<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3916602395246782519</id><updated>2026-01-28T12:53:55.311+01:00</updated><category term="Media"/><category term="Evoluzione"/><category term="Antropologia"/><category term="Scoperte"/><category term="Eventi"/><category term="Ricerca"/><category term="Genetica"/><category term="Mitologia"/><category term="Biodiversità"/><category term="Medicina"/><title type='text'>Il gene ribelle</title><subtitle type='html'>Quando l&#39;evoluzione incontra la rivoluzione</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default?redirect=false'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343440451249601958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>88</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3916602395246782519.post-4941538579817721193</id><published>2016-06-01T12:59:00.005+02:00</published><updated>2016-06-01T13:04:01.533+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Evoluzione"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Media"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ricerca"/><title type='text'>Il meme egoista: la deriva autoreferenziale delle serie TV</title><content type='html'>&lt;blockquote class=&quot;tr_bq&quot;&gt;
Noi siamo macchine per la sopravvivenza, veicoli automatici ciecamente programmati per preservare quelle molecole egoiste conosciute come geni. Da lungo tempo penso che la biologia dovrebbe apparire eccitante come un romanzo di favole, perché la biologia è esattamente una storia di magie.&amp;nbsp;&lt;/blockquote&gt;
&lt;br /&gt;
Li consumiamo ogni giorno sui Social Media, ma — per quanto possano sembrare un fenomeno recente — vi siamo immersi ormai da tempo immemorabile. Costituiscono, infatti, il principale meccanismo di diffusione di contenuti a disposizione degli esseri umani; che, con l’avvento del Web partecipativo, ha trovato una potentissima cassa di risonanza, in grado di raggiungere potenzialmente l’intera popolazione mondiale. &lt;b&gt;Sono i memi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgiajql1qzn1g4Q9HAyIoMmApbyFMQhWwTo6uGoMAi3HqF4WuYMcHzl84ApCnA3za5y-Sh85K2l0NP9C5USaiBDo7nEmyjzZvpRne2Biihqohvfwa69UCCsDHCyQsjhSHO-mWgyBSP6Xr-Y/s1600/hodor.jpeg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;245&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgiajql1qzn1g4Q9HAyIoMmApbyFMQhWwTo6uGoMAi3HqF4WuYMcHzl84ApCnA3za5y-Sh85K2l0NP9C5USaiBDo7nEmyjzZvpRne2Biihqohvfwa69UCCsDHCyQsjhSHO-mWgyBSP6Xr-Y/s400/hodor.jpeg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
Cos’è, innanzitutto, un meme? Secondo la definizione di Richard Dawkins, che ha coniato il termine (nonché autore della citazione iniziale), si tratta di &lt;b&gt;una “unità autopropagantesi” di evoluzione culturale, analoga a ciò che il gene rappresenta per la genetica&lt;/b&gt;. Si comporta come un virus che trasporta cultura e che riesce a replicarsi da sé, indipendentemente da chi l’ha creato (ammesso e non concesso che sia possibile risalire al suo creatore). I memi hanno dunque una grande utilità per tutti noi: ci permettono di trasmettere usi e costumi, sia in verticale — da una generazione all’altra — sia in orizzontale — da un luogo all’altro all’interno della stessa generazione. Per fare un esempio: la religione sarebbe un coacervo di memi, che grazie alla forza con cui si radicano nella mente umana le permettono di sopravvivere nel corso dei millenni, in modo quasi immutabile.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;[L’utilità della religione è quella di rassicurare gli esseri umani e di favorire l‘esistenza di comunità pacifiche attraverso un set di norme condivise]&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa utilità rischia però di venir meno quando il rapporto tra memi e cultura si ribalta: ovvero quando la seconda, anziché sfruttare i primi per propagarsi, viene da essi sfruttata allo stesso — egoistico — scopo. &lt;b&gt;Succede, dunque, che i memi diventino egoisti&lt;/b&gt;, diffondendosi tra le menti di donne e uomini al semplice scopo di… diffondersi. Proprio come i virus, che pur di sopravvivere colonizzano il corpo dell’ospite fino a provocarne la morte. Del resto, il libro in cui Richard Dawkins sdogana il meme si intitola Il gene egoista, proprio perché in esso il biologo britannico teorizza i geni — ossia le unità ereditaria fondamentale degli organismi viventi — come robot che garantiscono la riproduzione di animali e vegetali al solo scopo di garantire la propria. Noi stessi, in quest’ottica da romanzo distopico, &lt;b&gt;siamo delle macchine in mano al nostro DNA&lt;/b&gt; (o meglio, a porzioni di esso).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhynf2MXkJRrWOc1yv0tm5ElA9UKG9_GSZlAAfLCgQd60K4WIKaQwxegp4H-S-WhuVj69f635qXw-i84sSuj4eccZ0llQQL4IQx8584HE5TG1ogJMTtQkwIIf7Ur3scQz0QGKRgtnFm28X6/s1600/dna.jpeg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;225&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhynf2MXkJRrWOc1yv0tm5ElA9UKG9_GSZlAAfLCgQd60K4WIKaQwxegp4H-S-WhuVj69f635qXw-i84sSuj4eccZ0llQQL4IQx8584HE5TG1ogJMTtQkwIIf7Ur3scQz0QGKRgtnFm28X6/s400/dna.jpeg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
A pensarci bene, è quello che sta succedendo alle serie TV, specialmente a quelle di maggior successo internazionale: una deriva autoreferenziale, con gli autori che fanno sempre più ricorso a stilemi riconoscibili per catturare l’attenzione degli spettatori, ma soprattutto per far sì che costoro diffondano automaticamente la “cultura” di quella particolare serie TV presso amici, conoscenti, parenti. &lt;b&gt;Ammettetelo: non lo state facendo anche voi?&lt;/b&gt; La dimostrazione più evidente di questa tendenza è probabilmente il format ideato da The Jackal e pubblicato su YouTube in tre puntate, dal titolo &lt;b&gt;&lt;i&gt;gli effetti di GOMORRA LA SERIE sulla gente&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;. L’exploit di questa vera e propria miniserie ha portato i suoi autori persino sul palco del &lt;a href=&quot;http://www.wired.it/tv/saviano-effetto-fa/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Wired Next Fest 2015&lt;/a&gt;, accanto a Roberto Saviano, che ha compreso l’importanza dell’operazione a tal punto da comparirvi nei panni di se stesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo contesto può essere utile tirare in ballo i serial di ambito tecnoscientifico, i primi a tracciare un percorso netto poi intrapreso da altre narrazioni: la creazione di un mondo a se stante, verosimile ma diverso da quello reale, che a causa delle proprie caratteristiche modifica la percezione quotidiana degli spettatori. Un effetto che può essere riassunto attraverso il cosiddetto &lt;i&gt;&lt;b&gt;effetto CSI&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;: un fenomeno documentato già nel 2004, secondo cui serie televisive come CSI — Scena del crimine hanno cambiato il rapporto degli statunitensi con la medicina forense e le perizie scientifiche, richiedendo la stessa qualità di risultati che si può apprezzare in TV e influenzando così anche i verdetti delle giurie. Una tendenza che, se si diffondesse in altri settori, potrebbe diventare davvero pericolosa: immaginate se tutti i nani fossero visti come potenziali ninfomani parricidi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Per me è arrivato il momento di fare un’imbarazzante confessione: per anni ho fatto finta di vedere le serie tv. Forse per non sentirmi escluso da un entusiasmo così contagioso o per illudermi di partecipare a un grandioso progetto di rinnovamento dei consumi culturali…” Quello descritto da &lt;a href=&quot;http://24ilmagazine.ilsole24ore.com/2016/05/basta-serie-tv/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Filippo Bologna&lt;/a&gt; potrebbe essere un fenomeno più diffuso di quanto si pensi. L’innato bisogno di far parte di un gruppo, e quindi in qualche modo di conformarsi, è stato innegabilmente ingigantito da Facebook, Twitter &amp;amp; co. Per cui, nel momento in cui su queste piattaforme si afferma una determinata tendenza, è facile che essa si diffonda presso un grande numero di utenti, desiderosi di non essere tagliati fuori dal discorso pubblico. È ormai provato che tale desiderio, se portato ai suoi estremi, può diventare addirittura una patologia: il cosiddetto &lt;b&gt;FOMO (Fear Of Missing Out)&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Succede però che, a causa di tale conformismo, l’attenzione verso il contenuto di prodotti televisivi di indubbia qualità ceda il passo all’attenzione verso la forma: gli sceneggiatori, per assecondare i gusti di un’audience sempre più generalista, preferiscono cioè vincere facile, puntando su meccanismi tipici dei social media e quindi immediatamente assimilabili. &lt;b&gt;Una sorta di citazionismo a priori&lt;/b&gt;, che si basa proprio sulla forza dei memi per diffondere sulle nostre bacheche i riferimenti alle scene clou di ogni puntata. Il problema non è estetico, ma etico: non andando mai a fondo fra le caratteristiche di ogni serie TV, si perde di vista la domanda che invece bisogna porsi ogni vola che si fruisce di un nuovo media. Per dirla con le parole di &lt;a href=&quot;http://www.doppiozero.com/materiali/leta-della-finzione&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Tiziano Bonini&lt;/a&gt;, &lt;i&gt;quanto&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;come&lt;/i&gt; questa visione cambia la nostra prospettiva sul mondo reale, quello non mediato e non vicario?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È possibile che una volta diventati “esperti” spettatori di storie di finzione, applichiamo più facilmente il filtro narrativo anche alle storie reali, trasformandole in trame. È possibile che ci sentiamo costantemente attori di un drama, distanziandoci dalla realtà e dai nostri ruoli sociali attraverso la maschera che ci rende personaggi, in una perenne ribalta priva di retroscena [per la definizione di questi concetti sociologici, si veda &lt;b&gt;Erving Goffman&lt;/b&gt;, che in &lt;i&gt;La vita quotidiana come rappresentazione&lt;/i&gt; sostiene che la vita è un teatro]. Capita così che un’opera celeberrima come &lt;i&gt;House of Cards&lt;/i&gt; si sovrapponga, nella percezione collettiva, alla politica reale, facendo ipotizzare una candidatura di Frank Underwood alla presidenza degli U.S.A. E che il premier Matteo Renzi lo citi come esempio negativo, affermando che &lt;b&gt;le serie TV spesso raccontano cose che sono l’opposto della realtà&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh_qLBS_ShfZKDS0uh-JkFFffI0Xc7qqBOy492RzKC0gTQBgGOId1ws7MDGJK1yVg3YhwiZeu7CDFaJrslYPEJPpuT6fmZFHJgZmWGPEtcFTrPxlG8nEKHlkQQzmmiM3attj1JWumzodDiG/s1600/house+of+cards.jpeg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;250&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh_qLBS_ShfZKDS0uh-JkFFffI0Xc7qqBOy492RzKC0gTQBgGOId1ws7MDGJK1yVg3YhwiZeu7CDFaJrslYPEJPpuT6fmZFHJgZmWGPEtcFTrPxlG8nEKHlkQQzmmiM3attj1JWumzodDiG/s400/house+of+cards.jpeg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
La serialità fa così riferimento a un &lt;i&gt;universo simbolico&lt;/i&gt; (che ha lo scopo di proteggere l’uomo dal caos su cui galleggia la sua esperienza sia individuale che collettiva) sempre meno connesso alla realtà e sempre più interno al mondo narrativo della serie TV stessa: gli spettatori sono immersi in un corto circuito che, privilegiando l’autoreferenzialità del prodotto, gli fa perdere la sua importanza sociale. &lt;b&gt;Come uscirne? &lt;/b&gt;In un mondo in cui lo spoiler è condannato quasi come un reato, e dove i memi travalicano i confini di Internet, è forse il caso di rivedere l’importanza delle varie componenti della fiction. Considerandole appunto delle componenti, tutte utili ma nessuna indispensabile, di un’opera d’arte complessiva. Non lasciamo che il Like Baiting fagociti il piacere di una fruizione personale del prossimo episodio. &lt;b&gt;E ascoltiamo Richard Dawkins&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;blockquote class=&quot;tr_bq&quot;&gt;
Siamo stati costruiti come macchine dei geni e coltivati come macchine dei memi, ma abbiamo il potere di ribellarci ai nostri creatori. Noi, unici sulla terra, possiamo ribellarci alla tirannia dei replicatori egoisti.
&lt;/blockquote&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/feeds/4941538579817721193/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2016/06/il-meme-egoista-la-deriva.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/4941538579817721193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/4941538579817721193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2016/06/il-meme-egoista-la-deriva.html' title='Il meme egoista: la deriva autoreferenziale delle serie TV'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343440451249601958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgiajql1qzn1g4Q9HAyIoMmApbyFMQhWwTo6uGoMAi3HqF4WuYMcHzl84ApCnA3za5y-Sh85K2l0NP9C5USaiBDo7nEmyjzZvpRne2Biihqohvfwa69UCCsDHCyQsjhSHO-mWgyBSP6Xr-Y/s72-c/hodor.jpeg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3916602395246782519.post-4637618440097204304</id><published>2015-02-08T02:16:00.001+01:00</published><updated>2015-02-08T13:08:32.565+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Media"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ricerca"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Scoperte"/><title type='text'>Di cosa parliamo quando parliamo di scienza</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L&#39;autorevole rivista &lt;i&gt;Scientific American&lt;/i&gt; ha pubblicato una lista dei &lt;a href=&quot;http://www.scientificamerican.com/article/graphic-science-the-papers-most-discussed-in-2014/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;paper scientifici più discussi nel 2014&lt;/a&gt;. O meglio, un&#39;analisi della differenza tra le ricerche più dibattute dagli scienziati e quelle più dibattute dal grande pubblico, in particolare attraverso i social media. &lt;b&gt;Quali sono i temi scientifici che le due categorie di utenti - esperti e meno esperti - trovano più interessanti?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Lo studio è stato svolto da Altmetric LLC, tracciando il numero di citazioni dei paper in 14 canali online che comprendono circa 5&#39;000 fonti. &lt;b&gt;La divergenza si nota, eccome, dalla rappresentazione grafica che ne è stata ricavata&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgp6lO1wgm710Jof3vP0VW3K-6rDWYPj7sikOj9cibizOFiZMqUAG4jjUU5sm7w1_H_O2UvzDKPwjsIynbroq9VofJsNc2IItU4oni6FzSXWM8wMxMfE3hAqv2nO9SDjbcpaFy46hfgALzB/s1600/Senza+titolo.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgp6lO1wgm710Jof3vP0VW3K-6rDWYPj7sikOj9cibizOFiZMqUAG4jjUU5sm7w1_H_O2UvzDKPwjsIynbroq9VofJsNc2IItU4oni6FzSXWM8wMxMfE3hAqv2nO9SDjbcpaFy46hfgALzB/s1600/Senza+titolo.png&quot; height=&quot;500&quot; width=&quot;500&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;section class=&quot;article-content&quot; style=&quot;margin: 20px 0px 0px; padding: 0px;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 25px; padding: 0px;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
I paper discussi sui canali più accademici (cerchi blu) sono molto diversi da quelli discussi sui social media (cerchi gialli, arancioni e rossi).&amp;nbsp;&lt;b&gt;Ma di cosa si parla di più, esattamente, sulle varie piattaforme?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;b&gt;Facebook: &lt;/b&gt;un articolo pubblicato &lt;a href=&quot;http://www.nature.com/news/simulations-back-up-theory-that-universe-is-a-hologram-1.14328&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;su Nature il 10 dicembre 2013&lt;/a&gt;, dall&#39;eloquente titolo &lt;b&gt;&quot;Alcune simulazioni ripropongono la teoria che l&#39;Universo è un ologramma&quot;&lt;/b&gt;.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;b&gt;Twitter&lt;/b&gt;: qualcosa di più legato all&#39;attualità. Datato &lt;a href=&quot;http://www.nature.com/srep/2013/130429/srep01742/full/srep01742.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;29 aprile 2013 a firma Scientific Reports&lt;/a&gt;, il testo si riferisce alla contaminazione da cesio dei pesci d&#39;acqua dolce a Fukushima e nel Giappone orientale.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;b&gt;Google Plus&lt;/b&gt;: &lt;a href=&quot;http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0006295214004249&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;su Biochemical Pharmacology, l&#39;1 novembre 2014&lt;/a&gt;, viene pubblicato &quot;Natural product agonists of peroxisome proliferator-activated receptor gamma (PPARγ): a review&quot; (traducetevelo da soli).&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;br /&gt;
E sui mezzi di comunicazione mainstream? Può sembrare paradossale, ma è probabilmente un segno della &lt;b&gt;resa incondizionata dell&#39;opinione pubblica di fronte all&#39;avanzata del web partecipativo&lt;/b&gt;, anche in ambito scientifico: i due lavori con il numero più grande di citazioni, rispettivamente su news generaliste e su Mendeley e blog, riguardano la prova sperimentale del contagio emotivo di massa attraverso i social media, pubblicato su &lt;a href=&quot;http://www.pnas.org/content/111/24/8788.full&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;PNAS il 17 giugno 2014&lt;/a&gt;, e perché la maggior parte delle scoperte scientifiche pubblicate sono false, a cura di &lt;a href=&quot;http://journals.plos.org/plosmedicine/article?id=10.1371/journal.pmed.0020124&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;PLoS Medicine il 30 agosto 2005&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se aggiungiamo che il paper che ha ottenuto la maggiore attenzione in assoluto &lt;a href=&quot;http://www.nature.com/news/online-collaboration-scientists-and-the-social-network-1.15711&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;è questo&lt;/a&gt;, improvvisamente diventa tutto molto chiaro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhm94rLQLwvdZqUa1EJdGmHI60PDc6rY2SIMDsxxcMTZyfj4u89_lnEzz472pebOlGEuMn6LIlSF3gYboURRETYVOsZYMfWp1nMLkHwL7ygb61W4Wr2Fu7QGhOTwHPr2WO5Lx5upsJ5HZfC/s1600/Senza+titolo+2.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhm94rLQLwvdZqUa1EJdGmHI60PDc6rY2SIMDsxxcMTZyfj4u89_lnEzz472pebOlGEuMn6LIlSF3gYboURRETYVOsZYMfWp1nMLkHwL7ygb61W4Wr2Fu7QGhOTwHPr2WO5Lx5upsJ5HZfC/s1600/Senza+titolo+2.png&quot; height=&quot;500&quot; width=&quot;500&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;shareaholic-canvas&quot; data-app-id=&quot;6163&quot; data-app=&quot;share_buttons&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/section&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/feeds/4637618440097204304/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2015/02/di-cosa-parliamo-quando-parliamo-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/4637618440097204304'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/4637618440097204304'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2015/02/di-cosa-parliamo-quando-parliamo-di.html' title='Di cosa parliamo quando parliamo di scienza'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343440451249601958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgp6lO1wgm710Jof3vP0VW3K-6rDWYPj7sikOj9cibizOFiZMqUAG4jjUU5sm7w1_H_O2UvzDKPwjsIynbroq9VofJsNc2IItU4oni6FzSXWM8wMxMfE3hAqv2nO9SDjbcpaFy46hfgALzB/s72-c/Senza+titolo.png" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3916602395246782519.post-1634980591130564834</id><published>2015-01-21T23:47:00.003+01:00</published><updated>2015-02-08T02:23:15.563+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Media"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ricerca"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Scoperte"/><title type='text'>La solitudine dei numeri uno</title><content type='html'>&lt;b&gt;I film hollywoodiani sui grandi scienziati sono&lt;/b&gt; - necessariamente - &lt;b&gt;delle forzature&lt;/b&gt;, tanto alla carriera quanto alla vita dei personaggi rappresentati.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;A Beautiful Mind&lt;/i&gt; ne era già stata una dimostrazione, e &lt;i&gt;The Imitation Game &lt;/i&gt;ha confermato la regola.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjteGFIsdlWgR0w7zLtswefdY3Ijuk0jSvh-AOvFj5wZtd9xQWfUsUXqDzmz_AOGG_IaeZQcncNGN5O5JlxEAGuAgzeubjR7uwIvN1lyAOOLN2D9YTYuNKy-7Rwhj05oLOef6TXgYCBXt57/s1600/IG_02611.jpeg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjteGFIsdlWgR0w7zLtswefdY3Ijuk0jSvh-AOvFj5wZtd9xQWfUsUXqDzmz_AOGG_IaeZQcncNGN5O5JlxEAGuAgzeubjR7uwIvN1lyAOOLN2D9YTYuNKy-7Rwhj05oLOef6TXgYCBXt57/s1600/IG_02611.jpeg&quot; height=&quot;332&quot; width=&quot;500&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
Può essere considerato un uso sapiente dello&lt;i&gt; stereotipo&lt;/i&gt;: il quale non è necessariamente un male. Gli stereotipi assolvono, infatti, anche una funzione positiva, rappresentando un’utile sintesi di&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
conoscenze condivise: il buon selvaggio e il cattivo selvaggio sono, del resto, entrambi stereotipi.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
Pensandoci bene, &lt;b&gt;non c’è niente di intrinsecamente sbagliato nel generalizzare: la scienza stessa è costruita su astrazioni dal particolare al generale.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
La rappresentazione dello scienziato come genio solitario è, però, un&#39;esagerazione che rischia - proprio tramite il grande schermo - di c&lt;b&gt;ompromettere la comprensione pubblica dei meccanismi della scienza&lt;/b&gt;. E, di conseguenza, di attribuire alla ricerca un ruolo politico ben più banale di quello che dovrebbe effettivamente ricoprire (vedi il caso Stamina, o la vicenda del terremoto in Abruzzo).&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
Un esempio paradigmatico di tutto ciò è &lt;b&gt;Isaac Newton&lt;/b&gt;. Aveva una passione pura e disinteressata per la comprensione del mondo, ma non lavorava affatto per il bene dell&#39;umanità. Durante la sua vita ebbe molta fama e riconoscenza, ma nessuno con cui condividere le sue gioie. Convincerlo a socializzare sarebbe probabilmente stato più difficile di obbligare un gatto a fare il bagno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhxbZGMGy2IebLgYDPzdxcmOm2131oktoHPH3kFOEeZA8eho0lzTooWUlaym6aUKIoJiKhzd8wfpTRRxvSNIiZAL14uqJggpXJ7wQEV45CjK6qNRmDIjXPGZt6f6GYk2MgwmAGgi-YNE5Rn/s1600/isaac-newton-.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhxbZGMGy2IebLgYDPzdxcmOm2131oktoHPH3kFOEeZA8eho0lzTooWUlaym6aUKIoJiKhzd8wfpTRRxvSNIiZAL14uqJggpXJ7wQEV45CjK6qNRmDIjXPGZt6f6GYk2MgwmAGgi-YNE5Rn/s1600/isaac-newton-.jpg&quot; height=&quot;383&quot; width=&quot;500&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Nato il 25 dicembre 1642&lt;/b&gt; (come un regalo di Natale imprevisto), lo scienziato inglese era odiato dai compagni di scuola e persino dalla servitù familiare. Ma, una volta da solo, dava il meglio di sé: scettico su tutta la produzione di Aristotele, che all&#39;epoca rappresentava il cuore del curriculum universitario, &lt;b&gt;iniziò il suo lungo viaggio verso un nuovo modo di pensare nel 1664. Leggeva Keplero, Galileo e Descartes.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Tuttavia, &lt;b&gt;dimentichiamoci la storia della mela.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
La &lt;a href=&quot;https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_gravitazione_universale&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;legge di gravitazione universale&lt;/a&gt; non è stata il frutto di un lampo di genio, o un&#39;epifania. Si è trattato di un intero corpo di lavoro che ha fatto da base a una nuova tradizione scientifica. Non è con un colpo alla testa che il ricercatore formula le sue teorie, ma attraverso anni di fallimenti e successi, vagliando attentamente le ipotesi a sua disposizione.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;
Ma non basta. Un&#39;altra causa dell&#39;isolamento di Newton - per una media di 100 ore di lavoro a settimana - stava nei suoi due principali campi di interesse: l&#39;analisi matematica della Bibbia e l&#39;alchimia, che teneva adeguatamente nascoste all&#39;opinione pubblica. Quindi, nel 1684, questo &amp;nbsp;ex bambino prodigio dalla dedizione maniacale aveva prodotto una pila enorme di note disorganizzate, una serie di saggi sulla religione e sui metalli più astrusi, e &lt;b&gt;una teoria sul moto ancora confusa e incompleta&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg6RF0RxDhxuKkb1A1KP6UJVFioY_FI2Yf1NdhArooZEs_0pLwlSgPbTGjSSdnMoTZrJNhaN17xbN9vTWUlUGGsB9Q7ITAd8nEFNFBPiwDHMo3QAgGiOVrDf_n38_m5TteYofsWSacHIn-P/s1600/NewtonsPrincipia.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg6RF0RxDhxuKkb1A1KP6UJVFioY_FI2Yf1NdhArooZEs_0pLwlSgPbTGjSSdnMoTZrJNhaN17xbN9vTWUlUGGsB9Q7ITAd8nEFNFBPiwDHMo3QAgGiOVrDf_n38_m5TteYofsWSacHIn-P/s1600/NewtonsPrincipia.jpg&quot; height=&quot;332&quot; width=&quot;500&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
La solitudine, pur gratificandolo a livello personale, aveva fino a quel momento penalizzato il sapere collettivo. Fu solo l&#39;incontro con un altro eminente personaggio, l&#39;astronomo Edmund Halley, che portò Newton alla pubblicazione del libro - i &lt;i&gt;&lt;b&gt;Philosophiae Naturalis Principia Mathematica&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; (o, più semplicemente, &lt;i&gt;Principia&lt;/i&gt;) - che avrebbe dato una nuova forma al pensiero umano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lungi dall&#39;essere l&#39;opera di un singolo, il progresso teorico e pratico si dimostra - ancora una volta - il risultato del lavoro della cosiddetta &lt;b&gt;&quot;comunità scientifica&quot;&lt;/b&gt;. Ricordatelo, la prossima volta che andate al cinema.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;shareaholic-canvas&quot; data-app-id=&quot;6163&quot; data-app=&quot;share_buttons&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/feeds/1634980591130564834/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2015/01/la-solitudine-dei-numeri-uno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/1634980591130564834'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/1634980591130564834'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2015/01/la-solitudine-dei-numeri-uno.html' title='La solitudine dei numeri uno'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343440451249601958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjteGFIsdlWgR0w7zLtswefdY3Ijuk0jSvh-AOvFj5wZtd9xQWfUsUXqDzmz_AOGG_IaeZQcncNGN5O5JlxEAGuAgzeubjR7uwIvN1lyAOOLN2D9YTYuNKy-7Rwhj05oLOef6TXgYCBXt57/s72-c/IG_02611.jpeg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3916602395246782519.post-2665713661189841212</id><published>2014-10-06T18:02:00.002+02:00</published><updated>2015-02-08T02:20:12.713+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Media"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mitologia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ricerca"/><title type='text'>Il dito medio di Galileo</title><content type='html'>&lt;blockquote class=&quot;tr_bq&quot;&gt;
“Il dito di Galileo assalito nel corteo&lt;br /&gt;
diventato mito per alcuni come Clooney George”&lt;br /&gt;
— Caparezza&lt;/blockquote&gt;
&lt;div class=&quot;p2&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;p1&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://drive.google.com/file/d/0BwGbIZjs82DVWGtzeVVUNjVTY1U/view?usp=sharing&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh0Q5KVYvUHrgmQsb__QCMBL7gJWZKk6D-abHtz8XhAeY8JK4A3AHvRpIMSqvqLrExZCgh2Zsz8Uy_Sf8jzoK6lnApGph3U5ixdx98o4S7uwvnHPnksL1K9CHf7Y_AngArSAVk3cFJCAadZ/s1600/copertina-tesi.jpg&quot; height=&quot;338&quot; width=&quot;500&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;shareaholic-canvas&quot; data-app-id=&quot;6163&quot; data-app=&quot;share_buttons&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/feeds/2665713661189841212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/10/il-dito-medio-di-galileo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/2665713661189841212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/2665713661189841212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/10/il-dito-medio-di-galileo.html' title='Il dito medio di Galileo'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343440451249601958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh0Q5KVYvUHrgmQsb__QCMBL7gJWZKk6D-abHtz8XhAeY8JK4A3AHvRpIMSqvqLrExZCgh2Zsz8Uy_Sf8jzoK6lnApGph3U5ixdx98o4S7uwvnHPnksL1K9CHf7Y_AngArSAVk3cFJCAadZ/s72-c/copertina-tesi.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3916602395246782519.post-6159355336326989972</id><published>2014-05-01T11:16:00.004+02:00</published><updated>2014-05-01T11:21:08.369+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Eventi"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Media"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ricerca"/><title type='text'>Perché c&#39;è bisogno di più Software Engineer</title><content type='html'>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
Ci sono molte persone, in Italia e all&#39;estero, che studiano Informatica (in inglese, &lt;i&gt;Computer Science&lt;/i&gt;) a livello universitario. Ci sono poche persone, però, che grazie a questi studi diventano bravi programmatori (in inglese, &lt;i&gt;Software Engineer&lt;/i&gt;).&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;b&gt;Tra la teoria e la pratica, ci può essere di mezzo il mare.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
Il problema è che, nel sistema attuale, non è possibile apprendere direttamente i principi della programmazione: ciò che si può fare è ottenere una laurea in Informatica. &lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjCedSX4qFTjj6BlyYXAd3YZ3U0feBE07tHUWt8um0WAFtAGeQHMUtfkZaX36dP5Fbp7viNa9zfP2tLnpXVRi4RZLp7Goj4SNwoEcCU9uu3oBWPiBI7b9S_7SQrZZRykK5RulhVWzvevSbw/s1600/foto.jpeg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjCedSX4qFTjj6BlyYXAd3YZ3U0feBE07tHUWt8um0WAFtAGeQHMUtfkZaX36dP5Fbp7viNa9zfP2tLnpXVRi4RZLp7Goj4SNwoEcCU9uu3oBWPiBI7b9S_7SQrZZRykK5RulhVWzvevSbw/s1600/foto.jpeg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Fonte: techwench.com&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
Niente di male. Tuttavia, è chiaro che l&#39;obiettivo di un titolo del genere non è avere un lavoro in ambito tecnologico, e in un momento in cui questo settore è affamato di talenti si tratta di un problema. Un grosso problema.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
Passare da una laurea in Informatica a un lavoro come&amp;nbsp;&lt;i&gt;Software Engineer&amp;nbsp;&lt;/i&gt;richiede un impegno da autodidatti e lavoratori autonomi. &lt;b&gt;E non è giusto&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;La preparazione accademica dovrebbe - da un lato -fornire una cultura sia generalista sia nel proprio settore specialistico e - dall&#39;altro - preparare ad affrontare, come si suol dire, &quot;il mercato del lavoro&quot;. In altri Paesi, i corsi di studi prevedono un &lt;i&gt;academic major&lt;/i&gt; e un &lt;i&gt;academic minor&lt;/i&gt;: si può scegliere un campo di studi principale e uno secondario, in modo da formarsi in argomenti diversi.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
Questo potrebbe essere un primo passo verso il miglioramento del rapporto tra Università e realtà. Ma non basta. I corsi accademici dovrebbero prevedere &lt;b&gt;un insegnamento molto più orientato verso la pratica&lt;/b&gt;: non solo in Informatica, ma in molti altri percorsi come Giornalismo, Psicologia, Risorse Umane. Per farlo, dovrebbero avere innanzitutto dei docenti consapevoli delle esigenze dell&#39;industria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le migliori Università italiane, invece, sono considerate tali solo in base a criteri che poco hanno a che fare con la pratica. Ancora: niente contro la teoria, ma a che serve un infermiere laureatosi a colpi di domande a risposta multipla?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhekSWDM-hQq4ZvA3CCO4cKZ-Q_tLYuZnKVcOB_A8oML0r0F5IghqvLDmP2sGbvB2LPyHwInHNcpHm9YLpmbOs0ie6ro0r-3SY6tlyZI1F2NTiixa1FIce518K-g6_XzUb1RunBQMHTFTat/s1600/universita-460x250.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhekSWDM-hQq4ZvA3CCO4cKZ-Q_tLYuZnKVcOB_A8oML0r0F5IghqvLDmP2sGbvB2LPyHwInHNcpHm9YLpmbOs0ie6ro0r-3SY6tlyZI1F2NTiixa1FIce518K-g6_XzUb1RunBQMHTFTat/s1600/universita-460x250.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Fonte:&amp;nbsp;careernews.it&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;La &lt;i&gt;Computer Science&lt;/i&gt;&amp;nbsp;è una disciplina ormai consolidata, che ha la dignità necessaria a garantirgli un&#39;autonomia teorica. Il Software Engineer, però, è anch&#39;esso un lavoro ormai consolidato, che dovrebbe avere un programma di studi dedicato. È arrivato il momento di introdurlo nelle Università.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;b&gt;Lo chiedono le aziende tecnologiche, lo chiede il mercato del lavoro italiano.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;

&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;shareaholic-canvas&quot; data-app-id=&quot;6163&quot; data-app=&quot;share_buttons&quot;&gt;
&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/feeds/6159355336326989972/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/05/perche-ce-bisogno-di-piu-software.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/6159355336326989972'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/6159355336326989972'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/05/perche-ce-bisogno-di-piu-software.html' title='Perché c&#39;è bisogno di più Software Engineer'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343440451249601958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjCedSX4qFTjj6BlyYXAd3YZ3U0feBE07tHUWt8um0WAFtAGeQHMUtfkZaX36dP5Fbp7viNa9zfP2tLnpXVRi4RZLp7Goj4SNwoEcCU9uu3oBWPiBI7b9S_7SQrZZRykK5RulhVWzvevSbw/s72-c/foto.jpeg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3916602395246782519.post-114365419969436032</id><published>2014-04-27T18:09:00.001+02:00</published><updated>2014-04-28T16:13:47.752+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Genetica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Media"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Medicina"/><title type='text'>Si scrive fascista, si Legge 40</title><content type='html'>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
Per oltre cinquant&#39;anni giornalisti, politici, responsabili di musei e altre figure professionali hanno cercato di lavorare sul rapporto tra la ricerca scientifica e la sua audience,&lt;b&gt; cercando di migliorare la “comprensione pubblica della scienza”&lt;/b&gt;. Una locuzione quanto mai inafferrabile: non c&#39;è infatti un consenso diffuso né sugli obiettivi della comunicazione scientifica, né sulle caratteristiche di questa famigerata comprensione. Per tal motivo, molti esperti hanno indagato i diversi aspetti del tema, andando in cerca di &lt;b&gt;una definizione utile anche dal punto di vista operativo&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
Un primo paradigma di divulgazione scientifica, storicamente parlando, è quello sviluppatosi con il nome di &lt;b&gt;«deficit model»&lt;/b&gt;: espressione che mette in evidenza come il pubblico venga considerato culturalmente inferiore all&#39;élite degli addetti al settore, che si deve pertanto assumere il compito di riempire il vuoto lasciato dall&#39;apprendimento tradizionale.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
Si è quindi passati a schemi più complessi, che tenessero in considerazione sia il contesto in cui la comunicazione avviene, sia il patrimonio di conoscenze in possesso delle popolazioni locali oggetto
(si badi – non semplici destinatarie) del processo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiljQje9xv7JiOdPvoOUotY8WLex_a4NgSnrF135DSd-KvCg5sFt5-cJfIVxZ9c8-5gtzxWoBjlBezVZRVf7XkhEQdyrWzUKQtIMrbEm3xv0Esiy1kTrzmR8yY0kgYVP8ez_o2-2PmbeaZd/s1600/fecondazione-assistita-jpg-crop_display.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiljQje9xv7JiOdPvoOUotY8WLex_a4NgSnrF135DSd-KvCg5sFt5-cJfIVxZ9c8-5gtzxWoBjlBezVZRVf7XkhEQdyrWzUKQtIMrbEm3xv0Esiy1kTrzmR8yY0kgYVP8ez_o2-2PmbeaZd/s1600/fecondazione-assistita-jpg-crop_display.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
Ma come si traduce, nel nostro Paese, questo coinvolgimento diretto del grande pubblico? Gli ultimi
casi italiani non depongono bene: quello della
fecondazione eterologa è, nella sua attualità, paradigmatico. &lt;b&gt;La famigerata legge 40&lt;/b&gt; (&quot;Norme in
materia di procreazione medicalmente assistita&quot;), approvata il 19 febbraio 2004 da un Parlamento a
maggioranza conservatrice, è stata praticamente smantellata, punto per punto, dalle sentenze della
Corte Costituzionale, un organismo che non rispecchia la volontà popolare.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;Quel che è peggio è che &lt;b&gt;nessuno sforzo è stato fatto dagli organi più alti dello Stato per ascoltare la
voce dei diretti interessati&lt;/b&gt;, con la conseguenza che i mezzi di informazione hanno spettacolarizzato come di consueto l&#39;argomento, sbattendo in prima
pagina i casi più estremi. &lt;b&gt;Ne è nato l&#39;ennesimo&lt;/b&gt; &lt;b&gt;equivoco bioetico&lt;/b&gt; – come li definisce Paolo Vineis.*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È naturale che su un argomento come quello della fecondazione eterologa (ovvero il ricorso a donatori di gameti esterni alla coppia nei casi di infertilità assoluta) ci siano posizioni diversificate, ma tutta la società dev&#39;essere coinvolta. Quello che non è naturale è invece che su una questione così delicata provengano &lt;b&gt;posizioni aprioristiche e divieti da parte di un Governo&lt;/b&gt; (nel caso specifico il Berlusconi II, il più longevo della storia della Repubblica Italiana).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgfitYkYLNSpox1eZEIhwsTjrFLDLYdhd2DOYON4YGmFYYPhywmoUYWidFs8oIqAJU-csy-hjVKJYKj2mtUA8RpIcpUVrsSeEyJW0MZ3mrdKt8LSIfzCUnFrvPxOKzTuB046MZ-oQmtw0Hw/s1600/fecondazione-low-cost-200-euro-bambino.jpeg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgfitYkYLNSpox1eZEIhwsTjrFLDLYdhd2DOYON4YGmFYYPhywmoUYWidFs8oIqAJU-csy-hjVKJYKj2mtUA8RpIcpUVrsSeEyJW0MZ3mrdKt8LSIfzCUnFrvPxOKzTuB046MZ-oQmtw0Hw/s1600/fecondazione-low-cost-200-euro-bambino.jpeg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;La situazione in Europa prima della pronuncia della Corte Costituzionale&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
Il termine &quot;fascista&quot; non riguarda i contenuti della Legge 40, ma le modalità con cui è stata emanata. È utile introdurre qui la distinzione, individuata da Giovanni Fornero**, tra &lt;b&gt;due forme di laicità: una debole&lt;/b&gt; (o metodologica) e &lt;b&gt;una forte&lt;/b&gt; (o sostanziale). La prima sta alla base dello stato liberale, e consiste nell&#39;applicazione di alcune norme elementari: il rispetto delle idee altrui, il ricorso all&#39;argomentazione e non all&#39;autorità (tantomeno quella divina), la separazione tra i poteri fondamentali. Per la seconda si intende invece un insieme di valori propri del pensiero laico in campo bioetico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non entro nel merito di chi abbia ragione nelle controversie sulla procreazione medicalmente assistita, in cui si scontrano una concezione cattolica di sacralità della vita e una concezione laica forte di disponibilità della vita (a certe condizioni). Mi pare però evidente che nel caso della Legge 40 non si sono rispettate le procedure proprie di uno stato liberale ispirato alla laicità debole. Fra l&#39;altro, la Camera dei Deputati approvò la norma il 10 febbraio 2004 con &lt;b&gt;277 voti favorevoli, 222 contrari e 3 astenuti&lt;/b&gt;, cioè senza nemmeno un ampio accordo tra le diverse forze politiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le questioni in gioco sono nuove nella storia dell&#39;umanità, ma sono destinate a diventare molto comuni. &lt;b&gt;Facciamo molta attenzione a come le affrontiamo&lt;/b&gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjnAwWKzhdHcVYpnsntUAm1lr410UHSRKlN74v7-gCss69va_G_JQK-GXOtk446YyKyCa4Ed0x4QARuqgFr2N6HweWdvrfgI2HUDxfhZGcmI3YBu3JDhUS5gkuTkPdd4ExgvBsYqq2Uz2fL/s1600/parlamento_italiano.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjnAwWKzhdHcVYpnsntUAm1lr410UHSRKlN74v7-gCss69va_G_JQK-GXOtk446YyKyCa4Ed0x4QARuqgFr2N6HweWdvrfgI2HUDxfhZGcmI3YBu3JDhUS5gkuTkPdd4ExgvBsYqq2Uz2fL/s1600/parlamento_italiano.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
* Paolo Vineis, &lt;i&gt;Equivoci bioetici&lt;/i&gt;. Torino: Codice Edizioni (2008).&lt;br /&gt;
** Giovanni Fornero, &lt;i&gt;Laicità debole e laicità forte. Il contributo della bioetica al dibattito sulla laicità&lt;/i&gt;. Milano: Mondadori (2008).

&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;shareaholic-canvas&quot; data-app-id=&quot;6163&quot; data-app=&quot;share_buttons&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/feeds/114365419969436032/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/04/si-scrive-fascista-si-legge-40.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/114365419969436032'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/114365419969436032'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/04/si-scrive-fascista-si-legge-40.html' title='Si scrive fascista, si Legge 40'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343440451249601958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiljQje9xv7JiOdPvoOUotY8WLex_a4NgSnrF135DSd-KvCg5sFt5-cJfIVxZ9c8-5gtzxWoBjlBezVZRVf7XkhEQdyrWzUKQtIMrbEm3xv0Esiy1kTrzmR8yY0kgYVP8ez_o2-2PmbeaZd/s72-c/fecondazione-assistita-jpg-crop_display.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3916602395246782519.post-5901645222698809590</id><published>2014-04-13T22:28:00.002+02:00</published><updated>2014-04-13T22:32:22.993+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Antropologia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Medicina"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ricerca"/><title type='text'>Scienza, tecnologia e Università: come misurare il declino? </title><content type='html'>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;b&gt;Definire e, soprattutto, misurare la cultura scientifica e tecnologica di un Paese è un’impresa ardua&lt;/b&gt;. Sia per la diversa interpretazione che di essa hanno i numerosi attori sociali che ne sono coinvolti, sia per le molteplici e spesso imprevedibili ricadute che scienza e tecnologia hanno nelle società contemporanee.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
Esistono tuttavia dei paradigmi che hanno provato a esemplificare i flussi e gli indicatori che caratterizzano l’appropriazione, da parte di individui e gruppi, della cultura scientifica e tecnologica. Benché di non immediata comprensione,&lt;b&gt; è proprio questo - “appropriazione” - il termine chiave dell’intera questione&lt;/b&gt;: solo se metabolizzato in modo chiaro e onesto da tutti i protagonisti della realtà nazionale e internazionale, è possibile fornire uno schema di interpretazione teorico e pratico del rapporto tra cultura, ricerca e società.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
A questo scopo, &lt;b&gt;occorre superare a livello metodologico la scissione tra dimensione individuale e dimensione sociale&lt;/b&gt;: cosa sono, i cittadini, se non entità sociali, nate e cresciute in un contesto sociale che li forma in tutti gli ambiti della loro esistenza? Le modalità con cui i singoli si appropriano della cultura scientifica e tecnologica sono dunque fortemente influenzate da quelle della società nel suo complesso, in particolare per mezzo delle sue istituzioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh1Bg419N8xskwNkqp2v3cxBA8i18gM1-XEIGMfz443hcEAoL08E0iUWqnYSGjZyWHQ29t476BiPx4BAbx86s2lJl5oWVpvntIJIs1HMo9eyXn34I0qMxZwWFQFFbITefxCGAm2kc_XQCnJ/s1600/sc.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh1Bg419N8xskwNkqp2v3cxBA8i18gM1-XEIGMfz443hcEAoL08E0iUWqnYSGjZyWHQ29t476BiPx4BAbx86s2lJl5oWVpvntIJIs1HMo9eyXn34I0qMxZwWFQFFbITefxCGAm2kc_XQCnJ/s1600/sc.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
A seconda del ruolo ricoperto all’intero di quella sorta di catena del valore che è la trasmissione della conoscenza, è possibile individuare due macro-categorie di istituzioni. La prima include quelle impegnate direttamente nelle attività scientifiche e tecnologiche: &lt;b&gt;ricerca &amp;amp; sviluppo, produzione tecnologica, diffusione e applicazione dei prodotti di questo lavoro, comunicazione&lt;/b&gt;. Della seconda fanno parte quelle che si occupano, di riflesso, di agire su alcuni aspetti e componenti delle prime: &lt;b&gt;informazione e ricerca, coordinamento, regolamentazione e supporto&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
L’applicazione di questo schema, per non rimanere sterile, presuppone un cambio di approccio rispetto al passato. Se modelli come quelli di C.P. Snow* e Lévy-Leblond** mostravano una separazione, se non una contrapposizione, tra scienza e tecnologia da un lato e cultura dall’altro; se quelli successivi connettevano le due sfere (ad esempio tramite l’operato di &lt;b&gt;figure professionali come i comunicatori scientifici&lt;/b&gt;), pur mantenendole distinte; in un mondo che vuole dirsi davvero moderno, la cultura tout court dovrebbe essere imbevuta sin dall’inizio di scienza e tecnologia. La speranza è che l’auspicio diventi uno stato di fatto, non per ultimo grazie alla fine della Guerra Fredda tra &lt;i&gt;scientia&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;humanae litterae&lt;/i&gt; e al contributo decisivo della cosiddetta &lt;a href=&quot;http://edge.org/conversation/the-emerging&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;&quot;terza cultura&quot;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
C’è però un nodo che, in tale prospettiva, rischia di rimanere irrisolto:&lt;b&gt; la misurazione effettiva, quantitativa, dell’appropriazione pubblica di scienza e tecnologia&lt;/b&gt;. Lo si nota, ad esempio, nel mondo accademico nostrano: l’Italia, un Paese tradizionalmente all’avanguardia in questo settore (è necessario citare nomi come &lt;b&gt;Galileo Galilei, Enrico Fermi e Rita-Levi Montalcini&lt;/b&gt;?), sta scontando negli ultimi anni un handicap notevole nella formazione scientifica e tecnologica delle giovani generazioni. Tanto che si è arrivato a prevedere dei vantaggi economici per gli iscritti a facoltà universitarie come Fisica e Matematica. Evidenza persino peggiore:&lt;b&gt; le poche eccellenze che ancora emergono nel Belpaese tendono a fuggire all’estero&lt;/b&gt;, per una serie di motivi che andrebbero affrontati a livello politico prima che culturale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiu6nwzYKQSAgrMoDGSUSKhUwFJiUYDrwZoDiVDLzNffTJsqV98lfdN8fdNAMdg-op4pH_gmZb4TWYdxzf04VU6SYK06ZvBR5Lk9myrI0AJaTIY7vyJCv3aREi1YlYKoef4itqyqTinOGRt/s1600/rita.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiu6nwzYKQSAgrMoDGSUSKhUwFJiUYDrwZoDiVDLzNffTJsqV98lfdN8fdNAMdg-op4pH_gmZb4TWYdxzf04VU6SYK06ZvBR5Lk9myrI0AJaTIY7vyJCv3aREi1YlYKoef4itqyqTinOGRt/s1600/rita.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
Sono sufficienti, in uno scenario del genere, gli indicatori canonici che enti come L’OECD (Organizzazione per cooperazione e lo sviluppo economico) mettono sul tavolo? &lt;b&gt;
Ha senso misurare il declino?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;280&quot; src=&quot;//www.youtube.com/embed/8lmVZstFqlU&quot; width=&quot;500&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;

&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
*C.P. Snow, &lt;i&gt;The Two Cultures&lt;/i&gt; (Cambridge: Cambridge University Press, 1959).&lt;br /&gt;
**Jean-Marc Lévy-Leblond, &lt;i&gt;L’esprit de Sel: Science, Culture, Politique&lt;/i&gt; (Paris: Seuil, 1984).&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;shareaholic-canvas&quot; data-app-id=&quot;6163&quot; data-app=&quot;share_buttons&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/feeds/5901645222698809590/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/04/scienza-tecnologia-e-universita-come.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/5901645222698809590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/5901645222698809590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/04/scienza-tecnologia-e-universita-come.html' title='Scienza, tecnologia e Università: come misurare il declino? '/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343440451249601958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh1Bg419N8xskwNkqp2v3cxBA8i18gM1-XEIGMfz443hcEAoL08E0iUWqnYSGjZyWHQ29t476BiPx4BAbx86s2lJl5oWVpvntIJIs1HMo9eyXn34I0qMxZwWFQFFbITefxCGAm2kc_XQCnJ/s72-c/sc.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3916602395246782519.post-69982404322448779</id><published>2014-04-09T02:17:00.003+02:00</published><updated>2014-04-09T02:18:37.298+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Antropologia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Evoluzione"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Media"/><title type='text'>Live fast, die old</title><content type='html'>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
La nomina del premier più giovane della storia della Repubblica italiana ha riacceso, recentemente, l&#39;&lt;b&gt;eterno confronto tra generazion&lt;/b&gt;i che - soprattutto da quando la crisi finanziaria si fa sentire più pesantemente - ha un significato non soltanto culturale, ma anche economico.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
Tuttavia, il dibattito spesso non va oltre la superficie, limitandosi a banali considerazioni sul livello di tutela garantito dai sindacati agli anziani, naturalmente a spese dei giovani. &lt;b&gt;Come se per garantire più diritti agli uni fosse necessario sottrarne agli altri&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgo_LNszsNenJZT-L33LstgAoP-6ZmeJoX4laBDHHyBPdQHFs_-tHaxOpxkgt69PRwuRgdF5bHs2n10VUizHo3rgljMdb_Oq4wAcki-FCm-rcYdfn3_3irR0EXAZHRl9dyD_4-uZ09cVwrO/s1600/foto.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgo_LNszsNenJZT-L33LstgAoP-6ZmeJoX4laBDHHyBPdQHFs_-tHaxOpxkgt69PRwuRgdF5bHs2n10VUizHo3rgljMdb_Oq4wAcki-FCm-rcYdfn3_3irR0EXAZHRl9dyD_4-uZ09cVwrO/s1600/foto.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
Il rischio peggiore di questo modo di ragionare non è tanto politico - chi governa ha spesso l&#39;interesse a creare contrapposizioni, come recita l&#39;antico adagio del terzo che gode - quanto soprattutto sociale: mettere nipoti contro nonni è una mossa pericolosissima, poiché rischia di erodere quella poca coesione che è rimasta nella società post-post-moderna (cronologicamente parlando).&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;È vero: la percentuale di individui maturi crescerà molto nei prossimi anni, costringendo a &lt;b&gt;ripensare le politiche di welfare dei singoli Paesi e dell&#39;intero mondo occidentale &lt;/b&gt;(forse i cosiddetti Paesi in Via di Sviluppo possono permettersi, per ragioni demografiche, ancora qualche anno di status quo). Del resto, è quanto abbiamo voluto con l&#39;aumento della qualità della vita: cibo, lavori e medicine migliori hanno accresciuto l&#39;aspettativa di vita, per cui oggi è impensabile andare in pensione alla stessa età di un tempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
Per cui, strategie basate unicamente sul &lt;a href=&quot;http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-04-02/madia-staffetta-generazionale-pa-serve-rinnovamento-151013.shtml&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;ricambio generazionale&lt;/a&gt; possono rivelarsi, più che inutili, dannose. Dare spazio ai cervelli d&#39;Italia non può risolversi nel collocare i giovani migliori nei posti sicuri della Pubblica Amministrazione: anzi, &lt;b&gt;è solo aiutando l&#39;economia privata che si valorizzano le eccellenze&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
Per capire quanto sia utile la presenza dei vecchi vengono in soccorso anche archeologia e paleontologia. &lt;a href=&quot;http://www.pnas.org/content/101/30/10895.abstract?ijkey=18e1c6333387aca9cfa45f7f769431726ab13b6c&amp;amp;keytype2=tf_ipsecsha&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Alcune ricerche&lt;/a&gt; condotte dalle antropologhe Rachael Caspari e Sang-Hee Lee dell&#39;Università del Michigan hanno dimostrato che la tendenza a vivere oltre i 30 anni si è sviluppata soltanto nel Paleolitico superiore, ossia in corrispondenza del passaggio agli esseri umani &quot;moderni&quot;. La loro teoria è molto importante, in quanto sostiene che questa aumentata sopravvivenza degli adulti ha avuto delle&lt;b&gt; conseguenza enormi sulla nostra specie&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiLtAj5WQgy5_h2EoenqD4FsSYVxDqYOgID8qyu2uzUzpnRrqfz2h_ZK04Stkz7t1Vz2rzT_ARoGaDoDRQuBUuBOVkmfTPen6HpWIiMWbL6PsFwAGsraBj5v94inz9ASYuwdxr0HFUfC_nv/s1600/Pensioni-d-italia-infografica.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiLtAj5WQgy5_h2EoenqD4FsSYVxDqYOgID8qyu2uzUzpnRrqfz2h_ZK04Stkz7t1Vz2rzT_ARoGaDoDRQuBUuBOVkmfTPen6HpWIiMWbL6PsFwAGsraBj5v94inz9ASYuwdxr0HFUfC_nv/s1600/Pensioni-d-italia-infografica.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Fonte: axa-mps.it&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
- I nonni forniscono &lt;b&gt;risorse economiche e sociali&lt;/b&gt; ai loro discendenti, aumentando sia il numero dei bambini che i loro figli riescono ad avere sia la loro sopravvivenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Gli anziani trasmettono anche &lt;b&gt;altri tipi di informazioni&lt;/b&gt;, da quelle sull&#39;ambiente a quelle tecnologiche.
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
- Le famiglie multigenerazionali hanno più membri che si occupano di inculcare nei giovani le nozioni più importanti, incoraggiando la &lt;b&gt;formazione dei rapporti di parentela e delle altre reti sociali&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
In questa prospettiva, i fattori che caratterizzano il Paleolitico superiore, e quindi la nascita di &lt;i&gt;Homo sapiens&lt;/i&gt; com&#39;è oggi, possono essere stati la conseguenza dell&#39;accrescimento delle popolazioni. La longevità è stata un prerequisito per&lt;b&gt; il comportamento unico e complesso che contraddistingue la modernità&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;b&gt;Dobbiamo molto ai nostri vecchi&lt;/b&gt;: non permettiamo che una riforma del lavoro qualunque li spazzi via.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;shareaholic-canvas&quot; data-app-id=&quot;6163&quot; data-app=&quot;share_buttons&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/feeds/69982404322448779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/04/live-fast-die-old.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/69982404322448779'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/69982404322448779'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/04/live-fast-die-old.html' title='Live fast, die old'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343440451249601958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgo_LNszsNenJZT-L33LstgAoP-6ZmeJoX4laBDHHyBPdQHFs_-tHaxOpxkgt69PRwuRgdF5bHs2n10VUizHo3rgljMdb_Oq4wAcki-FCm-rcYdfn3_3irR0EXAZHRl9dyD_4-uZ09cVwrO/s72-c/foto.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3916602395246782519.post-2193772558322299049</id><published>2014-04-03T11:21:00.002+02:00</published><updated>2014-04-05T11:12:18.814+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Genetica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Media"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ricerca"/><title type='text'>DARPA scommette sulle bio-tecnologie</title><content type='html'>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.darpa.mil/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;DARPA&lt;/a&gt;, il Dipartimento della difesa statunitense specializzato nella ricerca e nello sviluppo in ambito militare, ha annunciato il lancio di un progetto relativo alle biotecnologie. Tutti i lavori attualmente in corso verranno infatti unificati sotto un unico slogan:&quot;Biological Technologies Office&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjCBODfYa8GmBQ0Hy6lbMkiCPhJk8EpqiMilc9zkF24dNGDecTjhfdXPIEksj7xFWWyGUOBOggtAbpPOS9xZ3bgNMVdNBPqT1csmR2aLDYQQFjuB1TdCv7x4sh0IB4luBhQNxIoV9RIgtcd/s1600/darpa.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjCBODfYa8GmBQ0Hy6lbMkiCPhJk8EpqiMilc9zkF24dNGDecTjhfdXPIEksj7xFWWyGUOBOggtAbpPOS9xZ3bgNMVdNBPqT1csmR2aLDYQQFjuB1TdCv7x4sh0IB4luBhQNxIoV9RIgtcd/s1600/darpa.png&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
Si tratterà dell&#39;hub che concentrerà tutta la ricerca in ambito biotech - dalla teoria sulla diffusione delle epidemie alla pratica delle protesi avanzate. Prima della nascita del BTO,  DARPA collaborava con una serie di &lt;b&gt;biologi, ingegneri, neuroscienziati&lt;/b&gt;, tutti interessati a condividere conoscenze ed esperienze ma disseminati in numerosi uffici separati. D&#39;ora in poi, invece, la concentrazione di queste figure permetterà non solo la realizzazione di iniziative in cooperazione, ma anche l&#39;attrazione di nuovi esperti.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
Tre i settori in cui sarà suddiviso il lavoro del dipartimento.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
1) Il mantenimento e il recupero della salute e del benessere dei militari in servizio (un tema molto sentito negli USA, visti i danni che i conflitti in cui l&#39;esercito statunitense è coinvolto hanno causato sulla salute fisica e psichica dei soldati).&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
2) L&#39;imitazione e lo sfruttamento dei sistemi biologici, cioè la realizzazione di oggetti come droni biomimetici e armature basate sui gusci degli scarabei.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
3) &amp;nbsp;La comprensione della complessità biologica su scala più ampia, attraverso lo studio della diffusione delle malattie, dell&#39;adattamento delle specie, e altri pattern naturali.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;b&gt;Non è solo roba da scienziati pazzi&lt;/b&gt;. In fondo, l&#39;obiettivo dei programmi del &lt;i&gt;Biological Technologies Office&lt;/i&gt; è quello di portare sempre più avanti i limiti della ricerca scientifica; di conseguenza, sarà facile scontrarsi con i dilemmi etici, legali e sociali che possono essere sollevati dalle tecnologie biologiche.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiNGCSVitLVBSNHZnMkLzlDGKC-TiPKyO9YYD3p5slDBVdbFpyKFtgJuKFlaLz5PxBf0qiUgoHE_fOM-1RROidfUTz8XbDQEoQ3zSqATdEV1DbyZaBmG44nd8oLqBS6bC3LlPJK7JuWqT9l/s1600/newton.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiNGCSVitLVBSNHZnMkLzlDGKC-TiPKyO9YYD3p5slDBVdbFpyKFtgJuKFlaLz5PxBf0qiUgoHE_fOM-1RROidfUTz8XbDQEoQ3zSqATdEV1DbyZaBmG44nd8oLqBS6bC3LlPJK7JuWqT9l/s1600/newton.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
DARPA assicura che i suoi collaboratori si incontreranno periodicamente per discutere i temi in gioco. Per l&#39;Italia, piccolo grande Paese che non riesce nemmeno a imporsi contro &lt;a href=&quot;http://www.wired.it/scienza/medicina/2014/04/01/aborto-medici-no-obiezione-coscienza/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;l&#39;obiezione di coscienza sull&#39;aborto&lt;/a&gt;, sembrano questioni impossibili da affrontare.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
Quelli, però, so&#39; americani...&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/feeds/2193772558322299049/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/04/darpa-scommette-sulle-bio-tecnologie.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/2193772558322299049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/2193772558322299049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/04/darpa-scommette-sulle-bio-tecnologie.html' title='DARPA scommette sulle bio-tecnologie'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343440451249601958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjCBODfYa8GmBQ0Hy6lbMkiCPhJk8EpqiMilc9zkF24dNGDecTjhfdXPIEksj7xFWWyGUOBOggtAbpPOS9xZ3bgNMVdNBPqT1csmR2aLDYQQFjuB1TdCv7x4sh0IB4luBhQNxIoV9RIgtcd/s72-c/darpa.png" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3916602395246782519.post-6881776531182854041</id><published>2014-04-01T00:18:00.001+02:00</published><updated>2014-04-01T00:29:50.633+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Eventi"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Media"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ricerca"/><title type='text'>Milano: #mmguru &amp; la smart city</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Se non fosse per selfie, la parola del momento sarebbe sicuramente &lt;b&gt;smart&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Un aggettivo all’apparenza semplice che ha acquisito, negli ultimi anni, una varietà di connotazioni che nemmeno il linguista più innovatore avrebbe potuto immaginare. La tecnologia è la prima ad essere smart, con una gamma di applicazioni che abbraccia automobili, case ed elettrodomestici. Con l’avvento dei wearables poi, oltre ai cellulari sono smart anche braccialetti, cuffie, occhiali, orologi, scarpe.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ma cosa significa, oggi, essere smart, o meglio &lt;b&gt;vivere smart?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Intelligenti dovrebbero essere innanzitutto gli uomini e le donne, a loro volta in grado di rendere intelligenti i prodotti e i servizi che utilizzano. Se si lascia troppo spazio al dominio degli oggetti, innamorandosi di un determinismo tecnologico che nemmeno Marshall McLuhan, &lt;b&gt;un  futuro prossimo à la “Her” è tutt’altro che impossibile&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgmjycABvxKXrF2uqYkdczSVWf_0eFMty3Cfgw2gwPB88DkVe8lTWXu6QFhdnttPr6NzUyB6eRZmr9AXURRspvs_ZqUeY-SLtpkwS_KNYlQAk2tELQbMd0SgHlFZXops-KVfkHBTiJZ-SaX/s1600/her.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgmjycABvxKXrF2uqYkdczSVWf_0eFMty3Cfgw2gwPB88DkVe8lTWXu6QFhdnttPr6NzUyB6eRZmr9AXURRspvs_ZqUeY-SLtpkwS_KNYlQAk2tELQbMd0SgHlFZXops-KVfkHBTiJZ-SaX/s1600/her.png&quot; height=&quot;260&quot; width=&quot;500&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;Intelligenti possono essere anche le città&lt;/b&gt;. Anzi, è proprio ciò su cui puntano gli Stati e gli organismi come l’Unione Europea. La sostenibilità – ambientale, economica, sociale – e la necessità di garantirla alle generazioni venture, sono le prime leve che stanno spingendo le grandi metropoli, non solo quelle dell’Occidente, a diventare finalmente intelligenti, ripensando il loro rapporto con l’ecosistema e con i cittadini.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per questo motivo, &lt;/span&gt;&lt;b&gt;Meet the Media Guru&lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; - un programma di incontri sulla cultura digitale internazionale ideato nel 2005 da Maria Grazia Mattei &amp;nbsp;- &lt;a href=&quot;http://www.meetthemediaguru.org/john-tolva-per-mtmg-executive/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;ha invitato a Milano &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;b style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.meetthemediaguru.org/john-tolva-per-mtmg-executive/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;John Tolva&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;. Come direttore dell’Ufficio per l’Innovazione e le Tecnologie della&amp;nbsp;città di Chicago, &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://twitter.com/johntolva&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;@johntolva&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;ha messo in pratica come&amp;nbsp;smart&amp;nbsp;city, civic innovation e clean technology, sviluppando una nuova generazione di servizi innovativi e di politiche pubbliche.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot; lang=&quot;it&quot;&gt;
Lunedí 31 ospiteremo &lt;a href=&quot;https://twitter.com/johntolva&quot;&gt;@johntolva&lt;/a&gt;, ex-Chief Technology Officer della città di &lt;a href=&quot;https://twitter.com/search?q=%23Chicago&amp;amp;src=hash&quot;&gt;#Chicago&lt;/a&gt;. &lt;a href=&quot;https://twitter.com/search?q=%23smartcity&amp;amp;src=hash&quot;&gt;#smartcity&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;https://twitter.com/mmguru&quot;&gt;@mmguru&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;https://twitter.com/search?q=%23mmgtolva&amp;amp;src=hash&quot;&gt;#mmgtolva&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;http://t.co/fFDJJTj0tG&quot;&gt;pic.twitter.com/fFDJJTj0tG&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
— US Consulate Milan (@USConsMilan) &lt;a href=&quot;https://twitter.com/USConsMilan/statuses/448429718527037440&quot;&gt;25 Marzo 2014&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot; src=&quot;//platform.twitter.com/widgets.js&quot;&gt;&lt;/script&gt;

&lt;br /&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot; lang=&quot;it&quot;&gt;
Smart cities, incontro in CdC Milano con il “guru” John&amp;nbsp;Tolva. &lt;a href=&quot;https://twitter.com/search?q=%23mmgtolva&amp;amp;src=hash&quot;&gt;#mmgtolva&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;https://twitter.com/search?q=%23smartcities&amp;amp;src=hash&quot;&gt;#smartcities&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;http://t.co/axQeFGMeKI&quot;&gt;pic.twitter.com/axQeFGMeKI&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
— Francesco Salamone (@frank984) &lt;a href=&quot;https://twitter.com/frank984/statuses/450669006752845824&quot;&gt;31 Marzo 2014&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot; src=&quot;//platform.twitter.com/widgets.js&quot;&gt;&lt;/script&gt;

&lt;br /&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot; lang=&quot;it&quot;&gt;
C&#39;è anche l&#39;assessore &lt;a href=&quot;https://twitter.com/cristajani&quot;&gt;@cristajani&lt;/a&gt; a discutere di &lt;a href=&quot;https://twitter.com/search?q=%23SmartCity&amp;amp;src=hash&quot;&gt;#SmartCity&lt;/a&gt; con &lt;a href=&quot;https://twitter.com/johntolva&quot;&gt;@JohnTolva&lt;/a&gt;, ex CTO di Chicago &lt;a href=&quot;https://twitter.com/search?q=%23MMGTolva&amp;amp;src=hash&quot;&gt;#MMGTolva&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;http://t.co/27jgX5gNf7&quot;&gt;pic.twitter.com/27jgX5gNf7&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
— Comune di Milano (@ComuneMI) &lt;a href=&quot;https://twitter.com/ComuneMI/statuses/450676467538874368&quot;&gt;31 Marzo 2014&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot; src=&quot;//platform.twitter.com/widgets.js&quot;&gt;&lt;/script&gt;

&lt;br /&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot; lang=&quot;it&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://twitter.com/search?q=%23smartcity&amp;amp;src=hash&quot;&gt;#smartcity&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;https://twitter.com/mmguru&quot;&gt;@mmguru&lt;/a&gt; benvenuto &lt;a href=&quot;https://twitter.com/johntolva&quot;&gt;@johntolva&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;https://twitter.com/search?q=%23mmgtolva&amp;amp;src=hash&quot;&gt;#mmgtolva&lt;/a&gt; occorre partire dalla City poi renderla Smart governance then tech &lt;a href=&quot;http://t.co/xEiZ4yWVLo&quot;&gt;pic.twitter.com/xEiZ4yWVLo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
— Giacomo Biraghi (@secolourbano) &lt;a href=&quot;https://twitter.com/secolourbano/statuses/450676703556542464&quot;&gt;31 Marzo 2014&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot; src=&quot;//platform.twitter.com/widgets.js&quot;&gt;&lt;/script&gt;

&lt;br /&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot; lang=&quot;it&quot;&gt;
Utile! Tramite il progetto &lt;a href=&quot;https://twitter.com/search?q=%23opendata&amp;amp;src=hash&quot;&gt;#opendata&lt;/a&gt;, Chicago ha realizzato un portale di Performance dei servizi pubblici &lt;a href=&quot;http://t.co/CQz6lNoYLZ&quot;&gt;http://t.co/CQz6lNoYLZ&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;https://twitter.com/search?q=%23mmgtolva&amp;amp;src=hash&quot;&gt;#mmgtolva&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
— Alessio Baù (@alessiobau) &lt;a href=&quot;https://twitter.com/alessiobau/statuses/450682466140176384&quot;&gt;31 Marzo 2014&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot; src=&quot;//platform.twitter.com/widgets.js&quot;&gt;&lt;/script&gt;

&lt;br /&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot; lang=&quot;it&quot;&gt;
«Open data is the opposite of bureaucracy», John Tolva on Smart city parlando dell&#39;esperienza di Chicago &lt;a href=&quot;https://twitter.com/search?q=%23mmgtolva&amp;amp;src=hash&quot;&gt;#mmgtolva&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
— Barbara Sgarzi (@barbarasgarzi) &lt;a href=&quot;https://twitter.com/barbarasgarzi/statuses/450682518816440321&quot;&gt;31 Marzo 2014&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot; src=&quot;//platform.twitter.com/widgets.js&quot;&gt;&lt;/script&gt;

&lt;br /&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot; lang=&quot;it&quot;&gt;
Strati informativi creati da raccolta dati (sensori, Twitter, etc) per generare mappe creative sulle mappe fisiche &lt;a href=&quot;https://twitter.com/johntolva&quot;&gt;@johntolva&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;https://twitter.com/search?q=%23MMGTolva&amp;amp;src=hash&quot;&gt;#MMGTolva&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
— Alberto D&#39;Ottavi (@dottavi) &lt;a href=&quot;https://twitter.com/dottavi/statuses/450691959771115520&quot;&gt;31 Marzo 2014&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot; src=&quot;//platform.twitter.com/widgets.js&quot;&gt;&lt;/script&gt;

&lt;br /&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot; lang=&quot;it&quot;&gt;
&quot;Sono certo che avete un grande &lt;a href=&quot;https://twitter.com/Expo2015Milano&quot;&gt;@Expo2015Milano&lt;/a&gt;: ma mi interessa di più quello che dell&#39;evento vi resterà: dati e infrastrutture&quot; &lt;a href=&quot;https://twitter.com/search?q=%23MMGTolva&amp;amp;src=hash&quot;&gt;#MMGTolva&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
— paolabonini (@paolabonini) &lt;a href=&quot;https://twitter.com/paolabonini/statuses/450692925635452928&quot;&gt;31 Marzo 2014&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot; src=&quot;//platform.twitter.com/widgets.js&quot;&gt;&lt;/script&gt;

&lt;br /&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot; lang=&quot;it&quot;&gt;
.&lt;a href=&quot;https://twitter.com/cristajani&quot;&gt;@cristajani&lt;/a&gt;: non esiste una sola via all&#39;innovazione, ogni città ha il suo modo di diventare smart. &lt;a href=&quot;https://twitter.com/search?q=%23mmgtolva&amp;amp;src=hash&quot;&gt;#mmgtolva&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;https://twitter.com/search?q=%23mmguru&amp;amp;src=hash&quot;&gt;#mmguru&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
— Filippo Marano (@filippo_marano) &lt;a href=&quot;https://twitter.com/filippo_marano/statuses/450698609697492992&quot;&gt;31 Marzo 2014&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;script async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot; src=&quot;//platform.twitter.com/widgets.js&quot;&gt;&lt;/script&gt;

&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Solo un incontro? Può darsi, ma la cosa importante è che anche in Italia - magari con l&#39;aiuto di &quot;guru&quot; presi momentaneamente in prestito dall&#39;estero - si capisca (finalmente) cosa vuol dire essere, innanzitutto, cittadini intelligenti. 
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;shareaholic-canvas&quot; data-app-id=&quot;6163&quot; data-app=&quot;share_buttons&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/feeds/6881776531182854041/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/04/milano-mmguru-la-smart-city.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/6881776531182854041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/6881776531182854041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/04/milano-mmguru-la-smart-city.html' title='Milano: #mmguru &amp; la smart city'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343440451249601958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgmjycABvxKXrF2uqYkdczSVWf_0eFMty3Cfgw2gwPB88DkVe8lTWXu6QFhdnttPr6NzUyB6eRZmr9AXURRspvs_ZqUeY-SLtpkwS_KNYlQAk2tELQbMd0SgHlFZXops-KVfkHBTiJZ-SaX/s72-c/her.png" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3916602395246782519.post-508023777344201569</id><published>2014-03-10T00:15:00.001+01:00</published><updated>2014-03-18T16:36:20.010+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Media"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Medicina"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ricerca"/><title type='text'>Una pillola amara</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
È quella che hanno dovuto inghiottire &lt;b&gt;Roche e Novartis&lt;/b&gt;, con &lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/05/antitrust-multa-di-180-milioni-di-euro-a-roche-e-novartis-accordi-illeciti/902724/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;la sentenza dell’Antitrust&lt;/a&gt; che ha imposto ai due colossi dell’industria farmaceutica &lt;b&gt;una multa da oltre180 milioni di euro&lt;/b&gt;.

La motivazione è presto detta: «un cartello che ha condizionato le vendite dei principali prodotti destinati alla cura della vista».&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A farne le spese &lt;b&gt;l’economico Avastin, un farmaco usato per il trattamento della degenerazione maculare senile e di altre gravi malattie oculistiche, a favore del ben più costoso Lucentis&lt;/b&gt;. Ma soprattutto, i contribuenti italiani: l’accordo - tutto meno che tacito, stando alle telefonate tra i due amministratori delegati – ha infatti comportato dei costi aggiuntivi enormi per le casse dello Stato italiano: per l’esattezza, oltre 45 milioni di euro nel 2012, con un possibile impatto futuro di ulteriori 600 milioni all’anno.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjfa7TyxSrdB51adXPA2jN-DZugd3dsnXii_mmHtGQGY2maHdLJ4JE-PXGu3tzseA3z3ci-B7uC8m7UbXrAu7UhtJQCrAfl6neWBizAZ11bNZgXS3rz4snSmo9JBF-MVra-nqPriVvaz1mo/s1600/image.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjfa7TyxSrdB51adXPA2jN-DZugd3dsnXii_mmHtGQGY2maHdLJ4JE-PXGu3tzseA3z3ci-B7uC8m7UbXrAu7UhtJQCrAfl6neWBizAZ11bNZgXS3rz4snSmo9JBF-MVra-nqPriVvaz1mo/s1600/image.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Un tema molto delicato, quello del rapporto tra &lt;i&gt;Big Pharma&lt;/i&gt; – le più grandi case farmaceutiche mondiali – e il Sistema Sanitario Nazionale. Con la prima che detiene un potere di lobbying, non solo negli U.S.A., come qualcuno potrebbe pensare, capace di influenzare le scelte di farmacisti, medici e persino ministri (si pensi alla preoccupazione con cui, nel film &lt;b&gt;“Il divo”&lt;/b&gt;, Giulio Andreotti si interessa al mantenimento del Tedax nel prontuario dei farmaci).&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Se, da un lato, è vero che chi produce un bene non comune ha tutto il diritto di guadagnare dalla sua vendita, dall’altro non si possono consentire comportamenti poco trasparenti in un settore così importante: &lt;b&gt;con la salute dei cittadini, e con le loro tasche, non si può giocare&lt;/b&gt;. Tuttavia, un intervento una tantum non basta: ammesso che si riesca a far loro risarcire il danno, per aziende del fatturato di Roche e Novartis quella stabilita dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è una cifra irrisoria. È necessario cambiare il sistema alla base, rendendo più trasparente le relazioni tra i diversi stakeholder.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;Un ruolo fondamentale è giocato dalla comunicazione e dall’informazione, non solo giornalistica&lt;/b&gt;. 

Lo Stato deve essere il primo a farsi garante della tutela dei pazienti. A partire dal diritto alla prescrizione del cosiddetto “farmaco equivalente”, per finire al diritto – in questo caso dell’intera società – a vedere finanziata adeguatamente la ricerca pubblica.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Le due aziende hanno già annunciato che ricorreranno in appello contro la decisione italiana, in quanto Avastin e Lucentis sarebbero due prodotti sviluppati per scopi terapeutici diversi: il primo oncologico, il secondo oftalmico. Probabilmente,&lt;b&gt; l’ultima parola spetterà al Tribunale Amministrativo Regionale&lt;/b&gt;, a cui sarà indirizzato il ricorso.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEixadmyNDq6XE1oj3xrlrYFQRQ87cm3zKF4w1t8dDtr5IP3BYWjOGgVDP5PZERQSr_cKNhhtzI3j-cIQ5BgwAYpE52ZLgjR5hyphenhyphenaGONVvfcZ0VzPX4do-LM916ae6FpzU9kxPFHFaYJUVjoj/s1600/drug-prices1.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEixadmyNDq6XE1oj3xrlrYFQRQ87cm3zKF4w1t8dDtr5IP3BYWjOGgVDP5PZERQSr_cKNhhtzI3j-cIQ5BgwAYpE52ZLgjR5hyphenhyphenaGONVvfcZ0VzPX4do-LM916ae6FpzU9kxPFHFaYJUVjoj/s1600/drug-prices1.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Intanto, &lt;a href=&quot;http://www.unita.it/politica/lorenzin-riforma-aifa-truffe-farmaci-Avastin-Lucentis-roche-novartis-scandalo-medici-1.556198&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;il ministro della Salute Beatrice Lorenzin&lt;/a&gt; ha disposto una verifica dei possibili effetti collaterali di Avastin.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ma il problema sta a monte: finché giganti come quelli svizzeri avranno una situazione economica poco chiara – Novartis detiene una rilevante partecipazione in Roche, superiore al 30% - e quindi  interessi che vanno oltre quelli farmaceutici, &lt;b&gt;la pillola amara dovranno inghiottirla i malati&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;
&lt;meta name=&quot;twitter:card&quot; content=&quot;summary&quot;&gt;
&lt;meta name=&quot;twitter:site&quot; content=&quot;filippo_marano&quot;&gt;
&lt;meta name=&quot;twitter:title&quot; content=&quot;Una pillola amara&quot;&gt;
&lt;meta name=&quot;twitter:description&quot; content=&quot;È quella che hanno dovuto inghiottire Roche e Novartis, con la sentenza dell’Antitrust che ha imposto ai due colossi dell’industria farmaceutica.&quot;&gt;
&lt;meta name=&quot;twitter:creator&quot; content=&quot;filippo_marano&quot;&gt;
&lt;meta name=&quot;twitter:image:src&quot; content=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjfa7TyxSrdB51adXPA2jN-DZugd3dsnXii_mmHtGQGY2maHdLJ4JE-PXGu3tzseA3z3ci-B7uC8m7UbXrAu7UhtJQCrAfl6neWBizAZ11bNZgXS3rz4snSmo9JBF-MVra-nqPriVvaz1mo/s1600/image.jpg&quot;&gt;
&lt;meta name=&quot;twitter:domain&quot; content=&quot;&quot;&gt;
&lt;meta name=&quot;twitter:app:name:iphone&quot; content=&quot;&quot;&gt;
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&lt;meta name=&quot;twitter:app:name:googleplay&quot; content=&quot;&quot;&gt;
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&lt;meta name=&quot;twitter:app:id:ipad&quot; content=&quot;&quot;&gt;
&lt;meta name=&quot;twitter:app:id:googleplay&quot; content=&quot;&quot;&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/feeds/508023777344201569/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/03/una-pillola-amara.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/508023777344201569'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/508023777344201569'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/03/una-pillola-amara.html' title='Una pillola amara'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343440451249601958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjfa7TyxSrdB51adXPA2jN-DZugd3dsnXii_mmHtGQGY2maHdLJ4JE-PXGu3tzseA3z3ci-B7uC8m7UbXrAu7UhtJQCrAfl6neWBizAZ11bNZgXS3rz4snSmo9JBF-MVra-nqPriVvaz1mo/s72-c/image.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3916602395246782519.post-1467702891197863733</id><published>2014-03-01T10:46:00.001+01:00</published><updated>2014-03-18T18:23:34.109+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Antropologia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Media"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ricerca"/><title type='text'>Breve guida al futuro dei Big Data</title><content type='html'>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;b&gt;Big Data, questi sconosciuti&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
Chiunque avrà probabilmente sentito pronunciare, almeno una volta, questo termine. Ma quanto ne sappiamo effettivamente?&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
Tecnicamente, Big Data indica &lt;b&gt;qualsiasi raccolta di dati talmente grande e complessa da dover essere gestita con strumenti diversi da quelli tradizionali&lt;/b&gt;. Tuttavia, negli ultimi tempi l’attualità ha modificato la percezione pubblica di questa parola, affibbiandole spesso una connotazione negativa.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
Il motivo? &lt;b&gt;Il collegamento tra la raccolta di informazioni e lo spionaggio&lt;/b&gt;. 
In realtà sono tanti i possibili utilizzi dei grandi archivi di dati, anche in ambito sociale. Potenzialità che potranno crescere grazie alla diffusione degli &lt;i&gt;Open Data&lt;/i&gt;, che garantiscono l&#39;accessibilità delle informazioni in possesso della pubblica amministrazione. Un tema che sconfina in quello dell’&lt;i&gt;Open Government&lt;/i&gt;, cioè la partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni politiche attraverso le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjBJNUsCmzDEIZ38aM_eYKGr-RHXtUaYH5XUOmhlco0CLn7Rslw8Ortm1B0_xSBucGkJB2J0jnk3DRD-RuQrwosrIKRgQhoTRo53_ihlwSkDKORJweWL7DbxuwIcO_a2jt055Wl2f19cK4R/s1600/matrix.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjBJNUsCmzDEIZ38aM_eYKGr-RHXtUaYH5XUOmhlco0CLn7Rslw8Ortm1B0_xSBucGkJB2J0jnk3DRD-RuQrwosrIKRgQhoTRo53_ihlwSkDKORJweWL7DbxuwIcO_a2jt055Wl2f19cK4R/s1600/matrix.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
Per saperne di più, ne parliamo con &lt;b&gt;Davide Bennato&lt;/b&gt;, docente di Sociologia dei media digitali, autore dell&#39;omonimo libro &lt;a href=&quot;http://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&amp;amp;Itemid=97&amp;amp;task=schedalibro&amp;amp;isbn=9788842097716&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;edito da Laterza&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;1. Professor Bennato, ci può spiegare in breve quali sono i principali usi dei Big Data, anche per la ricerca sociologica?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Per noi sociologi i Big Data stanno rappresentando una rivoluzione straordinaria, perché stanno imprimendo quella svolta verso l&#39;utilizzo sistematico dei dati che nelle scienze sociali, e soprattutto in sociologia, era stato finora piuttosto contenuto. Infatti, passare da un mondo in cui bisogna fare i conti con problemi come il campionamento, a uno in cui è possibile scaricare enormi quantità di dati e poi elaborare delle analisi ad hoc per noi è una svolta non da poco. Questo nuovo impiego degli strumenti quantitativi nell&#39;ambito delle scienze sociali permette di avere un duplice approccio: da un lato usare i Big Data per vedere cosa succede nelle piattaforme dei Social Media, dall&#39;altro ipotizzare come queste piattaforme possono diventare uno specchio di ciò che accade fuori da Internet.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;2. Lei studia le relazioni sociali e i processi comunicativi che caratterizzano il cosiddetto &quot;web partecipativo&quot;: il fatto di avere un blog personale e di frequentare i social network la facilita nell&#39;analisi di questi fenomeni?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Mi sono avvicinato a uno sistematico dei dati nell&#39;ambito delle ricerche sociologiche anche per il fatto che sono autore di un blog, che si chiama &lt;a href=&quot;http://www.tecnoetica.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Tecnoetica&lt;/a&gt;, che si occupa dell&#39;impatto etico - a livello di valori - delle tecnologie digitali.&lt;br /&gt;
La mia esperienza di blogger, o meglio di persona-che-scrive-sui-blog per confrontarsi con gli altri, mi ha portato diversi vantaggi:&lt;br /&gt;
1) la possibilità di &quot;riflettere ad alta voce&quot; di alcune mie idee, ricerche o studi che faccio nei confronti dei Social Media, e da questo punto di vista il blog è molto interessante perché i lettori commentano e fanno le loro osservazioni;&lt;br /&gt;
2) la possibilità di avvicinarmi a strategie come le direttrici, di tipo non solo tecnologico ma anche di marketing, connesse ai contenuti che vengono veicolati sul web, e di conseguenza a settori come la Search Engine Optimization;&lt;br /&gt;
3) la possibilità di sviluppare un minimo di competenza tecnica relativa ai contenuti pubblicati on-line, e di utilizzarla per comprendere le informazioni tecnologiche che stanno dietro i Big Data.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;3. A proposito di Big Data: quali sono secondo lei le applicazioni più promettenti per i prossimi anni?&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- La stragrande maggioranza delle applicazioni dei Big Data sono tutte in fieri, cioè secondo me svilupperanno la loro potenza, soprattutto nella capacità di analisi, da qui a qualche anno. Si vedono già delle avvisaglie di cambiamento che possono essere prese in considerazione.&lt;br /&gt;
C&#39;è l&#39;applicazione dei Big Data nell&#39;ambito della medicina, con la possibilità di utilizzare sistematicamente enormi quantità di dati che vengono prodotti nell&#39;ambito biomedico e ospedaliero, che permettono di approcciarsi in maniera diversa alle malattie dei pazienti. Questa tendenza si sta diffondendo anche a livello interpersonale attraverso l&#39;approccio che viene chiamato &quot;quantified self&quot;, cioè la raccolta di dati biometrici con appositi sensori - mentre si fa &lt;i&gt;fitness&lt;/i&gt; per esempio - e usare queste informazioni per misurare le proprie performance anche in maniera aggregata. Un altro ambito che sta registrando un cambiamento, soprattutto nelle grandi metropoli, è quello delle &lt;i&gt;smart cities&lt;/i&gt;: l&#39;utilizzo dei Big Data per rendere una città sostenibile da vari punti di vista - energetico, sociale, delle risorse a propria disposizione.&lt;br /&gt;
Poi c&#39;è tutta una serie di applicazioni dei Big Data che al momento è nascosta: business intelligence e social media analytics consentono, ad esempio, di impiegare le informazioni che circolano sui Social Media per migliorare le proprie offerte commerciali ed attrarre più clienti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;4. Nel suo discorso del 17 gennaio scorso, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha parlato della famigerata vicenda del NSA, l&#39;agenzia di sicurezza nazionale, e di ciò che in particolare farà il suo governo per limitare l&#39;invasione della privacy sia dei cittadini americani che degli alleati degli USA.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;A suo parere, i Big Data rappresentano più un&#39;opportunità o un rischio?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiAQmKMa7Q3SC6Lu3mZ9K6lmW1rm13r4IVxyn4gdD7zgXFTBf6bfTULlc7OYexnt4o22wjPP3IcjHwA3_mCzc60U3TEM8VhGGRGgqlA8lc7ifFKpht2-16NxXOzwk2c4GCrW4Gbz96-hg8P/s1600/bennato.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiAQmKMa7Q3SC6Lu3mZ9K6lmW1rm13r4IVxyn4gdD7zgXFTBf6bfTULlc7OYexnt4o22wjPP3IcjHwA3_mCzc60U3TEM8VhGGRGgqlA8lc7ifFKpht2-16NxXOzwk2c4GCrW4Gbz96-hg8P/s1600/bennato.jpg&quot; height=&quot;179&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;- Come spesso capita, le nuove tecnologie nel momento in cui si presentano nello spazio pubblico, lo fanno - utilizzando una parola greca - come un &lt;i&gt;farmakon&lt;/i&gt;, che vuol dire contemporaneamente sia &quot;cura&quot; che &quot;veleno&quot;. La questione sta tutta nel modo in cui applicare questo tipo di tecnologia nella vita quotidiana, quindi è un problema legato ai valori. Io non posso che essere ottimista nei confronti della loro applicazione, in quanto secondo me comporterà un cambiamento a livello sociale e culturale non da poco. Penso, però, che questo sviluppo tecnologico deve andare di pari passo con una consapevolezza etica e valoriale, per evitare che ci siano delle conseguenze - come il caso nel NSA dimostra - che possano inficiare non soltanto la privacy del cittadino ma anche la sua identità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;300&quot; src=&quot;//www.youtube.com/embed/p4MKm2uFqVQ?rel=0&quot; width=&quot;500&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;
&lt;b&gt;5. In un suo recente articolo su &lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://www.letterainternazionale.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Lettera internazionale&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, lei sostiene che stiamo vivendo un nuovo Umanesimo, questa volta di tipo digitale. Può illustrarci meglio questo concetto?&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Questo concetto potrebbe sembrare astratto se non rivelassi a chi devo l&#39;ispirazione: si tratta di un famoso studioso d&#39;estetica, &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Erwin_Panofsky&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Erwin Panofsky&lt;/a&gt;, che in un saggio faceva notare che la scoperta in ambito artistico della prospettiva, cioè la rappresentazione della terza dimensione in uno spazio bidimensionale, non è soltanto un discorso matematico, ma è anche legata alla filosofia dominante del Rinascimento, cioè la convinzione che l&#39;uomo sia al centro di tutte le cose. Da questo punto di vista, secondo me i big Data portano un contributo molto simile: i dati non parlano sa soli, ma hanno bisogno di qualcuno che li interroghi nel modo giusto. Questo tipo di competenza non è più soltanto una competenza tecnica, ma anche una competenza umanistica, perché comporta l saper porre domande nuove a questa enorme quantità di dati e alle tecnologie che permettono di usarli.&lt;br /&gt;
Quindi, si potrebbe creare una nuova forma di Umanesimo digitale: così come la prospettiva aveva creato un ponte tra la matematica, la fisica e l&#39;estetica, i Big Data - con la loro capacità di rappresentare il mondo in maniera completamente nuova - permettono di riflettere in maniera nuova sulla nostra identità e sulla nostra organizzazione sociale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;

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&lt;meta name=&quot;twitter:app:id:googleplay&quot; content=&quot;&quot;&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/feeds/1467702891197863733/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/03/breve-guida-al-futuro-dei-big-data.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/1467702891197863733'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/1467702891197863733'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/03/breve-guida-al-futuro-dei-big-data.html' title='Breve guida al futuro dei Big Data'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343440451249601958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjBJNUsCmzDEIZ38aM_eYKGr-RHXtUaYH5XUOmhlco0CLn7Rslw8Ortm1B0_xSBucGkJB2J0jnk3DRD-RuQrwosrIKRgQhoTRo53_ihlwSkDKORJweWL7DbxuwIcO_a2jt055Wl2f19cK4R/s72-c/matrix.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3916602395246782519.post-1810825085866041814</id><published>2014-02-23T13:48:00.003+01:00</published><updated>2014-02-23T13:53:24.669+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Eventi"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Media"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mitologia"/><title type='text'>Maledetto Ragnarök </title><content type='html'>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;b&gt;22.02.2014&lt;/b&gt;. Bacheca Facebook invasa da condivisioni di link che parlano di &lt;b&gt;&lt;i&gt;Ragnarök&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;: la leggenda norrena di una sanguinosa guerra tra le potenze della luce e quelle delle tenebre che avrebbe portato alla fine del mondo (come lo conosciamo noi). &lt;b&gt;Sarebbe successo sabato, cioè ieri&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgK0IOud3Mj9V1MVk0ju774ZSBj70sid1pGCCSJX1kJMoLXuHhJoFd-LVkfDmslbgJLk164eyv4zFMzy0x1T7xniXbcN9nGTQyeuJfrMTaqp8qsb57f4lvlwWnXmlGDbt9GRAd6dQ41A8bG/s1600/Ragnarok.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgK0IOud3Mj9V1MVk0ju774ZSBj70sid1pGCCSJX1kJMoLXuHhJoFd-LVkfDmslbgJLk164eyv4zFMzy0x1T7xniXbcN9nGTQyeuJfrMTaqp8qsb57f4lvlwWnXmlGDbt9GRAd6dQ41A8bG/s1600/Ragnarok.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Fonte:&amp;nbsp;popsci.com&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
All&#39;inizio, attimi di terrore: la stessa paura irrazionale che prende quando, mentre stai guardando &quot;The Ring&quot; per la prima volta, squilla il telefono: numero sconosciuto - tu rispondi - dall&#39;altro lato non c&#39;è nessuno.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
Per quanto diversi pensiamo di essere dagli altri animali (con tutti quei discorsi sull&#39;anima &amp;amp; bla bla), in fondo proviamo le stesse emozioni e sensazioni dei nostri parenti più stretti:&amp;nbsp;&lt;b&gt;gorilla, oranghi e scimpanzé&lt;/b&gt;. I nostri cervelli, nonostante milioni di anni di evoluzione, non ci hanno permesso di mettere completamente da parte il terrore atavico che provavano i nostri progenitori e che, quindi, saltuariamente proviamo tutt&#39;oggi anche noi.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Il Ragnarök, dunque: ne avevo già sentito parlare (quante apocalissi ci aspettano ogni anno?), ma non sapevo che ci fosse una data fissata per l&#39;appuntamento. &lt;b&gt;Nessun segnale dell&#39;imminente disastro: niente tempeste, niente terremoti, niente lupi mannari a vagare per le strade&lt;/b&gt;. E poi - cacchio - la fine del mondo non dovrebbe avvenire di lunedì?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
Il Jorvik Viking Centre di York ha previsto che il Ragnarök avvenga il 22 febbraio perché si tratta dell&#39;ultimo giorno della festa del Jolablot, che segna tradizionalmente la fine dell&#39;inverno. Così, la distruzione del mondo dovrebbe arrivare di sabato solo perché quei mattacchioni dei Vichinghi, non volendosi perdere i festeggiamenti, volevano aspettare che arrivasse sabato, prima di morire.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhTo81vpS4WwiEGmVmxxnFu1niYD67Aqp6FqAOdROMExORg7vfSGQMAJtm8prN98dQFsulnmD8Kp1ql5WGzEmZHCNS1YGVrzx_OuuQ_B8_KNG7wJOFCUsAYIhmNT1LJB9rzCDbgC9VcCVwB/s1600/ragnarok.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhTo81vpS4WwiEGmVmxxnFu1niYD67Aqp6FqAOdROMExORg7vfSGQMAJtm8prN98dQFsulnmD8Kp1ql5WGzEmZHCNS1YGVrzx_OuuQ_B8_KNG7wJOFCUsAYIhmNT1LJB9rzCDbgC9VcCVwB/s1600/ragnarok.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;b&gt;Rimangono però forti dubbi sull&#39;autenticità della faccenda&lt;/b&gt;: solo una coincidenza che ieri fosse il gran finale del 30esimo &lt;a href=&quot;http://www.jorvik-viking-festival.co.uk/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Jorvik Viking Festival&lt;/a&gt;?&lt;br /&gt;
Insomma, una stupida operazione di marketing ha scatenato tutte le mie paure. La mitologia norrena è un bel modo per stimolare l&#39;interesse popolare nei confronti dei vichinghi (senza necessariamente ricorrere a &quot;Game of Thrones&quot;), ma confondere leggenda e realtà è un bel modo per banalizzarla.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Ah, per inciso: &lt;b&gt;ho avuto gli incubi tutta la notte&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;shareaholic-canvas&quot; data-app-id=&quot;6163&quot; data-app=&quot;share_buttons&quot;&gt;
&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/feeds/1810825085866041814/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/02/maledetto-ragnarok.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/1810825085866041814'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/1810825085866041814'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/02/maledetto-ragnarok.html' title='Maledetto Ragnarök '/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343440451249601958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgK0IOud3Mj9V1MVk0ju774ZSBj70sid1pGCCSJX1kJMoLXuHhJoFd-LVkfDmslbgJLk164eyv4zFMzy0x1T7xniXbcN9nGTQyeuJfrMTaqp8qsb57f4lvlwWnXmlGDbt9GRAd6dQ41A8bG/s72-c/Ragnarok.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3916602395246782519.post-6047574673290643850</id><published>2014-02-08T10:31:00.000+01:00</published><updated>2014-02-08T10:35:17.361+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Media"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mitologia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ricerca"/><title type='text'>La Torre di Babele della comunicazione scientifica</title><content type='html'>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
Le recenti polemiche sul tema della ricerca scientifica in due diversi settori - quello delle &lt;b&gt;cellule staminali &lt;/b&gt;e quello dei cosiddetti &lt;b&gt;Organismi Geneticamente Modificati &lt;/b&gt;aka OGM - hanno, nonostante la banalizzazione, un piccolo vantaggio per la comunità scientifica: aver portato nuovamente alla ribalta argomenti molto importanti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
L&#39;&lt;i&gt;agenda settind&lt;/i&gt; dei media - sia Old che New - tende inevitabilmente a sottolinearne gli aspetti più scandalistici, lasciando in secondo piano i contenuti veri e propri. Con il danno collaterale di &lt;b&gt;mettere in cattiva luce gli scienziati&lt;/b&gt;, ormai considerati una casta di tecnici persino peggiore di quella politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
La genetica viene spesso associata - anche a causa dell&#39;interventismo cattolico - a una manipolazione tecnocratica della vita, come se il lavoro di laboratorio fosse una pratica contraria al corso &quot;naturale&quot; delle cose. Prova ne è, ad esempio, la definizione di &lt;b&gt;&quot;Frankenfood&quot;&lt;/b&gt;, affibiata a qualsiasi elemento su cui l&#39;uomo è intervenuto a livello di DNA. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma a quanti verrebbe in mente di chiamare il proprio cane frankendog? Eppure, il miglior amico dell&#39;uomo è un caso esemplare di manipolazione del codice genetico da parte di &lt;i&gt;Homo sapiens&lt;/i&gt;. Senza gli incroci selettivi operati dagli allevatori negli ultimi secoli, il comune lupo non avrebbe mai dato vita alle centinaia di razze di cui facciamo sfoggio in appartamenti e fiere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://visual.ly/evolution-dog&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;http://visual.ly/evolution-dog&quot; border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEggPr8pSEayjmLCDB4-4QLebd02oYHtnqEIIoKjFBiQncqDM9WbEpbfG3ngge2jn1TF8zcYL1ehv2_0lWslguzBMcgTa6nCEgDfvmz9LTuSenHGsuUHGIVlotd9LdmOsTHSLKJ3aIAHOEi6/s1600/the-evolution-of-the-dog.jpg&quot; height=&quot;620&quot; width=&quot;500&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Credits: visual.ly&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
Lo sviluppo delle tecnologie ha permesso agli scienziati di profilare il genoma di un numero sempre crescente di specie animali, compresa quella umana. Da un lato, aprendo le porte a una molteplicità di applicazioni finora impensabile, capacedi migliorare la qualità della vita sotto diversi punti di vista, dall&#39;altro rischiando di scatenare &lt;b&gt;la reazione scandalizzata dell&#39;opinione pubblica&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;Probabilmente, il grimaldello migliore sarebbe quello di una comunicazione scientifica chiara e trasparente, non limitata a riviste di settore ma diffusa su tutti i mezzi di comunicazione. &lt;b&gt;Non &lt;i&gt;kazzenger&lt;/i&gt;, dunque&lt;/b&gt;, ma nemmeno una specializzazione estrema che rischia di tagliare fuori la maggioranza della popolazione nazionale. Servirebbero delle figure di raccordo tra quella che viene erroneamente definita &quot;&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Torre_d%27avorio_%28metafora%29&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;torre d&#39;avorio&lt;/a&gt;&quot; e quella che viene erroneamente definita &quot;&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Societ%C3%A0_civile&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;società civile&lt;/a&gt;&quot;. Altrimenti, si rimarrà in &lt;b&gt;una Babele priva di interazione e partecipazione&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhlJFe6MmHyMnWqa_nMjGOrIvDj4kCbg1hjzE-deIY7nZmQs62iKpCu6PMAa3bV-PV4iOUqj9boyb6PSyne2wDV-DCg34NajGUsM5VLrauuOjX8wXLZLMZ8uk6z-2cy0sKclxzrhttKK3CB/s1600/torre_di_Babele.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhlJFe6MmHyMnWqa_nMjGOrIvDj4kCbg1hjzE-deIY7nZmQs62iKpCu6PMAa3bV-PV4iOUqj9boyb6PSyne2wDV-DCg34NajGUsM5VLrauuOjX8wXLZLMZ8uk6z-2cy0sKclxzrhttKK3CB/s1600/torre_di_Babele.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Pieter Bruegel il Vecchio,&lt;i&gt; Grande Torre di Babele&lt;/i&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
La conseguenza più grave della criminalizzazione dei ricercatori è che il Parlamento, già di per sè poco propenso ad affrontare in maniera neutra temi così importanti, fatica enormemente a legiferare in materia scientifica, danneggiando un settore in cui l&#39;Italia ha delle potenzialità enormi. Il sistema dell&#39;istruzione, dell&#39;università e della ricerca viene dunque penalizzando, &lt;b&gt;mantenendo nel migliore dei casi un deprimente&lt;/b&gt; &lt;b&gt;&lt;i&gt;status quo&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
Le prove concrete? Beh, ecco a chi sono stati assegnati gli &lt;a href=&quot;http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/01/17/lorgoglio-e-la-rabbia/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;ERC Consolidator Grants 2013&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;b&gt;È più l&#39;ogoglio o la rabbia?
&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;shareaholic-canvas&quot; data-app-id=&quot;6163&quot; data-app=&quot;share_buttons&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/feeds/6047574673290643850/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/02/la-torre-di-babele-della-comunicazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/6047574673290643850'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/6047574673290643850'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/02/la-torre-di-babele-della-comunicazione.html' title='La Torre di Babele della comunicazione scientifica'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343440451249601958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEggPr8pSEayjmLCDB4-4QLebd02oYHtnqEIIoKjFBiQncqDM9WbEpbfG3ngge2jn1TF8zcYL1ehv2_0lWslguzBMcgTa6nCEgDfvmz9LTuSenHGsuUHGIVlotd9LdmOsTHSLKJ3aIAHOEi6/s72-c/the-evolution-of-the-dog.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3916602395246782519.post-2926846361590762874</id><published>2014-02-05T11:02:00.002+01:00</published><updated>2014-02-05T11:03:27.746+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Antropologia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Media"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Scoperte"/><title type='text'>NSA e privacy: per &quot;Le Scienze&quot; è una nuova era</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;Nulla sarà mai più come prima&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
È con queste parole che inizia l&#39;editoriale del numero di Febbraio 2014 di &quot;Le Scienze&quot; a firma di &lt;a href=&quot;https://twitter.com/marcocattaneo&quot;&gt;Marco Cattaneo&lt;/a&gt;. &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il direttore della versione italiana di &quot;Scientific American&quot; si riferisce alla pubblicazione da parte di Gleen Greenwald delle rivelazioni di Edward Snowden &lt;b&gt;sui programmi di spionaggio della National Security Agency &lt;a href=&quot;http://www.theguardian.com/world/the-nsa-files&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;(NSA)&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, l&#39;agenzia per la sicurezza nazionale statunitense, e alla conseguenze rivoluzione culturale in tema di tutela della &lt;i&gt;privacy&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi26eQza57HgMTXLFJiYoJM7zlPu7FkgmReclwisBD0_p2En5JxB-gLwTgIweoMS37sGKfEKyeafkqRryeV6NvWzpOfciEIyPCUsTo1VaTkHpBXcKE_GcT5JNaHvwR1198xQHZnvMOCar6d/s1600/facebook.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi26eQza57HgMTXLFJiYoJM7zlPu7FkgmReclwisBD0_p2En5JxB-gLwTgIweoMS37sGKfEKyeafkqRryeV6NvWzpOfciEIyPCUsTo1VaTkHpBXcKE_GcT5JNaHvwR1198xQHZnvMOCar6d/s1600/facebook.png&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Credit: mashable.com&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;Un argomento molto discusso negli ultimi tempi - non soltanto dagli addetti ai lavori - anche e soprattutto dopo l&#39;accusa, &lt;a href=&quot;http://www.wired.it/attualita/tech/2014/02/04/microsoft-google-facebook-e-yahoo-cosa-abbiamo-dato-alla-nsa/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;rivolta ai giganti del web&lt;/a&gt;, di aver ceduto i dati dei proprio utenti all&#39;intelligence USA. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Al di là dei numeri &amp;nbsp;relativi a questa collaborazione, è indubbio che quello dei dati sensibili sia uno dei punti più caldi del &lt;b&gt;rapporto tra la vita dei cittadini - di tutto il mondo - e i social network&lt;/b&gt;. La scelta di pubblicare on-line le proprie informazioni è una scelta personale, a cui nessuno è in fondo obbligato. Tuttavia, la sola possibilità che essi fossero accessibili a un sistema di spionaggio come &lt;i&gt;Prism&lt;/i&gt; non era, fino ad ora, contemplata. Ecco perché, come scrive Cattaneo, &quot;nulla sarà più come prima&quot;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo il quale, &quot;la rivelazione delle operazioni della NSA ha profondamente alterato la percezione dell’opinione pubblica in materia del rapporto tra la riservatezza dei dati personali e la [presunta] sicurezza nazionale, in nome della quale è stata commessa questa gigantesca violazione delle libertà individuali.&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;A che punto verrà collocato il nuovo equilibrio?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Le dichiarazioni del presidente Barack Obama non saranno certo sufficienti a calmare le acque e, in particolar modo, gli alleati degli Stati Uniti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;281&quot; src=&quot;//www.youtube.com/embed/p4MKm2uFqVQ?rel=0&quot; width=&quot;500&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.lescienze.it/edicola/2014/02/04/news/nuova_era_per_la_privacy-1990834/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Una lettura davvero interessante e utile&lt;/a&gt;, dunque, arricchita dal contributo di &lt;b&gt;Jaron Lanier&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;shareaholic-canvas&quot; data-app-id=&quot;6163&quot; data-app=&quot;share_buttons&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/feeds/2926846361590762874/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/02/nsa-e-privacy-per-le-scienze-e-una.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/2926846361590762874'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/2926846361590762874'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/02/nsa-e-privacy-per-le-scienze-e-una.html' title='NSA e privacy: per &quot;Le Scienze&quot; è una nuova era'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343440451249601958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi26eQza57HgMTXLFJiYoJM7zlPu7FkgmReclwisBD0_p2En5JxB-gLwTgIweoMS37sGKfEKyeafkqRryeV6NvWzpOfciEIyPCUsTo1VaTkHpBXcKE_GcT5JNaHvwR1198xQHZnvMOCar6d/s72-c/facebook.png" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3916602395246782519.post-5506801368255900202</id><published>2014-02-03T16:45:00.003+01:00</published><updated>2014-02-03T17:30:13.799+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Genetica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Media"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ricerca"/><title type='text'>Verso il PDA: archivi pubblici e dati scientifici</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La buona scienza ha bisogno di risultati trasparenti e riproducibili, spesso disponibili grazie ai finanziamenti pubblici. Per questo motivo, un numero sempre crescente di editori, agenzie per la raccolta fondi e scienziati chiede che l&#39;archiviazione di dati pubblici avvenga in database&amp;nbsp;&lt;i&gt;open-access&lt;/i&gt;&amp;nbsp;(accessibili a tutti).&lt;br /&gt;
I benefici per la comunità scientifica del cosiddetto&lt;b&gt;&amp;nbsp;&quot;Public Data Archiving&quot; (PDA)&amp;nbsp;&lt;/b&gt;sono acclarati, ma la decisione di mettere a disposizione i dati scientifici spetta ai singoli ricercatori, che sono per lo più restii alla condivisione pubblica del frutto del loro lavoro, soprattutto a causa dei costi individuali che esso comporta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò probabilmente spiega perché &lt;b&gt;il PDA è ancora poco diffuso&lt;/b&gt; in discipline come la biologia evoluzionistica e l&#39;ecologia, che comprendono set di dati difficilmente comprensibili a un comune mortale (e che quindi necessitano di una elaborazione da parte di terzi).&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;a href=&quot;https://twitter.com/dom_roche&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Dominique G. Roche&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, ricercatore dell&#39;&lt;i&gt;Australian National University&lt;/i&gt; di Canberra specializzato negli studi sulla barriera corallina, ha avanzato insieme ad altri colleghi quattro proposte per favorire la partecipazione agli archivi di dati pubblici. Dimostrando, fra l&#39;altro, che attraverso tali azioni &lt;b&gt;i benefici del PDA ne supererebbero di gran lunga i costi&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg2Swd7AoG56x-GACmJI2ydIJRIkDY1Q-LcKI2DXN2vPwu1HLoaW7QSPQ75MTtmslLJdBvq-WyjQ-75fmIU_gyZuFm2KnH3Hh1vnN6g2LTLC7d22Skq96QTlhOTdEJ1wmEsLRLWug_IbVL7/s1600/open+accesso.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg2Swd7AoG56x-GACmJI2ydIJRIkDY1Q-LcKI2DXN2vPwu1HLoaW7QSPQ75MTtmslLJdBvq-WyjQ-75fmIU_gyZuFm2KnH3Hh1vnN6g2LTLC7d22Skq96QTlhOTdEJ1wmEsLRLWug_IbVL7/s1600/open+accesso.jpg&quot; height=&quot;180&quot; width=&quot;500&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
A suo parere, saranno sicuramente necessari un abbassamento dei costi e/o un aumento dei benefici per coloro che detengono le informazioni primarie. Quelli pubblicati su &lt;a href=&quot;http://www.plosbiology.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pbio.1001779;jsessionid=96C74243C54599E4BF890D6D7706F015&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;PLOS Biology&lt;/a&gt; sono, in fondo, piccoli e semplici cambiamenti, che potranno però migliorare gli strumenti per&lt;b&gt; archiviare correttamente e mettere a disposizione del pubblico i dati scientifici&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;Ecco, nel concreto, i quattro suggerimenti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;1) Rendere più flessibili le restrizioni sugli archivi di dati.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La durata delle restrizioni sui dati è un fattore determinante. Gli autori che optano per periodi più lunghi possono però rilasciare metadati, incoraggiando così coloro che sono interessati a contattarli direttamente per richiedere l&#39;accesso a tutto il dataset. Naturalmente, gli open data sono sempre preferibili, ma - se adeguatamente archiviati e ricercabili temporaneamente - i dati sotto &quot;embargo&quot; sono sicuramente migliori di quelli inaccessibili.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;2) Incoraggiare la comunicazione tra generatori e utilizzatori di dati&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
È indispensabile incoraggiare una cultura della comunicazione e di etichette condivise tra tutti gli &lt;i&gt;stakeholder&lt;/i&gt;. Sia per evitare la duplicazione degli sforzi tra chi genera e archivia i dati e chi li utilizza, sia per ridurre al minimo il rischio di interpretazioni alternative da parte di ricercatori con diversi livelli di conoscenza in materia. Il dialogo porta con sé anche il vantaggio di favorire ulteriori collaborazioni, con benefici per tutte le parti in gioco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;3) Divulgare principi etici sul ri-utilizzo dei dati.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
Per promuovere il &lt;i&gt;Public Data Archiving&lt;/i&gt;&amp;nbsp;servono misure che riducano i conflitti di interessi sin dalla condivisione dei dati. Ad esempio, chi pubblica i dati potrebbe richiedere a chi li utilizza una dichiarazione di impegno etico: un breve riassunto degli sforzi fatti per contattare l&#39;autore della ricerca, la riposta, e ogni discussione su collaborazioni, interpretazioni, risultati. Procedure simili potrebbero essere applicate anche nelle candidature per ottenere finanziamenti pubblici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;4) Favorire il riconoscimento ufficiale dei dati archiviati pubblicamente. &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
I dataset archiviati vengono solitamente rilasciati sotto licenza &lt;i&gt;Creative Commons Zero&lt;/i&gt;, che non obbliga legalmente di citare la fonte dei dati che vengono utilizzati. Un adeguato riconoscimento del PDA si poggia su buone pratiche scientifiche, per cui la citazione è uno dei migliori modi di incoraggiare la partecipazione al PDA. Possono farlo i giornali, gli enti pubblici, le università, premiando gli sforzi di chi fa ricerca e spingendoli a favorire il bene dell&#39;intera società.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgCw1slJCHIwf2jFJt_TsHySTagVnKLnYx5c8SW_FmP7k51uH2dH1MXYOOJgYVJmgSJryo1cjanaJ9G4a0v283uQXJ2MWkEHexftlxCsEu_HgXX6S6s1se6-Ned6TVBDdmqVcrEKwaQDZSw/s1600/cc.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgCw1slJCHIwf2jFJt_TsHySTagVnKLnYx5c8SW_FmP7k51uH2dH1MXYOOJgYVJmgSJryo1cjanaJ9G4a0v283uQXJ2MWkEHexftlxCsEu_HgXX6S6s1se6-Ned6TVBDdmqVcrEKwaQDZSw/s1600/cc.png&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
In conclusione, il ricorso al Public Data Archiving e la condivisione di grandi quantità di dati avrebbe molti benefici, ma genera anche tensioni. Secondo gli autori del &lt;i&gt;paper&lt;/i&gt;, la soluzione implica il riconoscimento di una distinzione fondamentale: quella &lt;b&gt;tra gli interessi individuali dei ricercatori e gli interessi della comunità scientifica&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Magari non tutti condividono questa visione. La speranza è, però, che si faccia qualcosa per migliorare la comunicazione scientifica attraverso un uso più aperto dei dati.
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;shareaholic-canvas&quot; data-app-id=&quot;6163&quot; data-app=&quot;share_buttons&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/feeds/5506801368255900202/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/02/how-to-pda-archivi-pubblici-e-dati.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/5506801368255900202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/5506801368255900202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/02/how-to-pda-archivi-pubblici-e-dati.html' title='Verso il PDA: archivi pubblici e dati scientifici'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343440451249601958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg2Swd7AoG56x-GACmJI2ydIJRIkDY1Q-LcKI2DXN2vPwu1HLoaW7QSPQ75MTtmslLJdBvq-WyjQ-75fmIU_gyZuFm2KnH3Hh1vnN6g2LTLC7d22Skq96QTlhOTdEJ1wmEsLRLWug_IbVL7/s72-c/open+accesso.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3916602395246782519.post-5131840461425476631</id><published>2014-01-28T03:28:00.000+01:00</published><updated>2014-01-28T03:30:01.495+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Antropologia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ricerca"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Scoperte"/><title type='text'>&quot;Noi&quot; contro &quot;loro&quot;: come si formano i gruppi </title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;Gli esseri umani amano formare gruppi.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Dai fan club sportivi alle comunità nazionali, la civilizzazione è stata in larga misura caratterizzata dalla demarcazione di linee di confine tra un &quot;noi&quot; e un &quot;loro&quot;. Un recente studio, effettuato con il supporto di modello realizzati al computer, suggerisce che la formazione dei gruppi è un processo più facile di quanto si pensasse.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg4uPXCJu5exFNrUbaTQXXJS6Bqu5VuJ1KSQbJmG4DXMgDpmT8TPzA2TiOrISqFsgCfgaKMMZ-sIMihhdH24DwYnITahfVmJYYcxRFrkNKzAW-fOGXRe7ui1IQXF5MGNAHCqFnmnccJS1AO/s1600/quarto-stato.jpeg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg4uPXCJu5exFNrUbaTQXXJS6Bqu5VuJ1KSQbJmG4DXMgDpmT8TPzA2TiOrISqFsgCfgaKMMZ-sIMihhdH24DwYnITahfVmJYYcxRFrkNKzAW-fOGXRe7ui1IQXF5MGNAHCqFnmnccJS1AO/s1600/quarto-stato.jpeg&quot; height=&quot;256&quot; width=&quot;500&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Giuseppe Pellizza da Volpedo, “Il Quarto Stato”, 1901&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Per creare il modello, un team di scienziati guidato dagli psicologi &lt;b&gt;Kurt Gray&lt;/b&gt;, della University of North Carolina, e &lt;b&gt;David Rand&lt;/b&gt;, della Yale University, ha utilizzato dozzine di agenti virtuali identici, che interagivano fra loro come fossero persone reali.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
All&#39;inizio, tutti gli agenti erano equidistanti l&#39;uno dall&#39;altro, ma col tempo alcuni hanno iniziato a formare legami stretti mentre altri ad essere rivali (rapporti determinati facendo giocare a ogni incontro il cosiddetto &quot;&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Dilemma_del_prigioniero&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;dilemma del prigioniero&lt;/a&gt;&quot;: quando due agenti cooperano, la loro vicinanza aumenta, quando non lo fanno diminuisce). Per permettere la formazione di gruppi, il modello consente agli agenti di fare &quot;gossip&quot; condividendo alleanze, interagendo quindi non soltanto con il proprio vicino ma anche con una terza parte in causa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;Sono due, in sostanza, le proprietà che regolano il processo: &lt;b&gt;la reciprocità e la transitività&lt;/b&gt;. La prima afferma che &quot;se gratti la schiena a me, io la gratterò a te&quot;, mentre la seconda &quot;l&#39;amico di un mio amico è anch&#39;esso mio amico&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Secondo i risultati della ricerca, che verrà pubblicata nel prossimo numero di &lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://pss.sagepub.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Psychological Science&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, emergono man mano gruppi formati da agenti che sono molto vicini fra loro e molto distanti dagli altri. Gli scienziati hanno anche scoperto che: 1) diversi livelli di reciprocità e transitività non influenzano particolarmente la numerosità dei gruppi; 2) con l&#39;aumento della popolazione, si tendono a creare pochi gruppi molto grandi, piuttosto che una miriade di piccole aggregazioni. (L&#39;esperimento &lt;a href=&quot;http://www.mpmlab.org/groups/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;può essere provato qui&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Quali sono le conseguenze? La maggior parte delle teorie sulla formazione dei gruppi sostiene che gli individui si associano in base a somiglianze pre-esistenti -- etnia, credenze religiose, squadra del cuore. Tuttavia,&lt;b&gt; i gruppi potrebbero essere mantenuti e sviluppati da reazioni affettive ben più semplici, legate all&#39;aiuto e alla competizione.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Questo lavoro rappresenta i comportamenti che avvengono nel mondo reale tra gruppi piuttosto omogenei: dai cacciatori-raccoglitori agli studenti di un MBA, fino ai monaci di un monastero. Le prospettive circa un mondo totalmente individualista, un melting pot privo di differenze, potrebbero essere poggiate su una base poco solida: la creazione di barriere tra un &quot;noi&quot; e un &quot;loro&quot; è evidentemente una tendenza naturale dell&#39;uomo. È sufficiente una piccola &amp;nbsp;ricompensa e un po&#39; di gossip per cementificare alleanze e inimicizie.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L&#39;aspetto positivo è che tale tendenza non è dettata da discriminazione. &lt;b&gt;Si può ancora sperare in una società post-razziale.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh-Mnx0b6qhBCV_zeYQ6aDePZz39mJp-TuUa-cs7BJQALTXXfvporf5VSlEsTrE3Ye0MIIKqbAa_WBMP8_JS9KGWNB7ITHTWrmXawcpi1qutFHSnX9-EbgL0kso7bA9LhievlZK3meQndSb/s1600/large.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh-Mnx0b6qhBCV_zeYQ6aDePZz39mJp-TuUa-cs7BJQALTXXfvporf5VSlEsTrE3Ye0MIIKqbAa_WBMP8_JS9KGWNB7ITHTWrmXawcpi1qutFHSnX9-EbgL0kso7bA9LhievlZK3meQndSb/s1600/large.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;shareaholic-canvas&quot; data-app-id=&quot;6163&quot; data-app=&quot;share_buttons&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/feeds/5131840461425476631/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/01/noi-contro-loro-come-si-formano-i-gruppi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/5131840461425476631'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/5131840461425476631'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/01/noi-contro-loro-come-si-formano-i-gruppi.html' title='&quot;Noi&quot; contro &quot;loro&quot;: come si formano i gruppi '/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343440451249601958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg4uPXCJu5exFNrUbaTQXXJS6Bqu5VuJ1KSQbJmG4DXMgDpmT8TPzA2TiOrISqFsgCfgaKMMZ-sIMihhdH24DwYnITahfVmJYYcxRFrkNKzAW-fOGXRe7ui1IQXF5MGNAHCqFnmnccJS1AO/s72-c/quarto-stato.jpeg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3916602395246782519.post-7777918221984309852</id><published>2014-01-25T15:28:00.002+01:00</published><updated>2014-01-25T15:35:30.497+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Eventi"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Media"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Medicina"/><title type='text'>Gioia Tauro: armi, comunicazione e malattie</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;La vicenda dell&#39;impegno italiano nella distruzione delle armi chimiche siriane nasconde diversi punti oscuri&lt;/b&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Nonostante il &lt;i&gt;tweet&lt;/i&gt; dell&#39;Ambasciata USA a Roma, che plaudeva al ruolo svolto dell&#39;Italia, non è ancora del tutto chiaro quali rischi per il nostro Paese comporterà tale ruolo.

&lt;/div&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot; lang=&quot;it&quot;&gt;
Armi chimiche &lt;a href=&quot;https://twitter.com/search?q=%23Siria&amp;amp;src=hash&quot;&gt;#Siria&lt;/a&gt;, Ambasciatori di Danimarca,Norvegia, &lt;a href=&quot;https://twitter.com/UKinItalia&quot;&gt;@UkinItalia&lt;/a&gt; e USA: Sforzo internazionale, bene ruolo Italia &lt;a href=&quot;http://t.co/UlNhwur30B&quot;&gt;http://t.co/UlNhwur30B&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
— Ambasciata U.S.A. (@AmbasciataUSA) &lt;a href=&quot;https://twitter.com/AmbasciataUSA/statuses/426719584687632384&quot;&gt;24 Gennaio 2014&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;script async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot; src=&quot;//platform.twitter.com/widgets.js&quot;&gt;&lt;/script&gt;

L&#39;Italia è uno dei principali donatori della &lt;b&gt;missione Onu-Opac&lt;/b&gt; (l&#39;Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche), che ha preso il via lo scorso ottobre con l&#39;obiettivo di smantellare l&#39;arsenale di Assad. Le tre fasi dell&#39;operazione, come annunciato dal Segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon, si concluderanno entro un anno dal suo inizio: per la precisione, il 30 giugno del 2014.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj8b4fjFYait4P2GB-7UlRLqSkxx3yNgp6k4HGNlrSe-x8KFjnXgXEIPuNZ_p_JCgs5JxOWqWHtNk-bknqSqPALfTUKuqSYTpQvlfMaU-87Mj1aEwMUhArHwNQZLi03AhgVl_EzPllQFYLg/s1600/ban+ki+moon.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj8b4fjFYait4P2GB-7UlRLqSkxx3yNgp6k4HGNlrSe-x8KFjnXgXEIPuNZ_p_JCgs5JxOWqWHtNk-bknqSqPALfTUKuqSYTpQvlfMaU-87Mj1aEwMUhArHwNQZLi03AhgVl_EzPllQFYLg/s1600/ban+ki+moon.jpg&quot; height=&quot;332&quot; width=&quot;500&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Fonte: Internazionale.it&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;Il rispetto degli impegni da parte del regime di Damasco è stato fondamentale, ma per portare a termine quello che si è subito preannunciato come &lt;b&gt;un compito impegnativo per l&#39;intera comunità internazionale&lt;/b&gt;, è necessaria la collaborazione di diversi Paesi.
Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania metteranno a disposizione i siti per la distruzione, Danimarca e Norvegia le navi cargo per il trasporto del carico, mentre l&#39;Italia si limiterà a fornire un porto per il trasbordo finale sulla statunitense Cape Ray.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
I sessanta container provenienti da Latakia, dunque, sono stati sin dall&#39;inizio destinati a toccare le coste del Bel Paese: l&#39;unica incertezza riguardava la città cui sarebbe spettata la gestione del fardello. &lt;b&gt;La scelta è infine ricaduta su Gioia Tauro&lt;/b&gt;, centro nevralgico - almeno fino a qualche anno fa - del commercio marittimo del Meridione.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Stando alle dichiarazioni ufficiali di Roma, le circa 560 tonnellate di materiale non transiteranno nemmeno sulle banchine calabresi, in quanto l&#39;operazione avverrà &quot;da nave a nave&quot;, in un periodo di tempo inferiore alle ventiquattro ore; per cui, afferma &lt;a href=&quot;http://www.governo.it/Presidente/Comunicati/dettaglio.asp?d=74483&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;un comunicato stampa di Palazzo Chigi&lt;/a&gt;, la preoccupazione degli amministratori e delle popolazioni locali è «non rispondente alla realtà oggettiva dei fatti e parzialmente frutto di una non esaustiva comunicazione».&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjWEhuBJRBRGwfDFEFbefyGseQsPZWJyCmnheF1rW4czgiDpHNn9FtmOYI9zhRewcycmBwgHgQVDugbG-pPllhlVFtcZnX67I8gYLS5ZgSyphxwPcFulXJjtNFEJkHz9VwsnrVoKi3eWF3H/s1600/ansa.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjWEhuBJRBRGwfDFEFbefyGseQsPZWJyCmnheF1rW4czgiDpHNn9FtmOYI9zhRewcycmBwgHgQVDugbG-pPllhlVFtcZnX67I8gYLS5ZgSyphxwPcFulXJjtNFEJkHz9VwsnrVoKi3eWF3H/s1600/ansa.jpg&quot; height=&quot;375&quot; width=&quot;500&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Fonte: ansa.it&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Fatto sta che &lt;b&gt;i sindaci della piana di Gioia Tauro sono ormai sul piede di guerra&lt;/b&gt;: nonostante le rassicurazioni del premier Enrico Letta, il primo cittadino di San Ferdinando, Domenico Maffaderi,  ha minacciato la chiusura del porto. Posizione nient&#39;affatto condivisa dal governatore regionale &lt;b&gt;Giuseppe Scopelliti&lt;/b&gt;, che considera la partecipazione della sua terra alla missione siriana un&#39;opportunità da cogliere al volo per il rilancio economico dell&#39;intera area. Evidentemente, l&#39;esponente alfaniano ci metterà questa volta uno zelo maggiore rispetto a quello dimostrato nel caso di Longhi Bovetto, la discarica reggina sulla quale - lo afferma la &lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/21/reggio-calabria-scopelliti-condannato-in-appello-per-omissione-datti-dufficio/538311/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;condanna confermata in appello&lt;/a&gt; lo scorso 21 marzo 2013 - non avrebbe vigilato durante la sua carica di sindaco di Reggio Calabria.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Del resto, i dati parlano chiaro: negli ultimi due anni lo scalo calabrese ha trattato tremila container di materiale tossico classificato nella categoria 6.1, la stessa cui appartengono le armi siriane. Il rischio per l&#39;ambiente e per le persone non sarebbe dunque maggiore rispetto a quello gestito quotidianamente nel porto.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;Quella che è mancata, a quanto pare, è stata proprio la comunicazione tra governo centrale ed enti locali&lt;/b&gt;. Una falla che siamo ancora in tempo per tappare.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;shareaholic-canvas&quot; data-app-id=&quot;6163&quot; data-app=&quot;share_buttons&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/feeds/7777918221984309852/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/01/gioia-tauro-armi-comunicazione-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/7777918221984309852'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/7777918221984309852'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2014/01/gioia-tauro-armi-comunicazione-e.html' title='Gioia Tauro: armi, comunicazione e malattie'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343440451249601958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj8b4fjFYait4P2GB-7UlRLqSkxx3yNgp6k4HGNlrSe-x8KFjnXgXEIPuNZ_p_JCgs5JxOWqWHtNk-bknqSqPALfTUKuqSYTpQvlfMaU-87Mj1aEwMUhArHwNQZLi03AhgVl_EzPllQFYLg/s72-c/ban+ki+moon.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3916602395246782519.post-1554999065667685071</id><published>2013-07-19T18:33:00.001+02:00</published><updated>2014-01-26T13:08:13.672+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Antropologia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Evoluzione"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Media"/><title type='text'>Il gene ribelle emigra su Wired</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;strike&gt;Il gene ribelle ha deciso di emigrare.&lt;/strike&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;strike&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strike&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;strike&gt;Come i nostri antenati che abitavano la Terra milioni di anni fa, il blog ha sentito il bisogno di lasciare la propria terra d&#39;origine per &lt;b&gt;colonizzare ambienti più rigogliosi&lt;/b&gt;.&lt;/strike&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;strike&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strike&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;strike&gt;Le pubblicazioni continueranno regolarmente: potrete seguirle su &lt;a href=&quot;http://blog.wired.it/generibelle&quot;&gt;Wired Italia&lt;/a&gt;.&amp;nbsp;&lt;/strike&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhaIw5RRZ-OzNFGCUGh2wtEd5nmdea17IGfoE_GSrzTyGTvvXSGcHl9N6uoZ5JC32GavPHCWZsMpNdPuVFasyHhuI3m3eR2c16M_FjMa1SNnJO-SDC1TAgkLWnyH9v_Q_k_QAaUdgsfIMGO/s1600/13.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhaIw5RRZ-OzNFGCUGh2wtEd5nmdea17IGfoE_GSrzTyGTvvXSGcHl9N6uoZ5JC32GavPHCWZsMpNdPuVFasyHhuI3m3eR2c16M_FjMa1SNnJO-SDC1TAgkLWnyH9v_Q_k_QAaUdgsfIMGO/s1600/13.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/feeds/1554999065667685071/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2013/07/il-gene-ribelle-emigra-su-wired.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/1554999065667685071'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/1554999065667685071'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2013/07/il-gene-ribelle-emigra-su-wired.html' title='Il gene ribelle emigra su Wired'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343440451249601958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhaIw5RRZ-OzNFGCUGh2wtEd5nmdea17IGfoE_GSrzTyGTvvXSGcHl9N6uoZ5JC32GavPHCWZsMpNdPuVFasyHhuI3m3eR2c16M_FjMa1SNnJO-SDC1TAgkLWnyH9v_Q_k_QAaUdgsfIMGO/s72-c/13.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3916602395246782519.post-1134332213110382758</id><published>2013-07-02T08:00:00.002+02:00</published><updated>2013-07-02T09:42:30.382+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Antropologia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Evoluzione"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Scoperte"/><title type='text'>Le 5 parti (quasi) inutili del corpo umano</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;Denti del giudizio, tendine palmare lungo, orecchie a sventola&lt;/b&gt;: queste caratteristiche fisiche erano desiderabili qualche millennio fa, ma a causa dei cambiamenti nella nostra dieta e nell&#39;ambiente stanno scomparendo progressivamente. Tuttavia, non si tratta di inutili vestigia del passato: offrono infatti&amp;nbsp;&lt;b&gt;un&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;b&gt;prezioso indizio della nostra storia evolutiva&lt;/b&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: right; margin-left: 1em; text-align: right;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjyVOVe4L2k_TXTWJNe25gR0HcTxkhSQO9IbrQjG_iS295RawoHpBRWmehkri6EHTjxy278BxfKJu45yQKGz3TRkv3wGxBdMEtMWv7q4-gc2ZHE5AaYGB0gOMiBWeO7F2u-MNXw5mXGLNKd/s1327/Super+Saiyan+4+Gogeta+_GT_.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;400&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjyVOVe4L2k_TXTWJNe25gR0HcTxkhSQO9IbrQjG_iS295RawoHpBRWmehkri6EHTjxy278BxfKJu45yQKGz3TRkv3wGxBdMEtMWv7q4-gc2ZHE5AaYGB0gOMiBWeO7F2u-MNXw5mXGLNKd/s400/Super+Saiyan+4+Gogeta+_GT_.jpg&quot; width=&quot;191&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Gogeta Super Sayan 4&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Una delle più durature eredità intellettuali di Charles Darwin è l&#39;idea de&amp;nbsp;&lt;b&gt;&quot;l&#39;antenato comune&quot;&lt;/b&gt;&amp;nbsp;- ossia che la storia della vita sia come un albero con diverse linee evolutive che si diramano da un tronco comune. Partendo da un unico antenato, tutte le creature viventi si sarebbero differenziate nel corso del tempo in risposta agli stimoli ambientali.&lt;br /&gt;
Così, anche gli essere umani avrebbero condiviso migliaia di antenati comuni con altri organismi: si può pensare ad esempio ai Neanderthal - i nostri cugini estinti più vicini - per poi passare agli scimpanzé - i più stretti tra i nostri parenti in vita - tornando indietro lungo l&#39;albero della vita dei primati, fino ai primi mammiferi e persino ai primi esseri viventi.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Per 150 anni, i biologi hanno studiato il corpo umano alla ricerca dei resti dell&#39;evoluzione sotto forma di caratteri apparentemente ridondanti oppure di organi doppioni.&lt;br /&gt;
Questo &lt;b&gt;&quot;bagaglio eccedente&quot;&lt;/b&gt; è stato spesso considerato un riflesso dell&#39;antenato comune e talvolta persino dei vari stadi dell&#39;evoluzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel suo libro &lt;i&gt;L&#39;origine dell&#39;uomo&lt;/i&gt;, pubblicato nel 1871, Darwin redasse una lista di un gran numero di parti del corpo umano in stato rudimentale, cioè strutture che sono assolutamente inutili o dall&#39;utilità davvero scarsa, soprattutto in quanto le condizioni in cui si erano sviluppate non esistono più.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;Eccone cinque, ma attenzione: &lt;b&gt;la loro inutilità è solo apparente&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) &lt;b&gt;Olfatto&lt;/b&gt;. Gli umani, in quanto primati, fanno grande affidamento sulla vista, ma anche il loro senso dell&#39;olfatto è abbastanza ben sviluppato, con oltre 300 geni associati a questo speciale senso. Il naso è capace di percepire concentrazioni di componenti odorose così basse come poche parti per trilione. L&#39;olfatto è chiaramente e intimamente connesso con il gusto, e gioca un ruolo importante nelle interazioni sociali, come la scelta del partner e l&#39;avvertimento del pericolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;2) Peli corporei&lt;/b&gt;. La quasi nudità degli uomini rimane uno dei più grandi misteri dell&#39;evoluzione. Un&#39;ipotesi è che sia associata all&#39;esigenza di sviluppare una corsa duratura, tra i 2 e i 3 milioni di anni fa. Ma la questione è: perché rimangono ancora quei pochi peli corporei? Il segnalamento sessuale potrebbe essere una spiegazione, in quanto quelle parti del corpo che sviluppano peli nell&#39;età adulta sono le stesse che producono i feromoni, segnalando così agli altri individui il passaggio dalla pubertà all&#39;età adulta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;3) Denti del giudizio&lt;/b&gt;. Quasi tutti i primati possiedono tre molari su ogni lato della mascella, sia nell&#39;arcata superiore sia in quella inferiore. Nel caso di &lt;i&gt;Homo sapiens&lt;/i&gt; è una presenza inusuale, in quanto di solito uno o più di questi molari non fa la propria comparsa. Ci sono diverse cause alla base di questo fenomeno (che riguarda circa il 20 % degli uomini contro il 5 % degli altri primati), come le dimensioni ridotte della mandibola e l&#39;affollamento dentale, ma i fattori genetici sembrano quelli prevalenti: la riduzione nel numero dei terzi molari potrebbe essere un esempio del trend evoluzionistico recente, dipendente dalla moderna dieta agricola/industriale. Avremo sempre meno denti, in futuro?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;4) Appendice vermiforme&lt;/b&gt;. Di che si tratta? Quella che per lungo tempo è sembrata la quintessenza degli organi vestigiali (quindi inutile), ha in realtà giocato un ruolo nel sistema immunitario, contenendo vasi linfatici che aiutano a regolare gli organismi patogeni, gestendo i movimenti del sistema digerente e rimuovendo le scorie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;5) Coccige&lt;/b&gt;. Chi non ha mai maledetto questa parte del corpo, fonte esclusivamente di dolore? In realtà, benché non arrechi alcun peso quando si è in posizione eretta, le ossa residuali della coda hanno un compito vitale. Innanzitutto, offrono un aggancio per i muscoli che sostengono gli organi pelvici, ad esempio il muscolo pubococcigeo (ebbene sì, è una delle tre componenti del &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Muscolo_elevatore_dell&#39;ano&quot;&gt;muscolo elevatore dell&#39;ano&lt;/a&gt;), così come quelli locomotori, ad esempio il &lt;i&gt;gluteus maximus&lt;/i&gt; (ebbene sì, il sedere).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiwqd6AMblTcwDRL-e4V4XAkuJf3Yc4aQQTDE7e6mdxDWKKwjVot94GdzhApbXk0OxSE06mVha2LgErp9kSPlZZVZ6o79lynsvElR9g3lfcAuAtwLH-H3Snsfn_Gvae94xZgYsz3pv8PazU/s500/coccige.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiwqd6AMblTcwDRL-e4V4XAkuJf3Yc4aQQTDE7e6mdxDWKKwjVot94GdzhApbXk0OxSE06mVha2LgErp9kSPlZZVZ6o79lynsvElR9g3lfcAuAtwLH-H3Snsfn_Gvae94xZgYsz3pv8PazU/s1600/coccige.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/47771364@N04/5582733201/&quot;&gt;Fonte: Ted Zhu, Flickr&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;
Ma c&#39;è di più: il nostro stesso modo di muoverci è un residuo del passato di scimmie.&amp;nbsp;L&#39;evoluzione ha cooptato&amp;nbsp;la struttura dei piedi dell&#39;antenato che avevamo in comune con gli altri primati, per favorire una creatura che si muoveva imprevedibilmente su due anziché su quattro arti. Ma&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/ajpa.22287/abstract&quot;&gt;l&#39;articolazione mediotarsale&lt;/a&gt;&amp;nbsp;dei moderni umani ha molto a che fare con quelle dei nostri parenti più stretti (con i quali condividiamo oltre il 98 % del DNA).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Del resto, &lt;b&gt;siamo degli scimpanzé scesi giù dall&#39;albero&lt;/b&gt;, no?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: 0px; color: #383838; font-family: &#39;Helvetica Neue&#39;, Helvetica, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 26px; margin-bottom: 18px; outline: 0px; padding: 0px; text-align: start; vertical-align: baseline;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhW014Upp0CevN41KPGCxy8tdjW2g48s7TorzDNrkQZcjVhCHAB4UcI56euqkavCeyveZQG9Z65T1bUdzOe3cN5xw8z2cBXLAb8Lmr4xA_oRbu8PE9z7m_wo1VmB28tilnXk9b4n_Y7_0Wp/s500/Viva-La-Evolution.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; font-family: Times; font-size: medium; line-height: normal; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-align: center;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhW014Upp0CevN41KPGCxy8tdjW2g48s7TorzDNrkQZcjVhCHAB4UcI56euqkavCeyveZQG9Z65T1bUdzOe3cN5xw8z2cBXLAb8Lmr4xA_oRbu8PE9z7m_wo1VmB28tilnXk9b4n_Y7_0Wp/s1600/Viva-La-Evolution.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;shareaholic-canvas&quot; data-app-id=&quot;6163&quot; data-app=&quot;share_buttons&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/feeds/1134332213110382758/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2013/07/le-5-parti-quasi-inutili-del-corpo-umano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/1134332213110382758'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/1134332213110382758'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2013/07/le-5-parti-quasi-inutili-del-corpo-umano.html' title='Le 5 parti (quasi) inutili del corpo umano'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343440451249601958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjyVOVe4L2k_TXTWJNe25gR0HcTxkhSQO9IbrQjG_iS295RawoHpBRWmehkri6EHTjxy278BxfKJu45yQKGz3TRkv3wGxBdMEtMWv7q4-gc2ZHE5AaYGB0gOMiBWeO7F2u-MNXw5mXGLNKd/s72-c/Super+Saiyan+4+Gogeta+_GT_.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3916602395246782519.post-2493205564816869639</id><published>2013-06-24T03:28:00.002+02:00</published><updated>2013-06-24T03:39:08.156+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Evoluzione"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Media"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Scoperte"/><title type='text'>Un rettile di nome Jim Morrison</title><content type='html'>&lt;b&gt;Che Jim Morrison sia morto&lt;/b&gt; è ormai cosa (quasi) certa.&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
I funerali del leader dei Doors si celebrarono, in gran segreto, la mattina del 7 luglio 1971 a Parigi. Non era presente nessun prete e non venne celebrato alcun rito religioso. La fidanzata Pamela recitò i versi del poema &lt;b&gt;&quot;La celebrazione della Lucertola&quot;&lt;/b&gt;, scritto nel 1968 dalla stessa rockstar.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;I am the Lizard King / Sono il re Lucertola&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;I can do anything / posso fare tutto ciò che voglio&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;I can make the earth stop in its tracks / Posso fermare la terra nel suo cammino&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj1PLXp1ovOjEpqxozsGxeKcQHl_bSgZ-DJh7y67946IZrVgI7Pcx926eHExzohhykKZxawz3pUmz2xrPVRSK6yeC-nxu6WvbMjdyf1vlPo12qSmEzcOaVRxv9qKyfbNP5LOwxWub1bCBEs/s1600/350034_jim_morrison_doors_the_1920x1080_(www.GdeFon.ru).jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj1PLXp1ovOjEpqxozsGxeKcQHl_bSgZ-DJh7y67946IZrVgI7Pcx926eHExzohhykKZxawz3pUmz2xrPVRSK6yeC-nxu6WvbMjdyf1vlPo12qSmEzcOaVRxv9qKyfbNP5LOwxWub1bCBEs/s1600/350034_jim_morrison_doors_the_1920x1080_(www.GdeFon.ru).jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ma quello che è stato da poco scoperto sembra essere, fuor di metafora, il vero re delle lucertole. Lungo fino a 1,8 metri e di un peso che poteva arrivare ai 27 chili, &lt;i&gt;&lt;b&gt;Barbaturex morrisoni&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;è stato ricostruito a partire da una mandibola, rinvenuta da &lt;a href=&quot;http://rspb.royalsocietypublishing.org/content/280/1763/20130665.abstract&quot;&gt;un team guidato da Jason Head&lt;/a&gt;. Il quale, nel corso della ricerca che ne è seguita, avrebbe ascoltato proprio i Doors, facendosi suggestionare dalla loro musica e decidendo il nome scientifico della sua creatura (&lt;i&gt;Barbaturex&lt;/i&gt; vuol dire &quot;re barbuto&quot;: una delle peculiarità dell&#39;animale sono &lt;b&gt;alcune creste sulla mandibola inferiore&lt;/b&gt;, possibili segni di una pappagorgia simile a quella delle iguana contemporanee).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg2_wzfupGZMg9cQBieylnSKKA5vJWoJrfrjM_vxDR-tOdKdvkXDKsrPiymWv3H-Ua58o4Gd4TjWKXUOPmKuWqoU1dtQBRUECJZaQ22Qyq8WxuHx3nqYPRXY0RUddXx_Hg0NQZtOTBH9e9j/s1600/page-30_2.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg2_wzfupGZMg9cQBieylnSKKA5vJWoJrfrjM_vxDR-tOdKdvkXDKsrPiymWv3H-Ua58o4Gd4TjWKXUOPmKuWqoU1dtQBRUECJZaQ22Qyq8WxuHx3nqYPRXY0RUddXx_Hg0NQZtOTBH9e9j/s1600/page-30_2.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Fonte: www.brecorder.com&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
In base all&#39;anatomia dentale, alle relazioni filogenetiche e alle dimensioni, il rettile - che popolava le foreste dell&#39;attuale Myanmar &amp;nbsp;circa 40 milioni di anni fa - &lt;b&gt;sarebbe stato erbivoro&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Cosa che pone degli interrogativi, uno in particolare: come mai, a quel tempo, i rettili vegetariani erano più grandi dei mammiferi che occupavano le medesime nicchie ecologiche (mentre oggi accade il contrario)?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Distinguere le diete alimentari è importante: per quanto grande, &lt;i&gt;B. morrisoni&lt;/i&gt; non è affatto il la più grande lucertola della storia: primato che spetta al leggendario &lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://www.natgeoeducationvideo.com/film/288/super-croc&quot;&gt;SuperCroc&lt;/a&gt; &lt;/b&gt;(&lt;i&gt;Sarcosuchus imperator&lt;/i&gt;), un coccodrillo in grado di raggiungere i 12 metri di lunghezza e le 10 tonnellate di perso. E che, naturalmente, era carnivoro:&amp;nbsp;&lt;b&gt;mangiava anche i dinosauri&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Cosa ha causato questi sbalzi nelle dimensioni dei rettili?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Per rispondere a questa domanda, l&#39;unica cosa utile è guardare al livello degli ecosistemi: gli animali e le piante che costituivano l&#39;habitat di queste specie.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Inoltre, tale analisi sarebbe fondamentale per &quot;prevedere&quot; come sarà mondo naturale tra qualche anno: &lt;b&gt;solo studiando il passato è possibile conoscere il presente, e il futuro&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhXrJlhPEoOK2W00xqj_9nCvmQZgBGnCEs3DEvrEV5LSp5W9Ukfov_jkrhnoMktlIJiRCS2jUK8VwoZP8xMBanwmrtTLjbEVSeOmoxFOcd1LFKCtctW-Q4WuKJNztFCt0kUyr_f5JUAgu0L/s1600/Barbaturex+morrisoni.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhXrJlhPEoOK2W00xqj_9nCvmQZgBGnCEs3DEvrEV5LSp5W9Ukfov_jkrhnoMktlIJiRCS2jUK8VwoZP8xMBanwmrtTLjbEVSeOmoxFOcd1LFKCtctW-Q4WuKJNztFCt0kUyr_f5JUAgu0L/s1600/Barbaturex+morrisoni.png&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Fonte: Angie Fox / University of Nebraska-Lincoln&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;shareaholic-canvas&quot; data-app-id=&quot;6163&quot; data-app=&quot;share_buttons&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/feeds/2493205564816869639/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2013/06/un-rettile-di-nome-jim-morrison.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/2493205564816869639'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/2493205564816869639'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2013/06/un-rettile-di-nome-jim-morrison.html' title='Un rettile di nome Jim Morrison'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343440451249601958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj1PLXp1ovOjEpqxozsGxeKcQHl_bSgZ-DJh7y67946IZrVgI7Pcx926eHExzohhykKZxawz3pUmz2xrPVRSK6yeC-nxu6WvbMjdyf1vlPo12qSmEzcOaVRxv9qKyfbNP5LOwxWub1bCBEs/s72-c/350034_jim_morrison_doors_the_1920x1080_(www.GdeFon.ru).jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3916602395246782519.post-3317235317837092805</id><published>2013-06-19T07:48:00.002+02:00</published><updated>2013-06-19T11:11:09.351+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Media"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mitologia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Scoperte"/><title type='text'>George Orwell e i Big Data</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L&#39;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Oxford English Dictionary&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; (OED), nel suo ultimo aggiornamento, ha introdotto 1&#39;200 tra nuove parole e revisioni di parole già presenti, tutte &lt;b&gt;nel campo della tecnologia&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
Una delle novità più interessanti è &quot;&lt;a href=&quot;http://www.oed.com/view/Entry/18833#eid301162177&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Big Data&lt;/a&gt;&quot;. Ecco come appare la voce.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEguEjqF5TABxMrijAM35uqGk0fwOBD8Gu3sEqwLDNVNHyEf5Iy1qEXvyMESxWCmFd2qFMTmtV1dPZ6RreDr94Wo82DkC8epKVd8kdPPvkZrRLgqoF9PIUnllbyajgrMNXWlteip0V49BG1c/s1600/OED+Big+Data.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEguEjqF5TABxMrijAM35uqGk0fwOBD8Gu3sEqwLDNVNHyEf5Iy1qEXvyMESxWCmFd2qFMTmtV1dPZ6RreDr94Wo82DkC8epKVd8kdPPvkZrRLgqoF9PIUnllbyajgrMNXWlteip0V49BG1c/s1600/OED+Big+Data.png&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Una locuzione molto letta sui giornali negli ultimi tempi, si riferisce a &lt;b&gt;grandi quantità di dati,&lt;/b&gt;&amp;nbsp;tanto da essere solitamente difficili da gestire e manipolare a scopo statistico con gli strumenti tradizionali.&lt;br /&gt;
Il problema? I Big Data vengono ormai associati a un concetto che sembrava ormai superato: &lt;b&gt;lo stato di polizia&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
Big data. Siamo tutti sorvegliati. La nuova copertina di Internazionale. &lt;a href=&quot;http://t.co/oU2Cf767om&quot;&gt;pic.twitter.com/oU2Cf767om&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
— Internazionale (@Internazionale) &lt;a href=&quot;https://twitter.com/Internazionale/statuses/345122073540182016&quot;&gt;June 13, 2013&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;Sull&#39;onda dello &lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/10/intercettazioni-usalk-guardian-svela-talpa-e-ex-tecnico-della-cia/621261/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&quot;scandalo intercettazioni&quot;&lt;/a&gt; esploso negli Stati Uniti (ribattezzato presto &lt;i&gt;Datagate&lt;/i&gt;), la gestione di grandi numeri, di natura per lo più pubblica, è vista come una lesione dei diritti e delle libertà civili dei cittadini. In particolare, quello che l&#39;ex assistente tecnico della CIA Edward Snowden ha riferito al &lt;i&gt;Guardian&lt;/i&gt; in merito al governo statunitense - &lt;b&gt;&quot;l&#39;intenzione di conoscere e controllare ogni conversazione &amp;nbsp;e ogni forma di comportamento al mondo&quot;&lt;/b&gt; - viene esteso automaticamente ai Big Data in quanto tali. Dimenticando, naturalmente, che &lt;b&gt;i dati sono uno strumento&lt;/b&gt;. Per di più, quando sono &quot;open&quot;, a disposizione di tutti.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
I Big Data hanno cambiato il modo di elaborare le informazioni: di un certo fenomeno, adesso sappiamo molte più cose. Soprattutto, &lt;b&gt;sappiamo molte più cose sul &lt;i&gt;cosa&amp;nbsp;&lt;/i&gt;piuttosto che sul&amp;nbsp;&lt;i&gt;perché.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Anche il nostro modo di vedere il mondo è cambiato: le &lt;i&gt;webgraphics&lt;/i&gt; sono diventate realtà. Rispetto alle infografiche tradizionali, queste ultime favoriscono una maggiore interazione con l&#39;utente, il quale può conoscerne gli elementi (inter)attivi e utilizzarli per approfondire gli argomenti trattati dall&#39;immagine. Il vantaggio forse principale delle &lt;i&gt;webgraphics&lt;/i&gt; è poi la possibilità di utilizzare codice e linguaggi di programmazione, e di conseguenza collegamenti ipertestuali (link).&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;Senza i dati&lt;/b&gt;, però, &lt;b&gt;le webgrafiche sarebbero impensabili&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://awesome.good.is.s3.amazonaws.com/transparency/web/1204/your-daily-dose-of-water/flash.html&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjdmVzmx3Z3xIqPmaw-XyL1325HYucb4Ngmjl-_lZALUtofJp09Aa4AbteUx0Czl9Iw8EKjOCf-IT0vUpn6mJGH1gLEjkquYxj3xicFfAdFwe4SqN8TLI6krASox2bLmZOQ3akSWcbqchaH/s1600/esempio-webgraphic.png&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;http://awesome.good.is.s3.amazonaws.com/transparency/web/1204/your-daily-dose-of-water/flash.html&quot;&gt;www.good.is&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Come mostra l&#39;OED, anche il linguaggio &amp;nbsp;è stato modificato dall&#39;arrivo dei Big Data: &lt;b&gt;analytics&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;database&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;report&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;software&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;trend&lt;/b&gt;, sono tutti termini che esistevano già, ma che adesso sono entrati a pieno titolo nel gergo quotidiano di chi non lavora nel settore.&lt;br /&gt;
E &lt;b&gt;non si tratta affatto di una neolingua &lt;i&gt;à la&lt;/i&gt; George Orwell&lt;/b&gt;. Nel caso di &lt;i&gt;1984&lt;/i&gt;, il nuovo mezzo espressivo sostituiva la vecchia visione del mondo rendendo impossible forme di pensiero eretiche; nel caso dei Big Data, si tratta invece di un ampliamento delle forme comunicative classiche, per rendere comprensibile a tutti un settore finora appannaggio di una nicchia di eletti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il successo dei social network ha favorito questo processo: gli &lt;i&gt;insight&lt;/i&gt; di piattaforme come Facebook, Twitter e Instagram sono una versione ridotta e accessibile a tutti delle grandi masse di informazioni che &lt;i&gt;tool &lt;/i&gt;più complessi gestiscono ogni giorno. Aziende e istituzioni non possono che beneficiare di questa apertura: grazie alla &lt;b&gt;data visualization&lt;/b&gt;, le tendenze del proprio business sono facilmente identificabili e leggibili da parte del management (dirigente privato o amministratore pubblico che sia), con un indubbio vantaggio per l&#39;analisi previsionale.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot;&gt;
Sapete già cos&#39;è la Data &lt;a href=&quot;https://twitter.com/search?q=%23Visualization&amp;amp;src=hash&quot;&gt;#Visualization&lt;/a&gt;? &lt;a href=&quot;http://t.co/TRhUhX3mMO&quot;&gt;http://t.co/TRhUhX3mMO&lt;/a&gt;
&lt;a href=&quot;https://twitter.com/search?q=%23dataviz&amp;amp;src=hash&quot;&gt;#dataviz&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
— SAS Italy (@SASitaly) &lt;a href=&quot;https://twitter.com/SASitaly/statuses/330242481218273280&quot;&gt;May 3, 2013&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L&#39;ultima frontiera sembra quella dei &lt;b&gt;People Analytics:&lt;/b&gt;&amp;nbsp;usare i dati per scoprire i comportamenti sul luogo di lavoro che rendono le persone creative, efficaci, felici. Dati provenienti da una grande varietà di fonti (email, modalità di navigazione del web, instant messaging) e che, se uniti a quelli relativi al mondo reale, possono fornire indicazioni per migliorare l&#39;ambiente professionale.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Naturalmente, c&#39;è una questione aperta relativa alla privacy. Ma esiste un approccio giusto, che può essere esteso a tutto il mondo dei Big Data:&lt;b&gt; raccogliere informazioni in maniera anonima&lt;/b&gt;. Lo ha fatto, ad esempio, Bank of America, analizzando i flussi del proprio call center per migliorare le performance dei dipendenti senza peggiorare la qualità della loro vita.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Per mantenere la promessa della &lt;b&gt;&quot;società dell&#39;informazione&quot;&lt;/b&gt;, non serve scomodare George Orwell. I grandi dati non servono a conoscere l&#39;individuo per cancellarne l&#39;identità, ma a conoscere la società per cancellarne i difetti.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg-Hb3lKOmS9yedRKLaJ2Of7Pws7C3MY9kLZ00QhHcttlR6abw_4zJCNJVZq1UtGDZ3ltfc_hAKyost8qsEGrA9DHd2-FA2yPuOi2i7f9blKj7_fs-uzROuUcz6yB8kTC3fk7klT4iZa5yI/s1600/1984_poster.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg-Hb3lKOmS9yedRKLaJ2Of7Pws7C3MY9kLZ00QhHcttlR6abw_4zJCNJVZq1UtGDZ3ltfc_hAKyost8qsEGrA9DHd2-FA2yPuOi2i7f9blKj7_fs-uzROuUcz6yB8kTC3fk7klT4iZa5yI/s1600/1984_poster.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Poster di &lt;i&gt;1984&lt;/i&gt;, film diretto dal Michael Radford basato sul romanzi di Orwell&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;script async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot; src=&quot;//platform.twitter.com/widgets.js&quot;&gt;&lt;/script&gt;

&lt;br&gt;
&lt;div class=&quot;shareaholic-canvas&quot; data-app-id=&quot;6163&quot; data-app=&quot;share_buttons&quot;&gt;
&lt;/div&gt;

</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/feeds/3317235317837092805/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2013/06/george-orwell-e-i-big-data.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/3317235317837092805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/3317235317837092805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2013/06/george-orwell-e-i-big-data.html' title='George Orwell e i Big Data'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343440451249601958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEguEjqF5TABxMrijAM35uqGk0fwOBD8Gu3sEqwLDNVNHyEf5Iy1qEXvyMESxWCmFd2qFMTmtV1dPZ6RreDr94Wo82DkC8epKVd8kdPPvkZrRLgqoF9PIUnllbyajgrMNXWlteip0V49BG1c/s72-c/OED+Big+Data.png" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3916602395246782519.post-5805655574424597590</id><published>2013-06-16T10:03:00.003+02:00</published><updated>2013-06-16T10:16:10.418+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Biodiversità"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Evoluzione"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Media"/><title type='text'>Archicebus achilles: l&#39;anello mancante nel giornalismo scientifico</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La notizia è questa: &lt;b&gt;in Cina è stato rinvenuto&lt;/b&gt; il fossile di quello che sembra essere &lt;b&gt;il più antico primate mai vissuto&lt;/b&gt;. Ad annunciarlo, &lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://www.nature.com/nature/journal/v498/n7452/full/nature12200.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Nature&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;. Un gruppo internazionale di paleontologi, coordinato da Xijun Ni dell&#39;Accademia Cinese delle Scienze di Pechino, ha scoperto una creatura di 55 milioni di anni fa, appartenente a una specie finora sconosciuta. Il nome scientifico attribuitole è già curioso: &lt;i&gt;&lt;b&gt;Archicebus achilles&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Archicebus&amp;nbsp;&lt;/b&gt;è un costrutto derivato dalle parole greche&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 19.18402862548828px;&quot;&gt;&lt;b&gt;ἀρχή&lt;/b&gt;&amp;nbsp;(&quot;inizio&quot;) e&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 19.18402862548828px;&quot;&gt;&lt;b&gt;κῆβος&lt;/b&gt;&amp;nbsp;(&quot;scimmia dalla coda lunga&quot;), mentre&amp;nbsp;&lt;i&gt;&lt;b&gt;achilles&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&amp;nbsp;si riferisce, semplicemente, ad Achille. Una delle peculiarità della specie in questione è infatti l&#39;insolita anatomia del tallone, molto simile a quello delle scimmie:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 19.18402862548828px;&quot;&gt;proprio la parte del corpo che dell&#39;eroe greco è divenuta proverbiale.&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 19.18402862548828px;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiM-J6UHodSjkKPtthnVpewC5eEiAKdKTumfLFEXaPyj_Mi5hBviVS5Hb01TfBq5DY6ssPliPX1hQld6-lWiIvM8unvuCooEXLkZG2HGECxwaUr8MfhZ9AC1Am__pMS0zm4J6CJcaDbXrwW/s1600/-oldest-nearly-complete-s-008.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiM-J6UHodSjkKPtthnVpewC5eEiAKdKTumfLFEXaPyj_Mi5hBviVS5Hb01TfBq5DY6ssPliPX1hQld6-lWiIvM8unvuCooEXLkZG2HGECxwaUr8MfhZ9AC1Am__pMS0zm4J6CJcaDbXrwW/s1600/-oldest-nearly-complete-s-008.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Il più antico scheletro (quasi) completo di primate, &lt;i&gt;Archicebus achilles&lt;/i&gt; è stato scoperto nella provincia di Hubei, nella Cina centrale. Fotografia: Paul Tafforeau/ESRF&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 19.18402862548828px;&quot;&gt;Per sottolineare l&#39;importanza del rinvenimento, non è necessario esagerare con le parole (soprattutto se si sa poco o niente di teoria dell&#39;evoluzione).&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 19.18402862548828px;&quot;&gt;&lt;b&gt;Il famigerato &lt;a href=&quot;http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-06-05/trovato-anello-mancante-scimmia-225454.shtml&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&quot;anello mancante&quot;, ad esempio, non esiste&lt;/a&gt;. &lt;/b&gt;L&#39;evoluzione non funziona per anelli, né per qualsiasi altra figura geometrica: non c&#39;è mai stato un cammino delle specie animali verso una direzione prestabilita (di cui, casualmente, l&#39;uomo considera se stesso l&#39;acme), per cui non ci sono caselle intermedie da riempire.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 19.18402862548828px;&quot;&gt;Se manca davvero un anello, è quello che dovrebbe &lt;b&gt;mettere in comunicazione gran parte dei giornalisti italiani con il mondo scientifico&lt;/b&gt;, facendo loro evitare di fare continui errori che trasmettono poi ai lettori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 19.18402862548828px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 19.18402862548828px;&quot;&gt;Per capire quali novità può portare alla comprensione della nostra storia questo piccolo primate (simile - per dimensioni e forma corporea - a un tarsio) è sufficiente mostrare dove si potrebbe collocare all&#39;interno dell&#39;albero genealogico dei primati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 19.18402862548828px;&quot;&gt;&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjYXyk7ceZTaD5BJ8n9dV5y_C09nNvWezriPfuVZLzj1XmmqdbgHFCA7un75M5MIWcFFaSPK70pAI1IeNBq4aa0g5yfAxID6dHf7oHbo7Hvb46FBnQVWNUBg6lu643p06DVnmReb99eRxqm/s1600/Archicebus+Achilles+evolutionary+tree+small.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjYXyk7ceZTaD5BJ8n9dV5y_C09nNvWezriPfuVZLzj1XmmqdbgHFCA7un75M5MIWcFFaSPK70pAI1IeNBq4aa0g5yfAxID6dHf7oHbo7Hvb46FBnQVWNUBg6lu643p06DVnmReb99eRxqm/s1600/Archicebus+Achilles+evolutionary+tree+small.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Come dovrebbe collocarsi &lt;i&gt;Archicebus&lt;/i&gt;&amp;nbsp;all&#39;interno della filogenesi dei primati. Fotografia: Mark A. Klinger/Carnegie Museum&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 19.18402862548828px;&quot;&gt;Del peso di 20-30 grammi, aveva abitudini probabilmente arboricole e mangiava insetti: ma, cosa più importante, è &lt;b&gt;di 7 milioni di anni più antico&lt;/b&gt; rispetto al più vecchio&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span 19.18402862548828px=&quot;&quot; line-height:=&quot;&quot;&gt;fossile mammifero&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;line-height: 19.18402862548828px=&quot;&quot;&gt;conosciuto finora.&lt;/line-height:&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 19.18402862548828px;&quot;&gt;Tuttavia, a ulteriore smentita del sensazionalismo inutile di alcune testate, &lt;b&gt;non è ancora possibile affermare se &lt;i&gt;Archicebus achilles&lt;/i&gt; sia un nostro progenitore diretto&lt;/b&gt;. Per la legge dei grandi numeri, è facile che sia appartenuto a uno dei tanti rami dell&#39;albero che si sono separati e poi estinti, piuttosto che a quello che ha condotto fino al genere&amp;nbsp;&lt;i&gt;Homo&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Come affermato da &lt;a href=&quot;https://twitter.com/orologiaiomiope&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Lisa Signorile&lt;/a&gt; su &lt;i&gt;National Geographic Italia:&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #444444; line-height: 16px; text-align: left;&quot;&gt;«&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #333333; line-height: 15.746528625488281px; text-align: start;&quot;&gt;Più probabilmente questo fossile è semplicemente uno degli antenati comuni condivisi tra tarsi, lemuri, primati e scimmie antropomorfe, prima che i lignaggi dei primati si diversificassero&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; color: #444444; line-height: 16px; text-align: left;&quot;&gt;».&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/feeds/5805655574424597590/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2013/06/archicebus-achilles-lanello-mancante.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/5805655574424597590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/5805655574424597590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2013/06/archicebus-achilles-lanello-mancante.html' title='Archicebus achilles: l&#39;anello mancante nel giornalismo scientifico'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343440451249601958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiM-J6UHodSjkKPtthnVpewC5eEiAKdKTumfLFEXaPyj_Mi5hBviVS5Hb01TfBq5DY6ssPliPX1hQld6-lWiIvM8unvuCooEXLkZG2HGECxwaUr8MfhZ9AC1Am__pMS0zm4J6CJcaDbXrwW/s72-c/-oldest-nearly-complete-s-008.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3916602395246782519.post-723109004905045128</id><published>2013-06-14T10:46:00.001+02:00</published><updated>2013-06-14T11:00:32.460+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Media"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ricerca"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Scoperte"/><title type='text'>Come usare i Social Media (se sei uno scienziato)</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
I social media e gli strumenti a essi associati possono essere delle risorse molto gratificanti e utili per uno scienziato. &lt;b&gt;Se si è in grado di usarli&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La rapida evoluzione di Internet sta andando in parallelo con la tendenza a &lt;b&gt;utilizzare i &quot;Big Data&quot; in campo scientifico&lt;/b&gt;. In meno di un decennio, i mezzi a disposizione online hanno ottenuto grandi crescita e popolarità (Fig. 1). Sempre più scienziati stanno adesso cercando di sfruttare tali risorse: in particolare i social media, adatti a una continua trasformazione. Esiste un numero di prove sempre più cospicuo che dimostra come la visibilità pubblica e la conversazione costruttiva - resi possibili dai social media - sono &lt;b&gt;un beneficio per gli scienziati in diversi modi&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhkcUmpRZGf_l_QbHVwz5kwYcfO_WouzHH1cc6TKUKAB2tvW9BBureQrBSZ7HMRCgVasAzR4-sikzDNLHILmJoAJUtB3YY8ioXIRigyO_0a7FDSCv-HA_G_7IV7wWOKVQfGn78q-U4wB81h/s1600/journal.pbio.1001535.g001.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhkcUmpRZGf_l_QbHVwz5kwYcfO_WouzHH1cc6TKUKAB2tvW9BBureQrBSZ7HMRCgVasAzR4-sikzDNLHILmJoAJUtB3YY8ioXIRigyO_0a7FDSCv-HA_G_7IV7wWOKVQfGn78q-U4wB81h/s1600/journal.pbio.1001535.g001.png&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Figura 1.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: start;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: start;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b style=&quot;text-align: start;&quot;&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;display: inline !important; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b style=&quot;text-align: start;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Audience mensile per mezzo di comunicazione mostrata su A) scala &amp;nbsp; logaritmica e B) scala lineare.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;b style=&quot;text-align: start;&quot;&gt;
&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: start;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Le barre scure indicano mezzi tradizionali, quelle chiare mezzi online. I numeri riflettono la potenziale audience mensile peer ogni medium, e non necessariamente il numero di utenti che accede a un particolare contenuto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;&lt;b&gt;1. Migliorando l&#39;efficacia della ricerca&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
A differenza di quanto pensato da utenti Internet di vecchia data, gli strumenti del Web incrementano la loro produttività e portano a un miglioramento complessivo nell&#39;efficacia della loro ricerca.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;Twitter&lt;/b&gt;&amp;nbsp;ha aiutato alcuni accademici molto impegnati a proseguire con una nuova ricerca, a preparare il materiale d&#39;insegnamento e a offrire una guida per gli studenti.&amp;nbsp;&lt;b&gt;Facebook&lt;/b&gt;&amp;nbsp;ha consentito ad alcuni ricercatori di identificare migliaia di specie di pesci in meno di una settimana. Altri ancora usano le attività online come un modo di organizzare i propri pensieri e le proprie note di ricerca, o di alimentare la creatività e affinare la scrittura.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;Le comunità online&lt;/b&gt;&amp;nbsp;possono poi rivelarsi particolarmente utili per argomenti di nicchia, dove i membri hanno bisogni specifici o richiedono contatti esperti. Il crescente ricorso a fonti Web può inoltre &lt;b&gt;espandere e trasformare la cultura scientifica&amp;nbsp;&lt;i&gt;tout court&lt;/i&gt;:&lt;/b&gt; blog e social media offrono strumenti ideali per conversazioni scientifiche estese (sia per i &amp;nbsp;commenti pre-stampa, come&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.blogger.com/goog_2072972344&quot;&gt;http://&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;http://arxiv.org/&quot;&gt;arXiv.org&lt;/a&gt;, sia per le recensioni post-pubblicazione) e favoriscono discussioni veloci sui temi di maggior interesse.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Infine, è sempre più comune che i blog post facciano da base per manoscritti che vengono poi pubblicati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b style=&quot;color: red;&quot;&gt;2. Tracciando le metriche scientifiche&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b style=&quot;color: red;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;Un&#39;attiva presenza online può influire direttamente sulle credenziali di un ricercatore&lt;/b&gt;, come vengono misurate attraverso le metriche tradizionali. Twittare e bloggare sui propri articoli favorisce il numero di download, persino per quella letteratura più vecchia disponibile da anni ma mai oggetto di attenzione in precedenza.&lt;br /&gt;
Per i paper depositati su arXiv, ad esempio, le menzioni su Twitter sono correlate positivamente alle citazioni ricevute, già pochi mesi dopo il deposito. Non è tuttavia ancora chiaro se i tweet portino a un aumento delle citazioni a lungo-termine o se invece si limitino a mettere in luce la scienza di alta qualità, che avrebbe ottenuto visibilità anche in assenza della copertura dei social media.&lt;br /&gt;
Questi ultimi, dunque, insieme alle metriche a livello di articolo, risultano particolarmente importanti &lt;b&gt;per misurare l&#39;impatto della ricerca&lt;/b&gt;, che non può essere tracciato dagli strumenti di misurazione tradizionali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgggD2nHH6ZiefHXsYqAaXTXxqTXZlqYFhejm8PQTXgwYC06Cls-pyVcR8L9V-rtRuX_La6EvYlzohBrn_Ku5zryq4VzwIzy4tEbLhAxD8phtFQHHVkKqW39o0p6z8ZtylUZ9P1L6lzOSsl/s1600/social-media-for-scientists.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-align: center;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgggD2nHH6ZiefHXsYqAaXTXxqTXZlqYFhejm8PQTXgwYC06Cls-pyVcR8L9V-rtRuX_La6EvYlzohBrn_Ku5zryq4VzwIzy4tEbLhAxD8phtFQHHVkKqW39o0p6z8ZtylUZ9P1L6lzOSsl/s1600/social-media-for-scientists.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b style=&quot;color: red;&quot;&gt;3. Potenziando il networking professionale&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le discussioni online possono condurre a interazioni sociali tangibili, &lt;b&gt;con delle ripercussioni nel mondo reale&lt;/b&gt;. Lo scambio di tweet può rompere il ghiaccio con qualcuno persino prima di averlo incontrato in un workshop.&lt;br /&gt;
Il Web può inoltre ampliare l&#39;influenza di uno scienziato nel mondo della ricerca: fare il Live blogging di una conferenza - discutendo gli sviluppi più significativi di un settore, linkando ad articoli di giornale o a siti di laboratori - fa conoscere ad altri colleghi dei contenuti di valore.&lt;br /&gt;
Giornalisti e scienziati che seguono il &lt;i&gt;tweet stream&lt;/i&gt; di un evento possono anche essere introdotti a nuovi gruppi di ricercatori con interessi correlati: le &lt;b&gt;opportunità di networking vengono così espanse potenzialmente all&#39;infinito.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;
&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;4. Allargando l&#39;impatto economico-sociale della ricerca&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;
Insieme alle le connessioni tra scienziati, le interazioni online hanno il potere di rafforzare anche quello tra scienziati e pubblico generalista. I blog erano considerati luoghi&amp;nbsp;importanti&amp;nbsp;per gli scienziati già nel 2006, quando i ricercatori avevano l&#39;urgenza di partecipare con opinioni autorevoli al dibattito ambientale e sviluppare una presenza collettiva nella blogosfera, aumentandone così la credibilità.&lt;br /&gt;
Per certi aspetti, Internet può avere una forza maggiore rispetti ai canali tradizionali: quando il contenuto è &quot;virale&quot;, l&#39;audience raggiunge dimensioni globali. Un esempio di progetto finalizzato a modificare la percezione della scienza ha recentemente raggiunto questo obiettivo: &lt;b&gt;l&#39;hashtag #iamscience&lt;/b&gt;, che sarà presto trasformato in un libro e in un podcast).&lt;br /&gt;
Iniziative come questa migliorano il profilo degli scienziati, scacciano gli onnipresenti stereotipi, evidenziano le carriere non convenzionali seguite da molti professionisti. &lt;b&gt;Iniziative come questa sarebbero difficilmente perseguibili nella struttura formalizzata della ricerca accademica&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a class=&quot;twitter-timeline&quot; data-widget-id=&quot;345458093708177408&quot; href=&quot;https://twitter.com/search?q=iamscience&quot;&gt;Tweet su &quot;iamscience&quot;&lt;/a&gt;
&lt;script&gt;!function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0],p=/^http:/.test(d.location)?&#39;http&#39;:&#39;https&#39;;if(!d.getElementById(id)){js=d.createElement(s);js.id=id;js.src=p+&quot;://platform.twitter.com/widgets.js&quot;;fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs);}}(document,&quot;script&quot;,&quot;twitter-wjs&quot;);&lt;/script&gt;


&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;section&quot; id=&quot;section3&quot; style=&quot;background-color: white; color: #333333; font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px; margin-bottom: 40px; text-align: start;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
Volete qualche consiglio su quali strumenti online utilizzare? Non vi resta che &lt;b&gt;proseguire la lettura dell&#39;&lt;a href=&quot;http://www.plosbiology.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pbio.1001535&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;articolo su PLOS Biology&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;di &lt;a href=&quot;https://twitter.com/MiriamGoldste&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Miriam Goldstein&lt;/a&gt;&amp;nbsp;e &lt;a href=&quot;https://twitter.com/Dr_Bik&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Holly Bik&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;shareaholic-canvas&quot; data-app-id=&quot;6163&quot; data-app=&quot;share_buttons&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/feeds/723109004905045128/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2013/06/come-usare-i-social-media-se-sei-uno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/723109004905045128'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3916602395246782519/posts/default/723109004905045128'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgeneribelle.blogspot.com/2013/06/come-usare-i-social-media-se-sei-uno.html' title='Come usare i Social Media (se sei uno scienziato)'/><author><name>Anonymous</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343440451249601958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhkcUmpRZGf_l_QbHVwz5kwYcfO_WouzHH1cc6TKUKAB2tvW9BBureQrBSZ7HMRCgVasAzR4-sikzDNLHILmJoAJUtB3YY8ioXIRigyO_0a7FDSCv-HA_G_7IV7wWOKVQfGn78q-U4wB81h/s72-c/journal.pbio.1001535.g001.png" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3916602395246782519.post-5747540758897154149</id><published>2013-06-13T01:40:00.001+02:00</published><updated>2013-06-13T09:47:51.047+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Antropologia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Evoluzione"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Media"/><title type='text'>Breve storia dell&#39;hashtag</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Dopo tante indiscrezioni, alla fine è successo davvero: &lt;b&gt;Facebook ha introdotto l&#39;uso dell&#39;&lt;a href=&quot;http://vincos.it/2013/06/12/facebook-introduce-gli-hashtag/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;hashtag&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Utilizzato principalmente su Twitter, questo segno - per quanto semplice - avrà probabilmente un grande impatto sugli introiti del social network di Mark Zuckerberg. Quella che finora appariva come una fastidiosa nonché inutile aggiunta, spesso dovuta alla condivisione automatica di contenuti pubblicati sulle altre piattaforme sociali, &lt;b&gt;sarà presto la normalità&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjaU4Mesi4R3Bq_wcNeR5PIVmH0QGDtJ2tsZRHKYS54rFS27mDqXnugAlqNcJl9-WFF563yoWgTZUViCPkmKhxIKqRXH3XAPK1LFuHegi7ghrbU2pflEYtUyMmRBsv9lnJR8LH-dHeHKO3C/s1600/Facebook.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjaU4Mesi4R3Bq_wcNeR5PIVmH0QGDtJ2tsZRHKYS54rFS27mDqXnugAlqNcJl9-WFF563yoWgTZUViCPkmKhxIKqRXH3XAPK1LFuHegi7ghrbU2pflEYtUyMmRBsv9lnJR8LH-dHeHKO3C/s1600/Facebook.png&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ma da dove viene il cancelletto?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;[Chi è interessato all&#39;attualità può saltare i prossimi due paragrafi]&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;Negli U.S.A.&lt;/b&gt;, il simbolo # (chiamato &lt;i&gt;number sign&lt;/i&gt; e definito in Unicode come U+0023), ha diversi utilizzi.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
-&amp;nbsp;&lt;b&gt;Come definizione di un numero&lt;/b&gt; (&quot;#1&quot; sta per &quot;numero uno&quot;).&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
In questa accezione,&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://languagelog.ldc.upenn.edu/nll/?p=2461&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;secondo una teoria&lt;/a&gt;&amp;nbsp;venne impiegato per la prima volta dalla Teletype Corporation, a inizio Novecento.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;- Come unità di peso &lt;/b&gt;(in questo caso è conosciuto come &lt;i&gt;pound sign&lt;/i&gt;).&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Storicamente, veniva usata l&#39;abbreviazione &lt;i&gt;lb.&lt;/i&gt;, che nel corso del tempo si tramutò in un font attraversato da una linea (in modo che la &quot;l&quot; non venisse confusa con il numero &quot;1&quot;). Qualcosa del genere, insomma:&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: sans-serif; font-size: 15.555556297302246px; line-height: 19.18402862548828px;&quot;&gt;℔.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Infine, venne ridotto per chiarezza a una sovrapposizione tra due righe orizzontali e due trasversali.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEixfb7EBjYmLVq-9wSDwBmXYwRtGeu9e_e-6I7BwVhA52jPwtRN5WjiXnDO6p14IyOpzMMAkMRFMityiRSOMmktk-0GKxoXUA1nt5X_Bqb1S9uKXGCPlRfVyURlVTVksk286-PVqu1Dk0Bk/s1600/The-hash-symbol.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-align: center;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEixfb7EBjYmLVq-9wSDwBmXYwRtGeu9e_e-6I7BwVhA52jPwtRN5WjiXnDO6p14IyOpzMMAkMRFMityiRSOMmktk-0GKxoXUA1nt5X_Bqb1S9uKXGCPlRfVyURlVTVksk286-PVqu1Dk0Bk/s1600/The-hash-symbol.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;sup class=&quot;reference&quot; id=&quot;cite_ref-a_2-1&quot; style=&quot;background-color: white; font-family: sans-serif; line-height: 1em; text-align: start; unicode-bidi: -webkit-isolate;&quot;&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;Nel Regno Unito,&lt;/b&gt; invece, &lt;b&gt;l&#39;# è chiamato &lt;/b&gt;&lt;i style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;hash&lt;/i&gt;. Non viene mai usato per denotare peso e non viene mai chiamato &lt;i&gt;pound sign&lt;/i&gt;, con cui ci si riferisce piuttosto al simbolo &quot;£&quot;. Ad aggiungere ulteriore confusione tra i due segni, c&#39;è il fatto che nella variante britannica del set di caratteri ISO/IEC, 0x23 rappresenta &quot;£&quot;, mentre nella variante statunitense rappresenta &quot;#&quot;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fatto sta che la prima comparsa on line del famigerato cancelletto avvenne, per monitorare argomenti e gruppi, su&lt;/span&gt;&lt;b style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; Internet Relay Chat&lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il passaggio alla creatura di Jack Dorsey fu contrassegnato da un messaggio di &lt;a href=&quot;https://twitter.com/chrismessina&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Chris Messina&lt;/a&gt;, che il 23/08/2007 alle 12:25 pm scrisse:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiCb4YZCZy1iABXcjV5vHffGZrnVPtA90HwA2X1osoe6FopPMbz7xg1K2xnkFS5OnDegRXdOkpqibm5z-80Sc-XZeAJbYgc4moLvIBK4cJH0Gai_9X0K_qaCsqfQrQXaaZNkRKXrdYc4MtG/s1600/1236321800_a275c8e8c2.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiCb4YZCZy1iABXcjV5vHffGZrnVPtA90HwA2X1osoe6FopPMbz7xg1K2xnkFS5OnDegRXdOkpqibm5z-80Sc-XZeAJbYgc4moLvIBK4cJH0Gai_9X0K_qaCsqfQrQXaaZNkRKXrdYc4MtG/s1600/1236321800_a275c8e8c2.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Da allora, il simbolo ha preso sempre più piede all&#39;interno dei cinguettii, seppur in maniera graduale: l&#39;1 luglio 2009 viene introdotto il &lt;b&gt;collegamento ipertestuale &lt;/b&gt;sugli hashtag, per poter visualizzare tutti i messaggi recenti che li contengono; nel 2010 nascono i &lt;b&gt;&quot;Trending Topic&quot;&lt;/b&gt;, cioè l&#39;elenco degli hashtag più utilizzati; dal 2012, infine, sono attivi i &lt;b&gt;TT localizzati&lt;/b&gt;, per personalizzare geograficamente le parole-chiave più popolari.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Non è solo un accorgimento tecnico: l&#39;uso degli hashtag permette un approccio alla piattaforma tipico dei &lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://www.nytimes.com/2011/06/12/fashion/hashtags-a-new-way-for-tweets-cultural-studies.html?_r=2&amp;amp;smid=tw-nytimes&amp;amp;seid=auto&amp;amp;&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Cultural Studies&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg2HviTlkqvNRVjSTUKmCUQlKBqTCciE3PCod4vMWRbqj1WJc25_TkIsLZPSHpuCG4Xqubwi3U8zzUy7ZAwF5C0Erv9OOw4aiZ3hc_pSQGZXf0t9BvPQHZ4EmolitO8dC0faIfdU5KDX9Hz/s1600/HASHTAG-popup.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg2HviTlkqvNRVjSTUKmCUQlKBqTCciE3PCod4vMWRbqj1WJc25_TkIsLZPSHpuCG4Xqubwi3U8zzUy7ZAwF5C0Erv9OOw4aiZ3hc_pSQGZXf0t9BvPQHZ4EmolitO8dC0faIfdU5KDX9Hz/s1600/HASHTAG-popup.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Adesso che anche Facebook ha deciso di adottarlo, cosa cambierà?&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Tre gli scenari possibili:&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;1&lt;/b&gt;: &lt;a href=&quot;http://hi-tech.leonardo.it/come-funziona-twitter-il-signoraggio-dei-bimbiminchia/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;i bimbiminchia conquisteranno il potere&lt;/a&gt;, portando a compimento su Internet l&#39;&quot;egemonia culturale&quot; teorizzata da Antonio Gramsci;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;2&lt;/b&gt;: gli utenti che non hanno mai utilizzato Twitter penseranno che la loro timeline si sia trasformata in uno spartito musicale, e con le loro proteste obbligheranno alla cancellazione dell&#39;hashtag;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;b&gt;3&lt;/b&gt;: Zuckerberg &amp;amp; co. incrementeranno ulteriormente gli introiti, grazie a campagne pubblicitarie legate a specifici argomenti.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Una cosa è certa: &lt;b&gt;i Social Media Analyst non ne saranno comunque felici.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;/div&gt;
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