<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181205565582936952</id><updated>2024-09-13T22:16:12.508+02:00</updated><category term="HACCP 852/04 requisiti igienico sanitari ASL NAS"/><category term="Pollan Difesa Cibo Rai Mangiare Masticare"/><category term="acqua vino Grecia legumi cereali"/><category term="albinismo"/><category term="bibite analcoliche coloranti artificiali"/><category term="birra canapa mary-jo NAS alcolici sequestro"/><category term="birra glutine celiachia festival etichettatura produzione confezionamento etichetta"/><category term="caos"/><category term="cramer"/><category term="diagnosi"/><category term="emofilia"/><category term="ereditarie"/><category term="fenilchetonuria"/><category term="galline LAV animalisti batteria terra allevamento consumatori etichettatura"/><category term="junk food mission 4-food trashfood"/><category term="latte"/><category term="latte alimenti funzionali inran monografia"/><category term="miele"/><category term="ordine"/><category term="pollo"/><title type='text'>Food&amp;amp;Drink</title><subtitle type='html'>Alimenti, salute, educazione alimentare, processi, prodotti, legislazione, fiere, gastronomia, novità e tutto quanto ruota intorno al mondo dell&#39;alimentazione.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://fragenovese.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181205565582936952/posts/default?redirect=false'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fragenovese.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>francesco.genovese</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17578209450628117306</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>12</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181205565582936952.post-2208717534114638890</id><published>2011-05-30T21:58:00.000+02:00</published><updated>2011-05-30T21:58:08.983+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="HACCP 852/04 requisiti igienico sanitari ASL NAS"/><title type='text'>riflessioni....di fine maggio</title><content type='html'>Prendo spunto dalla recente chiusura, ad opera dei Nas, del lab. pasticceria/gelateria del più importante bar del centro storico della mia città per fare alcune riflessioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima riflessione:ogni tanto qualcosa si muove; un locale storico ed importante, alla vigilia dei festeggiamenti in onore del santo patrono della città, viene sanzionato in maniera drastica, e privato delle funzionalità del reparto gelateria pasticceria. I regolamenti esistono (Reg. 852/04 e le varie norme regionali) ma evidentemente si eludono o ignorano, ma perché solo quando si muovono i NAS si prendono provvedimenti? E il ruolo delle ASL? E da quanto tempo queste carenze igienico sanitarie esistevano?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Seconda riflessione: l’attuale evoluzione delle normative igienico sanitarie in ambito alimentare demanda le responsabilità di una corretta gestione delle attività connesse anche alla salute dei consumatori all’operatore settore alimentare (OSA), quindi sostanzialmente al titolare dell’attività ed ai suoi collaboratori. Al di là delle ricadute amministrative (sanzioni) , eventualmente penali e commerciali (cattiva promozione della propria immagine e perdita dei clienti) quanta formazione, etica e professionalità c’è (o non c’è) in coloro che manipolano gli alimenti e ce li somministrano? Mi vien da pensare poca…..eppure ufficialmente sono tutti formati e coscienti dei rischi, e ciascuno si ritiene il migliore!!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Terza riflessione: quante volte vi è capitato di andare in un locale (pub, pizzeria, ristorante) e tornare a casa con gli abiti maleodoranti…..???? A me diverse volte, ed in diversi locali. Eppure tra i requisiti del Reg. 852/04 si trova: “Si deve assicurare una corretta aerazione meccanica o naturale, evitando il flusso meccanico di aria da una zona contaminata verso una zona pulita. I sistemi di aerazione devono essere tali da consentire un accesso agevole ai filtri e alle altre parti che devono essere pulite o sostituite.”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ultima riflessione: se è sufficiente andare nel centro storico di una città capoluogo di regione per scoprire mancanze di carattere igienico sanitario, cosa accadrebbe se i controlli fossero più intensi ed estesi anche a locali in periferia? Quanto possiamo star tranquilli nel mangiare un gelato, un piatto freddo in trattoria, del pesce in un ristorante, o dei pasticcini nella pasticceria sotto casa? E cosa rischiamo veramente?</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fragenovese.blogspot.com/feeds/2208717534114638890/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fragenovese.blogspot.com/2011/05/riflessionidi-fine-maggio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181205565582936952/posts/default/2208717534114638890'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181205565582936952/posts/default/2208717534114638890'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fragenovese.blogspot.com/2011/05/riflessionidi-fine-maggio.html' title='riflessioni....di fine maggio'/><author><name>francesco.genovese</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17578209450628117306</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181205565582936952.post-3593688161541732498</id><published>2010-10-12T17:31:00.000+02:00</published><updated>2010-10-12T17:31:02.628+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="latte alimenti funzionali inran monografia"/><title type='text'>Latte ed alimenti funzionali</title><content type='html'>Al giorno d&#39;oggi si sente tanto parlare di prodotti funzionali e dell&#39;importanza biologica di alcune molecole che assorbiamo dagli alimenti. L&#39;INRAN, ovvero l&#39;Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (&lt;a href=&quot;http://www.inran.it/&quot;&gt;http://www.inran.it/&lt;/a&gt;) ha pubblicato la prima monografia sul latte ed i prodotti funzionali, che raccoglie e illustra le più recenti ed affidabili informazioni scientifiche riguardo questi alimenti e che affronta anche in modo chiaro e approfondito gli aspetti merceologici, tecnologici e commerciali di questi prodotti. Coloro che volessero approfondire questo tema possono reperire la monografia a questo indirizzo (&lt;a href=&quot;http://www.assolatte.it/assolatte/pressAreaDetail.jsp?download_id=34&quot;&gt;http://www.assolatte.it/assolatte/pressAreaDetail.jsp?download_id=34&lt;/a&gt;).</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fragenovese.blogspot.com/feeds/3593688161541732498/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fragenovese.blogspot.com/2010/10/latte-ed-alimenti-funzionali.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181205565582936952/posts/default/3593688161541732498'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181205565582936952/posts/default/3593688161541732498'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fragenovese.blogspot.com/2010/10/latte-ed-alimenti-funzionali.html' title='Latte ed alimenti funzionali'/><author><name>francesco.genovese</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17578209450628117306</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181205565582936952.post-2287338272374448340</id><published>2010-10-02T00:29:00.000+02:00</published><updated>2010-10-02T00:29:37.394+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="junk food mission 4-food trashfood"/><title type='text'>De-junking food</title><content type='html'>Abbiamo sentito parlare tante volte di junk food (&lt;a href=&quot;http://trashfood.com/2010/07/junk-food-marketing-multigrain-p-r-i-n-g-l-e-s.html&quot;&gt;http://trashfood.com/2010/07/junk-food-marketing-multigrain-p-r-i-n-g-l-e-s.html&lt;/a&gt;), ovvero del cibo spazzatura che ci circonda e che tanto amano i nostri adolescenti ed anche tanti adulti. A tal proposito fece scalpore la campagna pubblicitaria contro il junk food ideata dal governo inglese per sensibilizzare al problema del cibo spazzatura la popolazione inglese (&lt;a href=&quot;http://www.dailymail.co.uk/health/article-1293824/Junk-food-mountain-The-astonishing-rubbish-child-eats-year.html&quot;&gt;http://www.dailymail.co.uk/health/article-1293824/Junk-food-mountain-The-astonishing-rubbish-child-eats-year.html&lt;/a&gt;). è notizia di questi giorni però che in America è nato il primo fast food anti cibo spazzatura, che si pone come seria alternativa al classico Mc Donald&#39;s. 4-FOOD, questo il nome della catena che si propone come il primo de-junking fast food. &quot;Our mission is to De-junk fast food™. We bring fast food that&#39;s fresh, delicious, and nutritious to all ages, lifestyles, incomes, and ethnicities. No fads, fillers, or anything artificial. We&#39;re revolutionizing counter culture, in real-time&quot;, questo è ciò che si legge nella pagina del sito nella quale si descrive la Mission aziendale. Se volete saperne di più andate qui (&lt;a href=&quot;http://4food.com/corporate/&quot;&gt;http://4food.com/corporate/&lt;/a&gt;).</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fragenovese.blogspot.com/feeds/2287338272374448340/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fragenovese.blogspot.com/2010/10/de-junking-food.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181205565582936952/posts/default/2287338272374448340'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181205565582936952/posts/default/2287338272374448340'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fragenovese.blogspot.com/2010/10/de-junking-food.html' title='De-junking food'/><author><name>francesco.genovese</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17578209450628117306</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181205565582936952.post-1957989394281491085</id><published>2010-08-07T01:46:00.002+02:00</published><updated>2010-08-07T01:48:18.343+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="bibite analcoliche coloranti artificiali"/><title type='text'>I coloranti artificiali nelle bevande analcoliche</title><content type='html'>Il blog della professoressa Ferretti (&lt;a href=&quot;http://trashfood.com/&quot;&gt;http://trashfood.com/&lt;/a&gt;) questa volta ci fa riflettere su come sia facile relizzare delle bevande analcoliche con il giusto mix di pochi ingredienti e qualche colorante artificiale (&lt;a href=&quot;http://trashfood.com/2010/08/cedrata-spuma-e-chinotto-a-km-zero.html&quot;&gt;http://trashfood.com/2010/08/cedrata-spuma-e-chinotto-a-km-zero.html&lt;/a&gt;). Ad esempio, vi siete mai chiesti da dove deriva il giallo della cedrada??? Dall&#39;aggiunta del colorante artificiale &quot;Tartrazina&quot; (E102) già noto come responsabile di fenomeni di ipersensibilità come orticaria, rinite, spasmi bronchiali, gonfiori (&lt;a href=&quot;http://www.eurosalus.com/alimentazione/schede-sma/tartrazina.html&quot;&gt;http://www.eurosalus.com/alimentazione/schede-sma/tartrazina.html&lt;/a&gt;). Ed a partire dal 20 luglio 2010 gli alimenti contenenti i coloranti E 102, E 104, E 110, E 122, E 124 ed E 129, dovranno recare, accanto alla denominazione (E), anche la scritta “può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini”. Le aziende si adegueranno o aggireranno l&#39;ostacolo?</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fragenovese.blogspot.com/feeds/1957989394281491085/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fragenovese.blogspot.com/2010/08/il-blog-della-professoressa-ferretti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181205565582936952/posts/default/1957989394281491085'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181205565582936952/posts/default/1957989394281491085'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fragenovese.blogspot.com/2010/08/il-blog-della-professoressa-ferretti.html' title='I coloranti artificiali nelle bevande analcoliche'/><author><name>francesco.genovese</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17578209450628117306</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181205565582936952.post-6580420173020284310</id><published>2010-03-13T13:01:00.000+01:00</published><updated>2010-03-13T13:01:13.358+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="galline LAV animalisti batteria terra allevamento consumatori etichettatura"/><title type='text'>Galline a terra o galline in batteria? A proposito della campagna LAV</title><content type='html'>IL 13 e 14 marzo la LAV propone una campagna per sensibilizzare i consumatori sulle potenziali sofferenze delle galline ovaiole allevate in batteria (&lt;a href=&quot;http://www.infolav.org/&quot;&gt;http://www.infolav.org/&lt;/a&gt;), proponendo in alternativa l’allevamento a terra o il biologico come esempi da seguire.&lt;br /&gt;
Come è noto, la legislazione sull’etichettatura delle uova propone tra le altre cose l’attribuzione di un numero in relazione alla tipologia di allevamento dalla quale le uova provengono (0= biologico; 1= all’aperto; 2= a terra; 3= in batteria).&lt;br /&gt;
I movimenti animalisti da tempo portano avanti una battaglia a favore di condizioni migliori di vita ed allevamento per le galline ovaiole, che nell’80 % dei casi in Italia sono allevate in batteria, ove sembrerebbero accusare problemi di comportamento e di stress. Dalla parte dei movimenti animalisti vi è la Direttiva 74/1999 che impone l’abolizione delle gabbie di batterie dal 1 gennaio 2012, e che sta trovando forti resistenze da parte delle industrie di produzione, per via degli eccessivi costi necessari alla riconversione degli allevamenti che determinerebbero un incremento dei costi di produzione, con un conseguente danno di competitività per le aziende (&lt;a href=&quot;http://www.luigiboschi.it/?q=node/29891&quot;&gt;http://www.luigiboschi.it/?q=node/29891&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;
I pareri sulla qualità nutrizionale delle uova allevate a terra rispetto all’allevamento in batteria sono discordanti, ma alcuni ricercatori (British Journal of Nutrition, Pennsylvania State University, Mother Earth News) hanno dimostrato che le uova da allevamento biologico o all’aperto sarebbero più ricche di omega 3, vitamine A, E, D, B12, beta carotene, acido folico e conterrebbero meno colesterolo di quelle in gabbia.&lt;br /&gt;
E dal punto di vista igienico come la mettiamo con gli allevamenti a terra?&lt;br /&gt;
“Il peggio, osserva l&#39;Unione Nazionale Consumatori, è che vivono nei loro escrementi, ove depositano le uova. ……Gli allevamenti a terra o, più esattamente, i capannoni chiusi in cui le galline vivono ammassate nei loro stessi escrementi sono pochissimi proprio perché comportano problemi di igiene e di gestione molto pesanti, producendo una melma putrida ed esalazioni pestilenziali……………. Inoltre, poiché le condizioni igieniche sono pessime, gli allevatori devono mettere una maggiore quantità di antibiotici nei mangimi per prevenire le malattie delle galline e gli antibiotici, come è noto, finiscono nelle uova. La quantità di queste ultime non è affatto superiore a quelle delle uova in batteria, come sostengono falsamente gli animalisti, anzi da un punto di vista igienico non sono affatto raccomandabili.” &lt;br /&gt;
(&lt;a href=&quot;http://www.europeanconsumers.it/articolo1.asp?art=632&quot;&gt;http://www.europeanconsumers.it/articolo1.asp?art=632&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;
Conferma di ciò si trova ad esempio nel Disciplinare di Produzione Integrata per le Uova da consumo fresco della Regione Emilia Romagna (&lt;a href=&quot;http://www.agraria.it/disciplinari/egg1.htm&quot;&gt;http://www.agraria.it/disciplinari/egg1.htm&lt;/a&gt;) nel quale si legge: “Tecniche di allevamento: Sono ammesse le forme di allevamento in ambienti chiusi. &lt;b&gt;Per ovvi motivi igienici e sanitari le galline devono essere allevate in batteria&lt;/b&gt;”.&lt;br /&gt;
La disputa resta aperta insomma!</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fragenovese.blogspot.com/feeds/6580420173020284310/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fragenovese.blogspot.com/2010/03/galline-terra-o-galline-in-batteria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181205565582936952/posts/default/6580420173020284310'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181205565582936952/posts/default/6580420173020284310'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fragenovese.blogspot.com/2010/03/galline-terra-o-galline-in-batteria.html' title='Galline a terra o galline in batteria? A proposito della campagna LAV'/><author><name>francesco.genovese</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17578209450628117306</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181205565582936952.post-5001221476682954374</id><published>2010-03-08T17:53:00.003+01:00</published><updated>2010-03-08T18:21:15.771+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="birra canapa mary-jo NAS alcolici sequestro"/><title type='text'>dalla canapa alla birra...</title><content type='html'>Il mercato delle birre richiede sempre la novità, si sa, ma a volte il sospetto e l’errata comunicazione, specialmente se si parla di prodotti alimentari, possono rendere problematica anche una situazione che non lo è.&lt;br /&gt;
È questo il caso della Mary-Jo, birra ceca prodotta a Trebon, vicino Ceske Budejovice, capitale della Budweiser, che si contraddistingue per la presenza al suo interno di Canapa quale sostanza aromatizzante, priva naturalmente di sostanze illecite (THC, delta-9-tetraidrocannabinolo) &lt;a href=&quot;http://www.ecn.org/hemp/Thc/index.htm&quot;&gt;http://www.ecn.org/hemp/Thc/index.htm&lt;/a&gt;. Per effetto di vari articoli pubblicati in diversi quotidiani (&lt;a href=&quot;http://tribunatreviso.gelocal.it/dettaglio/montebelluna-sequestrata-la-birra-alla-cannabis/1856509&quot;&gt;http://tribunatreviso.gelocal.it/dettaglio/montebelluna-sequestrata-la-birra-alla-cannabis/1856509&lt;/a&gt;) a proposito del prodotto, e a causa dell’utilizzo di termini scorretti (marijuana in abbinamento alla birra) i NAS di Treviso, coerentemente con quanto previsto dal loro protocollo organizzativo, hanno provveduto al sequestro cautelativo del prodotto (&lt;a href=&quot;http://www.newsfood.com/q/9d650063/mary-jo-birra-amaricante-alla-canapa-o-contiene-anche-sostanze-proibite/&quot;&gt;http://www.newsfood.com/q/9d650063/mary-jo-birra-amaricante-alla-canapa-o-contiene-anche-sostanze-proibite/&lt;/a&gt;). Bisogna specificare che la Mary-Jo (attualmente importata in Italia dall’Azienda Hemporio di Montebelluna, Treviso) (&lt;a href=&quot;http://hemporio.mary-jo.eu/&quot;&gt;http://hemporio.mary-jo.eu/&lt;/a&gt;) non è l’unica birra che impiega canapa come aromatizzante in quanto Birra Amiata (&lt;a href=&quot;http://www.birra-amiata.it/&quot;&gt;http://www.birra-amiata.it/&lt;/a&gt;) produce Gincana, birra aromatizzata a base di ginepro e canapa. Ed anche qui i sospetti potrebbero dare adito a chissà cosa…….e voi che ne pensate??? (già immagino i commenti di qualcuno/a…..)</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fragenovese.blogspot.com/feeds/5001221476682954374/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fragenovese.blogspot.com/2010/03/dalla-canapa-alla-birra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181205565582936952/posts/default/5001221476682954374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181205565582936952/posts/default/5001221476682954374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fragenovese.blogspot.com/2010/03/dalla-canapa-alla-birra.html' title='dalla canapa alla birra...'/><author><name>francesco.genovese</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17578209450628117306</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181205565582936952.post-142820156741733660</id><published>2010-02-24T00:29:00.001+01:00</published><updated>2010-02-24T00:32:04.581+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="acqua vino Grecia legumi cereali"/><title type='text'>Dieci parti d’acqua e cinque di vino</title><content type='html'>L’alimentazione ha sempre avuto una valenza sociale nella storia dell’umanità, tanto da condizionare in maniera determinante lo sviluppo delle società in ogni epoca.&lt;br /&gt;
“Siamo quello che mangiamo” (Feuerbach) da un punto di vista costituzionale, ma è anche vero che il modo in cui mangiamo è funzione dell’epoca nella quale ci troviamo, e delle condizioni socio-economiche che viviamo.&lt;br /&gt;
Queste riflessioni sono lo strascico della mia partecipazione serale all’appuntamento inaugurale del ciclo di incontri “Il pane e le rose: incontri tra scienza e cultura dell’alimentazione”, organizzati dal Consiglio del Corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari della facoltà di Agraria (Università di Potenza) e da Formica Onlus (&lt;a href=&quot;http://www.formicaonlus.org/&quot;&gt;http://www.formicaonlus.org/&lt;/a&gt;), nel quale si è discusso di “Storia e Cultura nella Grecia Antica” con un seminario tenuto dal Prof. Luigi Gallo (&lt;a href=&quot;http://vyew.com/room#/663583/Il_Pane_e_le_Rose_n._0&quot;&gt;http://vyew.com/room#/663583/Il_Pane_e_le_Rose_n._0&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;
Leggera ed interessante la trattazione che delinea il quadro storico culturale nel quale sono maturate le abitudini alimentari nella Grecia Antica, condita da diversi riferimenti letterari.&lt;br /&gt;
Un’alimentazione basata prevalentemente su legumi e cereali (un ruolo marginale aveva anche il consumo di pesce , latte e carne, soprattutto di maiale ed ovina), frumento ma soprattutto orzo (raffigurato anche in monete dell’epoca) del quale si decantavano le proprietà terapeutiche (“l’orzo…contiene qualcosa di evacuante che gli viene dal succo della paglia” – Ippocrate, “Sul regime”), impiegati in combinazione con semi di papavero o cumino per produrre diverse tipologie di pane (Artolagano, Kapyria, Apanthrakis, Boletinos). La dimostrazione che l’alimentazione si basasse prevalentemente sui cereali è evidente oltre che dall’analisi delle arcate dentarie di uomini dell’epoca (la conformazione e lo stato di molari ed incisivi risultava differente in relazione ad un’alimentazione prevalentemente basata su vegetali e legumi, o su carne) anche da fonti letterarie, ad esempio nell’Odissea (IX, vv. 190-192) riferendosi al Ciclope Polifemo ed alla sua diversità nei confronti dei greci si trova “Era un mostro immenso, non somigliava ad un uomo che mangia cereali, ma alla cima selvosa di altissimi monti, che appare isolata dalle altre”.&lt;br /&gt;
Tanti gli altri spunti interessanti che è difficile sintetizzare in poche battute. Ed allora ci provo. Era diffusa la pratica di mangiare sdraiati su letti conviviali, ed il vino veniva sempre servito annacquato in quanto si riteneva che bere vino puro fosse un rito barbaro, degno di popoli rozzi ed incivili (“Su, ragazzo, portami la tazza, che io beva d’un fiato, versa dieci parti d’acqua e cinque di vino, perché senza violenza io voglio ancora inebriarmi”. – Anacreonte, fr.33). Fondamentale l’uso del sale nella preparazione dei piatti (“Prima di tutto c’è il sale, senza il quale nessun cibo è mangiabile”. – Plutarco, Questioni conviviali, 668 e), tanto da incidere sul controllo dell’ira (“Quando, per una pietanza troppo cotta o che sa di fumo o che è poco salata si battono i servi o si ingiuria la moglie”. – Plutarco, Sul controllo dell’ira, 461 C). &lt;br /&gt;
La riflessione di fondo è relativa alla considerazione che ogni società, nel tempo, ha seguito criteri diversi nella scelta di ciò da mangiare, in base a fattori sociali, geografici, culturali. Come scriveva Alexandrides nel 1400 circa: “…..il greco disse all’egiziano: tu adori il bue, noi lo sacrifichiamo agli dei (e lo mangiamo); tu fai dell’anguilla un gran dio, noi una grandissima pietanza; tu non mangi il maiale, io lo gusto più di ogni altra cosa; se tu vedi il gatto stare male piangi, io invece lo ammazzo…”.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fragenovese.blogspot.com/feeds/142820156741733660/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fragenovese.blogspot.com/2010/02/dieci-parti-dacqua-e-cinque-di-vino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181205565582936952/posts/default/142820156741733660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181205565582936952/posts/default/142820156741733660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fragenovese.blogspot.com/2010/02/dieci-parti-dacqua-e-cinque-di-vino.html' title='Dieci parti d’acqua e cinque di vino'/><author><name>francesco.genovese</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17578209450628117306</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181205565582936952.post-8834405543998789276</id><published>2010-02-15T18:23:00.000+01:00</published><updated>2010-02-15T18:23:37.354+01:00</updated><title type='text'>Il Pane di Matera al battesimo della GDO</title><content type='html'>Il Pane di Matera al battesimo della GDO&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È di pochi giorni fa la notizia che il Pane di Matera Igp (indicazione geografica protetta) ha varcato la soglia della Grande Distribuzione Organizzata approdando, grazie ad un accordo commerciale esclusivo, nei punti vendita CONAD di Marche, Abruzzo, Molise ed Emilia Romagna &lt;a href=&quot;(http://ilquotidianodellabasilicata.ilsole24ore.com/it/basilicata/pane_matera_conad_5423.html)&quot;&gt;(http://ilquotidianodellabasilicata.ilsole24ore.com/it/basilicata/pane_matera_conad_5423.html)&lt;/a&gt;. Da adesso in poi, verrà venduto in oltre 140 negozi italiani, ad un prezzo niente male di 5,90 € al kg.&lt;br /&gt;
Il consorzio del pane di Matera &lt;a href=&quot;(http://www.consorziopanedimatera.com/)&quot;&gt;(http://www.consorziopanedimatera.com/)&lt;/a&gt;, costituito per valorizzare questo prodotto agroalimentare lucano, attualmente coinvolge quattro giovani imprenditori e produttori &lt;a href=&quot;(http://www.consorziopanedimatera.com/it/consorziati.html)&quot;&gt;(http://www.consorziopanedimatera.com/it/consorziati.html)&lt;/a&gt; disposti a seguire rigorose procedure che prevedono il rispetto di parametri relativi all’intera filiera produttiva (dalla messa in campo delle colture cerealicole alla raccolta fino alla panificazione). La panificazione richiede il rispetto del Disciplinare di produzione che fissa vari parametri specifici.&lt;br /&gt;
Leggendo il Disciplinare si apprende che il nome “Pane di Matera” spetta al prodotto ottenuto esclusivamente utilizzando semola di grano duro con determinati parametri qualitativi (tenore in glutine, indice di giallo, umidità, ceneri). Almeno il 20% delle semole deve inoltre provenire da ecotipi locali e vecchie varietà coltivate nella provincia di Matera (Cappelli, Duro Lucano, Capeiti, Appulo) e non è ammessa semola proveniente da OGM. &lt;br /&gt;
Dal punto di vista visivo il “Pane di Matera” si presenta sotto forma di cornetto oppure a pane alto, con pezzatura di 1 o 2 kg, con spessore della crosta di almeno 3 mm e con mollica di colore giallo paglierino con caratteristica alveolazione. Nel Disciplinare vengono fissate altre quattro caratteristiche sensoriali: 1) croccantezza della crosta, 2) odore acido, 3) odore di bruciato, 4) sapore acido. &lt;br /&gt;
Il processo produttivo prevede sinteticamente la preparazione del lievito madre (farina, polpa di frutta fresca tenuta prima a macerare in acqua) che può essere riutilizzato al massimo per tre rinnovi, al quale si aggiungono semola di grano duro, sale, acqua. Una prima lavorazione in impastatrice dura 25-35 minuti, segue poi una fase di riposo durante la quale l’impasto lievita all’interno di vasche (coprendolo con tele di cotone o lana) per una mezz’ora. Successivamente si ottengono delle preforme di poco più di 1 o 2 kg, che vengono lasciate riposare per circa 30 minuti su tavole di legno; dopo una lievitazione finale di 30 minuti si cuoce l’impasto in forni a legna. Per il confezionamento vengono preferiti film plastici microforati, in parte trasparenti (per rendere visibile il prodotto) ed in parte opachi o colorati, o carta multistrato finestrata. La shelf life del prodotto è di circa una settimana.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fragenovese.blogspot.com/feeds/8834405543998789276/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fragenovese.blogspot.com/2010/02/il-pane-di-matera-al-battesimo-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181205565582936952/posts/default/8834405543998789276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181205565582936952/posts/default/8834405543998789276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fragenovese.blogspot.com/2010/02/il-pane-di-matera-al-battesimo-della.html' title='Il Pane di Matera al battesimo della GDO'/><author><name>francesco.genovese</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17578209450628117306</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181205565582936952.post-2694760900653825987</id><published>2010-01-24T19:15:00.000+01:00</published><updated>2010-01-24T19:15:30.400+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="birra glutine celiachia festival etichettatura produzione confezionamento etichetta"/><title type='text'>Birra senza glutine</title><content type='html'>Ultimamente mi è capitato spesso di veder esposta in alcuni locali la lavagnetta che recita “qui birra senza glutine”. Allora ho deciso di documentarmi ed ho addirittura scoperto che esiste in Inghilterra, precisamente a Chesterfield, cittadina di circa 70000 abitanti della contea di Derbyshire, un vero e proprio festival delle birre senza glutine, la cui unica edizione si è svolta finora a febbraio 2006.&lt;br /&gt;
Sarà scontato per molti, ma voglio ricordare che il glutine altro non è che un complesso proteico che si forma in gran parte dei prodotti a base di avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale (&lt;a href=&quot;http://www.celiachia.it/dieta/alimentazione/cereali_vietati.aspx&quot;&gt;http://www.celiachia.it/dieta/alimentazione/cereali_vietati.aspx&lt;/a&gt;), e quindi anche nella birra), e che è fonte di intolleranza per un gran numero di persone (potenzialmente 400000 in Italia secondo stime AIA, anche se i diagnosticati sono finora molto di meno- (&lt;a href=&quot;http://www.celiachia.it/aic/celiachia/cosae_celiachia.aspx&quot;&gt;http://www.celiachia.it/aic/celiachia/cosae_celiachia.aspx&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;
Come si apprende dal sito dell’AIA (Associazione Italiana Celiachia) è stato sviluppato dall’Unità di ricerca sul glutine del Consiglio Superiore di Ricerca Scientifica spagnola (&lt;a href=&quot;www.csic.es&quot;&gt;www.csic.es&lt;/a&gt;) un metodi di analisi per la ricerca del glutine anche in prodotti ove esso risulta in forma idrolizzata. &lt;br /&gt;
Ma quante e quali sono le birre senza glutine disponibili nel mondo? A quanto pare non ve ne sono molte e risulta anche difficile reperirle, ma un elenco lo possiamo trovare proprio sul sito del Festival della birra senza glutine (&lt;a href=&quot;http://www.glutenfreebeerfestival.com/&quot;&gt;http://www.glutenfreebeerfestival.com/&lt;/a&gt;), alla voce Available Beers.&lt;br /&gt;
È importante considerare la normativa che disciplina in Italia il settore dei prodotti alimentari senza glutine. L’insieme di norme che richiamano i prodotti senza glutine può essere sintetizzata nel D.lgs.111/92 e nel Regolamento CE 41/2009. Di recente inoltre, una Circolare del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha inteso chiarire alcuni aspetti relativi all’applicazione dei criteri di composizione ed etichettatura di alcune categorie di prodotti destinati ad una alimentazione particolare, tra le quali rientrano anche i prodotti senza glutine.&lt;br /&gt;
Va ricordato che il limite analitico legalmente riconosciuto per poter definire un prodotto “senza glutine” è di 20 ppm (max 20 mg/kg) mentre per prodotti con un tenore residuo di glutine non superiore a 100 mg/kg (100 ppm) va utilizzata la definizione “con contenuto di glutine molto basso”. Inoltre la produzione ed il confezionamento di prodotti senza glutine devono essere effettuati in stabilimenti autorizzati dal Ministero della Salute (art.10 D.lgs.111/92)ed i prodotti sono soggetti a “notifica di etichetta” (art.7 D.lgs.111/92).&lt;br /&gt;
Attualmente sono diverse le birre artigianali ed industriali che possono essere reperite in commercio, tra le quali ricordiamo l’artigianale italiana RitzTrèsor (&lt;a href=&quot;http://www.glut3.com/birra_celiaci.html&quot;&gt;http://www.glut3.com/birra_celiaci.html&lt;/a&gt;), la Schnitzer Bräu (&lt;a href=&quot;http://www.schnitzerbraeu.de/glutenfreies-bier/pages/brauerei&quot;&gt;http://www.schnitzerbraeu.de/glutenfreies-bier/pages/brauerei&lt;/a&gt;), la Bi-Aglut (&lt;a href=&quot;http://www.biaglut.it/ITA/Prodotti/Birra/default.htm&quot;&gt;http://www.biaglut.it/ITA/Prodotti/Birra/default.htm&lt;/a&gt;), la Estrella (&lt;a href=&quot;http://www.estrelladamm.es/idiomas/idiomas.asp&quot;&gt;http://www.estrelladamm.es/idiomas/idiomas.asp&lt;/a&gt;)</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fragenovese.blogspot.com/feeds/2694760900653825987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fragenovese.blogspot.com/2010/01/birra-senza-glutine.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181205565582936952/posts/default/2694760900653825987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181205565582936952/posts/default/2694760900653825987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fragenovese.blogspot.com/2010/01/birra-senza-glutine.html' title='Birra senza glutine'/><author><name>francesco.genovese</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17578209450628117306</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181205565582936952.post-3844494013372200300</id><published>2010-01-21T08:00:00.008+01:00</published><updated>2010-01-21T16:36:38.750+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Pollan Difesa Cibo Rai Mangiare Masticare"/><title type='text'>Mangiare lentamente per perdere peso</title><content type='html'>Ieri sera nel TG1 delle ore 20 vi è stato un servizio particolare &lt;a href=&quot;http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-7e38c35c-f28d-40db-8f0d-b11fb8dc3f4f.html&quot;&gt;(http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-7e38c35c-f28d-40db-8f0d-b11fb8dc3f4f.html)&lt;/a&gt; nel quale si presentava un apparecchio di costruzione svedese, di forma circolare, che abbina le funzioni di cronometro a quello di una bilancia da sistemare sotto il piatto a tavola, e che in funzione del peso di cibo nel piatto e della velocità con la quale si consuma, sarebbe in grado di suggerirci se stiamo mangiando troppo velocemente invitandoci a moderare la velocità. Tale prodotto, girando per la rete, ho scoperto essere stato già trattato sul blog del settimanale Panorama &lt;a href=&quot;http://blog.panorama.it/hitechescienza/2010/01/19/un-cronometro-nel-piatto-aiuta-a-perdere-peso/&quot;&gt;(http://blog.panorama.it/hitechescienza/2010/01/19/un-cronometro-nel-piatto-aiuta-a-perdere-peso)&lt;/a&gt;. Al Tg 1 il Medico nutrizionista Pietro Migliaccio confermava come mangiare lentamente, oltre ad assicurarci la possibilità di gustare meglio i cibi, ci preserva dal rischio di riflussi gastroesofagei. Ed il principio del mangiare lentamente mi è balzato agli occhi proprio nelle scorse serate leggendo il best seller di Micheal Pollan &quot;In difesa del cibo&quot;, nel quale a pagina 66 l&#39;autore, descrivendo una serie di pratiche adottate nella clinica del Dr. Kellogg nel Michigan, nella quale i pazienti si sottoponevano a trattamenti apparentemente benefici e disintossicanti, ricorda che ad ogni pasto vigeva l&#39;obbligo di masticare ogni boccone un centinaio di volte (una masticazione prolungata ridurrebbe l&#39;apporto proteico). Insomma, pur sembrando una consuetudine diffusa (per fame o per fretta) in verità non è mai stato un mio problema quello di mangiare velocemente, anzi spesso mi è stato rimproverato il contrario, ma evidentemente i fatti provano che non faccio così male a conservare questa abitudine...</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fragenovese.blogspot.com/feeds/3844494013372200300/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fragenovese.blogspot.com/2010/01/mangiare-lentamente-per-perdere-peso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181205565582936952/posts/default/3844494013372200300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181205565582936952/posts/default/3844494013372200300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fragenovese.blogspot.com/2010/01/mangiare-lentamente-per-perdere-peso.html' title='Mangiare lentamente per perdere peso'/><author><name>francesco.genovese</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17578209450628117306</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181205565582936952.post-2296581630135049072</id><published>2010-01-17T18:24:00.004+01:00</published><updated>2010-01-21T16:35:40.435+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="latte"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="miele"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="pollo"/><title type='text'>Una dieta originale per il pollo</title><content type='html'>Non sapevo esistesse questo nuovo modello di allevamento dei &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;polli&lt;/span&gt;, ma stamattina a Melaverde nota trasmissione che si occupa di alimentazione ed agricoltura &lt;a href=&quot;http://www.tv.mediaset.it/rete4/mela_verde/&quot;&gt;(http://www.tv.mediaset.it/rete4/mela_verde/)&lt;/a&gt;, ho appreso del &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;pollo allevato a latte e miele&lt;/span&gt;. Si tratta di una forma sperimentale di allevamento a terra, che consiste nel somministrare (soltanto nell’ultimo mese di vita degli animali) latte e miele insieme agli altri ingredienti della razione, tipicamente cereali e crusca. Ne deriverebbe, a detta di esperti che hanno testato le proprietà delle carni ottenute, un pollo dal &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;sapore caratteristico, con carni tenere e succose&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;
Il modello di allevamento è protetto da un &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;brevetto&lt;/span&gt;, depositato nell’ottobre 2007 e sono quattro le aziende agricole che hanno aderito al progetto, come si può leggere sul sito della &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;camera di commercio di Padova&lt;/span&gt; &lt;a href=&quot;http://www.pd.camcom.it/dev_cciaa/Web.nsf/webPromo/pollo_latte_miele/&quot;&gt;(http://www.pd.camcom.it/dev_cciaa/Web.nsf/webPromo/pollo_latte_miele)&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
Insomma una forma di impiego originale e apparentemente efficiente del binomio latte e miele, alternativamente al classico utilizzo come antidoto al raffreddore.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fragenovese.blogspot.com/feeds/2296581630135049072/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fragenovese.blogspot.com/2010/01/una-dieta-originale-per-il-pollo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181205565582936952/posts/default/2296581630135049072'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181205565582936952/posts/default/2296581630135049072'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fragenovese.blogspot.com/2010/01/una-dieta-originale-per-il-pollo.html' title='Una dieta originale per il pollo'/><author><name>francesco.genovese</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17578209450628117306</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181205565582936952.post-7789737244919486494</id><published>2008-10-16T22:50:00.001+02:00</published><updated>2008-10-16T23:22:49.346+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="albinismo"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="caos"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cramer"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="diagnosi"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="emofilia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ereditarie"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="fenilchetonuria"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ordine"/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Tratto da: &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Caos e Ordine - La complessa struttura del vivente&lt;/span&gt; di &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Friedrich Cramer&lt;/span&gt;, Capitolo Terzo, pp.,104-107&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...]Da molto tempo si possono effettuare diagnosi per stabilre la presenza di determinate malattie ereditarie, come ad esempio l&#39;emofilia, la fenilchetonuria, la sindrome di Tay-Sachs e altre. [...]Si conoscono circa 400 malattie ereditarie dovute a imperfezioni genetiche semplici, e circa 2000 dovute a imperfezioni genetiche multiple. Queste malattie possono essere facilmente diagnosticate dal punto di vista medico, quando si presentano effettivamente. Tuttavia, volendo predisporre un&#39;eventuale terapia genetica, occorerebbe che la diagnosi fosse più accurata, e che consentisse di situare il gene interessato e di sequenziarlo. A questo riguardo si stanno già elaborando dei metodi, e anzi in certi casi queste analisi sono già possibili.[...]Quali sono le conseguenze di ciò? Anzitutto una visione infinitamente più chiara che in passato di come funziona il nosto organismo. Si potranno diagnosticare non solo le malattie, bensì anche le predisposizioni genetiche alle malattie. Si potranno valutare le probabilità di contrarre una malattia. Dunque le conseguenze in positivo sono evidenti.[...]Tuttavia neppure le conseguenze negative sono da sottovalutare. La diagnosi di una malattia ereditaria potrebbe indurre una compagnia assicuratrice a rescindere la polizza di assicurazione sanitaria con il cliente prima ancora dell&#39;insorgere della malattia. [...]E&#39; dunque necessario che tali possibilità diagnostiche vengano mantenute entro i limiti dei diritti fondamentali e della tutela della personalità. [...]&lt;br /&gt;Particolare importanza nella diagnosi genetica hanno assunto i metodi di analisi genetica dell&#39;embrione nel ventre materno, cioè la cosidetta amniocentesi. Bastano poche cellule embrionali in sospensione in un campione di liquido amniotico prelevato con una siringa, per compiere un&#39;analisi crosomica dell&#39;embrione; in futuro questo stesso materiale potrà essere utilizzato per un&#39;analisi genetica completa del nascituro, e quindi per una valutazione del destino che lo attende nella vita a venire. E&#39; lecito prendere decisioni in campo medico in base a questi dati? Quand&#39;è che un&#39;indicazone clinica è detrminanteper stabilire l&#39;opportunità di interrompere una gravidanza? Forse in presenza di un grave mongolismo con bassissime prospettive di sopravvivenza e totale debolezza mentale? Oppure nel caso dell&#39;emofilia, che comporta un&#39;esistenza minacciata dai più gravi pericoli, e dal bisogno di costose medicine, ma per il resto perfettamente normale? O ancora, nel caso dell&#39;albinismo (una sindrome caratterizzata dalla completa assenza dei pigmenti dell&#39;epidermide e dell&#39;iride, da cui gli occhi rossi) che comporta il rischio permanente di rimanere ustionati dai raggi solari o di contrarre un cancro della pelle? [...]&lt;br /&gt;Le possibilità della diagnosi prenatale consentono, in linea di principio, di dare alla luce un bambino del sesso preferito, purchè i genitori siano disposti ad &lt;&lt;abortire&gt;&gt; l&#39;embrione del sesso meno desiderato. In alcuni Paesi dell&#39;Estremo Oriente queste pratiche sembrano già diffuse: qui infatti gli embrioni femminili vengono prevalentemente fatti abortire in seguito all&#39;analisi cromosomica, poichè la nascita di un maschio è più apprezzata di quella di una femmina. [..]&lt;br /&gt;Il miglioramento delle potenzialità diagnostiche e il conseguente ampliarsi delle possibilità di intervento medico aprono già oggi gravissimi problemi etici. All&#39;uomo, in quanto creatura vivente, non può essere concessa alcuna patente d&#39;immunità che gli renda lecito intervenire a piacimento nella complessa struttura del vivente.&lt;br /&gt;&lt;/abortire&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fragenovese.blogspot.com/feeds/7789737244919486494/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://fragenovese.blogspot.com/2008/10/tratto-da-caos-e-ordine-la-complessa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181205565582936952/posts/default/7789737244919486494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181205565582936952/posts/default/7789737244919486494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fragenovese.blogspot.com/2008/10/tratto-da-caos-e-ordine-la-complessa.html' title=''/><author><name>francesco.genovese</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17578209450628117306</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>