<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-4860466138913140024</atom:id><lastBuildDate>Wed, 15 Jul 2026 13:35:03 +0000</lastBuildDate><category>Libri</category><category>chiacchiere</category><category>La riflessione</category><category>La linea sottile</category><category>germania</category><category>la mini recensione</category><category>expat</category><category>Il raccontino</category><category>montagna</category><category>Dal passato</category><category>L&#39;uomo e la bambina</category><category>rubrica chi ben comincia</category><category>vivere lontani</category><category>guida alle etichette</category><category>Luoghi / musei</category><category>maternità</category><category>tedesco</category><category>capriccio letterario</category><category>Film / fiction</category><category>amore</category><category>cultura</category><category>protetti dal silenzio</category><category>raccontino</category><category>Parma</category><category>arte</category><category>blog</category><category>blogger</category><category>educazione</category><category>expata</category><category>genitorialità</category><category>grazie</category><category>il gabbiano</category><category>insegnare</category><category>lacrime</category><category>lettori</category><category>rispetto</category><category>sentimenti</category><category>storia</category><category>tradizioni</category><title>Stelladineve - Il blog di Giulia Chevron</title><description>&quot;Forse scrivere significa colmare gli spazi bianchi dell&#39;esistenza, quel nulla che si apre all&#39;improvviso nelle ore e nei &#xa;giorni, fra gli oggetti della camera, risucchiandoli in una desolazione e in un&#39;insignificanza infinita&quot; (C. Magris, Il Danubio)&#xa;&#xa;&#xa;</description><link>http://stelladineve.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Anonymous)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>356</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4860466138913140024.post-2734666784379510251</guid><pubDate>Wed, 31 Oct 2018 13:25:00 +0000</pubDate><atom:updated>2018-10-31T14:25:45.977+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">genitorialità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">maternità</category><title>E Rossana dove dorme? La nanna e l&#39;addormentamento</title><description>PREMESSA: Con questo post voglio solo raccontare quella che è, fino a ora, la mia (nostra) esperienza per quanto riguarda l&#39;argomento &quot;nanna&quot;.&lt;br /&gt;
Ciò che segue sono solo opinioni e sensazioni.&lt;br /&gt;
Nessuna bambina è stata maltrattata affinché io potessi scrivere questo post.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando si ha un figlio si viene sempre sottoposte a tutta una serie di domande, più o meno scontate, più o meno noiose, più o meno fastidiose. Più o meno uguali.&lt;br /&gt;
A &quot;la allatti tu, VERO?&quot; è quasi sempre seguito da &quot;e di notte, vi lascia dormire?&quot;.&lt;br /&gt;
Posto che odio questo tipo di domanda perché mi fa pensare a un neonato considerato come un elemento di disturbo nella vita di una giovane famiglia, ho sempre risposto &quot;sì&quot;.&lt;br /&gt;
A quanto so, il web pullula di madri che sostengono che i neonati che dormono non esistono. Vi assicuro che non sto mentendo, e non vedo perché dovrei.&lt;br /&gt;
Alla mia risposta seguiva quasi sempre un &quot;che culo!&quot; di fronte al quale sorridevo come un&#39;idiota.&lt;br /&gt;
Negli ultimi tempi mi è stato chiesto come la addormento, e quando dico &quot;Mah, la metto giù e me ne vado, parlotta un po&#39; e poi si spegne&quot; ricevo il solito complimento sulla bellezza del mio fondoschiena plasmato da due mesi di dieta accompagnato da uno sguardo scettico, come se io fossi in realtà un&#39;aguzzina che lascia strillare i bambini in cantina nel mentre che si addormentano, per poi andare a bere al bar in fondo alla strada.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allora. Sicuramente sul fatto che Rossana dorma quasi tutta la notte ho avuto culo. Per le prime 4/5 settimane di vita si svegliava a metà della notte e poi al mattino presto per mangiare. Per il mesetto successivo tirava fino al mattino presto, e poi ha cominciato a svegliarsi intorno alle 7:30/8.&lt;br /&gt;
Da quando abbiamo introdotto la cena ed eliminato la poppata della sera, per la quale Rossa non nutre il minimo interesse, dorme dalle 20:30 circa fino alle 6/6:30.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.shop.chicco.it/prodotto/first-dreams-orsacchiotto-sonoro-rosa-first-dream-chicco&quot;&gt;Chicco first dream&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Ma non è grazie al mio/nostro culo che si addormenta facilmente da sola.&lt;br /&gt;
Durante la gravidanza ci siamo interrogati su dove nostra figlia dovesse dormire.&lt;br /&gt;
Il bed sharing non è mai stata, per svariati motivi, un&#39;opzione percorribile.&lt;br /&gt;
Sono sicura che per moltissime famiglie è la soluzione ideale, a me personalmente spaventa troppo.&lt;br /&gt;
Abbiamo quindi optato per la next2me della Chicco, non tanto perché si può attaccare al letto quanto perché è piccola e relativamente economica, e successivamente per un letto in stile montessoriano, costruito dal nonno.&lt;br /&gt;
Dai sei mesi compiuti la fanciulla è stata trasferita in camera sua, dal momento che aveva cominciato a svegliarsi a ogni minimo rumore prodotto da noi. A scanso di equivoci, non sto parlando di sesso selvaggio ma di tosse, starnuti, sbadigli e gitarelle in bagno.&lt;br /&gt;
Nelle prime 4/5 settimane di vita era veramente faticoso farla addormentare. La cullavamo molto a lungo e, quando era molto rilassata, la mettevamo giù. A quel punto si riaccendeva (anche a un volume piuttosto elevato!) e l&#39;intero gioco ricominciava, magari anche per un&#39;ora.&lt;br /&gt;
Se tenuta in braccio o appoggiata su di noi si addormentava in fretta: avremmo potuto, se avessimo voluto, dormire tutti insieme. Ma dato che il bed sharing non faceva e non fa per noi, abbiamo perseverato. Non volevamo neanche metterla in culla già addormentata, anche se un po&#39; di volte l&#39;abbiamo fatto per disperazione. Non ci piaceva l&#39;idea che si svegliasse in un posto diverso da quello in cui l&#39;avevamo messa: è vero che fino a 3 mesi circa non hanno coscienza di ciò ma... più avanti sì, e abbiamo preferito prevenire il problema.&lt;br /&gt;
Superato questo periodo Rossana ha cominciato a considerare la sua culla prima e il suo letto poi come i luoghi della nanna. Sia alla sera sia al momento dei pisolini la portiamo in camera, la cambiamo e la mettiamo nel suo letto, con ciuccio, doudou e orso musicale della Chicco (sempre sia lodato). A quel punto la lasciamo sola: se rogna ovviamente rientriamo in camera e la accarezziamo finché non si calma, altrimenti la lasciamo che parlotti coi suoi orsetti fino a crollare. Mai cediamo alla tentazione di farla addormentare in braccio (cosa che nel frattempo comunque la snerva perché non è abituata). Ovviamente la mettiamo a letto dopo aver colto dei segni di stanchezza (sbadigli, sfregamento di occhi, nervosismo).&lt;br /&gt;
Personalmente ritengo che le faccia bene, sapere di essere in grado di addormentarsi da sola, senza aver bisogno di avere noi che la aiutiamo.&lt;br /&gt;
Sicuramente, lo sguardo sereno che ha rivolto al suo lettino quando l&#39;ho appoggiata lì un attimo fa per la nanna mi ha fatto sentire che sto facendo quella che per lei (e per noi) è la cosa giusta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Però ho un bel culo lo stesso.&lt;br /&gt;
E adesso vado a bere al bar in fondo alla strada.&lt;br /&gt;
Ah no.&lt;br /&gt;
E&#39; aperto solo di martedì e giovedì.</description><link>http://stelladineve.blogspot.com/2018/10/e-rossana-dove-dorme-la-nanna-e.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi2dEpf-t0KLuwbLvI-fkKsj95lsDXEYsKs_s9we1lrWRoAC0n5umvN1eC_Q5OoUkkpKxK9dYqVF2kH3xKiCnsBVPM5YSjA_dlX8hGrKy4Hj-lb0Glr3lmrLbjMpwhJ_A66gHHFuOtFmzcL/s72-c/1600px.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4860466138913140024.post-541146994957658523</guid><pubDate>Tue, 11 Sep 2018 10:05:00 +0000</pubDate><atom:updated>2018-09-27T14:58:34.774+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">maternità</category><title>Breve storia di un allattamento che non avrebbe dovuto cominciare</title><description>PREMESSA: Sono perfettamente cosciente che il latte materno è l&#39;alimento migliore per un neonato. Sono a conoscenza delle linee guida dell&#39;OMS in materia di allattamento e svezzamento.&lt;br /&gt;
Questo non è un post &quot;contro&quot; l&#39;allattamento e non è da leggersi come tale.&lt;br /&gt;
Insulti, giudizi e commenti cattivi non saranno tollerati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho riflettuto molto prima di scrivere questo post, e anche ora che sto cominciando non so se verrà mai pubblicato. Sento però l&#39;esigenza forte di mettere nero su bianco la mia esperienza, sia per metterci la parola &quot;fine&quot;, sia perché penso di non essere l&#39;unica donna sulla faccia della terra ad aver provato certe sensazioni e vorrei esprimerle anche per tutte le altre, che magari non hanno il coraggio di farlo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando sono rimasta incinta ero sicura di due cose: che fosse un maschio, e che non volevo allattare.&lt;br /&gt;
Erano due sicurezze istintive, che nascevano dal profondo del mio inconscio.&lt;br /&gt;
Con l&#39;Harmony test di è scoperto che Rossana non era un maschio, e quando me l&#39;hanno comunicato al telefono ho pianto di gioia come mai nella vita. Nemmeno come quando è nata. Prima certezza cancellata.&lt;br /&gt;
La seconda è rimasta granitica e lo è ancora. Anche adesso, che sono passati tanti mesi, non riesco a motivare quel rifiuto, perché di rifiuto si tratta. Mi faceva impressione l&#39;idea di un pupo attaccato al seno, mi facevano paura i racconti di quelle mamme che scrivevano di tenere attaccati i propri bambini per ore, 12 o 14 volte al giorno.&lt;br /&gt;
Ho provato a esprimere, timidamente, la mia avversione a qualcuno. Le risposte sono state quelle che, col senno di poi, avrei dovuto aspettarmi. &quot;Ma figurati, è così comodo!&quot; &quot;Vedrai, non c&#39;è cosa più bella&quot; &quot;Allattare abbassa il rischio SIDS&quot; &quot;Lo fanno tutte, perché tu no?&quot;.&lt;br /&gt;
Appunto, lo fanno tutte, perché io no? Sono arrivata a fine gravidanza terrorizzata dall&#39;allattamento e non dal parto. Ho comprato coppette assorbilatte e mi sono fatta prestare dei reggiseni. Ho risposto &quot;Sì&quot; alla domanda dell&#39;ostetrica al momento dell&#39;apertura della cartella clinica &quot;Vuole allattare, VERO?&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rossana è nata alle 16:49 del 27 marzo, al termine di un parto che potremmo definire traumatico.&lt;br /&gt;
Prima di cominciare a cucirmi la ginecologa mi ha chiesto &quot;vuole allattare, Frau Cheffron?&quot; e nella mia testa in quel momento eccheggiava un &quot;NO&quot;. &quot;Di&#39; di no Giulia, fallo adesso&quot;. Ma ho detto di sì.&lt;br /&gt;
Perché lo fanno tutte. Perché è nessuna è così madredimerda da rinunciare in partenza. Perché allattare è bellissimo. Perché tutte le mamme hanno il latte. Perché se non allatti al tuo bambino viene il colera. Perché chissà cosa pensa la gente di me.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#39;ostetrica che mi aveva assistito al parto ha cercato di aiutarmi ad attaccare Rossana al seno: la pupa ha girato subito la testa. &quot;Non si preoccupi, riprovi in reparto, andrà meglio&quot;.&lt;br /&gt;
Abbiamo riprovato, in reparto. Rossana non si attaccava o rimaneva attaccata una frazione di secondo, per poi ricominciare a dormire. Al secondo giorno sono stata spedita a tirare il colostro, altrimenti la montata non sarebbe mai arrivata. Al terzo mi sono stati dati dei paracapezzoli, e finalmente ha funzionato. Siamo rimaste in ospedale ancora un giorno, perché la fanciullina continuava a perdere peso. Se da un lato penso di aver ricevuto un supporto insufficiente in ospedale, dall&#39;altro penso che se nessuna di quelle infermiere è riuscita a far attaccare la mia piccola al seno è perché l&#39;impresa era davvero difficile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono tornata a casa con uno scricciolo di poco più di 2600 grammi e una scorta di paracapezzoli, che mi permettevano di allattare senza lottare per attaccarla e senza provare fastidio.&lt;br /&gt;
Dopo pochi giorni l&#39;ostetrica ha constatato che la cucciola continuava a perdere peso e mi ha &quot;imposto&quot; l&#39;aggiunta. Aggiunta che ho accettato abbastanza serenamente, se non fosse che... mi sentivo in colpa. Tremendamente. Perché? Perché non mi stavo sentendo abbastanza in colpa.&lt;br /&gt;
Perché non stavo facendo di tutto per salvare un allattamento che nemmeno avevo voluto cominciare.&lt;br /&gt;
Ho iniziato a leggere, e non avrei dovuto.&lt;br /&gt;
Se il bambino fa pipì e cacca significa che cresce, pesare non serve. Già, peccato che Rossa facesse pipì e cacca ma perdesse peso.&lt;br /&gt;
&quot;Il paracapezzolo influisce sulla produzione del latte&quot;. Oddio allora è colpa mia! Non cresce per colpa mia!&lt;br /&gt;
Mi sono fatta aiutare da un&#39;amica che ora purtroppo non è più mia amica ad attaccarla al seno. Ha funzionato quella sera, magicamente, e poi mai più.&lt;br /&gt;
Ho voluto provare con l&#39;ostetrica, perché non era possibile che non volesse. Non esistono i bambini che non vogliono la tetta, dicono le teorie. Invece Rossana urlava disperata, diventava viola in faccia, faticava a dormire se provavo troppo. Invece col paracapezzolo e dal biberon poppava serena, e finalmente cresceva.&lt;br /&gt;
Dentro di me continuavo a cercare una giustificazione per smettere di allattare. Il tran tran dell&#39;allattamento misto era insopportabile. Svegliarla ogni tot, allattarla controllando che non si addormentasse, darle il biberon preparato da mia mamma nel frattempo. Come avrei fatto una volta che mia mamma fosse partita? Come avrei potuto preparare il bibe di artificiale se DOVEVO allattare?&lt;br /&gt;
Se fossi stata lucida, avrei chiesto aiuto per smettere di allattare. La mia bambina assumeva le quantità di latte artificiale che assume un bimbo allattato esclusivamente al biberon. Io provavo nei suoi confronti un senso di estraneità terribile, perché DOVEVO allattarla. La vicinanza fisica era un DOVERE, spesso svilente perché col tempo ha iniziato a rifiutare il seno e si addormentava.&lt;br /&gt;
Eppure continuavo a sentirmi in colpa perché non mi sentivo abbastanza in colpa. Tutte le madri che non riescono ad allattare si sentono in colpa, no? Perché non sto facendo di tutto per allattare mia figlia esclusivamente? Che problemi ho? Forse non le voglio bene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi sono rivolta a una consulente per l&#39;allattamento. Seria, competente ed empatica.&lt;br /&gt;
Se volevo salvare l&#39;allattamento avrei dovuto darle il biberon, attaccarla e poi usare il tiralatte per stimolare la produzione di latte, per mezz&#39;ora. Rossana faceva ancora 7/8 pasti al giorno. Ho provato per una giornata. Una giornata in cui invece di far addormentare la mia pupa stavo attaccata al tiralatte per tirare 5 o 10 ml di latte che venivano buttati. Alla sera ho serenamente deciso di lasciar perdere, e di continuare con l&#39;allattamento misto finché non sarei riuscita. Avevo provato, non dovevo più sentirmi in colpa per non essermi sentita in colpa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il mattino dopo si è presentato il destino, sottoforma di un dolore atroce al seno. La giornata è trascorsa da docce-tiralatte-ghiaccio ed è terminata con la febbre a 40 in ospedale.&lt;br /&gt;
&quot;Signora, la ricoveriamo perché questa mastite è brutta, non può gestirla a casa. Le diamo un antibiotico compatibile con l&#39;allattamento, può continuare ad allattare. Le dobbiamo però dire che se la bambina ciuccia così poco può ammalarsi di nuovo&quot;.&lt;br /&gt;
Sono scoppiata a piangere, ancora senza reggiseno, sul lettino. &quot;Ma io non voglio allattare mai più! Basta!&quot; &quot;Ne è sicura?&quot; &quot;Sì&quot;.&lt;br /&gt;
Quel &quot;sì&quot; era il &quot;no&quot; che avrei dovuto pronunciare tre settimane prima.&lt;br /&gt;
Mi hanno fatto tirare il latte un&#39;ultima volta, somministrato le pastiglie e basta. So che di dorma le pastiglie ad allattamento avviato non servono. Nel mio caso il latte è sparito subito, forse perché a causa della pigrizia di Rossanina ce n&#39;era davvero poco.&lt;br /&gt;
Sono rimasta in ospedale tre giorni, uno solo in compagnia della piccola.&lt;br /&gt;
Quando sono tornata a casa è stato tutto facile, spontaneo, sereno. La tenevo sul petto delle ore dopo averle dato il biberon. La cullavo. Abbiamo iniziato ad adorarci.&lt;br /&gt;
Lei è nata il 27 marzo, e il nostro rapporto madre - figlia il 22 aprile, quando sono tornata a casa senza latte. Per quelle tre settimane perse mi sentirò sempre in colpa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho scritto tantissimo, più di quanto pensassi, e penso che posterò.&lt;br /&gt;
Per dire a tutte che sì, il latte materno è la cosa migliore per un bambino. Ma prima viene la serenità di madre e figlio, e quella non può essere &quot;sostituita&quot; da un biberon.&lt;br /&gt;
Il web è purtroppo pieno di &quot;teoria&quot;. Tutte possono allattare. Basta impegnarsi. E chi non riesce (a impegnarsi) ha paura di ammetterlo. Vorrei che questa paura non esistesse. Vorrei che le donne non fossero costrette a trovare giustificazioni &quot;eh non avevo latte&quot;. &quot;Il mio bambino non DIGERIVA il mio latte&quot;.&lt;br /&gt;
Vorrei che la serenità delle madri fosse al primo posto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</description><link>http://stelladineve.blogspot.com/2018/09/breve-storia-di-un-allattamento-che-non.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4860466138913140024.post-6028420580024368284</guid><pubDate>Wed, 05 Sep 2018 16:25:00 +0000</pubDate><atom:updated>2018-09-05T18:25:22.078+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">maternità</category><title>Dal diario di Rossanina #2</title><description>Io non so se lo sapete, ma qui in Germania è normale fare, dopo la nascita dei bambinetti, un corso di Rückbildungsgymnastik, che in italiano secondo la mamma si chiama &quot;riabilitazione del pavimento pelvico&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo me è obbligatorio, perché la mattina dopo che sono nata io le ostetriche sono subito venute a chiederle se avesse già prenotato il corso. Siccome era stanchissima, ha risposto tutta acida che ci aveva provato la settimana prima, ma tutti le avevano detto che serviva la data di nascita esatta del pupo, e adesso aveva altre priorità.&lt;br /&gt;
Continuo a non capire come facesse la mamma a dire che non sapeva la mia data di nascita esatta, dato che era scritto chiaro e tondo sul libretto della gravidanza, ma a volte sospetto che non sia tanto furba.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Comunque. Pare che sto corso non sia obbligatorio, ma siccome mamma dice che non vuole aver bisogno dei miei pannolini a quarant&#39;anni, siamo andate insieme.&lt;br /&gt;
Eh già, perché non mi ritengono ancora capace di stare a casa da sola.&lt;br /&gt;
Allora accompagno la mamma tutti i mercoledì e lei mi lascia in un&#39;altra stanza con degli altri bambini, che secondo me devono essere un po&#39; stupidi perché non riescono a tenere bene su la testa e non deambulano. Mamma mi ha spiegato che sono nati molto dopo di me, ma io non credo sia vero, dato che qualcuno pesa uno o due chili più di me.&lt;br /&gt;
Mentre la mamma fa questo corso che deve essere faticosissimo, io mi giro a pancia in giù e mi trascino su e giù per la stanza a vedere dei giochini di legno meravigliosi.&lt;br /&gt;
Stamattina, mentre arrancavo qua e là, uno di questi bambini scemi si è messo a piangere fortissimo e quella stordita della mamma è venuta a controllare se avevo bisogno di lei, dato che quasi non avevo fatto colazione. Che poi, di &#39;sta cosa che devo fare colazione ne parleremo un&#39;altra volta...&lt;br /&gt;
Insomma, siccome non avevo per niente bisogno della mamma, ho girato la testina (che comunque è faticoso, arrancare in avanti e guardare indietro) e l&#39;ho guardata malissimo, così che capisse che doveva lasciarmi in pace. La tata si è messa a ridere fortissimo e la mamma è scappata con la coda tra le gambe. Oltretutto non le è nemmeno venuto in mente di chiamare la madre di quel cretinetto che urlava perché voleva la tetta...&lt;br /&gt;
Quando il corso è finito siamo andate a casa col passeggino, e lei ha detto che non devo più guardarla male in pubblico...</description><link>http://stelladineve.blogspot.com/2018/09/dal-diario-di-rossanina-2.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4860466138913140024.post-8012060637516777073</guid><pubDate>Mon, 11 Jun 2018 19:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2018-06-11T21:53:19.006+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">maternità</category><title>Dal diario di Rossanina #1</title><description>&lt;i&gt;Martedì 27 marzo 2018, ore 16:49 (circa), sala parto gialla dell&#39;ospedale di Schweinfurt.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;
Che la sala parto fosse gialla, in realtà, è una cosa di cui non sono sicura. Nemmeno la mamma. Lei ricorda solo un cuscino morbido, da allattamento, a fiori gialli e blu, sul quale ha tenuto i gomiti per due ore mentre, in ginocchio sul letto, cercava di aiutarmi a scivolare nella posizione giusta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non deve esserle riuscito tanto bene, perché nel giro di pochi minuti mi hanno messo una cosa in testa, hanno tirato, qualcuno ha spinto sulla pancia della mamma che tremava fortissimo e spingeva pure lei e poff! Ho messo la testa fuori e ho cominciato a piangere disperata. Il papà appena mi ha vista si è messo a ridere e piangere insieme, il tutto con quella rimbecillita della mamma che ancora tremando ha chiesto cosa fosse successo. Cioè, io ho guardato fuori per la prima volta e lei manco se n&#39;è accorta.&lt;br /&gt;
Evidentemente non era tanto concentrata. Però si è fatta furba ed è riuscita a fare uscire il resto del mio corpo, mentre il papà era così fuori che si è messo a parlare italiano con l&#39;ostetrica che doveva essere abituata, perché ha capito lo stesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, mi hanno sganciata dalla mamma e mi hanno appoggiato su di lei. A parte che era tutta sudata e rintronata da litri di anestetico, ne ha combinata subito una.&lt;br /&gt;
Dopo avermi dato un bacino sulla testolina ha tirato su il lenzuolo per guardarmi in mezzo alle gambe. Pensava non l&#39;avessi notata, ma io me ne sono accorta. Lo sa, perché ha fatto la faccia colpevole. Cioè, mesi di ecografie, test sul mio feto-DNA e ... quella ha voluto essere sicura che non avessi il pisello.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Parliamone.&lt;br /&gt;
Rendetevi conto, di che stordita è la mia mamma.&lt;br /&gt;
E non è mica finita qui...&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;</description><link>http://stelladineve.blogspot.com/2018/06/dal-diario-di-rossanina-1.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4860466138913140024.post-2781450516106827171</guid><pubDate>Sat, 01 Apr 2017 19:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2017-04-01T21:16:14.122+02:00</atom:updated><title>Fermarsi</title><description>&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjEZjpVoXFM2TaxsFyN8nxyj91cjtoQAKP1tIv-dlwV74ygqliBA02C10a1C33DJvAQFY2XfFm1WqVTGAYU2ZUdh01fF477MyWIE5SiOV8e79I9yWtOIjf4MCk1Rjo3KiluO7pMpiOt4F8x/s1600/EncCalma.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjEZjpVoXFM2TaxsFyN8nxyj91cjtoQAKP1tIv-dlwV74ygqliBA02C10a1C33DJvAQFY2XfFm1WqVTGAYU2ZUdh01fF477MyWIE5SiOV8e79I9yWtOIjf4MCk1Rjo3KiluO7pMpiOt4F8x/s1600/EncCalma.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.sophiefavarel.com/images/talleres/EncCalma.jpg&quot;&gt;Foto presa dal web&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Non scrivo da una vita, lo so.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono quasi arrivata a pensare che non l&#39;avrei più fatto, e invece...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Può sembrare una motivazione banale, ma... non ho più tempo.&lt;br /&gt;
Ho sempre pensato che il &quot;non ho tempo&quot; fosse la scusa preferita di quelli che non hanno voglia di fare le cose. Ma non è così.&lt;br /&gt;
Da agosto ho presto la decisione di fare un&#39;&lt;a href=&quot;http://madreinitaly.info/lavoro-in-germania-cose-lausbildung/&quot; style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Ausbildung&lt;/a&gt;: lavoro circa 40 ore a settimana, il mercoledì insegno italiano per tre ore di fila (dopo il lavoro, ovvio), nei week-end capita spesso che un po&#39; debba studiacchiare e ogni tanto faccio una visita guidata al museo o un paio di lezioni di storia dell&#39;arte. E anche lì, altro lavoro.&lt;br /&gt;
Ho scoperto di avere un disperato bisogno di dormire un numero di ore decente. E quindi anche il mio post lavoro è diventato una corsa a fare tutto quello che c&#39;è da fare per poter andare a dormire presto, ché le sei del mattino son già qui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo troppo tempo di questa vita, mi sono presa un raffreddore devastante, che mi ha spezzato ogni singolo ossicino. Brandendo la mia &lt;i&gt;Krankmeldung &lt;/i&gt;(certificato medico) sono tornata a casa e ho tirato un sospiro di sollievo. Tre giorni di malattia più il week-end: cinque giorni di tempo per riprendere fiato. E, lo ammetto, per smaltire un po&#39; di lavoro extra che si era accumulato. Con &lt;b&gt;calma.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eppure.. giovedì mi sono sorpresa ad accendere la macchina del caffè e a pensare &quot;quasi quasi, nel mentre che si scalda, vado a fare il letto, così economizzo i tempi&quot;. &amp;nbsp;Sono andata verso la camera a passo deciso e a metà strada mi sono fermata, decisamente turbata. Sono tornata indietro, ho bevuto il caffè e mi sono buttata sul divano con Demelza e Ross Poldark, e ci sono rimasta fino all&#39;ora di pranzo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora mi sento quasi bene, anche se le sei del mattino di lunedì sono già in agguato. Spero di riuscire a non farmi travolgere di nuovo dalla freneticità del tutto e... a prendermi quei 30 secondi con me stessa, davanti alla macchina del caffè, senza sentirmi in colpa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Yoga mi sono iscritta, eh :)</description><link>http://stelladineve.blogspot.com/2017/04/fermarsi.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjEZjpVoXFM2TaxsFyN8nxyj91cjtoQAKP1tIv-dlwV74ygqliBA02C10a1C33DJvAQFY2XfFm1WqVTGAYU2ZUdh01fF477MyWIE5SiOV8e79I9yWtOIjf4MCk1Rjo3KiluO7pMpiOt4F8x/s72-c/EncCalma.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4860466138913140024.post-5836397440551066000</guid><pubDate>Sun, 20 Nov 2016 15:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2016-11-20T16:57:44.742+01:00</atom:updated><title>Nostalgia</title><description>Agli italiani all&#39;estero mancano normalmente la famiglia, il cibo, l&#39;aria di casa. Anche a me fa soffrire la lontananza dagli affetti, e il pensiero che tra poco più di un mese vedrò il Cervino e la Becca d&#39;Aran mi fa salire le lacrime agli occhi dalla gioia e dal sollievo.&lt;br /&gt;
Ma la nostalgia più brutta è quella per ciò che mi sono lasciata alle spalle per sempre, che probabilmente mi sarei lasciata alle spalle anche se non fossi venuta a vivere a Schweinfurt.&lt;br /&gt;
Per il posto che mi ha visto diventare donna, al quale - consciamente o meno - &amp;nbsp;penso ogni giorno. &amp;nbsp;E&#39; una nostalgia dolorosa, perché è difficile colmarla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A me, oggi, manca Parma. Mi manca da morire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi manca il ponte di mezzo, gelido d&#39;inverno e pieno di zanzare d&#39;estate.&lt;br /&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiT0U-cJvt4nriDAhg9_xQu1wIgDlGox3IPJQJS4il-6WWRQYjHQfeQGVWsS4TQriPAw6TVaxKpel3Pog3pH0J0VFyE6i1WCpOqfGocBcAHbJloJjaYVvr-Y5y97Y0IRjsRkTBnK6rHlgHO/s1600/984ParmaFiumeParma.jpeg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;150&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiT0U-cJvt4nriDAhg9_xQu1wIgDlGox3IPJQJS4il-6WWRQYjHQfeQGVWsS4TQriPAw6TVaxKpel3Pog3pH0J0VFyE6i1WCpOqfGocBcAHbJloJjaYVvr-Y5y97Y0IRjsRkTBnK6rHlgHO/s200/984ParmaFiumeParma.jpeg&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_di_Mezzo_(Parma)&quot;&gt;Il ponte di mezzo&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Mi manca guardare l&#39;acqua della Parma. Forse mi manca anche osservare le nutrie, non so.&lt;br /&gt;
Mi manca l&#39;inculato.&lt;br /&gt;
Mi mancano gli aperitivi all&#39;Acquolina e alle Malve.&lt;br /&gt;
Mi manca la pizza al Corsaro e alla Duchessa.&lt;br /&gt;
Mi mancano fermarmi a guardare le vetrine in via Cavour.&lt;br /&gt;
Mi manca camminare fino al fondo di via Repubblica e prendere l&#39;autobus per tornare indietro.&lt;br /&gt;
Mi manca l&#39;albero di Natale in piazza Garibaldi. Anche quello orrendo a pedali del primo anno di Pizzarotti sindaco.&lt;br /&gt;
Mi manca l&#39;aria fresca della sera, e le luci di Natale.&lt;br /&gt;
Mi manca il profumo di caldarroste.&lt;br /&gt;
Mi manca il panettiere di via Garibaldi, e la cioccolata calda al caffè Cavour.&lt;br /&gt;
Mi manca l&#39;autunno al parco ducale, e anche la neve.&lt;br /&gt;
Mi mancano i weekend da sola a studiare in convitto, quando la domenica sera arrivava troppo presto&lt;br /&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: right; margin-left: 1em; text-align: right;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh8qHezV1sQrSVOLA72QJLAasgeV0XUTFlyrI8ZqFwIE0v_3RlSMljAGNaKphU2K40hAoUT5Lrpgup8SK3G9YuCLcSmS2b8dEDN9rEnxcKqzTfTGpir5iQOD7HHZYJqPZja0fbyQdGmQH5V/s1600/12_borgo-della-salute-Parma.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;148&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh8qHezV1sQrSVOLA72QJLAasgeV0XUTFlyrI8ZqFwIE0v_3RlSMljAGNaKphU2K40hAoUT5Lrpgup8SK3G9YuCLcSmS2b8dEDN9rEnxcKqzTfTGpir5iQOD7HHZYJqPZja0fbyQdGmQH5V/s320/12_borgo-della-salute-Parma.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.doser.it/wp-content/uploads/2015/04/12_borgo-della-salute-Parma.jpg&quot;&gt;Via della Salute&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
e mi infastidiva sentire le altre rientrare.&lt;br /&gt;
Mi mancano le cene in compagnia. Mi mancano anche la via crucis nella cappellina e il rosario recitato in cortile, con tutti quelli delle case vicine intenti a guardarci.&lt;br /&gt;
Mi manca Brandy quasi all&#39;angolo tra Borgo San Giuseppe e via Bixio.&lt;br /&gt;
Mi manca entrare da Zara a comprare un ombrello a causa di una pioggia improvvisa, ché io da Zara più che l&#39;ombrello non compro.&lt;br /&gt;
Mi mancano le serate estive seduta sulle panchine di piazza duomo. Non mi manca la persona con cui le passavo, ma quell&#39;atmosfera sì.&lt;br /&gt;
Mi manca la musica che annuncia l&#39;inizio del Festival Verdi.&lt;br /&gt;
Mi manca la colazione al bar.&lt;br /&gt;
Mi manca il rumore della pioggia sul tetto della mia camera, mi manca prepararmi una tisana con la piastra elettrica.&lt;br /&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh7VnmM8_87PbXdfuQYHhk1fDiMvnqUolqdg3BzQ_yi5e3O9HEAedPq_UTBrICIBBBA8e3jP5lkAzX-XJEbyYUtmxiXfmEsosYKCPDOERfLCkczcO8gTY_a9rvqSoh_LXlt2PgzprGHfKsU/s1600/621515_361485290597664_771125557_o.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;213&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh7VnmM8_87PbXdfuQYHhk1fDiMvnqUolqdg3BzQ_yi5e3O9HEAedPq_UTBrICIBBBA8e3jP5lkAzX-XJEbyYUtmxiXfmEsosYKCPDOERfLCkczcO8gTY_a9rvqSoh_LXlt2PgzprGHfKsU/s320/621515_361485290597664_771125557_o.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Il Gran Caffè Cavour&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Mi mancano le persone che hanno condiviso quegli anni con me. E la consapevolezza che sarà molto difficile che possa rivedere tante di loro, almeno non a breve, fa male.&lt;br /&gt;
Mi manca la pausa pranzo appoggiati sul monumento a Verdi&lt;br /&gt;
Mi manca la biblioteca Palatina, e lo sguardo gettato al teatro Farnese.&lt;br /&gt;
Mi manca la torta fritta, e l&#39;erbazzone.&lt;br /&gt;
Mi mancano le case colorate in via della salute.&lt;br /&gt;
Mi manca Chiara, che si siede in camera mia mentre faccio la doccia.&lt;br /&gt;
Mi manca Laura, a cui potevo sempre bussare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi manca ogni cosa. E mi mancherà per sempre.&lt;br /&gt;
Perché Parma è stata magica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</description><link>http://stelladineve.blogspot.com/2016/11/nostalgia.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiT0U-cJvt4nriDAhg9_xQu1wIgDlGox3IPJQJS4il-6WWRQYjHQfeQGVWsS4TQriPAw6TVaxKpel3Pog3pH0J0VFyE6i1WCpOqfGocBcAHbJloJjaYVvr-Y5y97Y0IRjsRkTBnK6rHlgHO/s72-c/984ParmaFiumeParma.jpeg" height="72" width="72"/><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4860466138913140024.post-6924720665438117432</guid><pubDate>Sun, 21 Feb 2016 18:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2016-02-21T19:03:01.096+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">expat</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">La riflessione</category><title>L&#39;espatrio, ovvero informarsi PRIMA di partire. E capire che siete ALTROVE</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ho riflettuto molto sullo scrivere o meno questo post. Rifletto anche ora, mentre sto già digitando.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Perché l&#39;argomento è scottante, perché non conosco le situazioni di tutti, perché è sicuramente facile parlare quando si ha il culo al caldo, e io sicuramente ce l&#39;ho. Ce l&#39;ho adesso che lavoro, ce l&#39;ho adesso che parlo tedesco ma ce l&#39;avevo anche prima.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Però. Però forse questo post può dare una sveglia a qualcuno.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Giornalmente, sui gruppi di italiani all&#39;estero leggo domande che mi sconvolgono. Che mi lasciano con un misto di rabbia e di incredulità. Che mi fanno capire quanto davvero sia elevato l&#39;analfabetismo funzionale del nostro paese, ed è un dolore immenso. Vedere come situazioni di ignoranza grave esistano ancora oggi, nel 2016, è qualcosa che si fa fatica ad afferrare.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Vedere che c&#39;è chi in quelle situazioni ci sguazza, trovando sempre una giustificazione, una scusa per non lottare, per rimanere fermo, preferendo prendersela col prossimo piuttosto piuttosto che ammettere di essere in torto, beh... quello mi fa una rabbia immensa.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Partire e cambiare nazione e abitudini non è facile, MAI. Nessuno ha mai detto che lo sia. &lt;u&gt;Nessuno vi aspetta per darvi il benvenuto e l&#39;assegno di mantenimento. &lt;/u&gt;Nessuno si prenderà la briga di spiegarvi cosa dovete fare per sistemare tutte le cose burocratiche. Nessuno. Il mondo continua a girare, non è che perché siete arrivati vuoi tutto si ferma e tutti corrono a spiegarvi le cose. Sarebbe bello se fosse così ma non lo è.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Se commettete uno sbaglio e ne pagate le conseguenze, non sono gli altri, in questo caso i tedeschi, a essere stronzi. Siete voi che siete in torto. Punto. La legge e le regole non ammettono ignoranza delle stesse. Quando ci si trasferisce in Germania - per esempio - bisogna fare l&#39;assicurazione sanitaria.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Quando ci si trasferisce all&#39;estero per restarci bisogna iscriversi all&#39;AIRE. Nessuno ti viene a prendere a casa se non lo fai, ma è un obbligo sancito dalla legge. Se poi avete problemi con tasse e documenti non vi potete certo lamentare. Non è ammissibile che persone che vivono all&#39;estero da due o tre anni non sappiano &quot;CHI SIA il Consolato&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Esiste Internet. Usatelo. Ma usatelo bene, informatevi prima di partire. Fatelo attraverso siti istituzionali o siti che ad essi rimandano. Sono fatti bene e si riesce a trovare una risposta a tutte le vostre domande, garantito da chi ci è passata. Non fidatevi dei passaparola, da chi dice che &quot;in teoria si deve fare così però anche se non lo fai non importa&quot;, perché importa eccome.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Poi. Mettevi in testa una cosa. Siete ALTROVE. Ve ne siete andati. Non potete pensare di trovare le stesse cose che c&#39;erano al supermercato sotto casa. E soprattutto, non è quello che conta nella vita. Si campa anche senza besciamella o che so io. Distaccatevi da questi attaccamenti morbosi dalle vostre abitudini. E soprattutto, a proposito di abitudini, smettetela di dire che gli &quot;indigeni&quot; del paese in cui vi siete trasferiti sono STRANI. Non avevo fatto caso a questa cosa sgradevole finché la mia insegnante di tedesco non mi ha detto che non ne poteva più di sentirsi dire che i tedeschi erano strani. Allora ho aguzzato la vista e teso le orecchie e mi sono accorta che aveva ragione. Che ovunque si scrive e si dice che i tedeschi - o chi per loro, si intende - sono strani, o pazzi, o proprio &quot;non ci stanno con la testa&quot; o sono malati.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
No, non sono malati. Semplicemente sono DIVERSI. Hanno un&#39;altra cultura, pensano e agiscono in un modo diverso, che vi piaccia o no. Non sta a voi giudicare. Se non siete pronti a conoscere un nuovo modo di vivere - che magari non condividerete mai e non farete mai vostro - state a casa. Detto col cuore.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Nodo dolente: la lingua. A meno che non siate in Arabia Saudita o simili e viviate tra altri immigrati e vi basta l&#39;inglese, DOVETE imparare la lingua del paese di destinazione. Non ci sono santi. A meno che non vogliate vivere da recluse e perennemente dipendenti da qualcuno, ovvio.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Vi svelo un segreto: anche quello è difficile. Per tutti. Anche quelli che la lingua la sanno, all&#39;inizio hanno fatto fatica. Non vittimizzate, cercate di sbrogliarvela dall&#39;inizio.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Fatevi la lista della spesa con lo Zanichelli, invece di &lt;a href=&quot;http://stelladineve.blogspot.de/2016/02/gruppo-facebook-google.html&quot;&gt;chiedere&lt;/a&gt;. Farete del bene a voi stessi e al prossimo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
</description><link>http://stelladineve.blogspot.com/2016/02/lespatrio-ovvero-informarsi-prima-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4860466138913140024.post-8994683513358010623</guid><pubDate>Wed, 03 Feb 2016 14:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2016-02-03T15:58:11.015+01:00</atom:updated><title>&quot;Gruppo Facebook&quot; = &quot;Google&quot;</title><description>E&#39; più di un mese che non scrivo, e come spesso accade mi decido a farlo proprio ora che sono nervosa. Sto aspettando una risposta importante e, come accade spesso in questi casi, cazzeggio in rete e cambio idea sul &quot;cosa fare&quot; ogni venti secondi.&lt;br /&gt;
E insomma, più i gruppi sono stupidi più è facile perderci del tempo. Senza contare che nervosa come sono non potrei mettermi a parlar di libri o simili.&lt;br /&gt;
Sono giunta alla conclusione che parecchie persone siano convinte che un gruppo Fb (e, di conseguenza, le persone che lo compongono) - più o meno &quot;serio&quot; - e Google si equivalgono. Internet ci ha imprigriti, è inutile negarlo. Non dobbiamo più andare in biblioteca, o aprire l&#39;enciclopedia, o telefonare a nostra nonna per reperire un&#39;informazione. Basta andare su Google. Che poi, a dirla tutta, per certe cose preferisco ancora l&#39;enciclopedia e mia nonna, e peccato che non abbia una biblioteca come dico io vicino a casa.&lt;br /&gt;
Da una parte è comodo avere libero accesso a tutte le informazioni. Cosa che richiede un minimo di discernimento, ovvio. Se poi l&#39;informazione non è sufficientemente precisa puoi andare in biblioteca, in cantina a cercare l&#39;enciclopedia o da tua nonna. Oppure puoi chiedere a qualcuno che forse lo sa.&lt;br /&gt;
è, come dicevo sopra, sicuramente &quot;comodo&quot; e relativamente sicuro ma ti priva del piacere della scoperta. Però è il procedimento sensato di ricerca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjml3fr2IUiLw8WJIqdtej_F5UBGFCJ2IMLylTPJFpAGIamhPJd4Y2sPohaO-arLBEkIhHQROW-ShOPRvm0QcaCp5gAbHpiwCAKSHRNUoe4ICBMeYWudHUWTBZBIxZufarrb8o0smRZUgM/s1600/logo-google+copia.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjml3fr2IUiLw8WJIqdtej_F5UBGFCJ2IMLylTPJFpAGIamhPJd4Y2sPohaO-arLBEkIhHQROW-ShOPRvm0QcaCp5gAbHpiwCAKSHRNUoe4ICBMeYWudHUWTBZBIxZufarrb8o0smRZUgM/s1600/logo-google+copia.jpg&quot; height=&quot;240&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Immagine presa da&lt;a href=&quot;http://images.google.de/imgres?imgurl=http%3A%2F%2F3.bp.blogspot.com%2F-tvHzTdeZMqI%2FT7puoBGad5I%2FAAAAAAAACL0%2FxTu0K2Jta8U%2Fs1600%2Flogo-google%252Bcopia.jpg&amp;amp;imgrefurl=http%3A%2F%2Fwww.sommobuta.com%2F2012%2F05%2Ftutorial-per-imbecilli-che-non-sanno.html&amp;amp;h=768&amp;amp;w=1024&amp;amp;tbnid=NS8c4UOYIcdKkM%3A&amp;amp;docid=bvqV6XqnGGqY3M&amp;amp;ei=gRSyVpvDBcG4PMDeldgM&amp;amp;tbm=isch&amp;amp;iact=rc&amp;amp;uact=3&amp;amp;dur=160&amp;amp;page=1&amp;amp;start=0&amp;amp;ndsp=16&amp;amp;ved=0ahUKEwjbh_vK7NvKAhVBHA8KHUBvBcsQrQMIRzAN&quot;&gt; qui&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il procedimento &quot;non sensato&quot; è pensare &quot;Devo fare / comprare questa cosa ma non so come si fa / si dice in tedesco. Potrei chiamare mia nonna, aprire il dizionario, guardare su Google o rompere le palle a dei perfetti sconosciuti. Direi che l&#39;ultima è la migliore&quot;.&lt;br /&gt;
Ed ecco che il &quot;domandante&quot; - mi veniva &quot;postulante&quot; ma è troppo acido - va su Facebook e posta la sua domanda. E se nessuno gli risponde in un secondo si incazza. &quot;Ma come! Non siete tutti qui a dirmi in quale bidone dell&#39;immondizia devo buttare la scatoletta di tonno? Ma che avete tutti da fare?&quot;&lt;br /&gt;
Nel 20% dei casi il domandante riceve una risposta, ringrazia educatamente e la cosa di chiude lì. Anche il tipo che ha risposto non ha fatto in tempo a definirlo un rompicoglioni.&lt;br /&gt;
In un altro 20% dei casi, colui che ha fatto la domanda riceve risposta ma non ritiene opportuno ringraziare. &quot;E insomma, son tutti lì a non fare&lt;strike&gt; un cazzo&lt;/strike&gt;&amp;nbsp;niente, che almeno mi rispondano&quot;. Colui che ha risposto si segna mentalmente il nome del cafone, si promette di non rispondergli mai più e ci ricasca solo mezz&#39;ora dopo.&lt;br /&gt;
Poi.&lt;br /&gt;
Poi viene il temibile 60%. Composto da quelli che fanno la domanda, ricevono la risposta, non ringraziano, non si fidano della tua risposta, o la trovano troppo &quot;complicata&quot;, e guardano su Google o chiedono a qualcun&#39;altro.&lt;br /&gt;
&quot;Eh ma sei sicura che se vivo da vent&#39;anni all&#39;estero mi devo iscrivere all&#39;AIRE? Non basta dirlo alla portinaia? Sei sicura? E ma che sbatti, devo compilare ben due fogli. Ma guarda, secondo me ti sbagli, mio cugino dice che basta comunicarlo al postino e sei a posto. Sei proprio fissata.&quot;&lt;br /&gt;
E allora a te vien da dire, &quot;ma cosa cazzo lo chiedi a me se hai un cugino che sa tutto?&quot;, non lo dici, ti sottrai e ti prometti che non risponderai mai più a certe domande.&lt;br /&gt;
E invece...</description><link>http://stelladineve.blogspot.com/2016/02/gruppo-facebook-google.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjml3fr2IUiLw8WJIqdtej_F5UBGFCJ2IMLylTPJFpAGIamhPJd4Y2sPohaO-arLBEkIhHQROW-ShOPRvm0QcaCp5gAbHpiwCAKSHRNUoe4ICBMeYWudHUWTBZBIxZufarrb8o0smRZUgM/s72-c/logo-google+copia.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4860466138913140024.post-8051556955524213448</guid><pubDate>Sun, 13 Dec 2015 11:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-12-13T12:13:32.518+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">expat</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">germania</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">tedesco</category><title>In meno di un anno....il C1!</title><description>La mia prima cena alla &lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ladeutschevita.it/&quot;&gt;Deutsche vita&lt;/a&gt; &lt;/i&gt;a Torino risale al giugno 2014, con Stefano, i compagni del corso al Goethe - Institut e una delle nostre meravigliose insegnanti, Deniz.&amp;nbsp;&lt;div&gt;
Si parlava del futuro, di progetti, di questo tedesco che tanto facile non sembrava. Esprimevo le mie preoccupazioni: ora mi sembra stranissimo, ma un anno e mezzo fa il mio futuro in Germania era poco più di uno schizzo nebuloso. Sapevo che avremmo avuto una casa e che avrei dovuto imparare il tedesco, ma non sapevo &lt;b&gt;nient&#39;altro&lt;/b&gt;. Proprio per questo mi do tanto da fare per pubblicizzare e spiegare &lt;a href=&quot;http://stelladineve.blogspot.de/2015/03/studiare-il-tedesco-alle-vhs-i-corsi-di.html&quot;&gt;cosa sono e come funzionano i corsi di integrazione&lt;/a&gt;: prima di arrivare qui non potevo neanche immaginare quanto i corsi di lingua siano accessibili ed economici.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Insomma, si chiacchierava di questo e quello, quando Deniz ha &quot;profetizzato&quot; che in un anno sarei arrivata al livello C1. Ho riso e non ci ho più pensato, perché mi veniva spontaneo fare il confronto con la fatica che si fa a prendere le certificazioni linguistiche di inglese. E poi mi ero un po&#39; documentata online, dove è pieno di &lt;strike&gt;coglioni&lt;/strike&gt;&amp;nbsp;persone che scrivono che in meno di due anni non si padroneggia il tedesco. Questo può valere per una persona che lavora otto ore al giorno in un ambiente in cui la lingua non serve, ma non è una verità universale.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Ho cominciato il corso di integrazione qui a Schweinfurt il 19 novembre 2014. Mi sono presa un mese e mezzo di vacanza tra agosto e settembre 2015 e il 10 novembre 2015 ho sostenuto l&#39;esame per la certificazione C1, il cui risultato è arrivato in settimana: giorno più, giorno meno, sono esattamente &lt;b&gt;dodici mesi di lavoro.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjvcE_XBcG2VEl49uPuY8DdcLNwfsHVUpZ-W0RT1obJVopwxhZkCuT4QBthN9xJL2k_ffudocNAbVPfmIB5_QOqNvw0F3Vrpco4i-0T2ZAr-JN_WSS60tJTOHyG1MD1NyHy8pEv9XhdUe_E/s1600/attestato.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;400&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjvcE_XBcG2VEl49uPuY8DdcLNwfsHVUpZ-W0RT1obJVopwxhZkCuT4QBthN9xJL2k_ffudocNAbVPfmIB5_QOqNvw0F3Vrpco4i-0T2ZAr-JN_WSS60tJTOHyG1MD1NyHy8pEv9XhdUe_E/s400/attestato.jpg&quot; width=&quot;220&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Non è un attestato, seppur con un punteggio fantastico, che fa la conoscenza del tedesco.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Appena apro bocca noto gli errori che faccio e a volte mi dispero perché mi sembrano tanti. Soprattutto in questi giorni mi pare di parlare proprio male.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Continuo a cercare di migliorarmi, di leggere in tedesco e di pensare prima di parlare. Non sempre è possibile, soprattutto al lavoro.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Ad ogni modo... le domande, soprattutto della parte grammaticale, non erano semplici: del resto ho sostenuto un esame costruito sul modello del test DSH, il cui superamento è condizione necessaria per frequentare l&#39;Università.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Insomma, complimenti a me. Non è un &quot;traguardo&quot; in termini di conoscenza della lingua, l&#39;ho già detto. Ma sicuramente per alcuni anni rimarrà &quot;l&#39;ultimo esame di tedesco sostenuto&quot;, ed è la degna conclusione di un percorso faticoso.&lt;/div&gt;
</description><link>http://stelladineve.blogspot.com/2015/12/in-meno-di-un-annoil-c1.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjvcE_XBcG2VEl49uPuY8DdcLNwfsHVUpZ-W0RT1obJVopwxhZkCuT4QBthN9xJL2k_ffudocNAbVPfmIB5_QOqNvw0F3Vrpco4i-0T2ZAr-JN_WSS60tJTOHyG1MD1NyHy8pEv9XhdUe_E/s72-c/attestato.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4860466138913140024.post-6311097548764340238</guid><pubDate>Wed, 02 Dec 2015 11:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-12-02T12:54:03.319+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">arte</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">chiacchiere</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">germania</category><title>Come fosse oro</title><description>Dopo più di un mese di riflessioni, di moduli che vengono tirati fuori ogni dieci minuti, di idee che continuano a cambiare, di timore nel darsi una risposta, ieri sono andata a&amp;nbsp;Würzburg per un &quot;colloquio&quot; preliminare per un corso da guida turistica. Corso che dura 5 mesi, durante i quali dovrei fare la pendolare, e che mi darebbe la possibilità di lavorare sempre e comunque da &lt;i&gt;freelance, &lt;/i&gt;a 50 km da casa, con un guadagno - a conti fatti - ridotto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se prima di questo colloquio ero &quot;scettica&quot; ne sono uscita che lo ero ancora di più.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di&amp;nbsp;Würzburg potete leggere qualcosa su &lt;a href=&quot;https://it.wikipedia.org/wiki/W%C3%BCrzburg&quot;&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;. E&#39; una bella cittadina, forse un po&#39; incasinata, ma allegra - soprattutto d&#39;estate, quando è possibile radunarsi lungo il Meno a bere una birra - e internazionale. Come tante città tedesche è stata quasi totalmente distrutta dalle bombe nel 1945 e ricostruita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quello che per noi italiani può essere, anzi è, di enorme interesse è l&#39;affresco del Tiepolo all&#39;interno della &lt;i&gt;Residenz&amp;nbsp;&lt;/i&gt;dei principi vescovi von&amp;nbsp;Schönborn.&lt;br /&gt;
La volta dello scalone (stiamo parlando dell&#39;affresco da soffitto più &lt;u&gt;grande del mondo)&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;della Residenz e la sala imperiale, dove la pittura di Tiepolo si sposa con gli stucchi di Antonio Bossi, sono tra le opere più belle che abbia mai visto. Insomma, ne vale la pena.&lt;br /&gt;
&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi0VMWDNBEAsLAzaDElBZ9BePjP-a_LjVmSNNHFDksOz-oon1q2dbSo8ohNOlJqIMPUcm5viUYhw4sR2QhraAO-OUAxFfC-pA2Vcdk9FqotOggTfeqZClf9ykZvBetmWrk_1s4_5IaHY0Zb/s1600/675px-Interiors_of_Residence_W%25C3%25BCrzburg.jpe&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi0VMWDNBEAsLAzaDElBZ9BePjP-a_LjVmSNNHFDksOz-oon1q2dbSo8ohNOlJqIMPUcm5viUYhw4sR2QhraAO-OUAxFfC-pA2Vcdk9FqotOggTfeqZClf9ykZvBetmWrk_1s4_5IaHY0Zb/s320/675px-Interiors_of_Residence_W%25C3%25BCrzburg.jpe&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt;Sala imperiale.&amp;nbsp;&quot;Interiors of Residence Würzburg&quot; di I, Sailko. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons -&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Per il resto, la città è bella e interessante, ma niente di più. Non può comunque competere, per ricchezza di monumenti e punti di interesse, con le città italiane. E non sto pensando a Roma e Firenze, sia chiaro.&lt;br /&gt;
Eppure...eppure secondo gli organizzatori di questo &lt;i&gt;Ausbildung&amp;nbsp;&lt;/i&gt;sono necessari cinque mesi di corso, di cui due di lezioni - non &lt;i&gt;full time &lt;/i&gt;e non tutti i giorni, ma comunque tanto - per acquisire la competenza necessaria a guidare i gruppi attraverso la città. E, diciamolo, ai mercatini di Natale. Aggiungiamo che le selezioni erano aperte solo ai laureati.&lt;br /&gt;
Secondo il mio personale parere sono esagerati. E&#39; anche assurdo che se io frequento un corso che sto pagando non posso assentarmi senza giustificazione medica. E&#39; buffo che abbiano voglia di specificare che per i madrelingua non è necessario lo &lt;i&gt;Sprachtest. &lt;/i&gt;E meno male, direi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine, come detto in apertura, comunicherò che non è la cosa adatta a me e lascerò il posto a qualcuno di più entusiasta e magari più meritevole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Però sono uscita con l&#39;amaro in bocca.&lt;br /&gt;
Perché questa è - nell&#39;eccesso - valorizzazione del patrimonio artistico. E io vorrei tanto che in Italia potessimo, e volessimo, prendere esempio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</description><link>http://stelladineve.blogspot.com/2015/12/come-fosse-oro.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi0VMWDNBEAsLAzaDElBZ9BePjP-a_LjVmSNNHFDksOz-oon1q2dbSo8ohNOlJqIMPUcm5viUYhw4sR2QhraAO-OUAxFfC-pA2Vcdk9FqotOggTfeqZClf9ykZvBetmWrk_1s4_5IaHY0Zb/s72-c/675px-Interiors_of_Residence_W%25C3%25BCrzburg.jpe" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4860466138913140024.post-1655562729787233997</guid><pubDate>Sat, 14 Nov 2015 10:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-11-14T11:26:09.886+01:00</atom:updated><title>Luci e colori per Parigi</title><description>&lt;br /&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjClT81I5jNsYu4AkFABtCG-OyRbS6lEbSm4LTXPED6wZwKkwxHhBuP8ucmO9oUtt0JFaklJNKkD62vV-0BYEL1_-dNBzU4BhXz8AX5RAvvHT2NP0YBX03vCxUWPeMF-NOLtxemoEvXBtKS/s1600/300850_487333557944864_812389385_n.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjClT81I5jNsYu4AkFABtCG-OyRbS6lEbSm4LTXPED6wZwKkwxHhBuP8ucmO9oUtt0JFaklJNKkD62vV-0BYEL1_-dNBzU4BhXz8AX5RAvvHT2NP0YBX03vCxUWPeMF-NOLtxemoEvXBtKS/s320/300850_487333557944864_812389385_n.jpg&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Foto B. Derla&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Fa parte della natura umana, soffrire con maggiore intensità per qualcosa che ci è vicino, geograficamente e col pensiero.&lt;br /&gt;
Questa mattina mi sono svegliata, e ho acceso il cellulare e prima ancora dei social sono stati un messaggio di Stefano e di mio fratello ad avvisarmi di quello che è accaduto. Mi sono accoccolata sotto le coperte e ho cominciato a piangere disperata per la sorte di Parigi, e ho continuato a singhiozzare mentre facevo colazione, guardando Tagesschau e il discorso di Angela Merkel.&lt;br /&gt;
Cosa fa piangere? L&#39;orrore, la morte. Il mondo trasformato in un videogioco troppo violento. Il fatto che a troppe persone sia capitato &lt;a href=&quot;http://www.nonpuoesserevero.it/2015/11/parigi13112015-uscire-di-casa-e-non.html&quot;&gt;di non fare più ritorno a casa.&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;Si piange per paura, anche se mostrare di non averne è forse l&#39;unica risorsa contro il terrore. Ma il futuro è sempre più nero e spaventoso, e sembra non esserci modo di fermare l&#39;odio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non sono religiosa, non saprei pregare per Parigi. Posto che non credo che serva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono state colpite persone che andavano a divertirsi, a vivere la loro vita in libertà, quella libertà che chi ha sferrato l&#39;attacco odia, citando liberamente Angela Merkel.&lt;br /&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjXgRjJussUcTivWnMx2oUZrwanovQsUOMOlOMyjOBUlOmQcBxpf8HRqI6_MNGbwuiQWjykv3BoeFW5nePrbrRBA6id-Ms9eWxoWLU6e9iXbFLrm_6fBHpJWaETbcAR9sPs_jBGzxmCY2dx/s1600/P1320511.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;240&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjXgRjJussUcTivWnMx2oUZrwanovQsUOMOlOMyjOBUlOmQcBxpf8HRqI6_MNGbwuiQWjykv3BoeFW5nePrbrRBA6id-Ms9eWxoWLU6e9iXbFLrm_6fBHpJWaETbcAR9sPs_jBGzxmCY2dx/s320/P1320511.JPG&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://stefano-vda.blogspot.de/2015/11/parigi-solo-le-piu-belle.html&quot;&gt;Il palazzo del Louvre.&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
E&#39; forse quello che fa piangere più di ogni altra cosa. L&#39;attacco contro una città gioiosa, di cui fin da piccoli siamo abituati a leggere. Una città che per noi è diventata mito, nelle pagine di Hugo e in quelle di Maupassant. Una città che per noi Europei, e non solo, è un sogno. &lt;i&gt;Parigi è sempre una buona idea, &lt;/i&gt;e credo che in tutti noi si faccia strada, almeno una volta all&#39;anno, la voglia di rubare tre giorni e volare a Parigi, per godere di quell&#39;atmosfera, di quei colori, di quella luce. Di quell&#39;anima &lt;i&gt;viva, &lt;/i&gt;che rende la capitale francese così affascinante.&lt;br /&gt;
Non sono immagini nere di lutto, quelle che voglio condividere. Voglio la luce di Parigi, la città dove per due volte sono stata tanto felice. Perché credo sia solo con la luce che possiamo tenere la testa alta contro il male.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhd7gc9eTxfzunmJQoVmYDw2vrO_9gBaHQBOkHyfHFoJJ8n864QQDAuVblnmJCQyL7I2_c9FIx14fHkXjH96eTyO7BNxNkl1YGmKEzLbbKRzArVaX3zWbtu6XwFAvEn36VppQ9R6GoOS34j/s1600/P1330050.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;240&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhd7gc9eTxfzunmJQoVmYDw2vrO_9gBaHQBOkHyfHFoJJ8n864QQDAuVblnmJCQyL7I2_c9FIx14fHkXjH96eTyO7BNxNkl1YGmKEzLbbKRzArVaX3zWbtu6XwFAvEn36VppQ9R6GoOS34j/s320/P1330050.JPG&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://stefano-vda.blogspot.de/2015/11/parigi-solo-le-piu-belle.html&quot;&gt;I colori di Parigi&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;</description><link>http://stelladineve.blogspot.com/2015/11/luci-e-colori-per-parigi.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjClT81I5jNsYu4AkFABtCG-OyRbS6lEbSm4LTXPED6wZwKkwxHhBuP8ucmO9oUtt0JFaklJNKkD62vV-0BYEL1_-dNBzU4BhXz8AX5RAvvHT2NP0YBX03vCxUWPeMF-NOLtxemoEvXBtKS/s72-c/300850_487333557944864_812389385_n.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4860466138913140024.post-1477149322723194589</guid><pubDate>Mon, 02 Nov 2015 16:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-11-02T17:45:21.299+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cultura</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">expat</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">germania</category><title>Dacci oggi la nostra pizza quotidiana. </title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La mia amica Lara scrive, su FB: &quot;Avete mai avuto un compagno di scuola un po&#39; coglione?&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Risposta: sì, tanti. Ma mai come ora.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Di questo ultimo corso di tedesco, grazie al quale a breve mi porterò a casa l&#39;attestato C1, che è un traguardo che sinceramente non pensavo di poter raggiungere così in fretta, non ho parlato molto qui sul blog.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Fondamentalmente perché grazie alle esperienze come &quot;insegnante&quot;, al mio corso di Polefitness, al matrimonio che si avvicina, al lavoro in libreria che comincerà giovedì sto attraversando un periodo sì di grande stanchezza e tensione ma anche e soprattutto sereno.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Avrete già capito che il corso non ha contribuito all&#39;accrescere della serenità. Per quanto gli insegnanti siano sempre gli stessi del B2, e di conseguenza ugualmente preparati e disponibili, ho patito un po&#39; la disorganizzazione della scuola e soprattutto il gruppo: è troppo &quot;piccolo&quot; affinché sia possibile trovare una persona che possa diventare un&#39;amica vera, come mi è successo alla Volkshochschule di Schweinfurt, siamo solo in due che possiamo davvero vantare una buona conoscenza della lingua e, ahimè, c&#39;è tra noi un elemento di disturbo.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Donna, sui quaranta, cinese. Non che la nazionalità sia per me un fattore discriminante, sia chiaro.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Ma sono fermamente convinta che quando si affrontano espatri di queste dimensioni bisognerebbe essere informati in maniera &lt;u&gt;corretta&lt;/u&gt;&amp;nbsp;di quelli che sono gli usi e i costumi tipici del paese di destinazione. Dopo mesi di &quot;insulti&quot; più o meno velati, rivolti soprattutto a me perché sono l&#39;unica che - oltre a lei - in classe partecipa in maniera attiva, ho capito. La signora è convinta che in Europa sia normale dirsi tutto in maniera diretta. Ma con diretta intendo diretta. Direttissima.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Nell&#39;ordine, mi son sentita dire che:&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;Sono eccessivamente brufolosa. Avrei voluto chiederle se fosse a conoscenza di un fenomeno chiamato mestruazioni, ma mi sono trattenuta.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Dovrei dimagrire. Questo annuncio è stata la sua reazione alla mia decisione di iscrivermi a Poledance. &quot;Che bello, penso ti farà anche dimagrire&quot;. &quot;Ne ho bisogno?&quot; &quot;Beh, sì&quot;. Dimmelo nel momento di cui si parla sopra e ti uccido, lo giuro.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Che tutti gli italiani mangiano pizza ogni giorno e muoiono di diabete. Com&#39;era la preghiera? Ah sì, &lt;i&gt;dacci oggi la nostra pizza quotidiana.&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Più o meno ogni giorno sopporto critiche sul mio modo di nutrirmi durante l&#39;intervallo, che si compone quasi sempre di verdure cotte. Fenomeno dal quale capiamo che tutti gli italiani mangiano sì pizza ogni giorno, ma a cena. Oltretutto la signora mi propone sempre di migliorare la mia schiscetta con l&#39;aggiunta di salse varie o panna. Vuole vedermi morta prima del tempo.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Ho sventatamente affermato di avere i calcoli biliari. Mi ha subito chiarito che è colpa della mia alimentazione, troppo grassa. Ma come, non mangiavo troppo insipido? Ah, ma a pranzo. Dimenticavo la pizza. Non è chiaro come la panna sulle zucchine potrebbe aiutarmi, comunque.&amp;nbsp;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Tutti gli uomini italiani ci provano con tutte le donne che vedono e sono dei gran seduttori. Voglio un gran bene al quasi marito, ma a questa affermazione ho subito pensato a lui e sono scoppiata a ridere in faccia alla mia &quot;amica&quot;. Ho provato a spiegare che si tratta di un pregiudizio, ma ha ribadito che no, è proprio così. &amp;nbsp;Figo, scoprire dopo 24 anni di vita vissuta in Italia che gli altri ne sanno di più.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;div&gt;
Tante ne ho dimenticate. Il tutto è condito da un rifiuto totale di capire davvero un&#39;altra cultura, limitandosi a giudicarla, curiosamente sposato con la convinzione che i tedeschi siano una razza superiore.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Del resto, pare sia giunta fino qui proprio per cercarsi un marito. E forse, avrei dovuto chiudere le orecchie a questa rivelazione.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://stelladineve.blogspot.com/2015/11/dacci-oggi-la-nostra-pizza-quotidiana.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4860466138913140024.post-8865649865005686986</guid><pubDate>Tue, 27 Oct 2015 20:46:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-10-27T21:46:02.731+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">expat</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">germania</category><title>Di scuola e di progetti</title><description>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjstKwESdnNWFyxYT5R0hqD_WAQV7neMEpkhb7hOt-HrbqQcbs-3tGNRlVao0Slkks7h3spiFpkXj4UrCAUvz_5T1r2i_qUa3ruo_gK4-uFiuHtjCAcS1ChS0OJiLfGug0LuUKxgR9HOkYm/s1600/11988392_10207834812058963_8216143627507813235_n.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjstKwESdnNWFyxYT5R0hqD_WAQV7neMEpkhb7hOt-HrbqQcbs-3tGNRlVao0Slkks7h3spiFpkXj4UrCAUvz_5T1r2i_qUa3ruo_gK4-uFiuHtjCAcS1ChS0OJiLfGug0LuUKxgR9HOkYm/s320/11988392_10207834812058963_8216143627507813235_n.jpg&quot; width=&quot;176&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Vi ho già parlato del mio &lt;a href=&quot;http://stelladineve.blogspot.de/2015/10/dietro-la-cattedra.html&quot;&gt;corso di italiano per principianti&lt;/a&gt;, che più passano le settimane più mi regala soddisfazioni.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Giovedì è decollato anche il corso di storia dell&#39;arte. Corso che nei due weekend precedenti ho maledetto, perché ho dovuto preparare le lezioni a casa, cercando immagini, collegamenti, sistemando PowerPoint e altre amenità. Sono arrivata a giovedì con la tremarella perché il corso era stato inserito in programma come &quot;corso in italiano&quot;, ma io temevo che i partecipanti parlassero poco la lingua, e di dover parlare &quot;a sorpresa&quot; in tedesco.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Invece... mi sono trovata davanti a sei persone di mezza età dolcissime, che hanno avuto la delicatezza di parlarsi anche tra di loro in italiano!&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il mio corso si intitola &lt;i&gt;Le opere del Rinascimento italiano nei musei della Germania: &lt;/i&gt;ho costruito cioè un percorso tra i dipinti rinascimentali conservati in Germania cercando di mostrare l&#39;evoluzione della pittura attraverso Quattro e Cinquecento, basandomi soprattutto sul dato iconografico.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Al termine della lezione ero davvero soddisfatta e rilassata, anche perché avevo avuto la possibilità di parlare a lungo nella mia lingua di argomenti diversi da quelli quotidiani.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Sto già lavorando al corso per il prossimo semestre...&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
</description><link>http://stelladineve.blogspot.com/2015/10/di-scuola-e-di-progetti.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjstKwESdnNWFyxYT5R0hqD_WAQV7neMEpkhb7hOt-HrbqQcbs-3tGNRlVao0Slkks7h3spiFpkXj4UrCAUvz_5T1r2i_qUa3ruo_gK4-uFiuHtjCAcS1ChS0OJiLfGug0LuUKxgR9HOkYm/s72-c/11988392_10207834812058963_8216143627507813235_n.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4860466138913140024.post-7377109159907763380</guid><pubDate>Fri, 23 Oct 2015 19:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-10-23T21:53:48.407+02:00</atom:updated><title>Vi ho detto che è muta!</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L&#39;altro giorno ho fatto un colloquio... diciamo &quot;preliminare&quot; di lavoro. La persona che mi aveva invitata in tutta fretta, dopo che avevo risposto a un nebuloso annuncio online, mi ha offerto un posto a tempo determinato.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Per ovvi motivi non voglio dare troppi dettagli, però si trattava di una cosa meccanica / noiosa / che richiedeva delle competenze che in parte non ho / che lasciava da parte quasi tutte quelle che ho e soprattutto decisamente &lt;u&gt;sottopagata.&lt;/u&gt;&amp;nbsp;Oltretutto questa attività era incompatibile con il lavoro in libreria che comincia tra due settimane, e dire&amp;nbsp;Tschüss! a un contratto certo per una cosa incerta sarebbe stato da idioti. Per quanto il lavoro in libreria sia, come mi è stato ricordato giusto ieri, un &lt;i&gt;Job &lt;/i&gt;e non un &lt;i&gt;Arbeit, &lt;/i&gt;è innegabile che 1) l&#39; idea mi attira e 2) mi farà bene praticare il mio già più che ottimo tedesco :) fuori dalle mura della scuola.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Pertanto, ieri ho mandato una cortese mail alla simpatica signora per comunicarle che avevo riflettuto e che le chiedevo di non mandare avanti la mia candidatura, per incompatibilità con l&#39;impegno preso in precedenza.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Questa mattina mi arriva la mail di risposta, gentilissima, e chiudo senza pensarci. All&#39;ora di pranzo chissà perché la riguardo e noto una cosa che mi era sfuggita.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Al mio cognome - non lungo - manca una lettera.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Cognome che si sarebbe potuto copiare e incollare da: indirizzo mail, firma, curriculum, oggetto della mail.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Mi si potrà dire che &quot;cosa vuoi che sappiano di come scrive, sei straniera&quot;. Lo so. Infatti non ho problemi a fare lo spelling o a far copiare dalla carta di identità quando capisco che è necessario.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ma se stai scrivendo, cara mia, basta fare copia incolla. Lo faccio anche io, e prima di schiacciare controllo lettera per lettera. Perché è un errore infantile e stupido, di quelli che possono far pensare che non te ne frega niente. Che poi è ovvio, che a quella signora Vattelapesca di me non importi, e ci mancherebbe. Però...però, però, però. Per me quella &amp;nbsp;è una forma di rispetto, di attenzione. Il minimo sindacale, insomma.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A meno che... l&#39;assistente segreta della signora non sia qualcuno dei miei studenti, che stufo di sentirsi ripetere che in italiano una certa consonante è muta abbia deciso di vendicarsi così!&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://stelladineve.blogspot.com/2015/10/vi-ho-detto-che-e-muta.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4860466138913140024.post-1518943158155688217</guid><pubDate>Fri, 16 Oct 2015 19:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-10-16T21:33:50.987+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">expat</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">germania</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">insegnare</category><title>Dietro la cattedra</title><description>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://scontent-frt3-1.xx.fbcdn.net/hphotos-xtp1/v/t1.0-9/12108788_10207738872340530_8623783499119673281_n.jpg?oh=c1f3d068c2ba990202f484827bb716db&amp;amp;oe=56853223&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;225&quot; src=&quot;https://scontent-frt3-1.xx.fbcdn.net/hphotos-xtp1/v/t1.0-9/12108788_10207738872340530_8623783499119673281_n.jpg?oh=c1f3d068c2ba990202f484827bb716db&amp;amp;oe=56853223&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ormai dieci giorni fa è partita in assoluto la mia prima esperienza &quot;dall&#39;altra parte&quot;, ossia &quot;dietro la cattedra&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
O meglio, di fronte a SEDICI persone desiderose di imparare &lt;i&gt;un po&#39; l&#39;italiano perché sai, io vado sempre in vacanza al Lago di Garda e mi piacerebbe cominciare a capire qualcosina.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
In tutte le città, anche le più piccole della Germania, è molto attiva la Volkshochschule, un&#39;istituzione per la formazione continua (&lt;i&gt;weiterbildung&lt;/i&gt;) degli adulti. Offre corsi più o meno di tutto: sportivi, culturali, linguistici, di cucina, di informatica, di ballo, di nuoto, di... qualsiasi cosa. &lt;a href=&quot;http://stelladineve.blogspot.de/2015/09/integration-durch-sport-integrazione.html&quot;&gt;Poledance esclusa.&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Prima dell&#39;estate ho bussato alla porta della responsabile dei corsi di lingue per chiederle se potevamo provare a mettere in offerta un corso di storia dell&#39;arte in italiano. Detto, fatto. Funziona così: l&#39;insegnante, che nella &quot;mia&quot; VHS deve essere madrelingua, avere un minino di esperienza e se possibile un titolo di studio che c&#39;entri qualcosa, propone un&#39;idea. Il corso viene messo in offerta e, se si raggiunge un numero minino di iscritti, parte.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A settembre la stessa signora mi ha mandato una mail chiedendomi se mi sentivo di tenere un corso di italiano per principianti, dal momento che ne era stato messo in offerta uno solo che aveva raggiunto il numero massimo di iscritti. Ok, perché no. Proviamoci.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E così, ho cominciato. La prima lezione è trascorsa più o meno, con loro che facevano tante domande e io che annaspavo e sudavo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ma la seconda è volata! Grazie alla prima avevo capito cosa dovevo fare, preparato un po&#39; di materiale a casa, visto che il libro fornito è ridicolo e... sono tornata leggera e sorridente.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Non è un&#39;attività che si intraprende per i soldi che si possono guadagnare, no. Ma è una cosa bella, che diverte, e che dà tanta soddisfazione. Aspetto con ansia mercoledì prossimo, lo giuro!&lt;/div&gt;
</description><link>http://stelladineve.blogspot.com/2015/10/dietro-la-cattedra.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4860466138913140024.post-3864230625876162752</guid><pubDate>Wed, 23 Sep 2015 19:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-09-23T22:34:11.434+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">expat</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">germania</category><title>&quot;Come va?&quot; &quot;Bene, grazie. Contenta&quot;. - Un anno dopo</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E&#39; passato esattamente un anno da quando, con due macchine caricate fino all&#39;inverosimile, siamo arrivati qui a Schweinfurt.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ricordo tutto di quei primi giorni, come ricordo la dolorosa sera prima della partenza a casa mia. E un po&#39; fa ancora male. &amp;nbsp;Mi ricordo lo sconforto di arrivare in casa e di non sapere da che parte cominciare a disfare gli scatoloni. Ma anche la determinazione con cui ho sistemato tutti i bicchieri colorati in cucina, &amp;nbsp;la macchina del caffé tricolore, e i miei vestiti nell&#39;armadio quando finalmente mi ha raggiunto la mamma.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Dopo un determinato periodo di tempo credo sia normale, guardarsi indietro e fare un bilancio. Se quando siamo arrivati mi sembrava di essere perennemente in una bolla, isolata da persone che parlavano una lingua che per me era solo rumore, ora interagisco, partecipo, capisco, origlio i discorsi, mi diverto e mi innervosisco quando necessario.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Un anno fa non sapevo cosa sarebbe stato di me. Sapevo solo che dovevo iscrivermi a qualche corso di tedesco il prima possibile, e poi? Immaginavo che sarebbe stato un cammino lungo e faticoso, in salita. Invece è tutto filato sorprendentemente liscio. Se tutto va bene, tra meno di due mesi stringerò tra le mie manine l&#39;attestato di livello C1, e posso dirmi assolutamente fiera di me.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Un anno fa pensavo che avrei dovuto cercarmi qualche occupazione, anche del volontariato, pur di riempire il tempo, perché mi ero accorta da subito io a casa non ci sapevo stare.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Invece...ho portato un curriculum un po&#39; per gioco e, subito dopo la fine del corso, lavorerò per tre mesi in una libreria e no, non nel retro a tirare fuori i libri dagli scatoloni, ma a contatto col pubblico.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Oltre a questo, ho la possibilità di insegnare italiano in una scuola. Occupazione forse banale ma per me importante.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Verrà poi il tempo di portare la candidatura a qualche museo, di interrogarmi per capire se voglio fare un master in museologia, o qualcosa di simile. Ma non è adesso. Ora è il tempo di prendere quello che arriva, di mettermi alla prova, di sciogliermi la lingua e di dimostrare a me stessa che ce la posso fare anche in un contesto diverso da quello &quot;scolastico&quot; che conosco bene.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjRa6b13noMSC5FSgxhEvNfBMhJtkjPuQ1viMCNYOjqAwuUBabjjItSLASA7GIduCUci5EGFjxNUhCKPu_cBvFLEfugRFWa-3af4A-Rn1_MRbIkD104Yk3emHxwK7xLxGpHMqbhU_uAoV-k/s1600/12003919_10207573417084252_2158207089303542812_n.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;239&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjRa6b13noMSC5FSgxhEvNfBMhJtkjPuQ1viMCNYOjqAwuUBabjjItSLASA7GIduCUci5EGFjxNUhCKPu_cBvFLEfugRFWa-3af4A-Rn1_MRbIkD104Yk3emHxwK7xLxGpHMqbhU_uAoV-k/s320/12003919_10207573417084252_2158207089303542812_n.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Sì, siamo felici.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Se aggiungiamo a tutto questo la scoperta della convivenza, una proposta di matrimonio in piazza San Marco e il fatto che questo matrimonio lo stiamo organizzando, posso dire che quello trascorso è stato un anno felice.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L&#39;altro giorno ho scritto un messaggio alla relatrice della mia tesi per augurarle buon compleanno, e al suo &quot;come va?&quot; ho risposto, d&#39;impulso con &quot;Bene, grazie. Contenta&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ed è vero, anzi. Verissimo. Da quando sono qui sono contenta. Spesso stanca, perché gestire ogni giorno una lingua straniera che, per quanto l&#39;abbia imparata facilmente, facile non è, mi stanca.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Però cerco di affrontare tutto col sorriso, con positività. E credo che tanta della positività che ho cercato di trasmettere mi stia tornando indietro, perché se all&#39;inizio, completamente sola tutto il giorno, in casa, in una città straniera, di motivi per essere contenta non ne avevo tanti - anzi, diciamolo, ne avevo solo uno - ora ne ho davvero.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://stelladineve.blogspot.com/2015/09/come-va-bene-grazie-contenta-un-anno.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjRa6b13noMSC5FSgxhEvNfBMhJtkjPuQ1viMCNYOjqAwuUBabjjItSLASA7GIduCUci5EGFjxNUhCKPu_cBvFLEfugRFWa-3af4A-Rn1_MRbIkD104Yk3emHxwK7xLxGpHMqbhU_uAoV-k/s72-c/12003919_10207573417084252_2158207089303542812_n.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4860466138913140024.post-4354906423035449182</guid><pubDate>Sun, 20 Sep 2015 15:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-09-20T17:48:51.587+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">expat</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">germania</category><title>Integration durch Sport - Integrazione attraverso lo sport</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Tra i vari consigli che vengono spesso dispensati dagli insegnanti di tedesco, qui in Germania, c&#39;è quello di fare sport per integrarsi.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Un po&#39; perché nelle &lt;i&gt;Verein &lt;/i&gt;(associazioni, più o meno) sportive pare sia davvero possibile conoscere un sacco di gente e migliorare il proprio tedesco, e un po&#39; perché per i tedeschi lo sport è davvero importante, e in alcuni casi lo scrivono anche in curriculum.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L&#39;idea di andare in palestra non mi attraeva proprio per niente: ci ho provato più volte nel corso degli anni e lo sforzo più grande che mi ritrovano a compiere era di natura&amp;nbsp;cerebrale, per giustificare il mio non esserci andata. &amp;nbsp;Pertanto ho scartato l&#39;ipotesi in partenza. L&#39;anno scorso ho seguito un piccolo corso di &lt;a href=&quot;http://stelladineve.blogspot.de/2015/03/yoga-pilates-alla-volkshochschule-di.html&quot;&gt;Yoga Pilates alla Volkshochschule&lt;/a&gt; che mi è sì piaciuto, ma che dal punto di vista dell&#39;integrazione mi ha dato ben poco, vista l&#39;età media delle astanti.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Pertanto, anche se mi sono nuovamente iscritta a Yoga (57 euro per 12 lezioni da 90 minuti ciascuna, ndr), ho deciso di cercare anche qualcos&#39;altro. Per muovermi e per conoscere gente.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Inizialmente avevo pensato di iscrivermi a una Verein sportiva, ma la scoperta che parecchi dei corsi sono - talvolta - tenuti da non professionisti mi ha un po&#39; frenata: la natura mi ha dotato di un&#39;eccellente lassità legamentosa, e ho bisogno che qualcuno controlli sempre se sto eseguendo i movimenti in maniera corretta.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L&#39;anno scorso Stefano mi aveva parlato, di sfuggita, di una strana &quot;danza&quot; col palo praticata da una sua collega. Ho googolato e mi è si è aperto il mondo della &lt;i&gt;poledance, &lt;/i&gt;o &lt;i&gt;polefitness. &lt;/i&gt;Purtroopo ne so ancora troppo poche per rendervi edotti, googolate anche voi.&lt;/div&gt;
&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.poledanceitaly.com/wp-content/uploads/2015/06/Rainbow-Marchenko-960x500.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://www.poledanceitaly.com/wp-content/uploads/2015/06/Rainbow-Marchenko-960x500.jpg&quot; height=&quot;207&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Da &lt;a href=&quot;http://www.poledanceitaly.com/2015/09/pole-dance-signature-trick-cosa-sono/&quot;&gt;PoledanceItaly&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ho cercato dove la facessero qui a Schweinfurt e, sorpresa! C&#39;è una palestra non lontana da casa mia che offre questi corsi e che, sorpresa 2, organizzava un Workshop a pagamento per provare la disciplina. Proprio all&#39;ultimo momento mi sono iscritta e ieri sono andata.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E&#39; stato bellissimo, e mi sono iscritta al corso.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E&#39; faticoso e non facile, ma le istruttrici hanno seguito tutte con attenzione e precauzione e alla fine sono riuscita anche io ad arrampicarmi su quel palo. La cosa bella è, secondo me, che la pratica è &quot;nuova&quot; proprio per tutte, e non c&#39;è il rischio di sentirsi goffa o inadeguata, cosa che spesso mi è capitata essendo - quasi sempre - venti centimetri circa più bassa delle altre che seguono corsi di danza, col risultato che sembro anche più tonda pur non essendolo.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Cosa ancora più bella è che ho parlato con le istruttrici e con qualcuna delle altre ragazze in assoluta scioltezza, senza dover &quot;dichiarare&quot; di essere straniera.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://stelladineve.blogspot.com/2015/09/integration-durch-sport-integrazione.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4860466138913140024.post-7365142162257796065</guid><pubDate>Fri, 18 Sep 2015 14:44:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-09-18T16:44:57.074+02:00</atom:updated><title>L&#39;amore è nelle(tue) cose</title><description>Ancora cinque giorni, e poi sarà un anno che vivo qui a Schweinfurt. Un anno che per me è corso velocissimo, e che come crescita personale è valso forse come 5 o 6. Ho imparato una lingua, so - più o meno - cosa significa avere una casa tutta mia, chiamo &quot;amici&quot; persone che vengono da paesi che non ho mai visto nemmeno in cartolina, e soprattutto non vivo più con mia mamma e mio fratello, ma con l&#39;uomo che ho scelto. E acchiappato, ammettiamolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se guardo indietro, non so se sia come l&#39;avevo immaginato. Forse no, per la semplice ragione che prima non avevo avuto modo di immaginare niente. Credo sia universalmente considerato da coraggiosi, arrivare alla convivenza dopo appena un anno e mezzo di relazione, di cui otto mesi vissuti lontani.&lt;br /&gt;
Non so se lo stiamo stati. Abbiamo fatto solo quello che era logico fare, spinti dalla voglia di stare insieme e dal desiderio di costruirci un futuro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All&#39;inizio non è stato facile, almeno per me. Non è semplice adattarsi a vivere con qualcuno che ha abitudini diverse dalle tue e altre esigenze. Alla fase dell&#39;adattamento è subentrata la routine. Parola buffa, &quot;routine&quot;. L&#39;ho sempre associata a qualcosa di monotono, sempre uguale, all&#39;eterno ritorno della banalità. Ho scoperto che, invece, la routine di coppia è un qualcosa di bellissimo. Dal quale suppongo che non ci debba far travolgere ecc ecc. Però è una cosa bellissima, e verso la fine delle vacanze estive ne sentivo la mancanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#39;amore è - anche, ma forse soprattutto - nei compiti che scegliamo di dividerci. Negli scherzi, nelle schermaglie. In quelle abitudini che non riusciamo ad accettare e che di colpo non vediamo più.&lt;br /&gt;
Ecco, io non sopporto che tu semini i vestiti in giro e che non riponi mai le scarpe, amore.&lt;br /&gt;
Eppure, l&#39;amore è anche lì. Nella canottiera da portare sotto il cuscino, nelle tue pantofole da scavalcare, e tanto altro. Nelle tue scarpe accanto alla scarpiera che non sono solo tue. Sono &lt;i&gt;te, &lt;/i&gt;il tuo atteggiamento. Il tuo modo di entrare in casa e di togliertele abbandonandole lì.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;3 p=&quot;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/3&gt;</description><link>http://stelladineve.blogspot.com/2015/09/lamore-e-nelletue-cose.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4860466138913140024.post-925027965527963847</guid><pubDate>Thu, 10 Sep 2015 09:25:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-09-10T11:25:29.864+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">expat</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">germania</category><title>Voglio essere una Gattamorta. (Ma davvero?)</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Quando vieni cresciuta - nel migliore dei modi, ovviamente - da una madre senza aiuti, senza nessuna nonna o parente vicino, impari da subito che nella vita ci si deve arrangiare. Quando hai un fratello più piccolo di te di otto anni, capisci ancora di più che oltre a doverti arrangiare devi anche, magari, occuparti di qualcun altro oltre a te.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Quando a 18 anni ti iscrivi all&#39;Università a 250 km da casa, devi arrangiarti ancora di più. Nessuno può fare questa cosa per te, consegnare quel documento, sbrigare quella rogna. Però insomma, niente di speciale diciamo. Facevo quello che facevano tutti gli altri, anche se ogni tanto - lo ammetto - rimanevo un po&#39;...stranita... dalle altrui consuetudini familiari. O, per meglio dire, rimanevano straniti loro dalle mie. &quot;Come, tua mamma vi porta in vacanza da sola in Grecia / Parigi / Tunisia?&quot; &quot;Come, tua mamma guida da sola per venire qui?&quot; &quot;Come, andavi tu a prendere tuo fratello a scuola, da sola. Non avevate una babysitter nonna zia cane che lo facesse mentre tu uscivi con gli amici?&quot;. &amp;nbsp;Cioè insomma, per me questa è la normalità. Sono cresciuta nella convinzione che quello che riguarda me lo faccio io, e se riguarda qualcuno di cui mi devo &quot;occupare&quot;, pure. Senza tante storie. Perché mia mamma ha fatto così. E questo mi ha trasmesso. E poi, loro non sapevano che avrebbe guidato da sola per 800 km con un congelatore nel bagagliaio.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Quando ci siamo trasferiti in Germania, parlavo un inglese renziano e niente tedesco. Per un po&#39; sono stata dipendente, in tutto e per tutto, da Stefano. Rilassante? Per niente.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il fatto di non poter avere il controllo, di non poter fare le mie cose con precisione maniacale mi ha disturbato fin dall&#39;inizio. Non ero abituata, e ho capito che non lo sarei stata mai.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Appena ho cominciato ad avere un tedesco passabile, ho iniziato ad arrangiarmi. La trafila per ottenere un&#39;assicurazione sanitaria mi ha dato del filo da torcere, ma alla fine sono stata orgogliosa di avercela fatta.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Dal momento che - se tutto va bene - ad ottobre comincerò ad insegnare in una sorta di università popolare, mi è toccato rivolgermi al Finanzamt (l&#39;ente che si occupa delle TASSE) per chiedere una sorta di codice fiscale. Mi è arrivato a casa un modulo che...se fosse stato scritto in arabo avrei capito uguale. Ieri sera ho costretto il principe consorte a sedere accanto me e ad assistermi nella compilazione. Il suddetto principe consorte dopo tre minuti giocava all&#39;impiccato sul pc, un po&#39; perché lui il tedesco non lo sa e un po&#39; perché...perché contro la mia furia di...&quot;devo fare questa cosa&quot; c&#39;è poco da fare. &amp;nbsp;Dopo una crisi isterica - sì, anche le migliori soffrono di sindrome premestruale - ho deciso che lasciavo il modulo compilato a metà e andavo a farmi aiutare dall&#39;impiegato del Finanzamt stesso. E così ho fatto. E nell&#39;andar lì ho pensato che insomma, sarebbe stato bello avere qualcuno accanto che si assumesse l&#39;onere di fare domande, di capire, di chiarire.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Poi ho pensato che no. Che mi sarei stressata un sacco a non avere il controllo della situazione. Che avrei temuto che l&#39;impiegato pensasse fossi una di quelle che si fa fare tutto dal marito. O comunque una cretina. Per cui è andata bene così.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Però insomma, ogni tanto penso che se rinascessi vorrei essere così. Una di quelle donne bisognose di assistenza. Che piangono e ottengono aiuto concreto e sono felici di accettarlo. Non come me, che piango e vengo sostenuta però poi...risolvo da sola. No, una di quelle creature che non devono preoccuparsi di altro che di essere carine e allegre.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E che quando devono preoccuparsi di altro perché la vita le ha costrette, lo fanno pesare, al punto di convincere qualcuno a prendersi, almeno parzialmente, anche da lontano, cura di loro. Perché secondo me hanno una vita più facile, ecco. Perché riescono a scaricare qualcosa su qualcun altro, e a sentirsi libere. Anche se magari non lo sono.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Però dovrei proprio rinascerci, eh. Perché diventarlo non si può. Mi vergognerei di me stessa. Perché in fin dei conti, io sono contenta di quello che sono.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
</description><link>http://stelladineve.blogspot.com/2015/09/voglio-essere-una-gattamorta-ma-davvero.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4860466138913140024.post-7986871998596104769</guid><pubDate>Mon, 07 Sep 2015 20:46:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-09-07T22:46:06.756+02:00</atom:updated><title>L&#39;armadio dei vestiti da casa</title><description>&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 21.6533px;&quot;&gt;Come capita spesso dopo un rientro, mi sono ritrovata a dover lavare ed asciugare alcune cose che ho portato dall&#39;Italia senza averle passate prima nella lavatrice a Torino, e altre che avevo abbandonato nella cesta prima di partire.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 21.6533px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 21.6533px;&quot;&gt;Successivamente, mi è preso un vago attacco di sacro fuoco dell&#39;ordine e ho anche dato una sistemata ai cassetti. &amp;nbsp;Spero non mi ricapiti per molto tempo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 21.6533px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 21.6533px;&quot;&gt;Bene. Il cassetto più difficile da richiudere si è rivelato quello che ospita i vestiti &quot;da casa&quot;. Fin da piccola ho la mania, trasmessami da mia mamma, di cambiarmi appena entro in casa, fosse solo per 5 minuti. Trovo scomodissimo e antiigienico tenersi addosso i vestiti con cui si è stati fuori.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 21.6533px;&quot;&gt;I miei vestiti da casa non sono tutone antistupro della Decathlon, ma sono vestiti che una volta andavano bene &lt;i&gt;fuori, &lt;/i&gt;come maglioni di cachemire, maglie a maniche lunghe, pantaloni da trekking che sono diventati impresentabili. Insomma, antistupro ma con stile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://theblackpeony.files.wordpress.com/2012/05/bridjet-jones.jpeg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;296&quot; src=&quot;https://theblackpeony.files.wordpress.com/2012/05/bridjet-jones.jpeg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 21.6533px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 21.6533px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 21.6533px;&quot;&gt;Tra i vestiti da casa ci finiscono tutti quei capi dotati di macchie tenaci, acquisti sbagliati, i rarissimi pezzi assurdamente fuori moda e quegli abiti così amati da essere lisi, ma troppo amati per poter essere buttati. Ogni anno il mio armadio subisce una revisione, e gli scarti prendono il via della zona dell&#39;armadio dedicata agli abiti da casa. Potete bene immaginare come questa zona continui a crescere ogni anno, anche perché nemmeno i buchi autorizzano a buttar via i vestiti da casa, non sia mai!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 21.6533px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 21.6533px;&quot;&gt;Mia mamma ogni tanto si lamenta dell&#39;abbondanza del mio guardaroba, sottolineando che ho troppa roba. Vero! Ma è perché non buttiamo più niente da quando ho smesso di crescere, ossia dal &#39;99 circa, non perché ne compri troppa!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 21.6533px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 21.6533px;&quot;&gt;Insomma, potrei sopravvivere chiusa in casa per un anno senza lavatrice, e avrei sempre un look diverso!&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;</description><link>http://stelladineve.blogspot.com/2015/09/larmadio-dei-vestiti-da-casa.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4860466138913140024.post-5739775182133157288</guid><pubDate>Wed, 22 Jul 2015 15:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-07-22T18:08:16.836+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">expat</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">germania</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">tedesco</category><title>Il coraggioso e lo stolzo</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A volte mi capita di non riuscire a tradurre un concetto dal tedesco all&#39;italiano. E&#39; molto normale e pare sia anche un buon segno: significa che il mio cervello è in grado di muoversi autonomamente all&#39;interno di un contesto linguistico, senza bisogno dei soliti riferimenti noti.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Quello che mi è successo ieri, però, ha dell&#39;incredibile.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Leggendo un testo mi sono imbattuta nell&#39;aggettivo &lt;i&gt;tapfer, &lt;/i&gt;che non conoscevo. Ho chiesto lumi alla docente che mi ha spiegato che si usa in riferimento alle persone che &quot;lottano&quot;, anche metaforicamente, con coraggio nonostante e contro le difficoltà e il dolore, resistendo ad essi. Ha aggiunto che non bisogna confondere questo aggettivo con &lt;i&gt;mutig, &lt;/i&gt;coraggioso, dal momento che in molte lingue questi vocaboli non sono distinti.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Apro il dizionario, rigorosamente monolingua, e cerco il significato per sicurezza: perfetto, ho capito. E una vocina mi suggerisce che nella mia lingua esiste un corrispettivo di questa parola.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Già.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ma qual è?!?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Pensa che ti ripensa, non mi viene. Cerco su Pons ma la traduzione è &quot;coraggioso, valoroso&quot;. Non è quella giusta. Ci deve essere un&#39;altra parola, ne sono &lt;b&gt;certa. &lt;/b&gt;E inizia con la S, lo so! Una cosa tipo... stolto? No, quello vuol dire stupido. Pensa meglio, Giulia. Potrebbe forse essere stolzo? &quot;Stolzo&quot; era pericolosamente vicino al tedesco &lt;i&gt;stolz, &lt;/i&gt;orgoglioso, ma mi sembrava già più calzante di &quot;stolto&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Alla pausa successiva, snervata, ho scritto su Whatsapp a mia mamma che mi ha prontamente risposto - senza risparmiarmi le faccine che ridono - che la parola che cercavo è &lt;b&gt;stoico.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
No, ma ce la posso fare a uscire da questo tunnel. Sarò &lt;i&gt;stolza.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://stelladineve.blogspot.com/2015/07/il-coraggioso-e-lo-stolzo.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4860466138913140024.post-109819702766891050</guid><pubDate>Mon, 06 Jul 2015 14:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-07-06T16:45:48.245+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">expat</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">germania</category><title>Zum Arzt</title><description>Siamo arrivati qui nove mesi fa, eppure non mi era mai capitato di aver bisogno di andare dal dottore.&lt;br /&gt;
Del resto non ci andavo mai nemmeno in Italia: avendo la fortuna di avere ginecologa e medico della mutua nella stessa persona mi lamentavo del naso chiuso in occasione del check up che a noi donne tocca più o meno ogni anno e finita lì.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://images.springermedizin.de/servlet/contentblob/5448796/data/736724.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://images.springermedizin.de/servlet/contentblob/5448796/data/736724.jpg&quot; height=&quot;238&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;-webkit-text-stroke-color: rgba(0, 0, 0, 0); -webkit-text-stroke-width: 1px; background-color: white; color: #9c9c9c; font-family: arial, sans-serif; font-size: 11px; text-align: left;&quot;&gt;© imago / NBL&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;immagine presa &lt;a href=&quot;http://www.springermedizin.de/warum-gehen-kranke-menschen-nicht-zum-arzt/5448778.html&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Pertanto, quando dopo una luuunga trafila burocratica tra Krankenkasse tedesca, ASL di Torino, Consolato di Francoforte e comune di Torino sono riuscita ad ottenere la mia tessera sanitaria, me la sono messa nel portafoglio e via, contando di farne uso il più tardi possibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Settimana scorsa mi sono invece accorta che un neo che ho da quando ne ho memoria ha un pochino cambiato forma, e siccome per le cose sconosciute sono dotata di una grande ipocondria mi sono vista già con un piede e mezzo nella fossa - grazie anche alla foto dei melanomi di Google - e ho pensato che sarebbe stato meglio mostrarlo a un dottore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono andata sull&#39;Homepage della mia Krankenkasse, ho cercato una dottoressa della mutua che fosse anche dermatologa e stamattina sono andata, convinta di dover fissare un appuntamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entro, spiego la situazione alla segreteria, le porgo il Bancomat del &lt;i&gt;Credito Piemontese &lt;/i&gt;al posto della &lt;i&gt;Gesundheitskarte&amp;nbsp;&lt;/i&gt;e quando lei - finalmente - &amp;nbsp;mi restituisce la tessera giusta dicendo &quot;Alles Klar!&quot; rimango un po&#39; basita. &quot;Bitte?&quot; &quot;Alles klar, Frau Doktor wird das&amp;nbsp;prüfen&quot; (= bene, la dottoressa lo vedrà). Sì, ok ma quando? &quot;Aber...wann?&quot; Al che la tipa mi guarda come se fossi - oltre che straniera - completamente deficiente e ruggisce &quot;Sie&amp;nbsp;dürfen ins Warteraum!&quot; (Può andare in sala d&#39;attesa). Senza osare proferire parola mi accomodo dove mi era stato indicato - tra l&#39;altro, sala d&#39;aspetto bellissima e piena di giochi per bambini) e nel giro di pochi minuti vengo condotta in una stanzetta dove un&#39;infermiera prende i miei dati per poi cedere il posto alla dottoressa, la quale getta un&#39;occhiata divertita al mio neo che gode di ottima salute e mi comunica che tra ottobre e novembre dovrò tornare per farli esaminare tutti, senza mettere lacca o smalto per le unghie. &lt;br /&gt;
E visto quanti ne ho, dovrò stare lì tre giorni (grazie Laura per lo spunto!)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora, non so se sia stato a causa dello sguardo spaventato che ho gettato al lettino similginecologo, ma si è presa la briga di ripetermi... &quot;Sì, TUTTI&quot;.</description><link>http://stelladineve.blogspot.com/2015/07/zum-arzt.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4860466138913140024.post-6222095217396232616</guid><pubDate>Thu, 18 Jun 2015 17:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-06-18T19:13:26.334+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">expat</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lacrime</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Parma</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sentimenti</category><title>...Nostalgia del Ducato</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ero seduta tranquilla in aula durante la pausa quando mi si è avvicinato un compagno di corso, israeliano. &quot;Giulia, tu sei italiana, ma di dove?&quot;. Mi preparo spiritualmente al solito discorso, alle quattro banalità su Venezia - Roma - Firenze, quando, dopo la mia risposta, lui mi chiede &quot;Conosci anche Parma? Mio fratello frequenta l&#39;Università lì&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Parliamo brevemente di Parma, dei miei cinque anni lì, di suo fratello, e la pausa per me si chiude col sorriso.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Poi arrivo a casa, faccio i compiti, accendo il computer con la voglia di scrivere &lt;i&gt;qualcosa, &lt;/i&gt;qualsiasi cosa, perché è da quando ho preso il treno per tornare a Schweinfurt che mi sento dentro un sentimento strano. Misto di allegria e di nervosismo. Come se dovessi piangere. Nel frattempo, il compagno di scuola mi ha aggiunto su Facebook. Presa dalla curiosità, cerco suo fratello. Trovato. Guardo due foto ed eccole che arrivano, &#39;ste stronze. Le lacrime.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E&#39; da quando sono qui che alla domanda &quot;di dove sei?&quot; rispondo &quot;Torino&quot;. Alla domanda &quot;Geburtsort?&quot; rispondo &quot;Monza&quot;. Quando qualcuno mi chiede perché il mio cognome &quot;non suona tanto italiano&quot; parlo della Valle, e delle montagne. Ma Parma finora l&#39;ho citata solo chiacchierando del mio percorso di studi, come se fosse uno sfondo.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhxiScpP4YHEJPcUp1Q48Q0RdBzHwCEYwC8lEeNh2pN1n4TCMQG-Ko_hFnqWTxbtiP6b3uefCa-2dzz9OonUgZb8yNQTT6BKz926auEHAMaBre776WDOA_-BexZBC-nP_hnuipmPHfqSfB0/s1600/31468_10200642285970306_1759692189_n.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhxiScpP4YHEJPcUp1Q48Q0RdBzHwCEYwC8lEeNh2pN1n4TCMQG-Ko_hFnqWTxbtiP6b3uefCa-2dzz9OonUgZb8yNQTT6BKz926auEHAMaBre776WDOA_-BexZBC-nP_hnuipmPHfqSfB0/s320/31468_10200642285970306_1759692189_n.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ma la conversazione di oggi mi ha ribaltata indietro. Io a Parma ho vissuto, per cinque lunghi anni. Non è stata solo uno sfondo. E&#39; la città in cui sono davvero cresciuta, dove sono diventata la donna che sono. In cui ho stretto amicizie che mi porterò dietro per sempre. E&#39; la città in cui ho fatto esperienze non facili ma bellissime, come la vita in comune o il primo tirocinio, del quale ricordo i protagonisti con immenso affetto.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Parma, per me, è...le stanze del convitto. Le aule della Pilotta, e quelle di via d&#39;Azeglio. Le biblioteche. I miei prof. Il parco ducale alla mattina presto. La bici che saltella sui sanpietrini del centro. L&#39;aperitivo all&#39;Acquolina e il pranzo alle Malve. La pizza in via Garibaldi. Il rosario in cortile, di mercoledì, nei mesi di maggio. Il brontolio continuo sul cibo della mensa. E&#39; avere sempre qualcuno a cui bussare.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Più di due anni fa, ormai, mi sono chiesta &lt;a href=&quot;http://stelladineve.blogspot.de/2013/03/cosa-ne-sara-di-parma.html&quot;&gt;&quot;Cosa ne sarebbe stato di Parma&quot;&lt;/a&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Oggi lo so e... so anche che mi mancherà per sempre.&lt;/div&gt;
</description><link>http://stelladineve.blogspot.com/2015/06/nostalgia-del-ducato.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhxiScpP4YHEJPcUp1Q48Q0RdBzHwCEYwC8lEeNh2pN1n4TCMQG-Ko_hFnqWTxbtiP6b3uefCa-2dzz9OonUgZb8yNQTT6BKz926auEHAMaBre776WDOA_-BexZBC-nP_hnuipmPHfqSfB0/s72-c/31468_10200642285970306_1759692189_n.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4860466138913140024.post-3805738256455765035</guid><pubDate>Mon, 11 May 2015 09:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-05-11T11:50:47.513+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">germania</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">La riflessione</category><title>Livore da Kindergarten</title><description>&lt;a href=&quot;http://www.lastampa.it/2015/05/11/esteri/berlino-grave-il-turista-italiano-picchiato-nel-metr-CSyCW3jeakoHfECSYkUIIL/pagina.html&quot;&gt;Su la pagina Facebook de La Stampa, leggo la triste vicenda di un ragazzo italiano aggredito pare senza motivo all&#39;interno della metropolitana di Berlino&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le storie di violenza gratuita si moltiplicano, purtroppo, ogni giorno. Non conoscono nazionalità e si verificano soprattutto nelle grandi città.&lt;br /&gt;
Cosa si può fare? Nulla, a parte intensificare la vigilaza ed inasprire le pene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#39;accaduto mi lascia con un senso di impotenza e stupore addosso. Si tratta di un evento terribile, e nessuno di noi può - credo - sentirsi davvero &quot;al sicuro&quot;. Può accadere anche a me, o alla persona che amo, all&#39;improvviso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma ciò che suscita la mia rabbia, la mia indignazione, il mio nervosismo, sono i commenti che accompagnano questo articolo. Pochissime le parole di solidarietà per il ragazzo che versa in gravi condizioni di salute. Tantissimi gli insulti - anche volgari - al popolo tedesco, a Frau Merkel, a questo Paese, troppe le battutine sarcastiche.&lt;br /&gt;
&quot;Ah, succede anche nella civile Germania&quot;? &quot;Civile e Germania nella stessa frase? Ossimoro!&quot;&lt;br /&gt;
&quot;Tedeschi di merda&quot; &quot;La Germania è MOLTO pericolosa&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cosa esce da quelle frasi? Invidia per un paese che sta meglio del nostro? Quella gioia malvagia che viene fuori quando succede qualcosa di brutto a qualcun&#39;altro? Una rivalità nata dopo la guerra - o forse prima - e mai sopita?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La risposta non ce l&#39;ho. Probabilmente non ce l&#39;hanno nemmeno quei commentatori a cui una tastiera e una connessione hanno fatto pensare che libertà di parola e libertà di dire tutte le stronzate che ci vengono in mente coincidessero.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la smetteremo di essere un popolino divorato dalla maldicenza e dal livore? Quando impareremo il valore della condivisione e della compassione? Quando impareremo a comportarci da persone adulte, e non da bambini di due anni? E a tacere, se proprio non abbiamo niente di sensato da dire?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
P.S. Il primo che commenta dicendo che però, anche &lt;i&gt;Der Spiegel, &lt;/i&gt;contro Schettino... lo lancio fuori dalla finestra.</description><link>http://stelladineve.blogspot.com/2015/05/livore-da-kindergarten.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4860466138913140024.post-7026773884923471590</guid><pubDate>Thu, 07 May 2015 07:40:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-05-07T09:40:03.097+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cultura</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">expata</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">germania</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">storia</category><title>Concetti liquidi - La cultura generale </title><description>Un paio di mesi fa ho scritto un &lt;a href=&quot;http://stelladineve.blogspot.de/2015/03/studiare-il-tedesco-alle-vhs-i-corsi-di.html&quot;&gt;post&lt;/a&gt; nel quale spiegavo il funzionamento dei cosiddetti &quot;corsi di integrazione&quot; qui in Germania. Al termine del corso di lingua, che dura di norma sei mesi, c&#39;è un altro piccolo corso nel quale vengono illustrate la vita politica e culturale della Germania, oltre alla storia &quot;recente&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.tagesschau.de/multimedia/bilder/berlinermauer122~_v-videowebm.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://www.tagesschau.de/multimedia/bilder/berlinermauer122~_v-videowebm.jpg&quot; height=&quot;180&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Immagine presa da &lt;a href=&quot;http://www.google.de/imgres?imgurl=http%3A%2F%2Fwww.tagesschau.de%2Fmultimedia%2Fbilder%2Fberlinermauer122~_v-videowebm.jpg&amp;amp;imgrefurl=http%3A%2F%2Fwww.tagesschau.de%2Fmultimedia%2Fbilder%2Fberlinermauer152.html&amp;amp;h=288&amp;amp;w=512&amp;amp;tbnid=xIHmsYNMeMXYuM%3A&amp;amp;zoom=1&amp;amp;docid=atw-tzaKZwQE5M&amp;amp;ei=QxZLVYarEcTNygOPiYGABQ&amp;amp;tbm=isch&amp;amp;iact=rc&amp;amp;uact=3&amp;amp;dur=620&amp;amp;page=1&amp;amp;start=0&amp;amp;ndsp=10&amp;amp;ved=0CDkQrQMwAQ&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Il corso è più noioso di quanto avevo immaginato ma non difficile. E&#39; sufficiente ricordare alcuni dettagli del sistema politico / elettorale tedesco e sei a posto. Il resto, poi, è &lt;i&gt;cultura generale.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&quot;Cose che non puoi sapere&quot;.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Pensavo.&lt;br /&gt;
Insomma, c&#39;è stata una guerra, milioni di ebrei sono stati sterminati, dopo (un &lt;i&gt;po&#39;&lt;/i&gt;&amp;nbsp;dopo) la DDR ha tirato su un muretto e fatto fuoco su tutti quelli che cercavo di oltrepassarlo. Lo sa pure il mio cane.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Non puoi non saperlo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Io non sono un&#39;appassionata di storia. Faccio sempre confusione con le date. Ho dovuto affrontare tutti gli esami all&#39;Università pregando che non mi facessero nemmeno per sbaglio domande di storia.&lt;br /&gt;
Quando leggo Hugo o Tolstoj devo buttar l&#39;occhio a Wikipedia ogni dieci pagine. Non ricordo mai l&#39;inizio e la fine del periodo elisabettiano. Non so nulla della rivoluzione russa.&lt;br /&gt;
Ma santo cielo, Hitler! Il muro di Berlino!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Niente. Ci sono persone che non ne sanno nulla. So che non in tutti i paesi l&#39;istruzione è diffusa come in Italia. So che non tutti hanno potuto, a casa loro, frequentare le scuole. Ma per noi sarebbe &lt;b&gt;impossibile &lt;/b&gt;non sapere niente degli eventi sopra citati. Un documentario, un film, un quadro, un libro, anche per bambini, un evento in memoria di... Insomma, tutti sappiamo almeno qualcosa di quel periodo storico che riguarda così da vicino la storia dell&#39;Europa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono tante le cose che ho imparato vivendo qui in Germania, ora che lo straniero sono io e mi trovo a contatto con tanti stranieri. Una delle più importanti è questa. Che non bisogna dare nulla per scontato. Che quello che è ovvio per me non lo è per il mio prossimo. E sono contenta che qui ci sia un sistema di formazione per adulti così efficiente, che non sia mai troppo tardi per imparare.</description><link>http://stelladineve.blogspot.com/2015/05/concetti-liquidi-la-cultura-generale.html</link><author>noreply@blogger.com (Anonymous)</author><thr:total>0</thr:total></item></channel></rss>