<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4495691272594424402</id><updated>2024-11-01T13:09:49.011+01:00</updated><title type='text'>Piazza Verdi</title><subtitle type='html'>uno spazio libero per capire le cause di questa crisi e trovare assieme una via di uscita</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25'/><author><name>Sandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14368102540121927091</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrarMCdiz8K_qIOfe77mElvMQzAyhoTcWtFyWl6N5ALfzJJ0-dh-3BShHhJCNUQtd1-0ZaAOH88WUmPG2Vmk3O7jH0k7kEnkpvESqaquwyt4lY_MyDj2I-kk2li22aew/s220/sandro.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>146</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4495691272594424402.post-2223117765896753107</id><published>2016-08-08T08:37:00.002+02:00</published><updated>2016-08-08T08:37:35.931+02:00</updated><title type='text'>La previsione meteo a scala locale: limiti di predicibilità e gestione dell&#39;incertezza, la connessione con il sistema di allertamento per la mitigazione del rischio idrogeologico e idraulico: analisi di un caso reale</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;Premessa.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I bravi meteorologi sanno bene che realizzare previsioni del tempo a scala locale è cosa parecchio
complicata. E sanno anche, altrettanto bene, che non è possibile avventurarsi molto avanti con la scadenza quando si vuole dettagliare molto la previsione meteo nello spazio e nel tempo. Quanto più, poi, la previsione è, oltre che locale, anche quantitativa e si riferisce a grandezze meteorologiche come la ad esempio la precipitazione o il vento che hanno spiccata variabilità spazio-temporale, tanto più breve dovrà essere la scadenza. Così come se si opera d&#39;estate o d&#39;inverno. In estate la predicibilità è più bassa, spesso la fenomenologia meteo è caratterizzata da eventi temporaleschi e/o in genere da fenomeni a piccola scala (tipo le brezze di mare) che sono poco predicibili. &amp;nbsp;Nella stragrande maggioranza dei casi, almeno nelle estati abbastanza dinamiche tipo quella di quest&#39;anno, si può pensare a un paio, massimo tre giorni come scadenza massima di previsione a cui si può tendere. Voglio sottolineare questo punto: se si vuole scendere alla scala locale, oltre questo orizzonte temporale la previsione &amp;nbsp;perde parecchio di qualità e anche di utilità. Questa è una considerazione che deve essere tenuta in conto, dai cittadini, quando ad esempio si accingono a visualizzare i tanti siti meteo disponibili sul web che &quot;offrono&quot; previsioni estremamente localizzate anche a venti giorni, sulle singole località e ora per ora o quasi. Bene, sappiano che quella &quot;roba&quot; li non ha alcun valore scientifico.&lt;br /&gt;
Se la previsione è invece molto meno dettagliata e copre aree abbastanza grandi, allora si può avere una maggiore predicibilità. Non sempre ma qualche volta si. Dipende...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa incapacità ad andare molto avanti nel tempo di previsione quando si va a scala locale, è collegata al livello di incertezza che cresce via via che si va avanti nel futuro, e diviene poi difficilmente usabile dagli utenti finali, i quali, a loro volta, usano le previsioni come input dei loro processi decisionali, nei diversi settori di attività che li vede coinvolti, dove la previsione meteorologica ha un forte peso. Certamente tra questi settori ha grande rilevanza il segmento &quot;sicurezza&quot; della protezione civile per la mitigazione del rischio idrogeologico e idraulico. Ma queste considerazioni vanno anche bene per gli operatori turistici, per quelli impegnati nella gestione del traffico stradale, aereo e marino, nel settore agricolo….ecc...&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Sarebbe molto lungo, e comunque fuori dallo scopo di questa nota divulgativa, spiegare con maggior dettaglio le ragioni fisiche per cui la previsione meteo perde di valore dopo un po&#39; di giorni. Mi ripropongo di trattare questo tema in un prossimo post. O, magari anche meglio, lasciare spazio in questo blog a qualche altro professionista che vorrà farlo. In questa nota vorrei, al contrario, solo mettere in evidenza cosa significhi dover &quot;maneggiare&quot; un sistema complesso come l’Atmosfera, allo scopo di prevedere il tempo a Bologna, o a Milano, o Napoli...e come si debba comunque fare molta attenzione a &quot;gestire&quot; l&#39;incertezza. E&#39; necessario operare con grande umiltà e saggezza, potrei dire, allo scopo di fornire dei prodotti di previsione utili agli utenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per fare questa cosa userò un caso concreto di previsione e far chiarezza, a chi vorrà leggere questa nota, su quali sono le modalità con cui opera un previsore meteo, quali supporti usa, come fa a decidere, ad esempio, quando può emettere un&#39;allerta meteo per tempo avverso in un&#39;area molto ristretta ma con un margine di preavviso comunque utile, gestendo meglio che può tutte le incertezze che caratterizzano il complesso processo previsionale meteo, specie se si scende alla scala dei territori locali, dove vive la gente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il caso di studio è rappresentato da questi ultimi giorni di agosto, caratterizzati, in molte aree d&#39;Italia, più o meno dal 4 fino a ieri 7 agosto almeno al Nord (ancora ora il maltempo è presente in certe aree del Sud), da diverse &quot;strisciate&quot; di temporali che hanno colpito parecchie località italiane, e che in certi casi hanno anche provocato allagamenti, cadute di alberi per i temporali, disagi al traffico stradale e marittimo ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Abbiamo letto proprio stamattina della nuova tragedia causata dal maltempo accaduta in Macedonia proprio ieri 7 agosto, dove più di 20 persone sono rimaste uccise a causa degli allagamenti prodotti dall&#39;occorrenza di violentissimi fenomeni temporaleschi, che hanno rilasciato grandi quantità di pioggia in poco tempo. Sono questi eventi che si ripropongono sempre più di frequente, a causa del riscaldamento globale che ha aumentato le condizioni di instabilità verticale dell&#39;atmosfera favorendo quindi la convezione ed anche, in parallelo, a causa della vulnerabilità dei territori cresciuta a dismisura, per colpa di non idoneo uso dei suoli, resi sempre più impermeabili alle piogge, da cementificazioni scriteriate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E&#39; bene allora diffondere sempre di più conoscenza su queste materie, su come si gestisce questo &quot;rischio&quot;, quali strumenti si usano, in questo caso nel &quot;tempo reale&quot;. E quindi, in questo contesto, ci sta la previsione meteorologica a scala locale, che è il fondamento primo del sistema di allertamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio per dare la massima concretezza alla discussione, farò riferimento esplicito a quanto abbiamo effettivamente svolto presso la sala meteo del Servizio IdroMeteoClima di Arpae dell&#39;Emilia-Romagna (SIMC) in questi ultimi 5-6 giorni, usando una modalità di narrazione al &quot;presente&quot;, tipo &quot;diario&quot;, raccontando come abbiamo usato i prodotti previsionali che avevamo a disposizione giorno dopo giorno e quali decisioni abbiamo preso fino ad arrivare, il giorno 4 agosto, all&#39;emissione di una allerta meteo per temporali per l&#39; Emilia-Romagna, che ci ha permesso, come tante altre volte, di avvisare per tempo il sistema di protezione civile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il &quot;racconto&quot; di questi primi giorni di Agosto 2016.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il giorno 2 Agosto iniziamo a renderci conto che avremmo potuto vivere, 4-5 giorni dopo, un week end &quot;movimentato&quot;, dal punto di vista meteo, anche nella nostra Regione Emilia-Romagna. Il SIMC è, come noto, Centro Funzionale Decentrato a supporto della Protezione Civile regionale, e ha la responsabilità di &quot;svegliare&quot; per tempo il sistema di allertamento, affinchè sia preparato a rispondere all&#39;eventualità di gestire i rischi indotti da condizioni di forte maltempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 2 agosto, di mattina presto, abbiamo a disposizione le previsioni modellistiche emesse dai modelli meteorologici (globali e ad area limitata) alle ore 12 di &quot;ieri&quot; 1 agosto, così come quelle emesse alla mezzanotte di &quot;oggi&quot;...Nel corso poi del pomeriggio si rendono disponibili anche le previsioni emesse sempre &quot;oggi&quot; 2 agosto alle ore 12, che ci saranno utili anche domani, la mattina del 3, per una nuova valutazione. Avendo a disposizione tali prodotti modellistici, la prima cosa che facciamo è analizzare la mappa della previsione dell’altezza
della superficie isobarica di 500 mbar, che nel seguito chiamerò per semplicità &quot;Z500&quot;&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;(vedi Nota 1 in fondo per capire di che si tratta)&lt;/span&gt;. In Figura 1 ho rappresentato&amp;nbsp;
le mappe della Z500 previste dal modello del Centro Europeo per le
previsioni a Medio Termine di Reading (ECMWF), valide &amp;nbsp;per il giorno 6 agosto (sabato) alle ore 12,
ed &amp;nbsp;emesse alle ore 12 dei giorni 1
(figura di sinistra) e 2 (figura di destra) di agosto.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhZgQ9Rqs-am2JX4yZwoYDwr7VegO2tMwdW6GnbCPxjKqMUJq4ba42CzluHOhZk8xq3Ps9D6YP8IgPRLdJ6j4KkFfwiuSogBXLxxfUVPRxCvrMdKhxvtfqMtIY-aMafrHlnewIN4d0wNzXE/s1600/Diapositiva1.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;480&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhZgQ9Rqs-am2JX4yZwoYDwr7VegO2tMwdW6GnbCPxjKqMUJq4ba42CzluHOhZk8xq3Ps9D6YP8IgPRLdJ6j4KkFfwiuSogBXLxxfUVPRxCvrMdKhxvtfqMtIY-aMafrHlnewIN4d0wNzXE/s640/Diapositiva1.JPG&quot; width=&quot;640&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Se si
dà un’occhiata a queste mappe, anche chi “non se ne intende” (però si dovrebbe essere letto almeno&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;la Nota 1&lt;/span&gt;), credo possa facilmente
&amp;nbsp;rendersi conto che esse si somigliano abbastanza. Ad esempio prevedono sull’Italia una “saccatura” in quota,
cioè &amp;nbsp;un’area di “bassa pressione”. A guardarci un po’ più in fino, però, ci si accorge che esse hanno anche delle differenze. Ad esempio, i “centri” di queste aree di bassa pressione sono spostati tra loro di qualche centinaia di chilometri. La mappa di sinistra (quella prodotta a
partire dal 1 agosto) ha il centro del “minimo” di pressione posizionato sul Tirreno, poco ad est della
Sardegna. Quella di destra ha il minimo posizionato, più o meno, sulle Marche. Sono appunto poche centinaia di chilometri, che però
bastano per&amp;nbsp; far cambiare parecchi dettagli nella previsione
del tempo al suolo…&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;In aggiunta alle mappe di Z500 abbiamo a disposizione altri prodotti modellistici. Ad esempio anche&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;le mappe di pioggia prevista da questo modello di ECMWF.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Le possiamo vedere nella Figura 2, qui di seguito...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhS2hXJ77XHQvAKhbnisTSVl6pemJerektnsCvTaA2xJb_aaW1Cv12jIdPAavT28YZWviaIoVhGoiPQ4GYrvG5PCHjg9J4N5OfQ-nT1ZFQUS37iRp3oeHt2QnEyxnQyayKb_wsMDwEqF3M1/s1600/Diapositiva2.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;480&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhS2hXJ77XHQvAKhbnisTSVl6pemJerektnsCvTaA2xJb_aaW1Cv12jIdPAavT28YZWviaIoVhGoiPQ4GYrvG5PCHjg9J4N5OfQ-nT1ZFQUS37iRp3oeHt2QnEyxnQyayKb_wsMDwEqF3M1/s640/Diapositiva2.JPG&quot; width=&quot;640&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;
Beh, certo che con queste due mappe, la cosa &quot;quasi certa&quot; che si può dire è che, in generale, sabato 6 &quot;non sarà un bel giorno&quot;. Avremo piogge in Italia, in molte aree...&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;
Se andiamo a cercare di &quot;dettagliare&quot; un po&#39; di più le previsioni, ecco però che, come si dice, casca l&#39;asino...E si, perché con queste mappe a disposizione, il giorno 2 sera (o il 3 mattina presto)&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;un bravo previsore può emettere &lt;u&gt;due diverse&lt;/u&gt; previsioni del tempo per l&#39;Italia, ed entrambe valide per il giorno 6 agosto, a seconda se decide di dare più credito alle mappe relative alle corse modellistiche del giorno 1 &amp;nbsp;(quelle di sinistra delle figure 1 e 2) o quelle del giorno 2 (le mappe di destra). &amp;nbsp;Le chiameremo previsione &quot;Blu&quot;&quot; o &quot;Rossa&quot;&quot;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Usando le mappe di sinistra probabilmente può scrivere una
cosa del genere (previsione &lt;span style=&quot;color: blue;&quot;&gt;Blu&lt;/span&gt;): “&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;color: blue;&quot;&gt;per sabato 6 ci possiamo attendere tempo abbastanza
perturbato su buona parte della Penisola, fatta
eccezione del settore Nord Occidentale (Piemonte e Lombardia occidentale); tempo brutto
con piogge diffuse e temporali su Emilia-Romagna (tutta), Veneto e Trentino, Marche, Abruzzo, sulla Sardegna, Toscana, Lazio, Campania, Sicilia e Calabria e, anche forti, &amp;nbsp;sul Tirreno meridionale&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;…Se invece, lo stesso bravo
meteorologo decide di dar credito alle mappe &quot;di destra&quot;, può scrivere (previsione &lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;Rossa&lt;/span&gt;) una cosa un po&#39; diversa: &lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;&quot;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;per sabato 6 ci possiamo attendere tempo abbastanza perturbato sul Settore Centro Sud, il Nord sembra più libero. Forti piogge solo sulla Romagna, le Marche, Abruzzo e le regioni meridionali, ad eccezione della Sardegna, Sicilia e delle aree Tirreniche praticamente senza precipitazioni&quot;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;
In sostanza, la perturbazione che produce il maltempo il giorno 6, viene per così dire &quot;spostata&quot; più a ovest nella &quot;corsa&quot; del giorno 1, e più a est in quella del 2. Tutto ciò è perfettamente consistente con la struttura del campo di Z500 che abbiamo mostrato.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;
Se rileggiamo le previsioni&lt;span style=&quot;color: blue;&quot;&gt;&amp;nbsp;Blu&lt;/span&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;Rossa&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;capiamo anche bene, però, che esse sono &quot;poco dettagliate&quot;.&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;Si parla di “settori” ampi della penisola, o al massimo di intere Regioni! Non si parla certo della provincia di Ravenna o di Torino o Bologna o Cagliari o Catania, o ancor più in dettaglio, di comuni interni a quelle province…o addirittura di singole località.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;
Se proviamo a chiederci &quot;come&quot; sarà il tempo nel nostro territorio dell&#39;Emilia-Romagna (così come se lo facessimo per altre aree...), a scala locale, siamo in difficoltà. C&#39;è parecchia incertezza. Pioverà su tutta la regione, il giorno 6, o solo sulla Romagna? Fino a quando? E saranno intense quelle piogge? Gli scenari quantitativi di pioggia mostrano situazioni diverse...&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;
La domanda che ci chiediamo, il giorno 2 (e anche la mattina del giorno 3) è se i prodotti modellistici ad &quot;area limitata&quot;,&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;che ci permettono di &quot;scendere&quot; di scala rispetto a quanto sappiano fare quelli globali, &lt;/span&gt;ci possono aiutare a sciogliere un po&#39; di dubbi, da questo punto di vista. Proviamo a guardarli (prima però va data una letta alla &lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;Nota 2&lt;/span&gt; che spiega un po&#39; cosa usiamo al SIMC come modelli ad area limitata).&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nella Figura 3 sono rappresentate le mappe/tabelle previste di “probabilità di superamento di una data quantità di precipitazione”, riferite alle 8 aree (A, B, C, D, E, F, G e H)&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;sulle quali noi emettiamo le allerte in Emilia-Romagna e&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;ottenute&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;usando i prodotti di COSMO-LEPS. Le mappe/tabelle sono sempre due: a sinistra quelle calcolate usando la corsa del giorno 1 alle 12 e a destra quella del giorno 2 alle 12, sempre con scadenza centrate su sabato 6 Agosto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhuI9hYZ7rLRBbNw0s3O3Y0LnlaN8GNTpe17kG0vkrz9iABGJ-R6mNdy88upl-MTCYWVaGm3T_HsApzAdbjK9H07ubd3aIflHP4FBQfqhV0YId4uh-TMt1FYwu8N8T4-grSfv57OKKy3sdn/s1600/Diapositiva3.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;480&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhuI9hYZ7rLRBbNw0s3O3Y0LnlaN8GNTpe17kG0vkrz9iABGJ-R6mNdy88upl-MTCYWVaGm3T_HsApzAdbjK9H07ubd3aIflHP4FBQfqhV0YId4uh-TMt1FYwu8N8T4-grSfv57OKKy3sdn/s640/Diapositiva3.JPG&quot; width=&quot;640&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Cosa ci dicono queste mappe/tabelle? Beh, certamente ci sono delle informazioni &quot;in più&quot;, rispetto a quelle che ci fornisce il modello globale di ECMWF, &amp;nbsp;molto rilevanti. Entrambe le &quot;corse&quot; del 1 e 2 agosto intanto ci danno una misura quantitativa importante relativamente alla probabilità di avere piogge elevate, superiori o meno ad una soglia prefissata. Vediamo anche che, più o meno, tutta la Regione sarà colpita. Se ci accontentassimo di questa &quot;scala&quot; spaziale, quella dell&#39;intera Regione, beh allora potremmo anche decidere il 2 sera (o il 3 mattina) mattina di diffondere quanto meno una prima allerta, abbastanza generica, forse di scarsa utilità...&lt;br /&gt;
Se però pretendiamo, come per altro ci è richiesto e come è giusto che sia visto il &quot;ruolo&quot; di servizio regionale che abbiamo e con l&#39;obbligo di allertare un territorio limitato cercando di differenziare ove e quando possibile, beh allora le cose sono un po&#39; diverse...e non sembrano facili. Indagando infatti più &quot;in fino&quot;, vediamo che le incertezze sulla localizzazione delle piogge intense permangono. Alla scala delle singole aree di allertamento, gli scenari di pioggia sono diversi...e questo certamente non fa calare il nostro livello di incertezza...anzi!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La corsa dell&#39;1 Agosto (mappa di sinistra) per il 6 ci evidenzia che l’area H (la pianura piacentina) della regione è quella dove
sembra sussistere una certa probabilità (tra il 10% e 30%) di avere
piogge superiori alla soglia di interesse (la linea verticale
rossa, pari a 45 mm/24 ore di pioggia areale). Qualcosa si vede anche per le altre aree occidentali (ad esempio l&#39;area F), anche se non si supera la soglia di allerta…Per
le aree orientali la probabilità di pioggia sopra quella soglia è assente. Questa evidenza ci autorizzerebbe ad &quot;allertare&quot; quanto meno i Comuni dell&#39;Area H (e forse quelli della F)? Faremmo bene a farlo, con 4 giorni di anticipo?...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vediamo invece adesso la mappa di destra della figura 3, quella prodotta dalla corsa del 2 agosto alle 12, sempre centrata al 6. Stavolta è l’area
A&amp;nbsp; quella dove sembra esserci una
probabilità di pioggia superiore alla soglia fissata, poi segue la B. Il
segnale è stavolta molto più debole nelle aree occidentali. Addirittura nelle aree G e H la
probabilità è proprio nulla anche per piogge bassissime o addirittura nulle…Che facciamo, allora, allertiamo l&#39;area A, cioè i sindaci romagnoli?....&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
Ovviamente questa diversità di comportamento &amp;nbsp;è &amp;nbsp;perfettamente coerente con i due scenari della Z500 che si discutevano prima, cioè col fatto che la “depressione” che produce questa pioggia è spostata verso “est”, nella corsa del 2 agosto, rispetto a quella del giorno prima.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
Ci rimane il problema: se non ci accontentiamo di restare alla scala dell&#39;intera regione, ma vogliamo scendere almeno a livello dell&#39;area di allertamento (quindi comunque, ed in ogni caso, non certo della singola località!), il problema della decisione ci resta. In sostanza, se si scende a scala locale, la previsione oltre i due-tre giorni, almeno in questa situazione meteo caratterizzata da occorrenza di fenomeni temporaleschi, sembra molto problematica. E non ci &amp;nbsp;permette di esprimere, anche usando termini probabilistici come si è visto,
una previsione quantitativa con il dettaglio spaziale che è “obbligatorio”
raggiungere &amp;nbsp;per ottimizzare, ad esempio, le attività di &quot;risposta al rischio&quot; di un operatore locale, come potrebbe essere un Sindaco di un Comune, che è responsabile, per Legge (!) della sicurezza dei cittadini del suo paese o città.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E&#39; probabile che, attendendo ancora un giorno, si possa dire qualcosa di meglio. Decidiamo, quindi, di attendere...&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Arriva allora il giorno 4 agosto, siamo quindi &lt;u&gt;due giorni&lt;/u&gt; prima del giorno &quot;target&quot; che ricordo è il 6 agosto. Andiamo a guardare le
nuove corse dei modelli, ad esempio quella emessa il 3
agosto, alle 12, e su questa facciamo la riflessione. Possiamo sperare
di poter &amp;nbsp;emettere una previsione di elevato dettaglio spaziale che abbia un margine di incertezza sufficientemente basso e tale da essere comunque utile per l&#39;utente o decisore finale? Ad esempio per permettere alla Protezione Civile di pre-attivare i Volontari e decidere di presidiare più le aree del piacentino che quelle della romagna, o viceversa? E&#39; necessario prendere queste decisioni prima dell&#39;evento, bisogna sottolineare, perchè, se lo facciamo &quot;dopo&quot; che è successo l&#39;evento meteo avverso, magari poi non fanno più a tempo ad intervenire per aiutare le popolazioni, se caso mai fossero colpite dagli effetti di quell&#39;evento...&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Bene, guardiamo allora le nuove mappe. Sono rappresentate nelle figure 4 e 5. Nella 4 c’è di nuovo la previsione di Z500 sempre per le ore 12 di sabato 6, emessa stavolta
il giorno 3 alle ore 12, da ECMWF. Nella 5 ci sono le probabilità di pioggia sulle 8 aree, prodotte dal sistema COSMO-LEPS.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj-wul8pQyVNo6X4J4Je4zrEihBXYDVYjzAGXbytJyPCVOM-0gIZWpuwgPAx5Zxj8ir-fl9cwleIPDF7xXNaZhZLaI61bwDCHVj66mjQMyEcUVec5HYASifXm_I1aEUIVcQVBozHF05twc5/s1600/Diapositiva4.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;480&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj-wul8pQyVNo6X4J4Je4zrEihBXYDVYjzAGXbytJyPCVOM-0gIZWpuwgPAx5Zxj8ir-fl9cwleIPDF7xXNaZhZLaI61bwDCHVj66mjQMyEcUVec5HYASifXm_I1aEUIVcQVBozHF05twc5/s640/Diapositiva4.JPG&quot; width=&quot;640&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Beh, la Z500 si direbbe che si assomigli molto a
quella emessa il giorno 2, che stava &quot;a destra&quot; nella figura 1, e molto meno a quella emessa il giorno 1. Il centro depressionario è di nuovo
localizzato sulle regioni centrali adriatiche. In sostanza il previsore &quot;bravo&quot; potrebbe emettere, oggi, una previsione di scenario
di pioggia simile parecchio alla previsione &lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;Rossa &lt;/span&gt;che poteva fare ieri, usando la corsa emessa il 2 Agosto, per l&#39;Italia.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E per la nostra regione
Emilia-Romagna? Che ci dice COSMO-LEPS?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Se andiamo a guardare la figura 5 vediamo, di nuovo per sabato 6, più o meno
le stesse caratteristiche mostrate nella mappa di destra della figura 2: di nuovo le aree “orientali”
sono interessate da probabilità di pioggia che comunque stavolta non superano la
soglia fissata. In questo caso è l’area B che mostra tra il 10% e il 30% di probabilità di
piogge dell’ordine di 30 mm/24 ore, e l’area A che ne mostra un po’ meno (tra
il 10% e il 30% di probabilità di piogge dell’ordine di 20mm/24ore). Il segnale
in questa nuova “corsa” modellistica è invece assente del tutto nelle restanti
aree.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh318Tx3UCxmGOvETj_V179l6EExCAOhOXUoR6qclYXQxn6Qa5QSbjnYozxD6PzDfaC2fu1TjM0Wy0EOXCj3qwKtocuUHJBxlVjvaOH06TGonKeZyvgXlrBL0p9WdE1Cy8_mZRFmAkSTXgV/s1600/Diapositiva5.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;480&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh318Tx3UCxmGOvETj_V179l6EExCAOhOXUoR6qclYXQxn6Qa5QSbjnYozxD6PzDfaC2fu1TjM0Wy0EOXCj3qwKtocuUHJBxlVjvaOH06TGonKeZyvgXlrBL0p9WdE1Cy8_mZRFmAkSTXgV/s640/Diapositiva5.JPG&quot; width=&quot;640&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Alla fine, sintetizzando, vediamo che c’è una buona conferma di
quanto abbiamo visto ieri, con qualche differenza non banale, con la &quot;corsa&quot; del 2. Dal punto di vista &quot;sinottico&quot;, si conferma lo spostamento dell’area di bassa pressione verso est. Siamo molto più confidenti che sabato 6 potrà piovere molto di più a oriente che a occidente. Addirittura ad occidente potrebbe proprio non piovere più, il giorno 6. Il segnale sembra più attenuato, ma le aree di allertamento che potranno essere colpite sono le stesse di quelle che apparivano il giorno 2. Probabilmente avremo precipitazioni solo a
carattere temporalesco, rapide e non persistenti, che non produrranno accumuli &quot;areali&quot; importanti, dal momento che si sono abbassati i livelli di probabilità di pioggia per soglie elevate sulle Aree di allertamento. Però questo non impedirà, quasi certamente, l&#39;occorrenza di fenomeni più brevi e limitati spazialmente che avverranno all&#39;interno di quelle Aree, e che potranno produrre acquazzoni localizzati importanti o, addirittura, qualche nubifragio.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Riteniamo adesso che il margine di incertezza sia comunque più gestibile, e
quindi decidiamo di emettere “solo” oggi, 4 agosto, un bollettino di attenzione meteo per attività
temporalesca, che avrà appunto le caratteristiche descritte poco fa. Lo rappresentiamo nella prossima Figura 6.&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjx-sUP5-xW32k00YsTQu_99BcaY1kuWpBX-g9fTWuE2Fvh7CcN03rxgoBV_IT1Y3XuEKKPZpSOk-E9JvxN_BO01XcjAFh08u9Eq4wxhQSVXlozsKUAogBjm3do_XnkXPgPAQgQRHTYlYj3/s1600/Diapositiva6.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;480&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjx-sUP5-xW32k00YsTQu_99BcaY1kuWpBX-g9fTWuE2Fvh7CcN03rxgoBV_IT1Y3XuEKKPZpSOk-E9JvxN_BO01XcjAFh08u9Eq4wxhQSVXlozsKUAogBjm3do_XnkXPgPAQgQRHTYlYj3/s640/Diapositiva6.JPG&quot; width=&quot;640&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
In sostanza prevediamo oggi 4, per domani, 5 Agosto, temporali in transito da ovest verso est e per domani, sabato 6, i temporali li lasciamo solo interessare le aree occidentali. Siamo molto più confidenti di ieri e l&#39;altro ieri, nell&#39;emettere questa previsione, quantitativa e ad area limitata. Allo stesso tempo una previsione così più dettagliata dà informazioni più utili al sistema di Protezione civile: ad esempio per domani, venerdi 5, si farà più attenzione alle aree occidentali della Regione, e sabato 6 a quelle orientali. Questo permette di ottimizzare i mezzi di &quot;risposta&quot;, in termini di uomini e mezzi, che chiaramente non sono infiniti e quindi vanno utilizzati con saggezza. Già, la saggezza che si diceva all&#39;inizio...Ma anche...l&#39;umiltà, che è stata quella di non allertare il giorno prima, anche se forse qualcosa si sarebbe potuto dire. Ma sarebbe stata utile con un così basso livello di dettaglio per un operatore che, invece, deve operare localmente?.....La domanda la lascio volontariamente aperta, anche per avere dei feedback dai lettori, se vorranno dire la loro nei commenti...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Certo, non siamo in grado, anche oggi, di dire con certezza che “domani” il quadro non potrà
subire qualche piccola ulteriore modifica, soprattutto
nella localizzazione ancor più di dettaglio spazio-temporale dei fenomeni convettivi e
quindi temporaleschi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Abbiamo in realtà verificato anche il giorno successivo, il 5. Il quadro non è assolutamente mutato. Quindi la scelta di allertare, ieri 4, si conferma (e si confermerà) &amp;nbsp;corretta. In ogni caso, attendere poi il 5 agosto, con dei fenomeni già in corso, per allertare sarebbe stato troppo tardi. Non avrebbe avuto tempo, il sistema di protezione civile, per muoversi adeguatamente. Questo è un altro punto essenziale da tenere in conto...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non è finita qui, ovviamente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Arriva dunque la mattina del 5: ecco i primi eventi temporaleschi sulle province occidentali della Regione. La previsione è stata corretta....sembra (vedi figura 7). Adesso bisogna monitorare in tempo reale. Rimanere in sala operativa, giorno e notte, e lo faremo fino almeno a sabato pomeriggio-sera quando sembra tutto possa terminare, almeno da noi in Emilia-Romagna. Il monitoraggio lo faremo usando i Radar, le immagini da satellite e i dati al suolo. Questo è quello che si chiama &quot;nowcasting&quot; e si riesce a fare solo 1-2 ore prima del verificarsi dei fenomeni...&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
Cosa è accaduto, alla fine?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Figura 7 vediamo la mappa radar nazionale gestita dal Dipartimento di Protezione Civile Nazionale (quadro 7a) che mostra per il 5 mattina, molto presto, l&#39;ingresso delle prime celle temporalesche anche in Emilia-Romagna. I quadri 7b e 7c mostrano le linee temporalesche accadute la mattina del 5 e sabato 6 rispettivamente nei settori occidentali e orientali dell&#39;Emilia-Romagna. Infine nel quadro 7d viene mostrata la pioggia caduta sabato 6 nella Regione, nelle 24 ore. &amp;nbsp;Si evidenziano massimi inferiori a 30 mm....effettivamente è stato &quot;colpito&quot; solo il settore centro orientale della regione, la previsione è stata dunque estremamente corretta, anche dal punto di vista quantitativo. Si parlava, nell&#39;avviso per temporali emesso il giorno 4, &amp;nbsp;di occorrenza di temporali in movimento da ovest verso est nei giorni 5 e 6 agosto, &amp;nbsp;e così è stato. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh57ZQYIgb78oXnhK9Hh2UAftYe8mAo29titKTXJB-vGP2PTi-DFQvRHHmvIi-UWtCsSZGswGfiEYOI3K5TpeUvNvj3ShgttI7ZPl2WZMQ9G6m47L_lMmhbVUFwu_j27ZltVNw7qzsTQeUr/s1600/Diapositiva7.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;480&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh57ZQYIgb78oXnhK9Hh2UAftYe8mAo29titKTXJB-vGP2PTi-DFQvRHHmvIi-UWtCsSZGswGfiEYOI3K5TpeUvNvj3ShgttI7ZPl2WZMQ9G6m47L_lMmhbVUFwu_j27ZltVNw7qzsTQeUr/s640/Diapositiva7.JPG&quot; width=&quot;640&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
In sostanza la scelta di allertare il sistema di protezione civile il giorno 4 è stata giusta, pur con i margini di incertezza che sono stati mostrati. L&#39;avviso è stato emesso quando i margini di incertezza sono stati giudicati sufficientemente bassi per permettere l&#39;esecuzione di azioni di mitigazione del rischio, che talvolta sono semplici (es: controllo della pulizia dei &quot;tombini&quot; delle reti fognarie, attenzione ai sottopassi), altre possono essere molto più laboriose (es: chiusura della scuole) e richiedono tempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non va sempre bene così. Va detto e sottolineato, per non creare false certezze. Talvolta il processo decisionale risulta corretto, talvolta si può sbagliare. Ma è necessario che sia noto, come si fa. Affinchè i cittadini sappiano come stanno le cose, nel dettaglio. Magari non comprenderanno i tecnicismi, ma certamente si faranno l&#39;idea che, &quot;dietro&quot; queste cose, ci sono studio e persone che pensano, e non &quot;spingitasti&quot; di computer e basta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Stabilire &quot;quando&quot; emettere un&#39;allerta meteo, e come, e per quali aree e con quali priorità, per l&#39;occorrenza di fenomeni come i temporali, è una
delle scelte più difficili che deve compiere un previsore meteo. Ci sono casi, come ad
esempio in estate, in cui il
livello di variabilità dell’atmosfera è così elevato che questa decisione si
può prendere solo a ridosso dell’evento: solo un giorno prima in molti casi, o anche addirittura solo 6-12 ore prima. Questo accade ad esempio quando non è presente una forzatura meteorologica sinottica a scala grande, più predicibile, &amp;nbsp;che in qualche modo &quot;alimenta&quot; e guida i fenomeni temporaleschi a piccola scala. In questo caso siamo stati abbastanza facilitati. La forzatura di grande scala esisteva ed era rappresentata dalla presenza di una profonda saccatura nella Z500 che ha alimentato l&#39;ingresso in quota di aria fredda, che è uno dei possibili &quot;motori&quot; che alimentano la formazione delle linee temporalesche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il bravo previsore sa quando ci si trova in una situazione di bassa
o al contrario di elevata predicibilità….e quindi sa come prendere decisioni del genere. E&#39; in grado di gestire tale incertezza. Si comprende allora bene come la figura del &quot;previsore bravo&quot; sia &amp;nbsp;pertanto essenziale, insostituibile. Non avrebbe alcun senso un sistema di allertamento &quot;acceso&quot; da procedure totalmente automatiche, guidate da switch interni a codici di calcolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E
questo fa anche comprendere quanto elevata sia la “responsabilità” di quel
previsore, quando decide che è il tempo giusto per emettere un avviso di tempo
avverso, sapendo che tale decisione fa scatenare l&#39;intero sistema di allertamento, che può andare in direzioni corrette o sbagliate anche in funzione delle sue scelte...&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
-----------------------------------------------------------------------------------------&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;Nota 1&lt;/span&gt;: La mappa della superficie isobarica di 500 mbar (la chiamerò Z500 per fare prima): rappresenta come varia nello spazio l’altezza (in metri) della superficie di ugual pressione appunto di 500 &quot;ettoPascal&quot; (hPa) (ricordiamo che 1 millibar = 100 Pascal e che un Pascal è l&#39;unità di misura della pressione.... I meteorologi si ostinano a usare i&amp;nbsp;millibar perché è un po&#39; una tradizione, un po&#39; è comodo...). La pressione atmosferica cala con la quota, come tutti più o meno sanno, e valori di pressione dell&#39;ordine di 500mbar si trovano all’incirca a quote di 5000-5500 metri, nell&#39;Atmosfera terrestre…Uno si può chiedere: ma perché si guarda subito proprio la previsione della Z500? Cosa ha di tanto interessante quella mappa isobarica? La risposta è che la “Zeta a 500-mbar”&amp;nbsp; rappresenta, per così dire, una specie di comportamento “medio” di tutta l’atmosfera e quindi è comoda perché una sola mappa sintetizza, a grandi linee, &amp;nbsp;il comportamento del&#39;intera atmosfera tridimensionale. &lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Le mappe della Z500 presentano delle aree in cui la &quot;pressione&quot; cala e aree in cui invece cresce, e aree in cui è abbastanza livellata. Si dice in gergo che&amp;nbsp; la Z500, quando ha valori elevati, presenta “promontori” di alta pressione, mentre invece dove ci sono valori più bassi allora si dice che ci sono le “saccature” di bassa pressione. L’altra cosa importante da aggiungere è poi che, sempre per farla semplice, quando in quota c’è un “promontorio”, in corrispondenza “di sotto” (cioè vicino al suolo), in genere il tempo è bello e stabile. Quando invece in quota c’è una “saccatura”, “di sotto” in genere il tempo è al contrario abbastanza brutto, con piogge, magari forti venti ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;Nota 2&lt;/span&gt;: I modelli ad area limitata (LAM) sono del tutto ai modelli meteorologici globali (GCM), solo che vengono usati su porzioni limitate di territorio. A parità di risorse di calcolo disponibili è evidente che un LAM può essere usato a &quot;risoluzioni orizzontali&quot; molto elevate, e quindi è in grado di prevedere fenomeni meteo anche di scala minore e con più dettagli di quanto facciano i GCM. I GCM e i LAM&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;possono essere usati in modalità &quot;deterministica&quot;, facendo &amp;nbsp;con essi solo una previsione, a partire da una condizione iniziale assegnata, oppure &quot;probabilistica&quot;, facendoli andare in parallelo e poi andando a valutare alcuni indici probabilistici deducibili da questi insiemi di previsione.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
Al SIMC usiamo operativamente la modellistica meteorologica &quot;deterministica&quot; &amp;nbsp;ad area limitata nota come COSMO-LAMI e anche quella &quot;probabilistica&quot; attraverso il modello COSMO-LEPS (I curiosi possono&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.arpae.it/dettaglio_generale.asp?id=2584&amp;amp;idlivello=32&quot;&gt;leggere qui&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www2.cosmo-model.org/content/tasks/operational/leps/&quot;&gt;e qui&amp;nbsp;&lt;/a&gt;di che si tratta....).&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Questa valutazione&amp;nbsp; probabilistica &amp;nbsp;si ottiene elaborando un “insieme” (16 previsioni) di previsioni numeriche (ad esempio di pioggia) che partono tutte da un “insieme di condizioni iniziali equiprobabili”. Da questo insieme di sedici previsioni &amp;nbsp;possiamo poi dedurre delle “probabilità di occorrenza” di un certo evento meteo. Ad esempio il superamento di una soglia di pioggia, aggregata in un’area come appunto un&#39;area di allertamento. Questo lo si fa dividendo il numero di &quot;membri&quot; dell&#39;insieme delle 16 previsioni in cui si supera la quantità prescritta in una data area (10mm/24 ore, 20mm/24 ore e così via) &amp;nbsp;per il totale (16) delle previsioni emesse.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/feeds/2223117765896753107/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2016/08/la-previsione-meteo-scala-locale-limiti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/2223117765896753107'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/2223117765896753107'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2016/08/la-previsione-meteo-scala-locale-limiti.html' title='La previsione meteo a scala locale: limiti di predicibilità e gestione dell&#39;incertezza, la connessione con il sistema di allertamento per la mitigazione del rischio idrogeologico e idraulico: analisi di un caso reale'/><author><name>carlo cacciamani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02677427465843453800</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiyQiWXbjtWmiLM-DLwq6aUtq-6uef2zR32migrtQg-3zH-EEb7R-iSAYk31yKcrz87mtXPxx1uACm4I_ki4WspboQtv1ZANAWIg8IT-Zyp8Jb6A41Ar3AEV2cgQTpmbmU/s220/IMG_20171225_073122.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhZgQ9Rqs-am2JX4yZwoYDwr7VegO2tMwdW6GnbCPxjKqMUJq4ba42CzluHOhZk8xq3Ps9D6YP8IgPRLdJ6j4KkFfwiuSogBXLxxfUVPRxCvrMdKhxvtfqMtIY-aMafrHlnewIN4d0wNzXE/s72-c/Diapositiva1.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4495691272594424402.post-7707166133511117498</id><published>2014-11-10T21:56:00.001+01:00</published><updated>2014-11-10T21:56:02.274+01:00</updated><title type='text'>Vicino, sei online ?</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhqvfNYwe8743q6tbk5rdvbOb-sOI1o0zRQoJfVRA_zoGkexzWd-xfWXXz6U-oTq_XYZRU0XwUtMM4K8s-DmKYTAj5mx56Jb2anJIgpV8lGd9-DazlZCviQgNsbqGzU2GKm3617sq0B6wXN/s1600/_CSC0120+(2)%2B(FILEminimizer).jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhqvfNYwe8743q6tbk5rdvbOb-sOI1o0zRQoJfVRA_zoGkexzWd-xfWXXz6U-oTq_XYZRU0XwUtMM4K8s-DmKYTAj5mx56Jb2anJIgpV8lGd9-DazlZCviQgNsbqGzU2GKm3617sq0B6wXN/s1600/_CSC0120+(2)%2B(FILEminimizer).jpg&quot; height=&quot;265&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Eppure c’è qualcosa che non mi torna. Qualcosa di non chiaro, non razionalizzato, una sensazione sgradevole che mi dice che le diverse velocità a cui stiamo funzionando non stanno più insieme, divergono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Arrivo a casa dal lavoro e vedo una macchina funebre di fronte al mio palazzo. Persone vestite&amp;nbsp; di nero, in completo, segnale inconfondibile di personale che si occupa del “ritiro” delle persone decedute.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Salgo le scale. Una delle porte del primo piano del mio palazzo, sette piani, due scale e quattro appartamenti per piano, è completamente spalancata. Un signore è fuori dall’uscio, guarda in basso. Mentre salgo le scale a piedi, viene alla porta la signora di colore che ci abita: ho sempre pensato che sia una badante anche se l’ho sempre vista sola, ma non sono sicura di chi abita in quell’appartamento. Due anni fa mi sembra di ricordare che ogni tanto incontravo un signore anziano con il bastone. La donna viene alla porta appunto e mentre si avvicina, sento inconfondibile il rumore delle viti che sigillano per una bara. Le dico “mi spiace è morto il Sig. Rossi?”, lei risponde a monosillabi, ma mi fa capire che sì è morto. Le chiedo quando, risponde da due giorni, le faccio le mie condoglianze. Dice grazie. Continuo a salire le scale, con quella tristezza che ci accompagna ogni volta che sentiamo che un’altra persona ha lasciato questa terra.. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ma c’è di più... Questa morte è accompagnata da una triste solitudine, nessuno del palazzo è presente, nessun parente che piange. C’è solo la badante che si muove, come sempre, con un po’ di fatica dovuta alla robustezza... &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Due giorni dopo vengo a sapere che a morire era stata la signora Rossi invece, a letto e in carrozzina ormai da qualche anno, mentre il Sig. Rossi era mancato già due anni fa. Il mio sconforto è totale. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ecco perché non l’ho più visto, ogni tanto lo incontravo in garage... Tanti vicini invisibili, piccole comparse del mio quotidiano, che sommessamente scompaiono. Delle quali non so nulla.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Del resto non si sa più cosa voglia dire essere vicini..&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Quattro anni fa, il vicino che abitava sotto il mio appartamento, Sig. Bianchi, anziano e reduce da un ictus di qualche anno prima, mi fa capire parlando che dopo due giorni sarà il suo compleanno. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Il Sig. Bianchi è uno dei pochi vicini con cui interagiamo: all’inizio i rapporti sono stati un po’ tormentati, perché il rumore di mio figlio, delle pulizie, o di qualche invito a pranzo di amici, erano per lui e sua moglie rumori troppo fastidiosi. Nel tempo ci siamo avvicinati. Ed ho apprezzato il fatto che ogni volta che uscivo di casa lo trovavo nel cortile antistante il portone di ingresso del mio palazzo a fare le sue camminate riabilitative. Ogni volta mi fermava, mi ricordava magari il mio rumore, ma chiedeva anche notizie dei miei e dei miei suoceri. Parlavamo dei suoi anni e di come li portava bene.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Per il giorno del suo compleanno io e mio marito decidiamo di fargli unpiccolo regalo, una piccola radio. Tutto sommato è un po’ il “portiere” del palazzo, a chiunque passa chiede chi è, non puoi passare inosservato e questo ci sembra importante. Ma c’è di più : quando sa che mio suocero è mancato gli vengono le lacrime agli occhi... Questa umanità ci sembra vicinanza e passa sopra alle tensioni pregresse. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Dunque andiamo a casa sua dove lo troviamo con la moglie che ci invita ad entrare, gli diamo il regalino, ci trattiene un po’, facendoci vedere una serie di ricordi che ha in casa, sente poco, alziamo il tono della voce e scambiamo qualche parola. Torniamo a casa. Il giorno dopo sentiamo suonare il campanello: il Sig. Bianchi, nonostante si muova molto male in quei giorni, è uscito di casa e ci ha voluto raggiungere. Rimane sull’uscio e ci guarda. Dice: “ io volevo capire, sono anziano e ho dei problemi, ma non sono rimbambito, ma perchè mi avete fatto un regalo? Perché?”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ecco questo “perché” oggi forse non ha più risposta, oppure la risposta è troppo banale, e poco comprensibile. Perché è un nostro vicino... perché l’abbiamo sentita vicina....&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Risposte pericolose... Cosa c’è dietro? Cosa vogliono da me queste persone? Giusta o quantomeno comprensibile diffidenza....&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Questi due ricordi mi lasciano un po’ di amaro in bocca. Soprattutto li sento stridere dentro di me, ogni volta che leggo le parole che ci scriviamo in rete, tutti apparentemente connessi, collegati da una rete fatta da sms, mms, facebook, twitter, ecc. ecc. Amici, frasi, immagini e suoni che circolano fra noi, ci piace e non ci piace, condividiamo e pubblichiamo. Tutto on line.... E’ anche bello, ha anche senso, ma quello che mi chiedo è perché i nostri vicini non sono più “on line”?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Silvia.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/feeds/7707166133511117498/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2014/11/vicino-sei-online.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/7707166133511117498'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/7707166133511117498'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2014/11/vicino-sei-online.html' title='Vicino, sei online ?'/><author><name>Sandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14368102540121927091</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrarMCdiz8K_qIOfe77mElvMQzAyhoTcWtFyWl6N5ALfzJJ0-dh-3BShHhJCNUQtd1-0ZaAOH88WUmPG2Vmk3O7jH0k7kEnkpvESqaquwyt4lY_MyDj2I-kk2li22aew/s220/sandro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhqvfNYwe8743q6tbk5rdvbOb-sOI1o0zRQoJfVRA_zoGkexzWd-xfWXXz6U-oTq_XYZRU0XwUtMM4K8s-DmKYTAj5mx56Jb2anJIgpV8lGd9-DazlZCviQgNsbqGzU2GKm3617sq0B6wXN/s72-c/_CSC0120+(2)%2B(FILEminimizer).jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4495691272594424402.post-2939039262940478493</id><published>2014-10-12T20:30:00.000+02:00</published><updated>2014-10-12T20:30:06.329+02:00</updated><title type='text'>Montessori 2.0</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhTpokT40iugec-biy7w3_rZtGRw_fPtKQfkGmD0kiFJqBscjBs-AT6LHKru5M9X_Cp-p6ka8AcJVl8tH2Fa-RpsvaojIW7i7emnhmLglMDY1Qoh-Ruo_zJ8L36K3uPCoNPNty6uiaYMwkA/s1600/Portonovo+(8%2Bdi%2B8)%2B(FILEminimizer).jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhTpokT40iugec-biy7w3_rZtGRw_fPtKQfkGmD0kiFJqBscjBs-AT6LHKru5M9X_Cp-p6ka8AcJVl8tH2Fa-RpsvaojIW7i7emnhmLglMDY1Qoh-Ruo_zJ8L36K3uPCoNPNty6uiaYMwkA/s1600/Portonovo+(8%2Bdi%2B8)%2B(FILEminimizer).jpg&quot; height=&quot;265&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Spesso, quando ascolto mamme o studenti che mi raccontano eventi della nostra scuola penso che abbiamo perso una grande occasione tanti anni fa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Quando nei primi decenni del 1900 la più grande pedagogista mondiale, Maria Montessori, nata nel 1870 in Italia nelle Marche, ha cercato di diffondere il suo nuovo metodo educativo e didattico nel nostro Paese.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;All’inizio c’è anche riuscita. Nel 1907, a San Lorenzo, ha aperto la sua prima “Casa dei bambini”, scuola per bambini da 3 a 6 anni.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Durante il Fascismo c’è stato almeno all’inizio un certo “sodalizio” tra lei e Mussolini interessato a risolvere il problema dell’analfabetismo con le Case dei Bambini, ma probabilmente anche a trarre vantaggi personale dal prestigio internazione della Montessori. Quest’ultima d’altro canto, sperava di diffondere il suo metodo nel Paese. In effetti nei primi anni del regime nessuno le ha impedito di aprire nuove scuole in tutta la penisola o di tenere i corsi all’estero quando veniva invitata, dato che il suo Metodo aveva riscosso in Europa e in America un grande successo. Nel 1924, ha anche avuto origine la scuola magistrale Montessori e l‘Opera Nazionale Montessori, eletta a Ente morale e volta alla conoscenza , diffusione, attuazione e alla tutela del suo metodo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ma forse proprio questa iniziale vicinanza al regime fascista dal quale ci fu poi un graduale allontanamento reciproco fino all’ordine di chiusura di tutte le scuole montessori nel 1934, ha segnato nella storia del nostro paese una parziale e minoritoria adesione al suo metodo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Alcuni critici a sinistra l’hanno giudicata di destra per le tante scuole private aperte a suo nome e per le sue amicizie altolocate. D’altra parte in casa idealista non piaceva l’importanza da lei data alla ricerca scientifica, né si apprezzavano le concrete indicazioni per garantire criteri di uguaglianza e non classi basate su giudizi elitari e competizione continua. (http://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Montessori)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Così né da destra né da sinistra, nessuno si è appropriato delle sue idee ed in Italia la Montessori, il cui pensiero è riconosciuto e applicato in tutto il mondo, rappresenta una scelta ancora molto piccola e marginale nel panorama educativo e scolastico italiano (pensiamo tanto per intenderci, che in Olanda la metà delle scuole, dall’infanzia alle secondarie, applica il suo metodo).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Maria Montessori parte dallo studio dei bambini con disabilità per poi estendere il suo metodo all’educazione per tutti i bambini. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Qual è l’idea che rende diversa una scuola montessoriana da una scuola tradizionae ?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;E’ quella che il bambino è capace di autoregolarsi, di scegliere quale è la strada giusta per lui, anche un bambino molto piccolo. Un neonato posto da solo sul ventre della madre si muove per arrivare al seno, sa “già” che deve andare verso il seno e succhiare il latte, eppure è appena nato, una tabula rasa secondo alcuni. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Questa capacità autoregolativa deve trovare un contesto favorevole, accogliente, costruito a sua misura, con materiale pensato per soddisfare i suoi bisogni (di cura, movimento, esplorazione, scelta, mettersi alla prova, stabilità, protezione, esattezza, ordine ecc.), bisogni universali che ogni bambino manifesta ovviamente nella sua individualità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;L’ambiente parla al bambino, gli dice cosa può fare, quanti bambini ad esempio possono stare in un certo spazio. I materiali sono diversi, non di plastica, reali, pensati e realizzati per rispondere alle esigenze sensoriali, perché è attraverso i sensi che si apprende : dal concreto, dal mondo reale all’astratto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Il bambino, come persona, deve poter scegliere quale materiale utilizzare e per quanto tempo. Non è l’adulto che dice tu hai bisogno di questo, adesso facciamo tutti un disegno, leggiamo un libro o giochiamo con i lego o ascoltiamo tutti la lezione di storia. L’adulto fornisce interenti indiretti, è a fianco del bambino e non si sostituisce a lui.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;C’è uno studio costante di analisi dell’ambiente e dei materiali proposti, che cambiano quando si vedono nuovi bisogni che emergono, gesti dei bambini che non trovano soddisfazione dal materiale esistente. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;I bambini apprendono a concentrarsi e aumentano i tempi di attenzione. La socializzazione non è forzata ma è una libera scelta di ogni bambino. Il lavoro del singolo è rispettato. I materiali vanno usati senza romperli e senza recare danno a sé e agli altri e questa è in fondo l’unica regola delle relazioni nel contesto scolastico.&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;L’adulto fa delle presentazioni sull’uso del materiale, breve e individualizzata e poi lascia il bambino libero di usarlo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Nasce così il piacere di agire e di imparare. Non ci sono voti, né giudizi, non si alza la voce, non si mettono in evidenza gli sbagli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Secondo la Montessori la libertà non può essere concessa, né donata, va costruita a poco a poco fin dai primi anni con l’esercizio quotidiano della scelta indipendente e dell’auto-correzione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Scegliere, agire e rimettere a posto fin dal secondo anno di vita, è il primo passo affinché il bambino costruisca indirettamente il senso di responsabilità verso gli altri e l’ambiente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La motivazione parte dal bambino, è lui che guida: il percorso da fare è facile “segui il bambino”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;A volte qualcuno dice “penso che i bambini abbiano bisogno della competitività e delle frustrazione del mondo...”. Ma in realtà quello di cui hanno bisogno i bambini è la verità, che imparano a non temere se si trovano in un ambiente in cui non spendono le loro energie a difendersi di continuo, in cui possono osservare molto, allenarsi ad autocorreggersi e a non avere paura di giudizi, né di correzioni ingiuste e umilianti (vedi mariovalle.web).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Qualcuno sostiene che Montessori appartenga al passato e che non abbia senso risalire al pensiero di una persona nata alla fine del 1800. Inoltre, alcuni attaccano il metodo montessoriano dicendo che non favorisce la creatività.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Roberto Bonzio in un articolo a sessanta anni dalla morte di Maria Montessori, ripercorre il successo della pedagogista in America: racconta che quando Barbara Walters star della tv Usa chiese agli inventori di Google quanto fosse stato importante per loro aver frequentato la prestigiosa Università di Stanford. Ma Sergei Brin e Larry Page le risposero che più dell’università, per loro era stato determinante l’asilo. E cioè l’esperienza fatta da tutti e due da bambini con il metodo Montessori. Lì avrebbero imparato a “non seguire regole e ordini, essere automotivati, domandarsi che succede nel mondo, fare le cose in modo un po’ diverso.” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La lista degli alunni illustri del metodo è lunga e comprende altre star della New economy come Jeff Bezoz, fondatore di Amazon, Jimmy Walles ideatore di Wikipedia e Will Wright autore del videogame best seller “The Sims”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Nel suo blog per Forbes, Steve Denning, autorità internazionale nel campo della formazione e della conoscenza ha contrapposto il metodo Montessori fucina di futuri leader, agli schemi tradizionali di insegnamento rigido e mnemonico. Secondo Denning per il futuro della scuola occorre puntare ad un obiettivo principale : stimolare l’apertura mentale che consenta il “Lifelong Learning,” continuare a imparare una volta lasciati i banchi per tutta la vita. (www.chefuturo.it/2012/05/60-anni-fa-moriva-maria-montessori-maestra-di-google-amazon-e-wikipedia)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Due chiavi di lettura importanti per orientare il vento del cambiamento : partire dalla primissima infanzia e cambiare il punto di vista sulla finalità dell’educazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Per fortuna ultimamente anche in varie parti d’Italia si sta cominciando a riparlare del pensiero di Maria Montessori: ma il vento del cambiamento in Italia è lento ad attecchire e qualcuno cerca di richiudere subito il “file” dicendo che si tratta solo di una moda, un vento passeggero. Siamo spesso superficiali nell’analisi dei fatti, ancora di più per ciò che attiene l’educazione e la scuola, perché è dominio di tutti e quindi tutti possono esprimere la loro opinione (un po’ come il calcio). Credo che questo sia naturale, ma penso anche che la comprensione della realtà richieda tempo, studio e pazienza affinché si riesca a coglierne i significati ed i nessi più profondi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Spesso ci si accorge che avevamo liquidato un’idea troppo presto e con facili pregiudizi. Come quando si vede un film più volte, e si riescono a scoprire i significati nascosti ed i dettagli che a una prima occhiata superficiale non avevi neanche immaginato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Del resto l’approccio dell’ insegnamento tramite le nuove tecnologie sembra ricalcare molti degli assunti di Maria Montessori, ma anche le recenti scoperte delle neuroscienze (come la scoperta dei neuroni specchio) sembrano dare conferma di molte delle intuizioni sul funzionamento del cervello, di quella che è forse la donna italiana più famosa all’estero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Lanfranco Rosati proprio a proposito delle ultime recenti scoperte scrive che è evidente che “la possibilità di un apprendimento coordinato attraverso i sistemi cerebrali è maggiore durante gli stati emotivi e minore durante quelli non emotivi. È qui che sorge l’esigenza di una didattica non replicante, alternativa alla banalità della lezione di routine, che sia costitutiva, localmente definita a seconda dei bisogni formativi personali” (http://www.morlacchilibri.com/universitypress/). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Così non resta che sperare che il mondo e l’educazione torni sui propri passi a riscoprire pensieri che hanno un secolo ma che sono di una straordinaria modernità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Silvia.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/feeds/2939039262940478493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2014/10/montessori-20.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/2939039262940478493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/2939039262940478493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2014/10/montessori-20.html' title='Montessori 2.0'/><author><name>Sandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14368102540121927091</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrarMCdiz8K_qIOfe77mElvMQzAyhoTcWtFyWl6N5ALfzJJ0-dh-3BShHhJCNUQtd1-0ZaAOH88WUmPG2Vmk3O7jH0k7kEnkpvESqaquwyt4lY_MyDj2I-kk2li22aew/s220/sandro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhTpokT40iugec-biy7w3_rZtGRw_fPtKQfkGmD0kiFJqBscjBs-AT6LHKru5M9X_Cp-p6ka8AcJVl8tH2Fa-RpsvaojIW7i7emnhmLglMDY1Qoh-Ruo_zJ8L36K3uPCoNPNty6uiaYMwkA/s72-c/Portonovo+(8%2Bdi%2B8)%2B(FILEminimizer).jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4495691272594424402.post-2780682640664506569</id><published>2014-09-10T00:42:00.001+02:00</published><updated>2014-09-10T00:42:07.947+02:00</updated><title type='text'>Lo stato dell’Atmosfera e le previsioni del tempo a breve e lunga scadenza. Analogie e differenze, limiti e opportunità offerte dal mercato del meteo, rispettoso della complessità, non riducibile, della Natura</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Se si vuole
parlare di “previsione del tempo”, a qualsivoglia scadenza temporale, è
necessario capire che questa è “figlia” della previsione dello Stato fisico dell’Atmosfera,
sovrastante quantomeno l’area dove si vuole sapere che tempo farà. Ma cosa si intende per “Stato fisico dell’atmosfera”? L&#39;atmosfera è fatta da un miscuglio di gas, e pertanto si &quot;muove&quot; e si modifica in accordo alle fisiche dei gas. Si tratta delle leggi della meccanica e della termodinamica, note da qualche centinaio di anni. Trattandosi di stato &quot;fisico&quot;, allora l’atmosfera sarà descritta da grandezze per l’appunto fisiche, tipo la
velocità e direzione dei venti, tipo la temperatura o la densita dell’aria
o la pressione atmosferica. Quindi l&#39;evoluzione dell’atmosfera,
e quindi del tempo meteorologico che ne deriva, è determinata da come
evolvono nel tempo e nello spazio queste grandezze, che in gergo si chiamano
“variabili di stato”, a partire da specificate “condizioni iniziali”. Come dire che se conosco adesso la pressione atmosferica o la temperatura in un punto e alcune altre grandezze..., posso stimare cosa accadrà in futuro.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Tali leggi sono scritte in
linguaggio “matematico” sotto forma di equazioni differenziali a derivate
parziali, non lineari e a coefficienti variabili (questo per essere
proprio…precisi), e non sono assolutamente affrontabili e risolubili con “carta
e matita”, perché troppo complesse. E’ necessario allora approssimarle e scriverle
sotto forma di equazioni algebriche che possono essere “risolte” attraverso
l’uso dei potenti computer. &amp;nbsp;La sostanza
della previsione meteo numerica è semplice, in definitiva: se si conosce lo
stato iniziale dell’atmosfera in una data area, e questo è possibile attraverso
gli strumenti di misura esistenti e di varia tipologia (al suolo, i radar, i
radiosondaggi, i dati da satellite, da areo ecc..)&amp;nbsp; è possibile conoscere, con una certa piccola
o grande approssimazione, l’evoluzione futura di tale stato, risolvendo
numericamente queste equazioni algebriche, che simulano, per quanto possibile,
l’evoluzione dell’atmosfera reale, che è descritta appunto dalle variabili di
stato di cui sopra.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj0BfICHudBn5tziRiBumFAPfeG_tFB0xlFImmBXLqxTuMrcs9STsvdbGAzdyuy5LNLCjzRseFqw1UjslAOYmpbLHTFpvOsEczW9A4PWYAJbFrVuIgCbE2mXVR8RVfs8zUP6fubTjFK2bgU/s1600/Immagine1.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj0BfICHudBn5tziRiBumFAPfeG_tFB0xlFImmBXLqxTuMrcs9STsvdbGAzdyuy5LNLCjzRseFqw1UjslAOYmpbLHTFpvOsEczW9A4PWYAJbFrVuIgCbE2mXVR8RVfs8zUP6fubTjFK2bgU/s1600/Immagine1.png&quot; height=&quot;400&quot; width=&quot;333&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: red; text-align: left; text-indent: 0in;&quot;&gt;Figura 1: la divisione in
“volumetti” dell’atmosfera in&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;color: red; text-align: left; text-indent: 0in; vertical-align: baseline;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: red; text-align: left; text-indent: 0in; vertical-align: baseline;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-indent: 0in;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;un tipico grigliato tridimensionale usato in un
modello globale&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;color: red; text-align: left; text-indent: 0in; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Il problema principale è che prevedere l’evoluzione di un
sistema complesso come l’atmosfera è una cosa molto difficile. Prima di tutto
perché come è facilmente intuibile, sono tantissimi i “punti” che si devono
considerare per capire l’evoluzione futura in un volume di aria che si
considera. Sono quindi necessarie delle drastiche
semplificazioni per ridurre ad un numero elevato ma finito il numero di
variabili di stato, definite su un numero grandissimo ma comunque discreto e
finito di punti dove si deve &amp;nbsp;conoscere
l’evoluzione. &amp;nbsp;In pratica quello che si
fa è dividere tale volume di aria in tante cellette o volumetti e risolvere le leggi della Fisica di cui sopra su ognuno di questi volumetti (vedi la figura 1): il volume potrebbe
ricoprire tutta la terra, in tal caso di parla di previsioni globali e di modelli
globali, o parte di essa, in tal caso si parla di previsioni locali e modelli
ad area limitata). Se i volumetti sono di dieci chilometri di lato e uno di altezza, allora ne avremo, ad esempio, diecimila per ogni piano orizzontale (100*100)sovrastante un&#39;area di interesse di un milione di
chilometri quadrati (1000*1000). Se di piani orizzontali
ne abbiamo dieci in dieci chilometri di altezza di atmosfera, allora ogni
volumetto rappresenta un “volume” di aria di cento chilometri cubi (10*10*1) e in totale
nel volume di aria complessivo ci sono centomila volumetti. Se lo stato di
ogni volumetto è determinato da cinque variabili (le tre componenti della
velocità del vento, la temperatura, la densità dell’aria), allora ci saranno
ben cinquecentomila variabili da considerare per conoscere lo Stato (attuale
e futuro) dell’atmosfera in quel volume totale di 1000x1000x10 chilometri cubi
di atmosfera. Con i potenti computer di oggi, fare i “conti” in tempi stretti
con questi numeri è un giochetto da ragazzi, solo 25-30 anni fa era invece un
sogno che sembrava irraggiungibile (a meno che non si usassero dei “volumetti”
di solo 200-300 Km di lato &amp;nbsp;però in quel
caso il realismo della previsione numerica era molto peggiore di oggi.
Potenza della scienza e della tecnologia informatica, si potrebbe dire!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=4495691272594424402&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=4495691272594424402&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=4495691272594424402&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=4495691272594424402&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=4495691272594424402&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=4495691272594424402&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=4495691272594424402&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=4495691272594424402&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=4495691272594424402&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=4495691272594424402&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=4495691272594424402&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;!--[if gte vml 1]&gt;&lt;v:shapetype
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&lt;span style=&#39;font-size:9.0pt;line-height:115%;
    color:red&#39;&gt;Figura 1: la divisione in “volumetti” dell’atmosfera in un
    tipico grigliato tridimensionale usato in un modello globale &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;/v:shape&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !vml]--&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Da un punto di vista teorico, per
descrivere l’evoluzione dell’atmosfera sovrastante quell’aria serve conoscere
l’evoluzione di cinquecentomila variabili di stato…Se volessimo &quot;visualizzare&quot; questa evoluzione in uno spazio cartesiano dovremmo usarne uno con cinquecentomila assi. E in questo spazio a cinquecentomila dimensioni un punto rappresenterebbe lo STATO dell&#39;intero volume di 1000*1000*10 chilometri cubi di atmosfera...La curva che quel punto percorre in quello spazio nel tempo rappresenterà allora l&#39;evoluzione nel tempo di quel volume d&#39;aria, descritto da tutte quelle cinquecentomila variabili.. Difficile da capire? Magari no...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;In ogni caso, per far capire meglio il concetto, proviamo a selezionare tra quelle cinquecentomila variabili solo due. In tal modo potremo dare una rappresentazione grafica reale a questa evoluzione....Le due &amp;nbsp;variabili, tra queste cinquecentomila, potrebbero essere due temperature in due &quot;volumetti&quot; di atmosfera posti abbastanza lontani tra loro all&#39;interno del dominio di interesse. Oppure potremmo prendere due variabili diverse in uno stesso volumetto, che so la temperatura e la componente est-ovest della velocità del vento...Facendo così potremo rappresentare l’evoluzione dello stato &quot;ridotto&quot; attraverso solo queste due variabili in un piano cartesiano
avente solo due assi, X1 e X2 (vedi Figura 2), che rappresentano appunto le due
variabili di stato selezionato. In tal modo &amp;nbsp;possiamo rappresentare in modo visivo l’evoluzione
dell’atmosfera come appunto una serie successiva di punti in uno spazio a due
dimensioni che percorrono una curva che, a partire da un punto iniziale, evolve
nel piano disponibile. Ogni “punto” rappresenta lo
Stato in un dato giorno, ad esempio. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgGmQJUql2Wz8gj_NtypIuqLX1idNJU9FlnMPGHImphr044NDbjjuEgWl6-ccCsj9tFBjJ-s6IvkcTQjd0psyW3btVar6RVktMIKaUs0miGIqjD67wr5dl7GStzsqhh3cUvCdwLPq59f_Br/s1600/Immagine2.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgGmQJUql2Wz8gj_NtypIuqLX1idNJU9FlnMPGHImphr044NDbjjuEgWl6-ccCsj9tFBjJ-s6IvkcTQjd0psyW3btVar6RVktMIKaUs0miGIqjD67wr5dl7GStzsqhh3cUvCdwLPq59f_Br/s1600/Immagine2.png&quot; height=&quot;300&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
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&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: red; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: red; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: red; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small; line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;Figura 2: La
curva nera rappresenta l’evoluzione dello stato osservato dell’atmosfera (qui
semplificato da solo due variabili di stato X1 e X2) che parte da uno stato
iniziale e evolve nel tempo. Inizialmente lo stato rimane in un regime di
anomalia negativa (evidenziata dal cerchio celeste), poi oscilla attorno ad uno
stato di anomalia nulla (sta cioè attorno ai valori medi, o normali, cerchio
verde) ed infine transita verso uno stato di anomalia positiva (cerchio rosso)
per entrambe le variabili di stato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;La curva si sviluppa su un arco temporale di poco più
di 100 giorni, in sostanza poco più di una stagione. Un altro piccolo dettaglio
di scarso interesse ma che aiuta a capire. Operiamo anche una “normalizzazione”
alle nostre due variabili di stato X1 e X2, per renderle prive di dimensione
fisica. Per far questo si sottrae ad esse un valore di riferimento &amp;nbsp;e poi si
divide per una grandezza che rappresenta la variabilità di quel valore attorno
al suo valor medio, ad esempio la deviazione standard. Dividendo una cosa con dimensione con
un’altra cosa con la stessa dimensione, il rapporto che si ottiene NON ha allora
più dimensione, e si dice che è un numero “puro”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;In sostanza, in questo grafico, i
valori di uno, due o -1 o -2 si devono interpretare come “anomalie normalizzate”.
Ad esempio il valore zero significa che in un dato istante il valore rilevato è
identico al valore di riferimento. Il valore 1 significa che l’anomalia,
positiva, è uguale a 1 deviazione
standard, il valore 2 a due deviazioni standard, -1 che è negativa e uguale ad una
deviazione standard e così via…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Fatte queste premesse noiose ma
necessarie, se adesso guardiamo la curva nera della figura 2, che rappresenta
quella che potrebbe essere l’evoluzione “osservata” dell’atmosfera descritta
dalle nostre&amp;nbsp; due variabili di stato
(denominate X1 e X2), osserviamo che a partire da un punto iniziale in cui i
valori di anomalia &amp;nbsp;normalizzata sono
negativi per entrambe le variabili (siamo cioè in un regime di anomalia
negativa, più “freddo” del valor medio se parlassimo di temperature), dopo un
po’ di tempo (ogni tacchetta rappresenta un giorno), la variabile 1 si mantiene
negativa mentre la 2 diviene positiva, poi entrambe si mettono a
“spiraleggiare” attorno allo zero. In sostanza lo stato del sistema, descritto
dalle nostre due variabili di stato per semplicità, si muove per un po’ di tempo (più o meno
dal giorno 30 al giorno 50), attorno allo zero. Talvolta la variabile 1 è
positiva e la due negativa, altre volte capita il contrario. Ma in ogni caso i
“valori” sono prossimi allo zero. Chiameremo questo un “regime nella norma”. Successivamente,
si verifica una nuova transizione e alla fine (più o meno dal giorno 70 fino
alla fine della curva o pochi giorni prima), il sistema si posiziona su un
regime di anomalia positiva, dove entrambe le variabili denotano un’anomalia
maggiore di zero. Se interpretiamo le due variabili come, ad esempio, la
temperatura osservata in due luoghi (o due dei famosi “volumetti” di cui
sopra…), potremo intendere questa evoluzione nel modo seguente: si inizia con
uno stato in cui in entrambi i luoghi (o volumetti) la temperatura è sotto la
media del periodo, poi nel tempo i valori di temperatura crescono, oscillando
attorno ai valori della norma per l’uno e l’altro punto, e poi alla fine si
transita in un regime “caldo” dove in entrambi i luoghi (o volumetti) la
temperatura supera la media.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&amp;nbsp;Spero che fino a qui sia tutto chiaro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Adesso ci si poniamo la fatale
domanda: come sarebbe in grado di riprodurre un modello di previsione questa
evoluzione osservata, rappresentata in figura 2?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Ho fatto due esempi: un caso fortunato e un caso&amp;nbsp; sfortunato, e sono rappresentati nelle figure 3
e 4, poste una sotto l&#39;altra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgYgjeai4YhsdAaU9K_1qt-emPDDecE4BVTqMiqOSi8UpLXd2AcMVHakMu-aYXL4fE4eMS0WZfCRIIbgwkCV3vb8pvrhzz236nQZ2RKlSSMtlI8McR4SvhYry9prYdXSLGvD5Db6-71XDSy/s1600/Immagine3.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgYgjeai4YhsdAaU9K_1qt-emPDDecE4BVTqMiqOSi8UpLXd2AcMVHakMu-aYXL4fE4eMS0WZfCRIIbgwkCV3vb8pvrhzz236nQZ2RKlSSMtlI8McR4SvhYry9prYdXSLGvD5Db6-71XDSy/s1600/Immagine3.png&quot; height=&quot;290&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div class=&quot;&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: red; line-height: 115%; text-align: justify;&quot;&gt;Figura 3: L’evoluzione del tempo osservata (la
curva &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: red; line-height: 115%; text-align: justify;&quot;&gt;nera della figura 1 riprodotta per
comodità) e prevista da un m&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: red; line-height: 115%; text-align: justify;&quot;&gt;odello di previsione “buono” (la curva rossa). Si
vede come in tal caso la previsione inizialmente riproduce bene i valori
osservati (nei primi 5-8 giorni), poi la curva della previsione si allontana da
quella osservata pur rimanendo quasi sempre attorno allo stesso stato di
anomalia dell’osservato. In tal caso, pur non essendo in grado, il modello
usato, di riprodurre ovviamente l’evoluzione giornaliera (si noti che la
distanza tra previsione e osservazione nei singoli giorni è molto spesso
parecchio elevata, dopo il decimo giorno), tuttavia riproduce abbastanza bene
le così dette “proprietà statistiche”. In sostanza lo stato previsto sta più o
meno sempre nello stesso stato di quello osservato. Il modello è in grado di
riprodurre, ovviamente non giorno per giorno, le anomalie osservate&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh587xwmPUN0bxuoh1XM6lZ8OFITsTTnDKpCrCx3qBBVsEz8N43fkXLKg65rfqpuPZwS1EO6Ws29BHpb7Uw3pXB0B3_WIAXwtPwyzkaZFAu2p1MzO31ZP_pTiQydktj1uFzvXsoTtS-NJRE/s1600/Immagine4.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh587xwmPUN0bxuoh1XM6lZ8OFITsTTnDKpCrCx3qBBVsEz8N43fkXLKg65rfqpuPZwS1EO6Ws29BHpb7Uw3pXB0B3_WIAXwtPwyzkaZFAu2p1MzO31ZP_pTiQydktj1uFzvXsoTtS-NJRE/s1600/Immagine4.png&quot; height=&quot;295&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: red; line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Figura 4: Analoga alla Figura 2 a sinistra. E’
raffigurata l’evoluzione del tempo osservata (la curva nera) e stavolta quella prevista
da un modello di previsione “cattivo” (la curva verde). Si vede molto bene
come, in tal caso, di nuovo &amp;nbsp;la
previsione inizialmente riproduce bene i valori osservati (nei primi 5-8
giorni), ma poi la curva della previsione si allontana da quella osservata &amp;nbsp;e non riesce mai a rappresentare i regimi di
anomalia osservati, oltre ad essere chiaramente mai, come nel caso precedente,
vicina giorno per giorno all’osservato. In tal caso&amp;nbsp; il modello usato non solo non è in grado,
come nel caso precedente, di riprodurre l’evoluzione giornaliera, ma non è
neppure in grado di riprodurre le “proprietà statistiche” menzionate prima. In
sostanza lo stato previsto risiede sempre in stati diversi da quelli osservati,
anche intesi come situazioni “medie”, o regimi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;I dettagli sono descritti nelle didascalie delle
figure, quello che mi preme sottolineare&amp;nbsp;
sono solo alcuni aspetti: prima di tutto &amp;nbsp;che la previsione meteorologica, intesa come
riproduzione deterministica giorno-per-giorno del
tempo osservato, è di fatto possibile solo nei primi 5-10 giorni di previsione,
successivi alla data da cui ha preso inizio la previsione. Successivamente a
tale scadenza temporale, il comportamento essenzialmente caotico dell’atmosfera
impedisce, per definizione,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;la riproduzione “esatta”
dell’evoluzione nel tempo, se con il termine “esatto” si intende ad esempio la
riproduzione della variabilità giornaliera, giorno-per-giorno. Si nota infatti
come la “distanza” (che è una misura dell’errore della previsione) da giorno a
giorno,&amp;nbsp; tra la curva nera (osservato) e
rossa (previsto) aumenti al crescere dei giorni di previsione. Queste cose le
ha dimostrate un grandissimo della meteorologia mondiale, Edward Lorenz, negli
anni ’60, dimostrando appunto come l’atmosfera sia essenzialmente un sistema
caotico e deterministicamente non predicibile, dopo un periodo di circa due
settimane, in sostanza i nostri 10 giorni, giorno più giorno meno…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Non entrerò nei dettagli del
ragionamento di Ed Lorenz, per chi fosse interessato rimando a questa
fondamentale lettura &amp;nbsp;(vedi &lt;a href=&quot;http://journals.ametsoc.org/doi/pdf/10.1175/1520-0469%281963%29020%3C0130%3ADNF%3E2.0.CO%3B2&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;).
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Da quanto detto sino ad ora, &amp;nbsp;non sembra sussistere via d’uscita: fare
previsioni di lungo periodo significa solo perdere tempo. Non è così. Cerchiamo
di capire meglio cosa voglio dire…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Se guardiamo bene la figura 3, si
nota che, almeno in questo caso, la previsione di lungo periodo, pur non
essendo certamente MAI in grado di riprodurre i dettagli della variabilità giorno-per-giorno, è tuttavia in grado di “catturare” abbastanza bene i “regimi” in
cui l’atmosfera osservata si “posiziona” nel tempo, ed anche &amp;nbsp;le transizioni tra regime e regime. Ad esempio
l’evoluzione da periodi ad anomalia negativa (freddi) a positiva (caldi), la
permanenza all’interno di un dato regime (freddo o caldo, per mantenere
l’esempio). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Cosa si può concludere, almeno
per questo caso che ho chiamato “fortunato”? Si conclude che non sarà mai,
sottolineo MAI, ad esempio possibile rappresentare il tempo futuro del giorno X
dell’anno Y, partendo da condizioni iniziali di due mesi prima il giorno X, ma tuttavia può
essere possibile conoscere con un certo livello di incertezza (diverso da zero
ma neppure infinito), se nei due mesi successivi quel giorno X il tempo potrà
essere “mediamente” un po’ più anomalo
in un senso o nell’altro (più “caldo” o più “freddo”), o magari simile a quello osservato. E più o meno quando potrebbero verificarsi le transizioni da un
regime all’altro. Niente più di questo, pero’! Questo sarà tanto più vero
quanto più ampie si considereranno le aree geografiche dove si faranno le
valutazioni dello stato dell’atmosfera. &amp;nbsp;Se
l’area geografica è quella del singolo “volumetto” di atmosfera&amp;nbsp; di cui si parlava poco fa, allora sarà abbastanza
difficile aver successo. Cioè quella curva prevista difficilmente si terrà
tutto sommato abbastanza “vicina” a quella osservata. Mettendo assieme più
volumetti e operando una media questo magari potrebbe essere più possibile.
Cioè mediando su più “volumetti” il segnale corretto potrebbe anche saltar
fuori. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Fosse così sempre, saremmo
felici…Ahime, purtroppo questo non accade sempre. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Ci sono molte situazioni (i casi
“sfortunati”) in cui questo NON accade. Nel caso (appunto sfortunato) raffigurato
nella figura 4, la curva di previsione (curva verde) è sempre lontana da quella
nera e non riproduce assolutamente mai non solo la variabilità giorno-per-giorno (come
nel caso fortunato precedente) ma neppure i regimi medi osservati.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Questa diversità di comportamento
accade perché le situazioni NON sono tutte ugualmente predicibili, e questo
dipende da tanti fattori: la posizione geografica (ad esempio nelle aree
tropicali in genere c’è maggiore predicibilità di quelle extra-tropicali), la
stagione dell’anno, la situazione meteorologica più o meno evolutiva
(situazioni caratterizzate da passaggi continui di cicloni sono meno
predicibili di situazioni di tempo bloccato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Purtroppo è difficile stabilire
“in anticipo” in quale di queste fortunate (o sfortunate) situazioni ci si potrà trovare.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Talvolta il successo è maggiore
in quanto sussistono grandi anomalie globali o emisferiche (tipo l’anomalia &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/El_Ni%C3%B1o&quot; style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;diEl Nino – qui&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt; i
dettagli - che interessa le aree tropicali del Pacifico) o sussistono dei
“pattern” di configurazione atmosferica (tipo la North Atlantic Oscillation &amp;nbsp;(qui:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Oscillazione_Nord_Atlantica&quot; style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/Oscillazione_Nord_Atlantica&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt; i
dettagli) che in qualche maniera “forzano” il tempo meteorologico verso
situazioni più facilmente predicibili anche nel lungo periodo, soprattutto
grazie agli Oceani che hanno una variabilità molto più “lenta” dell’atmosfera, soprattutto
in profondità, e quindi mantengono “memoria” anche per diversi mesi in avanti. Ma sarebbe troppo facile se fosse sempre così.
Stabilire una regola semplice è molto difficile, addirittura fuorviante.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Non è possibile costruire cioè un
modello che ci anticipi in maniera chiara se “saremo” fortunati o sfortunati.
Ci possono essere degli indizi, e il meteorologo bravo li deve saper cogliere. E&#39; essenziale quindi che ci sia l&#39;uomo, in questo processo, che non potrà quindi mai essere completamente automatizzabile...Sappiamo ad esempio che se in Europa sussiste un regime di North Atlantic
Oscillation (NAO) positiva c’è da attendersi un regime di precipitazioni più
basse in tutta l’area del Mediterraneo e maggiore sul Nord Europa, diversamente
dalle volte in cui il pattern della NAO è rovesciato. Ma anche in tali casi
talvolta non è così. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;In ogni caso, e di nuovo lo
ri-sottolineo, sia nei casi fortunati che tanto più in quelli sfortunati, NON
E’ mai possibile dare indicazioni di dettaglio nel futuro successivo a 10
giorni, tipo prevedere l’esatta configurazione di una struttura di pressione e,
ancor di più impossibile, anticipare il tempo meteorologico in una specifica
località. Al massimo si può dire qualcosa sul tempo medio, guardando aree
abbastanza vaste, e anche così il margine di errore può essere grande. Talvolta
molto grande.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Questa conclusione dovrebbe chiarire, spero una volta per tutte, il tema della attendibilità, e prima ancora di questo, della &quot;lettura&quot; che si debba dare alle previsioni di lungo periodo, che non sono &quot;la stessa cosa&quot; delle previsioni a due-tre giorni, come ho cercato di spiegare...E quindi se è perfettamente lecito quantificare in modo esplicito la prevision&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;e, ad esempio di temperatura in una località tra 3 giorni, non è assolutamente possibile farlo con previsioni a 15 giorni. Dire che tra quindici giorni, a Bologna o in qualunque altro posto, ci saranno X gradi di temperatura massima è pertanto una reale &quot;bufala&quot;:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;E’ però evidente che pur non essendo
in grado di riprodurre MAI, dopo i famosi primi dieci giorni, l’evoluzione giorno per giorno, ma semmai &amp;nbsp;solo le
transizioni tra regimi di anomalia diversa o magari la permanenza in uno stesso
regime, ebbene anche questa limitata
potenzialità può essere di grande rilevanza, sia teorica che pratica. Ad
esempio, se si pensa a tutte le volte che è necessario pianificare azioni nei diversi settori
di attività umane, il sapere anche solo che tra un mese sarà in una data area “un po’ più caldo della media” o “più
freddo”, o “più piovoso” o “meno piovoso” del normale, può fare la differenza tra
scegliere bene o male. E magari si tratta di azioni che
costano grande fatica, soldi e responsabilità da dover prendere.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Si pensi ad esempio alle aziende municipalizzate che devono programmare lo stoccaggio del “gas” da riscaldamento, oppure pianificare attività
in agricoltura (es: quanta acqua per irrigazione sarà necessaria tra un
mese), oppure la pianificazione delle azioni di difesa da alluvioni ecc….&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;L&#39;obiettivo di questo post era di fare un po&#39; di chiarezza in merito al tema, complesso, delle previsioni meteo. Abbiamo visto che previsioni a 2-3 giorni e previsioni a 3-4 mesi sono cose diverse assai, e quindi la lettura che se ne fa deve necessariamente essere diversa.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Certamente stiamo trattando un tema complesso...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;E allora chiudo questo post con la speranza di aver centrato l&#39;obiettivo di raccontare una cosa complessa in modo da farmi capire. Spero che il lettore si sia fatto un&#39;idea dei limiti delle previsioni che vengono emesse, di quanto complessa sia la Natura, in questo caso l&#39;Atmosfera, che non è predicibile in senso &quot;stretto&quot; oltre i noti (oramai spero...) 10 giorni, ma allo stesso tempo non preclude la possibilità di dire qualcosa dopo questi mitici 10 giorni. Sono cose diverse, è necessario differenziarle, è necessario spiegarle. E alla fine, se si è capito, ebbene questo sarà un tassello in più nella conoscenza delle persone, che potrà solo far del bene.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/feeds/2780682640664506569/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2014/09/lo-stato-dellatmosfera-e-le-previsioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/2780682640664506569'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/2780682640664506569'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2014/09/lo-stato-dellatmosfera-e-le-previsioni.html' title='Lo stato dell’Atmosfera e le previsioni del tempo a breve e lunga scadenza. Analogie e differenze, limiti e opportunità offerte dal mercato del meteo, rispettoso della complessità, non riducibile, della Natura'/><author><name>carlo cacciamani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02677427465843453800</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiyQiWXbjtWmiLM-DLwq6aUtq-6uef2zR32migrtQg-3zH-EEb7R-iSAYk31yKcrz87mtXPxx1uACm4I_ki4WspboQtv1ZANAWIg8IT-Zyp8Jb6A41Ar3AEV2cgQTpmbmU/s220/IMG_20171225_073122.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj0BfICHudBn5tziRiBumFAPfeG_tFB0xlFImmBXLqxTuMrcs9STsvdbGAzdyuy5LNLCjzRseFqw1UjslAOYmpbLHTFpvOsEczW9A4PWYAJbFrVuIgCbE2mXVR8RVfs8zUP6fubTjFK2bgU/s72-c/Immagine1.png" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4495691272594424402.post-3075391832641957320</id><published>2014-05-04T11:45:00.000+02:00</published><updated>2014-05-04T11:45:04.111+02:00</updated><title type='text'>A lui crediamo ?</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhW25yYyREsTfEsg49sDxbjQxjUu1VuWkqTqHm4vi1rL8Wv7uSShswWxjBhV6uDN32Joll_TseZ06oANMOhB9nj9EG5xFElX4lZQS6F5o2zgWJDYD9ccmujvT0I6ewb5roODPzZ8agGY-65/s1600/DSCN0084_1+%2528FILEminimizer%2529.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhW25yYyREsTfEsg49sDxbjQxjUu1VuWkqTqHm4vi1rL8Wv7uSShswWxjBhV6uDN32Joll_TseZ06oANMOhB9nj9EG5xFElX4lZQS6F5o2zgWJDYD9ccmujvT0I6ewb5roODPzZ8agGY-65/s1600/DSCN0084_1+%2528FILEminimizer%2529.JPG&quot; height=&quot;245&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Il vice-presidente della BCE (Vitor Costàncio) ci spiega quali sono state le cause della crisi:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2013/html/sp130523_1.en.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;http://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2013/html/sp130523_1.en.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Cito solo &lt;u&gt;un&lt;/u&gt; frammento del suo discorso:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;It is my contention that the main driver of the crisis was located in 
the financial sector, particularly banks which intermediated large 
capital flows towards the periphery, creating imbalances that became 
unsustainable when a sudden stop occurred following the international 
crisis and the abrupt revision of price of risk that it entailed.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&amp;gt;&amp;gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;il resto potete leggerlo anche da soli, se volete.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;E trarre le vostre conclusioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;E decidere come considerare i nostri &quot;politici&quot; che continuano a dirvi che tutti i mali dell&#39;Italia derivano dalla corruzione e dal debito &lt;i&gt;pubblico (ovviamente).&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Sandro.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/feeds/3075391832641957320/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2014/05/a-lui-crediamo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/3075391832641957320'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/3075391832641957320'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2014/05/a-lui-crediamo.html' title='A lui crediamo ?'/><author><name>Sandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14368102540121927091</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrarMCdiz8K_qIOfe77mElvMQzAyhoTcWtFyWl6N5ALfzJJ0-dh-3BShHhJCNUQtd1-0ZaAOH88WUmPG2Vmk3O7jH0k7kEnkpvESqaquwyt4lY_MyDj2I-kk2li22aew/s220/sandro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhW25yYyREsTfEsg49sDxbjQxjUu1VuWkqTqHm4vi1rL8Wv7uSShswWxjBhV6uDN32Joll_TseZ06oANMOhB9nj9EG5xFElX4lZQS6F5o2zgWJDYD9ccmujvT0I6ewb5roODPzZ8agGY-65/s72-c/DSCN0084_1+%2528FILEminimizer%2529.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4495691272594424402.post-2957900383468704525</id><published>2014-02-27T23:31:00.002+01:00</published><updated>2014-02-27T23:31:24.316+01:00</updated><title type='text'>Discorso agli Ateniesi</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgF0MmrfZdbt17o3LZzC7HBFS-FdvTTdnoPUUoj266P8KrPtSvV6wOo0RHdtlckkcYEuUgAliII3tonMdi15O4P-0NdmGauQY6PLQNKIXf3XFl32GjsOet8dq1ib7aV2inWlF4yRCXfNd2d/s1600/sudtirol-7+%2528FILEminimizer%2529.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgF0MmrfZdbt17o3LZzC7HBFS-FdvTTdnoPUUoj266P8KrPtSvV6wOo0RHdtlckkcYEuUgAliII3tonMdi15O4P-0NdmGauQY6PLQNKIXf3XFl32GjsOet8dq1ib7aV2inWlF4yRCXfNd2d/s1600/sudtirol-7+%2528FILEminimizer%2529.jpg&quot; height=&quot;400&quot; width=&quot;272&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Qui ad Atene noi facciamo così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui ad Atene noi facciamo così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui ad Atene noi facciamo così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui ad Atene noi facciamo così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui ad Atene noi facciamo così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Qui ad Atene noi facciamo così.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Pericle, 461 a.C.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/feeds/2957900383468704525/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2014/02/discorso-agli-ateniesi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/2957900383468704525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/2957900383468704525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2014/02/discorso-agli-ateniesi.html' title='Discorso agli Ateniesi'/><author><name>Sandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14368102540121927091</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrarMCdiz8K_qIOfe77mElvMQzAyhoTcWtFyWl6N5ALfzJJ0-dh-3BShHhJCNUQtd1-0ZaAOH88WUmPG2Vmk3O7jH0k7kEnkpvESqaquwyt4lY_MyDj2I-kk2li22aew/s220/sandro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgF0MmrfZdbt17o3LZzC7HBFS-FdvTTdnoPUUoj266P8KrPtSvV6wOo0RHdtlckkcYEuUgAliII3tonMdi15O4P-0NdmGauQY6PLQNKIXf3XFl32GjsOet8dq1ib7aV2inWlF4yRCXfNd2d/s72-c/sudtirol-7+%2528FILEminimizer%2529.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4495691272594424402.post-7500998037864981233</id><published>2014-01-19T11:29:00.000+01:00</published><updated>2014-01-19T11:57:40.829+01:00</updated><title type='text'>Cosa dice lo European Systemic Risk Board</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiH5nV3qlvRI3ojfyHBBCnfsncUEf8jx7bSwAI1TWluqFm7dA3423iT9x2vLfQxEujGsZsNUv88fpN3m4MzwhetPjvZpT5sND7gc59U-IIQcS6Dw6CIUH4u8qeOUpvDyZMO0ddX8EwtDFpM/s1600/_CSC0371+(3)+(FILEminimizer).JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiH5nV3qlvRI3ojfyHBBCnfsncUEf8jx7bSwAI1TWluqFm7dA3423iT9x2vLfQxEujGsZsNUv88fpN3m4MzwhetPjvZpT5sND7gc59U-IIQcS6Dw6CIUH4u8qeOUpvDyZMO0ddX8EwtDFpM/s1600/_CSC0371+(3)+(FILEminimizer).JPG&quot; height=&quot;292&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;Ecco come spiegano la genesi e le cause della crisi a Bruxelles gli alti burocrati dello &lt;b&gt;European Systemic Risk Board&lt;/b&gt; (&lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://www.esrb.europa.eu/home/html/index.en.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;ESBR&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;) cioè il tink-tank che è stato incaricato (quando la crisi era ormai scoppiata e aveva iniziato a provocare le prime vittime, cioè nel 2009) di individuare le &lt;i&gt;cause &lt;/i&gt;del disastro e di suggerire tutte le azioni correttive di sistema che possono evitare l&#39;insorgere di nuove crisi in futuro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.esrb.europa.eu/shared/pdf/de_larosiere_report_it.pdf?8f41b7b52777bc72d473dd2c9958cb02&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;Qui&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; trovate il report completo (in italiano):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Provate a leggerlo, è davvero illuminante. Soprattutto se si considera l&#39;autorevolezza e l&#39;ufficialità della fonte.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;Riporto per esteso solo un brevissimo estratto dalla introduzione del report, per far capire il tono: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;La
 presente relazione viene pubblicata in un momento in cui il 
mondo deve far fronte ad una crisi economica e finanziaria di estrema 
gravità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Unione europea è duramente colpita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La recessione economica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’aumento della disoccupazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’&lt;u&gt;ingente spesa pubblica per stabilizzare il sistema bancario&lt;/u&gt;: un debito che graverà sulle generazioni future.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;La regolamentazione e la vigilanza in materia finanziaria si sono rivelate troppo deboli&lt;/u&gt; o hanno dato gli incentivi sbagliati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;La globalizzazione dei mercati ha accelerato il contagio&lt;/u&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;L’opacità e la complessità hanno peggiorato la situazione&lt;/u&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna correre urgentemente ai ripari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorre intervenire a tutti i livelli, mondiale, europeo e nazionale, e in tutti i settori finanziari.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&amp;gt;&amp;gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;non notate una &lt;i&gt;&lt;b&gt;&quot;leggerissima&quot;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; discrasia con la narrazione della crisi che ci propinano - ogni santo giorno - gli organi ufficiali di propaganda ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cioè:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;a noi (popolo &lt;i&gt;bue&lt;/i&gt;) dicono che la colpa di tutto è:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il &lt;i&gt;&lt;b&gt;&quot;debito pubblicooooo !!, la corruzioneeee !!... la spesa pubblicaaaa !!......&quot;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e - QUINDI - ci curano a colpi di austerity e fiscal-compact, con tagli alla spesa, espropri del patrimonio pubblico, privatizzazioni, liberalizzazioni, distruzione dello stato sociale...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;... mentre &lt;i&gt;pare &lt;/i&gt;che la causa della crisi sia un tantino diversa (e lo dice lo European Systemic Risk Board, mica il solito complottista di turno) e sta tutta nella folle deregolamentazione della gigantesca sovrastruttura finanziaria (privata) che governa le economie del mondo e che può fare (ed ha fatto) il bello e il cattivo tempo senza &lt;i&gt;nessun &lt;/i&gt;controllo democratico.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;Io non riesco davvero più a sopportare questo continuo e sistematico smantellamento della verità e questa totale e asfittica mancanza di dibattito e di consapevolezza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;Non so voi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Sandro.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/feeds/7500998037864981233/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2014/01/cosa-dice-lo-european-systemic-risk.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/7500998037864981233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/7500998037864981233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2014/01/cosa-dice-lo-european-systemic-risk.html' title='Cosa dice lo European Systemic Risk Board'/><author><name>Sandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14368102540121927091</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrarMCdiz8K_qIOfe77mElvMQzAyhoTcWtFyWl6N5ALfzJJ0-dh-3BShHhJCNUQtd1-0ZaAOH88WUmPG2Vmk3O7jH0k7kEnkpvESqaquwyt4lY_MyDj2I-kk2li22aew/s220/sandro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiH5nV3qlvRI3ojfyHBBCnfsncUEf8jx7bSwAI1TWluqFm7dA3423iT9x2vLfQxEujGsZsNUv88fpN3m4MzwhetPjvZpT5sND7gc59U-IIQcS6Dw6CIUH4u8qeOUpvDyZMO0ddX8EwtDFpM/s72-c/_CSC0371+(3)+(FILEminimizer).JPG" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4495691272594424402.post-74062952982703757</id><published>2014-01-12T23:38:00.003+01:00</published><updated>2014-01-19T11:07:39.503+01:00</updated><title type='text'>Il cambiamento climatico ovvero: il “tapis roulant”  della palestra Greenhouse</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhSdoiGCTBbGElT3sxX1FFvvft46j8nOYOBwVL2PALIjnja56MJXjJ88Al9mXNa4D9BTnJ1m_c-eDkJxt_PQOEhixnc4M-R6YojxWtTFmypJic0CH0Ycf35VG21SwGuiZFvkTjjPn4JIxxz/s1600/ABETONE+-0352+(FILEminimizer).jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhSdoiGCTBbGElT3sxX1FFvvft46j8nOYOBwVL2PALIjnja56MJXjJ88Al9mXNa4D9BTnJ1m_c-eDkJxt_PQOEhixnc4M-R6YojxWtTFmypJic0CH0Ycf35VG21SwGuiZFvkTjjPn4JIxxz/s1600/ABETONE+-0352+(FILEminimizer).jpg&quot; height=&quot;265&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;Premessa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Continuo da tempo a constatare quanto sia poco compreso il tema del cambiamento del clima. A giudicare da quanto si legge spesso sulla carta stampata oppure si vede in TV o si ascolta alla radio, l&#39;errore più frequente che si incontra è quello di confondere il &lt;i&gt;tempo meteorologico &lt;/i&gt;con il &amp;nbsp;&lt;i&gt;clima&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Ogni giorno ricevo domande da giornalisti, da amici, vicini di casa ecc.. che mi chiedono,
non appena fa un po’ più freddo: “&lt;/span&gt;&lt;i style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;ma allora, perché &#39;sto freddo, ma non doveva esserci l&#39;aumento delle temperature ?&lt;/i&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt; E quando invece fa un
po’ più caldo: “&lt;/span&gt;&lt;i style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;allora è tornato il cambiamento del clima ?&lt;/i&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;”. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&amp;nbsp;Da qualche giorno poi, in corrispondenza del gran freddo anomalo osservato in USA, ci si imbatte anche in chi sostiene che il mondo stia per andare incontro ad una nuova &lt;/span&gt;&lt;i style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;era glaciale !&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Molti giornalisti poi continuano a &amp;nbsp;&lt;i&gt;negare, &lt;/i&gt;con ostinazione e contro ogni evidenza e nonostante quello che scrivono nei loro report organismi internazionali come l&#39;IPCC ad esempio, la gravità del tema del cambiamento del clima. I&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;ndubbiamente esistono interessi forti a non far emergere questo problema come uno dei più gravi che sta affrontando l&#39;umanità. Di sicuro i rimedi che sarebbe imperativo mettere in campo fin da subito per limitare i danni degli impatti della modifica del clima sono poco accettati in una società come la nostra, dominata dal pensiero unico neo liberista che ha il suo karma nel concetto di &lt;i&gt;crescita senza se e senza ma e ad ogni costo&lt;/i&gt;, e dove non ci si chiede mai se tale crescita continua sia per l&#39;appunto compatibile con le risorse naturali, finite, presenti della Terra. Abbiamo già parlato di queste cose&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;altre volte in questo blog (ad esempio &lt;a href=&quot;http://piazzaverdi.blogspot.it/2011/10/crisi-finanziaria-e-crisi-climatica.html&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;&amp;nbsp;oppure anche &lt;a href=&quot;http://piazzaverdi.blogspot.it/2014/01/flash-forward.html&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;) e non voglio tornare in questa sede a riparlarne.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Tornando quindi al tema iniziale, proverò invece a fare di nuovo un po&#39; più di chiarezza sulla differenza tra&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;i&gt;tempo&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;clima&lt;/i&gt; che rimane sicuramente la lacuna di informazione più grande e che determina una reale crisi di comprensione. Un blog come questo, dove si parla di &quot;crisi&quot; di varia natura, è la sede opportuna per approfondire qualche aspetto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Proviamo, allora, a ricominciare...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: red; line-height: 115%;&quot;&gt;Cosa è il tempo e cosa è il clima&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Per essere proprio banali, uno potrebbe dire che&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 21px;&quot;&gt;il&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;i style=&quot;line-height: 21px;&quot;&gt;tempo&lt;/i&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 21px;&quot;&gt;&amp;nbsp;è quello che si vede aprendo la finestra in una stanza della propria abitazione, cioè quello che sta accadendo adesso in un luogo, mentre il&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;i style=&quot;line-height: 21px;&quot;&gt;clima&lt;/i&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 21px;&quot;&gt;&amp;nbsp;non è questo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Il &lt;i&gt;clima&lt;/i&gt; è, al contrario, una proprietà “statistica” del &lt;i&gt;tempo&lt;/i&gt;, non è connesso cioè a quello che accade in un istante preciso in
un posto, ma invece rappresenta uno stato&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;“medio” di quello che accade in quel posto.
Si parlerà quindi, ad esempio, della temperatura massima climatica X di Bologna a gennaio come la media delle temperature massime, calcolata su tanti mesi di gennaio per tanti anni. Analogamente lo si potrà fare per la precipitazione totale climatica Y (totale mensile) e così via.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Se allora, da calcoli del genere, salta fuori che
la temperatura media delle massime di gennaio è, diciamo, 5 gradi, si può comprendere bene che un dato giorno di un dato gennaio qualsiasi, ad esempio dell’anno 2013 interno a quei 30 anni che abbiamo usato per calcolare la media climatica, la
temperatura massima possa essere
molto di più di 5 gradi o invece molto di meno. Cioè maggiore o minore della media
climatica. Se è molto di più si dice che quel giorno c’è una forte anomalia positiva in
corso, se è molto meno si dice che invece l’anomalia è negativa. Se invece la temperatura che si misura quel giorno è quasi 5
gradi allora si dice che la temperatura è nella media.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Bene, si dirà, questo è facile. Ma allora che cosa è sto benedetto
cambiamento climatico, se non è la stessa cosa del cambiamento del tempo...meteorologico ?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;La risposta è che quando si parla &amp;nbsp;di “cambiamento climatico” &amp;nbsp;si allude al fatto che, ad esempio, la temperatura media climatica
delle massime di gennaio, calcolata mediante l&#39;analisi di un dato trentennio di
dati (ad esempio il trentennio 1961-1990), possa essere mutata (cioè essere &amp;nbsp;maggiore o minore) rispetto a quella calcolata su, ad esempio, il trentennio prima 1931-1960. &amp;nbsp;Si comprende bene che tutto ciò non ha nulla a&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;che vedere con il fatto che in una data giornata possa essere molto più freddo o caldo di una data norma climatica.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;In sostanza, dire che c’è un
cambiamento climatico significa dire che sta cambiando una proprietà “statistica” del &lt;i&gt;tempo&lt;/i&gt; di un luogo. Proprietà statistica che, appunto, si chiama &lt;i&gt;clima&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Se è così, allora che tipo di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;connessioni esistono tra &lt;i&gt;tempo e clima&lt;/i&gt;, visto che sono oggetti sicuramente diversi, ma anche parecchio legati tra loro ?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Per chiarire il punto vorrei usare una analogia completamente fuori da questo contesto. Lo farò usando i....t&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;apis
roulant, che sono quegli oggetti che servono per correre senza uscire dalle palestre dove sono collocati. Per ovvi motivi la palestra a cui mi riferirò non potrà che chiamarsi palestra...&quot;Greenhouse&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 21px;&quot;&gt;Il&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 21px;&quot;&gt;tapis roulant della palestra Greenhouse…&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Un tapis roulant è per l&#39;appunto un nastro che gira avvolgendosi all&#39;interno di una macchina e sul quale noi ci mettiamo a camminare o a correre.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Molti sanno che alcuni di questi aggeggi da palestra, almeno i più moderni, possono ruotare a diversa velocità e addirittura inclinarsi mentre ci si corre
&amp;nbsp;sopra, permettendoci di simulare delle corse in salita.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Bene, ciò detto s&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 21px;&quot;&gt;upponiamo di entrare un bel giorno dentro la palestra &quot;Greenhouse&quot; della nostra città e di decidere di fare una bella corsa su uno dei tanti tapis roulant che sono al suo interno. Per qualche motivo che sarà più chiaro in seguito, decidiamo di fare le nostre corse con gli occhi bendati. Saliamo quindi&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;su questo
oggetto e iniziamo prima a
camminarci sopra, poi a correre piano, poi più forte e così via, per un po’ di tempo…Se il nostro esercizio dura,
diciamo, mezzora, in questo tempo manifesteremo una ben definita &quot;variabilità”
di comportamento, rappresentata dal piano di allenamento che ci siamo dati. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Potremo, ad esempio, camminare per 10
minuti, poi correre piano per altri 10 e poi correre forte per altri 10 ancora. In totale 30 minuti di allenamento. La modalità con cui svolgiamo questo allenamento è caratterizzata dalla &quot;variabilità” dei tipi di moto con cui ci muoviamo sul tapis roulant: camminiamo per un po&#39;, poi corriamo piano, poi più velocemente. La capacità di svolgere un allenamento del genere dipende dalla nostra forza, cioè da quanto siamo allenati. Se siamo su un tapis roulant orizzontale non abbiamo altre variabili da tenere in conto che possano in qualche modo aumentare o diminuire il nostro sforzo...&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Supponiamo però adesso che un nostro amico, decisamente &quot;malvagio&quot;, spinga, senza che noi ce ne possiamo accorgere, visto che siamo bendati, il tasto che fa aumentare l’ inclinazione del tapis
roulant. Noi non vediamo che il tapis roulant sta iniziando a inclinarsi. Ci rendiamo però conto che qualcosa sta accadendo perchè iniziamo a fare un po&#39; piu&#39; di fatica. Ma magari crediamo che questa maggiore fatica dipenda solo dalla nostra stanchezza. Che non ci sia cioè nulla di cambiato rispetto a prima. Per di più &amp;nbsp;il nostro amico (sempre più malvagio) ci continua a dire che lui non vede nulla di diverso da prima. Nega, addirittura, che stia accadendo qualcosa, che il tapis roulant si stia inclinando, pur sapendo di essere stato lui ad attivare la sua inclinazione !&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Cosa accade invece dopo un po&#39; ?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;E&#39; facile immaginarsi lo scenario. Finchè
l’inclinazione è modesta neanche ci accorgiamo della differenza rispetto a prima.
Possiamo cioè fare tutti i nostri esercizi, seguire cioè scrupolosamente il piano di allenamento che ci siamo dati. Possiamo, in altri termini, manifestare tutta la “variabilità” di comportamento previsto, esattamente come facevamo prima, quando il tapis roulant era orizzontale. Potremo
quindi, restando all’esempio di prima, camminare 10 minuti, correre piano altri
10 e poi velocemente per altri ulteriori 10.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Continuando ad aumentare l’inclinazione, però, accidenti, le cose cambiano…Ecco che iniziamo a fare molta fatica a correre molto velocemente. Anzi, capita che proprio non riusciamo a svolgere più quel piano di allenamento. Magari la &lt;i&gt;maggioranza&lt;/i&gt; del tempo la passiamo correndo molto piano, se non addirittura camminando e ogni tanto fermandoci addirittura, per respirare. Al termine dei trenta minuti scopriamo che invece di correre velocemente per 10 minuti, poi piano per altri 10, poi camminare per altri
dieci, stavolta abbiamo corso velocemente per soli 2 minuti, poi piano per 8 e
camminato per ben 20 minuti…&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;In sostanza scopriamo, con una certa incredulità, che la nostra “variabilità” di comportamento è molto cambiata. In realtà ce ne rendevamo un po&#39; conto quando facevamo l&#39;esercizio, ma un po&#39; non eravamo del tutto sicuri, un po&#39; l&#39;amico (malvagio) ci diceva che non stava accadendo nulla...&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;In sostanza non abbiamo “percepito”, mentre facevamo l&#39;esercizio (anche perchè eravamo bendati), che il tapis roulant stava cambiando il suo
stato di inclinazione.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Sta di fatto che riscontriamo, alla fine, una variabilità di comportamento che non ci aspettavamo all&#39;inizio. La causa di tutto è stato chiaramente l&#39;amico (malvagio) che ha attivato l&#39;inclinazione del tapis roulant...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Si dovrebbe essere capita, spero, l&#39;analogia...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;L&#39;umanità vive in un mondo che sta cambiando le sue caratteristiche climatiche. I gas serra stanno crescendo di concentrazione, per colpa soprattutto delle attività umane, così come il tapis roulant sul quale abbiamo corso in palestra aumentava la sua pendenza.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Nell&#39;atmosfera del mondo dove viviamo si sviluppano i moti delle masse d&#39;aria, si verificano eventi meteorologici estremi, si caratterizza la biosfera al cui interno vivono e si muovono le persone, gli animali e si manifesta la biodiversità vegetale e animale. L&#39;umanità vive in questo mondo, così come noi che corriamo sul tapis roulant. E subisce le modifiche dello stato climatico, che impattano sulla variabilità dei moti atmosferici, sulla biosfera, sulla vita delle persone. Così come chi corre sul tapis roulant e subisce l&#39;impatto dell&#39;aumento della sua inclinazione e vede mutato il suo piano di allenamento. Più l&#39;atmosfera si arricchisce di gas serra, più la variabilità del suo stato fisico cambia. Così come accade a noi che corriamo su quel tapis roulant della palestra Greenhouse, e che stiamo iniziando a sperimentare sempre più gli effetti della pendenza del pavimento che sta crescendo&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Il bello è che, giorno per giorno, non ci rendiamo conto che il clima
stia cambiando, nè possiamo assolutamente verificare che un singolo accadimento possa essere connesso al cambiamento climatico. Ma allo stesso tempo tale cambiamento, lento ma continuo del clima, influenza un pochino anche quel singolo evento. L&#39;impatto sul singolo evento è impercettibile e difficilmente misurabile. In realtà è solo alla fine della &quot;corsa&quot; che registriamo
un cambiamento della frequenza di occorrenza dei fenomeni accaduti. Così come alla fine della corsa ci rendiamo conto che non siamo stati più capaci di correre velocemente sul tapis roulant, perchè la pendenza era diventata troppo grande. E magari abbiamo per la maggior parte del tempo camminato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Il cambiamento climatico può quindi cambiare la frequenza di accadimento delle anomalie termiche o di precipitazione. O dei venti, dell&#39;occorrenza dei cicloni, o della durata dei periodi con onde di calore. Ad esempio, certe ondate di gran freddo (o di caldo) alle medie latitudini potrebbero crescere di frequenza di occorrenza rispetto ad oggi, a causa del riscaldamento delle aree polari della terra che induce una maggior ondulazione del vortice polare, e questo senza che il singolo evento anomalo possa essere attribuito tout-court, e in modo percettibile e come evento singolo, al clima che sta cambiando (vedi &lt;a href=&quot;http://www.climalteranti.it/2014/01/12/il-freddo-e-il-caldo-di-una-settimana%E2%80%A6-non-sono-il-clima-del-pianeta/&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;, per saperne di più).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 21px;&quot;&gt;L&#39;aspetto preoccupante di tutto ciò è che in un futuro caratterizzato da un clima mutato, certi fenomeni atmosferici potrebbero anche non realizzarsi mai più o molto di rado, mentre altri invece potrebbero accadere molto più spesso. Questa modifica di variabilità avrà necessariamente impatti, che in parte possiamo già ora immaginare, pur con un margine di incertezza. Per limitare queste modifiche bisognerebbe agire sulle cause che le hanno prodotte, immettere cioè &amp;nbsp;meno gas serra in atmosfera, che è un po&#39; come, ritornando al tapis roulant della palestra Greenhouse, fare in modo che esso torni orizzontale. Agire sulle cause che producono gli effetti significa attuare delle politiche di mitigazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 21px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 21px;&quot;&gt;Analogamente, se il clima sta cambiando e se, nel farlo, modifica la frequenza di occorrenza di tanti fenomeni, creando magari maggiori condizioni di rischio, allora dovremmo anche preoccuparci di ridurre gli impatti negativi di tale maggior rischio. Cioè dovremmo agire sugli effetti, dovremmo in sostanza &quot;adattarci&quot; un po&#39;, per cercare di attenuarli. &amp;nbsp;Un po&#39; come dovremmo cercare di calare di peso se acquisiamo la consapevolezza di correre su un tapis roulant che sta aumentando di inclinazione, almeno se pretendiamo di riuscire lo stesso a correre...come riuscivamo a fare con il tapis roulant in piano...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Carlo.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/feeds/74062952982703757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2014/01/il-cambiamento-climatico-ovvero-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/74062952982703757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/74062952982703757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2014/01/il-cambiamento-climatico-ovvero-il.html' title='Il cambiamento climatico ovvero: il “tapis roulant”  della palestra Greenhouse'/><author><name>carlo cacciamani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02677427465843453800</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiyQiWXbjtWmiLM-DLwq6aUtq-6uef2zR32migrtQg-3zH-EEb7R-iSAYk31yKcrz87mtXPxx1uACm4I_ki4WspboQtv1ZANAWIg8IT-Zyp8Jb6A41Ar3AEV2cgQTpmbmU/s220/IMG_20171225_073122.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhSdoiGCTBbGElT3sxX1FFvvft46j8nOYOBwVL2PALIjnja56MJXjJ88Al9mXNa4D9BTnJ1m_c-eDkJxt_PQOEhixnc4M-R6YojxWtTFmypJic0CH0Ycf35VG21SwGuiZFvkTjjPn4JIxxz/s72-c/ABETONE+-0352+(FILEminimizer).jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4495691272594424402.post-1527201275535575876</id><published>2014-01-01T12:16:00.001+01:00</published><updated>2014-01-01T12:16:28.015+01:00</updated><title type='text'>Flash forward</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg4D5Hbip_oJ90W6ynLQWrszm7Z0h8-Nhk6g7kawjCOsSayoBgdKk5ZMS3gAG6TSR-R2vxN4yV2ml-NGaR1J9TpGN6Q1l3lH3A9JN6QfIoJlkNuV4TKFO4D2X-NSsz-1sQwCWQmqCf4i8t_/s1600/CSC_1065+(FILEminimizer).jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;265&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg4D5Hbip_oJ90W6ynLQWrszm7Z0h8-Nhk6g7kawjCOsSayoBgdKk5ZMS3gAG6TSR-R2vxN4yV2ml-NGaR1J9TpGN6Q1l3lH3A9JN6QfIoJlkNuV4TKFO4D2X-NSsz-1sQwCWQmqCf4i8t_/s400/CSC_1065+(FILEminimizer).jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: #990000;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;“Francesca, dove sei ? Ma che fai ancora sveglia, non riesci a dormire ? Colpa del&amp;nbsp; troppo caldo, vero ? ”.&amp;nbsp; La voce di Luca rimbombò in quei muri resi torridi dalla calura eccezionale che proseguiva anche quella notte, inesorabile come tante altre notti prima.&amp;nbsp; “Sono qui”, rispose Francesca: “ nello studio, sto cercando delle cose. Si, stanotte è impossibile veramente: saranno 34 gradi, e sono le due di notte. E in frigo non c’è più neanche un goccio d’acqua”. “Scusa ma non l’avevi comprata ieri al supermarket ?”, aggiunse Luca. “Figurati, le tre bottiglie&amp;nbsp; che ho comprato ieri sono già finite: ormai anche l’acqua è razionata.&amp;nbsp; Fai la fila per comprarla e, ammesso che la trovi,&amp;nbsp; non te ne danno più di tre bottiglie alla volta”. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Francesca riprese a muovere oggetti in quel vecchio mobile dello studio, a spostare sedie, tappetini, soprammobili&amp;nbsp; di vario genere e di dubbio gusto depositati più o meno a casaccio nella stanza. La quantità di polvere&amp;nbsp; in quel vecchio comò era indicibile, ma non era più una novità. Oramai la polvere era presente in ogni buco, dentro le case, lungo strade, dentro i cortili, sui tetti delle macchine, accumulata a terra, a montagne. Il caldo eterno, la mancanza di pioggia aveva trasformato quella città un tempo verde in una zona semi desertica, dove il degrado urbano trionfava in ogni angolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Il mobile vecchio aveva una serie di cassetti, qualcuno Francesca riuscì ad aprirlo facilmente con un lieve tocco delle dita, qualcun altro sembrava bloccato da una resistenza eccezionale. Con qualche sforzo aggiuntivo Francesca riuscì ad aprirne uno che stava in alto, e al suo interno vide con grande sorpresa&amp;nbsp; un oggetto nero, della grandezza di un libro. Li per li Francesca non fu in grado di riconoscere&amp;nbsp; cosa potesse essere quell’oggetto. Poteva essere appunto un libro, oppure una scatola, o una vecchia radio. Fece uno sforzo e lo estrasse del tutto dal cassetto. Tossì per la grande quantità di polvere che ci stava depositata sopra e che si alzò con quel suo movimento, e quando la tosse si calmò, guardo meglio quell’oggetto e constatò che si trattava di un vecchissimo modello di PC portatile, uno di quei modelli che fabbricavano&amp;nbsp; una cinquantina di anni prima, attorno agli anni 2010-2020 e che da moltissimi anni non venivano più prodotti.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;color: #990000;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Oramai la tecnologia informatica dei PC era stata del tutto soppiantata da terminali ad interfaccia vocale, estremamente ergonomici, che permettevano connessioni con lontanissimi server, chissà dove installati. Era la logica “grid” che aveva avuto un clamoroso successo; in realtà tutto era gestito da un qualche “grande fratello” super tecnologico di orwelliana memoria che nessuno sapeva chi fosse e dove fosse&amp;nbsp; e che teneva in pugno tutta l’informazione informatica che girava nel mondo. E quindi, che teneva in pugno l’umanità intera che non poteva far nulla senza i computer. Tutto era distribuito oramai, e tutto viaggiava, o meglio aveva viaggiato…, attraverso le potenti linee di trasmissione telematiche. E’ bene dire per l’appunto “aveva viaggiato”, così era infatti ai tempi della crescita economica che sembrava inarrestabile, e prima del grande black-out dell’energia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;color: #990000;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;color: #990000;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Quell’oggetto scuro, misterioso, Francesca non l’aveva mai notato. Né si ricordava di averlo mai visto prima in passato, forse poteva essere un oggetto appartenuto a sua mamma o suo padre. Ma un’attenta disamina dello chassis le permise di escludere subito questa ipotesi. Infatti,&amp;nbsp; dietro, c’era impressa una serie di numeri di serie dell’oggetto e, ancora più separata,&amp;nbsp; si leggeva una sigla che indicava l’anno di produzione: 2008. Quell’oggetto poteva ben considerarsi oramai un articolo di modernariato, con i suoi quasi sessant’anni di vita…e sicuramente era appartenuto a suo nonno Luigi, il climatologo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ovviamente non aveva alcuna speranza di poterlo accendere. C’erano ancora all’interno delle vecchie pile totalmente consunte dagli anni…Guardò bene dentro il cassetto e vide un filo elettrico, una spina. Sicuramente era quello il sistema di connessione che permetteva di alimentare quel PC mediante la rete elettrica. Ovviamente quella presa non era più compatibile&amp;nbsp; con gli standard della sua epoca, ma Francesca non disperò…era abbastanza brava a lavorare con le mani, e con un po’ di fatica riuscì a rimuovere quella vecchia spina e a mettere al suo posto una nuova interfaccia che si adattava alle attuali prese di corrente presenti sui muri…Era eccitata, poteva darsi che quel PC si sarebbe anche potuto accendere, e le avrebbe potuto permettere, chissà, di guardare indietro nel tempo, rovistando tra quei vecchi “file” depositati nella pancia di quel vecchio computer. Sicuramente i software che avevano prodotto quelle immagini e quei documenti di tanti decenni prima non esistevano più da anni, però Francesca non disperò lo stesso di riuscire a carprine i segreti. E così fu, infatti…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Dopo un po’ di traffici con cacciaviti e strani strumenti digitali, spinse un pulsante verde che aveva applicato sulla parete superiore del PC, e allora, come per magia, il monitor riprese vita e piano-piano, come emergendo da un altro universo, apparvero delle immagini e dei suoni. Le immagini erano poco dettagliate, ma Francesca riuscì a riconoscere&amp;nbsp; un’aula molto grande, tanta gente, sembrava un convegno…Il file mostrava la data del dicembre 2013, doveva essere in prossimità del&amp;nbsp; Natale di quell’anno…&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;color: #990000;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;All’improvviso apparve un uomo giovane, che Francesca riconobbe subito essere suo nonno Luigi da giovane. Salì sul palco, si spensero le luci. Apparve la prima immagine della presentazione , si udì la sua voce dapprima fioca, poi i suoni si fecero sempre più nitidi, autorevoli… Francesca si accasciò su una poltrona, sconvolta da quelle emozioni inattese. Non aveva più alcun ricordo della voce del nonno, morto da una ventina d’anni, e quelle parole le sembravano come provenire da un mondo parallelo, lontano, forse, dall’aldilà…&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&amp;lt;&amp;lt; Cari&amp;nbsp; colleghi, colleghe, autorità, signore e signori, buonasera a tutti e grazie di avermi invitato a prendere la parola in questo importantissimo simposio dove si discuterà , da oggi e per i prossimi 3 giorni, dei problemi della nostra Terra, che stanno crescendo di anno in anno. E non appaiono assolutamente diminuire.. Sussistono ormai evidenze molto chiare che il clima globale si stia modificando. Ad esempio dall’ultimo report, il quinto, presentato a Stoccolma a settembre 2013 dal WG1 dell’IPCC,&amp;nbsp; emergono alcune conclusioni abbastanza chiare che possono essere&amp;nbsp; riassunte&amp;nbsp; in pochi punti che vado ad elencare :&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;- È oramai certo il ruolo degli effetti&amp;nbsp; antropogenici sul sistema climatico. Un numero crescente di&amp;nbsp; evidenze osservative permette di dire che con “estrema probabilità”, la causa dominante del riscaldamento osservato fin dalla metà del XX secolo sia costituita dalle attività umane;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;- L’atmosfera e l’oceano si sono riscaldat, l’estensione e il volume dei ghiacci si sono ridotti, il livello del mare si è innalzato, e molti di questi cambiamenti non trovano riscontro negli scorsi due millenni;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;- Gli ultimi tre decenni sono stati i più&amp;nbsp; caldi dal 1850, quando sono iniziate le misure termometriche a livello globale. Il periodo 1983-2012 è stato probabilmente il trentennio più caldo degli ultimi 1400 anni;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Sii nota un aumento di frequenza di occorrenza degli eventi estremi&amp;nbsp; a partire dagli anni 50 del secolo scorso. Parallelamente si rileva un probabile aumento di frequenza di occorrenza delle ondate di calore in diverse aree del pianeta tra le quali l’Europa e, analogamente, un aumento dell’intensità delle precipitazioni in molte aree europee e del Nord America;effetto serra potranno causare un ulteriore riscaldamento e cambiamenti in tutte le componenti del sistema climatico;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Non v’è più alcun dubbio che le modifiche del clima globale potranno durare per secoli, dal momento che le emissioni di gas serra stanno continuando a crescere e non si denota ancora un sostanziale cambiamento di direzione, probabilmente anche per la scarsa efficacia degli accordi intergovernativi;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Il riscaldamento causerà cambiamenti nella temperatura dell’aria, degli oceani, nel ciclo dell’acqua, nel livello dei mari, il ciclo idrologico, la criosfera, in alcuni eventi estremi e nella acidificazione oceanica. Molti di questi cambiamenti persisteranno per molti secoli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;I segnali di cambiamento climatico, pur con differenze anche talvolta elevate, sono rilevabili anche a scale spaziali minori e ce ne stiamo accorgendo già ora. Si notano già&amp;nbsp; chiari segni di cambiamento nelle temperature e nelle piogge. Ad esempio in Emilia-Romagna, la Regione dove lavoro, abbiamo rilevato un aumento delle temperature massime dall’inizio degli anni ’80 sino a tutt’oggi dell’ordine di quasi 2°C in poco più di 40 anni (circa 0.5°C/10 anni). Tale segnale è visibile in tutte le stagioni. In particolare, d’estate si osservano valori di temperatura sempre superiori ai valori di riferimento climatici. Le piogge stanno calando, soprattutto d’estate, anche se non sono certo calati gli episodi di eventi molto intensi. E’ la stessa medaglia guardata da due facce opposte. Più caldo significa più onde di calore e anche più siccità, ma anche più instabilità dell’aria e quindi più propensione all’innesco di violenti temporali che producono gli effetti che avete tutti notato: l’alluvione di Genova del 2011 e la recentissima alluvione della Sardegna sono una chiara dimostrazione che il clima si è già modificato e, con esso, il rischio idrogeologico e idraulico causato da tali eventi estremi meteorologici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Per quanto riguarda gli scenari di cambiamento climatico futuro, gli strumenti modellistici globali pur con parecchie incertezze mostrano scenari sempre più concordi. Gli attuali scenari di cambiamento&amp;nbsp; mostrano un ulteriore aumento delle temperature per tutto il secolo e fino al&amp;nbsp; 2100. Lo scenario globale presenta poi dei “Punti caldi”, uno dei quali è proprio il Mediterraneo, dove viviamo noi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Cari amici e colleghi, le modifiche del clima produrranno degli impatti sull’uomo e l’ambiente in cui vive in modo diretto ed indiretto, interagendo con l’intero sistema sociale ed economico. Li possiamo riassumere&amp;nbsp; in pochi punti:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La maggior frequenza di episodi di precipitazione intensa avrà un impatto molto grande nell’area del Mediterraneo aumentando il rischio idrogeologico-idraulico in aree già molto esposte. In parallelo, l’occorrenza di più frequenti eventi di precipitazione intensa alternati a lunghi periodi di siccità potrà alterare il ciclo idrologico e creare seri problemi di disponibilità della risorsa d’acqua;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;L’innalzamento del livello del mare e gli aumentati eventi di invasione marina delle aree costiere basse potranno accelerare l’erosione delle coste, aumentare la salinità negli estuari e nei delta a causa dell’ingresso del cuneo salino;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;L’aumento delle temperature e la diminuzione delle piogge potrà far estendere la durata dei periodi di siccità per periodi prolungati di molti mesi, soprattutto se questi periodi coincidono con i semestri caldi (evapo-traspirazione molto alta e aridificazione acuta);&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;L’aumento delle temperature medie ed estreme potrà determinare una aumentata frequenza e durata delle onde di calore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Le vulnerabilità associate ai molti sistemi suscettibili al cambiamento climatico riguarderanno particolarmente la risorsa idrica. I primi effetti “visibili” sono le ricorrenti annate di magra che hanno coinvolto, ad esempio, il bacino del Po nell’ultimo quindicennio, ed in particolare le più recenti “emergenze siccità”, particolarmente evidenti nell’ultimo quinquennio. Il bacino idrografico del fiume Po, influenzato da una complessità di fattori sensibili al clima, costituisce&amp;nbsp; un importante scenario di eventi idro-meteo-climatici e socioeconomici. Se si considera la densità del territorio, le attività produttive insediate, le infrastrutture e il grado di utilizzazione della risorsa idrica, il bacino del Po rappresenta una realtà eccezionalmente varia e un punto nevralgico dell’economia nazionale. E quindi estremamente vulnerabile all’impoverimento della disponibilità della risorsa idrica, che rappresenta un ruolo primario nello sviluppo sociale ed economico di tutta la Pianura Padana. Le analisi di dati ambientali&amp;nbsp; delle Regioni del Bacino del Po, hanno confermato e specificato a livello regionale quanto pubblicato dall’IPCC a scala globale. Le proiezioni climatiche per il secolo in corso suggeriscono, per l’intera area del bacino del Po, essenzialmente un proseguimento dei trend in atto, con ulteriori aumenti della temperatura a fine secolo di qualche grado e precipitazioni in ulteriore calo ma con variabilità interannuale e interstagionale in aumento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Anche le precipitazioni nevose ed il volume dei ghiacciai alpini risultano essere in forte calo. La copertura nevosa, che rappresenta una risposta integrata alle variazioni di temperatura e precipitazioni, subisce le maggiori riduzioni in primavera e nel passaggio autunno-inverno, poiché la stagione di accumulo della neve al suolo è ritardata, mentre quella di fusione è anticipata. Contestualmente ci si attende anche un costante proseguimento dell’arretramento dei principali ghiacciai alpini: i dati delle variazioni frontali confermano che la loro attività dal 1860 ad oggi è stata generalmente omogenea, eccetto un breve intervallo alla fine del XIX secolo in cui la variabilità di precipitazione a scala regionale può aver causato accumuli differenti; quantitativamente tale deglaciazione ha portato, sino ad oggi, alla perdita di circa il 40% della superficie dei ghiacciai. Alla diminuzione progressiva degli afflussi nell’ultimo trentennio e all’aumento della domanda idrica, fa riscontro un decremento significativo della portata media dei fiumi. Nel caso del fiume Po si rileva una diminuzione di circa il 20% su base annua e del 45% nella stagione estiva nel periodo 1975-2006. Altro aspetto da considerare riguarda la stima dei tempi di ritorno.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Alle modificazioni significative della distribuzione, durata ed intensità delle precipitazioni liquide e nevose fanno seguito rilevanti modificazioni del regime dei deflussi superficiali e sotterranei con un, da un lato, aumento dei periodi di esposizione al rischio di siccità ed alluvioni. -aumentata probabilità ed intensità degli episodi di intrusione del cuneo salino e dall’altro un deterioramento della qualità dell’acqua (minore diluizione, maggiore temperatura e contenuto di nutrienti) e degli ecosistemi associati. In sostanza ci stiamo muovendo velocemente verso una maggiore esposizione al rischio idraulico, di desertificazione e sanitario.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Nel bacino padano tali modificazioni sono amplificate ed immediatamente riscontrabili nel delicato sistema deltizio, che può pertanto essere considerato un indicatore di sintesi dello stato dell’intero bacino. Ad un aumento del livello marino (sinora in verità piuttosto contenuto, ma in probabile aumento sia in valore assoluto che nella rapidità del trend) e alla diminuzione delle portate fluviali corrisponde una risalita dell’Adriatico nella pianura padana che oggi si attesta sui 20 km contro i circa 2 km degli anni ‘70. La frequente riduzione di portata al di sotto delle portate di soglia minima per contrastare l’intrusione salina mette in sofferenza circa 30.000 ettari di territorio, causando la salinizzazione delle falde, l’interruzione dell’approvvigionamento idrico, il funzionamento dell’irrigazione, il prelievo per il raffreddamento delle centrali termoelettriche, l’inaridimento delle zone litoranee, con pesanti effetti sugli ecosistemi associati ed in primis a quelli sostenuti dal corpo idrico deltizio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Date tali premesse, diverrà sempre più strategico definire, oltre alle politiche di mitigazione che conducono ad una riduzione delle emissioni di gas “serra”, anche decise e razionali azioni di adattamento al cambiamento climatico, che siano orientate a limitare i “danni” potenziali delle conseguenze di tale cambiamento e sfruttarne le opportunità. Le azioni di adattamento servono per ostacolare gli effetti del mutamento del clima puntando a ridurre il rischio e i danni derivanti dagli impatti negativi (presenti e futuri) del fenomeno in maniera efficace anche dal punto di vista economico.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Molti impatti del cambiamento climatico possono essere affrontati efficacemente attraverso l’adattamento, in particolare gli impatti a breve termine, mentre all’aumentare dell’entità del cambiamento le opzioni efficaci diminuiscono ed i costi associati aumentano. Le conoscenze attuali già consentono la selezione di azioni di adattamento preventivo, che hanno costi limitati e non minacciano sistemi sociali e settori economici, rispetto all’adozione di forme di adattamento di tipo reattivo, cioè applicate a seguito di frequenti crisi e disastri. Tuttavia tali opzioni sono attualmente applicate in modo limitato ed estemporaneo e, soprattutto, non sembrano apparire tra le priorità dell’attuale classe politica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Se noi, uomini di questo inizio di secolo, non prenderemo in esame il problema climatico, i nostri nipoti e pronipoti ne subiranno delle gravi conseguenze. E la responsabilità sarà stata nostra, solo nostra. Non ce lo scordiamo. Grazie per l’attenzione &amp;gt;&amp;gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;color: #990000;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Il video si chiuse&amp;nbsp; e Francesca scorse nel monitor l’immagine di un pubblico ammutolito e sorpreso e che tuttavia applaudiva con convinzione. Sicuramente tutta quella gente sembrava sopraffatta, costernata da quelle parole, soprattutto dalle ultime che aveva ascoltato.&amp;nbsp; Nonostante quel successo, però il giovane scienziato, il futuro nonno di Francesca, appariva deluso, sfiduciato, senza forze. Era infatti realtà consapevole che la forte emozione di tutta quella gente nell’ascoltare le sue parole si sarebbe pian-piano dissolta, demolita dalla consuetudine della frenesia del vivere di tutti i giorni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;color: #990000;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;color: #990000;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;E questo era puntualmente avvenuto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Carlo.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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  &lt;/m:mathPr&gt;&lt;/w:WordDocument&gt;
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&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiKM0ZfvPk__aW2ox5TvO7dsxUqRise-kAdyNCA_O-jz6FhWpzO5isGHidEGGDgQXuEHwimasuuTHLX45lnbDydnMBIY-yDTStnQ_-2WTgsC8OSTtFseG46k7Bpoz7CjRxa23Xr5C0j4PvO/s1600/sudtirol-4+(FILEminimizer).jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;260&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiKM0ZfvPk__aW2ox5TvO7dsxUqRise-kAdyNCA_O-jz6FhWpzO5isGHidEGGDgQXuEHwimasuuTHLX45lnbDydnMBIY-yDTStnQ_-2WTgsC8OSTtFseG46k7Bpoz7CjRxa23Xr5C0j4PvO/s400/sudtirol-4+(FILEminimizer).jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Come sempre sono di corsa.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Entro al volo nel negozietto di alimentari sotto casa (quello che ha di tutto). Ormai da circa sei/sette anni è gestito da ragazzi pakistani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima c’erano una coppia di anziani bolognesi che probabilmente lo gestivano già da almeno una ventina d’anni. A Natale potevo ordinare i tortellini, perché li faceva direttamente la proprietaria, con il risentimento del marito che sosteneva che lei metteva troppo prosciutto crudo, di quello buono…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno voleva acquistare il negozio, poi ad un certo punto ci hanno detto che erano riusciti a vendere ad un gruppo di ragazzi pakistani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che strano… moltissimi negozi di alimentari della città sono rilevati (forse) e sicuramente gestiti da persone pakistane. Come mai ? C’è qualche autorità che sta indagando che tutto sia regolare? Sono domande che uno si pone ma alle quali non sa dare risposta. Pensi e ti auguri di sì e cerchi di comprendere e di assimilare il cambiamento.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;All’inizio c’era molta diffidenza nella clientela, ma i nuovi ragazzi , sorella e fratello,&amp;nbsp; avevano un atteggiamento molto accogliente. Lui parlava anche in dialetto bolognese, così il cambiamento era stato nel tempo facilmente digerito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo circa due, tre anni ecco un nuovo improvviso cambiamento. I due fratelli spariscono (dicono che lui è andato a lavorare in fabbrica) e sono sostituiti da altri ragazzi, Questa volta più chiusi. In particolare uno dei due ha uno sguardo scuro e parla a monosillabi anche se è bravissimo e comprende piuttosto bene l’italiano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Progressivamente arrivano altri ragazzi. All’inizio l’italiano è stentato, per cui devi pronunciare lentamente (&lt;i&gt;prosciuuuuttoooo cooottooo&lt;/i&gt;) – capiranno davvero meglio così ? - e indicare con i gesti. Poi anche per loro l’italiano diventa più familiare. Un terzo ragazzo è enorme, incute un po’ di soggezione. Invece è molto sorridente e accogliente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni tanto faccio qualche domanda per capire, per conoscere. &lt;i&gt;“Tornate mai in Pakistan?”&lt;/i&gt; &lt;i&gt;“Quanto dura il viaggio”&lt;/i&gt; &lt;i&gt;“Che tempo fa da voi ora?”&lt;/i&gt;. Mi sembrano frasi di almeno apparente contatto ed umanità con persone che sono distanti dai loro familiari: così sembra di essere un po’ meno estranei gli uni agli altri.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Due mesi fa il nuovo cambiamento. &lt;i&gt;“Non vedo più tuo fratello..”&lt;/i&gt;. &lt;i&gt;“Ha aperto un nuovo negozio in un altro quartiere”&lt;/i&gt;.&amp;nbsp; Anche lui via quindi…. Avvicendamenti rapidi e continui di un mondo in costante trasformazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entro di corsa appunto e dentro il negozio ci sono già due clienti: un uomo di mezza età e una donna più anziana. Stanno facendo una strana alleanza verbale contro il ragazzo pakistano. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;“Che lingua parlate voi? Arabo?”&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;&lt;i&gt;“No parliamo urdu una lingua come indiano”&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;&lt;i&gt;“Ah indiano ? Allora vi va bene perché i cinesi e gli indiani diventeranno i più ricchi del mondo...”&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uomo guarda il&amp;nbsp; ragazzo pakistano, la signora e poi me a cercare consenso.&lt;br /&gt;La signora replica&amp;nbsp; “eccome se gli va bene a loro ! non vedi che aprono sempre nuovi negozi”. L’uomo: “sì tra un po’ ce ne dobbiamo andare via noi… vero? Noi gli facciamo fare tutto qui… invece se noi andiamo da loro ci&amp;nbsp; tagliano la gola”. Ridono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non resisto, guardo il ragazzo pakistano e gli faccio l’occhiolino come per dire “non badarli è uno scherzo…”. Ma non mi sento bene. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fortuna escono. Mi rilasso.&lt;br /&gt;Lo guardo, mi fa il solito sorriso come a dire “va tutto bene”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma sento che qualcosa non va bene. &lt;br /&gt;Anche se non mi è chiaro a partire da quale punto della storia delle migrazioni mi perdo.&lt;br /&gt;Anche se non&amp;nbsp; mi è chiaro perché di fronte ad uno “straniero” scattano così facilmente tante ostilità, tanto sarcasmo, tanti facili pregiudizi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Faccio la spesa e ci salutiamo con il nostro consueto “ciao”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso a&amp;nbsp; mio figlio di 11 anni e ai suoi compagni di classe, sempre classi miste e al fatto che non li ho mai sentiti deridere un compagno per il colore della pelle. Il futuro si è già abituato alla novità. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;I nostri stereotipi, i nostri pregiudizi derivano da fattori culturali appresi e dal fatto che il nostro sistema di riferimento mentale è sprovvisto di ancoraggi, perché è cresciuto in assenza di queste differenze. E’ come se, una volta cresciuti,&amp;nbsp; non le sapessimo più cogliere e integrare.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ce lo&amp;nbsp; dimostrano i recenti studi sulle neuroscienze riportate da &lt;b&gt;Eva Perasso&lt;/b&gt; &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/salute/neuroscienze/12_ottobre_19/razzismo-cervello-non-innato_588e548c-19db-11e2-86bd-001bc48b3328.shtml&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;sul Corriere salute del 19 ottobre&amp;nbsp; 2012&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;“Non nasciamo razzisti, né lo diventiamo nei nostri primi anni di vita. Anzi, da piccoli, davanti a persone dal colore della pelle diverso dal nostro, non abbiamo alcun sussulto, emozionale o razionale, e tantomeno avvertiamo paura, timore, rabbia o aggressività. A dimostrare che il razzismo non è nella nostra natura infantile, ha lavorato un team di ricercatori in neuroscienze della University of California, sede di Los Angeles: come è accaduto in passato per studi di questo genere, ha usato lo strumento della risonanza magnetica per verificare quali cambiamenti intervenivano nell’area cerebrale di chi si è sottoposto al test. Questa ricerca si inserisce nel dibattito, molto acceso e datato, sulle origini del razzismo che negli anni ha visto confrontarsi almeno due teorie opposte: la prima che legava questo sentimento alla socializzazione, la seconda che invece tendeva a mostrare come la xenofobia sia innata in ognuno di noi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;BAMBINI DEL MONDO&lt;/b&gt; – E proprio a convertire questo secondo pensiero – che il razzismo sia dentro di noi – arriva la ricerca di Eva Telzer e di 3 colleghi della Ucla, appena pubblicata sul Journal of Cognitive Neuroscience. L’analisi ha riguardato 32 bambini americani, tra i 4 e i 16 anni di età. Tra loro variavano le origini razziali: ve ne erano con antenati europei, asiatici, africani. I giovani sono stati sottoposti a imaging a risonanza magnetica (MRI) nel momento in cui visionavano un catalogo fotografico, composto da immagini di persone dal colore della pelle uguale e poi differente dal loro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;NESSUN SUSSULTO&lt;/b&gt; – Davanti alle foto di persone diverse da sé, i bambini non hanno mostrato attività cerebrali diverse rispetto al normale. E questo è avvenuto per tutti i bambini, fino all’età dei 14 anni. In particolare, è stato analizzato il comportamento dell’amigdala, quell’area del cervello che fa da centro di integrazione ai processi neurologici superiori come le emozioni, per esempio regolando la paura. Nei casi analizzati dai ricercatori americani, questa parte cerebrale non subiva modifiche. Mentre in passato, altre ricerche sulla popolazione adulta avevano mostrato come i pazienti sottoposti a risonanza magnetica avessero sussulti e modifiche percettibili della stessa amigdala, motivo che aveva spinto a collegare il sentimento xenofobo alle proprie innate peculiarità personali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;DOPO I 14&lt;/b&gt; – Dalla ricerca emergono comunque due dati interessanti: il primo è che dopo i 14 anni di età, invece, proprio come è avvenuto nelle ricerche passate sulla popolazione adulta, qualche variazione della amigdala esiste davanti al «diverso da sé», e la seconda è che, da questa età in avanti, cambiano completamente le reazioni a seconda della propria origine razziale e geografica. Infatti, i giovani che provenivano da famiglie miste, o con antenati di altre etnie, non mostravano alcun segno di razzismo (inteso proprio come il riconoscere qualcosa di altro da sé), mentre per chi proveniva da una razza precisa, senza incroci con etnie di altri Paesi, il vedere foto anche di persone dalle stesse origini causava un sentimento o un’emozione registrata dalla amigdala.”&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Silvia.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/feeds/3049182889107158413/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/12/stranieri-si-diventa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/3049182889107158413'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/3049182889107158413'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/12/stranieri-si-diventa.html' title='Stranieri si diventa'/><author><name>Sandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14368102540121927091</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrarMCdiz8K_qIOfe77mElvMQzAyhoTcWtFyWl6N5ALfzJJ0-dh-3BShHhJCNUQtd1-0ZaAOH88WUmPG2Vmk3O7jH0k7kEnkpvESqaquwyt4lY_MyDj2I-kk2li22aew/s220/sandro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiKM0ZfvPk__aW2ox5TvO7dsxUqRise-kAdyNCA_O-jz6FhWpzO5isGHidEGGDgQXuEHwimasuuTHLX45lnbDydnMBIY-yDTStnQ_-2WTgsC8OSTtFseG46k7Bpoz7CjRxa23Xr5C0j4PvO/s72-c/sudtirol-4+(FILEminimizer).jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4495691272594424402.post-9007622600601265181</id><published>2013-12-07T14:59:00.005+01:00</published><updated>2013-12-07T15:03:47.376+01:00</updated><title type='text'>La crisi oltre la crisi ?</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh7V5e8IyM16x-_DZO3bMYxrYNsJ65I8vbktWKsVJbt1CEDMByyaw-b-VmiAnkWP_sQHttfTNVqB9krtMeXA5ZoV0tVuLhQ2anuuEwPdwoTCDIY8y2XjLVEI2ShAfZYSNaW33K9fGItH08O/s1600/DSCN0084_1+(FILEminimizer).JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;245&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh7V5e8IyM16x-_DZO3bMYxrYNsJ65I8vbktWKsVJbt1CEDMByyaw-b-VmiAnkWP_sQHttfTNVqB9krtMeXA5ZoV0tVuLhQ2anuuEwPdwoTCDIY8y2XjLVEI2ShAfZYSNaW33K9fGItH08O/s400/DSCN0084_1+(FILEminimizer).JPG&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La crisi che stiamo &lt;i&gt;ancora &lt;/i&gt;attraversando e dalla quale non sappiamo ancora come uscire si può riassumere, alla fine, in poche righe:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Nel &lt;b&gt;2008 &lt;/b&gt;è scoppiata una gigantesca bolla speculativa prodotta dalla finanza &lt;i&gt;privata &lt;/i&gt;senza controllo (ricordate i mutui &quot;subprime&quot; e il crack Lehman ?) e le banche americane (prima) ed europee (poi) sono entrate in grave sofferenza ed hanno semplicemente smesso di far circolare il credito.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;L&#39;improvvisa mancanza di credito - come una specie di &lt;i&gt;infarto &lt;/i&gt;economico - ha tolto ossigeno all&#39;economia reale che ha iniziato a regredire generando disoccupazione, crollo dei consumi, fallimenti aziendali e (quindi) nuova disoccupazione in una spirale senza fine.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;A partire dal &lt;b&gt;2011&lt;/b&gt;, grazie all&#39;impazzimento (non casuale) degli &lt;b&gt;&lt;i&gt;spreads&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, le banche in sofferenza hanno iniziato a ricapitalizzarsi facendo &lt;a href=&quot;http://piazzaverdi.blogspot.it/2011/11/ogni-scolaretto-conosce-la-leva.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;carry trade&lt;/a&gt; sui titoli di stato ad alto rendimento lasciando a secco famiglie e imprese allo sbando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, il settore &lt;u&gt;pubblico&lt;/u&gt; sta - di fatto - salvando le banche (private) imponendo ai cittadini il supplizio della austerità dopo aver consentito alle banche stesse - nel decennio precedente - di agire indisturbate e senza controlli iniettando titoli tossici nel mercato finanziario e generando bolle speculative di &lt;u&gt;debito privato&lt;/u&gt; che alla fine sono semplicemente &lt;i&gt;scoppiate &lt;/i&gt;addosso alla gente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ora, forse, questa ricapitalizzazione accelerata volge al termine e le banche riprenderanno lentamente a fornire ossigeno al sistema produttivo e ai consumi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;Ma, abbiamo imparato la lezione ?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La crisi che stiamo attraversando ha un solo elemento positivo: rende plasticamente evidente il fatto che - senza regole e &lt;i&gt;limiti &lt;/i&gt;imposti dalla Politica - il sistema finanziario, lasciato libero di evolversi senza regole e senza limiti, genera instabilità e produce solo disastri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Come è possibile ?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;b&gt;Minsky&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Einaudi&lt;/b&gt; ci possono aiutare a capire come abbiamo scritto in altri post:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Meccanica (ir)razionale dei mercati e necessità di un Regolatore Sovrano&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://piazzaverdi.blogspot.it/2012/09/un-modellino-per-cercare-di-capire.html&quot;&gt;http://piazzaverdi.blogspot.it/2012/09/un-modellino-per-cercare-di-capire.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://piazzaverdi.blogspot.it/2012/09/the-minsky-automata.html&quot;&gt;&lt;/a&gt;Il Mercato e i Carabinieri&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://piazzaverdi.blogspot.it/2012/09/il-mercato-e-i-carabinieri.html&quot;&gt;http://piazzaverdi.blogspot.it/2012/09/il-mercato-e-i-carabinieri.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi chiedo:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Quante altre volte ancora dovremo rivivere questo incubo prima di cambiare le regole del gioco ?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;E oltre la crisi c&#39;è solo la &lt;u&gt;prossima&lt;/u&gt; crisi ?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Sandro&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/feeds/9007622600601265181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/12/la-crisi-oltre-la-crisi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/9007622600601265181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/9007622600601265181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/12/la-crisi-oltre-la-crisi.html' title='La crisi oltre la crisi ?'/><author><name>Sandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14368102540121927091</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrarMCdiz8K_qIOfe77mElvMQzAyhoTcWtFyWl6N5ALfzJJ0-dh-3BShHhJCNUQtd1-0ZaAOH88WUmPG2Vmk3O7jH0k7kEnkpvESqaquwyt4lY_MyDj2I-kk2li22aew/s220/sandro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh7V5e8IyM16x-_DZO3bMYxrYNsJ65I8vbktWKsVJbt1CEDMByyaw-b-VmiAnkWP_sQHttfTNVqB9krtMeXA5ZoV0tVuLhQ2anuuEwPdwoTCDIY8y2XjLVEI2ShAfZYSNaW33K9fGItH08O/s72-c/DSCN0084_1+(FILEminimizer).JPG" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4495691272594424402.post-3510476663080883797</id><published>2013-12-04T23:36:00.001+01:00</published><updated>2013-12-04T23:36:47.565+01:00</updated><title type='text'>Di chi è la &quot;nostra&quot; Banca Centrale ?</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg0FI4VhBZU-j-rScYhRIMPkEhepJaQDdhtTjOisEY7ezzlbomJ8MMGTCBfWqzKrDPSB1lTTpDaeSbaJqdOa7kZs62wfX2IrRboBQ0VWqcVd3OvGh7izbIC0ay_nsq9hn_WHVFL9P4bQJ3S/s1600/_CSC0421-(3)+(FILEminimizer).jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;265&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg0FI4VhBZU-j-rScYhRIMPkEhepJaQDdhtTjOisEY7ezzlbomJ8MMGTCBfWqzKrDPSB1lTTpDaeSbaJqdOa7kZs62wfX2IrRboBQ0VWqcVd3OvGh7izbIC0ay_nsq9hn_WHVFL9P4bQJ3S/s400/_CSC0421-(3)+(FILEminimizer).jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Spiegatemi &lt;i&gt;questa &lt;/i&gt;cosa, se ci riuscite.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Che senso ha ? &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Cui prodest ?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Stiamo parlando della &lt;i&gt;&lt;b&gt;&quot;nostra&quot;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; Banca Centrale... (!!)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;b&gt;Dal Decreto Legge n.133/2013&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;b&gt;Art. 4 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capitale della Banca d&#39;Italia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; 1. La Banca d&#39;Italia, istituto di diritto&amp;nbsp; pubblico,&amp;nbsp; e&#39;&amp;nbsp; la&amp;nbsp; banca centrale della Repubblica italiana, e&#39; parte integrante&amp;nbsp; del&amp;nbsp; Sistema Europeo di Banche Centrali ed e&#39; autorita&#39; nazionale&amp;nbsp; competente&amp;nbsp; nel meccanismo di vigilanza unico di cui all&#39;articolo 6&amp;nbsp; del&amp;nbsp; Regolamento (UE) n. 1024/2013 del Consiglio del 15 ottobre 2013. E&#39;&amp;nbsp; indipendente nell&#39;esercizio dei suoi poteri e nella gestione delle sue finanze. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; 2. La&amp;nbsp; Banca&amp;nbsp; d&#39;Italia&amp;nbsp; e&#39;&amp;nbsp; autorizzata&amp;nbsp; ad&amp;nbsp; aumentare&amp;nbsp; il&amp;nbsp; proprio capitale mediante utilizzo delle riserve&amp;nbsp; statutarie&amp;nbsp; all&#39;importo&amp;nbsp; di euro&amp;nbsp; 7.500.000.000;&amp;nbsp; a&amp;nbsp;&amp;nbsp; seguito&amp;nbsp;&amp;nbsp; dell&#39;aumento&amp;nbsp;&amp;nbsp; il&amp;nbsp;&amp;nbsp; capitale&amp;nbsp;&amp;nbsp; e&#39; rappresentato da quote nominative di partecipazione&amp;nbsp; di&amp;nbsp; euro&amp;nbsp; 20.000 ciascuna. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; 3.&amp;nbsp; Ai&amp;nbsp; partecipanti&amp;nbsp; possono&amp;nbsp; essere&amp;nbsp; distribuiti&amp;nbsp;&amp;nbsp; esclusivamente dividendi annuali, a valere sugli utili netti,&amp;nbsp; per&amp;nbsp; un&amp;nbsp; importo&amp;nbsp; non superiore al 6 per cento del capitale. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; 4. Le quote&amp;nbsp; di&amp;nbsp; partecipazione&amp;nbsp; al&amp;nbsp; capitale&amp;nbsp; possono&amp;nbsp; appartenere solamente a: &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; a) banche aventi sede legale in Italia ovvero aventi sede&amp;nbsp; legale e amministrazione centrale in uno Stato&amp;nbsp; membro&amp;nbsp; dell&#39;Unione&amp;nbsp; europea diverso dall&#39;Italia; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; b) imprese di assicurazione&amp;nbsp; e&amp;nbsp; di&amp;nbsp; riassicurazione&amp;nbsp; aventi&amp;nbsp; sede legale in Italia ovvero aventi sede legale e amministrazione centrale in uno Stato membro dell&#39;Unione europea diverso dall&#39;Italia; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; c) fondazioni di cui all&#39;articolo 27 del decreto&amp;nbsp; legislativo&amp;nbsp; 17 maggio 1999, n. 153; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; d) enti ed istituti di previdenza ed&amp;nbsp; assicurazione&amp;nbsp; aventi&amp;nbsp; sede legale in Italia, fondi pensione istituiti ai sensi dell&#39;articolo&amp;nbsp; 4, comma 1 del decreto legislativo 5 dicembre&amp;nbsp; 2005,&amp;nbsp; n.&amp;nbsp; 252,&amp;nbsp; e&amp;nbsp; fondi pensione di cui all&#39;articolo 15-ter del citato decreto legislativo n. 252, del 2005, aventi soggettivita&#39; giuridica. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; 5.&amp;nbsp; Ciascun&amp;nbsp; partecipante&amp;nbsp; non&amp;nbsp; puo&#39;&amp;nbsp; possedere,&amp;nbsp;&amp;nbsp; direttamente&amp;nbsp;&amp;nbsp; o indirettamente, una quota del capitale superiore al 5 per cento.&amp;nbsp; Per le quote possedute in eccesso non spetta il&amp;nbsp; diritto&amp;nbsp; di&amp;nbsp; voto&amp;nbsp; ed&amp;nbsp; i relativi dividendi sono imputati alle riserve statutarie della&amp;nbsp; Banca d&#39;Italia. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; 6. La Banca d&#39;Italia, al fine di favorire il rispetto dei limiti di partecipazione&amp;nbsp; al&amp;nbsp;&amp;nbsp; proprio&amp;nbsp; capitale&amp;nbsp; fissati&amp;nbsp; al&amp;nbsp; comma&amp;nbsp;&amp;nbsp; 5,&amp;nbsp;&amp;nbsp; puo&#39; acquistare temporaneamente&amp;nbsp; le&amp;nbsp; proprie&amp;nbsp; quote&amp;nbsp; di&amp;nbsp; partecipazione&amp;nbsp; e stipulare contratti aventi ad oggetto le&amp;nbsp; medesime.&amp;nbsp; Tali&amp;nbsp; operazioni sono autorizzate dal Consiglio Superiore con il parere favorevole del Collegio Sindacale ed effettuate con&amp;nbsp; i&amp;nbsp; soggetti&amp;nbsp; appartenenti&amp;nbsp; alle categorie di cui&amp;nbsp; al&amp;nbsp; comma&amp;nbsp; 4,&amp;nbsp; con&amp;nbsp; modalita&#39;&amp;nbsp; tali&amp;nbsp; da&amp;nbsp; assicurare trasparenza e&amp;nbsp; parita&#39;&amp;nbsp; di&amp;nbsp; trattamento.&amp;nbsp; Per&amp;nbsp; il&amp;nbsp; periodo&amp;nbsp; di&amp;nbsp; tempo limitato in cui le quote restano&amp;nbsp; nella&amp;nbsp; disponibilita&#39;&amp;nbsp; della&amp;nbsp; Banca d&#39;Italia, il relativo diritto di voto e&#39; sospeso e i&amp;nbsp; dividendi&amp;nbsp; sono imputati alle riserve statutarie della Banca d&#39;Italia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;&amp;gt;&amp;gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/feeds/3510476663080883797/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/12/di-chi-e-la-nostra-banca-centrale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/3510476663080883797'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/3510476663080883797'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/12/di-chi-e-la-nostra-banca-centrale.html' title='Di chi è la &quot;nostra&quot; Banca Centrale ?'/><author><name>Sandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14368102540121927091</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrarMCdiz8K_qIOfe77mElvMQzAyhoTcWtFyWl6N5ALfzJJ0-dh-3BShHhJCNUQtd1-0ZaAOH88WUmPG2Vmk3O7jH0k7kEnkpvESqaquwyt4lY_MyDj2I-kk2li22aew/s220/sandro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg0FI4VhBZU-j-rScYhRIMPkEhepJaQDdhtTjOisEY7ezzlbomJ8MMGTCBfWqzKrDPSB1lTTpDaeSbaJqdOa7kZs62wfX2IrRboBQ0VWqcVd3OvGh7izbIC0ay_nsq9hn_WHVFL9P4bQJ3S/s72-c/_CSC0421-(3)+(FILEminimizer).jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4495691272594424402.post-3141671285456320622</id><published>2013-11-26T23:46:00.000+01:00</published><updated>2013-11-26T23:47:11.092+01:00</updated><title type='text'>Un approccio filosofico</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;object width=&quot;320&quot; height=&quot;266&quot; class=&quot;BLOGGER-youtube-video&quot; classid=&quot;clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000&quot; codebase=&quot;http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0&quot; data-thumbnail-src=&quot;http://img.youtube.com/vi/3r4FP7G8_18/0.jpg&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://youtube.googleapis.com/v/3r4FP7G8_18&amp;source=uds&quot; /&gt;&lt;param name=&quot;bgcolor&quot; value=&quot;#FFFFFF&quot; /&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot; /&gt;&lt;embed width=&quot;320&quot; height=&quot;266&quot;  src=&quot;http://youtube.googleapis.com/v/3r4FP7G8_18&amp;source=uds&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Diego Fusaro.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/feeds/3141671285456320622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/11/un-approccio-filosofico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/3141671285456320622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/3141671285456320622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/11/un-approccio-filosofico.html' title='Un approccio filosofico'/><author><name>Sandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14368102540121927091</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrarMCdiz8K_qIOfe77mElvMQzAyhoTcWtFyWl6N5ALfzJJ0-dh-3BShHhJCNUQtd1-0ZaAOH88WUmPG2Vmk3O7jH0k7kEnkpvESqaquwyt4lY_MyDj2I-kk2li22aew/s220/sandro.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4495691272594424402.post-3134517616289821401</id><published>2013-11-23T13:37:00.002+01:00</published><updated>2013-11-23T13:48:45.415+01:00</updated><title type='text'>Nonna Annarella racconta</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhWR7MwBdmC83K1GUI3LDhBBdQyJPhueRwtAnvso12ClcsUHsacQw7SLymlBZ9xPY2PyvJ4r7GdtwnpxKU4YfOV1l-Z9OGaCVPbrjwfjFTTcSPRWhMiPuKjMBVfstrzw83I5Hp3CMCfbByo/s1600/CSC_0016+(FILEminimizer).JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;265&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhWR7MwBdmC83K1GUI3LDhBBdQyJPhueRwtAnvso12ClcsUHsacQw7SLymlBZ9xPY2PyvJ4r7GdtwnpxKU4YfOV1l-Z9OGaCVPbrjwfjFTTcSPRWhMiPuKjMBVfstrzw83I5Hp3CMCfbByo/s400/CSC_0016+(FILEminimizer).JPG&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Cari nipoti,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;visto che me lo avete chiesto con tanta insistenza ed entusiamo, vi racconterò un po&#39; della mia lunga vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono nata nel 1931 in una frazione di un bel paese delle Marche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ero l&#39;ultima di quattro figli con due sorelle e un fratello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ero la più piccola della famiglia e, per questo, molto amata da tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora i miei cari non ci sono più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevamo un negozio che vendeva un po&#39; di tutto (mercerie, bar, tabaccheria, benzina, ecc..) un po&#39; come un moderno supermercato ma molto più piccolo e semplice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C&#39;era tanto lavoro per tutti, anche per me che ero la più piccola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però io ero sempre felice e giocavo anche molto. Con che cosa ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con tutto ! Sassi, legni, terra.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;E proprio con la terra mi divertivo un mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con gli amici, e ne avevo tanti, pensate, facevamo di tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si avvicinava il Natale, per esempio, costruivamo tutti assieme, con la creta, tutti i personaggi del presepe. Ora vi dirò come facevamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte alla mia casa, c&#39;era (e c&#39;è ancora), un bel santuario mariano con un viale alberato pieno di fiori. In fondo a questo viale c&#39;era una grande pietra che era il nostro tavolo di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si impastava con l&#39;acqua la terra che diventava levigata come il pongo di oggi. Tutti seduti in terra ci dividevamo il lavoro: chi faceva i pastori, chi le portatrice di acqua, chi le capanne, chi le case.... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevamo costruito quasi tutto e il Natale era alle porte. Ci mancava solo il &quot;bambinello&quot; ma nessuno lo voleva costruire perchè aveva paura di non farlo bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora, mia madre, è intervenuta per farci felici e è andata a comprarlo in paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fatto eccezionale ! Perchè a quel tempo non si spendeva denaro se non per le cose indispensabili. Ma mamma aveva capito tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevo solo cinque anni ed ero la &quot;maestra&quot; del gruppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si, proprio la &quot;maestra&quot;. Perchè da piccola io sapevo - e lo sapevano tutti gli amici - che da grande sarei diventata una vera maestra. E così è stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quegli anni andavo all&#39;asilo delle suore e dovevo percorrere, assieme alle mie sorelle maggiori che andavano alle elementari, quasi due kilometri di strada a piedi. Tutti i giorni. Anche con il freddo pungente e con la neve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io però ero felice di stare in compagnia con gli amici più grandi e trotterellavo portando il mio cestino spesso pieno di dolcetti per gli amici. Li prendevo in negozio e la mamma mi diceva: &quot;ne mangi già tanti tu, ne porti anche agli amici ? andiamo bene !!&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però mi lasciava fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scuola elementare, fino alla terza classe, l&#39;ho frequentata in una &quot;pluriclasse&quot; di campagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andavo a scuola con un gruppo di amiche e...si cantava, si correva, si bisticciava (anche spesso) perchè i bambini sono sempre uguali, in ogni luogo e in ogni tempo: vogliono sempre giocare !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo bene la gita che abbiamo fatto tutti assieme con la maestra della scuola di campagna, fino al paese, per ascoltare il discorso di Mussolini alla radio !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivati in piazza, tutti in divisa di &quot;piccoli italiani&quot;, abbiamo sentito una forte voce che diceva: &lt;i&gt;&lt;b&gt;&quot;Italiani, il giorno tanto atteso è arrivato !...&quot;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Tutti con gli occhi fissi al balcone da dove proveniva la voce, credevamo di vedere uscire Benito Mussolini da una &quot;scatola&quot; piuttosto grande, che invece era la Radio Balilla !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non avevamo mai visto nè sentito una cosa così strana !!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari nipoti, la vita allora era molto diversa da quella di oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensate, in tantissime case, non c&#39;era ancora la luce elettrica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le scuole medie le ho frequentate nella città più vicina perchè nel paese gli studi si completavano in quinta elementare. E non tutti arrivavano a prendere il tanto desiderato diploma di quinta !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sono stata fortunata perchè il mio maestro ha convinto i miei genitori a mandarmi fuori di casa per studiare e mi misero in &quot;pensione&quot; presso una famiglia di anziani signori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piangevo sempre per la nostalgia della mia casa, sempre piena di persone !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E riconoscevo i passi del cavallo di mio padre quando io ero a scuola, a lezione, e lui passava nella strada sottostante per le sue attività commerciali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora c&#39;era la guerra !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E spesso c&#39;erano i bombardamenti. Tanto che gli esami di terza media li abbiamo dati in piazza sotto una tenda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La guerra... che brutta cosa !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho visto con i miei occhi tanti soldati tedeschi in ritirata, stanchi, affamati, in sella a delle biciclette mezze rotte o a cavallo, che percorrevano lunghe file inseguite dai &quot;liberatori&quot; che arrivavano sopra grandi carri armati o camion pieni di tanti prodotti alimentari (cioccolate, cibi in scatola, tacchini enormi, sacchi di the, tutte cose a noi sconosciute !). Che confusione !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanta paura e quanti morti si vedevano ogni giorno lungo le strade.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Auguro a tutti voi di non vedere mai una calamità così impressionante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Annarella.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/feeds/3134517616289821401/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/11/nonna-annarella-racconta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/3134517616289821401'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/3134517616289821401'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/11/nonna-annarella-racconta.html' title='Nonna Annarella racconta'/><author><name>Sandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14368102540121927091</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrarMCdiz8K_qIOfe77mElvMQzAyhoTcWtFyWl6N5ALfzJJ0-dh-3BShHhJCNUQtd1-0ZaAOH88WUmPG2Vmk3O7jH0k7kEnkpvESqaquwyt4lY_MyDj2I-kk2li22aew/s220/sandro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhWR7MwBdmC83K1GUI3LDhBBdQyJPhueRwtAnvso12ClcsUHsacQw7SLymlBZ9xPY2PyvJ4r7GdtwnpxKU4YfOV1l-Z9OGaCVPbrjwfjFTTcSPRWhMiPuKjMBVfstrzw83I5Hp3CMCfbByo/s72-c/CSC_0016+(FILEminimizer).JPG" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4495691272594424402.post-6517103326966574174</id><published>2013-11-16T12:27:00.002+01:00</published><updated>2013-11-16T12:42:18.617+01:00</updated><title type='text'>Buffer Overflow</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhbcFrROfOaMcvEdoOVj76QYkt1iOhWh1vy6F6PtSpEtIkT56rsbfb6ZzkiuaV3eC8YEeq7z8ZL-lgAtTEcPDAZKzMLnIRh1AFuti7xQRlI1MEEtUmlFE2ofyI6UKqSCHbZPBzXpQQ8xBR3/s1600/_CSC0382_2_1+(FILEminimizer).JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;242&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhbcFrROfOaMcvEdoOVj76QYkt1iOhWh1vy6F6PtSpEtIkT56rsbfb6ZzkiuaV3eC8YEeq7z8ZL-lgAtTEcPDAZKzMLnIRh1AFuti7xQRlI1MEEtUmlFE2ofyI6UKqSCHbZPBzXpQQ8xBR3/s400/_CSC0382_2_1+(FILEminimizer).JPG&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;In informatica
il &lt;b&gt;buffer overflow&lt;/b&gt; è una vulnerabilità di sicurezza che può affliggere un programma software. Consiste nel fatto che
tale programma non controlla in anticipo la lunghezza dei dati in arrivo, ma si
limita a scrivere il loro valore in un buffer di lunghezza
prestabilita, confidando che l&#39;utente (o il mittente) non immetta più dati di
quanti esso ne possa contenere.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;( da &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Buffer_overflow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Wikipedia&lt;/a&gt; )&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ogni tanto mi viene in mente Beatrice (Bea), una ragazzina
schizofrenica, cieca, che aveva
trascorso parte della sua infanzia-giovinezza in un manicomio (ce li ricordiamo
ancora ?). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Bea, ogni volta che era eccessivamente stimolata, si innervosiva, iniziava ad avere paura e ansia ed entrava in un circolo
vizioso. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Cominciava a dire che era &lt;i&gt;rotta&lt;/i&gt;, brutta, in maniera sempre
più agitata e si metteva le dita negli occhi. Bisognava bloccarla con la forza
fisica, per evitare che si facesse del male da sola, inibendo quello che i
&lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Comportamentismo&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;comportamentisti&lt;/a&gt; &lt;/i&gt;definiscono un &lt;b&gt;comportamento-problema&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ma qual è veramente il comportamento-problema ? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Forse per Bea faceva meno male ficcarsi il dito in un occhio che essere ancora sollecitata con &lt;i&gt;altri &lt;/i&gt;stimoli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ma come? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Oggi sembra un’eresia pensare che possiamo essere &lt;i&gt;troppo &lt;/i&gt;stimolati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Viviamo in un contesto super sollecitante. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Si è creato quasi il binomio &lt;b&gt;stimolo=benessere&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Non so perché ma io spesso mi sento come Bea: mi sembra che
le sollecitazioni alle quali siamo ogni giorno sottoposti siano &lt;u&gt;troppe&lt;/u&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Non fai in tempo a scaricare la posta elettronica e a
leggere le comunicazioni vere tra la valanga di pubblicità che ti sommerge, che
al nuovo &lt;i&gt;invia-e-ricevi&lt;/i&gt; ecco di nuovo qualcuno che ha qualcosa da dirti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Per andare al lavoro, ci troviamo spesso imbottigliati nel
traffico, in tangenziale e in autostrada: rumori e smog permeano i nostri sensi.
Ci sentiamo tramortiti da un contesto superurbanizzato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ognuno di noi ha spesso due cellulari o il cellulare con la
doppia sim… doppio canale di entrata per gestire i flussi di telefonate che ci
devono arrivare dall’esterno, da casa e dal lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;E’ necessario iscriversi a corsi di inglese, informatica,
cucina, arti marziali, per tenersi in forma, conoscere, spaziare con la mente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Così come dobbiamo andare alle riunioni scolastiche dei
nostri figli, portarli a fare sport, a musica, inglese, scacchi, hip-hop, teatro....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Arrivano messaggi su twitter, whatsapp… bisogna aggiornare
il proprio profilo su facebook e pubblicare le foto su
instagram….&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;In mezzo a tutto questo c’è la corsa nei
super-iper-mercati per approvvigionarsi di viveri, vestiario, oggetti di
varia natura con relativa fila ai banchi, alle casse, al parcheggio…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Recentemente ad una riunione di rappresentanti della scuola
di mio figlio, una mamma condivideva il seguente problema. L’equazione era un
po’ questa: &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;dato che la scuola
chiede un contributo a tutti i genitori per le attività integrative,&amp;nbsp; ma non tutti i genitori versano il contributo e
qualcuno non dà neanche quello obbligatorio, noi come classe interamente pagante, abbiamo diritto di fare comunque le attività integrative che ci interessano. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Se proprio i soldi non
bastano, siamo disposti a pagare di più pur di fare le attività.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Mi è sembrato il segno evidente che il
sistema famiglia-scuola non fosse più in grado di gestire il suo BUFFER ed esprimesse l’ennesima richiesta di ulteriori stimolazioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Per certi aspetti è una richiesta completamente corretta nella
logica che citavo prima e - tutto sommato - anche generosa:&lt;i&gt; non importa che con i miei soldi ho
compensato la mancanza di chi non paga e forse anche l’assenza di controlli da parte
della scuola, ma adesso per
favore fateci pagare ancora e dateci questi benedetti &lt;u&gt;stimoli&lt;/u&gt; !!!&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Quella mamma forse non voleva dire questo!!&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Eppure il
discorso mi stonava , come se volessimo a tutti i costi costruire un individuo
iperstimolato, ma all’interno di un contesto privato del senso di &lt;i&gt;&lt;b&gt;cosa
significa essere un gruppo sociale&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;, alla ricerca del benessere &lt;u&gt;del gruppo&lt;/u&gt; con i suoi diritti e doveri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Dov’è finita la dimensione dell’intimità che consente di
costruire se stessi e quella della forza/coesione sociale che deriva dall’avere un’idea di bene comune da costruire &lt;u&gt;assieme&lt;/u&gt;
?&lt;/span&gt;

&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;

&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Forse dobbiamo iniziare a svuotare il &lt;i&gt;BUFFER&lt;/i&gt; INDIVIDUALE e iniziare a riempire di &lt;i&gt;&lt;b&gt;nuovo pensiero&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; il &lt;i&gt;BUFFER&lt;/i&gt; SOCIALE ?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Silvia.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/feeds/6517103326966574174/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/11/buffer-overflow.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/6517103326966574174'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/6517103326966574174'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/11/buffer-overflow.html' title='Buffer Overflow'/><author><name>Sandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14368102540121927091</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrarMCdiz8K_qIOfe77mElvMQzAyhoTcWtFyWl6N5ALfzJJ0-dh-3BShHhJCNUQtd1-0ZaAOH88WUmPG2Vmk3O7jH0k7kEnkpvESqaquwyt4lY_MyDj2I-kk2li22aew/s220/sandro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhbcFrROfOaMcvEdoOVj76QYkt1iOhWh1vy6F6PtSpEtIkT56rsbfb6ZzkiuaV3eC8YEeq7z8ZL-lgAtTEcPDAZKzMLnIRh1AFuti7xQRlI1MEEtUmlFE2ofyI6UKqSCHbZPBzXpQQ8xBR3/s72-c/_CSC0382_2_1+(FILEminimizer).JPG" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4495691272594424402.post-5293200323720722618</id><published>2013-10-19T13:27:00.000+02:00</published><updated>2013-10-19T13:27:34.065+02:00</updated><title type='text'>Gli oggetti del desiderio</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj03EQ-VOhd6Rmb9No2PwK4TIlCYt9N2tKwLuwvjOZ5EHXNR68CWAwu8QFOs7IQUkQbNGIgqoWp9iiZZvAb8TdKgBW6UaU8xAyeRrNedRSy0juvj-yNm1TNJ4qKT8AIOWcgOZEg70If27uT/s1600/_CSC0538+(FILEminimizer).jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;212&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj03EQ-VOhd6Rmb9No2PwK4TIlCYt9N2tKwLuwvjOZ5EHXNR68CWAwu8QFOs7IQUkQbNGIgqoWp9iiZZvAb8TdKgBW6UaU8xAyeRrNedRSy0juvj-yNm1TNJ4qKT8AIOWcgOZEg70If27uT/s320/_CSC0538+(FILEminimizer).jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;E’ domenica e sono dentro un ipermercato. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;E’ già una stranezza di per sé,&amp;nbsp; attenuata solo dal fatto che fuori piove e quindi sembra sensato cercare un posto dove stare al chiuso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La musica serpeggia ovunque, ci sono stands con depliants e rappresentanti che cercano di farti assaggiare, sentire, provare il loro prodotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gente appare frenetica, non felice. Indaffarate nel fare la spesa, nell’entrare e nell’uscire dai vari negozietti del centro commerciale, con un atteggiamento produttivo. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Sembrano tutti in preda ad una forma di autismo collettivo: le persone infatti, attraversano il centro entrando per la scala mobile e riuscendone continuamente.&lt;br /&gt;Sembrerebbe un video gioco dove le persone sono sempre le stesse che entrano e che escono, invece sono persone diverse ma che compiono tutte gli stessi gesti.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;E’ come se fosse stato azionato un motore invisibile che ci spinge all’acquisto, tanto che ormai si è diffuso un nuovo problema psicologico quello dettato&amp;nbsp; dalla pulsione allo “shopping compulsivo”. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Gli oggetti hanno acquistato infatti, gradualmente, ma inesorabilmente, un posto importante nella vita della persone.&amp;nbsp; Un posto sempre più centrale. &lt;br /&gt;E’ diventato molto più breve invece il tasso di saturazione del desiderio.&lt;br /&gt;Vedo un oggetto, lo desidero, lo acquisto, e dopo poco, non ricordo più neanche perchè lo desideravo.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;E’ vero i tempi stanno cambiando. Ci troviamo in tempo di crisi. &lt;br /&gt;Quindi a volte, l’equazione si interrompe prima e diventa: vedo un oggetto, lo desidero e vorrei acquistarlo ma non posso farlo e mi sento frustrato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque a partire dalla ormai lontana rivoluzione industriale gli oggetti prodotti in serie sono diventati tanti, sempre più belli, sempre più necessari, sempre più desiderabili.&lt;br /&gt;Il mancato possesso di oggetti oltre che far provare invidia e gelosia sociale, determina un senso di alienazione individuale. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Basta pensare agli smartphones, ai tablets, oggetti senza i quali sembra a molti quasi di non fare parte della collettività (e in un certo senso è così se parliamo di collettività “virtuale”).&lt;br /&gt;Penso che questo impulso innestato gradualmente nel sistema con la produzione di massa di oggetti sempre più evoluti,&amp;nbsp; più estetici,&amp;nbsp; più al nostro “apparente” servizio, ci abbia resi dipendenti dal possedere&amp;nbsp; molti oggetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi interessa fare una valutazione moralistica. Non credo sia utile dire cosa sia bene e cosa sia male. Ognuno di noi ovviamente fa le sue valutazioni.&lt;br /&gt;Siamo cresciuti in un sistema economico in espansione da un punto di vista produttivo.&lt;br /&gt;E ora che si è invertita la rotta e che molte persone sentono che non gli è più possibile non solo fare acquisti superflui, ma anche quelli più basilari, sta cambiando proprio la cornice mentale di riferimento. &lt;br /&gt;E questo provoca oltre che ansia e senso di privazione, anche disorientamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci troviamo in un sistema “paradossale”: se non riusciamo ad acquistare stiamo male perché abbiamo meno beni di quelli che vorremmo; se le persone non acquistano la società produce meno beni; con la diminuzione di produzione e vendita di beni diminuisce la&amp;nbsp; “ricchezza” complessiva, la gente perde il lavoro e non può acquistare nuovi beni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D’altro canto questo è un sistema di riferimento “chiuso” che, proprio perché tale, non trova al suo interno vie di uscita.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;E’ un sistema che non vede ad esempio che la continua produzione di nuovi beni/oggetti determina un accumulo di rifiuti di impossibile smaltimento, l’inquinamento dell’aria, dell’acqua, dei fiumi, che è la cornice allargata all’interno del quale sta il nostro sistema chiuso. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;E se viene messo in pericolo l’ambiente di vita del sistema, anche qui, gradualmente ma inesorabilmente, viene minata la reperibilità dei beni di primaria necessità, come ad esempio l’&lt;b&gt;acqua&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Si tratta di cerchi concentrici. &lt;br /&gt;Non credo che un cerchio possa o debba escludere l’altro.&lt;br /&gt;I beni (per quanto il nome sia fuorviante) non sono di&amp;nbsp; per sé né negativi, né positivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la quantità di produzione che si realizza, le modalità in cui i beni vengono prodotti, il loro smaltimento, le “qualità” che vengono attribuite al bene con la pubblicità e che concorrono a formare l’identità dell’individuo se posseduto, devono essere pensate nel loro insieme e non in modo frammentato e autoreferenziale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma: quali oggetti e servizi produrre? Come produrli e in che condizioni? Con quale smaltimento? Cosa significa possedere certi oggetti, ossia che messaggi vengono mandati&amp;nbsp; con la pubblicità?&lt;br /&gt;Si può produrre meno o produrre in modo diverso, diventando forse tutti un po’ meno ricchi di “oggetti”? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi viene in mente che la crisi economica che stiamo attraversando ora,&amp;nbsp; all’uscita dal secondo dopoguerra, avrebbe portato comunque preoccupazione, stress e tensione, ma l’economia era ancora diversa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli oggetti non erano ancora diventati così desiderabili. O forse c’era in ogni persona ancora vivo il desiderio di un cambiamento, che non necessariamente era un mondo pieno&amp;nbsp; di oggetti. Gli oggetti potevano ancora essere immaginati per facilitare la quotidianità, per aiutare l’uomo a vivere meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse è un po’ retorico e chissà quali erano i reali pensieri di questo ricordo che è frutto di un racconto che è arrivato a me. Ogni tanto però mi viene in mente e sento che è una “vera” storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ la storia di una donna del dopoguerra, Elisabetta (&lt;b&gt;Betta&lt;/b&gt;), che lavorava nel negozio alimentari di famiglia. Aveva quattro figli e il marito senza un braccio, perché era invalido di guerra.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La situazione del negozio rendeva la famiglia un po’ più agiata rispetto a quella degli abitanti del paese dove vivevano.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Betta, da piccola, aveva conosciuto una grande povertà e non l’aveva dimenticata. Per questo la sera quando cucinava, metteva sempre dosi sempre maggiori, di pasta, di polenta, di uova…. perché era sempre possibile che qualcuno, tornando a casa e, non avendo da mangiare per la cena, bussasse alla loro porta.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Betta sapeva anche i nomi di alcuni di loro che sicuramente avrebbero bussato e non poteva immaginare di lasciarli fuori con la loro fame.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;Ecco, personalmente, vorrei saper provare ancora qualche desiderio come questo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Silvia.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/feeds/5293200323720722618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/10/gli-oggetti-del-desiderio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/5293200323720722618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/5293200323720722618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/10/gli-oggetti-del-desiderio.html' title='Gli oggetti del desiderio'/><author><name>Sandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14368102540121927091</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrarMCdiz8K_qIOfe77mElvMQzAyhoTcWtFyWl6N5ALfzJJ0-dh-3BShHhJCNUQtd1-0ZaAOH88WUmPG2Vmk3O7jH0k7kEnkpvESqaquwyt4lY_MyDj2I-kk2li22aew/s220/sandro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj03EQ-VOhd6Rmb9No2PwK4TIlCYt9N2tKwLuwvjOZ5EHXNR68CWAwu8QFOs7IQUkQbNGIgqoWp9iiZZvAb8TdKgBW6UaU8xAyeRrNedRSy0juvj-yNm1TNJ4qKT8AIOWcgOZEg70If27uT/s72-c/_CSC0538+(FILEminimizer).jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4495691272594424402.post-878594207370933859</id><published>2013-10-10T20:45:00.001+02:00</published><updated>2013-10-10T20:45:28.093+02:00</updated><title type='text'>La Margherita di Adele</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi50V9WINQHMBm9h6I6w5rnjX21OcwHyIfKX2V7TKm29U203QWYseUzkFM7-xKzX0pDJJt1i4EZDKeJ2O6hJmW0ZBoiOZwe-SL_xxMoDPPmOMQ9P3HM3PZAT8DnwRdK8b9GVJtu5whpzHuH/s1600/Locandina-MARGHERITA+DI+ADELE_20131018.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;640&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi50V9WINQHMBm9h6I6w5rnjX21OcwHyIfKX2V7TKm29U203QWYseUzkFM7-xKzX0pDJJt1i4EZDKeJ2O6hJmW0ZBoiOZwe-SL_xxMoDPPmOMQ9P3HM3PZAT8DnwRdK8b9GVJtu5whpzHuH/s640/Locandina-MARGHERITA+DI+ADELE_20131018.jpg&quot; width=&quot;452&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/feeds/878594207370933859/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/10/la-margherita-di-adele.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/878594207370933859'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/878594207370933859'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/10/la-margherita-di-adele.html' title='La Margherita di Adele'/><author><name>Sandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14368102540121927091</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrarMCdiz8K_qIOfe77mElvMQzAyhoTcWtFyWl6N5ALfzJJ0-dh-3BShHhJCNUQtd1-0ZaAOH88WUmPG2Vmk3O7jH0k7kEnkpvESqaquwyt4lY_MyDj2I-kk2li22aew/s220/sandro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi50V9WINQHMBm9h6I6w5rnjX21OcwHyIfKX2V7TKm29U203QWYseUzkFM7-xKzX0pDJJt1i4EZDKeJ2O6hJmW0ZBoiOZwe-SL_xxMoDPPmOMQ9P3HM3PZAT8DnwRdK8b9GVJtu5whpzHuH/s72-c/Locandina-MARGHERITA+DI+ADELE_20131018.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4495691272594424402.post-8218734521459060402</id><published>2013-10-06T18:04:00.002+02:00</published><updated>2013-10-06T18:20:54.162+02:00</updated><title type='text'>Il bilancio del pareggio (di bilancio).</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiHSDxUJ98wofh5Nc3OkNV7BCWRTijOfS5KilUeg9MmRs7W8eh96SUJzzzx0WCvbpyoB6vfOjABWKXwbWO6QZ3OMffiDQ087R29YJQRsjkE85ZITdeTj8yjI3tJMk69lRIJJT8VInWKwi-4/s1600/trinita-0695+(FILEminimizer).jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;212&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiHSDxUJ98wofh5Nc3OkNV7BCWRTijOfS5KilUeg9MmRs7W8eh96SUJzzzx0WCvbpyoB6vfOjABWKXwbWO6QZ3OMffiDQ087R29YJQRsjkE85ZITdeTj8yjI3tJMk69lRIJJT8VInWKwi-4/s320/trinita-0695+(FILEminimizer).jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Come tutti sappiamo, l&#39;Europa ha recentemente imposto agli Stati membri il raggiungimento del Pareggio di Bilancio e l&#39;Italia ha recepito questo vincolo (esterno) in maniera molto forte adottando una norma di rango, addirittura, costituzionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è una fonte ufficiale:&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://leg16.camera.it/465?area=1&amp;amp;tema=496&amp;amp;Il+pareggio+di+bilancio+in+Costituzione&quot;&gt;http://leg16.camera.it/465?area=1&amp;amp;tema=496&amp;amp;Il+pareggio+di+bilancio+in+Costituzione&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per capire come funziona e cosa implica l&#39;adozione della politica del Pareggio di Bilancio dobbiamo prima di tutto cercare di capire che cos&#39;è il Bilancio dello Stato almeno per i suoi elementi essenziali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Bilancio (B) dello Stato può essere rappresentato nel modo seguente:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;B = T - S - I&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dove&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;T&lt;/b&gt; sono le entrate fiscali (le tasse)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;S&lt;/b&gt; è la spesa pubblica cioè tutto quello che lo Stato centrale e le Pubbliche amministrazioni spendono per il proprio funzionamento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Per semplicità includiamo nella spesa S anche gli investimenti (pubblici).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;I &lt;/b&gt;è la spesa per interessi sui titoli del Debito Pubblico già collocati (il cosiddetto &quot;servizio del debito&quot; che, in Italia, ha raggiunto la incredibile cifra di quasi &lt;b&gt;90&lt;/b&gt; miliardi di euro all&#39;anno).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora introduciamo la grandezza &lt;b&gt;P&lt;/b&gt; che misura il &lt;b&gt;PIL &lt;/b&gt;(Prodotto Interno Lordo) e cioè il reddito complessivo che tutto il sistema-Paese produce in un anno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Possiamo ricondurre al PIL tutte le grandezze che compongono il bilancio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ad esempio possiamo esprimere le entrate fiscali T come una percentuale (p) del PIL:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;T = pP&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e diciamo che la percentuale p rappresenta la &quot;pressione fiscale&quot; cioè la quota della ricchezza prodotta ogni anno da tutto il Paese che viene &quot;sottratta&quot; dallo Stato per coprire i suoi costi di funzionamento e pagare gli interessi ai propri creditori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La spesa per interessi è esprimibile come una percentuale &lt;b&gt;d&lt;/b&gt; del Debito Pubblico cioè:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;I = dD&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dove il coefficiente &lt;b&gt;d&lt;/b&gt; rappresenta il &lt;i&gt;tasso di interesse medio&lt;/i&gt; dell&#39;intero stock di debito accumulato negli anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più è alto l&#39;ammontare totale del debito D e più è alto il tasso di interesse medio (d), maggiore sarà la spesa annuale per interessi e quindi maggiore la quota delle entrate fiscali che deve essere destinata al pagamento degli interessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Introduciamo ora il &lt;i&gt;famoso &lt;/i&gt;rapporto &lt;b&gt;Debito/PIL&lt;/b&gt; (rapporto che, per l&#39;Italia, ha raggiunto e superato la quota del &lt;b&gt;127%&lt;/b&gt;) e lo indichiamo con la lettera &lt;b&gt;&#39;e&#39;&lt;/b&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;e = D/P&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da cui:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;D = eP&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e quindi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;I = deP&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con queste &lt;i&gt;banali &lt;/i&gt;trasformazioni riscriviamo ora l&#39;equazione del Bilancio:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;B = pP - S - deP = (p - de)P - S&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E imponendo il vincolo del Pareggio di Bilancio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;B &amp;gt;= 0&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;otteniamo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;S &amp;lt;= (p - de)P&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Una semplicissima equazione che esprime in modo evidente un concetto altrettanto semplice:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;imporre il pareggio di Bilancio equivale ad imporre un &lt;u&gt;limite superiore&lt;/u&gt; alla Spesa Pubblica rispetto al PIL in determinate condizioni di indebitamento (e), tassi di interesse (d) e pressione fiscale (p).&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, se crolla il PIL anche per motivi esogeni - e il PIL, dal 2008 ad oggi, &lt;u&gt;è crollat&lt;/u&gt;o a causa del terremoto finanziario scoppiato negli USA e poi trasferito in Europa - &lt;u&gt;deve&lt;/u&gt; necessariamente crollare anche la Spesa Pubblica per poter mantenere il bilancio in pareggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il PIL crolla e vuoi mantenere il vincolo del pareggio di bilancio e vuoi cercare di mantere (anche) gli stessi livelli di spesa (e cioè lo stesso livello di servizi e investimenti pubblici) puoi provare a lavorare sul coefficiente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;( p - de ) &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per cercare compensare la &lt;i&gt;diminuzione&lt;/i&gt; di P.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vediamo se è possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per aumentare il valore del coefficiente lo Stato può fare queste tre cose:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A) &lt;i&gt;aumentare &lt;/i&gt;la pressione fiscale (p)&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;oppure&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;B) &lt;i&gt;ridurre &lt;/i&gt;il rapporto debito/pil (e)&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;oppure&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;C) &lt;i&gt;ridurre &lt;/i&gt;i tassi di interesse (d) sui propri titoli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;Ma, purtroppo, &lt;u&gt;nessuna&lt;/u&gt; delle tre opzioni è oggi praticabile perchè:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A) La pressione fiscale è già ai massimi storici e si può solo guadagnare qualche altra frazione di punto comunque incidendo negativamente sul PIL a causa della conseguente riduzione dei consumi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;B) Il rapporto debito/pil è un dato strutturale di lungo periodo che non si può aggredire nel breve termine a meno di non iniziare a svendere il patrimonio dello Stato a tappe forzate, liquidare gli assets strategici e, con il ricavato, estinguere porzioni rilevanti dello stok di debito (lo puoi fare, ma ci vuole tempo e comunque ti privi per sempre di pezzi importanti di patrimonio e del reddito che questi &quot;pezzi di patrimonio&quot; potrebbero generare se correttamente valorizzati)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C) Il tasso medio di interesse sul debito pubblico è - da tempo - una variabile completamente esogena e totalmente fuori dal controllo dello Stato il suo valore essendo fissato esclusivamente dalla dinamica dei cosiddetti &quot;mercati&quot; finanziari (in Italia è così dal 1981 da quando, cioè, si è consumato il cosiddetto &quot;divorzio&quot; tra Tesoro e Bankitalia e quest&#39;ultima ha smesso definitivamente di acquistare titoli di stato sul mercato primario e quindi ha smesso di &lt;u&gt;calmierare&lt;/u&gt; i tassi di interesse che, da allora, vengono stabiliti solo dai privati investitori)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Quindi non possiamo fare &lt;u&gt;nulla&lt;/u&gt;:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;per rispettare il &quot;patto d&#39;acciaio&quot; del Pareggio di Bilancio - come ci impone l&#39;Europa del vincolo esterno - quando crolla il PIL noi dobbiamo far crollare anche la Spesa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;Ma a questo punto a me viene una domanda, e forse viene anche a voi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Ha senso imporre il pareggio di bilancio in una congiuntura economica che sta provocando il crollo verticale della ricchezza prodotta dalla Nazione ?&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Non dovremmo, invece, adottare una politica diametralmente OPPOSTA proprio per contrastare il ciclo e sperare di invertire la tendenza ?&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cioè, non dovremmo contrastare il crollo del PIL con &lt;i&gt;maggiore &lt;/i&gt;Spesa e &lt;i&gt;maggiori&lt;/i&gt; Investimenti (anche a deficit !) e tenere alto il livello dei consumi interni e quindi la produzione industriale e l&#39;occupazione ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non lo so, io non sono un economista di professione ma solo uno che cerca di capire con la sua testa mettendo assieme le informazioni che sono alla sua portata ... ma ...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;a me il Pareggio di Bilancio, in piena crisi economica, sembra pura FOLLIA e mi chiedo &lt;u&gt;a chi&lt;/u&gt; convenga veramente e &lt;i&gt;&lt;b&gt;perchè&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; prima di adottare supinamente una politica così restrittiva e suicida, non è stato promosso - nel Paese - un confronto democratico a tutti i livelli possibili.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Sandro.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/feeds/8218734521459060402/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/10/il-bilancio-del-pareggio-di-bilancio.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/8218734521459060402'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/8218734521459060402'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/10/il-bilancio-del-pareggio-di-bilancio.html' title='Il bilancio del pareggio (di bilancio).'/><author><name>Sandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14368102540121927091</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrarMCdiz8K_qIOfe77mElvMQzAyhoTcWtFyWl6N5ALfzJJ0-dh-3BShHhJCNUQtd1-0ZaAOH88WUmPG2Vmk3O7jH0k7kEnkpvESqaquwyt4lY_MyDj2I-kk2li22aew/s220/sandro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiHSDxUJ98wofh5Nc3OkNV7BCWRTijOfS5KilUeg9MmRs7W8eh96SUJzzzx0WCvbpyoB6vfOjABWKXwbWO6QZ3OMffiDQ087R29YJQRsjkE85ZITdeTj8yjI3tJMk69lRIJJT8VInWKwi-4/s72-c/trinita-0695+(FILEminimizer).jpg" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4495691272594424402.post-8255980546560080774</id><published>2013-10-04T16:07:00.002+02:00</published><updated>2013-10-05T02:40:29.140+02:00</updated><title type='text'>Analogie e differenze...</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjZhBu8OMTOKlxA8kGEn1ZgQBP5B5B0LnI1k4xjdvTe8IRy-L-qKLnlLwjTCWUI2ill3RJPCU47X4JiInWy-7UDNEUlR2FOI2BPn4ms94Y6imzeZUiqfCdPZMqOOBgrIPCl4DiMjp8gzqrm/s1600/emigrati-italiani.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjZhBu8OMTOKlxA8kGEn1ZgQBP5B5B0LnI1k4xjdvTe8IRy-L-qKLnlLwjTCWUI2ill3RJPCU47X4JiInWy-7UDNEUlR2FOI2BPn4ms94Y6imzeZUiqfCdPZMqOOBgrIPCl4DiMjp8gzqrm/s320/emigrati-italiani.jpg&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;Ecco, un&#39;altra tragedia si è abbattuta poco lontano dalle nostre case. I &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.giornalettismo.com/archives/1142317/naufragio-lampedusa-migranti-morti-lampedusa/&quot; style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;morti di Lampedusa&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&amp;nbsp;sono di fronte &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.lastampa.it/2013/10/03/italia/cronache/barcone-naufraga-a-lampedusa-almeno-dieci-migranti-morti-RcHuWJTslKzG8s8b3OjcPO/pagina.html&quot; style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;a noi&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;, di fronte alle nostre coscienze. Abbiamo tante volte scritto in questo blog che così non può andare avanti, che il mondo sta scoppiando, che le disuguaglianze non possono andare oltre un limite.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;L&#39;immagine nel post è quella degli emigrati in Italia all&#39;inizio del &#39;900. Quelli erano i nostri bis-bis-nonni.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Cosa si vede in quella foto ? Si vede&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&amp;nbsp;tanta povera gente accatastata, che viaggiava in terza classe in quelle navi enormi che solcavano l&#39;Atlantico, &amp;nbsp;che cercava un futuro nell&#39;altra parte del mondo. Gente che lasciava casa, amicizie, storia, parenti, beni, sapori,...per avere un futuro. &amp;nbsp;Per sperare di avere un futuro.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;E quegli essere umani sono stati accettati in quel nuovo mondo, sicuramente subendo umiliazioni. Se si visita Ellis Island, a New York, se ne ha una immediata percezione, di quelle umiliazioni. Tuttavia sono arrivati, sono stati accolti e molti, moltissimi, forse tutti quelli che sono arrivati hanno avuto un futuro.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;Ci sono analogie e parecchie differenze, tra quella situazione e quella di oggi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;Prima fuggivano gli italiani, gli irlandesi, i poveri greci, adesso fuggono i popoli del Nord Africa per arrivare in Europa. Poverissimi che non hanno lavoro, dove l&#39;acqua scarseggia, dove i bambini &amp;nbsp;ancora muoiono per malattie da noi oramai scomparse da anni...&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;Queste povere persone preferiscono partire dai loro villaggi, attraversare il deserto, soffrire e morire, durante il viaggio. Soffrire e morire per gli stenti, accatastati in 500 su barconi che potrebbero portarne 15. Peggio, mille volte peggio di quanto accadeva 100 anni fa ! Uomini, donne, anziani, bambini. Fuggiti con la speranza di trovare dei Paesi amici che potessero dar loro un futuro. E invece muoiono. Annegati.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;E noi, adesso ? Una settimana, un mese di cordoglio. Lutto nazionale. E poi si ricomincia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;Analogie e differenze...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;Chissà, forse oggi Primo Levi scriverebbe una nuova versione della sua meravigliosa poesia che è l&#39;incipit del suo libro &quot;Se Questo è un Uomo&quot;. Perchè quella poesia è la rappresentazione della crudeltà umana che si rigenera sempre, come la zizzania nel campo di grano, ogni volta assumendo forme diverse, ma mantenendo se stessa. E senza che gli uomini possano mai imparare dagli errori del passato, per dare una nuova direzione al loro futuro. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjTnwAH5Vl6cIMjQR9slLsEFQe0M-Jp-40E4jMcEBgPZZD1WjQBr-XtlWFp0uEs-Y9K-ItWswHlMNkuZKlMFxuIasaiKXQc0KKrtBfhapPr7lRPWqq_VvyMcEiq26JIyhroxkozdgX8DbcN/s1600/mille_profughi_su_cinque_barconi_soccorsi_nel_canale_di_sicilia-0-0-373828.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;197&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjTnwAH5Vl6cIMjQR9slLsEFQe0M-Jp-40E4jMcEBgPZZD1WjQBr-XtlWFp0uEs-Y9K-ItWswHlMNkuZKlMFxuIasaiKXQc0KKrtBfhapPr7lRPWqq_VvyMcEiq26JIyhroxkozdgX8DbcN/s320/mille_profughi_su_cinque_barconi_soccorsi_nel_canale_di_sicilia-0-0-373828.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;background-color: white; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: transparent; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;Noi che viviamo sicuri&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: transparent; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;nelle nostre tiepide case,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: transparent; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;noi che troviamo tornando a sera&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: transparent; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;il cibo caldo e visi amici:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: transparent; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;Consideriamo se questo è un uomo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;che naviga con altri mille in un mare in tempesta&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;che non conosce pace&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;che lotta per mezzo pane&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;che muore per un po&#39; d’acqua.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;Consideriamo se questa è una donna,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;senza forza e senza più nome&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;senza più voglia di ricordare&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;vuoti gli occhi e freddo il grembo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;come una rana d&#39;inverno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;Meditate che questo è accaduto adesso&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;e questo accadrà ancora:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;comandiamoci queste parole.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;Scolpiamole nel nostro cuore&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;stando in casa e andando per via,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;coricandoci, alzandoci.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;Ripetiamolo ai nostri figli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;O ci si rompa la casa,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;la malattia ci impedisca,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;i nostri nati torcano il viso da noi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/feeds/8255980546560080774/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/10/analogie-e-differenze.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/8255980546560080774'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/8255980546560080774'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/10/analogie-e-differenze.html' title='Analogie e differenze...'/><author><name>carlo cacciamani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02677427465843453800</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiyQiWXbjtWmiLM-DLwq6aUtq-6uef2zR32migrtQg-3zH-EEb7R-iSAYk31yKcrz87mtXPxx1uACm4I_ki4WspboQtv1ZANAWIg8IT-Zyp8Jb6A41Ar3AEV2cgQTpmbmU/s220/IMG_20171225_073122.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjZhBu8OMTOKlxA8kGEn1ZgQBP5B5B0LnI1k4xjdvTe8IRy-L-qKLnlLwjTCWUI2ill3RJPCU47X4JiInWy-7UDNEUlR2FOI2BPn4ms94Y6imzeZUiqfCdPZMqOOBgrIPCl4DiMjp8gzqrm/s72-c/emigrati-italiani.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4495691272594424402.post-2344783141149945268</id><published>2013-09-22T11:22:00.003+02:00</published><updated>2013-09-22T11:54:12.143+02:00</updated><title type='text'>Conoscenza e Libertà, e il futuro dimenticato...</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;h2 style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://fbcdn-sphotos-c-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/p480x480/1240497_10201311952673076_1028283551_n.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;Foto: BAMBINI SUL PANARO PER ANDARE A SCUOLA

Questa foto, famosa nel mondo, ci ricorda di quando fino a pochi anni fa i bambini di Guiglia erano costretti tutti i giorni ad attraversare il fiume Panaro appesi ad un cavo tramite delle semplici carrucole.

La foto, del 1959, evidenzia quanto il tempo abbia mutato profondamente la nostra capacità di ricordare il passato allontanandolo psicologicamente molto più del reale dai nostri giorni.

La voglio condividere oggi per ricordare ai nostri ragazzi, che stanno per iniziare le scuole, che la frequenza scolastica obbligatoria è una conquista recente e la più importante tra quelle fatte dalle democrazie moderne.

E per ricordare a loro che andare a scuola vale la pena di fare molti sacrifici e che alla fine del percorso il premio non è l&#39; iPhone, la playstation o la bici a ruota fissa ... ma la libertà di poter pensare con la propria testa&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;292&quot; src=&quot;https://fbcdn-sphotos-c-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/p480x480/1240497_10201311952673076_1028283551_n.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ho visto di recente pubblicata su un social network (la foto è stata &lt;i&gt;postata&lt;/i&gt;&amp;nbsp;dal Sig. Ermes Spadoni) una foto che a me sembra bellissima. E&#39; una foto di parecchi anni fa, siamo attorno alla fine degli anni &#39;50, e mostra dei bambini appesi ad una fune e trascinati da una carrucola che li trasborda da una parte all&#39;altra del fiume Panaro, in Emilia-Romagna. La ripropongo in questo post perché la trovo, oltre che bella, anche parecchio istruttiva.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Quella fune univa quei bambini alla loro scuola. Si potrebbe dire, usando una&amp;nbsp;metafora, che li traghettava verso la conoscenza. Quella conoscenza che aiuta a divenire liberi, perché la persona che sa è più difficile che sia sfruttata o addirittura schiavizzata, differentemente da quella che ignora. Ad esempio i suoi diritti...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Sicuramente per uno come me che in quegli anni aveva l&#39;età di quei bambini o poco meno, quella foto procura anche &amp;nbsp;un gran senso di nostalgia, e non perchè io usassi andare a scuola con quei mezzi (anche se mi sarebbe piaciuto, non c&#39;è alcun dubbio !). Ma forse il sentimento giusto non è solo nostalgia, ma certamente anche il rammarico per quella gioventù perduta che, a più di cinquant&#39;anni, ritorna solo nei ricordi. Sicuramente dolci ricordi, visto la memoria spesso mette fuori fuoco, sfuma, anche i momenti difficili che in quegli anni abbiamo sicuramente vissuto. Però la nostalgia e il rammarico non sono le uniche sensazioni che ho provato, nel vedere quella foto. Non mi sarei messo a scrivere una nota solo per manifestare una nostalgia, che può certo rimanere ben collocata nelle sfere del mio...privato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;C&#39;è di più, infatti. E questo di più è inevitabilmente&amp;nbsp;&lt;i&gt;pubblico&lt;/i&gt;&amp;nbsp;e sento quindi la necessità di condividerlo, con i nostri venticinque lettori di Piazzaverdi (chiedo umilmente scusa per la citazione manzoniana).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Mi sono infatti chiesto quale potesse essere la spinta che induceva quei bambini a correre quel rischio, per &amp;nbsp;andare a scuola. Sicuramente era senso del dovere imposto dai genitori, non ritengo fosse innato vista l&#39;età (ma non si può neanche esserne certi...), ai quali in quegli anni spesso si obbediva senza troppe discussioni. E quei genitori, in quegli anni, dovevano avere certamente un gran rispetto per le istituzioni se ritenevano importante far trascinare da una carrucola sopra un fiume i figli a scuola, facendo loro rischiare dei danni seri. Probabilmente che quello fosse un dovere importante non era cosa neanche da mettere in discussione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;A meno che, ma non credo, non fossero tutti così pazzi da mettere a rischio la vita dei loro figli per far loro imparare le tabelline o un po&#39; di storia. Si, parlo di rischio della vita, perché cadere in acqua, magari gelida (la foto ci mostra dei bimbi con i cappotti addosso) avrebbe anche potuto significare morte sicura.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ma allora, perché far correre quel rischio ? Non sarebbe stato meglio tenerli a casa, magari anche solo nelle giornate più fredde ? Sinceramente, chiediamoci, chi di noi oggi avrebbe consigliato ad un proprio figlio di attaccarsi ad una carrucola poggiata su una fune per attraversare un fiume, d&#39;inverno, per andare a scuola ?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Non c&#39;è dubbio: oggi quell&#39;immagine &amp;nbsp;appare &amp;nbsp;surreale, sembra finta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ma la stranezza non è connessa solo al mezzo di trasporto o all&#39;incuria del rischio. Ho il timore che l&#39;attuale sensazione di &amp;nbsp;incredulità nasca anche dal ritenere che quei valori che una volta guidavano le scelte, spesso difficili, di quei padri e di quelle madri, siano oggi divenuti &lt;i&gt;merce&lt;/i&gt; cui si possa fare a meno. Sto parlando del senso del dovere, dell&#39; importanza da dare alla conoscenza, al rispetto per gli insegnanti, al rispetto per le istituzioni. Oggi parlare di questi valori sembra quasi, per l&#39;appunto, surreale... &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Oggi che quella fune sarà stata sostituita sicuramente da un ponte, c&#39;è &amp;nbsp;la consapevolezza che lo studio, la fatica, il rischio personale per ottenere un fine alto, &amp;nbsp;possano ancora servire in questa società ? Dove l&#39;affermazione sociale molti ritengono possa essere ottenuta solo grazie ai soldi, alla facile scorciatoia della &lt;i&gt;presenza&lt;/i&gt;&amp;nbsp;fisica, dove l&#39;arte della mediazione infinita annulla ogni credo politico ? Dove il valore e il rispetto per la cultura, per la conoscenza, sono divenuti inutili orpelli per troppa gente ? E non mi si dica che coltivare questi valori non sia cosa che ci si possa più permettere, visti i tempi grami di oggi: &amp;nbsp;perché&amp;nbsp;allora cosa avrebbero dovuto dire i nostri nonni e bisnonni, usciti poverissimi e distrutti da una guerra terrificante ? Per loro magari tirare su quattro soldi per vivere poteva anche essere anche più importante che mandare i figli a scuola. Però ce li mandavano lo stesso, a scuola, e pure attaccati ad una fune, sembra...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Sono sinceramente scettico che ci potrebbero oggi essere dei genitori che accetterebbero quel rischio, imponendo ai figli di andare a scuola attaccati a un filo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Però la conoscenza rende liberi, e se questo è vero allora è anche altrettanto vero che qualche pensiero &lt;i&gt;unico&lt;/i&gt;&amp;nbsp;ha attentato alla nostra libertà, indebolendo quei valori che ora appaiono inutili, che non servono per avere successo nella vita. Questo pensiero &lt;i&gt;unico&lt;/i&gt; che ha demolito in questi ultimi trenta anni di malefica era berlusconiana l&#39;importanza del conoscere, l&#39;importanza della scuola, del sapere, dell&#39;essere curiosi. Al contrario ha riempito i nostri cervelli di messaggi pubblicitari&amp;nbsp;ebeti, diretti e indiretti dai quali si evinceva che altri erano i valori importanti per raggiungere una qualche posizione nella società. La necessità di &amp;nbsp;comprare e di vendere prima di tutto, la cultura della presenza fisica, del farsi strada nella vita con la furbizia e con l&#39;unico scopo di &lt;i&gt;fare i soldi&lt;/i&gt;&amp;nbsp;facilmente, usando tutte le scorciatoie. Perché&amp;nbsp;con i soldi si compra tutto, non solo i beni materiali, ma anche il consenso, talvolta l&#39;anima delle persone.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Valori diametralmente opposti a quelli che ti fanno crescere dentro lo studio e la conoscenza. Lo studio della Storia e delle Lettere, fondamentali per capire le nostre origini, la nostra lingua, e quello delle Scienza per farci capire come funziona la Natura attorno a noi. Tutte cose che, detta semplice, non procurano soldi almeno nel breve termine, o successo. Ma solo ricchezza spirituale, della quale se ne sente sempre meno il bisogno, pare. Ricordo ancora la gioia reale che provavo quando studiavo Fisica, all&#39;Università. E quando capivo una cosa. Ricordo ancora il grado di eccitazione intellettuale che la cosa mi procurava. Stavo capendo un pezzo di funzionamento del mondo. E ne parlavamo assieme, tra amici,&amp;nbsp;durante le code alla mensa, la sera tornando a casa. Non era meraviglioso ? C&#39;è ancora tutto ciò ?&amp;nbsp;Io credo che ci sia, ma è massacrato da altro: dalla paura che non serva, per farsi strada nella vita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ma appunto la conoscenza non procura solo gioia reale, la conoscenza procura la necessità di credere nella libertà e alimenta la consapevolezza dei nostri diritti. Troppo spesso calpestati senza che ci sia una reazione,&amp;nbsp;neanche minima. Ma come potrebbe esserci una reazione se è scomparsa la consapevolezza che quei valori sono invece&amp;nbsp;fondamentali, e se conta di più l&#39;ennesima vacanza &lt;i&gt;mordi e fuggi&lt;/i&gt;&amp;nbsp;nell&#39;isola greca, piuttosto che lo studio faticoso di un libro di storia o o di fisica ? Che futuro si può pretendere di avere se non c&#39;è più la consapevolezza che pretendere un futuro, per noi e soprattutto per i nostri figli, sia un diritto inalienabile ? Già, il futuro, questo dimenticato, perché&amp;nbsp;la cultura dell&#39;avere ha solo il presente come obiettivo: stare bene oggi e avere la pancia piena, e un grande&amp;nbsp;conto in banca. Domani si vedrà, ci si arrangerà.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Continuare ad alimentare questi falsi valori sta producendo la catastrofe che sta di fronte a noi. Parlo a pieno titolo di &lt;i&gt;catastrofe&lt;/i&gt; perché giudico proprio catastrofica questa odiosa timidezza che vedo sempre più in giro e che ci frena dall&#39;&lt;i&gt;arrabbiarci&lt;/i&gt;&amp;nbsp;contro questa società mercificata e che ci&amp;nbsp;umilia come esseri umani. Ad esempio lasciando a piedi &amp;nbsp;i bravi&amp;nbsp;e facendo invece emergere gli asini.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Se qualcuno si ricorda quel bellissimo film di Peter Weir, l&#39;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=pBoAYj2OPqU&quot;&gt;Attimo Fuggente&lt;/a&gt;, temo che oggi pochi saprebbero alzarsi di notte, fuggire da ogni controllo nella notte, per andare a leggere in una grotta delle poesie. Oppure ancor meno saprebbero alzarsi in piedi sopra un banco e gridare &quot;o capitano, mio capitano&quot;, come fa il biondo ragazzo nell&#39;ultima scena del film, quando&amp;nbsp;manifesta con quel suo grido non solo il senso di vicinanza al professore che l&#39;ha liberato dal suo grave senso di inferiorità, ma anche la sua ferrea volontà di manifestare la propria libertà, sempre, e comunque, anche correndo il rischio di venire espulso dal collegio. Oggi c&#39;è ancora qualcuno in grado di rischiare qualcosa di se stesso per far valere un&#39;idea, oppure siamo al solito guidati da quel dannato calcolo del rapporto costo/beneficio che ha annullato le nostre coscienze ?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Riprendiamoci&amp;nbsp;&lt;i&gt;il futuro&lt;/i&gt;&amp;nbsp;cari i miei venticinque lettori. Non è dimenticato, è solo invisibile perché è nascosto e&amp;nbsp;rimasto incastrato al&#39;interno di quell&#39;odiosa ragnatela&amp;nbsp;di sovrastrutture mentali prodotte&amp;nbsp;dall&#39;&amp;nbsp;eccessiva timidezza, dal&amp;nbsp;menefreghismo, dal culto dell&#39;&lt;i&gt;avere &lt;/i&gt;piuttosto che dell&#39;essere, e soprattutto dall&#39;eccessivo rispetto di questi odiosi falsi profeti&amp;nbsp;che ce lo hanno nascosto a colpi di talk show urlati, di &lt;i&gt;grandi fratelli&lt;/i&gt; pieni di poveracci che cercano successo dicendo parolacce e di pubblicità immonda che ci hanno venduto per anni. Ribelliamoci, non abbiamo paura di essere &lt;i&gt;sgradevoli&lt;/i&gt;: il futuro dei nostri figli, almeno quello, è troppo importante per tenerlo nascosto nelle pieghe del perbenismo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Carlo. &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/feeds/2344783141149945268/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/09/conoscenza-e-liberta-e-il-futuro.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/2344783141149945268'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/2344783141149945268'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/09/conoscenza-e-liberta-e-il-futuro.html' title='Conoscenza e Libertà, e il futuro dimenticato...'/><author><name>carlo cacciamani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02677427465843453800</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiyQiWXbjtWmiLM-DLwq6aUtq-6uef2zR32migrtQg-3zH-EEb7R-iSAYk31yKcrz87mtXPxx1uACm4I_ki4WspboQtv1ZANAWIg8IT-Zyp8Jb6A41Ar3AEV2cgQTpmbmU/s220/IMG_20171225_073122.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4495691272594424402.post-3362552121969422095</id><published>2013-08-27T09:24:00.000+02:00</published><updated>2013-08-27T18:56:07.463+02:00</updated><title type='text'>Il secondo principio della termodinamica e la spartizione della...felicità</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjHXFEwE-lepW2dL7JfsEPRtMga7fGeKkCOPxZ3sLLpqoJ61jj1BWgnnCZhsPWoIerhkeH-1ohGg-lIuLowLdPYTRgpFZueMruE5_EOSnbN8mkYyFutO3_0Ci2_AyIwFIU430btOJpllL1o/s1600/DSC_0109-as-Smart-Object-1+(FILEminimizer).jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;265&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjHXFEwE-lepW2dL7JfsEPRtMga7fGeKkCOPxZ3sLLpqoJ61jj1BWgnnCZhsPWoIerhkeH-1ohGg-lIuLowLdPYTRgpFZueMruE5_EOSnbN8mkYyFutO3_0Ci2_AyIwFIU430btOJpllL1o/s400/DSC_0109-as-Smart-Object-1+(FILEminimizer).jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;In matematica una &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Disuguaglianza&quot;&gt;disuguaglianza &lt;/a&gt;è una relazione d&#39;ordine che mette a confronto due entità. Ad esempio se A è un numero e B un altro numero, la disuguaglianza &lt;b&gt;A&amp;lt;B&lt;/b&gt; ( il simbolo &amp;lt; indica &quot;minore di&quot;) indica che il numero A è minore del numero B. &lt;i&gt;Ad&amp;nbsp;esempio: 2 &amp;lt; 3.&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Le leggi della Natura, nel mondo della Fisica (ma non solo), sono espresse quasi sempre da uguaglianze, del tipo &lt;b&gt;A=B&lt;/b&gt;.&amp;nbsp;Ad esempio, il &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Principi_della_dinamica#Secondo_principio_detto_di_proporzionalit.C3.A0_o_di_Newton_o_di_conservazione&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;secondo principio della Dinamica&lt;/a&gt; di Newton, afferma che la forza applicata ad un corpo (la grandezza &lt;b&gt;F&lt;/b&gt;) è UGUALE alla massa (&lt;b&gt;m&lt;/b&gt;) di quel corpo moltiplicata per la sua accelerazione (&lt;b&gt;A&lt;/b&gt;):&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;b&gt;F = m x A&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Sussistono però dei casi particolari in cui alcune leggi molto importanti della Natura sono espresse da &lt;i&gt;disuguaglianze&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Tra tutte il &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Secondo_principio_della_termodinamica&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;secondo principio della Termodinamica&lt;/a&gt; è sicuramente la disuguaglianza più rilevante e sicuramente più nota anche se, duole dirlo, forse la meno compresa, almeno per quanto riguarda i suoi impatti sulla nostra vita.&amp;nbsp;Il secondo principio della Termodinamica ha una importanza del tutto eccezionale, dal momento che stabilisce l&#39;&lt;i&gt;irreversibilità dei processi naturali&lt;/i&gt;. Ci dice essenzialmente che il &quot;tempo&quot; ha una direzione precisa, dal passato verso il futuro. E non si può tornare indietro. La cosa può far stupire, perché che il passato venga prima del futuro e quasi ovvio, per tutti noi. Però le leggi della Fisica (ad esempio la già citata F=Ma) è invariante se si rovescia la freccia del tempo. In sostanza, per molte delle leggi della Natura, il futuro potrebbe venire prima del...passato. E&#39; solo il secondo principio della termodinamica che dice: no, non si può, grazie. Si può solo invecchiare, non ringiovanire. Bella fregatura ! &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Per dirla quindi in altro modo, questo fondamentale principio ci dice che esiste un verso privilegiato nella direzione della &quot;vita&quot; dei Sistemi Naturali. Ed è, purtroppo, il verso che conduce al &quot;degrado&quot; dell&#39;energia e, quindi, della vita stessa dei Sistemi naturali, biologici, vegetali, nonché quelli sociali, che da &quot;ordinati&quot; possono solo divenire meno &quot;ordinati&quot;, o &quot;disordinati&quot;, ed infine morire. Questo se sono &quot;isolati&quot; dal resto dell&#39;ambiente in cui sono collocati. Se non sono &quot;isolati&quot; dal resto dell&#39;ambiente possono anche divenire più &quot;ordinati&quot;, ma a scapito di tutti gli altri con cui interagiscono.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Il livello di &lt;i&gt;disordine &lt;/i&gt;di un sistema fisico si esprime, come noto, attraverso una grandezza che si chiama &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Entropia&quot;&gt;Entropia&lt;/a&gt; (in genere si indica con la lettera S), e la seconda legge della Termodinamica dice che l&#39; Entropia di un Sistema (chiamiamolo sistema A), isolato dal resto dell&#39;ambiente, può solo crescere nel tempo. Quindi, il livello di &quot;disordine&quot; del sistema A, se è isolato, può solo &lt;i&gt;aumentare &lt;/i&gt;e non diminuisce mai spontaneamente. Si tratti di un sistema fisico, di un sistema biologico, sociale, non cambia la legge. Nel seguito faremo alcuni esempi per illustrare questo principio.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Per tornare alla matematica, e alle disuguaglianze, la legge dell&#39;aumento dell&#39;entropia S di quel sistema isolato A si esprime nel modo seguente:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Se indichiamo con &lt;b&gt;Delta(SA)&lt;/b&gt; la variazione di entropia del sistema A tra un istante di tempo 1 e un istante di tempo 2, cioè: &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;b&gt;Delta(SA) = SA(tempo=2) - SA(tempo=1)&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;allora varrà che: &amp;nbsp;&lt;b&gt;Delta(SA) &amp;gt; 0&lt;/b&gt;,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;oppure, che è lo stesso, &amp;nbsp;&lt;b&gt;SA(tempo=2) &amp;gt; SA(tempo=1).&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Il segno della disuguaglianza non può cambiare: l&#39;entropia di un sistema isolato non puo&#39; mai calare, nel tempo. Ci sono delle implicazioni di fondamentale importanza che bisogna analizzare e che discendono da questo principio. Val la pena un attimo di analizzarle.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Se un sistema isolato A è a sua volta composto da un insieme di sottosistemi, ad esempio per semplicità solo da due sottosistemi &amp;nbsp;A1 e A2, allora l&#39;entropia S complessiva del sistema A è pari alla somma delle entropie dei suoi sottosistemi, SA1 e SA2 e varrà che:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;b&gt;Delta(SA) = Delta(SA1) + Delta(SA2) &amp;nbsp; &amp;gt; 0.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;il che significa che se il primo sottosistema A1 ha una Entropia SA1 che cala nel tempo (Delta (SA1)&amp;lt;0), il secondo sottosistema dovrà avere un&#39;Entropia che cresce nel tempo. Per di più, la variazione (positiva) dell&#39;entropia di A2 deve essere maggiore, in valore assoluto, della variazione (negativa) dell&#39;entropia di A1. Questo perché il totale della variazione di entropia dei due sottosistemi A1 e A2 sia comunque positivo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;In sostanza, due sottosistemi che interagiscono tra di loro e che si possono ritenere &quot;isolati&quot; dal resto dell&#39;ambiente, non possono entrambi aumentare il loro livello di &quot;ordine&quot;. Al contrario, se un sottosistema si &quot;ordina&quot;, l&#39;altro, inevitabilmente, si...&quot;disordina&quot;. Sembra uno scioglilingua, e invece è solo la Natura delle cose. E la potenza, verrebbe da dire, la bellezza &quot;mortale&quot;, &amp;nbsp;del secondo principio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Il secondo principio della Termodinamica esprime quindi la &lt;i&gt;disuguaglianza della vita&lt;/i&gt;. C&#39;è una specie di &quot;vaso comunicante&quot;, imposto dalla legge dell&#39;aumento dell&#39;Entropia, che regola questo flusso. L&#39;energia che serve per ordinare uno dei due sistemi è in buona parte prelevata dall&#39;altro, dove invece si scarica l&#39;entropia e il disordine. Questo, ripetiamo ancora, se i due sistemi, assieme, costituiscono un sistema isolato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ovviamente i due sottosistemi, assieme, potrebbero simultaneamente auto-ordinarsi di più. In tal caso però l&#39;energia per operare tale processo dovrebbe essere estratta per forza dal di fuori, e quindi il sistema non sarebbe più isolato, e ci sarebbe un terzo (o un quarto o un quinto ecc...) sistema che interagisce con i primi due che aumenterebbe il suo disordine. I tre sistemi (o quattro, cinque....), in questo caso, costituirebbero un super-sistema isolato...che in totale si disordina di più. E&#39; implacabile, la legge dell&#39;aumento dell&#39;Entropia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Si dice che l&#39;Entropia dell&#39;Universo, che è sicuramente un sistema chiuso e isolato, può solo crescere. E con essa il suo disordine...A meno che non ci siano Universi paralleli, ma questa può essere fantascienza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Se esportiamo questo concetto anche ai sistemi sociali, come ad esempio i Paesi del mondo, l&#39;organizzazione (e quindi la ricchezza) di un Paese o di un gruppo di Paesi può essere realizzata solo a scapito di Paesi terzi. Se l&#39;unione di tutti questi paesi è un sistema isolato. Questa cosa mi ricorda...il...colonialismo ? Riprenderemo questo concetto tra un po&#39;, parlando della Terra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Facciamo prima però un passo indietro, necessario: cosa si intende per &quot;ordine&quot; di un sistema e che cosa vuol dire&amp;nbsp;mettere &quot;ordine&quot; ad un sistema sociale, come ad esempio può essere uno Stato ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Si potrebbe dire che un sistema sociale è ordinato se evolve la sua vita nel tempo rispettando delle regole che frenano un suo possibile transito al disordine. Cioè al caos. Dove essenzialmente non esiste una parvenza di società civile, non ci sono regole, ognuno fa quello che vuole, non ci sono leggi oppure non vengono rispettate (verrebbe da dire che in uno Stato del genere uno può essere anche condannato in terzo grado, ma se ha le televisioni e un sacco di soldi,...magari gli fanno la grazia. Ma questa è una battutaccia, che però non fa ridere...)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Torniamo seri e facciamo due esempi per chiarire.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Come primo esempio &amp;nbsp;pensiamo ad un plotone di soldati (il sistema A) che marciano in un cortile di una caserma in 9 file poste una dietro l&#39;altra e composte ognuna da 9 soldati (il totale sono quindi 9*9=81 soldati). Non credo ci voglia molto a capire che, sicuramente, un tale sistema è più ordinato di un gruppo di 81 soldati che si muovano come vogliono in quello stesso cortile. Si comprende facilmente, anche da un esempio banale come questo, che l&#39;&lt;i&gt;ordine va imposto&lt;/i&gt;, non nasce spontaneamente; perché, al contrario il sistema, naturale o sociale che possa essere, transita quanto prima verso il disordine se lo si lascia libero. E&#39; sicuramente meno faticoso (fisicamente e mentalmente) camminare come si vuole, piuttosto che marciare schierati all&#39;interno di un plotone. Non serve alcuno sforzo per essere...disordinati, dopo tutto...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Come secondo esempio, pensiamo quanta fatica deve fare un direttore d&#39;orchestra per far suonare in ordine i suoi concertisti, e magari un coro di uomini e donne che canti con l&#39;orchestra. Deve dare gli stacchi, gestire le crescite e i cali di tonalità, dare il via al coro, curare l&#39;armonia. Senza un direttore d&#39;orchestra non è da escludere che un&#39;orchestra possa suonare lo stesso, ma molto probabilmente il risultato finale non sarebbe un bel concerto: magari gli orchestrali potrebbero anticipare o ritardare i tempi di entrata o di uscita da una &quot;frase&quot; musicale, il coro stonare.... Si potrebbe anche raggiungere il caos, altro che l&#39;armonia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;Il punto è che, per evitare che il disordine cresca è necessario compiere un &lt;i&gt;lavoro&lt;/i&gt;...&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Nel caso specifico del plotone di soldati servono ore e ore di allenamenti per far camminare 81 persone in quell&#39;ordine preciso. Nel caso dell&#39;orchestra sono ore e ore di prove, prove, prove....e &amp;nbsp;urla, rimproveri, stress,...sudate del direttore d&#39;orchestra.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;E&#39; teoria tutto ciò&amp;nbsp;?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;No, non è teoria, ma la rappresentazione della nostra società.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;E basta visitare un paese sottosviluppato oppure anche in lenta via di sviluppo per rendersi conto facilmente che tutto quanto detto prima non sia teoria. La regola dell&#39;aumento dell&#39;entropia che determina, di fatto, l&#39;aumento delle disuguaglianze, è talmente evidente che lascia esterefatti. Almeno chi sappia o voglia, o abbia anche solo l&#39;umiltà,...di &amp;nbsp;guardare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Recentemente uno di noi due (Carlo) è stato in Messico, e ha verificato di persona come in una stessa città potessero convivere quartieri distanti tra loro poche centinaia di metri, dove macro-ordine e macro-disordine si contrapponevano; dove l&#39;ordine forzato in un quartiere, guarda caso dove abitano le classi dominanti dei benestanti, di fatto preclude all&#39;altro quartiere di ordinarsi, guarda caso quello dove abitano i più poveri. Questo avviene perché l&#39;energia (la forza lavoro, ad esempio) che serve per ordinare e arricchire, ancora di più, il quartiere dei benestanti è estratta dal quartiere povero, disordinato, caotico, quello dei più poveri, che vede così crescere ancora di più il suo disordine. In quelle realtà urbane un numero molto ampio di uomini e donne dei quartieri più poveri svolgono lavori letteralmente da &quot;schiavi&quot; all&#39;interno dei quartieri più ricchi, per guadagnare quei pochi soldi che servono loro per vivere. Probabilmente, se fosse possibile, potrebbero usare la propria &quot;energia&quot; per sistemare il loro quartiere, mettere un po&#39; di ordine, ma farebbero fatica a trovare qualcuno che li paga, per questo. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;E con il disordine che cresce, cresce la povertà. E con la povertà...l&#39;infelicità. L&#39;infelicità che può avere un padre che vive, nel 2013, con la sua famiglia non in una casa decente, in muratura, ma in una &quot;baracca&quot; di legno e paglia e con il tetto di latta. E dove vede i propri figli morire da piccolini perché attaccati magari dai serpenti, che entrano all&#39;interno di quelle baracche. Una ragazza conosciuta in Messico raccontava che nel suo paese ogni anno 4-5 bambini muoiono perché morsi dai serpenti, all&#39;interno delle loro case-baracche ! In aggiunta, quei paesi o villaggi o quartieri sono, nell&#39;anno 2013, ancora per la maggior parte sprovvisti di fognature decorose, sono privi di acqua potabile e divengono il ricettacolo di malattie infettive, oltre che luoghi di forte degrado. Dove la micro-criminalità ha pieno spazio di manovra e si perpetua e rafforza nel tempo proprio a causa dell&#39;estrema povertà delle persone. E questa tragedia non puoi non vederla, se visiti quei posti, perché ti si presenta davanti agli occhi e la puoi misurare anche solo dagli sguardi di decine e decine di bambini che ti corrono dietro per venderti una bottiglietta d&#39;acqua, un ananas, una coca-cola, per pochissimi denari.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;A fianco dei quartieri poverissimi e degradati, a poche centinaia di metri, una microscopica minoranza vive invece in ricchissimi sobborghi (in Messico vengono talvolta chiamati &quot;Fieste Americane&quot;, qualcuno indovini perché...) dove invece regna un ordine &quot;svizzero&quot;, con giardini fioriti, curati, dove le persone, ben vestite, camminano in maniera ordinata per le strade, non ti urlano dietro, dove le auto non travolgono i pedoni, dove i cassonetti dei rifiuti ci sono e sono ben tenuti, dove le case hanno l&#39;acqua potabile all&#39;interno (in realtà hanno anche la piscina). E all&#39;interno di quelle case-quasi-regge operano e si dannano (per pochi soldi) i cittadini che provengono dai quartieri poveri, caotici, degradati. Che cos&#39;è tutto ciò se non energia &quot;estratta&quot; dai poveri che serve per far diventare più ricchi i già ricchi ? Una meravigliosa favola di Robin Hood, ma &amp;nbsp;al contrario...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Queste disuguaglianze tra esseri umani sono talmente evidenti e macroscopiche che si stenta a credere che possano essere reali, nel 2013, se non le si vede con i propri occhi, almeno una volta nella vita. Il livello di disuguaglianza tra le popolazioni dei vari stati del mondo è misurabile anche oggettivamente, per &amp;nbsp;altro, non si percepisce solo a livello &quot;di pelle&quot;, come si usa dire. Esiste, ad esempio, un indice o coefficiente denominato &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Coefficiente_di_Gini&quot;&gt;Indice di Gini&lt;/a&gt;, inventato dal matematico italiano Corrado Gini, che misura esattamente il livello di Equità nella distribuzione del &amp;nbsp;&quot;valore&quot; all&#39;interno di una società umana (ad esempio tra i cittadini di uno stesso stato, e/o tra Stati). La mappa dell&#39;indice del mondo, visibile nella figura sottostante, evidenzia chiaramente quanto grandi siano le differenze tra gli stati e dove siano più evidenti le disuguaglianze.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/34/Gini_Coefficient_World_CIA_Report_2009.png/600px-Gini_Coefficient_World_CIA_Report_2009.png&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: #f7f7f7; font-family: sans-serif; font-size: small; line-height: 15.8281px; text-align: left;&quot;&gt;Mappa mondiale del coefficiente di Gini che misura la diseguaglianza nella distribuzione del reddito. I paesi a coefficiente di Gini più basso (G &amp;lt; 0,3, verde scuro, verde, verde chiaro) sono i paesi dove il reddito è distribuito più equamente. Al contrario, quelli a coefficiente di Gini più elevato (G &amp;gt; 0,5, rosa, magenta, rosso) sono quelli dove la diseguaglianza nella distribuzione del reddito è maggiore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Per ogni paese del mondo si può calcolare l&#39;Indice di Gini che va da zero a uno: uno si ha quando sussiste la massima disuguaglianza, cioè un solo cittadino possiede tutta la ricchezza, mentre l&#39;indice vale zero quando tutti i cittadini hanno lo stesso livello di ricchezza, che è una frazione, uguale per tutti, della ricchezza totale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;C&#39;è sicuramente da stupirsi che accada tutto questo, nella nostra epoca così tecnologica. &amp;nbsp;Oppure no ?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Tornando ai concetti di termodinamica che discutevamo prima e applicandoli all&#39;intero nostro pianeta, che contiene evidentemente tutti gli Stati, in primo luogo lo stupore nasce dalla constatazione che la Terra, nel suo complesso, NON si può certo considerare un Sistema isolato e che sia quindi ad Entropia (o disordine) crescente, come invece sembra che sia. Questo perché la Terra, come noto,&amp;nbsp;riceve energia dal Sole, costantemente, da quando esiste (5 miliardi di anni). Ed è questa energia solare, come scrivono molto bene Vincenzo Balzani e Nicola Armaroli (nel seguito citati come: BA) nel loro bel libro (&quot;&lt;a href=&quot;http://online.scuola.zanichelli.it/chiavidilettura/energia-per-l%E2%80%99astronave-terra-2/&quot;&gt;Energia per l&#39;astronave Terra&lt;/a&gt;&quot;, Zanichelli editore), che &quot;inonda l&#39;astronave terra&quot;, attivando i processi di &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Fotosintesi_clorofilliana&quot;&gt;fotosintesi &lt;/a&gt;delle piante, alimentando il &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_dell%27acqua&quot;&gt;ciclo dell&#39;acqua&lt;/a&gt;, mantenendo la grande &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Circolazione_atmosferica&quot;&gt;circolazione dell&#39;atmosfera&lt;/a&gt; e quindi dando forza ai venti e agli Oceani. In &amp;nbsp;sostanza, il Sole dà la vita agli uomini rinnovando anche lo stoccaggio dei &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Combustibili_fossili&quot;&gt;combustibili fossili&lt;/a&gt; che sono di gran lunga la risorsa più usata dall&#39;uomo per produrre energia. Più dell&#39;ottanta per cento della produzione di energia del mondo proviene dai combustibili fossili, e non già per diretta conversione dell&#39;energia del sole, del vento, dell&#39;acqua. Quella che si chiama, &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Energie_rinnovabili&quot;&gt;energia rinnovabile&lt;/a&gt;. E qui sta il problema, o gran parte di esso. Riprenderemo questo punto fondamentale tra un attimo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;L&#39;energia prodotta dai combustibili fossili è oggi, per i paesi più sviluppati (i più &quot;ordinati&quot;, per collegarsi al ragionamento che facevamo prima) assolutamente essenziale, visto che riesce a soddisfare l&#39;enorme &quot;densità di potenza&quot; che essi richiedono (es.: dai 20-100 Watt/m2 di una abitazione a 300-900 Watt/m2 di una acciaieria, come riportano BA). Al momento, con le attuali tecnologie, solo tale forma di energia può soddisfare le grandi utenze terribilmente energivore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;Detto tutto questo, c&#39;è da chiedersi perchè, con un Sole così benigno nel fornire al sistema Terra una costante, gratuita e inesauribile quantità di energia, lo stesso esistano così grandi disuguaglianze tra paese e paese. In pratica solo una piccola minoranza di paesi industrializzati sembra godere dell&#39;input energetico solare, arricchendosi e &quot;ordinandosi&quot; grazie al consumo di enormi quantità di combustibili fossili. Al contrario per tanti altri paesi (spesso, come nel caso dell&#39;Africa, un intero continente) l&#39;energia non sembra impattare e produrre ricchezza e benessere.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La risposta principale a questo interrogativo è che, purtroppo, i tempi di formazione dei combustibili fossili che costituiscono come detto la fonte primaria di energia, sono estremamente lenti e assolutamente non comparabili con i &quot;rapidi&quot; bisogni di energia del mondo tecnologico moderno. Tale energia è quindi teoricamente rinnovabile, ma è come se non lo fosse. Il Sole l&#39;ha prodotta nei millenni e millenni di storia della Terra, stoccandola nei giacimenti di petrolio e di carbone sotterranei, ma l&#39;uomo opulento (e ordinato !) dei paesi più ricchi la sta usando e consumando in tempi brevissimi, senza alcun controllo e senza, pare, alcuna riflessione sulle possibili conseguenze di questo abuso di utilizzo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Questo sbilanciamento tra paesi ricchi e paesi poveri rende, di fatto, il sistema Terra, o per meglio dire: &quot;Umanità sulla Terra&quot;, equivalente ad un sistema energicamente isolato e che tende nel suo complesso, quindi, al disordine. O se si preferisce...all&#39;autodistruzione. Come ci dice il secondo principio, inesorabile, della termodinamica. Sono solo i paesi più tecnologicamente evoluti quelli che possono sfruttare tale energia, e quindi aumentare il loro &quot;ordine&quot; e quindi far crescere il benessere materiale dei loro cittadini. Questo avviene a scapito dei paesi poveri, che non si arricchiscono certo come &quot;popoli&quot;, ma al contrario si impoveriscono, sempre come &quot;popoli&quot;, ben inteso. Non certo come classi dominanti che anche in quei paesi poveri la fanno da padrone. &amp;nbsp;Anzi, per molti paesi poveri la disponibilità delle risorse petrolifere non è affatto causa di benessere, ma al contrario la causa dei problemi. Questo lo scrive, ad esempio, anche quel noto giornale marxista-leninista che prende il nome di &quot;Sole 24ore&quot;...(leggere &lt;a href=&quot;http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/20-agosto-2009/risorse-naturali-poverta.shtml&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;). Stupiti ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;E la povertà fomenta le guerre, come scriveva il Pontefice Benedetto XVI, (leggi&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.totustuus.it/modules.php?name=News&amp;amp;file=article&amp;amp;sid=2528&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;)&amp;nbsp;che, guarda caso, vedono come teatro i paesi poveri, almeno da qualche decennio. La&amp;nbsp;povertà e le guerre favoriscono, paradossalmente (?) i paesi ricchi, perché aprono e alimentano &lt;i&gt;business&lt;/i&gt; molto redditizi, come ad esempio quelli del mercato delle &lt;a href=&quot;http://www.mosaicodipace.it/mosaico/a/27250.html&quot;&gt;armi&lt;/a&gt;, che guarda caso sono prodotte sempre nei paesi occidentali e che vanno poi a finire nei paesi africani e asiatici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Continuando questo trend malefico di crescita delle disuguaglianze, i paesi sottosviluppati vedranno ulteriormente accresciuta la loro Entropia (cioè il loro disordine), a beneficio dei paesi sviluppati, o di quelli ad economia in fortissima espansione (es: Cina), che diverranno così ancora più sviluppati e quindi ordinati. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Tutto questo accadrà fino a quando l&#39;energia verrà prelevata, fintanto che ce ne sarà da prelevare, dalla &quot;pancia&quot; della terra, dallo sfruttamento dei combustibili fossili, piuttosto che dalla diretta trasformazione dell&#39;energia solare, come avviene ad esempio, e da sempre, nei processi fotosintetici delle piante.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;In questa folle corsa (verso l&#39;autodistruzione) del Pianeta, non resta che sperare che ci possa essere un ripensamento globale. Purtroppo non se ne vedono per il momento le premesse. Evidentemente troppi ancora hanno la presunzione di credere che i giacimenti petroliferi non si esauriranno mai, o che comunque questo non è un problema che ci si debba porre. O che si debbano porre gli attuali, pochissimi e ricchissimi, comandanti &quot;dell&#39;astronave terra&quot;, per usare la terminologia di BA, che di fatto pare se ne freghino di tutti gli altri (solo qualche miliardo di cittadini, mica tre o quattro...).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ci sono parecchie maniere per cercare di frenare questa folle corsa che a noi sembra...suicida.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Sicuramente è imperativo dare impulso all&#39;utilizzo massiccio delle energie rinnovabili, che è divenuto un obiettivo vitale. Per fare in modo di sfruttare effettivamente e direttamente l&#39;energia &lt;i&gt;esterna &lt;/i&gt;proveniente dal sole e diminuire quindi il tasso di consumo di petrolio e in generale, delle fonti fossili che, di fatto, sono risorse non rinnovabili, come detto. Quando finiranno, la Terra ci metterà qualche bel milione di anni per ripristinarle, non i duecento-trecento anni che ci abbiamo messo per consumarle tutte. Purtroppo lo sforzo tecnologico da compiere per rendere le forme di energia rinnovabili (es.: fotovoltaico, eolico, idroelettrico) utili come adesso è il petrolio, vista l&#39;enorme richiesta di &quot;potenza&quot; energetica, non è piccolo. C&#39;è chi poi sostiene che i tempi che ci vorranno per aumentare l&#39;efficienza delle rinnovabili, nel senso della elevata densità di potenza, possano essere troppo lunghi per evitare che una drastica riduzione dell&#39;energia fossile faccia collassare tutte le economie della Terra. C&#39;è chi questo l&#39;ha già previsto da tempo (si ricorderà il Saggio sui &quot;&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Rapporto_sui_limiti_dello_sviluppo&quot;&gt;Limiti dello Sviluppo&lt;/a&gt;&quot;, prodotto dall&#39;MIT, degli anni &#39;70) . Noi vorremmo essere più ottimisti, anche se l&#39;ottimismo si blocca tutte le volte che si vedono le macroscopiche disuguaglianze del mondo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ma non basta. E&#39; necessario anche un ripensamento degli stili di vita dell&#39;occidente iper-tecnologico e iper-ordinato. Subito. E questo ripensamento deve essere per primo fatto dai paesi ricchi e sviluppati. Poi da quelli con economia in via di forte crescita. Non certo dai paesi sottosviluppati che vivono con percentuali di energia risibili rispetto a quelle usate dai cittadini dei paesi ricchi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Le classi sociali più opulente dovranno iniziare ad abbassare un po&#39;, e necessariamente, i loro stili di vita. Che non significa che debbano divenire povere, significa solo che non dovranno pensare solo a diventare ancora più...stra-ricche. E&#39; necessario, per lo stesso buon fine dell&#39;umanità, operare un qualche livellamento tra le varie classi sociali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Qualche decennio fa questa &lt;i&gt;roba&lt;/i&gt; si chiamava....&lt;i&gt;socialismo &lt;/i&gt;! Oggi la parola è messa al bando, chi la utilizza deve farlo a voce bassa, altrimenti viene tacciato per vetero comunista che non ha compreso, ancora, come va il mondo. Appunto: come va il mondo ? La gente è felice ? Quanta ? Poca, sembra (&lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/05/sempre-piu-ricchi-sempre-piu-poveri/647224/&quot;&gt;leggi qui&lt;/a&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Vivere nel disordine significa vivere male. E vivere male significa vivere nell&#39;infelicità. Quindi siccome molte più persone vivranno male, molte più persone saranno infelici, nel futuro. E questa è una facile previsione, se non si opererà qualche modifica. E i sempre più poveri continueranno a crescere di numero&amp;nbsp;e per di più, e questo è l&#39;INCREDIBILE PARADOSSO,&amp;nbsp;con la consapevolezza di non poter godere della fortuna di vivere decorosamente in un Pianeta che è e sarà rifornito gratuitamente di energia da una stella magnifica come il nostro Sole. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Domande:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Può...&quot;tenere&quot; un mondo fatto di disuguaglianze sempre più forti ?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;E quale livello di disuguaglianza si dovrà mai superare affinché si inneschino dei processi, che potrebbero anche essere cruenti, di riequilibrio ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Non è forse tempo che l&#39;uomo &quot;razionale&quot; si impegni per equi-distribuire maggiormente la...felicità ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Se i Paesi opulenti non capiranno per tempo la necessità di un tale ripensamento e se non inizieranno ad operare una più equa&amp;nbsp;ridistribuzione delle risorse, con conseguente più equa distribuzione dell&#39;ordine (o del disordine...) e quindi della...felicità, è bene però che non si facciano illusioni. Non ce ne sarà neanche per loro, di futuro, in un mondo in &lt;i&gt;default&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Perché la Natura livella gli estremi, come noto. Il secondo principio della termodinamica ce lo dice. E spesso il livellamento accade in modo catastrofico, anche. Cioé: può essere solo una questione di tempo. Può andar bene ancora a qualche generazione, ma poi finisce la &quot;fiesta&quot;, per l&#39;appunto...&quot;americana&quot;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;O forse qualcuno pensa di poter cambiare i principi della termodinamica ? &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Carlo e Sandro&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/feeds/3362552121969422095/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/08/il-secondo-principio-della.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/3362552121969422095'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/3362552121969422095'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/08/il-secondo-principio-della.html' title='Il secondo principio della termodinamica e la spartizione della...felicità'/><author><name>carlo cacciamani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02677427465843453800</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiyQiWXbjtWmiLM-DLwq6aUtq-6uef2zR32migrtQg-3zH-EEb7R-iSAYk31yKcrz87mtXPxx1uACm4I_ki4WspboQtv1ZANAWIg8IT-Zyp8Jb6A41Ar3AEV2cgQTpmbmU/s220/IMG_20171225_073122.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjHXFEwE-lepW2dL7JfsEPRtMga7fGeKkCOPxZ3sLLpqoJ61jj1BWgnnCZhsPWoIerhkeH-1ohGg-lIuLowLdPYTRgpFZueMruE5_EOSnbN8mkYyFutO3_0Ci2_AyIwFIU430btOJpllL1o/s72-c/DSC_0109-as-Smart-Object-1+(FILEminimizer).jpg" height="72" width="72"/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4495691272594424402.post-4895899210181505642</id><published>2013-05-25T20:36:00.001+02:00</published><updated>2013-05-25T20:37:47.166+02:00</updated><title type='text'>Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjNIHdrCpjtu4FFlyG5I9_2MRFjD3uqK62vFVU5M8hH2mlz41lz0crx0gOFMTNG6DZhtQ1UT9UpBBYYbbirML1o6rVv0U8W5TkQUQVIm6MLLtQNuCoyxTLzaOA-CfbmTmJDwOAOpSMQjKXx/s1600/sudtirol+-17+(FILEminimizer).jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;258&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjNIHdrCpjtu4FFlyG5I9_2MRFjD3uqK62vFVU5M8hH2mlz41lz0crx0gOFMTNG6DZhtQ1UT9UpBBYYbbirML1o6rVv0U8W5TkQUQVIm6MLLtQNuCoyxTLzaOA-CfbmTmJDwOAOpSMQjKXx/s400/sudtirol+-17+(FILEminimizer).jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Leggo dal sito &lt;a href=&quot;http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/05/23/news/mediaset_le_motivazioni_della_condanna_berlusconi_era_a_capo_anche_da_premier-59454506/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;milano.repubblica.it&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;br /&gt;Da un lato i giudici d&#39;appello del caso Mediaset scrivono che proprio lui, Silvio Berlusconi, è stato uno dei &quot;responsabili di vertice di tale illecita complessa operazione&quot;, un sistema che ha portato avanti per anni, anche da premier, con la gestione di una &quot;enorme evasione fiscale&quot;. Dall&#39;altro la Cassazione mette nero su bianco che la richiesta di trasferire a Brescia i processi Mediaset e Ruby è stata ispirata da &quot;strumentali esigenze dilatorie&quot; e attuata muovendo &quot;accuse infamanti&quot; alle toghe di Milano. Un micidiale uno-due che Berlusconi commenta facendo però riferimento alla sola sentenza di Milano: &quot;Motivazioni surreali&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;&amp;gt;&amp;gt; &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Mi sembra molto interessante il fatto che il processo di “abituazione” a simili notizie abbia innescato nella maggior parte di noi reazioni di apatia, indifferenza e incapacità di credere al valore delle parole che ci vengono dette.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Non c’è reato che tenga. Ogni volta c’è una parte politica supportata da parte dell’opinione pubblica, giornalisti, reti televisive, che inneggia al complotto della magistratura. Quello che i giudizi dicono e fanno è un’azione politica e non giudiziaria, l’illecito non c’è,&amp;nbsp; si tratta di una persecuzione.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Il reato sembra perdere d’importanza, anche quando escono parole come mafia e corruzione, figuriamoci quando si parla &quot;solo&quot; di evasione fiscale e induzione alla prostituzione.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Niente è più certo. Anche quando sembra certo. Chiaro. Inconfutabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure non è così per tutti.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Mi racconta Serena, un’amica che fa il funzionario in un ufficio di un piccolo comune:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;“Sono proprio depressa, non riesco più a fare il mio mestiere. Mi impongono di applicare le leggi rigidamente anche quando questa applicazione rigida contrasta obiettivamente il buon senso e crea un’ingiustizia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Sono in difficoltà con una persona che conosciamo bene, e che versa da anni in una situazione economicamente molto difficile e lo stiamo supportando da un po’.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ha fatto domanda per iscriversi nelle graduatorie per avere un alloggio popolare. Doveva però allegare anche la dichiarazione ISEE. Bene, lui l’ha fatto ed ha dichiarato zero. Per noi tutto regolare. Lo conosciamo, sappiamo che le cose stanno effettivamente così, ma la legge ci impone in caso di dichiarazione zero di fare dei controlli.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ci mettiamo a controllare, ma solo per adempiere alla formalità, certi del risultato, e vediamo che risultavano &lt;b&gt;158&lt;/b&gt; euro guadagnate lo scorso anno. Chissà magari ha fatto un piccolo lavoretto in qualche struttura comunale, forse al cimitero, un lavoro su chiamata.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Io sono sicura che si è dimenticato di mettere questa cifra… ma la legge mi impone di denunciarlo per avere omesso un reddito e di conseguenza perde la possibilità di essere inserito nella graduatoria per avere la casa.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ho provato a fare valere le mie idee, e a dire che il mio ruolo deve essere anche quello di valutare le situazioni. Come posso equipararlo a chi evade 15.000 euro ?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Ma non c’è stato niente da fare. &lt;b&gt;Mi hanno detto che devo applicare la legge senza fare questo tipo di considerazioni&lt;/b&gt;…”.&lt;/i&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Serena mi guarda con aria attonita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cose non funzionano più.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Da una parte una applicazione rigida e rigorosa con maglie strettissime che non ammettono neanche una leggera dimenticanza con i più deboli e che può consentire anche di falsare il principio di realtà che dice: &lt;i&gt;&lt;b&gt;quella persona ha veramente bisogno&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Dall’altra parte una applicazione a maglie larghe, difficile da attuare, sempre controvertibile, con tutti i toni del possibile, in grado di falsare il principio di realtà che dice: &lt;i&gt;&lt;b&gt;quella persona è colpevole&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è un concetto nuovo. La storia ce l’ha già raccontato tante volte.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Passano i secoli ma sembra sempre lo stesso giorno raccontato dal quell’autore che ora non è più così in voga ma che ha accompagnato gli studi adolescenziali di tanti di noi, &lt;b&gt;Alessandro Manzoni&lt;/b&gt;, nell’incontro tra Renzo e l’Avvocato Azzecca-garbugli.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ve lo riporto di seguito anche se immagino che molti di voi se lo ricordano ancora molto bene. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;(da I promessi sposi – capitolo III)&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;br /&gt;(…) Chiuse l&#39;uscio, e fece animo al giovine, con queste parole:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;- Figliuolo, ditemi il vostro caso. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;- (…) Mi scusi, signor dottore. Vorrei sapere se, a minacciare un curato, perché non faccia un matrimonio, c&#39;è penale. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;« Ho capito », disse tra sé il dottore, che in verità non aveva capito. « Ho capito ». (…)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;- Caso serio, figliuolo; caso contemplato. Avete fatto bene a venir da me. E&#39; un caso chiaro, contemplato in cento gride, e... appunto, in una dell&#39;anno scorso, dell&#39;attuale signor governatore. Ora vi fo vedere, e toccar con mano. &lt;br /&gt;Così dicendo, s&#39;alzò dal suo seggiolone, e cacciò le mani in quel caos di carte, rimescolandole dal sotto in su, come se mettesse grano in uno staio. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;- (…) è una grida d&#39;importanza. Ah! ecco, ecco -. La prese, la spiegò, guardò alla data, e, fatto un viso ancor più serio, esclamò: - il 15 d&#39;ottobre 1627! Sicuro; è dell&#39;anno passato: grida fresca; son quelle che fanno più paura. Sapete leggere, figliuolo? &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;- Un pochino, signor dottore. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;- Bene, venitemi dietro con l&#39;occhio, e vedrete. (…)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;- Se bene, per la grida pubblicata d&#39;ordine del signor Duca di Feria ai 14 di dicembre 1620, et confirmata dall&#39;lllustriss. et Eccellentiss. Signore il Signor Gonzalo Fernandez de Cordova, eccetera (…).&amp;nbsp; E cominciando dagli atti tirannici, mostrando l&#39;esperienza che molti, così nelle Città, come nelle Ville... sentite? di questo Stato, con tirannide esercitano concussioni et opprimono i più deboli in varii modi, come in operare che si facciano contratti violenti di compre, d&#39;affitti... eccetera: dove sei? ah! ecco; sentite: che seguano o non seguano matrimonii. Eh? &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;- E&#39; il mio caso, - disse Renzo. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;- Sentite, sentite, c&#39;è ben altro; e poi vedremo la pena. Si testifichi, o non si testifichi; che uno si parta dal luogo dove abita, eccetera; che quello paghi un debito; quell&#39;altro non lo molesti, quello vada al suo molino: tutto questo non ha che far con noi. Ah ci siamo: quel prete non faccia quello che è obbligato per l&#39;uficio suo, o faccia cose che non gli toccano. Eh? &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;- Pare che abbian fatta la grida apposta per me. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;- Eh? non è vero? sentite, sentite: et altre simili violenze, quali seguono da &lt;b&gt;feudatarii, nobili, mediocri, vili, et plebei. Non se ne scappa: ci son tutti: è come la valle di Giosafat.&lt;/b&gt; Sentite ora la pena. Tutte queste et altre simili male attioni, benché siano proibite, nondimeno, convenendo metter mano a maggior rigore, S. E., per la presente, non derogando, eccetera, ordina e comanda che contra li contravventori in qualsivoglia dei suddetti capi, o altro simile, si proceda da tutti li giudici ordinarii di questo Stato a pena pecuniaria e corporale, ancora di relegatione o di galera, e fino alla morte... (…). E questo ir-re-mis-si-bil-mente e con ogni rigore, eccetera. Ce n&#39;è della roba, eh?&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;- (…) Se volete ch&#39;io v&#39;aiuti (…) dovete nominarmi la persona da cui avete avuto il mandato: sarà naturalmente persona di riguardo; e, in questo caso, io anderò da lui, a fare un atto di dovere. Non gli dirò, vedete, ch&#39;io sappia da voi, che v&#39;ha mandato lui: fidatevi. Gli dirò che vengo ad implorar la sua protezione, per un povero giovine calunniato. E con lui prenderò i concerti opportuni, per finir l&#39;affare lodevolmente. Capite bene che, salvando sé, salverà anche voi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Se poi la scappata fosse tutta vostra, via, non mi ritiro: ho cavato altri da peggio imbrogli... &lt;b&gt;Purché non abbiate offeso persona di riguardo&lt;/b&gt;, intendiamoci, m&#39;impegno a togliervi d&#39;impiccio: con un po&#39; di spesa, intendiamoci. Dovete dirmi chi sia l&#39;offeso, come si dice: e, secondo la condizione, la qualità e l&#39;umore dell&#39;amico, si vedrà se convenga più di tenerlo a segno con le protezioni, o trovar qualche modo d&#39;attaccarlo noi in criminale, e mettergli una pulce nell&#39;orecchio; &lt;b&gt;perché, vedete, a saper ben maneggiare le gride, nessuno è reo, e nessuno è innocente.(…). D&#39;ogni intrigo si può uscire; ma ci vuole un uomo (…)&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;- Quando (Renzo) ebbe però capito bene cosa il dottore volesse dire, e quale equivoco avesse preso, gli troncò il nastro in bocca, dicendo: - oh! signor dottore, come l&#39;ha intesa? l&#39;è proprio tutta al rovescio. Io non ho minacciato nessuno; io non fo di queste cose, io: e domandi pure a tutto il mio comune, che sentirà che non ho mai avuto che fare con la giustizia. La bricconeria l&#39;hanno fatta a me; e vengo da lei per sapere come ho da fare per ottener giustizia; e son ben contento d&#39;aver visto quella grida. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;- Diavolo! - esclamò il dottore, spalancando gli occhi. - Che pasticci mi fate? Tant&#39;è; siete tutti così: possibile che non sappiate dirle chiare le cose? &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;- Ma mi scusi; lei non m&#39;ha dato tempo: ora le racconterò la cosa, com&#39;è. Sappia dunque ch&#39;io dovevo sposare (…) oggi una giovine, alla quale discorrevo, fin da quest&#39;estate; e oggi, come le dico, era il giorno stabilito col signor curato, e s&#39;era disposto ogni cosa. Ecco che il signor curato comincia a cavar fuori certe scuse... basta, per non tediarla, io l&#39;ho fatto parlar chiaro, com&#39;era giusto; e lui m&#39;ha confessato che gli era stato proibito, pena la vita, di far questo matrimonio. Quel prepotente di don Rodrigo... &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;- (…) eh via! Che mi venite a rompere il capo con queste fandonie? Fate di questi discorsi tra voi altri, che non sapete misurar le parole; e non venite a farli con un galantuomo che sa quanto valgono. Andate, andate; non sapete quel che vi dite: io non m&#39;impiccio con ragazzi; non voglio sentir discorsi di questa sorte, discorsi in aria. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;- Le giuro... &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;- Andate, vi dico: che volete ch&#39;io faccia de&#39; vostri giuramenti? Io non c&#39;entro: me ne lavo le mani -. E se le andava stropicciando, come se le lavasse davvero. - Imparate a parlare: non si viene a sorprender così un galantuomo. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;- Ma senta, ma senta, - ripeteva indarno Renzo: il dottore, sempre gridando, lo spingeva con le mani verso l&#39;uscio; e, quando ve l&#39;ebbe cacciato, aprì, chiamò la serva, e le disse: - restituite subito a quest&#39;uomo quello che ha portato: io non voglio niente, non voglio niente. &lt;br /&gt;&amp;gt;&amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;Come dire: niente di nuovo sotto il sole….&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Silvia.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/feeds/4895899210181505642/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/05/beati-quelli-che-sono-affamati-e.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/4895899210181505642'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/4895899210181505642'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/05/beati-quelli-che-sono-affamati-e.html' title='Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia'/><author><name>Sandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14368102540121927091</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrarMCdiz8K_qIOfe77mElvMQzAyhoTcWtFyWl6N5ALfzJJ0-dh-3BShHhJCNUQtd1-0ZaAOH88WUmPG2Vmk3O7jH0k7kEnkpvESqaquwyt4lY_MyDj2I-kk2li22aew/s220/sandro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjNIHdrCpjtu4FFlyG5I9_2MRFjD3uqK62vFVU5M8hH2mlz41lz0crx0gOFMTNG6DZhtQ1UT9UpBBYYbbirML1o6rVv0U8W5TkQUQVIm6MLLtQNuCoyxTLzaOA-CfbmTmJDwOAOpSMQjKXx/s72-c/sudtirol+-17+(FILEminimizer).jpg" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4495691272594424402.post-8259266653376350846</id><published>2013-05-06T01:13:00.000+02:00</published><updated>2013-05-06T23:20:55.514+02:00</updated><title type='text'>La rinascita della sinistra: realtà o utopia  ?</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh-S0XKTYFmpO_ANYeGZBL1tFQNstK2yONWnT4N4U5RPMjNLi-C9I6KHH5MHLutLVKWDdftB6RgLSIWU3aaKHYksI0ZSJxOwpfV0unnQoPvyDR8MBMRlyRgfxK7d4pp9TIOMV0CNTy7u36Q/s1600/5385045321_a09e8c2fa0_m.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;209&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh-S0XKTYFmpO_ANYeGZBL1tFQNstK2yONWnT4N4U5RPMjNLi-C9I6KHH5MHLutLVKWDdftB6RgLSIWU3aaKHYksI0ZSJxOwpfV0unnQoPvyDR8MBMRlyRgfxK7d4pp9TIOMV0CNTy7u36Q/s320/5385045321_a09e8c2fa0_m.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://youtu.be/-ecrE8O9kUg?t=3m35s&quot; style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;Questa scena del film &quot;la meglio gioventù&quot;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&amp;nbsp;(il riferimento a questo post inizia al minuto 3,35, per l&#39;esattezza) &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;di Marco Tullio Giordana, che invito a riguardare essendo senza dubbio uno dei più bei film italiani degli ultimi anni, a mio parere illustra bene la crisi della &quot;sinistra&quot; italiana, che non sembra più in grado di trovare delle risposte e proporre delle concrete alternative al dilagare dello strapotere di questo neoliberismo senza freni. Dove il &quot;mercato globale&quot; &amp;nbsp;e soprattutto la &quot;finanza senza freni&quot; azzerano ogni valore etico, dettano le regole agli Stati stabilendo quali sono quelli che possono o devono fallire, quali industrie devono chiudere lasciando a casa tantissimi lavoratori e trascinando nella disperazione migliaia di famiglie. E&#39; questo imperante concetto di Crescita senza limiti e spesso senza regole che toglie, di fatto, il valore al &quot;lavoro&quot;, che è da sempre il cardine su cui si sono basate le civiltà nella storia, frustrando le speranze di tanti giovani seri, capaci e preparati che non riescono a trovare spazi di lavoro. Al contrario invece alimenta le fortune di avventurieri senza scrupoli che si arricchiscono muovendosi nei meandri del mondo virtuale della finanza, dei titoli &quot;drogati&quot;, senza provare il benché minimo imbarazzo per gli impatti che le speculazioni finanziarie producono sui cittadini.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;Guardiamo bene questa scena. Si vedono tre giovani uomini, il &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;protagonista principale del film, Nicola Carati (impersonato dall&#39;attore Luigi lo Cascio) e due suoi amici da tanti anni, Carlo e Vitale, esponenti (da giovani) della sinistra extra-parlamentare, attiva negli anni &#39;70. Vitale, l&#39;amico siciliano, è l&#39;operaio, quello che non ha studiato, che racconta ai due amici di essere stato messo in cassa integrazione dalla FIAT. &amp;nbsp;Nicola è l&#39;eroe positivo della storia, lo studente di medicina, il giusto, che lotta per migliorare il mondo con le armi dell&#39;onestà e della competenza. Con i suoi ideali e il suo impegno però, purtroppo, è stato incapace di aiutare le persone che ama di più: la moglie lo lascia e diventa una terrorista delle BR, e soprattutto suo fratello, Matteo, addirittura si toglie la vita per una manifesta incapacità di vivere. Luigi vive quindi un doppio dramma, personale e politico: la sua voglia di migliorare il mondo, aiutare le persone, non gli è sufficiente per contrastare le negatività della vita. A cosa servono le sue buone idee se non riesce ad alleviare le pene neanche delle persone a lui più care ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;Il terzo della scena è Carlo, il più intellettuale di tutti, anche lui, come detto, con un passato di sinistra extra-parlamentare e che adesso è divenuto un perfetto borghese e ha rivisto parecchio le sue posizioni, anche se manifesta in certi atteggiamenti ancora una forte malinconia per quel suo passato caratterizzato da una grande voglia di cambiamento, che ora gli appare solo un ricordo. Lavora in Banca d&#39;Italia, ha un posto importante e che diverrà anche più importante negli anni successivi, e comincia a rendersi conto, amaramente, che il mondo sta transitando verso una deriva neo-liberista, con il mercato che si sta facendo sempre più &quot;globale&quot; e che ha come unica regola il &quot;profitto&quot;, piuttosto che il rispetto per il lavoro delle persone.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;Siamo all&#39;inizio degli anni &#39;80, la &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Svolta_della_Bolognina&quot;&gt;svolta della Bolognina&lt;/a&gt;&amp;nbsp;che sancì la fine del PCI non era ancora giunta, e già le prime avvisaglie che il mondo stava modificandosi erano già arrivate, con la conseguente crisi del mondo del lavoro che si sarebbe acuita durante gli anni &#39;90 e in quelli successivi. Già in quegli anni si iniziava a parlare di mercato globale, e nella scena Carlo ne fa esplicito riferimento, che metterà in crisi la vecchia industria che sopravviverà fino a metà degli anni &#39;80 per poi iniziare a sfaldarsi nei decenni successivi (vedi &lt;a href=&quot;http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/QF_86/QEF_86.pdf&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;&amp;nbsp;per un approfondimento). Si legge, nel documento della Banca d&#39;Italia a cui si fa riferimento: &quot;...&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;nel corso degli &amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;anni ’90 il mondo è mutato in modo radicale, si sosteneva, sia nelle tecnologie dominanti sia&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;nell’estensione dei mercati; il nostro sistema produttivo, dominato da imprese piccole, statiche,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;tradizionali e familiari, si era adattato a sopravvivere nel vecchio mondo degli anni ’70 e ’80&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;proprio grazie a quelle caratteristiche, ma ora incontra crescenti difficoltà a reggere la competizione&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;in un contesto digitalizzato e globalizzato, in cui grande dimensione, complessità, capacità&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;innovativa sono essenziali per sfruttare i guadagni di efficienza offerti dalle nuove tecnologie e&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;affermarsi su mercati lontani &quot;.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;Nella scena, quando l&#39;operaio Vitale informa gli amici che la FIAT lo sta per licenziare, ottiene da loro, sostanzialmente, due incomprensioni. Il protagonista del film, l&#39;idealista Nicola, si ribella contro questa ingiustizia, non si spiega, lui così progressista, bempensante, coma possa accadere una cosa del genere. Però, nel concreto non ha risposte da dare all&#39;amico, in realtà non sa proprio cosa dire e allora si rivolge all&#39;amico &quot;Intellettuale&quot;, a Carlo, il futuro &quot;potente&quot;, quello che lavora con i banchieri, e gli chiede cosa si può fare per risolvere il problema del comune amico operaio. Ma Carlo appare addirittura quasi infastidito dall&#39;incalzare di Nicola. E con fare distaccato, imbarazzato, spiega che la FIAT&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;è in perdita, non regge ai nuovi mercati, e gli operai non possono fare nulla per modificare questo trend. In sostanza non si &quot;arrabbia&quot;, come avrebbe fatto da giovane, vedendo quell&#39;ingiustizia che sta di fronte ai suoi occhi, ma al contrario cerca delle giustificazioni &quot;alte&quot;, parla di economia e di mercato globale, di nuovi processi industriali calati sulle teste dei lavoratori impotenti, che rendono quasi... giustificabile quella scelta della FIAT. C&#39;è imbarazzo palese nel suo comportamento; Carlo si rende conto di non aver dato alcuna risposta giusta al suo amico operaio, che forse si aspetterebbe di più da lui, dall&#39;intellettuale amico ex-comunista, che da giovane si riempiva la bocca con i concetti di giustizia, di lavoro...Ma oltre all&#39;imbarazzo non manifesta altri sentimenti nè osa dare altri suggerimenti. La perdita del lavoro è una conseguenza inevitabile della modifica della società. Voluta da pochi uomini contro moltissimi altri uomini. Carlo queste cose le sa, ma lo stesso tace.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;In sostanza emerge un quadro abbastanza desolante.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;Nella sinistra &quot;tradizionale&quot; da una parte ci sono i &quot;concreti&quot;, i &quot;professionisti&quot; dell&#39;economia e della politica, venuti su da giovani con il sacro fuoco degli ideali marxisti, e che hanno capito (e/o deciso di accettare) che è una gara persa combattere contro questo mondo globalizzato, dove regna il finanz-capitalismo che usa le persone come strumenti. E quindi hanno deciso di accettare questo dato di fatto tentando, al massimo, di inserire qualche pillola di saggezza (mi verrebbe da dire, di sinistra) all&#39;interno delle dinamiche del &quot;profitto&quot;, per alleviare le tribolazioni delle classi sociali più basse. E&#39; il massimo che possono fare per non rinnegare il loro passato di &quot;sinistra&quot;, dopo tutto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;Dall&#39;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;altra parte ci sono invece gli idealisti,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;i &quot;puri&quot;, quelli che sognano un mondo &quot;giusto&quot;, dove il mercato non può essere l&#39;unico &quot;driver&quot; della società, e sognano ancora una terra con più eguaglianza, con meno poveri e con uno &quot;spread&quot; tra le classi sociali meno ampio. Purtroppo per loro però non sanno assolutamente come fare. In diversi anni di &quot;revisionismo&quot; non hanno saputo produrre un progetto di politica economica concreto, alternativo al neoliberismo. Ci hanno provato ? &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;Forse si, ci avranno anche provato, ma la società sempre più opulenta li ha impigriti, imborghesiti, e ha annacquato le loro idee di cambiamento, facendoli annegare in un benessere di facciata che non ha &amp;nbsp;però azzerato il loro senso di colpa. In sostanza, si compiangono. Sono delle bravissime persone ma rappresentano un passato che non potrà esistere più.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;In mezzo a questi due &quot;fronti&quot; contrapposti esiste una marea di sfaccettature o interpretazioni diverse all&#39;interno delle quali naviga il moderno e disorientato uomo &quot;di sinistra&quot;. Ma queste modalità diverse di interpretare la moderna sinistra non hanno (o hanno avuto fino ad oggi) alcun ruolo positivo, al contrario sono solo servite a far crescere la confusione e le divisioni (laceranti) interne.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;Forse è tempo che si dia il via ad una riflessione profonda, interna alla sinistra, iniziando una fase di studio dalla quale possa nascere una nuova idea di società, di economia, per la quale vivere e combattere. Con delle &quot;ricette&quot; concrete di politica economica, però, con delle strategie chiare di politica internazionale, che rilancino anche la dignità del nostro essere &quot;italiani&quot; creativi nel palcoscenico europeo, dove da troppi anni siamo più o meno considerati come dei &quot;mezzi&quot; cittadini, per non dire di peggio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;A mio avviso, per far rinascere queste nuove idee, questa &quot;nuova sinistra&quot;, n&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;on serve la ribellione cieca, non serve la rivoluzione dissennata che produrrebbe una nuova era della tensione, analoga o peggiore di quella degli anni &#39;70.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;Serve, al contrario, una rivalutazione della forza della ragione, che ci permetta di coniugare la modernità del mercato globale con la dignità degli uomini, che non può essere mai e in alcun modo calpestata.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;Io credo che sia necessario provarci, ma ci vorrà una grande pazienza e dedizione, che devono però essere sempre sostenute da un forte ideale di giustizia, che deve rimanere sempre acceso, qualunque sia lo schema di economia o di società che si vorrà proporre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;Di nuovo il sogno che alimenta le idee. E&#39; un concetto già espresso, ma bisogna ribadirlo e convincersi che l&#39;utopia può anche diventare realtà, a volte, se lo si vuole. La realtà di una &quot;Nuova Sinistra&quot; che sappia rinascere, forte e vigorosa, dalle ceneri in cui si trova adesso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Carlo&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/feeds/8259266653376350846/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/05/la-rinascita-della-sinistra-realta-o.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/8259266653376350846'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/8259266653376350846'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/05/la-rinascita-della-sinistra-realta-o.html' title='La rinascita della sinistra: realtà o utopia  ?'/><author><name>carlo cacciamani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02677427465843453800</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiyQiWXbjtWmiLM-DLwq6aUtq-6uef2zR32migrtQg-3zH-EEb7R-iSAYk31yKcrz87mtXPxx1uACm4I_ki4WspboQtv1ZANAWIg8IT-Zyp8Jb6A41Ar3AEV2cgQTpmbmU/s220/IMG_20171225_073122.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh-S0XKTYFmpO_ANYeGZBL1tFQNstK2yONWnT4N4U5RPMjNLi-C9I6KHH5MHLutLVKWDdftB6RgLSIWU3aaKHYksI0ZSJxOwpfV0unnQoPvyDR8MBMRlyRgfxK7d4pp9TIOMV0CNTy7u36Q/s72-c/5385045321_a09e8c2fa0_m.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4495691272594424402.post-4669526603655269012</id><published>2013-04-30T00:20:00.003+02:00</published><updated>2013-04-30T08:09:31.491+02:00</updated><title type='text'>Il principio di realtà, il sogno, la...felicità</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhLc2FU_P_U38dYg7TGKTbV_IKgu83_qzMMukVkCbNjVk9UjLtSkxdJMgbS8E6zu-REQMOb65Y9-20U5c3jnZGuq2b2RjB8A_tCysURik0SS-RKJCoMz-BUc0nns37wci-kR8uWj6PTo_M1/s1600/6205111355_836360de85_m.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;265&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhLc2FU_P_U38dYg7TGKTbV_IKgu83_qzMMukVkCbNjVk9UjLtSkxdJMgbS8E6zu-REQMOb65Y9-20U5c3jnZGuq2b2RjB8A_tCysURik0SS-RKJCoMz-BUc0nns37wci-kR8uWj6PTo_M1/s400/6205111355_836360de85_m.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;Sigmund Freud, inventore della
psicoanalisi, studiò i comportamenti umani analizzando, come noto, i sogni, e
scoprì che esistono due modi fondamentali con cui funziona la mente: ci sono i processi
primari che caratterizzano l’inconscio e quelli secondari del sistema
cosciente.&amp;nbsp;Nel caso dei processi primari l’energia vitale che determina i
comportamenti fluisce senza ostacoli e non è subordinata a vincoli etici o di
altro tipo (ad esempio sociali) e ha come unico scopo il soddisfacimento dei desideri.
Questa pulsione è denominata “Principio del Piacere”.&amp;nbsp;Nel caso dei processi
secondari invece l’energia è “frenata” da regole sociali e/o etiche e talvolta
il piacere viene o negato o magari solo differito.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;La ricerca della
soddisfazione “pura” è tipica dei bambini che, come noto, non si pongono remore
comportamentali (almeno finché sono piccoli), e mira a una gratificazione
immediata, non trasferibile a momenti successivi.&amp;nbsp;Il “Principio di realtà” è invece
la pulsione che regola il raggiungimento del piacere nel mondo degli “adulti”,
e funge da regolatore della libertà individuale, dal momento che in certi casi
può anche negare il raggiungimento della felicità individuale se questa si ottiene senza il rispetto delle regole prefissate dalla società (per approfondimenti sul
tema si può guardare &lt;a href=&quot;http://www.ass-arcano.it/freud/principio_del_piacere_e_di_realt%C3%A0.htm&quot;&gt;&lt;b&gt;qui&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, la letteratura su questi argomenti è veramente
sterminata.&amp;nbsp;Suggerisco anche un filmatino carino, che può piacere
a grandi e piccoli, si scarica da &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=SKBQzOL_iCc&quot; style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;Questa premessa un po’ didattica (mi
scuseranno gli studiosi di psicoanalisi se ho banalizzato troppo) è però
necessaria per fare un po’ di chiarezza (almeno a me stesso) sul tema, dal
momento che in questi ultimi tempi ho sentito più volte tirare in ballo questo “freudiano”
Principio di realtà in diverse situazioni (interviste, saggi, articoli su
giornali ecc.), da parte di personalità della politica, dell’economia, della
cultura.&amp;nbsp;Tutte che si affannavano nel cercare di spiegare l’obbligo di far
riferimento a tale principio di realtà nel momento del confronto con i cittadini, quando li si deve convincere a deglutire “pillole amare”, ma necessarie, per far fronte alla moltitudine di crisi diverse (economica, politica, di valori) che attanaglia il mondo moderno
attuale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;E’ in sostanza citato il principio di realtà quando ci viene detto che
non si deve più essere certi del lavoro, che forse da diritto sta diventando sempre più un opzional, non si deve più ritenere garantita la disponibilità di alcuni beni comuni; è il principio di realtà che viene citato quando si obbligano i cittadini a pagare
a caro prezzo tutti i debiti contratti dagli speculatori, che operano in mondi
spesso lontani anni luce dalle nostre realtà di città e paesi, e questo per i prossimi decenni. E’ infine citando
il principio di realtà che si mette in crisi lo stato sociale che i nostri
nonni, padri, hanno lottato per avere. Ad esempio la garanzia dell’assistenza sanitaria
per tutti e a prezzi affrontabili.&amp;nbsp;L’utilizzo di questo “tormentone” del
Principio di Realtà è molto vasto. Ci limiteremo solo a qualche esempio per inquadrare il tema.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;Ad esempio molto interessante è il&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/editoriali/13_febbraio_24/romano-principio-realta_3a23bf7a-7e51-11e2-b686-47065ea4180a.shtml&quot;&gt;&lt;b&gt;fondo di Sergio Romano&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;
dal
titolo eloquente: “Il principio di realtà” che suggerisco caldamente di leggere.&amp;nbsp;Nell’articolo l’autore, all’inizio,
ci spiega che le regole della democrazia si fondano sulla possibilità di scegliere,
attraverso le elezioni, i propri governanti. I quali, per attirare consenso,
devono (o dovrebbero) spiegare le loro tesi argomentando di temi “alti” che interessino le
persone, entrando nel merito delle questioni. Cosa che, però, non avviene, in Italia, oppure avviene molto di rado.&amp;nbsp;Questa scarsa propensione al confronto sui contennuti, precisa Romano,&amp;nbsp;è dovuta ad una sorta di
mancanza di coraggio nel voler spiegare ai cittadini come&amp;nbsp;le regole tradizionali
che regolano il mondo, ad esempio nell&#39;economia, si siano modificate, e forse non esistano addirittura&amp;nbsp;più.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;L&#39;autore sottolinea testualmente: &quot;... &lt;i&gt;oggi, nell’eurozona non è possibile stampare o svalutare moneta, imporre dazi sulle importazioni
e, soprattutto, impedire che i mercati giudichino l’attendibilità dei nostri
bond fissando il tasso d&#39;interesse che lo Stato italiano dovrà pagare a chi gli
presta il suo denaro&lt;/i&gt;”.&amp;nbsp;In sostanza non siamo più “liberi” di
agire, pur avendo il diritto di eleggere chi ci piace, almeno in
teoria. &quot;&lt;i&gt;Abbiamo&amp;nbsp;un’economia
ingabbiata&lt;/i&gt;”, aggiunge, “&lt;i&gt;ostaggio di settori privilegiati e organizzati che
non hanno altro obiettivo fuor che quello di difendere i loro diritti acquisiti&lt;/i&gt;”.
E infine chiude: “.&lt;i&gt;.uno studio recente dell&#39;International Monetary Fund, citato dall’Economist,
sostiene che lo smantellamento di queste fortezze, con un alleggerimento della
pressione fiscale, regalerebbe all&#39;Italia, in dieci anni, un aumento del Pil pari
al 20%. Ma sulla strada di quell&#39;obiettivo vi sono i cavalli di Frisia degli
interessi personali e corporativi. Al Paese occorre un governo che abbia il
coraggio di abbatterli&quot;.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;Si capisce facilmente che se questi sono i
contenuti reali, pochi politici possano avere il coraggio o la voglia di
raccontarli ai cittadini, dal momento poi che i margini d’intervento per
modificare queste regole sono di fatto quasi assenti, nel mercato globale nel
quale ci troviamo a convivere.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;Cambiando lo scenario, scendendo di scala per
passare dai problemi globali sino ai recenti accadimenti casalinghi di casa nostra, più o meno&amp;nbsp;“tristi” (il tormentone dell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, il
recente “governissimo” di Enrico Letta che tanti mal di pancia sta producendo a
tutta la sinistra storica italiana), mi sono imbattuto in questo interessante
pezzettino datato 24 aprile 2013, dal titolo curioso: “Sondaggio. Enrico Letta
premier: principio di realtà o inciucio? “. Ne suggerisco la lettura, vedi &lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://www.blitzquotidiano.it/sondaggi/sondaggio-enrico-letta-premier-principio-di-realta-inciucio-1541214/&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;Di nuovo il Principio di realtà. Leggo, ed è cosa nota,&amp;nbsp;che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano avrebbe scelto Enrico Letta per realizzare un esecutivo
di larghe intese, sostenuto da&amp;nbsp;Pd-Pdl&amp;nbsp;e da Scelta Civica. In tale
circostanza, nella direzione Pd, a sostegno di questa scelta, c’erano alcuni
che raccomandavano ai colleghi di attenersi, di nuovo (!)&amp;nbsp;al “principio di realtà” che si fonda su alcune certezze: c&#39;è una crisi che non ha ancora dispiegato tutti i suoi
effetti, c&#39;è un&amp;nbsp;forte scontento sociale e infine ci sono anche&amp;nbsp;degli interlocutori
inaffidabili (in questo caso il Movimento 5Stelle di Beppe Grillo che ha sempre rifiutato il dialogo).&amp;nbsp;L&#39;unica via di uscita è, allora, dar vita ad&amp;nbsp;un grande governo, un “governassimo”, dove ci
siano dentro forze politiche di destra e di sinistra. Se poi creare un siffatto &quot;minestrone&quot; possa voler dire
tradire qualche milione di elettori che non volevano per nessun motivo al mondo un governo del
genere,... va be, questo è&amp;nbsp;un dettaglio. Il principio di realtà è puro &quot;acciaio&quot;, ci deve guidare, sempre e comunque: unico faro che illumini il buio delle scelte possibili (o impossibili...). Sta di fatto che questo accadimento&amp;nbsp;sta creando un reale fortissimo turbamento nel mondo della
sinistra, potrei chiamarlo...&amp;nbsp;“infelicità”.&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;Se si prova a leggere in giro, si trova scoramento ovunque. Leggo a puro titolo di esempio un &lt;a href=&quot;http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2013/04/27/news/no-al-governo-con-il-pdl-il-travaglio-della-base-pd-1.6963758&quot;&gt;&lt;b&gt;fondo di Chiara Bert&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; di qualche giorno fa che
racconta del travaglio della “base Pd” in Trentino. Si legge testualmente: “&lt;i&gt;Nelle ore che precedono il
varo del governo Letta, anche in Trentino la base democratica vive il suo travaglio,
fa i conti con il principio di realtà (di nuovo !), &lt;/i&gt;&lt;i&gt;s’interroga sulle possibili
vie d’uscita&lt;/i&gt;.&quot;&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: xx-small; mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;&quot;&gt;Si parla di dilemma etico, di contrarietà logica oltre che ideologica a un governo PD-PDL. Si parla di incoerenza nel perorare una scelta del genere, che però viene urlata come &quot;ineluttabile&quot;, perchè ce la impone, guarda guarda,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: xx-small; mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;&quot;&gt;un immarciscibile principio di realtà.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: xx-small; mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: xx-small; mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;&quot;&gt;Addirittura qualcuno afferma di dover “&lt;i&gt;elaborare un lutto&lt;/i&gt;” perché la realtà non mostra possibilità di uscite.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;E infine la frase che più mi colpisce. Leggo testualmente una
dichiarazione che recita: “….&lt;i&gt;Napolitano non scherzava, non possiamo fare i puri
all’infinito,...&lt;/i&gt;”. Strabuzzo gli occhi: avere un’idea e mantenerla per
più di un mese è divenuta cosa che, oggi, non ci si può più permettere di avere ?
Tutto deve essere volatile ? Magari anche l’amicizia per un amico, la
fedeltà a un gruppo, l’amore per un’idea.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;E allora alcune domande nascono subito: Ma è giusto&amp;nbsp;accettare tutto, venire a patti con chi non si vorrebbe, rinnegare
il proprio passato, pagare per debiti che non si sono contratti, e magari per
far arricchire chi ci ha impoverito, in nome di un “principio di realtà” ? Ma, innanzi tutto è vera questa realtà grigia che ci attanaglia ? E ammesso che sia vera, siamo stati noi la causa di quello che sta
accadendo ?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;Per rispondere a questa serie di domande, bisogna fare prima un distinguo, altrimenti, giustamente, si può essere accusati di essere degli “sfascisti” o, peggio, dei provocatori.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;A mio parere il rispetto di questo
principio, al quale tutto si deve anteporre, compresa la felicità, è assolutamente obbligatorio e dovuto se la realtà e le regole sociali sono la realtà e le regole sociali che tutti gli uomini si sono date. E sottolineo:
tutti. Se in un condominio viene deciso, da tutti i condomini riuniti in assemblea, che una saletta del palazzo viene adibita allo svolgimento di una certa attività dalle 14 alle 15 di un dato giorno la settimana, allora nessuno si lamenterà di non poterne disporre per uso personale, quel giorno e a quell&#39;ora.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;Ma vale lo stesso il discorso se le regole le decidono in pochi,
pochissimi, a discapito della stragrande maggioranza dei cittadini del mondo ? E
unicamente per tutelare solo interessi di parte ? Tornando all&#39;esempio del condominio, se la decisione di &quot;bloccare&quot; quella saletta fosse di un solo condomino, gli altri l&#39;accetterebbero di buon grado ? Direi proprio di no, e avrebbero ragione da vendere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;Per capire chi è questa &quot;casta&quot;, questi pochissimi che governano il mondo, val la pena ascoltare le parole di &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Eduardo_Galeano&quot;&gt;&lt;b&gt;Eduardo Galeano&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, un grande della letteratura e della
cultura dell’America Latina, in questa intervista, che tratta della distribuzione della ricchezza del mondo (vedi &lt;a href=&quot;http://youtu.be/LGXWcJ3Hzcw&quot;&gt;&lt;b&gt;qui&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;). Riflettiamo su queste parole.&amp;nbsp;Fin
dall’inizio dell’apertura di questo blog abbiamo battuto sui temi della
sovranità perduta dei popoli per causa delle speculazioni delle grandi lobbies della finanza. Che scatenano guerre, cadute di governi, default di Stati, impoverimenti
di massa, disperazione. E che muovono enormi capitali da una parte all&#39;altra del mondo in pochi microsecondi (ne abbiamo più volte parlato in questo blog, vedi ad esempio &lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://piazzaverdi.blogspot.it/2011/12/il-finanzcapitalismo.html&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;e&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://piazzaverdi.blogspot.it/2011/11/il-mercato-di-matrix.html&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;). Nelle mani di questi potentati ci sono i destini di imprese, fabbriche, di centinaia di migliaia di famiglie, di milioni di persone. Quelle regole imposte caratterizzano i &quot;principi di realtà&quot; che ci vengono venduti come verità ineluttabili. E che ci impediscono di vivere &amp;nbsp;bene le nostre vite.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Io non sono
assolutamente in grado neppure di ipotizzare come si possa fare a uscire da
questo gigantesco tunnel buio in cui l’umanità è caduta, almeno da 15-20 anni.
Probabilmente non esistono metodi razionali per riuscirvi, e io certamente, se
esistono, non li conosco. Come affrontare questi temi è lo scopo di una nuova politica, a mio parere.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Ma la politica, perchè sia nuova, deve essere alimentata anche da...sogni. Già, dai sogni, e non sembri una battuta. Perchè senza sogni, cioè senza speranza di miglioramento, non nascono le idee innovative. Ma solo le stesse minestre riscaldate che mantengono, inevitabilmente, lo status quo...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;E nessuno può impedirci di...sognare un futuro diverso,
dove le “vere” regole sono quelle che si danno i popoli, tutti i popoli del
mondo. Nessuno può impedirci di sognare che qualcosa si possa modificare, che si possa uscire dal &quot;buco nero&quot; della povertà, nel quale gran parte dei cittadini del mondo è già precipitata. Nessuno può negarci la speranza. E la speranza ha una forza dirompente, illumina il buio, rende serene le giornate nuvolose e grigie.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Questi concetti li ha espressi molto meglio di quanto sappia fare io un grande uomo, Roberto
Saviano, qualche giorno fa in una trasmissione televisiva, usando come esempio le vicende del movimento pacifico che in Cile vinse il referendum contro Pinochet. E quei comunicatori portarono alla vittoria i nemici di Pinochet proprio perchè &quot;inondarono&quot; il popolo con spot pubblicitari che offrivano immagini &quot;positive&quot; e piene di speranza. Non aggredivano i nemici, quei grandi nemici che si erano macchiati di &lt;a href=&quot;http://www.dailymotion.com/video/xtsu6_i-crimini-di-pinochet_news#.UX7WYKKGE70&quot;&gt;&lt;b&gt;crimini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;anche efferati negli anni della dittatura. Vale la pena di
riascoltare il discorso di Saviano (vedi &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;amp;v=124-zgBXEUk&quot; style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;b&gt;qui&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;) e, se posso suggerire, farlo sentire anche alle nuove generazioni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Tra l&#39;altro, alla fine del suo
racconto, Saviano ha recitato uno straordinario scritto di Eduardo Galeano, del
quale ho “catturato” alcune frasi sparse, che credo sia utile offrire
ai lettori di “Piazzaverdi” in chiusura di questo post.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;Eccole, non serve assolutamente
un nuovo commento, tanto sono dirette e piene di significato:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;i style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;“ … le Nazioni
Unite proclamarono le grandi liste dei diritti umani: tuttavia la stragrande
maggioranza dell’umanità&#39; non ha altro che il diritto di vedere, udire e
tacere. Che direste se cominciassimo a praticare il mai proclamato diritto di
sognare? Puntiamo lo sguardo oltre l’infamia, per indovinare un altro mondo
possibile: l’aria sarà pulita da tutto il veleno che non venga dalle paure
umane e dalle umane passioni;….la gente lavorerà per vivere, invece di vivere
per lavorare;… ai codici penali si aggiungerà il delitto di stupidità che
commettono chi vive per avere e guadagnare, invece di vivere unicamente per
vivere, come il passero che canta senza saper di cantare e come il bimbo che
gioca senza saper di giocare;…Gli economisti non paragoneranno il livello di
vita a quello di consumo, ne’ paragoneranno la qualità della vita alla quantità
delle cose;…… i politici non crederanno che ai poveri piaccia mangiare
promesse;….nessuno sarà considerato eroe o tonto perché fa quel che crede
giusto invece di fare ciò che più gli conviene; il mondo non sarà più in guerra
contro i poveri ma contro la povertà, e l’industria militare sarà costretta a
dichiararsi in fallimento; il cibo non sarà una mercanzia, ne’ sarà la comunicazione,
un affare, perché cibo e comunicazione sono diritti umani;….la Chiesa stessa detterà
un altro comandamento dimenticato da Dio: “Amerai la natura in ogni sua forma”;
saranno riforestati i deserti del mondo e i deserti dell’anima; i disperati
diverranno speranzosi e i perduti saranno incontrati, poiché costoro sono
quelli che si disperarono per il tanto sperare e si persero per il tanto cercare;
saremo compatrioti e contemporanei di tutti quelli che possiedono desiderio di
giustizia e desiderio di bellezza, non importa dove siano nati o quando abbiano
vissuto, giacché le frontiere del mondo e del tempo non conteranno più nulla;
la perfezione continuerà a essere il noioso privilegio degli dei; però, in
questo mondo semplice e fottuto ogni notte sarà vissuta come se fosse l’ultima
e ogni giorno come se fosse il primo “&lt;/i&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;La nostra società italiana non è per fortuna buia e opprimente come poteva essere quella del popolo cileno ai tempi di Pinochet, ma si sta purtroppo lo stesso impoverendo ogni giorno di più. Anche in Italia aumentano a dismisura le persone che ogni giorno&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.wallstreetitalia.com/comment/254324/ci-sono-2500-persone-al-giorno-che-perdono-lavoro-in-italia.aspx&quot;&gt;&lt;b&gt;perdono il lavoro&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, la povertà &lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://finanzanostop.finanza.com/2013/03/23/allerta-sui-poveri-in-italia-aumentano-di-615-al-giorno-e-sono-4-milioni/&quot;&gt;sta crescendo&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;in modo vertiginoso, nuove &lt;a href=&quot;http://www.lastampa.it/2013/02/28/italia/cronache/la-crisi-aumenta-le-tensioni-sociali-l-allarme-degli-possibili-attentati-NGyU5E6GavLtm9MWuAK36H/pagina.html&quot;&gt;&lt;b&gt;tensioni sociali&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; si stanno proponendo a causa delle ristrettezze economiche che si fanno ogni giorno più accentuate.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;E allora, in questo contesto sempre più grigio,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;mi sta nascendo una gran voglia di tornare a sognare, di tornare a credere che possa essere ancora possibile riavere un paese &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;normale, vivo, forte, pieno di voglia di fare e di speranza per il futuro. Come doveva essere, ritengo, negli anni del secondo dopoguerra, dove la speranza del futuro, dopo le bombe e tutti quei morti &amp;nbsp;ammazzati, cementò un forte senso dello stato tra i cittadini, rafforzò la solidarietà, permettendo quel gran miracolo economico che fu la ricostruzione.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;E sogno anche il ritorno ad una Italia con una&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;“destra” moderata e non reazionaria, una “sinistra” riformista, dove possa tornare ad esserci un confronto pacato sulle idee. Un&#39;Italia dove un governo possa governare senza necessariamente dover far ricorso a &quot;inciuci&quot; tra destra e sinistra, che non riesco proprio a credere si possano trovare concordi quando si tratta di decidere su argomenti&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;come lavoro, stato sociale, gestione delle&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;ricchezze, garanzie e beni comuni, scuola pubblica o privata, sanità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 18px;&quot;&gt;I sogni non costa niente coltivarli, alimentano la speranza, creano le motivazioni per proporre idee nuove, giovani, fresche. Avere speranza fa ringiovanire, e qui non posso non ripensare al protagonista del film di Roberto Faenza, &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;“&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://youtu.be/xcvBfwDPKkU&quot; style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;b&gt;Sostiene Pereira&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;”, tratto dall’omonimo libro di Antonio Tabucchi, dove un meraviglioso
Marcello Mastroianni/Pereira si libera infine del suo “fardello” di
consuetudini, obblighi, vigliaccherie, paure, causate dalla accettazione supina delle migliaia di “principi di realtà” imposti dalla dittatura di Salazar, e decide di
combattere, come sa e come può.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;E il suo cammino a
testa alta, con un giacchetto sulle spalle come potrebbe indossare un ventenne e non un uomo già anziano, in una Lisbona illuminata dalla luce del sole, riempie i nostri cuori di
speranza e di felicità. Sentimenti che regalo con grande affetto ai lettori di Piazzaverdi...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Carlo.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/feeds/4669526603655269012/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/04/il-principio-di-realta-il-sogno.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/4669526603655269012'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/4669526603655269012'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/04/il-principio-di-realta-il-sogno.html' title='Il principio di realtà, il sogno, la...felicità'/><author><name>carlo cacciamani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02677427465843453800</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiyQiWXbjtWmiLM-DLwq6aUtq-6uef2zR32migrtQg-3zH-EEb7R-iSAYk31yKcrz87mtXPxx1uACm4I_ki4WspboQtv1ZANAWIg8IT-Zyp8Jb6A41Ar3AEV2cgQTpmbmU/s220/IMG_20171225_073122.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhLc2FU_P_U38dYg7TGKTbV_IKgu83_qzMMukVkCbNjVk9UjLtSkxdJMgbS8E6zu-REQMOb65Y9-20U5c3jnZGuq2b2RjB8A_tCysURik0SS-RKJCoMz-BUc0nns37wci-kR8uWj6PTo_M1/s72-c/6205111355_836360de85_m.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4495691272594424402.post-2814755638041249968</id><published>2013-04-06T17:42:00.001+02:00</published><updated>2013-04-06T17:42:09.913+02:00</updated><title type='text'>Il Timer</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhAV7E6f5WDbni4OUBoq0ywsP7fchvara9n5ZK3t8_NKBlCNYjkGxPZkyzGA3SZiazqL67I3jmZpYT807PJ_C71Z-Vrz-LwYyJUurleIVRUzMlx2FiAQOH7TKy3V7icS_MZyF00rgk6o6FJ/s1600/CSC_1065+(FILEminimizer).jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;265&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhAV7E6f5WDbni4OUBoq0ywsP7fchvara9n5ZK3t8_NKBlCNYjkGxPZkyzGA3SZiazqL67I3jmZpYT807PJ_C71Z-Vrz-LwYyJUurleIVRUzMlx2FiAQOH7TKy3V7icS_MZyF00rgk6o6FJ/s400/CSC_1065+(FILEminimizer).jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;“Educare non è riempire un secchio, ma accendere un fuoco” &lt;br /&gt;(William B. Yeats)&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La maestra Anna mi viene vicino con un tono un po’ afflitto. Una mamma le ha raccontato cosa sta succedendo nella scuola dell’infanzia di suo figlio e lei non se ne capacita.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Le maestre del bimbo, che ha quattro anni, dicono che&amp;nbsp; è molto oppositivo. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Prima di Natale spingeva gli altri bimbi e&amp;nbsp; ora fa delle cose strane. Ad esempio si tira giù i pantaloni e fa finta di fare la pipi come il suo nuovo gattino, oppure quando per merenda c’è il latte fa finta di bere dal contenitore come se fosse una ciotolina: alle maestre è sembrato che ci sputasse dentro.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La mamma è sconvolta non tanto da quello che fa sua figlio, ma dall’atteggiamento delle maestre. Sembrano molto sicure di sé: “il bimbo fa delle cose strane e ci mette&amp;nbsp; in difficoltà”.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La maestra Anna cerca di capire: “ma ti hanno parlato? Avete lavorato assieme?”. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La mamma le risponde che nell’ultimo periodo, lei a casa è stata molto vicina al figlio, ha cercato di capirlo. Ha anche pensato che forse sbaglia, perché non riesce a vedere la gravità della situazione. Tutto sommato infatti, per lei suo figlio è facile:&amp;nbsp; fa delle sciocchezze è vero, ma è ancora piccolo e lo si recupera facilmente.&amp;nbsp; La sorella&amp;nbsp; ad esempio, è decisamente più vivace. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;A casa le cose vanno meglio, invece a scuola no.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Così le maestre hanno intensificato le punizioni. Per esempio per il discorso del latte l’hanno tenuto seduto abbondantemente e poi l’hanno anche fatto mangiare da solo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Le punizioni devono essere esemplari dicono le maestre, perché altrimenti anche gli altri possono sentirsi autorizzati a fare le stesse cose.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Nell’ultimo colloquio le maestre le hanno detto che non serve attivare altre strategie educative, il bimbo o meglio la mamma dovrebbero andare dallo psicologo, che può aiutarli a cambiare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La mamma è sconvolta. “Lo psicologo? Ma perché sta facendo delle birichinate?”. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Affranta e avvilita è andata alla ricerca di un consiglio dalla maestra Anna, sperando, parlandone, di capire meglio perché si ritrova in questa situazione.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;“Quello che non capisco è come mai hanno dato una punizione così lunga, il timer deve durare cinque minuti!”. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La maestra Anna è sorpresa: “timer, quale timer?”.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;“Eh sì, c’è anche un altro bimbo nella classe che è stato mandato dallo psicologo, il quale ha consigliato di usare un timer per le punizioni, altrimenti non ricordando più chi era in punizione e chi no, i bambini andavano in giro per la classe… Il problema è stato che quando i bambini hanno visto il primo bambino con il timer, l’hanno voluto anche loro: quindi ora ognuno ha il suo timer per la punizione!”.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Il volto di Anna è tra lo stupefatto e la tristezza profonda. Immagina la classe, di ventinove bambini, ognuno con il suo timer per riuscire a svolgere efficacemente la punizione e paradosso dei paradossi, contento di farla per poter disporre del timer.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Anna mi dice : “ma come è possibile che siamo arrivati a questo?”.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Inutile dire che non è tutta responsabilità delle insegnanti. Quando sei da sola, con pochissima compresenza, con ventinove bambini, i tuoi ideali educativi sono messi a dura prova e possono spesso soccombere. La cornice di riferimento dice alle insegnanti che è possibile che le loro classi abbiano sempre più allievi dentro lo stesso spazio: nessuno sembra preoccupato delle difficoltà che ne possono scaturire. Eppure il rapporto numerico non è l’unico indice, ma può fare sicuramente la differenza nella qualità del modo di lavorare. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ho contato, nella foto di quando ero bambina, nella mia scuola “materna” gestita da religiose,&amp;nbsp; circa trenta bambini. I problemi di disciplina erano affrontati molto più severamente (quanto tempo passato nell’angolino della sezione!) ed i pomeriggi si trascorrevano poggiati con la testa e il busto sui banchi facendo il sonnellino, o stando zitti, anche se non avevamo sonno. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Il concetto di “obbedienza” veniva veicolato molto chiaramente. Concetto condiviso, anche se forse si capivano o intuivano poco le conseguenze che avrebbe potuto avere poi sulla struttura sociale del futuro. Nulla sicuramente a che vedere con l’autodisciplina proposta da Maria Montessori. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Siamo rimasti o siamo tornati di nuovo lì?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non posso non pensare alle parole di Myrtha Chokler nel suo articolo “Intervento precoce nella prevenzione della sindrome di iperattività e dei disturbi attenzionali”:&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Quale uomo e quale bambino vogliamo aiutare a crescere e ad essere? Un soggetto autonomo, libero, con fiducia in se stesso e solidale? O un essere sottomesso, dipendente dal riconoscimento permanente dell’altro, il cui interesse per il mondo circondante è legato soltanto a conquistare soltanto premi o evitare le punizioni, un essere stimolato alla rivalità –“vediamo chi vince?”-&amp;nbsp; un essere che deve ad ogni momento fare un esame per essere accettato –“vediamo se sei capace di…”?.&amp;nbsp; Se invece si sta dalla&amp;nbsp; parte del soggetto autonomo, libero, che si sente e si vive come soggetto e non come assoggettato, allora qual è il ruolo dell’adulto, della società, dei professionisti per tutelare il rispetto per la persona e il suo diritto ad essere riconosciuta come chi è, proprio così com’è, al di là delle differenze, degli svantaggi o della disabilità?. Abbiamo imparato a riconoscere il bambino essenzialmente come un soggetto di azione e non soltanto di reazione ad ogni istante e luogo, per cui le idee della Pikler e la sua pratica, le sue concezioni sull’autonomia e la sicurezza affettiva dimostrate in bambini fisicamente sani, ci confrontano con la sfida di dimostrare che questi postulati fondamentali sono completamente pertinenti ed efficaci per tutti i bambini, inclusi coloro che soffrono di una considerabile disabilità vissuta ed espressa ad ogni istante nel suo livello.&lt;/i&gt; ( &lt;a href=&quot;http://www.ifra.it/prima-infanzia.php&quot;&gt;http://www.ifra.it/prima-infanzia.php&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dove è finito questo tipo di pensiero?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;La maestra Anna, che insegna in una scuola primaria mi dice:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;“Lo so che è difficile, ma i bambini mi dimostrano che basta veramente poco per raggiungerli. Negli ultimi anni, ad esempio, un pomeriggio alla settimana, realizzo in classe il laboratorio delle emozioni. I&amp;nbsp; bambini possono scrivere qualcosa che li ha fatti stare male o bene, in classe o fuori, e se firmano il biglietto vuol dire che ne vogliono parlare direttamente con la classe.&amp;nbsp; Ebbene una mamma mi ha detto che hanno dovuto rimandare assolutamente l’appuntamento che avevano con il dentista perché sua figlia non poteva mancare al laboratorio delle emozioni. All’inizio qualche genitore era scettico e mi ha detto&amp;nbsp; ma lei vuole sapere i fatti di casa nostra. Non ci sta molto bene. Allora ho dovuto spiegare loro meglio quale era la finalità. Dei fatti in sé non mi interessava niente. Ma delle emozioni che stavano vivendo i bambini sì. Perché se i bambini sono bloccati o presi dalle loro emozioni tutto quello che io insegno non passa…. . Tra l’altro io quel pomeriggio faccio italiano, anche se in un altro modo…”.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;E’ vero. Stiamo cercando di fare finta che il corpo e la mente siano due entità scisse. Il nervo vago che collega il cervello della testa a quello addominale è per i più, un perfetto sconosciuto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;I bambini sono diventati dei contenitori vuoti da riempire (&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;la&lt;/span&gt; vecchia&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;i&gt;tabula rasa&lt;/i&gt; ahimè) e non individui da conoscere e con i quali costruire assieme il sapere.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;E’ l’epoca di internet, inglese, impresa. Verifiche, test, prove.&amp;nbsp; Tutto, apparentemente, sotto controllo&amp;nbsp; Nulla di male in effetti, anzi, le nuove tecnologie possono essere uno strumento in grado di velocizzare le comunicazioni, di metterci in rete, ecc., ecc..&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ma il problema nasce nel momento in cui la scuola si riduce solo a questo. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Infatti i nostri stati d’animo, le nostre motivazioni, le nostre molteplici intelligenze non vogliono essere addestrate ma educate. E’ una differenza decisiva. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Altrimenti le emozioni non ci stanno ed escono piano piano, come il vapore da una pentola a pressione… Così ad esempio il figlio dell’amica della maestra Anna, quando le insegnanti dicono “state tutti zitti, mentre leggiamo non si parla”, lui tace, ma comincia piano piano, poi un po’ più forte a muovere il piede in terra, e le maestre si indispettiscono, le tensioni crescono, ed escono fuori di nuovo i timer.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ricordo ancora il mio Professore di inglese in prima media. Era la prima volta che sentivamo parlare in inglese. Abitavo in un piccolo paese della provincia del centro Italia.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;L’Italia era molto diversa allora.&amp;nbsp; I bambini disponevano di meno nozioni e di tanto cortili.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ricordo come fosse ieri, il momento in cui entrò in classe: un signore alto, pelato, bruttino forse, ma bello ai nostri occhi grazie ad un sorriso che arrivava da un orecchio all’altro. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Non disse una parola in italiano. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Iniziò a parlare in inglese e continuò per circa quindici-venti minuti senza mai fermarsi.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;All’inizio stupore, poi sorrisi, poi risate convulse di tutta la classe. Il Professore continuava a parlare in inglese e a ridere anche lui, guardandoci, esprimendo nel suo sguardo la voglia di stare con noi.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ecco perché mi è sempre piaciuto l’inglese.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Nonostante molti altri insegnanti mi abbiano poi tolto molte sicurezze e abbiano reso la lingua straniera un insieme di regole sterili, noiose e difficili. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Non posso dimenticare quel primo giorno e quelle risate. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Silvia.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/feeds/2814755638041249968/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/04/il-timer.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/2814755638041249968'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4495691272594424402/posts/default/2814755638041249968'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piazzaverdi.blogspot.com/2013/04/il-timer.html' title='Il Timer'/><author><name>Sandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14368102540121927091</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrarMCdiz8K_qIOfe77mElvMQzAyhoTcWtFyWl6N5ALfzJJ0-dh-3BShHhJCNUQtd1-0ZaAOH88WUmPG2Vmk3O7jH0k7kEnkpvESqaquwyt4lY_MyDj2I-kk2li22aew/s220/sandro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhAV7E6f5WDbni4OUBoq0ywsP7fchvara9n5ZK3t8_NKBlCNYjkGxPZkyzGA3SZiazqL67I3jmZpYT807PJ_C71Z-Vrz-LwYyJUurleIVRUzMlx2FiAQOH7TKy3V7icS_MZyF00rgk6o6FJ/s72-c/CSC_1065+(FILEminimizer).jpg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></entry></feed>