<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-5182024184064823113</atom:id><lastBuildDate>Tue, 27 Aug 2024 11:47:23 +0000</lastBuildDate><category>debito pubblico</category><category>Moneta debito</category><category>Banca Mondiale</category><category>FMI</category><category>monete solidali</category><category>signoraggio</category><category>sovranità monetaria</category><category>Cina</category><category>Usura</category><category>monete complementari</category><category>BCE</category><category>Bankrun</category><category>NO euro</category><category>Operazione Mediatica Controllata</category><category>Russia</category><category>Wall Street</category><category>banche</category><category>AFRICOM</category><category>Agenzie di Rating</category><category>BRICS</category><category>Bankitalia</category><category>Bernanke</category><category>Bilderberg</category><category>Bilderberg Group</category><category>Dollaro</category><category>Economist</category><category>FMI. George Papandreu</category><category>Islanda</category><category>Moneta Neutra</category><category>North Dakota</category><category>North Dakota Bank</category><category>America Latina</category><category>Brolo</category><category>CRA</category><category>Centrofondi</category><category>Cibo raffinato</category><category>Concern Worldwide</category><category>Council of Foregin Relation</category><category>Creta</category><category>Euro</category><category>FED</category><category>Federal Reserve</category><category>GB</category><category>Giacinto Auriti</category><category>Governo Letta</category><category>Icesave</category><category>Illuminati</category><category>Iran</category><category>Iraq</category><category>JP Morgan</category><category>Jane Burgermeister</category><category>Julian Assange</category><category>Kraft</category><category>Libia</category><category>Nestlè</category><category>Norvegia</category><category>Nwo</category><category>Olanda</category><category>Oro</category><category>PIGS</category><category>Pepsico</category><category>Peter Mandelson</category><category>Pierluigi Paoletti</category><category>Privatizzazioni</category><category>Rockefeller</category><category>Rotschild</category><category>Sardegna</category><category>Sardex</category><category>Sicilia</category><category>Simec</category><category>Tesoro</category><category>Wall Mart</category><category>Wikileaks</category><category>cibo</category><category>debito estero</category><category>energia</category><category>eurasia</category><category>peak oil</category><category>politica</category><category>seconda rivoluzione industriale</category><category>shell</category><title>LiberaMente Economia</title><description>"La strada che porta alla nostra libertà è la decontaminazione, la destrutturazione del
pensiero viziato dall’uso di uno strumento di morte quale è il denaro nato dal debito. ...decrescita, sovrappolazione, carenza di risorse, energetica, idrica esistono e hanno senso solo nel pensiero malato causato dall’uso di una moneta malata..." Pierluigi Paoletti</description><link>http://liberamenteeconomia.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Vincenzo Salerno)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>36</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><language>en-us</language><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:summary>"La strada che porta alla nostra libertà è la decontaminazione, la destrutturazione del pensiero viziato dall’uso di uno strumento di morte quale è il denaro nato dal debito. ...decrescita, sovrappolazione, carenza di risorse, energetica, idrica esistono e hanno senso solo nel pensiero malato causato dall’uso di una moneta malata..." Pierluigi Paoletti</itunes:summary><itunes:subtitle>"La strada che porta alla nostra libertà è la decontaminazione, la destrutturazione del pensiero viziato dall’uso di uno strumento di morte quale è il denaro nato dal debito. ...decrescita, sovrappolazione, carenza di risorse, energetica, idrica esistono </itunes:subtitle><itunes:owner><itunes:email>noreply@blogger.com</itunes:email></itunes:owner><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5182024184064823113.post-7868233991981772118</guid><pubDate>Thu, 05 Mar 2015 09:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-03-05T01:14:18.504-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">America Latina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Banca Mondiale</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Cina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Moneta debito</category><title>La Cina è divenuta il banchiere dell’America Latina</title><description>&lt;div class="titre_serif_3 byline author vcard" style="font-size: 1.1em; margin-bottom: 5px;"&gt;
di    
&lt;span class="fn"&gt;Ariel Noyola Rodríguez&lt;/span&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="chapo crayon article-chapo-186976 entry-content"&gt;
&lt;a href="http://www.voltairenet.org/local/cache-vignettes/L400xH300/1-5179-018af.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.voltairenet.org/local/cache-vignettes/L400xH300/1-5179-018af.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;I 
prestiti concessi dalla Cina sono diventati strumento di politica 
estera. Allo stesso tempo, consentono relazioni più strette con alleati 
chiave, riducendo l’influenza delle istituzioni finanziarie sotto 
l’egida degli Stati Uniti in regioni strategiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="lettrine"&gt;
&lt;script async="" src="//pagead2.googlesyndication.com/pagead/js/adsbygoogle.js"&gt;&lt;/script&gt;
&lt;!-- nuova belmonte --&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;ins class="adsbygoogle" data-ad-client="ca-pub-2507754475444204" data-ad-slot="1320126287" style="display: inline-block; height: 60px; width: 468px;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/ins&gt;&lt;script&gt;
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});
&lt;/script&gt;
Nel
 2014, le banche cinesi hanno concesso prestiti in America Latina per un
 totale di 22,1 miliardi di dollari, secondo i dati pubblicati da 
Dialogo Interamericano&amp;nbsp;[&lt;a class="spip_note" href="http://www.voltairenet.org/article186976.html#nb1" id="nh1" rel="footnote" title="«China-Latin America Finance Database», Kevin P. Gallagher y Margaret Myers, (...)"&gt;1&lt;/a&gt;].
 Dato il rallentamento dell’economia globale e l’aumento delle tensioni 
geopolitiche, la Cina ha la necessità indispensabile di rafforzare i 
legami con Paesi con abbondanti risorse naturali (petrolio, gas, 
metalli, minerali, acqua, biodiversità, ecc.).&lt;/div&gt;
Quasi tutti i prestiti emessi provenivano da enti come China 
Development Bank e China Ex-Im Bank, ma vi hanno anche partecipato ICBC e
 Bank of China. Anche se non sono presi in considerazione i prestiti 
inferiori ai 50 milioni di dollari, i dati riportano un aumento di oltre
 il 70% rispetto ai 12,9 miliardi previsti nel 2013.&lt;br /&gt;
Dal 2005 (quando i dati del Dialogo iniziarono ad essere registrati) 
al 2014, la Cina ha fornito prestiti ai Paesi dell’America Latina per un
 totale di 119 miliardi di dollari&amp;nbsp;[&lt;a class="spip_note" href="http://www.voltairenet.org/article186976.html#nb2" id="nh2" rel="footnote" title="«China keeps credit flowing to Latin America’s fragile economies», Kevin P. (...)"&gt;2&lt;/a&gt;].
 I crediti dalla Cina superano l’importo concesso da US Ex-Im Bank, 
Banca Interamericana di Sviluppo (BID) e Banca Mondiale, una situazione 
che contribuisce ad indebolire l’egemonia finanziaria di Washington 
nella regione&amp;nbsp;[&lt;a class="spip_note" href="http://www.voltairenet.org/article186976.html#nb3" id="nh3" rel="footnote" title="«China Kicks World Bank To The Curb In Latin America», Kenneth Rapoza, (...)"&gt;3&lt;/a&gt;].&lt;br /&gt;
Il massiccio credito mostra anche la stretta collaborazione che la 
Cina coltiva con i Paesi latino-americani. Nell’ultimo vertice della 
Comunità degli Stati d’America Latina e Caraibi (CELAC, che comprende 33
 Paesi), il presidente della Cina Xi Jinping annunciava che per il 2020 
si prevedono che gli scambi tra le due parti raggiungano i 500 miliardi 
all’anno con investimenti oltre i 250 miliardi&amp;nbsp;[&lt;a class="spip_note" href="http://www.voltairenet.org/article186976.html#nb4" id="nh4" rel="footnote" title="«Despite US-Cuba Detente, China Forges Ahead in Latin America», Shannon (...)"&gt;4&lt;/a&gt;].&lt;br /&gt;
Inoltre, è da notare la costruzione di alleanze strategiche con 
alcuni Paesi latinoamericani cui si concentra il 90% dei prestiti 
concessi l’anno scorso: Brasile affermatosi come primo beneficiario con 
8,6 miliardi seguito dall’Argentina con 7 miliardi, Venezuela con 5,7 
miliardi e infine Ecuador con 820 milioni di dollari.&lt;br /&gt;
Dopo la crisi delle società d’informatica negli Stati Uniti, le 
banche centrali dei Paesi industrializzati ampliarono l’espansione del 
credito su scala globale. Con l’aumento dei prezzi delle materie prime 
dal 2002, l’America Latina è diventata la regione preferita degli 
investitori alla ricerca di rendimenti elevati.&lt;br /&gt;
Più di sei anni dopo lo scoppio della crisi finanziaria del 2008, 
davanti l’estrema volatilità dei mercati finanziari, causata dalla 
maggiore fragilità sistemica, i cinesi sono diventati i banchieri 
preferiti delle economie emergenti, poiché al contrario delle banche 
statunitensi ed europee offrono prestiti con meno condizioni e tassi di 
interesse più bassi. Secondo le stime di Fred Hochberg, presidente 
dell’Ex-Im Bank degli Stati Uniti, gli enti statali cinesi hanno 
collocato circa 650 miliardi di dollari nel mondo negli ultimi due anni.&lt;br /&gt;
Tuttavia, vi è anche la faccia perversa della moneta. Sembra che i 
prestiti cinesi nella futura esportazione di materie prime, piuttosto 
che puntellare lo sviluppo tecnologico, orientino i progetti 
d’investimento connessi all’estrazione (agricoltura, industria 
mineraria, energia, ecc.) quindi rischiando di approfondire il modello 
di esportazione primaria delle economie dell’America Latina e 
moltiplicando le minacce di spoliazione dei popoli indigeni.&lt;br /&gt;
D’altra parte, intervistato da &lt;i&gt;Deutsche Welle&lt;/i&gt;, Kevin 
Gallagher, accademico responsabile dell’archivio del Dialogo 
Interamericano, mette in guardia dai rischi crescenti posti ai Paesi 
dell’America Latina nel saldare opportunamente i debiti con il gigante 
asiatico&amp;nbsp;[&lt;a class="spip_note" href="http://www.voltairenet.org/article186976.html#nb5" id="nh5" rel="footnote" title="«Chinese loans helping Latin America amid oil price slump», Deutsche Welle, (...)"&gt;5&lt;/a&gt;].&lt;br /&gt;
La caduta delle valute regionali nei confronti del dollaro 
statunitense e la deflazione persistente (caduta dei prezzi) nel mercato
 delle materie prime, inducono l’aumento delle importazioni e di 
conseguenza la diminuzione dei saldi positivi (nota corrente) delle 
economie orientate all’esportazione. Prevedibilmente, la redditività dei
 progetti d’investimento connessi all’estrazione diminuirà 
significativamente nei prossimi mesi.&lt;br /&gt;
Se il rallentamento nei Paesi emergenti si rafforzasse, probabilmente
 rovinerebbe lo spirito di cooperazione economica Sud-Sud tra Cina e 
America Latina. Con la crisi vi è il rischio che le banche cinesi 
adottino, sotto forme diverse, i meccanismi di coercizione imperiali 
tradizionalmente applicati dal Fondo monetario internazionale (FMI) in 
America Latina.&lt;br /&gt;
&lt;div style="margin-bottom: 10px; margin-top: 7px; text-align: right;"&gt;
&lt;a class="titre_serif_3" href="http://www.voltairenet.org/auteur125745.html?lang=it"&gt;Ariel Noyola Rodríguez&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;
Traduzione
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.voltairenet.org/auteur125863.html?lang=it"&gt;Alessandro Lattanzio&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;(Sito &lt;a class="spip_out" href="https://aurorasito.wordpress.com/" rel="external"&gt;Aurora&lt;/a&gt;)&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="chapo crayon article-chapo-186976 entry-content"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="chapo crayon article-chapo-186976 entry-content"&gt;
&lt;div class="notes" style="border-top: solid 1px #b1b1b1; margin-top: 40px;"&gt;
[&lt;a class="spip_note" href="http://www.voltairenet.org/article186976.html#nh1" id="nb1" rev="footnote" title="Note 1"&gt;1&lt;/a&gt;] «&lt;a class="spip_out" href="http://www.thedialogue.org/map_list" rel="external"&gt;China-Latin America Finance Database&lt;/a&gt;», Kevin P. Gallagher y Margaret Myers, Inter-American Dialogue.&lt;br /&gt;
[&lt;a class="spip_note" href="http://www.voltairenet.org/article186976.html#nh2" id="nb2" rev="footnote" title="Note 2"&gt;2&lt;/a&gt;] «&lt;a class="spip_out" href="http://blogs.ft.com/beyond-brics/2015/02/27/guest-post-china-keeps-credit-flowing-to-latin-americas-fragile-economies" rel="external"&gt;China keeps credit flowing to Latin America’s fragile economies&lt;/a&gt;», Kevin P. Gallagher y Margaret Myers, &lt;i&gt;The Financial Times&lt;/i&gt;, 27 de febrero de 2015.&lt;br /&gt;
[&lt;a class="spip_note" href="http://www.voltairenet.org/article186976.html#nh3" id="nb3" rev="footnote" title="Note 3"&gt;3&lt;/a&gt;] «&lt;a class="spip_out" href="http://www.forbes.com/sites/kenrapoza/2015/02/26/china-kicks-world-bank-to-the-curb-in-latin-america/" rel="external"&gt;China Kicks World Bank To The Curb In Latin America&lt;/a&gt;», Kenneth Rapoza, &lt;i&gt;Forbes&lt;/i&gt;, 26 de febrero de 2015.&lt;br /&gt;
[&lt;a class="spip_note" href="http://www.voltairenet.org/article186976.html#nh4" id="nb4" rev="footnote" title="Note 4"&gt;4&lt;/a&gt;] «&lt;a class="spip_out" href="http://thediplomat.com/2015/01/despite-us-cuba-detente-china-forges-ahead-in-latin-america/" rel="external"&gt;Despite US-Cuba Detente, China Forges Ahead in Latin America&lt;/a&gt;», Shannon Thiezzi, &lt;i&gt;The Diplomat&lt;/i&gt;, January 9, 2015.&lt;br /&gt;
[&lt;a class="spip_note" href="http://www.voltairenet.org/article186976.html#nh5" id="nb5" rev="footnote" title="Note 5"&gt;5&lt;/a&gt;] «&lt;a class="spip_out" href="http://www.dw.de/chinese-loans-helping-latin-america-amid-oil-price-slump/a-18284605" rel="external"&gt;Chinese loans helping Latin America amid oil price slump&lt;/a&gt;», &lt;i&gt;Deutsche Welle&lt;/i&gt;, February 27, 2015.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</description><link>http://liberamenteeconomia.blogspot.com/2015/03/la-cina-e-divenuta-il-banchiere.html</link><author>noreply@blogger.com (Vincenzo Salerno)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5182024184064823113.post-4188971484317299070</guid><pubDate>Fri, 04 Jul 2014 23:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-07-04T16:00:01.567-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">BRICS</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Cina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Dollaro</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Russia</category><title>I BRICS E L'ALLEANZA ANTI-DOLLARO</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://www.zerohedge.com/sites/default/files/images/user5/imageroot/2014/07/Nabuillina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.zerohedge.com/sites/default/files/images/user5/imageroot/2014/07/Nabuillina.jpg" height="232" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="clear-block clear"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;DI TYLER DURDEN&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="clear-block clear"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="clear-block clear"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.zerohedge.com/"&gt;zerohedge.com&lt;/a&gt; &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;

&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="js-links"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="js-links"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Mentre i governi &lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;di tutto il mondo sono occupati a nascondere alla loro &lt;em&gt;devastata classe media&lt;/em&gt;
 la vera faccia del mercato e a distrarla dal progressivo impoverimento 
della sua esistenza, dietro le quinte sta avvenendo qualcosa di 
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;veramente importante, di cui solo pochissimi si rendono conto: &lt;em&gt;è già iniziata la de-dollarizzazione del mondo&lt;/em&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;&lt;span class="hps"&gt;Uno &lt;strong&gt;nuovo sistema di scambio monetario&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;tra le banche centrali&lt;/span&gt; dei &lt;span class="hps"&gt;BRICS&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;faciliterà il&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;finanziamento del commercio&lt;/span&gt;, &lt;span class="hps"&gt;bypassando&lt;/span&gt; completamente &lt;span class="hps"&gt;il dollaro e potrà &lt;/span&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;&lt;span class="hps"&gt;agire anche&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="hps"&gt;come&lt;strong&gt; sostituto&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt; &lt;span class="hps"&gt;de facto&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;del FMI&lt;/span&gt;.&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;script async src="//pagead2.googlesyndication.com/pagead/js/adsbygoogle.js"&gt;&lt;/script&gt;
&lt;!-- nuova belmonte --&gt;
&lt;ins class="adsbygoogle"
     style="display:inline-block;width:468px;height:60px"
     data-ad-client="ca-pub-2507754475444204"
     data-ad-slot="1320126287"&gt;&lt;/ins&gt;
&lt;script&gt;
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});
&lt;/script&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it" tabindex="-1"&gt;&lt;span lang="it" tabindex="-1"&gt;&lt;span lang="it" tabindex="-1"&gt;Nella foto: il governatore della Banca Centrale Russa, Elvira Nabiullina&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;Mentre
 molte delle amministrazioni pubbliche, con un enorme debito pubblico, 
di tutto il mondo sono occupate a distogliere l'attenzione di quel che 
resta della loro devastata "classe media" dal quotidiano impoverimento 
della loro esistenza e a distrarla con fuochi d'artificio e effetti 
speciali, per mostrare loro una faccia del tutto diversa del mondo in 
cui vivono tutti i giorni, dietro le quinte sta avvenendo qualcosa di 
veramente importante, di cui solo pochissimi si rendono conto: &lt;em&gt;è iniziata la de-dollarizzazione del mondo&lt;/em&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;Come esempio più 
recente di quanti siano i paesi che stanno gettando le basi per questa 
guerra valutaria finale, andiamo di nuovo in Russia dove Valentin 
Madrescu di Vor ci spiega quanto avviene, lentamente ma inesorabilmente,
 nei paesi del&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt; BRICS -&amp;nbsp; a&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;cronimo concepito con orgoglio da Goldman per perpetuare l'&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;"american away of life"&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;per portare&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt; miliardi di debito in dollari &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;in quei mercati senza protezioni&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt; - &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;&lt;em&gt;mercati &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;c&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;&lt;em&gt;he si stanno trasformando in una alleanza antica dollaro.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;strong&gt;I BRICS si stanno trasformando in una alleanza anti-dollaro&lt;/strong&gt;, da&lt;em&gt; &lt;a href="http://voiceofrussia.com/2014_07_03/BRICS-is-morphing-into-an-anti-dollar-alliance-6229/"&gt;VOR&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;&lt;span class="hps"&gt;Prima della sua visita&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;cruciale&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;a Pechino&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;la prossima settimana&lt;/span&gt;, &lt;span class="hps"&gt;il governatore della&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;Banca Centrale&lt;/span&gt; R&lt;span class="hps"&gt;ussa&lt;/span&gt;, &lt;span class="hps"&gt;Elvira&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;Nabiullina&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;ha incontrato&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;Vladimir&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;Putin&lt;/span&gt; per&lt;span class="hps"&gt; riferire&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;sui progressi&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;dell'&lt;/span&gt;&lt;span class="hps"&gt;imminente&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;accordo&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;di swap rublo-yuan con&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;la Banca Popolare&lt;/span&gt; C&lt;span class="hps"&gt;inese. Il &lt;/span&gt;&lt;span class="hps"&gt;Cremlino&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;usato la&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;riunione&lt;/span&gt; per far&amp;nbsp;&lt;span class="hps"&gt;conoscere al mondo i&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;dettagli tecnici&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;della sua alleanza&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;internazionale&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;anti&lt;/span&gt;&lt;span class="atn"&gt;-&lt;/span&gt;dollaro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;&lt;span class="hps"&gt;Il 10 giugno&lt;/span&gt;, &lt;span class="hps"&gt;Sergey&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;Glaziev&lt;/span&gt;,&amp;nbsp;&lt;span class="hps"&gt;consigliere&lt;/span&gt; economico &lt;span class="hps"&gt;di Putin&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;ha pubblicato un articolo&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;che delinea&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;la necessità di creare&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;un'alleanza internazionale&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;di&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;paesi disposti a&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;sbarazzarsi&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;del dollaro&lt;/span&gt; per i &lt;span class="hps"&gt;loro commerci internazionali&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;e a rifiutarsi di continuare a stoccare &lt;/span&gt;&lt;span class="hps"&gt;dollari&lt;/span&gt; come &lt;span class="hps"&gt;riserve valutarie&lt;/span&gt;. &lt;span class="hps"&gt;L'obiettivo finale&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;sarebbe quello di&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;far ingrippare&lt;/span&gt;&lt;span class="hps"&gt; la&amp;nbsp;&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;macchina-stampa-soldi&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;di&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;Washington&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;che serve ad alimentare&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;il suo complesso&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;militare e industriale&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;e che sta permettendo agli USA di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="hps"&gt;diffondere&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;il caos&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;in tutto il mondo&lt;/span&gt;, fomentand&lt;span class="hps"&gt;o&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;le guerre civili&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;in Libia&lt;/span&gt;, &lt;span class="hps"&gt;Iraq&lt;/span&gt;, &lt;span class="hps"&gt;Siria e&lt;/span&gt; in &lt;span class="hps"&gt;Ucraina&lt;/span&gt;. &lt;span class="hps"&gt;I critici di&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;Glaziev&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;ritengono che&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;una questa alleanza&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;sarebbe difficile&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;da&lt;/span&gt; realizzare &lt;span class="hps"&gt;e&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;che la creazione di&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;un sistema finanziario globale&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;non basato&lt;/span&gt; sul &lt;span class="hps"&gt;dollaro&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;sarebbe estremamente&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;impegnativo da tutti i&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;punti di vista tecnici&lt;/span&gt;. &lt;span class="hps"&gt;Tuttavia&lt;/span&gt;, &lt;span class="hps"&gt;nel suo&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;colloquio con&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;Vladimir&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;Putin&lt;/span&gt;, &lt;span class="hps"&gt;il capo della&lt;/span&gt; B&lt;span class="hps"&gt;anca Centrale Russa&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;ha presentato&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;una elegante soluzione tecnica&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="hps"&gt;per questo problema&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;e ha lasciato trasparire un&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;chiaro&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;indizio&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;per i&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;membri dell'alleanza&lt;/span&gt; &lt;span class="hps atn"&gt;anti-&lt;/span&gt;dollaro &lt;span class="hps"&gt;che nascendo &lt;/span&gt;con &lt;span class="hps"&gt;gli sforzi di&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;Mosca e Pechino&lt;/span&gt;:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="hps"&gt;"Abbiamo fatto&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;un sacco di&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;lavoro per l'accordo&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;di swap&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;rublo&lt;/span&gt;&lt;span class="atn"&gt;-&lt;/span&gt;yuan, per&amp;nbsp; semplific&lt;span class="hps"&gt;are il&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;finanziamento del commercio&lt;/span&gt;. Su questo tema h&lt;span class="hps"&gt;o una riunione&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;la prossima settimana&lt;/span&gt; &lt;span class="hps atn"&gt;a Pechino"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; - ha detto quasi per caso&amp;nbsp;&lt;span class="hps"&gt;e&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;poi ha&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;lanciato&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="hps"&gt;la bomba&lt;/span&gt;:&lt;em&gt;"Stiamo &lt;span class="hps"&gt;discutendo&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;con la Cina&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;ed con i nostri&lt;/span&gt;&amp;nbsp; &lt;span class="hps"&gt;parters&lt;/span&gt; del &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="hps"&gt;BRICS sul&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="hps"&gt;l'istituzione di un&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;sistema&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;di&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;scambi&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;multilaterali&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;che permetterà&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;di trasferire&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;risorse da&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="hps"&gt;un paese all'&lt;/span&gt;&lt;span class="hps"&gt;altro paese&lt;/span&gt;, &lt;span class="hps"&gt;se&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;necessario. &lt;span style="background-color: white;"&gt;Una parte delle riserve valutar&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="background-color: white;"&gt;&lt;span class="hps"&gt;ie potrà essere destinata a questo scopo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="background-color: white;"&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;&lt;em&gt; &lt;span class="hps atn"&gt;[&lt;/span&gt;il &lt;span class="hps"&gt;nuovo sistema&lt;/span&gt;].&lt;span class="hps atn"&gt;" &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="hps"&gt;(&lt;a href="http://1prime.ru/finance/20140701/787587227.html?sp=2"&gt;&lt;span style="background-color: white;"&gt;Prime news agency&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;&lt;span class="hps"&gt;Sembra che&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;Cremlino&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;abbia scelto&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;l'approccio&lt;/span&gt; &lt;span class="hps atn"&gt;all-&lt;/span&gt;in-one &lt;span class="hps"&gt;per costruire&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="hps"&gt;la sua alleanza&lt;/span&gt; &lt;span class="hps atn"&gt;anti-&lt;/span&gt;dollaro. &lt;span class="hps"&gt;Uno scambio monetario&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;tra le banche centrali&lt;/span&gt; dei &lt;span class="hps"&gt;BRICS&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;faciliterà il&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;finanziamento del commercio&lt;/span&gt;, &lt;span class="hps"&gt;bypassando&lt;/span&gt; completamente &lt;span class="hps"&gt;il dollaro&lt;/span&gt;. &lt;span class="hps"&gt;Allo stesso tempo&lt;/span&gt;, &lt;span class="hps"&gt;il nuovo&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;sistema potrà&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;anche agire&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;come sostituto&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;de facto&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;del Fondo Monetario Internazionale&lt;/span&gt;, &lt;span class="hps"&gt;perché permetterà&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;ai membri&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;dell'alleanza&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;di usare le risorse&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;per finanziare i&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;paesi più deboli&lt;/span&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;&lt;span class="hps"&gt;Come importante &lt;/span&gt;&lt;span class="hps"&gt;bonus&lt;/span&gt;, che scaturirà &lt;span class="hps"&gt;da questo &lt;strong&gt;"sistema&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt; q&lt;span class="atn"&gt;uasi-&lt;/span&gt;FMI"&lt;/strong&gt;, &lt;span class="hps"&gt;i&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;BRICS&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;utilizzeranno&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;una parte&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;(molto probabilmente&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;la "parte&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;del dollaro&lt;/span&gt;") &lt;span class="hps"&gt;delle proprie riserve&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;valutarie&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;per sostenerlo&lt;/span&gt;, &lt;span class="hps"&gt;riducendo drasticamente&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;la quantità di&lt;/span&gt; strumenti in &lt;span class="hps"&gt;dollari&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;acquistati da&lt;/span&gt;&lt;span class="hps"&gt;i più grandi&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;creditori esteri&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="hps"&gt;degli Stati Uniti&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="hps"&gt;Gli scettici&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;sicuramente&lt;/span&gt; diranno &lt;span class="hps"&gt;che una alleanza&lt;/span&gt; dei BRICS, basata su un sistema &lt;span class="hps atn"&gt;anti-&lt;/span&gt;dollaro, n&lt;span class="hps"&gt;on&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;riuscirà a&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;privare&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;il dollaro&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;del&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;suo status di valuta&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;di riserva globale, ma i&lt;/span&gt;&lt;span class="hps"&gt;nvece di discutere&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;contro&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;questa linea di pensiero, sarebbe &lt;/span&gt;&lt;span class="hps"&gt;più facile&lt;/span&gt; osserv&lt;span class="hps"&gt;are che&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;Washington&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;sta facendo del suo&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;meglio&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;per allargare&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;le fila&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;dei nemici&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;del dollaro&lt;/span&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;Quando il &lt;span class="hps"&gt;canale&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;TV Russia&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;24&lt;/span&gt; ha chiesto a&amp;nbsp;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;&lt;span class="hps"&gt;Sergey&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;Kostin&lt;/span&gt;,&lt;/span&gt; di &lt;span class="hps"&gt;commentare le dichiarazioni&lt;/span&gt; della &lt;span class="hps"&gt;Nabiullina&lt;/span&gt;, P&lt;span class="hps"&gt;residente della&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;banca statale&lt;/span&gt;&amp;nbsp; VTB &lt;span class="hps"&gt;e una delle&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;più convinte&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;sostenitrici&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="hps"&gt;delle politiche&lt;/span&gt; &lt;span class="hps atn"&gt;anti-&lt;/span&gt;dollaro,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.vestifinance.ru/videos/16934"&gt;ha ottenuto una prospettiva interessante sulla situazione in Europa&lt;/a&gt;:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;“Credo che il lavoro di swap tra rublo e yuan sarà finalizzato 
nel prossimo futuro e che la forma per chiarire i pagamenti rublo-yuan 
sarà lasciata libera. Ma comunque, noi non siamo gli unici che stanno 
prendendo questa iniziativa. Sappiamo delle affermazioni fatte da Mr. 
Noyer, Chairman della Banca di Francia e come corollario a quanto gli 
Americani&amp;nbsp; hanno fatto alla BNP Paribas,&amp;nbsp; egli ritiene che il commercio 
con la Cina debba essere gestito in yuan o euro.”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Se la tendenza attuale dovesse continuare, presto il dollaro sarà 
abbandonato dalle più importanti economie globali e sbattuto fuori dalla
 finanza del commercio globale. Il &lt;strong&gt;bullismo di Washington&lt;/strong&gt;
 porterà anche i suoi alleati storici a dover scegliere l'allenza dei 
BRICS, invece del sistema monetario attuale basato sul dollaro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il punto di non-ritorno per il dollaro potrebbe essere molto più 
vicino di quanto si creda. Infatti, camminando camminando, potrebbe aver
 già sceso quello scalino che indica il punto di non-ritorno, &lt;strong&gt;senza che nessuno ci abbia fatto ancora caso.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;fonte : &lt;a href="http://www.zerohedge.com/"&gt;http://www.zerohedge.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Link : &lt;a href="http://www.zerohedge.com/news/2014-07-02/brics-are-morphing-anti-dollar-alliance"&gt;http://www.zerohedge.com/news/2014-07-02/brics-are-morphing-anti-dollar-alliance&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;2.07.2014&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;</description><link>http://liberamenteeconomia.blogspot.com/2014/07/i-brics-e-lalleanza-anti-dollaro.html</link><author>noreply@blogger.com (Vincenzo Salerno)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5182024184064823113.post-317648872381050512</guid><pubDate>Fri, 30 May 2014 10:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-05-30T03:27:59.777-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Cina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">energia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">eurasia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Iran</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Iraq</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Russia</category><title>DA SAN PIETROBURGO ....UNO SGUARDO VERSO IL FUTURO</title><description>


&lt;br /&gt;
&lt;span style="clear: left; float: left; font-size: small; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="s1.reutersmedia." height="207" src="http://www.comedonchisciotte.org/images/s1.reutersmedia.net.jpeg" width="300" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;DI PEPE ESCOBAR&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.atimes.com/"&gt;atimes.com&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; " &lt;em&gt;Il Modello unipolare del Mondo ha fallito." &lt;/em&gt;&lt;br /&gt; - &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Vladimir Putin&lt;/strong&gt; - San Pietroburgo,&amp;nbsp; 22 Maggio 2014&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;L&lt;span class="hps"&gt;a settimana scorsa si sono verificati vari eventi che&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;hanno segnato&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;la nascita di&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;un &lt;/span&gt;&lt;span class="hps"&gt;&lt;a href="http://www.atimes.com/atimes/China/CHIN-01-190514.html"&gt;Secolo Eurasiatico&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;. &lt;span class="hps"&gt;Naturalmente, c'è stato l'affare &lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;&lt;span class="hps"&gt;sul&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;gas,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; da&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;400 miliardi di dollari&lt;/span&gt; tra &lt;span class="hps"&gt;Russia e Cina, &lt;/span&gt;&lt;span class="hps"&gt;che è stato&lt;/span&gt; raggiunto&amp;nbsp;&lt;span class="hps"&gt;solo all'ultimo minuto, mercoledì scorso&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;a Shanghai&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;(ad integrazione dell'accordo venticinquennale di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="hps"&gt;giugno 2013 per&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="hps"&gt;270 miliardi&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="hps"&gt;tra&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;Rosneft&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;e la cinese&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;CNPC&lt;/span&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;script async src="//pagead2.googlesyndication.com/pagead/js/adsbygoogle.js"&gt;&lt;/script&gt;
&lt;!-- nuova belmonte --&gt;
&lt;ins class="adsbygoogle"
     style="display:inline-block;width:468px;height:60px"
     data-ad-client="ca-pub-2507754475444204"
     data-ad-slot="1320126287"&gt;&lt;/ins&gt;
&lt;script&gt;
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});
&lt;/script&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="it" tabindex="-1"&gt;Poi, giovedi, la maggior parte dei 
protagonisti si sono re-incontrati al Forum Economico di San Pietroburgo
 - la risposta russa a Davos. Venerdì, il Presidente russo Vladimir 
Putin, fresco dal suo trionfo di Shanghai, rivolgendosi ai partecipanti 
ha buttato giù il palazzo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Ci vorrà tempo per valutare gli 
effetti reali del ciclone della scorsa settimana in tutte le sue 
complesse implicazioni. Ecco alcuni dei &lt;a href="http://rt.com/business/160516-petersburg-forum-live-spief/"&gt;punti salienti&lt;/a&gt; di San Pietroburgo, in dettaglio &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Non
 c’erano molti CEO Occidentali perché l'amministrazione Obama aveva 
fatto pressioni ( per non partecipare) - come parte della politica di 
"isolamento della Russia"? - Non molti di meno; Goldman Sachs e Morgan 
Stanley possono aver snobbato l’evento, ma &lt;em&gt;gli europei che contano c’erano&lt;/em&gt;, hanno visto, hanno parlato e hanno promesso di continuare a fare affari.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt; E soprattutto &lt;em&gt;gli asiatici erano onnipresenti&lt;/em&gt;.
 Considerate questo fatto come un altro capitolo della vendetta cinese 
per il tour asiatico del Presidente USA Barack Obama dello scorso mese 
di aprile, che è stato presentato come " &lt;em&gt;un tour di contenimento della Cina&lt;/em&gt;". &lt;strong&gt;[ 1 ]&lt;br /&gt; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Il primo giorno del forum di&amp;nbsp;San Pietroburgo ho partecipato a &lt;a href="http://forumspb.com/en/2014/sections/30/materials/229/sessions/816#translation"&gt;questa sessione cruciale&lt;/a&gt; sul partenariato economico strategico Russia-Cina. Fate molta attenzione : la tabella di marcia dice tutto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Come Vice Presidente cinese Li Yuanchao la definisce: &lt;em&gt;"Abbiamo in
 programma di unire il programma per lo sviluppo dell' Estremo Oriente 
della Russia con la strategia per lo sviluppo della Cina nord-orientale,
 in un concetto integrato".&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Questa è stata solo una istanza sulla coalizione Eurasiatica che sta 
emergendo e che è destinata a sfidare tutte le "indispensabili " 
eccezioni che saranno sollevate. Un paragone con un semplice patto 
cino-sovietico risulta infantile. Il putsch in Ucraina - parte del pivot
 di Washington per "contenere" la Russia – è servito solo ad accelerare 
il pivot – il perno – che la Russia sta mettendo in Asia, operazione 
che, comunque, presto o tardi sarebbe stata inevitabile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;strong&gt;Tutto è cominciato nello Sichuan&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;A San Pietroburgo tra una sessione e l'altra e dalle conversazioni 
ascoltate, quello che ho visto sono stati dei blocchi che si stanno 
creando per costruire l&lt;em&gt;a Nuova Via della Seta&lt;/em&gt; cinese, il cui fine ultimo è quello di unire, attraverso scambi e commercio, niente meno che Cina, Russia e Germania.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;
 Per Washington, questo è più di un anatema. Come risposta si sono 
spacciate un paio di tesi che, in teoria, dovrebbero garantire un 
monopolio americano su due terzi del commercio mondiale; la &lt;em&gt;Trans-Pacific Partnership&lt;/em&gt;
 (TPP) - che è stata sostanzialmente rigettata da partner asiatici 
chiave come Giappone e Malesia durante il viaggio di Obama - e l'ancor 
più problematico P&lt;em&gt;artenariato Transatlantico con l'UE&lt;/em&gt;, che gli europei in genere aborrono del tutto&amp;nbsp; (Trad Ita &lt;a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;amp;file=article&amp;amp;sid=13244"&gt;Breaking bad nel Natostan del sud &lt;/a&gt;Asia
 Times Online , 15 Aprile 2014 ). Entrambe queste offerte si stanno 
negoziando in segreto e saranno vantaggiose essenzialmente per le sole 
multinazionali USA.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt; Per l'Asia, la Cina invece propone una &lt;em&gt;zona di libero scambio 'Asia-Pacifico'&lt;/em&gt;;
 dopo tutto, la Cina è già il principale partner commerciale dei 10 
membri dell'Associazione delle Nazioni del Sudest Asiatico (ASEAN) .&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt; Per l'Europa Pechino propone una estensione della ferrovia che in soli 12 giorni collega &lt;em&gt;Chengdu&lt;/em&gt;, capitale del Sichuan con &lt;em&gt;Lodz in Polonia&lt;/em&gt;, attraversando il Kazakistan, la Russia e la Bielorussia. L'accordo prevede la rete ferroviaria &lt;strong&gt;Chongqing - Xinjiang -Europa&lt;/strong&gt;,
 con capolinea a Duisburg, in Germania. Nessuna meraviglia che questa 
sia destinata a diventare la via commerciale più importante del mondo. &lt;strong&gt;[2 ]&lt;br /&gt; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
 C'è di più. Un giorno prima della ratifica dell’ accordo sul gas 
Russia-Cina, il presidente Xi Jinping ha chiesto niente meno che 
disegnare una nuova architettura sulla cooperazione per la sicurezza 
asiatica, che includa ovviamente la Russia e l'Iran ed escluda gli USA. &lt;strong&gt;[3]&lt;/strong&gt; In qualche modo Xi ha fatto eco a Putin, quando ha descritto la NATO come &lt;em&gt;una reliquia della Guerra Fredda.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt; E indovinate chi era presente all'annuncio di Shanghai - a parte gli " stan" dell’Asia Centrale - il &lt;strong&gt;Primo Ministro iracheno &lt;/strong&gt;Nouri al- Maliki, il &lt;strong&gt;Presidente afgano&lt;/strong&gt; Hamid Karzai e, soprattutto, &lt;strong&gt;il Presidente iraniano&lt;/strong&gt; Hassan Rouhani.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;Le carte in tavola parlano da sole&lt;/em&gt;.
 La Cina sta acquistando almeno la metà della produzione petrolifera 
irachena - e sta investendo pesantemente nella sua infrastruttura 
energetica. La Cina ha investito molto nel settore minerario 
dell'Afghanistan - in particolare su litio e cobalto e, ovviamente, sia 
Cina chee Russia continuano a fare affari in Iran&lt;strong&gt;.[4]&lt;br /&gt; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Quindi questo è dove ha portato la politica di Washington dopo oltre un decennio di &lt;em&gt;guerre, di bullismo incessante, di oscene sanzioni e migliaia di miliardi di dollari mal spesi.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;
 Nessuna meraviglia quindi se la sessione più intrigante cui ho 
partecipato a San Pietroburgo è stata quella sulle possibilità di 
espansione commerciale ed economica della &lt;em&gt;Shanghai Cooperation Organization&lt;/em&gt; (SCO), il cui ospite d'onore non era altri che &lt;strong&gt;Li Yuanchao&lt;/strong&gt;. Io ero, probabilmente, l' unico occidentale nella stanza, circondato da un mare di cinesi e di asiatici centrali.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;
 La SCO si prepara a diventare qualcosa di ben più di una sorta di 
controparte della NATO, concentrandosi principalmente contro il 
terrorismo e sulla lotta contro il traffico di droga e intende espandere
 il suo campo di azione. Iran, India , Pakistan, Afghanistan e Mongolia 
sono osservatori , e prima o poi saranno accettati come membri a pieno 
titolo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt; Ancora una volta questa è l'integrazione eurasiatica 
che si muove. La ramificazione intorno alla Nuova Via della Seta è 
inevitabile; e questo preannuncia, in pratica, una maggior integrazione 
con Afghanistan (minerali ) e Iran (energia).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;strong&gt;Il nuovo boom della Crimea&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;San Pietroburgo ha anche chiarito come la Cina vuole finanziare una 
serie di progetti in Crimea, le cui acque vantano, tra l'altro, 
ricchezze energetiche, indicibili e ancora inesplorate, che adesso sono 
di proprietà russa. I progetti prevedono un ponte cruciale che 
attraverserà lo Stretto di Kerch e&lt;em&gt; collegherà la Crimea alla Russia&lt;/em&gt; continentale - &lt;em&gt;l’ampliamento dei porti&lt;/em&gt; della Crimea - &lt;em&gt;impianti fotovoltaici&lt;/em&gt; - e anche la creazione di &lt;em&gt;Zone Economiche Speciali&lt;/em&gt;
 ( SEZ). Mosca non poteva non interpretare questi progetti che come una 
approvazione di Pechino alla sua annessione della Crimea.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt; Per quanto riguarda l'Ucraina, come Putin ha detto a San Pietroburgo, dov&lt;em&gt;rebbe pagare le fatture&lt;/em&gt;. &lt;strong&gt;[5 ]&lt;/strong&gt;
 E per quanto riguarda l'Unione Europea,&amp;nbsp; il Presidente uscente della 
Commissione Europea Jose Manuel Barroso ha capito almeno la cosa più 
ovvia : &lt;em&gt;inimicarsi la Russia non è esattamente una strategia vincente.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Dmitry Trenin&lt;/em&gt;,
 Direttore del Carnegie Moscow Center, è stato uno di quelli che hanno 
detto all’Occidente qualcosa su questi argomenti, ma senza nessun 
risultato :&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;"A Russia e Cina non dispiacerebbe una collaborazione ancora più 
stretta ... e questo sarebbe un risultato sicuramente vantaggioso per la
 Cina, ma darebbe alla Russia la possibilità di resistere alla pressione
 geopolitica degli USA, di compensare il ri-orientamento energetico 
dell'UE, di far sviluppare la Siberia e l'Estremo Oriente e di 
collegarsi alla regione Asia-Pacifico".&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;[ 6 ]&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;strong&gt;Di Nuovo sulla Via (della seta) &lt;/strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt; L'ormai simbiotica alleanza strategica tra Cina e Russia - con la possibilità di allargarsi all'Iran &lt;strong&gt;[7 ] &lt;/strong&gt;- è il fatto nuovo in questo giovane 21° secolo. Un'alleanza che avrà a che fare con tutti i paesi del &lt;em&gt;BRICS&lt;/em&gt; , con la &lt;em&gt;Shanghai Cooperation Organization&lt;/em&gt;, con il &lt;em&gt;Collective Security Treaty Organization &lt;/em&gt;e con il Movimento dei &lt;em&gt;Paesi-Non-Allineati.&lt;br /&gt; &lt;/em&gt;&lt;br /&gt; Naturalmente i soliti compari continueranno a dire che l'unico futuro possibile di questo accordo approderà ad un &lt;strong&gt;“impero benigno".&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;[8 ]&lt;/strong&gt;
 Come se miliardi di persone in tutto il mondo reale - anche gli 
atlantisti meglio informati – fossero tanto ingenui da bersela. Ma anche
 se l’unipolarità potrebbe veramente essere morta, il mondo, purtroppo, 
deve portarsi ancora sulle spalle il peso del suo cadavere. Il cadavere,
 secondo la nuova dottrina di Obama, adesso sono i "&lt;em&gt;partner-responsabili&lt;/em&gt;".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt; Per parafrasare &lt;em&gt;("I left Rome and landed in Brussels") -&lt;/em&gt;
 ho lasciato St Petersburg e sono atterrato a Roma - per seguire 
l'ennesimo episodio della lenta decadenza dell'Europa - le elezioni del 
Parlamento Europeo. Ma prima di lasciare San Pietroburgo ho avuto la 
fortuna di godermi una illuminazioni di bellezza. Ho visitato un &lt;a href="http://www.orientalstudies.ru/eng/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=46&amp;amp;Itemid=82"&gt;Istituto di Manoscritti Orientali dell’Accademia Russa delle Scienze&lt;/a&gt;,
 praticamente deserto, dove due ricercatori, estremamente competenti mi 
hanno accompagnato in una visita privata mostrandomi alcuni pezzi che 
appartengono probabilmente alla più eccezionale collezione di 
manoscritti asiatici dell’intero pianeta. Come un fanatico viaggiatore 
abituale della Via della Seta, avevo sentito parlare di molti di quei 
documenti, ma non li avevo mai visti da vicino. Così adesso ci sono 
stato, sono stato sulle rive della Neva, come un bambino in un negozio 
di caramelle (antiche), mi sono imbevuto di tutte quelle meraviglie da 
Dunhuang alla Mongolia, tra scritti in sanscrito e scritti in vedico, 
mentre sognavo le Vie della Seta di ieri e di domani.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;Sarei rimasto lì per sempre.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Pepe Escobar&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt; è autore di &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.amazon.com/exec/obidos/ASIN/0978813820/simpleproduction/ref=nosim"&gt;Globalistan: How the Globalized World is Dissolving into Liquid War&lt;/a&gt; &lt;em&gt;(Nimble Books, 2007), &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.amazon.com/Red-Zone-Blues-snapshot-Baghdad/dp/0978813898"&gt;Red Zone Blues: a snapshot of Baghdad during the surge&lt;/a&gt; &lt;em&gt;(Nimble Books, 2007), e &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.amazon.com/Obama-Does-Globalistan-Pepe-Escobar/dp/1934840831"&gt;Obama does Globalistan&lt;/a&gt; &lt;em&gt;(Nimble Books, 2009). &lt;/em&gt;Nimble Books , 2009). Indirizzo e.mail: &lt;a href="mailto:pepeasia@yahoo.com"&gt;pepeasia@yahoo.com&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Fonte : &lt;a href="http://www.atimes.com/"&gt;http://www.atimes.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Link:&amp;nbsp;&lt;a href="http://atimes.com/atimes/Central_Asia/CEN-01-290514.html"&gt;http://atimes.com/atimes/Central_Asia/CEN-01-290514.html&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;29.05.2014&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte&lt;/em&gt; &lt;span class="fbLongBlurb"&gt;&lt;a href="http://www.comedonchisciotte.org/"&gt;comedonchisciotte.org&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;em&gt;e l'autore della traduzione&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="https://www.facebook.com/bosque.primario"&gt;Bosque Primario&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Note&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
1. &lt;a href="http://www.forbes.com/sites/christopherhelman/2014/05/08/china-thwarts-u-s-containment-with-vietnam-oil-rig-standoff/"&gt;China Thwarts U.S. 'Containment' With Vietnam Oil Rig Standoff&lt;/a&gt;, Forbes, May 8, 2014.&lt;br /&gt; 2. &lt;a href="http://french.xinhuanet.com/chine/2014-03/30/c_133224315.htm"&gt;Le president chinois appelle la Chine et l'Allemagne - construire la ceinture economique de la Route de la Soie &lt;/a&gt;(in French), Xinhua, March 30, 2014.&lt;br /&gt; 3. &lt;a href="http://www.washingtonpost.com/world/middle_east/china-calls-for-new-asian-security-structure/2014/05/21/716497ca-e0a2-11e3-9442-54189bf1a809_story.html"&gt;China calls for new Asian security structure&lt;/a&gt;, Washington Post, May 21, 2014.&lt;br /&gt; 4. &lt;a href="http://uk.reuters.com/article/2014/05/22/uk-iran-nuclear-russia-plants-idUKKBN0E21GJ20140522"&gt;Russia plans to build up to eight new nuclear reactors in Iran&lt;/a&gt;, Reuters, May 22, 2014.&lt;br /&gt; 5. &lt;a href="http://en.ria.ru/world/20140528/190195402/Naftogaz-Debt-to-Gazprom-Stands-at-4-Bln-EU-Energy-Commissioner.html"&gt;Naftogaz Debt to Gazprom Stands at $4 Bln - EU Energy Commissioner&lt;/a&gt;, Ria Novosti, May 28, 2014.&lt;br /&gt; 6. &lt;a href="http://www.conflictsforum.org/2014/conflicts-forums-weekly-comment-16-%E2%80%93-23-may-2014/#sthash.O11u2LUl.dpuf"&gt;See here&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt; 7. &lt;a href="http://www.aljazeera.com/indepth/opinion/2014/05/china-iran-russia-restructuring-201451964119463320.html"&gt;China, Iran and Russia: Restructuring the global order&lt;/a&gt;, Al Jazeera, May 20, 2014.&lt;br /&gt; 8. &lt;a href="http://m.theatlantic.com/magazine/archive/2014/04/in-defense-of-empire/358645/"&gt;In Defense of Empire&lt;/a&gt;, The Atlantic, March 19, 2014&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;</description><link>http://liberamenteeconomia.blogspot.com/2014/05/da-san-pietroburgo-uno-sguardo-verso-il.html</link><author>noreply@blogger.com (Vincenzo Salerno)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5182024184064823113.post-6635769332038967907</guid><pubDate>Fri, 23 May 2014 11:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-05-23T04:24:00.013-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Cina</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Dollaro</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Russia</category><title>NIENTE DURA ALL'INFINITO...RICORDIAMOCELO...LA CINA FIRMA L'ACCORDO PER TAGLIARE FUORI IL DOLLARO</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://www.comedonchisciotte.org/images/13.si.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.comedonchisciotte.org/images/13.si.jpg" height="179" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;DI TYLER DURDEN&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://www.zerohedge.com/"&gt;zerohedge.com&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="example1"&gt;&lt;b&gt;La Cina fa un accordo commerciale con la più grande banca russa per pagamenti Non-Dollar&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="result_box" lang="it" tabindex="-1"&gt;&lt;span class="hps"&gt;Lentamente&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;-&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;ma inesorabilmente&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;-&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;l'egemonia&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;del&lt;/span&gt; DOLLARO si sta incrinando, sia per le gaffe in &lt;span class="hps"&gt;politica estera,&lt;/span&gt; che per le troppe linee-rosse oltrapassate, sia per la &lt;span class="hps"&gt;ragilità economica&lt;/span&gt;. &lt;span class="hps"&gt;Tuttavia&lt;/span&gt;, già &lt;span class="hps"&gt;il 1° giorno&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;di&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;Vladimir&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;Putin&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;in Cina&lt;/span&gt;, appare chiaro quanto &lt;span class="hps"&gt;le due&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;nazioni siano&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;più vicine&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;che mai&lt;/span&gt;. La &lt;span class="hps"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.vtb.com/group/press/news/releases/386232/"&gt;VTB -una delle più grandi Banche russe&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;-&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;ha firmato&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;un &lt;b&gt;accordo con&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt; la &lt;span class="hps"&gt;Bank of China&lt;/span&gt; per&lt;span class="hps"&gt; chiarire i pagamenti tra i due paesi nelle rispettive&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;valute nazionali&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;, senza dover più ricorrere ai&amp;nbsp;&lt;span class="hps"&gt;Dollari USA&lt;/span&gt; &lt;span class="hps atn"&gt;per &lt;i&gt;"&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;investmenti bancari, &lt;span class="hps"&gt;prestiti interbancari&lt;/span&gt;, operazioni finanziarie&amp;nbsp;&lt;span class="hps"&gt;e&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;operazioni sul mercato dei capitali&lt;/span&gt;"&lt;/i&gt;. &lt;b&gt;&lt;span class="hps"&gt;Kirill&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;Dmitriyev,&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;span class="hps"&gt;il Capo&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;span class="hps"&gt;del Fondo&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;per gli Investimenti&lt;/span&gt; Diretti &lt;span class="hps"&gt;Russi ha dicharato&lt;/span&gt; &lt;span class="hps atn"&gt;"&lt;/span&gt;insieme &lt;span class="hps"&gt;sarà&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;possibile discutere di&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;investimenti in&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;vari progetti&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;in modo più efficiente&lt;/span&gt; &lt;span class="hps"&gt;e più chiaro&lt;/span&gt;", così la locomotiva russa continuerà la sua corsa in Asia.&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;script async src="//pagead2.googlesyndication.com/pagead/js/adsbygoogle.js"&gt;&lt;/script&gt;
&lt;!-- nuova belmonte --&gt;
&lt;ins class="adsbygoogle"
     style="display:inline-block;width:468px;height:60px"
     data-ad-client="ca-pub-2507754475444204"
     data-ad-slot="1320126287"&gt;&lt;/ins&gt;
&lt;script&gt;
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});
&lt;/script&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://rt.com/business/160124-vtb-bank-china-currencies/"&gt;Come annuncia RT&lt;/a&gt;, &lt;i&gt;Il primo giorno di Putin è andato bene ...&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;La VTB&lt;/b&gt;, la seconda banca russa, ha firmato un 
accordo con la Bank of China, che prevede una clausola per il pagamento 
dei debiti reciproci nelle rispettive monete nazionali.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;“Con questo accordo, le banche si ripromettono di sviluppare 
un partnaiato in molte aree commerciali, inclusa la cooperazione con 
pagamente in rubli e in renminbi, negli investimenti bancari, nei 
prestiti inter-bancari, nella finanza commerciale e nelle transazioni 
sui mercati di capitali”&lt;/b&gt; - questa la dichiarazione ufficiale della VTB.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;L'accorso sottolinea inoltre l'interesse del VTB Group ad una sua 
crescita sui mercati asiatici e servirà a rinforzare l'interscambio 
commerciale tra Russia e Cina che già sono partner commerciali molto 
vicini, come ha dichiarato&amp;nbsp; &lt;b&gt;Vasily Titov,&lt;/b&gt; membro del CDA della VTB Bank.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Ma non si tratta solo dell relazioni interbancarie...&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Nel primo giorno di un viaggio di due giorni in Cina il Presidente 
russo Vladimir Putin ha detto che i due paesi daranno un&amp;nbsp; impulso ai 
loro commerci bilaterali fino a raggingere un nuovo livello.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;“&lt;b&gt;I nostri paesi hanno fatto un lavoro enorme &lt;b&gt; per raggiungere un nuovo&lt;/b&gt; tragurdo storico …. la Cina si è fermamente attestata nella sua posizione di nostro partner commerciale chiave&lt;/b&gt;”
 ha detto Putin che ha aggiunto che il giro di affari tra Russia e Cina è
 aumentato di almeno il 2% durante il 2013, arrivando a circa 90 
miliardi di dollari.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;“Se continuiano a questo ritmo, il livello del commercio 
bilaterale arriverà a $100 miliardi per il 2015&amp;nbsp; e noi siamo sicuri di 
andare in questa direzione”&lt;/b&gt; ha detto Putin.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;b&gt;Un aumento della cooperazione è cruciale per gli investimenti, ha aggiunto Putin.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;“Insieme c'è la possibilità di discutere di investimenti su vari progetti più efficientemente e più chiaramente”&lt;/b&gt; come si legge sull'Interfax di Kirill Dmitriyev, Capo del Fondo Investimenti Diretti russi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Niente dura all'infinito ... ricordiamocelo...&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://www.zerohedge.com/sites/default/files/images/user3303/imageroot/2012/01/20120103_JPM_reserve.png"&gt;&lt;img src="http://www.zerohedge.com/sites/default/files/images/user3303/imageroot/2012/01/20120103_JPM_reserve_0.png" style="border: 0px none; height: 304px; max-width: 100%;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.zerohedge.com/"&gt;http://www.zerohedge.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Link: &lt;a href="http://www.zerohedge.com/news/2014-05-20/china-signs-non-dollar-settlement-deal-russias-largest-bank"&gt;http://www.zerohedge.com/news/2014-05-20/china-signs-non-dollar-settlement-deal-russias-largest-bank&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;20.05.2014&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte&lt;/i&gt; &lt;span class="fbLongBlurb"&gt;&lt;a href="http://www.comedonchisciotte.org/"&gt;comedonchisciotte.org&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;i&gt;e l'autore della traduzione&lt;/i&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="https://www.facebook.com/bosque.primario"&gt;Bosque Primario&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;</description><link>http://liberamenteeconomia.blogspot.com/2014/05/niente-dura-allinfinitoricordiamocelola.html</link><author>noreply@blogger.com (Vincenzo Salerno)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5182024184064823113.post-3569198686348838666</guid><pubDate>Wed, 16 Oct 2013 13:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-05-22T03:29:56.010-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">debito pubblico</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Governo Letta</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Privatizzazioni</category><title>  L’ITALIA SVENDERA’ I CASTELLI STORICI PER RISANARE I BUCHI DI BILANCIO</title><description>&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;img align="left" src="http://www.comedonchisciotte.org/images/2682140138_bdfca8fc04_z.jpg" height="200" width="300" /&gt;FONTE: RUSSIAN.RT.COM &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


Il governo Italiano prevede la vendita della villa del Grande 
Inquisitore, del Forte dei Papi e di una delle isole della laguna 
veneta, allo scopo di tagliare il deficit di bilancio. 
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Secondo quanto riportato dai mass media italiani, la dismissione di 
questi 50 luoghi di prestigio, dovrà apportare al Tesoro, all’incirca 
500 milioni di euro. 
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Il passaggio ai privati di parte del patrimonio immobiliare dello stato,
 si dice permetterà di contenere il deficit di Bilancio nel 2013 entro 
la soglia del 3% del PIL, come esige l’Unione Europea. 
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;A parte la riscossione immediata di questi importi, il governo 
auspica che le ville e i castelli siano convertiti in ristoranti, musei 
ed alberghi, così da consentire la creazione di nuovi posti di lavoro. 
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Anche la Grecia, altro paese Europeo al quale l’Unione Europea ha 
prescritto un duro regime di controllo del bilancio, l’anno scorso si è 
trovata a dover svendere ai privati alcune delle sue isole, spiagge e 
luoghi di villeggiatura. 
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
L’Italia, a sua volta, già aveva messo in vendita con successo alcuni fari sull'isola della Sardegna. 
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;script async src="//pagead2.googlesyndication.com/pagead/js/adsbygoogle.js"&gt;&lt;/script&gt;
&lt;!-- nuova belmonte --&gt;
&lt;ins class="adsbygoogle"
     style="display:inline-block;width:468px;height:60px"
     data-ad-client="ca-pub-2507754475444204"
     data-ad-slot="1320126287"&gt;&lt;/ins&gt;
&lt;script&gt;
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});
&lt;/script&gt;

Secondo il quotidiano Corriere della Sera, tra le proprietà immobiliari 
statali in dismissione, quest’anno si troverebbe anche il Castello 
Orsini, vicino Roma, fatto costruire da Papa Nicola III nel 1270. Dalla 
metà del 19° secolo fino al 1989 utilizzato come prigione. La gente del 
posto ne parla male, come se vi vivessero i fantasmi. 
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Un'altra vestigia nazionale di cui si prepara la messa in vendita è 
Villa Mirabello, situata non lontano da Milano, costruita nel 1700 dal 
Cardinal Durini (1), grande inquisitore di Malta. 
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Nella laguna veneta gli investitori potranno acquistare l’isola di San 
Giacomo, che dall’undicesimo secolo è stata residenza dei monaci. Nel 
secolo scorso trasformata in base militare e poi, dal 1962, dismessa e 
abbandonata al degrado. 
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Secondo esperti locali, il governo Italiano non ha le forze per 
mantenere adeguatamente questi monumenti, senza contare che molti paesi 
europei adesso si adoperano per fare cassa attraverso tutte le risorse 
possibili.
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

NOTA (CdC):&lt;br /&gt;
(1) Dovrebbe essere &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Francesco_Durini"&gt;Carlo Francesco Durini&lt;/a&gt;
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Fonte: http://russian.rt.com
&lt;br /&gt;
Link: http://russian.rt.com/article/16783 &lt;br /&gt;
14.10.2013



&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MASSIMO CONTINI


&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;</description><link>http://liberamenteeconomia.blogspot.com/2013/10/litalia-svendera-i-castelli-storici-per.html</link><author>noreply@blogger.com (Vincenzo Salerno)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5182024184064823113.post-4333531243995804468</guid><pubDate>Thu, 11 Apr 2013 12:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-05-22T03:30:28.064-07:00</atom:updated><title>  I BRICS ROMPONO LE LORO CATENE</title><description>&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;DI PEPE ESCOBAR&amp;nbsp;Rebelion (Asia Times Online)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;I paesi emergenti creeranno la loro Banca per lo Sviluppo e la propria agenzia di rating per fermare la dittatura del FMI e della Banca Mondiale&amp;nbsp;I report sulla morte prematura dei BRICS (Brasile, Russia, India e Sudafrica) sono stati grandemente esagerati, i media delle corporazioni occidentali rendono dichiarazioni assurde come&amp;nbsp;questa, perpetrata, in questo caso, dal capo di Morgan Stanley Investment Management.&amp;nbsp;La realtà è diversa, il vertice BRICS, che ha avuto luogo a Durban (Sudafrica) martedì scorso (26 marzo, ndr), aveva tra gli obiettivi quello della creazione della propria agenzia di rating del credito, anche quello di emarginare la dittatura (o per lo meno le “agende interessate”, nel linguaggio diplomatico di Nuova Delhi) come quella di Moody’s insieme a Standard &amp;amp; Poor’s. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Inoltre, concretizzare il progetto della creazione della Banca per lo Sviluppo BRICS, la quale conterà su un capitale iniziale di 50 miliardi di dollari. Rimangono solo da ultimare i dettagli strutturali, lo scopo principale della suddetta banca è di sostenere progetti di infrastruttura e sviluppo sostenibile.&amp;nbsp;L’aspetto più importante consiste nel fatto che tanto gli USA che l’Europa sono fuori dalla Banca del Sud, che è considerata un’alternativa concreta alla Banca Mondiale gestita dall’Occidente e dal sistema di Bretton Woods, specialmente l’India ed il Brasile sono particolarmente interessati a sostenere questo progetto.&amp;nbsp;Come ha affermato Jaswant Singh, ex ministro delle finanze Indiano, una tale banca per lo sviluppo, per esempio potrebbe incanalare il know-how di Pechino con il fine di aiutare a finanziare le necessità generate dall’infrastruttura indiana.&amp;nbsp;Le enormi differenze politiche ed economiche tra i BRICS sono evidenti, però man mano che crescono come gruppo, la questione principale non è se dovrebbero salvare l’economia globale della continua crisi del capitalismo da casinò.&amp;nbsp;La questione principale è che, oltre alle misure per facilitare il commercio reciproco, i loro interventi diventano ogni volta più politici, visto che i BRICS non solo estendono il loro potere economico ma adottano misure concrete che portano verso un mondo multipolare. Il Brasile è particolarmente entusiasta al riguardo.&amp;nbsp;Inevitabilmente, i soliti fanatici atlantisti del consenso di Washington, non riescono – in maniera miope – a vedere altro che “i BRICS chiedono riconoscimento da parte delle potenze occidentali”.&amp;nbsp;Ovviamente i problemi ci sono. La crescita economica del Brasile, della Cina e dell’India ha subito un rallentamento. Mentre la Cina, per esempio, era diventata il principale socio commerciale del Brasile (ancora prima degli USA) i settori più importanti dell’industria brasiliana hanno sofferto per la concorrenza dell’economica manodopera cinese.&amp;nbsp;Alcune prospettive a lungo termine sono inevitabili. I BRICS avranno più incidenza di fronte al Fondo Monetario Internazionale. E uno degli aspetti fondamentali è che per gli scambi commerciali useranno le loro proprie monete, includendo uno yuan globalmente convertibile, allontanandosi dal dollaro USA e dal petrodollaro.&amp;nbsp;La frenata cinese&amp;nbsp;Jim O’Neil, di Goldman Sachs, è colui che ha dato nel 2001 il nome di BRIC a questo gruppo (all’epoca non ne faceva parte il Sudafrica) e risulta interessante sapere qual è la sua opinione al riguardo.&amp;nbsp;O’Neil segnala che anche se la Cina è cresciuta economicamente “solo” del 7,7% nel 2012 “ha creato, in 11 settimane e mezza, l’equivalente dell’economia greca”. Il rallentamento della Cina è stato “strutturale e ciclico”, un ciclo pianificato per riuscire a controllare il riscaldamento e l’inflazione.&amp;nbsp;Lo slancio dei BRICS fa parte di una tendenza globale, la maggior parte è stata decifrata in un recente rapporto del Programma di Sviluppo dell’ONU. Il risultato finale: il Sud globale sta superando ad una velocità vertiginosa il Nord nella gara economica.&amp;nbsp;Secondo il report “questa è la prima volta negli ultimi 150 anni che il PIL complessivo dei 3 paesi economicamente più forti tra i cosiddetti paesi in via di sviluppo (il Brasile, la Cina e l’India) è approssimativamente uguale al PIL complessivo delle antiche potenze del Nord”.&amp;nbsp;In conclusione si può sostenere che “la crescita del sud sta cambiando radicalmente il mondo del XXI secolo dove le nazioni del 2° mondo promuovono una crescita, strappando centinaia di milioni di persone dalla povertà e spingendo molte altre persone verso una nuova classe media globale”.&amp;nbsp;E proprio al centro di questo processo troviamo un’epopea eurasiatica: lo sviluppo dei rapporti strategici fra la Russia e la Cina.&amp;nbsp;Si tratta sempre del Pipelineistan (1)&amp;nbsp;Il presidente russo Vladimir Putin non vacilla, vuole condurre i BRICS ad “un meccanismo di cooperazione strategico e complesso che ci permetta di cercare nell’insieme le soluzioni di problemi chiavi della politica globale”.&amp;nbsp;Questo implicherà una politica estera comune tra i BRICS e non soltanto un coordinamento selettivo su determinati aspetti. Porterà via un po’ di tempo, sarà difficile e Putin lo sa perfettamente.&amp;nbsp;Ciò che rende gli avvenimenti ancora più affascinanti è che Putin ha approfittato della visita del nuovo presidente cinese Xi Jiping per fare presenti le sue idee, ed ha voluto sottolineare che i rapporti fra la Russia e la Cina sono in questo momento “i migliori della storia” di questi due paesi, da secoli.&amp;nbsp;Non è certamente una cosa gradita dagli atlantisti egemonici, che sono ancora desiderosi di inquadrare il rapporto in termini di Guerra Fredda.&amp;nbsp;Xi ha risposto nei seguenti termini: “non siamo venuti a passeggiare” e bisogna aspettare finché la creatività cinese comincerà a dare i risultati.&amp;nbsp;Inevitabilmente il Pipelineistan è al centro del primordiale rapporto complementare dei BRICS, la necessità del petrolio e del gas russo.Per la Cina è un argomento di sicurezza nazionale. La Russia vuole vendere e lavora sia sulla quantità che sulla qualità superando le vendite dell’occidente. Inoltre la Russia apprezzerà straordinariamente le inversioni cinesi sul suo Lontano Ovest, l’enorme regione del Trans-Baikal.In ogni caso il “pericolo giallo” non sta prendendo il sopravvento in Siberia, come piacerebbe all’Occidente. Solo 300.000 cinesi vivono in Russia.Una conseguenza diretta del vertice Putin-Xi è che d’ora in poi Pechino pagherà in anticipo il petrolio russo - in cambio la Cina chiede di essere coinvolta in una serie di progetti ad esempio nello sfruttamento congiunto da parte di CNPC (cinese, ndr) e Rosneft (russa, ndr) dei giacimenti off shore nel mare di Barents ed altri giacimenti del territorio russo.Gazprom, da parte sua, ha chiuso un accordo di gas con CNPC: 38.000 milioni di metri cubici annualmente concessi dal gasdotto Espo della Siberia a partire del 2018. E alla fine del 2013 i cinesi firmeranno un contratto con la Gazprom, che riguarderà forniture di gas per i prossimi 30 anni.Le ramificazioni geopolitiche sono enormi. L’importazione di grandi quantità di gas russo aiuta Pechino a sfuggire gradualmente dal suo dilemma di Malacca e Ormuz – per non parlare dell’industrializzazione delle provincie interne altamente popolate e dipendenti dall’agricoltura, dimenticate nel periodo del boom economico.In questo modo il gas russo si è adeguato al piano maestro del Partito Comunista cinese: configurare le provincie interne come una base di fornitura per la classe media cinese di 400 milioni sempre più ricca, urbanizzata, con maggiore incidenza sulla costa dell’est.Putin ha sottolineato che non considera i BRICS “un concorrente geopolitico per l’Occidente”, è stato l’argomento decisivo; la smentita ufficiale conferma che è vero. Durban può consolidare proprio l’inizio di tale concorrenza. Non c’è bisogno di dire che le potenze occidentali – anche se sono impantanate nella recessione e nella bancarotta - non cederanno i loro privilegi senza combattere ferocemente.&amp;nbsp;Pepe Escobar&amp;nbsp;Fonte: www.rebelion.orgLink: http://www.rebelion.org/noticia.php?id=165931&amp;nbsp;28.03.2013Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura DIANA GARRIDO&amp;nbsp;Nota (CdC):&amp;nbsp;(1) La parola spesso usata da Escobar&amp;nbsp;Pipelineistan&amp;nbsp;potrebbe essere resa con&amp;nbsp;guerra degli oleodotti / gasdotti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;script async="" src="//pagead2.googlesyndication.com/pagead/js/adsbygoogle.js"&gt;&lt;/script&gt;&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!-- nuova belmonte --&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;ins class="adsbygoogle" data-ad-client="ca-pub-2507754475444204" data-ad-slot="1320126287" style="display: inline-block; height: 60px; width: 468px;"&gt;&lt;/ins&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;script&gt;
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});
&lt;/script&gt;
</description><link>http://liberamenteeconomia.blogspot.com/2013/04/i-brics-rompono-le-loro-catene.html</link><author>noreply@blogger.com (Vincenzo Salerno)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5182024184064823113.post-2074727251277633281</guid><pubDate>Mon, 04 Jun 2012 10:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-05-22T03:31:36.254-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">debito pubblico</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Moneta debito</category><title>Vi siete mai chiesti perché?</title><description>&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="background-color: white; line-height: 16px; margin-bottom: 15px; margin-top: 10px;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;di&amp;nbsp;&lt;b&gt;Simone Sirtori&lt;/b&gt;&amp;nbsp;-&amp;nbsp;&lt;span style="color: #999999;"&gt;www.2snetcom.wordpress.com&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="background-color: white; line-height: 16px; margin-bottom: 15px; margin-top: 10px; text-align: right;"&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;È diventato un video virale il discorso tenuto da una bambina 12enne canadese ad una riunione del Rotary Club, Victoria Grant, che spiega il funzionamento della frode bancaria. Victoria, al Public Banking Institute, in un discorso di sei minuti tocca i punti fondamentali della frode bancaria che, in Canada come in altri paesi, ha causato la crisi economica attuale.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="background-color: white; line-height: 16px; margin-bottom: 15px; margin-top: 10px; text-align: right;"&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Vi propongo il video in lingua originale, sottotitolato in italiano e, sotto, la traduzione in italiano da leggere (traduzione di Massimo Frulla).&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="background-color: white; line-height: 16px; margin-bottom: 15px; margin-top: 10px; text-align: right;"&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Ringrazio&amp;nbsp;&lt;a href="http://it.linkedin.com/pub/giorgio-saibene/34/582/50a" style="color: #0269b3; text-decoration: none;"&gt;Giorgio Saibene&lt;/a&gt;&amp;nbsp;per l’editing del video e Anna Tagliapietra per i sottotitoli.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="background-color: white; line-height: 16px; margin-bottom: 15px; margin-top: 10px; text-align: right;"&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/6YqnUp0crHw" width="560"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;script type="text/javascript"&gt;
&lt;!--
google_ad_client = "ca-pub-2507754475444204";
/* nuova belmonte */
google_ad_slot = "1320126287";
google_ad_width = 468;
google_ad_height = 60;
//--&gt;
&lt;/script&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;
&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="background-color: white; line-height: 16px; margin-bottom: 15px; margin-top: 10px;"&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Circa 6 settimane fa Victoria ha parlato davanti ad un gruppo di 600 persone ad una riunione del Rotary Club, e terrà il medesimo discorso a noi oggi; quella volta sono andato in giro dopo il suo discorso, sentito i commenti, ho parlato col padre e l’ho invitata qui… dunque abbiamo un ospite molto speciale … ecco, Victoria, vieni su …&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="background-color: white; line-height: 16px; margin-bottom: 15px; margin-top: 10px;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;Vi siete mai chiesti perché il Canada è indebitato? Vi siete mai chiesti perché il governo impone ai canadesi così tante tasse ? Vi siete mai chiesti perché i banchieri delle più grosse banche canadesi siano sempre più ricchi ed il resto di noi no? Vi siete mai chiesti perché il nostro debito nazionale supera gli 800 miliardi di dollari e perché noi spendiamo 160 milioni di dollari&amp;nbsp;ogni giorno a banchieri privati per soli interessi sul debito nazionale?&amp;nbsp;&lt;b&gt;Sono 60 miliardi di dollari l’anno&lt;/b&gt;. Vi siete mai chiesti il perché di questi 60 miliardi di dollari?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="background-color: white; line-height: 16px; margin-bottom: 15px; margin-top: 10px;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;b&gt;Le banche ed i governi sono collusi nello schiavizzare economicamente la gente del Canada&lt;/b&gt;. Vi darò ora delle informazioni che saranno di vostro interesse e di stimolo per continuare le ricerche per conto vostro e per invitare il nostro governo a fermare questa rapina del popolo del Canada. Per prima cosa vedremo la Banca del Canada. Poi come funziona il sistema bancario oggi. E poi vi descriverò una soluzione che potremo pretendere che sia realizzata dal nostro governo. Una grande figura nella storia canadese è Gerald McGeer. Membro del parlamento… il suo contributo al Canada è probabilmente il più grande dato alla storia canadese. Lui contribuì alla fondazione della National Bank of Canada (Banca Nazionale Canadese, proprietà del Canada, col potere di emettere moneta, il cui unico scopo era quello di creare e gestire il denaro del Canada. Fu fondata nel luglio 1934 ed è di proprietà di tutti i canadesi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="background-color: white; line-height: 16px; margin-bottom: 15px; margin-top: 10px;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;b&gt;Fino agli anni ’70&lt;/b&gt;, grazie alla Banca del Canada, il debito nazionale canadese era ad un livello basso e gestibile. Allora il governo decise di passare al sistema bancario che abbiamo ora e che deruba la gente del Canada.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="background-color: white; line-height: 16px; margin-bottom: 15px; margin-top: 10px;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;b&gt;Dunque, permettetemi di spiegare come funziona il vigente sistema bancario privato&lt;/b&gt;. Prima di tutto, il governo canadese prende in prestito il denaro da banche private. Queste banche prestano il denaro al governo canadese gravato da un interesse. Il governo quindi deve alzare la tassazione ai canadesi anno dopo anno, per pagare questi interessi sul debito nazionale che continua a crescere… questo danneggia l’economia canadese… ed il denaro reale finisce nelle tasche dei banchieri privati. Inoltre, il governo dà alle banche private anche la libertà di fornire del denaro che non esiste, sotto di prestiti e mutui.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="background-color: white; line-height: 16px; margin-bottom: 15px; margin-top: 10px;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Quando una banca vi fa un prestito, sotto forma di finanziamento o mutuo, non vi dà del denaro reale ma preme un tasto su di un computer e produce del finto denaro, dell’aria fritta. Di fatto non hanno quel denaro nei loro depositi. Attualmente le banche hanno 4 miliardi di dollari in riserva, ma hanno fatto prestiti per oltre 1,5 trilioni di dollari… ogni volta che una banca emette un prestito, viene creato del nuovo (inesistente) denaro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="background-color: white; line-height: 16px; margin-bottom: 15px; margin-top: 10px;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Praticamente,&amp;nbsp;&lt;b&gt;tutto il denaro che esce da una banca esce sotto forma di prestito&lt;/b&gt;, ed il prestito è un denaro che nel sistema attuale è gravato dal debito costituito dagli interessi. Attualmente tutto il denaro in circolazione è denaro gravato dal debito. Quello che trovo interessante è che (nella Bibbia, Matteo 21), Gesù scacciò i cambiavalute dal Tempio perché avevano messo a punto le&lt;br /&gt;
valute per derubare la gente del denaro. I banchieri privati sono come i cambiavalute in Matteo 21 e stanno impoverendo e derubando la gente del Canada e devono essere fermati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="background-color: white; line-height: 16px; margin-bottom: 15px; margin-top: 10px;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;b&gt;Come dovrebbe funzionare il sistema bancario?&lt;/b&gt;&amp;nbsp;In una famosa intervista il signor McGeer chiese al signor Towers di spiegargli perché un governo che ha una sua banca avrebbe dovuto delegare ilproprio potere ad un monopolio privato… quando gli interessi che deve pagare lo portano alla bancarotta nazionale. Il signor Towers… omissis… rispose che… (dipendeva dalla scelta del governo). In altre parole: se il governo canadese ha bisogno di denaro, lo potrebbe prendere direttamente dalla Banca del Canada, la gente pagherebbe per ripagare la Banca del Canada e questo denaro, proveniente dalle tasse, sarebbe a sua volta immesso in una infrastruttura economica e non farebbe crescere il debito ed i canadesi potrebbero nuovamente prosperare con quel denaro reale ­ e non denaro gravato da debito ­ quale base della propria struttura economica. (Invece che)… a banche private, del tipo della Royal Bank… il Canada potrebbe far emettere denaro dalla Banca del Canada.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="background-color: white; line-height: 16px; margin-bottom: 15px; margin-top: 10px;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;b&gt;Abbiamo il potere per farlo&lt;/b&gt;. Concludendo, è diventato dolorosamente ovvio, anche per me, una ragazzina canadese dodicenne,&amp;nbsp;che siamo stati derubati e defraudati dal sistema bancario e da un governo complice. Cosa dobbiamo fare per fermare questo crimine? Cosa dovremo fare per assicurarci che la prossima generazione sia salva da un’economia basata su falso denaro che rende schiavi delle banche?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="background-color: white; line-height: 16px; margin-bottom: 15px; margin-top: 10px;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;È bene che&amp;nbsp;&lt;b&gt;nessuno si dimentichi che è la gente che può cambiare il mondo&lt;/b&gt;&amp;nbsp;e credo questa sia l’unica cosa che conta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="background-color: white; line-height: 16px; margin-bottom: 15px; margin-top: 10px;"&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif;"&gt;Fonte:&amp;nbsp;&lt;a href="http://2snetcom.wordpress.com/2012/05/28/victoria-grant-spiega-la-frode-bancaria-che-ha-causato-la-crisi-economica/" style="color: #0269b3; text-decoration: none;"&gt;http://2snetcom.wordpress.com/2012/05/28/victoria-grant-spiega-la-frode-bancaria-che-ha-causato-la-crisi-economica/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;script type="text/javascript"&gt;
&lt;!--
google_ad_client = "ca-pub-2507754475444204";
/* nuova belmonte */
google_ad_slot = "1320126287";
google_ad_width = 468;
google_ad_height = 60;
//--&gt;
&lt;/script&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;
&lt;/script&gt;</description><link>http://liberamenteeconomia.blogspot.com/2012/06/vi-siete-mai-chiesti-perche.html</link><author>noreply@blogger.com (Vincenzo Salerno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://img.youtube.com/vi/6YqnUp0crHw/default.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5182024184064823113.post-7436974491244005714</guid><pubDate>Thu, 29 Sep 2011 12:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-10-16T06:29:24.192-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">BCE</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">debito pubblico</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Moneta debito</category><title>IL DOCUMENTO SEGRETO DELLA BCE: RIDURRE GLI STIPENDI PUBBLICI</title><description>&lt;img align="left" height="180px" src="http://www.comedonchisciotte.org/images/mario-draghi-jean-110925082209_medium.jpg" width="280px" /&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;DI MARIO SENSINI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;www.corriere.it&lt;/i&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Le richieste del 5 agosto scorso al governo italiano&lt;br /&gt;
Liberalizzazioni, flessibilità del lavoro e privatizzazioni.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Nella foto: Mario Draghi e Jean-Claude Trichet&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;ROMA - C'è chi l'ha definita un programma di governo, chi un diktat e chi ne ha messo perfino in dubbio l'esistenza. Di sicuro la lettera «segreta» spedita il 5 agosto scorso al governo italiano dal presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, e dal suo successore in pectore, Mario Draghi, oggi governatore della Banca d'Italia, ha infiammato il dibattito politico dell'estate, e poi condotto ad una manovra di finanza pubblica di entità mai vista nella storia della Repubblica italiana. È un documento «strettamente confidenziale», e che era dunque destinato a rimanere riservato. L'abbiamo cercato e infine ottenuto, inutile dire, per vie traverse.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;La lettera segreta di Trichet e Draghi è qui sotto&lt;/b&gt;, pubblicata nel suo testo originale, inglese, e nella traduzione, così che ciascuno possa farsi un'idea sulla forma e i contenuti. Tanto precisi e puntuali questi ultimi, quanto è esplicito, di certo estraneo allo schema classico della liturgia delle banche centrali, il linguaggio utilizzato. La drammatica situazione dei mercati di quei primi giorni d'agosto, l'ampliamento del differenziale tra i tassi sui titoli italiani e quelli tedeschi, forse, imponevano di andare dritto al dunque.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Fatto sta che il «messaggio», come lo definisce Jean-Claude Trichet anche ieri nell'intervista rilasciata al Corriere della Sera , è arrivato chiarissimo. E durissimo. Fin quasi al limite del cinismo, almeno per come è stato vissuto dai destinatari diretti. Il pareggio di bilancio anticipato dal 2014 al 2013, e dunque a incrociare la fine della legislatura e le elezioni, che ha fatto mettere le mani tra i capelli a Silvio Berlusconi. E la richiesta di raggiungere un deficit pubblico pari all'1% del prodotto interno lordo addirittura già nel 2012, con una manovra di tre punti di prodotto interno lordo, una cinquantina di miliardi di euro, in un solo anno, che ha fatto tremare le vene ai polsi di Giulio Tremonti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Si sottolinea la necessità di rendere più severi i criteri&lt;/b&gt; per ottenere le pensioni di anzianità e di allungare l'età pensionabile delle donne nel settore privato in modo da avere risparmi di bilancio «già nel 2012». E l'opportunità di ridurre «significativamente» il costo degli impiegati pubblici, rafforzando le regole sul turnover e, «se necessario, riducendo gli stipendi». Per accelerare la crescita dell'economia, Trichet e Draghi richiamano esplicitamente l'esigenza di rivedere le norme sulle assunzioni e i licenziamenti dei lavoratori (per i quali nella lettera si usa il termine «dismissal») nelle imprese applicando l'intesa del 28 giugno tra la Confindustria e i sindacati, «che si muove in questa direzione». Ma che evidentemente non basta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Sempre per la crescita serve la «piena liberalizzazione» degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali, prevedendone la «privatizzazione su larga scala». Ed un «serio impegno» per abolire o consolidare alcuni livelli amministrativi intermedi, «come le Province» puntualizzano Draghi e Trichet.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Tutte misure da inserire in un decreto legge&lt;/b&gt; da varare il prima possibile ed approvare in Parlamento entro la fine del mese di settembre. Perché sono interventi «essenziali», scrivono i due governatori, per rafforzare l'affidabilità della firma sovrana, il valore ed il merito di credito dei titoli di Stato italiani, insomma. Non per assicurarsi l'appoggio della Banca centrale europea ed il suo impegno ad acquistare sul mercato i nostri Btp.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Cosa che poi è avvenuta, ma in questa lettera così puntuale non se ne fa minimamente cenno. Il governo ci ha ragionato un po', ha convocato le parti sociali, ha reso nota l'esistenza della missiva, ma senza svelarla. E sabato 13 agosto, passata una settimana, ha varato la manovra per l'anticipo del pareggio di bilancio. Tre giorni dopo, alla riapertura dei mercati, la Bce e il sistema europeo delle banche centrali, i cui governatori erano stati subito informati della lettera e dei suoi contenuti, sono intervenuti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Tutto ciò non ha evitato il declassamento del &lt;i&gt;rating&lt;/i&gt; dell'Italia, decretato un paio di settimane fa dall'agenzia americana Standard and Poor's. Il differenziale di rendimento tra i nostri Btp ed i Bund tedeschi, che si stava avvicinando a inizio agosto ai 400 punti base, quattro punti di tasso d'interesse, lì per lì si è ridotto. Ma oggi, passati quaranta giorni dal varo della maxi-manovra antideficit, lo "spread" gravita ancora in quella pericolosa zona. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Forse perché il governo non ha attuato alla lettera tutte le prescrizioni, per esempio accantonando gli interventi sulle pensioni d'anzianità, scegliendo un percorso più agevole per il pareggio nel 2013, lasciando decidere alle parti sociali sull'articolo 18. Forse perché la medicina raccomandata dalla Bce non era quella giusta. O l'una o l'altra. A meno di non pensare che i problemi siano diversi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;center&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;**********************************************&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;LA LETTERA TRADOTTA IN ITALIANO&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;«C'è l'esigenza di misure significative per accrescere il potenziale di crescita»&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Francoforte/Roma, 5 Agosto 2011&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Caro Primo Ministro,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea il 4 Agosto ha discusso la situazione nei mercati dei titoli di Stato italiani. Il Consiglio direttivo ritiene che sia necessaria un'azione pressante da parte delle autorità italiane per ristabilire la fiducia degli investitori.&lt;br /&gt;
Il vertice dei capi di Stato e di governo dell'area-euro del 21 luglio 2011 ha concluso che «tutti i Paesi dell'euro riaffermano solennemente la loro determinazione inflessibile a onorare in pieno la loro individuale firma sovrana e tutti i loro impegni per condizioni di bilancio sostenibili e per le riforme strutturali». Il Consiglio direttivo ritiene che l'Italia debba con urgenza rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità di bilancio e alle riforme strutturali. Il Governo italiano ha deciso di mirare al pareggio di bilancio nel 2014 e, a questo scopo, ha di recente introdotto un pacchetto di misure. Sono passi importanti, ma non sufficienti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Nell'attuale situazione, riteniamo essenziali le seguenti misure:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;1&lt;/b&gt;. Vediamo l'esigenza di misure significative per accrescere il potenziale di crescita. Alcune decisioni recenti prese dal Governo si muovono in questa direzione; altre misure sono in discussione con le parti sociali. Tuttavia, occorre fare di più ed è cruciale muovere in questa direzione con decisione. Le sfide principali sono l'aumento della concorrenza, particolarmente nei servizi, il miglioramento della qualità dei servizi pubblici e il ridisegno di sistemi regolatori e fiscali che siano più adatti a sostenere la competitività delle imprese e l'efficienza del mercato del lavoro.&lt;br /&gt;
a) È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala.&lt;br /&gt;
b) C'è anche l'esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d'impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione. L'accordo del 28 Giugno tra le principali sigle sindacali e le associazioni industriali si muove in questa direzione.&lt;br /&gt;
c) Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l'assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;2&lt;/b&gt;. Il Governo ha l'esigenza di assumere misure immediate e decise per assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche.&lt;br /&gt;
a) Ulteriori misure di correzione del bilancio sono necessarie. Riteniamo essenziale per le autorità italiane di anticipare di almeno un anno il calendario di entrata in vigore delle misure adottate nel pacchetto del luglio 2011. L'obiettivo dovrebbe essere un deficit migliore di quanto previsto fin qui nel 2011, un fabbisogno netto dell'1% nel 2012 e un bilancio in pareggio nel 2013, principalmente attraverso tagli di spesa. È possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l'età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012. Inoltre, il Governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover (il ricambio, ndr) e, se necessario, riducendo gli stipendi.&lt;br /&gt;
b) Andrebbe introdotta una clausola di riduzione automatica del deficit che specifichi che qualunque scostamento dagli obiettivi di deficit sarà compensato automaticamente con tagli orizzontali sulle spese discrezionali.&lt;br /&gt;
c) Andrebbero messi sotto stretto controllo l'assunzione di indebitamento, anche commerciale, e le spese delle autorità regionali e locali, in linea con i principi della riforma in corso delle relazioni fiscali fra i vari livelli di governo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Vista la gravità dell'attuale situazione sui mercati finanziari, consideriamo cruciale che tutte le azioni elencate nelle suddette sezioni 1 e 2 siano prese il prima possibile per decreto legge, seguito da ratifica parlamentare entro la fine di Settembre 2011. Sarebbe appropriata anche una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;3&lt;/b&gt;. Incoraggiamo inoltre il Governo a prendere immediatamente misure per garantire una revisione dell'amministrazione pubblica allo scopo di migliorare l'efficienza amministrativa e la capacità di assecondare le esigenze delle imprese. Negli organismi pubblici dovrebbe diventare sistematico l'uso di indicatori di performance (soprattutto nei sistemi sanitario, giudiziario e dell'istruzione). C'è l'esigenza di un forte impegno ad abolire o a fondere alcuni strati amministrativi intermedi (come le Province). Andrebbero rafforzate le azioni mirate a sfruttare le economie di scala nei servizi pubblici locali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Confidiamo che il Governo assumerà le azioni appropriate.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Con la migliore considerazione,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Mario Draghi, Jean-Claude Trichet&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
29 settembre 2011 08:28 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;center&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;**********************************************&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Fonte: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/sensini_documento_bce_e68f29d6-ea58-11e0-ae06-4da866778017.shtml"&gt;&lt;span style="color: #333399; font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Il documento segreto della Bce: ridurre gli stipendi pubblici&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;29.09.2011&lt;/span&gt;</description><link>http://liberamenteeconomia.blogspot.com/2011/09/il-documento-segreto-della-bce-ridurre.html</link><author>noreply@blogger.com (Vincenzo Salerno)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5182024184064823113.post-7461313756897936927</guid><pubDate>Thu, 15 Sep 2011 11:12:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-09-15T04:12:05.998-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">FMI</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Islanda</category><title>Islanda: vola l'economia e dopo il NO al Debito, via il Fondo Monetario Internazionale</title><description>&lt;div class="art-article"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;img border="0" height="63px" src="http://incipit.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2011/08/islanda-bandiera.jpg" style="float: left;" width="100px" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;(ASI) Dopo circa tre anni, il Fondo Monetario Internazionale e l’Islanda prenderanno strade diverse.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;In tempi di presunti salvataggi nazionali portati avanti con ricette neoliberiste, di annullamenti di sovranità monetarie nazionali e di politiche di tagli violenti alle strutture amministrative ed economiche dei singoli stati, il piccolo stato scandinavo ha deciso di proseguire fermamente nella strada intrapresa oltre un anno fa, attraverso un imponente consenso dell’opinione pubblica nazionale, generalmente formata ed informata su temi così delicati e importanti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Come riportano diversi servizi della tv pubblica islandese Ruv, l’FMI ha portato a termine la sua sesta revisione dell’economia nazionale islandese a Washington, ritenendo non necessario continuare il proprio lavoro sull’isola dell’Atlantico. L’FMI concluderà quindi le operazioni in Islanda, e la lascerà.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Il Primo Ministro islandese Johanna Siguroardottir ha annunciato la partenza dei funzionari in una conferenza stampa nella cittadina di Iono nei giorni scorsi, aggiungendo che la ricostruzione economica islandese è sulla retta via, con miglioramenti in corso e risultati ottenuti prima del previsto. Ha inoltre detto che la ricostruzione islandese dopo il collasso bancario del 2008 “è andata oltre ogni aspettativa”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Il Ministro delle Finanze Steingrimur J. Sigfusson ha preso parte alla conferenza sostenendo che la stabilità finanziaria islandese sarebbe nuovamente ristrutturata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Il Ministro dell’Economia e del Commercio Arni Pall Arnason ha parlato in maniera più personale, dicendo che molte persone erano preoccupate della cooperazione tra FMI e Islanda, che il loro welfare state – altro elemento di vanto e di efficienza - sarebbe stato tagliato duramente e che sarebbero state prese misure drastiche, basate sui diktat classici utilizzati dal Fondo Monetario nei suoi interventi in Estremo Oriente e in Sudamerica. Army crede che la ragione per la quale tutto questo non si è verificato in Islanda è perché i prestiti forniti dall’FMI al governo Islandese hanno permesso a quest’ultimo di prendere più tempo per fissare budget e obiettivi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;L’arrivo del FMI in Islanda come è noto fu accolto in maniera estremamente fredda da gran parte della popolazione, convinta che il FMI avrebbe chiuso l’Islanda in uno stato di permanente debito, come ormai troppi paesi hanno già sperimentato in passato. La partenza dei funzionari del FMI viene quindi vista con ottimismo da gran parte dell’opinione pubblica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Ed eccoci così arrivati ad oggi. Con l’Islanda che si sta riprendendo dalla terribile crisi economica e lo sta facendo in modo del tutto opposto a quello che viene generalmente propagandato come inevitabile. Niente salvataggi da parte di BCE, FMI o World Bank, niente cessione della propria sovranità a nazioni straniere, ma piuttosto un percorso di riappropriazione dei diritti e della partecipazione, e un coinvolgimento dell’opinione pubblica nazionale tra le più alte d’Occidente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;span class="article_separator"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt; &lt;!-- /article-content --&gt;&lt;/span&gt;</description><link>http://liberamenteeconomia.blogspot.com/2011/09/islanda-vola-leconomia-e-dopo-il-no-al.html</link><author>noreply@blogger.com (Vincenzo Salerno)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5182024184064823113.post-4712791573056790130</guid><pubDate>Wed, 24 Aug 2011 07:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-08-24T00:17:09.747-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">BCE</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">debito estero</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">debito pubblico</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">NO euro</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">PIGS</category><title>L’uscita dall’euro prossima ventura - ilmanifesto.it</title><description>&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgLU9U3MnkKVgoxMtbX_DMmF05VaJbotCaz9dOVDByBWHxS0zGlQsr9P7vl3uow9OleLFyZVUbNJTAYb6qgHs_lCAQu3Ic5nQL8iudR0K7-QyAzomJpIvb4RzeCg4HqXSz93uAYav3FdruL/s1600/qui+giace+l%2527euro.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200px" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgLU9U3MnkKVgoxMtbX_DMmF05VaJbotCaz9dOVDByBWHxS0zGlQsr9P7vl3uow9OleLFyZVUbNJTAYb6qgHs_lCAQu3Ic5nQL8iudR0K7-QyAzomJpIvb4RzeCg4HqXSz93uAYav3FdruL/s200/qui+giace+l%2527euro.jpg" width="190px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;da ilmanifesto.it&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Un anno fa, discorrendo con Aristide, chiedevo come mai la sinistra italiana rivendicasse con tanto orgoglio la paternità dell’euro: non vedeva quanto esso fosse opposto agli interessi del suo elettorato? Una domanda simile a quella di Rossanda. Aristide, economista di sinistra, mi raggelò: “caro Alberto, i costi dell’euro, come dici, sono noti, tutti i manuali li illustrano. Li vedevano anche i nostri politici, ma non potevano spiegarli ai loro elettori: se questi avessero potuto confrontare costi e benefici non avrebbero mai accettato l’euro. Tenendo gli elettori all’oscuro abbiamo potuto agire, mettendoli in una impasse dalla quale non potranno uscire che decidendo di fare la cosa giusta, cioè di andare avanti verso la totale unione, fiscale e politica, dell’Europa.” Insomma: “il popolo non sa quale sia il suo interesse: per fortuna a sinistra lo sappiamo e lo faremo contro la sua volontà”. Ovvero: so che non sai nuotare e che se ti getto in piscina affogherai, a meno che tu non “decida liberamente” di fare la cosa giusta: imparare a nuotare. Decisione che prenderai dopo un leale dibattito, basato sul fatto che ti arrivo alle spalle e ti spingo in acqua. Bella democrazia in un intellettuale di sinistra!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo agghiacciante paternalismo può sembrare più fisiologico in un democristiano, ma non dovrebbe esserlo. “Bello è di un regno come che sia l’acquisto”, dice re Desiderio. Il cattolico Prodi l’Adelchi l’ha letto solo fino a qui. Proseguendo, avrebbe visto che per il cattolico Manzoni la Realpolitik finisce in tragedia: il fine non giustifica i mezzi. La nemesi è nella convinzione che “più Europa” risolva i problemi: un argomento la cui futilità non può essere apprezzata se prima non si analizza la reale natura delle tensioni attuali.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il debito pubblico non c’entra.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sgomenta l’unanimità con la quale destra e sinistra continuano a concentrarsi sul debito pubblico. Che lo faccia la destra non è strano: il contrattacco ideologico all’intervento dello Stato nell’economia è il fulcro della “controriforma” seguita al crollo del muro. Questo a Rossanda è chiaro. Le ricordo che nessun economista ha mai asserito, prima del trattato di Maastricht, che la sostenibilità di un’unione monetaria richieda il rispetto di soglie sul debito pubblico (il 60% di cui parla lei). Il dibattito sulla “convergenza fiscale” è nato dopo Maastricht, ribadendo il fatto che queste soglie sono insensate. Maastricht è un manifesto ideologico: meno Stato (ergo più mercato). Ma perché qui (cioè a sinistra?) nessuno mette Maastricht in discussione? Questo Rossanda non lo nota e non se lo chiede. Se il problema fosse il debito pubblico, dal 2008 la crisi avrebbe colpito prima la Grecia (debito al 110% del Pil), e poi Italia (106%), Belgio (89%), Francia (67%) e Germania (66%). Gli altri paesi dell’eurozona avevano debiti pubblici inferiori. Ma la crisi è esplosa prima in Irlanda (debito pubblico al 44% del Pil), Spagna (40%), Portogallo (65%), e solo dopo Grecia e Italia. Cosa accomuna questi paesi? Non il debito pubblico (minimo nei primi paesi colpiti, altissimo negli ultimi), ma l’inflazione. Già nel 2006 la Bce indicava che in Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna l’inflazione non stava convergendo verso quella dei paesi “virtuosi”. I Pigs erano un club a parte, distinto dal club del marco (Germania, Francia, Belgio, ecc.), e questo sì che era un problema: gli economisti sanno da tempo che tassi di inflazione non uniformi in un’unione monetaria conducono a crisi di debito estero (prevalentemente privato). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Inflazione e debito estero.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se in X i prezzi crescono più in fretta che nei suoi partner, X esporta sempre meno, e importa sempre più, andando in deficit di bilancia dei pagamenti. La valuta di X, necessaria per acquistare i beni di X, è meno richiesta e il suo prezzo scende, cioè X svaluta: in questo modo i suoi beni ridiventano convenienti, e lo squilibrio si allevia. Effetti uguali e contrari si producono nei paesi in surplus, la cui valuta diventa scarsa e si apprezza. Ma se X è legato ai suoi partner da un’unione monetaria, il prezzo della valuta non può ristabilire l’equilibrio esterno, e quindi le soluzioni sono due: o X deflaziona, o i suoi partner in surplus inflazionano. Nella visione keynesiana i due meccanismi sono complementari: ci si deve venire incontro, perché surplus e deficit sono due facce della stessa medaglia (non puoi essere in surplus se nessuno è in deficit). Ai tagli nel paese in deficit deve accompagnarsi un’espansione della domanda nei paesi in surplus. Ma la visione prevalente è asimmetrica: l’unica inflazione buona è quella nulla, i paesi in surplus sono “buoni”, e sono i “cattivi” in deficit a dover deflazionare, convergendo verso i buoni. E se, come i Pigs, non ci riescono? Le entrate da esportazioni diminuiscono e ci si deve indebitare con l’estero per finanziare le proprie importazioni. I paesi a inflazione più alta sono anche quelli che hanno accumulato più debito estero dal 1999 al 2007: Grecia (+78 punti di Pil), Portogallo (+67), Irlanda (+65) e Spagna (+62). Con il debito crescono gli interessi, e si entra nella spirale: ci si indebita con l’estero per pagare gli interessi all’estero, aumenta lo spread e scatta la crisi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Lo spettro del 1992.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E l’Italia? Dice Rossanda: “il nostro indebitamento è soprattutto all’interno”. Non è più vero. Pensate veramente che ai mercati interessi con chi va a letto Berlusconi? Pensate che si preoccupino perché il debito pubblico è “alto”? Ma il nostro debito pubblico è sopra il 100% da 20 anni, e i nostri governi, anche se meno folcloristici, sono stati spesso più instabili. Non è questo che preoccupa i mercati: quello che li preoccupa è che oggi, come nel 1992, il nostro indebitamento con l’estero sta aumentando, e che questo aumento, come nel 1992, è guidato dall’aumento dei pagamenti di interessi sul debito estero, che è in massima parte debito privato, contratto da famiglie e imprese (il 65% delle passività sull’estero dell’Italia sono di origine privata).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Cui Prodest?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Calata nell’asimmetria ideologica mercantilista (i “buoni” non devono cooperare) e monetarista (inflazione zero) la scelta politica di privarsi dello strumento del cambio diventa strumento di lotta di classe. Se il cambio è fisso, il peso dell’aggiustamento si scarica sui prezzi dei beni, che possono diminuire o riducendo i costi (quello del lavoro, visto che quello delle materie prime non dipende da noi) o aumentando la produttività. Precarietà e riduzioni dei salari sono dietro l’angolo. La sinistra che vuole l’euro ma non vuole Marchionne mi fa un po’ pena. Chi non deflaziona accumula debito estero, fino alla crisi, in seguito alla quale lo Stato, per evitare il collasso delle banche, si accolla i debiti dovuti agli squilibri esterni, trasformandoli in debiti pubblici. Alla privatizzazione dei profitti segue la socializzazione delle perdite, con il vantaggio di poter incolpare a posteriori i bilanci pubblici. La scelta non è se deflazionare o meno, ma se farlo subito o meno. Una scelta ristretta, ma solo perché l’ottusità ideologica impone di concentrarsi sul sintomo (lo squilibrio pubblico, che può essere corretto solo tagliando), anziché sulla causa (lo squilibrio esterno, che potrebbe essere corretto cooperando). Alla domanda di Rossanda “non c’è stato qualche errore?” la risposta è quella che dà lei stessa: no, non c’è stato nessun errore. Lo scopo che si voleva raggiungere, cioè la “disciplina” dei lavoratori, è stato raggiunto: non sarà “di sinistra”, ma se volete continuare a chiamare “sinistra” dei governi “tecnici” a guida democristiana accomodatevi. Lo dice il manuale di Acocella: il “cambio forte” serve a disciplinare i sindacati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Più Europa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la teoria economica un’unione monetaria può reggere senza tensioni sui salari se i paesi sono fiscalmente integrati, poiché ciò facilita il trasferimento di risorse da quelli in espansione a quelli in recessione. Una “soluzione” che interviene a valle, cioè allevia i sintomi, senza curare la causa (gli squilibri esterni). È il famoso “più Europa”. Un esempio: festeggiamo quest’anno il 150° anniversario dell’unione monetaria, fiscale e politica del nostro paese. “Più Italia” l’abbiamo avuta, non vi pare? Ma 150 anni dopo la convergenza dei prezzi fra le varie regioni non è completa, e il Sud ha un indebitamento estero strutturale superiore al 15% del proprio Pil, cioè sopravvive importando capitali dal resto del mondo (ma in effetti dal resto d’Italia). Dopo cinquanta anni di integrazione fiscale nell’Italia (monetariamente) unita abbiamo le camicie verdi in Padania: basterebbero dieci anni di integrazione fiscale nell’area euro, magari a colpi di Eurobond, per riavere le camicie brune in Germania. L’integrazione fiscale non è politicamente sostenibile perché nessuno vuole pagare per gli altri, soprattutto quando i media, schiavi dell’asimmetria ideologica, bombardano con il messaggio che gli altri sono pigri, poco produttivi, che “è colpa loro”. Siano greci, turchi, o ebrei, sappiamo come va a finire quando la colpa è degli altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Deutschland über alles.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le soluzioni “a valle” dello squilibrio esterno sono politicamente insostenibili, ma lo sono anche quelle “a monte”. La convivenza con l’euro richiederebbe l’uscita dall’asimmetria ideologica mercantilista. Bisognerebbe prevedere simmetrici incentivi al rientro per chi si scostasse in alto o in basso da un obiettivo di inflazione. Il coordinamento del quale Rossanda parla andrebbe costruito attorno a questo obiettivo. Ma il peso dei paesi “virtuosi” lo impedirà. Perché l’euro è l’esito di due processi storici. Rossanda vede il primo (il contrattacco del capitale per recuperare l’arretramento determinato dal new deal post-bellico), ma non il secondo: la lotta secolare della Germania per dotarsi di un mercato di sbocco. Ci si estasia (a destra e a sinistra) per il successo della Germania, la “locomotiva” d’Europa, che cresce intercettando la domanda dei paesi emergenti. Ma i dati che dicono? Dal 1999 al 2007 il surplus tedesco è aumentato di 239 miliardi di dollari, di cui 156 realizzati in Europa, mentre il saldo commerciale verso la Cina è peggiorato di 20 miliardi (da un deficit di -4 a uno di -24). I giornali dicono che la Germania esporta in Oriente e così facendo ci sostiene con la sua crescita. I dati dicono il contrario. La domanda dei paesi europei, drogata dal cambio fisso, sostiene la crescita tedesca. E la Germania non rinuncerà a un’asimmetria sulla quale si sta ingrassando. Ma perché i governi “periferici” si sono fatti abbindolare dalla Germania? Lo dice il manuale di Gandolfo: la moneta unica favorisce una “illusione della politica economica” che permette ai governi di perseguire obiettivi politicamente improponibili, cavandosela col dire che sono imposti da istanze sopraordinate (quante volte ci siamo sentiti dire “l’Europa ci chiede...”?). Il fine (della lotta di classe al contrario) giustificava il mezzo (l’ancoraggio alla Germania). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;La svalutazione rende ciechi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È un film già visto. Ricordate lo Sme “credibile”? Dal 1987 al 1991 i cambi europei rimasero fissi. In Italia l’inflazione salì dal 4.7% al 6.2%, con il prezzo del petrolio in calo (ma i cambi fissi non domavano l’inflazione?). La Germania viaggiava su una media del 2%. La competitività italiana diminuiva, l’indebitamento estero aumentava, e dopo la recessione Usa del 1991 l’Italia dovette svalutare. Svalutazione! Provate a dire questa parola a un intellettuale di sinistra. Arrossirà di sdegnato pudore virginale. Non è colpa sua. Da decenni lo bombardano con il messaggio che la svalutazione è una di quelle cosacce che provocano uno sterile sollievo temporaneo e orrendi danni di lungo periodo. Non è strano che un sistema a guida tedesca sia retto dal principio di Goebbels: basta ripetere abbastanza una bugia perché diventi una verità. Ma cosa accadde dopo il 1992? L’inflazione scese di mezzo punto nel ’93 e di un altro mezzo nel ’94. Il rapporto debito estero/Pil si dimezzò in cinque anni (da -12 a -6 punti di Pil). La bolletta energetica migliorò (da -1.1 a -1.0 punti). Dopo uno shock iniziale, l’Italia crebbe a una media del 2% dal 1994 al 2001. La lezioncina sui danni della svalutazione (genera inflazione, procura un sollievo solo temporaneo, non ce la possiamo permettere perché importiamo il petrolio) è falsa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Irreversibile?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si dice che la svalutazione non sarebbe risolutiva, e che le procedure di uscita non sono previste, quindi... Quindi cosa? Chi è così ingenuo da non vedere che la mancanza di procedure di uscita è solo un espediente retorico, il cui scopo è quello di radicare nel pubblico l’idea di una “naturale” o “tecnica” irreversibilità di quella che in fondo è una scelta umana e politica (e come tale reversibile)? Certo, la svalutazione renderebbe più oneroso il debito definito in valuta estera. Ma porterebbe da una situazione di indebitamento estero a una di accreditamento estero, producendo risorse sufficienti a ripagare i debiti, come nel 1992. Se non lo fossero, rimarrebbe la possibilità del default. Prodi vuol far sostenere una parte del conto ai “grossi investitori istituzionali”? Bene: il modo più diretto per farlo non è emettere Eurobond “socializzando” le perdite a beneficio della Germania (col rischio camicie brune), ma dichiarare, se sarà necessario, il default, come hanno già fatto tanti paesi che non sono stati cancellati dalla geografia economica per questo. È già successo e succederà. “I mercati ci puniranno, finiremo stritolati!”. Altra idiozia. Per decenni l’Italia è cresciuta senza ricorrere al risparmio estero. È l’euro che, stritolando i redditi e quindi i risparmi delle famiglie, ha costretto il paese a indebitarsi con l’estero. Il risparmio nazionale lordo, stabile attorno al 21% dal 1980 al 1999, è sceso costantemente da allora fino a toccare il 16% del reddito. Nello stesso periodo le passività finanziarie delle famiglie sono raddoppiate, dal 40% all’80%. Rimuoviamo l’euro, e l’Italia avrà meno bisogno dei mercati, mentre i mercati continueranno ad avere bisogno dei 60 milioni di consumatori italiani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Non faccia la sinistra ciò che fa la destra.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dall’euro usciremo, perché alla fine la Germania segherà il ramo su cui è seduta. Sta alla sinistra rendersene conto e gestire questo processo, anziché finire sbriciolata. Non sto parlando delle prossime elezioni. Berlusconi se ne andrà: dieci anni di euro hanno creato tensioni tali per cui la macelleria sociale deve ora lavorare a pieno regime. E gli schizzi di sangue stonano meno sul grembiule rosso. Sarà ancora una volta concesso alla sinistra della Realpolitik di gestire la situazione, perché esiste un’altra illusione della politica economica, quella che rende più accettabili politiche di destra se chi le attua dice di essere di sinistra. Ma gli elettori cominciano a intuire che la macelleria sociale si può chiudere uscendo dall’euro. Cara Rossanda, gli operai non sono “scombussolati”, come dice lei: stanno solo capendo. “Peccato e vergogna non restano nascosti”, dice lo spirito maligno a Gretchen. Così, dopo vent’anni di Realpolitik, ad annaspare dove non si tocca si ritrovano i politici di sinistra, stretti fra la necessità di ossequiare la finanza, e quella di giustificare al loro elettorato una scelta fascista non tanto per le sue conseguenze di classe, quanto per il paternalismo con il quale è stata imposta. Si espongono così alle incursioni delle varie Marine Le Pen che si stanno affacciando in paesi di democrazia più compiuta, e presto anche da noi. Perché le politiche di destra, nel lungo periodo, avvantaggiano solo la destra. Ma mi rendo conto che in un paese nel quale basta una legislatura per meritarsi una pensione d’oro, il lungo periodo possa non essere un problema dei politici di destra e di sinistra. Questo spiega tanta unanimità di vedute. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alberto Bagnai&lt;br /&gt;
Fonte: www.ilmanifesto.it&lt;br /&gt;
Link: http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2011/mese/08/articolo/5225/&lt;br /&gt;
22.08.2011</description><link>http://liberamenteeconomia.blogspot.com/2011/08/luscita-dalleuro-prossima-ventura.html</link><author>noreply@blogger.com (oltrelamente)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgLU9U3MnkKVgoxMtbX_DMmF05VaJbotCaz9dOVDByBWHxS0zGlQsr9P7vl3uow9OleLFyZVUbNJTAYb6qgHs_lCAQu3Ic5nQL8iudR0K7-QyAzomJpIvb4RzeCg4HqXSz93uAYav3FdruL/s72-c/qui+giace+l%2527euro.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5182024184064823113.post-8426321466000722456</guid><pubDate>Mon, 11 Jul 2011 12:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-07-11T05:32:29.109-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Agenzie di Rating</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Banca Mondiale</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bankrun</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">JP Morgan</category><title>Come si conquista un paese: l'attacco della Finanza Internazionale all'Italia</title><description>&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
Fonte : &lt;a href="http://www.clarissa.it/ultimora_nuovo_int.php?id=146"&gt;http://www.clarissa.it/ultimora_nuovo_int.php?id=146&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;span class="boxnero"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align="justify"&gt;&lt;img align="left" hspace="8" src="http://www.clarissa.it/foto_ult/20110710222710borsa01_dimensionato.jpeg" /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;L'attacco della speculazione che venerdì 8 luglio 2011 è stato diretto dalla finanza internazionale contro la Borsa italiana, provocando un ribasso del 3,47% pari a una perdita di 14,1 miliardi di capitalizzazione, non è una semplice operazione finanziaria. Chi continua a parlare dei "mercati finanziari" come di una divinità che organizza la vita delle società contemporanee sa perfettamente che questi anonimi "mercati finanziari" hanno nomi e cognomi. Sono uomini e gruppi che hanno precisi interessi e chiari obiettivi. Come in ogni operazione di destabilizzazione di un intero Paese, cioè, vi sono degli scopi ed essi sono oggi chiaramente individuabili. &lt;/span&gt; &lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
L'Italia viene attaccata perché in realtà è uno dei Paesi dell'Occidente che meglio ha retto fino ad oggi la crisi finanziaria del 2007, grazie al fatto che i suoi cittadini e la rete delle sue piccole e medie imprese non hanno mai completamente dato ascolto alle sirene della globalizzazione finanziaria. Alcune sue imprese, le sue banche e le sue compagnie assicurative rappresentano quindi oggi un appetitoso obiettivo per chi spera di poterle ricomprare fra qualche mese a prezzi stracciati.&lt;br /&gt;
L'Italia viene attaccata perché un suo tracollo economico-finanziario rappresenterebbe il colpo definitivo all'euro e quindi al processo di unificazione europea che sulla moneta unica ha puntato (erroneamente) tutta la propria credibilità; e non vi sono dubbi che, senza l'ultimo presidio del Vecchio Continente, una visione sociale dei rapporti economici verrebbe definitivamente seppellita dalle forze montanti del capitalismo finanziario, da un lato, e dei nuovi capitalismi di Stato, come quello cinese, che, dall'altro, stanno avanzando senza freni sullo scenario mondiale.&lt;br /&gt;
L'Italia viene attaccata perché il nostro Paese ha una posizione determinante rispetto ai futuri assetti del Mediterraneo e del Medio Oriente e la confusa ma ancora in qualche modo persistente difficoltà italiana ad allinearsi completamente ad una politica forsennatamente filo-israeliana e di &lt;em&gt;democracy building&lt;/em&gt; all'americana nei Paesi arabo-islamici, rappresenta oggi un ostacolo che deve essere rimosso in breve tempo.&lt;br /&gt;
Infine, l'Italia viene attaccata perché la sua classe dirigente, di destra centro sinistra, ha dimostrato di non intendere minimamente quale sia la posta in gioco, essendo strutturalmente impegnata in basse lotte di potere, nella difesa di interessi personalistici e nella copertura di vaste reti di corruzione, condizionamento e compromesso che ne minano alla radice qualsiasi capacità operativa e strategica.&lt;br /&gt;
Il potere politico che il capitalismo finanziario mondializzato ha acquisito attraverso la capacità di destabilizzare in modo diretto interi Stati, come dimostrato ampiamente negli ultimi anni, dall'Argentina alla Grecia, dipende da una premessa fondamentale che è stata acriticamente accettata da economisti e politici, vale a dire che proprio gli strumenti della finanza (credito, debito, moneta, assicurazioni, con tutti i loro molteplici derivati moderni) siano i migliori mezzi per garantire la maggiore efficienza nella raccolta e nell'allocazione dei capitali. Il classico concetto dell'economia capitalista della efficienza dei meccanismi auto-regolatori del mercato, grazie al gioco di domanda ed offerta, è stato allargato dal mercato dei beni a quello dei capitali, nonostante costituisca uno dei presupposti del capitalismo, scientificamente e storicamente, dimostratosi del tutto insufficiente, quando non addirittura errato.&lt;br /&gt;
Nel caso dei mercati dei beni, questa arcaica interpretazione del rapporto fra domanda, offerta e formazione dei prezzi sostiene, come si sa, che all'aumentare del prezzo di un prodotto, giacché i produttori ne accrescono la produzione in vista di maggiori ricavi, i consumatori riducono la loro domanda, determinando una riduzione e dunque un riequilibrio fra domanda e offerta, che si rifletterebbe positivamente sui prezzi stessi. Per quanto questa presunta legge sia, già nel caso del mercato "tradizionale" dei beni, come è stato dimostrato a suo tempo da Rudolf Steiner, un'arbitraria semplificazione di un meccanismo assai più complesso ed articolato(1) - nel caso dei mercati finanziari, si tratta di una vera e propria falsificazione. Scrivono infatti alcuni economisti "non allineati":&lt;br /&gt;
"Quando i prezzi [delle azioni] crescono, è comune osservare non una riduzione ma una crescita della domanda! Infatti, prezzi crescenti significano un più alto profitto per coloro che possiedono azioni, a motivo dell'incremento di valore del capitale investito. La salita del prezzo attrae in questo modo nuovi acquirenti, cosa che rafforza ulteriormente la tendenza iniziale all'aumento. La promessa di dividendi spinge i&lt;em&gt; trader &lt;/em&gt;ad incrementare ulteriormente il movimento. Questo meccanismo funziona fino a quando la crisi, che è non prevedibile ma è inevitabile, si verifica. Questo determina l'inversione delle aspettative e quindi la crisi. Quando il processo diventa di massa, determina un "contraccolpo" che peggiora gli iniziali squilibri. Una bolla speculativa consiste quindi di un aumento cumulativo dei prezzi, che si auto-alimenta. Un processo di questo tipo non produce prezzi più convenienti, ma al contrario prezzi sperequati"(2).&lt;br /&gt;
La visione del mercato finanziario come potere regolatore di ultima istanza degli assetti economici mondiali, ha conferito alle forze speculative in esso presenti la possibilità di esercitare un potere di condizionamento politico: non vi è più alcun Paese al mondo che non dipenda in qualche modo da questa ristrettissima élite di signori del denaro, i quali dispongono di uno strumento ideale di controllo, costituito dalle agenzie di rating che, a livello mondiale, sono soltanto cinque, delle quali tre hanno un monopolio di fatto del settore.&lt;br /&gt;
Moody's e Standard&amp;amp;Poor's hanno rappresentato nell'attacco all'Italia, come già avvenuto nel caso della Grecia un anno fa e in tanti altri ancora prima, la vera e propria "voce del padrone". Sono stati infatti gli &lt;em&gt;outlook&lt;/em&gt; (previsioni) di queste due agenzie di rating, emanati a fine giugno, a dare al mondo della speculazione il segnale che si poteva e si doveva colpire ora l'Italia. Personaggi come Alexander Kockerbeck, vice-presidente di Moody's, o come Alex Cataldo, responsabile Italia della stessa agenzia, emettono nelle loro interviste vere e proprie sentenze sul presente e sul futuro destino economico del nostro Paese, senza essere dotati di alcuna autorità per poterlo fare.&lt;br /&gt;
La fonte del loro potere, che non ha precedenti nella storia, sta infatti semplicemente nel fatto di essere emanazione di società finanziarie internazionali, che ne possiedono interamente il capitale societario, le stesse società finanziarie di cui dovrebbero valutare obiettivamente prodotti e performance.&lt;br /&gt;
"Il primo azionista di Moody's, con il 13,4% del capitale, risultava a fine dicembre del 2009, secondo rilevazioni Reuters, Warren Buffett, il guru di Omaha con il suo fondo Berkshire Hathaway. Al secondo posto con il 10,5% ecco comparire Fidelity, uno dei più grandi gestori di fondi del mondo. E poi è un florilegio di gente che di mestiere compra e vende titoli: si va da State Street a BlackRock a Vanguard a Invesco a Morgan Stanley Investment. Insomma i più grandi gestori di fondi a livello mondiale sono azionisti di Moody's. E guarda caso lo stesso copione si riproduce in Standard&amp;amp;Poor's: ecco nell'azionariato comparire in evidenza, a fine 2009, i nomi di Blackrock, Fidelity, Vanguard. Gli stessi nomi. Il che pone una domanda. Che ci fanno gestori di fondi nel capitale di chi dà i voti ai bond emessi dalle stesse società che abitualmente un gestore compra e vende?"(3).&lt;br /&gt;
Queste agenzie non hanno alcuno &lt;em&gt;status&lt;/em&gt; giuridico, nemmeno negli Stati Uniti; il loro ruolo è stato reso possibile semplicemente dal fatto che il governo degli Stati Uniti le ha definite &lt;em&gt;Nationally Recognized Statistical Rating Organizations&lt;/em&gt; (NRSRO) e lo stesso ha fatto la &lt;em&gt;Securities and Exchange Commission&lt;/em&gt; (SEC), agenzia governativa che vigila sui mercati azionari(4). Nonostante le numerose inchieste e audizioni tenutesi negli Usa, proprio come pochi giorni fa è avvenuto in sordina anche presso la Consob italiana, senza che il pubblico sia edotto di quanto emerso, Moody's, Standard&amp;amp;Poor's e Fitch continuano da anni a macinare profitti incredibili, sebbene le loro previsioni si siano dimostrate semplicemente ridicole, come mostrano il caso del crollo della Enron o quello di Lehman Brother's, quando di queste aziende le agenzie in questione hanno continuato a dare fino ad un minuto prima del crack valutazioni di altissima affidabilità. In merito ai loro profitti, diamo di nuovo la parola al già citato giornalista de &lt;em&gt;Il Sole 24 Ore&lt;/em&gt;:&lt;br /&gt;
"Moody's, solo nel 2009, per ogni 100 dollari che ha fatturato ne ha guadagnati sotto forma di utile operativo ben 38. Su 1,8 miliardi di ricavi fanno un margine di 680 milioni. Ma attenzione, quel 38% di redditività è un mix tra i servizi di analisi e quelli di assegnazione dei rating. Solo sul mestiere più remunerativo, quello appunto dell'assegnare pagelle, la redditività balza al 42% sui ricavi. Un exploit il 2009? Niente affatto. Gli anni d'oro sono stati altri: nel 2007 il margine operativo era al 50% dei ricavi e&lt;br /&gt;
nel 2006 si è toccato il picco del 62% di utili operativi sul fatturato. Un'enormità: 1,26 miliardi di margine su 2 miliardi di fatturato. Se poi si va all'utile netto la musica non cambia. Dal 2005 al 2009 Moody's ha generato profitti per complessivi 2,8 miliardi"(5).&lt;br /&gt;
Si dà quindi il caso del tutto unico che i nostri Paesi siano soggetti a valutazioni di valore internazionale da parte di agenzie che da tali valutazioni traggono direttamente profitto e che sono per di più di proprietà di società finanziarie che da quelle valutazioni possono trarre a loro volta direttamente profitto! Quale affidabilità possano avere e quale valore di regolazione giuridica di mercato, lo lasciamo facilmente dedurre al lettore.&lt;br /&gt;
"Stimare il valore di un prodotto finanziario non è paragonabile al misurare una grandezza oggettiva, come, ad esempio, stimare il peso di un oggetto. Un prodotto finanziario è un titolo su di un reddito futuro: per valutarlo, si deve stabilire in anticipo quale sarà questo futuro. Si tratta di una stima, non di una misura obiettiva, dato che nel momento "t" il futuro non è in alcun modo determinato. Negli uffici dei&lt;em&gt; trader&lt;/em&gt; è ciò che gli operatori si immaginano che accadrà. Il prezzo di un prodotto finanziario è il risultato di una valutazione, una opinione, una scommessa sul futuro: non vi sono garanzie che questa valutazione dei mercati sia in alcun modo superiore a qualsiasi altra forma di valutazione.&lt;br /&gt;
Prima di tutto, la valutazione finanziaria non è neutrale: influisce sull'oggetto che intende valutare, dà avvio e costruisce il futuro che essa immagina. Per questo, le agenzie di rating svolgono un ruolo importante nel determinare il tasso di interesse sui mercati dei bond, assegnando pagelle che sono altamente soggettive, se non addirittura guidate dal desiderio di accrescere l'instabilità come fonte di profitti speculativi. Quando queste agenzie tagliano il rating di uno Stato, accrescono il tasso di interesse richiesto dagli attori finanziari per acquistare titoli del debito pubblico di questo stesso Stato e in tal modo accrescono il rischio della stessa bancarotta che hanno annunciato"(6). &lt;br /&gt;
Se dunque il mito dell'efficienza dei mercati finanziari rappresenta il presupposto ideologico di queste operazioni e le agenzie di rating l'incredibile strumento di coordinamento della speculazione, capace di rendere auto-realizzantesi le proprie profezie, occorre mettere in giusta evidenza il fatto che alla base dell'attuale critica situazione dei Paesi europei sta uno specifico elemento, assai poco noto al largo pubblico, vale a dire che il Trattato di Maastricht, nel quadro delle politiche iper-liberiste allora di gran moda, ha fatto un oggettivo regalo ai poteri del capitale finanziario internazionalizzato, allorché ha sancito le modalità che gli Stati membri devono seguire per approvvigionarsi di moneta.&lt;br /&gt;
"A livello di Unione Europea, la finanziarizzazione del debito pubblico è stata inserita nei trattati: a partire dal trattato di Maastricht, le banche centrali hanno il divieto di finanziare direttamente gli Stati, i quali devono quindi trovare prestatori sui mercati finanziari. Questa "punizione monetaria" è accompagnata dal processo di "liberalizzazione finanziaria", che è l'esatto opposto delle politiche adottate dopo la Grande Depressione degli anni Trenta, che prevedeva la "repressione finanziaria" (vale a dire severe restrizioni alla libertà di azione della finanza) e "liberazione monetaria" (con la fine del &lt;em&gt;gold standard&lt;/em&gt;). Lo scopo dei trattati europei è di assoggettare gli Stati, che si presuppone siano per natura troppo propensi allo sperpero, alla disciplina dei mercati finanziari, che sono ritenuti per natura efficienti ed onniscienti"(7).&lt;br /&gt;
Ecco quindi come, dal livello filosofico-ideologico che santifica i "mercati finanziari", accolto acriticamente ma interessatamente dalle élite dei tecnocrati comunitari, si sia aperto per legge il varco in Europa all'uso politico del potere del denaro, giungendo a condizionare in modo diretto la vita di intere comunità nazionali: il fatto che gli Stati (e, come loro, regioni, provincie e comuni) siano dovuti andare a cercare i soldi sui mercati finanziari, proprio mentre il credito veniva, come in Italia, trasformato per legge da funzione sociale ad attività esclusivamente lucrativa, pone i nostri Paesi in completa soggezione ai signori della moneta.&lt;br /&gt;
Questo non significa affatto voler sorvolare sulle oggettive responsabilità di classi dirigenti, tra cui quella italiana, che non vogliono affrontare radicalmente la questione dell'efficienza delle pubbliche amministrazioni, per il semplice fatto che il pubblico impiego rappresenta un gigantesco serbatoio clientelare che di fatto perpetua la loro sopravvivenza politica, altrimenti inspiegabile. Significa semplicemente dire, in modo chiaro e definitivo, che l'inefficienza delle amministrazioni pubbliche, che continuano a sprecare somme enormi senza alcuna contropartita sul piano collettivo, non è una valida giustificazione per tollerare le ripetute aggressioni della speculazione internazionale.&lt;br /&gt;
Quando giornalisti, che per mestiere dovrebbero disporre di informazioni e dati assai più completi e articolati di quelli che arrivano al largo pubblico, scrivono ancora, su autorevoli quotidiani nazionali, che "quella che continuiamo a chiamare speculazione internazionale in realtà non è altro che la logica di mercato che cerca di sfruttare le occasioni", non è sciocco chiedersi se si tratta di mala fede o di semplice ottusità: abbiamo infatti già visto che la cosiddetta "logica di mercato" è una logica ideologica e politica. Il mercato, come sacro regolatore dell'economia, non esiste, mentre esistono &lt;em&gt;attori&lt;/em&gt; che nel mercato operano, tra i quali, non certo sacri ma a quanto pare intoccabili, sono gli speculatori e le agenzie di rating di loro emanazione: di tutti costoro si sa ormai perfettamente da anni chi sono, cosa fanno e perché.&lt;br /&gt;
Se fossero semplicemente i deficit e le cattive amministrazioni pubbliche a giustificare le "ghiotte occasioni" per la speculazione, questi giornalisti dovrebbero allora chiedersi come mai la speculazione finanziaria colpisca l'Europa e non gli Stati Uniti, il cui debito pubblico è assai più alto di quello medio europeo, e come mai gli attacchi si dirigano contro l'Italia o la Grecia e non contro la California, uno stato americano che è in conclamata bancarotta da anni! Se fossero semplicemente il debito pubblico e la cattiva amministrazione a giustificare questi attacchi, ci si dovrebbe chiedere come mai siano sotto tiro grandi imprese bancarie e assicurative italiane, che hanno applicato alla lettera da anni i più avanzati dettami del capitalismo finanziario globalizzato. Qualcuno dei responsabili di queste aziende sembra cominci ad accorgersene, ora che si trova sotto tiro, stando almeno a quanto ha dichiarato il 9 giugno Giovanni Perissinotto, amministratore delegato del gruppo Generali:&lt;br /&gt;
"C'è necessità di una risposta centralizzata e coordinata a livello europeo contro attacchi speculativi, anch'essi coordinati, che stanno investendo alcuni Paesi mediterranei ma che si propongono anche di mettere in discussioni la stessa stabilità dell'euro. (...) Nei ribassi di questi giorni le imprese sono impotenti. Noi siamo disciplinati, promuoviamo l'efficienza, tagliamo i costi. In tutti i Paesi seguiamo una politica di investimenti coerente con gli impegni assunti con gli assicurati. Ma non possiamo continuare ad essere così duramente colpiti dai mercati perché difendiamo il nostro Paese. In una parola perché continuiamo ad investire in titoli di Stato italiani dove sono residenti una parte significativa dei nostri clienti"(8).&lt;br /&gt;
Viene quindi finalmente in evidenza, ed è forse l'unico aspetto positivo della tempesta che si annuncia nei prossimi mesi sull'Italia, la necessità di sottrarre i nostri Paesi radicalmente al condizionamento del capitale finanziario internazionalizzato, riaffermando il principio che, nelle nostre democrazie, la gestione della cosa pubblica è demandata a rappresentanti eletti dal popolo. In questa prospettiva, la liberazione delle nostre economie passa per alcuni punti fondamentali, la cui comprensione non necessita delle spericolate alchimie degli economisti di mestiere: in primo luogo, le imprese devono tornare a rendere conto non agli azionisti ma ai consumatori ed ai lavoratori e la loro efficienza si deve misurare su questo piano, non su quello della loro attività in borsa; in secondo luogo, le pubbliche amministrazioni devono essere snellite a livello territoriale e basate su principi di semplificazione burocratica, efficienza di gestione, qualificazione del personale, spirito di servizio; in terzo luogo, il credito deve tornare ad essere considerato primariamente funzione sociale e quindi deve essere posto sotto il controllo delle forze della produzione economica e non della speculazione e, di conseguenza, lo stesso deve avvenire per la creazione della moneta e dei correlati strumenti finanziari; questi ultimi devono essere in chiara e proporzionata relazione con i beni ed i servizi effettivamente sottostanti e la loro commercializzazione deve potere seguire percorsi chiaramente tracciabili; le attività finanziarie devono essere tassate in modo proporzionale ai volumi posseduti ed all'ampiezza della loro utilizzazione.&lt;br /&gt;
Come segnale inequivoco della strada da intraprendere, è a nostro avviso oggi necessario richiedere con urgenza l'apertura di un'inchiesta internazionale sulla condotta delle agenzie di rating, da promuovere presso le Nazioni Unite, allo scopo di verificarne composizione azionaria, conflitti di interesse, liceità delle attività svolte ed effetti diretti ed indiretti della loro condotta sulle economie dei singoli Paesi negli ultimi venti anni; nel frattempo, le attività di rating di queste agenzie, in quanto parti interessate, dovrebbero essere sospese a tempo indeterminato. Si porrebbe in tal modo, in definitiva, all'attenzione dei popoli la questione della sovranità economica delle comunità nazionali che deve essere oggi considerata l'irrinunciabile presupposto per intraprendere il risanamento dei nostri Paesi. Dubitiamo che le attuali classi dirigenti, tra le quali quella italiana, possano oggi porsi alla testa in Europa di un simile orientamento: ma è questa la sola via per riscattare i nostri popoli dalla schiavitù del debito.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;1) R. Steiner, &lt;em&gt;I capisaldi dell'economia&lt;/em&gt;, Milano, 1982, pp. 110-111.&lt;br /&gt;
2) Aa.Vv., "Crisis and debt in Europe: 10 pseudo "obvious facts", 22 measures to drive the debate out of the dead end",&lt;em&gt; Real-world economics review&lt;/em&gt;, Issue no. 54, 27 September 2010, p. 19.&lt;br /&gt;
3) F. Pavesi, "Moody's, S&amp;amp;P e Fitch, ecco chi comanda nelle agenzie di rating", &lt;em&gt;Il Sole 24 Ore&lt;/em&gt;, 9 maggio 2010.&lt;br /&gt;
4) F. William Engdahl, "The Financial Tsunami: Sub-Prime Mortgage Debt is but the Tip of the Iceberg", &lt;em&gt;Global Research&lt;/em&gt;, November 23, 2007.&lt;br /&gt;
5) F. Pavesi, loc. cit.&lt;br /&gt;
6) Aa.Vv., "Crisis and debt in Europe", cit., p. 23.&lt;br /&gt;
7) Ivi, p. 26.&lt;br /&gt;
8) G. Perissinotto, "Serve una risposta europea agli attacchi",&lt;em&gt; Il Sole 24 Ore&lt;/em&gt;, 9 luglio 2011&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://liberamenteeconomia.blogspot.com/2011/07/come-si-conquista-un-paese-lattacco_11.html</link><author>noreply@blogger.com (Vincenzo Salerno)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5182024184064823113.post-7870458803194004680</guid><pubDate>Thu, 30 Jun 2011 09:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-06-30T02:09:07.013-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Agenzie di Rating</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">CRA</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Wall Street</category><title>LE AGENZIE DI RATING POSSONO AZZERARE LA SOVRANITÀ DI UNA NAZIONE</title><description>&lt;img align="left" height="270px" src="http://www.comedonchisciotte.org/images/crs5009%20(1).gif" width="230px" /&gt; &lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;DI ELENA PUSTOVOITOVA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Strategic Culture&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;La storia della raccolta di dati credibili per le richieste del settore privato negli Stati Uniti è relativamente breve. Il &lt;i&gt;crash&lt;/i&gt; del mercato azionario nel 1907 fu il momento di svolta e, da un momento all’altro, la dipendenza imposta dalle agenzie di &lt;i&gt;rating&lt;/i&gt; (&lt;i&gt;CRA&lt;/i&gt;) sulle potenti multinazionali e la complicità con le compagnie che dovevano valutare, specialmente nel mercato finanziario, cominciarono a stringersi in modo sempre più inscindibile. Oggi, le &lt;i&gt;CRA&lt;/i&gt;, anche se diffondono le loro informazioni gratuitamente, chiedono compensi per l’assegnazione dei &lt;i&gt;rating&lt;/i&gt;, invitando così i clienti a comperare le proprie valutazioni. In modo prevedibile, i &lt;i&gt;rating&lt;/i&gt; così ottenuti servono per rafforzare l’immagine pubblica più che per riflettere la reale situazione dell’azienda valutata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;La posizione privilegiata della &lt;i&gt;CRA&lt;/i&gt; è diventata solidissima grazie al divieto imposto dai legislatori finanziari degli Stati Uniti agli assicuratori e ai fondi pensione con proprietà cumulate superiori al miliardo di dollari di poter operare senza l’approvazione delle cosiddette “Organizzazioni Statistiche di Rating Riconosciute a Livello Nazionale”. Il risultato è stato la comparsa di un gruppo di marchi ben riconoscibili, tra cui ci sono Standard and Poor’s, Moody’s, Fitch Ratings e Morningstar.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Dall’inizio degli anni ’90, le agenzie di rating, la cui originale libertà fu presto abilmente svenduta, acquisirono una rilevanza inimmaginabile e, per di più, ottenendo una forza politica illimitata e totalmente priva di controlli. Alla metà degli anni ’90, ad esempio, Moody’s sbaragliò la campagna elettorale del &lt;i&gt;premier&lt;/i&gt; canadese Jacques Jean Chrétien e spazzò via i laburisti dal Parlamento australiano abbassando il rating di queste nazioni.&lt;br /&gt;
A quel tempo, era una litania dei &lt;i&gt;media&lt;/i&gt; che il Pentagono fosse l’unico ente che potesse rivaleggiare con le agenzie di &lt;i&gt;rating&lt;/i&gt; statunitensi, visto che entrambi avevano il potenziale per cancellare paesi sovrani dalla mappa del globo, anche se in modi differenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Circa quindici anni fa, Moody’s estese la propria attività di &lt;i&gt;rating&lt;/i&gt; degli investimenti anche alla Corea del Sud, la cui economia affondò poco dopo in una crisi pesantissima. Nella primavera del 2003, Berlino si lamentò in modo ufficiale che le agenzie di &lt;i&gt;rating&lt;/i&gt; USA stessero deliberatamente abbassando le valutazioni delle aziende tedesche come forma di punizione per il dissenso tedesco sul conflitto in Iraq&lt;b&gt;.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;La recente crisi finanziaria ha evidenziato il ruolo controverso svolto dalle &lt;i&gt;CRA&lt;/i&gt; nell’economia globale. Standard and Poor’s, ad esempio, si è trovata a dover fornire una spiegazione credibile in seguito al collasso di Enron. Un’indagine di un senatore USA rivelò che Moody’s e Standard and Poor’s – la coppia &lt;i&gt;leader&lt;/i&gt; nell’industria del &lt;i&gt;rating&lt;/i&gt; statunitense – volevano fare credere di non essere riuscite a individuare i trucchi finanziari causa della propagazione della crisi, dopo essere state ricompensate dagli investitori per aver abbassato gli standard di valutazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Secondo il &lt;i&gt;Neue Zurcher Zeitung&lt;/i&gt;, pochi giorni fa il direttore dell’&lt;i&gt;Hamburg Institute of International Economics&lt;/i&gt;, il professor Thomas Straubhaar, ha espresso il suo desiderio di veder mitigata l’influenza della &lt;i&gt;CRA&lt;/i&gt;. Straubhaar ritiene che le agenzie di &lt;i&gt;rating,&lt;/i&gt; quasi sempre di proprietà statunitense, sono completamente fuori posto nell’economia europea e mettono continuamente in pericolo la stabilità economica. Criticando le agenzie di &lt;i&gt;rating&lt;/i&gt; private come un’eredità negativa degli anni ’90, ha suggerito che è venuto il tempo per liberare le economie di tutto il mondo dalle valutazioni del merito del credito imposte dagli Stati Uniti. E in effetti non mancano gli argomenti per sostenere che le &lt;i&gt;CRA&lt;/i&gt; tendono a creare sempre nuovi problemi invece di aiutare a risolvere quelli che già esistono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Ad esempio, nel caso della Grecia che ha preso le prime pagine dei giornali, Standard and Poor's hanno provocato una nuova ondata di proteste di massa e di previsioni funeste togliendo in una volta sola tre punti al &lt;i&gt;rating&lt;/i&gt; del debito greco&lt;b&gt;.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;L’avvertimento diffuso da Fitch che il &lt;i&gt;rating&lt;/i&gt; del debito USA dovesse essere visto in modo negativo se il tetto del debito federale non fosse stato rialzato entro il 2 agosto potrebbe essere citato come un esempio di una condotta responsabile da parte di un’agenzia di &lt;i&gt;rating&lt;/i&gt; nel contesto dell’economia globale. La questione sollevata, comunque, è quali interessi si nascondano dietro questa spinta per un maggiore indebitamento degli Stati Uniti. Questo slittamento dovrebbe dare la possibilità a Washington di rimpolpare il proprio bilancio, piazzando sempre maggiori quantità di obbligazioni nel contesto internazionale, visto che il costo di stampa è l’unica spesa a dover essere sostenuta. A questo modo, il &lt;i&gt;budget&lt;/i&gt; degli USA, con la parte relativa alla difesa, continuerà a crescere per sempre o almeno fino a quando il dollaro riuscirà a mantenere il suo status, guadagnato in modo bizzarro, di moneta di riserva globale. Il portavoce di Fitch, A. Colquhoun, che aveva suonato il campanello d’allarme per il &lt;i&gt;rating&lt;/i&gt; del debito USA, ha prontamente manifestato la convinzione che il tetto del debito sarebbe stato innalzato e che nessun default degli USA fosse all’orizzonte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Infatti, il 19 aprile Standard and Poor's ha abbassato la previsione AAA per il debito degli USA da “stabile” a “negativo” e ha assegnato dei “meno” alla &lt;i&gt;Federal Reserve&lt;/i&gt; e alla &lt;i&gt;Federal Reserve Bank of New York&lt;/i&gt;. In altre parole, le bandiere di guerra della finanza stanno andando all’assalto del bilancio federale, attività che è comunque quella tradizionale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Il sistema finanziario globale abbonda di parassiti che riescono a prosperare grazie alle cosiddette valutazione del merito del credito di banche, aziende e persino di nazioni. I prodotti che trattano possono essere descritti in termini economici molto sofisticati, ma in fondo sono tutti inutili imitazioni degli strumenti finanziari che sono legati a doppio filo con l’economia occidentale e servono come armi economiche di straordinaria efficacia contro rivali grandi e piccoli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;center&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;**************************************&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Fonte: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.strategic-culture.org/news/2011/06/27/credit-rating-agencies-potential-to-erase-sovereign-countries.html"&gt;&lt;span style="color: #333399; font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&lt;u&gt;http://www.strategic-culture.org/news/2011/06/27/credit-rating-agencies-potential-to-erase-sovereign-countries.html&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;27.06.2011&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Traduzione per &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/"&gt;&lt;span style="color: #333399; font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&lt;u&gt;www.comedonchisciotte.org&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt; a cura di SUPERVICE&lt;/span&gt;</description><link>http://liberamenteeconomia.blogspot.com/2011/06/le-agenzie-di-rating-possono-azzerare.html</link><author>noreply@blogger.com (Vincenzo Salerno)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5182024184064823113.post-4096777980435683217</guid><pubDate>Fri, 27 May 2011 13:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-05-27T06:03:30.793-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Brolo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">monete solidali</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sovranità monetaria</category><title>Nostalgia del vecchio conio?  A Brolo (Sicilia) torna la lira e riparte l'economia</title><description>&lt;img alt="www.siciliainformazioni.com" src="http://www.siciliainformazioni.com/pictures/0300x0000/0000025729.jpg" style="float: left; margin: 3px 8px 4px 0px;" /&gt;“Quando c'era la lira si stava meglio”. Un tormentone che, da quando l'euro è arrivato nelle nostre tasche, si sente sempre più spesso in giro. Il rapporto tra gli italiani e la moneta europea, si sa, non è mai stato dei migliori. Se qualche “nostalgico” del vecchio conio volesse fare un salto indietro nel tempo, spendendo le ultime lire messe da parte, &lt;strong&gt;Brolo &lt;/strong&gt;è il posto giusto dove fare shopping.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella cittadina del Messinese, infatti, le lire sono tuttora valuta corrente grazie ad un'idea del sindaco, &lt;strong&gt;Salvo Messina&lt;/strong&gt;, che ha voluto &lt;strong&gt;resuscitare le vecchie banconote&lt;/strong&gt;. L'iniziativa, dato il valore simbolico, è stata inserita tra i festeggiamenti commemorativi del Comune per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Ma c'è anche un aspetto pratico da non sottovalutare: le ultime lire in circolazione potranno essere cambiate fino al 28 febbraio 2012, così i cittadini di Brolo e dintorni, invece di viaggiare fino a Catania o Palermo, dove si trovano le sedi della Banca d'Italia, potranno comodamente spendere le ultime lire nei negozi del paese, &lt;strong&gt;fino al prossimo 31 dicembre.&lt;/strong&gt; Penserà poi il Comune a cambiare le monete in euro e restituirle ai commercianti, senza alcun costo di commissione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo un primo scetticismo da parte dei commercianti, l'iniziativa sta riscuotendo sempre più successo, al punto che anche dal Nord Italia sono arrivate agli alberghi di Brolo richieste di prenotazioni “in lire” in vista dell'estate. “È un modo per migliorare la qualità della vita nel territorio, – spiega al telefono &lt;strong&gt;Massimo Scaffidi&lt;/strong&gt;, dell'ufficio stampa del Comune – portando una ventata di ottimismo. I commercianti non credevano potessero esserci in giro ancora molte lire, invece, dall'inizio di aprile ad ora sono stati spesi nei negozi di Brolo ben &lt;strong&gt;50 milioni del vecchio conio&lt;/strong&gt;”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In una prima fase sperimentale del progetto, sono stati selezionati solo alcuni negozi d'abbigliamento e casalinghi, adesso &lt;strong&gt;quasi il novanta per cento degli esercenti&lt;/strong&gt; di Brolo è tornato alla lira, tranne i distributori di benzina e le grandi catene di supermercati. Se pensiamo che in Italia ci sono 2.668 miliardi di vecchio conio ancora in circolazione, che equivalgono a circa un miliardo e trecento milioni di euro, ovvero un media di 40 euro a testa, l'esempio di Brolo appare più virtuoso che mai. Un modo creativo e “romantico” di muovere l'economia con un ritorno turistico che fa prevedere una ricca estate per il territorio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/125425/nostalgia-delle-vecchie-lire-brolo-sono-moneta-corrente.htm"&gt;http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/125425/nostalgia-delle-vecchie-lire-brolo-sono-moneta-corrente.htm&lt;/a&gt;</description><link>http://liberamenteeconomia.blogspot.com/2011/05/nostalgia-del-vecchio-conio-brolo.html</link><author>noreply@blogger.com (oltrelamente)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5182024184064823113.post-3315258107083354735</guid><pubDate>Mon, 16 May 2011 20:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-05-16T13:38:12.873-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bilderberg</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bilderberg Group</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">FMI</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">FMI. George Papandreu</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Peter Mandelson</category><title>STRAUSS KAHN: Il Bilderberg Group è gia pronto a sostituirlo</title><description>Premesso che Strauss-Kann è un noto porco in finanza e non solo, per ora si conosce solo la versione della presunta vittima, la cameriera che a suo dire si trovava nella stanza quando il presidente Strauss-Kann  e' uscito nudo dal bagno, l'ha presa e buttata nel letto e costretta ad  un rapporto orale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjPFzUZtUFRtkFD1xVHEbOXHgP5Uy8HC0iUZDBJSrreCX0IBzr4JfY2foaGDOnycE2L3ADZFAbDsUbIlBn7HkhsXdCsZmBSvcHWnXYyWgWwYA4Viu_FZZFVlgev2EFJr3xdfvlczOrs_Suc/s1600/Kahn.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjPFzUZtUFRtkFD1xVHEbOXHgP5Uy8HC0iUZDBJSrreCX0IBzr4JfY2foaGDOnycE2L3ADZFAbDsUbIlBn7HkhsXdCsZmBSvcHWnXYyWgWwYA4Viu_FZZFVlgev2EFJr3xdfvlczOrs_Suc/s1600/Kahn.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Evidentemente era senza denti o questo vecchietto e davverro un portento ma a parte gli scherzi la cosa che insospettisce è come uno degli uomini più potenti al mondo possa essere arrestato in un lampo senza alcun tentennamento cosa alquanto rara.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In sostanza a mezzogiorno il fatto e solo dopo qualche ora la polizia rintraccia una sua telefonata, lo localizza e lo blocca all'aeroporto, arrestandolo nonostante l'&lt;b&gt;immunità diplomatica &lt;/b&gt;di cui gode sulla base di presunte accuse ?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non sta ne in cielo ne in terra.&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ancora una volta complotto ? No solo una vittima della grande guerra, lui voleva fare le scarpe a Sarkozy e al dollaro e loro probabilmente le hanno fatte a lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aldo Giannulli oggi scrive&amp;nbsp; "&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt; Insomma l’odore di  bruciato c’è, anche se quello arso sul rogo è uno che  se lo merita. A  noi interessa capire che sta succedendo e la sensazione  è che  l’episodio possa spiegarsi nel quadro del nuovo asse   Usa-Francia-Inghilterra appena emerso per il caso libico. Forse un   favore di Obama all’amico Nicholas. Certo è che le regole del fair play   che una volta reggevano il gioco diplomatico sembrano saltate   completamente. Ormai sono un ricordo in un Mondo nel quale sempre di più   vale la logica brutale dei rapporti di forza."&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo &lt;strong&gt;scandalo sessuale&lt;/strong&gt; che ha travolto il direttore del Fondo monetario internazionale, &lt;strong&gt;Dominique Strauss-Kahn&lt;/strong&gt;, fa tirare un gran sospiro di sollievo a molte persone potenti: non solo al presidente francese &lt;strong&gt;Nicolas Sarkozy&lt;/strong&gt;, che si è liberato del suo più pericoloso sfidante alle prossime elezioni, ma anche al gran &lt;strong&gt;capitale occidentale&lt;/strong&gt;, banche e multinazionali, che vedono tramontare la &lt;strong&gt;svolta 'a sinistra' dell'Fmi&lt;/strong&gt; che Strauss-Kahn aveva appena annunciato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;blockquote&gt;Ricordiamo che Strauss-Kann voleva cominciare a sostituire il  dollaro con i DSP (Diritti speciali di prelievo, la moneta usata  dall'IMF). Una mossa che serviva ad abituare il mondo ad utilizzare per  gli scambi internazionali un paniere di monete anziche' solo la valuta  USA. La sostituzione del dollaro, in questo caso con l'oro, e' stata la  vera ragione dell'attacco alla Libia come ci ricorda il sempre ben  informato Russia Today, la tv in lingua inglese del governo russo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo modo lo si toglie di mezzo dalla corsa all'Eliseo  che lo avrebbe sicuramente visto vincitore facendo cosi' un favore a  Sarkozy, filo americano che presto dovra' quindi restituire la cortesia  (o lo sta gia' facendo in Libia?). Per moltissimi francesi infatti, come  scrive la Reuters anche se risultera' innocente non sara' piu' un  candidato da votare. Tra l'altro e' bene ricordarlo di nuovo, ad ora non  e' stato incriminato, ma solo accusato dalla controparte.  &lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;
Nelle&lt;strong&gt; ultime settimane&lt;/strong&gt;, forse anche con un occhio al  suo impegno elettorale in patria, l'economista parigino aveva più volte  ribadito la necessità storica di trasformare il Fondo monetario  internazionale da cinico strumento delle élite capitaliste occidentali a  istituzione promotrice &lt;strong&gt;dell'uguaglianza e dell'occupazione&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Solo pochi giorni fa il famoso economista americano &lt;a href="http://www.project-syndicate.org/commentary/stiglitz138/English" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;Joseph Stiglitz&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, noto critico degli eccessi del liberismo selvaggio, scriveva che ''&lt;strong&gt;un nuovo Fmi&lt;/strong&gt; è pian piano emerso sotto la guida di Dominique Strauss-Kahn'', con un ''notevole sforzo di &lt;strong&gt;distanziarsi dalle vecchie idee&lt;/strong&gt;  sui mercati del capitale e del lavoro''. Stiglitz cita le parole con  cui  Strauss-Kahn ha concluso un suo recente intervento pubblico: ''&lt;strong&gt;Occupazione e uguaglianza&lt;/strong&gt; sono i pilastri della prosperità economica e della stabilità politica, e devono costituire il &lt;strong&gt;cuore della nostra agenda politica&lt;/strong&gt;''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quale fosse, nello specifico, la svolta auspicata da Strauss-Kahn lo spiegava il mese scorso il&lt;em&gt;&lt;strong&gt; &lt;a href="http://www.washingtonpost.com/business/economy/imf-chief-sees-larger-state-role-in-economy/2011/04/11/AFhnojMD_story.html" target="_blank"&gt;Washigton Post&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;. In un articolo dal titolo inequivocabile, &lt;strong&gt;'Il capo dell'Fmi per un maggior ruolo dello Stato in economia'&lt;/strong&gt;, si legge che ''per Strauss-Kahn deve essere &lt;strong&gt;estesa la regolamentazione statale&lt;/strong&gt; dei mercati, le politiche globali devono promuovere una &lt;strong&gt;più equa distribuzione dei redditi&lt;/strong&gt; e le &lt;strong&gt;banche centrali&lt;/strong&gt; devono fare di più per &lt;strong&gt;contrastare l'eccessiva espansione dei prestiti e dei prezzi&lt;/strong&gt;''.&lt;br /&gt;
''La scorsa settimana - continua il &lt;em&gt;Post&lt;/em&gt; - Strauss-Kahn ha dichiarato:&lt;strong&gt; 'Il pendolo oscilla dal mercato verso lo Stato&lt;/strong&gt;; la globalizzazione ha portato molto, ma ha anche mostrato un&lt;strong&gt; lato oscuro&lt;/strong&gt;, un crescente &lt;strong&gt;abisso tra ricchi e poveri&lt;/strong&gt;:  abbiamo bisogno di una nuova forma di globalizzazione se vogliamo  evitare che la mano invisibile di mercati poco regolati diventi un &lt;strong&gt;pugno invisibile&lt;/strong&gt;. Ci vorrà molto tempo per riparare i danni causati dalla mancanza di supervisione del mercato: l'intera &lt;strong&gt;sfera pubblica&lt;/strong&gt; deve fare di più''.&lt;br /&gt;
''Possiamo solo sperare che &lt;strong&gt;governi e mercati tengano conto delle parole di Strauss-Kahn&lt;/strong&gt;'', concludeva &lt;strong&gt;Stiglitz&lt;/strong&gt;. La sua speranza è svanita in una camera d'albergo di New York. &lt;br /&gt;
Come  futuro direttore dell'Fmi circola con insistenza il nome di un campione  del liberismo: il britannico 'principe delle tenebre' &lt;strong&gt;Peter Mandelson&lt;/strong&gt;,  ex spin dottor di Tony Blair, commissario europeo al Commercio fino al  2008, ministro del Business di Gordon Brown fino allo scorso anno e,  ovviamente, membro del &lt;b&gt;Gruppo Bilderberg&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonti : http://it.peacereporter.net/articolo/28500/La+svolta+scomoda+di+Strauss-Kahn&lt;br /&gt;
http://www.lettera43.it/attualita/15976/strauss-kahn-e-se-fosse-un-complotto.htm &lt;br /&gt;
http://www.aldogiannuli.it/2011/05/arresto-di-strauss-khan/#more-1506&lt;br /&gt;
http://flipsideoftheeconomy.blogspot.com/2011/05/arrestato-strauss-kahn-cosa-succede-e.html#more</description><link>http://liberamenteeconomia.blogspot.com/2011/05/strauss-kahn-il-bilderberg-group-e-gia.html</link><author>noreply@blogger.com (Vincenzo Salerno)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjPFzUZtUFRtkFD1xVHEbOXHgP5Uy8HC0iUZDBJSrreCX0IBzr4JfY2foaGDOnycE2L3ADZFAbDsUbIlBn7HkhsXdCsZmBSvcHWnXYyWgWwYA4Viu_FZZFVlgev2EFJr3xdfvlczOrs_Suc/s72-c/Kahn.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5182024184064823113.post-7033245697761585464</guid><pubDate>Fri, 13 May 2011 19:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-05-13T12:13:35.859-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">monete solidali</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">signoraggio</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sovranità monetaria</category><title>In Spagna la crisi fa resuscitare la peseta. Per ora solo a Mugardos, in Galizia</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://imagesdotcom.ilsole24ore.com/images2010/SoleOnLine5/_Immagini/Notizie/Europa/2011/03/pesetas-spagna-ansa-258.jpg?uuid=b353531a-4811-11e0-bb15-b83de35fd44a" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://imagesdotcom.ilsole24ore.com/images2010/SoleOnLine5/_Immagini/Notizie/Europa/2011/03/pesetas-spagna-ansa-258.jpg?uuid=b353531a-4811-11e0-bb15-b83de35fd44a" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Altro che euro: da quelle parti è stata resuscitata la cara,  «vecchia» peseta. Oltre 60 esercizi commerciali hanno deciso di tornare  ad accettare la vecchia valuta - oltre all'euro, naturalmente -  invitando così tutti coloro che avessero ancora a disposizione le  vecchie banconote, dismesse nove anni fa e sostituite dalla moneta unica  europea, a tirarle fuori dal cassetto e spenderle. Come dire: in questa  fase di crisi non c'è da fare gli schizzinosi, accettiamo tutto, non vi  preoccupate. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante l'iniziale scetticismo, l'idea sembra funzionare, riferisce  la Bbc online. La recessione aguzza l'ingegno, dunque. Da tempo la  cittadina galiziana è travolta da una profonda crisi che tocca l'intera  regione: migliaia di saracinesche di negozi abbassate, due milioni di  posti di lavoro andati in fumo. Il proprietario di un negozio di  ferramenta e piccoli elettrodomestici racconta che poco tempo fa si era  presentato nel suo locale un uomo con una vecchia banconota da 10mila  pesetas che aveva trovato in casa. Non sapeva come impiegare la valuta  che - pensava - era caduta in disuso. Poco dopo era diventato il «felice  proprietario» di un tostapane nuovo di zecca. Anche le valute  ritornano. Prima o poi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte : &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-03-06/galizia-resuscita-peseta-solo-173715.shtml?uuid=AahO3xDD"&gt;Ilsole24ore &lt;/a&gt;</description><link>http://liberamenteeconomia.blogspot.com/2011/05/in-spagna-la-crisi-fa-resuscitare-la.html</link><author>noreply@blogger.com (Vincenzo Salerno)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5182024184064823113.post-8186375488482620095</guid><pubDate>Thu, 12 May 2011 10:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-05-13T13:33:50.496-07:00</atom:updated><title>SO THINGS THEY ARE</title><description>I&lt;img align="left" height="240px" src="http://www.comedonchisciotte.org/images/trade-globalization1.jpg" width="240px" /&gt;l libero mercato semplicemente non esiste: chi pensa che tutto quello che sta accadendo attorno a lui sia il frutto della casualità e del processo evolutivo umano, è meglio che continui a vivere nella la sua beata ignoranza. Pur tuttavia esiste una mano invisibile, ma non intesa come meccanismo economico che regola l'economia in modo tale da condurre la società al più ampio benessere in virtù della ricerca della massima soddisfazione a carico di ogni singolo individuo. La mano invisibile è in realtà l'ingerenza nella vita di tutti i giorni di una &lt;b&gt;potente establishment di lobby planetarie&lt;/b&gt; che ha ben presente che cosa dovrà accadere nel prossimo futuro.&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
L'idea di base è facilmente comprensibile: creare una società di individui isolati privi di autocoscienza, senza ideali e punti di riferimento. Il raggiungimento di questo processo di metamorfosi è stato conseguito grazie ad una meticolosa pianificazione: nulla è stato lasciato al caso, globalizzazione compresa. Tutto è iniziato con il ridimensionamento del settore primario (agricoltura) in cui la moltitudine della popolazione mondiale era assorbita ed impegnata. Con una &lt;b&gt;propaganda consumistica ingannevole&lt;/b&gt; hanno convinto milioni di persone nel mondo occidentale (adesso stanno facendo lo stesso con quello orientale) ad abbandonare la coltivazione della terra per proiettarsi in un finto mondo, migliore solo in superficie, spingendoci a vivere dentro nidi di scarafaggi, ognuno per conto suo, tutti contro tutti.&lt;br /&gt;
&lt;div class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="western" style="text-align: justify;"&gt;Abbiamo abbandonato la vita sana e gratificante all'aria aperta per fare l'interinale che fa il pendolare tra l'ufficio e un monolocale in cemento a Baranzate di Bollate oppure lo sportellista sfigato e depresso della grande banca d'affari che vende prodotti porcheria a pensionati e coppie neosposate. Sono stati grandi, non vi è dubbio: &lt;b&gt;ci hanno spinto a fare lavori che non ci piacevano per comprare beni e servizi di cui non abbiamo bisogno&lt;/b&gt;. Il passo successivo è stato quello di mettere a redditto l'infelicità, soprattutto quella di coppia: la strada intrapresa è stata diabolica ovvero portare l'emancipazione della donna sino al fanatismo per polverizzare la famiglia tradizionale basata sui valori cristiani sostituita da famiglie mononucleari ispirate agli ideali di vita promossi da Maria De Filippi.&lt;/div&gt;&lt;div class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="western" style="text-align: justify;"&gt;La colonna portante della società è venuta destituita lentamente e progressivamente producendo un riverbero mondiale al volano dei consumi: adesso tutti hanno un appartamento, un frigorifero, una televisione, un'automobile, un telefono cellulare. Tutto doppio. &lt;b&gt;L'infelicità rende parecchio all'establishment&lt;/b&gt;: una persona infelice e sola infatti tende a cercare gratificazioni personali attraverso il consumo sfrenato di beni e sevizi (superflui o inutili) che arricchiscono virtualmente la sua vita e colmano il vuoto degli affetti personali. Invece il multiculturalismo è stato lo strumento inventato e propagandato per distruggere i popoli e creare una melma senza identità, &lt;b&gt;un gregge di soggetti facili da governare e sfruttare&lt;/b&gt;, senza grandi capacità di reazione.&lt;/div&gt;&lt;div class="western" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="western" style="text-align: justify;"&gt;Il penultimo passo del processo devolutivo studiato a tavolino è di recente introduzione: creare delle reti virtuali di relazioni sociali con lo scopo di &lt;b&gt;schedare e profilare gratuitamente ogni individuo&lt;/b&gt; al fine di conoscere con approfondimento i suoi gusti, le sue amicizie, i suoi desideri, le sue paure, lo stile di vita ed i gusti sessuali. Se vi avessero chiesto di fornire queste informazioni dedicate con un provvedimento di legge ci sarebbe stata una sommossa popolare ovunque invece l'avete fatto gratis da soli invitando anche altri vostri conoscenti a farlo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pensate che oggi ci sono persone che vivono con un alter ego rappresentato dal loro iPhone considerandolo ormai come una estensione artificiale del proprio corpo. La fase finale coinciderà con il &lt;b&gt;controllo globale di tutte le interazioni sociali ed economiche di ogni individuo&lt;/b&gt;, probabilmente attraverso l'introduzione di un transponder di identificazione a onde radio che servirà per effettuare da prima pagamenti istantanei con moneta elettronica e successivamente servirà per identificare e localizzare le persone e monitorare tutti i loro movimenti e fenomeni di consumo. Tutto questo non sarà imposto dall'alto con la forza o con una legge, ma sarà proprio il singolo individuo a richiederlo a gran voce. So things they are. Così stanno le cose.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://eugeniobenetazzo.com/so-things-they-are.htm"&gt;http://eugeniobenetazzo.com/so-things-they-are.htm&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://liberamenteeconomia.blogspot.com/2011/05/so-things-they-are.html</link><author>noreply@blogger.com (oltrelamente)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5182024184064823113.post-3632651904327461259</guid><pubDate>Wed, 11 May 2011 08:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-05-11T01:52:03.934-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">debito pubblico</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">FMI</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">GB</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Icesave</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Islanda</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Moneta debito</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Olanda</category><title>Referendum Islanda: Doppio NO !!! Noi non paghiamo il debito delle Banche</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;In Islanda la popolazione ha di nuovo votato NO al referendum indetto sabato scorso dal governo per il caso Icesave. Gli islandesi, per la seconda volta, hanno espresso la loro più assoluta opposizione all’accordo sul rimborso di 3,9 miliardi di euro chiesto dalla Gran Bretagna e dall’Olanda in seguito al fallimento della Icesave, società controllata dalla Landsbanki. Tutti e sei i distretti elettorali islandesi hanno votato per il “No”, con una percentuale nazionale del 60%, in calo dal 93% del gennaio 2010,dimostrato &lt;br /&gt;
così di voler respingere, ancora una volta, la proposta del governo, composto da Verdi e Social-Democratici. &lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
Per chi non lo ricordasse, l'economia islandese è stata pesantemente colpita dalla prima onda della grande crisi finanziaria che si è abbattuta sull'isola e sul mondo intero nel 2008. Sono cadute immediatamente le due &lt;br /&gt;
banche principali islandesi, che sono state subito nazionalizzate. &lt;br /&gt;
Icesave, una specie di conto arancio gestito dalla principale banca islandese (Landsbanki per l’appunto), ha sostanzialmente chiuso i battenti, essendo a quel punto incapace di rimborsare i clienti. Così, i risparmi di &lt;br /&gt;
molti inglesi ed olandesi, i principali clienti di Icesave, sono rimasti congelati per un bel po'. Il governo inglese, per evitare spiacevoli proteste in casa propria, è intervenuto ed ha garantito i fondi dei &lt;br /&gt;
cittadini inglesi, salvo poi presentare la nota spese all'Islanda. &lt;br /&gt;
Ed il nuovo governo islandese si è guardato bene dal prendere una decisione. Ha invece chiamato i cittadini alle urne per ben due volte in 13 mesi per votare a favore o contro un'ipotesi di ristrutturazione (e restituzione) del debito. E per la seconda volta in 13 mesi, il nuovo referendum - che &lt;br /&gt;
prevedeva una lunga e comoda spalmata della restituzione fino al 2046 - ha visto il consueto verdetto dalle urne: NO. &lt;br /&gt;
Anche perché - è giusto precisarlo - in fondo Icesave è quasi interamente sostenuta, nei suoi depositi, da cittadini inglesi ed olandesi, non certo da cittadini islandesi. Quindi, se per caso non si paga, non sono certo gli islandesi a trovarsi carta straccia tra le mani. Da qui lo scontro ideologico sulla restituzione di un debito dovuto più alla speculazione straniera che non ad un’intensa opera di finanziamento dell’economia &lt;br /&gt;
nazionale. &lt;br /&gt;
&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
Il voto ha riflesso la diffusa convinzione che i negoziatori del governo non siano stati abbastanza vigorosi nel perorare il caso legale islandese. E’ vero, è stato ottenuto un termine di pagamento più lungo per gli esborsi di Icesave, ma il modo in cui l’Islanda otterrà le sterline e gli euro, malgrado la propria economia sia in caduta libera, è ancora da determinarsi e tutto questo minaccia il crollo del tasso di cambio della corona &lt;br /&gt;
islandese. Ed una simile ipotesi non è semplicemente considerabile, perché la conseguenza di un eccessivo indebolimento della valuta islandese comporterebbe la svendita del patrimonio nazionale agli speculatori &lt;br /&gt;
stranieri. Insomma, si rischierebbe un bis in idem. &lt;br /&gt;
&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
L’accordo proposto ha effettivamente abbassato il tasso di interesse dal 5,5% al 3,2%, ma ha comportato che gli interessi per il salvataggio decorressero dal 2008. Ha persino incluso la quota d’interessi-extra che &lt;br /&gt;
convinsero gli investitori stranieri a mettere i propri fondi in Icesave. &lt;br /&gt;
Gli islandesi consideravano questi interessi-extra come una compensazione per i rischi che furono presi dagli investitori e per questa ragione dovrebbero esser andati persi e quindi non conteggiati. Il che non è del &lt;br /&gt;
tutto illogico. &lt;br /&gt;
Ora, che ogni tentativo di riconciliazione è andato fallito, la cosa probabilmente finirà in tribunale sotto l'ala dell'EFTA, European Free Trade Agreement. E poi sarà tutto da vedere cosa succederà se mai il tribunale &lt;br /&gt;
condannerà l'Islanda a pagare. Frosti Sigurjónsson, portavoce del "No", ha dichiarato che "il rischio di accettare questo accordo è molto più grande del rischio di affrontare la cosa in tribunale, che in fondo è un nostro diritto". Così, la questione “Icesave” andrà in tribunale. Si tratta dunque di capire come andrà a finire. &lt;br /&gt;
Intanto par di capire che Gran Bretagna e Paesi Bassi faranno davvero la parte del leone sui resti del cadavere di Landsbanki, giacché secondo il diritto europeo “il costo di finanziamento di tali schemi deve essere supportato, in via di principio, dagli stessi istituti di credito”. Questo non era, tuttavia, quello che volevano gli islandesi prima del voto; i poveri isolani avevano semplicemente intenzione di salvare la loro nazione da un’obbligazione senza fine, se si fossero iscritte le perdite delle banche all’interno dei paragrafi del bilancio pubblico, senza un piano per determinare il modo in cui l’Islanda avrebbe ottenuto i soldi per pagare. &lt;br /&gt;
Nulla di più, ma neanche nulla di meno. &lt;br /&gt;
Il primo ministro Johanna Sigurdardottir ha affermato che il voto può avviare “un caos economico e politico”, ma anche pagare può portare a queste conseguenze. L’anno appena trascorso ha visto la disastrosa esperienza di Grecia, Irlanda e Portogallo dopo aver portato i debiti dello scriteriato settore bancario all’interno del bilancio pubblico. &lt;br /&gt;
&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
È difficile aspettarsi che ogni nazione sovrana imponga un decennio o più di depressione alla propria economia, visto che le leggi internazionali permettono a ogni stato di agire in difesa dei propri interessi vitali. &lt;br /&gt;
Agire diversamente equivarrebbe a decidere di sottomettersi ai voleri dei banchieri, mandando al macello intere generazioni con i loro diritti civili,sociali e politici, presenti e futuri. &lt;br /&gt;
I tentativi dei creditori di persuadere le nazioni a salvare le loro banche con il debito pubblico è stato nei fatti, fino a questo momento, un esercizio di pubbliche relazioni. Gli islandesi hanno visto il successo &lt;br /&gt;
ottenuto dall’Argentina da quando ha imposto un taglio drastico alle pretese dei propri creditori. Hanno anche visto la distruzione economica dell’Irlanda e della Grecia per aver cercato di pagare oltre le proprie &lt;br /&gt;
possibilità. Hanno dunque ragionevolmente scelto di optare per una linea di difesa ad oltranza degli interessi nazionali. E dovrebbero essere presi ad esempio per questo. &lt;br /&gt;
La storia recente ci racconta infatti di svariati episodi dai quali si può imparare molto. I creditori dell’Irlanda, ad esempio, non le diedero di certo buoni consigli quando le suggerirono che pagare i fallimenti delle &lt;br /&gt;
proprie banche non avrebbe sprofondato l’economia in una crisi senza fine. &lt;br /&gt;
&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
L’esperienza irlandese è un avvertimento, un esempio per gli altri paesi di cosa accade quando ci si fida delle previsioni ultra-ottimistiche fatte dai banchieri centrali, i veri signori oscuri di queste manovre tutte dirette &lt;br /&gt;
all’affossamento degli stati sovrani. &lt;br /&gt;
&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
Nel caso dell’Islanda, nel novembre del 2008 lo staff del Fondo Monetario Internazionale aveva ipotizzato che la somma di debito pubblico e privato alla fine del 2009 sarebbe arrivata al 160% del PIL, ma evidenziò che un deprezzamento del tasso di cambio del 30% avrebbe spinto il rapporto al 240% &lt;br /&gt;
del PIL, e ciò sarebbe stato “chiaramente insostenibile”. Ma il più recente bollettino sempre del FMI, datato 14 Gennaio 2011, riporta il rapporto debito pubblico/PIL per la fine del 2009 al 308% e stima lo stesso rapporto al 333% per la fine del 2010, prima ancora di mettere nel conteggio i debiti di Icesave (!!). Insomma, delle due l’una: o gli analisti finanziari del Fondo Monetario sono degli incompetenti strapagati o, al contrario, sono particolarmente abili nel manipolare i loro numeri e le loro statistiche per &lt;br /&gt;
rispondere ad esigenze di politica economica. Ai posteri l’ardua sentenza. &lt;br /&gt;
Il problema principale dell’obbligazione dell’Islanda con la Gran Bretagna e con i Paesi Bassi, a parte ciò che verrà recuperato da Landsbanki (con l’aiuto dell’Ufficio Anti-Frodi britannico), è che i soldi dovranno essere pagati attraverso il pagamento di quanto ottenuto grazie all’esportazioni. Finora, tuttavia, non ci sono stati accordi tra Gran Bretagna e Paesi Bassi per decidere quali merci e servizi islandesi dovranno essere forniti come forma di pagamento. Insomma le carte sono sul tavolo, ma alcune sono scoperte, altre no. &lt;br /&gt;
Si dovrebbe invece auspicare la costituzione di un gruppo di esperti che immagini e definisca la soluzione più solida possibile: nessuna nazione sovrana può infatti adeguarsi all’imposizione di una generazione di &lt;br /&gt;
austerità finanziaria, di ristrettezze economiche e di emigrazione forzata del lavoro per pagare per i fallimentari esperimenti neo-liberisti che hanno fatto sprofondare così tante economie europee. Si spera che la dignità &lt;br /&gt;
mostrata dal popolo islandese illumini quanti, oggi, rischiano di trovarsi a breve nelle medesime condizioni.</description><link>http://liberamenteeconomia.blogspot.com/2011/05/referendum-islanda-doppio-no-noi-non.html</link><author>noreply@blogger.com (oltrelamente)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5182024184064823113.post-5748007960216379189</guid><pubDate>Sat, 07 May 2011 12:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-05-07T05:00:06.993-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">AFRICOM</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Banca Mondiale</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">BRICS</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">debito pubblico</category><title>La nuova Bandung: il fronte dei Brics a Sanya</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgh9j4IpYEDMF42gG8uS17xzATk0A8IYJ27XU2kyzk9gDAmYwq44Dk5WqEQQ6OU6QHu23XaO-C4h0cXM3KBLNfpYPE_VysuaGTT_qtpSijFiiLa_NHG765iA3VbZvSmForyOubMsINaxRwK/s1600/BRICS.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" j8="true" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgh9j4IpYEDMF42gG8uS17xzATk0A8IYJ27XU2kyzk9gDAmYwq44Dk5WqEQQ6OU6QHu23XaO-C4h0cXM3KBLNfpYPE_VysuaGTT_qtpSijFiiLa_NHG765iA3VbZvSmForyOubMsINaxRwK/s1600/BRICS.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;“&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Noi condividiamo l’opinione che il mondo sta vivendo profondi cambiamenti, complessi e profondi, segnati dal rafforzamento della multipolarità, dalla globalizzazione dell’economia e dalla crescente interdipendenza&amp;nbsp;[...]&amp;nbsp;Sulla base di norme universalmente riconosciute dal diritto internazionale e in uno spirito di rispetto reciproco e un meccanismo decisionale collettivo, la governance economica globale dovrebbe essere rafforzata, la democrazia nelle relazioni internazionali dovrebbe essere promossa, e la voce dei paesi emergenti e in via di sviluppo negli affari internazionali dovrebbe essere rafforzata.”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Questo il nodo sostanziale degli obiettivi programmatici stabiliti dai Brics nel corso del loro terzo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;summit&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; annuale, tenutosi lo scorso 14 aprile a Sanya, nell’isola di Hainan in Cina, già ribattezzato come “nuova Bandung”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Oggi come nel 1955, nella prima conferenza afroasiatica, i Paesi emergenti si affacciano nello scenario&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;internazionale, forti dei loro mercati in espansione, dettano i nuovi orientamenti strategici e si consolidano in un nuovo blocco unitario, che controlla il 45% della popolazione mondiale e i due terzi delle riserve valutarie globali.&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Alle falle riscontrate nell’organo decisionale del G20 e all’esclusivismo delle potenze occidentali nell’ambito gestionale e direttivo, i leaders del Brasile, della Russia, dell’India, della Cina e del Sudafrica, l’ultimo arrivato, hanno risposto rafforzando la piattaforma del dialogo e la cooperazione interna, costituendosi come gruppo forte e rappresentativo degli interessi delle potenze in ascesa e delle economie in via di sviluppo. Un nuovo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;competitor&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; per i Paesi sviluppati occidentali, che assistono ad un vero e proprio ribaltamento dei fuochi dell’economia globale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;I Brics detengono il 18% del PIL mondiale e il Fondo Monetario Internazionale ha previsto un aumento del loro PIL fino a 21 miliardi di dollari nel 2016, a fronte di una crescita media annua dei loro mercati del 6,5%.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Nel comune progetto di fondazione di un nuovo ordine mondiale economico e politico il Sudafrica, in rappresentanza del continente africano, gioca un ruolo chiave. Non solo gli scambi tra la Cina, la Russia e i Paesi africani si sono incrementati notevolmente in questi ultimi anni (quelli cino-africani sono cresciuti di 10 volte in 10 anni, stimati attualmente intorno ai 129 miliardi di dollari), ma gli analisti economici sottolineano come nel continente il PIL sia vertiginosamente accresciuto e abbia superato anche i tassi di crescita dell’India. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;I Brics sono interessati a coinvolgere anche le economie in crescita della Turchia e dell’Indonesia, rivelando la vocazione aperturista ed inclusivista del nuovo consesso di potenze emergenti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Gli obiettivi politici&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Come stabilito nel documento ufficiale stilato durante il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;summit&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; di Sanya, l’obiettivo sostanziale del blocco dei Brics, alternativo al G8, è: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;“la forte&amp;nbsp;volontà&amp;nbsp;comune&amp;nbsp;per la pace,&amp;nbsp;la sicurezza,&amp;nbsp;lo sviluppo&amp;nbsp;e&amp;nbsp;la cooperazione, che&amp;nbsp;ha riunito&amp;nbsp;i paesi BRICS di diversi continenti con una&amp;nbsp;popolazione&amp;nbsp;totale&amp;nbsp;di quasi&amp;nbsp;3 miliardi.&amp;nbsp;I BRICS&amp;nbsp;mirano a contribuire&amp;nbsp;in modo significativo&amp;nbsp;allo sviluppo dell’umanità, e ad istituire&amp;nbsp;un mondo più&amp;nbsp;equo e giusto.”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Favorire la crescita mondiale, rafforzare il multilateralismo e promuovere una maggiore democrazia nelle relazioni internazionali per assicurare la stabilità, la pace e la sicurezza regionale e globale sembrano essere gli impegni preminenti del gruppo dei Brics, in continuità con quelli espressi già durante il primo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;summit&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; nel giugno 2009 a Yekaterinburg.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;L’Asia è il centro gravitale della costruzione del nuovo ordine mondiale, pluralistico e multipolare, della garanzia dello sviluppo comune e dell’equilibrio internazionale, del disconoscimento del conflitto in luogo dell’ascesa pacifica delle economie emergenti. In prima linea c’è la Cina, con il suo gran timoniere, il Presidente Hu Jintao, il quale ha affermato che &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;“&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;come&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;la tendenza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;verso&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;multi&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;-&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;polarità&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;approfondisce&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;la globalizzazione economica,&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;i popoli dell’Asia&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;hanno&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;il compito principale&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;di&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;mantenere&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;sia lo sviluppo&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;sia la&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;stabilità&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;.”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il dialogo, il partenariato e la cooperazione tra i Paesi del Brics, improntati ai principi di solidarietà e mutua assistenza, sono solo il primo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;passo&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; del progetto strategico delle potenze emergenti che mirano ad accrescere il proprio peso geopolitico nell’arena internazionale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La diplomazia multilaterale è la chiave di volta per dirimere il conflitto che minaccia l’equilibrio mondiale. A tale proposito i Brics ribadiscono &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;“la necessità di una riforma globale delle Nazioni Unite, compreso il suo Consiglio di&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt; di sicurezza, al fine di renderlo più efficace, efficiente e rappresentativo”.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; La Russia e la Cina sostengono pertanto il riconoscimento nelle Nazioni Unite dell’importanza dell’India, del Brasile e del Sud Africa, quali attori primari nel contesto internazionale e del loro impegno nella lotta contro il terrorismo transnazionale. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La forza propulsiva della primavera nord-africana e le turbolenze che si sono estese anche all’Africa occidentale e al Medio Oriente, hanno preoccupato i Brics, che a Sanya hanno ribadito con una sola voce la necessità di adottare la via diplomatica, quella della negoziazione e della risoluzione pacifica delle crisi, propugnata già con l’astensione dalla votazione della Risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: black;"&gt;“&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Noi condividiamo il principio che l’uso della forza deve essere evitato. Noi riteniamo che l’indipendenza, la sovranità, l’unità e l’integrità territoriale di ciascuna nazione deve essere rispettato. Vogliamo continuare la nostra cooperazione nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu sulla Libia.” &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ad emergere dalle dichiarazioni dei Brics non è solo la loro attenzione rispetto alla questione della sovranità nazionale, ma soprattutto la necessità di rendere maggiore efficacia alle organizzazioni internazionali e regionali, preposte a mantenere l’ordine e ad ammonire le soluzioni conflittuali in luogo del dialogo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;È per tale ragione che i Brics hanno confermato il loro sostegno all’Unione Africana, sulla crisi libica, esercitando al contempo influenza e attrattiva verso l’organizzazione regionale africana.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Gli obiettivi economici&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;L’assetto armonico e la stabilità dell’ordine mondiale deve essere garantita soprattutto attraverso la cooperazione economica e il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;“rafforzamento del coordinamento delle politiche macro-economiche delle economie forti”.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Così, i Brics riconoscono gli effetti disastrosi procurati dalla crisi finanziaria che ha travolto l’economia mondiale e si impegnano formalmente a supportare una &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;“maggiore cooperazione in campo economico, finanziario e nell’ambito delle questioni commerciali, che contribuiranno ad una crescita a lungo termine costante, sana ed equilibrata dell’economia mondiale”.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il sistema monetario internazionale, secondo i Brics, abbisogna di una riforma capace di colmare i vuoti evidenziati dalla crisi, di regolamentare i flussi di capitali transfrontalieri verso le economie emergenti, di rafforzare la cooperazione di vigilanza e supervisione, di promuovere lo sviluppo dei mercati e dei sistemi bancari. Un &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;“ampio sistema internazionale basato su una moneta di riserva che fornisce stabilità e certezza”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;, che neutralizzi i rischi di una eccessiva volatilità dei prezzi delle &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;commodities&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;, soprattutto gli effetti distorsivi derivati dall’aumento dei prezzi dei generi alimentari e dell’energia, che alimentano il malcontento generale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Da pochi mesi, i Brics si scambiano prestiti l’un l’altro nella loro moneta nazionale, snobbando il dollaro. È questo un elemento significativo del proposito di includere lo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;yuan&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;, nel gruppo delle unità di conto e riserve valutarie internazionali, insieme al dollaro, alla sterlina, allo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;yen&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; e all’euro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Lo sviluppo sostenibile e il programma energetico&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: black;"&gt;“&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Lo sviluppo sostenibile, come dimostra la Dichiarazione di Rio sull’ambiente e lo sviluppo, l’Agenda 21, il Piano di attuazione di Johannesburg e i trattati multilaterali ambientali, dovrebbe essere un veicolo importante per far progredire la crescita economica.” &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La crescita e lo sviluppo sono i punti nodali del programma dei Brics, che sostengono che &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;“accelerare&amp;nbsp;la crescita&amp;nbsp;sostenibile dei&amp;nbsp;paesi in&amp;nbsp;via di sviluppo&amp;nbsp;è&amp;nbsp;una delle sfide&amp;nbsp;più importanti&amp;nbsp;per il mondo [...] per&amp;nbsp;affrontare&amp;nbsp;la povertà e&amp;nbsp;per il raggiungimento degli&amp;nbsp;Obiettivi di Sviluppo&amp;nbsp;del Millennio&amp;nbsp;(OSM).” &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;I Brics supportano il concerto degli sforzi per rendere effettivi gli accordi di Cancun, intensificando gli impegni comuni nella lotta contro il cambiamento climatico.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;A tal fine i Paesi Brics nel &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;summit&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; di Sanya si sono così espressi a favore dello sviluppo e dell’utilizzo delle risorse energetiche rinnovabili, quale fondamentale strumento per osteggiare il cambiamento climatico: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: black;"&gt;“&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Siamo convinti dell’importanza della cooperazione e dello scambio di informazioni in materia di sviluppo delle risorse energetiche rinnovabili. L’energia nucleare&amp;nbsp;continuerà ad&amp;nbsp;essere&amp;nbsp;un elemento importante nel&amp;nbsp;futuro mix energetico&amp;nbsp;dei paesi&amp;nbsp;BRICS.&amp;nbsp;La cooperazione internazionale&amp;nbsp;nello sviluppo&amp;nbsp;sicuro dell’energia nucleare per scopi pacifici&amp;nbsp;deve&amp;nbsp;procedere&amp;nbsp;in condizioni&amp;nbsp;di&amp;nbsp;stretta osservanza delle&amp;nbsp;norme di sicurezza e&amp;nbsp;dei requisiti in materia di&amp;nbsp;progettazione,&amp;nbsp; di costruzione e&amp;nbsp;di gestione delle centrali nucleari.”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;E al Giappone colpito dal terremoto e dallo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;tsunami&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;, in piena emergenza nucleare, i Brics hanno confermato il loro supporto in prospettiva del risanamento &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;“dalle conseguenze delle catastrofi”.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;A consolidare il fronte dei Brics, all’indomani del vertice di Sanya, è certamente la condivisione di un obiettivo ambizioso: la traduzione del potere economico nel potere politico, l’acquisizione del peso decisionale all’interno delle maggiori organizzazioni internazionali, governate inesorabilmente dalle potenze occidentali.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Proposito confermato dalle dichiarazioni del Presidente russo Dmitrij Medvedev: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;“Il nostro potenziale economico, la nostra influenza politica e le nostre prospettive di sviluppo come alleanza sono eccezionali”.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;*Maria Dolores Cabras è laureata in Relazioni internazionali (Università di Firenze)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Fonti:&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
News Analysis: What can world learn from BRICS summit in Sanya? In &lt;a href="http://news.xinhuanet.com/english2010/china/2011-04/15/c_13829493_3.htm"&gt;&lt;span style="color: #3e4146;"&gt;http://news.xinhuanet.com/english2010/china/2011-04/15/c_13829493_3.htm&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Full text of Sanya Declaration of the BRICS Leaders Meeting &lt;a href="http://news.xinhuanet.com/english2010/china/2011"&gt;&lt;span style="color: #3e4146;"&gt;http://news.xinhuanet.com/english2010/china/2011&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://news.xinhuanet.com/english2010/china/2011-04/14/c_13829453.htm"&gt;&lt;span style="color: #3e4146;"&gt; 04/14/c_13829453.htm&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
BRICS summit takes concrete step toward enhanced cooperation &lt;a href="http://news.xinhuanet.com/english2010/china/2011-04/14/c_13829422_2.htm"&gt;&lt;span style="color: #3e4146;"&gt;http://news.xinhuanet.com/english2010/china/2011-04/14/c_13829422_2.htm&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Foreign media speak highly of BRICS summit, in &lt;a href="http://news.xinhuanet.com/english2010/china/2011-04/17/c_13833095.htm"&gt;&lt;span style="color: #3e4146;"&gt;http://news.xinhuanet.com/english2010/china/2011-04/17/c_13833095.htm&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;Marco Del Corona,&lt;/em&gt; Sull’ isola cinese va in scena il «G8» degli emergenti, in: &lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/aprile/13/Sull_isola_cinese_scena_degli_co_8_110413016.shtml"&gt;&lt;span style="color: #3e4146;"&gt;http://archiviostorico.corriere.it/2011/aprile/13/Sull_isola_cinese_scena_degli_co_8_110413016.shtml&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Liam Halligan, The BRIC countries’ Hainan summit could make the G20 redundant , 16 april 2011, in: &lt;a href="http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/liamhalligan/8455956/The-BRIC-countries-Hainan-summit-could-make-the-G20-redundant.html"&gt;&lt;span style="color: #3e4146;"&gt;http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/liamhalligan/8455956/The-BRIC-countries-Hainan-summit-could-make-the-G20-redundant.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Il BRICS: evitare l’uso della forza in Libia, in: &lt;a href="http://it.euronews.net/2011/04/14/il-bric-evitare-l-uoso-della-forza-in-libia/"&gt;&lt;span style="color: #3e4146;"&gt;http://it.euronews.net/2011/04/14/il-bric-evitare-l-uoso-della-forza-in-libia/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Bric: consenso su maggiore cooperazione economico-commerciale, in: &lt;a href="http://italian.cri.cn/761/2011/04/13/223s146492.htm"&gt;&lt;span style="color: #3e4146;"&gt;http://italian.cri.cn/761/2011/04/13/223s146492.htm&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Antonella Scott, I Brics vogliono creare una riserva valutaria globale, 14 aprile 2011, in: &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-04-14/bric-vogliono-creare-riserva-121759.shtml?uuid=AaYb6sOD"&gt;&lt;span style="color: #3e4146;"&gt;http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-04-14/bric-vogliono-creare-riserva-121759.shtml?uuid=AaYb6sOD&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;</description><link>http://liberamenteeconomia.blogspot.com/2011/05/la-nuova-bandung-il-fronte-dei-brics.html</link><author>noreply@blogger.com (oltrelamente)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgh9j4IpYEDMF42gG8uS17xzATk0A8IYJ27XU2kyzk9gDAmYwq44Dk5WqEQQ6OU6QHu23XaO-C4h0cXM3KBLNfpYPE_VysuaGTT_qtpSijFiiLa_NHG765iA3VbZvSmForyOubMsINaxRwK/s72-c/BRICS.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5182024184064823113.post-8776801495091025835</guid><pubDate>Sat, 07 May 2011 11:05:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-05-07T04:05:33.688-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">AFRICOM</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Banca Mondiale</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">FMI</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Libia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Moneta debito</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Moneta Neutra</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">monete complementari</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">monete solidali</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Operazione Mediatica Controllata</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Oro</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">signoraggio</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sovranità monetaria</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Usura</category><title>La moneta d’oro di Gheddafi che avrebbe sconvolto gli equilibri economici mondiali</title><description>&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;&lt;img alt="goldlibya" height="150px" src="http://www.megachip.info/images/stories/copertine/goldlibya.jpg" style="float: left; margin: 2px 3px;" width="308px" /&gt;da &lt;strong&gt;«Russia Today»&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Qualcuno ritiene che sia per proteggere i civili, altri dicono sia per il petrolio, ma alcuni sono convinti che l’intervento in Libia sia tutto per via del progetto di Gheddafi di introdurre il dinaro d’oro, un’unica valuta africana fatta d’oro, un’autentica condivisione della prosperità. «&lt;em&gt;È una di quelle cose che devi progettare alquanto in segreto perché, non appena annuncerai che stai per passare dal dollaro a qualcos’altro, ti starai per trasformare in un obbiettivo dentro un mirino&lt;/em&gt;», afferma il dottor James Thring, fondatore del &lt;em&gt;Ministry of Peace&lt;/em&gt;. &lt;em&gt;«Ci sono state due conferenze sull’argomento, nel 1986 e nel 2000, organizzate da Gheddafi. Tutti erano interessati, la maggior parte degli stati africani ne era entusiasta.&lt;/em&gt;»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Gheddafi non si era arreso. Nei mesi che hanno portato all’intervento militare, ha fatto appello alle nazioni africane e musulmane affinché si unissero per creare questa nuova moneta che avrebbe rivaleggiato con l’euro e il dollaro. Avrebbero venduto petrolio e altre risorse in tutto il mondo soltanto in cambio di dinari d’oro. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;!-- AllVideos Reloaded Plugin (v1.2.4.1054) starts here
--&gt;&lt;ins&gt;&lt;noscript&gt;&lt;/noscript&gt;&lt;/ins&gt;&lt;object class="allvideos" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" height="320" id="p_avreloaded0" width="400"&gt;&lt;param NAME="_cx" VALUE="10583"&gt;&lt;param NAME="_cy" VALUE="8467"&gt;&lt;param NAME="FlashVars" VALUE=""&gt;&lt;param NAME="Movie" VALUE="http://www.youtube.com/v/PLJu0X14vmg"&gt;&lt;param NAME="Src" VALUE="http://www.youtube.com/v/PLJu0X14vmg"&gt;&lt;param NAME="WMode" VALUE="Window"&gt;&lt;param NAME="Play" VALUE="-1"&gt;&lt;param NAME="Loop" VALUE="-1"&gt;&lt;param NAME="Quality" VALUE="High"&gt;&lt;param NAME="SAlign" VALUE=""&gt;&lt;param NAME="Menu" VALUE="-1"&gt;&lt;param NAME="Base" VALUE=""&gt;&lt;param NAME="AllowScriptAccess" VALUE=""&gt;&lt;param NAME="Scale" VALUE="ShowAll"&gt;&lt;param NAME="DeviceFont" VALUE="0"&gt;&lt;param NAME="EmbedMovie" VALUE="0"&gt;&lt;param NAME="BGColor" VALUE="FFFFFF"&gt;&lt;param NAME="SWRemote" VALUE=""&gt;&lt;param NAME="MovieData" VALUE=""&gt;&lt;param NAME="SeamlessTabbing" VALUE="1"&gt;&lt;param NAME="Profile" VALUE="0"&gt;&lt;param NAME="ProfileAddress" VALUE=""&gt;&lt;param NAME="ProfilePort" VALUE="0"&gt;&lt;param NAME="AllowNetworking" VALUE="all"&gt;&lt;param NAME="AllowFullScreen" VALUE="false"&gt;&lt;/OBJECT&gt;&lt;br /&gt;
&lt;script type="text/javascript"&gt;
swfobject.embedSWF('http://www.youtube.com/v/PLJu0X14vmg','avreloaded0','400','320','9.0.28','/plugins/content/avreloaded/expressinstall.swf',
{autoplay:'0',color1:'0xFFFFFF',color2:'0x000000',rel:'0',egm:'0',border:'0',loop:'0'},{wmode:'window',bgcolor:'#FFFFFF',menu:'true'},{id:'p_avreloaded0',styleclass:'allvideos'});
&lt;/script&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;
window.addEvent("domready",function(){var s = "warnflashavreloaded0"; if ($(s)){$(s).setOpacity(1);}});
&lt;/script&gt;&lt;!--
AllVideos Reloaded Plugin (v1.2.4.1054) ends here --&gt;&lt;br /&gt;
È un’idea che avrebbe spostato l’equilibrio economico del mondo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La ricchezza di una nazione sarebbe così dipesa da quanto oro avrebbe avuto e non da quanti dollari avrebbe scambiato. E la Libia ha 144 tonnellate d’oro. Il Regno Unito, ad esempio, ne ha il doppio, ma ha anche una popolazione di dieci volte più numerosa.&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;«Qualora Gheddafi avesse l’intenzione di rifare il prezzo del suo petrolio o di qualsiasi altra cosa il paese stia vendendo sul mercato globale e di accettare qualunque altra moneta o perfino lanciare come moneta un dinaro d’oro, una qualunque mossa del genere non riceverebbe certo il benvenuto dall'élite oggi al potere, che è responsabile del controllo delle banche centrali del mondo», &lt;/em&gt;sostiene Anthony Wile, fondatore e caporedattore del «&lt;em&gt;Daily Bell»&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;«Perciò sì, sarebbe certamente qualcosa che porterebbe immediatamente a scaricarlo e al bisogno di escogitare altre ragioni da portare avanti per rimuoverlo dal potere.»&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
Ed è già successo in precedenza.&lt;br /&gt;
Nel 2000 Saddam Hussein annunciò che il petrolio iracheno sarebbe stato scambiato in euro, non in dollari. C’è chi sostiene che le sanzioni e l’invasione seguirono perché gli Americani avrebbero fatto di tutto per impedire all’OPEC di trasferire all’euro il commercio petrolifero in tutti i suoi paesi membri.&lt;br /&gt;
La presenza di un dinaro d’oro avrebbe serie conseguenze per il mondo finanziario internazionale, ma rafforzerebbe anche il potere dei popoli d’Africa, qualcosa che – stando a quanto dicono certi attivisti di colore - gli Stati Uniti vogliono evitare a ogni costo.&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;«Gli Stati Uniti hanno negato l’autodeterminazione degli africani all’interno degli USA, per cui non siamo sorpresi da qualsiasi cosa gli Stati Uniti facciano al fine di ostacolare l’autodeterminazione degli africani nel loro continente»&lt;/em&gt; dichiara Cynthia Ann McKinney, un’ex parlamentare USA.&lt;br /&gt;
L’oro del Regno Unito è custodito in un deposito sicuro nelle profondità della Banca d’Inghilterra. Ma come nella maggior parte dei paesi sviluppati, non ce n’è abbastanza per tutti.&lt;br /&gt;
Ma questo non è il caso di paesi quali la Libia e molti degli stati del Golfo.&lt;br /&gt;
Un dinaro d’oro avrebbe dato ai paesi africani e mediorientali ricchi di petrolio il potere di girarsi a muso duro verso i propri clienti affamati di energia per dir loro: &lt;em&gt;«Spiacenti, il prezzo è aumentato, e noi vogliamo l’oro.»&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
Alcuni ritengono che gli Stati Uniti e i loro alleati nella NATO letteralmente non si potrebbero permettere che ciò accada.&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;Fonte: &lt;a $included="null" href="http://rt.com/news/economy-oil-gold-libya/"&gt;&lt;span style="color: #0269b3;"&gt;http://rt.com/news/economy-oil-gold-libya/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: grey;"&gt;&lt;em&gt;Traduzione per Megachip a cura di &lt;strong&gt;Pino Cabras&lt;/strong&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;</description><link>http://liberamenteeconomia.blogspot.com/2011/05/la-moneta-doro-di-gheddafi-che-avrebbe.html</link><author>noreply@blogger.com (oltrelamente)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5182024184064823113.post-6281425388903603043</guid><pubDate>Thu, 05 May 2011 17:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-05-05T23:13:25.594-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bilderberg</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cibo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Cibo raffinato</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Council of Foregin Relation</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Illuminati</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Kraft</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Nestlè</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Nwo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Pepsico</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Rockefeller</category><title>Consumismo irrazionale (ovvero le poche multinazionali che sfamano il mondo)</title><description>Non molte persone si rendono conto che la maggior parte dei prodotti alimentari raffinati, disponibili sul mercato, siano essi venduti nei supermercati o nelle catene di fast-food, provengono tutti dalle stesse poche aziende. Ancora meno persone si rendono conto che queste aziende sono i principali burattini delle elite che prendono decisioni sulla salute pubblica, sulle politiche sociali ed&amp;nbsp; economiche di tutto il mondo. Analizzeremo le tre grandi aziende che nutrono il mondo, le loro marche e le tattiche che utilizzano per vendere i prodotti alla gente.&lt;br /&gt;
&lt;div sizcache="6" sizset="18"&gt;&lt;a href="http://neovitruvian.files.wordpress.com/2011/04/ch9deadfish.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-3540" height="219px" src="http://neovitruvian.files.wordpress.com/2011/04/ch9deadfish.jpg?w=580&amp;amp;h=219" title="ch9deadfish" width="580px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Se una persona si mettesse a sudiare attentamente le etichette dei prodotti confezionati in un negozio di alimentari medio, probabilmente noterebbe che i nomi delle stesse società appaiono più volte: Nestlé, Kraft, General Mills e poche altre. Le molte marche che offrono i così alla moda prodotti fatti in casa o alimenti biologici non sono altro che sussidiare di queste poche mega-imprese. &lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;La differenza cardine tra la marca principale e le filiali è il packaging e la pubblicità, che hanno l’obiettivo di raggiungere diversi mercati. Al fine di preservare l’immagine attentamente costruita intorno ad un prodotto, i collegamenti con la casa madre vengono spesso comodamente nascosti. Immaginate una pubblicità per l’acqua in bottiglia come questa”Bevi la pura, limpida e rinfrescante acqua Aquafina, imbottigliata con cura nelle remoti fonti dell’Himalaya … e portata a casa tua da… PepsiCo, produttrice di Taco Bell e dei Cheetos” probabilmente rovinerebbe&amp;nbsp; l’immagine naturale e sana che stavano montando per dare credibilità al prodotto.&lt;br /&gt;
Questa è la ragione per cui il marketing e il branding sono la parte più vitale del settore alimentare. Ogni prodotto deve vivere nel proprio “mondo”, separato dalla casa madre e da prodotti simili. La pubblicità è così potente che due marchi simili di cereali, fatti con gli stessi ingredienti di base, possono essere destinati a 2 mercati completamente diversi. Ad esempio, gli Special K e i Rice Krispies sono così diversi? Da un punto di vista strettamente razionale, questi prodotti sono quasi identici nella forma,&amp;nbsp; nel gusto e negli ingredienti. Da un punto di vista irrazionale (il marketing)&amp;nbsp; però, sono in due mondi diversi.&lt;br /&gt;
L’industria del cibo raffinato può essere considerata un vero oligopolio. Insieme, le tre aziende alimentari, Nestlé, Kraft Foods e PepsiCo, raggiungono una percentuale dominante nelle vendite globali di cibi raffinati. In effetti, queste tre società sono spesso usate come esempio di “Rule of Three” nelle scuole di business, dal momento che sono un esempio reale di un mercato dominato da tre attori giganteschi. La loro posizione, di fornitori di cibo in tutto il mondo, ha reso questi conglomerati estremamente potenti, rappresentati nella maggior parte delle organizzazioni prestigiose come nel Council of Foreign Relations. Questo non solo consente loro di fornire le proprie politiche preferite sui temi nutrizionali e sulla salute in tutto il mondo, ma anche sulle questioni economiche, politiche e sociali. Tale rilievo consente a queste aziende di mantenere il controllo del mercato, attraverso determinate politiche, grazie all’accesso a informazioni privilegiate e anche attravero l’uso del l’intimidazione per i potenziali concorrenti. Se considerato in maniera oggettiva, l’oligopolio delle grandi imprese come queste sono una minaccia diretta alle teorie del libero mercato.&lt;br /&gt;
Oggi, se una società alimentare di piccole dimensioni cercasse di impegnarsi nel creare un prodotto rivoluzionario, avrebbe difficoltà a ottenerne la distribuzione senza rinunciare ai diritti in favore di uno di questi conglomerati. Oltre a dominare gli scaffali, le Big Three hanno il controllo sulla maggior parte dei canali di distribuzione in tutto il mondo, al punto che le imprese concorrenti non possono raggiungere i consumatori senza intercedere tramite loro. L’unico modo per i piccoli imprenditori di evitare danni dal braccio di ferro con queste multinazionali è il rifiuto nella distribuzione del loro prodotto e trovare una accordo sulla licenza con uno di questi grandi conglomerati, nel quale il proprietario cede la proprietà ed i diritti sul prodotto in cambio di diritti sulle vendite ( che di solito rappresentano una piccola percentuale dell’intero prodotto venduto). Ogni accordo di licenza consolida la posizione di queste società ‘ed elimina la minaccia di qualsiasi potenziale concorrente che crea prodotti che sbilanciano gli equilibri commerciali.&lt;br /&gt;
Ecco le prime tre società e un elenco sommario delle loro multiple marche:&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: maroon;"&gt;&lt;strong&gt;1 Nestlè&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div sizcache="6" sizset="19"&gt;&lt;span sizcache="6" sizset="19" style="color: maroon;"&gt;&lt;strong sizcache="6" sizset="19"&gt;&lt;a href="http://neovitruvian.files.wordpress.com/2011/04/nestle-logo-e1303148105237.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-3541" height="175px" src="http://neovitruvian.files.wordpress.com/2011/04/nestle-logo-e1303148105237.jpg?w=300&amp;amp;h=175" title="nestle-logo-e1303148105237" width="300px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Nestlé è la più grande azienda alimentare del mondo. Ha 6.000 marchi, con una vasta gamma di prodotti attraverso una serie di mercati tra cui caffè, acqua in bottiglia e altre bevande, cioccolato, gelati, alimenti per l’infanzia,&amp;nbsp; alimentazioni sanitarie, condimenti, surgelati e refrigerati, pasticcerie e pet food. Nel 2009, le vendite consolidate si sono avvicinate ai $ 120 miliardi di dollari mentre gli investimenti nella ricerca e nello&amp;nbsp; sviluppo sono stati 2,24 miliardi dollari. Il presidente della società, il signor Brabeck-Letmathe, è nel consiglio di amministrazione del Credit Suisse Group, della L’Oréal e della ExxonMobil. E’ anche membro della ERT (Tavola rotonda europea degli industriali) e membro del Consiglio di fondazione del World Economic Forum (un attore importante nella spinta per un governo mondiale). I prodotti venduti da Nestlé includono:&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Cereali&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Cinnamon Toast Crunch&lt;br /&gt;
Cheerios (al di fuori degli Stati Uniti, Canada e Australia)&lt;br /&gt;
Cini Minis&lt;br /&gt;
Honey Nut Cheerios (al di fuori degli Stati Uniti, Canada e Australia)&lt;br /&gt;
Oat Cheerios&lt;br /&gt;
Cookie Crisp&lt;br /&gt;
Golden Grahams&lt;br /&gt;
Honey Stars&lt;br /&gt;
Koko Krunch&lt;br /&gt;
Milo Cereals&lt;br /&gt;
Nestlé Corn Flakes&lt;br /&gt;
Nesquik&lt;br /&gt;
Shreddies&lt;br /&gt;
Frumento sbriciolato&lt;br /&gt;
Cluster&lt;br /&gt;
Trix&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Yogurt&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Munch Bunch&lt;br /&gt;
Sci&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Caffè&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Bonka&lt;br /&gt;
Nescafé&lt;br /&gt;
Nespresso&lt;br /&gt;
Partner’s Blend&lt;br /&gt;
Ricoffy&lt;br /&gt;
Ristretto&lt;br /&gt;
Ricoré&lt;br /&gt;
Sical&lt;br /&gt;
Tofa&lt;br /&gt;
Taster’s Choice&lt;br /&gt;
Zoégas&lt;br /&gt;
Shrameet&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Acqua&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Aberfoyle&lt;br /&gt;
Aqua D’Or&lt;br /&gt;
Aqua Pod&lt;br /&gt;
Acqua Panna&lt;br /&gt;
Al Manhal&lt;br /&gt;
Aquapod&lt;br /&gt;
Arrowhead&lt;br /&gt;
Buxton&lt;br /&gt;
Contrex&lt;br /&gt;
Deer Park&lt;br /&gt;
Hépar&lt;br /&gt;
Ice Mountain&lt;br /&gt;
Henniez&lt;br /&gt;
Korpi&lt;br /&gt;
Levissima&lt;br /&gt;
Nestlé Aquarel&lt;br /&gt;
Nestlé Vera&lt;br /&gt;
Ozarka&lt;br /&gt;
Perrier&lt;br /&gt;
Poland Spring&lt;br /&gt;
Powwow&lt;br /&gt;
Minere&lt;br /&gt;
Pure life / Pureza Vital&lt;br /&gt;
Quézac&lt;br /&gt;
San Pellegrino&lt;br /&gt;
San Bernardo&lt;br /&gt;
Viladrau&lt;br /&gt;
Vittel&lt;br /&gt;
Zephyrhills&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Altre bevande&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Nestea&lt;br /&gt;
Enviga&lt;br /&gt;
Milo&lt;br /&gt;
Carnation&lt;br /&gt;
Caro&lt;br /&gt;
Nesquik&lt;br /&gt;
Libby&lt;br /&gt;
Growers Direct Organic Fruit Juices&lt;br /&gt;
Good Host&lt;br /&gt;
Juicy Juice&lt;br /&gt;
Ski up and go&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Prodotti a lunga conservazione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Bear Brand&lt;br /&gt;
Carnation&lt;br /&gt;
Christie&lt;br /&gt;
Coffee-Mate&lt;br /&gt;
Dancow&lt;br /&gt;
Gloria&lt;br /&gt;
Klim&lt;br /&gt;
La Lechera&lt;br /&gt;
Milkmaid&lt;br /&gt;
Nespray&lt;br /&gt;
Nestlé&lt;br /&gt;
Nesvita&lt;br /&gt;
Nestlé Omega Plus&lt;br /&gt;
Nido&lt;br /&gt;
Ninho&lt;br /&gt;
Svelty&lt;br /&gt;
Emswiss&lt;br /&gt;
Milo&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Gelati&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Camy&lt;br /&gt;
Dreyer&lt;br /&gt;
Edy&lt;br /&gt;
Frisco&lt;br /&gt;
Häagen-Dazs (Nord America e Regno Unito)&lt;br /&gt;
Hjem-IS (Danimarca e Norvegia)&lt;br /&gt;
Maxibon&lt;br /&gt;
Motta&lt;br /&gt;
Mivvi&lt;br /&gt;
Nestlé&lt;br /&gt;
Nestlé Drumstick&lt;br /&gt;
Oreo (Canada)&lt;br /&gt;
Peters (Australia)&lt;br /&gt;
Push-Up&lt;br /&gt;
Schöller&lt;br /&gt;
Skinny Cow&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Alimenti per bambini&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Alete&lt;br /&gt;
Alfare&lt;br /&gt;
Beba&lt;br /&gt;
Cerelac&lt;br /&gt;
FM 85&lt;br /&gt;
Gerber (la più grande società al mondo di alimenti per neonati)&lt;br /&gt;
Good Start&lt;br /&gt;
Guigoz&lt;br /&gt;
Lactogen&lt;br /&gt;
Nan&lt;br /&gt;
NAN HA&lt;br /&gt;
NanSoy&lt;br /&gt;
Neslac&lt;br /&gt;
Nestlé&lt;br /&gt;
Nestogen&lt;br /&gt;
Nido&lt;br /&gt;
PreNan&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Integratori dietetici&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Musashi&lt;br /&gt;
Neston&lt;br /&gt;
Nesvita&lt;br /&gt;
PowerBar&lt;br /&gt;
Pria&lt;br /&gt;
Supligen&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Sanità / nutrizione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Boost&lt;br /&gt;
Carnation Instant Breakfast&lt;br /&gt;
Nutren&lt;br /&gt;
Peptamen&lt;br /&gt;
Glytrol&lt;br /&gt;
Crucial&lt;br /&gt;
Impact&lt;br /&gt;
Isosource&lt;br /&gt;
FiberSource&lt;br /&gt;
Diabetisource&lt;br /&gt;
Compleat&lt;br /&gt;
Optifast&lt;br /&gt;
Resource&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Condimenti&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Buitoni&lt;br /&gt;
Maggi&lt;br /&gt;
Carpathia&lt;br /&gt;
CHEF&lt;br /&gt;
Thomy&lt;br /&gt;
Winiary&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Alimenti surgelati&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Stouffer’s&lt;br /&gt;
Lean Cuisine&lt;br /&gt;
Buitoni&lt;br /&gt;
Hot Pockets&lt;br /&gt;
Lean Tasche&lt;br /&gt;
Papa Guiseppi&lt;br /&gt;
Tombstone Pizza&lt;br /&gt;
Jack’s Pizza&lt;br /&gt;
DiGiorno Pizza&lt;br /&gt;
California Pizza Kitchen Frozen&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Cioccolato, pasticcerie e prodotti da forno&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
100 Grand Bar&lt;br /&gt;
Aero&lt;br /&gt;
After Eight&lt;br /&gt;
Allens&lt;br /&gt;
Animal Bar&lt;br /&gt;
Baby Ruth&lt;br /&gt;
Bertie Beetle (Australia)&lt;br /&gt;
Big Turk (Canada)&lt;br /&gt;
Black Magic&lt;br /&gt;
Boci (Ungheria)&lt;br /&gt;
Nastro Azzurro&lt;br /&gt;
Bono (Brasile)&lt;br /&gt;
Breakaway&lt;br /&gt;
Butterfinger&lt;br /&gt;
Butterfinger BB&lt;br /&gt;
Butterfinger Crisp&lt;br /&gt;
Bon Pari (Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria)&lt;br /&gt;
Cailler&lt;br /&gt;
Caramac&lt;br /&gt;
Carlos V&lt;br /&gt;
Chips Ahoy! (Canada)&lt;br /&gt;
Caffè Crisp&lt;br /&gt;
Chunky&lt;br /&gt;
Drifter&lt;br /&gt;
Frigor&lt;br /&gt;
Galak / Milkybar&lt;br /&gt;
Goobers&lt;br /&gt;
Heaven&lt;br /&gt;
Hercules Bar (con la Disney)&lt;br /&gt;
Icebreakers&lt;br /&gt;
Kit Kat (Hershey’s negli Stati Uniti)&lt;br /&gt;
Lion&lt;br /&gt;
Matchmakers&lt;br /&gt;
Milky Bar&lt;br /&gt;
Mirage&lt;br /&gt;
Joff&lt;br /&gt;
Munchies&lt;br /&gt;
Nestlé Alpine White&lt;br /&gt;
Nestlé con Mandorle&lt;br /&gt;
Nestlé Crunch&lt;br /&gt;
Nestlé Crunch Crisp&lt;br /&gt;
Nestlé Crunch con Caramello&lt;br /&gt;
Nestlé Crunch con arachidi&lt;br /&gt;
Nestlé Crunch Pieces&lt;br /&gt;
Nestlé Crunch Bianco&lt;br /&gt;
Il cioccolato al latte Nestlé&lt;br /&gt;
Nestlé Princess&lt;br /&gt;
Nestlé Wonder Ball&lt;br /&gt;
Nips&lt;br /&gt;
Dice (Europa)&lt;br /&gt;
Oh Henry (ad eccezione degli Stati Uniti)&lt;br /&gt;
Peppermint Crisp&lt;br /&gt;
Baci Perugina&lt;br /&gt;
Polo&lt;br /&gt;
Quality Street&lt;br /&gt;
Raisinets&lt;br /&gt;
Rolo (Hershey’s negli Stati Uniti)&lt;br /&gt;
Rowntrees&lt;br /&gt;
Fruit Pastilles&lt;br /&gt;
Jelly Tots&lt;br /&gt;
Pick &amp;amp; Mix&lt;br /&gt;
Randoms&lt;br /&gt;
Fruit Gums&lt;br /&gt;
Tooty Frooties&lt;br /&gt;
Juicy Gelatine&lt;br /&gt;
Snowcaps&lt;br /&gt;
Smarties&lt;br /&gt;
Texan Bar&lt;br /&gt;
Toffee Crisp&lt;br /&gt;
Toll House cookies&lt;br /&gt;
Turtles&lt;br /&gt;
Noce Whip&lt;br /&gt;
Violet Crumble&lt;br /&gt;
Yorkie&lt;br /&gt;
XXX mints&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Prodotti per la cura degli animali&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Alpo&lt;br /&gt;
Beneful&lt;br /&gt;
Cat Chow&lt;br /&gt;
Dog Chow&lt;br /&gt;
Fancy Feast&lt;br /&gt;
Felix&lt;br /&gt;
Friskies&lt;br /&gt;
Go Cat&lt;br /&gt;
Butchers&lt;br /&gt;
Bakers&lt;br /&gt;
Winalot&lt;br /&gt;
Gourmet&lt;br /&gt;
Mighty Dog&lt;br /&gt;
Mon Petit&lt;br /&gt;
ONE&lt;br /&gt;
Pro Plan&lt;br /&gt;
Purina&lt;br /&gt;
Tidy Cats&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: maroon;"&gt;&lt;strong&gt;POLEMICHE&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
Nestlé ha dovuto affrontare resistenze in tutto il mondo per quanto riguarda la promozione dei sostituti del latte materno (latte artificiale), soprattutto nei paesi del terzo mondo. Secondo gli attivisti, Nestlé contribuisce a inutili sofferenze e anche ai decessi dei bambini, in gran parte tra i poveri.&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;I gruppi di sostegno e beneficenza hanno accusato Nestlé di metodi immorali per promuovere il latte artificiale a discapito del latte materno delle madri povere nei paesi in via di sviluppo. Ad esempio, l’IBFAN sostiene che la Nestlé distribuisca campioni di latte artificiale gratuitamente negli ospedali e nei reparti di maternità, dopo aver lasciato l’ospedale, però, il latte artificiale va comprato, perché l’integrazione con il latte materno ha interferito col normale allattamento, la famiglia deve quindi continuare a comprare lo stesso prodotto. L’IBFAN inoltre afferma che la Nestlé utilizza gli “aiuti umanitari” per creare un mercato, non etichetta i suoi prodotti in un linguaggio appropriato per i paesi in cui essi sono venduti, e offre doni e la sponsorizzazione per influenzare gli operatori sanitari in modo da promuovere i prodotti della multinazionale. Nestlé ovviamente nega queste accuse.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div sizcache="6" sizset="20"&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nestl%C3%A9_boycott" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #0071bb;"&gt;- Fonte&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: maroon;"&gt;&lt;strong&gt;2 KRAFT&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div sizcache="6" sizset="21"&gt;&lt;a href="http://neovitruvian.files.wordpress.com/2011/04/kraft-logo11-e1303150876574.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-3543" height="146px" src="http://neovitruvian.files.wordpress.com/2011/04/kraft-logo11-e1303150876574.jpg?w=367&amp;amp;h=146" title="kraft-logo11-e1303150876574" width="367px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;E’ una filiale della Philip Morris (creatrice delle sigarette Marlboro). Kraft Foods è la più grande società con sede negli Stati Uniti di prodotti alimentari e beveraggi. Essa commercializza molti marchi in più di 155 paesi, undici dei suoi marchi in tutto il mondo guadagnano&amp;nbsp; più di $ 1 miliardo all’anno. Come Nestlé, Kraft ha consolidato il suo status nel oligarchia alimentare con l’acquisto di marchi giganteschi come Nabisco (Oreo, Chips Ahoy, Fig Newton, Ritz, ecc) e Cadbury (Ferrero Rocher, Dairy Milk, Caramilk, ecc.)&lt;br /&gt;
&lt;div sizcache="6" sizset="22"&gt;&lt;a href="http://neovitruvian.files.wordpress.com/2011/04/r266083_1112646-e1303151897237.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-3544" height="199px" src="http://neovitruvian.files.wordpress.com/2011/04/r266083_1112646-e1303151897237.jpg?w=300&amp;amp;h=199" title="r266083_1112646-e1303151897237" width="300px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Il CEO della Kraft, è Irene Rosenfeld Blecker che è stata valutata da Forbes come la “seconda donna più potente del mondo”. Non sorprende dato che la maggior parte del mondo consuma i cibi della Kraft. Prima di entrare nella Kraft, Rosenfeld è stata Presidente e Chief Executive Officer della Frito-Lay, una divisione di PepsiCo (un altra delle “Big Three”). I marchi della Kraft sono:&lt;br /&gt;
Toblerone chocolate bars&lt;br /&gt;
A1 Steak Sauce&lt;br /&gt;
Ali Caffè&lt;br /&gt;
Arrowroot biscuits&lt;br /&gt;
Back to Nature&lt;br /&gt;
Baker (cioccolato)&lt;br /&gt;
Balance Bar&lt;br /&gt;
Better Cheddars&lt;br /&gt;
Boca Burger&lt;br /&gt;
Bonox&lt;br /&gt;
Breakstone’s&lt;br /&gt;
BullsEye Barbecue Sauce&lt;br /&gt;
Café HAG&lt;br /&gt;
California Pizza Kitchen (voci negozio di alimentari)&lt;br /&gt;
Calumet Baking Powder&lt;br /&gt;
Cameo (biscotti)&lt;br /&gt;
Capri Sun ( succo di frutta)&lt;br /&gt;
Carte Noire&lt;br /&gt;
Cheesybite&lt;br /&gt;
Cheese nips&lt;br /&gt;
Cheez Whiz&lt;br /&gt;
Chicken in a Biskit&lt;br /&gt;
Chips Ahoy!&lt;br /&gt;
Christie (divisione canadese di Nabisco)&lt;br /&gt;
Claussen (sottaceti)&lt;br /&gt;
Clight&lt;br /&gt;
Social Club (crackers)&lt;br /&gt;
Cool Whip (non derivati ​​dal latte la panna montata)&lt;br /&gt;
Cornnuts (snack)&lt;br /&gt;
Côte d’Or (Belgio)&lt;br /&gt;
Country Time (mix bevanda in polvere)&lt;br /&gt;
Cracker Barrel&lt;br /&gt;
Crystal Light&lt;br /&gt;
Dairylea (Europa)&lt;br /&gt;
Delissio (Canada)&lt;br /&gt;
DiGiorno (pizza)&lt;br /&gt;
Easy Cheese&lt;br /&gt;
Fig Newton&lt;br /&gt;
Fudgee-O (Canada)&lt;br /&gt;
General Foods International&lt;br /&gt;
Grape-Nuts (cereali per la colazione)&lt;br /&gt;
Grey Poupon (senape)&lt;br /&gt;
Handi-Snacks&lt;br /&gt;
Honey Maid&lt;br /&gt;
In-A-Biskit (Australia)&lt;br /&gt;
Jack’s Pizza&lt;br /&gt;
Jacobs (Europa)&lt;br /&gt;
Jell-O (dessert di gelatina)&lt;br /&gt;
Marshmallows Jet-soffiato&lt;br /&gt;
Kenco (Regno Unito)&lt;br /&gt;
Knox (gelatina)&lt;br /&gt;
Knudsen (latticini)&lt;br /&gt;
Kool-Aid (mix bevanda aromatizzata)&lt;br /&gt;
Kraft BBQ Sauce&lt;br /&gt;
Kraft Caramelle&lt;br /&gt;
Kraft Macaroni and Cheese&lt;br /&gt;
Kraft Dinner (Canada)&lt;br /&gt;
Kraft EASYMAC&lt;br /&gt;
Kraft Mayo&lt;br /&gt;
Kraft Bagelfuls&lt;br /&gt;
Kraft Peanut Butter (Canada)&lt;br /&gt;
Kraft Singles (pastorizzato prodotto il formaggio preparato)&lt;br /&gt;
Kraft Sandwich Spread&lt;br /&gt;
Lefèvre-Utile&lt;br /&gt;
Lunchables&lt;br /&gt;
Maxwell House (caffè)&lt;br /&gt;
Miracle Whip (condimento)&lt;br /&gt;
Nabisco&lt;br /&gt;
Nababbo (caffè) (Canada)&lt;br /&gt;
Naked Bevande&lt;br /&gt;
Nilla&lt;br /&gt;
Nutter Butter&lt;br /&gt;
Onko (caffè)&lt;br /&gt;
Oreo (cookie)&lt;br /&gt;
Oscar Mayer&lt;br /&gt;
Parmigiano grattugiato&lt;br /&gt;
Filadelfia crema di formaggio&lt;br /&gt;
Pigrolac&lt;br /&gt;
Fioriere&lt;br /&gt;
Polly-O (formaggio)&lt;br /&gt;
Premium (una marca di crackers Nabisco)&lt;br /&gt;
Salatini&lt;br /&gt;
P’tit Québec&lt;br /&gt;
Prince Polo&lt;br /&gt;
Pure Kraft Insalata Condimenti&lt;br /&gt;
Ritz&lt;br /&gt;
Royal lievito in polvere&lt;br /&gt;
Seven Seas (condimenti per insalate)&lt;br /&gt;
Sanka (caffè decaffeinato)&lt;br /&gt;
Shake n ‘Bake&lt;br /&gt;
Simmenthal (carne in scatola)&lt;br /&gt;
Snackabouts&lt;br /&gt;
SnackWells&lt;br /&gt;
South Beach Living&lt;br /&gt;
Starbucks (voci negozio di alimentari)&lt;br /&gt;
Stove Top ripieno&lt;br /&gt;
Suchard&lt;br /&gt;
Taco Bell (voci negozio di alimentari)&lt;br /&gt;
Codolo&lt;br /&gt;
Tassimo (single-serve coffee machines using pods branded as T-Discs)&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: maroon;"&gt;&lt;strong&gt;3 PEPSI-CO&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div sizcache="6" sizset="23"&gt;&lt;a href="http://neovitruvian.files.wordpress.com/2011/04/591px-pepsico_logo-svg_-e1303153937262.png"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-3545" height="124px" src="http://neovitruvian.files.wordpress.com/2011/04/591px-pepsico_logo-svg_-e1303153937262.png?w=450&amp;amp;h=124" title="591px-Pepsico_logo.svg_-e1303153937262" width="450px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;PepsiCo Incorporated è una società globale con sede a Purchase, Harrison, New York, con interessi nella fabbricazione, commercializzazione e distribuzione di bevande, snack a base di cereali e altri prodotti. Se non l’aveste intuito, il suo prodotto principale è la Pepsi Cola, ma la soda non è il solo prodotto della società.&lt;br /&gt;
&lt;div sizcache="6" sizset="24"&gt;PepsiCo è un utente “Premium” del Council of Foreign Relation e del Brookings Institute, due delle più importanti organizzazioni per l’elite del mondo (come visto nell’articolo &lt;a href="http://neovitruvian.wordpress.com/2011/03/24/da-chi-siamo-realmente-governati/" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: #0071bb;"&gt;“Da chi siamo realmente governati”&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;). Il presidente e amministratore delegato deòòa PepsiCo, Indra Nooyi, fa parte del World Economic Forum. All’interno di queste organizzazioni, i dirigenti della PepsiCo e di altre mega-società come la Sony (la più grande etichetta nel settore della musica), la Nike (il più grande venditore di scarpe al mondo), il Rockefeller Group International, e la Lockheed Martin (la più grande compagnia di difesa nel mondo ), lavorano al fianco dei diversi capi di Stato (compresi i passati presidenti degli Stati Uniti), dei politici (ad esempio dell’attuale Segretario di Stato americano Hillary Rodham Clinton), sviluppano opinioni politiche, sociali ed economiche e emettono “raccomandazioni” che fanno tremare interi paesi. Le politiche favorite da questi organismi hanno collettivamente lo scopo di guidare il mondo verso un governo mondiale unificato e ad una moneta unica mondiale, in quello che viene spesso definito come un “Nuovo Ordine Mondiale”.&lt;/div&gt;I marchi della PepsiCo includono:&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Bevande:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
AMP&lt;br /&gt;
Brisk&lt;br /&gt;
Mountain Dew&lt;br /&gt;
Ocean Spray&lt;br /&gt;
Mist&lt;br /&gt;
Aquafina&lt;br /&gt;
Lipton Ice Tea&lt;br /&gt;
MUG&lt;br /&gt;
Pepsi&lt;br /&gt;
Sobe&lt;br /&gt;
Gatorade&lt;br /&gt;
Tropicana&lt;br /&gt;
No Fear Energy Drink&lt;br /&gt;
Propel enhanced water&lt;br /&gt;
Starbucks (prodotti al dettaglio)&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Alimentari&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Lay&lt;br /&gt;
Doritos&lt;br /&gt;
Tostitos&lt;br /&gt;
Cheetos&lt;br /&gt;
Fritos&lt;br /&gt;
Dom Chips&lt;br /&gt;
Baked!&lt;br /&gt;
Frito Lay Dips&lt;br /&gt;
Baken-Ets&lt;br /&gt;
Puffcorn Chester&lt;br /&gt;
Cracker Jack&lt;br /&gt;
El Isleno Plantain Chips&lt;br /&gt;
Frti-Lay Peanuts&lt;br /&gt;
Funyuns&lt;br /&gt;
Gamesa&lt;br /&gt;
Grandma’s&lt;br /&gt;
Matador&lt;br /&gt;
Maui Style Potato Chips&lt;br /&gt;
Miss Vickie&lt;br /&gt;
Munchies&lt;br /&gt;
Munchos&lt;br /&gt;
Natural&lt;br /&gt;
Harvest Nut&lt;br /&gt;
Quaker&lt;br /&gt;
Rold Gold&lt;br /&gt;
Ruffles&lt;br /&gt;
Sabritones&lt;br /&gt;
Santitas&lt;br /&gt;
Smartfood&lt;br /&gt;
Spitz&lt;br /&gt;
Stacy&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: maroon;"&gt;&lt;strong&gt;LE COMPAGNIE SATELLITE&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
PepsiCo nutre milioni di persone ogni giorno anche attraverso la sua azienda satellite, Yum!, che possiede catene di ristoranti tra cui &lt;strong&gt;Pizza Hut, Taco Bell, KFC, Hot n ‘Now, East Side Mario’s, D’Angelo Sandwich Shops, Chevrolet Fresh Mex, California Pizza Kitchen e Stolichnaya.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div sizcache="6" sizset="25"&gt;&lt;a href="http://neovitruvian.files.wordpress.com/2011/04/yum-e1303236864682.jpg" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-3546" height="341px" src="http://neovitruvian.files.wordpress.com/2011/04/yum-e1303236864682.jpg?w=300&amp;amp;h=341" title="yum-e1303236864682" width="300px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Molti dei prodotti elencati in precedenza hanno retto al mercato per molti decenni, alcuni tengono da oltre un secolo. Qual è il segreto di un successo così duraturo? In primo luogo, il recipe deve essere spettacolare. Come accennato in precedenza, la Nestlé ha speso più di $ 2 miliardi di dollari nel solo 2009 per la ricerca e lo sviluppo, che sono stati utilizzati in gran parte per pagare esperti per rendere i prodotti più attraenti al consumatore. Oltre a questo i soldi sono stati spese per creare una giusta alchimia che producesse dipendenza tramite il sale, i grassi, lo zucchero e altri prodotti chimici che sono ben noti a questo “esperti”. Gli alimenti raffinati contenengono una miscela accuratamente calcolata di prodotti chimici e additivi che invia segnali “di soddisfazione” al cervello, che il cervello continua poi a cercare sotto forma di desiderio. (dipendenza)&lt;br /&gt;
Tuttavia, ci sono innumerevoli imprese che vendono prodotti simili. Così, per far si che i clienti ricomprino il loro marchio, le aziende investono miliardi di dollari nel secondo segreto del loro successo: le “brand loyalty” realizzate attraverso il marketing e la pubblicità.&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: maroon;"&gt;&lt;strong&gt;PUBBLICITA’ IRRAZIONALE&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
Mentre l’obiettivo finale di una pubblicità è quello di vendere un prodotto, le società che vendono i suddetti prodotti cercheranno di dirvi che la loro pubblicità va ben oltre il mero denaro. La loro missione è quella di creare un legame emotivo a un prodotto, un concetto che è totalmente irrazionale, ma estremamente efficace. Non vogliono solo che ti piaccia il prodotto, vogliono che tu ti identifichi con esso.&amp;nbsp; Stanno cercando di creare clienti fedeli,&amp;nbsp; per tutta la vita con la creazione di un’immagine, uno stile di vita e anche una filosofia intorno a un prodotto. Prendiamo questo spot del Miracle Whip come esempio.&lt;br /&gt;
&lt;span class="embed-youtube" style="display: block; text-align: center;"&gt;&lt;embed allowfullscreen="true" height="370" src="http://www.youtube.com/v/kb8B8eLa_bg?version=3&amp;amp;rel=1&amp;amp;fs=1&amp;amp;showsearch=0&amp;amp;showinfo=1&amp;amp;iv_load_policy=1" type="application/x-shockwave-flash" width="604" wmode="opaque"&gt;&lt;/embed&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
Mostrando persone in festa che fanno baldoria in spiaggia, la pubblicità tenta di creare una associazione tra il prodotto e l’essere giovane, di tendenza e ribelle.&lt;br /&gt;
Le pubblicità come queste sono meticolosamente calcolate per raggiungere una particolare popolazione demografica e per generare emozioni specifiche all’interno di questi spettatori. Per raggiungere questi obiettivi, le grandi compagnie si basano su approfondite ricerche sul comportamento umano.&lt;br /&gt;
“Nessun gruppo di sociologi si avvicina minimamente alla capacità di raccogliere dati sfruttabili socialmente delle aziende pubblicitarie. Le compagnie pubblicitarie hanno miliardi da spendere all’anno in ricerca e sperimentazione “.&lt;br /&gt;
- Marshal McLuhan, The Extensions of Man&lt;br /&gt;
Per vendere la fiducia nella marca ad uno spettatore attraverso uno spot televisivo, le argomentazioni razionali / logiche hanno effetti limitati. Gli annunci più efficaci e di successo sono in grado di bypassare il pensiero razionale (quando un argomento può essere accettato o rifiutato) e toccare direttamente il subconscio dello spettatore, attraverso i loro istinti, paure o insicurezze.&lt;br /&gt;
“E ‘con la conoscenza dell’essere umano, con le sue tendenze, i suoi desideri, i suoi bisogni, i suoi meccanismi psichici, i suoi automatismi così come con la conoscenza della psicologia sociale e della psicologia analitica, che la propaganda affina le sue tecniche.”&lt;br /&gt;
- Propagandes, Jacques Ellul (traduzione libera)&lt;br /&gt;
Per illustrare questo concetto, diamo un’occhiata a 2 pubblcità di prodotti&amp;nbsp; rivolti ad un mercato importante: le madri.&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: maroon;"&gt;&lt;strong&gt;PUBBLICITA’ IRRAZIONALE: VENDERLO ALLE MADRI&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
Per coloro che lavorano nel marketing, le madri sono un sogno. Hanno un enorme punto debole: i bambini, soprattutto i loro. Questo amore per i bambini non è razionale: l’istinto materno è uno dei riflessi più primordiali e ormonali dell’umanità. Riuscire a colpire l’istinto materno significa avere buonissime possibilità che la madre diventi una cliente. Attraverso l’utilizzo di gruppi di ricerca, i pubblicitari hanno imparato i modi più efficaci per ottenere reazioni da parte delle madri, creando annunci mirati che fanno sentire la madre preoccupata, commossa, spaventata, arrabbiata o turbata. Una volta che il bersaglio è nello stadio emotivo desiderato, il prodotto viene presentato come la risposta a tutto. Ecco una pubblicità di una farina specificamente diretta alle mamme:&lt;br /&gt;
&lt;span class="embed-youtube" style="display: block; text-align: center;"&gt;&lt;embed allowfullscreen="true" height="370" src="http://www.youtube.com/v/Z4zMPibdH3k?version=3&amp;amp;rel=1&amp;amp;fs=1&amp;amp;showsearch=0&amp;amp;showinfo=1&amp;amp;iv_load_policy=1" type="application/x-shockwave-flash" width="604" wmode="opaque"&gt;&lt;/embed&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="embed-youtube" style="display: block; text-align: center;"&gt;&lt;embed allowfullscreen="true" height="370" src="http://www.youtube.com/v/yvOi4VogT2s?version=3&amp;amp;rel=1&amp;amp;fs=1&amp;amp;showsearch=0&amp;amp;showinfo=1&amp;amp;iv_load_policy=1" type="application/x-shockwave-flash" width="604" wmode="opaque"&gt;&lt;/embed&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: maroon;"&gt;&lt;strong&gt;CONCLUSIONE&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div sizcache="6" sizset="26"&gt;Perché uno si dovrebbe preoccupare di quali società vendono un determinato prodotto? In primo luogo, è una questione di salute. Quasi tutte le centinaia di prodotti citati in questo articolo contengono ingredienti tossici, quantità eccessive di grassi saturi e di additivi come l’MSG, l’HFC, il mercurio e / o l’aspartame. Queste sostanze, e molte altre come loro, sono velenose per il corpo, il sistema nervoso e del cervello (come discusso in questo articolo &lt;a href="http://neovitruvian.wordpress.com/2010/08/01/fanno-marcire-la-societa-parte-3-invertire-il-processo-di-avvelenamento/" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: #0071bb;"&gt;Fanno marcire la società invertire il processo di avvelenamento&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;). I cibi elaborati stanno rendendo il mondo più grasso, più malato e più scemo, anche se solo poche imprese li producono. E ‘fondamentale conoscerli e riconoscerli… in modo da poterli evitare. E ‘anche importante riconoscere le tattiche di marketing di base che vengono usate per spingere i consumatori ad acquistare prodotti alimentari raffinati.&lt;/div&gt;La questione, comunque, è molto più grande della salute individuale. Essere a conoscenza delle imprese che vendono il cibo è essere a conoscenza di importanti attori del mondo elitario. Come dice il proverbio “controlla il cibo e controllerai la gente”. Se crediamo che sia importante conoscere la verità sulla struttura del potere del mondo, è fondamentale conoscere queste aziende e capire la loro vasta diffusione in tutti i settori della nostra società globale. Essi vendono “solo” il cibo, ma il loro potere e la posizione derivante dà questi conglomerati li fanno partecipare attivamente alla governance globale, all’economia, alla politica legislativa e anche nelle forze militari (chi pensate che rifornisca le mense militari?). Le tre grandi, assieme ad altre multinazionali simili sono ingranaggio delle politiche “think tank” delle organizzazioni come il Council on Foreign Relations e del Gruppo Bilderberg, che sono il vero motore del cambiamento globale. PepsiCo dovrebbe avere voce in capitolo sull’invasione di un paese come l’Iran? Beh…sì. E ogni volta che si compra una Pepsi o un sacchetto di Doritos o di jug of Tropicana, li si sta aiutando a diventare più ricchi e potenti. Per fortuna, però, c’è un modo facile per smettere di sostenere queste imprese: Basta sostituire i prodotti raffinati che acquisti da queste società con alimenti freschi acquistati dalle imprese locali. Potrai migliorare la salute e l’economia locale, ma soprattutto, potrai anche diventare il peggior incubo dell’elite: un consumatore razionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: http://vigilantcitizen.com/vigilantreport/irrational-consumerism-or-the-few-companies-who-feed-the-world/</description><link>http://liberamenteeconomia.blogspot.com/2011/05/consumismo-irrazionale-ovvero-le-poche.html</link><author>noreply@blogger.com (oltrelamente)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5182024184064823113.post-4223156168055411123</guid><pubDate>Thu, 28 Apr 2011 11:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-04-28T04:36:41.760-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Banca Mondiale</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">banche</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bernanke</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Concern Worldwide</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Economist</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">FMI</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Operazione Mediatica Controllata</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">peak oil</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sovranità monetaria</category><title>C’È UNA TRUFFA FINANZIARIA DIETRO L’AUMENTO DEL PREZZO DEL CIBO E DEL PETROLIO?</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh09HbLywUz5DjX5SakWTPA6jtVIeufiBsoQShKVKKaOrHnmWVNxYfz-ycdbzlNS6YI-IPLee3qDgvqf0Dl23Co_M1TN-R6ylUWgV9DHtLlPdOo_V08wOjFJUXPEgb0QT1xX0OtBYLmKbPW/s1600/Oil-Euro-Dollar01.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" j8="true" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh09HbLywUz5DjX5SakWTPA6jtVIeufiBsoQShKVKKaOrHnmWVNxYfz-ycdbzlNS6YI-IPLee3qDgvqf0Dl23Co_M1TN-R6ylUWgV9DHtLlPdOo_V08wOjFJUXPEgb0QT1xX0OtBYLmKbPW/s1600/Oil-Euro-Dollar01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;DI DANNY SCHECHTER &lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Global Research&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’economia globale, il suo recupero e lo standard di vita di milioni di persone sono adesso messi a rischio dall’improvviso aumento del prezzo dell’olio e dei beni di consumo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La benzina alle pompe è alle stelle e sta aumentando. I prezzi del cibo lo stesso. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le conseguenze per i poveri nel mondo sono catastrofiche, in quanto, mentre i prezzi salgono, i loro stipendi non lo fanno. Sono minacciati anche i lavoratori americani che, per la maggior parte, non assistevano a un aumento così significativo dai giorni di Reagan (continuando così è chiaramente dietro la momentanea corrente di attacchi ai sindacati). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;La colpa di questi drammatici incrementi viene attribuita alle agitazioni in Medio Oriente e in molti paesi africani. È come se la minaccia alla stabilità globale sia largamente ignorata dai nostri media, i quali trattano il &lt;i&gt;business&lt;/i&gt; del petrolio come un’altra mistica conseguenza del &lt;i&gt;free market&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Perché sta succedendo? Perché quest'instabilità? È la scarsità di petrolio che provoca l’aumento dei prezzi? Il prezzo del cibo è una normale conseguenza dell’aumento dei prezzi dei beni di consumo?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se è vero che i disastri naturali e la siccità giocano un ruolo effettivo nell’incontrollato prezzo dell’inflazione, è anche evidente che qualcos’altro sta attirando una crescente attenzione, nonostante la maggior parte dei nostri &lt;i&gt;media&lt;/i&gt; falliscano nell’esplorare quella che possiamo considerare una bomba politica, e molti leader politici scrollano le spalle e non se ne occupano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il presidente Obama ha recentemente dichiarato che non c’è niente che lui possa fare riguardo all’impennata del prezzo del petrolio e del cibo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I critici dicono che il problema sta nel fatto che il governo e i mezzi di comunicazione rifiutano in modo analogo di ammettere cosa sta veramente succedendo: un'incontrollata speculazione!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non tutti credono a questi sospetti che, non a caso, sono uno dei più intensi soggetti di dibattito economico. L’economista della Princeton University, Paul Krugman, rigetta l’idea della speculazione, abbracciando la tradizionale teoria secondo la quale i prezzi del petrolio rispondono alla domanda del mercato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La rivista &lt;i&gt;The Economist&lt;/i&gt; è d’accordo e riassume questa teoria con l’incisiva frase “La speculazione non guida il prezzo del petrolio. Lo guidano i conduttori."&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri, come un’analista dell’industria petrolifera, Michael Klare dell’&lt;i&gt;Hampshire College&lt;/i&gt; negli Stati Uniti, crede che la domanda stia superando le provviste.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Considerate il recente aumento del prezzo del petrolio una lieve e prematura scossa che presagisce l’arrivo di un terremoto petrolifero. Il petrolio non sparirà dal mercato internazionale, ma nelle decadi future non raggiungerà mai il livello necessario per soddisfare la domanda mondiale, il che significa che, più prima che poi, la scarsità diventerà la condizione dominante del mercato." &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di solito si può sentire questo dibattito all'interno dei circoli accademici oppure letto sugli opuscoli politici dove le visioni ortodosse si scontrano con quelle allarmiste riguardo al picco del petrolio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma i funzionari nel terzo mondo non considerano questo tema accademico. Il governatore della &lt;i&gt;Reserve Bank of India&lt;/i&gt;, Duvvuri Subbarao, attacca: “I movimenti speculativi del mercato dei derivati sono causati anche dalla volatilità dei prezzi.”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La banca mondiale si riunirà questa settimana per affrontare questo problema che è considerato di ‘estrema urgenza'&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Il prezzo del cibo è una questione di vita o di morte per i più poveri”, ha detto Tom Arnold, CEO di &lt;i&gt;Concern Worldwide&lt;/i&gt;, un’agenzia umanitaria internazionale, durante la sua partecipazione all’ Forum Aperto sul Cibo alla sede centrale della Banca Mondiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aggiunge che “con molte famiglie che spendono l’80% dei loro stipendi in cibo di base per sopravvivere, anche il più lieve aumento del prezzo può avere effetti devastanti e diventare una crisi per i più poveri.”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il giornalista Josh Clarck nel suo sito Internet &lt;i&gt;How Stuff Works&lt;/i&gt; sostiene che gran parte della speculazione sul petrolio ha le sue radici nella crisi finanziaria. “La prossima volta che andate dal benzinaio, quando notate che i prezzi sono ancora alle stelle rispetto a solo qualche anno fa, fate caso alle schiere di case pignorate che troverete per strada. Possono sembrare due parti di un’ondata di sfortuna economica, ma l’alto prezzo della benzina e le case pignorate sono in realtà strettamente collegati. Ancor prima che molte persone fossero addirittura consapevoli della crisi economica, i gestori dei fondi d’investimento abbandonarono i titoli garantiti da ipoteche deboli e cercarono altri utilizzi più lucrosi. Quello che a cui diedero origine fu l’avvenire del petrolio.”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il dibattito all’interno dell’industria è più sommesso. Per esempio si cerca di evitare scontri pubblici tra fornitori e distributori che non vogliono agitare le acque. Ma alcuni funzionari come Dan Gilligan, presidente della &lt;i&gt;Petroleum Marketers Association&lt;/i&gt;, che rappresenta 8.000 rivenditori e fornitori all’ingrosso, hanno parlato chiaro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo stesso Gilligan ha dichiarato che “approssimativamente tra il 60 e 70 per cento dei contratti petroliferi nel mercato a termine sono adesso gestiti da enti speculativi. Non da aziende che hanno bisogno di petrolio, non da linee aeree, non da compagnie petrolifere. Ma da investitori che guadagnano dalle loro posizioni speculative.”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Adesso, un importante e famoso analista di mercato ha lanciato un avvertimento nel vento che soffia sugli speculatori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’esperto di finanza Phil Davis gestisce un sito Internet e una &lt;i&gt;newsletter&lt;/i&gt; molto seguiti che monitorano lo scambio di stock e alternatives. È un professionista che imparò dal nonno a comprare stock quando aveva solo dieci anni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il suo sito internet è &lt;i&gt;Phil’s Stock World&lt;/i&gt; e gli stock sono il suo mondo. Ha sottotitolato il sito "Finanza elevata per gente reale". &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Solitamente è un analista sobrio ed equilibrato, non conosciuto per essere dissidente o anticonformista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando ho incontrato Phil l’altra sera era su tutte le furie, irritato da che crede essere la truffa del secolo, della quale nessuno vuole parlare perché così tante persone potenti, armate di legioni di avvocati, vogliono un appoggio indiscusso e spingono al silenzio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Phil studia attentamente i problemi legati al petrolio e al cibo e ha concluso, “Gente, è una truffa. Non è nient’altro che un enorme truffa e sta distruggendo l’economia statunitense e globale, ma nessuno si lamenta perché stanno fregando ‘solo’ $1,50 al gallone ad ogni singolo individuo del mondo industrializzato."&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Il top 0,01% sta derubando il seguente 39,99% e il restante 60% non si può permettere in ogni caso di avere un auto, limitandosi a morire di fame in modo discreto quando l’aumento dei prezzi del cibo supera quello del carburante). Se qualcuno entra nella vostra auto e vi frega uno stereo da 500 dollari, andate alla polizia. Ma se qualcuno vi fa pagare 30 dollari in più ogni volta che riempite il serbatoio 50 volte all’anno (1.500$) allora state zitti e pagate il conto. Bel sistema, vero?”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Phil ha appena cominciato e approfondisce gli intrighi del mercato del NYMEX, l’ente che gestisce questi commerci. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La grande cosa riguardo al NYMEX è che gli operatori di borsa non devono ricevere i loro contratti, possono semplicemente pagare per indirizzarli verso il prezzo di liquidazione successivo, anche se realmente nessuno compra i barili. È così che nel NYMEX è stato sviluppato un massiccio eccesso di contratti per 677 milioni di barili per i prossimi quattro mesi e, nel giorno del negoziamento dei termini, questo sarà il numero di barili ‘ordinati’ per i tre mesi successivi, a meno che molti barili non vengano velocemente abbassati ai prezzi del mercato. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Ricordiamoci che gli Stati Uniti usano ‘solamente’ 18 milioni di barili di petrolio ogni giorno, quindi 677 milioni ricoprono il bisogno di 37 giorni. D’altra parte abbiamo anche 9 milioni di barili di petrolio nostro e importiamo ‘solo’ 9 milioni di barili ogni giorno, 5 di questi dal Canada e dal Messico che, dall’ultima che ho sentito, non sono neanche in rivoluzione. Quindi, ignorando i barili del Mare del nord, del Brasile, del Venezuela e il blocco dell’Africa nell’OPEC, importiamo 3 milioni di barili da fonti inaffidabili e abbiamo un contratto che ricopre il fabbisogno di 225 giorni al prezzo corrente o inferiore. In più abbiamo una riserva strategica di petrolio che consiste di altri 727 milioni di barili e altri 370 milioni di accumulazione commerciali negli Stati Uniti (anche questo completo), il che significa altri 365.6 giorni di fabbisogno di petrolio già accantonato in aggiunta ai 225 sotto contratto per la consegna”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questi contratti per il petrolio superano il numero reale di consegne, un segno di speculazione e monopolio, in quanto le compagnie ottengono le autorizzazioni del governo per i pozzi, ma poi non le usano per le esplorazioni e il successivo sfruttamento. È tutta una questione di monopolio del fabbisogno del petrolio che tiene il prezzo alto. E sembra non esserci nessuno a regolarlo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quello che Phil vede è un gigantesco ma intricato gioco di monopolio del mercato e manovre di cartello, (non solo di un’industria), che porta le petroliere a attraversare gli oceani avanti e indietro per fermarsi solo quando il prezzo è giusto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
‘Non c’è niente che la fila di petrolieri tra qui e OPEC vorrebbe fare più che sbarcare altri 277 milioni di barili di petrolio greggio a $112,79 per barile (la chiusura di venerdì sui contratti aperti e sul prezzo) ma sfortunatamente, come ho detto la scorsa settimana, Cushing, in Oklahoma (dove il petrolio è stivato) è già piena zeppa di petrolio e può solo contenere 45 milioni di barili se inizia completamente vuota, quindi semplicemente è fisicamente impossibile che questi barili siano consegnati. Questo comunque non ha impedito che 287 milioni di barili alle quotazioni di maggio venissero scambiati venerdì con un GUADAGNO di $ 2.49 [rispetto alla quotazione] del giorno.”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chiede “chi sta comprando 287,494 contratti (con 1.000 barili per contratto) da consegnare a Maggio che probabilmente non possono essere consegnati, per 2.49$ in più rispetto al prezzo del giorno precedente? Questi sono i tipi di domande the vi aspettereste dai regolatori, se ne avessimo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La rubrica televisiva di &lt;i&gt;News&lt;/i&gt; "&lt;i&gt;60 Minutes&lt;/i&gt;" ha parlato con Dan Gilligan che ha evidenziato che gli investitori non ricevono le consegne di petrolio. “Tutto quello che fanno è comprare il foglio e sperare di poterlo rivendere a più di quanto l’hanno pagato. Prima di ricevere la consegna.”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha dichiarato che fanno la loro fortuna “nella volatilità che caratterizza il mercato. Possono farlo scendere o salire.”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Payam Sharifi, all’Universita` Missouri-Kansas City, ha reso noto che anche quando l’aumento del prezzo del petrolio minaccia l’economia mondiale il silenzio è totale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Il problema dovrebbe essere discusso nuovamente con un interesse diverso, ma i mezzi di comunicazione e gran parte delle persone hanno semplicemente accettato gli alti prezzi del cibo e del petrolio come un fatto inevitabile, senza alcuna discussione che non sia banale sulle cause dei prezzi così alti.”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che cosa possiamo farci?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Titolo originale: "Is There a Financial Scam Behind the Rise in Oil and Food Prices?"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: http://www.globalresearch.ca&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&amp;amp;aid=24386"&gt;Link&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
18.04.2011&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di BLOUD.IT</description><link>http://liberamenteeconomia.blogspot.com/2011/04/ce-una-truffa-finanziaria-dietro.html</link><author>noreply@blogger.com (oltrelamente)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh09HbLywUz5DjX5SakWTPA6jtVIeufiBsoQShKVKKaOrHnmWVNxYfz-ycdbzlNS6YI-IPLee3qDgvqf0Dl23Co_M1TN-R6ylUWgV9DHtLlPdOo_V08wOjFJUXPEgb0QT1xX0OtBYLmKbPW/s72-c/Oil-Euro-Dollar01.jpg" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5182024184064823113.post-5877706876866983927</guid><pubDate>Thu, 21 Apr 2011 06:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-04-20T23:48:17.848-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">monete complementari</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Wall Mart</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Wall Street</category><title>Piccolo è bello, Grande è sovvenzionato : L'importanza delle infrastrutture pubbliche per le corporation: il caso Wall-Mart</title><description>&lt;div class="subTitle"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="color: maroon;"&gt;&lt;strong&gt;APPROVIGIONARE PER CRESCERE&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli artefici delle moderne economie industriali sanno benissimo di quali infrastrutture hanno bisogno: una rete di trasporti capace di distribuire rapidamente e in sicurezza materie prime, prodotti agricoli e prodotti industriali su lunghe distanze; grandi quantità di energie a poco prezzo, per alimentare processi produttivi e per consentirne un maggior consumo domestico; reti di comunicazione, che consentano il coordinamento centralizzato di attività sparse su un ampio territorio; sistemi scolastici destinati a fornire una forza lavoro formata per lavorare nell'economia delle corporation; gruppi di ricercatori che procurino continue innovazioni tecnologiche a ritmo veloce.&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Non c'è dubbio che è questo programma che spinge le politiche statali relative alle infrastrutture. Un deputato britannico al Parlamento Europeo l'ha espresso con queste parole:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
"Perché l'industria britannica possa sfruttare al meglio le opportunità offerte dal mercato unico, dobbiamo fornire le infrastrutture per soddisfare la domanda".&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Non è affatto una politica nuova: lo sviluppo delle infrastrutture a sovvenzione statale "soddisfa la domanda" delle grandi corporation da molti anni. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Per valutarne i risultati possiamo prendere in esame una grande corporation, la &lt;span style="color: #993300;"&gt;&lt;strong&gt;Wall Mart, la più grande catena di vendita al minuto al mondo,&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; che secondo alcune proiezioni è destinata a diventare la più grande società americana in assoluto. Il successo di questa società è stato spesso esaltato e ascritto all'acume commerciale e alla personalità del suo fondatore, Sam Walton. Raramente, se non mai, viene analizzato il ruolo di un'infrastruttura sovvenzionata con fondi pubblici. Se lo fosse, risulterebbe con chiarezza che &lt;span style="color: #993300;"&gt;&lt;strong&gt;"i prezzi più bassi ogni giorno" che questa grande società utilizza per costringere a chiudere le attività commerciali più piccole sono resi possibili solo da una forte quota di sussidi indiretti.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
Nell'arco di una tipica settimana, Wall-Mart serve circa 70 milioni di consumatori, la maggior parte dei quali raggiunge in auto i negozi della catena entro un raggio di 80 km o più. &lt;br /&gt;
Lo spostamento è agevolato dal fatto che Wall-Mart costruisce i suoi centri vendita vicino alle uscite del sistema autostradale nazionale. In ogni negozio le casse leggono rapidamente i codici a barre dei prodotti con un lettore laser, facendo scorrere speditamente i clienti e contemporaneamente monitorando le vendite degli 80mila articoli in vendita. I computer delle casse sono collegati via satellite alla sede centrale di Wall-Mart ad Atlanta, in cui vengono costantemente monitorate le vendite e aggiornato il magazzino di ognuno dei 2300 centri vendita della società. Altre linee satellitari collegano i 43 centri distributivi e la flotta di camion, la posizione di ognuno dei quali è rilevabile attraverso la tecnologia satellitare GPS. Anche i magazzini di distribuzione sorgono vicino agli svincoli autostradali, ottimizzando il tempo di percorrenza per le consegne come quello degli spostamenti dei clienti.&lt;br /&gt;
Un numero sempre maggiore di articoli Wall-Mart viene prodotto all'estero, e nel solo 1995 è stata necessaria la spedizione via mare di 47mila container. Le navi portacontainer arrivano nei porti attrezzati per riceverli, i container viaggiano per ferrovia e vengono infine caricati sui camion che li portano ai magazzini di distribuzione. Questo sistema consente alla società di spedire su gomma gli articoli di cui ogni centro vendita ha bisogno, mantenendo gli scaffali sempre forniti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, praticamente ogni prodotto venduto da Wall-Mart ha viaggiato per migliaia di kilometri su autostrade costruite con denaro pubblico, i terminal marittimi a&amp;nbsp; cui arrivano le merci prodotte all'estero sorgono su suolo pubblico e sono gestiti da enti pubblici, i satelliti utilizzati dalla società per comunicare e per monitorare magazzini e camion sono il prodotto di un programma spaziale realizzato con fondi pubblici, e la tecnologia laser in grado di conoscere in tempo reale la posizione dei camion deriva da un programma di ricerca militare finanziato dal governo. Gli spostamenti dei consumatori sono resi possibili da una rete autostradale capillare, e anche i tecnici che hanno costruito e programmato, e che gestiscono i computer della società, sono usciti da un sistema educativo, ampiamento sovvenzionato con denaro pubblico, che crea personale tecnico altamente specializzato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa lista potrebbe continuare all'infinito, ma ormai dovrebbe esservi chiaro che &lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;strong&gt;le infrastrutture di cui Wall-Mart ha bisogno sono state realizzate con denaro pubblico. Peggio ancora, persino il concetto di una catena di vendite al minuto della scala di Wall-Mart non sarebbe stato possibile senza queste infrastrutture.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
Non solo i venditori su larga scala, ma anche i produttori, beneficiano delle infrastrutture pubbliche; spostano materie prime e prodotti finiti utilizzando queste stesse vie di trasporto, coordinano le filiali sparse sul territorio attraverso le reti di comunicazione, e si appoggiano ad un sistema scolastico sovvenzionato dal denaro pubblico per il personale tecnico necessario all'innovazione tecnologica. Questa dipendenza dalla rete pubblica dei trasporti e delle comunicazioni è stata indirettamente rivelata da una pubblicità della Toyota apparsa di recente sui giornali americani. Questa transnazionale giapponese ha pubblicizzato le parti "made-in-America" del suo modello Camry affermando:&lt;br /&gt;
"Noi compriamo i componenti migliori del mondo da qualunque stato provengano".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Veniva poi illustrato uno schema del modello in cui si indicavano con orgoglio gli stati da cui provenivano i vari componenti: anche se lo stabilimento di produzione è nel Kentucky, i 40 fornitori sono sparsi in tutto il territorio nazionale, dalla California al Vermont. &lt;br /&gt;
Il modello Camry della Toyota non presenta nulla di eccezionale a questo riguardo, e le regole di "libero scambio" significano che i componenti di molti prodotti fanno viaggi anche molto lunghi prima di essere assemblati.&lt;br /&gt;
I prodotti "made in USA" vengono oramai fabbricati di routine in un tale numero di altri paesi che la Commissione Federale per il Commercio (Federal Trade Commission) ha subito fortissime pressioni dalle industrie per cambiare la definizione di origine dei prodotti. La proposta era di conservare la dicitura "Made in Usa" sino al 25% dei costi di produzione in altri Paesi.&lt;br /&gt;
Per creare un'economia adatta alla scala su cui operano le corporation transnazionali è assolutamente necessaria una nuova infrastruttura industriale. Gran parte dei progetti di sviluppo del Terzo Mondo mirano a creare precisamente questa infrastruttura, per consentire a questi paesi di sollevarsi dai gradini più bassi della scala economica globale facilitando nello stesso tempo l'accesso delle corporation alle risorse e ai mercati del sud del mondo. Un recente convegno sulle "opportunità d'investimento" nei paesi meno sviluppati del Mediterraneo ha concluso che:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
"la povertà delle infrastrutture è una grave limitazione agli investimenti in Medio Oriente e Nordafrica".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Costruire le sole infrastrutture energetiche per incoraggiare gli investimenti costerebbe circa 250 miliardi di sterline, la maggior parte dei quali pagati con denaro pubblico...&lt;/span&gt;&lt;span style="color: maroon;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;PICCOLA SCALA MA UMANA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;strong&gt;Se le economie globali e le corporation che le dominano esigono un'infrastruttura industriale, le economie su piccola scala costruite intorno ai mercati locali hanno bisogni molto diversi.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
In primo luogo, è minore la dipendenza dai trasporti a lunga distanza, con la riduzione del bisogno di autostrade, aeroporti e terminal portuali. Dato che i produttori produrrebbero per un mercato più piccolo, sarebbero più piccoli essi stessi e utilizzerebbero più lavoro umano e meno energia. I sistemi di comunicazione per coordinare le attività tra continenti non sarebbero più una priorità indispensabile...La ricerca si rivolgerebbe principalmente ad un miglior utilizzo delle risorse locali in un particolare ambiente, invece di concentrarsi su innovazioni tecnologiche da applicare mondialmente.&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: #993300;"&gt;&lt;strong&gt;Anche se queste opzioni su piccola scala avrebbero costi molto minori delle grandi opere, che favoriscono i programmi delle corporation, i governi le hanno sistematicamente ignorate.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; Come per tutte le scelte più importanti, le decisioni sul tipo di infrastrutture in cui una società investe sono intrinsecamente politiche. Purtroppo un reale dibattito su questo problema è estremamente raro..&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il risultato è una facile profezia: &lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;strong&gt;se si continua a investire denaro pubblico nei bisogni di infrastrutture dell'economia industriale su larga scala, non stupitevi se sarà solo questa economia a "evolvere".&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Testo tratto da "Piccolo è bello, Grande è sovvenzionato" (pp 41-45), di Steven Gorelick, Arianna Editrice, 2005&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;</description><link>http://liberamenteeconomia.blogspot.com/2011/04/piccolo-e-bello-grande-e-sovvenzionato.html</link><author>noreply@blogger.com (oltrelamente)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5182024184064823113.post-8943092034109838707</guid><pubDate>Mon, 04 Apr 2011 20:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-04-04T13:01:12.515-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Usura</category><title>Pimco: con $75 trillioni di debiti, default vicino per gli Usa</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.wallstreetitalia.com/thumbnailer.aspx?width=250&amp;amp;image=19202.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.wallstreetitalia.com/thumbnailer.aspx?width=250&amp;amp;image=19202.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Roma - Che avesse portato le sue posizioni accumulate in Treasury a zero  era una cosa già nota. Ma ora Bill Gross, fondatore di Pimco, fondo  obbligazionario numero uno al mondo, va ancora più in là e nel suo  outlook di aprile, prevede deciso che, zavorrati da "un reale ma non  riportato" debito pari a $75 trillioni, ovvero con un debito che ammonta  a quasi il 500% del pil Usa, gli Stati Uniti cadranno in default.  Sebbene, aggiunge, "non in modo convenzionale, ma scippando soldi dalle  tasche dei risparmiatori".&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt; "Mi sono liberato di Treasury perchè hanno poco valore in un contesto in  cui il debito di un paese è di $75 trilioni. Sono sicuro che a meno che  gli stanziamenti per la spesa non saranno rivisti in modo  significativo, questo paese cadrà in default".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le minacce sono molte e per questo Gross parla di default come una somma  di diverse situazioni che l'America rappresenta tutte: l'inflazione, il  deprezzamento della valuta, tassi di interesse reali bassi e negativi.  In questo contesto, precisa Gross, non conviene proprio detenere  Treasury americani. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per migliorare la situazione e non incorrere in deficit da $1 trilione,  "bisognerebbe attaccare quelle spese del governo rappresentate dal  medicare, Medicaid e dal Social Security". Finchè non si andrà in quella  direzione, la tragedia greca, assicura il fondatore di Pimco, sarà  rivissuta negli Stati Uniti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.wallstreetitalia.com/article.aspx?IdPage=1104818</description><link>http://liberamenteeconomia.blogspot.com/2011/04/pimco-con-75-trillioni-di-debiti.html</link><author>noreply@blogger.com (Vincenzo Salerno)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5182024184064823113.post-8822552856270506413</guid><pubDate>Sun, 03 Apr 2011 19:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-04-03T12:00:22.315-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">North Dakota</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">North Dakota Bank</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sovranità monetaria</category><title>RIPRISTINARE LA SOVRANITA' ECONOMICA - VERSO LE BANCHE DI PROPRIETA' DELLO STATO</title><description>&lt;img align="left" height="200" src="http://www.comedonchisciotte.org/images/bank-name.jpg" width="300" /&gt;  DI ELLEN BROWN&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;webofdebt.com&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;"E l'ora di dichiarare la sovranità economica dalle banche  multinazionali che sono responsabili di gran parte della nostra crisi  economica attuale. Ogni anno inviamo oltre un miliardo di dollari di  dollari dei contribuenti dell’Oregon a banche estere e multinazionali  sotto forma di depositi, solo per vedere che il denaro è investito  altrove. È il momento di mettere i nostri soldi a lavorare per gli  abitanti dell'Oregon "&lt;/i&gt;Rispondendo ad un bisogno non soddisfatto per  il credito alle amministrazioni locali, alle imprese e ai consumatori  locali, tre stati nel mese scorso hanno prfesentato degli atti per  l’introduzione di banche di proprietà statale - Oregon, Washington e  Maryland – &lt;i&gt;unendosi a Illinois, Virginia, Massachusetts e Hawaii per portare il numero totale a sette.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mentre Wall Street riporta profitti da record, le banche locali si  dibattono, il credito per le piccole imprese e dei consumatori rimane  contratto, ed i governi locali sono in bilico sulla bancarotta.  Si  parla addirittura di consentire a governi statali di presentare istanza  di fallimento, qualcosa che la legislazione vigente vieta. Il governo  federale e la Federal Reserve sono riusciti a trovare miliardi di  dollari per puntellare le banche di Wall Street che hanno precipitato la  crisi del credito, ma non hanno esteso questa generosità per i  contribuenti e le amministrazioni locali che sono stati costretti a  pagare il conto.  &lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Nel mese di gennaio, il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke ha  annunciato (1) che la Fed aveva escluso un piano di salvataggio della  banca centrale per i governi statali e locali.  Il deficit di bilancio  di Stato collettivo per il 2011 è previsto a 140 miliardi di dollari,  solo l'1% dei 12.300 miliardi dollari (2) la Fed è riuscita a  raggranellare tra liquidità, prestiti a breve termine, e altre  condizioni finanziarie per salvare Wall Street.  Ma il presidente  Bernanke ha detto che la Fed è limitata per statuto dal comprare il  debito del governo municipale con scadenza di sei mesi o meno che sia  direttamente assistito da imposte o altre entrate assicurate, una forma  di debito che rappresenta meno del 2% del mercato globale municipale. I  governi statali e municipali, a quanto pare, sono in proprio. (3)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di fronte all’inazione federale e alla crescente crisi di bilancio  locale, un numero crescente di Stati stanno valutando la possibilità di  creare proprie banche di proprietà dello Stato, seguendo il modello del  North Dakota, l'unico Stato che sembra essere sfuggito indenne alla  crisi del credito. La Banca del Nord Dakota (BND) vecchia di 92 anni,  attualmente l'unica banca di proprietà statale degli Stati Uniti, ha  contribuito a evitare al North Dakota i disastri che incombono sui  bilanci di altri Stati. Nel 2009, il North Dakota esibiva il maggiore  avanzo di bilancio che avesse mai avuto.  La BND contribuisce a  finanziare non solo il governo locale ma anche banche e imprese locali,  mettendo a disposizione i fondi per i prestiti alle banche commerciali  di sostegno al credito delle piccole imprese.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell'ultimo mese, tre Stati hanno introdotto atti per le banche di  proprietà statale, secondo il modello del Nord Dakota.  L'11 gennaio, un  disegno di legge per istituire una banca di proprietà statale è stata  introdotta nella legislatura dello Stato dell’Oregon (4); Il 13 gennaio,  un disegno di legge simile è stato introdotta nello Stato di Washington  (discusso in un precedente articolo (5)) E il 4 febbraio, un simile  atto è stato introdotto nella legislatura del Maryland (6) per uno  studio di fattibilità. Essi si uniscono a Illinois (7), Virginia (8),  Hawaii (9) e Massachusetts (10), Che hanno introdotto atti analoghi nel  2010. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ampio sostegno&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le proposte di legge sono ampiamente sostenute da proprietari di piccole  imprese. Il Seattle Times ha segnalato (11) il 3 febbraio che il 79% di  107 imprenditori interpellati dalla Main Street Alliance di Washington,  ha sostenuto la proposta di legge dello Stato di Washington.  Più della  metà ha dichiarato di aver sperimentato una stretta del credito  d'affari, e tre quarti di coloro hanno detto che potrebbero creare nuovi  posti di lavoro se le loro esigenze di credito fossero soddisfatte.     Un sondaggio condotto dalla Main Street Alliance dell’Oregon ha prodotto  risultati simili (12).  La loro indagine, che ha riguardato 115 aziende  in 28 comuni, ha scoperto che due terzi dei piccoli imprenditori  avevano ritardato o cancellato espansioni a causa di problemi di  credito, al 41 per cento era stato negato il credito; e il 42 per cento  avevano visto le loro condizioni di credito  peggiorate.  Tre quarti  degli imprenditori intervistati ha sostenuto la proposta di legge  dell'Oregon.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A sostenere l'idea (13) di una banca di proprietà statale è anche il  tesoriere dello Stato dell’Oregon Ted Wheeler, con questa versione: egli  pensa che l’Oregon può sbloccare una capacità supplementare di prestito  in collaborazione con le istituzioni esistenti creando una banca  "virtuale".  Lo Stato non avrebbe bisogno di costruire nuovo banche di  cemento e mattoni che richiedono centinaia di nuovi dipendenti al loro  servizio.  I nuovi strumenti procurati allo Stato per essere una "banca"  potrebbero essere organizzati in modo rapido ed economico attraverso  una cornice che lui chiama una "banca virtuale di sviluppo economico".   In un editoriale (14) pubblicato su Oregonlive.com il 9 febbraio, ha  scritto:   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="margin-left: 25px; margin-right: 25px;"&gt;    Questo nuovo modello dovrebbe consolidare i vari programmi di prestito  per lo sviluppo economico dell'Oregon, e consentire al governo dello  Stato di intervenire come partecipante a nuovi prestiti, il che  contribuirà a garantire a qualificati cittadini dell'Oregon ulteriori  finanziamenti. Abbiamo anche strumenti di investimento strategico, quali  l’Oregon Growth Account che potrebbero essere meglio utilizzati come  parte di questo quadro.   &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le banche "creano" soldi sfruttando il loro capitale (15) nei prestiti.   Ad una esigenza patrimoniale dell'8%, possono attirare capitale con un  fattore di dodici, purché in grado di attrarre depositi sufficienti  (raccolti o presi in prestito) per eliminare i controlli in uscita.  Gli  Stati danno via questo potere di leveraggio quando hanno messo i loro  depositi nelle banche di Wall Street e  investito lì i loro capitali. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I  governi statali e municipali hanno asset dappertutto riposti in fondi  separati per i tempi di congiuntura sfavorevole, che sono in gran parte  investiti in banche di Wall Street per un rendimento molto modesto.   Allo stesso tempo, gli Stati prendono in prestito da Wall Street a tassi  d'interesse molto più alti e devono preoccuparsi di cose come il  rating, le tasse in ritardo, e swap su tassi di interesse, che hanno  dimostrato di essere investimenti molto buoni per Wall Street e  investimenti molto cattivi per i governi locali.    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Consolidando la loro attività nelle proprie banche di proprietà statale,  i governi statali e locali sono in grado di sfruttare i propri fondi  per finanziare le proprie operazioni, e possono fare questo in sostanza  senza interessi, dal momento che possiedono la banca e avranno indietro  gli interessi.  La BND ha contribuito per più di 300 milioni di dollari  alle le casse dello Stato negli ultimi dieci anni, un risultato notevole  per uno Stato con una popolazione che è meno di un decimo della  dimensione della Contea di Los Angeles. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il crescente movimento per stabilire la sovranità economica locale  attraverso le banche di proprietà statale è stata un'iniziativa popolare  che è cresciuta spontaneamente in risposta a bisogni non soddisfatti  per il credito locale. In Oregon, la spinta è venuta da un gruppo di  volontariato attivo chiamato Oregonians for a State Bank (16) in  collaborazione con il Working Families Party (17). A Washington, un  ruolo importante è stato svolto dal Main Street Alliance, un progetto  dell’Alliance for a Just Society (Ex NWFCO) (18).  Il principale  difensore legislative nello Stato di Washington è il Repubblicano Bob  Hasegawa.  In Maryland, la campagna è stata avviata dal Center for State  Innovation (CSI) (19), con sede nel Wisconsin, in collaborazione con il  Service Employees International-Union (SEIU) (20) e la Progressive  States Network. Il Progressive Maryland (21) è un sostenitore di primo  piano delle ONG.  Analisi dettagliate delle iniziative nello Stato di  Washington e dell’Oregon e dei loro benefici previsti sono stati  effettuati da CSI (22).  Per gli sforzi di base in altri Stati e per le  petizioni che possono essere firmate, vedere  http://publicbankinginstitute.org/state-info.htm. (23) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Ellen Brown è un avvocato e presidente del Public Banking Institute.   Ha scritto undici libri, Tra cui Web of Debt: The Shocking Truth About  Our Money System and How We Can Break Free (2010).(La ragnatela del  debito: la scioccante verità sul nostro sistema monetario e come  liberarsene)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: http://webofdebt.wordpress.com &lt;br /&gt;
Link: http://webofdebt.wordpress.com/2011/02/16/restoring-economic-sovereignty-the-push-for-state-owned-banks/ &lt;br /&gt;
16.02.2011&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Traduzione per www.comedonchisciotte.org  a cura di ETTORE MARIO BERNI&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
NOTE:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) http://online.wsj.com/article/SB10001424052748704739504576067602380461160.html&lt;br /&gt;
2) http://www.thenation.com/print/blog/156794/feds-backdoor-bailout-provided-33-trillion-loans-banks-corporations&lt;br /&gt;
3) http://www.webofdebt.com/articles/nobailout_mainstreet.php&lt;br /&gt;
4) http://www.leg.state.or.us/11reg/measures/hb2900.dir/hb2972.intro.html&lt;br /&gt;
5) http://www.webofdebt.com/articles/washington_state.php&lt;br /&gt;
6) http://mlis.state.md.us/2011rs/billfile/SB0789.htm&lt;br /&gt;
7)  http://www.ilga.gov/legislation/billstatus.asp?DocNum=5476&amp;amp;GAID=10&amp;amp;GA=96&amp;amp;DocTypeID=HB&amp;amp;LegID=50515&amp;amp;SessionID=76&lt;br /&gt;
8) http://lis.virginia.gov/cgi-bin/legp604.exe?101+sum+HJ62&lt;br /&gt;
9) http://www.capitol.hawaii.gov/session2010/lists/measure_indiv.aspx?billtype=HCR&amp;amp;billnumber=200&lt;br /&gt;
10) http://www.patriotledger.com/business/x1415786998/Governor-misses-deadline-on-commission-for-state-owned-bank&lt;br /&gt;
11)  http://seattletimes.nwsource.com/html/opinion/2014123871_guest04lanza.html?utm_source=feedburner&amp;amp;utm_medium=feed&amp;amp;utm_campaign=Feed:+StatelineorgRss-Politics2+(Stateline.org+RSS+-+Politics)&lt;br /&gt;
12) http://www.oregonlive.com/business/index.ssf/2011/01/small_business_owners_back_sta.html&lt;br /&gt;
13) http://www.youtube.com/watch?v=GTVeVu4Iqb0&amp;amp;feature=player_embedded#at=530&lt;br /&gt;
14) http://www.oregonlive.com/opinion/index.ssf/2011/02/hy_creating_a_virtual_state_ba.html&lt;br /&gt;
15)  http://www.jdoqocy.com/click-4172469-10449968?sid=hqlklta13x7a&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fwww.entrepreneur.com%2Ftradejournals%2Farticle%2F201865756.html&lt;br /&gt;
16) http://oregoniansforastatebank.org/take-action/&lt;br /&gt;
17) http://action.oregonwfp.org/p/dia/action/public/?action_KEY=847&lt;br /&gt;
18) http://allianceforajustsociety.org/&lt;br /&gt;
19) http://www.seiu.org/splash/&lt;br /&gt;
20) http://www.progressivemaryland.org/page.php?id=268&lt;br /&gt;
21) http://publicbankinginstitute.org/state-info.htm</description><link>http://liberamenteeconomia.blogspot.com/2011/04/ripristinare-la-sovranita-economica.html</link><author>noreply@blogger.com (Vincenzo Salerno)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-5182024184064823113.post-4775154133009166371</guid><pubDate>Wed, 16 Feb 2011 12:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-02-16T04:01:08.899-08:00</atom:updated><title>Nyse-Francoforte, approvata la fusione nasce la Borsa più grande del mondo</title><description>&lt;h3&gt;I consigli di amministrazione hanno dato il via libera: Deutsche  Boerse avrà il 60% delle quote. La holding riunirà con quella tedesca le  piazze finanziarie di New York, Parigi, Bruxelles, Lisbona e Amsterdam&lt;/h3&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/images/2011/02/15/184716454-2ddb8a4c-b838-4adc-8c62-e5354c6faeff.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.repubblica.it/images/2011/02/15/184716454-2ddb8a4c-b838-4adc-8c62-e5354c6faeff.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr align="right"&gt;&lt;td class="tr-caption"&gt;&lt;span&gt;Duncan Niederauer, ceo di Nyse Euronext, ascolta l'intervento in  videoconferenza di Reto Francioni, ceo di Deutsche Boerse durante la  presentazione dell'accordo.&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;strong&gt;MILANO&lt;/strong&gt; - Via libera alla nascita  della più grande piazza finanziaria mondiale: i consigli di  amministrazione di Deutsche Borse e Nyse (New York stock exchange)  Euronext hanno raggiunto l'accordo per la loro fusione. Nella nuova  holding, Deutsche Boerse avrà il 60% delle azioni contro il 40% di Nyse  Euronext, gruppo nato nel 2007 dalla fusione tra la Borsa di New York ed  Euronext, titolare dei listini di Parigi, Amsterdam, Bruxelles e  Lisbona. L'annuncio dell'intesa da 9,53 miliardi di dollari, che  dovrebbe comportare sinergie per 300 milioni di euro, chiude le porte  alle altre possibili contro-offerte come quella, oggetto di voci, da  parte del Chicago mercantile exchange.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La fusione - che rappresenta una risposta all'altra &lt;a href="http://www.repubblica.it/economia/2011/02/09/news/borsa_londra-toronto-12240277/"&gt;intesa fra le Borse di Londra, Milano e Toronto&lt;/a&gt;  siglata pochi giorni fra Lse Group e Tmx - dovrà essere completata  entro la fine dell'anno e andrà ora all'esame dei rispettivi azionisti.  Per la "transizione", ogni azione di Deutsche Borse sarà scambiata per  un titolo della nuova società, mentre ogni azione Nyse Euronext sarà  scambiata per 0,4700 titoli della nuova società. Il nome della holding  non è stato scelto, ma gli americani insisterebbero per una  denominazione che conservi il nome 'simbolico' di New York.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il consiglio di amministrazione in compenso è già definito e sarà composto da 17 membri: 15 direttori, il chairman e il ceo.    Dei 15 direttori, 9 saranno designati dalla Deutsche Boerse e 6 da  Nyse Euronext. L'amministratore delegato sarà Duncan Niederauer, numero  uno del Nyse, e il presidente sarà Reto Francioni che avrà anche la  delega alle strategie di gruppo ed al global relationship management.  "L'unione ha senso per tutti e porterà valore agli azionisti - ha detto  Francioni - . La transazione unisce due delle più rispettose e di  successo piazze finanziarie e fissa standard per la crescita".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il nuovo gruppo avrà una doppia sede, a New York (Wall Street) e  Francoforte (Green Tower), e ricavi pro forma 2010 pari a 4,1 miliardi  di euro, con ebitda a 2,1 miliardi. Il totale quotato stimato è di  15mila miliardi di dollari e secondo le previsioni il 37% delle entrate  delle due società arriveranno dal trading e dal clearing sui derivati&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La  nota ufficiale afferma che l'accordo approvato dai board delle due  società permetterà di dar vita al "primo gruppo borsistico del mondo",  leader mondiale "nel commercio di derivati e gestione del rischio",  nonché "la piazza più grande per la raccolta di capitali e lo scambio di  azioni". Il gruppo, è detto inoltre, si propone di "offrire ai clienti  su scala globale l'innovazione di prodotto, l'efficienza operativa e il  capitale" oltre a "una gamma avanzata di soluzioni informatiche e di  mercato". L'operazione "rafforzerà Francoforte e New York come  principali centri finanziari".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quanto alle Borse nazionali del  gruppo, ognuna manterrà il suo nome nel proprio mercato locale, mentre  "il gruppo sarà in stretta collaborazione con le autorità di  regolamentazione in tutti i mercati per facilitare la trasparenza e la  standardizzazione dei mercati dei capitali a livello globale".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In  Borsa l'annuncio della fusione è stato accolto da un deciso calo dei  rispettivi titoli, più forte per NYSE Euronext, tanto da che Niederauer  ha sentito il bisogno di intervenire per precisare che il nome della  società non sarà DbNyse: "Non capisco tutto il nervosismo intorno  all'operazione - Nyse è già un marchio globale. Questa non è una  vendita".                                                                               &lt;span&gt;(15 febbraio 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span&gt;Repubblica.it&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span&gt;http://www.repubblica.it/economia/2011/02/15/news/borse_accordo_fusione_nyse-francoforte-12496447/&amp;nbsp;&lt;/span&gt;</description><link>http://liberamenteeconomia.blogspot.com/2011/02/nyse-francoforte-approvata-la-fusione.html</link><author>noreply@blogger.com (oltrelamente)</author><thr:total>0</thr:total></item></channel></rss>