<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/atom10full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1946314</id><updated>2009-11-12T10:19:48.860+03:30</updated><title type="text">leonardo</title><subtitle type="html">o Prodi, o basta.</subtitle><link rel="http://schemas.google.com/g/2005#feed" type="application/atom+xml" href="http://leonardo.blogspot.com/feeds/posts/default" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/" /><link rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><link rel="next" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25" /><author><name>leonardo</name><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version="7.00" uri="http://www.blogger.com">Blogger</generator><openSearch:totalResults>1453</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><link rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/blogspot/EfWU" type="application/atom+xml" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com" /><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1946314.post-1657669684924132373</id><published>2009-11-11T02:05:00.002+03:30</published><updated>2009-11-11T02:46:44.287+03:30</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="autoreferenziali" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="contro l'identità" /><title type="text">Giacomo Due Diciotto</title><content type="html">&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SvndaKw3dAI/AAAAAAAAB0A/1POsIU6pQeQ/s1600-h/cassandra.gif" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SvndaKw3dAI/AAAAAAAAB0A/1POsIU6pQeQ/s320/cassandra.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Spero di sbagliarmi&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando litigo – più spesso che non dovrei – in rete, di solito con atei, comunisti, neocon, pacifisti, antiabortisti, sionisti, astensionisti, referendari, omosessuali, liberali, radicali, fumatori... alla fine se guardi bene, io sto sempre facendo lo stesso discorso, e sempre con lo stesso tipo di persona. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È quel processo di selezione sociale attraverso il quale ogni scrittore trova i suoi lettori: io però sono scrittore di classe infima, un fetido blog, e quel che sono riuscito a selezionare è soltanto un gruppo di persone che hanno voglia di litigare con me (e io, evidentemente, con loro).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il litigio è sostanzialmente un equivoco tra due persone che sono convinte di dialogare ma non si intendono. Questo vale anche qui. Sempre la stessa storia: io critico un fenomeno in base alle conseguenze a cui rischia di portare, e loro vengono qui a rinfacciarmi i loro alti principi. A quel punto io rispondo che i loro principi più o meno alti non m'interessano, se non come curiosità, perché io mi permetto di giudicare soltanto i risultati: e i risultati sono quelli che vedo intorno a me, oppure quelli che prevedo in un prossimo futuro. Naturalmente non sono un indovino, e quindi a questo punto aggiungo una frase che col tempo è diventato uno stucchevole refrain: spero di sbagliarmi. Sono infatti pessimista di formazione e di inclinazione, ma questo non mi proibisce di applicare il classico ottimismo della volontà. Non so se mi sono spiegato bene: provo con gli esempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(2001)&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Leonardo&lt;/i&gt;: Chi si astiene fa vincere Berlusconi. Il berlusconismo al governo devasterà il tessuto sociale italiano.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Astensionista&lt;/i&gt;: Ma io sono di sinistra-sinistra! Ho dei principi! Non posso assolutamente votare Rutelli o D'Alema...&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Leonardo&lt;/i&gt;: Non m'interessa chi sei o quello in cui credi. Spero di sbagliarmi, ma se non vai a votare aiuterai Berlusconi a devastare il tessuto sociale italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(2003)&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Leo&lt;/i&gt;: La guerra non porterà democrazia in Iraq se non in tempi lunghissimi, mentre nei tempi brevi aumenterà la tensione con l'Islam in tutto il mondo.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Neocone&lt;/i&gt;: Ma noi siamo democratici! Liberali! Crediamo nella democrazia! In tutto il mondo, subito! Contro l'islamofascismo! &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Leo&lt;/i&gt;: Sì, interessante. Ma quel che combinerete nei tempi medio-brevi sarà un disastro. Spero di sbagliarmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(2005)&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Leo&lt;/i&gt;: Perché volete organizzare un referendum abrogativo sulle staminali, se è praticamente sicuro che lo perderete? Spero di sbagliarmi, ma finirete per aumentare l'autorevolezza del fronte avverso.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Referendario&lt;/i&gt;: Sì, ma quella che è passata è una legge odiosa! Noi abbiamo dei principi! Dovranno passare sui nostri corpi...&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Leo&lt;/i&gt;: Vabbè, e una volta che ci saranno passati?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(2007)&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Leo&lt;/i&gt;: Cari omosessuali, c'è una parlamentare cattolica che vuole riconoscere le coppie di fatto e voi l'attaccate perché non vi dà subito il matrimonio? Con la maggioranza risicata che abbiamo e un'enorme minoranza silenziosa che vi chiama ancora culattoni? Spero di sbagliarmi, ma siete matti.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Gay&lt;/i&gt;: Ma io sono gay! Il riconoscimento dei miei diritti è la mia priorità!&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Leo&lt;/i&gt;: Ma perché dovrebbe essere la mia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(2009)&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Leo&lt;/i&gt;: Guardate che togliendo il crocifisso nelle scuole, con questi lumi di luna, rischiamo di tatuarlo sulla pelle di una maggioranza etnica in cerca d'identità.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Laico&lt;/i&gt;: Ma noi siamo laici! Siamo stanchi di aspettare! Vogliamo la scuola laica adesso!&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Leo&lt;/i&gt;: E i collegi dei gesuiti dopodomani?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che sia evidente l'equivoco: da una parte c'è una persona (un po' negativa, è vero) che dice “Guardate che così finisce male”; dall'altra uno che risponde “Sì, ma io sono...” In realtà non c'è scambio: la prima persona non è interessata a chi sia il secondo; questi dal canto suo non sembra affatto preoccupato di come poi finiranno le cose. Ha fretta, vive nel presente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se riuscissi a chiarire questa cosa, forse potremmo in futuro evitare numerose prevedibili discussioni (ammesso che non siano poi quelle che vi portano qui). Insomma, il qui presente non vi giudica per quello in cui credete. Davvero, potete credere in qualunque cosa. Pensate che Dio non esista? Ok, è un punto di vista, basta che accettiate il fatto che non è più oggettivo degli altri. Credete che l'embrione sia un individuo dal concepimento? Ok. Mi sembra un po' forte, ma ok. A questo punto però io vi giudico dai risultati: se davvero aveste a cuore il Sig. Embrione, dovreste blindare la 194 in una placca di platino-iridio, perché è la legge che ha salvato la vita a più embrioni in assoluto, mandando in pensione le mammane. Se non lo fate siete ipocriti. Ipocriti rispetto ai vostri stessi principi, capite? Preferite gonfiarvi di principi, a scapito di quello che otterrete nella realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stesso discorso per la questione crocifisso. La sentenza di Strasburgo è probabilmente sacrosanta, ma se il risultato immediato è un'ondata di&lt;a href="http://www.freddynietzsche.com/2009/11/07/come-fosse-un-gattino/"&gt; telepredicatori&lt;/a&gt; accesi di zelo per il santissimo crocefisso, io non la chiamo una vittoria. Tutto qui. Forse era preferibile un Cristo subliminale, che svanisse nello sfondo. Magari mi sbaglio, anzi lo spero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto è che probabilmente ho frainteso quello che è internet per la maggior parte delle persone: un universo colorato dove ognuno può finalmente essere quello che sente di essere senza troppo impensierirsi per le conseguenze. Un'enorme Second Life senza quegli avatar ridicoli, ma con tante testuali dichiarazioni d'identità: Io sono Ateo! Io sono Liberale! Io sono Comunista! Tutta questa gente vive di compromessi più o meno come me, ma quando è davanti al monitor può finalmente gridare la sua Identità Tutta D'Un Pezzo ai quattro venti – o anche solo in calce a un pezzo mio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A me però la tua Identità, non vorrei essere scortese, ma non è che interessi più di tanto. Per me internet è solo una lente sul mondo vero; e siccome nel mondo vero tutti questi personaggi tutti d'un pezzo non li incontro, le loro professioni di fede on line alla lunga m'infastidiscono. Non m'importa se sei comunista, ma quanto hai fatto e farai nei prossimi anni per la classe lavoratrice. Non m'importa se sei cattolico, la tua fede non m'interessa, fammi vedere le tue opere. &lt;a href="http://www.liberliber.it/biblioteca/b/bibbia/la_sacra_bibbia/html/07_01.htm"&gt;Lettera di San Giacomo&lt;/a&gt;, è qui davanti a me in caratteri di platino. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SvnkqBaGsRI/AAAAAAAAB0I/xzuIHInfLvA/s1600-h/Capezz1-LEONARDO-SAR%C3%80-LEI-E-LEONARDINI-I-SUOI-BAMBINI.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SvnkqBaGsRI/AAAAAAAAB0I/xzuIHInfLvA/s200/Capezz1-LEONARDO-SAR%C3%80-LEI-E-LEONARDINI-I-SUOI-BAMBINI.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Va bene, insomma, chi può aver resistito a leggere fin qua? Forse Malvino.&lt;br /&gt;Domenica ha censurato il mio disinteresse per le cause perse &lt;a href="http://malvino.ilcannocchiale.it/2009/11/06/pippone_indiretto.html"&gt;paragonandomi a Capezzone&lt;/a&gt;. Malvino è persona intelligente e di smisurata cultura, e se tra tanti personaggi pragmatici e vili ha scelto proprio Capezzone, era semplicemente per farmi incazzare. Ma uno strale così ben scelto è quasi un segno d'affetto. Io non sono un indovino: mi oriento con il mio banalissimo pessimismo della ragione, e qualche volta ci azzecco. Su Capezzone fui profetico: &lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2006/04/meditazioni-davanti-al-bicchiere-mezzo.html"&gt;nell'aprile del 2006&lt;/a&gt; gli prevedevo già un futuro clericalmoderato. Non si era ancora formato il governo dell'Unione, quello di cui avrebbe fatto parte come brillante Presidente di Commissione Attività Produttive. Però, andiamo, ci voleva molto a capire il tipo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A quel tempo, e ancora per due anni buoni, Capezzone ebbe la stima di Malvino. Son cose che a pensarci danno un brivido. Voglio dire, com'è possibile che persone più colte di me, più informate, più esperte della vita, caschino davanti a un Capezzone?&lt;br /&gt;Gli fate un torto paragonandomi a lui. Era un giovane di belle speranze, non disdegnava affatto le cause perse. Moratoria sulla pena di morte, referendum sulle staminali... Oggi nel mondo ci sono più o meno gli stessi condannati a morte di qualche anno fa, e il Vaticano detta al governo la legge sul testamento biologico. Però Capezzone è ancora sulla breccia. Malvino mi fa un complimento accostandomi a lui: io resto nell'ombra, col solito pessimismo della ragione che mi fa dire no-no-no davanti al monitor e il solito ottimismo della volontà che mi sveglia al mattino e mi scarica a lavorare in una scuola laica. E pensare che c'è gente che vive alla grande, come fanno? Non sembra così difficile: trovano una causa persa, ci mettono su il loro faccino e la rivendono al mercato. Che posso dire: beati loro. Io non sono capace.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1946314-1657669684924132373?l=leonardo.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://leonardo.blogspot.com/feeds/1657669684924132373/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/11/giacomo-due-diciotto.html#comment-form" title="63 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/1657669684924132373" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/1657669684924132373" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/11/giacomo-due-diciotto.html" title="Giacomo Due Diciotto" /><author><name>leonardo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="09617248510418433586" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SvndaKw3dAI/AAAAAAAAB0A/1POsIU6pQeQ/s72-c/cassandra.gif" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">63</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1946314.post-518270769618785197</id><published>2009-11-09T04:58:00.002+03:30</published><updated>2009-11-09T05:13:38.871+03:30</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Islam" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="razzismi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="tv" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="terrorismo" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="religioni" /><title type="text">seminator di scandalo e di scisma</title><content type="html">&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SvdsirKciJI/AAAAAAAABzo/DbaBkQWjDYM/s1600-h/santanch%C3%A8+positiva.gif" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SvdsirKciJI/AAAAAAAABzo/DbaBkQWjDYM/s320/santanch%C3%A8+positiva.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Il diavolo nel ripostiglio&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella nostra civiltà occidentale, moderna, razionale, ogni persona adulta e sana è responsabile per le azioni che commette. Possiamo essere guidati da motivazioni che non controlliamo del tutto – delusioni amorose, tracolli professionali, ci hanno toccati da bambini – ma se le invochiamo come attenuanti non siamo più adulti, o non siamo più sani di mente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/esplosione-caserma-milano/ritratto-game/ritratto-game.html"&gt;Mohammed Game&lt;/a&gt; era sano e adulto quando si è fatto esplodere davanti a una caserma di Milano. È interamente responsabile di tutto il male che ha procurato. Per primo a sé stesso, strappandosi una mano e i bulbi oculari. Per secondo alla sua famiglia; alla compagna italiana Giovanna, ai due figliastri Davide e Alessandro, ai due figli Islam e Omar. Di cui nessuno parla più, perché Game col suo attentato fallito non è nemmeno riuscito ad attirare più di tanto l'attenzione sul degrado in cui viveva con la sua famiglia: quattro bambini e una donna in un bilocale occupato abusivamente da sette anni, in cui non funzionano i servizi. Lavavano i bambini in una bacinella, conservavano le torte di compleanno in un armadio. In una situazione del genere, mesi fa, Game si era fatto intervistare da CronacaQui Milano: aveva messo da parte la dignità e aveva chiesto aiuto alle istituzioni. Ma ogni adulto è responsabile di quello che fa, della donna con cui si mette e dei figli che decide di avere: non è colpa del comune che non ti ha trovato una casa, dei clienti che non ti pagavano le fatture (150.000 euro non riscossi?) quando gestivi un'impresa (45 dipendenti? Sembrano numeri favolosi), dell'alcol che nessuno ti ha messo in bocca per forza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SvdspHiI0pI/AAAAAAAABz4/WbXt-X9lV-k/s1600-h/famiglia+game.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SvdspHiI0pI/AAAAAAAABz4/WbXt-X9lV-k/s320/famiglia+game.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Mohammed Game si era insomma cacciato, con tutte le sue responsabilità, in una situazione in cui molti (io tra loro) avrebbero cominciato a pensare di farla finita, anche senza tirare in ballo Allah e l'Afganistan. In questi casi può darsi che il ruolo di Allah sia essenzialmente di copertura; necessità di dare un senso finale a una vita sbagliata, anche e soprattutto nei confronti di una comunità che ricorda meglio i martiri dei falliti. Game si era riavvicinato alla religione di recente, dicono. Ma insomma anche Allah, anche l'Afganistan, sono fattori che possono aiutarci a capire ma non a perdonare: ognuno è responsabile del male che fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due settimane prima di farsi saltare in aria, Mohammed Game incontrava Daniela Santanchè (lei stessa lo ha riconosciuto tra i suoi oppositori più arrabbiati). &lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/09_settembre_20/santanche_milano_4bef004c-a5ca-11de-a2a4-00144f02aabc.shtml"&gt;Era venuta alla festa di fine Ramadam&lt;/a&gt;, con la scorta, e pare che cercasse di strappare il velo alle donne presenti. Dico “pare” perché ognuno ha visto una cosa un po' diversa: secondo alcuni la Santanchè ha aggredito e non è stata aggredita; secondo lei è stata picchiata da un uomo che aveva un braccio ingessato; un altro voleva usarle contro un pezzo di segnaletica stradale. “Mi hanno detto che sono una puttana, che domani sarò morta, che faccio schifo”. Al pronto soccorso le riscontrano contusioni toraciche estese con una prognosi di venti giorni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche Daniela Santanchè è adulta, sana e responsabile. Benché abbia avuto &lt;a href="http://www.danielasantanche.com/2005/02/19/una-bambina-ribelle/#more-9"&gt;un'infanzia non semplice&lt;/a&gt;. Il padre, dice, “le ha rovinato la vita”. La madre la riempiva di sberle, le tirava i capelli (“mi stupisco ancora di averne tanti”).  C'è un dettaglio in particolare, che può spiegare (non scusare) lo zelo con cui cerca di liberare le donne come lei dalle costrizioni famigliari: uno sgabuzzino in cui ha passato, da bambina, interminabili ore: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ci finivo se rispondevo male, se non rispettavo apposta gli orari che mi davano, se non raccoglievo le cose da terra. Io ci morivo, ma non facevo un plissè, una piega, e tanto meno urlavo “aprite”. Mai! Stavo lì, con tutti quegli scaffali pieni di scarpe, che non so più quante volte ho contato. E infatti erano sempre i miei fratelli che intervenivano per farmi uscire. Mia sorella, che è molto più buona di me, una santa, andava da mia mamma a dire: non sentiamo più Daniela, mamma falla uscire, Daniela poi non lo fa più. Alla fine mi aprivano, ma intanto io là dentro ero morta di paura, con il buio, le scarpe che diventavano fantasmi, e i rumori, per cui mi turavo le orecchie per non sentire nulla. E ancora adesso, per quelle cose, ho paura a restare chiusa negli ascensori&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A scuola viene espulsa per essersi gettata a terra all'improvviso. Lo stesso gesto – coincidenza – descritto dagli islamici a cui ha rovinato la festa...&amp;nbsp;Basta così. Certo è affascinante, il gioco delle cause e degli effetti. Una famiglia in bolletta perde gli occhi e la mano del padre, perché? Perché il padre si è fatto esplodere contro una caserma, perché? Aveva visto una rappresentante politica italiana trattare la sua comunità con prepotenza, perché? la politica in questione ha subito traumi infantili, i genitori la chiudevano in uno sgabuzzino, perché?... Già, chissà quali frustrazioni stavano sfogando in quel momento i genitori, chissà quali traumi a loro volta... no. Noi, in occidente, abbiamo deciso che la giustizia non funziona così. Forse l'Occidente è nato proprio in quel momento: quando abbiamo stabilito che è ognuno è responsabile del suo singolo segmento di azioni. La madre di Daniela Santanchè è responsabile di averle tirato i capelli. Mohammed Game è responsabile del male che ha fatto a sé stesso e ai suoi. E Daniela Santanchè, di cosa è responsabile?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object align="right" height="244" width="325"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/zUz-4WxVJJw&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/zUz-4WxVJJw&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="325" height="244" align="right"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;Ci pensavo oggi, mentre guardavo il siparietto pro-crocefisso organizzato su Domenica Cinque, all'ora in cui le brave donne italiane sparecchiano, e il resto della famiglia si butta sul divano a digerire. Appena in tempo per scoprire dalla bocca della Santanchè la verità sul profeta Maometto: “per la nostra cultura era pedofilo” (evidentemente “la nostra cultura” è retroattiva). Non si sono fatti mancare niente: Sgarbi che sogghigna e tace, tanto è lì solo a mo' di bollino (se c'è Sgarbi è roba di cultura); l'enorme crocione sul maxischermo; il musulmano arrabbiato che se non lo tengono la mena, stavolta senza gesso ma con un copricapo molto caratteristico, complimenti al casting; la D'Urso che profitta del lancio pubblicitario per esprimere una profonda verità: “il crocefisso non dà segno di alcuna discriminazione, il crocefisso tace”. Ci mancherebbe anche che parlasse – a pensarci bene taceva anche il fascio littorio... e la svastica? Parlava? No, quindi neanche lei dava segni di discriminazione, riflettiamoci bene...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia della sposa bambina di Maometto su internet è moneta corrente. Ma piazzata su Domenica Cinque la domenica alle tre è puro tritolo – no, fertilizzante. Ne parleranno i bambini alle elementari, domani: se sanno cos'è un pedofilo lo andranno a dire al compagno musulmano: ehi, ma è vero che il tuo profeta è un pedofilo? Il compagno musulmano tornerà a casa e farà qualche domanda a mamma o papà. Ma da lì in poi si torna tra adulti, e gli adulti sono responsabili: se qualche madre o padre si farà esplodere, sarà esclusivamente colpa sua. Non possiamo dare la colpa alla Santanchè. Lei in fondo non è che l'incarnazione estrema della fregola che ci sta prendendo tutti: liberare gli altri con la forza. Porti il burqa? Te lo togliamo o ti mettiamo in galera.  L'obiezione più banale (per evitare la galera le donne non usciranno più di casa) non interessa più. Evidentemente il problema è il burqa che vediamo per strada, non l'effettiva libertà della persona che ci sta sotto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo modo trasferiamo all'autorità problemi che fino a qualche anno fa riguardavano la coscienza. Non ci passa più nemmeno per la testa che il problema è convincere una donna (e soprattutto un uomo) che quell'indumento è sbagliato. No, nessuna opera di convincimento: via il burqa o chiamiamo i carabinieri. E in fondo la stessa cosa dovrebbe succedere per il crocefisso: perché perdere tempo a convincere la maggioranza degli italiani che non va esposto nei luoghi pubblici? Ci pensino i giudici, noi siamo stanchi di parlare alle coscienze. Non c'interessa più convincere qualcuno, vogliamo solo la rimozione del simbolo fisico, e poi saremo contenti. Se poi l'effetto collaterale fosse un irrigidimento della comunità cattolica, e l'aumento d'iscrizioni alla scuola confessionale, tanto peggio: meno baciapile tra le scatole. Eppure una scuola laica è l'unico luogo dove uno studente di famiglia cattolica può crescere mettendo in dubbio la fede dei genitori. Eppure la strada è l'unico luogo dove una donna in burqa, davanti a una vetrina o al parco, può scegliere autonomamente di toglierselo: non perché una signora arrabbiata glielo strappa via, ma perché lo ha deciso lei, con la sua coscienza. Ma la coscienza ha tempi troppo lunghi, noi vogliamo giustizia subito, con tutta la forza necessaria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SvdslYS4yaI/AAAAAAAABzw/5g3Rka2rGzU/s1600-h/santanch%C3%A8+negativa.gif" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SvdslYS4yaI/AAAAAAAABzw/5g3Rka2rGzU/s320/santanch%C3%A8+negativa.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;No, Daniela Santanchè non è colpevole degli attentati che ci sono stati e di quelli che ci saranno. Non secondo la nostra cultura moderna e occidentale. Però io non sono del tutto moderno e occidentale, e in un fotogramma di questo video ho visto il diavolo. È un istante così breve che non riesco neanche a fermare l'immagine: verso il 1:12 il volto un po' bambolottesco di Daniela Santanchè ha un guizzo di felicità curioso, visto le cose gravi che sta dicendo. Potrebbe trattarsi semplicemente di un'esitazione nel copione imparato a memoria, la tentazione di buttarla in ridere, tutte spiegazioni razionali: ma io non sono del tutto razionale, io lì ci vedo il diavolo che esce un attimo dal volto di Daniela Santanchè e si compiace del suo capolavoro. Il diavolo che forse la piccola Daniela incontrò in quel ripostiglio buio, che le entrò negli occhi che non volevano piangere, e che poi ha covato per tutti questi anni. È un'idea un po' romantica, un po' medievale. Del resto, se fossimo nel medioevo io non avrei dubbi sulla responsabilità, anzi, la colpa, no, ancora meglio, il peccato di Daniela Santanchè: addirittura potrei già formulare predizioni attendibili sul suo destino nell'aldilà, consultando il manuale di Dante Alighieri: &lt;a href="http://it.wikisource.org/wiki/Divina_Commedia/Inferno/Canto_XXVIII"&gt;Inferno, ottavo cerchio (fraudolenti), nona bolgia (seminatori di odio)&lt;/a&gt;: sì, esattamente lo stesso indirizzo di Maometto. A lui, e al cugino Alì, un diavolo con un enorme bisturi strazia le carni, che si ricompongono poco dopo pronte per essere di nuovo dilaniate. Suona molto sinistro e familiare, l'inferno. Come se non ci aspettasse più, come se fosse già qui tra noi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1946314-518270769618785197?l=leonardo.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://leonardo.blogspot.com/feeds/518270769618785197/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/11/seminator-di-scandalo-e-di-scisma.html#comment-form" title="36 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/518270769618785197" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/518270769618785197" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/11/seminator-di-scandalo-e-di-scisma.html" title="seminator di scandalo e di scisma" /><author><name>leonardo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="09617248510418433586" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SvdsirKciJI/AAAAAAAABzo/DbaBkQWjDYM/s72-c/santanch%C3%A8+positiva.gif" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">36</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1946314.post-3663664996736245131</id><published>2009-11-06T02:03:00.003+03:30</published><updated>2009-11-06T03:02:02.900+03:30</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="preti parlanti" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cristianesimo" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="contro l'identità" /><title type="text">In hoc signo perdes</title><content type="html">&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SvNJO3mm8KI/AAAAAAAABzQ/jXIG5BF-exQ/s1600-h/graffito+palatino.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SvNJO3mm8KI/AAAAAAAABzQ/jXIG5BF-exQ/s320/graffito+palatino.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Per quel segno sul muro&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È buffo che molti (quasi tutti atei) abbiano preso il mio &lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2009/11/croce-e-delizia.html"&gt;pezzo &lt;/a&gt;di ieri per una critica alla sentenza di Strasburgo. È buffo perché il pezzo aveva come protagonisti un insegnante che aveva appena deposto un crocefisso e un Gesù che diceva “Toglietemi immediatamente”. Più di così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pezzo ironizzava, è vero, con quei sadducei moderni che ritengono pericolosa l'esposizione dei figli a un legnetto. Detto questo, io la sentenza di Strasburgo non mi metto neanche a leggerla: mi fido. Sono convinto che sia ponderata, ragionevole, e che lasci scarsi margini a un appello. La logica è stringente: se in Italia non c'è una religione di Stato, esporre il simbolo di una sola fede è evidentemente una prevaricazione. Radicata nella consuetudine bla bla bla, ma resta una prevaricazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora perché non gioisco per la vittoria laica? Beh, per il semplice motivo che non è una vittoria. Facciamo che sia la presa della Bastiglia: bene, ma si tratta di capire chi la spunterà a Waterloo. Quando tra qualche mese o anno sarà tutto finito, in Italia ci saranno più o meno cristi alle pareti? E se anche fossero spariti, siete sicuri che si sarà trattato di una vittoria laica? Le guerre, oltre a cominciarle, bisogna anche saperle vincere. Sennò si fa il gioco del nemico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripeto: non discuto la sentenza. Ma l'idea che la parola di un giudice chiuda la questione mi sembra indizio di un razionalismo piuttosto ingenuo. Se si trattasse di una società di robot asimoviani, potremmo procedere a togliere dalle pareti i crocefissi anche domani mattina: sentenza razionale dice x, robot razionale rispetta sentenza. Viceversa, ho la sensazione che molti genitori e studenti che fino a ieri non ci facevano caso cominceranno a lamentarsi da domani: perché il cristo non c'è più? Si è rotto? E chi l'ha rotto? e se fosse stato il compagno musulmano?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passare dal razionalismo al pragmatismo per me significa accettare di vivere nella società degli uomini, che non essendo robot non hanno sempre comportamenti razionali. Per esempio: hanno paura. Un meccanismo non teme di essere spento o riprogrammato. Invece un uomo reagisce spesso col rifiuto a chi mette in discussione le sue abitudini. Anche se, da un punto di vista razionale, sono sbagliate. E non basta dirgli: stai sbagliando, correggiti. A volte in questo modo ottieni solo il risultato di farlo impuntare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sembra esattamente quello che sta succedendo in queste ore: quello che fino a ieri era un pezzetto di legno inoffensivo sta diventando il simbolo di un popolo, di una civiltà, e quant'altro. È sciocco, però succede. Ed era abbastanza prevedibile, visto il Paese in cui viviamo.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Stato laico un cazzo. La costituzione scritta dalle zecche comuniste non ha alcun valore e presto sarà cambiata. L’Italia è uno Stato Cristiano per tradizione ultra-millenaria. Chi tocca il Crocefisso (ma anche solo chi mette in discussione la cosa), Polonio-210 subito. La cagna finlandese è e RESTA finlandese: altro aspetto della costituzione che verrà cambiato. Non è con un timbro che si diventa Italiani. Blut und Boden! &lt;a href="http://www.malvestite.net/2009/11/05/always-look-on-the-bright-side-salsicce-a-la-mecca-lancio-di-croci-aboliamo-leverest-la-croce-rossa-comunista/"&gt;gli islamici c’entrano sempre&lt;/a&gt;.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;Si tratta di un Paese in crisi economica, che per sfogarsi va in crisi d'identità. Si trova pencolante sul confine tra Nord e Sud: confine incerto e percorso da milioni di persone che fa sempre più fatica ad assorbire. Di solito un Paese del genere è il brodo di cultura ideale per xenofobie e razzismi. In una situazione del genere, anche un pezzo di legno può essere utile per rafforzare un sentimento identitario che finora non è mai stato molto ben definito. Dopodiché, &lt;a href="http://piste.blogspot.com/2009/11/ma-fammi-ridere-ministro.html"&gt;La Russa resta un meschino rimestatore&lt;/a&gt;: purtroppo è un rimestatore che dà ordini ai generali e intercetta applausi da una base sempre più estesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SvNPTw3-MLI/AAAAAAAABzY/CZosZWB7rTk/s1600-h/berlusconi+croce.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SvNPTw3-MLI/AAAAAAAABzY/CZosZWB7rTk/s320/berlusconi+croce.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Io non so in che Italia viviate, ma nella mia anche il partito che fino a qualche anno fa ostentava un'identità 'celtica' e paganeggiante è sempre più in prima fila nel baciare le pile ai vescovi. Nella mia, tre ore dopo la sentenza di Strasburgo il pluripeccatore Berlusconi era già stato davanti ai fotografi con un crocione in mano. Nella mia, il discorso “li lasciamo venire qui e loro pretendono di toglierci la croce” lo fanno anche i bambini di undici anni: li ho sentiti con le mie orecchie. Fino a ieri il pezzettino di legno era buono nel cassetto, oggi è già diventato un simbolo di identità. Che serve poi a fomentare lo scontro tra chi lo vuole e chi no. È questa la guerra che desiderate? A me non piace. E poi secondo me la perderete. Quante divisioni corazzate avete? Gli altri hanno il numero, la forza dell'interesse, l'inerzia della tradizione e il fantasma dell'identità. Voi cosa avete? La sentenza di una corte europea. Non dico che sia poco, eh. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non è abbastanza. Qualcuno ha evocato &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rosa_Parks"&gt;Rosa Parks&lt;/a&gt;. Quella a dire il vero mi sembra una lotta più concreta: non per un simbolo, ma per la stanchezza di una signora. Comunque Rosa Parks non vinse in tribunale. Le battaglie che cambiano i costumi non si combattono in procura, ma nell'agone politico. &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Stand_in_the_Schoolhouse_Door"&gt;Quando un giudice impose all'università dell'Alabama di ammettere studenti neri&lt;/a&gt;, Kennedy dovette nazionalizzare la Guardia Nazionale dello Stato, perché finché prendeva ordini dal Governatore non sarebbero mai entrati. L'Alabama era uno Stato razzista in una federazione di cinquanta che credevano (quasi tutti, ormai) nell'uguaglianza; l'Italia è piccola e confusa, e per quanto mi sforzi non riesco a vedere, nei prossimi anni, un Kennedy italiano che mandi i carabinieri a deporre i crocefissi.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SvNQ5b-xA7I/AAAAAAAABzg/xmSgcVKauJk/s1600-h/Wallace_at_University_of_Alabama.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SvNQ5b-xA7I/AAAAAAAABzg/xmSgcVKauJk/s320/Wallace_at_University_of_Alabama.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Mi riesce più verosimile il seguente scenario: la Gelmini andrà in appello, lo perderà. A quel punto però il governo si sarà esposto. Nel frattempo CEI e il Vaticano continueranno a lamentare l'insidiosa e strisciante campagna cristianofoba. È la cosa che gli riesce meglio, il chiagn-e-fotti. Il crocefisso verrà saldamente piantato nella piattaforma programmatica di PDL, Lega e UDC: tanto più che non costa niente, non bisogna neanche appenderlo, è già lì sulle pareti (il sogno bagnato di ogni politico, una promessa realizzabile a costo zero). &lt;br /&gt;Non sarebbe la prima volta che il parlamento manda avanti una leggina in palese violazione di una sentenza: un bel lodo-Pilato, et voilà, avremo la prima legge nella Storia d'Italia che mette nero su bianco quello che prima era una semplice consuetudine: crocefissi nelle classi. Il bello è che in tante aule &lt;a href="http://www.wittgenstein.it/2009/11/05/e-scomparsa-tutta-la-nostra-cultura-e-non-ce-ne-eravamo-accorti/"&gt;non c'è più da un pezzo&lt;/a&gt;: quando cade nessuno lo raccoglie. Io ho insegnato in una dove credo non ci sia mai stato: bene, ce lo metteranno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se scattasse una procedura di infrazione? Ne scattano tante: pagheremo, addirittura saremo fieri di farlo, ne va delle nostre radici cristiane... oppure no, forse alla fine la spunterà Strasburgo. Magari alla fine li toglieremo davvero, i dannati pezzi di legno. Ma siete sicuri che quello sarà un bel giorno per la causa laica? Avrete solo ottenuto il risultato di riunire una maggioranza silenziosa dietro a un simbolo confessionale. E di innervosirla. Certo, a quel punto magari la Uaar avrà qualche migliaio di tesserati in più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io credo che faccia benissimo Bersani a tentare di disinnescare la questione: non solo perché parla a nome di un partito che ha origini cattoliche. Un laureato in Storia del Cristianesimo credo sappia benissimo che a fare la guerra contro i simboli perdi sempre. A meno che tu non ne abbia di più potenti da proporre, e non è questo il caso. A dire il vero lo sanno anche i vecchi comunisti: a proposito, quand'è che il PCI divenne un partito di massa? Quando bisognava sparare agli stranieri che ci venivano in casa. La gente andava in montagna e lì ci trovava formazioni organizzate con la stella nel berretto. Alcuni quel berretto non se lo sono più tolto. Non avevano mai letto Marx e non lo lessero mai, ma nel momento del pericolo si sono impossessati di un simbolo. Io non vorrei che i nostri figli s'impadronissero della croce nello stesso modo: non vorrei che diventasse per loro un giorno la cifra di un'identità italiana, bianca, latina. Ma è quello che vedo succedere progressivamente davanti ai miei occhi, giorno dopo giorno. E non mi piace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ultima cosa. Io gli italiani cerco di vederli per quel che sono, ma questo non significa che non abbia rinunciato a cambiarli. Io tutti i giorni penso all'Italia, come dice Fibra; e non è uno scherzo, è proprio così: a volte mi sveglio che ci sto già pensando, e vado a letto che ancora l'ho in mente. Tutti i santi giorni provo a cambiarla, per il poco che posso: sul posto di lavoro, qui, dovunque ci sia un margine io mi ci misuro. E quando dico che togliere i crocefissi non è la strategia giusta in questo momento, vorrei che voi credeste, se non alla mia piccola esperienza, almeno alla buona fede. Atei o agnostici che siate, avete tutti frequentato almeno una scuola che esponeva una croce: coraggio, se ce l'avete fatta voi, possono farcela anche i vostri figli. Non dico che sia giusto, tecnicamente non lo è: però nella società degli uomini la giustizia è un punto di arrivo, non un diritto acquisito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1946314-3663664996736245131?l=leonardo.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://leonardo.blogspot.com/feeds/3663664996736245131/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/11/in-hoc-signo-perdes.html#comment-form" title="101 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/3663664996736245131" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/3663664996736245131" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/11/in-hoc-signo-perdes.html" title="In hoc signo perdes" /><author><name>leonardo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="09617248510418433586" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SvNJO3mm8KI/AAAAAAAABzQ/jXIG5BF-exQ/s72-c/graffito+palatino.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">101</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1946314.post-3106754979526848886</id><published>2009-11-04T22:01:00.003+03:30</published><updated>2009-11-05T12:41:13.049+03:30</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="preti parlanti" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="arti figurative" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Cristo" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="scuola" /><title type="text">Croce e delizia</title><content type="html">&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SvHFVgRJu0I/AAAAAAAABzA/dxH-9vCJh50/s1600-h/BoschCristoPortacroce.GIF" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="295" src="http://3.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SvHFVgRJu0I/AAAAAAAABzA/dxH-9vCJh50/s320/BoschCristoPortacroce.GIF" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Il Calvario quotidiano&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io un crocefisso l'ho già tolto.&lt;br /&gt;Due settimane fa, nell'intervallo. Stavo dando un'occhiata ai traffici loschi in zona distributore di merendine, quando vengono in due a dirmi che in Seconda è caduto Gesù. Mi reco immediatamente sul luogo del misfatto e interrogo i testimoni oculari. Chi è stato? Silenzio. Proiettili, elastici, palline di carta? Negano tutti, del resto non mi pare l'abbiano mai considerato un bersaglio; hanno una certa soggezione. Forse una vibrazione del pavimento, qualcuno che saltella o che va a sbattere contro la parete, una porta chiusa di scatto: sia come sia, sembra caduto da solo. Ne traggo auspici non buoni.&lt;br /&gt;Ma in quanto insegnante ostento razionalità e pragmatismo. Do un'occhiata al Cristo in questione: è caduto per l'ultima volta. Frattura completa del polso sinistro, il destro era già partito mesi fa. O anni fa. Anche il chiodino sotto i piedi è sparito da molto. A questo punto mi spiace, ma finché qualcuno (chi?) non stanzia nuovi fondi, il crocefisso se ne resta nel cassetto in fondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi l'ho rivisto in corridoio, però a grandezza naturale. Sanguinava copioso. Subito ho pensato a una rissa in IIC, poi mi sono accorto della corona di spine e della croce che portava in spalla, quindi, insomma, era Lui.&lt;br /&gt;“Domine, quo vadis?”&lt;br /&gt;“E non parlare latino, che tu sappia io ho mai saputo il latino?”&lt;br /&gt;“No, che io sappia no”.&lt;br /&gt;“Mi dà anche un po' ai nervi”.&lt;br /&gt;“In effetti è comprensibile. Ma insomma, Signore, dove vai?”&lt;br /&gt;“Dove vado, dove vuoi che vada. A farmi crocifiggere un'altra volta, vado”.&lt;br /&gt;“Ma no, dai, Maestro...”&lt;br /&gt;“...visto che la prima non è bastata”.&lt;br /&gt;“Non te la prendere, ti prego. A scuola succede, le cose cadono, si rompono... ho dovuto metterti nel cassetto, ma ti giuro che...”&lt;br /&gt;“Ma non ce l'ho con te, cosa c'entri te. Sei anche tu un povero cristo”.&lt;br /&gt;“Grazie, Maestro”.&lt;br /&gt;“Ce l'ho con i farisei, per prima cosa”.&lt;br /&gt;“Aaah, i farisei”.&lt;br /&gt;“Hai capito, no?”&lt;br /&gt;“Beh, magari un aiutino...”&lt;br /&gt;“Quelli che mi hanno preso per un simbolo della cultura, della tradizione. Una bandierina, praticamente. Aho', ma stiamo a scherzare?”&lt;br /&gt;“Però anche la tradizione ha la sua importanza...”&lt;br /&gt;“Cioè secondo voi io mi sono fatto inchiodare mani e piedi &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/crocefissi-aule/bertone-su-sentenza/bertone-su-sentenza.html"&gt;per rappresentare una tradizione?&lt;/a&gt; Cioè, siamo a questo? Babbo Natale, la Befana e Cristo in Croce? Magari vi aspettate che vi porti anche i regali?”&lt;br /&gt;“Ma no, non dico questo, però...”&lt;br /&gt;“Però niente. Li vedi questi chiodi qua? Li vedi?”&lt;br /&gt;“Ehm, sì”.&lt;br /&gt;“Sono autentici, va bene? Non sono un simbolo, sono una rappresentazione realistica. Duemila anni fa i ribelli li uccidevano così. Li esponevano su un trespolo finché non morivano soffocati. Perché fossero da esempio. Tutto molto razionale, ma anche molto teatrale, ma anche violentissimo, Dio Me! Io rappresento questo, va bene? Rappresento un supplizio capitale! Rappresento la crudeltà dell'uomo e la ribellione dell'uomo! Rappresento la Morte! Rappresento il...”&lt;br /&gt;“Ehm, Maestro... forse sarebbe meglio abbassare un po' la voce”.&lt;br /&gt;“&lt;i&gt;Il Martirio!&lt;/i&gt;”&lt;br /&gt;“&lt;i&gt;Ssssssssssssh!&lt;/i&gt;”&lt;br /&gt;“Cos'è, hai paura?”&lt;br /&gt;“Maestro, in effetti sì. Siamo nel 2009, è pieno di bambini musulmani qui, e quella parola...”&lt;br /&gt;“Quella parola è italiana, ha radici nel latino che ti piace tanto, è il fondamento della tua cosiddetta tradizione, sepolcro imbiancato che non sei altro”.&lt;br /&gt;“Sì, sì, Maestro, è vero... d'altronde...”&lt;br /&gt;“D'altronde?”&lt;br /&gt;“Non puoi negare che suoni po', come dire... scandalosa”.&lt;br /&gt;“E che m'interessa a me? Guarda che io non sono mica un santone indiano peace and love! Io non sono venuto a portare la pace, ma la spada”.&lt;br /&gt;“Matteo Dieci Trentaquattro”. &lt;br /&gt;“Appunto. Io sono lo Scandalo! Sono pornografia, non so se è chiaro! Un uomo trafitto da chiodi che grida dai vostri muri, che chiama al combattimento per la salvezza! Io sono questo, mica l'albero di Natale”.&lt;br /&gt;“Ecco, Maestro, in effetti, se mi ci fai pensare, sì. Tu sei molto scandaloso. Molto più di quanto io quotidianamente possa sopportare”.&lt;br /&gt;“Tuo problema, non mio”.&lt;br /&gt;“Però succede un po' come con tutti gli spettacoli disgustosi... all'inizio non riesci a guardarli, ma se ti abitui a darci un'occhiata tutti i giorni, dopo un po' non ci fai più caso... diventi parte di uno sfondo familiare”.&lt;br /&gt;“Ah, dici che è così? Va bene, allora toglietemi immediatamente”.&lt;br /&gt;“Ma poi i Vescovi...”&lt;br /&gt;“Tiratemi fuori solo ogni tanto, quando i fedeli meno se lo aspettano. Io non voglio passare sullo sfondo, io voglio spaventarvi”.&lt;br /&gt;“Se la metti così...”&lt;br /&gt;“E aggiungo una cosa. È proprio sulla mia consistenza di carne e sangue e ossa e chiodi che è fondato il realismo europeo, è chiaro? Se avete avuto Giotto Caravaggio e Mapplethorpe lo dovete solo a me! Esclusivamente a me!”&lt;br /&gt;“Oddio, Mapplethorpe...”&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SvHHgZwXB4I/AAAAAAAABzI/JI33-_PK1r4/s1600-h/alhambra_grenada.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SvHHgZwXB4I/AAAAAAAABzI/JI33-_PK1r4/s320/alhambra_grenada.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;“Adesso niente. Rileggiti Auerbach. Che se era per gli ebrei o per Maometto, con le loro menate filosofiche sulla non rappresentabilità del divino, a quest'ora eravate ancora lì a eccitarvi sui triangoli e gli ottagoni. Dario Argento deve tutto a me. Che dico. Tinto Brass...”&lt;br /&gt;“Piano, Gesù, piano!”&lt;br /&gt;“E adesso salta fuori che sono solo una tradizione. Il mandolino è una tradizione. La pizza è una tradizione. Appendete i mandolini e non rompete, io sono Gesù Cristo morto in croce, non ci credi?, vuoi toccare?”&lt;br /&gt;“No, no, no, mi fido”.&lt;br /&gt;“No, ma guarda, tocca”.&lt;br /&gt;“Maestro, sul serio, io...”&lt;br /&gt;“No, tu adesso tocchi. Il cristianesimo si tocca, va bene? Non è una menata filosofica: è carne e sangue, pane e vino. E i farisei lo sai che fine fanno. Finiscono in vomito”.&lt;br /&gt;“Apocalisse Tre Quindici”.&lt;br /&gt;“Precisamente. E poi ce l'ho anche coi Sadducei”. &lt;br /&gt;“I sadducei”.&lt;br /&gt;“Hai capito, no?”&lt;br /&gt;“Ehm”.&lt;br /&gt;“Ma perché perdo tempo con te. Matteo Ventidue Ventitré”.&lt;br /&gt;“Quelli che non credono nella resurrezione”.&lt;br /&gt;“Ecco. Non ci vogliono credere? Va bene. Che problema c'è? Nessun problema. Voi non ci credete, io non vi risorgo. Non esisto nemmeno, per voi. Facciamo che sono un pezzo di legno”.&lt;br /&gt;“Quindi?”&lt;br /&gt;“Quindi cos'è questa storia che &lt;a href="http://www.affaritaliani.it/cronache/no_al_crocefisso_nelle_scuolestrasburgo31109.html"&gt;mi denunciate a Strasburgo?&lt;/a&gt; Cosa posso aver fatto, se sono un pezzo di legno?”&lt;br /&gt;“Dunque, se ho ben capito la sentenza, la tua presenza sul muro, in quanto pezzo di legno... impedirebbe ai loro figli di crescere secondo i principi dei genitori”.&lt;br /&gt;“Vabbè, siamo alle comiche. Ma che principi hanno questi genitori, si può sapere?”&lt;br /&gt;“Beh, presumo che si tratti dell'illuminismo, del razionalismo...”&lt;br /&gt;“Non conosco, ma dev'essere un pensiero molto debole, se si cancella appena fissi un pezzo di legno. Cos'è, sono un totem, adesso? Se mi fissi ti faccio dimenticare la lezione? Mi volto un attimo e mi tornate all'età della pietra?”&lt;br /&gt;“Maestro, ci vuole tolleranza...”&lt;br /&gt;“Ma tolleranza di che. È come quelli che si sbattezzano. In teoria non credono nel battesimo. In pratica però hanno paura di restare segnati per sempre da uno schizzo d'acqua. Va bene, allora a questo punto chiamiamo Wanna Marchi che vi fa le carte e vi vende i numeri del lotto, a proposito, di che segno sei?”&lt;br /&gt;“Maestro, ci vuole rispetto...”.&lt;br /&gt;“Che poi, spiegami. Il genitore ha il diritto che il figlio sia educato secondo i suoi principi? Non suona un po' totalitario? E quindi ti cresci un piccolo a tua immagine e somiglianza, che creda solamente nelle cose in cui credi in te, e poi la prima volta che lo lasci libero nel mondo, lui vede due legnetti appesi al muro che non corrispondono al suo sistema di credenze e va in confusione? Corte dei diritti dell'uomo, intervieni immediatamente! &lt;i&gt;Il pezzetto di legno sta fissando il mio bambino!&lt;/i&gt; Ma come li tirate su questi ragazzi?”&lt;br /&gt;“Facciamo quel che possiamo”.&lt;br /&gt;“Il mondo è pieno di cose. Per dire, ci sono i semafori e non sempre segnano verde. I bambini lo devono sapere. Ci sono persone nel parco che offrono caramelle e non sono tutti buoni. Poi ci sono i pezzetti di legno e non tutti corrispondono alle cose a cui crede mamma o papà. Vogliamo abolirli a scuola? E quando li incontreranno nella vita, come si comporteranno?”&lt;br /&gt;“Quindi Maestro, in conclusione, dobbiamo riappenderti o no?”&lt;br /&gt;“Ma fate quel che vi pare, tanto comunque sia non avete capito. Mi sembra tutto così poco serio. Il fariseo che mi pianta come una bandierina, il sadduceo che vede la bandierina e si sente leso nei suoi diritti umani, è l'umanità? Sembra un pollaio. Non ci sono cose più serie? A scuola, poi. Che io nelle scuole ci vado, lo so quali sono i veri problemi”.&lt;br /&gt;“Eh, immagino”.&lt;br /&gt;“No, non puoi neanche immaginare, fidati. Sai quante non sono a norma? Sai quante non rispettano la 626? Sai quanto costerebbe metterle tutte in sicurezza?”&lt;br /&gt;“Ecco, Maestro, questi sono effettivamente problemi seri...”&lt;br /&gt;“Sai che mancano i sostegni? I corsi di recupero? Sai che la scuola assomiglia sempre meno un luogo educativo e sempre più a una casa di detenzione? Parliamo di questo!”&lt;br /&gt;“No, Maestro, appunto. Proprio perché sono problemi seri, è meglio non parlarne”.&lt;br /&gt;“E perché?”&lt;br /&gt;“Perché, perché... perché a parlarne non si risolvono, e allora ci si deprime soltanto. Siamo in crisi, tutti vorrebbero scuole più belle, ma votano il primo che gli promette una tassa in meno, quindi...”&lt;br /&gt;“Vi consolate chiacchierando di bandierine”. &lt;br /&gt;“Sì. I problemi veri sono deprimenti. I problemi identitari invece, come dire, sono sexy. Tutti possono dire la loro senza impegno... ieri le bandierine, domani i dialetti...”&lt;br /&gt;“Oggi i Cristi in croce...”&lt;br /&gt;“Maestro, sì. Ma non devi prendertela”.&lt;br /&gt;“No, no, non me la prendo. Adesso però vado. Mi aspettano in sala mensa”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1946314-3106754979526848886?l=leonardo.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://leonardo.blogspot.com/feeds/3106754979526848886/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/11/croce-e-delizia.html#comment-form" title="108 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/3106754979526848886" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/3106754979526848886" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/11/croce-e-delizia.html" title="Croce e delizia" /><author><name>leonardo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="09617248510418433586" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SvHFVgRJu0I/AAAAAAAABzA/dxH-9vCJh50/s72-c/BoschCristoPortacroce.GIF" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">108</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1946314.post-8674371434721614120</id><published>2009-11-03T00:41:00.001+03:30</published><updated>2009-11-03T00:41:56.790+03:30</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="autoreferenziali" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="tv" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="scuola" /><title type="text">2onorevoli 1blogger</title><content type="html">&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/Su9BIWftfJI/AAAAAAAAByg/fG2LTkm0yGw/s1600-h/Intervallo.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/Su9BIWftfJI/AAAAAAAAByg/fG2LTkm0yGw/s320/Intervallo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Un giorno alla Rai&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono stati tutti molto gentili.&lt;br /&gt;Mi mandano un'auto alla stazione, non la trovo, allora mi pagano un taxi; mi offrono un lauto pranzo alla mensa Rai, in un momento in cui grazie al cielo non c'è folla (sono già passati i “lanzichenecchi”, quelli della Prova del Cuoco). Senza che io glielo domandi (e forse ne avrei avuto pudore) mi regalano anche il classico giro degli studios: la Prova del Cuoco no, pare che l'odore alla fine della trasmissione sia insostenibile, ma quello dello spezzone domenicale di Baudo, indovinate un po': in tv sembrava più grande. L'arena di Annozero mette perfino ansia, è piccolina e a fari accesi tutta grigia. &lt;br /&gt;Fanno di tutto per farmi sentire a mio agio. Io faccio di tutto per sembrare a mio agio. Non sono a mio agio.&lt;br /&gt;Devo parlare in televisione. Mal che vada nessuno se ne accorgerà; è un programma che va all'una di notte.&lt;br /&gt;Rappresento, me lo dicono, tutti gli insegnanti anche più sfigati di me che non hanno mai voce in capitolo. Stavolta in teoria la voce ce l'ho, un cinque minuti su mezz'ora di trasmissione forse mi spettano, ma se m'incanto? Se m'impapero? Se mi sbaglio?&lt;br /&gt;Non la persona più telegenica al mondo: allo stesso tempo credo di potermela giocare. Come oratore sono un po' incostante: so cavarmela, a volte regalo persino, ma ho bisogno di scaldarmi un po'. Non ci sarà tempo per scaldarsi: 40 minuti e sarà tutto finito. Se fossi in un'aula, davanti ai ragazzini, potrei dare il massimo. Ma non ci sono ragazzini qui: sono seduto tra l'Onorevole Aprea e la Senatrice Garavaglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'On. Aprea me la sono studiata.&lt;br /&gt;È la firmataria di una &lt;a href="http://docs.google.com/gview?a=v&amp;amp;q=cache:OAJ60hlXvCoJ:www.apefassociazione.it/News2007/031922FEBBRAIO2007.pdf+Norme+per+l%E2%80%99autogoverno+delle+istituzioni+scolastiche&amp;amp;hl=it&amp;amp;gl=it&amp;amp;sig=AFQjCNHvry6mzinmdyxG4r2fBh1g7suZlQ"&gt;proposta di legge&lt;/a&gt; che, sepolta da qualche parte tra Palazzo Madama e Montecitorio, a tempo debito farà esplodere la scuola pubblica italiana. L'ho letta. In pratica ci si propone di trasformare le scuole in fondazioni. Le fondazioni ovviamente saranno libere di finanziarsi a modo loro. Questo tipo di scuole una quota del 30% di stranieri non avrà nemmeno bisogno di fissarla. Ecco una domanda che vorrei farle, ma ne avrò il tempo? Le domande mica devo farle io. Mi dicono di sì, che posso interrompere, se ho qualcosa di concreto. L'idea è che io rappresento la scuola concreta, contro gli alti papaveri. Però io so che l'On. Aprea è stata dirigente scolastica a Rozzano, mica Cambridge. Va a finire che è un mastino, l'On. Aprea. Non devo farmi intimorire, ma in realtà sono già intimorito. Se mi blocco, se faccio una papera, è tutto il corpo docente che s'impapera con me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Garavaglia è una sorpresa, lo scopro un paio d'ore prima di andare in onda. Appena penso a lei mi torna in mente un pezzo che le ho dedicato,&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2008/12/mi-sembrato-di-vedere-un-sepolcro.html"&gt; in cui le proponevo di bruciare nottetempo le scuole cattoliche.&lt;/a&gt; La Garavaglia è del '47, potrebbe essere mia madre. Ecco un altro problema. Queste persone importanti, che masticano legislatura mentre io faccio fatica a tenere un registro, sono anche due signore. Queste due signore hanno anche una certa età. Possono anche essere il Nemico, se ci rifletto io so che sono il Nemico, però oggettivamente sono seduto tra due signore di una certa età. Devo interromperle? Essere sgarbato? Io, quando La Russa interrompe le signore in tv, gli tirerei le orecchie. Non voglio finire così. Nemmeno voglio fare tappezzeria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ho neanche il tempo di pensarci che siamo già seduti. Cerco di tenere la schiena dritta – mi sento una scopa in c. - non devo voltare la testa – mentre ci penso la sto già voltando. Le due signore sono molto più tranquille, e poi si conoscono. Hanno fretta, ché c'è un aereo da prendere; da quel che ho capito lo prenderanno insieme. Ci sarà un convegno da qualche parte. Il dialogo seguente ovviamente è di fantasia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ONOREVOLE: “Che bella spilla, a forma di farfalla”.&lt;br /&gt;SENATRICE: “Vero? È stato mio marito a iniziare a regalarmele, quando ho finito il ministero... mi ha detto è una liberazione più per me che per te”.&lt;br /&gt;ONOREVOLE: “Certo che le farfalline... in questo periodo”.&lt;br /&gt;SENATRICE: “Eh, lo so... c'è un altro che le regala”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È probabilmente la mia fantasia malata che mi fa immaginare due parlamentari d'opposta fazione intente a ironizzare sui cadeaux del Presidente del Consiglio. Ma insomma, le due signore vanno d'amore e d'accordo. Lodano le trasmissioni di RaiEdu, si lamentano perché vanno sempre in onda troppo tardi, “dovremmo fare qualcosa”. Io annuisco, vorrei essere gentile e allo stesso tempo so che se sarò troppo gentile poi non riuscirò più a essere cattivo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ONOREVOLE: “Quant'è riposante l'orologio Rai, vero?”&lt;br /&gt;LEONARDO: “Eh?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti oltre la scenografia c'è un monitor in bianco e nero, con l'orologio in grafica anni '80 che manda l'ora esatta dell'Istituto G. Ferraris. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LEO: “Ma già, è vero... è da tanti anni che non lo vedo...”&lt;br /&gt;ON: “Mi dà pace... è un po' come...”&lt;br /&gt;LEO: “Le pecore”.&lt;br /&gt;ON: “Le pecore, è vero, che bello che era l'Intervallo di una volta”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sento un uomo all'incrocio dei mondi, delle generazioni. Quanti come me conoscono Fabri Fibra e la &amp;nbsp;Toccata In La Per Arpa Sola di Pier Domenico Paradisi, soundtrack immortale dell'Intervallo Con Le Pecore. Tra qualche anno, se il generational divide va avanti così, mi faranno fare l'interprete ufficiale: il rappresentante dei teenager chiede qualcosa (“le bottigliette d'acqua della macchinetta sono troppo piccole per farsi”, Leonardo traduce, il rappresentante degli adulti risponde “ma se introducessimo bottiglie da 1500 ml. voi potreste usarle come corpi contundenti”, Leonardo traduce).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È cominciata la trasmissione. Le immagini di Luzzara mi fanno sentire a casa, anche se io a Luzzara non ci sono mai stato; però i miei studenti hanno quel colore lì, gli indiani hanno quel buffo codino in cima alla testa, coperto con un fazzoletto, e lineamenti gentili che a volte ci fanno prendere maschi per femmine. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre la conduttrice, Valeria Coiante, chiede qualcosa alle signore, io comincio a friggere. Per quanto equilibrato, il filmato suggerisce l'idea che il futuro di Luzzara sia indù. Non è così: i bambini italiani ci sono. Ma si sono iscritti alla scuola parrocchiale, che di alunni stranieri ne ha accettati soltanto otto. Per me l'ingiustizia è tutta qui: fissare delle quote nelle scuole pubbliche e lasciare che le scuole private accettino solo chi vogliono. In fondo è l'unica cosa che devo dire: poi posso anche tornarmene a casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tocca a me. Stabilisco un punto: io gli stranieri in classe ormai non li conto più, perché cosa vuole dire “straniero”? Ce ne sono di perfettamente integrati, più di altri italiani. Dietro di me ho un foglietto ripiegato, il tema di un mio studente, che dice le stesse cose. Potrei tirarlo fuori, ma mi sembra troppo presto. Ovviamente l'occasione non si ripeterà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, se proprio devo contarli, ne ho parecchi. Sono fuori quota: ma nella mia stessa scuola ci sono classi che quasi non ne hanno. Qui però la Garavaglia si intromette, ha già capito come stanno le cose: è colpa del Preside. Io metto chilometri di mani avanti, primo perché non voglio litigare col mio Preside; secondo perché non è vero che è colpa sua: è il Piano dell'Offerta Formativa, è la possibilità che hanno i genitori di scegliere le classi ai loro frugoletti... ma nel momento in cui getto sul piatto della discussione le parole “Piano dell'Offerta Formativa”, il ritmo sprofonda, e perdo la parola. &lt;br /&gt;Domanda a bruciapelo: gli stranieri rallentano o no? Dico di sì, inutile essere ipocriti, e poi cerco di recuperare. Le classi dove va la maggior parte degli stranieri sono le classi meno ambite, vale a dire quelle dove si concentrano anche gli studenti italiani delle famiglie più... mi viene la parola “sfigate” ma non posso dirla. E allora fornisco questa garbata perifrasi:&amp;nbsp;“anche gli italiani sono... italiani che... possono provenire da situazioni... non semplici”. Peggiore eufemismo 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto sono carne per la Garavaglia. Che regala un bel quadretto anni Sessanta, quando il Preside metteva gli insegnanti bravi nel corso A, quelli meno bravi nel B, i supplenti nel C... io dico no, scrollo la testa, ma è inutile. La palla passa all'Aprea, che comincia a spiegare la necessità di mettere una quota al 30%. E a quel punto io la interrompo, sì: mando al diavolo la nostra solidarietà di antichi ammiratori di pecorelle Rai e miro al mio obbiettivo. Non so se faccio centro, ma non devo essere arrivato lontano. In sostanza dico questo: quote 30%? Va bene, ma anche nelle scuole paritarie. E qui la Garavaglia interviene di nuovo: non si può, finché le paritarie non saranno finanziate come le pubbliche. Ma qui è lei che s'accartoccia un po', la risposta non è convincente (anche perché tratteggia, senza volere, una rivoluzione: soldi a tutte le scuole, private o no).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro filmato, stavolta su Bolzano. Nella penombra del fuori-onda, concordiamo in tre che Bolzano non è proprio la realtà più significativa. Poi gli insegnanti bolzanini cominciano a dire qualche strafalcione, e la Garavaglia s'adonta. Lo farà anche notare in onda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riparte il dibattito. Mi chiedono cosa penso delle classi Ponte. Io, ma qui è colpa mia, rallento la discussione. Pauso troppo. Dico che le classi ponte andrebbero bene in certi casi: ma dove sono tutti questi casi? Dove sono tutti questi paesini col 90% di studenti stranieri? Prendi quello del primo filmato, Luzzara: non è vero che ci sono solo studenti stranieri; c'è una scuola del parroco che ha scelto di non prenderli. Ci sono regole che valgono solo per lo Stato e non per i dirigenti di scuole paritarie. È fatta, l'ho detto. Spero di averlo detto bene, ma credo di sì. Posso anche andare a casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La discussione però prende una piaga curiosa: la Garavaglia, che prima aveva dato tutta la colpa ai presidi, ha capito che la colpa è dei genitori. Così, ha cambiato idea in cinque minuti: dai presidi generatori di apartheid ai genitori xenofobi. Mi tocca intervenire (scusandomi, e promettendo di non interrompere più) in difesa dei poveracci che a settembre non conoscono ancora i compagni dei loro figli, ma leggono solo uno strano cognome sull'appello: non è nulla di clamoroso, la xenofobia, è la paura dell'ignoto. Ma ho capito che la Garavaglia è una così: è una che ti fa la morale. I presidi non dovrebbero fare certe classi, i bolzanini dovrebbero parlare un italiano perfetto, i genitori non dovrebbero avere paura dell'ignoto. La Garavaglia giudica il mondo per quello che dovrebbe essere; e se non è così si lamenta dei suoi stessi elettori. Per carità, anch'io vorrei migliorare un po' il mondo che mi trovo attorno, però prima devo capire perché funziona in un certo modo; non è che appena le cose non vanno secondo il mio modello mi metto a fare la morale. Se lei fosse di sinistra direi che la sinistra perde anche per questo motivo. Ma preferisco dire che è per questo motivo che vince la destra, anche senza dire niente. In effetti l'Aprea dice poco o nulla. In mezzo a quel poco o nulla c'è anche una garbata autocritica al governo, ma garbata garbata, all'una di notte, non se ne accorgerà nessuno. In compenso l'Aprea non chiede all'italiano medio di non aver paura dell'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_perturbante"&gt;unheimliche&lt;/a&gt;, che è un po' come chiedere alla zanzara di non pungere, o al mandrillo di non copulare, o a Berlusconi di non fare il mandrillo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un attimo è già finita. “Siamo andati bene, no?” mi chiedono le signore. Dicono “andati”, quindi parlano anche di me. “Abbiamo detto quel che c'è da dire”. Io addirittura chiedo scusa all'Onorevole per averla interrotta, lei sorride, anzi ho fatto bene, dice, in televisione serve a dare vivacità. Si avviano all'uscita, praticamente a braccetto. Io chiedo un po' in giro, com'è andata? Dicono tutti: bene. Anche a me sembra così. Le due cose che mi premeva dire le ho dette. Peccato per il tema che non ho letto, d'altronde... telefono a casa: dai, è andata bene. Posso avvertire tutti. Lo scrivo su Facebook, lo metto sul blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì notte, mentre aspetto che cominci il programma, do un'occhiata alla posta. C'è Valeria in persona che mi scrive. Ahi. Mi dice che avevamo sforato di 8 minuti, e che hanno tagliato tutti in parti uguali. Ahi ahi.&lt;br /&gt;Comincio a guardare. Uf. La solita schiena storta, il solito accento, gli occhi che ballano, gli ehm eccessivi. Vabbè, dovevo scaldarmi. Vedrai che quando interrompo l'Aprea... &lt;br /&gt;Non la interrompo più. Manca anche il punto dove tiro in ballo la scuola parrocchiale di Luzzara. In pratica, mancano le uniche due cose che mi sembrava di aver detto bene. Chissà se poi le avevo dette così bene. Ora faccio la figura del professorino tanto calmo che, l'unica volta che s'intromette, chiede persino scusa: quello che non accusa i presidi, non se la prende coi genitori, gli vanno bene le classi ponte e le quote... insomma: fatemi di tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avrà ragione Valeria, dovevo essere più diretto. Qualcosa tipo: &lt;i&gt;voi volete che i ricchi vadano alle private e gli sfigati alla pubblica&lt;/i&gt;. Invece io insisto sempre per ficcare della complessità dappertutto.&lt;br /&gt;In tv, con cinque minuti, non è il caso. La trasmissione è andata bene, ottimi ascolti rispetto alla media.&lt;br /&gt;Sarà. Alla fine quello che mi lascia l'amaro in bocca è la performance. Non è stata una frana, ma io potevo essere più bravo di così. Comunicare fa parte del mio mestiere, sono convinto di saperlo fare meglio. Avrei dovuto prepararmi – ma no, mi ero preparato, ma non nel modo giusto. Negli uffici, per concentrarmi, recitavo l'articolo 3 a memoria: hai visto mai che mi servisse al volo ("&lt;i&gt;È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli...&lt;/i&gt;") Non è servito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ringrazio ancora tutta la redazione; quelli che hanno aspettato l'una di notte e quelli che hanno provato a guardarla oggi. Meritavate tutti di meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La trasmissione &lt;a href="http://www.unmondoacolori.rai.it/sito/scheda_puntata.asp?progid=934"&gt;è qui&lt;/a&gt;. Chiudo i commenti, così andate a commentarla laggiù.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1946314-8674371434721614120?l=leonardo.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/8674371434721614120" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/8674371434721614120" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/11/2onorevoli-1blogger.html" title="2onorevoli 1blogger" /><author><name>leonardo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="09617248510418433586" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/Su9BIWftfJI/AAAAAAAAByg/fG2LTkm0yGw/s72-c/Intervallo.jpg" height="72" width="72" /></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1946314.post-1213684487040012803</id><published>2009-11-01T11:31:00.002+03:30</published><updated>2009-11-01T13:28:06.240+03:30</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="coccodrilli" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="repliche" /><title type="text">L'è el dì di mort, alegher!</title><content type="html">&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/Su06-fQac0I/AAAAAAAAByY/dpuLUzS2geU/s1600-h/cimitero-americano.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/Su06-fQac0I/AAAAAAAAByY/dpuLUzS2geU/s200/cimitero-americano.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Questo sito, tra le altre cose, sta diventando&lt;br /&gt;un impressionante cimitero:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2009/09/allegria-di-naufragi.html"&gt;Mike Bongiorno&lt;/a&gt;, presentatore&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2009/08/graven-by-fool.html"&gt;Fernanda Pivano&lt;/a&gt;, traduttrice&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2009/06/dont-you-black-or-white-me.html"&gt;Michael Jackson&lt;/a&gt;, ballerino, cantante&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2008/12/ma-cos-la-destra-cos-la-sinistra.html"&gt;Gérard Lauzier&lt;/a&gt;, fumettista&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2008/10/e-il-nostro-vescovo-santo.html"&gt;Santo Quadri&lt;/a&gt;, vescovo&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2008/09/ma-anche-qualcuno-quaggi.html"&gt;Paul Newman&lt;/a&gt;, attore&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2008/09/no.html"&gt;David Foster Wallace&lt;/a&gt;, scrittore&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2008/05/le-nuove-notti-bianche.html"&gt;Nicola Tommasoli&lt;/a&gt;, perché non aveva una sigaretta&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2007/11/se-piangi-ancora-chiamo-enzo-biagi-che.html"&gt;Enzo Biagi&lt;/a&gt;, fumettista&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2007/09/oim-e-non-danzer-mai-pi.html"&gt;Luciano Pavarotti&lt;/a&gt;, cantante&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2007/02/edizione-straordinaria.html"&gt;Hu Zhiquian&lt;/a&gt;, cinese&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2006/10/domani-allamore-si-fa.html"&gt;Bruno Lauzi&lt;/a&gt;, cantante&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2006/09/io-respiro-e-tu.html"&gt;Oriana Fallaci&lt;/a&gt;, un bel caratterino&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2006/07/syd.html"&gt;Syd Barrett&lt;/a&gt;, cantante&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2005/04/2025.html"&gt;Giovanni Paolo II&lt;/a&gt;, pontefice&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2004/04/ma-non-c-dubbio-che-quattrocchi-sia.html"&gt;Fabrizio Quattrocchi&lt;/a&gt;, italiano&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2004/02/sabato-sera-ero-via.html"&gt;Marco Pantani&lt;/a&gt;, ciclista&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2003/04/continua-da-ieri-allora-feci-proprio.html"&gt;Tom Harindal&lt;/a&gt;, attivista filopalestinese&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2003/03/un-altro-ragazzo-si-tolto-la-vita.html"&gt;Ermir Haxhiaj&lt;/a&gt;, cadetto a Modena&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2003/03/so-thanks-for-allowing-me-to-not-feel.html"&gt;Rachel Corrie&lt;/a&gt;, attivista filopalestinese&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2003/03/che-vuo-sap-ca-nun-ce-sta-nisciuno.html"&gt;Roberto Murolo&lt;/a&gt;, cantante&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2003/02/lavoratori-prrrrrrrrrrrrr-se-penso.html"&gt;Alberto Sordi&lt;/a&gt;, attore&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2003/01/maestri-di-vita-4-giorgio-gaber-1939.html"&gt;Giorgio Gaber&lt;/a&gt;, cantante, attore, drammaturgo&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2002/12/e-diedero-loro-luva-che-matura-nel.html"&gt;Joe Strummer&lt;/a&gt;, cantante&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2002/03/basta-piet-anchio-come-lei-signora.html"&gt;Raffaele Ciriello&lt;/a&gt;, giornalista&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2002/10/marco-biagi-morto-son-diversi-mesi.html"&gt;Marco Biagi&lt;/a&gt;, giuslavorista&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2001/11/make-love-singing-songs-ieri-sera.html"&gt;George Harrison&lt;/a&gt;, chitarrista&lt;br /&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2001/07/ci-si-ritrova-in-questi-giorni-tra.html"&gt;Carlo Giuliani&lt;/a&gt;, ragazzo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1946314-1213684487040012803?l=leonardo.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://leonardo.blogspot.com/feeds/1213684487040012803/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/11/le-el-di-di-mort-alegher.html#comment-form" title="20 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/1213684487040012803" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/1213684487040012803" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/11/le-el-di-di-mort-alegher.html" title="L'è el dì di mort, alegher!" /><author><name>leonardo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="09617248510418433586" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/Su06-fQac0I/AAAAAAAAByY/dpuLUzS2geU/s72-c/cimitero-americano.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">20</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1946314.post-5330753828491328574</id><published>2009-10-30T03:38:00.000+03:30</published><updated>2009-10-30T03:38:51.100+03:30</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="autoreferenziali" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="tv" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="segnalazioni" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="scuola" /><title type="text">When In Rome</title><content type="html">&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SuouWQLfY1I/AAAAAAAAByQ/mCG0Fj7_KZU/s1600-h/img_dettaglio.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SuouWQLfY1I/AAAAAAAAByQ/mCG0Fj7_KZU/s320/img_dettaglio.jpg" vr="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.unmondoacolori.rai.it/sito/scheda_puntata.asp?progid=934"&gt;Crash &lt;/a&gt;è una bella trasmissione di RaiEdu che approfondisce, per quanto si possa fare in mezz'ora, il problema dell'integrazione degli immigrati in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siccome è davvero molto interessante, va in onda venerdì all'una di notte (tecnicamente, sabato all'una del mattino). La puntata di stanotte verterà sul problema dell'integrazione dei bambini di origine straniera nelle scuole: ci sarà l'on. Valentina Aprea (PDL, presidente della Commissione Cultura Scienza e Istruzione, autrice di un progetto di legge che rivolterà la scuola come un calzino) e la sen. Mariapia Garavaglia (responsabile settore scuola del PD: ai tempi di Veltroni era nel Governo Ombra).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sarà anche un professorino di scuola media che farfuglierà le sue impressioni in un irritante accento emiliano. Se avete di meglio da fare, e all'una di notte è abbastanza probabile, la trasmissione sarà online lunedì &lt;a href="http://www.unmondoacolori.rai.it/sito/scheda_puntata.asp?progid=934"&gt;qui, dove si potrà anche commentare.&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi magari la prossima settimana vi racconto di cosa parlano l'onorevole e la senatrice nei fuorionda (di spille).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;i&gt;Ringrazio tutta la redazione che è stata davvero gentilissima&lt;/i&gt;).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1946314-5330753828491328574?l=leonardo.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://leonardo.blogspot.com/feeds/5330753828491328574/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/when-in-rome.html#comment-form" title="35 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/5330753828491328574" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/5330753828491328574" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/when-in-rome.html" title="When In Rome" /><author><name>leonardo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="09617248510418433586" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SuouWQLfY1I/AAAAAAAAByQ/mCG0Fj7_KZU/s72-c/img_dettaglio.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">35</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1946314.post-2241587075333231856</id><published>2009-10-29T05:19:00.006+03:30</published><updated>2009-11-01T11:34:49.354+03:30</updated><title type="text">...e non ne rimase nessuno</title><content type="html">&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SujwlFLVJcI/AAAAAAAAByI/HvRK1VGoQTo/s1600-h/bimbi.gif" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SujwlFLVJcI/AAAAAAAAByI/HvRK1VGoQTo/s320/bimbi.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;12 piccoli indiani&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma se domani, per dire, mi portassero davanti a una collaboratrice del ministro Gelmini, e mi chiedessero come la penso delle sue proposte sulle quote-stranieri nelle classi, ce la farei a organizzare un discorso coerente? Non ne sono così sicuro. Comunque direi qualcosa del genere:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;- Il Ministro Gelmini diceva in settembre che &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/interni/gelmini_in_ogni_classe_non_piu_30_stranieri/15-09-2009/articolo-id=382624-page=0-comments=1"&gt;In alcune classi la presenza degli immigrati sfiorava il 100%&lt;/a&gt;: “queste”, diceva, “non sono le condizioni adatte per favorire l’integrazione”. Beh, in effetti no.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- Ma qui c'è qualcosa che non torna. In Italia ci sono tanti immigrati, ma non &lt;i&gt;così&lt;/i&gt; tanti. Esistono davvero questi piccoli comuni padani letteralmente occupati da stranieri?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- Nel caso di &lt;a href="http://www.flcgil.it/notizie/rassegna_stampa/2009/ottobre/manifesto_cittadini_a_scuola"&gt;Luzzara&lt;/a&gt;, che ha fatto un po' discutere (una scuola dell'infanzia ha dovuto istituire una classe di soli bambini di origine straniera), basta avvicinarsi un po' per scoprire che lì nei pressi c'è una scuola parrocchiale dove probabilmente gli immigrati non vanno. Ecco svelato il mistero: i bambini italiani ci sono. Ma i genitori li iscrivono altrove.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- I genitori. Quasi nessun genitore è razzista, ma tutti vogliono il meglio per i loro figli. I cognomi stranieri li spaventano. Almeno il primo giorno: di solito a ottobre sono già molto più tranquilli. Ma quelli che avevano veramente paura ormai hanno già iscritto il figlio altrove: per esempio a una paritaria. Però la paritaria è finanziata con fondi degli enti locali e coi buoni scuola dello Stato, per cui dovrebbe aiutare a risolvere il problema, non crearlo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- Anche dove non c'è la paritaria, ti capita di trovare lungo lo stesso corridoio una classe con 12 alunni di origine straniera e una classe 100% italiana. Cosa succede? Succede che ogni scuola propone ai genitori avveduti, nel suo Piano dell'Offerta Formativa, qualche espediente per non infilare il proprio figlio in una classe &lt;i&gt;troppo&lt;/i&gt; multiculturale (insomma, un negretto ogni tanto ci sta anche bene, ma che non siano&amp;nbsp;&lt;i&gt;troppi&lt;/i&gt;). Ad esempio: i corsi di strumento musicale, i corsi bilingue con una seconda lingua un po' più difficile, come il tedesco (mentre i nordafricani, si sa, scelgono tutti il francese...) Così già alle medie abbiamo classi col numero chiuso: è chiaro che lì arriveranno più facilmente bambini che non hanno problemi di integrazione. Di solito italiani, ma anche figli di immigrati ormai integrati che magari parlano italiano anche in famiglia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- Ora, se io accetto che si formi una classe di 28 bambini senza problemi di integrazione (in in una pubblica o un una paritaria) sto anche accettando che da qualche altra parte si formi una classe di 28 bambini che hanno problemi di ogni tipo. Non solo di integrazione: potranno provenire da famiglie disagiate, o soffrire di particolari disturbi (a proposito, ci avete tagliato gli insegnanti di sostegno). Per cui non solo gli studenti stranieri tendono ad essere ammucchiati nelle stesse classi, ma anche gli italiani in quelle stesse classi sono già in partenza più problematici. È un sistema che si morde la coda: l'ansia dei genitori di non iscrivere il figlio a una classe ghetto finisce col creare una classe ghetto, nella quale l'anno successivo un altro genitore cercherà di non iscrivere il figlio, e così via.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;- Gli stessi genitori poi si scandalizzano se qualcuno comincia a proporre classi-ponte di soli stranieri da alfabetizzare. Però se si accettano criteri di preselezione degli studenti, è chiaro che per ogni classe d'élite da qualche parte si formerà un ghetto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;- Se si vuole andare verso un modello di scuola autonoma in concorrenza con le altre (e lo so, Onorevole, che lei ci vuole andare), si accetta un modello preciso, di marca anglosassone. Ora, tra le tante cose buone e cattive che ci sono arrivate dagli USA e dalla Gran Bretagna, mancano ancora i riots razziali. Quelle rivolte che scoppiano nei quartieri-ghetti per mano di una gioventù che non si riconosce nella nazione in cui vive più o meno dalla nascita. Se laggiù le cose vanno così, perché non dovrebbe succedere anche da noi? Vi lamentate che rischiamo il Londonistan, e poi ci proponete una riforma all'inglese. Ehm.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;- Invece la scuola che abbiamo oggi, per quanto confusionaria e maldestra, è il primo strumento d'integrazione delle famiglie straniere, e in certi casi l'unico. Non buttiamola via. Facciamo anche scuole private finanziate da fondazioni, ma obblighiamole a prendere su di sé la loro quota di studenti immigrati e disagiati. Un 30% mi sembra ragionevole.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Però&lt;b&gt; in tutte le scuole, comprese le paritarie&lt;/b&gt; (altrimenti cosa intendete fare, caricare il surplus di studenti stranieri sui pulmini e portarli nelle scuole di altri comuni? Suona un po' sinistro). Certo, molte delle scuole paritarie sono confessionali. Vorrà dire che dovranno esserlo un po' meno, nello spirito della Costituzione. E poi comunque il crocefisso al muro c'è anche nella scuola pubblica; per l'alunno musulmano non è che cambierà molto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;- Invece se parliamo di quota di stranieri in una classe, il 30% mi sembra in realtà un tetto molto alto: 9 su 27, domani 10 su 30! Una classe così, a occhio, mi sembra già un ghetto potenziale. Meglio spalmare. Dove ci sono venti stranieri e dieci classi, due stranieri in tutte le classi. Tutte, anche le classi un po' 'speciali' con la lista di attesa. I genitori brontoleranno, ma dobbiamo essere consapevoli che è proprio la nostra inclinazione ad assecondare il brontolìo dei genitori che alla lunga crea il ghetto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;- Il 30% comunque è un'imposizione dall'alto: non sarebbe il caso di lasciare una maggiore autonomia di scelta a insegnanti e dirigenti scolastici? A volte per evitare una classe troppo straniera si separa una persona dall'unico compagno che parla la sua lingua e può fargli da ponte.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;- Il 30%, infine, è uno slogan, pronunciato per giunta nel momento più sbagliato: le classi si fanno in luglio, il Ministro comincia a parlarne in settembre. Ma a settembre i genitori vanno a vedere l'elenco della classe del figlio nella bacheca della scuola, trovano un sacco di cognomi stranieri, e non capiscono perché il Ministro dica una cosa e la scuola ne faccia un'altra. Il personale scolastico andrebbe trattato con maggior rispetto: prima di lanciare slogan che giornalisti e genitori recepiscono immediatamente, bisognerebbe condividerli con dirigenti e insegnanti. Altrimenti di fatto l'insegnante è messo in mezzo tra un Ministro che a volte sta solo pensando a voce alta e un genitore convinto che il pensiero sia già stato tradotto in legge.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;- Perché poi a trasformare le boutades in realtà servono risorse, e voi le risorse ce le state tagliando. Una scuola che non ha più fondi per organizzare corsi di alfabetizzazione non fa più integrazione. Il personale ci sarebbe, le strutture anche: mancano i soldi. E allora in realtà di cosa stiamo parlando? Se siete convinti che l'integrazione sia necessaria, bisogna finanziarla. È senz'altro un investimento sul futuro, sui riots che avremo o non avremo, sui geni potenziali che potrebbero inventarsi il made in Italy di domani e che oggi stanno in una classe dove nessuno riesce a insegnar loro a spiegarsi in italiano.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;- A proposito, non è vero che un bambino infilato in una classe italiana senza che conosca una parola di italiano dopo un po' parla e scherza coi compagni. Ovvero, a volte effettivamente accade, ma il più delle volte no. C'è gente che rimane in silenzio a fissare una parete per anni interi. Vi rendete conto cosa sia rimanere seduti per anni interi a sentire una lingua che non vi è chiara? Perché è quello che stiamo facendo passare a questi bambini. È difficile pensare che in seguito ameranno la loro patria di adozione. Magari se ne torneranno in Bulgaria e s'inventeranno il Made in Bulgaria.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;Sullo stesso, annoso argomento:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2008/10/come-diventare-leghisti-1.html"&gt;Come diventare leghisti&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2008/10/yu.html"&gt;Indovina chi va al liceo&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2008/12/mi-sembrato-di-vedere-un-sepolcro.html"&gt;Il ponte sul fiume Ipocrisia&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2008/12/ma-io-non-c-metodo.html"&gt;Ma io non c'e' metodo&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2009/09/considerazioni-di-un-impolitico.html"&gt;La scuola, senza politica&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1946314-2241587075333231856?l=leonardo.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://leonardo.blogspot.com/feeds/2241587075333231856/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/e-non-ne-rimase-nessuno.html#comment-form" title="5 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/2241587075333231856" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/2241587075333231856" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/e-non-ne-rimase-nessuno.html" title="...e non ne rimase nessuno" /><author><name>leonardo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="09617248510418433586" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SujwlFLVJcI/AAAAAAAAByI/HvRK1VGoQTo/s72-c/bimbi.gif" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1946314.post-2369133821019655589</id><published>2009-10-27T19:19:00.006+03:30</published><updated>2009-10-27T20:21:14.458+03:30</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cinema" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="fumetti" /><title type="text">La vendetta del faccione</title><content type="html">&lt;object align="right" height="210" width="360"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/B0lTVDyg4us&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/B0lTVDyg4us&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="210" width="360" align="right"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;b&gt;Saltare in aria col cinema d'azione&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ok, Tarantino, lo ammetto: di te non avevo capito niente. &lt;br /&gt;Dai tempi della palma d'oro addirittura, quando Pulp Fiction sbancò Cannes e sembrava l'inizio di una nuova era. Un nuovo linguaggio, un nuovo montaggio, una nuova violenza, truculenta e scanzonata, il citazionismo ironico, tante cose a cui una generazione senza molta identità (la mia) si aggrappò immediatamente. Qui in Italia il “pulp” ci mise 15 giorni a diventare una macchietta di sé stesso, ma tu probabilmente non lo hai mai saputo. Eri già altrove. No: in verità non eri mai nemmeno stato lì. Era tutto un abbaglio, ci ho messo anni per capirlo. Tu non mostravi nessun nuovo linguaggio: non eri il futuro e non hai mai preteso di esserlo. Eri nel passato e non ne sei mai venuto fuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si parla spesso della tua cinefilia cronica: di solito passi per un onnivoro senza criterio, un frullatore americano in cui Kurosawa si centrifuga con Barbara Bouchet. È vero, ami di tutto, però non ami &lt;i&gt;tutto&lt;/i&gt;. Pensandoci bene c'è un sacco di cinema che non citi mai, di cui non parli mai. Dagli Ottanta i tuoi riferimenti si diradano all'improvviso (estremo oriente a parte, forse) per svanire del tutto. In questo il tuo amico Rodriguez ti è complementare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, è evidente, eppure ci ho messo tanti anni a capirlo: il cinema di oggi non ti piace. Tutto il vintage che rimetti ciclicamente a nuovo, mai posteriore al '79, ha un senso polemico che mi era del tutto sfuggito. In fondo sei un reazionario. E non fai film d'azione, quasi mai: magari provano a venderli così, ma non sono film d'azione. Non nel senso che oggi ha il termine. Sono film dialogati, anche quando girano katane; e questo spiega come mai con te capita sempre di vedere &lt;a href="http://www.akille.net/2009/10/01/quattro-ragioni-per-dare-gloria-ai-bastardi/"&gt;spettatori che si alzano&lt;/a&gt;: erano venuti per i bang bang e si ritrovano in mezzo a dei bla blà. Ora, c'è gente che i bla blà non li regge, peggio: non li capisce. Dopo tre battute perde il segno, chi è che ha detto cosa? Ma questo film è... &lt;i&gt;difficile&lt;/i&gt;! Soprattutto i ragazzini: non sorprende, cresciuti a Wachowski e Michael Bay, si aspettano accelerazioni, ralenty e soprattutto molti clang clang: tu invece sei statico, inquadri facce che parlano, parlano... Stavo per dire teatrale, ma no, c'entra poco anche il teatro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SucYTygV-nI/AAAAAAAABx4/Lj6bs9e_Ro0/s1600-h/inglorious-basterds-1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SucYTygV-nI/AAAAAAAABx4/Lj6bs9e_Ro0/s320/inglorious-basterds-1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Piuttosto... anche qui ci ho messo parecchio a capire: poi leggendo un tale che non ti sopportava ho capito. Un fumettone, diceva. Beh, sai una cosa? Aveva ragione. I tuoi film migliori sono sontuose graphic novel. Sequenze meravigliosamente impaginate, scene statiche, didascalie e soprattutto fumet... dialoghi. Lunghissimi dialoghi, li leggiamo mentre restiamo fermi davanti alla vignetta, pardon, l'inquadratura, e la battuta e l'inquadratura ci entrano in testa così, icastiche, dritte dritte nell'archivio mentale dei migliori fumetti della nostra vita. Anche in questo perfettamente speculare a Rodriguez: lui prende i fumetti veri e li usa come sceneggiature; tu prendi il grande cinema e lo trasformi in uno strano bastardo, un fumetto di celluloide. E come i grandi artisti del fumetto, riesci a trasformare in qualcosa di intellettualmente appagante l'intreccio più pacchiano (la trama di Inglorious Basterds è una cosa impossibile da raccontare restando seri, eppure). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo tanti stucchevoli quadretti di Tarantino cinefilo, lo scorcio inedito sul Tarantino cinefobo è ben più interessante. E allora diccelo: qual è il cinema che odi? Chi lo avrebbe detto mai, gli sparaspara. &lt;i&gt;L'orgoglio della nazione&lt;/i&gt;, il finto capolavoro di Goebbels, non è una summa di tutto l'action movie moderno? Inquadra nemico, spara. Inquadra altro nemico, spara, spara, spara. Hitler se la gode e divora i popcorn. Ma c'è anche qualcosa del Soldato Ryan, o di quell'&lt;a href="http://piste.blogspot.com/2008/10/real-disaster-movie.html"&gt;immondo pezzo di celluloide&lt;/a&gt; che Spike Lee venne a girare in Toscana qualche anno fa. Sparatorie: puah. Roba da cecchini repressi. Tarantino preferisce gli standoff: gente che si fissa con la pistola in mano. Se invece vi piacciono i montaggi nervosi e i bangbang – ci dice – siete nazisti, e non meritate lezioni di umanità. Vi farò saltare in aria sulle vostre poltroncine. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non&lt;i&gt; subito&lt;/i&gt;. Questo è il segreto. Io non sono un qualunque Michael Bay. Io prima di ammazzarvi vi terrò una lezione di vero cinema, quello antico dei Maestri, che sequestrava in sala lo spettatore. Sarete in mio potere e vi farò sentire la paura e il dolore. Da una curva farò spuntare l'emissario della Bestia – è gentile e senza umane tenerezze, e la sua lingua velenosa conosce tutte le lingue della terra e dell'inferno. Lo farò sedere al vostro tavolo, e mentre gioca al gatto e al topo con voi, io nasconderò una famiglia di ebrei sotto le assi del vostro soggiorno. Voi avrete pena per loro e per voi stessi: e li tradirete. Perché non avrete scelta, e perché siete totalmente succubi delle parole della Bestia, del meccanismo antico di un cinema che ti faceva sudare con le parole e con gli sguardi. Nient'altro che sguardi e parole, e avrete già tradito i vostri fratelli. Ed è solo l'inizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi vi reinsegnerò cos'è la violenza. Niente pistole. Troppo facili, diceva il Cavaliere Oscuro. Troppo banali. Io vi mostrerò l'incontro non spettacolare tra una testa e una mazza da baseball: senza moviole e carrelli circolari, un normale fatto della vita: mazza colpisce testa, strike. Vi farò vedere come scotennavano gli apaches. Vi mostrerò cosa significa, letteralmente, tirare il collo a una persona che vi fissa negli occhi. E non avrò fretta, mai: vi lascerò il tempo di annusare la paura e di digerire il dolore. Questo era il cinema, una volta: un meccanismo di attese. Questo è rimasto il mio. La violenza la mostro, non mi tiro indietro, ma quello che m'interessa è sempre un attimo prima: la tortura, la suspance. Lo so che a voi non piace. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voi volete i bangbang. E io allora manderò l'operatore a sbarrare le uscite, e vi darò i bangbang nella schiena, mentre un meraviglioso faccione resuscitato dagli anni '20 vi ride in faccia la mia vendetta, la vendetta del cinema antico sui suoi indegni spettatori. E chi risparmierò sarà marchiato per sempre col segno della Bestia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perdonami se non ti ho capito, Quentin Tarantino. Tu non hai forse una sola parola nuova da aggiungere a Leone o a Ford; ma hai la dinamite necessaria a far saltare in aria tutti i Bay e i Bruckheimer che occupano il cervello dei ragazzini. Il tuo cinema è un atto di fede nel linguaggio che si screzia in dialetti, nei silenzi negli sguardi e nei gesti che possono valere una vita o terminare una guerra, più di cento fucili da cecchino. Sei l'ultimo europeo in America, o viceversa, non importa: sei un bastardo reazionario, e io sono con te. Ti devo cento scalpi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1946314-2369133821019655589?l=leonardo.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://leonardo.blogspot.com/feeds/2369133821019655589/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/la-vendetta-del-faccione.html#comment-form" title="23 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/2369133821019655589" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/2369133821019655589" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/la-vendetta-del-faccione.html" title="La vendetta del faccione" /><author><name>leonardo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="09617248510418433586" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SucYTygV-nI/AAAAAAAABx4/Lj6bs9e_Ro0/s72-c/inglorious-basterds-1.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1946314.post-8743857446411605118</id><published>2009-10-24T03:02:00.003+03:30</published><updated>2009-10-24T03:11:40.135+03:30</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="primarie 2009" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="astensionisti maledetti" /><title type="text">Andate a votare (e ringraziate)</title><content type="html">&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SuI6B8JNN0I/AAAAAAAABxw/5rRKe7V_jJA/s1600-h/BlackHole.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SuI6B8JNN0I/AAAAAAAABxw/5rRKe7V_jJA/s320/BlackHole.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Il partito centrifugo&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro astensionista di sinistra, &lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/search/label/astensionisti%20maledetti"&gt;proprio tu (che nostalgia)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Caro amico che pur potendo votare un candidato alla segreteria del PD non lo farai: non so neanche perché perdo tempo con te – &lt;a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/10/22/perche-non-voterai-alle-primarie/"&gt;Gilioli ha già scritto tutto.&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Quel che posso aggiungere è: che altro deve fare questo Partito per avere un po' della tua approvazione? Quale altro partito al mondo ti chiede direttamente un parere sulla segreteria, senza neanche farti una tessera? Più di così cosa pretendi, esattamente? Devono venirti in casa e farsi dettare la piattaforma?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ti piacciono tutti e tre i candidati? È comprensibile, nemmeno io mi riconosco perfettamente in nessuno di loro. Ma sono tre, mai così diversi l'uno dall'altro, e il risultato non è mai stato meno scontato di così. Nessuno di loro è il candidato dei tuoi sogni? Ma per inciso, l'hai mai incontrato l'uomo/donna dei tuoi sogni? Sei riuscito a fare il mestiere dei tuoi sogni? E l'hai poi comprata, la casa dei tuoi sogni? Se davvero tu vivi lì, professionista realizzato, con il partner che hai sempre desiderato, posso capire la tua riluttanza ai compromessi. Diversamente, spiegami una buona volta perché i compromessi vanno bene sul lavoro, in famiglia, tra gli amici – ma in politica no. Manco ne andasse della tua anima – ma tu ci credi, poi, all'anima? Perché a volte ti comporti proprio come se.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io lo so che Bersani non è proprio il nuovo. Lo so che Franceschini non è così a sinistra. So anche che Marino non è esattamente prontissimo. Ma sono i candidati che abbiamo. Non credo che ce ne fossero di migliori in giro – si sarebbero fatti vivi, e invece no. Chissà, forse io e te, impegnandoci, avremmo sviluppato idee e strategie più interessanti di quei tre. Ma io e te avevamo di meglio (di meglio?) da fare, e tutto quello che il bacino elettorale democratico ha saputo esprimere sono stati quei tre. Stavolta abbiamo avuto il tempo di cercarne di migliori, e se non li abbiamo trovati, evidentemente non c'erano. La vita è breve, e l'Ideale dovrà sempre essere selezionato tra quel che passa il convento in un determinato periodo di tempo. Almeno io la penso così, ma bisogna dire che io ho avuto un'educazione all'antica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi fu infatti spiegato da piccolo che non avrei potuto avere tutto quello che chiedevo, che in certi casi chiedere era persino scortese, e che invece dovevo impegnarmi ad apprezzare quel che c'era: che la creatività e la felicità consistevano proprio in questo. È poi discutibile che io sia cresciuto felice e creativo, ma senz'altro un po' più incline ai compromessi. Oggi vedo che con le nuove generazioni s'insiste molto sul Sogno, bisogna avere un Sogno e non arrendersi mai: poi si arriva a quarant'anni che ci si arrenderebbe volentieri anche al primo venuto, ma nessuno ti ha mai insegnato come si fa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora, caro amico, in amore non saprei dirti, ma in politica è così: si va su internet, si leggono i programmi dei candidati, e ci si arrende a quello che ci fa meno schifo. Senza vergognarsi, non c'è niente da vergognarsi: è come quando tu vorresti andare al mare ma ti tocca la montagna, succede; da bambino avresti pestato i piedi, ma del resto da bambino eri un narciso insopportabile. E ringrazia che c'è ancora qualcuno che ti dà tre opzioni, invece di ritagliarti addosso un target prefabbricato. Qualcuno che ancora non ti tratta come carne da sondaggio farlocco. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, vedi, divento antipatico. È controproducente. Caro astensionista, riflettici bene: da una parte c'è Berlusconi – no, non voglio farti la solita tirata antiberlusconiana, tu dàlla per scontata. Diciamo meglio così: da una parte c'è un Uomo, che incarna una storia, un sistema di interessi, un blocco sociale, e secondo me anche un'ideologia. Il mercato de-regolato senza nessun rispetto o garanzia per gli utenti, la trasformazione del ceto medio in plebe desiderante ed eternamente insoddisfatta, tutto questo si condensa in un Uomo, che prima finanzia una parte politica e poi, letteralmente, se la mangia: fino alla coincidenza assoluta del partito con la sua personalità e i suoi interessi. Il centrodestra sostanzialmente è questo, con qualche guarnizione leghista o finiana o cattolica o meridionalista – non ha molta importanza, finché tutto orbita intorno a Lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A un centrodestra centripeto si contrappone un centrosinistra centrifugo, al centro del quale... non c'è niente: né ideologie, né interessi, né soprattutto Uomini; chi prova ad avvicinarsi al vertice schizza via dopo pochi mesi o anni. Via Occhetto con la sua macchina di guerra; via Prodi con la sua idea di Ulivo onnicomprensivo; via D'Alema col suo Paese normale; via Rutelli, qualsiasi idea avesse; via, buon ultimo, anche Veltroni, che lascia dietro di sé un'architettura fatta apposta per lui – ovvero un po' sbilenca. Certo, tutti questi personaggi non sono proprio spariti: scrivono libri, rilasciano interviste, descrivono ancora ampi giri intorno a quel centro; ma a ogni orbita sono un po' più lontani. Chissà poi cosa c'è al centro, magari l'antimateria. Lo spettacolo di questa centrifuga, con gli anni, può anche far venire la nausea. Ma la verità è che la situazione è molto interessante (io almeno sono stato educato a trovarla sempre molto interessante). Il PD per ora non è il partito di nessuno; eppure chiunque dopodomani sostituirà Veltroni non potrà non dare un'impronta personale a una struttura che dovrà rifare da capo. E non puoi dire, andiamo, che non cambi niente tra un Bersani o un Franceschini (o un Marino). Cambierà tutto: uomini, strategie, progetti. E non vuoi dire la tua proprio stavolta? Piuttosto smetti di andare ai referendum, quelli sì ormai son tutti inutili. Ma il voto di domenica sarà qualcosa di storico, comunque vada. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi voto io? Non so, giuro, sono ancora indeciso. Dopo mesi di discussioni non credo di avere le idee più chiare di quanto non possa averle tu, o chiunque altro. E inoltre non ha molta importanza, visto che sosterrò chiunque vinca domenica. Sì, ho intenzione di salire immediatamente sul carro del vincitore, e non scendere almeno fino al – ho controllato – due febbraio. Cento giorni senza tirare al segretario del Pd, ho promesso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1946314-8743857446411605118?l=leonardo.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://leonardo.blogspot.com/feeds/8743857446411605118/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/andate-votare-e-ringraziate.html#comment-form" title="126 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/8743857446411605118" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/8743857446411605118" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/andate-votare-e-ringraziate.html" title="Andate a votare (e ringraziate)" /><author><name>leonardo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="09617248510418433586" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SuI6B8JNN0I/AAAAAAAABxw/5rRKe7V_jJA/s72-c/BlackHole.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">126</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1946314.post-3821106246454431820</id><published>2009-10-23T03:53:00.004+03:30</published><updated>2009-10-23T20:55:52.606+03:30</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="internet" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Berlusconi" /><title type="text">Salviamo la vita a Berlusconi</title><content type="html">&lt;object align="right" height="244" width="325"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/m4q3Ymfod-I&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/m4q3Ymfod-I&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="325" align="right"  height="244"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;La domanda mi sembrava un po' banale, ma visto che insistete me la porrò anch'io, esattamente nei termini che tanto hanno fatto discutere: &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/interni/quelli_che_vogliono_uccidere_berlusconi/15-10-2009/articolo-id=390873-page=0-comments=1"&gt;ma santo cielo, possibile che nessuno sia in grado di ficcare una pallottola in testa a Berlusconi?&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io no, per carità, i delitti politici mi ripugnano. Perché non amo la violenza, si sa, ma soprattutto perché non credo nella Storia dei Grandi Personaggi. Per spiegarmi meglio &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Reductio_ad_Hitlerum"&gt;ridurrò tutto a Hitler&lt;/a&gt;: se voi poteste usufruire della Macchina del Tempo, non andreste subito a Monaco negli anni Venti, in una certa birreria, a ficcare una pallottola nel cranio di un certo pittore? Quale scrupolo ve lo impedirebbe? Siete non violenti? E quindi per risparmiare una testa ne lascereste macellare milioni in una Seconda Guerra Mondiale? Ma non siate ipocriti, su, premete quel grilletto, è giusto che sia un uomo solo a morire per molti, è vangelo (Giovanni 18,14). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi ho convinto? Bene. Andate, sparate, rimontate sulla Macchina... e già che ci siete fate tappa nel 1945 per vedere i risultati. Monaco è una rovina. La Germania è terra bruciata. Una voce stentorea gracchia da una radio: è il Fuhrer che promette la Vittoria Finale. Come sarebbe a dire il Fuhrer? Non è proprio la voce che ricordate voi, magari è persino più calda e suadente; potrebbe essere Goebbels, o uno sconosciuto a cui il destino ha fatto un po' di spazio. La Storia è un fascio intricato di funzioni variabili, e una pallottola nel cranio dell'uomo più importante del mondo non cambia le cose più di tanto. Così almeno la penso io: ammazzare i divi è sopravvalutarli. Come spalare l'acqua col forcone. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La penso così anche su Berlusconi (che non è Hitler; era solo un esempio per capirci). Sono convinto che poche persone come lui abbiano saputo incarnare alla perfezione i difetti che stanno sospingendo l'Italia fuori dal novero dei Paesi civili; però se non ci fosse stato lui ci sarebbe stata un'altra incarnazione, magari un po' più alta o meno cafona. Il blocco che ha preso forma con lui continuerà a esistere anche quando lui ci avrà lasciato; più che della sua testa occorrerebbe preoccuparsi di quelle che lo hanno votato e voteranno il suo successore. Io almeno sono tra quelli che la pensano così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma siamo in pochi. La maggior parte dei detrattori di Berlusconi sembra convinta che l'Uomo abbia fatto la differenza: senza di lui, nessuno avrebbe costruito Milano Due, nessuno avrebbe concepito l'idea di raccattare centinaia di emittenze scalcinate per trasformarle in un network nazionale da offrire ai politici compiacenti in cerca di visibilità. Senza di lui, probabilmente Mani Pulite avrebbe liquidato definitivamente la vecchia partitocrazia e consegnato il Paese a una sinistra moderna. Peccato che invece ci fosse lui. Ma se una persona la pensa davvero così, perché non va immediatamente a ficcargli una pallottola in testa? Mi sembra la conclusione più sensata di tutto il ragionamento. Un orribile delitto, sì, ma sull'altro piatto della bilancia c'è la salvezza di un'intera nazione ridotta alla disperazione. Berlusconi si ritiene odiato da tutti gli elettori di sinistra: per quanto il delitto possa ripugnare ai più, su milioni di persone che lo odiano e lo considerano la fonte di ogni male se ne dovrebbe trovare almeno uno abbastanza coerente da tirare le conseguenze e premere un grilletto. La vera notizia è che non c'è.&lt;a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/italia/2009/10/22/AMvyKM2C-odiato_gatto_virgola.shtml"&gt; Diciannovemila aspiranti assassini su Facebook&lt;/a&gt; e neanche un vero emulo di Gaetano Bresci. Non vi sembra un poco strano?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanti altri personaggi hanno saputo dividere in modo così violento gli italiani? Prendiamo Mussolini. No, non voglio paragonare il berlusconismo al fascismo, stavolta. Però non è che nella Storia d'Italia si trovino molti altri personaggi in grado di dominare per più di vent'anni la scena destando amori incondizionati e rancori insanabili. Ecco, Mussolini ha subito talmente tanti attentati che nella sua pagina di wiki non ci stavano, ne hanno dovuto aprire&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Attentati_a_Benito_Mussolini"&gt; un'altra apposta&lt;/a&gt;. Vabbe', direte voi, erano altri tempi. No: l'assassinio politico non era allora molto più in voga di adesso. Può darsi che nel frattempo la tecnologia abbia reso più semplice il lavoro delle guardie del corpo – ma ha anche quello degli assassini, con bombe telecomandate e fucili di precisione che Gino Lucetti o Anteo Zamboni si sognavano. Da quel che ne so, Mussolini era molto più circospetto di Berlusconi, che ama i bagni di folla e probabilmente è l'incubo dei suoi bodyguard. Eppure in tutti questi anni tutto quello che ha rimediato è &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=Wwlau1jAP74"&gt;un microfono sui denti&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=b5Ubr7OM-sA"&gt;un treppiede sul collo&lt;/a&gt;, e un'orribile contumelia verbale: &lt;a href="http://video.google.com/videoplay?docid=-3016146057280791209#"&gt;Buffone, rispetta la Costituzione&lt;/a&gt;. Guardate che gli storici del futuro non ci si raccapezzeranno: com'è possibile? Se anche solo un decimo dell'antiberlusconismo che percepisco su Internet o in sala insegnanti fosse reale, una folla di linciatori stazionerebbe davanti a Palazzo Chigi con la corda e il sapone. Ma santo cielo, possibile che invece no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cos'è che li trattiene? C'è un individuo che da anni si accredita come l'Uomo della Provvidenza. Ha messo d'accordo leghisti, postfascisti, p2isti, collusi di mafia, tronisti ed ex del Grande Fratello. Ha ottenuto la simpatia di mezza Italia e a quel punto, invece di conciliarsi con l'altra metà, l'ha periodicamente umiliata. Li ha chiamato coglioni e farabutti – quarant'anni fa qualcuno gli avrebbe almeno mandato i padrini. No, niente. Chissà, forse 20 milioni di italiani di sinistra sono troppo maturi per concepire un delitto che completerebbe la canonizzazione del Divo Silvio, &lt;a href="http://www.berlusconibeato.com/"&gt;già avviata in terra.&lt;/a&gt; È un'ipotesi. Ma io ne ho una migliore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo me Berlusconi &lt;i&gt;deve la sua vita a Internet&lt;/i&gt;. A questa meravigliosa camera di compensazione di tutte le nostre frustrazioni quotidiane. Oddio, certe cose si facevano anche prima di Internet. C'è un vecchio film di Luchetti – non un grande film – dove un partigiano, un ragazzo mite, una sera si mette a calcolare tutte le persone da fucilare a guerra finita. Dopo un po' ha messo insieme centinaia di nomi, e il suo amico gli propone di fucilarli immediatamente, sul foglio. Lui comincia ad ammazzarli con la penna, e l'amico gli chiede: “Funziona?” Sì, funziona. I diciannovemila aderenti al gruppo Ammazziamo Berlusconi stanno usando facebook nello stesso modo. È abbastanza ovvio che odino Berlusconi – del resto Berlusconi non perde occasione per offenderli – ma sanno perfettamente che un delitto vero non li farebbe stare meglio, e così lo fanno fuori per finta, su un social network. Senza fare male a nessuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se non esistessero più i network, se non esistesse più la possibilità di mettere in fila le proprie idee e le proprie vittime su una paginetta di Internet, forse le armerie avrebbero più clienti, e la vita dei bodyguard presidenziali sarebbe più difficile. È una mia opinione, ma se c'è qualcosa di cui m'intendo nella vita è questa – in fondo cosa sarei senza questa paginetta, senza questo spazio per tirare ceffoni o pistolettate? Ve lo dico: una persona molto, molto più incazzata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1946314-3821106246454431820?l=leonardo.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://leonardo.blogspot.com/feeds/3821106246454431820/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/salviamo-la-vita-berlusconi.html#comment-form" title="26 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/3821106246454431820" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/3821106246454431820" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/salviamo-la-vita-berlusconi.html" title="Salviamo la vita a Berlusconi" /><author><name>leonardo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="09617248510418433586" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">26</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1946314.post-4775252283973952257</id><published>2009-10-21T03:19:00.003+03:30</published><updated>2009-10-24T03:07:43.000+03:30</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Pd" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="primarie 2009" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="giornalisti" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="internet" /><title type="text">Flame!</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/St5NFkuZ2qI/AAAAAAAABxo/QqGgOzRWEq4/s1600-h/la+scuola+dei+filosofi+particolare.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 371px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/St5NFkuZ2qI/AAAAAAAABxo/QqGgOzRWEq4/s400/la+scuola+dei+filosofi+particolare.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5394834161789426338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Contro le vecchie zie&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se leggete qui, siete gente che bazzica internet da un po; se bazzicate da un po', è probabile che abbiate frequentato i forum. Non c'è quindi bisogno di spiegarvi cosa sia un flame.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ve lo spiego lo stesso. Un &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Flame"&gt;flame &lt;/a&gt;è una lite che scoppia in rete tra due o più persone (ma di solito i protagonisti sono due). È tipica dei forum e di tutto ciò che tende a forumizzarsi: i commenti di un blog, una chat, facebook, eccetera. Se avete partecipato o assistito a un flame, sapete che in un primo momento sono divertenti, in seguito deliranti (e quindi in un certo senso ancor più divertenti), verso la fine frustranti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se avete una minima esperienza di flame, sapete quale importanza abbia il coro che assiste e commenta gli assalti dei due contendenti; al suo interno vi è chi parteggia apertamente per l'uno o per l'altro (rarissimi i transfughi), chi mantiene equidistanza... e poi, sempre perfettamente distinguibile, c'è la voce chioccia di chi disapprova il flame in quanto tale, e ci tiene a farlo sapere: una vecchia zia il cui repertorio spazia da “insomma, ragazzi, piantatela” a “eddai, tra un po' vi fidanzate”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se avete una certa esperienza di flame, avrete imparato ad apprezzare quelli interessanti e creativi, e a disprezzare quelli inutili e volgari; ad ammirare i contendenti più agguerriti, ma anche quelli che sanno perdere. Forse nel vostro cuore c'è persino lo spazio per un troll che ha indovinato una battuta; ma non per la vecchia zia. Se amate internet, non potete soffrirla: la vecchia zia è il Male. Internet può sopravvivere allo spam e alle foto dei gatti, ma non alla vecchia zia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando A e B litigano su un argomento, C ha diverse possibilità. Può sostenere A o sostenere B; può cercare di mediare il conflitto, proponendo una soluzione di compromesso. Può anche, semplicemente, allontanarsi: l'astensione è un'opzione assolutamente ragionevole, se si ritiene che lo scontro non abbia senso, o che l'intervento di un terzo servirebbe solo a complicare le cose. La vecchia zia non si comporta in nessuno di questi modi. La vecchia zia stigmatizza il conflitto in quanto tale. Non ha importanza chi abbia ragione; se qualcuno lo contraddice, hanno evidentemente torto entrambi. La discussione, qualsiasi discussione, è sbagliata in quanto discussione. Non bisogna discutere, è inelegante. Bisogna fare altre cose: probabilmente scattare foto ai gatti, o ai laptop, o ai gatti nei desktop dei laptop.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vecchia zia non è nemmeno più terzista: il terzista almeno si muove ancora in uno spazio compreso tra i contendenti, mentre la vecchia zia tenta una fuga nella terza dimensione. Ma chi è, insomma, questa vecchia zia? Lo siamo tutti, quando trasformiamo in argomento la nostra noia per i dibattiti altrui. Se un dibattito ci annoia, nessuno ci chiede di interessarcene. Vale per internet, vale per la carta stampata: vi annoia Scalfari che replica a De Bortoli? Leggete la cronaca sportiva. L'idea che la litigiosità segni&lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/13-ottobre-2009/giornali-polemiche.shtml"&gt; la crisi del giornalismo&lt;/a&gt; è abbastanza curiosa: le polemiche hanno sempre venduto qualche copia in più, una volta erano segno di vitalità. L'autentico primatista tra i presidenti del Consiglio italiani non è né Berlusconi né De Gasperi, ma un ex giornalista che aveva cominciato ad attaccar briga da un giornalino di provincia, e non smise finché non ebbe la testa del direttore del Corriere della Sera. Poi sì, d'accordo, il giornalismo non si esaurisce nel polemizzare con gli avversari. Ma una bella polemica è mille volte più onesta del solito editoriale ammantato di buon senso: se leggo l'affondo di A nei confronti di B, sarò curioso di vedere come risponde: se scopro che B sa parare bene il colpo, mi troverò un po' confuso: A sembrava così convincente, eppure anche questo B... mi renderò conto che esistono verità diverse, e che tocca anche a me trovarne una mia. Tutto questo mi farà crescere mille volte più di un C cerchiobottista che pretenda di sintetizzare, armonizzare... grazie, ma agli omogeneizzati di Battista o Mieli dico no. Voi datemi tesi e antitesi crude, la sintesi devo imparare a cucinarmela da solo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vale anche per la politica. Vale anche per il povero PD, funestato secondo alcuni dall'eterno scontro Veltroni/D'Alema. Eterno scontro? Magari. Il problema è proprio che D'Alema e Veltroni non hanno mai avuto il coraggio di scontrarsi davvero, di vincere o perdere. Sono rimasti lì per vent'anni a guardarsi storto, mentre le vecchie zie cicalavano insommaaaaa, bastaaa ragazziiii. Uno scontro vero, in un momento qualsiasi tra il '94 e oggi avrebbe lasciato il campo più sgombro. E invece abbiamo avuto un D'Alema che salendo a Palazzo Chigi passa la segreteria DS a Veltroni; un Veltroni che vince incontrastato le primarie '07 coi voti dei dalemiani...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Può darsi che domenica sia la volta buona: finalmente sceglieremo tra un A e un B. Tra il modello proposto da A e quello propugnato da B. Chi avrà vinto dirigerà il partito. E chi perderà?&lt;br /&gt;Negli ultimi mesi ho sentito spesso decantare il modello delle primarie americane, in cui lo scontro è violento e leale, e termina con la resa incondizionata del perdente: chi vince prende tutto, anche la fiducia di chi il giorno prima era il suo avversario. È una situazione molto diversa dalla nostra, dove intorno ai candidati si sviluppano correnti che stanno già organizzandosi un modus vivendi post-elettorale,&lt;a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/10/19/una-domanda-molto-facile-ai-tre-candidati/"&gt; con annessa spartizione delle cariche&lt;/a&gt;. Ma potrebbe anche funzionare. Mi chiedo soltanto se chi oggi canta odi sperticate delle primarie all'americana sarà pronto domani a serrare le fila intorno al candidato che non era il suo. Chi da mesi irride alla bocciofila Bersani, ce la farà a trasformarsi in bersaniano? Chi mai e poi mai voterebbe il moderato Franceschini è pronto a morire democristiano? Quelli che la laicità non è la priorità, sono pronti a morire per Marino? L'impegno è un po' più arduo di quanto non si pensi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io però non mi tiro indietro. Chiunque vincerà sarà il mio segretario. Non me la prenderò con lui, per... cento giorni, diciamo. È davvero il massimo che un segretario di Partito può pretendere da un flamer come me.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1946314-4775252283973952257?l=leonardo.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://leonardo.blogspot.com/feeds/4775252283973952257/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/flame.html#comment-form" title="21 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/4775252283973952257" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/4775252283973952257" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/flame.html" title="Flame!" /><author><name>leonardo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="09617248510418433586" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/St5NFkuZ2qI/AAAAAAAABxo/QqGgOzRWEq4/s72-c/la+scuola+dei+filosofi+particolare.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">21</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1946314.post-7281922567045564401</id><published>2009-10-19T03:05:00.006+03:30</published><updated>2009-10-19T03:27:16.687+03:30</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="preti parlanti" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Islam" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="scuola" /><title type="text">الوقت إلى الإسلام</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/StumeifKBcI/AAAAAAAABxg/umkQ4O4MOkc/s1600-h/islamic+school.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 325px; height: 228px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/StumeifKBcI/AAAAAAAABxg/umkQ4O4MOkc/s400/islamic+school.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5394088022290073026" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;Hai sentito? Vi metteranno anche &lt;b&gt;un'ora di Islam.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È solo una proposta, e comunque si tratterebbe di un'alternativa per gli studenti che scelgono di non frequentare l'ora di religione cattolica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;È una proposta dei finiani?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È una &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/immigrati-12/islam-scuola/islam-scuola.html"&gt;proposta buttata lì da Adolfo Urso,&lt;/a&gt; viceministro allo Sviluppo Economico, PDL, a un convegno di &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/interni/riforme_fini_cerca_pd_e_trova_gelo_dalema/18-10-2009/articolo-id=391732-page=0-comments=1"&gt;Farefuturo e Italianieuropei.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Italianieuropei=D'Alema, Farefuturo=Fini. Certo che Fini ci tiene davvero, ai futuri voti degli immigrati.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh, che male c'è? Quando si sbloccherà – e prima o poi si dovrà sbloccare – sarà effettivamente un bacino di voti interessante. Trovo sano che a destra ci sia qualcuno che se ne interessi. Anche con interrogativi molto pragmatici: cosa possiamo offrire al futuro elettore musulmano?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Un'ora d'Islam. E la Chiesa è d'accordo.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piano a dire “Chiesa”. Per ora è Monsignor Domenico Mogavero, presidente della Commissione Affari giuridici della Cei. Il primo Monsignore che hanno trovato al telefono, presumo. Anche se fosse la linea della Cei, non è necessariamente quella del Vaticano. Comunque un parere favorevole della Chiesa non mi stupirebbe. La posizione dell'ora di religione cattolica ne riuscirebbe consolidata: sarebbe più difficile affermare che discrimina gli studenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;L'interesse dei musulmani coinciderebbe in questo caso con quello dei cattolici...&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo e in tanti altri casi, alla Chiesa cattolica fa molto comodo presentarsi come prima inter pares tra le confessioni religiose italiane, che secondo l'articolo 8 sono tutte “egualmente libere davanti alla legge”. È il modello dell'otto per mille: lo Stato non può stipendiare direttamente i preti, sarebbe brutto, e allora che si fa? Si lasciano liberi i cittadini di scegliere se dare un obolo a cattolici, valdesi, ebrei, luterani, ecc...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;E agli islamici no?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, per ora nessun ente islamico ha avuto accesso ai fondi dell'otto per mille, e questo rende un po' farsesca la scelta, dato che basta uscire di strada per rendersi conto che la seconda religione in Italia non sono né i valdesi né gli ebrei né i luterani. Ma se ci fosse qualcosa come una 'chiesa' islamica, con la sua conferenza di mullah, con i suoi prof nelle scuole, con la sua casella nel Modello 740...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;La gente barrerebbe più volentieri la casella cattolica. Comincio a capire.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla Chiesa i musulmani servono. Sono sempre serviti. Pensa che quando avevano difficoltà a venire, se li sono andati a cercare con le Crociate. Il musulmano ti dà la carica, ti sprona. In Italia oggigiorno si va in chiesa quasi solo per salvarsi l'anima. È una motivazione debole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Come sarebbe a dire "debole"? L'eternità? &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo è, evidentemente, altrimenti le chiese sarebbero piene. Come in altre nazioni, dove ogni isolato ha la sua chiesa, e sono più piene delle nostre: come mai?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Sono io che faccio le domande: come mai?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché la chiesa del tuo isolato dev'essere per forza migliore di quella del tuo dirimpettaio, capisci? La chiesa dei battisti dev'essere meglio di quella dei pentecostali, i pentecostali devono battere gli avventisti, eccetera...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Comincio a capire. Una cosa tipo scudetto.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che in Italia riempie gli stadi, ma le chiese no. Ma se ogni quattro chiese ci fosse almeno una moschea, ecco...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Le quattro chiese si riempirebbero di più.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo me sì. E se ci fosse un'ora di Islam...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;L'ora di religione cattolica sarebbe più frequentata.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì. E diventerebbe una vera ora di religione “cattolica”. Perché ancora oggi molti prof. impartiscono, in buona fede, una specie di educazione interreligiosa: visto che nessun altro lo fa, spiegano agli alunni cattolici cos'è il Ramadam, chi era il Budda, ecc.. Ma il Concordato non chiedeva questo: chiedeva un'ora di religione cattolica, impartita da un insegnante approvato dal vescovo. Al multiculturalismo ci pensino gli insegnanti dello Stato, nelle ore restanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Non sarebbe meglio mantenere quest'ora di inter-religione e lasciar fuori dalla scuola vescovi e mullah?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarebbe senz'altro meglio, anche da un punto di vista economico (che è poi quello che scatena la discussione, perché il governo sa benissimo che l'ora di religione &lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2009/08/io-che-non-so-stare-unora-senza-te.html"&gt;è un costo in più&lt;/a&gt;: per un'ora sola occorre pagare un prof cattolico, un prof di alternativa, e da domani anche un prof musulmano, e a quel punto se una comunità ebraica o buddista ne facessero richiesta sarebbe molto difficile negare un prof ebraico o buddista).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;E allora?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora cosa vuoi, c'è sempre qualcuno che scrive “aboliamo l'ora di religione”. Mi sembra un discorso da bar, del tipo “aboliamo le tasse” o “mai più guerre”. L'insegnamento della religione cattolica è previsto dal Concordato: ritenete che in Italia ci sia un partito interessato a rivedere il Concordato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Che tipo di partito dovrebbe essere?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un partito sicuro di vincere le elezioni anche senza il voto dei cattolici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Facciamo che se ne riparla tra vent'anni?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vuoi sapere l'ironia? Che secondo me ai vescovi non gliene frega più niente dell'ora di religione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Dai&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Massì, è una vecchia battaglia, che si è già visto a quanto poco sia servita. Con un'ora alla settimana non combini niente, non converti nessuno, rendi al massimo più ridicolo il tuo rappresentante. Oggi preferirebbero avere più fondi per la loro scuola privata, sempre nel loro bel quartiere con la loro chiesa molto più bella della moschea di fronte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Quindi anche un professore d'Islam non crescerebbe tanti piccoli talebani.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Direi di no. Ma se a dodici anni sapessero cos'è l'Egira, dov'è la Mecca, perché si fa il Ramadam, la differenza tra sciiti e sunniti, io sarei più che contento. Anche perché quando gliele spiego io, queste cose, loro fanno tant'occhi, non sanno se fidarsi o no. Comunque sarei curioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Di cosa?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per esempio: se il prof è di origine marocchina, i tunisini si fiderebbero? Loro forse sì, i pachistani dubito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ma nelle moschee ci vanno tutti insieme.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mah. Mah. Finché si tratta di pregare, la lingua del Corano è una sola. Ma hai mai sentito un tunisino parlare di un marocchino? E un senegalese parlare di entrambi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Il punto è che non si tratterebbe più di marocchini o senegalesi o pachistani, ma di musulmani. Musulmani italiani.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, appunto. Significherebbe riconoscere l'esistenza di una cosa che si chiama Islam italiano, la seconda religione italiana per fedeli praticanti. Un passo enorme non soltanto per gli italiani, ma anche per loro. Sono i primi a non sentirsi pronti. Di sicuro i loro figli preferiscono uscire un'ora prima, un giorno alla settimana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1946314-7281922567045564401?l=leonardo.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://leonardo.blogspot.com/feeds/7281922567045564401/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/blog-post.html#comment-form" title="40 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/7281922567045564401" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/7281922567045564401" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/blog-post.html" title="الوقت إلى الإسلام" /><author><name>leonardo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="09617248510418433586" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/StumeifKBcI/AAAAAAAABxg/umkQ4O4MOkc/s72-c/islamic+school.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">40</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1946314.post-6811419678721933576</id><published>2009-10-15T17:18:00.007+03:30</published><updated>2009-10-16T16:50:25.237+03:30</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="scuola" /><title type="text">E un quarto d'ora d'odio?</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/StcoJWtrsSI/AAAAAAAABxY/yXwM0pqSZtc/s1600-h/scuola+della+violenza.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 213px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/StcoJWtrsSI/AAAAAAAABxY/yXwM0pqSZtc/s320/scuola+della+violenza.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5392823219980579106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La settimana della violenza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'inizio del mese il Ministero della Pubblica Istruzione ci ha fatto sapere che la settimana dal 12 al 18 ottobre sarebbe stata una “&lt;a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/violenza_settimana/"&gt;Settimana contro la violenza&lt;/a&gt;”, nel corso della quale “ogni Istituzione scolastica, nell’ambito della propria autonomia”, era invitata “a promuovere iniziative di sensibilizzazione, informazione e formazione, anche con il coinvolgimento di rappresentanti delle Forze dell’Ordine, delle Associazioni e del Volontariato sociale, rivolte agli studenti, ai genitori e ai docenti sulla prevenzione della violenza fisica e psicologica”, bla bla bla. Circolare del due ottobre.&lt;br /&gt;Insomma, avevamo una settimana di tempo, per inventarci qualche lezione sulla violenza, magari invitando all'ultimo momento rappresentanti di Forze dell'Ordine o di Associazioni. &lt;br /&gt;Io però non mi sono inventato niente. Insomma, non la sto proprio celebrando, questa settimana contro la violenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tv ne parlano. Io faccio finta di nulla. E così siamo tutti contenti. È la pacifica convivenza dell'era Gelmini-Brunetta: loro strombazzano le loro iniziative, noi ce ne freghiamo, la vita continua. Come quando Brunetta praticamente ci tolse la malattia: una cosa lievemente incostituzionale, e infatti dopo qualche mese&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/economia/pubblica-amministrazione/legge-fannulloni/legge-fannulloni.html"&gt; ce la dovette ripristinare&lt;/a&gt;. Ma nel frattempo per un annetto era andato in giro a mostrare i muscoli, io sì che li faccio rigare dritti gli statali, con me &lt;a href="http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/1564"&gt;non si ammalano più&lt;/a&gt;. Adesso siamo di nuovo liberi di ammalarci e lui è libero di fare il gradasso in tv: con reciproca soddisfazione. Perciò ho deciso che smetterò di osservare le Settimane di Questo e le Giornate di Quello. Non credo che il Ministero mi invierà mai un ispettore durante la giornata della Memoria delle vittime per le foibe, a controllare se sto parlando di foibe dal corretto punto di vista (quello, presumo, degli infoibati). Se l'obiettivo di chi inventò la Giornata era mostrare a certi elettori che &lt;i&gt;lui &lt;/i&gt;non se le dimenticava, le foibe... tale obiettivo può dirsi felicemente conseguito senza bisogno di complicare la vita a degli undicenni che in Storia sono ancora a Carlomagno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma voi avete idea di cosa significa spiegare a un undicenne cos'è una foiba (geologia), dove si trova (geografia) il contesto storico (irredentismo-fascismo-guerra civile)... tutto in 60 minuti, perché poi abbiamo la grammatica da correggere? Pensate sia uno scherzo? Avete un minimo di rispetto per il mio mestiere, che è meno facile di quel che sembra? Fidatevi, non si ficca tutta quella roba nel cervello di un ragazzino a cui ancora nessuno ha spiegato cos'è una Guerra Mondiale. È uno spreco di tempo. Le cose vanno fatte con ordine: c'è stata l'Unità d'Italia, ma Trieste era ancora austriaca; poi il '15-'18; poi il Fascismo; poi di nuovo la guerra... e a quel punto la foiba smette di essere un corpo estraneo e s'inserisce naturalmente in un bagaglio di nozioni che cresce piano piano. In questo modo si impara... ammesso che imparare sia quel che c'interessa. Al Ministero interessa molto di più “ricordare”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le foibe hanno una loro importanza, lo so. Sono il primo che ci terrebbe a parlarne. Per esempio l'anno scorso ho portato due classi  di tredicenni a Trieste. Lungo il sentiero a picco sul golfo che piaceva tanto a Rilke le hanno viste, le maledette foibe, coi loro occhietti ancora vergini. A quel punto abbiamo raccontato loro come venivano impiegate durante la guerra, e credo abbia funzionato. Quei tredicenni non si dimenticheranno tanto facilmente delle foibe. Ma non posso portarli sul Carso tutti gli anni, il mondo è vasto e vario e ci sono tanti altri massacri importanti: il Pasubio, Solferino e San Martino, eccetera eccetera eccetera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sbilancio: può darsi che l'anno prossimo non celebrerò nemmeno la giornata della Memoria per la Shoah. Mi rendo conto che è una tragedia unica nella Storia, ma i miei tredicenni l'hanno rigorosamente osservata già dai sei anni in poi: sanno La Vita è Bella a memoria e alcuni, se fanno sogni in bianco e nero, è solo perché sognano singole scene di Schindler's List. Insomma ce l'abbiamo fatta: siamo riusciti a ficcare la Shoah nel ristrettissimo bagaglio culturale del preadolescente. Adesso però si tratta di allargarlo, quel bagaglio, perché c'è il serio rischio che a parte la Shoah non vi si trovi nient'altro. &lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2008/01/il-futuro-di-chi-ha-memoria.html"&gt;Che si mettano a giocare al nazista e all'ebreo&lt;/a&gt; come noi al cowboy e all'indiano: poi il west è passato di moda, tutto è passato di moda, l'unico passato che resiste in tv al cinema e a scuola è quello coi nazisti che massacrano gli ebrei. Se alla fine fanno svastiche sui muri è anche per ignoranza di qualsiasi altro simbolo o slogan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io capisco che l'immaginario al potere sia televisivo; però non si può semplicemente applicare le logiche dei palinsesti tv all'orario scolastico: c'è l'avversario della battaglia del Ghetto? Tutti a ricordarci del ghetto. È il giorno delle foibe? Uno special sulle foibe. Ehi, avete notato che c'è molta violenza? Allora adesso blocchiamo tutto e ne parliamo... per una settimana. Tanto evidentemente non abbiamo niente di meglio da fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non abbiamo programmi ben definiti da portare a termine entro giugno: verbi irregolari e tabelline, figurati. No, noi per la maggior parte dell'anno scolastico siamo in classe a girarci i pollici in attesa che ai ministri venga in mente qualche altro anniversario storico assolutamente Non Dimenticabile. Quella che sta passando a suon di circolari è la sostituzione del Programma con l'Almanacco: a ogni giorno un Fatto Diverso. Senza collegamenti, che dovrebbero essere l'unica cosa importante: insegnare la Storia non significa inculcare una determinata quantità di nozioni, ma sviluppare negli studenti la capacità a intrecciarle tra loro secondo rapporti di causa ed effetto. Che vanno a farsi benedire nel momento in cui il palinsesto scolastico diventa uno show generalista dove oggi si parla di foibe, domani di violenza e dopodomani di Carlomagno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io poi la capisco, l'esigenza della politica di sequestrare ore di lezione per celebrare determinati episodi. Vorreste costruirci intorno una nuova coscienza nazionale, sì, lo faceva anche Mussolini ma non vuol dire, sotto certi aspetti è un proposito lodevole. Anche se con sei emittenze nazionali a disposizione forse potreste contare su strumenti più duttili e pervasivi della lezione scolastica... eh, però le fasce tv comunque costano, specie quelle protette, e i film e i cartoni violenti sono un buon investimento, ai ragazzini piacciono da matti. Per contro, obbligare i professori a festeggiare la settimana contro violenza non costa nulla. Che sia chiaro che se poi diventano violenti la colpa non è della tv, la tv non c'entra niente. È colpa del professore fissato col programma che insisteva per insegnarvi i verbi irregolari invece di approfondire il problema della violenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io di violenza ne parlo. Giusto ieri spiegavo che un conto è darsi i pugni, un conto è prendersi per il collo. Avete mai visto un'impiccagione in tv? Vi siete mai chiesti perché li appendono per il collo invece, non so, che per i piedi, le mani, i capelli? Perché l'osso del collo si spezza subito, tunc! Con tanto di schizzo esplicativo sulla lavagna. Questi dettagli funzionano sempre, gli undicenni continueranno a prendersi per il collo ma con più cautela. Insomma, che volete da me? Io per quanto posso sono sempre sul pezzo. Non mi dispiacerebbe nemmeno approfondire, invitare un traumatologo e proiettare lastre di contusioni, ma dovete darmi tempo. Invece me lo state togliendo. &lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2009/07/e-come-che-ancora-non-si-muore.html"&gt;Quest'anno mi avete segato un'altra ora di italiano alla settimana&lt;/a&gt;, adesso i miei studenti ne fanno cinque. Cinque ore alla settimana, non stupitevi se la prossima generazione non riuscirà a&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2008/09/no-more-remote-control.html"&gt; coniugare i passati remoti&lt;/a&gt;. Poi c'è lo spettro della Cittadinanza e Costituzione, un'altra materia di cui i giornalisti hanno parlato molto, ma che per adesso nelle circolari non c'è: a occhio sembra la cara vecchia Educazione Civica, ma forse dall'anno prossimo avrà una casella a parte sulla pagella. Quindi ci daranno un'ora in più? Sembra proprio di no. Dovremo ridurre ulteriormente le ore di lettere? Ma di analfabeti ne produciamo già in abbondanza (però sanno benissimo come si pronuncia Auschwitz).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La settimana scorsa il tg2 delle tredici –&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2007/05/salvare-le-api-fottersi-dei-panda.html"&gt; organo ufficioso degli adoratori dell'orsetto Knut&lt;/a&gt; ed altre lobby animaliste italiane – ha raccontato  con dovizia di particolari che il Ministro della Pubblica Istruzione (on. Maria Stella Gelmini) e il Ministro del Turismo (on. Michela Vittoria Brambilla) si erano incontrate per discutere dell'esigenza insopprimibile di trasformare l'amore per gli animali in una materia scolastica. C'è già una proposta di legge in Parlamento. Va be', immagino che in Parlamento ci sia ben peggio, ma questo è l'andazzo: ogni argomento degno di suscitare l'interesse di una seppur minuscola lobby sembra avere dignità di materia scolastica. Senza dimenticarsi, già, &lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2009/08/parlare-per-non-capirsi.html"&gt;dell'ora di dialetto&lt;/a&gt;, la proposta estiva di Bossi buona giusto per farsi due risate sotto l'ombrellone: ma che prima o poi, confido, troverà la sua strada in qualche programma scolastico autonomo regionale. Finché finalmente non tornerà a casa il figlio di un politico varesotto con un 4 in dialetto – perché forse non ci avete mai fatto caso, ma i verbi irregolari dialettali sono pure peggio di quelli italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cambiando argomento, avete presente Gengis Khan? Proprio lui, sì, l'unificatore delle sperdute tribù mongole, il fondatore del più grande impero mai esistito? Un impero esteso dalla Manciuria all'Adriatico, che i suoi successori vollero pacifico e tollerante, consentendo a Marco Polo di andare e venire a piacimento e ponendo le premesse per le prime pandemie continentali? Ecco, era la lezione di oggi. Sbrigata in venti minuti, da Gengis Khan a Marco Polo. Come, così poco? Ma valeva la pena di fondare un impero continentale per lasciare una traccia di venti minuti? Forse no, ma a giugno dobbiamo essere arrivati a Robespierre: tagliano la testa a Maria Antonietta e i ragazzi non se lo perderebbero per niente al mondo. Con due ore di Storia alla settimana, il programma scolastico è così. Se ci dobbiamo anche fermare a parlare in dialetto dell'amore per i gatti e i cani, temo che Gengis Khan avrà unificato le tribù e fondato il suo impero invano. Era meglio, sì, restarsene nella fetente pagoda del padre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1946314-6811419678721933576?l=leonardo.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://leonardo.blogspot.com/feeds/6811419678721933576/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/e-un-quarto-dora-dodio.html#comment-form" title="23 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/6811419678721933576" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/6811419678721933576" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/e-un-quarto-dora-dodio.html" title="E un quarto d'ora d'odio?" /><author><name>leonardo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="09617248510418433586" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/StcoJWtrsSI/AAAAAAAABxY/yXwM0pqSZtc/s72-c/scuola+della+violenza.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1946314.post-2647066778938484368</id><published>2009-10-14T04:39:00.003+03:30</published><updated>2009-10-14T04:53:50.821+03:30</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="terrorismo" /><title type="text">Neanche una Jihad sappiamo fare</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/StUkvufY6II/AAAAAAAABxQ/0CST_lfunPc/s1600-h/viaBlasia.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 289px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/StUkvufY6II/AAAAAAAABxQ/0CST_lfunPc/s400/viaBlasia.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5392256531198175362" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il Terrore Fai-Da-Te&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono passati otto anni dall'undici settembre 2001; sette dall'arrivo di nostre truppe in Afganistan; cinque dalle bombe di Madrid; quattro da quelle di Londra: e in Italia non c'è ancora un commando jihadista decente. Più che stupirci del fatto che un ingegnere libico senza un posto fisso provi a farsi &lt;a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_ottobre_13/attentato-caserma-fermati-presunti-complici-game-1601871723938.shtml"&gt;saltare in aria davanti a una caserma milanese&lt;/a&gt;, dovremmo riflettere su questo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'attentato di lunedì non è riuscito nemmeno a uccidere l'aspirante martire, e a conquistare i titoli più grandi dei giornali che hanno di meglio da fare (litigarsi &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/liberta-stampa-2/scalfari-commento/scalfari-commento.html"&gt;a colpi di Manzoni&lt;/a&gt;). Il gesto di Mohammed Game si inserisce insomma in quel solco di terrorismo amatoriale, terrorismo wannabe, che pare sia l'unico che si possano permettere i fondamentalisti di casa nostra. Una riedizione del botto del 2004 davanti a un &lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2004/marzo/30/esplosione_Scampato_grave_pericolo__co_5_040330022.shtml"&gt;McDonald di Brescia&lt;/a&gt;, a opera di un autotrasportatore marocchino col vizio dell'alcol; e dell'altro che infranse le vetrate della Sinagoga di Modena nel &lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2003/12/piccola-citt-piccolo-terrorista-io-in.html"&gt;dicembre del 2003&lt;/a&gt;, a opera di un altro suicida islamico e alcolista (un mix già fortemente sconsigliato dal Profeta). Ed è quasi tutta qui, l'ombra di Al Qaeda in Italia. Possibile? No. Pensate soltanto a cosa è successo nel frattempo in Spagna – una nazione che nelle imprese afgane e irachene si è impegnata un po' meno di noi. In realtà dopo il contraccolpo di Madrid, con l'imprevista vittoria di Zapatero e il ritiro immediato dall'Iraq, un attentato 'in grande stile' sembrava inevitabile: si diceva che non fosse più il caso di chiedersi “se”, ma “quando”. Qualcosa in effetti ci fu: &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Attentati_del_23_luglio_2005_a_Sharm_el-Sheikh"&gt;le bombe a Sharm el Sheikh&lt;/a&gt;, la cosa più simile a una colonia italiana d'oltremare. Ma un attentato in una grande città italiana avrebbe senz'altro avuto una risonanza diversa. Ci si potevano costruire intorno serie previsioni: se fosse accaduto durante l'interregno del centrosinistra ne avrebbe senz'altro accelerato la fine; all'inizio di un governo di centrodestra avrebbe polarizzato ancora di più l'opinione pubblica intorno ad argomenti (sicurezza, identità “cristiana”, reato d'immigrazione, ecc.) che comunque erano in agenda. In effetti si è visto comunque che non era necessario un attentato in grande stile per trasformarci in una nazione xenofoba. Resta comunque, per chi vuole porselo, un interrogativo: come mai in Italia Al Qaeda non colpisce? Non riesce o non vuole? Che il nostro antiterrorismo sia migliore di quello degli altri Paesi? È un po' difficile crederlo, ma può darsi che i nostri servizi sappiano praticare meglio di altri l'arte del compromesso, dello scambio di favori... forse siamo una comoda retrovia, una terra franca dove non conviene attirare l'attenzione? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sia come sia, finora l'abbiamo fatta franca: e il peggio sembra passato. Ce ne siamo andati dall'Iraq, dove il nostro era uno dei contingenti più importanti; nel frattempo la cosiddetta 'rete di Al Qaeda' sembra essersi smagliata alquanto, almeno in Europa. Quasi una rivincita postuma della dottrina di G.W. Bush, e della sua concezione, per così dire, &lt;a href="http://piste.blogspot.com/2005/07/il-terrorismo-una-questione-didraulica.html"&gt;idraulica &lt;/a&gt;del terrorismo: qualcosa che tende a scendere verso il basso, come un liquido; per cui le guerre in Afganistan e in Iraq, lo scavo progressivo e metodico di una profondissima buca in Medio Oriente, si giustificava attraverso la necessità di far convergere nella buca tutti i terroristi jihadisti del mondo. Lo disse decine di volte, col tono texano di chi dice un'ovvietà: meglio combatterli laggiù che qui da noi. È la logica semplice semplice e spietata spietata della guerra moderna, tecnologica ma tutt'altro che chirurgica: armi che fanno decine di vittime civili per ogni obiettivo centrato non possono che utilizzarsi in casa d'altri, a casa nostra sarebbero insostenibili. Anche adesso che comanda il premio Nobel per la Pace, l'argomento “combattiamoli a casa loro” continua a funzionare: notate che è un buon motivo per continuare la guerra, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;non per finirla&lt;/span&gt;; anzi: c'è quasi da dolersi che in Iraq stia terminando: dove andranno i jihadisti disoccupati? Un po' in Afganistan, va bene, e gli altri? Ehi, aspetta forse è meglio riaprire un buco da qualche parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La concezione idraulica di Bush non è del tutto insensata. È vero, c'è un tipo di terrorismo liquido, che tende verso il basso: in Afganistan e in Iraq sono arrivate teste calde da tutto l'Islam, per combattere il Grande Satana e conquistarsi il loro paradiso. Persino dall'Islam europeo, dai musulmani poco o nulla integrati tra noi: tutta gente che invece di radicarsi nel loro territorio, di organizzare cellule in sonno, pronte a colpire a un cenno del Califfo... sono precipitate laggiù, nella buca più profonda. Laggiù non c'è pace e forse non ci sarà mai, ma è il prezzo da pagare per avere aeroplani più sicuri in tutto il mondo. Certi bushiani 'realisti' (non i neocon) se la raccontano così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' una verità molto parziale. Il terrorismo allo stato liquido è solo una parte del terrorismo circolante. Tutto il resto è gas, libero di circolare da un confine all'altro e – bisogna dirlo? – altamente infiammabile. Mohammed Game non aveva bisogno di un ordine scritto per costruire una bomba col fertilizzante e andare a farsi esplodere. Le istruzioni le ha trovate su internet, e se non ci fosse internet ci sarebbero fotocopie di manuali clandestini. L'obiettivo lo ha scelto da solo, o di concerto coi suoi presunti sodali. Gli è andata male – bene per noi – ma non può andarci bene sempre, prima o poi un debuttante in grado di farsi esplodere sul serio lo troveremo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora cosa faremo.&lt;br /&gt;Sarà interessante: cosa faremo che non abbiamo fatto già? Quando ho sentito dell'uomo bomba, l'altro giorno, ho subito pensato male, da buon dietrologo medio: ecco che quando il Capo sembra screditato in Italia e all'estero, puntuale arriva la minaccia islamica... mi sbagliavo, finora la stampa berlusconiana non mostra di voler strumentalizzare particolarmente la vicenda. Si continua a insistere che il kamikaze era solo, che la rete mondiale del terrorismo non c'entra... quasi un incidente di percorso. Cosa sta succedendo agli avvoltoi, mi sono detto, dev'essere la prima volta che gli servono un attentato caldo e non gli viene voglia di papparselo. Anche solo come digestivo tra una figura di merda e l'altra del Capo da mandar giù...&lt;br /&gt;Forse non siamo più in campagna elettorale, o forse non ci siamo ancora; insomma siamo in una fase in cui agitare troppo lo spettro della jihad non conviene. Perché poi l'elettore potrebbe chiedersi cosa sta facendo il governo per proteggerlo. Ecco, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;cosa dovrebbe fare&lt;/span&gt;? Chiudere le frontiere – ma le abbiamo già chiuse e comunque si dà il caso che finora tutti i terroristi siano immigrati regolari. Maledetti ingrati. Chiudere le moschee – ma quali moschee, se non le stiamo nemmeno costruendo? È molto probabile che il terreno fertile di questi personaggi siano moschee clandestine che nascono come funghi dove l'amministrazione proibisce l'attività di moschee alla luce del sole. Battersi per togliere il velo alle donne: un'encomiabile battaglia di laicità che probabilmente renderà qualche moglie islamica ancora più reclusa di prima (prima almeno poteva uscire in strada e poi, eventualmente, guardarsi intorno e decidere di toglierselo)... ma poi avete fatto caso che tutti questi bombaroli finora erano uomini a volto scoperto? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte queste misure somigliano a dighe: ci sentiamo circondati da un Islam che monta come l'acqua alta e ci difendiamo alzando dighe su dighe. Ma l'Islam è un'idea, e le idee sono nell'aria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il terrorismo è un'idea, e noi dovremmo saperlo. Noi il terrorismo di matrice ideologica lo conosciamo, è roba nostra. Prendi le Brigate Rosse: su di loro abbiamo letto di tutto. Abbiamo letto che erano eterodirette dall'Unione Sovietica o che il loro capo in realtà era un agente della CIA. Può essere tutto vero e può non essere vero niente. Ma su una cosa credo che siamo tutti d'accordo: chi entrava nelle BR non si sentiva uomo della CIA o del KGB. Chi entrava nelle BR, almeno in un primo momento, lo faceva perché ci credeva. Compiva un atto di fede. E continuava a militare finché questa fede lo sorreggeva. Una volta finita la fiducia nella rivoluzione, nell'educazione del proletariato mediante la P38, il brigatista molto spesso si trasformava in collaboratore di giustizia. Gran parte dei brigatisti, ancorché convinti della vittoria finale del proletariato, non erano di estrazione proletaria. C'erano studenti; c'erano cattolici. Uniti da una nuova fede, finché la fede ha tenuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei prossimi anni è probabile che ci saranno altri attentati di matrice jihadista in Italia. Non ha molta importanza se Al Qaeda o qualche altra rete mondiale li rivendicherà o no: in sostanza saranno attentati italiani, compiuti da persone che in Italia vivono e lavorano da anni. Il movente potrà essere o non essere l'Afganistan – anche questo non ha molta importanza. Quando ce ne andremo dall'Afganistan ne troveranno un altro. Il vero problema è che in Italia c'è una cospicua minoranza islamica che vive male. Non ha la cittadinanza, non ha luoghi di culto decenti, non ha la dignità. Ma attenzione: non si ribelleranno i poveracci. Non le donne costrette nei veli. Saranno ingegneri, studenti, sacerdoti. Gente che ha un lavoro e un permesso, lo spazio vitale necessario per rendersi conto che non è abbastanza. Queste persone si ribelleranno, nelle forme violente che hanno visto praticate in altri Paesi, e non sarà molto importante se alle pareti delle loro stanze si troverà un poster di Bin Laden o di Al Zarqawi. Esattamente come non aveva molta importanza se i brigatisti adorassero Lenin o Mao. I motivi che li spingevano a sparare al sistema erano molto più contingenti delle loro mitologie: gli italiani non li hanno sconfitti bruciando le immagini di Lenin o di Mao. Quello che ha dato la mazzata al terrorismo di matrice ideologica è stata la speranza condivisa nel benessere e nella prosperità che negli anni Ottanta sembravano alla portata di tutti. Una speranza simile in un futuro di benessere e integrazione taglierebbe subito le gambe al terrorismo prossimo venturo, islamico o no. Ma le speranze non è che ce le possiamo fabbricare a comando.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1946314-2647066778938484368?l=leonardo.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://leonardo.blogspot.com/feeds/2647066778938484368/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/neanche-una-jihad-sappiamo-fare.html#comment-form" title="33 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/2647066778938484368" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/2647066778938484368" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/neanche-una-jihad-sappiamo-fare.html" title="Neanche una Jihad sappiamo fare" /><author><name>leonardo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="09617248510418433586" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/StUkvufY6II/AAAAAAAABxQ/0CST_lfunPc/s72-c/viaBlasia.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">33</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1946314.post-3689938324505895660</id><published>2009-10-08T19:41:00.004+03:30</published><updated>2009-10-08T19:47:48.746+03:30</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="racconti" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Berlusconi" /><title type="text">Il Silvio Parallelo</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/Ss4PY9rwRPI/AAAAAAAABxE/iX56hBfV0Xg/s1600-h/mammut.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 302px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/Ss4PY9rwRPI/AAAAAAAABxE/iX56hBfV0Xg/s320/mammut.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5390262725558420722" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mammut e scimmiette&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nel frattempo, in un universo parallelo molto simile al nostro – praticamente identico – a parte il fatto trascurabile che i Mammut non si sono mai estinti – un Presidente del Consiglio molto simile al nostro aspetta la sentenza di una Consulta molto simile alla nostra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Presidente...”&lt;br /&gt;“Basta, ora”.&lt;br /&gt;“C'è qua fuori il suo portavoce che...”&lt;br /&gt;“Silenzio. Voglio restare qui da solo, intesi? Disturbatemi solo quando arriva la sentenza”.&lt;br /&gt;“Ma...”&lt;br /&gt;“Ho detto che voglio restare solo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incapaci.&lt;br /&gt;Tutti.&lt;br /&gt;Maledetti incapaci.&lt;br /&gt;E li pago io.&lt;br /&gt;Li ho arricchiti tutti quanti, io.&lt;br /&gt;Gente che non sa neanche scrivere un... gli avevo detto: fatemi un testo di legge per bene, una cosa inattaccabile, ochei? Che sono stanco, che gli italiani sono stanchi di queste stronzate. E loro “si figuri, vedrà, Napolitano non potrà che firmare... ricorso? Che ricorso? Andrà tutto bene, siamo in una botte di ferro...” Gliela do io, la botte di ferro.&lt;br /&gt;Chiodata.&lt;br /&gt;A tutti quanti. Maledetti.&lt;br /&gt;Ma è mai possibile che non ci sia in Italia uno in grado di farti una cosa... se ne hai bisogno, una cosa che funzioni... è sempre stato così, fin da quando tiravo su le palazzine... e il geometra mi sbaglia il disegno, e l'elettricista non capisce un cazzo, e il presentatore non sa leggere il gobbo, e il Ministro mi scrive male la legge. Un popolo di incapaci, e se la prendono con me. Se solo sapessero la fatica che mi costa, coordinare tutti questi incapaci giorno dopo giorno, dare una parvenza di organizzazione a questo sfascio... andare all'estero e fingere che dietro al fondale di cartone ci sia una potenza, fatemi ridere, una potenza industriale... roba che se i russi si accorgono di quanto siamo minchioni ci tolgono il gas in venti minuti... e poi sono io quello che deve andare a stringere la mano al boss del kgb, eh? Sono sempre io che ci deve mettere la faccia, maledetti. Maledetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Presidente...”&lt;br /&gt;“E' arrivata la sentenza?”&lt;br /&gt;“No, ma ha telefonato il Monsignore per esprimerle...”&lt;br /&gt;“Stop. Basta. Cosa ti ho detto cinque minuti fa?”&lt;br /&gt;“Ma presidente...”&lt;br /&gt;“Ti ho detto: non voglio essere disturbato finché non arriva la sentenza, è chiaro? Non-voglio-essere-disturbato. Ripeti con me”.&lt;br /&gt;“Non voglio essere disturbato”.&lt;br /&gt;“Fino alla?”&lt;br /&gt;“...sentenza?”&lt;br /&gt;“Bravo, e adesso fila”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="225" align="right" height="144"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/d0-TUzi8bbw&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/d0-TUzi8bbw&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="225" align="right" height="144"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;Sono scimmiette. I migliori: quegli altri non valgono un granché nemmeno come scimmiette. Presidente, mi chiamano. Dovrebbero dire impresario, impresario del circo. Con le loro leggine da scimuniti. Hanno trovato un uomo che almeno riesce a farli trottare, un uomo che riesce a tener su la baracca e ci mette la faccia, e loro cosa fanno? Passano il tempo a denunciarmi, a processarmi, a prendermi in giro in televisione... gliel'ho data io la televisione, prima di me guardavano le pecorelle su un canale solo in bianco e nero. Ma adesso basta. Se il lodo non passa è finita. È l'ultima che mi fanno. Io son tanto buono e bravo, ma non è che posso passare gli anni migliori della mia vita a regalare noccioline a scimmiette che mi mordono la mano.&lt;br /&gt;Gliela faccio vedere io.&lt;br /&gt;Di che pasta sono fatto.&lt;br /&gt;Non l'hanno mai visto un uomo, loro. Uno vero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Presidente, io so che non dovrei... ma c'è qui una signorina che...”&lt;br /&gt;“Fuori!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma cosa si credono di fare. Cosa vogliono.&lt;br /&gt;Vogliono farmi fuori? Ma se non sono neanche in grado di... vogliono solo farmi spendere altri soldi in avvocati, e tutto qui, 'sti Ghedini e 'sti Pecorella, coi loro occhietti da vampiri... a scrivermi una legge decente non son capaci, ma a succhiarmi altri soldi per portare i processi in prescrizione vedrai, vedrai se sono bravi... e poi sai che c'è? Mi volete fuori? Io mi dimetto. Anche tra mezz'ora. Mi dimetto. Vediamo cosa fanno. Se si attentano a tenere in piedi un parlamento dove il sessanta per cento degli eletti mi deve tutto. Tutto. Mentre io da cinque canali tv li chiamo golpisti, dal primo all'ultimo. Da Napolitano giù giù fino al barbiere di Bersani. Vediamo a chi credono gli italiani. Dai, dai, sono curioso. Da che parte staranno le scimmiette? Io tengo il sacco delle noccioline, e voi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io le elezioni le rivinco. Anche domani. Senza Fini, e se mi va anche senza Alfano, così impara a scrivere le leggi, cribbio d'un Dio. Che ministri come lui li trovo sotto i sassi.&lt;br /&gt;“Presidente...”&lt;br /&gt;“Cosa c'è ancora... vuoi fare il Ministro?”&lt;br /&gt;“No, io no, ma c'è qui una signorina...”&lt;br /&gt;“Va bene, la prossima volta Ministro. Ma adesso F-u-o-r-i. Fuori”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io vinco quando voglio. Domani, tra un mese, tra un anno, nessun problema. Le televisioni le ho io, se le vogliono dovranno mandarmi l'esercito, a Cologno, ah, voglio proprio vedere chi ha il coraggio. E sai cosa c'è? Mi ci divertirò pure. È uno spasso, la campagna. Vai in giro in aeroplano, fai i discorsi, le scimmiette si spellano le mani, ti amano... io me la godo, la campagna. Non vedo l'ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Presidente, mi scusi, mi scusi, lo so, sono un idiota, ma questa signorina continua a insistere, non la smette più...”&lt;br /&gt;“Ma chi è, insomma”.&lt;br /&gt;“È una... di un reality credo...”&lt;br /&gt;“Per carità”.&lt;br /&gt;“Ma è sicura, eh, ha il bollino di garanzia. In più dice che aveva un appuntamento con lei. Preso due mesi fa”.&lt;br /&gt;“Può anche darsi, non me ne frega niente. Chiama i gorilla, che la buttino fuori”.&lt;br /&gt;“Ma Presidente...”&lt;br /&gt;“Che c'è!”&lt;br /&gt;“Venga almeno a darle un'occhiata, cioè... è uno schianto. Io una ragazza così in vita mia non l'ho mai...”&lt;br /&gt;“Naturalmente, perché sei un mentecatto. Io invece sono il Presidente, sto aspettando una notizia importante, e l'ultima cosa che desidero è una sveltina con una sconosciuta che magari nasconde un registratorino su per il... Ma ti sembro il tipo?”&lt;br /&gt;“Presidente, con franchezza, sì. Una sveltina, nelle emergenze, non se l'è mai fatta mancare”.&lt;br /&gt;“Adesso è diverso. Chiama i gorilla”.&lt;br /&gt;“Va bene, però mi preoccupa”.&lt;br /&gt;“Fuori”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però ha ragione, è curioso. Non sto pensando al sesso. Da una settimana. È strano.&lt;br /&gt;No, a dire il vero non è strano. Alla mia età dovrebbe essere normale, ma negli ultimi anni... mi sembrava di non avere altri sfoghi... adesso no, adesso sto bene. Cioè, sono incazzato come una biscia, ma sto... bene. Niente erezioni spontanee. È come se tutta l'energia mi andasse in rabbia. Altre volte mi sono sentito così. Quando fiutavo un affare, e poi lo realizzavo. Potevo stare senza chiavare per settimane intere. È una cosa che esiste in psicologia, mi pare, subliminazione o che so io... beh, se mi consente di tirare avanti senza dovermi sbattere una scimmietta ogni mezza giornata, son quasi contento...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che poi anche tutte queste storie sul presidente puttaniere, sì, sì, sapete che vi dico? Fatelo, fatelo un bel governo Fini-Casini-Rutelli, coi teodem e i teocon, i teodiqua e i teodilà, fatelo. Coi cardinali ministri, perché no, come in Iran. Fatevi stracciare la legge sull'aborto. Fatevi mettere i sondini su per il naso. Vedrete che poi lo rimpiangerete, il presidente puttaniere. Quello che andava a salutare il Papa coi tappi nelle orecchie, salutava e sorrideva e tornava a casa senza neanche avere un'idea di cosa gli avesse detto, il vecchio trucco di Andreotti, ma bisogna averci le palle, e quelle me le avete stracciate un'ultima volta, voi laicisti del salottino buono.&lt;br /&gt;Io intanto resto all'opposizione, sai che c'è? Io ci sto da Papa, all'opposizione. Ci sono stato tante volte e ogni volta mi ci trovavo meglio. Appena qualcuno prova a sussurrare che chissà, bisognerebbe fare una legge sul conflitto d'interessi, lo distruggo. Poi appena i vostri governicchi vanno in malora, perché non siete capaci di mettervi d'accordo su niente, si rifà una campagna, che è la cosa che mi piace di più in assoluto, la campagna! E la rivinco io! Il più tardi possibile, però, così nel frattempo magari è finita anche la Crisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Crisi. Ecco, pensateci voi, alla Crisi. Fateli voi, i miracoli. Non vi piacciono i miei fondali di cartone? I miei prefabbricati? Fateli fare a Bersani, vediamo cosa combina. Chiamate quell'altro buono là, Montezemolo. Un pirla che è riuscito a floppare una Coppa del Mondo di Calcio, per dire, ho fatto meglio io col Mundialito. Uno che se non gli davamo una mano, due mani, dieci anni di contributi per la rottamazione... a quest'ora il Lingotto era un campo nomadi, e lui gestiva gli zingari ai semafori, dai, dai, fate fare ai geni. Io sto fuori e me la godo. Vado in campagna, vado in tournée, meno male che Silvio c'è e tutte queste menate. Non c'è niente che mi gasi come un'adunata di scimmiette di provincia che si schiacciano per stringermi la mano... ah, non vedo l'ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Presidente...”&lt;br /&gt;“Che c'è adesso?”&lt;br /&gt;“Niente, presidente...”&lt;br /&gt;“Eh?”&lt;br /&gt;“No, nel senso che stavolta non vengo a interromperla con una scusa, stavolta è la volta buona”.&lt;br /&gt;“È uscita la sentenza?”&lt;br /&gt;“Sì. Gliela leggo”.&lt;br /&gt;“Dimmi solo: il Lodo è passato o no?”.&lt;br /&gt;“È passato”.&lt;br /&gt;“Ne sei sicuro?”&lt;br /&gt;“Sì, presidente, è scritto qui, vede...”&lt;br /&gt;“O mio dio”.&lt;br /&gt;“Glielo avevo anche detto, che i magistrati non avrebbero perso troppo tempo a ragionarci su...”&lt;br /&gt;“Mio Dio”.&lt;br /&gt;“...domani comincia la stagione della caccia al Mammut e non se la perderebbero per niente al mondo... ma cosa c'è, Presidente, non si sente bene?”&lt;br /&gt;“Un lieve capogiro”.&lt;br /&gt;“L'emozione, capisco. Si deve sentire molto sollevato”.&lt;br /&gt;“Certo, certo”.&lt;br /&gt;“Adesso lei non può più essere processato... non che lei dovesse temere più di tanto i suoi processi, ma almeno ora potrà governare con più serenità”.&lt;br /&gt;“Già”.&lt;br /&gt;“Ma Presidente, cos'è quel muso lungo. Ha vinto!”&lt;br /&gt;“Io sono abituato a vincere. Non è che mi faccia un grande effetto, alla mia età”.&lt;br /&gt;“Ma non capisco. Un attimo fa era pieno di vita, scalpitava, e adesso...”&lt;br /&gt;“Mi sto sgonfiando”.&lt;br /&gt;“Non avrei osato dirlo, ma è così. Chiamo il dottore?”&lt;br /&gt;“Ma no, ma no. Chiama i giornalisti. Devo dirgli che sono sereno e che ora finalmente potrò governare senza disturbi della magistratura e bla bla bla e cheppalle”.&lt;br /&gt;“Come?”&lt;br /&gt;“Cheppalle governare senza disturbi. Davvero, sarà una noia mortale. Io non ce la faccio senza disturbi. Ho bisogno di disturbi, di sfide, di gente che mi pungoli. Ma senti, questi giudici... se ne sono già andati via? Non c'è un modo di ricontattarli, di farli ragionare?”&lt;br /&gt;“Presidente, non credo di capire”.&lt;br /&gt;“Lo so, sei un babbuino. C'è che fino a cinque minuti fa avevo un'impresa da portare a termine, un combattimento da vincere, capisci? E io avrei vinto, a qualsiasi costo”.&lt;br /&gt;“E infatti ha vinto”.&lt;br /&gt;“È stato troppo facile, non mi va. A me non piace veramente vincere... il momento della vittoria magari sì, ma già il momento dopo, quando ti siedi sul trono... è tutto finito, diventi un funzionario che deve ricevere la regina d'Inghilterra e la contessina di stocazzo, ed è una noia, una noia che non t'immagini. Per me l'Italia è come una donna, capisci”.&lt;br /&gt;“Forse”.&lt;br /&gt;“Mi piace conquistarla, non avercela tutti i giorni tra le palle con le sue beghe da vecchia frustrata... se me la sposassi, capisci, smetterei di corteggiarla subito dopo, la cornificherei immediatamente... a proposito, la ragazza di prima...”&lt;br /&gt;“Credo che sia ancora nel cortile, la vado a chiamare?”&lt;br /&gt;“Sì. Credo di averne bisogno”.&lt;br /&gt;“Ma Presidente, lo ha detto prima lei... se avesse un registratorino?”&lt;br /&gt;“Tanto meglio, così gli ingaggi invece di chiederli a me li chiede alla cricca di De Benedetti e Santoro, ci faranno su un bello scandalo e si sentiranno così fieri di avermi infastidito. Se solo sapessero...”&lt;br /&gt;“Sapessero cosa?”&lt;br /&gt;“Che se loro non m'infastidissero, io probabilmente morirei”.&lt;br /&gt;“Presidente!”&lt;br /&gt;“Sì, morirei. Di noia. È peggio del cancro. Posso dirtelo, io lo so. E allora, 'sta signorina?”&lt;br /&gt;“Arriva, arriva”.&lt;br /&gt;“Bene. E poi lasciami solo”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1946314-3689938324505895660?l=leonardo.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://leonardo.blogspot.com/feeds/3689938324505895660/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/il-silvio-parallelo.html#comment-form" title="18 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/3689938324505895660" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/3689938324505895660" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/il-silvio-parallelo.html" title="Il Silvio Parallelo" /><author><name>leonardo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="09617248510418433586" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/Ss4PY9rwRPI/AAAAAAAABxE/iX56hBfV0Xg/s72-c/mammut.gif" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1946314.post-3193120610206758846</id><published>2009-10-07T05:36:00.000+03:30</published><updated>2009-10-09T15:15:20.724+03:30</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="campagna elettorale (permanente)" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Berlusconi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cattiva politica" /><title type="text">Forget Bangkok</title><content type="html">(Oggi avrei dovuto scrivere di tutt'altro argomento, ma non ce l'ho fatta. Ecco il solito lenzuolo di opinioni, meno originali di quelle che avete già trovato sui giornali e ovunque, che tra sei ore saranno già vecchie. Saltate pure, non mi offendo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="340" height="260" align="right"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/KhmJJvZ1eac&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/KhmJJvZ1eac&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="340" height="260" align="right"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Chissà se poi è davvero così incazzato, stanotte, Berlusconi. &lt;/span&gt;Se davvero crede al copione che si è scritto, le toghe rosse, il golpe e il Presidente comunista. Chissà se tutto questo lo preoccupa un decimo di quella tegola del Lodo Mondadori, quella sì forse imprevista: 750 milioni da buttar via, perle ai porci, anzi neanche ai porci: a De Benedetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se l'aspettava, una sentenza così. Forse ci sperava persino. Lo ha detto, &lt;a href="http://piste.blogspot.com/2009/10/ci-prendono-in-giro-anche-negli.html"&gt;“queste cose qua a me mi danno la carica”&lt;/a&gt;. Lui in fondo ha bisogno di stimoli, è un combattente nato. Ha bisogno di avversari, un attimo dopo aver vinto si annoia, e poi comincia a correr dietro alle gonnelle. Chissà che non gli raffreddi anche i bollenti spiriti, una bella campagna elettorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso che succederà. Tutti schemi già provati e riprovati in allenamento: i processi riprenderanno, gli avvocati proveranno a tirarli in lungo. Dovrebbero farcela. Sul piano politico? Una manifestazione potrebbe anche essere controproducente perché, checchè ne pensi Bossi, il successo non è garantito. E non è nemmeno escluso che la sinistra ne realizzi una più grande – certo, loro sono un po' persi nei loro deliri democratici autoreferenziali, però questa è la classica situazione che potrebbe dargli la scossa, riunirli di fronte al nemico. No, se fossi in lui (ma lui è un po' più furbo di me) la piazza la minaccerei, ma senza arrivare al punto di convocarla realmente. Sono da escludere scenari da Caimano: il culto della personalità di Silvio esiste, ma si esaurisce in qualche forum affettuoso e qualche &lt;a href="http://www.wittgenstein.it/2009/09/24/labruzzo-in-effetti-si-risveglia-incredulo/"&gt;simpatica canzone&lt;/a&gt; – per vedere le prime molotov contro i tribunali bisognerà aspettare almeno una generazione. Anche i leghisti: dobbiamo averne paura? Sul piano culturale, sì, io ho molta paura del non-pensiero leghista; ma sul piano fisico, mah: hanno già il loro da fare a mettere in pratica una legge sulle ronde (firmata da un loro ministro) che di fatto ha disarmato le ronde che c'erano già: gente che non riesce a organizzare una caccia allo zingaro come si deve, non li vedo così pronti a metter su una marcia su Roma. Non sono cose che s'improvvisano, anche le camicie nere ci arrivarono dopo qualche annetto di squadrismo accelerato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa più logica, insomma, è insistere sulle cariche istituzionali (Napolitano e Fini, quell'altro non è dotato di un midollo spinale proprio) finché non sciolgano le camere: e si rivota. Non svelo nessun arcano retroscena: è una cosa che B. e i suoi ripetono da mesi: se rompete troppo le scatole torniamo alle elezioni, così vedrete chi è che vogliono gli italiani. E sotto sotto sono loro i primi a sperarci. Più che un calcolo spregiudicato, si tratta di un riflesso condizionato: a qualsiasi stimolo, B. risponde con una campagna elettorale. Dal '94. Prima rispondeva con una campagna pubblicitaria. Lui in fondo quello sa fare: pubblicità. È una gara, e le gare lo caricano. Che si vinca, o si perda, alla fine, non cambia molto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovrebbe vincere. Negli ultimi anni ha progressivamente eliminato tutti i margini di fair play che regalmente si concedeva: i vari Mentana e Costanzo. Lo stesso tg1 è diventato cosa sua, senza più pudori. Poi naturalmente c'è anche una vita fuori dalla televisione, ma il 60% degli italiani forma i suoi giudizi sull'attualità in base ai tg: e vedendo certi spot su facebook mi vien da dire meno male. La chiesa? È un gigante coi piedi d'argilla, che per mantenere la sua fama d'imbattibilità deve restare coi vincenti. Se ho capito bene, la notizia della sentenza B. l'ha ricevuta mentre era a una mostra con monsignor Bertone. Mi sembra un segnale abbastanza forte e chiaro, e i lamenti sommessi di qualche vescovo resteranno lamenti sommessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovrebbe vincere. Ma potrebbe persino perdere – ultimamente, sapete, c'è quella tendenza per cui se speri forte forte una cosa si avvera, e allora perché no? Dai, speriamo forte forte che le cose cambino (ma guai a chiamarla preghiera, è una cosa laica e anche un po' atea razionalista). Un Pd improvvisamente vincente, guidato da un segretario eletto a furor di popolo tra quindici giorni? Beh, in effetti se le primarie dovessero essere un successo, la figura di un nuovo leader carismatico acclamato a furor di popolo relegherebbe per un attimo sullo sfondo l'autocrate rancoroso e puttaniere. Sarebbe un momento davvero esaltante, ma chissà come filtrerebbe dalle lenti televisive berlusconiane. Anche qui, il passaggio logico più probabile è che il nuovo leader democratico (Bersani al 70%) si lasci coinvolgere in un'alleanza antiberlusconiana anche più eterogenea di quelle che abbiamo visto fin qui: dentro tutti, da Fini a Casini a Vendola. Sì, è una cosa che fa schifo, ma la via della solitudine l'ha già tentata Veltroni e non è che gli sia andata molto bene.&lt;br /&gt;Quest'accozzaglia – nominalmente un po' più compatta del vecchio Ulivo perché i partiti nel frattempo si sono un po' ridotti e rassodati, ma ideologicamente informe – potrebbe anche, chi lo sa, pareggiare le elezioni come Prodi nel '6. Ma mettiamo che, per uno dei soliti effetti random della legge Calderoli, arrivi a vincerle: e allora? Per Berlusconi è persino meglio. Preso atto che nemmeno Palazzo Chigi lo mette al riparo dai processi, tanto vale starsene nel suo palazzo privato e da lì organizzare la campagna elettorale permanente. E ai conti pubblici ci pensi il centrosinistra, che ha questo vizio di voler risanare e alla fine si scava la fossa da solo. Cosa ha realmente da perdere SB? Il Quirinale, sì, ma a quello dovrebbe già aver smesso di pensare da un po', almeno da quando sono saltati fuori i nastri della D'Addario. E poi sul Colle si annoierebbe a morte, se è ancora un po' sincero con sé stesso lo sa benissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo già vissuto lunghi periodi di interregno tra un governo Berlusconi e l'altro: sappiamo più o meno cosa succede: a un relativo ridimensionamento dei poteri della sua holding economico-politica coincide un ulteriore radicamento nelle coscienze degli italiani. Basta ergersi a profeta di un nuovo miracolo italiano, abolitore di questa o quella tassa, flagello dei comunisti. Ogni volta che perde un po' di potere, Berl. conquista un po' più di anime. Nel frattempo si libera anche degli alleati che potrebbero vagamente oscurarlo: via Casini, e stavolta magari via Fini. Sì, ma così resterà senza eredi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino alla fine, che comunque va preventivata in un momento qualsiasi da qui a quindici anni. C'è chi è convinto che quella sarà la fine del problema B: dopo avremo altri problemi, ma questo almeno lo avrà risolto, per noi, la Grande Risolutrice. C'è chi pensa che il berlusconismo sia un ammasso eterogeneo di interessi contrastanti che solo il geniale piazzista riesce a tenere assieme: fuori lui, fine del berlusconismo. Magari in passato ho pensato anch'io così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho cambiato idea. Può darsi che fosse davvero eterogeneo, l'ammasso d'interessi nordisti, mafiosi, massoni e clericali che lo ha portato sull'altare: però col tempo l'impasto è lievitato. È vero, l'unica cosa che li tiene insieme è la figura di Silvio C'è. Ma questo significa semplicemente che morto un Silvio dovranno cercarsene subito un altro. Magari in famiglia, perché no? Le chiavi delle tv ce le hanno loro, e questo ancora per molti anni farà la differenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sbaglio? C'è qualche possibilità per chi si ostina a credere in un'Italia un po' migliore dei suoi italiani, uno spiraglio che non vedo? Sì, probabilmente c'è, almeno ci spero. Mi vedo però sospeso sullo stesso abisso del '94: sospinto dall'illusione che un blocco di potere costruito in anni di prevaricazioni e controllo del consenso si possa sfaldare semplicemente con le sentenze della giustizia ordinaria. Non è così che funziona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fossimo un Paese del sud del mondo, la situazione ci avrebbe già portato a un golpe da un pezzo. Vedi &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/2008%E2%80%932009_Thai_political_crisis"&gt;Thailandia&lt;/a&gt;, militari contro un tycoon televisivo. Chissà poi da quale parte io e voi decideremmo di stare. Ma siamo in Europa, non si può. Sto quasi per scrivere purtroppo – l'ho scritto, ecco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1946314-3193120610206758846?l=leonardo.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://leonardo.blogspot.com/feeds/3193120610206758846/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/forget-bangkok.html#comment-form" title="22 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/3193120610206758846" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/3193120610206758846" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/forget-bangkok.html" title="Forget Bangkok" /><author><name>leonardo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="09617248510418433586" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1946314.post-397927998150167984</id><published>2009-10-06T23:07:00.006+03:30</published><updated>2009-10-06T23:21:38.905+03:30</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="racconti" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Berlusconi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="sogni" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="repliche" /><title type="text">Magari è davvero solo un sogno</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SInFSXbj9PI/AAAAAAAAA0w/XglIoYDG3BU/s1600-h/Fussli_L%27incubo_particolare.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SInFSXbj9PI/AAAAAAAAA0w/XglIoYDG3BU/s400/Fussli_L%27incubo_particolare.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226925761858106610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;(Ricopio dall'anno scorso, e &lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/giustizia-12/alfano-consulta/alfano-consulta.html"&gt;&lt;i&gt;domani&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt; spero di svegliarmi)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; "&gt;Incubo di una notte di mezza estate&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è il Presidente Napolitano che entra in una banca con un sacchetto in mano, e dice: “Buongiorno”.&lt;br /&gt;“Buongiorno, ma... Non posso credere ai miei occhi!”&lt;br /&gt;“Ci creda, pure, giovanotto, ci creda”.&lt;br /&gt;“Lei è... il Presidente della Repubblica”.&lt;br /&gt;“Proprio io, già”.&lt;br /&gt;“E si è messo in fila proprio al mio sportello!”&lt;br /&gt;“Sa com'è, stamattina passavo di qui... e mi sono detto: perché no?”&lt;br /&gt;"Che onore, ma... non sapevo che avesse un conto qui”.&lt;br /&gt;“In effetti, ora che mi ci fa pensare, non ce l'ho”.&lt;br /&gt;“Ah. Vorrebbe aprirne uno?”&lt;br /&gt;“No, grazie per l'interessamento, no”.&lt;br /&gt;“E quindi... è interessato a qualche nostro prodotto? Io sono solo un cassiere, forse è meglio se chiamo il direttore di filiale e...”&lt;br /&gt;“No, non lo disturbi. Lei andrà benissimo per quello che mi serve”.&lt;br /&gt;“Va bene, allora dica. Cosa posso fare per lei?”&lt;br /&gt;“Dunque, la vede questa borsina? Ecco, vorrei che lei aprisse la cassaforte per me, e la riempisse di banconote di piccolo taglio”.&lt;br /&gt;“Ma...”&lt;br /&gt;“Devo avvertirla che sono armato. Un vecchio sten che avevo nascosto in attesa di tempi migliori”.&lt;br /&gt;“È uno scherzo?”&lt;br /&gt;“No, senz'altro no. E non si azzardi a premere quel pulsante, l'ho vista sa?”&lt;br /&gt;“Ma lei... è il Presidente. Voglio dire, non può rapinare le banche”.&lt;br /&gt;“In effetti fino a qualche giorno fa non potevo. Ma un qualche giorno fa è uscito l'ultimo numero della Gazzetta Ufficiale con il Lodo Alfano, l'ha letto? Avvincente. Ecco, in pratica quel lodo mi consente di rapinare tutte le banche che voglio”.&lt;br /&gt;“Ma...”&lt;br /&gt;“Così oggi stavo passando di qui e mi sono detto: perché no? Adesso, giovanotto, può fare quello che le dico? Perché non ho tantissimo tempo”.&lt;br /&gt;“Un attimo! Sento come una voce... un megafono là fuori”.&lt;br /&gt;“Ah, ecco, ci mancava anche questa”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; "&gt;“Giorgio!”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Auff”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; "&gt;“Giorgio, sono Silvio, sono venuto a parlarti”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Tutti i giorni questa storia”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; "&gt;“Giorgio, senti, io posso capire che l'immunità... possa fare un brutto effetto... alla tua età, poi...”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Il solito cafone”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; "&gt;“Del resto, guarda, anch'io stamattina ho corrotto un paio di finanzieri... così... giusto per provare quel brivido... l'adrenalina... per cui ti posso capire, Giorgio. Però... insomma, è la dodicesima banca che rapini stamattina”. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“E allora?”&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; "&gt;“C'è qui il capo della polizia, Manganelli, è disperato, non sa più cosa fare. Ho dovuto promettergli che ci pensavo io. Allora senti, questa volta non prendere ostaggi, per favore. Sto entrando nella banca, mi senti? Sto entrando disarmato. Niente armi. Solo me e te. Ci facciamo una chiacchierata tra immuni, ok? Mi senti? Spara un colpo in aria se mi senti”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Bang.&lt;br /&gt;“Allora entro, eh? Oh, eccoti qua, ciao Giorgio. Senti, perché non....”&lt;br /&gt;Bang. Bang. Bang.&lt;br /&gt;“Ouch! Cos'hai fatto?”&lt;br /&gt;“Ti ho sparato Silvio, sì. Era una cosa che sognavo di fare da anni”.&lt;br /&gt;“...Ma...”&lt;br /&gt;“Mi sono sempre trattenuto, perché sai com'è, le leggi, la rispettabilità, tutti questi lacciuoli piccolo-borghesi... finché un giorno tu non mi hai dato l'immunità”.&lt;br /&gt;“...Io credevo che...”&lt;br /&gt;“Renditi conto. Prima hai lasciato che un ex comunista stalinista salisse al Quirinale, e poi gli hai dato l'immunità. E poi ti lamenti se quello ti spara? Un po' te lo meriti, eh”&lt;br /&gt;“...Muoio”.&lt;br /&gt;“Vedo. Non mi resta che sciogliere le camere. Chissà se poi una volta sciolte le riapro, mah. Devo pensarci bene. Dopotutto il mondo è mio. Uah uah uaaaaaaaargh!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;****&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;“Aaaaargh!”&lt;br /&gt;“Silvio, che hai? Sei tutto sudato”.&lt;br /&gt;“Ho fatto un sogno... un incubo... c'era Napolitano che entrava in una banca e poi...”&lt;br /&gt;“Come incubo non sembra un granché”.&lt;br /&gt;“Sì, ma poi arrivavo anch'io... e lui mi uccideva... a sangue freddo. Dio! Perché non ci ho pensato prima!”&lt;br /&gt;“A cosa dovevi pensare?”&lt;br /&gt;“Ho lasciato l'immunità... un potere immenso, quasi diabolico... a un comunista! Ora lui può fare quel che vuole, può persino...”&lt;br /&gt;“Ma vedrai che non ci farà niente, è solo un vecchietto un po' suonato”.&lt;br /&gt;“Sarà. Ma non sono tranquillo per niente, Veronica”.&lt;br /&gt;“Veronica a chi?”&lt;br /&gt;“Ah, scusami, già... Anita”.&lt;br /&gt;“Mi prendi in giro”.&lt;br /&gt;“O eri la Bice? O la Chicca? Scusami, ma non mi ricordo più con chi mi sono coricato ieri sera. Eri una nuova, mi pare”.&lt;br /&gt;“Gianfra. Chiamami Gianfra”.&lt;br /&gt;“Ah, già, Gianfra. Mi ricordo di te. Così alta e abbronzata, anche se... un attimo. Dove sono i tuoi lunghi e fluenti capelli neri?”&lt;br /&gt;“Me li sono tolti, mi impicciavano”.&lt;br /&gt;“Ma quindi tu non sei...”&lt;br /&gt;“Dentro di te sai benissimo chi sono. Accendi pure il lume, se vuoi”.&lt;br /&gt;“Non ci posso credere! Gianfranco!”&lt;br /&gt;“Proprio io, già”.&lt;br /&gt;“Ma come ho potuto...”&lt;br /&gt;“Silvio, a una certa ora ormai tu sei in grado di abbordare qualsiasi oggetto in movimento e io, modestamente, sono ancora un bel pezzo di oggetto in movimento”.&lt;br /&gt;“Ma cosa hai intenzione di fare? Ricattarmi?”&lt;br /&gt;“Ma no, perché? Il mio piano è molto più banale. Ora che mi sono introdotto con l'inganno a Palazzo Chigi, intendo soffocarti con questo cuscino, come fece Caligola con l'imperatore Tiberio. Perché io alle mie radici ci tengo”.&lt;br /&gt;“Ma ti scopriranno! Hai lasciato impronte praticamente... dappertutto!”&lt;br /&gt;“E allora? Io sono immune, non ricordi? Sei tu che mi hai voluto immune”.&lt;br /&gt;“Ma io credevo che...”&lt;br /&gt;“Lo so, tu credevi che io fossi una mezza calzetta. L'hai sempre creduto. E io te l'ho sempre lasciato credere. È stato un piano minuzioso, messo a punto in vent'anni... e ora...”&lt;br /&gt;“Gianfranco, aspetta! Parliamone! Noi due possiamo ancora fare tante cose... insieme!”&lt;br /&gt;“Grazie, ma è troppo tardi, vecchio. Muori”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;****&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;“Aaaaah!”&lt;br /&gt;“Renato, cos'hai? Un altro incubo?”.&lt;br /&gt;“Sì... questa volte c'era Napolitano che entrava in una banca... e poi Silvio a letto con Gianfranco... una cosa oscena... io...”&lt;br /&gt;“Renato, forse dovresti fare terapia”.&lt;br /&gt;“Eh, forse sì”.&lt;br /&gt;“Voglio dire, un po' di rimorsi li posso anche capire... ma è passato un anno, ormai, da quando li hai strangolati nel sonno tutti e tre”.&lt;br /&gt;“Del resto cosa potevo fare? Non l'ho mica chiesto io di diventare Immune”.&lt;br /&gt;“Ci dovevano pensare bene, prima”.&lt;br /&gt;“Cioè, lo hanno sempre saputo che avevo contatti con la mafia. Dico, bastava &lt;a href="http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&amp;amp;cont_id=20157&amp;amp;showtab=Copertina"&gt;ascoltare Travaglio&lt;/a&gt;. Lo hanno sempre saputo, e un giorno mi hanno nominato Immune. Secondo loro cosa sarebbe successo, dopo? Bastava un po' di fantasia”.&lt;br /&gt;“Erano dei minchioni, Renato. Hai fatto bene a sistemarli. Adesso dormi, che domani c'è l'inaugurazione”.&lt;br /&gt;“Del ponte sullo stretto? È già pronto?”&lt;br /&gt;“Non proprio, no. Anche perché ho sentito che hanno un po' ampliato il progetto”.&lt;br /&gt;“In che senso ampliato?”&lt;br /&gt;“Hanno deciso di allungarlo fino a Lampedusa, sarà il ponte più lungo dell'Universo. Domani inaugurano il nuovo cantiere”.&lt;br /&gt;“Aaaaaaarg!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;“Aaaaaarg!”&lt;br /&gt;“E adesso che c'è, Presidente?”&lt;br /&gt;“Un incubo orribile! C'era Schifani che... Dio mio, che ho fatto!”&lt;br /&gt;“Che hai fatto, Presidente?”&lt;br /&gt;“Ho firmato il Lodo Alfano! Una legge diabolica, un mostro giuridico che... ci trasformerà in tanti mostri... ma forse faccio ancora in tempo... Clio, ricordami di chiamare la Corte Costituzionale, domani”.&lt;br /&gt;“Ma non sono Clio. Clio è a Stromboli in confino, non ricordi?”&lt;br /&gt;“E tu chi sei?”&lt;br /&gt;“Sono la vergine del venerdì”.&lt;br /&gt;“Del venerdì?”&lt;br /&gt;“Davvero non rammenti? Da quando sei diventato immune, pretendi di giacere ogni notte con una vergine diversa, e al mattino le fai mozzare la testa”.&lt;br /&gt;“Aaaaaaaaarg!”&lt;br /&gt;“Su, non prendertela! Vieni qui che ti racconto una storia. Comincia così. C'è il Presidente Napolitano che entra in una banca con un sacchetto in mano...”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;span style="font-style: italic; "&gt;Continua, all'infinito&lt;/span&gt;).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1946314-397927998150167984?l=leonardo.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://leonardo.blogspot.com/feeds/397927998150167984/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/magari-e-davvero-solo-un-sogno.html#comment-form" title="10 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/397927998150167984" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/397927998150167984" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/magari-e-davvero-solo-un-sogno.html" title="Magari è davvero solo un sogno" /><author><name>leonardo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="09617248510418433586" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SInFSXbj9PI/AAAAAAAAA0w/XglIoYDG3BU/s72-c/Fussli_L%27incubo_particolare.gif" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1946314.post-2996220354085845084</id><published>2009-10-05T02:31:00.006+03:30</published><updated>2009-10-24T03:07:43.004+03:30</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Pd" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="primarie 2009" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cattiva politica" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Veltroni" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Giuliano Ferrara" /><title type="text">Un uomo mosaico</title><content type="html">&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/Sskqb7TgZuI/AAAAAAAABw0/3Yd7HbtBn0w/s1600-h/tessera_pci.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5388885088389850850" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 263px; CURSOR: hand; HEIGHT: 370px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/Sskqb7TgZuI/AAAAAAAABw0/3Yd7HbtBn0w/s400/tessera_pci.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Cartoncini&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando a casa (chiedo scusa a tutti quelli che non ho fatto in tempo a salutare) ci siamo fermati a un outlet e dopo 5 minuti credevo di morire, quando ho avuto una visione: nel riflesso di una vetrina scintillava la decalcomania WiFi. Sono andato a chiedere come funzionava e mi hanno detto che per abbonarmi dovevo fare una tessera. Io gli ho spiegato che non volevo abbonarmi, quanto semplicemente attaccarmi alla rete per mezz'ora e poi non mi avrebbero visti mai più, proprio mai più nella vita, ma loro mi hanno spiegato che anche in questo caso mi avrebbero fatto la tessera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io le tessere non le faccio volentieri, per vari motivi. Il primo è che mi sformano il portafoglio. Dici: e che sarà mai un cartoncino; bene, adesso apro e controllo: due biblioteche (mica tante). Un sindacato, il solito. Un cinema che non ci vado vai, ma la volta che mi capita sta a vedere che la lascio a casa; no, la tessera è sempre qui vicina a me. La palestra. Due videonoleggi. Con questa ci caricavo le fotocopie in facoltà, mi fa sentire giovane. La tessera sanitaria nazionale. La tessera Arci, per entrare al Mattatoio e poco più. La tessera di un kebab di Modena, ogni dieci kebab ti regalano un kebab. La tessera di un supermercato per non fare la fila alle casse. La tessera di una catena di elettrodomestici, ebbene sì, raccolgo i punti... e poi cosa c'è qui sotto... dio mio, non ci credo, ho ancora nel portafoglio la &lt;em&gt;dichiarazione alla volontarietà di donazione di organi e tessuti&lt;/em&gt;. Devo essere l'unico in Italia (si era appiccicata a quella dei kebab). Queste sono le tessere su cui mi siedo abitualmente. Poi ci sono le altre, quelle che sono arcisicuro che non userò mai, eppure mi hanno costretto a farle, e adesso giacciono in qualche cassetto sotto a pile di scorta, viti e bulloni che potrebbero tornare utili, biglietti di Natale, santini, preservativi. Il secondo motivo per cui odio le tessere è che sono molto restio a buttarle via, sicché ogni tessera finisce nel grande mosaico del mio disordine spaziale e mentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il terzo motivo per cui odio le tessere è che sopra c'è scritto il mio indirizzo, e che dopo qualche settimana di solito mi arriva a casa un foglio a colori che finirebbe immediatamente nel cestino della carta riciclata se non fosse avviluppato di cellophane, e il tempo che perdo ad aprire il cellophane mi serve tutto a maledirvi, o Signori delle Tessere. Il quarto motivo è che non mi piace il discorso che c'è dietro a molte tessere che faccio. Quando entro in un locale, o in un negozio, o in un cinema, io preferirei sentirmi solo un cliente; ma agli esercenti non basta mai, loro vogliono farmi sentire parte di una comunità, il che, francamente... fino a qualche anno fa pensavo che si trattasse di una particolarità della mia regione, una specie di retaggio sovietico, e mi faceva mancare l'aria; allora mi sono messo a frequentare ragazze di regioni più capitaliste. Così è successo una volta in una regione particolarmente capitalista di entrare in un negozio di camicie; e dopo mezz'ora mi stavano chiedendo l'indirizzo di casa per ricevere la loro newsletter di camicie... insieme alla tessera, ovviamente. Va bene, adesso si chiama “card” e non fa più venire in mente i razionamenti annonari, ma il concetto è il medesimo. A quel punto ho capito che la tessera era trasversale, né di sinistra né di destra, piuttosto al crocicchio in cui il veterocomunitarismo incontrava il turbocapitalismo e insieme in maniche di camicia firmata andavano a bersi una vodka nel circolo arci di prossimità: uniti solo in questo, nella condivisione dei miei dati più o meno sensibili. Esercenti, banchieri, assessori, espiantatori di organi, birrai e cinefili, tutti vogliono il mio indirizzo, tutti hanno un cartoncino per me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti tranne Veltroni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, lui non solo non era riuscito a piazzarmi una tessera del suo Partito (se per questo, neanche i suoi predecessori), ma non ci aveva nemmeno provato. Non solo, se ne vantava anche pubblicamente: faccio un partito senza tessere, diceva, un partito leggero. E devo dire che questa leggerezza non era priva di un suo fascino (specie se paragonata all'immagine di abbandono e consunzione del mio povero portafogli sformato). &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SskrKtIXvYI/AAAAAAAABw8/-88U1s1AZo8/s1600-h/democratic_party_business_card_business_card.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5388885892038901122" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 294px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SskrKtIXvYI/AAAAAAAABw8/-88U1s1AZo8/s320/democratic_party_business_card_business_card.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Però, insomma, dire “partito senza tessere” è un po' come dire “automobile senza ammortizzatori”: i casi sono due; o sei un genio che hai capito come inibire le sospensioni senza tutte quelle componenti che appesantiscono il veicolo, o sei un bambino a cui nessuno ha mai spiegato a cosa servono quegli affari che sono, sì, pesanti, ma necessari. Ma insomma da dove veniva l'idea? Pare che a cominciare a parlare di “partito all'americana, senza tessere” sia stato Giuliano Ferrara. A parte che i partiti americani le tessere le fanno (se vuoi &lt;a href="http://www.ridemocrats.org/donate/apply-for-the-ridp-mastercard.html"&gt;ti personalizzano pure la Mastercard&lt;/a&gt;) ma aspettarsi buoni consigli da Ferrara sul Pd non è un po' come chiedere a Erode un parere illuminato sulla puericultura? Sì, però c'è sempre qualcuno che ci casca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Metti Adinolfi – questo pezzo in effetti è nato da una costola di quello di venerdì, sempre stimolato dalla concezione un po' troppo internettistica che Adinolfi ha di Obama. Insomma, &lt;a href="http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/113453/bordin_la_rete_e_la_democrazia_diretta"&gt;da come scrive &lt;/a&gt;sembra convinto che il Partito Democratico americano sia una community di non-tesserati che ogni tanto vanno a congresso più per stringersi la mano che per ratificare quello che hanno già taggato su facebook. Scherzo, eh, ma fino a un certo punto. Io capisco che Adinolfi abbia dei buoni motivi per diffidare del tesseramento, così come lo praticava il suo vecchio partito che, se non erro, era la DC. I Signori delle Tessere esistono: le logiche clientelari esistevano nei DS e sopravvivono alla grande nel PD; e sono responsabili dei brogli che quasi sicuramente sono stati commessi in Calabria e altrove. Tutto vero. Quello che non capisco è la soluzione proposta da Adinolfi o Ferrara: abolire le tessere. Così non ci saranno più brogli? Non ci saranno più logiche clientelari? Quindi era così facile, bastava rinunciare al cartoncino?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma scusate, è come togliere i limiti di velocità perché non li rispetta nessuno – e nel frattempo pretendere che la gente rallenti. Mi dite che gli spogli nei circoli calabresi non sono stati limpidi? Vi credo sulla parola. Ma come avete fatto a capirlo? Facile: &lt;a href="http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=74114&amp;amp;sez=NAPOLI"&gt;i tesserati sono risultati più degli elettori.&lt;/a&gt; Bene, quindi grazie alle tessere avete capito che ci sono stati dei brogli. Ma se abolite le tessere, la prossima volta come farete a capirlo? La tessera è uno strumento, niente di più. Magari non funziona tanto bene, ma voi non state proponendo di sostituirla con uno strumento più efficace. Voi state pensando di eliminarla e basta: pensate che questo possa impensierire per più di un minuto i famigerati Signori delle Tessere? Secondo me gli semplificate la vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A sentirli sembra ovvio che la tessera sia roba vecchia, novecentesca, mentre nel Duemila la gente fa tutto su internet: acquista i viaggi on line, compra le azioni on line, seleziona la classe dirigente on line. Ecco, lo spiegassero ai miei librai, ai miei camiciai, ai miei negozianti, che insistono per ficcarmi in tasca tutti quei cartoncini – ahò, e piantatela, non avete letto Adinolfi? Siete vecchi, vecchi, siete roba Novecento, come i cassettoni della nonna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il 25 ottobre”, &lt;a href="http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/113453/bordin_la_rete_e_la_democrazia_diretta"&gt;scrive&lt;/a&gt;, “il popolo del Pd, simpatizzanti ed elettori a cui non si deve più chiedere di pagare una tessera, sceglierà il suo segretario”. Ho ormai maturato una sufficiente esperienza di primarie per sapere cosa mi attende il 25: per esempio so che mi toccherà sbors... ehm, “offrire” qualche euro. La cosa non mi scandalizza: oltre all'occasione di autofinanziamento, è anche l'unica misura che viene effettivamente presa contro abusi e infiltrazioni. È anche probabile che mi chiedano qualche dato personale, tra cui l'indirizzo e mail. Se non l'hanno già – qualcuno glielo deve aver passato, altrimenti non si spiega come fece Veltroni a mandarmi &lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2008/10/salva-il-mondo-salva-il-p-d-leader.html"&gt;la convocazione per la manifestazione dell'anno scorso&lt;/a&gt;. Riepilogando: mi chiedono soldi e mi prendono i dati, con i quali mi manderanno poi le comunicazioni che riterranno utili, però &lt;em&gt;non mi fanno il cartoncino&lt;/em&gt;, perché altrimenti sarebbero ancora un Partito Novecento: e invece sono nel Duemila, il millennio in cui dire “abbiamo una mailing list di millantamila nominativi” suona meglio di “abbiamo millantamila tesserati”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa curiosa è che io, quel cartoncino, lo prenderei. E che diamine, in fondo è solo un cartoncino. In tasca ne ho già una dozzina, di cui uno per gli sconti sul kebab, pensate davvero che sia un problema mettermi quello del PD? Magari se me lo mettessi in tasca mi farebbe sentire un po' più responsabile, un po' più militante. Magari potrebbe risultare una motivazione in più per farmi vedere al circolo (“mi sono tesserato e non ci vado mai...”) e per votare. Insomma io non trovo niente di scandaloso se Bersani e i suoi in futuro &lt;a href="http://civati.splinder.com/post/21366214#21366214"&gt;otterranno di fare primarie solo coi tesserati&lt;/a&gt;: significa semplicemente che chi vorrà votare ritirerà il cartoncino, e amen. Le regioni in cui vige il clientelismo non ne guariranno improvvisamente – in compenso le infiltrazioni saranno un po' più difficili. Ma in generale la differenza sarà molto più sottile di quanto non sembriate credere: oltre a prendere i miei dati e i miei soldini mi rifilerete un cartoncino, tutto qui. Sarà più sottile di quello della palestra e magari mi procurerà meno sconti di quello della libreria, ma non per questo mi precipiterà nel Secolo Scorso. E soprattutto la tessera mi darà una possibilità di iterazione fisica ineguagliabile su Internet: la potrò stracciare, in determinati casi, come per esempio quando &lt;a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/10/02/dai-lo-fate-apposta/"&gt;i miei deputati non si faranno trovare &lt;/a&gt;nel momento in cui c'è da respingere lo scudo fiscale. Certo, su Facebook posso coprirvi di tutte le parolacce che voglio, ma la tessera, stracciare la tessera... vuoi mettere la soddisfazione?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1946314-2996220354085845084?l=leonardo.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://leonardo.blogspot.com/feeds/2996220354085845084/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/confessioni-di-un-uomo-mosaico.html#comment-form" title="16 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/2996220354085845084" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/2996220354085845084" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/confessioni-di-un-uomo-mosaico.html" title="Un uomo mosaico" /><author><name>leonardo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="09617248510418433586" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/Sskqb7TgZuI/AAAAAAAABw0/3Yd7HbtBn0w/s72-c/tessera_pci.JPG" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1946314.post-6250706295514993286</id><published>2009-10-02T18:56:00.003+03:30</published><updated>2009-10-24T03:07:43.007+03:30</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Pd" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="primarie 2009" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Obama" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="internet" /><title type="text">Mas que nada</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SsYdDvD3aWI/AAAAAAAABws/BLRINtD-XtU/s1600-h/nope.gif"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 207px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SsYdDvD3aWI/AAAAAAAABws/BLRINtD-XtU/s320/nope.gif" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5388025954204871010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Non di soli social network&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Un mese fa ho scritto che Marino &lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2009/09/cronache-dalla-campagna.html"&gt;non avrebbe vinto mai&lt;/a&gt;. Ne sono ancora abbastanza sicuro, ma devo dire che i suoi risultati fin qui mi sembrano sorprendenti. Otto iscritti ai circoli su cento, quasi un iscritto su dieci che invece di scegliere i candidati 'predestinati' si affida al nuovo: non è poco, e lascia ben sperare per il 25 ottobre.&lt;br /&gt;Detto questo, voglio rispondere – un po' in ritardo – a chi nei commenti mi rimproverava un po' di freddezza (addirittura dello snobismo) nei confronti di Marino: &lt;i&gt;tu dici che non vincerà mai&lt;i&gt;, ma “&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2009/09/cronache-dalla-campagna.html?showComment=1251982388798#c3755585122065242441"&gt;lo dicevano anche di un tale Obama, ricordate?&lt;/a&gt;” &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Arieccoci.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Allora: io credo che Marino sia un'ottima persona e un buon candidato, ma non è l'Obama italiano. Così come non lo era Veltroni, nel periodo in cui gli prese in prestito lo slogan – non basta copiare uno slogan per diventare un Obama. Non basta essere outsider: Marino indubbiamente lo è, anche più di quanto non lo fosse Obama, ma la similitudine finisce qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa fissa per Obama sta diventando un tic mentale: ogni volta che ci troviamo davanti una sfida impossibile (Veltroni vs Berlusconi, Marino vs tutti) qualcuno tira fuori il mantra “dicevano così anche di Obama”... ma Obama non è uno spot Apple dedicato a quelli che sanno &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=NwH0cx6Q0oU"&gt;pensare l'impossibile&lt;/a&gt; e altra chincaglieria creativa anni Novanta. Non è un miracolo da invocare: è un candidato che ha trionfato in condizioni inizialmente difficili grazie a una serie di circostanze. Piuttosto di alzare gli occhi al cielo e pregare il Dio di Obama, suggerisco di concentrarci sulla terra intorno a noi e osservare se si stiano verificando le stesse circostanze. A me pare di no, e quindi continuo a pensare che Marino non abbia molte possibilità – e anche qualora vincesse, lo farebbe con una strategia sensibilmente diversa da quella di Obama.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul quale circolano equivoci abbastanza insidiosi – per esempio, l'uso di Internet. È vero che ha vinto grazie a Internet? Se penso a Obama mi viene in mente un politico che s'impone nell'immaginario con strumenti molto più tradizionali (lunghi discorsi alla folla, costosi spot televisivi). Invece leggo ancora stamattina che “la rete ha deciso lo scontro a favore di Barack Obama, che ha usato sapientemente i social network“. (&lt;a href="http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/113507/se_le_primarie_si_fanno_su_facebook"&gt;Mario Adinolfi, Europa&lt;/a&gt;). Cioè, neanche tutta Internet: i social network: come dire che se Hilary Clinton avesse curato più il suo profilo facebook magari avrebbe vinto lei – ma no, per carità, no. È vero che Obama si è molto giovato di Internet, ma non nel senso in cui sembra credere Adinolfi. Obama non ha usato Internet come veicolo dei suoi messaggi, in alternativa ai media tradizionali, ma in un modo diverso – anzi in due modi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Il primo lo descriveva egregiamente Georg in questo &lt;a href="http://falsoidillio.splinder.com/post/20574459/politica+e+rete:+le+%22novit%C3%A0%22+"&gt;vecchio post&lt;/a&gt;: internet come struttura organizzativa leggera ed efficiente, ideale per mettere in contatto e coordinare chi i messaggi di Obama li conosceva già. Però, attenzione, costoro non è che rimanessero a casa a chattare su quanto fosse fico Obama: no, su Internet trovavano le istruzioni per montare i gazebo o  approcciare gli estranei, anche porta a porta. Internet come ufficio, non come aula magna: Obama i grandi discorsi li ha fatti dal vivo, davanti a persone che magari non hanno la connessione in casa, ma che avevano sentito parlare di lui da attivisti organizzati on line. Certo, per fare tutto questo servono anche $$$ - e qui arriviamo al secondo modo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Internet ha consentito a Obama di raccogliere fondi che poi gli hanno permesso di pubblicizzarsi attraverso i media tradizionali (tv generalista, radio, manifesti...) Per supportare Obama on line non era sufficiente inserirlo nella propria lista di amici in questo o quel social network: si trattava di cliccare il famigerato tasto “sostieni”. Quello che gli italiani fanno ancora molta fatica a cliccare, per una naturale diffidenza nei confronti del sistema bancario o di internet o che so io – fatto sta che nelle scorse elezioni era oggettivamente difficile trovare il famigerato tasto nei siti internet dei partiti. Anche oggi, nel &lt;a href="http://www.ignaziomarino.it/"&gt;sito di Marino&lt;/a&gt;, la dicitura “&lt;a href="http://www.ignaziomarino.it/sostieni/"&gt;sostieni&lt;/a&gt;” compare piuttosto in basso (però più in alto c'è “shop”: le magliette evidentemente funzionano meglio dei micropagamenti). Non so quanto ne ricavi, ma non credo molto. Del resto in Italia siamo al punto in cui &lt;a href="http://www.romadomani.it/franceschini-attacca-bersani-troppi-soldi-buttati-in-manifesti/"&gt;un candidato si lamenta perché un altro stampa troppi manifesti:&lt;/a&gt; l'idea che la raccolta fondi sia parte integrante della campagna, e che qualcuno possa vincere perché ha convinto i sostenitori a sborsare di più ci è del tutto aliena. O siamo 'liberisti' (e allora paga tutto il capo che si è ordinato un partito su misura) o siamo, boh, centralisti: nel senso che i soldi per i manifesti ce li deve dare il partito, probabilmente in parti uguali per una questione di fair play. Ecco, prima di riempirvi la bocca con Obama, notate che lui non ha usato nessun tipo di fair play: ha raccolto più soldi che poteva e alla fine ha bruciato dieci milioni di dollari in &lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/10/31/il-mega-spot-di-obama-per-incantare.html"&gt;un megaspot di trenta minuti in prima serata.&lt;/a&gt; Su sette canali tv, non su internet. Ma grazie a internet. E più al tasto “sostieni” che non ai vari social network.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni volta che vi provano a vendere un Obama italiano, ragionate prima su questi due aspetti: (1) c'è dietro un'organizzazione in grado di portare gli indecisi nei circoli e alle urne (che si può anche coordinare su internet, ma poi viene a bussarmi alla porta, esattamente come i vecchi comunisti e i leghisti d'oggidì)? &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;(2) chi paga? C'è una rete di microfinanziamento in grado di sostenere un candidato che parte come outsider? &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Quando avremo un'organizzazione del genere, e gli italiani cominceranno a usare internet anche per finanziare i loro politici (cioè a fidarsi di internet e a fidarsi dei politici: doppio slalom) probabilmente i tempi saranno maturi per un Obama italiano. Nel frattempo Marino è anche più di quanto ci meritiamo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1946314-6250706295514993286?l=leonardo.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://leonardo.blogspot.com/feeds/6250706295514993286/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/mas-que-nada.html#comment-form" title="25 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/6250706295514993286" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/6250706295514993286" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/10/mas-que-nada.html" title="Mas que nada" /><author><name>leonardo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="09617248510418433586" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SsYdDvD3aWI/AAAAAAAABws/BLRINtD-XtU/s72-c/nope.gif" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">25</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1946314.post-2389931601571089483</id><published>2009-09-28T20:22:00.005+03:30</published><updated>2009-09-28T22:57:06.599+03:30</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="autocritiche" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="blog" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="autoreferenziali" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="segnalazioni" /><title type="text">All your friends Ah! Oh! Aficionados</title><content type="html">&lt;object width="325" height="244" align="right"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/6ypY065ahxw&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/6ypY065ahxw&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="325" height="244" align="right"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;Premesso che i miei lettori, e gli amici dei miei lettori (e i lettori dei loro amici) sono tutti aficionados, e non gliene frega molto di nomination o premi, eccoci qui, a contare i giorni che ci separano dall'assegnazione dei &lt;a href="http://www.macchianera.net/2009/09/24/mba-macchianera-blog-awards-2009-2-le-nomination-e-la-votazione-finale/"&gt;Macchianera Blogger Awards&lt;/a&gt;. Nati come uno scherzo, una scemenza, praticamente una lista di preferiti di Gianluca Neri, anno dopo anno sono diventati sempre più seri. Non che abbiano smesso di essere una scemenza. Diciamo che sono nel limbo, in un punto intermedio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È il loro bello, in fondo. Lasciamo che siano i giornalisti a prendersi sul serio: noi a &lt;a href="http://www.blogfest.it/"&gt;Riva del Garda&lt;/a&gt; non ci andiamo mica per i premi. Ci andiamo per rivederci, conoscere gente che leggiamo tutti i giorni ma non sappiamo che accento ha, riprovare un po' quello spirito del 2003 (classe di ferro, ma siamo in meno tutti gli anni), abusare ulteriormente della squisita ospitalità di &lt;a href="http://www.blogfest.it/"&gt;Camisani Calzolari&lt;/a&gt; (se c'è), sentire il cuore che ti batte forte quando passa Filippo Facci (se c'è), e di nascosto ballare. I premi vanno presi come parte del divertimento. D'altro canto, sarebbe bello se fossero un'occasione per attirare un riflettore su blog e autori di blog che se lo meritano – ma io credo che siamo ancora in una fase antecedente, in cui bisogna attirare attenzione, e autorevolezza, sui premi. E come si fa? Premiando blog che se lo meritano davvero. Neri ha rinunciato a qualsiasi velleità di giuria tecnica, per cui la responsabilità spetta tutta a noi lettori. Io che posso dire. Quattro cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SsEABkuvZkI/AAAAAAAABwk/9-Og24E2-Lk/s400/sfigato.gif" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 223px;" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5386586656351413826" /&gt;1) Non votate per me. &lt;/span&gt;Ho ricevuto quattro nomination, e ve ne ringrazio, ma sul serio. Non c'è più bisogno. Vincere l'anno scorso è stato molto divertente, ma tornare e ritirare di nuovo un premio quest'anno sarebbe, mi sembra, lievemente patetico. Io il mio quarto d'ora d'attenzione direi che me lo sono giocato (male, a quanto pare), ora preferisco pararmi il posteriore e suggerirvi di votare per gli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Però cercate di&lt;span style="font-weight:bold;"&gt; votare gente come me.&lt;/span&gt; Ovvero, gente che in questi premi un po' ci crede, con il dovuto distacco ironico, ma ci crede. Beppe Grillo può darsi che sia davvero uno dei più grandi blogger mondiali, ma di una statuetta a forma di fantasmino non ha nessuna necessità, e non ne trarrebbe nessuna soddisfazione: capace che il suo ufficio stampa nemmeno lo avverte. Invece, per dire, &lt;a href="http://sviluppina.co.uk/"&gt;Livefast&lt;/a&gt; magari fa finta di niente, ma... no, aspetta, non è vero che fa finta di niente, ha palesato per tempo che ci tiene un sacco, e allora votatelo. Tra l'altro se lo merita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Provate ad&lt;span style="font-weight:bold;"&gt; evitare i blog commerciali&lt;/span&gt;, i nanopublisher, quelle cose lì. Loro sì, loro a vincere si è visto che ci tengono, ma alla fine più che acquistare credibilità ne fanno perdere ai premi. Qui è in questione la definizione stessa di blog: vogliamo che passi l'idea che si tratta di un veicolo pubblicitario on line con un po' di contenuti sarchiati ai newsfeed? O non piuttosto un prodotto amatoriale, nel senso di fatto con amore da uno o più appassionati? Dopodiché poi può anche darsi che Cineblog abbia più accessi di &lt;a href="http://giovanecinefilo.splinder.com/"&gt;Giovane Cinefilo&lt;/a&gt;, ma vuoi mettere? Mi spiace, il secondo è un blog, il primo un prodotto commerciale. A esser buoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) Cercate di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;non votare a casaccio &lt;/span&gt;– lo so che è difficile. Chi vota deve scegliere un candidato in tutte le categorie: su questo Neri è irremovibile. Il che porta molti esperti di blog automobilistici di fronte al problema di dover scegliere tra cinque blog di cucina che non hanno mai aperto, e viceversa. La tentazione di pescarne uno a caso (di solito il primo della lista alfabetica) è molto forte, e l'anno scorso ha determinato vittorie abbastanza surreali (a sorpresa, sembra che nessuno si fosse preoccupato di sfogliare i... blog erotici, che effettivamente anch'io guardo poco, ma pensavo di non fare testo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui sotto ci sono i miei papabili. Tutta gente a cui in realtà non frega niente, eh? Aficionados. Sono dichiarazioni di voto o quasi, non intendo suggerire a nessuno come votare, Gianluca ti prego non t'incazzar&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Miglior Blog 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Voglioscendere (Travaglio &amp;amp; co.) ha già vinto molto l'anno scorso, e ha mandato a ritirare il grafico (bravissima persona, peraltro, ma era imbarazzante anche per lui). Se siete ammiratori di Travaglio, lo aiutate di più comprandogli il giornale, o un libro ogni cinque che pubblica. Lui secondo me manco si ricorda di avere un blog, se qualcuno gli manda un link è capace di stupirsi (&lt;i&gt;Toh, bravo questo, quasi quasi lo cop... ah, no, aspetta, sono io&lt;/i&gt;). Io direi che è stato l'anno di &lt;a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/"&gt;Gilioli&lt;/a&gt;, il primo in Italia a far funzionare davvero il classico blog-rubrica (quelli che di solito riesci a leggere controluce &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Che palle, io non volevo, è il direttore che mi ha costretto&lt;/span&gt;). No, Gilioli lo fa e si diverte, e sta anche cominciando a farlo usare ai suoi colleghi. Lode al merito. Gilioli, un anno fa la gente si sbagliava ancora e scriveva giglioli, e adesso è primo in classifica. Non che conti a nulla la classifica, ma per dire: sembrava blindata, Beppe Grillo forever, finché un giorno Gilioli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Blogger dell'anno 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La differenza tra miglior blog e miglior blogger io l'anno scorso non l'ho veramente capita: mi intervistavano e gli rispondevo: boh. Ma se quest'anno una maggioranza compatta votasse Bonino, un senso ci sarebbe: lui di blog ne gestisce almeno tre (&lt;a href="http://www.phonkmeister.com/"&gt;Phomnkmeister&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://eiochemipensavo.diludovico.it/"&gt;Eiochemipensavo&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.spinoza.it/"&gt;Spinoza&lt;/a&gt;) tutti e tre notevoli. Sarebbe insomma un bel premio alla (toccati, zio) carriera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Blog rivelazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Due non li conosco, gli altri tre ho paura di offenderli; comunque &lt;a href="http://educazionecinica.splinder.com/"&gt;Educazione Cinica&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://qualcosadelgenere.splinder.com/"&gt;Qualcosa del Genere&lt;/a&gt; sono bravi – e io qui non voterei Spinoza. Me lo terrei per&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Migliore community&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;In un'accezione un po' estesa di community, comunque ci sta tutta. È un &lt;a href="http://www.spinoza.it/"&gt;blog &lt;/a&gt;di battute che funzionerebbero benissimo in un qualsiasi late night show, se in Italia li facessero (fanno Chiambretti con le bestie del circo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Migliore blog di opinione&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Grillo, abbiamo detto no. Travaglio, per lo stesso motivo, no. Io no. Secondo me tocca a &lt;a href="http://zoro.blog.excite.it/"&gt;Zoro&lt;/a&gt;, che è pure capace di arrivare da Roma. Per dire, l'anno scorso andò via solo perché aveva un matrimonio. E poi è bravo, se impari a leggere il courier su sfondo nero. Ma so che alcuni di voi accarezzano l'idea pazza di votare &lt;a href="http://retropensieroliberale.blogspot.com/"&gt;Retropensiero Liberale&lt;/a&gt;. Ora, io non nascondo le mie tendenze ideologiche e a Retropensiero dico un sinistro &lt;i&gt;no&lt;/i&gt;, per due motivi buoni. Primo: deve restare un piacere proibito. Uno che scrive un pezzo sulle &lt;a href="http://www.giornalettismo.com/archives/14220/craxi-e-de-andre-due-vite-parallele/"&gt;analogie tra Craxi e De Andrè&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.diacoblog.com/2009/01/20/craxi-e-de-andre-due-vite-parallele/"&gt;Diaco glielo prende per buono&lt;/a&gt;, ecco, questo tipo di cose deve continuare a succedere, anche più spesso. Secondo: dovrebbe impegnarsi di più. Cinque post in tre mesi, mentre Zoro macina migliaia di chilometri, scherziamo? L'award te lo devi sudare, o detta in modo più liberale: a lavurèr.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Migliore blog collettivo&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Io, &lt;a href="http://sviluppina.co.uk/"&gt;Sviluppina&lt;/a&gt;. A Spinoza ne avrei già dato uno, uno e mezzo se conti Bonino blogger dell'anno. Livefast nel blog collettivo ci ha creduto, ha lottato, ci ha invitato agli aperitivi, insomma se lo merita. Forse se lo meritava ancora di più Inkiostro, ma non l'hanno nominato (tanto a loro non cale, sono tutti aficionados).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Miglior blog giornalistico&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Camillo, mah, Camillo più che giornalismo sarebbe opinione. Senza entrare nel merito. Se entro nel merito faccio un macello. Voterei Gilioli, ma sarebbe la seconda volta. A questo punto però voglio Gilioli a Riva del Garda, lo voglio toccare. Sennò Wittgenstein, ma voglio toccare anche lui. Mettiamola così: voto quello dei due che si farà toc... che si presenta. Se invece si presenta Rocca voto Travaglio. Il quinto sarà senz'altro bravissimo, ma ho deciso di boicottare Ilcannocchiale.it. Così, per spocchia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Miglior blog tecnico&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Ahem. Non sono un cultore. Ma &lt;a href="http://attivissimo.blogspot.com/2009/09/2012-niente-fine-del-mondo-garantisce.html"&gt;Attivissimo odia Giacobbo&lt;/a&gt;, tanto mi basta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Miglior blog televisivo&lt;br /&gt;Dei cinque conosco solo &lt;a href="http://www.daveblog.net/"&gt;Dave&lt;/a&gt;. Sono convinto che sia il meno 'tecnico' dei cinque, più che un blog televisivo il blog di una persona che è cresciuta con la televisione, e tra l'altro adesso non riesce neanche a captarla bene. Per cui votarlo è anche un gesto ironico... Ma so anche che a Riva non verrà, e quindi forse un'occhiata agli altri quattro potrei darla... data. Voto Dave.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Miglior blog food &amp;amp; wine&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Ecco un settore dove c'è molta professionalità. Forse troppa per riuscire a dare un giudizio così, su due piedi. Comunque: &lt;a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/"&gt;Cavoletto&lt;/a&gt; stramerita, ma ha già vinto l'anno scorso. &lt;a href="http://www.dissapore.com/"&gt;Dissapore &lt;/a&gt;più che blog è una rivista, molto bella per altro. Gli altri tre mi sembrano alla pari... E non ne capisco niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Miglior blog di un Vip&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;A Zoro ne ho già dato uno (e poi non è un Vip, dai). Confesso che era parecchio che non passavo da &lt;a href="http://www.danieleluttazzi.it/"&gt;Luttazzi&lt;/a&gt;, ehi, è tutto cambiato. Ok, sulla fiducia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Blog con la migliore grafica&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Ecco 5 nomination che non ho capito. Forse era il caso di spiegare cos'è esattamente "la grafica". Fosse per me la rifarei a tutti e 5, ma non faccio il webdesigner, io (ho un lavoro onesto). Scelgo, proprio perché devo scegliere, &lt;a href="http://francescogavello.it/"&gt;http://francescogavello.it&lt;/a&gt;, ma dopo devi promettere di correre subito a rifare il layout. Meno colonne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Miglior blog cinematografico&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;I &lt;a href="http://www.i400calci.com/"&gt;400 calci&lt;/a&gt; sono tanto bravi ma possono aspettare. Io credo che questo sia il momento per dare a Kekkoz quello che gli spetta (che gli spettava già l'anno scorso), e non vorrei che l'exploit di aver mandato due-blog-due in nomination non gli si ritorcesse contro. Insomma, mettiamoci d'accordo: per me entrambi meriterebbero la palma, non resta che sceglierne uno. &lt;a href="http://giovanecinefilo.splinder.com/"&gt;Giovane Cinefilo&lt;/a&gt; è il cineblog come dio comanda, ma&lt;a href="http://prejudice.splinder.com/"&gt; Friday Prejudice&lt;/a&gt; è diventato uno dei pochi motivi per alzarsi da letto il giovedì. Insomma dicci tu cosa fare, Kekkoz, noi siamo tuoi anima e cuore. Cineblog non passerà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Miglior blog erotico&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Mah. Dovrebbe essere la categoria più eccitaaaah-hung... eh? Sì? Sarà un mio problema, andrò a farmi vedere. Certo, da un lato c'è qualcosa di eroico, (sì, ho scritto eroico) nel fare letteratura erotica nell'era di youporn, dall'altro... se c'era votavo youporn. Comunque: la&lt;a href="http://www.dottoressadania.it/"&gt; dott.sa Dania&lt;/a&gt; viene a Riva, le altre non promettono nulla, traetene conseguenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Miglior blog musicale&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Secondo me &lt;a href="http://www.blogger.com/%3Ca%20href=" com=""&gt;Inkiostro&lt;/a&gt;, negli ultimi anni, si è evoluto in uno dei migliori blog punto. D'altro canto come faccio a non votare &lt;a href="http://polaroid.blogspot.com/"&gt;Enzo&lt;/a&gt;? (Gliel'ho anche chiesto: Enzo, come faccio? Lui mi ha risposto: Eh? Cosa? C'è un premio? Boh).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Miglior blog letterario&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Neanche sapevo che quello di Chinaski fosse un blog letterario. Ok, vada per &lt;a href="http://chinaski77.splinder.com/"&gt;Come diventare il mio cane&lt;/a&gt;. Letteratura o no, funziona (nel senso che dopo un po' diventi il tuo cane).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Miglior disegnatore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ho un debole per &lt;a href="http://www.canemucca.com/"&gt;Makkox&lt;/a&gt;, anatra suprema, ma ha già vinto l'anno scorso. &lt;a href="http://www.shockdom.com/eriadan/"&gt;Eriadan&lt;/a&gt; è un grande, zuccheroso ma nutriente... ma ha davvero bisogno di un premio? Intanto diamoglielo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Miglior photoblog&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ci sono situazioni in cui è più onesto tirare la monetina, e per me è il caso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Post dell'anno&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Alcune considerazioni: 1) è incredibile quello che la gente ritiene possa essere un “post”, e persino un “post dell'anno”; 2) se la media è questa, io potrei vincere tutte le settimane (ma è un po' come prendere a sberle i neonati, sarebbe probabilmente fighissimo ma l'educazione cattolica me lo impedisce. Stupida educazione); 3) molti post scelti ruotano intorno alla maternità, o alla paternità, chissà cosa vorrà dire, probabilmente nulla; 4) ce ne sono almeno un paio che, riflettendoci bene, violano articoli del codice. Io voto per &lt;a href="http://sviluppina.co.uk/19-marzo-la-festa-di-mio-papa"&gt;Serendipity&lt;/a&gt;, voi fate un po' voi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Miglior podcast&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ecco, no. Mi ci ero messo di buona volontà, ma scaricare un podcast no. voto Radio Sglaps perché il nome mi suggerisce un'idea di fatto in casa che gli altri no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Miglior servizio per i blog&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.blogbabel.com/"&gt;Blogbabel&lt;/a&gt; è l'unico che uso. E finché splinder non mette dei feed decenti, boycott.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Miglior blog mobile&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non ho la minima idea, e se si tratta di caricare blog sul cellulare, sono ben fiero di non averla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cattivo più temibile&lt;br /&gt;Io &lt;a href="http://www.malvestite.net/"&gt;Malvestite &lt;/a&gt;l'avrei votato come blog dell'anno – se lo avete seguito, sapete che questo è stato l'anno di Malvestite. Per Moccia, per Morgan, per l'estate di sangue bimbominchia, io mi ricorderò del 2009 per le cose che ci ha scritto Betty Moore. Se questa è l'unica statuetta, vada. Mi spiace per il dott. Pruno e per Bucknasty, fuoriclasse autentici degni di premi alla (toccatevi) carriera, ma ribadisco: il 2009 che è sfilato qui da noi indossava Malvestite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Miglior blog andato a puttane&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Un appello: liberiamo &lt;a href="http://www.selvaggialucarelli.it/diario/"&gt;Selvaggia Lucarelli&lt;/a&gt; da questa incresciosa categoria. Tanto lei ci vuol bene lo stesso, sul serio, non c'è bisogno. Anzi, per il discorso di dare più autorevolezza ai premi, questo lo toglierei. Se devo votare, ammetto che &lt;a href="http://www.suzukimaruti.it/"&gt;Suzukimaruti &lt;/a&gt;un po' mi manca. Non quanto Petunias, ma mi manca. Ma non credo sia andato a puttane. Insomma, la battuta non è più divertente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Miglior blog sui motori&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E' interessante come sia impossibile trovare bei siti amatoriali sui fornelli e sui motori: i core business dell'editoria, evidentemente. Qui ci sono 4 nanopublisher e un giornalista, sapete cosa vi dico? Voto il &lt;a href="http://club.quotidianonet.ilsole24ore.com/turrini"&gt;giornalista&lt;/a&gt;. Lui almeno non cerca di vendermi niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Cazzeggio gratuito&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Categoria non tanto comprensibile: perché, gli altri non sono &lt;span style="font-style:italic;"&gt;cazzeggio gratuito&lt;/span&gt;? Ci pagano, a noi, per cazzeggiare? fammi controllare l'estratto conto... no. Comunque. &lt;a href="http://www.paulthewineguy.com/"&gt;Paul &lt;/a&gt;è un bel personaggino, quest'anno ha fatto cose mirabili, una statuetta se la merita, anche se in questa categoria è un po' un insulto. E ne approfitto per farvi sapere &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;che le barzellette su Chuck Norris hanno rotto i coglioni perfino alla scuola media.&lt;/span&gt; Quindi adesso lo sapete, ok? Non ci sono più scuse.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1946314-2389931601571089483?l=leonardo.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://leonardo.blogspot.com/feeds/2389931601571089483/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/09/all-your-friends-ah-oh-aficionados.html#comment-form" title="21 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/2389931601571089483" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/2389931601571089483" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/09/all-your-friends-ah-oh-aficionados.html" title="All your friends Ah! Oh! Aficionados" /><author><name>leonardo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="09617248510418433586" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SsEABkuvZkI/AAAAAAAABwk/9-Og24E2-Lk/s72-c/sfigato.gif" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">21</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1946314.post-3674690588711894320</id><published>2009-09-24T10:39:00.004+03:30</published><updated>2009-09-24T15:19:20.798+03:30</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ragazzini" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="guerra" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="tv" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="scuola" /><title type="text">A scuola si sta zitti in generale</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/Srsbf1V0CwI/AAAAAAAABwc/rUHrvCf_pS4/s1600-h/balilla.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 331px; height: 256px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/Srsbf1V0CwI/AAAAAAAABwc/rUHrvCf_pS4/s400/balilla.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384928013160024834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;60 secondi di niente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardate che se ci riflettete bene, non c'è cosa più assurda di chiedere un minuto di silenzio a scuola.&lt;br /&gt;Ripeto: a scuola. Un minuto di silenzio.&lt;br /&gt;E poi c'è anche &lt;a href="http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/09_settembre_22/no_decine_scuole_minuto_silenzio_gelmini-1601795033761.shtml"&gt;chi non lo vuole rispettare&lt;/a&gt;, eh, guai! Come faranno? Pattuglieranno le aule per essere sicuri che ci sia un minimo di confusione almeno ogni 50 secondi? Toc, toc.&lt;br /&gt;“Buongiorno Signor Preside”&lt;br /&gt;“Seduti, seduti, ragazzi, passavo solo di qua e... sentivo poca confusione allora mi sono detto: ma non staranno mica osservando un minuto di silenzio, eh?”&lt;br /&gt;“Nooooo, signor Preside, stavamo solo osservando delle diapositive sull'accoppiamento”.&lt;br /&gt;“Ah, vedo, molto belle. D'accordo ragazzi, ma mi raccomando, eh? Un po' più di vita... questo corridoio è un mortorio”.&lt;br /&gt;“VabenesignorPreside”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la scuola lo chiederanno in ospedale, o in chiesa, o al cimitero. Insomma, non so se riesco a spiegarmi: c'è qualcosa di assurdo nel celebrare un fatto eccezionale con un gesto (il silenzio) che a scuola dovrebbe essere la norma. Il solo fatto che il Ministro lo proponga dimostra quanto poco creda lei stessa in quella dagherrotipia di scuola che predica, quella con gli studenti in grembiule &lt;a href="http://www.asca.it/news-SCUOLA__GELMINI__VORREI_CHE_STUDENTI_SI_ALZASSERO_A_INGRESSO_PROFESSORI-861269-ORA-.html"&gt;che scattano sull'attenti.&lt;/a&gt; A me non dispiace né il grembiule né l'attenti al prof. Ma se chiedo un minuto di silenzio ai ragazzi, proprio come si fa allo stadio, è come se li autorizzassi a fare altri 59 minuti di stadio.&lt;br /&gt;“Va bene, il minuto di silenzio è finito”.&lt;br /&gt;“Ju ve! Ju ve! Ju Ve!”&lt;br /&gt;“Taci, Nizzoli”.&lt;br /&gt;“Ma prof, l'ha detto lei, è finito il silenzio”.&lt;br /&gt;“È finito il mio. Il tuo prosegue per il resto dell'ora”.&lt;br /&gt;“Non è giusto, anch'io voglio rispettare i morti”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è vero che su Wikipedia ci sia tutto: per esempio, manca una pagina sul minuto di silenzio. Chi lo ha inventato? In che contesto? Di sicuro non era a scuola. Né in chiesa, o in tutte le altre occasioni dove il silenzio sarebbe di default. Per cui davvero, secondo me è tutto cominciato in uno stadio. Sarà stata una partita, o un concertone... magari qui c'è qualcuno che c'era, scrivetelo. Non capita a tutti di assistere alla nascita di un grande rito di massa.&lt;br /&gt;Un rito sostanzialmente laico, tutto in negativo. In sé molto moderno, quelle linee asciutte stile Novecento – semplifichiamo, sfrondiamo, via le orazioni, i predicozzi sulla Patria e il Progresso e tutto questo tipo di menate. Via tutto. Ci teniamo soltanto il raccoglimento interiore. È anche un modo elegante e novecentista per dire che quando ci raccogliamo in noi stessi... non ci troviamo niente: il vuoto, il silenzio, a volte una cattiva coscienza che conta i secondi – e che tra noi non abbiamo niente di profondamente Sacro da dirci: tra chi crede nella Patria e chi crede nel Progresso, o nella Pace, l'unico discorso comune è appunto un discorso senza parole:&lt;br /&gt;“...”&lt;br /&gt;“...”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il gesto in sé è moderno, trovarselo travasato a scuola o in chiesa è decisamente post.&lt;br /&gt;Postmoderna è quell'allegra commistione di generi che ti fa applaudire ai funerali (brave bare! Complimenti!), piangere allo stadio, osservare minuti di silenzio in classe. E forse sotto c'è anche un'idea televisiva della scuola: l'avete proprio presa per un palinsesto, che deve rispettare tutti gli anniversari (la Shoah, le foibe...) e silenziarsi a ogni lutto nazionale. È vero: quando in tv c'è silenzio, tutti si voltano. È istintivo pensare che si sia rotto l'apparecchio. Ma la tv è appunto un diffusore di confusione, molti l'accendono semplicemente per sentire un po' di allegro caos. Per questo il silenzio in tv è scandaloso, eversivo. A scuola no, a scuola silenzio e rumore dovrebbero alternarsi armonicamente, e un minuto intero di non rumore non dovrebbe essere percepito come eccezionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il minuto di silenzio è il rito laico più simile a una preghiera. Però non è una preghiera, allo stesso modo in cui una bottiglia vuota non è una bottiglia di Valpolicella. I casi secondo me sono due: o sei religioso (e allora preghi), o non lo sei: e allora non hai veramente motivo di stare zitto a occhi bassi a fissare il pavimento. Autoipnosi? Training autogeno? Uno dice: ne approfitto per pensare. Aaah, ho capito: meditazione. Chissà che pensieroni in sessanta secondi, eh. Ma fosse anche: a che pensi? Ai morti in Afganistan, a quello che hai capito sull'argomento. Rifletti sulle cose che sai, perché sei adulto e qualcosa sull'argomento lo conosci già. Ma la scuola non funziona così. La scuola è appunto il luogo dove si raduna la gente che le cose ancora non le sa: del resto è il suo bello. È un luogo dove basta dire una banalità, non so, tipo: l'Afganistan è il primo produttore di eroina... e loro ti guardano basiti, ma come, non ve l'aveva detto nessuno? No, e chi avrebbe dovuto dircelo, Carlo Pastore? Il Gabibbo? Le verità della vita non ce le può mica passare tutte Fabri Fibra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A me andrebbe anche bene il minuto di silenzio, purché preceduto da sessanta minuti di spiegazione: dov'è l'Afganistan? Perché siamo andati là?... Sì, lo so, tacere è più elegante. Ma se non hanno idea di cosa sia l'Afganistan, non sarà un minuto diverso da tutti quelli che passano in classe seduti a pensare ai fatti loro, mentre si forgiano un visetto serio di circostanza che li assisterà poi in tutti i momenti noiosi della vita, in tutte quelle occasioni in cui è necessario fingere che ci freghi qualcosa di qualcuno. E forse l'alto senso educativo del minuto di silenzio a scuola è proprio questo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1946314-3674690588711894320?l=leonardo.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://leonardo.blogspot.com/feeds/3674690588711894320/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/09/scuola-si-sta-zitti-in-generale.html#comment-form" title="28 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/3674690588711894320" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/3674690588711894320" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/09/scuola-si-sta-zitti-in-generale.html" title="A scuola si sta zitti in generale" /><author><name>leonardo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="09617248510418433586" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/Srsbf1V0CwI/AAAAAAAABwc/rUHrvCf_pS4/s72-c/balilla.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">28</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1946314.post-4601656935162210671</id><published>2009-09-20T12:32:00.005+04:30</published><updated>2009-09-20T13:18:34.827+04:30</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="campagna elettorale (permanente)" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Berlusconi" /><title type="text">Tra un Berlusconi e l'altro</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SrVVPbyD_tI/AAAAAAAABwU/GUwL7Y5SFC4/s1600-h/brunetta.gif"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 151px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SrVVPbyD_tI/AAAAAAAABwU/GUwL7Y5SFC4/s400/brunetta.gif" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5383302653235429074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Colpetto di Stato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io ci andrei piano a considerare l'uscita di Brunetta come &lt;a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/09/19/ministro-al-tamarindo/"&gt;l'esternazione di un nano frustrato&lt;/a&gt;; il berlusconismo - ormai dovremmo saperlo - trionfa proprio quando si lascia sottovalutare. Brunetta non sarà un genio, ma quando parla di golpe sta lanciando un messaggio mirato ed efficace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La parola “golpe” non dovrebbe suonare così esagerata a chi rammenti che giovedì mattina – prima che la battaglia di Kabul prendesse il sopravvento – l'homepage di Repubblica era dominata da questo fondo,&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/udc-soli/dopo-berlusconi/dopo-berlusconi.html"&gt; &lt;i&gt;L'alleanza trasversale che lavora al dopo-Silvio&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;. Massimo Giannini vi annunciava la possibile nascita di un “governo di salvezza nazionale” a cui starebbero lavorando “parecchi, nell'ombra e a cielo aperto”, arrivando a ventilare un possibile ruolo attivo nel 'complotto' da parte di Tremonti, nientemeno! e concludendo così: “Sembra fantapolitica. Forse lo è”. Ah, però.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fantapolitica o no, non credo ci sia bisogno di un medium per captare i pensieri e i sentimenti di Berlusconi nei confronti di un progetto del genere. Dal suo punto di vista si tratterebbe di qualcosa di ben più grave del ribaltone di Dini alla fine del '94: di un golpe. Puro e semplice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un golpe di fatto, così come di fatto la nostra ormai è una repubblica presidenziale: Berlusconi si considera legittimato dal voto degli italiani, che sulle schede hanno messo la croce su “Pdl Berlusconi Presidente”. Non hanno espresso preferenze, non hanno votato per questo o quel parlamentare più o meno vicino a Fini o a lui. Hanno votato&lt;i&gt; per lui&lt;/i&gt;, mettendo il segno sulla lista di candidati che ha fatto comporre a sua immagine e somiglianza. Ora l'idea che il voto di venti o trenta di questi tizi, che a lui devono tutto, possa metterlo in minoranza, deve risultargli intollerabile. Ancorché costituzionalmente ammissibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lui del resto ha già spiegato chiaramente cosa farebbe in una situazione del genere: sciogliere le camere e rimandarci alle urne. Se solo potesse farlo: ma compete a Napolitano. Cominciare a parlare di golpe a gran voce ha un senso preciso: il corpo elettorale berlusconiano, magari un po' distratto dall'influenza o dall'Afganistan, deve sapere che c'è chi trama per tradire il Capo che hanno regolarmente eletto. Brunetta ha rispolverato la parola, golpe: nei prossimi giorni la useranno un po' tutti. Si tratta di attivare una pressione mediatica su Napolitano affinché faccia la cosa giusta: indire nuove elezioni appena Berlusconi si dimettesse. In alternativa, avremmo cinque canali tv e venticinque portavoce pronti a gridare al golpe e ad accusare il Presidente della Repubblica di essere colluso coi golpisti – in fondo è già successo con Scalfaro, con toni magari un po' più morbidi, ma invecchiando è normale incattivirsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La “fantapolitica” di Giannini non risponde alla domanda fondamentale: a chi giova? A chi converrebbe montare un governo di solidarietà nazionale, di fatto una specie di CLN anti-berlusconi, per finire la legislatura? Fini, Casini, D'Alema, hanno veramente tutta questa voglia di sostituire Berlusconi proprio nel momento in cui si scoprirà che alla fine della crisi mondiale l'Italia resta al palo? È la sindrome di Prodi, il bisogno disperato che sentiamo di subentrare a B. anche solo per un misero biennio, il tempo sufficiente per salvare la nazione, rimettere in ordine i conti e fargli vincere di nuovo le elezioni? Nel frattempo B. riprenderebbe tutto lo smalto che si è appannato a Palazzo Chigi. Le orge tra Palazzo Grazioli e Villa Certosa passerebbero finalmente in secondo piano, mentre le sue redazioni tuonerebbero contro i golpisti un giorno sì e l'altro pure, tenendo altissimo il livello dello scontro. Contro Fini, o l'anti-B. di turno, verrebbero scoperchiati i dossier più fantasiosi, Mitrokhin e Telekom docent. Se davvero Napolitano osasse resistere fino al termine naturale della legislatura, l'esilio di B. da Palazzo Chigi non durerebbe comunque più di tre anni. E allora a chi conviene buttarlo giù oggi, quando controlla più della metà del cielo degli italiani? A lui. Soprattutto a lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Magari Berlusconi ha già in agenda il giorno delle dimissioni. La sentenza sul Lodo Alfano potrebbe essere il pretesto giusto. &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/09_settembre_16/lodo_alfano_avvocatura_stato_ef800084-a2e2-11de-a7b6-00144f02aabc.shtml"&gt;L'Avvocatura di Stato ha già messo le mani avanti&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' anche una sorta di riflesso condizionato: messo in difficoltà, Berlusconi reagisce trasferendosi nel campo che conosce meglio, quello della campagna elettorale. Governare lo annoia, ma le campagne lo esaltano e ormai è sicuro di saperle vincere. Lo precede Bossi, che ha già ricominciato a parlare elettorale in estate, con le bordate identitarie su dialetti e bandiere, fino alla riscoperta di un vecchio evergreen: &lt;a href="http://www.italiainformazioni.com/giornale/politica/64261/bossi-invoca-secessione-fini-querela-giornale-berlusconi-premier-teme-cospirazione-secolo-ditalia-commenta-strategia-dellinfamia.htm"&gt;la secessione&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ma nel caso che Berlusconi cadesse, non dovremmo essere contenti? Il punto è il come. Credo che qui ci sia un equivoco tra Berlusconi, persona fisica, e il berlusconismo, sistema di potere. Alcuni, a mio parere erroneamente, pensano che il secondo sia interamente fondato sul primo, e quindi, per così dire, a scadenza. B. può infuriare finché vuole, ma quanto gli resta ancora? Cinque anni? Dopo crollerà tutto come un castello di carte, alla mercé di chi è riuscito a sopravvivere nei pressi del castello senza farsi troppo male (i soliti: Fini e Casini). In realtà non è così. I sistemi di potere tendono a sopravvivere a chi li ha messi in piedi. Il collante non è il supposto carisma dell'Uomo, ma una ragnatela di interessi: per essere chiari, finché la Mediaset mantiene la sua concentrazione mediatica, non c'è motivo per cui non debba preservare un apparato politico in Parlamento e al governo. Ne va della sua sopravvivenza. Berlusconi tra l'altro &lt;i&gt;ha molti eredi&lt;/i&gt;, tutti giovani e bravi: nessuno di loro credo abbia mai accennato a voler fare politica, ma neanche il padre, se per questo, fino al '93. All'occorrenza però la Mediaset sa che può cucire un partito di maggioranza addosso a qualsiasi candidato: perché non dovrebbe farlo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora io vorrei tanto poter fare a meno di Berlusconi anche da stasera: ma scalzarlo dal potere lasciandogli in mano il sistema berlusconismo sarebbe un errore fatale. Lo stesso, peraltro, che abbiamo già fatto nel '94 e nel 2006. Se gli lasci le corazzate, lui combatterà. Lo ha sempre fatto, e che altro dovrebbe fare? E quando ci avrà lasciato combatteranno i suoi, che gli devono tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora? E allora mi sono fatto questa idea, che senz'altro troverete reazionaria. Io credo che la fine di Berlusconi non possa essere pacifica. Bisogna accettare l'idea che il berlusconismo è stato un sistema criminale, che si è nutrito dello Stato per fare i propri interessi a scapito di quelli dei cittadini, e che come tale va smontato con la forza. Altrimenti continuerà a colpire, con Berlusconi o con chiunque gli succederà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1946314-4601656935162210671?l=leonardo.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://leonardo.blogspot.com/feeds/4601656935162210671/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/09/tra-un-berlusconi-e-laltro.html#comment-form" title="42 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/4601656935162210671" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/4601656935162210671" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/09/tra-un-berlusconi-e-laltro.html" title="Tra un Berlusconi e l'altro" /><author><name>leonardo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="09617248510418433586" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SrVVPbyD_tI/AAAAAAAABwU/GUwL7Y5SFC4/s72-c/brunetta.gif" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">42</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1946314.post-1134870292762909066</id><published>2009-09-18T03:33:00.005+04:30</published><updated>2009-09-18T03:46:20.628+04:30</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Afganistan" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="guerra" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="democrazia d'esportazione" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="neoconi" /><title type="text">Il segno di una resa indelebile</title><content type="html">&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SrLAhRVrhmI/AAAAAAAABv8/9hqwmZiGnlM/s400/dito+voto+1.jpg" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 335px; height: 218px;" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5382576182483715682" border="0" /&gt;La democrazia macchia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se ci raccontassero che tanto tempo fa, in un Paese lontano, le tribù per contarsi (e dimostrare di essere più potenti delle altre tribù) costringevano i loro membri, maschi e femmine, a lasciare un'impronta del dito su un brandello di tessuto finissimo, con un un pigmento che rimaneva indelebile sulla pelle per giorni e giorni; e che poi questi brandelli venivano pazientemente raccolti, e contati, e che la tribù che alla fine riusciva a portare più impronte aveva il diritto di spadroneggiare sulle altre per cinque inverni, noi la chiameremmo democrazia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il momento in cui ce ne andremo dall'Afganistan – presto, tardi, dipende dalla fibrillazione mediatica di un governo distratto e di un Paese che si ricorda di una guerra solo quando ammazzano i suoi soldati – sarà il momento in cui ci saremo rassegnati a considerare “democrazia” una cosa del genere. Per alcuni andare via sarà come perdere l'onore; io che l'onore non so bene cos'è mi preoccupo piuttosto di perdere il senso di una parola. Siamo in Afganistan per difendere la “democrazia”; la “democrazia” afgana consiste nel mandare contadini analfabeti a macchiarsi le dita con una scheda in cui devono identificare il referente della loro tribù. Il feudalesimo coi plebisciti: questa è la “democrazia” che stiamo difendendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse il primo esempio compiuto di democrazia postmoderna; nel senso che combina liberamente e creativamente citazioni di civiltà e millenni diversi: il suffragio universale, il colore indelebile, la tribù, il partito, la legge del taglione (nell'Helland se ti trovano col dito sporco te lo mozzano), tutto assieme in un calderone che per gli ottimisti è solo il brodo primordiale, l'inizio di una civiltà; e per i pessimisti è la negazione stessa del concetto di progresso. Per quale motivo al mondo l'Afganistan dovrebbe migliorare? Quando mai è migliorato? E per quale concatenazione di cause la democrazia tribale afgana dovrebbe evolversi in qualcosa di più occidentale? Se fosse invece l'Afganistan il futuro dell'Occidente?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La guerra afgana non è stata costruita su una bugia, come la campagna d'Iraq. Ma a ben vedere poggiava su un fondamento ideologico altrettanto catastrofico. L'idea di “democrazia” come valore in sé, a-storico, a-geografico, una specie di diritto naturale comune agli uomini di ogni età e latitudine. Mancava solo che lo trovassero inciso in un filamento di Dna, e non è detto. Non so neanche esattamente chi abbia concepito un'idea così – i neocon americani? – di certo smentiva persino il pensiero corrente fino al 10 settembre 2001, il mito dello scontro di civiltà. No, macché scontro: per i neocon in fin dei conti esisteva una sola vera civiltà, un solo sistema, una sola fede: la democrazia. Non solo, ma era anche facilmente trasportabile, una specie di kit, la democrazia da campo. Ti bastava sfondare con un paio di divisioni, puntare alla capitale, aprire un Parlamento, et voilà, democrazia. Con tutto quello che ha di bello: pluralismo, libertà di stampa (che gioia a quei tempi, per i primi fogli usciti a Bagdad o Kabul), e poi via il burqa e tutti in discoteca: tutto facile, tutto immediatamente desiderabile, perché chi è che non ama la democrazia? Bisogna essere fessi.&lt;br /&gt;Chi in quel periodo osava ricordare che la democrazia non è un Monolite piovuto dal cielo, ma il risultato ultimo di un processo storico (alfabetizzazione, industrializzazione, affermazione dei ceti medi, crisi della famiglia patriarcale, emancipazione femminile) veniva bollato come un razzista, quindi un nazista, uno che “è convinto che la democrazia sia solo cosa nostra” mentre invece piace a tutti, un apologeta della superiorità dell'occidente, uno snob, quindi anche un comunista, però un po' filoislamico, e naturalmente antisemita – e qualche etichetta devo averla persa per strada, ma quelle qui sopra me le hanno appiccicate tutte. Erano i giorni in cui si metteva in copertina la foto della ragazza afgana col dito macchiato – che coraggio nel macchiarsi il dito, che fierezza, lei sì che è orgogliosa della sua democrazia, una lezione per tutti noi che tra un'elezione e un'altra perdiamo regolarmente il tesserino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SrLAiCFJRrI/AAAAAAAABwI/4N8qxSqvdiQ/s400/dito+voto+2.jpg" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 305px; height: 400px;" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5382576195567699634" border="0" /&gt;Nessuno sembrava insospettito dall'immagine di una democrazia che macchia. Una democrazia fondata sull'analfabetismo e sui gruppi tribali. L'idea è che il processo storico si potesse pacificamente invertire: la democrazia doveva favorire l'emancipazione femminile, mettere in crisi la famiglia patriarcale, segnare l'affermazione dei ceti medi, e perché no, provocare l'industrializzazione e l'alfabetizzazione. Così, tutto a rovescio, senza neanche stanziare troppi fondi per le scuole: dategli il diritto di voto e vedrai che si alfabetizzeranno da soli. Il neoconservatore postmoderno è convinto che causa ed effetto siano polarità che si possano invertire a piacimento: Newton scopre la gravità e dà una testata alla mela che si impicca all'albero. Non solo, ma bisogna riformare la termodinamica: tutto non tende più all'entropia, ma alla democrazia. È il destino ultimo: tutte le nazioni diventeranno democrazie, è autoevidente. Non vedi come scalpitano tutti per ribellarsi ai tiranni? La rivoluzione arancione, la rivoluzione zafferano, la rivoluzione dei cedri, tutto un arcobaleno di rivoluzioni che ci porta direttamente verso l'Organizzazione Mondiale delle Democrazie (niente a che vedere con quel consesso di dittatori che era l'Onu).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, e nel frattempo avevano anche la faccia tosta di parlare di fine delle ideologie. Io a dire il vero una sbornia ideologica così pesante non la ricordo: al confronto i famosi sessantottini avevano qualche piede piantato per terra. È di questa sbornia che stiamo ancora pagando i postumi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno che ce ne andremo da Kabul, sarà il giorno che ci sveglieremo in un mondo più cattivo: senza destino, senza sacre missioni, senza progresso. Parola un po' abusata, anche da me: forse non c'è nessuna direzione verso cui tendere, forse progredire significa semplicemente adattarsi all'ambiente. Il tirannosauro era già perfettamente progredito, dal suo punto di vista; poi è cambiato l'ambiente. L'Afganistan è una gola tra il Karakorum e deserto, e ci cresce bene l'oppio; forse il tribalismo non è un retaggio del passato, ma il sistema di governo più adatto all'ambiente. E non è neanche vero che non progredisce: smette le lance e passa ai razzi terra-aria, sostituisce i messi coi telefoni cellulari, e si trasforma nella versione più evoluta di sé stesso: la narcomafia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno che ce ne andremo da Kabul, temo, ci porteremo un po' di Kabul con noi. Sarà la fine di un'ideologia sbrigativa e facilona, roba da fighetti americani decisamente, ma comunque ultima incarnazione di un'idea lunga tre secoli: il progresso. Torneremo con l'idea che in certi casi il medioevo è inevitabile, che bisogna venirci a patti; e se si fa a Kabul, perché no a Scampia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno che ce ne andremo – ma perché ci siamo andati, poi? D'accordo, ci sentivamo responsabili, ma eravamo già una piccola nazione in crisi d'identità. Questa idea di andare in capo al mondo a fare i missionari armati – ma davvero siamo così bravi? Quanto ci costa ammettere che il mondo non poggia sulle nostre spalle?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1946314-1134870292762909066?l=leonardo.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://leonardo.blogspot.com/feeds/1134870292762909066/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/09/il-segno-di-una-resa-indelebile.html#comment-form" title="44 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/1134870292762909066" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/1134870292762909066" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/09/il-segno-di-una-resa-indelebile.html" title="Il segno di una resa indelebile" /><author><name>leonardo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="09617248510418433586" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SrLAhRVrhmI/AAAAAAAABv8/9hqwmZiGnlM/s72-c/dito+voto+1.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">44</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1946314.post-2980178484488362917</id><published>2009-09-16T20:25:00.010+04:30</published><updated>2009-09-16T20:58:02.864+04:30</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cinema" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="1968" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="repliche" /><title type="text">&lt; font size=68 &gt;</title><content type="html">(Quando ho sentito che Michele Placido portava a Venezia un film sul '68, mi sono detto: oh, finalmente qualcuno si decide a parlarne. A rompere questa oscena congiura del silenzio).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Poi mi sono anche detto che non c'era veramente la necessità di scriverci un pezzo. Finché loro rifriggono la stessa storia io posso anche copia-incollarvi lo stesso pezzo. Questo per esempio è del 2003, quando a Venezia Bertolucci presentò coraggiosamente un film sul... sul '68).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SrEL0YSNSuI/AAAAAAAABv0/HBIYWLf6kmc/s1600-h/angela+davis1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 282px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SrEL0YSNSuI/AAAAAAAABv0/HBIYWLf6kmc/s320/angela+davis1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5382096024184376034" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;E a me di lei&lt;br /&gt;Non me n’è fregato niente mai&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Prima di venire qui a Venezia - racconta Bertolucci con autoironia - mi sono fermato un po' nel mio studio a Roma. C'erano un paio di pavé, uno vero e l'altro di piuma. Vi confesso: ho pensato di portarlo qui e lanciarvelo addosso. Ma sarebbe stato un gesto troppo osè, troppo sessantottino". E sorride con dolcezza, &lt;a href="http://www.repubblica.it/2003/i/sezioni/spettacoli_e_cultura/cinema/venezia/bertolucci1/bertolucci1/bertolucci1.html"&gt;applaudito dalla platea&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi rendo conto che è inverosimile, ma per un attimo ho pensato che Marco Lodoli stesse facendo dell’ironia.&lt;br /&gt;Era il 5 luglio e stavo leggendo su Diario la sua recensione de &lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2003/12/seminario-sulla-meglio-giovent-in-13.html"&gt;La Meglio Gioventù&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Come mai quasi nessuno ha tentato di raccontare la generazione che si è formata negli anni Sessanta e Settanta, sotto i baobab delle ideologie e delle grandi illusioni, quella generazione che si è nutrita di tutti i sogni possibili e poi si è risvegliata in un deserto? Qualche romanzo c’è stato, qualche regista e qualche cantante ci hanno provato, ma senza molta convinzione.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un attimo. Avevo letto bene?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Come mai quasi nessuno ha tentato di raccontare la generazione che si è formata negli anni Sessanta e Settanta&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eh?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;la generazione che si è formata negli anni Sessanta e Settanta&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cambiando argomento, non so se capiti anche a voi, ma io a volte ho la strana sensazione di avere 20 anni in più. Perché? Perché so a memoria quello che è successo in anni in cui non ero nato. Per esempio, conosco più o meno tutti i 33 giri più venduti del ’72, benché io sia venuto al mondo l’anno seguente. (Se mi chiedete quali sono i cd più venduti oggi, è il buio). O la moda. Io non capisco nulla di moda, eppure so come ci si vestiva nel ’69. Come ci si pettinava. I discorsi. I tormentoni del carosello. Le sigle dei partiti, parlamentari ed extra. So un sacco di cose, davvero.&lt;br /&gt;E guardate che non sono un appassionato, anzi. Sono tutte informazioni che non sono andato a cercare. Per di più, al novanta per cento sono informazioni che non mi servono. Ma le ho. E le avete anche voi, ci scommetto. Come mai?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse si tratta di una memoria collettiva, qualcosa di ancestrale, atavico?&lt;br /&gt;O non sarà forse che la cosiddetta “generazione che si è formata negli anni Sessanta e Settanta” &lt;strong&gt;è da trent’anni che ci straccia le palle con la sua tragica autobiografia?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;In tv, sui romanzi, ma soprattutto al cinema, da Moretti su fino ai Vanzina, il pistolotto sugli anni sessanta-settanta ce l’hanno fatto tutti, tutti. Tant’è che l’idea di occupare un pomeriggio della nostra vita con &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La meglio gioventù&lt;/span&gt; più di tanto non ci spaventa: sappiamo già più o meno cosa ci troveremo, quali canzoni, quali acconciature; alluvione a Firenze, Valle Giulia, antipsichiatria… tutte cose che conosciamo già. Per sentito dire, d’accordo, ma un sentito dire incessante, alluvionale, inesauribile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta ho calcolato per quanto tempo ancora avrei dovuto sorbirmi gli amarcord dei sessantottini. Grosso modo, se la medicina non fa passi di gigante, devo rassegnarmi a convivere con le loro nostalgie più o meno fino al 2050. Dopodiché ne sarò libero, ma sarò anche ottantenne e frastornato, e probabilmente andrò in giro in fiat seicento cantando c’era un ragazzo che come me amava i beatles e i rolling stòns.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, ci sono motivi storici per tutto questo. La generazione del baby-boom ha avuto davvero delle opportunità eccezionali. Ed è portata a sopravvalutarsi, a sopravvalutare la propria giovinezza, a sopravvalutare il riflusso che ne è seguito, (come se crescere e metter su casa e pancia non fosse il decorso tipico di qualunque generazione).&lt;br /&gt;Ma Marco Lodoli? Possibile che non si renda conto di appartenere a una delle generazioni più autorappresentate della storia dell’umanità? Possibile che chieda ancora, in buona fede, altri romanzi, altri film, altra autocoscienza? Non è che per una volta ha solo cercato di prenderci in giro? Ah-ah, che buontempone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E veniamo a &lt;a href="http://www.repubblica.it/2003/i/sezioni/spettacoli_e_cultura/cinema/venezia/bertolucci1/bertolucci1/bertolucci1.html"&gt;oggi, a Venezia&lt;/a&gt;. C’era Bernardo Bertolucci, col suo nuovo film, ambientato, pensate un po’, a Parigi nel maggio ’68. Perché, chiederete voi, è successo qualcosa di particolare, a Parigi, nel maggio 1968? Pare proprio di sì. C’è stata una specie di rivoluzione, pensate, con le barricate. Slogan che poi non si sono mai più sentiti, come l’Immaginazione al Potere, Siamo Realisti Chiediamo l’Impossibile, Vietato Vietare. Tutte cose dimenticate, scivolate via come lacrime nella pioggia.&lt;br /&gt;Ma Bertolucci non ci sta. È ora di rompere l’omertà! Nel 1968 lui c’era e si è divertito un sacco! Perché ora nessuno ha più voglia di parlarne?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;I genitori dei ragazzi di oggi hanno cancellato con pudore quel periodo ritenendolo un fallimento. Sbagliato, grave errore storico, perché lì nasce quello che siamo oggi&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prego?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;I genitori dei ragazzi di oggi hanno cancellato con pudore quel periodo&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Figli dei sessantottini, lo chiedo a voi: vi risulta che i vostri genitori abbiano cancellato quel periodo con qualche specie di pudore? Sul serio, mi interessa. La mia impressione è che stiano continuando a parlare di loro, più o meno da trentacinque anni. Proprio come Bertolucci, che ammette di aver scelto il maggio francese..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...&lt;em&gt;per parlare di me, certo, ma anche per fare un film per i ragazzi in cui si dice una cosa molto semplice: quando noi andavamo a dormire nel '68 lo facevamo con l'idea che il giorno dopo ci saremmo svegliati nel futuro, non l'indomani, ma nel futuro.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E bravo Bertolucci, che si faceva i suoi miscugli di “sesso, rock, filosofia, e naturalmente cinema” e andava a letto sperando di svegliarsi nel futuro. Quanto a noi, capirai. Sesso poco, e protetto. Rock un po’ di più, ma indipendente, minimale, lo-fi. Filosofia no, per carità. Cinema, sì, qualche volte si va al cinema, ma quasi sempre il regista è un sessantottino, è deluso da come è andata a finire e vuole farla pagare agli spettatori.&lt;br /&gt;Viste le premesse, c’è poco da svegliarsi nel futuro: io vivo nell’incubo di svegliarmi nel passato, in un passato d’accatto, mai vissuto eppure ricostruito a memoria; svegliarmi a Parigi, in una stanza registrata a mio nome, su una moquette piena di topi, con De Gregori nel mangiadischi e una foto di Angela Davis che muore lentamente sul muro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è per questo che, pur con tutto il rispetto dovuto a Marco Lodoli, a Marco Tullio Giordana, a Bernardo Bertolucci e a tutti i sessantottini e i settantasettini che conosco e che non conosco, che mi trovo costretto a ribadire una verità che credevo banale, ed evidentemente non lo è:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ragazzi, guardate che &lt;font size=68&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;IL '68 CI HA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;STRASFRACELLATO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I COGLIONI&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scusate il lessico, ma le cose stanno cosi, convincetevene.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1946314-2980178484488362917?l=leonardo.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://leonardo.blogspot.com/feeds/2980178484488362917/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/09/font-size68.html#comment-form" title="53 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/2980178484488362917" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1946314/posts/default/2980178484488362917" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://leonardo.blogspot.com/2009/09/font-size68.html" title="&lt; font size=68 &gt;" /><author><name>leonardo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="09617248510418433586" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_XAb1MzWtdLs/SrEL0YSNSuI/AAAAAAAABv0/HBIYWLf6kmc/s72-c/angela+davis1.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">53</thr:total></entry></feed>
