fa utilizzo di appositi <strong>certificati digitali</strong>, utili per identificare con precisione e nel dettaglio il venditore e il destinatario dei pagamenti.</p>
<h3>Un aiuto anche dalla legge italiana e continentale</h3>
<p>Una mano arriva anche dalla <strong>legislazione italiana</strong>, che richiede la presenza obbligatoria sul sito della denominazione dell’azienda e della partita IVA, inoltre, per i siti di maggior rilievo, un <strong>certificato digitale </strong>che ne garantisca la veridicità. Possiamo affermare che oggi <strong>i portali di e-commerce sono più sicuri e affidabili</strong>, in un contesto europeo che è pronto per accogliere la <a title="SEPA" href="http://sepa.abi.it/welcome.asp?chardim=0&amp;langid=1" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/sepa.abi.it/welcome.asp?chardim=0_amp_langid=1&amp;referer=');">Single European Payment Area</a>. Trattasi di una zona finanziaria, virtuale e assolutamente controllata, dove si garantiscono il <strong>diritto di recesso entro 14 giorni</strong> dell’acquisto, la <strong>restituzione completa della spesa entro 2 settimane</strong> in caso di prodotti non conformi alle aspettative, un’informazione dettagliata sulle peculiarità del venditore e sulla sua affidabilità e un limite massimo di 30 giorni per le spedizioni, con spese di spedizione a carico del venditore.</p>
<h3>Obiettivi di crescita dichiarati</h3>
<p>Un sistema che scopre le carte in tavola. <strong>L’Unione Europea mira ad incentivare lo shopping online tagliandone i costi e agevolando i compratori.</strong> L’obiettivo dichiarato è raddoppiare gli affari via commercio elettronico nei prossimi tre anni.</p>
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		<item>
		<title>Le novità di Joomla 2.5</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/blogArtera/~3/V7uRGSABJmQ/le-novita-di-joomla-2-5-2</link>
		<comments>http://blog.artera.it/cms/le-novita-di-joomla-2-5-2#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 17:11:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tania Severini</dc:creator>
				<category><![CDATA[CMS]]></category>
		<category><![CDATA[aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Joomla]]></category>
		<category><![CDATA[long term release]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-full wp-image-2929" style="margin-right: 10px; margin-top: 15px; margin-bottom: 15px;" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/01/joomla_BLOG2.jpg" alt="" width="150" height="103" />Per questo mese è prevista l'uscita della nuova release di Joomla, la 2.5. Non fatevi ingannare, nonostante la differenza di numerazione <strong>Joomla 2.5 è un upgrade della versione 1.7</strong>. L'aggiornamento da quest'ultima alla nuova versione si potrà effettuare tramite un pacchetto da installare da “Gestione estensioni” e non comporterà grossi problemi di compatibilità di template ed estensioni personalizzate.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2929" style="margin-right: 10px; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/01/joomla_BLOG2.jpg" alt="" width="150" height="103" />Per questo mese è prevista l&#8217;uscita della nuova release di Joomla, la 2.5. Da oggi è disponibile sul sito ufficiale la <a href="http://joomlacode.org/gf/project/joomla/frs/?action=FrsReleaseBrowse&amp;frs_package_id=6227" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/joomlacode.org/gf/project/joomla/frs/?action=FrsReleaseBrowse_amp_frs_package_id=6227&amp;referer=');">release candidate</a> (RC1).</p>
<p>Non fatevi ingannare, nonostante la differenza di numerazione <strong>Joomla 2.5 è un upgrade della versione 1.7</strong>. L&#8217;aggiornamento da quest&#8217;ultima alla nuova versione si potrà effettuare tramite un pacchetto da installare da “Gestione estensioni” e non comporterà grossi problemi di compatibilità di template ed estensioni personalizzate.</p>
<p>Di seguito vediamo quali novità e migliorie sono state apportate alla nuova release:</p>
<p><strong>DATABASE</strong></p>
<ul>
<li>Supporto di altre basi di dati oltre a MySQL. Disponibili a breve i driver aggiornati per <strong>MS SQL</strong>, <strong>PostgreSQL</strong>, <strong>driver Oracle</strong>, <strong>SQLite</strong> e <strong>DOP</strong>.</li>
<li>Possibilità di verificare se le modifiche al DB effettuate durante gli aggiornamenti sono andate a buon fine (funzionalità dedicata soprattutto a chi dovrà aggiornare dalla versione 1.5). In caso di risposta negativa, se non si hanno le competenze per aggiornare manualmente il database, sarà possibile cliccare sul pulsante <strong>Fix</strong> per applicare i cambiamenti necessari.</li>
</ul>
<p><strong>NOTE</strong></p>
<ul>
<li>Miglioramento dell&#8217;applicazione delle note. Sarà possibile assegnare una nota, oltre che ai moduli, alle voci di menù, si potrà così identificarle e capirne l&#8217;uso immediatamente.</li>
<li>Possibilità di associare delle note (assegnate anche a categorie diverse) e una data di revisione (utilizzabile anche per altri scopi) ad un utente.</li>
</ul>
<p><strong>RICERCA</strong></p>
<ul>
<li><strong>JXtender</strong>, un nuovo componente di ricerca interna basato su Finder, ma potenziato per ottenere maggiore velocità e versatilità. Le nuove funzionalità comprendono l&#8217;auto-completamento e la ricerca di risultati basati sulla “radice” di una parola.</li>
</ul>
<p><strong>NOTIFICHE</strong></p>
<ul>
<li>Disponibile un <strong>nuovo sistema di notifiche</strong> all&#8217;accesso nel pannello di controllo per aggiornamenti di versione ed estensioni.</li>
<li>Ricezione di una notifica via email al momento della registrazione di un nuovo utente.</li>
</ul>
<p><strong>EDITOR</strong></p>
<ul>
<li>Rivista e migliorata la pagina di edit delle voci di menu.</li>
<li><strong>Nuova gestione di immagini e link negli articoli</strong> che permette di creare layout standard specificando un&#8217;immagine per l&#8217;introduzione, una per l&#8217;articolo in generale e tre collegamenti.</li>
</ul>
<p><strong>FILTRI</strong></p>
<ul>
<li><strong>Possibilità di creare filtri</strong> per il testo globali (non solo per gli articoli) e blacklist personalizzate.</li>
<li>Facoltà di limitare la visualizzazione degli utenti online sul frontend.</li>
<li>Maggiore flessibilità per l&#8217;inserimento degli articoli nelle categorie.</li>
</ul>
<p><strong>GESTIONE LINGUE</strong></p>
<ul>
<li>Cambiamenti di etichette, messaggi e suggerimenti tramite modifiche ai file della lingua direttamente da backend.</li>
<li>Possibilità di avere lo stesso alias per le voci di menu in lingue diverse.</li>
</ul>
<p><strong>E MOLTO ALTRO ANCORA&#8230;</strong></p>
<p>Maggiore sicurezza contro lo spam grazie all&#8217;integrazione della verifica nell&#8217;invio dei form con <strong>CAPTCHA</strong>, gestione dell&#8217;immagine di sito offline (che non sarà più necessariamente quella standard di Joomla), possibilità di non avere la pubblicazione automatica del sito appena dopo l&#8217;installazione, controllo automatico della presenza di <strong>Native ZIP Support</strong> attivato sul vostro host.</p>
<p>Inoltre sarà disponibile un plugin per la formattazione dei dati di debug di Joomla.</p>
<p>Ancora poche settimane e si avrò a disposizione questa nuova versione “a lungo temine”, che <strong>sarà supportata dal team di Joomla per un minimo di 18 mesi dal rilascio</strong>. Il supporto per la versione 1.7 terminerà a febbraio, quello per la 1.5 ad aprile.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scuole, via libera per l’utilizzo di e-book e tablet</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/blogArtera/~3/R8lIDqA9P50/scuole-via-libera-per-lutilizzo-di-e-book-e-tablet</link>
		<comments>http://blog.artera.it/curiosita_dal_web/scuole-via-libera-per-lutilizzo-di-e-book-e-tablet#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 14:33:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Riccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità dal Web]]></category>
		<category><![CDATA[E-book]]></category>
		<category><![CDATA[editoria digitale]]></category>
		<category><![CDATA[tablet]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8748" style="margin-right: 10px;" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/01/tab-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />In futuro <strong>gli studenti non useranno più libri di testo, ma tablet, ebook</strong>, e altri strumenti digitali. Questa l'indicazione suggerita dal <strong>neo ministro della Pubblica Istruzione, Francesco Profumo</strong>, che si innesta nella linea di austerity introdotta dalla manovra Monti: meno sprechi, più spazio all'innovazione e alle nuove tecnologie. Dopo le sperimentazioni portati avanti per anni, <strong>il mondo della scuola italiana è dunque pronto per il grande passo</strong>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8748" style="margin-right: 10px;" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/01/tab-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />In futuro <strong>gli studenti non useranno più libri di testo, ma tablet, ebook</strong>, e altri strumenti digitali. Questa l&#8217;indicazione suggerita dal <strong>neo ministro della Pubblica Istruzione, Francesco Profumo</strong>, che si innesta nella linea di austerity introdotta dalla manovra Monti: meno sprechi, più spazio all&#8217;innovazione e alle nuove tecnologie. Dopo le sperimentazioni portati avanti per anni da alcuni istituti, <strong>il mondo della scuola italiana è dunque pronto per il grande passo</strong>, per uno scenario nel quale l&#8217;online dovrà sempre più permeare la nostra vita quotidiana e lo stesso <strong>business dell&#8217;editoria dovrà prendere atto di trasformazioni strutturali</strong>. Capaci di andare ben oltre a semplici prese di posizione, come quelle che hanno portato al limite massimo del 15% di sconto sui libri previsto dalla <a title="Legge Levi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Disegno_di_Legge_Levi-Prodi" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Disegno_di_Legge_Levi-Prodi?referer=');">Legge Levi </a>per contrastare la penetrazione di <a title="Amazon" href="http://www.amazon.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.amazon.it/?referer=');">Amazon</a> e delle librerie digitali nel nostro Paese. Le realtà imprenditoriali del settore dovranno invece rifocalizzare il loro modello di organizzazione: dal libro all&#8217;ebook, dal prodotto all&#8217;insieme di servizi che possono costituire il valore aggiunto di queste nuove iniziative editoriali.</p>
<h3>Riorganizzare la didattica, sfruttare il nuovo potenziale</h3>
<p>Il passaggio al digitale significa <strong>cambiare la tecnologia a supporto della lettura, ma con essa anche la fruizione e quindi l&#8217;offerta editoriale.</strong> Le direttrici sono presumibilmente le seguenti:</p>
<ul>
<li><strong>maggior multimedialità</strong> dell&#8217;opera con l&#8217;utilizzo di filmati multimediali, di mappe e grafici, di rimandi a elementi che possono essere sempre richiamati online per conferire attualità ai dati;</li>
<li><strong>maggior interattività</strong>, attraverso motori di ricerca e database;</li>
<li><strong>maggior personalizzazione</strong> dello strumento, e spazio all&#8217;<strong>utilizzo sociale</strong> del testo. Valorizzando ancor più il ruolo degli insegnanti e degli studenti.</li>
</ul>
<p>Le funzionalità offerte da un tablet rispetto a un classico notebook possono essere veramente molte: può declinarsi in un libro di testo, un quaderno, un blocco appunti, uno strumento di precisione grazie ai giroscopi e molto altro ancora. L ’adozione dei tablet all’interno delle scuole elementari, ad esempio, potrebbe diventare un <strong>vantaggio notevole per gli studenti</strong>. Imparare a familiarizzare con questi strumenti è fondamentale per formare le nuove generazioni (e gli insegnanti) all’utilizzo della tecnologia, nonchè alla trasmissione della conoscenza.</p>
<h3>Volumi ottimizzati, risparmio per le famiglie e l&#8217;ambiente</h3>
<p>Tutti meccanismi che avranno degli <strong>effetti migliorativi anche sugli investimenti </strong>del mondo dell&#8217;editoria. Il digitale è solo agli inizi, con 20mila titoli disponibili in Italia e circa 3 milioni di euro di volume d&#8217;affari. La crescente diffusione di tablet ed e-reader delle più svariate tipologie impone al contempo altre riflessioni. I lettori digitali sono un’ottima soluzione per <strong>contenere in 1 cm di spessore le migliaia di pagine dei volumi </strong>che molti bambini sono costretti a trasportare sulle spalle. Il passaggio dal cartaceo al digitale si tradurrebbe, inoltre, in una contrazione dell’utilizzo di carta, con <strong>vantaggi sia in termini ambientali che per quanto riguarda la riduzione dei costi generali </strong>delle opere. L’utilizzo esclusivo di tecnologia digitale, infine, porterebbe a un notevole risparmio anche da parte delle famiglie. Un elemento non certo trascurabile, specie in questo difficile momento di crisi economica nazionale.</p>
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		<item>
		<title>Giù l’internet fisso, su l’opzione Mobile</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/blogArtera/~3/JZSxcnH2kFY/giu-linternet-fisso-su-lopzione-mobile</link>
		<comments>http://blog.artera.it/access/giu-linternet-fisso-su-lopzione-mobile#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 10:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Riccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accessibilità e Usabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Adsl]]></category>
		<category><![CDATA[connettività]]></category>
		<category><![CDATA[Internet mobile]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.artera.it/?p=8729</guid>
		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8730" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/01/internet-mobile-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />La connessione ad internet in banda larga prende la strada del mobile. A scapito del telefono, e del tradizionale collegamento fisso, il cosiddetto ADSL residenziale. È quanto emerge dall'ultimo rapporto dell'Osservatorio trimestrale sulle telecomunicazioni a cura dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. <strong>Gli accessi diretti alla rete fissa sono calati di circa 400mila unità. Le linee mobili attive, invece, sono cresciute di 1,7 milioni</strong>, grazie soprattutto alle sim utilizzate per il traffico dati.  Numeri incontrovertibili, che descrivono una progressiva migrazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8730" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2012/01/internet-mobile-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />La connessione ad <a title="Internet Banda Larga" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Banda_larga" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Banda_larga?referer=');">internet in banda larga</a> prende la strada del mobile. A scapito del telefono, e del tradizionale collegamento fisso, il cosiddetto ADSL residenziale. È quanto emerge dall&#8217;ultimo rapporto dell&#8217;Osservatorio trimestrale sulle telecomunicazioni a cura dell&#8217;<a title="AGCOM" href="http://www.agcom.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.agcom.it/?referer=');">Autorità per le garanzie nelle comunicazioni</a>. <strong>Gli accessi diretti alla rete fissa sono calati di circa 400mila unità. Le linee mobili attive, invece, sono cresciute di 1,7 milioni</strong>, grazie soprattutto alle sim utilizzate per il traffico dati. Numeri incontrovertibili, che descrivono una progressiva migrazione.</p>
<h3>Mercato trainato da Wind, i concorrenti rincorrono</h3>
<p>La tipologia di connessione mobile si realizza soprattutto attraverso una sim card prepagata ed è sempre più diffusa tra la clientela affari. Nel settore Web in mobilità<strong> è Wind a crescere maggiormente</strong>, con un +1%, seguito da Telecom Italia Mobile (+0,5%) e da <strong>Vodafone, in calo dell‘1,3%</strong> rispetto allo scorso anno. In aumento anche il numero di sms, dall’alto degli oltre <strong>66miliardi di messaggi inviati dall’inizio del 2011</strong>. Alla voce “telefonia mobile: <a title="Portabilità" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mobile_number_portability" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Mobile_number_portability?referer=');">portabilità del numero</a>”, si registra il raggiungimento di quota 34,7 milioni registrazioni (con un incremento notevole rispetto ai 27,2 milioni segnalati nello stesso trimestre del 2010).</p>
<h3>Non si ferma l&#8217; emorragia di Telecom nel residenziale</h3>
<p>Parentesi Telecom Italia. Nonostante la leggera crescita nel settore mobile, l&#8217;operatore pubblico deve fare i conti con una vera e propria emorragia di utenze domestiche per i servizi di ADSL e telefonia fissa: <strong>l’ex monopolio nazionale ha perso circa 700 mila utenti</strong> e 300 mila di essi sono passati alla concorrenza. La compagnia mantiene comunque il primato, con una quota di mercato di oltre il 70%, ma<strong> Infostrada e Wind continuano a guadagnare terreno</strong>. Chiudiamo con una parentesi  dedicata alla banda larga. Anche per il terzo trimestre del 2011 gli accessi  hanno conservato il trend in crescita dell&#8217;annata, con un incremento di circa 300 mila utenze rispetto allo scorso anno: secondo il rapporto AGCom <strong>gli accessi con velocità pari o superiore a 2 Mbps fanno un salto di 6 punti percentuali</strong>, attestandosi ora all’86%.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Salgono le quotazioni di Google Plus</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/blogArtera/~3/3Da09I-7PWs/salgono-le-quotazioni-di-google-plus</link>
		<comments>http://blog.artera.it/social_network_community/salgono-le-quotazioni-di-google-plus#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 15:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Riccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social network & Community]]></category>
		<category><![CDATA[Google Plus]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.artera.it/?p=8711</guid>
		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8713" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2011/12/google-plus-logo1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Il 2012 sarà l'anno di <strong>svolta del progetto Google Plus</strong> e forse dei piani Social in casa Google. 400 milioni di utenti o il progetto potrebbe chiudere, seguendo il triste destino dei predecessori Google Buzz e Google Wave. Plus conta ad oggi <strong>62 milioni di utenti</strong>, ma può contare su un trend di crescita che dopo una iniziale stabilizzazione, ha ora ripreso a correre, con ben <strong>12 milioni di utenti conquistati nel mese di Dicembre 2011</strong>. Numeri positivi, ma ancora lontani da quella marcia trionfale che a Mountain View auspicano di tracciare con il nuovo network.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8713" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2011/12/google-plus-logo1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Il 2012 sarà l&#8217;anno di <strong>svolta del progetto<a title="Google Plus" href="https://plus.google.com/up/?continue=https://plus.google.com/?hl%3Dit&amp;type=st&amp;hl=it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/plus.google.com/up/?continue=https_//plus.google.com/?hl_3Dit_amp_type=st_amp_hl=it&amp;referer=');"> Google Plus</a></strong> e forse dei piani Social in casa Google. 400 milioni di utenti o il progetto potrebbe chiudere, seguendo il triste destino dei predecessori Google Buzz e Google Wave. Plus conta ad oggi <strong>62 milioni di utenti</strong>, ma può contare su un trend di crescita che dopo una iniziale stabilizzazione, ha ora ripreso a correre, con ben <strong>12 milioni di utenti conquistati nel mese di Dicembre 2011</strong>. Numeri positivi, ma ancora lontani da quella marcia trionfale che a Mountain View auspicano di tracciare con il nuovo network.</p>
<h3>Distanze ancora siderali da Facebook</h3>
<p>I numeri sono stati resi noti da Paul Allen (fondatore di <a title="Ancestry" href="http://www.ancestry.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ancestry.com/?referer=');">Ancestry.com</a>) sul proprio profilo G+ sulla base di un modello statistico che prende a campione alcuni cognomi per tracciare una linea di crescita ipotetica. Il modello si è rivelato affidabile in passato ed è stato ora rivisto per allineare statistiche e dati reali sulla base delle più recenti cifre fornite dal team di Mountain View. Ad oggi il ritmo di crescita è pari a circa <strong>625 mila nuovi utenti al giorno</strong>, con proiezione di 400 milioni di utenti entro la fine del 2012. Ma c&#8217;è ancora da camminare per raggiungere oltre 800 milioni di utenti attivi comunicati da Facebook, il punto di riferimento per i social network.</p>
<h3>Strategie e obiettivi a medio termine</h3>
<p>Gli strumenti per recuperare terreno ci sono tutti: pubblicità televisive, la presenza sulla homepage di Google, la <strong>pervasività sui servizi</strong> di Mountain View e l’<strong>annidamento su Android</strong>. Ma l&#8217;impresa si presenta comunque difficile, soprattutto quando FB inizierà a beneficiare dei miliardi di dollari provenienti dalle quotazioni in borsa. In casa &#8220;big G&#8221; per ora puntano a superare l&#8217;altro concorrente, Twitter, puntando anche sulla qualità delle discussioni.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Filtro SOPA, Internet corre seri pericoli</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/blogArtera/~3/bZy0uqoys2o/filtro-sopa-internet-corre-seri-pericoli</link>
		<comments>http://blog.artera.it/aspetti_legali/filtro-sopa-internet-corre-seri-pericoli#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 15:16:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Riccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aspetti Legali]]></category>
		<category><![CDATA[DNS]]></category>
		<category><![CDATA[domini internet]]></category>
		<category><![CDATA[legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8700" style="margin-right: 10px;" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2011/12/block_anywebsite-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><strong>Stop Online Piracy Act</strong>. Si chiama così un disegno di legge che negli Stati Uniti, se attuato, potrebbe creare seri <strong>danni alla struttura di Internet</strong>. In caso di attuazione, infatti, il SOPA interverrebbe sulle funzionalità di base del sistema Domain Name Service, meglio noto come DNS. Lo scopo? <strong>Bloccare l'accesso a siti web non certificati</strong> o contenenti materiale protetto da copyright. Una soluzione che divide il web: a suo favore si pongono diverse aziende, soprattutto del settore intrattenimento. Sull'altro lato della barricata ecco invece <strong>Google, Mozilla</strong> e altri "<em>player</em>" che sostengono in toto la libertà di Internet.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8700" style="margin-right: 10px;" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2011/12/block_anywebsite-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><a title="SOPA" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stop_Online_Piracy_Act" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Stop_Online_Piracy_Act?referer=');"><strong>Stop Online Piracy Act</strong></a>. Si chiama così un disegno di legge che negli Stati Uniti, se attuato, potrebbe creare seri <strong>danni alla struttura di Internet</strong>. In caso di attuazione, infatti, il SOPA interverrebbe sulle funzionalità di base del sistema <a title="DNS" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Domain_Name_System" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Domain_Name_System?referer=');">Domain Name Service</a>, meglio noto come DNS. Lo scopo? <strong>Bloccare l&#8217;accesso a siti web non certificati</strong> o contenenti materiale protetto da <a title="Copyright" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Copyright" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Copyright?referer=');">copyright</a>. Una soluzione che divide il web: a suo favore si pongono diverse aziende, soprattutto del settore intrattenimento. Sull&#8217;altro lato della barricata ecco invece <strong>Google, Mozilla</strong> e altri &#8220;<em>player</em>&#8221; che sostengono in toto la libertà di Internet.</p>
<h3>Tre strade più o meno percorribili</h3>
<p>C&#8217;è da capire in che modo la legge SOPA potrebbe tecnicamente bloccare i siti web. Alcune strutture giuridiche già esistenti potrebbero <strong>presentare una petizione per rimuovere i record DNS</strong> che puntano su un qualsiasi sito web che viola i diritti d’autore (come per esempio un sito del tipo mionome.com). In alternativa, il governo potrebbe chiedere al fornitore DNS americano del sito web di <strong>bloccare i servizi</strong>, ma in questo caso il sito avrebbe comunque la possibilità di migrare verso un altro fornitore. Esiste infine una terza opzione: <strong>creare blacklist</strong> con i DNS.</p>
<h3>Come opera il Domain Name Service</h3>
<p>Ma facciamo un passo indietro. Che cos&#8217;è il DNS? Rappresenta lo strumento che permette al browser web di <strong>trovare un sito utilizzando una stringa di testo</strong> al posto di un<a title="IP" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indirizzo_IP" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Indirizzo_IP?referer=');"> indirizzo IP</a>. Ogni client chiede informazioni su come trovare un particolare dominio a un server DNS. Quando avviene una richiesta il browser web comunica tramite il proprio ISP (Internet Service Provider) con il server DNS, e successivamente trasforma la richiesta in un indirizzo IP. Non appena il browser trova l’indirizzo IP visualizza il sito precedentemente digitato.</p>
<h3>Blocchi per gli utenti, porte aperte per i pirati</h3>
<p>Il problema per e con SOPA è quello di organizzare <strong>un elenco di indirizzi non accessibili ai soli cittadini degli Stati Uniti</strong>. Liste di centinaia, migliaia o milioni di siti web, che potrebbero facilmente generare caos. Con Internet che potrebbe trasformarsi in un gioco di scambi tra fornitori di DNS stranieri, registrazione di nuovi domini e titolari del copyright. Più lunga è la blacklist, più tempo ci vorrebbe inoltre per accedervi. E magari, mentre vengono caricati gli elenchi dei siti bloccati, qualche hacker avrebbe la possibilità di <strong>bloccare praticamente tutti i siti Internet degli Stati Uniti</strong>. Di fatto, con l&#8217;introduzione di questo filtro, tutto il mondo della rete virtuale si indebolirebbe e gli Stati Uniti <strong>verrebbero a perdere la posizione di predominio, a favore di una seconda rete internazionale</strong>. Le remore su SOPA rimangono, ora toccherà alle istituzioni di Washington risolvere la matassa.</p>
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		<title>S-Commerce, gli acquisti diventano “condivisi”</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 14:43:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Riccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecommerce]]></category>
		<category><![CDATA[E-Commerce]]></category>
		<category><![CDATA[Social commerce]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8683" style="margin-right: 10px;" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2011/12/social-commerce-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Parliamo in questo approfondimento di <strong>e-commerce, </strong>inteso come <strong>arma di potenziale successo per le aziende</strong>, piccole e grandi che siano. Il canale di vendita elettronico si presenta infatti come una grande possibilità per <strong>incrementare i fatturati </strong>provvedendo a mettere in vendita beni e servizi on-line. Grazie ai pagamenti on-line il compratore può acquistare, stando comodamente a casa, ciò che desidera che gli verrà recapitato direttamente a domicilio. Come le regole non scritte del commercio insegnano, valgono i <strong>principi del passaparola e dei consigli d’acquisto</strong> degli altri utenti telematici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8683" style="margin-right: 10px;" src="http://blog.artera.it/wp-content/uploads/2011/12/social-commerce-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Parliamo in questo approfondimento di <strong>e-commerce, </strong>inteso come <strong>arma di potenziale successo per le aziende</strong>, piccole e grandi che siano. Il canale di vendita elettronico si presenta infatti come una grande possibilità per <strong>incrementare i fatturati </strong>provvedendo a mettere in vendita beni e servizi on-line. Grazie ai pagamenti on-line il compratore può acquistare, stando comodamente a casa, ciò che desidera che gli verrà recapitato direttamente a domicilio. Come le regole non scritte del commercio insegnano, valgono i <strong>principi del passaparola e dei consigli d’acquisto</strong> degli altri utenti telematici.</p>
<h3>Condivisione e localizzazione al potere</h3>
<p>Dettagli specifici e realistici, istruzioni per l&#8217;uso, <strong>raccomandazioni via E-mail o Facebook</strong>,<em> &#8220;wishlist&#8221;</em>: di fronte al supermarket elettronico, parliamo di meccanismi e strumenti condivisi che il web 2.0 mette in campo per agevolare le contrattazioni. E&#8217; questo il <strong>social commerce</strong>, capace di estendere i suoi gangli anche agli <strong>acquisti di gruppo</strong>, oltre che circoscrivere geograficamente l&#8217;area di riferimento. In Italia la strada è ancora abbastanza lunga, non mancano però risultati significativi<strong></strong>. Altri esempi che stanno svolgendo il ruolo di apripista sono il gruppo di acquisto reso famoso da <a title="Groupon" href="http://www.groupon.it/sites/www.groupon.it/lp/lpV2/006/index_06_1.php?CID=IT_SEM_1_900_990000_23&amp;keyw=groupon&amp;crea=7830572907&amp;t1=0&amp;timg=12xx_generic70" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.groupon.it/sites/www.groupon.it/lp/lpV2/006/index_06_1.php?CID=IT_SEM_1_900_990000_23_amp_keyw=groupon_amp_crea=7830572907_amp_t1=0_amp_timg=12xx_generic70&amp;referer=');">Groupon</a>, e <a title="Jumpin" href="http://www.jumpin.it/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.jumpin.it/?referer=');">Jumpin</a>, il primo sito di social-shopping interamente tricolore.</p>
<h3>Come riscrivere i capisaldi della vendita</h3>
<p>Tra le caratteristiche più apprezzate, al primo posto il social commerce mette in mostra il <strong>feedback dei commenti </strong>degli altri utenti, reali e virtuali. Il paradigma di partenza è semplice e non fa una piega: un consumatore contento è sempre la carta migliore per ogni azienda. Ricordiamo, dall&#8217;altra parte, che <strong>il social commerce capovolge l&#8217;assunto secondo il quale sono le aziende a proporre i propri prodotti ai clienti</strong>, lasciando che siano loro, gli utenti, a elaborare le proposte.</p>
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