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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-22321956</atom:id><lastBuildDate>Mon, 13 Feb 2012 00:48:22 +0000</lastBuildDate><category>pezzi di vetro</category><category>in girum</category><category>caroDave</category><category>romanzo ametà</category><title>الوقت لمن لا يعرف</title><description>a loro il tentativo di chiudermi a metà</description><link>http://decimocirenaica.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Decimo Cirenaica)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>216</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/blogspot/FfqS" /><feedburner:info xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" uri="blogspot/ffqs" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-22321956.post-1191259172765739495</guid><pubDate>Mon, 13 Feb 2012 00:46:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-13T01:48:22.226+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pezzi di vetro</category><title>piccole frasi mediocri</title><description>caro d___,&lt;br /&gt;
devo dirti una cosa, solo una, una piccola frase che però non sarà questa:&lt;br /&gt;
tornare a sorprendersi per una luna grossa e gialla a scendersi, e indosso una parrucca di nuvole - indosso alla luna, intendo... &lt;br /&gt;
e di nuovo devo dirti una cosa, solo un'altra. una piccola frase che non sarà questa, però:&lt;br /&gt;
la luna oggi aveva una parrucca in testa, una parrucca di nuvole. e la poca luce arrivava fino al mare a illuminarlo. non v'è possesso in una simile estasi, non v'è duello, non v'è partita di possessione: sublime ammirazione di una luna vecchia come di una nuova, di un tramonto come di un vento che spietra di pietre la spiaggia; o di una strada che sale fino a una vecchia tomba. è da un po' che non ci vado, alla tomba dei giganti. e forse non te l'ho mai detto che ci sono andato altre volte da quando sei partito, anche da solo. e una volta è capitato di sorprendermi per l'abbondanza di frutti per terra: un cerchio arancio e rosso di corbezzoli ai piedi dell'albero: nostra eterna abbondanza. nostra terra di silenzio, in quel posto: io e loro, io e qualcuno, io e quel cielo che andava a scurirsi. e il pensiero di una piccola frase che non sarà neppure questa: la piccola frase è una sonata per piano e violino; césar mi ha confidato che è piuttosto mediocre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22321956-1191259172765739495?l=decimocirenaica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://decimocirenaica.blogspot.com/2012/02/piccole-frasi-mediocri.html</link><author>noreply@blogger.com (Decimo Cirenaica)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-22321956.post-3890908901567834473</guid><pubDate>Mon, 13 Feb 2012 00:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-13T01:22:27.900+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pezzi di vetro</category><title>ad avercene</title><description>Lontano dal vicolame chiassoso del ricordo&lt;br /&gt;
entro scotendo i miei&lt;br /&gt;
piedi&lt;br /&gt;
dalla neve&lt;br /&gt;
e il taglio sulla mano si riprenderà dal sangue, mi dico.&lt;br /&gt;
Dormo con un gatto&lt;br /&gt;
per cinque giorni,&lt;br /&gt;
ci si trova a meraviglia&lt;br /&gt;
coi gatti&lt;br /&gt;
ti aspettano&lt;br /&gt;
e poi se ne vanno&lt;br /&gt;
come fai tu con loro&lt;br /&gt;
ci si rispetta anche per questo&lt;br /&gt;
coi gatti.&lt;br /&gt;
Ad avercene sempre&lt;br /&gt;
dice&lt;br /&gt;
cosa?&lt;br /&gt;
Gatti, ad avercene sempre,&lt;br /&gt;
pronti ad accomodarsi sulla pancia durante la notte&lt;br /&gt;
a guardarti dalla finestra chiedendo di entrare&lt;br /&gt;
ad avercene&lt;br /&gt;
che si intrufolano tra i tasti del lavoro&lt;br /&gt;
che ti sentono quando gli parli&lt;br /&gt;
di regole di convivenza.&lt;br /&gt;
Al gatto le regole di convivenza?&lt;br /&gt;
Me le ha insegnate lui, reginella.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22321956-3890908901567834473?l=decimocirenaica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://decimocirenaica.blogspot.com/2012/02/blog-post.html</link><author>noreply@blogger.com (Decimo Cirenaica)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-22321956.post-1879582355731340502</guid><pubDate>Mon, 13 Feb 2012 00:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-13T01:01:42.790+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pezzi di vetro</category><title>devo dirti una cosa, solo una</title><description>La gallina sotterrata viva è un rito nel quale la comunità si riconosce partecipando, un rito che la stessa comunità traduce di giorno in giorno, di anno in anno, di decennio in decennio, di secolo in secolo, fino alla fine dei tempi e dall'inizio di questi. La mediatizzazione dell'esistenza ha decuplicato la possibilità di traduzione del rito, la sua fruizione, aggiungendo informazione massmediatica, corrodendo partecipazione e amplificando le presunte inciviltà del rito. Nessun rito è buono o cattivo di per sé; il rito (mi) appartiene o non (mi) appartiene; e mi appartiene perché lo pratico in un dato tempo e in un dato luogo, qui e ora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[&lt;a href="http://www.opifice.it/content/view/1160/60/" target="_blank"&gt;a volte firmo con uno pseudonimo, simone olla. da &lt;i&gt;il parroco di arasolè&lt;/i&gt; di franciscu masala&lt;/a&gt;.]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22321956-1879582355731340502?l=decimocirenaica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://decimocirenaica.blogspot.com/2012/02/devo-dirti-una-cosa-solo-una.html</link><author>noreply@blogger.com (Decimo Cirenaica)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-22321956.post-3255125501639159024</guid><pubDate>Fri, 10 Feb 2012 18:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-10T19:07:10.111+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">in girum</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">romanzo ametà</category><title>undici e dodici febbraio</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-ST4pBJRjzo4/TzVb6Tc8mHI/AAAAAAAAAD4/f01D8x9Etnk/s1600/stralcio.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-ST4pBJRjzo4/TzVb6Tc8mHI/AAAAAAAAAD4/f01D8x9Etnk/s320/stralcio.jpg" width="256" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
domani. e dopodomani. di già. &lt;br /&gt;
e bisogna prender su un po' di libri, e bisogna guidare fino a fordongianus, in un posto dove ci sono le terme, in un &lt;a href="http://www.termesardegna.it/it/eventi/simone-olla-letterature-fordongianus.htm" target="_blank"&gt;hotel a quattro stelle&lt;/a&gt;: pensa quante ciabattine, caro dave; pensa tu che le ciabattine le devi ancora cercare, dove hai messo le ciabattine? &lt;br /&gt;
ci pensiamo dopo alle ciabattine.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;e zitta nun è tempo de fa scene&lt;br /&gt;ner mentre sfilerà la procissione&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;tu m'hai da dì si ancora me voi bene&lt;br /&gt;tu m'hai da dì si sei la stessa quanno te sospiravo cantanno così:&lt;br /&gt;fior de limone, sò tutte belle le trasteverine,&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;ma nina è la più bella dell'urione perché&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;nelle pupille sue turchine nun ce vedrò l'inganno, nun ce vedrò finzione. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
domani a fordongianus di certo non leggeremo in romanesco; e di certo c'è pure che alle 18 non sarò io a leggere, ma &lt;a href="http://savinadmassa.altervista.org/" target="_blank"&gt;savina dolores massa&lt;/a&gt; (maestrale), che legge per chi ascolterà alcuni brani tratti dal mio &lt;a href="http://malicuvata.it/images/stories/produzioni/cirenaica_ameta_romanzo011.pdf" target="_blank"&gt;libro ametà&lt;/a&gt;; la sonorizzazione sarà di gianfranco fedele. &lt;br /&gt;
e poi domenica, alle 12, a dialogarsi. e a rileggersi cambiati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
a cura di &lt;a href="http://hanifeana.wordpress.com/" target="_blank"&gt;hanife ana teatro jazz&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22321956-3255125501639159024?l=decimocirenaica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://decimocirenaica.blogspot.com/2012/02/undici-e-dodici-febbraio.html</link><author>noreply@blogger.com (Decimo Cirenaica)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-ST4pBJRjzo4/TzVb6Tc8mHI/AAAAAAAAAD4/f01D8x9Etnk/s72-c/stralcio.jpg" height="72" width="72" /></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-22321956.post-3202452697873672023</guid><pubDate>Thu, 09 Feb 2012 01:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-09T02:18:44.358+01:00</atom:updated><title>divino tuono</title><description>&lt;div&gt;
&lt;i&gt;La preghiera è il tuono capovolto.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div&gt;
George Herbert&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22321956-3202452697873672023?l=decimocirenaica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://decimocirenaica.blogspot.com/2012/02/divino-tuono.html</link><author>noreply@blogger.com (Decimo Cirenaica)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-22321956.post-8424224363680496387</guid><pubDate>Thu, 09 Feb 2012 01:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-09T02:16:50.989+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">romanzo ametà</category><title>facile</title><description>A volte mi sento uno che non sa ricevere; e quest’ultima frase rimbalza nella mia testa e le parole di Luisanna sovrastano il chiacchiericcio del baretto in cui beviamo una birra: &lt;i&gt;Per non sentirsi soli bisogna saper ricevere&lt;/i&gt;. Cazzate penso, e faccio quello che avrei voluto fare quel giorno: alzarmi. In cucina mi guardo intorno prima di aprire il frigo e richiuderlo, tornare in camera e accendermi una sigaretta.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Per non sentirsi soli bisogna saper ricevere&lt;/i&gt; Luisanna l'ha scritto nel taccuino, e poi a voce alta ha letto senza guardarmi, la bottiglia di birra la teneva a mezz’aria, la musica era nella sua voce piena d’amore, un amore che non ho voluto ma è arrivato, l’ho sentito bussare. E alzatasi di sguardo mi ha parlato ancora:&lt;br /&gt;
«Ti piace saperti solo perché è suggestivo, letterario, facile. Perché chi è solo veramente ha paura perfino di pensarlo. Ma forse un po’ lo sei… È più difficile ricevere che dare. Credo che per non sentirsi soli bisogna saper ricevere.»&lt;br /&gt;
«E quindi io non saprei ricevere?»&lt;br /&gt;
«Dare o darsi possono scattare in automatico, quasi d’istinto. Ricevere significa accettare, pensare, capire quella mano tesa. E a volte quella mano non la vogliamo capire, non abbiamo tempo per fermarci perché magari in quella mano c’è qualcosa che fa luce e noi invece preferiamo il buio.»&lt;br /&gt;
Ci sono luoghi in cui ho terrore di addentrarmi e Luisanna sembra che ci sia da sempre. Sono miei quei luoghi ma a me risultano sconosciuti, e Luisanna invece me li descrive, si siede, accavalla le gambe, parla… Mi sembra di essere passato sotto una enorme lente di ingrandimento e lei sopra che ha guardato e annotato tutto. Ha fatto una radiografia del mio stare al mondo, studiato i miei gesti, registrato i miei suoni. Ha scoperto i vicoli più stretti della mia mente, scritto sul mio corpo tutte le parole che poteva contenere. Forse mi ha fatto paura questa sua maniacale lucidità; o magari l’ossessiva ricerca della verità e di tutte quelle certezze che obbligano a una scelta. E seduto come sono su questo letto e fuori dalla finestra il sole a scendersi non penso più alla serata di Villasimius, ma a tutti gli angoli bui che dovrei illuminare. E fra questi il desiderio di solitudine, che potrebbe essere anche bisogno, ma che si trasforma in una maschera che indosso senza conoscerne i contorni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ultima immagine che ho di noi è un’immagine triste, un sipario che si chiude e noi nemmeno pronti a salutarci come si deve, nemmeno un abbraccio, nessuna frase di circostanza, nessuna lacrima, nessun addio. Solo una sigaretta di fretta riempita da poche parole, poi la porta girevole e i nostri passi verso il tabellone: Bologna, uscita numero 7, imbarco immediato.&lt;br /&gt;
«Ci rivedremo?»&lt;br /&gt;
«Magari fra cinque anni.»&lt;br /&gt;
E quello che mi resta è un grazie che suona blasfemo e stonato; fa male non solo alle orecchie. Mi hai detto di trattarla bene questa storia; ed io rispondo da qui, ché è l’unico mezzo che mi concedo, e penso che una dedica non possa bastare e non c’è gratitudine che non ti arrivi sporcata da languori e nevrosi e tic. E allora me la tengo dentro la gratitudine, perché non sarebbe compresa. E mi pesa quando appunto, sottolineo, cancello, sposto, dimentico, ritorno. Mi pesa perché non so tenermi nulla: io so solamente dare, e lo faccio per liberarmi. Oggi ho soffocato quei gesti che ai tuoi occhi mi avrebbero reso malvagio, senza scrupoli, indegno di amore, di mani tese e occhi verdi. Ma non mi sento migliore, c’è sempre quel macigno, quel grazie che non riesco quasi a scrivere.&lt;br /&gt;
(Fra sei mesi prenderò una nave perché Anita, nel frattempo, continuava a camminare, e mi verrà da chiederti scusa, ancora, mica ringraziarti per gli occhi di ogni giorno; mi sentirò indietro, smarrito a volte, e mi alzerò dalla sedia conducendo una vita qualunque, lavastoviglie e scopa nel ripostiglio prima di fare lunghi respiri per tenere acceso il Borkum Riff senza bruciarmi la lingua; ci proverò lo stesso a non ascoltarmi, abbozzerò poesie, prose e musiche per kalimba; berrò acqua dal rubinetto aspettando che ritorni, stanca e dimenticata. E tu, prima di addormentarti, mi guarderai a lungo.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[da &lt;a href="http://malicuvata.it/images/stories/produzioni/cirenaica_ameta_romanzo011.pdf" target="_blank"&gt;qui&lt;/a&gt;, leggermente modificato. ancora, sì.]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22321956-8424224363680496387?l=decimocirenaica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://decimocirenaica.blogspot.com/2012/02/facile.html</link><author>noreply@blogger.com (Decimo Cirenaica)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-22321956.post-516753439308129371</guid><pubDate>Wed, 08 Feb 2012 20:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-09T02:15:35.612+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">caroDave</category><title>strategie fatali di seduzione: gioco di regole</title><description>caro d___,&lt;br /&gt;
non ho tue notizie da più di un mese ormai, e dovrei mandarti almeno questa malinconia d'aeroporto, il ronzare del neon, i tacchi di una signora, le voci pisane che àlzan di sforzo una valigia; dovrei spedirti in qualche maniera questa attesa, il ritardo del volo da cagliari, la mia faccia smagrita coperta di capelli. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una pizza, certamente!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inizio a mettere sottofondi e paracaduti alla delusione, così – mi dico – il risentimento non sarà alimentato in nessun modo: il mio paracadute filtra stati d'animo e intrappola rancori che non arrivano, e dopo la pizza possiamo anche guardarci la partita davanti al televisore, ancora come due tifosi. &lt;br /&gt;
Non farò finta che mi piaccia, ma tu, ti prego, smettila di raccontarmi il calciomercato della Serie A.&lt;br /&gt;
[Per davvero, d'ora in avanti, mi piacerebbe sorprendermi soltanto del gioco.]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[domani leggo &lt;a href="http://www.facebook.com/events/364064213603618/" target="_blank"&gt;qui&lt;/a&gt;, almeno un pezzo. mi è sempre piaciuto leggere dai taccuini.]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22321956-516753439308129371?l=decimocirenaica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://decimocirenaica.blogspot.com/2012/02/strategie-fatali-di-seduzione-gioco-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Decimo Cirenaica)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-22321956.post-9174541003655596494</guid><pubDate>Sat, 04 Feb 2012 21:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-09T02:23:09.268+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">in girum</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">romanzo ametà</category><title>bisse neve permettendo</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-JaHUGKTrhA8/Ty2if_hmwrI/AAAAAAAAADw/HZ0SnP9W3B4/s1600/clochard.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-JaHUGKTrhA8/Ty2if_hmwrI/AAAAAAAAADw/HZ0SnP9W3B4/s320/clochard.jpg" width="213" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22321956-9174541003655596494?l=decimocirenaica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://decimocirenaica.blogspot.com/2012/02/bisse-neve-permettendo.html</link><author>noreply@blogger.com (Decimo Cirenaica)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-JaHUGKTrhA8/Ty2if_hmwrI/AAAAAAAAADw/HZ0SnP9W3B4/s72-c/clochard.jpg" height="72" width="72" /></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-22321956.post-7974919815420389128</guid><pubDate>Tue, 31 Jan 2012 10:32:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-09T02:23:21.326+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">in girum</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">romanzo ametà</category><title>eccoci a roma</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-iKyzouaPyDI/Tyky8-gokxI/AAAAAAAAADo/SaU77WyKLTw/s1600/ameta%CC%80_roma.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-iKyzouaPyDI/Tyky8-gokxI/AAAAAAAAADo/SaU77WyKLTw/s320/ameta%CC%80_roma.jpg" width="213" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22321956-7974919815420389128?l=decimocirenaica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://decimocirenaica.blogspot.com/2012/01/eccoci-roma.html</link><author>noreply@blogger.com (Decimo Cirenaica)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-iKyzouaPyDI/Tyky8-gokxI/AAAAAAAAADo/SaU77WyKLTw/s72-c/ameta%CC%80_roma.jpg" height="72" width="72" /></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-22321956.post-2146234530868842811</guid><pubDate>Sat, 28 Jan 2012 00:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-09T02:20:01.109+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pezzi di vetro</category><title>Re: Domani parto.</title><description>Che vertigine la vita, che più la vivi e più ti vive. Consuma carne e giorni uno dietro l'altro, consuma tappeti di pensieri stesi ad asciugare, si abbassa con te la vita, ma si rialza da sola, e ti obbliga a viverti da seduto, e ti obbliga a guardarti piegato sullo specchio di ogni mattina, nascosto a tutti tranne che a lui, lo specchio indossato dai tuoi occhi severi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dove siamo è ricordarselo ogni giorno; siamo alla fine, al mare che inghiotte, al cielo che si è scurito dattorno piovendomi dentro casa. E nemmeno questa putrida Parigi riesce a farmi sorridere.&lt;br /&gt;
Domani me ne andrò.&lt;br /&gt;
E tu, con te, chissà dove sarai.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22321956-2146234530868842811?l=decimocirenaica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://decimocirenaica.blogspot.com/2012/01/re-domani-parto.html</link><author>noreply@blogger.com (Decimo Cirenaica)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-22321956.post-7041040102869353495</guid><pubDate>Tue, 24 Jan 2012 13:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-09T02:20:27.621+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pezzi di vetro</category><title>emilio olivadi [pezzi di libri a bruciarsi]</title><description>&lt;div style="text-align: right;"&gt;
&lt;i&gt;agli opificisti,&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: right;"&gt;
&lt;i&gt;mio gruppo.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«I francesi sbarcarono sulle coste di Quartu senza trovare alcun ostacolo, occuparono la chiesa di Buju, e bivaccarono nello sterrato antistante, sulla stradale; i contadini, sui carri trainati dai buoi, si giravano a guardare questo tripudio di colori in armi; a volte salutavano con la mano; altre si fermavano e offrivano del vino a quelli che non percepivano come nemici.»&lt;br /&gt;
«E cos'erano se non nemici?»&lt;br /&gt;
«Visitatori, stranieri quanto i torinesi, gli spagnoli e quanto quelli de forredda; qualcosa di lontano rispetto ai campi.»&lt;br /&gt;
«Quindi fu il cane che li mise in fuga?»&lt;br /&gt;
«Ma quale cane, suvvia. Credete davvero che i latrati di un cane nella notte possano scatenare non solo la fucileria interna all'esercito francese, ma addirittura la fuga di quattromila uomini?»&lt;br /&gt;
Emilio amava il dettaglio a tal punto da raccontare perfino la disposizione degli eserciti; ascoltavamo una storia che per nessun esame della scuola universitaria dell'obbligo ci avevano fatto studiare. Di questo fatto solevamo lamentarcene spesso, ma egli non ci dava corda. Lo aspettavamo, ogni mercoledì; sapevamo che sarebbe entrato senza bussare, con le mani incrociate dietro la schiena, leggermente ingobbito, sorprendendoci in chissà quale discussione sui destini del mondo. Emilio si accomodava dentro il cerchio di sedie e, prima ancora di aver sfilato dalla tasca il pacchetto di sigarette, aveva già interrotto la nostra discussione, ponendo fine – di fatto – alla riunione. Si era fatto commerciante di tessuti con la macchina, iniziando a studiare le strade romane che retìcolano la parte bassa della Sardegna: &lt;br /&gt;
«Quartu è proprio il quarto miglio della strada che porta a Palau.»&lt;br /&gt;
«E Decimo era il decimo miglio?»&lt;br /&gt;
«Decimo ab urbe Karali miliario.»&lt;br /&gt;
«Sembra un francobollo.»&lt;br /&gt;
«Non fa ridere. È una questione di sensi disturbati o distorti: ricordo le mani del poeta che cingono in vita mia moglie per un saluto di arrivederci: troppa presenza di mani per un arrivederci?» &lt;br /&gt;
«Rassicurazione sociale» disse Palizzi.&lt;br /&gt;
Lo psicologo della scolastica di Stato diceva che la mia era predisposizione al contatto fisico finalizzata alla rassicurazione sociale. E mi chiedo: è ancora così? Le altre due pagine che consegnò a mia madre recavano sostantivi fin troppo ricercati per il mio vocabolario elementare. Nel frattempo ho fatto una decina di traslochi, smarrendo l'esatta diagnosi della mia predisposizione al contatto fisico. Ma ci penso: ieri, per esempio, ho salutato Emilio paccando la sua spalla, eravamo sulla porta, ricordo. Era rassicurazione sociale? una pacca sulla spalla durante un saluto è rassicurazione sociale? Allora qualunque contatto, perfino una stretta di mano, può essere rassicurazione sociale. È la predisposizione al contatto fisico che hanno modellato sulla paura, sulla solitudine, sull'insicurezza: non v'è, in questa predisposizione, nulla di onorevole secondo le onorevoli bibbie. La predisposizione dell'uomo al contatto di sensi è una manifestazione di socialità. Esistono dei meccanismi che negano e legittimano nel contempo la socialità: il gruppo è uno di questi meccanismi. Se il gruppo dà confine a la sua socialità ne fa dimensione assoluta, negando il reciproco divenire in forma di discorso (presunto o dato non fa alcuna differenza in questo caso).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Olivadi è un bel cognome. E pazienza se non rimane nulla della antica tradizione olearia degli avi. Dovrei raccontare la storia di Emilio Olivadi fra le altre; dovrei decidere cosa fare, in poco tempo, mi si attorciglia da qualche parte e da qualche parte la devo recuperare quella cima, non ho mai fatto il marinaio, ma devo provare a partire: per esempio, come interpretare la mancata risposta del professore? Ma poi scivolo su questioni di una città tra l'altro vicina alla sua, questioni di bottega e nemmeno una donna a sbottegare, macché, tutti uomini che bevono spritz e parlano mica di letteratura dove ce ne sarebbe pure bisogno, ritardano, mescolano, òrbano e mi vedo troppo pubblico, poco protetto, esposto, e non so come nascondermi e dove, e chiedo a lei protezione, lei a cui dovrei telefonare prima di andare a dormire.&lt;br /&gt;
Dovrei scrivere una lettera a tutti quelli con cui vorrei parlare, a mia cugina sposa di pochi giorni fa: matrimonio è legittimare un potere, potere politico se il matrimonio è civile; quello di mia cugina sposa di pochi giorni fa è stato un matrimonio civile e mi sono presentato scomposto cappello in testa capelli larghi fuori dal cappello barba troppo lunga sorriso largo per lei, abbraccio stretto appena l'ho vista vestita di rosso, sono salito fra i banchi dell'opposizione e mi vedevo l'unico colore insieme a mia cugina sposa: tutti gli altri, specie gli uomini, eran scuriti uguali d'abito e cravatta:&lt;br /&gt;
«Ma» come mi ha fatto notare mia madre «erano eleganti. Tu no!»&lt;br /&gt;
E poi il vento, seduto su quel giardino sul mare, ad ascoltarlo di nuovo.&lt;br /&gt;
«Cosa ti è mancato?» mi hai chiesto. &lt;br /&gt;
«Il vento» ho risposto. «Il vento mi è mancato.»&lt;br /&gt;
Non mi sei sembrata entusiasta della risposta, e l'ho ripetuto ancora:&lt;br /&gt;
«Mi è mancato il vento.»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La mancanza è quella che attacchiamo sul vetro del bagno per ricordarci di mancare: le maglie strette di un discorso amoroso sono necessarie alla mancanza, scaldano: il muro a pochi centimetri suonava la tua assenza: ero in un'altra casa, dentro un'altra vita; fatico sempre di più a ritrovarmi, questa casa mi ha avuto troppo e adesso che manco, quando la riprendo, a volte mi allontana: oggetti che non riconosco di aver sistemato in quel modo, perfino dentro la mia stanza. Attraverso ricordi di domani muovo nell'indefinito che credevo di conoscere fin da piccolo: la mia terra. E invece è sempre sorprendersi di un albero cresciuto o di uno sradicato, dei vicini che festeggiano la tua barba e le estati passate di birra. Aspetto di trovare te qua dentro, indicarti quell'albero cresciuto e quello sradicato. Mia madre lancetta il quotidiano: colazione, pranzo, cena e ritorno. Le ho letto il Manfred di Byron e l'ho sorpresa commossa negli occhi e non le ho fatto domande e non le ho chiesto di parlarmi: la mia non era un'invocazione. &lt;br /&gt;
L'evitazione è uno stato della mente che sollecita perfino i muscoli facciali: &lt;br /&gt;
Ma cos'è questa evitazione? ho sentito dire a una vecchia che si trascinava una stampella di carbonio rivolgendosi ad un'altra meno curva rispetto al piano stradale, truccata di rosso e viola in viso e coi lobi che si allungavano sotto il peso di orecchini in filigrana. &lt;br /&gt;
Evitazione genera mancanza: sottraggo parole all'interpretazione, cancello possibili evasioni condivise, cerchiate, dove l'esserci mio dipende da logiche a cui non riesco a rinunciare: &lt;br /&gt;
Caro vecchio neon: &lt;i&gt;La realtà è che morire non è brutto, ma dura per sempre. E per sempre non rientra nel tempo&lt;/i&gt;. DFW.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22321956-7041040102869353495?l=decimocirenaica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://decimocirenaica.blogspot.com/2012/01/emilio-olivadi-pezzi-di-libri-bruciarsi.html</link><author>noreply@blogger.com (Decimo Cirenaica)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-22321956.post-3285795549244222526</guid><pubDate>Mon, 23 Jan 2012 09:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-09T02:23:36.113+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">in girum</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">romanzo ametà</category><title>in casteddu</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-i0k0r6pam2w/Tu_6Nw--ToI/AAAAAAAAADI/GGiWG4bXAaE/s1600/chiuso-ameta%25CC%2580_web.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="239" src="http://4.bp.blogspot.com/-i0k0r6pam2w/Tu_6Nw--ToI/AAAAAAAAADI/GGiWG4bXAaE/s320/chiuso-ameta%25CC%2580_web.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
giovedì 26 gennaio 2012 - ore 19.00&lt;br /&gt;
manàmanà, piazzetta savoia - cagliari&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
rivisitazioni a chiudersi, pezzi di romanzi ametà, poesie, lettere,&lt;br /&gt;
scritti metapolitici. Un discorso&lt;br /&gt;
senza capo né coda musicato da chopin,&lt;br /&gt;
django reinhardt, coro bachis sulis;&lt;br /&gt;
un libro, anche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;introducono: alessandra pigliaru e gianni stocchino&lt;br /&gt;voci recitanti: luisanna gerace e decimo cirenaica&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[&lt;a href="http://malicuvata.wordpress.com/2012/01/07/passaggi-off-2012/" target="_blank"&gt;passaggi OFF 012&lt;/a&gt; | a cura di casa lettrice malicuvata, centro studi opìfice, circolo dei lettori mieleamaro]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://malicuvata.it/images/stories/produzioni/cirenaica_ameta_romanzo011.pdf" target="_blank"&gt;scarica la versione elettronica del romanzo, è gratis: a loro il tentativo di chiudermi ametà&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22321956-3285795549244222526?l=decimocirenaica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://decimocirenaica.blogspot.com/2012/01/giovedi-26-gennaio-2012-ore-19.html</link><author>noreply@blogger.com (Decimo Cirenaica)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-i0k0r6pam2w/Tu_6Nw--ToI/AAAAAAAAADI/GGiWG4bXAaE/s72-c/chiuso-ameta%25CC%2580_web.jpg" height="72" width="72" /></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-22321956.post-3523100591527478267</guid><pubDate>Fri, 20 Jan 2012 20:46:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-09T02:21:00.485+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">in girum</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pezzi di vetro</category><title>da fantasticu puzone</title><description>&lt;i&gt;Le pianteranno una bandiera sulla fronte sì che possa sventolarsi meglio, monachella! &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il braciere, uno per uno, si prese i fogli autografi di Bachis per mano di sua sorella Anna Vincenza, consegnando alla memoria del popolo questo fantasticu puzone: le case ogni giorno presero voce a ricordare; il popolo di Bachis tramava parole sull'ordito ereditato. &lt;br /&gt;
Ascoltare e trascrivere fu il mosaico che consegnammo alle nostre genti.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Il verso entrava nell'orecchio e si attaccava alla memoria e gocciolava di tanto in tanto fino allo stomaco attraversando il cuore; c'era chi cantava una strofa o un componimento tutto intero, chi ricordava i suoi capelli e il viso pulito, le sue vesti e il suo cavallo.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Is Álinos non era così come la vedete, non c'era la strada larga per il carro – giusto un cavallo o un mulo riuscivano ad arrampicarsi fino alla fonte – e il noccioleto era una distesa di alberi a protezione dell'acqua, un comodo riparo &lt;br /&gt;
dove ricordare &lt;br /&gt;
uno per uno &lt;br /&gt;
i fogli di Bachis &lt;br /&gt;
bruciati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Credevi, Anna Vincenza, che bastasse bruciare i fogli scritti che tuo fratello conservava ordinati; credevi che bastasse pentimento pubblico davanti ai rappresentanti di dio che ti avevano promesso salvezza per l'anima, e riconoscenza; credevi che bastasse questo per impedire suono e memoria alle parole di Bachis? consegnasti a tanti la parola di uno, sulle bocche delle nostre genti esplosero singolari narrazioni, bruciò &lt;i&gt;ogni giorno&lt;/i&gt; il malcostume del potere, ogni giorno buttato su questa terra il popolo condusse al di là il nome di Fra Didos derubato: trans-dùcere, al di là/condurre; o tradurre la seconda grassazione di Fra Didos, &lt;i&gt;s'orrobatoriu&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-vkW0vki3iGA/TxnTigOxUBI/AAAAAAAAADY/jkZyfzzOcyY/s1600/_MG_1775.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="212" src="http://2.bp.blogspot.com/-vkW0vki3iGA/TxnTigOxUBI/AAAAAAAAADY/jkZyfzzOcyY/s320/_MG_1775.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-size: large;"&gt;su fogoroni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;sabato 21 gennaio 2011, aritzo&lt;br /&gt;ore 19.30 | su fossu 'e antoni sau&lt;br /&gt;ore 20.30 | pratza 'e serriu&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;fantasticu puzone | o di come la tradizione orale sconfisse la censura del potere&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;(incompleta) versione collage per coro polifonico da bachis sulis, peppino mereu, francesco ignazio mannu, albert camus, decimo cirenaica, carlo palizzi, oscar wilde&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;musiche: coro polifonico bachis sulis&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22321956-3523100591527478267?l=decimocirenaica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://decimocirenaica.blogspot.com/2012/01/da-fantasticu-puzone.html</link><author>noreply@blogger.com (Decimo Cirenaica)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-vkW0vki3iGA/TxnTigOxUBI/AAAAAAAAADY/jkZyfzzOcyY/s72-c/_MG_1775.JPG" height="72" width="72" /></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-22321956.post-6178303743524065657</guid><pubDate>Wed, 18 Jan 2012 18:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-19T10:43:49.211+01:00</atom:updated><title>piazza ossessione</title><description>sono in questa piazza, dentro la mia ossessione a forma di piazza, seduto sui gradini vuoti dell'ingresso in chiesa, il portale è chiuso, goccia l'acqua dallo scolo di un condizionatore appeso, è l'unico rumore vicino, la piazza è deserta, la mia ossessione sta in silenzio; e non è qui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
soltanto ieri era riempire tutte le strade fino al porto, riempirle di persone e di voci e di bicchieri alti, soltanto ieri era ancora una specie di festa, una specie di gioco sociale, o l'ennesimo augurio di buone feste. hai stretto forte le loro mani e tutti intendevi guardare negli occhi e a tutti hai augurato qualcosa, ma non tutti hanno mostrato la stessa forza nella stretta di mano a guardarsi, non tutti hai abbracciato; ed è così che la prassi del sociale assume le sue direzioni causali e casuali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
la mia ossessione è dentro queste case, dentro tutte sta seduta per terra con le gambe incrociate, addormentata sul divano, distesa sul letto della cameretta del bambino, in bagno a farsi una doccia, affacciata alla finestra, dentro a un giornale vecchio di giorni, a scriversi senza punteggiatura, a dimorare, a vivere, prima di tornare seduta nel pavimento di legno e le gambe incrociate davanti alla valigia aperta: prende fra le mani la gonna verde, la libera dall'ultima piegatura allungandola sulla valigia e ripiegandola in tre parti: disfare e rifare. la mia ossessione mette ordine fra i vestiti in partenza e non smette di pensare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
pratico l'impraticabile passeggiando queste strade il giorno del dopocena con nessuno al guinzaglio: dopo la sbornia la strada osserva il suo raccoglimento, la piazza ogni tanto è vociata di coppie che ti guardano e non salutano, hanno già smesso di regalare auguri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
la piazza domani svestirà gli abiti dell'ossessione e durante il cambio d'abito la scena sarà buia, il pubblico dovrà contentarsi di ascoltare, in silenzio, quel &lt;i&gt;buio cambio&lt;/i&gt; - ossessione spiegazzata nel letto, spiegata di troppe parole, se ne torna in valigia a partire. dopo il &lt;i&gt;buio cambio&lt;/i&gt; i lampioni a gas riprenderanno a giallare gli scalini dove sei seduto allungato, e davanti a te la piazza veste già gli abiti di un malazeni di stracci, strofinacci e macchie di giorni sui tavoli, macchie che ti appiccicano il gomito quando ce lo poggi senza tovaglia, senza ritegno, allungato, a cercare un ricordo su cui sedersi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
scappi ridendo all'innamorato tuo che gioca a inseguirti sulle scalette della metropolitana, ti giri e aspetti la sua mossa, fai per fermarti, ti fermi, lo guardi, nemmeno lui ha smesso di giocare all'amore, il neon illumina i poster di tutto quello che succede in città, la gente ci passa accanto ogni giorno, più volte al giorno, voi vi rincorrete dentro alla metro di parigi come l'innocenza guarda passare l'ultimo che ha attraversato. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
jd dice a st: ma proprio un romanzo dovevi diventare?&lt;br /&gt;
e st, per nulla sorpreso, risponde a jd che tanto non aggiungerà nulla di nuovo: hanno già raccontato tutto; posa la tua penna di giornalista e parlami.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
dividere i quaderni in cui scrivere significa modificare di sguardo nostra piazza ossessione. due quaderni diversi sono due quadri diversi, sono molto banalmente due modi di parlarti: da una parte sporco, dall'altra pulito. di sporco ancora non ne avevamo parlato, lui aveva con sufficienza evitato di passarci sopra la mano, aveva chiesto sporco in prestito, sporco vecchio degli anni passati e si era detto che sarebbe bastato quello, un inoltro di sporco, retweet. e invece chiuderti non è così. chiuderti è isolare le due lune: una cresce a pienersi, l'altra si cala a scomparire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
quanti fogli tuoi ancora dovrò trovare tra un guanto di ofelia e il mio primo dente? quale senso dovrò dare all'ultimo ritrovamento?&lt;br /&gt;
e poi mi sembra che dividerti in due non basti ad allontanare il pensiero di te che ciabatti questa piazza vestita come una sposa in lutto in direzione delle scalette, sembra che non basti sporcarti nel viso con una matita al fango, sembra che la notte riesca a trovare perfino il latte detergente che allunga la tua pelle bianca accendendo una tempesta di efelidi che paiono stelle in un bosco d'estate. un ricordo a forma di cupola quel cielo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
dentro all'ossessione di una piazza, da sotto i blocchi di granito, dall'acqua che raccoglie domestici (e)scrementi, da ogni fioriera, dal buco di areazione coperto da una grata d'acciaio succede che se c'è vento suona fischiettando un motivo che disturba di piacevole la sua ossessione: lui ha fame e quindi scrive un altro articolo per il portale chiuso della chiesa; capita che guardi il portale da coricato sui gradini, capita che il freddo irrigidisca le sue dita. christiania è un nome da cambiare, oslo in effetti dà molti meno riferimenti. ma non siamo a christiania nel 1800 né a kristiania nel 1922 né a oslo nel 1960, siamo nella solita piazza, oggi, e lei cià la bocca cucita con fil di ferro arrugginito, davanti a lui. se parla si strappa le labbra: la cucitura che le hanno fatto è un lavoro di mani che sanno come si fa a maciullare bocche di belle parlate.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22321956-6178303743524065657?l=decimocirenaica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://decimocirenaica.blogspot.com/2012/01/piazza-ossessione.html</link><author>noreply@blogger.com (Decimo Cirenaica)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-22321956.post-1197294023184287245</guid><pubDate>Thu, 12 Jan 2012 23:08:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-13T00:08:27.025+01:00</atom:updated><title>new york</title><description>Qui, il numero degli individui che pensano soli, che cantano soli, che mangiano e parlano soli nelle strade, è incredibile. Pure non si sommano. Anzi, si sottraggono gli uni agli altri, e la loro somiglianza è incerta.&lt;br /&gt;Ma vi è una solitudine che non assomiglia a nessun'altra. Quella dell'uomo che si prepara pubblicamente il pasto, su un muretto, sul cofano di un'automobile, lungo una cancellata, solo. È uno spettacolo che si vede dappertutto, qui, ed è la cosa più triste del mondo, più triste della miseria; più triste del mendicante è l'uomo che mangia solo in pubblico. Niente di più contraddittorio rispetto alle leggi dell'uomo o dell'animale, perché le bestie hanno sempre la dignità di spartire o di contendersi il cibo. Colui che mangia solo è morto (ma non colui che beve, perché?). &lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: right;"&gt;
[Jean Baudrillard, America, SE]&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22321956-1197294023184287245?l=decimocirenaica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://decimocirenaica.blogspot.com/2012/01/new-york.html</link><author>noreply@blogger.com (Decimo Cirenaica)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-22321956.post-7382738307109439471</guid><pubDate>Mon, 09 Jan 2012 09:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-10T19:06:01.045+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">in girum</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">romanzo ametà</category><title>in girum</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-3LO4fNeH0Gs/RzTTSHDR9UI/AAAAAAAAAAM/B9Ys6n362P4/s1600/HPIM0374%255B1%255D" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-3LO4fNeH0Gs/RzTTSHDR9UI/AAAAAAAAAAM/B9Ys6n362P4/s320/HPIM0374%255B1%255D" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;Luisanna, trovarsi non è stato ripassare a voce alta i tre assiomi sull’amore, non è stato ridere delle carte in Clavature che indicavano con precisione la strada del ristoro, trovarsi non è stato nemmeno riconoscere la tua voce; trovarsi forse non è mai accaduto.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
e quindi iniziamo a presentarci in pubblico leggendo alcuni brani del romanzo ametà.&lt;br /&gt;
le musiche saranno di chopin, django reinhardt, coro bachis sulis.&lt;br /&gt;
la versione cartacea del libro costa 10 euro. &lt;br /&gt;
la versione elettronica è gratis e la scarichi &lt;a href="http://malicuvata.it/images/stories/produzioni/cirenaica_ameta_romanzo011.pdf" target="_blank"&gt;da qui&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;
dubbi e perplessità: decimocirenaica@gmail.com&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
di seguito un po' di comparsate con libri al seguito.&lt;br /&gt;
sapevatelo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;sabato 14 gennaio, ore 21.30&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
bar di ezio, aritzo (NU)&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.facebook.com/events/170394739726880/" target="_blank"&gt;a cura di eventos in aritzo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;sabato 21 gennaio, ore 20.30&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
su fogaroni in pratza 'e antoni sau, aritzo (NU) - con il &lt;a href="http://www.corobachissulis.it/" target="_blank"&gt;coro bachis sulis&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;giovedì 26 gennaio, ore 19.00&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
manàmanà, piazzetta savoia, cagliari&lt;br /&gt;
a cura di &lt;a href="http://www.circolodeilettori.it/" target="_blank"&gt;circolo dei lettori mieleamaro&lt;/a&gt; - con gianni stocchino e &lt;a href="http://gliocchidiblimunda.wordpress.com/" target="_blank"&gt;alessandra pigliaru&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;giovedì 2 febbraio, ore 19.30&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
chiccen pigneto, roma&lt;br /&gt;
con filippo balestra, fabrizio gabrielli, simone rossi&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;domenica 5 febbraio, ore 21.30&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
clochard, via dei volsci, roma&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;sabato 11 febbraio ore 18.00 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
grand hotel terme di fordongianus (OR)&lt;br /&gt;
letture dal libro ametà | a cura di &lt;a href="http://hanifeana.wordpress.com/" target="_blank"&gt;Hanife Ana Teatro Jazz&lt;/a&gt; - con &lt;a href="http://savinadoloresmassa.splinder.com/" target="_blank"&gt;savina dolores massa&lt;/a&gt; e gianfranco fedele&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;domenica 12 febbraio ore 12.00 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
grand hotel terme di fordongianus (OR)&lt;br /&gt;
dialoghi sul libro ametà | a cura di &lt;a href="http://hanifeana.wordpress.com/" target="_blank"&gt;Hanife Ana Teatro Jazz&lt;/a&gt; - con savina dolores massa&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strike&gt;&lt;b&gt;giovedì 23 febbraio ore 19.00&lt;/b&gt;&lt;/strike&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strike&gt;libreria odradek, sassari&lt;/strike&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;giovedì 15 marzo ore 21.30&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
zammù, bologna&lt;br /&gt;
a cura di &lt;a href="http://malicuvata.it/" target="_blank"&gt;casa lettrice malicuvata&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22321956-7382738307109439471?l=decimocirenaica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://decimocirenaica.blogspot.com/2012/01/in-girum.html</link><author>noreply@blogger.com (Decimo Cirenaica)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-3LO4fNeH0Gs/RzTTSHDR9UI/AAAAAAAAAAM/B9Ys6n362P4/s72-c/HPIM0374%255B1%255D" height="72" width="72" /></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-22321956.post-5652286921652932231</guid><pubDate>Sat, 07 Jan 2012 00:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-07T02:00:29.688+01:00</atom:updated><title>Appunti su indipendentismo e altro, oltre</title><description>La politica sarda, oggi, è italiana nel momento in cui risponde alle indicazioni politiche – puntualmente eseguite – che arrivano da partiti italiani; quindi sempre. E questo può bastare a farci indipendentisti? Certo che sì: chiedere sovranità è immaginarla per prima cosa: una comunità, un popolo, altri popoli, altre comunità che dal basso cedono sovranità verso l’alto a un potere politico che riconoscono sovraordinato; e decidono loro – i popoli, le comunità – sia il come sia il quando sia eventualmente il perché di questa cessione di sovranità. Il pluriverso accoglie narrazioni di comunità di popoli, non di masse di individui. L’incontro/scontro di una narrazione politica avviene in un luogo, in uno spazio di relazione e partecipazione pubblica. Com’è possibile definirsi partecipi politicamente se inchiodati davanti a uno schermo o mediati dalla quotidiana carta stampata? Ad andare bene si è capsule dall’ubiquità potenziale, dalla mobilità assoluta che annulla lo spazio (Jean Baudrillard).&lt;br /&gt;
Ti accorgi camminando la città così come la campagna o i boschi di montagna, te ne accorgi parlando con le persone, con tutte, ti accorgi che siamo parlati (anche) d’altro, noi sardi. Le estensioni mediali che utilizziamo per definirci informati parlano d’Italia in italiano – o di un generico mondo, altro, e lo fanno in lingua italiana. […] Il discorso pubblico è comandato, l’agenda dell’attualità segue percorsi di potere perfino dentro la internet. Questa è la propaganda a cui ogni giorno ci pieghiamo e che ogni giorno, col nostro commentario più o meno colorito, alimentiamo. Eccoci anche noi, quindi, partecipi di un coro nell’ennesima dimenticata tragedia greca; siamo il messaggero. Senza strada, senza guerra, senza rivoluzione, senza parola ascoltata. &lt;br /&gt;
[…] &lt;br /&gt;
Ma siamo indipendentisti, vorremmo una Sardegna libera e indipendente. E non solo dall’Italia. La Sardegna oggi ha una dipendenza/sudditanza culturale nei confronti dell’Italia, si piega all’esercito del significare (in) italiano proteggendosi con stracci di significante: nell’epoca della semio-inflazione (Franco Berardi Bifo) una lingua orale, da sola, non basta più a tramandarsi. Perché si possa praticare oralità oggi è indispensabile scriverla, leggerla, insegnarla. I mezzi di comunicazione di massa e la scuola di stato, prima che un senso impongono una lingua – l’italiano in Sardegna – da utilizzare per accedere alla pratica comprensiva di un discorso pubblico. Ma, se escludiamo la strada o la piazza o il consiglio comunale, non v’è discorso pubblico che non sia massmediatizzato. E ci troviamo ogni giorno a subire il medium-messaggio, quindi il senso, in una lingua che non è la lingua dei nostri padri. E la cosa ci sembra perfino normale, il naturale corso degli eventi, sprofondati nella consueta terrifica concezione lineare della storia. &lt;br /&gt;
Il mezzo internettiano, con la lingua sarda, ha innescato un processo di scrittura e lettura e ascolto in limba che prima di internet era affidato ad altri centri, ad altri ambiti di scambio sociale, ad altri mezzi. Che il potere statale italiano (si) occupi così pesantemente (de) la Sardegna dovrebbe risultare fastidioso a chi crede nell’indipendenza di quest’ultima. Osservate cosa fa lo stato italiano per prima cosa nelle scuola sarde: impone la sua lingua legittimando un potere – quindi un discorso – pubblico: la lingua italiana nelle "nostre" scuole a limarsi, a studiarsi, a praticarsi. Esti studiau, dicevano i vecchi riferendosi a chi parlava in lingua italiana. E mi piacerebbe, un giorno, rovesciare i termini del confronto: connoscidi sa limba, esti studiau. Il perché di quest’assenza linguistica nel quotidiano svolgersi di un essere umano sardo va indirizzato sempre a ognuno di noi, per prima cosa. Ma poi è necessario indagare quali forme di trasmissione culturale condizionano i processi di esistenza dell’essere umano sardo; di educazione (anche), di istruzione. Siamo parlati da scuole inglesi per bambini ancora non in età scolare – in città accade anche questo. Il sapere sardo, da tramandare, è escluso dai centri statali di trasmissione culturale: l’istruzione – in-struere, costruire da sopra, collocare a strati – non prevede la lingua sarda. E quando la prevede è uno sforzo tollerato. Concesso. (D)alla regione autonoma della Sardegna.&lt;br /&gt;
Una Repubblica di Sardegna basterebbe? Non lo so, però intanto immaginiamola. Anche in limba.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: right;"&gt;
[tratto da &lt;a href="http://malicuvata.it/images/stories/produzioni/quadernopassaggi011_eventos_opifice.pdf" target="_blank"&gt;Passaggi per il bosco, aritzo 2011 - il quaderno&lt;/a&gt;] &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22321956-5652286921652932231?l=decimocirenaica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://decimocirenaica.blogspot.com/2012/01/appunti-su-indipendentismo-e-altro.html</link><author>noreply@blogger.com (Decimo Cirenaica)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-22321956.post-3028487303418401419</guid><pubDate>Thu, 05 Jan 2012 02:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-05T03:09:52.766+01:00</atom:updated><title>in castello</title><description>&lt;i&gt;cantavano, nel bar di giuliano sotto la torre, canzoni di un popolo che non esiste; hanno cantato la stessa lingua fino all'alba, una lingua che profuma del (solo?) dire, lingua scritta ma soprattutto detta! &lt;br /&gt;le voci alte che turgidano i sensi, un bar in rivolta: com'era totale la vita lì dentro!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ed era forse nemmeno un anno fa, in questo posto, a riempirlo di canzoni e chitarre, pieno di voci, bicchieri nel cappotto stretti e poi alti, ancora un bicchiere ancora voci suonate nella sala di mezzo, da giuliano, era un anno fa ed è cambiato tutto dattorno per non cambiare questi occhi, gli stessi che si sorprendono delle mancate bandiere indipendentiste appese sulla parete di fronte al bancone:&lt;br /&gt;
dov'è giuliano?&lt;br /&gt;
non c'è più giuliano.&lt;br /&gt;
e dov'è?&lt;br /&gt;
a barcellona.&lt;br /&gt;
sul corso.&lt;br /&gt;
dove?, non ho avuto l'ardire di pronunciarlo… si sarebbe potuto fumare lo stesso anche senza giuliano?&lt;br /&gt;
sì.&lt;br /&gt;
andrà benissimo una birra, mi siedo, ho soltanto bisogno di un riparo da scrivere, oggi, addossato e attrossato di cappotto, smarrito e trovato seduto fra il mare e lo stagno: illador di sardegna in maggio nel cinquantaquattro prima di ripartire. o semplicemente junger.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22321956-3028487303418401419?l=decimocirenaica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://decimocirenaica.blogspot.com/2012/01/cantavano-nel-bar-di-giuliano-sotto-la.html</link><author>noreply@blogger.com (Decimo Cirenaica)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-22321956.post-3431062522480726869</guid><pubDate>Wed, 21 Dec 2011 16:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-18T02:03:12.162+01:00</atom:updated><title>sei ancora vecchio, sole, e strisci di sangue il mio cielo al tramonto</title><description>ma sei impresentabile. &lt;br /&gt;
certo, i tuoi vicini ti invitano a cena, ti dicono di sederti, e ti chiedono se mangerai con loro. rispondi che hai pranzato che erano le cinque, tre ore fa. non hai tanta fame, ma farai loro compagnia. apparecchiano anche per te, intrattenuto da un televisore a guardare una partita di calcio che alla fine offrirà due calcioni negli stinchi come massimo dell'eleganza. pochissimo, nevvero. pochissimo calcio e pochissima poesia di questi tempi. ma non glielo dici ai tuoi vicini di casa, parli poco, fumi, bevi e finalmente puoi stare in silenzio fra le persone, senza dover dire com'è stata bologna, senza dire cosa è stato, silente e in compagnia, ipnotizzato da una palla che rotola su di una prato verde bagnato di pioggia. due ore di tregua. da rimproverarti mai. due ore di tentata poesia e sul finale di partita la testa piccola di un cane che si infila sotto il tuo braccio: una presenza accanto a te esige attenzioni, trasmette, vive: &lt;br /&gt;
ciao cane, da quanto tempo. &lt;br /&gt;
ma sei impresentabile ugualmente.&lt;br /&gt;
entri nella libreria di via mascarella, da modoinfoshop, si chiama così. una bella libreria, un bel percorso librario, un lettore lì dentro si trova bene. io lettore mi trovo bene. chiedo del mio &lt;a href="http://decimocirenaica.tumblr.com/condividiallostessomodo" target="_blank"&gt;libro ametà&lt;/a&gt; che la mia amica ha portato loro giorni prima, ne ha lasciate tre copie. uno dei quattro librai mi dice che non li ha presi in carico lui. gli faccio vedere una delle copie che tengo nella borsa. nel frattempo pago, dico, pago il libro di calasso a metà prezzo, sì. e poi gli dico che avevo già lasciato altri libri in passato, &lt;a href="http://malicuvata.it/produzioni/-annuario010-.html" target="_blank"&gt;l'annuario&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://malicuvata.it/produzioni/racconti-di-periferie.html" target="_blank"&gt;racconti di periferie&lt;/a&gt;, e - scandalo degli scandali - &lt;a href="http://www.opifice.it/content/view/993/105/" target="_blank"&gt;non volere è potere&lt;/a&gt;. arriva il secondo libraio, poi il terzo… bene, uno di questi due avrà preso i miei libri in carico e vorrei capire dove sono, se ci sono, se posso mandare in questa libreria chi mi chiede dove può trovare il mio libro ametà. &lt;br /&gt;
occhiali con montatura nera, basettone, baffo, occhio fin troppo serio. ah, sì, dice prendendo in mano il mio libro e sfogliandolo, cinque anni di vita nelle mani del libraio con gli occhiali, quel librettino è ancora troppo piccolo per star solo, vedo che non si difende il mio librettino ametà nelle mani del libraio, non urla… &lt;br /&gt;
e quindi ascolto: eh, c'è il solito problema, la collaborazione col francese. ma cosa c'entra il francese? dico io, questo che hai in mano è un romanzo ametà. leggilo e dimmi. (mi pare evidente che ognuno di noi in casa propria possa fare quello che vuole, decidere chi far entrare e quando. ma una libreria è una cosa diversa, dai, e non solo in quanto spazio pubblico.) ma il libraio mi dice che il contenuto non c'entra nulla, sono proprio io, le mie frequentazioni di senso a disturbare. lui si fida di chi gli ha detto: oh, ma cosa fai entrare in questa libreria? &lt;a href="http://issuu.com/malicuvata.it/docs/quaderno_opifice010?mode=a_p" target="_blank"&gt;non volere è potere&lt;/a&gt; non può stare in questa libreria! il problema, in quel libro, è &lt;a href="http://www.opifice.it/content/blogsection/18/93/" target="_blank"&gt;alain de benoist&lt;/a&gt;, che ci si ostina a non leggere ma a commentare. il libraio mi dice che non l'ha mai letto de benoist, che si fida. ma non volere è potere, de benoist, le nuove sintesi e tutto quel discorso pubblico che si dovrebbe fare e invece si tace, tutto questo, cosa c'entra con un romanzo? nel frattempo, gli dico, magari non ti ricordi, ma portai altri libri, di narrativa, e quelli li caricaste. e restarono qui diversi mesi. sbagliammo, mi risponde, non avremmo dovuto nemmeno caricarli, non abbiamo nemmeno i libri di saviano!&lt;br /&gt;
caro libraio, parliamo proprio due lingue diverse io e te, altro che librerie indipendenti, piccola editoria, decrescita editoriale, grandi gruppi editoriali, distribuzione, sconti ai librai, lettori, scrittori, altro che idee, piccolo è bello, reti e democrazia, altro che rivoluzione mio caro libraio con gli occhiali. e da questa sedia in cui ti scrivo mi verrebbe perfino voglia di consigliarti di mai smetter di essere curioso, mai, di dubbiare perfino il parere di un amico fidato, perfino la certezza di un maestro. pensa, caro libraio, che faccio un viaggio per andare a togliermi dei dubbi che ho letto in un libro, per parlare con chi l'ha scritto e dalla sua voce sentir risposta alla mia domanda.&lt;br /&gt;
la risposta ha bisogno di un tempo che riposi la domanda.&lt;br /&gt;
ma rimango impresentabile lo stesso, lo so.&lt;br /&gt;
o troppo centrale.&lt;br /&gt;
costruisco divani di cartapesta che conterranno libri, costruisco un dono per la mia bambina.&lt;br /&gt;
e penso a quel libro, che non è un commiato dalla vita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
quasi adatti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
"&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;dov'è domani?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
questo mi ha chiesto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
quando i bambini piangono si parla loro di domani. se si fanno male e sono inconsolabili anche se li prendi in braccio, succede che gli racconti di dove andranno domani, a chi faranno visita. sposti la loro attenzione lontano dal pianto e un giorno avanti, introducendo il tempo nella loro vita.&lt;br /&gt;
la donna lo sa fare con molta delicatezza. senza promettere niente di speciale, senza provare ad allontanarsi dal dolore, porta dolcemente con sé la bambina nel futuro. come per dire che tutti dobbiamo imparare a conoscere il tempo. che forse si può crescere senza subire danni.&lt;br /&gt;
io non parlo mai del tempo alla bambina. parliamo di altre cose, mai molto, e mai di domani. non mi riesce, domani potremmo essere cancellati. uno ricorda tutte le volte che non ha potuto mantenere quello che ha promesso, e se si parla del tempo si finisce sempre per promettere. allora è meglio non dire nulla, qualunque cosa succeda.&lt;br /&gt;
eppure lei viene piuttosto spesso da me. ogni tanto per farsi spiegare, più spesso per dirmi qualcosa.&lt;br /&gt;
quando viene da me, mi siedo sul pavimento. non mi sembra giusto torreggiare su di lei mentre mi parla, allora mi siedo per terra, così i nostri volti sono uno di fronte all'altro.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;dov'è domani?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
sapevo cosa intendeva dire. aveva afferrato il concetto di variazione nello spazio, il fatto che i luoghi sono diversi l'uno dall'altro. ora nella sua vita era stato introdotto il tempo, ma lei non lo capiva. perciò cercava di spiegarlo in termini di spazio, concetto che invece le era comprensibile.&lt;br /&gt;
"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22321956-3431062522480726869?l=decimocirenaica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://decimocirenaica.blogspot.com/2011/12/sei-ancora-vecchio-sole-e-strisci-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Decimo Cirenaica)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-22321956.post-6406852364177111195</guid><pubDate>Sun, 11 Dec 2011 22:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-12-11T23:40:30.652+01:00</atom:updated><title>abitarli senza rappresentazione né rappresentanti</title><description>caro d___,&lt;br /&gt;
manca soltanto un sole alla luna piena di luglio e il vento agita le tende pesanti quando sulando attraversa la casa a frescare la giornata calda ch'è stata - ancora sudo nonostante la camicia aperta di quattro bottoni, ugualmente la pelle la sento umidarsi, e immagino tutti quei finiti pori di pelle mia aperti dal vento saziarsi d'aria, aperti e in riposo. fino a quando manterranno, mi chiedo, questo stato di quiete attiva i pori della mia pelle? ci sarà un momento, continuo a chiedermi, un momento di veglia in cui i mie pori si chiuderanno e la pelle che indosso smetterà di respirare? solo la pelle; io, infatti, respiro ancora. e abito questo corpo in putrefazione - marcisce la pelle se i miei pori non respirano, diventa viola nei piedi e nelle mani, e i peli se ne vengono via, e quando cammino - perché cammino ancora - lascio impronte di pelle marcita sul pavimento. e quando cammino penso, penso alla definitiva chiusura dei miei pori: i miei pori chiusi per mai più aprirsi. e la carne che avvolge le mie ossa sepolta in un luogo di culto precristiano, alla tomba dei giganti di quartucciu per esempio, il nostro cimitero monumentale che vive di sfarfallio del vento sui megaliti, suoni che agitano tutti i passaggi, tutte le nostre presenze state.&lt;br /&gt;
oppure bruciata questa carne. e al mio mare dato cibo per gli esseri viventi che lo abitano. &lt;br /&gt;
oggi che manca un sole alla luna piena di luglio ho preso la macchina e sono salito fin lassù, da solo, al tramonto, e ho visto uno dei tre focolari annerito di fuoco recente e mi sono chiesto dove fosse l'oltraggio: chi ha acceso quel fuoco ha ri-abitato il simbolo, e il rito l'ha comandato il braciere fumante: quelle pietre millenarie disposte circolari le ho viste rigenerarsi incandescenti, rivivere le ere tutte, formarsi geologicamente fino all'arrivo della mano che le ha disposte così circolari, a prendere fuoco dopo tutta quell'acqua; fuoco nei secoli, quindi, a dispetto di qualunque recinzione politica pretesa magari da una soprintendenza ai beni culturali che superintende, che sorveglia per noi: intendere-badare-attendere da sopra-super. la nostra tomba dei giganti guardato dall'alto e non abitata in basso. &lt;br /&gt;
un oltraggio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il luogo di culto è presenza per chi lo abita. &lt;br /&gt;
e abitare ogni volta sarà attraversare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22321956-6406852364177111195?l=decimocirenaica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://decimocirenaica.blogspot.com/2011/12/abitarli-senza-rappresentazione-ne.html</link><author>noreply@blogger.com (Decimo Cirenaica)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-22321956.post-6859974084922746770</guid><pubDate>Tue, 06 Dec 2011 00:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-12-06T02:02:52.184+01:00</atom:updated><title>appunti sulla questione sarda</title><description>La politica sarda, oggi, è italiana nel momento in cui risponde alle indicazioni politiche – puntualmente eseguite – che arrivano da partiti italiani; quindi sempre. E questo può bastare a farci indipendentisti? Certo che sì: chiedere sovranità è immaginarla per prima cosa: una comunità, un popolo, altri popoli, altre comunità che dal basso cedono sovranità verso l'alto a un potere politico che riconoscono sovraordinato; e decidono loro – i popoli, le comunità – sia il come sia il quando sia eventualmente il perché di questa cessione di sovranità. Il pluriverso accoglie narrazioni di comunità di popoli, non di masse di individui. L'incontro/scontro di una narrazione politica avviene in un luogo, in uno spazio di relazione e partecipazione pubblica. Com'è possibile definirsi partecipi politicamente se inchiodati davanti a uno schermo o mediati dalla quotidiana carta stampata? Ad andare bene si è capsule dall'ubiquità potenziale, dalla mobilità assoluta che annulla lo spazio (Jean Baudrillard).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22321956-6859974084922746770?l=decimocirenaica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://decimocirenaica.blogspot.com/2011/12/appunti-sulla-questione-sarda.html</link><author>noreply@blogger.com (Decimo Cirenaica)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-22321956.post-6700807358310950653</guid><pubDate>Sun, 04 Dec 2011 11:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-09T02:24:17.954+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">in girum</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">romanzo ametà</category><title>metti il caffé sul fuoco, sto arrivando</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-rQBSdmFb9VU/TttWjq_LHbI/AAAAAAAAAC8/-keWTy9YtGg/s1600/chiuso-ameta%25CC%2580_web_banner.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="604" src="http://3.bp.blogspot.com/-rQBSdmFb9VU/TttWjq_LHbI/AAAAAAAAAC8/-keWTy9YtGg/s640/chiuso-ameta%25CC%2580_web_banner.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22321956-6700807358310950653?l=decimocirenaica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://decimocirenaica.blogspot.com/2011/12/blog-post.html</link><author>noreply@blogger.com (Decimo Cirenaica)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-rQBSdmFb9VU/TttWjq_LHbI/AAAAAAAAAC8/-keWTy9YtGg/s72-c/chiuso-ameta%25CC%2580_web_banner.jpg" height="72" width="72" /></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-22321956.post-566634220557363150</guid><pubDate>Wed, 30 Nov 2011 14:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-09T02:24:28.120+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">romanzo ametà</category><title>è un libro, quindi</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-D5wmKJ-HyQg/TtY9ulcM8qI/AAAAAAAAAC0/jQcmzbKGQ4o/s1600/cop_ameta%25CC%2580_fronte.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-D5wmKJ-HyQg/TtY9ulcM8qI/AAAAAAAAAC0/jQcmzbKGQ4o/s320/cop_ameta%25CC%2580_fronte.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
è arrivato stamane, e mi è riuscito appena di sfogliarlo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[...]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
lo portiamo in giro e lo leggiamo a voce alta con musiche di chopin, django reinhardt, coro bachis sulis. &lt;br /&gt;
se vuoi organizzare una serata mi scrivi una mail e ci mettiamo d'accordo. &lt;br /&gt;
se vuoi il libro, lo stesso, mi scrivi e te lo spedisco.&lt;br /&gt;
la mail è: decimocirenaica@gmail.com&lt;br /&gt;
da &lt;a href="http://malicuvata.it/images/stories/produzioni/cirenaica_ameta_romanzo011.pdf" target="_blank"&gt;qui &lt;/a&gt;scarichi il libro gratis, e lo leggi da pdf.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22321956-566634220557363150?l=decimocirenaica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://decimocirenaica.blogspot.com/2011/11/e-un-libro-quindi.html</link><author>noreply@blogger.com (Decimo Cirenaica)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-D5wmKJ-HyQg/TtY9ulcM8qI/AAAAAAAAAC0/jQcmzbKGQ4o/s72-c/cop_ameta%25CC%2580_fronte.jpg" height="72" width="72" /></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-22321956.post-9080996554641129634</guid><pubDate>Tue, 29 Nov 2011 12:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-09T02:24:41.089+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pezzi di vetro</category><title>cartoline dalla francia</title><description>capita di andare a dormire a notte inoltrata (e di molto), e di trovar risposte a i dubbi di tutta una giornata. &lt;br /&gt;
presto o tardi dovrò parlarvi di questo libro, dovrò scandagliarlo in tutte le sue parti, con rigore, e ipotizzare con le parole del mio maestro un dialogo. magari a parigi. magari domani.&lt;br /&gt;
oggi riprendo in mano la prima parte intitolata "lo stile": è divisa in capitoli fra cui spicca per corposità e lucidità e attualità il secondo capitolo, dal titolo "fondamenti nominalisti di un atteggiamento davanti alla vita", che passa dalla storia come non-senso, al mondo come caos, al soggettivismo eroico, a l'uomo creatore di sé - l'uomo è il signore delle forme, direbbe junger - a l'etica dell'onore. se si volesse approfondire la visione del mondo di alain de benoist si dovrebbe partire certamente da questo volume e di più da questo capitolo scritto nel giugno del 1979. il terzo capitolo che va a chiudere la prima parte dedicata allo stile ha per titolo "venticinque principi di morale". e inizia così:&lt;br /&gt;
non ho molto gusto per la morale. ne conosco troppo la &lt;i&gt;genealogia&lt;/i&gt; (che nietzsche mi sembra aver chiarito molto bene). ho tendenza d'altronde, a ritenere che esistano tante morali quanti livelli di umanità possibili - il che fa un buon numero. di contro, credo molto ai principi, che possono essere anche regole di vita (ogni divenire storico va dal &lt;i&gt;mito&lt;/i&gt; al &lt;i&gt;principio&lt;/i&gt;, per il tramite di un'&lt;i&gt;idea&lt;/i&gt;.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
cartoline dalla francia, siano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22321956-9080996554641129634?l=decimocirenaica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://decimocirenaica.blogspot.com/2011/11/cartoline-dalla-francia.html</link><author>noreply@blogger.com (Decimo Cirenaica)</author></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-22321956.post-8473819893613619405</guid><pubDate>Mon, 21 Nov 2011 11:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-10T19:35:23.512+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">romanzo ametà</category><title>riepilogandia</title><description>&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-i0k0r6pam2w/Tu_6Nw--ToI/AAAAAAAAADI/GGiWG4bXAaE/s1600/chiuso-ameta%25CC%2580_web.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="236" src="http://4.bp.blogspot.com/-i0k0r6pam2w/Tu_6Nw--ToI/AAAAAAAAADI/GGiWG4bXAaE/s320/chiuso-ameta%25CC%2580_web.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;il capitolo &lt;a href="http://www.mumbleduepunti.it/site/index.php/2011/11/scomparsa/" target="_blank"&gt;scomparsa&lt;/a&gt; del libro chiuso ametà è stato pubblicato da mumble:&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
era già stato pubblicato da scrittori precari, in effetti, il capitolo scomparsa. &lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
altro può essere detto, ancora, tipo che "a loro il tentativo di chiudermi ametà" sarà anche di carta - un libro vero, sì, finalmente direbbe quello. 116 pagine di storie in cambio di 10 euro.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
mi scrivi e ti spiego come funziona - decimocirenaica@gmail.com&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: left;"&gt;
il libro te lo spedisco io. oppure vieni a prenderlo durante i reading.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22321956-8473819893613619405?l=decimocirenaica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://decimocirenaica.blogspot.com/2011/11/riepilogandia.html</link><author>noreply@blogger.com (Decimo Cirenaica)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-i0k0r6pam2w/Tu_6Nw--ToI/AAAAAAAAADI/GGiWG4bXAaE/s72-c/chiuso-ameta%25CC%2580_web.jpg" height="72" width="72" /></item></channel></rss>

