<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1875042719990343933</id><updated>2024-09-05T21:01:21.335-07:00</updated><title type='text'>promisedland</title><subtitle type='html'>la curiosità è insubordinazione allo stato puro</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default?redirect=false'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false'/><author><name>fabri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01508136547015360753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>36</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1875042719990343933.post-84922805546935938</id><published>2009-04-21T07:05:00.000-07:00</published><updated>2009-04-21T07:07:00.435-07:00</updated><title type='text'>Ambulatorio di psichiatria</title><content type='html'>&lt;em&gt;La mattina consegno giornali gratuiti,&lt;br /&gt;regalo pagine di vita&lt;br /&gt;alla gente che riesce a morderla,&lt;br /&gt;mentre le mie mani, spesso, afferrano ciò che non è.&lt;br /&gt;Mio padre e mio marito, impazienti,&lt;br /&gt;mi attendono, cuoca ed amante,&lt;br /&gt;ed il loro stupore dubbioso,&lt;br /&gt;quando parlo e danzo con le ombre,&lt;br /&gt;si rintana nell’oblio del click del telecomando.&lt;br /&gt;La meta dei miei passi impacciati,&lt;br /&gt;il colore sfocato del mio rossetto&lt;br /&gt;non interessano più alla mia mente,&lt;br /&gt;che cerca, ormai, solo l’oblio chimico&lt;br /&gt;delle nature morte dei miei pomeriggi al plasma:&lt;br /&gt;lexotan e serenase per l’invidia verso le luci dei reality,&lt;br /&gt;la pace delle televendite con cui drogo i miei silenzi.&lt;br /&gt;Ho letto una volta “ che la terra ti sia lieve”,&lt;br /&gt;ma io sono schiacciata dalle ombre,&lt;br /&gt;più pesanti del ricordo dei miei rimpianti.&lt;/em&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/feeds/84922805546935938/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1875042719990343933/84922805546935938' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/84922805546935938'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/84922805546935938'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/2009/04/ambulatorio-di-psichiatria.html' title='Ambulatorio di psichiatria'/><author><name>fabri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01508136547015360753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1875042719990343933.post-7157104922193185491</id><published>2009-03-28T03:44:00.000-07:00</published><updated>2009-03-28T09:29:36.021-07:00</updated><title type='text'>In città.</title><content type='html'>&lt;em&gt;L&#39;aria ustionante che il pulman spinge davanti a sè&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;insegue il ragazzo in bici,&lt;br /&gt;il bufalo inferocito del motore si avvicina,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;sembra volerlo strattonare, gettare a terra,&lt;br /&gt;poi l&#39;effetto doppler fa valere la sua legge,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;e si allontana, mansueto:&lt;br /&gt;senza pausa le iene delle macchine lo inseguono affamate,&lt;br /&gt;spaventano nervose il ritmo del pedalare,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;scattano mordenti al cambiare del semaforo:&lt;br /&gt;poi l&#39;ombra di una strada laterale, l&#39;immagine periferica di pedoni innocui,&lt;br /&gt;l&#39;ultimo scampanellio a salutare gli amici:&lt;br /&gt;la ferocia del sole è ora lontana, si mescolano risate ed affetti,&lt;br /&gt;ma il richiamo della strada lo attende sicuro, &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;con le fauci pigramente spalancate.&lt;/em&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/feeds/7157104922193185491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1875042719990343933/7157104922193185491' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/7157104922193185491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/7157104922193185491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/2009/03/in-citta.html' title='In città.'/><author><name>fabri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01508136547015360753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1875042719990343933.post-2451423659501498786</id><published>2009-03-26T12:12:00.001-07:00</published><updated>2009-03-28T01:44:00.249-07:00</updated><title type='text'>Tempi di crisi.</title><content type='html'>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;em&gt;&quot;I pensieri rivolti a quella casa, quella grande e solida casa, immersa nel suo quadrato verde, rimbalzavano fra loro: vi erano quelli frettolosi rivolti dalla gente che passava, per cui era solo un punto fermo del paesaggio, quelli aggrottati dei vecchi se vedevano l&#39;erba da tagliare o la vernice del cancello un pò scrostata. A questi si aggiungevano quelli dei bimbi che vedevano solo giochi e corse, mentre le mascelle rasate dei loro padri ne valutano il valore e la posizione, scuotendosi in sorrisi di approvazione o di diniego. Dalle borsette, invece, le loro madri estraevano trilli di &quot; che tesoro di casa, che meraviglia&quot; o fazzoletti di preoccupazione&quot; troppo grande, troppe stanze da pulire&quot;&quot;.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;La donna, sorridendo, rimise a posto il quaderno che aveva trovato nelle stanza del figlio e si affacciò alla finestra. Le era sempre piaciuto il contatto col vetro: quella sensazione così netta di separazione, di ordine: fuori il mondo, che in quella sera tremolante di fine novembre le appariva come non mai un insieme di casualità impossibili da governare, dentro la sua casa, la sua famiglia. Per un attimo corrugò la fronte, pensando a suo marito che era ancora là fuori: lo vide come le appariva da un pò, non più il cavaliere vincente della sua fanciullezza, ma un uomo sempre un pò più stanco.Era come, era come, e sorrise: era come quel lampione là in fondo; sotto c&#39;era sempre il loro amore, le lore risate, ma come rarefatte, come soffuse, filtrate da una serie di rammarichi, occasioni perse, giorni in cui ci si doveva divertire ma si era finito per litigare.Poi la crisi, le voci: le cene con i loro amici, con i suoi colleghi erano sempre meno divertenti, sembravano un insieme di complici che si spiavano a vicenda, senza nessuno che trovasse la forza o il vantaggio apparente di una confessione. Ma forse erano tutte impressioni, come le ripeteva per convincersi il pigiama di suo marito. Sbadigliò, scrollò le spalle, tirò le tende, meccanicamente raccolse un libro per terra. Nel farlo si procurò un piccolo dolore, niente di che, e mentalmente, mentre si raggomitolava come per difendersi, imprecò prima contro suo figlio, poi contro la domestica straniera. Di sicuro la donna non l&#39;aveva visto; pensò che erano tutti uguali, sempre rinchiusi nei loro silenzi, quegli sguardi umidi di chi o chiede o afferma una sicurezza che non ha. Erano un altro elemento di disordine, tutte quelle mani sporche protese, rabbrividì di nuovo vergognandosi forse un poco. Suo figlio, e una piega meno amara si fece largo fra il rossetto, suo figlio l&#39;avrebbe sgridata per quelle frasi così, però non ci poteva farci niente, erano cose che sentiva. Ricordava ancora le liti furibonde per le ultime elezioni: per la prima volta da tempo immemore un membro della sua famiglia, il figlio maschio poi, aveva votato per l&#39;altro partito, il partito di quelli lì, e rifece, quasi inconsciamente, il gesto di disprezzo della mano arcuata di suo padre. Il partito di quelli lì, quel suo nuovo presidente, quelle riforme ora agitavano ancora di più il mondo la fuori: altre preoccupazioni, e le sfuggi un nuovo sospiro.&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Nell&#39;altra stanza la domestica aveva seguito mentalmente i passi della signora, e l&#39;ultimo sospiro ne confermò il sospetto: sarebbe stata un&#39;altra serata pesante. A lei non pesavano tanti le batutte e i commenti del padre, gli scarmigliati discorsi del figlio; non li capiva, opponeva loro un sorriso gentile che chiudeva ogni porta ma la preoccupava di più la signora. In lei vedeva tutto il mondo nuovo in cui era stata catapultata: il primo ricordo era il furgone scassato col motore che tremava quasi più di lei quando era stata condotta lì. Poi poco altro; qualche giornale, parole intuite alla radio, una strana impressione quando si nominava il proprio paese, trattato con distacco e un pò di arroganza. D&#39;altronde non si poteva lamentare: il suo fidanzato, del suo stesso paese ora era lontano a spaccarsi la schiena nei campi, era già tanto che riuscisse a scriverle, e mentre il ricordo dei suoi baci le distendeva i capelli ribelli, si avviò verso la cucina per la cena.&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;em&gt;&quot; Caro diario, oggi è stata una giornata particolare: l&#39;avevo sognato per tutta la notte, o almeno così mi è sembrato al risveglio: ero strana, confusa, durante le prime ore di lezione non ho mai smesso di pensare a lui, attendevo l&#39;intervallo. Ebbene lì una delusione; l&#39;ho visto, serio con la sua giacca, ci siamo fermati ma non siamo riusciti a far partire un discorso: un attimo primo di scivolare sulle solite banalità, il tempo, la famiglia, che temo non avrei sopportato, mi ha chiesto, mi è sembrato persino con un tono di voce diverso, di vederci il pomeriggio dopo la scuola. Ho detto di sì, tutto mi è sembrato di nuovo bellissimo, gli ho stretto la mano, me ne sono andata, felice!. La prima ora ero al settimo cielo poi ho temuto di nuovo la pausa pranzo; un altro imbarazzo? per fortuna lui non c&#39;era, forse giocava in palestra; poi le ultime lezione, l&#39;attesa che cresceva, e l&#39;ho visto sotto il portico ad attendermi. Abbiamo fatto due passi, e lo so lo so....non importano le parole, caro diario, conta solo che oggi 28 novembre 1933, io Elisabeth Johnson ho baciato un uomo!!e proprio a Richmond, dove pensavo non potesse mai succedere..! e che uomo: il ragazzo delle grande casa lì in fondo....e pensavo che temevo che potesse correre dietro a quella orribile domestica italiana che hanno appena assunto...:ma comunque: mi ha baciata, mi ha guardata serio, era anche un pò buffo, poi senza dire niente mi ha riaccompagnato a casa...sono così felice!!!&quot;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/feeds/2451423659501498786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1875042719990343933/2451423659501498786' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/2451423659501498786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/2451423659501498786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/2009/03/i-pensieri-rivolti-quella-casa-quella.html' title='Tempi di crisi.'/><author><name>fabri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01508136547015360753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1875042719990343933.post-9198048757269933340</id><published>2009-02-22T11:48:00.000-08:00</published><updated>2009-02-25T07:22:45.827-08:00</updated><title type='text'>Cerchio</title><content type='html'>&lt;em&gt;I miei passi pesanti a rincorrere&lt;br /&gt;le tue orme ridenti,&lt;br /&gt;i tuoi occhi che si rifugiano&lt;br /&gt;nel calore perplesso dei miei,&lt;br /&gt;la spontaneità cesellata dei tuoi gesti&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;che mette in fuga i lupi affamati &lt;/em&gt;&lt;em&gt;dei miei sogni,&lt;br /&gt;spaccando la vetrina vuota&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;dei miei saldi fuori stagione:&lt;br /&gt;il pomeriggio che ti ho incontrata,&lt;br /&gt;ho imparato a pesare il tempo,&lt;br /&gt;il prima ed il dopo dal tuo sorriso.&lt;/em&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/feeds/9198048757269933340/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1875042719990343933/9198048757269933340' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/9198048757269933340'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/9198048757269933340'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/2008/08/cerchio.html' title='Cerchio'/><author><name>fabri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01508136547015360753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1875042719990343933.post-200202582578868935</id><published>2009-02-21T08:58:00.000-08:00</published><updated>2009-03-01T03:08:01.192-08:00</updated><title type='text'>Operosità.</title><content type='html'>&lt;em&gt;Una chiocciola pesa ogni passo,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;protetta dal guscio delle sue convinzioni,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;rassicurata dal luccichio del suo passaggio, &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;mentre falene brulicanti la scrutano,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;i&lt;/em&gt;&lt;em&gt;nfilzate dall&#39;invidia per le api,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;e dal desiderio folle della luce:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;così tu, amore mio, marci sicura,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;lasciandomi rimbalzare illuso fra i miei pensieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/feeds/200202582578868935/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1875042719990343933/200202582578868935' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/200202582578868935'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/200202582578868935'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/2009/02/operosita.html' title='Operosità.'/><author><name>fabri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01508136547015360753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1875042719990343933.post-4383144554429593231</id><published>2009-02-16T02:59:00.000-08:00</published><updated>2009-02-16T11:11:08.842-08:00</updated><title type='text'>Dietro al banco.</title><content type='html'>C&#39;è molto clamore intorno a me, alla mia bancarella dove tutti i giorni, da cinque anni, dalla morte di mio padre, mi nascondo dietro montagne di frutta per far passare i miei giorni. Non amo molto parlare con gli altri commercianti, partecipare ai loro lazzi, alle loro rivalità, tuttavia il mio modo di fare attira molto clienti, o forse semplicemente è la qualità delle frutta che coltivo, appena fuori dalle mura.&lt;br /&gt;A volte, feroce, sento la nostalgia della mia vita di prima, delle battaglie, di quando portavo lo stendardo dei miei ideali in giro per il mondo, di quando non mi facevo domande. Ero un soldato, un soldato del mio paese, servivo uno dei più grandi generali del mondo, e per il resto non c&#39;erano dubbi fra la mia spada ed i miei nemici.&lt;br /&gt;Ora la gente continua a correre, strane sensazioni mi pervadono, ma fuori il sole di questo inizio di primavera è cocente, sotto la mia tenda mi sento protetto: meccanicamente porgo delle mele alla servitrice di una grande famiglia, il suo sguardo rivela la voglia di parlare, ma il freddo che invade i miei gesti bastano a distoglierla.&lt;br /&gt;E&#39; il gelo che, lo so ormai bene, precede sempre il ricordo di quel giorno. Un&#39;azione secondaria, volevamo una vittoria facile, quasi per scacciare la noia di quella fase di stallo. Avevamo scelto come obiettivo una cittadina: poche case, una vita tranquilla, ordinata, che fluiva lenta, al riparo delle montagne. Forse fu proprio per questo che incontrammo una resistenza superiore alle attese, come se stessimo scardinando un meccanismo perfetto. E allora fu la rabbia: uccisi gli uomini, visti e contati i nostri morti, non ci trattenemmo più. Dopo ore di saccheggio, stanchi, tremanti per la rabbia, ci allontanammo lasciando dietro di noi un cimitero di fiamme. In quei momenti non provavo nulla, ero svuotato di ogni idea ed energia, provavo ondate di odio e di repulsione per me stesso, e in fondo speravo in una punizione feroce.&lt;br /&gt;Ma lui, il nostro generale, che avevo sempre idolatrato, venuto a conoscenza dei fatti atroci, non disse nulla, si limitò a scrollare le spalle, e proseguì con i suoi piani di onnipotenza.&lt;br /&gt;Quella notte, appena seppi della decisione del mio generale, abbandonai per sempre l&#39;esercitò: nessuno mi venne a cercare, la mia fedeltà e ciò che avevo fatto bastava a scoraggiare anche i più ottusi funzionari.&lt;br /&gt;Tornai a casa cambiato, quasi ammutolito ed ingrigito: per fortuna non ebbi il tempo di pensare, la morte di mio padre aveva alterato anche il sorriso pieno di dignità di mia madre, e così incominciai a lavorare, ferocemente, per non pensare.&lt;br /&gt;All&#39;inizio amavo il lavoro in campagna, e odiavo le attese sotto il tendone del mercato: quella gente era così simile a quelle che avevo ucciso, violentato e violato, mentre la terra accoglieva ogni mio colpo di zappa con pietà, quasi a voler farmi dimenticare. Poi col tempo, l&#39;abitudine ha avuto la meglio, ma oggi la gente è inquieta ed anche io non riesco a dimenticare.&lt;br /&gt;Con uno scatto mi alzo da dietro il banco, mi infilo fra la folla, finchè vedo un mio vecchio compagno, uno di quelli che era con me: mi guarda stravolto, quasi non mi riconosce da dietro il suo elmo da generale, poi mi afferra per il vestito, io sono spaventato e mi dice &quot; L&#39;hanno ucciso, l&#39;hanno ucciso...&quot;, poi si accascia al suolo. Alcuni lo soccorrono, io invece avanzo, forse non voglio capire, non riesco ad analizzare la situazione, non riesco a contare mentalmente i fatti, a disporli in ordine come faccio con i miei ortaggi, finchè non vedo un uomo calmo fra la folla, e le sue prime parole mi attraggono&quot; Amici, Romani, cittadini, prestatemi orecchio,io vengo a seppellire Cesare, non a lodarlo..............&quot;ma poi le lascio sfumare, sento velenosa la promessa mascherata di una nuovo guida, un uomo nuovo che da solo decida per tutti, e allora mi allontano dalla folla, in direzione ostinata e contraria.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/feeds/4383144554429593231/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1875042719990343933/4383144554429593231' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/4383144554429593231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/4383144554429593231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/2009/02/dietro-al-banco.html' title='Dietro al banco.'/><author><name>fabri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01508136547015360753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1875042719990343933.post-1174730205683000486</id><published>2009-01-03T09:15:00.000-08:00</published><updated>2009-02-15T09:57:22.811-08:00</updated><title type='text'>buon anno</title><content type='html'>&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/_DWZ1lhw8hJo/SZhXdsQbHAI/AAAAAAAAAI0/la5HZGT4Y7E/s1600-h/IDF-logo.gif&quot;&gt;&lt;img id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5303084728836627458&quot; style=&quot;FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 152px; CURSOR: hand; HEIGHT: 157px&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/_DWZ1lhw8hJo/SZhXdsQbHAI/AAAAAAAAAI0/la5HZGT4Y7E/s200/IDF-logo.gif&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;I pini marittimi &lt;/em&gt;&lt;em&gt;incorniciano il mare&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;che accoglie &lt;/em&gt;&lt;em&gt;i fuochi artificiali&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;fumanti di gioia,&lt;br /&gt;un winnie the pooh delle giostre,&lt;br /&gt;stolidamente sorridente,&lt;br /&gt;si confonde fra la folla appagata.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Lontano, pur bagnati dallo stesso mare, &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;i razzi feroci di Hamas e gli aerei di Tzahal,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;violano l&#39;intimità del nuovo anno, &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;sgretolando l&lt;/em&gt;&lt;em&gt;a tranquillità,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;così effimera,&lt;/em&gt; &lt;em&gt;delle onde.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/feeds/1174730205683000486/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1875042719990343933/1174730205683000486' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/1174730205683000486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/1174730205683000486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/2009/01/buon-anno.html' title='buon anno'/><author><name>fabri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01508136547015360753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_DWZ1lhw8hJo/SZhXdsQbHAI/AAAAAAAAAI0/la5HZGT4Y7E/s72-c/IDF-logo.gif" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1875042719990343933.post-4268012265631165038</id><published>2008-12-29T11:29:00.001-08:00</published><updated>2009-01-02T11:13:18.467-08:00</updated><title type='text'>Guidando.</title><content type='html'>&lt;em&gt;Cambi i paesaggi che inquadri dal finestrino&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;secondo la rapsodia delle marce del tuo animo:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;li rallenti in una placida estate,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;a strappi cerchi la velocità singhiozzante dei temporali.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Valli accoglienti di cui non desideri la fine,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ponti e persone sospesì,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;pura proiezione di ciò che sei al momento:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;comunque non fanno domande,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ti accolgono senza pretese,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;f&lt;/em&gt;&lt;em&gt;ile temporanei dei tuoi ricordi,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;mentre scorri da aspettative non realizzate&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ad altre da consumare,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;e sotto di te la strada sorniona si allunga,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;a proiettarti orizzonti impossibili&lt;/em&gt;.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/feeds/4268012265631165038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1875042719990343933/4268012265631165038' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/4268012265631165038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/4268012265631165038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/2008/12/wandering.html' title='Guidando.'/><author><name>fabri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01508136547015360753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1875042719990343933.post-4888977691439204414</id><published>2008-11-26T03:34:00.000-08:00</published><updated>2008-11-29T08:39:44.253-08:00</updated><title type='text'>Passante.</title><content type='html'>&lt;em&gt;Il sole disegna ogni giorno un&#39;ombra un pò più curva,&lt;br /&gt;rallenta l&#39;incedere di cappello e soprabito d&#39;ordinanza,&lt;br /&gt;indaga con la curiosità animale dei giovani la vecchia cartella lisa,&lt;br /&gt;in cui non ci sono che poche foto ingiallite:&lt;br /&gt;tutti i giorni si vede inscenare la solita commedia,&lt;br /&gt;col sorriso trepidante di dover chiedere scusa,&lt;br /&gt;pensionato che continua a recarsi al lavoro dei suoi ricordi.&lt;/em&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/feeds/4888977691439204414/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1875042719990343933/4888977691439204414' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/4888977691439204414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/4888977691439204414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/2008/11/passante.html' title='Passante.'/><author><name>fabri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01508136547015360753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1875042719990343933.post-4484659977090389389</id><published>2008-11-25T07:21:00.000-08:00</published><updated>2008-11-29T08:39:02.704-08:00</updated><title type='text'>Se sono rimasti a posto persino i sassi nei vostri viali.</title><content type='html'>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Sentirmi me stesso, separato e diviso dagli altri, forte della mia identità calda e liquorosa: il timore dell&#39;aria improvvisamente fredda che avvertivo per la prima volta, la mancanza della non esistenza e delle non sensazioni mi accompagnavano, mentre perdendo e acquistando continuamente sbuffi di non individualità rotolavo lungo la colata lavica. Enorme la curiosità, il tentativo di espandersi sempre, la terra che da una macchiolina lontana diventava grumosa e spaventata sotto di me, sotto di noi: già il primo cedimento, già tornavo a confondermi con la massa uterina che devastava il fianco del vulcano.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Altra violenza, calore sudore: il colpo di piccone che mi ha riportato in vita è stato violento, senza mediazioni, immediato e freddo. Lo aspettavo trepidante, dopo che per lunghissimo tempo alcune minuscole particelle di me avevano conservato il ricordo di quel sole annerito, del freddo, della paura dell&#39;albero che avevamo inglobato. Coccolato dall&#39;uniformità, viziato dall&#39;assenza di decisioni da prendere, di responsabilità e di scoperte avevo contemplato quei ricordi come un refolo di identità e di diversità. Ora ero di nuovo io, rinforzato dalle mani dell&#39;artigiano che mi creò limitandomi e dandomi certezze, squadrandomi con pochi colpi netti e gettandomi poi in un carro con molti miei simili, cubi rosati che fremevano curiosi.&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Di nuovo l&#39;immobilità per anni: incastonato in una strada, vivo in modo latente. Vedo scorrere la vita sopra di me, non vi posso partecipare e forse neppure vi voglio. Altra cosa è vagheggiare un&#39;identità protetto da un&#39;uniformità inglobante, altra cosa ben diversa è strapparsi dalla massa, agire in prima persona, assorbire solo su di sè i colpi dei carri, dei sandali, masticare il sudore della vita di tutti i giorni. Meglio cercare l&#39;appoggio di altri, scaricare le pressioni tutti assieme, lasciare che sia la massa a prendere le decisioni, rifuggirle per la paura di perdere la propria geometrica perfezione. A volte la mia individualità, spinta forse ancora dal fuoco che ci ha generato prende il sopravvento e oeso i passi sopra di me, voglio intuire se l&#39;elasticità che vi imprimono è data dalla forza o dalla rabbia: la fame li rende rapidi ma poco potenti, l&#39;opulenza mi soffoca, leggiadri i passi delle donne accolgo, mentre sfuggo le lance lucenti dei soldati. Ma tutti questi attimi di vita, di consapevolezza durano poco: a lungo andare il mondo reale mi spaventa, mi rende perplesso e mi rifugio nell&#39;indeterminatezza soporosa della massa.&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Il lancio, fatto con forza improvvisata, mi stupisce: anni, secoli mi avevano fatto sprofondare nell&#39;oblio, oceani di vita erano passati sopra di me, diventato indifferente per lo spegnersi lento della fiamma della mia curiosità. Ora una mano mi afferra, mi scrolla di dosso la muffa dell&#39;indifferenza e della noia, sento le bandiere, gli slogan, le grida, mi sento esposto come non sono mai stato, ho il dubbio che di nuovo non stia seguendo una mia decisione, ma è la rabbia che mi spinge, nell&#39;arco che disegno ho la sensazione di essere finalmente compiuto, perfettamente realizzato, finchè mi abbatto, frantumando i miei sogni sugli scudi di plexigas dei privilegi eterni.&lt;/p&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/feeds/4484659977090389389/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1875042719990343933/4484659977090389389' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/4484659977090389389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/4484659977090389389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/2008/09/se-sono-rimasti-posto-persino-i-sassi.html' title='Se sono rimasti a posto persino i sassi nei vostri viali.'/><author><name>fabri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01508136547015360753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1875042719990343933.post-2913107191741447141</id><published>2008-11-18T11:28:00.000-08:00</published><updated>2008-11-26T03:44:36.196-08:00</updated><title type='text'>Dalle mie montagne</title><content type='html'>&lt;em&gt;Le nuvole sfilacciano&lt;br /&gt;l&#39;ombra del brulicare delle città,&lt;br /&gt;confondono astute il desiderio e la paura di scendere,&lt;br /&gt;scaldati dai dubbi che arroventano gelate certezze:&lt;br /&gt;a volte fuggi, desideroso di umanità,&lt;br /&gt;sempre torni ricoperto di impolverato sdegno:&lt;br /&gt;ti illude il vento, che non gioca più con te&lt;br /&gt;ma sempre più cinico,&lt;br /&gt;di nuovo,&lt;br /&gt;ti soffia giù.&lt;/em&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/feeds/2913107191741447141/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1875042719990343933/2913107191741447141' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/2913107191741447141'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/2913107191741447141'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/2008/08/dalle-mie-montagne.html' title='Dalle mie montagne'/><author><name>fabri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01508136547015360753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1875042719990343933.post-4265863772530473089</id><published>2008-10-18T09:49:00.000-07:00</published><updated>2008-11-26T03:42:48.071-08:00</updated><title type='text'>Arrivare alla specchio.</title><content type='html'>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Era la seconda volta che Paul si faceva la barba: stirandosi al massimo sulla punta dei piedi, arrivava a stento allo specchio. La prima volta si era tagliato tutto e sua sorella&lt;a href=&quot;http://bp1.blogger.com/_DWZ1lhw8hJo/SIG-4hIolDI/AAAAAAAAAB8/D2rE8_YRwz0/s1600-h/images.jpg&quot;&gt;&lt;img id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5224666920903021618&quot; style=&quot;FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://bp1.blogger.com/_DWZ1lhw8hJo/SIG-4hIolDI/AAAAAAAAAB8/D2rE8_YRwz0/s200/images.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;, di poco più grande l‘aveva preso in giro a lungo poi però gli aveva regalato una nuova schiuma da barba. Con quella un collage di articoli contro la guerra in Vietnam: proprio lo stile di sua sorella. Sempre con la testa persa in qualche strano progetto, in posti lontani: lui in quei giorni non sapeva nemmeno cosa era il Vietnam, il suo orizzonte era la strada piena di sole dove si affacciavano la casa dei suoi e dei suoi amici, ma soprattutto era anche la voglia di crescere e di andare, da qualunque parte, magari proprio con Mary..mah..erano bei sogni..e intanto si era di nuovo tagliato e rimase un attimo a fissare quel po’ di sangue che spariva nel vecchio lavandino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo adesso non si tagliava più come una volta, pensò Paul mentre veloce si metteva la cravatta si faceva la barba: era nella sua stanza all’università, e quel giorno avrebbe avuto un importante colloquio di lavoro. Era per un importante gruppo finanziario americano, e sua sorella aveva avuto molto da ridire sull’eticità della scelta: quella parola era per lui quasi nuova, eticità era far bene il proprio lavoro, poi non è che lui poteva cambiare il mondo:intorno al piccolo tavolo della cucina si era discusso fino a tardi, si erano lasciati male, poi però lei gli aveva regalato un nuovo rasoio, con la scatola piena di etichette a favore di Carter contro Nixon: la campagna elettorale era prossima, ma lui era infiammato dalla possibilità del lavoro e soprattutto dal sorriso di Jane che lo aspettava subito dopo il colloquio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era un giorno importante, il più importante della sua vita (d’altronde glielo avevano ripetuto tutti da un bel po’) e proprio quel giorno si era tagliato di nuovo con la lama del rasoio, cosa che neanche quando era piccolo: guardò irosamente il rasoio, che lo fece pensare a sua sorella, che era tornata dal suo lungo viaggio in India per il suo matrimonio. Si erano incontrati il giorno prima, come erano sembrati diversi: lui e Jane pieni di vita, giovani e brillanti, lei precocemente stanca quasi impolverata da tutta la strada che aveva fatto, ma sempre con il gusto della battuta: ma ora basta, era tempo di incamminarsi lungo quella giornata piena di sole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mattina presto, nella sua cucina“ Guarda non ce la faccio più: il lavoro i bambini mia moglie, non ho neanche un attimo solo per me.. “perché non venite un week end qui, nella nostra vecchia casa: ce ne stiamo un po’ tranquilli…” “ ok sento mia moglie e ti dico, poi devo vedere il capo..” “ ho letto sul giornale che stai diventando importante..” “ sì ci stiamo espandendo, sai la sensazione inebriante di cavalcare un’onda di…” di cosa…?” “ di poter cambiare qualcosa: ti ricordi una volta ne parlavamo, ora con un clic sposto milioni di dollari e ..” “ e pensi che quello sia il cambiare qualcosa?.”ecco di nuovo quella sensazione, sua sorella lo spiazzava sempre, tutte le volte che lui pensava di aver raggiunto un punto di certezza c’era sempre un che di nuovo, un nuovo gradino da superare, in fondo fin da piccoli era il loro gioco preferito ” va bè non parliamone adesso ti richiamo dopo per…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era strano radersi con estranei: lui lì era fuori posto, non c’entrava nulla, ma ormai aveva imparato che certe cose in quel ramo delle prigione di New York non andavano ripetute troppe volte. La sua storia mal si accordava con i tatuaggi, con la ferocia, &lt;a href=&quot;http://bp1.blogger.com/_DWZ1lhw8hJo/SIg5sNxXmbI/AAAAAAAAAC0/kT3yWB9vYzY/s1600-h/images.jpg&quot;&gt;&lt;img id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5226490799337216434&quot; style=&quot;FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://bp1.blogger.com/_DWZ1lhw8hJo/SIg5sNxXmbI/AAAAAAAAAC0/kT3yWB9vYzY/s200/images.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;a volte solo con la povertà e con la lucida follia della gente che vedeva intorno a sé: capivano fin troppo bene, ma loro avevano vissuto ben di peggio della banale storia di un uomo che aveva perso tutto. Il lavoro ovviamente, perché chi altri avrebbe mai riassunto un manager che viola le regole in modo così prevedibile?. Lui era un peso medio, era esattamente uno come lui che cercavano per fargli scontare anni di fallimenti. La famiglia, sua moglie certo gli era vicina, però si era come irrigidita, tutta in difesa dei loro figli, tesa a garantire loro che non sarebbe cambiato nulla: per lui invece sarebbe stato un altro giorno pieno di regole e di umiliazioni, e per la prima volta non riusciva a vedere un orizzonte di fuga davanti a sé.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa volta arrivava allo specchio, che quella pazza di sua sorella aveva semicoperto di adesivi “ yes we can!: &lt;a href=&quot;http://bp2.blogger.com/_DWZ1lhw8hJo/SIG-46ekhhI/AAAAAAAAACE/Tpvzu5mzBGk/s1600-h/images2.jpg&quot;&gt;&lt;img id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5224666927705916946&quot; style=&quot;FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://bp2.blogger.com/_DWZ1lhw8hJo/SIG-46ekhhI/AAAAAAAAACE/Tpvzu5mzBGk/s200/images2.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;e lui questa volta aveva deciso di crederci, di lasciarsi trascinare in quell’altra folle avventura, e così da giorni, girava per le strade, accompagnava quella colta e stravagante donna di mezz’età in giro per scuole, supermercati strade. Non lo ammetteva, ma per lui era un’anestesia: la moglie si era allontanata, doveva pensare a se stessa, glielo avevano detto tutti, era giusto così: lui non aveva la forza di rifletterci, aveva paura di tagliarsi con la verità: meglio allora la sorella, che si stava accalorando in discussioni con la vicina di casa, fervente repubblicana? Scrollò il rasoio, si guardò: ci avrebbe pensato, non adesso, ma questa volta si sarebbe fermato a pensarci: cullandosi con questa idea, si avviò verso una nuova giornata, colma di punti interrogativi che lo avrebbero solleticato.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/feeds/4265863772530473089/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1875042719990343933/4265863772530473089' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/4265863772530473089'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/4265863772530473089'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/2008/07/arrivare-alla-specchio.html' title='Arrivare alla specchio.'/><author><name>fabri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01508136547015360753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp1.blogger.com/_DWZ1lhw8hJo/SIG-4hIolDI/AAAAAAAAAB8/D2rE8_YRwz0/s72-c/images.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1875042719990343933.post-1461728177448461166</id><published>2008-10-15T09:03:00.000-07:00</published><updated>2008-12-26T09:46:11.162-08:00</updated><title type='text'>Entropia.</title><content type='html'>&lt;em&gt;Le mani avide dei bimbi chiudono,&lt;br /&gt;accarezzandoli, gli occhi dei vecchi,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;specchi di memorie dubbiose,&lt;br /&gt;tendono verso l&#39;infinito le corde invisibili delle galassie&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;per scagliare la freccia del tempo nel cuore rugginoso di Dio,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;bersaglio che sfuma nel profumo d&#39;incenso della tua infanzia.&lt;/em&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/feeds/1461728177448461166/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1875042719990343933/1461728177448461166' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/1461728177448461166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/1461728177448461166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/2008/08/entropia.html' title='Entropia.'/><author><name>fabri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01508136547015360753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1875042719990343933.post-1416390288530429017</id><published>2008-09-27T11:26:00.000-07:00</published><updated>2008-11-26T03:41:39.731-08:00</updated><title type='text'>S.</title><content type='html'>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Mentre i soldati li cercavano, Burma pensava, spaventato, al colore intenso della cuffia di sua nonna: gli era sempre piaciuto, quel tocco arancione di giovinezza sbarazzina &lt;a href=&quot;http://3.bp.blogspot.com/_DWZ1lhw8hJo/SLZI_oLkZfI/AAAAAAAAAHA/oHNl872dQwM/s1600-h/Mostar+9.jpg&quot;&gt;&lt;img id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5239455474447050226&quot; style=&quot;FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/_DWZ1lhw8hJo/SLZI_oLkZfI/AAAAAAAAAHA/oHNl872dQwM/s200/Mostar+9.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;che incorniciava le rughe, ma ora spiccava pericolosamente intorno al verde marcio dell&#39;erba fredda. I soldati avanzavano metodici, ma anche un pò distratti: saccheggiato il villaggio, placata la fame di violenza, sesso e sangue e soldi, solo le urla isteriche di un grasso sergente li spingevano ancora verso le ultime colline dietro di loro. Lì, fra quello ombra fredde, erano nascoste una decina di persona, scappata dalle casa più lontane, mentre già i fucili violavano il tranquillo scorrere della vita in quel paesino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure Burma i luoghi dove la storia viene cesellata li aveva sempre immaginati come solenni, un sottofondo di profumo di incenso, e di odore di vecchie e rassicuranti pergamene, mentre solenni uomini togati, in modo meravigliosamente distaccato, vergavano i mille affannosi tentativi della vita degli uomini che brulicava lontano da loro. Bè lì non era così: l&#39;aria condizionata spazzava via ogni odore e profumo, i traduttori automatici freddi riportavano, in molte lingue ma senza sfumature, risposte che erano tutt&#39;altro che certezze. L&#39;uomo sotto processo, che parlava dall&#39;altra parte del vetro antiproiettile, nell&#39;ambiente asettico del tribunale dell&#39;AIA, era apostrofato come un capo di stato, o un volgare assassino. Dipendeva dall&#39;accento di chi gli si rivolgeva, dai suoi ricordi, da cosa aveva perso o guadagnato in quella guerra di oramai parecchi anni prima. Non assomigliava ad un mostro, come Burma si ricordava da certe immagini di propaganda, ma semplicemente c&#39;era quella sensazione di assurda familiarità, un pò straniante vista la vicinanza, che si ha sempre con i volti che ci scrutano dai giornali, su cui lui e la sua famiglia avevano cercato, sempre più ansiosamente, di leggere il proprio destino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot; Bè sai quel viaggio all&#39;AIA non me lo dimenticherò mai..&quot; ne stava parlanda per l&#39;ennesima volta alla sua ragazza. Lei non era molto curiosa delle sue origini slave, ormai annacquate dagli anni passati a Firenze. Glielo aveva detto subito, da quando il suo sorriso gli riempiva le ore, e aveva anche compreso, con naturalezza, i suoi genitori. La loro faticosa lotta per un pò di dignità, in un paese nuovo, che li vedeva come una minaccia e aveva cancellato con un tratto di penna tutto la lora vita, i loro lavori precedenti, aveva indurito i loro tratti, li aveva quasi resi più &quot;riconoscibili&quot;, dio, quanto si era odiato, anni prima ormai, per quella parola. Bè lei nemmeno non gli aveva mai chiesto perchè si portasse dietro una piccola cuffia arancione, strappata dal sorriso di sua nonna dagli ultimi spari, quasi lenti e pigri di quella giornata ormai lontana. Ora invece, il mondo dietro le vetrine del bar era popolato dalla gente che danzava per sfuggire ai proiettili della pioggia: era in giorni come questi che i miagolii dei suoi ricordi, salivano con maggiore vigore dal sottoscala della sua memoria. &quot; A cosa stai pensando?&quot; mentre si chinava verso il suo sorriso, Burma penso che sì, forse con lei si poteva costruire qualcosa di sicuro, qualcosa con cui mettersi in salvo dal freddo e spietato antivirus della storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su internet cercava febbrilmente, da quasi più di un&#39;ora, le foto dell&#39;ennesima guerra in una regione sperduta del Caucaso. Il cerchio alla testa gli rendeva le immagini confuse: le foto che vedeva, dal salotto della sua nuova casa, odorante&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/_DWZ1lhw8hJo/SLZI_aBrziI/AAAAAAAAAG4/LOELFGNo9Sw/s1600-h/The+way+to++Sarajevo+pradvo,+pradvo....13.JPG&quot;&gt;&lt;img id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5239455470647496226&quot; style=&quot;FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/_DWZ1lhw8hJo/SLZI_aBrziI/AAAAAAAAAG4/LOELFGNo9Sw/s200/The+way+to++Sarajevo+pradvo,+pradvo....13.JPG&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt; dei giochi di sua figlia e del suo amore, entravano in conflitto con le immagini del passato. Allora come ora i sorrisi a denti stretti dei potenti circondati da modelle erano accostati alle mani rugose protese, ai sorrisi persi nei crateri dai bimbi, alle macerie della vita di un giovane uomo di fronte alla sua casa distrutta.&lt;br /&gt;Si sentiva come trascinato in un vortice, strattonato fra l&#39;estrema previbibilità di tutto ciò che sarebbe successo e la sua stessa inevitabilità, non si era mai sentito così debole ed impotente, istintivamente cercò con la mano la cuffia arancione, ormai sformata dal peso dei ricordi, ma trovò solo la manina preoccupata di sua figlia, che lo invitava ad uscire. Per un attimo si vergognò pensando ai suoi occhi rossi, poi vedendo la sorpresa dell&#39;incanto in quelli della figlia, sorrise e scuotendo la testa, chiuse la schermata di Explorer e si allontanò con lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;S come Storia, S come Slobodan milosevic, S come Sopravvivere, S come Resistere.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/em&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/feeds/1416390288530429017/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1875042719990343933/1416390288530429017' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/1416390288530429017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/1416390288530429017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/2008/08/s.html' title='S.'/><author><name>fabri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01508136547015360753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_DWZ1lhw8hJo/SLZI_oLkZfI/AAAAAAAAAHA/oHNl872dQwM/s72-c/Mostar+9.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1875042719990343933.post-5110237835996485850</id><published>2008-08-29T06:21:00.000-07:00</published><updated>2008-08-31T03:25:30.493-07:00</updated><title type='text'>Post.</title><content type='html'>&lt;em&gt;Appoggiato al profumo scricchiolante dell&#39;erba appena tagliata&lt;br /&gt;ti allontani dallo sfrigolio spietato del computer,&lt;br /&gt;con braccia intorpidite &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;nutri il falò di foglie rugose&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;e pagine raggrinzite di internet.&lt;br /&gt;Non è il rimpianto dei bei tempi andati&lt;br /&gt;ma gli interrogativi sul futuro ti circondano,&lt;br /&gt;schegge impazzite di file psichedelici.&lt;/em&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/feeds/5110237835996485850/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1875042719990343933/5110237835996485850' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/5110237835996485850'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/5110237835996485850'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/2008/08/post.html' title='Post.'/><author><name>fabri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01508136547015360753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1875042719990343933.post-7960767373285051169</id><published>2008-08-25T12:22:00.000-07:00</published><updated>2008-08-31T09:10:24.289-07:00</updated><title type='text'>Mare.</title><content type='html'>&lt;em&gt;Imprigionato dalla cerchia delle bagnanti,&lt;br /&gt;il vento mi ricorda il mare&lt;br /&gt;che dal blu netto del giovane orizzonte&lt;br /&gt;invecchiando scolora.&lt;br /&gt;Vecchierel bianco e infermo&lt;br /&gt;trascina&lt;br /&gt;la paura della solitudine delle petroliere&lt;br /&gt;la salsedine incattivita degli scafisti&lt;br /&gt;i palloni gonfiati coi sogni persi dei bimbi,&lt;br /&gt;fino ad annullarsi,&lt;/em&gt; &lt;em&gt;con un&#39;ultima &lt;/em&gt;&lt;em&gt;vibrante protesta,&lt;br /&gt;nell&#39;abissale conformismo democristiano &lt;/em&gt;&lt;em&gt;della spiaggia.&lt;/em&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/feeds/7960767373285051169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1875042719990343933/7960767373285051169' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/7960767373285051169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/7960767373285051169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/2008/08/mare.html' title='Mare.'/><author><name>fabri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01508136547015360753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1875042719990343933.post-9135832312122352532</id><published>2008-08-19T10:58:00.000-07:00</published><updated>2008-08-11T03:04:46.134-07:00</updated><title type='text'>Miei ricordi di viaggio</title><content type='html'>Questa è la storia di tre amici, di un cielo che è capace di mutare gli animi, dei sorrisi e delle città che ci hanno riscaldato con la loro bellezza, dei frammenti di vite e civiltà spezzate che ci hanno interrogato, della polvere, degli odori e della gente che ci ha indicato la strada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aarif, Fuad e Bilal sono tre bambini, sono una banda, sono un gruppo, sono una famiglia: ognuno di loro è madre, padre, nonno e sorella per tutti gli altri.&lt;br /&gt;Si stringono l’un l’altro e cercano di rimanere vicini, di non perdersi nel flusso vorticoso di idee e merci, di tendoni che a stento trattengono trattative che vanno avanti dal mattino, di persone e muli che si spostano a vicenda, testardamente convinti ognuno di avere la precedenza, di angoli che ti attirano verso stradine laterali misteriosamente silenziose, chiuse alla luce ma aperte alla scoperta, per poi ripiombare, dopo una svolta, senza preavviso, fra grida odoranti di fretta e fra richiami vibranti di profumi, nel tentativo di evitare rigagnoli di provenienza indefinita e teste di animali con cui giocano i gatti, e di seguire i raggi del sole che a fatica riescono a infilarsi fra i sacchi di riso, pasta, datteri e spezie per accarezzare gli occhi velati di interesse di una donna, mentre pare che le mura e le porte tendano le proprie secolari fondamenta per cercare di trattenere lo splendore misero della medina di Fes. &lt;a href=&quot;http://bp1.blogger.com/_DWZ1lhw8hJo/SIG46TKFLCI/AAAAAAAAAAs/ExbDX4qdX9U/s1600-h/40-tintorie.JPG&quot;&gt;&lt;img id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5224660354440965154&quot; style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://bp1.blogger.com/_DWZ1lhw8hJo/SIG46TKFLCI/AAAAAAAAAAs/ExbDX4qdX9U/s200/40-tintorie.JPG&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Lo stesso brulichio assordante si aveva quando qui, nella prima università del mondo, si declinavano le opere dei filosofi e matematici greci secondo la legge del sole e dell’Atlante: ancora oggi, strette fra le botteghe e le moschee, si vedono antiche mederse che hanno ospitato i sogni intagliati dai libri degli studenti, nei cui cortili si sono accese passeggiate di discussioni su un passo controverso, ma oggi nessuno dei tre bambini saprebbe né leggerlo né tantomeno scriverlo.&lt;br /&gt;Non hanno mai imparato, né glielo insegneranno mai: hanno capito presto di dover temere il pancione sporgente dalle fondine dei poliziotti, di dover sfuggire oscuri uomini neri, di poter cercare e far pagare ad imbarazzati turisti il pedaggio di un dyram, ma non sanno e non riescono a capire quale sarà il prezzo da scontare per il loro futuro, se riusciranno mai a diventare come quei mercanti, imprigionati nei loro negozi, da cui escono ed entrano soltanto saltando aggrappati ad una corda, oppure come quelli artigiani che costruiscono la propria vita assieme a quella degli oggetti che modellano con mani pazienti. Spesso a volte, di notte, sognano di partire, di lasciarsi alle spalle una vita da gatti, ma le mura della medina, alla luce cruda del giorno, appaiono così difficili da superare…….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hisham, invece, guarda con impazienza a Fes e al suo futuro: è in campeggio nel posto più paradossale del Marocco, a Ozoud, dove le cascate sono come una ragazza vivave che porta il sorriso fra monotone e barbute colline. &lt;a href=&quot;http://bp1.blogger.com/_DWZ1lhw8hJo/SIG46rHUs1I/AAAAAAAAAA0/5b-uA4nv5qI/s1600-h/86-cascate+di+ozoud.JPG&quot;&gt;&lt;img id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5224660360871850834&quot; style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://bp1.blogger.com/_DWZ1lhw8hJo/SIG46rHUs1I/AAAAAAAAAA0/5b-uA4nv5qI/s200/86-cascate+di+ozoud.JPG&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Disteso sotto gli alberi guarda i suoi amici, sente che la loro amicizia è solida come quelle piante, come i loro i suoi denti sono intaccati dall&#39;acqua dei poveri, ma la sua mente è assediata dagli studi fatti, che stanno scavando un fossato fra lui e gli altri: la sua intelligenza, le sue letture, come le scimmie dispettose che spesso rovesciano le loro cose, e frugano con curiosità fra i loro averi, lo spingono a criticare, a cercare di aggirare o di pungere, almeno, l’argine eretto dalla legge regale del silenzio. Vede il suo paese in bilico, lo vede come quei tronchi che spesso paiono esitare prima di precipitare nelle acque ribollenti che li aspettano, avverte la forza e l’orgoglio che arrivano da un passato grandioso, i cui echi sono possenti ancora oggi come lo scroscio delle cascate, però percepisce anche l’oscillare quotidiano fra la tentazione di rifugiarsi sotto un burqa, e la resa incondizionata al Mac Donald’s, fra la legge di Allah e quella del mercato, fra i racconti dei padri e ciò che si scarica da internet, avverte la contraddizione di cui è parte e l’impossibilità di individuare una soluzione, poi voci amichevoli lo riportano a galla come dopo un tuffo troppo spericolato e si avvicina, barcollante per il sonno e strattonato dalle scimmie dei suoi pensieri, agli amici per gustare il the alla menta come i loro padri, e i padri dei loro padri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Samaah invece aspira all’acqua, come tutta la terra in cui vive: resiste con la sua famiglia, a Ouarzazate, in una casbah, ai confini del deserto, i cui tartari sono orde di turisti che senza ritegno marcano i loro passi pesanti sulle fragili costruzioni di argilla, fango e paglia che resistono ancorate nel deserto, &lt;a href=&quot;http://bp0.blogger.com/_DWZ1lhw8hJo/SIG451-2DPI/AAAAAAAAAAk/N6i_MSVUN2I/s1600-h/171.JPG&quot;&gt;&lt;img id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5224660346609208562&quot; style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://bp0.blogger.com/_DWZ1lhw8hJo/SIG451-2DPI/AAAAAAAAAAk/N6i_MSVUN2I/s200/171.JPG&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;un po’ come la gente che ancora ci abita, ma che rischia di essere lavata via dalle piogge sempre più sregolate e dal disinteresse. Samaah ama quella terra, la terra della sua famiglia, sa di aver bisogno di un ampio orizzonte davanti a sè, in cui rifugiarsi. Lo sanno tutti che è grazie o per colpa della sua testardaggine che vivono ancora nella casbah, sobbarcandosi viaggi faticosi su strade spesso solo un po’ più battute del deserto che paiono ancora violare, e compiendo continue riparazioni per arrestare l’erosione del tempo, per evitare l’insinuarsi strisciante e silenzioso della sabbia. Viste da lontano, le loro case paiono sorreggersi fra loro sulla collina, nello stesso modo rassicurante con cui lei e la sua famiglia, la sera, si stringono al terrapieno e contemplano il deserto di rocce che gioca per loro con il vento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei ora, adesso lo stesso vento di grida, di amicizia, di spazi infiniti e di luoghi racchiusi, di vita e annichilimento per essere confuso e guidato.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/feeds/9135832312122352532/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1875042719990343933/9135832312122352532' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/9135832312122352532'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/9135832312122352532'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/2008/07/ricordi-di-viaggio.html' title='Miei ricordi di viaggio'/><author><name>fabri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01508136547015360753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp1.blogger.com/_DWZ1lhw8hJo/SIG46TKFLCI/AAAAAAAAAAs/ExbDX4qdX9U/s72-c/40-tintorie.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1875042719990343933.post-1507028912130959848</id><published>2008-08-19T09:50:00.000-07:00</published><updated>2008-09-25T07:21:13.174-07:00</updated><title type='text'>Marrakech</title><content type='html'>&lt;em&gt;Sorrisi dei bimbi che vendono sogni sintetici,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;serpenti drogati che si contorcono, timidi, per una tua moneta,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;profumi di cibo cotto dalle urla e dal sole,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;calore che la folla amplifica&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;conscia di essere moltitudine onnipotente :&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Jama‘a el-Fnaa vorace ti ingoia &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;strappandoti dal Palazzo al-Badi &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;che solitario e orgoglioso&lt;/em&gt; &lt;em&gt;non cerca di trattenerti, &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;colmo di sconfitto fascino austero.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/feeds/1507028912130959848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1875042719990343933/1507028912130959848' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/1507028912130959848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/1507028912130959848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/2008/08/marrakech.html' title='Marrakech'/><author><name>fabri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01508136547015360753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1875042719990343933.post-5754624147468223297</id><published>2008-08-19T09:12:00.000-07:00</published><updated>2008-08-31T03:00:41.675-07:00</updated><title type='text'>C&#39;è chi l&#39;amore lo sceglie per professione.</title><content type='html'>&lt;em&gt;Statue d&#39;ebano piagate,&lt;br /&gt;gettate sui treni salati d&#39;estate,&lt;br /&gt;nel sonno sfuggono a mani protese &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;inanellate d&#39;euro,&lt;br /&gt;insultate dalla malizia con cui le ignoriamo.&lt;/em&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/feeds/5754624147468223297/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1875042719990343933/5754624147468223297' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/5754624147468223297'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/5754624147468223297'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/2008/08/c-chi-lamore-se-lo-sceglie-per.html' title='C&#39;è chi l&#39;amore lo sceglie per professione.'/><author><name>fabri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01508136547015360753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1875042719990343933.post-579460987087007647</id><published>2008-08-15T12:35:00.000-07:00</published><updated>2008-08-31T03:05:43.168-07:00</updated><title type='text'>Come una corda tesa</title><content type='html'>&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;Finito il pranzo la perpetua guarda don Mario scuotendo la testa: vede la figura grassoccia e famigliare del prete con cui vive da più di trent’anni dirigersi non più verso la sua poltrona preferita, come di solito faceva, ma verso il computer. Il prete lo accende, con fare ancora insicuro, in fondo ha imparato ad usarlo da poco, mentre in modo pensoso accarezza un grosso volume rilegato in pelle un po’ lisa. La perpetua sa già come lo troverà il giorno dopo, ancora addormentato sulla sedia, con il libro, che ha scoperto essere il registro parrocchiale, vicino ed il computer ancora acceso, che ronza dolcemente vicino a lui. &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://bp1.blogger.com/_DWZ1lhw8hJo/SIOUvlXKczI/AAAAAAAAACs/ETG296Zwnyk/s1600-h/33.JPG&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;img id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5225183537883935538&quot; style=&quot;FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://bp1.blogger.com/_DWZ1lhw8hJo/SIOUvlXKczI/AAAAAAAAACs/ETG296Zwnyk/s200/33.JPG&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;E’ da un po’ di sere, infatti, che Mario naviga fra i nomi, quelli del passato che ha visto crescere e che vivono spesso solo più nei suoi ricordi e quelli del presente, registrati ormai direttamente sul computer, con cui parla e si confronta tutti i giorni.&lt;br /&gt;Oggi, scorrendo distrattamente le pagine, cerca in modo quasi inconsapevole le prime note scritte su quel libro dalla sua vecchia penna stilografica, il regalo dei suoi genitori per il suo nuovo incarico da sacerdote. Le sue dita accarezzano una data in particolare: 13 dicembre 1944. Quel giorno le ultime unghiate della guerra lo avevano coinvolto da vicino. Lui era un giovane prete e anche se era arrivato da poco in quel paesello, ben presto aveva sentito parlare di un pugile, Maurizio, una vera e propria leggenda locale, l’uomo più forte delle Langhe, dicevano.&lt;br /&gt;Ebbene il giorno in cui i fascisti erano venuti a prendere il padre di Maurizio per portarlo via, per fucilarlo o per torturarlo, suo figlio, quell’uomo enorme che da tempo non subiva una sconfitta sul ring, non aveva esitato ed era subito corso in suo aiuto. Tuttavia era disarmato e i suoi grossi pugni non erano riusciti né a stringere né a fermare le pallottole che lo avevano crivellato. Non più si erano uditi gli urrah del suo pubblico, mentre ancora ogni tanto nella memoria e nella mente di Mario risuonano questi interrogativi: avrebbe potuto fare qualcosa, non aveva avuto il coraggio di frapporsi oppure aveva semplicemente evitato una vittima in più inutile?&lt;br /&gt;E’ da un po’ di tempo che sono queste le domande che si affrontano nella sua mente: da una parte gli eserciti ordinati delle idee quotidiane, delle mille incombenze da svolgere, dall’altra la guerriglia scaltra dei dubbi e degli interrogativi.&lt;br /&gt;Non vuole stendere bilanci, a quelli ci pensano gli altri, cerca di estrarre un significato da ciò che ha fatto, di cercare il filo di Arianna, perchè è forte la curiosità di vedere cosa lo attende all’altro capo. Vista la sua abitudine, la sua propensione a confrontarsi con gli altri, vuole farlo andando a riannodare i ricordi delle vite che si sono intrecciate con le sue.&lt;br /&gt;Forse il primo a mettergli in testa quest’idea è stato Giuseppe, un altro nome del suo librone, un suo amico fraterno. Aveva avuto una vita dura: il lavoro nella panetteria di suo padre, scelta impostagli dalla necessità di mantenere sé e la sua famiglia, il forte rimpianto per non aver mai potuto studiare, l’orgoglio feroce per la figlia, che era riuscita a laurearsi a Torino. Ma più di tutto era sempre stato grande l’amore per il suo paese, e per la casa che aveva costruito:ne era fiero, l’amava più della moglie, come Mario a volte bonariamente gli ricordava. Per Giuseppe non era solo una semplice casa di campagna, ma la prova che era riuscito a dirigere con mano ferma la sua vita fra i sacchi di farina, il calore feroce del forno d’estate, la sveglia ad ore impossibili. Il sacerdote socchiude gli occhi e capisce ora, forse meglio che in passato, ciò che voleva dire l’attenzione ai particolari dell’amico, la stessa che ora lui riserva ai dettagli della propria vita.&lt;br /&gt;Lui non vuole chiedersi se ha costruito qualcosa; certo un nuovo oratorio, molte amicizie, l’affetto sicuro di qualche persona, ma rimane sempre un fondo di ansia in agguato al dì là nelle ombre della notte, che né la Bibbia né la tranquillità delle abitudini quotidiane riescono a rischiarare del tutto. &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://bp2.blogger.com/_DWZ1lhw8hJo/SIOUvamIl2I/AAAAAAAAACk/dcoNxCsNDeo/s1600-h/21.JPG&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;img id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5225183534993938274&quot; style=&quot;FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://bp2.blogger.com/_DWZ1lhw8hJo/SIOUvamIl2I/AAAAAAAAACk/dcoNxCsNDeo/s200/21.JPG&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;br /&gt;Altre ombre, invece, gli avevano allontanato tutta una generazione, i cui nomi, vicini fra loro, cerca sul vecchio registro quasi con riluttanza: Luca, Lorenzo, Martina e poi anche Chiara, Elisa e Francesco. Il fascino delle nuove idee che spirava dalle università di Torino alla fine degli anni Sessanta aveva allontanato i suoi ragazzi migliori, che tornavano al paese con parole, vestiti, musiche e sogni totalmente nuovi, che non comprendevano più né lui né ciò che lui rappresentava.&lt;br /&gt;Quello era stato uno schiaffo molto forte al suo orgoglio: per la prima volta si era sentito in balia di forze più grandi delle sue. Il suo lavoro entusiasta ed indefesso con quei ragazzi non era servito quindi a nulla? Niente era rimasto nelle loro menti?&lt;br /&gt;Certo, deve ammettere con un sospiro, mentre si sgranchisce le braccia, ora molti di loro sono suoi parrocchiani, ma tutte le volte che li vede non riesce a non provare il senso, anche se ormai latente, di sconfitta. E’ un po’ non voler ammettere di non riuscire ad incidere sulla realtà, lui che aveva scelto di fare il prete proprio per cambiarla. Ma poi si cambia la realtà? O i suoi sono solo sogni, solo un po’ diversi da quelli colorati di quei ragazzi?&lt;br /&gt;Invece, e ora i suoi pensieri cambiano tono bruscamente, la sua vecchia amica Federica non era mai riuscita a leggere con chiarezza la realtà, soprattutto quando si trattava del suo unico figlio, Giacomo, dirigente molto influente di un’ASL locale: vedere i loro nomi sulla carta gli provoca sempre un po’ di smarrimento e di rammarico. Quando Giacomo era stato travolto da uno dei tanti scandali che periodicamente scuotevano la politica locale, lei, troppo fiera del figlio per ammettere che potesse sbagliare, era andata nel suo ufficio per distruggere i documenti che pensava potessero comprometterlo. Mario scuote la testa, ancora sorpreso in cuor suo da quella donna orgogliosa, un tempo di sicuro bella, che aveva vinto la riservatezza custodita all’ombra delle colline da lei tanto amate per esporsi in tal modo: e non riesce ad immaginarsi la sua reazione di fronte ai carabinieri che l’avevano sorpresa e denunciata. Ci doveva essere altro, oltre all’amore senza limiti per Giacomo: forse il senso di un rigore morale ed etico che si era allentato col tempo, inseguito ormai anche fra i vigneti da lei tanto amati dai lupi affamati dell’arrivismo sfrenato&lt;br /&gt;Mario decide bruscamente che quegli interrogativi sono troppi per una fredda serata autunnale, e cerca calore nello schermo freddo del computer, che gli elenca una serie di nomi, alcuni dei quali per la prima volta di extracomunitari. Sorride amaro quando pensa ai telegiornali che soffiano sul fuoco dell’atavica ed insopprimibile paura del diverso, lui stesso ha dovuto lottare contro pregiudizi che non credeva si nascondessero in lui. Forse in questo campo è riuscito a migliorare qualcosa, anche se l’aiuto più grande gli è stato dato da Andrei e dalla sua famiglia, i cui nomi ora gli sorridono dallo schermo. Andrei è arrivato, come muratore, in quel piccolo paese durante l’alluvione del 1994 e la sua dedizione, la sua infaticabilità hanno dato la prima spallata al muro di ignoranza reciproca: sorride quando pensa a rumeni e langaroli coperti dal fango, indistinguibili, uniti dalla stessa fatica e dalla stessa urgenza.&lt;br /&gt;E’ stata l’ennesima volta in cui Mario ha visto la sua gente dimostrare di saper lottare fino in fondo, anche se alcune sere, la sensazione straniante che avvolge l’anziano sacerdote è quella di una corsa il cui fine, il cui scopo ultimo gli è ignoto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Mombasiglio&quot;&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/Mombasiglio&lt;/a&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/feeds/579460987087007647/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1875042719990343933/579460987087007647' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/579460987087007647'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/579460987087007647'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/2008/07/ricordi-di-mia-madre.html' title='Come una corda tesa'/><author><name>fabri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01508136547015360753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://bp1.blogger.com/_DWZ1lhw8hJo/SIOUvlXKczI/AAAAAAAAACs/ETG296Zwnyk/s72-c/33.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1875042719990343933.post-5972675232275945080</id><published>2008-07-24T23:02:00.000-07:00</published><updated>2008-09-14T11:00:19.190-07:00</updated><title type='text'>Ricordi di viaggio</title><content type='html'>&lt;em&gt;Ricordo ancora le mura di Troia&lt;br /&gt;e l’inganno con cui caddero,&lt;br /&gt;in quella guerra decisa da mercanti,&lt;br /&gt;narrata da eroi.&lt;br /&gt;Credevo nella spada che facevo mulinare,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;vinsi&lt;/em&gt; &lt;em&gt;piegando gli scudi con la mia astuzia,&lt;br /&gt;ma ben presto vidi &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;che avide menti&lt;br /&gt;si avventavano sulle rovine fumanti.&lt;br /&gt;Non avevo lottato, sacrificato&lt;br /&gt;l’infanzia di mio figlio,&lt;br /&gt;la vecchiaia di mio padre&lt;br /&gt;e la bellezza di mia moglie&lt;br /&gt;solo per far sì che le merci greche&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;arrivassero a Xandù.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;Nella mia isola &lt;/em&gt;&lt;em&gt;si aspettavano un trionfatore,&lt;br /&gt;videro un relitto:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;solo io fra tutti &lt;/em&gt;&lt;em&gt;volli comprendere,&lt;br /&gt;ma la scoperta incatenò&lt;/em&gt; &lt;em&gt;la mia mente a troia,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;alla città preso con un inganno&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;per un altro inganno.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;Poi qualcosa cambiò: arrivò un uomo, portato dalle onde,&lt;br /&gt;disse di essere uno scrittore:&lt;br /&gt;aveva vagato nel mediterraneo,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;le muse lo avevano portato lì,&lt;br /&gt;o forse la fame, &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;o la tempesta:&lt;br /&gt;il padre lo irrise,&lt;br /&gt;come poteva un eroe senza fiamma illuminare un’opera d’arte,&lt;br /&gt;ma mio figlio lo spinse verso di me,&lt;br /&gt;ultima speranza.&lt;br /&gt;Gli raccontai la mia storia,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;la verità &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;il cui aspro odore&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;non mi faceva dormire,&lt;br /&gt;capì ed ammise,&lt;br /&gt;dopo vari fiaschi di amicizia&lt;br /&gt;di averlo sempre saputo,&lt;br /&gt;ma disse che al pubblico non sarebbe piaciuta,&lt;br /&gt;perché pensare? se la causa è giusta&lt;br /&gt;e chiedersi chi custodirà i custodi?&lt;br /&gt;E così mi vendetti di nuovo,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;per comprarmi&lt;/em&gt; &lt;em&gt;un futuro di oblio,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;e violentai i miei ricordi:&lt;br /&gt;lucidi armi &lt;/em&gt;&lt;em&gt;di fattura unica &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;sostituirono merci invendute,&lt;br /&gt;combattimenti gloriosi furono cantati&lt;br /&gt;al posto di massacri ingiustificati,&lt;br /&gt;le avide menti furono sostituite&lt;/em&gt; &lt;em&gt;da dei maestosi:&lt;br /&gt;e fu gloria per entrambi,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;per il poeta e per l’eroe,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;che di nuovo,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;beffarda catarsi,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ingannava &lt;/em&gt;&lt;em&gt;ed era ingannato.&lt;br /&gt;Il pubblicò impazzì,&lt;br /&gt;nel vedere riflessa nella gloria&lt;br /&gt;la propria vita di tutti i giorni&lt;br /&gt;tinte preziose su un intonaco squallido. &lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;Il successo fu così grande &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;che inventai il seguito,&lt;br /&gt;il viaggio fantastico:&lt;br /&gt;e così le donne dei pescatori&lt;br /&gt;divennero le sirene,&lt;br /&gt;un vecchio re il feroce polifemo,&lt;br /&gt;ingenui isolani i lestrigoni&lt;br /&gt;banali compravendite gesti d’astuzia; .&lt;br /&gt;le avide menti pagarono bene l’illusione collettiva:&lt;br /&gt;e fui famoso, molti dissero che avrei varcato i secoli,&lt;br /&gt;io Ulisse, figlio di........... (non voglio macchiare il nome di mio padre)&lt;br /&gt;che avevo varcato tutti i mari,&lt;br /&gt;con l&#39;inganno e con la fantasia.&lt;/em&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/feeds/5972675232275945080/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1875042719990343933/5972675232275945080' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/5972675232275945080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/5972675232275945080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/2008/07/altri-ricordi.html' title='Ricordi di viaggio'/><author><name>fabri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01508136547015360753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1875042719990343933.post-6950791434044530331</id><published>2008-07-24T01:00:00.000-07:00</published><updated>2008-08-31T02:57:31.601-07:00</updated><title type='text'>Incontri di viaggio.</title><content type='html'>&lt;em&gt;Guarda Colombo &lt;/em&gt;&lt;em&gt;che vola sulle onde,&lt;br /&gt;sulla rotta decisiva,&lt;br /&gt;a scoprire il continente che non battezzerà,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;che porterà vite e guerre,&lt;br /&gt;i Kennedy e gli Allende,&lt;br /&gt;il petrolio e il tabacco,&lt;br /&gt;sogni infranti &lt;/em&gt;&lt;em&gt;di regni e di uguaglianza,&lt;br /&gt;il libertator e i conquistadores,&lt;br /&gt;la terra del fuoco e N.Y:&lt;br /&gt;lui lo lambirà soltanto, &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;lo traviserà,&lt;br /&gt;portato dalla Santa Maria,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;benedetta da vescovi, condotta da galeotti.&lt;br /&gt;Guarda l’altro legno &lt;/em&gt;&lt;em&gt;che si accosta&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;nello sciabordare &lt;/em&gt;&lt;em&gt;della storia,&lt;br /&gt;non chiedere perché,&lt;/em&gt; &lt;em&gt;non come,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ma osservalo&lt;br /&gt;stinto da mille tempeste, &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;dalla fatica&lt;/em&gt; &lt;em&gt;di avanzare:&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;gli equipaggi dormono, &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;sognano la casa,&lt;br /&gt;le mogli belle e desiderate,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;e forse pensano di incontrarsi,&lt;br /&gt;così come l’ammiraglio e il guerriero astuto,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;gli occhi dell’uno in quelli dell’altro.&lt;br /&gt;“ chi siete?” chiede C.&lt;br /&gt;“ chi sono io?&quot; risponde U. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&quot;Se ti rispondo, scoprirai chi sei tu: &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;vengo da lontano, &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;da glorie passate, &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;non so più se vissute &lt;/em&gt;&lt;em&gt;o i&lt;/em&gt;&lt;em&gt;nventate,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;non più importa,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;già vecchio decisi di andare,&lt;br /&gt;avidi menti &lt;/em&gt;&lt;em&gt;volevano &lt;/em&gt;&lt;em&gt;ancora &lt;/em&gt;&lt;em&gt;sfruttarmi,&lt;br /&gt;le rifiutai, &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;rinnegai&lt;/em&gt; &lt;em&gt;finalmente l&#39;astuto poeta,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;partii con pochi compagni,&lt;br /&gt;e ora navigo, navigo..&lt;/em&gt;&lt;em&gt;”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“ cosa ti spinge,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; ti strappa dagli ultimi tramonti di quiete?”&lt;br /&gt;“ A tre dee sacrifico nella mia vecchiaia:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;alla lotta, &lt;/em&gt;&lt;em&gt;alla ricerca, alla costanza:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;superare il limite è la mia meta,&lt;br /&gt;è una spallata contro il muro dell&#39;apatia,&lt;br /&gt;è una vittoria che si tramuta in sconfitta,&lt;br /&gt;ma che per quanto poco duri ti dà sollievo”&lt;br /&gt;“Io cerco un’isola, al mio viaggio anche&lt;/em&gt; &lt;em&gt;sono interessate &lt;/em&gt;&lt;em&gt;regali menti, &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ma non me ne preoccupo.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;Ormai troppo&lt;/em&gt; &lt;em&gt;angusto,&lt;/em&gt; &lt;em&gt;soffocato&lt;/em&gt; &lt;em&gt;dal passato&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;è il Mediterraneo,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ogni sua onda&lt;/em&gt; è &lt;em&gt;inquinata &lt;/em&gt;&lt;em&gt;dalla storia:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;cerco nuove vie, una nuova speranza, &lt;/em&gt;&lt;em&gt;nuovi orizzonti,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;l&#39;assenza di limiti&lt;/em&gt; &lt;em&gt;per tutti,&lt;br /&gt;per questi uomini dell’equipaggio, costretti a remare,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;loro pensano verso il nulla,&lt;br /&gt;e a volte penso che la ragione fatichi con loro….”&lt;br /&gt;U. “ solo se lo pensi &lt;/em&gt;&lt;em&gt;poi trovi il nulla...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;I&lt;/em&gt;&lt;em&gt;o credo in terre forse abitate,&lt;br /&gt;magari libere da uomini, &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;che ci aspettano:&lt;br /&gt;forse noi non le vedremo,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;cadremo prima nel tentativo, &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ma se non ci provassimo&lt;br /&gt;non saremmo uomini, &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ma tavole di legno incosapevoli,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di cui il mare fa ciò che vuole..&quot;&lt;br /&gt;“hai ragione, continuerò, insisterò:&lt;br /&gt;forse  ho capito, seguirò il vento&lt;br /&gt;che viene dall’Europa, che porta credo all’asia, al Katai,… &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;e invece la tua rotta?”&lt;br /&gt;“ io andrò verso l’africa,&lt;br /&gt;dove sono i leoni,&lt;br /&gt;dove sono arrivati in pochi e  pochi sono tornati&lt;br /&gt;ho saputo che c’è un’alta montagna,&lt;br /&gt;lì mi dirigerò…..”&lt;/em&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/feeds/6950791434044530331/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1875042719990343933/6950791434044530331' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/6950791434044530331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/6950791434044530331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/2008/07/incontri-di-viaggio.html' title='Incontri di viaggio.'/><author><name>fabri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01508136547015360753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1875042719990343933.post-5877955002196489340</id><published>2008-07-20T02:44:00.000-07:00</published><updated>2008-08-31T02:57:47.893-07:00</updated><title type='text'>Stamattina</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-family:georgia;&quot;&gt;Sfuggito al vuoto,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;che ancora mi seduce languido,&lt;br /&gt;lo scaccio&lt;br /&gt;col caffè fumante del tuo sorriso&lt;/em&gt;.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/feeds/5877955002196489340/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1875042719990343933/5877955002196489340' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/5877955002196489340'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/5877955002196489340'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/2008/07/stamattina.html' title='Stamattina'/><author><name>fabri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01508136547015360753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1875042719990343933.post-9219359355411450267</id><published>2008-07-20T01:09:00.000-07:00</published><updated>2008-08-31T02:58:03.873-07:00</updated><title type='text'>Ieri sera</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-family:georgia;&quot;&gt;In equilibrio sulla&lt;/span&gt; tensione,&lt;br /&gt;frenando la volontà di cadere&lt;br /&gt;aggrappato ai tuoi occhi&lt;br /&gt;annaspo alla ricerca&lt;br /&gt;di ciò che dispero di non afferrare.&lt;/em&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/feeds/9219359355411450267/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1875042719990343933/9219359355411450267' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/9219359355411450267'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/9219359355411450267'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/2008/07/stasera.html' title='Ieri sera'/><author><name>fabri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01508136547015360753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1875042719990343933.post-5023912294173761414</id><published>2008-07-18T23:59:00.000-07:00</published><updated>2008-09-25T07:20:38.366-07:00</updated><title type='text'>Estate.</title><content type='html'>&lt;em&gt;Lunghi pomeriggi &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;diluiti all&#39;ombra di porose certezze rinfrescanti,&lt;br /&gt;sospesi fra pulviscolari punti interrogativi.&lt;br /&gt;Il caldo che ti respinge è la vita che sprechi:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;vanamente la insegui olte le porte a vetro che tagliano l&#39;aria,&lt;br /&gt;il pedaggio da pagare per il gelo del supermercato&lt;br /&gt;è il sorriso dimenticato del sole che ti insegue.&lt;/em&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/feeds/5023912294173761414/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/1875042719990343933/5023912294173761414' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/5023912294173761414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1875042719990343933/posts/default/5023912294173761414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://wastepromisedland.blogspot.com/2008/07/estate.html' title='Estate.'/><author><name>fabri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01508136547015360753</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>