<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2917135206050801680</id><updated>2024-08-31T07:24:51.132+02:00</updated><category term="Riflessioni"/><category term="Scritti"/><category term="Uomini"/><category term="Italia"/><category term="Poesie"/><category term="Essere"/><category term="Vita"/><category term="democrazia"/><category term="Crisi Economica Indotta"/><category term="Musica"/><category term="Stato"/><category term="Politica"/><category term="Tempo"/><category term="1984"/><category term="Carmelo Bene"/><category term="Dittatura"/><category term="Riflessioni controllate"/><category term="Storia"/><category term="Sulla guerra"/><category term="TV"/><category term="Fuori Categoria"/><category term="GNU/Linux"/><category term="Il primo post 12/04/2011"/><category term="Iniziative"/><category term="Internet"/><category term="Software Libero"/><category term="Spazio"/><title type='text'>tempo spazio poesia</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default?redirect=false'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false'/><author><name>sR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15243588155905578331</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>61</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2917135206050801680.post-4782664516860524354</id><published>2014-06-01T15:21:00.000+02:00</published><updated>2014-06-01T23:24:36.452+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Riflessioni"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Scritti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Uomini"/><title type='text'>Questa è acqua, questa è acqua</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhWzvxpA6Lfflm3MQRobfqPc_cKGLogH8n5ECiFBemHsEekDdD-Lfh5AoejozXnGyGNN3auyEnzP1i85VI6IFMtjtV2AynT4iG9luIMi-pdu_FBanu6WeczxMVuOOQ7AFO0A8vPw8WW4mM/s1600/Davidfosterwallace.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhWzvxpA6Lfflm3MQRobfqPc_cKGLogH8n5ECiFBemHsEekDdD-Lfh5AoejozXnGyGNN3auyEnzP1i85VI6IFMtjtV2AynT4iG9luIMi-pdu_FBanu6WeczxMVuOOQ7AFO0A8vPw8WW4mM/s1600/Davidfosterwallace.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Molti hanno celebrato il discorso di Steve Jobs a Stanford. Pace all&#39;anima sua ma io preferisco il discorso di David Foster Wallace ai neo-laureati del Kenyon College.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Buona lettura.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
«Un saluto a tutti e le mie congratulazioni alla classe 2005 dei laureati del Kenyon college.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
Ci sono due giovani pesci che nuotano uno vicino all’altro e incontrano un pesce più anziano che, nuotando in direzione opposta, fa loro un cenno di saluto e poi dice “Buongiorno ragazzi. Com’è l’acqua?” I due giovani pesci continuano a nuotare per un po’, e poi uno dei due guarda l’altro e gli chiede “ma cosa diavolo è l’acqua?” È una caratteristica comune ai discorsi nelle cerimonie di consegna dei diplomi negli Stati Uniti di presentare delle storielle in forma di piccoli apologhi istruttivi. La storia è forse una delle migliori, tra le meno stupidamente convenzionali nel genere, ma se vi state preoccupando che io pensi di presentarmi qui come il vecchio pesce saggio, spiegando cosa sia l’acqua a voi giovani pesci, beh, vi prego, non fatelo. Non sono il vecchio pesce saggio. Il succo della storia dei pesci è solamente che spesso le più ovvie e importanti realtà sono quelle più difficili da vedere e di cui parlare. Espresso in linguaggio ordinario, naturalmente diventa subito un banale luogo comune, ma il fatto è che nella trincea quotidiana in cui si svolge l’esistenza degli adulti, i banali luoghi comuni possono essere questioni di vita o di morte, o meglio, è questo ciò che vorrei cercare di farvi capire in questa piacevole mattinata di sole.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
Chiaramente, l’esigenza principale in discorsi come questo è che si suppone vi parli del significato della vostra educazione umanistica, e provi a spiegarvi perché il diploma che state per ricevere ha un effettivo valore sul piano umano e non soltanto su quello puramente materiale. Per questo, lasciatemi esaminare il più diffuso stereotipo nei discorsi fatti a questo tipo di cerimonie, ossia che che la vostra educazione umanistica non consista tanto “nel fornirvi delle conoscenze”, quanto “nell’insegnarvi a pensare”.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
Se siete come me quando ero studente, non vi sarà mai piaciuto ascoltare questo genere di cose, e avrete tendenza a sentirvi un po’ insultati dall’affermazione che dobbiate aver bisogno di qualcuno per insegnarvi a pensare, poiché il fatto stesso che siete stati ammessi a frequentare un college così prestigioso vi sembra una dimostrazione del fatto che già sapete pensare. Ma vorrei convincervi che lo stereotipo dell’educazione umanistica in realtà non è per nulla offensivo, perché la vera educazione a pensare, che si pensa si debba riuscire ad avere in un posto come questo, non riguarda affatto la capacità di pensare, ma piuttosto la scelta di cosa pensare. Se la vostra assoluta libertà di scelta su cosa pensare vi sembrasse troppo ovvia per perdere del tempo a discuterne, allora vorrei chiedervi di pensare al pesce e all’acqua, e a mettere tra parentesi anche solo per pochi minuti il vostro scetticismo circa il valore di ciò che è completamente ovvio.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
Ecco un’altra piccola storia istruttiva. Ci sono due tizi che siedono insieme al bar in un posto sperduto e selvaggio in Alaska. Uno dei due tizi è credente, l’altro è ateo, e stanno discutendo sull’esistenza di Dio, con quell’intensità particolare che si stabilisce più o meno dopo la quarta birra. E l’ateo dice: “Guarda, non è che non abbia ragioni per non credere. Ho avuto anche io a che fare con quella roba di Dio e della preghiera. Proprio un mese fa mi sono trovato lontano dal campo in una terribile tormenta, e mi ero completamente perso e non riuscivo a vedere nulla, e facevano 45 gradi sotto zero, e così ho provato: mi sono buttato in ginocchio nella neve e ho urlato ‘Oh Dio, se c’è un Dio, mi sono perso nella tormenta, e morirò tra poco se tu non mi aiuterai’.” E a questo punto, nel bar, il credente guarda l’ateo con aria perplessa “Bene, allora adesso dovrai credere” dice, “sei o non sei ancora vivo?” E l’ateo, alzando gli occhi al cielo “Ma no, è successo invece che una coppia di eschimesi, che passava di lì per caso, mi ha indicato la strada per tornare al campo.”&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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È facile interpretare questa storiella con gli strumenti tipici dell’analisi umanistica: la stessa precisa esperienza può avere due significati totalmente diversi per due persone diverse, avendo queste persone due diversi sistemi di credenze e due diversi modi di ricostruire il significato dall’esperienza. Poiché siamo convinti del valore della tolleranza e della varietà delle convinzioni, in nessun modo la nostra analisi umanistica vorrà affermare che l’interpretazione di uno dei due tizi sia giusta a quella dell’altro falsa o cattiva. E questo va anche bene, tranne per il fatto che in questo modo non si riesce mai a discutere da dove abbiano origine questi schemi e credenze individuali. Voglio dire, da dove essi vengano dall&#39;interno dei due tizi. Come se l’orientamento fondamentale verso il mondo di una persona e il significato della sua esperienza fossero in qualche modo intrinseci e difficilmente modificabili, come l’altezza o il numero di scarpe, o automaticamente assorbiti dal contesto culturale, come il linguaggio. Come se il modo in cui noi costruiamo il significato non fosse in realtà un fatto personale, frutto di una scelta intenzionale. Inoltre, c’è anche il problema dell’arroganza. Il tizio non credente è totalmente certo nel suo rifiuto della possibilità che il passaggio degli eschimesi abbia qualche cosa a che fare con la sua preghiera. Certo, ci sono un sacco di credenti che appaiono arroganti e anche alcune delle loro interpretazioni. E sono probabilmente anche peggio degli atei, almeno per molti di noi. Ma il problema del credente dogmatico è esattamente uguale a quello del non credente: una certezza cieca, una mentalità chiusa che equivale a un imprigionamento così totale che il prigioniero non si accorge nemmeno di essere rinchiuso.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
Il punto che vorrei sottolineare qui è che credo che questo sia una parte di ciò che vuole realmente significare insegnarmi a pensare. A essere un po’ meno arrogante. Ad avere anche solo un po’ di coscienza critica su di me e le mie certezze. Perché una larga percentuale di cose sulle quali tendo a essere automaticamente certo risulta essere totalmente sbagliata e deludente. Ho imparato questo da solo e a mie spese, e così immagino sarà per voi una volta laureati.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
Ecco un esempio della totale falsità di qualche cosa su cui tendo ad essere automaticamente sicuro: nella mia esperienza immediata, tutto tende a confermare la mia profonda convinzione che io sia il centro assoluto dell’universo, la più reale e vivida e importante persona che esista. Raramente pensiamo a questa specie di naturale, fondamentale egocentrismo, perché è qualche cosa di socialmente odioso. Ma in effetti è lo stesso per tutti noi. È la nostra configurazione di base, codificata nei nostri circuiti fin dalla nascita. Pensateci: non c’è nessuna esperienza che abbiate fatto di cui non ne siate il centro assoluto. Il mondo, così come voi lo conoscete, è lì davanti a VOI o dietro di VOI, o alla VOSTRA sinistra o alla VOSTRA destra, sulla VOSTRA TV o sul VOSTRO schermo. E così via. I pensieri e i sentimenti delle altre persone devono esservi comunicati in qualche modo, ma i vostri sono così immediati, urgenti, reali.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
Adesso vi prego di non pensare che io voglia farvi una lezione sulla compassione o la sincerità o altre cosiddette “virtù”. Il problema non è la virtù. Il problema è di scegliere di fare il lavoro di adattarsi e affrancarsi dalla configurazione di base, naturale e codificata in noi, che ci fa essere profondamente e letteralmente centrati su noi stessi, e ci fa vedere e interpretare ogni cosa attraverso questa lente del sé. Le persone che riescono ad adattare la loro configurazione di base sono spesso descritti come “ben adattati”, che credo non sia un termine casuale. Considerando la trionfale cornice accademica in cui siamo, viene spontaneo porsi il problema di quanto di questo lavoro di autoregolazione della nostra configurazione di base coinvolga conoscenze effettive e il nostro stesso intelletto. Questo problema è veramente molto complicato. Probabilmente la più pericolosa conseguenza di un’educazione accademica, almeno nel mio caso, è che ha permesso di svilupparmi verso della roba super-intellettualizzata, di perdermi in argomenti astratti dentro la mia testa e, invece di fare semplicemente attenzione a ciò che mi capita sotto al naso, fare solo attenzione a ciò che capita dentro di me. Come saprete già da un pezzo, è molto difficile rimanere consapevoli e attenti, invece di lasciarsi ipnotizzare dal monologo costante all’interno della vostra testa (potrebbe anche stare succedendo in questo momento). Vent’anni dopo essermi laureato, sono riuscito lentamente a capire che lo stereotipo dell’educazione umanistica che vi “insegna a pensare” è in realtà solo un modo sintetico per esprimere un’idea molto più significativa e profonda: “imparare a pensare” vuol dire in effetti imparare a esercitare un qualche controllo su come e cosa pensi. Significa anche essere abbastanza consapevoli e coscienti per scegliere a cosa prestare attenzione e come dare un senso all’esperienza. Perché, se non potrete esercitare questo tipo di scelta nella vostra vita adulta, allora sarete veramente nei guai. Pensate al vecchio luogo comune della “mente come ottimo servitore, ma pessimo padrone”. Questo, come molti luoghi comuni, così inadeguati e poco entusiasmanti in superficie, in realtà esprime una grande e terribile verità. Non a caso gli adulti che si suicidano con armi da fuoco quasi sempre si sparano alla testa. Sparano al loro pessimo padrone. E la verità è che molte di queste persone sono in effetti già morte molto prima di aver premuto il grilletto.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
E vi dico anche quale dovrebbe essere l’obiettivo reale su cui si dovrebbe fondare la vostra educazione umanistica: come evitare di passare la vostra confortevole, prosperosa, rispettabile vita adulta, come dei morti, incoscienti, schiavi delle vostre teste e della vostra solita configurazione di base per cui “in ogni momento” siete unicamente, completamente, imperiosamente soli. Questo potrebbe suonarvi come un’iperbole o un’astrazione senza senso. Cerchiamo di essere concreti. Il fatto puro e semplice è che voi laureati non avete ancora nessuna idea di cosa “in ogni momento” significhi veramente. Questo perché nessuno parla mai, in queste cerimonie delle lauree, di una grossa parte della vita adulta americana. Questa parte include la noia, la routine e la meschina frustrazione. I genitori e i più anziani tra di voi sapranno anche troppo bene di cosa sto parlando.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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Tanto per fare un esempio, prendiamo una tipica giornata da adulto, e voi che vi svegliate la mattina, andate al vostro impegnativo lavoro da colletto-bianco-laureato-all’università, e lavorate duro per otto o dieci ore, fino a che, alla fine della giornata, siete stanchi e anche un po’ stressati e tutto ciò che vorreste sarebbe di tornarvene casa, godervi una bella cenetta e forse rilassarvi un po’ per un’oretta, per poi ficcarvi presto nel vostro letto perché, evidentemente, dovrete svegliarvi presto il giorno dopo per ricominciare tutto da capo. Ma, a questo punto, vi ricordate che non avete nulla da mangiare a casa. Non avete avuto tempo di fare la spesa questa settimana a causa del vostro lavoro così impegnativo, per cui, uscendo dal lavoro, dovete mettervi in macchina e guidare fino al supermercato. È l’ora di punta e il traffico è parecchio intenso. Per cui per arrivare al supermercato ci mettete moltissimo tempo, e quando finalmente arrivate, lo trovate pieno di gente, perché naturalmente è proprio il momento del giorno in cui tutti quelli che lavorano come voi cercano di sgusciare in qualche negozio di alimentari. E il supermercato è disgustosamente illuminato e riempito con della musica di sottofondo abbrutente o del pop commerciale, ed è proprio l’ultimo posto in cui vorreste essere, ma non potete entrare e uscire rapidamente, vi tocca vagare su e giù tra le corsie caotiche di questo enorme negozio super-illuminato per trovare la roba che volete e dovete manovrare con il vostro carrello scassato nel mezzo delle altre persone, anche loro stanche e di fretta come voi, con i loro carrelli (eccetera, eccetera, ci do un taglio poiché è una cerimonia piuttosto lunga) e alla fine riuscite a raccogliere tutti gli ingredienti della vostra cena, e scoprite che non ci sono abbastanza casse aperte per pagare, anche se è l’ora-di-punta-di-fine-giornata. Cosi la fila per pagare è incredibilmente lunga, che è una cosa stupida e che vi fa arrabbiare. Ma voi non potete sfogare la vostra frustrazione sulla povera signorina tutta agitata alla cassa, che è superstressata da un lavoro la cui noia quotidiana e insensatezza supera l’immaginazione di ognuno di noi qui in questa prestigiosa Università.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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Ma in ogni modo, finalmente arrivate in fondo a questa fila, pagate per il vostro cibo, e vi viene detto “buona giornata” con una voce che è proprio la voce dell’oltretomba. Quindi dovete portare quelle orrende, sottili buste di plastica del supermercato nel vostro carrello con una ruota impazzita che spinge in modo esasperante verso sinistra, di nuovo attraverso il parcheggio affollato, pieno di buche e di rifiuti, e guidare verso casa di nuovo attraverso il traffico dell’ora di punta, lento, intenso, pieno di SUV, ecc.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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A tutti noi questo è capitato, certamente. Ma non è ancora diventato parte della routine della vostra vita effettiva di laureati, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, anno dopo anno. Ma lo sarà. E inoltre ci saranno tante altre routine apparentemente insignificanti, noiose e fastidiose. Ma non è questo il punto. Il punto è che è proprio con stronzate meschine e frustranti come questa che interviene la possibilità di scelta. Perché il traffico e le corsie affollate del supermercato e la lunga coda alla cassa mi danno il tempo di pensare, e se io non decido in modo meditato su come pensare e a cosa prestare attenzione, sarò incazzato e infelice ogni volta che andrò a fare la spesa. Perché la mia naturale configurazione di base è la certezza che situazioni come questa riguardino solo me. La MIA fame e la MIA stanchezza e il MIO desiderio di andarmene a casa, e mi sembrerà che ogni altra persona al mondo stia lì ad ostacolarmi. E chi sono poi queste persone che mi ostacolano? E guardate come molti di loro sono repellenti, e come sembrano stupidi e bovini e con gli occhi spenti e non-umani nella coda alla cassa, o anche come è fastidioso e volgare che le persone stiano tutto il tempo a urlare nei loro cellulari mentre sono nel mezzo della fila. E guardate quanto tutto ciò sia profondamente e personalmente ingiusto.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
Oppure, se la mia configurazione di base è più vicina alla coscienza sociale e umanistica, posso passare un bel po’ di tempo nel traffico di fine giornata a essere disgustato da tutti quei grossi, stupidi SUV e Hummers e furgoni con motori a 12 valvole, che bloccano la strada e consumano il loro costoso, egoistico serbatoio da 40 galloni di benzina, e posso anche soffermarmi sul fatto che gli adesivi patriottici e religiosi sembrano essere sempre sui veicoli più grandi e più disgustosamente egoisti, guidati dai più brutti, più incoscienti e aggressivi dei guidatori. (Attenzione, questo è un esempio di come NON bisogna pensare…) E posso pensare che i figli dei nostri figli ci disprezzeranno per aver sprecato tutto il carburante del futuro e avere probabilmente fottuto il clima, e che noi tutti siamo viziati e stupidi ed egoisti e ripugnanti, e che la moderna civiltà dei consumi faccia proprio schifo, e così via.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
Avete capito l’idea.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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Se scelgo di pensare in questo modo in un supermercato o sulla superstrada, va bene. Un sacco di noi lo fanno. Tranne che il fatto di pensare in questo modo diventa nel tempo così facile e automatico che non è più nemmeno una vera scelta. Diventa la mia configurazione di base. È questa la modalità automatica in cui vivo le parti noiose, frustranti, affollate della mia vita da adulto, quando sto operando all’interno della convinzione automatica e inconscia di essere il centro del mondo, e che i miei bisogni e i miei sentimenti prossimi sono ciò che determina le priorità del mondo intero.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
In realtà, naturalmente, ci sono molti modi diversi di pensare in questo tipo di situazioni. Nel traffico, con tutte queste macchine ferme e immobili davanti a me, non è impossibile che una delle persone nei SUV abbia avuto un orribile incidente d’auto nel passato, e adesso sia cosi terrorizzata dal guidare che il suo terapista le ha ordinato di prendere un grosso e pesante SUV, così che possa sentirsi abbastanza sicura quando guida. O che quell’Hummer che mi ha appena tagliato la strada sia forse guidato da un padre il cui figlio piccolo è ferito o malato nel sedile accanto a lui, e stia cercando di portarlo in ospedale, ed abbia quindi legittimamente molto più fretta di me: in effetti sono io che blocco la SUA strada.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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Oppure posso sforzarmi di considerare la possibilità che tutti gli altri nella fila alla cassa del supermercato siano stanchi e frustrati come lo sono io, e che alcune di queste persone probabilmente abbiano una vita molto più dura, noiosa e dolorosa della mia.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
Di nuovo, vi prego di non pensare che vi stia dando dei consigli morali, o vi stia dicendo che dovreste pensare in questo modo, o che qualcuno si aspetta da voi che lo facciate. Perché è difficile. Richiede volontà e fatica, e se voi siete come me, in certi giorni non sarete capaci di farlo, o più semplicemente non ne avrete voglia.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
Ma molte altre volte, se sarete abbastanza coscienti da darvi la possibilità di scegliere, voi potrete scegliere di guardare in un altro modo a questa grassa signora super-truccata e con gli occhi spenti che ha appena sgridato il suo bambino nella coda alla cassa. Forse non è sempre così. Forse è stata sveglia per tre notti di seguito tenendo la mano del marito che sta morendo di un cancro alle ossa. O forse questa signora è l’impiegata meno pagata della motorizzazione, che proprio ieri ha aiutato vostra moglie a risolvere un orribile e snervante problema burocratico con alcuni piccoli atti di gentilezza amministrativa.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
Va bene, nessuno di questi casi è molto probabile, ma non è nemmeno completamente impossibile. Dipende da cosa volete considerare. Se siete automaticamente sicuri di sapere cos’è la realtà, e state operando sulla base della vostra configurazione di base, allora voi, come me, probabilmente non avrete voglia di considerare possibilità che non siano fastidiose e deprimenti. Ma se imparate realmente a concentrarvi, allora saprete che ci sono altre opzioni possibili. Avrete il potere di vivere una lenta, calda, affollata esperienza da inferno del consumatore, e renderla non soltanto significativa, ma anche sacra, ispirata dalle stesse forze che formano le stelle: amore, amicizia, la mistica unità di tutte le cose fuse insieme. Non che la roba mistica sia necessariamente vera. La sola cosa che è Vera con la V maiuscola è che sta a voi decidere di vederlo o meno.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
Questa, credo, sia la libertà data da una vera educazione, di poter imparare ad essere “ben adattati”. Voi potrete decidere con coscienza che cosa ha significato e che cosa non lo ha. Potrete scegliere in cosa volete credere. Ed ecco un’altra cosa che può sembrare strana, ma che è vera: nella trincea quotidiana in cui si svolge l’esistenza degli adulti non c’è posto per una cosa come l’ateismo. Non è possibile non adorare qualche cosa. Tutti credono. La sola scelta che abbiamo è su che cosa adorare. E forse la più convincente ragione per scegliere qualche sorta di dio o una cosa di tipo spirituale da adorare – sia essa Gesù Cristo o Allah, sia che abbiate fede in Geova o nella Santa Madre Wicca, o nelle Quattro Nobili Verità, o in qualche inviolabile insieme di principi etici – è che praticamente qualsiasi altra cosa in cui crederete finirà per mangiarvi vivo. Se adorerete il denaro o le cose, se a queste cose affiderete il vero significato della vita, allora vi sembrerà di non averne mai abbastanza. È questa la verità. Adorate il vostro corpo e la bellezza e l’attrazione sessuale e vi sentirete sempre brutti. E quando i segni del tempo e dell’età si cominceranno a mostrare, voi morirete un milione di volte prima che abbiano ragione di voi. Ad un certo livello tutti sanno queste cose. Sono state codificate in miti, proverbi, luoghi comuni, epigrammi, parabole, sono la struttura di ogni grande racconto. Il trucco sta tutto nel tenere ben presente questa verità nella coscienza quotidiana. Adorate il potere, e finirete per sentirvi deboli e impauriti, e avrete bisogno di avere sempre più potere sugli altri per rendervi insensibili alle vostre proprie paure. Adorate il vostro intelletto, cercate di essere considerati intelligenti, e finirete per sentirvi stupidi, degli impostori, sempre sul punto di essere scoperti.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
Ma la cosa insidiosa di queste forme di adorazione non è che siano cattive o peccaminose, è che sono inconsce. Sono la configurazione di base. Sono forme di adorazione in cui scivolate lentamente, giorno dopo giorno, diventando sempre più selettivi su quello che volete vedere e su come lo valutate, senza essere mai pienamente consci di quello che state facendo.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
E il cosiddetto “mondo reale” non vi scoraggerà dall’operare con la configurazione di base, poiché il cosiddetto “mondo reale” degli uomini e del denaro e del potere canticchia allegramente sul bordo di una pozza di paura e rabbia e frustrazione e desiderio e adorazione di sé. La cultura contemporanea ha imbrigliato queste forze in modo da produrre una ricchezza straordinaria e comodità e libertà personale. La libertà di essere tutti dei signori di minuscoli regni grandi come il nostro cranio, soli al centro del creato. Questo tipo di libertà ha molti lati positivi. Ma naturalmente vi sono molti altri tipi di libertà, e del tipo che è il più prezioso di tutti, voi non sentirete proprio parlare nel grande mondo esterno del volere, dell’ottenere e del mostrarsi. La libertà del tipo più importante richiede attenzione e consapevolezza e disciplina, e di essere veramente capaci di interessarsi ad altre persone e a sacrificarsi per loro più e più volte ogni giorno in una miriade di modi insignificanti e poco attraenti. Questa è la vera libertà. Questo è essere istruiti e capire come si pensa. L’alternativa è l’incoscienza, la configurazione di base, la corsa al successo, il senso costante e lancinante di aver avuto, e perso, qualcosa di infinito.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
Lo so che questa roba probabilmente non vi sembrerà molto divertente o ispirata, come un discorso per questo di genere di cerimonie dovrebbe sembrare. In questo consiste però, per come la vedo io, la Verità con la V maiuscola, scrostata da un sacco di stronzate retoriche. Certamente, siete liberi di pensare quello che volete di tutto questo. Ma per favore non scartatelo come se fosse una sermone ammonitorio alla Dr. Laura. Niente di questa roba è sulla morale o la religione o il dogma o sul grande problema della vita dopo la morte. La Verità con la V maiuscola è sulla vita PRIMA della morte. È sul valore reale di una vera istruzione, che non ha quasi nulla a che spartire con la conoscenza e molto a che fare con la semplice consapevolezza, consapevolezza di cosa è reale ed essenziale, ben nascosto, ma in piena vista davanti a noi, in ogni momento, per cui non dobbiamo smettere di ricordarci più e più volte: “Questa è acqua, questa è acqua.”&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhYJcTW3QB3_hhJWGI7mP4C4SrUeSdcmQhuFTSWhU-SkptuTbZzt6tohOPHJvC57SfOvOWWjMROkdatq0brY2SZWdlwIcmkii_kEalil2QAE4t2MXRDrKe1rsG1UBKnXIMISoZWeJFI5zY/s1600/swartz-william-water-drop-and-splash.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhYJcTW3QB3_hhJWGI7mP4C4SrUeSdcmQhuFTSWhU-SkptuTbZzt6tohOPHJvC57SfOvOWWjMROkdatq0brY2SZWdlwIcmkii_kEalil2QAE4t2MXRDrKe1rsG1UBKnXIMISoZWeJFI5zY/s320/swartz-william-water-drop-and-splash.jpg&quot; height=&quot;320&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
È straordinariamente difficile da fare, rimanere coscienti e consapevoli nel mondo adulto, in ogni momento. Questo vuol dire che anche un altro dei grandi luoghi comuni finisce per rivelarsi vero: la vostra educazione è realmente un lavoro che dura tutta la vita. E comincia ora.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;
Auguro a tutti una grossa dose di fortuna.»&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/feeds/4782664516860524354/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/2917135206050801680/4782664516860524354' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/4782664516860524354'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/4782664516860524354'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/2011/10/questa-e-acqua-questa-e-acqua.html' title='Questa è acqua, questa è acqua'/><author><name>sR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15243588155905578331</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhWzvxpA6Lfflm3MQRobfqPc_cKGLogH8n5ECiFBemHsEekDdD-Lfh5AoejozXnGyGNN3auyEnzP1i85VI6IFMtjtV2AynT4iG9luIMi-pdu_FBanu6WeczxMVuOOQ7AFO0A8vPw8WW4mM/s72-c/Davidfosterwallace.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2917135206050801680.post-3575057343942956940</id><published>2014-05-14T15:07:00.002+02:00</published><updated>2014-05-14T15:07:49.113+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Riflessioni controllate"/><title type='text'>Accettare ciò che siamo - Riflessioni controllate 2 </title><content type='html'>&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiJHHRKjz0YERzpurU4NrUZyfGg5Ckyete2iMd8PqxxEmVQQsqgmt1Kp1g8G35oDqDOrTGqB0iugdsWSspqYS3wy8_TLMfK2wYLPSJZzFIod48Dmw5rEeHz-gitN8xp6ap10q_YGUbjSUk/s1600/IMG_20130820_175223.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiJHHRKjz0YERzpurU4NrUZyfGg5Ckyete2iMd8PqxxEmVQQsqgmt1Kp1g8G35oDqDOrTGqB0iugdsWSspqYS3wy8_TLMfK2wYLPSJZzFIod48Dmw5rEeHz-gitN8xp6ap10q_YGUbjSUk/s1600/IMG_20130820_175223.jpg&quot; height=&quot;240&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Niente è più difficile che accettare sé stessi.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Max Frisch&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Quante volte siamo stati costretti a guardarci allo specchio e a negare l&#39;evidenza? No, quello lì non sono io: io non sono così, non è vero quello che gli altri dicono di me. E, invece, a poco a poco ci si rende conto che nelle nostre contraddizioni c&#39;è un fondo di verità. Non credo sia un male, anzi è un buon modo per capire che alcune cose fanno parte di noi. Tratti del carattere e della personalità sono passibili di cambiamento.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Un grosso problema si palesa quando per giudicarci utilizziamo criteri e opinioni sociali. Non penso esista niente di meglio e di più utile a un essere umano che il riconoscimento dei suoi tratti fondamentali: è un vero bene riconoscere il proprio egoismo, la propria avarizia, la propria mancanza di umiltà e via discorrendo. Tutto ciò servirà a riflettere meglio la nostra immagine allo specchio.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Questi tratti essenziali, proprio per la loro essenzialità, costituiscono la nostra natura. La saggezza subentra quando si riesce a guardare se stessi con l&#39;occhio dell&#39;osservatore esterno e in questo modo mitigare e valorizzare le proprie defezioni. Nessuno, in definitiva, è perfetto per dirla con l&#39;adagio popolare.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Parlando di perfezione potrei far notare il guscio di quella meravigliosa lumachina. A mio avviso essa racchiude la bellezza e l&#39;armonia dell&#39;intero universo. La spirale che si dipana dal centro del guscio si può trovare agevolmente in natura se solo si hanno occhi per guardare e osservare.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Cosa c&#39;entra una lumaca con l&#39;accettazione di se stessi? Quella lumaca penso abbia colto meglio di chiunque altro un consiglio del poeta romano&amp;nbsp;Aulo Persio Flacco quando afferma che un uomo dovrebbe imparare a vivere con se stesso.&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/feeds/3575057343942956940/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/2917135206050801680/3575057343942956940' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/3575057343942956940'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/3575057343942956940'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/2014/05/accettare-cio-che-siamo-riflessioni.html' title='Accettare ciò che siamo - Riflessioni controllate 2 '/><author><name>sR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15243588155905578331</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiJHHRKjz0YERzpurU4NrUZyfGg5Ckyete2iMd8PqxxEmVQQsqgmt1Kp1g8G35oDqDOrTGqB0iugdsWSspqYS3wy8_TLMfK2wYLPSJZzFIod48Dmw5rEeHz-gitN8xp6ap10q_YGUbjSUk/s72-c/IMG_20130820_175223.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2917135206050801680.post-4772685208255620792</id><published>2014-05-13T11:54:00.002+02:00</published><updated>2014-05-13T11:57:29.168+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Riflessioni controllate"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Tempo"/><title type='text'>Sul tempo - Riflessioni controllate 1</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi0FDyaMYS7K9NghJT4NWVYRH-AGW_zKW_ufL_AfPc4pJeZuMGHsUDT_R7skNTjsqZcAGDvFocvbsMF8HY0H2qQnaERsZGEkD4OOXV_2ZSMFMuZyG1m0A6V3ku8_slJqwt2eczTNexIjMw/s1600/tempo_2784.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi0FDyaMYS7K9NghJT4NWVYRH-AGW_zKW_ufL_AfPc4pJeZuMGHsUDT_R7skNTjsqZcAGDvFocvbsMF8HY0H2qQnaERsZGEkD4OOXV_2ZSMFMuZyG1m0A6V3ku8_slJqwt2eczTNexIjMw/s1600/tempo_2784.jpg&quot; height=&quot;180&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&quot;L&#39;uomo moderno crede di perdere qualcosa - il tempo - quando non fa le cose in fretta; eppure non sa cosa fare del tempo che guadagna, tranne che ammazzarlo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Erich Fromm&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Questo aforisma di Fromm rispecchia bene la condizione dell&#39;uomo moderno occidentale. Penso ci siano ancora uomini che riescono ad affrancarsi dalla dittatura del progresso ma questi sono certamente di altre culture.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Purtroppo il paradigma odierno prevede che il tempo dell&#39;uomo sia dedicato per la maggior parte al lavoro e al sonno: sommando otto ore lavorative e otto ore di sonno più un tre/quattro ore spese tra traffico, alimentazione, cura personale cosa resta da fare nel tempo cosiddetto libero?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Un individuo che non avesse a disposizione del tempo libero da poter dedicare interamente a se stesso non potrebbe dirsi certamente libero. Ma quando anche avesse del tempo a disposizione, se non avesse qualcosa &quot;da fare&quot; si sentirebbe spesso a disagio in compagnia di se stesso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Molti hanno paura di restare da soli dato che non riescono a sopportare il rapporto con la parte più intima, e più estranea direi, di loro stessi. Ecco che l&#39;uomo moderno ha a disposizione una fiumana di distrazioni per ammazzare il tempo libero: smartphone, televisione, shopping ecc. sono ottimi alla funzione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Anche l&#39;uomo più ricco del mondo padrone di questo e di quello potrebbe benissimo non essere padrone della cosa più importante, cioè se stesso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;La noia, questa maltrattata condizione, è messa al bando. Bisogna industriarsi ad&amp;nbsp;ammazzarla&amp;nbsp;con ogni mezzo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Molti poi pensano bene di coltivare le relazioni interpersonali cercando di averne quante più possibile così da poter ovviare in ogni momento alla condizione di esser solo. C&#39;è una canzone dei&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;https://www.youtube.com/watch?v=hKLONjkiL1c&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Placebo intitolata Too Many Friends&lt;/a&gt;&amp;nbsp;che spiega bene cosa voglio dire&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&quot;I&#39;ve got too many friends too many people&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;That I ll never meet, I&#39;ll never be there for&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;I&#39;ll never be there for, &#39;cause I&#39;ll never be there&quot;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&quot;Ho troppi amici, troppa gente&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Che non incontrerò mai, per cui non sarò mai disponibile&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Non ci sarò mai per loro, perchè non sarò lì&quot;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Mi sembra rappresenti anche una buona metafora all&#39;utilizzo di Facebook, ma preferisco non approfondire.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Quindi&amp;nbsp;perché&amp;nbsp;non coltivare se stessi una buona volta, affrontare se stessi in solitudine e imparare a conoscersi per&amp;nbsp;quello che si è davvero e non per quello che gli altri pensano di noi?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Magari un giorno, arrivati per esempio alla famigerata soglia pensionistica (lo so i giovani non ci penseranno a questo) ci si ritroverà troppo tempo per se stessi non scandito più dal tempo da lavoro e cosa succederà? Si entrerà in crisi poiché non si sa cosa fare del tempo guadagnato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Il problema è che il processo relativo all&#39;incontro con se stessi è un processo in divenire, bisogna costruirsi a poco a poco le condizioni per poter essere in grado di poter vivere con se stessi in armonia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;-webkit-text-stroke-width: 0px; color: black; font-family: &#39;Times New Roman&#39;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: auto; text-align: justify; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0px;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Poiché&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;, come ben sapeva Seneca, il tempo è l&#39;unica cosa veramente nostra che la natura ci ha dato e non è vero che non abbiamo tempo è vero invece che ne sprechiamo molto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/feeds/4772685208255620792/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/2917135206050801680/4772685208255620792' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/4772685208255620792'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/4772685208255620792'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/2014/05/sul-tempo-riflessioni-controllate-1.html' title='Sul tempo - Riflessioni controllate 1'/><author><name>sR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15243588155905578331</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi0FDyaMYS7K9NghJT4NWVYRH-AGW_zKW_ufL_AfPc4pJeZuMGHsUDT_R7skNTjsqZcAGDvFocvbsMF8HY0H2qQnaERsZGEkD4OOXV_2ZSMFMuZyG1m0A6V3ku8_slJqwt2eczTNexIjMw/s72-c/tempo_2784.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2917135206050801680.post-2806066862324185292</id><published>2014-05-12T19:20:00.001+02:00</published><updated>2014-05-12T19:20:45.325+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Riflessioni"/><title type='text'>Newborn</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ho abbandonato queste pagine per lungo tempo: non sentivo più necessario condividere il mio viaggio.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Rileggendo alcuni vecchi articoli ho notato quanti cambiamenti avvengono con il tempo anche se alcuni punti fermi permangono sempre.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Poco o nulla è cambiato in Italia. Vedo sempre lo stesso solito nauseante eterno ritorno dell&#39;eguale. Per carità, non che da altre parti se la passino meglio.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L&#39;unica consolazione che si può avere arriva quando si capisce che non serve a molto dannarsi per la situazione esterna quando si dovrebbe far prima, e bene, chiarezza all&#39;interno di noi.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Funziona tutto come l&#39;immagine riflessa nell&#39;acqua, basta un sassolino a far perdere quella nitidezza che non dovrebbe mai mancare.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Cercherò di condividere senza un filo o nesso logico qualunque cosa qui su questo umile spazio.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
In fondo è pur sempre un diario di bordo e mi reputo ancora il Capitano della nave.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Bentrovati a quanti di voi torneranno o a quanti verranno.&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/feeds/2806066862324185292/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/2917135206050801680/2806066862324185292' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/2806066862324185292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/2806066862324185292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/2014/05/newborn.html' title='Newborn'/><author><name>sR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15243588155905578331</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2917135206050801680.post-2472518045226564415</id><published>2013-05-22T12:52:00.001+02:00</published><updated>2013-05-22T12:52:26.150+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Poesie"/><title type='text'>Albero</title><content type='html'>&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhDNWpxB8bNCUNcDSO7j9dYDFTRa7u1jJ7kNaEtBYQAvb8xqE2OT_824k6udQEdZFcKs-jxJgq5EL_dSNx_jonyPOeAfeG-wzr0Q6g4HamI4M9k1z47RtqW-BdSoeNUllVKqTOmb96OfUs/s1600/IMG_20120815_174012.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;240&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhDNWpxB8bNCUNcDSO7j9dYDFTRa7u1jJ7kNaEtBYQAvb8xqE2OT_824k6udQEdZFcKs-jxJgq5EL_dSNx_jonyPOeAfeG-wzr0Q6g4HamI4M9k1z47RtqW-BdSoeNUllVKqTOmb96OfUs/s320/IMG_20120815_174012.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Cedro del Libano, Brockwood Park School, 15 Agosto 2012&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Albero&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ti allunghi verso il cielo&lt;br /&gt;ma non abbandoni mai la terra.&lt;br /&gt;Riesci a vivere senza pensare e&lt;br /&gt;senza dover mai lasciarti andare.&lt;br /&gt;Sei baciato dal sole&lt;br /&gt;e accarezzato dalla pioggia.&lt;br /&gt;Sei scosso dal vento&lt;br /&gt;e ricoperto dalla neve.&lt;br /&gt;Mio vecchio saggio&lt;br /&gt;la tua superiorità morale&lt;br /&gt;ti distingue dall’uomo&lt;br /&gt;che è invidioso della tua forza.&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;﻿&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/feeds/2472518045226564415/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/2917135206050801680/2472518045226564415' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/2472518045226564415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/2472518045226564415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/2013/05/albero.html' title='Albero'/><author><name>sR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15243588155905578331</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhDNWpxB8bNCUNcDSO7j9dYDFTRa7u1jJ7kNaEtBYQAvb8xqE2OT_824k6udQEdZFcKs-jxJgq5EL_dSNx_jonyPOeAfeG-wzr0Q6g4HamI4M9k1z47RtqW-BdSoeNUllVKqTOmb96OfUs/s72-c/IMG_20120815_174012.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2917135206050801680.post-8569636580620087549</id><published>2012-11-21T17:44:00.003+01:00</published><updated>2012-11-21T17:45:33.781+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Poesie"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Sulla guerra"/><title type='text'>Ninna nanna della guerra (War Lullaby) Trilussa</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;object class=&quot;BLOGGER-youtube-video&quot; classid=&quot;clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000&quot; codebase=&quot;http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0&quot; data-thumbnail-src=&quot;http://i.ytimg.com/vi/z0nTJXKY-_o/0.jpg&quot; height=&quot;266&quot; width=&quot;320&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/z0nTJXKY-_o?version=3&amp;f=user_uploads&amp;c=google-webdrive-0&amp;app=youtube_gdata&quot; /&gt;&lt;param name=&quot;bgcolor&quot; value=&quot;#FFFFFF&quot; /&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot; /&gt;&lt;embed width=&quot;320&quot; height=&quot;266&quot;  src=&quot;http://www.youtube.com/v/z0nTJXKY-_o?version=3&amp;f=user_uploads&amp;c=google-webdrive-0&amp;app=youtube_gdata&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
TRILUSSA&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
LA NINNA NANNA DE LA GUERRA&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
(1914) versione integrale&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&amp;nbsp;Ninna nanna, nanna ninna,&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
er pupetto vò la zinna:&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
dormi, dormi, cocco bello,&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
sennò chiamo Farfarello&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
Farfarello e Gujermone&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
che se mette a pecorone,&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
Gujermone e Ceccopeppe&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
che se regge co le zeppe,&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
co le zeppe d&#39;un impero&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
mezzo giallo e mezzo nero.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
Ninna nanna, pija sonno&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
ché se dormi nun vedrai&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
tante infamie e tanti guai&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
che succedeno ner monno&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
fra le spade e li fucili&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
de li popoli civili&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
Ninna nanna, tu nun senti&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
li sospiri e li lamenti&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
de la gente che se scanna&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
per un matto che commanna;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
che se scanna e che s&#39;ammazza&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
a vantaggio de la razza&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
o a vantaggio d&#39;una fede&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
per un Dio che nun se vede,&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
ma che serve da riparo&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
ar Sovrano macellaro.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
Chè quer covo d&#39;assassini&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
che c&#39;insanguina la terra&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
sa benone che la guerra&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
è un gran giro de quatrini&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
che prepara le risorse&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
pe li ladri de le Borse.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
Fa la ninna, cocco bello,&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
finchè dura sto macello:&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
fa la ninna, chè domani&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
rivedremo li sovrani&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
che se scambieno la stima&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
boni amichi come prima.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
So cuggini e fra parenti&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
nun se fanno comprimenti:&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
torneranno più cordiali&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
li rapporti personali.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
E riuniti fra de loro&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
senza l&#39;ombra d&#39;un rimorso,&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
ce faranno un ber discorso&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
su la Pace e sul Lavoro&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
pe quer popolo cojone&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
risparmiato dar cannone!&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/feeds/8569636580620087549/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/2917135206050801680/8569636580620087549' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/8569636580620087549'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/8569636580620087549'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/2012/11/ninna-nanna-della-guerra-war-lullaby.html' title='Ninna nanna della guerra (War Lullaby) Trilussa'/><author><name>sR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15243588155905578331</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2917135206050801680.post-8777639800894697824</id><published>2012-09-19T11:38:00.002+02:00</published><updated>2012-09-19T11:38:29.426+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Musica"/><title type='text'>Tutti morimmo a stento</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
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&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/feeds/8777639800894697824/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/2917135206050801680/8777639800894697824' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/8777639800894697824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/8777639800894697824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/2012/09/tutti-morimmo-stento.html' title='Tutti morimmo a stento'/><author><name>sR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15243588155905578331</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2917135206050801680.post-6781993380557037905</id><published>2012-07-13T11:37:00.005+02:00</published><updated>2012-07-13T11:37:50.699+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="democrazia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Dittatura"/><title type='text'>George Carlin - Il Sogno Americano</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/zMLY7hiEX8g?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&quot;Ma vi dico io una cosa che NON vogliono: non vogliono una popolazione di cittadini capaci di pensiero critico. Non vogliono gente bene informata e istruita capace di pensiero critico&quot;.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/feeds/6781993380557037905/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/2917135206050801680/6781993380557037905' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/6781993380557037905'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/6781993380557037905'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/2012/07/george-carlin-il-sogno-americano.html' title='George Carlin - Il Sogno Americano'/><author><name>sR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15243588155905578331</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2917135206050801680.post-7307986079876169628</id><published>2012-06-09T16:16:00.001+02:00</published><updated>2012-06-09T16:16:16.721+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Essere"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Riflessioni"/><title type='text'>Stereotipi, luoghi comuni e banalità</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhS9hGSenmQ34C_hoRfwwwhTBABUCYscEMbly0HMaxNuTwgliqqPX_43HdhpaNlgxfYVh4Uy2_GQ3gFdgcrg1dC-cl-qugHioa24XS2aGgk1fkeuPHUKtRg2NmiqBec-ESx03khE-pTULE/s1600/linguaggio.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhS9hGSenmQ34C_hoRfwwwhTBABUCYscEMbly0HMaxNuTwgliqqPX_43HdhpaNlgxfYVh4Uy2_GQ3gFdgcrg1dC-cl-qugHioa24XS2aGgk1fkeuPHUKtRg2NmiqBec-ESx03khE-pTULE/s200/linguaggio.JPG&quot; width=&quot;187&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: right;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;Armiamoci e partite.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: right;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;Tipica frase fatta italiana&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: right;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&quot;Se due persone parlano della crescita di una pianta che entrambe conoscono, o del sapore del pane che hanno appena gustato assieme, o di una comune esperienza di lavoro, tale conversazione può essere pertinente, ammesso che esse sentano quello di cui parlano e non vi si dedichino in modo astratto; d&#39;altra parte, una conversazione può svolgersi su temi politici o religiosi, e tuttavia essere banale; ciò si verifica quando le due persone parlano con &lt;em&gt;clichés&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;, quando i loro cuori non partecipano a ciò che dicono. Dovrei a questo punto aggiungere che così come è importante evitare conversazioni banali, è necessario evitare cattive compagnie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Per cattive compagnie non mi riferisco solo a gente cattiva, viziosa o distruttiva; di quelle si dovrebbe evitare la compagnia perché la loro influenza è velenosa e deprimente. Mi riferisco soprattutto alla compagnia di persone amorfe, di gente i cui pensieri e la cui conversazione sono banali; che chiacchera anziché parlare, e che esprime opinioni a clichés invece di pensare. Ma non è sempre possibile evitare la compagnia di simili persone, e neppure necessario. Se non si reagisce nel modo scontato -vale a dire con clichés o banalità- ma direttamente e umanamente, spesso si scoprirà che tali persone muteranno il loro contegno aiutate dalla sorpresa effettuata dallo shock dell&#39;imprevisto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Concentrarsi nei rapporti col prossimo significa soprattutto essere capcaci di ascoltare. La maggior parte delle persone ascolta gli altri, oppure dà consigli, senza ascoltare veramente. Non prende sul serio l&#39;interlocutore. Come risultato la conversazione stanca&quot;. Erich Fromm da&amp;nbsp;&lt;em&gt;L&#39;arte di amare&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Siamo costantemente immersi in pseudo-conversazioni dove ci accontentiamo di botta e risposta vuoti e senza senso in cui non abbiamo bisogno di sforzare un minimo il nostro intelletto con il risultato che le nostre relazioni sono vuote perché non riflettono altro la mancanza che abbiamo dentro.&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Il problema non sono gli altri, siamo noi che non abbiamo a cuore noi stessi e che ci lasciamo coinvolgere in questo circolo vizioso insensato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/feeds/7307986079876169628/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/2917135206050801680/7307986079876169628' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/7307986079876169628'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/7307986079876169628'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/2012/06/stereotipi-luoghi-comuni-e-banalita.html' title='Stereotipi, luoghi comuni e banalità'/><author><name>sR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15243588155905578331</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhS9hGSenmQ34C_hoRfwwwhTBABUCYscEMbly0HMaxNuTwgliqqPX_43HdhpaNlgxfYVh4Uy2_GQ3gFdgcrg1dC-cl-qugHioa24XS2aGgk1fkeuPHUKtRg2NmiqBec-ESx03khE-pTULE/s72-c/linguaggio.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2917135206050801680.post-6549974411537055678</id><published>2012-05-22T10:25:00.001+02:00</published><updated>2012-05-22T10:25:47.944+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="1984"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Stato"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Vita"/><title type='text'>Una società senza paura è come una casa senza fondamenta</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/9k-s3SAlSMM?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;L&#39;ignoranza è forza,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;la guerra è pace,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;la libertà è schiavitù.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;1984, George Orwell&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&quot;Io sono il Ministro della Paura e se non ci fossi io le guerre scoppierebbero inutilmente, le epidemie non avrebbero senso, &lt;u&gt;le bombe esploderebbero senza nessun vantaggio sociale. Io trasformo la paura in ordine e l&#39;ordine è il cardine di ogni società RISPETTABILE. Ah Ah Ah! E soprattutto senza la PAURA non si governa.&quot;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non abbiate paura...è tutto sotto controllo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/feeds/6549974411537055678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/2917135206050801680/6549974411537055678' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/6549974411537055678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/6549974411537055678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/2012/05/una-societa-senza-paura-e-come-una-casa.html' title='Una società senza paura è come una casa senza fondamenta'/><author><name>sR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15243588155905578331</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2917135206050801680.post-9195033975010550558</id><published>2012-05-16T10:41:00.000+02:00</published><updated>2012-05-16T10:41:33.921+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Riflessioni"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Scritti"/><title type='text'>Una visione della poesia</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiNT3jKc60Bxv2O9ZrDCITvZyjzzOC256MjLvshIUEafP2-bkVNgZWzlaXnK5ACQaxEYcwsjOupwn-dboyeywiPOCoM-Qhla4ldJlnY121ySvEmKniiDHggpgj25p5UKBhBgwnIZYAWoDc/s1600/2006111317234_Solitudine.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;139&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiNT3jKc60Bxv2O9ZrDCITvZyjzzOC256MjLvshIUEafP2-bkVNgZWzlaXnK5ACQaxEYcwsjOupwn-dboyeywiPOCoM-Qhla4ldJlnY121ySvEmKniiDHggpgj25p5UKBhBgwnIZYAWoDc/s200/2006111317234_Solitudine.jpg&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Il ricordo è poesia, e la poesia non è se non ricordo.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;b&gt;Giovanni Pascoli&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Molto spesso ripenso alle poesie che ho scritto. Ciò che mi meraviglia ogni volta è la rapidità con cui determinate poesie sono state scritte. In numerosi casi le parole sembravano uscire spontanee. Cercherò di spiegarmi.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando sentivo il bisogno di scrivere mi fiondavo al pc e cominciavo: non c&#39;era un fine, assolutamente. Era un semplice bisogno e le parole arrivavano in automatico. Per certi versi è come se sapessi già cosa dire, sebbene un momento prima non ne avessi la più pallida idea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrivo, a fasi alterne, da 8 anni e mi meraviglio ancora della naturalezza delle mie vecchie poesie. Alcuni versi li sento parte di me, come se allora aspettassero soltanto di uscire allo scoperto.&lt;br /&gt;Allo stesso modo mi rendo conto di come sia difficile voler creare le poesie &lt;i&gt;a tavolino.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;Non esiste la poesia a comando poiché i versi di qualunque poeta sono, a mio avviso, trasposizioni linguistiche di stati d&#39;animo, di percezioni, visioni, sogni ecc.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Questo è l&#39;aspetto sublime della poesia, ciò che la rende unica tra le altre arti. I poeti sono pochi rispetto agli esponenti delle altre arti. I poeti fanno parte di quegli artisti che hanno un talento innato. Per questo ancora mi meraviglio quando leggo le mie poesie. Alcune non mi sembrano vere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I poeti poi sono odiati dal potere. Fanno male perché pensano, scrivono, descrivono, sfottono lo stato di cose, la realtà, le istituzioni, l&#39;uomo stesso alle volte.&lt;br /&gt;Però aiutano ad apprezzare il meglio dell&#39;umanità e perciò vanno contemplati e ascoltati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la diffusione di internet ho scoperto numerosi poeti: ognuno con il suo stile, ognuno con la sua storia, ognuno con la sua poesia. Siamo di fronte ad un&#39;arte non massificata e di nicchia e per questo ancora genuina, naturale e degna di essere rispettata.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/feeds/9195033975010550558/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/2917135206050801680/9195033975010550558' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/9195033975010550558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/9195033975010550558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/2012/05/una-visione-della-poesia.html' title='Una visione della poesia'/><author><name>sR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15243588155905578331</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiNT3jKc60Bxv2O9ZrDCITvZyjzzOC256MjLvshIUEafP2-bkVNgZWzlaXnK5ACQaxEYcwsjOupwn-dboyeywiPOCoM-Qhla4ldJlnY121ySvEmKniiDHggpgj25p5UKBhBgwnIZYAWoDc/s72-c/2006111317234_Solitudine.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2917135206050801680.post-5218422426314172558</id><published>2012-05-15T18:56:00.000+02:00</published><updated>2012-05-15T18:56:01.385+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Essere"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Riflessioni"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Vita"/><title type='text'>Wear Sunscreen</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;object width=&quot;320&quot; height=&quot;266&quot; class=&quot;BLOGGER-youtube-video&quot; classid=&quot;clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000&quot; codebase=&quot;http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0&quot; data-thumbnail-src=&quot;http://0.gvt0.com/vi/xfq_A8nXMsQ/0.jpg&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/xfq_A8nXMsQ&amp;fs=1&amp;source=uds&quot; /&gt;
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&lt;br /&gt;
Un video i cui insegnamenti sono perfetti di questi tempi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Buona visione.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/feeds/5218422426314172558/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/2917135206050801680/5218422426314172558' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/5218422426314172558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/5218422426314172558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/2012/05/wear-sunscreen.html' title='Wear Sunscreen'/><author><name>sR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15243588155905578331</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2917135206050801680.post-718506391552012861</id><published>2012-05-10T12:08:00.002+02:00</published><updated>2012-05-10T12:08:43.849+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Essere"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Riflessioni"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Scritti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Vita"/><title type='text'>La piccola fontana</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiYKrwmjlZ3xrTEegm-Dld-C2sEYWz8htGc96J9V2Gn2c013tOIm05HJVRxvjpJVvG8h5CWifkxD_bjWUFle5QVfBQTV_t-LHx3VAN3LkGplJ0iu94eraIKP4XkDsbkJYPJ_xmJZxm3-5w/s1600/36755796.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiYKrwmjlZ3xrTEegm-Dld-C2sEYWz8htGc96J9V2Gn2c013tOIm05HJVRxvjpJVvG8h5CWifkxD_bjWUFle5QVfBQTV_t-LHx3VAN3LkGplJ0iu94eraIKP4XkDsbkJYPJ_xmJZxm3-5w/s200/36755796.jpg&quot; width=&quot;125&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Con il tempo si era formata ai piedi di una piccola collina una meravigliosa fontana da cui, pian piano, tutti avevano cominciato a rifornirsi d&#39;acqua.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La piccola fontana non si curava di vagliare coloro che si servivano della sua acqua, ne aveva per tutti e non si fermava mai.&lt;/div&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Un giorno, proprio su quella piccola collina, fu stabilito che dovesse nascere una cava di pietra perché si era scoperto che la pietra del posto aveva grande valore economico. Così, un magnate della zona decise di farsi carico dei lavori.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Nel giro di qualche mese i lavori della cava furono ultimati e il proprietario della cava divenne enormemente ricco. Non dovendo più lavorare molto si dedicò all&#39;esplorazione della Natura con una bici nuova di zecca acquistata con i proventi della cava.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La piccola fontana, invece, aveva cominciato a soffrire: produceva sempre meno acqua pura e sempre più acqua torbida, frutto degli scarichi della lavorazione della pietra. La sorgente di quell&#39;acqua meravigliosa che dissetava uomini, piante e animali si avviava verso una penosa agonia.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La domenica era il giorno prediletto per i viaggi in bici del proprietario della cava che amava sempre viaggiare da solo. Ogni volta, prima di partire, preparava due borracce piene di acqua che gli servivano durante il tragitto.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Quella domenica, però, l&#39;uomo che era solito bere mentre guidava, per una leggera distrazione non vide una buca sulla strada che lo fece sbandare e per non perdere il controllo della bici dovette lasciare andare la borraccia che cadde in un dirupo. L&#39;uomo si sentì miracolato e proseguì il suo giro. Giunto a metà strada, con il caldo che lo sfiancava decise di bere tutto il contenuto della borraccia rimanente conscio che avrebbe potuto rifornirsi alla fontana naturale che sapeva ai piedi della collina vicino casa.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Giunto quasi al termine del viaggio, arso dalla sete, arrivò alla piccola fontana. Con sommo stupore vide che l&#39;acqua non usciva più copiosa e limpida come un tempo ma era color sabbia e usciva a spruzzi. Provò a berne un po&#39; ma si rese conto che non era potabile. In preda al panico, stanco e disidratato cadde al suolo.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Riusciva solo a pensare che la colpa di tutto ciò era solamente sua perché con la sua cava aveva inquinato e devastato la sorgente di quella fonte sublime. Si pentì di aver costruito quella cava e svenne.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Una luce lo attraversò negli occhi chiusi e una voce gli pronunciò queste parole:&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&quot;Questa fontana che oggi sputa sabbia fino a poco tempo fa donava Amore. Non chiedeva niente in cambio e dissetava chiunque secondo le proprie esigenze. Era una sorgente di acqua e di Amore infinito ma tu, per la tua avidità, hai sfidato la Natura che oggi ti rende consapevole di ciò che hai fatto. Il tuo Destino ti ha portato ad avere bisogno di acqua proprio qui dove non ne hai trovata&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;L&#39;uomo provato e pentito rispose:&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&quot;Quello che mi dici è vero, quella fontana è come l&#39;Amore: non importa quanto ne doniamo, se è sincero si rigenera sempre. Solo oggi lo capisco. Se avrò salva la vita chiuderò la cava e mi occuperò di donare Amore come questa fontana&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L&#39;uomo, risvegliato dal torpore, guardò la fontana e si meravigliò della quantità di acqua limpida che aveva ripreso a fluire. Si alzò con fatica e bevve a piene mani dalla fonte. Poté riprendere la bici e tornare a casa.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L&#39;indomani, convocò tutti i suoi operai e disse loro queste parole:&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&quot;Non mi importa più nulla del denaro, chiuderò la cava e cercherò di riparare il danno fatto alla collina. Il mio desiderio di ricchezza stava per rovinarmi la vita. Da oggi mi occuperò solo di salvaguardare la Natura&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Nel luogo in cui sorgeva la fontana creò un parco naturale con i suoi averi e si dedicò a tempo pieno allo sviluppo della sua riserva. Abbellì la fontana e su una stele di marmo, ultimo prodotto della cava, scrisse ciò:&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&quot;Io sono la Fontana dell&#39;Amore, dono acqua e vita a chiunque senza nulla chiedere. Fate anche voi come me e vivrete in eterno perché la vostra Fonte non si estinguerà mai&quot;.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/feeds/718506391552012861/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/2917135206050801680/718506391552012861' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/718506391552012861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/718506391552012861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/2012/05/la-piccola-fontana.html' title='La piccola fontana'/><author><name>sR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15243588155905578331</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiYKrwmjlZ3xrTEegm-Dld-C2sEYWz8htGc96J9V2Gn2c013tOIm05HJVRxvjpJVvG8h5CWifkxD_bjWUFle5QVfBQTV_t-LHx3VAN3LkGplJ0iu94eraIKP4XkDsbkJYPJ_xmJZxm3-5w/s72-c/36755796.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2917135206050801680.post-2433686619624985367</id><published>2012-02-08T11:26:00.002+01:00</published><updated>2012-05-11T15:34:09.526+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="1984"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Dittatura"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Internet"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Riflessioni"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Scritti"/><title type='text'>Il villaggio globale del Grande Fratello</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 17px;&quot;&gt;&lt;i&gt;Vi regalo un capitolo della mia tesi di laurea. Buona lettura e per approfondimenti non esitate a chiedere.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 17px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Come ci ricorda Andrew Keen, in
1984 di George Orwell, il Grande Fratello insiste affinché due più
due faccia cinque, trasformando un’affermazione assolutamente
scorretta nella verità ufficiale e autorizzata dallo Stato (Keen,
2009). Oggi, tra i numerosi Grandi Fratelli che ci osservano e di cui
nulla sappiamo, ce n’è uno con cui chiacchieriamo ogni giorno: è
nostro amico&lt;/span&gt;&lt;a class=&quot;sdfootnoteanc&quot; href=&quot;http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=2917135206050801680#sdfootnote1sym&quot; name=&quot;sdfootnote1anc&quot;&gt;&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;,
nostro confidente e sempre pronto ad aiutarci. Ovviamente, stiamo
parlando di nuovo del motore di ricerca Google. &lt;/span&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj8s5G_Coj7B6nT47VqDdUK5H9cV8uZmuvn_xoROu4V4hO-YmzcmTbiJviP35CMdqFEO2R36OIr4Xhh8H7hRLLoOPjLJCU35A7YlxuCeUf0nxnYHwB0_Cp_XNmdJRwuZ14rYq1H5nsivx8/s1600/sfondo-desktop-2-2-5-826.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;240&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj8s5G_Coj7B6nT47VqDdUK5H9cV8uZmuvn_xoROu4V4hO-YmzcmTbiJviP35CMdqFEO2R36OIr4Xhh8H7hRLLoOPjLJCU35A7YlxuCeUf0nxnYHwB0_Cp_XNmdJRwuZ14rYq1H5nsivx8/s320/sfondo-desktop-2-2-5-826.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Keen ci introduce in modo più
serio a quello che si è cercato di far passare per un aspetto
spassoso; infatti Keen afferma che “ogni giorno, attraverso decine
di milioni di domande, riversiamo nell’onnipotente motore di
ricerca i nostri più intimi segreti. Google conosce le nostre
abitudini, i nostri interessi e i nostri desideri meglio dei nostri
amici, dei nostri cari e del nostro psicanalista messi insieme. Ma a
differenza di quello di 1984, il nostro Grande Fratello esiste per
davvero. Dobbiamo fidarci del fatto che non divulgherà i nostri
segreti, ma la nostra fiducia […] è già stata più volte tradita”
(Keen 2009, pp. 42-43). E mentre riversiamo noi stessi nel motore di
ricerca, quest’ultimo in cambio di numerosi servizi «gratuiti»,
guadagna miliardi di dollari grazie alla pubblicità che le nostre
ricerche hanno contribuito a creare. Alla fine quanto stiamo pagando
davvero quei servizi gratuiti?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Non si può rispondere al
momento a una domanda del genere, ma si può portare un esempio
paradigmatico del nostro affidarci in modo cieco a uno sconosciuto e
anonimo motore di ricerca, che a onor del vero nel caso di seguito
considerato non è Google ma AOL&lt;/span&gt;&lt;a class=&quot;sdfootnoteanc&quot; href=&quot;http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=2917135206050801680#sdfootnote2sym&quot; name=&quot;sdfootnote2anc&quot;&gt;&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
“&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Tutto ebbe inizio con un
dilemma morale. «È giusto fare sesso al primo incontro con un
amante virtuale?» domandò al motore di ricerca il 17 aprile 2006.
Aveva un problema: era sposata ma innamorata di un altro uomo, come
confessò al motore di ricerca il 20 aprile. Una settimana dopo, si
decise a incontrare il suo amante virtuale” (Keen 2009, p. 203).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Tra il primo marzo e il 31
maggio del 2006, questa signora statunitense aveva esposto i suoi
timori, le sue paure e le sue confidenze al motore di ricerca AOL e
come sottolinea Keen “aveva aperto il suo cuore alla tecnologia,
trasformando il motore di ricerca in una finestra sulla sua anima.
[…] I pensieri e i sentimenti riversati nel motore di ricerca AOL
erano quelli di una donna che si sforzava di mantenersi lucida in un
momento di disperazione” (Keen 2009, p. 204).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Nel periodo considerato la
signora aveva digitato quasi 3000 domande di varia natura che forse
non avrebbe osato rivolgere a nessuno dei suoi più intimi
conoscenti: sul proprio corpo, sulla sessualità maschile, sulla
dipendenza da Internet e, addirittura, sulla giustizia divina (Keen,
2009). “Era una specie di Madame Bovary digitale, tranne che per un
piccolo particolare: quanto aveva inserito nel motore di ricerca AOL
non era stato scritto per essere pubblicato. Dietro le sue
confessioni non c’era alcun Flaubert. Nessuno avrebbe dovuto
leggerle. Si fidava ciecamente del motore di ricerca. Costretta a
barcamenarsi fra il marito che russava, i figli invisibili, il
fallito adulterio e lo sforzo per comprendere la parola di Dio, lo
considerava il suo unico confidente, la sola certezza che non
l’avrebbe mai abbandonata. Quanto si sbagliava!” (Keen 2009, p.
204)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ciò che la signora aveva dato
per scontato fu all’origine di un contrappasso dantesco: solo che
non Dante, ma la Rete divenne il suo cantore. Tutto ciò che la
signora aveva digitato sul motore di ricerca divenne di dominio
pubblico. La signora non aveva un nome, ma aveva un numero 711391:
l’ultima cosa che avrebbe potuto aspettarsi era che ella sarebbe
stata la vittima di uno dei primi disguidi di una cultura della
sorveglianza digitale nella quale può accadere che “le nostre
paure più profonde e le nostre emozioni più intime vengano svelate
al mondo intero senza che lo sappiamo o che qualcuno ci abbia chiesto
il permesso” (Keen 2009, p. 205).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Per i curiosi l’identità e
l’intimità della donna non avevano davvero più segreti: di lei si
conoscevano i difetti, i complessi, la natura dei suoi dilemmi
teologici, ecc. (Keen, 2009). La vicenda fu definita dalla rivista
&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Slate &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;in
senso orwelliano: ma, forse, il Grande Fratello di Orwell era
infinitamente più stupido di questo nuovo Grande Fratello
tecnologico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;L’inaugurazione di questa
vicenda da 1984 è del 2006, precisamente del 6 agosto quando AOL si
lasciò sfuggire i dati di ricerca di 658 mila persone, compresa la
signora 711391 (Keen, 2009). Quella sera, i pensieri più
inconfessabili degli utilizzatori di AOL furono alla mercé di
chiunque: dall’aborto a come uccidere la moglie, dalla bestialità
alla pedofilia (Keen, 2009).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Ciò che più dovrebbe lasciare
perplessi della vicenda è che i ricercatori di AOL trasformarono
quei dati in un giocattolo intellettuale di loro proprietà, dal
momento che le ricerche che noi facciamo su Internet non sono nostre,
ma appartengono ai proprietari del servizio che ne dispongono
l’archiviazione, l’analisi e la conseguente trasformazione in
profitto (Keen, 2009). La questione della proprietà legale delle
parole inserite nei motori di ricerca resta oscura e non appena i
dati furono immessi sulla rete la privacy di centinaia di migliaia di
persone scomparve nel nulla e tutti ebbero la possibilità di
esaminare questo enorme database di intenzioni private (Keen, 2009).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
“&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Fu un po’ come se la Chiesa
cattolica avesse spedito in giro per il mondo confessioni di 658 mila
fedeli. O se il KGB, la polizia segreta sovietica, avesse aperto i
suoi file di sorveglianza per trasmetterli alla TV nazionale. Le
informazioni contenute nei file di AOL sono una sorta di &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Memorie
dal sottosuolo&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt; del
XXI secolo, una raccolta di dati che svelano i nostri lati più
vulnerabili, privati, inconfessabili, umani (Keen 2009, pp. 206-207).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Oltre a questo caso di perdita
di dati dei motori di ricerca, molto comuni sono i furti d’identità,
la clonazione di carte di credito, l’appropriazione di dati
finanziari e tutto ciò che riguarda i nostri dati sensibili online.
La sicurezza di questi sistemi è stata violata numerose volte e non
sono pochi i casi di utilizzazioni fraudolente di tali dati. Negli
Stati Uniti dei 10 milioni di casi di furto d’identità all’anno
stimati, ne viene scoperto soltanto uno su settecento (Keen, 2009).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Fin qui si è detto dei casi in
cui i nostri dati vengono rubati o immessi su Internet senza il
nostro permesso: cosa dire invece della mole di informazioni che
regaliamo gratuitamente di nostra spontanea volontà? Infatti, “nel
mondo del Web 2.0, dove ogni singola ricerca è a disposizione delle
grandi società e delle agenzie governative, il diritto alla privacy
sta diventando un concetto antiquato. Nel mondo reale possiamo
stracciare estratti conto e bollette del telefono, eliminare lettere
e appunti privati, distruggere foto imbarazzanti e tenere sotto
chiave i nostri dati medici. Ma una volta immessi su AOL o su Google,
i nostri documenti privati non scompariranno più dalla Rete. Google,
Yahoo! e AOL s’impadroniscono dei dati e tengono traccia delle
nostre ricerche, dei prodotti che acquistiamo e dei siti sui quali
navighiamo, il tutto senza alcuna responsabilità legale” (Keen
2009, p. 212).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Il prezzo da pagare per tutti i
servizi gratuiti della Rete è la svendita di noi stessi a fini di
marketing, profilazione e tracciamento dei nostri gusti e delle
nostre preferenze; tanto più è ampia la base dati sul nostro conto,
tanto più efficace sarà la quantità di dati utilizzata dagli
inserzionisti per creare pubblicità mirata sui gusti degli utenti.
Tutto questo è possibile grazie all’inverosimile fiducia riposta
dagli utilizzatori di tutti questi servizi nei servizi stessi e nella
compagnia che li eroga. &lt;/span&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Lo strumento più utilizzato per
tenere traccia di tutta la nostra attività online ha un nome
innocuo, &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;cookie&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;a class=&quot;sdfootnoteanc&quot; href=&quot;http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=2917135206050801680#sdfootnote3sym&quot; name=&quot;sdfootnote3anc&quot;&gt;&lt;sup&gt;3&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;:
si tratta di un file di testo di dimensioni minuscole che viene
registrato sul nostro disco fisso non appena accediamo a un sito web.
Andrew Keen ci fornisce un’ottima spiegazione del loro
funzionamento: “Com’è possibile che Google e AOL riescano a
impadronirsi di informazioni tanto dettagliate? Grazie ai piccoli
pacchetti di dati nascosti nei programmi di navigazione che passano
sotto l’innocuo nome di &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;cookie,
&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;i quali stabiliscono
un numero identificativo unico riferito al nostro hard disk
permettendo ai siti web di registrare con precisione tutto ciò che
facciamo online. Questi pacchetti di dati rappresentano un patto
faustiano con quel diavolo che è la rete. Ogni volta che finiamo su
una pagina web, si attiva un &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;cookie
&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;che riferisce al sito
chi lo sta visitando. I &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;cookie
&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;trasformano le nostre
abitudini in dati. Per gli inserzionisti e i responsabili del
marketing sono vere e proprie miniere d’oro. Memorizzano i nostri
siti preferiti e il numero delle nostre carte di credito, ricordano
tutto ciò che abbiamo messo nei carrelli elettronici e prendono nota
dei banner pubblicitari sui quali abbiamo cliccato. E sono ovunque
(Keen 2009, p. 213). &lt;/span&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Quel che appare paradossale è
la natura del rapporto utente-sito web: l’utente, in buona fede,
entra nel sito e fa ciò che deve senza curarsi che ogni sua azione
sarà monitorata, mentre il sito web raccoglie e immagazzina tutti i
dati del visitatore. Esistono modi per evitare lo spionaggio della
nostra attività online ma sono fin troppo complicati per l’utente
medio: d’altronde l’aspetto fondamentale di Internet è la sua
interattività immediata (proprio perché non mediata), il suo
velocizzare le nostre azioni, il suo renderci sempre tutto
disponibile a portata di click. L’adozione di contromisure
inficerebbe sulla nostra velocità e naturalezza online e, molto
probabilmente, se la maggior parte degli utenti fosse in grado di
adottare tali contromisure i servizi più cari alla stragrande
maggioranza degli utenti diventerebbero a pagamento. Perché è raro
che qualcuno si lasci andare alla beneficenza, anche su Internet: è
questa l’essenza del rapporto faustiano tra utente e Rete che
descrive Andrew Keen.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Chi rinuncia ai &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;biscottini&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;
rinuncia all’email gratuita, all’account Facebook, alla home page
personalizzata di Google e, in generale, a tutti quei servizi in cui
è necessario fornire i nostri dati. &lt;/span&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Dopo soli quattro giorni dalla
messa online dei dati di AOL, Amazon presentò un brevetto con cui
chiedeva l’autorizzazione per un sistema di archiviazione dei dati
sensibili degli utenti così da poter appropriarsi delle esperienze
di acquisto online dei propri utenti (Keen, 2009).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Chi è responsabile di tutto
questo? In molti casi siamo proprio noi stessi come ci fa notare Keen
quando afferma che “a sorvegliarci non sono soltanto gli
aggregatori di dati, che agiscono dall’alto. Siamo noi stessi, con
la nostra ossessione autoreferenziale, a contribuire dal basso
all’epoca della sorveglianza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;L’infatuazione del Web 2.0 per
i contenuti &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;user-generated
&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;è il sogno di ogni
data miner, i software cacciatori di dati. Più informazioni diamo di
noi nella nostra pagina di MySpace, nei video che carichiamo su
YouTube, nei nostri blog o in quelli degli altri, più diventiamo
vulnerabili di fronte ai ficcanaso, ai ricattatori, ai voyeur e ai
pettegoli. La natura confessionale della cultura &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;user-generated
&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;sta facendo esplodere
a livello culturale una tendenza generalizzata a rivelare i propri
gusti personali, sessuali e politici” (Keen 2009, p. 215).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Non dovrebbe quindi sorprendere
che la CIA e altri servizi segreti stiano investendo nelle tecnologie
del Web 2.0 (Keen, 2009). &lt;/span&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Questo è il prezzo più alto
della democratizzazione della comunicazione online e rappresenta
l’implosione del nostro diritto alla privacy (Keen, 2009). “In
questo panottico digitale, gli insegnanti controllano gli allievi,
gli amministratori universitari controllano gli studenti e ciascuno
controlla i propri pari. In 1984, Orwell dipinge una società nella
quale vige un sistema di controllo verticale dall’alto al basso e
il Grande Fratello vede tutto, sa tutto, controlla i nostri
movimenti, ascolta le nostre conversazioni e legge nelle nostre
menti. Il Web 2.0 rappresenta la democratizzazione di quell’incubo;
se nel mondo orwelliano esisteva un unico leader onnisciente, oggi
tutti noi possiamo essere il Grande Fratello. È sufficiente avere
una connessione a Internet” (Keen 2009, pp. 216-217).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;È chiaro quindi che dalle
parole che inseriamo nei motori di ricerca alle nostre descrizioni
sui siti sociali, la rivoluzione del Web 2.0 sta offuscando il
confine tra ciò che è pubblico e ciò che è privato (Keen, 2009).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Con l’estendersi del &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;i&gt;social
networking&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt; sempre più
persone offriranno liberamente e spontaneamente innumerevoli
proiezioni di sé sulla Rete, proiezioni pubbliche e aperte a tutti
(Antinucci, 2009). Possiamo immaginare un futuro non troppo lontano
in cui software tecnologicamente sofisticati si sostituiranno agli
psicologi della personalità o agli analisti di mercato per tracciare
i profili psicologici e di marketing di sempre più persone
(Antinucci, 2009).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Concludendo, si può dire di
essere ritornati alla condizione del villaggio, della tribù o del
piccolo paese in cui tutti i nostri comportamenti erano pubblici, dal
momento che la scala ridotta permetteva a tutti di tenere sotto
controllo tutti gli altri (Antinucci, 2009). Quello che la grande
metropoli regalava in termini di privacy è destinato a scomparire
pian piano. Basta uno smartphone collegato a Internet con il GPS&lt;/span&gt;&lt;a class=&quot;sdfootnoteanc&quot; href=&quot;http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=2917135206050801680#sdfootnote4sym&quot; name=&quot;sdfootnote4anc&quot;&gt;&lt;sup&gt;4&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;
attivo affinché i nostri amici su Twitter o su Facebook sappiano in
qualunque istante la nostra geolocalizzazione. Quest’ultima, guarda
caso, è proprio la nuova frontiera del marketing.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 200%; margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 1.25cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;Il libro in questione è&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;,serif; line-height: 200%;&quot;&gt;Keen
A., 2007, &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;,serif; line-height: 200%;&quot;&gt;&lt;i&gt;Dilettanti
.com. Come la rivoluzione del Web 2.0 sta uccidendo la nostra cultura
e distruggendo la nostra economia&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Palatino Linotype&#39;,serif; line-height: 200%;&quot;&gt;,
De Agostini Editore, Novara, 2009.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div id=&quot;sdfootnote1&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; page-break-before: always; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;a class=&quot;sdfootnotesym&quot; href=&quot;http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=2917135206050801680#sdfootnote1anc&quot; name=&quot;sdfootnote1sym&quot;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;sup&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;
 GIYF è l’acronimo di &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Google
 is your friend&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;, in
 italiano &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Google è
 tuo amico&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;: tale
 acronimo, molto in voga sulla Rete, sta a significare che prima di
 chiedere a qualcuno qualcosa è necessario che si chieda prima al
 motore di ricerca Google di aiutarci. Nelle ultime settimane è
 stato lanciato addirittura un sito http://lmgtfy.com/ &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Let
 me Google it for you, &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;cioè
 te lo cerco io su Google, che riporta un link in cui è
 rappresentata una ricerca in cui colui che aveva chiesto aiuto verrà
 preso in giro in modo scherzoso non appena apparirà la scritta “Era
 così difficile?”, come dire la ricerca potevi farla anche da
 solo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;sdfootnote&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div id=&quot;sdfootnote2&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; page-break-before: always; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;a class=&quot;sdfootnotesym&quot; href=&quot;http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=2917135206050801680#sdfootnote2anc&quot; name=&quot;sdfootnote2sym&quot;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;sup&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;
 Nel 2010 AOL e Google hanno stretto una partnership volta a
 consolidare le rispettive posizioni e oggi, usando AOL Search
 possiamo notare la dicitura &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Enhanced
 by Google,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt; cioè
 ottimizzato da Google: insomma, di nuovo il cane che si morde la
 coda.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;sdfootnote&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div id=&quot;sdfootnote3&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; page-break-before: always; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;a class=&quot;sdfootnotesym&quot; href=&quot;http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=2917135206050801680#sdfootnote3anc&quot; name=&quot;sdfootnote3sym&quot;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;sup&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;
 In inglese significa biscotto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;sdfootnote&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div id=&quot;sdfootnote4&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; page-break-before: always; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;a class=&quot;sdfootnotesym&quot; href=&quot;http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=2917135206050801680#sdfootnote4anc&quot; name=&quot;sdfootnote4sym&quot;&gt;4&lt;/a&gt;&lt;sup&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;
 Global Positioning System, sistema di posizionamento globale
 mediante satellite.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;sdfootnote&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/feeds/2433686619624985367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/2917135206050801680/2433686619624985367' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/2433686619624985367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/2433686619624985367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/2012/02/il-villaggio-globale-del-grande.html' title='Il villaggio globale del Grande Fratello'/><author><name>sR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15243588155905578331</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj8s5G_Coj7B6nT47VqDdUK5H9cV8uZmuvn_xoROu4V4hO-YmzcmTbiJviP35CMdqFEO2R36OIr4Xhh8H7hRLLoOPjLJCU35A7YlxuCeUf0nxnYHwB0_Cp_XNmdJRwuZ14rYq1H5nsivx8/s72-c/sfondo-desktop-2-2-5-826.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2917135206050801680.post-7628126259224182959</id><published>2012-02-04T17:06:00.002+01:00</published><updated>2012-05-11T15:34:24.216+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Crisi Economica Indotta"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Essere"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Riflessioni"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Scritti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Uomini"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Vita"/><title type='text'>Caro Mario Monti...</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Caro Mario Monti,&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
le darò del Lei come si usa tra sconosciuti, ma non la chiamerò né Presidente, né Professore, né tantomeno Dottore dal momento che i titoli (onorifici, nobiliari, ecc.) per me stanno a zero.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Anche io potrei fregiarmi del titolo di Dottore, visto che mi sono laureato per ben due volte (grazie alle riforme europee che Lei tanto gradisce): una laurea breve e una magistrale. Ma non utilizzerò questo titolo nella presente corrispondenza. Non ne vedo il motivo, anche per par condicio.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Comunque, deve sapere che dei titoli di cui Lei si puo&#39; fregiare quello che per me vale di più è quello di Professore. Sa perché? Perché ho avuto, pur essendo stato uno studente abbastanza anarchico, qualche Professore che mi ha trasmesso quel qualcosa in più che Lei, per l&#39;appunto, non sembra avere. Forse non è abituato davvero a fare il politico, ma nei suoi discorsi Lei sembra proprio uno di quei professori (universitari soprattutto) che cercavo sempre di evitare e le cui lezioni disertavo puntualmente. E, di nuovo, sa perché? Perché Lei è davvero soporifero! Maurizio Crozza la imita bene quando enfatizza il suo fare robotico.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Al di là di questo, le scrivo dopo aver sentito le sue parole sul posto fisso.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Non si preoccupi non le farò la manfrina del giovane disoccupato e disperato alla ricerca del “posto” fisso. Forse sono quasi &amp;nbsp;d&#39;accordo con lei. Ma preferirei parlarle di qualcosa che c&#39;entra molto.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Sia chiaro, io non sono nessuno per giudicare il suo valore, ma se mi è permesso vorrei parlarle di un posto fisso a cui tengo molto: il posto fisso del mestiere di contadino. Sì, ha capito bene! Del contadino.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgqnB_g0TeOPkGH6X2Xg9hHxr1GKXPRtx23kFGmpxz9ga-l_Jv7pNkiqaUUQbhlbtGhBnLLpHB8P4ODX-j39wTZWqYYBLCXv5-l-LU8CEIpapsH47bBgRuvAQUUmyo2T9y3vDhOBRMD7r4/s1600/images.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgqnB_g0TeOPkGH6X2Xg9hHxr1GKXPRtx23kFGmpxz9ga-l_Jv7pNkiqaUUQbhlbtGhBnLLpHB8P4ODX-j39wTZWqYYBLCXv5-l-LU8CEIpapsH47bBgRuvAQUUmyo2T9y3vDhOBRMD7r4/s1600/images.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Mio nonno aveva questo posto fisso. E fisse erano le sue giornate, i suoi mesi, le sue stagioni.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Amava la terra, anche se, come diceva egli stesso “il contadino deve combattere con tre nemici: il gelo, la siccità e la volpe a due zampe.” Per la cronaca la volpe a due zampe è l&#39;uomo. Le ho tradotto il motto perché in dialetto non lo avrebbe mai compreso. Sì, perché mio nonno l&#39;italiano non lo conosceva, parlava solo dialetto.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Tornando al mio contadino, nonostante i suoi nemici, è riuscito a conservare e ad amare il suo posto fisso. Ciò che mi piace(va) di più di mio nonno era la sua intelligenza e quella bonaria sincerità che solo le persone semplici hanno. In questo aveva ragione Pasolini, si veda (o riveda se lo ha già visto) &lt;i&gt;Comizi d&#39;amore&lt;/i&gt;. L&#39;Italia è ancora fatta di queste persone genuine.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Coltivare la terra oggi è considerato un lavoro infimo perché non paga. Ormai ci sono le multinazionali che coltivano su scala mondiale mentre la gente muore di fame. Questi non sono luoghi comuni.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Mio nonno e mia nonna coltivando la terra hanno sfamato non solo la loro famiglia, ma anche quelle di tutti coloro che compravano i loro prodotti.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Sì, caro Mario Monti, mio nonno guadagnava da vivere così. Magari oggi se fosse stato ancora vivo, egli avrebbe dovuto mettersi in regola, aprire p.iva., conto corrente, pos ecc. per mettersi in regola e lei e il suo governo non gli avreste più permesso di lavorare. Perché le spese che mio nonno avrebbe dovuto sostenere sarebbero state troppe e alla fine della fiera avrebbe dovuto lavorare come un mulo per campare. Cosa che comunque faceva.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Sì mio nonno sarebbe stato un evasore! Perché non faceva gli scontrini per le pummarole!&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ma mio nonno era felice, lavorava e tanto, ma era felice. Si guadagnava davvero il pane con il sudore, cosa che Lei penso non abbia mai fatto. Non è una critica, lei è un laureato, una persona colta che pensa allo spread, ai bund, ai btp e a come salvare le banche.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Banche che campano sulle spalle di quelli come mio nonno. Perché sono persone semplici che non si fanno troppe domande, ma sono felici lo stesso.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgd1PRqCfuMUgO2OroPW7wmzxa1tBaZBBB9AcwkDM9k2RAfU27XeeSziAMDFIbCLM-AMY7MM4MGSw3qW9Obe0clE7oBn67H1ft23vidvUV-BtEtaL5o8O9BmKDJNqsEXzIKasQiIqtUyY0/s1600/OLIVETO13.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;240&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgd1PRqCfuMUgO2OroPW7wmzxa1tBaZBBB9AcwkDM9k2RAfU27XeeSziAMDFIbCLM-AMY7MM4MGSw3qW9Obe0clE7oBn67H1ft23vidvUV-BtEtaL5o8O9BmKDJNqsEXzIKasQiIqtUyY0/s320/OLIVETO13.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;In chiusura le racconterò un aneddoto: l&#39;anno scorso ho partecipato insieme ai miei zii e a mio padre alla raccolta delle olive nei terreni di mio nonno. Tre giorni di fatica dove ho sudato tanto.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ma il mio lavoro ha prodotto qualcosa di reale, di tangibile: olio, oro liquido! Lei forse non ha mai sentito il profumo dell&#39;olio che viene lavorato in un frantoio. Come non avrà mai addentato affamato un panino con mortadella, un rococò e bevuto allegramente un quarto di vino dopo 6 ore di lavoro in oliveto (pronto per le 5 successive...)&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Sono stati dei giorni stupendi perché ho capito che un certo tipo di lavoro dà soddisfazione.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ci pensi quando dovrà garantire nuovi prestiti alle banche che, allo stato delle cose, non producono niente, ripeto niente! Succhiano solo il sangue a coloro che lavorano davvero e hanno prestiti agevolati all&#39;1%.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Chissà, caro Mario Monti, forse non seguirò il suo consiglio e mi troverò un posto fisso come quello di mio nonno. Farò il contadino. Sempre che poi non mi arrestiate per evasione.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/feeds/7628126259224182959/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/2917135206050801680/7628126259224182959' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/7628126259224182959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/7628126259224182959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/2012/02/caro-mario-monti.html' title='Caro Mario Monti...'/><author><name>sR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15243588155905578331</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgqnB_g0TeOPkGH6X2Xg9hHxr1GKXPRtx23kFGmpxz9ga-l_Jv7pNkiqaUUQbhlbtGhBnLLpHB8P4ODX-j39wTZWqYYBLCXv5-l-LU8CEIpapsH47bBgRuvAQUUmyo2T9y3vDhOBRMD7r4/s72-c/images.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2917135206050801680.post-4972476496577198764</id><published>2011-12-31T16:08:00.002+01:00</published><updated>2012-05-11T15:34:37.544+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Riflessioni"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Scritti"/><title type='text'>Próxima estación: Esperanza</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/j9W2d9Rp84Y?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;Il testo che segue è di Elisabetta Gueli&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
In questi ultimi trent’ anni si è svolto un grande lavoro continuo, incessante, di affinamento della mente e di sollevamento della materia. Abbiamo sperimentato la creatività e la distruttività. Chi ne è uscito indenne si è evoluto, altri sono periti. Molti altri, illudendosi di restare fermi, si sono impantanati nelle paludi del dubbio, della paura incontrollata, e sono regrediti. Nulla resta mai fermo, tutto scorre, e ciò che non avanza torna indietro. Soprattutto, i più non hanno compreso quanto le loro menti e le loro intelligenze, pur vivaci e peculiari, fossero disarmoniche e distruttive.  Altri più fragili e scossi, si sono rifugiati nell’alveo accogliente e malfermo della follia. ”Quos perdere vult deus insanit”, “Il dio/dea fa impazzire coloro che vuole perdere”. Un giorno verranno offerte loro  altre occasioni. Altri hanno aperto siti e blogs, dato alle stampe libri, promosso conferenze, allo scopo di condividere saggezza e presenza di spirito, informazioni ed analisi, e di far salire la consapevolezza necessaria al presente da affrontare ed al futuro da costruire. Mi piace pensare con riconoscenza a questi individui coraggiosi, che si sono esposti in prima persona e che tengono accese tante piccole fiaccole per la crescita comune.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Abbiamo compreso l’ambiguità degli spacciatori di parole di compassione e di amore, incapaci tuttavia di provarne una sola briciola vera, sentita, sincera. Bisogna essere ciò di cui si parla o scrive, per essere credibili al di là delle apparenze, altrimenti si è solo dei megafoni che si sgretolano alla luce dell’evidenza e della realtà. E la compassione o c’è o non c’è, o è verso tutto e verso tutti, o non è compassione. Non è un sentimento che funzioni a corrente alternata, o che possa rivolgersi a tutti meno uno. E’ onninclusiva ed onnicomprensiva, non parziale od escludente. Tutto ciò che rende non credibili questi altoparlanti dei buoni sentimenti è apparso nella sua cruda, icastica evidenza. Le loro parole sono andate in frantumi perché nostro compito è anche quello di smascherare il vero dal falso, in una continua opera di discernimento. E sono comunque profondamente convinta che ognuno cerchi, nel suo piccolo, di fare del suo meglio. Abbiamo conosciuto personaggi che elaborano parole in maniera elegante e rarefatta, credendoci e dando loro fiducia, senza  scorgere la doppiezza dei loro intenti e la vacuità del loro sentire, i non-sentimenti del loro non-cuore. D’altra parte, chi non ha un cuore non può costruirselo.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
C’è chi ti pesta un piede e chiede scusa, ma  ti calpesta il cuore senza neanche dire “Mi dispiace…”. Assistiamo allo spettacolo dell’ipocrita educazione borghese, funzionale alla menzogna ed anche al vivere civile, ma percepiamo che ciò che manca è una vera Educazione dell’Anima, la sola in grado di consegnarci alla nostra primigenia natura di Esseri Umani di Luce, che ci indirizzi  a non fare del male ad alcuno, ma di operare costantemente il bene con saggezza.  Abbiamo sperimentato l’amore umano e ci siamo spuntati le unghie sul muro d’indifferenza dell’altro. Ma anche chi esercita il suo infantile narcisismo assiso sul suo seggiolone mentale egoico, perso nel suo delirio solipsistico e dedito al suo onanismo mentale, deve ricevere la sua dose di amore puro, sincero, spontaneo e disinteressato. Come viatico sul suo cammino. Un grande ego un giorno sarà una grande spiritualità, e noi nel presente lavoriamo per l’Eternità. Chi non è stato toccato dall’amore pur avendolo sperimentato, può solo sperare che il dolore che la Vita somministra, un giorno sia talmente dirompente e schiacciante da fargli aprire il cuore rimasto chiuso. A chi non sceglie di crescere nell’Amore resta infatti solo la Via del dolore.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Molti hanno cercato e perseguito la Via della meditazione, senza sapere che potrebbero meditare per mille anni, ma se non aprono il cuore ad un sincero sentimento di compassione, resteranno manichini alla tavola della Gioia e dell’Amore, maschere ammantate di spiritualità ma nere dentro, con la parte Ombra sempre attiva e preponderante. E’ passato il tempo della scelta di campo. Oggi chi c’è c’è, chi non c’è avrà altre occasioni al prossimo Kali Yuga. Alcuni continuano a perseverare nel sonno. Ed invece bisogna agire i propri sogni, dare loro corpo, altrimenti saremo solo ombre nei sogni degli altri.  Tanti, troppi, strada facendo hanno perso la leggerezza…&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Abbiamo cercato di cambiare sempre pur restando noi stessi.  Non ci siamo fatti mancare nulla. L’Io, l’Es, l’Id, l’Ego, il conscio e l’inconscio dei teorici dell’anima, la cultura e la subcultura, l’approfondimento e la superficialità, le analisi prive di sintesi e di modalità operative, e dunque ridotte a mero esercizio di autocompiacimento. La parola, nata con valenza magico-evocativa, si è trasformata nel tempo nel suo simulacro. Non crea più mondi od esseri viventi, ma serve a perpetuare la menzogna ed a mantenere l’illusione, perché assieme alla coscienza abbiamo perso anche il potere del Suono. Troppe parole hanno ucciso il Suono creativo, ed il parlare degli umani è divenuto una cacofonia dissonante. Abbiamo scritto, letto e pronunciato molti luoghi comuni, frasi fatte ed ovvietà, essendo l’originalità prerogativa di spiriti liberi. Di libertà ce n’è tanta, sono gli uomini e le donne libere che mancano. Mai come ora la libertà causa sacro terrore a chi trova sicurezza nel gregge, poiché essere liberi comporta l’essere re-spon-sa-bi-li. Meglio dunque il calore e la comodità del gregge, o la falsa sicurezza del denaro e dei beni materiali, piuttosto che il rischio della navigazione a vista, i pericoli del mare aperto, il sano esercizio del coraggio e della vita vissuta come meravigliosa avventura. Ignorando che entrambe le strade comportano dei rischi, ed il rischio di chi sceglie la sicurezza è quello di perdere la sua Anima.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L’angolo di visuale dell’essere umano medio è quello del ratto, basso ed a breve raggio. Inutile dire ad alcuni di sviluppare l’osservazione dell’Aquila.  Essi sono, per scelta e per volontà,  incapaci di una visione dall’alto. La loro prevalente natura animale, l’uso incontrollato del cervello rettiliano, le pulsioni inconsce e la confusione dei loro spiriti, di cui mai hanno appreso il linguaggio, e dei loro impulsi emotivi, di cui mai  hanno acquisito padronanza, ne fanno i moderni carnefici dell’umanità. Il tutto corroborato e sostenuto da una grande arroganza, da un malcelato senso di superiorità, da insanabile egocentrismo, da istinto dì rapina. A loro si può rivolgere il nostro più genuino sentimento di compassione, poiché sono quelli che più ne hanno bisogno. Pochissimi hanno visto la Terra dallo spazio, molti di noi l’hanno osservata da una quota di diecimila metri. Ebbene, non siete rimasti colpiti dall’aver colto come non esistano confini, barriere, ma che le terre si susseguono alle terre, interrotte solo dai mari-oceani, e che tutte le terre possono e devono essere percorse dall’umanità presente sul Pianeta?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Non sentite come  parole un tempo fondanti la civiltà, quali democrazia, tolleranza, libertà, diritti, usate ed abusate da chi ne ha fatto strumento di sopraffazione, suonino false e vuote, obsolete ed inani? Anziché sputare parole a raffica, dovremmo essere testimoni silenziosi della gioia, dell’amore, della vita.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Per cercare di sollevare il pensiero dalla cortina fumogena dell’inconscio collettivo pesante e stratificato alcuni hanno parlato di Spirito, Anima, Nìrvana, Illuminazione, Sé, Coscienza, Consapevolezza, Desideri, Passioni. Meri artifici letterari, strumenti linguistici, sistemi di coagulazione, richiami per uccelli, campanelli per il risveglio. Servono a metterci in un atteggiamento di ascolto e di attenzione, a farci alzare lo sguardo al cielo in una notte stellata per ascoltare il richiamo degli astri, anziché osservare sempre e soltanto le deiezioni dei cani sui marciapiedi, ad entrare in contatto con la parte più profonda di noi, che ci attende silente ed incontaminata nella sua dimensione parallela e contigua. E comunque  tutto è giusto ciò che accade, ciò che accadrà. Ognuna di queste parole serve soprattutto a farci definitivamente comprendere che l’Alto e il Basso, la Luce e l’Ombra, il Tutto, l’Anima, il Sé, l’Illuminazione, il Nìrvana, i Mondi e l’Universo, perfino i Maestri, non esistono. Nulla esiste.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L’unica vera realtà esistente è l’Amore.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Che solo può farci cadere fra le braccia dell’unico, vero Maestro attuale, il Silenzio.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/feeds/4972476496577198764/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/2917135206050801680/4972476496577198764' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/4972476496577198764'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/4972476496577198764'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/2011/12/proxima-estacion-esperanza.html' title='Próxima estación: Esperanza'/><author><name>sR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15243588155905578331</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2917135206050801680.post-1320850907606433848</id><published>2011-12-22T11:23:00.000+01:00</published><updated>2012-05-11T15:34:46.014+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Carmelo Bene"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Crisi Economica Indotta"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="democrazia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Italia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Politica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Riflessioni"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Stato"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Storia"/><title type='text'>NomiNation</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Nel 2006 alle elezioni politiche vinse Romano Prodi.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La legge elettorale da quell&#39;occasione in poi non ha più permesso quella opzione che avrebbe potuto far conservare una parvenza di democraticità al nostro sistema. Il &lt;i&gt;porcellum &lt;/i&gt;di calderoliana memoria attraverso un meccanismo astruso e ingarbugliato ha permesso risultati elettorali davvero esilaranti, ma ciò che più importa è che non ha più dato agli elettori la possibilità di scegliere chi votare per mezzo delle preferenze. Solo una x sulla coalizione scelta e i candidati erano quelli voluti dai partiti.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiejhQYEZqLcQ3K2P7sDKrfLTD55njolreZ5-2R-hG2LSCbKI7Qhls-DlJQhK2hxD0cvgjl_HvFSj4vXbcnzRtmVg0h-vqyv0YpkZT_nYWNHywIXQfqkjCNFmZ911aemOGgCv49i3vLem0/s1600/775E445D7B5C575E.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;213&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiejhQYEZqLcQ3K2P7sDKrfLTD55njolreZ5-2R-hG2LSCbKI7Qhls-DlJQhK2hxD0cvgjl_HvFSj4vXbcnzRtmVg0h-vqyv0YpkZT_nYWNHywIXQfqkjCNFmZ911aemOGgCv49i3vLem0/s320/775E445D7B5C575E.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Elettori in fila&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
In ambito tecnico, il porcellum garantiva una maggioranza certa alla Camera appunto attraverso il premio di maggioranza, mentre al Senato ciò non era scontato. E infatti la coalizioni di Prodi pur ottenendo una maggioranza solida e garantita alla Camera, al Senato non poteva contare su tale appoggio. Infatti, al Senato la coalizione di Berlusconi prese circa 200000 voti in più di quella di Prodi. Il governo si reggeva, quindi, sull&#39;appoggio dei senatori a vita, non eletti ma nominati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Poi vennero la Forleo e De Magistris e la situazione cambiò. Si stava scoperchiando un vaso che avrebbe potuto destabilizzare l&#39;intero paese e così il male minore fu quello di insabbiare tutto e far cadere il governo. La Forleo fu trasferita, De Magistris si buttò in politica e Mastella venne ricordato per aver fatto cadere il governo.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Nel 2008 sull&#39;onda dell&#39;emergenza rifiuti a Napoli, Berlusconi vinse nuovamente le elezioni. Questa volta il porcellum gli garantì una maggioranza solida in tutto il Parlamento. Come nel 2006, alle pecore venne data la possibilità di votare e la x fu concessa per l&#39;ennesima volta. Di nuovo un Parlamento di nominati e non eletti. Da notare che il primo partito del 2008 fu quello degli astenuti, mai così alto nella storia (1 italiano su 4 si astenne).&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E vennero gli scandali sessuali, nuove rivelazioni di pentiti di mafia, lo strappo con Fini ecc. è storia ormai. Berlusconi, però, rimase sempre al suo posto.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Prima di continuare, è bene ricordare che Napolitano, eletto nel 2006, è risultato scelto da Parlamentari espressione dei partiti e non della volontà popolare. Questo è un passaggio fondamentale. Un altro nominato.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Infine, arrivò lo &lt;i&gt;spread &lt;/i&gt;il differenziale di rendimento tra i btp italiani e i bund tedeschi e Silvio fu costretto a cedere.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Arriviamo al punto di questo post: lo spread (non eletto...) fa cadere Berlusconi e Napolitano (nominato) designa Monti (nominato dal nominato) che sceglie i ministri (nominati dal nominato del nominato, insomma n alla terza). Per far cosa? Per fare gli interessi di altri gruppi di nominati (BCE, Commissione Europea, ecc.) &amp;nbsp;i quali hanno paura che il loro sogno europeo possa svanire.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&quot;Che cosa garantisce una democrazia che una dittatura non possa garantire?&quot;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/tbDnr6PuCrg?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/feeds/1320850907606433848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/2917135206050801680/1320850907606433848' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/1320850907606433848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/1320850907606433848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/2011/12/nomination.html' title='NomiNation'/><author><name>sR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15243588155905578331</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiejhQYEZqLcQ3K2P7sDKrfLTD55njolreZ5-2R-hG2LSCbKI7Qhls-DlJQhK2hxD0cvgjl_HvFSj4vXbcnzRtmVg0h-vqyv0YpkZT_nYWNHywIXQfqkjCNFmZ911aemOGgCv49i3vLem0/s72-c/775E445D7B5C575E.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2917135206050801680.post-7048581249177956661</id><published>2011-12-20T16:20:00.000+01:00</published><updated>2011-12-20T16:20:00.806+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Riflessioni"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Scritti"/><title type='text'>Il silenzio</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;di Jiddu Krishnamurti&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il silenzio ha molte qualità.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
C’è il silenzio fra due rumori, il silenzio fra due note e il silenzio che si allarga nell’intervallo fra due pensieri.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
C’è il singolare, quieto, pervadente silenzio che si diffonde in campagna alla sera; c’è il silenzio nel quale si ode il latrato di un cane in lontananza o il fischio di un treno che arranca per una ripida salita; il silenzio che regna in una casa quando tutti sono andati a letto, e il suo particolare risalto quando ti svegli nel cuore della notte e ascolti un gufo gridare nella valle; e c’è il silenzio che precede le risposte della compagna del gufo. C’è il silenzio di una vecchia casa abbandonata, e il silenzio di una montagna; il silenzio fra due esseri umani quando hanno visto la stessa cosa, sentito la stessa cosa, e agito.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Quella notte, specialmente in quella valle remota con le antichissime colline e i loro macigni di forma singolare, il silenzio era reale come la parete che toccavi. E tu guardavi dalla finestra le stelle luccicanti. Non era un silenzio autoprodottosi; non era perché la terra fosse quieta e gli abitanti del villaggio fossero addormentati, ma veniva da ogni dove, dalle stelle remote, da quelle colline scure e dalla tua mente, dal tuo cuore.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiCIGFq1g4vCQ96801E02ZhvVOEDs6op5HudGWFP4768JYX91U2oz4UVQMX5VNvRT8tQ8gNqdIJe9Aq4ufUd3xibjoFZwRFAPd5A57hL0aF-TFNm9bizxjgI2m7zfYybjzaLi9XAFmcEnM/s1600/Maraetaibeforesunrise.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;213&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiCIGFq1g4vCQ96801E02ZhvVOEDs6op5HudGWFP4768JYX91U2oz4UVQMX5VNvRT8tQ8gNqdIJe9Aq4ufUd3xibjoFZwRFAPd5A57hL0aF-TFNm9bizxjgI2m7zfYybjzaLi9XAFmcEnM/s320/Maraetaibeforesunrise.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Questo silenzio sembrava coprire tutto, dal più piccolo granello di sabbia del greto del fiume - che conosceva acqua corrente solo quando pioveva – all’alto, frondoso fico di Banian e una leggera brezza che cominciava a spirare.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
C’è il silenzio della mente che non è mai toccata da alcun rumore, da alcun pensiero o da l&#39;effimero vento dell’esperienza. Questo è il silenzio innocente, e pertanto infinito. Quando c’è questo silenzio della mente, da esso scaturisce l’azione e questa azione non è causa di confusione o infelicità.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La meditazione di una mente che sia totalmente in silenzio è la benedizione che l’uomo sempre cerca. In questo silenzio ogni qualità del silenzio è.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
C’è quello strano silenzio che regna in un tempio o in una chiesa vuota sperduta nella campagna, senza il rumore di turisti e fedeli; e il pesante silenzio che regna nell’acqua è parte di quello che è fuori del silenzio della mente.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La mente meditativa contiene tutte queste varietà, tutti questi cambiamenti e movimenti del silenzio. Questo silenzio della mente è la vera mente religiosa, e il silenzio degli dèi è il silenzio della terra.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La mente meditativa scorre in questo silenzio, e l’amore è la via di questa mente. In questo silenzio c’è la beatitudine e il riso.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/feeds/7048581249177956661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/2917135206050801680/7048581249177956661' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/7048581249177956661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/7048581249177956661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/2011/12/il-silenzio.html' title='Il silenzio'/><author><name>sR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15243588155905578331</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiCIGFq1g4vCQ96801E02ZhvVOEDs6op5HudGWFP4768JYX91U2oz4UVQMX5VNvRT8tQ8gNqdIJe9Aq4ufUd3xibjoFZwRFAPd5A57hL0aF-TFNm9bizxjgI2m7zfYybjzaLi9XAFmcEnM/s72-c/Maraetaibeforesunrise.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2917135206050801680.post-8894143285827262393</id><published>2011-12-18T16:13:00.000+01:00</published><updated>2011-12-18T16:13:48.150+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Riflessioni"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="TV"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Uomini"/><title type='text'>L&#39;imperatore, Pasolini e quella pillola rossa</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/A3ACSmZTejQ?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Quello che segue è lo scritto di un amico che non scrive più sul suo blog. Ciao Federico, torna a trovarci.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Buona lettura&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Racconta lo scrittore danese Hans Christian Andersen in una delle sue più celebri fiabe che, un giorno, un grande imperatore di un grande regno ricevette a corte due forestieri che dicevano di essere dei tessitori e di saper tessere la stoffa più incredibile mai vista. Non solo i disegni e i colori erano meravigliosi, ma gli abiti prodotti con quella stoffa avevano un curioso potere: essi diventavano invisibili agli occhi degli uomini che non erano all&#39;altezza della loro carica o che erano semplicemente molto stupidi. L&#39;imperatore credette alle loro parole e ordinò loro di confezionargli, con quella stoffa portentosa, un vestito nuovo per la Grande Parata. Pensava infatti che in questo modo avrebbe potuto riconoscere con facilità gli incapaci che lavoravano nel suo impero e avrebbe potuto distinguere gli stupidi dagli intelligenti! Immaginatevi lo sconcerto dei funzionari di palazzo che, inviati dall&#39;imperatore a visionare i lavori di tessitura, si trovavano di fronte ad un telaio vuoto e, per non voler apparire stupidi o incompetenti, si mettevano ad elogiare le fattezze di una stoffa inesistente. E immaginatevi pure la faccia dell&#39;imperatore quando, il giorno della Grande Parata, andò di persona a provare il magnifico vestito ma, per quanto si sforzasse, non riusciva proprio a vedere nulla. Anch&#39;egli, per non apparire da meno, si mise a lodare la precisione del taglio e la lucentezza dei colori. E immaginatevi soprattutto la reazione delle persone del popolo che, ammassate sulle strade per accogliere l&#39;arrivo del proprio imperatore, si accorsero immediatamente che, in realtà, il loro sovrano stava sfilando completamente nudo. Ma, non osando ovviamente confessare la propria stupidità, si misero tutti ad acclamare lui e il suo fantastico vestito nuovo. Solo un bambino, a un certo punto, non credendo ai propri occhi, esclamò: “Ma l&#39;imperatore è nudo!”. Allora la voce si sparse e dopo un po&#39; tutti si convinsero che effettivamente l&#39;imperatore non aveva nulla addosso. Racconta Andersen che il sovrano rabbrividì perché capì che il bambino aveva ragione. Ma, essendo un tipo molto orgoglioso, decise di concludere lo stesso la Grande Parata drizzandosi ancora più fiero.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa, che sembra essere solo una simpatica storiella, contiene invece un messaggio fortissimo ed attuale e ci pone di fronte ad una domanda molto scomoda: le opinioni che noi abbiamo della realtà che ci circonda sono frutto di una interpretazione libera e critica della nostra intelligenza o sono invece solamente frutto di un auto-convincimento indotto? Siamo veramente liberi di avere un&#39;opinione oppure inconsciamente siamo spinti a credere ciò che, per vari motivi (superficialità, pigrizia, passività, ignoranza, fragilità, ipocrisia...) vogliamo credere? La domanda è ostica perché mette in discussione un caposaldo del nostro vivere quotidiano: se le nostre azioni e il nostro modo di comportarci sono una conseguenza diretta delle nostre idee e del nostro modo di pensare e, qualora si scoprisse che queste idee sono in realtà tutt&#39;altro che spontanee, ma suggerite e in qualche modo a noi imposte inconsapevolmente, chi potrebbe ancora dire con certezza che le proprie azioni sono frutto di scelte libere? Chi avrebbe ancora il coraggio di definirsi libero?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La questione è molto delicata e per niente banale. Che cosa significa veramente essere liberi? E&#39; chiaro, per quanto appena detto, che il primo passo per poter affermare senza dubbio di agire e prendere decisioni in modo critico e indipendente da qualunque tipo di condizionamento esterno è riuscire ad avere opinioni il più possibile oggettive e vere sulla realtà che ci circonda. E chi ci fornisce gli strumenti necessari per poterci fare un&#39;opinione? I mezzi di informazioni di massa, i cosiddetti mass media: giornali, radio e televisioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno studio recente ha mostrato come più dell&#39;80% degli Italiani utilizzi la televisione come principale fonte di informazione. E&#39; una percentuale talmente elevata che impone un&#39;analisi profonda ed accurata della correttezza con cui le notizie vengono filtrate attraverso il tubo catodico. Lo schermo del televisore è uno specchio fedele della realtà o, in qualche modo, la realtà che passa attraverso di esso ne esce mutilata e deformata?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un grande aiuto alla comprensione di questo problema ci viene fornito dalle riflessioni di uno dei più grandi intellettuali italiani del ventesimo secolo, Pier Paolo Pasolini, scrittore, poeta e regista, ma soprattutto attento osservatore degli ingranaggi che fanno muovere il potere e l&#39;informazione. Pasolini, all&#39;inizio degli anni Settanta, quando ancora la televisione era agli albori, già aveva di essa un&#39;idea modernissima e ben precisa, che ancora oggi, anzi oggi più che mai, conserva intatta la sua forza e la sua validità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scriveva Pasolini: “Secondo me la televisione diventerà più forte di tutto e la sua mediazione ho paura che finirà per essere tutto”. Mai profezia fu più azzeccata. La statistica appena citata ne è la conferma. Oggi la televisione ha assunto un ruolo talmente determinante e invasivo nella percezione della realtà da parte del telespettatore che, per definizione, si è portati ad accettare e a dare per scontato che tutto ciò che viene detto attraverso lo schermo debba necessariamente essere vero.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“E&#39; vero perché l&#39;ho sentito alla televisione”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quante volte sentiamo ripetere questa frase! L&#39;ottica in cui siamo nati e cresciuti è questa: la televisione ti informa, la televisione ti accudisce, la televisione ti rallegra, la televisione ti svaga, la televisione ti occupa i tempi morti, la televisione ti dà tutto ciò di cui hai bisogno. Siamo arrivati ad un punto per cui la realtà vera è senza ombra di dubbio quella che passa in televisione. Una televisione che non solo filtra la realtà, ma in qualche modo la scompone e la ricrea a proprio uso e consumo. E se poi usciamo di casa e i nostri occhi vedono qualcosa di diverso da quello che ci è appena stato raccontato in televisione, se vediamo l&#39;imperatore nudo, beh, è chiaro che sono i nostri occhi ad aver preso un abbaglio. La televisione non può mentire. Questo è il senso comune.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ed è tanto radicato in noi questo modo di pensare che risulta assolutamente improponibile o ridicolo sospettare o semplicemente avere il dubbio che l&#39;informazione televisiva sia distorta, manipolata e confezionata ad arte. Da cosa deriva questa sorta di riverenza, a pensarci bene incomprensibile e ingiustificata, nei confronti del piccolo schermo?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pasolini ha la risposta. Pasolini aveva già capito tutto quarant&#39;anni fa. In una memorabile trasmissione RAI dei primordi (1971), un giovanissimo Enzo Biagi, attorniato da altri intellettuali e filosofi, discute con Pasolini del ruolo della televisione, che si era imposta in quel periodo come mezzo di comunicazione di massa all&#39;avanguardia. E&#39; interessante seguire le poche battute dell&#39;intervento, perché sono di una lucidità disarmante e forniscono una risposta chiara ai nostri quesiti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pasolini attacca: “La tv è un medium di massa e un medium di massa non può che massificarci e alienarci”. Biagi, un po&#39; disorientato, gli fa notare come la loro discussione si stia svolgendo però con grande libertà e senza alcuna inibizione. Pasolini risponde che in realtà questo è solo apparentementevero. Innanzitutto perché in televisione non si può dire tutto ciò che si vuole, non fosse altro che per una sorta di autocensura inconscia, che chiunque parli in televisione sperimenta. Ma soprattutto, ed è questo il punto fondamentale, perché “nel momento in cui qualcuno ci ascolta nel video” - dice Pasolini - “ha verso di noi un rapporto da inferiore a superiore, che è un rapporto spaventosamente antidemocratico. Le parole che cadono dal video cadono sempre dall&#39;alto. Anche le più democratiche, anche le più vere, le più sincere”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhkwYlK8gA0gV8w80eOp4F5HGvKlLd0GU09d1bbE8C-s8-xgTl6ztnpy87bwz3v0GU9k_TN78L0S0clCf2gK7yHE7kixWgJohdBvE0cdgbwOKWbQBb5r7FtOn9DNgyuyplu0IdrChutU_E/s1600/pasolini9pf.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhkwYlK8gA0gV8w80eOp4F5HGvKlLd0GU09d1bbE8C-s8-xgTl6ztnpy87bwz3v0GU9k_TN78L0S0clCf2gK7yHE7kixWgJohdBvE0cdgbwOKWbQBb5r7FtOn9DNgyuyplu0IdrChutU_E/s1600/pasolini9pf.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E&#39; un&#39;analisi spietata quella di Pasolini. Della televisione salva poco o nulla, perché ha compreso con lucidità quanto sia terribile il divario che separa i personaggi televisivi dallo spettatore. Non è e non può essere, per come la televisione è concepita, un rapporto democratico, alla pari. E&#39; in realtà una relazione rigorosamente e pericolosamente univoca, a senso unico, dallo schermo al salotto, dall&#39;alto al basso e mai viceversa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo spettatore è per definizione ricettore passivo di presunte verità. Non può far altro che assorbire, assorbire e ancora assorbire senza avere i mezzi per poter rielaborare le informazioni ricevute. E perché dovrebbe farlo? La visione della tv si basa nella maggior parte dei casi su un atto di fede per cui ciò che viene dette all&#39;interno di essa assume immediatamente una connotazione autorevole, inattaccabile, vera. Non c&#39;è bisogno di alcuna conferma, di alcun riscontro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dice ancora Pasolini: “Ammettiamo che ci sia una persona assolutamente umile, un analfabeta, un ignorante, interrogato da un intervistatore. L&#39;insieme della cosa, vista dal video, acquista sempre, fatalmente, un&#39;aria autoritaria, perché viene sempre data da una cattedra. Parlare dal video è parlare sempre ex cathedra. Anche quando questo è mascherato da democraticità”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quanto siano vere ed attuali queste parole è dimostrato da molteplici programmi televisivi di oggi. La televisione del 2000 è monopolizzata, per fare un esempio, dai reality show, che propongono come modelli personaggi tipicamente molto ignoranti, volgari e che non mostrano nessuna particolare qualità. Una volta usciti dalla Casa o tornati dall&#39;Isola diventano immediatamente icone nazionali, i più disparati programmi fanno a gara ad accaparrarsi la loro presenza, i giornali ne pubblicano interviste sui temi più disparati. Ecco la televisione che crea dal nulla e impone una realtà che non esiste grazie semplicemente alla propria posizione sopraelevata e “spaventosamente antidemocratica” di cui parla Pasolini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E la cosa peggiore è che, secondo questa logica, anche “le cose più vere, le cose più sincere” diventano in qualche modo inaccettabili, semplicemente perché imposte senza possibilità di replica. Come è possibile, senza una propria rielaborazione personale, essere sicuri della giustezza e della validità delle informazioni che riceviamo? Se ci si pensa seriamente, non c&#39;è alcun motivo per fidarsi ciecamente di ciò che i telegiornali ci propinano. Il nostro crederci sempre e comunque è un atto di buona fede che può trasformarsi in un atto altamente irresponsabile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel film capolavoro di Peter Weir, L&#39;attimo fuggente, il professor Keating, interpretato magistralmente da Robin Williams, incita i propri allievi a strappare le pagine di un testo scolastico che pretende di insegnare loro a misurare la bellezza di una poesia. L&#39;atto è talmente scandaloso e rivoluzionario che crea inizialmente molto imbarazzo nella classe. Mai nessuno, prima di allora, aveva osato mettere in discussione la validità e le giustezza delle informazioni contenute in un libro. Un libro, per sua natura, costituisce qualcosa di alto, di perfetto, di completo, e qualunque cosa sia scritta sotto forma di libro riceve da essa immediato prestigio. E&#39; esattamente quello che succede con la televisione. E&#39; esattamente quello che succede con i giornali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma cosa accade se, ad un certo punto, il professor Keating di turno viene a scombussolare le nostre granitiche certezze? Cosa accade se qualcuno viene a prospettarci l&#39;ipotesi che i giornali e le televisioni siano tutt&#39;altro che uno specchio fedele della realtà, ma anzi uno strumento di manipolazione di massa che risponde a logiche affaristiche di potere che nulla hanno a che fare con il rispetto per la verità dei fatti?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rimaniamo giustamente scossi, come gli alunni di Robin Williams. Non ci sembra verosimile e tendiamo a rifiutare l&#39;idea. Ma è a questo punto che tocca a noi. Siamo davvero disposti a rivedere le nostre convinzioni, anche quelle di cui non abbiamo mai minimamente dubitato? Abbiamo la forza di andare davvero a verificare come stanno le cose, anche se questo significa minare le nostre certezze? Abbiamo il coraggio, come il bambino di Andersen, di gridare che l&#39;imperatore è nudo? Tutto ciò dipende dalla nostra coscienza critica, dalla nostra buona volontà e soprattutto dalla nostra onestà intellettuale. Dopo tutto, essere un cittadino libero significa innanzitutto essere un cittadino informato. E un cittadino è informato nel momento in cui può avere accesso alle fonti dell&#39;informazione, senza inutili mediatori che possano alterare più o meno consapevolmente la verità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In che modo è possibile accedere a tali fonti di “informazione pura”? Esiste qualche altro mezzo, oltre ai mass mediatradizionali, attraverso i quali è possibile costruirsi una coscienza critica? Questo mezzo esiste e possiede delle potenzialità enormi. Si tratta della rete, del web, di Internet. Paradossalmente, però, l&#39;Italia è uno dei pochi paesi in Europa in cui lo sviluppo della connessione al web è lenta e anzi, secondo le ultime statistiche,tende addirittura a regredire. L&#39;Italia è uno degli ultimi paesi in Europa in quanto a connettività. Peggio di noi solo Grecia e Bulgaria. Secondo uno studio recente dell&#39;Eurostat (dicembre 2008) solo un misero 31% di Italiani può accedere alla banda larga. Cifre imbarazzanti se confrontate con la media europea, a fronte di paesi come Olanda, Svezia, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Germania e Inghilterra in cui la percentuale è ben al di sopra del 70% con punte dell&#39;86%.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E pensare che la rete costituisce un bagaglio inestimabile di informazioni, da cui di fatto restano esclusi due Italiani su tre. Perchè Internet è così potente? Perchè su Internet si può trovare tutto e il contrario di tutto. Non c&#39;è notizia, non c&#39;è evento, non c&#39;è parola che non si possa trovare facendo una semplice ricerca inGoogle o su Youtube. Tutto e il contrario di tutto: questo offre Internet. Un baraccone sicuramente sgangherato, confuso, pieno di insidie, ostico, in cui ci si può perdere, ma che, a saperlo utilizzare nel modo corretto, si trasforma in una fonte indispensabile per la ricerca della verità. E&#39; evidente che niente di tutto ciò, per banali motivi di tempo e di spazio, può essere offerto da una televisione né tanto meno da un giornale. Come è possibile allora, nel mare magnum delle informazioni che Internet mette a disposizione, riuscire a discernere il vero dal falso, ciò che è giusto da ciò che è sbagliato? Non diventa Internet, nel suo offrire tutto e il contrario di tutto, un mezzo che semplicemente confonde le idee invece di chiarirle?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E&#39; a questo punto che entra in gioco lo sforzo personale di ricerca della verità. Armati di una buona dose di onestà intellettuale è necessario addentrarsi nei meandri della rete per scovare il numero maggiori di informazioni possibili riguardo ad un certo argomento e, dopo averle passate al vaglio sotto una lente critica, farsi finalmente un&#39;idea di come stanno realmente le cose. Il metodo è arduo e presuppone fatica, ma il risultato è tutt&#39;altro che banale. E dopo tutto, non sta scritto da nessuna parte che essere cittadini liberi sia qualcosa di semplice. La libertà è qualcosa per cui si deve sudare, non cala certo dall&#39;alto per volere divino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ricordate il film più di successo dei fratelli Wachowsky, The matrix? Ricordate la scena in cui il protagonista Neo è messo di fronte ad una scelta drastica? Pillola blu o pillola rossa?Ovvero: continuare a vivere come se niente fosse credendo di essere libero oppure svegliarsi dall&#39;incubo e aprire gli occhi alla verità? Una verità dolorosa, che mostra un&#39;umanità controllata da una mente superiore, che la condiziona anche nelle azioni più insignificanti. Internet costituisce oggi la pillola rossa, il mezzo con cui ogni cittadino può prendere coscienza della realtà e confrontarla poi con quella che gli viene propinata dalla televisione e dai giornali, che invece ci invitano subdolamente ad ingerire la pillola blu.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E&#39; un esercizio molto divertente e istruttivo. La rete smaschera in un attimo tutte le bugie o le mezze verità che passano attraverso imedia ufficiali. Ma perché i media ufficiali dovrebbero mentire? Ce lo spiega ancora una volta Pasolini: “Oltre alla vecchia ferocia dei campi di concentramento, della schiavitù, ecc..., c&#39;è la nuova ferocia, quella che consiste nei nuovi strumenti del potere. Una ferocia così ambigua, ineffabile, abile, da far sì che ben poco di buono resti in ciò che cade sotto la sua sfera. Lo dico sinceramente. Non considero niente di più feroce della banalissima televisione. Il video è una terribile gabbia che tiene prigioniera l&#39;opinione pubblica servilmente servita per ottenere il totale servilismo. Tutto viene presentato come dentro un involucro protettore col distacco e il tono didascalico con cui si discute di qualcosa che è già accaduto.Tutto ciò esclude i telespettatori da ogni partecipazione politica”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono parole di denuncia fortissime: la televisione come mezzo per mantenere il controllo e il potere.Tutti sanno che in un regime il primo passo del dittatore è quello di assoggettare l&#39;informazione e costruire una propaganda del consenso. Ma cosa succede negli stati cosiddetti democratici? Cosa succede, in particolare, in Italia? Succede, come è sempre accaduto, che la televisione diventa uno strumento nelle mani dei governi in grado di plagiare le coscienze, ma in modo soft, rassicurante. Il primo passo è quello di prendere coscienza di questa situazione. E per prenderne coscienza basta navigare in Internet.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi vengono in mente esempi recenti molto chiari ed evidenti. Da mesi in Italia impazza l&#39;emergenza sicurezza, non passa giorno che un telegiornale ci informi dei dettagli più morbosi di un qualche stupro, di una qualche violenza, di un qualche omicidio. Negli ultimi tempi la situazione sembra alquanto peggiorata. La generica “emergenza sicurezza” si è trasformata in una vera e propria emergenza stupri. Sembra che l&#39;Italia sia diventata improvvisamente un grande bordello a cielo aperto in cui tutti stuprano tutti. Anzi no. I Rumeni stuprano tutti. Il messaggio con cui i media ci bombardano da tempo è che sono loro la causa principale degli stupri in Italia: i Rumeni. Sull&#39;onda emotiva alimentata dalle televisioni, la paura monta nella popolazione che tende ad essere sempre più insofferente verso questa etnia. Fateci caso. Ogni volta che c&#39;è uno stupro, ancora prima di conoscere il colpevole, i sospettati sono sempre dei Rumeni. Tipico titolo di giornale: “Stuprata una donna all&#39;uscita della stazione. Gli aggressori probabilmente sono due Rumeni”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Domando: a chi giova sapere la nazionalità di un delinquente? Forse che uno stupro commesso da un Rumeno sia più grave di uno commesso da un Italiano o da un Francese? Perché insistere volontariamente in quel modo sull&#39;etnia? A chi giova questo clima di paura? A chi interessa creare questa diffidenza nei confronti degli immigrati, e in particolare dei Rumeni?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La cosa interessante è che, se solo uno fa un breve giro in Intenet, alla voce “stupri in Italia” troverà probabilmente delle risposte sconcertanti. Innanzitutto, stando alle statistiche del Ministero dell&#39;Interno, è chiaro che non esiste nessuna emergenza stupri. O meglio: la situazione odierna non è più preoccupante di quella che era per esempio qualche anno fa. Anzi. Il numero degli stupri nel 2008 è in calo in tutte le maggiori città italiane. A Roma, per esempio, c&#39;è stata una riduzione significativa del 6,5%, a Bologna del 22%, a Milano addirittura del 27% rispetto al 2006. Ma c&#39;è di più. Se si vanno a guardare le statistiche per etnia, si vedrà che incredibilmente il 61% di coloro che commettono violenze sessuali sono Italiani. La percentuale di Rumeni è attorno al 7%, seguiti dai Marocchini al 6%. Come la mettiamo allora?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un altro esempio che mi viene in mente è il modo in cui i mediastanno trattando la crisi economica attuale. Mentre l&#39;America crolla e il suo crollo si ripercuote sull&#39;intera Europa con fenomeni mai visti di licenziamenti di massa, mentre intere fabbriche chiudono mandando letteralmente sul lastrico migliaia di famiglie che si ritrovano “povere” da un giorno con l&#39;altro, in Italia sembra che il problema si risolva in paio di fredde cifre astratte. La crisi è sostanzialmente riassunta nel concetto: “Il Prodotto Interno Lordo nel 2009 scenderà del 2%”. Pochi riferimenti o quasi alle disastrose conseguenze di un tale scenario. Quasi mai viene data la parola alle migliaia di persone che si ritrovano disoccupate dalla sera alla mattina. E la tendenza che viene fortemente suggerita dal governo è quella di “sdrammatizzare e non far apparire le cose più gravi di quel che sono”. Così ci appare che effettivamente la crisi sia qualcosa di impalpabile, che quasi non esista, finché non ci tocca in prima persona. Fa parte di quella “politica della rassicurazione” che i media tendono sempre ad imporre su impulso dei governanti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E a ben vedere ce se ne sarebbe di spazio in tv per approfondire i risvolti più tragici di questa crisi che sta distruggendo migliaia di famiglie. Invece, si preferisce parlare di altro, specialmente di cronaca nera o, in generale di fatti che siano il più possibile morbosi e possano incollare il telespettatore allo schermo. Sappiamo tutto dei delitti di Cogne, conosciamo a memoria la pianta della casa in cui si è perpetrato il delitto, conosciamo i più intimi particolari della vita dei due fidanzatini killer Erika e Omar, per non parlare dei coniugi Olindo e Rosa. Sono diventati parte della nostra vita, ormai. Se ne discute nei bar, per strada, dal macellaio. Non sappiamo nulla invece, perché nulla ci viene detto, tanto per fare degli esempi, sulle cifre della corruzione dilagante in Italia, sulle spaventose cifre dell&#39;evasione fiscale, sui processi che riguardano da vicino importanti uomini delle istituzioni, sui più o meno sporchi maneggi che si perpetrano nelle sale del potere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pasolini non riusciva a scorgere sostanziali differenze tra questo tipo di informazione, apparentemente democratica, ma di fatto fuorviante e deviante, e l&#39;analoga propaganda fascista: “L&#39;importante è una sola cosa: che non trapeli nulla mai che non sia rassicurante. L&#39;ideale piccolo borghese di vita tranquilla e perbene si proietta come una specie di furia implacabile in tutti i programmi televisivi e in ogni piega di essi”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La verità è che, se solo uno ha il coraggio di addentrarsi nella giungla di Internet per ottenere da sé le informazioni, scoprirà una realtà che molto spesso è radicalmente diversa da quella che ci viene proposta sul teleschermo o sui giornali. Ciò deriva dal fatto che i media tradizionali, per come sono concepiti, devono rispondere agli interessi di poteri forti che hanno tutto l&#39;interesse a manipolare l&#39;informazione in modo che certe notizie non vengano allo scoperto o vengano propinate in maniera distorta. Tutte le principali televisioni private sono gestite da grossi gruppi imprenditoriali, che hanno di solito interessi molto più estesi. E&#39; chiaro che ogni notizia scomoda verrà limata, smussata, distorta e nei casi più estremi censurata per tutelare gli interessi dell&#39;editore. Anche la televisione pubblica, che dovrebbe essere al servizio dei cittadini, non è immune da queste logiche, ma anzi è mantenuta sotto lo stretto potere dei partiti politici che controllano con meticolosità che nessuno sgarbo venga fatto alla propria parte. Stesso discorso per i giornali, i cui direttori, lontani dall&#39;essere indipendenti, ma che si sforzano con ogni mezzo di apparire tali, devono rispondere a logiche politiche di spartizione del potere, essendo essi nominati da grandi gruppi editoriali che fanno a gara per apparire graditi a questo o a quel partito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta che si è compreso questo fenomeno ci si trova dapprima disorientati, ma subito dopo si torna a respirare un&#39;aria nuova, di vera libertà. Non c&#39;è niente di più gratificante che ricercare ed arrivare alla verità con le proprie forze, ragionando con la propria testa e facendo i conti con la propria onestà intellettuale. E&#39; una piccola rivoluzione mentale che può stravolgere il proprio modo di vedere la realtà. Ma che è necessario affrontare nel momento in cui vogliamo definirci cittadini veramente liberi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Citando ancora una volta Pasolini: “In televisione c&#39;è chi pensa per voi. Da tutto ciò nasce un clima di terrore. Io vedo chiaramente il terrore negli occhi degli annunciatori, degli intervistati ufficiali. Non va pronunciata una parola di scandalo. Praticamente non può essere pronunciata una parola, in qualche modo, vera”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
tratto da &lt;a href=&quot;http://verraungiorno.blogspot.com/2009/03/limperatore-pasolini-e-quella-pillola.html&quot;&gt;http://verraungiorno.blogspot.com/2009/03/limperatore-pasolini-e-quella-pillola.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/feeds/8894143285827262393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/2917135206050801680/8894143285827262393' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/8894143285827262393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/8894143285827262393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/2011/12/limperatore-pasolini-e-quella-pillola.html' title='L&#39;imperatore, Pasolini e quella pillola rossa'/><author><name>sR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15243588155905578331</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhkwYlK8gA0gV8w80eOp4F5HGvKlLd0GU09d1bbE8C-s8-xgTl6ztnpy87bwz3v0GU9k_TN78L0S0clCf2gK7yHE7kixWgJohdBvE0cdgbwOKWbQBb5r7FtOn9DNgyuyplu0IdrChutU_E/s72-c/pasolini9pf.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2917135206050801680.post-8633802876589466235</id><published>2011-11-11T15:44:00.000+01:00</published><updated>2011-11-11T15:44:01.994+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Crisi Economica Indotta"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Italia"/><title type='text'>Mario e Monti</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEie5spmVefL8WIrsOrB2hmHr90z51MJ65GcJQ-u_le9gdGT_E10UKMWIAD1afN_Rx8ujpkwRalTsx2HN0yIgFhipj1rGlMIKdRLIZp4EASIjeg2gkq4Vw4AU7lDDD-qwslG9R8u-_5pOBU/s1600/Mario-Draghi.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEie5spmVefL8WIrsOrB2hmHr90z51MJ65GcJQ-u_le9gdGT_E10UKMWIAD1afN_Rx8ujpkwRalTsx2HN0yIgFhipj1rGlMIKdRLIZp4EASIjeg2gkq4Vw4AU7lDDD-qwslG9R8u-_5pOBU/s1600/Mario-Draghi.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Oltre al nome di battesimo i due Mario condividono l&#39;esperienza degli incontri Bilderberg.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Governo tecnico? Mhh, non credo proprio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgcWv3fdLezY62IPeJow8R9r8VGYvwBcK81ko5xpPynti0ZKd75izGkTxeuFiTmVZ0BCoOfSl8E8tOzy0zt3j8N9tiDK0ExXQmfsmbQtTyoOkHpi7mNAEHNkHLHG5ns68fQHl6_sCXJ1Fg/s1600/images.jpeg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgcWv3fdLezY62IPeJow8R9r8VGYvwBcK81ko5xpPynti0ZKd75izGkTxeuFiTmVZ0BCoOfSl8E8tOzy0zt3j8N9tiDK0ExXQmfsmbQtTyoOkHpi7mNAEHNkHLHG5ns68fQHl6_sCXJ1Fg/s1600/images.jpeg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attenzione. Sento una strana puzza di vecchio, di rancido direi.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/feeds/8633802876589466235/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/2917135206050801680/8633802876589466235' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/8633802876589466235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/8633802876589466235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/2011/11/mario-e-monti.html' title='Mario e Monti'/><author><name>sR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15243588155905578331</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEie5spmVefL8WIrsOrB2hmHr90z51MJ65GcJQ-u_le9gdGT_E10UKMWIAD1afN_Rx8ujpkwRalTsx2HN0yIgFhipj1rGlMIKdRLIZp4EASIjeg2gkq4Vw4AU7lDDD-qwslG9R8u-_5pOBU/s72-c/Mario-Draghi.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2917135206050801680.post-5129619368585008215</id><published>2011-09-24T15:04:00.001+02:00</published><updated>2011-09-24T15:05:30.170+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="democrazia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Riflessioni"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Stato"/><title type='text'>La fattoria degli animali</title><content type='html'>&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgaow1SsJD8SKGeKFWf1CG7PcIy-7gWB7IDfjH2Isw1wucMNGFqAWiPnSfJc888PyCYNp7Bt2j1LnU9ANqxUMuFDhzJgDTMFnOdD6Kvt1qEuEBgTSE5c6uFcHIFRirEpiOzpQZ7qmjigzE/s1600/Napoleon_Pig_by_faxtar.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgaow1SsJD8SKGeKFWf1CG7PcIy-7gWB7IDfjH2Isw1wucMNGFqAWiPnSfJc888PyCYNp7Bt2j1LnU9ANqxUMuFDhzJgDTMFnOdD6Kvt1qEuEBgTSE5c6uFcHIFRirEpiOzpQZ7qmjigzE/s320/Napoleon_Pig_by_faxtar.jpg&quot; width=&quot;244&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Napoleon&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Il signor Jones, della Fattoria Padronale, serrò a chiave il pollaio per la notte, ma, ubriaco com&#39;era, scordò di chiudere le finestrelle. Nel cerchio di luce della sua lanterna che danzava da una parte all&#39;altra attraversò barcollando il cortile, diede un calcio alla porta retrostante la casa, da un bariletto nel retrocucina spillò un ultimo bicchiere di birra, poi si avviò su, verso il letto, dove la signora Jones già stava russando.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Non appena la luce nella stanza da letto si spense, tutta la fattoria fu un brusio, un&#39;agitazione, uno sbatter d&#39;ali. Durante il giorno era corsa voce che il Vecchio Maggiore, il verro Biancocostato premiato a tutte le esposizioni, aveva fatto la notte precedente un sogno strano che desiderava riferire a tutti gli animali. Era stato convenuto che si sarebbero riuniti nel grande granaio, non appena il signor Jones se ne fosse andato sicuramente a dormire. Il Vecchio Maggiore (così era chiamato, benché fosse stato esposto con il nome di Orgoglio di Willingdon) godeva di così alta considerazione nella fattoria che ognuno era pronto a perdere un&#39;ora di sonno per sentire quello che egli aveva da dire.&quot;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;b&gt;George Orwell,&lt;/b&gt; Incipit de &lt;i&gt;La fattoria degli animali&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
I comandamenti (tra parentesi le frasi aggiunte successivamente dai maiali per giustificare le loro azioni).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. Qualunque cosa cammini su due zampe è un nemico.&lt;br /&gt;
2. Qualunque cosa cammini su quattro zampe o abbia le ali è un amico.&lt;br /&gt;
3. Nessun animale deve indossare vestiti.&lt;br /&gt;
4. Nessun animale deve dormire in un letto. (con le lenzuola)&lt;br /&gt;
5. Nessun animale deve bere alcol. (in eccesso)&lt;br /&gt;
6. Nessun animale deve uccidere un altro animale. (senza motivo)&lt;br /&gt;
7. Tutti gli animali sono uguali. (ma alcuni sono più uguali degli altri)</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/feeds/5129619368585008215/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/2917135206050801680/5129619368585008215' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/5129619368585008215'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/5129619368585008215'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/2011/09/la-fattoria-degli-animali.html' title='La fattoria degli animali'/><author><name>sR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15243588155905578331</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgaow1SsJD8SKGeKFWf1CG7PcIy-7gWB7IDfjH2Isw1wucMNGFqAWiPnSfJc888PyCYNp7Bt2j1LnU9ANqxUMuFDhzJgDTMFnOdD6Kvt1qEuEBgTSE5c6uFcHIFRirEpiOzpQZ7qmjigzE/s72-c/Napoleon_Pig_by_faxtar.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2917135206050801680.post-3751439802100463715</id><published>2011-09-19T14:44:00.000+02:00</published><updated>2011-09-19T14:44:02.278+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Riflessioni"/><title type='text'>The Big Kahuna</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.youtube.com/embed/gqQPOYZo6Fs?feature=player_embedded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
C&#39;è altro da dire?</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/feeds/3751439802100463715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/2917135206050801680/3751439802100463715' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/3751439802100463715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/3751439802100463715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/2011/09/big-kahuna.html' title='The Big Kahuna'/><author><name>sR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15243588155905578331</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2917135206050801680.post-503416972550066693</id><published>2011-09-12T13:41:00.000+02:00</published><updated>2011-09-12T13:41:37.766+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Italia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Riflessioni"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="TV"/><title type='text'>La TV: Arma di Distrazione di Massa</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgD1qAQG5BhYm4QxHg8EtlALpXcwH-wIJSi7l2YPXCqFOoPEJzKVMkG1FGfDbEhEkvEEWJTMQ3YUqkSccD9Vj6ZZyB14OWQ6iq0dWoXoW1vufZT8_WSSzhp25vbJBtpruIgSSaK3Alks9E/s1600/tv+rotta.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgD1qAQG5BhYm4QxHg8EtlALpXcwH-wIJSi7l2YPXCqFOoPEJzKVMkG1FGfDbEhEkvEEWJTMQ3YUqkSccD9Vj6ZZyB14OWQ6iq0dWoXoW1vufZT8_WSSzhp25vbJBtpruIgSSaK3Alks9E/s1600/tv+rotta.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;style type=&quot;text/css&quot;&gt;
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&lt;/style&gt;  &lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;Dedico questo nuovo post alla scatola più amata dagli italiani. La televisione.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;Sono ormai una sessantina di anni che la scatola è l&#39;elettrodomestico più presente nelle case degli abitanti del Bel Paese. Ah, che storia questa TV! &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;I piccoli ci crescono, gli adulti ci si divertono e i più anziani la considerano quasi un&#39;amica, seppur inanimata.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;Ma la nostra TV sarà oggetto delle mie più dure critiche.  &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;Da strumento di emancipazione culturale (in grado di portare la lingua Italiana in ogni parte della penisola) è diventata un mero strumento di potere. Ciò é ovvio, la cultura vera non crea profitti, crea consapevolezza. E ciò che serve agli imprenditori sono i soldi, non esseri umani critici (che poi non consumerebbero). &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;Eh si, la Tv è ancora (per poco?) il mezzo di comunicazione di massa più invasivo e impertinente. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;Il suo problema è dato dalla passività. Ciò che è riprodotto in Tv è voluto da qualcuno e l&#39;utente non ha alcun modo di interagire con la scatola. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;Nemmeno l&#39;Auditel serve a molto. Esso è solo uno specchio per le allodole. Come dice sempre il mio caro CapaRezza, le famiglie dell&#39;Auditel non sono seconde né al KGB, né alla Confindustria. Chi conosce qualche famiglia me lo faccia sapere, vorrei tanto parlarci.&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;Ma tant&#39;è, sono le famiglie dell&#39;Auditel a determinare ciò che vediamo. Più share uguale più pubblicità uguale più soldi per il mercato industriale (e non) facente capo alle Tv.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;E in un paese come il nostro, in cui la Tv regna indisturbata è normale che chi (o coloro) i quali controllano le Tv controllano necessariamente il nostro mondo. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;I telegiornali ci danno solo le notizie che fanno comodo al potere, i programmi più visti o sono le partite e i loro annessi e connessi, oppure gli show del varietà (molto vario per usare un eufemismo). &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;La Tv per come la conosciamo oggi è uno strumento funzionale al potere che ci sovrasta. La RAI è dei partiti, Mediaset è di Berlusconi, LA 7 e MTV sono di Telecom Italia.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;In pratica, nessun editore indipendente controlla le Tv. Quindi, a costo di generalizzare fin troppo, le Tv sono una fonte di informazione pessima. Volete che il potere si denudi per voi? Ma stiamo scherzando? &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;Oggi guardare la Tv, per il sottoscritto è peggio di qualunque altra cosa.  &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;Portate fuori il cane, leggete un libro, cucinate, fate l&#39;amore ma vi prego distruggete la Tv!&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;Non c&#39;è più molto che valga la pena guardare. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;Coloro che sono contro questo sistema istituzionalizzato di potere non li vedrete mai in Tv. &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;Vedrete sempre i soliti Vespa, De Filippi, Santoro, Domenica In, Grandi Fratelli, Grandi Bordelli ecc.  &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;Da quando mi domando il perché la Tv si ripeta sempre uguale a se stessa ho capito che può essere benissimo abolita.  &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;Da quando ho capito che basta andare in Tv e dire una marea di fregnacce e convincere milioni di persone a votarmi, ho compreso che la Tv è inutile (per me, ma non per colui cui alludo). &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;Per questi motivi e molti altri dico che questa è a tutti gli effetti un&#39;Arma di Distrazione di Massa! &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;Quindi, se ci tenete alle meningi, alla larga.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/feeds/503416972550066693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/2917135206050801680/503416972550066693' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/503416972550066693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/503416972550066693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/2011/09/la-tv-arma-di-distrazione-di-massa.html' title='La TV: Arma di Distrazione di Massa'/><author><name>sR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15243588155905578331</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgD1qAQG5BhYm4QxHg8EtlALpXcwH-wIJSi7l2YPXCqFOoPEJzKVMkG1FGfDbEhEkvEEWJTMQ3YUqkSccD9Vj6ZZyB14OWQ6iq0dWoXoW1vufZT8_WSSzhp25vbJBtpruIgSSaK3Alks9E/s72-c/tv+rotta.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2917135206050801680.post-7351229967558944787</id><published>2011-09-10T12:47:00.000+02:00</published><updated>2011-09-10T12:47:46.096+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Riflessioni"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Spazio"/><title type='text'>Spazio</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEid7YHOhGh7UdWGL_lv8jofs1wt3qfhKzB6cQVWK8-CsCnlq9ZjiqqkfyUcbgmlW3oBzVFQ3WXnPgiNwzbPGkm6vK8KNBBFB5EinPA_SBa9nfCUO5jf22Z8pHx7PQeaV0o1fS8ZFsBMvwU/s1600/kandinskij1.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;210&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEid7YHOhGh7UdWGL_lv8jofs1wt3qfhKzB6cQVWK8-CsCnlq9ZjiqqkfyUcbgmlW3oBzVFQ3WXnPgiNwzbPGkm6vK8KNBBFB5EinPA_SBa9nfCUO5jf22Z8pHx7PQeaV0o1fS8ZFsBMvwU/s320/kandinskij1.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 85%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;L&#39;arte oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla, e indica il contenuto del futuro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Vasilij Vasil&#39;evič Kandinskij&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt;&lt;span&gt;In alto: Composizione VI&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Periodo di transizione quello in cui stiamo vivendo: troppi cambiamenti e  in troppo poco tempo. Difficile riuscire a capire le ragioni di tale  rapida evoluzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La tecnologia sembra averci avvicinato più di  quanto crediamo ma, in fin dei conti, quanto ci toccano e ci coinvolgono  realmente i fatti che non accadono nel nostro spazio fisico?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quanti  di noi dopo aver letto notizie riguardanti posti a noi lontani si sono  fermati a riflettere più del dovuto? In fondo, in quei luoghi, noi non  ci siamo nemmeno mai stati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così tutti i cambiamenti ci scivolano addosso  senza che noi possiamo averne consapevolezza. Tutto cambia ma, in  realtà, noi come percepiamo tutto ciò?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una crisi economica, un  terremoto, un incidente... se questi avvenimenti non capitano a noi  restano solo le notizie in TV, sul giornale, alla radio o su internet.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così, come Candido, pensiamo solo &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;a coltivare il nostro giardino.&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/feeds/7351229967558944787/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/2917135206050801680/7351229967558944787' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/7351229967558944787'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/7351229967558944787'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/2011/09/spazio.html' title='Spazio'/><author><name>sR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15243588155905578331</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEid7YHOhGh7UdWGL_lv8jofs1wt3qfhKzB6cQVWK8-CsCnlq9ZjiqqkfyUcbgmlW3oBzVFQ3WXnPgiNwzbPGkm6vK8KNBBFB5EinPA_SBa9nfCUO5jf22Z8pHx7PQeaV0o1fS8ZFsBMvwU/s72-c/kandinskij1.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2917135206050801680.post-6613733278349298414</id><published>2011-09-06T15:21:00.001+02:00</published><updated>2011-09-08T17:05:39.307+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="democrazia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Riflessioni"/><title type='text'>Tocqueville già lo sapeva</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjZKQ6atUYt_tLXZMDWGK-84QD4lYbww4-iP-BuGzteMq9RJ6TkS_AbRCbCNCLCbU2uxErShJCUWL8xI2Oy7fkIP0qsgn2TJQz_JnV8NG5kIrYkw_sSuUVcMRCws8jpSEcJftQK9OOIKYQ/s1600/tocqueville1.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjZKQ6atUYt_tLXZMDWGK-84QD4lYbww4-iP-BuGzteMq9RJ6TkS_AbRCbCNCLCbU2uxErShJCUWL8xI2Oy7fkIP0qsgn2TJQz_JnV8NG5kIrYkw_sSuUVcMRCws8jpSEcJftQK9OOIKYQ/s320/tocqueville1.jpg&quot; width=&quot;256&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Il filosofo francese immaginò un dispotismo futuro che avrebbe degradato gli uomini senza tormentarli usando la violenza solo nei casi di maggior pericolo. Un dispotismo di tutori più che di tiranni che Tocqueville descriveva così:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt; “Voglio immaginare sotto quali tratti inediti il dispotismo potrà prodursi nel mondo; vedo una folla innumerevole di uomini simili ed eguali, che incessantemente si ripiegano su se stessi per procurarsi piccoli e volgari piaceri, di cui riempiono la loro anima. Ognuno di essi, ritirato in disparte, è come estraneo al destino di tutti gli altri, i suoi figli e i suoi amici personali formano per lui tutta la specie umana. Al di sopra di costoro si eleva un potere immenso e tutelare, che, da solo, si incarica di assicurare loro i piaceri e di vegliare sulla loro sorte. È assoluto, capillare, regolare, previdente e dolce. Assomiglierebbe al potere paterno se, come quello, avesse per fine di preparare gli uomini all’età virile: ma, al contrario, non cerca che di fissarli irrevocabilmente all’infanzia: gli piace che i cittadini sono contenti, a condizione che pensino soltanto a essere contenti. Lavora volentieri alla loro felicità, ma vuole esserne l’unico agente e il solo arbitro, provvede alla loro sicurezza, prevede e assicura la soddisfazione dei loro bisogni, facilita i loro piaceri, conduce i loro affari principali, dirige la loro attività, regola le loro successioni, divide le loro eredità; perché mai non può toglier loro interamente la fatica di pensare e la pena di vivere?1”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;/style&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm; text-align: right;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt;1 Alexis de Tocqueville (1840), &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt;&lt;i&gt;La democrazia in America, &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt;citato in Chevallier J. J., 1949; &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Le grandi opere del pensiero politico. Da Machiavelli ai nostri giorni, &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt;Il Mulino, Bologna, 1998, pp. 289-290.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/feeds/6613733278349298414/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/2917135206050801680/6613733278349298414' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/6613733278349298414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2917135206050801680/posts/default/6613733278349298414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempospaziopoesia.blogspot.com/2011/09/tocqueville-gia-lo-sapeva.html' title='Tocqueville già lo sapeva'/><author><name>sR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15243588155905578331</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjZKQ6atUYt_tLXZMDWGK-84QD4lYbww4-iP-BuGzteMq9RJ6TkS_AbRCbCNCLCbU2uxErShJCUWL8xI2Oy7fkIP0qsgn2TJQz_JnV8NG5kIrYkw_sSuUVcMRCws8jpSEcJftQK9OOIKYQ/s72-c/tocqueville1.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>3</thr:total></entry></feed>