<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1522850224362175466</id><updated>2024-11-01T11:35:08.794+01:00</updated><title type='text'>Potere al Popolo - People Have the Power</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default?redirect=false'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>670</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1522850224362175466.post-4246565796280670168</id><published>2016-11-15T17:47:00.001+01:00</published><updated>2016-11-15T17:47:23.777+01:00</updated><title type='text'>#iovotoNo: la deriva autoritaria e la riforma costituzionale attesa da 40 anni....attesa, ma da chi?</title><content type='html'>&lt;img alt=&quot;Risultati immagini per iovotono deriva autoritaria&quot; height=&quot;330&quot; src=&quot;https://pbs.twimg.com/media/Ctq1deLXEAA3Zzh.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;43 anni fa il maestro venerabile della loggia P2 Licio Gelli ordinò che si scrivesse uno studio di riforma della Costituzione e delle istituzioni. Era lo schema R, che dopo verrà trasformato nel Piano di Rinascita Democratica. Per la verità lo schema R, molto meno conosciuto del piano di Rinascita Democratica, era molto più radicale e più esplicito e presenta singolari analogie con il piano di riforma costituzionale voluto da Renzi. Non sto dicendo che c&#39;è una prosecuzione della P2 di cui Renzi farebbe parte, non è questo, io sto dicendo soltanto una cosa con questo libro: che c&#39;è una cultura politica che ha messo radici in questo Paese, che avuto in Licio Gelli il suo promotore, e che poi ha continuato a farsi strada un po&#39; per volta conquistando anche settori di sinistra fino a imporsi. Prima con la riforma elettorale del 1993 che ha travolto il sistema proporzionale e con esso i partiti organizzati sul territorio, e dopo ha creato man mano nuovi partiti sotto forma di club riuniti intorno a una corte personale, come quella di Arcore o adesso quella del Giglio magico di Renzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Renzi, come per Gelli, si vota non tanto per eleggere un Parlamento quanto per eleggere il governo, che è quasi un dittatore temporaneo che opera senza limiti. Forse Renzi, che è uomo più di azione che di pensiero, più d&#39;istinto che di studio, non è consapevole di questa somiglianza fra il suo progetto è quello della P2. Restano però le incredibili similitudini e restano soprattutto tre elementi di forte analogia fra quello che è stato la P2 è l&#39;attuale fenomeno del Giglio magico: in primo luogo una cultura politica con molti elementi di contatto; in secondo luogo la comune origine sociale e geografica dei due movimenti che si presentano come fenomeni toscani legati al giro delle piccole banche in conflitto col grande capitale (vorrei ricordare che la banca dell&#39;Etruria nacque su impulso proprio di Licio Gelli nel 1971); e in terzo luogo, un giro di amicizie anche non italiane, fra cui si annoverano molti amici israeliani, la destra repubblicana americana e in particolare Michael Ledeen, personalmente vicino alla P2 e oggi molto amico di uomini della giro stretto renziano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E sulla base di queste similitudini, io credo che si possa dire che c&#39;è un filo che forse inconsapevolmente porta da Gelli a Renzi passando per Berlusconi. Quello che è comune al progetto di Gelli e al progetto di Renzi è una cultura politica di base che vede come centrale il governo, a scapito del Parlamento e del potere giudiziario. si immagina un governo che sia l&#39;unico elemento decisore, con un Parlamento -e quindi di riflesso con una minoranza una opposizione ridotta ai margini- e con un potere giudiziario sempre più condizionato. Un potere privo di controlli o comunque con controlli assai ridotti, e a loro volta condizionabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si dice che la riforma di Renzi sia una riforma di tipo presidenziale: è vero solo fino a un certo punto. Perché gli Stati Uniti hanno un ordinamento presidenziale che sicuramente privilegia l&#39;esecutivo rispetto al Parlamento, ma che ha molti contrappesi, ha molti meccanismi di limitazione del potere, che invece nella riforma renziana scoloriscono sempre di più. In secondo luogo, vorrei ricordare una cosa: io non credo che questa riforma sia il punto di arrivo, io credo che questa riforma sia semplicemente la premessa per la nuova riforma. L&#39;azzeramento sostanziale del Senato, insieme ad altre norme, rende di fatto molto più facilmente aggirabile l&#39;articolo 138 che è quello sulla revisione costituzionale, e nello stesso tempo serve a riscuotere attraverso il referendum un via libera per un&#39;ulteriore revisione della Costituzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che sarà in pericolo, se dovesse vincere il sì, è tutta la prima parte della Costituzione della quale la banca americana JP Morgan ha chiesto esplicitamente il superamento, perché concede troppi diritti e troppe libertà ai governati. Per una volta la propaganda del sì non dice completamente una bugia quando dice &quot;la riforma attendeva da 40 anni”, effettivamente attendeva da 40 anni. Ma chi la attendeva? &lt;br /&gt;Ad attendere quella riforma da 40 anni c&#39;era la P2 e suo piano di rinascita democratica, che risale appunto a 40 anni fa. Non certamente l&#39;opinione pubblica o i lavoratori di questo paese.&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/feeds/4246565796280670168/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2016/11/iovotono-la-deriva-autoritaria-e-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/4246565796280670168'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/4246565796280670168'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2016/11/iovotono-la-deriva-autoritaria-e-la.html' title='#iovotoNo: la deriva autoritaria e la riforma costituzionale attesa da 40 anni....attesa, ma da chi?'/><author><name>warrior72</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08930742257118094978</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1522850224362175466.post-3353582942226144947</id><published>2016-08-22T09:27:00.001+02:00</published><updated>2016-08-22T09:33:32.004+02:00</updated><title type='text'>Vietato conoscere i contratti segreti tra Stato e Banche: quando la giustizia è asservita al sistema politico</title><content type='html'>&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;verdana&amp;quot; , sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2016/08/ED-img7809889.jpg&quot; height=&quot;320&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: verdana, sans-serif;&quot;&gt;Vi racconto un piccolo pezzo di una triste storia, in cui un popolo viene ridotto a vivere di stenti, condotto verso l&#39;oblìo del fallimento morale e del decadimento sociale, da una classe politica autoreferenziale, corrotta e sprovveduta al governo della res pubblica ma perfettamente integrata e funzionale ad un sistema che ha fatto della disonestà e del malaffare il fondamento della propria esistenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: verdana, sans-serif;&quot;&gt;Ecco che ogni pezzo del mosaico si ricompone e tutte le parti in gioco collaborano perché il sistema risulti funzionale ad un unico obiettivo: continuare a fruire di centri di potere, prebende, favoritismi e clientelismi che garantiscano la sopravvivenza del sistema stesso, restituendo impunità, potere ed agiatezza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;verdana&amp;quot; , sans-serif;&quot;&gt;Così il 12 agosto scorso,&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;verdana&amp;quot; , sans-serif;&quot;&gt;&amp;nbsp;il Consiglio di Stato ha definitivamente respinto la richiesta del giornalista Guido Romeo di ottenere copia di 13 contratti in derivati, per i quali è ancora presente la clausola di recesso anticipato, attualmente in vigore tra lo Stato italiano e banche e istituti finanziari. Ciò in quanto non sussisterebbe un interesse giuridicamente rilevante (come richiesto dalla legge 241/90) alla conoscenza di detti atti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;verdana&amp;quot; , sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;La sentenza è scritta con linguaggio particolarmente involuto ma, in sostanza, sostiene che il diritto di informare non è motivo che legittimi la richiesta di accesso a documenti della Pubblica amministrazione. Il CdSconferma così la paradossale affermazione del Tar secondo cui se fosse “sufficiente l’esercizio dell’attività giornalistica ed il fine di svolgere un’inchiesta… su una determinata tematica per ritenere, per ciò solo, il richiedente autorizzato ad accedere a documenti della PA sol perché genericamente riconducibili all’oggetto di detta ‘inchiesta’, si finirebbe per introdurre una sorta di inammissibile azione popolare sulla trasparenza dell’azione amministrativa che la normativa sull’accesso non conosce…”. Paradossale, poiché i documenti richiesti non erano “genericamente riconducibili” all’inchiesta ma ne costituivano l’oggetto; e poiché l’informazione giornalistica non è certo ontologicamente funzionale ad “azioni popolari sulla trasparenza dell’attività amministrativa” ma esclusivamente a un’informazione la più completa possibile che consenta conoscenza e consapevolezza, condizioni minime per la sussistenza di una società democratica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fin qui si tratta di ovvietà. Dove la sentenza rivela la sua funzionalità ad impedire che l’opinione pubblica sia informata della gestione economicadelle risorse nazionali (ricordiamoci che si tratta di contratti che – in ipotesi – si prospettano sfavorevoli per lo Stato, per alcuni dei quali è tuttavia presente la possibilità di un recesso anticipato), è nella parte in cui sostiene che, pur dovendosi tener conto del DL n. 97 del 2016 art. 5, restano i limiti previsti dall’art. 5 bis. In tal caso, la “PA dovrà in concreto valutare se ilimiti ivi enunciati siano da ritenere in concreto sussistenti”. Motivazione contraddetta da specifiche disposizioni di legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art.5: “Allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico, chiunque ha diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi giuridicamente rilevanti secondo quanto previsto dall’articolo 5-bis.” Quindi “chiunque”; non è necessario “l’interesse giuridicamente rilevante” previsto dalla legge 241/90. Sicché l’affermazione “si deve tener conto, nella suddetta valutazione, anche delle peculiarità della posizione legittimante del richiedente” è in contrasto con la legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto al rispetto dei limiti di cui all’articolo 5 bis, essi riguardanosicurezza pubblica e ordine pubblico; difesa e le questioni militari; relazioni internazionali; politica e stabilità finanziaria ed economica dello Stato; indagini penali; protezione dei dati personali; libertà e segretezzadella corrispondenza; interessi economici e commerciali di persone fisiche o giuridiche; segreto di Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con tutta evidenza, l’unica previsione rilevante nel caso di specie è quella che riguarda la politica e la stabilità finanziaria ed economica dello Stato. Su questo punto il CdS avrebbe dovuto motivare: la conoscenza dei documenti attinenti alla stipulazione dei contratti derivati avrebbe pregiudicato la politica e la stabilità finanziaria dello Stato? Nessuno lo sa poiché nessuno conosce detti documenti. Ma è significativo che il ministero del Tesoro non ne abbia rifiutato l’accesso con questa motivazione (in realtà non ha dato nessuna motivazione, semplicemente non ha risposto all’istanza del giornalista Romeo). E ancora più significativo è che il CdSnon abbia motivato su questo punto. Perché, se lo avesse fatto, avrebbe dovuto riconoscere che, in mancanza di opposizione da parte del Ministerodel Tesoro fondata su una delle previsioni di cui all’articolo 5 bis del DL 97/2016, la richiesta del giornalista avrebbe dovuto essere accolta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, come chiunque a questo punto avrà capito, si doveva nascondere un pessimo affare e un danno per lo Stato di chissà quale ammontare. È così è stato. Facciamo tesoro di queste informazioni e, nel segreto dell&#39;urna elettorale ricordiamoci chi e come ci ha governati negli ultimi lustri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/feeds/3353582942226144947/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2016/08/vietato-conoscere-i-contratti-segreti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/3353582942226144947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/3353582942226144947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2016/08/vietato-conoscere-i-contratti-segreti.html' title='Vietato conoscere i contratti segreti tra Stato e Banche: quando la giustizia è asservita al sistema politico'/><author><name>warrior72</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08930742257118094978</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1522850224362175466.post-2236135509903973862</id><published>2016-03-03T10:18:00.001+01:00</published><updated>2016-03-03T10:18:42.230+01:00</updated><title type='text'>Renzi, le banche, i mutui e la dittatura del sistema finanziario!</title><content type='html'>&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;img height=&quot;252&quot; src=&quot;http://sovranidade.org/wp-content/uploads/2010/12/politici-cittadini-banca.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benvenuti in Italia, paese nel quale la sovranità appartiene alle banche ed il cui governo è totalmente asservito al sistema finanziario. Il governo Renzi non sfugge a questo ordine di cose anzi peggio di altri esecutivi è totalmente al soldo del sistema bancario! Dopo il decreto &quot;salva-banche&quot; e l&#39;estorsione perpetuata ai danni di inermi cittadini cui sono stati sottratti truffaldinamente i risparmi di una vita, arriva in Parlamento una nuova trovata geniale studiata per favorire, ancora una volte e come se ce ne fosse ancora bisogno, l&#39;associazione (a delinquere) bancaria italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il decreto legislativo del governo che recepisce la direttiva Ue sui mutui ipotecari «non c’è il rischio di avere la casa pignorata». Questo è quanto chiarisce il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, a margine di un convegno alla Luiss in relazione alle norme sul pignoramento della casa in caso di mancato pagamento di 7 rate di mutuo in discussione nelle commissioni Finanze di Camera e al Senato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«È una direttiva europea, non è una richiesta dell’Abi» sottolinea Patuelli. «Ho studiato il documento del governo che recepisce la direttiva e non riguarda fatti passati, ma eventualità, possibilità per il futuro, è una cosa lasciata alla libera contrattazione tra le famiglie e gli istituti bancari, e non riguarda il passato e i crediti deteriorati».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma che cosa sta succedendo? Il termine tecnico per definire quanto sta accadendo lo sfodera l’avvocato Rosanna Stifano, presidente provinciale di Assoutenti: «È una porcata», assicura. La parola d’ordine è invece sempre la stessa: «Ce lo chiede l’Europa», garantisce il Governo. Alt, perché in realtà non è proprio così. Spiega Stifano: «L’Italia è tenuta a ratificare entro il 21 marzo 2016, quindi adesso, la direttiva europea 17/2014. La direttiva è favorevole ai consumatori, e noi la condividiamo: dice che se acquisto a rate un bene di consumo e poi non posso più pagarlo, posso restituirlo facendomi scalare quanto ho versato».Attenzione: si parla di beni di consumo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img height=&quot;640&quot; src=&quot;http://www.ilsecoloxix.it/r/IlSecoloXIXWEB/economia/foto/2016/03/02/BANCHEscheda.jpg&quot; width=&quot;364&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però nel Governo ci deve essere qualche problema con le traduzioni: «Nel decreto legislativo in discussione alla Commissione Finanza della Camera, ai beni di consumo sono state aggiunte le abitazioni, parlando esplicitamente dei mutui», denuncia Stifano. Naturalmente, non è che se non posso più pagare le rate del mutuo restituisco la casa: semplicemente se ritardo sette rate, anche non consecutive (o non ne pago una entro 180 giorni), la banca acquisisce automaticamente il diritto di vendere l’abitazione all’asta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Non c’è più un giudice o un perito - nota Stifano - Dunque l’immobile può essere venduto a qualsiasi cifra, senza che ci sia un giudice a verificare sull’asta, o avvocati a poter tutelare gli interessi del debitore: si apriranno nuovi spazi per l’usura. E la norma è retroattiva. Viene cancellato per decreto il divieto di patto commissorio che abbiamo già dal diritto romano».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente, se il prezzo di vendita è basso, il debitore è comunque tenuto a rifondere la differenza. E, per la precisione, il patto commissorio è un accordo con il quale il debitore, a garanzia di un debito, mette a disposizione un proprio bene, con l’intesa che, in caso di inadempimento, il bene passerà in proprietà del creditore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attenzione, il bello deve ancora venire: «Entro giugno l’Italia dovrà recepire un’altra direttiva europea che impone alle banche di rientrare dalle sofferenze - denuncia Furio Truzzi, presidente nazionale di Assoutenti - Ciò lo farà in parte con il capitale sociale, in parte vendendosi le case non pagate per intero. Questo avrà conseguenze che in confronto il bail-in è una passeggiata».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sussurra Stifano: «Non sta a me dire, perché lo hanno già fatto in tanti, che la norma introdotta dal Governo italiano è un regalo alle banche». Ma il Governo non aveva assicurato che la prima casa era impignorabile? «Sì, da Equitalia, non da altri soggetti - puntualizza Stifano - E non è neppure vero questo, perché in realtà Equitalia non può avviare il processo di pignoramento ma può costituirsi a processo avviato: tipico il caso dei ritardi nelle spese condominiali. E poi sopra i 20 mila euro c’è l’ipoteca: di cosa stiamo parlando?».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per cui, ci sarà una raffica di pignoramenti, con i debitori che manterranno il proprio debito? «Noi ci metteremo di traverso - garantisce Truzzi - Con i colleghi della Casa del Consumatore abbiamo già chiesto di essere sentiti dal Governo e in commissione. Siamo pronti a una raccolta di firme, e a ogni forma di protesta». C’è poi chi ci mette la malizia, e avanza il sospetto che le banche possano vendere a un prezzo ridotto le case pignorate a istituti a loro riconducibili, per mantenere in larga parte il credito e incassare quando i loro istituti rivendono le abitazioni a prezzo di mercato.&lt;/span&gt;&lt;div&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;Ci siamo chiesti mai siamo in questa situazione incresciosa?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
Abbiamo un debito pubblico di oltre 2000 miliardi di euro solamente perché lo stato chiede in prestito alla banca centrale “privata” il denaro che invece potrebbe stamparsi da solo. Siamo costretti a pagare 100 miliardi di euro all’anno di interessi su quel debito fraudolento a una cricca di banchieri usurai il cui uomo di facciata si chiama Draghi e sentirsi dire: “Non ci sono più soldi, ci dispiace! Volete continuare ad avere servizi? Dovete pagare più tasse!” E’ veramente una presa per i fondelli e un insulto all’intelligenza del Cittadino contribuente. Ma sopratutto è una truffa contro il Popolo.&lt;br /&gt;Cosa vuol dire “Non ci sono più soldi”? I “soldi” non si cercano sul fondo del mare ma si stampano. Quindi, se mancano, è perché “QUALCUNO” VUOLE CHE MANCHINO !&lt;br /&gt;E lo Stato ? Perché non stampa il denaro in misura proporzionale alla quantità di merci e servizi che circolano? Semplice: perché lo Stato ha ceduto ai banchieri il potere di creare moneta, così quelli sono di fatto padroni degli stati e dei partiti politici e ci stanno pignorando tutto il continente europeo usando l’euro come moneta/debito. L’importante è che il meccanismo/truffa sia silenzioso, oscuro e la gente non se ne accorga.&lt;br /&gt;L’ERRORE PIU’ GRANDE E’ PENSARE CHE LAVORIAMO PER MANTENERE I POLITICI. NO! QUESTA E’ PROPAGANDA VOLUTA DAI MEDIA E DAGLI STESSI BANCHIERI.&lt;br /&gt;Lavoriamo per mantenere l’intero sistema bancario, i politici sono i loro servi e percepiscono le BRICIOLE IN CAMBIO DELLA LORO FEDELTA’, IN CAMBIO DELLA CESSIONE DELLA SOVRANITA’ MONETARIA E IN CAMBIO DELLA SVENDITA DELLE AZIENDE DI STATO E DI TUTTE LE IMPRESE PRIVATE FATTE FALLIRE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo imbroglio colossale, ha trasformato noi cittadini sovrani in schiavi a disposizione dei signori del denaro, anzi peggio, schiavi consenzienti perché ignoriamo i meccanismi della truffa monetaria e accettiamo la nostra condizione di schiavitù in nome di ciò che ci viene fatto percepire come “necessario” (CE LO CHIEDE L’EUROPA…).&lt;br /&gt;ECCO LE 5 BALLE CHE CI HANNO RACCONTATO PER FREGARCI, DITELO A TUTTI!&lt;br /&gt;1) – C’è la crisi e nessuno l’ha voluta, nessuno è responsabile, men che meno i banchieri.&lt;br /&gt;2) – Abbiamo speso oltre le nostre possibilità, si parla del popolo mai dei governi (gli F35?)&lt;br /&gt;3) – Non ci sono più soldi, per il popolo naturalmente ma per le banche ci sono sempre&lt;br /&gt;4) – Quindi ci vogliono ancora sacrifici e rigore tagliando sui servizi sociali e finanziamenti&lt;br /&gt;5) – Bisogna pagare più tasse in cambio di un tenore di vita sempre più basso e scadente&lt;br /&gt;In questo modo ci hanno ridotti a lavorare gratis per loro e ci hanno tolto anche le mutande. I banchieri sono i veri parassiti della società, noi tutti lavoriamo per mantenerli.&lt;br /&gt;Noi milioni di criceti che fanno girare la ruota del sistema finanziario, dell’industria bellica e delle multinazionali. Siamo obbligati a pagare persino un mostruoso sistema repressivo e poliziesco (EUROGENDFOR) nel caso volessimo ribellarci e non UBBIDIRE alle loro leggi con le quali ci rendono sudditi e schiavi del loro sistema.&lt;br /&gt;SVEGLIAMOCI! SE OGNUNO DI NOI CONDIVIDESSE QUESTO POST, DOMANI SAREMMO IL DOPPIO DI QUELLI DI OGGI o quantomeno a tantissimi verrebbero dei seri dubbi sulla nostra vecchia e cara DEMOCRAZIA che però stranamente somiglia sempre di più a una DITTATURA !!!&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/feeds/2236135509903973862/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2016/03/renzi-le-banche-i-mutui-e-la-dittatura.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/2236135509903973862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/2236135509903973862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2016/03/renzi-le-banche-i-mutui-e-la-dittatura.html' title='Renzi, le banche, i mutui e la dittatura del sistema finanziario!'/><author><name>warrior72</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08930742257118094978</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1522850224362175466.post-4681682160671407639</id><published>2015-08-06T19:20:00.000+02:00</published><updated>2015-08-06T19:20:30.201+02:00</updated><title type='text'> Un vecchio dottore giapponese scampato alla bomba atomica</title><content type='html'>&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img height=&quot;320&quot; src=&quot;http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/26eacdb736b47a07a58e822ff209c86b.jpg&quot; width=&quot;258&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Giappone è ancora oggi, l’unico Paese del mondo ad essere stato vittima della bomba atomica. Da quel giorno in cui i demoni furono sganciati sulle città di Hiroshima e Nagasaki, nell’agosto del 1945, il Paese continua a soffrirne le conseguenze in silenzio. Un dottore ultranovantenne, un hibakusha [che in giapponese significa un ‘sopravvissuto alla bomba’], continua a urlare al mondo i pericoli e la barbarie della bomba atomica. Il suo nome è Shuntaro Hida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo agosto 1944, un anno prima del bombardamento, il Dottor Hida fu assegnato all’ospedale militare di Hiroshima come medico. Ha assistito all’impatto della bomba a meno di sei chilometri dall’epicentro, e da allora ha visto tutto quello che un medico specializzato nel trattamento delle vittime della bomba può vedere con i suoi occhi. Il Dott. Hida conosce bene gli effetti della bomba—non solo dalla prospettiva di chi era lì, ma anche dalla prospettiva di un medico militare specializzato. Non vi sorprenderà dunque che nel tempo quasi 6.000 pazienti affetti da disturbi legati alle radiazioni si siano rivolti a lui per una consulenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa è successo allora quel giorno a Hiroshima? VICE ha parlato con il Dott. Hida, che di quell’esperienza ricorda ogni dettaglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VICE: Come riuscì a sfuggire all’impatto diretto della bomba, anche se si trovava a Hiroshima?&lt;br /&gt;Dr. Hida: La notte prima del 6 agosto stavo dormendo sul mio futon, quando qualcuno all’improvviso mi svegliò. Era un vecchio che veniva dal villaggio di Hesaka, a qualche miglio da Hiroshima. La sua nipotina aveva una disfunzione della valvola cardiaca e spesso aveva degli attacchi, per cui mi recavo regolarmente al villaggio a darle un’occhiata. Quella notte ne aveva avuto un altro, allora montai sulla bici del vecchio, e mi feci portare sul posto. Mi allontanai da Hiroshima giusto in tempo per sfuggire all’impatto diretto. Sono stato esposto alle radiazioni, ma da una distanza di circa cinque chilometri e mezzo dall’epicentro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma lei vide il momento in cui la bomba colpì la città?&lt;br /&gt;Sì. Credo di essere tra i pochi che lo videro con i propri occhi e poi ebbero la possibilità di scrivere la propria esperienza, perché la maggior parte degli abitanti di Hiroshima è rimasta uccisa nell’istante stesso in cui ha visto quel fulmine di luce accecante. Ti spiego come andò. Passai la notte in casa del vecchio a tenere d’occhio la bambina. La mattina dopo decisi di darle un sedativo prima di andare via, perché se si svegliava piangendo rischiava di avere un altro attacco. Presi una piccola siringa dalla tasca, e la sollevai davanti a me, premendo in modo da far uscire un po’ di liquido. In quel momento vidi un aereo che sorvolava Hiroshima, proprio di fronte a me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Doveva essere &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Enola_Gay&quot;&gt;Enola Gay.&lt;/a&gt; Ci racconti quello che vide quando la bomba colpì Hiroshima.&lt;br /&gt;La prima cosa che vidi fu la luce. Era così intensa che sono rimasto accecato per un attimo. In quello stesso momento sono stato travolto da un calore molto forte. La bomba aveva rilasciato un’onda termica di 4.000 gradi nel momento in cui aveva colpito il suolo. Io entrai nel panico, mi coprii gli occhi, e rimasi accucciato per terra. Non si sentiva nulla, lo stormire degli alberi si era fermato. Sentii qualcosa muoversi, allora guardai prudentemente fuori dalla finestra, nella direzione da cui era venuta la luce. Il cielo era azzurro, e non c’erano nuvole, ma c’era un anello rosso di fuoco su nel cielo, sopra la città! Nel mezzo dell’anello c’era una grossa palla bianca che continuava a crescere come la nuvola di una tempesta—era perfettamente rotonda. Diventava sempre più grande, finché non raggiunse l’anello, e allora esplose tutto, formando un’unica grande palla di fuoco. Era come vedere nascere un nuovo sole. Da piccolo avevo visto l’eruzione del vulcano Asama da vicino, ma questo era molto più forte. Le nuvole erano bianche, ma brillavano come arcobaleni mentre si sollevavano nel cielo. Era davvero bello. Lo chiamano ‘fungo atomico’, ma in realtà è come una colonna di fuoco: la parte inferiore della colonna è in fiamme e la parte superiore è la palla di fuoco, che si tramuta in una nuvola mentre continua a salire nel cielo. Poi, da sotto la colonna di fuoco, cominciarono a diffondersi orizzontalmente delle nuvole nere come pece, fin sopra le montagne che circondavano Hiroshima. Erano nuvole di sabbia e polvere che venivano spinte su dalla pressione generata dall’impatto. Venivano verso di noi come una marea. Noi eravamo su una collina, accanto a noi c’era una rupe, ma la nuvola di polvere ci fu subito sopra. Prima che me ne rendessi conto la casa del vecchio fu inghiottita e schiacciata dall’onda. Fortunatamente il tetto di paglia fece da cuscino, e salvò me e la bambina. Allora mi resi conto che era successo qualcosa di terribile, e corsi all’ospedale di Hiroshima con la bicicletta del vecchio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/c6215162c541f9d33007779caa76ac35.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Il Dottor Hida nel 1942.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quale fu il primo caso di vittima della bomba atomica che vide?&lt;br /&gt;Incontrai la prima vittima a metà strada. Questa cosa nera venne fuori da dietro un angolo di strada, barcollando maldestramente. Non avevo idea di cosa fosse. Ho rallentato e mi sono avvicinato lentamente, e gradualmente mi sono accorto che era una persona. Cercai di guardarlo in faccia, ma non ce l’aveva. C’erano solo delle grosse palle al posto degli occhi, un buco aperto in corrispondenza del naso, e le labbra erano così gonfie che occupavano metà della faccia. Era una cosa mostruosa. E aveva questa cosa nera che sembrava una manica strappata, e così all’inizio pensai che indossasse degli stracci. Mi chiedevo come tutto questo fosse possibile, quando l’uomo cominciò a venire verso di me. La mia prima reazione fu di arretrare. Ma quella cosa inciampò sulla mia bici e cadde a terra. Essendo un dottore, mi precipitai verso di lui e cercai di sentirgli il polso. Ma tutta la pelle del braccio si era staccata, non sapevo da dove prenderlo. Mi accorsi che la persona non aveva addosso degli stracci, ma era completamente nuda. Quelli che avevo creduto stracci non erano altro che la pelle viva che si era staccata dal corpo e penzolava ancora. Anche la pelle della schiena era bruciata e si staccava, e c’erano decine di piccole schegge di vetro che la punteggiavano. Diede un paio di sussulti, e poi giacque del tutto immobile. Era morto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È un’immagine davvero scioccante. Si imbattè in altre scene traumatiche?&lt;br /&gt;Sì. In qualche modo riuscii a raggiungere l’ospedale ma c’era un grosso incendio, e non potei ad entrare. Mi misi a pensare al da farsi, e infine decisi che, visto che ero un dottore, e che ero ancora vivo, la cosa migliore da fare era tornare al villaggio. Hesaka era il villaggio più vicino a Hiroshima, per cui tutti gli sfollati sarebbero stati portati lì, e magari sarei riuscito a medicare qualcuno. Ci misi altre tre ore pedalando lungo il fiume, ma alla fine arrivai alla scuola elementare del villaggio. Diedi un’occhiata al cortile. Era pieno di corpi carbonizzati al suolo, come se qualcuno li avesse sparsi. Ci saranno state mille persone. Alla scuola trovai altri tre dottori dell’esercito, e ci mettemmo a pensare a un piano di azione. Ma le vittime erano tutte ustionate in maniera gravissima, e in condizioni critiche. Non c’era molto da fare. Quello che facemmo quella notte fu solo separare i morti dai vivi che giacevano al suolo, e cominciare a portare via i corpi. Mentre mi davo da fare, tutti gli hibakusha mi fissavano. Facevo del mio meglio per evitare di guardarli negli occhi. Ma poi incrociai lo sguardo di un uomo, e mi sentii obbligato ad andare a sentire come stava. Mentre mi avvicinavo lui mi fissava con gli occhi sgranati, uno sguardo orrendo. Le persone che stavano morendo lì non avevano neanche un’idea di cosa fosse successo, e per questo tutti avevano occhi come quelli degli animali. Hai mai visto gli occhi di un maiale quando viene sgozzato? Spaventoso, no? Questa persona mi guardava in quel modo. Me li sogno ancora oggi quegli occhi. Ogni anno, verso il 6 agosto, sogno quegli occhi, tutte le notti. Non voglio vederli mai più, ma loro continuano a comparire. Tanta è stata l’impressione che mi hanno fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando ha cominciato a occuparsi degli hibakusha sopravvisuti?&lt;br /&gt;Il terzo giorno dopo la bomba cominciammo ad occuparci di quelli che sembravano avere una possibilità di sopravvivere. Fu lì che scoprimmo gli effetti delle radiazioni. Per prima cosa, alle vittime viene la febbre, più di 40. Era così alta che i termometri si rompevano. Poi, avvicinandoci ai loro volti, notammo che avevano un alito spaventosamente fetido. Era impossibile avvicinarsi. Credo che in termini medici quell’odore sia una combinazione della necrosi e della decomposizione. Se gli esaminavamo la bocca, vedevamo che era completamente nera. I globuli bianchi nei loro corpi erano stati neutralizzati, e per questo i batteri nelle bocche si erano moltiplicati velocemente. E visto che non c’era nulla che le proteggesse, cominciavano a marcire molto prima che in normali casi di infezione, o di formazione di pus. Sentivamo l’odore, un odore che solo quelli che hanno visto le conseguenze della bomba conoscono. Poi cominciammo a riscontrare delle pustole viola sulla pelle non ustionata. In termini medici questo fenomeno si definisce ‘purpura’ e si forma di solito prima che un paziente affetto da una malattia come la leucemia muoia. I pazienti perdevano tutti i capelli, come se gli avessero spazzato la testa con una scopa. Le radiazioni di solito colpiscono le cellule sane, per cui le radici dei capelli sono le prime a morire. I sintomi terminali sono il vomito di sangue, e altre emorragie dagli occhi, dal naso, dall’ano, dai genitali. Le vittime resistono poche ore prima di morire. All’epoca eravamo tutti terrorizzati, perché nessuno sapeva cosa poteva aver causato tutto questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha detto che anche lei fu esposto alle radiazioni. Ne ha avvertito i sintomi in seguito?&lt;br /&gt;Il sintomo più forte che ho sperimentato è stato un precoce invecchiamento delle ossa. La mia colonna vertebrale è in condizioni penose. Ho avuto problemi alla parte bassa della schiena dopo essere stato esposto alle radiazioni, e ho dovuto subire numerosi interventi chirurgici. Nei momenti peggiori mi sono ritrovato a strisciare a terra per il dolore. Comunque, l’invecchiamento sembra essersi fermato quando ho compiuto 80 anni, e ho cominciato una terapia basata sul camminare su e giù nell’acqua di una piscina. Nell’ultima Giornata della Memoria della Bomba Atomica ho passeggiato per Hiroshima e Nagasaki con il mio bastone. La paura più grossa per tutti gli hibakusha è quella, un giorno o l’altro, di sviluppare il cancro. Non possiamo pianificare le vite come gli altri. Quando ci iscriviamo all’università, quando ci sposiamo, quando abbiamo figli, dobbiamo sempre fare i conti con questa paura. Ci hanno derubato dei nostri diritti di esseri umani. Non è stato violato solo il nostro diritto a vivere come esseri umani, siamo anche stati costretti a vivere con la consapevolezza che un giorno avremmo sviluppato una malattia come risultato diretto dell’esposizione alla bomba. Ma non sappiamo esattamente quando succederà, e fino ad allora vivremo nella paura. Anche se facessimo causa al nostro Paese e ricevessimo dei soldi, non cambierebbe nulla. Qualsiasi somma di denaro non potra mai darmi indietro tutti questi anni di sofferenze.&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/feeds/4681682160671407639/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2015/08/un-vecchio-dottore-giapponese-scampato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/4681682160671407639'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/4681682160671407639'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2015/08/un-vecchio-dottore-giapponese-scampato.html' title=' Un vecchio dottore giapponese scampato alla bomba atomica'/><author><name>warrior72</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08930742257118094978</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1522850224362175466.post-5731974456593479567</id><published>2015-07-06T10:56:00.001+02:00</published><updated>2015-07-06T10:56:56.127+02:00</updated><title type='text'>Dopo refrendum Grecia: è ora di costruire la nazione Europa!</title><content type='html'>&lt;div&gt;
&lt;img height=&quot;320&quot; src=&quot;http://maurobiani.it/wp-content/uploads/2015/02/renzi-tsipras.png&quot; width=&quot;257&quot; /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;E&#39; passata la notte del dopo referendum in Grecia. Non una notte qualsiasi, ma una notte nella quale si è scritta una pagina di storia, una notte nella quale i gerarchi tecnocratici con deretani piazzati comodamente sulle poltrone di Bruxelles vedono sbriciolarsi alcune certezze. Oggi 6 luglio 2015, anche le certezze degli sciacalli finanziari largamente impegnati in questi anni a giocare cone le vite di interi popoli, avranno meno sorrisi (falsi) e meno soldi (veri)....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grande è la confusione sotto al cielo, la crisi mette in ginocchio sicurezze e valori della società occidentale, ma nessuno se la sente di criticare il capitalismo nel suo complesso. Noi pensiamo che la soluzione per questo XXI secolo sia, ancora una volta, il comunismo. Cerchiamo di spiegarvi il perchè…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci troviamo in “democrazia”, ci raccontano, così come ci raccontano che ci troviamo nel migliore dei sistemi politici ed economici possibili. Ce lo raccontano, a ben guardare, per ovvi motivi. Sono costretti a farlo perchè fin quando un sistema riesce a produrre ricchezza e crescita, è sempre facile lasciare le briciole alla massa dei cittadini in modo da tenerli buoni, convincendoli che alla fine, dopotutto, il sistema non è così male. E’ quanto successo al capitalismo nel XX secolo,  un sistema che è stato colpito al cuore dalle contraddizioni delle guerre mondiali, del colonialismo, dello sfruttamento, dal fascismo, ma che ha saputo trovare in alcuni elementi del socialismo lo sprone a rinnovarsi, innervandoli dentro di sè. Lo stato sociale, lo stesso concetto di Welfare, è un concetto completamente assente nel capitalismo tout court, il cui unico obiettivo è appunto il profitto, fine a se stesso, che assurge a unico criterio per giudicare la realtà. Il capitalismo, quel capitalismo, non funzionava, per questo motivo l’ideologia comunista è fiorita sulle sue stesse contraddizioni, indicando con nettezza la prospettiva della costruzione di una società realmente alternativa, che ponesse al centro non più il profitto, bensì il superamento della sfruttamento e la costruzione di una società giusta ed equa.Così, per vincere la sua sfida, il capitalismo mondiale si è riformato, ha capito che senza le briciole, la stragrande maggioranza dei cittadini avrebbe voltato le spalle a quel sistema iniquo, e per questo ha saputo redistribuire un minimo i profitti, facendo credere che la crescita sarebbe stata eterna. Grazie a questo inganno le masse hanno progressivamente voltato le spalle al comunismo, meglio avere qualcosa oggi e domani che lavorare per un qualcosa che potrebbe non esserci mai. La dissoluzione del socialismo reale ha fatto il resto, rompendo ogni argine, anche culturale, al dispiegamento ideologico del capitalismo come totalitarismo. I totalitarismi infatti hanno una peculiarità che li contraddistingue, pensano tutti di aver diritto a essere “eterni” e non ammettono critiche, tenendo a soffocarle o a disinnescarle sul nascere. Il marxismo rappresenta la critica più coerente, matura, e completa al capitalismo, ecco il motivo per cui il “comunismo” è stato bandito dai salotti universitari dell’Occidente post Guerra Fredda, relegato a teorie estremistiche e residuali di un pugno di intellettuali scollegati dalla realtà. Noi pensiamo che a essere scollegati dalla realtà siano, al contrario, i fanatici del libero mercato, i totalitaristi del capitalismo, persone che hanno imposto e fatto passare il concetto della “fine della storia”  e dell’inevitabilità del sistema capitalistico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi personaggi, a ben guardare, controllano i gangli pulsanti della società, controllano i nodi produttivi, la comunicazione mediatica, controllano in sostanza il funzionamento della vita civile. Per quale motivo dovrebbero, di fronte allo sgretolamento del loro impero, permettere che l’unica critica concreta e costruttiva del capitalismo, il comunismo appunto, possa trovare nuovamente credito? I comunisti propugnano un sistema che andrebbe contro gli  interessi di costoro per venire incontro agli interessi dei più, di quelli che hanno ricevuto le briciole per tanti decenni e che oggi non ne ricevono più. I comunisti strapperebbero il controllo dell’economia dalle mani di pochi privati per socializzarlo alle masse, o comunque per iniziare un processo che metta la pianificazione per l’interesse generale al primo posto. I comunisti inizierebbero, nella pratica, a redistribuire le ricchezze che oggi in tutti i paesi occidentali sono concentrate in pochissime mani, le stesse mani che ricattano il potere centrale minacciando, in caso di tasse troppo alte, di spostare all’estero gli apparati produttivi. Il comunismo oggi imporrebbe di porre al centro la diffusione della cultura come migliore antidoto alla miseria morale e alle scorie di odio, razzismo e invidia sociale create dal capitalismo. Il comunismo oggi, porrebbe al centro del tavolo politico la questione della sovranità nazionale, una questione già archiviata dal capitalismo che vuole la socializzazione delle perdite e la privatizzazione dei profitti, e soprattutto che pone la sovranità dei singoli paesi sotto la legge del profitto, capace questa di scavalcare la volontà popolare dei singoli paesi, mistificando Parlamenti e umiliando popoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E in tutto questo i comunisti sono gli unici che vengono osteggiati sia dalla cosiddetta”sinistra” sia dalla destra, e anche in questo caso è facile comprendere il perchè. La “sinistra” ormai dopo la caduta del socialismo reale e l’assalto ai valori del comunismo e del marxismo, non è piu tale. Non persegue più infatti la costruzione di un sistema alternativo, il socialismo appunto, ma si è arresa a provare a gestire e operare in un sistema creato dai suoi avversari politici. Il capitalismo però non è riformabile,e Marx ha spiegato il perchè in un modo talmente efficace e netto da fugare ogni dubbio. Il capitalismo contiene in sè stesso le contraddizioni sistemiche che non possono che portare alle storture che oggi tutti quanti tocchiamo con mano, e viceversa il comunismo non contiene in sè le criticità che sono state prese a pretesto dai suoi detrattori nel corso del XX secolo per bocciarne in toto l’esperienza. La cosiddetta “sinistra” mondiale ha pensato bene invece di gettare alle ortiche l’esperienza del comunismo per potersi riciclare dopo il fallimento del socialismo reale, svelando in questo modo la propria vera natura .&lt;/span&gt;&lt;div&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;Il fallimento di questo modello capitalistico è evidente, così come lo era il piano di salvataggio della Grecia, ricatti travestiti da aiuti, estorsioni camuffate da finanziamenti... Dobbiamo riprenderci il nostro futuro ridisegnanto una Europa che faccia della giustizia sociale il primo pilastro sul quale ricostruire le fondamenta della culla della civiltà! Ma per farlo ci vuole il coraggio di cambiare, di trasmettere valori alle generazioni che verranno, il coraggio di redistribuire la ricchezza garantendo a tutti un futuro migliore. Dobbiamo avere la stessa forza e la stessa determinazione dimostrata dal popolo greco: cancelliamo l&#39;Europa dei burocrati che nessuno ha eletto, la tecnocrazia al soldo dei mercati finanziari e costruiamo per la prima volta una Europa che riconosca a tutti una pari dignità sociale, che non divida o discrimini chi vanta redditualità differenti, ma che anzi permetta &amp;nbsp;il pieno sviluppo della persona umana permettendo l&#39;effettiva partecipazione allo sviluppo sociale, economico e politico di una nazione chiamata Europa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/feeds/5731974456593479567/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2015/07/dopo-refrendum-grecia-e-ora-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/5731974456593479567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/5731974456593479567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2015/07/dopo-refrendum-grecia-e-ora-di.html' title='Dopo refrendum Grecia: è ora di costruire la nazione Europa!'/><author><name>warrior72</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08930742257118094978</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1522850224362175466.post-2045788561398659831</id><published>2015-01-16T16:08:00.001+01:00</published><updated>2015-01-16T16:08:17.110+01:00</updated><title type='text'>Sorpresa dalla Svizzera: la Banca centrale sgancia il franco da quota 1,2 sull&#39;euro</title><content type='html'>&lt;img alt=&quot;Sorpresa dalla Svizzera: la Banca centrale sgancia il franco da quota 1,2 sull&#39;euro&quot; height=&quot;225&quot; src=&quot;http://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2015/01/15/122849072-a7b2da42-e011-4385-b044-3e3621b91b72.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;Mossa a sorpresa della Banca centrale svizzera (Bns), che ha abolito il tasso di cambio minimo di 1,20 franchi per 1 euro e parallelamente ha abbassato di 0,5 punti il tasso d&#39;interesse di riferimento portandolo a -0,75%. Una manovra inaspettata anche per il Fondo monetario internazionale tanto che Christine lagarde, numero uno dell&#39;istituto di Washington si è riservata di commentare in futuro la decisione della Bns.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;Tre anni fa, quando la divisa elvetica era fortemente sopravvalutata, la Banca svizzera aveva annunciato l&#39;introduzione di una misura di grande impatto: fissare un limite alla forza della sua valuta, oltre la quale non sarebbe stato tollerabile andare, individuando in 1,2 verso la divisa unica europea il rapporto di cambio. L&#39;aver rimosso ora quel tetto, o meglio quella soglia difensiva, ha provocato grandi scossoni sul mercato valutario, con la conseguenza di trascinare al ribasso anche la Borsa di Zurigo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;La stessa Banca centrale, nel comunicato odierno, ha ricordato che quella era stata &quot;una misura eccezionale in un periodo di grande sopravvalutazione della divisa elvetica e di grande incertezza sui mercati&quot;. Ora però il forte indebolimento dell&#39;euro rispetto al dollaro ha causato un deprezzamento del franco nei confronti della moneta Usa. Nel frattempo, &quot;l&#39;economia&quot; svizzera &quot;è stata in grado di avvantaggiarsi di questa fase e regolarsi sulla nuova situazione&quot;. Lo stesso governatore, Thomas Jorda, ha spiegato: &quot;Abbiamo deciso che non aveva più senso portare avanti la politica del tetto con l&#39;euro, che non era più sostenibile e che avrebbe potuto essere portata avanti solo con continui interventi sui mercati&quot;.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;Perché la soppressione del tetto non comportasse un &quot;inopportuno irrigidimento delle condizioni monetarie&quot;, la Banca - spiega ancora la nota - &quot;ha abbassato i tassi di interesse in modo significativo&quot;. Una decisione che però i trader paiono non aver preso in considerazione, visto che il franco ha continuato ad apprezzarsi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;img alt=&quot;Sorpresa dalla Svizzera: la Banca centrale sgancia il franco da quota 1,2 sull&#39;euro&quot; height=&quot;240&quot; src=&quot;http://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2015/01/15/175808037-8c17995c-51d2-422a-a32f-9c7fdf09cf8d.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;Nel grafico di Bloomberg, lo scossone sul cambio euro/franco all&#39;annuncio della Banca centrale svizzera: dalla stabilità a quota 1,2 - quella difesa dall&#39;istituto elvetico - si vede il tracollo repentino della moneta unica (che significa, di contro, rafforzamento del franco) e la successiva volatilità&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;Come accennato, nelle sale operative la novità è stata accolta con grande agitazione. Si è generato un &quot;movimento epocale, che ha cancellato in pochi minuti i tentativi della Banca centrale di tenere il cambio sopra quota 1,20, con un floor artificiale, dopo che il mercato aveva portato i due cambi nel 2011 vicino alla parità&quot;, spiega a caldo Carlo Alberto De Casa, senior analyst di ActivTrades. &quot;Sotto quota 1,20 erano posizionati numerosissimi stop loss&quot;, cioè ordini automatici che fanno vendere il titolo o la valuta nel momento in cui raggiunge valori troppo bassi, &quot;che hanno determinato il crollo delle quotazioni, fino a dei valori esasperati in area 0,85-0,86&quot;. Sul mercato si è generata una &quot;reazione di pancia&quot; e quando &quot;ci si è resi conto di essere scesi troppo, sono tornati gli acquisti che hanno riportato il rapporto di cambio sopra la parità verso l&#39;area 1,03-1,05&quot;. Alla fine della giornata di scambi in Europa, l&#39;euro è a quota 1,04 sul franco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;Oscillazioni così ampie come quella odierna (il cambio tra dollaro e franco è passato da 1,022 a 0,74), evidenzia Riccardo Ambrosetti, presidente di Ambrosetti Asset Management, sono molto rare. Ora &quot;è ipotizzabile con una significativa probabilità di successo che la zona intorno a quota 0,7 del cambio dollaro franco rappresenterà il pavimento almeno per il 2015 con corrispettivo soffitto a quota 1,02&quot;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;Per De Casa, si tratta di una mossa &quot;rischiosa&quot; da parte della Svizzera, anche in considerazione degli studi che legano alla variazione di &quot;una figura, cioè il passaggio da 1,2 a 1,19 nel cambio, a una perdita di 4mila posti di lavoro&quot;, in ragione della minor competitivtà dell&#39;export elvetico in presenza di una moneta rafforzata. Se ciò fosse confermato, la mossa odierna potrebbe voler dire 60 o 80mila posti in meno, considerando la sola variabile valutaria. Per Claudia Segre, segretario generale di Assiom Forex, la Banca centrale elvetica ha però ragionato &quot;cercando di limitare le spese per difendere il cambio fisso a 1,2&quot;, che richiedeva l&#39;assorbimento di numerose riserve in valuta estera, soprattutto dollari, &quot;e contando sul fatto che il Paese si trova in una fase di piena occupazione&quot;. Certo, in futuro il franco forte potrà rappresentare un problema: &quot;Senza più il segreto bancario e con l&#39;export penalizzato, dovranno dare risposta a nuovi interrogativi&quot;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;Vincenzo Longo, dall&#39;ufficio studi di Ig Markets, nota che in pochi si aspettavano così presto questa decisione. &quot;C&#39;erano diverse voci sulla possibilità di scendere a un supporto di 1,15, ma nessuno si aspettava una mossa del genere&quot;, aggiunge Segre. Possibile allora che la Bns abbia deciso di giocare d&#39;anticipo, sapendo che il possibile annuncio da parte della Bce su un quantitative easing, nel board del 22 gennaio, avrebbe potuto generare &quot;un fallimento nella difesa del cambio&quot;, aggiungono ancora dal Ig.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;Questa mossa, letta allora in filigrana rispetto alle aspettative per gli annunci di Draghi, rappresenta un &quot;ulteriore tassello a supporto di un Qe&quot;, spiega di nuovo Segre. Pur essendo fuori dall&#39;euro, è anch&#39;essa una risposta alle pressioni per combattere la deflazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;Quanto alle ripercussioni per gli investitori, ottime nuove per chi ha in portafoglio asset in franchi svizzeri o conti al riparo delle Alpi, visto il rafforzamento della divisa elvetica. Un &#39;gioco&#39; che vale anche per chi si appresta a rimpatriare capitali, sfruttando la voluntary disclosure, ora rivalutati rispetto all&#39;euro. Non mancano le corse ai cambiavalute, soprattutto in prossimità con l&#39;Eurozona. Per chi ha franchi, cambiare in euro e venire a fare shopping in Italia è ora un gran vantaggio, considerando pure la stagione dei saldi. Buone nuove anche per i frontalieri, che hanno uno stipendio in valuta elvetica ma vivono in Italia, o Francia o Germania. Segnalato invece il panico in alcuni Paesi dell&#39;est Europa, dove all&#39;inizio degli anni 2000 molti hanno contratto mutui per la casa in franchi svizzeri quando era molto vantaggioso e vedono ora aumentare il peso del loro debito. In Croazia, segnala Radiocor, la kuna ha perso il 17% verso il franco e la situazione riguarderebbe circa 60.000 mutui, con ripercussioni su 300mila persone. In Polonia, ad essere colpite sarebbero 700mila famiglie, dopo che lo zloty è arretrato del 20% contro il franco. A perdere, in questo caso, sono anche i colossi svizzeri: i titoli di giganti quali Lindt o Swatch hanno subito una vera e propria batosta, con i manager in fila per rilasciare dichiarazioni di sgomento che poco si addicono alla solita compostezza svizzera.&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/feeds/2045788561398659831/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2015/01/sorpresa-dalla-svizzera-la-banca.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/2045788561398659831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/2045788561398659831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2015/01/sorpresa-dalla-svizzera-la-banca.html' title='Sorpresa dalla Svizzera: la Banca centrale sgancia il franco da quota 1,2 sull&#39;euro'/><author><name>warrior72</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08930742257118094978</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1522850224362175466.post-2211233008398433847</id><published>2015-01-04T17:03:00.000+01:00</published><updated>2015-01-04T17:06:25.048+01:00</updated><title type='text'>Renzi offre la GRAZIA al caimano: l&#39;asse Renzino-Berlu che affonderà l&#39;Italia</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2015/01/berlusconi-renzi-675.jpg&quot; height=&quot;162&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;La norma infilata da Palazzo Chigi nel decreto di attuazione della delega fiscale permetterà a B., condannato a quattro anni e due di interdizione dai pubblici uffici nel processo per i diritti tv Mediaset, di chiedere al giudice di far decadere la sentenza perché il reato si è estinto!!!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;Niente grazia, non serve. Questione di tempi e dettagli. Mettiamoli in fila: elezioni per il Quirinale alle porte, un provvedimento approvato alla vigilia di Natale, un articolo infilato in extremis, cinque righe di testo, e il patto del Nazareno si sublima: la riabilitazione di Silvio Berlusconi. Tecnicismi a parte è questo il possibile risultato della &lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/29/fisco-renzi-rivendica-decreto-natale-allarga-maglie-per-evasori/1302573/&quot;&gt;norma infilata da Palazzo Chigi nel decreto di attuazione della delega fiscale approvato lo scorso 24 dicembre.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei giorni scorsi &lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/03/evasione-sottosegretario-accusa-governo-renzi-quella-legge-sana-frode-fiscale/1311867/&quot;&gt;il Fatto ha raccontato l’incredibile genesi di una modifica che non figurava nel testo uscito dal ministero dell’Economia (che l’aveva bocciata) e che – all’ultimo giro di boa – è comparsa poco prima di entrare nel Consiglio dei Ministri&lt;/a&gt;: di fatto permetterà al fu Cavaliere di tornare in campo, libero, cancellando con un tratto di penna &lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/01/sentenza-mediaset-berlusconi-condannato-a-4-anni-annullata-linterdizione/673844/&quot;&gt;la condanna a 4 anni – e due di interdizione dai pubblici uffici – per frode fiscale nel processo per i diritti tv Mediaset&lt;/a&gt;. Quella che&lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/27/berlusconi-decaduto-da-senatore-cronaca-della-giornata-da-palazzo-madama/792390/&quot;&gt; lo ha fatto decadere da Senatore per effetto della legge Severino&lt;/a&gt;. La norma è l’articolo 19-bis. Questo stabilisce chiaramente che non si viene più puniti se Iva oimposte sui redditi evase “non sono superiori al 3%rispettivamente dell’imposta sul valore aggiunto o dell’imponibile dichiarato”. In pratica non c’è nessun limite, ma solo unaproporzione, sotto la quale il reato penale scompare: quella che in gergo tecnico si chiama “soglia parametrata” e che ha fatto infuriare l’ex ministro delle Finanze Vincenzo Visco e – stando a quanto appurato dal Fatto – preoccupa anche i vertici dell’Agenzia delle Entrate, a partire dalla neo direttrice Raffaella Orlandi, allieva di Visco. L’intervento avrà effetto non solo per il futuro, ma anche per i processi in corso e quelli ormai conclusi per effetto del“favor rei”, per cui le disposizioni penali favorevoli valgono anche per il passato. Non solo, la norma è stata scritta in modo da sanare non solo i reati di infedeltà fiscale, come l’evasione, ma anche la frode fiscale. Su un miliardo di reddito si può evadere o frodare il fisco fino a 30 milioni di euro.&lt;br /&gt;Pubblicità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E qui entra in gioco Berlusconi. L’altro contraente del patto del Nazareno (oltre Renzi, s’intende) è stato condannato per aver evaso il fisco, negli anni 2002 e 2003, per circa 7 milioni di euro, attraverso ammortamenti gonfiati dei diritti televisivi acquistati. È il residuo di una somma ben maggiore – i pm di MilanoFabio De Pasquale e Sergio Spadaro avevano calcolato in 368 milioni di dollari la cifra gonfiata ai fini dell’evasione fiscale – via via erosa dai tempi della prescrizione. Stando alla sentenza, nel 2002 l’importo evaso è di 4,9 milioni di euro su un reddito dichiarato di 397 milioni: l’1,2%. Sul 2003 si tratta invece di 2,4 su 312 milioni di euro: lo 0,7%. In entrambi gli anni la soglia del 3% non viene raggiunta. La percentuale è ancora più bassa se calcolata sul reddito vero (e non dichiarato), che per entrambi gli anni è superiore di qualche milione di euro. In questo modo il reato di frode non sussiste, e si paga solo la sanzione amministrativa. Cosa comporta? In gergo tecnico si chiama “incidente di esecuzione”: vista l’estinzione del reato, il condannato fa richiesta al tribunale, e il giudice fa decadere la sentenza di condanna. E con essa, in questo caso, non solo i servizi sociali – cui Berlusconi è stato assegnato – ma anche la pena accessoria, cioè l’interdizione (e quindi la decadenza da Senatore). È già successo ad altri condannati illustri, grazie proprio alle riforme berlusconiane (come quella sul falso in bilancio). Se così fosse, l’“agibilità politica ” per l’ex Cavaliere auspicata ieri da una fedelissima di Arcore come Stefania Prestigiacomo (Fi) come primo atto del prossimo inquilino del Colle sarebbe invece un dato già acquisito: “Serve un pacificatore”, ha spiegato. E invece è arrivata una manina in extremis. A poche settimane dall’inizio del round che porterà all’elezione del prossimo Presidente della Repubblica, dopo le dimissioni di Giorgio Napolitano non è un dettaglio da poco. Tramontata definitivamente l’ipotesi di una convergenza con il M5S, i voti di Fi saranno decisivi per evitare una nuova empasse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La manina risolve molti problemi. Ed è orfana. Come confermato da più fonti, e ieri dal sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti(Sc), la norma è stata infatti inserita all’ultimo da Palazzo Chigi dopo che il Tesoro l’aveva bocciata. E anche nella forma peggiore. Per intenderci: quella cassata dal Mef prevedeva l’applicazione solo per l’evasione, non per la frode. La modifica è comunque passata al vaglio del dipartimento affari giuridici della Presidenza del Consiglio, guidato dalla renzianissima Antonella Manzione, ex capo dei vigili urbani di Firenze. Secondo Visco la norma è un “enorme regalo ai grandi evasori”. A cui si aggiunge anche la triplicazione delle soglie di punibilità (da 50 a 150 mila euro) che – secondo Il Sole 24 Ore – “farà saltare un processo su tre”. Zanetti ha auspicato una modifica (almeno per la frode). Tocca però a Matteo Renzi disporla.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;Mentre il popolo Italiota continua a barcamenarsi per sopravvivere tra IMU, Tasi, Tarsi e retribuzioni non indicizzate ormai da un paio di lustri, l&#39;asse Renzino-Caimano disegna una Italia sempre uguale a sé stessa: tra corruzioni, malaffare e clientelismi, i centri di potere non cedono il passo al processo riformistico anzi, resistono a costo di affondare inesorabilmente il&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;traghetto Italia, perso in alto mare ed avvilluppato dalle fiamme di una crisi senza fine. Si salvi chi può !&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/feeds/2211233008398433847/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2015/01/renzi-offre-la-grazia-al-caimano-lasse.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/2211233008398433847'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/2211233008398433847'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2015/01/renzi-offre-la-grazia-al-caimano-lasse.html' title='Renzi offre la GRAZIA al caimano: l&#39;asse Renzino-Berlu che affonderà l&#39;Italia'/><author><name>warrior72</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08930742257118094978</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1522850224362175466.post-6966449661999435118</id><published>2014-10-24T18:24:00.001+02:00</published><updated>2014-10-24T18:24:07.375+02:00</updated><title type='text'>  Lettera a Pinocchio? </title><content type='html'>&lt;img height=&quot;400&quot; src=&quot;http://scenarieconomici.it/wp-content/uploads/2014/04/pinocchio-ok.-2.jpg&quot; width=&quot;322&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;Un uomo del web non può tenere segreta una lettera. Anzi, la missiva diventa strumento di propaganda. Normale. Con chi pensano di avere a che fare Barroso e Katainen? In quale mondo vivono? Nel vecchi volti raggrinziti di Monti e Letta? Signori, siamo in Renzilandia, il regno del virtuale, della grancassa delle promesse e degli annunci. Della politica spettacolo. La lettera della Bce del 2011, che pure ha avuto riflessi politici piuttosto pesanti, era indirizzata a Berlusconi, uno che rispetto a Renzi è un apprendista, un dilettante, perfino riservato. Dunque nessuna sorpresa. Strictly confidential? Ma suvvia, vecchie cariatidi non ancora rottamate, è proprio l’invito a fare l’opposto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mancano due miliardi e Renzi li trova in una giornata. Come un prestigiatore li fa uscire dal suo cilindro. Ne mancano quattro? Serviranno due giornate. Pinocchio o Mandrake? Ma che importanza ha? E attenti perché il nostro Matteo adesso è lui che minaccia l’Europa. Dirà quanto spende. Perché non lo ha fatto prima? Diciamo la verità, a parte le battute e le ironie che Renzi ispira quando parla da “gradasso”, come lo ha definito Giampaolo Pansa, nel merito il giovin signore fiorentino ha ragione. Tutto in Italia peggiora. Secondo Standard e Poor il nostro debito è schizzato ancora più su negli ultimi tre mesi, passando dal 130,7% al 133,8% sul Pil, mentre la disoccupazione giovanile è ancora ben oltre il 44%. L’Italia chiuderà l’anno ancora in recessione. Possiamo continuare così?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È così difficile capire che il rigore ci affonda e ci affama? Che anzi il rigore ci appesantisce sia il deficit sia il debito, comprimendo lo sviluppo? Dunque fa bene Renzi a battere i pugni sul tavolo. Fa bene a rinviare al mittente la lettera come ha fatto Hollande. Però Hollande ha sforato il tetto del 3% e nel 2015 sarà ancora sopra il 4, perché, ispirandosi alle note teorie keynesiane, vuole spendere per investimenti pubblici in grado di produrre lavoro, occupazione e sviluppo. Renzi punta tutto sulla detassazione, i diciotto miliardi che servono per l’Irap e per le nuove assunzioni, per larga parte finanziate alzando il deficit dal 2,2% al 2,9%. L’operazione è coraggiosa. Ha trovato l’assenso delle imprese. Padoan considera possibili in due anni ottocento mila nuovi occupati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se il lavoro non c’è basterà la defiscalizzazione? Questo riguarda soprattutto le piccole imprese che stanno chiudendo per la mancanza di lavoro. E’ questo il punto fondamentale. La riserva di fondo. Serviranno i miliardi che Junker mette a disposizione per i singoli paesi? Sono trecento miliardi davvero? Sono pubblici o in larga parte privati? E in base a quali criteri verranno distribuiti? Ce lo spiegheranno anche questo per lettera? O Renzi dirà che in un giorno ne troverà di più? Ecco quello che ci aspettiamo dal nostro governo, un piano industriale e del lavoro, oltre alla giusta detassazione che la legge di stabilità prevede. Sono troppe le aziende che continuano a chiudere, troppe quelle che sono state delocalizzate in atri paesi con gravi ripercussioni sulla nostra manodopera. Su questo, non sull’articolo 18, il sindacato dovrebbe concentrarsi. Domani tra la Leopolda e piazza San Giovanni ho l’impressione che questo tema resterà sfuocato. E s’udrà a destra uno squillo di tromba di vittoria e dall’altra risponderà lo squillo della disfatta.&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/feeds/6966449661999435118/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/10/lettera-pinocchio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/6966449661999435118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/6966449661999435118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/10/lettera-pinocchio.html' title='  Lettera a Pinocchio? '/><author><name>warrior72</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08930742257118094978</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1522850224362175466.post-2763240566848129794</id><published>2014-09-23T11:43:00.000+02:00</published><updated>2014-09-23T11:43:59.023+02:00</updated><title type='text'> Un’unica via per la ripresa dell’Eurozona  EUROPA </title><content type='html'>&lt;img height=&quot;225&quot; src=&quot;http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/2013/01/Grafico_01-620x350.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;POLITICHE FISCALI ANTI-CICLICHE: STABILIZZANTI O DESTABILIZZANTI?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un recente articolo, Roberto Perotti scrive di non essere d’accordo con la &amp;nbsp;proposta di una espansione monetaria e fiscale coordinate nell’area dell’euro, attuate tramite una temporanea riduzione delle tasse finanziata con emissione di moneta. Roberto Perotti non mette in discussione l’efficacia della proposta nello stimolare la domanda aggregata. Ma sostiene che un’espansione temporanea del deficit di bilancio dell’ordine del 5 per cento del Pil non possa essere riassorbita in modo credibile attraverso un piano di tagli futuri della spesa. E afferma che riassorbire un taglio delle tasse di oggi attraverso aumenti di tasse future sarebbe destabilizzante, economicamente e politicamente.&lt;br /&gt;Le politiche avviate negli Stati Uniti e nel Regno Unito durante la grande recessione contraddicono la seconda parte dell’argomentazione di Perotti, come mostra la tavola qui sotto. Gli Stati Uniti hanno fatto crescere il loro deficit di bilancio di quasi il 7 per cento del Pil in un anno, attraverso una combinazione di maggiori spese e minori entrate. Meno della metà di questo aumento è dovuta all’effetto degli stabilizzatori fiscali, il resto riflette scelte politiche discrezionali.&lt;br /&gt;Negli anni successivi questa espansione del bilancio federale è stata riassorbita. In parte perché l’aumento del deficit era riconducibile a misure “una tantum”, adottate per salvare alcune istituzioni finanziarie; in parte, il riequilibrio è avvenuto in modo automatico con la ripresa dell’economia;  e in parte è stato ottenuto attraverso cambiamenti nella politica di bilancio, come ad esempio il “Sequester” del 2013. Al netto degli effetti degli stabilizzatori automatici, le spese federali si sono ridotte di più del 2,5 percento del Pil tra il punto più basso del ciclo economico e oggi, mentre le entrare federali (sempre al netto degli stabilizzatori automatici) sono cresciute di circa il 3 per cento del Pil durante lo stesso periodo (fonte: Congressional Budget Office).&lt;br /&gt;Nel Regno Unito l’espansione del deficit è stata simile a quella degli Stati Uniti: + 6,4 per cento in un solo anno, anche in questo caso ottenuta attraverso una combinazione di maggiore spesa e minori entrate fiscali, e per i due terzi dovuta a decisioni di policy. L’espansione fiscale è stata poi completamente riassorbita nel periodo 2010-2013, con circa metà della contrazione (56 per cento) dovuta a misure di policy, quasi interamente sul lato della spesa.&lt;br /&gt;Nell’Eurozona l’espansione fiscale del 2008-2009 è stata minore – con il disavanzo complessivo dell’area che ha registrato un aumento del 4,2 per cento del Pil, circa due terzi di Stati Uniti e Regno Unito. Metà di questa espansione è stata ottenuta attraverso misure di policy. Come nel Regno Unito, l’espansione fiscale è stata in seguito completamente riassorbita, ma con due differenze significative. Le misure discrezionali prese per realizzare la contrazione sono state di un ordine di grandezza doppio rispetto a quelle che hanno accompagnato l’espansione: una contrazione del 4 per cento del Pil nel periodo 2010-2014 rispetto a una espansione discrezionale pari al 2 per cento del Pil nel 2008-2009. Ma quello che è ancora più importante è che lo stimolo di politica fiscale è stato pro-ciclico, in quanto è stato attuato nel mezzo della crisi di debito sovrano che ha ristretto il credito e aumentato l’incertezza economica nel Sud dell’Europa. Inoltre, in molti paesi ha preso solo la forma di un’impennata delle tasse. Il risultato sono stati due anni di recessione che hanno eroso parte dei miglioramenti di bilancio.&lt;br /&gt;C’è un consenso quasi unanime tra gli economisti sul fatto che le politiche anti-cicliche messe in atto negli Stati Uniti e nel Regno Unito, accompagnate da un eccezionale allentamento monetario, abbiano contribuito a stabilizzare le fluttuazioni cicliche e spieghino la ripresa molto più veloce di queste economie rispetto all’Eurozona (sebbene l’epicentro della crisi finanziaria sia stato proprio nei paesi anglosassoni e non nell’Europa continentale). L’affermazione che, nelle condizioni attuali, una politica fiscale anticiclica accompagnata da quantitative easing sia economicamente destabilizzante è quindi difficile da comprendere, anche se fosse realizzata interamente attraverso riduzioni di imposte non accompagnate da tagli di spesa futuri.&lt;br /&gt;Come si è visto, nei paesi anglosassoni il ritorno della crescita ha contribuito in maniera rilevante a riassorbire i disavanzi. E questo è esattamente il punto: accadrebbe lo stesso anche nell’Eurozona.&lt;br /&gt;Tra il 2009 e il 2013, dopo che l’output gap nell’Eurozona è passato dal +3,2 per cento al -3 per cento, il saldo di bilancio complessivo aggiustato per il ciclo si è ridotto di circa 4 punti percentuali di Pil. In alcuni paesi, la restrizione pro-ciclica è avvenuta principalmente attraverso tagli alla spese (in Spagna in particolare) ed è stata più innocua. Altrove, come in Italia, si è basata interamente su un inasprimento delle tasse e ha prodotto una grave e duratura recessione. Parte del taglio alle tasse che proponiamo semplicemente cancellerebbe gli aumenti pro-ciclici delle imposte varati in questi paesi al culmine della crisi del debito sovrano. Quando redditi e prezzi cominceranno di nuovo a salire, una parte dell’espansione di bilancio si ridurrà automaticamente senza la necessità di alcun intervento, come è avvenuto negli Usa e nel Regno Unito. Se l’elasticità del bilancio al ciclo fosse simmetrica (non è necessariamente così) e utilizzando i numeri del deterioramento di bilancio sperimentato nell’area euro tra il 2007 e il 2009 (un calo ciclico del bilancio, cioè al netto degli interventi, del 2 per cento del Pil, a fronte di un peggioramento dell’output gap del 6,6 per cento), un azzeramento dell’output gap dal livello attuale (-3,8 per cento alla fine del 2013) migliorerebbe automaticamente il deficit dell’Eurozona dell’1,2 per cento del Pil, un numero relativamente piccolo, ma non trascurabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AZZARDO MORALE E CREDIBILITÀ DI FUTURI TAGLI ALLA SPESA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roberto Perotti ripropone inoltre la tesi secondo la quale politiche monetarie e fiscali non stringenti creerebbero un azzardo morale, in particolare nei paesi del Sud Europa. Non c’è dubbio che i Governi cdi Italia e Francia potrebbero non avere la volontà politica, o la maggioranza in Parlamento, per portare avanti le importanti riforme strutturali che sarebbero nell’interesse di lungo periodo di questi paesi. Ma non è per niente certo che prolungare la depressione sia la ricetta migliore per favorire una maggiore disponibilità a realizzare le riforme. Anzi, è molto probabile che sia vero il contrario, per due motivi. Primo, una stagnazione ancor più lunga e un più alto tasso di disoccupazione possono solo rafforzare i partiti più radicali e populisti in tutta Europa. La recente crescita del Movimento 5 Stelle in Italia e dei sentimenti anti-euro in Francia non sono avvenuti per caso, sono la conseguenza dei fallimenti economici del progetto europeo. Secondo, l’opposizione politica ai tagli alla spesa e alle riforme strutturali tende a essere più forte quando l’economia è depressa, perché gli elettori percepiscono tali misure come veicoli di un ulteriore abbassamento della domanda aggregata e di un aumento dei licenziamenti.&lt;br /&gt;La sequenza corretta, dal punto di vista sia economico che politico, è dunque una sostituzione intertemporale: tagli alle tasse espansivi ora per far ripartire la crescita e tagli alla spesa via via che l’economia si riprende. Per dare credibilità alle misure future, i tagli di spesa potrebbero essere votati subito dal Parlamento, rimandandone però avanti nel tempo l’entrata in vigore, e con un impegno di legge (una clausola di salvaguardia) ad alzare le tasse di un ammontare corrispondente se i tagli alla spesa dovessero essere abbandonati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ESISTE UNA STRATEGIA ALTERNATIVA?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La strategia alternativa suggerita da Perotti – passi incrementali e simultanei per ridurre spesa e tassazione allo stesso tempo – può funzionare in tempi normali, ma è politicamente troppo difficile da percorrere nelle attuali circostanze. Inoltre, e più importante, non coglie assolutamente il punto centrale: in questo momento abbiamo bisogno di un importante sforzo coordinato per far ripartire la domanda aggregata nell’Eurozona. Non si può lasciare questo compito alla sola Bce, pena il fallimento.&lt;br /&gt;Il nuovo presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha proposto di aumentare gli investimenti pubblici per un totale cumulato di 300 miliardi di euro nei prossimi anni. Tuttavia, è probabile che anche questa strategia non riesca nell’intento, perché la spinta alla domanda aggregata arriverebbe troppo tardi e perché le risorse sono troppo scarse per fare la differenza (il ministro delle Finanze della Germania, Schauble, ha già ridotto la cifra totale, lasciando intendere che la somma complessiva dovrebbe includere i fondi strutturali e dovrebbe essere finanziata anche dal settore privato).&lt;br /&gt;L’intervento di Mario Draghi a Jackson Hole, il suo riconoscimento che la crescita in Europa è vincolata dalla carenza di domanda, che la politica appropriata per allentare i vincoli è uno sforzo coordinato di politica monetaria e fiscale, e che la politica monetaria può giocare solo il ruolo di accompagnare la crescita, ma può difficilmente esserne il motore, ha cambiato il panorama politico. Se i governi dell’area euro non colgono questa opportunità e continuano a cercare scappatoie, passeranno alla storia come i responsabili della distruzione dello sforzo, che dura da sessanta anni, per costruire un continente senza guerre. Sfortunatamente sembrano proprio determinati a farlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tabella 1a: espansione fiscale negli Usa durante la grande recessione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lavoce.info/wp-content/uploads/2014/09/tab_giav1.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: 2014 Economic Report of the US President, I numeri del 2014 sono previsioni. La fonte per il deficit aggiustato per il ciclo è il Congressional Budget Office e il numero si riferisce all’anno fiscale (anziché solare).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tabella 1b: espansione fiscale nel Regno Unito durante la grande recessione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lavoce.info/wp-content/uploads/2014/09/tab_giav2.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;General government. Fonte: Commissione europea, Cyclical adjustment of budget balances, Spring 2014. I dati per 2014 sono previsioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tabella 1c: Espansione fiscale nell’area euro durante la grande recessione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.lavoce.info/wp-content/uploads/2014/09/tab_giav3.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Area euro (18 paesi), general government. Fonte: Commissione europea, Cyclical adjustment of budget balances, Spring 2014. I dati per il 2014 sono previsioni.&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/feeds/2763240566848129794/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/09/ununica-via-per-la-ripresa-delleurozona.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/2763240566848129794'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/2763240566848129794'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/09/ununica-via-per-la-ripresa-delleurozona.html' title=' Un’unica via per la ripresa dell’Eurozona  EUROPA '/><author><name>warrior72</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08930742257118094978</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1522850224362175466.post-3032902319913928196</id><published>2014-07-23T10:08:00.002+02:00</published><updated>2014-07-23T10:16:13.242+02:00</updated><title type='text'>Berlusconi e Dell&#39;Utri: “Mafia mafia mafia” Ecco gli audio choc di Emilio Fede</title><content type='html'>&lt;img src=&quot;http://voglioscendere.go.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/56308/0418Titolati%20[1024x768].jpg&quot; height=&quot;398&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chissà cosa penserà Marcello Dell&#39;Utri nella sua cella del carcere di Parma quando leggerà lo sfogo di Emilio Fede registrato dal suo personal trainer Gaetano Ferri. Frasi rubate, nel 2012, che pesano però come macigni sulla storia imprenditoriale del Caimano di Arcore. «Guarda a Berlusconi cosa gli sta mangiando. Perché lui è l&#39;unico che sa... Ti rendi conto che ci sono 70 conti esteri, tutti che fanno riferimento a Dell&#39;Utri?». In altre parole, secondo le registrazioni del personal trainer ai danni dell&#39;ex direttore del Tg4, il senatore condannato per concorso esterno in associazione mafiosa avrebbe la disponibilità di 70 conti esteri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un tesoro nascosto? Sarà la magistratura ad accertarlo, visto che Ferri ha consegnato il nastro alla procura di Monza. Anche perché Emilio Fede, intimo amico di Silvio Berlusconi e con lui imputato nel processo Ruby (condannato a 7 anni in primo grado), sa molto del privato del leader di Forza Italia. «E&#39; tutto falso, l&#39;ho già detto ai magistrati e ho denunciato quel truffatore per calunnia e minacce gravi», è stata la secca replica all&#39;Ansa di Emilio Fede che ha aggiunto: «Lui ha manipolato le mie dichiarazioni».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto, quella registrazione i pm lombardi l&#39;hanno inviata allaprocura di Palermo che ha istruito l&#39;inchiesta sulla trattativa Stato-mafia e che rappresenta l&#39;accusa nel processo in corso che vede alla sbarra politici della prima Repubblica e boss di Cosa nostra. Non solo. L&#39;intercettazione abusiva è stata depositata agli atti.&lt;br /&gt;«C&#39;è stato un momento in cui c&#39;era timore... Che loro hanno messo Mangano (il boss conosciuto come lo stalliere di Arcore) attraverso Marcello (Dell&#39;Utri ndr)», si sente nella registrazione. E ancora: «La vera storia della vicenda Berlusconi... mafia, mafia... soldi, mafia, soldi... Berlusconi». Secondo i nastri «Dell&#39;Utri era quello che investiva» e l&#39;unico che sa davvero la verità: «Chi può parlare? Solo Dell&#39;Utri».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quanto emerge dalle registrazioni il giornalista avrebbe ragionato anche su fatti specifici, come un dialogo tra l&#39;ex senatore e Berlusconi: «Mangano era in carcere. Mi ricordo che Berlusconi arrivando... &#39;hai fatto?&#39;... &#39;sì sì... gli ho inviato un messaggio... gli ho detto a Mangano: sempre pronto per prendere un caffè. Era un messaggio per rassicurare lui su certe cose che non so». Dalla registrazione sembrerebbe che Fede chiuda con una lode al mafioso stalliere: «E devo dire che questo Mangano è stato un eroe. E&#39; morto per non parlare».&lt;br /&gt;La versione di Emilio Fede è che il personal trainer sia un truffatore. E che il nastro, prima di finire nelle mani della magistratura, gli fosse stato proposto dallo stesso personal trainer, che minacciava di renderlo pubblico. Fede, interrogato nel maggio scorso dai pm di Palermo che seguono il processo sulla trattativa, avrebbe riferito di un incontro nella villa di Arcore tra Berlusconi e Dell&#39;Utri. Fede avrebbe spiegato agli inquirenti che Berlusconi, prima che Dell&#39;Utri andasse via, gli chiese: «Hai novità? Mi raccomando ricordiamoci della sua famiglia, ricordiamoci di sostenerla». Il riferimento è a Mangano, all&#39;epoca boss della famiglia mafiosa di Portanova, assunto nel 1974 tramite Dell&#39;Utri come stalliere a villa San Martino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma perché sostenere la famiglia Mangano?, domandano i magistrati. «Chiedono riferimento su di te», avrebbe detto l&#39;ex senatore al Caimano con Fede testimone. Ancora un riferimento allo stalliere, questa volta agli interrogatori cui è sottoposto e durante i quali gli stanno chiedendo dei suoi rapporti con Berlusconi e Marcello Dell&#39;Utri. Gli inquirenti collocano quell&#39;incontro tra il &#39;95 e il &#39;96, quando l&#39;uomo d&#39;onore siciliano si trovava già in carcere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il signor Gaetano Ferri, ex autista e guardia del corpo dice di aver registrato di nascosto in alcuni incontri nel 2012 con Emilio Fede, che gli avrebbe fatto confidenze molto pesanti su Silvio Berlusconi e Marcello Dell&#39;Utri. Ferri ha consegnato le sue registrazioni alla procura di Monza, che le ha trasmesse ai magistrati di Palermo che ora le hanno trascritte per depositarle nel processo Stato-Mafia, dove Dell&#39;Utri è tra gli imputati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Primo spezzone:&lt;/b&gt; la voce attribuita a Fede è disturbata, ma si sente parlare dei rapporti tra Berlusconi, Dell&#39;Utri e Cosa Nostra, nonché del ruolo di Vittorio Mangano, il mafioso assunto nel 1974 nella villa di Arcore. L&#39;audio originale è molto disturbato. Ecco il testo delle frasi più comprensibili:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Dell&#39;Utri... La mafia è la spada di Damocle... Vent&#39;anni fa c&#39;era un carabiniere mio amico che gli diceva tutte le intercettazioni di Berlusconi e Craxi… Berlusconi nasce con l&#39;edilizia.... Berlusconi non c&#39;aveva una lira per costruire... Un inizio straordinario, di sacrificio.... Poi Dell&#39;Utri si avvicinò a lui: possiamo prendere dei soldi... Mangano arriva attraverso Marcello... Davigo ha chiesto la mia assoluzione... Si incontravano, Dell&#39;Utri, Berlusconi e Mangano, al West Palace Hotel... Mafia, mafia, mafia.... Dell&#39;Utri era quello che faceva l&#39;investimento dei soldi mafiosi...».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Io qualche cosa la so... Quando Dell&#39;Utri tornava... Mi ricordo che Mangano era in carcere e Berlusconi gli diceva: hai fatto... E Dell&#39;Utri diceva: sempre pronto a prendere un caffè, che era un messaggio in codice... Mangano è veramente stato un eroe, è morto per non parlare.... Dell&#39;Utri andò in carcere a trovare Mangano, poi al ritorno tranquillizzò Berlusconi, tutto a posto, ha detto che il caffè era a posto... Era il messaggio in codice».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Secondo spezzone&lt;/b&gt;, è sempre Fede a parlare: «Questo mio amico Samory della banca... Mi diceva l&#39;altra sera che ha dato soldi a Dell&#39;Utri, magna magna, dieci milioni di euro per mettermi in lista, per entrare in politica...Dice che è proprio un grosso delinquente, ha un fratello, Alberto, che è un pregiudicato, non a livelli di Mangano, però... L&#39;ho aiutato a diventare vicecoordinatore di Forza Italia in Emilia. E lui mi dice: è veramente un grosso mafioso. Dico: minchia...».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Terzo spezzone&lt;/b&gt;: «Dell&#39;Utri lo ha fatto onorevole per evitare, per risparmiargli l&#39;arresto, che finisca di nuovo dentro... Conosciamo segreti tutti e due... Però io non me ne approfitto...».&lt;br /&gt;In questo spezzone la voce attribuita a Fede cita anche Ruby, ma l&#39;audio è molto disturbato : «Lui (Berlusconi) lo sa che gli voglio bene, non può pensare che io lo tradisco... Io so tutto di lui, quando scopava, dove scopava, con il dito... Mi chiamava all&#39;una e mezza di notte...».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;Ora forse è più chiaro perchè nei processi a carico dell&#39;Ex Cavaliere la DDL e la Boccassini c&#39;entrano .... altrochè se c&#39;entrano... Il problema vero è che non c’è consapevolezza del rischio mafioso nella parte sana e onesta della politica e del Paese, tralasciando naturalmente quella collusa, corrotta ed omertosa. Sono stati fatti dei passi avanti ma, in questo Paese, alla politica e forse anche all&#39;opinione pubblica, della lotta alla mafia, non importa nulla.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;A volte mi chiedo se ai nostri governanti importi davvero qualcosa di qualsivoglia argomento, a parte le questioni legate al potere e alla sua conservazione. Questo, in un’Italia nella quale il tarlo della corruzione, con i suoi 60 miliardi di euro sottratti ogni anno all’economia sana, pesa come un macigno: ad esempio solo con una tangente della vicenda che ha coinvolto la Fondazione Maugeri, si potrebbero pagare 2.000 assegni di ricerca. Se i politici perdessero il sonno per questo, allora di persone come Raffaele Cantone (presidente, dal marzo 2014, dell’Autorità Nazionale anticorruzione) ne verrebbero nominate cinquanta. Invece, chi potrebbe combattere efficacemente questa piaga raramente viene nominato nei posti chiave oppure, come nel caso di Cantone, lo si sceglie per avere un nome illustre con il quale calmare l’opinione pubblica, ma poi si esita a dargli poteri concreti. Purtroppo, &amp;nbsp;oltre a non essere interessata, la politica non conosce a fondo la problematica: chi, per anni, ha negato che le mafie fossero presenti anche al Nord? Meglio far finta di nulla, per non allarmare la popolazione. Così, se il nemico non c’è, nessuno lo combatte e, se nessuno lo combatte, lui fa ciò che vuole. La forza delle mafie risiede nel patrimonio di relazioni sociali tessute: se non si capisce questo non si riuscirà mai a combatterle efficacemente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/feeds/3032902319913928196/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/07/berlusconi-e-dellutri-mafia-mafia-mafia.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/3032902319913928196'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/3032902319913928196'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/07/berlusconi-e-dellutri-mafia-mafia-mafia.html' title='Berlusconi e Dell&#39;Utri: “Mafia mafia mafia” Ecco gli audio choc di Emilio Fede'/><author><name>warrior72</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08930742257118094978</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1522850224362175466.post-5266966029074311287</id><published>2014-07-22T11:43:00.000+02:00</published><updated>2014-07-22T11:43:51.830+02:00</updated><title type='text'>Processo Ruby: oltre il cabaret mediatico</title><content type='html'>&lt;div&gt;
&lt;img src=&quot;http://triskel182.files.wordpress.com/2011/02/berlusconi20indagato2.jpg&quot; /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;div&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
Non è questione solo italiana quella di una sovrapposizione tra politica e giustizia. Ma è fuori discussione che il grado di maturità democratica può essere misurato tenendo conto di quante volte e quanto indebitamente i due piani si mischiano. Processare il primo ministro in carica per fatti gravi è possibile e una democrazia matura deve potersi permettere i contraccolpi che ne derivano. Senza berciare al colpo di Stato o senza richiedere l&#39;istituzione di fantomatiche commissioni d&#39;inchiesta, finalizzate non certo a comprendere quanto sotto gli occhi di tutti, ma evidentemente a riscrivere la storia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la sentenza di assoluzione in appello per Silvio Berlusconi è partito un coro meschino di accuse a Ilda Boccassini, il magistrato che ha condotto l&#39;inchiesta che ha dato origine al processo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le sentenze vanno accettate ma allo stesso tempo non si può cedere alla logica poco democratica, secondo la quale non potrebbero essere commentate. Come ogni azione umana, come ogni azione pubblica che produce effetti sulla vita di ciascuno, anche le sentenze possono essere commentate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La magistratura è un ambito ben più complesso di ciò che si vede, di ciò che si vorrebbe mostrare e il berlusconismo, nei suoi effetti più nefasti, ha reso poco credibile ogni critica al suo operato, poiché ne ha cristallizzato l&#39;idea su un piano di opposizione politica oggi ancor più insostenibile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ilda Boccassini ha gestito con rigore il suo lavoro, mentre il modus operandi di molti era quello di condividere atti di indagine, con l&#39;obiettivo di ottenere in questo modo protezione mediatica. Non è mai stato il suo caso. In una democrazia sempre più marcia, Ilda Boccassini non ha mai occhieggiato alle facili praterie infuocate dell&#39;antipolitica, nelle quali tutte le istituzioni sono schifose e solo la magistratura è sana. Non è necessario ricordare semplicemente la sua presenza a Palermo, la sua vicinanza a Falcone e l&#39;infuocato j&#39;accuse formulato all&#39;indirizzo di colleghi imbelli e poco degni del proprio ruolo, poiché è nella storia recentissima il segno del suo operato, con i fondamentali risultati giudiziari di quella inchiesta &quot;Infinito&quot;, che ha mostrato quanto capillare sia il potere della &#39;ndrangheta in Lombardia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È per questa ragione che oggi non mi interessa aggiungere la mia voce a quella di chi ha voluto commentare gli esiti del processo Ruby, tra primo e secondo grado. Mi interessa piuttosto difendere un metodo investigativo che non ha mai cercato le luci della ribalta e che ha portato a quella sentenza di primo grado emessa da un Tribunale, da un collegio di magistrati e non certo dalla Procura della Repubblica. In questi anni ho letto atti relativi a decine, forse centinaia di inchieste, talvolta mediocri, talvolta superficiali, talvolta costruite sin dal principio contando sull&#39;appoggio della stampa. Ilda Boccassini non è questo, poiché non è mai stata questo la tradizione cui si rifà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&#39;interpretazione del diritto non è univoca, altrimenti non sarebbe interpretazione, e dunque il dibattito sul sovvertimento della decisione in secondo grado è legittimo e visto il soggetto coinvolto anche necessario. Detto ciò, voler leggere e contestualizzare politicamente questa sentenza, o peggio, voler giocare, come è sempre accaduto in questi anni, alla sfida tra giustizialisti e garantisti - laddove in Italia questi ultimi, quasi sempre, non sono altro che soggetti diversamente giustizialisti - oltre che inutile è dannoso. Poiché questa incultura allontana ancora di più una seria riforma della giustizia che tenga conto delle difficoltà del sistema, ma che non umili il patrimonio di conoscenza e metodo della magistratura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E da questo punto di vista il metodo di lavoro di Ilda Boccassini, la sua capacità di stare alla larga da un rapporto anomalo con i media, tratto distintivo vero della incultura di questo Paese, è un punto di partenza. Un punto di partenza e si spera, nella sua sistematizzazione, un punto d&#39;arrivo. Perché bisogna sempre partire dalle persone serie. Lasciando alla dimensione cabarettistica quei pagliacci, solerti servitori di un padrone ormai alla deriva, che a volte sembrano avere la testa solo per poter indossare parrucche dal colore sgargiante in quel momento di moda.&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/feeds/5266966029074311287/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/07/processo-ruby-oltre-il-cabaret-mediatico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/5266966029074311287'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/5266966029074311287'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/07/processo-ruby-oltre-il-cabaret-mediatico.html' title='Processo Ruby: oltre il cabaret mediatico'/><author><name>warrior72</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08930742257118094978</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1522850224362175466.post-2611786894008357375</id><published>2014-07-12T11:17:00.001+02:00</published><updated>2014-07-12T11:17:24.778+02:00</updated><title type='text'> Il nuovo Senato: come funziona e cosa cambia con la riforma del governo Renzi</title><content type='html'>&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;img height=&quot;307&quot; src=&quot;http://www.rai.it/dl/img/2014/03/1396044692062yes_week_end.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riforma del Senato del governo Renzi continua la sua marcia non priva di intoppi, marcia che dovrebbe portare il testo all&#39;esame dell&#39;aula a partire da lunedì prossimo. Ecco cosa cambia e come funziona il nuovo Senato, dal numero di senatori che siederanno a Palazzo Madama, fino alle regole per la loro elezioni e i poteri dei senatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanti saranno i senatori? A Palazzo Madama siederanno in 100 in luogo dei 315 di oggi, così ripartiti: 74 consiglieri regionali, 21 sindaci, 5 personalità illustri nominate dal presidente della Repubblica. La durata del mandato di questi ultimi sarà di sette anni e non sarà ripetibile. Andranno quindi a sostituire i senatori a vita e saranno scelti con gli stessi criteri: &quot;cittadini che hanno illustrato la patria per i loro altissimi meriti&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I senatori saranno eletti? Non saranno più eletti direttamente dai cittadini; si tratterà invece di una elezione di secondo grado che vedrà approdare in Senato sindaci e consiglieri regionali. Il sistema sarà proporzionale per evitare che chi ha la maggioranza nella regione si accaparri tutti i seggi a disposizione. Quale sarà lo stipendio dei senatori? I consiglieri regionali e i sindaci che verranno eletti al Senato non riceveranno nessuna indennità, il che dovrebbe portare allo Stato un risparmio di oltre mezzo miliardo di euro ogni anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali sono i poteri del nuovo Senato? Palazzo Madama avrà molti meno poteri e verrà superato il bicameralismo: innanzitutto non potrà più votare la fiducia ai governi in carica, mentre la sua funzione principale sarà quella di &quot;funzione di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica&quot;, che poi sarebbero regioni e comuni. Potere di voto vero e proprio invece il Senato lo conserverà solo riforme costituzionali, leggi costituzionali, leggi elettorali degli enti locali e ratifiche dei trattati internazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ruolo consultivo del Senato. Il Senato avrà però la possibilità di esprimere proposte di modifica anche sulle leggi che esulano dalle sue competenze. Potrà esprimere, non dovrà, e sarà costretto a farlo in tempi strettissimi: gli emendamenti vanno consegnati entro 30 giorni, la legge tornerà alla Camera che avrà 20 giorni di tempo per decidere se accogliere o meno i suggerimenti. Più complessa la situazione per quanto riguarda le leggi che riguardano i poteri delle regioni e degli enti locali, sui quali il Senato conserva maggiori poteri. In questo caso, per respingere le modifiche la Camera dovrà esprimersi con la maggioranza assoluta dei suoi componenti. Il Senato potrà votare anche la legge di bilancio, le proposte di modifica vanno consegnate entro 15 giorni e comunque l&#39;ultima parola spetta alla Camera.&lt;/span&gt;&lt;div&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;Considerando i dati sulle assenze dei senatori a Palazzo Madama oggi che sono lautamente stipendiati non osiamo immaginare cosa potrà accadere quando con la riforma che entrerà in vigore non riceveranno alcun compenso....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/feeds/2611786894008357375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/07/il-nuovo-senato-come-funziona-e-cosa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/2611786894008357375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/2611786894008357375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/07/il-nuovo-senato-come-funziona-e-cosa.html' title=' Il nuovo Senato: come funziona e cosa cambia con la riforma del governo Renzi'/><author><name>warrior72</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08930742257118094978</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1522850224362175466.post-7597623932663534126</id><published>2014-07-08T10:02:00.001+02:00</published><updated>2014-07-08T10:02:13.085+02:00</updated><title type='text'>Se Milanese inizia a sputare....i nomi....!!!!!</title><content type='html'>&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 21.599998474121094px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;img height=&quot;295&quot; src=&quot;http://www.wallstreetitalia.com/immagine/25224.jpg/0/berlusconi-bossi-tremonti-molto-di-piu-li-lega-di-quel-che-noi-sappiamo.aspx&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 21.599998474121094px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;L’ex consigliere politico del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, Marco Milanese, è finito in carcere per l’accusa di aver ricevuto una tangente da 500 mila euro da parte di uno degli imprenditori che partecipavano ai lavori di costruzione del Mose. Per difendersi dalle accuse dei magistrati Milanese ha spiegato come il finanziamento di questa infrastruttura fu un sostanziale favore del ministro dell’Economia di allora, Giulio Tremonti, alla Lega Nord e al governatore del Veneto del Carroccio, Luca Zaia. Siccome non era possibile recuperare 400 milioni di euro da parte del ministero delle Infrastrutture per realizzare l’opera che serve a proteggere Venezia dalle acque alte, servì un intervento di Tremonti che trovò questi fondi all’interno del bilancio dello Stato. Il finanziamento da 400 milioni di euro fu però erogato solo dopo che si trovò un accordo per la candidatura di Luca Zaia alla presidenza del Veneto. Tremonti, come ha raccontato Milanese ai magistrati, decise di stanziare i fondi del Mose per ricompensare l’appoggio della Lega Nord nei suoi confronti. Prima delle regionali 2010 la Lega Nord, all’epoca in pieno boom demoscopico e trionfatrice alle elezioni europee, chiese al Pdl la guida di due delle tre regioni settentrionali controllate dal centrodestra, Piemonte e Veneto. La battaglia per la “conquista” del Veneto fu particolarmente aspra, visto che il presidente di allora, Giancarlo Galan deputato ora indagato nell’ambito del Mose, era assolutamente indisponibile a lasciare la guida della Regione. Dopo che Galan cedette e la candidatura per la presidenza del Veneto fu assicurata a Luca Zaia, Tremonti acconsentì al finanziamento del Mose secondo la ricostruzione di Milanese. L’ex consigliere politico del ministro dell’Economia, ora in carcere, rimarca come Tremonti gli affidò l’incarico di gestire la partita del Mose a causa dell’eccessiva interferenza di Giovanni Mazzacurati, ex presidente del Consorzio Venezia Nuova.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 21.599998474121094px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 21.599998474121094px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;Scrutando nel torbido pantano della politica italiana, malsana e corrotta, ogni giorno spuntano nomi, sempre più eccellenti....Italiani, ma avete capito chi ci ha portati in questa crisi peggiore di un marasma pantanoso di cui non si vede fondo nè uscita? Avete capito chi avete votato fino ad oggi?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/feeds/7597623932663534126/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/07/se-milanese-inizia-sputarei-nomi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/7597623932663534126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/7597623932663534126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/07/se-milanese-inizia-sputarei-nomi.html' title='Se Milanese inizia a sputare....i nomi....!!!!!'/><author><name>warrior72</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08930742257118094978</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1522850224362175466.post-7617867889922066405</id><published>2014-07-03T10:01:00.001+02:00</published><updated>2014-07-03T10:01:11.658+02:00</updated><title type='text'>Renzi, più flessibilità ... sogni o realtà?</title><content type='html'>&lt;img height=&quot;400&quot; src=&quot;http://u.jimdo.com/www27/o/s13a8bdc1a1b8c0c0/img/i378d6f04db55d08b/1388856775/std/matteo-renzi-di-a-molino-matita-e-colori-digitali-2013.jpg&quot; width=&quot;278&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quanto si apprende dalla cronache politice, l’accordo tra Renzi e Mer­kel a Bru­xel­les, parla di più flessibilità nel rigore. In realtà riguarda i soli cofi­naziamenti nazio­nali ai fondi Ue esclusi dal con­teg­gio del defi­cit e poco altro. Nulla del fiscal com­pact, né dell’austerità, sem­bra essere stato toc­cato. L&#39;obiettivo di Renzi nell&#39;incontro con la Merkerl sarebbe dovuto essere quello di riuscire a tra­sfor­mare il bastone del rigore nella carota dell’austerità fles­si­bile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma, in realtà, Renzi sta solo cer­cando di rin­viare le sca­denze e non si azzarda a toc­care le regole. Durante la cam­pa­gna delle pri­ma­rie aveva più volte evo­cato la pos­si­bi­lità di cam­biare i trat­tati. Ora si limita a chie­dere un’austerità un po’ più “fles­si­bile”. In sostanza, la trat­ta­tiva si concentra su un rin­vio di un anno o due degli obiet­tivi di pareg­gio del bilan­cio. Che la richie­sta venga accolta è da veri­fi­care, visto che Com­mis­sione Ue ed Eco­fin risul­tano tuttora ostili. Ma anche ammesso che Renzi rie­sca a spun­tarla, otter­rebbe solo un mar­gine in più per il defi­cit di 0,2 punti per­cen­tuali. Una con­qui­sta risi­bile rispetto alla gra­vità della situazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da questo punto di visto il premier torna dal vertice con una illusione piuttosto che una speranza cosa comune negli ultimi anni della difficile situazione politica italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso di que­sti anni abbiamo regi­strato una pro­gres­siva diva­ri­ca­zione tra le nar­ra­zioni poli­ti­che e la realtà dei fatti. Lo dimo­strano gli errori siste­ma­tici com­messi dalla stessa Com­mis­sione Ue sulle pre­vi­sioni dell’andamento del Pil nell’Eurozona: nel caso dell’Italia sono stati anche supe­riori ai tre punti per­cen­tuali. La mia sen­sa­zione è che Renzi stia addi­rit­tura accen­tuando que­sto iato, anzi­ché dare un con­tri­buto per ren­dere le parole della poli­tica un po’ piu in linea con i processi reali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla luce di quanto detto la cre­scita è una spe­ranza davvero infon­data per il 2014.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per dare un’idea di quanto sia impro­ba­bile, basta notare che gli obiet­tivi di bilan­cio dell’esecutivo sono stati fis­sati sulla base di una già modesta cre­scita dello 0,8% nel 2014. Ebbene, que­sta pre­vi­sione è già stata smen­tita dagli ultimi dati. Nel momento in cui ci ren­de­remo conto che l’andamento effet­tivo del Pil è peg­giore del pre­vi­sto, anche quel po’ di mar­gine sul defi­cit chie­sto da Renzi verrà bruciato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Bru­xel­les sem­bra essere pas­sata l’idea che l’ammorbidimento del rigore fiscale avverrà man mano che la Com­mis­sione Ue riscon­trerà il grado di avan­za­mento delle «riforme». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma in realtà non è nem­meno detto che que­sta idea sia pas­sata. Al momento c’è solo una gene­rica dichia­ra­zione di aper­tura da parte della Mer­kel. Ma nero su bianco abbiamo due docu­menti della Com­mis­sione Ue e dell’Ecofin che si muo­vono in dire­zione oppo­sta rispetto a quanto auspi­cato da Renzi. Per quanto il pre­mier chieda bri­ciole, la trat­ta­tiva per otte­nerle si annuncia comun­que dif­fi­cile. In cam­bio, oltre­tutto, il governo farà riforme che rispon­dono a due tipo­lo­gie. La prima è rela­tiva all’assetto isti­tu­zio­nale: accre­sci­mento ulte­riore del potere dell’esecutivo in nome della decan­tata gover­na­bi­lità. È un pro­cesso che implica un’erosione ulte­riore dei mar­gini di eser­ci­zio della democrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda invece è una vec­chia cono­scenza: fles­si­bi­lità del mer­cato del lavoro. Dopo il fal­li­mento della dot­trina della “auste­rità espan­siva”, cioè della idea per cui l’austerità avrebbe garan­tito la ripresa eco­no­mica, ora si punta su altre dosi di pre­ca­riz­za­zione dei con­tratti di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel &lt;a href=&quot;http://www.theeconomistswarning.com/&quot;&gt;“monito degli economisti”&lt;/a&gt; pub­bli­cato sul Finan­cial Times nel 2013, pro­mosso con Ric­cardo Real­fonzo e sottoscritto da Rodrik, Galbraith, Gallegati ed altri, i maggiori esponenti dell&#39;economia mondiale annun­cia­vano che l’Europa sarebbe pas­sata dall’austerità espan­siva alla pre­ca­rietà espan­siva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed in eggetti la pre­vi­sione è stata con­fer­mata. Ci dicono che la nuova onda di pre­ca­riz­za­zione del lavoro por­terà cre­scita dell’occupazione. Ma per capire dav­vero dove por­terà la riforma Poletti basta guar­dare i dati dell’Ocse e dell’Fmi: non vi è nes­suna con­ferma della tesi per cui più pre­ca­rietà deter­mina più occu­pa­zione. Se è vero che i con­tratti fles­si­bili indu­cono le imprese ad assu­mere un po’ di più nelle fasi di espan­sione eco­no­mica, è altret­tanto vero che que­sti con­tratti per­met­tono alle imprese di distrug­gere que­gli stessi posti di lavoro nella reces­sione. L’effetto netto di que­ste poli­ti­che è zero. Eppure il mini­stro Padoan, che viene dall’Ocse e cono­sce que­sti risul­tati, insi­ste con la fan­ta­sia secondo cui la pre­ca­riz­za­zione accre­sce l’occupazione. Siamo di nuovo in pre­senza di uno scarto tra nar­ra­zione e realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la cre­scita a zero è facile prevedere che cosa acca­drà nei pros­simi mille giorni del governo. Ossia quello che si è già veri­fi­cato negli ultimi anni. Ancora una volta, rile­ve­remo una distanza tra obiet­tivi e risul­tati, sia dal punto di vista del defi­cit pub­blico che da quello della cre­scita eco­no­mica e dell’occupazione. L’auspicio di Renzi, secondo il quale si può agire nell’attuale qua­dro isti­tu­zio­nale euro­peo per uscire dalla crisi, andrà a sbat­tere con­tro il muro dei fatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sem­bra ormai escluso un pro­cesso di riscrit­tura dei trat­tati euro­pei, come anche una revi­sione del ruolo della Bce. E&#39; facile prevedere anche quale sarà il futuro eco­no­mico e sociale dell’Europa meri­dio­nale nei pros­simi cin­que anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti dall’inizio della crisi i paesi del Sud Europa hanno perso oltre 6 milioni di posti di lavoro. In Ger­ma­nia c’è stato invece un aumento di 1,5 milioni di unità. Que­ste diva­ri­ca­zioni deli­neano un pro­cesso di «mez­zo­gior­ni­fi­ca­zione» euro­pea, che ripro­duce su scala con­ti­nen­tale il tre­mendo dua­li­smo eco­no­mico che ha con­di­zio­nato i rap­porti tra Nord e Sud Ita­lia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In que­sto sce­na­rio pre­vedo nuovi suc­cessi per i movi­menti rea­zio­nari e xeno­fobi. Temo che i risul­tati delle ele­zioni euro­pee siano solo l’inizio di un lungo ciclo poli­tico, in cui ci tro­ve­remo nella tena­glia di due tipo­lo­gie di destre: una euro­pei­sta e tec­no­cra­tica nella quale si inse­ri­sce anche l’attuale com­pa­gine che sostiene il governo ita­liano; l’altra ultra­na­zio­na­li­sta e poten­zial­mente neo-fascista, come il Fronte nazio­nale in Fran­cia. Mentre il lavoro e le sue resi­due rap­pre­sen­tanze sem­brano para­liz­zate e silenti, in modo ana­logo a quanto già acca­duto nei momenti più cupi della sto­ria europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure ci sono ancora movimenti, associazioni e soggetti politici che cercano di modificare radicalmente la struttura regolamentare della UE ed il suo negativo impatto sociale, politico ed economico registrato da molti anni a questa parte.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;Focalizzandosi sulla austerity in questi anni la politica economica europea, &amp;nbsp;ha portato ed inevitabilmente continuerà a portare un impoverimento generalizzato e diffuso con perdita di potere di acquisto e conseguenti rinunce di larghe fasce della popolazione ad importanti diritti lavorativi acquisiti e riduzione del benessere diffuso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così Il 3 luglio è partita la rac­colta firme sul refe­ren­dum con­tro il Fiscal Com­pact che sembra essere il primo tassello da scradinare per creare una europa unita che abbia uguali prospettive di crescita per tutti gli stati membri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma c&#39;è da dire subito che sul piano tecnico-giuridico l’iniziativa si muove lungo un sen­tiero imper­vio. Sul piano poli­tico, se passa, potrebbe aiu­tare ad acce­le­rare le con­trad­di­zioni di un qua­dro euro­peo che in pro­spet­tiva resta insostenibile. Le contraddizioni, tuttavia, potranno risultare feconde solo se le singole iniziative di mobilitazione saranno inserite in progetti politici più generali. Personalmente credo che i tempi siano maturi per avviare una critica di quello che talvolta ho definito “liberoscambismo di sinistra” e per promuovere un rilancio, in chiave moderna, del tema del piano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/feeds/7617867889922066405/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/07/renzi-piu-flessibilita-sogni-o-realta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/7617867889922066405'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/7617867889922066405'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/07/renzi-piu-flessibilita-sogni-o-realta.html' title='Renzi, più flessibilità ... sogni o realtà?'/><author><name>warrior72</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08930742257118094978</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1522850224362175466.post-4327641043536289340</id><published>2014-07-01T16:53:00.001+02:00</published><updated>2014-07-01T16:55:06.895+02:00</updated><title type='text'>Il Governo delle Immunità... ripristinate...</title><content type='html'>&lt;div&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://static.fanpage.it/socialmediafanpage/wp-content/uploads/2014/06/riforma-senato-boschi-finocchiaro-300x225.jpg&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 23px;&quot;&gt;Il treno delle riforme procede spedito. Dopo la giornata di ieri,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;in cui la maggioranza aveva retto sulle votazioni&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 23px;&quot;&gt;&amp;nbsp;dei primi emendamenti al testo, l&#39;esame del ddl Boschi procede senza sorprese in Commissione Affari Costituzionali del Senato. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, è stato approvato un emendamento dei relatori che ripristina l&#39;attuale immunità sia per i deputati che per i senatori. L&#39;emendamento ha avuto il parere favorevole da parte del governo, nonostante in origine la nuova formulazione dell&#39;articolo 68 della Costituzione proposta dal governo lasciava questa prerogativa esclusivamente ai deputati. La decisione ha avuto &quot;una maggioranza molto larga. Anche Forza Italia e Lega hanno votato a favore&quot; ha sottolineato il ministro Maria Elena Boschi. Il M5S, con il capogruppo in Commissione Giovanni Endrizzi, parla di &quot;sfregio al dialogo con i cittadini&quot;. Hanno votato a favore Pd, Forza Italia, Ncd, Scelta civica, Popolari e Lega Nord, contro M5s e Sel. Astenuto il senatore di Fi Augusto Minzolini.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; line-height: 23px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 23px;&quot;&gt;In mattinata c&#39;era stata l&#39;approvazione della norma che introduce in Costituzione il cosiddetto &quot;statuto delle minoranze&quot;, garantendo &quot;i diritti delle minoranze parlamentari&quot;. Per quanto riguarda il nuovo Senato delle autonomie è stata approvata una norma che stabilisce l&#39;incompatibilità tra i membri delle Giunte regionali e alcune cariche in Senato. Nella seduta di questa mattina sono stati approvati gli emendamenti che modificano gli articoli dal 60 al 67 della Costituzione, bocciati tutti i subemendamenti, tranne quello dell&#39;ex pentastellato Francesco Campanella (Misto) che impone ai senatori la presenza durante i lavori delle commissioni.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; line-height: 23px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 23px;&quot;&gt;Molto soddisfatta il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, che ipotizza si possa arrivare in Aula la prossima settimana &quot;se i lavori proseguono con questo ritmo&quot;. Ma dal blog di Beppe Grillo si continua a tuonare contro il patto del Nazareno: un post firmato dal professore Paolo Becchi contesta la legittimità di un Parlamento &quot;eletto con una legge incostituzionale&quot; che vuole modificare &quot;addirittura la struttura bicamerale del Parlamento e, con essa, inevitabilmente, la forma di governo&quot; e boccia la riforma Renzi che &quot;elimina ogni meccanismo di legittimazione diretta e democratica dei senatori&quot; ed &quot;elimina il bicameralismo perfetto costruendo una Camera elitaria, composta da sindaci e governatori delle Regioni&quot;. Secondo Becchi bisogna invece concentrarsi sulla nuova legge elettorale, proprio come aveva suggerito ieri il vicepresidente della Camera pentastellato Luigi Di Maio, che aveva chiesto a Renzi un nuovo incontro sul tema in settimana. &quot;Soltanto un altro Parlamento, se non un&#39;Assemblea costituente, potrebbe avere l&#39;autorevolezza e la legittimazione politica per decidere sul superamento del bicameralismo perfetto e sulla rideterminazione dei rapporti Parlamento-Governo e Stato-Regioni&quot; spiega Becchi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; line-height: 23px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; line-height: 23px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 23px;&quot;&gt;L&#39;iter delle riforme per ora sembra procedere senza intoppi anche perchè per il momento non sono stati affrontati quegli articoli su cui ancora c&#39;è dissenso all&#39;interno delle forze politiche, in particolare il nodo del Senato elettivo. Intanto è salito a 20 il numero dei senatori che voteranno in Aula a favore di un Senato elettivo. Oggi si è aggiunto al gruppo Antonio Azzollini, di Ncd, presidente della Commissione Bilancio di Palazzo Madama.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; line-height: 23px;&quot; /&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white; line-height: 23px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 23px;&quot;&gt;Solo dopo questa giornata, con un probabile faccia a faccia Renzi-Berlusconi in serata se necessario, la Commissione potrà procedere con l&#39;esame e il voto degli emendamenti che modificano gli articoli 56, 57, 58 della Costituzione, che affrontano infatti la composizione di Camera e Senato e in particolare le modalità di elezione dei componenti del Senato. Ma la giornata cruciale sarà giovedì, quando si deciderà seriamente la sorte del ddl. Silvio Berlusconi infatti riunirà nel primo pomeriggio deputati e senatori&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; line-height: 23px;&quot;&gt;&amp;nbsp;di Forza Italia per riportare la fronda interna al partito, guidata da Augusto Minzolini, sulla strada dettata dal&amp;nbsp; patto del Nazareno. Nella stessa giornata il premier Matteo Renzi incontrerà il Movimento 5Stelle per discutere di legge elettorale. C&#39;è attesa per la lettera pubblica al Movimento 5 stelle sul tema legge elettorale annunciata ieri del premier al termine del Consiglio dei Ministri. La lettera dovrebbe essere divulgata in giornata&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;
Così la commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato un emendamento dei relatori alle riforme che ripristina l&#39;attuale immunità sia per i deputati che per i senatori. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La decisione di lasciare così com&#39;è l&#39;articolo 68 della Costituzione che riguarda l&#39;immunità di parlamentari ha avuto «una maggioranza molto larga. Anche Forza Italia e Lega hanno votato a favore». Lo sottolinea il ministro Maria Elena Boschi interpellata dai giornalisti. E il governo? «Ha dato parere favorevole» alla luce del dibattito che si è svolto in commissione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il commento del sanatore 5 Stelle Vito Crimi:&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Approvato l&#39;emendamento che ripristina l&#39;immunità per i senatori, a firma Calderoli-Finocchiaro. Avevamo chiesto che l&#39;abrogazione di ogni tipo di immunità venisse estesa anche ai deputati... ma sul tema il governo ha detto che ha accolto le sollecitazioni pervenute dalla commissione (dal partito unico PD-FI). L&#39;unica cosa accolta... su tutto il resto sono andati dritti come un treno calpestando ogni idea diversa.&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/feeds/4327641043536289340/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/07/il-governo-delle-immunita-ripristinate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/4327641043536289340'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/4327641043536289340'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/07/il-governo-delle-immunita-ripristinate.html' title='Il Governo delle Immunità... ripristinate...'/><author><name>warrior72</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08930742257118094978</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1522850224362175466.post-5136952809419702788</id><published>2014-07-01T11:35:00.000+02:00</published><updated>2014-07-01T11:35:11.560+02:00</updated><title type='text'>Renzi, la riforma della giustizia (solo un&#39;altra utopia)...tra promesse e realtà...</title><content type='html'>&lt;img height=&quot;400&quot; src=&quot;https://controcover.files.wordpress.com/2014/05/002c8af9.jpeg&quot; width=&quot;313&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Semplificazione del processo civile, per arrivare in un anno al giudizio di primo grado e al dimezzamento dell’arretrato, riforma del Csm, responsabilità civile dei magistrati «modello europeo» e una normativa del falso in bilancio «degna di questo nome»: «per due mesi vogliamo discutere della giustizia in modo non ideologico, sarà una discussione la più filosofica, concettuale e astratta prima di approvare la riforma per coinvolgere l’Italia su questo tema». È una riforma in dodici punti, quella che dovrà vedere la luce a settembre, secondo il timing fissato dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al termine del Cdm, durato circa un’ora e mezza e preceduto in mattinata da un incontro tra il premier e il ministro Andrea Orlando, è Renzi ad illustrare i punti fermi della «rivoluzione» e a chiarire che il governo vuole inaugurare una fase nuova anche nel metodo: i testi sono pronti ma aperti alla discussione. Una novità per un tema tanto conteso come la giustizia, tanto che il premier esordisce con una sottolineatura: «Sono 20 anni che sulla giustizia si litiga senza discutere. Noi vogliamo cambiare metodo e discutere nel merito e possibilmente senza litigare». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il focus è innanzitutto sul processo civile, «al termine dei mille giorni delle riforme noi puntiamo al processo civile in un anno per il primo grado», ha subito detto Renzi, che punta al dimezzamento dell’arretrato, arrivato a 5,2 milioni di processi pendenti. Attraverso la semplificazione e la «degiurisdizionalizzazione», parola che significa che le controversie si possono risolvere anche non davanti al giudice, ma attraverso la negoziazione assistita e il ricorso a camere arbitrali. La strada maestra, per il ministro Orlando è l’informatizzazione, unita a «due canali prioritari per famiglie e imprese». A questo proposito Orlando ha anche annunciato che «per separazioni e divorzi, se consensuali, non servirà più andare davanti al giudice». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il governo riformerà anche il Csm, ovviamente dopo le imminenti elezioni che porteranno al rinnovo delle cariche. «Chi giudica non nomina, chi nomina non giudica», è la formula scelta dal premier per spiegare lo sdoppiamento delle funzioni dell’organo di autogoverno della magistratura, e il principio su cui ci si baserà «è quello che si fa carriera per merito e non per appartenenza di corrente». Sul tema caldo della responsabilità dei magistrati, il governo punta ad un «modello europeo»: quello attuale, ha osservato Orlando, «non ha funzionato, dobbiamo togliere quei tappi che hanno portato a questo». Il ministro ha poi ribadito di essere contrario alla responsabilità diretta dell’emendamento Pini - quello sulla responsabilità diretta dei magistrati, che «spinge al conformismo». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul fronte penale il governo metterà mano anche alla prescrizione e a reati economici, falso in bilancio e autoriciclaggio. Mentre «le intercettazioni sono l’unico argomento su cui non abbiamo pronta la norma», ha detto Renzi, smentendo i testi circolati: «Nessuno vuole bloccare le intercettazioni dei magistrati» ma valutare anche «con i direttori dei quotidiani» l’utilizzo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;I 12 PUNTI&lt;/b&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco in sintesi i 12 punti, alcuni sintetizzati per temi, della riforma che ora sarà aperta alla discussione per 2 mesi tra addetti ai lavori e cittadini.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- GIUSTIZIA CIVILE: la riduzione dei tempi punta a portare ad un anno il primo grado del procedimento civile. La riforma vuole poi portare a dimezzare l’arretrato con una corsia preferenziale per imprese e famiglia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- CSM: «chi giudica non nomina, chi nomina non giudica» ha detto Renzi spiegando che la carriera sarà legata al merito  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- RESPONSABILITÀ CIVILE DEI MAGISTRATI sul modello europeo.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- RIFORMA DEL DISCIPLINARE DELLE MAGISTRATURE SPECIALI  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- NORME CONTRO LA CRIMINALITÀ ECONOMICA (falso bilancio, autoriciclaggio)  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- ACCELERAZIONE DEL PROCESSO PENALE E RIFORMA DELLA PRESCRIZIONE.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- INTERCETTAZIONI (diritto all’informazione e tutela privacy)  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- INFORMATIZZAZIONE integrale del sistema giudiziario  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- RIQUALIFICAZIONE del personale amministrativo.  &lt;div&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
Il vicedirettore del quotidiano “La Repubblica”, Massimo Giannini, ha rimarcato in un editoriale sul quotidiano di lunedì 1 luglio l’ennesimo ritardo della riforma della giustizia nel cronoprogramma fissato da Matteo Renzi all’inizio del suo mandato a Palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio aveva indicato queste scadenze appena aveva ricevuto l’incarico di formare un nuovo governo: legge elettorale e riforma del Senato entro la fine di febbraio, mercato del lavoro a marzo, fisco a maggio, Welfare e giustizia a giugno.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;Un cronoprogramma da una riforma al mese che non è stato rispettato dal presidente del Consiglio, se non in parte. Una valutazione confermata dall’annuncio della riforma della giustizia presentata ieri da Matteo Renzi insieme al ministro competente, Andrea Orlando. Giannini ne sottolinea le linee guida condivisibili, ma al contempo rimarca come la riforma organica non sia ancora presente. ” Il fatidico 30 è arrivato. Com’era prevedibile, la riforma non c’è. Ci sono, appunto, le “linee guida”. Le “dodici palle” buttate in campo dal ministro Orlando, come le ha definite lo stesso Renzi per dare più credibilità al progetto. Dove rotoleranno queste “palle” in questi due mesi di “discussione” nessuno lo può sapere. Ma questo, più che un grande esercizio di “democrazia partecipata”, ha l’aria di essere un astuto escamotage per comprare tempo e per vendere una merce che non si possiede”. Il ritardo sulla riforma della giustizia non è l’unico ambito dove il governo non sta rispettando il “cronoprogramma”, che è stato oltremodo ambizioso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;La legge elettorale è stata approvata solo alla Camera dei Deputati, e verrà modificata in modo piuttosto rilevante, mentre sulle riforme costituzionali l’intesa è sempre traballante, tanto da essere sottoposta a ritardi continui. Su “La Repubblica” di oggi un articolo firmato da Francesco Bei indica come l’approvazione dell’Italicum potrebbe slittare in autunno, visto il pesante ritardo accumulato nell’esame della riforma del Senato. La discussione sul nuovo sistema elettorale è entrata  anche nel dibattito relativo alle modifiche costituzionali. Diversi senatori, anche del Partito Democratico e non ostili alla riforma come i firmatari del Ddl Chiti, hanno indicato il problema della platea elettiva del presidente della Repubblica, troppo sbilanciata a favore del partito o coalizione che vincerebbe il premio di maggioranza alla Camera dei Deputati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/feeds/5136952809419702788/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/07/renzi-la-riforma-della-giustizia-solo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/5136952809419702788'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/5136952809419702788'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/07/renzi-la-riforma-della-giustizia-solo.html' title='Renzi, la riforma della giustizia (solo un&#39;altra utopia)...tra promesse e realtà...'/><author><name>warrior72</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08930742257118094978</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1522850224362175466.post-414372210723278291</id><published>2014-06-28T09:39:00.000+02:00</published><updated>2014-06-28T09:43:16.022+02:00</updated><title type='text'>Crisi &amp; Debito pubblico inarrestabile! Eccone le cause che nessuno ci ha mai spiegato....</title><content type='html'>&lt;img src=&quot;http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/novirestachepiangere.jpg&quot; height=&quot;240&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma qualcuno si è mai chiesto come mai il debito pubblico dopo anni e manovre finanziare votate all&#39;austerity ed alla spending review continua ad aumentare inesorabilmente? E&#39; di questi giorni la notizia che abbiamo sfondato il muro dei 2100 miliardi di euro...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;Diciamo subito le cose come stanno. Il problema del debito pubblico italiano non deriva da un eccesso di spesa, sprechi e ruberie assortite, bensì unicamente dagli interessi che lo Stato italiano paga per finanziarsi. Va da sé che spese, sprechi e ruberie assortite concorrono a peggiorare la situazione, ma non sono il problema di fondo. Perché allora si parla di tutto fuorché del problema di fondo? Perché del problema di fondo non si vuol parlare, onde lasciare le cose come stanno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel trentennio che va dal 1980 al 2011, il &quot;Bel Paese&quot;, ha avuto un avanzo primario pari a 484 miliardi di euro. Nello stesso periodo ha pagato 2141 miliardi di euro di interessi. La differenza (pari a 1897 miliardi) rappresentava il debito pubblico italiano nel 2012, debito che oggi ha superato i 2100 miliardi. Questo debito genera interessi annuali per circa 70-80 miliardi di euro. Gli interessi che l’Italia paga, tecnicamente, sarebbero (sono) definibili come interessi da anatocismo, cioè noi paghiamo gli interessi sugli interessi. E’ un circolo senza fine dal quale il paese non può uscire (del resto i debiti sono concepiti all’uopo) e se mai fosse si ritroverebbe comunque spolpato all’osso e dunque senza alcuna possibilità di ripresa. Dico spolpato perché non avremo più nessuna base, cioè nessuna risorsa reale, su cui ripartire. Non credo comunque che questo succederà dal momento che i debiti sono sempre concepiti per non essere estinguibili onde tenere un paese alla mercé delle oligarchie finanziarie che tirano i fili del gioco del denaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’immagine venduta dicevamo, è però che l’Italia si trova nella situazione in cui si trova perché “spende troppo” e quindi ha un deficit di bilancio. Questa immagine non è solo errata ma volutamente fuorviante. Nonostante la nostra situazione sia drammatica, paradossalmente l’Italia è il paese al mondo con il surplus di bilancio più alto. Questo, chiariamolo subito, non è che sia un bene in sé, perché il nostro surplus è dovuto principalmente ad una tassazione altissima che concorso all’affossamento del paese. Resta il fatto che l’Italia in virtù di questa tassazione altissima ed al conseguente surplus di bilancio che conosce da oltre vent’anni, dovrebbe perlomeno non avere il problema del debito. Che invece c’è, eccome! In breve, gli interessi si rincorrono e le politiche di austerità non servono a nulla se non, appunto, a spolpare il paese. I debiti, del resto, servono a questo: drenare ricchezza reale dalle popolazioni e quindi impoverirle e controllarle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il debito pubblico italiano è esploso tra il 1982 e il 1993 quando la spesa per interessi passò da 35 a 156 miliardi. La ragione di questo è il famoso “divorzio” tra la Banca d’Italia e il Tesoro. Il fatto fondamentale del “divorzio” fu il sollevamento per la Banca d’Italia dell’obbligo di comprare il debito pubblico (cioè i titoli di Stato). Da allora l’Italia si è finanziata sul mercato, cioè abbiamo preso denaro a prestito a tassi di interesse dettati dal mercato finanziario, mercato finanziario che ovviamente fa i suoi interessi. Il mercato finanziario, oltretutto, è principalmente estero. Prima l’Italia si finanziava a costo zero attraverso la Banca d’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo antefatto, che è la vera causa della situazione in cui ci troviamo, non è mai stato menzionato da nessun media di regime, e men che meno dalla Troika e dai governi (Monti, Letta e anche Renzi) che si sono succeduti dall’esplosione della crisi del debito. Affermare dunque che i media, la Troika e i governi sono tutti corresponsabili e parte del piano di spolpamento, non è fare affermazioni generiche e complottiste, cosa di cui qualche lettore mi  accusa, bensì semplicemente affermare la realtà dei fatti. Oppure queste cose non le sanno?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Bce, a differenza della Fed, della Banca centrale del Giappone e altre, non può acquistare i titoli di Stato (l’Unione europea glielo vieta, e già questo ci dice molto chiaramente a cosa serve, tra le altre cose, la UE). Però la Bce questi soldi li può prestare alle banche. La Bce, dall’inizio della crisi ha infatti prestato alle banche circa 3000 miliardi di euro a tassi di interesse vicini allo zero, banche che però non hanno riversato questi soldini nell’economia reale (e anche comprensibilmente dal loro punto di vista). Cosa ci hanno fatto allora le banche con questi soldi? Ci  hanno acquistato, indovinate cosa, titoli di Stato che rendevano il 4% e anche oltre. Che beneficio ne hanno tratto i paesi da queste emissioni di denaro della Ue? Nessuna, è ovvio. I beneficiari sono stati unicamente le banche. Lo schema è chiarissimo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;Il debito pubblico quindi non può fare altro che aumentare, lo spolpamento del Paese continuare e ad noi? ...Non ci resta che piangere...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/feeds/414372210723278291/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/06/crisi-debito-pubblico-inarrestabile.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/414372210723278291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/414372210723278291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/06/crisi-debito-pubblico-inarrestabile.html' title='Crisi &amp; Debito pubblico inarrestabile! Eccone le cause che nessuno ci ha mai spiegato....'/><author><name>warrior72</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08930742257118094978</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1522850224362175466.post-971803373735695477</id><published>2014-06-27T19:04:00.001+02:00</published><updated>2014-06-27T19:07:47.120+02:00</updated><title type='text'> DAL 30 GIUGNO POS PER TUTTI i COMMERCIANTI</title><content type='html'>&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.repstatic.it/content/localirep/img/inchieste/2014/06/26/125136721-51f1e7a5-2e4a-4de9-a155-2b565891d1eb.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accolto dalle polemiche per le commissioni giudicate eccessive, da lunedì 30 giugno entra in vigore il decreto che obbliga tutti gli esercizi commerciali e le attività professionali a dotarsi di un bancomat. Nessuno potrà rifiutarsi di accettare un pagamento tracciabile superiore ai 30 euro. Un ottimo strumento per dissuadere dall&#39;uso del contante e far emergere il nero che rappresenta il 17 per cento del Pil. Con un grosso limite: non prevede alcuna ammenda nei confronti dei trasgressori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;ROMA-  Basta contante: dal 30 giugno commercianti, artigiani, professionisti, chiunque sia in grado di fornire una merce o un servizio ai consumatori dovrà dotarsi di un Pos, il &quot;point of sale&quot;, quel dispositivo che permette di effettuare un pagamento con bancomat, carta di credito o debito. Un obbligo che riguarderà tutti: dal dentista al venditore ambulante, dall&#39;avvocato all&#39;idraulico. Nessuno potrà più rifiutarsi di accettare un pagamento tracciabile, purché la somma dovuta non sia inferiore ai 30 euro. Dopo un paio d&#39;anni di rinvi entra infatti in vigore un decreto che sembra fatto apposta per dichiarare guerra all&#39;evasione spicciola e quotidiana, quella che a prima vista sembra innocua, ma che in realtà come l&#39;altra - quella delle grandi cifre - va ad ingrossare la montagna della ricchezza prodotta in nero (più o meno il 17 per cento del Pil). L&#39;obiettivo è nobile: dissuadere dall&#39;utilizzo del contante (secondo la &lt;a href=&quot;https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/qef144&quot;&gt;Banca d&#39;Italia&lt;/a&gt; i pagamenti elettronici pro capite sono 74 l&#39;anno contro i 194 di media dell&#39;Eurozona) e colpire l&#39;evasione fiscale.  Ma il decreto che introduce il Pos per legge non ha strumenti adatti a difendere le buone intenzioni: non è contemplata nessuna sanzione a carico di chi non rispetterà l&#39;obbligo. L&#39;arma è spuntata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il solito compromesso. &quot;E&#39; la solita norma all&#39;italiana&quot;, commenta il &lt;a href=&quot;http://www.codacons.it/&quot;&gt;Codacons&lt;/a&gt;. E&#39; in realtà il solito compromesso: la sanzione è stata &quot;dimenticata&quot; perché installare e utilizzare un Pos, in Italia costa più caro che altrove. Secondo &lt;a href=&quot;http://www.cgiamestre.com/2014/06/obbligo-pos-per-imprese-e-autonomi-costo-medio-annuo-di-1-200-euro/&quot;&gt;uno studio&lt;/a&gt; effettuato dalla Cgia di Mestre - tenendo conto delle condizioni praticate dai principali istituti - la spesa media per un imprenditore che incassa via Pos 100mila euro l&#39;anno, varia infatti dai 1.183 euro previsti per chi si accontenta del modello base, ai 1.208 pagati dal commerciante, artigiano o professionista che sceglie il Pos cordless (senza fili), fino ai 1.240 versati da chi decide di avvalersi di un dispositivo Gsm. Cifre calcolate al netto, tenendo conto della deducibilità applicabili agli oneri in questione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fatto spese di attivazione, commissioni mensili e commissioni sulle singole operazioni sono a carico di chi chiede l&#39;installazione del Pos. Alcune banche concedono il dispositivo in comodato d&#39;uso; diverse associazioni  si sono già mosse per ottenere condizioni più vantaggiose rispetto a quelle standard (gli artigiani liguri della &lt;a href=&quot;http://www.cna.it/&quot;&gt;Cna&lt;/a&gt;, per esempio, hanno siglato un&#39;intesa con le carte di pagamento Qui!Group), ma nella media i costi sono elevati e gli accordi mancanti. Lo ha ammesso lo stesso ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi che parlando alle assemblee di &lt;a href=&quot;http://www.confcommercio.it/home&quot;&gt;Confcommercio&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://www.confesercenti.it/&quot;&gt;Confesercenti&lt;/a&gt; si è impegnata ad &quot;attivare un tavolo di confronto con le banche e con gli operatori per ridurre i costi legati alla disponibilità e all&#39;utilizzo dei Pos&quot;. Ma &quot;non possiamo aspettare ancora - ha poi precisato - il costo legato al massiccio utilizzo del contante è eccessivo&quot;. Al momento i tavoli promessi non sono stati ancora convocati, ma per calmare la protesta di professionisti e lavoratori autonomi, ecco che il decreto entra in vigore senza sanzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Imbarazzo. Rimandare l&#39;obbligo di Pos alla firma di tali accordi avrebbe infatti creato qualche imbarazzo al governo, perché il provvedimento in questione arriva da lontano. Era  inserito nel decreto crescita varato nel 2012 dall&#39;allora esecutivo Monti con decorrenza prevista al primo gennaio di quest&#39;anno, ma la partenza è stata poi rinviata di altri sei mesi. Nel frattempo il testo del decreto è stato oggetto di vibrate proteste da parte delle categorie interessae e di un ricorso al Tar del Lazio - respinto - da parte dell&#39;Ordine degli architetti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resta da capire cosa succederà nel caso in cui il commerciante, il professionista o l&#39;artigiano in questione non si siano dotati di Pos. Al cliente infatti è riconosciuto il diritto di pagare via card, ma se non sarà messo nelle condizioni di poterlo fare non potrà certo ottenere il bene o il servizio gratis. La circolare dedicata dal &lt;a href=&quot;http://www.consiglionazionaleforense.it/site/home.html&quot;&gt;Consiglio nazionale forense&lt;/a&gt; agli iscritti all&#39;Ordine degli avvocati parla chiaro: &quot;Qualora il cliente dovesse effettivamente richiedere di effettuare il pagamento tramite carta di debito e l&#39;avvocato ne fosse sprovvisto - sta scritto - si determinerebbe semplicemente la fattispecie della mora del creditore che, come è noto, non libera il debitore dall&#39;obbligazione. Nessuna sanzione è infatti prevista in caso di rifiuto di accettare il pagamento tramite carta di credito&quot;. Quindi, prima o dopo il cliente paga, con o senza Pos.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&#39;utilizzo del Pos in cifre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.repstatic.it/content/localirep/img/inchieste/2014/06/26/170757157-227fb2e2-e048-489d-8aae-d45575c6ab04.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.repstatic.it/content/localirep/img/inchieste/2014/06/26/170757157-227fb2e2-e048-489d-8aae-d45575c6ab04.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.repstatic.it/content/localirep/img/inchieste/2014/06/26/170757157-227fb2e2-e048-489d-8aae-d45575c6ab04.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.repstatic.it/content/localirep/img/inchieste/2014/06/26/170757157-227fb2e2-e048-489d-8aae-d45575c6ab04.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;I commercianti: &quot;Una batosta da 5 miliardi&quot;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;ROMA - &quot;Ben vengano i Pos, ma non se si pensi di scaricarne tutti i costi su di noi&quot;. Mauro Bussoni, segretario generale Confesercenti, assicura che i commercianti non hanno niente in contrario riguardo alla diffusione della moneta elettronica, ma premette che il decreto, applicato alle attuali condizioni, per le imprese si trasformerebbe &quot;in una batosta da 5 miliardi l&#39;anno&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davvero il Pos piace ai commercianti?&lt;br /&gt;&quot;Certo, la sicurezza che garantisce è un bel vantaggio anche per noi, quello che non va è il costo che siamo chiamati a pagare per installarlo in negozio. Abbiamo fatto i conti: un imprenditore che realizza transizioni per 50mila euro l&#39;anno fra canoni, commissioni, costi di installazione e utilizzo della postazione Pos pagherà alla fine dell&#39;anno 1.700 euro. Nel complesso il mondo delle imprese verserà per questo servizio 5 miliardi. Per i piccoli esercizi è un balzello insopportabile, i pesi vanno redistribuiti&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come?&lt;br /&gt;&quot;Tenendo conto che le piccole imprese sono particolarmente penalizzate. Le attività a basso margine di redditività vedono il proprio utile cancellato dalle commissioni bancarie: penso soprattutto ai gestori di carburanti, tabaccai, edicolanti e bar&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché le associazioni non s&#39;impegnano a firmare convenzioni con le banche per garantire i piccoli? E perché non privilegiare, per esempio, chi concede il comodato d&#39;uso gratis?&lt;br /&gt;&quot;E&#39; difficile ottenere condizioni estensibili ad attività così diverse fra di loro. Quanto ai comodati d&#39;uso il mondo bancario, in realtà, è compatto: se ti fanno sconti sull&#39;installazione poi ti fanno pagare di più il servizio, o viceversa&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Confersecenti cosa propone?&lt;br /&gt;&quot;Di abbandonare l&#39;approccio coercitivo utilizzato fino ad ora e percorrere la strada degli incentivi fiscali da riservrare a imprese e consumatori che usino le carte di debito e di credito. Per ampliare l&#39;utilizzo della moneta elettronica basterebbe prevedere un punto di Iva in meno per il consumatore che paga via card e dare all&#39;esercente la possibilità di ottenere sgravi in credito d&#39;imposta. In altri paesi, penso alla Corea del Sud e all&#39;Argentina, hanno fatto così e ha funzionato&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora l&#39;accettazione di un pagamento via card diventa obbligatorio, ma in realtà non è prevista sanzione per chi non si adegua. Facile pensare alle defezioni, voi cosa consigliate ai vostri iscritti?&lt;br /&gt;&quot;Di dotarsi comunque di Pos, perché l&#39;andamento dei consumi è già abbastanza drammatico e rifiutarsi di garantire al cliente un servizio richiesto non è mai una buona strategia&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I consumatori: &quot;Vanno installati gratis&quot;&lt;br /&gt;ROMA - &quot;E&#39; un mezzo passo avanti, ma certo non sarà questo decreto a far sì che in Italia finalmente decolli la moneta elettronica&quot;. Per Antonio Longo, presidente del &lt;a href=&quot;http://www.difesadelcittadino.it/&quot;&gt;Movimento difesa del cittadino&lt;/a&gt; e della &lt;a href=&quot;http://www.iepc.it/&quot;&gt;Iepc&lt;/a&gt; (Italian e-payment coalition) gli effetti pratici dell&#39;obbligo di Pos saranno limitati. &quot;Le cose cambieranno davvero - dice - solo quando coinvolgeremo le banche&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presidente, ma per favorire la tracciabilità dei pagamenti, non basterebbe prevedere una sanzione per chi non aderisce all&#39;obbligo di Pos?&lt;br /&gt;&quot;Non è detto che ciò possa bastare, sarebbe meglio intervenire sui costi. In Italia sono eccessivi, fra i più alti d&#39;Europa: non sostenibili da una piccola impresa che per affittare un Pos deve sborsare commissione da 40-60 euro medi al mese, con punte che possono arrivare ai 100&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Colpa delle banche dunque?&lt;br /&gt;&quot;Sicuramente sarebbe buona cosa se i Pos venissero installati gratis o con canoni e commissioni contenuti. Banche e istituti d&#39;emissione hanno le loro responsabilità, ma vero guaio è che da noi domina ancora la cultura del contante. Un atteggiamento non più difendibile visto che, come certifica la Banca d&#39;Italia, solo per produrre e far circolare moneta paghiamo 8 miliardi l&#39;anno, senza mettere in conto i costi della sicurezza&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Commissione europea ha appena approvato una direttiva che disciplina il sistema dei pagamenti elettronici e mette un tetto alle commissioni interbancarie. Non le pare una buona cosa?&lt;br /&gt;&quot;No, purtroppo. L&#39;intento della Commissione è positivo, ma i risultati potrebbero non esserlo. Le banche, che incasserebbero di meno dalle commissioni, potrebbero rifarsi sui cittadini aumentando i costi a loro carico su carte di credito e bancomat. L&#39;esperienza ci dice che il rischio è notevole: in Spagna, dopo un accordo fra le associazioni dei consumatori e le banche è andata a finire proprio cosi. Gli accordi favoriscono la grande distribuzione, ma i piccoli commercianti che hanno un numero di transizioni limitato non riescono ad ammortizzare i costi della installazione&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se le sanzioni e il tagli non bastano, cosa si può fare per diffondere anche da noi il pagamento elettronico?&lt;br /&gt;&quot;Bisogna lavorare per un cambio di mentalità e fare in modo che tutti i soggetti interessati, consumatori, banche, società emittenti s&#39;impegnino nell&#39;operazione che - ricordiamolo - permetterebbe di far emergere la ricchezza sommersa. Se i commercianti faranno una battaglia per ottenere i Pos in comodato d&#39;uso gratuito noi saremo al loro fianco&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;L&#39;ultima frontiera è il Pos sullo smartphone&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso un esercente può dotarsi anche di un Pos alternativo sfruttando il proprio smartphone collegato a uno speciale lettore di carte. È una tecnologia su cui si stanno moltiplicando le offerte di operatori mobili, banche e aziende specializzate, proprio per far fronte ai nuovi obblighi di legge. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le ultime novità, Telecom Italia comincia in questi giorni a offrire il prodotto della tedesca Payleven, con un’offerta a pacchetto che include anche internet e telefonate. Mossa simile, sempre con Payleven, l’aveva già fatta Poste Mobile. In campo ci sono anche i prodotti di Setefi (banca Intesa San Paolo) e di aziende specializzate come le italiane Jusp e Wallet-Abile, che sono sbarcati a maggio nel nostro Paese. Tedesco è anche Sumup, che completa l’arena di concorrenti, già affollata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’aspetto in comune è che sono piccoli scatolotti da collegare allo smartphone o tablet (Android o iOs): via Bluetooth (Setefi, Wallet-Abile, Payleven) o dalla presa audio (Jusp, Sumup). Il cliente inserisce nello scatolotto (come in un normale Pos) la propria carta o il bancomat e inserisce il pin; l’esercente invece digita l’importo sull’app dello smartphone o direttamente sul tastierino del prodotto. Così avviene il pagamento.  &lt;br /&gt;Vediamo questi prodotti nel dettaglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Payleven&lt;br /&gt;Il prodotto si collega via Bluetooth allo smartphone/tablet (Android/iOs) e supporta le carte Mastercard, Visa, Maestro, Vpay. Non ancora quindi i circuiti Pagobancomat. Viene distribuito, oltre che tramite il sito Payleven, da Poste Italiane, dai negozi Apple, Media Markt (negozi Media World), Ingram Micro e- adesso- anche da Telecom Italia.&lt;br /&gt;Costa 79 euro una tantum, più 2,75 per cento di commissione (se lo prendiamo con Poste Italiane i prezzi sono inferiori ma possiamo usarlo solo con un conto Bancoposta). Non c’è un canone, quindi. Per i clienti Telecom Italia con offerta Impresa Semplice e pacchetto dati 1 GB Mobile Pos non ci sono costi una tantum per avere il prodotto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Setefi Banca Intesa San Paolo&lt;br /&gt;Il mobile Pos Move and Pay di Setefi (Banca Intesa San Paolo) è uno dei principali attori in questo settore. Viene distribuito anche da Vodafone. Supporta Pagobancomat, Visa, Mastercard, Maestro, Diners, Jcb, American Express e Moneta. I costi di Move and Pay non sono fissi, a differenza degli altri prodotti analoghi, ed è il solo con un canone mensile (2 euro se preso dalla Banca, 12 euro se da Vodafone che però vi include anche un tablet e 2 GB di internet mobile). Più un costo di commissione che varia a seconda della categoria merceologica dell’esercente. Sul sito web di Setefi non sono riportati i costi di commissione esatti (si legge che sono variabili), ma Intesa San Paolo riferisce che sono &quot;inferiori all’1,95 per cento sulle carte e a 0,70 per cento sui bancomat&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jusp&lt;br /&gt;Questo prodotto è stato uno dei primi ad annunciarsi, ma è arrivato solo a maggio nel nostro Paese. Ha costi di attivazione molto bassi: 39 euro una tantum per il prodotto. Poi c&#39;è un 2,50 per cento su ogni commissione e supporta Maestro, Visa, Mastercard, Vpay, Amex, Diners, Pagobancomat. Jusp ha anche tariffe con canone mensile &quot;flat&quot; senza costi di commissione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wallet-Abile&lt;br /&gt;E’ arrivato a maggio questo prodotto italiano e si presenta come uno dei più completi, poiché si collega anche servizi che consentono agli esercenti di gestire la fatturazione e il magazzino prodotti. Costa 69 euro, più 25 cent per transazione, più 2,75 per cento di commissione su carte di credito e 1 per cento su Pagobancomat. Inoltre è ad oggi il solo prodotto che supporta anche Windows Phone, oltre che Android e iOs. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sum up&lt;br /&gt;È il solo prodotto a non avere un tastierino: l’utente digita l’importo e il pin della carta su una relativa app smartphone. È semplice e ha quindi costi contenuti: 19,95 euro una tantum per il prodotto, più 1,95 per cento a transazione. Dal sito però risulta che supporta solo Mastercard, quindi per questo aspetto è piuttosto limitato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/feeds/971803373735695477/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/06/dal-30-giugno-pos-per-tutti-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/971803373735695477'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/971803373735695477'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/06/dal-30-giugno-pos-per-tutti-i.html' title=' DAL 30 GIUGNO POS PER TUTTI i COMMERCIANTI'/><author><name>warrior72</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08930742257118094978</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1522850224362175466.post-63520459191314778</id><published>2014-06-04T18:38:00.003+02:00</published><updated>2014-06-04T18:38:57.009+02:00</updated><title type='text'>Renzi smascherato! La truffa degli 80 euro!</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;img height=&quot;400&quot; src=&quot;http://u.jimdo.com/www27/o/s13a8bdc1a1b8c0c0/img/i378d6f04db55d08b/1388856775/std/matteo-renzi-di-a-molino-matita-e-colori-digitali-2013.jpg&quot; width=&quot;278&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;Abbiamo scovato un documento ufficiale del MEF, il Ministero dell’Economia e Finanze, che smaschera la truffa di Renzi riguardo ai famosi 80 euro: è un gioco delle tre carte. Oggi te li do, domani spariscono. Come? Con un artifizio tecnico che lascerà tutti a bocca aperta. Pubblichiamo, in esclusiva, il documento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il documento è datato 22 maggio, quindi tre giorni prima delle elezioni. E, probabilmente, non è un caso che sia stato secretato fino a quel momento e che abbia visto la luce “fuori tempo massimo”, quando i giochi elettorali erano ormai chiusi e l’effetto “80 euro” era andato a buon fine, come ha dimostrato poi la schiacciante vittoria del Partito Democratico del pifferaio Renzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Checché ne dicano analisti e parolai, alla ricerca di chissà quali motivazioni psico-sociali dietro il 40-20 delle Europee 2014, la spinta eccezionalmente decisiva al trionfo renziano l’hanno data gli 80 euro. Diciamocela tutta: siamo un Paese che dai tempi di Achille Lauro ad oggi non è cambiato in niente, almeno da questo punto di vista. Il voto di scambio c’è sempre stato e sempre ci sarà e, se siamo stati capaci di venderci per un paio di scarpe, figurarsi per 80 euro in busta paga. O almeno: per la promessa di 80 euro in busta paga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché di questo si tratta: di una promessa. Di un gioco delle tre carte che presto si rivelerà tale. E intanto Renzi è ben saldo al suo posto e ci resterà, bontà sua, fino al 2018. Almeno stando alle sue dichiarazioni post-elettorali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sospetto che si trattasse di una truffa in piena regola lo abbiamo sempre avuto. Ma trovarci davanti a questo documento ci ha lasciato, francamente, senza parole. Ricordate la falsa promessa di restituzione dell’Imu di Berlusconi? A confronto quella è roba per dilettanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veniamo ai contenuti del documento, firmato da Roberta Lotti, dirigente dell’Ufficio V della Direzione dei Sistemi Informativi e dell’Innovazione del MEF.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Ufficio V ha competenza in materia di “retribuzioni per il personale delle amministrazioni dello Stato”: parliamo quindi di quella schiera di dipendenti pubblici, che compongono una grossa fetta degli aventi diritto alla detrazioni Irpef, quindi i famosi 80 euro, a scalare in base alle fasce di reddito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordiamo che il bonus promesso da Renzi dovrebbe essere di 80 euro per i redditi dipendenti compresi fra gli 8.000 e i 24.000 €, mentre andrà a scendere fino a scomparire per la fascia di reddito compreso fra 24.001 e 26.000 €.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’oggetto del documento, che pubblichiamo in esclusiva e che smaschera la truffa di Renzi, riguarda “le indicazioni operative in merito all’art.1, D.L. 66 del 24 aprile 2014 in materia di riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti”: ovvero, tratta proprio dei famosi 80 euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fin qui nulla di strano. Se non fosse che, a partire da qualche riga più giù, sale fortissima la puzza di bruciato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché, così si legge nel documento, “codesti uffici” mettono on-line “la funzione self service a disposizione degli amministrati per comunicare la rinuncia all’attribuzione del beneficio”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domanda: perché mai qualcuno dovrebbe rinunciare agli 80 euro in busta paga? Chi sarebbe così sciocco?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A meno che… a meno che non risulti più semplice rinunciare piuttosto che aspettare invano la manna dal cielo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E scorrendo il documento si capisce dove sta l’inghippo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’artifizio tecnico che viene utilizzato è racchiuso tutto nella differenza tra “reddito previsionale” e “reddito reale”. Perché, questo si legge nel documento, la detrazione Irpef (il bonus da 80 euro) verrà calcolata sulla base del “reddito previsionale” e non su quella del “reddito reale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conclusione: a fine anno saranno migliaia quelli chiamati a restituire i soldi sulla base dell’imponibile reale. Ecco il perché il Mef avverte fin da ora che chi vuole può rinunciare, tramite l’apposito modulo self-service, all’attribuzione del credito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come denunciato da Marcello Pacifico dell’Anief-Confedir – l’associazione nazionale sindacale per il personale docente e Ata, precario e di ruolo – “alla fine della fiera appena il 40% degli insegnanti percepirà l’aumento. Su 735mila prof in servizio solo 300mila. E per tanti sarà anche inferiore a quanto strombazzato dall’Esecutivo.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo: “Se l’aumento corrisposto con le buste paga del mese di maggio è solo ipotetico– accusa Pacifico – perche il credito è stato determinato sul reddito presunto e non effettivo”, questo significa che “a fine anno, in fase di conguaglio, sarà poi determinata l’effettiva spettanza in base al reddito complessivo reale e ai giorni lavorati. Per migliaia di insegnanti che percepiscono redditi al limite della soglia prevista dal beneficio fiscale, si sta quindi profilando la concreta possibilità che i benefici acquisiti in busta paga nei prossimi otto mesi vengono poi restituiti a fine 2014.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovvio: basta calcolare il bonus su un reddito presunto, e non su base reale, per mandare “fuori soglia” migliaia di persone ed evitare di assegnare loro gli 80 euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Persino Totò, che era riuscito a vendere la Fontana di Trevi ad un turista americano, sarebbe impallidito di fronte al mago (della truffa) Renzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.infiltrato.it/imagesnew/NoiPA-059-2014_1_.pdf&quot;&gt;CLICCA QUI PER SCARICARE IL DOCUMENTO ESCLUSIVO&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;E non è tutto. i famosi 80 euro che dovremo restituire a fine anno saranno in realtà molti meno in busta paga. Saranno solo 15 per chi ha un coniuge a carico. &amp;nbsp;Possiamo dirvi che se mai ci sarà qualche euro in più in busta paga – almeno per chi ha un coniuge a carico – a conti fatti saranno solo 15. Il perché è presto detto: conoscete il detto “dai con la destra e togli con la sinistra”? Ebbene, Renzi ha deciso di applicarlo. Se mai regalerà quegli 80 euro, se li riprenderà attraverso un bel giochetto di prestigio contabile e fiscale: tramite il taglio degli sgravi fiscali per i nuclei famigliari ove uno dei due coniugi è a carico dell’altro; provvedimento questo allo studio dei tecnici di Palazzo Chigi, che salvo miracoli diventerà certamente legge. Praticamente 780 euro l’anno, pari a 65 euro al mese di tributi in più in busta paga. Per cui, facendo una bella sottrazione, se dagli 80 euro in più in busta paga, togliamo i 65 euro in meno in detrazioni, il risultato è di 15 euro netti. Una miseria, soprattutto per chi ha il proprio coniuge a casa.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/feeds/63520459191314778/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/06/renzi-smascherato-la-truffa-degli-80.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/63520459191314778'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/63520459191314778'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/06/renzi-smascherato-la-truffa-degli-80.html' title='Renzi smascherato! La truffa degli 80 euro!'/><author><name>warrior72</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08930742257118094978</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1522850224362175466.post-518212606638373035</id><published>2014-05-30T17:55:00.003+02:00</published><updated>2014-05-30T18:17:51.061+02:00</updated><title type='text'>India, 2 bambine violentate ed impiccate, la ‘cultura dello stupro’</title><content type='html'>&lt;h3 class=&quot;post-title entry-title&quot; style=&quot;background-color: white; color: #741b01; font-family: Oswald, sans-serif; font-size: 24px; font-weight: normal; line-height: 24px; margin: 0px 0px 10px; padding: 0px;&quot;&gt;
&lt;/h3&gt;
&lt;div class=&quot;post-body entry-content&quot; style=&quot;background-color: white; margin: 0px; padding: 0px 10px 0px 0px;&quot;&gt;
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&lt;img src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhopoEcvpc72zR9RY1BHPJ3fVn1GELs7CJWY2qI5uJ-NYkyqXYc-RFQn7rlz3OJDVTynShj88K5Xr9qMhy0xfV8-rtNX4rFpo04ZyIcFakn75vfr1JdAfXF4dyJhMEa3s2B0efClPjw1CE0/s400/DSC08772.JPG&quot; height=&quot;300&quot; style=&quot;background: transparent; border: none; padding: 0px;&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;Non anomalia, non episodio, non orrore; ma regola, abitudine, indifferenza. La chiamano ‘cultura dello stupro’, ora, perché quello è: in India, dicono i dati, avviene una violenza sessuale, spesso di gruppo, ogni 20 minuti; una stima di certo inferiore alla realtà, considerando che sono tante le vittime a non denunciare l’abuso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ qui, in un Paese di oltre un miliardo di abitanti, all’avanguardia nella ricerca sul nucleare e nei programmi spaziali, un Paese che ha eletto una donna come primo ministro nel 1966, che due ragazzine sono state – di nuovo, ancora –brutalmente stuprate e poi appese ai rami di un albero e lasciate morire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scomparse da casa nella serata di mercoledì, le due dalit, cioè senza casta, di 14 e 15 anni, sono state violentate da una banda di uomini nel villaggio di Katra, nell’Uttar Pradesh, India nord-orientale, per poi essere impiccate ai rami di un mango. Al momento, secondo i media indiani, sarebbero state denunciate 7 persone, tra cui due agenti di polizia, ma soltanto uno di loro è stato arrestato, mentre gli altri sono latitanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un primo momento, non riuscendo a trovare le due adolescenti e vista la reticenza manifestata dalle forze dell’ordine nel registrare la denuncia della scomparsa (il capo della polizia locale è stato poi sospeso dal servizio per non aver agito tempestivamente), gli abitanti del villaggio hanno avviato una ricerca a tappeto nei campi dove le cugine erano andate perché nella loro abitazione non ci sono i servizi igienici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui la scoperta dei cadaveri, a cui è seguita una rapida indagine che ha permesso di ricostruire la storia, confermando il rapimento e lo stupro collettivo. L’ennesimo. Solo lo scorso febbraio un’altra bimba di 9 anni era stata aggredita nel cortile di casa sua, mentre un mese prima una 12enne era stata violentata e bruciata viva; lo scorso anno invece, vittime della brutalità del branco erano state dieci minorenni sordomute e una bambina di 5 anni, stuprata e mutilata da un suo vicino di casa; e così via, fino ad arrivare al dicembre del 2012, quando una studentessa di 23 anni venne abusata da sei uomini mentre tornava a casa su un autobus. Morì 10 giorni dopo per i traumi riportati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A nulla sembrano dunque valere le leggi più rigide contro lo stupro varate lo scorso anno&amp;nbsp;sull’onda delle proteste che dilagarono in tutta l’India: la violenza contro le donne nel Paese è una questione culturale, che l’atteggiamento passivo delle autorità non contribuisce di certo a ostacolare. Ed è una questione a cui l’occidente sembra guardare con occhio quasi indifferente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’India è il ‘Paese in via di sviluppo’, l’economia ‘emergente’, un nuovo interlocutore; l’India è misticismo, santoni, guru, pace dei sensi, turismo. Quello che accade alle sue figlie,massacrate e sepolte da stereotipi e convenzioni, quello invece può essere lasciato lì, a penzolare dai rami di un albero, lontano dagli occhi e dalle voce.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span style=&quot;color: #141414; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #141414; font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12px; line-height: 20px;&quot;&gt;Non posterò le foto della barbarie consumata, della follia voyeristica, dello scempio umano globalizzato, della tolleranza civilizzata. Per &amp;nbsp;rispetto certo, &amp;nbsp;ma anche per il dolore e la vergogna che provo in questo momento. Nel cuore una preghiera per queste povere creature ed una domanda: Siamo abbastanza &quot;uomini&quot; per fermare la violenza contro le donne?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/feeds/518212606638373035/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/05/india-2-bambine-violentate-ed-impiccate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/518212606638373035'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/518212606638373035'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/05/india-2-bambine-violentate-ed-impiccate.html' title='India, 2 bambine violentate ed impiccate, la ‘cultura dello stupro’'/><author><name>warrior72</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08930742257118094978</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhopoEcvpc72zR9RY1BHPJ3fVn1GELs7CJWY2qI5uJ-NYkyqXYc-RFQn7rlz3OJDVTynShj88K5Xr9qMhy0xfV8-rtNX4rFpo04ZyIcFakn75vfr1JdAfXF4dyJhMEa3s2B0efClPjw1CE0/s72-c/DSC08772.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1522850224362175466.post-8352332482889098370</id><published>2014-05-23T10:30:00.000+02:00</published><updated>2014-05-23T10:31:51.831+02:00</updated><title type='text'>Ecco perchè la Germania è diventata la locomotiva d&#39;Europa</title><content type='html'>&lt;div&gt;
&lt;img src=&quot;http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/germania_europa.jpg&quot; /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;La Germania, dieci anni fa, era nei guai come noi. Si sono rimboccati le maniche, prima con Gerhard Schröder poi con Angela Merkel e hanno fatto ciò che Berlusconi, Mario Monti, Letta ed ora Matteo Renzi non sono riusciti a fare: hanno aiutato l’economia a ristrutturarsi per adeguarsi al nuovo mondo. Per compiere un piano strategico così strutturato ci vogliono anni, loro ce ne hanno messi dieci. Non bastano i pochi mesi che hanno dato a Monti. Schröder riunì sindacati e confindustria tedeschi, convincendo questi ultimi che fosse conveniente ritornare a investire in Germania dopo che, negli ultimi anni, avevano guardato con molto più interesse ad altri paesi (ricordate la Polonia?). La conseguenza fu il ritorno di Confindustria a reinvestire in casa. Ora noi, mutatis mutandis e con un ritardo di due lustri, ci ritroviamo nella medesima condizione. È chiaro che ci sono delle differenze: la Germania è fabbrica di grandi fabbriche, noi siamo fabbrica di piccole fabbriche. Ma, fatte le debite proporzioni, nella meccanica ad esempio, l’Italia è come la Germania. Da anni, come accadeva nella Germania negli anni Ottanta, in Italia il suo meglio cresce altrove. Quando Schröder convocò al tavolo la confindustria tedesca propose questo patto: voi ristrutturate le fabbriche del paese, ma sull’altro piatto della bilancia mettiamo il patto coi sindacati: zero ore di sciopero, anzi, di più: un ora di lavoro alla settimana gratis. Hanno tirato la cinghia per dieci anni e adesso c’è ancora qualcuno che si stupisce del fatto che i tedeschi si arrabbino coi greci, con gli spagnoli e con noi italiani? Mi fanno un po’ ridere i nostri politici che se la prendono con la Merkel. La cancelliera tedesca ha alle spalle 80 milioni di tedeschi che la ripresa se la sono sudata sulla pelle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo questi dieci anni di sacrifici, l’economia tedesca ha iniziato ad andare bene e non si può dire che sia stata aiutata dalla Bce. La politica monetaria di Jean-Claude Trichet prima e di Mario Draghi non ha favorito la Germania più di altri. Ha garantito liquidità abbondante ma inflazione bassa, ha alzato i tassi quando altrimenti l’inflazione saliva troppo. Il fatto che la Bce stia a Francoforte non significa che i sacrifici dei tedeschi siano stati favoriti dalla stabilità monetaria garantita dalla banca centrale. Quel che ha favorito la Germania è il suo modello. Quando ci sono problemi, il paese non si spacca tra governo, confindustria e sindacati. I tedeschi hanno sindacati presenti nella holding delle aziende, là dove si elaborano le strategie, e questo permette loro di coinvolgere i lavoratori in discorsi strategici e non solo congiunturali, come accade in Italia. Se anche in Italia avessimo il coraggio di fare un discorso strategico da qui al 2020, anche la Cgil di Susanna Camusso sarebbe costretta a dare un contributo non conflittuale, ma cooperativo.&lt;br /&gt;Insomma dovremmo avere una visione a lungo termine, non miope.&lt;br /&gt;Avere la veduta lunga significa ragionare sulle conseguenze che avrai fra vent’anni, rispetto alle decisioni odierne. La stessa miopia italiana l’ha avuta la Spagna il cui premier José Zapatero si è molto sfogato sull’ambito sociale e familiare ma ha fatto poco dal punto di vista economico. Gli spagnoli con Zapatero hanno perso sette anni. I tedeschi, al contrario, hanno messo molto fieno in cascina. &lt;br /&gt;Ma in questo quadro programmatico l&#39;euroscetticismo forzato o addirittura l&#39;uscita dalla moneta unica sono quadri destabilizzanti davvero pericolosi.&lt;br /&gt;In questi dieci anni di moneta unica abbiamo avuto tre strategie. Quella della cicala, che è stata adottata da Italia, Grecia, Spagna, Portogallo: hanno preso i bassi tassi tedeschi e se li sono mangiati. Per dieci anni i politici di queste nazioni hanno distrutto il welfare costruito in anni di lotte e, con la complicità delle agenzie di rating che dormivano, abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità. Anziché finanziarci la produttività, li abbiamo dissipati in consumi privati e pubblici, svendendo letteralmente il futuro nostro e dei nostri figli.&lt;br /&gt;La seconda strategia è stata quella francese che ha fatto quello che Napoleone sognava di fare con gli eserciti e che i francesi in questi due lustri hanno fatto con la moneta. Si sono comprati tutto quello che l’Italia aveva da vendere: energia, reti commerciali, banche.&lt;br /&gt;La Germania ha messo in atto la terza strategia che somiglia a quella francese ma si differenzia per un particolare importante. I tedeschi non hanno comprato in Italia, ma hanno usato delle nostre produzioni di qualità per sostenere le loro industrie. Molte imprese del nostro nord est lavorano per la filiera tedesca e da essa vengono trainate. Mentre, quando le nostre industrie vanno male, si portano dietro la Francia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre in Germania il mondo dell’imprenditoria ha una grandissima influenza su quello politico e,  normalmente, non agisce in aperto contrasto con i sindacati dei lavoratori. Quest’ultimi d’altra parte non hanno il potere condizionante che c’è in Italia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Germania vi sono alcuni dei più rilevanti colossi mondiali dell’industria meccanica, chimica, alimentare, farmaceutica e della grande distribuzione, che a loro volta sono strettamente interconnessi con il sistema bancario tedesco che li supporta alla grande nei loro investimenti sia nazionali che, soprattutto, esteri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Germania ben difficilmente si legifera senza avere sempre bene a mente che il proprio sistema industriale-manifatturiero è un immenso patrimonio nazionale che va salvaguardato e soprattutto tutelato e supportato a tutti i costi, per il bene di tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Germania pure le norme che sembrerebbero penalizzare l’industria, quali quelle contro l’inquinamento e la sicurezza, alla fine vengono gestite in senso positivo. Nella fase iniziale di applicazione ci sono ampi contributi economici che riducono l’impatto sui costi delle imprese. Poi ci pensano gli emissari del governo a Bruxelles a estenderli agli altri paesi che dovranno anch’essi applicarli, magari con la fornitura di prodotti e servizi Made in Germany.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La formazione dell’opinione pubblica tedesca avviene, come dappertutto, attraverso i vari tipi di media che, normalmente, sono di alta qualità e serietà, specie quella che fa informazione politico economica. Anche nei dibattiti dove sono presenti i politici si parla in modo serio, responsabile e concreto. Chi vi interviene deve dimostrare la competenza necessaria e quasi mai la discussione degenera nello scambio di accuse reciproche al solo fine di denigrare l’avversario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dell’opinione pubblica dei tedeschi, che possiamo dire mediamente ben informati, è necessario tenerne sempre gran conto. Il tedesco non è lusingabile con promesse improbabili, demagogiche ma non per questo è docile e arrendevole. Insomma al tedesco puoi far digerire anche bocconi amari ma nel contempo bisogna fargli ben capire il perché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Germania tutti sono ben consapevoli e convinti che la pubblica amministrazione è al servizio dei cittadini e delle imprese. Ben difficilmente nella pubblica amministrazione di questo paese avvengono atti di malcostume, di soprusi o vessazioni nei confronti dei cittadini. Se un pubblico dipendente fa lo scansafatiche, o compie malversazioni o ancora peggio, è additato al pubblico ludibrio per cui ben difficilmente questo accade. Il pubblico dipendente tedesco è inteso come un servitore dello stato, leale per definizione, che deve agevolare la vita al cittadino e alle imprese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se è vero che ogni paese ha i politici che si merita, ne deriva che quelli tedeschi devono degnamente rappresentare un popolo complessivamente molto virtuoso. E così è infatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Germania i governanti, se vogliono restare in sella, devono comportarsi da tedeschi e dimostrarsi agguerriti paladini degli interessi della Germania. Devono confermare continuamente la loro competenza, pena la loro morte politica. Trascurando le frange estremiste con poco avvenire, la gestione politica della Germania è in mano a personalità competenti che in ogni ambito devono dimostrare di essere all’altezza del compito, specie se questo viene svolto in contesti internazionali dove più che altrove si portano avanti gli interessi della propria nazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dibattito politico in Germania è comunque tutt’altro che sobrio. Anzi spesso è molto infuocato sugli argomenti che toccano gli interessi della gente e lì, come dappertutto, ci si accapiglia per proporre varie metodologie di divisione della torta, senza dimenticare però che la torta bisogna anche che qualcuno sia messo nelle condizioni di produrla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Germania, a suo tempo, grazie alla competenza dei suoi governanti è sostanzialmente riuscita a imporre tutte le sue regole nel governo generale dell’Unione Europea. In questo modo ha creato le premesse per la progressiva assunzione del ruolo di stato egemone all’interno della UE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie alle riforme interne implementate per tempo, che hanno contenuto al minimo l’aumento del costo dei salari tedeschi e al fatto di essere stato il primo paese europeo a de localizzare nei paesi low-cost, Cina in primis,la Germania è oggi il paese con un attivo commerciale stratosferico. Delocalizzando le sue produzioni di prodotti di massa o a basso contenuto tecnologico la Germania, attraverso l’importazione, è diventato il maggior concorrente nella Unione Europea delle aziende degli altri paesi europei anche in questi settori. Tutto ciò, unito alla capacità tutta teutonica di sviluppare con metodo ogni tipologia di business, ha fatto di questo paese un competitor formidabile, oggi senza rivali in Europa e che nel mondo riesce a conseguire ottime performance non ottenibili però se la Germania fosse fuori dall’EURO o questi non ci fosse mai stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto tocca anche dire il successo economico mondiale della Germania è per la maggior parte attribuibile proprio l’appartenenza all’EURO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tasso di cambio dell’EURO nel mercato FOREX è oggi una sorta di interpolazione fra i valori che potrebbero avere le singole valute nazionali dei paesi della UE, qualora non ci fosse mai stata una moneta unica, oppure si ritornasse a valute nazionali disgregando l’EURO. Tanto per buttare qualche numero molto verosimile, nel caso di disgregazione dell’EURO, un eventuale nuovo Marco potrebbe valere 1,15-1,20 EUR, una nuova Lira 0,80-0,85 EUR.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In queste condizioni l’economia reale tedesca cadrebbe in una profonda crisi, tutta la competitività tedesca attuale sarebbe in molti settori compromessa, Insomma una catastrofe. Non per nulla l’imprenditoria tedesca fa un tifo matto perché la Germania resti nella moneta unica, essendone il grande beneficiario. Basta guardare gli utili delle corporate tedesche per comprenderne la misura&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò però provoca un continuo trasferimento di produzioni industriali dai paesi periferici verso la Germania per effetto del sistema dei cambi fissi all’interno della UE che consente al sistema più efficiente di acquisire sempre maggiori quote di mercato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/feeds/8352332482889098370/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/05/ecco-perche-la-germania-e-diventata-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/8352332482889098370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/8352332482889098370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/05/ecco-perche-la-germania-e-diventata-la.html' title='Ecco perchè la Germania è diventata la locomotiva d&#39;Europa'/><author><name>warrior72</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08930742257118094978</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1522850224362175466.post-6037153849512554932</id><published>2014-05-06T17:31:00.002+02:00</published><updated>2014-05-06T17:31:38.429+02:00</updated><title type='text'>Se lo Stato è a &quot;carogna&quot;</title><content type='html'>&lt;img height=&quot;282&quot; src=&quot;http://controcorrenteblogdotcom.files.wordpress.com/2014/05/matteo_renzi_adesso_n.jpg?w=620&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia, ciò che chiamiamo Stato ha sempre trattato con tutti i peggiori delinquenti. Con i tagliagole qaedisti per liberare a suon di milioni giornalisti e turisti caduti in trappola. Ai tempi della Dc con i terroristi domestici per il rilascio dell’assessore campano Ciro Cirillo. Mentre sulla trattativa tra gli uomini delle istituzioni e i vertici mafiosi è in corso a Palermo un processo che dovrà accertare le responsabilità penali di fatti storici assodati. Questo per tralasciare gli inciuci sotterranei con camorra, ‘ndrangheta e altri poteri criminali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora per quale motivo lo Stato che tentò di accordarsi con Totò Riina doveva rifiutare l’intesa con Genny ‘a carogna? Certo, tra le due vicende non c’è partita, ma questo oggi passa il convento. Perciò i reiterati tentativi da parte di ministri, questori, prefetti pervicacemente impegnati a negare l’ovvio appaiono ancora più patetici visto che il negoziato pallonaro è stato seguito in diretta televisiva da quasi nove milioni di italiani e da un numero imprecisato di spettatori nei 75 paesi collegati. In questo caso, la prova tv non poteva essere più schiacciante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora più ridicola la trombonata secondo cui lo Stato non tratta con gli ultras delle curve quando sabato sera allo stadio Olimpico è apparso a tutti chiaro chi aveva il coltello dalla parte del manico. Certo, non la tribuna autorità, dove abbiamo visto i rappresentati del cosiddetto Stato o in versione catatonica (lo sguardo smarrito di Matteo Renzi faceva male al cuore) o comportarsi da formiche impazzite che correvano qua e là non sapendo a chi diavolo affidarsi. Era lo Stato quello o una congrega di dignitari, boss del calcio e membri di confraternite varie, tutti vogliosi di lavarsene le mani e di vedersi in santa pace la partita?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse si deve allora alla clemenza del Carogna, che avrebbe potuto benissimo dire: io con questo Stato non ci tratto se la curva napoletana, compatta come falange catafratta, a un suo cenno abbia deposto le armi, intese in senso stretto dopo la pioggia di razzi che aveva accolto la delegazione guidata dal povero Hamsik. Ciò detto, quello dell’Alfano elettorale che minaccia l’adozione diDaspo vitalizi, che solo giovano al carisma dei carogna, sembra il classico ruggito del coniglio. Come fu con la demenziale norma sulla discriminazione territoriale che ha dato agli ultrà un enorme potere di ricatto: far chiudere una curva e magari uno stadio intero con un coretto scemo. E amen.&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/feeds/6037153849512554932/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/05/se-lo-stato-e-carogna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/6037153849512554932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/6037153849512554932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/05/se-lo-stato-e-carogna.html' title='Se lo Stato è a &quot;carogna&quot;'/><author><name>warrior72</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08930742257118094978</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1522850224362175466.post-253104033094417289</id><published>2014-04-05T09:47:00.001+02:00</published><updated>2014-04-05T09:48:42.717+02:00</updated><title type='text'>L&#39;Aquila, 5 anni dopo: lo Stato che NON c&#39;è stato</title><content type='html'>&lt;img height=&quot;267&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/proxy/AVvXsEg7FeTXl3nJZow0uDBaATeHDhHnB0fVelkEppGEbC4yn4Sh5QA8ldf0KF-0jDNAe4GK-EpAewdJCDb6FUIAfEpKnj3Ksh1nZct45Ef1Tjz7zQoR-cthldrO7cMSV3a9BI4W2ZQX0pLAuThjiA=&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è un tanfo da svenire, nelle case «belle e salubri» per i terremotati dell’Aquila. L’impiegato comunale spalanca la porta e vien fuori una folata fetida come il fiato rancido di una bestia immonda. Siamo a Cansatessa, a due passi da Coppito. Dove l’Italia, cinque anni fa, pianse ai funerali dei morti del terremoto e dove accolse i Grandi del G8 chiamati a testimoniare la «miracolosa rinascita che tutto il mondo ammira». È vuoto e spettrale, il «villaggio modello» di Cansatessa-San Vittorino. Avevano cominciato a consegnarlo agli aquilani rimasti senza tetto nel gennaio 2010. C’erano Guido Bertolaso, Franco Gabrielli, il sindaco Massimo Cialente, la presidente della Provincia Stefania Pezzopane e gli alti papaveri della «Task Force Infrastrutture» delle Forze Armate che si era fatta carico del progetto. Brindisi e urrà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, carucce: 1.300 euro al metro quadro per case di legno, ferro e cartongesso. Quattrocento euro in più di quanto, tolto questo e tolto quello, viene dato oggi a chi ristruttura le vecchie e bellissime case di pietra. Ma che figurone! Pochi mesi per costruirle ed eccole là, pronte: con la bottiglia di spumante in frigo. &lt;br /&gt;Pochi mesi e già puzzavano di muffa. Pessimo il legno. Pessime le giunture. Pessimi i vespai contro l’umidità. Asma. Bronchiti. Artriti. Finché è intervenuta la magistratura arrestando il principale protagonista del «miracolo», mettendo tutto sotto sequestro e ordinando l’evacuazione totale. Centotré famiglie vivevano lì, a Cansatessa. Quando le spostarono avevano il magone: «Siamo sfollati due volte». In via Fulvio Bernardini, via Nereo Rocco, via Vittorio Pozzo, tutti allenatori di calcio, non è rimasto nessuno. «Giardini» spelacchiati. Lampioni storti. Pavimenti semidistrutti. Piastrelle divelte. Case cannibalizzate. Docce rubate. Lavandini rubati. Bidè rubati. Mobili e materassi lasciati lì: facevano schifo anche agli sciacalli. &lt;br /&gt;L’abbiamo scritto e lo riscriviamo: sarebbe ingiusto liquidare l’enorme sforzo di migliaia di uomini e donne, nei mesi febbrili seguiti alla tremenda botta del 6 aprile 2009, soltanto come un’occasione di affari. E sarebbe ingiusto ricordare di Silvio Berlusconi solo le sdrammatizzazioni nelle tendopoli («Bisogna prenderla come un camping da fine settimana»), le battute alle dottoresse («Mi piacerebbe farmi rianimare da lei!») o la promessa di case con le «lenzuola cifrate e una torta gelato con lo spumante in frigo». Furono migliaia e migliaia gli aquilani che all’arrivo del gelido inverno ai piedi della Maiella, nell’autunno del 2009, ringraziarono Iddio e il Cavaliere per quel tetto sopra la testa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si può liquidare tutto come un business scellerato. Come se si fossero occupati dell’emergenza, degli sfollati e della ricostruzione solo faccendieri come Francesco De Vito Piscicelli, quello che la mattina del 6 aprile gongolava: «Io stamattina ridevo alle tre e mezzo dentro al letto...». Non è stato solo quello, l’intervento dello Stato a L’Aquila. E forse è davvero troppo spiccio il dossier di Søren Søndergaard, il deputato europeo della Sinistra membro della Cont, la commissione di controllo del bilancio di Bruxelles, che ha rovesciato sugli interventi d’emergenza e la ricostruzione accuse pesantissime parlando, a proposito delle case provvisorie, di «materiale scadente... impianti elettrici difettosi... intonaco infiammabile...» e di pesanti infiltrazioni delle mafie al punto che parte dei fondi per i progetti Case e Map (Moduli abitativi provvisori) sarebbero finiti a società «con legami diretti o indiretti con la criminalità organizzata». &lt;br /&gt;Ma certo, in questi anni, è venuto a galla di tutto. Prima i conti pazzeschi di certe spese del G8: 4.408.993 euro per gli «arredi» delle foresterie dei Grandi alla caserma Coppito, 24.420 euro per gli accappatoi, 433 euro per ciascuna delle «60 penne in edizione unica» per un totale di 26.000, 500 euro per ognuna delle 45 ciotoline portacenere di Bulgari, 92.000 per la consulenza artistica di Mario Catalano, chiamato a dare un tocco di classe al G8 dopo essere stato lo scenografo (tette, culi e battute grasse) di «Colpo grosso». Poi le accuse di Libera e di Don Ciotti, tra le quali quella incredibile sull’acquisto di un numero così spropositato di gabinetti chimici, per un totale di 34 milioni di euro, che ogni sfollato nelle tendopoli avrebbe potuto produrre «fino a un quintale al giorno di pipì e di popò». E poi ancora il diluvio di leggi e leggine, regole e regolette che hanno ingabbiato L’Aquila peggio ancora dei grovigli (152 milioni di euro) di impalcature. Riassunto: nei primi quattro anni dopo il sisma 5 leggi speciali, 21 Direttive del Commissario Vicario, 25 Atti delle Strutture di Gestione dell’Emergenza, 51 Atti della Struttura Tecnica di Missione, 62 dispositivi della Protezione Civile, 73 Ordinanze della Presidenza del Consiglio dei ministri, 152 Decreti del Commissario Delegato, 720 ordinanze del Comune. «Ma devo confessare poi mi sono anche stufato di tenere i conti», spiega l’ingegnere Gianfranco Ruggeri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per non dire dei conti delle sistemazioni provvisorie: 792 milioni iniziali per le C.a.s.e. (Complessi antisismici ecocompatibili), 231 per i Map, 84 per i Musp (Moduli a uso scolastico provvisorio) e 736 mila euro per i Mep, i Moduli ecclesiastici provvisori. Troppi: fatti i conti, ammesso che abbiano accolto 18 mila persone, quelle case temporanee sarebbero costate oltre mille euro al mese per ogni ospite. Una enormità. «Credo che difficilmente queste case nuove verranno lasciate perché sono molto belle e saranno immerse nel verde», ammiccò il Cavaliere davanti ad alcune di queste abitazioni. Certo si sperava fossero un po’ meno «provvisorie». Che avessero meno magagne. Quanto all’«ecosostenibilità», un dossier di Legambiente accusa: il 43% è al di sotto di ogni soglia. Dice tutto la polemica sulle bollette arretrate che il Comune, dopo quattro anni, ha chiesto di pagare agli sfollati. «Per 60 metri quadri mi sono ritrovata una bolletta del gas di 875 euro l’anno», spiega Giusi Pitari, la docente animatrice del Popolo delle carriole, «Alla signora di sotto è andata peggio: per gli stessi 60 metri, deve pagarne 1.250 l’anno. Alla faccia del risparmio energetico!» &lt;br /&gt;E intanto, mentre troppe case temporanee diventano velocemente inabitabili, quelle vecchie abbattute o devastate dal sisma sono ancora in larga parte lì, in macerie. Certo, dopo cinque anni di silenzio irreale, finalmente il centro dell’Aquila è un frastuono di martelli pneumatici, rombar di camion, urla di muratori in tutte le lingue. «Il problema non sono i soldi. Ce ne sono tanti ma tanti che potremmo lavorare tutti», dice l’architetto Sestilio Frezzini che sta sistemando uno dei più bei palazzi del centro. I problemi, quelli veri, sono i lacci e lacciuoli burocratici. Anche se il Comune, dopo lo scandalo delle intercettazioni dell’ex assessore comunale Ermanno Lisi («Abbiamo avuto il culo del terremoto e con tutte ‘ste opere che ci stanno farsele scappà mo’ è da fessi...») pare avere infine accelerato. Spiega Massimo Cialente, il «sindaco antisismico» capace di resistere a tutte le scosse telluriche, partitiche e giudiziarie che da anni lo circondano, che i cantieri aperti sono 150. Il ministero dei Beni culturali abbassa: 101. Accusa Ruggeri: «Comunque troppo pochi su 190 ettari di abitazioni e 1.532 cantieri da aprire solo a L’Aquila». Dire che tutto sia fermo come due anni fa, tre anni fa, quattro anni fa sarebbe ingiusto. Ma gran parte degli edifici sono ancora lì. Com’erano. Con gli armadi rimasti spalancati su ciò che resta del pavimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla prefettura, finita su tutti i giornali del mondo per la foto di Barack Obama, hanno rifatto la facciata in legno e raddrizzato la scritta «Palazzo del governo». Dentro, però, è un disastro. Perfino i cavi di acciaio tesi per tenere i muri, sono pericolosamente afflosciati e le pareti minacciano di staccare. La Casa dello studente, uno dei simboli della tragedia, è ancora lì. Con le stanze spalancate nel vuoto. Sulla rete di recinzione si accavallano le foto dei ragazzi morti, qualche regalino, biglietti di affetto: «Luminoso sognavi il tuo avvenire. / Un giorno diventare medico. / Curare con amore grande / i malati nel corpo e nello spirito. / Al di là del tempo, tra gli angeli / alla Vergine Addolorata / porti il dolore dei tuoi cari...». &lt;br /&gt;Morirono in quaranta, a Onna. Su trecento abitanti. Le macerie di via dei Martiri, la strada principale del paese dedicata alle vittime di una rappresaglia nazista e devastata dal terremoto, furono uno dei simboli della catastrofe. Cinque anni dopo, c’è all’ingresso una struttura modernissima, la «CasaOnna» progettata dall’architetto sudtirolese Wittfrida «Witti» Mitterer. Subito dopo, al posto del vecchio asilo, la Casa della cultura. Ma gli edifici che si affacciavano sulla strada sono rimasti com’erano. Macerie. Mute. Non senti lo schiocco di una gru, la botta di un martello, il cigolio di una carriola... L’unico cantiere aperto, dice l’architetto Onelio De Felice, è quello per ricostruire la chiesa: «I tedeschi sì, ci sono stati vicini. Il Comune meno. Il piano di ricostruzione, per rifare il paese com’era e dov’era, è stato fatto abbastanza in fretta. Ce l’ha tenuto fermo un tempo immemorabile, all’Aquila. Forse non volevano che noi partissimo per primi...». &lt;br /&gt;Eppure, sono tornate a sfrecciare le rondini, nel cielo azzurro di Onna. E tra le robinie e i meli in fiore, quelli vecchi sotto i quali quel giorno maledetto adagiarono i morti e quelli nuovi piantati tra le case prefabbricate, cantano i passeri e le cinciallegre e Matteo e gli altri bambini della nuova «materna» fanno merenda sotto disegni rossi e gialli e blu che sprizzano allegria primaverile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Matteo è il primo dei piccoli nati dopo il terremoto. Il simbolo stesso della rinascita. L’antico paese che un tempo si chiamava Villa Unda, lui e gli altri che sono cresciuti nel villaggio costruito dalla Provincia di Trento, non l’hanno mai conosciuto. Quando qualche figlioletto, così, di colpo, chiede come fosse il paese «prima», la mamma lo porta al di là della strada, dove la staccionata è tappezzata da grandi fotografie di struggente malinconia. &lt;br /&gt;Ogni foto, per gli onnesi, è un tuffo al cuore. La processione in via dei Calzolai, coi rampicanti che salivano per i muri. L’angolo Sant’Antonio con l’altarino coperto di fiori. La chiesetta di Sant’Anna. Via Oppieti, coi balconi che traboccavano di gerani. C’è anche una poesia di Giustino Parisse, il giornalista de il Centro che qui viveva e che sotto le macerie perse il padre e i due figli Domenico e Maria Paola: «Quanto era bella Onna prima dell’orrendo scossone. Sorta fra le acque e immersa nella verde valle dell’Aterno. Mille anni di storia e milioni di storie». &lt;/span&gt;
&lt;!-- Blogger automated replacement: &quot;https://images-blogger-opensocial.googleusercontent.com/gadgets/proxy?url=http%3A%2F%2Fwww.globalist.it%2FQFC%2FNEWS_112787.jpg&amp;amp;container=blogger&amp;amp;gadget=a&amp;amp;rewriteMime=image%2F*&quot; with &quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/proxy/AVvXsEg7FeTXl3nJZow0uDBaATeHDhHnB0fVelkEppGEbC4yn4Sh5QA8ldf0KF-0jDNAe4GK-EpAewdJCDb6FUIAfEpKnj3Ksh1nZct45Ef1Tjz7zQoR-cthldrO7cMSV3a9BI4W2ZQX0pLAuThjiA=&quot; --&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/feeds/253104033094417289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/04/laquila-5-anni-dopo-lo-stato-che-non-ce.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/253104033094417289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/253104033094417289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/04/laquila-5-anni-dopo-lo-stato-che-non-ce.html' title='L&#39;Aquila, 5 anni dopo: lo Stato che NON c&#39;è stato'/><author><name>warrior72</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08930742257118094978</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1522850224362175466.post-3361059421389268466</id><published>2014-04-04T16:10:00.001+02:00</published><updated>2014-04-04T16:10:40.750+02:00</updated><title type='text'>L&#39;Aquila, cinque anni dopo. Lettera aperta di una madre a Matteo Renzi</title><content type='html'>&lt;img src=&quot;http://www.6aprile.it/wp-content/uploads/2012/06/Palazzo-del-Governo-L-aquila.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;Di Ilaria Carosi *&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana, sans-serif;&quot;&gt;Quando vidi per la prima volta la cupola del Brunelleschi, rimasi senza fiato. Ci arrivai da un vicoletto stretto, spuntò all’improvviso, un solo spicchio di rosso fu sufficiente ad incantarmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche la mia città toglieva il fiato, Matteo, anzi, te lo toglierebbe anche ora che è fasciata, impolverata, blindata, rattoppata. Tra alcune pavimentazioni del centro storico sono spuntati ciuffi d’erba, perché nessuno ci passeggia più e la natura riafferma il suo predominio. In alcuni siti di palazzi crollati sono cresciuti addirittura degli alberi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Firenze andai con la mia famiglia, due volte, a distanza di anni. Di quella famiglia di quattro persone, mi restano solo ricordi e fotografie, perché la morte di mia sorella Claudia, il 6 aprile 2009, ci ha lasciato solo questo: fotografie e ricordi. Arrivano alla mente improvvisi: “Faccio una corsa, aspettami”, dissi a Claudia nel corridoio della Galleria degli Uffizi, quando mi accorsi che eravamo quasi arrivate all’uscita. Tornai indietro, “controcorrente”, per dare ancora uno sguardo alla Venere di Botticelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insieme ai ricordi, noi aquilani, ci portiamo dentro quel dolore muto che accomuna chi con la perdita deve imparare a convivere e a fare i conti, quotidianamente. Noi aquilani, da cinque anni a questa parte, abbiamo fatto della perdita un pezzo della nostra identità: affetti, punti di riferimento, i luoghi della nostra memoria e del nostro cuore, si sono accartocciati nel giro di pochi secondi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I ricordi delle strade in cui siamo cresciuti, dei passatempi che avevamo, dei nostri modi di dire, degli odori della nostra defunta città ci rincorrono, ci coccolano, ci angosciano. Gli amici più cari, se non sono nell’elenco dei morti, sono spesso lontani, in nuovi mal collegati quartieri, in altre città perché il lavoro non c’è, lontani perché ciascuno è preso da pene interiori che, ormai, è stufo perfino di raccontare. Ciascuno è solo, a modo suo. Lo vedo nel mio lavoro, ogni giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli anziani, di isolamento e spersonalizzazione conseguente alla totale perdita di quanto conoscevano, ne sono morti. Per i giovanissimi è stato ancora peggio. Ci sono bambini che non hanno mai visto una vera scuola. Le famiglie con possibilità economiche offrono ai figli varie attività extrascolastiche, per tamponare il vuoto dei non-luoghi cui sono destinati tutti gli altri, quelli che vagano tra le macerie di un centro storico fantasma, le luci artificiali delle nostre troppe gallerie commerciali e la musica troppo alta dei tanti bar e pub.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moltissimi giovani se ne sono andati, in questi anni. Andati perché partiti, andati perché morti. Giovani come me e te che, privati di una qualunque speranza di miglioramento, hanno scelto, in alcuni casi, la morte volontaria. Altri sono deceduti in incidenti stradali che, quando subisci un trauma violento come il nostro, non riesci e non puoi considerare solo frutto della sfortuna o del caso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le fratture non hanno riguardato solo la terra ma l’integrità degli individui. In moltissimi, di tutte le fasce d’età, ancora non riescono a dormire una notte intera senza risvegli o incubi. In moltissimi, non riescono a dormire senza l’ausilio di un farmaco. Aumentato il consumo di alcolici e psicofarmaci, l’incidenza di ansia e depressione. Aumentato il numero delle separazioni, perché di compromessi, in una vita, non riesci a sopportarne troppi contemporaneamente. Tutti dati reali, facilmente rintracciabili. Tutto prevedibile. Siamo stati lasciati soli, Matteo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mattina del 6 aprile, davanti al palazzo sbriciolato di mia sorella, con le gambe che non riuscivano a smettere di tremare e la gola secca per l’odore di gas e per la polvere, continuavo a pensare: “Adesso arriva lo Stato, adesso arriva lo Stato”. Non i politici, Matteo, lo Stato, quello con la S maiuscola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece sono arrivati i giornalisti, la prima bottiglia d’acqua me l’hanno data loro. Poi è arrivato anche tutto il resto, gli appalti truccati, le bugie, le passeggiate di tutti sul miglior palcoscenico che il Paese potesse offrire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora ti dirò che di questo non abbiamo più alcun bisogno. Sappiamo di essere “una questione nazionale”, che “un centro storico non può essere lasciato così”, che “L’Aquila non è Kabul”, pur essendo forse “la nuova Pompei”, sappiamo che “il centro storico sarà ricostruito in cinque anni” o forse no, perché “i soldi non ci sono”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vieni a L’Aquila Matteo, vieni da solo, senza scorta, senza giornalisti, senza riflettori, in un giorno normale. Guardati intorno, interrogati, parla con le persone. E poi, ti chiedo una sola cosa: dicci la verità, dicci tutto quello che non si può fare e ne prenderemo atto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho capito che stavolta non si può correre indietro e controcorrente, come nel corridoio degli Uffizi, è arrivato il momento di andare avanti. Sai, Matteo, ora ho un figlio e a lui dovrò dare delle risposte, quando mi chiederà conto del perché non l’ho portato via da qui.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;*Psicologa e psicoterapeuta aquilana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo articolo è apparso per la prima volta su Vanity Fair, che ringraziamo per la gentile concessione.&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/feeds/3361059421389268466/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/04/laquila-cinque-anni-dopo-lettera-aperta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/3361059421389268466'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1522850224362175466/posts/default/3361059421389268466'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://popoloalpotere.blogspot.com/2014/04/laquila-cinque-anni-dopo-lettera-aperta.html' title='L&#39;Aquila, cinque anni dopo. Lettera aperta di una madre a Matteo Renzi'/><author><name>warrior72</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08930742257118094978</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1522850224362175466.post-1535906282542691371</id><published>2014-03-27T16:18:00.004+01:00</published><updated>2014-03-27T16:18:38.587+01:00</updated><title type='text'>Abolizione delle Province: la &quot;bufala&quot; di Renzi</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img height=&quot;208&quot; src=&quot;http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2014/03/senato-640.jpg?adf349&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una corsa contro il tempo, tra discussioni e critiche, che ottiene il primo successo. Il disegno di legge sulle Province ha ricevuto la fiducia al Senato con 160 sì e 133 no. Il testo ora passa alla Camera per l’ultima lettura. Solo poche ore prima la maggioranza era andata sotto per due volte in Commissione, ma nonostante le polemiche Matteo Renzi e il Partito democratico esultano. “Siamo consapevoli”, ha commentato il presidente del Consiglio, “che alcune Province lavorano bene, ma dobbiamo dare un segnale chiaro, forte e netto, con 3mila posti per i politici in meno. Questa è la premessa per dare speranza e fiducia ai cittadini e non è un caso che la riduzione di costi e posti della politica sia la premessa per restituire 80 euro ai cittadini”. Superare le province farà pur risparmiare “poco” ma intanto, ha osservato Renzi, fa sì che “tremila persone smettano di vivere di politica e provino l’ebbrezza di trovare un lavoro“. Senza contare che, secondo il premier, il passaggio è un preludio al compimento delle altre riforme: dalla riorganizzazione “radicale” della Pubblica amministrazione alla legge elettorale, dal tetto agli stipendi dei manager pubblici (“Piaccia o non piaccia, andiamo fino in fondo”), fino al superamento del Senato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entusiasta il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio: “Poniamo le premesse per una nuova riorganizzazione dello Stato. Le Città metropolitane diventeranno il luogo dellacompetizione economica con le altre grandi aree europee e luogo di coordinamento efficace dei servizi pubblici. Le Province restano per ora solamente come agenzie di servizio ai Comuni e non più con funzioni duplicate per una pubblica amministrazione più efficiente e più semplice”. E ha aggiunto: “Un grande passo – sostiene Delrio -per un paese più semplice e capace di dare risposte alle famiglie, ai lavoratori e alle imprese. Un passo che offre più opportunità con le Città metropolitane e che aiuterà i Comuni a lavorare meglio insieme. Non più sovrapposizioni di funzioni tra enti. Una riforma che l’Italia attende da trent’anni per quanto riguarda le Città metropolitane e che produce il superamento definitivo delle elezioni per le Province, oltre all’abolizione degli enti secondari di carattere provinciale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il governo Renzi però al Senato ha ballato. Un risultato sul filo se si pensa che la maggioranza che disse sì alla nascita dell’esecutivo Renzi il 25 febbraio scorso poté contare su 169 senatori. E anche oggi ha rischiato: la richiesta di sospendere i lavori dell’Aula, avanzata in apertura di seduta dal sottosegretario Bressa per consentire ai tecnici di scrivere il maxiemendamento e al ministro delle Riforme Boschi di porre ufficialmente la questione di fiducia, è stata messa ai voti, per decisione di Linda Lanzillotta (Sc), ed è stata accolta sempre con 4 voti di scarto (134 sì, 128 no e due astenuti). Nel caso poi l’istanza di sospensione fosse stata respinta, l’Assemblea avrebbe dovuto fare i conti con la richiesta sospensiva (del testo) annunciata nel frattempo dal leghista Roberto Calderoli. Per evitare rischi e per “poter sbandierare la bandierina del taglio delle province in vista del voto per le Europee”, hanno sottolineato più volte in Aula i senatori M5S, il governo gioca la carta del voto di fiducia. E passa con Forza Italia che non sembra intenzionata a fare delle vere e proprie barricate. Tra ieri e stamattina le assenze “azzurre”, si spiega nel centrodestra, dimostrano che in Fi non si intende creare veri problemi . E alla fine rientra anche il dissenso dei centristi. L’unico che vota contro è Maurizio Rossi, mentre Tito Di Maggio, dopo un durissimo intervento contro il testo, preferisce alla fine lasciare l’Aula.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testo che ora arriverà a Montecitorio prevede una riforma delle attuali Province: parte di queste diventeranno enti di secondo livello, non avranno più consiglieri eletti direttamente e avranno alla loro guida i sindaci, infine ci sarà l’introduzione di dieci “Città metropolitane“. Un intervento che secondo il piano del sottosegretario Delrio dovrebbe portare a circa 160 milioni di risparmio,mentre secondo i dati della Corte dei Conti, citati da lavoce.info, se si contano le strutture uscite dalle riforme del 2011 l’intervento comporterà solo 35 milioni di risparmio. Sui numeri si scaglia anche Forza Italia che contesta le quasi 3000 indennità eliminate secondo Renzi. La deputata FiElena Centemero: “Dal ddl Delrio non derivano né una semplificazione né grandi risparmi, tanto più che i politici che operano nelle province e non verranno più pagati non sono i 3000 di cui parla Renzi ma 1722″.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un disegno di legge discusso e contestato da molte parti, dall’opposizione fino ai protagonisti delle istituzioni. “Il ddl è assolutamente insufficiente”, ha commentato Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino e Unione delle Province d’Italia, “pieno di contraddizioni, crea solo confusione e incertezza sulle competenze. E non abolisce le Province, che alla fine saranno ancora 107, con meno competenze e funzioni, e più confusione. Cambierà solo il sistema elettorale che diventerà di secondo grado. E poi il ddl non prevede tempi brevi per il passaggio di consegne, e quindi l’idea è che si andrà avanti di proroga in proroga”. E Saitta sottolinea anche che “il ddl prevede che nella riorganizzazione delle competenze qualche funzione vada anche alle Regioni, sul futuro delle quali è in atto una discussione; quindi, si danno delle competenze che poi è possibile che torneranno indietro”. Il provvedimento è contestato da più parti: da chi vorrebbe tenere in vita il sistema attuale, da chi lo considera troppo tenero e da chi, preoccupato del riordino delle competenze, ritiene necessario un ddl costituzionale. La commissione Bilancio al Senato ha espresso un parere non ostativo molto articolato, con cinque condizioni di copertura su altrettanti articoli o parti di essi, e sei osservazioni. In particolare, nel parere si segnala che “varie disposizioni del provvedimento tendono inevitabilmente ad ampliare i margini di discrezionalità del governo nella predisposizione dei decreti attuativi”. La commissione Bilancio ha anche avanzato osservazioni sul rischio che con questo ddl aumentino i costi per lo Stato. “Non può escludersi – si legge – la duplicazione di costi e funzioni” dalla norma che “consente l’elezione diretta del sindaco e del Consiglio delle Città metropolitane”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Partito democratico ostenta entusiasmo nonostante le polemiche. “Il ddl Delrio”, ha commentato il presidente del gruppo al Senato Luigi Zanda, “è il primo tassello di un complesso di riforme istituzionali che comprende anche le modifiche al titolo V della Costituzione, la fine del bicameralismo perfetto con la trasformazione del Senato, la nuova legge elettorale e l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti votata qualche settimana fa. Queste riforme elencate in sequenza dimostrano che c’è una forte idea di cambiamento. E quando il processo di riforme istituzionali sarà terminato, la forma dello stato italiano sarà diversa“. Il capogruppo di “Per l’Italia” Lucio Romano ha annunciato il sì alla fiducia al governo Renzi, esprimendo invece numerose perplessità. “Siamo del tutto consapevoli della necessità di una politica concretamente innovatrice che riduca costi e pesi delle rappresentanze istituzionali. Anche se avremmo auspicato un provvedimento più incisivo e una riduzione certa dei costi. Teniamo però conto dei rilievi formulati dalla Corte dei Conti, dei legittimi interrogativi sull’opportunità di creare città metropolitane sostanzialmente sovrapponibili ad alcune province e soprattutto della necessità di far seguire il riordino in discussione oggi alla riforma del Titolo V della Costituzione“. “Tuttavia -ha concluso il capogruppo- votiamo la fiducia, perchè convinti della necessità di affermare ancora una volta che questa maggioranza è tenuta insieme da un forte collante riformatore e dalla convinzione di guardare costruttivamente al futuro”. &lt;div&gt;
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