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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046</atom:id><lastBuildDate>Sun, 12 Jul 2009 06:53:48 +0000</lastBuildDate><title>italia mia blog</title><description>Articoli e opinioni sulla cultura italiana - Articles and opinions about the Italian culture</description><link>http://www.italiamiablog.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Ercole)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>185</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/blogspot/imblog" type="application/rss+xml" /><feedburner:emailServiceId>blogspot/imblog</feedburner:emailServiceId><feedburner:feedburnerHostname>http://feedburner.google.com</feedburner:feedburnerHostname><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-7317668453201616958</guid><pubDate>Sun, 12 Jul 2009 06:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-12T08:53:48.521+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">"auto"</category><title>Bolide Tedesco</title><description>SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La sportività portata ai suoi livelli più eccelsi, in casa Bmw ha un nome ben preciso: Serie 6. In questo articolo andrò ad analizzare questo bolide della casa di Monaco di Baviera. La Serie 6 è disponibile in carrozzeria coupè e cabriolet, ed è equipaggiata con 3 motori a benzina (630 da 272 cv, 650 da 367 cv, M6 da 507 cv) e un motore diesel (635d da 286 cv). La linea della Serie 6 è una linea che non può lasciare indifferenti. Il corpo vettura è basso e largo (grande coupè 4 posti, lunga 482 cm), dalle forme sinuose e molto seducenti. Grintosissimo il frontale, caratterizzato dal grande cofano spiovente e dalla consueta mascherina doppio scudata, incorniciata dai gruppi ottici grandi e ben visibili. Il posteriore è l’emblema della seduzione grazie alla coda sinuosa e alle forme “sexy” del portellone, ben incorniciato dai grandi gruppi ottici posteriori dalla forma “ellittico-triangolare”. Salendo dentro la Serie 6 si entra all’interno di una supercar da corsa. Infatti tutto l’interno è studiato per essere l’emblema della grinta sportiva: assetto ribassato, selleria sportiva, volante sportivo con comandi del cambio al volante. Oltre a questi e a molti altri particolari che sottolineano le doti da bolide della Serie 6, abbiamo anche un ampio spazio per l’eleganza e la raffinatezza: sellerie e materiali di altissima qualità, ritrovati tecnologici all’avanguardia, consolle centrale ipertecnologica e completa di tutto (navigatore, clima e sistema audio), quadro strumenti di facile lettura e comprensione. Ed ora l’angolo della prova. La Serie 6 provata è stata la M6 Cabrio da circa 150000 €. Se la Serie 6 è di per se un auto che fa battere i cuori e fa emozionare, la M6 è un  auto con prestazioni sconsigliate ai deboli di cuore. L’auto ha scatto e grinta da auto da Formula 1, e raggiunge in appena 4 secondi i 100 km/h. Tutto questo e molto altro (un rombo sordo e caratteristico all’accensione e un accelerazione bruciante) sono date dall’esplosivo motore da ben 507 cv, che si fanno sentire tutti quanti con il loro bruciante scatto appena si pone il piede sull’acceleratore, dando fortissime emozioni a chi la guida, garantendo comunque consumi non troppo esagerati (7 km/l). Infine il listino prezzi con le differenziazioni fra coupè e cabriolet. Per la coupè ecco i prezzi: si va da 73150 € della 630i a 123100 € della M6 (Benzina), mentre per avere la 635d si devono sborsare 79900 €. Per la cabrio: da 81950 € della 630 i ai 130550 € della M6 (Benzina), mentre per la 635d si devono sborsare 88700 €.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bruno Allevi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682242346031385046-7317668453201616958?l=www.italiamiablog.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/imblog/~4/43tLrGH9OrA" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/imblog/~3/43tLrGH9OrA/bolide-tedesco.html</link><author>noreply@blogger.com (BRUNO)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.italiamiablog.com/2009/07/bolide-tedesco.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-4569109287558971862</guid><pubDate>Sun, 05 Jul 2009 12:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-05T14:56:51.164+02:00</atom:updated><title>Emotions and sensations</title><description>SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La prima novità 2009 per la Bmw, è una di quelle novità “con il botto”: la nuova Z4. La grintosissima spider tedesca è equipaggiata con 3 motori a benzina (23i da 204 cv, 30i da 258 cv e 35i da 306 cv). Esternamente la nuova Z4 presenta forme sinuose ed eleganti, molto belle da vedere, che danno dinamicità all’intera vettura. Molto allungato il cofano motore che degrada verso il tipico frontale Bmw con la mascherina doppio scudata racchiusa fra i due fari a palpebra, che catturano lo sguardo. Mentre il posteriore, anch’esso ridisegnato (fra la nuova Z4 e la vecchia di uguale è rimasto solo il nome), conferma la sportività della vettura, grazie a una coda dinamica, ai terminali di scarico cromati e alla nuova fanaleria dal design ondeggiante. Particolarità da notare è il tetto, in alluminio, che si ripiega nel baule e scompare in 20 secondi, dando così modo di avere 2 auto in una (una coupè e una cabriolet), cosi da eliminare dai listini la Z4 coupè. Salendo a bordo della nuova spider bavarese, notiamo come tutto sia finalizzato alla sportività e al lusso, caratteristiche sempre presenti nella vasta gamma di modelli Bmw. Come ogni spider che si rispetti i posti a bordo sono soltanto 2: è una, come si dice, due posti secchi. Analizzando nel dettaglio la selleria, oltre a constatare l’elevatissima qualità costruttiva, vi è da sottolineare l’assetto sportivo degli stessi: bassa seduta, anatomici e performanti. Continuando il giro nell’abitacolo passiamo ora ad analizzare la plancia, ricca (di pregio gli inserti) e tecnologicamente all’avanguardia. Nel dettaglio ci riferiamo alla consolle centrale che presenta in posizione rialzata lo schermo del navigatore (schermo ribaltabile e a scomparsa), e subito sotto le bocchette della climatizzazione, abbiamo il pulsante start-stop per l’avviamento affiancato dal sistema di climatizzazione. Più in basso, a chiusura di consolle, vi è il sistema audio. Per quanto riguarda la diesamina del quadro strumenti, esso è ben leggibile, completo di tutto, e retroilluminato di un accattivante rosso fuoco. Ed ora il momento test drive: la Z4 guidata è stata la sDrive35i da circa 65000 €. Rispetto alla precedente Z4, la nuova Z4 è tutta un’altra auto, sia nelle forme e nelle dimensioni, sia per il fatto di essere diventata una coupè-cabriolet con il tetto in alluminio che si ripiega nel baule in 20 secondi. Cosa dire del comportamento su strada di una delle più sportive e grintose Bmw mai costruite? Semplicemente perfetto. Infatti l’auto è l’essenza della sportività su 4 ruote, con un motore potentissimo che fa divertire alla guida (il 3000 biturbo da 306 cv è semplicemente mostruoso nelle prestazioni), un cambio sportivo a joystick con anche le levette dietro il volante (anche questa una chicca sportiva, da vettura di Formula 1), e prestazioni da supercar (velocità autolimitata a 250 km/h e da 0 a 100 km7h in soli 5 secondi). Infine il listino prezzi: si va da 39400 € della sDrive23i ai 50400 € della sDrive35i (Benzina).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bruno Allevi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682242346031385046-4569109287558971862?l=www.italiamiablog.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/imblog/~4/s_fNqkkafUk" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/imblog/~3/s_fNqkkafUk/emotions-and-sensations.html</link><author>noreply@blogger.com (BRUNO)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.italiamiablog.com/2009/07/emotions-and-sensations.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-4621928099015860488</guid><pubDate>Sun, 21 Jun 2009 13:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-21T15:37:20.924+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">"auto"</category><title>Corean Style</title><description>ASCOLI PICENO – La Chevrolet presenta in questi giorni sul mercato italiano la Cruze, la sua nuova berlina media. Questa bella e sportiva vettura è equipaggiata con un motore 1600 a benzina da 113 cv (disponibile anche in alimentazione Bifuel Benzina + GPL) e un motore 2000 diesel VCDI Common Rail da 150 cv, negli allestimenti LS (esclusivo per il benzina) e LT (esclusivo per il gasolio). Esternamente la Cruze ha una carrozzeria sportiva, elegante e dal disegno che strizza l’occhio ai gusti degli acquirenti europei. Il frontale della Cruze è un frontale muscoloso e aggressivo con la mascherina pronunciata dove al centro campeggia lo stemma Chervolet (soluzione stilistica già adottata sull’Aveo), mentre i fari a metà fra la forma rettangolare e la forma appuntita risultano incassati, a mo di cornice per la mascherina stessa. Posteriormente la sportività della carrozzeria è sottolineata da una coda filante e slanciata che sottolinea la dinamicità del corpo vettura, moderna e piacevole da vedere è la fanaleria posteriore. Accomodandosi dentro l’abitacolo della nuova berlina made in Chervolet, notiamo come la modernità delle forme esterne abbia condizionato anche l’interno: un interno funzionale e moderno, elegante con tocchi di sportività. Buona è la qualità dei materiali usati e anche l’assemblaggio è di tutto rispetto. Analizzando nel dettaglio la consolle centrale, notiamo come sia in “stile Volvo”: lineare, elegante e completa di tutto senza dare troppo nell’occhio. Mentre sportivissimo è il quadro strumenti a 3 cerchi cromati, che oltre ad essere molto accattivante è anche di facile lettura e comprensione. Ed ora il test drive. La Cruze guidata è stata la 1600 LS da 16216 €. La nuova vettura della casa coreo-americana, è una berlina moderna e sportiva che va ad accrescere la già nutrita gamma di vetture che Chevrolet propone in Italia. Quest’auto, che ricordiamolo costa come una Grande Punto ma è lunga 60 cm in più, su strada ha un ottimo comportamento. È un auto silenziosa, pratica e maneggevole, con un cambio preciso e dall’impugnatura facile, uno sterzo leggero e sempre pronto a ogni cambio di direzione. Il motore che equipaggia la versione provata è brillante ed economo nei consumi e si può avere anche con la doppia alimentazione Bifuel, rendendo la Cruze non solo un ottima alternativa a berline medie di ben altre fasce di prezzo, ma soprattutto rendendo questa vettura orientale una soluzione ecologica rispettosa dell’ambiente. Infine i prezzi: per i benzina unico prezzo 15600 € della 1600 LS, per il Bifuel (Benzina+GPL) 17600 € della 1600 Ecologic LS, per il diesel 18300 € della 2000 VCDI LT 150 cv.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bruno Allevi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682242346031385046-4621928099015860488?l=www.italiamiablog.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/imblog/~4/nB28C03rhto" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/imblog/~3/nB28C03rhto/corean-style.html</link><author>noreply@blogger.com (BRUNO)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.italiamiablog.com/2009/06/corean-style.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-2791233720854247680</guid><pubDate>Sun, 14 Jun 2009 13:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-14T15:04:19.414+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">"auto"</category><title>Stellare utilitaria</title><description>GIULIANOVA LIDO – La Subaru, casa automobilistica giapponese, presenta sul mercato la nuova generazione di quell’auto che da molti anni è considerata uno dei capisaldi della gamma della casa delle pleiadi: la Justy. La piccola giapponesina è equipaggiata con un motore 1000 a benzina da 69 cv disponibile anche nella doppia alimentazione Bifuel (Benzina + GPL), in allestimento unico. La nuova Justy presenta una linea nota al pubblico italiano, in quanto questa generazione della piccola delle pleiadi, grazie a un accordo con Dahiatsu, è la Sirion marchiata Subaru. Infatti la bella e moderna linea della medio piccola della casa giapponese (Dahiatsu) viene modificata solo in alcuni dettagli. La Justy differisce dalla Sirion solo per avere il marchio Subaru in calandra e un piccolo scudo sul cofano. Tutto il resto (forme e dimensioni, fanaleria, corpo vettura) è uguale: scelta dettata da una parte per confermare la bontà del prodotto Sirion presentandolo anche con il marchio Subaru e il nome Justy, dall’altro il fatto che Dahiatsu e Subaru fanno parte dello stesso gruppo che fa capo a Toyota. Internamente la moderna ed elegante linea esterna, si trasforma in un ambiente ergonomico, razionale e moderno. Infatti lo spazio a bordo non manca e non mancano le soluzioni per rendere questa spaziosità assai sfruttabile. Buona la qualità costruttiva, elegante e pulita la consolle centrale di colore alluminio, ben leggibile e con uno sportivo fondo bianco il quadro strumenti. Ed ora il test drive. La Justy guidata è stata la 1000 BiFuel da 15120 €. La gemella della Sirion, che condivide con la vettura Daihatsu praticamente tutto (tranne la trazione integrale, disponibile sulla Sirion, mentre qui non è prevista), è la classica e onesta utilitaria da città. Infatti presenta un ottima abitabilità interna, un bagagliaio generoso, una maneggevolezza e praticità che in città sono fondamentali, per sgusciare nel traffico. Il motore della vettura provata è il noto 3 cilindri da 69 cv, brillante e parco nei consumi, che unito alla doppia alimentazione Bifuel di cui la vettura testata è dotata,  rende la Justy ancor più ecologica e rispettosa dell’ambiente. Infine il listino prezzi: la 1000 a Benzina costa 12680 € mentre la 1000 Bifuel costa 14680 €.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bruno Allevi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682242346031385046-2791233720854247680?l=www.italiamiablog.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/imblog/~4/RgjbAiUkjxE" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/imblog/~3/RgjbAiUkjxE/stellare-utilitaria.html</link><author>noreply@blogger.com (BRUNO)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.italiamiablog.com/2009/06/stellare-utilitaria.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-8533349003260775155</guid><pubDate>Mon, 01 Jun 2009 14:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-01T16:03:48.868+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">"auto"</category><title>Scenic, c'est Chic</title><description>COLLI DEL TRONTO – La Renault rinnova il suo parco monovolume, partendo dalla Scenic, o meglio dalla Grand Scenic. Infatti a uscire sul mercato per prima è la sostituta della Grand Scenic (7 posti), che a breve sarà seguita dalla sostituta della Scenic (5 posti). La vettura francese è equipaggiata con due motori a benzina (1400 TCE da 130 cv e 1600 da 110 cv) e 3 motori a gasolio DCI Common Rail (1500 da 110 cv, 1900 da 130 cv e 2000 da 150 cv), negli allestimenti Confort, Dynamique, Luxe. La nuova Scenic 7 posti, è più lunga di 6 cm rispetto alla vecchia Grand Scenic, e ha una linea più moderna e meno spigolosa rispetto a prima (presenta forme più arrotondate ed ha un corpo vettura che sottolinea ancor meglio l’ampio spazio interno). Il frontale con il cofano spiovente, l’assenza di mascherina grigliata, e il disegno di fari e fendinebbia, sono ripresi direttamente dalla Megane berlina, di cui ovviamente la Scenic ne è una derivata. Molto più originale è il posteriore dove all’ampio portellone che sottolinea ancor di più le possibilità di carico, fanno da cornice dei particolarissimi fanali a L. Salendo a bordo della Scenic 7 posti, si nota come l’interno della vettura sia studiato per permettere il massimo sfruttamento possibile del grande spazio a disposizione. Tanto per iniziare, come detto in precedenza, questa versione può ospitare fino a 7 persone, 5 comode e 2 un po’ sacrificate. Inoltre vi è la presenza di un ampio baule e di numerosi portaoggetti (un classico sulle monovolumi e su quelle Renault in particolare), che permettono di sfruttare l’abitacolo come meglio si crede. Analizzando nel dettaglio la plancia, si capisce subito l’elevata digitalizzazione della stessa (parte alta dominata dal cruscotto digitale) e subito sotto vicino al volante abbiamo i comandi clima e radio, in posizione centrale in consolle. Ultimo ma non da ultimo, occorre sottolineare la cura e la qualità costruttiva dell’abitacolo, sia con riferimento alle sellerie, sia sottolineando l’assemblaggio e la qualità delle plastiche della plancia. Ed ora il momento test drive: la Megane Scenic 7 posti guidata è stata la 1500 DCI 110 cv Dynamique da 24400 €. La sostituta della Grand Scenic, torna ad essere nelle forme un auto più convenzionale, rispetto alla precedente serie, dalla linea più spigolosa e anticonformista. Inoltre la monovolume di casa Renault ha acquistato ben 6 cm in lunghezza, che sono fondamentali per avere ancora più spazio a disposizione dei passeggeri, e per ottenere una maggior superficie di carico. Il comportamento stradale della vettura è molto buono, grazie a un confort di ottimo livello, a una notevole tenuta di strada, e anche grazie all’ottima visibilità data dalle ampie superfici vetrate. L’auto è inoltre molto maneggevole e il cambio quasi in plancia risulta molto comodo. Parlando poi del motore, il noto 1500 DCI da 110 cv, assicura brillantezza e potenza garantendo al contempo bassi consumi e basse emissioni grazie al Filtro Antiparticolato (FAP) di serie. Infine i prezzi: si va da 20500 € della 1600 Confort ai 24250 € della 1400 TCE Luxe (Benzina), si va dai 22500 € della 1500 DCI 110 cv Confort ai 29750 € della 2000 DCI 150 Luxe con Cambio Proactive (Diesel).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bruno Allevi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682242346031385046-8533349003260775155?l=www.italiamiablog.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/imblog/~4/JqV5Lvk_Ors" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/imblog/~3/JqV5Lvk_Ors/scenic-cest-chic.html</link><author>noreply@blogger.com (BRUNO)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.italiamiablog.com/2009/06/scenic-cest-chic.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-3849380892557595330</guid><pubDate>Mon, 25 May 2009 06:59:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-25T08:59:42.568+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">"auto"</category><title>Emozionante scoperta</title><description>SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Mini, storica casa automobilistica, dal 1994 facente parte del gruppo BMW, cala il tris. Infatti dopo aver rinnovato la Berlina e aver rispolverato la Clubman, ecco che viene presentata la Mini per l’estate: la Mini Cabrio. La scoperta tedesca è equipaggiata con un 1600 benzina da 120, 174 e 211 cv, negli allestimenti Cooper, Cooper S, John Cooper Works. Esteticamente la versione cabrio della Mini ha la stessa linea grintosa, sportiva e sbarazzina della versione berlina. Corpo vettura tondeggiante e compatto, in onore alla vettura sbarazzina che tanto successo ebbe negli anni ’60, tanto da diventare un icona di quel periodo. Altre somiglianze le riscontriamo nel frontale dove campeggiano i due grandi fari tondi (trade d’union con la vetturetta di Sir Alec Issigonis nata nel 1959), e nel posteriore (identici i fari verticali e il disegno della coda). Unica differenza, sostanziale, è la presenza della capote in tela a comando elettrico, che in 15 secondi si apre, ma non scompare in nessun alloggiamento, rimanendo a vista, come nella migliore delle tradizioni cabrio. Internamente abbiamo un ritorno al passato, ma in chiave moderna, elegante e sportiva. Infatti si è voluto ricreare, unendo la qualità costruttiva e dei materiali tipica del gruppo BMW e la sportività di alcuni dettagli, l’abitacolo della vecchia Mini, con al centro il grande tachimetro che contiene anche il lettore cd e il sistema di navigazione (optional), mentre subito dietro il volante, in posizione centrale vi è il contagiri. Raffinato è anche il blocchetto dell’accensione, composto di una fessura in plancia dove inserire la chiave e del tasto start-stop. Lo spazio a bordo, come in ogni cabrio è ampio per i passeggeri anteriori, un po’ sacrificato per quelli posteriori. Ma a differenza di molte cabrio, la Mini ha una dote in più, ed è nel bagagliaio. Infatti con il sistema Easy Load, il portellone posteriore si apre verso il basso, e a capote chiusa anche la parte posteriore può essere sollevata, garantendo un ampio margine di carico. Ed ora il test drive. La Mini Cabrio provata è stata la 1600 Cooper S da 34572 €. La terza vettura della gamma Mini, non poteva non rispettare i canoni stilistici e prestazionali, che sono stati delineati con la Berlina prima, e con la Clubman poi. La versione cabrio provata è equipaggiata con il 1600 con Turbo e Overboost da 175 cv, che garantisce prestazioni al limite della sportività più pura e pepata, facendo emozionare e garantendo divertimento per chi si mette al volante di questo, che può essere definito, anche per le dimensioni e l’assetto sportivo, un go-kart da adulti, senza dimenticare confort e maneggevolezza. Infine i prezzi: si va da 23990 € della 1600 Cooper ai 33625 € della 1600 John Cooper Works (Benzina).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bruno Allevi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682242346031385046-3849380892557595330?l=www.italiamiablog.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/imblog/~4/5owCBz6Tv0w" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/imblog/~3/5owCBz6Tv0w/emozionante-scoperta.html</link><author>noreply@blogger.com (BRUNO)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.italiamiablog.com/2009/05/emozionante-scoperta.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-2879783023318941869</guid><pubDate>Tue, 19 May 2009 12:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-19T14:52:47.446+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">porcellum</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">21 giugno</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">legge Truffa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Segni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">legge elettorale</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">berlusconi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Guzzetta</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">legge Acerbo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">No</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">astensione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Referendum</category><title>IL 21 GIUGNO VOTA “NO” (ANZI, “NON VOTARE”!)</title><description>REFERENDUM ELETTORALE? UNA “PORCATA” DIETRO L’ALTRA!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NON FACCIAMOCI PRENDERE PER IL QUORUM!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ECCO PERCHE’:&lt;br /&gt;1- ESSERE “CONTRARI” A QUESTO  REFERENDUM ELETTORALE&lt;br /&gt;2- E SCEGLIERE L’ASTENSIONE COME UNICA “SCELTA UTILE” …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COSA PREVEDE IL REFERENDUM DEL 21 GIUGNO PROSSIMO?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Italiani, il prossimo 21 giugno, saranno chiamati ad esprimersi su tre quesiti referendari:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;PRIMO: col primo quesito si chiede: &lt;br /&gt;- l’introduzione di un “premio di maggioranza” (pari all’assegnazione del 55% dei seggi) in favore della singola lista più votata alla Camera dei Deputati&lt;br /&gt;- e l’innalzamento della soglia di sbarramento al 4% per l’accesso alla Camera dei deputati.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;SECONDO: col secondo quesito si propone: &lt;br /&gt;- l’introduzione di un “premio di maggioranza” (sempre del 55% dei seggi) anche al Senato in favore della singola lista  più votata&lt;br /&gt;- e l’innalzamento della soglia di sbarramento all’8% per l’accesso al Senato.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;TERZO: col terzo quesito, infine, si reclama di abrogare le “candidature multiple” (quest’ultimo è certamente l’unico quesito ampiamente condivisibile!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COSA CAMBIEREBBE SE VINCESSE IL “SI”?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se si raggiungesse il quorum (pari al del 50%+1 degli aventi diritto al voto) e se i “Si” prevalessero sui “No”:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;1- Non si assegnerebbe più alcun premio di maggioranza alle “coalizioni” (sia alla Camera che al Senato) bensì alle “singole liste” (ossia ai partiti).&lt;br /&gt;Secondo l’attuale legge elettorale, invece, a beneficiarie del premio di maggioranza possono essere anche le “coalizioni di liste” (il referendum si propone proprio di abrogare la disciplina che permette il collegamento tra liste).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2- Le “soglie di sbarramento” (ossia il livello minimo di voti necessario per ottenere seggi in Parlamento) salirebbero: &lt;br /&gt;- al 4% per la Camera (già oggi è al 4%, ma si riduce al 2% per i partiti coalizzati)&lt;br /&gt;- e all’8% per il Senato (contro il 3% vigente!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3- Vigerebbe il divieto di “candidature multiple”, ossia di candidare la stessa persona in più circoscrizioni (ad esempio, alle prossime elezioni europee, sia Berlusconi che Di Pietro sono capolista in più circoscrizioni). &lt;br /&gt;Perché ciò sarebbe certamente un bene per la rappresentanza politica? &lt;br /&gt;Perché le “candidature multiple” determinano la conseguente “cooptazione oligarchica” della classe politica: l’eletto in più circoscrizioni (cd. “plurieletto”), infatti, optando per uno dei seggi vinti lascia vacanti gli altri e determina l’elezione dei candidati in subordine! &lt;br /&gt;Ben 1/3 dei parlamentari attualmente in carica sono stati “eletti” per grazia ricevuta: ciò non fa che indurre ad atteggiamenti di sudditanza e di disponibilità degli eletti che danneggiano la dignità della funzione parlamentare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PERCHE’ ESSERE “CONTRARI” A QUESTO REFERENDUM?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1- Perché L’ESITO DEL REFERENDUM “PEGGIOREREBBE” IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE:&lt;br /&gt;a. non verrebbero ripristinate le “preferenze” (la più evidente falla della legge elettorale “vergogna” vigente!), ossia il diritto degli elettori di scegliere quali rappresentanti mandare in Parlamento &lt;br /&gt;b. e, introducendo un premio di maggioranza in favore della singola lista più votata, si affiderebbe ad un solo partito (anche se questo disponesse solo del 20 o 30% di preferenze, purché il partito nel complesso più votato!) il potere di “occupare” (a mio avviso “abusivamente”) il 55% dei seggi in Parlamento!&lt;br /&gt;Ciò comporterebbe: &lt;br /&gt;a. snaturare il senso di una “democrazia rappresentativa” (la maggioranza del Parlamento sarebbe espressione di una minoranza di Italiani!)&lt;br /&gt;b. accentrare il potere pubblico in poche mani (affidando le chiavi della nostra democrazia, in pratica, nelle mani di un segretario di partito!)&lt;br /&gt;c. e discriminare il voto degli Italiani in base al partito di appartenenza (il voto degli elettori del partito maggioritario varrebbe “il doppio” rispetto al voto in favore dei partiti minori!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2- Perché L’ESITO REFERENDARIO SAREBBE INUTILE E FACILMENTE RAGGIRABILE.&lt;br /&gt;Nelle intenzioni di Segni e Guzzetta, il referendum dovrebbe: &lt;br /&gt;a. instaurare un “bipartitico puro” (sull’esempio inglese o americano, per intendersi) in luogo del “bipolarismo” figlio della seconda Repubblica (spingendo gli attuali soggetti politici alla costruzione di due soli partiti contrapposti)&lt;br /&gt;b. ed imporre un “presidenzialismo camuffato” (contrario al “parlamentarismo” delineato dalla Costituzione vigente).&lt;br /&gt;A parte il fatto che:&lt;br /&gt;a. non si sente più un estremo bisogno di “semplificazione” del quadro politico in quanto, dopo le ultime elezioni, una semplificazione è già di fatto avvenuta (sono solo cinque le forze politiche rappresentante in Parlamento: Lega, Pdl, Udc, Pd e Idv)&lt;br /&gt;b. e imporre un “bipartitismo forzato” appaia come un morboso tentativo di seguire una moda politica esterofila lontanissima dalla tradizione politica italiana e dal dna culturale del Paese&lt;br /&gt;tali propositi, in ogni caso, sono destinate ad essere traditi se non raggirati!&lt;br /&gt;Niente e nessuno, infatti, vieterebbe ai partiti attuali di allearsi in due grandi “listoni elettorale” contrapposti (così da competere uniti per conseguire il premio di maggioranza) per poi dividersi, subito dopo le elezioni, in gruppi parlamentari autonomi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3- Perché QUESTO REFEREMDUM INDEBOLIREBBE OGNI FORMA DI “PLURALISMO POLITICO”.&lt;br /&gt;I referendari, infatti, sono evidentemente animati da un “intento persecutorio” contro i piccoli partiti! &lt;br /&gt;L’obiettivo del referendari è indurre i soggetti politici minori (ma nemmeno poi tanto “piccoli”, come la Lega, l’Idv e l’Udc) a confluire nei partiti più grandi:&lt;br /&gt;- perdendo la loro identità &lt;br /&gt;- ed impedendo alle istanze minoritarie di avere “alcun ruolo” (alcuna rappresentanza sostanziale) sulla scena politica.&lt;br /&gt;Con ciò non si vuole difendere ogni forma di “multipartitismo estremo” né incoraggiare la “frammentazione politica” (già oggi, in realtà, lontano ricordo!): si tratta, invece, di riconoscere uno spazio di “esistenza politica” a partiti che, pur contando “milioni di voti”, verrebbero esclusi (se non rinunciassero alla propria identità):&lt;br /&gt;- sia da alcuna possibilità di concorrere al governo del Paese&lt;br /&gt;- sia da alcuna rappresentanza politica parlamentare (specie in Senato, dove risulterà pressoché impossibile per tutti i partiti minori, stante le sirene del “voto utile” in favore dei partiti maggioritari, raggiungere l’alta soglia di sbarramento dell’8%!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4- Perché QUESTO REFERENDUM E’ “PERICOLOSO PER LA DEMOCRAZIA”!&lt;br /&gt;Fino a che punto le esigenze di “governabilità” e di facile “decisionismo” della maggioranza di Governo possono spingerci a stravolgere i risultati elettorali (soppesando diversamente il voto dei cittadini)?&lt;br /&gt;Per quale ragione “democratica” si dovrebbe sentire il bisogno estremo di far fuori dal dibattito politico Lega, Idv ed Udc (costringendoli, al massimo, ad essere “fagocitati” dal Pdl e dal Pd)???&lt;br /&gt;Tutti i cittadini hanno diritto a disporre di una “rappresentanza politica” in Parlamento:&lt;br /&gt;- comunque la pensino &lt;br /&gt;- sia pur entro i limiti di un eccessivo “frazionamento” della rappresentanza politica.&lt;br /&gt;Il rischio di un “parlamentarismo confuso” oggi non esiste, essendo escluso dalla presenza di soglie di sbarramento sia per l’accesso alla Camera che al Senato.&lt;br /&gt;Per quale motivo, allora, sopprimere tutte le restanti voci “minoritarie” del Paese?!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA STORIA SI RIPETE?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti, ipotizzando le conseguenze di un successo del referendum elettorale, hanno apertamente parlato di rischio di “emergenza democratica”. &lt;br /&gt;E’ una invocazione eccessiva? &lt;br /&gt;Prima di rispondere sbrigativamente, rinfreschiamo un po’ la memoria … (spero che almeno la Storia, in questo Paese, sia condivisa!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 18 novembre del 1923 è entrata in vigore in Italia la LEGGE ELETTORALE “ACERBO”, che prevedeva:&lt;br /&gt;- l’adozione del sistema maggioritario plurinominale all’interno di un collegio unico nazionale&lt;br /&gt;- e l’elezione in blocco di tutti i candidati della singola lista che otteneva la maggioranza relativa con una percentuale superiore al 25%.&lt;br /&gt;Alle elezioni del 6 aprile 1924 il “Listone” guidato da Benito Mussolini prese il 61,3% dei voti: il premio di maggioranza, così, scattò in favore del Partito nazionale fascista (che, tra le liste parte del Listone, risultò la più votata).&lt;br /&gt;Il resto della storia è facilmente consultabile nei libri scolastici …&lt;br /&gt;Il fascismo non nacque da una rivoluzione ma da una “elezione democratica”, favorito da una legge elettorale non molto diversa da quella che uscirebbe dal referendum del 21 giungo prossimo se passasse il “Si”!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 31 marzo 1953 fu promulgata la legge elettorale n. 148, definita dai suoi oppositori “LEGGE TRUFFA”. &lt;br /&gt;Si trattava di una modifica in senso maggioritario della legge proporzionale del 1946: la legge introduceva un premio di maggioranza consistente nell’assegnazione del 65% dei seggi della Camera dei Deputati alla lista (o al gruppo di liste “apparentate”) in caso di raggiungimento del 50%+1 dei voti validi. &lt;br /&gt;Alle elezioni politiche di quell’anno le liste apparentate guidate dalla Dc ottennero solo il 49,8% dei voti: per un soffio non è scattato il premio di maggioranza previsto! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci rendiamo “oggettivamente” conto (al di là del diverso contesto storico-politico in cui viviamo …) che il referendum elettorale del prossimo giugno è una versione “molto peggiorativa”: &lt;br /&gt;- sia della “Legge Acerbo” del ’23&lt;br /&gt;- che della “Legge Truffa” del ‘53?!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PERCHE’ E’ PIU’ EFFICACE L’ “ASTENSIONE” CHE IL VOTO CONTRARIO?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le elezioni referendarie hanno una valenza diversa dalle elezioni europee, politiche o amministrative: conta non solo il voto ma anche il “non voto”! &lt;br /&gt;Anzi l’astensione può contare più del voto se decisiva a non far raggiungere il quorum del 50% + 1 degli aventi diritto recatisi alle urne!&lt;br /&gt;Per tal ragione, considerata l’alta probabilità che non si raggiunga il quorum (dato il non accorpamento del referendum con le elezioni europee), la strategia migliore (in quanto più efficace) per opporsi al referendum è quella di “non votare”!&lt;br /&gt;L’opzione “astensionista” non è affatto una scelta “qualunquista” o inutile: è la stessa Costituzione, prevedendo un quorum per la validità dei referendum abrogativi, a riconoscere un ruolo utile all’astensione!&lt;br /&gt;Per usare le parole di Pancho Pardi: “far mancare il quorum non è manifestazione di indifferenza. E’ difesa attiva della democrazia!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PUOI LEGGERE L’ARTICOLO COMPLETO SUL BLOG “SPAZIO LIBERO”:&lt;br /&gt;- (parte I: Referendum elettorale: una “porcata” dietro l’altra!) http://spaziolibero.blogattivo.com/g-s-b1/IL-21-GIUGNO-VOTA-NO-ANZI-NON-VOTARE-parte-I-b1-p179.htm &lt;br /&gt;- (parte II: Non facciamoci prendere per “il quorum”!) http://spaziolibero.blogattivo.com/g-s-b1/IL-21-GIUGNO-VOTA-NO-ANZI-NON-VOTARE-parte-II-b1-p178.htm &lt;br /&gt;- (parte III: Non votare unica “scelta utile”) http://spaziolibero.blogattivo.com/g-s-b1/IL-21-GIUGNO-VOTA-NO-ANZI-NON-VOTARE-parte-III-b1-p177.htm &lt;br /&gt;------------------------------------------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gaspare Serra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BLOG PERSONALE, “SPAZIO LIBERO”: &lt;br /&gt;http://spaziolibero.blogattivo.com&lt;br /&gt;PROFILO PERSONALE SU FACEBOOK: &lt;br /&gt;http://www.facebook.com/profile.php?id=1251748603&amp;ref=name &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GRUPPO “ABOLIAMO LE PROVINCE !!!”:&lt;br /&gt;http://www.facebook.com/group.php?sid=26b6b239cae5fe7f39ade08ff9eef8db&amp;gid=62981451472&lt;br /&gt;------------------------------------------------------------------------------------------------------------------&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682242346031385046-2879783023318941869?l=www.italiamiablog.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/imblog/~4/_7nJ3SPetbQ" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/imblog/~3/_7nJ3SPetbQ/il-21-giugno-vota-no-anzi-non-votare.html</link><author>noreply@blogger.com (Gaspare Serra)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.italiamiablog.com/2009/05/il-21-giugno-vota-no-anzi-non-votare.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-4879036855179003944</guid><pubDate>Sun, 10 May 2009 14:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-10T16:06:44.372+02:00</atom:updated><title>Nuovamente ammiraglia</title><description>TORTORETO LIDO – Il 2009 Toyota è davvero pirotecnico: dopo la IQ, e in attesa della Urban Cruiser, è ora del lancio della nuova Avensis sul mercato italiano. L’ammiraglia della casa giapponese, come sempre disponibile nelle varianti Berlina e Station Wagon, è equipaggiata con 2 motori a benzina (1600 da 132 cv e 1800 da 147 cv) e da 2 motori diesel common rail D-4D (2000 da 126 cv e 2200 da 150 o 177 cv), negli allestimenti Base, Sol, Executive. Come spesso accade, e anche in questo caso è cosi, il trade d’union con il modello precedente è solo il nome. Infatti la nuova berlina giapponese, non ha nulla a che spartire con il modello precedente. La Nuova Avensis presenta forme moderne ed eleganti con pochi spigoli, un corpo vettura di gusto decisamente europeo, con soluzioni stilistiche d’effetto, come per esempio il nuovo frontale. Frontale che cattura l’attento sguardo del possibile acquirente grazie ai grandi fari ma soprattutto grazie alla nuova mascherina molto ampia, che spicca nella parte anteriore della vettura. Per quanto riguarda la diesamina del posteriore bisogna fare il classico distinguo fra berlina e station wagon. Nella berlina abbiamo la presenza di una coda slanciata che sottolinea il carattere sportivo, oltre che di elegante vettura da viaggio, che la nuova Avensis ha nel proprio DNA. Mentre la station presenta un classico portellone, con un ampio lunotto vetrato e dei grandi fari rettangolari, anch’essi di nuova progettazione. Accomodandosi a bordo, si nota un salto di qualità nei materiali e nelle finiture. Infatti se prima l’abitacolo era di buona qualità , con buoni assemblaggi, ora ci si trova dinanzi a un salotto su 4 ruote con materiali di pregio e un ottima qualità costruttiva. Oltre a questo c’è da sottolineare il massiccio uso di tecnologia avanzata a bordo (presa USB, Presa AUX, navigatore etc.), il tutto concentrato nella zona della plancia e del quadro strumenti (molto ben leggibile e di facile comprensione). Ed ora il test drive: la Avensis guidata è stata la versione Berlina 2200 D-4D Sol 150 cv da 27350 €. Come detto in apertura di articolo, la Nuova Avensis è sempre di più l’ammiraglia di casa Toyota. E questa nuova generazione né la prova, grazie a una linea importante ed elegante, a un abitacolo raffinato e a soluzioni tecnologiche avanzate. La versione provata su strada, nello specifico la variante berlina, è un auto facile da guidare, molto maneggevole e sicuramente meno ingombrante della Station Wagon (più lunga di circa 10 cm). Soffermandosi espressamente sul motore, il propulsore, il nuovissimo ed inedito 2200 da 150 cv, è un motore potente e brillante, molto silenzioso, ed è nonostante l’importante cilindrata, ecologico (è un Euro 5) e ha bassi consumi (nel ciclo misto “beve” 5 litri di gasolio ogni 100 km). Infine i prezzi con le varianti fra berlina e station. Ecco il listino della Berlina: si va da 20600 € della 1600 Base ai 27250 € della 1800 Multidrive Executive (Benzina); si parte da 23300 € della 2000 D-4D Base ai 30100 € della 2200 D-4D 177 cv Executive (Diesel). Ecco il listino della Station Wagon: si va da 21600 € della 1600 Base a 28250 € della 1800 Multidrive Executive (Benzina); si parte da 24300 € della 2000 D-4D Base ai 31100 € della 2200 D-4D 177 cv Executive (Diesel).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bruno Allevi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682242346031385046-4879036855179003944?l=www.italiamiablog.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/imblog/~4/Z9_M2WriJNs" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/imblog/~3/Z9_M2WriJNs/nuovamente-ammiraglia.html</link><author>noreply@blogger.com (BRUNO)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.italiamiablog.com/2009/05/nuovamente-ammiraglia.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-3379782510084530031</guid><pubDate>Fri, 08 May 2009 16:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-08T18:19:04.827+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">politica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">legge elettorale</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">berlusconi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">primarie</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">questione morale</category><title>IL DECLINO DELLA “DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA” …</title><description>IL PROBLEMA DELLA “SELEZIONE” DELLA CLASSE POLITICA IN ITALIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La crisi più grave che sta attraversando la seconda Repubblica italiana è causa: &lt;br /&gt;- non tanto dell’incapacità del “camaleontico” (ma pur sempre uguale a se stesso) sistema dei partiti di proporre idee innovative e progetti riformatori &lt;br /&gt;- quanto della spregiudicata inadeguatezza dei partiti nella “selezione” della classe politica (di cui la predetta incapacità è la semplice ed immediata conseguenza).&lt;br /&gt;Il Parlamento italiano -come se ciò non bastasse- è oramai ridotto una discussa Assemblea di “nominati” (non più di eletti) composta in rilevante misura da politici (o fantomatici tali) “cooptati” direttamente da segretari e vertici di partito in base a logiche spesso familiari e clientelari (piuttosto che meritocratiche).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benché il fenomeno coinvolga trasversalmente tutte le forze politiche (di destra e di sinistra), è indubbio che a contribuire in maniera più visibile allo “status quo” è stato il Premier Silvio Berlusconi, se non fosse per altro in quanto: &lt;br /&gt;- a capo del maggior partito italiano&lt;br /&gt;- fautore (nel 2005) della legge elettorale attualmente vigente (che il suo promotore, il ministro Calderoli, non ebbe pudori a definire “una porcata”)&lt;br /&gt;- e protagonista, in questi ultimi giorni, dell’ennesimo scandalo che vede coinvolte veline e soubrette “amiche di papi”! &lt;br /&gt;In quest’ultima legislatura Berlusconi, anzi, sembra di assistere ad un’evidente “salto di qualità”, al passaggio ad una “fase tre” nella selezione della classe dirigente del Paese:&lt;br /&gt;1- dopo la proliferazione, tra i banchi del Parlamento, di onorevole e senatori amici d’infanzia, avvocati di fiducia e medici personali del Premier&lt;br /&gt;2- dopo la sempre valida selezione dei migliori “yes man” in circolazione da parte di tutti i partiti (portaborse, segretari, giornalisti e addetti stampa distintisi per particolari doti di reverenza verso il leader)&lt;br /&gt;3- adesso si è passati alla promozione di veline, soubrette e show girl come principali volti nuovi della politica italiana!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché parlare di una “particolare amicizia” del Premier con una giovane promessa show girl? &lt;br /&gt;Semplicemente perché il “teatrino” (o bagaglino?) della politica cui abbiamo assistito in questi giorni (mi riferisco alla vicenda Berlusocni-Noemi-Veronica, ma non solo …) è la migliore rappresentazione possibile della deriva della nostra democrazia rappresentativa verso forme di “telecrazia”, di vuoto “velinismo”, di grottesca “spettacolarizzazione” della politica! &lt;br /&gt;I criteri di scelta dei candidati (ribadisco, non sono nel Pdl) sembrano a volte paragonabili a quelli di qualsiasi altro “casting” televisivo, trasformando la campagna elettorale in una “sfilata elettorale”! &lt;br /&gt;La stessa giovane Noemi (in un’intervista su http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/politica/2009/28-aprile-2009/ecco-noemi-diciottenne-che-chiama-berlusconi-papi-1501304940417.shtml , di cui tg e televisioni non hanno dato praticamente notizia), parlando del suo futuro ha affermato ingenuamente di avere l’intenzione di fare la show girl ma, nel caso in cui le sue aspettative andasse deluse, ha ammesso di fare affidamento su “papi Silvio” per un seggio sicuro in Parlamento! &lt;br /&gt;Si è ormai  arrivati al punto in cui: &lt;br /&gt;- non solo fare politica non è inteso più come “servizio” offerto alla collettività (bensì come puro e semplice “carrierismo”)&lt;br /&gt;- ma anche la carriera politica è diventata un semplice “ripiego” alla carriera televisiva! &lt;br /&gt;(sul punto, consiglio la visione del video di Marco Travaglio ad Annozero, nella puntata dello scorso 7 maggio, su http://www.youtube.com/watch?v=6bS_QlXdcGM ).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La “mortificazione” del ruolo e della funzione delle donne in politica (ridotte a mero “ornamento”) è emblematicamente favorita dalla personalità unica di un Presidente del Consiglio (con uno smisurato potere politico-mediatico) capace di non perdere occasione per mostrare il suo rapporto ossessivo e morboso col mondo femminile, umiliando continuamente la dignità delle donne considerate solo per quel che “appaiono” e mai per quel che sono (secondo le stesse parole pronunciate dal Premier a Porta a Porta dal Premier, ogni sua papabile candidata deve anzitutto esser dotata di “bella presenza” …).&lt;br /&gt; “Le donne -ha così dichiarato Veronica Lario, ancora moglie di Berlusconi- oggi sono e possono essere più belle; e che ci siano belle donne anche nella politica non è un merito né un demerito. Ma quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere (…)”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si possono facilmente attaccare queste considerazioni additando il sottoscritto di essere un “parruccone”, un bigotto, un moralista, uno “snobista elitario” (queste le parole utilizzate dall’on. Ghedini, avvocato di Berlusconi fuori e dentro il Parlamento, nelle aule di giustizia come negli studi televisivi …).&lt;br /&gt;Ogni critica è sempre ben accetta, l’importante è comprender fino in fondo il mio pensiero: è forse “moralista” reclamare ai partiti, per la selezione dei candidati alle elezioni, l’adozione di criteri più meritocratici, come quelli della “passione politica” o dell’“impegno civile”? &lt;br /&gt;E’ legittimo chiedere alla politica di selezionare la classe dirigente del Paese non tanto badando all’“audience televisivo” riscosso quanto alle capacità individuali di ogni candidato, anzitutto l’impegno nel porsi a cuore alcuni dei problemi della nostra Società e la capacità di saper dare il proprio contributo proponendo possibili soluzioni?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si contesta la possibilità in sé che una donna od un uomo dello spettacolo entrino in politica, trattandosi di persone come ogni altre, che possono benissimo mostrarsi capaci e competenti.&lt;br /&gt;Quello che ci si domanda è tutt’altro:&lt;br /&gt;1- è accettabile che si scelgano candidate, ad un mese dalle elezioni, “solo e soltanto” per la loro presenza ed avvenenza? (magari, per non farle sfigurare del tutto, rimediando con un corso intensivo di diritto dell’UE tenuto appositamente da tre ministri del Governo ad una platea di veline e show girl papabili candidate?) &lt;br /&gt;Il fatto che si tratti di persone laureate, francamente, non vuol dir nulla: disporre di un “pezzo di carta” è cosa comune a milioni di Italiani; far valere lo stesso nel campo del lavoro e delle professioni è tutt’altra cosa!&lt;br /&gt;2- E’ credibile il fatto che veline e soubrette, d’un tratto, siano scelte in quanto rappresentate come la migliore rappresentazione possibile della Società italiana? &lt;br /&gt;Se la nobile intenzione fosse stata quella di aprire le liste di candidati alla comune Società civile, perché non dare ben maggiore visibilità alle centraliniste dei centinaia di call center presenti nel paese, agli insegnanti ed ai ricercatori precari del mondo della Scuola e della Università e agli operai della grande impresa in cassa integrazione? Perché di quest’altra Società civile, invece, non c’è traccia nelle liste elettorali?! (Solo perché non rispondente a certi canoni “estetico-televisivi”?!)&lt;br /&gt;------------------------------------------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PROPOSTE PER RIFORMARE LA “DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA” ITALIANA:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per cambiare le sorti della sempre più precaria “democrazia rappresentativa” italiana occorrono prioritariamente due interventi (distinti ma collegati):&lt;br /&gt;1- una legge sulla “democrazia interna ai partiti” (attuativa dell’art. 49 della Costituzione, sia pure con 60 anni di ritardo!)&lt;br /&gt;2- ed una nuova legge elettorale per le elezioni politiche nazionali (sostitutiva di quella attualmente vigente, la l. Calderoli n. 270 del 2005, conosciuta come “porcellum”!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LEGGI IL RESTO DELL’ARTICOLO SU:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- (parte II: la necessità di una legge sulla democrazia interna ai partiti) http://spaziolibero.blogattivo.com/g-s-b1/IL-DECLINO-DELLA-DEMOCRAZIA-RAPPRESENTATIVA-parte-II-b1-p169.htm &lt;br /&gt;- (parte III: la necessità di una nuova legge elettorale) http://spaziolibero.blogattivo.com/g-s-b1/IL-DECLINO-DELLA-DEMOCRAZIA-RAPPRESENTATIVA-parte-III-b1-p170.htm &lt;br /&gt;------------------------------------------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gaspare Serra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BLOG PERSONALE: &lt;br /&gt;http://spaziolibero.blogattivo.com&lt;br /&gt;PROFILO PERSONALE:&lt;br /&gt;http://www.facebook.com/profile.php?id=1251748603&amp;ref=name &lt;br /&gt;------------------------------------------------------------------------------------------------------------------&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682242346031385046-3379782510084530031?l=www.italiamiablog.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/imblog/~4/DFvh2Pn65ck" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/imblog/~3/DFvh2Pn65ck/il-declino-della-democrazia.html</link><author>noreply@blogger.com (Gaspare Serra)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total><feedburner:origLink>http://www.italiamiablog.com/2009/05/il-declino-della-democrazia.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-6087328955877887489</guid><pubDate>Sun, 03 May 2009 18:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-05-03T20:24:48.158+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">"auto"</category><title>Romanian Pick-Up</title><description>ASCOLI PICENO – La Dacia, casa automobilistica romena del gruppo Renault, lancia il suo prodotto per il tempo libero. Infatti ad essere commercializzata in Italia è la versione pick-up della berlina Logan. La Logan pick-up è equipaggiata con un 1600 benzina da 90 cv e un 1500 Diesel DCI da 70 cv. Il pick-up su base Logan riprende molti dei canoni che le vetture Dacia hanno, canoni che hanno decretato il loro successo sul mercato italiano. Il corpo vettura è quello di un veicolo robusto, alto da terra, perfetto per un uso promiscuo sia come veicolo da lavoro che per il tempo libero. Il frontale è quello pulito e appena riutilizzato della Logan restyling, mentre la novità è tutta nel posteriore dove, oltre alla presenza di un ampio e ben sfruttabile cassone, abbiamo degli eleganti gruppi ottici verticali che fungono da cerniera al portellone basculante. Internamente nella parte di abitacolo dove trovano spazio solo il guidatore e un passeggero (la Logan Pick-Up è disponibile solo Single Cab), notiamo una buona qualità costruttiva con tutte le soluzioni stilistiche, sia di posizionamento comandi che di materiali usati che derivano dalla Berlina, rendendo ancor più forte il collegamento diretto fra la Logan e la sua derivata per il lavoro e per il piacere. Ed ora il momento test drive: la Logan Pick-Up provata è stata la 1500 DCI 70 cv da 13566 €. Questo è il 4° prodotto della gamma Dacia dopo la Logan, la Logan SW e la Sandero, e va a riempire il vuoto di chi cerca un veicolo economico ma robusto sia per il lavoro di tutti i giorni (soprattutto se si ha necessità di caricare) sia per approfittare del cassone nei momenti di tempo libero (caricarci una moto, una bici, un surf….). Su strada il veicolo ha un comportamento molto positivo, grazie a una praticità e una maneggevolezza ideali per questo tipo di veicoli. Il veicolo inoltre ha un buon confort interno grazie alla qualità costruttiva di assemblaggio. Inoltre è brillante ed economo nei consumi grazie all’ormai collaudato 1500 common rail a gasolio made in Renault, motore che oltre ad esprimere la potenza di 70 cv, esprime bassi consumi e piccoli costi di manutenzione. Infine i prezzi: il 1600 a benzina costa 7890 € mentre il 1500 Diesel DCI costa 8990 €.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bruno Allevi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682242346031385046-6087328955877887489?l=www.italiamiablog.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/imblog/~4/hJudJ1zcQuc" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/imblog/~3/hJudJ1zcQuc/romanian-pick-up.html</link><author>noreply@blogger.com (BRUNO)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.italiamiablog.com/2009/05/romanian-pick-up.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-2411805436672461434</guid><pubDate>Mon, 27 Apr 2009 18:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-27T20:20:20.686+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">"auto"</category><title>Provare per credere</title><description>SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Uno degli “assegni circolari” di Mercedes si rinnova, arrivando alla nuova generazione. Questa vettura è la celeberrima Classe E. La berlina della casa tedesca (si affiancheranno alla breve la E Coupè, la E SW e la E Cabrio) è equipaggiata con 2 motori a Benzina (E 350 da 292 cv ed E 500 da 388 cv) e 3 Turbodiesel (E 220 CDI da 170 cv, E 250 CDI da 204 cv ed E 350 CDI da 231 cv), negli allestimenti Executive, Elegance, Avantgarde, Avantgarde AMG. Rispetto alla precedente serie rimane solo lo stesso nome. Infatti la linea torna ad essere spigolosa e muscolosa quasi a ricalcare la Classe E di metà anni ’80, che sicuramente gli aficionados della casa della stella hanno ancora nel cuore. Il corpo vettura è quello di un auto importante, di rappresentanza, con linee e nervature tese. Molto particolare il frontale, sportivo e accattivante, dove scompaiono i 4 fari tondi che lasciano il posto a 4 fari (2 grandi fari affusolati e 2 più piccoli  di forma trapezoidale), fari che sono posizionati a mo di elegante cornice alla classica mascherina cromata Mercedes con la stella a 3 punte che campeggia sul cofano (un classico). Ridisegnato anche il posteriore, dove abbiamo una coda ampia e slanciata che da dinamicità e richiama il mix di sportività ed eleganza della nuova E. Da sottolineare il nuovo disegno dei fari, grandi e ben visibili a distanza. Salendo nell’abitacolo della berlina tedesca si respira aria di casa, aria di salotto viaggiante. L’interno è quello degno di una Mercedes che si rispetti: elegante, lussuoso, tecnlogicamente all’avanguardia, spazioso sia davanti che dietro. Bellissima e completa la plancia, un po’ la centrale di comando e di controllo della E. Infatti sono presenti in consolle il sistema di intrattenimento, i comandi audio e clima, mentre il quadro strumenti è come solito elegante e intuitivo all’uso. Ed ecco il test drive: la Classe E guidata è stata la 250 CDI Avantgarde da 61000 €. Una delle auto più rappresentative e storiche di Mercedes si rinnova rilanciandosi nell’olimpo delle berline medio-grandi, tornando ad essere la stella polare del suo segmento. La nuova E ha, come già detto in apertura di pezzo, nulla che spartire, tranne il nome, con la serie precedente. La vettura è stata totalmente riprogettata sia internamente che nella linea esterna, più spigolosa ed anche più sportiva di prima. La vettura su strada è un salotto comodo e confortevole che va silenziosamente dove lo si vuole portare, grazie a una maneggevolezza da utilitaria (preciso e pronto lo sterzo), a una insonorizzazione pressoché perfetta. Da notare anche le doti di sicurezza che nella nuova E sono all’avanguardia: su tutti l’Attention Assist che allerta il guidatore se capisce che è stanco. In ultimo ma non da ultimo una nota anche al motore. La vettura era equipaggiata con il nuovo propulsore da 204 cv. Il motore è molto prestazionale, silenziosissimo e brillante e assicura scatti da sportiva alla E nonostante la mole non sia di poco conto. Infine i prezzi: si va da 54350 € della E 350 Executive ai 77051 € della E 500 Avantgarde AMG (Benzina); si va dai 43900 € della E 220 CDI Executive ai 62900 € della E 350 CDI Avantgarde AMG (Diesel).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bruno Allevi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682242346031385046-2411805436672461434?l=www.italiamiablog.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/imblog/~4/Uei707m64Cc" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/imblog/~3/Uei707m64Cc/provare-per-credere.html</link><author>noreply@blogger.com (BRUNO)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.italiamiablog.com/2009/04/provare-per-credere.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-449507863119181153</guid><pubDate>Mon, 20 Apr 2009 06:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-20T08:22:36.103+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">"auto"</category><title>The enfant terrible is back</title><description>GROTTAMMARE – La Peugeot, forte del successo di vendite che quest’auto ha riscosso nel corso degli anni, ripropone sul mercato il suo cavallo di battaglia 206, chiamato ora 206 Plus. La nuova serie della 206 è proposta con un motore 1100 Benzina da 60 cv e un motore 1400 diesel HDI da 70 cv, negli allestimenti One Line e X Line. La 206 Plus non è una vettura tutta nuova, ma un restyling molto sostanzioso della 206. Restyling che, come in ogni maquillage, è intervenuto per svecchiare delle parti ben precise della vettura. Infatti, la forma della vettura è rimasta identica a quella sportiva e compatta della 206, mentre a cambiare sono stati, come di consueto, il frontale e il posteriore. Ed è proprio il frontale ad essere stato “stravolto”. Infatti gli ingegneri Peugeot, hanno messo al posto del vecchio frontale quello nuovo e accattivante della 207, mentre posteriormente, la coda tondeggiante con il lunotto vetrato è rimasta identica: a cambiare sono state le plastiche dei gruppi ottici. Internamente invece l’abitacolo è quello conosciuto e molto ben costruito della 206, abitacolo spazioso nonostante le linee compatte dell’utilitaria francese. Lineare e semplice da usare la consolle centrale, che come l’interno è sportivo ed elegante badando al sodo senza troppi fronzoli e chincaglierie inutili.  Il cruscotto ha una forma ondeggiante e gli indicatori del quadro strumenti (ben leggibile dietro al volante a 3 razze) sono incorniciati da eleganti cornici argentate. Ed ora il momento test drive: la 206 Plus guidata è stata la 1100 5 porte X Line da 12886 €. Un auto che ha fatto epoca ed ha avuto un successo clamoroso di vendite in Italia, facendo tornare la Peugeot ai fasti del periodo della 205, è tornata sul mercato italiano con un restyling di peso per rinnovare una delle sue auto simbolo. E questo restyling ha voluto ammodernare nelle forme ma non nella sostanza di auto pratica per la città e viaggiatrice sportiva la 206, chiamata ora 206 Plus. La versione testata, risulta essere nelle prestazioni una cittadina onesta, con un buon comfort di bordo, una maneggevolezza e una praticità che da sempre hanno contraddistinto la 206. Il motore che equipaggia la versione provata, il 1100 a benzina da 60 cv, è l’unico motore a benzina proposto, ed è stato scelto con l’intento di far apprezzare il nuovo corso dell’Enfant Terribile sotto una vesta più economa e parsimoniosa (consumi ridotti e ottima scelta per la città) rispetto alla gamma della serie precedente. Infine i prezzi: si va da 10500 € della 1100 3 porte One Line fino ad arrivare ai 12300 € della 1100 5 porte X  Line (Benzina); per il diesel unico prezzo: 13600 € della 1400 HDI 70 cv 5 porte X Line.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bruno Allevi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682242346031385046-449507863119181153?l=www.italiamiablog.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/imblog/~4/oWzX1LKsu60" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/imblog/~3/oWzX1LKsu60/enfant-terrible-is-back.html</link><author>noreply@blogger.com (BRUNO)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.italiamiablog.com/2009/04/enfant-terrible-is-back.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-6360339739205068500</guid><pubDate>Fri, 17 Apr 2009 08:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-17T10:20:25.304+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">censura</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">FACEBOOK</category><title>IL “DIFFICILE EQUILIBRIO” TRA LIBERTA’ D’INFORMAZIONE E LIBERTA’ DI CENSURA IN FACEBOOK …</title><description>FACEBOOK E GLI OSCURAMENTI “AD ARTE”: LA LIBERTA’ DI “CENSURA” E’ GIA’ REALTA’!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NOI UTENTI SIAMO I “SOGGETTI” O GLI “OGGETTI” DI FACEBOOK???&lt;br /&gt;NON FACCIAMOCI USARE!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Finché c’è facebook c’è speranza” (?), mi verrebbe da dire …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facebook, il più grande social network in Italia e nel mondo, è nuovamente sotto accusa per l’ “ATTEGGIAMENTO CENSORIO” adoperato con invidiabile “scaltrezza” nei confronti dei suoi più “scomodi” utenti, ossia coloro che hanno iniziato ad usare tale mezzi di comunicazione di massa non più per giochi frivoli o per il comune “far niente” bensì per comunicare e ragionare con un più vasto pubblico su temi vari di politica, attualità e società. Chi ha rischiato a far questo non in casi infrequenti si è ritrovato “bannato”, cancellato, disattivato, disabilitato od “oscurato” nel silenzio più generale, spesso senza alcun (apparente o reale) motivo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A finire vittima del “filtraggio mediatico” operato da facebook è recentemente stato anche il sottoscritto, fondatore di dieci gruppi di discussione in facebook, tutti di carattere “impegnato” cioè rivolti a ragionare (e far ragionare) gli utenti su alcuni problemi del nostro tempo (dalla difficile condizione femminile ai diritti dell’infanzia negati, dai temi etici di più stretta attualità alla lotta alla criminalità organizzata, dagli sprechi e le inefficienze della classe politica allo stato della libertà di satira ed informazione …). Ciò per l’ennesima volta nel giro di tre mesi: in questo caso, però, le circostanze obiettive e la maturata esperienza nel mondo dei social network del sottoscritto mi spingono ad essere obbligato a parlare apertamente e senza timori di “CENSURA AD ARTE” orchestrata da facebook! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio account non è ancora stato disattivato (anche per l’attenzione con cui il sottoscritto ha curato di non dare ai “solerti” amministratori di facebook alcun “pretesto” per arrivare a tanto!). &lt;br /&gt;Nonostante tutto LA MIA VOCE CRITICA E’ STATA “IMBAVAGLIATA” ad arte da un “blitz notturno” sul mio profilo personale (http://www.facebook.com/home.php?#/profile.php?id=1251748603&amp;ref=name) ad opera di questo “fantasma informe” che è facebook (con cui ancora in Italia, nonostante gli oltre 10 milioni di utenti raggiunti, non è possibile comunicare se non in inglese e via e-mail!). Cosa è successo? In una sola notte sono stati oscurati (ossia resi invisibili o cancellati del tutto) 7 delle mie 10 note (ossia articoli)!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’accusa? Violazione della privacy o pubblicazione di contenuti offensivi per gli utenti. Ma in cosa consiste la violazione della privacy quando si esprimono opinioni e pensieri personali (dunque di “proprietà intellettuale” dello scrivente)? Quali sarebbero i contenuti offensivi o molesti individuati da facebook? Basta leggere gli articoli del mio blog (che sono esatta copia delle note censurate in facebook) su http://spaziolibero.blogattivo.com per dare un giudizio libero e indipendente sui toni e le parole da me utilizzate! &lt;br /&gt;Sarebbe in sé molesto, ad esempio: &lt;br /&gt;- criticare in maniera ragionata e pacata le parole pronunciate in pubblico da papa Benedetto XVI in merito alla strategia di prevenzione dell’aids (http://spaziolibero.blogattivo.com/g-s-b1/LA-LIBERTA-DI-SCONFIGGERE-LAIDS-parte-II-b1-p153.htm)? Ciò è un atto di “libertà d’espressione e di critica” o è divenuto reato di “lesa maestà”? &lt;br /&gt;- Segnalare gli orrori che la liberalizzazione della caccia, proposta dal d.d.l. Orsi, autorizzerebbe in Italia a danno del nostro patrimonio faunistico (http://spaziolibero.blogattivo.com/g-s-b1/EDUCHIAMO-I-GIOVANI-ALLA-CULTURA-DELLA-VITA-NON-DELLA-VIOLENZA-b1-p151.htm)? Ciò è ancora ammissibile senza il pericolo di essere censurati?&lt;br /&gt;- Denunciare i rischi, i pericoli e gli sprechi connessi al ritorno alla produzione d’energia nucleare in Italia (http://spaziolibero.blogattivo.com/g-s-b1/ENERGIA-NUCLEARE-RITORNO-AL-FUTURO-O-SALTO-NEL-BUIO-parte-II-b1-p136.htm)? Fino a che ciò è ancora possibile senza rischiare di subire una denuncia per procurato allarme?!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FIN QUANDO LA TUTELA DELLA PRIVACY SARA’ UN COSI’ FACILE PRETESTO PER “IMBAVAGLIARE” LA LIERTA’ DI CRITICA E DI INFORMAZIONE??? (…)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LEGGI IL RESTO DELL’ARTICOLO SU: http://spaziolibero.blogattivo.com/g-s-b1/IL-DIFFICILE-EQUILIBRIO-TRA-LIBERTA-DINFORMAZIONE-E-LIBERTA-DI-CENSURA-IN-FACEBOOK-parte-I-b1-p157.htm &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Gaspare Serra&lt;br /&gt;(in facebook su http://www.facebook.com/profile.php?id=1251748603&amp;ref=name,&lt;br /&gt;fuori facebook su http://spaziolibero.blogattivo.com)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GRUPPI FONDATI DA GASPARE SERRA:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ALI SPEZZATE... (contro la violenza sulle donne!)”: &lt;br /&gt;http://www.facebook.com/group.php?gid=46425321644&amp;ref=ts&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“GLI ANGELI DI GAZA... (contro ogni guerra, pro tutti i diritti dell’infanzia!)”:&lt;br /&gt;http://www.facebook.com/group.php?gid=48570527239&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ETICA E' LIBERTA'... (liberiamo la mente da dogmi e pregiudizi!)”:  &lt;br /&gt;http://www.facebook.com/group.php?gid=47587620953&amp;ref=mf&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“INSIEME CONTRO LA MAFIA ... (fuori Cosa Nostra da casa nostra!)”:  &lt;br /&gt;http://www.facebook.com/group.php?gid=60243290129&amp;ref=mf&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ABOLIAMO LE PROVINCE !!! (La provincia non serve? Non la voto!)”:  &lt;br /&gt;http://www.facebook.com/group.php?sid=26b6b239cae5fe7f39ade08ff9eef8db&amp;gid=62981451472&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“IL PIANETA CHE MUORE ... (La Natura è la nostra vita. Difendiamola!)”:  &lt;br /&gt;http://www.facebook.com/group.php?gid=49160887239&amp;ref=mf&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“IO AMO GLI ANIMALI ... (chi è il ero animale?!)”:  &lt;br /&gt;http://www.facebook.com/group.php?gid=47680508881&amp;ref=mf&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“POESIA E’ LIBERTA’ (Autòs: briciole di un Mondo senza rime ...)”:&lt;br /&gt;http://www.facebook.com/profile.php?id=1301079791&amp;ref=name#/group.php?sid=2ff70183a45722698feb6941a43a02e9&amp;gid=128147395650&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“AFORISMI IN LIBERTA’ (dove finisce un verso comincia un'emozione ...)”:&lt;br /&gt;http://www.facebook.com/group.php?gid=50763674197&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“PER LA LIBERTA' DI SATIRA ED INFORMAZIONE (contro ogni forma di censura!)”&lt;br /&gt;http://www.facebook.com/group.php?gid=48446802407&amp;ref=mf&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682242346031385046-6360339739205068500?l=www.italiamiablog.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/imblog/~4/gZFNZaTrNXs" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/imblog/~3/gZFNZaTrNXs/il-difficile-equilibrio-tra-liberta.html</link><author>noreply@blogger.com (Gaspare Serra)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.italiamiablog.com/2009/04/il-difficile-equilibrio-tra-liberta.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-768029126187190180</guid><pubDate>Tue, 14 Apr 2009 11:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-14T13:13:56.156+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">"auto"</category><title>L'arte dello spazio</title><description>ASCOLI PICENO – La Citroen lancia sul mercato il 4 prodotto della gamma Picasso, che ancor di più vuol essere sinonimo di multispazio Citroen. Infatti dopo Xsara Picasso, C4 Picasso, Grand C4 Picasso ecco arrivare la C3 Picasso. La piccola monovolume francese è disponibile con 2 motori a benzina (1400 da 95 cv e 1600 da 120 cv) e un motore diesel HDI Common Rail 1600 da 90 e 110 cv, negli allestimenti Ideal, Perfect e Exclusive Style. La linea esterna della C3 Picasso è anticonformista e diversa rispetto alle monovolumi di pari categoria. È un auto dal design cubico, con soluzioni stilistiche all’avanguardia che strizzano l’occhio a un pubblico giovane come è quello che Citroen ha. Il frontale è molto particolare grazie a un muso tondeggiante e ai bei fari dai disegno sportivo e dinamico (dinamicità data dalla coda allungata delle frecce), mentre il posteriore dritto, presenta, oltre all’ampio lunotto vetrato (sulla C3 Picasso le vetrature la fanno da padrone), dei gruppi ottici verticali a punta dove sono alloggiati gli indicatori di direzione e le luci stop mentre negli zoccoletti sormontanti il paraurti sono incastonati i retronebbia e le luci retromarcia. Salendo a bordo si capisce come mai la C3 Picasso sia sta definita dalla casa del Double Chevron lo “Space Box”. Infatti è una scatola spaziosissima dove si può soddisfare ogni richiesta di carico e disposizione bagagli anche grazie alle ingegnose soluzioni di sfruttamento dello spazio interno: su tutto portaoggetti numerosi e ripiegabilità dei sedili. Ma oltre alla spaziosità l’abitacolo è costruito con ottimi materiali e di qualità. Analizzando nel dettaglio come di consueto la plancia notiamo come sia altamente tecnologica e presenti il quadro strumenti in posizione centrale e rialzata, quadro strumenti digitale diviso in 3 parti (strumenti a sinistra, computer di bordo al centro e spie varie a destra). Davanti al quadro vi è un utilissimo vano portaoggetti chiuso da uno sportello e subito sotto al vano, inizia con due bocchette climatizzazione la consolle centrale. Consolle centrale molto elegante di un bel colore lucido dove trovano posto i comandi clima e quelli della radio e anche il cambio, in posizione rialzata, in lega di alluminio. Ed ora il momento test drive: la C3 Picasso guidata è stata la 1600 HDI 110 cv Exclusive Style da 22230 €. La vettura, quarta auto della speciale gamma Picasso, è la versione monovolume della ormai stranota e stravenduta C3, da cui riprende solo il nome. Le forme esterne sono avveniristiche e particolari, come lo sono ancora quelle della C3. L’auto, che a ben vedere è una bella scatola tondeggiante (la Citroen l’ha ribattezzata Space Box per l’enorme spazio interno), è un auto che si lascia guidare senza troppe difficoltà, pratica e maneggevole, con uno sterzo preciso, un cambio pronto e pratico grazie alla posizione rialzata. Le prestazioni di quest’auto sono assai positive grazie alla brillantezza e all’elevata silenziosità del 1600 HDI 110 cv Airdream, che oltre a essere un ottimo motore dal punto di vista prestazionale, lo è anche da punto di vista dei consumi (nel misto fa 20 km con un litro di gasolio). Infine i prezzi: si va da 14650 € della 1400 Ideal ai 18600 € della 1600 Exclusive Style (Benzina), si va dai 16550 € della 1600 HDI 90 cv Airdream Ideal ai 20750 € della 1600 HDI 110 cv Airdream Exclusive Style (Diesel).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bruno Allevi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682242346031385046-768029126187190180?l=www.italiamiablog.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/imblog/~4/tXLJAjeveJ4" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/imblog/~3/tXLJAjeveJ4/larte-dello-spazio.html</link><author>noreply@blogger.com (BRUNO)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.italiamiablog.com/2009/04/larte-dello-spazio.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-6038028829254266932</guid><pubDate>Fri, 10 Apr 2009 20:21:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-10T22:22:09.487+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">preservativo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">aids</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">papa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">africa</category><title>LE PAROLE NON SALVANO LA VITA … IL PRESERVATIVO SI!</title><description>LA “ LIBERTA’ ” DI SCONFIGGERE L’AIDS&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE PAROLE DEL PAPA: &lt;br /&gt;“IL PRESERVATIVO NON SERVE, ANZI E’ CONTROPRODUCENTE”!&lt;br /&gt;Risalgono allo scorso 17 marzo le dichiarazioni pronunciate da papa Benedetto XVI, nel corso del suo viaggio nell’Africa sub-sahariana, che hanno lasciato “sgomenti” (o rassegnati …) gran parte dei governi e dell’opinione pubblica mondiale: l’Aids -ha dichiarato il pontefice- è una tragedia “che non può essere risolta attraverso la distribuzione di preservativi, che persino aggravano il problema”.&lt;br /&gt;Sapevamo già, noi Italiani, di avere un Presidente del Consiglio “tuttofare” (politico, imprenditorie, operaio, lavandaio …): credo che nessuno, però, si aspettasse di ritrovarsi in casa anche un papa “tuttofare” (teologo, immunologo, virologo, epidemiologo!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio in Africa (paese flagellato crudelmente da questa pandemia) il pontefice non ha saputo trovare occasione migliore per “sbugiardare”, d’un sol colpo e con risonanza internazionale: &lt;br /&gt;- quanto medici e scienziati vanno predicando, oramai da decenni, in tutte le lingue&lt;br /&gt;- quanto volontari e missionari, impegnati in prima persona in Africa, da tempo vanno raccomandando &lt;br /&gt;- e quanto nelle scuole si cerca di insegnare agli studenti in occasione di apposite conferenze o corsi educativi!&lt;br /&gt;Come se l’impegno profuso fin ora dalla Comunità internazionale non valesse più niente, come se ciò che da anni andiamo ripetendo fosse assolutamente errato, falso, il papa ha sconfessato, in tranquilla solitudine, la principale strategia di prevenzione dell’AIDS: l’uso del preservativo.&lt;br /&gt;Ciò, sia ben chiaro, affermando: &lt;br /&gt;- non tanto che il rapporto sessuale tra uomo e donna deve essere una scelta consapevole e responsabile, frutto ineludibile di un vero amore (pensiero educativo in sé “ineccepibile”)&lt;br /&gt;- bensì che la distribuzione gratuita di preservativi alle comunità africane (altrimenti del tutto escluse dalla possibilità di accesso a tale costoso contraccettivo) è pericolosa e controproducente, “aggravando il problema dell’AIDS”!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbandonato il ricorso al preservativo, gli unici rimedi prospettati dal pontefice sembrano ridursi a due:&lt;br /&gt;1- la condanna all’ “astinenza perpetua” per tutte le persone sieropositive, nonostante la lunga prospettiva di vita che la scienza medica può garantire loro oggi (una sorta di punizione terrena per il “grande peccato” di avere contratto la malattia!)&lt;br /&gt;2- e la somministrazione di “cure gratis” per tutti i malati di AIDS.&lt;br /&gt;Fermo restando che il problema di garantire cure ed assistenza gratuite è un’esigenza insopprimibile e condivisile, rimangono ugualmente due aperte critiche da rivolgere, umilmente, al “Santo Padre”:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1- per quale ragione privare un malato di HIV/AIDS, già vittima di un non felice destino, della possibilità di continuare a godere di una vita di coppia compiuta e serena, senza demonizzare la sfera sessuale (pienamente parte di un rapporto affettivo)? Per quale soggetti sieropositivi non dovrebbero continuare a svolgere una vita di coppia “normale” (sia pur con la dovuta prudenza)?&lt;br /&gt;Anziché emarginare e far pesare a tali persone la loro condizione, credo che la strategia da adottare dovrebbe invece essere rivolta ad aiutare:&lt;br /&gt;- sia la Comunità in cui vivono ad accettare tali persone come semplici soggetti bisognosi di cure (non come “lebbrosi” da tenere a distanza!)&lt;br /&gt;- sia le stesse vittime del male ed i loro familiari a vivere con “responsabilità” la loro condizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2- e, soprattutto: che fine farebbe la “prevenzione” dall’HIV/AIDS limitando l’accesso alla contraccezione da parte della popolazione mondiale più povera e allo stesso tempo colpita dal male? &lt;br /&gt;Cose ben diverse, infatti, sono la “prevenzione” di una malattia dalla “cura”:&lt;br /&gt;- se la garanzia di “cure gratuite” attiene solo ad una fase successiva al contagio&lt;br /&gt;- non può certo essere l’astensione indiscriminata dai rapporti sessuali (la “castità”) l’unico rimedio da proporre come arma di prevenzione!&lt;br /&gt;Ad oggi l’unico rimedio affidabile e sicura di cui disponiamo per prevenire la diffusione delle malattie infettive sessualmente trasmissibili è solo l’utilizzo del preservativo! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE PAROLE CHE AVREMMO VOLUTO ASCOLTARE …&lt;br /&gt;Il pontefice, in occasione del suo viaggio in Africa:&lt;br /&gt;- ha perso una “grande opportunità” per spronare la comunità internazionale a fare di più (e subito!) a sostegno delle popolazioni dell’Africa&lt;br /&gt;- ed ha lanciato un messaggio profondamente “negativo e scoraggiante” per tutte le ong, i volontari ed i missionari che lavorano sul campo per educare le popolazioni civili ad una sessualità più responsabile (anche distribuendo gratuitamente preservativi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli appelli che avremmo voluto ascoltare da papa Ratzinger erano ben altri, del tutto “assenti” o pronunciati con ben diversa enfasi. A mancare sono state soprattutto parole: &lt;br /&gt;1- di SOSTEGNO ALLA PREVENZIONE dal contagio dell’HIV/AIDS e di altre malattie infettive sessualmente trasmissibili (promuovendo una campagna d’informazione sui rischi e di libero accesso agli anticoncezionali) &lt;br /&gt;2- CONTRO OGNI FORMA DI DISCRIMINAZIONE delle donne nella realizzazione del loro diritto alla salute (garantendo loro, anzitutto, il raggiungimento dei servizi sanitari anche dalle aree rurali più isolate) &lt;br /&gt;3- di SOSTEGNO DEL DIRITTO ALLE CURE di tutte le vittime di tale malattia, anche se vivono in condizioni di estrema povertà (offrendo sostegno e servizi alle persone colpite dall’AIDS ed alle loro famiglie)&lt;br /&gt;4- CONTRO LA VIOLENZA e le altre forme di discriminazione delle donne (ad esempio, promuovendo la cooperazione con le ong e le autorità locali)&lt;br /&gt;5- di SOSTEGNO DEL DIRITTO delle donne vittima di violenze sessuali DI USUFRUIRE DI RIMEDI CIVILI E PENALI contro i propri aggressori/sfruttatori (cui spesso non hanno nemmeno accesso)&lt;br /&gt;6- di SOSTEGNO DELL’EMANCIPAZIONE FEMMINILE in un continente purtroppo ancorato a modelli maschilisti non solo di società ma anche di stato di diritto (anche promuovendo campagne a difesa dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne)&lt;br /&gt;7- di SOSTEGNO DEI DIRITTI UMANI fondamentali di ogni uomo, in ogni paese, contro ogni forma di ingiustizia&lt;br /&gt;8- e di SOSTEGNO AD UNA CAMPAGNA SI SOLIDARIETÀ MONDIALE volta ad aiutare economicamente i paesi africani più poveri e colpiti dalla piaga sociale dell’AIDS.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’unica voce che il “Santo Padre” ha intonato in terra d’Africa, invece, è stata rivolta a demonizzare il preservativo (ed, indirettamente, chi ne fa uso!). A questi appelli oscurantisti e che rischiano (questi si!) di “aggravare” lo status quo occorre rispondere gridando ad alta voce che “IL PRESERVATIVO SALVA LA VITA” e rivendicando:&lt;br /&gt;- sia la libertà della gente d’Africa di sconfiggere l’AIDS (o almeno il rischio di nuovi contagi) &lt;br /&gt;- sia il diritto delle donne d’Africa (e di tutto il mondo) di essere rispettate come persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LEGGI IL RESTO DELL’ARTICOLO SU:&lt;br /&gt;http://spaziolibero.blogattivo.com/g-s-b1/LA-LIBERTA-DI-SCONFIGGERE-LAIDS-parte-I-b1-p152.htm&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gaspare Serra&lt;br /&gt;BLOG PERSONALE: http://spaziolibero.blogattivo.com/ &lt;br /&gt;PROFILO FACEBOOK: http://www.facebook.com/profile.php?id=1251748603&amp;ref=name &lt;br /&gt;GRUPPO “ETICA E’ LIBERTA’: http://www.facebook.com/group.php?gid=47587620953&amp;ref=mf&lt;br /&gt;GRUPPO “ALI SPEZZATE”: http://www.facebook.com/group.php?gid=46425321644&amp;ref=ts&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682242346031385046-6038028829254266932?l=www.italiamiablog.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/imblog/~4/WTqUneq21b0" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/imblog/~3/WTqUneq21b0/le-parole-non-salvano-la-vita-il.html</link><author>noreply@blogger.com (Gaspare Serra)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.italiamiablog.com/2009/04/le-parole-non-salvano-la-vita-il.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-4237928931139797432</guid><pubDate>Thu, 02 Apr 2009 18:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-02T20:39:05.335+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">embrioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">ricerca</category><title>LA RICERCA DI OGGI E’ LA VITA DI DOMANI</title><description>LIBERTA’ DI RICERCA SULLE CELLULE STAMINALI: LE NUOVE FRONTIERE DELLA SCIENZA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CELLULE STAMINALI: COSA SONO?&lt;br /&gt;Le CELLULE STAMINALI rappresentano la nuova frontiera della medicina: la concreta speranza di sconfiggere malattie fino ad oggi incurabili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si dicono “staminali” quelle cellule che non si sono ancora “specializzate”, differenziandosi in una specifica e definitiva funzione. Questa loro caratteristica le rende estremamente preziose, in quanto è possibile utilizzarle per “riparare” organi e tessuti danneggiati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cellule staminali non sono tutte uguali, ma si distinguono fondamentalmente in: &lt;br /&gt;1- Cellule staminali “embrionali” &lt;br /&gt;2- e cellule staminali “adulte”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le CELLULE STAMINALI “EMBRIONALI” sono presenti nell’embrione di una settimana. Sono dette “totipotenti” perché in grado di differenziarsi in tutti i tipi cellulari del nostro corpo! L’estrazione di queste cellule pone però problemi di natura bioetica comportando la distruzione dell’embrione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le CELLULE STAMINALI “ADULTE”, invece, sono presenti in alcuni dei nostri organi e tessuti, e hanno generalmente il compito di rigenerare l’organo o il tessuto in cui risiedono. A seconda delle loro caratteristiche, si distinguono in: &lt;br /&gt;- “pluri(o multi)-potenti”, ossia in grado di dar luogo ad alcuni tipi di cellule&lt;br /&gt;- o “uni-potenti”, ovvero capaci di specializzarsi in un solo tipo cellulare.&lt;br /&gt;Le cellule staminali ricavate dal cordone ombelicale sono cellule staminali di tipo adulto. Il loro utilizzo terapeutico non pone dunque nessun problema da un punto di vista etico. Questo tipo di cellule suscitano particolare interesse trattandosi di cellule staminali “pluripotenti”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE PROSPETTIVE DI RICERCA SULLE CELLULE STAMINALI:&lt;br /&gt;La ricerca sulle cellule staminali è uno dei campi di ricerca più d’avanguardia ed importanti. In Italia, però, una disciplina radicalmente restrittiva in materia (la L. N. 40 DEL 2004) viola sistematicamente tale libertà!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è facile tracciare il confine tra quanto è già ora una concreta opportunità terapeutica e quanto lo sarà molto probabilmente in un futuro molto prossimo.&lt;br /&gt;Oggi, ad esempio, le cellule staminali presenti nel cordone ombelicale offrono una possibilità di cura -spesso l’unica- a pazienti affetti: &lt;br /&gt;- da gravi malattie del sangue (su tutte le leucemie, in particolare quelle infantili)&lt;br /&gt;- da varie forme di tumori&lt;br /&gt;- e da talassemia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto al domani, si prevede che grazie alle cellule staminali: &lt;br /&gt;- si potrà trovare una soluzione per un elevato numero di malattie molto gravi e diffuse&lt;br /&gt;- e si potranno rigenerare organi e tessuti danneggiati. &lt;br /&gt;Medici e ricercatori ritengono che la ricerca sulle cellule staminali rappresenti una speranza di cura per malattie che colpiscono milioni di persone, come:&lt;br /&gt;- diabete&lt;br /&gt;- infarto&lt;br /&gt;- ictus&lt;br /&gt;- fibrosi cistica&lt;br /&gt;- sclerosi multipla&lt;br /&gt;- alzheimer&lt;br /&gt;- morbo di Parkinson &lt;br /&gt;- osteoporosi&lt;br /&gt;- autismo&lt;br /&gt;- sclerosi laterale amiotrofica&lt;br /&gt;- lesioni del midollo spinale &lt;br /&gt;- ed alcune forme di cancro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo il Rapporto stilato dalla commissione di studio nominata nel 2000 dal ministro Umberto Veronesi e presieduta dal premio Nobel Renato Dulbecco: “E’ possibile stimare, sebbene in via del tutto preliminare, che... l’utilizzo di cellule staminali di varia origine possa portare a sviluppare metodiche cliniche per il trattamento di un numero di pazienti che, comprendendo le patologie di origine cardiovascolare, si avvicina ai 10 milioni di individui”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CONSERVAZIONE DELLE CELLULE STAMINALI DEL CORDONE OMBELLICALE: &lt;br /&gt;UN INVESTIMENTO SULLA SALUTE DI TUO FIGLIO!&lt;br /&gt;Una realtà oggi molto diffusa nel mondo ma poco conosciuta in Italia (essendo anch’essa vietata dalla legge nel nostro Paese) è la pratica della conservazione delle cellule staminali ricavate dal cordone ombelicale del nascituro. &lt;br /&gt;Una struttura d’avanguardia nel settore è la Banca svizzera delle cellule staminali (SSCV), che si trova a due passi dall’Italia, a Lugano (Visita il portale: www.stembank.ch. Per informazioni: info@stembank.ch). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di che si tratta? &lt;br /&gt;La SSCB offre la possibilità di congelare e crioconservare le cellule staminali ricavate dal cordone ombelicale (pratica vietata dalla legge 40 del 2004), senza che sia necessario partorire in Svizzera: il prelievo del sangue del cordone ombelicale può essere effettuato in qualsiasi centro nascita. &lt;br /&gt;La raccolta è semplice: si completa in pochi minuti, subito dopo il parto, utilizzando il kit fornito da SSCB ed è totalmente indolore e senza rischi sia per la madre che per il neonato. &lt;br /&gt;Avvisati dell’avvenuto prelievo (normalmente effettuato dal personale ostetrico presente in sala parto), gli operatori della SSCB dispongono il recupero del campione direttamente presso il centro nascita, nei tempi utili ad assicurare il necessario trattamento del campione di sangue nelle 72 ore successive alla nascita. &lt;br /&gt;Giunto in laboratorio, il campione di sangue viene immediatamente trattato: il sangue viene scisso nei suoi componenti costitutivi, e vengono isolate le cosiddette “cellule bianche” che contengono le cellule staminali. &lt;br /&gt;Le cellule (sigillate in apposite sacche di crioconservazione identificate mediante un codice a barre) vengono portate progressivamente e in modo programmato alla temperatura di -100°C. A questo punto la sacca viene immersa in azoto liquido, alla temperatura costante di –196°C. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A cosa serve? Qual è il beneficio di tale servizio? &lt;br /&gt;In qualsiasi momento, l’interessato -o il suo rappresentante legale- potrà chiedere di disporre delle cellule staminali conservate presso SSCB, che potranno essere utilizzate per la cura di patologie del bambino o di altri componenti della famiglia compatibili. &lt;br /&gt;I possibili futuri progressi della scienza in tale campo rendono questo patrimonio cellulare una potenziale risorsa per la vita!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I LIMITI ALLA RICERCA IN ITALIA&lt;br /&gt;(…)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ARTICOLO PROSEGUE SU:&lt;br /&gt;http://spaziolibero.blogattivo.com/g-s-b1/LA-RICERCA-DI-OGGI-E-LA-VITA-DI-DOMANI-parte-II-b1-p149.htm &lt;br /&gt;-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gaspare Serra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BLOG PERSONALE:&lt;br /&gt;http://spaziolibero.blogattivo.com &lt;br /&gt;PROFILO FACEBOOK: &lt;br /&gt;http://www.facebook.com/profile.php?id=1251748603&amp;ref=name &lt;br /&gt;GRUPPO-FACEBOOK “ ETICA E' LIBERTA'... (liberiamo la mente da "dogmi" e pregiudizi!) ”:  &lt;br /&gt;http://www.facebook.com/group.php?gid=47587620953&amp;ref=mf&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682242346031385046-4237928931139797432?l=www.italiamiablog.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/imblog/~4/9H32Ppk2bE0" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/imblog/~3/9H32Ppk2bE0/la-ricerca-di-oggi-e-la-vita-di-domani.html</link><author>noreply@blogger.com (Gaspare Serra)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.italiamiablog.com/2009/04/la-ricerca-di-oggi-e-la-vita-di-domani.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-2478250148365343258</guid><pubDate>Mon, 30 Mar 2009 08:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-30T10:23:28.898+02:00</atom:updated><title>Sempre più in Alto</title><description>ASCOLI PICENO – La Suzuki ripropone, dopo qualche anno d’assenza dal mercato italiano, la sua piccolina: la Alto. L’utilitaria giapponese è proposta con un solo motore 1000 a benzina da 68 cv, negli allestimenti GL e GLX. Esteticamente la Alto è una vettura molto compatta, ideale per essere usata nel traffico cittadino, dalla linea europea e dal design frizzante che strizza l’occhio soprattutto ai giovani e al pubblico femminile. Il frontale è molto accattivante e simpatico (belli i fari a goccia che danno un tono sbarazzino alla vettura), mentre la coda, quasi dritta, è anch’essa moderna (ampio il lunotto e i fari). Particolarità da sottolineare è la presenza, come sul trittico Aygo-C1-107, dei fari posteriori a compasso sulla 5 porte, invece che i più consueti vetri elettrici o a manovella. Salendo a bordo della Alto, si nota un ottima gestione dello spazio a bordo, che, nonostante la compattezza delle forme, risulta essere abbondante. Fondamentale è la presenza di numerosi portaoggetti, che rendono l’abitacolo molto ben sfruttabile. Analizzando la qualità costruttiva, i materiali impiegati sono di buona qualità e rendono la Alto una citycar di pregio. Immediata e facile nell’uso è la consolle centrale dove, oltre ai comandi radio in posizione rialzata, troviamo un utile portaoggetti al centro della consolle, appena sopra i comandi del clima manuale. Sportivo è il quadro strumenti che vede la presenza del tachigrafo e del computer di bordo dietro al volante, mentre il contagiri si trova in posizione separata, leggermente arretrato, in un piccolo spazio a lui dedicato (per intenderci, come sulla Smart). Ed ora il momento test drive. La Alto provata è stata la 1000 GLX da 11440 €. Dopo qualche anno di assenza, torna a fare la sua comparsa in Italia la Suzuki Alto, piccola ma spaziosa utilitaria della casa giapponese. La nuova generazione, costruita in collaborazione con la Nissan (fra poco più di un mese arriva la sua gemella Pixo), in presentazione in questi giorni presso la rete Suzuki, è una vettura moderna e frizzante, dallo spirito giovane ed economo. Infatti l’auto, fatta apposta per essere una perfetta cittadina, è molto economa nei costi di gestione grazie soprattutto al cuore pulsante della Alto, il 1000 3 cilindri da 68 cv, che le fa percorrere quasi 25 km con un litro di verde. Infine i 2 prezzi: la 1000 GL si porta via con 9490 €, mentre per la 1000 GLX ci vogliono 10890 € (Benzina).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bruno Allevi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682242346031385046-2478250148365343258?l=www.italiamiablog.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/imblog/~4/I5NP4qyABD8" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/imblog/~3/I5NP4qyABD8/sempre-piu-in-alto.html</link><author>noreply@blogger.com (BRUNO)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.italiamiablog.com/2009/03/sempre-piu-in-alto.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-4217237778118748493</guid><pubDate>Sat, 28 Mar 2009 14:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-28T15:24:33.320+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">danza del ventre</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">africa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">diritti umani</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">beneficenza</category><title>“FESTA AFRICANA” DI BENEFICENZA (A PALERMO)</title><description>Salve,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;utilizzo questo spazio per bypassare gli ordinari circuiti ufficiali dell’informazione e rivolgermi direttamente a tutti i giovani (e meno giovani) di Palermo e dintorni per comunicare un’iniziativa lodevole e degna di nota.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DOMENICA 5 APRILE l’ASSOCIAZIONE “BAYTY BAYTIK” organizza il primo evento di beneficenza in favore del Burkina Faso (ore 18:30/22:30, presso il “Teatro Tre” della Chiesa di San Francesco di Sales in via Notarbartolo, Palermo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono personalmente tra gli organizzatori ma pubblicizzo volentieri tale evento:&lt;br /&gt;- ritenendolo un nobile e fattivo segno di solidarietà&lt;br /&gt;- e certo della serietà ed affidabilità degli organizzatori (alcuni dei quali conosco personalmente).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il programma della serata prevede:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I- ore 18.30:&lt;br /&gt;MOSTRA FOTOGRAFICA dal titolo:&lt;br /&gt;- “Mille e sette Veli” (scatti di GIORGIO COSULICH e BONANNO)&lt;br /&gt;- e “Diversi per cultura” (foto di REDA BERRADI)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;II- ore 20.00:&lt;br /&gt;DEGUSTAZIONE CUCINA TIPICA AFRICANA:&lt;br /&gt;piatti realizzati da “Mamma Africa” (vincitrice del “Cus cus festival”)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;III- ore 21.00:&lt;br /&gt;SPETTACOLO DI DANZA ORIENTALE:&lt;br /&gt;con la direzione di Sabah Benziadi e del suo corpo di ballo “El Kahina” e l’esibizione delle ragazze del primo livello dell’accademia di danze orientali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PER MAGGIORI DETTAGLI:&lt;br /&gt;http://www.facebook.com/profile.php?id=1251748603&amp;amp;ref=name#/event.php?eid=59036453439&amp;amp;ref=mf&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INVITO TUTTI VOI A DARE IL VOSTRO CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1- PARTECIPANDO ALL’INTERESSANTE E DIVERTENTE EVENTO DI BENEFICENZA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2- ED ESTENDENDO L’INVITO A TUTTI I VOSTRI CONTATTI&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682242346031385046-4217237778118748493?l=www.italiamiablog.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/imblog/~4/m0SOKsBniao" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/imblog/~3/m0SOKsBniao/festa-africana-di-beneficenza-palermo.html</link><author>noreply@blogger.com (Gaspare Serra)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.italiamiablog.com/2009/03/festa-africana-di-beneficenza-palermo.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-3461557924998617395</guid><pubDate>Mon, 23 Mar 2009 13:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-23T14:45:59.693+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">"auto"</category><title>La Superbina</title><description>GIULIANOVA LIDO – Se in casa Skoda hanno rivoluzionato il prodotto Superb, reinventandola, con il prodotto di maggior successo, l’Octavia, hanno pensato a un cauto e leggero restyling per aggiornare e far stare al passo con i tempi, la vettura che ha fatto conoscere il marchio ceco in Italia. La nuova Octavia è come sempre proposta nelle varianti Berlina e Wagon, è equipaggiata da 4 motori a benzina (1400 TSI da 122 cv, 1600 da 102 cv, 1800 TSI da 160 cv e 2000 TFSI da 200 cv), da un motore bifuel (Benzina+GPL) 1600 da 102 cv, e da 2 motori Diesel TDI con FAP (1900 da 105 cv e 2000 da 140 e 170 cv), negli allestimenti Comfort, Ambition, Elegance, Scout, RS. Il restyling che ha interessato la media dell’est, ha riguardato sostanzialmente l’aspetto esteriore della vettura. E come ogni restyling che si rispetta a essere stati oggetto di maquillage sono stati ovviamente l’anteriore e il posteriore. Per l’anteriore si è provveduto a inserire lo stesso frontale della nuova Superb (frontale dal design importante e accattivante) dando così luogo al nuovo family feeling di casa Skoda. Per il posteriore a cambiare sono state le plastiche dei fari: ora, a differenza della precedente serie, non vi è più la linea rossa di divisione fra la retromarcia e le frecce. Salendo a bordo, si nota come sempre una qualità teutonica  e una eleganza fatta non di cose sofisticate o chincaglierie inutili, ma di materiali e ritrovati tecnologici indispensabili a rendere ogni viaggio un piacevole soggiorno a bordo della vettura di casa Skoda. Ed ora il consueto test drive. La Skoda Octavia provata è stata la 1900 TDI Station Wagon Elegance 4x4 da 26075 €. La prima novità Skoda per il 2009, non è una novità assoluta, ma è comunque un prodotto di tutto rispetto, ricordando che se la Skoda è ormai una casa affermata in Italia lo deve soprattutto all’Octavia, auto oggetto di questo articolo nella nuova versione restyling. Restyling volto a far assomigliare la media ceca alla nuova Superb, delineando così un nuovo modo di essere dal punto di vista del design delle vetture ceche. Su strada la versione provata, che ha il merito di avere la trazione integrale e quindi di giocarsela alla pari con molti SUV di categoria, si comporta in maniera molto positiva, grazie alla ormai consolidata qualità costruttiva Skoda (gruppo Volkswagen), a una silenziosità e a un elevato comfort di bordo, e alle ottime prestazioni assicurate ormai dallo stranoto 1900 TDI da 105 cv, che da anni è un punto fermo dei motori della gamma Gruppo Volkswagen. Infine i prezzi con i classici distinguo fra berlina e station. Per la Berlina ecco i prezzi: si va da 17750 € della 1600 Comfort ai 26350 € della 2000 TFSI RS (Benzina); si va da 19400 € della 1600 Comfort GPLine ai 20700 € della 1600 Ambition GPLine (Bifuel); si parte da 19550 € della 1900 TDI Comfort FAP ai 28620 € della 2000 TDI 170 cv RS FAP con Cambio DSG (Diesel). Per la Station ecco i prezzi: si va da 18650 € della 1600 Comfort a 27250 € della 2000 TFSI RS (Benzina); si parte da 20300 € della 1600 Comfort GPLine ai 21600 € della 1600 Ambition GPLine (Bifuel); si va da 20450 € della 1900 TDI Comfort FAP a 29520 € della 2000 TDI 170 cv FAP RS con cambio DSG (Diesel).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bruno Allevi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682242346031385046-3461557924998617395?l=www.italiamiablog.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/imblog/~4/sHhs8HuBktU" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/imblog/~3/sHhs8HuBktU/la-superbina.html</link><author>noreply@blogger.com (BRUNO)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.italiamiablog.com/2009/03/la-superbina.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-2783147429507377654</guid><pubDate>Mon, 16 Mar 2009 08:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-16T09:46:10.152+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">"auto"</category><title>In hoc "Insignia" Opel vincit</title><description>GIULIANOVA LIDO – Sostituire 2 auto con un una sola: ecco la sfida che gli ingegneri Opel hanno vinto con la nuova ammiraglia della casa tedesca. Hanno infatti sostituito in un sol colpo la Vectra e la Signum con la Insignia. La vettura tedesca è proposta in 2 varianti di carrozzeria (berlina e Sports Tourer “SW”), nelle 2 motorizzazioni benzina (1600 Turbo da 180 cv e 2000 Turbo da 220 cv), nella motorizzazione a gasolio 2000 CDTI da 131 o 160 cv, negli allestimenti Base e Cosmo. Esteticamente la nuova ammiraglia Opel ha fatto, da un punto di vista del design, un bel balzo in avanti, lasciandosi dietro le linee spigolose della Vectra precedente serie. Infatti la Insignia presenta una linea a metà fra una berlina e una sportiva e filante coupè (sembra più una coupè 4 porte stile Mercedes CLS che una berlina stile Audi A4 o Bmw Serie 3). Anteriormente la nuova auto made in Opel, presenta un frontale elegante e accattivante, che ben delinea il doppio carattere da auto sportiva e di rappresentanza della Insignia, mentre il posteriore è fluente e dinamico come quello di una coupè pura, sportività accentuata dalla coda slanciata e dai fari anch’essi dal disegno sinuoso. Salendo all’interno dell’abitacolo, la Insignia esprime tutte le sue doti di eleganza e di raffinatezza, che le hanno fatto vincere il titolo di Auto dell’Anno 2009. La qualità costruttiva è decisamente eccelsa, cosiccome sono eccelsi i materiali usati (cromi, pelli, plastiche etc), che rendono l’interno un salotto dove fare lunghi viaggi coccolati come fra 2 guanciali. Analizzando nel dettaglio la plancia, possiamo notare come sia la più tecnologica finora concepita dalla casa tedesca (schermo del navigatore in posizione rialzata, comandi clima e radio in posizione centrale e dietro al cambio la manopola di gestione del sistema di intrattenimento e il pulsante del freno a mano elettrico), mentre il quadro strumenti coniuga alla perfezione il mix fra eleganza e sportività, insito nel DNA della Insignia. Ed ora il consuento angolo del test drive: la Insignia provata è stata la 2000 CDTI 160 cv Berlina Cosmo Cambio Automatico da 34258 €. La Opel ha deciso di mandare in pensione un duetto di vetture che sono state sinonimo (soprattutto la Vectra) di berline made in Opel: la Vectra appunto e la Signum, e ha deciso di sostituirle con una sola auto, la Insignia, che gioco di parole a parte, è stata insignita del premio Auto Dell’Anno 2009. La nuova ammiraglia tedesca, che ricordo è disponibile anche nella versione Station Wagon, denominata Sports Tourer, ha una linea che ricorda molto un coupè 4 porte 4 posti, e unisce, a una forma accattivante e sportiva, un interno lussuoso e completo. Su strada la vettura si comporta in maniera assai egregia, è ottimamente insonorizzata, il cambio automatico è preciso e facile da usare, ma soprattutto, il motore che equipaggia la vettura provata (il 2000 CDTI da 160 cv), è semplicemente superbo, per quanto riguarda brillantezza, prestazioni e assenza di rumore o di vibrazioni. Infine il listino con i distinguo fra la berlina e la Sports Tourer. Per la Berlina i prezzi partono da 25000 € della 1800 Turbo Base a 30000 € della 2000 Turbo Cosmo 4x4 (Benzina); si va invece da 26000 € della 2000 CDTI 130 cv Base a 26500 della 2000 CDTI 160 cv Cosmo (Diesel). Per la Sports Tourer si va invece da 26000 € della 1600 Turbo Base a 31000 € della 2000 Turbo Cosmo 4x4 (Benzina); si parte da 27000 € della 2000 CDTI 130 cv Base ai 29500 € della 2000 CDTI 160 cv Cosmo (Diesel).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bruno Allevi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682242346031385046-2783147429507377654?l=www.italiamiablog.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/imblog/~4/FhSKj7s0n2w" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/imblog/~3/FhSKj7s0n2w/in-hoc-insignia-opel-vincit.html</link><author>noreply@blogger.com (BRUNO)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.italiamiablog.com/2009/03/in-hoc-insignia-opel-vincit.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-1931516112873919656</guid><pubDate>Sun, 15 Mar 2009 16:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-15T17:57:25.074+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">abolizione province</category><title>“LA PROVINCIA NON SERVE? NON LA VOTO!”</title><description>ECCO PERCHE’ LE PROVINCIE SONO “ENTI INUTILI” (O NON INDISPENSABILI):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono molteplici le ragioni che ci spingono a rivendicare la soppressione dell’ente provincia. Come più importanti, possono indicarsi le seguenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I- RAGIONI D’ECONOMIA DELLA SPESA PUBBLICA:&lt;br /&gt;Le province italiane hanno raggiunto quota 107: 12 nuove province sono state create solo negli ultimi  anni!&lt;br /&gt;Nel 2006 la somma dei bilanci di tutte le province italiane ammontava a 17 miliardi di euro (fonte UPI). Di questi soldi: &lt;br /&gt;• il 73% è stato destinato a spese correnti (per il mantenimento delle Province stesse: personale, affitti, bollette, spese di rappresentanza, auto blu, ecc.) &lt;br /&gt;• mentre soltanto il 27% in investimenti (servizi forniti ai cittadini: manutenzione strade, scuole, ecc.).&lt;br /&gt;Ciò vuol dire che: &lt;br /&gt;• ben 3/4 dei soldi spesi dalle province servono al “mantenimento” delle stesse province&lt;br /&gt;• mentre solo 1/4 vengono utilizzati per i servizi ai cittadini! &lt;br /&gt;In media, ogni politico provinciale ha un costo annuale di euro 27.400. Considerando che i soli consiglieri provinciali (senza considerare assessori e consulenti) ammontano a circa 3.000, ognuno può ben trarre le sue conclusioni! &lt;br /&gt;La soppressione delle province:&lt;br /&gt;• permetterebbe un enorme risparmio per le casse dello Stato &lt;br /&gt;• e costituirebbe un chiaro segnale di volontà di riformare la macchina amministrativa a vantaggio della semplificazione di un sistema inefficiente e dispendioso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;II- RAGIONI DI SEMPLIFICAZIONE E MAGGIORE EFFICIENZA DEL SISTEMA ISTITUZIONALE:&lt;br /&gt;Dopo la costituzione delle Regioni ordinarie (nel 1971) e la riforma del Titolo V della Costituzione (nel 2001), le province costituiscono l’ente territoriale: &lt;br /&gt;• con minori competenze (poche funzioni ed “intermediarie” tra Comuni e Regioni) &lt;br /&gt;• e maggiormente “inefficiente” nel rapporto costi sostenuti-servizi offerti. &lt;br /&gt;L’introduzione delle città metropolitane (costituzionalizzate nel 2001) rischia di creare un’interferenza a livello organizzativo (oltre che funzionale) tra le costituende aree metropolitane e le province.&lt;br /&gt;Nell’ottica del “federalismo fiscale”, infine, la soppressione delle province servirebbe ad evitare il rischio di una moltiplicazione dei centri di spesa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;III- PERDITA DEL RUOLO STORICO E DELLA RAPPRESENTATIVITA’ DELL’ENTE:&lt;br /&gt;Le province non sono avvertite dal cittadino come un riferimento amministrativo “indispensabile”: in pochi, interrogati sul punto, saprebbero rispondere:&lt;br /&gt;• circa le competenze della provincia&lt;br /&gt;• o sulle ragioni per cui tali funzioni non facciano capo alla regione o all’amministrazione comunale. &lt;br /&gt;A livello provinciale l’introduzione dell’elezione diretta del presidente non ha determinato il rafforzamento di un rapporto virtuoso tra rappresentanza e responsabilità (invece chiaro per il sindaco e per il presidente di regione). &lt;br /&gt;La rappresentatività politica degli eletti negli organi provinciali (secondo tutti i sondaggi disponibili) è al livello più basso tra quello di tutte le istituzioni!&lt;br /&gt;Il generale “disinteresse” della gente per le province, così, si riflette nei dati elettorali: nella tornata amministrativa del 27-28 maggio 2007:&lt;br /&gt;• mentre il 73,95 per cento degli aventi diritto al voto ha partecipato alle votazioni per le elezioni comunali, &lt;br /&gt;• solo il 58,08 per cento ha preso parte a quelle provinciali (fonte: Ministero dell’interno).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ECCO PERCHE’ "NON VOTARE" ALLE PROSSIME ELEZIONI PROVINCIALI E’ L’UNICA OPZIONE POSSIBILE ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 14 marzo ha preso ufficialmente avvio la campagna nazionale “LA PROVINCIA NON SERVE? NON LA VOTO!” (http://www.nonservenonvoto.it/cms). &lt;br /&gt;Si tratta di un comitato (libero, apartitico, aconfessionale e senza fini di lucro) formato da liberi cittadini, associazioni e gruppi spontanei, che si prefigge un obiettivo comune: PROMUOVERE UNA CAMPAGNA NAZIONALE D’ASTENSIONISMO IN VISTA DELLE PROSSIME ELEZIONI PROVINCIALI (in cui gli elettori di ben 73 delle 107 province italiane saranno chiamati al voto).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non votare (per le sole elezioni provinciali) è una azione di “disobbedienza civile” imposta dalla “extrema ratio”: &lt;br /&gt;quando la politica (rinnegando le recenti promesse elettorali) si accinge spavaldamente ad accantonare ogni progetto di soppressione delle province per “ri-legittimare” le stesse col voto inconsapevole di noi elettori, a noi cittadini non rimane che un’unica arma da giocare: quella di “de-legittimare” le province! &lt;br /&gt;Come? NON RECANDOCI ALLE URNE, con l’obiettivo di raggiungere una quota d’astensione superiore al 50%! &lt;br /&gt;Traguardo ben più vicino di quanto possa sembrare, considerando che nella tornata elettorale amministrativa del 27-28 maggio 2007 (fonte: Ministero dell’interno):&lt;br /&gt;- mentre il 73,95 per cento degli aventi diritto al voto ha partecipato alle votazioni per le elezioni comunali &lt;br /&gt;- solo il 58,08 per cento ha preso parte a quelle provinciali &lt;br /&gt;(il che sconcerta se si considera che l’affluenza al voto in molte delle province interessate è stata incrementata dalle contemporanee elezioni comunali!). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pur comprendo le perplessità: &lt;br /&gt;- di chi crede che il voto sia un “dovere” più che un “diritto” &lt;br /&gt;- e di chi ritiene poco efficace tale forma di protesta (che non intaccherà direttamente gli interessi di chi conquisterà ugualmente le sue poltrone)&lt;br /&gt;crediamo che la “strada per il cambiamento” non passi più per gli ordinari meccanismi della rappresentanza politica, di quella politica che unitariamente e trasversalmente: &lt;br /&gt;- disattende ripetute promesse &lt;br /&gt;- e non ascolta le esigenze condivise del Paese.&lt;br /&gt;Anche se non è facile individuare la strategia migliore per combattere un intero “Sistema” unitariamente pronto a difendere i propri interessi (nonostante le parole -spesso di facciata- di qualche politico o partito), crediamo che “delegittimare” la classe politica provinciale (facendole mancare “massicciamente” il nostro consenso) sia l’unico possibile inizio! &lt;br /&gt;Sappiamo bene che ciò non conseguirà risultati immediati: a prescindere dal “non voto”, la schiera dei “politicanti” pronti ad accaparrarsi gli emolumenti onerosi di qualche carica provinciale (elettiva o di governo) è già al lavoro! &lt;br /&gt;L’astensione, però, non va interpretata necessariamente come espressione di “qualunquismo” o di mero disinteresse (almeno non è questo lo spirito con cui noi vogliamo affrontare questa campagna di sensibilizzazione). Non votare può rappresentare una reazione attiva di “disobbedienza civile” volta: &lt;br /&gt;- a mobilitare le coscienze comuni&lt;br /&gt;- a spingere la gente ad un non-voto “consapevole” &lt;br /&gt;- ed a far crescere l’indignazione popolare contro la “Casta” autoreferenziale che ci governa a tutti i livelli!&lt;br /&gt;Astenersi, perciò, può essere non solo il segno di una comune disaffezione per le istituzioni, per la politica, per la democrazia, bensì anche una rivendicazione dal basso di “più politica” (non meno): di più politica “del fare”, di meno politica “del dire”!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo quando difendere le province a discapito dell’interesse comune sarà una scelta politicamente “suicida” (comportando un “costo elettorale” notevole per i partiti), allora sarà possibile pronosticare qualche risultato utile ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gaspare Serra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contatti:&lt;br /&gt;BLOG PERSONALE: &lt;br /&gt;http://spaziolibero.blogattivo.com &lt;br /&gt;PROFILO FACEBOOK: &lt;br /&gt;http://www.facebook.com/profile.php?id=1251748603&amp;ref=name &lt;br /&gt;GRUPPO FACEBOOK “ ABOLIAMO LE PROVINCE !!! (La provincia non serve? Non la voto!) ”: &lt;br /&gt;http://www.facebook.com/group.php?sid=26b6b239cae5fe7f39ade08ff9eef8db&amp;gid=62981451472&lt;br /&gt;COMITATO “LA PROVINCIA NON SERVE? NON LA VOTO!”: &lt;br /&gt;http://www.nonservenonvoto.it/cms&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682242346031385046-1931516112873919656?l=www.italiamiablog.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/imblog/~4/_PHFe1Cxsn4" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/imblog/~3/_PHFe1Cxsn4/la-provincia-non-serve-non-la-voto.html</link><author>noreply@blogger.com (Gaspare Serra)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.italiamiablog.com/2009/03/la-provincia-non-serve-non-la-voto.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-6316779702765531839</guid><pubDate>Mon, 09 Mar 2009 15:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-09T16:45:45.761+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">RINNOVABILI</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">NUCLEARE</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">ENERGIA</category><title>ENERGIA NUCLEARE: “RITORNO AL FUTURO” O “SALTO NEL BUIO”???</title><description>ECCO LE RAGIONI (SCIENTIFICHE, AMBIENTALI ED ECONOMICHE) PER CUI IL RITORNO AL NUCLEARE E’ PURA E MIOPE “FOLLIA”!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ENERGIA NUCLEARE: QUADRO COMPLESSIVO ATTUALE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’energia nucleare scaturisce dal bombardamento dell’uranio con neutroni:&lt;br /&gt;- il nucleo dell’uranio si divide in due nuclei più piccoli (tramite un processo di “fissione nucleare”), il che di per sé genera energia &lt;br /&gt;- a loro volta, altri neutroni continueranno a far dividere i nuclei di uranio (dando luogo alla “reazione a catena” nucleare). &lt;br /&gt;Durante questo processo, viene emessa radioattività ad alta intensità: gli oggetti e i metalli esposti alle radiazioni diventano essi stessi radioattivi (ossia “scorie radioattive”). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I principali pregi di tale forma d’energia sono:&lt;br /&gt;1) la produzione di un’enorme quantitativo di energia con limitate quantità d’uranio&lt;br /&gt;2) e la produzione d’energia senza emissioni di anidride carbonica (CO2), la principale causa dell’effetto serra (a differenza del carbone o del petrolio) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dai dati forniti dalla “Agenzia internazionale per l’energia atomica” risulta, ad esempio, che:&lt;br /&gt;- il Paese più “nuclearizzato” del mondo è gli Stati Uniti (che possiede ben 104 impianti), che però produce grazie ai suoi reattori meno del 20% dell’energia prodotta nel totale all’interno dei propri confini!&lt;br /&gt;- mentre il Paese più “dipendente” dal nucleare è la Francia, che produce attraverso i suoi impianti atomici ben il 75% dell’energia creata nel suo territorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ENERGIA NUCLEARE: LIMITI, PROBLEMI E RISCHI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I limiti, i problemi ed i rischi connessi al ricorso all’energia nucleare, però, appaiono insormontabili ed enormemente superiori ai benefici che tale fonte energetica comporta. Eccone i più significativi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) comprovata è la SCARSITÀ E LIMITATEZZA DELL’URANIO in natura. &lt;br /&gt;Questo elemento è destinato ad estinguersi. Non esistono stime ufficiali sull’estrazione annuale di uranio (dati tutti coperti dal segreto militare o di Stato) ma, secondo un rapporto dell’ “Energy Watch Group” (istituito da un gruppo di parlamentari tedeschi con la partecipazione di scienziati ed economisti), non solo il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento ma anche l’uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni, cioè entro il 2050 (come del resto l’oro, il platino o il rame). &lt;br /&gt;E’ ragionevole elaborare piani energetici per il futuro sulla base di una materia prima “senza futuro”?!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) insoluto è il problema dello STOCCAGGIO DELLE SCORIE NUCLEARI. &lt;br /&gt;Nessun paese al mondo è giunto a una soluzione definitiva di stoccaggio. Le scorie andranno conservate per migliaia di anni (fin quando non decadrà il loro livello di radioattività). Al momento, la scienza non è in grado: &lt;br /&gt;- né di distruggere le scorie radioattive &lt;br /&gt;- né di accelerare i periodi di decadimento della loro radioattività. &lt;br /&gt;In Italia, nel 2003, si è fermata per protesta un’intera regione italiana per impedire la realizzazione di un deposito geologico di scorie (quelle che ancora l’Italia detiene per l’attività delle nostre vecchie centrali nucleari, chiuse negli anni ’80). Tutt’oggi nella bolletta della luce, alla voce A2, paghiamo ancora una retta per il loro smaltimento!&lt;br /&gt;Come possiamo pensare al nucleare oggi quando, per il nostro Paese, è ancora irrisolto il problema dello stoccaggio dei “rifiuti” delle centrali degli anni ‘60?! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) “ineliminabili” sono i RISCHI D’INCIDENTE NUCLEARE.&lt;br /&gt;E’ vero che ogni attività umana comporta dei rischi per l’uomo, più o meno marcati. Ma ci rendiamo conto che l’attività nucleare non è una attività come qualunque altra e che le conseguenze di eventuali incidenti sarebbero disastrose per l’intera Umanità (o gran parte di essa)?!&lt;br /&gt;Anche se tali rischi sarebbero ridotti dalla costruzione di centrali di terza-quarta generazione, il rischio (anche se minore statisticamente) permane lo stesso! Nonostante la disinformazione comune, infatti, “non esiste” un nucleare sicuro o a bassa produzione di scorie: esiste solo un nucleare più innovativo! Secondo il premio nobel italiano per la fisica, Carlo Rubbia, vi è un “calcolo delle probabilità” per cui “ogni cento anni un incidente nucleare è possibile”. Rischio che statisticamente aumenta con l’aumentare del numero delle centrali! Se da un lato le nuove centrali di ultima generazione garantiscono un livello di sicurezza elevato, dall’altro non si può fare a meno di pensare che anche la centrale di Chernobyl era stata considerata sicura a suo tempo! &lt;br /&gt;Come se non bastasse, una inchiesta del quotidiano britannico “The Independent” ha denunciato come, in caso di incidente, le centrali nucleari di nuova generazione sarebbero più pericolose dei vecchi impianti che dovrebbero sostituire! I nuovi reattori che verranno costruiti in Gran Bretagna (ma anche in Italia, dopo l’accordo siglato tra Berlusconi e Sarkozy), secondo alcuni documenti di natura industriale che provengono dalla azienda francese Edf (la stessa che ha appena sottoscritto un accordo con Enel):&lt;br /&gt;- ridurrebbero il rischio di incidenti (grazie alle nuove tecnologie)&lt;br /&gt;- ma, nel caso avvenga una fuoriuscita di radiazioni, questa sarebbe più consistente e pericolosa che non in passato (si stima che, in tal caso, le perdite umane potrebbero essere doppie rispetto al caso Chernobyl!). &lt;br /&gt;I sostenitore del nucleare si difendono ricordando un dato: nonostante l’Italia dal 1987 ha chiuso col nucleare, sono ben 13 le centrali straniere presenti ad un passo da casa nostra (a meno di 200 km), esattamente quelle di: &lt;br /&gt;- Phenix, Tricast, Cruas, Saint-Alban, Bugey e Fessenheim (in Francia) &lt;br /&gt;- Muenleberg, Goesgen, Beznau e Leibstadt (in Svizzera) &lt;br /&gt;- Grundemmingen e Isar (in Germania) &lt;br /&gt;- e Krsko in (Slovenia).&lt;br /&gt;L’Anpa (l’Agenzia nazionale per la protezione ambientale) considera le stesse come se fossero praticamente nel territorio italiano ai fini delle conseguenze di un incidente! Sebbene protette dalla barriera alpina, le nostre regioni confinanti con le centrali elencate subirebbero ugualmente l’impatto di un’eventuale nube di particelle radioattive liberata. A seconda della quantità del materiale liberato e della direzione dei venti, le aree coinvolte potrebbero estendersi ben sotto la fascia settentrionale del nostro Paese.&lt;br /&gt;Tutto questo è vero. Ma ha senso pensare che ciò sia una valida ragione per costruire nuove centrali anche in suolo italiano, così aumentando statisticamente il rischio che in Europa si verifichi un incidente nucleare?! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) enormi sono i COSTI DI COSTRUZIONE E DI GESTIONE DELLE CENTRALI NUCLEARI. &lt;br /&gt;Da circa 15 anni nessun paese occidentale (salvo la Finlandia) ha messo in cantiere nuove centrali nucleari: l’ultimo reattore nucleare costruito nella nazione più nuclearizzata al mondo (gli USA) risale al 1979 (trent’anni fa!). Questo per un semplice motivo: l’energia nucleare è “anti-economica”, poiché elevatissimi sono i costi: &lt;br /&gt;- sia di realizzazione degli impianti (5 miliardi di euro per ogni centrale)&lt;br /&gt;- sia di gestione degli stessi (costi militari per garantirne la sicurezza dagli attentati terroristici, costi d’attività, costi per smantellare la centrale nucleare al termine della sua attività…).&lt;br /&gt;Tutti costi non sostenibili da un’industria privata, che richiedono l’intervento dello Stato a copertura delle spese (aumentando le tasse e le imposte sui contribuenti): il basso costo dell’energia in bolletta, così, viene in gran parte compensato dall’aggravio fiscale sopportato dai cittadini!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) problematica è la LOCALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI NUCLEARI. &lt;br /&gt;Ricordando le recenti proteste: &lt;br /&gt;- campane per l’accoglimento di discariche di rifiuti urbani&lt;br /&gt;- vicentine per l’ampliamento di una base militare &lt;br /&gt;- o valdostane per la costruzione della TAV&lt;br /&gt;qualcuno può immaginare come reagirebbero le comunità locali italiane alla richiesta di costruire, nella loro regione, una centrale nucleare o un deposito di scorie radioattive??? Basterà l’esercito ad imporre le scelte governative dalla’alto?!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6) lunghi sono i TEMPI DI COSTRUZIONE DI UNA CENTRALE NUCLEARE. &lt;br /&gt;Per costruire un nuovo reattore nucleare occorrono circa 10 anni di lavoro. Le quattro centrali nucleari italiane progettate entreranno in funzione solo nel 2020. Se consideriamo:&lt;br /&gt;- che la loro costruzione richiederà 20 miliardi di euro (soldi sottratti a possibili investimenti nelle energie rinnovabili)&lt;br /&gt;- e che l’energia da queste prodotta coprirà solo il 5/6% del fabbisogno energetico nazionale (ben lontano dal 25% propagandato dal ministro Scajola!)&lt;br /&gt;è chiaro a tutti, già e solo da questi dati, perché il piano energetico nucleare del Governo è pura e miope follia umana ed irrazionalità economica?! Chi ci guadagnerà da tutto questo? Qualcuno di sicuro, ma non certo noi cittadini!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7) esorbitanti sono le QUANTITÀ D’ACQUA NECESSARIE AL FUNZIONAMENTO DI UNA CENTRALE.&lt;br /&gt;Considerando come l’acqua è destinata a diventare un bene sempre più scarso e prezioso negli anni a venire, è opportuno vincolare ingenti risorse idriche nazionali per l’uso di quattro centrali nucleari?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8) infine, ineludibile è il RISCHIO DELL’UTILIZZO (in un futuro più o meno prossimo) DELL’ENERGIA NUCLEARE CIVILE ANCHE A FINI BELLICI (per la produzione di armi nucleari). &lt;br /&gt;Lo stretto legame tecnologico tra la produzione civile di energia nucleare e l’industria bellica, infatti, è innegabile. Perché, dal 2004, i paesi occidentali esercitano grande pressione sull’Iran per impedire la costruzione di una semplice centrale nucleare civile? Proprio per il timore che questi impianti siano utilizzati anche per finalità belliche!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ACCORDO ITALO-FRANCESE SUL NUCLEARE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1987/2009: 22 anni dopo il referendum con cui gli Italiani si sono espressi per la chiusura delle nostre centrali nucleari, il Governo Berlusconi ha deciso una svolta: l’accordo energetico italo-francese dello scorso febbraio, siglato col presidente Sarkozy, costituisce la “prima pietra” della costruzione di quattro centrali nucleari in Italia entro il 2020!&lt;br /&gt;“Il nucleare è una scelta indispensabile per garantirci l’energia per il futuro”, sostiene Berlusconi: “la politica dei no non è giusta. Chi si oppone all’innovazione provoca un danno sia all’economia che all’ambiente”. &lt;br /&gt;Ma siamo sicuri che non sia proprio la scelta nucleare a causare un danno all’economia pubblica ed all’ambiente?!&lt;br /&gt;Mentre il “neo” presidente Barak Obama dichiara che investirà decisamente sull’ “energia pulita” (anche contrastando le potenti lobby americane), il nostro (“ripetente”) presidente del Consiglio ha scelto la rotta opposta: sottrarre risorse alla ricerca sulle energie rinnovabili per costruire quattro nuovi reattori nucleari!&lt;br /&gt;Per restare a noi vicini, Spagna e Germania (paesi l’uno governato dalla Sinistra, l’altro dalla Destra) in questi ultimi anni hanno visto uno sviluppo esponenziale delle fonti energetiche “pulite”, tale da farle competere con le fonti tradizionali! &lt;br /&gt;Siamo davvero sicuri, allora, che il nucleare rappresenti l’“energia del futuro” anziché un residuo del passato? E se fosse davvero così conveniente e indispensabile, come mai solo il 6% dell’energia mondiale è prodotta col nucleare???&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UNA NUOVA POLITICA ENERGETICA PER UN MONDO PULITO E SOSTENIBILE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sole (che ogni giorno illumina e riscalda la terra) è la più importante fonte energetica che la natura mette a nostra disposizione: un’energia “illimitata” ed a “costo zero”!&lt;br /&gt;Nel deserto del Nevada è stato costruito (in soli 18 mesi!) un impianto per la produzione di energia solare costato solo 200 milioni di dollari e che produce 64 megawatt di energia. Con 20 impianti di questo genere si produrrebbe un terzo dell’elettricità di una centrale nucleare da un giga watt! Ed i costi di tali impianti (oggi ancora elevati) si ridurrebbero considerevolmente se ne venissero costruiti in gran quantità.&lt;br /&gt;Secondo il fisico Carlo Rubbia, un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato (un’area equivalente appena allo 0,1% delle zone desertiche del “sun-belt” o Europa Meridionale), potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta! &lt;br /&gt;Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia (producendo un’energia equivalente a quella di 15 centrali nucleari da un giga watt) basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma!&lt;br /&gt;In Italia, replicano gli scettici, non si hanno i deserti per poter realizzare impianti fotovoltaici di grandi dimensioni. Questo non è un ostacolo insuperabile! Basterebbe sviluppare la tecnologia in Italia ma costruire gli impianti solari nelle sole regioni meridionali (ove possibile) e negli sterminati deserti inabitati del nord Africa (trasportando poi l’energia nel nostro Paese).&lt;br /&gt;Altra obiezione ricorrente: il sole non è sempre presente e non garantisce la necessaria continuità dell’afflusso energetico. Falso anche questo! I nuovi impianti solari termodinamici “a concentrazione” catturano l’energia e la trattengono in speciali contenitori. &lt;br /&gt;Prima ancora che una centrale nucleare produca la prima energia in Italia (occorreranno almeno 10 anni), se si investisse fin d’ora concretamente nel settore delle energie rinnovabili (ancora ai primordi …) si potrebbero realizzare risultati stupefacenti! &lt;br /&gt;Un vero piano energetico nazionale lungimirante dovrebbe investire tutto su tre obiettivi primari:&lt;br /&gt;1- SVILUPPARE LE FONTI RINNOVABILI DI ENERGIA (solare, fotovoltaico, eolico …), attraverso incentivi pubblici e l’utilizzo della leva fiscale&lt;br /&gt;2- RIDURRE I CONSUMI DI ENERGIA (ad esempio, favorendo l’utilizzo dei mezzi pubblici e delle biciclette, diminuendo i rifiuti …)&lt;br /&gt;3- ed  AUMENTARE L’EFFICIENZA ENERGETICA del Paese (ad esempio: perché, in primis come fonte di sviluppo ed occupazione, anziché percorrere la facile ma controproducente scorciatoia dell’ennesima “cementificazione selvaggia” del territorio, non si investe sulla “riqualificazione” degli edifici, pubblici e privati?)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché la politica è ancora così miopiamente legata a stereotipi vecchi? Perché tanta reticenza ad investire su un “altro futuro energetico” possibile?! La risposta più plausibile, rendiamoci conto, non può che essere una: “il sole non è soggetto ai monopoli, e non paga la bolletta …” (C. Rubbia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’INCHIESTA COMPLETA E’ CONSULTABILE SU:&lt;br /&gt;- (parte I: “Emergenza energetica: inchiesta sullo stato attuale …”) http://spaziolibero.blogattivo.com/g-s-b1/ENERGIA-NUCLEARE-RITORNO-AL-FUTURO-O-SALTO-NEL-BUIO-parte-I-b1-p137.htm &lt;br /&gt;- (parte II: “Le ragioni per cui il ritorno al nucleare è pura e miope follia!”) http://spaziolibero.blogattivo.com/g-s-b1/ENERGIA-NUCLEARE-RITORNO-AL-FUTURO-O-SALTO-NEL-BUIO-parte-II-b1-p136.htm &lt;br /&gt;- (parte III: “Accordo italo-francese sul nucleare: un compromesso al ribasso senza alcuna prospettiva!”) http://spaziolibero.blogattivo.com/g-s-b1/ENERGIA-NUCLEARE-RITORNO-AL-FUTURO-O-SALTO-NEL-BUIO-parte-III-b1-p135.htm &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gaspare Serra&lt;br /&gt;BLOG PERSONALE: http://spaziolibero.blogattivo.com &lt;br /&gt;PROFILO FACEBOOK: http://www.facebook.com/profile.php?id=1251748603&amp;ref=name &lt;br /&gt;GRUPPO FACEBOOK “ IL PIANETA CHE MUORE ... (un altro “modello di sviluppo” è possibile!) ”:&lt;br /&gt;http://www.facebook.com/group.php?gid=49160887239&amp;ref=mf&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682242346031385046-6316779702765531839?l=www.italiamiablog.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/imblog/~4/4RFRysPtRow" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/imblog/~3/4RFRysPtRow/energia-nucleare-ritorno-al-futuro-o.html</link><author>noreply@blogger.com (Gaspare Serra)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.italiamiablog.com/2009/03/energia-nucleare-ritorno-al-futuro-o.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-7349851610564852588</guid><pubDate>Sun, 08 Mar 2009 13:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-08T14:13:50.758+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">diritti civili</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">DONNE</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">libertà</category><title>“FESTA DELLE DONNE”: HA ANCORA SENSO OGGI???</title><description>L’8 MARZO DOVREBBE INVITARE TUTTI PIU’ A RIFLETTERE ED “INDIGNARSI”, PIUTTOSTO CHE A FESTEGGIARE E CONSUMARE!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL PUNTO DI PARTENZA …&lt;br /&gt;Come ogni anno, è arrivata la “festa delle donne”.&lt;br /&gt;Tutto ebbe inizio nel lontano 1908, quando, contro ogni schema sociale e conformismo, le operaie dell’industria tessile “Cotton” di New York iniziarono uno sciopero ad oltranza contro le terribili condizioni di lavoro cui erano costrette. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché un giorno (appunto, l’8 marzo) il proprietario dell’impresa, Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire! Nello stabilimento scoppio (o meglio, venne appiccato) un incendio: 129 coraggiose donne prigioniere di un maschilismo imperante e di un capitalismo senza coscienza morirono arse dalle fiamme …&lt;br /&gt;In memoria di quelle operaie ribelli Rosa Luxemburg (la più famosa femminista della storia) propose l’8 marzo come “giornata internazionale a favore delle donne”: non una festa “consumistica” o gioiosa, bensì un giorno della memoria con valenza di monito per il futuro …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, a distanza di un secolo, si rinnova quella che “dovrebbe” essere un’occasione:&lt;br /&gt;- per il ricordo collettivo di quelle 129 donne “assassinate” solo per aver rivendicato di essere trattate come esseri umani (non bestie da soma!)&lt;br /&gt;- e per riportare l’attenzione della Comunità internazionale su tutti “i milioni” di donne che nel mondo, ancora oggi, vedono negati i propri diritti più minimi ed essenziali: l’elenco di ingiustizie e soprusi  da denunciare sarebbe lungo …&lt;br /&gt;Questo dovrebbe essere un giorno anche per stare vicino (fisicamente o moralmente) a tutte le donne che, nel nostro stesso Paese, continuano a subire violenza da parte di chi persevera a non considerarle donne, esseri umani al pari dell’uomo, ma solo oggetti, “suppellettili” del mondo maschile!&lt;br /&gt;Ma, nella coscienza comune, cosa c’è (o cosa resta) di tutto questo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;… IL PUNTO D’ARRIVO&lt;br /&gt;L’impressione è che l’8 Marzo, da giornata in ricordo delle lotte per l’ “emancipazione femminile” e per promuovere la stessa, si sia trasformata (in una Società, con estrema facilità, butta tutto nel tritacarne del conformismo e del consumismo) in una festa come un’altra, anzi: nella “festa della mimosa”!&lt;br /&gt;Mi chiedo (vi chiedo), “provocatoriamente”:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che senso ha continuare a festeggiare una giornata:&lt;br /&gt;- di cui in pochi ne ricordano (od abbiamo mai appreso!) le ragioni fondative&lt;br /&gt;- ed in molti ne snaturano lo spirito?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che senso ha, oggi, questa ricorrenza quando stupri, abusi, violenze, sopraffazioni sono una realtà così tanto diffusa (oltre ogni percezione) che un rametto di mimosa non può di certo cancellare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dirò di più: che senso ha questa ricorrenza quando la donna, in Italia, se si reca nei consultori o negli ospedali per aver scelto (dopo tante incertezze e sensi di colpa) di interrompere una gravidanza indesiderata, deve subire la “violenza psicologica” di medici obiettori di coscienza pronti a colpevolizzarle?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che senso ha questa ricorrenza quando una donna, sempre in Italia, per realizzare il suo sogno di maternità anche ricorrendo alla fecondazione assistita, deve accettare una legge in materia profondamente “vendicativa” sulle donne, che rende loro l’intervento fecondativo più difficile, invasivo e rischioso (anche per la loro salute)?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che senso hanno i festeggiamenti di questa ricorrenza, da parte delle più alte istituzioni del Paese, quando la nostra Politica:&lt;br /&gt;- si rifiuta di approvare le “quote rose” od altri meccanismi di garanzia di adeguata rappresentanza delle donne nelle istituzioni (“per rispetto delle stesse” -ci si difende- che non possono essere trattate alla stessa stregua di specie in via d’estinzione …)&lt;br /&gt;- ma, approfittando allo stesso tempo dell’assenza di quote rosa, riduce “al minimo” gli spazi di partecipazione politica delle donne o le trasforma in mere “vetrine per il pubblico”? (il caso del Ministro Carfagna è solo uno degli esempi possibili!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che senso ha festeggiare il ruolo e l’importanza sociale delle donne in un Paese in cui le stesse sono terribilmente discriminate dalla “Casta” degli uomini, in primis nell’ingresso nel mondo del lavoro e nella progressione di carriera? (le donne, nonostante costrette a fare enormi sacrifici per entrare nel mondo del lavoro, si vedranno riconoscere un salario “inferiore” a quello del proprio collega uomo e vedranno sbarrata ogni strada per far carriera!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che senso hanno i politici che fanno gli auguri alle donne per poi richiedere loro di pagare il costo della crisi economica col sacrifico di ritardare di “cinque anni” il loro pensionamento?!&lt;br /&gt;“Perché ce lo impone l’Europa”, ci si difende … Ma l’Europa ci impone anche un Paese in cui chi è donna-moglie-madre-lavoratrice contemporaneamente deve combattere quotidianamente per conquistare quello che, negli altri paesi europei, è semplicemente un loro diritto (sociale, sindacale, assistenziale o sanitario)?&lt;br /&gt;Come si può essere così ipocriti da sostenere che in Italia gli uomini siano “discriminati” in rapporto alle donne per la differente età di pensionamento, quando non si interpreta globalmente la realtà italiana?! Si propaganda una verità incontestabile ma si nasconde che, in questo stesso Paese, le donne sono discriminate rispetto agli uomini per mille altri aspetti della loro vita! Perché non si interviene anche contro le discriminazioni contro le donne???&lt;br /&gt;Non è un “obbrobrio giuridico” richiedere alle donne di parificare la loro età pensionistica rispetto agli uomini: anzi, potrebbe essere il segno di un ulteriore “parità” tra i sessi. Prima di giungere a questo traguardo, però, la Politica italiana “deve rendersi conto” che sono ben altri i passi obbligati e prioritari da compiere: non perché ce lo impone qualcun altro, ma perché ce lo richiede il senso di “moralità” di un Paese!&lt;br /&gt;L’“equilibrio” fra i sessi (specie rispetto al lavoro) non è ancora, di fatto, raggiunto: spesso il lavoro della donna fuori dell’ambito familiare (il più delle volte necessario per far quadrare il bilancio familiare) si risolve in un “doppio carico di lavoro” per la stessa: dentro e fuori casa! Il carico domestico, la cura dei figli, l’assistenza degli malati o degli anziani in famiglia …: tutti continua a gravare solo sulle loro spalle!&lt;br /&gt;Una concreta politica “paritaria” dovrebbe puntare non alle scarne enunciazioni legislative di “principio” ma al miglioramento effettivo e concreto della condizione sociale delle donne, dipendente da due fattori:&lt;br /&gt;1- il MIGLIORAMENTO DEI SERVIZI PUBBLICI OFFERTI ALLE FAMIGLIE, necessari per riscattare più “tempo libero” in favore delle madri. Sarebbe prioritario, ad esempio:&lt;br /&gt;a. investire più risorse per costruire asili nido pubblici (un indispensabile servizio che va reso più diffuso e capillare nel territorio)&lt;br /&gt;b. garantire il tempo pieno nelle scuole elementari&lt;br /&gt;c. defiscalizzare il costo dei servizi di babby sitter e dadanti&lt;br /&gt;d. rendere detraibili tutte le spese medico-alimentari necessarie per la crescita dei figli&lt;br /&gt;e. sostenere economicamente “il costo” della maternità (con adeguati sussidi che vadano ben oltre interventi minimi ed una tantum come gli assegni per ogni nuovo nato)&lt;br /&gt;2- e la PREDISPOSIZIONE DI UNA “EFFETTIVA” TUTELA LEGISLATIVA DEL LAVORO DELLE DONNE, ad esempio:&lt;br /&gt;a. fissando delle “quote rosa”: imponendo ai datori di lavoro un’assunzione paritaria (uomo-donna) dei dipendenti&lt;br /&gt;b. e sanzionando efficacemente i sempre più frequenti licenziamenti “giustificati” dalla maternità (oggi favoriti dalla condizione di precariato del mondo del lavoro): anche se spesso non si tratta più di licenziamento in senso tecnico ma di “mancato rinnovo” del contratto di lavoro, la situazione discriminatoria di fatto non cambia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione” (art. 37 Costituzione).&lt;br /&gt;La “parità” dei sessi è sancita dalla Costituzione italiana e ribadita da numerose leggi. Ancora però la classe politica italiana (sarà perché quasi “interamente maschile”???) non ha “voluto” fare il salto più “qualificante”: passare dalle enunciazioni di “principio” alle risposte “concretate” ai bisogni quotidiani delle donne (e delle famiglie, di cui le stesse sono il cardine).&lt;br /&gt;Solo quando tutte le donne avranno preso coscienza dei propri diritti e della propria uguaglianza, solo quando non vivranno l’impegno esterno con senso di colpa verso la famiglia, si potrà veramente parlare di parità!&lt;br /&gt;Solo allora -a mio avviso- voi donne sarete davvero “libere” … anche di festeggiare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gaspare Serra&lt;br /&gt;BLOG PERSONALE: http://spaziolibero.blogattivo.com&lt;br /&gt;PROFILO FACEBOOK: http://www.facebook.com/profile.php?id=1251748603&amp;amp;ref=name&lt;br /&gt;GRUPPO FACEBOOK “ ALI SPEZZATE... (contro la violenza sulle donne!) ”: http://www.facebook.com/group.php?gid=46425321644&amp;amp;ref=ts&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682242346031385046-7349851610564852588?l=www.italiamiablog.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/imblog/~4/xW0ulYJc_iU" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/imblog/~3/xW0ulYJc_iU/festa-delle-donne-ha-ancora-senso-oggi.html</link><author>noreply@blogger.com (Gaspare Serra)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total><feedburner:origLink>http://www.italiamiablog.com/2009/03/festa-delle-donne-ha-ancora-senso-oggi.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-5853159140993951608</guid><pubDate>Sat, 07 Mar 2009 22:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-07T23:25:51.254+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">nautica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">energia solare</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">idrogeno</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">genova</category><title>Partirà dalla Liguria la "Nautica ad idrogeno"</title><description>&lt;p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family:Calibri;"&gt;In occasione del  Salone Internazionale della Nautica di Genova la presentazione del  progetto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family:Calibri;"&gt;Sarà  presentato in occasione del prossimo Salone Internazionale della Nautica di  Genova il progetto “Nautica ad idrogeno” che si sperimenterà per la prima volta  a livello mondiale proprio in Liguria: questo l'accordo raggiunto oggi tra H2U  Università dell'Idrogeno e l'Assessorato all'ambiente della Regione Liguria ad  Energethica, quarto Salone dell’energia rinnovabile e sostenibile organizzato da  Emtrad alla Fiera di Genova.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family:Calibri;"&gt;L'accordo  prevede la realizzazione di un prototipo di barca a vela ad idrogeno e la  creazione di una rete di punti di rifornimento di idrogeno prodotto da fonti  rinnovabili, da realizzare nei porti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family:Calibri;"&gt;"H2U promuove  - dichiara il presidente di H2U Università dell'Idrogeno, Nicola Conenna -  progetti innovativi nel campo della mobilità sostenibile sull'utilizzo di  combustibili alternativi ai prodotti di derivazione petrolifera. Nel caso  dell'idrogeno, direttamente derivati da energie rinnovabili di origine solare.  E' tempo che anche nel mondo della nautica ci si muova con decisione in tal  senso. Genova capitale del mare è il posto più adatto per far decollare un  progetto di nautica ad idrogeno. Ed è importante che questo accordo sia nato  proprio ad Energethica, fiera di riferimento delle energie rinnovabili".  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family:Calibri;"&gt;"E'  fondamentale per la Regione - dichiara l'assessore all'ambiente della Regione  Liguria Franco Zunino - sperimentare e adottare percorsi di sostenibilità nel  campo della nautica. Il rapporto con il mare è per noi di grande importanza ed  un progetto come questo potrà essere un tassello significativo per salvaguardare  l'ecosistema".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family:Calibri;"&gt;"Quest'anno  Energethica - conclude l'organizzatore della fiera Edgar Mader - si è aperta per  la prima volta al trasporto sostenibile via mare, dedicando il convegno  inaugurale ai porti verdi. Se a questa nuova apertura si aggiunge l'accordo di  collaborazione tecnica recentemente stipulato con H2U viene naturale pensare ad  un vivo coinvolgimento nel progetto della nautica ad idrogeno".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family:Calibri;"&gt;Ufficio  stampa H2U Università dell'Idrogeno:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family:Calibri;"&gt;Roberto  Race &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family:Calibri;"&gt;3470885233  - 3339064533&lt;span&gt;   &lt;/span&gt;&lt;a href="mailto:robertorace@yahoo.it" target="_blank"&gt;robertorace@yahoo.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682242346031385046-5853159140993951608?l=www.italiamiablog.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/imblog/~4/nV4EBo4lq_M" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/imblog/~3/nV4EBo4lq_M/partira-dalla-liguria-la-nautica-ad.html</link><author>noreply@blogger.com (Ercole)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.italiamiablog.com/2009/03/partira-dalla-liguria-la-nautica-ad.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-9196482811378744420</guid><pubDate>Sat, 28 Feb 2009 12:32:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-02-28T13:32:49.320+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">svp</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">testamento biologico</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">peppino englaro</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">eutanasia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">libertà terapeutica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">eluana englaro</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">libertà</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">d.d.l. Calabrò</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">salute</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cure mediche</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">accanimento terapeutico</category><title>TESTAMENTO BIOLOGICO: UN “OBBROBRIO” GIURIDICO!</title><description>ECCO PERCHE’ IL D.D.L. “CALABRO’” E’ ILLIBERALE, ANTICOSTITUZIONALE E CONTRARIO AI DIRITTI UMANI!&lt;br /&gt;NO AD UNO “STATO ETICO”: DECIDO IO DEL MIO CORPO, DELLA MIA SALUTE E DELLA MIA VITA!&lt;br /&gt;LA VITA CI APPARTIENE: NON LASCIAMOCELA SCIPPARE!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UNA DOMANDA:&lt;br /&gt;La medicina è giunta a un punto di progresso tale da poter mantenere in vita anche persone afflitte da gravi malattie, pur in assenza di qualsiasi prospettiva di “regressione” della loro patologia: pazienti idratati ed alimentati artificialmente, talvolta stimolati nella funzione cardiaca e in quella respiratoria da macchine sofisticate.&lt;br /&gt;Questi malati, specie se in stato vegetativo permanente (SVP), sopravvivono in un impenetrabile “spazio intermedio”  tra la vita e la morte, del quale poco sappiamo e nessuno può vantare certezze.&lt;br /&gt;Di fronte a questa prospettiva, a chi spetta il diritto di scelta “se” e “fino a quando” protrarre tale condizione vitale “non naturale” (possibile solo grazie all’uso-abuso delle tecniche della scienza)?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COS’E’ IL TESTAMENTO BIOLOGICO?&lt;br /&gt;Il Testamento biologico consiste in una “dichiarazione anticipata di volontà”: un atto formale che consente a ciascuno, finché si trovi nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali, di dare disposizioni riguardo a futuri trattamenti sanitari per il tempo nel quale tali facoltà fossero annullate o gravemente ridotte.&lt;br /&gt;Si tratta di un atto che può contenere previsioni assai diverse:&lt;br /&gt;- dal solo rifiuto dell’accanimento terapeutico o di determinate terapie&lt;br /&gt;- alla richiesta di interruzione delle cure in caso di grave patologia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;QUALI SONO I PUNTI PIU’ CONTROVERSI DEL D.D.L. CALABRO’?&lt;br /&gt;I punti più controversi del d.d.l. Calabrò sulle “Disposizioni in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari” (approvato dalla Commissione Sanità del Senato il 19-02-2009, in discussione dal prossimo 5 marzo al Senato, ed il cui testo completo è consultabile su: http://www.senato.it/notizie/8766/163120/164601/165443/165452/165514/genpagina.htm ) sono i seguenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 2 (Divieto di eutanasia e di suicidio assistito)&lt;br /&gt;Co.2 “L’attività medica, in quanto esclusivamente finalizzata alla tutela della vita e della salute, nonché all’alleviamento della sofferenza, non può in nessun caso essere orientata al prodursi o consentirsi della morte del paziente, attraverso la non attivazione o disattivazione di trattamenti sanitari ordinari e proporzionati alla salvaguardia della sua vita o della sua salute, da cui in scienza e coscienza si possa fondatamente attendere un beneficio per il paziente”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tale formulazione, nella sua astrattezza, rischia di essere una “aberrazione giuridica”: l’assolutezza di tale divieto svuoterebbe di contenuti la libertà di scelta terapeutica del paziente, garantita dall’art. 32 della Costituzione.&lt;br /&gt;Se oggi chiunque, in piena libertà e coscienza, ha il diritto di rifiutare qualsiasi trattamento medico che ritenga eccessivamente invalidante, anche se vitale (ad esempio, una amputazione degli arti), questa proposta di legge ambisce a privare ognuno di noi di ogni facoltà di autodeterminazione e di disporre liberamente del proprio corpo!&lt;br /&gt;Tale provvedimento, nato per impedire il ripetersi di casi clinici “limite” come quelli di Eluana Englaro (la cui volontà è stata inevitabilmente ricostruita dalla Magistratura, mancando 17 anni la possibilità di esprimerla attraverso un Testamento biologico), rischia di trasformarsi indiscriminatamente in una “spada di Damocle” contro le libertà di ognuno!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 5 (Contenuti e limiti delle dichiarazioni anticipate di trattamento)&lt;br /&gt;Co. 6 “Alimentazione ed idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze e non possono formare oggetto di Dichiarazione Anticipata di Trattamento”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è la norma che si vorrebbe introdurre per disciplinare, per intendersi, casi clinici come quelli di Eluana Englaro. In che modo? Vietando in termini assoluti la possibilità di interrompere l’alimentazione ed idratazione artificiale e forzata (cosa, invece, successa ad Eluana).&lt;br /&gt;In quali casi?&lt;br /&gt;- Non solo (come sarebbe criticabile ma avrebbe pur sempre la sua logica) nei casi in cui il paziente non si sia espresso esplicitamente sul tema, redigendo apposito Testamento biologico&lt;br /&gt;- ma anche nel caso in cui il paziente avesse precedentemente espresso (nel caso in cui si trovi in SVP) od esprima attualmente il suo rifiuto verso ogni forma di accanimento terapeutico (finanche l’alimentazione ed idratazione forzata) esplicitamente, pubblicamente (dinanzi ad un notaio) e formalmente (con atto scritto)!&lt;br /&gt;Si rendono l’alimentazione e l’idratazione artificiali “atti dovuti” con un semplice artifizio terminologico: non definendoli “terapie”, così da escluderle dai possibili contenuti del testamento biologico, a prescindere dalle volontà espresse dal paziente. Un artifizio, tra l’altro, privo di alcun fondamento scientifico, visto che la “Società italiana dei nutrizionisti” (oltre che gran parte del mondo scientifico) definisce tali atti “terapie mediche a tutti gli effetti”, in quanto:&lt;br /&gt;- prescritte da un medico&lt;br /&gt;- sulla base di una diagnosi clinica&lt;br /&gt;- ed eseguite con metodi chirurgici ed invasivi (l’inserimento di un sondino naso-gastrico nello stomaco del paziente).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PERCHE’ IL PROGETTO DI LEGGE SUL TESTAMENTO BIOLOGICO E’ “ILLIBERALE”?&lt;br /&gt;Tale progetto mette gravemente in pericolo diritti storicamente consolidati come:&lt;br /&gt;1- la libertà terapeutica&lt;br /&gt;2- e la libertà di autodeterminazione.&lt;br /&gt;Il d.d.l. Calabrò è giuridicamente un “obbrobrio”: mira a cancellare d’un solo colpo quella che era stata la conquista progressiva della civiltà giuridica del diritto della persona: il diritto di decidere sulla propria vita!&lt;br /&gt;“Libertà terapeutica”, infatti, vuol dire anzitutto libertà dell’individuo di disporre della propria vita (quindi anche del proprio corpo e della propria salute).&lt;br /&gt;Negare il carattere “vincolante” del testamento biologico, per rimette la vita della persona nelle mani del giudizio (del tutto relativo ed aprioristico) del legislatore, vuol dire negare ad ogni persona la propria libertà di autodeterminazione!&lt;br /&gt;La futura legge non mira a regolamentare la libera manifestazione delle proprie volontà in merito al “fine vita”, bensì a mettere sul nascere una “pietra tombale” sul Testamento biologico, svuotato di ogni contenuto e significato! Che senso avrebbe prestarsi a tutta l’infinita serie di “formalismi burocratesi” previsti dalla legge per redigere un Testamento biologico (da rinnovare decine di volte in vita) se poi, alla fine, non si ha facoltà di decidere praticamente su niente? A cosa servirebbe, in definitiva, tale dichiarazione formale?&lt;br /&gt;Ad essere messi in discussione sono i nostri “diritti civili”! Piuttosto che una legge “liberticida” sul fine vita, è dieci, cento, “mille” volte meglio non avere nessuna legge in materia e lasciare la soluzione delle questioni, caso per caso, alla sensibilità dei medici e dei familiari (con la possibilità di ricorrere alla Magistratura per far valere la volontà espressa da sé o dai propri cari).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sui temi etici necessiterebbe una posizione moderata, equilibrata e pluralista da parte del legislatore, che “dovrebbe” essere consapevole:&lt;br /&gt;- di governare un Paese diviso in materia in più posizioni (tutte da considerate e rispettare, senza volerne imporre nessuna!)&lt;br /&gt;- e di dover dettare norme che, in quanto “generali” (ossia rivolte a tutti i cittadini), dovrebbero tenero conto della libertà di scelta e di coscienza di ognuno.&lt;br /&gt;Perché tutti i partiti riconoscono ai parlamentari, su tali materie, la più compiuta libertà di coscienza e di pensarla diversamente, mentre della stessa libertà si vogliono privare i cittadini!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il principio base “inamovibile” su cui basare ogni discussione sul tema dovrebbe essere:&lt;br /&gt;- non una astratta tutela aprioristica ed incondizionata della “vita” (come volendo strumentalmente contrapporre una “cultura della vita” ad una “cultura della morte”!)&lt;br /&gt;- bensì il riconoscimento della libertà di ciascuna persona di scegliere e decidere sulle cure mediche e relative terapie cui sottoporsi: nessuno può essere obbligato a trattamenti medici indesiderati, considerati eccessivamente invasivi o invalidanti o ritenuti forme di “accanimento terapeutico” (anche se si trattasse della idratazione e nutrizione artificiale!).&lt;br /&gt;Un ordinamento liberale dovrebbe tener conto:&lt;br /&gt;- tanto del principio di “intangibilità” della vita&lt;br /&gt;- quanto del fatto che, oggi, la sensibilità collettiva chiede che quella stessa vita, per essere vissuta, abbia un “senso”: senso che non possono essere qualche centinaia di parlamentari a decidere con legge per 60 milioni di Italiani!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La questione cruciale è indiscutibilmente una: fin quando una vita ha “senso”, fin a quando è “degna” di essere vissuta?&lt;br /&gt;Questo è un interrogativo a cui “nessuno” può pretendere di rispondere per gli altri, essendo la risposta legata ad una serie di visioni della vita e convincimenti religiosi, spirituali, culturali … in definitiva “irrimediabilmente” soggettivi.&lt;br /&gt;A questa domanda esistenziale, però, ognuno ha il diritto (oserei dire “naturale”) di rispondere almeno per sé!!!&lt;br /&gt;Non oserei mai dire “la vita di quella persona non vale la pena di essere vissuta”; mi sento, però, libero e consapevole di poter dire: “io, se mi trovassi in SVP, preferirei morire e non subire alcun accanimento della medicina sul mio corpo, con l’unico fine di protrarre ulteriormente uno stato di mera vita biologica”! Io ho il diritto, se mi trovassi in queste situazioni, di rinunciare alla speranza di un “miracolo” o di un possibile avveniristico rimedio della scienza, senza per questo negare agli altri il pari diritto di nutrire tali speranze per sé!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PERCHE’ IL D.D.L. CALABRO’ E’ INCOSTITUZIONALE?&lt;br /&gt;La proposta di legge Calabrò, cancellando del tutto la rilevanza della volontà della persona:&lt;br /&gt;- non solo per quanto riguarda il fine vita&lt;br /&gt;- ma per tutta una serie di decisioni terapeutiche oggi liberamente assunte&lt;br /&gt;è palesemente “incostituzionale” in quanto viola:&lt;br /&gt;1- sia il principio di autodeterminazione della persona, ex art. 13 Cost.&lt;br /&gt;2- sia il principio del consenso come elemento coessenziale al diritto alla salute, ex art. 32 Cost.: anche nei casi in cui il legislatore si avvalga del potere di imporre un trattamento sanitario, infatti, non può comunque violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuna terapia o trattamento medico può essere imposto dallo Stato contro la volontà espressa del cittadino:&lt;br /&gt;- “espropriandolo” del diritto elementare di accettare la morte come conseguenza della malattia&lt;br /&gt;- e condannandolo ad essere prigioniero, per “volontà di legge” (non per volontà di Dio!), di meccanismi artificiali di prolungamento della vita biologica.&lt;br /&gt;Quello in discussione al Senato è un testo di legge “immorale” perché mira ad imporre a tutti (anche a chi non la ritiene dignitosa) una vita artificiale ed un percorso “senza sbocco” di malattia e di sofferenza, con totale dispregio:&lt;br /&gt;- del primato della persona sullo Stato (art. 2 Cost.)&lt;br /&gt;- e della dignità umana del paziente (art. 32 Cost.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E PERCHE’ IL D.D.L. CALABRO’ VIOLA IL DIRITTO INTERNAZIONALE?&lt;br /&gt;Il progetto di legge sul Testamento biologico in discussione al Senato si pone in aperta violazione di una serie di Convenzioni internazionali sui “diritti umani” sottoscritte e ratificate dall’Italia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1- La CONVENZIONE DI OVIEDO, che dispone:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) ex art 5: “Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato. Questa persona riceve innanzitutto una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso”.&lt;br /&gt;La previsione non riguarda solo le terapie in senso stretto ma ogni intervento nel campo della salute: qualsiasi “atto medico” che, anche a fine non terapeutico, determini un’invasione della sfera corporea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b) ex art 9: “I desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione”.&lt;br /&gt;Se da un lato non si qualificano i “desideri” come vincolanti, dall’altro è evidente che il rispetto va dato non soltanto alle “dichiarazioni di volontà” (men che meno alle sole dichiarazioni solenni come l’atto pubblico) ma ad ogni espressione di preferenze comunque manifestata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2- La CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UNIONE EUROPEA, che dispone all’art. 2 co.2:&lt;br /&gt;“Nell’ambito della medicina e della biologia devono essere in particolare rispettati: il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalità definite dalla legge, ecc.”&lt;br /&gt;Ancora una volta il principio non è limitato ai trattamenti terapeutici, ma riguarda la libera determinazione nel campo medico-biologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come se non bastasse, la principale GIURISPRUDENZA EUROPEA da tempo ha affermato:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) il “diritto di rifiutare le terapie”, anche di sostegno vitale. I pazienti hanno il diritto di esprimere un “libero, consapevole e lucido dissenso” nei confronti di “atti medici” (anche benefici ed anche di fronte allo stato di necessità).&lt;br /&gt;Diritto che non ha nulla a che fare con l’eutanasia (che consiste in una condotta direttamente intesa a procurare la morte).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b) ed il principio per cui l’interruzione delle cure (anche senza volontà espressa del paziente divenuto incapace!) deve essere praticata:&lt;br /&gt;- non solo quando le cure sono “sproporzionate” (c.d. accanimento terapeutico)&lt;br /&gt;- ma anche quando esse siano “inutili” o abbiano il solo effetto del mantenimento in vita artificiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UNA ALTERNATIVA “INTELLIGENTE” AL D.D.L. CALABRO’:&lt;br /&gt;Nell’unirci all’appello per il diritto alla libertà di cui è primo firmatario il sen. Ignazio Marino (che puoi sottoscrivere anche tu su: http://testamentobiologico.ilcannocchiale.it/?r=151504 ), rivendichiamo due principi “irrinunciabili”:&lt;br /&gt;- l’indipendenza dei cittadini nella scelta delle terapie&lt;br /&gt;- ed il riconoscimento di tale diritto di scelta a tutte le persone (sia a chi può parlare e decidere, sia a chi ha perso l’integrità intellettiva e non può più comunicare, ma ha lasciato precise indicazioni sulle proprie volontà).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una possibile proposta legislativa valida ed alternativa al disegno “liberticida” portato avanti dalla maggioranza è quella da tempo avanzata dal sen. Ignazio Marino, sottoscritta da 101 senatori (puoi leggerne il testo completo su: http://www.ignaziomarino.it/Archivio/2/ddl_testamento_biologico(1).pdf ).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PERCHE’ E’ COSI’ DIFFICILE IN ITALIA APPROVARE UNA LEGGE SUL “FINE VITA” CIVILE E INTELLIGENTE?&lt;br /&gt;Le cause per cui da almeno 15 anni si discute di una simile legge senza mai approdare a nulla (se non solo adesso, spinti “a caldo” dalla vicenda di Eluana e dalla “smania politica” di cancellare la conquista di civiltà conseguita dal papà, Peppino Englaro, dopo 17 lunghi anni di battaglie giudiziarie) risiedono in una serie di ragioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1- nella “cultura del dolore” promossa dal Cattolicesimo, che interpreta la sofferenza come espiazione, come male salvifico, produttivo di senso e di virtù. La Chiesa osteggia da sempre tale legge perché teme che possa mettere in discussione il principio della “indisponibilità assoluta” della vita umana (che apparterrebbe a Dio).&lt;br /&gt;Il fatto che la Chiesa Cattolica assuma posizioni così nette è pienamente legittimo (com’è legittimo che la Chiesa si rivolga ai suoi fedeli invitandoli a seguire una direttiva di condotta: far parte di una Comunità vuol dire anche accettarne le regole …).&lt;br /&gt;Del tutto criticabile, invece, è il fatto che la Chiesa si rivolga al Governo ed al Parlamento direttamente per influenzarne l’azione politica!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2- nella difficile affermazione di uno spazio di autonomia ed indipendenza della classe politica italiana dalla Chiesa Cattolica.&lt;br /&gt;Ancor più criticabile delle “ingerenze” vaticane, infatti, è l’atteggiamento “indifeso e supino” della maggioranza parlamentare (che rappresenterà pure la maggioranza degli italiani -il che è dubbio su questo tema- ma, in ogni caso, non la “totalità” dei cittadini).&lt;br /&gt;Erigere, di fatto, a principio ispiratore di una legge dello Stato una visione religiosa della vita, ed imporla a chi non è religioso o è “diversamente religioso”, è semplicemente una negazione della laicità del diritto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3- nello squilibrio persistente nel “rapporto medico-paziente”, che vede primeggiare in ogni caso gli obiettivi del primo: troppo spesso, il desiderio legittimo di “tentare il tentabile”, infatti, sposta il più lontano possibile (non importa quanto artificialmente) il confine della sopravvivenza, grazie a terapie protratte “oltre ogni ragionevolezza”.&lt;br /&gt;La tentazione dell’onnipotenza e la presunzione di autosufficienza della scienza medica è un estremismo “parimenti pericoloso”!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4- nella difficoltà di affermare il “primato della libertà individuale” nel nostro ordinamento: se la libertà del soggetto incontra il proprio unico limite nella libertà altrui (e non può essere ristretta nella sua dimensione privata in nome di valori morali o religiosi), la facoltà di decidere del proprio corpo deve trovare garanzia di “inviolabilità” nel diritto pubblico!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COSA CI ASPETTA ED A COSA PREPARARCI?&lt;br /&gt;Se passa il d.d.l. della maggioranza così com’è, i tribunali saranno in breve tempo sommersi da centinaia di ricorsi!&lt;br /&gt;Si arriverebbe, di certo, fino alla Corte costituzionale (che però non ha tempi brevi).&lt;br /&gt;Sarà inevitabile, giunti a questo, lanciare un “referendum abrogativo” per ridare la parola agli elettori e per soppesare se in questo Paese, su questioni così delicate e che attengono alla libertà ed alla vita delle persone, vale più il voto (libero?) di 400 parlamentari o il pensiero condiviso dalla stragrande maggioranza degli italiani!&lt;br /&gt;Facciamo di tutto per far cambiare il ddl Calabrò in Parlamento! Se il testo di legge dovesse essere approvato per quel che è, prepariamoci tutti, fin da adesso, ad una mobilitazione nazionale perché questa legge venga cancellata al più presto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gaspare Serra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BLOG PERSONALE:&lt;br /&gt;http://spaziolibero.blogattivo.com&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PROFILO-FACEBOOK:&lt;br /&gt;http://www.facebook.com/profile.php?id=1251748603&amp;amp;ref=name#/profile.php?id=1251748603&amp;amp;ref=name&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GRUPPO-FACEBOOK “ ETICA E’ LIBERTA’ ”:&lt;br /&gt;http://www.facebook.com/profile.php?id=1251748603&amp;amp;ref=name#/group.php?gid=47587620953&amp;amp;ref=nf&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682242346031385046-9196482811378744420?l=www.italiamiablog.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/imblog/~4/3Ew8h44fp08" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/imblog/~3/3Ew8h44fp08/testamento-biologico-un-obbrobrio.html</link><author>noreply@blogger.com (Gaspare Serra)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">3</thr:total><feedburner:origLink>http://www.italiamiablog.com/2009/02/testamento-biologico-un-obbrobrio.html</feedburner:origLink></item></channel></rss>
