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	<title>Black Cat</title>
	
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	<description>Mamma, webmaster e felide bastarda.</description>
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		<title>Trust</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 20:28:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Black Cat</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbandònati. Lasciati guidare. E il mondo sarà per tutti migliore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbandònati. Lasciati guidare. E il mondo sarà per tutti migliore.<br />
<a href="http://blackcat.bloggy.biz/wp-content/uploads/2010/08/IMG_9722.jpg"><img src="http://blackcat.bloggy.biz/wp-content/uploads/2010/08/IMG_9722-300x199.jpg" alt="" title="Cat and kitten" width="300" height="199" class="alignnone size-medium wp-image-3570" /></a></p>
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		<title>Astri</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 21:43:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;E&#8217; buio, lì c&#8217;è la luna, la luna piena. Adesso lei è in cielo e fa la nanna, il sole va a lavorare di notte. Allora la luna tiene tutti i suoi bambini vicino a fare la nanna, le stelline. Poi al mattino il sole torna, va in cielo a dormire, la luna sveglia le]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;E&#8217; buio, lì c&#8217;è la luna, la luna piena.<br />
Adesso lei è in cielo e fa la nanna, il sole va a lavorare di notte.<br />
Allora la luna tiene tutti i suoi bambini vicino a fare la nanna, le stelline.<br />
Poi al mattino il sole torna, va in cielo a dormire, la luna sveglia le stelline, le porta a scuola e va a lavorare lei.&#8221;</em></p>
<p>Chiara, 32 mesi di età, stasera in macchina tornando a casa.</p>
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		<title>Bomb</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 14:05:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Black Cat</dc:creator>
				<category><![CDATA[Neurodeliri]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci son giorni in cui davvero vorresti non esserti svegliata ed aver continuato a dormire, e sognare. Giorni come oggi. Giorni in cui svegliarti, in realtà, fa cominciare il nuovo ennesimo incubo. Ti ritrovi davanti una pagina da scrivere, per dirlo, per esorcizzarlo, ma lui è lì. E sanguina. Proprio lì, sopra la vena del]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci son giorni in cui davvero vorresti non esserti svegliata ed aver continuato a dormire, e sognare.<br />
Giorni come oggi. Giorni in cui svegliarti, in realtà, fa cominciare il nuovo ennesimo incubo.<br />
Ti ritrovi davanti una pagina da scrivere, per dirlo, per esorcizzarlo, ma lui è lì. E sanguina. Proprio lì, sopra la vena del tuo collo, e sanguina.<br />
Io me lo ricordo, 17 anni fa, mia mamma aveva pochi anni di vita, e grazie al cielo si sbagliavano, sta ancora bene. Ma ho nella mente tutte le operazioni, io che studiavo per l&#8217;esame di maturità su quella sedia dura e scomoda del reparto oncologia, studiavo per non pensare, e non pregavo, perchè ormai la fede l&#8217;avevo persa. Ricordo le terapie, gli esami invasivi, e tutte le volte ero lì, e vedevo il demone che passeggiava, serafico, tranquillo. Sinchè otto operazioni e diverse asportazioni di grossa entità segnarono mia mamma ma lo scacciarono. A lungo.<br />
Ricordo anche di nove anni fa, quando anche a mio padre ne sanguinò uno, sulla schiena. E l&#8217;oncologo dopo alcuni mesi disse &#8220;proviamo&#8221;. Ricordo la conta delle metastasi, ricordo quando io e mamma mettevamo le pomate per far aderire la pelle sintetica che doveva preservare la sua epidermide provata dalle radiazioni al cervello. Tutti i giorni.<br />
Poi guardo le mie sei cicatrici. Guardo la microasportazione del mio seno sinistro e mi ricordo l&#8217;ultimo chirurgo che mi ha detto &#8220;quello va tenuto d&#8217;occhio, se cambia forma, colore o sanguina, vieni qui&#8221;.<br />
Ho visto la gocciolina di sangue stamattina sul cuscino. No, non è stata una bella mattina.<br />
E so cosa mi aspetta domani. Un appuntamento di urgenza con il dermatologo, un&#8217;altra asportazione, un&#8217;altra settimana di tempo per sapere se anche stavolta mi va bene. O no.<br />
Che uno tenta sempre di cacciare i cattivi pensieri, le negatività. Poi, beh, poi capita che ti ritrovi ancora a piangere e no, non è solo congiuntivite.</p>
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		<title>Oxygen mask</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 22:59:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Black Cat</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovanni e Serena, nel post precedente, hanno ragione da vendere, perchè mi conoscono. Ogni tanto mi perdo anch&#8217;io, poi basta poco e mi ritrovo. E riparto. Ho ribaltato la casa. E quando dico &#8220;ribaltato&#8221; chi sa come sono fatta ha ben presente che metto a posto ogni anfratto eliminando ogni granello di polvere, riadattando la]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovanni e Serena, nel post precedente, hanno ragione da vendere, perchè mi conoscono.<br />
Ogni tanto mi perdo anch&#8217;io, poi basta poco e mi ritrovo. E riparto.<br />
Ho ribaltato la casa. E quando dico &#8220;ribaltato&#8221; chi sa come sono fatta ha ben presente che metto a posto ogni anfratto eliminando ogni granello di polvere, riadattando la logistica interna dei mobili in modo quasi maniacale. Questo fintanto che la malefica influenza mi ha precluso di uscire di casa. Una casa che è maledettamente troppo grande e presto spero sarà abitata da altre persone.<br />
Poi oggi pomeriggio, mi son fatta una lunga doccia. Mi sono infilata un paio di jeans, una tshirt nera e un paio di Adidas, senza un filo di trucco, son passata dal bancomat e sono andata al cinema.<br />
Da sola, con me stessa, e stavo bene. Maledettamente bene.<br />
Mi sono infilata nel sushi bar, davanti a due ragazzi che penso stessero insieme. Molto carini, biondi entrambi, con lo stesso taglio di capelli, un po&#8217; eccentrici ma ai miei occhi romantici. La tipica coppia gay che io guardo con piacere e gli altri con disgusto, ma questa cosa non cambierà mai, così come non diminuirà l&#8217;ignoranza collettiva.<br />
Alla fine mi son concessa la seconda delle tre sigarette che ho deciso di tollerare. Non sono dipendente dai vizi, li posso controllare. Infatti passare da 50 a 3 mi costa giusto il tempo di pensarlo e sto bene uguale, anzi, di più.<br />
Il film di stasera, una cosa da bimbiminkia lo so, Twilight &#8211; Eclipse. Un pubblico eterogeneo, dai miei coetanei, alle cinquantenni, alla famiglia accanto a me con bambina di otto anni otto. Chiara, come la mia Chiara. Con le stesse mosse, le stesse manie, il contarsi i soldini nel portafogli per &#8220;vedere se ci sono tutti&#8221;, giocare con lo smartphone di mamma andando su iTunes ed iPod con nonchalanche, la passeggiatina per sgranchirsi le gambe &#8220;posso andare lì, vero mamma?&#8221; una cosa incredibile, al punto che mi son dovuta giustificare per il sorriso ebete che avevo nel guardarla &#8220;Ho anch&#8217;io una Chiara, son davvero uguali!&#8221;<br />
E immergersi nel film, sorridere col protagonista, vivere un po&#8217; di quelle sensazioni che puoi provare solo quando riesci ad immedesimarti perchè hai cuore e mente sgombri. Gioia, amore, sofferenza.<br />
Capire che sei viva, insomma.<br />
Così torno a casa, felice, dopo una cosa così semplice come un film, e trovo la mia gatta che mi aspetta, che entra insieme a me e sembra capire cosa mi passa per la testa.<br />
Mi fumo l&#8217;ultima sigaretta seduta sul lavandino della cucina, con le spalle alla finestra, verso i miei gerani &#8220;Angel Eyes&#8221; e una vecchia canzone di sottofondo. Ancora sorrido. Ma si, ce l&#8217;ho fatta anche questa volta, ho sconfitto i brutti pensieri e sono pronta a ricominciare.</p>
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		<title>Ferragosto</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Aug 2010 15:51:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Black Cat</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una giornata strana oggi. Da cinque giorni non vedo i miei bambini. Non sono mai stata così tanto tempo lontana da loro, e questo mi fa stare malissimo. Come se mi mancasse l&#8217;aria, come se nulla valesse la pena di un sorriso, di esser vissuto con gioia. A complemento del mio stato d&#8217;animo pessimo, si]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una giornata strana oggi.<br />
Da cinque giorni non vedo i miei bambini. Non sono mai stata così tanto tempo lontana da loro, e questo mi fa stare malissimo.<br />
Come se mi mancasse l&#8217;aria, come se nulla valesse la pena di un sorriso, di esser vissuto con gioia.<br />
A complemento del mio stato d&#8217;animo pessimo, si è aggiunta l&#8217;influenza post settimana di ferie, una quasi visita dei topi d&#8217;appartamento e una cartella esattoriale per non farsi mancare nulla.<br />
Prendo in mano la mia vita, tra yogurt, tisane e sciroppi, col termometro vicino al letto e la pioggia che non cessa se non per sporadici sprazzi di sole già autunnale.<br />
Mi guardo dentro e vedo il futuro che vorrei, leggo un po&#8217; i miei sogni.<br />
Vedo Alexander, felice nella sua nuova scuola, che impara, con la gioia e la serenità di un bambino di sei anni.<br />
Vedo Chiara, all&#8217;asilo, circondata da nuove amiche con cui condivide esperienze che la faranno crescere ancor più bella di quanto già sia.<br />
Vedo me. E non vedo nulla.<br />
Questo è il problema. Riesco a concentrarmi ed a gioire solo per quanto riguarda i miei figli, ma non ho idea di cosa sarà di me.<br />
Sono in un limbo, senza progetti, stremata e con poche risorse. Tiro fuori le unghie solo per loro ma non riesco più a lottare per me, e ciò, no, non è un bene.<br />
Ho tempo ancora qualche giorno, per decifrare quello che mi sta succedendo e poi, sicuramente, reagirò. Certo è che questa situazione non mi piace per nulla.</p>
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		<title>Cry</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 22:00:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Chiara]]></category>
		<category><![CDATA[Mio figlio è speciale]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiara piange. &#8220;Mamma, ho mal di orecchie, qui!&#8221; Medicina, dieci minuti di coccole e nanna, con un &#8220;Mamma sei magica, non ho più bua&#8230;&#8221; Ricordo le notti al pronto soccorso. Ricordo quel bambino biondo che urlava come un matto, si disperava, agitandosi senza senso. E nessuno capiva cosa gli facesse male, se un piede, l&#8217;orecchio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiara piange. &#8220;Mamma, ho mal di orecchie, qui!&#8221; Medicina, dieci minuti di coccole e nanna, con un &#8220;Mamma sei magica, non ho più bua&#8230;&#8221;<br />
Ricordo le notti al pronto soccorso. Ricordo quel bambino biondo che urlava come un matto, si disperava, agitandosi senza senso. E nessuno capiva cosa gli facesse male, se un piede, l&#8217;orecchio o la pancia. Era faticoso misurargli la febbre, dovevi immobilizzarlo per dargli una medicina.<br />
Il tiro al bersaglio delle infermiere, mille esami per diagnosticare magari una semplice influenza, che dai sintomi così confusi poteva essere tutto.<br />
E mi viene la morte, al pensiero.<br />
Perché nessun medico, nessuno specialista, mi potrà MAI dire o convincere che lui in quel periodo non fosse lucido, così come hanno tentato sino ad oggi di farmi pensare.<br />
Lui capisce tutto, e a modo suo, ad esprimersi ci prova. Perché non riesce è ancora tutto da scoprire.<br />
Chissà quante volte avrebbe voluto dirmi che la pasta la voleva senza sugo, o che preferiva una passeggiata alle giostre, o che magari era meglio la menta della liquirizia.<br />
E altrettante volte magari, infastidita da ciò che non capivo, gli ho pure detto di smetterla, che era bello, che andava bene così.<br />
Ma la frustrazione di questo esserino l&#8217;ha mai considerata nessuno? Io ci penso ogni istante della mia vita, immagino quante volte l&#8217;ho involontariamente mortificato, a quante volte ho tradito le sue aspettative convinta di fare il suo bene, il suo volere. E mi chiedo, da madre, come abbia fatto a non essere impazzito, a non aver perso la testa, se non negli ultimi mesi prima del controllo di Aprile.<br />
Rifletto, mi faccio milioni di domande, e soprattutto una: perché queste cose devono succedere? Perché mi parlano di Dio, di doni, di &#8220;essere speciali&#8221;&#8230;<br />
Cazzate, immani minchiate. Ha sofferto pene da inferno, soffre tuttora. E se sta male lui, io sono dilaniata. Ma soprattutto, ora come ora, chi me lo tocca muore.<br />
Verrà il giorno, che lo so, ne sono certa, in cui lo riporterò in &#8220;quel posto&#8221;, e gli farò risputare tutto il veleno che ha dentro in faccia a chi lo ha trattato come un cretino. E verrà anche il giorno in cui potrà dire a sua sorella che le vuole bene, che è una rompiscatole di prima categoria, ma che lo sprona e lo incita ogni minuto della giornata.<br />
Quel giorno, io son certa che sarà come se tutti imparassimo finalmente a volare.</p>
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		<title>Quanto c’è di tuo…</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 20:51:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Black Cat</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mio figlio è speciale]]></category>

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		<description><![CDATA[Finito il secondo tour di una settimana a Siena, posso affermarmi contenta dei progressi di mio figlio. &#8220;Un miracolo&#8221; l&#8217;ha definito la terapista, incredibile il suo recupero in soli due mesi di aiuto farmacologico. Ora Alexander è tranquillo, sereno, sorridente e collaborativo. Con chi gli sta abitualmente vicino, i suoi cari insomma. Questo ha fatto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finito il secondo tour di una settimana a Siena, posso affermarmi contenta dei progressi di mio figlio.<br />
&#8220;Un miracolo&#8221; l&#8217;ha definito la terapista, incredibile il suo recupero in soli due mesi di aiuto farmacologico.<br />
Ora Alexander è tranquillo, sereno, sorridente e collaborativo. Con chi gli sta abitualmente vicino, i suoi cari insomma.<br />
Questo ha fatto scattare un po&#8217; di campanelli d&#8217;allarme in chi segue la sua vicenda medica. Segnali che fanno presagire problemi, non insormontabili, ma che potrebbero precludere miglioramenti che tutti ci auguriamo arrivino solerti.<br />
Un tipico problema di chi soffre del suo disturbo dello sviluppo è la mancata coordinazione tra occhio e mano. In sostanza si compiono gesti in maniera quasi automatica senza prestare particolare attenzione a come li si compie.<br />
Davanti ai medici per lui questa è la prassi, pigro com&#8217;è fa quello che gli chiedono, ma gli interessa in maniera relativa, e questa connotazione viene sempre immancabilmente fuori.<br />
Siccome io però son testa di porfido, non mi fido un cicinin di lui e so che non rientra nei suoi problemi.<br />
Oggi ne ho avuto la certezza assoluta.<br />
La scena è più o meno la stessa di tutte le mattine: drogato di yogurt trentini, dopo il primo vuole sempre il bis. Io glielo concedo, dopo cinque anni in cui non ha voluto toccare alcun latticino, ma a circa metà mattina.  Stamattina mi salta in mente di dargli un target.<br />
&#8220;Amore, te ne do un altro, ma solo se mi fai una collanina con queste perline&#8221;.<br />
Allungo un ago infilato in filo di cotone, una cinquantina di perline grandi in plastica e lui mi sorride.<br />
Due minuti due e ho una collanina, infilata con una precisione imbarazzante, senza MAI staccare gli occhi dal lavoro.<br />
Me la porge, fa il segno di &#8220;buono&#8221; sulla guancia, che equivale a dire &#8220;dammi da mangiare o ti azzanno uno stinco&#8221; e mi sorride beffardo.<br />
&#8220;Alex, sei un fetente però&#8230; Ti applichi solo per quello che ti piace?&#8221;<br />
&#8220;Eh&#8221; (con la voce) &#8220;Si!&#8221; (con la testa)</p>
<p>A volte non so se mangiarlo di baci o riempirlo di cazzotti.</p>
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		<title>Fab Four in Gardaland</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 21:53:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Neurodeliri]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ho visto un bambino su un trattore finto che sorrideva ai maialini e alle mucche finte. Una bambina che credeva di volare guidando un aereo di fianco alla mamma. Occhi che avidi guardavano il mondo da una monorotaia, alti come mai erano stati. Ho visto foto di ricercati nel west, tre ricercati, una pericolosissima]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho visto un bambino su un trattore finto che sorrideva ai maialini e alle mucche finte.<br />
Una bambina che credeva di volare guidando un aereo di fianco alla mamma.<br />
Occhi che avidi guardavano il mondo da una monorotaia, alti come mai erano stati.<br />
Ho visto foto di ricercati nel west, tre ricercati, una pericolosissima donna sorridente e due cuccioli estasiati.<br />
Ho visto adulti di più di 40 anni col timore dell&#8217;Ortobruco e ancor di più della Magic House.<br />
C&#8217;era poi una bambina di quasi venti kg in un marsupio sulla schiena della mamma, che si lamentava che era stanca, lei&#8230;<br />
E poi i pirati, i delfini, i faraoni, gli scoiattoli, gli alberi che muovevano gli occhi, e il Sea Life. Dove una duenne urlava che nevolevaDDDDUEE indicando gli squali.<br />
Scivoli, schizzi d&#8217;acqua, elefantini dorati, fiori e uccellini cinguettanti.<br />
E ho visto, scusate se è poco, due bambini felici, con due genitori sorridenti, soddisfatti e distrutti.<br />
E che il resto se ne andasse tutto affanculo. <img src='http://blackcat.bloggy.biz/smilies2/yahoo_smiley.gif' alt='&#58;&#41;' class='wp-smiley' width='18' height='18' title='&#58;&#41;' /></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bloggy/ZSSN/~4/DCpFFdayjpk" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Segnalazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 10:41:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Black Cat</dc:creator>
				<category><![CDATA[Neurodeliri]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando la disabilità non è un limite: vi segnalo questo sito, da dove potrete seguire l&#8217;impresa di due ragazzi meravigliosi, di cui uno cieco dalla nascita, che attraverseranno l&#8217;Asia in tandem, portando con loro la Carta dei Diritti dei Disabili. Tratto dalla loro home page: 15.000 chilometri, più o meno, in sella ad un tandem:]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando la disabilità non è un limite: vi segnalo <a href="http://www.versodovenonso.com">questo sito</a>, da dove potrete seguire l&#8217;impresa di due ragazzi meravigliosi, di cui uno cieco dalla nascita, che attraverseranno l&#8217;Asia in tandem, portando con loro la Carta dei Diritti dei Disabili. </p>
<p>Tratto dalla loro home page:</p>
<p><em>15.000 chilometri, più o meno, in sella ad un tandem: da Schio &#8220;fino alla fine del mondo&#8221;, attraverso i Balcani, la Turchia, l&#8217;Iran, le ex repubbliche Sovietiche, la Cina, il Pakistan e l&#8217;India, dove il viaggio, forse, ripartirà. In due, da soli, in piena autonomia. Con zaini, tenda, telecamera ad alta definizione, computer.<br />
Senza limiti di tempo o di direzione.<br />
Per accumulare incontri, emozioni, ricordi, sensazioni; per vivere, quindi, e per raccontare tutto in un blog in presa diretta, con le immagini, le parole, le persone che riusciremo a vedere, dire, sentire, presentare&#8230;</p>
<p>Saremo ambasciatori dell&#8217;ONU e porteremo la carta dei diritti dei disabili al cospetto di sua Santità il Dalai Lama.</em></p>
<p>In bocca al lupo ragazzi <img src='http://blackcat.bloggy.biz/smilies2/yahoo_smiley.gif' alt='&#58;&#41;' class='wp-smiley' width='18' height='18' title='&#58;&#41;' /></p>
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		<title>Ore 21</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 21:15:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Black Cat</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiara]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Chiara, domani andiamo tutti a pranzo da nonna, che ci sono mio zio M. la mia zia A.&#8221; &#8220;Beneeee, tutti a panzo da nonna, Caua, Alex e Mamma, ci sono zio M e zia A. Chi è zia A?&#8221; &#8220;E&#8217; la moglie di zio M, Chiara&#8221; &#8220;E chi è zio M?&#8221; &#8220;E&#8217; il fratello del]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Chiara, domani andiamo tutti a pranzo da nonna, che ci sono mio zio M. la mia zia A.&#8221;<br />
&#8220;Beneeee, tutti a panzo da nonna, Caua, Alex e Mamma, ci sono zio M e zia A. Chi è zia A?&#8221;<br />
&#8220;E&#8217; la moglie di zio M, Chiara&#8221;<br />
&#8220;E chi è zio M?&#8221;<br />
&#8220;E&#8217; il fratello del papà di mamma, Chiara&#8221;<br />
&#8220;E&#8217; fratello di nonno?&#8221;<br />
&#8220;Si Chiara&#8221; e gli occhi già mi diventano lucidi.<br />
&#8220;E perchè nonno non è mai con noi?&#8221;<br />
Piango.<br />
Che gli dico? Che è in cielo? No, perchè suo padre prende mille aerei, sia mai che pensa che se ne vada all&#8217;aldilà <img src='http://blackcat.bloggy.biz/smilies2/yahoo_bigsmile.gif' alt='&#58;&#68;' class='wp-smiley' width='15' height='15' title='&#58;&#68;' />.<br />
&#8220;Chiara, nonno non c&#8217;è più&#8221;<br />
&#8220;Ma nonno vuole bene Caua?&#8221;<br />
&#8220;Certo Chiara, non può dirtelo, ma sono sicura di si&#8221;<br />
&#8220;Eh, si, nonno vuole bene Caua, e vuole bene mamma, e ha gli occhi azzurri. Buonanotte mamma&#8221;</p>
<p>Ecco. Tralasciamo che forse avrei dovuto cambiare la federa del suo cuscino che avevo abbondantemente lavato, tralasciamo sul fatto che spiegare a una bambina di due anni e mezzo che non ha mai conosciuto e che non conoscerà mai i suoi nonni è una cosa di una difficoltà inaudita. Quello che mi è rimasto più difficile metabolizzare è che avrà visto si e no un paio di volte la foto di mio padre. Posso pensare che l&#8217;abbia memorizzata, e non che pensi che tutti i figli sono uguali ai loro genitori, visto che nè lei nè suo fratello hanno i miei occhi azzurri, gli stessi di mio papà. E&#8217; stata la naturalezza con cui ha asserito questo dettaglio, unito al fatto che, se nonno le vuole bene, allora deve voler bene anche a me.<br />
Non è così semplice. Ci son volte in cui si diventa genitori e non si smette di essere figli, perchè quel periodo della tua vita non è mai potuto giungere ad un termine, alla fine di un percorso. Perchè dieci, cento, mille motivi hanno fatto sì che il tuo genitore si allontanasse e ti allontanasse a tal punto da farti sentire in dovere di dimostrare (inutilmente, ça va sans dir) che eri figlia meritevole di affetto. E l&#8217;amore, l&#8217;affetto, la vicinanza, ad un figlio non dovrebbero mai mancare, proprio di default. Per me non è stato così, a distanza di sette anni non ho smesso di soffrire, anzi, ogni volta la cosa si acuisce.<br />
Ogni volta che vedo i miei figli con il mio ex marito, quando lo chiamano papà, per me è automatico pensare che anche a me piacerebbe poterlo fare, potergli dire qualcosa, anche un vaffanculo come ai vecchi tempi, litigarci, raccontargli cosa mi succede, e soprattutto, mai come oggi, ascoltare un suo prezioso consiglio. E&#8217; difficile dimenticare, è stato ancor più difficile perdonare, ma almeno quello l&#8217;ho fatto. Gli ho fatto conoscere il suo nipote più grande, quel giorno in cui non ce la facevo più dalla tristezza. Lo stesso giorno che io e mio figlio ci siamo stretti a piangere su quel cazzo di pezzo di marmo che io odio più di tutto al mondo, lo stesso pezzo di marmo che dopo sei anni vedevo per la prima volta. E da lì, da quel giorno, sarà pure stato un caso, ma per noi è stato tutto in discesa.<br />
Io non credo, bestemmio come un muratore, fedele alle mie origini venete. Non c&#8217;è Dio per me, solo una vita che ahimè siamo noi stessi a plasmare con le nostre inabili mani. Però credo alle cose che succedono, e nulla accade mai per caso. I sogni, le volte che inchiodo con la macchina perchè mi pare di vederlo attraversare cento metri più in là&#8230; ogni volta succede qualcosa, ogni volta penso che un segno, ovunque lui sia, me lo vuole dare.<br />
E mi struggo, perchè, proprio la scorsa settimana mi è successa una cosa simile, e per ricordare il suo sorriso ho dovuto tirar fuori una foto, che a me sorrisi dal 95 non me ne faceva più. Non me lo ricordavo il sorriso di mio padre, non me lo ricordavo. Esattamente come non mi ricordo più l&#8217;effetto che fa avere una persona che si prenda cura di te senza voler nulla in cambio. Questa è la cosa peggiore che può capitare, che tu sia figlia, moglie, amica, madre. Perdere l&#8217;amore di chi ami.<br />
Sorrido, sorrido sempre. Li abbraccio, li bacio, li coccolo, li seguo, sempre e comunque. Per me è un piacere. Non sarà mai un dovere. Tutto può succedere, ma mai i miei figli non staranno male come sono stata e sto io. A loro l&#8217;amore non mancherà mai.</p>
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		<title>Modestia</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 15:39:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Black Cat</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho ingaggiato un&#8217;esilarante gara di velocità con cestello trainabile con mio figlio, per i corridoi dell&#8217;ipermercato stamattina. &#8220;Amore, chi arriva primo di là, vince un premio&#8221; Ecco, venisse anche a voi la malaugurata idea di fare una cosa del genere, scegliete come meta finale un corridoio di articoli poco costosi. Alla richiesta, dopo la sua]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho ingaggiato un&#8217;esilarante gara di velocità con cestello trainabile con mio figlio, per i corridoi dell&#8217;ipermercato stamattina.<br />
&#8220;Amore, chi arriva primo di là, vince un premio&#8221;<br />
Ecco, venisse anche a voi la malaugurata idea di fare una cosa del genere, scegliete come meta finale un corridoio di articoli poco costosi. Alla richiesta, dopo la sua ovvia e scontata vittoria, di quale premio volesse, il mio beneamato pargolo ha indicato un simpatico TV Led da ottomila pollici, del modico prezzo di euro 1.690,00.<br />
Ho faticato non poco a spiegargli che era solo la vittoria parziale e la definitiva si sarebbe svolta nella corsia delle caramelle&#8230;</p>
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		<title>La torre del castello</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 21:19:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Black Cat</dc:creator>
				<category><![CDATA[Neurodeliri]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando penso a casa mia la vedo come una torre. Si sviluppa in altezza, e in cima c&#8217;è il mio universo. E&#8217; un susseguirsi di gesti, la sera, quando il mio mondo piccolo dorme, e io posso finalmente dedicarmi a me. Mi chiudo la porta alle spalle, spalanco la finestra, accendo un incenso orientale e]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando penso a casa mia la vedo come una torre.  Si sviluppa in altezza, e in cima c&#8217;è il mio universo.<br />
E&#8217; un susseguirsi di gesti, la sera, quando il mio mondo piccolo dorme, e io posso finalmente dedicarmi a me.<br />
Mi chiudo la porta alle spalle, spalanco la finestra, accendo un incenso orientale e abbasso le luci.<br />
L&#8217;acqua calda, quasi bollente, scorre, è invitante, il profumo di limone speziato che lasciano gli olii da bagno è irresistibile. Mezz&#8217;ora, nell&#8217;elemento primario, dove i pensieri si sciolgono, le lacrime si confondono con le gocce ed il vapore, le mani giocano e gli occhi scorgono le stelle fuori dai lucernai, quando è sereno.<br />
Musica, a corollario di tutto, quella che ti fa sognare, ti fa viaggiare in mondi lontani, quella che ti arriva al cuore, a volte te lo accarezza, o te lo disintegra in mille scheggie appuntite.<br />
Guardo quel letto, e mi pregusto il momento in cui potrò lasciar andare i capelli sui cuscini morbidi e profumati d&#8217;oriente, dove potrò distendere tutte le tensioni di una giornata finita e ricaricarmi per le nuove sfide da affrontare al mio risveglio.<br />
E&#8217; brutto da dire, ma non ho ricordi di questa stanza, non ne ho. La mia mente li ha rimossi, è come se l&#8217;avessi sempre vissuto da sola, il mio castello.<br />
E in sere come queste la malinconia sale, i pensieri si accapigliano tra loro, le paure fanno capolino, lì dove vorresti ci fossero solo sorrisi e speranza, in realtà si fa strada il buio, e temibile come mai, ogni tanto bussa anche la voglia di lasciar perdere e sopravvivere.<br />
Ma non ci riesco. Adagiarmi e non lottare non fa parte di me. Sono arrivata sino a qui, e andrò molto oltre.<br />
Ci sarà presto una sera, come questa, quando la pioggia rumoreggia sul tetto, e picchia sui vetri, in cui scenderò dalla torre, e davanti a un camino acceso, con due bicchieri di Armagnac invecchiato, si esorcizzeranno i demoni e le paure, e ci si lascerà andare a noi.</p>
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		<title>The A Letter</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 21:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Black Cat</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alexander]]></category>
		<category><![CDATA[Mio figlio è speciale]]></category>

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		<description><![CDATA[Tanto è successo nei mesi di blackout. Tanto. Oltre alle scuse per tutte le persone che mi hanno scritto e a cui non ho fatto tempo a rispondere, mi sento in obbligo anche di raccontare la mia storia, chè temo siamo in tanti, ahimè, a dover combattere con poche armi per i nostri figli speciali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tanto è successo nei mesi di blackout. Tanto. Oltre alle scuse per tutte le persone che mi hanno scritto e a cui non ho fatto tempo a rispondere, mi sento in obbligo anche di raccontare la mia storia, chè temo siamo in tanti, ahimè, a dover combattere con poche armi per i nostri figli speciali.</p>
<p>A ottobre io ed il mio ex marito ci siamo separati. Periodo teso, ma fortunatamente finito. A fine gennaio il mio negozio ha chiuso: pochi clienti, affitto alto, ho optato per un&#8217;attività online per continuare a lavorare minimizzando le spese. A febbraio son cominciati i problemi con Alexander. Morde un bambino. All&#8217;asilo è il panico, l&#8217;insegnante di sostegno si trova in empasse totale, non si sa come gestirlo. Il giorno dopo lo rifà. Il centro psicoterapico dove è in cura mi suggerisce di fargli fare altre attività e tenerlo a casa dalla materna.<br />
Alexander comincia ippoterapia. Gli piace da impazzire, migliora di giorno in giorno &#8220;sembra monti da un anno&#8221; mi dice la dottoressa che dirige il maneggio riabilitativo. Io impazzisco di gioia, dopo aver scoperto il pattinaggio sul ghiaccio per caso, questo è l&#8217;unico altro sport che pare interessargli.</p>
<p>A marzo, purtroppo, in concomitanza con il totale armistizio con l&#8217;ex marito ed il rasserenarsi totale della nostra nuova situazione, Alexander ha tre giorni di episodi di violenza inauditi, per la prima volta anche contro di me. In accordo con suo padre, chiediamo al centro riabilitativo un parere su un eventuale medicinale blando che gli calmi questi attacchi da frustrazione. La risposta è &#8220;noi sappiamo gestirlo, lo <strong>conteniamo fisicamente</strong>, se voi non ve la sentite, questo è l&#8217;unico farmaco che possiamo suggerirvi, ma è tutto a vostro rischio&#8221;. Ci viene dato il bugiardino, cadiamo dalla sedia e decidiamo di resistere con le nostre forze. Grazie al cielo tutto si rasserena, e Alexander torna l&#8217;omino più dolce del mondo.<br />
Pensiamo a una crisi di frustrazione, appunto, d&#8217;altro canto, pensate voi, a sei anni, età in cui cominciate a capire e razionalizzare, quale stato d&#8217;animo potreste avere se non riusciste a comunicare in alcun modo, vostra sorella parla come un altoparlante, e voi, nonostante vi sforziate, cazzo, non sapete dire nè si, nè no.<br />
In tutto questo, al famigerato centro, ci viene detto di tutto. Siamo noi i colpevoli dello stato di Alexander, noi, vili genitori che abbiamo deciso di separarci, è tutta colpa nostra&#8230; ah, è poi, <em>Alexander soffre di un grave stato di autismo, che non guarisce, può solo sperare di migliorare, ci sono potenziali abbastanza elevati, ma non se ne verrà fuori facilmente, non riesce ad elaborare nè le informazioni nè i sentimenti.</em> Queste in corsivo sono le esatte parole della NPI.<br />
Ad Aprile è il panico.<br />
Le crisi aggressive ricominciano, ma non più a casa, al centro. &#8220;Ha sfregiato una educatrice!&#8221; &#8211; graffio di mezzo millimetro &#8211; &#8220;abbiamo dovuto medicarla!!&#8221; Si fa presente che a casa ciò non succede, e la risposta della NPI è, come è sempre stata negli ultimi mesi &#8220;non ci credo, non è possibile&#8221;<br />
Loro continuano a <strong>contenerlo</strong> ed Alexander torna a casa con una serie di lividi da far paura: gambe, braccia, gomiti, costole, schiena, l&#8217;ultimo giorno un orecchio, tanto lo si è contenuto a terra.<br />
Finiamo a parlare col direttore sanitario, per chiedere un&#8217;alternativa al farmaco che riportava come effetti collaterali &#8220;suicidio, arresto cardiaco, paralisi degli arti inferiori&#8221; che seppur in casi rarissimi, ci spaventavano da morire. &#8220;Non ce n&#8217;è, o glielo date, o lo tenete a casa. Fatevi fare altre diagnosi, se non vi va bene questa&#8221;<br />
Detto fatto.<br />
Con tutto l&#8217;amore dimostrato dalla mia più cara amica (ti voglio bene V) avevo già trovato posto a Siena, presso il policlinico le Scotte, un posto in neuropsichiatria infantile per completare gli esami clinici, e ci aggiungo tutte le valutazioni del caso. Preoccupatissima, per le crisi aggressive del cucciolo, parto verso la Toscana, pregando ogni divinità esistente che non gli venga una crisi durante il viaggio e cada giù nell&#8217;appennino. Saluto piangendo mia figlia che resta a casa, e mi incammino sola con lui verso la settimana più difficile e splendida al tempo stesso della mia vita.<br />
Conosco persone splendide. E. la psicologa, G. la logopedista, e soprattutto la persona più umana e comprensiva che abbia mai conosciuto, il primario di Neuropsichiatria Infantile, il professor Hajek, che non smetterò mai di ringraziare.</p>
<p>Ve la faccio breve.<br />
Alexander non è autistico. Soffre di disturbo dello sviluppo. I tratti autistici sono pochissimi e poco rilevanti. Ha enorme contatto visivo, è comunicativo seppur averbale, gioca, imita, vocalizza. E&#8217; frustrato, depresso. E soprattutto per <strong>tre anni non è stato curato</strong>.<br />
Non gli è stata fatta logopedia: per sei mesi ha dovuto limitarsi a indicare delle icone, nonostante lui provasse a parlare la comunicazione augmentativa era la unica e sola soluzione proposta. Alexander si esprime benissimo a gesti, <strong>vuole</strong> parlare, ma il blocco del linguaggio ora è da recuperare con estrema calma rispetto a un bambino di 18 mesi, che sarebbe la sua &#8220;età linguistica&#8221;.<br />
La psicomotricità non è stata fatta nel modo corretto: nessuno gli ha insegnato a gestire la rabbia, l&#8217;ansia, la frustrazione. Giochi, giochi, giochi. Puzzle, lego, costruzioni.<br />
Il contenimento fisico si usa solo in casi estremi. Lui non lo è.<br />
Gli vengono fatte miliardi di analisi del sangue, genetiche, cliniche. Mi viene proposta una terapia farmacologica, <strong>pediatrica</strong> e non vietata ai minorenni dalla FDA e altri enti Europei, in dosaggi pari a un quarto del necessario.<br />
Alexander torna a casa.<br />
Sua sorella piange, lo abbraccia. Lui anzichè picchiarla, ricambia, la bacia. La coccola.<br />
La bambina che si rinchiudeva in cucina mentre lui si dibatteva a terra disperato incapace di fermarsi, ora gioca, tranquilla, lo coccola, lo accarezza, lo rimprovera e lo aiuta. E&#8217; un&#8217;altra vita.<br />
Venerdì son tornata al centro con il mio ex marito. La nostra più grossa soddisfazione è stata rispondere alla domanda di quando sarebbe tornato lì. &#8220;Mai più&#8221;.</p>
<p>Genitori, se voi avete avuto un bambino speciale, difficile, vi prego, non datevi mai per vinti.<br />
Siete voi i primi medici di vostro figlio, come lo conoscete voi non lo conosce nessuno. Diffidate di chi ha interessi economici, di chi parla per il proprio tornaconto e non per il suo bene.<br />
Osservate vostro figlio, mettetevi nei suoi panni, calatevi nella sua situazione. E&#8217; figlio vostro, solo voi lo potete capire, e lui solo di voi si fida.<br />
Entrate nella sua mente, spiate i suoi gesti, tentate di capire cosa sta tentando di dirvi.<br />
Parlate con i vostri cari, sentite altri specialisti, specialisti veri, non i tanti ciarlatani che ci sono in giro. Non datevi mai per vinti, mai. Ogni singolo episodio può essere più significativo di una intera esistenza.</p>
<p>Io, in 15 giorni, ho un figlio che da &#8220;non comunicherà&#8221; mi dice si e no con la testa.<br />
A settembre andrà nella scuola pubblica, che mi ha già garantito un educatore formato per tutto il periodo di permanenza nell&#8217;istituto. Farà terapia altrove, nello stesso modo in cui si sono rapportati a lui i fantastici professionisti senesi.<br />
Lo stesso figlio a cui venivano proposti simboli, oggi, in un quarto d&#8217;ora, con la sua mamma, ha scritto la lettera scarlatta che avrebbero voluto imporgli sul petto. A, come Autismo. A, come Adesso è ora della mia rivincita sul mondo.<br />
<img src="http://blackcat.bloggy.biz/wp-content/uploads/2010/05/a-letter-225x300.jpg" alt="a letter" title="a letter" width="225" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-3535" /></p>
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		<title>Centri commerciali 2 – La vendetta</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 16:22:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Black Cat</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alexander]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara]]></category>

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		<description><![CDATA[Io apprezzo e ammiro la costanza dei venditori nei centri commerciali, quelli con i banchi di divani, tende, amenicoli in silicone da cucina e simili. Amo un po&#8217; meno l&#8217;insistenza sgradita. Mia figlia è uguale a me. Carugate, a lato del (maledetti crepate) Apple Store, banchetto di tende da sole. &#8220;Signora, che bei bambini &#8211;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io apprezzo e ammiro la costanza dei venditori nei centri commerciali, quelli con i banchi di divani, tende, amenicoli in silicone da cucina e simili. Amo un po&#8217; meno l&#8217;insistenza sgradita.<br />
Mia figlia è uguale a me.<br />
Carugate, a lato del (maledetti crepate) Apple Store, banchetto di tende da sole.<br />
&#8220;Signora, che bei bambini &#8211; (tremo) &#8211; perchè non li protegge con una bella tenda da sole nuova?&#8221;<br />
&#8220;Le abbiamo già. Nuove, identiche alle sue&#8221;<br />
&#8220;Ma questa bella bambina, con la pelle così chiara e delicata&#8230; non si scotterebbe di meno protett..&#8221;<br />
&#8220;Signora, grazie, le ho detto no, siamo già a posto&#8221;<br />
Chiara &#8220;Ha detto no, la mamma&#8221;<br />
&#8220;Piccina lasciami parlare alla tua mamma.. Vede signora..&#8221;<br />
&#8220;Signora, davvero, non mi interessa, devo andare a prendere il gelato ai bambini&#8230;&#8221;<br />
Alexander fa il segno di buono e un sorriso a 187 denti.<br />
Chiara &#8220;Mamma deve comp(r)a(r)e gelato me e Alex&#8221;<br />
&#8220;Bambina su, sii paziente&#8230;&#8221;<br />
Bambina si incazza e demolisce mezzo stand in cartonato poggiato malamente a terra.<br />
&#8220;Glielo avevo detto che non siamo interessati e che dovevo sbrigarmi a comprar loro la merenda&#8230; andiamo bambini, arrivederci&#8221;<br />
E cazzo. <img src='http://blackcat.bloggy.biz/smilies2/yahoo_bigsmile.gif' alt='&#58;&#68;' class='wp-smiley' width='15' height='15' title='&#58;&#68;' /></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bloggy/ZSSN/~4/M2ll94hR1og" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Genitori e genitori</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 14:07:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Black Cat</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mio figlio è speciale]]></category>
		<category><![CDATA[Neurodeliri]]></category>

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		<description><![CDATA[Non posso farci niente, sono infastidita come se avessi attorno un nugolo di zanzare tigre. Troppo, troppo spesso leggo di genitori 2.0 che non fanno altro che lamentarsi dei propri figli. E parlano troppo, e il pannolino, e cheduepalle, e mandiamolo all&#8217;asilo sin dai tre mesi che cristo non ho tempo per me, oh, non]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non posso farci niente, sono infastidita come se avessi attorno un nugolo di zanzare tigre.<br />
Troppo, troppo spesso leggo di genitori 2.0 che non fanno altro che lamentarsi dei propri figli. E parlano troppo, e il pannolino, e cheduepalle, e mandiamolo all&#8217;asilo sin dai tre mesi che cristo non ho tempo per me, oh, non posso fare gli aperitivi con le amichètte, lo shopping con la bambina è improponibile, eh, signora mia, le vacanze con i bambini mai!<br />
Cosa.fate.a.fare.i.figli?<br />
Statevene in coppia, o single, prendete precauzioni, praticate l&#8217;astinenza ma NON figliate!<br />
Vostro figlio parla troppo? Vi fa troppe domande e vi viene il mal di testa? Oh, bravi, venite a dirlo a me, che la voce di mio figlio la sogno di notte, non ci vivo.<br />
Quel bambino cresce con il vostro sapere, dovreste essere orgogliosi di potergli trasmettere la vostra conoscenza, le vostre tradizioni, le radici da cui proviene la vostra famiglia, vergognatevi!<br />
Oh, mi è saltato l&#8217;happy hour! Cavolo, davvero, è un bel problema eh? Sapete, si possono portare anche i figli in giro, non è necessario e propedeutico chiuderli in casa. Avrete un partner se avete dei figli, magari più sano di mente, che ve li può tenere. O una baby sitter, magari contribuireste a farle finire gli studi a &#8216;sta santa donna. E, per inciso, si vive anche facendone meno di tre alla settimana di aperitivi, perchè, di solito, stare con i figli voluti è fonte di altrettanta gioia. (se proprio dobbiamo paragonare un bloody mary con due patatine stantie al sorriso di vostro figlio)<br />
Si può far tutto con i bambini, si può andare a far la spesa, in vacanza, a visitare musei, acquari e monumenti.<br />
Basta volerlo, come si presuppone abbiate voluto dar vita a quell&#8217;esserino che dipende da voi.<br />
A me da fastidio portarmi come esempio, ma vi farei vedere quanto è difficile fare l&#8217;acrobata con due figli così diversi come i miei.<br />
Cercare di soddisfare bisogni talmente opposti e distanti da rendere pazzo chiunque, non fare differenze mentre parli con una e l&#8217;altro soffre per non poter partecipare.<br />
Cercare di lavorare a casa, altrimenti i figli te li crescono educatori e tate, e una buona madre dentro di sè soffre per non poter stare con loro, se anche solo lontanamente ne ha possibilità.<br />
Devi fare l&#8217;equilibrista su un filo di seta, realizzare dei sogni da bambino anche se per te sono inezie, dare sfogo alle loro passioni, anche e soprattutto se ti vengono manifestate. E questo, [inserire impropero a piacere] anche se ti fa saltare il parrucchiere o l&#8217;estetista.<br />
Che ti puoi anche lavare tu i capelli, o fare la ceretta in pausa pranzo accontentandoti di uno snack.<br />
Che, il bene dei propri figli, non ha prezzo. E se non l&#8217;hai ancora capito, scusa, non sei un genitore.</p>
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