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	<title>Black Cat</title>
	
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	<description>Mamma, webmaster e felide bastarda.</description>
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		<title>Sembra ieri</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 23:59:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Black Cat</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiara]]></category>

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		<description><![CDATA[Erano quattro anni fa, quando a quest&#8217;ora entravo in sala parto. Sei nata alle 6.45, dopo che quella screanzata di tua madre si è addormentata russando, esattamente come tuo padre sullo sgabellino fornito dalle ostetriche. Io che sognavo litri e litri di epidurale, ebbra di quella che avevo già in vena, non vedevo l&#8217;ora di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Erano quattro anni fa, quando a quest&#8217;ora entravo in sala parto.</p>
<p>Sei nata alle 6.45, dopo che quella screanzata di tua madre si è addormentata russando, esattamente come tuo padre sullo sgabellino fornito dalle ostetriche. Io che sognavo litri e litri di epidurale, ebbra di quella che avevo già in vena, non vedevo l&#8217;ora di tenerti tra le braccia.</p>
<p>E da quel momento sei stata il mio tesoro. Perchè non lo so come hai fatto a crescere così bella e brava, ma soprattutto buona, con quello a cui la vita ti ha messo davanti sin dal tuo primo giorno. Hai dato gioia a me, e continui a darne sempre di più. Curi tuo fratello e lo segui con un amore incredibile. E quando sorridi illumini tutta la casa, mi fai passare i cattivi pensieri e mi contagi col tuo buonumore. Perchè, anche se ti chiamo scherzosamente principessa, a te donerei il mondo se potessi, perchè sei la figlia che tutti vorrebbero avere, e sei l&#8217;unica a darmi la forza per sistemare sempre tutto.</p>
<p>Ti auguro di avere la mia stessa fortuna, Chiara, di avere una figlia come te. Auguri tesoro mio.</p>
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		<title>Le rane dalla bocca larga.</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 19:28:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Black Cat</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alexander]]></category>
		<category><![CDATA[Mio figlio è speciale]]></category>

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		<description><![CDATA[Scuola, ore 12.30. &#8220;Scusa, sei tu la mamma di Alexander?&#8221; &#8220;Si, certo, perchè?&#8221; &#8220;Ma lui al mercoledì esce sempre alle 12?&#8221; &#8220;Si, dobbiamo andare a Pavia a fare terapia riabilitativa e comunque non fa i pomeriggi&#8230;&#8221; &#8220;Ah, allora fa terapia&#8230;&#8221; Ve la faccio breve. Mercoledì 26 ottobre alle 18.10, durante una riunione dei genitori a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scuola, ore 12.30.</p>
<p>&#8220;Scusa, sei tu la mamma di Alexander?&#8221;</p>
<p>&#8220;Si, certo, perchè?&#8221;</p>
<p>&#8220;Ma lui al mercoledì esce sempre alle 12?&#8221;</p>
<p>&#8220;Si, dobbiamo andare a Pavia a fare terapia riabilitativa e comunque non fa i pomeriggi&#8230;&#8221;</p>
<p>&#8220;Ah, allora fa terapia&#8230;&#8221;</p>
<p>Ve la faccio breve. Mercoledì 26 ottobre alle 18.10, durante una riunione dei genitori a scuola, il figlio di questa ragazza è stato massacrato di botte, hanno dovuto chiamare l&#8217;ambulanza e dargli dei punti. Lui con trauma cranico e shock non ricorda nulla, nessuno ha visto niente, ma le illazioni di un gruppo di merde che identificherò hanno detto che era colpa di mio figlio.</p>
<p>Il capro espiatorio, l&#8217;unico che non si può difendere. Perchè eravamo fuori dall&#8217;orario scolastico, la direzione dice di non poter fare nulla&#8230; ma io si, e domani non la passano impuniti. Che dare la colpa a un&#8217;altra persona dei propri misfatti è già da merde, fare illazioni sulle sue terapie individuali è da stronzi, e non si devono nemmeno permettere. Dire che sono furente è poco. Questa è la scuola pubblica, questi sono i genitori delle generazioni future.</p>
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		<title>Standard</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 20:03:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Black Cat</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alexander]]></category>
		<category><![CDATA[Mio figlio è speciale]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle cose che più mi infastidisce al mondo è la standardizzazione, la catalogazione, il fare di tutta l&#8217;erba un fascio. Ci sono parametri oggettivamente incontrovertibili, quelli ad esempio dei valori ematici, troppo alto, troppo basso, se è un livello delle piastrine lo posso capire. Per tutto ciò che riguarda la psiche però forse andrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle cose che più mi infastidisce al mondo è la standardizzazione, la catalogazione, il fare di tutta l&#8217;erba un fascio.</p>
<p>Ci sono parametri oggettivamente incontrovertibili, quelli ad esempio dei valori ematici, troppo alto, troppo basso, se è un livello delle piastrine lo posso capire. Per tutto ciò che riguarda la psiche però forse andrebbe fatto un passo indietro, lasciata la matematica applicata, le formule, i test a risposta multipla, e guardato l&#8217;individuo con una maggiore profondità e voglia di capire.</p>
<p>A tre anni e qualche mese, Alexander era sotto OGNI aspetto catalogato come bambino autistico. Pensate a quello che ho potuto provare io, la stessa ragazzina idiota che guardava con compassione Rain Man, a sentirmi dare un verdetto finale così. Poi con gli anni, beh, è successo di tutto, e lui, a un tratto, non lo era più.</p>
<p>Cos&#8217;ha? Non lo so, non lo sanno, non è dato saperlo. Questo perchè ci sono delle scale di valutazione, dei test, non esistono metodi oggettivi REALI per sapere nulla.</p>
<p>Ma veniamo ad altro. Avete figli? Se ne avete, ve lo dico dal profondo del cuore, vi auguro stiano bene. Si, perchè altrimenti comincerà per voi un calvario che, se non avrete la forza di buttar fuori tutta la merda che avrete dentro, non lo passerete indenni. Io ho avuto la fortuna incredibile di essere una persona con la faccia peggio del posteriore, e di aver messo tutto qui, in piazza, su queste pagine, per esorcizzare, per confrontarmi, per parlare e per tirar fuori il fiele. Altrimenti mi sarei dovuta fidare, sedendomi, dei professionisti.</p>
<p>&#8220;Alexander è refrattario ai cambiamenti, ha bisogno di routine, deve sempre avere un percorso quotidiano da fare&#8221; e a me subito viene spontaneo &#8220;ma che due coglioni, tutti i giorni le stesse cose&#8230;&#8221;. Perchè? Perchè per la maggior parte degli autistici questo è lo standard. Ma la maggior parte non vuole dire TUTTI. Lui ad esempio si annoia con una facilità estrema, ed essendo di natura curioso come un gatto, vuole vedere cose, girare posti, provare esperienze diverse. Ma ciò, per la vecchia NPI, non andava bene, quindi ti prendi carico dei rischi e lo fai di tua spontanea volontà. E il bambino sta bene.</p>
<p>&#8220;Ho sentito a un convegno che per parlare agli autistici non bisogna guardarli negli occhi&#8221; e io penso &#8220;si, di solito anch&#8217;io gli fisso il piloro quando gli parlo&#8221;. E hai partecipato a un convegno per immagazzinare una tale stronzata? Ma soprattutto hanno fatto fare un convegno a uno che dice tali cazzate? Gli autistici hanno un contatto oculare pressochè inesistente, sfuggente. Alexander ti fissa, ti cerca, si esprime molto bene con la mimica facciale, immagino gli faccia piacere la maestra gli parli guardando la sua compagna di classe&#8230;</p>
<p>&#8220;Questo metodo è il MIGLIORE per facilitare la comunicazione, vedrete che&#8230;&#8221; e poi a casa lui prende le icone della comunicazione augmentativa, mi fissa negli occhi, e con lo sguardo carico di odio le rompe in mille pezzi. Magari perchè vorrebbe parlare anzichè indicare un disegnino che pure io fatico a capire? Forse perchè ha bisogno d&#8217;altro e nemmeno lui sa dirmi come? O più semplicemente perchè non gli piace, non lo capisce, cazzo, ma un po&#8217; di versatilità nei metodi no?</p>
<p>Questa è la pecca di chi segue i malati neuropsichiatrici. Sono pochissimi davvero, non potete immaginare, i terapeuti, i medici, gli assistenti, gli educatori che siano volti a capire l&#8217;individuo piuttosto che applicare i metodi imparati a memoria nella carriera scolastica. Io da mio figlio imparo ogni giorno. Mi mangio il fegato a litigarci, non potete capire quanto, perchè miseria non è semplice trovare un linguaggio comune per poter dialogare, e non ci sono vocabolari di Alexandrese-Italiano, li stiamo creando noi, ora dopo ora.</p>
<p>Quello di cui non smetterò mai di ringraziare il mio piccolo disastro di ometto è di avermi insegnato ad ascoltare, a valutare, a riflettere, ad osservare. Non ero così &#8220;profonda&#8221; prima che arrivasse lui, in questi anni sono molto cambiata. Mi ha insegnato a non arrendermi alle apparenze, a cercare i motivi, i punti di incontro di due rette apparentemente destinate a non incontrarsi mai. A mettermi in gioco, a costruire un metodo dissacrante e funzionale, a non arrendermi a una definizione, a uno standard, a un bollo del cazzo appiccicato da chi non aveva voglia di far fatica e ha fatto prima a dirci &#8220;seguite i punti da uno a dieci e mettetevi l&#8217;anima in pace&#8221;. Si, perchè la fatica è quella che mi ammazza. Avessi una giornata di 80 ore di cose ne farei molte di più, fossi Wonder Woman anche. In ogni caso non mi fermo. E ora sto andando avanti, senza falsa modestia, anche molto bene. E la cosa più bella è che ora andiamo avanti insieme.</p>
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		<title>Giù le mani da(l cuore di) mio figlio</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 12:39:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Black Cat</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alexander]]></category>
		<category><![CDATA[Mio figlio è speciale]]></category>

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		<description><![CDATA[Pensavo che dopo lo scorso anno non si potesse peggiorare, pensavo che dopo le parole dette e verbalizzate dal nostro avvocato durante l&#8217;ultimo incontro con quella che purtroppo è ancora la nostra attuale Direttrice Scolastica, almeno qualche promessa venisse mantenuta &#8220;Faremo di tutto perchè E. ci sia ancora il prossimo anno per Alex, daremo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pensavo che dopo lo scorso anno non si potesse peggiorare, pensavo che dopo le parole dette e verbalizzate dal nostro avvocato durante l&#8217;ultimo incontro con quella che purtroppo è ancora la nostra attuale Direttrice Scolastica, almeno qualche promessa venisse mantenuta &#8220;Faremo di tutto perchè E. ci sia ancora il prossimo anno per Alex, daremo il nostro meglio per&#8230;&#8221;</p>
<p>Per?</p>
<p><strong>Settimana 1 (12/16 Settembre)</strong></p>
<p>Siamo ancora in attesa di sapere se la Dott.ssa E., sostegno dello scorso anno, è stata riconfermata in graduatoria come richiesto dalla scuola.</p>
<p>Ci sono state assegnate venti ore di ASSISTENZA ALLA PERSONA da parte del Comune. Per chi non lo sapesse un assistente alla persona è un collaboratore ausiliario, NON UN INSEGNANTE che si occupa di (cito normativa CCNL) &#8220;<em>ausilio materiale agli alunni portatori di handicap nell’accesso dalle aree esterne alle strutture scolastiche e nell’uscita da esse. In relazione alle esigenze emergenti nel sistema formativo, con riguardo anche ali’integrazione di alunni portatori di handicap e alla prevenzione della dispersione scolastica, partecipa a specifiche iniziative di formazione e di aggiornamento. Vanno comunque garantite, anche attraverso particolari forme di organizzazione del lavoro e l’impiego di funzioni aggiuntive o l’erogazione di specifici. compensi, le attività di ausilio materiale agli alunni portatori di handicap per esigenze di particolare disagio e per le attività di cura alla persona ed ausilio materiale ai bambini e alle bambine della scuola materna nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale&#8221;</em>. Nel nostro caso è stata riassegnata B., come lo scorso anno, ex educatrice della scuola materna, che per alcuni mesi si è documentata e confrontata con la precedente insegnante di sostegno E., bravissima psicologa, per come interagire al meglio con mio figlio facendolo riuscire a raggiungere determinati traguardi.</p>
<p>Sino al mercoledì 14 nessun sostegno. Giovedì 15 e venerdì 16 si presenta M., ragazza solare e volenterosa, già pratica di disabilità, con cui, in soli due giorni, Alexander instaura un bellissimo rapporto e comincia a concederle la sua fiducia. Venerdì ci salutiamo con &#8220;Spero davvero di essere assegnata a lui, lavoriamo davvero bene insieme, vado ora a Pavia a consultare le graduatorie&#8221;. Ovviamente è stata destinata altrove e non l&#8217;ho più vista. Caso mai mi leggesse, la ringrazio per quegli unici due giorni di calma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Settimana 2 (19 Settembre &#8211; oggi)</strong></p>
<p>Lunedì. Vedo l&#8217;assistente alla persona all&#8217;ingresso a scuola &#8220;Oggi arriva la nuova insegnante di sostegno, speriamo bene, incrociamo le dita&#8221;. Alexander come ogni mattina le prende la mano sorridendo e se ne va felice.</p>
<p>Alle 12.30 vado a prenderlo. Si presenta I. Tralascio le mie considerazioni personali, le ho già fatte altrove. Vado al dunque. I non ha mai lavorato con disabili e non ce la fa a stare con bambini come lui. Richiede la compresenza dell&#8217;assistente alla persona, non sa da che parte cominciare. Starà con lui sino al 28 ottobre, poi non si sa. Una mamma di fianco a me vede mio figlio uscire dalla scuola e mi dice, ironica &#8220;Che faccia ha? Gli è morto il gatto o l&#8217;hanno condannato a morte?&#8221; Escono gli altri bambini e.. oh, toh&#8230; il suo sostegno dello scorso anno&#8230; ma come, non era in graduatoria per il sostegno? Eh, già, peccato ora faccia SUPPLENZA A UNA PRIMA CHE HA LA MAESTRA IN MATERNITA&#8217; (ricordate le parole della DS? Faremo l&#8217;impossibile per mantenere lei in caso di nomina&#8230;). Alexander la vede con la coda dell&#8217;occhio, mi tira verso di lei e io gli sussurro &#8220;Amore, ora E. ha un&#8217;altra classe&#8230; non puoi andare da lei&#8230;&#8221; Alexander sale in macchina e scoppia a piangere. A dirotto. Per minuti interminabili.</p>
<p>I giorni passano. L&#8217;assistente alla persona è sempre più disperata. &#8220;Non ho più parole, non posso parlare&#8230;&#8221; &#8220;Eh, B&#8230;. oggi parlerò io&#8221; le dico. E una maestra a fianco &#8220;Signora, lo faccia in fretta, stanno rovinando sia gli alunni che hanno difficoltà che tutte le classi a loro collegate&#8221;. Vi dico solo che fatico a capire quando questa nuova insegnante mi parla. Immagino mio figlio che ha problemi di linguaggio e comunicazione&#8230; &#8220;Barbara, oggi è stato uno strazio&#8221; mi dice l&#8217;assistente alla persona &#8220;lasciarlo andare in classe con lei. Piangeva a dirotto e mi si attaccava ai vestiti, è persino scappato fuori con lo zaino&#8221;</p>
<p>E mentre me lo dice, vedo uscire anche la prima con il suo sostegno che fa supplenza, che incrocia il mio sguardo con uno triste che non ho parole per descrivere.</p>
<p>Ora. Io non posso lavorare. I miei orari utili sono dalle 9.15 alle 12.15 e dalle 23 alle 2 di notte. Quindi lavoro da casa, prendo una miseria tolti iva e tasse, e non arrivo nemmeno a fine mese. Quello che ho lo spendo tutto in spesa, bollette e terapie riabilitative per mio figlio. Forse se mia madre mi aiuta, riuscirò a far fare qualcosa anche a Chiara, che vorrebbe andare a ginnastica con le compagne, ma ancora non lo so. Una cosa è certa. Ho messo la casa in vendita, se necessario la ipotecherò anche, ma io da questa cosa ci devo uscire, perchè, cara Direttrice Scolastica, in un anno di turnover di decine di insegnanti, sei riuscita a dirmi che sono un cattivo genitore perchè non ho messo mio figlio in una scuola speciale, avendo seguito le direttive di uno psicologo sicuramente inferiore a te in preparazione, e soprattutto a farlo diventare insicuro, arrabbiato col mondo e triste. Perchè viene trattato come un paria, relegato in una classe individuale, perchè è comodo dire che &#8220;gli serve quello&#8221;. No, va integrato. Alexander adora stare in mezzo alla gente, lo sai che per farlo divertire andiamo insieme a far la spesa, o cuciniamo, o creiamo gioiellini per amici e per beneficienza? Alexander sa essere uno stronzo di prima categoria, ma lo fa in una sola situazione: quando viene trattato male, demotivato, ridicolizzato, sminuito, lasciato in un angolo.</p>
<p>Non li abbiamo i soldi per il ricorso al Tar, non li abbiamo. Ma troverò chi mi aiuta, ho dei buoni amici, sono in contatto con associazioni, io questa non te la faccio passare liscia.</p>
<p>A mio figlio basterebbe qualche ora con una maestra competente, e invece voi avete tolto a lui e a noi la fiducia in un organo statale con ottime possibilità di funzionamento come la scuola pubblica. E non venirmi a dire dei tagli. La maestra è lì. Solo assegnata altrove. Altro che <a href="http://www.edscuola.it/archivio/handicap/continuita.html" target="_blank">continuità didattica</a>. La tua ennesima promessa da marinaia. Ecco, marinaia, ora son quasi certa che, adesso, ti farò affondare io.</p>
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		<title>Se mio figlio fosse un’auto</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 07:38:29 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Alexander]]></category>
		<category><![CDATA[Mio figlio è speciale]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccolo. Lo pensavo ieri notte, mentre si stringeva a me forte forte nel lettino per addormentarsi. Alexander è una splendida fuoriserie, nera, lucente, irresistibile, veloce, performante, che non posso targare. No, niente da fare, la motorizzazione non me la omologa. E&#8217; che.. diamine, c&#8217;è qualcosa che non va nel suo impianto elettrico. Perchè sulla carta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccolo. Lo pensavo ieri notte, mentre si stringeva a me forte forte nel lettino per addormentarsi. Alexander è una splendida fuoriserie, nera, lucente, irresistibile, veloce, performante, che non posso targare.</p>
<p>No, niente da fare, la motorizzazione non me la omologa. E&#8217; che.. diamine, c&#8217;è qualcosa che non va nel suo impianto elettrico. Perchè sulla carta andarci in giro sarebbe fantastico, praticamente un sogno. Lui è perfetto, non ci sono obiezioni, e non è un parere soggettivo o di parte il mio. Purtroppo capita che funzioni solo l&#8217;accensione del motore. Poi inserisci l&#8217;indicatore di direzione e suona il clacson. Accendi la radio e si ingrana la prima. Metti la retromarcia e suona l&#8217;antifurto. E nessuno sa come possa succedere! E&#8217; stato tre anni in un&#8217;officina rinomatissima, ma invece di uscire riparato, era ancora più malconcio, pieno di bozzi ed impolverato, persino mi avevano proposto di mettergli il gasolio al posto della benzina, cioè, vi rendete conto?</p>
<p>Allora me lo sono portato in garage, l&#8217;ho lucidato, amorevole, tutti i giorni, tutto il giorno, ed ogni tanto, imparando quali bizzarrie comandava la sua centralina elettronica HHT, riuscivo anche a fare il giro dell&#8217;isolato. Però poi le cose sono ricominciate a peggiorare, e nelle officine non c&#8217;era mai posto, o non erano abbastanza preparate. L&#8217;ultima poi, me lo teneva lì su un ponte, da solo, sollevato, con le ruote a penzoloni. A volte si scaricava talmente la batteria che non si accendeva nemmeno più e poi al ritiro erano tutti problemi miei ritrainarlo in box. E ci deve per forza andare tutti i giorni, fa parte delle procedure per la targatura&#8230;</p>
<p>Adesso ha cominciato a frequentare un nuovo posto dove fanno principalmente revisioni e mettono il bollino blu. Pare che insomma, quando la centralina viene tarata lì, per qualche minuto possa andare in giro tranquilla come se fosse un&#8217;auto che funziona, perciò magari boh, tra qualche anno, quando avranno trovato l&#8217;origine del guasto e l&#8217;avranno risolta, magari lo posso targare ed usare normalmente.</p>
<p>Si, perchè ora è un pericolo. Per chi lo guida e per chi è a bordo, e per sè stesso. Non sai mai a quale azioni corrisponderanno i comandi. Se le portiere si apriranno in corsa, se invece di frenare accelererai.</p>
<p>Avessi ancora io l&#8217;officina, lo porterei nel reparto elettrauto, aprirei il cofano, attaccherei l&#8217;hht alla presa vicino al vano fusibili e farei un test approfondito per capire cosa non va. E magari ordinerei una nuova centralina. La cambierei in un paio d&#8217;ore di manodopera. E finalmente la mia splendida auto potrebbe andare veloce nel vento di una strada panoramica lungo la costa azzurra.</p>
<p>Però il mio bimbo non è una macchina. Il mio bambino è una creatura diversa ed incontrollabile. Ma la cosa che mi fa più male è un&#8217;altra. Che di tutte le &#8220;officine preposte alla riparazione&#8221; non ci sia uno straccio di &#8220;meccanico&#8221; che sappia trattare il suo problema e risolverlo, o per lo meno mitigarlo. Ma sinora siano stati tutti degli sfasciacarrozze travestiti da tecnici certificati. E noi, invece, vogliamo viaggiare.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="SLS" src="http://hyundaigenesisblog.com/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/f86ff_kicherer_mercedes_benz_sls_black_images_main.jpg" alt="" width="563" height="345" /></p>
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		<title>Selezioni durissime</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 07:14:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Mio figlio è speciale]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo giorno di scuola. Il Comune ha deciso che gli ultimi 500m di strada senza uscita che terminano all&#8217;ingresso della scuola DEVONO essere chiusi, i genitori devono portare i figli a piedi, qualsiasi siano le condizioni meteorologiche. Ha anche tolto lo scuolabus, eh, mica cotiche, per incentivare l&#8217;uso del Pedibus, una splendida iniziativa del nostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo giorno di scuola.</p>
<p>Il Comune ha deciso che gli ultimi 500m di strada senza uscita che terminano all&#8217;ingresso della scuola DEVONO essere chiusi, i genitori devono portare i figli a piedi, qualsiasi siano le condizioni meteorologiche. Ha anche tolto lo scuolabus, eh, mica cotiche, per incentivare l&#8217;uso del Pedibus, una splendida <a href="http://www.comune.landriano.pv.it/pdf/2011/volantino_pedibus.pdf" target="_blank">iniziativa</a> del nostro solerte Sindaco. Certo. In un paese dove per il 90% del tratto urbano non ci sono marciapiedi è proprio l&#8217;alternativa intelligente.</p>
<p>Stamane per arrivare a scuola (io abito a circa 2km di distanza) ho trovato un traffico che manco fossimo a Milano ma ho evitato il blocco in quanto titolare di contrassegno disabili, ed ero esentata dalla disposizione. Buon per me, che per Alex sconvolgere le abitudini è sempre un caos.</p>
<p>Non sapevo però del nuovo divieto. Quello che le macchine non possono entrare nella strada ma&#8230; i genitori non possono più entrare NELLA SCUOLA!</p>
<p>A parte la mia condizione, non vi dico i genitori dei bambini di sei anni, al SECONDO giorno di scuola che vagavano spaesati nell&#8217;androne perchè, poverini, non ricordavano dove fossero le loro classi! Ma la ciliegina sulla torta, è stato il nuovo bidello. Da me scambiato per un manovale all&#8217;ultimo anno di lavoro, prossimo alla pensione. Altezza circa m 1.55 (quindi un venti cm in buoni più basso della sottoscritta) che faceva da buttafuori all&#8217;ingresso. Non ha fatto passare nessuno.</p>
<p>Io, purtroppo, dovevo per forza entrare ed accompagnare mio figlio, perchè devo consegnarlo all&#8217;insegnante di sostegno.</p>
<p>&#8220;Dove crede di andare, non può entrare&#8221;</p>
<p>&#8220;Mio figlio è disabile, devo accompagnarlo e lasciarlo alla maestra di sostegno&#8221;</p>
<p>&#8220;Si, disabile quello&#8230;&#8221;</p>
<p>Ah. Ahahahah.</p>
<p>Respira, inspira, espira.</p>
<p>Non ho avuto tempo di dire nulla. Se non di temere la sua lapidazione. Una madre lo sposta di peso, l&#8217;altra gli urla di vergognarsi, due mi spingono dentro, le altre lo massacrano di insulti. E&#8217; stato, vi giuro, bellissimo.</p>
<p>Ma dove seleziona la nostra amata direttrice scolastica il suo personale nuovo? Nelle merendine o nelle sorpresine della SanCarlo li trova? La bidella storica mi ha chiesto scusa tre volte, questo ZOTICO nemmeno un accenno.</p>
<p>Poi mi dicono di non sputare nel piatto dove mangio e denigrare la scuola pubblica, ma se solo vedeste le umiliazioni quotidiane che questa gente ci fa passare, forse mi assolvereste un po&#8217;.</p>
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		<title>Disabili a tempo determinato. Solo ASL, astenersi perditempo.</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 22:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Black Cat</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alexander]]></category>
		<category><![CDATA[Mio figlio è speciale]]></category>

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		<description><![CDATA[Bene. L&#8217;invalidità totale è accertata. La mia impossibilità ad un lavoro normale altrettanto. Sino ad ora si è campati di indennità di frequenza e telelavoro. Certo, sinchè Alexander è cominciato a migliorare, non lo si è tolto dal &#8220;centro di recupero&#8221; (peste li colga) e si è iniziata una terapia diversa, con risultati stupefacenti. Questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bene. L&#8217;invalidità totale è accertata.</p>
<p>La mia impossibilità ad un lavoro normale altrettanto.</p>
<p>Sino ad ora si è campati di indennità di frequenza e telelavoro.</p>
<p>Certo, sinchè Alexander è cominciato a migliorare, non lo si è tolto dal &#8220;centro di recupero&#8221; (peste li colga) e si è iniziata una terapia diversa, con risultati stupefacenti. Questo con estrema gioia di terapisti, parenti, amici.</p>
<p>Venerdì scorso mi reco all&#8217;Inps, ente erogante della <a href="http://www.handylex.org/schede/icfrequenza.shtml" target="_blank">indennità di frequenza</a> per consegnare il solito modulo di dichiarazione di frequenza di Alexander a scuola e mi trovo una simpatica sorpresa.</p>
<p>&#8220;Signora, il Centro che avete scelto per le terapie riabilitative è un centro privato, quindi la pensione non verrà erogata per tutti i 12 mesi, ma solo per quelli di frequenza scolastica&#8221;</p>
<p>Si, perchè se avete un figlio disabile, da portare due volte alla settimana a fare terapia, per un totale di circa 500 km al mese, più visite, esami e altro, si arriva agli 800, beh, accertatevi di aver bisogno di un centro convenzionato o di diretta dipendenza ASL, altrimenti son cavoli vostri. Non solo non percepirete l&#8217;indennità da luglio a ottobre, ma dovrete anche restituire quella che vi hanno dato gli anni precedenti in quei mesi.</p>
<p>A questo punto mi sovvengono tre quesiti:</p>
<p>1) non era possibile comunicarmi già lo scorso anno che non mi spettava l&#8217;indennità, in modo tale che ora non mi ritroverei MILLEDUECENTO EURO DA RENDERE?</p>
<p>2) se non esistono centri pubblici dove venga utilizzato il metodo di psicomotricità, l&#8217;unico, che ha fatto progredire mio figlio, perchè io non ho diritto a farlo curare e beneficiare del supporto dello Stato, giacchè lo stesso non è organizzato per i nostri bisogni e io devo pagare altrove?</p>
<p>3) dove li trovo quei soldi ora?</p>
<p>Caso mai leggeste e aveste suggerimenti, ben grata sin da ora. Il mio profilo Linkedin con le competenze è <a href="http://it.linkedin.com/in/barbarascarabello" target="_blank">questo</a>, non mi spaventa il telelavoro, nè un eventuale part time in zona Milano Pavia. E comunque, grazie ancora Italia, perchè mi fai sentire sempre un pezzente che deve chiedere l&#8217;elemosina per avere qualcosa a cui tutti dovremmo aver diritto: assistenza e lavoro.</p>
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		<title>My hurricane</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 10:21:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Black Cat</dc:creator>
				<category><![CDATA[Neurodeliri]]></category>

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		<description><![CDATA[Era l&#8217;agosto del 1992, e io ero a Miami, dove passavo molti mesi l&#8217;anno per lavoro. Io e la mia famiglia vivevamo in un condo oceanfront, proprio sulla spiaggia, uno di quelli che si vedono spesso in CSI, con la spiaggia privata, che quando uscivi dall&#8217;ufficio era la manna. Adoro Miami, lo stile di vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era l&#8217;agosto del 1992, e io ero a Miami, dove passavo molti mesi l&#8217;anno per lavoro.</p>
<p><span id="more-3674"></span></p>
<p>Io e la mia famiglia vivevamo in un condo oceanfront, proprio sulla spiaggia, uno di quelli che si vedono spesso in CSI, con la spiaggia privata, che quando uscivi dall&#8217;ufficio era la manna. Adoro Miami, lo stile di vita della Florida, quel continuo mescolarsi di lavoro e relax in riva al mare, non so chi me l&#8217;ha fatto fare al momento di scegliere di tornare in Italia, ma tant&#8217;è.</p>
<p>Un giorno, appena tornata da un appuntamento con un broker, negli altoparlanti del condominio si sente un avviso della Polizia: &#8220;evacuate entro 24 ore la casa, mettete le finestre in sicurezza, spostatevi verso l&#8217;interno&#8221;.</p>
<p>Sconvolta accendo la tv via cavo e cerco un canale di notizie. Ero praticamente l&#8217;unica che parlava inglese, e da me dipendevano i miei genitori. Andrew stava arrivando dal golfo del Messico verso la Florida. Era previsto un impatto disastroso per il mattino dopo.</p>
<p>Avevamo degli amici che vivevano all&#8217;interno, abbiamo chiesto loro di ospitarci, abbiamo preso i documenti, le cose più importanti da cui non sarebbe stato saggio separarci e siamo andati di corsa a casa loro. L&#8217;acqua. Bisognava fare scorta d&#8217;acqua, che per alcuni giorni gli acquedotti non sarebbero stati sicuri. E del cibo che si conservava a temperatura ambiente, non era certo ci sarebbe stata la corrente. I supermercati erano un incubo. Semi vuoti. Era il delirio, la follia collettiva, tutti che riempivano i carrelli enormi del Publix, galloni e galloni di acqua, lattine, pane, biscotti&#8230;</p>
<p>Andrew aumentava la velocità in maniera vorticosa. Sarebbe passato all&#8217;alba. Era il panico.</p>
<p>Samanta viveva al 13° piano, con i genitori. Io stavo con lei. Maria e la famiglia al 5° e i miei stavano da loro, di origine italiana, che li aiutavano con le procedure.</p>
<p>Il vento aumentava. Ma eravamo all&#8217;interno. Fino a sera non eravamo poi così impauriti, i danni sarebbero dovuti essere principalmente sulla costa. Piangevo. Pensavo a quella casa che tanto amavo. L&#8217;idea di vederla distrutta mi lacerava dentro. Alle news della sera però l&#8217;allerta divenne rossa. Per le zone interne. Andrew era aumentato di velocità. E aveva cambiato percorso.</p>
<p>La polizia ci bussò alla porta. Entro poche ore avremmo dovuto trasferirci nella hall del condominio. Le finestre e i piani superiori al primo non erano sicuri. Ore? No, minuti. Aiuto i nonni di Samantha ad uscire. Io e lei eravamo pressochè coetanee, ci siamo assicurate che i vecchi scendessero, a piedi, gli ascensori non erano sicuri ed erano stati disattivati, e poi abbiamo preso tutto ciò che dovevamo portar via dall&#8217;appartamento. Andrew era già lì. Al momento in cui il papà di Samantha ci raggiungeva fuori dalla porta di casa, i vetri della casa scoppiarono con un fragore che mi fece pensare ad una bomba. Io e lei venimmo scaraventate fuori, il padre chiuso dentro. La pressione era pazzesca. Il vento era assordante. Noi due tiravamo la porta dall&#8217;esterno, lui intrappolato dentro la spingeva. Sono stati minuti interminabili. E non si poteva perdere la calma. Alla fine ce l&#8217;abbiamo fatta, abbiamo tenuto la porta aperta a sufficienza per farlo uscire e ci siamo precipitati giù per le scale sino alla hall.</p>
<p>Per ogni piano che si scendeva, si sentiva un boato, un fragore, vetri in frantumi, porte che sbattevano. La luce andava ad intermittenza, noi avevamo una pila di emergenza. I telefoni erano isolati, il caldo era impressionante, in Florida senza aria condizionata non si può vivere.</p>
<p>Abbiamo raggiunto la hall. Lì la pressione era meno forte, ma il rumore stava diventando insostenibile. Un sibilo di morte, fortissimo, un ululato di milioni di lupi. Ci hanno fatti sdraiare a terra, coperti da teli di emergenza, che ci avrebbero dovuto preservare in caso di incendi, in un punto appositamente costruito affinchè in caso di crollo avrebbe protetto i nostri corpi.</p>
<p>Io non ero ancora maggiorenne. Ricordo i venti minuti più brutti come quelli in cui non ho mai smesso di pensare che no, non volevo morire, io volevo vivere, non me ne fregava nulla di niente e di nessuno io volevo vivere. Dopo venti minuti il silenzio. Era mattina, ma ce ne siamo accorti solo in una frazione di secondo, sinchè l&#8217;uragano era sopra di noi, c&#8217;era un buio innaturale. A un tratto, luce. E un silenzio che non era naturale.</p>
<p>Sì, certo, un milanese che ne sa di uragani. Eravamo nell&#8217;occhio, il centro del fenomeno. Mediamente dura pochi minuti. Mi alzo, guardo fuori dalle vetrate, e vedo la strada. Semafori divelti, macchine rovesciate. Piango. Arriva un agente e mi scaraventa nel punto sicuro. Con la coda dell&#8217;occhio vedo un muro nero, di polvere, credo, non so, che si avvicina verso il nostro edificio. Round #2.</p>
<p>Generalmente, dopo quello che chiamano &#8220;occhio&#8221; è il momento più pericoloso, gli edifici son già stati sottoposti a stress strutturale per la prima ondata, e sono più deboli. Non potevo andare nel panico. I miei genitori non parlavano inglese, dovevo star loro vicina. Il tutto durò un&#8217;altra decina di minuti. Ma a me sembrarono ore. Interminabili.</p>
<p>Non ci furono feriti, da noi. Le case vennero riparate. Qualche giorno senza acqua, senza corrente se non quella dei generatori di emergenza. Poco cibo. Poi nella zona nord di Miami, un popolo di americani orgogliosi e dignitosi ricostruì tutto come era prima.</p>
<p>Le Glades però vennero distrutte, case sventrate, tetti divelti, morti. Le case della gente più povera. Le case di chi aveva più bisogno di un tetto sulla testa. Andai ad aiutare per un paio di giorni nella distribuzione dei viveri. Purtroppo ai non residenti non era concesso molto, sia per motivi di sicurezza che per le assicurazioni. Era una cosa folle. Si accalcavano a chiederci i generi che non dovrebbero mancare a nessun uomo. Acqua e cibo.</p>
<p>Lasciai Miami poco più di un mese dopo. Con la morte nel cuore. Con la paura della morte. E con la gioia di essere ancora lì a raccontarlo.</p>
<p>Oggi leggo di gente che ironizza sui morti di Irene, troppo pochi, New York doveva essere sventrata che è un posto per ricchi. Beh, voi mi fate pietà, perchè non avete idea di cosa voglia dire essere lì, in quei momenti. Non avete idea. Siete solo dei miserabili. E spero davvero che in un uragano ci passiate, prima o poi.</p>
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		<title>Genitore di serie B</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Aug 2011 16:31:53 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Alexander]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando ci si separa, si è consapevoli di ciò a cui si va incontro, delle difficoltà, dei problemi, dei sacrifici. Ma spesso non si calcolano le reazioni dei figli, involontarie o no. La mia separazione è ormai molto pacifica, siamo due genitori ben allineati sull&#8217;educazione dei figli, e su come comportarci con loro. Quello che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ci si separa, si è consapevoli di ciò a cui si va incontro, delle difficoltà, dei problemi, dei sacrifici. Ma spesso non si calcolano le reazioni dei figli, involontarie o no.</p>
<p>La mia separazione è ormai molto pacifica, siamo due genitori ben allineati sull&#8217;educazione dei figli, e su come comportarci con loro. Quello che segue è solo una mia paranoia personale, che ben dista dal criticare il mio ex marito.</p>
<p>Io sto con i bambini dalla domenica sera al giovedì sera della settimana dopo, cioè undici giorni, il mio ex marito i seguenti tre, e via dicendo. Questo perchè sino a fine del prossimo anno lavorerà all&#8217;estero.</p>
<p>Questo vuol dire che io sono il genitore di serie B.</p>
<p>Quello che dalla mattina alla sera deve: lavorare, pulire, cucinare, portarli a scuola, portarli dal medico, fargli fare i compiti, le cose noiose, trascinarli qua e là, dargli le medicine, lavorare, pulire e cucinare. Senza contare che, avendo i bambini praticamente 11 giorni su 14, l&#8217;unico lavoro che posso fare è un telelavoro. E questo mi preclude, oltre a molte notti di sonno, dovendoli seguire di giorno, di poterli portare a fare gite ed altro, vista la situazione economica.</p>
<p>Il papà invece può farlo, li tiene il weekend, in cui non si lavora, non si va a scuola e non si fa altro che riposarsi, giocare e andare in giro. I bambini quindi non si annoiano, si divertono e basta.</p>
<p>Mi son bastate queste vacanze, a capire ciò che può e non si può chiedere ai bambini.</p>
<p>Che capiscano i sacrifici. Che capiscano che mamma più di così non può. Che solo uno dei due genitori può andare a lavorare, che Alexander alla fine dei conti non lo tiene nessun altro che noi. Ma mamma è solo una povera pazza nervosa, che sta al pc ogni tanto. Che non li porta al mare se non due o tre giorni l&#8217;anno. Che deve pulire e stirare sennò la casa diventa un manicomio e magari non può giocare con loro tutto il tempo. Quindi papà manca, perchè con lui ci si diverte. Mamma no, tanto è sempre lì, e con lei si fanno una marea di cose noiose oltre ad avere numerose regole.</p>
<p>I bambini non posso capire, forse capiranno. O forse no.</p>
<p>Certo è che la mia coscienza a posto non mi risparmia pianti ogni due per tre e un enorme, soffocante, senso di inadeguatezza.</p>
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		<title>13 ottobre 2010</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 12:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Black Cat</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mio figlio è speciale]]></category>
		<category><![CDATA[Neurodeliri]]></category>

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		<description><![CDATA[Sì. E&#8217; vero, ultimamente sono negativa&#8230; però vorrei raccontarvi qualcosa di bello che ci è successo qualche mese fa. Il 13 ottobre, mio figlio venne a chiamarmi in cucina, mentre io cucinavo e lui giocava sull&#8217;altalena. Mi portò in giardino e mi indicò una macchiolina bianca nera e marrone che stava appoggiata triste, al di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì. E&#8217; vero, ultimamente sono negativa&#8230; però vorrei raccontarvi qualcosa di bello che ci è successo qualche mese fa.</p>
<p>Il 13 ottobre, mio figlio venne a chiamarmi in cucina, mentre io cucinavo e lui giocava sull&#8217;altalena. Mi portò in giardino e mi indicò una macchiolina bianca nera e marrone che stava appoggiata triste, al di fuori della rete del giardino. Un cagnolino. Alexander ha sempre avuto una paura atavica dei cani, del tipo che se ne vedevamo uno a Roma, lui era già corso sino in Croazia. Quindi capirete quanto la cosa mi lasciasse parecchio basita. &#8220;Lo vuoi? Lo portiamo in casa?&#8221; e subito la risposta fu un deciso si con la testolina. Facemmo il giro dell&#8217;isolato sino ai campi coltivati, feci un fischio al cane e questo, come se fosse la cosa più normale del mondo, ci seguì sino in casa, sistemandosi subito sotto al caminetto, sdraiato.</p>
<p>Mi vide la vicina &#8220;sai, sono tre giorni che quel cane sta sdraiato col muso sulla tua rete&#8230; se non lo prendevate voi, stavo per convincere mio marito&#8221; e subito pensai &#8220;col cazzo, lo vuole Alex ora è nostro <img src='http://blackcat.bloggy.biz/smilies2/yahoo_bigsmile.gif' alt='&#58;&#68;' class='wp-smiley' width='15' height='15' title='&#58;&#68;' />&#8221;</p>
<p>Chiamo la mia amica e insieme portiamo la bestiola dal veterinario, per una visita e un&#8217;eventuale ricerca dei padroni. Il cane era evidentemente provato dalla fatica, ma era pulito sino all&#8217;inverosimile, non aveva nemmeno un acaro nelle orecchie, però purtroppo aveva il microchip. Già ero triste, avrei dovuto chiamare il padrone&#8230; Dopo una veloce ricerca, il veterinario mi disse &#8220;si, il cane è chippato, ma non è registrato&#8230; forse è una disattenzione, le dò il numero della dottoressa che ha messo il chip, provi a contattarla&#8221;</p>
<p>Chiamo. Una persona ADORABILE è dir poco. Scoprì che il cane condivideva con mio figlio il giorno di nascita, e che proveniva da pochi metri da dove andava mio padre a caccia&#8230; il che equivale a circa QUARANTA km da casa nostra. Come sia arrivato qui non si sa. So solo che le persone che lo avevano adottato avevano preso il cane e poi mai portato i documenti alla veterinaria, non lo avevano mai cercato ed erano due ragazzini poco più che maggiorenni, che si erano pure presi poco cura di lui. Visti i pregressi, la dottoressa sapendo quanto Alex teneva al cane e la sua precedente avversione ai canidi ora scomparsa, ci ha intestato il cane. Ho conosciuto la sua mamma animale e la sua mamma umana, durante le visite, che non hanno mai smesso di ringraziarmi. Ho ricevuto le foto della sua nascita, le foto dei fratellini mentre ancora poppavano.</p>
<p>Eric vive con noi da quel giorno. E&#8217; un cane incredibile, di una educazione ed intelligenza che nemmeno nella dozzina di cani avuti da ragazza avevo mai trovato. Ha una pazienza con Alexander pazzesca. Lo redarguisce, ci gioca, scherzano, si inseguono e&#8230; giocano a palla. I bambini se lo contendono e, come loro, tutte le persone che lo incontrano. E non solo: dopo pochi giorni che era qui, anche Witch, gatta femmina di dieci anni più grande, lo ha praticamente adottato. Se volete sbirciare un po&#8217; la storia fotografica del nostro Eric, la trovate <a title="Eric e Witch" href="https://picasaweb.google.com/theblackcat/CaneEGattaAkaEricEWitch" target="_blank">qui</a> insieme alle foto della sua compagna pelosa <img src='http://blackcat.bloggy.biz/smilies2/yahoo_smiley.gif' alt='&#58;&#41;' class='wp-smiley' width='18' height='18' title='&#58;&#41;' /></p>
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		<title>Cucciolo di uomo</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2011 13:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Black Cat</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alexander]]></category>
		<category><![CDATA[Mio figlio è speciale]]></category>

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		<description><![CDATA[Avete mai fatto caso che i bambini spesso vengono chiamati &#8220;cuccioli&#8221;? Cuccioli di uomo. Perchè sono piccini, innocenti, indifesi, dolci. Poi crescono, ti fanno capire le loro necessità, ti impongono le loro preferenze, discutono, ribattono, criticano, urlano, parlano. Mio figlio no, è sempre un cucciolo. Prima lo guardavo, mentre sfogliava un Topolino cercando una specifica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avete mai fatto caso che i bambini spesso vengono chiamati &#8220;cuccioli&#8221;? Cuccioli di uomo.</p>
<p>Perchè sono piccini, innocenti, indifesi, dolci. Poi crescono, ti fanno capire le loro necessità, ti impongono le loro preferenze, discutono, ribattono, criticano, urlano, parlano.</p>
<p>Mio figlio no, è sempre un cucciolo.</p>
<p>Prima lo guardavo, mentre sfogliava un Topolino cercando una specifica pagina, e trovata me lo portava trionfante indicando la pubblicità di un gelato che avrebbe voluto gli comprassi.</p>
<p>O come quando lo vedo mettersi seduto e piangere, apparentemente senza motivo, sinchè sua madre va lì, lo tocca un po&#8217; qua e là e vede una puntura d&#8217;ape su cui mettere del ghiaccio e della pomata specifica.</p>
<p>Non mi può comunicare nulla di complicato, solo i suoi bisogni primari: cibo, bisogni fisiologici, acqua, sonno.</p>
<p>La frustrazione che attanaglia lui, spesso si fa avanti in me centuplicata. Ora che, poi, si sono aggiunti nuovi e devastanti problemi, mi sento sempre più impotente perchè il tempo che ci vuole a sconfiggere questa &#8220;cosa&#8221; è tantissimo, e ormai nè io nè lui abbiamo più pazienza.</p>
<p>Non so se è annoiato, e se lo è perchè. Credo sia felice perchè vedo un sorriso sulle sue labbra, ma chissà se è davvero felice o pensa a qualcosa di bello. Dalla sua voce sento solo &#8220;mamma&#8221; e &#8220;no&#8221;. Il resto son solo sillabe sconnesse.</p>
<p>E quando mi prende la mano per portarmi da qualche parte, vedo lo stesso comportamento del suo cagnolino quando mi tira i pantaloni per farmi andare in cucina. Quando mi indica il frigo vedo il suo cagnolino che mi guarda dando testate sulla dispensa perchè ha fame.</p>
<p>E scusatemi, continuo a pensare che se ci fosse un cazzo di Dio, non lascerebbe mio figlio con la stessa capacità espressiva di un animale.</p>
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		<title>E una fetta di culo, no?</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 19:47:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Black Cat</dc:creator>
				<category><![CDATA[Neurodeliri]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono stressata, da me stessa e dagli altri. Che, ogni singolo giorno ci sono quelli che ehi, lavori al pc, che figata, non fai un cazzo tutto il giorno e puoi lavorare la sera. Certo, perchè 12 ore con due figli a casa, di cui uno con i problemi di Alexander, sono una passeggiata di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stressata, da me stessa e dagli altri.</p>
<p>Che, ogni singolo giorno ci sono quelli che ehi, lavori al pc, che figata, non fai un cazzo tutto il giorno e puoi lavorare la sera. Certo, perchè 12 ore con due figli a casa, di cui uno con i problemi di Alexander, sono una passeggiata di salute, la tranquillità estrema, lo zen dei sensi. E alle undici quando li metti a letto e stai sveglia sino alle due o alle tre, per poi alzarti alle sette del giorno dopo è una vita della madonna.</p>
<p>Poi, eh, si, signora mia, quelli che oh, per come sei ora (leggasi GRASSA) non puoi che piacere a uno di 50/60 anni, chi cazzo ti piglia come sei messa tra i tuoi coetanei? Ma vai da una dietologa, fai palestra. Tutte cose che posso largamente permettermi vivendo con 1200 euro mensili in tre persone. Tutte cose che vengono elargite in abbondanza dalle Onlus.</p>
<p>Le stesse persone per cui ogni singola sfiga, da quella economica, a quelle di salute di mio figlio, sono derivanti dalle mie scelte, sbagliate, tutte, sin dalla prima. Matrimonio sbagliato, figli che sarebbe meglio non aver mai avuto, li hai voluti ora son cazzi tuoi, il lavoro non te lo sei potuta tenere perchè hai voluto fare la madre, e guarda ora come sei ridotta, che pena che fai.</p>
<p>Poi ti fai una serata fuori e oh, sei sempre in giro. Ma lo vuoi capire che hai una certa età (si, 36 anni, quindi?) e non è il caso di andare fuori a bere la sera o a ballare (ultima volta un anno e passa fa) e dovresti pensare a stare con i tuoi figli e non vedere il weekend che sono dal padre come relax. Ma da cosa cazzo ti devi riposare, tu, che sei quella che non fa un cazzo? Non fai un cazzo nella vita, lavori tre ore al giorno, la sera, che cazzo hai da essere stanca?</p>
<p>Il fatto che vorresti lavorarne venti di ore, in un ufficio, con persone con cui puoi parlare e confrontarti, ma non puoi allontanarti da sta cazzo di vita di merda che ti opprime, non puoi lasciar soli i tuoi figli, non puoi pensare che nessuno si prenda carico di Alexander è totalmente irrilevante, no? Sono io che con le mie scelte ho creato tutto questo. Io. E ora pago. Io.</p>
<p>E puntualmente mi sento buttare letame addosso per come, a fatica, riesco a tenere la testa appena fuori dal liquame.</p>
<p>Finirà come la volta prima. Che sino all&#8217;ultimo giorno sarò la povera scema. La povera stronza. Quella patetica, che ha avuto anche l&#8217;ardire di lamentarsi di questa magnifica vita. Fottiti.</p>
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		<title>Che poi…</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 20:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Black Cat</dc:creator>
				<category><![CDATA[Neurodeliri]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è che mi ci vorrebbe molto. Magari stare meglio, somatizzare meno. Non vomitare l&#8217;anima ogni volta che mi lascio andare alla rabbia, non svenire a metà pomeriggio perchè ho avuto una discussione acerrima, sinchè non mi chiamano da scuola preoccupati. Un sorriso, di quelli che ti scaldano il cuore, uno di quelli che non vedo da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è che mi ci vorrebbe molto.</p>
<p>Magari stare meglio, somatizzare meno. Non vomitare l&#8217;anima ogni volta che mi lascio andare alla rabbia, non svenire a metà pomeriggio perchè ho avuto una discussione acerrima, sinchè non mi chiamano da scuola preoccupati.</p>
<p>Un sorriso, di quelli che ti scaldano il cuore, uno di quelli che non vedo da troppo tempo, sincero, disinteressato, vero.</p>
<p>Parole, quelle che ogni giorno che passa temi di non udire mai, le stesse parole che tagliano un uomo in due se usate bene, a volte fanno ancor più male se non sono dette. Mai dette.</p>
<p>L&#8217;amore. Quello totale. Quello che tristemente non credo di aver mai provato in 36 anni e che molto probabilmente non fa per me.</p>
<p>La soddisfazione personale, quella a cui ho dovuto rinunciare per il bene delle altre persone, lavoro, hobbies, passioni, tutte dietro le mie spalle, tutte lì, come spilli, infilati ancora nel cuore che non smette di sanguinare.</p>
<p>Un fisico che non mi tradisca, che la smetta di aver bisogno di medicine su medicine, che torni a sorreggermi, prima che stremata da tutte le schifezze che sono obbligata a prendere diventi una balena obesa ancor più di quanto lo sono adesso, che già mi fa schifo guardarmi.</p>
<p>Forse anche la speranza, che ultimamente fatico a trovare. Lascia il posto all&#8217;acredine, all&#8217;amarezza, alla malinconia e al rimpianto.</p>
<p>Già. Non è poco. E&#8217; tanto quello che mi serve, e non si possono trovare tanti tesori tutti insieme. Forse dovrei cominciare ad abbracciare l&#8217;idea che anche uno solo di questi potrei farmelo bastare. E&#8217; che la voglia che qualcosa o qualcuno mi prenda per mano e mi aiuti è così forte, che ogni tanto mi trovo sopraffatta da lei.</p>
<p>Periodi. Ne ho passate tante, passerò anche questa. Forse.</p>
<p>Il problema, ora, è che non sono più forte. Sono stanca, stanca, stanca. Stanca. Stanca.</p>
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		<title>Per fortuna i gatti hanno tante vite…</title>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2011 07:28:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Black Cat</dc:creator>
				<category><![CDATA[Neurodeliri]]></category>

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		<description><![CDATA[Mesi fa mi sono lesionata la cornea sinistra, e in poco tempo son riuscita a guarire. Due notti fa ho cominciato a sentire un dolore fortissimo, come se un chiodo mi partisse da dentro il cervello e mi pungesse il retro del bulbo oculare, una roba atroce, tanto che ieri mattina mi son fatta accompagnare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mesi fa mi sono lesionata la cornea sinistra, e in poco tempo son riuscita a guarire.</p>
<p>Due notti fa ho cominciato a sentire un dolore fortissimo, come se un chiodo mi partisse da dentro il cervello e mi pungesse il retro del bulbo oculare, una roba atroce, tanto che ieri mattina mi son fatta accompagnare dal cogenitore ex-marito in pronto soccorso oftalmico. Purtroppo l&#8217;attesa era lunga, lui aveva altri appuntamenti perciò a un certo punto gli ho detto di andare, caso mai sarebbe ritornato dopo.</p>
<p>Ovviamente, per la legge di Murphy, appena lui va via mi chiamano.</p>
<p>Senza scendere in grandi dettagli, la stessa cornea aveva una lacerazione molto più estesa, è stata necessaria una procedura di sistemazione stile &#8220;Arancia Meccanica&#8221; e io sono uscita con un occhio completamente bendato, la faccia pesta, l&#8217;altro occhio anestetizzato e con la pupilla dilatata, pieno di una pomatina grassa che mi lasciava intravedere tutto come se avessi la &#8220;calza&#8221; delle telecamere <img src='http://blackcat.bloggy.biz/smilies2/yahoo_bigsmile.gif' alt='&#58;&#68;' class='wp-smiley' width='15' height='15' title='&#58;&#68;' /> Ma soprattutto, ero lì da sola.</p>
<p>&#8220;Mamma, ciao, sono uscita, ehm non potresti venire a prendermi? Ah, si, ok, non conosci Pavia, beh, mi arrangio&#8221;.</p>
<p>Mi dicono che i taxi sono appena fuori dall&#8217;uscita del San Matteo, mi armo di coraggio ed esco. Un sole della madonna, io ad ogni passo stavo sempre peggio e per di più mi girava la testa.</p>
<p>Intravedo una signora in carrozzina &#8220;Scusi, l&#8217;uscita è di là, vero?&#8221; &#8220;No, è dall&#8217;altra parte, se vuole spingermi la accompagno&#8221; &#8220;Signora, abbia pazienza, vado da sola, che almeno se cado faccio da me e non rischio di farla finire sotto una macchina&#8230; grazie&#8221; Seguo il filo del marciapiede e vado. Esco. La strada&#8230; Lontano vedo una macchia arancione e penso &#8211; oh, il cartello dei taxi, fico! &#8211; solo che poi realizzo che mi trovo a dover attraversare una strada a doppia carreggiata per senso di marcia, senza semaforo. Vicino a me c&#8217;è qualcuno. &#8220;Scusi, non è che posso attraversare con lei?&#8221; e non mi risponde. Tolgo gli occhiali, faccio vedere la benda e aggiungo &#8220;Non ci vedo, sono uscita ora dal San Matteo&#8221; &#8220;Ah, scusi, si, si figuri, mi dia la mano&#8221; e attraverso. Aspetto ma di taxi nemmeno l&#8217;ombra. So che lì vicino c&#8217;è un&#8217;edicola e chiedo &#8220;Signora, scusi, ma i taxi?&#8221; &#8220;Ahhh, qui non vengono mai. Deve andare in stazione, col bus numero 3&#8243; Faccio per cercare il portafoglio ma non riesco a mettere a fuoco nella borsa, continuo ad avere le vertigini ma il cervello ancora mi funziona. Ricordo di avere in tasca due euro, glieli do e mi prendo il biglietto.</p>
<p>A fatica intravedo la pensilina. Scorgo, credo <img src='http://blackcat.bloggy.biz/smilies2/yahoo_bigsmile.gif' alt='&#58;&#68;' class='wp-smiley' width='15' height='15' title='&#58;&#68;' />, una signora anziana con un ragazzo. &#8220;Signora, scusi, se arriva il tre mi potrebbe avvisare che devo prenderlo?&#8221; anche lì, nessuna risposta, tolgo gli occhiali, mostro il disastro &#8220;Non ci vedo&#8230;&#8221; &#8220;Ah, scusi, sa con tutti i malintenzionati che ci sono&#8230; mi dia il braccio che quando arriva il tre mio nipote ci carica entrambe&#8221; Poco dopo arriva il bus. Mi concentro, ce la posso fare. Ovviamente cedo il passo alla signora, resto indietro, non vedo l&#8217;ultimo scalino e finisco IN BRACCIO al conducente. &#8220;Senta abbia pazienza, non ci vedo, non ho visto lo scalino&#8230;&#8221; &#8220;Dove deve scendere?&#8221; &#8220;In stazione&#8230;&#8221; &#8220;Ecco, allora si metta qui vicino a me che la avviso io&#8221; Ewwwiwwwaaa, qualcuno che mi aiuta. Si, ma damn, devo obliterare&#8230; una vecchietta mossa a compassione mi oblitera il biglietto, mi sistema in un angolino vicino all&#8217;obliteratrice e mi offre persino il suo posto a sedere che rifiuto avendo solo poche fermate.</p>
<p>Arrivo, scendo, saluto e ringrazio. Mò son di nuovo sola. E&#8217; mezzogiorno passato, ci sono trenta gradi, non vedo un cazzo, sto male. Però la stazione la conosco. A tentoni, per evitare le aiuole, arrivo al deposito dove, ovviamente, non ci sono taxi.  Mi attacco al palo del cartello perchè mi viene un capogiro e, a mò di Mr Magoo, vedo che esiste un numero di radiotaxi da chiamare. Istantaneamente lancio una maledizione all&#8217;edicolante che me lo poteva anche dire e non vendere un biglietto. Ravano nella borsa, cerco il telefono e ringrazio il cielo che l&#8217;androide ha i tastoni numerici enormi, chiamo e prenoto.</p>
<p>Dopo cinque minuti esatti arriva il mio taxi, vedo la macchina bianca (o meglio la sua sagoma) mi alzo a fatica dal marciapiede dove mi ero messa per non rotolare per terra ma&#8230; una ragazza sudamericana esce di corsa dalla stazione e sale al volo sulla mia auto fermandola pochi metri prima di me. Scene da delirio, un vecchietto che la insulta per il gesto maleducato, tenta di lanciargli oggetti e preso dalla pena e compassione, si siede lì vicino a me e mi chiama un&#8217;altro taxi col suo cellulare.</p>
<p>Finalmente arriva la macchina, chiacchere di rito, mi riporta a casa dove mia mamma mi aveva preparato il pranzo &#8220;prima che ti prendi fuoco col gas&#8221; O.o</p>
<p>Pago, spero mi dia il resto giusto, e scendo mentre la figlia lo chiama e lui ci fa una lite mostruosa al telefono. Citofono, questo fa inversione, non vede il muro dell&#8217;ingresso di mia mamma, &#8220;aggancia&#8221; la portiera di guida della sua utilitaria e&#8230; la porta si stacca e cade a terra.</p>
<p>Oh, io son corsa dentro, prima che questo si incazzasse con me, ho mangiato qualcosina e poi sono andata a morire nel letto.</p>
<p>Oggi ci vedo, non ho più dolori, l&#8217;occhio destro sta alla grande, il sinistro recupererà, ma il mio giovedì mattina era da raccontare <img src='http://blackcat.bloggy.biz/smilies2/yahoo_bigsmile.gif' alt='&#58;&#68;' class='wp-smiley' width='15' height='15' title='&#58;&#68;' /></p>
<p>Saluti dalla vostra Gatta-MrMagoo <img src='http://blackcat.bloggy.biz/smilies2/yahoo_kiss.gif' alt='&#58;&#42;' class='wp-smiley' width='18' height='18' title='&#58;&#42;' /></p>
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		<title>BlackCat strikes again</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 16:35:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Black Cat</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alexander]]></category>
		<category><![CDATA[Mio figlio è speciale]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; con estremo piacere che linko la prima pagina della Provincia Pavese di Sabato 30 Maggio, che insieme a TUTTA la pagina 19 parla della vicenda di ehm Luca (nome fittizio attribuitogli), un bambino di sette anni del pavese a cui non è stato riconosciuto il sostegno dovuto alla sua disabilità. Vi chiedo di incrociare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; con estremo piacere che linko la<a href="http://laprovinciapavese.gelocal.it/cronaca/2011/04/30/news/bimbo-discriminato-ricorso-al-giudice-4080870" target="_blank"> prima pagina della Provincia Pavese di Sabato 30 Maggio</a>, che insieme a TUTTA la pagina 19 parla della vicenda di ehm Luca (nome fittizio attribuitogli), un bambino di sette anni del pavese a cui non è stato riconosciuto il sostegno dovuto alla sua disabilità.</p>
<p>Vi chiedo di incrociare le dita per lui e per la sua famiglia che vedrà la prima udienza del ricorso mercoledì 11 Maggio <img src='http://blackcat.bloggy.biz/smilies2/yahoo_smiley.gif' alt='&#58;&#41;' class='wp-smiley' width='18' height='18' title='&#58;&#41;' /></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bloggy/ZSSN/~4/A2US-HYhYtM" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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