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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-401379748165552663</atom:id><lastBuildDate>Thu, 16 Feb 2012 13:27:30 +0000</lastBuildDate><category>white noise</category><category>lorenzo</category><category>rumore bianco</category><category>luna</category><title>rumore bianco</title><description>Tutti hanno una storia da raccontare...
questa è la storia di Luna e Lorenzo, 
ma anche dell'amore, della musica, 
e dell'amore per la musica.</description><link>http://lunaelorenzo.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (rumorebianco)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>20</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/blogspot/FacbA" /><feedburner:info xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" uri="blogspot/facba" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-401379748165552663.post-67100383594877747</guid><pubDate>Tue, 24 Aug 2010 12:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-08-24T05:13:23.041-07:00</atom:updated><title>XX.</title><description>&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;LUNA:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;non piove così da anni.&lt;br /&gt;Il cielo sta scatenando tutta la sua forza…si sta sfogando l’immenso tetto sopra di noi, sprigiona la rabbia tenuta segreta a scariche d’acqua gelida;&lt;br /&gt;è da capire il cielo,  che con i suoi mille occhi osserva ogni ora, ogni minuto, noi stupidi umani affannarci per dare un senso alle nostre vite, alle nostre giornate, ai nostri corpi che scappano di fretta, che non danno tempo al tempo..anche io mi sento un po’ cielo e un po’ pioggia…mi piove dentro l’anima e…quest’anima ha dimenticato l’ombrello.&lt;br /&gt;una macchina si ferma d’avanti il mio portone, lascio immaginare a chiunque, chi sia.&lt;br /&gt;un ampio respiro…e mi sento sospesa, mentre un colpo d’acceleratore violento accompagna “insolita” delle Vibrazioni.&lt;br /&gt;invadimi se vuoi…ora che si disegna già l’alba in questa mattina, affronterò e ringrazierò l’universo intero e nel creato navigo…&lt;br /&gt;un’aspirale di vuoto di senso e senso di vuoto.&lt;br /&gt;pochi minuti e siamo faccia a faccia, in un corpo a corpo sanguinoso.&lt;br /&gt;non c’è nessun eroe distratto adesso, in mano le chiavi di me stessa.&lt;br /&gt;uno dei classici momenti di bivio…sapete, quei momenti in cui ti immagini due biforcazioni nell’indecisione più assoluta e devi scegliere, velocemente, mentre la vita dietro di te si disfa  e si crea come un puzzle da mille, che aspetta l’ultimo minuscolo dettaglio per avere la proprio degna conclusione.&lt;br /&gt;Quella stanza dalle pareti sorde mi osserva…la stanza che per anni è stata  l’ambientazione tipo dei miei sogni, oggi è terreno asciutto dei miei incubi peggiori.&lt;br /&gt;non c’è spazio per lacrime inutili…lascio che sia lo stesso cielo a piangere per me.&lt;br /&gt;ma chi mi obbliga in fondo?&lt;br /&gt;come lo vorrei, quel pizzico d’egoismo in più.&lt;br /&gt;Dario di spalle, occupato a scegliere la giusta musica per il supplizio, non potrebbe mai arrivare a sapere i miei pensieri, nemmeno a fiutarli sul nascere.&lt;br /&gt;e se…uscissi da questa casa?&lt;br /&gt;cosa ci sarebbe fuori…?&lt;br /&gt;dattela a gambe…ora.&lt;br /&gt;il mio cervello mi manda messaggi precisi, trillate decise.&lt;br /&gt;le gambe si azionano, vive, quanto il cuore che esplode.&lt;br /&gt;due secondi di paurosa apnea……………&lt;br /&gt;mani bianche sul pomello del portone.&lt;br /&gt;fuori.cielo.pioggia.Dario che mi raggiunge all’istante e…la nostra vista su….&lt;br /&gt;un ragazzo inzuppato di fango, un verme di terra, un semplice di cuore, un gigante nel mondo…&lt;br /&gt;e non c’è nulla da aggiungere…perché quello è Lorenzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LORENZO:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò che mi percorre adesso non è altro che un fremito di rabbia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi alzo e scatto in avanti, Luna è spaventata, ma la evito in un attimo. Di nuovo Dario. Perché questo ragazzo non fa altro che rovinarmi la vita?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Vattene, Lorenzo!" - Luna sta piangendo.&lt;br /&gt;"Già, Lorenzo, vattene..te lo consiglio!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io non parlo, guardo a terra, con i pugni stretti. Sento le loro parole, ma non ascolto. Alzo la testa, guardo Dario dritto negli occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dentro di me, sento come un'esplosione nucleare. Non mi stupirei se ad un tratto fossi io stesso ad esplodere. Non mi controllo più, sento la rabbia che si fa spazio in ogni muscolo del mio corpo, ogni osso, ogni vena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno scatto e sono addosso a lui. Cadiamo a terra, gli salgo sul petto e carico il pugno. Colpisco, potente. Il suo labbro schizza sangue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dario riprende il controllo dello scontro e la sua forza fisica prevale sulla mia. Si alza, mi prende dai vestiti e mi trascina in piedi, come se fossi una piccola marionetta nelle sue mani, comincia a schiaffeggiarmi, senza sembrare nemmeno un po' intontito dal pugno ricevuto poco prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luna assiste alla scena paralizzata dal terrore, non ha la forza di fare nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dario mi spinge e sono di nuovo a terra. Sento una musichetta idiota. E' il mio cellulare. Dario si ferma e Luna dice qualcosa, ma non la sento. Prendo il telefono dalla tasca e guardo il numero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Alex, non è esattamente il momen..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non sono Alex, mi chiamo Martina...Sei Lorenzo?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Si...beh Martina, piacere di conoscerti, ma devo and..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Lorenzo, ascoltami."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Senti, non esiste! Ho delle cose urg...”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ Alex è all'ospedale...ha avuto un incidente.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiudo la conversazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Merda. Io l'ho lasciato solo, io ho lasciato solo Alex.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scappo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/401379748165552663-67100383594877747?l=lunaelorenzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lunaelorenzo.blogspot.com/2010/08/xx.html</link><author>noreply@blogger.com (rumore bianco II)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-401379748165552663.post-1723578250814562969</guid><pubDate>Fri, 13 Aug 2010 14:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-08-13T07:32:27.801-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">white noise</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lorenzo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">luna</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">rumore bianco</category><title>XIX.</title><description>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LUNA:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;mi metto a testa in giù per osservarmi meglio…&lt;br /&gt;mentre un brano dei Marlene Kuntz vaga nell’aria, ricordandomi il giorno del loro concerto, al quale la sottoscritta c’era, felicissima.&lt;br /&gt;ricordandomi un già sbiadito Lorenzo, che mi ha giudicato senza capire, perché io lo so, lo sento, la mia tecnica di allontanamento è stata efficace, sono riuscita a perderlo, anzi lui è riuscito a perdere me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;“Non c'è contatto di mucosa con mucosa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;eppur mi infetto di te,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;che arrivi e porti desideri e capogiri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;in versi appassionati e indirizzati a me”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;penso che fra poco sarò nella tana del lupo, tutto questo per seguire una strana e folle e per molti insensata fragilità.&lt;br /&gt;Dario mi aspetta, avrà svaligiato il distributore di preservativi, sicuro del suo fisico successo, ma lui non sa niente di me e, il successo che si aspetta non avverrà, il mio corpo non si sporcherà tra le sue lenzuola, il mio cuore non affogherà nelle sue voglie.&lt;br /&gt;Mi sento squallida e senza un filo di coraggio, per salvare la vita alla musica dei White Noise e per continuare a sperare nel mio sogno, ho dato vita ad una macchina omicida, una catena di montaggio dell’assurdo.&lt;br /&gt;Rinunciare a Lorenzo, accettare un compromesso…la speranza un giorno di ascoltare la sua voce in radio o di vederlo scuotere il mondo sotto al suo palco e in mezzo al denso fiume di un pubblico che urla alla sua bravura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;“e porgi in dono la tua essenza misteriosa,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;che fu un brillio fugace qualche notte fa;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;e fanno presto a farsi vivi i miei sospiri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;che alle pareti vanno a dire "ti vorrei qua".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;anche io, parlo alle pareti, proprio come il testo e la melodia di questa splendida canzone…parlo alle pareti così evito risposte ed eventuali fraintendimenti.&lt;br /&gt;Mentre Lorenzo, accetta la versione dei fatti che sono stata io stessa a regalare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;“Questa è la canzone che scrivo per te:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;l'ho promessa ed eccola.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Riesci a scorgerti? Si che ci sei,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;prima che ti conoscessi.”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;eh magari, potessi stare qui, tutto il tempo a comporre musica su come, la mia vita ha preso un’altra strada…non la mia strada, magari potessi scrivere una canzone a te, che sei lontano ormai e non c&lt;span&gt;apirai, di certo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;“Pure frigid waters from these eyes that always miss you&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Nothing but violence from my empty gun&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;I'm using silver to light up these blackheart faces&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;blinding your fingers with my skin that burns for you.”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;come fare a mandare avanti questa  recita, continuare a reggere l’evidente strato di falsità che collega il punto A con il punto B?&lt;br /&gt;più complessi e più contorti di un problema di geometria analitica, questi miei anni.&lt;br /&gt;IO..&lt;br /&gt;la me che non assomiglia a nessuno della sua età, fuori-schema e fuori-tempo, senz’altro fuori-società.&lt;br /&gt;IO..&lt;br /&gt;che brucerei tutte le discoteche, senza risparmiarmi.&lt;br /&gt;IO..&lt;br /&gt;per certi versi elitaria e ristretta…non è un caso se ho un’amica sola e uno sciame sconfinato di conoscenze senza utilità.&lt;br /&gt;IO..&lt;br /&gt;che sputerei in viso a chi fa shopping cercando grandi firme e accoglie in grembo il culto greve dell’apparenza.&lt;br /&gt;IO…&lt;br /&gt;che schivo chi il cinema non sappia cosa sia, che non ha mai letto un libro in vita sua e che con il quotidiano si pulisce le scarpe dal fango.&lt;br /&gt;panoramica perfetta di Dario.&lt;br /&gt;del “nemico” accattivato.&lt;br /&gt;Come farò a debellare il pensiero fisso (Lorenzo), levarmi il suo nome da occhi e cuore?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;“E ho le tue mani da lasciarmi accarezzare il cuore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;immune da difese che non servono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Ma ora ho in testa il viso di qualcuno più speciale di me,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;che sa cantare ma ha più stemmi da lustrare di me&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;...e questo è il tuo svago.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Per quel che mi riguarda sei un continente obliato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Per quel che ho visto in fondo mi è piaciuto.”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che ne sarà di questa frigida situazione?&lt;br /&gt;continuerà a lottare per me?&lt;br /&gt;mi salverai dalla tortura del mio fra mezz’ora?&lt;br /&gt;verrà a vedermi in piazza centrale, fra una settimana, mentre dico al mondo che sto coi Cut?&lt;br /&gt;capirà?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Don't, don't tell me. What you want from me&lt;br /&gt;No, don't tell me. I don't wanna hear. Don't tell me&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è la canzone che scrivo per te:&lt;br /&gt;l'ho promessa ed eccola.&lt;br /&gt;Riesci a scorgerti? Non ci sei più,&lt;br /&gt;dopo che ti ho conosciuta”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;io non voglio andare da Dario…&lt;br /&gt;non voglio che mi tocchi…&lt;br /&gt;che schifo…pelle d’oca.&lt;br /&gt;perché mi sto facendo questo?&lt;br /&gt;come andrà a finire?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LORENZO:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Con violenza mi hai avuto, per sempre ed oltre.”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ricerca di un nuovo chitarrista spetta ad Alex. Io e Tommaso siamo disperati.&lt;br /&gt;Vincenzo ci ha detto che lascerà anche la città, per far seguire meglio sua madre andranno da qualche parte su, al nord.&lt;br /&gt;Tommaso perde il suo migliore amico, non gli andrebbe di sostituirlo con niente al mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo sembra non toccare Alex. Sembra che lui non stia perdendo un amico.&lt;br /&gt;Beh, a dire il vero anche io ho in testa ben altro.&lt;br /&gt;Non passa momento che io non stia piangendo, se non fuori almeno dentro, per una stupida storia che è morta sul nascere. Con violenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piove, ma non me ne frega un cazzo. Esco dalla porta di casa come un fuggitivo, sforzandomi di dimenticare l’ombrello. Appena fuori comincio a correre. Una corsa a perdifiato verso il nulla, la pioggia mi bagna i capelli, mi spalma i vestiti addosso, mi apre i polmoni. Cazzo, non piove così da anni. Continuo a correre, non so nemmeno dove sto andando, sto solo correndo, sono un tutt’uno con l’asfalto. Le macchine, che per poco non mi investono, suonano, mandandomi anche a quel paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“C’è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pioggia e lacrime, dolore e rabbia.&lt;br /&gt;Noi giovani d’oggi sembriamo incatenati in questo poker di torture, che sembra rappresentare appieno la nostra vita.&lt;br /&gt;Piove, piango, mi fanno male i polmoni alla ricerca di aria e sono fottutamente, maledettamente incazzato nero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi sono neanche accorto di essere fermo. Sono sdraiato a terra, dopo una caduta rovinosa dovuta ad una pozzanghera, ed ho smesso di piangere. Mi alzo, cerco di darmi una ripulita, mentre mi guardo intorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oddio, non voglio essere qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi stropiccio gli occhi, sperando sia solo un incubo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La villetta a schiera che mi trovo davanti altro non è una casa. E' la casa. La casa di Dario.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/401379748165552663-1723578250814562969?l=lunaelorenzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lunaelorenzo.blogspot.com/2010/08/xix.html</link><author>noreply@blogger.com (rumore bianco II)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-401379748165552663.post-2014076117429747467</guid><pubDate>Fri, 06 Aug 2010 00:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-08-05T17:59:14.472-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">white noise</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lorenzo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">luna</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">rumore bianco</category><title>XVIII.</title><description>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LUNA:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sentivo di non meritare quel regalo inaspettato, mi sentivo di non sapere contenere e incanalare tutte le situazioni della mia vita,troppe porte accidentali aperte casualmente, e tanto dolore all'interno di esse,provocato da me, che non sapevo amare, che molto probabilmente non ho mai dato il valore esatto alle persone, ci ho giocato, e stranamente ho perso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè a perderci adesso ero io,non più Lorenzo, lui si stava salvando,io lo stavo salvando, ma di certo non avrebbe capito, avrebbe pianto credendomi una puttana qualunque, e probabilmente sarebbe venuto a sapere di Roberto e di tutto il male che gli ho provocato,annientandolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No Lorenzo,tu non devi finire così, te lo prometto adesso anche se non puoi sentirmi, fa male sai?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non poterti dire che non ho mai provato niente di simile, non poterti tenere per mano quando ne ho voglia chiedendoti di restare sempre con me, perchè mi hai stregato ragazzino insolente che non sei altro, e passerei questa inutile, stanca e lurida vita a ripeterti di stare vicino a me senza voltarti mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il mondo è crudele e gli errori che ho fatto senza pensare che il destino mi stava chiedendo di cambiare li sconterò adesso,forzandomi in quell'addio che mai e poi mai avrei potuto immaginare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tu sei sempre stato uno di quelli che restano per molto tra i pensieri, senza un motivo, senza un particolare avvenimento a rafforzare il tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tu sei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse destinato ad essere affine al mio cuore,e per questo,proprio per questo tu meriti di meglio,meriti di più che una come me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi sono pensieri che non ho il coraggio nemmeno di scrivere,mi pugnalo lentamente con le parole,le mie stupide parole del cazzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritorna il cinismo di Luna, una Luna che forse esternamente non cambierà mai,non riuscirò a mutare la mia vecchia pelle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendo il cellulare con il cuore più scuro che mai, mi siedo, vicino a me Sady che mi prega di non farlo, che si incazza perchè avrei dovuto pensarci prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cristo Santo Sady,hai ragione,voi tutti avete ragione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un messaggio,uno stupido messaggio per abbandonare l'unico ragazzo capace di farmi sentire me stessa e non un clone mal venuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so cosa ne sarà della mia vita adesso, ho scelto di sbagliare per il tuo bene, amore mio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi permetto di chiamarti così,senza alcun diritto,ovviamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Addio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sady esce dalla mia stanza lasciandomi in lacrime che non hanno nemmeno la forza di uscire,di liberarsi e liberarmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei va via con tutto il suo sdegno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come in preda ad allucinazioni vedo il mio mondo scivolare,come in preda ad allucinazioni uditive sento la tua voce che mi chiede perchè.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buon Viaggio,Lorenzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LORENZO:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buon viaggio, Lorenzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ davvero strano come tre parole possono rovinare una vita che sembra già andare a rotoli per i cazzi suoi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Tre parole...non di certo il sole-cuore-amore di una canzonetta ripetuta fino alla nausea da ogni radio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Tre parole che, però, devono essere dette dalla persona giusta, dalle labbra che sogni ogni notte ripetere ben altre frasi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Tre parole che, poco a poco, uccidono ogni sentimento, lasciando spazio all’apatia, rendendoti uno zombie, e poco importa se prima eri triste o felice, assorto nei tuoi pensieri o nella bellezza della vita, ti distruggono e basta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; E cosa succede se anche prima di quelle tre parole tu, piccolo essere insulso, ti sentivi già anche troppo distrutto?&lt;br /&gt;Se quelle tre parole altro non hanno fatto se non sfondare una porta già aperta da un po’, divertendosi a girare e rigirare, con un veloce scatto tra play e rewind, un dito nella piaga delle tue emozioni?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per di più ora dovrò dare una brutta notizia ad Alex.&lt;br /&gt;Ebbene si, perché era stato proprio lui a pensare a lei come sostituta di Vicia, il nostro Vincenzino, che per adesso ha ben altro per la testa.&lt;br /&gt;Povero Vincenzo... ...Mi riprendo. E’ una mancanza di rispetto enorme proprio nei confronti di Vicia, il sentirsi cadere il mondo addosso per una stronzata del genere.&lt;br /&gt;Già, devo essere più forte. Forte come lui, adesso che tutto il mondo non sa quello che sta passando, adesso che, forse, si sente solo più che mai.&lt;br /&gt;Fanculo Luna. Ti amo.&lt;br /&gt;Si, ti amo, proprio così.&lt;br /&gt;E tu mi allontani, mi mandi via, dopo avermi preso in giro perché si, ammettilo, tu mi hai preso in giro. E mi snerva tutto questo. D’altronde non potevo aspettarmi che questo mio sogno fosse realtà. Svegliati, Cenerentolo, mezzanotte è arrivata da un pezzo, e stavolta col cazzo che la principessa viene a cercarti. Non hai perso nessuna scarpina per strada, piccolo idiota, l’unica cosa che hai lasciato cadere andandotene è il tuo cuore.&lt;br /&gt;E’ questo che ti trasforma, tornando allo zombie di prima. Senza cuore e senza cervello, puoi arrivare lontano così, caro Lorenzo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passano i secondi, i minuti e le ore, ed io resto sempre qui, seduto su questo banco scomodo ad ascoltare il suono dell’allegria degli altri. Cappuccio sulla testa, occhiali da sole e testa ciondoloni, sembro strafatto di chissà quale meraviglia chimica.&lt;br /&gt;Ho mandato un messaggio ad Alex, chiedendogli di raggiungermi, non me la sento di dargli la brutta notizia al telefono.&lt;br /&gt; Mi guardo intorno e cerco il suo sguardo tra la folla, ma non vedo nulla, se non facce semi-conosciute o totalmente sconosciute. Lo vedo arrivare con la sua andatura riconoscibile da lontano, spalle avanti al mondo.&lt;br /&gt;Gli dico tutto, non mi risparmio nulla, dandomi l’ennesima coltellata al cuore da solo. Lui mi abbraccia, mi dice che non importa, che il mare è pieno di pesci, che “ne troverai un’altra mille volte meglio!”. Sa che non lo sto ascoltando, ma non gli importa.&lt;br /&gt;Mi sta vicino comunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre cerca di tirarmi su, tengo lo sguardo fisso verso il nulla. Un nulla pieno di passi e vociare, frastuoni e canti, bombolette che inneggiano con vernice rossa alla libertà.  Una ragazza tra la folla mi sorride, ho un tuffo al cuore, LUNA!&lt;br /&gt; No. Non è Luna. Luna non c’è, non è qui.&lt;br /&gt;La ragazza è un’altra tipa, che però mi da imput celebrali che rimandano alla lei che mi manca. Si avvicina. Dice di chiamarsi Sonia, ma che posso chiamarla Sady.&lt;br /&gt;Questo nome...l’amica di Luna!&lt;br /&gt; Mi ricordo di lei, le dico. Lei sembra compiaciuta, spara parole a raffica, quasi vergognandosi si essere li.&lt;br /&gt;Mi dice che forse è meglio così, per entrambi. Perfetto, questa tizia deve aver senz’altro letto il libro “Come uccidere una persona già morta: Manuale Pratico”.&lt;br /&gt;Annuisco, le do ragione. Lei è sempre più compiaciuta, sorride e va via.&lt;br /&gt;“Tre...Due...Uno...MA VAFFANCULO!!!”&lt;br /&gt;Alex mi fa scappare una risatina che assomiglia molto ad un urletto isterico. Ha questo modo di fare che io definisco “da lord inglese”. Sto ancora ridacchiando quando passa la persona che avrei voluto evitare di vedere per i prossimi quindici anni.&lt;br /&gt;Dario.&lt;br /&gt; Lui e la sua gang passeggiano per i corridoi come se fossero i padroni del mondo.&lt;br /&gt;Aspetto la sua battuta che però, stranamente, non arriva.&lt;br /&gt;Si limita a guardarmi con un sorrisino che mi invita a dire qualcosa, qualsiasi cosa. Sa tutto, di sicuro.&lt;br /&gt;Sa di Vincenzo e di Luna, di me che sto messo male e, ne sono convinto, sa tutto dell’ormai ex ragazzo della mia ex semi-circa-quasi-fiamma.&lt;br /&gt;E lo sapeva dal principio, penso.&lt;br /&gt;Continua a fissarmi sorridendo mentre va via. Un altro tuffo al cuore, stavolta è lei sul serio, Luna! &lt;br /&gt;Il cuore batte a tremila, verrà a parlarmi, chiariremo, ne sono certo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oh, amore mio, vieni qui! Lo sai che pomeriggio ci sono le prove, right?” - Dario?!? Amore mio?!? Prove?!? &lt;br /&gt;“Si, lo so Dario. Ci vediamo alle quattro a casa tua.” - Gli stampa un bacio sulle labbra.&lt;br /&gt;Luna, cosa stai facendo? &lt;br /&gt;“Mmm, vieni alle tre, che ci divertiamo un po’ prima...” - Sto stronzo, lurido porco.&lt;br /&gt;Non aspetta altro.&lt;br /&gt; Hai la possibilità di dire di no, Luna. Fallo. Sono solo due lettere, non sono difficili da dire. Suonano bene se dette a Dario in questo caso.&lt;br /&gt;Scegli me, non lui. Ti prego. &lt;br /&gt;“Ok, vedrò cosa posso fare...” Ok? Ha detto ok? No, hai sbagliato lettere, Luna! Enne più O, non O più Kappa! &lt;br /&gt;Ditemi che è solo un incubo.&lt;br /&gt;Alex si alza, ma lo tengo da un braccio. Mi guarda con aria interrogativa. Scoppio a piangere come un bambino.&lt;br /&gt;E lui sta li, mi abbraccia, come un fratello maggiore.&lt;br /&gt; Le tre parole sono cambiate adesso.&lt;br /&gt;Ora sono IO_SONO_MORTO.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/401379748165552663-2014076117429747467?l=lunaelorenzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lunaelorenzo.blogspot.com/2010/08/xviii.html</link><author>noreply@blogger.com (rumore bianco II)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-401379748165552663.post-32502030058215050</guid><pubDate>Sun, 01 Aug 2010 12:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-08-01T05:07:21.970-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">white noise</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lorenzo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">luna</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">rumore bianco</category><title>XVII.</title><description>&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;LUNA:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:9pt;"  &gt; &lt;span style="font-size:78%;"&gt;"Libero perché ognuno è libero di andare&lt;br /&gt;Libero da una storia che è finita male&lt;br /&gt;E da uomo libero ricominciare&lt;br /&gt;Perché la libertà è sacra come il pane&lt;br /&gt;E’ sacra come il pane”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;o:p style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;o:p style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(Fabrizio Moro_libero)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;tutututu &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;l’attesa&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;“ &lt;/i&gt;Pronto…Luna..”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;i style=""&gt;voce seccata&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“ciao Roby…”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;paura&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“che c’è?”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;che c’è? wow quanta poesia tra di noi eh!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;che c’è? c’è che ti sto lasciando con una telefonata, ignobile, vero?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“devo lasciarti..”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“eh? ma se è per quella storia, sei perdonata”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“fai l’uomo…”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“Senti Luna non ti ci mett…”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;interrompo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“io non ti amo…non ti amo…non voglio stare più con una persona, forzatamente”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“dai, ti prego, possiamo risolvere, è solo una crisi…una cazzo di crisi”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;nei tuoi sogni forse e anche nei miei&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“lasciami andare Roby…&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;…&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;ti prego&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;…&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;voglio essere libera&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;…&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;ti prego”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“… lo capisci che non ha senso per me vivere senza di te?…egoista, vuoi solo farmi male…altro male”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“pensi che, continuare a tradirti e poi cercare mille escamotage per recuperare sia sano?”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;“&lt;/b&gt;io…io mi ammazzo…”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“coos..? Roberto…?....Roberto…ci sei?”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;tutututu&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;fine&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;scale di corsa, cuore in gola ed in gabbia, confusione, chiavi, scooter, Roberto.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;casa di Roberto, lui non c’è, mamma di Roberto, lei capirà ma mi odierà.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Roberto e la sua maledetta segreteria telefonica.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Roberto dove cazzo sei?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;le sue fragilità, quelle relativamente di tutti noi, che colpiscono alle spalle.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Essere umano che si perde nell’ermetica condizione di non ritorno, la soglia di dolore è bassa, servirebbero bombole d’ossigeno per far traspirare l’aria morta di ognuno.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Non sopportazione, di un qualsiasi dolore.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;ipotetica finzione.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;un’ondata di mortalità del sorriso è impressa nella orma di questa società sconvolta.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;dove sta la stabilità?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;un gioco di parole e niente più.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;si arriva al punto in cui, i pensieri, quelli veri, vengono ricacciati e isolati e si resta fregati.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Strana inettitudine nel vivere.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;sapete cosa penso sia raro?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;la semplicità…quella si che è rara.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;non la si trova più in niente.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;in nessuna storia d’amore.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;in nessuna storia…e basta.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;è tutto fottutamente complicato, anche l’essere liberi, contorto come non mai.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;non ho mai chiesto di avere una vita facilitata agli urti…ma certe botte avrei voluto non riceverle.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ed ecco, che anche io, mi perdo nel sonoro cordone del “piangersiaddosso”.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;il coraggio è partito presto per una vacanza a lungo termine.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Roberto, è solo un essere come gli altri, un altro segno nel crepuscolo di ogni giorno.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;niente in più, niente in meno.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;sentirsi il peso al petto, stretti dalla morsa di un serpente.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;qualcuno lo chiamerebbe “senso di colpa” qualche altro solo “paura”, eviterò per questo, di dare un nome a tutti ciò.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma prendersi gioco di un punto debole, no, mai.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;decisioni di ferro…che non variano, perché se scelte hanno la loro utilità.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;due strade si separano e non importa del dopo o del prima.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;voli diversi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;destinazioni diverse.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-weight: bold;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LORENZO:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;In macchina si festeggia, l’idea di fermarsi a bere qualcosa colpisce tutti in testa come un proiettile che fa pieno centro. Si ride, si scherza. O meglio, ridono, scherzano, gettandomi qualche sguardo preoccupato di tanto in tanto. Io sono preoccupato. Dove sei Luna? Il telefono squilla, senza nessuno che risponda dall’altra parte. Basta, mi sono scocciato di stare al telefono con la faccia appesa. Prendo la birra che mi sta davanti, guardandomi dalla sua bottiglia verde, ancora tutta piena. I ragazzi si accorgono della vita che rientra in me, colorandomi la faccia come una bimba con i pastelli nuovi in mano.&lt;br /&gt;Un brindisi ai White Noise!&lt;br /&gt;Si torna in auto, con più voglia di festeggiare di prima. Sono ormai le 19:34 e si decide di restare fuori a mangiare, Alex conosce un posto qua vicino. Avvertite famiglie varie, si gira un altro po’ in auto prima di scaraventarsi a mangiare.&lt;br /&gt;Siamo seduti a tavola e nessuno ha voglia di essere triste, quando Vincenzo comincia a parlare. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;“Ragazzi...” - la sua voce ci sorprende e ci zittisce.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt; “Vi’ che succede? Hai una faccia...” Tommaso cerca di carpire dal suo sguardo un qualcosa, di decifrare, ma nulla. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;“Ragazzi...ho intenzione...di lasciare il gruppo.”&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt; “COSA??? Stai scherzando?!?” - Alex comincia a scaldarsi. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;“No...raga è...per i miei. Per mia madre.” - La sua voce si incrina, e qualcosa mi fa pensare che sia successo qualcosa di grave. Come ho fatto a non accorgermi di non essere l’unico ad essere allegro per finta? &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;“Vi’ non ci lasciare sulle spine, dicci che succede!” - Tommaso è preoccupatissimo. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;“Mia madre ha...ha scoperto...di avere...un tumore al cervello...ed ha poco ancora da vivere...il suo sogno è sempre stato quello di vedermi laureato...non posso farle questo, capite? Sto morendo dentro, ma non posso farle questo...” - Ormai piange a dirotto, siamo rimasti tutti a bocca aperta.&lt;br /&gt;La serata finisce qui.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Siamo tutti tristi mentre a poco a poco io ed Alex restiamo soli. Sono l’ultimo che sceglie di accompagnare a casa, sicuramente vorrà parlare. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;“Che ne pensi di ‘sta storia?” - Chiedo, con un nodo in gola. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;“Penso che mi dispiace tanto per lui...ma è la mia unica possibilità...” - Si sente in colpa per quello che sta per dirmi, sa bene che sembrerà cinico.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Sente il bisogno di dirmelo, anche se sa che io ho già capito. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;“Lorenzo...Io voglio accettare il contratto. A costo di dover cambiare chitarrista. Io non posso permettermi di buttare tutto al vento, lo sai. So bene che dovremmo fermarci per solidarietà, ma non posso. Ho avuto un ultimatum dai miei. Quest’estate dovrò trovarmi un lavoro, altrimenti mi buttano fuori casa. Questo...” - mi dice indicandomi il suo basso - “...questo è tutto ciò che ho. Tutto ciò che so fare.”&lt;br /&gt;Gli dico che ne riparleremo anche con Tommaso e vedremo.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Saluto e scendo, con il nodo in gola che si è trasformato in un cappio al collo, sembra una situazione senza via d’uscita.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;La scena di stasera resta impressa nella mia mente e mi porta via il sonno. Non riesco a dormire, pensando a questa pessima situazione.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ho bisogno di parlare.  &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;E’ ormai tardi, mezzanotte passata, quando mi decido e mando un messaggio a Luna. Un messaggio che resta senza risposta, stasera. Aspettando, mi addormento.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Sogni strani, in un rincorrersi di immagini confuse che mi inseguono e si susseguono.&lt;br /&gt;Mi sveglio di soprassalto alle 4:56 con un pensiero fisso che mi martella in testa. Io oggi devo vedere Luna, assolutamente. Chiederle perché, chiederle cosa...chiederle anche solo semplicemente aiuto.&lt;br /&gt;Luna, ho bisogno di te nel buio di stanotte. Rischiara i miei pensieri, te ne prego.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/401379748165552663-32502030058215050?l=lunaelorenzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lunaelorenzo.blogspot.com/2010/08/xvii.html</link><author>noreply@blogger.com (rumore bianco II)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-401379748165552663.post-8059866521368942858</guid><pubDate>Thu, 22 Jul 2010 09:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-07-22T03:12:12.246-07:00</atom:updated><title>XVI.</title><description>&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;LUNA:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--EndFragment--&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’abbandono.&lt;br /&gt;restare  immobili a letto a stritolare il cuscino con addosso quel completo stropicciato d’emozioni della notte passata;&lt;br /&gt;stare lì, in quella calma appagante a fissare il soffitto, con la faccia persa, col cuore appeso nell’aria, colmo da quel tutto- niente da poco assaporato.&lt;br /&gt;avere il tempo per star male.&lt;br /&gt;trovare il tempo per star male.&lt;br /&gt;elaborare.&lt;br /&gt;mandare giù.&lt;br /&gt;lo sconosciuto Lorenzo, in poco tempo compie una marcia frenetica dentro di me,  abbatte le stupide strutture dai prefissi inutili, fa scomparire tutto come un grande prestigiatore di sensazioni, è parte quell’innatismo che non sentivo da tempo, così tanto, così improvviso da farmi una paura incredibile.&lt;br /&gt;Il coraggio delle sue labbra mi ha stroncato, l’incapacità di resistere ha annientato ogni altro pensiero, l’imperfezione di un gesto nato dal nulla  ha capovolto il mondo.&lt;br /&gt;ma il cervello non perde tempo, bussa e vuole entrare nella sfera di pensieri, bussa, bussa, bussa, si fa spazio tra i desideri, spingendoli in basso e rimanendo lui, indiscusso capo della verità.&lt;br /&gt;Verità, dura da ammettere, da decifrare, da vivere.&lt;br /&gt;la verità non è fatta per noi, ragazzi di diciotto anni, ma ci viene somministrata a piccole dose a giorni alterni…la verità, solita guasta feste.&lt;br /&gt;la mia verità di oggi è che, se Dario scoprisse tutto ciò, Lorenzo e il suo gruppo entrerebbero nella black list per eccellenza e… questo antagonista da romanzo rosa, solo per pavoneggiarsi infrangerebbe il sogno di una vita e io, questo, non posso permetterlo.&lt;br /&gt;l’altra verità è Roberto.&lt;br /&gt;Roberto c’è.&lt;br /&gt;l’amato Roberto…amato dalla mia famiglia.&lt;br /&gt;Lorenzo non sa della sua esistenza, non capirà, non vorrà sentire ragioni.&lt;br /&gt;troppe complicazioni.&lt;br /&gt;la partenza ha già determinato l’avvio e la conclusione di questa corsa ad ostacoli.&lt;br /&gt;non ci sarà bisogno di molte parole, non appena Lorenzo scoprirà quanto stupido sia avvicinarsi troppo a questo fuoco, scapperà via e io dovrò guardarlo andare di spalle, seguendo, muta, le sue orme lasciate per caso sul mio cammino, raccogliendo i cocci di un vaso infranto, ripulendomi da quello che un addio lascia dentro di te.&lt;br /&gt;sarò tragica e pessimista.&lt;br /&gt;sarà da idioti meccanizzare questa ipotetica chiusura di palcoscenico.&lt;br /&gt;devo salvaguardare ciò che non è mio, devo per amore per la musica, per poco egoismo, per giusta passione.&lt;br /&gt;Accantonare la strana “cosa” successa, tenerla per me, non poterla condividere.&lt;br /&gt;Appena i miei piedi saranno fuori di qui, si aprirà il conflitto, la guerra fredda delle intenzioni.&lt;br /&gt;pronti---------partenza--------------via&lt;br /&gt;date fuoco alle armi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-non credere che io non ti abbia visto-&lt;br /&gt;non dirmi che mi segui…&lt;br /&gt;abbasso lo sguardo, i riflettori si spengono.&lt;br /&gt;le sue mani stringono forte lo sterzo della macchina, come volesse riversare rabbia lontano da me.&lt;br /&gt;già sapeva tutto…basta guardarmi…&lt;br /&gt;- ho imparato ogni tuo movimento a memoria in questi anni, ho imparato quello che c’è fuori di te, non mi hai mai fatto andare oltre, oggi sono qui, di fronte all’ennesimo tradimento e come sempre non ho il coraggio di lasciarti.&lt;br /&gt;mutismo.&lt;br /&gt;avanti Luna, lascialo!&lt;br /&gt;scendo dalla macchina.&lt;br /&gt;non una parola.&lt;br /&gt;niente mimica facciale.&lt;br /&gt;la tabula rasa della mia vita si ripropone.&lt;br /&gt;Lorenzo, scappiamo davvero?&lt;br /&gt;andiamo via, come cantava Venditti con “ricordati di me”&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“capita anche a te, ti vedere che aldilà del mare, vive una città, dove gli uomini sanno già volare”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;fine primo round.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LORENZO:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ecco la mattina del “dopo-bacio” scorrere via come sabbia dalle mia mani, mentre il pomeriggio già si fa largo nel mio essere fin troppo vivo. Sono felice come non mai, cammino ad un metro dal suolo, incosciente del mio essere già innamorato.&lt;br /&gt;Intanto le 14:00 diventano le 15:00, in uno smuoversi di interiora. Sono nervoso. Con i ragazzi gli accordi erano chiari, alle 16:00 tutti pronti al rifugio, prendere le proprie cose e si partiva. L’unico a procedere a mani vuote, se non per le mie bacchette porta fortuna, sono io. Durante il viaggio penso solo che non vedo l’ora che tutto sia finito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono le 16:53 e noi siamo in anticipo. I ragazzi prendono le chitarre e suoniamo al campanello di questo palazzone di dieci piani. Una voce femminile ci invita a salire, e siamo già tutti euforici e nervosi come non mai.&lt;br /&gt;La signorina, avrà poco più di venticinque anni, ci fa sedere e ci consiglia di rilassarci, saremo ascoltati a breve. Aiuto.&lt;br /&gt;Alex sembra l’unico ad avere ancora i nervi saldi. Ha i suoi Ray-Ban ancora addosso, siede a schiena dritta contro la sedia e fissa chissà quale punto senza accennare a muoversi. Tommaso e Vincenzo sono tutti tremanti, sembrano i bambini alla prima comunione. Io invece, ho le farfalle nello stomaco, ma dubito sia per l’audizione. Certo sono nervoso ma...Luna non si fa sentire da ieri sera. Forse dovrei essere io a mandarle un messaggio, ma ora come ora non me la sento. Sono un po’ arrabbiato, infastidito dal suo totale disinteresse per l’audizione. Almeno un “In bocca al lupo!”, non chiedevo tanto.&lt;br /&gt;Sono le 17:02.&lt;br /&gt;Sentiamo i tacchi della signorina che si avvicinano e siamo tutti scossi da un brivido.  &lt;br /&gt;“Ragazzi, il signor Retarti vi sta aspettando. Prego, da questa parte.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci muoviamo in fila indiana, quasi come fossimo alla posta. Ci accoglie un signore sorridente sulla quarantina, leggermente brizzolato, con pizzetto, coda ed un paio di occhialetti dalle lenti bluastre.&lt;br /&gt;Ci invita a sederci. Ci parla di contratti, ci fa nomi, famosi e non, e ci dice che qui tizi stanno investendo sulla scena rock dei giovani italiani.&lt;br /&gt;Ci chiede i nomi e li scrive su un foglio. Dice che ha ascoltato la nostra demo e che vuole provare a produrci. Vuole sentirci suonare e ci fa spostare in una saletta comunicante allo studio.&lt;br /&gt;Ci scaldiamo ed eccoci in pista con uno dei nostri pezzi migliori, “Dressed like a politician”.&lt;br /&gt;Continua a sorridere, a dire la verità mi ispira molta fiducia. Dal nostro canto, stiamo dando il meglio di noi.&lt;br /&gt;Suoniamo tre pezzi in tutto. Lui applaude, ci riporta nello studio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Per favore ragazzi, leggete questi e portateli a casa. Fateli leggere ai vostri genitori. So che siete maggiorenni ma è sempre meglio così. La nostra è una piccola etichetta, ma con voi potremmo sfondare! Voglio la risposta entro Lunedì.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ragazzi, è fatta. Questo è il pensiero di tutti e quattro.&lt;br /&gt;Ma dov’è Luna?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/401379748165552663-8059866521368942858?l=lunaelorenzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lunaelorenzo.blogspot.com/2010/07/xvi.html</link><author>noreply@blogger.com (rumore bianco II)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-401379748165552663.post-9133980285240154513</guid><pubDate>Thu, 15 Jul 2010 12:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-07-15T05:10:46.482-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">white noise</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lorenzo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">luna</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">rumore bianco</category><title>XV.</title><description>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LUNA:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le emozioni a volte ti stracciano il cuore.&lt;br /&gt;partono dall’ombelico e salgono su graffiando, arrampicandosi per lo stomaco.&lt;br /&gt;la perfezione di un minuto, la perfezione da quadretto incorniciato.&lt;br /&gt;un gruppo di ragazzi capitanato dalle mie corde vocali, lo stum stum ritmico di un Lorenzo che da il meglio di se alla batteria, lo scalpitare di corpi all’unisono…la perfezione della musica che spacca dentro fino a fare eruttare il cervello d’adrenalina.&lt;br /&gt;qui, dove tutto si perde nelle crepe dell’anima.&lt;br /&gt;qui, dove il mondo si ferma a guardarci curioso.&lt;br /&gt;qui, dove non c’è fretta e tutto scorre.&lt;br /&gt;tra gli stupori e i dissapori e i colori di un’adolescenza sudata come fosse acido trasparente sulla pelle.&lt;br /&gt;l’adolescenza nostra, al sapore di rosticceria, di Converse e Vans invecchiate ai piedi, di sguardi ricchi di un qualcosa che se spiegato apparirebbe banale, normale, scontato, già visto e vissuto.&lt;br /&gt;invece no, è molto di più.&lt;br /&gt;in un mondo in cui vita vera ne è rimasta poca, in cui gli spiccioli che fanno din din nelle tasche dei jeans valgono di più dell’amore, opportunismo e vendette, qui si fabbricano sensazioni di un altro pianeta, che scendono giù dagli occhi, qui…qui…tutto vale di più, in questo ritaglio di un posto inculato nell’estremità più nera dell’universo si fa’ vita vera.&lt;br /&gt;siamo noi che facciamo la vita!&lt;br /&gt;siamo noi che falciamo la vita!&lt;br /&gt;siamo noi a infrangere la vita!&lt;br /&gt;questi quattro sciancati di periferia domani andranno a svezzarsi, andranno ad assaporare il sangue e non più il latte.&lt;br /&gt;un’audizione.&lt;br /&gt;un’occasione.&lt;br /&gt;io.&lt;br /&gt;solita goccia nell’oceano.&lt;br /&gt;solito punto irrisolto e facilmente rimpiazzabile.&lt;br /&gt;loro domani, lotteranno sul serio e io, resterò zitta a sperare dietro il palcoscenico della quotidianità.&lt;br /&gt;sono pronti, sono freschi, sono piccole virgole che si spalleggiano a vicenda.&lt;br /&gt;la legge del branco, la legge degli amici.&lt;br /&gt;sono i White Noise.&lt;br /&gt;classico nome da merendina, classico nome da sogno appena sbocciato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;finisce la preparazione.&lt;br /&gt;le ore sono morte senza respiro alcuno.&lt;br /&gt;Lorenzo sudato e felice si dondola su di uno sgabello trovato per caso, ogni tanto sorride sfiorando il vuoto con un dito… quanto mi piace guardare i desideri senza compromettermi o comprometterli.&lt;br /&gt;Alex cammina con le mani in tasca, ripercorrendo mille e mille volte lo stesso tragitto.&lt;br /&gt;Tommaso si preoccupa di far trovare tutti, domani, pronti e puntuali,decidendo il metodo più comodo per arrivare al provino insieme.&lt;br /&gt;mi gusto il silenzio dopo il trambusto, la quiete dopo la tempesta.&lt;br /&gt;l’atmosfera talmente densa da poterla tagliare a fette per poi, servirla in piatti da portata, abbinati al verde delle nostre facce angosciate e perse.&lt;br /&gt;passo vicino alla batteria prendendo a pieni polmoni l’odore della pelle di Lorenzo, buonissimo.&lt;br /&gt;afferro la tracolla e lancio un saluto secco ma dolce.&lt;br /&gt;avvinghio Alex e gli stampo un bacio sulla guancia ringraziandolo del regalo fantastico che oggi mi ha fatto, facendomi partecipe.&lt;br /&gt;gli occhi di Lorenzo si accendono.&lt;br /&gt;ma io non sono sua.&lt;br /&gt;Alex capta quella trasmissione insolita di rabbia.&lt;br /&gt;scansa il problema, beffeggiando l’amico a denti serrati, uno schiaffo sonoro alla morale.&lt;br /&gt;mi allontano seguita dallo sciame di parole, sussurrate e segrete.&lt;br /&gt;Do gas al motorino che mi riporta alla realtà.&lt;br /&gt;le chiavi di casa graffiano il portone, il mio cane abbaia gioioso della mia presenza annunciando il ritorno tra uno scodinzolio e l’altro.&lt;br /&gt;la voce di mia madre irrompe nell’idillio.&lt;br /&gt;c’era da aspettarselo.&lt;br /&gt;- dove sei stata?&lt;br /&gt;- a recupero di chimica mamma, lo sapevi&lt;br /&gt;- hai ripreso a suonare Luna, queste stupide fissazioni di una bambina! quando lo capirai che non ti porterà mai in nessun posto quell’inutile  chitarra?&lt;br /&gt;sacrilegio. offesa. male.&lt;br /&gt;mi sento la piccola Biancaneve rock di questa favola, che sfida la  Grimilde medico di questa casa difendendo, in questo caso , la proibizione, la mela…la chitarra affinché mi sia permesso avvelenarmi di buono ogni qualvolta lo voglio.&lt;br /&gt;le urla continuano per ore, mentre ceno, mentre mi spoglio, mentre sbatto una porta subito riaperta, mentre le cuffie alle orecchie tentano invano di salvarmi, mentre mio padre non viene in mio aiuto, mentre Sady non risponde al telefono, mentre piango e a lei non frega niente, mentre rido sconvolta dalla lista difetti di sempre che mi viene riproposta come un vecchio film cult, mentre a muso duro osservo mentalmente la scia di brutti voti e cattive figure scolastiche, mentre mi viene ricordata la facoltà di medicina, mentre vengo investita da insulti, mentre “l’onorata fama dei Restucci” viene rivalutata per colpa “della stupida ribelle drogata di musica”.&lt;br /&gt;sono ormai le 22.30 e mia madre molla la presa, lasciando solo le ossa.&lt;br /&gt;va a letto senza degnarmi di uno sguardo, mi lascia abbandonata all’angolino della cucina al buio tremante di paura e rimbecillita da tutto quel dannarsi l’anima, da tutta quella bile che mi esplode contro.&lt;br /&gt;mettermi in croce solo perché seguo i miei sogni, è la condanna che sto scontando.&lt;br /&gt;se riuscissero a convincermi a rinunciare a tutto quel vivere metterebbero il mio cuore nella bara, soffocandolo, soffocandomi.&lt;br /&gt;è ancora troppo presto per morire dentro, per appassire.&lt;br /&gt;le lacrime non si vogliono fermare, straripano non curanti del dolore causato.&lt;br /&gt;diagnosi?&lt;br /&gt;effetto indesiderato ad una flebo di amarezza e freddezza dell’essere. il dipinto di una madre che non mi considera. l’ombra di un padre troppo poco fiero per intervenire.&lt;br /&gt;cura?&lt;br /&gt;uscire a respirare la notte d’autunno.&lt;br /&gt;uccisa dal singhiozzo compongo il suo numero che è rimasto scolpito nella mia testa, i numeri scorrono ordinati in una cronologia perfetta, pochi secondi e appare il suo nome e tutto più strano, LORENZO.&lt;br /&gt;risponde quasi subito, come ad afferrarmi.&lt;br /&gt;- Luna?&lt;br /&gt;- Lo…Lorenzo…ti prego&lt;br /&gt;- che succede? Luna….Luna rispondi!&lt;br /&gt;- ti ricordi dove abito?&lt;br /&gt;- ma si, certo.&lt;br /&gt;- vieni subito.&lt;br /&gt;chiudo la conversazione.&lt;br /&gt;in meno di dieci minuti lui è li, un principe occasionale in motorino, senza armatura  e senza pretese.&lt;br /&gt;la mia voce strozzata mi abbandona sempre di più, mi copro il viso con le mani per evitargli lo spettacolo orribile dei miei occhi arrossati e spenti.&lt;br /&gt;resto ferma impassibile, mentre le sue braccia mi cercano incapaci di resistere.&lt;br /&gt;lotta contro le mie dita per guardare il disastro avvenuto sul mio volto, tra il rimmel che si scioglie.&lt;br /&gt;- ti prego, prendi fiato e dimmi che succede o impazzisco.&lt;br /&gt;- portami via.&lt;br /&gt;- via…? via con me?&lt;br /&gt;- si…via con te, adesso.&lt;br /&gt;schiodiamo veloce.&lt;br /&gt;giri, senza meta, senza destinazioni prefisse.&lt;br /&gt;la confidenza si prende gioco di me.&lt;br /&gt;stringo le mie cosce alle sue, le mie braccia lo stritolano, il suo respiro crea un vortice che ingoia entrambi.&lt;br /&gt;dopo trenta minuti di un tragitto sempre uguale, Lorenzo si ferma e si sfila il casco che nasconde i capelli.&lt;br /&gt;scende…e mi porge la mano.&lt;br /&gt;allungo il muso come una bambina, non ho voglia di muovermi.&lt;br /&gt;allora si gira di spalle e si china leggermente e dice scherzoso&lt;br /&gt;-Salga in groppa donzella!&lt;br /&gt;sorrido, curiosa, ed eccomi sul mio cavallo nuovo di zecca che riproduce un galoppo stonato, che trotta veloce stringendomi forte, per paura di farmi scivolare.&lt;br /&gt;sei tu a non farmi scivolare.&lt;br /&gt;si ferma arrancando, più buffo che mai.&lt;br /&gt;- scusi donzella, mi sta venendo un ernia&lt;br /&gt;ride e se ne frega.&lt;br /&gt;rido e me ne frego.&lt;br /&gt;mi prende per mano spingendomi&lt;br /&gt;- ho un idea…un idea buonissima.&lt;br /&gt;lo seguo, zitta.&lt;br /&gt;arriviamo davanti l’unica serranda ancora alzata.&lt;br /&gt;un uomo col berretto bianco accontenta Lorenzo che ordina dal bancone senza farsi scoprire.&lt;br /&gt;il locale deserto ci ospita, il tavolo vicino l’enorme finestrone che da sulle luci della città mezza addormentata ci chiama.&lt;br /&gt;Lorenzo accosta due sedie vicine, mi chiede di prendere posto.&lt;br /&gt;le ginocchia cozzano tra loro, l’uno nell’altra in un gioco senza senso.&lt;br /&gt;le dita si sfiorano leggermente senza mai prendersi, scappando.&lt;br /&gt;il gelataio soddisfatto smorza la tensione, portandoci una mega coppa stile soap opera americana, con il cioccolato e la panna, e la ciliegina a fare “ciao ciao” in cima al monte di calorie.&lt;br /&gt;una coppa, due cannucce.&lt;br /&gt;bella mossa, principe occasionale!&lt;br /&gt;ci avvinghiamo al gelato, così vicini da riscaldarci coi respiri.&lt;br /&gt;Lorenzo si ferma, come se il tempo si fosse fermato, mi guarda e tutto intorno diventa malizia.&lt;br /&gt;- la panna…&lt;br /&gt;- si, è buona la panna…Lorenzo, grazie.&lt;br /&gt;- no, hai…hai della panna sulle labbra.&lt;br /&gt;non ci provare, straniero, non è una telenovela questa.&lt;br /&gt;passo la mia lingua per pulirmi, più imbranata che mai.&lt;br /&gt;mi accorgo ti aver fatto un’azione moralmente sbagliata, Lorenzo è crollato.&lt;br /&gt;sposta la coppa di gelato che ci separa.&lt;br /&gt;la sua mano trova rifugio dietro la mia nuca, chiudo gli occhi mentre i brividi pungono come filo spinato.&lt;br /&gt;- sai farmi male…&lt;br /&gt;- cosa?&lt;br /&gt;- bastano i tuoi occhi e io…&lt;br /&gt;- e…tu?&lt;br /&gt;- e io…&lt;br /&gt;le sue labbra sfiorano le mie, senza scontrarsi, senza violenza, senza pretendere.&lt;br /&gt;mi bacia il mento…mi guarda insolente.&lt;br /&gt;scappare o restare?&lt;br /&gt;ragione, ragione maledetta, quel pizzico di carattere materno che si incastra nei cromosomi.&lt;br /&gt;mi alzo, vado via.&lt;br /&gt;sono salva?&lt;br /&gt;un paio di mani mi ostacolano&lt;br /&gt;- non così in fretta Luna…&lt;br /&gt;- ma...io…&lt;br /&gt;bacio.&lt;br /&gt;arrivato.&lt;br /&gt;bacio.&lt;br /&gt;morbidissimo bacio.&lt;br /&gt;sicuro.&lt;br /&gt;un bacio…gli occhi che si chiudono, le mani che tremano, il cuore che batte, le guance che si arrossano, il cervello che fugge via, la notte che sembra infinita, due sapori che diventano nuova fragranza, i sospiri e le voglie.&lt;br /&gt;Lorenzo e Luna.&lt;br /&gt;un bacio.&lt;br /&gt;il bacio più bello del mondo.&lt;br /&gt;Lorenzo, per poco sono stata tua.&lt;br /&gt;…Lorenzo e Luna.&lt;br /&gt;e questo bacio che non sa finire…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LORENZO:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono le 22:43 esatte quando “Il mondo prima” dei Tre Allegri Ragazzi Morti fa accendere le luci del mio cellulare, oltre che quelle del mio cervello.&lt;br /&gt;Luna.&lt;br /&gt;Senza nemmeno far finire il primo squillo, rispondo con un po’ di preoccupazione che mi scivola dal cervello al cuore.&lt;br /&gt;- Luna?&lt;br /&gt;Mi risponde una voce che quasi non riconosco, una voce rotta dal pianto, con irregolarità perfette ed imperfezioni regolari che la voce di Luna non ha mai avuto parlando con me.&lt;br /&gt;- Lo...Lorenzo...ti prego&lt;br /&gt;Sono sempre più preoccupato. Se centra di nuovo Dario, questa è la volta buona che gli faccio vedere che Lorenzo non è uno smidollato. Luna mi dice di raggiungerla a casa sua e chiude la conversazione. In quei centesimi di secondo subito dopo la telefonata resto a parlare con un monotono tu-tu-tu-tu-tu.&lt;br /&gt;Corro fuori e, in sella al mio fedele destriero verde-nero, accendo la colonna sonora rombante di quegli attimi. Un rombo che accompagna il mio cuore martellante, in un giro di rabbia, preoccupazione e imprecazioni.&lt;br /&gt;Meno di dieci minuti e sono sotto casa sua, e lei è già li, che mi aspetta. Mi guarda come un condannato a morte guarda la libertà, la fuga e la vita. Si copre il viso, la riempio di domande e l’abbraccio, mi sento impazzire. Tutto ciò che riesce a dire è un “portami via” sporco di rimmel e bagnato da lacrime.&lt;br /&gt;Non me lo faccio ripetere due volte. Non ho idea di dove portarla, non so di cosa ha bisogno, sono nel panico. Lei mi stritola, in un dolce abbraccio misto di paura e bisogno di un’ancora. Il suo corpo è un tutt’uno al mio, in una lunghissima mezz’ora di un non-sense ripetitivo.&lt;br /&gt;Quando voglio tirarmi su, penso al gelato. Quindi, gelato sia!&lt;br /&gt;Parcheggio, mi sfilo il casco e le porgo la mano. Lei niente, resta inchiodata alla mia comoda sella. Ma non voglio lasciarla li, questa principessa. Mi volto, le porgo la schiena e la incito a salire. Non mi è mai venuto bene il verso del cavallo, infatti tutto ciò che esce dalla mia bocca suona come una stonata risata isterica. La stringo forte, non deve farsi male cadendo la mia piccola principessa.&lt;br /&gt;Dopo un po’ fingo di arrancare e la faccio scendere, fingendo un dolore atroce, dando la colpa ad una possibile ernia. Rido, ride. La realtà è che questa principessa io la voglio guardare in faccia, ridere o piangere, chissene. Io voglio guardare Luna, non da una lontana finestra come da diciotto anni a questa parte, ma da vicino, con quel suo candore che nemmeno la nuvola, o la lacrima, più tenace potrebbero rovinare.&lt;br /&gt;L’unico locale rimasto aperto, la mia gelateria preferita. Ordino in fretta senza che Luna faccia in tempo ad ascoltare.&lt;br /&gt;Due sedie vicine, due ginocchia giocano a farsi spazio, delle dita si sfiorano, due cuori si appartengono.&lt;br /&gt;In un attimo, arrivano a farci compagnia cioccolato, panna e due cannucce.&lt;br /&gt;Gustosissima panna, che resta sulle labbra della mia piccola Luna, e tutto inizia a diventare rovente. Si pulisce sbadatamente le labbra con le lingua, e da rovente l’atmosfera diventa tremendamente calda, intorno ai cento gradi.&lt;br /&gt;Il caldo mi muove, come un pupazzo nelle mani di chissà quale dio.&lt;br /&gt; - sai farmi male…&lt;br /&gt; - cosa?&lt;br /&gt; - bastano i tuoi occhi e io…&lt;br /&gt; - e…tu?&lt;br /&gt; - e io…&lt;br /&gt;La bacio sulle labbra, delicatamente, come se non volessi rovinare quella splendida visione. Scendo, le bacio il mento, cercando di stuzzicare una sua qualche reazione.&lt;br /&gt;Ma la reazione non è quella che mi aspettavo, lei si alza e cerca di scappare via. Ma in quel bacio io ho sentito che non è scappare ciò che lei vuole.&lt;br /&gt;La trattengo con una mano, senza stringere, solo per tentare di riassicurarla, cerco le parole da dire ma tutto ciò che viene fuori è una frase da film sui gangster anni ‘50.&lt;br /&gt; - Non così in fretta Luna...&lt;br /&gt;Ma che diavolo dici, Lorenzo?!? Sembra una minaccia! Hai fatto la figura del pervertito!&lt;br /&gt; - Ma...io...&lt;br /&gt;Lei mi risponde senza più scappare, si volta e si avvicina. O forse mi avvicino io. O entrambi. O non lo so. Ed ecco, il bacio. Io, l’ imbranato Lorenzo, sto baciando la Luna.&lt;br /&gt;La mia vita è un ripercorrersi di battere e levare, ma stavolta tutto ciò che sento è un battito solo, quello del mio cuore selvaggio che si unisce alla dolcezza di questo bacio. E siamo noi, non più Lorenzo, non più Luna, ma io e te. Un noi che non finisce.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/401379748165552663-9133980285240154513?l=lunaelorenzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lunaelorenzo.blogspot.com/2010/07/xv.html</link><author>noreply@blogger.com (rumore bianco II)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-401379748165552663.post-4194556842546253531</guid><pubDate>Sat, 10 Jul 2010 01:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-07-09T18:52:13.650-07:00</atom:updated><title>XIV.</title><description>&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;LUNA:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;aspetto paziente il bus quarantatre, che come sempre ama farsi aspettare a lungo.&lt;br /&gt;incrocio le gambe a mo’ di Sioux e canticchio così, a perder tempo.&lt;br /&gt;osservo un bicchierino del milk shake che fanno qui all’angolo, rotolare seguendo una traiettoria sempre uguale.&lt;br /&gt;la pensilina sembra essere il mio rifugio fin quando…&lt;br /&gt;vedo avvicinarsi un tipo niente male, avvolto nel suo chiodo di pelle, un tizio dal viso simpatico e dal sorriso spontaneo e sempre pronto a qualche conquista.&lt;br /&gt;lo riconosco dopo poco, anche lui appartiene ai White Noise;&lt;br /&gt;è il suo mondo che mi perseguita?&lt;br /&gt;è il mio mondo che perseguita lui?&lt;br /&gt;appoggia la testa, spavaldo,lancia uno sguardo che sa parlare, si mischia il nero dei suoi capelli al grigio del palo che sembra sorreggergli la stanchezza.&lt;br /&gt;dal labbro inferiore spunta, un minuscolo piercing.&lt;br /&gt;sotto l’orecchio destro fa capolino un tatuaggio che ritrae una “A” in bello stile, quasi fosse un marchio a fuoco.&lt;br /&gt;unisce le braccia e sospirando chiede:&lt;br /&gt;- scusa, sai mica che ore sono?&lt;br /&gt;sarcastica, colpisco.&lt;br /&gt;- perché, l’orologio che hai sul polso sinistro si è fermato?&lt;br /&gt;non arrossisce, incassa bene.&lt;br /&gt;allunga una mano e si abbassa leggermente come a fare le riverenze.&lt;br /&gt;- Alex, piacere.&lt;br /&gt;- Luna.&lt;br /&gt;- niente male la tua passata esibizione, la vita è ingiusta però.&lt;br /&gt;sposto lo sguardo altrove, fingo di essere sorda&lt;br /&gt;- suoni con qualcuno?&lt;br /&gt;- nessuno mi cerca, o meglio, non ho cercato nessuno dopo i Cut&lt;br /&gt;- la musica non si ferma ai Cut; i tuoi occhi che vibrano stringendo un microfono non dovrebbero fermarsi mai&lt;br /&gt;- sei bravo con le parole&lt;br /&gt;- abbiamo un’audizione importante noi, a giorni, non dovrei dirlo per scaramanzia, ma questa Luna sembra di buono auspicio.&lt;br /&gt;sorrido, nonostante il tuffo al cuore.&lt;br /&gt;“audizione importante”&lt;br /&gt;- la meritate, siete ok&lt;br /&gt;- ti va di partecipare alle prove di preparazione? puoi darci dei consigli artistici sull’impostazione vocale!&lt;br /&gt;What?&lt;br /&gt;Ehi, bimbo venuto dallo spazio, dici a me?&lt;br /&gt;sono io il bersaglio?&lt;br /&gt;DICI-A-ME?&lt;br /&gt;dopo l’attimo di apnea, due dita scocchiano violente ad un passo dalle mie orecchie.&lt;br /&gt;gli occhi si allargano diventando immense maree.&lt;br /&gt;- sarebbe stupendo!&lt;br /&gt;- sul serio? pensavo che non volessi accettare!&lt;br /&gt;- scherzi!? dimmi ora e luogo e ci sarò!&lt;br /&gt;afferro una penna e sfilo il tappo coi denti, trascino la mano di lui e segno il mio numero, cercando di non graffiarlo, cifra dopo cifra alzo lo sguardo e una bocca semi spalancata si perde nei miei movimenti.&lt;br /&gt;uomini!&lt;br /&gt;-Fatto&lt;br /&gt;-stupendo, sarai la sorpresa per il gruppo.&lt;br /&gt;per adesso sarà un nostro piccolo segreto.&lt;br /&gt;afferrato?&lt;br /&gt;- certo capo!&lt;br /&gt;vado via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso a quanto sarebbe stato bello se fosse stato Lorenzo a chiedermelo.&lt;br /&gt;illusione.&lt;br /&gt;chissà la faccia che farà quando mi vedrà li, chissà se vorrà scappare via.&lt;br /&gt;una botta di culo!&lt;br /&gt;ecco, si chiama così.&lt;br /&gt;le botte di culo del tipo: sei-nel-posto-giusto-al-momento-giusto&lt;br /&gt;Dario,sarai gelosissimo!&lt;br /&gt;muori, muori dentro, narcisista incallito!&lt;br /&gt;vendetta?&lt;br /&gt;si, dolcissima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Felicità&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;improvvisa vertigine&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;illusione ottica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;occasione da prendere&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;parcheggiala&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;senza frecce o triangolo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;tutti dormono già&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e si é spento il semaforo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ieri a te&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;oggi io sono il prossimo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;quanto durerà&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;io lo chiedo agli altri ma&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;si vede che&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;c'era un filo invisibile&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;se n'è andata via&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;resta la scenografia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Felicità,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ricordare é un pericolo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;come si elimina&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;un quintale di fosforo?.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E infatti, infatti non dimentico&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;la mia fotografia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e l'amore se non ce l'ho&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ripeterei tutto quello che è passato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;comprese le tue bugie&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;perché le scoprirei molto prima e senza aiuto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Precipita&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;dallo spazio un giocattolo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di alta robotica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;è il futuro fantastico&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ripeterei tutto quello che m'hai dato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;comprese le tue bugie&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;perché le scoprirei molto prima e senza aiuto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Felicità&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;dichiarata fac-simile&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;dal giudizio che ha&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;rilasciato un orefice&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;quella vera sarà&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;senza un graffio di ruggine&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(chiedimi se sono felice.- S.Bersani)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LORENZO:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci siamo.&lt;br /&gt;Sono seduto dietro tutto ciò che conta per me in questo periodo, la mia batteria. Il polso mi fa male, appena comincio a riscaldarmi il dolore è insopportabile. Giro di tom, rullata e chiusura. Il dolore comincia a lasciare spazio al piacere, il tempo diventa musica...&lt;br /&gt;...uno-due-tre-quattro...&lt;br /&gt;...Suono da solo, gli altri ancora stanno montando le corde, cambiandole prima del grande giorno, chi si lamenta per un jack che non funzione, chi per un pedale che fa i capricci, chi per un volume troppo alto...&lt;br /&gt;...uno-due-tre-quattro...&lt;br /&gt;...Non posso fare a meno, anche in questo momento, di pensare a Luna. Mi sento davvero in colpa, non riesco a pensare ad altro. Mi fermo, anche se lo spirito mi prega di andare avanti, di continuare a volare con le ali della musica. Ma io non ascolto le preghiere, mi alzo, prendo il cellulare e, mettendolo in tasca noto sul tavolino il pacchetto di sigarette di Alex. In questo periodo ha deciso di abbandonare noi straight-edge per darsi al vizio del fumo. Esco fuori, senza dire nulla agli altri, e mi accendo la sigaretta scroccata poco prima. Una ogni tanto si può. Dopo la prima boccata di fumo nei polmoni e il primo giro di nicotina nel sangue, prendo il cellulare.&lt;br /&gt;“Mi dispiace, Luna. Sul serio. Non è colpa tua, voglio soltanto proteggerti. Non voglio ti accada nulla di male...Luna, anche se non ci conosciamo, ci tengo molto a te, non permetterò mai che qualcuno ti faccia del male. Sono o non sono un supereroe? XD scusa la poca serietà...ci tengo a te, ti voglio bene.&lt;br /&gt;Lorenzo”&lt;br /&gt;Invio. Forse ho esagerato con i sentimenti, ma sentivo di doverlo fare. Mi piaci Luna, davvero troppo. Nelle vicinanze, un Nokia suona, avvisando il suo proprietario dell’arrivo di un messaggio.&lt;br /&gt;Mi giro, cercando con gli occhi il “chi”, e mi viene da ululare...Eccola di nuovo.&lt;br /&gt;Luna, la bellissima Luna.&lt;br /&gt;Legge il messaggio con un viso che, anche se bellissimo, esprime diffidenza. Un miscuglio  di emozioni e chissà cos’altro si fa spazio dentro di lei, o almeno questo si vede dai suoi occhi, diffidenza-rabbia-serietà e, alla fine, un magnifico sorriso.&lt;br /&gt;Alza lo sguardo e mi sorride, senza parlare. Ricambio il sorriso, anche se un po’ imbarazzato. Infine sceglie, senza mai sciogliere il suo sorriso magnifico, di parlare.&lt;br /&gt;“Anche io ci tengo a te, e ti voglio bene. Ma mi devi spiegare tante cose.” - Fisso i suoi occhi, senza rispondere. Vorrei non fissarla, tutto sarebbe più facile, ma non ci riesco, i suoi occhi mi stregano.&lt;br /&gt;“Ohi bestiolina, entra che cominc......” - Alex ci interrompe, devo dire, per fortuna, facendo capolino dalla porta. Accoglie Luna con un enorme sorriso ed invita entrambi ad entrare per cominciare. Ci scambiamo un sorriso, ed entrambi corriamo dentro.&lt;br /&gt;Cominciamo a darci da fare, sotto gli occhi neri di una splendida Luna che ci guarda estasiata, come se la musica fosse vita per lei. Ad un tratto sento Tommaso fermarsi, come Vincenzo e Alex, a metà canzone. Li fisso stranito, senza capire.&lt;br /&gt;“Luna, ti va di...?” - Dice Tommaso invitandola a gesti verso la sua chitarra.&lt;br /&gt;“Eh?” - Luna e sorpresa, ci pensa un attimo, poi sorride - “Mmm, si dai, perché no?”&lt;br /&gt;E così vedo Luna prendere il posto di Tommaso alla chitarra con davanti l’asta ed il microfono.&lt;br /&gt;“Dai, scegli tu!” - Vincenzo freme per la sua voglia di musica.&lt;br /&gt;“Mmm...La sapete questa?” - Comincia a suonare, le sue dita si muovono sulle note iniziali di “What’s My Age Again?” dei Blink 182, il mio gruppo preferito, la mia canzone preferita.&lt;br /&gt;Tutti ci scambiamo un segno di intesa, e cominciamo a darci dentro di brutto. Tommaso, al momento disoccupato in questa piccola azienda di suoni, comincia a pogare come un matto.&lt;br /&gt;La voce di Luna è fantastica, eccezionale. Sorrido, sono felice. E tutto sembra avere molto più senso di una stupida ripetizione di uno-due-tre-quattro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/401379748165552663-4194556842546253531?l=lunaelorenzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lunaelorenzo.blogspot.com/2010/07/xiv.html</link><author>noreply@blogger.com (rumorebianco)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-401379748165552663.post-9192008609336539806</guid><pubDate>Tue, 06 Jul 2010 01:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-07-05T18:34:21.510-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">white noise</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lorenzo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">luna</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">rumore bianco</category><title>XIII</title><description>&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;LUNA:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un passo avanti e c’è la società.&lt;br /&gt;un passo indietro e c’è la vita mia.&lt;br /&gt;ultimi eventi, Dario nascosto dietro la fuliggine di questo cuore impolverato, arrugginito, che ha dimenticato o forse non ha mai saputo, Roberto il solito dettaglio scomodo che mi supplica fino allo stremo, fino a quando la gola si secca, prosciugata di buoni propositi di sempre.&lt;br /&gt;Il nuovo arrivato, Lorenzo, che ha deciso di andare già via, non ho pernottato nemmeno un secondo dentro di lui, ma lui, dentro di me alberga felice e assolutamente indisturbato.&lt;br /&gt;l’unica cosa da fare, ora, per disincastrare la bobina omicida dei pensieri è andare “al posto”.&lt;br /&gt;uno squillo a Sady basta per far capire l’intenzione.&lt;br /&gt;sembra essere passato un decennio.&lt;br /&gt;chitarre in spalla e lunga camminata, un vecchio sentiero conosciuto e mille volte calpestato ci evidenzia la via.&lt;br /&gt;venti minuti a piedi e siamo…al vecchio faro abbandonato.&lt;br /&gt;quante storie mi venivano raccontate, quante leggende.&lt;br /&gt;un luogo ritenuto “maledetto” diventa mio rifugio per sempre.&lt;br /&gt;Raccontano i vecchi motti amati dalla nostra gente, di un guardiano innamorato originario di Napoli, che stette rinchiuso lontano dalla vera vita per anni e anni; un giorno decise di fare una camminata tra la civiltà…incontrò Laura, una creatura che lo stregò, che gli fece dimenticare il mare e la sua bellezza, perché ciò che i suoi occhi non solo vedevano ma guastavano era superiore a tutte le meraviglie esistenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Laura, occhi blu&lt;br /&gt;capelli di velluto&lt;br /&gt;guance di seta&lt;br /&gt;odore di pesco fiorito&lt;br /&gt;mani che ad ogni movimento sembravano poetare&lt;br /&gt;passi dolci come balli di corte&lt;br /&gt;sorriso di cristallo&lt;br /&gt;labbra di un rosso dimenticato&lt;br /&gt;bella, come nessun’altra.&lt;br /&gt;la sua voce una vibrazione che mi attraversa&lt;br /&gt;il suo sguardo una nave ormai persa&lt;br /&gt;la sua mente alla deriva&lt;br /&gt;il suo corpo per me riva&lt;br /&gt;desolato e stanco il mio cuore&lt;br /&gt;che mai fin’ora conobbe il vero amore&lt;br /&gt;nenie di pescatori&lt;br /&gt;vascelli che solcano il mare&lt;br /&gt;tu che solchi me, ammainando  le vele&lt;br /&gt;urlando come le tempeste nelle mie vene&lt;br /&gt;la fine di un bicchiere di vino&lt;br /&gt;la luce che sta per abbandonarmi&lt;br /&gt;la candela che dichiara addio&lt;br /&gt;tu, sola, amore mio”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il guardiano, Gianni, si uccise per amore.&lt;br /&gt;maledisse il faro, che per anni, tenne nascosta come in segreto la donna della sua vita.&lt;br /&gt;solo chi non conosce l’amore vero può pensare che ci siano barriere possibili ad ostacolarlo.&lt;br /&gt;l’amore non conosce muri  insormontabili, l’amore tutto può, tutto sopporta.&lt;br /&gt;Gianni, l’amore non lo capiva.&lt;br /&gt;non concepiva quel dolore al petto, inspiegabile.&lt;br /&gt;odiava svegliarsi di notte e sentire il rimbombo della voce di lei, Laura, nelle sue orecchie di giorno.&lt;br /&gt;soffocò le proprie passioni con la logora corda che stritolò il collo e il suo ultimo respiro venne spento dall’urlo del vecchio mare.&lt;br /&gt;qualcuno mesi dopo, giurò di avere visto il suo fantasma camminare sfiorando la sabbia, piangendo e disperandosi per un dolore immortale, maledicendo il mare e tutte le creature, tutte, tranne Laura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;cominciai a venire qui la prima volta che le mie mani sfiorarono le corde della chitarra.&lt;br /&gt;da allora, non abbandonai questa vecchia abitudine.&lt;br /&gt;la scalinata semi distrutta, l’odore della salsedine appiccicato come veleno tra le pareti smorte di muffa, la vecchia branda ingiallita, qualche libro tenuto di nascosto, la mia collezione di plettri multicolore, qualche poesie, qualche canzone improvvisata che nessuno oltre me e Sady ascolterà, cinque pacchi di Togo classic a latte e le immancabili mou, qui, nella nostra cassaforte privata.&lt;br /&gt;tutto ciò che facciamo qui è suonare e confessarci a vicenda.&lt;br /&gt;suono.&lt;br /&gt;parola.&lt;br /&gt;suono. suono.&lt;br /&gt;parola. parola.&lt;br /&gt;suono.&lt;br /&gt;parola.&lt;br /&gt;E così via.&lt;br /&gt;tra un giro di do e l’attenzione fissa ai capotasti:&lt;br /&gt;- Che hai Lunetta?&lt;br /&gt;- affollo di pensieri, come se fossero in piazza Bra.&lt;br /&gt;- molla sta chitarra e parla una buona volta&lt;br /&gt;- che senso ha?&lt;br /&gt;- parla&lt;br /&gt;- ma che ne so, Roberto, la scuola, io, la chitarra da poco ritrovata, i sogni nel cassetto…Lorenzo&lt;br /&gt;- frena…Lorenzo? hai detto Lorenzo?&lt;br /&gt;- si, White Noise- batterista- occhi di brace- Lorenzo&lt;br /&gt;- cazzo! lo sfigato&lt;br /&gt;- non lo è per niente, sfigato, è uno di quelli che tiene il mondo in tasca, che se lo tiene stretto, che lo racchiude in un sorriso e in un giro di batteria&lt;br /&gt;- mi fai paura, Luna.&lt;br /&gt;- niente paura, non mi fila.&lt;br /&gt;- non ti fila? ne sei sicura?&lt;br /&gt;- si, avrà anche qualche tipa.&lt;br /&gt;- ma…Dario?&lt;br /&gt;- Dario? Dario chi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;I miss you, miss you so bad&lt;br /&gt;I don't forget you, oh it's so sad.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;slipped away - Avril Lavigne &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;&lt;br /&gt;LORENZO:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Driiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiin-driiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiin”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La campanella ci congeda, salutandoci con uno squillo piuttosto piacevole, quello della fine delle lezioni.&lt;br /&gt;Pomeriggio abbiamo le prove, quelle decisive prima del gran giorno. Oggi, giorno 21 Ottobre 2007, a dieci giorni dal mio diciottesimo compleanno, si stabilirà la scaletta che ci porterà i White Noise al successo. Sempre se riuscirò a suonare. I lividi fanno male, tanto male. Con un polso malridotto, oltre al resto del corpo ed al viso inguardabile, e i ragazzi come bodyguards, mi avvio verso casa.&lt;br /&gt;“Oh, dai ragà, non vale la pena che mi accompagnate!”&lt;br /&gt;“Eh mamma mia, Lorè, quanto cazzo parli?” - Vincenzo, sempre il solito.&lt;br /&gt;“Si, infatti! E comunque, guarda che lo facciamo più per noi che per te, bestiolina!” - ormai Alex si è fissato, penso che mi chiamerà così per qualche mese - “senza batterista poi come facciamo? Ti ricordo che tra più o meno quattro giorni abbiamo la nostra grande occasione!”&lt;br /&gt;“No, dai, sul serio! Andate a casa, ormai sono arrivato! E poi, ragazzi, ormai si sono vendicati! Stop, finisce qui, no?”&lt;br /&gt;“Ah, ma allora sei duro!!! Conosciamo Dario meglio di te, non gli basterà! Quel falso-emo di merda non avrà pace finché non ti avrà annullato come persona!” - Tommaso sembra quello più preoccupato.&lt;br /&gt;“Vabbè, ragà, se lo dite voi...ma mi sembrava abbastanza soddisfatto ieri!” - cerco di tranquillizzarli, ma so che sarà un’opera molto difficile.&lt;br /&gt;“Se, me lo immagino proprio lo spettacolino! Te per terra in un lago di sangue e lui e i suoi scagnozzi a ridersela per poi darsela a gambe!” - mi sfotte amichevolmente, come solo lui sa fare. Mi protegge, e lo farà sempre, il mio fratellone Alex.&lt;br /&gt;“In realtà, se la sono data a ruote. Avevano la macchina, Alex!” - aggiungo seccato,  dando adito a un’altra battuta di Alex.&lt;br /&gt;“Ah, per stavolta non ti sono passati addosso, eh?” - il suo classico sorriso sghembo, mentre mi mette il braccio intorno al collo.&lt;br /&gt;“In ogni caso, cara principessa sul pisello, t’abbiamo riportato a casa sano e salvo!” - Vincenzo ci stoppa, e con un suo sorrisino ebete ci invita a mandare in pausa le discussioni.&lt;br /&gt;Vado verso il portone di casa, ma un coro viene dalle mia spalle mentre mi allontano dai tre allegri ragazzi idioti, come li ho ribattezzati io scimmiottando il nome di un gruppo italiano:&lt;br /&gt;“Principessina dal visino sfiguratooooo....PRRRRRR” - le loro voci si disperdono in risatine e corse autunnali, mentre mi volto e con un dito ben alto gli mostro dove andare.&lt;br /&gt;Poveri coglioni.&lt;br /&gt;Tre poveri coglioni.&lt;br /&gt;Tre poveri coglioni amici miei.&lt;br /&gt;Tre poveri coglioni amici miei...che adoro!&lt;br /&gt;Non vedo l’ora di affrontare il viaggio con loro. Sarà un vero e proprio spasso e, si spera, sarà la prima e, purtroppo, unica occasione della nostra vita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/401379748165552663-9192008609336539806?l=lunaelorenzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lunaelorenzo.blogspot.com/2010/07/xiii.html</link><author>noreply@blogger.com (rumorebianco)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-401379748165552663.post-938592552191930533</guid><pubDate>Fri, 02 Jul 2010 12:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-07-05T18:12:46.157-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">white noise</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lorenzo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">luna</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">rumore bianco</category><title>XII.</title><description>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LUNA:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;apro gli occhi ed è già felicità.&lt;br /&gt;serena come non lo ero da tempo, mi prendo il mio spazio, assaporo l’aria con lentezza, l’odore della pioggia leggera da il benvenuto a questo nuovo mattino, picchietta alla mia finestra come per salutarmi, sorrido tra me e me, ripensando alla notte appena conclusa, una notte di sonno abbondante e di sogni per compagnia.&lt;br /&gt;niente incubi, niente affanni, niente risvegli e sobbalzi, niente di niente.&lt;br /&gt;calma piatta o calma apparente?&lt;br /&gt;una volta sul bus, mi stiracchio alla ricerca della posizione comoda, catapulto lo sguardo fuori dal finestrino, mentre le ondate di ragazzi ancora traumatizzati dall’impatto sveglia si apprestano a qualche chiacchiera mezzana, e allo sbadiglio d’obbligo.&lt;br /&gt;la facciata della scuola si avvista da lontano,una segnaletica infallibile, la vecchia scuola, con le sue pareti color giallo vomito e il suo puzzo di varechina tra le scale fresche di straccio.&lt;br /&gt;cammino come stessi volando fino all’ingresso.&lt;br /&gt;come se tutto intorno fosse troppo poco forte per potermi abbattere, mi gonfio in petto per la tranquillità acquisita, quasi sfocio in paranoie, quasi mi stupisco, ma no! lasciamo il cervello in via Fiorita al piano di sopra e continuiamo il percorso verso la perfetta calma che cercavo.&lt;br /&gt;osservo il nome “Lorenzo” salvato in memoria al cellulare, lo osservo come se volessi scoprire mille misteri, come se fosse un piccolo traguardo quel nome li stampato, come se le lettere stessero prendendoli sopravvento.&lt;br /&gt;L,O, già mi sento bene&lt;br /&gt;R, E, ora mi vien da ridere&lt;br /&gt;N,Z,O, voi tre mi servite, altrimenti il nome non è completo.&lt;br /&gt;faccio la fila al distributore-accorcia vita-studenti per tentare di intravederlo soltanto, spinta forse, da quel sorriso in più, spinta forse, da quell’ilarità che non  mi appartiene.&lt;br /&gt;tra l’odore del cappuccino che sgorga giù violento molestando il bicchiere di plastica in posizione, e la tipa dietro di me che trangugia un kinder bueno masticando rumorosamente, vedo spuntare, come l’illuminazione un giubbotto scuro…il suo giubbotto scuro.&lt;br /&gt;abbandono la postazione e allungo il passo sperando pensi sia solo un caso.&lt;br /&gt;si volta sentendo i miei pedi strusciare.&lt;br /&gt;un viso.&lt;br /&gt;ma non è il suo.&lt;br /&gt;si lo è.&lt;br /&gt;ma cosa ti hanno fatto?&lt;br /&gt;degli ematomi hanno coperto il colorito naturale, il naso è gonfio, le labbra martoriate, i due nei quasi si vergognano di stare in mezzo alla miseria di quel campo minato che è diventata la sua faccia.&lt;br /&gt;i miei occhi stupiti cercano di agguantare al volo un angolo migliore da guardare, ma non riescono, i miei stupidi occhi a non guardare lui.&lt;br /&gt;resta in silenzio come per evidenziare la vergogna che lo ricopre.&lt;br /&gt;la mia lingua, ora, non si frena.&lt;br /&gt;afferro il suo polso, con energia, pretendendo quello che non dovrei.&lt;br /&gt;- cosa cazzo è successo?&lt;br /&gt;tutto ciò che viene fuori.&lt;br /&gt;- brutta caduta&lt;br /&gt;- mi prendi per scema? hai delle manate spalmate in faccia come nutella.&lt;br /&gt;asserisco con la mimica, nonostante la battuta fuori luogo&lt;br /&gt;- stanne fuori&lt;br /&gt;sbalordisco. il sogno s’interrompe.&lt;br /&gt;non c’è posto per una supereroina, vero Lorenzo?&lt;br /&gt;mollo il suo polso, sconfitta.&lt;br /&gt;- scusa l’intrusione.&lt;br /&gt;scappo via, mentre il suo volto corrucciato tenta di scusarsi inutilmente.&lt;br /&gt;mi volatilizzo.&lt;br /&gt;figura di merda.&lt;br /&gt;la giornata si incupisce.&lt;br /&gt;trascino il mio umore sotto le suole.&lt;br /&gt;lo porto fino in classe e lo fossilizzo li, tra il libro di chimica aperto a pagina centodue, e il compagno-diario che ancora ronfa.&lt;br /&gt;sfodero la bic blu come lady oscar con la spada, armeggio con il block notes vomitando pensieri a raffica.&lt;br /&gt;stupida bambina.&lt;br /&gt;lezione numero uno nel manuale della mia vita: mai fidarsi degli sconosciuti.&lt;br /&gt;avevi ragione mamma, non si apre nessuna porta agli sconosciuti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LORENZO:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rientro a scuola è già un problema di suo. Il metterci dentro anche le risatine per come è combinata la mia faccia e per come cammino, la rende terribile. L’aver litigato con Luna, questa piccola semi-sconosciuta che già si preoccupa per me, la rende un incubo.&lt;br /&gt;I miei non mi hanno visto così conciato. Ieri sera dormivano, mentre stamattina sono uscito presto per la scuola. Non so ancora quale sarà la loro reazione, ma penso che sarà negativa, giusto per continuare la scia di belle cose che mi stanno capitando.&lt;br /&gt;Eppure il possibile contratto, il conoscere Luna, il vedere che si preoccupa per me...anche solo pensarci mi rende felice, e mi fa dimenticare i dolori, fisici e non.&lt;br /&gt;Il 25 Ottobre è vicino, siamo già a metà Settembre, ma i ragazzi non sembrano curarsene, forse troppo convinti che non ce la faranno. L’unico ad essere preoccupato è Alex...lui sa che per lui non c’è altra possibilità, e sa che un treno del genere non passa due volte. Per quanto riguarda me, penso solo ad una cosa, anzi, solo ad una persona. Luna.&lt;br /&gt;Scusa piccola, ma voglio solo proteggerti. Non so cosa potrebbe farti quell’idiota di Golia se sapesse che gli ho rubato un tesoro così grande, un tesoro che lui non ho saputo apprezzare. Eppure lo vedo, vedo gli sguardi che ti lancia e ai quale tu resti indifferente, vedo che spera ancora di averti, di avere il tuo corpo, non di certo il tuo cuore. Di quello non se ne fa nulla. Lui ti vuole fare sua e, fino a quando non saprò che sei al sicuro, non ti dirò nulla di quello che è successo.&lt;br /&gt;Suonata la campanella, devo entrare in classe, dove mi aspettano le mille domande dei ragazzi, che ancora di quello che è successo ieri sera non sanno nulla. Non so ancora se dirò loro la verità. Sono i classici tipi che per un amico prendono anche le botte, e le danno anche, ma sono davvero troppo, troppo impulsivi.&lt;br /&gt;Ho appena venti secondi prima di dover entrare in classe.&lt;br /&gt;20&lt;br /&gt;19&lt;br /&gt;18...e se glielo dicessi?&lt;br /&gt;15&lt;br /&gt;14&lt;br /&gt;13...no meglio di no!&lt;br /&gt;9&lt;br /&gt;8&lt;br /&gt;7...E come giustifico le “manate spalmate sulla faccia tipo nutella?”&lt;br /&gt;3&lt;br /&gt;2&lt;br /&gt;1...DRIIIIIIIN!&lt;br /&gt;Entra in classe, Lorenzo, ed affronta i tuoi amici. Capiranno che è una bugia, ma non chiederanno, perché rispettano la tua decisione di tenerli fuori dai guai, anche se non la condividono. Sotto sotto, vorranno agire. Sotto sotto, lo faranno. Ma sotto sotto, illudendoti di accettare la tua scelta. E tu sai bene di illuderti, ma alla fine, li conosci fin troppo bene.&lt;br /&gt;Un ultimo pensiero prima di entrare in quella buia prigione che è la classe. Piccola Luna, mi dispiace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Perché un amico se lo svegli di notte, &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;è capitato già &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;esce in pigiama e prende anche le botte... &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e poi te le ridà...”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Un nuovo amico” - Riccardo Cocciante&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/401379748165552663-938592552191930533?l=lunaelorenzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lunaelorenzo.blogspot.com/2010/07/xii.html</link><author>noreply@blogger.com (rumorebianco)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-401379748165552663.post-8156894139467284164</guid><pubDate>Tue, 29 Jun 2010 17:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-06-29T10:20:49.281-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">white noise</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lorenzo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">luna</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">rumore bianco</category><title>XI.</title><description>&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;LUNA:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lo vedo allontanarsi.&lt;br /&gt;i pensieri sfumano come i sottotitoli in un film che sta per finire.&lt;br /&gt;osservo quelle mani incastrate nelle tasche posteriori di quei jeans sbrindellati, come uno che si sente meglio, che ha compiuto il gesto buono e giusto, come uno soddisfatto.&lt;br /&gt;una mano abbandona la tana e sfiora una ciocca di capelli, sbadatamente.&lt;br /&gt;non ci penso su, un sms per dire ciò che la lingua non ha permesso.&lt;br /&gt;non faccio passare nemmeno cinque minuti che già il tasto “invio” sembra chiamarmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“è stato importante, grazie. uno di quei gesti che non si dimenticano…&lt;br /&gt;ancora grazie, sconosciuto.&lt;br /&gt;Luna”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la risposta è istantanea.&lt;br /&gt;“Chiamami Lorenzo, altrimenti mi sento un supereroe. Dovere ;)&lt;br /&gt;Lorenzo”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mio caro Lorenzo appena entrato (forse) nella mia vita, tu sei il mio supereroe, lo sei davvero, lo sei diventato, senza poteri magici, senza volare sopra i tetti, senza fulminare i nemici con la vista di brace, lo sei diventato con un sorriso che sa di cose dolci, lo sei diventato portando sulle spalle la mia vita.&lt;br /&gt;per un attimo avrei voluto fermarlo, raccontargli del cattivo che mi ha ridotto una sempliciotta senza ideali, che mi ha trasformato nella Luna di ogni notte, non una di quelle Lune che ti capitano una volta ogni tanto, mentre guardi su,  una di quelle Lune che riempie il cielo privo di stelle, un contentino per il popolo che si tiene per mano, che si spaccia romantico…che ulula…ma la Luna dov’è?&lt;br /&gt;forse è tornata.&lt;br /&gt;guarda su…guardate su.&lt;br /&gt;le mie note stanno per mandare il sole a nanna, stanno per solleticargli gli occhi, così che si addormenti lasciando spazio allo spettacolo.&lt;br /&gt;riattivo il normale flusso di pensieri, trattenuti da un spiffero di felicità lanciato e raccolto al volo, come fosse rimpiattino.&lt;br /&gt;le mie gambe divorano le scale con ingordigia degna di bulimia, mi barrico nelle “mie segrete stanze” chiudendomi a chiave dentro.&lt;br /&gt;sfodero in preda alla più folle delle foghe, la mia chitarra.&lt;br /&gt;eccola, è lei.&lt;br /&gt;io, sono la sua.&lt;br /&gt;caldo appartenersi.&lt;br /&gt;la stringo forte, il cuore in gola.&lt;br /&gt;strizzo gli occhi e ricado in un dondolio, come quello delle mamme alle prese con le nenie dei bambini.&lt;br /&gt;partono le melodie a raffica, quelle senza nome, le preferite, le insensate, quelle di sfogo, quelle nate dal sorriso del barbone di piazza Vittorio Veneto, nate da due che si baciano sulla metro che li porta a destinazione, nate da due vecchietti per mano, nate dalla bellezza dell’inchiostro che bagna la pagina, nate dall’incoerenza di uno spartito senza titolo, nate da occhi grandi e commossi, quelli  di mio padre,nate dal pensiero di quei due nei disposti come costellazioni sulla tua guancia, Lorenzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ora, del mondo degli altri non m’interessa più.&lt;br /&gt;egoista per professione.&lt;br /&gt;un messaggio di Roberto mi avverte di una realtà che tenta l’invasione, ma di gioco scorretto il globo ne fa abuso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“chi era quel tipo.&lt;br /&gt;passavo da casa tua.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roberto mi pedina.&lt;br /&gt;mi tende le esche.&lt;br /&gt;tenta di beccarmi di nuovo, tenta di trovare una scusa, una buona motivazione, una prova viva di questo non-amore.&lt;br /&gt;non mi spreco.&lt;br /&gt;non rispondo.&lt;br /&gt;non adesso.&lt;br /&gt;entrare a gamba tesa nella mia beatitudine appena ottenuta, è una brutta brutta piaga, da pagare cara, da aggiungere alla lista di tutte le volte che Roberto, è stato fuori luogo e senza un senso nella mia esistenza.&lt;br /&gt;mi sento più bambina irresponsabile adesso.&lt;br /&gt;scarto una mou che sembra, più che la mia caramella preferita, un portale del tempo.&lt;br /&gt;Lorenzo…&lt;br /&gt;in testa e in bocca.&lt;br /&gt;questo sembra il suo sapore.&lt;br /&gt;eppure io non so come sia il suo sapore.&lt;br /&gt;ma, questo, beh, questo sembra il suo.&lt;br /&gt;Lorenzo-mou.&lt;br /&gt;rincontrarsi ancora?&lt;br /&gt;sentirlo suonare?&lt;br /&gt;irrompere nella sua vita, e come di consueto, rovinarla?&lt;br /&gt;come andrà?&lt;br /&gt;mi addormento abbracciata a lei.&lt;br /&gt;avvinghiata a quei nuovi pensieri.&lt;br /&gt;col sapore di mou e la bocca che arde dalla sete.&lt;br /&gt;resto amante a questa condizione, questa notte, non svegliatemi.&lt;br /&gt;questa notte, duri per sempre.&lt;br /&gt;questa notte sia infinita.&lt;br /&gt;sig. Domani resta fuori la finestra a vedermi dormire.&lt;br /&gt;Buonanotte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LORENZO&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivo alla piazzetta e scendo, sistemandomi un po’ i capelli ancora un po’ sudati dalla corsa precedente. E’ ormai tardi, e di sicuro i miei saranno già in catalessi di fronte alla tv, dopo aver cenato senza di me. &lt;br /&gt;Ed io, con i pochi spiccioli rimasti nel portafoglio mi posso permettere due pezzi di pizza da Totò. &lt;br /&gt;Totò è un pizzaiolo divino che gestisce, giusto dietro casa mia, una piccola rosticceria. E’ bravissimo a fare tutto, ma la sua pizza è a dir poco eccezionale. Niente a che vedere con quelle schifezzuole precotte che usano alcuni gestori da queste parti, ma vera e propria pizza fatta in casa.&lt;br /&gt;Arrivo davanti al piccolo locale, entro e faccio un cenno verso il proprietario.&lt;br /&gt;“Ehilà, Totò!” - esordisco - “Uè, Lorè, tutto solo stasera?” - la voce di Totò è sempre più profonda e rauca, a causa dei due pacchetti di Malboro Rosse che si fuma ogni giorno - “Ebbene si, Totò. Senti, me li dai due bei pezzi della tua Margherita squisita?” - appena sente gli elogi alla sua pizza, motivo d’orgoglio per lui da anni,  gli si illuminano gli occhi - “E come no, Lorè...appena sfornata, calda calda...due pezzi...ma no dai, facciamo tre! Il terzo lo offro io, ja!” - già comincio ad assaporare quelle delizie già solo guardando la mozzarella che ancora “fa le bolle” per il calore - “Oh, Totò, non dovevi! Grazie mille!”&lt;br /&gt;Pago, saluto Totò ed esco dalla rosticceria, piazzandomi su una panchina della piazzetta li vicino. Mangio in fretta e furia i miei tre pezzi di pizza, ustionandomi perché ancora caldi, e corro verso casa, ripensando a tutto lo strano pomeriggio.&lt;br /&gt;Mentre attraverso via Como, l’ultima stradina prima di arrivare a casa, una macchina mi si ferma davanti con gli abbaglianti accesi. Accecato, volto, lo sguardo, quando d’improvviso la macchina si spegne, insieme alle sue luci.&lt;br /&gt;Rumore di sportelli, passi verso di me. Appena riacquisto l’uso della vista, noto tre facce conosciute, ed una che, anche se conosciuta, è resa irriconoscibile da una strana protesi al naso. Una voce conosciuta, anche se un po’ più nasale del solito, apre le danze:&lt;br /&gt;“Povero piccolo Lorenzo, torni a casa tutto solo? E i tuoi amichetti, dov’è che li hai lasciati?”&lt;br /&gt;Ok, Lorenzo, stai per imparare che ad ogni azione corrisponde una reazione.&lt;br /&gt;“Dario, pensavo fossi brutto, ma visto così sei pure peggio!” - giustamente, da bravo supereroe,  devo fare lo sbruffone anche se sono in svantaggio. A volte funziona. Solo a volte però. E questa non è una di quelle.&lt;br /&gt;Mi sono addosso in tre, i suoi tre scagnozzi, perché lui le mani non se le sporca.&lt;br /&gt;Di questo momento tutto ciò che ricorderò in futuro sarà una raffica di pugni e calci. E purtroppo a prenderli sono io, senza riuscire a difendermi. E lui è lì, e ride, incitando i suoi “compagni di merende” a colpire, più forte, più duro.&lt;br /&gt;Appena finito lo spettacolo, Dario e i suoi risalgono in macchina, e per un secondo ho paura mi vogliano passare addosso. E forse sarebbe meglio, perché qualcosa mi fa credere che questa non sarà l'ultima volta che ci vediamo.&lt;br /&gt;Lorenzo e Dario, solo dolore. Molto per Lorenzo e poco, troppo poco per Dario. Ma la violenza porta solo altra violenza, e "l'altra" violenza, è sempre molta, molta di più&lt;br /&gt;Davide e Golia, una farsa.&lt;br /&gt;E stavolta, sono io, un Lorenzo steso sull'asfalto, lasciato a sanguinare, a pagarne le conseguenze. Stump.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/401379748165552663-8156894139467284164?l=lunaelorenzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lunaelorenzo.blogspot.com/2010/06/luna-lo-vedo-allontanarsi.html</link><author>noreply@blogger.com (rumorebianco)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-401379748165552663.post-7956896641276482264</guid><pubDate>Sat, 26 Jun 2010 12:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-06-26T13:49:04.282-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">white noise</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lorenzo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">luna</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">rumore bianco</category><title>X.</title><description>&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;LUNA:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l’ordinaria follia stava per essere interrotta dal solito suono del vecchio nokia.&lt;br /&gt;mi affretto a rispondere, curiosa come sempre.&lt;br /&gt;un numero che non conosco lampeggia impaziente, attende un mio “si”.&lt;br /&gt;pigio il tasto verde con indecisione, porto all’orecchio il telefono con fare sospettoso, mormoro un “pronto” e per un attimo, dall’altra parte il buio.&lt;br /&gt;pochi secondi di silenzio vengono spezzati dall’incertezza di una voce di ragazzo, una voce che rimbomba dentro,&lt;br /&gt;i padiglioni uditivi me la richiamano alla memoria,&lt;br /&gt;una voce già assaporata, già immagazzinata, assaggiata, sfiorata da onde di suono comune.&lt;br /&gt;una voce che appartiene ad un certo “Lorenzo” che, dubbioso o forse solo intimidito, mi da la notizia che fa esaltare il mio cuore che entra ufficialmente in rivoluzione,&lt;br /&gt;la mia ugola trema come la mia mano destra che libera mi mantiene retta in equilibrio,&lt;br /&gt;le gambe giocano a lasciarmi senza appoggio,&lt;br /&gt;nella testa mi urlano le scimmie africane,&lt;br /&gt;il rossore invade un viso che mai come ora si lascia prendere,&lt;br /&gt;un sorriso si allarga muto quasi volesse rimanere per sempre.&lt;br /&gt;LA MIA CHITARRA.&lt;br /&gt;un angelo sconosciuto si è offerto di riportarmi i sogni, serviti su di un piatto di argento.&lt;br /&gt;accetto al volo, do l’indirizzo, mi sovreccito di dolcezza.&lt;br /&gt;faccio un volo fuori la porta coperta da ciò che già avevo indosso, la mia felpa nera della UMM, compagna di ogni occasione.&lt;br /&gt;la mia chitarra torna da me.&lt;br /&gt;torna qui, in queste mani, che pellegrine e stupide l’avevano lasciata sola in preda al cattivo mondo.&lt;br /&gt;ti sto odiando sconosciuto Lorenzo!&lt;br /&gt;stai tenendo il più intimo dei mie oggetti, chissà come e quanto hai guardato le curve di quella bella donna chiamata “chitarra”, MIA chitarra.&lt;br /&gt;possessiva e gelosa.&lt;br /&gt;mi appartiene, nessun’altro puoi passarci le dita come faccio io, nessun’altro puoi sussurrarle le note, nessuno oltre me.&lt;br /&gt;ti sto odiando…nello stesso modo in cui ti adoro per avermi tirato fuori da un incubo: una vita senza sogni.&lt;br /&gt;che ne sai tu, sconosciuto che non sei altro?&lt;br /&gt;che ne sai, di come mi urlano le vene quando suono con lei?&lt;br /&gt;hai mai visto i miei occhi gridare?&lt;br /&gt;no!&lt;br /&gt;eppure qualcosa ti ha spinto qui.&lt;br /&gt;sotto il portico di casa mia.&lt;br /&gt;riportare l’anima al corpo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i minuti passano gravi come il mercurio, le lancette dell’orologio da polso sfidano a duello la mia pazienza,  il freddo di un pomeriggio dal sole che ama nascondersi mi riempie del gelo che provoca l’ombra, lo scalone rassoda le chiappe che da ben trenta minuti aspettano, il mio sguardo localizzato all’angolo della strada dal quale spunterà sicuramente il mio-salvatore-personale&lt;br /&gt;focalizzo incredula una figura, la riconosco, l’inquadro subito, ne faccio mille diapositive tutte uguali... White Noise- batterista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sta zitto cuore, parla te, cervello!&lt;br /&gt;te, che ti spacci esperto, donami le tue arti d’oratore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il mio salvatore personale Lorenzo!&lt;br /&gt;il mio salvatore personale Lorenzo è il batterista dei White Noise.&lt;br /&gt;il mio salvatore personale Lorenzo è il batterista dei White Noise, nonché il tipo che mi fece le radiografie con lo sguardo, che pestò Dario, che si esibì da Dio.&lt;br /&gt;il mio salvatore personale Lorenzo è il batterista dei White Noise, nonché il tipo che mi fece le radiografie con lo sguardo, che pestò Dario, che si esibì da Dio, che ora si offre di riportarmi la mia chitarra!&lt;br /&gt;tutto questo, una sola, unica persona.&lt;br /&gt;tutto questo, una sola, unica persona, una sola unica emozione.&lt;br /&gt;arriva affannando e penzolando, si piega dalle ginocchia come sfiancato da una corsa, alza la mano come fosse interrogato, butta fuori l’aria per cercare la forza di parlare.&lt;br /&gt;resto spettatrice.&lt;br /&gt;fa lo sforzo di reagire, resta a guardarmi come perso chissà dove.&lt;br /&gt;non dice nulla, mi porge la custodia delicatamente, come fosse il re magio che porta l’oro, aggrotta la fronte aspettandosi un segno ricompensa.&lt;br /&gt;mi porge la mano, imbranato più che mai.&lt;br /&gt;l’afferro stringendola , gustandomi lo spettacolo del suo corpo che cambia espressione.&lt;br /&gt;sento le sue dita formicolare, mentre il mio palmo si fa forte dentro il suo.&lt;br /&gt;gli attimi, a volte, durano quanto l’immensità di un ricordo, un disco su cui registrare mille e mille volte.&lt;br /&gt;lascio la sua mano a cui già ero affezionata.&lt;br /&gt;osservo i due nei che colorano la sua guancia sinistra, macchiandola come il caffè nel latte bianco, rendendo unico quel viso spaventato.&lt;br /&gt;abbasso gli occhi come per acciuffare il modo perfetto per rendere giustizia ad un gesto così profondo.&lt;br /&gt;pagherei un pittore per dipingerci adesso.&lt;br /&gt;questa scena, senza alcun senso eppure che esprime valore.&lt;br /&gt;col naso all’insù sussurro svanita un “grazie” opacizzato dal vento.&lt;br /&gt;le sue labbra si schiudono in un “prego” infagottato di vergogna.&lt;br /&gt;banale.&lt;br /&gt;banale.&lt;br /&gt;banale e meraviglioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LORENZO:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che figura di merda!&lt;br /&gt;Un ovvio “grazie”, seguito da un banale “prego” sospirato da una bocca ancora ingorda di aria. Mi volto e, come sono arrivato, cerco di scappare via, visto il silenzio imbarazzante che si è creato. E pensare che mi ero fatto milioni di paranoie sul cosa-dire-cosa-fare, finite poi in polvere, smaterializzate in uno scambio di battute da ufficio postale.&lt;br /&gt;Corro via, sperando che lei cancelli subito il mio ricordo dalla sua testa. Stupido idiota irrazionale che non sono altro. Cancellami, Luna, cancella quello che di me hai visto, io non sono uno stupido ragazzino imbarazzato, cancella quello che adesso pensi di me. Cancella tutto, insomma.&lt;br /&gt;Il cuore mi sta esplodendo, stavolta anche per la fatica di una corsa insensata. Mi fermo, con i polmoni in ricerca d’aria, doloranti, e mi sdraio su una panchina. Mai più fare una cosa del genere! MAI!&lt;br /&gt;Mentre penso a quanto sia stata inutile la corsa ed a quanto sia stato stupido io a pensare che poteva nascere quel qualcosa in più, che sempre mi aspetto e che mai arriva, un leggero trillare mi avvisa del messaggino sul cellulare.&lt;br /&gt;“E’ stato importante, grazie. Uno di quei gesti che non si dimenticano...&lt;br /&gt;...ancora grazie, sconosciuto.&lt;br /&gt;Luna”&lt;br /&gt;Resto sbalordito ed il mio cuore, che già in precedenza stava per scoppiare per la fatica, comincia a pompare “come il batterista di una band di metallo pesante”, come un mio giovane omonimo Lorenzo, Cherubini si intende, in arte Jovanotti, dichiarava con la sua solita “zeppola”.&lt;br /&gt;Luna, ho paura di diventare ridicolo, ma ti rispondo con un:&lt;br /&gt;“Chiamami Lorenzo, altrimenti mi sento un supereroe. Dovere ;)&lt;br /&gt;Lorenzo”&lt;br /&gt;Dovere...e soprattutto piacere.&lt;br /&gt;Accidenti, Lorenzo, sei diventato un licantropo...la Luna ti da alla testa.&lt;br /&gt;Camminando per le vie della città, penso che sarebbe meglio prendere un autobus, altrimenti, ricominciando a correre, oggi rischio un infarto. Cuore, calmati, in fin dei conti ti ha solo ringraziato, niente di che.&lt;br /&gt;Prendo il 68 barrato, quello che porta alla piazzetta vicino casa mia. Salendo, noto che è completamente vuoto. Io, l’autista, ed una canzone. E’ nella mia testa o alla radio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Luna tu parli solamente a chi e' innamorato &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;chissà quante canzoni ti hanno già dedicato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; ma io non sono come gli altri &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;per te ho progetti più importanti, Luna.”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Luna - Gianni Togni&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/401379748165552663-7956896641276482264?l=lunaelorenzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lunaelorenzo.blogspot.com/2010/06/x.html</link><author>noreply@blogger.com (rumorebianco)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-401379748165552663.post-8328650145014132068</guid><pubDate>Tue, 22 Jun 2010 10:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-06-26T13:48:51.975-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">white noise</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lorenzo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">luna</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">rumore bianco</category><title>IX.</title><description>LUNA:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;apro questo sabato pomeriggio all’insegna dei Placebo che insistono su “twenty years”.&lt;br /&gt;musiche che rispecchiano te stessa.&lt;br /&gt;sotto forma di note, una liquefazione di corpo e forza, una miscela esplosiva.&lt;br /&gt;mi guardo allo specchio e non faccio altro che rimandare questa canzone, mi soffermo sui particolari, canto a bassa voce…nessuno può sentire, nessuno può capire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;There are twenty years to go  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;The best of all I hope  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Enjoy the ride  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;The medicine show   &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;That's the end - and that's the start of it  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;That's the whole - and that's the part of it  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;That's the high - and that's the heart of it  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;That's the long - and that's the short of it  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;That's the best - and that's the test in it  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;That's the doubt - the doubt, the trust in it  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;That's the sight - and that's the sound of it  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;That's the gift - and that's the trick in it &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;You're the truth, not I  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;You're the truth, not I&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ci vogliono 20 anni per andare  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il meglio di tutto ciò che spero &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Godersi la corsa  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lo spettacolo della medicina &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quella è la fine – e quello è il suo l'inizio  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quello è il tutto – e quella è una sua parte  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quello è l'alto – e quello è il suo cuore  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quello è il lungo – e quello è il suo corto  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quello è il meglio – e quello è il suo test  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quello è il dubbio – il dubbio, la sua fiducia  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quella è la vista - e quello è il suo suono &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Quello è il regalo - e l'inganno in esso.  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tu sei la verità, non io  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tu sei la verità, non io&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;quelle parole, sono di mie proprietà.&lt;br /&gt;è un bombardamento continuo.&lt;br /&gt;il mio cervello un campo minato.&lt;br /&gt;qui, nulla vuole cambiare.&lt;br /&gt;tutto rimane nella sua fottuta  staticità.&lt;br /&gt;sembra quasi che le mie mani siano bloccate, che siano diventate marmo, marmorea morte per chi non si nutre della più rara follia dell’essere.&lt;br /&gt;a chi posso raccontare che la notte rimango sveglia, ad ascoltare il suono di una chitarra invisibile?&lt;br /&gt;dov’è la mia chitarra?&lt;br /&gt;possesso.&lt;br /&gt;sta diventando la mia malattia questa e so, per certo, che l’unica cura è ritrovarla.&lt;br /&gt;riportare qui il mio sogno sottoforma di strumento.&lt;br /&gt;non può essere sipario, lo spettacolo doveva ancora iniziare, il comico entrante non aveva rinforzato la propria performance sul punto centrale, il pubblico doveva ancora ridere e applaudire e io potevo ancora sperare, sognare più forte fino a sanguinare.&lt;br /&gt;scatti d’ira.&lt;br /&gt;afferro le chiavi del motorino grigio metallizzato che scintilla dal  parcheggio e che aspetta me, una nuova Giovanna D’Arco dei poveri?&lt;br /&gt;no!&lt;br /&gt;solamente Luna Restucci che lotta contro la mondanità dei rifiuti.&lt;br /&gt;do gas al Piaggio, mi divincolo tra le strettoie, supero il traffico, il vento mi stropiccia il viso, ancora più veloce, come se mi stessero rubando la preda…la preda è mia.&lt;br /&gt;scendo burrascosamente, lancio il casco che vola sull’asfalto provocando un semi tonfo fastidiosissimo, forzo la serratura di Scuola, poca resistenza e sono già dentro, l’ho visto fare mille volte a Sady, ormai ci sono abituata anche io.&lt;br /&gt;muovo le gambe come un soldatino di piombo impazzito, ho la fronte imperlata dalle gocce di sudore che genera la paura.&lt;br /&gt;se mi beccano sono fregata.&lt;br /&gt;ecco la sala musica.&lt;br /&gt;ci entro silenziosa.&lt;br /&gt;ecco…ora siamo io e gli spalti.&lt;br /&gt;nessun’altra distanza ci divide.&lt;br /&gt;le mie gambe si bloccano, diventano molli e indecise.&lt;br /&gt;solita contraddizione.&lt;br /&gt;sensazioni in lotta pronte allo sconvolgimento.&lt;br /&gt;mi avvicino allo spalto galeotto che fu spettatore muto di un abbandono.&lt;br /&gt;senza guardare tasto con la mano il fondo, le mie dita fanno il giro, ma ciò che sentono è solo polvere sedimentata e impastata con gli anni.&lt;br /&gt;choc!&lt;br /&gt;resto in piedi.&lt;br /&gt;sono arrivata tardi.&lt;br /&gt;troppo tardi.&lt;br /&gt;l’hanno già portata via.&lt;br /&gt;hanno portato via il mio sogno.&lt;br /&gt;e io, sono rimasta zitta mentre la tela dei desideri veniva derisa e fatta a pezzi.&lt;br /&gt;colpa mia.&lt;br /&gt;solo…colpa mia.&lt;br /&gt;dove sarà la mia chitarra?&lt;br /&gt;dov’è la mia chitarra?&lt;br /&gt;qualcuno sa dirmi, dov’è ho lasciato il mio cuore?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;You're the truth, not I  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;You're the truth, not I&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tu sei la verità, non io  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tu sei la verità, non io&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LORENZO:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono le 16:12. Esattamente nove minuti fa’ Alex è arrivato trafelato a casa mia, lasciandomi la custodia rigida contenente la chitarra e dicendomi di avere fretta. Esattamente cinque minuti fa’ sono uscito di casa con la chitarra e la sua custodia in mano, non prima di aver sbirciato la meraviglia. Ebbene si, la meraviglia, una signora chitarra. Una Stratocaster nera, accompagnata da una tracolla borchiata. Mi sembra di averla già vista...&lt;br /&gt;Sulla custodia, c’è un’enorme L rossa, fatta probabilmente dal proprietario con un nastro adesivo colorato. Di chi potrebbe essere...una Stratocaster nera...una L sulla custodia...una tracolla borchiata....&lt;br /&gt;Solo un tipo di persona indosserebbe una tracolla borchiata, una persona semi-punk occasionale. Oltretutto una ragazza, perché nessun ragazzo penserebbe mai di personalizzare così una custodia rigida, per lo meno non una così vecchia e logora, piuttosto la cambierebbe. L probabilmente sarà l’iniziale del nome o, trattandosi di una ragazza, del nome della persona amata. Un classico. Passiamo ad un qualcosa di matematico:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Semi-punk occasionale + ragazza + L = ?&lt;br /&gt;L’unica ragazza un po’ più punk delle altre era lei, la donna che perseguita ogni mio sogno da un paio di notti a questa parte. L...L come Luna. L come Lorenzo. L come “lascia in pace i miei sogni!” ma anche L come “lascia perdere, una come lei non ti vorrà mai”. Magari fosse una L come “Lascia il cervello a casa, Lorenzo, ed agisci con il cuore”, cosa che a me non riesce mai.&lt;br /&gt;Decido di dare un’altra occhiata alla chitarra e a tutto il resto dell’equipaggiamento. Dietro la tracolla c’è un talloncino, poche parole scritte a penna, in una scrittura frettolosa quanto magnifica:&lt;br /&gt;“In caso di ritrovamento, chiamare al 3........ Luna Restucci”&lt;br /&gt;Senza nemmeno pensarci due volte, prendo il cellulare dalla tasca e compongo il numero. Ho il cuore in gola, forse sentirò la sua voce.&lt;br /&gt;tuuuuuu...tuuuuuu....tuuuuuuu... Mio dio, che paranoia....tuuuuuu....non risponde.....tuuuuuuu....&lt;br /&gt;“Pronto?” - La sua voce....&lt;br /&gt;“Prontoo?” - Che suono fantastico....&lt;br /&gt;“Ehi, c’è nessuno?” - Cavolo, sta parlando con me!!! Pardon, troppo impegnato a sognare!&lt;br /&gt;“Ehm, parlo con...Restucci? Luna Restucci?&lt;br /&gt;“Si, ma chi parla?”&lt;br /&gt;“Ehm, uh...scusa, mi chiamo Lorenzo...Ho trovato una chitarra, penso sia tua! Beh, non è che lo penso, c’è scritto...boh, ho pensato ti servisse...ehm, ecco, l’ha trovata un mio amico a scuola...cioè...”&lt;br /&gt;“La mia chitarra? Wow! Si devo....devo averla dimenticata li, ecco! Senti, mi serve assolutamente, non è che me la puoi portare? Abito in Via Fiorita, al numero 25...ti dispiacereb-”&lt;br /&gt;“MA NO, TRANQUILLA! Sono nelle vicinanze, aspettami, tra un po’ arrivo!”&lt;br /&gt;“Ok, grazie mille, ti aspetto sotto casa. Ciao ciao!”&lt;br /&gt;Bip. Conversazione chiusa. Ed io, che sono nelle vicinanze, ma in quelle dell’altra parte della città, mi metto a correre. Ed il cuore batte, ma non di certo per la fatica di una corsa.&lt;br /&gt;Luna, sto arrivando.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/401379748165552663-8328650145014132068?l=lunaelorenzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lunaelorenzo.blogspot.com/2010/06/ix.html</link><author>noreply@blogger.com (rumorebianco)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-401379748165552663.post-4143787994574151608</guid><pubDate>Thu, 17 Jun 2010 15:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-06-26T13:48:39.093-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">white noise</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lorenzo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">luna</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">rumore bianco</category><title>VIII.</title><description>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LUNA:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;casa di Franco.&lt;br /&gt;un ometto tutto cicca, basso e calvo, col faccione simpatico e la ruga dei quarantacinque che comincia a marcare il territorio.&lt;br /&gt;Un vecchio amico di famiglia, un vecchio conoscente dei miei quando ancora erano fidanzatini, una specie di pseudo-fratello per mio padre, diciamolo, quello con il quale si faceva le canne ai tempi suoi, quello con il quale ascoltava un Celentano assai di moda, il top dei top, il loro top, quel genere d’amico che lo aiutava a rimorchiare le più belle davanti alla disco che gridava i loro tempi sotto gesti ben articolati e fumo leggero che riempiva le sale di atmosfera perfetta, quella che ormai non c’è più, quella che forse noi…quelli di adesso, non conosceremo mai.&lt;br /&gt;e che dire dei cinema all’aperto?&lt;br /&gt;l’appuntamento per eccellenza per quelle tenere coppie che all’interno delle rosse cinquecento passavano la notte scambiandosi la pelle, facendo a cambio di corpo per un po’, colorando di disegni i vetri appannati  dal fiato caldo che coccolava i loro capelli tra qualche stella rubata al cielo e qualche sorriso che non si dimentica.&lt;br /&gt;ecco cosa c’è in ogni sua ruga, ecco cosa c’è in ogni album di foto, ecco cosa c’è tra le calvizie dei giovani che furono.&lt;br /&gt;cena a casa di Franco, uno di quei piccoli eventi a cui non ho mai rinunciato, nemmeno una volta.&lt;br /&gt;Franco, il padre della mia Sady.&lt;br /&gt;Sady e io, l’incarnazione dei nostri padri, il ritorno del loro passato, un post-moderno che stringe il cuore.&lt;br /&gt;aspetto paziente che sia pronto in tavola  con le mani in tasca, fischiettando in tranquillità assoluta, nel soggiorno che ospita un catasto di libri, che spesso hanno saputo tener compagnia anche a me, in accostamenti misti di stili, saltellando con la vista tra la collezione completa di Coelho e qualche best seller di Ken Follet , tra le prelibatezze di Baricco e il brio di Ammaniti, le storie marcate Comencini, le novizie firmate Volo, i misteri di Dan Brown e le poetiche di Garcìa Lorca e poi le raccolte dei pensieri di Fidel Castro…le mie dita ballano al ritmo di letteratura, passano da una copertina all’altra, senza stancarsi.&lt;br /&gt;Il naso si inebria allo scoccare di ogni pagina e dell’odore tipico che ogni libro emana, se un uomo avesse addosso il profumo di un libro, mi ci innamorerei senza chiedere altro, lasciando tutto all’olfatto, curandomi solo del mio fiuto soddisfatto.&lt;br /&gt;scivola sul palmo della mano&lt;br /&gt;“Na margem do rio piedra eu sentei e chorei”&lt;br /&gt;“Sulle sponde del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto”&lt;br /&gt;uno dei miei preferiti, tra tutti i bellissimi di Coelho.&lt;br /&gt;sfoglio le pagine in preda all’euforia, mangiata e fatta a pezzi dai ricordi che tagliano dentro e bruciano, che colpiscono lì, dove sei vulnerabile, che lesionano la parte lasciata dormire in ogni tuo giorno, pesco delle sottolineature che riconosco, le feci io, mentre leggevo con Sady un sacco di tempo fa, le feci con la mia matita verde portafortuna, le feci con leggerezza, come se stessi graffiano un tesoro, come se stessi deturpando un gioiello della sua brillantezza…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“so che l’amore è come le dighe: se lasci una breccia dove possa infiltrarsi un filo d’acqua, a poco a poco, questo fa saltare le barriere.&lt;br /&gt;E’ arriva un momento in cui nessuno riesce più a controllare la forza della corrente.&lt;br /&gt;Se le barriere crollano, l’amore si impossessa di tutto.&lt;br /&gt;E non importa più ciò che è possibile o impossibile, non importa se possiamo continuare ad avere la persona amata accanto a noi: amare significa perdere il controllo”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;una voce interrompe quello stato che mi vede tra sogno e realtà, tra ricordo e presente, tra quella che ero e quella che non vorrei diventare.&lt;br /&gt;Sady urla a squarcia gola che è pronta la cena, abbandono i miei pensieri in quei vecchi ripostigli, piego la pagina e chiudo il libro con delicatezza, lo ripongo nella sua casa, nello spazio lasciato vuoto nella libreria di mogano elegante.&lt;br /&gt;mi pizzico il viso con energia, mi sveglio non volendo da quel sonno meraviglioso.&lt;br /&gt;un ultimo sguardo a quelle parole che sembrano aleggiare nell’aria, spengo la luce…spengo me.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LORENZO:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“La domenica mattina voglio stare nel mio letto &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;necessaria un’aspirina per non diventare matto &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;faccio un giro nel giardino &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;lei mi dice: “senti un po’.. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;questa notte è stato bello” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;non ricordo, non lo so &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E non capisco perché &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;non mi ricordo di te &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;probabilmente non stavo troppo bene &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ma nella mente lo so che l’ho già vista però &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;quel giorno devo avere esagerato un po’ “&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Matrioska - “La Domenica mattina”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco un’altra Domenica. Un giorno di riposo...per chi non è stato sospeso. Per me è solo un giorno come tutti gli altri.&lt;br /&gt;Mi alzo quando la sveglia segna ormai le undici passate. Dopo l’incubo di stanotte, sono ancora un po’ assonnato, ma non importa, non ho voglia di stare a letto.&lt;br /&gt;Il mio cellulare riposa sul comodino, in attesa che io lo risvegli con il tasto di accensione. Dopo il simpatico suono che mi avverte della avvenuta accensione, cominciano ad arrivarmi SMS a raffica. Lo lascio squillare fino a quando non si ferma da solo, altrimenti rischio di impallarlo. Scopro, infine, che i messagini arrivati durante la notte sono almeno quindici. Senza contare le varie chiamate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Uè bello, ci becchiamo alle nove e mezza sotto casa mia. HASTA”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ohi, ma vieni o no?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ci hai dato buca, merdaccia!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma ci sei?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ci stai facendo preoccupare”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Forse dormi, fatti sentire appena esci dal coma!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono quasi tutti di Alex, più qualche altro sms che mi avverte delle chiamate degli altri.&lt;br /&gt;Mi sono appena svegliato e mi sento stanco. Di dormire, purtroppo, non se ne parla. Non ci riesco. Sono fatto così, una volta sveglio non posso proprio rimettermi a dormire.&lt;br /&gt;Metto in moto il cervello, mentre mi stiracchio per benino. Penso subito che è meglio far sapere ad Alex che sono vivo, uno squillo basterà. Quando allo squillo mi risponde con una chiamata, sono stranito. Schiarisco la voce e rispondo, con una strana, ma reale, allegria&lt;br /&gt;“Dica dica!” - “Ohi, sei vivo allora? Che è sto dica dica?” - La voce di Alex, che voleva essere arrabbiata, non riesce a non farsi prendere alla sprovvista da una mia risposta che, per quanto ridicola, l’ha fatto ridere. Ed è proprio quello di cui anche io ho bisogno, ridere, perché, molto spesso, piuttosto che piangersi addosso per una vita che sembra cadere in pezzi, possibile contratto a parte, preferisco affrontare il tutto con un bel sorriso. Infatti, continuo a scherzare, con battute un po’ idiote - “Preferivi un tuca tuca?” - “Che cazzo hai stamattina? Hai fumato, o cosa?!?” - é sempre così tra me e lui. Io sparo cazzate, lui resta stranito. Dopo un po’, spesso, ci diamo il cambio.&lt;br /&gt;“Mamma mia che la fai tragica” - riprendo io - “è solo l’euforia del mattino!” - “Ehm...sssse. Ascolta piuttosto, un paio di giorni fa’ qualcuno ha lasciato una chitarra in sala prove una chitarra. Siccome non hai una mazza da fare in questi giorni, ho un compito per te. Trova il proprietario e consegnagliela. Chiaro?” - “Roger! Portamela alle 4, oggi pomeriggio.” - “Buona fortuna, 007.” - “Grazie capo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiudo la conversazione con un click.&lt;br /&gt;Una nuova missione per me, lo 007 della musica.&lt;br /&gt;A chi apparterrà la chitarra misteriosa?&lt;br /&gt;Mi rendo conto di quanto sia ridicolo affidare a me, che conosco meno di un quarto della gente che frequenta la nostra scuola, il compito di ritrovare uno sfortunato chitarrista smemorato. Ma Alex sa cosa sta facendo, se pensa che io sia la persona giusta, bene, lo sarò. Piccolo chitarrista sfigato/smemorato/sfortunato, sto arrivando!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/401379748165552663-4143787994574151608?l=lunaelorenzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lunaelorenzo.blogspot.com/2010/06/viii.html</link><author>noreply@blogger.com (rumorebianco)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-401379748165552663.post-5756803912933376743</guid><pubDate>Sun, 13 Jun 2010 16:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-06-26T13:48:26.707-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">white noise</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lorenzo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">luna</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">rumore bianco</category><title>VII.</title><description>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LUNA:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;come ogni mattina in un ormai noto replay, scendo dal pullman e mi accingo ad entrare nell’imponente scuola che da dietro il blu del suo cancello mi attende ancora spenta e addormentata.&lt;br /&gt;nell’androne vecchio stile, con il faccione diplomatico di Mazzini che osserva azzittito il via vai ancora spezzato, riconosco uno zaino…tempestato di tendenza Emo.&lt;br /&gt;Dario!&lt;br /&gt;quello è Dario.&lt;br /&gt;lo riconosco con poco ormai, ho l’occhio allenato e sensibile alla sua vista.&lt;br /&gt;ma che sta facendo?&lt;br /&gt;mi sporgo curiosa, dal sottoscala poco illuminato riconosco l’altra sagoma che gli tiene compagnia e…che compagnia.&lt;br /&gt;Sofia…Sofia Staltari.&lt;br /&gt;la ragazza più troia che i miei sensi hanno potuto incontrare.&lt;br /&gt;resto impassibile, muta.&lt;br /&gt;il mio cervello fa contatto con le mani che impazzite e impazienti stringono la carne sulle braccia quasi per fermarle, la mia lingua è un groviglio che emette solo strozzati suoni simili a mugugni di dispiacere.&lt;br /&gt;si baciano!&lt;br /&gt;hanno le labbra avvinghiate, loro due.&lt;br /&gt;le mani di lui, scivolano lungo il corpo di lei, che sedotta e stupida si lascia trascinare in quelle terre che avrei voluto mie.&lt;br /&gt;affonda le mani nei suoi capelli, più ingorda che mai del suo odore meraviglioso, ogni tanto fanno pausa- respiro e con occhiate di fuoco ridanno vie alle danze, di gesti veloci e baci caldissimi all’insegna della mia faccia stupita e cupa, che assorbita e inerte si lascia andare in sconvolgimento di gelosia che regna sovrana nel mio cervello fulminando la ragione.&lt;br /&gt;la spinge contro il muro con forza, ne fa ciò che vuole, senza rispetto, senza sentimento.&lt;br /&gt;soddisfa il basso ventre e la sua faccia si inceppa incerta, quando gli occhi mirano la povera vittima!&lt;br /&gt;me!&lt;br /&gt;ahimè!&lt;br /&gt;sorride compiaciuto.&lt;br /&gt;il suo ego raggiunge l’orgasmo, vedendo me atterrita, quasi in lacrime, seconda sconfitta, seconda debolezza.&lt;br /&gt;scappo via imbarazzata!&lt;br /&gt;non so fare altro che scappare, mi viene facile, diretto.&lt;br /&gt;scappo dalla mia vita, scappo da Dario, scappo dai sogni, da me stessa…scappo.&lt;br /&gt;il suo sorriso raggiunge l’udito, spiazzando anche il muro del suono.&lt;br /&gt;nervi!&lt;br /&gt;mi rifugio in classe, ormai al completo.&lt;br /&gt;lancio lo zaino, che colpisce diretto il mio banco, un missile, un siluro.&lt;br /&gt;Sady mi guarda scioccata, capisce.&lt;br /&gt;voglia d’evadere.&lt;br /&gt;faccio mio il corridoio, lancio calci alla porta del bagno, provocando solo un tonfo inutile.&lt;br /&gt;prendo a piene mani l’acqua gelata che mi colpisce in viso, svegliandomi.&lt;br /&gt;Dario non è mai stato tuo.&lt;br /&gt;non sentirtene proprietaria.&lt;br /&gt;è la mia coscienza che parla, che tiene i miei piedi ben incollati all’asfalto,&lt;br /&gt;stanchezza.&lt;br /&gt;ricado a terra, testa tra le mani.&lt;br /&gt;resto li, un po’ persa un po’ consapevole.&lt;br /&gt;mi rialzo.&lt;br /&gt;a stento, mi avvio verso la classe.&lt;br /&gt;passo dalla bacheca, mi fermo ma già so.&lt;br /&gt;dentro me aleggia già la strana sensazione.&lt;br /&gt;afferro il foglio dei Cut.&lt;br /&gt;chiudo gli occhi.&lt;br /&gt;stringo forte.&lt;br /&gt;apro gli occhi.&lt;br /&gt;butto giù un sospiro.&lt;br /&gt;la nuova chitarrista è: Sofia Staltari!&lt;br /&gt;IRA!&lt;br /&gt;ora capisco tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non sono come voi.&lt;br /&gt;non lo sarò mai.&lt;br /&gt;meglio interrotta ma pura.&lt;br /&gt;non mi vendo ne m’affitto.&lt;br /&gt;prendere o lasciare.&lt;br /&gt;non sono come voi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ci han concesso solo una vita, soddisfatti o no, qua non rimborsano mai e i  calendari a chiedersi se stiamo prendendo abbastanza!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;se per ogni sbaglio avessi mille lire, che vecchiaia che passerei.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;strade troppe strette e diritte per chi vuol cambiar rotta oppure sdraiarsi un po’, che andare va bene, però, a volte serve un motivo…un motivo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;certi giorni ci chiediamo è tutto qui?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; e la risposta è sempre si!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;non è tempo per noi, che non ci svegliamo mai, abbiam sogni, però, troppi grandi e belli sai,  belli o brutti abbiam facce che però non cambian mai, non è tempo per noi, e forse non lo sarà mai.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;se un bel giorno passi di qua, lasciati amare e poi scordati svelto di me!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;dicono che noi ci stiamo buttando via! ma siam bravi a raccoglierci!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;non è tempo per noi e forse…non lo sarà mai.   &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ligabue_ non è tempo per noi)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LORENZO:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Corro. In un cerchio infinito. Mia madre-Luna-mio padre-Luna-il preside-Luna-Alex-Luna-Dario-Luna. Poi mi fermo, attendo che il mondo intorno a me completi la trasformazione. Diventa tutto nero, mentre poco a poco un leggero zoom-out mi permette di notare che il cerchio non è altro che un occhio, affiancato dal suo gemello. Due occhi, neri come la notte quando le stelle sono via per una gita. Ed io corro, corro, corro. Percorro i circoli oculare come a formare il segno dell’infinito. Infinito come il nero che mi circonda. Sono nella mia stanza, adesso. Mi alzo dal letto e vado verso la porta. E’ chiusa. Cerco la chiave ma non la trovo, non importa quanta foga io ci possa mettere. E’ scomparsa. Forse è dall’altra parte della porta, intenta a tenermi chiuso dentro e fuori allo stesso tempo. Guardo nella toppa, sbircio come i bambini curiosi davanti alle novità dei grandi, ma tutto ciò che trovo è un occhio. Ancora nero. Ho paura, comincio a trasformare i miei pensieri in azioni. Grido, urlo, sbraito, prendo a calci la porta. Niente. La testa mi scoppia, un dolore lancinante. E’ di nuovo buio.&lt;br /&gt;Mi sveglio di soprassalto. La sveglia di fronte a me segna le tre del mattino più una manciata di minuti. Per chi crede, l’incubo potrebbe essere il diavolo che ha scelto il mio corpo per essere rappresentato in terra, vista l’ora. Ma per chi non crede, come me d’altronde, questo è solo l’epilogo della mia giornata. Troppi i pensieri avuti, troppo strani i sogni.&lt;br /&gt;Avrei voglia di riaddormentarmi, ma il mio corpo non risponde ai comandi. Capita spesso ultimamente. Sbronzo di libertà, malato di vita e fottutamente felice di sapere che so menare le mani. Sarò pazzo? Mah, potrebbe anche darsi. E vi dirò una cosa, gente. Mi piace.&lt;br /&gt;Potreste prendermi come un delinquente, un poco di buono, un rifiuto della società medio-alta, un’artista innaturale di un impressionismo cronico guidato alla pazzia dal rifiuto totale di tutto ciò che il mondo può darmi, musica a parte.&lt;br /&gt;Ho sonno, buonanotte mondo. Dormi nella tua tranquillità, falsa ed ipocrita. Torna al tuo teatro, piccolo attore senza significato. Ricordare che nella vita sei insignificante, una formichina di passaggio nella storia del nulla. Potrai suonare, scrivere, recitare, ballare e persino fare politica. Ma resti sempre uno dei tanti. La tua vita, un passaggio. Dal punto A al punto B, senza fermate, treno diretto. Il binario di una vita che non lascia tracce, nemmeno a volerlo.&lt;br /&gt;L’arte sarà per sempre, ma siamo sicuri di voler essere ricordati perché abbiamo fatto questo o quello? A nessuno interessa, vedendo Guernica, sapere chi era Picasso. Usufruitori della nostra arte, intima, privata. Chi siete voi, popoli delle masse, per capire cosa ho dentro?&lt;br /&gt;Io creo il mio destino, non in funzione alle masse, ma in funzione a me stesso.&lt;br /&gt;Mi stupisco di me stesso. Come posso parlare così, io che intendo vivere di musica?&lt;br /&gt;Uno dei miei tantissimi controsensi, l’incoerenza, pane per i miei denti. Parte di me.&lt;br /&gt;Sono il concetto di incoerenza in un avatar di comodo. Non sono incoerente, sono incoerenza.&lt;br /&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/401379748165552663-5756803912933376743?l=lunaelorenzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lunaelorenzo.blogspot.com/2010/06/vii.html</link><author>noreply@blogger.com (rumorebianco)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-401379748165552663.post-5592021654551929432</guid><pubDate>Tue, 08 Jun 2010 09:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-06-26T13:48:13.017-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">white noise</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lorenzo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">luna</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">rumore bianco</category><title>VI.</title><description>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LUNA:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritorno al covo.&lt;br /&gt;La mia stanza.&lt;br /&gt;La mia camera con vista sul deserto.&lt;br /&gt;Mi accartoccio  candidamente a contatto con le lenzuola che si portano dietro il fresco dell’ammorbidente alla lavanda.&lt;br /&gt;faccio vagare lo sguardo tra le mille poesie appese al muro, il grande striscione del “che” Guevara mi guarda, stranito oggi, aldilà della sua barba comunista e del rosso del suo cuore e poi le foto appese al muro, in disposizione perfetta, che formano quel tagliente angolo di ricordi accumulati dietro strati di polvere accatastata…quelle foto, delle vacanze al mare, dei miei piedi dentro la sabbia, protetti, gli attimi delle gite scolastiche, delle serate con Sady, dei piccoli viaggi per vedere un concerto, le foto delle manifestazioni, di me, che portavo avanti idee e le cullavo dentro il petto.&lt;br /&gt;bum bum…&lt;br /&gt;torna il solito fastidio.&lt;br /&gt;quel demonietto che mi spinge fuori la porta, che mi dirige  lì dove ho lasciato la chitarra.&lt;br /&gt;la mia chitarra.&lt;br /&gt;no!&lt;br /&gt;io non ci torno a prenderla!&lt;br /&gt;sbotto e mi ritrovo in piedi, cammino  scalza per casa, sentendo il freddo del parquet invecchiato nel tempo;&lt;br /&gt;attraverso il grande salone da pranzo di questa casa borghese, la mia casa borghese, sotto un telo bianco giace immobile il vecchio pianoforte a coda…da piccola chiedevo sempre a mio padre di suonarlo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;suonalo per me papà!&lt;br /&gt;ancora una volta!&lt;br /&gt;ancora, ancora, ancora!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tra quei tasti ,quegli 88 tasti, quella mescolanza di bianchi e neri, quella scacchiera ordinata e nobile, quel su e giù di armonia, tra quel piano piano  forte forte  veloce, lento, veloce, lento, c’è la mia vita di un tempo, la vita che loro vorrebbero per me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-    Dottoressa Restucci in chirurgia prego&lt;br /&gt;RIPETO.&lt;br /&gt;Dottoressa Restucci in chirurgia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;questo “contaminatio” di pensieri, di visioni di me nel domani, non occupano abbastanza spazio vitale per oscurare Dario e tutto quello che i suoi gesti raccontano, le sue parole che graffiano il corpicino esile mandato al tappeto da una scarica violentissima di pugni virtuali allo stomaco, che richiude nella sua morsa le aspirazioni, stringendo fino a farmi soffocare.&lt;br /&gt;che assurdità.&lt;br /&gt;svaniscono dietro tende d’infinito le mie convinzioni di ieri, resta il coerente e puntuale “amaro in bocca” che brucia come caffè bollente, tossico per topi suicidi.&lt;br /&gt;è bastato Dario per far crollare i miei castelli di sabbia, con un poco di vento è caduto giù l’impero!&lt;br /&gt;cambio pelle, muta.&lt;br /&gt;striscio cambiando involucro d’ossa.&lt;br /&gt;libri, studio, san “carlismo” estremo.&lt;br /&gt;il mio momento è concluso, me lo sono giocato d’azzardo, lanciando e rilanciando botte troppo alte.&lt;br /&gt;a tasche vuote…son rimasta.&lt;br /&gt;ci vorrebbe un miracolo.&lt;br /&gt;un fulmine.&lt;br /&gt;un cataclisma.&lt;br /&gt;una congiura contro il destino.&lt;br /&gt;un santo, un uomo, un martire, qualcuno che mi lanci una corda talmente resistente dal salvarmi dal precipizio di una vita comune, della mortale monotonia, di cui so già che diventerò schiava.&lt;br /&gt;triste e infelice nei miei vestiti firmati.&lt;br /&gt;ti prego Dio del suono inviamo un angelo!&lt;br /&gt;appello disperato!!!&lt;br /&gt;Luna alla deriva…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LORENZO:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Casa dolce casa, finalmente!&lt;br /&gt;Con una buona notizia sulle spalle, mi accingo ad aprire il portone, quello che da piccolo mi sembrava enorme e che adesso non è nient’altro che una semplice porta.&lt;br /&gt;Appena messo piede dentro casa, mi appare mia madre. E’ rossa in viso e sembra molto arrabbiata, mentre legge un libro seduta sulla poltrona del salotto. Appena mi vede, mi fulmina con lo sguardo. Con una falsa tranquillità, le rivolgo un saluto e tento la fuga verso la mia camera. “Non così in fretta, Lorenzo!” - mi dice, quasi esplodendo per la rabbia - “Che c’è ma’?” - “Che cosa hai combinato oggi a scuola? Il preside mi ha chiamata per dirmi che ti hanno sospeso! Che vergogna, nella nostra famiglia MAI una vergogna simile!” - “Ma’, stai calma, posso spiegarti tut-...” - “CALMA UN CORNO! Dimmi che cosa hai fatto, disgraziato! Oh, ma lascia che arrivi tuo padre, e vedrai! In riformatorio ti mando stavolta! IN RIFORMATORIO!” - in questo momento la vedo arrabbiata come mai, ma i suoi discorsi  nella mia mente ricorrono come parole futili, oltre che inutili, e mi arrabbio a mia volta. Odio quando non mi lasciano parlare - “Ecco, lo vedi, sei sempre pronta a giudicare, tu! Ma ti sei chiesta il perché? Ti sei chiesta se la colpa è mia! NO! PER VOI QUELLO CHE PENSO NON CONTA MAI NIENTE! Voi avete vissuto il ‘68, avete combattuto per quello in cui credevate! ED IO?!? Dovrei forse lasciare che uno stupido bullo si faccia il forte sbeffeggiando una ragazza ed i suoi sentimenti? O dovrei prenderle e porgere l’altra guancia?!? Senza dubbio io ho sbagliato, ma mettetevi nei miei panni! TUTTI SBAGLIANO! Migliaia di volte sbagliate anche voi e non ve ne rendete conto! Sono STANCO di essere trattato ancora come un BAMBINO! Fatemi sbagliare, sbagliando si impara!” - sono quasi senza voce, sto urlando come mai mi era capitato, ma mia madre approfitta del mio prendere fiato - “Se ti sgrido è perché stai scegliendo il modo sbagliato di agire! E’ vero, sbagliando si impara, ma se nessuno ti fa notare che hai sbagliato tu continui a pensare di essere nel giusto! Dici di voler essere trattato come un adulto? BENE, COMPORTATI DA TALE!” - lei si è calmata, ma io rischio di esplodere, quindi senza aggiungere altro, corro in camera mia. Non ho voglia di litigare, ho capito di aver sbagliato metodo, ma era troppo ingiusto secondo me.&lt;br /&gt;Un cartello davanti alla porta della mia camera dice “KEEP OUT”, state fuori. Appunto, mamma, papà, statene fuori. Ho fatto, forse, una stronzata, ma chi può vantare di non averne mai fatte?&lt;br /&gt;Entro in camera mia, il mio regno. Brandon Lee mi saluta da un poster, mentre dietro le mie spalle il poster di “V per Vendetta” accompagna la chiusura della mia porta. Mi getto sul letto, sperando di isolarmi per un po’ dal mondo, e mi metto a fissare il vuoto, pensando a quella data. 25 Ottobre, sei giorni prima del mio compleanno. Arriveranno i miei diciotto anni, e spero che il regalo sia un contratto discografico. Alex mi ha detto, prima di andare via, che intanto gli manderanno commenti sulle canzoni via e-mail, chiedendoci di migliorare qualcosa prima del provino.&lt;br /&gt;In questo vortice di pensieri, comincio ad intravedere degli occhi neri. Eccola, ancora. Non mi perseguitare, ti prego.&lt;br /&gt;Numero 1: Ad una come te non potrò mai piacere;&lt;br /&gt;Numero 2: A te, nonostante tutto, verrà difficile dimenticare Dario;&lt;br /&gt;Numero 3: Probabilmente, non sai nemmeno della mia esistenza;&lt;br /&gt;Esci dalla mia testa, piccola Luna, é ora di tramontare. Tuffati nel mare della mia memoria e sparisci.&lt;br /&gt;Tu ed io insieme, una mia stupida fantasia. E’ utopia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/401379748165552663-5592021654551929432?l=lunaelorenzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lunaelorenzo.blogspot.com/2010/06/luna-ritorno-al-covo.html</link><author>noreply@blogger.com (rumorebianco)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-401379748165552663.post-7793838559783619711</guid><pubDate>Sun, 06 Jun 2010 19:44:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-06-26T13:47:57.996-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">white noise</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lorenzo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">luna</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">rumore bianco</category><title>V.</title><description>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LUNA:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;esco di casa protetta dalla mia lanosa sciarpa rigorosamente nera.&lt;br /&gt;mi proteggo dal freddo e mi proteggo dal mondo.&lt;br /&gt;ad aspettarmi c’è sempre lui, Roberto.&lt;br /&gt;E’ più contento del solito oggi, mi stampa un bacio sulle labbra e sorride senza dire una parola, contraccambio questo affetto non voluto con uno sforzatissimo e insipido “ciao” svogliato e disinteressato.&lt;br /&gt;lo rendo felice.&lt;br /&gt;sceglierebbe di stare con la versione del mio umore più apatico e antipatico, pur di stare con me.&lt;br /&gt;passeggiamo per le vie dell’ampio corso, già illuminato degli addobbi natalizi, nonostante sia solo Novembre;&lt;br /&gt;mi prende la mano, mi osserva.&lt;br /&gt;mi fingo tranquilla e presente, guardando le vetrine e tentando un commento per ogni capo o oggetto esposto.&lt;br /&gt;brava attrice? no…non credo.&lt;br /&gt;bravo lui a sopportarmi? si, molto più probabile.&lt;br /&gt;del mio fallimento artistico non ne sa niente, e del mio fallimento passionale ne sa ancora meno.&lt;br /&gt;odio mostrarmi debole;&lt;br /&gt;odio quando le mie debolezze mi sovrastano, facendomi venire voglia di piangere davanti alle persone, ma io non piangerò, preferisco reprimere il tutto e patire in silenzio.&lt;br /&gt;so benissimo che ogni volta che lo scanso, che lo evito, che lo tratto come fosse l’ultima ruota del carro ci soffre da morire, ma so anche che non dirà mai niente, che resterà ancorato alla speranza, che le sue fragilità le nasconderà dietro un pianto da uomo-bambino quale è.&lt;br /&gt;entriamo in un negozio, vuole provarsi una camicia.&lt;br /&gt;girovago tra i capi maschili ben ordinati, appesi con dignità.&lt;br /&gt;sceglie un paio di roba e scompare dietro al camerino.&lt;br /&gt;continuo il mio giro, e dalla radio sento partire… “cade la pioggia” dei Negramaro.&lt;br /&gt;ultimamente questa canzone mi perseguita, per quanto bella essa sia, mi provoca un dolore pazzesco sentirla e non so perché, eppure quando c’è la possibilità di ascoltarla lo faccio, diventando anche parecchio triste…e non sapendone il motivo, anche leggermente intontita.&lt;br /&gt;scorrono le parole come un fiume lento, mi ci perdo.&lt;br /&gt;ecco che ritornano quei pensieri li.&lt;br /&gt;di quel ragazzo…il ragazzo della batteria.&lt;br /&gt;un paio di giorni fa, mentre aspettavo seduta sulla panchina storica dei miei 18 anni l’arrivo di Sady e Andrea sempre in ritardo, mi accorsi che nel piccolo pub adiacente alla piazzetta, seduto su quelle tavolozze di legno che fanno da posto a sedere, c’era proprio lui… quanto era buffo.&lt;br /&gt;mi soffermai a guardalo…intensamente.&lt;br /&gt;tamburellava un motivetto con le mani picchiettando simpaticamente sul tavolo, una canzone sconosciuta,molto probabilmente roba scritta da lui, sorrideva, poi cambiava canzone e cambiava espressione, una sorta di Jukebox umano.&lt;br /&gt;poi ha preso a cantare quella canzone li…quella li, di…di Rino Gaetano, credo.&lt;br /&gt;strana canzone, che faceva più o meno così:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“a te che non sopporti la pazienza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;o abbandonarti alla più sfrenata continenza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;a te che hai progettato un antifurto sicuro,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;a te che lotti sempre contro il muro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e quando la tua mente prende il volo t’accorgi che sei rimasto solo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;a te che ascolti il mio disco forse sorridendo,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;giuro che la stessa rabbia sto vivendo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;siamo sulla stessa barca io e te&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ti ti ti ti ti ti ti ti ti ti ti”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;canta con rabbia e sentimento.&lt;br /&gt;abbandona la ragione.&lt;br /&gt;si lascia andare e inconsapevolmente porta via anche me.&lt;br /&gt;sorrido anche io, seguendo lui.&lt;br /&gt;mi sento quasi ridicola.&lt;br /&gt;un doppio flashback si accende nelle camere buie della mia testa,&lt;br /&gt;immagino Lui…quanto suona bene questo L-U-I&lt;br /&gt;immagino me…&lt;br /&gt;ma, cosa ancora più strana, immagino noi.&lt;br /&gt;NOI.&lt;br /&gt;N-O-I&lt;br /&gt;mi attraversa uno di quei dolci brividi sconosciuti, spaventosi forse.&lt;br /&gt;non riesco a smettere, mantengo il mio sorriso ebete e perso in mondi di cui non so la strada.&lt;br /&gt;mi alzo di scatto, seguendo l’istinto.&lt;br /&gt;mi avvicino al tavolo, facendo finta di dover sbirciare dall’angolo , facendo la vaga…&lt;br /&gt;alza gli occhi e mi vede, blocca la melodia, fa una faccia più atterrita che mai…&lt;br /&gt;credo di aver disturbato.&lt;br /&gt;l’istinto si stoppa, e ritorno composta.&lt;br /&gt;lo lascio nella sua penisola e, io torno nella mia…isola.&lt;br /&gt;chissà che tipo è, chissà se è uno di quelli che non conosce il vero amore, uno di quelli che si lascia infastidire dalle situazioni, che non si lascia andare e finge come tutti gli altri, di stare bene.&lt;br /&gt;chissà se è un po’ come me…chissà.&lt;br /&gt;mi sento un manichino a cui sta stretto il vestito.&lt;br /&gt;ma quegli occhi vorranno dirmi qualche cosa, ne sono certa.&lt;br /&gt;mi è rimasto dentro, mi è rimasta dentro quell’immagine di lui,&lt;br /&gt;una di quelle scene che rivedi mille volte a rallentatore dentro di te,&lt;br /&gt;una di quelle facce, la sua, che ti ricordi pure dopo anni.&lt;br /&gt;una di quelle volte che mentre va via in macchina, guardi dallo specchietto lui che resta li, facendosi sempre più lontano e piccolo, un puntino.&lt;br /&gt;la sua voce mi destabilizza.&lt;br /&gt;paura di star bene.&lt;br /&gt;ecco!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non posso pensare tutto questo.&lt;br /&gt;c’è Roberto.&lt;br /&gt;ma lasciatemi sognare.&lt;br /&gt;sognare si, sognare è legittimo.&lt;br /&gt;sognare non ha mai disturbato nessuno.&lt;br /&gt;al cuore non puoi dettare leggi.&lt;br /&gt;cuore?&lt;br /&gt;che discorso stupido il mio.&lt;br /&gt;è stato solo un attimo.&lt;br /&gt;destabilizzante però.&lt;br /&gt;mi ispira.&lt;br /&gt;quella sagoma d’uomo, mi ispira.&lt;br /&gt;ma è stupido anche questo…non devo pensarlo.&lt;br /&gt;rovinerei tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mi sveglio dal quel girovago sentimento,&lt;br /&gt;Roberto certa di attirare la mia attenzione, fingo di non sentirlo.&lt;br /&gt;rimango pallida e sorridente ancora…&lt;br /&gt;se solo sapesse che l’ho pensato così forte…&lt;br /&gt;e Dario?&lt;br /&gt;non ha lasciato traccia dentro di me?&lt;br /&gt;possibile?!&lt;br /&gt;vorrei poter capire me stessa…&lt;br /&gt;come posso sperare di capire le ragioni di un universo intero se prima….non so cosa io, voglia fare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dimmi a che serve restare&lt;br /&gt;lontano, in silenzio a guardare&lt;br /&gt;la nostra passione che muore in un angolo e…&lt;br /&gt;non sa di noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la mia pelle è carta bianca per il tuo racconto…ma scrivi tu la fine, io sono pronto!!!!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LORENZO:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi ritrovo a passeggiare, come al solito quando voglio stare un po’ per conto mio, per i vicoletti della città.&lt;br /&gt;Mi piace guardare la gente, osservare ogni minimo movimento quotidiano e poi immaginarmi mentre mi cimento in esso. &lt;br /&gt;Non è stata proprio quel che si direbbe una bella giornata, anzi, ma mi sento sereno. Molto sereno.&lt;br /&gt;Forse troppo, vista la mia situazione. Sono stato sospeso per una settimana da scuola, il mio gruppo non potrà più suonare li a causa mia e per di più rischio che Dario voglia vendicarsi. E, purtroppo, quando quel tipo vuole vendicarsi, fa le cose in grande. &lt;br /&gt;Poi, se ci ripenso, non ricordo nemmeno più il perché ho picchiato Dario. Perché aveva spezzato il cuore ad una ragazza umiliandola in pubblico? Capirai, per lui è questione di routine, ordinaria amministrazione. Eppure stavolta io ho reagito così, quasi come se un torto l’avesse fatto a me, anziché alla povera malcapitata.&lt;br /&gt;Certo, volevo restituirgli il favore di stamattina, ma non senza un motivo valido, non pensavo di essere al suo livello.&lt;br /&gt;Non faccio certe cose solo per il mio divertimento, le faccio se ho una motivazione per la quale ne valga la pena.&lt;br /&gt;Sarà stato anche il fatto che la malcapitata di questa volta era la ragazza-dagli-occhi-neri, al secolo Luna.&lt;br /&gt;Luna Restucci.&lt;br /&gt;Luna Restucci ed i suoi magnifici, stupendi, fantasmagorici occhi neri. Profondi come la notte, brillanti come una lucciola al buio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre mi perdo nel pensare a quegli occhi, sento una melodia dolcissima che riconosco.&lt;br /&gt;Sono le dolci note di Claire de Lune, di Debussy.&lt;br /&gt;La stessa melodia che ho come suoneria per il cellulare.&lt;br /&gt;Ehi, un momento, quello che suona E’ il mio cellulare!&lt;br /&gt; Lo cerco in tutta fretta nelle tasche dei jeans, ricordando solo dopo che è nella tasca interna del giubbotto.&lt;br /&gt;“Ehilà, bello!” - la voce di Alex dall’altra parte del filo risuona più allegra del solito - “Bella Alex, dimmi!” - “Niente, mi chiedevo se ti andava di fare un giro, non ho nessuna voglia di studiare!” - “Come al solito, eh? Vabbè, dai, ci vediamo al Moon Walker tra 10 minuti, ok?” - “Ooooooook!!! Su con la vita però, devo darti una notizia bomba!” - “Non vedo l’ora, bello! Ciao ciao Alex!” - chiudo la conversazione sospirando, e rimetto il telefono nel suo vecchio nido, la tasca interna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi incammino per il Moon Walker e in cinque minuti, tra un pensiero e l’altro, sono li. &lt;br /&gt;Il Moon Walker è un locale pomeridiano niente male. In principio nacque come bar, per poi diventare anche rosticceria. E’ enorme, di forma circolare, con tantissimi tavoli che sembrano nascere direttamente dal pavimento e con le pareti decorate con migliaia di stelle. Sembra davvero di stare sulla luna. &lt;br /&gt;Luna. &lt;br /&gt;Basta Luna! &lt;br /&gt;Esci dalla mia testa! &lt;br /&gt;Come al solito in ritardo, arriva Alex. Si siede e mi sorride, fremendo come solo lui sa fare. Ordiniamo due caffè e due paste alla cameriera ammiccante. Ammicca ad Alex, non a me. Capita sempre quando sono con lui, ormai non ci faccio più nemmeno caso. Lui la osserva andare via, soffermandosi molto poco elegantemente sul suo rotondo fondoschiena.&lt;br /&gt;Decido di ricordargli il perché di quell’incontro. “Ohi, allora? Qual’è ‘sta novità?” - lui è ancora impegnato a rimirare i glutei della cameriera - “Alex...Alex...ALEX!” - “Oh, eh..ah? Ah, si, ecco, la novità, si...beh...” - Beh cosa? Dai non farmi stare sulle spine!” - “Ehm...ti ricordi quando la settimana scorsa avevo spedito quelle schifezze auto-registrate con il portatile del padre di Tommaso? Quelle che ci permettevamo di chiamare demo?” - “Si, e allora?” - “Beh...oggi ho ricevuto questa!” - mi sgancia un sorriso e mi porge una busta, con dentro una lettera tutta spiegazzata.&lt;br /&gt;La prendo, con la foga dettata dalla curiosità. La apro e leggo: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Egregio Signor Montelimo, Le scriviamo in seguito all’ascolto della demo da Lei inviataci. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Come sempre, la MFU Records è alla ricerca di nuovi talenti da inserire nel proprio roster di grandi star, per rendere la propria musica sempre più fresca e giovane, per mantenere il flusso creativo sempre più vitale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; E’ proprio per questo che Lei, signor Montelimo, ed il suo gruppo, i White Noise, siete invitati alla nostra sede per discutere di un vostro possibile provino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La aspettiamo per il 25 Ottobre alle ore 17:00.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Sperando che Lei voglia accettare il nostro invito, le mandiamo i nostri più sinceri saluti. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cordialmente, &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Andrea Retarti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Andrea_Retarti@mfurecords.com &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;PR &amp;amp; Manager  MusicForUs Records&lt;/span&gt;”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Resto a bocca aperta, altro che novità bomba, questa è l’occasione di una vita! &lt;br /&gt;“FANCULO MONDO CRUDELE, VADO VIA DA QUESTA MERDA!”&lt;br /&gt;Guardo Alex, che guarda me, che riguardo lui.&lt;br /&gt;Ci siamo capiti.&lt;br /&gt;Niente impegni per il 25 Ottobre, la celebrità ci aspetta! &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/401379748165552663-7793838559783619711?l=lunaelorenzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lunaelorenzo.blogspot.com/2010/06/v.html</link><author>noreply@blogger.com (rumorebianco)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-401379748165552663.post-4291286287248610392</guid><pubDate>Wed, 26 May 2010 14:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-06-26T13:47:39.456-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">white noise</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lorenzo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">luna</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">rumore bianco</category><title>IV.</title><description>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LUNA:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sono passate già tre ore.&lt;br /&gt;sembra di stare dentro una clessidra, ogni granello è un po’ di anima che passa da una parte all’altra, silenziosamente, lentamente, spaventosamente.&lt;br /&gt;tic-tac tic-tac tic-tac&lt;br /&gt;fa quel cazzo d’orologio, appiccicato al polso come una minaccia.&lt;br /&gt;faccio su e giù per le scale, faccio capolino dalla porta, stresso Sady, mi guardo in giro, respiro piano il fumo della millesima sigaretta a scrocco, osservo la gente, si…osservo la gente;&lt;br /&gt;adoro farlo, mi rilassa.&lt;br /&gt;guardo ogni gesto, ogni cadenza, alle volte mi soffermo così tanto da farmi certe figure di merda insostenibili.&lt;br /&gt;oggi è toccato a:&lt;br /&gt;“White Noise Batterista”&lt;br /&gt;non so quale sia il suo nome, non so nemmeno perché io lo stia guardando, ma lo faccio e non me ne curo.&lt;br /&gt;mi accorgo che rimane stucchevole come se…come se, i miei occhi lo facessero tremare, come se ne avesse paura e come se, questi occhi incapaci di nuocere, svogliati, che oggi hanno scelto lui senza un perché, che l’hanno mirato per caso o per noia, gli facessero abbassare la guardia che sembra tenere sempre pronta nei confronti di sto’ mondo strano…&lt;br /&gt;assurdo come mi basti poco per captare…ma captare cosa?&lt;br /&gt;sto delirando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;hanno finito…&lt;br /&gt;l’ultimo chitarrista sfigato che sembra un pistolero (pistola a giocattolo eh!) che sembra aver perso il cavalluccio a dondolo ha finito di esibirsi…anzi di “esibirsi”.&lt;br /&gt;attimo di silenzio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;questo è il mio “rumore bianco”&lt;br /&gt;il tempo sembra non passare, sembra che tutto si sia fermato, avanti Dario di sto’ nome e basta!&lt;br /&gt;dillo! dillo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dario, afferra il microfono&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ancora questo assordante silenzio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vi faremo sapere domani…grazie-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COSA?????????????&lt;br /&gt;tutti i presenti sbottano in schiamazzi di rimprovero.&lt;br /&gt;tensione smorzata.&lt;br /&gt;stomaco triturato.&lt;br /&gt;respiro affannoso.&lt;br /&gt;mani che sudano.&lt;br /&gt;un altro rinvio.&lt;br /&gt;domani…&lt;br /&gt;domani…&lt;br /&gt;ma quanto è lontano questo domani?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;rassegnata frugo nelle tasche per cercare le chiavi del motorino…&lt;br /&gt;chiavi trovate…&lt;br /&gt;ma..&lt;br /&gt;ma…&lt;br /&gt;manca un pezzo!&lt;br /&gt;no!&lt;br /&gt;non posso crederci..&lt;br /&gt;il foglio… i fogli.&lt;br /&gt;quelli che avevo scritto per Dario, quelli segreti.&lt;br /&gt;quelli li…&lt;br /&gt;nooooooooooo!&lt;br /&gt;catastrofe.&lt;br /&gt;catastrofico evento.&lt;br /&gt;divento pallida.&lt;br /&gt;faccio un sobbalzo e torno in sala musica…&lt;br /&gt;la visione è ancora più brutta e spregevole.&lt;br /&gt;“Dio, voglio la mamma”&lt;br /&gt;Dario, ha i fogli in mano.&lt;br /&gt;Dario, sta leggendo il mio amore, così…lo legge, fregandosene.&lt;br /&gt;s’accorge di me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;bene bene!&lt;br /&gt;    ma chi abbiamo qui!&lt;br /&gt;    la Signorina Restucci,&lt;br /&gt;    la Signorina “ti faccio il culo”&lt;br /&gt;    o dovrei dire…&lt;br /&gt;    la sfigata di : “Dario mi fa impazzire”-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;freddo, gelo.&lt;br /&gt;nevica…nevica.&lt;br /&gt;salvatemi.&lt;br /&gt;resto ammutolita.&lt;br /&gt;raro, ma succede.&lt;br /&gt;ho bucato la mia vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;cos’è tesorino? non sei più tanto forte eh? ma davvero pensi di essere tu la mia scelta?&lt;br /&gt;dico “cocca” ti sei vista?&lt;br /&gt;ti sei sentita?&lt;br /&gt;fallita!&lt;br /&gt;tu sei la classica tipa da scopare, si…da scopare e basta.&lt;br /&gt;quella che ti porti a letto mezzo ubriaco dopo la discoteca e il giorno dopo, senza sapere nemmeno il nome la scacci via dal tuo letto mezza nuda…&lt;br /&gt;vali zero, piccola ragazzina.&lt;br /&gt;ma…un modo per entrare nel gruppo, ci sarebbe…&lt;br /&gt;lascia che io entri da qualche altra parte…vedrai che poi suoni quanto vuoi.-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per poco svengo.&lt;br /&gt;porco!&lt;br /&gt;i suoi amici esplodono in un risata da brivido.&lt;br /&gt;umiliata.&lt;br /&gt;scappo via, liberandomi del suo braccio che tenta di immobilizzarmi.&lt;br /&gt;lacrime, torno bambina davvero.&lt;br /&gt;lui non è  il Dario che volevo!&lt;br /&gt;questo non è il sogno che per una vita ho aspettato!&lt;br /&gt;un incubo!&lt;br /&gt;tutto si sgretola.&lt;br /&gt;fango.&lt;br /&gt;ciò che resta è sabbia bruciata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LORENZO:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come volevasi dimostrare.Tutte le ragazze vanno dietro Dario, prima di scoprire che persona spregevole lui sia. Ho assistito a tutta la scena: Dario che legge ad alta voce dei foglietti, lei che torna, ovviamente rossa in viso, lui che la insulta e le spezza il cuore, lei che scappa via in lacrime.&lt;br /&gt;Ok, è arrivato il momento di entrare in azione. I ragazzi sanno già cosa sto per fare, e mi seguono a ruota, come se fossimo i tre moschettieri e d’Artagnan. Tutti per uno, uno per tutti. Lei ormai è andata via, non posso consolarla. Ma spero che lei un giorno saprà cosa mi ha dato la forza di fare quello che sto facendo.&lt;br /&gt;I Cut ancora ridacchiano. Dario è di spalle. Non si accorge nemmeno che gli sono dietro. Con un calcio alla gamba destra lo metto in ginocchio, gli vado davanti e lo prendo ripetutamente a pugni. Non sta capendo niente, penso che non abbia nemmeno avuto il tempo di accorgersi che sono io. I suoi amici vengono a difenderlo, ma i ragazzi li fermano. Sento Alex mormorare un “Dove credi di andare? Tranquillo...”. E loro si fermano, sia per la prestanza fisica dei miei tre moschettieri, non indifferente al contrario di me, il mingherlino, e sia perché forse, anche se hanno riso, hanno capito che Dario ha esagerato. Dario è ancora lì, in ginocchio. Ho smesso di colpirlo, ed ha il naso ridotto ad una poltiglia sanguinolenta. Cade e si rotola a terra, dolorante. Non pensavo di averlo colpito così forte. Infatti dopo un paio di secondi realizzo che sta fingendo, questo falso di merda. Vuole mettermi nei guai. Attore fallito.&lt;br /&gt;Dei ragazzi che stavano guardando la scena hanno chiamato qualcuno, e capisco che quel qualcuno sta arrivando.&lt;br /&gt;“Fa che non sia il preside, fa che non sia il preside, ti prego, chiunque ma non lui.”&lt;br /&gt;Ecco che il mio incubo si materializza li. Il preside in persona, il prof. Legnani, si è scomodato per venire a distruggere la mia esistenza.&lt;br /&gt;“Cosa succede qui?” - domanda con aria severa - “Chi è stato a ridurre in quel modo il sig. Lorani?” - “E’ stato lui, preside, Starlini, quel tipo li accanto a lei!” - dice uno dei Cut, quello con i capelli ossigenati e il piercing il labbro.&lt;br /&gt;“Bene, bene, bene Starlini...e così adesso nella sala musica si fa boxe? Come si chiama il tuo gruppo, Starlini?” - “White noise, signor preside.” - “Bene. Ordine restrittivo nei vostri confronti. Non potrete usufruire della sala musica per il resto dei vostri giorni in questa scuola, sono stato chiaro?” - interviene Vincenzo - “Preside, non è colpa di Starlini...”- lo zittisco bruscamente - “Lascia stare Vi, mi prendo le mie responsabilità.” - “Voi quattro, Starlini, Montelimo, Aredda e Pavise, tutti nel mio ufficio. Ora!” - riprende il preside, nominando sia i tre moschettieri che d’Artagnan.&lt;br /&gt;L’ufficio del preside è ad un paio di metri dalla sala musica. Non è molto spazioso, ma è ricco di libri e vecchi vinili degli anni ‘50. Non sarà poi così male essere sgridato in mezzo agli originali di Elvis e Chuck Berry. Il preside lascia entrare noi, si chiude la porta alle spalle e si va a sedere di fronte a noi. “Sapete che adesso siete nei guai vero?” - dice con aria preoccupata - “Io non posso farvela passare liscia, i Lorani sono persone importanti, una loro denuncia ci farebbe chiudere i battenti. Ragazzi...” - aggiunge -”...sapete che io vi proteggo spesso, siete il gruppo migliore della scuola e grazie ai vostri sponsor durante le serate questa scuola ha tutte le attrezzature, musicali e non, che servono. Oltretutto siete tutti dei bravissimi ragazzi. Ma ragazzi, ora mettetevi nei miei panni, io devo fare il preside! Non possiamo permetterci certi atteggiamenti di stampo mafioso! Starlini, mi hai profondamente deluso. Mi dispiace, ma devo sospenderti.”&lt;br /&gt;Ecco che la mia vita va in frantumi. Ma cosa credevo di fare! Per una ragazza che nemmeno conosco e che forse non rivedrò mai più, tra i volti da corridoio!&lt;br /&gt;“Preside, sono stato io.” - Dice Alex. Noialtri lo guardiamo con la faccia di chi avrebbe preferito non sentire. Alex è il classico tipo che ha la calamita per i guai. Non va bene a scuola, risponde a tono ai professori e le risse alle quali ha preso parte non si contano nemmeno più. “Ottimo tentativo, Montelimo, ma non c’è niente da fare. Starlini ha confessato e per di più ha ancora le nocche della mano destra imbrattate di sangue. Non ci vuole un genio, Alessio.” - Meno male che non ha abboccato. Una sospensione per Alessio avrebbe voluto dire guai. Io, con la mia media dell’otto, posso sopravvivere. Basta studiare a casa. I miei non ne faranno una tragedia, figuriamoci. Figure quasi inesistenti a casa mia.&lt;br /&gt;Mentre usciamo dalla stanza, i tre moschettieri cercano di tirarmi su, ma a dire il vero non ce n’è bisogno. Sospensione a parte, non è stato poi così terribile, è stato, anzi, liberatorio. Lo rifarei di nuovo. Almeno altre mille volte. Caro Dario, Golia dei poveri, sei perito, è stavolta a buttarti giù, è stato il caro Lorenzo “Davide” Starlini. Stump.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/401379748165552663-4291286287248610392?l=lunaelorenzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lunaelorenzo.blogspot.com/2010/05/iv.html</link><author>noreply@blogger.com (rumorebianco)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-401379748165552663.post-3143791025612781091</guid><pubDate>Wed, 26 May 2010 12:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-06-26T13:47:22.451-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">white noise</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lorenzo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">luna</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">rumore bianco</category><title>III.</title><description>&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;LUNA:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Lunedì pomeriggio!&lt;br /&gt;LUNEDI’ POMERIGGIO!!!!&lt;br /&gt;è l’ora.&lt;br /&gt;volo a casa a prendere la mia fedele amica, la chitarra.&lt;br /&gt;LEI è li, sul suo piedistallo, ai piedi del letto, pronta per me, lucida più che mai, con quel suo colore nero scintillante.&lt;br /&gt;ricordo che ero poco più che dodicenne quando mio zio, prima di morire, mi chiese&lt;br /&gt;-“suonala”&lt;br /&gt;e poi chiuse gli occhi e spense nel suo ultimo respiro il desiderio della vita, che ha riposto nelle mie mani piccole, e nella mia anima che spezzata ed interrotta dalla sua perdita ha esaudito il desiderio, facendo del suo sogno la mia vita e della sua vita finita un motivo.&lt;br /&gt;mozzo questi pensieri disturbanti.&lt;br /&gt;sfodero la custodia e la poggio dolcemente per terra.&lt;br /&gt;afferro la chitarra- Francis , come la chiamava zio Francesco.&lt;br /&gt;la stringo forte,&lt;br /&gt;come uno dei cadetti di “full metal Jacket” che prima di ogni importante esercitazione lucida il fucile, dedicandogli una canzone, anche io sto lucidando il mio fucile e senti come ruggisce!&lt;br /&gt;saranno colpi letali i miei, proiettili, una soldatessa del bene, che porta pace di suoni.&lt;br /&gt;positiva, mi ci sento!&lt;br /&gt;bastano le parole di Sady che mi reputa il top del top, che afferma con il cuore gonfio d’orgoglio che non hai mai sentito suonare così.&lt;br /&gt;sono di nuovo fuori casa mia.&lt;br /&gt;mi lascio solleticare dall’ansia.&lt;br /&gt;mangio con solito fare nevrotico quel panino che Sady ha preso per me, sapeva che io non avrei voluto mettere niente sotto i denti, se non la vittoria.&lt;br /&gt;siamo fuori la sala musica della scuola.&lt;br /&gt;c’è un gruppo che suona, li spio, curiosa.&lt;br /&gt;White Noise? mai sentiti.&lt;br /&gt;-chi sono quelli?-&lt;br /&gt;chiedo a Sady stranita,&lt;br /&gt;-un nuovo gruppetto di qui, se la cavano bene eh!?, peccato che contro i Cut non ci sia storia-&lt;br /&gt;risponde lei, secca&lt;br /&gt;resto in silenzio ad ascoltare, fra poco sarà il mio momento, Sady mi guarda e sorride e incalza dicendo&lt;br /&gt;-carino il batterista-&lt;br /&gt;- ma chi? Dario? lui è più che carino, lui è…è…da manicomio”&lt;br /&gt;- beh, io intendevo quel tizio li, l’altro…lo vedi?-&lt;br /&gt;-ma che m’importa! sono troppo agitata-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i Cut cominciano a chiamare i nomi dall’almanacco.&lt;br /&gt;tutti i ragazzi più in voga e più bravi sono li a far fila.&lt;br /&gt;sognano il posto da chitarrista, come fosse l’America…ma che dico? chi suona per loro c’è l’ha stampata in fronte l’America.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sento chiamare, sono la prima?&lt;br /&gt;oh mio Dio no!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Restucci Luna!&lt;br /&gt;RESTUCCI LUNAAAA! C’E’ RESTUCCI LUNA?&lt;br /&gt;mi sveglio dalla trance con Sady che urla al mio posto&lt;br /&gt;CERTO CHE E’ QUI, ARRIVA!&lt;br /&gt;mi avvicino lentamente alla postazione strumenti, siamo solo io, le mie converse dall’aria minacciosa, la chitarra, la mia voce che trema, e lui, Dario…che sorride e io già muoio.&lt;br /&gt;mi guarda meglio, si alza lento dalla sedia, a passi lunghi mi raggiunge, mi gira intorno, poi si ferma ad un millimetro dal mio naso e sospira.&lt;br /&gt;niente male! puoi far rimanere anche solo il tuo culo, sono sicuro sarà di compagnia-&lt;br /&gt;simpatico ragazzo! io il culo te lo faccio a suon di chitarra, poi vedrai che il tuo basterà-&lt;br /&gt;risposta pronta? mi piace, ma attenta a chi pesti i piedi bimba, potresti farti male…-&lt;br /&gt;panico panico panico panico&lt;br /&gt;il tipo dei White Noise mi guarda come uno che vorrebbe poter dare una mano, ma cosa ne sa?&lt;br /&gt;l’unica cosa che posso sentire è: PANICO.&lt;br /&gt;allora cosa aspetti pulce…? facci sto pezzo-&lt;br /&gt;prego finto – gagliardo, prepara orecchie e culo-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;attimo di silenzio.&lt;br /&gt;Dario ritorna alla sua postazione.&lt;br /&gt;GOOD RIDDANCE.&lt;br /&gt;Green Day.&lt;br /&gt;scelta azzeccata.&lt;br /&gt;chiudo gli occhi e comincia quell’armonia di colori.&lt;br /&gt;a che serve drogarsi?&lt;br /&gt;c’è questo!&lt;br /&gt;la mia voce diventa suadente, il mio piede tiene il ritmo, il mio cuore fa da batteria.&lt;br /&gt;mi sciolgo al ritmo della melodia perfetta.&lt;br /&gt;sento i ragazzi dai lati borbottare un qualcosa tipo “hai capito la tipa” o “accidenti che voce” e mi rinvigorisco.&lt;br /&gt;gli occhi sono ancora chiusi.&lt;br /&gt;la canzone sta finendo…è bellissimo, tutto bellissimo.&lt;br /&gt;Una voce interrompe l’idillio.&lt;br /&gt;è Dario che mi prega di fermarmi.&lt;br /&gt;prima ancora che possa aggiungere altro, la folla scoppia in un applauso lungo e succoso.&lt;br /&gt;faccio un mezzo inchino di gloria e sorrido senza smettere.&lt;br /&gt;Dario mi guarda severo e poi cambia espressione e parte il ghigno malefico.&lt;br /&gt;ti faremo sapere…-&lt;br /&gt;resto li ferma, immobile.&lt;br /&gt;mi sento ripetere&lt;br /&gt;ti- faremo- sapere- -&lt;br /&gt;ancora li, ho i piedi incollati, che mi prende?&lt;br /&gt;oh ti faremo sapere, cazzo! levati dalle palle-&lt;br /&gt;smontata dal suo “charme” inequivocabilmente impeccabile, scappo via senza dare spazio al respiro.&lt;br /&gt;che succederà?&lt;br /&gt;non mi muovo di qui, aspetterò che tutti si esibiscano così, verrà emanato il nome del vincitore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LUNA RESTUCCI!&lt;br /&gt;lo voglio sentire.&lt;br /&gt;mi sento degna al contempo schifata dai modi di quel cafone coglione, che resta sempre il migliore, e resta sempre terribilmente un chiodo fisso.&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LORENZO:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arriviamo puntuali alla Sala Musica, decisi a lasciarci alle spalle i Cut e quel bestione senza cervello di Dario. Ci penso, mentre il bidello ci apre la porta, e già stringo in mano le bacchette, quasi come volessi strozzarle. Vorrei strozzare Dario io, non le bacchette. Ma mi basta sentire il fischio di un microfono ed il leggero ronzio di un amplificatore, troppo vecchio per non “friggere”, per trasformare quelle bacchette in un prolungamento del mio corpo e per far fremere i miei piedi già pronti a far rollare un doppio pedale.&lt;br /&gt;Non ascolto nient’altro intorno se non la mia batteria. Gli altri mi guardano, aspettando a bocca aperta la fine della mia esibizione che, chissà perché, li stupisce tanto. Ma a me non interessa nulla, ora ci siamo solo io e lei, il mio amore, la mia unica soddisfazione. Un susseguirsi di quello che a me pare dolce musica, un continuo tam-tam e bum-bum, una paranoica successione di 1-2-3-4 in loop nella mia mente. Sono semplicemente un pupazzo nelle mani del dio del ritmo, il dio unico e solo. E’ tutto ciò che mi sento, ed è tutto ciò che voglio essere. Al diavolo i Cut, al diavolo Dario, al diavolo il gruppetto di persone li davanti, che osserva con aria disinvolta una cosa intima quale è la mia passione. E’ una violenza suonare davanti alla “gente”. Gente che superficialmente nota che sei “bravino”. Gente che non può sapere che per te essere li dietro quei quattro “tamburi” equivale ad una sanissima scopata. Altro che induismo o buddismo o quello che era, io si che raggiungo il nirvana.&lt;br /&gt;Mi riporta alla realtà un accordo graffiante. Una canzone che conosco. Ci manca qualcosa però...ah si, manco io! Ecco una rullata potentissima, e riparte Tommaso con una vecchia canzone dei Clash, “I Fought The Law”. Ho combattuto contro la legge, e la legge ha vinto.&lt;br /&gt;Passano le nostre due ore, e già Dario da fuori comincia a rompere. Che stronzo. L’ultimo pezzo, “Sincerely me” dei New Found Glory. Comincia Alex col suo talento naturale a far volare le dita sulla tastiera del suo Ibanez 4 corde. Intanto Vincenzo si schiarisce la voce, con l’enorme paura di non avere una voce abbastanza alta. “LET’S GO!!!”. Un urlo di Alex al microfono ed è il delirio, la pazzia più totale, la sola presenza musicale è ciò che conta.&lt;br /&gt;Finito il pezzo, siamo tutti pronti ad uscire, ma vediamo una ressa assurda davanti alla porta. I Cut intanto si stanno preparando, mettendo un’asta con un microfono ed un amplificatore per chitarra di fronte agli altri strumenti, per le audizioni. Mamma mia quanta gente! Nemmeno fosse l’occasione di una vita. Molte sono ragazze, per cui Tommaso e Vincenzo ci convincono, non con troppe difficoltà, a restare. Siamo quattro bravi ragazzi ma, come tutti gli adolescenti senza deviazioni sessuali, adoriamo le nostre coetanee.&lt;br /&gt;Mentre mi faccio spazio sgomitando di qua e di la, noto, tra la folla, una ragazza. Ha gli occhi neri, come quelli del sogno. La vedo, la perdo, la rivedo e la riperdo. Stavolta credo definitivamente. Devo conoscerla. Quegli occhi, troppo profondi per essere veri. Sento, anche senza conoscerla, che lei deve essere LEI. La cerco, ma visivamente è scomparsa. Sento la sua presenza, sento che lei è li.&lt;br /&gt;RESTUCCI LUNA!&lt;br /&gt;E’ Dario, con la sua voce un po’ seccata, a riportarmi alla vita. A quanto pare questa Luna ancora non è sorta. Finalmente la trovano. E’ lei. La ragazza-dagli-occhi-neri finalmente ha un nome. Luna. Quanto è musicale questo nome. Comincia a suonare, forse un po’ tremante. I suoi occhi sembrano, per poco più di un secondo, incontrare i miei. Semplicemente eccezionale. Purtroppo lei distoglie subito lo sguardo, come a dire “ma che cazzo vuoi?”, del quale rimango un po’ deluso, e si appresta a suonare la sua chitarra. E’ una Fender Stratocaster nera. Ecco che comincia. Ottima scelta, “Good Riddance” dei Green Day. Sembra scritta per lei. La sua voce è così soave che mi incanto. Verso la fine, nella parte strumentale, torna la voce di quell’idiota di Dario.&lt;br /&gt;“Ti faremo sapere.”&lt;br /&gt;Lei è ancora lì, immersa nella sua canzone...&lt;br /&gt;“Ti faremo sapere!”&lt;br /&gt;Dario si innervosice.&lt;br /&gt;“Oh, ti faremo sapere, cazzo! Levati dalle palle!”&lt;br /&gt;Accidenti Dario, sai proprio farci con le ragazze. Eppure le pollastrelle lo guardano sempre con adorazione. Lei compresa. Merda!&lt;br /&gt;La vedo spostarsi poco a poco verso un’altra ragazza, la seguo con lo sguardo. E’ tardi e devo andare a casa, ma resterei li per ore. Ed infatti lo faccio, fanculo mondo! Io resto qui, sperando insieme a lei. Se il suo sogno è suonare con i Cut, a costo di farla suonare con Dario, vorrei vederla felice.&lt;br /&gt;Dario, se non la scegli sei proprio un coglione. Accidenti, è un susseguirsi di talenti-zero qui. Lei è bravissima. Lei. Nessun altro e nessun’altra. Solo lei.&lt;br /&gt;Dario, se le spezzi il cuore, ti spezzo il collo. Non starò li fermo ed umiliato come stamattina. Sei grosso, ma la cosa che mi piace di più di quelli come te è che fanno più rumore quando cadono. Stump.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/401379748165552663-3143791025612781091?l=lunaelorenzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lunaelorenzo.blogspot.com/2010/05/luna-lunedi-pomeriggio-lunedi.html</link><author>noreply@blogger.com (rumorebianco)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-401379748165552663.post-3294490215180502887</guid><pubDate>Wed, 26 May 2010 12:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-06-26T13:46:59.043-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">white noise</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lorenzo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">luna</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">rumore bianco</category><title>II.</title><description>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LUNA:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un’altra mattina si accende e insieme al sole mi accendo anche io.&lt;br /&gt;rimugino osservando il vapore della acqua calda che sgorga dalla vasca da bagno sul mio corpo, mentre appanna i vetri, rimandandomi in quel dolce esilio dal resto, che per una come me, nelle prime ore del giorno è consigliabile.&lt;br /&gt;mi asciugo con lentezza assoluta, lascio scivolare i miei jeans strausati come se fossero seta sulle cosce ancora infreddolite , un colpo di rimmel, un ciuffo di fard, qualche passaggio di lucida-labbra rosa e Luna è pronta come al solito.&lt;br /&gt;prendo il mio zaino invicta vecchio quanto me e creo la simbiosi tra la spalliera e la schiena.&lt;br /&gt;slitto all’uscita, buttando lì un “ciao” che rimbomba nella casa che ancora sonnecchia, cuffie alle orecchie ed un “buongiorno mondo” pronto e abituale in bocca.&lt;br /&gt;il pullman arriva e insieme a me porta via la tensione che la scuola, che quella mia scuola, che questo mio ultimo anno, mi arreca tra sorrisi in sotterfugi e libri mezzi aperti, con gli occhi ancora chiusi dal sonno arretrato e cinque anni stampati nel cuore con la vinilica.&lt;br /&gt;arrivata all’ingresso si apre il piccolo scorcio di strane tipe e brutti ceffi, mi trascino sulle gambe, per raggiungere la mitica aula 16 e la mitica Sonia detta “Sady” ( e non chiedetemi il motivo… non lo conosce nemmeno lei) il mio braccio destro, anche quello sinistro a volte.&lt;br /&gt;focalizzo meglio la sfilata di vita mondana mattutina,&lt;br /&gt;c’è chi come Giulia Morelli è già pronta alla carica per un interrogazioncina qui e una leccata di culo al prof là, c’è chi come Andrea non ha ben capito dove si trova e perché, c’è chi come la Tedeschi di fisica aspetta il prossimo pollo da spennare, c’è chi come Paolo si sofferma su chiappe e dintorni scoprendo di saperli a memoria e di averci comunque sempre quel gusto li, di assaggiare con gli occhi e scoprirne sempre piccole novità, c’è chi come me e Sady aspetta una botta di vita, e poi c’è lui…c’è Roberto.&lt;br /&gt;Roberto, il mio fidanzato da tre anni, quel cucciolo ferito che impazzisce per un semplice mio sorriso, il solito Roby, dolcissimo e intelligente, premuroso e mai stanco di me…che mi porta il cornetto ogni mattina, sempre contento al solo pensiero di avermi compiaciuta, il triste ragazzo che non si rassegna alla noia che ha investito me, nei suoi confronti, del fatto che non ci tocchiamo più, che la passione è ormai morta e sepolta, che gli ormoni si sono rassegnati e stanno in un perenne gelo glaciale artico, che tutto è meccanico, già visto, che non ci sono più brividi, che non c’è più lo stupore…insomma, il solito Roby, sempre il solito Roby, e sempre la solita stronza che sono, codarda per viltà, che non lo lascia andare via o che non chiude un capitolo troppo lungo da poter essere ripercorso.&lt;br /&gt;Eravamo piccoli entrambi, ci siamo raccolti a vicenda, l’uno dentro la monotonia dell’altra, ed ecco ciò che ne è uscito fuori, tanti tradimenti miei e tanti silenzi suoi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roby lasciami!&lt;br /&gt;rivestiti e vai via.&lt;br /&gt;vai ad amare da qualche parte, che non è più tempo per noi.&lt;br /&gt;non lo capisci che non ti amo?&lt;br /&gt;non lo senti che la mia pelle non t’accetta più?&lt;br /&gt;quanto pensi che io sia brava a recitare?&lt;br /&gt;un altro mese? un altro anno? l’intera vita?&lt;br /&gt;non ti appartengo,&lt;br /&gt;appartengo alle corde della mia passionalità&lt;br /&gt;non capirai&lt;br /&gt;non saprai farlo&lt;br /&gt;mi continuerai a cercare e perdonare&lt;br /&gt;continuerò a trucidarti il cuore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roby scappa.&lt;br /&gt;lasciami tu…io non ho più il coraggio.&lt;br /&gt;tanto lo so, che sarai sotto la mia finestra a lanciare sassolini per farmi sentire che sei li ,&lt;br /&gt;e tanto lo sai, che io sapevo che stavi al freddo da ore, ma che sono rimasta in silenzio seduta sul pavimento piuttosto che spalancare la verità dentro e fuori.&lt;br /&gt;scusami.&lt;br /&gt;spesso divento disumanamente finta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mi accomodo sulla sedia immaginandomela poltrona, la campanella è una reclame che tentenna i timpani.&lt;br /&gt;mi rigiro tra le mani il foglietto stropicciato.&lt;br /&gt;quella band.&lt;br /&gt;quella che se chiudo gli occhi mi ci vedo li.&lt;br /&gt;fremo.&lt;br /&gt;quella band.&lt;br /&gt;ecco…&lt;br /&gt;la materia del sogno, il mio.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LORENZO:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un martello pneumatico mi sveglia. Mi trapana il cervello, mi porta via dalle mie visioni oniriche, dai miei sogni. Sogni che, tra l’altro, possono solo essere peggio della realtà, perché un sogno io lo sto vivendo. Il gruppo, gli amici...la vita va a gonfie vele...se non fosse per la mancanza di una ragazza.&lt;br /&gt;Eh si, il punto di vista sessuale/sentimentale. Sempre il più traumatico per me.&lt;br /&gt;Mi rendo conto che non è un martello pneumatico, ma un maledetto bip-bip, quello della mia maledetta sveglia. Oh no, non un altro stupido Lunedì! Ecco un’altra cosa traumatica per me, la scuola. Non vado male, anzi, ma questo fatto di alzarsi presto ogni mattina...non fa per me! Io sono un tipo Ocean Avenue, la canzone degli Yellowcard, che dice: Avevamo diciotto anni ed era così bello/ dormire tutto il giorno e star svegli tutta la notte!&lt;br /&gt;Pensare agli Yellowcard però non mi permetterà di dormire ancora, quindi mi alzo e mi scaravento sotto la doccia. Il getto caldo lava via i pensieri e gli ultimi rimasugli di sogno rimasti ancora appiccicati al mio cervello, imperterriti. Non ricordo quale fosse il sogno, ma ricordo un volto di ragazza...degli occhi neri...profondi...e nient’altro. Boh, significherà che devo assolutamente trovarmi una ragazza, anello mancante alla catena della perfezione della mia vita.&lt;br /&gt;&lt;span&gt; Esco dalla doccia, mi asciugo i capelli e mi vesto in tutta fretta. In meno di dieci minuti sono pronto, ed ecco che esco di casa con le mie solite cuffie alle orecchie e la mia solita faccia da ti-prego-mamma-non-sveglia&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;wbr&gt;&lt;span class="word_break"&gt;&lt;/span&gt;rmi-ancora-cinque-minuti. Nel tragitto verso la fermata dell’autobus mi vengono di nuovo in mente gli occhi neri della ragazza del sogno. Ci sto pensando troppo, metto in play la mia lista preferita e passo dopo passo arrivo nei pressi della fermata, e vedo tutto ciò che non avrei voluto vedere.&lt;br /&gt;Ti prego mondo, non rovinarmi la giornata.&lt;br /&gt;Riconosco uno zaino a scacchi ed un taglio di capelli, dei vestiti stretti ed una cintura anch’essa a scacchi. Sullo zaino, una ventina di spille. Ride, come al solito, ed è pieno di se e pomposo, come al solito. Dario. Il ragazzo più montato che io abbia mai conosciuto. Oltre che il batterista più bravo che io abbia mai conosciuto. Spalle larghe, fisico molliccio ed un metro e novanta di altezza. E le ragazze gli muoiono dietro. A che punto siamo arrivati!&lt;br /&gt;Passo davanti a lui senza nemmeno guardarlo, lui si volta verso di me ed esclama con aria altezzosa: “Oooh, guarda chi c’è, il batterista degli Sfiga-Noise! Ciao Lorenzo, hai imparato a suonare la batteria o ancora sei lì a battere tempi semplici in 4/4?” - nemmeno lo guardo e dico - “A dire il vero, ammasso di ciccia, ti ho superato di gran lunga alla batteria, come ho dimostrato prendendo il tuo posto nel gruppo di cui sopra! Ah, ho saputo che stai cercando nuovi membri per il tuo gruppo...com’era il nome? Ah si, gli EmoScemo? Perchè non cercate anche un nuovo batterista, così ti levi dalle palle?” - lui si avvicina in modo minaccioso, e puntandomi un dito dice - “Il nome del gruppo è Cut, e stai bene attento, idiota, o ti schiaccio.” - “E che fai? Usi le tue armi segrete? Il ciuffo tagliente o il sangue che ti esce dalle vene tagliuzzate?” - è rosso in faccia, forse ho esagerato, non ho nemmeno il tempo di cercare di andarmene che un diretto mi becca un piena faccia. Merda, questo fa male. Lui ridacchia e sale sul pullman appena arrivato, che va via senza di me. Resto li, a terra, e tutto questo è umiliante. Picchiato da un Emokid, che pacco.&lt;br /&gt;Ho perso l’ultimo pullman grazie a quell’idiota, e sono praticamente fottuto. Ma ecco il mio salvatore. Accompagnato da una lunga botta di clacson, Alex è li, tutto sorridente. “Bestiolina, hai perso l’ultimo pullman? Monta, dai!” - “Grazie Alex...ma bestiolina risparmiatelo, please!”. Monto in macchina ed i Green Day mi danno il buongiorno, urlando che Holiday non è una canzone contro l’America, ma contro la guerra. Adoro i live delle band di un certo livello, ti fanno capire che, alla fine, siamo tutti umani.&lt;br /&gt;Parlando del più e del meno, scopro che oggi pomeriggio ci fermeremo a suonare nella sala musica della scuola perché al padre di Alex serve il capannone. Riunione delle vecchie glorie, dice lui. La nonna va a fare le conserve, dico io.&lt;br /&gt;Arrivato a scuola, sono già “flashato” all’idea di suonare li pomeriggio. Cavolo, occasione niente male! In tanti, sapendo che c’è un gruppo che prova, saranno li a sentirci. Magari è la volta buona che trovo una ragazza. Con quest’idea nella mente, cammino verso la mia aula insieme ad Alex, mentre Tommaso e Vincenzo si uniscono a noi strada facendo. Passando dalla stanza della musica, notiamo che fuori c’è un cartello:&lt;br /&gt;“Impegnata oggi dai White Noise + Audizioni gruppo Cut”&lt;br /&gt;“I Cut? Che schifo di nome! Ma che gruppo è?” - esordisce Tommaso - “Sarà il solito gruppetto emo!” - dice Vincenzo con un sorrisetto. Forse è il momento di dirglielo. “ Ragazzi...ehm...non è esattamente un “gruppetto”...è il nuovo gruppo di Dario.”. Il gelo.&lt;br /&gt;Buio, tutto ciò che se vede nelle nostre facce mentre entriamo in classe.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/401379748165552663-3294490215180502887?l=lunaelorenzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lunaelorenzo.blogspot.com/2010/05/luna-unaltra-mattina-si-accende-e.html</link><author>noreply@blogger.com (rumorebianco)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-401379748165552663.post-6314276049248166319</guid><pubDate>Wed, 26 May 2010 12:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-06-14T01:30:40.179-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">white noise</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lorenzo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">luna</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">rumore bianco</category><title>I.</title><description>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LUNA:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mi chiamo Luna…&lt;br /&gt;mi chiamo Luna e, se vi va’, vorrei farvi sentire un po’ della mia musica, della mia chitarra, di me mentre suono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;no così non va!&lt;br /&gt;ricominciamo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mi chiamo Luna, sono una ragazza emergente (molto molto emergente) con una voglia pazza di spaccarsi insieme alla fedele chitarra…vi va di sentirmi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ma così, sembro disperata!&lt;br /&gt;maledizione!&lt;br /&gt;ci riprovo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hey ciao, mi chiamo Luna, ho saputo di voi, questo nuovo gruppo, vi andrebbe di ascoltare qualcosa di mio…?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non traggo ispirazione nemmeno per scrivere un messaggio.&lt;br /&gt;io, Luna. una fresca diciottenne…più diciottenne che mai.&lt;br /&gt;si…ma si, la classica diciottenne, con la voglia di spaccare il mondo.&lt;br /&gt;ma dove stanno tutti i giovanazzi pronti a smontare il globo? heyla!!!! vivi, morti o “x” ?&lt;br /&gt;dai ragazzi, cos’è questo pseudo gioco a nascondino? rivoluzionari del 2000 fatevi vivi, sbattete i piedi, battete le mani, urlate a squarcia gola, strappatevi i capelli, rotolatevi per terra, sparate all’aria segnali di fumo…fumatevi na’ canna e venite! che ne so!!!&lt;br /&gt;e, se proprio non vi va, strombazzate ai viventi - perdenti che siete ancora mezzi vivi e mezzi uomini e siete ancora mezzi fatti di vita, e che volete fare, dimostrare, filosofeggiare i discorsi più puri, suonare le più sfrenate melodie, scrivere i pezzi più vibranti, cantare con l’ugola pronta ad impazzire!!!!!&lt;br /&gt;Mi chiamo Luna…&lt;br /&gt;e ho voglia di vivere!&lt;br /&gt;ma qui nessuno sembra rispondere.&lt;br /&gt;beati anni 70’&lt;br /&gt;beati gli anni del libero amore e di Woodstock , di giovani che praticavano la libertà come se fosse bene inalienabile come dovrebbe essere.&lt;br /&gt;beate le corone di fiori e tutto il peace and love di cui si narrava ad occhi lucidi.&lt;br /&gt;beati i tempi dei Baetleas e dei loro capelli.&lt;br /&gt;beati anni 70’ e beata la chitarra loro regina.&lt;br /&gt;sono nata in un epoca sbagliata, l’epopea degli sfigati, dei malati d’amore, dei malati di sesso, degli ossessi dalla pornografia, dagli estremisti d’ogni categoria, dei malati del non-vivere, degli assassini d’ogni forma organica e inorganica di cultura, sempre pronti a fumarsi l’ultima cartuccia d’ossigeno prima del tempo morendo dentro, marcendo nelle prigioni dell’anima, quelle nascoste e solitarie…&lt;br /&gt;troppo profonda! ch’è m’è preso!?&lt;br /&gt;ma poi che ne saprò io? che nei 70 manco esistevo.&lt;br /&gt;non so niente, stolta ragazzina, nemmeno del mio mondo, quello odierno, quello in cui saltello smarrita, so molto.&lt;br /&gt;una ragazza, due gambe, due braccia, il naso, una bocca, la lingua e due comuni occhi neri, solo che, loro, gli occhi, si salvano un po’ perché se ci guardi dentro ci vedi i sogni scorrere come i sottotitoli dei film-muti, con quel retrò mai fuori moda, con quello stile senza limiti, con quei progetti li, con quei disegni li, con quel calore li..&lt;br /&gt;la me, che starebbe ora distesa con la chitarra abbracciata, la compagnia ideale di notti insonni e pomeriggi all’insegna della maratona di noia, a pizzicarne le corde toccando il paradiso, a tenere stretto il plettro tra i denti, inventando canzoni stonate e storpiando con tanta gioia dentro da schizzare dal cuore le canzoni dei “grandi”.&lt;br /&gt;la me ,che si perde al ritmo delle percussioni di quel tipo in periferia, che mette quella felpa nera da dark col cappuccio incollato alla testa, ma che infondo c’ha l’anima rock , con gli occhi isolati dal mondo, lo sguardo alle note volanti, il sorriso compiaciuto e mozza fiato, la smorfia da duro incallito, i piedi che fanno su e giù, dondolando frenetici, un po’ divo un po’ letale veleno, che si guarda le mani altezzoso e si rigira le bacchette in un numero da gigante del suono, che poi lascia svolazzare i capelli sudati in due o tre giravolte di adrenalina sicura, e che passa e ti schiaccia l’occhiolino dietro gli spalti di un palazzetto invecchiato di provincia, senza sapere o nome o perché, uno di quei tipi, da un giro di budella e tre quarti di sconvolgimento ormonale, con quell’odore di perduto stronzo che ti si appiccica malvagio alle catene dello stomaco e te lo spezza ogni volta che senti suonare un tamburo.&lt;br /&gt;la me, che ama stare sul motorino, al secondo posto, un po’ da spettatrice un po’ da gaudente, che si lascia tormentare dall’aria di maggio ancora tra il freddo e il caldo, irradiata dal “briccico” di una stella incerta, che segui col naso all’insù presa da incantamento psichedelico.&lt;br /&gt;la me, che ama saltare sotto la doccia, fare il giro della casa nuda correndo come un invasata, sentendosi sempre fresca e spaventosamente vivente, sotto gli occhi increduli del papà che ti vede un po’ donna un po’ bimba, e al suon dei rimproveri della mamma che fa la finta puritana con quella ruga che saluta matura.&lt;br /&gt;la me, che ama baciare le labbra senza respirare a momenti, quella che si diverte a far correre la lingua senza pensare alle curve d’un corpo, che vive il sesso a mo’ di sfida, e si sfila i vestiti con malizia impeccabile, e sgattaiola dentro un letto un po’ da preda un po’ da cacciatrice esperta d’emozioni al quadrato…ma che dico? al cubo, un po’ da ape un po’ da miele.&lt;br /&gt;la me…che ama parlare di se, che di raccontarsi non è mai stanca e di stupirsi mai è sazia.&lt;br /&gt;la me che vuole suonare la chitarra con i più fighi del quartiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt; sono Luna…e voglio suonare la mia fottuta chitarra!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;LORENZO:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;..un riff spaesato, un’assolo di corde stonate, una rullata finale...DIO QUANTO AMO QUESTA ROBA!!!&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Alle 3:15 PM siamo già al nostro rifugio, la tana insonorizzata per un mondo che non sopporta i rumori, o meglio, questa è la scusa. In realtà, i cartoni delle uova, non servono a proteggere chi sta fuori dai rumori, ma a proteggere noi da un mondo che rifiutiamo e da cui siamo rifiutati. Da un mondo che non capisce che è il significato ciò che conta, non l’estetica. Noi non siamo un gruppo da ragazzine urlanti, di quelle tutte abbreviazioni del tipo minkia-ke-bono-qll-cl-ciuf&lt;/span&gt;fo, non facciamo parte di quel folto gruppo di Emokid tutto ciuffo, vestiti di 2 taglie più piccole e ridicoli taglietti sui polsi. No, tesoro, noi siamo quelli “duri”, quelli che spaccano tutto. Preferirei essere chiamato Scemo, piuttosto che Emo.Tempo di attaccare le varie prese e di collegare gli amplificatori e si parte, una playlist di tutto rispetto, magari un po’ commerciale, ma alla fine ci sta pure, a meno che non si sfoci nell’essere ridicoli.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ma non mi sono ancora presentato, sono Lorenzo e sono il batterista di quello che io ritengo in assoluto il gruppo più figo di questa sporca cittadella di provincia, i White Noise. Rumore Bianco, come quello che resta quando sei in bilico tra una canzone e l’altra, quando senti che ti manca quel qualcosa che trasformi il rumore bianco in una tempesta di colori. Sono l’ultimo arrivato qui, suono con loro solo da un paio di mesi, ma già mi sento come se fossi qui da sempre. Alessio, Vincenzo e Tommaso sono quasi come miei fratelli, e farebbero di tutto per me come io farei per loro. Questo vecchio capannone che ormai ci fa da casa è del padre di Alex, vecchio punk che suonava qui una generazione fa’. Questo è l’unico posto dove rifugiarsi quando si è stanchi della merda che ti lancia addosso la provincia. Ognuno di noi ha una chiave, in modo tale da fare in modo che ognuno di noi abbia i suoi spazi, ma ciò nonostante, guarda caso senza metterci d’accordo ci ritroviamo li sempre tutti insieme.&lt;br /&gt;&lt;span&gt; Tra una canzone e l’altra, una battuta e l’altra e, perché no, una cazzata e l’altra, le ore passano, con qualche ingenuo battibecco su quella-canzone-che-è-da-fa&lt;/span&gt;&lt;wbr&gt;&lt;span class="word_break"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;re-mentre-l’altra-non-se-n&lt;/span&gt;&lt;wbr&gt;&lt;span class="word_break"&gt;&lt;/span&gt;e-parla e qualche sanissima dose di coca-cola. Non ridete, noi siamo tutti straight-edge, il che vuol dire che non beviamo, non ci droghiamo e non facciamo sesso occasionale. Magari una sigaretta ogni tanto, ma niente di più. Gli altri del giro ci guardano malissimo, ma alla fine il nostro motto è sempre “TAAAANTI CAZZI!”. Perché è così che i WN prendono la vita, alla me-ne-f8, quello che pensa la gente è assolutamente fuori dai nostri interessi.&lt;br /&gt;Ora scusa vita, vai in pausa un attimo, è tempo di fare del rock qui!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/401379748165552663-6314276049248166319?l=lunaelorenzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://lunaelorenzo.blogspot.com/2010/05/luna-mi-chiamo-luna-mi-chiamo-luna-e-se.html</link><author>noreply@blogger.com (rumorebianco)</author><thr:total>0</thr:total></item></channel></rss>

