<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-7905290596555701365</atom:id><lastBuildDate>Wed, 11 Sep 2024 20:04:07 +0000</lastBuildDate><category>New Media - Web</category><category>Adv+ New Media</category><category>Adv+Marketing</category><category>Adv+Media</category><category>Advertising</category><category>Guerrilla</category><category>Comunicazione</category><category>Comunicazione multimediale</category><category>Concorsi online</category><category>E-commerce</category><category>Social Network Marketing</category><category>Viral</category><title>TALKIEFACTORY</title><description>La comunicazione che fa parlare.</description><link>http://talkiefactory.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Alessandro Laudati)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>42</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7905290596555701365.post-5796645475775459861</guid><pubDate>Mon, 22 Dec 2008 15:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-22T07:37:14.226-08:00</atom:updated><title>Widget</title><description>&lt;script type=&quot;text/javascript&quot; src=&quot;http://widgets.clearspring.com/o/49428548168f5947/494fb428d8c59df8/49493029506fffa5/69e0c7a7/widget.js&quot;&gt;&lt;/script&gt;</description><link>http://talkiefactory.blogspot.com/2008/12/widget.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Laudati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7905290596555701365.post-6606846632413705822</guid><pubDate>Fri, 12 Dec 2008 16:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-12T09:10:04.709-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Advertising</category><title></title><description>&lt;strong&gt;I dati nielsen media research nel periodo gennaio-ottobre 2008&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La rete attira budget per 258 milioni di euro. calo generale dello 0,8% rispetto al 2007&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Gli investimenti pubblicitari nel periodo gennaio-ottobre 2008 ammontano a 7.140 milioni di&lt;br /&gt;euro, in calo dello 0,8% sul corrispondente periodo dell’anno scorso. La variazione mensile, ottobre 2008 su ottobre 2007, è del -5,5%. Sono i dati del mese di ottobre comunicati da Nielsen Media Research.&lt;br /&gt;Considerando l’andamento a livello di settori, da gennaio si registra un trend positivo per Tlc (+3,6%) ed abbigliamento (+5,5%); negativo per alimentari (-0,8%), auto (-2,4%), media/editoria (-4,6%), bevande/alcoolici (-8,1%) e finanza/ assicurazioni (-4,2%). I primi cinque top spender del periodo sono, nell’ordine: Unilever, Ferrero, Wind, Vodafone e&lt;br /&gt;P&amp;amp;G.&lt;br /&gt;Analizzando i singoli mezzi, internet a ottobre 2008 fa rilevare un incremento del +18,5% con una raccolta di 258 milioni. Tiene la televisione (+0,7%), flette la stampa (-5,2%). In particolare,&lt;br /&gt;i quotidiani a pagamento registrano il -4,9%, con la commerciale nazionale a -8,5%, la locale&lt;br /&gt;a +1,2% e la rubricata/di servizio a -3,2%.&lt;br /&gt;Sui quotidiani sono in diminuzione gli investimenti delle automobili (-17,6%), della finanza/assicurazioni (-16,0%) e della distribuzione (-7,4%). E’ positivo, ma in rallentamento, l’abbigliamento (+12,5%) che con 79,4 milioni è il secondo settore per importanza dopo le auto. I periodici sono in flessione del -5,6%, con un deciso calo registrato soprattutto negli ultimi&lt;br /&gt;mesi. Tra i settori, cresce l’abbigliamento superando i 291 milioni (+3,8%), ma diminuiscono&lt;br /&gt;abitazione (-5,8%), cura persona (-11,6%), alimentari (-13,3%) ed automobili (-17,9%). La radio da inizio anno cresce del +4,4%. L’outdoor registra il -0,7% e il cinema il -14,7%. Le vartoline&lt;br /&gt;pubblicitarie si assestano sui 5,7 milioni, leggermente al di sotto dell’anno scorso (-0,8%). Si aggiungono al mercato fin qui analizzato gli investimenti pubblicitari sui quotidiani free/pay press e sulle tv satellitari. Per City, Leggo, Metro, 24 Minuti ed EPolis la raccolta complessiva&lt;br /&gt;è di 114 milioni. Per i canali Sky Sport 1, Sky Cinema 1, Sky Cinema 3, Sky Tg 24, Fox, Fox Life, Fox Crime e National Geographic è di circa 74 milioni.&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgQLtqtgOZt8ebm9sv54YqISScRcXgeVI1_9UgP_hHAJkmZsVjAcXubPSytC_OoqVxFvGzUmY2C0ycND_zGOr0KdPaVpjfEETt_zB3SrQksV6rLq187z3dge5O0Ag6afz_zX-B7myPohX9O/s1600-h/IMG13.jpg&quot;&gt;&lt;img id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5278951336322305330&quot; style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 141px&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgQLtqtgOZt8ebm9sv54YqISScRcXgeVI1_9UgP_hHAJkmZsVjAcXubPSytC_OoqVxFvGzUmY2C0ycND_zGOr0KdPaVpjfEETt_zB3SrQksV6rLq187z3dge5O0Ag6afz_zX-B7myPohX9O/s200/IMG13.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;</description><link>http://talkiefactory.blogspot.com/2008/12/gli-investimenti-pubblicitari-nel.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Laudati)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgQLtqtgOZt8ebm9sv54YqISScRcXgeVI1_9UgP_hHAJkmZsVjAcXubPSytC_OoqVxFvGzUmY2C0ycND_zGOr0KdPaVpjfEETt_zB3SrQksV6rLq187z3dge5O0Ag6afz_zX-B7myPohX9O/s72-c/IMG13.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7905290596555701365.post-7615506346246211420</guid><pubDate>Tue, 09 Dec 2008 17:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-09T09:26:42.301-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Concorsi online</category><title>Ceres e Alice insieme per premi in musica</title><description>IL CONCORSO ONLINE MUSIC HERO PER LE BAND EMERGENTI ITALIANE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PER ESIBIRSI IN GB CON GLI SHIT DISCO BASTA CARICARE SU CERES.COM UN PROPRIO BRANO IN MP3.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiRWnnKY4kneVsJ8HXTPf3VFSrjwi4nL5t5GeC3KKCQa9JQJiAxGQ0lCecLBqPxI3UdUWiF8mA06BgtH4qa3klC3wbO9wQzl_OQqkpfTsFvBXHEEEgA2jc4cGvHF8OK9bTrGGKaTJe8I0ar/s1600-h/Senza-titolo-2.jpg&quot;&gt;&lt;img id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5277842484138292994&quot; style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 136px&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiRWnnKY4kneVsJ8HXTPf3VFSrjwi4nL5t5GeC3KKCQa9JQJiAxGQ0lCecLBqPxI3UdUWiF8mA06BgtH4qa3klC3wbO9wQzl_OQqkpfTsFvBXHEEEgA2jc4cGvHF8OK9bTrGGKaTJe8I0ar/s200/Senza-titolo-2.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Ceres, in collaborazionecon Alice, promuove il nuovo concorso Music Hero: le band italiane sono invitate a gareggiare con le proprie performance sonore sul palco virtuale del marchio di birra. Premio per i vincitori, la possibilità di esibirsi in Gran Bretagna al fianco degli Shit Disco, la band musicale che ha prestato la voce ai “The True Heads”, i personaggi dell’ultimo spot dell’azienda danese.&lt;br /&gt;In linea con il soggetto dello spot, il filo conduttore di tutto il concorso è la musica: l’iniziativa infatti coinvolge, da una parte, chi canta o suona, che avrà l’opportunità di fare la propria&lt;br /&gt;esibizione sul palco virtuale di Ceres; dall’altra, tutti gli utenti appassionati di musica che potranno votare la propria band preferita. Il contest, che si concluderà a fine febbraio 2009,&lt;br /&gt;sarà ospitato dal sito ufficiale di Ceres (www.ceres.com, firmato da Dartway Interactive) e&lt;br /&gt;vedrà la partecipazione dei musicisti che, con la propria band, potranno iscriversi e caricare&lt;br /&gt;sul sito le foto, la descrizione dei componenti del loro gruppo musicale e un pezzo musicale&lt;br /&gt;in formato mp3. Gli utenti “singoli”, invece, dopo essersi registrati potranno votare i loro&lt;br /&gt;gruppi preferiti e cimentarsi nel gioco musicale Music Hero. La modalità di raccolta dei punti&lt;br /&gt;sarà la seguente: gli utenti “band” scaleranno le classifiche grazie ai voti ricevuti tramite il&lt;br /&gt;sito, mentre gli utenti “singoli” accumuleranno punti votando, giocando a Music Hero e&lt;br /&gt;invitando altri amici a iscriversi.&lt;br /&gt;Ogni mese il primo classificato in entrambe le categorie vincerà un pc portatile di Alice,&lt;br /&gt;mentre alla fine del concorso la band vincitrice sarà eletta e premiata tra le prime 15 classificate&lt;br /&gt;da un’apposita giuria e avrà la possibilità di esibirsi al concerto live degli Shit Disco in Gran Bretagna. Inoltre, i migliori in classifica di entrambe le categorie riceveranno in regalo punti di connessione Uebbi by Alice e schede contenuti Premium Yalp!, l’offerta Alice.&lt;br /&gt;Il premio finale sarà assegnato entro il 15 marzo 2009.</description><link>http://talkiefactory.blogspot.com/2008/12/ceres-e-alice-insieme-per-premi-in.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Laudati)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiRWnnKY4kneVsJ8HXTPf3VFSrjwi4nL5t5GeC3KKCQa9JQJiAxGQ0lCecLBqPxI3UdUWiF8mA06BgtH4qa3klC3wbO9wQzl_OQqkpfTsFvBXHEEEgA2jc4cGvHF8OK9bTrGGKaTJe8I0ar/s72-c/Senza-titolo-2.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7905290596555701365.post-4984159318171102737</guid><pubDate>Mon, 08 Dec 2008 19:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-17T10:38:39.062-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Social Network Marketing</category><title>Social network, spazi difficili per la  pubblicità tradizionale.</title><description>Users want to communicate with each other, not necessarily with brands.&lt;br /&gt;Monetizing social networks was challenging enough before the economic news got so gloomy—it will get even harder now. That’s because the huge traffic numbers at MySpace, Facebook, Bebo and the rest do not necessarily translate into ad dollars.&lt;br /&gt;More than one-half of the US population surveyed uses social networking sites, according to &lt;a href=&quot;http://www.idc.com/&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;IDC&lt;/a&gt;, but the ad dollars have not followed. The research company found more than 75% of social network site users logged in at least once a week and 57% did so daily. IDC also said more than 61% of those users spent more than 30 minutes per session on social network sites, and 38% remained parked for 1 hour or more.&lt;br /&gt;Good news for marketers, right? Not necessarily. Only 57% of social network site users said they clicked on an ad in the past year, compared with 79% of all Internet consumers.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Barak Rabinowitz, co-founder of &lt;a href=&quot;http://www.amuso.com/&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;Amuso&lt;/a&gt;, a site that invites users to create and participate in entertainment contests and game shows, described the challenge of monetizing social networks as the “elephant in the room” of online advertising. Writing in &lt;a href=&quot;http://venturebeat.com/2008/11/12/monetizing-social-networks-the-good-the-bad-and-the-ugly/&quot; target=&quot;blank&quot;&gt;VentureBeat&lt;/a&gt;, Mr. Rabinowitz said: “[It’s] 400 million social networkers creating and consuming content, clustering around shared interests and activities—all who have yet to be tapped in any major way by Web marketers.&lt;br /&gt;“Search continues to be the most lucrative advertising strategy. Users are specifically seeking information in that arena. On social networks, people are primarily concerned with communicating with their friends, not looking to buy items or services.”&lt;br /&gt;Despite phenomenal growth, social networks have yet to reach online advertising nirvana—that heady place where behavioral targeting tools aim for specific groups with offers specially tailored to members’ interests. It’s a place where marketers are able to serve ads, promotions and offers to friends of friends based on a pal’s recommendation, and where word-of-mouth marketing spreads like a flu virus in January to create waves of self-selecting consumers eager to interact with marketers.&lt;br /&gt;However, IDC found just 3% of users polled said it was appropriate for publishers to use their data (contact information and the like) for advertising. The report referred to ad targeting on social networks as a “stillborn” idea.&lt;br /&gt;Given the tepid situation for advertising on social networks, coupled with the deepening recession, what is the prognosis?&lt;br /&gt;In May 2008, eMarketer projected advertisers would spend $1.4 billion to place ads on online social networks this year. eMarketer also forecast ad spending on social networks would reach $2.4 billion in 2011.&lt;br /&gt;With the country in recession and online ad spending growth slowing, social network ad spending will be affected even more heavily. eMarketer will issue a new US social network ad spending forecast later this month.&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEholRsRw1qc2d2iEKDujIjPxfrzyaoZbEPcVzsT-LSpepZHXw-c0Z0DUP1HawhU_PjUvmJto9r__6sPG3Z7qaD4OFJxU_a1EthPTCbdUuo6P0VAMFdmCJyNxvT-nuF6LOGtKlhgn6qU0I3y/s1600-h/image001.gif&quot;&gt;&lt;img id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5277500899189359762&quot; style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 208px; CURSOR: hand; HEIGHT: 129px&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEholRsRw1qc2d2iEKDujIjPxfrzyaoZbEPcVzsT-LSpepZHXw-c0Z0DUP1HawhU_PjUvmJto9r__6sPG3Z7qaD4OFJxU_a1EthPTCbdUuo6P0VAMFdmCJyNxvT-nuF6LOGtKlhgn6qU0I3y/s200/image001.gif&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;</description><link>http://talkiefactory.blogspot.com/2008/12/users-want-to-communicate-with-each.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Laudati)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEholRsRw1qc2d2iEKDujIjPxfrzyaoZbEPcVzsT-LSpepZHXw-c0Z0DUP1HawhU_PjUvmJto9r__6sPG3Z7qaD4OFJxU_a1EthPTCbdUuo6P0VAMFdmCJyNxvT-nuF6LOGtKlhgn6qU0I3y/s72-c/image001.gif" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7905290596555701365.post-3043610592250670876</guid><pubDate>Mon, 08 Dec 2008 19:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-08T11:12:43.481-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Guerrilla</category><title>BBC - Dentro la notizia</title><description>La seguente installazione è stata realizzata nella stazione centrale della metro di Berlino. La campagna è stata pensata dalla BBC, e pretende di aumentare il rigore e la professionalità dei suoi giornalisti, magari potessimo vedere azioni del genere anche qui da noi, dove il giornalismo vive di parrocchie e parrocchiette. Il claim sul microfono recita: “You can’t bury a powerful question”, “non puoi seppellire una notizia influente“.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Bloguerrilla 05 dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href=&quot;http://www.bloguerrilla.it/wp-content/bbc.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 368px; CURSOR: hand; HEIGHT: 266px&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://www.bloguerrilla.it/wp-content/bbc.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href=&quot;http://www.bloguerrilla.it/wp-content/bbc.jpg&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.bloguerrilla.it/wp-content/bbc2.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 367px; CURSOR: hand; HEIGHT: 302px&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://www.bloguerrilla.it/wp-content/bbc2.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.bloguerrilla.it/wp-content/bbc.jpg&quot;&gt;&lt;/a&gt;</description><link>http://talkiefactory.blogspot.com/2008/12/bbc-dentro-la-notizia.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Laudati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7905290596555701365.post-4990204036223358680</guid><pubDate>Mon, 08 Dec 2008 19:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-09T02:21:09.506-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Viral</category><title>Ringo online</title><description>Certo che se ne vedono di cose bizzarre in rete, specialmente se si va su YouTube, vado spesso a ricercare video che riportano le tag: spoof e bloopers, attirato dal loro contenuto ironico. Così mi sono imbattutto in questo video, che altro non è che l’ultimo spot televisivo di Ringo, che vede Kakà come testimonial, non mi riferisco al virale in cui palleggia con due palloni (tra l’altro un video che ho trovato molto stancante e troppo simile, per creatività, alle 4 traverse consecutive di Ronaldinho), ma al normale commercial, quindi per la prima volta posto un video di pubblicità tradizionale, ma lo faccio presentando un caso particolare. E’ stato infatti creato un canale di nome “&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/user/duiulingo&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;duiulingo&lt;/a&gt;” come parodia del “Do You Ringo” della scena finale dello spot. In questo caso Kakà si chiama Gaetano e guida il pulmino della scuola, ma vi lascio alla descrizione del video che è veramente esilarante. Forse siamo di fronte ad un nuovo caso di marketing virale, in cui si fa la parodia del testimonial, di cui spesso si abusa nella pubblicità tradizionale italiana.&lt;br /&gt;“Gaetano è l’autista del pulmino della scuola, noto in tutto il circondario per le sue abilità calcistiche. Sul pulmino la confezione di Ringo passa avidamente di mano in mano: “Gaetà, a te ti mettiamo in porta!!!”, “Sissì, portiera volante.” A questo punto Gaetano svita i dischetti di Ringo, lecca la cremina e, con una sciarpa del Milan in bocca, esclama: “Duiulingo?!?”&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.blogger.com/video.g?token=AD6v5dxAcJsksVm4gPrHqOe5iZ1Zp4rQADpoXgxLuhAMaPTJDU1I5kr-BuJQWiTIeKml3tBFa8Ve4hJH1uaCXkdn0Q&#39; class=&#39;b-hbp-video b-uploaded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;</description><enclosure type='video/mp4' url='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=ae76d0d2392bd6b7&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link>http://talkiefactory.blogspot.com/2008/12/ringo-online.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Laudati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7905290596555701365.post-4696826200465772807</guid><pubDate>Mon, 08 Dec 2008 18:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-08T11:01:53.316-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Guerrilla</category><title>Spot ascellare</title><description>&lt;a href=&quot;http://www.bloguerrilla.it/wp-content/right_guards.jpg&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.bloguerrilla.it/wp-content/right_guards.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 318px; CURSOR: hand; HEIGHT: 253px&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://www.bloguerrilla.it/wp-content/right_guards.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;http://www.bloguerrilla.it/wp-content/right_guards.jpg&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notizia, a dir la verità, è di qualche mese fa, ma ha attirato la mia attenzione, anche &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_0&quot;&gt;perchè&lt;/span&gt; a promuovere l’iniziativa è un prodotto che già da queste parti aveva conosciuto la mia approvazione. Ricordate di &lt;a href=&quot;http://www.bloguerrilla.it/2008/08/29/rompere-in-caso-di-necessita/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_1&quot;&gt;Right&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_2&quot;&gt;Guard&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; e delle teche da rompere in caso di necessità? Il deodorante in questione fa ancora parlare di se con una novità nel comparto tecnologico che si lega con dei nuovi esperimenti nel mondo del marketing.&lt;br /&gt;Stavolta siamo nella labirintica metropolitana di Londra, dove alcune persone, definite &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_3&quot;&gt;Pitvertisers&lt;/span&gt;, hanno girato con un piccolo &lt;span class=&quot;blsp-spelling-error&quot; id=&quot;SPELLING_ERROR_4&quot;&gt;televisiore&lt;/span&gt; LCD sotto le ascelle mostrando uno spot pubblicitario ai viaggiatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Bloguerrilla del 05 dicembre 2008&lt;/div&gt;</description><link>http://talkiefactory.blogspot.com/2008/12/spot-ascellare.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Laudati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7905290596555701365.post-6929204850508513366</guid><pubDate>Wed, 10 Oct 2007 07:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-10T00:48:22.391-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Adv+Marketing</category><title>Yahoo! lancia la sua piattaforma di behavioural targeting</title><description>&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;In occasione dell’edizione 2007 dello‘Iab Forum’,&lt;br /&gt;Yahoo! presenterà in Italia la piattaforma&lt;br /&gt;di behavioural targeting, una nuova modalità&lt;br /&gt;che permette di inviare creatività ad&lt;br /&gt;hoc agli utenti il cui recente comportamento&lt;br /&gt;indica una predisposizione verso l’acquisto&lt;br /&gt;di una categoria di prodotti o servizi. La&lt;br /&gt;soluzione Yahoo! vuole aiutare le aziende che&lt;br /&gt;utilizzano internet per il proprio business a&lt;br /&gt;ottimizzare gli investimenti. “Grazie al Behavioural&lt;br /&gt;Targeting - ha dichiarato Massimo&lt;br /&gt;Martini, general manager di Yahoo! Italia -&lt;br /&gt;Yahoo! si conferma il partner d’eccellenza&lt;br /&gt;per agenzie e inserzionisti e rinnova il suo&lt;br /&gt;costante impegno per fornire ai clienti soluzioni&lt;br /&gt;avanzate e vincenti per le pianificazioni&lt;br /&gt;di online advertising La nuova soluzione&lt;br /&gt;di behavioural targeting, che ha già riscosso&lt;br /&gt;notevoli successi in Usa, Gran Bretagna e&lt;br /&gt;Germania, è stata sviluppata totalmente da&lt;br /&gt;Yahoo! e appositamente studiata per rispondere&lt;br /&gt;nel modo più efficace alle esigenze dei&lt;br /&gt;clienti italiani”.&lt;/span&gt;</description><link>http://talkiefactory.blogspot.com/2007/10/yahoo-lancia-la-sua-piattaforma-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Laudati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7905290596555701365.post-2546678653162367724</guid><pubDate>Mon, 23 Jul 2007 14:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-07-23T07:15:24.532-07:00</atom:updated><title>Eba Forum: se il marketing è innovativo nell’era della partecipazione</title><description>&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;I nuovi trend dell’advertising digitale e del commercio elettronico in una due giorni di incontri, confronti e tavole rotonde andata in scena a Milano.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;Il 29 e il 30 giugno Milano è stata capitale del marketing innovativo con la due giorni di Eba Forum - Everything but Advertising organizzato da Wireless, che ha attratto un pubblico composto da esperti del settore e operatori interessati ad apprendere o trasferire cultura sull’innovazione del comparto. Parallelamente, in co-location all’interno di Palazzo Affari ai Giureconsulti, si è svolto Italian e-commerce Forum organizzato da Netcomm. In poche parole, per il marketing digitale (e non solo) un appuntamento centrale. La conferma arriva dal valore degli interventi che hanno arricchito entrambe le manifestazioni. Durante Italian e-commerce Forum è stata presentata la ricerca 2007 sul mercato e-commerce business-to-consumer, condotta da Netcomm in collaborazione con Politecnico di Milano. Dai dati ha preso spunto il dibattito con i protagonisti del settore. L’obiettivo è stato individuare gli elementi positivi e quelli critici per tracciare le linee guida dell’evoluzione del mercato italiano ed estero, con l’aiuto di diversi ospiti internazionali. Il nuovo utente della rete, invece, è stato al centro della prima giornata di Eba Forum, quando è stato offerto una sorta di brief iniziale sull’argomento web 2.0 e sulle nuove tecnologie che a esso si legano. Quest’ultime svolgono un ruolo fondamentale che, inevitabilmente, si riflette sul comportamento strategico delle aziende che puntano a raggiungere il “nuovo” cliente, che non accetta più i vincoli passivi legati alla propria condizione di consumatore tout court. Oggi, è l’utente che sceglie il modo in cui deve essere raggiunto, perché conscio delle nuove dinamiche che lo pongono allo stesso livello delle aziende. Via dunque alla democrazia di internet, caratterizzata da amicizie, conoscenze, voci fidate. È l’era della partecipazione, dunque, che si concretizza attraverso una serie di contenuti user generated, gelosa della propria indipendenza e vogliosa di community, all’interno delle quali distribuire il frutto della propria o dell’altrui creatività, tradotta in video, musica, immagini e quant’altro transiti online. Di fronte a questa trasformazione digitale si levano il cappello i media tradizionali, smaniosi di una convergenza che li inviti a banchettare alla tavola del web 2.0. Internet, mobile, Second Life: la scelta della piattaforma è all’altezza di ogni gusto, le possibilità di interconnessione fra tali strumenti sono infinite. Di questo e altro si è discusso durante la tavola rotonda che ha dato il via a Eba Forum, moderata da Alberto D’Ottavi, giornalista e blogger nonché autore del libro “web 2.0 - Le meraviglie della nuova internet”. Protagonisti della discussione, Diego Bianchi, videoblogger e responsabile dei contenuti editoriali di Excite Italia; Antonio Sofi, docente di tecnologia e nuovi media all’Università di Firenze; Luca Vanzella, blogger e responsabile R&amp;S in Daimon; Luca Galli di Neos e Milano Living Lab; Alberto Cottica, economista e musicista fondatore di Modena City Ramblers e Fiamma Fumana, nonché presidente di The Hub; David Orban, ceo di Questar e “istigatore” della comunità di Vulcano su Second Life. Dopo una prima infarinatura circa il soggetto al quale fare riferimento, il secondo giorno di Eba Forum si è incentrato sul concetto di innovazione e sulle strategie di marketing da adottare in questo nuovo ambiente socio-culturale. Tutti i relatori si sono trovati concordi su un concetto in particolare: per mantenere il passo dell’evoluzione in atto, l’advertising deve essere innanzitutto innovativa, creativa e cavalcare l’onda delle nuove piattaforme tanto popolari oggi.Marketing e adv, un binomio che deve prendere spunto dalla realtà che ci circonda per trovare argomenti convincenti nei confronti del proprio obiettivo. Una realtà in rapida evoluzione, un mondo digitale che cambia e impone lo stesso atteggiamento agli operatori. Basti pensare ai grandi player che gareggiano nella corsa all’acquisizione di società che operano nella comunicazione digitale. Quelle in grado di recepire le novità che caratterizzano il consumatore moderno, insomma.Un discorso focalizzato sul modo più adatto per ottenere il gradimento del nuovo consumatore, attraverso strategie di marketing che non dimentichino i vari strumenti del social networking (blog, community, forum, chat, eccetera), ma sappiano anche coinvolgere l’utente offrendogli un piedistallo dal quale essere partecipante attivo della comunicazione. Ma dalle parole è necessario passare ai fatti, cercando di essere pratici e mantenendo sempre sotto osservazione il polso di una realtà mediatica che si evolve con una rapidità sconcertante. Web 2.0, viral marketing, passaparola, gli strumenti per conquistare il cliente tecnologico sono sotto gli occhi di tutti, ma questo non è sufficiente. È, innanzitutto, necessario farne buon uso, con coscienza e soprattutto cum granu salis, al fine di non trovarsi irrimediabilmente in ritardo nella corsa verso il futuro del marketing. Le zavorre sono fuori luogo, i tentennamenti, idem. Le aziende devono avere il coraggio di rischiare, magari affidando lo sviluppo della creatività all’esterno, a chi detiene il know how adeguato a non perdere il treno in corsa. Concetti fondamentali, di cui hanno discusso durante una seconda tavola rotonda Enrico Gasperini, presidente consulta digitale, Assocomunicazione; Mauro Lupi, coordinatore europeo di Sempo; Sergio Meacci, presidente del comitato tecnico scientifico di Aism; Guido Corti, vice presidente Adico e Layla Pavone. A loro è stato affidato, nell’occasione, l’arduo compito di fornire risposte alle domande che ogni azienda oggi si pone. Quesiti ai quali solamente il tempo e la volontà di cambiare mentalità potranno dare risposta. Ma, intanto, è imprescindibile compiere il primo passo verso l’innovazione.&lt;/span&gt;</description><link>http://talkiefactory.blogspot.com/2007/07/eba-forum-se-il-marketing-innovativo.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Laudati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7905290596555701365.post-1965801576401929251</guid><pubDate>Wed, 18 Jul 2007 14:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-07-18T07:22:01.915-07:00</atom:updated><title>NMR: gennaio-maggio 2007 in pari col 2006. Cala la tv, vola internet</title><description>Gli investimenti pubblicitari nel periodo gennaio-maggio 2007 hanno superato i 3.932 milioni totalizzando +0,1% rispetto all’omologo 2006. Maggio 2007 ha fatto registrare il +0,8% sul maggio 2006. Pesante il calo della tv nei primi cinque mesi (-2,7%) e nel singolo mese (-1,9%). Per la stampa, nel suo complesso, la crescita sul periodo cumulato è del 3%. In ripresa la radio (+2,5%). Sono sempre in forte crescita gli investimenti su internet: +42,5% da gennaio e +42,7% sul mese.&lt;br /&gt;[18/07/2007 - 12.00] Gli investimenti pubblicitari nel periodo gennaio-maggio 2007 hanno superato i 3.932 milioni: +0,1% rispetto all’omologo 2006. Maggio 2007 ha fatto registrare il +0,8% sul maggio 2006. Tra i principali settori, si segnalano le performance dell’Abbigliamento (+18,3%), della Gestione Casa (+9%) e del Turismo/Viaggi (+13,9%). Segno negativo per gli Alimentari (-2,9%) e le Telecomunicazioni (-6,3%). Stabili le Auto (+1,1%). L’analisi a livello di mezzi registra per la Televisione un calo nei cinque mesi (-2,7%) e nel singolo mese (-1,9%). Per la Stampa, nel suo complesso, la crescita sul periodo cumulato è del 3%. I Quotidiani a pagamento hanno fatto registrare +3,6%, con la Commerciale Nazionale a +3,6%, la Locale a +3,9% e le tipologie Di Servizio e Rubricata a +3,2%. I Periodici, grazie al buon andamento degli ultimi mesi, hanno chiuso il progressivo a maggio a +2,1%. In ripresa la Radio che archivia questo inizio d’anno a +2,5%. Penalizzati Affissioni (-4,9%) e Cinema (-16,5% a schermi non omogenei), mentre sono sempre in forte crescita gli investimenti su Internet: +42,5% da gennaio e +42,7% sul mese. Tlc, Finanza/Assicurazioni e Tempo Libero sono i settori che investono di più sul web. Ai mezzi tradizionalmente monitorati da Nielsen Media Research, quest’anno si sono aggiunti da gennaio i quotidiani free press (City, Leggo, Metro e 24 Minuti e da maggio il free&amp;amp;pay E Polis). In cinque mesi, la raccolta pubblicitaria complessiva è stata di circa 46 milioni con oltre 39.000 annunci pubblicati. Nuova anche la rilevazione dei Canali satellitari Sport 1, Sky Cinema 1, Sky Tg 24, Fox, Fox Life, Discovery Channel e Jetix. Nei mesi di aprile e maggio gli investimenti pubblicitari sono stati di circa 20 milioni con oltre 114.000 annunci trasmessi.</description><link>http://talkiefactory.blogspot.com/2007/07/nmr-gennaio-maggio-2007-in-pari-col.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Laudati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7905290596555701365.post-6357347806681547176</guid><pubDate>Fri, 06 Jul 2007 11:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-07-06T04:23:03.101-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Adv+ New Media</category><title>Bacardi consiglia di non aver paura del buio</title><description>&lt;a href=&quot;http://www.dailyonline.it/upload/articoli/img/www.bacardiblive.it_interna.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://www.dailyonline.it/upload/articoli/img/www.bacardiblive.it_interna.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;Il progetto di E3 è basato sul concetto di oscurità per il Bacardi B-Live&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;Ancora una volta è internet uno dei canali privilegiati per la comunicazione delle iniziative di Bacardi. È infatti online da martedì 3 luglio il nuovo sito www.bacardiblive.it realizzato da E3 per promuovere l’edizione 2007 del Bacardi B-Live, l’evento multisensoriale che si terrà a Milano il prossimo 11 luglio presso il Palazzo del Ghiaccio. Bacardi B-Live è un’esperienza multisensoriale globale che unisce la musica dei migliori artisti all’interno di una location inusuale e inaspettata arricchita di allestimenti molto coinvolgenti. La serata sarà dominata dal buio assoluto e anche il sito ideato dall’agenzia ha nel buio il suo leitmotif principale. Le persone che arriveranno per la prima volta sul sito si troveranno di fronte a una home page classica, con tutti gli elementi della serata impaginati su fondo bianco, visibili e cliccabili che però, una volta cliccati, spegneranno letteralmente il monitor per fare spazio a un buio totale e assoluto della durata di alcuni secondi. Sarà il filmato di una lampadina a introdurre il sito vero e proprio, un ambiente dominato dal buio dove anche la freccia del mouse diventa nera e si perde nell’oscurità quando non viene utilizzata per navigare. I contenuti principali del sito sono comunque sempre visionabili attraverso il bottone “easy light”, che è sempre presente e visibile anche senza cercare nel buio. Alcune sezioni del sito, inoltre, sono raggiungibili sempre da link diretti e visibili. Il concorso è una di queste sezioni e attraverso “Vinci Bacardi B-Live” è possibile tentare la fortuna per aggiudicarsi uno dei 500 inviti per la serata. Il meccanismo di gioco di questo contest è ispirato alla percezione tattile degli oggetti che avviene in mancanza di luce: le persone, dopo avere visto velocemente tre oggetti (una bottiglia di Bacardi Superior, un bicchiere di vetro e un pestello) dovranno riconoscerli al buio del monitor toccandoli con il mouse e intuirne la fisicità attraverso dei bagliori che riproducono la percezione tattile. Chi indovina l’oggetto al buio può partecipare all’estrazione puramente casuale di un biglietto ma chi non è fortunato al primo tentativo può acquistare un credito ulteriore se invita un amico a giocare, e l’amico gioca a sua volta. La campagna pubblicitaria pianificata e ideata da E3 prevede post sponsorizzati sul network di Blogo.it, il messenger di Msn, Gazzetta.it, Ticketone.it e i siti Milano Tonight e Roma Tonight. Con questi due ultimi siti in concessione ad Adv Company è stata implementata una sponsorizzazione completa delle home page e per la prima volta nella storia commerciale di questi due siti è stato sponsorizzato anche il frequentatissimo forum dove le persone si scambiano consigli sulla nightlife delle rispettive città. Il claim della campagna pubblicitaria, come dell’evento stesso, è “Don’t be afraid of the dark” e i formati pubblicitari sono incentrati sull’interattività: alcuni presentano una lampadina nera su fondo bianco che, se trascinata, rendono scuro il formato pubblicitario mentre la lampadina diventa luminosa; altri giocano sull’effetto teaser e presentano una lampadina su un fondo nero e solo passando sopra la lampadina questa acquista di luminosità e permette la lettura del banner. Con la direzione creativa di Maurizio Mazzanti hanno lavorato l’art director senior Lorenzo Colombo per quanto riguarda il sito e la campagna pubblicitaria, l’art director Daniela Dragonetti per il concorso insieme all’illustratore Fabrizio Milioni, i web developer Marco Buzzotta e Alberto Inuggi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://talkiefactory.blogspot.com/2007/07/bacardi-consiglia-di-non-aver-paura-del.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Laudati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7905290596555701365.post-8660094015303211085</guid><pubDate>Thu, 05 Jul 2007 15:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-07-05T08:34:19.499-07:00</atom:updated><title>E-mail Marketing: &quot;8 secondi per catturare l&#39;attenzione!&quot;</title><description>&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;Secondo un&#39;indagine eseguita da &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.silverpop.com/&quot; target=&quot;_blank&quot; minmax_bound=&quot;true&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;Silverpop&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt; su 150 E-mail marketing, le campagne avrebbero bisogno di &quot;landing Pages strutturate in modo diverso e migliore&quot;, la ricerca ha trovato infatti che molte di queste &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.marketingcharts.com/direct/study-email-marketing-campaigns-need-better-landing-pages-736/&quot; target=&quot;_blank&quot; minmax_bound=&quot;true&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;non riescono ad attirare rapidamente l&#39;attenzione&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt; degli utenti e che alcune sono confuse e troppo piene, tutto ciò malgrado gli studi che indicano che fino al 50% degli utenti una volta arrivati alle landing pages, l&#39;abbandonano dopo soli 8 secondi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href=&quot;http://iab.blogosfere.it/images/silverpop-number-fields-in-forms-thumb.gif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://iab.blogosfere.it/images/silverpop-number-fields-in-forms-thumb.gif&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;Sulle landing Pages l&#39;attenzione va afferrata rapidamente e bisogna tenere i lettori interessati, altrimenti gli utenti si allontanano facilmente, tutto questo secondo la ricerca &quot;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.silverpop.com/news/press/06_20_07.html&quot; target=&quot;_blank&quot; minmax_bound=&quot;true&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;8 Seconds to Capture Attention: Silverpop&#39;s Landing Page Report&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href=&quot;http://iab.blogosfere.it/images/silverpop-location-landing-page-thumb.gif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://iab.blogosfere.it/images/silverpop-location-landing-page-thumb.gif&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;Ecco alcuni &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.marketingvox.com/archives/2007/06/22/study-email-marketing-campaigns-need-better-landing-pages/&quot; target=&quot;_blank&quot; minmax_bound=&quot;true&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;risultati chiave del rapporto&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;: la confusione iniziale di arrivare ad una pagina Web che non abbina il look ed il tono dell&#39;e-mail può condurre gli utenti ad abbandonarla velocemente, tuttavia il 35% delle landing pages riviste da Silverpop non avevano gli stessi look dell&#39;e-mail che ha generato il click.&lt;br /&gt;Rinforzare il &quot;call-to-action&quot; che ha generato il destinatario dell&#39;e-mail per far scattare il click, la pratica migliore è di ripetere l&#39;offerta sulla landing pages; tuttavia, il 55 per cento delle landing pages non hanno ripetuto in modo forte l&#39;offerta promozionale dell&#39;e-mail.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href=&quot;http://iab.blogosfere.it/images/silverpop-repeat-call-to-action-on-landing-page-thumb.gif&quot;&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://iab.blogosfere.it/images/silverpop-repeat-call-to-action-on-landing-page-thumb.gif&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://talkiefactory.blogspot.com/2007/07/e-mail-marketing-8-secondi-per.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Laudati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7905290596555701365.post-2072420079745320510</guid><pubDate>Thu, 05 Jul 2007 15:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-07-05T08:18:07.861-07:00</atom:updated><title>Clienti e consumatori non più target, ma partner!</title><description>&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;Si è svolto lunedì a Torino l&#39;incontro su &quot;La comunicazione aziendale ieri, oggi e domani&quot; organizzato dal &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.clubdelmarketingedellacomunicazione.com/&quot; target=&quot;_blank&quot; minmax_bound=&quot;true&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;Club del Marketing e della comunicazione&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;, Club della comunicazione d&#39;impresa, Mediawatch e Cdvm.&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://iab.blogosfere.it/cerca/?search=arlenghi&amp;network_search=off&quot; target=&quot;_blank&quot; minmax_bound=&quot;true&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;Danilo Arlenghi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;, presidente del Club del Marketing e della Comunicazione ha moderato i lavori e ha aperto l&#39;incontro sottolineando che &quot;il valore della comunicazione aziendale è indiscutile perchè essa è il tessuto connettivo tra il mondo della produzione e il mercato, è il terreno di coltura dei meccanismi di scambio, è lo strumento indispensabile, sia per parlare all&#39;interno dell&#39;impresa sia per dialogare con i pubblici esterni. Un asset insostituibile e necessario per la crescita delle società italiane delle quali l&#39;80% non comunica o lo fa in modo inefficace e sottostimato. Chi non comunica non esiste nella società dell&#39;informazione, nell&#39;era della comunicazione. Comunicare, quindi per esistere.&quot;Pierluigi Falabrino, storico della pubblicità, ha poi tracciato un breve excursus degli ultimi sessant&#39;anni della comunicazione, passando dalla povertà contadina al consumismo, dalla tradizione dei manifesti alla pubblicità orientata al marketing. Si è soffermato sull&#39;era di Carosello giungendo sino alla rivoluzione televisiva e ai nuovi linguaggi della persuasione.Ha preso poi la parola &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://iab.blogosfere.it/cerca/?search=lorenzo+marini&amp;amp;network_search=off&quot; target=&quot;_blank&quot; minmax_bound=&quot;true&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;Lorenzo Marini&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;. L&#39;ironico e poetico creativo italiano ha rilevato che &quot;la comunicazione italiana va verso un inversione di tendenza, quasi paradossale. Gli italiani spiegano troppo, parlano in modo eccessivo del prodotto, delle sue qualità, dei suoi benefici, dei suoi utilizzi, senza pensare al consumatore&quot;. Marini prosegue con delle citazioni: &quot;Voltaire ammoniva: il segreto per annoiare è dire tutto. Invece i nostri cugini d&#39;Oltralpe accettano di trasformare i trenta secondi in spettacolo, relegando il prodotto alla risposta finale. Quello che facevamo noi ai tempi di Carosello. Diceva Verdi: Ritorniamo al passato e sarà il futuro!&quot; Ha fatto da contraltare poetico Arlenghi: &quot;Traslando il Pascoli: C&#39;è qualcosa di nuovo oggi nella comunicazione, anzi d&#39;antico!&quot;Ha proseguito Lorenzo Marini: &quot;Si dice che l&#39;eccesso di mercificazione uccida la merce. Troppo prodotto, e troppa materia non favoriscono il desiderio e il sogno. Noi sappiamo che la nuova frontiera della pubblicità non è più vendere merci ma creare desideri e che la guerra tra i vari prodotti è divetata sfida tra i vari segni, tra i differenti simboli. Diceva Charles Revlon: &#39;In fabbrica produciamo cosmetici, nei negozi vendiamo speranze&#39;. Da un certo punto di vista possiamo dire che la comunicazione ha successo quando incarna la sociologia del momento, non quando la anticipa o posticipa, poichè non in sintonia con i tempi.Il futuro della pubblicità commerciale è quello di diventare sociale, culturale, valoriale&quot;.&lt;br /&gt;Che ci sia un nuovo paradigma di comunicazione per il successo dell&#39;Impresa lo ha detto in sala Luigi Ferrari, professore associato alla facoltà di psicologia di Milano Bicocca. Per Ferrari va evidenziato il ruolo centrale della comunicazione d&#39;impresa per il progresso e l&#39;evoluzione delle aziende stesse, C&#39;è un passaggio epocale, target a partner. &quot;Il vecchio modello consumatore-target inizia a vacillare - dice Ferrari -, gli imprenditori avvertono questo pericolo, ma non sembrano ancora in grado di definire un approccio più avanzato a questo nuovo consumatore, un individuo che si va profilando sul teatro d&#39;azione delle imprese e del mercato&quot;.&lt;br /&gt;Ed è proprio la nuova visione del consumatore come individuo con tanto di cuore e ragione che ha permesso a Giampiero Pelle, manager di Ammiro Partners, di affermare che &quot; l&#39;utilizzatore finale, sia esso cliente, consumatore o fruitore va studiato e conosciuto al fine di far sì la comunicazione sia misurabile tangibilmente in termini qualitativi e quantitativi. Ciò sarà sempre più attuabile grazie ad iniziative tailor made di direct communication e in particolar modo di e-mail marketing&quot;.&lt;br /&gt;L&#39;estrema utilità della comunicazione interna è stato il tema affrontato da Alessandro Matarozzo, manager di HRD Training Group che ha così affermato: &quot;Comunicare con i pubblici interni all&#39;azienda è fondamentale così come comunicare con quelli esterni, perché l&#39;azienda tutta sia un unico team orientato al successo e pervaso della stessa vision e mission. Sono altresì significative e funzionali azioni di team building e team working a livello di gruppo ed iniziative di personal empowerment, cosi di leadership e di motivazione a livello di singolo manager&quot;.&lt;br /&gt;Ha chiosato Arlenghi chiudendo la conferenza: &quot;Le tre parole d&#39;ordine della comunicazione prossima ventura saranno dunque emozione, personalizzazione, relazione&quot;.&lt;/span&gt;</description><link>http://talkiefactory.blogspot.com/2007/07/clienti-e-consumatori-non-pi-target-ma.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Laudati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7905290596555701365.post-8154204103216182202</guid><pubDate>Mon, 02 Jul 2007 07:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-07-02T00:55:05.818-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Adv+ New Media</category><title>Nielsen//Netratings, a maggio 22,8 milioni di navigatori</title><description>&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;Nielsen//Netratings comunica i dati ufficiali relativi allo scenario Internet in Italia nel mese di maggio 2007, il secondo rilascio con la nuova metodologia e con un panel da circa 15.000 individui. Sono 21,4 milioni gli utenti che si sono connessi al web almeno una volta a maggio da casa e/o da ufficio, 8,3 milioni quelli che si sono collegati solo da ufficio. Il dato sale rispettivamente a 22,8 milioni e 8,5 milioni se si includono anche gli utilizzatori di applicazioni quali gli instant messenger e i media player. Rispetto al mese di aprile, quando tipicamente le festività riducono l’utilizzo di Internet, a maggio si registra un aumento del numero di navigatori attivi (in media del 4% considerando i diversi luoghi di accesso e l’utilizzo o meno delle applicazioni) e dei consumi del mezzo (in media dell’11%): gli internauti hanno ormai una frequentazione della rete più che giornaliera (35 sessioni in media contro le 30 di aprile) e con riferimento al tempo speso, coloro che accedono dall’ufficio passano online 30 ore nel mese contro le 25 di aprile, mentre i navigatori da casa dedicano al web circa 15 ore al mese, una in più rispetto ad aprile. Analizzando per profilo demografico il tempo speso complessivamente al pc si conferma un utilizzo ben più elevato per gli uomini rispetto alle donne (oltre 50 ore il tempo medio speso al computer da casa e/o da ufficio contro le 46 ore delle donne), ma è interessante notare che il gap si sta riducendo (era superiore alle 10 ore solo un anno fa) e soprattutto che all’interno dei due generi, gli heavy users sono in differenti fasce d’età: gli uomini che passano più tempo davanti al computer hanno dai 35 ai 49 anni, con oltre 59 ore, mentre le donne sono più giovani, di età compresa tra i 21 e i 34 anni e un tempo speso di circa 60 ore. Per quanto riguarda le categorie di siti più visitate nel mese di maggio, le scadenze fiscali e il pagamento delle imposte fanno crescere l’utenza dei siti finanziari, in particolare quelli di banking online (8,8 milioni, +14% rispetto ad aprile) e quella del sito di Agenzia delle Entrate (+38%).&lt;/span&gt;</description><link>http://talkiefactory.blogspot.com/2007/07/nielsennetratings-maggio-228-milioni-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Laudati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7905290596555701365.post-4970250719871510360</guid><pubDate>Mon, 25 Jun 2007 15:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-06-25T09:01:45.084-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Adv+ New Media</category><title>Web advertising a gonfie vele negli Usa: 35 miliardi entro il 2011</title><description>&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;Gap che l&#39;Italia paga nei confronti degli Stati Uniti per quanto riguarda il &quot;consumo&quot; di Internet è come noto parecchio consistente, anche se a più riprese molti addetti ai lavori che operano nel Belpaese hanno ribadito come il Web nostrano si stia finalmente avviando alla piena maturità, guardando con attenzione ai servizi della Rete di seconda generazione. I dati resi noti dalla PricewaterhouseCoopers nel proprio rapporto &quot;Global Entertainment and Media Outlook&quot; sono in ogni caso un parametro significativo per capire come nella terra dove Internet è nata e diventata grande i volumi di spesa prodotti dalla pubblicità on line e dai consumatori per accedere al Web siano tutt&#39;oggi in forte sviluppo. Stando alla società di ricerca, infatti, la crescita combinata della domanda su base annuale è prevista in crescita a doppia cifra almeno fino al 2011, trainata da una parte dalle connessioni ad al alta velocità e dall&#39;altra dalla diffusione di siti di social networking e per il digital entertainment.In soldoni la sommatoria fra investimenti pubblicitari e costi per l&#39;accesso alla Rete negli Usa potrebbe arrivare a valere fra quattro anni poco meno di 75 miliardi di dollari, dai 47,2 miliardi consolidati a fine 2006. Quello dell&#39;advertising on line, in particolare, è un business in crescita di oltre il 10% e tale curva di sviluppo confermerà gli States quale primo mercato al mondo in questo campo con oltre 35 miliardi di dollari stimati per il 2011, nonostante per quel tempo sarà la Cina il Paese con il maggior numero di utenti del Web. Fondamentale, alla causa statunitense, il ruolo di &quot;hub&quot; (da centrale cioè per erogare servizi voce, dati e video, Tv compresa) che Internet è destinato a fare proprio su scala globale nei prossimi cinque anni. Del 7,1%, invece, l&#39;incremento previsto da PwC per quanto riguarda la spesa dei consumatori americani per gli accessi, che ammonterà alla fine del periodo considerato a circa 43 miliardi di dollari. Gli investimenti in infrastruttura profusi dagli operatori di telecomunicazioni faranno il paio con la &quot;voglia matta&quot; di banda larga da parte degli utenti per modificare sostanzialmente lo scenario del business degli accessi negli Usa: le classiche connessioni &quot;dial-up&quot; via doppino telefonico, questo sentenzia il report di cui sopra, perderanno mediamente circa il 25% in valore ogni anno mentre i collegamenti &quot;broadband&quot; sono destinati a crescere dell&#39;11,9% per arrivare a generare oltre 41 miliardi di dollari di fatturato entro il 2011. Fra poco meno di quattro anni gli utenti a banda larga attivi negli States saranno 89 milioni, in virtù di un incremento annuo composito del 12,2%.Numeri che fanno impallidire quelli dell&#39;Internet made in Italy? La risposta è scontata, nonostante pure in Italia il mercato della pubblicità on line stia correndo a doppia cifra. Il problema, semmai, è di natura dimensionale: le cifre in gioco sono ancora così modeste che per farsi notare dovrebbe crescere – e il &quot;consiglio&quot; è stato lanciato da Massimo Martini, General Manager di Yahoo! Italia, in occasione della presentazione agli inserzionisti italiani della nuova piattaforma di search advertising Panama - a tre cifre, superando di slancio freni inibitori ormai atavici (vedi la diffusione parziale degli accessi broadband) e consuetudini che fanno da tappo allo sviluppo in chiave marketing del Web (come il peso dominante della Tv nel mercato pubblicitario).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;Il Sole 24 Ore - Gianni Rusconi&lt;/span&gt;</description><link>http://talkiefactory.blogspot.com/2007/06/web-advertising-gonfie-vele-negli-usa.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Laudati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7905290596555701365.post-4347167320127378474</guid><pubDate>Tue, 19 Jun 2007 09:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-06-19T02:10:07.836-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Adv+ New Media</category><title>USA: In calo gli investimenti dell&#39;ADV, ma non su Internet!</title><description>&lt;a href=&quot;http://iab.blogosfere.it/images/usa%20adv-thumb.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;WIDTH: 392px; CURSOR: hand; HEIGHT: 316px&quot; height=&quot;228&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://iab.blogosfere.it/images/usa%20adv-thumb.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;Gli investimenti pubblicitari sono tornati a salire lievente nel primo trimestre 2007, ma perdono lo 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2006. Sono questi i dati che emergono dalla ricerca effettuata da &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.tns-mi.com/news/06052007.htm&quot; target=&quot;_blank&quot; minmax_bound=&quot;true&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;TNS Media Intelligence&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;.Ma se in generale i media &quot;tradizionali&quot; mostrano un calo, questo non vale per internet, che cresce del ben 16,7% (2,70 miliardi di dollari). Segno che i progetti di comunicazione online crescono a ritmo costante rispetto a tv, radio e carta stampata.Nella spesa media per gli investimenti pubblicitari nel totale, internet taglia una fetta della torta che equivale al 7,7% (-1,1% rispetto al 2006), i magazine avanzano dello 0,9% e chiudono con il 19,2% mentre i quotidiani perdono lo 0,8% e la tv l&#39;1,1% ma che insieme continuano a rappresentare il 44,6% del totale della spesa pubblicitaria.&lt;br /&gt;Fonte &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://quomedia.diesis.it/&quot; target=&quot;_blank&quot; minmax_bound=&quot;true&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;QuoMedia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;</description><link>http://talkiefactory.blogspot.com/2007/06/usa-in-calo-gli-investimenti-delladv-ma.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Laudati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7905290596555701365.post-6417416512052617959</guid><pubDate>Tue, 19 Jun 2007 08:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-06-19T01:50:05.164-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Adv+ New Media</category><title>Mercato della comunicazione: cambiano i modelli pubblicitari, quale il ruolo di Google e dei broadcaster?</title><description>&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;Il mondo mediatico sta cambiando. La rivoluzione che sta travolgendo internet, tlc e il mercato televisivo ha messo sottosopra il modo di fare comunicazione. Al centro di questo profondo mutamento si trovano telcos, broadcaster, ma anche web company che non hanno tardato a raccogliere la nuova sfida e si preparano ad affrontare questa nuova convergenza tecnologica.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In questo contesto, &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.key4biz.it/cgi-bin/key4biz/k4b.cgi?id_testo=208314744195973857024050479006420930&amp;area_tematica=Media&amp;amp;a_z=v_t&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;Google&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt; ha prontamente dimostrato questa capacità, restando però saldamente legata al proprio ruolo principale che è quello della ricerca, senza che le diversificazioni in atto possano cambiare il centro di gravità, perlomeno entro il 2010. Sicuramente per quella data, il nuovo ruolo nella pubblicità sarà diventato largamente importante, ma resterà legato alla eSearch. Ciò che conta in questo campo è il traffico e la ricerca resta il principale crocevia dell’audience internet.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In questo segmento, l’acquisizione di YouTube resta certamente la più decisiva e, anche se pagata caramente (1,6 miliardi di dollari), la più potenziale. Con YouTube, Google ha anticipato la rivoluzione del consumo televisivo. Molto presto, gli utenti potranno creare i loro palinsesti, e questo aprirà nuovi scenari per la pubblicità, introducendo diversi modelli di business. Si pensi alla possibilità di studiare meglio le esigenze degli spettatori, lavorando a pubblicità personalizzate e strettamente mirate. Ed è qui che Google è forte, potendo essere dominante su tutte le reti digitali, con strumenti performanti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Risultato? Le televisioni dovranno adattarsi e farlo anche in fretta.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Quale futuro per Google allora? Molti sono convinti che la società non diversificherà di molto le proprie attività. Sta dimostrando un certo interesse per il mobile, ma il proprio ruolo centrale gli permetterà di non dover cambiare molto, ma semplicemente rafforzarsi. Tra tre anni, avrà aumentato il numero dei servizi a pagamento, perseguendo la strada dell’innovazione, specie nel segmento contenuti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Per il 2010, Google sarà una gigantesca regia pubblicitaria che avrà indicizzato tutte le informazioni presentate sul web e tutti i dati delle imprese.&lt;br /&gt;Le case editrici di contenuti saranno molto dipendenti da Google, per via delle ricerche che i lettori faranno sul motore ricerca più popolare del mondo, ma anche per la pubblicità che metterà insieme link sponsorizzati e banner.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;I broadcaster competeranno con Google che attirerà gli inserzionisti con strumenti di analisti più pertinenti, forte della conoscenza degli internati.&lt;br /&gt;Questa è una ragione per cui &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.key4biz.it/cgi-bin/key4biz/k4b.cgi?id_testo=91646995395551980694069483274240874037826625380287&amp;area_tematica=Media&amp;amp;a_z=v_t&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;Viacom&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt; e Disney non vogliono essere presenti su YouTube, poiché hanno compreso che “potrebbero essere presi in trappola”, visto che Google ha bisogno di YouTube per legarsi alla pubblicità audiovisiva.&lt;br /&gt;Alcuni operatori americani intendono aumentare l’enorme di quantità di banda passante che genera l’uso del sito. Per essere, quindi, indipendenti strategicamente, Google dovrà divenire operatore di rete.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il proprio obiettivo è anche quello di fare per i professionisti ciò che già si fa su internet con il grande pubblico. Vale a dire, gestire i dati delle aziende. Si vuole mettere le mani su tutti i dati indicizzabili in un motore di ricerca: CRM, content management, mail…&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Per il 2010, la web company presenterà gratuitamente una serie di servizi che copriranno tutti i bisogni quotidiani degli utenti. Aiuto nella navigazione, ricerca, scambio di foto  video…&lt;br /&gt;Dominerà internet con i propri servizi come &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.key4biz.it/cgi-bin/key4biz/k4b.cgi?id_testo=479179120555759269648932277713609629548248&amp;area_tematica=Media&amp;amp;a_z=v_t&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;Microsoft&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt; fa con i Pc. Ma al contrario del gruppo di &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.key4biz.it/cgi-bin/key4biz/k4b.cgi?id_testo=29084185992632908404904652680494598025975585813404166922841&amp;area_tematica=Media&amp;amp;a_z=v_t&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;Bill Gates&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;, Google non gestirà sistemi operativi. Sarà, quindi, un Isp e fornirà l’accesso gratuito finanziato dalla pubblicità.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Da qui a tre anni, Google si sarà liberata della propria interfaccia di ricerca. Avrà trovato il tassello mancante tra mente e parola chiave, vale a dire: “Come trasformare ciò che si cerca in parole e keyword efficace?”&lt;br /&gt;Ma non finisce qui, nel prossimo futuro si prevede inoltre l’accesso gratuito a internet in modalità Wi-Fi, così che tutti siano sempre connessi.&lt;/span&gt;</description><link>http://talkiefactory.blogspot.com/2007/06/mercato-della-comunicazione-cambiano-i.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Laudati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7905290596555701365.post-5967875261155911762</guid><pubDate>Mon, 18 Jun 2007 09:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-06-18T02:40:59.891-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Adv+ New Media</category><title>Publicis e Carat per la comunicazione web di Renault New Twingo</title><description>&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-family:verdana;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Grande ruolo dei media digitali per il lancio dell’ultima nata di casa Renault, &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-family:verdana;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;strong&gt;New Twingo, la vettura che in questi giorni sta arrivando sul mercato italiano. Da qualche giorno è online il sito www.newtwingo.it curato da Publicis Dialog e Carat.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-family:verdana;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://tbn0.google.com/images?q=tbn:vM_3ImdJ5V7K-M:http://www.autoshopitalia.com/wp-content/uploads/2007/01/nuova_renault_twingo.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;WIDTH: 121px; CURSOR: hand; HEIGHT: 80px&quot; height=&quot;107&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://tbn0.google.com/images?q=tbn:vM_3ImdJ5V7K-M:http://www.autoshopitalia.com/wp-content/uploads/2007/01/nuova_renault_twingo.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;[15/06/2007 - 16.00] &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-family:verdana;font-size:85%;&quot;&gt;Si tratta di un sito che guida alla scoperta di New Twingo attraverso quattro aree che approfondiscono con foto e video le caratteristiche del prodotto. Parte integrante della strategia di comunicazione di lancio e del relativo concept ‘New Twingo 99% Serious’,La comunicazione del prodotto è veicolata attraverso una campagna advertising online pianificata da Isobar Communications, che prevede una declinazione sui principali portali e siti verticali in target con New Twingo, tra i quali alice.it, libero, msn, tiscali, yahoo e studenti, multiplayer, tuttogratis, university, lycos ed altri. Keywords advertising ed e-mail marketing completano la strategia di web marketing sviluppata da Publicis Dialog per il lancio di New Twingo, a cui si integra l’adozione di iniziative di mobile marketing a utenti TIM, Vodafone e 3.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://talkiefactory.blogspot.com/2007/06/publicis-e-carat-per-la-comunicazione.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Laudati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7905290596555701365.post-4717892842877767852</guid><pubDate>Thu, 31 May 2007 14:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-05-31T07:33:41.432-07:00</atom:updated><title>Cannes 2007: l’Italia parte con poche speranze. Per i giurati italiani c’è una crisi di ‘sistema’</title><description>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://tbn0.google.com/images?q=tbn:gdoexD-xvDUfmM:http://www.canneslions.be/images/logo-lions-home.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;WIDTH: 170px; CURSOR: hand&quot; height=&quot;182&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://tbn0.google.com/images?q=tbn:gdoexD-xvDUfmM:http://www.canneslions.be/images/logo-lions-home.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;strong&gt;A Cannes con poche speranze. La musica non cambia e anche quest’anno nell’ormai tradizionale incontro organizzato dall’Adci con i giurati che andranno a difendere il colori italiani al Festival internazionale della pubblicità, giunto alla 54esima edizione, aleggia un clima di rassegnazione.&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;“Ci sentiamo come inviati al fronte – ha affermato Paola Manfroni, giurato per la categoria Film -. Non abbiamo un compito facile, perché noi italiani non costruiamo lobby e negli ultimi anni non siamo riusciti a imporre il nostro linguaggio a livello pubblicitario. Inoltre questo è stato un anno problematico per noi, le agenzie si sono concentrate più sui problemi di business che sulla creatività. Di fondo c’è la consapevolezza di non essere preparati per la Serie A”. Toni dimessi anche per Alessandro Orlandi, al Festival come giurato Cyber, che denuncia le difficoltà di uno dei settori più innovativi della comunicazione. “Il nostro – ha sottolineato il pubblicitario - non è un problema creativo. Le idee non mancano, sono gli investimenti a essere carenti. Siamo indietro a livello tecnologico e anche se le idee ci sono non sono sviluppate in modo adeguato, soprattutto rispetto agli standard di Paesi come gli Stati Uniti, il Brasile e il Giappone. Da noi c’è la convinzione che se un progetto è realizzato per l’online può essere di qualità inferiore a livello produttivo. All’estero invece hanno un approccio olistico. Nell’online però abbiamo grandi margini di crescita nei prossimi anni”. Anche la creatività radio quest’anno in Italia vola molto basso. Lo sostiene Michela Grasso, giurata di categoria, che non fa giri di parole: “Siamo francamente messi male e sarà difficile trovare qualche idea in grado di emergere. Sul fronte della creatività radiofonica il Radiofestival è un buon indicatore e quest’anno sono state premiate solo sei categorie su dieci”. Al momento alla Grasso sono arrivati dalle agenzie ventidue lavori, un numero esiguo, ma in linea con gli anni precedenti. “E’ una categoria complessa – ha spiegato la giurata -. E su di esse influiscono anche problematiche non legate strettamente alla carenza di creatività. Da noi i radiospot sono rinchiusi in schemi rigidi, blocchi da 30 secondi, e ha un forte peso la parte commerciale del messaggio. Per non parlare dell’uso di battute e dialetti che non sono spendibili in un contesto come Cannes”. Ma la bomba la lancia Giovanni Porro che rappresenterà l’Italia nella giuria Press. “Anche nella mia categoria non vedo un annuncio che emerge – ha detto il direttore creativo di Euro Rscg -. Ogni anno il Festival della pubblicità è un pretesto per fare il punto, per poi scordarsi tutto subito dopo C’è una crisi della nostra professione, è inutile nascodersi dietro queste scuse. Negli ultimi dieci anni il nostro settore ha perso nelle agenzie un terzo degli addetti. Ci sono meno soldi. E dietro c’è una crisi industriale. I grandi clienti non sono più in Italia e noi ci troviamo senza un punto di riferimento locale in grado di esportare creatività”. L’Italia è diventata dunque un Paese satellite, su questo Porro non ha dubbi, e la mancanza di risultati a Cannes è la conseguenza di questo processo che vede le industrie centralizzare il business tutto all’estero, dove si operano le scelte importante. E una tendenza analoga sta coinvolgendo anche i grandi network creativi. “Siamo di fronte a un ‘sistema italia’ che perde competitivà – ha commentato il presidenti dell’Adci e padrone di casa Maurizio Sala -. Trovarci qui è un modo per affrontare il problema. Come associazione stiamo cercando di sensibilizzare le aziende e proseguiamo il nostro lavoro di formazione con tanti seminari. Non possiamo nascondere che c’è uno stato di malessere nella nostra professione che non può non avere ripercussioni”.&lt;a href=&quot;http://tbn0.google.com/images?q=tbn:XL18Qgmg1iH8fM:http://www.film.it/fnts/film/immagini/350x250/cannes2006201.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 99px; CURSOR: hand; HEIGHT: 55px&quot; height=&quot;109&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://tbn0.google.com/images?q=tbn:XL18Qgmg1iH8fM:http://www.film.it/fnts/film/immagini/350x250/cannes2006201.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://talkiefactory.blogspot.com/2007/05/cannes-2007-litalia-parte-con-poche_31.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Laudati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7905290596555701365.post-4225842829276828513</guid><pubDate>Fri, 18 May 2007 16:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-05-18T09:04:38.191-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">New Media - Web</category><title>La pubblicità online fa ingrassare i bambini</title><description>&lt;a href=&quot;http://www.europarl.europa.eu/eplive/expert/photo/20061009PHT11499/pict_20061009PHT11499.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 123px; CURSOR: hand; HEIGHT: 189px&quot; height=&quot;249&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://www.europarl.europa.eu/eplive/expert/photo/20061009PHT11499/pict_20061009PHT11499.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-family:verdana;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Secondo una ricerca Usa, l&#39;elevato numero di pubblicità alimentari favorirebbe l&#39;obesità infantile: i social network principale bersaglio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;WASHINGTON – Sempre più spesso, il mondo dei pubblicitari si rivolge direttamente ai più giovani; rientrano nel flusso del mercato sia gli adolescenti, che essendo dotati di paghetta settimanale sono già veri e propri consumatori, sia i bambini, che influenzano le spese familiari. I mezzi preferiti dalla comunicazione commerciale sono televisione e internet, cioè i principali luoghi virtuali di svago per i giovani. Se i prodotti pubblicizzati fossero solo capi di abbigliamento o giocattoli, le conseguenze per i genitori sarebbero solo di natura economica, ma quando gli spot promuovono cibi, le implicazioni riguardano anche la salute.&lt;br /&gt;LO STUDIO –&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;javascript:openlink(&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:verdana;font-size:85%;&quot;&gt;BusinessWeek&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family:verdana;font-size:85%;&quot;&gt; ha presentato una ricerca, condotta da Kathryn Montgomery per il Centro per la Democrazia Digitale e per il Berkeley Media Studies Group, in cui emerge una preoccupante relazione tra la pubblicità online e il livello di obesità infantile degli Stati Uniti. I luoghi in rete più ricchi di pubblicità alimentari sono proprio i social network, le chat e i videogiochi, ambienti che sono maggiormente frequentati dai più giovani. Secondo i ricercatori, l&#39;elevata obesità è influenzata dal numero crescente di inserzioni pubblicitarie presenti su questi siti; nemici di ogni genitore sono oggi quelle immagini e promozioni che rappresentano cibi da fast food, merendine ipercaloriche, bevande gassate e spuntini grassi. La ricerca è stata interamente pubblicata online ed è consultabile sul sito &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;javascript:openlink(&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:verdana;font-size:85%;&quot;&gt;Digitalads&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family:verdana;font-size:85%;&quot;&gt; .&lt;br /&gt;LA NORMATIVA – I risultati della ricerca sono stati infine inviati alla Federal Trade Commission (Ftc) con la speranza che possa nascere al più presto una regolamentazione per difendere i bambini dall&#39;online marketing. Per definire l&#39;impatto delle pubblicità alimentari sui giovani, la stessa Ftc sta effettuando un sondaggio che coinvolge diversi mezzi di comunicazione, senza limitarsi al web, per valutare un&#39;eventuale normativa di carattere generale. Negli Stati Uniti, la legge sulla protezione della privacy online dei minori impedisce alle aziende di raccogliere dati riguardanti i bambini, impedendo quindi una profilazione di consumo più dettagliata, come quella degli adulti; nonostante ciò, le campagne rivolte ai giovani raccolgono consensi.&lt;br /&gt;PROMOZIONI MALIGNE – Gli stimoli che giungono dalle aziende alimentari sperimentano nuovi messaggi e canali con l&#39;obiettivo di coinvolgere i baby-consumatori. Al di fuori della rete, per esempio, oltre seicento fast food in California offrono buoni gratuiti per i dessert a chi invia un messaggio dal proprio cellulare; anche nelle bevande ad alto contenuto di zuccheri si trovano codici promozionali che attirano gli adolescenti. In difesa della pubblicità, il panorama internazionale comprende anche esempi positivi che promuovono nelle proprie comunità virtuali il consumo di cibi salutari; ma si tratta comunque di casi irrilevanti per il mercato globale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://talkiefactory.blogspot.com/2007/05/la-pubblicit-online-fa-ingrassare-i.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Laudati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7905290596555701365.post-8355991907001885686</guid><pubDate>Tue, 08 May 2007 13:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-05-08T06:08:54.119-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">New Media - Web</category><title>Il mondo virtuale conquista l’Europa con Second Life</title><description>&lt;a href=&quot;http://tbn0.google.com/images?q=tbn:RVUJpfk1z_J5NM:http://quintoelemento.controradio&quot;&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 122px; CURSOR: hand; HEIGHT: 118px&quot; height=&quot;147&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://tbn0.google.com/images?q=tbn:RVUJpfk1z_J5NM:http://quintoelemento.controradio&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;Continua ad attrarre proseliti l’universo virtuale di Second Life, meta sempre più popolare anche tra gli utenti europei, che rappresentano ormai più del 61% dei residenti.&lt;br /&gt;Lo ha rivelato uno studio ComScore, secondo cui a marzo 2007 erano circa 1,3 milioni gli utenti attivi del sito che consente a chiunque di crearsi un alter ego (avatar) a proprio piacimento e di costruirsi una vera e propria vita parallela, con tanto di lavoro, hobby, amici e divertimento virtuali. Il tutto ovviamente, pagando con soldi veri i beni e i servizi offerti sia dai residenti che dalle tantissime aziende – grandi firme della moda, del giornalismo e dell’entertainment - che hanno aperto una filiale sul sito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra marzo e gennaio, il numero di utenti di Second Life è cresciuto del 46%, con circa 800 mila residenti attivi provenienti dall’Europa che è quindi il continente più rappresentato in questo mondo virtuale.&lt;br /&gt;Seguono gli utenti americani che rappresentano il 19% dei residenti e quelli dell’area Asia Pacifico con il 13%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I più attratti dalle infinite possibilità di metamorfosi, business e intrattenimento di Second Life sono gli uomini, che rappresentano il 61% della popolazione.&lt;br /&gt;Il Paese europeo più popoloso sulle isole virtuali del sito creato dal Linden Lab è la Germania: sono 209 mila gli utenti tedeschi, su un totale di 777 mila europei. La Germania conta anche la percentuale più alta (16%) di residenti ‘attivi’, una percentuale in crescita del 32% rispetto a gennaio, a pari merito con gli Usa, dove si contano 207 mila utenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seguono la Francia con 104 mila utenti (l’8% è attivo) e la Gran Bretagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia è il settimo Paese a livello mondiale, con una percentuale di presenze quasi raddoppiata rispetto a gennaio (da 1,93% a 3,99%), mentre si rafforza sempre di più anche il fronte asiatico rappresentato da Giappone (oltre 124 mila iscritti a marzo), Corea del Sud (oltre 10 mila) e Cina (oltre 45 mila iscritti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli utenti di Second Life hanno fatto del motto “Your world. Your imagination” un vero e proprio stile di vita, creando tra l’altro un’economia molto florida: ogni ‘residente’ ha infatti i diritti di proprietà intellettuali sui prodotti creati che possono dunque essere venduti e comprati utilizzando la moneta virtuale Linden Dollar che può essere a sua volta comprata e venduta con denaro reale ed è accettata da alcuni siti come valuta per il pagamento delle inserzioni pubblicitarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“L’eccezionale crescita di Second Life continua – ha spiegato Bob Ivins, Managing Director di comScore Europe – e la sua presenza è molto sentita in tutto il mondo”.&lt;br /&gt;Con oltre 800 mila utenti attivi in Europa, 6,1 milioni di residenti nel mondo e 3,6 milioni di visitatori nel mese di marzo – in crescita del 17% da febbraio e del 46% su gennaio - Second Life continua a imporsi su scala internazionale, quando finora è stato considerato un fenomeno prettamente americano.&lt;br /&gt;Gli stati Uniti, secondo le ultime statistiche, sono ancora il mercato principale, ma il loro peso complessivo comincia a calare: “…è interessante notare – ha concluso Ivins – che il numero di residenti attivi provenienti dalla Germania supera il totale di quelli statunitensi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta comunque di un trend fisiologico, dal momento che Second Life è stato sostanzialmente una ‘scoperta’ americana.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://talkiefactory.blogspot.com/2007/05/il-mondo-virtuale-conquista-leuropa-con.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Laudati)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7905290596555701365.post-7829418760297194819</guid><pubDate>Tue, 08 May 2007 13:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-05-08T06:04:48.028-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">New Media - Web</category><title>Onnivori o indifferenti? Dallo studio Pew agli adulti piace ancora poco il Web 2.0.</title><description>&lt;span style=&quot;font-family:verdana;font-size:85%;&quot;&gt;Sebbene la maggior parte degli adulti americani possieda un telefonino, un computer e disponga di un accesso a internet, solo una piccola percentuale prende parte ad attività tipiche del Web 2.0.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In base a uno studio di Pew Internet &amp; American Life Project, relative all’evolversi della relazione tra le persone e il cyberspazio, il 73% degli adulti americani possiede un telefonino, il 68% possiede un Pc, il 30% un laptop e il 73% dispone di una connessione a internet – senza contare altri dispositivi tecnologici come le videocamere digitali o le console -  ma appena l’8% di loro si avvantaggia della tecnologia per esprimersi online e partecipare ad attività interattive nel cyberspazio, quali possono essere il mantenimento di un sito web personale, di un blog o di un vlog, la condivisione di immagini e video personali.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Per il resto, gli adulti hanno una relazione molto distante, se non addirittura inesistente, con le moderne tecnologie dell’informazione. La diffidenza, spiega Pew, viene dalla paura di restare vittima di un ‘sovraccarico’ di informazioni, ma anche dalla sensazione di essere un po’ fuori luogo in un universo dominato dai teen ager – pensiamo ad esempio a YouTube o a siti quali Myspace o Flickr.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ma il rapporto tra adulti e Web 2.0 non è una landa desolata: c’è una buona percentuale (37%) che usa regolarmente l’instant messaging, il 41% ha inviato un sms, più del 25% ha scaricato file musicali, e il 19% ha condiviso foto, storie o video su internet.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Lo studio Pew, inoltre, suddivide le persone in 10 gruppi – ognuno con una specifica ‘tech personality’ – per 3 grani categorie in base ai dispositivi utilizzati e a come vengono utilizzati.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Al primo gruppo – una sorta di elite della tecnologia – appartengono gli Onnivori (8%) per lo più uomini sulla trentina che utilizzano in maniera vorace strumenti e servizi per partecipare alle attività Web 2.0 ed esprimersi attraverso internet; i Connectors (7%) possiedono un telefonino di ultima generazione e utilizzano spesso internet per comunicare e gestire contenuti digitali, con alti livelli di soddisfazione; i Lackluster Veterans (8%) usano più internet e meno il cellulare, ma non sono troppo entusiasti delle tecnologie ICT, né le vedono come strumenti per aumentare la produttività; i Productivity Enhancers (8%), utenti ‘frequenti e felici’ dell’ICT, i quali considerano in maniera molto positiva i nuovi strumenti tecnologici che consentono loro di comunicare, lavorare, imparare nuove cose.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Al secondo gruppo – una via di mezzo tra i manici e gli indifferenti – appartengono i Mobile Centrics (10%), patiti del cellulare che usano internet ma non molto spesso. La maggior parte degli appartenenti a questo gruppo è afro-americano e il 37% dispone di una linea a banda larga; i Connected But Hassled (10%) invece hanno investito molto in tecnologia – l’80% ha la banda larga a casa – ma giudicano la connettività intrusiva e l’eccesso di informazioni un fardello.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;All’ultimo gruppo  - che dispone di minori asset tecnologici - appartiene il 49% degli americani, suddivisi in: Inexperienced Experimenters (8%) utenti occasionali e dell’ultimo minuto ma che se avessero maggiore dimestichezza potrebbero fare di più con le tecnologie ICT; i Light But Satisfied (15%) soddisfatti dalla tecnologia che però non è un elemento centrale della vita; gli Indifferents (11%) dispongono di accesso a internet e telefonino ma li usano a intermittenza e trovano la connettività noiosa; gli Off the Network (15%), infine, non hanno né un cellulare né una connessione e preferiscono i vecchi ai nuovi media.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Verdana;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                                                                                                                              di &lt;a class=&quot;normal&quot; href=&quot;mailto:alessandra.talarico@key4biz.it&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;color:#000000;&quot;&gt;Alessandra Talarico&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;</description><link>http://talkiefactory.blogspot.com/2007/05/onnivori-o-indifferenti-dallo-studio.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Laudati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7905290596555701365.post-5587487537253938718</guid><pubDate>Thu, 03 May 2007 15:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-05-03T08:41:27.210-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Adv+ New Media</category><title>Il mercato della pubblicità sempre più dominato dalle web company. Yahoo! completa l’acquisizione di Right Media</title><description>&lt;a href=&quot;http://tbn0.google.com/images?q=tbn:xc5R6uhAhPX7kM:http://www.amnesty.it/system&quot;&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 126px; CURSOR: hand; HEIGHT: 104px&quot; height=&quot;136&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://tbn0.google.com/images?q=tbn:xc5R6uhAhPX7kM:http://www.amnesty.it/system&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;font-family:verdana;font-size:85%;&quot;&gt;L’andamento del mercato conferma la tendenza delle grandi web company a investire considerevoli somme nella ricerca di nuovi strumenti in grado di ampliare le potenzialità degli investimenti pubblicitari.&lt;br /&gt;Il recente successo riscosso da questi nuovi mercati è la prova del rapido sviluppo dei volumi di vendita dell’ePub e di come i diversi attori coinvolti - che vanno dai siti di socializzazione ai network di editori online alle grandi società inserzioniste - siano sempre più interessati a ottimizzare le transazioni delle loro pubblicità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo che &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.key4biz.it/cgi-bin/key4biz/k4b.cgi?id_testo=3135972512467857638344750843587032835786287&amp;area_tematica=Media&amp;amp;a_z=v_t&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:verdana;font-size:85%;&quot;&gt;Google&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family:verdana;font-size:85%;&quot;&gt; ha acquistato Doubleclick per 3,1 miliardi di dollari, adesso è la volta di &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.key4biz.it/cgi-bin/key4biz/k4b.cgi?id_testo=71288015595021729849665059142136638798&amp;area_tematica=Media&amp;amp;a_z=v_t&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:verdana;font-size:85%;&quot;&gt;Yahoo!&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family:verdana;font-size:85%;&quot;&gt; che intende rafforzarsi nel settore dell’eAdvertising.&lt;br /&gt;Il sito Web statunitense più visitato ha, infatti, completato l&#39;acquisto di Right Media, società specializzata in pubblicità online, per circa 680 milioni di dollari. Il colosso del web deteneva già dallo scorso ottobre una quota del 20% comprata per 40 milioni di dollari e ora ha deciso di procedere all&#39;acquisto del restante 80%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“…Penso che sia una specie di terza gamba dello sgabello”, ha detto Terry Semel, presidente e amministratore delegato di Yahoo, agli investitori.&lt;br /&gt;“…Saremo in grado di generare maggiori ritorni per i nostri inserzionisti e di espandere la nostra rete includendo gli oltre 1.000 editori con i quali Right Media ha già instaurato una relazione”, ha aggiunto Semel, commentando che la decisione di acquistare il restante 80% della società dimostra come Yahoo abbia un approccio più aperto rispetto ai suoi concorrenti nei confronti del mercato pubblicitario online. La società ha dovuto fare i conti con un rallentamento del fatturato, cresciuto solo del 7% nel primo trimestre dell&#39;anno. Secondo gli analisti i profitti derivanti dalle tradizionali pubblicità grafiche, come i banner, sono in calo a causa della competizione di società rivali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli azionisti di Right Media saranno pagati parte cash e parte in concambio azionario e l&#39;accordo dovrebbe essere concluso tra il secondo e il terzo trimestre.&lt;br /&gt;Fondata nel 2003 Right Media attrae circa 20 mila operatori pubblicitari e impiega oltre 200 dipendenti.&lt;br /&gt;Gestisce un vero e proprio mercato di pubblicità online, con un concetto molto simile a quello del listino azionario e non a caso denominato Exchange, dove venditori e acquirenti possono incontrarsi virtualmente, contrattare e portare a termine transazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Michael Walrath, amministratore delegato di Right Media, commentando l’operazione con Yahoo!, ha scritto sul sito della società che “…I benefici di questa nuova relazione sono evidenti Yahoo aggiungerà domanda e offerta all&#39;Exchange, aumenterà la liquidità e amplierà le opportunità per inserzionisti, editori e provider di far crescere il loro business”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://talkiefactory.blogspot.com/2007/05/il-mercato-della-pubblicit-sempre-pi.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Laudati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7905290596555701365.post-6514769369277783256</guid><pubDate>Wed, 02 May 2007 07:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-05-02T00:36:56.561-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">New Media - Web</category><title>&#39;Adv Pollution&#39; e strategie del web: necessario uno sviluppo sostenibile della comunicazione</title><description>&lt;span style=&quot;font-family:verdana;font-size:85%;&quot;&gt;Comunicazione anno zero? Forse. Quel mix di pensiero laterale, creatività e ricerca che avrebbe potuto siglare grandi performance negli scorsi anni non sarà più sufficiente: il raggio di visione di chi opera nella comunicazione si deve allargare di molto oltre il 360° mentali. &lt;br /&gt;E sui nuovi concept di visione della comunicazione contrassegnati in modo generico dalla fortunata sigla “2.0” si è ormai ampiamente dibattuto su tutti i media, mentre poco si è parlato di sostenibilità della ‘filiera della comunicazione’. Ecco un argomento ancora da sviluppare e comprendere. Nel vasto numero di aspetti esaminati sull’onda delle preoccupazioni suscitate dalla recente ricerca dell’ Ipcc - organo dell’ONU, ci si è scordati dell’aspetto comunicazionale.&lt;br /&gt;Sullo &quot;sviluppo sostenibile della comunicazione&quot; (il termine “sviluppo sostenibile” è ormai parte del linguaggio comune, ad iniziare dalla Conferenza per l&#39;ambiente di Rio de Janeiro del 1992) poco si è dibattuto. Proviamo ad accostarci al problema: la comunicazione dovrà fare i conti in modo sostanziale con una visione eco-oriented e su questa necessità si dovrà plasmare il modo di progettare e di creare delle aziende e della agenzie, ma, più in profondità, la concezione di comunicazione ‘sostenibile’ vede il meccanismo stesso del comunicare al centro del cambiamento: produrre comunicazioni errate non solo disorienta l’utente finale che fatica a comprendere, come anche l’investitore che non ne trae profitto o il comunicatore che ne diventa il frustrato artefice negativo, ma produce un inquinamento comunicazionale ‘ambientale’, una &#39;Adv Pollution&#39; con effetti negativi a cascata.&lt;br /&gt;Si potrà parlare di “comunicazione sostenibile” quando ad un progettare olistico si assommerà una metodologia comunicazionale essenziale al suo scopo: mettere in condivisione un’idea senza creare “rumore di fondo”.&lt;br /&gt;Ecco allora il punto di partenza: conoscere meglio i meccanismi mentali dell’utente per progettare e realizzare un percorso virtuoso a partire dalle radici del processo attraverso metodologie di ricerca innovative.&lt;br /&gt;Ma se la “filiera della comunicazione” fosse intesa come un lungo ‘condotto’, la necessità che tutte le giunture possano garantire il flusso corretto del materiale trasportato diverrebbe obbligatoria. Ma è così? La neonata Scienza della Comunicazione ci offre certezze su questo versante? La risposta mi sembra ovvia ed è negativa.&lt;br /&gt;La frammentazione dei vari momenti della comunicazione e la loro impermeabilità al reciproco confronto – vedi la strategie web che, tolto rare eccezioni, danno vita ad un brand diverso da quello ‘rap-presentato’ nella strategia tradizionale, vedi le campagne di advertising televisivo che non trovano riscontro (neppure ‘laterale’) negli interventi sul punto vendita, o i codici colore di un packaging che stridono con quelli usati nel below the line - non fanno certamente ben sperare. Se si aggiunge che il perverso meccanismo delle gare ha addirittura frammentato la visione anche all’interno di un medesimo comparto, direi che il quadro risulta completo.&lt;br /&gt;Quante sono le aziende che presentano una ‘filiera comunicazionale’ coerente a partire dal motivo musicale della segreteria telefonica sino all’advertising o alle interactive actions online?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family:verdana;font-size:78%;&quot;&gt;di Fabrizio Bellavista&lt;/span&gt;</description><link>http://talkiefactory.blogspot.com/2007/05/adv-pollution-e-strategie-del-web.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Laudati)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7905290596555701365.post-4945455072837201793</guid><pubDate>Fri, 27 Apr 2007 08:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-04-27T01:44:03.244-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Adv+Media</category><title>I media digitali guidano la crescita del mercato</title><description>&lt;span style=&quot;font-family:verdana;font-size:85%;&quot;&gt;Saranno i media digitali a guidare la crescita del mercato pubblicitario nei prossimi anni nei Paesi occidentali (in quelli in via di sviluppo protagonista resta ancora la tivù). In Europa Internet ha già raggiunto una quota di mercato del 7% (in Italia del 5%) e quest’anno l’investimento sui media on line crescerà del 65% rispetto al 2006, molto più degli altri mezzi (la tivù aumenterà del 23%, i periodici del 13%, l&#39;outdoor del 9%, le radio del 3%, mentre la pubblicità sui quotidiani scenderà del 13%). Cifre previsioni sono fornite da GroupM, la parent company dei centri media del gruppo Wpp, un colosso che controlla circa il 30% del mercato pubblicitario mondiale. Federico Rampolla, di recente nominato interaction director di GroupM Italia, traccia un quadro dei media digitali  nel nostro Paese e delle loro prospettive di sviluppo. “Da Internet all’iptv, alla tv mobile al social network, il digitale sta diventando sempre più pervasivo - afferma Rampolla - ma in Italia gli editori stentano ancora a trovare la propria strada, molti non hanno ancora sviluppato una strategia coerente e duratutura in questo settore. Per un editore (ma il discorso vale anche per le agenzie e le aziende in genere), oggi sono possibili tre strategie nel confronti del digitale: stare a guardare, il che vuol dire uscire dal mercato; seguire quello che fanno gli altri, copiare: un comportamento molto diffuso in Italia, che in pratica significa rinunciare alla leadership; oppure giocare, impegnarsi in prima persona; e questa a mio parere è l’unica strategia possibile”.Guardando i dati di diffusione, si scopre che in molti casi Internet sta già sopravanzando i giornali come mezzo di informazione quotidiana: se nel caso del Corriere della Sera le copie diffuse ancora superano gli utenti unici del sito Corriere.it, per Gazzetta dello Sport e Repubblica, invece, ci sono già più utenti unici che copie diffuse. “È vero che alcuni mercati esteri sono più maturi del nostro - prosegue Rampolla - ma anche noi comunque abbiamo già superato il punto di svolta. La quota di mercato della comunicazione on line sta crescendo rapidamente e prima o poi arriveremo al sorpasso rispetto agli altri media.”&lt;/span&gt;</description><link>http://talkiefactory.blogspot.com/2007/04/i-media-digitali-guidano-la-crescita.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Laudati)</author><thr:total>0</thr:total></item></channel></rss>