<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-8592116743705843968</atom:id><lastBuildDate>Wed, 25 Mar 2026 07:44:18 +0000</lastBuildDate><category>le MALEfatte di Teresa</category><category>Bibolotty moments</category><category>in my opinion</category><category>#derivaditwitter</category><category>Diario di Lola</category><category>Penna Rossa</category><category>#derivadellaseduzione</category><category>leggendo...</category><category>sesso liquido</category><category>Visioni e RE visioni</category><category>justine2.0</category><title>Bibolotty Moments</title><description>Racconti, recensioni, opinioni.</description><link>http://bibolotty.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Elena Bibolotti)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>394</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8592116743705843968.post-6366582152541459962</guid><pubDate>Tue, 07 Jul 2015 07:40:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-07-07T10:13:29.762+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">in my opinion</category><title>Il BLOG va in ferie e la Bibo pubblica a novembre</title><atom:summary type="text">
Infine ci separiamo, io e questo mio amatissimo blog, ma non per molto, il tempo di terminare la seconda parte del mio sesto romanzo, il secondo da quando ho chiuso i social, di riscrivere &quot;Diario di Lola&quot; - di cui molte parti della prima stesura son presenti qui sopra-, e di pubblicare &quot;Pioggia dorata&quot;, un altro racconto stavolta diventato raccolta, e pubblicato per primo qui sul blog.
Da qui </atom:summary><link>http://bibolotty.blogspot.com/2015/07/il-blog-va-in-ferie-e-la-bibo-pubblica.html</link><author>noreply@blogger.com (Elena Bibolotti)</author><thr:total>6</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8592116743705843968.post-1849485303251351596</guid><pubDate>Sun, 21 Jun 2015 14:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-08-16T20:23:22.394+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bibolotty moments</category><title>Lo scrittore</title><atom:summary type="text">

Eppure ho amato Marinella. Forse l’unica donna che io abbia
amato veramente. Era diversa dalle altre, discreta, poco truccata, vestiva
semplicemente. Non mi aveva cercato come facevano tutte le altre. Non aveva
finto d’interloquire con me del più e del meno per arrivare al punto più tardi,
per sottopormi il proprio manoscritto magari dopo un invito a cena, o dopo
ancora, nell’intima penombra </atom:summary><link>http://bibolotty.blogspot.com/2015/06/lo-scrittore.html</link><author>noreply@blogger.com (Elena Bibolotti)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8592116743705843968.post-1304673410160442558</guid><pubDate>Sun, 14 Jun 2015 11:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-06-14T13:48:30.053+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bibolotty moments</category><title>Rimozioni</title><atom:summary type="text">


La tempesta si era finalmente acquietata e anche gli amici erano
andati via. L’appartamento era immerso nel silenzio nonostante la musica
suonasse ancora a tutto volume.

Anna era già di là che faceva le valigie, apriva e chiudeva
armadi, sbatteva porte e parlava tra sé di decisioni già prese e ben ponderate,
di stanchezza e insoddisfazione, di una fine annunciata e di un inizio
auspicato da </atom:summary><link>http://bibolotty.blogspot.com/2015/06/rimozioni.html</link><author>noreply@blogger.com (Elena Bibolotti)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8592116743705843968.post-1115629641569187330</guid><pubDate>Sun, 31 May 2015 07:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-06-01T20:21:19.697+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bibolotty moments</category><title>Lettera a mia sorella</title><atom:summary type="text">

Ti ricordi quando pensavamo che mai avremmo ripercorso i
loro stessi passi?, mai seguito le loro orme?, che mai saremmo rimaste con il
fiato sospeso in attesa di una risposta e che il mondo, visto da lì, sembrava
veramente facile da conquistare? 

E un po’ forse ci siamo riuscite, siamo cadute entrambe,
abbiamo sbagliato strada qualche volta, io, almeno. 

Ti conosco così poco pur avendo </atom:summary><link>http://bibolotty.blogspot.com/2015/05/lettera-mia-sorella.html</link><author>noreply@blogger.com (Elena Bibolotti)</author><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8592116743705843968.post-4928793485187780036</guid><pubDate>Sun, 24 May 2015 11:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-05-24T13:56:29.335+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bibolotty moments</category><title>Tentativi</title><atom:summary type="text">

Aveva un bel da fare in quegli ultimi giorni, in quegli
ultimi mesi, in quegli ultimi anni.

Si guardò nello specchio di sfuggita, s’intravide e andò
oltre, verso la cucina, abbracciando un catino pieno zeppo di panni da
stendere. Poi si fermò, tentennò, fece un passo deciso e di nuovo si fermò,
lasciando il passo sospeso nella pantofola foderata di morbido peluche, troppo
leziosa per l’aria </atom:summary><link>http://bibolotty.blogspot.com/2015/05/tentativi.html</link><author>noreply@blogger.com (Elena Bibolotti)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8592116743705843968.post-8258987115842246217</guid><pubDate>Fri, 08 May 2015 15:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-05-08T17:49:38.785+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bibolotty moments</category><title>Lettera a un amico (lo stesso)</title><atom:summary type="text">

Non sai quanto profuma questo Maggio, amico mio.

Le rose mi si offrono dai cancelli delle ville, si
affacciano ai muri di cinta mostrandosi senza cautela, impavide, pallide o
vermiglie, a stelo lungo o rampicante, i petali gualciti, spettinate come
zingarelle o perfettamente aperte, ormai mature, pronte a sfiorire seppure ancora
così odorose, come me orami rassegnate a mostrare di sé un </atom:summary><link>http://bibolotty.blogspot.com/2015/05/lettera-un-amico-lo-stesso.html</link><author>noreply@blogger.com (Elena Bibolotti)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8592116743705843968.post-3069324271441434789</guid><pubDate>Fri, 01 May 2015 07:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-05-01T14:25:17.123+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">in my opinion</category><title>L&#39;Avventura</title><atom:summary type="text">





Tempo fa, causa mancanza di materiale televisivo
interessante: soliti talent, soliti filmacci e serie tivù, ho rivisto, con
immensa gioia, L’avventura, del 1960,
il sesto lungometraggio di Michelangelo Antonioni.



Me lo sono tenuto dentro, ne ho riviste alcune scene, altre
mi sono sovvenute alla mente dopo, per settimane, senza un perché. 

Ecco, questa è un’opera che farei vedere e </atom:summary><link>http://bibolotty.blogspot.com/2015/05/lavventura.html</link><author>noreply@blogger.com (Elena Bibolotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjDTpGbNQrGfkMQlusJvEsaDHS7GggeNsrw5cYiFAYfSN1O5iHUIsQKTkhT-SUDcZTws9Tv5aVv5H-DAOCyM7unGOI7npzhfQltezVFOTDrgByC33FUrj0fk1eEmEy0qwSTRvbSxbJyQU8/s72-c/lavventura.png" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8592116743705843968.post-6901992340543455631</guid><pubDate>Sun, 19 Apr 2015 13:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-04-30T11:36:11.049+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">in my opinion</category><title>Leggere per pensare</title><atom:summary type="text">
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</atom:summary><link>http://bibolotty.blogspot.com/2015/04/leggere-per-pensare.html</link><author>noreply@blogger.com (Elena Bibolotti)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8592116743705843968.post-8277012753017488244</guid><pubDate>Fri, 03 Apr 2015 07:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-04-03T14:22:32.670+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bibolotty moments</category><title>La finestra sul cortile</title><atom:summary type="text">


Anche il padre più orribile ha diritto a una &amp;nbsp;figlia innamorata.&amp;nbsp;



Forse ha sette anni, madre e nonna la tengono d’occhio
stando sedute sul muretto che circonda il piccolo condominio, fumano,
sbadigliano rumorosamente. Immagino non abbiano da dirsi nulla d’interessante.

La vita di paese scorre lenta, tutto si sviluppa tra
ipermercati e il lago. 

Le due non fanno che raccomandarsi</atom:summary><link>http://bibolotty.blogspot.com/2015/04/la-finestra-sul-cortile.html</link><author>noreply@blogger.com (Elena Bibolotti)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8592116743705843968.post-8833031320039234803</guid><pubDate>Sun, 22 Mar 2015 08:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-03-22T09:34:43.940+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">in my opinion</category><title>Di seduzione in sedazione </title><atom:summary type="text">

Ho preso sempre io l’iniziativa. In tutte le occasioni. Per
un gioco di squadra, una gara, la scaletta dei brani da suonare a una festa;
poi quando si stava in comitiva, durante il tempo doloroso e lento
dell’adolescenza, quando proprio non si sapeva che fare e ci si guardava l’un
l’altra con l’aria di chi sa già che sarà tutto inutile, che per lenire la
sofferenza cosmica che quell’età ci </atom:summary><link>http://bibolotty.blogspot.com/2015/03/di-seduzione-in-sedazione.html</link><author>noreply@blogger.com (Elena Bibolotti)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8592116743705843968.post-2963937043514502415</guid><pubDate>Sun, 15 Mar 2015 07:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-03-15T13:13:40.394+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bibolotty moments</category><title>La filippina</title><atom:summary type="text">





Che poi uni dice eh i luoghi comuni!, eh certe affermazioni
sugli uomini!, eh, le generalizzazioni.



Ma sento raccontare certe robe in giro così banali e
sciocche che nemmeno Vanity Fair. Perché dai, suvvia, nulla è più inutile e
ammorbante che una rivista femminile e la femmina che la legge. 


Comunque la storia è storia ed è andata esattamente così
come “la” Simona –milanese- me l’ha </atom:summary><link>http://bibolotty.blogspot.com/2015/03/la-filippina.html</link><author>noreply@blogger.com (Elena Bibolotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj8HimmeAKcJfZrsHMwEfsO_6ek1tmFkbc0s92lry4WztsfleiV0FJYgN-t4tkkVbky198wrowBk_k71kobJuxvz0IfpBm4A8DbhWM0XTQYZHCW3Q3eAUsTFFt7ZgA3zHesr5gauc0UDq4/s72-c/servitu%CC%80.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8592116743705843968.post-2373833357504176999</guid><pubDate>Sun, 01 Mar 2015 14:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-03-01T15:43:01.773+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bibolotty moments</category><title>Portrait: Lettera a un amico </title><atom:summary type="text">







Avevo un amico che ti assomigliava, che come te sopravviveva
tra continui sbalzi di umore, brevi periodi di apertura seguiti da lunghi e
ostinati silenzi, come se quell’essersi dato agli altri per un po’ lo avesse
deluso a morte, ferito, come se aver guardato nelle vite degli altri lo avesse
disgustato, o si fosse affaticato a comunicare, fino a sentire la necessità di
richiudersi in sé </atom:summary><link>http://bibolotty.blogspot.com/2015/03/portrait-lettera-un-amico.html</link><author>noreply@blogger.com (Elena Bibolotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhO5-wrxbpGFfZdJudpIN4RBFU33qtQEEmnt-faWByjPhotm0_x2BqyZrINdUSmKDddz7lrIQF1Nm9XXuTwc8dJ9lVrjul_fqmuZj9wmVjHApf9x8-UK4e_ZKvY3rnpKmPoH_le6TLU8HI/s72-c/lettera+a+un+amico.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8592116743705843968.post-5097858175306207928</guid><pubDate>Fri, 13 Feb 2015 17:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-02-13T18:57:59.802+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bibolotty moments</category><title>L&#39;amica del cuore</title><atom:summary type="text">





(foto by Brook Shaden)



Silvia si era presa una cotta per un personaggio dolciastro
e ben confezionato Vanilla dai guru del marketing editoriale e non la finiva
più di parlarne, a lei, la sua amica del cuore, alle altre, tutte, al web, sui
social, alla madre che la guardava con tanto d’occhi mentre stirava il cento
miliardesimo colletto di camicia di suo padre, a suo padre che rimpiangeva</atom:summary><link>http://bibolotty.blogspot.com/2015/02/lamica-del-cuore.html</link><author>noreply@blogger.com (Elena Bibolotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiC8xbzg7tWH0JbG6Ob-yWTeWLVqkba5FHyCwc23NrC6AoulCaQ1ysIcwefC-XnFllGbKXepMVn5LAEcbWKxM6ffP4mjJNZDhbOpjWKv1pF3yJJkjo92bdDexHmEN1ZvA-_a_WTZfkZd2c/s72-c/Brook+Shaden.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8592116743705843968.post-2761668211550195194</guid><pubDate>Sat, 07 Feb 2015 17:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-02-07T18:47:30.075+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bibolotty moments</category><title>Una storia amara</title><atom:summary type="text">

La verità era che pensava a lui da anni, che non l’aveva mai
dimenticato lui e la sua gamba offesa di cui si vergognava tanto. 

«Dove sono in letteratura quelli come me?, dove sono gli
emarginati senza lieto fine, dove i senza tetto privati anche della poesia? E
le donne brutte, quelle grasse, quelle &quot;inguardabili&quot; che la società civile dice,
a parole appunto, di tutelare dove sono? È una </atom:summary><link>http://bibolotty.blogspot.com/2015/02/una-storia-amara.html</link><author>noreply@blogger.com (Elena Bibolotti)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8592116743705843968.post-8832400683437312355</guid><pubDate>Mon, 02 Feb 2015 09:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-02-13T14:39:54.165+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">in my opinion</category><title>desigual</title><atom:summary type="text">





Ricordo che non eravamo tutti uguali. 

All’asilo, in un tempo analgico da maglioncini di filanca e
lana mortaccina, un bambino aveva così poca scelta nei colori, blu, bianco e
marrone, che per differenziarsi dagli altri poteva servirsi soltanto la propria
fantasia. 

I miei colleghi bambini urlavano dal banco di voler
fare i piloti d’aeroplano, i militari, i professori, i maestri, alcuni </atom:summary><link>http://bibolotty.blogspot.com/2015/02/desigual.html</link><author>noreply@blogger.com (Elena Bibolotti)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8592116743705843968.post-9100917617722772206</guid><pubDate>Sun, 18 Jan 2015 08:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-01-30T15:59:28.879+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bibolotty moments</category><title>Dialogo a una voce. RUNNER</title><atom:summary type="text">



È che sai, faccio sport da quando avevo dieci anni e non mi ero
mai sentita così. 

Credi siano le cadute fatte da bambina? Dici?

…Mah… è anche possibile, certo, dicono che arriva un momento
nella vita in cui te le senti proprio tutte addosso le cadute dell’infanzia. 

Figurati le cadute dai pattini.

Ero agilissima, lo sapevi?, anche adesso lo sono… e lo sai…
ah, ah, ah… credo di non essere</atom:summary><link>http://bibolotty.blogspot.com/2015/01/dialogo-una-voce-runner.html</link><author>noreply@blogger.com (Elena Bibolotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhF-tTTDNS1qF7shrkeBSYjDliLQB0pFBr4CViiuzLlwuq5fj67rAxsgYxyB5qJecsUqLdjFp3-mkN_bAhcgoK7tIFD-3YBTszNaKYfMBzseEZnmVwLGJ3ciHpDX4OD6mMK_fKGD1-T1IQ/s72-c/runner.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8592116743705843968.post-694689181520802869</guid><pubDate>Sun, 11 Jan 2015 15:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-01-11T16:47:49.718+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bibolotty moments</category><title>144: ti voglio aiutare.</title><atom:summary type="text">

Era un periodo di fermo in teatro, quel po’ di doppiaggio
non bastava a pagare l’affitto e lui, l’artista puro con sguardo languido e
tormentato, rifiutava scritture in tivù. Che nel frattempo se ne scopasse anche
un&#39;altra non c’entra con questa storia. E nemmeno che mi ci ero messa perché somigliava
tanto a Marcello Mastroianni, non fosse stato per i colori, l’incarnato
chiarissimo e le mani </atom:summary><link>http://bibolotty.blogspot.com/2015/01/144-ti-voglio-aiutare.html</link><author>noreply@blogger.com (Elena Bibolotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiWIS0vbV49R_-NGOSxiZAxbNpCoM0YAhO798D_LEbDMJwT8lTN4Zox-6kGYDm4AFz9-MHpvziugPIrer45RZny_kqYo4HSzBtqlXelEhmEz762FTe0awlYHdnvfqzWrTBbmgTFgE2wDIU/s72-c/144.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8592116743705843968.post-5851327260870364784</guid><pubDate>Fri, 09 Jan 2015 15:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-01-09T16:39:16.935+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">in my opinion</category><title>SPAM!!!</title><atom:summary type="text">



Uno scrittore, al quale mesi e mesi fa domandai di leggere
il mio Justine 2.0, infilando emoticon qua e là per non ferirmi, mi rispose: e
tu hai mai letto qualcosa di mio? 

Ricordo che dall’altra parte del monitor arrossii perché, in
effetti no, non avevo mai letto nulla di suo. Così feci educatamente ammenda
ripromettendomi di andare in libreria e acquistare uno dei suoi Romanzi, cosa
che </atom:summary><link>http://bibolotty.blogspot.com/2015/01/spam.html</link><author>noreply@blogger.com (Elena Bibolotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjA6-MJ4Ade-3k_5fYWlHIj5-of5RvvwdWDjIcm8YR2WZnJlVDdreQr2mM3-vBVf2OZG2zOvg_ddKjj-SwU1Tv9hCg9z3USluA8CQ7ndxQrcBM-jjxZuXw8laxRSO2DPROELdWp0gB_Kes/s72-c/spam.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8592116743705843968.post-55782006528309938</guid><pubDate>Sun, 28 Dec 2014 09:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-12-29T10:10:51.790+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">in my opinion</category><title>Tra emoticon e fiamme. Benvenuti all&#39;inferno.</title><atom:summary type="text">

A vedervi da qui sembrate così saggi che ci si domanda
perché tanto livore. E perdonatemi se per una volta me ne tiro fuori, mi tiro fuori dal mucchio come non faccio mai, lasciando stare la seconda persona plurale.&amp;nbsp;

Ma a leggervi ogni giorno ci si chiede anche quando e se dormiate,
e dove sono, dove li avete nascosti, soprattutto, i figli meravigliosi che, sui
vostri perfetti post, </atom:summary><link>http://bibolotty.blogspot.com/2014/12/tra-emoticon-e-fiamme-benvenuti.html</link><author>noreply@blogger.com (Elena Bibolotti)</author><thr:total>13</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8592116743705843968.post-8478388361530070791</guid><pubDate>Tue, 23 Dec 2014 17:25:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-12-23T20:23:18.705+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">in my opinion</category><title>Natale 2014</title><atom:summary type="text">

Se lo &amp;nbsp;avessi saputo allora che mi avreste lasciata non avrei
fatto tante storie, non mi sarei ribellata con tanta convinzione alle
tradizioni nonnesche che, nonostante fossimo tutti cresciuti, continuavano a
essere il nostro appuntamento fisso prima del cenone, quando già la città era
deserta. Un ricatto al quale cedevo ogni anno meno volentieri, ormai
presa dalla mia vita adulta, rivolta</atom:summary><link>http://bibolotty.blogspot.com/2014/12/natale-2014.html</link><author>noreply@blogger.com (Elena Bibolotti)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8592116743705843968.post-2324450048061083582</guid><pubDate>Thu, 11 Dec 2014 16:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-12-11T17:39:54.904+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">in my opinion</category><title>Cronache</title><atom:summary type="text">



Al paese e in città, quando non c’era il web, si stava in finestra a
guardar passare la processione, la sposa con il corteo strombazzante e il carro
funebre trainato da cavalli col pennacchio. Casomai all’epoca non fossimo
ancora nati, ce lo ricorda Vasco Pratolini nel suo “Cronache di Poveri amanti”,
nel quale la “Signora” di Via del Corno è deus ex machina e punto di vista
della narrazione.</atom:summary><link>http://bibolotty.blogspot.com/2014/12/cronache.html</link><author>noreply@blogger.com (Elena Bibolotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgxxDkmOSnEf_W1xQaejlYwpI64qMGVjvzXGdRbVK7ucX1pJUeCqoMO3Xs3xWfU6xNrQa4ZmVzIFId5Ijn10IpVPXSPZS8nfUnktM1usFLd_poEniCXDRnOCGQwxx0v1sEBJIesHPyN5Ts/s72-c/cronache.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8592116743705843968.post-2880929211411315298</guid><pubDate>Wed, 10 Dec 2014 10:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-12-10T21:27:54.478+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">in my opinion</category><title>Se non ti vedo non esisti</title><atom:summary type="text">



Che le distanze si siano accorciate è soltanto un’illusione
ottica, una visione assai parziale. Oggi l’informazione frammentata e
superficiale non deriva quasi mai da una speculazione, da un’indagine
filosofica che ha bisogno di tempo, da un ragionamento che chiede una
conclusione logica, e così, sarà presto dimenticata. È nel soggetto che deve
nascere la domanda, ed è nella ricerca della </atom:summary><link>http://bibolotty.blogspot.com/2014/12/se-non-ti-vedo-non-esisti.html</link><author>noreply@blogger.com (Elena Bibolotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi12B2tmmRHXYbxrT9D6EzbOMEpR8zDSjUuQR5ve7dHJ_-oTgqVaFjSRWj6PQccAGV49cKyDNL1RnJM9FIUbMmKeNRp4cfZTC_4EjZKC4kfupXoi-JZh3T2-w8ejb6V_kzHKZ_-sLs_Cfo/s72-c/se+non+ti+vedo+non+esisti.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8592116743705843968.post-8904385177054993349</guid><pubDate>Sun, 30 Nov 2014 11:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-11-30T17:31:29.425+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bibolotty moments</category><title>Portrait: Uomo che prega</title><atom:summary type="text">



Nessuno gli domanda mai che cosa ci faccia ogni giorno al
lago, sempre alla stessa ora e con il vangelo in mano. Nessuno si ferma a
parlare con lui per domandargli soltanto come sta.

Lui prega, ogni giorno e sotto qualsiasi cielo. Che piova o
ci sia il sole, vento caldo di scirocco o tramontana fredda, l’uomo prega. 

È così raro oggi vedere qualcuno chinare il capo e
inginocchiarsi, </atom:summary><link>http://bibolotty.blogspot.com/2014/11/portrait-agostino.html</link><author>noreply@blogger.com (Elena Bibolotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh3bov27guRfz00BRn09s_4v_KXZ6j14d3QgTkKgwUIa2y24skyhhyy8vBfe5rHpmqxSPHrtMI58Z1pY1WcSfAG-o2BrEtzxx4yFwZRl-rxm1-GqcbX3SMzV0pLfjR9_Op8P-2FEm03WQA/s72-c/agostino.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8592116743705843968.post-5866777788796420180</guid><pubDate>Sun, 16 Nov 2014 10:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2016-04-12T14:08:16.157+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bibolotty moments</category><title>Portrait: donna che scrive una lettera</title><atom:summary type="text">





Ripenso spesso a quei pomeriggi e al nostro tempo che
sembrava sempre infinito. Al tempo non tempo che appartiene soltanto agli
amanti. 

Ricordo la camera che prenotavi, sempre la stessa. La gioia
di trovarti sempre lì, sotto il salice, dopo la curva, dopo quell’attesa
infinita. Perché noi venivamo sempre per ultimi. Noi due venivamo sempre alla
fine, come il dolce, se proprio rimaneva </atom:summary><link>http://bibolotty.blogspot.com/2014/11/portrait-donna-che-scrive-una-lettera.html</link><author>noreply@blogger.com (Elena Bibolotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEheJwacTj-pmuc1gkBmmaE4Lg0opDa-WD0RiEYdNhkrvp2ZW-zrv7eqXmtdabpormH4sXLhsV7wpkss61i0gml2hLgBLCKmTQKQm7cfUDdarCwrGPb_7-UlBXGyuJ88oQna6MlJ3U2eB04/s72-c/donna-che-scrive-una-lettera.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8592116743705843968.post-8192651072049857992</guid><pubDate>Sun, 09 Nov 2014 15:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-11-09T18:03:34.955+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Bibolotty moments</category><title>Portrait: Uomo che fuma la pipa</title><atom:summary type="text">





Era elegante quando fumava la pipa. Durante quel rito pomeridiano
era in grado di fermare il tempo. Tra la decisione di mettere il segno al libro
e assaporare il tabacco passava un tempo lunghissimo. Anche tra una tirata e
l’altra passavano pensieri, monologhi interiori, domande e recriminazioni. 

Alzava lo sguardo verso la finestra sorprendendosi ogni
volta che l’imbrunire fosse calato </atom:summary><link>http://bibolotty.blogspot.com/2014/11/portrait-uomo-con-la-pipa.html</link><author>noreply@blogger.com (Elena Bibolotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjBh9JufzHPwLghv5RZw-ZtvRLNziZaY_hWpxkmkLMv01F2cz7pq_toFHAHyqx4xhfIlPuhy5ldtGtOuXGXLN7LXmbxZvJluUZDW4KpRiHK7Sc7YTYtyHlnXEOoU6y_OaVxbIdBgQEMKFA/s72-c/Paul+Cezanne+-+Man+Smoking+a+Pipe+.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></item></channel></rss>