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di HermesArtStudios</subtitle><link rel="http://schemas.google.com/g/2005#feed" type="application/atom+xml" href="http://hermesartstudios.blogspot.com/feeds/posts/default" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://hermesartstudios.blogspot.com/" /><author><name>HermesArtStudios.com</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="31" src="http://3.bp.blogspot.com/_fOELli32_uc/SOJUnRutYXI/AAAAAAAAABE/oSOtJtnqOjU/S220/_logo_has.gif" /></author><generator version="7.00" uri="http://www.blogger.com">Blogger</generator><openSearch:totalResults>13</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/atom+xml" href="http://feeds.feedburner.com/blogspot/hermesartstudios" /><feedburner:info uri="blogspot/hermesartstudios" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><entry gd:etag="W/&quot;DEYESHs8fip7ImA9WhVbEk4.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6208289546892221934.post-427829375259060000</id><published>2012-05-28T22:15:00.001+02:00</published><updated>2012-05-28T22:15:09.576+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-05-28T22:15:09.576+02:00</app:edited><title>Lettera aperta al Ministro dell’Istruzione Dr. Francesco Profumo</title><content type="html">di Angelo Borgna&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;
 Egregio Signor Ministro, Le scrivo questa lettera pur temendo che mai 
Lei avrà modo di leggerla. Ed allora? Beh, mi conceda  la speranza che 
lo farà e la prego anche  di comprendere uno come me,  genitore di un 
figlio disabile, che dopo aver sperato e provato in tutti i modi ad 
avere un minimo di ascolto e di giustizia ecco che inco&lt;span class="text_exposed_show"&gt;mincia a fare cose sciocche ed assurde come quella, appunto, di scrivere al Ministro.&lt;br /&gt;
 Le scrivo  non perché consideri Lei, Ministro Francesco Profumo, 
responsabile del problema che di seguito Le illustrerò. Tutti sappiamo 
che sono ben altri i responsabili di questa vergogna, tutti quei 
ministri, TUTTI, che hanno avuto l’onore di occupare negli anni la sua 
poltrona e che si sono limitati, appunto, ad “occupare la poltrona” e 
che mai si sono concretamente preoccupati della scuola pubblica, 
dell’utenza della scuola pubblica, di TUTTA l’utenza, e dei suoi 
problemi. &lt;br /&gt; Ed allora perché le scrivo Signor Ministro? Perché mi è 
rimasto solo questo da fare, perché mio figlio, disabile, credo che 
abbia gli stessi diritti degli altri figli normodotati,  che già ne 
hanno pochi (non ne ha di più, HA GLI STESSI DIRITTI) ed io, senza 
gridare, in modo educato e civile, vorrei ricordarlo anche a Lei 
sperando che Lei, prima di andarsene, riesca a risolvere questo 
problema. &lt;br /&gt; Qual’è  il  problema?  Ecco:  mio figlio, oggi 
quattordicenne, è affetto da autismo. E’ stato regolarmente iscritto 
all’età di tre anni alla scuola dell’infanzia dove ha conosciuto la sua 
PRIMA insegnante di sostegno che  è riuscito miracolosamente a mantenere
 per tutti e tre gli anni del ciclo scolastico e con la quale aveva 
creato un rapporto perfetto, sia dal punto di vista umano che didattico.
 Ma cosa succede? Non so per quale perverso meccanismo ministeriale e 
burocratico, ed in barba alla tanto decantata “continuità educativa”, 
con l’ingresso alla scuola primaria mio figlio deve cambiare insegnante 
di sostegno, DEVE cambiare perché, inspiegabilmente,  non si comprende 
per quale motivo l’insegnante della scuola materna non può accompagnarlo
 anche alla scuola primaria. Ed ecco, quindi che in prima elementare mio
 figlio conosce la sua SECONDA insegnante di sostegno. Ma l’anno 
successivo questa seconda insegnante di sostegno viene trasferita ed in 
seconda elementare mio figlio conosce la sua TERZA insegnante di 
sostegno che a metà anno scolastico se ne va e, sempre in seconda 
elementare mio figlio ha la fortuna di conoscere la sua QUARTA 
insegnante di sostegno. In terza elementare conoscerà la sua  QUINTA  e,
 sempre nello stesso anno,  la sua SESTA insegnante di sostegno, in 
quarta elementare la SETTIMA ed in quinta elementare la sua OTTAVA  
insegnante di sostegno.&lt;br /&gt; Mio figlio è così arrivato alla quinta 
elementare ed in questo percorso ha cambiato ben OTTO insegnanti di 
sostegno ed un’osservazione sorge spontanea Signor Ministro: gli amici 
di mio figlio, amici che hanno frequentato in questi anni, anno dopo 
anno, la sua stessa classe, tutti normodotati, NON HANNO MAI CAMBIATO 
INSEGNANTE OD INSEGNANTI,  hanno giustamente mantenuto,  anno dopo anno,
 gli stessi insegnanti ed allora perché, PERCHE’, un bambino disabile, 
quindi un bambino  più fragile, problematico, che ha bisogno di 
stabilità, di punti di riferimento certi, un bambino che ha difficoltà a
 riadattarsi continuamente ad una nuova figura, un bambino che per poter
 apprendere, nel limite del possibile, ha bisogno di un clima sereno e 
di un rapporto stabile DEVE subire tutto questo? &lt;br /&gt; Ma non finisce 
qui, Signor Ministro.  Mio figlio approda alla prima media (secondaria 
di primo grado) e sa cosa succede? Lei non ci crederà ma cambia 
nuovamente insegnante di sostegno e sa perché? Io spero che i solerti 
dirigenti ministeriali lo sappiano perché io non l’ho capito e non lo 
so. La spiegazione che mi è stata data è che l’insegnante di sostegno 
della scuola elementare non è abilitata per insegnare alla scuola media,
 come se mio figlio entrando alla scuola media potesse seguire il 
programma didattico ed educativo di questa scuola. Mio figlio, Signor 
Ministro, in prima media non sa ancora leggere e scrivere, deve 
necessariamente seguire un programma specifico che si adatti a lui ed al
 suo livello di sviluppo, programma  che grazie a questo tourbillon ogni
 anno dobbiamo concordare di nuovo e ridiscutere con la nuova insegnante
 e con gli operatori della ASL. E così, ecco che in prima media, in 
barba alla continuità educativa e soprattutto senza alcun minimo 
rispetto umano,  mio figlio conosce la sua NONA insegnante di sostegno. &lt;br /&gt;
 Ma ancora non finisce qui, Signor Ministro. Pochi giorni fa ho saputo 
che l’attuale insegnante di sostegno, preparata, in gamba e 
disponibilissima,  essendo stata nominata di ruolo, il prossimo anno se 
ne andrà, DEVE andarsene perché di ruolo!! Tutto questo, Signor 
Ministro, in barba alla disabilità. In seconda media mio figlio 
conoscerà la sua DECIMA insegnante di sostegno.&lt;br /&gt; Concludo, Signor 
Ministro, sottolineando che le insegnanti di sostegno di mio figlio, che
 ringrazio tutte indistintamente per l’impegno e la passione che hanno 
dimostrato nel lavoro e per l’affetto dimostrato verso mio figlio e che 
ancora oggi dimostrano,  sono sempre state costrette ad andarsene e 
lasciare l’incarico e questo in base a leggi e regolamenti degni di un 
paese incivile, in base a meccanismi che nulla hanno a che vedere con la
 disabilità ed il delicato ruolo che questi insegnanti ricoprono e sono 
state costrette ad andarsene dopo essere riuscite ad instaurare un 
ottimo e proficuo rapporto con mio figlio.&lt;br /&gt; Lei pensi, Signor 
Ministro, che nonostante tutto quello che ho scritto sopra mi si dice 
che mio figlio deve considerarsi fortunato perché ci sono zone nel 
nostro bel paese dove i bambini disabili il sostegno scolastico neanche 
riescono ad averlo. Questa osservazione aggiunge vergogna alla vergogna.
 &lt;br /&gt; Nostro figlio, Signor Ministro, come ed insieme a tanti altri 
bambini disabili, ha bisogno di lavorare molto,  in modo costante e 
guidato da personale qualificato per raggiungere la massima autonomia 
possibile. Oggi nostro figlio, quattordicenne, non sa ancora leggere e 
scrivere e si esprime verbalmente con difficoltà. Chissà, forse in una 
scuola organizzata in un modo diverso e soprattutto in una scuola più 
attenta ai bisogni dei più deboli, nostro figlio oggi avrebbe qualche 
autonomia in più e, soprattutto, in una scuola diversa  avrebbe goduto 
di un maggior rispetto.&lt;br /&gt; La ringrazio per l’attenzione e Le auguro buon lavoro.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;                                                                     Angelo Borgna&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6208289546892221934-427829375259060000?l=hermesartstudios.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/4hf_HbCrHr1iTY8L9y2SmjvXqKc/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/4hf_HbCrHr1iTY8L9y2SmjvXqKc/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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&lt;div class="MsoNormal" style="color: #444444;"&gt;
&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Berling Antiqua&amp;quot;;"&gt;Non ti lamentare. Non lamentarti. Non essere pesante. Non essere critico.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="color: #444444;"&gt;
&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Berling Antiqua&amp;quot;;"&gt;Pensa al meglio. Guarda al bicchiere mezzo pieno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="color: #444444;"&gt;
&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Berling Antiqua&amp;quot;;"&gt;Ricette sentite più volte.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="color: #444444;"&gt;
&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Berling Antiqua&amp;quot;;"&gt;Non c’è dubbio, occorre essere propositivi, positivi, guardare e sperare al meglio, e lavorare per questo. Ma le due cose possono viaggiare insieme, anzi, debbono. Se c’è qualcosa di cui davvero c’è bisogno, è affermare, adesso più che mai, il diritto a un’opinione, il diritto a pensare per proprio conto, il diritto a formarsi un parere ed esercitarlo, e insieme il diritto di poter cambiare idea.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="color: #444444;"&gt;
&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Berling Antiqua&amp;quot;;"&gt;Di questi tempi, il verbo “contestare” pare abbia assunto una connotazione negativa. Il “contestatore” pare debba essere indicato all’indice come fosse un appestato, invece no, posizioni distanti e foss’anche antitetiche sono il sale della democrazia, che si fonda proprio sul confronto tra le parti, e non sulla delegittimazione e l’insulto, o peggio ancora l’ingiuria, che è per sé deprecabile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="color: #444444;"&gt;
&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Berling Antiqua&amp;quot;;"&gt;Dunque voglio lamentarmi, esercitare il giudizio critico, esercitare il diritto al ragionevole dubbio, considerare le cose secondo il mio punto di vista e rimetterle in discussione. Migliorare. Crescere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="color: #444444;"&gt;
&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Berling Antiqua&amp;quot;;"&gt;Solo così sarò in grado di proporre, e di cambiare idea.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="color: #444444;"&gt;
&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Berling Antiqua&amp;quot;;"&gt;Alla prossima allora&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Berling Antiqua&amp;quot;;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6208289546892221934-6029522368637993660?l=hermesartstudios.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/zfAMe9f-9u_SDFI1LyjdKg_o3cM/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/zfAMe9f-9u_SDFI1LyjdKg_o3cM/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/zfAMe9f-9u_SDFI1LyjdKg_o3cM/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/zfAMe9f-9u_SDFI1LyjdKg_o3cM/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/hermesartstudios/~4/vdpTUoLBv5s" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6208289546892221934/posts/default/6029522368637993660?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6208289546892221934/posts/default/6029522368637993660?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/hermesartstudios/~3/vdpTUoLBv5s/non-ti-lamentare-diario.html" title="14. NON TI LAMENTARE. DIARIO" /><author><name>HermesArtStudios.com</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="31" src="http://3.bp.blogspot.com/_fOELli32_uc/SOJUnRutYXI/AAAAAAAAABE/oSOtJtnqOjU/S220/_logo_has.gif" /></author><feedburner:origLink>http://hermesartstudios.blogspot.com/2011/11/non-ti-lamentare-diario.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0MFQHwzfyp7ImA9WhRTGUk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6208289546892221934.post-5521613610127797659</id><published>2011-01-05T15:00:00.001+01:00</published><updated>2011-11-10T19:23:31.287+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-11-10T19:23:31.287+01:00</app:edited><title>29. ROMA. Raccordo anulare a pagamento</title><content type="html">&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_fOELli32_uc/TSR0xpugygI/AAAAAAAAADU/6jUvOC_nmJM/s1600/raccordo.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://3.bp.blogspot.com/_fOELli32_uc/TSR0xpugygI/AAAAAAAAADU/6jUvOC_nmJM/s400/raccordo.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Roma. Raccordo anulare. Uscita per l'ospedale S. Andrea&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Roma.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Pagare  il transito sul raccordo anulare?!&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il raccordo anulare rappresenta, da sempre, un servizio per gran parte delle persone che  vanno a lavorare, pendolari che, dalle province limitrofe alla capitale, si spostano ogni giorno in un andirivieni soffocante, senza l'ausilio di mezzi pubblici adeguati e relative infrastrutture.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il continuo aumento del costo della vita, il caro casa e l'offerta aggressiva dei moltissimi costruttori che hanno cementificato intere aree intorno alla capitale, deturpando risorse e territorio, ha obbligato moltissimi lavoratori ad optare per una casa "fuori dall'anello ferroviario", in altre parole, al di là del raccordo.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Oltre al lavoro, anche i servizi essenziali, come i PRESIDI OSPEDALIERI, sono oramai in via di collocamento all'interno del raccordo, anche considerando la CHIUSURA per "riconversione" di moltissimi ospedali della regione Lazio.&lt;br /&gt;
Ciò significa che, per lavoro, per la salute, e dunque per &lt;b&gt;necessità&lt;/b&gt;, una moltitudine di persone saranno in un prossimo futuro letteralmente obbligate a transitare sul raccordo anulare.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ci sono mezzi pubblici adeguati, in alternativa  all'auto privata? Ovviamente no.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
E' pensabile acquistare una casa all'interno del cosiddetto anello  ferroviario romano?&lt;br /&gt;
I prezzi sono proibitivi.&lt;br /&gt;
Nel frattempo, come detto, chiudono gli ospedali delle province limitrofe all'area metropolitana della capitale, mentre per sostare al di fuori di un ospedale romano si è obbligati a pagare cifre che si aggirano intorno ai &lt;b&gt;3 euro ogni ora&lt;/b&gt;, praticamente, considerando lo stipendio medio attuale, cifre da strozzinaggio.&lt;br /&gt;
Come gli ospedali, dentro e fuori dal raccordo, i parcheggi, anche il raccordo anulare è stato faticosamente costruito, nel corso degli anni, con i soldi delle tasse dei contribuenti, che sono, e dovrebbero rimanere, i primi beneficiari, senza subire la gestione in appalto di qualche imprenditori che fa gli affari con la gestione della cosa (ex) pubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pagheremo  per andare a trovare i nostri cari il transito su strade già  intasate,  pagheremo per il parcheggio, così come abbiamo già pagato con  le tasse  quei lavori infiniti per la terza corsia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.facebook.com/?ref=mb&amp;amp;sk=messages#%21/note.php?note_id=440420867710"&gt;Link su Facebook: raccordo anulare a pagamento&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6208289546892221934-5521613610127797659?l=hermesartstudios.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://photos-c.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/hs638.snc4/59831_1642748835354_1435844285_31753513_6756947_a.jpg" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://photos-c.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/hs638.snc4/59831_1642748835354_1435844285_31753513_6756947_a.jpg" style="float: right; height: 240px; margin: 0pt 0pt 10px 10px; width: 180px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: #666666; font-size: x-small;"&gt;Ph. 2010 Federico Caramadre&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
La sbarra biancorossa all'ingresso manovrata da un metronotte dentro un gabbiotto chiarisce subito che si entra a piedi. L'auto fuori, in un parcheggio di fortuna, dove si può, sul ciglio della strada.﻿&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In fondo a un viottolo di pietra stampata a mattoni, l'ingresso fatiscente del pronto soccorso, odoroso di gasolio e luminoso di neon infreddoliti da brividi di luce intermittente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dentro un androne che sembra un garage, il letto con la donna che cerco, sola, con nessuno intorno e una gamba spezzata dall'età.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entro diretto seguendo il filo tenue e stridulo del lamento che riconosco e la trovo lì, in balìa di se stessa, che tenta di muoversi, anche se non dovrebbe, non si sa ancora bene cosa sia successo. Nessuno mi ferma, nessuno mi chiede, nessuno si occupa di lei, lì, scaricata come un collo da trasporto dalla coppia del 118 che è già ripartita per altri soccorsi. Gemiti, lamenti, urla senza virgole, per un pensiero che va diritto su ossa franate sotto il peso degli anni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le fa male la gamba, le metto una mano dietro la schiena, per sorreggerla, poi la testa, e con l'altra mano le immobilizzo gli arti inferiori, ogni minimo movimento un grido di dolore, ogni nuova posizione un possibile peggioramento se, come è probabile, si tratta di fratture.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi tutto il resto: le radiografie, l'attesa obbligata in un andito lugubre, la sentenza, le firme per l'assunzione di responsabilità, "non c'è posto", "iniziamo a chiamare altri ospedali", non mi dicono come sta che cos'ha, no, mi dicono che per legge devo firmare se rifiuto il trasferimento, già, la burocrazia prima di tutto, "l'assunzione di responsabilità", prima delle spiegazioni, prima del cuore, prima dei sentimenti, prima degli affetti, già, "iniziamo a chiamare altri ospedali, qualcuno risponderà, oppure, se la vuole lasciare qui, ginecologia".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sì, perché in questo ospedale, già dagli anni '50, nascevano bambini. Tanti. E tanti ne nascono ancora, in questo comprensorio, ma il reparto di ostetricia è stato chiuso: li chiamano tagli di bilancio. Il prossimo ospedale possibile è a più di 40 km di impossibili strade di provincia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E allora succede che nel reparto di ginecologia c'è tutto il posto che si vuole, perché non ci sono né puerpere né gestanti, qui: per ritrovarle bisognerà arrivare in città, nella confusione della capitale. Così ti arriva netta una sensazione, insieme a una domanda: non è che  invece di andare avanti, andiamo indietro?! Un paese che non guarda al futuro, che vede peggiorare situazioni di utili di fatto, come un presidio ospedaliero, portandole sulla strada di una lenta agonia, che prelude alla chiusura, in nome dell'economia, come se un servizio pubblico debba essere sottoposto alle leggi di mercato, è un paese in declino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se un ospedale è un servizio alla collettività, deve essere antieconomico, altrimenti non è più un servizio, ma un prodotto da vendere, come qualsiasi altro. Con la differenza che si mercanteggia con il dolore delle persone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Negli anni '50, qui, nascevano bambini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_fOELli32_uc/SfmBsZ-1EpI/AAAAAAAAACc/ZD4t-BTpRAk/S1600-R/barra.gif" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_fOELli32_uc/SfmBsZ-1EpI/AAAAAAAAACc/ZD4t-BTpRAk/S1600-R/barra.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6208289546892221934-7857232017379949816?l=hermesartstudios.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/MVgkPEKI5CqplYiIqcrZYar_gng/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/MVgkPEKI5CqplYiIqcrZYar_gng/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/MVgkPEKI5CqplYiIqcrZYar_gng/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/MVgkPEKI5CqplYiIqcrZYar_gng/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/hermesartstudios/~4/IqMRJ-BLekg" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="related" href="http://www.federicocaramadre.com/libri/random/" title="27. OSPEDALI. Negli anni '50, qui, nascevano bambini (I parte)" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6208289546892221934/posts/default/7857232017379949816?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6208289546892221934/posts/default/7857232017379949816?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/hermesartstudios/~3/IqMRJ-BLekg/ospedali-negli-anni-50-qui-nascevano.html" title="27. OSPEDALI. Negli anni '50, qui, nascevano bambini (I parte)" /><author><name>F.C.R.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10498028269129323492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_fOELli32_uc/SfmBsZ-1EpI/AAAAAAAAACc/ZD4t-BTpRAk/s72-Rc/barra.gif" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://hermesartstudios.blogspot.com/2010/12/ospedali-negli-anni-50-qui-nascevano.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0AMSHozeSp7ImA9Wx9QFU4.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6208289546892221934.post-3348778455654208034</id><published>2010-10-24T15:37:00.014+02:00</published><updated>2010-12-28T11:23:09.481+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-12-28T11:23:09.481+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="rubriche random" /><title>Siae e Youtube siglano un accordo di licenza. [SIAE] Edicola</title><content type="html">&lt;a href="http://www.federicocaramadre.com/movie/theatre_capodanno.asp" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.federicocaramadre.com/movie/theatre_capodanno.asp" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://2.bp.blogspot.com/_fOELli32_uc/TRm4cLgvIKI/AAAAAAAAADQ/Qsi5K2lPN7c/s400/_adv_promo_capodanno120x600.jpg" width="80" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
D'accordo, è una svolta epocale, anche considerando il fatto che i due principali attori di questo accordo, SIAE e YOUTUBE, avrebbero potuto essere le parti avverse di un contenzioso in materia di diritto d'autore e internet.&lt;br /&gt;
Dalla lettura della nota stampa ufficiale, sul sito della SIAE, sembra chiaro che l'accordo è relativo all'uso delle musiche: i compositori, gli autori, in poche parole gli aventi diritto su un determinato brano musicale, potranno ricevere un corrispettivo in base alla visualizzazione dei video che contengono le loro opere (musiche). La rintracciabilità degli autori, ad opera di SIAE, è con molta probabilità possibile grazie ai contenuti video con "content-Id", in altre parole si tratta di video ufficiali.&lt;br /&gt;
Alcune domande, tuttavia, sorgono spontanee.&lt;br /&gt;
- Questa opzione utile alla rintracciabilità degli autori, mette in discussione la destinazione d'uso e la valutazione, relativamente all'accordo, delle migliaia di video non ufficiali, ovvero privi del "content-Id"?&lt;br /&gt;
- Poiché YOUTUBE è un provider di contenuti VIDEO, è previsto un diritto da corrispondere anche agli AUTORI VIDEO regolarmente iscritti alla SIAE, tra cui sceneggiatori, autori della parte letteraria o delle opere visive (Sezioni OLAF e DOR), o si tratta solo ed esclusivamente di MUSICA, sezione preponderante nell'attività di tutela dei diritti da parte di SIAE?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per LEGGERE l'accordo "Siae e Youtube siglano un accordo di licenza" consultare la FONTE:  Edicola SIAE.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_fOELli32_uc/SfmBsZ-1EpI/AAAAAAAAACc/ZD4t-BTpRAk/S1600-R/barra.gif" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_fOELli32_uc/SfmBsZ-1EpI/AAAAAAAAACc/ZD4t-BTpRAk/S1600-R/barra.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6208289546892221934-3348778455654208034?l=hermesartstudios.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/iryhIcRdpxtvCPlgsP8E_SxLIEU/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/iryhIcRdpxtvCPlgsP8E_SxLIEU/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/iryhIcRdpxtvCPlgsP8E_SxLIEU/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/iryhIcRdpxtvCPlgsP8E_SxLIEU/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/hermesartstudios/~4/MQ5smg773_g" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://hermesartstudios.blogspot.com/feeds/3348778455654208034/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://hermesartstudios.blogspot.com/2010/10/siae-edicola.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6208289546892221934/posts/default/3348778455654208034?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6208289546892221934/posts/default/3348778455654208034?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/hermesartstudios/~3/MQ5smg773_g/siae-edicola.html" title="Siae e Youtube siglano un accordo di licenza. [SIAE] Edicola" /><author><name>HermesArtStudios.com</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="31" src="http://3.bp.blogspot.com/_fOELli32_uc/SOJUnRutYXI/AAAAAAAAABE/oSOtJtnqOjU/S220/_logo_has.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_fOELli32_uc/TRm4cLgvIKI/AAAAAAAAADQ/Qsi5K2lPN7c/s72-c/_adv_promo_capodanno120x600.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://hermesartstudios.blogspot.com/2010/10/siae-edicola.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0MHRH08fSp7ImA9WhRTGUk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6208289546892221934.post-8032467443520392229</id><published>2010-05-03T09:50:00.019+02:00</published><updated>2011-11-10T19:23:55.375+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-11-10T19:23:55.375+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="rubriche random" /><title>7. La vita rubata di Mister Bean</title><content type="html">&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-sjc1/hs496.snc3/27083_108538912501633_106368039385387_146494_6485670_n.jpg" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-sjc1/hs496.snc3/27083_108538912501633_106368039385387_146494_6485670_n.jpg" style="float: right; height: 373px; margin: 0pt 0pt 10px 10px; width: 492px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: #666666;"&gt;Ph. Pietro Lama&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Oltre i 30. Anni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Ancora entro i 50.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Donne. Uomini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Precari.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Insoddisfatti professionalmente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Per lo più di cultura medio alta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Spesso gente che ha studiato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Per lo più single, con mille interessi da coltivare e una famiglia da rincorrere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Qualcuno con un figlio e senza partner, qualcun altro senza partner e basta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Chi con un divorzio prematuro segnato su quel curriculum sentimentale che ognuno di noi porta scritto addosso, nelle pieghe di un sorriso venato da una sfumatura vitrea, chi con uno o più amori naufragati e basta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Un’intera generazione cui è stato rubato quasi tutto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Figli senza raccomandazioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Figli ai quali era stato raccontato un sistema di valori che nel frattempo è crollato miseramente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Figli che non hanno avuto se non troppo tardi quella stabilità economica che basta appena per mettere in piedi una famiglia, condannarsi a un mutuo, sperare in una casa. Giovani invecchiati nel legame coi contratti a progetto e nei piccoli ricatti della politica dei padri, avversa di fatto all’indipendenza effettiva, culla di una stabilità derisa e soppressa, coltivata nella continua e inevasa speranza di essere sorpresi e di sorprendersi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Gente tenuta imbrigliata dal precariato, dai costi proibitivi della vita, dall’immobilità di uno stato che gestisce e guida una società che galoppa dentro una rivoluzione continua e mai annunciata, anzi, negata spesso proprio dal sistema dei “bilanci” e delle “scelte strategiche”, dai fenomeni di macroeconomia guidati da una politica addestrata a mestiere, agli stravolgimenti climatici causati da un mondo che si ribella a se stesso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Il risultato è una generazione esplosa, invecchiata senza saperlo, ancora alla ricerca di un sogno da rincorrere e tremendamente affranta dalle necessità di una sopravvivenza sopraffatta dalla burocrazia dei padri, avvezzi al potere dei piccoli, quello che guarda al proprio orto come al migliore dei modelli possibili, e non si accorge che nel frattempo in casa del vicino si sta consumando un dramma silenzioso, fatto di piccole, inevitabili, demotivanti e banali battaglie quotidiane.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Bambini incarcerati in corpi da adulti. In una parola: Farfalle.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Nota d’autore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Se qualcuno non ha compreso il significato di questo testo random peccato, ma posso capire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Domani potrete vedere di là dal vetro del funzionario al quale vi rivolgerete per una pratica qualunque una delle tante facce di Mister Bean.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Non mi preoccuperei. È poco più che una presa in giro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Alla prossima allora.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: verdana; font-size: 78%;"&gt;Link: &lt;a href="http://www.hermesartstudios.com/foto/federico-opere/farfalle.htm"&gt;http://www.hermesartstudios.com/foto/federico-opere/farfalle.htm&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana; font-size: 78%;"&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=147421&amp;amp;id=106368039385387"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6208289546892221934-8032467443520392229?l=hermesartstudios.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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La vita rubata di Mister Bean" /><author><name>HermesArtStudios.com</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="31" src="http://3.bp.blogspot.com/_fOELli32_uc/SOJUnRutYXI/AAAAAAAAABE/oSOtJtnqOjU/S220/_logo_has.gif" /></author><feedburner:origLink>http://hermesartstudios.blogspot.com/2010/05/la-vita-rubata-di-mister-bean.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CkcEQng6cSp7ImA9WxBSFE8.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6208289546892221934.post-3235157552932456524</id><published>2009-12-21T19:19:00.001+01:00</published><updated>2009-12-21T19:26:43.619+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-12-21T19:26:43.619+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="racconti random" /><title>Artemide delle città invisibili</title><content type="html">&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;o:officedocumentsettings&gt;   &lt;o:relyonvml/&gt;   &lt;o:allowpng/&gt;  &lt;/o:OfficeDocumentSettings&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal  {mso-style-parent:"";  margin:0cm;  margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:12.0pt;  font-family:"Times New Roman";  mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1  {size:612.0pt 792.0pt;  margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm;  mso-header-margin:36.0pt;  mso-footer-margin:36.0pt;  mso-paper-source:0;} div.Section1  {page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale";  mso-tstyle-rowband-size:0;  mso-tstyle-colband-size:0;  mso-style-noshow:yes;  mso-style-parent:"";  mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-para-margin:0cm;  mso-para-margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:10.0pt;  font-family:"Times New Roman";} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:20;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;« Noi abbiamo dottrina di non cercar la divinità rimossa da noi, se l’abbiamo appresso, anzi di dentro, più che noi medesmi siamo dentro a noi » (Giordano Bruno).&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;« Perciò bisogna concludere che al di sopra della nostra mente vi è una legge che si chiama verità e non c’è dubbio che esista una natura immutabile, superiore all’anima umana » (S. Agostino).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;Artemide è una città intima, accogliente, calda, ariosa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;Artemide è fatta nel tempo, e di ogni epoca racconta e conserva di sé il meglio. In ogni pietra, ogni zolla di terra, ogni rivo, ogni roccia, ogni albero, ogni campo, forte e presente è la storia di Artemide, sicché i cittadini si sono obbligati a recuperare un antico palazzo, un vicolo, una piazzetta, un cornicione, un affresco, un pianoro coltivato, una via vecchia, l'ansa dimenticata di uno dei suoi ruscelli o un antico camminamento. Lo fanno ogni qual volta abbiano in animo di costruire un edificio nuovo, un nuovo progetto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;In Artemide, il nuovo e l'antico hanno uguale valore.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;Per arrivare ad Artemide bisogna attraversare le campagne antistanti, tra viali alberati e strade di ghiaia, dolci pendii, tenute agricole, chine improvvise, ricchi uliveti e vigne rigogliose, coltivate con pazienza e atavica cura dalle generazioni degli abitanti che si avvicendano alla sua guida. L'ingresso alla città maestosa è segnato da un dolce declivio inanellato da due freschi torrenti, orditi di due file d'alberi ombrosi, il cui frusciare delle foglie al vento culla i sogni dei pescatori, che vanno sonnecchiando solitari sulle sponde, e il viandante che s'appresta all'arrivo in città, tra lo sfarfallio delle limpide acque, dai riflessi d'argento, e il guizzo improvviso dei pesci da risalita, impegnati a saltare la legata che si frappone tra loro e la meta. Seguendo il dolce pendio della via maestra, tra i due rivi all'ombra nodosa dei faggi antichi, l'ingresso ad Artemide si manifesta imponente sotto un archivolto disegnato al centro di una cinta di mura maiuscole, sorvegliato ai lati da due posti di guardia e anticipato da un ponte in legno, che quando la piena è di stagione, si leva ritto in seno alla porta, mentre le acque si incanalano tergendo i due lati e divergono sotto le mura, lasciando il passo libero al viandante sulla grande porta centrale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;Dall'alto del muraglione, una selva di fiori penduli e curatissime azalee sgargianti, disegnano di vivacissimi colori il profilo esterno della città, come fosse una bordatura opulenta di profumi, così che il viaggiatore, entrandovi, abbia l'impressione di varcare il soglio di un enorme e ben curato giardino.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;All'interno, in Artemide, è tutto un alternarsi di piazze adorne di fontane zampillanti e vie graziose, su cui s'aprono le tante botteghe dei suoi abitanti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;Nella città, dalle mille fontane, sgorgano acque sorgive limpidissime, il cui approvvigionamento è assicurato da un enorme acquedotto a tripla arcata, che sposta il flusso adamantino di ben tre fonti differenti, la liscia, la gassata, la solfurea, dalle sorgenti delle anguste valli e dei cavoni, fin dentro la piazza centrale del borgo antico, saltando fossi, dirupi, forre, insenature naturali di rivi nascosti e improvvisi placidi laghetti, prima di aggrapparsi tenace e orgoglioso alle alte mura di cinta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;In Artemide, si potrà riconoscere lo zampillo d'acqua frizzante dalle bocche adorne delle fontane in marmo bianco zuccherino, modellate finemente da abilissimi maestri artigiani; le acque lisce sgorgheranno invece da forme ricavate nel grezzo travertino bianco latte, e le solfuree, acque vaporose, ambite da cittadini e villeggianti per le proprietà curative e taumaturgiche, sgorgano squillanti di sentori ameni da fontanelle modellate in peperino grigio, mentre la pietra cotta, di un peperino rosso luminoso e vivace, segnala al forestiero le solfuree calde, offerte negli anditi turistici di Artemide, tra basse piscine termali, rivestita da un bianco impasto di polvere di zolfo, salutare per la pelle, nei suoi trentotto gradi centigradi costanti, tra salutari effluvi benefici.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;Ai cittadini e ai villeggianti non mancano i servizi, in Artemide, e con i servizi per il corpo, pari importanza hanno i servizi per lo spirito: nei suoi teatri, un minimo di tre spettacoli per sera, serate a tema nei suoi bistrot, concerti di musica colta nelle chiese, giochi popolari nelle piazze, percorsi guidati nei tre musei, quello dell'antico, quello del moderno, e quello del contemporaneo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;La storia di Artemide si legge nei vari strati delle sue terre, partendo dal ventre delle età primitive, tra le ninfe, nei fitti boschi, negli orridi dirupi, sotto il livello dell'abitato moderno, nei sotterranei templari, attraverso le vestigia nobiliari dell'età di mezzo, fin su, fino alle alte torri dei tempi correnti, passando con distrazione tra i vari stadi intermedi delle molte epoche che ad Artemide hanno lasciato un segno tangibile e importante: dall'umanità delle caverne tufacee, alle civiltà pagane, etrusche, romane, all'uomo del medioevo, e a quello delle corti rinascimentali, all'epoca barocca, illuminista, ottocentesca, moderna e contemporanea. Dal basso verso l'alto, in un salire di livelli e d'epoche storiche, tra il digradare dolce dei campi, e gli improvvisi crepacci orridi delle rupi di pietra friabile e antica, su, fino alla cinta muraria, e più su ancora, nei bei palazzi risplendenti per le vie del centro, fino alla suburra medioevale, intorno al castello protetto dai fossati, cascate d'acqua cristallina e ponti levatoi, e un maniero rimodellato su pianori etruschi, dinanzi alle città dei morti, necropoli sacre delle città dei vivi, visibili a un giro di sguardo di là dal fiume, giusto sotto le mura.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;In mezzo, chiese, guglie, cupole e campanili d'ogni tempo, come fossero una sorta di memoria collettiva scritta nelle architetture, fino ai più moderni edifici in vetro e tufo, concepiti a uso dei nuovi cittadini e a servizio della florida città-museo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;Ad Artemide i cani si affacciano dalle finestre coi padroni, e i gatti ti osservano passare di là dai parapetti dei balconi, tra vasi di gerani in fiore e bouquet di lavanda e salvia aromatica, o da sopra i muretti bassi dei giardini pensili, sulle terrazze ombrose tra foglie leggere di limoni e ulivi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;Ad Artemide, i vecchi, seduti a chiacchierare per le vie del centro, ti sorridono davanti ai loro ingressi mentre passi, e spesso ti invitano ad entrare, per condurti, tra gli ampi ingressi dei bei palazzi, fin nel retro, dove conservano con cura diligente e saperi antichi, i vini delle annate migliori, stipati in odorose botti di legno all'interno di pregevoli cantine scavate a mano nella roccia, per offrirti un bicchiere di benvenuto, specie se sei uno straniero o un forestiero di passaggio, cosicché, lasciando Artemide, tu possa conservarne un buon ricordo, all'insegna di un racconto, di un aneddoto, di un sorriso, buoni a coltivare il desiderio di tornarvi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;Artemide è una città della memoria, una città dei segni, della storia, degli scambi. Artemide è una città del desiderio, una città sottile, con i suoi occhi, i suo nome, i suoi morti, il suo cielo. È una città continua, nascosta, celata, sfrontata, inversa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;Di là dai campi, dalle fronde degli alberi nodosi, dai rivi brillanti, dal muraglione austero, dai palazzi sontuosi, dalle rupi sorprendenti e dai fossi continui, Artemide si lancia in un tuffo salvifico fin dove può lo sguardo, scala dopo scala, fino al basso, giù, del porto, fin dietro la banchisa fitta di filari di barche variopinte, dei pescatori con le reti pastello, fino all'attracco delle solide bitte in bronzo allineate ad arte, fino al mare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;Pur immaginando una città in mille faccende affaccendata, in cui i mille e più balconi fioriti rispecchiano i mille e più colori delle attività dei suoi laboriosi abitanti, ad Artemide nessuno pare andar di fretta, anzi, dalla serenità e dalla calma dei loro passi, si potrà intuire la semplicità solenne e la gaiezza interiore dei cittadini, che al suono armonioso delle giocose campane issate sul palazzo del governo, sono informati perfettamente sul giorno, l'ora, e persino sul quarto, a seconda che suoni e riverberi nell'aria tersa questo melodico rintocco o quello, mentre le torri campanarie delle mille chiese ricordano le feste dei santi, i matrimoni, i nuovi nati, i funerali e i giorni di festa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;Ad Artemide non ci sono orologi né calendari.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;Dalle campagne circostanti, sul calar della sera, si potranno ammirare giochi pirotecnici silenti lambire dai cieli le alte mura, e da quelle ricadere giocosi a pioggia sui ruscelli dei fossati sottostanti, inghiaiando d'oro, d'argento e lapislazzuli, il confine della città abitata, guarnita dalle luminarie variopinte tra i bagliori accesi delle vie brulicanti nei giorni di festa. In quei giorni, petali di fiori e tappeti di verdi foglie inondano il centro antico di profumi ed essenze naturali, sui motivi incastonati nei disegni o nei mosaici finemente cesellati sul selciato, sui lastricati di ciottoli e pianelle in cotto, mentre cortei di genti dagli abiti sontuosi celebrano con gare tra arcieri, cavalieri e cavalli, le vestigia e i fasti dei tempi andati, con processioni di santi e baldacchini con madonne portati in trionfo, a spalla per le vie dell'abitato. Poi, feste pagane nei tempi della vendemmia, del vino nuovo, della raccolta delle olive, dell'anno nuovo, della nuova stagione e della stagionatura dei formaggi, della rimembranza delle gesta dei suoi eroi e di cittadini illustri, dei fasti che furono come di quelli che sono e che saranno, delle mille tradizioni che qui, ad Artemide delle mille città, non temono il passo del tempo e trovano degno spazio, giusto riconoscimento, nelle attenzioni come nel tributo operoso dei suoi abitanti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;La notte, dopo il lungo cerimoniale delle cene conviviali, allestite nelle mille piazze, tra vicoli vivaci e scorci preziosi che non ti aspetteresti, nell'allegria goliardica delle mille taverne all'aperto, il salire lento di una coltre brumosa d'umidità, simile a una fitta spugna lattiginosa che risale imperterrita dalle valli, filtra le luci artificiali e opacizza le luminarie brillanti delle vie ingioiellate a festa, segnando l'ora del rientro nelle abitazioni, per l'agognato e meritato sonno ristoratore, mentre la brume notturna si avvia a prendersi cura dei giardini, con le sue finissime preziose stille di rugiada trasportate dagli aliti sospesi delle brezze lunari, che salgono dal mare agli altipiani fortificati, mescolandosi con quelle che arrivano dall'interno delle forre e giù nei calanchi, oltre le mura e sui terrazzi, per adagiarsi dolcemente sulla città, rinfrescando di un tenero risveglio gli animali e le genti ospiti in Artemide, nello sfavillìo della brina mattutina.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;Sul far del giorno, gatti, cani, conigli, galli e altre bestie da cortile, animeranno liberi le vie del borgo, tra il brulichìo operoso delle donne e degli uomini che allestiscono allegramente le bancarelle dei commerci, delle arti e dei mestieri, in un mercato continuo tra piazze e vie, dove trovare esposto e alla portata di tutti ogni ben di Dio, mentre altrettanti uomini e donne si attivano per occuparsi della manutenzione della città, o per recarsi nelle campagne attigue, o per avviare i lavori del porto, o quelli rigogliosi delle terme, dedicarsi ai servizi, e allo studio. Sembrerebbe che ogni abitante si prenda cura di un animale, in Artemide.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;L'arte, le scienze, la letteratura, gli antichi e i nuovi mestieri, il commercio, trovano ogni giorno nuovi impulsi tra le copiose vie, le piazze, le case, i cortili, i giardini, le terrazze di Artemide. Sulla piazza principale, che è la più bella per ampiezza, luce, e storia, l'acqua delle fonti zampilla giocosa da tre fontane, ognuna con il suo proprio gusto, addossate all'imponente palazzo della comunità, che si presenta con grandi vetrate e ampi finestroni, dove trionfano, sventolando gaie al sole, le bandiere e i vessilli delle frazioni, della città, del paese, e della corporazione di nazioni di quella parte di mondo invisibile cui Artemide appartiene.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;Gli uomini preposti alla cura del bene comune sono scelti tra i giovani meritevoli di Artemide, e si obbligano ad acquisire il parere dei saggi e gli orientamenti dei giovanissimi, prima di assumere decisioni, avendo cura che i provvedimenti utili all'innovazione della città di oggi, e alla conservazione della città di ieri, producano solo vantaggi ed effetti positivi per i cittadini di sempre, di ieri, di oggi, di domani, per Artemide e per le sue campagne, per le città attigue e per l'insieme dei paesi e degli uomini degli altri mondi. Il loro principale compito è quello di influire positivamente nel benessere degli uomini che sono, che erano, e che saranno stati, preservando la cultura del rispetto delle epoche, dei mondi e della natura, di cui sono l'ultima diretta emanazione, e della storia, di cui sono il frutto che si rinnova nel tempo. Scelti per indole, e competenza, ognuno di loro dovrà avere capacità, cuore, partecipazione. I cittadini di Artemide li potranno scegliere direttamente, indicando il preferito per i servizi, per l'iniziativa pubblica, per gli insegnamenti, per il decoro e il mantenimento del bello urbano, delle terre e delle acque, per la salute, per la conservazione della storia, per le arti e i mestieri, per la mobilità, per l'intrattenimento, per la ricerca, per l'innovazione, per l'economato. Il risultato della consultazione popolare è una sorpresa, in Artemide, poiché non vi sono liste né candidati, e ognuno è libero di indicare il nome che più gli piace. I segnalati potranno svolgere il compito per il quale saranno stati scelti, a condizione che quello sia il loro mestiere, cosicché non sarà possibile eleggere un architetto per l'economato o un professore per la salute, bensì sarà normale vedere uno studioso impegnarsi nella ricerca, o un artigiano nella cura delle incombenze pubbliche delle arti e dei mestieri. È una delle tante risorse che chiamano competenza, e che valorizzano in base al merito, i cittadini di Artemide.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;Ci sarà tempo per guardare i gatti che trascorrono le ore a guardare il tempo che passa, qui ad Artemide, ma ad Artemide, vuoi per sciatteria, presunzione, ingordigia, ignavia, cupidigia, invidia, tutte queste meraviglie i cittadini le hanno già perdute, divelte e compromesse, sotterrate per sempre nell'ignoranza tracotante dei delatori interni, facendo di Artemide una delle tante città invisibili, tutte uguali, le une alle altre.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 54pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6208289546892221934-3235157552932456524?l=hermesartstudios.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Wg6eERX9NzgL7PQAyJLnc_x2jgw/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Wg6eERX9NzgL7PQAyJLnc_x2jgw/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/hermesartstudios/~4/szbyNdzhWK0" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="related" href="http://www.facebook.com/pages/RANDOM/89634968243?ref=mf" title="Artemide delle città invisibili" /><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://hermesartstudios.blogspot.com/feeds/3235157552932456524/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://hermesartstudios.blogspot.com/2009/12/artemide-delle-citta-invisibili.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6208289546892221934/posts/default/3235157552932456524?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6208289546892221934/posts/default/3235157552932456524?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/hermesartstudios/~3/szbyNdzhWK0/artemide-delle-citta-invisibili.html" title="Artemide delle città invisibili" /><author><name>F.C.R.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10498028269129323492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://hermesartstudios.blogspot.com/2009/12/artemide-delle-citta-invisibili.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0IGRHY5eip7ImA9WhRTGUk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6208289546892221934.post-4004580984467661001</id><published>2009-04-30T11:35:00.012+02:00</published><updated>2011-11-10T19:25:25.822+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-11-10T19:25:25.822+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="rubriche random" /><title>18. Random. MA NON CHIAMATELO TEATRO</title><content type="html">&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_9wvJ2Puv7gw/Sfl467yBS9I/AAAAAAAAABE/0Yw4Fsm50M0/s1600-h/memoires02.jpg"&gt;&lt;img alt="Mémoires d'amour - uno spettacolo HermesArtStudios" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330424587844930514" src="http://4.bp.blogspot.com/_9wvJ2Puv7gw/Sfl467yBS9I/AAAAAAAAABE/0Yw4Fsm50M0/s200/memoires02.jpg" style="cursor: pointer; float: right; height: 150px; margin: 0pt 0pt 10px 10px; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; MA NON CHIAMATELO TEATRO&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;- La cultura è a monte di ogni progresso -&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un teatro è un teatro. Lapalissiano.&lt;br /&gt;
Una frase tanto banale da apparire scontata. Eppure no. Anche un concetto che sembrerebbe apparentemente inequivocabile, diviene spunto foriero di interpretazioni equivoche.&lt;br /&gt;
Ma andiamo per gradi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un teatro ha una platea e una galleria, un teatro ha un foyer, un bar, una sala stampa, un teatro ha i camerini, i servizi, l’ufficio del personale, quello della segreteria e quello della direzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un teatro ha un palcoscenico, un retropalco, un’attrezzeria, un magazzino per le scenografie.&lt;br /&gt;
Un teatro è foderato di velluto, quando non lo è, i suoi palchetti sono comunque finemente decorati.&lt;br /&gt;
Se è moderno, sarà molto alto, con la possibilità di calare scene e far salire arredamenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un teatro è un luogo sacro che quando entri lo riconosci subito, un posto dove lo scricchiolio delle assi del palcoscenico risuona nella sala mentre il ritmo del respiro del primo attore impegnato in una scena drammatica tiene il pubblico col fiato sospeso, col timore che uno starnuto partito accidentalmente dalla platea possa distruggere la magia e l’intensità del momento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un teatro è un luogo in cui l’acustica è progettata in modo sopraffino, per permettere al pubblico di sentire senza alcuno sforzo, e senza amplificazione, chiunque parlasse sul boccascena, o recitasse foss’anche con gemiti e sussurri, dal proscenio o sul palco. Un teatro è partecipazione emotiva.&lt;br /&gt;
Un teatro possiede le quinte, i praticabili, le americane e le graticce.&lt;br /&gt;
Un teatro possiede un parco lampade.&lt;br /&gt;
Un teatro possiede una cabina regia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un teatro ospita le arti della recitazione, della musica e della danza, e di tutte quelle arti dello spettacolo ispirate dalle muse Euterpe, Melpomene e Tersicore.&lt;br /&gt;
Un teatro è scienza, è comunicazione, è ricerca, è condivisione, è studio, è crescita civile e sociale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un teatro conferisce autorevolezza, lustro e importanza alla città che lo ospita, ma quel teatro che non dovesse funzionare regalerebbe un’immagine decadente di quella stessa città.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il teatro ha un’infinita capacità di parlare alle emozioni della gente, con il sudore della gente, di quegli artisti e di quei tecnici che lavorano nel e per il teatro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un teatro è un luogo di lavoro, e che dà lavoro, è un luogo di incontro e di crescita, un luogo tra i migliori da custodire nella memoria delle nuove generazioni e un posto dove dirigersi sempre più spesso per distrarsi e curarsi l’animo per gli anziani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_9wvJ2Puv7gw/Sfl2SVyM0UI/AAAAAAAAAAs/MN9gJwOhYKs/s1600-h/caramadre_mad_julia_palazzo_farnese00007.JPG"&gt;&lt;img alt="Palazzo Farnese - settimana della cultura" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330421691427115330" src="http://1.bp.blogspot.com/_9wvJ2Puv7gw/Sfl2SVyM0UI/AAAAAAAAAAs/MN9gJwOhYKs/s200/caramadre_mad_julia_palazzo_farnese00007.JPG" style="cursor: pointer; float: right; height: 132px; margin: 0pt 0pt 10px 10px; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;Un teatro ha bisogno di una programmazione, con spettacoli e allestimenti di una compagnia stabile e lavori proposti dalle compagnie di giro, in un cartellone che preveda matinée per le scuole, rassegne e incontri con i giovani, insomma, un teatro è un luogo dove organizzare spettacoli, eventi, attività didattiche, educative, ludiche e sociali, un luogo in cui si possano proporre esposizioni d’arte nel foyer, e iniziative culturali di vario genere da mettere in cantiere negli inverni rigidi e desolati.&lt;br /&gt;
Un teatro dovrebbe e potrebbe essere una vera alternativa, la possibilità per un adulto di trascorrere una serata o un pomeriggio nel caldo ventre materno della sala buia, mentre di fronte, sul palcoscenico, sapientemente illuminato ad arte, si muovono i bravi attori, trascinandolo per due ore o poco più nel mondo dei sogni e della speranza, e per un giovane un gioco nuovo ogni volta, in cui essere protagonista e artefice, ispiratore e condottiero, giocatore e strumento, attante e attore, a discapito della noia che coltiva bullismi, alcolismi e indesiderabili altri ismi di vario genere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un teatro non è un affare da campagna elettorale, da promettere prima e dimenticare dopo, un teatro è una cosa talmente futile da essere maledettamente seria, talmente inutile da apparire, oggi più che mai, assolutamente necessaria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un teatro è la rappresentazione della bellezza, e assorbire bellezza fa bene alla psiche, oramai finalmente s’è capito: la bellezza incide sulla psiche dell’uomo.&lt;br /&gt;
Ci sono voluti anni e anni di studi per arrivare a questa conclusione anche da un punto di vista scientifico senza tema di smentita, che bastava seguire il buon senso e avremmo potuto tirare le medesime conclusioni molto prima, a partire dall’antichità classica.&lt;br /&gt;
La bellezza aiuta la psiche umana, sì è detto, e una psiche serena e ben “nutrita” è il miglior direttore e arbitro del nostro corpo. Ecco perché c’è chi sostiene, con una qualche ragione, che le brutture facciano ammalare, e con la salute e il benessere psicofisico delle persone non si può scherzare, non adesso, non più.&lt;br /&gt;
Se ne deduce che per vivere meglio bisognerebbe essere circondati dalla bellezza.&lt;br /&gt;
Ebbene, un vero teatro è una fabbrica di bellezza per la psiche.&lt;br /&gt;
Così come lo sono i cinema e i musei: fabbriche di bellezza.&lt;br /&gt;
E così come le fabbriche inattive creano povertà e disagio economico, allo stesso modo fabbriche culturali inadeguate costituiscono la prima fonte del disagio sociale.&lt;br /&gt;
Se da bambino avessi avuto un TEATRO da frequentare, ricorderei con meno angoscia un periodo in cui il massimo del diversivo era la passeggiata domenicale.&lt;br /&gt;
Se da vecchio avrò un TEATRO nel quale accoccolarmi, potrò sperare di sedere in una bella sala elegante e riscaldata, all’interno di un ambiente che si cura un po’ di me, per evadere in due ore o giù di lì dai miei acciacchi senili, mentre fuori è freddo e piove.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_9wvJ2Puv7gw/Sfl4nHuFHPI/AAAAAAAAAA8/81sn3peyNkU/s1600-h/caramadre_mad_julia_palazzo_farnese0026.JPG"&gt;&lt;img alt="Palazzo Farnese - settimana della cultura - uno spettacolo di Federico Caramadre" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330424247452245234" src="http://1.bp.blogspot.com/_9wvJ2Puv7gw/Sfl4nHuFHPI/AAAAAAAAAA8/81sn3peyNkU/s200/caramadre_mad_julia_palazzo_farnese0026.JPG" style="cursor: pointer; float: left; height: 200px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 132px;" /&gt;&lt;/a&gt;Per queste ragioni, occorre investire in cultura, ora più che mai, e se la scuola non può andare a teatro, il teatro, quello vero, può andare nella scuola: un giorno attori, cantanti, tecnici di cinema e teatro finalmente insegneranno nella scuola.&lt;br /&gt;
Daranno lezioni ai ragazzi, insegneranno a pronunciare correttamente la nostra lingua sia agli stranieri che agli italiani; informeranno sulla serietà delle arti creative, faciliteranno la socializzazione con le dinamiche teatrali, impartiranno lezioni così curate e dettagliate che ne potranno beneficiare persino quei docenti che saranno chiamati ad assistere, supervisionare, collaborare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La società civile ha bisogno di riscoprire il teatro, quello vero, così come ha bisogno del cinema, e nello stesso modo e per le medesime ragioni dei musei: dall’antico, al moderno, al contemporaneo.&lt;br /&gt;
Ne ha bisogno una città moderna, in cui vivere dovrebbe essere motivo di orgoglio e fonte di piacere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Reggio Emilia, nell'ottobre del 2004, si tenne un’importante conferenza internazionale sul tema del rapporto tra l'architettura e l'arte teatrale. Le cose di cui tener conto nella costruzione di un teatro sono talmente tante che ancora se ne discute.&lt;br /&gt;
Una cosa pare certa: un vero teatro non è una sala polivalente per attività politiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La società moderna ha bisogno dell'antica arte del teatro, e quella società che non dovesse sostenere il suo teatro è profondamente malata, se non addirittura moribonda.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_9wvJ2Puv7gw/Sfl4CnThsqI/AAAAAAAAAA0/NbIKCiLXebk/s1600-h/caramadre_mad_julia_palazzo_farnese0020.JPG"&gt;&lt;img alt="Palazzo Farnese - settimana della cultura" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330423620275647138" src="http://3.bp.blogspot.com/_9wvJ2Puv7gw/Sfl4CnThsqI/AAAAAAAAAA0/NbIKCiLXebk/s200/caramadre_mad_julia_palazzo_farnese0020.JPG" style="cursor: pointer; display: block; height: 132px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
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MA NON CHIAMATELO TEATRO" /><author><name>FCR</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="16" height="16" src="http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_9wvJ2Puv7gw/Sfl467yBS9I/AAAAAAAAABE/0Yw4Fsm50M0/s72-c/memoires02.jpg" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://hermesartstudios.blogspot.com/2009/04/random-ma-non-chiamatelo-teatro.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEQHQH4yeyp7ImA9WxFRGEo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6208289546892221934.post-6090346091530427223</id><published>2009-02-21T18:00:00.003+01:00</published><updated>2010-05-03T10:45:31.093+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-05-03T10:45:31.093+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="appuntamenti" /><title>OPEN BORDERS, OPEN MIND</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_fOELli32_uc/SaA3EaOii9I/AAAAAAAAABk/v1cQFJx8OeE/s1600-h/van_gogh_project.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_fOELli32_uc/SaA3EaOii9I/AAAAAAAAABk/v1cQFJx8OeE/s320/van_gogh_project.jpg" alt="progetto Van Gogh - un gemellaggio didattico tra Italia e Olanda" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5305300909941754834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Special network Drenthe-Lazio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;History&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In october 2007 in the Netherlands, in the province Drenthe, a conference has been organised with the title: ‘open border, open mind’. The goal of this conference was that schools in Lazio (Italy) and Drenthe (Netherland) are coming in contact with one another and to start international activities (projects and exchanges).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The meeting of vmbo-schools in Drenthe with schools of the Italian province Lazio formed the start of the schoolnetwork Drenthe-Lazio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;At the school Roelof van Echten College in Hoogeveen at the location Dwingeland (theoretical way of learning) knows already several years international activities (exchanges and projects). So there has been an exchange with a school in Jicin (Tsjec Republic) and in Bracciano (Italy). In 2006 the Dutch Council for secondary education started a national innovative campaign ‘dare-share-do’. Schools could inscribe innovative projects. There were several prices of 50.000 euros to win. To win such a price the school had to make a projectplan to make clear how to share the innovative project/experience with other schools.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bracciano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roelof van Echten College knows already for several years an exchange with the scuola media S.Bosco in Bracciano. This historical city, 40 kilometers to the north of Rome, is visited by 40.000 Dutch tourists every year. The school is in the province Lazio. During the exchanges the teachers talked several times about possibilities for starting exchanging between other schools in Drenthe and Lazio. But unfortunately there were no financial funds.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Conference&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The Roelof van Echten College made and sent in a project plan for the price with the title: ‘scambio Bracciano: a successful exchange for vmbo’. In the second round in January 2007 our school won the price.&lt;br /&gt;Immediately the school started to work out a conference in Hoogeveen with a number of Italian schools. Roelof van Echten College succeeded in inviting and convincing a number of Italian schools to come to the province Drenthe. Also it invited a number of vmbo-schools in Drenthe. So in October 2007 the college could organise an international conference. The schools represented themselves during a market in the classroom of our school. There was a program with speeches and workshops for teachers, parents and schoolmanagement. The conference was finished with a Italian-Dutch song in which the cooperation between the schools was established.&lt;/span&gt;&lt;p style="font-family: verdana;font-family:verdana;" class="MsoNormal" &gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_fOELli32_uc/SaA4sgwQKnI/AAAAAAAAAB0/_-IgoU9fBz8/s1600-h/groninger_museum.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_fOELli32_uc/SaA4sgwQKnI/AAAAAAAAAB0/_-IgoU9fBz8/s320/groninger_museum.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5305302698400164466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span  lang="EN-GB" style="font-size:85%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: verdana;font-family:verdana;" class="MsoNormal" &gt;&lt;span  lang="EN-GB" style="font-size:85%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;Drenthe&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The Italian teachers, parents and schoolmanagement didn’t only come to the conference. They had also a program to know better the province Drenthe and Holland. So there was a visit to Orvelte and the open air museum Ellert and Brammert in Schoonoord. And of course a visit to Amsterdam could not be forgotten. The visit of the Italian schools was finished by a visit and a dinner in the Groninger museum (modern art).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;Lazio&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;During the visit of the Italian schools in October 2007 the Dutch teachers and schoolmanagement were invited to come to Lazio. So in the spring of 2008 several Dutchs schools went to Lazio. The Italian school had made a interesting program in which we could see the region Lazio and of course the city of Rome.&lt;br /&gt;The municipality of Lazio (Bracciano) organised also a conference with the title ‘open border, open mind, growing together, to shape the future’. There were a lot of speeches of persons of the politics and school.Cooperating schools&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;The schools who are working together:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Scuola media statale G.Bosco (Bracciano) and Roelof van Echten College (location Park Dwingeland, Hoogeveen);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Sms Salvo d’Acquisto (Cerveteri) and Dr.Nassau College (Assen);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Institute comprensivo Don Milani (Valcanneto) and the Krullevaar (primary school) and the Roelof van Echten College (location Griendtsveenweg) in Hoogeveen;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Instituto comprensivo Titoni in Manziana and the Esdal Collegein Emmen;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Instituto comprehensive (Trevignano) and CSG Dingstede in Meppel;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Instituto comprehensive Stradella in Nepi and Castel S.Elia and the RSG Wolfsbos in Hoogeveen;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Sms Scriattolli in Vetralla and CSG Vincent van Gogh in Assen;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Sms Fantappiè in Viberbo and RSG Stad and Esch in Meppel.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;Network&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The schools in the network are coming three times in a schoolyear together to talk about several practical problems of international activities. We talk for instance about the problem of the lessons when teachers are abroad for international activities. But also how to motivate and involve other teachers in international activities. And how to integrate international activities in normal regular lessons.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;1+1=3&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;There are at this moment not one but three networks. In the vmbo-network in Drenthe and in the network Lazio schools are coming in contact with one another beside of working together in the international network.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;Schoolyear 2008-2009&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In this schoolyear there will be 4 exchanges. And there will be several international projects. Also integrating international activities in the schools, which are involved in this network, will be more implemented in the schoolcurriculum. At the end of 2008 (beginning 2009) there will be a little book which schools can help in the process of organising an exchange in the school. In Drenthe, but also in Lazio, more and more students will have international experiences, which they will never forget.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="text-align: right; font-style: italic; font-family: verdana;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(Fonte: national agency of Dutch schools; Olanda)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: verdana;font-family:verdana;" class="MsoNormal" &gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: verdana; text-align: center;font-family:verdana;" class="MsoNormal" &gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LINK&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.hermesartstudios.com/progettovangogh/"&gt;www.hermesartstudios.com/progettovangogh&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.hermesartstudios.com/progettovangogh/"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6208289546892221934-6090346091530427223?l=hermesartstudios.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ftWmO0dazgiw19KNSLiPd0zghL8/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ftWmO0dazgiw19KNSLiPd0zghL8/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ftWmO0dazgiw19KNSLiPd0zghL8/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ftWmO0dazgiw19KNSLiPd0zghL8/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/hermesartstudios/~4/Sevfqsw_6Tc" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="related" href="http://www.hermesartstudios.com/progettovangogh/" title="OPEN BORDERS, OPEN MIND" /><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://hermesartstudios.blogspot.com/feeds/6090346091530427223/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://hermesartstudios.blogspot.com/2009/02/open-borders-open-mind.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6208289546892221934/posts/default/6090346091530427223?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6208289546892221934/posts/default/6090346091530427223?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/hermesartstudios/~3/Sevfqsw_6Tc/open-borders-open-mind.html" title="OPEN BORDERS, OPEN MIND" /><author><name>HermesArtStudios.com</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="31" src="http://3.bp.blogspot.com/_fOELli32_uc/SOJUnRutYXI/AAAAAAAAABE/oSOtJtnqOjU/S220/_logo_has.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_fOELli32_uc/SaA3EaOii9I/AAAAAAAAABk/v1cQFJx8OeE/s72-c/van_gogh_project.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://hermesartstudios.blogspot.com/2009/02/open-borders-open-mind.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEQHRn05eyp7ImA9WxFRGEo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6208289546892221934.post-5908835915553791573</id><published>2009-02-11T14:55:00.011+01:00</published><updated>2010-05-03T10:45:37.323+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-05-03T10:45:37.323+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="appuntamenti" /><title>RAI 2. "Un mondo a colori"</title><content type="html">&lt;style&gt;&lt;/style&gt;  &lt;div&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;RANDOM INTERCULTURA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"Impariamo l'italiano"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto "Random Intercultura" della Hermes Studi d'Arte Associati, attivato come progetto pilota presso la scuola media statale Alessandro Stradella con il sostegno del Rotary Club Flaminia Romana, è nato con lo scopo di insegnare agli alunni italiani e stranieri l'uso corretto della lingua italiana, aiutare a superare la timidezza e la diffidenza nei confronti di chi è originario di altri paesi e favorire l'integrazione, attraverso corsi di recitazione, dizione e canto, tenuti da attori e doppiatori professionisti.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_fOELli32_uc/SZ_Fl8IuFwI/AAAAAAAAABc/Ri2v6cyHYQs/s1600-h/conferenza_rotary.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 400px; height: 274px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_fOELli32_uc/SZ_Fl8IuFwI/AAAAAAAAABc/Ri2v6cyHYQs/s400/conferenza_rotary.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5305176141654267650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RAI EDUCATIONAL, con la trasmissione "Un mondo a colori", ci racconta, in particolare, l'esperienza di Ludmilla, arrivata da Mosca in Italia a 3 anni, e Amin, 14 anni, originario del Marocco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Impariamo l'italiano", un documentario RAI, regia di Diana Dieppa, in onda su Raidue.&lt;br /&gt;Il video è disponibile anche sul sito web della RAI, all'indirizzo:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.unmondoacolori.rai.it/sito/scheda_puntata.asp?progid=846" onmousedown="'return" target="_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;span&gt;http://www.unmondoacolori.&lt;/span&gt;&lt;wbr&gt;&lt;span&gt;rai.it/sito/scheda_puntata&lt;/span&gt;&lt;wbr&gt;.asp?progid=846&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6208289546892221934-5908835915553791573?l=hermesartstudios.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/v6BzWUsixxbVq6VqscoztUOlX0Y/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/v6BzWUsixxbVq6VqscoztUOlX0Y/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/v6BzWUsixxbVq6VqscoztUOlX0Y/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/v6BzWUsixxbVq6VqscoztUOlX0Y/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/hermesartstudios/~4/mCYwTv18Ou4" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://hermesartstudios.blogspot.com/feeds/5908835915553791573/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://hermesartstudios.blogspot.com/2009/02/rai-2-un-mondo-colori.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6208289546892221934/posts/default/5908835915553791573?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6208289546892221934/posts/default/5908835915553791573?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/hermesartstudios/~3/mCYwTv18Ou4/rai-2-un-mondo-colori.html" title="RAI 2. &quot;Un mondo a colori&quot;" /><author><name>HermesArtStudios.com</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="31" src="http://3.bp.blogspot.com/_fOELli32_uc/SOJUnRutYXI/AAAAAAAAABE/oSOtJtnqOjU/S220/_logo_has.gif" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_fOELli32_uc/SZ_Fl8IuFwI/AAAAAAAAABc/Ri2v6cyHYQs/s72-c/conferenza_rotary.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://hermesartstudios.blogspot.com/2009/02/rai-2-un-mondo-colori.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CE4CQX48eyp7ImA9WxRaFU8.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6208289546892221934.post-4007491664793648509</id><published>2008-10-05T20:06:00.004+02:00</published><updated>2008-12-17T15:09:20.073+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-12-17T15:09:20.073+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="appuntamenti" /><title>Un rendez vous alla Casa del Cinema</title><content type="html">&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;img class="alignleft size-full wp-image-2051" title="\&amp;quot;un rendez vous\&amp;quot;, il video musicale di Chiara Di Bari diretto da Federico Caramadre" src="http://www.culturalazio.it/culturaweb_2/wordpress_2/wp-content/uploads/2008/10/chiara-et-jocelyn.jpg" alt="UN RENDEZ VOUS" width="450" height="299" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"&lt;b&gt;&lt;a title="Un rendez vous" target="_blank" href="http://www.hermesartstudios.com/foto/praxis-corti/un_rendez_vous.htm"&gt;Un rendez vous&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;" è un video musicale interpretato da  &lt;a title="Chiara Di Bari" target="_blank" href="http://www.myspace.com/chiaradibari"&gt;Chiara Di Bari&lt;/a&gt;, con la regia di&lt;a title="Federico Caramadre" target="_blank" href="http://www.federicocaramadre.com/"&gt; Federico Caramadre&lt;/a&gt;,  che vede la speciale partecipazione di Jocelyn e Laurent Bàn.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;      &lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sul ritmo di una zarzuela, si snoda la dolcissima melodia di questa delicata canzone d’amore piena di nostalgia. C’è il piacere di  ritrovarsi ma c’è soprattutto il rimpianto per un amore finito. Lui se n’è andato e quindi non rimane che il ricordo dei tanti momenti belli passati insieme.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sola, la protagonista ripensa a questo amore finito per sempre… ma è veramente finito?  Il loro è stato veramente un addio?  O forse c’è ancora la speranza che tutto possa ricominciare?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La perfetta interpretazione di Chiara, leggera e delicata, riesce ad introdurci nel migliore dei modi in questa atmosfera sospesa tra realtà e fantasia, in mezzo a sentimenti contrastanti tra parole dette e non dette.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p align="right"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Italo Gioscia&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L'appuntamento per la presentazione  è alla Casa del Cinema (Roma).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per l'occasione, oltre al video, sarà proiettato il documentario girato durante le riprese, direttamente sul set di "un rendez vous".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: right;"&gt;&lt;a title="dvd un rendez vous (guarda il trailer)" target="_blank" href="http://www.hermesartstudios.com/foto/praxis/trailer_un_rendez_vous.htm"&gt;      &lt;img src="http://www.hermesartstudios.com/foto/praxis-corti/_un_rendez_vous_dvd_disco.gif" alt="dvd un rendez vous (guarda il trailer)" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;  &lt;a target="_top" href="http://www.hermesartstudios.com/foto/praxis/trailer_un_rendez_vous.htm"&gt;&lt;br /&gt;  Apri il video&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt; &lt;/p&gt;            &lt;p align="center"&gt;&lt;b&gt;CASA DEL CINEMA&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p align="center"&gt;Roma. Largo Marcello Mastroianni, 1&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;...prossimamente...&lt;/div&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a title="www.myspace.com/chiaradibari" target="_blank" href="http://www.myspace.com/chiaradibari"&gt;      &lt;span style="font-size:85%;"&gt;www.myspace.com/chiaradibari&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="www.hermesartstudios.com" target="_blank" href="http://www.hermesartstudios.com/"&gt;&lt;br /&gt;  www.hermesartstudios.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="www.miraclespictures.com" target="_blank" href="http://www.miraclespictures.com/"&gt;&lt;br /&gt;  www.miraclespictures.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="www.federicocaramadre.com" target="_blank" href="http://www.federicocaramadre.com/"&gt;&lt;br /&gt;  www.federicocaramadre.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;              &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a title="UN RENDEZ VOUS (il sito web)" href="http://www.hermesartstudios.com/foto/praxis-corti/un_rendez_vous.htm"&gt;&lt;img src="http://www.hermesartstudios.com/foto/praxis-corti/_un_rendez_vous_dvd_dx.jpg" alt="UN RENDEZ VOUS (il sito web)" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a title="Il sito web di UN RENDEZ VOUS " target="_blank" href="http://www.hermesartstudios.com/foto/praxis-corti/un_rendez_vous.htm"&gt;Visita il sito web di UN RENDEZ VOUS&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6208289546892221934-4007491664793648509?l=hermesartstudios.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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