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&lt;br /&gt;
scrivo da parte della&amp;nbsp; famiglia di Roberto per dare a tutti i suoi estimatori una tristissima notizia:&lt;br /&gt;
Roberto da pochissime ora non c'è più, ha avuto un malore e se ne è andato via.&lt;br /&gt;
Siamo tutti qui vicino alla moglie e ai figli in un abbraccio pieno d icalore e di affetto.&lt;br /&gt;
Lo ricorderemo tutti insieme a voi e queste pagine ci aiuteranno a ricordare la sua passione&lt;br /&gt;
per ogni aspetto della vita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciao Roberto&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32603960-7657497959373630458?l=robertomaurizio1947.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/uWPNFGLK_DTpO0nPa7QeIoKinqc/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/uWPNFGLK_DTpO0nPa7QeIoKinqc/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/uWPNFGLK_DTpO0nPa7QeIoKinqc/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/uWPNFGLK_DTpO0nPa7QeIoKinqc/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/GZtQ/~4/hp_HcJEyZiY" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/feeds/7657497959373630458/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/saluti.html#comment-form" title="1 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/7657497959373630458?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/7657497959373630458?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/GZtQ/~3/hp_HcJEyZiY/saluti.html" title="saluti" /><author><name>roberto maurizio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/SKxIof1UShI/AAAAAAAAC0k/IDEFE_WoMYs/S220/robertomauriziossv.JPG" /></author><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/saluti.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEQBQn08eip7ImA9WxFaFEQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-32603960.post-3969589923461923139</id><published>2010-07-19T01:36:00.001+02:00</published><updated>2010-07-19T01:39:13.372+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-07-19T01:39:13.372+02:00</app:edited><title>Stampa, Scuola e Regime. La Mafia</title><content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Stampa, Scuola e Regime&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;di &lt;em&gt;Roberto Maurizio&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TEOP0LBnSsI/AAAAAAAAOlU/fdIN4Yerlbs/s1600/0L5QW0DM--180x140%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="498" hw="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TEOP0LBnSsI/AAAAAAAAOlU/fdIN4Yerlbs/s640/0L5QW0DM--180x140%5B1%5D.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Veniamo al dunque&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’estate 2010, come tante altre, è calda e bollente. Ma un’estate così vicina al Golpe non l’avevamo mai vista prima. Il Premier non va in vacanza, come milioni di italiani. Fini getta gli ami e arpiona le sue prede: le cernie di Anzio e le spigole di Capalbio, in combutta con D’Alema. Mentre un tramonto senza fiato su Capri, su Favignana, su l’Isola d’Elba (meglio che cambia nome come Cinecittà Est, un’Isola che si chiama Isola è veramente farneticante no correct) attira l’attenzione degli operai di Pomigliano d’Arco, dei dilettanti allo sbaraglio della scuola, i precari, delle mezze maniche che non hanno mai avuto un ruolo in questa Italia se non quello di distruggerla. Allora si alza in cielo la vendetta dell’Italietta. Signori, mettetevi in testa che comanda in Italia solo chi ha i soldi veri. Tutti gli altri acrobati, degni del Circo Togni, devono capire che le tigri non possono essere messe in gabbia e che il Tg3, quello di Santoro, ha già una foca monaca da salvare. Veniamo al dunque. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Le stampelle della sinistra&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vendola spariglierà il centrosinistra, come se ce ne fosse stata richiesta l’urgenza. Valentino Rossi con le stampelle arriva quarto e canta vittoria. Vedola Rosso Rosa e gaio arriverà quarto, cioè prenderà un quarto di voti degli italiani immigrati in Abissinia senza stampelle. Sempre più ultimi degli ultimi saranno i siciliani che hanno voltato le spalle a Borsellino, in occasione delle celebrazioni del 18° anniversario di via D’Amelio (diventata più famosa della morte di un eroe dei nostri tempi). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Una vergogna&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Solo 100 persone siciliane a ricordare un martirio. Perché? E’ molto più facile ammazzare che parlare! Una Sicilia invasa dai turisti in questa solita calda e bollente estate. Mentre i cani abbaiano da lontano, possibile che nessuno capisca che è giunto il tempo di sconfiggere la Mafia? La Mafia sono le persone che visitano la Sicilia, cantano a squarcia gola le canzoni più belle infettate dal sangue. La Mafia è come l’estate. Tutti sotto il Sole, per ore, ore e ore. Tutti pronti a prendersi un pezzo di cielo del tramonto su Taormina. Imbarcazioni, yacth (non riuscirò ma a scriverlo bene, perché è quello di D’Alema), pattìni, gommoni da strapazzo tutti pronti a far dimenticare la crisi, la televisione di merda che va in ferie come i professori di una volta, di tante persone che hanno come ultimo scopo, la villa al mare per fare il comunista e per non pagare le tasse.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Anche gli incisivi saltano&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che estate di merda, quando gli incisivi saltano via insieme alla statua di Borsellino. La Mafia è quella che rimette tutto a posto. Solo che ti ha tolto i denti più importanti per aggredire questi quattro inetti, pieni di soldi e senza cultura? Mi rivolgo a voi, mafiosi, camorristi, ndranghetisti. Possibile che non abbiate un minimo di dignità? Uccidete, spacciate la droga che ammazza i nostri figli: una schifezza. Ogni morto di eroina è da addebitare, però, non a voi che fate il vostro mestiere con i colombiani, gli afghani, ma a Capalbio. A quelli che prendono il Sole e vanno per il mare e non alzano un dito per la liberalizzazione della droga, quelle che potrebbe sconfiggere i racket e i camorristi. Non si sconfigge la Camorra con i libri, ma con i soldi. La sinistra fa il pesce in barile, in un’estate senza casco. E’ una classe politica che si oppone contro il bavaglio di Berlusconi e fa morire centinaia di ragazzi italiani per overdose. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;I Fondi Fassini&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una classe all’opposizione che non sa dov’è il Darfur, chi sia Aung San Sun Kyi, che invece conosce bene il miliardario ex comunista che prende i Fas (Fassino Spa, che paga uno e prende due). Sono anni che le cose in Italia vanno così. Infami sono quei politici che credono di combattere Berlusconi e lo imitano in tutte le sue manifestazioni. Basta con i politici corrotti. Basta con i corrotti politici che fanno finta di rappresentare la classe operaia che non esiste più. La classe operaia siamo noi. Gli uomini e le donne che non vogliono più essere prese per il sedere. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Summertime&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non esiste Maggioranza e Opposizione. Esiste soltanto la voglia di accumulare denaro. Non avete tenuto in considerazione che la gente vuole anche tanto amore. Summertime, and livin’ is easy, Fish are jumpin’ and the cotton is hight.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32603960-3969589923461923139?l=robertomaurizio1947.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/jsJ58jomkznsr51zYFXhC2SD3AE/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/jsJ58jomkznsr51zYFXhC2SD3AE/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/jsJ58jomkznsr51zYFXhC2SD3AE/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/jsJ58jomkznsr51zYFXhC2SD3AE/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/GZtQ/~4/8HBiUNr00_8" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/feeds/3969589923461923139/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/stampa-scuola-e-regime-di-roberto.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/3969589923461923139?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/3969589923461923139?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/GZtQ/~3/8HBiUNr00_8/stampa-scuola-e-regime-di-roberto.html" title="Stampa, Scuola e Regime. La Mafia" /><author><name>roberto maurizio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/SKxIof1UShI/AAAAAAAAC0k/IDEFE_WoMYs/S220/robertomauriziossv.JPG" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TEOP0LBnSsI/AAAAAAAAOlU/fdIN4Yerlbs/s72-c/0L5QW0DM--180x140%5B1%5D.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/stampa-scuola-e-regime-di-roberto.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;Ck4HRXszfip7ImA9WxFaFEQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-32603960.post-434425074987600249</id><published>2010-07-19T00:08:00.000+02:00</published><updated>2010-07-19T00:08:54.586+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-07-19T00:08:54.586+02:00</app:edited><title>Il mio Mediterraneo</title><content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Il mio Mediterraneo e quello di Miriam&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;di &lt;em&gt;Roberto Maurizio&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TEN6t58JW8I/AAAAAAAAOlM/GCNgD5Hq2N0/s1600/miriam.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" hw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TEN6t58JW8I/AAAAAAAAOlM/GCNgD5Hq2N0/s320/miriam.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Quando a Torvajanica&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Accarezzo il mare&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Tocco per un istante&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Le onde di Algeri&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32603960-434425074987600249?l=robertomaurizio1947.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/-au7C_7VlSx4ZtLMOihkQvQeboQ/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/-au7C_7VlSx4ZtLMOihkQvQeboQ/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/-au7C_7VlSx4ZtLMOihkQvQeboQ/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/-au7C_7VlSx4ZtLMOihkQvQeboQ/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/GZtQ/~4/dR8A8j0U0Fo" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/feeds/434425074987600249/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/il-mio-mediterraneo.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/434425074987600249?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/434425074987600249?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/GZtQ/~3/dR8A8j0U0Fo/il-mio-mediterraneo.html" title="Il mio Mediterraneo" /><author><name>roberto maurizio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/SKxIof1UShI/AAAAAAAAC0k/IDEFE_WoMYs/S220/robertomauriziossv.JPG" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TEN6t58JW8I/AAAAAAAAOlM/GCNgD5Hq2N0/s72-c/miriam.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/il-mio-mediterraneo.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;Dk4CRH09fyp7ImA9WxFaE08.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-32603960.post-8675552617702300729</id><published>2010-07-17T01:54:00.001+02:00</published><updated>2010-07-17T02:02:45.367+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-07-17T02:02:45.367+02:00</app:edited><title>Faccia di tolla. Zio Luciano si incazza</title><content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Faccia di tolla&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;di &lt;em&gt;Roberto Maurizio&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TEDxGFYxFNI/AAAAAAAAOlE/A-rHzzWw6M0/s1600/tolla.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" hw="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TEDxGFYxFNI/AAAAAAAAOlE/A-rHzzWw6M0/s640/tolla.jpg" width="430" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Senza pagare dazio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Faccia di tolla era stato utilizzato per insultare Berlusconi il 17 ottobre 2008 dal blog www.unonessuno.blogspot.com. Adesso, senza pagare dazio, Di Pietro lo ruba per attaccare Berlusconi sul Corriere della Sera del 16 luglio 2010. «Berlusconi è proprio una faccia di tolla - ha detto invece senza mezzi termini il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro -. Solo così si spiega la spudorataggine con la quale attribuisce a sé i risultati ottenuti a Milano dai carabinieri, dai magistrati e dalle forze dell`ordine proprio grazie al sistema delle intercettazioni che lui stesso vuole abrogare». Adesso, un molisano, uno che crede di essere il redentore, il giustizialista per eccellenza, un agricoltore, perché mai se la prende con la “tolla”, la pannocchia, l’infiorescenza maschile posta sulla cima dello stocco? Poteva dire faccia da culo, faccia da cazzo. Ma era troppo facile e incorreva anche nel pagamento di una multa salata. Ma qui casca l’asino! Se devi fare la battaglia contro Berlusconi raccogliendo tutta la melma dell’italiano medio cattocomunista in avanzata decomposizione, perché usi, tu Di Pietro, tu del Seminario di Termoli, tu di Montenero di Bisaccia la “tolla” per offendere un nemico giurato? “Tolla”, in milanese significa “latta”, quindi faccia che si adatta a prendere cantonate e insulti. Ma “tolla” per me, che sono sammartinese e molisano, significa la parte più prelibata del granturco, quella che si mangiava lessa durante la festa del grano di San Donato, la notte del 6 agosto, quella del popcorn (ma questo, forse si addice molto di più a voi filoamericani di Yes We Can di Obama e Veltroni). Noi molisani amiamo le nostre tradizioni, tra queste c’è il rispetto della “tolla”, del mais, del granturco. A “toll” t’he d’ha forz’e e courage (la tolla, quella del mais, ti da forza e coraggio), quello che manca alle forze politiche italiane. La “tolla” rappresenta il riscatto della povertà dell’Italia meridionale, stufa di essere assistita per far mangiare i politici corrotti, con quattro in storia e tre in italiano. La “tolla” è, dunque, un simbolo di rivolta contro questa classe di politici corrotti fin dai Comitati di Quartiere. La faccia di “tolla” era quella che gli emigranti molisani portavano all’interno delle loro valigie di cartone, quella che nascondevano per la vergogna della fame. La vera “tolla”, quella molisana e del Sud italiano immerso nel Mediterraneo, è un insieme di tanti chicchi biondi e d’orati ancora aggrappati alla pianta dalla quale avevano avuto la vita. Per l’ultima volta, la "tolla"&amp;nbsp;fu vista da zio Luciano, nel 1947, mentre partiva dalla Stazione di San Martino destinazione Francia. Prima di salire l’ultimo gradino del predellino della Littorina, zio Luciano diede il suo ultimo sguardo alla “tolla” e sussurrò: le mie radici sono le stesse delle tue. Tornerò. Ma quali saranno i costi e i ricavi della mia “avventura”? Quale il mio Check and Balance? Il turbinio di idee si fermarono di fronte alla “tolla”. La “tolla” è la vita di un “meridionale”. La “tolla” è una risposta concreta allo sviluppo del Mezzogiorno sempre più abbandonato dai politici. La “tolla” è un simbolo che il molisano Di Pietro non dovrebbe utilizzare per attaccare il suo nemico. I nemici della “tolla” sono le tossine da funghi, le fumonisine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32603960-8675552617702300729?l=robertomaurizio1947.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/N_b7pCBjhGHB3YN94c7ADgOUvqc/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/N_b7pCBjhGHB3YN94c7ADgOUvqc/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/N_b7pCBjhGHB3YN94c7ADgOUvqc/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/N_b7pCBjhGHB3YN94c7ADgOUvqc/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/GZtQ/~4/QdHjQpMtAn8" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/feeds/8675552617702300729/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/faccia-di-tolla-zio-luciano-si-incazza.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/8675552617702300729?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/8675552617702300729?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/GZtQ/~3/QdHjQpMtAn8/faccia-di-tolla-zio-luciano-si-incazza.html" title="Faccia di tolla. Zio Luciano si incazza" /><author><name>roberto maurizio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/SKxIof1UShI/AAAAAAAAC0k/IDEFE_WoMYs/S220/robertomauriziossv.JPG" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TEDxGFYxFNI/AAAAAAAAOlE/A-rHzzWw6M0/s72-c/tolla.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/faccia-di-tolla-zio-luciano-si-incazza.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;Dk4FRns9eyp7ImA9WxFaEko.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-32603960.post-7522827112463296904</id><published>2010-07-15T13:32:00.002+02:00</published><updated>2010-07-16T12:08:37.563+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-07-16T12:08:37.563+02:00</app:edited><title>La cena dopo gli Esami del "Leopardi" di Roma</title><content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Cena d’està del “Leopardi”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;di &lt;em&gt;Roberto Maurizio&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TD7tdX2SKbI/AAAAAAAAOjs/97IKRIIUqkw/s1600/aa1.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="428" rw="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TD7tdX2SKbI/AAAAAAAAOjs/97IKRIIUqkw/s640/aa1.JPG" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Senza soluzione di continuità&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TD7tqJ6kUeI/AAAAAAAAOj0/QVatPNeqCpQ/s1600/3%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="340" rw="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TD7tqJ6kUeI/AAAAAAAAOj0/QVatPNeqCpQ/s400/3%5B1%5D.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Come nella bellissima canzone napoletana, “Mandulinata a Napule”, di Ernesto Murolo e Ernesto Tagliaferri, che inizia con “Sera d’està! Pusilleco lucente canta canzone e addora d'erba 'e mare...”, ieri sera, 14 luglio 2010, gli insegnanti e gli alunni della classe VB Igea serale 2009-2010, si sono incontrati nella splendida cornice di “Villa Il Sogno”, dove hanno tenuto la “Cena d’està” per festeggiare la chiusura dell’anno scolastico, terminato con uno strepitoso successo per l’intera classe (media 77,33 su 100). Il “raduno” era stato fissato, come al solito, alle ore 20.00 sotto il “balcone” della scuola “Giacomo Leopardi”, via del Pettirosso 1, località Torre Maura, Roma. Tra le Porsche e le Ferrari degli alunni, c’erano anche le Fiat 1600 a ben quattro cilindri, di cui tre non funzionanti, degli insegnanti. Alle 21.00, tra un ritardo e l’altro, la “carovana” raggiunge “Villa Il Sogno” di Frattocchie, Marino, via Costa Rotonda 8. Ad accogliere gli studenti e gli insegnanti, il Preside, Prof. Giuseppe Calzone. La cena, ovviamente, è a “base di pesce”. Mentre nel cielo stellato si assiste alla congiunzione Venere-Primo Quarto di Luna, i camerieri danno inizio al cerimoniale di portate senza soluzione di continuità: prima ostriche e champagne, poi, scampi vino bianco e rosato, due primi, per gradire, una cernia con patate, dolce e frutta a volontà. Tra un “piatto” e l’altro, brindisi, complimenti e commozioni. E poi, tante foto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TD7uhAJSqJI/AAAAAAAAOkE/AXOPSvk8YFM/s1600/preside.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TD7uhAJSqJI/AAAAAAAAOkE/AXOPSvk8YFM/s320/preside.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Il Preside, Prof. Giuseppe Calzone&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Un forte carisma &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TD7t--ksiqI/AAAAAAAAOj8/8BPXwo44sNg/s1600/d.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TD7t--ksiqI/AAAAAAAAOj8/8BPXwo44sNg/s320/d.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Tre i momenti più “toccanti” della “Cena d’està”. Il primo, quando un insegnante traccia un bilancio complessivo della classe VB Igea serale, soffermandosi soprattutto sui lati positivi che hanno coinvolto la maggioranza. “Una vera e propria classe, anche se costituita da adulti, lavoratori, padri e madri di famiglia. Però, il vero collante tra insegnanti e studenti, ha sostenuto l’insegnante, è stato il Preside, che dall’alto della sua grande professionalità, maturata da decenni di esperienza, ha saputo donare tanto affetto, ma anche tanta serietà al “collettivo”. Sotto la “maschera pirandelliana”, sotto la “faccia burbera”, il Preside, Professore di Italiano della VB Igea 2009-2010, profondo conoscitore della Storia contemporanea, autore di libri e di articoli, giornalista pubblicista dagli anni ’80, à côté del suo forte carisma, insieme alla sua puntuale e ricercata eleganza, nasconde una connaturata bontà d’animo, propria di un fiero “meridionale” che nei momenti più critici o in quelli più allegri si esprime in uno stretto dialetto calabrese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TD7uu5hvyZI/AAAAAAAAOkM/r9A_RxB3mBk/s1600/13.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TD7uu5hvyZI/AAAAAAAAOkM/r9A_RxB3mBk/s320/13.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Li chiamavo tutti “Ciccio”&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TD7u_gML4WI/AAAAAAAAOkU/zx3tqkpbi04/s1600/17.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="166" rw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TD7u_gML4WI/AAAAAAAAOkU/zx3tqkpbi04/s640/17.JPG" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Il secondo momento clou, si è toccato con due interventi degli alunni che, oltre a riconoscere l’attaccamento del Preside all’insegnamento, hanno sottolineato la “partecipazione emotiva” che come Professore d’Italiano sapeva trasmettere durante la recitazione di poesie o brani tratti dalla Divina Commedia, da Carducci, da Pirandello. L’emozione ha raggiunto l’acme, allorquando uno dei due studenti, dopo aver elogiato tutti gli insegnanti della classe, commentando la chiusura dell’anno scolastico, ha messo in parallelo la sua esperienza di istruttore di reclute con la fine della scuola. “Per non affezionarmi troppo ai miei allievi, ha affermato l’alunno ex istruttore, li chiamavo tutti “Ciccio”. Volevo ricordare solo i loro volti e non i cognomi e i nomi. Ogni chiusura di un corso, per me rappresentava un dramma. Ma sapevo che subito dopo le vecchie reclute sarebbero stati sostituiti da altre giovani leve. E mi chiedevo? Saranno i prossimi nuovi allievi all’altezza dei vecchi”?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TD7vfFcMSaI/AAAAAAAAOkc/02Ex5gx7vKw/s1600/c.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="267" rw="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TD7vfFcMSaI/AAAAAAAAOkc/02Ex5gx7vKw/s400/c.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Ad maiora semper!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TD7v31ICb4I/AAAAAAAAOkk/0b75Px4s2gA/s1600/57.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="560" rw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TD7v31ICb4I/AAAAAAAAOkk/0b75Px4s2gA/s640/57.JPG" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La risposta gli è stata data, subito dopo, come terzo momento saliente della serata, dall’atteggiamento del volto del Preside, dal quale si capiva perfettamente che la Scuola italiana, pubblica e privata, statale o paritaria, come “Istituzione” non ha l’obbligo di fare affezionare docenti e discenti, ma contiene al suo interno l’armonia, cioè, il riconoscimento di una stima reciproca. Solo allora gli impegni profusi congiuntamente possono raggiungere gli obiettivi del sapere e della conoscenza senza limiti di tempo e di spazio. Solo una voce possente, ma tenera di una profonda istruzione può librarsi in volo e raggiungere qualsiasi meta. “P''o mare 'e Napule, quant'armunia! Saglie 'ncielo e, 'ncielo, sentono, tutt''e stelle, 'a voce mia: voce, ca tènnera, st'ammore fa”. Ad maiora semper!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutte le foto della "Cena d'està" sui siti: &lt;a href="http://www.istitutoleopardi.it/"&gt;http://www.istitutoleopardi.it/&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.maurizioroberto.com/"&gt;http://www.maurizioroberto.com/&lt;/a&gt; , e su Fb, Gruppo gli "Ex del Leopardi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le foto sono di Roberto Maurizio. Si prega di citare la fonte&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TD7yfC4t7VI/AAAAAAAAOks/TA7_bVSlTVk/s1600/bbbbbb.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="428" rw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TD7yfC4t7VI/AAAAAAAAOks/TA7_bVSlTVk/s640/bbbbbb.JPG" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32603960-7522827112463296904?l=robertomaurizio1947.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/BD1_QcTL_P1liQlwiouxAKGfDCI/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/BD1_QcTL_P1liQlwiouxAKGfDCI/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/BD1_QcTL_P1liQlwiouxAKGfDCI/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/BD1_QcTL_P1liQlwiouxAKGfDCI/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/GZtQ/~4/6_Cj1ICmyhY" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/feeds/7522827112463296904/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/la-cena-dopo-gli-esami-del-leopardi-di.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/7522827112463296904?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/7522827112463296904?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/GZtQ/~3/6_Cj1ICmyhY/la-cena-dopo-gli-esami-del-leopardi-di.html" title="La cena dopo gli Esami del &quot;Leopardi&quot; di Roma" /><author><name>roberto maurizio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/SKxIof1UShI/AAAAAAAAC0k/IDEFE_WoMYs/S220/robertomauriziossv.JPG" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TD7tdX2SKbI/AAAAAAAAOjs/97IKRIIUqkw/s72-c/aa1.JPG" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/la-cena-dopo-gli-esami-del-leopardi-di.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;D0MMR34-eCp7ImA9WxFaEUw.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-32603960.post-4765881856104185386</id><published>2010-07-14T15:44:00.002+02:00</published><updated>2010-07-14T15:51:26.050+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-07-14T15:51:26.050+02:00</app:edited><title>Cinecittà Est cambia nome? Villa Flaviana?</title><content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Villa Flaviana. Cinecittà Est: da un’espressione geografica a un nome.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;di &lt;em&gt;Roberto Maurizio&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TD2-9Mmi25I/AAAAAAAAOjk/69LL12c5tKI/s1600/villaflaviana.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="267" rw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TD2-9Mmi25I/AAAAAAAAOjk/69LL12c5tKI/s400/villaflaviana.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Foto di Roberto Maurizio&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
La Gernania dell’Est non c’è più. Berlino Est si è riunito ormai dal 1989 sotto il solido nome di Berlino. La Corea del Nord, forse, fra pochi anni si riunirà con quella del Sud. Taiwan, Formosa si sta riunificando con la Cina, per il momento sotto il punto di vista commerciale e di libero scambio, solo Cinecittà Est, un quartiere dormitorio della periferia di Roma, appartenente al X Municipio, continua ad avere un nome che più brutto di così non si può. Gli amministratori capitolini degli anni ’70 e ’80 del secolo scorso non si misero al tavolino per trovare un nome al quartiere che stava nascendo all’interno del Grande Raccordo Anulare, che si sarebbe esteso nella zona dell’Agro Romano Z.XV Torre Maura, corrispondente alla zona urbalinistica 10f. Essendo delimitata a Sud, dalla via Tuscolana e dal nodo dell’Anagnina, a Est, appunto dal Raccordo, a Nord dai terreni non edificabili al confine con l’VIII Municipio e a Ovest dagli studi cinematografici di Cinecittà, allora, con grande intelligenza e “provvisoriamente” diedero il nome di Cinecittà Est. Bravi, nemmeno gli alunni della Terza elementare avrebbero saputo fare meglio. Se a Ovest c’è Cinecittà, ad Est ci sarà Cinecittà Est. Oggi, questa brutta espressione geografica ha, forse, raggiunto i 60.000 abitanti: una vera e propria cittadina di provincia. Senza una storia alle spalle, venne inculcato alla gente di vivere a Cinecittà Est. Oggi, la svolta: durante i lavori per costruire il “Punto verde qualità” (nome altrettanto “anodino”), il Cinecittà Park, affidato alla Ditta Di Veroli, si sta rinvenendo una Villa Romana. Ecco l’occasione per cambiare nome a Cinecittà Est. Ci chiameremo con il nome della Villa Romana, oppure con uno dei punti fondamentali della sua storia. Ad esempio: Villa di Torre Spaccata, ma già esiste, Villa Flaviana, forse. Sicuramente no, Cinecittà Est, Villa Agrippina, Villa Aenobarbo, Villa Severo. Quando ti chiedono dove abiti, è difficile da pronunciare Cinecittà Est, soprattutto quando ti rivolgono la domanda gli abitanti dei Parioli, del Borgo, dei Prati. Adesso, forse, potremmo rispondere: abito nel quartiere di “Villa Flaviana”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;Tutte le foto su Facebook, roberto maurizio e sul sito &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.maurizioroberto.com/"&gt;&lt;em&gt;http://www.maurizioroberto.com/&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32603960-4765881856104185386?l=robertomaurizio1947.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/gb-AbAK0e1Df0wen92imw_YWOa8/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/gb-AbAK0e1Df0wen92imw_YWOa8/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/GZtQ/~4/QDNd87g6wZA" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/feeds/4765881856104185386/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/cinecitta-est-cambia-nome-villa.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/4765881856104185386?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/4765881856104185386?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/GZtQ/~3/QDNd87g6wZA/cinecitta-est-cambia-nome-villa.html" title="Cinecittà Est cambia nome? Villa Flaviana?" /><author><name>roberto maurizio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/SKxIof1UShI/AAAAAAAAC0k/IDEFE_WoMYs/S220/robertomauriziossv.JPG" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TD2-9Mmi25I/AAAAAAAAOjk/69LL12c5tKI/s72-c/villaflaviana.JPG" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/cinecitta-est-cambia-nome-villa.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CEEDSH0zcSp7ImA9WxFaEEw.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-32603960.post-4339252543037788555</id><published>2010-07-13T11:17:00.000+02:00</published><updated>2010-07-13T11:17:59.389+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-07-13T11:17:59.389+02:00</app:edited><title>Tutti promossi al "Leopardi" di Roma</title><content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Analisi del voto&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;di &lt;em&gt;Roberto Maurizio&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDwuOTinIoI/AAAAAAAAOjE/FUEIBJKmezA/s1600/ron3.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDwuOTinIoI/AAAAAAAAOjE/FUEIBJKmezA/s320/ron3.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Le rondini, tra i raggi del Sole, volano su via del Pettirosso durante gli Esami di Stato&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Puntuale, il 9 luglio, come un orologio svizzero, è calato il sipario sugli Esami di Stato 2009-2010 dell'Istituto Paritario "Giacomo Leopardi" di Roma. I risultati raggiunti dagli studenti sono stati&amp;nbsp;più che soddisfacenti: non hanno&amp;nbsp;fatto altro che confermare la serietà di questo Istituto che da quasi trent'anni opera sul territorio situato ad Est della capitale, Torre Maura. Quarantaquattro studenti interni e ventidue esterni sono riusciti nella loro impresa. Tutti promossi al "Leopardi"! La media totale dei voti raggiunti dagli alunni interni ha toccato il 76,77 su 100. La classe VB Igea corso serale ha realizzato 77,33 punti su 100; la VA Igea, corso antimeridiano, ha raggiunto quota 76,23. Nove alunni della VB hanno superato abbondantemente il punteggio degli 80/100, mentre metà classe della VA, 12 alunni, si è collocata sopra questo straordinario punteggio: ottanta su cento. Buone anche le performances dei candidati esterni abbinati alle due classi quinte del "Leopardi": VA esterni, 72,83 su 100, e VB, 72,33 su 100. Il Preside, Prof. Giuseppe Calzone, si è complimentato con tutti gli studenti, ai quali ha inviato le sue congratulazioni e i suoi auguri per un ottimo impiego del diploma conseguito in piena serenità e con estrema professionalità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32603960-4339252543037788555?l=robertomaurizio1947.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/a2NgSPL2OWcxdvHp933-fZyj5Fs/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/a2NgSPL2OWcxdvHp933-fZyj5Fs/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/a2NgSPL2OWcxdvHp933-fZyj5Fs/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/a2NgSPL2OWcxdvHp933-fZyj5Fs/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/GZtQ/~4/Sp8MjafAO7g" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/feeds/4339252543037788555/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/tutti-promossi-al-leopardi-di-roma.html#comment-form" title="1 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/4339252543037788555?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/4339252543037788555?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/GZtQ/~3/Sp8MjafAO7g/tutti-promossi-al-leopardi-di-roma.html" title="Tutti promossi al &quot;Leopardi&quot; di Roma" /><author><name>roberto maurizio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/SKxIof1UShI/AAAAAAAAC0k/IDEFE_WoMYs/S220/robertomauriziossv.JPG" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDwuOTinIoI/AAAAAAAAOjE/FUEIBJKmezA/s72-c/ron3.JPG" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/tutti-promossi-al-leopardi-di-roma.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkYCQn85fip7ImA9WxFbGUs.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-32603960.post-9102925054626606149</id><published>2010-07-12T22:56:00.000+02:00</published><updated>2010-07-12T22:56:03.126+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-07-12T22:56:03.126+02:00</app:edited><title>Giorgio Alpi, padre di Ilaria</title><content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Un saluto a Giorgio Alpi, padre di Ilaria&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;di &lt;em&gt;Roberto Maurizio&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDuA4qY0Y8I/AAAAAAAAOis/RHUfK9aiffk/s1600/17%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDuA4qY0Y8I/AAAAAAAAOis/RHUfK9aiffk/s320/17%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Si è spento ieri, 11 luglio 2010, a Roma, all’età di 86 anni, Giorgio Alpi, padre di Ilaria, giornalista uccisa in Somalia 16 anno or sono. “Stampa, Scuola e Vita”, che ha sempre avuto un atteggiamento “riflessivo” sull’uccisione della giornalista di Rai 3 nel 1994, esprime il suo cordoglio alla moglie di Giorgio Alpi, padre di una giovane e brava lettrice ed interprete dei suoi tempi. Quello che non ho mai capito, come mai una ragazza giovane, senza esperienze, fosse stata mandata allo sbaraglio. Se la Rai conosceva la pericolosità della pista che stava seguendo Ilaria, perché l’ha lasciata sola? Perché non l’ha fatta proteggere? Come un agnello sacrificale, Ilaria ha dato la sua vita per seguire un “inbroglio internazionale”. Caduto il muro di Berlino, ridotte a zero le forze della Prima Repubblica, che bisogno c’era di trafiggere la Cooperazione allo sviluppo. Il Dipartimento per la cooperazione allo sviluppo, durante gli anni della Guerra Fredda, non poteva fare nient’altro di quello che gli veniva imposto dagli Stati Uniti. Perché mai gli Usa si sono disinteressati della distruzione di un “bastione” sul quale veniva realizzata la politica estera italiano nel Terzo Mondo? Perché Henry Kissinger non ha mai parlato di Ilaria Alpi? Ormai, l’Italia, dopo il 1989 non aveva più voce in capitolo. Mani Pulite stava mietendo vittime a destra e a manca ponendo sotto i suoi riflettori la Cooperazione italiana. Con un tratto di penna, manette e spade venne stritolato e buttata l’acqua sporca con il bambino. Ma perché mai, Ilaria ha voluto contribuire con le sue inchieste a buttare il bambino, gettando fango sulla Cooperazione italiana? Dopo 16 anni non sono state trovate prove concrete della corruzione e del male affare del Ministero degli Esteri italiano. Giorgio, padre di Ilaria, ha dato, come la figlia, la sua vita per cercare di trovare la “verità”. Il suo impegno per trovare le ragioni e i veri colpevoli della barbara uccisione di una bellissima creatura si è spento senza risultati. Resterà comunque indelebile nella storia di questa “povera” Italia, l’amore di un padre per la figlia fino alla fine del suo ultimo respiro. Giorgio ha finalmente ritrovato la luce di Ilaria, ma non è riuscito a dipanare le tenebre che nascondono ancora troppi lati oscuri. Grazie Giorgio, grazie Ilaria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDuBD061wbI/AAAAAAAAOi0/L9YRAGA-J8c/s1600/a7ff95b82395ab666c5660e22d694bfc%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDuBD061wbI/AAAAAAAAOi0/L9YRAGA-J8c/s320/a7ff95b82395ab666c5660e22d694bfc%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per rendere omaggio a Ilaria e a Giorgio, “Stampa, Scuola e Vita”, riproduce un “articolo” di Alessio Candido, pubblicato il 21 marzo 2010. E’ una specie di Analisi del Testo, quello che cercheremo di effettuare. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Titolo: Ndrangheta, rifiuti, servizi: un rosario di silenzi da Bosaso alla Calabria&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Iniziamo con una critica. Ma che c’entra la Ndrangheta con la Cooperazione allo sviluppo? Bosaso, dov’è? Il probabile lettore già si spaventerebbe. Ok. Passiamo al testo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Somalia, 1994. Fase conclusiva dell’operazione Restore Hope (questa era solo americana, di Clinton). La missione della Nazioni Unite (Operation Continue Restore Hope) avrebbe il compito ripristinare la sicurezza locale e favorire l’eventuale reinsediamento di un governo legittimo (legittimato da chi?). Ma la carestia continua a mietere vittime (come se fosse una novità per la Somalia), la forza multinazionale (Onu) riesce a malapena a assicurare un cordone di sicurezza attorno agli aiuti umanitari, mentre il potere rimane saldamente in mano ai “signori della guerra” (legati mani e piedi ad Al Qaeda). La popolazione è stritolata nella guerra fra clan e stremata dalla fame (mentre prima!). Nel frattempo, all’ombra della cooperazione internazionale, la Somalia è divenuta crocevia di traffici di ogni tipo: armi, rifiuti tossici, scorie nucleari. Traffici ai quali i caschi blu non sono estranei. (Questa accusa dovrebbe essere documentata. I Caschi Blu collusi con i traffici di armi- come se l’Onu armava Al Qaeda- rifiuti tossici, come se quattro camorristi potessero avere un potere in Somalia, scorie nucleari, incredibile, l’Onu contro l’Aiea che è una sua agenzia).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È questa la pista che Ilaria Alpi e Miran Hrovatin stavano seguendo prima di essere uccisi il 20 marzo 1994, a Mogadiscio. (Ma come? Un’operazione così pericolosa assegnata a due poveri giornalisti che avevano a mala pena un tacquino e una penna, una telecamera da quattro soldi, registratori di merda, senza telefoni satellitari, senza nessun ausilio esterno, come i sateletti americani). Solo loro, l’autista e l’uomo della scorta con cui viaggiavano no. Miracolosamente, escono illesi dall’agguato. Miran e Ilaria sono invece freddati a 300 metri dalla casa di Giancarlo Marocchino, noto faccendiere, frequentatore dei militari e, si dice, dei servizi segreti italiani (quali servizi segreti? Chi erano i responsabili?). Fu lui il primo ad accorrere (certo l’agguato era stato effettuato proprio davanti casa sua).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un mistero targato Bosaso&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nei giorni precedenti, Marocchino aveva fatto scattare l’allarme fra i reporter italiani “Andate via, stanno preparando qualcosa contro di voi” (chi erano i reporter italiani presenti, sono stati sentiti, hanno confermato questa tesi?). Ma i due giornalisti italiani non c’erano. Erano a Bosaso (finalmente, Bosaso, ma dov’è a quanti chilometri da Mogadiscio?) ad intervistare il sultano Abdullahy Moussa Bogor (ma chi cazz’è?) a proposito della flotta di pescherecci Shifco, donata dalla Coooperazione italiana alla Somalia (come, quando e perché?), del sequestro (adesso ti sequestrano pure la flotta di Rutelli e di D’Alema) di una di queste navi, e – forse – di qualche traffico di armi e rifiuti fra Italia e Somalia (dati, fatti e non parole).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non fu un viaggio casuale. Un appunto trovato, dopo l’omicidio, sulla scrivania di Ilaria Alpi nel suo ufficio alla Rai (il direttore non sapeva nulla, incredibile, mandare a morire una giovane giornalista per quattro soldi) dimostra che Ilaria seguiva da tempo questa pista «Bosaso, Mugne, Shifco, 1.400 miliardi (fondi Fai) di lire…dove è finita questa impressionante mole di denaro»? (Ma quale impressionante mole di denaro, circa 700 milioni di euro, meno di una vincita al superenalotto, i fondi della cooperazione italiana erano notevolmente alti, daremo i dati successivamente, esisteva la Biblioteca dell’Università somala che era il fiore all’occhiello della nostra cooperazione che valeva molto di più).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E che Ilaria avesse intenzione di andare a Bosaso, lo ha confermato anche Alberto Calvi, l’operatore Rai che l’aveva accompagnata in Somalia per ben quattro volte (la prima nel 1992, le rimanenti nel 1993): «Non ci andammo prima perché impegnati a seguire i fatti di cronaca a Mogadiscio e perché non avevamo soldi e scorta a sufficienza; c’era il rischio di lasciarci la pelle», ha spesso ricordato Calvi, dopo la morte di Ilaria (poveri giornalisti senza soldi che vogliono fare anche gli 007, qualche anno prima, ero andato con la mia radio a transistor alla Rai per intervistare un esponente dell’Onu. La mia “vecchia” radio valeva appena 150 mila lire, e mi dissero, in Rai, di tenerla sotto controllo).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma a dirlo è anche Massimo Loche, l’allora direttore del Tg (quale?): “Quando mi chiamò da Bosaso, il 17 marzo, sentii Ilaria molto eccitata perché aveva realizzato un buon servizio”, ha dichiarato Loche agli investigatori della Procura della Repubblica di Torre Annunziata (a bene!). In una seconda telefonata al Tg3, fatta il 20 marzo ’94, e riferita dal collega Flavio Fusi, Ilaria avrebbe detto: “Ho delle cose grosse (quali?), ho un ottimo servizio”. Poche ore dopo veniva uccisa (non c’è nessun nesso fra causa ed effetto).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un crocevia di traffici all’ombra della cooperazione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDuBQ99vAlI/AAAAAAAAOi8/B7mKHwEs2kg/s1600/ilaria%2520alpi%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDuBQ99vAlI/AAAAAAAAOi8/B7mKHwEs2kg/s320/ilaria%2520alpi%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
A Bosaso, secondo Ilaria succedeva qualcosa di strano. E ci aveva visto giusto (ma fi che cosa sta parlando?). Nel 2004, interrogato dagli investigatori della Procura di Asti, Marcello Giannoni, titolare e socio della Progresso Srl di Livorno, che si occupava di smaltire rifiuti tossico-nocivi, ha rivelato che «in Somalia sono arrivati sicuramente rifiuti tossici di tipo industriale e, forse, di tipo sanitario. Dove? Nella zona di Bosaso. Lo so con certezza. Sono stati impiegati, come materiale di riempimento, durante i lavori di realizzazione del porto e della strada (fino a prova contraria, la cooperazione internazionale, come quella italiana costruisce strade, che c’è di strno?) che va a Garoe». E nel girato di Miran arrivato in Italia, quella strada c’è (per forza l’avevamo costruita noi). Un lungo filmato di quella strada che unisce Bosaso a Garoe (e che c’entra la Cooperazione?).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la Procura di Torre Annunziata invece, di mezzo c’erano anche armi provenienti dall’Est Europa e portate in Somalia da Hercules C-130 italiani (ok, i C-130 italiani atterravano sulla strada Bosaso-Garoe). A indicare questa pista (di atterraggio?) è stato soprattutto l’imprenditore Francesco Corneli, ritenuto vicino ai servizi segreti siriani (siriani? Ma che cazzo ci facevano là), nonché ex collaboratore esterno del Sisde (un porco, insomma), ascoltato più volte nel giugno 1997. Agli investigatori, Corneli ha fornito dei dettagli inediti: secondo lui, per fronteggiare la guerra civile che lo vedeva perdente, il dittatore somalo Siad Barre, tra il 1990 e il 1991, chiese ai suoi referenti socialisti in Italia di procurargli «armamenti di alta tecnologia» (che c’è di strano se un paese amico chiede al suo alleato di procurargli mezzi e strumenti per difendersi?).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Invece, il 7 agosto 1997 un altro testimone, Marco Zaganelli, dichiarava: «Nel periodo in cui sono stato in Somalia, io e tanti altri abbiamo notato con cadenza settimanale la presenza di aerei militari non identificati del tipo Hercules che scaricavano armi in Somalia» (embé, ma dove andavano le armi?).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ilaria, Miran e un lungo rosario di morti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma questo Ilaria non l’ha potuto scrivere. Quando Giannoni, Corneli e i tanti altri che hanno aggiunto tessere al mosaico di Bosaso, hanno parlato, lei era già morta (ma quali le accuse precise?). Né è dato sapere cosa Ilaria avesse scoperto. Nonostante in Somalia fossero presenti gli uomini del contingente italiano, quelli del Sismi comandati da Luca Rajola Pescarini ed anche un nucleo dei Carabinieri del Tuscania, dopo l’omicidio, nessuna indagine è stata avviata (quali indagini potevano fare su un territorio straniero? Con quale autorità? Perché la Rai non si è mossa?). Nessuno ha interrogato i testimoni oculari (perché la Rai non mando uno straccio di giornalista sul posto?), raccolto i bossoli (non c’erano bidelli pronti), effettuato misurazioni e rilevamenti balistici (ma con una guerra in corso e senza soldi, come cavolo facevano i somali? Perché la Rai non ha mosso il culo per Ilaria? Possibile che non c’era nessuno pronto a fare un reportage? Perché non è stato informato il Ministero degli Esteri e il Dipartimento per la cooperazione allo sviluppo e la rivista Cooperazione che aveva fior fiori di giornalisti legati alla sinistra. Perché non mi hanno contattato, come giornalista del mensile Cooperazione? Ilaria, quante volte ti ho pensato. Quante volte ho detto, ma che c’entra questa con la Cooperazione italiana, non sapevi nulla, non sapevi nemmeno perché eravamo in quel posto desolato. Poi mi hanno detto che conoscevi l’arabo. Allora ti hanno inviata in Somalia non per fare la giornalista e raccontare le notizie. Il tuo compito era molto più grande di te. Chi ti ha mandato allo sbaraglio? Chi aveva bisogno di sapere, conoscere e annichilire la Cooperazione italiana. Sulla bocca di tutti c’era questa vergognosa frase: mungere finché la vacca può. Una specie di bidello-sacrestano-ergastolano-nullafacente-tuttofare-mafioso-emiliano mi accolse con la famosa frase della vacca: la Cooperazione italiana è una vacca da mungere! Erano gli anni ’70. Nel ’94, questa frase ormai era diventata di dominio pubblico: tutti ladri, tutti in galera! Ma che c’entro io che volevo solo il bene dei paesi poveri e della povera Italia? Niente! Tutti ladri!). Non è stata effettuata neanche un’autopsia. Sarà solo nel 1996 che le analisi sulla salma riesumata metteranno in luce che i colpi che hanno ucciso Miran e Ilaria sono stati sparati a bruciapelo (chi vuole ammazzare, ammazza a brucia pelo e anche a brucia pezzo), facendo saltare le ricostruzioni che volevano i due giornalisti vittime casuali di un agguato. Ed ancora. Si sa che Ilaria aveva con sé due taccuini (ecco i taccuini, ma che cavolo poteva dire?) un block notes fitto di appunti (ma quali appunti? Perché questi appunti non i ha spediti al Direttore del Tg3? He cazzo faceva il Direttore del Tg3?) e una macchina fotografica (da quattro soldi, ma una spia, una che doveva fare un servizio esclusivo gli dai una macchina che probabilmente era la sua. Ma che cavolo di intelligence ha Rai 3? Fatti una foto e poi se intervisti il potente, scatta più foto quanto puoi). Nulla di tutto ciò è arrivato in Italia (e neno male, cosa avremmo potuto vedere? Avete presente la strumentazione della Cia e del Kgb? Povera Ilaria, non sapeva nemmeno dove poter sviluppare le sue magnifiche foto), ma c’è chi questi oggetti li aveva visti e filmati. La morte di Ilaria e Miran fu ripresa da due troupes di altrettante emittenti televisive: Rtsi (svizzera italiana) e Abc (USA). Ma stranamente anche gli operatori delle due tv sono morti poco tempo dopo in circostanze poco chiare. Vittorio Lenzi (Rtsi) trovò la morte in un incidente stradale mai del tutto chiarito. Stessa sorte toccò al cameraman di Abc, rinvenuto cadavere in un albergo di Kabul un anno dopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E il caso s’ingrossa&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Morti sospette, come quelle di altri personaggi collegati al “Caso Alpi”. Come quella di Vincenzo Li Causi, capostruttura di Gladio in Sicilia (legalmente riconosciuto durante la Guerra Fredda), maresciallo del Sismi e confidente di Ilaria (allora Ilaria era una spia?), ucciso in Somalia pochi mesi prima dell’agguato che è costato la vita alla giornalista Rai e al suo operatore. Li Causi sapeva del possibile coinvolgimento di militari italiani nel traffico illecito di armi (spero che abbia informato il direttore di Rai 3). Segreti che prima di morire sarebbe riuscito a passare a Ilaria (sempre più losca e sempre più implicata, nonostante che il Direttore del Tg3 era all’oscuro, anzi era un complice del delitto di una sua redattrice). E il 13 giugno 1995 verrà trovato ucciso anche Marco Mandolini, paracadutista della Folgore, stretto collaboratore e amico di Li Causi. Lo troveranno cadavere sulla spiaggia di Livorno, ucciso da 40 coltellate e con la testa fracassata (non bastavano 40 coltellate, anche la testa fracassata e non si sa perché, anzi sì, sapeva che Ilaria era stata uccisa dai servizi segreti e lui, Mandolini, della Folgore, uno che si buttava per vivere, ora era complice della spia Ilaria a tutt’azimut). Un documento riservato del Sismi proverebbe la collaborazione tra Li Causi e Mandolini nel trasporto di materiale bellico dal porto di La Spezia al porto di Trapani, all’aeroporto militare trapanese, alla Somalia. Traffici “sospetti” che erano stati filmati clandestinamente dal giornalista Mauro Rostagno, ucciso anch’egli il 26 settembre 1988 in circostanze a loro volta mai chiarite (e ci mancava Rostagno, ucciso 14 anni prima).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fin qui. Continua senza commenti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le indagini&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questi non sono che alcuni pezzi del mosaico su cui la magistratura e la Commissione parlamentare d’inchiesta istituita nel 2004 e presieduta dall’On. Carlo Taormina avrebbero dovuto far luce. Ma ancora oggi l’unico a finire dietro le sbarre è stato Hashi Omar Assan, condannato a 26 anni per concorso in omicidio plurimo (gli mancano 10 anni, che passano presto). Assan era arrivato a Roma due giorni prima del suo arresto per testimoniare alla commissione sulle presunte violenze dei soldati italiani in Somalia. Ma per casualità sarebbe stato immediatamente identificato dall’autista della Alpi come uno dei componenti del commando (riconoscere un somalo è come riconoscere un cinese quando si trova a Tokyo. Ma tant’è. Il somalo armato dal Ministero degli Esteri Italiano è lui, lui che avrebbe agito per tappare la bocca dalle nefandezze che lui, insieme alla Cooperazione italiana avevano perpetuato contro l’Italia fascista che fa i soldi con la povertà e la fame nel mondo). La condanna è arrivata dopo due processi. Il primo si era concluso con una sentenza di assoluzione che definiva il procedimento come «la costruzione di un capro espiatorio». «Alcune piste» scrivevano i magistrati «potrebbero portare a ritenere che la Alpi sia stata uccisa a causa di quello che aveva scoperto (ma cosa aveva scoperto se non l’acqua calda?)». Nella stessa direzione va quanto dichiarato dal Generale del Sisde Rajola Pescarini alla Commissione Parlamentare di inchiesta : «I misteri della cooperazione non si trovano né a Bosaso né a Mogadiscio. Stanno a Roma, o in qualche Paese vicino, dove ci sono le banche (ma di che cavoli di tesori parla? Dove sono le prove. Ma poi, era veramente una nullità. Basta guardare i flussi della cooperazione internazionale verso il Terzo mondo, ma la Somalia era una nullità! Non c’erano interessi di sorta. Questi quattro imbecilli che infangano la Cooperazione italiana erano degli imbecilli che non sapevano e non potevano assumersi la paternità di un così efferato delitto. Quattro stronzi inesistenti». Una Commissione che ha concluso i suoi lavori praticamente con un nulla di fatto. Tre relazioni, tutte contrastanti. Quella di maggioranza, in barba a 10 anni di inchieste giornalistiche e giudiziarie che hanno battuto la strada dei traffici di armi e di rifiuti radioattivi, degli affari italiani della cooperazione in Africa e delle contiguità dei servizi segreti con faccendieri spregiudicati, identifica nell’estremismo islamico la matrice dell’omicidio. Quella di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, ha detto Taormina «è stata una settimana di vacanza conclusa tragicamente». (E’ vero che la conclusione di Taormina taglia le gambe ad un’inchiesta che non ha avuto la possibilità di verificare, per filo e per segno, tutte le sfaccettature di un’inchiesta ancora in alto mare; è vero che Ilaria non era andata in Somalia per una vacanza; ma Taormina vuole mettere in evidenza la vacuità, la superficialità di persone inviate sul fronte senza risorse. Vacanza è la mancanza di lavoro con strumenti idonei. La colpa è del Direttore del Tg3 che ha inviato Ilaria in vacanza in Somalia mentre si stava svolgendo una vera e propria guerra).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«I punti critici della commissione sono tantissimi» ha detto Mauro Bulgarelli, autore di una delle relazioni di minoranza «ad esempio, a noi commissari non è mai stato permesso di controinterrogare una delle persone che piú hanno vissuto il caso Alpi direttamente, cioè questo faccendiere, Giancarlo Marocchino. E poi c’è l’attacco da parte del presidente nei confronti della stampa, in particolare contro Maurizio Torrealta». Il giornalista, uno dei primi a investigare sulla morte di Ilaria è stato accusato di aver occultato del materiale. «È stato ascoltato una prima volta», ha riferito Bulgarelli, « doveva essere chiamato una seconda, ma dopo una settimana vennero sequestrati dei documenti che lo riguardavano alla Rai, incluso la sua scheda personale». E per le sue indagini è stato più volte querelato e ha subito 5 processi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eppure, nonostante gli sforzi di familiari, parlamentari e giornalisti, oggi non si è ancora arrivati alla verità. Nessun processo ha messo dietro le sbarre i mandanti dell’esecuzione dei due giornalisti. «Basterebbe semplicemente intrecciare le carte, tutte secretate, chiuse in non so quale stanza di non so quale palazzo dello stato italiano, per capire chi ha ucciso Ilaria Alpi», è il commento amaro di Bulgarelli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma nonostante siano passati 16 anni, il caso rimane di schiacciante attualità: «Ogni indagine che viene fatta sul traffico di rifiuti tossici e sul loro smaltimento illecito, finisce per essere legata al caso. Due fa un pentito di una cosca calabrese, ha parlato di smaltimento di rifiuti tossici dirottati verso la Somalia. Il paese in quel momento era il centro di tutta una serie di malaffare, dal traffico di armi, al riciclaggio di denaro, al traffico di rifiuti tossici, che sembrava uno degli sport preferiti delle ricche democrazie occidentali, che andavano lì a sotterrare ciò che era bene non tenere in patria perché ritenuto pericoloso. C’è stata già l’ammissione da parte di alcuni Paesi, come la Svezia qualche anno fa, mentre in Italia tutto tace», ha affermato Bulgarelli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quel pentito si chiama Francesco Fonti. Ha iniziato a collaborare con i magistrati della Dda di Reggio Calabria nel ’94. Ed è considerato “uno che sa”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 5 luglio 2005 Fonti è stato sentito anche dalla commissione d’inchiesta sulla morte di Ilaria e Miran. E con i commissari, Fonti ha parlato a lungo. Delle due navi della Shifco – una carica di rifiuti compresi fanghi di plutonio, l’altra di armi- che dall’Italia vanno in Somalia tra Mogadiscio e Bosaso a fine gennaio ‘93. Di un altro carico stessa destinazione nel 1987/1989. Di Giancarlo Marocchino come persona che ha fornito gli automezzi da Mogadiscio a Bosaso. Di altri nomi “interessanti” per l’inchiesta compresi quelli di chi ha trattato con lui (italiani e somali) e di chi si è occupato dell’occultamento dei carichi. Ma tutto è stato secretato. E il segreto – si sa – è l’anticamera dell’oblio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come nell’oblio è finita l’inchiesta interna che avrebbe dovuto far luce su chi avesse fatto sparire, dal plico custodito nell’Archivio della Procura di Reggio Calabria, 11 dei 21 fascicoli archiviati, insieme al certificato di morte della giornalista del Tg3. Certificato che era stato ritrovato a casa di Giorgio Comerio, noto faccendiere al centro dell’inchiesta per l’affondamento della nave Jolly Rosso. Un’indagine complessa, durante la quale sono venuti fuori nomi di Stati e trafficanti coinvolti nella presunta operazione affonda scorie. L’ennesima “nave dei veleni” affondata nei mari calabresi con la stiva piena di veleni di ogni tipo, ma non prima di aver scarrozzato da una parte all’altra del Mediterraneo armi, munizioni e rifiuti di ogni genere. Traffici che solamente organizzazioni criminali come la ‘ndrangheta possono gestire. Traffici che però – dicono le inchieste – non avrebbero potuto crescere e prosperare, ramificandosi in tutti i territori e su tutti i mercati senza coperture, silenzi e complicità nelle strutture di potere pubbliche e private. Eppure, non c’è ancora nessuno che stia pagando. Né per i quintali di scorie sversati davanti alle nostre coste, né per i traffici che hanno rimpinguato le casse di criminali di ogni latitudine e nazionalità, né per l’omicidio dei due giornalisti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’unico a finire dietro le sbarre per la morte di Ilaria e Mirano è stato Hashi Omar Hassan. Assolto in primo grado perché definito dai magistrati “un capro espiatorio”, condannato in secondo grado, con pena ridotta in Cassazione, Hassan sta scontando 26 anni nel carcere di Padova. A inchiodarlo, la testimonianza di Ali Rage Hamed detto Jelle, misteriosamente scovato da un “funzionario dell’ambasciata italiana”, sparito venti giorni prima del processo e tuttora “irreperibile”. A nulla sono valse né le testimonianze di chi ha dichiarato che Jelle non era presente sul luogo del duplice omicidio, né una conversazione telefonica registrata in cui lo stesso Jelle dichiara di essere stato indotto ad accusare Hashi ma di voler ritrattare e raccontare la verità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi però il caso Alpi potrebbe riaprirsi. Il dottor Maurizio Silvestri ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dal Pm Giancarlo Amato della Procura di Roma disponendo invece l’imputazione coatta per il reato di calunnia per Jelle. A meno che qualcuno non intervenga – per l’ennesima volta- a rimescolare le carte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32603960-9102925054626606149?l=robertomaurizio1947.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/3IjbkkJ6O-iXq-wgpi6Jaz71DJM/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/3IjbkkJ6O-iXq-wgpi6Jaz71DJM/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/3IjbkkJ6O-iXq-wgpi6Jaz71DJM/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/3IjbkkJ6O-iXq-wgpi6Jaz71DJM/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/GZtQ/~4/ZOZcbFL4GUE" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/feeds/9102925054626606149/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/giorgio-alpi-padre-di-ilaria.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/9102925054626606149?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/9102925054626606149?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/GZtQ/~3/ZOZcbFL4GUE/giorgio-alpi-padre-di-ilaria.html" title="Giorgio Alpi, padre di Ilaria" /><author><name>roberto maurizio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/SKxIof1UShI/AAAAAAAAC0k/IDEFE_WoMYs/S220/robertomauriziossv.JPG" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDuA4qY0Y8I/AAAAAAAAOis/RHUfK9aiffk/s72-c/17%5B1%5D.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/giorgio-alpi-padre-di-ilaria.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUIGRn87fip7ImA9WxFbGUg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-32603960.post-4968892724081015574</id><published>2010-07-12T15:25:00.001+02:00</published><updated>2010-07-12T18:52:07.106+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-07-12T18:52:07.106+02:00</app:edited><title>Zarrelli. Ururi nel tempo</title><content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;Zarrelli, Ururi nel tempo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;di &lt;em&gt;Roberto Maurizio&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDsXr33PNrI/AAAAAAAAOik/kqPnKHbG3aQ/s1600/Fiat%2520306-3%2520Cameri%2520220%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDsXr33PNrI/AAAAAAAAOik/kqPnKHbG3aQ/s320/Fiat%2520306-3%2520Cameri%2520220%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Che cos’è il tempo? E’ una misura standard che sui libri diventa illeggibile. 200 anni sono come un battito di ali di una farfalla impazzita. La scuola nasconde il tempo. 150 anni fa, si faceva l’Italia che era già fatta e stracotta. Il ventennio fascista, una pia illusione. La rivoluzione 1948 coatta costituzionale, una meretrice al servizio di due padroni. I moti del ’48, solo una strada per la distruzione. Il tempo è sempre stato lo stesso, il caldo anche. Non ci sono picchi né ambulanze in più. Il pullman blu di Zarrelli si fermava puntualmente alle 14 e 23, proprio davanti casa mia. Un caldo insostenibile, una tensione fatta di sempre più problematiche inesistenti, quanto pesce ti sei fatto dare, mentre nel piatto navigavano nell’acqua dell’Acquedotto Pugliese, le povere e maltrattate spine di un pesce blu che aveva visto questo colore una settimana prima. E Zarrelli si fermava senza menzionare Zattella. Una, due persone salivano verso una meta che conduceva al mare. Mentre Zarrelli, di Ururi, con il suo pullman, suonava il clacson, alta e soave si ergeva la voce di mia sorella. Una voce incantevole, irripetibile nell’universo intero. E il caldo ti inchiodava tra le mosche e le anguste visioni di una realtà limitata nel tempo, nello spazio, nella cultura e nella possibilità di un reintegro di una classe non povera, ma becera, che non avrebbe mai avuto la possibilità di emergere. Come si sa, emerge solo chi riesce a galleggiare. Zarrelli, di Ururi, un extracomunitario albanese, contro Lanciano, di San Martino in Pensilis, un italiano vero, ti facevano accogliere la calura come un momento dovuto dal calendario e dalla natura. Zarrelli suonava, Zarrelli chiamava, Zarrelli sostituiva lo Stato inesistente in una Regione, chiamiamola così, dove nemmeno il grano, l’uva, l’olivo, la pampanella, sapevano di essere nati lì. Zarrelli è sinonimo di estate, di caldo afoso, di possibilità di dare un’alternativa ai molisani. Zarrelli è l’Italia, quell’Italia che unisce tutti coloro che abitano su questo bellissimo Stivale. Zarrelli è l’estate, è la vita. Brunetti, di Portocannone,&amp;nbsp;è la persona che mi ha fatto capire come la diversità è un problema della normalità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32603960-4968892724081015574?l=robertomaurizio1947.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/in_oG2OxDCESO_dp2J0dlYFOYGc/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/in_oG2OxDCESO_dp2J0dlYFOYGc/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/in_oG2OxDCESO_dp2J0dlYFOYGc/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/in_oG2OxDCESO_dp2J0dlYFOYGc/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/GZtQ/~4/FNhCxd4owdg" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/feeds/4968892724081015574/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/zarrelli-ururi-nel-tempo.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/4968892724081015574?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/4968892724081015574?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/GZtQ/~3/FNhCxd4owdg/zarrelli-ururi-nel-tempo.html" title="Zarrelli. Ururi nel tempo" /><author><name>roberto maurizio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/SKxIof1UShI/AAAAAAAAC0k/IDEFE_WoMYs/S220/robertomauriziossv.JPG" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDsXr33PNrI/AAAAAAAAOik/kqPnKHbG3aQ/s72-c/Fiat%2520306-3%2520Cameri%2520220%5B1%5D.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/zarrelli-ururi-nel-tempo.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;D08GQXY5eSp7ImA9WxFbGEU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-32603960.post-304009179870251551</id><published>2010-07-12T00:03:00.000+02:00</published><updated>2010-07-12T00:03:40.821+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-07-12T00:03:40.821+02:00</app:edited><title>Onore e orrore a Srebrenica, quindici anni dopo</title><content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Srebrenica, medioevo che ritorna sempre&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;di &lt;em&gt;Roberto Maurizio&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDo_jVhUrMI/AAAAAAAAOic/k84fP1Crcp0/s1600/srebrenica%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDo_jVhUrMI/AAAAAAAAOic/k84fP1Crcp0/s320/srebrenica%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Quindici anni fa il più atroce massacro del conflitto bosniaco. Per non dimenticare Srebrenica, "Stampa, Scuola e Vita" lancia un messaggio: l'orrore della guerra non deve far più parte dell'umanità.&amp;nbsp;Migliaia di persone oggi, 11 luglio, stanno convergendo verso Srebrenica, la città simbolo dell'orrore del conflitto in Bosnia ed Erzegovina della prima metà degli anni Novanta, la città dove si consumò quindici anni fa il più atroce massacro conosciuto dall'Europa dopo la fine della seconda guerra mondiale. Furono almeno ottomila, infatti, le persone trucidate in questa enclave musulmana della Bosnia orientale a suo tempo dichiarata dall'Onu "zona protetta", e che tra il 10 e l'11 luglio 1995 restò inerme di fronte all'offensiva delle milizie serbo-bosniache guidate da Ratko Mladic, tuttora ricercato dal Tribunale penale internazionale (Tpi) dell'Aja per l'ex Jugoslavia che lo ha incriminato per genocidio insieme con l'allora leader serbo-bosniaco Radovan Karadzic, oggi invece assicurato al Tpi dopo molti anni di latitanza. Da alcuni anni le celebrazioni dell'anniversario di Srebrenica si tengono nel sacrario di Potocari, a circa sei chilometri dalla città, dove riposano le spoglie di molte vittime della strage. Il sacrario fu costruito nell'ottobre del 2001, dopo una lunga resistenza da parte delle autorità della Repubblica serba di Bosnia, l'entità etnico culturale recepita insieme con la Federazione croato musulmana all'interno dello Stato unitario bosniaco internazionalmente riconosciuto in base agli accordi di Dayton del 1995. Il luogo è quello dove migliaia di uomini di Srebrenica furono messi in fila e uccisi a raffiche di mitra centinaia alla volta, in giorni e giorni di mattanza. Fosse comuni sono state individuate anche a Cerska, in una piccola valle lungo la strada per Tuzla, piena di boschi fittissimi. Furono catturati e uccisi anche quanti si erano rifugiati nella base - proprio a Potocari - dei caschi blu olandesi dell'Onu, che avevano a lungo e invano chiesto l'intervento della Nato e il cui comportamento è stato comunque duramente censurato da una commissione d'inchiesta del Parlamento olandese. Verso la base di Potocari si era diretta in massa la popolazione di Srebrenica nella notte tra il 10 e l'11 luglio. In un primo momento vennero lasciate entrare circa seimila persone, mentre altre migliaia arrivate più tardi non ebbero accesso. Il 12 luglio mattina, mentre era ancora in corso un incontro a Bratunac tra Mladic e una delegazione dell'Onu per trattare lo sgombero della base, le forze serbo-bosniache la circondarono e dal pomeriggio, mentre i caschi blu si ritiravano, cominciarono a separare e a deportare le donne e a uccidere uomini e ragazzi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32603960-304009179870251551?l=robertomaurizio1947.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Wxo0nBoQWEVfpSYupcT8zzQPvBo/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Wxo0nBoQWEVfpSYupcT8zzQPvBo/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Wxo0nBoQWEVfpSYupcT8zzQPvBo/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Wxo0nBoQWEVfpSYupcT8zzQPvBo/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/GZtQ/~4/nDJj00uXing" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/feeds/304009179870251551/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/onore-e-orrore-srebrenica-quindici-anni.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/304009179870251551?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/304009179870251551?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/GZtQ/~3/nDJj00uXing/onore-e-orrore-srebrenica-quindici-anni.html" title="Onore e orrore a Srebrenica, quindici anni dopo" /><author><name>roberto maurizio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/SKxIof1UShI/AAAAAAAAC0k/IDEFE_WoMYs/S220/robertomauriziossv.JPG" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDo_jVhUrMI/AAAAAAAAOic/k84fP1Crcp0/s72-c/srebrenica%5B1%5D.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/onore-e-orrore-srebrenica-quindici-anni.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkQFQH47eSp7ImA9WxFbGEs.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-32603960.post-629211988088201765</id><published>2010-07-11T19:07:00.001+02:00</published><updated>2010-07-11T19:11:51.001+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-07-11T19:11:51.001+02:00</app:edited><title>Unfpa, Giornata mondiale della popolazione 2010</title><content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;Giornata mondiale della popolazione 2010&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;di &lt;em&gt;Roberto Maurizio&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDnz700cNMI/AAAAAAAAOhE/rCg75LANiVw/s1600/World_Population_Day_300%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDnz700cNMI/AAAAAAAAOhE/rCg75LANiVw/s320/World_Population_Day_300%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;Boom demografico: chi è contro e chi è a favore&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDn0eoJMVJI/AAAAAAAAOhM/yy4Sq8ulw7o/s1600/157q06e1%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDn0eoJMVJI/AAAAAAAAOhM/yy4Sq8ulw7o/s320/157q06e1%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Oggi, si celebra il World Population Day, la Giornata Mondiale della Popolazione, istituita dall’United Nations Population Fund (Unfpa, Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione) l’11 luglio 1989, data nella quale la Terra raggiunse i 5 miliardi di abitanti: “Day of Five Billion”. Ogni anno l’Unfpa sceglie un tema nuovo da promuovere: quest’anno l’Onu ha proposto “Tutti Contano”, uno slogan da quattro soldi. Come farebbe mai l’Onu ad affermare la diversità tra gli esseri umani, mentre sta celebrando l’Anno della Biodiversità, tra gli animali e i vegetali? Tutti uguali sulla carta, tutti simili allo spirito che anima le Nazioni Unite dal 1945. In realtà, il problema della popolazione divide il mondo. Da una parte, i paesi Onu che hanno radici religiose (quasi il 90%), dall’altra i pochissimi paesi ancora marxisti (Cuba, Corea del Nord, Venezuela e uno dei tanti paesi irriverenti latinoamericani che credono ancora nell’aborto e nella distruzione della famiglia mononucleare). Il discorso geopolitico mondiale è difficile da disegnare sulla carta. Ad esempio, nell’Italia cattolica, il 90% della popolazione è per la distruzione della famiglia (divorzio), il 95% e a favore dell’uccisione dell’embrione. L’aborto è la fine della vita. Ma queste sono solo idee personali non corroborate da dati scientifici. Il problema è che quando queste tematiche arrivano ai più alti livelli dell’Onu, lo scontro aumenta. Senza nessuna voglia di fare un resoconto, ma, per riassumere le posizioni direi che:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;1. Chi è contro lo sviluppo demografico naturale è di sinistra;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;2. Chi è a favore dell’aborto è di sinistra;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;3. Chi crede nelle tesi di Malthus è di sinistra;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;4. Chi combatte la Chiesa e la pedofilia, dopo aver frequentato i gesuiti, è di sinistra;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;5. Chi vuole di solo 2 miliardi di persone, è di sinistra;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;6. Chi spera di poter dare a tutti gli esseri umani una barca o uno yacht è dalemiano;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;7. Devono, perciò, vivere solo chi ha una barca a vela e uno yacht per essere di sinistra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;Tutti contano e sempre di più le persone non cantano&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDn7NTTPRrI/AAAAAAAAOiM/DnCdCzT38a0/s1600/World_Population_Day%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDn7NTTPRrI/AAAAAAAAOiM/DnCdCzT38a0/s320/World_Population_Day%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La Giornata Mondiale della Popolazione 2010, “Tutti Contano”, evidenzierà l’importanza dei dati per quanto riguarda lo sviluppo. L’obiettivo sarà quello di capire i motivi per cui dati sicuri e disaggregati siano fondamentali per fare progressi in questo settore, e di incoraggiare le persone a partecipare a censimenti ed altre iniziative di raccolta dati. Lo slogan “Tutti contano” vuole sottolineare il fatto che ciascuno di noi è importante. Infatti disporre di dati demografici affidabili è cruciale nella pianificazione di scuole, sistemi sanitari e trasporti pubblici, nella creazione di politiche che tengano in considerazione le proiezioni sulla popolazione, nel controllo dell’efficacia della distribuzione dei servizi e quant’altro. Quest’anno la Giornata Mondiale della Popolazione sottolinea l’importanza della raccolta dati per lo sviluppo, in particolare del censimento della popolazione e delle abitazioni nel 2010, dell’analisi dei dati per la crescita e del ruolo primario dell’Unfpa sulle questioni popolazione e sviluppo. Dati affidabili possono fare la differenza, e la chiave sta nel raccogliere, analizzare e diffondere dati che possano essere utilizzati nei processi decisori positivi. I numeri che emergono dalla raccolta di dati possono portare, infatti, alla luce importanti tendenze. Quale situazione sorprendente viene rivelata grazie alla ricerca nel vostro paese? Cosa vi dicono i numeri in relazione ai progressi fatti per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Mdg)? Ci sono dei gruppi che vengono lasciati indietro? L’Unfpa non ha capito che non sono gruppi che vengono lasciati indietro rispetto alla popolazione ricca. Questo succede nei paesi altamente industrializzati e colpiti dalla crisi. Non sono i gruppi dei poveri a fare la differenza. Intere nazioni africane, latinoamericane e asiatiche vengono colpite dalla povertà e dalla morte. L’Unfpa per poter risolvere i problemi sancisce la cancellazione di intere popolazioni povere, aborto, preservativi, eliminazione dei nascituri. Per non farli morire è meglio non farli nascere! Se non ci fossero stati gli ebrei, non ci sarebbe nemmeno stata la Shoah! Se non ci fossero stati i musulmani bosniaci a Srebrenika (11 luglio 1995, praticamente ieri) ci saremmo risparmiati 8.732 vittime di una carneficina che non ha nulla di umano. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;Meno siamo e più ce la caviamo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDn0zv_MYYI/AAAAAAAAOhc/Rp9GMAdOLzk/s1600/images%5B10%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDn0zv_MYYI/AAAAAAAAOhc/Rp9GMAdOLzk/s320/images%5B10%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Secondo le Nazioni Unite, secondo l’Unfpa, i cittadini di tutto il mondo celebrano oggi la Giornata Mondiale della Popolazione in vari modi, quello più diffuso è l’indifferenza a tal punto che consentono a questi burocrati ci spendere milioni di dollari facendoli pagare direttamente ai cittadini del mondo. Uffici dell’Unfpa in vari paesi ed altre istituzioni organizzano festeggiamenti, concorsi artistici e letterari, eventi sportivi, concerti ed altre attività per richiamare l’attenzione sulle problematiche concernenti la popolazione, spendendo l’ira di dio, per lanciare un messaggio “meno siamo e più ce la caviamo”. La popolazione mondiale ha già superato, secondo l’Unfpa, i 7 miliardi e pare destinata a crescere anche nei prossimi anni, soprattutto con il contributo dei paesi in via di sviluppo e del Terzo/Quarto Mondo mentre nel Primo il calo demografico prosegue. Ma quante persone può sostenere la Terra? Secondo gli scettici, legati all’Unfpa e alla sinistra, un pianeta finito di 500 milioni di km² non può sostenere una crescita illimitata della popolazione. E questo è vero. 300 miliardi di persone sarebbero evidentemente troppe. Questo lo aveva già compreso a cavallo tra '700 e '800 il demografo, economista nonché reverendo anglicano Thomas Malthus nel suo libro Saggio sul principio della popolazione. Malthus aveva ragione? Secondo i “sinistri” se non interveniamo per controllare l'aumento demografico saranno le guerre e le carestie a farlo. Dunque a noi la scelta: la Terra forse, secondo i neomalthusiani, sinistri e unfpisti, potrebbe sostenere al massimo 12 miliardi di individui, ma non certo con il nostro tenore di vita attuale; per avere un mondo "alla europea" non dovremmo essere più di due miliardi. Questa teoria mi sembra di averla già sentita negli anni ’30 e ’40 del Secolo Breve. Viviamo all’europea, con gli occhi celesti e i capelli biondi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;Wellthiness&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDn3q1h19YI/AAAAAAAAOhs/v536N5jEtQ4/s1600/images%5B7%5D.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDn3q1h19YI/AAAAAAAAOhs/v536N5jEtQ4/s320/images%5B7%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Mentre milioni e milioni di essere umani soffrono pene indescrivibili, come morte, fame, malattie e povertà, il messaggio dell’Unfpa è diretto verso la Wellthiness, cioè essere felici nella scioltezza dei movimenti e del fitness, pressappoco e alla verifica della realtà attraverso il censimento 2010. Sembra tornare indietro di 2000 anni, quando Augusto volle fare il primo censimento della storia dell’umanità, quello di Publio Silpicio Quirinio nelle provincie di Siria e Giudea. Non sono i numeri a fare la storia, ma è la storia che detta i numeri. Nonostante ciò, il censimento 2010 per l’Unfpa e per il World Population Day, dunque, è uno strumento per creare una maggiore consapevolezza sulle questioni riguardanti la popolazione quali, l’importanza della pianificazione familiare, la parità tra i due generi, la povertà, la salute materna ed i diritti umani. I dati statistici della Banca mondiale, il World Develpment Report, dell’Udp, del Fmi, della stessa Unione africana, sono piene di cifre. Invece, l’Unfpa vuole ottenere dati più certi. “Ancora più nodale, in un mondo globalizzato, è l’impegno a censire i gruppi minoritari che, in alcuni paesi, sfuggono ad ogni tipo di identificazione”. Questo, secondo Christian Delsol, specialista Media del Unfpa, è un’analisi dei dati estremamente vitale per consentire le connessioni tra i fenomeni della popolazione, la salute riproduttiva, la mortalità materna, la parità di genere ed i diritti umani. “La popolazione, quando non viene controllata, aumenta in un rapporto geometrico” come già insegnava Robert Thomas Malthus (1766-1834 ), l’economista britannico che, a fronte del pericolo di un eccessivo incremento demografico, parlava della guerra come l’”igiene del mondo”. Il Censimento è lo strumento, invece, che contribuisce a rendere visibili tutti. “Questi dati sono essenziali in quanto ci servono per gli sforzi che stiamo compiendo per garantire l’accesso universale all’istruzione, alla prevenzione dell’Hiv, al trattamento, alla cura ed al sostegno, per la salute riproduttiva e il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio” – chiosa il Direttore esecutivo Unfpa , Thoraya Ahmed Obaid . Il censimento è l’unica statistica che consente di tenere conto di tutta la popolazione in un paese. Nessuno mette in dubbio la necessità della conoscenza dei dati. Ma a 176 anni dalla morte di Malthus, prendere ancora come simbolo della scienza della popolazione il grande filosofo fisiocratico, economista, intellettuale, fautore di una teoria particolarmente ridicolizzata è troppo! Va bene per l’uso dei preservativi, va bene per la pianificazione familiare, va bene per il censimento, va bene se tutto è fatto e sostenuto dalle Nazioni Unite al fine di migliorare la qualità della vita del mondo. Ma, porre come emblema unico Malthus, mi sembra eccessivo. La demografia, dopo Malthus ha fatto passi da gigante e riproporre una tesi al di sopra di tutte, mi sembra irragionevole. Non dico che Malthus non dovesse essere citato dall’Unfpa, ma l’Onu dovrebbe avere l’accortezza di menzionare altri illustri demografi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;Il censimento e lo sviluppo umano&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDn1Ue1iOFI/AAAAAAAAOhk/lmcSnEgZrak/s1600/800px-Meister_der_Kahriye-Cami-Kirche_in_Istanbul_005%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDn1Ue1iOFI/AAAAAAAAOhk/lmcSnEgZrak/s320/800px-Meister_der_Kahriye-Cami-Kirche_in_Istanbul_005%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Secondo l’Unfpa, i paesi che non fanno in modo sistematico e regolare il censimento non riescono ad avere il quadro completo della fluttuazione della popolazione, dei suoi movimenti, della fertilità, dei tassi di mortalità e della situazione economica. Con il censimento, i governi possono avere dati affidabili, per accertare se alcune popolazioni non stanno traendo i dovuti benefici dalla pianificazione del governo e dei servizi. Il censimento crea i presupposti di trasparenza, buona amministrazione e responsabilità. Il censimento supporta i dirigenti ed i responsabili politici a prendere decisioni basate su dati affidabili. Inoltre, aiuta anche a rispondere, nel miglior modo possibile alle crisi umanitari. I dati concreti sono l’unica base per il successo delle politiche e dei programmi per ridurre la povertà e la fame, per migliorare l’istruzione, la salute e l’uguaglianza tra i generi. Il censimento aiuta nel valutare il progresso dei singoli paesi nel raggiungimento del Millennium Goals, gli otto obiettivi del 2015 per gli Stati membri delle Nazioni Unite. “Il progresso si misura in numeri – percentuali, rapporti e tariffe – ma il progresso è per la gente. Da nessuna parte questo legame è più diretto rispetto all’uso dei dati per prendere decisioni informate sulle politiche e creare programmi intesi a promuovere lo sviluppo umano”, spiega Delsol Christian dell’Unfpa. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;15 milioni di bambini muoiono ogni anno per fame?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDn5VorNwOI/AAAAAAAAOiE/_-gXGmvOSFE/s1600/stop-poverta%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDn5VorNwOI/AAAAAAAAOiE/_-gXGmvOSFE/s320/stop-poverta%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Va bene che la Banca Mondiale dichiari che 982 milioni di persone dei paesi in via di sviluppo, vanno sostenute perché vivono con 1 $ al giorno o anche meno, che una persona su dodici in tutto il mondo è malnutrita, che più di 500 milioni di persone dei paesi asiatici, africani e latino-americani, vivono in estrema povertà. Ma sarà vero che 15 milioni di bambini muoiono di fame ogni anno? Questa osservazione me la fece, quando lavoravo con il Ministero degli Affari Esteri, presso il Dipartimento per la cooperazione allo svilluppo, il Preside Luigi Lo Grippo. Se la popolazione mondiale è di circa 6,5 miliardi o 7 miliardi di persone, ammesso che il tasso di mortalità per cause naturali e non è del 10 per mille, muoiono ogni anno 65 o 70 milioni di persone. Come è possibile che ne muoiano 15 milioni al di sotto dei 10 anni? Solo nel Congo, per la guerra furono uccisi 2 milioni di persone. Insomma, non c’è bisogno solo di un censimento, ma ci vuole anche l’intelligenza della lettura dei dati. Anche quest’altra ipotes dell’Unfpa, ogni 3,6 secondi muore di fame una persona. Ma come hanno fatto a calcolarla senza censimento? Milioni di uomini, donne e giovani sono ancora esclusi dai metodi di contraccezione moderna, dice l’Unfpa, ma non quantifica. Che significa milioni di uomini e donne, dove, come, quando e perché?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;Un vibrante appello&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDn4SViR3qI/AAAAAAAAOh8/EwXMGDGTZBs/s1600/images%5B9%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDn4SViR3qI/AAAAAAAAOh8/EwXMGDGTZBs/s320/images%5B9%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La Giornata Mondiale della Popolazione è, dunque, secondo l’Unfpa, un vibrante appello a chi prende le grandi decisioni per le sorti della terra e del futuro, ad assicurare che ogni persona conti realmente: è l’unico modo che consente a tutte le donne e gli uomini, le ragazze ed i ragazzi di poter essere visibili in modo da poterne gestire i problemi traducendo la loro conoscenza in azioni ed un reale progresso delle singole nazioni e del mondo intero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;Il messaggio del Segretario generale, Rekha Thapa&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Quest’anno, più di 60 paesi stanno raccogliendo dati e conteggiando il numero di abitanti come parte del processo di censimento del 2010. Il censimento è l’unica operazione statistica che copre l’intera popolazione e tutte le zone di un Paese. L’Unfpa, il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione e altri partner sostengono questo sforzo massiccio in molte parti del mondo. L’accesso ai dati corretti è una componente di buon governo, trasparenza e responsabilità. I dati sulla popolazione aiutano leader e politici a prendere decisioni informate sulle politiche e sui programmi per ridurre la povertà e la fame, e migliorare educazione, salute e uguaglianza di genere. Dati solidi sono anche necessari per rispondere in maniera efficace alle crisi umanitarie. Il tema della Giornata Mondiale della Popolazione di quest’anno è “Ognuno conta”. Essere contati significa diventare visibili. Questo è particolarmente importante per le donne e i giovani. I dati raggruppati per sesso ed età possono favorire una maggiore reattività verso diritti e necessità di donne e giovani da parte dei responsabili delle decisioni e contribuire alla costruzione di una società più giusta e prospera. E’ promettente il fatto che molti paesi un tempo non in grado di completare un censimento nazionale abbiano registrato successi durante questo ciclo ancora in corso. La prossima sfida consisterà nel garantire che i dati siano utilizzati per elaborare piani e politiche basati su solide acquisizioni, migliorando le opportunità per le generazioni attuali e future. In questa Giornata Mondiale della Popolazione, chiedo a quanti nel mondo abbiano poteri decisionali, di fare sì che ogni singola persona conti. Solo tenendo in considerazione le necessità di donne e uomini, bambini e bambine, possiamo raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e portare avanti quei valori condivisi delle Nazioni Unite.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDn4EPsNfgI/AAAAAAAAOh0/Sr4PrrgH3ok/s1600/003%2520-%2520at%2520podium%2520-%2520med%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDn4EPsNfgI/AAAAAAAAOh0/Sr4PrrgH3ok/s320/003%2520-%2520at%2520podium%2520-%2520med%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDn0p6chn0I/AAAAAAAAOhU/_vIVcgmECS0/s1600/World_Population_Day%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDn0p6chn0I/AAAAAAAAOhU/_vIVcgmECS0/s320/World_Population_Day%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32603960-629211988088201765?l=robertomaurizio1947.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/BXcjKjiVf9m8s7Cl3DmZn0RAnTI/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/BXcjKjiVf9m8s7Cl3DmZn0RAnTI/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/BXcjKjiVf9m8s7Cl3DmZn0RAnTI/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/BXcjKjiVf9m8s7Cl3DmZn0RAnTI/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/GZtQ/~4/6eKW16DZMKM" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/feeds/629211988088201765/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/unfpa-giornata-mondiale-della.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/629211988088201765?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/629211988088201765?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/GZtQ/~3/6eKW16DZMKM/unfpa-giornata-mondiale-della.html" title="Unfpa, Giornata mondiale della popolazione 2010" /><author><name>roberto maurizio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/SKxIof1UShI/AAAAAAAAC0k/IDEFE_WoMYs/S220/robertomauriziossv.JPG" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDnz700cNMI/AAAAAAAAOhE/rCg75LANiVw/s72-c/World_Population_Day_300%5B1%5D.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/unfpa-giornata-mondiale-della.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DUEMSHw_fyp7ImA9WxFbFEg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-32603960.post-4009579740460974095</id><published>2010-07-07T01:08:00.000+02:00</published><updated>2010-07-07T01:08:09.247+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-07-07T01:08:09.247+02:00</app:edited><title>Ke Nako! Africa che cambia</title><content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Ke Nako!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;di &lt;em&gt;Roberto Maurizio&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDO2eoX2vtI/AAAAAAAAOgM/nZneGG-QAEQ/s1600/mondiali_1%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDO2eoX2vtI/AAAAAAAAOgM/nZneGG-QAEQ/s320/mondiali_1%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Spin off&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDO2oXZcaOI/AAAAAAAAOgU/TII1mDYm3FU/s1600/linda-santaguida%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDO2oXZcaOI/AAAAAAAAOgU/TII1mDYm3FU/s320/linda-santaguida%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
In questo primo decennio del XXI secolo, gli slogan più accattivanti inventati per conquistare il favore dell’opinione pubblica sono stati, oltre a “Meno male che Silvio c’è”: Nimby (Not in My Back Yard – Non nel mio cortile), Yes we Can e “Ke Nako” che in lingua swati significa, su per giù, “è giunta l’ora”. Lo swati (nome nativo siswati) è una lingua parlata in Africa meridionale. È una delle due lingue ufficiali dello Swaziland e una delle undici lingue ufficiali del Sudafrica. Fa parte del sottogruppo lingue nguni, delle lingue bantu. È molto simile alle altre lingue nguni, soprattutto alla lingua zulu. Anche se i madrelingua vi fanno riferimento di norma con il nome swati, questa lingua è conosciuta anche come swazi, dal suo nome in lingua zulu, isiswazi. Nimby, in pratica significa, fai quello che ti pare ma non farlo vicino a me, costruisci una centrale atomica lontana dalla mia casa; Nimby ha una variante, Non in my Name: se vuoi fare le guerre, falle, ma non a nome mio (mi lavo le mani come Ponzio Pilato). Yes we can è una frase dell’alta borghesia inglese molto signorile che perlomeno significa “se me lo permetti io posso”. Ke Nako significa, invece: “è giunta l’ora”, o fai quello che ti dico o subirai le conseguenze. Mentre Yes We Can, è un Gentlement’s Agreement, io possibilmente potrei se tu lo vuoi, tipo “vuoi ballare con me, non mi dica di no, non ballo in tango con il caschè”, Ke Nako è meno accattivante: simile a bandiera rossa, la trionferà, è viva il comunismo e la libertà, non sarà oggi sarà domani taglierem la testa ai pescecani. Mentre, però, Yes we can è un auspicio, noi possiamo tagliere la testa è un futuro assai lontano senza clausole di sicurezza sinallagmatiche, Ke Nako significa, invece, ormai non ci sono più soluzioni, ormai “è giunta l’ora”. Ovviamente, il motto prescelto dal comitato organizzatore della 19° edizione dei campionati del mondo di calcio in Sudafrica che, per la prima volta nella loro storia, si stanno disputando nel Continente Nero, come ha affermato Nelson Mandela è un’occasione per : "Il popolo del Sudafrica (che) ha imparato la lezione della pazienza e della resistenza nella sua lunga battaglia per la libertà. La ricompensa dei Mondiali dimostri che l'attesa è stata giustificata. Ke Nako! È arrivato il momento". “E’ giunta l’ora”. Prosaicamente, il leader indiscusso del Sudafrica ha puntato sull’ingresso di valuta estera nel suo paese, nella possibilità di costruire infrastrutture che hanno permesso a migliaia e migliaia di persone di veder aumentato il proprio reddito. Si stima che gli effetti economici della manifestazione non saranno solo limitati al prevedibile programma di sviluppo infrastrutturale associato ai preparativi ma si estenderanno anche all’incremento dei flussi turistici e agli effetti di “spin off” sull’immagine internazionale del Sud Africa. Secondo le stime della Grant Thornton, la società di consulenza che ha redatto il rapporto di impatto finanziario presentato al Comitato internazionale per l’assegnazione della Coppa del Mondo, l’evento sarà tale da iniettare nell’economia del paese un afflusso di risorse addizionali pari a 21 miliardi di rand (2,7 miliardi di euro), generando un volume di spese dirette pari a 12,7 miliardi di rand (1,6 miliardi di euro) e creando circa 159.000 nuovi posti di lavoro. Per quanto concerne l’impatto sul settore turistico, per la manifestazione si prevede un afflusso di circa 235.000 visitatori. Per il settore delle costruzioni e delle opere di ingegneria e progettazione si stima un mercato di 2,3 miliardi di rand (circa 300 milioni di euro). Per il fisco sudafricano si prevede un flusso di entrate addizionali pari a 7,2 miliardi di rand (circa 1 miliardo di euro). Secondo la principale camera di affari, Business Unity South Africa, ci si attende che il settore privato contribuisca a fornire la maggior parte dei 2,3 miliardi di rand necessari per adeguare le infrastrutture del paese in vista del 2010 con prospettive di elevati ritorni, mentre il governo provvederà a far da complemeno allo sforzo delle imprese, nell’ambito dei propri programmi di sviluppo locale infrastrutturale e logistico (Critical Infrastructure Programme, Spatial Development Initiative).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Africa vincente&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDO22WDy35I/AAAAAAAAOgc/58DAxXmhLtM/s1600/arcimandelasonojomoban3%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDO22WDy35I/AAAAAAAAOgc/58DAxXmhLtM/s320/arcimandelasonojomoban3%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima dell’inizio di questa grande manifestazione mondiale, erano state annunciati attacchi terroristici che, fino ad oggi non si sono verificati, e sono passati ormai circa quattro settimane. L’unico neo di questa Coppa Fifa 2010 in Sudafrica è stata la pubblicità ufficiale lanciata dalla kermesse sudafricana. Ke Nako! Un bambini nero con il pallone solo con i pantaloni. Quale messaggio voleva essere lanciato? Un’Africa ancora allo sbando, morsa dalla fame, sconfitta, dove i bambini invocano l’elemosina del Nord opulento e grasso. Ke Nako! E’ giunta l’ora anche di cambiare certi cliché. Mettete le maglie ai bambini di Ke Nako, forse un domani diventeranno come Didier Drogba e Samuel Eto’o.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;Ke Nako, è giunta l’ora, dal sito http://it.wikisource.org/wiki/%C3%88_giunta_l'ora&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDO3E4F-9HI/AAAAAAAAOgk/fFTfZHw71mA/s1600/g20_toronto%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDO3E4F-9HI/AAAAAAAAOgk/fFTfZHw71mA/s320/g20_toronto%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;E’ giunta l’ora&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attacchiamo di santa ragione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
questi ladroni, che sono i padroni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lotta emigrante e non ti fermare&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
lotta emigrante senza timor.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se non c'è legge per noi emigranti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
noi schiacceremo 'sti vili furfanti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lotta emigrante e non ti fermare&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
lotta emigrante senza timor.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E se loro ci fanno emigrare&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
però una casa ci devono dare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lotta emigrante e non ti fermare&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
lotta emigrante senza timor.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se non è oggi sarà domani,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
arriva l'ora dei proletari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lotta emigrante e non ti fermare&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
i tuoi diritti falli valere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Son tanti anni che pago l'affitto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
per quattro muri e un solo tetto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La casa è un diritto per tutti,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
se non ce la daranno l'andremo a occupà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E ogni mese vediamo il padrone&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
come un leone pronto a sbranare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lotta emigrante è giunta l'ora&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
lotta emigrante senza timor.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La casa è un diritto per tutti,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
se non ce la daranno l'andremo a occupà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32603960-4009579740460974095?l=robertomaurizio1947.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/3xexliYcc_Y_08-iA8NUszjgsbI/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/3xexliYcc_Y_08-iA8NUszjgsbI/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/3xexliYcc_Y_08-iA8NUszjgsbI/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/3xexliYcc_Y_08-iA8NUszjgsbI/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/GZtQ/~4/jHLIlzWr6Ak" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/feeds/4009579740460974095/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/ke-nako-africa-che-cambia.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/4009579740460974095?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/4009579740460974095?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/GZtQ/~3/jHLIlzWr6Ak/ke-nako-africa-che-cambia.html" title="Ke Nako! Africa che cambia" /><author><name>roberto maurizio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/SKxIof1UShI/AAAAAAAAC0k/IDEFE_WoMYs/S220/robertomauriziossv.JPG" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDO2eoX2vtI/AAAAAAAAOgM/nZneGG-QAEQ/s72-c/mondiali_1%5B1%5D.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/ke-nako-africa-che-cambia.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CkAHRXczfSp7ImA9WxFbFEk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-32603960.post-660717544477845906</id><published>2010-07-06T20:25:00.000+02:00</published><updated>2010-07-06T20:25:34.985+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-07-06T20:25:34.985+02:00</app:edited><title>Umberto Eco. Il cimitero di Praga, per chi non legge La Stampa</title><content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Per chi non legge La Stampa&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;di &lt;em&gt;Roberto Maurizio&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDN0UrwpZcI/AAAAAAAAOf0/lUTg43wp0s0/s1600/225px-Antonello_da_Messina_009%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDN0UrwpZcI/AAAAAAAAOf0/lUTg43wp0s0/s320/225px-Antonello_da_Messina_009%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Sant'Agostino d'Ippona&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;La disciplina dei segni&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDN0eC6P1uI/AAAAAAAAOf8/I9Ir0W5f5cE/s1600/Ferdinand_de_Saussure%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDN0eC6P1uI/AAAAAAAAOf8/I9Ir0W5f5cE/s320/Ferdinand_de_Saussure%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Ferdinand de Saussure&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
“Il cimitero di Praga” è il nuovo romanzo del semiologo scrittore, Umberto Eco, che uscirà a ottobre, come sempre per Bompiani. La semiotica o semiologia (dal termine greco σημεῖον semeion, che significa "segno") è la disciplina che studia i segni. Considerato che il segno è in generale "qualcosa che rinvia a qualcos'altro" (per i filosofi medievali "aliquid stat pro aliquo") possiamo dire che la semiotica è la disciplina che studia i fenomeni di significazione e di comunicazione. Per significazione, infatti, si intende ogni relazione che lega qualcosa di materialmente presente a qualcos'altro di assente (la luce rossa del semaforo significa, o sta per, "stop"). Ogni volta che si mette in pratica o si usa una relazione di significazione, si attiva un processo di comunicazione (il semaforo è rosso e quindi arresto l'auto). Le relazioni di significazione definiscono il sistema che viene ad essere presupposto dai concreti processi di comunicazione. Umberto Eco occupa una posizione estremamente rilevante all’interno del gotha di questa “disciplina dei segni”, insieme, per “ordine di apparizione”, a: Platone, Aristotele, Sant’Agostino d’Ippona, Francis Bacon, John Locke, René Descartes, Gottfried Wilhelm Leibniz, Charles Sanders Peirce, Ferdinand de Saussure, Roland Barthes, Claude Levi-Strauss, Jacques Lacan, Sanders Peirce, John Locke, Karl Popper, Louis Trolle Hjelmslev, Algirdas Julien Greimas, Antonio Pagliaro, Tullio De Mauro, Charles William Morris, Thomas Albert Sebeok, Patrizia Violi, Algirdas Julien Greimas, Vladimir Jakovlevic Propp, Eric Landwski, Juri Lotman, Jean Marie Floch. “Stampa, Scuola e Vita” si rivolge soprattutto, in questo contesto, a chi non legge “La Stampa”, il giornale torinese che oggi dava la notizia di quest’importante avvenimento culturale italiano e mondiale al tempo stesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Il cimitero di Praga&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;Ecco, come Mario Baudino, presenta oggi su “La Stampa” il nuovo capolavoro di Umberto Eco destinato ad un indiscutibile successo.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Eco, un falsario s'aggira nell'Europa dell'Ottocento&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDN0t5ah1cI/AAAAAAAAOgE/QUROSBSfuQ0/s1600/514px-Umberto_Eco_01%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDN0t5ah1cI/AAAAAAAAOgE/QUROSBSfuQ0/s320/514px-Umberto_Eco_01%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Umberto Eco&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;Uscira a ottobre Il cimitero di Praga nuovo romanzo del semiologo scrittore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
di MARIO BAUDINO&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un falsario si aggira per l’Europa. Quale sia il suo campo d’azione preferito ancora non sappiamo, ma è probabile che si tratti di documenti, lettere, scritti e bolli di cancellerie: perché governanti, servizi segreti, ministri e poliziotti del continente - siamo nella seconda metà dell’Ottocento - hanno per lui un interesse assai vivo. Tra cospirazioni e rivolte, attraverso questo misterioso personaggio Umberto Eco ci racconta il nascere delle nazioni, la nuova scacchiera che si disegna in quel periodo cruciale sul Vecchio Continente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo leggeremo a ottobre, come sempre per Bompiani, a trent’anni dal Nome della rosa, il romanzo che lanciò il filosofo nel cielo dei narratori popolari: e avrà per titolo Il cimitero di Praga. Lo scarno - e crudelissimo - comunicato con cui la casa editrice dà l’annuncio dell’evento editoriale non dice una parola di più, anche se a scavare tra le righe (vergate a quanto pare con delicatezza da orologiaio da Mario Andreose, da sempre il referente di Eco nella Bompiani) si può seguire, almeno, qualche filo. Cimitero di Praga intanto: non c’è dubbio che sia l’antico cimitero ebraico, quello con le lapidi assiepate, accavallate, stratificate, e il grande orologio che gira in senso antiorario. &lt;br /&gt;
Praga, per il semiologo Eco, vuol dire anche la scuola di Roman Jakobson, quella dei cosiddetti «formalisti», anch’essa molto cara al cuore del professore. Può darsi che non c’entri nulla, ma andiamo avanti: la «città magica» (copyright Angelo Maria Ripellino) è proprio quella dove, nel prologo del Nome della rosa, Umberto Eco afferma con un tipico espediente romanzesco di aver ricevuto, mentre era «in attesa di una persona cara», il manoscritto di certo abate Vallet con il resoconto di Adso da Melk: proprio sei giorni prima dell’invasione sovietica. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ce n’è abbastanza per fantasticare sul nuovo libro, in attesa di poterlo leggere. Sarà al solito un volume corposo (sulle 500 pagine), in cui per la prima volta la cavalcata storico-letteraria di Umberto Eco tocca l’Ottocento, secolo barbuto, romantico, idealista; non sappiamo se gli sia congeniale per uno di questi aggettivi, ma c’è senza dubbio un altro elemento decisivo per capire come ci si trovi perfettamente a proprio agio: nell’Ottocento nasce il grande romanzo popolare, genere molto caro allo scrittore alessandrino. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È il secolo di Dumas, di Eugène Sue, dei Tre moschettieri, del Conte di Montecristo che Eco - come scrisse in un articolo - fu tentato di tradurre, anche se rinunciò dopo cento pagine; e naturalmente dei Misteri di Parigi, a proposito del quale ha osservato in un saggio che portata possa avere la parola trionfo. Dopo l’uscita del libro, nel ’42, Parigi è infatti in ginocchio davanti allo scrittore, con «deliranti manifestazioni di successo»; e Sue «tocca il vertice sognato da ogni romanziere, realizza di fatto quello che Pirandello potrà soltanto immaginare: riceve dal pubblico del denaro per soccorrere la famiglia Morel», ovvero i suoi protagonisti immaginari. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insieme con il Medioevo, l’Ottocento è particolarmente congeniale a Umberto Eco. E qualche amico fidato assicura che questo è senz’altro, di tutti i suoi romanzi, il più vicino al Nome della rosa, almeno per quanto riguarda il contesto storico che funziona anche da specchio per la realtà presente: dove non è difficile immaginare che un falsario possa diventare un personaggio centrale di ogni vicenda. Non è comunque il primo: c’era già stato Baudolino, nell’omonimo romanzo del 2000, avventuriero e impudicissimo falsificatore che inventava lettere e documenti, viaggiava, intrigava, costruiva quasi per diletto la vicenda del favoloso Prete Gianni e delle sue missive, destinate a diventare uno dei pretesti per l’espansione verso Est con le crociate. Ma questa è già storia. Resta una domanda, con risposta a ottobre: che il nuovo-antico falsario a spasso per l’Europa, dove le nuove-antiche nazionalità si alzano come fiamme, ne sia un remoto discendente? Tutto può darsi, in letteratura. Si è sempre discendenti di qualcuno: e predecessori di molti altri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32603960-660717544477845906?l=robertomaurizio1947.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/jH1gqAs7RKqoxu3TOTZlQtmFsuc/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/jH1gqAs7RKqoxu3TOTZlQtmFsuc/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/jH1gqAs7RKqoxu3TOTZlQtmFsuc/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/jH1gqAs7RKqoxu3TOTZlQtmFsuc/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/GZtQ/~4/TWnxhFxSmM0" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/feeds/660717544477845906/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/umberto-eco-il-cimitero-di-praga-per.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/660717544477845906?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/660717544477845906?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/GZtQ/~3/TWnxhFxSmM0/umberto-eco-il-cimitero-di-praga-per.html" title="Umberto Eco. Il cimitero di Praga, per chi non legge La Stampa" /><author><name>roberto maurizio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/SKxIof1UShI/AAAAAAAAC0k/IDEFE_WoMYs/S220/robertomauriziossv.JPG" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDN0UrwpZcI/AAAAAAAAOf0/lUTg43wp0s0/s72-c/225px-Antonello_da_Messina_009%5B1%5D.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/umberto-eco-il-cimitero-di-praga-per.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CkEHQnY4eyp7ImA9WxFbE0o.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-32603960.post-1747947181291001944</id><published>2010-07-06T00:52:00.002+02:00</published><updated>2010-07-06T00:57:13.833+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-07-06T00:57:13.833+02:00</app:edited><title>Grazie Google</title><content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Blogspot punto com&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;di &lt;em&gt;Roberto Maurizio&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDJh148zbsI/AAAAAAAAOfs/i4ygAdzVxRo/s1600/blogspot%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDJh148zbsI/AAAAAAAAOfs/i4ygAdzVxRo/s320/blogspot%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Volevo ringraziare pubblicamente Blogspot per l'eccellente lavoro svolto per migliora l'accesso di noi blogghisti. Un grazie di cuore! Avere gratis un&amp;nbsp;proprio spazio su Internet, cioè un luogo che va da Portocannone ai confini della nostra Galassia, non è cosa da poco. Ma Google, nel giro di due anni, è passato dalla Prima Rivoluzione Telematica&amp;nbsp;alla Seconda. Inserire una foto su Blogger era come lavorare nelle miniere del Belgio degli anni '50, per esempio a Marcinelle. Oggi, Blogspot è di una semplicità e facilità da fare invidia a tutti i concorrenti. Grazie Google. A quanto la Terza Rivoluzione?&amp;nbsp;Dire pane al pane e vino al vino è una caratterstica di&amp;nbsp;"Stampa, Scuola e Vita".&amp;nbsp;Ad esempio, Wikio, l'attualità dei blog, lascia ancora molto a desiderare. Questo blog&amp;nbsp;ha&amp;nbsp; attacato ferocemente Wikio per la sua strafottenza, sudditanza e appartenenza al Medio Evo, anche con parole scurrili. Le ultime modifiche di Blogspot, invece,&amp;nbsp;sono "meravigliose". Ancora una volta: grazie Google! Più diventano semplice le vostre "regole di ingaggio" per fare esprimere le proprie opinioni ai blogghisti, più democrazia e&amp;nbsp;più vera libertà di stampa esisterà in questo bellissimo mondo chiamato Terra.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32603960-1747947181291001944?l=robertomaurizio1947.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/xziXPVFbHOaawwfM4SfDxLQyc3w/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/xziXPVFbHOaawwfM4SfDxLQyc3w/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/xziXPVFbHOaawwfM4SfDxLQyc3w/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/xziXPVFbHOaawwfM4SfDxLQyc3w/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/GZtQ/~4/axBlF5M7IRE" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/feeds/1747947181291001944/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/grazie-google.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/1747947181291001944?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/1747947181291001944?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/GZtQ/~3/axBlF5M7IRE/grazie-google.html" title="Grazie Google" /><author><name>roberto maurizio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/SKxIof1UShI/AAAAAAAAC0k/IDEFE_WoMYs/S220/robertomauriziossv.JPG" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDJh148zbsI/AAAAAAAAOfs/i4ygAdzVxRo/s72-c/blogspot%5B1%5D.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/grazie-google.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkIDRnw8eCp7ImA9WxFbE0s.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-32603960.post-675101727822299425</id><published>2010-07-06T00:22:00.000+02:00</published><updated>2010-07-06T00:22:57.270+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-07-06T00:22:57.270+02:00</app:edited><title>I droni sul Gargano</title><content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Pensierini: Oggi fa caldo, è estate&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;di &lt;em&gt;Roberto Maurizio&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDJa26Ur1RI/AAAAAAAAOfk/Z0ashnMnqS8/s1600/drone1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDJa26Ur1RI/AAAAAAAAOfk/Z0ashnMnqS8/s320/drone1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;La sete dei rubinetti&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDJaqcUqFyI/AAAAAAAAOfc/LX96dTCazvY/s1600/cultura-sinu-aereo-oro%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDJaqcUqFyI/AAAAAAAAOfc/LX96dTCazvY/s320/cultura-sinu-aereo-oro%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Come ogni anno, durante questi tempi afosi, caldi e umidi, il mio papà si sveglia all'alba per andare a fare i covoni. La cicala gracchiante accampagna&amp;nbsp;i biondi steli delle ristoccie. Ogni tanto, un fuoco a destra e uno a sinistra. I pompieri arrivano dopo i fuochi. Erano altri tempi. L'acqua non c'era e i rubinetti avevano sete. Ogigi c'è l'acqua e i rubinetti fanno acqua da tutte le parti. 150 anni di storia di un'Italia unita dalle rivalità Nord-Sud, Est-Ovest, Roma-Lazio, Milan-Inter,&amp;nbsp;Juve-Toro, San Martino-Portocannone, Tremiti Est-Cinecittà Est, condominio A - condominio B, scala A - Scala B, interno&amp;nbsp;9 con annesso cane - interno 10 che non paga le rate. La rivalità, lo scontro, i rumori molesti, lo stillicidio di innaffiate un po' più lunghe della Costituzione italiana, sono l'amara realtà di questa Italia divise in contrade. Il 2 luglio&amp;nbsp;e il 16 agosto, in realtà, sono le date dell'unità divisa di questa fragile e frastagliata Italia. Cosa può riunire questi rissosi leghisti di Bossi, questi pugliesi incazzati del super gay Vendola, pronti ad abbandonare l'Italia per i turcomanni e ad immeggersi nelle acque pure di Saffo e dei tanti Gay Prade di Barletta e Trani, dove i magistrati sono un esempio mondiale di libertà e di sicurezza civile e amministrativa. Non scherziamo con il fuoco. Ai tempi della Guerra Fredda, Henry Kissinger fece un'analisi piatta ed esaustiva. Il comunismo in Italia, guidato dal Pci, con l'eurocomunismo voleva passare da un'orbita all'altra. Tutto era molto più chiaro. L'eurocomunismo era una risposta seria alla prepotenza americana espansionistica, che aveva in nuce tutte le verità rilevate dalla Rivoluzione francese a quella Sovietica. Gli ideali, gli obiettivi, le missions erano tutte rivolte sul ruspetto dei diritti umani, sull'uguaglianza tra gli uomini, tra le pari opportunità fra generi diversi, sualla diversità riconosciuta nell'alveo della tolleranza e del riconoscimento reciproco, sulla lotta contro la fame nel mondo, sul rispetto della dignità umana, contro il razzismo di ogni specie, contro la pena di&amp;nbsp;morte, contro i corrotti e i corruttori, contro tutte le mafie del mondo. E poi? Mani pulite! Tutti dentro, con un colpo di spugna partiti con più di 50 anni di esperienza cancellati. Nascono nuove forme di partito, quelli più scaltri se la cavano. L'obiettivo? Vincere le elezioni e non dare ed imporre giustizia in un paese alla sbando. Per anni in questo paese non si è studiata la storia contemporanea. L'Algeria, ad esempio, nel 2000, appena otto anni dopo&amp;nbsp;la sanguinosa guerra interna è riuscita a ristabilire una riconciliazione tra le parti avverse. L'Italia continua a piangere i morti del Quaranta! La resistenza, i repubblichini, i fascisti i comunisti. In piena globalizzazione questo paese continua a giocare la schedina del Totocalcio. Ma siamo sicuri si essere al sicuro? Siamo sicuri di terminare le ferie in assoluta felicità? Mio padre, per arare il terreno intorno ai girasoli si alzava alle quattro del mattino e, intorno a sé, non vedeva nessun drone: solo tanto Sole, pioggia, vento e caldo. Corsi e ricorsi storici, come affermava Gianbattista Vico, non sono così lontani da essere ripetuti. Invece delle Fortezze Volanti della Seconda Guerra Mondiale, potremmo vedere i droni innalzarsi sul Gargano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32603960-675101727822299425?l=robertomaurizio1947.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/gSncK5OXJRcBjJX2qkZCH3NKQJU/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/gSncK5OXJRcBjJX2qkZCH3NKQJU/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/gSncK5OXJRcBjJX2qkZCH3NKQJU/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/gSncK5OXJRcBjJX2qkZCH3NKQJU/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/GZtQ/~4/Sqf8Rqyh1Eg" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/feeds/675101727822299425/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/i-droni-sul-gargano.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/675101727822299425?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/675101727822299425?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/GZtQ/~3/Sqf8Rqyh1Eg/i-droni-sul-gargano.html" title="I droni sul Gargano" /><author><name>roberto maurizio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/SKxIof1UShI/AAAAAAAAC0k/IDEFE_WoMYs/S220/robertomauriziossv.JPG" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDJa26Ur1RI/AAAAAAAAOfk/Z0ashnMnqS8/s72-c/drone1.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/i-droni-sul-gargano.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DUMMRnw8eip7ImA9WxFbE0k.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-32603960.post-3875469060152791655</id><published>2010-07-05T00:51:00.003+02:00</published><updated>2010-07-05T18:31:27.272+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-07-05T18:31:27.272+02:00</app:edited><title>La morte dal cielo. Da Guernica ai Droni</title><content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Da Guernica, passando per Hiroschima, fino ai Droni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;di &lt;em&gt;Roberto Maurizio&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDEMOZuGjzI/AAAAAAAAOd8/N9yB3NYqL8Y/s1600/guernica784569%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDEMOZuGjzI/AAAAAAAAOd8/N9yB3NYqL8Y/s320/guernica784569%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;strong&gt;La Luna, uno specchio retrovisore&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDEM_y7IlDI/AAAAAAAAOeE/xRlPwB_3rJc/s1600/he178_inflight%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDEM_y7IlDI/AAAAAAAAOeE/xRlPwB_3rJc/s320/he178_inflight%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Se la trincea fu il simbolo della Prima Guerra Mondiale, l’aereo, suo malgrado, è stata l’icona della Seconda. La baionetta, nel 15-18 e gli apparecchi americani, nel 40-45. Questi elementi mi sono rimasti impressi come sintesi di due guerre mondiali che hanno trasformato il nostro paese. L’impugnatura della baionetta di mio nonno, cieco della Prima Guerra Mondiale, troneggia sulla mia libreria. E, tra i ricordi della mia infanzia, un’enorme quantità di bombe inesplose proprio vicino al mio giardino, situato di fronte a Guglionesi, paese molisano bombardato dagli “apparecchi americani”. Tutti i bambini, negli anni ’50, guardando Guglionesi, ad ogni passaggio di aerei nel cielo, intonavano il ritornello: “L’apparecchio americano, lancia la bomba e se ne va”. La guerra è una strada obbligata per affermare l’egemonia del mondo dei paesi più potenti. Hanno solo un difetto: producono milioni di morti. Alle ore 16.15 circa, del 7 ottobre 2001, le forze aeree americane e britanniche iniziarono un bombardamento aereo sull’Afghanistan, con l’obiettivo di colpire le forze talebane e di Al Qaeda. Tornando a casa con la mia autovettura, quattro o cinque ore più tardi, alzai gli occhi al cielo e vidi la luna posizionata proprio in direzione dell’Afghanistan. Pensai, immediatamente, a Guglionesi, a Foggia, a San Lorenzo e alla baionetta di mio nonno. A poche migliaia di chilometri e solamente dopo pochi decenni, su una popolazione venivano lanciate bombe che oltre a gettare la morte delle persone, colpivano la terra, il terreno, le pianure, le montagne, le colline. Il nostro amato pianeta venne colpito nel giro di poche ore da circa 50 missili cruise di tipo Tomahawk da parte di sottomarini e bombardieri, tra cui alcuni B-1 Lancer, B-2 Spiriti, B-52 Stratofortetress e F-16 Fighting Falcon. Due trasporti aerei C-17 Globemaster lanciarono 37.500 bombe sulla popolazione afghana. In Occidente, il 7 ottobre 2001 era un giorno come un altro. Tutti avevano nella mente e nel cuore il “Jingle”: “siamo tutti americani”. Io, invece, guardando la Luna come ad uno specchio retrovisore, vedevo ancora lacrime e sangue spargersi inutilmente su questa povera e maltrattata Terra, proveniente dal cielo. Gli aerei, quelli che dovrebbero far conoscere il mondo e le persone, vengono utilizzati come arma per annientare il “nemico”. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Una nuova forma di guerra&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDENI6-jtlI/AAAAAAAAOeM/vbEEIoAC0es/s1600/_B-17-nose-art%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDENI6-jtlI/AAAAAAAAOeM/vbEEIoAC0es/s320/_B-17-nose-art%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Oggi, quindi, la principale arma utilizzata nella “guerra moderna” e l’aereo. In meno di cento anni, l’impiego di questa incantevole invenzione dell’uomo, in campo militare ha fatto “passi da gigante”. La possibilità di librarsi in volo sopra lo schieramento nemico aveva già spinto numerosi teorici e visionari a cavallo tra il XIX e il XX secolo a immaginare una nuova forma di guerra in cui il dominio dell'aria avrebbe costituito il fattore decisivo. L'invenzione dei fratelli Wright interessò subito lo Stato Maggiore militare statunitense, ma i contatti furono difficili. Il 23 dicembre 1907, tuttavia, il Signal Corps (l'equivalente Usa del Genio militare), responsabile degli sviluppi militari della neonata disciplina aerea (aerostati, mongolfiere, dirigibili) codificò la prima specifica per un velivolo: la n. 486. Per essere accettato dal Signal Corps un aereo doveva volare a una velocità di 40 miglia orarie (circa 65 km/h), avere un'autonomia di 2 ore, portare due persone a bordo e carburante per 125 miglia (200 km). Inoltre, l'aereo doveva essere smontato, trasportato su carri trainati da cavalli e rimontato entro un'ora. Le prove per il Signal Corps iniziarono il 3 settembre 1908 a Fort Myer, Virginia. Sei giorni dopo il Flyer aveva già superato le specifiche richieste restando in aria per più di un'ora. Ma il 17 settembre avvenne il primo incidente: Orville si ferì seriamente mentre il tenente Thomas Selfridge perse la vita. Fu la prima vittima nella storia dell'aviazione a motore. Il progresso compì miracoli nel settore aeronautico e già l'anno dopo, il 31 dicembre 1908, in Francia si arrivò a un record: un velivolo restò in aria per 2 ore e 18 secondi coprendo una distanza di 123 km. Oramai la strada per il volo umano era divenuta una realtà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Un sibilo di bombe&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDENS28pmPI/AAAAAAAAOeU/X6_XSIndRuI/s1600/752px-B-17F_formation_over_Schweinfurt,_Germany,_August_17,_1943%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDENS28pmPI/AAAAAAAAOeU/X6_XSIndRuI/s320/752px-B-17F_formation_over_Schweinfurt,_Germany,_August_17,_1943%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
La prima missione aerea di ricognizione in guerra della storia spetta agli italiani: nel pomeriggio del 23 ottobre 1911, durante la guerra contro l'Impero ottomano, l'aereo pilotato dal capitano Carlo Maria Piazza compì un volo di ricognizione su Tripoli, in Libia. Anche la paternità del primo bombardamento con un aereo spetta agli italiani: il 1° novembre 1911, il tenente Giulio Gavotti, con il suo Taube, lanciò una granata da due chilogrammi sul campo ottomano di Ain Zara, in Libia. In quello stesso volo furono lanciate altre granate su tre oasi di Tagiura. L'impresa del 1911 di Gavotti fu celebrata da Gabriele D'Annunzio in “Canzone della Diana”: «S’ode in cielo un sibilo di bombe passa nel cielo un pallido avvoltoio Giulio Gavotti porta le sue bombe [.]». Anche se l'azione del tenente Gavotti non provocò in effetti vittime, e i danni furono piuttosto lievi, fu comunque la dimostrazione che gli aeroplani potevano essere utilizzati per combattere, e, purtroppo, per portare la morte anche ben oltre la linea del fronte. La guerra si appropriò di un ulteriore elemento, l'aria, annullando definitivamente l'idea cavalleresca del combattimento e il rapporto che sino ad allora aveva collegato il combattimento al soldato: il bombardamento aereo, ha scritto Carl Schmitt nel Nomos della terra (Adelphi, Milano 1991) ha «il significato e il fine esclusivo dell'annientamento». Fonte: "Aerostoria.blogspot.com". Parallelamente allo sviluppo degli aerei in Europa si sviluppò la realizzazione di grandi dirigibili: in Germania erano famosi gli Zeppelin, con i quali all'inizio della Prima Guerra Mondiale furono bombardate Parigi e Londra. Nato il bombardamento strategico, ovviamente si affacciò anche l'idea di combattere in cielo. Il primo episodio di caccia aerea, vale a dire di velivolo abbattuto da un altro velivolo, si deve al pilota russo Piotr Nicolajevic Nesterov, che il 26 Agosto 1914 si avventò col suo Morane Saulnier disarmato contro l'Albatros B. III austriaco del barone Von Rosenthal, speronandolo e abbattendolo. Le operazioni belliche della Prima Guerra Mondiale furono poi teatro delle imprese di assi come il tedesco Manfred von Richthofen (il famoso Barone rosso), del britannico Albert Ball, dei francesi Georges Guynemer e Charles Nungesser, del canadese William Bishop, dello statunitense Eddie Rickenbacker e dell'italiano Francesco Baracca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Dall’aria, l’annientamento&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDEN7Jhaa6I/AAAAAAAAOec/hWItiU5tSvM/s1600/the-battle-of-the-bulge-timeline-18%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDEN7Jhaa6I/AAAAAAAAOec/hWItiU5tSvM/s320/the-battle-of-the-bulge-timeline-18%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
La guerra, dunque, si appropriò di un ulteriore elemento, l'aria, annullando definitivamente l'idea cavalleresca del combattimento e il rapporto che sino ad allora aveva collegato il combattimento al soldato: il bombardamento aereo, ha scritto Carl Schmitt nel Nomos della terra (Adelphi, Milano 1991) ha «il significato e il fine esclusivo dell'annientamento». &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Guernica. Prima strage degli innocenti del ‘900&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDEOKxFpYhI/AAAAAAAAOek/VG6_nvjITPc/s1600/guernica3%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDEOKxFpYhI/AAAAAAAAOek/VG6_nvjITPc/s320/guernica3%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
La prima città a sperimentare i drammatici effetti di un bombardamento aereo indiscriminato fu nel 1937 Guernica, cittadina spagnola di circa 10.000 abitanti nella provincia di Biscaglia. a 30 chilometri da Bilbao, tradizionalmente considerata patria delle libertà basche e simbolo nazionale da quella indomita popolazione anticamente insediatasi ai piedi dei Pirenei. Si vuole che sotto le fronde di una quercia secolare piantata in una sua piazza i maggiorenti baschi fossero tenuti a giurare il rispetto delle libertà. Nel pomeriggio del 26 aprile 1937 Guernica venne bombardata e totalmente distrutta da stormi di aerei tedeschi della Legione Condor (Heinkel 111 e Junker 52) decollati da Vitoria spalleggiati da alcune squadriglie italiane. Le incursioni sulla città si susseguirono in massicce ondate con bombe esplosive e incendiarie di alto potenziale distruttivo. I morti ammontarono a circa 1.600 e i feriti a quasi mille. Il palazzo del Parlamento basco (Casa de Juntas) e la famosa quercia rimasero tuttavia prodigiosamente illesi. Per anni Franco continuò a sostenere la tesi che a distruggere la città fossero stati i repubblicani. Si trattò in realtà di una autentica "prova generale": l'aviazione nazista sperimentò su Guernica la tecnica dell'attacco terroristico contro una città inerme, priva di particolare significato strategico ai fini della conduzione del conflitto, per piegare la resistenza del nemico. "La prima strage degli innocenti del nostro tempo", scrisse il Times di Londra. La distruzione della città è il soggetto del capolavoro di Pablo Picasso, una delle icone più conosciute del pacifismo internazionale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Stuka e Fortezze volanti&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDEOaNt0fdI/AAAAAAAAOes/Ef-kGmjWhuM/s1600/Color_Photographed_B-17E_in_Flight%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDEOaNt0fdI/AAAAAAAAOes/Ef-kGmjWhuM/s320/Color_Photographed_B-17E_in_Flight%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Dopo la Prima Guerra Mondiale la tecnologia portò grosse innovazioni nel campo aeronautico, dilatando al massimo l'importanza del "potere dell'aereo", in altre parole della possibilità di usare il cielo per scopi bellici. Così la maggior parte dei Paesi che non l'avevano fatto prima, costituirono una propria forza aerea indipendente, alla pari con Esercito e Marina. Con la Seconda Guerra Mondiale si ebbe un ulteriore straordinario progresso tecnologico. Basti paragonare gli esili biplani di soli venti anni prima ai caccia Hawker Hurricane, Supermarine Spitfire e Messerschmitt Bf 109. Contemporanei sono anche il bombardiere in picchiata Junkers Ju 87, meglio conosciuto come Stuka, e i bimotori da bombardamento Bristol Blenheim, Dornier Do 17 e Heinkel He 111. Lo sviluppo di bombardieri veloci culminò verso la fine degli anni Trenta con il quadrimotore statunitense a grande autonomia della Boeing, il B-17 Flying Fortress ("fortezza volante"). Da questo momento all'arma aerea venne definitivamente assegnato un ruolo fondamentale, poiché essa si mostrava lo strumento più efficace per realizzare l'attacco diretto al cuore della popolazione, nei centri abitati. E non solo con le tradizionali bombe, ma anche con nuove e più potenti armi, quali quelle chimiche (e poi biologiche).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Uso terroristico dei bombardamenti aerei&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDEOtl8UeYI/AAAAAAAAOe0/tjBOpbpqXoE/s1600/aerea1372%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDEOtl8UeYI/AAAAAAAAOe0/tjBOpbpqXoE/s320/aerea1372%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scoppiata la guerra, l'aeronautica si affermò come sistema integrato in cui avevano grande importanza i radar e la cooperazione fra ricognitori e bombardieri. Durante il conflitto, le aviazioni dei diversi Paesi operarono su tutti i fronti e spesso in stretto contatto con le forze di terra e di mare. Il futuro della guerra aerea era appena cominciato e l'uso terroristico dei bombardamenti aerei si acutizzò. I Tedeschi realizzarono i missili V-1 e V-2. Il primo era un missile da crociera in grado di trasportare una testata bellica fino a 850 kg, mentre il secondo era un missile balistico con testata da 910 kg. Sempre i Tedeschi, nell'autunno del 1944, schierarono anche i primi caccia a reazione, i Messerschmitt Me 262 Schwalbe, che diedero ottimi risultati contro le formazioni dei bombardieri alleati, senza tuttavia incidere sulle sorti del conflitto. I centotrenta bombardamenti eseguiti dagli Stati Uniti sulla città di Tokyo (tra il novembre 1944 e l'estate 1945), assieme agli attacchi nucleari portati a termine nell'agosto 1945 sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki, segnarono il culmine dell'uso terroristico della guerra aerea. Infatti, pur confermando il peso decisivo della guerra aerea nei moderni conflitti, tali bombardamenti affermarono lo scopo terroristico anche quando era chiaro - come lo era per il Giappone, ormai alla disfatta totale - che essi non avevano affatto carattere risolutivo. In realtà le bombe atomiche concessero agli Usa di concludere il conflitto con il Giappone senza ricorrere a una potenza militare esterna, come l'Unione Sovietica. Ciò consentì agli Stati Uniti di dare un'impressionante dimostrazione della propria potenza e, al contempo, di occupare da soli il Giappone, mantenendo un proprio plenipotenziario, Mac Arthur, fino al 1952.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Hiroschima e Nagasaki. Passaggio epocale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDEO4mh_moI/AAAAAAAAOe8/xo08pcFgpzU/s1600/502px-Nagasakibomb%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDEO4mh_moI/AAAAAAAAOe8/xo08pcFgpzU/s320/502px-Nagasakibomb%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Le atomiche di Hiroshima e Nagasaki segnarono un passaggio epocale. Non già per il rapporto quantità di vittime-tempo impiegato, ma perché rappresentarono l'attuazione di una specie di celebrazione dell'onnipotenza di una scienza criminale che si prese la sua rivincita sul disegno della creazione divina. La logica dei bombardamenti aerei proseguì anche durante la Guerra fredda, che poi tanto fredda non lo fu davvero: nella Guerra di Corea (1950-1953), nella Guerra dei Sei Giorni (1967), nella Guerra del Vietnam (1964-1975). Proprio la guerra in Vietnam, accanto all'utilizzo di sofisticati aerei da guerra (i caccia supersonici MiG-17 e MiG-21 sovietici contro gli F-105 Thunderchief e F-4 Phantom statunitensi), vide per la prima volta l'impiego massiccio di elicotteri da combattimento. Col passare del tempo il progresso militare non si è arrestato e ha partorito nuovi e sconvolgenti armi, questa volta più "intelligenti" delle precedenti. Il ruolo dell'aeronautica militare nei moderni conflitti è stato ancora una volta drammaticamente posto in rilievo nel gennaio del 1991 durante la prima guerra del Golfo e nelle guerre della ex Jugoslavia. L'Iraq, ad esempio, fu sistematicamente attaccata dal cielo dietro le linee del fronte e privato di grandi centri di comando e controllo, linee di comunicazione e depositi. Negli attacchi iniziali dell'operazione "Desert Storm" furono impiegati i missili da crociera Tomahawk, lanciati da unità navali dislocate nel golfo Persico e nel Mar Rosso, gli F-117A Nighthawk, bombardieri Stealth armati di bombe "intelligenti" a guida laser e gli F-4G Wild Weasel, dotati di missili antiradar HARM. La ridotta difesa aerea irachena favorì anche l'azione degli aerei d'attacco, come gli F-15E Strike Eagle, gli F-111 Aardvark, gli F/A-18 Hornet, gli A-6E Intruder, i Tornado e i Jaguar. Per contrastare le forze irachene furono massicciamente impiegati, oltre all'aereo anticarro A-10 Thunderbolt II, anche gli elicotteri da combattimento AH-64 Apache e AH-1 Cobra con missili Hellfire e Tow. Nelle due guerre che hanno inaugurato il nuovo secolo, la guerra in Afghanistan e la seconda guerra del Golfo (2003), l'utilizzo dell'arma aerea non ha avuto eguali nella storia militare. Purtroppo, ancora una volta, la popolazione civile è quella che più ha lamentato perdite di vite umane. Anzi, la strategia militare statunitense ha esplicitamente ammesso che i bombardamenti strategici sull'Iraq avevano il preciso scopo di spargere il terrore tra le forze nemiche. Shock and awe ("colpisci e terrorizza") è questo il nome che è stato dato a questa strategia che, per quanto rivolta ai combattenti, ha causato vittime anche tra la popolazione civile. L'ultima guerra in Iraq ha realizzato nell'immaginario collettivo l'idea di una "guerra pulita", una guerra che, grazie ai missili intelligenti (ossia missili aria-aria con guida laser, che centrano al millesimo il bersaglio prescelto), ha diminuito il pericolo di un bombardamento incontrollato, colpendo marginalmente la popolazione civile. Sappiamo però che proprio così non è andata, poiché ci hanno fatto vedere solo le immagini che hanno voluto che noi vedessimo. L'inganno è sempre in agguato quando si parla di guerra. Peccato che queste nuove armi "intelligenti" non hanno anche un'anima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Oggi, in Afghanistan i Droni&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDEPLVPV4nI/AAAAAAAAOfE/ZCSIyooSs8I/s1600/Drone%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDEPLVPV4nI/AAAAAAAAOfE/ZCSIyooSs8I/s320/Drone%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
“Top Gun”: chi è stato giovane negli anni Ottanta ricorda inevitabilmente con un certo affetto quel puerile ma irresistibile cult-movie, in cui Tony Scott romanzava come in un fumetto le spericolate gesta dei piloti militari della californiana United States Navy Fighter Weapons School (meglio nota come Top Gun, per l’appunto). Quella scuola è realmente esistita: era il più importante dei Replacement Air Group, i centri di perfezionamento creati dal Pentagono nei primi anni Settanta, alla luce delle disavventure del Vietnam, in cui i piloti più esperti addestravano i novellini. Oggi quel film, che nel 1986 fece la fortuna di Tom Cruise, si avvia a divenire una sorta di documento di un’era passata. La base “Top Gun”, che negli anni Novanta è stata trasferita dalla California nel vicino Nevada, si sta trasformando in qualcosa di molto diverso da quello che Hollywood mostrò al mondo un quarto di secolo fa. L’aviazione e la marina stanno investendo sempre più nell’impiego dei cosiddetti droni, gli aerei da guerra senza esseri umani a bordo, pilotati via satellite da terra. Ovvio: se si vuole mettere il meno possibile a repentaglio la incolumità di un pilota, farlo addestrare da veterani sopravvissuti all’esperienza del combattimento reale è utile, ma tenerlo al sicuro a terra, davanti ad un computer con in mano un joystick, magari dall’altra parte del mondo rispetto alla zona bombardata, è infinitamente meglio. Ma la sicurezza del pilota non è tutto. Secondo i fautori di questo nuovo sistema, l’impiego dei droni porta anche a ridurre il numero di vittime civili, poiché, a differenza del tradizionale caccia che doveva bombardare con “toccata e fuga” per sottrarre il prima possibile il pilota ai colpi dell’artiglieria contraerea, il Drone può permettersi di volare sopra il bersaglio per prendere bene la mira con tutta calma, per ore e ore, anche per un’intera giornata. Questo argomento non convince i sostenitori della cosiddetta counterinsurgency, ossia la tecnica adottata dal generale David Petraeus con il surge che nel 2007 ha recuperato l’Iraq dall’orlo dell’abisso, e che attualmente il generale Stanley McChristal vorrebbe tentare anche in Afghanistan. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Guerre asimettriche&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDEPiIEW0RI/AAAAAAAAOfM/VeJHbGyVxnM/s1600/135718451_Fs69y-S%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="424" rw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDEPiIEW0RI/AAAAAAAAOfM/VeJHbGyVxnM/s640/135718451_Fs69y-S%5B1%5D.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Costoro sostengono che nel combattere guerre asimmetriche, cioè nell’usare un esercito regolare contro terroristi e guerriglieri, è decisivo porre la popolazione civile sotto la protezione delle proprie truppe, anziché renderla vittima accidentale delle proprie bombe, poiché nel primo caso è incoraggiata a divenire preziosa alleata, e nel secondo caso è di fatto spinta ad appoggiare il nemico. Ovviamente secondo questa visione è bene puntare il più possibile sulle truppe di terra, e il meno possibile sui bombardamenti aerei, droni o non droni. Ma i bombardamenti con i Droni hanno finalmente decapitato i vertici di Al Qaeda, per cui a Washington vengono visti sempre più come una soluzione vincente, oltre che poco rischiosa. E tanto basta per investirvi sempre più risorse. Inizialmente, a pilotare i Droni erano i normali piloti di caccia, dislocati solo temporaneamente nella base in Nevada; di recente, però, si è passati a destinare là stabilmente i piloti migliori. Il 25 settembre 2009 sono entrati in servizio i primi otto piloti addestrati esclusivamente per questa speciale mansione: "un nuovo tipo di Top Gun per un nuovo tipo di guerra", come titolava un reportage di Time. Il Colonnello Eric Mathewson, che dirige la scuola di addestramento, intervistato sulla rivista delle forze armate “Stars and Stripes” proclamava orgoglioso: “siamo alle prese con una transizione culturale, paragonabile a quella dalla cavalleria ai carri armati”. Solo che in questa occasione si tratta di rinunciare all’ebbrezza del volo, per cui nessuno si offre volontario. E così, d’ora innanzi, ogni anno il Pentagono pescherà d’autorità cento tra le reclute più meritevoli dalle ordinarie accademie dell’aviazione, e le dirotterà, loro malgrado, in questo corso per piloti virtuali. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Buschiani e obamiani&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDEMOZuGjzI/AAAAAAAAOd8/N9yB3NYqL8Y/s1600/guernica784569%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDEMOZuGjzI/AAAAAAAAOd8/N9yB3NYqL8Y/s320/guernica784569%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Ad ogni modo, bushiani od obamiani che siano, questi bombardamenti di nuova generazione sono una tattica, non una strategia. Il che non può essere una critica nei confronti della CIA, alla quale adiopiacendo non compete elaborare tattiche. Quello, semmai, è il mestiere del presidente. I droni sono uno strumento come un altro per fare la guerra: consentono di farla in circostanze in cui in passato sarebbe stato impossibile o troppo rischioso, ma non risolvono né consentono di eludere nessuno dei quesiti di fondo che ancora attendono risposta per poter definire quale sia, in sostanza, la “Dottrina Obama”. In quali casi si interviene con la forza, e in quali no? E con quali alleati? E soprattutto, con quali fini? Antiterrorismo o promozione della democrazia? Interesse nazionale o diritti umani universali? Egemonia o sopravvivenza? E questo è, forse, il punto cruciale: ancora una volta, l’attuale presidenza appare incentrata sulla tattica, ma priva di una vera strategia. Naviga a vista. A lungo andare, potrebbe costarle molto caro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32603960-3875469060152791655?l=robertomaurizio1947.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/2lchrrFp2OaIyXjVoB5KQsKpvFQ/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/2lchrrFp2OaIyXjVoB5KQsKpvFQ/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/2lchrrFp2OaIyXjVoB5KQsKpvFQ/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/2lchrrFp2OaIyXjVoB5KQsKpvFQ/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/GZtQ/~4/aiFv1M5t1_k" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/feeds/3875469060152791655/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/guerra-aerea-da-guernica-ai-droni.html#comment-form" title="2 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/3875469060152791655?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/3875469060152791655?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/GZtQ/~3/aiFv1M5t1_k/guerra-aerea-da-guernica-ai-droni.html" title="La morte dal cielo. Da Guernica ai Droni" /><author><name>roberto maurizio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/SKxIof1UShI/AAAAAAAAC0k/IDEFE_WoMYs/S220/robertomauriziossv.JPG" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TDEMOZuGjzI/AAAAAAAAOd8/N9yB3NYqL8Y/s72-c/guernica784569%5B1%5D.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>2</thr:total><feedburner:origLink>http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/guerra-aerea-da-guernica-ai-droni.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;Dk4AR3w5eip7ImA9WxFbEE8.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-32603960.post-6437113688296768736</id><published>2010-07-02T00:53:00.001+02:00</published><updated>2010-07-02T00:55:46.222+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-07-02T00:55:46.222+02:00</app:edited><title>Dopo Copenhagen, Cancun. Ancora sorrisi amari per il clima?</title><content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Ancora sorrisi amari per il clima. Verso il Vertice di Cancun&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;di &lt;em&gt;Roberto Maurizio&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TC0aOL8fhAI/AAAAAAAAOdE/4yQIcFnxT_Q/s1600/crisi-alimentare-cambiamenti-climatici%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TC0aOL8fhAI/AAAAAAAAOdE/4yQIcFnxT_Q/s320/crisi-alimentare-cambiamenti-climatici%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Energia e clima&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TC0aeUhi-cI/AAAAAAAAOdM/6PJDS53g0vU/s1600/cambiamenti20climatici1%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TC0aeUhi-cI/AAAAAAAAOdM/6PJDS53g0vU/s320/cambiamenti20climatici1%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Diciasette paesi hanno partecipato, il 30 giugno e il 1° luglio 2010, a Roma, al “Mef (Major Economies Forum) su Energia e Clima”. I rappresentanti di Australia, Brasile, Canada, Cina, Unione Europea, Francia, Germania, India, Indonesia, Italia, Giappone, Corea del Sud, Messico, Russia, Sudafrica, Regno Unito e Stati Uniti d'America hanno discusso animatamente sulla necessità di un accordo sui cambiamenti climatici nell’ambito della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change - Unfccc). L’incontro di Roma del Mef è il follow up naturale frutto di un processo lanciato dal Presidente degli Stati Uniti nel marzo 2009, con l'intento di facilitare un dialogo tra le maggiori economie mondiali e le economie emergenti, per contribuire a dare l'impulso politico necessario al raggiungimento di un accordo globale sui cambiamenti climatici e per procedere ad esplorare iniziative concrete e collaborazioni che incrementino l'offerta di energia pulita riducendo le emissioni di gas serra. Tra i temi trattati nel corso del Mef, gli interventi di adattamento ai cambiamenti climatici e relativo finanziamento; monitoraggio, rendicontazione e verifica - consultazione internazionale e analisi degli interventi per la riduzione delle emissioni; impegni di mitigazione in vista della 16a Conferenza delle Parti (Cop) sui cambiamenti climatici dell'Unfccc (Conference of the Parties - Cop16) di fine anno a Cancun (Messico); progressi nelle negoziazioni in ambito Unfccc per Cancun; aggiornamento sulla preparazione della riunione Ministeriale su Energia Pulita ("Clean Energy”) del 19-20 luglio a Washington.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;I rimedi alla crisi proposti dal Mef&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TC0a5DT9JTI/AAAAAAAAOdU/7xIxK4kx9eo/s1600/Christiana%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TC0a5DT9JTI/AAAAAAAAOdU/7xIxK4kx9eo/s320/Christiana%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Il sorriso spento del nuovo Segretario Onu sui cambiamenti climatici, Christina Figueres&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;La riunione di Roma del Mef è stata aperta dalla 53enne costaricana, Christiana Figueres, che dalla prossima settimana sarà ufficialmente il nuovo segretario della Convenzione Onu sui cambiamenti climatici in sostituzione del dimissionario Yvo De Boer. Christina ha affermato di attendersi dall’appuntamento di Cancun qualche risultato “pratico” in più rispetto a quella, definita da tutti fallimentare, dello scorso dicembre a Copenhagen. “Sono fiduciosa che a Cancun le decisioni degli Stati inizieranno ad essere più focalizzate sugli impegni delle istituzioni contro i cambiamenti climatici – ha affermato Figueres a margine dei lavori romani – è evidente che mettere d’accordo i rappresentanti di quasi 195 nazioni è un processo difficile, lento e doloroso, ma non vedo altre opzioni percorribili. Non si può lasciare nessuno indietro, perché non c’è nessuno che non sia affetto dai cambiamenti climatici”. Parlando poi nello specifico dei temi al centro del Mef, la rappresentante delle Nazioni Unite non si è nascosta le difficoltà di nel far partire la distribuzione dei fondi dai paesi più ricchi a quelli in via di sviluppo, e i controlli necessari perché vengano spesi bene, che non tutti accettano: “E’ comprensibile che i paesi donatori che hanno l’obbligo di dare i fondi vogliano anche controllare come vengano spesi – ha sottolineato – ma d’altra parte è giustificabile che chi li riceve abbia un accesso diretto e non condizionato. Dobbiamo mettere insieme queste due visioni”. Secondo Figueres, la crisi economica potrebbe mettere a rischio i fondi a breve termine, ma sul lungo periodo potrebbe essere uno stimolo: “C’è il rischio che sul breve termine qualche conseguenza ci sia – ha precisato – ma qui si parla di strategie di lungo periodo. Inoltre, gli investimenti sulle tecnologie verdi hanno già dimostrato di poter sostenere la crescita, quindi possono funzionare come rimedio alla crisi”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;La "Governance verde"&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TC0bJRY0U5I/AAAAAAAAOdc/wAGXtci01Gw/s1600/copertina%2520cambiamenti%2520climatici%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TC0bJRY0U5I/AAAAAAAAOdc/wAGXtci01Gw/s320/copertina%2520cambiamenti%2520climatici%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Quali sono state le conclusioni dell’incontro delle 17 maggiori economie mondiali? Di fronte alla possibilità di uno stallo infinito tra due posizioni contrapposte, è prevalsa la linea che punta a ottenere subito qualche passo avanti concreto in direzione di una diminuzione dell'aumento delle emissioni serra. Dal punto di vista scientifico questa posizione è abissalmente lontana da quella necessaria a bloccare la crescita della temperatura entro un tetto di due gradi a fine secolo. Ma dal punto di vista pragmatico può mettere in moto un processo di trasformazione economica capace magari di produrre uno sprint improvviso. Insomma, la soluzione dei problemi del clima sono stati “traslate” al vertice di Cancun, sperando in un cambiamento di rotta: il nuovo accordo sarà basato sui fondi e sui controlli. Si partirà con 10 miliardi di dollari l'anno, ma si deve ancora stabilire chi controllerà la riduzione delle emissioni serra, chi gestirà i finanziamenti, chi assicurerà il corretto funzionamento della macchina a sostegno dell'adattamento climatico e della Green Economy. Lo scontro su cui si sono infrante le speranze di Copenaghen è stato dunque per il momento congelato. A dicembre in Messico i 193 Paesi Onu non si divideranno più tra sostenitori della “governance” mondiale sui beni comuni dell'umanità (Europa) e difensori della sovranità degli Stati (Usa, Cina, India). La possibilità di un accordo globale obbligatorio come quello in vigore per il commercio è stata per ora messa da parte. Si cercherà un accordo più limitato ma più probabile. Un accordo economico che tenga comunque assieme varie esigenze: evitare il caos climatico, agevolare lo sviluppo sostenibile dei Paesi più poveri, dare ossigeno alle imprese che hanno scommesso sulla green economy. E' un'intesa che nell'immediato suona molto limitata rispetto alle ambizioni nate dal ben più stringente protocollo di Kyoto. Ma lascia aperta la porta a successivi progressi e radica la questione ambientale in un gioco economico di ampio respiro. Il punto reale è se i fondi annunciati (una cifra in crescita che parte dai 10 miliardi di dollari l'anno del 2010-2012 per arrivare a 100 miliardi l'anno nel 2020) verranno stanziati davvero. "Facciamo un sito web e diamo in diretta le informazioni sui Paesi che hanno pagato e quelli che non hanno pagato", ha proposto, sotto forma di battuta, il delegato indiano. Per il momento pochi hanno pagato e c'è chi non ha nemmeno messo i soldi in bilancio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Onorare gli impegni&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TC0bTHemr5I/AAAAAAAAOdk/u1YoJnwGJMw/s1600/presti%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rw="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TC0bTHemr5I/AAAAAAAAOdk/u1YoJnwGJMw/s320/presti%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
L'Italia per esempio. "Non credo ci saranno soldi freschi o aggiuntivi per gli impegni economico-finanziari assunti a Copenaghen", ha precisato il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. "Comunque in sede Ecofin è stato stabilito che l'Europa onorerà gli impegni presi a Copenaghen". Insomma l'Italia, ha detto il ministro, potrebbe mettere soldi "non freschi", ottenuti dalla "rimodulazione di altre voci", ma è comunque chiamata a trovare 600 milioni in tre anni per tener fede a ciò che ha sottoscritto in sede di accordo internazionale sul clima. Soddisfatto anche il capo delegazione degli Stati Uniti, Todd Stern: "Sono stati due giorni di incontri che hanno prodotto risultati importanti in vista della conferenza di Cancun. Progressi nel campo della mitigazione, dell'adattamento, della difesa delle foreste, del trasferimento di tecnologie pulite e del sistema di finanziamento". Tra cinque mesi, a Cancun, si potrà verificare la solidità di questi annunci.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32603960-6437113688296768736?l=robertomaurizio1947.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/velYcvvE9KcXbovT2-ioTjnQIxw/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/velYcvvE9KcXbovT2-ioTjnQIxw/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/velYcvvE9KcXbovT2-ioTjnQIxw/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/velYcvvE9KcXbovT2-ioTjnQIxw/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/GZtQ/~4/ssRydZHnFQI" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/feeds/6437113688296768736/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/dopo-copenhagen-cancun-ancora-sorrisi.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/6437113688296768736?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/6437113688296768736?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/GZtQ/~3/ssRydZHnFQI/dopo-copenhagen-cancun-ancora-sorrisi.html" title="Dopo Copenhagen, Cancun. Ancora sorrisi amari per il clima?" /><author><name>roberto maurizio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/SKxIof1UShI/AAAAAAAAC0k/IDEFE_WoMYs/S220/robertomauriziossv.JPG" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TC0aOL8fhAI/AAAAAAAAOdE/4yQIcFnxT_Q/s72-c/crisi-alimentare-cambiamenti-climatici%5B1%5D.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/07/dopo-copenhagen-cancun-ancora-sorrisi.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkQARX88fip7ImA9WxFUGEk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-32603960.post-6496960381349952399</id><published>2010-06-29T23:50:00.001+02:00</published><updated>2010-06-29T23:52:24.176+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-06-29T23:52:24.176+02:00</app:edited><title>I dettagli della Montessori</title><content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;I dettagli generano confusione. Montessori&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
di &lt;em&gt;Roberto Maurizio&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCpp_SKw9qI/AAAAAAAAOcc/JI5S0s_oTyg/s1600/Monte2%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ru="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCpp_SKw9qI/AAAAAAAAOcc/JI5S0s_oTyg/s320/Monte2%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;Il lungo periodo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Durante la Guerra Fredda, 1947-1989, due erano le visioni prevalenti nel pensiero economico e politico nel mondo. L’individualismo esasperato che portava anche le classi più povere ad emergere, e il socialismo, in cui lo Stato era padrone e signore e le classi povere giustificavano l’esistenza del Signore, che avrebbe combattuto nel tempo per rendere le classi inferiori, superiori, con il passar degli anni (nel lungo periodo, come diceva Keynes, tutti saremo morti). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Dal particolare al generale, dal generale al particolare&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCpqJfwj94I/AAAAAAAAOck/NokHNqOvPIw/s1600/800px-Cold_War_Map_1959.svg%5B1%5D.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ru="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCpqJfwj94I/AAAAAAAAOck/NokHNqOvPIw/s320/800px-Cold_War_Map_1959.svg%5B1%5D.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Generale, inteso come il “tutto”, tutto il mondo uguale, l’internazionalizzazione, presupposto della globalizzazione per tutti uguale, si contrapponeva alla “personalizzazione”, al “federalismo”, alle “biodiversità” esistenti sul pianeta Terra. Queste formule distinguevano la destra (prima il “particolare”, l’individuo, la famiglia, l’impresa privata, lo Stato e la Chiesa, la religione, la differenziazione) dalla sinistra (prima “il generale”, lo Stato senza chiesa, senza religioni, senza sovrastrutture, l’impresa pubblica, l’educazione pubblica, la sanità pubblica, la globalizzazione senza distinzione).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Lo “scemeggiato”&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCpqTvZvaBI/AAAAAAAAOcs/yyA4OM4ehFU/s1600/un_immagine_dello_sceneggiato_puccini_._-_marzo_2009%5B1%5D.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ru="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCpqTvZvaBI/AAAAAAAAOcs/yyA4OM4ehFU/s320/un_immagine_dello_sceneggiato_puccini_._-_marzo_2009%5B1%5D.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ andato in onda, durante la “Guerra Fredda” uno “Scemeggiato”: “Gli otto Samauri”. Da una parte, la destra, favorevole alla pena di morte e contro il Terzo mondo, dall’altra la sinistra che voleva un mondo tutto uguale, dove in tutti i paesi fossero rispettati i diritti umani. L’Italia fu attraversata nel 1990 da una voglia di repressione che ha fatto invidia al fascismo! Tutti uguali davanti alla legge. L’olio di ricino sostituito dal carcere a vita. Tutti i corrotti dentro. Di italiani si sarebbero salvati solo 8. “ Gli otto Samurai”. Ma chi avrebbe mai costruito carceri per 57.800.000 italiani su una popolazione totale di 57.800.008? Lo “scemeggiato”, tra i titoli di coda, annoverava uno degli otto: un certo Di Pietro da Montenero di Bisaccia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Il bastone e la carota&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCpqbHaqT4I/AAAAAAAAOc0/1UKRfIcsIrg/s1600/2545-1%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ru="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCpqbHaqT4I/AAAAAAAAOc0/1UKRfIcsIrg/s320/2545-1%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
La sinistra si è sempre distinta dalla destra per l’uso che ha sempre privilegiato della carota (ad eccezione di Stalin, Tito, Pol Pot, Ceausescu, Fidel Castro e via discorrendo, che hanno prodotto milioni e milioni di morti, non foche monache, ma donne, uomini, vecchi e bambini, quelli tanto amati dalla Margherita Hack). La destra ha sempre imperversato nel mondo con il colonialismo, l’imperialismo anglo-americano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Maria Montessori &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCpqi0HMUoI/AAAAAAAAOc8/mOT73RHhthQ/s1600/Montessori2%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ru="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCpqi0HMUoI/AAAAAAAAOc8/mOT73RHhthQ/s320/Montessori2%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
La pedagogista, figlia di Alessandro e Renilde Stoppani, ha avuto un grande ruolo nella scuola italiana. Ciò che “Stampa, Scuola e Vita” vuole mettere in evidenza, in questo post, è solo che Maria Montessori detestava i dettagli nello studio che, secondo lei, portavano ad una grande confusione (la citazione viene da Crozza Alive sulla Sette). I dettagli sono importanti, ma non costituiscono l’essenza della conoscenza. Una volta, i dettagli facevano capire la divisione tra destra e sinistra. Oggi, i dettagli servono solo a fare confusione. E’ di sinistra schierarsi in favore degli immigrati? No, adesso anche i “finiani”, di destra, sono favorevoli. Allora? Oggi, i dettagli, con Internet, sono disponibili a tutti. E’ la loro memorizzazione che fa difetto. Allora, aveva ragione la Montessori che invitava gli studenti e gli insegnanti a puntare sui punti fermi e irripetibili. I dettagli sono solo degli elementi che confondono l’essenza centrale di un argomento didattico. Solo dopo aver conosciuto l’essenza della conoscenza si passa ai dettagli. Ma, i dettagli, nel loro insieme, rappresentano la conoscenza?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32603960-6496960381349952399?l=robertomaurizio1947.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bkaOXpzBo3MaPbOEX6UTNqJiSr0/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bkaOXpzBo3MaPbOEX6UTNqJiSr0/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bkaOXpzBo3MaPbOEX6UTNqJiSr0/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bkaOXpzBo3MaPbOEX6UTNqJiSr0/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/GZtQ/~4/6m9QlM_8pfA" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/feeds/6496960381349952399/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/06/i-dettagli-della-montessori.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/6496960381349952399?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/6496960381349952399?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/GZtQ/~3/6m9QlM_8pfA/i-dettagli-della-montessori.html" title="I dettagli della Montessori" /><author><name>roberto maurizio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/SKxIof1UShI/AAAAAAAAC0k/IDEFE_WoMYs/S220/robertomauriziossv.JPG" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCpp_SKw9qI/AAAAAAAAOcc/JI5S0s_oTyg/s72-c/Monte2%5B1%5D.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/06/i-dettagli-della-montessori.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;Dk8MR3w6eSp7ImA9WxFUFko.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-32603960.post-7980711766955086429</id><published>2010-06-27T23:35:00.001+02:00</published><updated>2010-06-27T23:41:26.211+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-06-27T23:41:26.211+02:00</app:edited><title>G8, G20, No Global, Black Block, che noia. W il Giotnoia!</title><content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Giotnoia&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;di &lt;em&gt;Roberto Maurizio&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCfDpq-04eI/AAAAAAAAOcU/dZhFIZpCc2k/s1600/black+bloc.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ru="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCfDpq-04eI/AAAAAAAAOcU/dZhFIZpCc2k/s320/black+bloc.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
E' possibile che ogni anno dal 1975 in poi, dal primo Vertice del G8, allora G6 a Ranbouillet, dobbiamo assistere a questa farsa di "uomini neri&amp;nbsp;mascherati" che combattono contro il diavolo, contro il capitalismo, cioè contro i 3/4 dell'umanità, mentre gli altri muoiono di fame? Fatela finita, Black Block o Bloc (non siete riusciti nemmeno a darvi un nome e un cognome preciso)&amp;nbsp;perché invece di rompere le vetrine dei negozi e i forzieri delle banche non cominciate a studiare e a dare indicazioni precise sul futuro dell'umanità? Il Gi otto con voi diventa una noia. Rompete tutto e anche i coglioni. Non bastano i Gi otto noia ufficiali&amp;nbsp;a riunirsi, a spendere soldi e&amp;nbsp;a non concludere niente? Servite anche voi che rompete le vetrine. Il G8, il G20, il G24, il Ggiovani industriali, il G8Africa, il G8 della Maddalena, il G20 del Canada, e via discorrendo. Salviamo il salvabile, finché c'è tempo. Idee e non vetrine rotte, percorsi da seguire nel breve termine e anche nel lungo, nonostante Keynes, e non rivoluzioni da quattro soldi (meglio quelle dei Talebani che hanno impiegato 2.000 anni a difendersi dallo straniero). Gi otto, che&amp;nbsp;noia che barba!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32603960-7980711766955086429?l=robertomaurizio1947.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/8pRKdUcToHF-51sHkZ_O5laVwug/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/8pRKdUcToHF-51sHkZ_O5laVwug/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/8pRKdUcToHF-51sHkZ_O5laVwug/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/8pRKdUcToHF-51sHkZ_O5laVwug/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/GZtQ/~4/eskJiynSJIQ" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/feeds/7980711766955086429/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/06/g8-g20-no-global-black-block-che-noia-w.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/7980711766955086429?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/7980711766955086429?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/GZtQ/~3/eskJiynSJIQ/g8-g20-no-global-black-block-che-noia-w.html" title="G8, G20, No Global, Black Block, che noia. W il Giotnoia!" /><author><name>roberto maurizio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/SKxIof1UShI/AAAAAAAAC0k/IDEFE_WoMYs/S220/robertomauriziossv.JPG" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCfDpq-04eI/AAAAAAAAOcU/dZhFIZpCc2k/s72-c/black+bloc.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/06/g8-g20-no-global-black-block-che-noia-w.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DU8NR34yeSp7ImA9WxFUFkg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-32603960.post-2708462754834006334</id><published>2010-06-27T18:58:00.000+02:00</published><updated>2010-06-27T18:58:16.091+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-06-27T18:58:16.091+02:00</app:edited><title>Rina Gagliardi. Una perdita per il giornalismo italiano</title><content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Grave lutto nel giornalismo di sinistra: Rina Gagliardi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;di &lt;em&gt;Roberto Maurizio&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCeDEW4E3zI/AAAAAAAAOcM/nE__SMY4NN0/s1600/gagliardirina.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ru="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCeDEW4E3zI/AAAAAAAAOcM/nE__SMY4NN0/s320/gagliardirina.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;“Di Rina mi fido”&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alle ore 18.00 di oggi, 27 giugno 2010, subito dopo la sconfitta dell’Inghilterra da parte della Germania, sui quotidiani italiani on line, solo Il Corriere della Sera, Il Riformista, il Secolo XIX e, ovviamente il manifesto, insieme all’Ansa, all’Agi e all’Adnkronos, davano la notizia della scomparsa di Rina Gagliardi. La Stampa, riportava solo la morte di Aldo Giuffrè, nato a Napoli il 10 aprile 1924. Nulla sul Sole 24 Ore. Non si vuole fare le pulci alle notizie che i giornali pubblicano. Ma è strana l’assenza della copertura della notizia su Repubblica e su l’Unità, che hanno “rimediato”, successivamente con due “brevi”. I due maggiori giornali di sinistra hanno copiato, pari pari, quanto già scritto dagli altri quotidiani. Sic gloria mundi. Rina Gagliardi è stata uccisa da un’implacabile malattia, ieri, 26 giugno 2010. Nata il 15 novembre 1947 a Pisa, aveva diretto il manifesto, era stata senatrice del Prc, con Sandro Curzi aveva co-diretto Liberazione. Negli ultimi tempi collaborava a Gli Altri la testata di Piero Sansonetti. Laureata alla Normale era arrivata a Roma seguendo la passione per la politica e il giornalismo. Nel 1971 aveva fatto parte del gruppo di giovani brillanti ed entusiasti che insieme a Castellina, Rossanda, Parlato, Pintor e altri fuorusciti dalle file del Pci fondarono il manifesto. Personalmente, non l’ho conosciuta profondamente, se non nel corso di qualche conferenza internazionale sulla cooperazione e lo sviluppo. Diversa, senza arroganza, con le sue forti idee radicate, mai una frase violenta contro chi combatteva, senza però abbassare mai la sua voce talvolta ruvida. Più che una giornalista, più che una politica, è stata il simbolo di un’acuta analista della vita quotidiana politica economica e sociale che sapeva cogliere il senso degli snodi più importanti della vita, come l’impatto del femminismo sulla va sulla realtà italiana e internazionale. Per riassumere la sua vita, basta leggere quanto scriveva sul suo blog, prima delle elezioni del 13 e 14 aprile del 2008. «Salve. Sono Rina Gagliardi, senatrice “uscente” di Rifondazione comunista nella breve XVesima legislatura che ci sta alle spalle. Era la mia “prima volta” nelle istituzioni, che per tanti anni ho osservato come giornalista politica, ed è stata un’esperienza certamente interessante – ma anche faticosa, anzi molto dura e non poi così ricca di soddisfazioni politiche. Alle elezioni del 13 e 14 aprile sono candidata nelle liste del Senato de “La Sinistra, l’arcobaleno”: numero 2 nella circoscrizione della Toscana. Questo blog, che devo al lavoro creativo di due amici, Giggi Cuozzo e Ivan D’Angelo, è dedicato alle donne. Sullo sfondo, troverete le fotografie di cinque grandi donne del ‘900 che mi sono particolarmente care: Rosa Luxemburg, la rivoluzionaria polacca assassinata dalla Spd nel gennaio 1919, che tante intuizioni profetiche ha offerto al movimento della sua e della nostra epoca; Hannah Arendt, la grande filosofa tedesca, poi esule negli Usa, che tanto ha contribuito alla fondazione di una “scienza della politica”; Simone Weill, la straordinaria pensatrice che ha attraversato molti mondi, sperimentando la condizione operaia, la ricerca filosofica e l’utopia; Simone de Beauvoir, scritrice squisita e “madre storica” del femminismno, col suo insuperato “Secondo sesso”; e Maria Callas, la voce più grande del secolo, insuperabile Norma, Lucia, Violetta, Medea, Tosca. Quest’ultima, certo, non sembra molto avere a che fare con le altre – ma per me queste cinque donne sono unite da un unico filo rosso che corre nella mia testa, nel mio vissuto, nel mio far politica”. Insomma, Rina non era apprezzata e stimata solo dalla sinistra. Nel corso di una diatriba tra Il Foglio e Liberazione su un presunto licenziamento di un redattore della testata di Rifondazione Comunista, Fulvio Grimaldi, allontanato perché critico nei confronti del regime Castrista, Giuliano Ferrara così chiosava la lettera del condirettore del Prc: di Rina Gagliardi mi fido.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32603960-2708462754834006334?l=robertomaurizio1947.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/weT86RNDzL_of9VmZA_ATV8p6ms/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/weT86RNDzL_of9VmZA_ATV8p6ms/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/weT86RNDzL_of9VmZA_ATV8p6ms/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/weT86RNDzL_of9VmZA_ATV8p6ms/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/GZtQ/~4/UrkOwq0vH1U" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/feeds/2708462754834006334/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/06/rina-gagliardi-una-perdita-per-il.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/2708462754834006334?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/2708462754834006334?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/GZtQ/~3/UrkOwq0vH1U/rina-gagliardi-una-perdita-per-il.html" title="Rina Gagliardi. Una perdita per il giornalismo italiano" /><author><name>roberto maurizio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/SKxIof1UShI/AAAAAAAAC0k/IDEFE_WoMYs/S220/robertomauriziossv.JPG" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCeDEW4E3zI/AAAAAAAAOcM/nE__SMY4NN0/s72-c/gagliardirina.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/06/rina-gagliardi-una-perdita-per-il.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0EGSHc4cCp7ImA9WxFUFUU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-32603960.post-1166319825542365999</id><published>2010-06-27T00:00:00.000+02:00</published><updated>2010-06-27T00:00:29.938+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-06-27T00:00:29.938+02:00</app:edited><title>Marsupiali di Sky contro il Ghana</title><content type="html">&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: center;"&gt;. &lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il Ghana vince contro gli Usa, e i marsupiali di Sky dovrebbero sputarsi in faccia. Forza Africa&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: center;"&gt;di &lt;em&gt;Roberto Maurizio&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCZ36HVAgCI/AAAAAAAAOcA/g8RIe0QiBYI/s1600/ghana+usa.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ru="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCZ36HVAgCI/AAAAAAAAOcA/g8RIe0QiBYI/s320/ghana+usa.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Sky non ruba il canone come la Rai, ma prende i soldi dalle tasche degli italiani. Sky 200, quello delle partite comprate con i soldi australiani di Murdoch, che fa apparire pseudo “giornalisti” che non capiscono niente di calcio, ex giocatori che non capiscono nulla di stampa, aveva pronosticato la sconfitta del Ghana contro gli Usa: 2 a zero, 2 a 1, 1 a 1 e supplementari degli Usa 3 a 1. Questi porci con le ali di Murdoch di Sky (la D’Amico, quella cattocomunista messa all’angolo dagli altri murdacchiani dice, va be’ io tifo per gli sfigati, Gianluca Vialli, quello che dice che il secondo gol del Ghana è fatto solo per culo, José Altafini, che quando parla non dice niente, Mario Sconcerti, quello della Under 21 con la U), leggermente razzisti, non si sono sputati in faccia dopo la schiacciante vittoria del Ghana. Un certo Malù, giornalista nero di Sky, dal Sudafrica, chiama a raccolta i “fratelli neri”, con leggero sapore di “fratelli musulmani”. Ma quello che va a bene a Murdoch, cioè fare cassa, non è schifoso. Sono soldi “marsupiali”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32603960-1166319825542365999?l=robertomaurizio1947.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/P4oNiQjyCW5tkO1tMBfaYQ6QGCE/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/P4oNiQjyCW5tkO1tMBfaYQ6QGCE/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/P4oNiQjyCW5tkO1tMBfaYQ6QGCE/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/P4oNiQjyCW5tkO1tMBfaYQ6QGCE/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/GZtQ/~4/Yl6g0k6og6U" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/feeds/1166319825542365999/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/06/marsupiali-di-sky-contro-il-ghana.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/1166319825542365999?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/1166319825542365999?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/GZtQ/~3/Yl6g0k6og6U/marsupiali-di-sky-contro-il-ghana.html" title="Marsupiali di Sky contro il Ghana" /><author><name>roberto maurizio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/SKxIof1UShI/AAAAAAAAC0k/IDEFE_WoMYs/S220/robertomauriziossv.JPG" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCZ36HVAgCI/AAAAAAAAOcA/g8RIe0QiBYI/s72-c/ghana+usa.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/06/marsupiali-di-sky-contro-il-ghana.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;D0UNQHY8cCp7ImA9WxFUFUo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-32603960.post-8561655141522951235</id><published>2010-06-26T16:26:00.001+02:00</published><updated>2010-06-26T20:01:31.878+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-06-26T20:01:31.878+02:00</app:edited><title>Marilyn, JFK e Happy Birthday Mister President</title><content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Marilyn Monroe, JFK e Happy Birthday&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: center;"&gt;di &lt;em&gt;Roberto Maurizio&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCYLzH4YBQI/AAAAAAAAObY/iqiEE1xt3l8/s1600/Marilyn1962%5B1%5D.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ru="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCYLzH4YBQI/AAAAAAAAObY/iqiEE1xt3l8/s320/Marilyn1962%5B1%5D.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;strong&gt;I ranking di Standard’s &amp;amp; Poors&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Norma Jeane Mortenson (figlia della Morten), battezzata Norma Jeane Baker, la famosa Sex Symbol americana Marilin Monroe, bella donna (AAA), attrice (BBB), cantante (CCC), essere umano (Default), ebbe una vita a dir poco travagliata. Ma, il momento più brutto della sua carriera fu l’intervento canoro al party di compleanno del presidente Kennedy, l’incorruttibile, il leader con un carisma “Medionovecentesco”, simile a tanti altri “principi Machiavelli”, quando intonò - con fare malizioso ed ammiccante – Happy Birthday, Mister President, il 19 maggio 1962. Povera Marilyn con tutte le sue colpe, la prima di essere una bella donna, la seconda che non sapeva recitare, la terza che non conosceva una nota, ebbe pure la disgrazia di imbattersi non solo con il “Principe Americano Democratico”, ma con la più brutta canzone mai scritta sul festeggiamento del compleanno: Happy Birthday. L’accordo è in Fa maggiore, mentre la nota principale dell’inizio del brano è Do. “O Sole Mio”, la canzone più bella del mondo, cantata anche in Cina e in Indonesia, inizia con un accordo in Do maggiore e la nota principale è Do. Povera Marilyn per trovare il Do che era inserito nel Fa ha impiegato tantissimo tempo senza riuscirvi. Fu solo grazie alla “bravura” degli orchestrali che la performance della diva non si tramutò in tragedia. Il direttore dell'orchestra ruscì&amp;nbsp;a&amp;nbsp;ritrovare le giuste assonanze durante l’esecuzione “live” e&amp;nbsp;a riportare la parità&amp;nbsp;della&amp;nbsp;tonalità di&amp;nbsp;Marilyn&amp;nbsp;con le&amp;nbsp;disgraziate e sgraziate note di “Tanti auguri a te”. La colpa non&amp;nbsp;è da attribuire a Marilyn, ma a&amp;nbsp;questa musica, Happy Birthday,&amp;nbsp;scritta con i piedi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Oggi, 26 giugno&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCYMd3fHGzI/AAAAAAAAObg/46lOf0zTtE4/s1600/monroe-marilyn-the-legend-4800018%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ru="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCYMd3fHGzI/AAAAAAAAObg/46lOf0zTtE4/s320/monroe-marilyn-the-legend-4800018%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi è una giornata importante per me. E’ il compleanno di mio figlio. Devo intonare questa sera “Happy Birthday”. Sono sicuro che la stonerò. Qualcosa, però, oltre alla stonatura, mi unirà a Marilyn: le note, seppure stonate,&amp;nbsp;viaggeranno&amp;nbsp;limpide nell'aria&amp;nbsp;per arrivare&amp;nbsp;alla persona amata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32603960-8561655141522951235?l=robertomaurizio1947.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Wg_6L43WBpDaGTmuUCeJJX220Xo/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Wg_6L43WBpDaGTmuUCeJJX220Xo/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Wg_6L43WBpDaGTmuUCeJJX220Xo/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Wg_6L43WBpDaGTmuUCeJJX220Xo/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/GZtQ/~4/VmeMOxtHCIo" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/feeds/8561655141522951235/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/06/marilyn-jfk-e-happy-birthday-mister.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/8561655141522951235?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/8561655141522951235?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/GZtQ/~3/VmeMOxtHCIo/marilyn-jfk-e-happy-birthday-mister.html" title="Marilyn, JFK e Happy Birthday Mister President" /><author><name>roberto maurizio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/SKxIof1UShI/AAAAAAAAC0k/IDEFE_WoMYs/S220/robertomauriziossv.JPG" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCYLzH4YBQI/AAAAAAAAObY/iqiEE1xt3l8/s72-c/Marilyn1962%5B1%5D.png" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/06/marilyn-jfk-e-happy-birthday-mister.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DE4BQXY7fip7ImA9WxFUE0w.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-32603960.post-204298346469383205</id><published>2010-06-23T20:07:00.003+02:00</published><updated>2010-06-23T20:15:50.806+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-06-23T20:15:50.806+02:00</app:edited><title>Seconda prova scritta agli esami di Stato. Ragionieri, trascurati dalla stampa</title><content type="html">&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;strong&gt;Seconda prova esami di Stato 2009-2010. Ragionieri Pigs&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;di &lt;em&gt;Roberto Maurizio &lt;/div&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 175px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5486033615377183138" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCJOgcZosaI/AAAAAAAAObQ/-yx6Mwc9y4E/s400/0L4F6U3N--401x175%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Alunni di serie B&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Anche quest’anno, come al solito, la prova di Economia aziendale proposta dal Ministero dell’Istruzione all’esame di Stato 2009-2010 non ha fatto eccezione rispetto agli altri temi proposti negli anni precedenti a questi alunni di serie B, che rappresentano, invece, il popolo delle Partite Iva, il popolo che lavora, i colletti bianchi, quelli che fanno andare avanti l’economia italiana, insieme ai commercianti, agli operai, ai lavoratori dipendenti dello Stato e delle imprese private. In realtà, nella traccia proposta dal Ministero per gli Istituti tecnici commerciali, Igea, Sirio e Programmatori, il richiamo alla crisi economica e finanziaria degli ultimi due anni è stato un bell’argomento, scelto con eleganza e con cura, come le difficoltà che hanno dovuto affrontare le imprese in questi anni di crisi. Molto convincente è stato anche il connubio impresa-banca. Però, forse il richiamo al “report” della banca, forse non doveva essere fatto. Comunque, il tema di Economica di aziendale, perlomeno quest’anno, è da apprezzare per lo sforzo di attualizzare una così bella materia, sempre maltrattata dai Media. Fateci caso: la Rai, quella del canone pagato dai ragionieri, parla solo dei liceali. Perché? Perché sono figli dei giornalisti che non sanno fare altro se non il liceali a tutti i costi. Ovviamente, è il Liceo classico a prendersi la parte del leone nelle notizie, seppur rappresenta una percentuale basse rispetto all’esercito degli studenti impegnati agli esami di Stato. Segue nella classifica, nel rating, dei Mass Midia italiani, lo scientifico. Per par condicio, si passa ai Licei artistici che forniscono voti alla sinistra. I telegiornali della Rai, come quelli di Mediaset, della Sette e della “Otte” se ne strafottono dei “Fantozzi”. E’ sempre stato così. Questi giornali di destra e di sinistra, “aborrano” i ragionieri. Su 500 mila studenti agli esami di Stato 2009-2010, forse, 150 – 200 mila appartengono agli Istituti tecnici. Ma, questi alunni di serie B non fanno notizia. I figli di papà, quelli del liceo, sempre in prima linea. Un caso per avvalorare la tesi? Prendete il Corriere della Sera. Andate a vedere le tracce e le soluzioni On Line della “Seconda Prova” degli esami di Stato in corso. Tutte le tracce e le soluzioni delle seconde prove sono presenti, ad eccezione di quella di Economia aziendale degli istituti tecnici commerciali, Igea, Sirio e Programmatori. Perché? Perché, i ragionieri, studenti per questi giornalisti di quattro soldi non fanno notizia. E’ il figlio del notaio del liceo classico, quello del politico a quello scientifico che fa aumentare la tiratura. Il figlio dell’operaio, della borgata romana al “Corrierone” non interessa. E questo fa aumentare l’incazzatura. Questa visione classista del Corriere, come degli altri cosiddetti giornali democratici, sfiora il razzismo, che è stato sempre tollerato dagli stessi insegnanti di serie B degli istituti tecnici commerciali, per non parlare di quelli professionali, che, nell’ottica “pseudo razzistica” sono considerati come ebrei, zingari e gay. In altre parole, mentre questi ultimi “Pigs” rappresentano la feccia e sono preceduti dai “ragionieri” e dai “geometri”, praticamente i neri e palestinesi della situazione. In alto della scala , su questi luridi ignoranti, compaiono per prima i liceali un po’ arruffoni, cioè i cinesi e i giapponesi della situazione, mentre emergono sul gradino più alto della scolarizzazione italiana, il popolo puro ariano, bello, alto, biondo con gli occhi azzurri: i liceali. Alle ore 19.30 del 23 giugno 2010, sul Corriere della Sera sono presenti le tracce e le soluzioni delle seconde prove di tutti gli indirizzi scolastici italiani, ad eccezione degli Istituti Tecnici Commerciali Igea, Sirio e Programmatori , dei Periti Meccanici e dei Termotecnici.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32603960-204298346469383205?l=robertomaurizio1947.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/dCm6o6ezPWXxbZor0au8sn9nCog/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/dCm6o6ezPWXxbZor0au8sn9nCog/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/dCm6o6ezPWXxbZor0au8sn9nCog/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/dCm6o6ezPWXxbZor0au8sn9nCog/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/GZtQ/~4/bADLYnJp2as" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/feeds/4218546377285291285/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/06/cose-lamore.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/4218546377285291285?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/32603960/posts/default/4218546377285291285?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/GZtQ/~3/bADLYnJp2as/cose-lamore.html" title="Cos'è l'amore" /><author><name>roberto maurizio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="21" height="32" src="http://4.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/SKxIof1UShI/AAAAAAAAC0k/IDEFE_WoMYs/S220/robertomauriziossv.JPG" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TCI5BgL3NfI/AAAAAAAAObA/MMA64iTD8OE/s72-c/amore%5B1%5D.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://robertomaurizio1947.blogspot.com/2010/06/cose-lamore.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CkQGRns7eSp7ImA9WxFUEEU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-32603960.post-3877954164038930954</id><published>2010-06-21T02:27:00.003+02:00</published><updated>2010-06-21T02:32:07.501+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-06-21T02:32:07.501+02:00</app:edited><title>Antropocene e gli Esami di Stato 2009-2010</title><content type="html">&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Antropocene. Il Corriere della Serva&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di &lt;em&gt;Roberto Maurizio &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 321px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5485017906056489538" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_4E-3yOUDy-U/TB6yuYUnakI/AAAAAAAAOa4/JBUUeZIwT7Y/s400/Charlize_Theron_13_l%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Tirem innanz&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già dare spazio a un sedicente professore di microbiologia australiano è un azzardo, soprattutto durante il solstizio d’estate. Ma a via Solferino, quella strada anfosa di Milano, di azzardi esistono e come. Un rincoglionito professore di 95 anni, un certo Frank Fenner, australiano, cioè di una di quelle tribù che sono più pacifici che indiani, viene presentato come “lo scienziato che ha contribuito a debellare il vaiolo”. Peccato, che il vaiolo sia stato debellato da Edward Jenner, 1796, che fa sola rima con Fenner. Forse, questo australiano ha fatto qualcosa per il vaiolo. Ma “tirem innanz”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quanto è buono Fenner!&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fenner, rispetto ai Maya che hanno previsto la fine del mondo nel 2012, ci dà una chance: 100 anni. Dovremmo essere grati a questo impostore che ci regala anni di vita in più rispetto all’altro più illustre coglione inglese, il principe Carlo d’Inghilterra, che ci vuole fare morire tutti nel 2014. Nel Medio Evo le streghe venivano bruciate. Perché non bruciamo questi emeriti schifosi che, solo per fare soldi, fanno scrivere ad altrettanti inutili giornalisti, coglioni e anche donne, quasi streghe che ritornano, pubblicizzando delle fandonie. (Simona Marchetti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il Giudizio Universale&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possa cadere sulle teste di questi millantatori un giudizio di estromissione dal contesto universale. Dov’è l’Onu? Dov’è il controllo su questi imbecilli? Non il Giudizio Universale, ma solo quello di Tor Bella Monaca basterebbe a sputtanare questi violenti impostori, ladri di verità, farabutti, e metterli sulla forca. Chi spaventa l’umanità con le cazzate dovrebbe essere messo al rogo. Non con il fuoco, costerebbero troppo rispetto a quanto valgono questi ignobili individui, ma con la loro “imbalsamazione” per 500.000 miliardi di anni per mostrargli la bontà dell’Universo che conserverà l’umanità integra e perfetta per almeno la metà dei miliardi di anni assegnati alla sopravvivenza di questa specie umana, unica, anche se non esclusiva, di questo immenso spazio chiamato “amore”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Qui lo dico e qui lo nego&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste cazzate pubblicate dal Corriere della Sera, che funge da cassa di risonanza di straordinari imbecilli, potrebbero essere prese come spunto per i prossimi Esami di Stato 2009-2010. I catastrofisti non sono violenti. Anzi, salverebbero 500.000 persone sulla Terra. Una specie di Arca di Noè. E’ ovvio che prima o poi tutto finirà. Ma perche questi coglioni lo dicono in piena crisi economica e proprio quando 500.000 alunni circa sono chiamati a svolgere il Tema di italiano, quello ideato da un’altra mente eccelsa sarda? 500 potrebbe essere il numero sul “futuro dell’umanità”. La “biodiversità”, l’empatia, sono troppo di sinistra, per questo non saranno scelti. Allora, perché no, i Maya e questo Frank Fenner? Speriamo che gli studenti rispondano picche! Cambiamenti climatici per quattro trombe d’aria? Per uno Tsunami in più e uno in meno. Ma il terremoto di Messina del 1908, quello del Gargano del 1600. I vulcani che hanno oscurato il Sole. Che cazzo c’entrano con l’esplosione demografica e dei consumi fuori controllo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Homo Sapiens&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esisterà ancora l’Homo Sapiens quando verranno buttati al mare, in mezzo all’Oceano Pacifico, tutti i catastrofisti? Come fa un inglese, un britannico, un suddito (già dire suddito, vuole dire che non ha le palle, non riesce a far valere le proprie opinioni). I sudditi sono persone che strisciano sulla terra come vipere. Solo il vermi ricevono ordini incondizionati dalla Regina. Quando la Regina non riesce nemmeno a tappare la bocca del Principe Carlo, allora siamo allo sbando! E’ caduto l’Impero Romano, è caduta l’Urss. La prossima sarà quest’Isola sconfitta solo dai romani, contro la quale Bonaparte e la Germania non hanno potuto fare niente. Ma quanto ancora resta per l’Impero Americano? Se questa idea costruita sull’Illuminismo continua a dare spazio ai catastrofisti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Isola di Pasqua e l’Antropocene&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La razza umana, sostengono i catastrofisti, è entrata nell’era nota come Antropocene (termine coniato nel 2000 dallo scienziato Paul Crutzen per definire l’era geologica attuale, in cui le attività dell’uomo sono le principali fautrici delle modifiche climatiche), l’effetto sul pianeta è stato tale da poter essere paragonato a una delle epoche glaciali o all’impatto di una cometa. Piccoli vermi che vogliono paragonarsi ad una cometa. Formiche che credono di essere padroni dell’Universo. I catastrofisti credono che questo mondo possa fare la stessa fine degli abitanti dell’isola di Pasqua. Attualmente, i cambiamenti climatici, dicono questi “scienziati”, sono ancora in una fase molto iniziale, ma già si vedono dei considerevoli mutamenti nelle condizioni atmosferiche. Gli Aborigeni hanno dimostrato che potrebbero vivere per 40 o 50mila anni senza la scienza (grazie al cavolo, ndr), la produzione di diossido di carbonio e il riscaldamento globale, ma il mondo non può e così la razza umana rischia di fare la stessa fine di molte altre specie che si sono estinte nel corso degli anni. La catastrofica e pessimistica visione di Fenner non sembra, però, trovare grande rispondenza fra i suoi stessi colleghi. «Frank può anche avere ragione - ha spiegato il professor Stephen Boyden, oggi in pensione, ma alcuni di noi hanno ancora la speranza che si arrivi a prendere consapevolezza della situazione e che, di conseguenza, si mettano in atto i cambiamenti necessari a raggiungere un vero sviluppo ecosostenibile». Ecco come finisce l’articolo del Corriere della Sega. Da’ una minima speranza, dopo aver gettato il panico. Che giornale! Meno male che c’è la Lega. I leghisti se la legheranno al dito. E se nel 2014 il mondo non finisce faranno un culo così a quello stronzo del prossimo probabile re della Terra di Albione, di quella gente che veniva stramaledetta dal fascismo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32603960-3877954164038930954?l=robertomaurizio1947.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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