<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/atom10full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" gd:etag="W/&quot;DEcMSX4yfip7ImA9WxNUGEU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-17417540</id><updated>2009-11-10T20:48:08.096Z</updated><title>il blog dell'ANARCA</title><subtitle type="html">...il blog di Giampaolo Rossi...</subtitle><link rel="http://schemas.google.com/g/2005#feed" type="application/atom+xml" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/feeds/posts/default" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/" /><link rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><link rel="next" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false&amp;v=2" /><author><name>Martin Venator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12032779925623903924</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version="7.00" uri="http://www.blogger.com">Blogger</generator><openSearch:totalResults>171</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><link rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/blogspot/QdVl" type="application/atom+xml" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com" /><entry gd:etag="W/&quot;DkcEQXg-cSp7ImA9WxZaFUs.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-17417540.post-5388238419147174300</id><published>2008-04-29T17:24:00.009Z</published><updated>2008-04-30T14:00:00.659Z</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-04-30T14:00:00.659Z</app:edited><title>più di una vittoria</title><content type="html">&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_NcbK23LJOWc/SBdk3lzbvBI/AAAAAAAAAPY/k881mpM8Peo/s1600-h/foto+ansa.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194731601398578194" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_NcbK23LJOWc/SBdk3lzbvBI/AAAAAAAAAPY/k881mpM8Peo/s200/foto+ansa.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_NcbK23LJOWc/SBdkkFzbvAI/AAAAAAAAAPQ/_6iuWUnacHA/s1600-h/foto+ansa.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;strong&gt;E’ bello tornare nel proprio blog dopo tante settimane di campagna elettorale. Aprire la porta, accendere la luce e trovare tutto come prima. I post di due mesi, la faccia di Paolo sempre lì sognante. Certo, il blog dell’Anarca non è accogliente come il loft di Veltroni, ma in questi tempi di traslochi politici è meglio accontentarsi di un monolocale a Tocqueville che di &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/politica/partito-democratico-14/partito-democratico-14/partito-democratico-14.html" target="_blank"&gt;1000 metri nel cuore della Roma ex-veltroniana&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;L’ultimo post è stato scritto il 26 marzo scorso; un mese fa e un’Italia fa. Prodi c’era e non c’era, Sircana non c’era mai stato o ce l’eravamo solo sognato, Veltroni era nel bel mezzo di una&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2045573124" target="_blank"&gt;“rimonta spettacolare”&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Gianni Letta si rivolgeva a Rutelli con un &lt;em&gt;“ciao Sindaco!”&lt;/em&gt;, le piazze del PD &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;si gonfiavano dell’orgoglio della nuova sinistra, i muri erano pieni di manifesti comunisti con slogan simpatici tipo: &lt;em&gt;“fai una cosa di sinistra. Votala”&lt;/em&gt;, appunto, e Sabrina Ferilli saliva sul palco con Rutelli e ci spiegava che&lt;/span&gt; &lt;a href="http://notizie.alice.it/notizie/politica/2008/04_aprile/24/campidoglio_ferilli_rispetto_a_alemanno_io_sono_schopenauer,14644303.html?pmk=nothppol" target="_blank"&gt;lei si sentiva come Schopenhauer perché Alemanno parlava come la Ferilli&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Ora è tutto cambiato.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/2008/04/29/84467-ronaldo_notte_viados.shtml" target="_blank"&gt;Sircana è in Brasile con Ronaldo&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;… forse. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;strong&gt;Veltroni è in Africa… quasi. Rutelli è in Thailandia… a casa di Bettini. Le piazze del Pd si sono svuotate per riempire quelle di Grillo. La sinistra comunista… boh, non pervenuta. E la Ferilli è tornata a sentirsi come la Ferilli.&lt;br /&gt;Intanto a Palazzo Chigi è tornato il genio dannunziano e sul Campidoglio sventola il tricolore e non più quello straccio arcobaleno che per anni ha messo a posto le coscienze buoniste e radical chic della Roma veltroniana. Sansonetti su Liberazione non si da’ pace di avere un sindaco con la croce celtica al collo (e perché nessuno gli ha detto che anche l’Anarca ce l’ha da sempre… senno’ sai che casino). I romani invece la pace l’hanno trovata spernacchiando l’antifascismo ideologico che spiega ancora una volta perché in politica Darwin ha ragione e i comunisti italiani, come i brontosauri, si sono estinti non per colpa di un meteorite ma perché avevano il cervello troppo piccolo.&lt;br /&gt;Un sogno l’avevamo, noi che la politica l’abbiamo fatta, mangiata e respirata per le strade di Roma: vincere in questa città. Ci siamo riusciti e le lacrime di gioia e gli abbracci e i cortei spontanei che ieri hanno attraversato Roma raccontano una storia che solo la destra romana può capire. Una vittoria da dedicare a Paolo Di Nella, a Tony Augello, A Paolo Colli, a Mak, a tutti i fratelli che non ci sono più, perduti tra anni di piombo e destini infelici … e a noi che ci siamo anche grazie a loro.&lt;br /&gt;La vittoria di Roma è la vittoria di Gianni Alemanno ma anche di quegli ex-ragazzi oggi 50enni, come &lt;span style="color:#990000;"&gt;Fabio Rampelli&lt;/span&gt;, &lt;span style="color:#990000;"&gt;Andrea Augello&lt;/span&gt;, &lt;span style="color:#990000;"&gt;Umberto Croppi&lt;/span&gt;, che a cavallo degli anni '80 e '90 inventarono uno dei laboratori culturali e politici più importanti che la destra italiana abbia mai avuto: quello del Fronte della Gioventù romano, di quel miracolo di radicamento e progettualità politica che Goffredo Bettini studiò a fondo prima di inventarsi il veltronismo, cercando di capire l’anomalia di una nuova destra che sapeva armonizzare identità comunitaria, radicamento e modernità politica e sociale.&lt;br /&gt;Ora, dopo Roma, il centro-destra non ha più alibi. O cambia l’Italia o muore. O il Cavaliere avvia la stagione del ricambio generazionale della classe dirigente (non solo politica) mettendo in soffitta il vecchio ciarpame e dando spazio a quella generazione di 40-50enni che è stata il motore trainante di questa straordinaria e storica vittoria, oppure il progetto di una grande forza liberale, conservatrice e identitaria, diventa l'ennesima occasione perduta per un Paese che non ha bisogno di un sogno, ma di una rinascita vera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall’altra parte la sinistra ha avviato la solita &lt;em&gt;"approfondita fase di riflessione"&lt;/em&gt;. Pare che ancora ci riesca sdraiata sul lettino dello psicanalista. Rutelli ha detto che lo hanno &lt;em&gt;“mandato a sbattere in una città devastata, ridotta allo stremo”&lt;/em&gt;. Brutto risveglio! Qualcuno giura di aver sentito Veltroni dire di non essere mai stato Sindaco di Roma… così come non è mai stato comunista. Il "Modello Roma" con cui ci hanno scassato i cosiddetti per 5 anni, non è mai esistito, come il famoso "Rinascimento napoletano" di Bassolino. L’intellettualismo militante e salottiero che in questi anni ci ha raccontato una città che non esisteva dimostra una cosa sola: che, fatte le debite distinzioni, gli intellettuali italiani non capiscono un cazzo. E che nessuno più di loro è lontano dal cuore di questo paese, dai bisogni, dalle esigenze e dalle aspirazioni della gente comune. Il canto del cigno di una classe intellettuale che continua dominare nelle università, nelle redazioni di giornali, nei premi letterari, nelle feste del cinema d’autore, nei luoghi insomma dove dovrebbe costruire immaginario simbolico e identità collettive, ma che rimane la più insignificante del mondo.&lt;br /&gt;La sconfitta di questa sinistra dimostra anche un’altra cosa: che la sua classe dirigente politica è la più sopravvalutata d’Europa. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Ora la resa dei conti è vicina. La foto sopra descrive come in negativo, il vero problema del Pd. In teoria la sconfitta di Roma potrebbe rappresentare la fine di quel sistema di potere che è tuttora alla base del modello veltroniano del Pd che a Roma è nato e lì ha preteso di organizzare struttura e strategia. Si aprono scenari nuovi che potrebbero rispostare l’asse del potere della sinistra italiana verso il più tradizionale e fedele sistema clientelare emiliano delle cooperative e della finanza di partito; magari aprendo la strada a personaggi più nordisti come Bersani (che non a caso D’Alema non volle che si candidasse per le primarie contro Veltorni per non bruciarsi). Un terremoto potenzialmente devastante. Però c’è un però. Il solito però che rende la politica così straordinariamente imprevedibile. Dopo la riunione dell’ufficio politico del PD, Veltroni ha detto che nessuno mette in discussione la sua leadership. Questo ci rassicura di continuare a vincere ancora per un bel po’….&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17417540-5388238419147174300?l=blogdellanarca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/feeds/5388238419147174300/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=17417540&amp;postID=5388238419147174300&amp;isPopup=true" title="51 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/5388238419147174300?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/5388238419147174300?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2008/04/pi-di-una-vittoria.html" title="più di una vittoria" /><author><name>Martin Venator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12032779925623903924</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12933462065117412968" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp2.blogger.com/_NcbK23LJOWc/SBdk3lzbvBI/AAAAAAAAAPY/k881mpM8Peo/s72-c/foto+ansa.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">51</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DkcGSHo9fip7ImA9WxZaFUs.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-17417540.post-1609727484239607347</id><published>2008-03-26T14:00:00.013Z</published><updated>2008-04-30T14:00:29.466Z</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-04-30T14:00:29.466Z</app:edited><title>se tanti intellettuali sono uno solo</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R-pX6m--caI/AAAAAAAAAPI/1M_oozKs4Ok/s1600-h/Felice+Casorati,+Scodelle,+1919.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5182050985651892642" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="Felica Casorati, Scodelle, 1919" src="http://bp0.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R-pX6m--caI/AAAAAAAAAPI/1M_oozKs4Ok/s200/Felice+Casorati,+Scodelle,+1919.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#666600;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;di Giampaolo Rossi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#666600;"&gt;Paolo Mieli fa parte di quella maggioranza di intellettuali italiani che è riuscita spesso a sbagliare, con sistematica precisione, giudizi, analisi e scelte di campo. Negli anni ’70, per esempio, fu in prima fila tra i firmatari degli appelli più deliranti e scemi che hanno marchiato a fuoco l’impegno della classe intellettuale italica nel dopoguerra; come quello in cui, a difesa dei giovani di Lotta Continua sotto inchiesta, s’impegnava &lt;em&gt;“a combattere un giorno con le armi in pugno contro lo Stato fino alla liberazione dai padroni”&lt;/em&gt;; o quell’altro contro il povero commissario Calabresi, anche se, a differenza di quasi tutti quella poltiglia intellettuale che partecipò al linciaggio che portò poi all’assassinio, lui è stato uno dei pochi a chiedere scusa e a pentirsi per un’infamia sulla quale molti altri hanno invece costruito le loro fortune e i loro premi Nobel.&lt;br /&gt;Errori di gioventù sia chiaro, che però con il passare del tempo sono stati accompagnati da altri errori di maturità forse meno tragici ma ugualmente netti. Due anni fa Paolo Mieli, è stato uno dei più illustri sponsor di quello che si è rivelato il peggior governo della storia repubblicana, arrivando a piegare la storica imparzialità del Corriere della Sera con un editoriale ad un mese dalle elezioni del 2006 in cui auspicava &lt;em&gt;“in modo chiaro e senza giri di parole un esito favorevole ad una delle due parti in competizione: il centrosinistra”&lt;/em&gt;; niente di grave, sia chiaro, se non per noi la rassicurazione che per fare il direttore del quotidiano di via Solferino non occorre necessariamente capire qualcosa di politica.&lt;br /&gt;Più recentemente, dalla tribuna di &lt;em&gt;Ballarò&lt;/em&gt;, Paolo Mieli è arrivato a zittire Pierluigi Davigo rinfacciando al magistrato militante il più eclatante episodio di uso politico della giustizia: &lt;em&gt;“Ci sono stati casi di presidenti del Consiglio che furono sottoposti ad un’iniziativa giudiziaria che concorse alla caduta di un governo, e poi furono assolti dai reati. Questo non merita nessuna riflessione? Possiamo andare avanti così?”&lt;/em&gt;. Il riferimento all’avviso di garanzia a Silvio Berlusconi nel 1994 era puramente voluto e coraggioso se non fosse che l’amnesia di Paolo Milei gli ha fatto dimenticare che a fianco di una magistratura in quel caso eversiva, agì un circuito mediatico altrettanto eversivo che ebbe proprio nel Corriere della Sera lo strumento di condizionamento più forte. Una amnesia che ha impedito a Mieli di ricordare che lo scandalo di quell’avviso di garanzia a tempo, è stato che esso fu inoltrato a mezzo stampa dal Corriere della Sera di cui lui era allora direttore.&lt;br /&gt;Paolo Mieli è il paradigma di un mondo intellettuale e giornalistico italiano cha fa fatica ad uscire dalla propria autoreferenzialità, e dall’autocompiacimento. Quel mondo intellettuale che attraversa con noncuranza la lotta di classe e i salottini confindustriali, il giustizialismo e il garantismo, avendo sempre la premura di evitare che il giudizio della storia si abbatta come mannaia sulle scemenze dette o scritte. In fondo Mieli è come Bocca, come Scalfari, come Colombo, come molti altri dei grandi intellettuali giovani e vecchi che quotidianamente ci regalano il loro pensiero sulle colonne dei grandi quotidiani. Sia chiaro, nulla a che vedere con il sacrosanto diritto di cambiare le proprie idee. Ma il fatto che le idee si cambino solo quando la storia ha provveduto a smontarle, ci impone una riflessione seria sulla capacità della nostra classe intellettuale di anticipare gli eventi e di cogliere i mutamenti in atto. intellettuale italiana assume così i caratteri di una casta parassitaria, incapace di produrre idee innovative, di pensare il mondo che cambia fuori dagli interessi di parte; limitata nelle analisi, priva di capacità di sorprendere, provocare, stimolare dibattiti che vadano oltre gli insipidi e imbevibili caffè brodosi offerti dentro un pensiero omologato, bravo solo ad adagiarsi sulle regole del potere della nuova società dell’informazione.&lt;br /&gt;Quando nei mesi scorsi, i salottini radical-chic sono stati attraversati dal fremito della crisi della politica e dall’arrivo di una nuova stagione di antipolitica che come un vento avrebbe spazzato via l’odiata casta, qualche diffidenza ci ha colto. Non solo per l’idea che i nuovi moralizzatori plauditi da folle annoiate e da noiosi intellettuali fossero persone come Beppe Grillo e Montezemolo; ma perché abbiamo creduto che un’analisi così stranamente puntuale, nata da un’operazione di marketing editoriale quale quella del libro di Rizzo e Stella, e alimentata dalle grandi firme dei grandi giornali dei grandi gruppi industriali, sembrava funzionale a trascinare nel baratro tutto il sistema politico per coprire il fallimento del governo Prodi e l’imbarazzo di quelli che lo avevano voluto e difeso.&lt;br /&gt;E non avevamo tutti i torti. Ora che il governo Prodi è ruzzolato malamente ci accorgiamo di quanto strumentali fossero quelle analisi che non tenevano conto, al contrario, dell’enorme voglia di politica, di partecipazione, di protagonismo, che un’Italia in movimento manifestava nella folla del Family Day, nei referendum sindacali, persino nel ritorno in piazza di anacronistiche femministe. Non era in crisi la politica; era in crisi una delle culture politiche di questo paese: quell’imbroglio intellettuale che per decenni aveva legato insieme il cattolicesimo progressista alla cultura marxista, costruendo il più spietato sistema di potere clientelare di questi ultimi anni: quello cattocomunista.&lt;br /&gt;Ora che la fine del centrosinistra appare non solo come la fine indecorosa di una legislatura ma come esaurirsi di una fase storica, il limite di analisi di buona parte di giornalisti e intellettuali appare con tutta evidenza.&lt;br /&gt;I grandi mezzi di informazione italiani e la casta giornalistica che li alimenta appaiono sempre più il luogo di interesse di nuovi e vecchi poteri, e sempre meno uno spazio di diversità di pensieri altri e di confronto. Così facendo sembrano rendere attuale ciò che &lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Henry James&lt;/span&gt; scriveva nel 1903 sul mondo della stampa: &lt;em&gt;“i giornali, vanto della nostra epoca, benché apparentemente molteplici, sono uno solo”&lt;/em&gt;. Anche i tanti intellettuali, in fondo, sembrano uno solo.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;© Il Borghese, Marzo 2008&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;color:#666600;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;Immagine:&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Felice Casorati, Scodelle, 1919&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17417540-1609727484239607347?l=blogdellanarca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/feeds/1609727484239607347/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=17417540&amp;postID=1609727484239607347&amp;isPopup=true" title="22 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/1609727484239607347?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/1609727484239607347?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2008/03/se-tanti-intellettuali-sono-uno-solo.html" title="se tanti intellettuali sono uno solo" /><author><name>Martin Venator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12032779925623903924</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12933462065117412968" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp0.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R-pX6m--caI/AAAAAAAAAPI/1M_oozKs4Ok/s72-c/Felice+Casorati,+Scodelle,+1919.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">22</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CE8ARXk4fyp7ImA9WxZVEEU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-17417540.post-4312100684013269264</id><published>2008-03-18T12:11:00.010Z</published><updated>2008-03-21T07:00:44.737Z</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-03-21T07:00:44.737Z</app:edited><title>Veltroni, la morte come show</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R9-_gCrZXaI/AAAAAAAAAPA/26Olvl6dv9o/s1600-h/eakins_agnew.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5179068653694967202" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="Thomas Eakins, The Agnew Clinic, 1889" src="http://bp2.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R9-_gCrZXaI/AAAAAAAAAPA/26Olvl6dv9o/s200/eakins_agnew.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;&lt;em&gt;di Giampaolo Rossi&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#6600cc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#6600cc;"&gt;Il&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#6600cc;"&gt; veltronismo è tante cose insieme che nel loro insieme sono nulla. E’ una bella politica che però non è politica perché nel suo mescolare utopia e sogno, in fondo la nega. E’ cultura salottiera, che però non è cultura perché non prova a leggere il mondo che cambia, ma si riduce a intellettualismo nevrotico e narcisista. Ma il veltronismo è soprattutto ricerca emozionale per trasformare la politica e la cultura in semplici suggestioni; e in questa ricerca Veltroni utilizza spesso la morte come un elemento di costante presenza, quasi per compensare qualcosa di sé.&lt;br /&gt;Marianna Madia, la giovane “economista” capolista del Pd a Roma, in una recente intervista al Corriere della Sera, ha rivelato che Walter Veltroni fu conquistato da lei al funerale del padre, folgorato dal “piccolo discorso” che lei fece e di cui neanche si ricorda. Che un funerale diventi il luogo di selezione della nuova classe politica del Pd può essere oggetto di facile ironia, ma il problema è più complesso. L’episodio non casuale, conferma un’ossessiva quanto inquietante dipendenza veltroniana dalla morte che mette insieme uno spirito adottivo (che va dai figli degli amici scomparsi&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#6600cc;"&gt; di cui si circonda, ai bambini africani), ad un uso strumentale e politico della morte.&lt;br /&gt;Nel febbraio scorso durante il discorso di commiato da Sindaco al Palalottomatica di Roma, Veltroni ha citato un elenco interminabile di morti. Una sorta di seduta spiritica collettiva dove ha evocato molte giovani vittime di tragici fatti di cronaca: Gabriele Sandri il tifoso della Lazio ucciso in un autogrill di Arezzo, Marta Russo la studentessa uccisa all’università di Roma nel 1997, Benedetta Ciaccia la ragazza romana morta nell’attentato di Londra del 2005, Renato Biagetti il 26enne aggredito e assassinato a Fiumicino; Veltroni ha menzionato anche quelli di cui non ricordava il nome, come “il ragazzo di 17 anni ucciso per errore durante una rapina”. Ora, al di là del cattivo gusto di citare solo i casi di vittime non attribuibili in alcuna maniera alle responsabilità di chi amministra la città, rimane l’effetto scenico costruito attorno a tutto questo: ad ogni nome citato applausi e foto ai parenti in sala, povere presenze dignitose e in buona fede nel dare una forma visibile ad un dolore fuori contesto in quel carosello di intellettuali e politici. Fino all’apoteosi finale: l’abbraccio cosmico tra la mamma di Valerio Verbano (il giovane di sinistra assassinato negli anni ’70 dai Nar) e Giampaolo Mattei (fratello di Virgilio e Stefano, uccisi nel rogo di Primavalle), sotto i flash dei fotografi e lo sguardo languido e pietoso di Veltroni, pontefice massimo di un rituale dove la morte diventava show e la tragedia degli anni di piombo uno spot da campagna elettorale. Il richiamo della morte sembra essere per Veltroni una nuvola avvolgente con cui suscitare emozione in ogni uscita pubblica.&lt;br /&gt;Nel Marzo del 2007 a Torino, il sedicenne Matteo Maritano (mamma filippina e papà italiano) si è ucciso gettandosi nel vuoto. Il suicidio di un ragazzo meriterebbe la dignità del silenzio e invece iniziarono subito le polemiche su una sua presunta omosessualità perseguitata a scuola, finché un’inchiesta della Procura di Torino escluse il bullismo come causa del suicidio. Nel frattempo Walter Veltroni pubblicava un breve racconto per il Corriere della Sera, dal titolo “Aspetta te stesso”. La storia era esattamente quella del povero Matteo fin nei minimi particolari, solo modificata di alcuni elementi marginali (il protagonista ora si chiamava Giulio ed era di origine peruviana e non filippina). L’idea di usare la tragedia di un ragazzo che si uccide per mettere alla prova la propria vanità letteraria renderebbe imbarazzante qualsiasi commento. Il dramma esistenziale vero, giocato nel dolore di un corpo straziato, diventa narcisismo letterario per un gadget da Corriere della Sera che ha consentito a Veltroni di riempire le pagine di articoli melensi sulle sue capacità di scrittore. Un’operazione indecente, ma Veltroni è anche questo.&lt;br /&gt;Nel Maggio dello stesso anno, a Roma si sono svolti i funerali di Vanessa Russo, la giovane uccisa in metropolitana da una ragazza rumena. Veltroni non c’era, era in Africa per l’annuale viaggio di solidarietà con gli studenti delle scuole romane con il seguito di fotografi e troupe tv perché la solidarietà è una bella cosa soprattutto sorridendo davanti a una telecamera. Poco dopo il funerale di Vanessa l’Ansa batteva la seguente agenzia: &lt;em&gt;"Il sindaco di Roma Walter Veltroni e gli studenti romani hanno osservato un minuto di silenzio in Malawi per Vanessa, lungo la strada che porta all'aeroporto di Lilongwe; i cento studenti, scesi dai pullman, si sono raccolti in cerchio e in silenzio al lato della strada, con loro il delegato per la cooperazione Giobbe Covatta”&lt;/em&gt;. L’immagine di Veltroni in raccoglimento a fianco di Giobbe Covatta e degli studenti in mezzo a una strada in Malawi, affranto ma desto a dettare all’Ansa il comunicato del suo dolore africano, era una scena surreale che dimostrava l’essenza del gesto. Qualcosa di più di una semplice strumentalizzazione politica del dolore: una sorta di macabro rituale necrofilo con cui forzare le sensazioni e mettere a posto la coscienza.&lt;br /&gt;Nel suo discorso al Lingotto di Torino, dove lanciava la propria candidatura a segretario del Pd, Walter ha letto l’ultima struggente lettera di una ragazza di 15 anni morta di leucemia, come paradigma dei “nuovi italiani”, sapendo perfettamente che un adolescente di fronte alla morte non è una categoria sociologica ma racchiude un mistero più grande sul nostro senso del vivere che non dovrebbe essere buttato dentro la miseria di un discorso politico.&lt;br /&gt;Insomma Veltroni infila la morte a forza nel gioco delle emozioni che la sua politica dovrebbe suscitare. E la sua abilità sta anche nello sfruttare le debolezze di coloro che il dolore della morte l’hanno sperimentato su se stessi: i genitori della ragazza che gli concedono la lettera, così come i parenti di vittime più o meno illustri di cui Veltroni ama circondarsi per caricare il valore simbolico della loro presenza su di sé. E’ come se il loro dolore rievocato nelle cerimonie, nelle parole, nelle letture, compensasse un suo personale rapporto irrisolto con la morte. Ma oltre a questo Veltroni svuota la morte di ogni mistero, la spoglia di ogni essenza tragica. La trasforma in vezzo letterario, in citazione narcisistica, in operazione di marketing politico, in uno show di lacrime, abbracci, baci sotto flash e telecamere. Pochi politici saprebbero essere così spregiudicati e convincenti nel giocare con le debolezze e le inquietudini di padri, madri, figli cui il destino ha portato via una persona cara. Pochi politici saprebbero fare un uso più cinico e strumentale della morte. Questa necrofilia ad uso politico è il prodotto più macabro e indecente del veltronismo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;© Il Domenicale, Sabato 15 Marzo 2008&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;color:#00cccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Immagine:&lt;/em&gt; &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Thomas Eakins, The Agnew Clinic, 1889&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17417540-4312100684013269264?l=blogdellanarca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/feeds/4312100684013269264/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=17417540&amp;postID=4312100684013269264&amp;isPopup=true" title="7 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/4312100684013269264?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/4312100684013269264?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2008/03/veltroni-la-morte-come-show.html" title="Veltroni, la morte come show" /><author><name>Martin Venator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12032779925623903924</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12933462065117412968" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp2.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R9-_gCrZXaI/AAAAAAAAAPA/26Olvl6dv9o/s72-c/eakins_agnew.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">7</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;D0EERXs6eSp7ImA9WxZQE08.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-17417540.post-5285921925268852392</id><published>2008-02-17T09:21:00.031Z</published><updated>2008-02-18T09:06:44.511Z</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-02-18T09:06:44.511Z</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="qualche idea" /><title>debellare Utopia dalla nuova politica</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R7ghmKMGtEI/AAAAAAAAAO4/b5dDnEFGIQA/s1600-h/Utopia_Rodcenko_Stepanova.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5167917511861515330" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R7ghmKMGtEI/AAAAAAAAAO4/b5dDnEFGIQA/s200/Utopia_Rodcenko_Stepanova.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#ff6600;"&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#ff6600;"&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#009900;"&gt;&lt;em&gt;di Giampaolo Rossi&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;color:#3333ff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#ff6600;"&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Utopia&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;&lt;span style="color:#cc6600;"&gt;torna di moda. Nell'ultimo saggio di Fredric Jameson (&lt;em&gt;Il desiderio chiamato utopia&lt;/em&gt;, Feltrinelli), si riafferma la sua attualità politica come forma necessaria a &lt;em&gt;"qualsiasi cambiamento fondamentale della nostra società"&lt;/em&gt;. L'idea che la cultura di sinistra debba recuperare visioni utopiche per scardinare l'irreversibilità del processo di globalizzazione innescato dal tardo-capitalismo, non ci rassicura per niente. In questo dimostra la sua inadeguatezza di fronte alle trasformazioni del nostro tempo. L'Occidente singhiozza nelle convul&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc6600;"&gt;sioni della modernità ma il recupero di&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Utopia&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#cc6600;"&gt;nel lessico politico e culturale rende le convulsioni degli spasmi terminali.&lt;br /&gt;Nelle sue lezioni di politica anche &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Walter Veltroni&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#cc6600;"&gt;ha rilanciato il linguaggio dell'utopia come linguaggio della politica: &lt;em&gt;"abbiamo bisogno di stare con i piedi ben piantati per terra e insieme di tornare a sognare anche quel che sembra impossibile, irraggiungibile. Quel che sembra utopia. (…) A che serva l’Utopia? A camminare"&lt;/em&gt;. Concetto ripreso nel discorso per l'Italia di Spello, dove ha parlato dell'Europa come di una &lt;em&gt;"utopia divenuta realtà"&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Inciampo concettuale, sgambetto del pensiero che ha fatto ruzzolare la storia negli orrori del '900,&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#000099;"&gt;Utopia&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#cc6600;"&gt;continua a punzecchiare la fantasia degli intellettuali e dei politici europei. Cattiva interpretazione della dialettica tra identità e differenza: come se il conflitto, necessario al divenire storico, si determinasse solo nella distanza da ciò che l'altro rappresenta, dal suo modello sociale, politico e culturale. Eppure quell’idea di conflitto che &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;René Girard&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#cc6600;"&gt;vede generarsi dentro ciò che lui chiama &lt;em&gt;"rivalità mimetica"&lt;/em&gt; (è il desiderio di ciò che desidera anche il nostro rivale a generare conflitto e violenza), ci avvicina al nostro avversario, ci rende simile a lui e lascia la politica nella sfera del possibile e di ciò che ci accomuna. &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Utopia&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc6600;"&gt;, al contrario, ci distanzia dall’altro, ci infila dentro un simbolico non appartenere a questo mondo. Irrealtà allo stato puro,&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#000099;"&gt;Utopia&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#cc6600;"&gt;libera l’irrazionalità e nega la politica, la proietta fuori dalla storia, fuori dai confini della consuetudine, delle istituzioni.&lt;br /&gt;D’altronde&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#000099;"&gt;Utopia&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#cc6600;"&gt;non nasce dentro una dimensione reale. Prima di venire ingoiata nella politica, &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Utopia&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#cc6600;"&gt;abitava l’universo onirico della letteratura come consapevolezza di un non vero; di qualcosa di impossibile e quindi di profondamente falso. E infatti, per &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Tommaso Moro&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc6600;"&gt;,&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#000099;"&gt;Utopia&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#cc6600;"&gt;(dal greco ou tópos, “non-luogo”) era l'isola incontrata da uno strano navigatore, tale Raphael Itloideo (dal greco ithlos daìein “dispensatore di menzogne”). Quando la dimensione letteraria si fa evocazione politica naufraga inevitabilmente, perché il "luogo che non c'è" può essere abitato solo "dall'uomo che non c'è".&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#000099;"&gt;Utopia&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#cc6600;"&gt;diventa quindi un progetto drammaticamente anti-umano. Non a caso il '900 è stato il tempo delle utopie realizzate nelle ideologie che hanno reso macabra la storia dell’Occidente. Chi oggi fa lezioni di politica, spiegando la necessità del dialogo e del recupero di una dimensione razionale non dovrebbe richiamarsi a &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Utopia&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc6600;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cc6600;"&gt;A cavallo tra la ricerca di nuovi linguaggi nella frantumazione delle identità sociali dettata anche dall'universo della rete, e il superamento di vecchi concetti, la politica deve provare ad incontrare i nuovi significati che la modernità elabora. Ci sono parole, dette con leggerezza e abitudine che ereditiamo da epoche ormai passate e che trasmettono significati morti. Tra queste la parola &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Utopia&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc6600;"&gt;. Occorre debellare&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#000099;"&gt;Utopia&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc6600;"&gt; e pensare una cultura e una politica che partano dall'uomo concreto e dalle aspirazioni del suo vivere. E' questa la sfida di una vera nuova politica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;© Il Borghese, Gennaio 2008 &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;color:#ff6600;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;color:#ff6600;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#33ccff;"&gt;Immagine:&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Rodcenko e Stepanova, Giovani aviatori, 1933, bozzetto per la rivista "l'Urss in costruzione"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17417540-5285921925268852392?l=blogdellanarca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/feeds/5285921925268852392/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=17417540&amp;postID=5285921925268852392&amp;isPopup=true" title="17 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/5285921925268852392?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/5285921925268852392?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2008/02/debellare-utopia-dalla-nuova-politica.html" title="debellare Utopia dalla nuova politica" /><author><name>Martin Venator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12032779925623903924</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12933462065117412968" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp0.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R7ghmKMGtEI/AAAAAAAAAO4/b5dDnEFGIQA/s72-c/Utopia_Rodcenko_Stepanova.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">17</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0cMQH49fSp7ImA9WxZQEE0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-17417540.post-8518169912551988694</id><published>2008-02-13T13:29:00.012Z</published><updated>2008-02-14T14:58:01.065Z</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-02-14T14:58:01.065Z</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="sofri" /><title>le blacklist del prof. Sofri</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R7LxC6MGtCI/AAAAAAAAAOo/ZZGC-PhE0y8/s1600-h/Wiliam+Harnett,+The+Faithful+Colt,+1890,+Wadsworth+Atheneum,+Hartford,+Connecticut++.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5166456754829440034" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="William Harnett, The faithful colt, 1890" src="http://bp1.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R7LxC6MGtCI/AAAAAAAAAOo/ZZGC-PhE0y8/s200/Wiliam+Harnett,+The+Faithful+Colt,+1890,+Wadsworth+Atheneum,+Hartford,+Connecticut++.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;Repubblica dedica un articolo alla questione della &lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/08_febbraio_08/black_list_docenti_ebrei_67ebea60-d62a-11dc-88e3-0003ba99c667.shtml" target="_blank"&gt;infamante lista nera dei professori ebrei&lt;/a&gt; scoperta su internet. Il titolo, a caratteri cubitali, è: BLACKLIST. Il sottotitolo esplicito e chiarificatore dice: &lt;em&gt;Cos'è l'infamia della proscrizione&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;L’articolista mostra una grande competenza in materia, profonda conoscenza e capacità di analisi. Scorre con dovizia di particolari gli aspetti più terribili dell'uso del linciaggio e del terribile utilizzo delle liste di proscrizione, partendo dall'orrore delle leggi razziali italiane e dalla cultura antisemita che l'ha prodotte. Ricorda che l'uso della lista ha&lt;em&gt; "a che fare con la morte: la morte fisica o comunque civile"&lt;/em&gt;, perché una caratteristica delle liste di proscrizione è che esse prevedono&lt;em&gt;"il diritto per chiunque di assassinare chi ne è colpito"&lt;/em&gt;. Di qualunque tipo esse siano &lt;em&gt;"pubbliche o private, più o meno per le spicce, passando o no per simulacri di Tribunali Rivoluzionari e Speciali e Terroristi"&lt;/em&gt;, ricorda che &lt;em&gt;"sicari si muovono con una lista di nomi nel taschino"&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Compie un excursus storico straordinario, partendo addirittura da Silla, passando per la &lt;em&gt;"Blacklist per eccellenza"&lt;/em&gt;, quella della caccia alle streghe maccartista nell’America degli anni ‘40 e ‘50, arrivando alla Polonia dei giorni nostri, &lt;em&gt;"sciovinista e antisemita dei fratelli Kaczynski"&lt;/em&gt;. Si sofferma sulla storia (raccontata in una poesia di Aragon e messa in musica da Léo Ferré ) dell'Affiche Rouge, il manifesto affisso dai nazisti, nella Parigi occupata, con il volto dei membri del gruppo Manuchian, fucilati poi nel 1944. In un breve passaggio lapidario, ricorda che liste di proscrizione ci sono state anche nei &lt;em&gt;"nostri cattivi anni Settanta"&lt;/em&gt;, sorvolando (sicuramente per motivi di spazio) sul fatto che dentro quelle liste che si redigevano nelle università, nelle redazioni dei giornali di Lotta o meno, nei manifesti che intellettuali impegnati sottoscrivevano per compensare la loro vanità idiota e irresponsabile con il senso dell’impegno civile, ci finirono ammazzati magistrati, giornalisti, sindacalisti, avversari politici e a volte persino commissari di polizia… Storie di vittime innocenti che nessun poeta ha messo in versi, nessun musicista ha mai cantato, forse perché in Italia, poeti e musicisti, preferivano stare dalla parte dei carnefici. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;Strana dimenticanza ma tutto sommato marginale rispetto &lt;a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;amp;currentArticle=H494M" target="_blank"&gt;al valore di questo articolo &lt;/a&gt;affidato ad uno dei massimi esperti italiani di "storia delle liste di proscrizione": &lt;span style="color:#cc0000;"&gt;il prof. Adriano Sofri&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#00cccc;"&gt;Immagine:&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;William Harnett, The faithful colt, 1890&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17417540-8518169912551988694?l=blogdellanarca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/feeds/8518169912551988694/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=17417540&amp;postID=8518169912551988694&amp;isPopup=true" title="16 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/8518169912551988694?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/8518169912551988694?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2008/02/le-blacklist-del-profsofri.html" title="le blacklist del prof. Sofri" /><author><name>Martin Venator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12032779925623903924</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12933462065117412968" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp1.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R7LxC6MGtCI/AAAAAAAAAOo/ZZGC-PhE0y8/s72-c/Wiliam+Harnett,+The+Faithful+Colt,+1890,+Wadsworth+Atheneum,+Hartford,+Connecticut++.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">16</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CkYARns8eSp7ImA9WxZRGE0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-17417540.post-5801973920531532464</id><published>2008-02-11T13:17:00.000Z</published><updated>2008-02-12T07:09:07.571Z</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-02-12T07:09:07.571Z</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="veltronismo" /><title>il 10 febbraio di Walter.</title><content type="html">&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R7BRlaMGtBI/AAAAAAAAAOg/kuxr6OsJcrA/s1600-h/veltroni+a+spello3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165718475721061394" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R7BRlaMGtBI/AAAAAAAAAOg/kuxr6OsJcrA/s200/veltroni+a+spello3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;10 Febbraio 2008, Spello, Umbria, Italia, Europa, Mondo. Dal particolare all’universale. Un occhio al borgo italico medioevale e l’altro a Obama e al grande sogno americano. Commistione di sensazioni, viaggio nel tempo, divagazione tra spazio e emozione. Il &lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=44547" target="_blank"&gt;"discorso per l’Italia"&lt;/a&gt; di Water Veltroni ha toccato anche le nostre corde, quelle più logorate dalle urla della politica che divide e non unisce; e le ha fatte vibrare dicendo poco o nulla ma dicendolo talmente bene da farlo sembrare tanto o tutto.&lt;br /&gt;Una domenica bella, solare con lo sfondo scenografico di un paesino arroccato su una verde collina, teso verso il cielo come il futuro. Eppoi quel vento che soffiava e scapigliava e scompigliava e dava un'idea di aria nuova, fresca, pulita. Una domenica importante, &lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;"una domenica italiana”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; da ricordare. Una domenica serenamente e pacatamente patriottica, ma anche mistica. Vittorio Taviani lo ha paragonato a San Francesco, santo e guerriero, fede e determinazione; e di fronte ad un paragone del genere le provocazioni di Oliviero Toscani non ci toccano: &lt;em&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;“… mi metto il colletto su o giù? Mi metto a parlare sull’erba o vado nell’eremo? Neanche fosse Gesù Cristo”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;. Gesù Cristo ancora no. Ma non è detta l’ultima parola: perché &lt;em&gt;"uno che vuole passare per nuovo ma dice le stesse cose con la stessa faccia da 30 anni"&lt;/em&gt;, non va disprezzato con il solito qualunquismo, perché vuol dire che porta con sé un messaggio universale.&lt;br /&gt;La location di Spello era azzeccatissima, se solo avessero indovinato le inquadrature. Forse qualche cipresso di troppo ma anche questo è un segno della storia perché se &lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;"dobbiamo capire bene dove il mare della storia ci sta portando"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;, il passaggio dalla quercia al cipresso ce lo indica molto bene: la sinistra trapassa e la svolta arborea è ancora più netta di quella politica.&lt;br /&gt;Un discorso intenso, un po' retorico ma necessario, per metterci &lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;"in sintonia con le correnti profonde della storia"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;. Un discorso che parla alla gente ma senza la gente, perché sono più importanti le telecamere. Veltroni si rivolge al &lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;"destino dell’Italia, alla sua struggente e meravigliosa bellezza"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;. Un discorso vivo, che parte &lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;"dalla bellezza dell’Italia, dalle coste del Mediterraneo, attraverso le colline e la grande pianura, fino alle Alpi"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;; un discorso che cita Moro, Spinelli ma fa pensare a De Amicis; un discorso che tocca &lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;"l’orgoglio di essere italiani”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;, che ricorda che &lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;"la qualità è l’Italia. E l’Italia è qualità”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;. Un discorso innovativo che cita 56 volte la parola &lt;em&gt;"Italia"&lt;/em&gt;, 26 volte &lt;em&gt;"italiani"&lt;/em&gt; e manco una volta "compagni". Un discorso con cui &lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;“guardiamo negli occhi l’Italia e le diciamo: comincia un tempo nuovo”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;. Un discorso che sembrerebbe scritto a destra ma anche a sinistra perché noi dobbiamo essere &lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;"uniti sotto il tricolore, sotto la bandiera italiana. Uniti nella Resistenza”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;. Un discorso sulla &lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;"memoria che si fa speranza”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;. Appunto.&lt;br /&gt;10 febbraio, era anche la &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=240357" target="_blank"&gt;giornata del ricordo&lt;/a&gt;. Veltroni non se ne è ricordato. Ci saremmo aspettati almeno un passaggio, una breve citazione, anche solo una piccola emozione buttata tra una riga e l’altra di un discorso fumoso; magari là dove ha parlato del &lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;“silenzio dei deportati”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;“dei tanti giusti che seppero aprire la porta a chi cercava aiuto”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;. Ricordando quella parte d’Italia che la porta non l’aprì ai nostri fratelli perseguitati e cacciati dalle terre di Istria e di Dalmazia, relegandoli anche fuori dalla propria coscienza. Ed anche la città che lui governa e che ospita una delle più grandi comunità di esuli giuliano-dalamti, ha negato anche un piccolo gesto istituzionale di riconciliazione.&lt;br /&gt;Il 10 febbraio di Veltroni è stata un’occasione perduta, una distrazione colpevole. Ed ora, ripensandoci, &lt;a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/spello-veltroni/9.html" target="_blank"&gt;a vederlo lì, tra un tricolore ammainato e un cipresso&lt;/a&gt;, il leader di questa nuova sinistra che non ha &lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;"paura del nuovo perché il futuro è l’unico tempo in cui possiamo andare”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;, non da’ neanche una grande idea di novità, di coraggio, di speranza. Ma molta, troppa mestizia...&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/spello-veltroni/10.html" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;Foto da Repubblica.it&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17417540-5801973920531532464?l=blogdellanarca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/feeds/5801973920531532464/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=17417540&amp;postID=5801973920531532464&amp;isPopup=true" title="11 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/5801973920531532464?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/5801973920531532464?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2008/02/il-10-febbraio-di-walter.html" title="il 10 febbraio di Walter." /><author><name>Martin Venator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12032779925623903924</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12933462065117412968" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp1.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R7BRlaMGtBI/AAAAAAAAAOg/kuxr6OsJcrA/s72-c/veltroni+a+spello3.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">11</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DkUHQX8_eip7ImA9WxZSGEQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-17417540.post-2720354096013022476</id><published>2008-02-01T14:01:00.000Z</published><updated>2008-02-01T19:30:30.142Z</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-02-01T19:30:30.142Z</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="sinistrerie" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="veltronismo" /><title>Veltroni, un De Martino al contrario</title><content type="html">&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R6MttEvjUMI/AAAAAAAAAOY/tKAW63q3FHk/s1600-h/Fairfield+Porter,+The+Mirror,+1966,+Nelson+Atkins+Museum+of+Art,+Kansas+City.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5162019850287272130" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="Fairfield Porter, The mirror, 1966" src="http://bp0.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R6MttEvjUMI/AAAAAAAAAOY/tKAW63q3FHk/s200/Fairfield+Porter,+The+Mirror,+1966,+Nelson+Atkins+Museum+of+Art,+Kansas+City.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;di Giampaolo Rossi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;strong&gt;Per la satira di Crozza è l'uomo del "ma anche": una caricatura implacabile che smaschera e ridicolizza quella indecisione ecumenica e l'atteggiamento mentale indotto, "pacatamente e serenamente", a considerare la politica come proiezione di sé, tra indole narcisista e mai sopiti sogni di egemonia. Eppure, paradosso di una politica che non è bella ma spesso beffarda, Walter Veltroni rischia di fallire non per i suoi "ma anche", ma per un "mai più" detto di troppo. Una similitudine inquietante con Francesco De Martino, il leader socialista che guidò alla disfatta il PSI nelle elezioni del 1976. Allora l'Italia usciva dal referendum sul divorzio e dalla vittoria comunista alle regionali del ’75 e sembrava irrimediabilmente attratta a sinistra; la sua formula degli &lt;em&gt;"equilibri più avanzati"&lt;/em&gt; lo spinse a innescare la crisi del governo Moro e a spostare verso il Pci un Partito socialista che riteneva esaurita l'esperienza riformista. Coniando lo slogan &lt;em&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;"mai più senza i comunisti"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;, De Martino affrontò la campagna elettorale andando incontro ad una sconfitta storica: il Psi scese per la prima volta sotto il 10% e per De Martino fu l'inizio della fine. Nel congresso socialista del luglio successivo fu costretto alle dimissioni, cedendo la segreteria ad un giovane Bettino Craxi che aprì la strada alla stagione del vero riformismo socialista.&lt;br /&gt;Dal &lt;em&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;"mai più senza i comunisti"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; di De Martino, al &lt;em&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;"mai più con i comunisti"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; di Veltroni. La scelta del segretario del Pd di far correre il suo partito da solo &lt;em&gt;"quale che sia la legge elettorale"&lt;/em&gt;, escludendo a priori l'ipotesi di accordo con la sinistra radicale, sembra proiettare (seppure con intenti opposti) lo spettro dello stesso fallimento. Ed è forse sulla base di questo precedente, che anche dentro il Pd, iniziano a montare le accuse a Veltroni di aver di fatto causato la crisi di governo, con l’intenzione di andare alle elezioni anticipate. Gli &lt;em&gt;"equilibri più avanzati"&lt;/em&gt; di Veltroni non sarebbero più quelli di spostare l'asse politico a sinistra, ma al contrario di spostarlo a destra.&lt;br /&gt;Il partito "a vocazione maggioritaria" che Veltroni vorrebbe fondare con il suo &lt;em&gt;"mai più"&lt;/em&gt; sancisce non solo la fine del centro-sinistra ma il suo storico fallimento; e l'imbroglio politico e culturale che c'era dietro di esso potrebbe travolgere non solo Prodi, ma anche coloro che in questi anni ne hanno rappresentato la classe dirigente. Forse quello di Veltroni è un atto di coraggio (e sarebbe il primo), forse è un autentico suicidio politico. Ma se si ripensa alla storia di De Martino, il segretario del Pd, per alcuni l’uomo nuovo della sinistra italiana, potrebbe svelarsi molto più vecchio di quello che sembra.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;©&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.liberal.it/" target="_blank"&gt;Liberal del 1 Febbraio 2008&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;color:#990000;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#66cccc;"&gt;Immagine:&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Fairfield Porter, The mirror, 1966&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17417540-2720354096013022476?l=blogdellanarca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/feeds/2720354096013022476/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=17417540&amp;postID=2720354096013022476&amp;isPopup=true" title="12 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/2720354096013022476?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/2720354096013022476?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2008/02/veltroni-un-de-martino-al-contrario.html" title="Veltroni, un De Martino al contrario" /><author><name>Martin Venator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12032779925623903924</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12933462065117412968" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp0.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R6MttEvjUMI/AAAAAAAAAOY/tKAW63q3FHk/s72-c/Fairfield+Porter,+The+Mirror,+1966,+Nelson+Atkins+Museum+of+Art,+Kansas+City.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">12</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DUUMRn0-eip7ImA9WxZSGEo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-17417540.post-5070374262946521814</id><published>2008-01-30T18:00:00.000Z</published><updated>2008-02-01T14:48:07.352Z</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-02-01T14:48:07.352Z</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="sinistrerie" /><title>mangiapreti ma anche baciapile</title><content type="html">&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R6DBQEvjULI/AAAAAAAAAOQ/I1YyrOs7cYM/s1600-h/Francis+Bacon,+Study+after+Velasquez" target="_blank"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5161337654861844658" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="Francis Bacon, Studio del ritratto di Papa Innocenzo X di Velasquez, 1953" src="http://bp1.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R6DBQEvjULI/AAAAAAAAAOQ/I1YyrOs7cYM/s200/Francis+Bacon,+Study+after+Velasquez%27s+portrait+of+Pope+Innocent+X,+part.,+1953.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;Se i vescovi italiani parlano di aborto, di legge 194, di diritto alla vita, trattasi di ingerenza vaticana in affari di Stato e per il papa laico di Repubblica siamo di fronte a una&lt;/span&gt; &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/rifiuti-2/scalfari-6gen/scalfari-6gen.html" target="_blank"&gt;"offensiva clericale"&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;Se il vescovo di Roma dice al Sindaco di Roma&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_10/papa_degrado_roma_a265d5a0-bf70-11dc-a9fc-0003ba99c667.shtml?fr=box_primopiano" target="_blank"&gt;che Roma fa schifo&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;, il vescovo laico di Repubblica parla di&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/scalfari-sacro-profano/scalfari-sacro-profano/scalfari-sacro-profano.html" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;"palese inconsistenza politica e culturale di papa Ratzinger"&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;Se al contrario, i vescovi italiani consigliano di non indire elezioni e di trovare un accordo, diventano&lt;/span&gt; &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/crisi-governo-4/no-elezioni/no-elezioni.html" target="_blank"&gt;“pezzi da novanta”&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; &lt;span style="color:#006600;"&gt;che appoggiano il capo del Pd, il loro parere viene messo insieme a&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.alessandroronchi.net/wp-content/uploads/2008/01/berlusconi_veltroni_cei.jpg" target="_blank"&gt;quello dei due maggiori leader italiani&lt;/a&gt; &lt;span style="color:#006600;"&gt;e il papa laico di Repubblica fischietta alzando gli occhi al cielo.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#006600;"&gt;&lt;strong&gt;Insomma, per i campioni del laicismo italico, i vescovi devono intervenire nella politica italiana, ma anche non intervenire. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Il veltronismo dilaga…&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#00cccc;"&gt;Immagine:&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Francis Bacon, Studio del ritratto di Papa Innocenzo X di Velazquez, 1953&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17417540-5070374262946521814?l=blogdellanarca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/feeds/5070374262946521814/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=17417540&amp;postID=5070374262946521814&amp;isPopup=true" title="9 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/5070374262946521814?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/5070374262946521814?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2008/01/mangiapreti-ma-anche-baciapile.html" title="mangiapreti ma anche baciapile" /><author><name>Martin Venator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12032779925623903924</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12933462065117412968" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp1.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R6DBQEvjULI/AAAAAAAAAOQ/I1YyrOs7cYM/s72-c/Francis+Bacon,+Study+after+Velasquez%27s+portrait+of+Pope+Innocent+X,+part.,+1953.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">9</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUYDQ3Y5fCp7ImA9WxZSGEQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-17417540.post-7279176428849562803</id><published>2008-01-28T00:10:00.000Z</published><updated>2008-02-01T19:12:52.824Z</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-02-01T19:12:52.824Z</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="sinistrerie" /><title>arieccoli... son tornati i pacifinti!</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R5sbWUvjUKI/AAAAAAAAAOI/YaIXzr9b9nc/s1600-h/pacifinti.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5159747868422262946" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="pacifinti" src="http://bp1.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R5sbWUvjUKI/AAAAAAAAAOI/YaIXzr9b9nc/s200/pacifinti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;Ne sentivamo la mancanza di quelle colorate bandierine arcobaleno. Grandi ideali, parole d'ordine, mobilitazioni di massa, senso comune di un desiderio di pace e libertà che unisce il mondo come l'arcobaleno unisce la terra al cielo. Dio che bello! E che bella stagione quella in cui i balconi delle nostre città erano piene di colori e le parrocchie cattocomuniste sventolavano l’arcobaleno ai piedi di Gesù Cristo (che in fondo è stato o no il primo comunista della storia?). Dio quanto era bello guidare le masse verso l'orizzonte colorato della storia. E se per caso si diventava ministri o presidenti della Camera bastava ridurre l'arcobaleno a&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/Media/Foto/2006/06_Giugno/02/BERTI.jpg" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;una spilletta sul bavero della giacca&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#990000;"&gt;, come un vezzo un po' snob, come una provocazione da dementi fatta il giorno della sfilata del 2 Giugno, giusto per far capire che non ci si dimenticava del tutto degli allocchi che ci avevano votati e portati al governo; ma vuoi mettere come continuava a battere il cuore per la Pace, anche se costretti sotto il vestito da cerimonia?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Se c’è un'area politica che ha dato il peggio di sé durante questo vergognoso governo, è proprio la sinistra radicale. E l'ha dato perché la capacità di trasformismo, di imbroglio dialettico, di presa per il culo del proprio elettorato è stata la caricatura di quella doppiezza morale che aveva, nella vecchia tradizione comunista, ben più nobili motivazioni. Uno spettacolo talmente indecoroso da far apparire il buon Mastella un esempio di coerenza ideale quasi risorgimentale; e hanno avuto persino il coraggio di massacrare il povero Turigliatto, l'unico che ha provato a mantenere un po' di dignità. Dalla Menapace a Franca Rame e alle sue estenuanti dimissioni, da Pecoraro Scanio a Russo Spena, una gara patetica per giustificare l’ingiustificabile: quello di essere pacifisti all'opposizione e interventisti al governo. Ministri, sottosegretari e deputati che negli anni passati avevano alimentato la peggiore piazza pacifista del mondo, si sono allineati senza battere ciglio alla politica estera di un paese che ha mantenuto le stesse missioni militari del governo di centrodestra (tranne quelle che il governo di centrodestra aveva già deciso di concludere…) contro le quali loro scendevano in piazza e senza più dilaniare le anime belle nei dibattiti intellettuali per capire se i maledetti jihadisti che uccidono i civili in Iraq, in Afghanistan o in Israele dovessero chiamarsi terroristi o resistenti.&lt;br /&gt;Per questo, l'ultimo loro atto è ancora più vomitevole. Nell'ultimo Consiglio dei Ministri, prima del "rompete le righe" di Prodi, i paleantropi della sinistra arcobaleno &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/politica/08_gennaio_25/missioni_estero_sinistra_non_partecipa_35e9642c-cb33-11dc-9e0e-0003ba99c667.shtml" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;hanno votato contro la proroga di quelle missioni militari&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; per le quali si sono sempre espressi a favore quando c'era da difendere le proprie poltrone. Ricordarsi di essere "pacifisti senza se e senza ma" solo quando non si è più al governo ha qualcosa di scandalosamente raccapricciante. Una sorta di vendetta postuma contro il proprio Paese e gli impegni internazionali presi, che conferma cosa diavolo sia questa sinistra senza cervello e senza dignità…&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17417540-7279176428849562803?l=blogdellanarca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/feeds/7279176428849562803/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=17417540&amp;postID=7279176428849562803&amp;isPopup=true" title="11 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/7279176428849562803?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/7279176428849562803?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2008/01/arieccoli-son-tornati-i-pacifinti.html" title="arieccoli... son tornati i pacifinti!" /><author><name>Martin Venator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12032779925623903924</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12933462065117412968" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp1.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R5sbWUvjUKI/AAAAAAAAAOI/YaIXzr9b9nc/s72-c/pacifinti.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">11</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUUDQ3c4cSp7ImA9WxZSGEQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-17417540.post-5616360281685741672</id><published>2008-01-22T17:44:00.000Z</published><updated>2008-02-01T19:14:32.939Z</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-02-01T19:14:32.939Z</app:edited><title>7000 mail</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R5Yzr-WsAFI/AAAAAAAAAOA/8fvoD4t6ov4/s1600-h/Botero,+la+lettera,+1976.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5158367253765029970" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="Fernando Botero, La lettera, 1976" src="http://bp3.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R5Yzr-WsAFI/AAAAAAAAAOA/8fvoD4t6ov4/s200/Botero,+la+lettera,+1976.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R5Yy4OWsAEI/AAAAAAAAAN4/HdgjEMiQr7U/s1600-h/Botero,+la+lettera,+1976.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;La notizia è di quelle che potrebbero cambiare il corso della storia, se solo la storia avesse un corso. Il fatto che la fonte sia Palazzo Chigi non inficia sulla veridicità del dato ma anzi rafforza la certezza che ci troviamo di fronte a un caso sensazionale. Probabilmente gli storici futuri lo studieranno come paradigma del ritorno della politica in una fase di collasso istituzionale e di profonda crisi sociale indotta dal fenomeno della globalizzazione. Appunto; non a caso &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/08_gennaio_22/mail_palazzo_chigi_1053f8a6-c900-11dc-8074-0003ba99c667.shtml" target="_blank"&gt;questa notizia, fondamentale per i destini della Patria e del Governo, è riportata fedelmente da Il Corriere della Sera&lt;/a&gt; che, fino a prova contraria, è pur sempre il più importante quotidiano nazionale. Palazzo Chigi sarebbe stato stato &lt;em&gt;"sommerso"&lt;/em&gt; da migliaia di mail e centinaia di fax di sostegno a Prodi. Quasi tutte con la stessa frase: «Prodi vai avanti» e «siamo con te»; e questa moltitudine, segno di una maggioranza silenziosa che sta con il premier, mica manda le mail su una casella sola; troppo facile. Le manda su &lt;em&gt;“diversi computer degli uffici del governo”&lt;/em&gt;. Qualcuno potrebbe pensare ad un mitomane fancazzista, o a una velina un po' forzata, ma in questo paese dove l’informazione è libera e intelligente, sappiamo di trovarci di fronte a una notizia da prima pagina.&lt;br /&gt;A Palazzo Chigi, in queste ore frenetiche e drammatiche, tra una consultazione e l'altra, mentre sono impegnati ad accumulare scorte di flebo e dentiere per i senatori a vita in vista della lunga notte di fiducia al Senato, hanno persino trovato il tempo di contare tutte queste mail. Un risultato strabiliante: &lt;span style="color:#990000;"&gt;quasi 7000, dicesi settemila&lt;/span&gt;. Un dato inaspettato ed incredibile per il premier Prodi e per tutta la compagine di Governo. Il segno che la democrazia è viva, che la gente partecipa, che la politica ha ancora carte da giocare e Prodi pure, che questo governo ce la può fare a continuare la sua opera riformatrice del Paese. &lt;span style="color:#990000;"&gt;Settemila lettere&lt;/span&gt; che dicono a Prodi di non mollare, alla faccia di chi ha remato contro, di chi ha tramato per loschi interessi; alla faccia dei traditori, di chi non ha rispettato il patto di legislatura; alla faccia di Mastella e del suo Udeur. Una risposta di popolo contro i tentativi di riportare indietro le lancette della storia. Una cifra inaspettata, che ci riempie di gioia e di speranza. &lt;span style="color:#990000;"&gt;7000&lt;/span&gt; persone quasi il doppio degli abitanti di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ceppaloni" target="_blank"&gt;Ceppaloni&lt;/a&gt;, non so se mi spiego…&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;em&gt;Update del 23 Gennaio, ore 20.05:&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; Palazzo Chigi ha aggiornato il conteggio e anche il Corriere della Sera. Le mail sono diventate 25000 (venticinquemila!). Quasi quanti gli abitanti di &lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scandiano" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;Scandiano&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;, il paese natale di Romano Prodi. Questo e' amore di popolo...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#00cccc;"&gt;Immagine:&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Fernando Botero, La lettera, 1976&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17417540-5616360281685741672?l=blogdellanarca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/feeds/5616360281685741672/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=17417540&amp;postID=5616360281685741672&amp;isPopup=true" title="4 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/5616360281685741672?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/5616360281685741672?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2008/01/7000-mail.html" title="7000 mail" /><author><name>Martin Venator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12032779925623903924</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12933462065117412968" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp3.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R5Yzr-WsAFI/AAAAAAAAAOA/8fvoD4t6ov4/s72-c/Botero,+la+lettera,+1976.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">4</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;Dk8HRXs9fCp7ImA9WxZSGEQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-17417540.post-2253436271728292639</id><published>2008-01-18T11:52:00.000Z</published><updated>2008-02-01T19:40:34.564Z</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-02-01T19:40:34.564Z</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="veltronismo" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="comunismo" /><title>evoluzionismo, creazionismo... e comunismo</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R5DPeOWr__I/AAAAAAAAANQ/7VKCGkmisU8/s1600-h/collettivo.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5156849691495497714" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="clone veltronico" src="http://bp1.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R5DPeOWr__I/AAAAAAAAANQ/7VKCGkmisU8/s200/collettivo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#006600;"&gt;La foto sopra ritrae uno dei giovani leader dei Collettivi universitari che, con il suo corpo e con la sua intelligenza, ha impedito al Papa di parlare all’Università di Roma. Intervistato da La7 il disobbediente ha detto testuale: &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=7675&amp;amp;cat=cronaca" target="_blank"&gt;"Contestiamo la figura di Ratzinger perché costituisce il pensiero forte di un attacco complessivo ai diritti delle conquiste delle donne e degli uomini"&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;. Riportiamo le sue parole per diritto di cronaca non per altro e perché il riconoscimento di un "pensiero forte" da parte di chi è senza pensiero ci fa pensare che forse non tutto è perduto. Ma scemenze dette a parte (che sono nulla rispetto a quelle scritte dai professori di Fisica), questa foto ci interessa per il suo aspetto antropologico. Visto che siamo tutti materialisti, che il Creatore ci fa un baffo e Ratzinger pure, che l'oscurantismo clericale l'abbiamo schiarito con la nostra cagnara, che ora l'Università è libera, il nostro cervello anche (…e forse anche un po' più vuoto) e la scienza è salva, noi rispolveriamo Lombroso ed il suo darwinismo e osserviamo con occhio scientifico, laico e razionale la foto in questione. Memorizzata? Bene. Ora guardate quest’altra foto... &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5156850803892027394" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R5DQe-WsAAI/AAAAAAAAANY/1EEq_lTiwfk/s200/Veltroni02.jpg" border="0" /&gt; &lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#006600;"&gt;Cosa vedete? La stessa persona 30 anni fa. Come è possibile? Impressionante vero? Un buco nero nello scorrere del tempo, una curvatura spazio temporale che ha inglobato la sinistra italiana. Gurdatela meglio:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#006600;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5156851272043462674" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R5DQ6OWsABI/AAAAAAAAANg/4gLijwYI70k/s200/Veltroni03.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#006600;"&gt;Insomma sono uguali! Identici come due gocce d'acqua. Se dovessimo fare una "esegesi fotografica" cosa vedremmo? Indizi simili di una medesima stortura. Probabilmente se sentissimo parlare il giovane della foto in bianco e nero (che per chi non l'avesse riconosciuto è l'attuale leader del Pd quando era un “maistatocomunista”) gli sentiremmo dire le stesse cazzate. Il giovane dirigente comunista di ieri ha la stessa faccia del giovane leader comunista di oggi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#006600;"&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;em&gt;"Tutto va, tutto torna indietro"&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; dissero l’aquila e il serpente a Zarathustra. Dio mio. Questa è la prova fotografica che Nietzsche aveva ragione e l'eterno ritorno è realtà. Ma ancora di più è la prova che la &lt;span style="color:#000099;"&gt;teoria evoluzionista&lt;/span&gt; è una grande minchiata. Forse funziona per le scimmie ma non per i comunisti. Al contrario il &lt;span style="color:#000099;"&gt;principio creazionista&lt;/span&gt;, tanto caro a Ratzinger, ha un fondamento di verità: i comunisti sono &lt;span style="color:#000099;"&gt;creati&lt;/span&gt; a immagine e somiglianza di se stessi e così rimangono &lt;em&gt;in secula seculorum&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Il rischio è che il giovane Veltroni del secolo XX ed il suo giovane clone del secolo XXI, siano accomunati anche dal medesimo destino. E’ un rischio che non possiamo permetterci di correre. L’Anarca può sopportare che uno che per 20 anni è stato un dirigente del PCI, oggi dica di non essere mai stato comunista; ma come la mettiamo se il giovane disobbediente che oggi non ha fatto parlare il Papa all’università, fra 20 anni mi viene a dire che lui non è mai stato anti-clericale? A tutto c'è un limite…&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17417540-2253436271728292639?l=blogdellanarca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/feeds/2253436271728292639/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=17417540&amp;postID=2253436271728292639&amp;isPopup=true" title="21 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/2253436271728292639?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/2253436271728292639?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2008/01/evoluzionismo-creazionismo-e-comunismo.html" title="evoluzionismo, creazionismo... e comunismo" /><author><name>Martin Venator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12032779925623903924</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12933462065117412968" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp1.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R5DPeOWr__I/AAAAAAAAANQ/7VKCGkmisU8/s72-c/collettivo.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">21</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUAHSHc7fSp7ImA9WxZSGEQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-17417540.post-4730608765731457599</id><published>2008-01-15T19:16:00.000Z</published><updated>2008-02-01T19:22:19.905Z</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-02-01T19:22:19.905Z</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cose di chiesa" /><title>il Papa, la spazzatura universitaria... e il laico Prezzolini</title><content type="html">&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R40LCeWr_-I/AAAAAAAAANI/LLQ43SLJlCs/s1600-h/Franz+Borghese,+Partita+a+dadi,+part+1984.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5155789285544951778" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="Franz Borghese, Partita a dadi, 1984" src="http://bp3.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R40LCeWr_-I/AAAAAAAAANI/LLQ43SLJlCs/s200/Franz+Borghese,+Partita+a+dadi,+part+1984.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Quindi il Papa non parlerà all’Università La Sapienza. In una nota consegnata ai giornalisti alle ore 17.11, la Sala Stampa Vaticana ha comunicato la decisione di Benedetto XVI di &lt;em&gt;“soprassedere all'evento”&lt;/em&gt; dell'inaugurazione del nuovo anno accademico. Le agenzie hanno scritto che la notizia è stata accolta con &lt;em&gt;"urla di giubilo e grida indiane”&lt;/em&gt; dagli studenti dei collettivi riuniti in una democratica assemblea, cosa che per un'Università da terzo mondo qual'è quella italiana è perfettamente coerente. Giancarlo Rocco, direttore del Dipartimento di Fisica e uno dei firmatari dell'appello contro il Papa, ha ribadito che &lt;em&gt;"insegnare ai giovani è una grande responsabilità che richiede di prescindere in ogni momento dalle proprie convinzioni religiose e ideologiche"&lt;/em&gt;. Appunto. E infatti ci si domanda cosa cazzo ci stiano a fare all'Università quei docenti che inviano lettere, articoli e raccolte di firme a Il Manifesto, confermando lo stato di una cultura universitaria assoggettata ai dettami delle proprie convinzioni ideologiche.&lt;br /&gt;Potremmo riflettere che la vera emergenza spazzatura in questo paese non sta solo nelle strade di Napoli, nei liquami fetidi del sottosuolo di Pianura. Una quantità inverosimile di mondezza straborda anche dalle Università pubbliche italiane. E non è fatta dai cumuli di rifiuti urbani, né dai cumuli di idioti figli di papà che da 30 anni giocano alla rivoluzione, rifiuti anche essi di una cultura putrefatta. La vera spazzatura che giace nelle Università italiane è fatta da quella indecente e puzzolente casta di professori universitari e baroni sotto costo (tolte le ovvie eccezioni) che inquinano con il loro dogmatismo ideologico e con il loro sistema di potere clientelare l’insegnamento e la possibilità di rendere l’Università italiana veramente funzionale alla crescita culturale e sociale del paese. Perché la colpa dello stato delle Università pubblica italiane è della classe politica certo, ma soprattutto della peggiore classe intellettuale e docente d’Europa che da almeno 30 anni ha ridotto i luoghi della formazione e dell’educazione in discariche culturali a cielo aperto.&lt;br /&gt;Ma l’ostilità ideologica contro Benedetto XVI rappresenta qualcosa di peggio di un’operazione di stupida retroguardia ideologica. Rappresenta la resa incondizionata del pensiero laico di fronte alla forza dirompente e moderna del pensiero cristiano, sopratutto di quello di Joseph Ratzinger e della sua Chiesa vitale e agguerrita di fronte alle sfide del tempo. Evidenzia il terrore e la paura di un confronto dal quale sa di uscire sconfitto. E non è un caso che questa sconfitta sia caduta nello stesso anno in cui ci si appresta a celebrare i 40 anni del '68, quel movimento che segna l'inizio della fine di un pensiero laico e la sua riduzione a ideologia postmoderna.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Proprio negli anni della contestazione, &lt;span style="color:#000099;"&gt;Giuseppe Prezzolini&lt;/span&gt;, una delle più straordinarie intelligenze italiane del '900, scriveva un libro dal titolo emblematico: &lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Dio è un rischio&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;. Pubblicato da Longanesi un anno dopo il '68, questo libro raccoglieva le confessioni di un uomo alla fine del suo percorso terreno, che per tutta la vita aveva cercato Dio senza mai trovarlo: &lt;em&gt;"ecco che m’avvedo che arrivato a ottantasei anni e mezzo non son più avanti di quando ne avevo diciannove"&lt;/em&gt;. Nella rassegnazione di un vuoto inevitabile: &lt;em&gt;"Dio non mi risponde; e farò senza Dio. Eccomi dunque qui solo, disperato, senza verità…”.&lt;/em&gt; Eppure l’ateo Prezzolini, lo scettico, il miscredente, viaggiava sul confine di una laicità che non era la rimozione del fatto religioso, ma la ricerca viva di un rapporto vero tra fede e ragione. Comprendeva che la Scienza e la Religione dovevano integrarsi e non confliggere. Perché "&lt;em&gt;se Dio è un rischio anche la Scienza è un rischio"&lt;/em&gt;. Per questo, come un azzardo o una partita a dadi, anche chi non crede dovrebbe &lt;em&gt;"accettare il gioco di Dio"&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Il libro di Prezzolini, incredibile come la Fede, e forse per questo vero, si conclude con un epitaffio che è un manifesto di laicità che forse i netturbini dello scientismo italico che albergano nelle università italiane dovrebbero rileggere per capire cosa è veramente un pensiero libero. : &lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;em&gt;“Questo libro fu scritto da me Giuseppe Prezzolini, in età di anni ottantasei e mesi sette (…). E’ un libro senza Dio, che trova il posto a Dio, per chiunque abbia un Dio che debba trovar posto”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;color:#990000;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#00cccc;"&gt;Immagine:&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Franz Borghese, Partita a dadi, 1984&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17417540-4730608765731457599?l=blogdellanarca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/feeds/4730608765731457599/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=17417540&amp;postID=4730608765731457599&amp;isPopup=true" title="25 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/4730608765731457599?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/4730608765731457599?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2008/01/il-papa-la-spazzatura-universitaria-e.html" title="il Papa, la spazzatura universitaria... e il laico Prezzolini" /><author><name>Martin Venator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12032779925623903924</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12933462065117412968" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp3.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R40LCeWr_-I/AAAAAAAAANI/LLQ43SLJlCs/s72-c/Franz+Borghese,+Partita+a+dadi,+part+1984.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">25</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CU8GSHczeip7ImA9WxZSGEQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-17417540.post-5615496865465909187</id><published>2007-12-03T08:53:00.000Z</published><updated>2008-02-01T19:23:49.982Z</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-02-01T19:23:49.982Z</app:edited><title>strani ingranaggi</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R1PPUyVKmaI/AAAAAAAAAM4/6Pdl1mZT1Us/s1600-R/Francis+Picabia,+Machine+Turn+Quickly,+1916,+National+Gallery+of+Art,+Washington.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5139679555774749090" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="Francis Picabia, Machine tournez vite, 1916" src="http://bp2.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R1PPUyVKmaI/AAAAAAAAAM4/DhpS6QKf7Z0/s200/Francis+Picabia,+Machine+Turn+Quickly,+1916,+National+Gallery+of+Art,+Washington.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Mi riesce difficile partecipare alla gara; sono fuori allenamento e l’età non consente distrazioni. Interrogare lo specchio delle mie brame per scoprire chi è il più brutto del reame poi mi annoia e anche molto. Quello che sta avvenendo in questi giorni dentro l’ex CdL sta assumendo toni ridicoli per quelli come me poco attenti ai funzionamenti complessi degli ingranaggi della politica italiana. Quanto ci sia di meccanicamente studiato, voluto, previsto… e quanto di totalmente irrazionale e improvvisato è un dilemma che non sono riuscito a risolvere.&lt;br /&gt;Berlusconi cerca di far credere che il nuovo partito sia quello del futuro, ma se Forza Italia fu un’intuizione di modernità politica, questo PdL rimane un boccone amaro (con retrogusto di anticaglia anche nel simbolo) che&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://letteramaltese.blogspot.com/2007/12/che-strana-questa-libert-obbligata.html#links" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;mio fratello di bosco ha saputo distruggere con il suo solito sarcasmo in due righe e mezzo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;. &lt;span style="color:#000099;"&gt;Dentro An poi, nella gara uterina ad impallinare il Cavaliere, si distingue Il Secolo d'Italia che scopre che Berlusconi è stato&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/politica/07_dicembre_01/partito_anti_silvio_38dd7d1a-9fe3-11dc-8bf1-0003ba99c53b.shtml" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;"il cagnolino di Bush"&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;strong&gt;6 anni dopo la sinistra e 20 mesi dopo che Gianfranco Fini ha smesso di fare il Ministro degli Esteri di quel cagnolino. Imbarazzante! &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;strong&gt;Non sono un politologo, né un esperto di alchimie ma gli ingranaggi di questa politica sembrano leggermente sconclusionati. Qualcuno che ha chiaro tutto ci rassicura e ci dice che la situazione è sotto controllo: le riforme elettorali e quelle costituzionali, i passaggi istituzionali, l'appuntamento referendario, le fasi di crisi e le sotterranee trattative in corso…. Sarà. Intanto continua la gara a picchiare più forte: è colpa di Fini che ha scritto la lettera al Corriere della Sera o del Cavaliere che ha annunciato per settimane una "spallata" che non era in grado di dare? E' colpa di una strana quanto inspiegabile &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/politica/cdl10/fini-intervista/fini-intervista.html" target="_blank"&gt;intervista a Repubblica&lt;/a&gt;, il cui senso continuo a non capire, o di chi ha favorito e alimentato un partito di destra reazionaria con forti connotazioni xenofobe e antisraeliane, alla destra di An, consentendo di costruire un soggetto di tipo lepenista che in Italia eravamo sempre riusciti ad evitare? E' colpa degli alleati del Cavaliere se il centrodestra ha perso le ultime elezioni o il centrodestra ha perso le ultime elezioni di 20.000 voti per colpa di 600.000 schede annullate?&lt;br /&gt;Gli ingranaggi sono altri. Il sistema politico si sta disarticolando e prendono forma nuove aggregazioni. E' una danza affascinante, un po' come le nuvole di storni neri che ravvivano il cielo al tramonto di Roma; a vederle da lontano incantano gli occhi ma guai a passarci sotto.&lt;br /&gt;Ci fidiamo di quello che il &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://aconservativemind.blogspot.com/2007/12/silvio-walter.html" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;nostro amico FC, esperto di ingranaggi, scrive&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;. Ma ci rimane il dubbio che questa catena di montaggio fordista della politica italiana regga su alcuni passaggi meno logici e più pre-industriali: il centrodestra è stato liquidato con una velocità direttamente proporzionale alla fatica con cui tutti noi lo avevamo provato a costruire in 12 anni. Il partito unico, pensato, ponderato, è stato improvvisamente sostituito da una straordinaria trovata di marketing politico, geniale come poche, ma che alla fine non si sa bene cosa sia.&lt;br /&gt;Nel frattempo l'unico risultato di questo suicidio collettivo è stato l'aver fatto diventare il Pd il perno della politica italiana con conseguenze che forse scopriremo fra un po'. Con la minima fatica e sorseggiando tè nel suo loft, Veltroni è riuscito a trasformarsi nell’asse portante della politica italiana, capace di definire le dinamiche non solo nel frastornato centrosinistra dilaniato dalle lotte interne nel Pd, ma anche nel centrodestra. La corsa a chi arrivava per primo a stringergli la mano ha reso il Sindaco di Roma il centro della mediazione politica imponendo un ruolo già da &lt;em&gt;super partes&lt;/em&gt; e ingigantendone la figura soprattutto nel momento in cui nell'opinione pubblica emergeva il fallimento del suo operato nel governo della Capitale che finalmente intaccava un'immagine costruita nei salottini radical-chic e nelle redazioni dei giornali; il tutto mettendo in ulteriore crisi la funzione della nascente "Cosa rossa" (che fino a prova contraria è la principale alleata del centrodestra) e trasferendo su un piano defilato le responsabilità del peggior Governo della storia repubblicana.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;strong&gt;Sarà difficile recuperare in breve tempo. Ma siccome c'è sempre qualcuno che ha chiari gli ingranaggi della politica, noi confidiamo...&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;color:#000099;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#00cccc;"&gt;Immagine:&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Francis Picabia, Machine tournez vite, 1916&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17417540-5615496865465909187?l=blogdellanarca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/feeds/5615496865465909187/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=17417540&amp;postID=5615496865465909187&amp;isPopup=true" title="19 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/5615496865465909187?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/5615496865465909187?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2007/12/strani-ingranaggi.html" title="strani ingranaggi" /><author><name>Martin Venator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12032779925623903924</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12933462065117412968" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp2.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R1PPUyVKmaI/AAAAAAAAAM4/DhpS6QKf7Z0/s72-c/Francis+Picabia,+Machine+Turn+Quickly,+1916,+National+Gallery+of+Art,+Washington.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">19</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CU4HRH89fSp7ImA9WxZSGEQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-17417540.post-2534329571957533966</id><published>2007-11-26T22:52:00.000Z</published><updated>2008-02-01T19:25:35.165Z</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-02-01T19:25:35.165Z</app:edited><title>sentirsi estranei a un Tocqueville Party</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R0tTHQm_LTI/AAAAAAAAAMw/tvTzxJeItwo/s1600-h/wedding.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5137291184128863538" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="Pieter Bruegel, Banchetto nuziale, 1568" src="http://bp1.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R0tTHQm_LTI/AAAAAAAAAMw/tvTzxJeItwo/s200/wedding.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;Non è che sia una bellissima sensazione quella dell’estraneità. Soprattutto quando uno pensava di essere a casa sua. Non un’estraneità umana ci mancherebbe. Ma politica. Il Tocqueville Party di sabato scorso a Roma è stata una grande occasione per riabbracciare vecchi amici e conoscerne di nuovi. Ma anche un momento difficile in cui misurare il livello di tensione che tocca la blogosfera di centrodestra.&lt;br /&gt;L'Anarca abita ormai da due anni in questa &lt;em&gt;"città dei liberi"&lt;/em&gt;. Ha preso un monolocale in periferia e tutto sommato ci vive bene. Ogni tanto qualche vicino di blog rompe i coglioni, qualche siluro attraversa la strada e lo punta, ma in linea di massima Tocque-Ville è una bella città piena di vita. Delinquenza zero, stupidità ridotta ai minimi termini, discreta qualità dell’aria... insomma non sembra quasi una città italiana... e forse non lo è.&lt;br /&gt;L'Anarca ha deciso di prendere casa qui perché gli era piaciuta assai quell'architettura un po' curiosa e futurista che qualcuno ha chiamato: &lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;em&gt;Fusionismo&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;. Cioè l'idea di abitare in un luogo dove è possibile far convivere anime diverse di quel mosaico colorato che è il progetto del partito unico del centrodestra. Per fare questo si è impegnato a costruire relazioni, a raccontare Tocqueville fuori da Tocqueville, a progettare evoluzioni, integrazioni... insomma si è dato un po' da fare per rendere la città più bella e accogliente.&lt;br /&gt;Tocqueville è, per l'Anarca, una dimensione metapolitica dove la circolazione delle idee e del pensiero avviene dal basso e consente la contaminazione (va molto di moda dirlo!) di culture politiche diverse tra loro ma in grado di pensare la modernità in maniera complementare. Trovarsi in un condominio con una &lt;a href="http://inyqua.iobloggo.com/" target="_blank"&gt;talebana laicista&lt;/a&gt;, con uno &lt;a href="http://letteramaltese.blogspot.com/" target="_blank"&gt;jungeriano più che intelligente&lt;/a&gt; ma troppo a sinistra perché troppo a destra e con un &lt;a href="http://ideazione.blogspot.com/" target="_blank"&gt;liberista libertario dall’io americano&lt;/a&gt;... ha qualcosa di affascinante e imperdibile. Liberali, conservatori, riformisti, identitari, laici, cattolici; forzaitalioti, aennini, leghisti ma anche socialisti, radicali in libera uscita, rappresentano una popolazione eterogenea ma in fondo desiderosa di essere parte di un grande progetto unitario. Un’idea assolutamente attuale anche in questi giorni di tempesta.&lt;br /&gt;Dopo il Tocqueville Party di sabato scorso l’Anarca si domanda però se questo &lt;span style="color:#990000;"&gt;principio fusionista&lt;/span&gt; abbia ancora senso. O meglio, se prevalga ancora lo sforzo di raccordare sulla rete le sensibilità diverse che animano il pensiero non conformista o se anche in questa città dei liberi (?) inizino a comparire egemonie striscianti di nuovi guardiani da microcomizi.&lt;br /&gt;Non capisco molto quello che sta succedendo nel centro-destra o in quello che rimane. Ma certi toni da pretoriani non mi hanno aiutato a capire meglio le dinamiche in atto e soprattutto le vie di uscita da questo pantano che rischia di travolgere tutti. Non che la condizione di minoranza spaventi il povero Anarca che la vive dai tempi giovanili e gagliardi delle università e delle strade da conquistare, ma il clima un po' tribunalizio contro An, contro Fini, contro l'indecenza della sua classe dirigente, contro l'indecenza della destra, contro l'indecenza degli indecenti con cui siamo stati costretti ad accompagnarci in questi anni ma meno male che adesso annamo pe' conto nostro, insomma il tono di qualche intervento di eccellenza francamente lo ha un po' sospreso. E questo clima ha toccato l'apice quando Dimitri Buffa è riuscito a parlare della &lt;em&gt;"cura disintossicante"&lt;/em&gt; di Berlusconi perché &lt;em&gt;"i liberali non hanno nulla da vedere con i socialisti, ma neanche con i fascisti e neppure con i leghisti"&lt;/em&gt;. Punto e a capo.&lt;br /&gt;Ora che si è ripreso dallo sbandamento e si è accorto che non aveva sbagliato Party ma era proprio quello di Tocqueville, l’Anarca, che non ha intenzione di mollare il progetto fusionista, si chiede se Tocqueville sia ancora il luogo adatto. Sia chiaro è una domanda retorica, poiché l’Anarca sa che Tocqueville è il luogo adatto. Solo che vorrebbe richiamare tutti a lasciare da parte le follie di questi giorni e a riflettere insieme sulle grandi sfide che ci aspettano.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;Solo un'ultima considerazione: la polemologia ci insegna che la guerra nella sua tragicità, ha un elemento di razionalià poiché si pone come punto di frattura tra due monenti: la crisi della politica ed il suo ritorno. Laddove la politica non ha più gli strumenti per risolvere ragionevolmente l'antitesi interviene il conflitto che è la prosecuzione della politica con altri mezzi. Ma la polemologia ci dice anche che questo vale per le guerre contro i nemici esterni, contro l'alterità la cui conclusione è un tentativo di ridefinire i rapporti di forza e ridisegnare egemonie. C’è una guerra però che non ha alcun elemento razionale: anzi, che è quasi totalmente irrazionale e priva di senso (non storico ma politico); una guerra che produce massacri e efferatezze più di ogni altra, che più spesso si priva di regole e limiti e che produce fratture spesso insanabili: è la guerra civile. Non la guerra contro l'altro da sé, ma quella contro di sé; quella che spesso non si conclude con un trattato di pace e con il ritorno del politico nella sua dimensione razionale. Ma quella che punta a eliminare l’avversario, a cancellare le pagine di storia che potrebberlo raccontarlo. Laddove non è riconosciuta l'alterità, il conflitto perde la sua dimensione di senso e diventa pura brutalità. Vorrei solo che si capisse che la cosa peggiore di cui abbiamo bisogno in questo momento è una "guerra civile" all’interno di Tocqueville e di ciò che esso rappresenta.&lt;br /&gt;L’Anarca non riesce a vedere i cittadini di Tocqueville come altro da sé. Siano essi liberali, radicali, riformisti, laicisti… li vede come parte di un'identità politica che lui cerca, portando con sé la sua memoria, il suo percorso storico e la sua frantumata identità. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;Il &lt;span style="color:#990000;"&gt;sogno &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;fusionista&lt;/span&gt; non è solo un'architettura del pensiero. E’ un progetto di governo del Paese in grado di mettere insieme le migliori culture politiche moderne, di fronte allo sfracello di quell'imbroglio intellettuale che sono le frattaglie del cattocomunismo raccolte nel PD. Il sogno fusionista che i blogger di Tocqueville hanno inseguito in questi anni non merita la fine disonorevole di affogare nella melma dei rancori e delle polemiche politiche. Aspettiamo la quiete cercando di continuare a raccordare idee e intelligenze e stimolando la classe politica a riprendere il cammino lasciato. Tanto lì bisogna tornare prima o poi.&lt;br /&gt;Al prossimo Tocqueville Party allora, con meno fucili... e con molte più idee.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#006600;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#006600;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#00cccc;"&gt;Immagine:&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Pieter Bruegel, Banchetto nuziale, 1568&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17417540-2534329571957533966?l=blogdellanarca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/feeds/2534329571957533966/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=17417540&amp;postID=2534329571957533966&amp;isPopup=true" title="41 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/2534329571957533966?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/2534329571957533966?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2007/11/sentirsi-estranei-un-tocqueville-party.html" title="sentirsi estranei a un Tocqueville Party" /><author><name>Martin Venator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12032779925623903924</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12933462065117412968" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp1.blogger.com/_NcbK23LJOWc/R0tTHQm_LTI/AAAAAAAAAMw/tvTzxJeItwo/s72-c/wedding.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">41</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DkcGSHcycSp7ImA9WxZSGEQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-17417540.post-4030874667500447222</id><published>2007-11-16T13:49:00.000Z</published><updated>2008-02-01T19:27:09.999Z</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-02-01T19:27:09.999Z</app:edited><title>il maiale leghista</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_NcbK23LJOWc/Rz2uTQm_LSI/AAAAAAAAAMo/9yWZ07Cqabo/s1600-h/BEUCKELAER_Joachim,+Slaughtered+Pig,+1569.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5133450796171472162" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="Joachim Beuckelaer, Maiale squartato, 1569" src="http://bp3.blogger.com/_NcbK23LJOWc/Rz2uTQm_LSI/AAAAAAAAAMo/9yWZ07Cqabo/s200/BEUCKELAER_Joachim,+Slaughtered+Pig,+1569.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;I leghisti sorprendono spesso per la capacità insolita di abbinare indecenza e stupidità. Oddio, non che nel panorama politico italiano l’abbinamento sia peculiarità del mondo leghista; il politico patetico &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2664721.html?ref=hpsbdx1" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;che vuole portare la mummia di Lenin in Italia&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; non è solo indecente nella sua necrofilia culturale ma testimonia quella scarsa capacità di leggere la storia, il passato, le dinamiche che hanno prodotto gli eventi, che per un politico corrisponde ad una chiara inettitudine.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;Allo stesso modo,&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_10/maiale_moschea_padova.shtml" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;i leghisti che portano al guinzaglio un maiale&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;span style="color:#990000;"&gt;su un terreno su cui a Padova il comune vorrebbe costruire una Moschea, ripercorrendo simili iniziative già fatte in altre città del nord e magari auspicando un&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/09_Settembre/13/calderoli_maiale_day.shtml" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"maiale-day"&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;, rappresentano concretamente l'incapacità di una parte della classe politica italiana di comprendere come la sfida moderna del "pluralismo religioso" richieda attenzione, cultura, capacità di analisi e forte sensibilità poiché tocca un elemento fondante dell'identità collettiva e dei bisogni individuali. Che poi un atto del genere venga stato fatto in nome della "identità italiana" offende la nostra sensibilità ancora un po' patriottica ma forse fa contenti i farlocconi che riempiono le ampolle con l'acqua del "dio Po". Sorprende che nessun leader del centro-destra abbia espresso disgusto per un gesto così cretino.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;L'idiozia leghista ci dà però spunto per riflettere su come pensare un nuovo modello di laicità dello Stato che oggi si configura su due livelli: la sfida del pluralismo religioso e il ritorno della religione nella sua dimensione pubblica.&lt;br /&gt;Quando i talebani del laicismo nostrano inveiscono contro la Chiesa e il suo sacrosanto diritto e dovere di essere parte integrante della vita pubblica del Paese, noi ci arrabbiamo non poco perché abbiamo la sensazione dell'ipocrisia dogmatica che è alla base di questo ragionamento. Tutt'altro che laicità. E ci incazziamo ancora di più quando questo invito alla Chiesa a pensare alle cose di Dio, viene &lt;a href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2007/02/fanculo-ai-cattolici-adulti.html" target="_blank"&gt;dal cialtronesco intellettualismo dei cattolici adulti&lt;/a&gt; (come se l'uomo-nella-storia non fosse stato l'interesse peculiare di quel Dio che nella storia si è incarnato facendosi appunto uomo).&lt;br /&gt;Allo stesso tempo occorre pensare un nuovo rapporto con la pluralità religiosa e con l'inevitabile necessità di far convivere culture e fedi diverse, senza l'ingenuità suicida di un Occidente ubriacato dalla sbronza multiculturalista. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;Alla base dev'esserci la comprensione dell'errore culturale e filosofico che fondò la presunta laicità della Rivoluzione francese ereditata in buona parte dalle carte costituzionali europee e sopratutto fatta propria da quell'aborto di Costituzione europea che i tecnocrati di Bruxelles hanno imposto contro le stesse volontà popolari. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;Un errore storico che segna un abisso profondo tra il modo di concepire la libertà religiosa in Europa e negli Usa.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;Jürgen Habermas sottolinea come l'approccio alla libertà religiosa richieda la neutralità di uno Stato che configuri questa libertà non in maniera negativa, come nella Francia giacobina dove la libertà era una libertà &lt;em&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;dalla&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; religione, imposta sotto forma di intromissione autoritaria dello Stato, ma come libertà positiva, come fu pensata dall'origine negli Stati Uniti dove l'autorità statale era &lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;"destinata a garantire ai coloni che si erano lasciati l’Europa alle spalle, la libertà positiva di praticare la loro rispettiva religione senza impedimenti"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; e senza maiali leghisti. Così fu pensata già nel 1776 nel &lt;a href="http://www.constitution.org/bor/vir_bor.htm" target="_blank"&gt;Bill of Rights della Viriginia&lt;/a&gt; (che fu modello di riferimento per tutti gli stati americani) &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;in quell'articolo 16 in cui si dice esplicitamente che la pratica religiosa&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;em&gt;"can be directed only by reason and conviction, not by force or violence; and therefore all men are equally entitled to the free exercise of religion, according to the dictates of conscience"&lt;/em&gt;. Una conquista civile attuale ancora oggi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;Rifondare un nuovo patto di convivenza civile dentro la cornice di una moderna laicità, nel quale a tutti sia chiesto ed imposto il rispetto delle leggi e delle regole non può prescindere dal riconoscimento della libertà religiosa e dei diritti ad essa legati; questo vale per il diritto della maggioranza cattolica e della Chiesa ad essere parte attiva nel dibattito pubblico e nell'impegno civile; e questo vale per il rispetto all'identità religiosa delle minoranze e la loro tutela. Non la benevolenza tollerante del multiculturalismo, ma un nuovo modello di cittadinanza che contempli regole condivise e certe. E' bene che il pensiero liberal-conservatore, laico e cattolico, identitario e federalista, semmai c'è ed è in grado di comprendere questa nuova sfida post-moderna, se ne faccia carico e lasci stare le "porcate" provocatorie. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;Il maiale leghista, nella sua negazione di riconoscere il fondamentale diritto alla libertà religiosa è intrinsecamente giacobino. E tutto questo a noi "intrinsecamente vandeani" non è che piaccia molto…&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#990000;"&gt;&lt;span style="color:#33ccff;"&gt;&lt;em&gt;Immagine:&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Joachim Beuckelaer, Maiale squartato, 1569&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17417540-4030874667500447222?l=blogdellanarca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/feeds/4030874667500447222/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=17417540&amp;postID=4030874667500447222&amp;isPopup=true" title="19 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/4030874667500447222?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/4030874667500447222?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2007/11/il-maiale-leghista.html" title="il maiale leghista" /><author><name>Martin Venator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12032779925623903924</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12933462065117412968" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp3.blogger.com/_NcbK23LJOWc/Rz2uTQm_LSI/AAAAAAAAAMo/9yWZ07Cqabo/s72-c/BEUCKELAER_Joachim,+Slaughtered+Pig,+1569.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">19</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DkYGRnc4fyp7ImA9WxZSGEQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-17417540.post-5988670651960908932</id><published>2007-11-08T23:49:00.001Z</published><updated>2008-02-01T19:28:47.937Z</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-02-01T19:28:47.937Z</app:edited><title>barbari e mura</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_NcbK23LJOWc/RzSEMNTDNmI/AAAAAAAAAMg/4dx31WH0T1Y/s1600-h/Alessandro+Algardi,+Papa+Leone+ferma+Attila,+1653.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5130871220744697442" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="Alessandro Algardi, Papa Leone ferma Attila, 1653" src="http://bp1.blogger.com/_NcbK23LJOWc/RzSEMNTDNmI/AAAAAAAAAMg/4dx31WH0T1Y/s200/Alessandro+Algardi,+Papa+Leone+ferma+Attila,+1653.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#000099;"&gt;Ci sono cose che accadono nelle quali è difficile non leggerci un senso, un significato al di sotto dello strato più superficiale. E’ come se la storia, anche nei suoi più piccoli e insignificanti avvenimenti, vivesse dentro una miriade di intrecci, di nodi da dipanare, passaggi segreti da scoprire sotto lo scorrere del tutto. Se il gioco si accetta il mondo diventa più poetico e divertente; sennò va bene lo stesso e ci si linka al noioso e conformista spirito del tempo, uguale a se stesso nel succedersi casuale delle cose. E questo gioco è più intrigante quando l’attenzione di tutti è spostata altrove, sugli eventi più grandi, quelli che spesso sono i più drammatici. E così, nei giorni successivi alla &lt;a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=12252&amp;amp;sez=HOME_SPETTACOLO" target="_blank"&gt;morte della povera signora Reggiani&lt;/a&gt;, quando Roma e l’opinione pubblica si sono svegliati dal lungo sogno buonista e hanno scoperto la città che nessuno aveva voluto vedere in questi anni, quella fatta di baraccopoli, di degrado, di emarginazione e di violenza, una notizia passata in assoluto silenzio, ha colpito noi, falliti archeologi di una giovinezza sprecata tra stratigrafie e sbancamenti di argille paleolitiche. &lt;a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=12292&amp;amp;sez=HOME_ROMA" target="_blank"&gt;Quindici metri di mura Aureliane sono crollate &lt;/a&gt;come un castello di carta: sbriciolate dal tempo, dall’incuria e dalla sfiga che finalmente ha colpito l’arroganza veltroniana, destandola dal sogno viziato di una passeggiata sul tappeto rosso della sua vergogna.&lt;br /&gt;Se accettassimo l'idea che i fatti sono solo frutto di casualità non dedicheremmo un post a questo evento. Se invece ci convinciamo che bisogna provare a leggere il segno che lega gli avvenimenti, ecco che tutto prende un’altra forma; e allora rintracciamo il vero motivo per cui le mura Aureliane sono cadute proprio ora, con le prime piogge, con le infiltrazioni e con l’ondata di degrado e violenza che improvvisamente Roma ha scoperto. Un’amara ironia accompagna i segni; come a dire che in una città dove una donna viene ammazzata per essere rientrata tardi la sera, &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/morto-ciclista-aggredito/morto-ciclista-aggredito/morto-ciclista-aggredito.html" target="_blank"&gt;dove un pensionato viene ucciso a sprangate mentre passeggia in bicicletta&lt;/a&gt; e una ragazza &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/cronaca/ferita-ombrello-metro/ferita-ombrello-metro/ferita-ombrello-metro.html" target="_blank"&gt;muore per essere scesa alla fermata della metro sbagliata&lt;/a&gt;, quelle mura sono ormai inutili. La cinta muraria che l’imperatore Aureliano costruì alla fine del 200 d.C. per difendere Roma dai barbari e che per secoli l’ha continuata a tenere dentro un abbraccio simbolico e protetto, ora non serve più. Nella Roma del &lt;em&gt;&lt;a href="http://news.independent.co.uk/europe/article2717285.ece" target="_blank"&gt;new emperor&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, i barbari ormai sono tra noi...&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;color:#000099;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#00cccc;"&gt;Immagine:&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Alessandro Algardi, Papa Leone ferma Attila, 1653&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17417540-5988670651960908932?l=blogdellanarca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/feeds/5988670651960908932/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=17417540&amp;postID=5988670651960908932&amp;isPopup=true" title="11 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/5988670651960908932?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/5988670651960908932?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2007/11/barbari-e-mura.html" title="barbari e mura" /><author><name>Martin Venator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12032779925623903924</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12933462065117412968" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp1.blogger.com/_NcbK23LJOWc/RzSEMNTDNmI/AAAAAAAAAMg/4dx31WH0T1Y/s72-c/Alessandro+Algardi,+Papa+Leone+ferma+Attila,+1653.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">11</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DU4MR3Y9eyp7ImA9WB9XE00.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-17417540.post-7777882826971653981</id><published>2007-11-05T18:55:00.000Z</published><updated>2007-11-06T00:13:06.863Z</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2007-11-06T00:13:06.863Z</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="sinistrerie" /><title>gli uffici comunali di prodi e quelli di veltroni. Un giallo politico</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_NcbK23LJOWc/Ry9055D6q0I/AAAAAAAAALA/EHZnZg3D3qk/s1600-h/prodi+e+veltroni2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5129447038516898626" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_NcbK23LJOWc/Ry9055D6q0I/AAAAAAAAALA/EHZnZg3D3qk/s200/prodi+e+veltroni2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#006600;"&gt;Ieri chi leggeva Repubblica si trovava in prima pagina &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/tor-di-quinto-uno/prodi-paese/prodi-paese.html" target="_blank"&gt;questa letterina firmata da Romano Prodi&lt;/a&gt; che era meglio di un dvd di Aldo, Giovanni e Giacomo. Sembrava una cosa talmente surreale che all’inizio l’Anarca ha pensato: &lt;em&gt;"cavolo che scherzo gli hanno tirato quelli di Repubblica. Prenderlo per il culo così non è bello, è pur sempre il premier!"&lt;/em&gt;. Poi se la rileggevi capivi che non era uno scherzo: il capo del Governo di uno dei paesi del G8 aveva scritto una letterina da libro Cuore e l'aveva inviata al principale quotidiano italiano per descrivere com'era bella la vita dell'Italia multietnica da lui governata. Una &lt;em&gt;sitcom&lt;/em&gt; girata dentro un ufficio comunale di Bologna: la famigliola dello Sri Lanka, il pensionato, l'impiegata efficiente, i giovani speranzosi, mancava l’omosessuale di turno gentile e sensibile (immancabile nelle fiction che si rispettino) e la sceneggiatura era pronta. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#006600;"&gt;In realtà questa lettera appare così cretina e offensiva nei confronti dei cittadini che quotidianamente lottano con le disfunzioni dell’amministrazione pubblica e con i problemi dell'emarginazione e dell'integrazione, che stentiamo a credere che l'abbia scritta Romano Prodi. Magari l'avrà buttata giù il suo ghostwriter… visto che Prodi con i fantasmi ha una certa dimestichezza. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#006600;"&gt;&lt;br /&gt;Sulla lettera non c'è molto da aggiungere a quello che &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=218241" target="_blank"&gt;Mario Giordano ha scritto su Il Giornale&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Il bello è che il giorno prima, sempre La Repubblica, aveva ospitato in cronaca &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/anagrafe-chiusa/anagrafe-chiusa/anagrafe-chiusa.html" target="_blank"&gt;questo articolo di Gabriele Romagnoli&lt;/a&gt; sulla follia di un giorno qualsiasi in uno degli uffici anagrafe del Comune di Roma, dove nel feriale a cavallo di due feste, su 5 impiegati del comune, 1 era in ferie e 4 in malattia; un record ma neanche tanto nella Roma veltroniana dei 30.000 impiegati comunali. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#006600;"&gt;E chi è rimasto in fila a riannodare i propri problemi di sopravvivenza, con il telefonino in mano a cercare di chiamare la redazione di Striscia la Notizia o quella di Report, ha mostrato una rassegnazione che è più di una rabbia.&lt;br /&gt;Il problema è che dopo che hai letto i due articoli, non capisci più quale sia l'Italia vera: quella colorata e arcobaleno descritta da Prodi o quella grigia e esasperata descritta dal malcapitato giornalista di Repubblica; quella reale che sperimentiamo ogni giorno noi o quella bugiarda che racconta Prodi; quella che funziona (forse) a Bologna o quella che non funziona a Roma; quella efficiente di Cofferati o quella furbona e mascalzoncella di Veltroni.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#006600;"&gt;&lt;br /&gt;Insomma, un po' di casino questi due racconti te lo creano. Se non altro perche potresti risolvere la questione immaginando che le due Italie convivano; ma se è cosi perché non fare leader del futuro Cofferati al posto di Veltroni?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#006600;"&gt;No, in realta abbiamo capito tutto, noi che siamo intelligenti. Attingiamo alla dietrologia sempre comoda in politica e proviamo a dare a Prodi una maggiore dignità di quanto mostra quella lettera cretina e a Veltroni un'innocenza immeritata: la lettera di Prodi s'inscrive nell'annosa &lt;em&gt;querelle&lt;/em&gt; del PD, nel conflitto aperto tra il premier e l'uomo nuovo. Mettiamola cosi: Prodi ha scritto questa letterina, descrivendo l'idilliaco ufficio comunale di Bologna, per sputtanare gli inefficienti uffici comunali di Roma e dimostrare come il modello veltroniano sia un imbroglio. Ma non funziona neanche questo perché così facendo saremmo generosi verso l'intelligenza di Prodi e ingenerosi verso "il modello Roma" di Veltroni che è qualcosa di molto peggio di un imbroglio…&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17417540-7777882826971653981?l=blogdellanarca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/feeds/7777882826971653981/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=17417540&amp;postID=7777882826971653981&amp;isPopup=true" title="11 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/7777882826971653981?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/7777882826971653981?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2007/11/gli-uffici-comunali-di-prodi-e-quelli.html" title="gli uffici comunali di prodi e quelli di veltroni. Un giallo politico" /><author><name>Martin Venator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12032779925623903924</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12933462065117412968" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp2.blogger.com/_NcbK23LJOWc/Ry9055D6q0I/AAAAAAAAALA/EHZnZg3D3qk/s72-c/prodi+e+veltroni2.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">11</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUUBSHg_eCp7ImA9WB9XEkQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-17417540.post-4025654408570265566</id><published>2007-11-04T09:37:00.000Z</published><updated>2007-11-05T20:07:39.640Z</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2007-11-05T20:07:39.640Z</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="veltronismo" /><title>walter e liga</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_NcbK23LJOWc/Ryuts5D6qzI/AAAAAAAAAK4/Pn0_pEWBBMo/s1600-h/clb04_veltroni.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5128383587434539826" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_NcbK23LJOWc/Ryuts5D6qzI/AAAAAAAAAK4/Pn0_pEWBBMo/s200/clb04_veltroni.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;Siccome loro sono buoni, tolleranti, pluralisti, solidali, arcobaleni, fiaccolanti, accoglienti, indignanti, multiculturali, antirazzisti, antileghisti, antifascisti, democratici, intransigenti, determinati ma con cautela, riflessivi e soprattutto responsabili... siccome loro sono tutte queste cose e molte di più, loro si possono permettere di dire cazzate come queste: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.ilsecoloxix.it/italia_e_mondo/view.php?DIR=/italia_e_mondo/feed_agr/top_news/2007/10/31/&amp;amp;CODE=cf49a098-87d4-11dc-b3fc-0003badbebe4" target="_blank"&gt;''Prima dell'ingresso della Romania nell'Unione europea, Roma era la città più sicura del mondo"&lt;/a&gt; &lt;/em&gt;(Walter Veltroni commentando l’aggressione della donna a Tor di Quinto)&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;E' naturale che dopo affermazioni così articolate, profonde e responsabili, qualcuno altrettanto articolato, profondo e responsabile arrivi a pensare che basterebbe togliersi dalle palle un po' di romeni per tornare ad essere la "città piu sicura del mondo". E infatti: &lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/tor-di-quinto-uno/spedizione-punitiva/spedizione-punitiva.html" target="_blank"&gt;"Spedizione punitiva contro romeni; quattro feriti di cui uno grave. In dieci con bastoni e a volto coperto" &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;Ma siccome il culo abbonda sulla faccia dei furboni, è normale che gli stessi che avevano dichiarato le cose di cui sopra, poi dicano questo: &lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;em&gt;"Esprimo la mia condanna più grande per quanto avvenuto. In un momento come questo occorre la più grande responsabilità da parte di tutti" &lt;/em&gt;(lo stesso Walter Veltroni di sopra)&lt;/span&gt;. Appunto. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;E infine, poiché i furboni hanno in genere una faccia molto grande, il giorno dopo riescono persino a dirci che la colpa della xenofobia emergente è &lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;em&gt;"delle parole incendiarie dei capi della CdL" &lt;/em&gt;(sempre l'identico Walter Veltroni su Repubblica)&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;E allora, se tutto va bene, se è solo strumentalizzazione... perché ai funerali della signora Reggiani, con il classico coraggio che li contraddistingue ed una scortesia formale di non poco conto, dopo essersi fatti fotografare contriti e lacrimevoli, i furboni con le facce da sindaco di Roma sono usciti di nascosto da una porta secondaria?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;Mah! A &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;noi che siamo degli sciagurati irresponsabili non ci resta che ascoltare Ligabue:&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;"A parte che ancora vomito per quello che riescono a dire&lt;br /&gt;Non so se son peggio le balle oppure le facce che riescono a fare&lt;br /&gt;Niente paura, niente paura…"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17417540-4025654408570265566?l=blogdellanarca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/feeds/4025654408570265566/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=17417540&amp;postID=4025654408570265566&amp;isPopup=true" title="8 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/4025654408570265566?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/4025654408570265566?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2007/11/walter-e-liga.html" title="walter e liga" /><author><name>Martin Venator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12032779925623903924</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12933462065117412968" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp2.blogger.com/_NcbK23LJOWc/Ryuts5D6qzI/AAAAAAAAAK4/Pn0_pEWBBMo/s72-c/clb04_veltroni.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">8</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUUARHkyfCp7ImA9WB9XEkQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-17417540.post-6139004894654978922</id><published>2007-10-23T14:58:00.000Z</published><updated>2007-11-05T20:07:25.794Z</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2007-11-05T20:07:25.794Z</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="sinistrerie" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="veltronismo" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="roma" /><title>Arrestate il vandalo!</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_NcbK23LJOWc/Rx4gAygvRWI/AAAAAAAAAKg/iyGQRiQqLJY/s1600-h/cecchini_graziano21.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5124568623925380450" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_NcbK23LJOWc/Rx4gAygvRWI/AAAAAAAAAKg/iyGQRiQqLJY/s200/cecchini_graziano21.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#000099;"&gt;Ora che i riflettori si sono spenti, che l’attenzione mediatica è andata scemando, ora lo possiamo dire con forza e convinzione: arrestate quel vandalo!!! Prendetelo e sbattetelo in galera, insieme a lavavetri e immigrati, a compensare il nostro essere di sinistra cosi tanto di destra. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#000099;"&gt;Perché ha ragione quella buona donna del vicesindaco di Roma, Garavaglia: chi ha compiuto quel gesto &lt;em&gt;"è privo non solo di amore per l'arte, ma anche per la città che rappresenta il suo Paese"&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;E ha ragione anche il sindaco Veltroni, neosegrdelPd, quando ha detto che è stato&lt;em&gt; "un gesto estraneo alla cultura democratica"; m&lt;/em&gt;ica l'hanno messo ai voti o c'hanno fatto le primarie per deciderlo.&lt;br /&gt;E ha ragione anche il ministro dei beni culturali già sindaco di Roma, Francesco Rutelli, a esprimere &lt;em&gt;"indignazione e preoccupazione per il gesto intollerabile e irresponsabile di vandalismo alla Fontana di Trevi"&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;E meno male che il sovrintendente La Rocca &lt;em&gt;"accorso immediatamente"&lt;/em&gt; ci ha sollevato e rassicurato perché &lt;em&gt;"il danno arrecato non sembra grave"&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;E ha ragione l'assessore capitolino alla sicurezza Jean Leonard Touadi che ha assistito a tutte le operazioni di pulitura e noi non ci siamo mai sentiti così sicuri a Roma, nonostante &lt;a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=11452&amp;amp;sez=HOME_ROMA" target="_blank"&gt;i romeni che pestano Sposini&lt;/a&gt;. E ha ragione anche l’assessore alla cultura Silvio Di Francia quando ha detto che però resta lo &lt;em&gt;"sfregio a un patrimonio dell'umanità"&lt;/em&gt;, e lo ha detto (scrive l’Ansa) &lt;em&gt;"scuotendo il capo"&lt;/em&gt;, e questo scuotimento noi lo facciamo nostro. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#000099;"&gt;E ha ragione persino quell’arzilla vecchietta della Ekberg, risuscitata dalla naftalina, a farsi interprete dello sgomento di noi romani e a dire forte e chiaro che&lt;em&gt; "è stata un’offesa alla città".&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Insomma hanno ragione tutti. Ma alla fine non abbiamo ancora capito a quale atto vandalico si riferivano. Se a questo attimo di pura poesia futurista, di fantasia elettrizzante, di ironia e colore... &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5124557452715443458" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_NcbK23LJOWc/Rx4V2igvRQI/AAAAAAAAAJw/-11QEBfcaeA/s200/fontana-trevi_rossa4.jpg" border="0" /&gt; ...o a questo cesso di snobismo culturale che da mesi ha trasformato uno dei monumenti più belli di Roma nella boutique di Valentino...&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5124557598744331538" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_NcbK23LJOWc/Rx4V_CgvRRI/AAAAAAAAAJ4/A5wMgq4Q05I/s200/valentino.jpg" border="0" /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5124558964543931698" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_NcbK23LJOWc/Rx4XOigvRTI/AAAAAAAAAKI/yv2HbihuZ84/s200/ara+pacis.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#000099;"&gt;Perché l'overdose di manichini impiccati e di plexiglas, dopo &lt;a href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2006/09/ara-pacis-e-new-york-times-ovvero.html" target="_blank"&gt;aver distrutto l'Ara Pacis con l'ecomostro di Meier&lt;/a&gt;, è qualcosa di più di un atto vandalico: è un atto di reiterata imbecillità. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#000099;"&gt;E allora, noi che siamo uomini di ordine e legalità concordiamo. Arrestate il vandalo!! Ma arrestate quello giusto. Non quel povero e geniale diavolo che vedete lassù. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;Parlavamo del vandalo che vedete quaggiù...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5124560519322092882" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_NcbK23LJOWc/Rx4YpCgvRVI/AAAAAAAAAKY/qI_DaBVQpWI/s200/veltroni+vandalo.jpg" border="0" /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17417540-6139004894654978922?l=blogdellanarca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/feeds/6139004894654978922/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=17417540&amp;postID=6139004894654978922&amp;isPopup=true" title="25 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/6139004894654978922?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/6139004894654978922?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2007/10/arrestate-il-vandalo.html" title="Arrestate il vandalo!" /><author><name>Martin Venator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12032779925623903924</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12933462065117412968" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp2.blogger.com/_NcbK23LJOWc/Rx4gAygvRWI/AAAAAAAAAKg/iyGQRiQqLJY/s72-c/cecchini_graziano21.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">25</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0UMQno_cSp7ImA9WxZQEE0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-17417540.post-1701830252831561060</id><published>2007-10-15T20:59:00.001Z</published><updated>2008-02-14T15:01:23.449Z</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-02-14T15:01:23.449Z</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="sinistrerie" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="veltronismo" /><title>lanuovastagionepunto(.)it e Finkielkraut</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_NcbK23LJOWc/RxPXmCgvRNI/AAAAAAAAAJY/l9JT3hjU1h0/s1600-h/Edward+Hopper,+Rooms+by+the+Sea,+1951.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5121674249759573202" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="Edward Hopper, Rooms by the Sea, 1951" src="http://bp0.blogger.com/_NcbK23LJOWc/RxPXmCgvRNI/AAAAAAAAAJY/l9JT3hjU1h0/s200/Edward+Hopper,+Rooms+by+the+Sea,+1951.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#006600;"&gt;L’&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Anarca&lt;/span&gt; avrebbe voluto scrivere un post sulle primarie del Pd, sul sogno di Veltroni finalmente avveratosi; sulla sua consapevolezza che dopo la caduta del Muro di Berlino &lt;em&gt;"si sarebbe aperto un tempo nuovo, un tempo di ponti e non più di fili spinati"&lt;/em&gt;… anche se c'ha messo un po' ad accettarlo… più o meno quando ha capito che i soldi da Mosca non sarebbero più arrivati. Sul bisogno di dire&lt;em&gt; "grazie, grazie, grazie"&lt;/em&gt; ai padri storici o meglio ai bisnonni storici di questo nuovo partito (Vittorio Foa) e &lt;em&gt;"ai ragazzi di sedici anni e agli immigrati che sono andati a votare"&lt;/em&gt;... sopratutto a quelli che hanno votato 10 volte ciascuno. Sul fatto che c'è &lt;em&gt;"un'Italia nuova, serena che non odia, non urla"&lt;/em&gt;, non pensa male, non rutta, insomma un'Italia educata e perbene che passa il tempo a sognare mentre gli altri tirano avanti la baracca.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#006600;"&gt;L’&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Anarca&lt;/span&gt; avrebbe voluto scrivere del fatto che già ora il Pd è &lt;em&gt;"il più grande partito d’Italia"&lt;/em&gt; e forse d'Europa e forse del mondo, che lui Veltroni fa la fila come gli altri per votare… sennò che democratico sarebbe. Che ora il Pd parlerà il &lt;em&gt;"linguaggio della lotta alla povertà"&lt;/em&gt; e lo farà con la signora Bulgari, con Afef, con Milly Moratti, con le mogli dei banchieri e magari anche con Veronica.&lt;br /&gt;Insomma avrebbe voluto scrivere questo cumulo di minchiate ed altre ancora… ma è stato inutile. Ci hanno pensato i fedeli cortigiani del giornalismo italiano. Al diavolo irriverenza e polemica. Dopo aver letto &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/politica/partito-democratico-12/notte-veltroni/notte-veltroni.html" target="_blank"&gt;questo articolo di Alessandra Longo su Repubblica&lt;/a&gt; l'&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Anarca&lt;/span&gt; ha capito che non c'è nulla di più comico e ridicolo di un giornalista prono davanti ai sui padroni nell'atto di prendere sul serio le cazzate che scrive, prendendo poco sul serio l'intelligenza di chi legge. E ha capito come il servilismo assuma involontari connotati di comicità in un articolo così imbarazzante da imbarazzare pure noi abituati a Emilio Fede. Leggetelo anche voi e poi aiutate Alessandra Longo a raccogliere la lingua da terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però le intuizioni arrivano comunque e gli incontri nella vita si fanno anche con le parole. Ed è capitato che l'&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Anarca&lt;/span&gt; è inciampato nelle parole di una grande intelligenza del nostro tempo, &lt;span style="color:#990000;"&gt;Alain Finkielkraut&lt;/span&gt;, che sembrano quasi scritte apposta per questa nuovastagionepunto(.)it e forse lo sono visto che si rivolgono al prodotto più osceno del '68, la generazione dei 50enni che è al potere, figlia di quel relitto di cultura di cui Veltroni è espressione: &lt;em&gt;"Assistiamo all’alleanza tra poeta e burocrate, alla fusione estatica del politichese con l’alfabeto del cuore. Non si riesce più a distinguere il funzionario dal cantautore. La nostra epoca è anche quella in cui tutti dicono la stessa cosa"&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Appunto. La &lt;a href="http://www.lanuovastagione.it/" target="_blank"&gt;nuovastagionepunto(.)it&lt;/a&gt; è sbocciata e ha spalancato la porta della nostra speranza. Buona fortuna, ne avremo tutti bisogno...&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#006600;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;P.S.: un plauso a&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;a href="http://antoniogurrado.blogspot.com/2007/10/appunti-per-il-w-day-after_15.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Scribacchiature&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;span style="color:#000099;"&gt;per il post più esilarante su questa puttanata delle primarie.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#006600;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#00cccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#00cccc;"&gt;Immagine:&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Edward Hopper, Rooms by the Sea, 1951&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17417540-1701830252831561060?l=blogdellanarca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/feeds/1701830252831561060/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=17417540&amp;postID=1701830252831561060&amp;isPopup=true" title="11 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/1701830252831561060?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/1701830252831561060?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2007/10/lanuovastagionepuntoit-e-finkielkraut.html" title="lanuovastagionepunto(.)it e Finkielkraut" /><author><name>Martin Venator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12032779925623903924</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12933462065117412968" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp0.blogger.com/_NcbK23LJOWc/RxPXmCgvRNI/AAAAAAAAAJY/l9JT3hjU1h0/s72-c/Edward+Hopper,+Rooms+by+the+Sea,+1951.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">11</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CkYGSX8_eCp7ImA9WB9REk0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-17417540.post-8388066367946390693</id><published>2007-10-11T18:37:00.000Z</published><updated>2007-10-12T14:42:08.140Z</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2007-10-12T14:42:08.140Z</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="veltronismo" /><title>Il Mostro (un racconto con-senso)</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_NcbK23LJOWc/Rw53mCgvRMI/AAAAAAAAAJQ/SKrMMY_kvR0/s1600-h/Francis+Bacon,+Ritratto+di+Michel+Leris,+1976.jpg.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5120161321759753410" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_NcbK23LJOWc/Rw53mCgvRMI/AAAAAAAAAJQ/SKrMMY_kvR0/s200/Francis+Bacon,+Ritratto+di+Michel+Leris,+1976.jpg.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Aaaaarghh&lt;/em&gt;!!!. Un urlo terrificante scosse la tranquilla notte della paciosa città veltroniana fatta di arcobaleni, zucchero filato e &lt;a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=9909&amp;amp;sez=HOME_SPETTACOLO" target="_blank"&gt;sicurezza sociale&lt;/a&gt;. &lt;em&gt;Uaaaargghh&lt;/em&gt;!!! Poco dopo un secondo urlo lancinante oscurò la luna e rese tenebroso il mite clima della capitale; la dolce e serena Roma sembrò per un attimo Baghdad. Qualcuno corse a sprangare porte e finestre. Le urla strazianti continuarono… &lt;em&gt;Uuuuaaargh&lt;/em&gt;!!! Il timore che qualcosa di orribile stesse accadendo prese il sopravvento all'idea diffusa, e tutto sommato meno inquietante, che fossero le grida disperate di poveri lavavetri che scappavano alle retate dei nuovi sceriffi democratici e progressisti. Al quarto "&lt;em&gt;Uuuuuaaargh"&lt;/em&gt; che squarciò l’aria il panico si diffuse; capannelli di persone animarono le strade e, nella suggestione generale, qualcuno giurò di aver visto file di Rom incatenati lungo il Raccordo anulare, deportati in nome del nuovo corso del buonismo interventista.&lt;br /&gt;Ma la verità ricompose presto il senso e la misura delle cose: quelle urla strazianti provenivano dalla casa dell’&lt;span style="color:#009900;"&gt;Anarca&lt;/span&gt;. Era successo che l’&lt;span style="color:#009900;"&gt;Anarca&lt;/span&gt; aveva intravisto allo specchio il fantasma delle sue paure. Gli incubi che si stavano facendo veri. Quella notte non era riuscito a prendere sonno. Si era girato e rigirato nel letto in preda a visioni terrifiche. Sentiva il suo corpo in fiamme. Era sceso a bere dell’acqua quando ad un certo punto, passato davanti allo specchio… (&lt;em&gt;Aaaaaarghh&lt;/em&gt; al solo ripensarci!), aveva visto l’orribile immagine riflessa. Si era voltato di scatto convinto che quell’essere mostruoso fosse dietro di lui. Nulla. Non c’era nessuno. Quell’essere mostruoso era lui. Come poteva essere successo? Quale malvagio incantesimo lo aveva colpito? Lentamente il suo mento si era ingiallito e stava divenendo floscio e lombrichesco, i nei coprivano le sue guance, due spessi occhiali tondi ora erano poggiati sul suo naso, la fronte spaziosa nascondeva flussi di idee, di film, di sceneggiature, di racconti su suicidi e bambini africani. Non era colpa della luna piena. Non era andato a cena con Maria Latella, né aveva fatto un trans-tour con Sircana. C’era una sola possibilità: l’&lt;span style="color:#009900;"&gt;Anarca&lt;/span&gt; stava diventando veltroniano.&lt;br /&gt;Erano giorni che l’&lt;span style="color:#009900;"&gt;Anarca&lt;/span&gt; non si sentiva bene. Aveva letto l'intervista di Veltroni sulla signora Veronica e anche lui aveva riso a crepapelle a quella cazzata intarsiata di gemme preziose che il futuro uomo nuovo della sinistra aveva detto di Veronica Lario: &lt;em&gt;"in questi anni, ho molto apprezzato la sua discrezione"&lt;/em&gt;, che detto di una signora che ha &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/lettera-veronica/lettera-veronica/lettera-veronica.html" target="_blank"&gt;sputtanato il marito sulla prima pagina di Repubblica&lt;/a&gt; assomigliava dannatamente a una gaffe berlusconiana. Ma proprio questo un po' lo inquietava, questa somiglianza: l’idea che Veltroni fosse in fondo un po' Berlusconi. Insomma era come se &lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.lanuovastagione.it/" target="_blank"&gt;lanuovastagionepuntoit&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; avesse mischiato le identità.&lt;br /&gt;L'&lt;span style="color:#009900;"&gt;Anarca&lt;/span&gt;, come Zelig, aveva impiegato anni per prendere le sembianze del Cavaliere: la sua bandana, il suo cerone, il suo sorriso smagliante, il doppio petto blu. Ora i simboli della sua simbiotica devozione berlusconiana erano scomparsi. L'&lt;span style="color:#009900;"&gt;Anarca &lt;/span&gt;stava subendo una trasmutazione genetica. Si gettò a terra come a rifiutare il Mostro che ormai era in lui e cominciò a ruminare col cervello: nel mondo alla rovescia dei sogni veltroniani, la sinistra cercava di rubare il posto alla destra senza tanti complimenti. Stava succedendo che le ultime gocce del berlusconismo erano ormai risucchiate nell’oceano del veltronismo imperante. Non c'era nulla, più nulla che arginasse la marea montante. In termini di cazzate dette, Veltroni e la nuova sinistra ormai combattevano ad armi pari con il Cavaliere.&lt;br /&gt;Strano paese questo dove si pensava che il berlusconismo fosse morto ed invece si diffondeva a macchia d'olio proprio nel campo di coloro che l’avevano combattuto per anni. La sinistra che denunciava &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=211097" target="_blank"&gt;l’uso criminoso della giustizia&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.isolapossibile.it/article.php3?id_article=3148" target="_blank"&gt;l’uso criminoso delle piazze&lt;/a&gt;,&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt; &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Attualita/2007/10/prodi-contro-santoro-mastella-sfiducia-rai.shtml?uuid=11ed77aa-73e7-11dc-87a0-00000e25108c&amp;amp;DocRulesView=Libero" target="_blank"&gt;l’uso criminoso della televisione&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;, &lt;a href="http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=419869" target="_blank"&gt;l’uso criminoso dell’immigrazione&lt;/a&gt; (meglio se rumena)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;, &lt;a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2598479.html?ref=hpsbdx2" target="_blank"&gt;l’uso criminoso del crimine dopo l’indulto&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;, &lt;a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/primariepd/200710articoli/26456girata.asp" target="_blank"&gt;l’uso criminoso delle votazioni&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;. La sinistra che perseguitava magistrati, giornalisti, immigrati, fuoriusciti per indulto; la sinistra che corteggiava signore borghesi e miliardarie &lt;em&gt;open mind.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;Ma c'era un altro vantaggio. Il nuovo berlusconismo di sinistra liberava la destra dalla pressione psicologica di sentirsi impresentabile. Perché, finalmente, anche la sinistra lo era. Certo, Veltroni avrebbe continuato a dire cose che il Cavaliere non si sarebbe neanche sognato: tipo che la solitudine delle vecchiette era anche la sua… ma in cuor nostro sapevamo tutti che col cavolo che Veltroni, come Berlusconi e come la maggiorparte di noi, si sarebbe mai portato a casa una vecchietta sola. E alla fine tutto questo ci tranquillizzava: il miliardario imprenditore che costruiva il Vesuvio in miniatura nel parco della sua villa non era più volgare del sindaco di Roma che comprava casa da un ente pubblico con il 70% di sconto, intestandola alla moglie, mentre nella sua città migliaia di senza tetto e sfrattati avrebbero continuato a votarlo.&lt;br /&gt;Il veltronismo era la malattia senile del berlusconismo. Ma questo non consolava il povero &lt;span style="color:#009900;"&gt;Anarca&lt;/span&gt; che stava diventando sempre più lombrichesco e iniziava a citare Olaf Palme, Martin Luther King, Dossetti, Pasolini e Zio Paperone.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Il delirio dell'&lt;span style="color:#009900;"&gt;Anarca&lt;/span&gt; aumentava e i suoi pensieri si rincorrevano: i&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;l mondo alla rovescia avrebbe reso finalmente presentabile Berlusconi l’Impresentabile, non perché ora fosse più presentabile di prima, ma perché il Presentabile per eccellenza (Veltroni), il fascinoso riflessivo sulla pelle degli altri, ora assomigliava sempre più all’Impresentabile. Questa loro comunanza poteve rendere finalmente normale il paese. Ma l'&lt;span style="color:#009900;"&gt;Anarca&lt;/span&gt;, che a differenza di Veltroni non era mai stato un alto dirigente del Pci ma Marx l’aveva letto, quella frase sulla storia che si ripete due volte, la prima in tragedia la seconda in farsa, l’aveva sempre fatta sua. &lt;a href="http://www.wesleyan.edu/css/readings/Barber/marx.gif" target="_blank"&gt;Il barbone di Treviri&lt;/a&gt; lo aveva detto chiaramente nel suo plamphet contro Luigi Bonaparte. E il berlusconismo di ritorno nelle sembianze di Veltroni era più una farsa che una tragedia… o forse era farsa e tragedia insieme. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;C'è una morale in questo tragico racconto. Il volto sfigurato dell’&lt;span style="color:#009900;"&gt;Anarca&lt;/span&gt; si accompagnava ai suoi singhiozzi. Quel Mostro davanti allo specchio dava l’amarezza di un mondo al contrario ma forse anche l’ultima sua grande soddisfazione. L’&lt;span style="color:#009900;"&gt;Anarca&lt;/span&gt; berlusconiano che si trasformava nel mostro di Veltroni era il segno indelebile di una vittoria. L'&lt;span style="color:#009900;"&gt;Anarca&lt;/span&gt; cedeva il suo corpo a Veltroni ma rimaneva berlusconiano. L’estrema grandiosa beffa del Cavaliere; aver berlusconizzato i suoi nemici e, concedendo loro l'illusione di un'immagine, li aveva ridotti definitivamente a sé. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#990000;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#00cccc;"&gt;Immagine:&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Francis Bacon, Ritratto di Michel Leris, 1976&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17417540-8388066367946390693?l=blogdellanarca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/feeds/8388066367946390693/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=17417540&amp;postID=8388066367946390693&amp;isPopup=true" title="9 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/8388066367946390693?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/8388066367946390693?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2007/10/il-mostro-un-racconto-con-senso.html" title="Il Mostro (un racconto con-senso)" /><author><name>Martin Venator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12032779925623903924</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12933462065117412968" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp3.blogger.com/_NcbK23LJOWc/Rw53mCgvRMI/AAAAAAAAAJQ/SKrMMY_kvR0/s72-c/Francis+Bacon,+Ritratto+di+Michel+Leris,+1976.jpg.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">9</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;Dk4MSXczeSp7ImA9WB9SEkg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-17417540.post-1338956050815341346</id><published>2007-10-01T15:01:00.000Z</published><updated>2007-10-01T16:09:48.981Z</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2007-10-01T16:09:48.981Z</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="veltronismo" /><title>Veltroni: la storia di un suicidio e di un'indecenza</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_NcbK23LJOWc/RwEYKigvRLI/AAAAAAAAAJI/oZXICuo42Ek/s1600-h/Albert+Bloch,+Attraverso+la+notte,+1942.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5116397221011473586" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_NcbK23LJOWc/RwEYKigvRLI/AAAAAAAAAJI/oZXICuo42Ek/s200/Albert+Bloch,+Attraverso+la+notte,+1942.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;E’ il 3 aprile 2006. Matteo Maritano, 16 anni, mamma filippina e papà italiano, si suicida. Apre la finestra della sua stanza e decide di volar giù. Un angelo senza ali e con un buco dentro profondo come la notte. I giornali ne parlano perché il sospetto è che il male da cui abbia voluto liberarsi sia stato indotto. Si parla di bullismo, di pregiudizi, d’intolleranza. Si dice che a scuola venisse preso in giro perché gay anche se non lo era.&lt;br /&gt;Il motivo per cui un ragazzo di 16 anni si getta nel vuoto è cosa che appartiene a quel mistero profondo e pauroso che affonda nella profondità del male… e nella sua banalità. La volgarità del nostro mondo, democratico e tollerante, sta in questa dimenticanza. Nei giorni successivi Matteo diventa il simbolo delle rivendicazioni omosessuali. Diventa la palestra su cui si esercitano i professionisti della morte ad effetto: sociologi, psicologi, omosessualisti in carriera, ispettori ministeriali e giornalisti… soprattutto loro, i giornalisti: dietro l’imbroglio del "diritto di cronaca" che è solo il perverso gioco del rendere banale la vita degli altri, per rendere più sopportabile la propria. A distanza di un anno &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=208987" target="_blank"&gt;la Procura di Torino chiude l’indagine e archivia il caso&lt;/a&gt;: Matteo non ha subito alcun atto di bullismo. Il suo suicidio non fu spinto da pressioni esterne, né da una sua presunta omosessualità perseguitata.&lt;br /&gt;Immagino che chi sceglie di uccidersi scelga il silenzio, il vuoto, l’ombra, l’angolo più buio. Anche quando la morte è un urlo disperato, una denuncia, una condanna… alla fine racconta un silenzio. Il silenzio di un disagio, di una sofferenza che ricopre la morte e il silenzio dovuto dentro una pietà che dovrebbe accompagnare il pudore di non fare ulteriore violenza a chi compie un gesto definitivo. Perché il senso della vita è dato dalla "possibilità". E chi decide di negare a se stesso il dono della "possibilità" avrebbe bisogno di un &lt;em&gt;"sssssssssssstttttt"&lt;/em&gt; lungo quanto i nostri rimorsi. Ma queste sono cazzate per questo mondo che ha bisogno di rumore perché del silenzio ha paura.&lt;br /&gt;E allora, la storia di Matteo non finisce qui. Sul suo corpo straziato arriva la pennellata finale, il tocco dell’artista: e il narcisismo degli uomini colti e per bene si rivela un’altra violenza verso Matteo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Pochi mesi dopo la sua morte il Corriere della Sera inaugura una collana di scritti: &lt;a href="http://www.corriere.it/iniziative/cortidicarta" target="_blank"&gt;"Corti di carta"&lt;/a&gt;, brevi racconti che ospitano inediti di grandi autori italiani; e tra questi c’è anche &lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Walter Veltroni&lt;/span&gt; con un libello di 54 pagina dal titolo &lt;em&gt;"Aspetta te stesso"&lt;/em&gt;. L’anarca lo legge con la curiosità che in genere accompagna la sua ingenuità e scopre che la storia che c’è dentro, raccontata con strazio intellettuale, è quella lì. Veltroni ha strappato dalla cronaca una tragedia e un orrore e li ha trasformati nell’ennesima vetrina di malinconia e vanità.&lt;br /&gt;Matteo diventa Giulio. Non è più filippino ma peruviano. Ma c’è il fratello maggiore e un suo diario, c’è la mamma separata e c'è il suicidio; ci sono le motivazioni decise dai giornali ("a scuola dicono che sono frocio!"). C’è l’armamentario del politicamente corretto: il ragazzo aguzzino con il giaccone di pelle nera in realtà mai esistito ma così utile alle coscienze democratiche e antifasciste.&lt;br /&gt;Ora che la storia di Matteo sembra essere riconsegnata alla verità (che non c’è...) l’idea di utilizzare una tragedia, un dolore che umilia tutti noi per raccontarci una storia da Corriere della Sera francamente fa ancora più schifo. Soprattutto quando la fatica letteraria partorita sul corpo straziato e vero di Matteo, è servita a rilasciare interviste idiote sul Corriere Magazine su come fa, il sindaco scrittore, a scrivere tutte queste cose, quale musica ascolta quando cerca l’ispirazione e a quale ora della notte…e via dicendo…&lt;br /&gt;Veltroni usa spesso al morte degli altri per colpire, emozionare; lo fa con i raccontini di 54 pagine…o citando una lettera della "ragazza della mia città" morta a 15 anni di una malattia incurabile per concludere il discorso che lancia la sua candidatura al Pd e far credere che i giovani siano quelli… quando anche lui sa che non lo sono. Perché una ragazza di 15 anni che sta per morire dentro una malattia non è più una ragazza… è altro. Più grande di me e lui messi insieme.&lt;br /&gt;Veltroni usa la morte non per trovare le ragioni su se stesso. Non è un altro modo di comunicare; né l’emergere di un’altra identità, sofferta e nascosta. E’ qualcos’altro. La "necrofilia" di Veltroni serve a mescolare i piani, a confondere il ruolo pubblico e politico con quello privato, facendo si che su di lui i giudizi siano raramente politici (cosa bizzarra per uno che in vita sua ha fatto solo quello).&lt;br /&gt;"Aspetta te stesso" è il marchio d’infamia di un personaggio che non esita a catturare la morte degli altri e rivenderla come un rigattiere di buoni sentimenti. Soprattutto quando la morte è inspiegabile. Dietro il suicidio di un ragazzo, o quello di un musicista (buono per &lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=46843" target="_blank"&gt;una sceneggiatura ed un film&lt;/a&gt; in piena campagna elettorale… ed altri ce ne aspetteranno per le prossime) c'è un Veltroni "necrofilo" che usa la morte degli altri svuotandone il senso e rendendola funzionale ai propri turbamenti, alle nevrosi mai superate. Perchè non serve andare a fondo, provare a indaga i recessi dell’animo, basta limitarsi al "politicamente corretto". Una cosa da vomitare che perdoneremmo a un intellettuale ma non ad un politico.&lt;br /&gt;Bisogna capire questo per capire chi è veramente Walter Veltroni e il suo profondo e infantile egoismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;Post Scriptum:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;L’anarca oggi ha 41 anni ma ricorda come fosse ieri quella sera di 20 anni fa, il rumore ovattato di una corsa al piano di sotto che seguiva un "no" urlato. Quei passi sordi gli rimangono nelle orecchie dopo tanti anni a immaginare la rincorsa presa, quando Marco, 18 anni, decise di volare giù da un sesto piano. Proprio la finestra sotto la sua. L'anarca ricorda lo stupore di tutti e in fondo quel corpo lì, visto dall’alto non sembrava un corpo frantumato nell’orrore di una morte terribile. E ricorda i rimorsi inutili lavati con il senso del destino. Eppoi gli sguardi bassi di quando s’incrociava il padre di Marco in ascensore. Quel non saper cosa dire, non voler dire, lo sperare che l’ascensore arrivasse al piano velocemente per scappare da un uomo inerme perché si ha più paura degli uomini inermi; un padre che avrebbe seguito lo stesso destino qualche anno dopo. Senza volo, con una pistola alla tempia.&lt;br /&gt;L'anarca pensa che il suicidio rende vana la morte non la eroizza. La svuota della sua sorpresa della sua inaspettata presenza. Per questo un suicidio è un oltraggo alla morte. E’ un rifiuto di incontrarla. Il suicidio non è mai un atto di coraggio. E’ la paura di aspettare la morte e la sfida di riempire questo tempo che ci separa da lei con l’amore, la lealtà, l’onore e il coraggio, anche quando a volte si finisce in mezzo alla notte e non ci si fa ad attraversarla.&lt;br /&gt;Per questo la morte cercata avrebbe bisogno di tanto silenzio… &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#000099;"&gt;&lt;span style="color:#33ccff;"&gt;&lt;em&gt;Immagine:&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Albert Bloch, Attraverso la notte, 1942&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17417540-1338956050815341346?l=blogdellanarca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/feeds/1338956050815341346/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=17417540&amp;postID=1338956050815341346&amp;isPopup=true" title="39 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/1338956050815341346?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/1338956050815341346?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2007/10/veltroni-la-storia-di-un-suicidio-e-di.html" title="Veltroni: la storia di un suicidio e di un'indecenza" /><author><name>Martin Venator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12032779925623903924</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12933462065117412968" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp0.blogger.com/_NcbK23LJOWc/RwEYKigvRLI/AAAAAAAAAJI/oZXICuo42Ek/s72-c/Albert+Bloch,+Attraverso+la+notte,+1942.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">39</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;D0YMR3g9cCp7ImA9WxZQEks.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-17417540.post-5407237473561075543</id><published>2007-09-25T17:02:00.000Z</published><updated>2008-02-17T16:19:46.668Z</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-02-17T16:19:46.668Z</app:edited><title>il medioevo di Follett e l'11/9 del prof. Cardini</title><content type="html">&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_NcbK23LJOWc/RvlQsCgvRKI/AAAAAAAAAJA/pe09lNRs0iQ/s1600-h/Maurits+C.+Escher,+L"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5114207569374561442" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_NcbK23LJOWc/RvlQsCgvRKI/AAAAAAAAAJA/pe09lNRs0iQ/s200/Maurits+C.+Escher,+L%27occhio,+1946.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_NcbK23LJOWc/RvlOUygvRJI/AAAAAAAAAI4/ZaCn9ARd6MU/s1600-h/Maurits+C.+Escher,+L"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#006600;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#006600;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#006600;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#006600;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#006600;"&gt;Il prof Cardini stavolta si è arrabbiato e sul serio. Ha scritto su &lt;a href="http://www.db.avvenire.it/pls/avvenire/ne_cn_avvenire.c_leggi_articolo?id=789731&amp;amp;id_pubblicazione=2" target="_blank"&gt;Avvenire un articolo infuocato&lt;/a&gt; contro Ken Follett reo di falsificare la storia del Medioevo e secondo me ha ragione (il prof. Cardini s’intende!). L’ultimo libro di Follett (&lt;em&gt;Mondo senza fine&lt;/em&gt;) sarebbe pieno zeppo di castronerie sulle solite colpe della Chiesa, l’oscurantismo, la superstizione…e bla bla bla. E noi che invece che abbiamo studiato a lungo il Medioevo dai libri di Cardini, da quelli di Pirenne, di Le Goff e di Duby sappiamo che quel tempo, vera alba d’Europa, fu ben altro che le cupe e tetre atmosfere de &lt;em&gt;Il nome della Rosa&lt;/em&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#006600;"&gt;E ha anche ragione a citarsi addosso, il prof. Cardini, perché come storico del Medioevo lo battono in pochi e i suoi libri sulla guerra e sulla cavalleria, così come quelli su S. Francesco e il Tamerlano li abbiamo divorati con vera passione.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#006600;"&gt;Insomma il prof. Cardini stavolta è encomiabile nel tentativo di confutare i luoghi comuni e i tentativi furbetti di manipolare la verità storica a proprio uso e consumo. E soprattutto basta con quest’attacco alla Chiesa; come dice il prof. Cardini &lt;em&gt;“la Chiesa inventata dal Follett nel suo ultimo romanzo (...) è una cosca di profittatori, di ladri, di sfruttatori e di violentatori”&lt;/em&gt;.&lt;em&gt; &lt;/em&gt;Più o meno come l’America che il prof. Cardini racconta in quei cessi di libri che scrive con Giulietto Chiesa sull’11 settembre. E quando parla, e giustamente, &lt;em&gt;“di un bouquet di sciocchezze, di banalità, di errori e di bugie”&lt;/em&gt; noi siamo con lui anche se non capiamo bene di quale libro parla, se di &lt;a href="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788804572497" target="_blank"&gt;questo&lt;/a&gt;… o di &lt;a href="http://piemme3.bluestudio.it/static/zero/images/cover.jpg" target="_blank"&gt;questo&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;L'occhio della storia a volte riserva brutte sorprese per questo bisogna maneggiarla con cura. E il prof. Cardini ha ragione a dire che ognuno deve fare il suo mestiere: e allora i romanzieri scrivano i romanzi e non rompano le balle con le ricostruzioni immaginarie del Medioevo. I medievisti scrivano libri sul medioevo e non rompano le balle con le tesi complottiste degne dei “Protocolli dei Savi di Sion”. Insomma Ken Follett la smetta di credersi il prof. Cardini e il prof. Cardini la smetta di credersi Ahmadinejad.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;color:#006600;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;color:#006600;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#00cccc;"&gt;Immagine:&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Maurits Escher, L'occhio, 1946&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17417540-5407237473561075543?l=blogdellanarca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/feeds/5407237473561075543/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=17417540&amp;postID=5407237473561075543&amp;isPopup=true" title="33 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/5407237473561075543?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/5407237473561075543?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2007/09/il-medioevo-di-follet-e-l119-del-prof.html" title="il medioevo di Follett e l'11/9 del prof. Cardini" /><author><name>Martin Venator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12032779925623903924</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12933462065117412968" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp2.blogger.com/_NcbK23LJOWc/RvlQsCgvRKI/AAAAAAAAAJA/pe09lNRs0iQ/s72-c/Maurits+C.+Escher,+L%27occhio,+1946.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">33</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CEMESX0-eCp7ImA9WB9TEUk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-17417540.post-987093708060253150</id><published>2007-09-18T18:22:00.000Z</published><updated>2007-09-18T19:06:48.350Z</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2007-09-18T19:06:48.350Z</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="sinistrerie" /><title>Grillo e lo scheletro della nuova sinistra</title><content type="html">&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_NcbK23LJOWc/RvAeIcUcwqI/AAAAAAAAAIw/tH_mvhkguD8/s1600-h/Magnus+Enckell,+Il+ragazzo+e+il+teschio,+1893.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5111618707455263394" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_NcbK23LJOWc/RvAeIcUcwqI/AAAAAAAAAIw/tH_mvhkguD8/s200/Magnus+Enckell,+Il+ragazzo+e+il+teschio,+1893.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#990000;"&gt;Questa storia di Grillo fascista più che ridicola è demenziale. C'è pure chi ha provato a rispolverare &lt;a href="http://lavocedelpadrone.net/323/eia-eia-eia-alal" target="_blank"&gt;gli articoli del '19 su Il Popolo d’Italia&lt;/a&gt; per farne il paragone. Ma il problema non è politico… è estetico. Ma dico io, lo avete guardato bene? Avete studiato Beppe Grillo nella sua forma più informe? Volete mettere quel ditino moralista, quegli occhietti socchiusi, quella vocina striminzita… con i pugni sui fianchi, lo sguardo allucinato e la voce roboante dell’uomo della Provvidenza? State scherzando? Volete paragonare la polo azzurra che malcela il fisico adiposo e stancamente borghese, con la virilità della camicia nera che anticipava di 70 anni lo stile Armani? Siete pazzi!&lt;br /&gt;La politica senza estetica è come una donna senza sensualità. Che sia bella o brutta diventa di poca importanza perché la banalità toglie il gusto del corteggiamento e dell’innamoramento; diventa puro tecnicismo sentimentale e semplice ginnastica erotica. E se togliete alla politica l’estetica, la private di volontà, desideri, voglie proibite. Anche la polemica deve avere un gusto estetico. Perché &lt;em&gt;Polemos&lt;/em&gt; ama la bellezza, per questo gli antichi samurai si truccavano prima di ogni battaglia, per sconfiggere la bruttezza di una morte possibile. E allora la polemica senza estetica può essere un simpatico comizietto satirico ma certo non si trasforma in arte guerriera come seppero fare i futuristi.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#990000;"&gt;E allora proviamo a confrontarla questa estetica: da una parte i volti livorosi e arcigni degli sbandieratori del Che, dall'altra le adunate gloriose piene di tricolori e di moschetti. Cavolo che robbbba! Lo stesso senso della presenza tradisce un’estetica diversa: la folla che seguiva il Duce s’inebriava nel sogno della grandezza d’Italia. La folla che segue Grillo al massimo sogna una pensione minima. Particolare di non poco conto, perché ha un valore estetico anche la massa: e dietro la pelata del Duce c’era una generazione ardita e legionaria plasmata nelle trincee della Grande Guerra; invece, se spostate quel cespuglio grigio di forfora e ricci ci trovate una generazione stanca e annoiata di studentelli del Mamiani, di cannaroli dei Centri sociali, di falliti del ’77, di frustrati sindacalizzati. Altra roba, altra bellezza.&lt;br /&gt;Eppoi l’estetica dell’antipolitica, l’arte di una retorica trasformata in misera battuta. Ma per favore, siate seri! Dietro il giovane Mussolini c’era il sindacalismo rivoluzionario… il movimentismo … un cerchio di fuoco tra Sorel e Alceste De Ambris. Qui ci trovate il marciume del sindacalismo passatista… tra Cremaschi e Epifani.&lt;br /&gt;Eppoi l’estetica del pensiero… altro che: prima di Giovanni Gentile (scusate se e’ poco) c’erano D’Annunzio, Pirandello, Marinetti e l’energia futurista. Dietro Grillo ci sono Sabina Guzzanti e Di Pietro. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#990000;"&gt;No, niente eterno ritorno. La riflessione è più bassa e riguarda la crisi isterica di questa sinistra di fronte a un fenomeno prevedibile ed arginabile. E forse l’importanza eccessiva che si sta dando ad un fenomeno da baraccone è il segno del terrore con cui una classe dirigente vede le rughe comparire sul volto che si pensava intoccabile dal tempo. Una sorta di ritratto di Dorian Gray conservato in soffitta che improvvisamente disegna il tempo trascorso nell’incantesimo dell'immutabilità lanciato da incantatori intellettuali e potenti maghi del potere. Altro che l’immortalità del Cavaliere.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#990000;"&gt;La sinistra ha imbalsamato la propria classe dirigente per passare indenne attraverso gli ultimi 30 anni di storia: gli anni che hanno cambiato il mondo. La stessa classe dirigente che ha attraversato Pci, Pds, Ds, Ulivo, Unione, falci, martelli, querce, arcobaleni… sempre gli stessi baffi, gli stessi nei, gli stessi sguardi smorti, le stesse sedute spiritiche; dai soldi sovietici a tangentopoli, dall’Iri alla Telecom, dalle bombe umanitarie in Kossovo al pacifismo militante in Iraq, senza mai un pentimento, un ripensamento, un obbligo di rendere conto degli errori commessi, una riflessione seria e dignitosa che provasse a capire come cambiava il mondo. E oggi questa classe dirigente legge la sua incapacità culturale di dare risposte vere ai problemi posti da questa fase della post-modernità. Risposte vere, non lezioncine retoriche sulla “bella politica”.&lt;br /&gt;Beppe Grillo è solo il melanoma sulla pelle di una sinistra malata che pretende di insegnare la bella politica ma è troppo brutta per essere credibile. Una metastasi in un organismo fiaccato dall’eccesso di cazzate e ideologia. Uno schiaffone in faccia a chi crede che basta imbrogliare i sogni con la solitudine delle vecchiette e i bambini africani. Grillo è lo specchio di un fallimento generazionale, travolto dalla pretesa arrogante di essere “antropologicamente superiori” per poi scoprirsi come gli altri… e forse peggio; è un problema tutto interno alla sinistra, perché questa crisi della politica è essenzialmente la crisi di una cultura politica: quella post-comunista e del cattolicesimo democratico. L’imbroglio intellettuale che ha governato e governa con i suoi spasmi, i centri nevralgici del potere politico, economico e culturale. L’antipolitica di Grillo si limita a giocherellare con il teschio di una classe politica che non sa di essere morta.&lt;br /&gt;La guerra asimmetrica di Grillo rende inefficace la sinistra, non la politica. Travolge il suo elettorato, alimenta le delusioni di quella nuova primavera ulivista che poteva esserci solo nelle fantasie dei più ingenui. Umilia una classe dirigente incapace che ha cercato il potere senza avere alcun progetto ma solo tanto odio verso il suo avversario di cui temeva proprio la vitalità e l’impressionate e indomita freschezza.&lt;br /&gt;Ma è una parentesi breve, una scossa di terremoto che lascerà un po’ di macerie e qualche pavone intellettuale sotto. Non ce ne dispiacerà ma non è questo che segnerà un cambiamento. Lo attendiamo dentro un progetto che sappia parlare il linguaggio delle nuove sfide: identità, legalità, autorità; non la caricatura reazionaria di chi, per esempio, ha imposto l’ipocrisia di un solidarismo ideologico e buonista verso gli immigrati per poi ridursi a arrestare i lavavetri o a cercare di cacciare gli zingari da Roma dopo averla trasformata nel campo nomadi d’Europa. Schizofrenie! Ma la certezza di uno Stato in grado di imporre fermezza e regole certe a chi viene a casa nostra, anche con il coraggio di concedere diritti di voto a chi queste regole le rispetta.&lt;br /&gt;Nell’attesa che qualcosa di nuovo batta, ci sarà solo il tempo di raccogliere i pezzi con la magra consolazione che ogni &lt;em&gt;“grillata”&lt;/em&gt; è un mattone in testa al progetto del Partito Democratico e all’arroganza di questa nuova e già vecchia sinistra…&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;color:#990000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;color:#990000;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#00cccc;"&gt;Immagine:&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Magnus Enckell, il ragazzo e il teschio, 1893&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17417540-987093708060253150?l=blogdellanarca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/feeds/987093708060253150/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=17417540&amp;postID=987093708060253150&amp;isPopup=true" title="43 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/987093708060253150?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/987093708060253150?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2007/09/grillo-e-lo-scheletro-della-nuova.html" title="Grillo e lo scheletro della nuova sinistra" /><author><name>Martin Venator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12032779925623903924</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12933462065117412968" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp3.blogger.com/_NcbK23LJOWc/RvAeIcUcwqI/AAAAAAAAAIw/tH_mvhkguD8/s72-c/Magnus+Enckell,+Il+ragazzo+e+il+teschio,+1893.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">43</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkYHQnw-fSp7ImA9WB5aFE0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-17417540.post-5028317624445039149</id><published>2007-09-09T20:43:00.000Z</published><updated>2007-09-10T07:08:53.255Z</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2007-09-10T07:08:53.255Z</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="rime sparse" /><title>omaggio in versi a Cyrano, naso d’occidente.</title><content type="html">&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_NcbK23LJOWc/RuRi447DcLI/AAAAAAAAAIo/KrnDXjs7dZ8/s1600-h/cyrano_foto1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5108316606837256370" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_NcbK23LJOWc/RuRi447DcLI/AAAAAAAAAIo/KrnDXjs7dZ8/s200/cyrano_foto1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#cc6600;"&gt;&lt;em&gt;Attenzione: post eccessivamente lungo e in rima, di difficile lettura e culturalmente scorretto&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#000099;"&gt;Ho amato Cyrano,&lt;br /&gt;di Bergerac il signore, come si ama un sogno, un timido candore, il desiderio di ciò che non si è o l’illusione di un coraggio che altro non è se non frenetica ricerca di un senso, di un motivo, di un rimorso cattivo che ascenda fino al cielo come fosse una bolla, o un goccia alchemica versata in un'ampolla, formula antica per far saltare in aria il fluire noioso della vita.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ho amato questa storia di un poeta, di un soldato, di un volto sfigurato nell’ansia di un peccato mai commesso, di una bruttezza bella, di una condanna capace di volar sopra una spanna alla mediocrità del vivere borghese, ai pregiudizi che affollano la piazza rumorosa di questa città vile e assai cortese. La storia di un naso lungo, tanto lungo da toccar le stelle, insomma, la storia di un Ribelle che ha cercato il bosco e alfin la pace dentro un mondo losco che l’onore tace.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ho amato Cyrano, guascone temerario, spadaccino arrogante… ma gigante nel naso, nei versi, nel coraggio tenuto sulla punta di una lama sguainata per dar morte spietata a chi si odia e infinita dolcezza a chi si ama. Il rude combattente che il volto di Rossana aveva impresso nel cuore e nella mente come dolce ossessione, ma che oltre ogni nequizia ha saputo far dell'amicizia una reliquia. Ho immaginato la beltà aggraziata di colei che Cyrano chiamava: &lt;em&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;"insidia vivente, rosa moscata tra le cui foglie amore s’asconde in imboscata"&lt;span style="color:#000099;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Questa estate ho ritrovato Cyrano nei lunghi meriggi luminosi, quando il sole riempie di luce l’universo e dentro un cielo terso dissolve ombre e noia. E lui è tornato a me come un amico atteso e mai perduto, forse trascurato, un ricordo antico riemerso da un lontano passato; un'ombra di frescura sotto le cui pagine adagiarsi per difendere i sogni arsi dalla stupida calura. Si è seduto senza rimpianti, si è tolto i guanti, ha posato il suo cappello di vigogna e &lt;em&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;"occhio d’aquila e gamba di cicogna"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; ha detto a me ciò che svelò a Le Bret: &lt;em&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;"… cantar, sognar sereno e gaio, libero indipendente aver l’occhio sicuro e la voce possente, mettersi quando piaccia il feltro di traverso, per un sì, per un no, battersi o fare un verso!"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ma mentre rimbalzava la sua voce, io facevo finta di ascoltare e guardavo gli occhi suoi pieni di una malinconia che la spavalderia non può falsare. E vi ho letto ben altro che tutto questo. Vi ho letto quanto sono grandi gli amori mai svelati che il mondo non conosce, ignora, distratto nel fluire delle cose; gli amori coltivati nel silenzio di uno sguardo, di un incontro clandestino, di un non detto; gli amori silenziosi, poderosi, generosi, distesi sopra un prato inebriato dai profumi che gli déi hanno creato… per incantare gli uomini: la viola di Venere, il tiglio di Marte, il mirto, la mandragora, il ginepro, l’artemisia, il mandorlo, l’alloro… soavi fragranze per coloro che nel cuore annullano distanze; ecco, pensavo, profumano così come un miliardo di essenze, gli amori non detti, che fissano lo scorrere del tempo e rendono immortali le esistenze.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Una storia d’amore mai svelata, vissuta da un fantasma in carne e ossa; una passione mai oltraggiata, un brivido, una scossa. Un cumulo di sogni accatastati come legna, riserva per l'inverno rigido del cuore quando la gioventù è appassita e nella terra delle Esperidi solo il ricordo regna. L'amor per sempre. Lui è lì, nell’ombra di un verso, in una lacrima su un foglio, nella malinconia di un canto perché &lt;span style="color:#990000;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;talvolta il poeta cede al suo stesso incanto"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;. Lui è lì, dentro un'oscurità sotto un balcone, a raccontar di baci, di apostrofi rosa, di una bocca pudica e timorosa. Il suo è un amore che non si può nutrire…un fiore che sboccia solo per morire.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;E se chiudevo gli occhi vedevo altro e altro ancora. Vedevo lui pugnare, amar, duellare, indurmi in tentazione a seguirlo sulla cruna, dicendomi: &lt;em&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;"io son uno che piomba qual bomba dalla luna"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;. Rispetto delle regole: nessuna! Sentieri ripidi, scogliere contro il vento contro cui infrangere il buonsenso. Un mondo imbellettato capace di scappare ai suoi affronti, ma senza l’intelletto di accettare il motto suo: &lt;em&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;"Dispiacere mi piace, dell’odio mi diletto!"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ma non da solo, Cyrano non lo era. Chiudevo gli occhi e vedevo a fianco a lui 1000 uomini, vestiti di altre fogge, di altri sogni, inseguir bisogni di vivere la vita non riflessa nel cupo ripeter della stessa. La sua malinconia e il suo eroismo, quella poesia usata come un velo, quell'arco di tensione tra terra e cielo; quell’essere in continuo movimento come fa la marea sopra la sabbia, tra l'impeto d'&lt;span style="color:#006600;"&gt;Amore&lt;/span&gt; e la sua &lt;span style="color:#006600;"&gt;Rabbia&lt;/span&gt;. No, Cyrano era anche altrove, in altri luoghi, in altri tempi, con altri volti: nel suo duello da solo contro cento, ho visto Don Chisciotte e i suoi mulini a vento. Nell’ostinato sprezzo d'ogni paura ho scorto quel soldato di ventura, Alonso de Contreras, cui un vento d'inchiostro, le memorie nobili e terribili in fin del '500, portò al tempo nostro. E ancora lì, in quel cappello carico di piume, ho rivisto la poesia di chi partì per &lt;span style="color:#006600;"&gt;Fiume&lt;/span&gt; a regalar l’impresa a una nazione giovane ed ardita, sposando un cuore impavido a donna bramosia, armati sol di patria e poesia. Cyrano è anche &lt;a href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2007/03/due-anni-da-paolo.html" target="_blank"&gt;Poldo&lt;/a&gt;, è anche &lt;a href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2007/08/ciao-alessandro.html" target="_blank"&gt;Mak&lt;/a&gt;, è ciò che è stato. Cyrano è :&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.campingmacondo.it/foto/dannunzio.jpg" target="_blank"&gt;"io ho quel che ho donato"&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Cyrano è anche altrove: è in quel &lt;/span&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/5/5b/Caspar_David_Friedrich_032.jpg" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;viandante sulla nebbia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; che Friedrich il prussiano ci dipinse come icona di una solitudine grandiosa, di una guerra eterna e silenziosa, di un continuo incedere nel mondo; l’attesa nel dominio sopra un mare che si osserva dall’alto con distacco e si fende sicuri nell’attacco.&lt;br /&gt;Ecco, questo è Cyrano: un'illusione data di libertà ed onore, un affresco di colore dipinto in cinque atti: poesia, guerra, amore, amicizia e fedeltà. Rostand lo ha raccontato che il secolo dei Lumi si spegneva, mentre dall’orizzonte il secolo ventesimo giungeva.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Cyrano è questo e molto altro ancora E' ciò l’Occidente ha ormai rimosso in questa assurda corsa al paradosso, dove la fine è un debito saldato e la storia un percorso continuato senza soste, pause, riflessioni, ricordi e tradizioni. Tutto è uguale a tutto. Un mondo allucinato di materia, godimento, utilità che rende nullità ogni diverso modo di cercare quella che un'artista o un uomo d’arme chiamerebbero &lt;span style="color:#006600;"&gt;"Verità"&lt;/span&gt;. Perché la verità più non esiste, liquidata, licenziata, assassinata dal nuovo dio del dubbio che ha spinto la ragione nell'oblio, lasciando come verbo solo l'Io.&lt;br /&gt;Un mondo che non trova la sostanza e affoga nell'idea di un'abbondanza, dentro cui il senso della lotta ormai giace, a vantaggio del falso mito della pace. In cui tutto diventa relativo: il bene, il male, il giusto, il brutto, il bello… un mondo che ha sfondato quel cancello che racchiudeva il limite e il suo senso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Cyrano è lo spirito di un mondo che Techne ha spodestato ma che dentro i singhiozzi della storia, nei secoli è riemerso con la gloria di un'Europa spesso violentata ma mai doma. Il tragico e l'ironico di un volto che ha colto nell'amore per la vita l'accettar se stesso ma non il compromesso. E con coraggio ha scudisciato il fesso che alberga nei discorsi salottieri e assai conditi degli intellettuali ormai appassiti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;I giovani d'Europa riscoprano Cyrano, la sua grandezza, la sfrontatezza che nasce dall'orgoglio di esser diversi per natura, per naso, per destino, forza e cultura. Buttando a mare la misera viltà che impedisce di chiamarsi &lt;span style="color:#006600;"&gt;"Civiltà"&lt;/span&gt;. Succhiando come un frutto ormai maturo, dal passato nobile e glorioso, la dolce polpa del futuro. Senza pudori, paure, colpe dovute a ripagar gli inganni di chi è stato sconfitto dalla storia e pensa di imbrogliare la memoria.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Cyrano è dentro noi più di quanto noi crediamo. Perché nel suo epitaffio in cui sta scritto: &lt;em&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;"colui che in vita sua fu tutto e niente"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;, noi ci scorgiamo il destino d’Occidente. Il rischio di un’assenza, di una fine, oppure la forza, la presenza e la scelta di difendere un confine. Non solo un muro, ma un futuro. Ben altra cosa signori infiocchettati!&lt;br /&gt;E nell'inceder dell'ombra della sera, in quel tramonto cupo che accompagna la fine della sua storia terrena, Cyrano ci ammonisce del tempo che verrà e della sua pena. Puntuale, scomodo ed insano, ci traccia un sentiero senza scelta; alzando la spada con la mano e lasciando il suo lettore stupefatto, esclama: &lt;em&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;"Io mi batto, io mi batto, io mi batto!".&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17417540-5028317624445039149?l=blogdellanarca.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/feeds/5028317624445039149/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=17417540&amp;postID=5028317624445039149&amp;isPopup=true" title="13 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/5028317624445039149?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/17417540/posts/default/5028317624445039149?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2007/09/omaggio-in-versi-cyrano-naso-doccidente.html" title="omaggio in versi a Cyrano, naso d’occidente." /><author><name>Martin Venator</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12032779925623903924</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12933462065117412968" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp0.blogger.com/_NcbK23LJOWc/RuRi447DcLI/AAAAAAAAAIo/KrnDXjs7dZ8/s72-c/cyrano_foto1.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">13</thr:total></entry></feed>
