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	<title>Blogmarketing</title>
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	<description>Email marketing e marketing automation</description>
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		<title>Email e notifica push. Quale e quando usarle?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2016 16:50:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[considerazioni]]></category>
		<category><![CDATA[email mobile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Adoro l’email marketing. E adoro il mobile marketing. E la tentazione di paragonare, in qualche modo, la newsletter (nel senso più generico del termine) e la notifica push delle applicazioni mobile è forte; ancor di più, vedo la seconda quell’oggetto in grado di prendere, un domani, il testimone della prima. E’ vero che le mail, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Adoro l’<strong>email marketing</strong>.<br />
E adoro il <strong>mobile marketing</strong>.<br />
E la tentazione di <strong>paragonare</strong>, in qualche modo, la <strong>newsletter</strong> (nel senso più generico del termine) e la <strong>notifica push delle applicazioni mobile</strong> è forte; ancor di più, vedo la seconda quell’oggetto in grado di prendere, un domani, il <strong>testimone</strong> della prima.</p>
<p><span id="more-745"></span></p>
<p>E’ vero che le mail, anche grazie al mobile, stanno riscoprendo una seconda giovinezza (<a href="http://marketingland.com/only-32-percent-of-emails-were-opened-on-desktop-pcs-in-2015-report-164009" target="_blank">qui i dati che descrivono il trend</a>); ma, senza arrivare a sciocchezze del tipo “l’email marketing è morto”, non si può non considerare che <strong>il grosso del tempo su mobile oggi è speso sulle app</strong> (e penso che il dato possa solo crescere)(<a href="http://www.smartinsights.com/mobile-marketing/mobile-marketing-analytics/mobile-marketing-statistics/" target="_blank">qui la fonte</a>).</p>
<p>Inoltre penso fortemente che le notifiche che vediamo oggi siano solo una versione striminzita di quello che un domani si potrà fare direttamente da questo “stimolo” senza necessariamente passare per l’app.</p>
<p>Tra l’altro la notifica push è, naturalmente, anche un’estensione tipica di quelle app che vanno, e andranno sempre di più, per la maggiore: l’<strong>instant messagging</strong> (Whatsapp, Facebook Messenger, Telegram, per intenderci).</p>
<p>Insomma, penso che la notifica push, alla stregua della newsletter, sia un’ottimo <strong>veicolo</strong> per un’azienda di <strong>comunicare</strong> tramite mobile con le persone (sia tramite una propria eventuale applicazione <strong>mobile</strong> che tramite app terze di messaggistica &#8211; Facebook, tramite il progetto M, sta aprendo alle aziende possibilità di questo tipo; <a href="http://www.theverge.com/2015/10/26/9605526/facebook-m-hands-on-personal-assistant-ai" target="_blank">questo il link per approfondire il progetto M</a>).</p>
<p>Insomma, con tutte queste premesse mi sono preso la briga di fare una <strong>comparazione tra la newsletter e la notifica push</strong> (immaginando di essere un’azienda che ha la <strong>propria app</strong> e, al contempo, un <strong>database di indirizzi email</strong> &#8211; regolarmente iscritti, eh, mica roba-comprata-non-so-dove).</p>
<p>Di seguito (in ordine sparso):</p>
<ul>
<li>la notifica push ha una possibilità maggiore di essere vista <strong>subito</strong> (controlliamo lo smartphone 46 volte al giorno (<a href="http://www.today.it/tech/controllare-smartphone-dipendenza.html" target="_blank">fonte del dato</a>) mentre controlliamo il client di posta non più di 10 volte al giorno investendo circa 9 minuti (<a href="http://www.emailmonday.com/mobile-email-usage-statistics" target="_blank">fonte del dato</a>) &#8211; chiaro che il ragionamento si annulla se sono attive le notifiche push anche per ogni nuova email ricevuta);</li>
<li>per evitare che l’utente disabiliti le notifiche push vale una delle regole base dell’email marketing:<strong> solo cose che hanno senso, alle persone giuste, al momento più appropriato</strong>;</li>
<li>se mi aspetto che la persona faccia qualcosa, forse la notifica è meno efficace perché, secondo me, è maggiore la tentazione di toglierla dallo schermo piuttosto che tenerla lì a mo’ di <strong>reminder</strong>;</li>
<li>il contenuto della notifica dovrebbe essere un qualcosa che posso fare/leggere <strong>subito</strong>!</li>
<li>alla stregua del chiedere l’iscrizione alla newsletter appena atterri sul sito, è una forzatura chiedere di attivare le notifiche push al primo lancio dell’app (<strong>fammela provare, prima!</strong>)</li>
<li>la notifica push corre maggiormente il rischio di essere vista come una <strong>distrazione</strong>;</li>
<li>la notifica, funzionalità nativa del mobile, subisce il <strong>contesto</strong> alla stregua di tutte le app mobile: siamo in mobilità, stiamo facendo dell’altro, lo smartphone potrebbe essere vicino a noi ma non nella nostra mano; insomma, è più dura per la notifica raccogliere e mantenere la nostra <strong>attenzione</strong>;</li>
<li>le persone che abilitano e rispondono alle notifiche push <strong>hanno ancora più valore</strong> delle persone che ricevono ed aprono una newsletter: la notifica, ma in generale l’app ed il mobile, è molto più <strong>intima</strong> di un client di posta;</li>
<li>il <strong>copy</strong> della notifica push (nella forma in cui è disponibile oggi) ha poco tempo per dimostrare la propria efficacia: che sia lo schermo a tornare nero piuttosto che il notification center a farla “tornare alla base”, il <strong>tempo di esposizione</strong> di quell’annuncio testuale è di pochi secondi per cui il copy deve essere particolarmente persuasivo;</li>
<li>la notifica push dovrebbe essere scritta con un linguaggio simile a quello degli <strong>SMS</strong> o delle <strong>chat</strong>, come se fosse un’altra persona ad inviare quella specie di messaggio;</li>
<li>per le strategie di <strong>local marketing</strong> una newsletter &#8211; targetizzata &#8211; funziona bene ma una notifica push geolocalizzata (che si attiva sulla base delle coordinate geografiche) ha le caratteristiche per funzionare meglio.</li>
</ul>
<p>In generale vedo centrale il concetto di “<strong>qui, ora</strong>” per capire quale dei due mezzi utilizzare; un po’ come se la domanda “<em>Devo fare adesso ciò che mi dici?</em>” rappresenti il criterio di scelta.</p>
<p>In conclusione credo che, almeno per ancora un bel po’, l’email marketing e le notifiche push non saranno una l’alternativa dell’altra bensì vedo una complementarietà sulla quale scommettere.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Aumentare del 30% il tasso di apertura della newsletter</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2014 08:30:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[best practice]]></category>
		<category><![CDATA[casi pratici]]></category>
		<category><![CDATA[ottimizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[profilazione]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>
		<category><![CDATA[indirizzi]]></category>
		<category><![CDATA[ottimizzare contenuti email]]></category>
		<category><![CDATA[segmentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da sempre su questo blog ho parlato dell’importanza della segmentazione e della personalizzazione delle newsletter. Due elementi in grado di determinare il successo o l’insuccesso di una campagna. Ho sempre affrontato la tematica da un punto di vista abbastanza teorico, oggi invece vorrei raccontarvi una storia vera, vissuta in prima persona. E’ la storia di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da sempre su questo blog ho parlato dell’importanza della segmentazione e della personalizzazione delle newsletter. Due elementi in grado di determinare il successo o l’insuccesso di una campagna.</p>
<p>Ho sempre affrontato la tematica da un punto di vista abbastanza teorico, oggi invece vorrei raccontarvi una storia vera, vissuta in prima persona.</p>
<p><span id="more-625"></span></p>
<p>E’ la storia di una piccola agenzia di viaggi specializzata in proposte legate al turismo sportivo. Nel corso degli anni il titolare ha raccolto una grande quantità di indirizzi email di associazioni e società sportive che ha sempre utilizzato (con buoni risultati) per veicolare le sue proposte di soggiorno e attività.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cosa stavamo facendo</h3>
<p>Fino al mese scorso veniva inviata una newsletter unica a tutti i contatti. La newsletter proponeva i servizi dedicati alle società sportive, presentava le strutture ricettive e gli impianti disponibili nelle zone proposte.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-626 size-full" src="http://www.blogmarketing.it/wp-content/uploads/2014/08/newsletter-prima.png" alt="Newsletter generale non segmentata" width="650" height="2533" /></p>
<p>L’oggetto del messaggio è sempre stato molto semplice e diretto:</p>
<blockquote class="blockquote"><p>Ritiri per società e associazioni sportive</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cosa abbiamo migliorato</h3>
<p>Anche se i risultati di questi invii sono sempre stati abbastanza buoni per il tipo di comunicazione, abbiamo deciso di provare a migliorarne le performance.</p>
<p>Il primo passo è stato quello di eseguire una profonda analisi dei contatti. Un lavoro lungo e delicato, che ci ha consentito di <strong>suddividere l’elenco in 8 elenchi più piccoli</strong> divisi per tipologia di attività sportiva (judo, calcio, pallavolo, etc…).</p>
<p>Il secondo passo è stato quello di <strong>creare 8 differenti messaggi</strong> con foto e servizi <strong>personalizzati</strong> per ogni tipo di attività sportiva, cercando di creare un’offerta ad hoc per ogni disciplina sportiva. Di seguito l’esempio per il tennis:</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-627" src="http://www.blogmarketing.it/wp-content/uploads/2014/08/newsletter-dopo.png" alt="Newsletter personalizzata per il segmento" width="600" height="1557" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche l’oggetto è stato contestualizzato e, nel caso in esempio, è stato così modificato:</p>
<blockquote class="blockquote"><p>Speciale Tennis: ritiri, stage e campus a nome città</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cosa abbiamo ottenuto</h3>
<p>Visto il tempo e le energie dedicate a questo tipo di lavoro speravamo di ottenere un minimo miglioramento delle performance della newsletter. E invece… abbiamo ottenuto risultati sopra ogni più rosea aspettativa:</p>
<ol>
<li><strong>Aperture + 31,03%</strong></li>
<li>CTR + 18,26%</li>
<li>Clic + 10,90%</li>
<li>CTR + 18,26%</li>
<li>Disiscritti &#8211; 59,11%</li>
<li>Abusi &#8211; 57,46%</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cosa abbiamo concluso</h3>
<p>Quello che con la teoria ho sempre sostenuto, ha trovato una conferma anche nella pratica. La storia di questa agenzia di viaggi <strong>dimostra come la segmentazione sia ormai fondamentale</strong> in ogni strategia di email marketing.</p>
<p>Riuscire a individuare i segmenti all&#8217;interno del nostro archivio di contatti e creare dei messaggi ad hoc per ognuno di essi ci aiuta a mantenere viva l’attenzione degli utenti verso le nostre iniziative.</p>
<p>E’ anche importante sottolineare che oltre all&#8217;incremento importante in termini di aperture e click, la segmentazione ha prodotto effetti notevoli anche in termini di <strong>riduzione delle richieste di cancellazione e delle segnalazione di abusi</strong>. Siamo riusciti ad essere in linea con le aspettative dei nostri utenti e loro <strong>ci hanno premiato</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Voi che esperienze avete con la segmentazione e la personalizzazione dei messaggi? Condividetele nei commenti, potrebbe nascere una discussione interessante.</h4>
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		<title>Contenuti contestuali per le newsletter</title>
		<link>https://www.blogmarketing.it/contenuti-contestuali-per-le-newsletter/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Aug 2014 09:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[contenuti]]></category>
		<category><![CDATA[e-mail in html]]></category>
		<category><![CDATA[grafica]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>
		<category><![CDATA[contenuti dinamici]]></category>
		<category><![CDATA[context]]></category>
		<category><![CDATA[email contestuali]]></category>
		<category><![CDATA[email dinamiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La grossa diffusione di smartphone e tablet che rendono le informazioni accessibili in mobilità in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo ha aperto nuove strade per la comunicazione digitale. Dal concetto di “Content is King” si è rapidamente passati al concetto di “Context is King” laddove il contesto in cui l’utente si trova nel momento [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La grossa diffusione di smartphone e tablet che rendono le informazioni accessibili in mobilità in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo ha aperto nuove strade per la comunicazione digitale.</p>
<p>Dal concetto di “Content is King” si è rapidamente passati al concetto di “Context is King” laddove <strong>il contesto in cui l’utente si trova</strong> nel momento in cui fruisce l’informazione <strong>è in grado di influenzare le sue scelte</strong>.</p>
<p><span id="more-644"></span></p>
<p>Sapere dove il nostro utente si trova e cosa sta facendo ci consente di offrirgli <strong>un messaggio rilevante e personalizzato assai più efficace</strong> di un messaggio promozionale generico.</p>
<p>Gli strumenti oggi disponibili per chi si occupa di advertising online consentono questo tipo di personalizzazioni. Pensiamo, ad esempio, ad una campagna Adwords per dispositivi mobile indirizzata agli utenti di una specifica area geografica che sono alla ricerca di un Tablet. Se fossimo un negozio di tecnologia potremmo offrire annunci estremamente personalizzati agli utenti che si trovano entro una certa distanza dal negozio proponendo prezzi speciali.</p>
<p>Sempre le campagne Adwords, con opportuni interventi di programmazione, possono attivare e disattivare annunci in base alle condizioni meteo. In questo modo posso formulare annunci più o meno accattivanti in base alle condizioni del tempo del luogo in cui si trova il mio pubblico target.</p>
<p>Vi chiederete cosa centra questo con l’email marketing. In effetti a prima vista non c’entra nulla perché la newsletter è per natura statica e non può variare in base al contesto. E invece non è così&#8230;</p>
<p>Esistono infatti strumenti che consentono di <strong>personalizzare i contenuti delle newsletter in base al contesto</strong> in cui si trova l’utente. Ad esempio è possibile mostrare contenuti differenti in base:</p>
<ol>
<li>Al luogo in cui si trova l’utente nel momento in cui apre il messaggio</li>
<li>All’ora in cui apre il messaggio</li>
<li>Alle condizioni meteo del luogo in cui si trova quando apre il messaggio</li>
<li>Al device con cui apre il messaggio</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<h3>A cosa possono servire queste informazioni?</h3>
<p>Facciamo qualche esempio pratico:</p>
<ol>
<li><strong>Location based email</strong><br />
Il primo esempio è quello di una mail con un contenuto personalizzato in base al luogo di apertura dell’email. Questa soluzione è utile, ad esempio, per una catena di negozi. L’azienda invia una newsletter che presenta un nuovo prodotto o un’offerta speciale e nell’email viene localizzato su una mappa lo store più vicino all’utente in quel momento.</li>
<p><img decoding="async" src="http://www.blogmarketing.it/wp-content/uploads/2014/08/location.png" alt="Location Based email" width="710" height="319" class="aligncenter size-full wp-image-647" /></p>
<li><strong>Time based email</strong><br />
Il secondo esempio è quello di un contenuto che cambia in base all’orario di apertura del messaggio. Questa soluzione, ad esempio, potrebbe essere utile per un’offerta last minute disponibile solo per un determinato periodo di tempo. In questo caso la newsletter potrebbe presentare un countdown che si aggiorna ad ogni apertura successiva del messaggio, fino ad arrivare ad un messaggio finale che avvisa che l’offerta non è più disponibile.</li>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.blogmarketing.it/wp-content/uploads/2014/08/timing.png" alt="Time based Email" width="710" height="300" class="aligncenter size-full wp-image-649" /></p>
<li><strong>Weather based email</strong><br />
Il terzo esempio è per quello che mi piace definire come meteo marketing. Questa soluzione è utile, ad esempio, per un sito di e-commerce che vende articoli per escursionismo e che può proporre prodotti specifici a seconda delle condizioni meteo del luogo e del momento in cui l’utente apre la newsletter.</li>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.blogmarketing.it/wp-content/uploads/2014/08/meteo.png" alt="Weather based email" width="710" height="462" class="aligncenter size-full wp-image-648" /></p>
<li><strong>Device Based Email</strong><br />
L’ultimo esempio è dedicato ai contenuti che variano in base al device utilizzato dall’utente. Quest soluzione, ad esempio, è utile per la promozione di APP inserendo banner e link differenti per il download dall’App Store specifico per il device.</li>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.blogmarketing.it/wp-content/uploads/2014/08/device.png" alt="Device based email" width="706" height="279" class="aligncenter size-full wp-image-646" /></p>
</ol>
<p>Il bello delle newsletter con i contenuti contestuali è che <strong>da messaggi statici, diventano messaggi vivi</strong>: la stessa newsletter aperta dallo stesso utente in luoghi e tempi differenti o con differenti device, può offrire contenuti diversi. Con un unico messaggio <strong>riusciamo ad essere sempre rilevanti per i nostri utenti</strong>, offrendo informazioni utili, con ripercussioni positive sulle performance dei nostri invii.</p>
<p>Questi sono solo alcuni esempi e, come sempre, la tecnologia ci dà una mano, ma a fare la differenza sono le idee che si mettono in campo per utilizzarla.</p>
<p>&nbsp;<br />
[sh_blockquote ]</p>
<p>[autopromozione] So che non si fa e non l’ho mai fatto in effetti, quindi vi chiedo scusa in anticipo… Time2marketing, l’agenzia per cui lavoro, al momento è l’unica in Italia ad offrire i contenuti contestuali per newsletter e email integrabili con qualsiasi piattaforma. Se volete saperne di più <a href="http://www.time2marketing.com/contatti.html" rel="nofollow">contattateci</a>. [/autopromozione]</p>
<p>[/sh_blockquote]<br />
&nbsp;</p>
<h4>E a voi che idee sono venute leggendo il post? Come utilizzereste questa tecnologia? Parliamone nei commenti <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></h4>
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			</item>
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		<title>Corsi e formazione email marketing</title>
		<link>https://www.blogmarketing.it/corsi-e-formazione-email-marketing/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Feb 2014 11:32:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi e manifestazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da quando ho cominciato a scrivere su questo blog ho sempre cercato di avere un approccio formativo, cercando di dare spunti di riflessioni direttamente applicabili nelle quotidiane attività di email marketing. Allo stesso modo, quando ho avuto la possibilità di partecipare a convegni in veste di relatore, ho sempre cercato di presentare casi concreti e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando ho cominciato a scrivere su questo blog ho sempre cercato di avere un approccio formativo, cercando di dare spunti di riflessioni direttamente applicabili nelle quotidiane attività di email marketing.</p>
<p><span id="more-552"></span></p>
<p>Allo stesso modo, quando ho avuto la possibilità di partecipare a convegni in veste di relatore, ho sempre cercato di presentare casi concreti e soluzioni pratiche più che teorie e best practice. Questo perché credo fortemente nella formazione e nella condivisione di esperienze (sia positive che negative).</p>
<p>Ed è in quest’ottica che sono più che orgoglioso di partecipare ad un nuovo progetto formativo, la <b>Web Marketing Ecademy</b> (WME) ed in particolare al suo master in Digital Marketing. WME è un progetto nato dalla collaborazione tra <strong>BizUp</strong> e <strong>Unicusano</strong> con l’obbiettivo di costituire un punto di eccellenza nella formazione digitale.</p>
<p>Il <b>Master WME in Digital Marketing</b> offrirà un percorso di formazione caratterizzato da un <b>approccio business-oriented</b>, dove le competenze e le esperienze dei docenti (scelti tra i migliori professionisti del web) saranno messe a totale disposizione degli studenti, consentendo di dare vita ad un progetto formativo molto <b>focalizzato sul “saper fare” più che sul mero “sapere”.</b> Il Master WME si configura come un vero e proprio master universitario con <b>rilascio di crediti formativi e attribuzione di un titolo di studio post-laurea con valore legale a livello comunitario</b>.</p>
<p>Il Master WME punta a <b>formare nuovi professionisti del Web</b> che abbiano competenze trasversali e operative fin da subito, avvalendosi del supporto dei professionisti italiani più qualificati di ogni area tematica del web marketing.</p>
<p>Puoi trovare tutte le informazioni sul master sul sito <a href="http://www.wme.it/?r=26555" onClick="ga('send', 'event', 'Link', 'Affiliation', 'WME');">www.wme.it</a></p>
<p>E visto che stiamo parlando di formazione e condivisione di esperienze, vorrei anche sfruttare questa occasione per invitarti a lasciare nei commenti a questo post gli argomenti e le problematiche legate all’email marketing che vorresti venissero affrontati in questo blog. Un po’ di crowdsourcing non fa mai male.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il giorno migliore per inviare una newsletter</title>
		<link>https://www.blogmarketing.it/quando-inviare-una-newsletter/</link>
					<comments>https://www.blogmarketing.it/quando-inviare-una-newsletter/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2013 13:42:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[benchmark]]></category>
		<category><![CDATA[infografica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sul blog di GetResponse è stato pubblicato un interessante studio sui migliori giorni in cui inviare una newsletter e sui tempi di risposta e di vita di un messaggio email una volta giunto nella inbox del destinatario. Dall&#8217;analisi emergono alcuni dati interessanti: Il martedì risulta essere il giorno in cui si concentra il maggior numero [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sul blog di <a href="http://blog.getresponse.com/new-infographic-best-day-to-send-email-2013.html" target="_blank">GetResponse</a> è stato pubblicato un interessante studio sui migliori giorni in cui inviare una newsletter e sui tempi di risposta e di vita di un messaggio email una volta giunto nella inbox del destinatario.</p>
<p><span id="more-505"></span></p>
<p>Dall&#8217;analisi emergono alcuni dati interessanti:</p>
<ul>
<li>Il <strong>martedì </strong>risulta essere il giorno in cui si concentra il <strong>maggior numero di invii</strong> di newsletter;</li>
<li>Il <strong>martedì </strong>è anche il giorno con le <strong>migliori performance</strong> in termini di Open Rate e CTR;</li>
<li>Il <strong>maggior numero di aperture</strong> avviene <strong>entro la prima ora</strong> dall&#8217;invio. Trascorse le prime 24 ore, la probabilità che il messaggio venga aperto scende al 1%;</li>
<li>I <strong>messaggi automatici</strong> hanno tassi di apertura più alti del 24% e CTR più alti del 47% rispetto alla media;</li>
<li><strong>Welcome messages e confirmation emails</strong> raggiungono tassi di apertura intorno al 67% e CTR del 33%.</li>
</ul>
<p align="center"><a href="http://www.blogmarketing.it/wp-content/uploads/2013/10/gr_email_day_by_day_infografika_01_web_900px.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-506" alt="Infografica sui migliori giorni in cui inviare una newsletter" src="http://www.blogmarketing.it/wp-content/uploads/2013/10/gr_email_day_by_day_infografika_01_web_900px-146x1024.jpg" width="146" height="1024" /></a></p>
<p>Come ho sempre detto su questo blog, i dati statistici possono essere utili per valutare il proprio valore, ma in realtà <strong>il nostro miglior benchmark siamo noi stessi</strong> e le nostre attività. Partire dai dati statistici storici per migliorarli con opportune strategie di content marketing e <a title="A/B Test: quali variabili e quali metriche considerare" href="http://www.blogmarketing.it/ab-test-variabili-e-metriche/">A/B testing</a> è l&#8217;attività migliore che possiamo fare.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>A/B Test: quali variabili e quali metriche considerare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2013 07:29:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[best practice]]></category>
		<category><![CDATA[ottimizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mese di marzo sul blog di MailUp ho pubblicato un articolo su come pianificare un A/B test partendo da un’ipotesi. In quell&#8217;articolo ho anche affermato come sia l’ipotesi a definire le variabili da considerare. QUALI VARIABILI TESTARE Ma quali sono queste variabili nell&#8217;email marketing? Vediamo di definirle nel modo più completo possibile per individuare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mese di marzo sul blog di MailUp ho pubblicato un articolo su <a title="Pianificare un A/B Test" href="http://blog.mailup.it/2013/03/pianificare-un-test-ab/" target="_blank">come pianificare un A/B test</a> partendo da un’ipotesi. In quell&#8217;articolo ho anche affermato come sia l’ipotesi a definire le variabili da considerare.</p>
<p><span id="more-498"></span></p>
<h2>QUALI VARIABILI TESTARE</h2>
<p>Ma quali sono queste variabili nell&#8217;email marketing? Vediamo di definirle nel modo più completo possibile per individuare quegli elementi il cui cambiamento può influire in modo decisivo sulle performance delle campagne.</p>
<ol>
<li><strong>From Name e From Address</strong></li>
<li><strong>Oggetto</strong><br />
E’ un elemento estremamente importante nell’email marketing è può impattare in modo decisivo sulle performace. Le variazioni dell’oggetto da testare possono includere:</p>
<ul>
<li>L’aggiunta di una personalizzazione</li>
<li>La Lunghezza</li>
<li>L’inserimento di call to action, prezzi o % di sconto</li>
<li>Il carattere formale o amichevole</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Il layout grafico</strong><br />
Il design del messaggio comprende diversi elementi che ovviamente vanno diversificati uno alla volta. Tra questi hanno particolare rilevanza:</p>
<ul>
<li>Utilizzo di grassetti e corsivi</li>
<li>Dimensioni e font dei caratteri</li>
<li>Qualità e quantità delle immagini</li>
<li>HTML o format testo</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Copy e contenuti</strong><br />
Anche il contenuto, come il layout, offre tantissime opportunità di test. In particolare:</p>
<ul>
<li>Headline: da testare con o senza link, che sia coerente o meno con l’oggetto</li>
<li>Posizionamento dei contenuti nel layout</li>
<li>Call to action: da testare con o senza elementi grafici, con variazioni del copy e dei colori</li>
<li>Tipo di contenuto: commerciale, informativo, invito a eventi, questionari</li>
<li>Posizione delle icone social con link ai profili social</li>
<li>Numero di link: da testare la variazione dei tassi di click al variare del numero di link e al loro posizionamento</li>
<li>Quantità dei contenuti: variare il numero di articoli presenti nel messaggio e valutare l’impatto sui tassi di click o di cancellazione</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Timing</strong><br />
Il momento in cui inviare l’email è fondamentale. Sapere quando trovare I nostri destinatari davanti alla loro casella di posta è fondamentale. Per questo è importante testare differenti face di orario e giorni di invio per valutare quando si hanno le migliori performance.</li>
<li><strong>Destinatari</strong><br />
In alcuni casi è anche utile testare differenti segmenti della nostra lista ed in particolare:</p>
<ul>
<li>Segmenti per comportamento<br />
Richiede un lavoro continuo di aggiornamento dei dati basati su reattività ai messaggi, analisi post click, storico degli acquisti, richieste inviate, etc. Questa segmentazione può essere utile, ad esempio, per testare campagne per il recupero dei carrelli abbandonati</li>
<li>Segmenti demografici<br />
Particolarmente utili per testare il diverso comportamento rispetto ad una stessa offerta di destinatori di fasce di età differenti, o per testare l’impatto della variazione di colori o copy sulle donne o, ancora, l’impatto della comunicazione su aree geografiche differenti.</li>
<li>Segmenti per ESP<br />
Questa segmentazione è particolarmente utile quando si vogliono testare problemi di deliverability su specifici ESP. Ad esempio voglio verificare se il tasso di consegna di una mail in formato testo sulle caselle Gmail è più alto rispetto a quello di una email in HTML.</li>
</ul>
</li>
</ol>
<h2>QUALI METRICHE CONSIDERARE</h2>
<p>Abbiamo anche detto che definite le variabili, occorre anche definire la metrica che determina il successo del test. Tra le metriche da considerare ci sono:</p>
<ol>
<li><strong>Tasso di consegna</strong><br />
Ovvero quante mail vengono consegnate rispetto a quelle inviate. Da valutare nel caso si vogliano testare parole particolarmente “spammose” nell’oggetto o nel contenuto, la qualità del server di invio, eventuali problemi di deliverability con specifici ESP.</li>
<li><strong>Tasso di apertura</strong><br />
Ovvero quante mail vengono aperte rispetto a quelle spedite. Da valutare nel caso si stia testando il sender name, il sender address o l’oggetto.</li>
<li><strong>Tasso di click</strong><br />
Ovvero il numero di click rispetto alle mail inviate. Da valutare nel caso sia testando elementi del contenuto o del layout.</li>
<li><strong>Tasso di cancellazione</strong><br />
Ovvero il numero di richieste di cancellazione rispetto alle email inviate. Da valutare nel caso sia stiano testando il sender name, il sender address e gli elementi del contenuto.</li>
<li><strong>Tasso di conversione</strong><br />
Ovvero il numero di acquisti o richieste rispetto alle email inviate. In realtà il tasso di conversione non dipende dalla email, ma dal sito. Se però la landing page rimane uguale e il sito non riscontra problemi tecnici che possono comprometterne raggiungibilità e funzionalità, il tasso di conversione può essere considerata una metrica importante. Da valutare nel caso si stia testando la coerenza dell’email con la landing page, gli elementi del contenuto ed in particolare le call to action.</li>
</ol>
<p><strong>E voi cosa considerate nei vostri A/B test?</strong></p>
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		<item>
		<title>Email marketing e social media: perché condividere fa bene al business</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2012 13:37:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>
		<category><![CDATA[mailup]]></category>
		<category><![CDATA[social email]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione del rilascio della nuova versione, MailUp tra i principali player in Italia per l&#8217;Email Marketing Professionale ripropone in chiave strategica dati e risultati dell’Osservatorio Statistiche, un approfondito studio condotto su un volume di quasi otto miliardi di messaggi inviati in un anno. I dati che emergono nella sezione Email Marketing e Social Media [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>In occasione del rilascio della nuova versione, <a title="Piattaforma di Email Marketing per l'Invio di Newsletter" href="http://www.mailup.it">MailUp tra i principali player in Italia per l&#8217;Email Marketing Professionale</a> ripropone in chiave strategica dati e risultati dell’Osservatorio Statistiche, un approfondito studio condotto su un volume di quasi otto miliardi di messaggi inviati in un anno. I dati che emergono nella sezione <strong>Email Marketing e Social Media</strong> segnalano uno scenario in rapido sviluppo, in cui è richiesto sempre più un approccio professionale.</em></p>
<p><span id="more-481"></span></p>
<p>Se l’obiettivo dei brand resta l’individuazione di una corretta strategia per aumentare il traffico sul sito e gli utenti del proprio database, favorendo gli acquisti, colpisce la crescente consapevolezza per l’importanza dei canali social. Sempre più aziende, infatti, includono nei propri <strong>piani di comunicazione</strong> e nei propri budget <strong>azioni strategiche</strong> e <strong>tattiche</strong> sui social network. La <strong>condivisione</strong> di un’<strong>email</strong> sui <strong>social network</strong> è un sistema efficace, senza costi, per incentivare la <strong>diffusione virale</strong> del contenuto e aumentare le visualizzazioni. <strong>Chi apre un messaggio e lo condivide sui propri canali social, offre l’email a un numero potenzialmente infinito di persone</strong>.</p>
<p><a href="http://www.blogmarketing.it/wp-content/uploads/2012/11/Post_NL_link_social_Graphic.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-483" title="Post_NL_link_social_Graphic" alt="" src="http://www.blogmarketing.it/wp-content/uploads/2012/11/Post_NL_link_social_Graphic.png" width="562" height="142" /></a></p>
<p>Considerati i vantaggi della <strong>distribuzione indiretta</strong> del messaggio sui social network, il consiglio è di inserire sempre in ogni singola newsletter un <strong>link al form d’iscrizione</strong> della stessa. In questo modo, un’email condivisa può generare lettori aggiuntivi e, possibilmente, nuovi iscritti. I dati confermano l’alta potenzialità di un link social: tra le newsletter aperte, quelle con un <strong>link social</strong> raggiungono un OR del <strong>28,7%</strong>, ben il 18% in più rispetto alle newsletter senza link social, derivante dagli OR aggiuntivi di chi clicca sul link condiviso su Facebook e Twitter.</p>
<p><a href="http://www.blogmarketing.it/wp-content/uploads/2012/11/Post_Social_Network_Graphic.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-484" title="Post_Social_Network_Graphic" alt="" src="http://www.blogmarketing.it/wp-content/uploads/2012/11/Post_Social_Network_Graphic.png" width="564" height="171" /></a></p>
<p>Con un dato pari all’<strong>88% del totale, Facebook</strong> primeggia tra i social network con percentuali significative di condivisioni. Seguono a lunghissima distanza Twitter con il 5% e LinkedIn con il 2%. Tra DEM e newsletter, sono le <strong>email</strong> di natura <strong>pubblicitaria</strong> a registrare più di tre quarti del totale delle condivisioni con una percentuale nettamente superiore.</p>
<p><a href="http://www.blogmarketing.it/wp-content/uploads/2012/11/Post_EmailProvider_Graphic.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-482" title="Post_EmailProvider_Graphic" alt="" src="http://www.blogmarketing.it/wp-content/uploads/2012/11/Post_EmailProvider_Graphic.png" width="565" height="267" /></a></p>
<p>Per chi si occupa di email marketing è interessante conoscere in quale percentuale i <strong>diversi domini</strong> compongono il proprio database. Questa informazione aiuta a <strong>migliorare i propri risultati</strong> e permette di conoscere l’eventuale impatto in caso di <strong>problemi di delivery o recapito</strong> verso un singolo provider.<br />
Una delle più recenti indagini della distribuzione dei provider di email presenta risultati molto interessanti. <strong>Cinque principali domini</strong> coprono più di tre quarti del totale degli indirizzi. Con una percentuale del 32%, Hotmail si aggiudica la fetta più consistente di utenti, seguono Libero (18%), Virgilio-Tim (13%), Tiscali (4%), Yahoo! (9%) e Gmail (6%).</p>
<p><a href="http://www.blogmarketing.it/wp-content/uploads/2012/11/Post_Tempi_di_apertura.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-485" title="Post_Tempi_di_apertura" alt="" src="http://www.blogmarketing.it/wp-content/uploads/2012/11/Post_Tempi_di_apertura.png" width="569" height="317" /></a></p>
<p>Un’ultima, ma non meno interessante, considerazione è legata ai <strong>tempi di apertura delle email</strong>. In alcuni settori è determinante conoscere quando un utente legge le email. Questo aspetto è ancora più rilevante per chi svolge attività di ecommerce, per la programmazione e l’invio di remarketing, nonché per la verifica delle performance. <strong>Nell’arco di due giorni</strong>, la maggior parte delle email è aperta mentre le rimanenti aperture si registrano anche a distanza di molte settimane.<br />
A sorpresa, i tempi di lettura non diminuiscono nonostante la <strong>diffusione del mobile</strong>. Tra le variabili che influenzano questo aspetto, la <strong>raggiunta maturità dell’utente</strong> nella gestione della casella di posta. Spesso, chi riceve molte email individua e legge prima i messaggi più importanti, conservando gli altri per una lettura successiva. A ciò si aggiunge anche l’abitudine di avere più indirizzi email per funzioni differenti: alcuni sono controllati più di frequente rispetto ad altri.</p>
<p>Lo studio, completo di infografiche, è disponibile sulla pagina dell&#8217;<a title="Osservatorio statistico Email marketing MailUp" href="http://www.mailup.it/osservatorio-email-marketing.htm" target="_blank">Osservatorio statistico sull&#8217;email marketing</a> di MailUp</p>
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			</item>
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		<title>European Email Marketing Consumer Report 2011</title>
		<link>https://www.blogmarketing.it/european-email-marketing-consumer-report-2011/</link>
					<comments>https://www.blogmarketing.it/european-email-marketing-consumer-report-2011/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 09:15:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[contaclab]]></category>
		<category><![CDATA[email marketing europa]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;anteprima dei risultati fornita in occasione di IAB 2011, Contactlab ha pubblicato i risultati completi della ricerca &#8220;European Email Marketing Consumer Report 2011&#8220;. Il report identifica e analizza il comportamento degli utenti internet di Italia, Germania, Spagna, Francia e Inghilterra rispetto all&#8217;utilizzo della posta elettronica. Tra i dati più interessanti che emergono dal report [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.blogmarketing.it/european-email-marketing-consumer-report-2011/">European Email Marketing Consumer Report 2011</a> proviene da <a href="https://www.blogmarketing.it">Blogmarketing</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;anteprima dei risultati fornita in occasione di IAB 2011, Contactlab ha pubblicato i risultati completi della ricerca &#8220;<a href="http://www.contactlab.com/paper/emcr/90/email-marketing-consumer-report-2011.html" target="_blank">European Email Marketing Consumer Report 2011</a>&#8220;. Il report identifica e analizza il comportamento degli utenti internet di Italia, Germania, Spagna, Francia e Inghilterra rispetto all&#8217;utilizzo della posta elettronica.</p>
<p><span id="more-467"></span></p>
<p>Tra i dati più interessanti che emergono dal report mi sento di evidenziare:</p>
<ul>
<li>Nei cinque Paesi oggetto d&#8217;analisi, <strong>ogni giorno un utente riceve mediamente 28 email</strong>. La Francia è il Paese in cui se ne ricevono di più (39), seguita dalla Germania (29), Inghilterra (26) e Spagna (24). L&#8217;Italia è invece il Paese con il più basso numero di email pro capite giornaliere (solo 22);</li>
<li>La maggior parte dei rispondenti <strong>utilizza le caselle di posta accedendovi solo da internet</strong>, tramite webmail. Dal confronto con l&#8217;anno passato, è emerso un lieve incremento di tale comportamento dal 51% al 53%;</li>
<li>I temi che più interessano sono viaggi e vacanze (38%), le offerte di lavoro e il benessere (32%);</li>
<li>Circa <strong>un quarto dei rispondenti</strong> dei 5 Paesi dichiara di aver <strong>effettuato una registrazione ad una newsletter tramite una Fanpage Facebook</strong>;</li>
<li><strong>Solo l&#8217;8% degli intervistati ha condiviso newsletter</strong> con gli amici sui social network, mentre il 17% lo ha fatto utilizzando i metodi tradizionali (&#8220;tell a friend&#8221; o forward);</li>
<li>I motivi che portano alla condivisione di una newsletter sono sostanzialmente due: perché i contenuti sono interessanti (57%) o perché contiene sconti e promozioni di interesse comune (45%);</li>
<li>il 15% di rispondenti non condivide le newsletter perché non sa come eseguire una condivisione, mentre è interessante evidenziare che <strong>l&#8217;8% dei rispondenti dichiara invece di non avere mai condiviso perché nella newsletter non erano previsti strumenti di condivisione automatica</strong> (come ad esempio i bottoni &#8220;share this&#8221;);</li>
<li>Rispetto al 2010 è quasi raddoppiato il numero di utenti che consultano la casella di posta da smartphone e tablet. Nel complesso il 20% degli utenti utilizza la posta elettronica da dispositivi mobile.</li>
</ul>
<p>Altri risultati interessanti sono stati sintetizzati in questa infografica:</p>
<p align="center"><a style="border: none;" href="http://www.contactlab.com/paper/emcr/90/email-marketing-consumer-report-2011.html" target="_blank"><img decoding="async" alt="" src="http://www.contactlab.com/images/infografica/Email-Marketing_Consumer-Report_Infographic_IT_Small.jpg" border="0" /></a><br />
<a href="http://www.contactlab.com/paper/emcr/90/email-marketing-consumer-report-2011.html">Email marketing in Europa</a> &#8211; Infografica di <a href="http://www.contactlab.com">ContactLab email marketing</a></p>
<h2>Alcune considerazioni</h2>
<p>Leggendo i dati della ricerca mi sono venute in mente alcune considerazioni che vorrei condividere:</p>
<ul>
<li>La grande quantità di email che ci raggiunge quotidianamente impone <strong>una riflessione sui contenuti e sulla rilevanza degli stessi</strong>. Per rendere efficaci le nostre strategie di email marketing è assolutamente necessario proporre ai nostri lettori contenuti in linea con i loro interessi. E&#8217; quindi fondamentale dedicare sempre più tempo alla profilazione, alla segmentazione e all&#8217;analisi delle nostre liste di contatti per creare una comunicazione diretta e veramente efficace;</li>
<li>Contenuti rilevanti e interessanti sono anche quelli che <strong>vengono più facilmente condivisi</strong> tramite i social network. Questo significa che i nostri contatti possono amplificare le nostre promozioni e i nostri messaggi se questi sono davvero rilevanti;</li>
<li>Bisogna <strong>essere più social anche nelle strategie di email marketing</strong>. Questo significa integrare nelle attività di social media marketing anche le e-mail, ad esempio sfruttando le fanpage facebook per raccogliere le iscrizioni o facilitare la condivisione di contenuti con pulsanti e strumenti di condivisione. Segnalo su questo argomento <a href="http://www.strongmail.com/email/advisor/advisor-042-1111.html#n1" target="_blank">un interessante articolo in inglese</a>.</li>
<li>L&#8217;utilizzo delle webmail e dei dispositivi mobile impone <strong>una riflessione anche sull&#8217;ottimizzazione del layout grafico</strong> del messaggio. In questo caso le operazioni di test e verifica della renderizzazione su caselle differenti e dispositivi differenti è fondamentale per rendere efficace la comunicazione. In particolare per i dispositivi mobile è possibile procedere ad una segmentazione dei contatti per dispositivo utilizzato, in modo da garantire la migliore renderizzazione del messaggio per ogni device.</li>
</ul>
<p>Ok non vi rubo altro tempo e vi lascio alla lettura del report completo che potete <a href="http://www.contactlab.com/paper/emcr/90/email-marketing-consumer-report-2011.html" target="_blank">scaricare qui</a>.</p>
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		<title>Newsletter in HTML 5</title>
		<link>https://www.blogmarketing.it/newsletter-in-html-5/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 16:27:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[contenuti]]></category>
		<category><![CDATA[e-mail in html]]></category>
		<category><![CDATA[grafica]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[html 5]]></category>
		<category><![CDATA[html5]]></category>
		<category><![CDATA[javascript]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ok, lo ammetto, da quando ho cominciato a sentire parlare di HTML 5 e delle sue potenzialità ho subito pensato a quali potevano essere gli utilizzi di questo nuovo linguaggio nell&#8217;email marketing. In particolare quello che mi incuriosisce è la possibilità di rendere maggiormente interattive le newsletter. L&#8217;idea di poter incorporare video o animazioni aprirebbe [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ok, lo ammetto, da quando ho cominciato a sentire parlare di HTML 5 e delle sue potenzialità ho subito pensato a quali potevano essere gli utilizzi di questo nuovo linguaggio nell&#8217;email marketing.</p>
<p><span id="more-462"></span></p>
<p>In particolare quello che mi incuriosisce è la possibilità di <strong>rendere maggiormente interattive le newsletter</strong>. L&#8217;idea di poter incorporare video o animazioni aprirebbe sicuramente tante nuove possibilità di comunicazione dando molta più libertà alla fantasia e rendendo più accattivanti le nostre email.</p>
<p><strong>Al momento attuale nei messaggi email non è possibile inserire nessun tipo di contenuto multimediale </strong>(video o audio) e nemmeno filmati flash che renderebbero più dinamico il messaggio. Appare quindi ovvio come le possibilità offerte da HTML 5 siano manna dal cielo.</p>
<p>Tuttavia bisogna considerare che <strong>HTML 5 fa ampio uso di Javascript </strong>e questo rappresenta, allo stato attuale, <strong>un grosso limite al suo utilizzo nell&#8217;email marketing</strong>. Infatti Javascript non viene interpretato dai client di posta e spesso viene anche bloccato dai filtri antispam dei mail server.</p>
<p>Conscio dei limiti attuali, ho provato a fare <strong>un semplice test </strong>incorporando un video utilizzando i tag di HTML 5 in un messaggio email per vedere i possibili risultati. La tabella seguente riassume il risultato del veloce test condotto:</p>
<table style="text-align: center; border: 1px solid #e5e5e5; font-size: 14px;" width="100%" border="0" cellspacing="0" cellpadding="2">
<tbody>
<tr bgcolor="#f5f5f5">
<td></td>
<td>Client</td>
<td>Explorer</td>
<td>Chrome</td>
<td>Firefox</td>
</tr>
<tr>
<td>Outlook</td>
<td style="color: red;">X</td>
<td>&#8211;</td>
<td>&#8211;</td>
<td>&#8211;</td>
</tr>
<tr bgcolor="#f8f8f8">
<td>Gmail</td>
<td>&#8211;</td>
<td style="color: red;">X</td>
<td style="color: red;">X</td>
<td style="color: red;">X</td>
</tr>
<tr>
<td>Live.com</td>
<td>&#8211;</td>
<td style="color: red;">X</td>
<td style="color: red;">X</td>
<td style="color: red;">X</td>
</tr>
<tr bgcolor="#f8f8f8">
<td>Libero</td>
<td>&#8211;</td>
<td style="color: red;">X</td>
<td style="color: green;">V</td>
<td style="color: green;">V</td>
</tr>
<tr>
<td>Yahoo</td>
<td>&#8211;</td>
<td style="color: red;">X</td>
<td style="color: red;">X</td>
<td style="color: red;">X</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Un completo fallimento, esattamente quello che mi aspettavo, anche se è da notare che <strong>nella casella di Libero </strong>consultata via web con browser che supportano HTML 5 (Chrome e Firefox) <strong>il video è perfettamente visibile</strong>.</p>
<p>Test inutile direte e forse avete anche ragione. Sicuramente è ancora troppo presto per parlare di newsletter in HTML 5, troppa strada c&#8217;è ancora da fare, soprattutto in considerazione del fatto che i motori di rendering dei client di posta sono molto più indietro dei browser. Tuttavia un po&#8217; di sana ricerca non fa mai male e i test sono sempre alla base di ogni innovazione, giusto?</p>
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]]></content:encoded>
					
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		<title>Email Marketing Trends 2011</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 13:41:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[magnews]]></category>
		<category><![CDATA[ricerche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MagNews in collaborazione con Nielsen ha pubblicato &#8220;Email Marketing Trends 2011&#8220;, la ricerca che indaga i gusti e le percezioni degli utenti italiani davanti alla loro casella di posta elettronica. La ricerca fa emergere alcuni dati interessanti che spaziano dalle modalità di consultazione, ai tempi, al tipo di caselle utilizzate. Sfogliando il report ho individuato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>MagNews</strong> in collaborazione con <strong>Nielsen</strong> ha pubblicato &#8220;<strong><a href="http://www.magnews.it/it/risorse/ricerche-email-marketing" target="_blank">Email Marketing Trends 2011</a></strong>&#8220;, la ricerca che indaga i gusti e le percezioni degli utenti italiani davanti alla loro casella di posta elettronica.</p>
<p>La ricerca fa emergere <strong>alcuni dati interessanti </strong>che spaziano dalle modalità di consultazione, ai tempi, al tipo di caselle utilizzate. Sfogliando il report ho individuato alcuni dati, a mio avviso molto interessanti, <strong>riguardanti l&#8217;aspetto contenutistico delle newsletter</strong> che vengono inviate.</p>
<ol>
<li>Il 61% degli intervistati dichiara di <strong>cancellare le email</strong> che sono percepite come indesiderate <strong>senza nemmeno leggerle</strong>;</li>
<li>Il <strong>mittente riveste un ruolo centrale </strong>nella scelta di lettura (42%) e risulta più importante dell&#8217;oggetto (8%);</li>
<li><strong>Solo la metà </strong>degli argomenti ricevuti (51%) <strong>viene giudicata interessante</strong>;</li>
<li>Gli <strong>apparecchi mobili </strong>sono usati da circa il 30% degli utenti;</li>
<li>Per il 38% degli intervistati è <strong>importante </strong>che le e-mail abbiano <strong>una bella grafica;</strong></li>
<li>Per il 30% degli intervistati le e-mail con <strong>un aspetto grafico poco curato non suscitano interesse </strong>alla lettura;</li>
<li>Al 73% degli intervistati <strong>piacciono solo le newsletter </strong>che propongono <strong>offerte</strong> commerciali interessanti/<strong>vicine alle proprie esigenze;</strong></li>
</ol>
<p>Se a questi dati aggiungiamo la considerazione che <a title="Lo spam è una percezione" href="http://www.blogmarketing.it/lo-spam-e-una-percezione/" target="_blank">la mancanza di rilevanza nei messaggi viene considerata come spam</a>, appare chiaro come la centralità dei contenuti rivesta oggi un ruolo assolutamente fondamentale nelle strategie di email marketing.</p>
<p>Ho trovato la ricerca molto interessante e se siete interesati a qualche dato utile <strong><a href="http://www.magnews.it/it/risorse/ricerche-email-marketing" target="_blank">potete scaricarla qui</a></strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-459 alignleft" title="Email Marketing Trends 2011" src="http://www.blogmarketing.it/wp-content/uploads/2011/06/MagNews-Infografica.jpg" alt="" width="550" height="560" /></p>
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