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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/atom10full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" gd:etag="W/&quot;D0INRHs8fSp7ImA9WhBaEUg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6880497105326479904</id><updated>2013-05-21T18:59:55.575+02:00</updated><category term="Life in Scotland" /><category term="Se mi incazzo sono cazzi" /><category term="La posta del cuore e altre sfighe" /><category term="Verona" /><category term="Ma che te magni" /><category term="chiamatemi zia" /><category term="La vita da blogger" /><category term="Carrie Bradshaw mi chiamerebbe per saperne di più" /><category term="Sono un genio incompreso" /><category term="feste festine festicciole" /><category term="Welcome to the UK" /><category term="La vita universitaria" /><category term="Me myself and I" /><category term="Storie di ordinaria singletudine" /><category term="C'est la vie" /><category term="Must have" /><category term="Monodialoghi" /><category term="Apprendista non piú stragista" /><category term="Cose che capitano" /><category term="Si viaggiare" /><category term="Bologna" /><category term="Stronzate epocali" /><category term="Life in London" /><category term="Apprendista stragista" /><title>Ci ho il bloggo esistenziale</title><subtitle type="html">... E LE CRONACHE DI ALBION</subtitle><link rel="http://schemas.google.com/g/2005#feed" type="application/atom+xml" href="http://www.civuolecostanza.com/feeds/posts/default" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/" /><link rel="next" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false&amp;v=2" /><author><name>Costanza Pasqua</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="//lh6.googleusercontent.com/-bvpUR-kWOIg/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAJc/nlYUJceJySU/s512-c/photo.jpg" /></author><generator version="7.00" uri="http://www.blogger.com">Blogger</generator><openSearch:totalResults>219</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/atom+xml" href="http://feeds.feedburner.com/blogspot/pkox" /><feedburner:info xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" uri="blogspot/pkox" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><entry gd:etag="W/&quot;DEAGRH08fyp7ImA9WhBbGE4.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6880497105326479904.post-836598012924426394</id><published>2013-05-17T18:12:00.001+02:00</published><updated>2013-05-18T02:25:25.377+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2013-05-18T02:25:25.377+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Welcome to the UK" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Life in London" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="C'est la vie" /><title>Magia</title><content type="html">Se chiedete com'è Edimburgo ad uno scozzese, vi dirà che è il posto più bello del mondo. Vi dirà che la città è perfetta, che c'è tutto quello che volete, che si vive benissimo. E' tutto un grande amore, quello degli scozzesi per Edimburgo.&lt;br /&gt;
E' grande amore anche per chi ha studiato in questa città e ricorda feste, locali, balli scatenati, passeggiate per le colline, amicizie.&lt;br /&gt;
E' invece tutto un grande odio per Londra, da parte degli scozzesi. Tutto uno sminuire la grande capitale, piena di traffico, persone, lavori e fin troppe opportunità. Londra è tutta troppo, per gli scozzesi: troppo grande, troppo caotica, troppo dispersiva, troppo inquinata, troppo popolata, troppi soldi e troppi sciacalli, troppo business e troppo impersonale. Troppo grigia. Troppo. Tutto troppo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E' un mese che mi sento chiedere com'è che mi sono trasferita. Rispondo sempre per il sole, ovviamente.&lt;br /&gt;
In realtà mi sono trasferita perché nella mia vita voglio provare. Provare a vedere come si sta. Fare le cose. Non avere rimpianti. Sbattere la testa, e se non va come deve andare, riprovarci. Ma come glielo spieghi a chi non ti conosce che lo fai per tutto questo?&lt;br /&gt;
Allora dico, perché volevo vedere com'era la vita fuori da Londra. E tutti dicono: molto meglio. E io sorrido, e scuoto la testa. Perché che cosa ne sanno, loro, di Londra? Che cosa hanno visto, loro? Che cosa hanno capito di Londra, in un weekend o in molto meno?&lt;br /&gt;
Quando li sento dire &lt;i&gt;"qui si sta molto, molto meglio che a Londra, vedrai"&lt;/i&gt;, mi offendo. Quasi avessero offeso me stessa. Quasi avessero offeso una parte di me. Come se mi avessero detto che ho il nasone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io vorrei spiegargliela, Londra: io vorrei che la vedessero con i miei occhi. Quelli di chi l'ha vissuta.&lt;br /&gt;
Londra ha un'energia, che non c'è da nessun'altra parte. Ha la vita dentro di sé.&lt;br /&gt;
Si lega ad ogni persona come un filo invisibile. Ognuno ha il suo, il suo motivo personale, per essere legato a Londra. E lei non lo romperà mai, quel filo, quel legame.&lt;br /&gt;
Resterà per sempre, anche quando ormai è lontana, anche quando ormai si sono scelte altre strade, anche quando si sono prese decisioni diverse, che portano via dalle luci della City.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Londra ti cambia: ti apre la mente, gli occhi, il cuore, la testa. Ti fa rivalutare molti aspetti della tua vita, aspetti che prima ritenevi fondamentali, ed oggi invece sono solamente futili.&lt;br /&gt;
Si fa amare, poi odiare, poi amare di nuovo. In fondo, le vuoi sempre bene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vorrei che loro, quelli che dicono che Londra non è un bel posto, la vedessero con i miei occhi.&lt;br /&gt;
Vedessero la vita che mi ha dato, le emozioni, le possibilità, le infinite arrabbiature, le gioie e le emozioni incredibili.&lt;br /&gt;
Vorrei che vedessero con me un tramonto sul Tamigi. E un concerto alla O2 di Brixton.&lt;br /&gt;
Vorrei prenderli per mano e portarli a vedere Albert Bridge a notte fonda. Quando tutto dorme, o sembra dormire. E quando è così limpido che riesci a vedere la in fondo, le luci, lo Shard, la London Eye, Canary Wharf.&lt;br /&gt;
Vorrei che corressero con me sulle scale mobili della metro, per prendere l'ultima per andare a ballare a Camden Town.&lt;br /&gt;
E prendersi un'ora in più, salire su un autobus invece che scendere in metro, per guardare la città sotto la pioggia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vorrei che capissero che Londra non è solo macchine, fumo, gente che si spintona e si ignora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;"Londra è così, così, anonima" &lt;/i&gt;mi ha detto una persona l'altra sera.&lt;br /&gt;
"Londra è magia", le ho detto, "ma non tutti sanno vederla."</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://www.civuolecostanza.com/feeds/836598012924426394/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2013/05/magia.html#comment-form" title="23 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/836598012924426394?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/836598012924426394?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2013/05/magia.html" title="Magia" /><author><name>Costanza Pasqua</name><uri>https://plus.google.com/117871430562658286084</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="//lh6.googleusercontent.com/-bvpUR-kWOIg/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAJc/nlYUJceJySU/s512-c/photo.jpg" /></author><thr:total>23</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUIER3o5fyp7ImA9WhBbFk4.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6880497105326479904.post-5688734742865660740</id><published>2013-05-15T17:48:00.001+02:00</published><updated>2013-05-15T17:58:26.427+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2013-05-15T17:58:26.427+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Carrie Bradshaw mi chiamerebbe per saperne di più" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="La posta del cuore e altre sfighe" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Life in Scotland" /><title>Relazioni internazionali</title><content type="html">&lt;i&gt;"Oh, e sei venuta qui in Scozia con il tuo ragazzo? E' italiano anche lui?"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
"No, no, allora, con gli italiani ho smesso. Dopo &lt;a href="http://www.civuolecostanza.com/2012/06/sulla-mia-vita-ci-puoi-fare-un-film.html" target="_blank"&gt;l'ultimo&lt;/a&gt;, ho deciso che basta italiani. Ora sto con un australiano."&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;"Ooh, che storia romantica. E come va tra di voi?"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Ecco, appunto: come va tra di noi?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Già il fatto che io sia andata a convivere ha scatenato in tutte le mie amiche momenti di incredulità. "Oddio vai a convivere. Allora è una cosa seria. Ma vi sposate? Chi ti fa da testimone? Io vero?"&lt;br /&gt;
In più, che io abbia abbandonato la scia di cerebrolesi che negli ultimi due anni e mezzo mi sono scelta con la massima attenzione, ha creato ancora più scompiglio.&lt;b style="font-style: italic;"&gt; &lt;/b&gt;"Finalmente un bravo ragazzo. Ora speriamo che non te lo sia scelto scemo, di nuovo."&lt;br /&gt;
Come se fosse colpa mia se, uno dopo l'altro, i miei ex fidanzati tremendi si siano dimostrati tutti una massa di deficienti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, la relazione internazionale più stabile della mia vita continua molto bene, direi. Andiamo d'accordo, stiamo bene e non litighiamo. Lui non ha altre due case e due fidanzate, e io finalmente sono tranquilla.&lt;br /&gt;
Anche se, ogni tanto, abbiamo problemi di comunicazione degni di ogni relazione internazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La mattina presto è momento di grande confusione nel mio cervello. Già non riesco a parlare in generale, in inglese poi la situazione diventa complicata.&lt;br /&gt;
Lui parte all'attacco con: come stai-dormito bene-ora guardo il tempo-magari andiamo a fare un giro-cosa vuoi per colazione. Io lo guardo come se dalla sua bocca fosse uscito greco antico. Cerco di dire qualcosa, ed è solo italiano. &lt;i&gt;"Quando comincerai a parlare inglese ne parliamo"&lt;/i&gt;. Inglese 1- Cocchi 0.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il bello di avere una relazione internazionale è ovviamente capire aspetti diversi delle nostre culture.&lt;br /&gt;
Allora io cerco di spiegargli la cucina italiana, e lui mi spiega il cricket. Seguono dialoghi molto confusi, alla ricerca di buttare del Chorizo -Australia- nell'amatriciana- Italia. E mentre litighiamo su chorizo o non chorizo, io ripasso le regole del cricket che fondamentalmente sono uno da una botta alla palla e quell'altro corre-Italia- non hai capito niente lo sapevo- Australia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per capire gli aspetti delle diverse culture parliamo anche di infanzia e cose che facevamo da piccoli.&lt;br /&gt;
Io per esempio guardavo Pollon combina guai, ce l'avevate in Australia Pollon?&lt;br /&gt;
Io facevo surf tutti i giorni, non guardavo la tv.&lt;br /&gt;
Ah, surf, eh, anche io a Jesolo, pieno di surf. Anche a Riccione, pieno di surfisti.&lt;br /&gt;
Si e poi noi giochiamo a cricket, a calcio e a Footy. (A Footy giocano tutti ragazzi fichissimi in pantaloncino cortissimo e canotta. Sono stata subito molto interessata a scoprire di più sulle regole di questo gioco.)&lt;br /&gt;
Gli australiani sono un popolo assai sportivo, che ama passare tempo all'aperto. Come gli italiani del resto.&lt;br /&gt;
E quindi ogni tanto è possibile trovare Australia che gioca a golf in soggiorno e Italia- la sottoscritta- che, sdraiata sul divano, legge libri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per fare in modo che, nel caso in cui uno di noi finisca nel paese dell'altro, ci si sappia arrangiare con lo &lt;i&gt;slang &lt;/i&gt;del posto, facciamo anche lezioni di lingua: australiano- italiano.&lt;br /&gt;
Lui mi insegna tutti i metodi possibili per dire costume da bagno- la corretta pronuncia di &lt;i&gt;G'day-&lt;/i&gt;&amp;nbsp;vorrei andare &lt;i&gt;nell'outback&lt;/i&gt;- giù nel &lt;i&gt;billabong&lt;/i&gt;- varie ed eventuali.&lt;br /&gt;
Io gli insegno le basi: vorrei uno spritz con l'Aperol- andiamo al lago oggi- sei molto bella, da usare solo con la sottoscritta- hai rotto le palle- sempre utile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi insomma, la relazione internazionale continua. Sono solo indecisa se continuare con le lezioni di italiano, che poi mi si&amp;nbsp;ritorcono&amp;nbsp;contro. Come l'altro giorno mentre sproloquiavo sulla letteratura italiana in lingua inglese, e lui mi guarda e dice:&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;"Hai rotto le palle. Sempre utile, no?"&lt;/i&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://www.civuolecostanza.com/feeds/5688734742865660740/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2013/05/relazioni-internazionali.html#comment-form" title="17 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/5688734742865660740?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/5688734742865660740?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2013/05/relazioni-internazionali.html" title="Relazioni internazionali" /><author><name>Costanza Pasqua</name><uri>https://plus.google.com/117871430562658286084</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="//lh6.googleusercontent.com/-bvpUR-kWOIg/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAJc/nlYUJceJySU/s512-c/photo.jpg" /></author><thr:total>17</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CEQBRHs7cCp7ImA9WhBbE0s.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6880497105326479904.post-5529586505428399111</id><published>2013-05-11T16:36:00.000+02:00</published><updated>2013-05-12T14:39:15.508+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2013-05-12T14:39:15.508+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Si viaggiare" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Life in Scotland" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Cose che capitano" /><title>Amore, ci hanno arrestato i vicini</title><content type="html">Tra le cose che ho imparato in questi anni di vita nella gelida Albion è che, quando si cerca casa o una stanza in affitto, si fanno molte domande. Anche quelle più stupide.&lt;br /&gt;
Ora vi starete chiedendo perché io non abbia fatto tutte le domande di rito &lt;i style="font-weight: bold;"&gt;prima&lt;/i&gt;&amp;nbsp;di trasferirmi. Le ho fatte. Ho fatto una lista ad un'amica che ho poi spedito alla ricerca di casa qui in landa scozzese, dato che io non potevo muovermi da Londra. Il risultato è che lei ha ignorato la lista e blabla, c'ho il bagno della casa della Barbie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma nella lista di domande da fare prima di trasferire tutto in una nuova dimora, ho sempre tralasciato forse la più importante, ovvero: &lt;b&gt;&lt;i&gt;come sono i vicini&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;?&lt;br /&gt;
Perché se una persona decide di cambiare casa, ci sono sempre dei motivi nascosti, che nessuno dirà mai. Un po' come quando ho raccontato che la mia vecchia scatoletta londinese era "caldissima in inverno", quando invece avere un materasso in giardino sarebbe stato meglio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo un mese in questa casa, penso che il vero motivo del trasferimento del vecchio inquilino non siano state le dimensioni del bagno, che alla fine sto cominciando ad apprezzare - c'è meno da pulire, ma siano stati i vicini di casa.&lt;br /&gt;
Il mio palazzo, grigio come tutti i palazzi della città, è costituito da 15 appartamenti. Su 15 appartamenti, 12 sono popolati da pazzi psicopatici.&lt;br /&gt;
Sono tutti scozzesi che più scozzesi di così penso che solamente gli &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Haggis" target="_blank"&gt;haggis&lt;/a&gt;, e c'hanno tutti da urlare, sbattere porte, suonare campanelli nella notte, litigare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo giorno che ho incontrato i gentili inquilini della casa al piano terra ho pensato: &lt;i&gt;"Ok, me ne vado"&lt;/i&gt;. Due soggetti dalla tipica faccetta drogata confabulavano davanti all'ingresso con terzo simpatico personaggio con una faccia che ricordava molto quelle di Trainspotting. "Good Morning" dico io. "FheurhMornidda" dice uno. E mi sorride. Con gli ultimi tre denti rimasti.&lt;br /&gt;
Loro sono quelli che hanno un giro d'affari che non sapete, c'è sempre qualcuno che bussa alla porta, alle finestre, che urla di farlo entrare. Quelli con cui fanno affari i miei vicini sono personcine educate e carine, tengono sempre la porta aperta quando ti vedono arrivare e sono sempre belli palliducci.&lt;br /&gt;
Dopo qualche giorno di silenzio e nessuno strano urlo nella notte, chiedo spiegazioni a quello bello e biondo che vive con me, nonché Australia: "Darling, non sento più quelli di flat 2." &lt;i&gt;"Ah, sì, ecco cosa mi sono dimenticato di dirti: l'altro giorno mentre eri sotto la doccia è venuta la polizia, ha bussato alla porta e mi fa "E' la polizia. Apra. Stiamo indagando sui vicini." E insomma, amore, ci hanno arrestato i vicini."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Che peccato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualche giorno dopo ho incontrato la signora di sopra. La signora di sopra è una vecchia barbuta. La vecchia signora mi comincia a parlare e io non capisco niente se non: &lt;i&gt;"Tu sei nuova non chiudi mai la porta d'ingresso! Che poi entrano gli sconosciuti". &lt;/i&gt;"Signora, comunque io più che degli sconosciuti mi preoccuperei di quelli nel Flat 2." &lt;i&gt;"NON CAPISCO PARLA PIU' FORTE. CHE ACCENTO STRANO HAI." &lt;/i&gt;"A signò, senti chi parla."&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma la vera matta è la signora nell'appartamento 8. La signora nell'appartamento 8 non si vede mai. Le sue storie vengono narrate dagli altri inquilini come leggende:&amp;nbsp;&lt;i&gt;ricordi quella volta che è impazzita durante la notte e l'abbiamo fatta rinchiudere in manicomio, ricordi quando abbiamo chiamato la polizia e l'hanno rinchiusa in ospedale, ricordi quella volta che ha minacciato il tizio di sopra con un coltello e ha dato fuoco alla cucina. &lt;/i&gt;Ah, no, aspetta un attimo, quella volta c'ero anche io.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La settimana scorsa apro la finestra per salutare la ridente Edimburgo e mi ritrovo quattro camion dei pompieri sotto casa.&lt;br /&gt;
La mattina si sa, nessuno è molto sveglio, allora rido tra me e me guardando i pompieri scendere e prepararsi all'incendio del secolo e penso: chissà che cosa sarà successo, comunque in questa città ce n'è sempre una, altro che Londra. Edimburgo, è qui dove c'è l'azione, il brivido, il no scusa, ma questi stanno entrando nel mio portone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, la signora dell'appartamento 8 aveva, nell'ordine:&lt;br /&gt;
A-minacciato il mio vicino con un oggetto &lt;i&gt;(non è dato sapersi che oggetto, non ho capito cosa stesse dicendo)&lt;/i&gt;&amp;nbsp;che pure lui, Dio l'aiuti che me lo sono ritrovato davanti con le ciabatte gialle, la maglietta sporca di sugo e una birra in mano alle 11 di mattina che mi blaterava in faccia cose sconosciute, e poi urlava: "CHIUDETELA IN OSPEDALEEEE, E' NUTS!" che non sta per noccioline, ma per pazza psicopatica;&lt;br /&gt;
B- dato fuoco alla cucina, chiuso tutte le finestre per morire meglio e si era barricata in casa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma tutto è finito per il meglio: è arrivata la polizia, in realtà la cucina non aveva preso fuoco, e poi l'hanno portata in ospedale.&lt;br /&gt;
Quindi per ora siamo tutti tranquilli. Abbiamo ridotto il numero di pazzi nel palazzo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A meno che non impazzisca io.</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://www.civuolecostanza.com/feeds/5529586505428399111/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2013/05/amore-ci-hanno-arrestato-i-vicini.html#comment-form" title="17 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/5529586505428399111?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/5529586505428399111?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2013/05/amore-ci-hanno-arrestato-i-vicini.html" title="Amore, ci hanno arrestato i vicini" /><author><name>Costanza Pasqua</name><uri>https://plus.google.com/117871430562658286084</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="//lh6.googleusercontent.com/-bvpUR-kWOIg/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAJc/nlYUJceJySU/s512-c/photo.jpg" /></author><thr:total>17</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0MBQH46fyp7ImA9WhBVGUQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6880497105326479904.post-6155651831724451649</id><published>2013-04-26T19:44:00.000+02:00</published><updated>2013-04-26T20:04:11.017+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2013-04-26T20:04:11.017+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Sono un genio incompreso" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Welcome to the UK" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Life in London" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Monodialoghi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Life in Scotland" /><title>Lettera di reclamo alla Regina </title><content type="html">&lt;div&gt;
Cara Regina Betti,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le scrivo questa lettera di reclamo perché sono stufa. Sono stufa degli standard edilizi indecenti del suo Regno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora Lei deve sapere che mi sono trasferita a Edimburgo da un mese. Sì, lo so, mi scuso se me ne sono andata dalla splendida Inghilterra e mi sono trasferita al nord tra i kilt e le pecore, ma tutta Albion è paese, no? E Lei è Regina anche qui, no?&lt;br /&gt;
Insomma, uno dei motivi per cui ho deciso di andarmene da Londra, oltre al voler vivere una vita meno complicata&amp;nbsp;(che ripensandoci ora, Regina carissima, potevo andare a Fuerteventura a vivere una vita tranquilla, almeno mi abbronzavo), era che volevo finalmente vivere in una casa dagli standard qualitativi decenti.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;
Deve sapere che, dopo aver passato un anno e mezzo a vivere in una scatola formata da pareti di plastica di un indicibile colore azzurro, a ghiacciarmi le chiappe (scusi il francesismo) la mattina nel cubicolo-water-senza riscaldamento (perché nel Suo regno alcune case hanno il water separato dal resto del bagno e, in quella stanza,&amp;nbsp;&lt;b&gt;&lt;i&gt;non c'è il riscaldamento&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;), a dormire con tre maglioni e cappello in testa, ho deciso che ne avevo abbastanza.&lt;br /&gt;
Ho provato a cambiare casa, sa, Regina. Ma dopo averne cambiato una &lt;i&gt;serie&lt;/i&gt;&amp;nbsp;sono giunta alla conclusione che avere standard edilizi decenti a Londra non è possibile, o meglio, è quasi impossibile, e ho pensato che esplorare le casi scozzesi potesse essere una buona idea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mia carissima Regina, ovviamente, mi sbagliavo. Perché tanto quanto Lei, benedettissima, è Regina anche qui in Scozia, tanto quanto le case scozzesi sono dei cessi, come quelle inglesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora, avrei qualche domanda da farle, così, per sapere se nel suo splendido palazzo londinese, anche Lei ha alcuni dei problemi logistici che ho riscontrato nelle case del suo regno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Regina: perché nelle case non c'è il riscaldamento? E se c'è, non funziona&lt;i&gt;?&lt;/i&gt;&amp;nbsp;Io capisco vivessimo, Sempre sia Lodata la Regina, in un paese molto caldo. Ma qui c'è una media di un giorno caldo all'anno, il riscaldamento mi pare importante. La chiamano gelida Albione mica per niente. Oltre che perfida. Mi scusi.&lt;br /&gt;
Ma forse è così che Lei si è conservata così bene, grazie al congelamento mattutino per farsi la doccia nel bagno gelido.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Regina: perché le docce sono docce elettriche qui? E perché fanno così &lt;i&gt;schifo&lt;/i&gt;? Che non hanno pressione, e se c'è pressione poi l'acqua scotta troppo, e se non c'è l'acqua è gelida come un torrente di montagna?&lt;br /&gt;
Regina, ho come l'impressione che per il suo popolo la stanza da bagno non sia importante, ed è per questo che occupa meno spazio della cantina o del reparto alcolici delle case.&lt;br /&gt;
Forse mi sbaglio, ed è con la birra che in realtà ci si fa la doccia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Regina, mi dica, anche nel suo palazzo non ci sono tavoli &amp;nbsp;con sedie per sedersi a mangiare? Forse è un'abitudine inglese mangiare sul divano, o per terra, e forse sono io che non capisco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Regina, poi un'altra cosa volevo sapere. I frigoriferi, devono sempre essere grandi come minibar, nelle case del regno? Che ti ci sta una bottiglia di birra e se vuoi infilarci una bottiglia di latte non c'è posto?&lt;br /&gt;
Ma certo, la birra prima di tutto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Queste sono solo alcune delle domande alle quali vorrei che Lei gentilmente rispondesse.&lt;br /&gt;
Se Le restasse del tempo e volesse Lei approfondire anche le scomode questioni delle finestre con gli spifferi, della moquette dappertutto, di quelle creaturine chiamate &lt;i&gt;cimici dei letti &lt;/i&gt;che popolano alcune case, dei fornelli elettrici e dei bagni sempre e comunque orrendi, Le sarei eternamente grata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con grande affetto,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dio salvi sempre la Regina e butti nel cesso i rubinetti separati,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LaCocchi&lt;/div&gt;
</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://www.civuolecostanza.com/feeds/6155651831724451649/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2013/04/lettera-di-reclamo-alla-regina.html#comment-form" title="32 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/6155651831724451649?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/6155651831724451649?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2013/04/lettera-di-reclamo-alla-regina.html" title="Lettera di reclamo alla Regina " /><author><name>Costanza Pasqua</name><uri>https://plus.google.com/117871430562658286084</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="//lh6.googleusercontent.com/-bvpUR-kWOIg/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAJc/nlYUJceJySU/s512-c/photo.jpg" /></author><thr:total>32</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DUAEQ3g5eyp7ImA9WhBVF0w.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6880497105326479904.post-5034922744333925490</id><published>2013-04-22T20:43:00.000+02:00</published><updated>2013-04-23T13:48:22.623+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2013-04-23T13:48:22.623+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Welcome to the UK" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Carrie Bradshaw mi chiamerebbe per saperne di più" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Si viaggiare" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Life in Scotland" /><title>Gli scozzesi, i kilt, LaCocchi</title><content type="html">&lt;span style="font-family: inherit; line-height: 115%;"&gt;La
mia vita è ormai avvolta da una fitta nebbia di domande fino ad'ora rimaste
irrisolte:&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space" style="font-family: inherit; line-height: 115%;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: inherit; line-height: 115%;"&gt;sarà viva, dove
sarà sparita, che l'abbiano rapita gli spiriti scozzesi, che si sia data allo
studio della cornamusa, a come cucinare interiora di agnello, a come parlare
con quello strano accento tipico scozzese?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Le risposte a tutte queste domande sono una serie
di no. Una lunga, incredibile, infinita serie di no.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Quella che segue non è altro che la vera storia
romanzata delle prime due settimane nell’angolino più a nord della gelida Albion.
Perché sono sempre in Albion. Parlano strano, vestono a scacchi e pare non
indossino le mutande, ma sono sempre tutti sulla stessa grande, gelida,
perfida isola.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;La vera storia de LaCocchi VS Edimburgo.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;Alla guida di un van demmerda griffato “EUROPCAR” su tutti i lati,
sportelli, tettucci e cofani possibili, laCocchi e il suo nuovo amore, Australia, stanno trasferendo
tutti i beni posseduti verso nuove mete, lontane dalla trafficatissima e
amatissima Londra.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;Nuove mete in cui il vento soffia costantemente, la gente
veste hipster, si cammina in ogni luogo e ci sono almeno 15 caffè per ogni
abitante, e un pub ogni 180 abitanti. -&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;Pensavate, voi, che
bevessero e basta, gli scozzesi. E invece no-&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;
La roba stipata in numerosi scatoloni nel van demmerda è per lo più della
Cocchi, che ha accumulato in tre anni nella City un numero indefinito di cose
inutili e di vestiti. Ma non ha lasciato nulla a Londra. Perché un trasloco è
il momento perfetto per capire che hai tante stronzate in casa, ma che comunque
&lt;b&gt;“la padella me la porto perché è sempre molto utile. In caso te la tiro in
testa se mi rompi i coglioni.”&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Questa la&amp;nbsp;scusa utilizzata dalla nostra laCocchi
per convincere Australia a portare in Scozia anche le uniche due padelle da lei possedute.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Il viaggio comincia bene: uscendo dal parcheggio laCocchi alla
guida del van demmerda sbatte contro il muro e, non avendo mai guidato a
destra, rischia di portare con sé in Scozia anche tutti gli specchietti di
tutte le macchine parcheggiate tra la stazione di Victoria e lo scintillante
quartiere di Chelsea.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Dopo due giorni di viaggio, uno stop nel Lake District, nove ore
di macchina, i nostri eroi arrivano in terra scozzese. Il vento soffia gelido quel
giorno, ma splende un sole incredibilmente primaverile. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;“Ah, vedi che abbiamo fatto bene a lasciare Londra!”&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Due minuti
dopo, infatti, &lt;b&gt;nevicava&lt;/b&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Dal momento della raccolta delle chiavi del nuovo appartamento in
poi, laCocchi viene sottoposta ad una serie di momenti incredibilmente
stressanti, che la mandano quasi sull’orlo di riprendere il van demmerda,
guidare fino a Londra, scaricare il van, fare finta che tutto questo non sia in
realtà mai successo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i style="font-family: inherit; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i style="font-family: inherit; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;1- La nostra eroina decide
di prendere un caffè. Al bancone, tizio chiede: “Ahauhfiaofhwiof milk?”&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Lei lo guarda. Pensa:“Che cos’ha detto questo?”
Risponde sì, si ritrova il caffè di un’altra in mano. Shock linguistico-accento
scozzese-non ci capiremo mai-io me ne vado.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i style="font-family: inherit; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i style="font-family: inherit; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;2- I nostri eroi arrivano,
dopo un’ora di giramenti rocamboleschi con van demmerda nel centro di
Edimburgo, davanti alla loro nuova casa.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i style="text-indent: 0.6pt;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Scendono dalla macchina, al numero 9. Mettono la chiave nella
toppa, con quella tipica agitazione da casa nuova-vita nuova, con quell’entusiasmo
da prima casa insieme, tutte quelle cose romantiche lì, unite anche ad un
bisogno del bagno indicibile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i style="text-indent: 0.6pt;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;“Darling, non riesco ad aprire la porta.” “Ma come non riesci? Dai
a me dai, faccio io.”&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i style="text-indent: 0.6pt;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Ed è così che i nostri giovani eroi sbattono la testa
contro la dura realtà: &lt;b&gt;la chiave non funziona.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i style="text-indent: 0.6pt;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Dopo qualche innocente imprecazione che ha visto protagonista Dio,
la Madonna e qualche altro Spiritoso Santo,
la Cocchi intuisce che esistono due numeri 9 nella via. Lode a te Signore, i
nostri amici riescono finalmente ad entrare nella casa, che si rivela una scintillante
&lt;b&gt;merda.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i style="text-indent: 0.6pt;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Shock casa di merda-no, scusa, non c’è il riscaldamento ma questi
sono matti-oddio la doccia è grande come uno dei miei scatoloni per il trasloco-oddio
per muoverti dentro il bagno devi fare come Tom Cruise in Mission Impossible
nella scena della rapina dall’alto-io me ne vado.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i style="font-family: inherit; text-indent: -17.4pt;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal; line-height: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i style="font-family: inherit; text-indent: -17.4pt;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal; line-height: normal;"&gt;3-&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i style="font-family: inherit; text-indent: -17.4pt;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;LaCocchi allora decide
che, per tranquillizzarsi, ha bisogno di due cose: una doccia, e della birra.
Molta birra. Tanta birra. Manda Australia a fare rifornimento e trattiene il
respiro per riuscire a far passare il culo nella strettoia tra il cesso e la
doccia, accende quindi speranzosa la doccia, per scacciare via lo stress. &lt;b&gt;La doccia non funziona.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;Shock la doccia non
funziona-&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;dai&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: inherit; line-height: 115%;"&gt; &lt;i&gt;cos’è uno scherzo-io
questa casa la brucio-vi uccido tutti-maledetta quella stronza dell’agenzia io
la meno-io me ne vado.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Nonostante i primi giorni siano stati una serie di sfortunati
episodi dietro l’altro, tra cui ricordiamo l’allagamento della cucina grazie
alla lavatrice rotta e l’incontro con i vicini di casa tossici, nonostante il
freddo, gli amici che si contano su un dito-uno e la casa ancora piena di
scatoloni, LaCocchi e Australia sono ancora nella piccola Edimburgo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;La città è carina e accogliente, gli scozzesi non si capisce cosa
dicano ma sono sempre sorridenti, si cammina dappertutto e sembra che qui l’alcool
non vada così tanto, va di più il caffè. Litri di caffè, grandi tazze di caffè.
Datemi una birra.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;I nostri due eroi non hanno ancora trovato un lavoro, distribuiscono
curriculum su curriculum in tutti i locali della città, sperando in una
chiamata. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Per ammazzare il tempo cucinano prelibatezze ogni sera nella loro
cucina grande come quella della Fisher Price, bevono bottiglie di vino e
guardano la tv scozzese sperando di imparare l’accento, sperimentano ristoranti
e caffè, visitano la città come turisti. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;LaCocchi non ha ancora dato segnali di cedimenti nervosi, anche se
l’altra sera, dopo qualche birra di troppo, si è affacciata alla finestra di
casa e ha urlato ai due tizi che litigavano in strada di andare affanculo, voi
e la città, e sto freddo fottuto e il vento che mi scompiglia la frangia, e
questa casa con questo bagno da nani da giardino, e tutta questa tranquillità,
e datemi un cazzo di autobus, un taxista arrabbiato, una metro, un lavoro!
Vaffanculo, Scoziaaaaaaaaaaaaaaaa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Nonostante questo, &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;giuro,
va tutto molto bene.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://www.civuolecostanza.com/feeds/5034922744333925490/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2013/04/gli-scozzesi-i-kilt-lacocchi.html#comment-form" title="25 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/5034922744333925490?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/5034922744333925490?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2013/04/gli-scozzesi-i-kilt-lacocchi.html" title="Gli scozzesi, i kilt, LaCocchi" /><author><name>Costanza Pasqua</name><uri>https://plus.google.com/117871430562658286084</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="//lh6.googleusercontent.com/-bvpUR-kWOIg/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAJc/nlYUJceJySU/s512-c/photo.jpg" /></author><thr:total>25</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0IFSHoyfyp7ImA9WhBXE0Q.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6880497105326479904.post-8780379407204918909</id><published>2013-03-26T18:39:00.001+01:00</published><updated>2013-03-27T16:51:59.497+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2013-03-27T16:51:59.497+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Welcome to the UK" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Life in London" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Monodialoghi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Me myself and I" /><title>336 ore, 20160 minuti, 1209600 secondi</title><content type="html">Ci siamo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra poco, mancano esattamente due settimane, 336 ore, 20160 minuti e 1209600 secondi, me ne vado. Ho noleggiato un van demmerda, amica mia, uno di quei van che si girano a guardarli da quanto sono brutti. Ecco, ho noleggiato un van, dove caricherò i miei scatoloni, i vestiti, la mia bici e me ne vado. Me ne vado al Nord.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ti lascio. Ti lascio dopo tre anni non perché non ti voglio più bene, anzi, ma perché voglio vedere come si sta senza di te. Non ti offendere, dai. Ti ho sempre detto che resti la mia stronza preferita, quella che più male ti tratta e più tu, scema, ti innamori, ti appassioni, ti metti a rincorrerla e ti intestardisci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ti ricordi, il primo giorno che ci siamo incontrate? Quando aspettavo su una panchina di Westminster quello la, quel cretino che poi un giorno è sparito, con il cuore in gola. Quando avevo tanti progetti e mal organizzati, e pensavo che tutto sarebbe andato bene, e chissà cosa succederà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ne abbiamo passate tante, insieme, io e te.&lt;br /&gt;
Ti ricordi le serate di primavera a Notting Hill, sedute per terra a parlare della vita, della musica, con una birra in mano e il sole caldo che tramontava dietro Elgin Avenue.&lt;br /&gt;
Ti ricordi quando abbiamo camminato insieme da Kensal Rise a Chelsea, con i Foals nelle orecchie e le lacrime negli occhi perché sembrava andare tutto male e tra le altre cose avevamo anche perso l'ultima metro e gli autobus non passavano.&lt;br /&gt;
Ti ricordi quella sera che siamo rimaste al pub fino alle 4, a discutere su quale fosse la miglior canzone della storia del rock? E poi abbiamo camminato fino a casa, sotto la neve, e ci siamo dette che alla fine la vita non era male.&lt;br /&gt;
E quella volta che ho trovato lavoro, il primo lavoro in ufficio, e siamo andate a festeggiare a Battersea Park, sdraiate sull'erba nel sole di giugno.&lt;br /&gt;
E gli amici, ti ricordi tutti gli amici che abbiamo conosciuto, con cui abbiamo passato tanto tempo, abbiamo riso e scherzato, e poi quasi tutti se ne sono andati, e io ti dicevo: &lt;i&gt;"alla fine restiamo sempre e solo io e te."&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Quando abbiamo cercato casa, e siamo andate a vedere appartamenti osceni, case orrende e abbiamo conosciuto coinquilini tremendi.&lt;br /&gt;
Quando ho deciso di licenziarmi e abbiamo cercato un nuovo lavoro, ma non andava bene nemmeno quello, e insieme abbiamo deciso di prendere la strada meno semplice. Ma eravamo insieme e andava tutto bene.&lt;br /&gt;
Quando abbiamo preso il 452 per l'ultima volta per salutare uno dei miei tanti amori, e quando si sono chiuse le porte abbiamo pianto insieme, perché ti chiedevo il perché capitassero tutte a me e tu non mi sapevi rispondere.&lt;br /&gt;
Quando davanti a South Kensington abbiamo aspettato insieme per scoprire la verità che non avremmo mai voluto sapere. Ti ricordi, quando ti ho detto che non sentivo più il mio cuore e tu mi hai fatto prendere un'altra strada per trovarlo di nuovo.&lt;br /&gt;
Quando sul treno per Gatwick ti dicevo: &lt;i&gt;"Sei cambiata, non so se possiamo andare ancora d'accordo"&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
E tu stavi in silenzio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ti ricordi quando abbiamo litigato e ti ho detto che avevi rovinato tutto, perché non è semplice la vita con te e perché forse io non riuscivo più a starti dietro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci sono così tante cose che abbiamo vissuto insieme in questi tre anni, che ho impresse nella mente come fossero successe ieri, che fanno di te la mia migliore amica.&lt;br /&gt;
Sai più cose tu di me che tutti gli altri. Perché conosci tutti i miei pensieri, anche quelli più intimi, perché hai visto tutto quello che è successo nella mia vita in questi tre anni. Perché quello che ho vissuto io, l'hai vissuto tu.&amp;nbsp;Perché tu ne eri la protagonista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A presto, Londra.</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://www.civuolecostanza.com/feeds/8780379407204918909/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2013/03/336-ore-20160-minuti-1209600-secondi.html#comment-form" title="37 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/8780379407204918909?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/8780379407204918909?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2013/03/336-ore-20160-minuti-1209600-secondi.html" title="336 ore, 20160 minuti, 1209600 secondi" /><author><name>Costanza Pasqua</name><uri>https://plus.google.com/117871430562658286084</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="//lh6.googleusercontent.com/-bvpUR-kWOIg/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAJc/nlYUJceJySU/s512-c/photo.jpg" /></author><thr:total>37</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;C04DSXkzfip7ImA9WhBQFUk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6880497105326479904.post-1332558972993485271</id><published>2013-03-17T18:09:00.000+01:00</published><updated>2013-03-17T18:39:38.786+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2013-03-17T18:39:38.786+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Welcome to the UK" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Life in London" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="C'est la vie" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Me myself and I" /><title>La vita spiegata a mio padre</title><content type="html">Di mia madre parlo sempre.&lt;br /&gt;
Perché la mamma è la mamma, e in questo caso la mia mamma, è un caratterino non indifferente,&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;e io spero di aver preso da lei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io non sono certo stato un tipino semplice: parlate voi con un'adolescente brufolosa che l'unica cosa che voleva fare era scappare a girare il mondo, che sbatteva le porte, che urlava.&lt;br /&gt;
Poi parlate voi con una che è andata in depressione, che l'unica cosa che voleva fare era dormire al buio sotto le coperte per giorni interi, che si trascinava per casa senza una speranza, non studiava, non usciva, aveva gli attacchi isterici.&lt;br /&gt;
Ecco, parlateci voi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io e madre più che parlare, urlavamo. Abbiamo urlato per molto tempo. Qualche anno sicuro. La volta che abbiamo urlato di più non ci siamo parlate per qualche settimana.&lt;br /&gt;
Poi abbiamo smesso. Poi siamo passate a capirci silenziosamente. A capirci a chilometri di distanza, a chiamarci nello stesso momento perché ci dobbiamo salutare e &lt;i&gt;"mamma come cazzarola si fa la besciamella?"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;
Tra tutti questi litigi, grandi chiacchierate e lacrime e sorrisi, c'è sempre stato lui: mio padre.&lt;br /&gt;
Padre ha vissuto tutta la vita circondato da donne. Quattro donne e pure una gatta. E poi è arrivata una nipote. Beato fra le donne.&lt;br /&gt;
Questo ovviamente ha reso papà silenzioso ascoltatore di discorsi da donne, di cuori infranti e mal di pancia mensili, di tagli di capelli sbagliati, di &lt;i&gt;"COSA MI METTO STASERA!" &lt;/i&gt;e di papà mi accompagni qui alla festa lì a scuola qui a danza poi a Milano a cercare casa a Bologna a traslocare a fare il saggio di danza là.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E' sempre stato uno silenzioso, lui. Uno di quelli che solo ogni tanto rompe il silenzio e ti chiede come stai, o se sei sicura di quello che stai facendo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Papà, &lt;i&gt;scusaci papà&lt;/i&gt;, è sempre stato l'ultimo della famiglia a sapere le cose di noi quattro.&lt;br /&gt;
Perché prima si parla con la mamma, poi con le sorelle, poi si ascoltano i consigli e poi &lt;i&gt;"Ok, ora lo dico a papà".&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Ma non perché meno importante. Perché le cose, al papà, se si è figlia, si spiegano in modo diverso.&lt;br /&gt;
Si spiegano più gentilmente, più velatamente, ci si gira attorno un po' di più.&lt;br /&gt;
Che come lo dici a tuo papà che cambi casa, di nuovo, cambi città, nuovamente, e che, soprattutto, &lt;b&gt;vai a convivere&lt;/b&gt;? EH?&lt;br /&gt;
Che per lui probabilmente resterai sempre la figlia di cui ha poche foto perché ogni volta si nascondeva nella maglietta e diceva &lt;i&gt;"le foto no, papà!"&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Quella che ha fatto la fiancata della macchina nuova appena presa la patente e ha dato la colpa al muro del garage troppo stretto.&lt;br /&gt;
Quella che ogni domenica &lt;i&gt;"Andiamo a messa?" "Beh papà anche no."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Quella che quel giorno che ha lasciato il ragazzo storico si è chiusa in camera a piangere e lui è arrivato e le ha detto: &lt;i&gt;"Andrà tutto bene. Vedrai."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allora la settimana scorsa sono tornata a casa. E ci siamo seduti, io e papà, e abbiamo parlato della mia vita.&lt;br /&gt;
Allora mi sono schiarita la voce e ho detto: "Papà. Mi trasferisco."&lt;br /&gt;
"Non ti sei già trasferita?"&lt;br /&gt;
"Si, ma mi trasferisco ancora."&lt;br /&gt;
"E dove vai?"&lt;br /&gt;
"A Edimburgo."&lt;br /&gt;
"A fare?"&lt;br /&gt;
"Non lo so, troverò un lavoro nuovo, che non mi faccia diventare isterica. Ho un lavoro freelance, ce la faccio a pagare l'affitto. Poi vedrò."&lt;br /&gt;
"E quando vai?"&lt;br /&gt;
"Aprile? Primi di aprile dovrei traslocare."&lt;br /&gt;
"E con chi vai?"&lt;br /&gt;
"Con quello che hai conosciuto a Natale, quello dall'Australia, che ha problemi con il &lt;a href="http://www.civuolecostanza.com/2013/01/leterna-lotta-tra-il-pelo-e-il-male.html" target="_blank"&gt;bidet&lt;/a&gt; ma che finalmente non mi fa le corna e mi vuole bene."&lt;br /&gt;
"Ah, mi piace lui. Ok. E la casa?"&lt;br /&gt;
"Ehm. Papà. Noi mi sa che andiamo a convivere" e qui, per spiegare il perché della convivenza, parte la solita storia del perché convivere in Inghilterra: bollette, spese, case divise con sconosciuti, bagni in comune, sono stufa, voglio il mio bagno, almeno ci conosciamo e sappiamo chi siamo.&lt;br /&gt;
"Ah. Ok. E sei contenta?"&lt;br /&gt;
"Eh, penso di sì papà. Si vedrà?"&lt;br /&gt;
"Beh, allora, dai, ok. Se sei felice tu, siamo felici anche io e la mamma."&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi ha bevuto un goccio d'acqua, che dopo il caffè la beve sempre, mi ha riguardato, e mi ha detto:&lt;br /&gt;
"E quindi Edimburgo. Lontana, Edimburgo, ma non fa freddo? Ché alla fine sempre la solita storia con il tempo in quel paese è e non è che faccia caldo, e quando fa caldo cosa ci sono, 15 gradi? Controlliamo il tempo? Dai, guarda, c'è il sole per i prossimi 15 giorni.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;NON E' CHE VAI IN AUSTRALIA POI VERO?&lt;/b&gt;"&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
"Per ora vado a Edimburgo, poi vediamo, papone. Non ti preoccupare."&lt;br /&gt;
"No, ecco, così vengo a giocare a golf."&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E mi ha fatto un sorriso, che, sono convinta, voleva dire: "&lt;i&gt;ok, vai. Ma magari le stanze, a casa, ve le prendete separate?"&lt;/i&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://www.civuolecostanza.com/feeds/1332558972993485271/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2013/03/la-vita-spiegata-mio-padre.html#comment-form" title="27 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/1332558972993485271?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/1332558972993485271?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2013/03/la-vita-spiegata-mio-padre.html" title="La vita spiegata a mio padre" /><author><name>Costanza Pasqua</name><uri>https://plus.google.com/117871430562658286084</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="//lh6.googleusercontent.com/-bvpUR-kWOIg/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAJc/nlYUJceJySU/s512-c/photo.jpg" /></author><thr:total>27</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CkQNQ30yfSp7ImA9WhBSE0o.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6880497105326479904.post-3990938230975181521</id><published>2013-02-20T15:03:00.000+01:00</published><updated>2013-02-20T15:26:32.395+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2013-02-20T15:26:32.395+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Welcome to the UK" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Carrie Bradshaw mi chiamerebbe per saperne di più" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Life in London" /><title>Abitudini albioniche a noi sconosciute</title><content type="html">&lt;i&gt;&lt;b&gt;"Vabbè, voglio dire, che abitudini vuoi che abbiano gli inglesi, a parte il fish and chips, il tè alle 17, il gin tonic, e poi cosa? Ah, le salsiccie con il purè."&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo è quello che pensano in molti degli albionici. Che alla fine siano un popolo dalle abitudini semplici, nonostante tutti i loro grandi giri di parole per dire due cose in croce:&amp;nbsp;&lt;i&gt;"Mi piaci molto, ma non penso che ora come ora sia il momento giusto per stare insieme, ho troppe cose da fare, sono molto occupato, ho l'agenda sempre piena. Scusami"&lt;/i&gt;;&amp;nbsp;nonostante i loro perplessi metodi di comunicare quando una cosa non va bene:&lt;i&gt;"Non mi piace molto, nel senso, va molto bene, ma cambierei delle cose, tipo cambierei tutto, ti andrebbe di rifarlo? Ma non dico tutto, solo più della metà ecco"&lt;/i&gt;; tralasciando la loro incredibile capacità di trovare sempre qualcosa di cui lamentarsi e poi farsi offrire tutto: &lt;i&gt;"Questa salsa al burro ha troppo burro. Non voglio pagare"&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
La realtà dei fatti è: &lt;b&gt;sono dei rompi maroni non indifferenti. &lt;/b&gt;E sono anche un popolo pieno di usanze straordinarie, che, quasi sempre, coinvolgono quantitativi di alcool da collasso per coma etilico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lavorare in un pub, primo ed assoluto fondamento della cultura inglese, insegna allo straniero in landa Albionica abitudini di questo popolo sempre pronto a bersi una pinta, a noi assolutamente sconosciute.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prima fra tutte è il connubio indivisibile &lt;b&gt;&lt;i&gt;riunione di lavoro serissima- alcool a secchiate.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Gli inglesi amano fare le riunioni di lavoro al pub. Lo adorano proprio. Si siedono, ordinano nell'ordine: birra, vino, super alcolici, poi di nuovo birre, poi di nuovo vino e ricominciano il giro, parlando di numeri, business, con quelle facce tutte serie,&amp;nbsp;che piano piano diventano sempre più rosse, e i completi neri gessato viola indossati con queste belle camiciole rosa, che alla prima pinta si slaccia il primo bottone, e all'ultima si slaccia l'ultimo bottone, quello lì sullo stomaco che la bira gonfia un po' tutti.&lt;br /&gt;
Li vedi lì, seduti, con fogli che si riempiono di stampi di birra e macchie di vino rosso, e ti chiedi di cosa staranno mai parlando, con tutto quell'alcool in corpo.&lt;br /&gt;
Poi ad uno scappa un rutto mentre parla del budget per l'anno a venire e tutti ridono e così si pone fine a sto meeting del cazzo, e il capo ordina doppi gin tonic per tutti e via. La giornata è finita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutto questo vale anche per il venerdì, giorno considerato totalmente inutile nella cultura anglosassone e per questo affogato nell'alcool durante la pausa pranzo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le mamme albioniche vogliono che i piccoli bambini inglesi imparino le buone abitudini fin da piccoli, ed eccoli quindi a passare giornate seduti in passeggini a giocare con i loro giochini mentre la mammina cara si beve quelle due o tre bottiglie di vino con le amiche, a parlare di pannolini, poppate e a cambiare i suddetti pannolini sui tavoli del pub. &lt;i&gt;"Ma come, non avete un fasciatoio?" &lt;/i&gt;No, non abbiamo il fasciatoio. E' un pub, signora, porco giuda.&amp;nbsp;&lt;i&gt;"E io dove cambio mia figlia?" &lt;/i&gt;Signora, non lo so, mi spiace. Mi scusi. &lt;i&gt;"E' ok se la cambio per terra?" &lt;/i&gt;Signora, ma che a me lo chiede? Cambi pure sua figlia in mezzo al pub, per terra. Le dia anche un gin tonic, perché no? Scommetto che fa bene ai dentini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma l'ultima, incredibile abitudine di cui non ero a conoscenza, o meglio, di cui ero a conoscenza ma speravo davvero fosse uno scherzo, è il party per i funerali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'idea della festa al funerale è: &lt;b&gt;bere&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
Bere perché così ci si dimentica i brutti pensieri.&lt;br /&gt;
Bere così parliamo dei bei momenti che abbiamo passato con il defunto.&lt;br /&gt;
Bere perché brindiamo alla bellissima vita del defunto.&lt;br /&gt;
Bere così ci si racconta che cosa si è fatto questo Natale e così sbronzo la nipote dello zio appena mancato e me la porto a casa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bere, così sbronziamo la vedova che diventa allegra tutto d'un tratto e ti prende da parte e ti dice che la festa è venuta benissimo, che lei è così contenta di festeggiare la morte del marito in un pub, che sei una persona tanto cara per capire il suo dolore e aver accettato di organizzare questa festa nonostante sia un venerdì sera e tutti gli altri clienti siano scappati. E signora, in realtà nessuno mi aveva detto che era un funerale, ma va bene così, signora. Condoglianze?&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;"Macché condoglianze, un prosecco?"&lt;/i&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://www.civuolecostanza.com/feeds/3990938230975181521/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2013/02/abitudini-albioniche-noi-sconosciute.html#comment-form" title="16 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/3990938230975181521?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/3990938230975181521?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2013/02/abitudini-albioniche-noi-sconosciute.html" title="Abitudini albioniche a noi sconosciute" /><author><name>Costanza Pasqua</name><uri>https://plus.google.com/117871430562658286084</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="//lh6.googleusercontent.com/-bvpUR-kWOIg/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAJc/nlYUJceJySU/s512-c/photo.jpg" /></author><thr:total>16</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEUGRH0yeSp7ImA9WhBTEEU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6880497105326479904.post-2136568878268649511</id><published>2013-02-05T18:32:00.000+01:00</published><updated>2013-02-05T18:43:45.391+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2013-02-05T18:43:45.391+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Sono un genio incompreso" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Welcome to the UK" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Life in London" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="La vita da blogger" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Apprendista non piú stragista" /><title>La verità e Google ti fan male lo sai</title><content type="html">Se dovessi rinascere, chiederei a madre di apportare qualche modifica alla carrozzeria.&lt;br /&gt;
Oltre alle tette, che insomma questa prima scarsa che mi ritrovo non è di certo la mia taglia preferita, oltre all'altezza, che dai, a dieci anni ero la più alta di tutte le mie amiche e ora sono quella che più bassa di così non è possibile, vorrei saper dire più bugie.&lt;br /&gt;
Vorrei saper mentire bene, vorrei essere convincente quando dico: &lt;b&gt;"Quel vestito ti sta benissimo!" &lt;/b&gt;Mentre la mia faccia dice: &lt;b&gt;ti prego toglilo prima che io perda la vista per sempre.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;
Non sono capace di mentire, e questo non è bene. O meglio, è assai pericoloso. Soprattutto in certe situazioni: con il capo, ai colloqui, ai primi appuntamenti, a letto, con gli sconosciuti appena incontrati.&lt;br /&gt;
No perché dire sempre la verità nuoce gravemente alla vostra salute. Soprattutto se i diretti interessati con cui decidete di essere sinceri risultano un &lt;i&gt;pelino permalosi&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se unite la verità, Google e la sfiga, la triade del male supremo è formata. Siamo spacciati. Io sono spacciata.&lt;br /&gt;
Google non mi sta aiutando per niente. Ma proprio per niente. Anzi, maledetto Google che mi traduce tutto dall'inglese all'italiano e dall'italiano a tutte le lingue del mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho tutta una serie di sfighe e traduzioni googoliane che hanno portato la mia persona a trovarsi in scomode situazioni, così tante da fare una lista, una top 4 delle situazioni più assurde che Google, la mia sfiga e la mia linguaccia biforcuta malefica hanno creato.&lt;br /&gt;
Ce ne sarebbero altre, molte altre, ma ritengo che siano minori e meno divertenti di queste.&lt;br /&gt;
Salvo quella volta che ho twittato: "DATE ALLA MIA COLLEGA DEL VALIUM!" e lei, traducendo con Google translate, ha pensato che parlassi dell'altra collega e, con tanti sorrisini felici su Skype, mi ha scritto: &lt;i&gt;"Sono d'accordo con te."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla posizione numero quattro troviamo: &lt;i&gt;di quella volta che sul Bloggo ho scritto che un tizio con cui mi frequentavo mi ha detto, mentre eravamo intenti a fare le nostre cose, &lt;b&gt;"Questa era la posizione preferita della mia ex".&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Il giorno dopo, ricevo un messaggio che dice solo &lt;i style="font-weight: bold;"&gt;vaffanculo. &lt;/i&gt;Ma perché mai? Che cosa sarà mai successo?&lt;br /&gt;
E insomma, Google translate aveva di nuovo fatto il suo effetto. E lui aveva tradotto tutto. E lui c'era rimasto male. E secondo lui dovevo cambiare le parole. E io, fredda come un ghiacciolo, gli ho risposto che tanto, cambiando l'ordine delle parole, il risultato non cambia.&lt;br /&gt;
PS: mi chiama ancora. Forse la verità funziona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla posizione numero tre troviamo: &lt;i&gt;di quella volta che ho scritto che la mia ex collega francese se magnava schifezze atomiche. Che quell'altra se magnava solo semi, e che quell'altro viveva di Activia e io avevo paura degli effetti sul suo intestino.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Anche quella volta, Google ha voluto che la mia incapacità di mentire venisse scoperta, ed eccomi lì, seduta davanti al mio capo a raccontare che il Bloggo è un Bloggo comico. E che insomma, lui aveva capito di chi parlavo? E lui ha detto no. E io ho detto allora, amici come prima. E lui ha detto No, smetti di scrivere. E io ho detto ok, mi dimetto.&lt;br /&gt;
PS: pensate un po' che ora mi hanno chiesto di fare la blogger per loro. I casi della vita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla posizione numero due troviamo: &lt;i&gt;quella volta che, con -3, la coinquilina non voleva accendere il riscaldamento perché "NON SERVE", e io ho scritto su Facebook che se l'avessi mai trovata ibernata, l'avrei lasciata lì. Che tanto non serviva nemmeno lei.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Io, non sapendo che lei seguisse la pagina del Bloggo di Facebook, ridevo beata perché la battuta era in effetti venuta piuttosto bene. E poi d'un tratto eccola lì, lei, lei che fa like. Lei che traduce. E lei che scrive: &lt;i&gt;"Magari accendo il riscaldamento?"&lt;/i&gt;&amp;nbsp;E io. Io che volevo mettere la mia camera all'asta in quel preciso momento.&lt;br /&gt;
PS: poi alla fine lo ha acceso! La verità fa miracoli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla posizione numero uno troviamo: &lt;i&gt;di quella volta che, ancora ubriaca dalla sera prima, ho inoltrato una mail di lavoro indirizzata al mio capo dal sommo capo, al sommo capo in persona. Al capo capo. Ho inoltrato la stessa mail, aggiungendo le mie riflessioni sul caso. Una mail dove, in italiano, scrivevo che il capo capo porta sempre buone notizie. Buone notizie del cazzo.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
E insomma, lui ha tradotto. Eccolo lì, me lo vedo, la domenica mattina che prende quella frasetta contenente "cazzo", bam, Google translate, bam. Costanza licenziata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ed ecco, nel bel mezzo di una mattina con i postumi, ignara di tutto quello che stava succedendo, ignara del fatto che la triade &lt;i style="font-weight: bold;"&gt;verità-Google-sfiga &lt;/i&gt;avesse nuovamente colpito la sottoscritta, ecco&amp;nbsp;che ricevo una mail, con scritto: &lt;i&gt;"Hai mandato la mail alla persona sbagliata. Mi fa piacere sapere che porto sempre buone notizie, cazzo!"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Dopo qualche minuto di mantra oddio-sono cretina-oddio. Ho risposto: "Cazzo sì! Sempre buone notizie!"&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
PS: ora ogni volta che entra al pub dice&lt;i&gt;&lt;b&gt; "Buone notizie cazzo!"&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; e io gli faccio grandi sorrisoni e yeah, yeah! con il pollicione.&lt;br /&gt;
Grazie a Dio Google ha ancora problemi con le parolacce. Cazzo.</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://www.civuolecostanza.com/feeds/2136568878268649511/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2013/02/la-verita-e-google-ti-fan-male-lo-sai.html#comment-form" title="21 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/2136568878268649511?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/2136568878268649511?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2013/02/la-verita-e-google-ti-fan-male-lo-sai.html" title="La verità e Google ti fan male lo sai" /><author><name>Costanza Pasqua</name><uri>https://plus.google.com/117871430562658286084</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="//lh6.googleusercontent.com/-bvpUR-kWOIg/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAJc/nlYUJceJySU/s512-c/photo.jpg" /></author><thr:total>21</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;D0IEQXs6fSp7ImA9WhNaE0Q.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6880497105326479904.post-178783924708274478</id><published>2013-01-28T18:51:00.002+01:00</published><updated>2013-01-28T18:51:40.515+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2013-01-28T18:51:40.515+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Welcome to the UK" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Life in London" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Me myself and I" /><title>Parlami chiaro</title><content type="html">"Senti, parliamoci chiaro. Cosa vuoi fare? Vuoi restare, vuoi andare, vuoi viaggiare?&amp;nbsp;&lt;div&gt;
Vuoi restare sola in questa città, che è piena di ricordi, di persone che se ne sono andate e non tornano più? Vuoi passare un altro anno della tua vita a fare le stesse cose, sugli stessi autobus, a camminare sulle stesse strade, a respirare la stessa aria? E dimmi, sei contenta? Sei felice della tua vita? Sei soddisfatta di quello che hai fatto, stai facendo? E i tuoi progetti?"&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Quando qualcuno vi pone domande del genere, ci si mette sempre sulla difensiva.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Ci si mette quella faccia del tipo:&amp;nbsp;&lt;i&gt;"ma cosa vuole questo oh, ma i cazzi suoi mai, ma che pensi a se stesso che io sto tanto bene qui, a fare la mia vita, ora è arrivato questo, il moralizzatore, l'analizzatore del centimetro di vita, il programmatore di progetti meravigliosi."&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;In realtà è perché domande del genere smuovono sempre qualcosa, pensieri, parole, idee che c'erano una volta e che sono state accantonate per un po' perché chi lo paga l'affitto? E chi si fa una carriera? E chi trova lavoro? E chi, chi, chi?&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Il 2013 è iniziato e questo gennaio infinito mi sta mettendo addosso dubbi di ogni genere.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
I miei dubbi su Londra sono rimasti da quel lontano&lt;a href="http://www.civuolecostanza.com/2012/07/london-is-not-for-dummies.html" target="_blank"&gt; giorno di luglio&lt;/a&gt;, quando, seduta su una scrivania in un ufficio che non mi piaceva, a fare un lavoro pagato bene che mi uccideva le idee, piangevo silenziosamente la mancanza di molte cose. La cattiveria di questa città. La capacità incredibile che ha Londra di renderti cinico, impassibile, impenetrabile. Quando piangevo silenziosamente l'ennesimo momento di transizione che Londra mi ha costretta ad affrontare.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
E allora facciamolo, parliamoci chiaro.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Io amo Londra, mi ha cambiata. Mi ha resa quella che sono ora, mi ha fatto crescere come nessun'altro e mi ha aperto gli occhi. Mi ha fatto diventare una persona migliore.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Ma. C'è sempre un ma.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Sono qui da tre anni. E tre anni sono tanti, sapete. E anche se sono volati, sono tanti.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
E sono volati così in fretta che ora ho quasi ventotto anni. E quando sono arrivata ne avevo venticinque, e poche idee in testa, e una grande confusione.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
In tre anni ho fatto così tante cose che qualche volta mi stanco solo a pensarle.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Ho visto persone andare e persone non tornare.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Ho cambiato lavori, ho cambiato case, ho cambiato coinquilini, ho cambiato colleghi.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Ho cambiato fidanzati tremendi e sperimentato tradimenti incredibili.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Mi sono innamorata e mi sono disinnamorata così tante volte che non mi ricordo più come si ama davvero.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Ho rincorso autobus, metro, taxi, aerei, persone.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Ora vi parlerò chiaro. Sono stanca. Stanca di vedere persone partire, e cominciare nuove vite, e io invece sono sempre qui. Sempre qui nella mia amata Londra, con le mie due coinquiline con cui comunico via email. Con il mio lavoro molto carino ma che non è quello che voglio fare per sempre.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Sono stanca di tornare a casa e vedere nella doccia peli altrui. Voglio vederci i miei, di peli, al massimo.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Sono stanca di progettare qualcosa ore ed ore prima, perché altrimenti la metro non va e l'autobus ci mette tre ore e poi inizio a lavorare alle 18 e allora non faccio niente. E non posso vederti oggi, ti vedo il 15 del mese prossimo. E non posso venire. Ci metto troppo a tornare a casa.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
E allora vorrei impacchettare i miei 8 scatoloni e le mie due valigie, i miei tre anni qui, e ricominciare da un'altra parte. Vorrei farlo davvero.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Ma la verità è che ho paura.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Ho una paura fottuta di cambiare le cose. Di cambiare città, di cambiare casa, di buttarmi e provare cose nuove, di viaggiare. Ho paura che una volta presa una decisione, le conseguenze siano troppo grandi.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Perché a Londra so che cosa fare. E in altri posti no. Perché a Londra è tutto sicuro, o quasi.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Perché correre non mi fa più effetto.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Ma forse non mi va più.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;i&gt;"Dici che è vero che mi abituo alle cose, che mi abituo a stare senza le persone, che mi abituo ai posti e che niente mi fa più effetto?"&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;i&gt;"Non si chiama abitudine. Si chiama sapersi adattare. Tu ti adatti, non ti abitui. Altrimenti non ti chiederesti mai nulla."&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://www.civuolecostanza.com/feeds/178783924708274478/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2013/01/parlami-chiaro.html#comment-form" title="40 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/178783924708274478?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/178783924708274478?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2013/01/parlami-chiaro.html" title="Parlami chiaro" /><author><name>Costanza Pasqua</name><uri>https://plus.google.com/117871430562658286084</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="//lh6.googleusercontent.com/-bvpUR-kWOIg/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAJc/nlYUJceJySU/s512-c/photo.jpg" /></author><thr:total>40</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;D0INSXk6eSp7ImA9WhNbEU0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6880497105326479904.post-6218385258646126671</id><published>2013-01-09T17:20:00.001+01:00</published><updated>2013-01-13T20:33:18.711+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2013-01-13T20:33:18.711+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Carrie Bradshaw mi chiamerebbe per saperne di più" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="La posta del cuore e altre sfighe" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Storie di ordinaria singletudine" /><title>The EX Factor</title><content type="html">&lt;span lang="IT"&gt;Io a questa cosa che dovrebbero
avvertirci di molte cose al momento della nascita ci credo sul serio. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
Per esempio, pensate a quando vi
mettete insieme al vostro amore, tutti felici e contenti e pensate che sia per sempre.&amp;nbsp;Avete la scena in testa? Bene.
Distruggetela come solo il vostro ex ha saputo fare.&lt;br /&gt;
Fatto? Molto bene.
Benvenuti nel favoloso mondo dell’EX factor.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span lang="IT"&gt;E’ che l’ex è una scia indelebile
che ci portiamo ovunque andiamo. E’ quello che ci ha fatto diventare
tremendamente stronzi e stronze, o tremendamente contrari all'amore, o
tremendamente lenti nell'elaborazione di concetti quali questo (o questa) mi ha
mollato seriamente e ha già un nuovo grande amore con cui andrà a convivere
dopo due mesi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span lang="IT"&gt;E’ che quello che è stato non
muore mai, e in ogni relazione nuova che affronteremo, incapperemo nell’EX
Factor.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span lang="IT"&gt;Se è vero che ci seguirà come un’ombra,
è anche vero che esistono vari tipi di ex. Perché voi l’avreste mai detto che il
vostro amore che in quei giorni sembrava unico e grande, una volta divenuto ex
amore unico e grande e decisamente da buttare vi avrebbe fatto pensare: &lt;b&gt;"Mannaggia ad averlo saputo prima mi iscrivevo ad un corso di taglio e cucito."&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span lang="IT"&gt;Quindi per la gioia di tutti gli
ex che verranno e saranno, vi presento la lista nera dei peggiori prototipi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span lang="IT"&gt;Quelli che poi un giorno ti svegli e pensi, ok, &lt;i&gt;dovevo aver subito una
lobotomia.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span lang="IT"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span lang="IT"&gt;In pole position troviamo &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;l’ex chimminchiasei&lt;/b&gt;?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span lang="IT"&gt;In sostanza, è quell’ex che il
giorno dopo che vi siete mollati vi ha già belli che dimenticati, e altro che
piangere lacrime e scatole di Kleenex consumati, e barattoli di Nutella a
ditate e &lt;i&gt;“Harry ti presento Sally”&lt;/i&gt; in loop sul televisore. L’ex chimminchiasei
il giorno dopo è a una festa. E le foto sono su Facebook. L’ex chimminchiasei
due giorni dopo è ad un’altra festa, insieme a qualcuno. E alla fatidica
domanda: &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;“Scusa, ma quello-a con cui
stavi prima?” &lt;/b&gt;l’esemplare di ex chimminchiasei risponderà: &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;“Di quale ex parli?"&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;L’ex CBCR, cresci bene che ripasso.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
E' quello che aspetta il vostro momento migliore, che aspetta che invecchiate come una bottiglia di Amarone della Valpolicella. Vuole solo il meglio di voi. E quindi, fa in modo di lasciarvi per motivi futili, tipo &lt;i&gt;"Non mi piace che si scherzi così tra di noi, cresci"&lt;/i&gt;, cose del genere, per poi tentare di ricostruire il tutto una volta che siete migliorati secondo i suoi standard qualitativi. &lt;br /&gt;
&lt;span lang="IT"&gt;L'ex CBCR cresci bene che ripasso è quello che aspetta momenti rosei per stare con voi. &lt;i&gt;"Quando ti sarai laureata, quando sarai più maturo, quando sarai pronto, quando ti &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;sarà passato il momento di confusione sulla tua vita, quando ti saranno cresciute le tette, quando il tuo conto in banca sarà ripieno di soldi... allora staremo insieme"&lt;/i&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;sono solo varie frasi tipiche del CBCR. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span lang="IT"&gt;All'ex CBCR, una volta che il suddetto tenter&lt;/span&gt;à il riavvicinamento, &lt;span lang="IT"&gt;corrisponde dall'altra parte l'ex &lt;b&gt;machittesencula.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;span lang="IT"&gt;L'ex a tua immagine e
somiglianza.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span lang="IT"&gt;Quello strano momento in cui ti
accorgi che l'ex sta uscendo con una sosia di te, un gemello separato alla
nascita, una copia spiaccicata di quello che sei tu. Ecco.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span lang="IT"&gt;Però alla domanda “Com’era la tua
ex?” risponderà sempre con un &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;“Completamente diversa dalla persona con cui
sto ora.”&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;span lang="IT"&gt;L’ex se mi lasci non ti mollo.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span lang="IT"&gt;Beh, è l’ex che vi perseguita. Lo
mollate? E niente, lui o lei farà finta di niente e resterà sempre con voi, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;inseparabili&lt;/i&gt;. Anche se voi non ne volete
più sapere, ma proprio mai più.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
E' quello che si è accorto un po' troppo tardi che o&lt;i&gt;h mio Dio, voi eravate la persona perfetta con cui stare insieme&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
Eravate l'altra parte della mela, l'altra parte del cuoricino staccabile che si usava dare ai fidanzatini alle medie, la parte che completava il suo essere totalmente rintronato, la parte che usava il cervello non come optional ma come parte funzionante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ed è così che l'ex se mi lasci non ti mollo vi scrive messaggi. Vi chiama. Vi fa lavaggi del cervello degni di spie russe del KGB sul fatto che l'amore senza di voi non è nulla.&lt;br /&gt;
E' il tipo di ex a cui si cerca ancora una soluzione. Che non comprenda la migrazione verso le famosissime &lt;a href="https://maps.google.com/maps?q=isole+marshall&amp;amp;ie=UTF-8&amp;amp;ei=XovtUN2FNLCA0AXZ84H4CQ&amp;amp;ved=0CAsQ_AUoAA" target="_blank"&gt;Isole Marshall&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma gli ex a volte riescono ad infilarsi nel vostro cervello e a mettervi dei dubbi. Anche se siete sicuri al mille per mille delle vostre decisioni. Anche se sapete che le strade già percorse non si ripercorrono più.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi ieri parlavo con madre, donna saggia e sagace, che snocciola perle di astuta vita amorosa.&lt;br /&gt;
Così parlò madre, mentre al telefono mi riassumeva la realtà più assoluta, il punto che ogni tanto ci scappa e che dobbiamo rivedere o fare in modo che gli altri ci rivelino, la verità che ci dobbiamo ricordare:&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;"Cara, ricordati: se sono ex e non più amore, un motivo c'è."&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E, se ci pensate, c'è sempre un valido, validissimo motivo per il quale il vostro ex è diventato ex.</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://www.civuolecostanza.com/feeds/6218385258646126671/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2013/01/the-ex-factor.html#comment-form" title="19 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/6218385258646126671?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/6218385258646126671?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2013/01/the-ex-factor.html" title="The EX Factor" /><author><name>Costanza Pasqua</name><uri>https://plus.google.com/117871430562658286084</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="//lh6.googleusercontent.com/-bvpUR-kWOIg/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAJc/nlYUJceJySU/s512-c/photo.jpg" /></author><thr:total>19</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CEEER306eyp7ImA9WhNUFks.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6880497105326479904.post-2658374714669707755</id><published>2013-01-08T17:24:00.000+01:00</published><updated>2013-01-08T17:30:06.313+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2013-01-08T17:30:06.313+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Welcome to the UK" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Carrie Bradshaw mi chiamerebbe per saperne di più" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Life in London" /><title>L'eterna lotta tra il pelo e il male</title><content type="html">Dell'Italia mi mancano molte cose, di cui ho già probabilmente parlato, o forse no.&amp;nbsp;O forse sì.&lt;br /&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
Ma ci tengo ad elencarle nuovamente, per farvi capire che ok, l'Italia avrà molti problemi sotto molti punti di vista, ma sotto altri punti che voi date per scontato e che in realtà non lo sono, è il paradiso.&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i&gt;Numero uno&lt;/i&gt;: mi manca il bidet. Che è un dato di fatto, ne ho già discusso.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
Ma il bidet mi manca. Molto. Tanto.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
La cosa strana del bidet è che tutto il resto del mondo è ignaro della sua incredibile utilità. Allora questo Natale, ho presentato il suddetto bidet al mio nuovo, bellissimo ragazzo australiano. Ah, ve l'avevo detto? No? UPS.&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
Beh insomma, bidet VS Australia: &lt;i&gt;"Darling, a cosa serve questo?"&lt;/i&gt; Dice lui indicando il mio amatissimo sanitario.&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
"Darling, è un bidet." &lt;i style="font-weight: bold;"&gt;"E di preciso, come si usa?"&lt;/i&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
Ed è lì che ho deciso che da grande farò la venditrice di bidet. Altro che gli avvocati.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
E' il commercio di bidet la nuova frontiera del soldo facile.&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
Numero due: mi manca la mia &lt;b&gt;estetista&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
No perché capite, andare dall'estetista è cosa molto personale. Andare dall'estetista è come andare dal dentista: non si sceglie il primo che capita, non si va da quello che ti riceve in casa e che sterilizza gli attrezzi con il bollitore. No. Si va da quello bravo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
Nell'eterna lotta tra il pelo e il male, mi manca la mia estetista.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
Quella che entri e ti comincia a parlare di pettegolezzi vari. Quella che nemmeno ti chiede cosa vuoi fare, depila e basta, perché lei &lt;i style="font-weight: bold;"&gt;sa.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
Londra è la capitale anti ceretta. Andare dall'estetista in questa città equivale a fare un investimento per la vita, equivale a cercare la strada meno costosa e meno dolorosa: cerette in casa di sconosciute, cerette in parrucchieri che fanno estetica nel retro bottega, cerette casalinghe con conseguente attaccatura della cera all'intera superficie calpestabile del bagno, ceretta in posti super lusso chiamati &lt;i&gt;"Ministry of Waxing"&lt;/i&gt;, dove ti depilano con mascherina, guanti di lattice e pinzetta a mo' di bisturi, come fosse un'operazione chirurgica a cuore aperto.&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
L’altro giorno osservavo le mie braccia bianche
candide. E osservavo il pelo superfluo che, stando in landa Albionica, secondo
me cresce a dismisura. Sarà il freddo? Il fish and chips? Il fatto che a casa
mia c’è così freddo che mi si congela pure la Nutella nella dispensa?&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
Insomma con aria sconsolata ho pensato: &lt;b&gt;&lt;i&gt;"Devo trovarmi un'estetista che mi voglia bene. Non una di quelle che mi dice "Abbiamo 15 minuti- tutta gamba 40 sterline- spogliati- sdraiati", come l'ultima volta che sono andata che tizia mi ha lasciato mezza gamba da fare perché era scaduto il tempo."&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
E così, mi sono messa a cercare l'estetista dei miei sogni, che è un po' come l'uomo perfetto:&lt;b&gt; impossibile da trovare.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
La voglio simpatica e carina. Gentile, che mi sappia strappare con delicatezza, pulita e che sappia già cosa voglio senza nemmeno doverle dire qualcosa. Che non mi faccia confusione con i nomi: bikini, G-string, Hollywood, extended bikini, Kojak, extended g-string bikini XL, mafhsusifh, cazzoneso.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
Che non mi faccia pagare extra per due peli in più. Che non si perda a chiedermi &lt;b&gt;"tira la pelle lì, ora un po' più di qui, ora un po' più di là, no così non va bene, alza qui, metti qua"&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
Sono finita così in questa Spa, dove, a sentire le mie amiche, fanno cerette che nemmeno il Dio della ceretta stesso saprebbe farle meglio. Il top del top dello strappamento del pelo superfluo.&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
Ed eccomi lì, a sorridere a questa russa bionda, fichissima, senza nemmeno un peletto superfluo, che mi dice con forte accento di Madre Russia: &lt;b&gt;&lt;i&gt;"Ecco menu. Scegli tua ceretta. Gamba Hollywood, sai cos'è hollywood, tutta depilata lì sotto, viene OTTANTA STERLINE. Ma tu guarda pure menù di cerette."&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
E mi passa un &lt;b&gt;menù di cerette&lt;/b&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i style="font-weight: bold;"&gt;Un menù.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;i style="font-weight: bold;"&gt;Due pagine di tipi di cerette: &lt;/i&gt;sotto, sopra, a lato, in alto a destra a sinistra, ascelle non ascelle, gambe, mezze gambe, tutte gambe. Inguini, non inguini, extra non extra, Hollywood, extra bikini, G-string con parti impronunciabili, g-string con gamba e parti impronunciabili, bikini molto basso con mezza gamba e ascella, non capivo più niente.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
Destabilizzata da prezzi e variazioni in do minore di cerette, la guardo.&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
Guardo stangona in cerca di aiuto. E lei mi dice: &lt;b&gt;&lt;i&gt;"Scelto tua ceretta?"&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
E io le dico: &lt;b style="font-style: italic;"&gt;"Come antipasto prendo il bikini. Ma senza parti impronunciabili. Poi per secondo la mezza gamba. Poi per dessert prenderei le braccia."&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
E lei sapete cosa mi dice? Dopo tutta questa fatica?&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;"Oggi tutto occupato. Posso solo settimana prossima."&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="MsoNormal"&gt;
E allora niente. Mi sono tenuta le braccia pelose.&lt;/div&gt;
</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://www.civuolecostanza.com/feeds/2658374714669707755/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2013/01/leterna-lotta-tra-il-pelo-e-il-male.html#comment-form" title="28 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/2658374714669707755?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/2658374714669707755?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2013/01/leterna-lotta-tra-il-pelo-e-il-male.html" title="L'eterna lotta tra il pelo e il male" /><author><name>Costanza Pasqua</name><uri>https://plus.google.com/117871430562658286084</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="//lh6.googleusercontent.com/-bvpUR-kWOIg/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAJc/nlYUJceJySU/s512-c/photo.jpg" /></author><thr:total>28</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;D0ENRXo8cCp7ImA9WhNWFEw.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6880497105326479904.post-9019325977658731713</id><published>2012-12-13T17:21:00.001+01:00</published><updated>2012-12-13T17:21:34.478+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-12-13T17:21:34.478+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Welcome to the UK" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Si viaggiare" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Life in London" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Apprendista non piú stragista" /><title>ET telefono al pub</title><content type="html">Nella gelida landa Albionica, dove le persone fanno tutti gli stracazzi propri non curandosi del prossimo, compreso pestare piedi con passeggino e bicicletta, dove ci si siede a mangiare il pranzo dividendo il tavolo con sconosciuti, dove si legge il giornale altrui in metro allungando gli occhi, il collo e girandosi di scatto per non essere colti in flagranza di reato, si trovano pochi e rari esemplari di&amp;nbsp;&lt;i&gt;people person.&lt;/i&gt;&lt;div&gt;
Una people person è una persona simpatica, divertente, che parla con tutti, neonati inclusi, gentile e che riesce sempre a fare contenti tutti.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Nella gelida landa che prende il nome di Albion, &lt;b&gt;&lt;i&gt;io sono una people person.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Io vado d'accordo con tutti, e parlerei anche con i bidet, ci fossero bidet.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
E io organizzo eventi, e quindi parlo con tutti e rispondo a telefonate che ogni tanto mi fanno preoccupare dello stato mentale delle persone.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Ogni tanto, quando rispondo al telefono, ho l'impressione che dall'altra parte ci sia ET, che, con un filtro da vocina da vecchia isterica o donna psicolabile, o signore sull'orlo di una crisi di nervi, mi pone domande assurde per mettere alla prova le mie doti incredibili da &lt;i&gt;persona della gente&lt;/i&gt;, come da mia traduzione letteralissima.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Lunedì, ore 14.&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;Squilla il telefono.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
E' una donna psicolabile che cerca un tavolo.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;b&gt;"Vorrei un tavolo per le 13."&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;"Ma certamente Madam! Per le 13 di che giorno? Domani?"&lt;br /&gt;&lt;b&gt;"Per le 13 di oggi. Voglio venire ora al pub a mangiare."&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
"Madam, ma sono le 14... Vuole venire domani?"&lt;br /&gt;&lt;b&gt;"VOGLIO UN TAVOLO PER LE 13 DI OGGI!"&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
E poi ha riattaccato, perché io le ho detto che persona della gente sì, ma tornare indietro nel tempo non rientra nelle mie incredibili doti. Sorry.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Domenica, ore 13, nel bel mezzo di una dozzina di arrosti della domenica e bambini frignanti.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
ET telefona al pub con vocina da signore anziano, sprovvisto di cibo per il weekend.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;b&gt;"E' il pub?"&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
"Sì?"&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;b&gt;"Avete del pane? No perché io non ho più pane per la mia colazione e non posso camminare e se voi avete pane me lo potreste portare."&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
"Ehm, ma signore veramente siamo nel bel mezzo del pranzo e non saprei chi mandarle e perché non fa la spesa online, eh?"&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;b&gt;"Ma lei scherza, io ho sempre chiesto il pane al pub e me l'hanno sempre portato."&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
La people person è anche brava a fingere di mettere in comunicazione ET con il manager, e poi, incredibilmente, attaccare il telefono in faccia ai pazzi.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Mercoledì sera, ore 17.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
ET questa volta telefona al pub con vocina da ragazza isterica che pretende un tavolo silenzioso e fa troppe, molte domande a cui nemmeno una veggente potrebbe dare risposte.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;b&gt;Un tavolo per due, in un posto silenzioso. Ci sarà silenzio stasera al pub? &lt;/b&gt;Non saprei, potrebbe esserci molta gente, c'è una festa.&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;b&gt;Ci saranno molte persone? &lt;/b&gt;Come ho detto, potrebbero esserci molte persone, c'è una festa.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;b&gt;Di chi è la festa? &lt;/b&gt;Signorina, sono informazioni riservate, non posso dirle di chi è la festa, mi spiace.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;b&gt;E va bene, non è di molto aiuto, non vorrei arrivare e trovarmi in mezzo a molta confusione.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;Quante persone di quella festa useranno il bagno?&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;"Signorina, ma perché non consulta i tarocchi e poi richiama?"&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;b&gt;"OK."&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
E ha riattaccato.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Venerdì, ore 15.30.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
ET sta volta ha la vocina di un signore sulla quarantina, che parla sottovoce, che io non lo capisco e continuo a ripetergli cosa, come, cosa dice, per quando, che nemmeno le nonne all'Amplifon.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;b&gt;"Vorrei un tavolo per stasera, siamo in due e due cani. Due cani grandi, due Labrador. Ha un tavolo?"&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;"I cani, di preciso, mangiano?"&lt;br /&gt;&lt;b&gt;"No, grazie, mangeranno prima. Però magari se avete una ciotola per l'acqua... così bevono qualcosa anche loro."&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Ora ditemi se non devo pensare che ci sia davvero un ET che chiama al pub per farsi quattro risate.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Per testare la mia incredibile resistenza alla gente, per poi cambiare l'aggettivo &lt;i&gt;people person&lt;/i&gt; in &lt;i&gt;people, scappate prima che vi meni.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://www.civuolecostanza.com/feeds/9019325977658731713/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2012/12/et-telefono-al-pub.html#comment-form" title="15 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/9019325977658731713?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/9019325977658731713?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2012/12/et-telefono-al-pub.html" title="ET telefono al pub" /><author><name>Costanza Pasqua</name><uri>https://plus.google.com/117871430562658286084</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="//lh6.googleusercontent.com/-bvpUR-kWOIg/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAJc/nlYUJceJySU/s512-c/photo.jpg" /></author><thr:total>15</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0cHRXo4eip7ImA9WhNXE0o.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6880497105326479904.post-8867351982764349347</id><published>2012-12-01T17:05:00.002+01:00</published><updated>2012-12-01T17:23:54.432+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-12-01T17:23:54.432+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Welcome to the UK" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Carrie Bradshaw mi chiamerebbe per saperne di più" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Life in London" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Storie di ordinaria singletudine" /><title>Caccia all'inglese</title><content type="html">&lt;i&gt;Il prossimo fidanzato lo voglio inglese.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Ho pensato tra me e me dopo che l'uomo italico mi ha dato una nuova grande delusione e dopo mesi di singletudine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Sì, e se lo voglio inglese lo voglio lord. E se non è lord almeno deve andare a caccia, fare tutte quelle robe lì da inglesi che si vedono nei film, così poi potrei scrivere della nostra storia d'amore, nata tra un calzettone di lana e un cappellino di tweed, e tra una marea di pioggia e umidità nella campagna inglese, cercando di non schiacciare merde di cavallo. Che romantico.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Ovviamente, nel caso in cui io dovessi trovare un fidanzato inglese, lo vorrei lord.&lt;br /&gt;
Uno di quelli con gli occhi azzurri e i capelli biondi al vento, la Jaguar d'epoca e la casa in campagna con 32 Labrador chiamati James I, II, III, James XXI.&lt;br /&gt;
Se devo fare le cose, io, le faccio in grande stile. Come l'ultimo paio di corna, portate elegantemente sul cranio per 8 mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allora per il bene della ricerca scientifica, per il bene di tutte voi donne single con l'amore per la gelida Albione e la voglia di incontrare un lord inglese, sono andata a caccia.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;A caccia al fagiano&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vestita come un soldato della prima guerra mondiale con stivali in gomma verde al ginocchio, calzettone de lana de mi nonna, giacca quattro per quattro anti pioggia verde militare per mimetizzarmi meglio tra i cespugli di ortiche e il fango, eccomi pronta a seguire questo gruppo di uomini in stivali e calzettoni di lana vestiti di tweed.&lt;br /&gt;
Devo dire che mi sono sentita molto a mio agio, come potrebbe sentirsi a suo agio un chihuahua in una gabbia di Rotweiller.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A caccia al fagiano con gli inglesi ho imparato che:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A- gli inglesi sanno sempre come rassicurarti nei momenti peggiori:&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;"Oh, una volta in questa partita di caccia un mio amico ha sparato nel sedere ad un altro mio amico",&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;"Oh, spostati da lì perché potresti venire colpita da qualche proiettile",&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;"Oh, ma la caccia non è pericolosa, basta solo non stare nella traiettoria."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
"E quale sarebbe la traiettoria, scusa, siamo in un campo in piena campagna."&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;"Un po' dove capita."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;
B- Ci sono delle regole ben precise durante la partita di caccia che vanno seguite:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non è ammesso parlare d'altro durante la caccia al fagiano.&lt;br /&gt;
"Miseria mi sono punta con l'ortica, ma porca vacca, che male, ma tu ti ricordavi che fan così male, l'ultima volta che mi sono punta con le ortiche mi chiamavano Sdentata in canottiera, mi mancavano 8 denti davanti! Avrò avuto tipo cinque anni e..."&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;"Costanza, non mi stai aiutando, vedi i fagiani? Shut up e indica i fagiani!"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;
Non è nemmeno permesso distrarsi, durante la caccia al fagiano.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;"Costanza! Metti via il telefono! Devi essere i miei occhi!"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
"Ok, va bene, toh, c'è un uccello sopra la nostra testa. Spara." &lt;br /&gt;
E fu così che amico Lord sparò ad una colomba che è roba gravissima e ha dovuto pagare una multa.&lt;br /&gt;
E io che volevo solo mandare un messaggio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non è nemmeno permesso dire no, durante la caccia al fagiano.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;"Ora andiamo a raccogliere gli uccelli che abbiamo preso."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
"Ok, con cosa li raccolgo?"&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;"A mano?"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
"No vabbè ma che sei scemo? Io mica tocco il fagiano morto te lo scordi che schifo povero fagiano è tutto mollo non ce la faccio..."&lt;br /&gt;
E, come per magia, vi ritroverete con un paio di fagiani mollicci in mano.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;
Ma a caccia con gli inglesi ho anche capito che:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C- La caccia al fagiano è solo un'altra scusa per ubriacarsi. E parlare di fagiani e null'altro.&lt;br /&gt;
Alle undici c'è la pausa Champagne per ritemprarsi che fuori c'è freddo e per discutere dell'umidità e della pioggia e dei fagiani.&lt;br /&gt;
Alle tredici c'è il pranzo, con una bottiglia di vino rosso a testa e gin e tonic, perché fuori c'è freddo e perché si deve scommettere quanti fagiani si sono presi rispetto agli anni scorsi e parlare dei record storici della caccia ai fagiani in Inghilterra.&lt;br /&gt;
Alle sedici c'è il té, ma in realtà il té è più un gin tonic dopo l'altro discutendo dell'incredibile numero di fagiani &amp;nbsp;che si sono presi quest'anno e quanti stufati di fagiani si potranno cucinare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
D- La caccia non mi piace poi tanto, mi si sono gelati i piedi, non ho avuto nemmeno un limone in cambio dopo tutta questa fatica, ho rischiato di rimetterci due dita caricando i fucili e le chiappe per le traiettorie invisibili e mi sa che non voglio più un lord inglese come fidanzato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E- Le ortiche fanno un male pazzesco e ti si gonfia tutta la mano e non voglio immaginare in altre parti del corpo che effetti potrebbero avere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
F- Il primo che mi parla di fagiani verrà punito con dell'ortica nelle mutande.&lt;br /&gt;
Così scopro gli effetti.&lt;br /&gt;
Per il bene della scienza.</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://www.civuolecostanza.com/feeds/8867351982764349347/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2012/12/caccia-allinglese.html#comment-form" title="22 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/8867351982764349347?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/8867351982764349347?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2012/12/caccia-allinglese.html" title="Caccia all'inglese" /><author><name>Costanza Pasqua</name><uri>https://plus.google.com/117871430562658286084</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="//lh6.googleusercontent.com/-bvpUR-kWOIg/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAJc/nlYUJceJySU/s512-c/photo.jpg" /></author><thr:total>22</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;D0YDQHc7cCp7ImA9WhNSFUQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6880497105326479904.post-799645335974174895</id><published>2012-10-30T12:05:00.000+01:00</published><updated>2012-10-30T12:06:11.908+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-10-30T12:06:11.908+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Welcome to the UK" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Carrie Bradshaw mi chiamerebbe per saperne di più" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Life in London" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="La vita da blogger" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Se mi incazzo sono cazzi" /><title>Caffè, té, Costina</title><content type="html">Modestia a parte, ho sempre pensato che Costanza fosse un gran bel nome. Gran bel nome e anche poco utilizzato. Quante Costanza conoscete? Io due. Di cui una sarei io.&lt;br /&gt;
Voglio dire, &lt;i&gt;Costanza&lt;/i&gt;. Senti come suona bene. Senti come suona aristocratico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi è arrivata la velina e mi ha rovinato tutta la piazza e l'aristocrazia, mettendo due chiappe al posto del mio nome sul tavolo di Striscia la Notizia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma il mio nome non va bene con gli standard albionici. Gli albionici non lo capiscono. Sembrano colti da paralisi facciale mentre lo pronunciano, gli si blocca la mascella e escono un insieme di consonanti e vocali inutili e senza senso quali: Costana, Custunza, Crostanza, Crisina, Hostana, Costania.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;"Oh, ma che bel nome, hai detto che ti chiami Cassandra?"&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
"No, Costanza."&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;"Cusandra."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
"Costanza."&lt;br /&gt;
"&lt;i&gt;Cosanza?"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
"Sì, vabbè, che vuoi da bere?"&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo è un dialogo tipo tra me e i clienti del pub.&lt;br /&gt;
Allora ho deciso di usare il mio soprannome: Cocchi. Non pensando che cocky in inglese non è proprio una bella roba da dire, che vuol dire essere impertinente. Sono quindi seguite grandi risate da parte della clientela, e miei insulti in italiano, che tanto non li capiscono e certamente non si sforzano nemmeno per capirli.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;"Ahahah, Cocchi, sei cocky?" "Cocchi, è una cocky", &lt;/i&gt;e varie incredibili variazioni di battute sul genere. Che voi sapete che gli inglesi sono troppo spiritosi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma il migliore in assoluto, colui che è riuscito a trasformare il mio nome in un solo momento in una prelibatezza culinaria, è stato il mio vecchio capo. Il mio vecchio capo era uno di quegli inglesi vecchio stampo, quelli che le docce non le vogliono fare ché perdono tempo, le camicie non le stirano perché tanto a cosa serve si stirano mentre le indossi, e nemmeno le lavano, perché &lt;i&gt;"tanto insomma, si lavano quando piove"&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
Un odore leggiadro proveniva sempre dalla sua scrivania, quel misto tra cane bagnato e vestito lavato l'ultima volta nel lontano 1980, quando, testuali parole, &lt;i&gt;"le camicie a fiori erano very cool".&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Capo era anche ossessionato dalle tazze di té. Té ad ogni ora. Té ogni minuto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma essendo lui il capo, mica si faceva il té. Eh no. Chiedeva agli altri di farlo. E così un giorno, nel silenzio statico dell'ufficio, tra ticchettio di tastiere e puzzetta di vecchio, ecco che se ne esce con:&lt;br /&gt;
&lt;i style="font-weight: bold;"&gt;"COSTINA, FAMMI UN TE'!"&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Nessuno risponde. No, perché oltre ad essere un po' puzzolente e vestirsi come un hippy anni '80, era anche un po' un rincoglionito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i style="font-weight: bold;"&gt;"COSTINA! COSTINA, HAI DA FARE? MI FARESTI UN TE'?" &lt;/i&gt;ripete lui.&lt;br /&gt;
"Ma questo, con chi minchia parla?" Penso io, mentre lui mi guarda sorridente e fiducioso.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;"Ah, Costina! Finalmente! Qualcuno vuole un té? Caffè? Costina, fa il té per tutti."&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Caffè, té, Costina di maiale al barbeque.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ebbene: Costina ero io. Costina. Nessuno mai mi aveva chiamato come una braciola prima d'ora.&lt;br /&gt;
Dopo due mesi di &lt;i&gt;Costina, fammi un té&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;&amp;nbsp;ma veramente mi chiamo Costanza, e io che ho detto, Costina,&amp;nbsp;&lt;/i&gt;capirete bene il perché io mi sia licenziata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora, il problema del nome non è ancora risolto. Il mio nuovo soprannome al pub è &lt;b&gt;George&lt;/b&gt;. Per tale comico chiamato George Costanza. E quindi ora quando qualcuno chiama George, io mi giro.&lt;br /&gt;
Costanza ormai è il mio secondo nome, quello che non dici mai perché tanto a cosa serve, quello che &lt;i&gt;no dai, mi vergogno che mi chiamo in un modo strano di secondo nome.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Manco mi chiamassi Savannah. Forse però sarebbe più semplice. Una merda, ma più semplice.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E allora l'altro giorno servivo tizio, &amp;nbsp;e lui ha attaccato bottone, ed è seguito questo dialogo:&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;
&lt;i&gt;"Come ti chiami?"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
"Costanza."&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;"Costina?"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
"No, guarda, fai una cosa. Chiamami George."&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;"AH, George? Che strano nome per una ragazza, preferivo Costina."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;
Se eravate interessati a scoprire qual è il metodo migliore per non venire mai più serviti al bar, e lo strano motivo per cui ogni volta che vi avvicinate al bancone incredibilmente tutti i baristi spariscono, vi ho appena dato un indizio.</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://www.civuolecostanza.com/feeds/799645335974174895/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2012/10/caffe-te-costina.html#comment-form" title="25 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/799645335974174895?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/799645335974174895?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2012/10/caffe-te-costina.html" title="Caffè, té, Costina" /><author><name>Costanza Pasqua</name><uri>https://plus.google.com/117871430562658286084</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="//lh6.googleusercontent.com/-bvpUR-kWOIg/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAJc/nlYUJceJySU/s512-c/photo.jpg" /></author><thr:total>25</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0IHQX49eCp7ImA9WhNTFUw.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6880497105326479904.post-1024946674786203054</id><published>2012-10-17T23:35:00.003+02:00</published><updated>2012-10-18T00:05:30.060+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-10-18T00:05:30.060+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Carrie Bradshaw mi chiamerebbe per saperne di più" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="La posta del cuore e altre sfighe" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Storie di ordinaria singletudine" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Me myself and I" /><title>Lettere non più d'amore</title><content type="html">Io a fare i discorsi faccio schifo. Sono tremenda.&lt;br /&gt;
Cerco le parole giuste e mi vengono quelle sbagliate. Cerco di dire quello che penso, e dico tutt'altro. Vorrei spiegare il perché non posso più tornare indietro una volta che ho preso una decisione e non trovo le parole. Hanno senso nella mia testa ma non nella realtà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con le lettere invece me la cavo meglio. Una volta ero una romantica, e i due ex grandi amori della mia vita hanno ricevuto lettere in cui spiegavo che cosa sentivo, che cosa provavo, tutto l'amore che avevo per loro e tutto quello che non riuscivo a dire quando li guardavo in faccia.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;"Ti amo perché quando ti guardo io vedo l'amore", &lt;/i&gt;ho scritto ad uno di loro due.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi le cose sono cambiate. Le lettere sono sparite, le delusioni si sono accumulate, una dopo l'altra, si sono cementificate nel mio cuore, nella mia testa, nelle mie lettere non più d'amore ma d'odio,&amp;nbsp;io non voglio più lasciarmi andare, e io non voglio più soffrire.&lt;br /&gt;
E io non voglio più innamorarmi di nessuno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma le cose, si sa, cambiano più in fretta del previsto.&lt;br /&gt;
Cambiano che non sei pronta a cambiare con loro, e un giorno ti ritrovi a guardarti negli occhi con qualcuno e a raccontare perché non vuoi più innamorarti, e qualche mese dopo pensi che invece potresti anche essere innamorata, porca vacca.&lt;br /&gt;
Che forse ce l'ha fatta. Che forse è stato così bravo da trovare l'unica, piccola fessura nel tuo cuore ed è riuscito in qualche modo ad entrarci, a passare le delusioni, i &lt;i&gt;non è il momento per noi&lt;/i&gt;, i &lt;i&gt;non sei tu, sono io, &lt;/i&gt;i &lt;i&gt;io con te mi voglio solo divertire&lt;/i&gt;, gli&amp;nbsp;&lt;i&gt;amo un'altra, &lt;/i&gt;ed è arrivato lì, dove nessuno da qualche anno si permetteva di arrivare.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;
&lt;i&gt;"Non fidarti sempre subito, come al tuo solito",&lt;/i&gt;&amp;nbsp;mi ha sempre detto qualcuno con più anni di me. E io invece mi sono fidata. Perché l'amore quando ti prende ti sorprende, ti acceca, ti sovrasta. E ti fotte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La cosa che distrugge di più l'amore, più di ogni frase detta in modo sbagliato, più di ogni bugia detta guardandoti negli occhi anche quando tu speri che le bugie non esistano e fai finta di non sentirle, più di ogni messaggio che non ha ricevuto risposta e più di ogni chiamata che non è arrivata, è la delusione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'altra cosa che distrugge l'amore, e lo distrugge per sempre, è la delusione che ti colpisce quando ti accorgi di essere innamorata. Quando sei pronta a dirlo, e invece non puoi perché qualcosa è andato storto.&amp;nbsp;Quando ti accorgi che piuttosto che conoscere qualcuno di nuovo, vorresti passare le giornate a litigare con quella persona.&amp;nbsp;Quando ti accorgi che piuttosto di fare l'amore con qualcun'altro, vorresti anche solo dormire con quella persona, anche se russa da trapanarti il cervello. Quando qualsiasi cosa ti succeda, vuoi che sia quella persona la prima a saperla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando la delusione arriva in quel momento, ti spezza il cuore in così tante parti che non potranno mai essere rimesse a posto. Ti spezza il cuore così tanto che ti sembra che sanguini. Tanto da non farti respirare né dormire, né mangiare. Tanto che sembra che non sia più lì.&lt;br /&gt;
Ti spezza il cuore che sembra che tu abbia perso qualcuno per sempre.&lt;br /&gt;
E allora cerchi di cancellare, di dimenticare, perché fa meno male.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ed è per questo che non posso tornare indietro, e anche se volessi, non potrei farlo.&lt;br /&gt;
Perché non mi ricordo più &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=-xzDhLvhgQw" target="_blank"&gt;com'era.&lt;/a&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://www.civuolecostanza.com/feeds/1024946674786203054/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2012/10/lettere-non-piu-damore.html#comment-form" title="17 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/1024946674786203054?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/1024946674786203054?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2012/10/lettere-non-piu-damore.html" title="Lettere non più d'amore" /><author><name>Costanza Pasqua</name><uri>https://plus.google.com/117871430562658286084</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="//lh6.googleusercontent.com/-bvpUR-kWOIg/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAJc/nlYUJceJySU/s512-c/photo.jpg" /></author><thr:total>17</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CkUAQ3s9fSp7ImA9WhNTFE4.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6880497105326479904.post-5819397564005857488</id><published>2012-10-16T16:22:00.000+02:00</published><updated>2012-10-17T01:30:42.565+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-10-17T01:30:42.565+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Sono un genio incompreso" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Apprendista stragista" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Life in London" /><title>Metodi per sentirsi diversamente intelligenti</title><content type="html">Cambiare lavoro ultimamente mi viene bene tanto quanto cambiare fidanzato.&lt;br /&gt;
Sei noioso? Ti lascio. Diventi ripetitivo? Me ne trovo un altro. Te ne fai altre due? Addio, rimpiazzami pure che io non ti voglio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La cosa più difficile nel finire le relazioni e cambiare fidanzati, si sa, è cominciarne un'altra, cominciare a conoscere di nuovo qualcuno.&lt;br /&gt;
No perché magari con il vecchio fidanzato uscivate il giovedì e il venerdì restavate a casa a fare all'amore. E invece il nuovo fidanzato vuole fare l'amore tutti i giorni e il venerdì vuole uscire con i suoi amici.&lt;br /&gt;
Oppure ad uno piaceva il peperoncino e l'altro è allergico. E uno era vegetariano e l'altro invece le verdure le schifa.&lt;br /&gt;
Conoscere qualcuno di nuovo è il metodo perfetto per sentirsi diversamente intelligenti, se ci pensate.&lt;br /&gt;
Ché ogni tanto, mentre siete fuori a cena con quello o quella nuova e cercate argomenti di conversazione che non siano troppo né troppo poco, quando dopo i baci non dite &lt;i&gt;"vieni da me"&lt;/i&gt; perché &amp;nbsp;magari è troppo presto o magari è troppo tardi e sembra che vogliate solo una cosa, e allora vi chiedete cosa state facendo, &amp;nbsp;vi dite che magari era meglio restare nella vostra abitudine e nelle vostre sicurezze che tu ti addormenti sempre a destra e lui si addormenta sempre a sinistra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cambiare lavoro è esattamente uguale. E' il metodo migliore per sentirsi diversamente intelligenti.&lt;br /&gt;
E' ricominciare da capo una relazione con qualcuno che vedrete per la maggior parte della giornata e di cui non sapete uno stracazzo di nulla. O magari sapete qualcosa, tipo che avrete certamente una mail con il vostro nome e cognome che spedirete fieri a tutti gli amici e alla mamma &lt;i&gt;"GUARDA, HO LA MIA MAIL"&lt;/i&gt;, ma per il resto potreste conoscere di più le abitudini alimentari di, che ne so, &lt;i&gt;Kate Moss&lt;/i&gt; piuttosto che il vostro nuovo lavoro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io per esempio, conosco benissimo le abitudini alimentari di Kate Moss, riassunte in un basta non mangiare, ma non conosco molto bene come fare la maggior parte delle mansioni richieste nel nuovo, entusiasmante capitolo della mia vita lavorativa:&lt;i&gt;&lt;b&gt; la manager al pub&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E quindi eccomi lì, rinchiusa nell'ufficio scantinato, seduta davanti ad un computer&amp;nbsp;alle due della mattina che conto soldi che non dovrebbero essere lì e viceversa,&amp;nbsp;a imprecare i santi e le piaghe d'Egitto, i numi e la mia compagna di classe del liceo che non mi faceva copiare i compiti di matematica, e la mia professoressa che non si è applicata abbastanza per far luce alla mia causa persa contro la matematica.&lt;br /&gt;
Sbagliare i conti mi fa sentire come quando gli altri sbagliano un congiuntivo, come quando dalla bocca di un'altra persona esce un &lt;i&gt;"Gli piace"&lt;/i&gt; riferito a una lei, come quando leggo a &lt;i&gt;me mi&lt;/i&gt;, come quando il tizio che sto conoscendo mi dice che è appassionato di genetica biomolecolare astronautica e io non so nemmeno che cosa sia.&lt;br /&gt;
Mi fa sentire diversamente intelligente, e anche se stiamo imparando a conoscerci, io vorrei sapere già tutto e invece non so niente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allora eccomi di nuovo lì a contare lo stock di alcolici che abbiamo nella cantina del pub, che più che altro dalla disperazione me li berrei tutti, e poi eccomi di nuovo a cercare di ordinare galloni su galloni di birra, e a dare numeri a casaccio: &lt;i&gt;"Allora, tre Heineken, quattro boh che roba è questa, Becks, cinque Guinness. Come, le avevo già ordinate? Ah."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uh, e poi succede che un lunedì che finalmente sono a letto che mi godo il mio unico giorno libero ricevo un messaggio dal mio capo, che mi chiede&amp;nbsp;se ho ordinato la birra perché non è arrivata la consegna e ora non c'è abbastanza alcool, e voglio dire, un pub nella gelida Albion senza birra è peggio che il girone dell'Inferno di Dante con la merda fino al collo.&lt;br /&gt;
E io rispondo, diversamente orgogliosa e ferita nella mia non intelligenza da manager che sta ancora imparando, che ovvio che ho ordinato la birra, che cosa pensa, che sia demente, che vuole che non mi sia ricordata che c'è il calcio sabato e che tutti saranno lì a chiedermi&amp;nbsp;&lt;b style="font-style: italic;"&gt;"Love, mi fai una pinta"&lt;/b&gt;, e che insomma, va bene che sto imparando ma ti pare che lasci il pub senza birra per la settimana?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E lui risponde: &lt;i&gt;"Quello che hai fatto era l'ordine per la settimana scorsa. Non abbiamo birra per questa settimana."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E in quel preciso momento sotto i miei piedi si è aperto un buco nel pavimento, e io ci sono caduta dentro, e passando giuro di aver visto la faccia di Dante che diceva:&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;"Girone dei diversamente intelligenti. Sezione pub inglesi con barili di birra vuoti e costante voglia di bersi una pinta. Così magari la prossima volta impari a ordinare, eh."&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://www.civuolecostanza.com/feeds/5819397564005857488/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2012/10/metodi-per-sentirsi-diversamente.html#comment-form" title="14 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/5819397564005857488?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/5819397564005857488?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2012/10/metodi-per-sentirsi-diversamente.html" title="Metodi per sentirsi diversamente intelligenti" /><author><name>Costanza Pasqua</name><uri>https://plus.google.com/117871430562658286084</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="//lh6.googleusercontent.com/-bvpUR-kWOIg/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAJc/nlYUJceJySU/s512-c/photo.jpg" /></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DkcDRXozeyp7ImA9WhJaEUQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6880497105326479904.post-6631426703667181950</id><published>2012-10-02T18:07:00.000+02:00</published><updated>2012-10-02T18:07:54.483+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-10-02T18:07:54.483+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Me myself and I" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="La vita da blogger" /><title>Sopravvalutazione di cervelli così così</title><content type="html">Ogni tanto vorrei tornare a scuola.&amp;nbsp;&lt;div&gt;
Vorrei tornare al liceo a vedere i miei professori, i miei compagni di classe, farmi un giro nel liceo di allora con la testa di adesso.&lt;div&gt;
Scoprirei cose interessanti e probabilmente mi renderei conto che la maggior parte delle cose che dicevano di me al liceo erano stronzate.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
A parte il fatto che io fossi tremendamente poco portata per la matematica. Quello era molto vero.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Tornassi indietro, avrei un paio di cose da dire a tutti i miei professori, che sopravvalutavano cervelli che a loro sembravano fini, ma che in realtà erano così così.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Direi alla mia professoressa di latino che sì, vabbè, l'unica volta che ho preso 8 è perché avevo fotocopiato tutto un libro di traduzioni di versioni, e avevo per puro culo trovato quella che ci aveva dato lei quel giorno nella tasca dei miei jeans.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
E poi le direi che sì, va bene la forma mentis e le basi della lingua e amore et dei, ma il latino, in fondo, a cosa serve?&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Direi a quella di inglese che il suo quattro in orale se lo potrebbe anche tenere, dato che tra qualche anno potrei avere almeno 10 modi diversi di chiamarla &lt;i&gt;stronza &lt;/i&gt;&amp;nbsp;in inglese. Roba che nemmeno lei potrebbe capire.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Direi a quello di ginnastica che no, non avevo le mestruazioni 6 volte al mese. Non avevo solo voglia di cambiarmi per fare ginnastica.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Direi a quella di tedesco che l'unica cosa che ho apprezzato degli anni di tedesco è stato lo scambio in Germania e il limone con quel belloccio del mio corrispondente. Per il resto, fa anche lo stesso.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Direi a quello di italiano che il suo debito in italiano, i suoi &lt;i&gt;cinque al sei &lt;/i&gt;e le sue sottolineature sui miei puntini di sospensione e sui miei discorsi diretti inventati potrebbe anche tenerseli.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;Perché il Bloggo ha vinto come Miglior Promessa ai Macchianera Awards.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Grazie a chi l'ha votato.&lt;br /&gt;Vi aspetto al pub a bere una pinta.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;iframe border="0" borderwith="0" height="11050" scrolling="auto" src="http://www.macchianera.net/wp-content/uploads/2012/10/classificamia2012.html" width="100%"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://www.civuolecostanza.com/feeds/6631426703667181950/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2012/10/sopravvalutazione-di-cervelli-cosi-cosi.html#comment-form" title="27 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/6631426703667181950?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/6631426703667181950?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2012/10/sopravvalutazione-di-cervelli-cosi-cosi.html" title="Sopravvalutazione di cervelli così così" /><author><name>Costanza Pasqua</name><uri>https://plus.google.com/117871430562658286084</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="//lh6.googleusercontent.com/-bvpUR-kWOIg/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAJc/nlYUJceJySU/s512-c/photo.jpg" /></author><thr:total>27</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0cCQHc-fip7ImA9WhJUFUU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6880497105326479904.post-4598091911063875483</id><published>2012-09-13T15:23:00.001+02:00</published><updated>2012-09-14T02:04:21.956+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-09-14T02:04:21.956+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Carrie Bradshaw mi chiamerebbe per saperne di più" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="La posta del cuore e altre sfighe" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="C'est la vie" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="La vita da blogger" /><title>Il primo amore non si scorda mai. Forse.</title><content type="html">Si sarà capito che sono in un momento di fragilità emotiva, no?&lt;br /&gt;
Che ho gli ormoni in subbuglio, il cuore sbriciolato e che nella notte c'è il folletto dell'acidità che mi fa endovenose di sdegno verso il genere umano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E si sarà capito che ho anche la lacrima facile, no? Allora l'altro giorno ho acceso la TV, la tristissima TV albionica, che, nelle mie condizioni, è un motivo in più per aprirsi una bottiglia di vino e scolarsela tutta d'un fiato chiedendosi il perché della vita, e ho visto la pubblicità di &lt;i&gt;&lt;b&gt;Titanic.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Perché Titanic, oltre ad essere uscito in 3D che chissà la povera Kate Winslet a vedersi quelle sopracciglia mostruose che cos'avrà pensato, esce anche in &lt;i&gt;formato home entertainment&lt;/i&gt;, per quelle che piangono in pigiama davanti alla tv come me, ed è &lt;i&gt;disponibile in Blu-Ray dal 14 settembre&lt;/i&gt;. In Blu ray.&lt;br /&gt;
Così la Celine Dion e la sua canzone maledetta vi tormenteranno anche in alta definizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E in questo momento di instabilità emotiva, che un giorno amo tutti e il giorno dopo pugnalerei tutti, l'uscita del Titanic in home entratainment per zitelle e la pubblicità alla TV mi hanno ricordato che quel film lì, proprio quello lì, è stato il primo film che ho visto con uno dei miei infiniti, sfortunati, tremendamente travagliati, amori della mia vita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La storia del mio primo amore, che non si scorda mai, ma forse sarebbe meglio di si, è quella che segue. Se volete lasciarmi la storia del vostro primo amore tra i commenti, oh, ne sarei onorata.&lt;br /&gt;
Ma insomma, la storia è questa:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;C'era una volta una ragazzina, con capello crespo che negli anni '90 era un must, che voi con la piastra che ci facevate?, che a Capodanno del 1997 aveva passato la serata a manina di questo tipo che per lei era bellissimo.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;Tutta la serata a manina. Che per l'epoca corrispondeva ad amoreggiare sul letto dei genitori il pomeriggio dopo scuola.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Per lei, lui era perfetto. Lui, con i suoi occhiali a fondo di bottiglia perché astigmatico.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;Lui, alto un pugnetto scarso di centimetri più di lei e non proprio un macho man.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;Lui, addirittura due anni più grande di lei, praticamente un FILF, un veterano della pomiciata, un maestro della mano morta.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i style="font-weight: bold;"&gt;Lei per lui stravedeva. Roba che scriveva dediche strappalacrime sul diario, roba che per lui ha pensato anche di farla finita con della coca cola e dell'antibiotico &lt;/i&gt;(no, è che mi era venuta la tonsillite e volevo comunque andare ad una festa e ho mescolato antibiotico e Coca cola. All'epoca ero una ganza.)&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;Lei, per lui, sciatore provetto, era pure andata a comprare un campanaccio per una delle sue gare di sci, ed aveva passato 45 minuti a scampanellare come una demente, aspettando lui, che poi nemmeno la ringraziò.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;Ditemi se non era vero amore, porca vacca.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;
Poi, un giorno di gennaio lui la chiamò a casa, perché sì, all'epoca il telefonino che cos'era, il 3G, il 4F, il 3310 è arrivato dopo e l'iPhone era ancora nel paradiso dell'elettronica.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i style="font-weight: bold;"&gt;Madre rispose al telefono e, con la grazia nota della famiglia della ragazzina con capello crespo, urlò dalla cucina: "COSTANZA! C'E' QUELLO CHE TI PIACE AL TELEFONO."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;La piccola Costanza, che all'epoca era anche incapace di vestirsi e truccarsi e metteva fondotinta marrone scuro su pelle bianca, per la cronaca, non poteva crederci.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;Il principe azzurro stava chiamando lei. E parlava con lei. E le chiedeva di andare al cinema. A vedere TITANIC.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;L'appuntamento era di sabato pomeriggio, alle 15. Perché sempre a quell'epoca si andava fuori a quell'ora e la sera, le tredicenni, mica limonavano in giro. Dormivano.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;Chissà cosa sfoggiava la piccola Costanza per quell'occasione. Probabilmente uno dei suoi maglioni a collo alto e la miglior piega crespa del creato.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i style="font-weight: bold;"&gt;Costanza era certa che quel giorno lei e Principe azzurro con occhiale si sarebbero baciati. Davanti alla scena di Jack e Rose che si abbracciano a prua della nave &lt;/i&gt;(sì, vabbè, il film l'avevo già visto quattro volte con le mie amichette, ma che dovevo fare, ho mentito. Per il bene del limone.) &lt;b&gt;&lt;i&gt;Era scritto nel destino, era Celine Dion che voleva così.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;E invece eccolo lì. Lui si presenta con un'altra. "E mo' chi minchia è questa?" avrebbe pensato la Costanza attuale, ma la Costanza di allora, ignara del fatto che gli uomini possono avere più fidanzate contemporaneamente, non ci aveva fatto molto caso.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Seduti al cinema vicini, io, lui, l'altra, Principe azzurro con fondi di bottiglia tiene per mano la piccola Costanza per TUTTA LA DURATA DEL FILM. E sono tre ore, mica dieci minuti.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;Roba che ragazzi, le mani a piegoline che vi vengono quando state troppo in acqua non sono nulla. Roba che colavano goccioline di sudore e roba che rischiavamo di restare attaccati per sempre.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;Principe non bacia Costanza. MAI. Principe la tiene solo per mano che oh, va bene tutto, ma l'azione, dove la mettiamo?&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Titanic scorre, e la scena dell'amore in macchina che scuote gli ormoni brufolosi, la nave che affonda, e Jack che muore surgelato come un bastoncino Findus, e Rose che viene ripescata e salvata, e il brillantozzo nel mare, e tutta quella roba lì. Niente.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;Tre ore a manina e nemmeno un bacio a stampo. E quell'altra sempre lì, seduta dall'altra parte.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Solo molti anni dopo Costanza scoprì che lui &amp;nbsp;e l'altra poi, all'uscita del cinema, mentre lei sognava Principe con fondi di bottiglia che la portava a manina per il resto della vita senza nemmeno baciarla, AVEVANO LIMONATO DI BRUTTO.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;E io che pensavo di averlo conquistato con un bacio sulla guancia, ma vicino alla bocca, tipo da film Disney.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;E Costanza scoprì anche che lui, della sua manina appiccicosa, se ne fregava altamente.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Anche se con il cuore infranto, Costanza se ne farà una ragione e capirà che la manina morta non ha poi un grande significato.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;Lui e l'altra non avrebbero avuto lunga vita, e ah, poi comunque alla fine il Principe azzurro è diventato gay, ed ora sta con un ragazzo bellissimo e chissà se gli avrà mai raccontato di me, lui e l'altra e la manina morta mentre guardavamo il Titanic.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;No, così, per dire, questa è la storia del mio primo amore.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Per dire che forse la piccola Costanza dell'amore, non ci ha mai capito una fava.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://www.civuolecostanza.com/feeds/4598091911063875483/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2012/09/il-primo-amore-non-si-scorda-mai-forse.html#comment-form" title="43 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/4598091911063875483?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/4598091911063875483?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2012/09/il-primo-amore-non-si-scorda-mai-forse.html" title="Il primo amore non si scorda mai. Forse." /><author><name>Costanza Pasqua</name><uri>https://plus.google.com/117871430562658286084</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="//lh6.googleusercontent.com/-bvpUR-kWOIg/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAJc/nlYUJceJySU/s512-c/photo.jpg" /></author><thr:total>43</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;D0UCRX84fyp7ImA9WhJVGUg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6880497105326479904.post-4933447569411707933</id><published>2012-09-06T20:14:00.003+02:00</published><updated>2012-09-06T20:14:24.137+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-09-06T20:14:24.137+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Carrie Bradshaw mi chiamerebbe per saperne di più" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="La posta del cuore e altre sfighe" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Storie di ordinaria singletudine" /><title>Fasi ormonali della singletudine</title><content type="html">Essere tornata single dopo quella storia di cui tutti sono a conoscenza raccontata per filo e per segno &lt;a href="http://www.civuolecostanza.com/2012/06/sulla-mia-vita-ci-puoi-fare-un-film.html" target="_blank"&gt;qui&lt;/a&gt;, è una faccenda strana.&lt;br /&gt;
Pensavo, nel momento esatto in cui ho scoperto di essere cornutissima, di aver finalmente attaccato al chiodo i miei ormoni sempre pronti a convolare a cena con qualcuno nuovo ogni due per tre. Pensavo di aver trovato anche io quello giusto che pucci picci, quello che mi regala i fiori al compleanno e mi fa le sorprese la domenica mattina e &lt;i&gt;"Magari andiamo a convivere!"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Pensavo, io. E invece no.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi quest'estate 2012&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;ho sperimentato le famosissime&lt;b&gt; fasi ormonali della singletudine&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
Perché dopo un po' che sei in coppia, dimentichi che la vita del single è assai dura. E in coppia si dimenticano anche le fasi della singletudine. Perché esistono. E perché non è che essere single sia così semplice, rose e fiori e baci rubati.&lt;br /&gt;
Essere single è difficile. Soprattutto in questa giungla di uomini cerebrolesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prima fase ormonale della singletudine è l'&lt;b&gt;odio&lt;/b&gt;, nel caso in cui siate stati lasciati e o cornuti, come nel mio caso. In caso contrario, suppongo che l'odio venga rimpiazzato da un senso di libertà e leggerezza paragonabile all'aver finito gli esami di maturità.&lt;br /&gt;
Quando invece si è lasciati, si odia. Incondizionatamente.&lt;br /&gt;
Voi tentate di combattere l'odio con sorrisi di circostanza e frasi amorevoli, e ogni volta che qualcuno vi racconta la bellissima storia d'amore che sta vivendo voi li guardate e dite &lt;i&gt;"Come sono felice per voi".&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Ma in realtà è tutto &lt;b&gt;un mare d'odio&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
Odiate tutti. Odiate le coppie, odiate chi ama, odiate chi parla dell'amore, odiate chi fa sesso, odiate anche chi ci prova con voi, perché istantaneamente diventa un coglione e o una troia, al femminile.&lt;br /&gt;
Odiare è il vostro passatempo preferito. Odiare e pensare che l'amore fa male, e odiare fa bene. E allora odiate.&lt;br /&gt;
Odiate e augurate herpes genitali, aggiungerei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La seconda fase che mi sono trovata ad affrontare è stata quella che sorella ha soprannominato come&amp;nbsp;&lt;b&gt;men detox.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Tutto è nato un giorno, sorella dice &lt;i&gt;"Devo mettermi a dieta", &lt;/i&gt;io dico &lt;i&gt;"Io devo smetterla di uscire con idioti", &lt;/i&gt;lei dice: &lt;b&gt;&lt;i&gt;"Sorella, vai in men detox."&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;
&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Altro che disintossicazione da sigarette, alcool e droga. Ho deciso di sperimentare una nuova fase della singletudine:&amp;nbsp;&lt;b&gt;la disintossicazione dagli uomini.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt;"&gt;
&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Le regole della
disintossicazione prevedono: non parlare, nominare, vedere, ascoltare,
pensare agli uomini. Niente cene romantiche, niente numeri di telefono lasciati in giro, niente chiacchiere con sconosciuti. Niente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt;"&gt;
&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Alla domanda &lt;i&gt;hai il ragazzo&lt;/i&gt;, si risponde con &lt;i&gt;ho scelto l'asessualità a tempo indeterminato, scusa.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt;"&gt;
Alla domanda &lt;i&gt;ti andrebbe di venire da me, &lt;/i&gt;si risponde con un &lt;i&gt;anche no.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt;"&gt;
All'affermazione &lt;i&gt;mi piacerebbe portarti a cena, &lt;/i&gt;si replica con un &lt;i&gt;non mangio mai dopo le 18. Scusa.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt;"&gt;
Alla visione di un soggetto fico che ti sorride, sorridere ma ricordarsi che dalla cintola in giù, si è in sciopero.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt;"&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt;"&gt;
L'idea della men detox è di capire che non c'è bisogno di avere un uomo per sopravvivere, ma anche capire che cosa si vuole davvero dalla vita sentimentale, da se stessi. E soprattutto, la men detox serve a capire che non ci si deve gettare sul primo che passa perché, il 99% delle volte, è un cretino.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
La disintossicazione può essere sia maschile che femminile, eh. Uomini, provate anche voi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho resistito alla disintossicazione a lungo. Meditando, pensando a frasi zen quali &lt;i&gt;"Tutto questo un giorno ti porterà a vivere la relazione perfetta, certo sti cazzi"&lt;/i&gt;, bevendo litri di gin&amp;nbsp;e tentando di frenare i miei ormoni ballerini e i miei istinti di attaccare bottone anche con il più brutto del locale, solo perché aveva fatto una battuta divertente.&lt;br /&gt;
Ho resistito agli istinti e ho fatto finta che nessuno mi scrivesse messaggini carini (cosa che in effetti non succedeva), che nessuno mi dicesse &lt;i&gt;prima o poi comunque dovrai uscire con qualcuno.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Ho tentato di ignorare chi mi diceva &lt;i&gt;vedrai quando ti parte l'ormone.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Ho fatto finta di non ascoltare chi mi metteva preservativi nel portafoglio che &lt;i&gt;potrebbero sempre servirti. &lt;/i&gt;Servirti per esempio a fare una figura di merda con la tua estetista che, nel tentativo di non farti rovinare le unghie appena laccate di rosso, estrae un bel pacchetto Durex invece che la tua carta di credito dal portafoglio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho tentato a lungo di resistere. E poi sono stata assalita dall'ultima, insidiosa, tremenda fase della singletudine.&amp;nbsp;Eccola lì, nascosta tra l'odio e la disintossicazione, la terza, bastarda fase della singletudine:&amp;nbsp;&lt;b&gt;&lt;i&gt;L'ORMONELLOSI.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;Nota anche ai più con: necessità impellente di avere contatto con l'altro sesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E allora ho pensato che fosse giunto per me il momento di tornare a parlare con gli uomini, di tentare di instaurare una nuova relazione con qualcuno, di dare un'altra chance a questi strani personaggi.&lt;br /&gt;
Ed ecco quello che ho ricevuto:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Numero 1 proposta di cena con lieto fine&lt;/b&gt;, solo nel caso in cui IO avessi portato i preservativi, che lui non aveva tempo di prenderli. E io non ho tempo di dartela.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Numero 1 proposta di andare in trasferta in una città:&lt;/b&gt;&lt;i&gt;" Puoi venire quando vuoi tu." "Ottobre?" "Eh no ottobre sono incasinato. Prima non posso. No, guarda, fa lo stesso." &lt;/i&gt;E allora ciao.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Numero 1 proposta di uscire a cena &lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;"prima che passi troppo tempo"&lt;/b&gt;, &lt;/i&gt;che sennò poi alla stazione saluti un'altra.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Numero 1 proposta di uscire da uno dei miei clienti al pub&lt;/b&gt;. Che, per la cronaca, beve nove pinte a sera, è padre single e al mio &lt;i&gt;"Mah, non saprei" &lt;/i&gt;ha risposto con un &lt;i style="font-weight: bold;"&gt;"Beh, fammi una Heineken allora"&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma soprattutto, numero una cena, con tizio carino, simpatico, amorevole.&lt;br /&gt;
Ci siamo, è fatta, penso. Ho trovato con chi distruggere la mia disintossicazione, almeno per qualche tempo.&lt;br /&gt;
Alla fine della cena arriva il conto io abbozzo un educatissimo &lt;i&gt;"Vuoi che dividiamo?"&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
E lui abbozza un seriosissimo:&amp;nbsp;&lt;i&gt;&lt;b&gt;"OVVIO".&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Non un no, ma dai, figurati, cosa dividiamo, non ci pensare. No, lui ha detto OVVIO.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovvio che torno in men detox.</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://www.civuolecostanza.com/feeds/4933447569411707933/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2012/09/fasi-ormonali-della-singletudine.html#comment-form" title="41 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/4933447569411707933?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/4933447569411707933?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2012/09/fasi-ormonali-della-singletudine.html" title="Fasi ormonali della singletudine" /><author><name>Costanza Pasqua</name><uri>https://plus.google.com/117871430562658286084</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="//lh6.googleusercontent.com/-bvpUR-kWOIg/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAJc/nlYUJceJySU/s512-c/photo.jpg" /></author><thr:total>41</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;A04ASH07cSp7ImA9WhJVGUk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6880497105326479904.post-3800889185827276665</id><published>2012-09-06T18:45:00.000+02:00</published><updated>2012-09-06T18:45:49.309+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-09-06T18:45:49.309+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Life in London" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="La vita da blogger" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Apprendista non piú stragista" /><title>Riassunti delle puntate precedenti</title><content type="html">Ok. Ho capito. Sono scandalosa.&lt;br /&gt;
Sono scomparsa nel nulla come se niente fosse, nemmeno più un post, quasi un mese di silenzio stampa.&lt;br /&gt;
E' che è stato un mese complicato e pieno di cose da fare, decisioni da prendere, cose da imparare, notizie pazzesche, varie ed eventuali. E no, niente fidanzati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma andiamo con ordine:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1- Chiamatemi anche &lt;i&gt;events coordinator.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Dall'altro giorno sono ufficialmente organizzatrice di eventi e vado pure ai training e alle cene offerte dalla catena di pub per cui lavoro. Il che è molto divertente ma anche assai complicato. Organizzo eventi per gli inglesi, ricordatevelo. Quelli che hanno le pretese e vogliono sapere anche di che colore è la carta igienica, quanti centesimi possono risparmiare se l'acqua la prendono in bottiglie piccole e non grandi, quanto potrebbero creare confusione se da 10 si presentassero 122 persone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;"Fate in modo di far capire loro che la loro festa di compleanno, o qualunque evento stiate organizzando, vi sta a cuore come se fosse vostro", &lt;/i&gt;disse l'altro giorno la mia capa.&lt;br /&gt;
&lt;i style="font-weight: bold;"&gt;"Non basta l'alcool?"&lt;/i&gt;&amp;nbsp;dissi io.&lt;br /&gt;
E lei mi guardò e nel suo cervello sono sicura di aver letto "Perché l'ho assunta?"&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2- Novità 2012: Il Bloggo ai MacchiaNera Awards.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Bloggo, dopo anni di attività e cazzate raccontate, è stato nominato (grazie a voi, mica a me, che non ci si può nemmeno auto votare) nella categoria "Miglior Promessa 2012". Se avete un po' di tempo, e volete che la mia faccia sia tra quelle dei vincitori, con una pinta in mano, potete farlo qui:&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.macchianera.net/2012/09/03/mia2012-macchianera-italian-awards-2012-2-la-scheda-di-votazione-le-nomination/"&gt;http://www.macchianera.net/2012/09/03/mia2012-macchianera-italian-awards-2012-2-la-scheda-di-votazione-le-nomination/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
No, non mi pagano. No, non ci guadagno niente. Sì, è per la gloria e sto facendo tante di quelle cose per la gloria che addio. Suppongo verranno tutte ricambiate un giorno con il mio ingresso nel Paradiso della Birra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;Se non sapete chi votare, votate il buon Carlo Gabardini su Twitter, la Stazzitta e La Zitella Acida, nominati anche loro.&lt;br /&gt;
Sul punto numero cinque non vi dico chi dovete votare, ma vi consiglio vivamente la prima della lista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E grazie, miei cari e mie care. Senza di voi il Bloggo non sarebbe nulla.</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://www.civuolecostanza.com/feeds/3800889185827276665/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2012/09/riassunti-delle-puntate-precedenti.html#comment-form" title="16 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/3800889185827276665?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/3800889185827276665?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2012/09/riassunti-delle-puntate-precedenti.html" title="Riassunti delle puntate precedenti" /><author><name>Costanza Pasqua</name><uri>https://plus.google.com/117871430562658286084</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="//lh6.googleusercontent.com/-bvpUR-kWOIg/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAJc/nlYUJceJySU/s512-c/photo.jpg" /></author><thr:total>16</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CkMHQX4_fyp7ImA9WhJWEE4.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6880497105326479904.post-5601476725444859052</id><published>2012-08-15T13:30:00.002+02:00</published><updated>2012-08-15T13:33:50.047+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-08-15T13:33:50.047+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Carrie Bradshaw mi chiamerebbe per saperne di più" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Life in London" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Me myself and I" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Apprendista non piú stragista" /><title>La mia vita al cioccolato e fragola</title><content type="html">&lt;i&gt;Perdonatemi, sono stata assente per un po'.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Venti giorni.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Ho dovuto fare i conti con la mia vita, con i miei sentimenti, con quello che ho provato e provo ultimamente.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;E' stato un agosto impegnativo e non vedo l'ora che finisca. Non vedo l'ora che finisca l'estate, l'estate più merdosa degli ultimi anni. Non ho ricordi di aver passato un'estate così brutta, antipatica, triste, piagnucolosa e piovosa come questa.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;
&lt;i&gt;Sono stata un po' impegnata a correre dietro ai miei ormoni che non si capiscono, ma soprattutto, sono stata impegnata a cercare un nuovo lavoro.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;
&lt;i&gt;Come voi tutti avrete capito, la sottoscritta non sottostà mai alle cose "normali". Non le piacciono i lavori semplici, non le piacciono le cose facili, le relazioni che scorrono felici e lisce come l'acqua. La sottoscritta, come si dice in inglese, &lt;b&gt;"Is just not into vanilla", non le piace la vaniglia.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Perché gli inglesi sono intelligenti, e secondo voi, qual è il gusto più noioso di tutti i gusti di gelato? La vaniglia. E allora voi volete&amp;nbsp;&amp;nbsp;una vita al gusto vaniglia? Sempre tutta uguale, sempre facile, sempre a scegliere le cose più comode e che vadano bene a tutti? Io no.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;"Tu sei più cioccolato, con la fragola anche" &lt;/b&gt;mi ha detto ieri sera qualcuno.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;E ho preso decisioni alla fragola e cioccolato.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;
&lt;i&gt;La vita non va sprecata e io otto ore al giorno a fare qualcosa di cui non me ne frega una cippa non le passo. Ho fatto i conti, ho rimesso a posto le idee, ho dato le priorità.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;E allora, date il bentornato al primo amore, vostro, nostro, mio: il pub. Torno al pub.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;A fare qualcosa di diverso da prima, ma insomma, il primo amore non si scorda mai.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;E direi che, per ora, penso di aver fatto la scelta giusta.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;
&lt;i&gt;E almeno per un po' non dovrò più stare con gente che ha scelto la vaniglia perché&amp;nbsp;&lt;b&gt;"Magari gli altri gusti non mi piacciono."&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://www.civuolecostanza.com/feeds/5601476725444859052/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2012/08/la-mia-vita-al-cioccolato-e-fragola.html#comment-form" title="43 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/5601476725444859052?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/5601476725444859052?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2012/08/la-mia-vita-al-cioccolato-e-fragola.html" title="La mia vita al cioccolato e fragola" /><author><name>Costanza Pasqua</name><uri>https://plus.google.com/117871430562658286084</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="//lh6.googleusercontent.com/-bvpUR-kWOIg/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAJc/nlYUJceJySU/s512-c/photo.jpg" /></author><thr:total>43</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0EFR3g_eip7ImA9WhJQE0Q.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6880497105326479904.post-559972647525770355</id><published>2012-07-27T15:54:00.001+02:00</published><updated>2012-07-27T16:33:36.642+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-07-27T16:33:36.642+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Carrie Bradshaw mi chiamerebbe per saperne di più" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="La posta del cuore e altre sfighe" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Storie di ordinaria singletudine" /><title>La vita, l'amore, i cervelli in disuso</title><content type="html">Va bene. Lo ammetto. Io e l'amore non andiamo d'accordo ultimamente.&lt;br /&gt;
Piuttosto di vedere una coppietta felice che si sbaciucchia al parco, guarderei una trentina di volte consecutivamente Twilight. &lt;b&gt;&lt;i&gt;Tutta la saga&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;. Dal primo limone alla tragica scoperta del concepimento vampiresco.&lt;br /&gt;
Mi pare di aver reso l'idea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E' che l'amore mi ha deluso una serie di volte,&amp;nbsp; e sono pronta ad affrontare il fatto mi deluderà ancora qualche volta prima di rendermi felice, contenta, appagata, amorevolmente simpatica e non piú stronza acida con una spiccata tendenza al pessimismo cosmico relazionale.&lt;br /&gt;
E' che l'amore mi ha deluso una serie di volte e io mi sono &lt;i&gt;rotta i maroni&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi sono innamorata e disinnamorata per forza così tante volte che probabilmente la prossima volta il fortunato tizio che attrirerà le mie attenzioni e prenderà le redini del mio cuore ripieno di &lt;i&gt;"Ma che stai a dí, amore de che"&lt;/i&gt;, mi starà solo simpatico. O forse il tizio di cui mi innamorerò sarà gay, o sposato con quattro figli sparsi per il mondo o, molto piú probabilmente, sarà già  &lt;i&gt;morto.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il problema fondamentale di provare questa negatività cosmica nei confronti dell'amore è che &lt;b&gt;&lt;i&gt;tutti gli altri sono innamorati.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Nel momento in cui tu provi meno amore in assoluto, nel momento in cui l'amore ti disturba come una puntura di zanzara tra le dita del piede, tutti gli altri ti spiattellano in faccia la loro storia d'amore che come lei, nessuno mai.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altro problema è che, quando non lo volete, l'amore vi rimbalza addosso da tutte le parti: coppie felici che si siedono vicino a voi dappertutto; gentiluomini armati di mazzi di fiori che corrono incontro a fidanzate alla fermata dell'autobus e vi schiacciano il piede dalla foga, famiglie perfette con madri fiche e padri triplamente fichi che si sbaciucchiano mentre i figli fatti a perfezione giocano amorevolmente tra di loro.&lt;br /&gt;
Dove li fabbricano, vorrei sapere io.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altro problema fondamentale di provare questa negatività amorosa è l'accorgersi che l'amore provoca danni irreparabili al cervello. &lt;br /&gt;
Molte coppie vengono colpite dalla &lt;i&gt;sindrome dell'amore scemo&lt;/i&gt;, quello che ti fa fare cose che normalmente eviteresti come la peperonata a colazione, o la bruschetta all'aglio al primo appuntamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cose come la &lt;i&gt;pulizia del viso-corpo&lt;/i&gt; al fidanzato in spiaggia.&lt;br /&gt;
Lo &lt;i&gt;schiacciamento del punto nero&lt;/i&gt; en plain air, con chiappe all'aria al parco. Con il fazzolettino sventolato a scettro del potere.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;L'imboccamento vicendevole&lt;/i&gt; con tanto di lingue che si incontrano con la bocca piena.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Le dichiarazioni d'amore via social media&lt;/i&gt;, network, tv e radio e potessero anche "IO E TE TRE METRI SOPRA IL CIELO" davanti alla porta di casa.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;I discorsi di elogio al partner &lt;/i&gt;che devono interessare a tutti e invece mi interesserebbe sapere di più sugli indici bancari del Machu Picchu: &lt;i&gt;"Come sono fiera del mio amore" "Sai il mio amore cos'ha fatto" "Sai, andiamo così d'accordo, è tutto &lt;/i&gt;&lt;i&gt;così naturale, hai mai provato una sensazione del genere?"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;L'abuso del pronome NOI&lt;/i&gt;: noi andiamo, noi siamo andati, noi siamo stati, noi andremo, noi stiamo arredando casa, noi stiamo bene insieme, noi parliamo tantissimo, noi in questi giorni, noi questo weekend, noi pensiamo che, noi passiamo ore ed ore ad abbracciarci la notte.&lt;br /&gt;
Noi mi farete uscire scema. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io le ore della notte le passo sola. A scalciare come non ho scalciato mai, che ultimamente ho i sonni agitati e i coglioni girati.&lt;br /&gt;
E &lt;i&gt;no&lt;/i&gt;, non voglio sapere se fate l'amore una, due, tre, centocinquantatre volte al giorno.&lt;br /&gt;
E &lt;i&gt;no&lt;/i&gt;, non sono sempre stata cosí, una volta ero anche romantica e facevo le sorprese ai miei fidanzati e scrivevo lettere d'amore.&lt;br /&gt;
E &lt;i&gt;no&lt;/i&gt;, piantatela con quella storia che l'amore meno lo cerchi meglio  è, e quando meno te lo aspetti arriva e quelle fregnacce raccolte direttamente dai migliori film della collana &lt;i&gt;"Estate d'amore" &lt;/i&gt;di Canale5.&lt;br /&gt;
E &lt;i&gt;no&lt;/i&gt;, non resteró zitella per tutta la vita. O forse sí, zitella senza gatti, che sono pure allergica. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E &lt;i&gt;no&lt;/i&gt;: nemmeno&amp;nbsp; all'amore della mia vita schiacceró i brufoli in spiaggia.&lt;br /&gt;
Piuttosto resto zitella.</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://www.civuolecostanza.com/feeds/559972647525770355/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2012/07/la-vita-lamore-i-cervelli-in-disuso.html#comment-form" title="45 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/559972647525770355?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/559972647525770355?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2012/07/la-vita-lamore-i-cervelli-in-disuso.html" title="La vita, l'amore, i cervelli in disuso" /><author><name>Costanza Pasqua</name><uri>https://plus.google.com/117871430562658286084</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="//lh6.googleusercontent.com/-bvpUR-kWOIg/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAJc/nlYUJceJySU/s512-c/photo.jpg" /></author><thr:total>45</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkUFSH49fSp7ImA9WhJQEk0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6880497105326479904.post-4751125868093425331</id><published>2012-07-24T17:23:00.003+02:00</published><updated>2012-07-25T11:23:39.065+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-07-25T11:23:39.065+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Welcome to the UK" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Carrie Bradshaw mi chiamerebbe per saperne di più" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Life in London" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="La posta del cuore e altre sfighe" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="feste festine festicciole" /><title>Sbronzitudinevolmente</title><content type="html">&lt;b&gt;"Come stai, come ti senti?"&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
"Eh, insomma. E' un periodo un po' così..."&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;"Dai, usciamo. Ti porto a bere qualcosa."&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vedete, io ho degli amici del genere. Io sono triste, non so cosa fare della mia vita e nemmeno delle mie relazioni sentimentali che vanno a rotoli ogni due per tre. Allora i miei amici cosa fanno? Dato che io sono sconsolata e single e passo giornate a mugolare sulla mia vita, loro fanno quelli che mi portano&amp;nbsp; a bere. &lt;br /&gt;
Non mi comprano scarpe, non mi regalano giornate in SPA extra lusso dove poter ritrovare la mia personalità. &lt;b&gt;Loro mi portano a bere.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E sarà forse per questo motivo che da qualche tempo a questa parte, i miei sabato mattina sono accompagnati da mal di testa tipici da abuso di alcool.&lt;br /&gt;
Ma ai postumi, si sa, corrispondono sbronze di proporzioni epiche, spesso accompagnate da diversi tipi di comportamenti e usi e costumi sbronzitudinali.&lt;br /&gt;
E allora, dall'alto della mia esperienza decennale nel mondo dell'alcool, delle ubriacature e dei postumi, mi chiedo: &lt;i&gt;quali tipi di sbronze esistono?&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prima che mi viene in mente  è la&lt;i&gt;&lt;b&gt; sbronza molesta.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
L&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;a sbronza molesta è quella che vi porta ad annoiare tutti. Dal barista all'amico, dallo sconosciuto a vostra madre quando tornate a casa, che non riuscite&amp;nbsp; a centrare il buco della serratura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;
Quando la sbronza molesta vi colpisce, anche l'indecisione vi colpisce, e insieme all'indecisione ecco che diventate noiosi. &lt;i&gt;"Voglio da bere, no, anzi, voglio un panino, no, anzi, sono stufo, voglio andare. Voglio andare. Andiamo?" &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;
Tutti quelli che incontrerete nei giorni successivi, vi ricorderanno con insistenza di quanto &lt;i&gt;avete rotto i maroni&lt;/i&gt; quella sera della vostra sbronza molesta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando siete tristi, bere non &lt;span style="font-family: inherit;"&gt;è mai la soluzione ai vostri problemi. Ma voglio dire, beveste Chinotto, cambierebbe qualcosa? No, e allora, &lt;i&gt;beviamo.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Ma quando la sbronza si trasforma in lacrime, tragedie greche sulla vita, lunghe digressioni sulle possibilit&lt;/span&gt;à che vi siete fatti sfuggire in tutta la vostra esistenza, messaggi tragicomici ad ex che ormai non vi considerano nemmeno lontanamente, ALLORA siete andati a sbattere violentemente contro la &lt;i&gt;&lt;b&gt;sbronza triste&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
E l'unico rimedio &lt;span style="font-family: inherit;"&gt;è gettare il cellulare e morire nel letto prima di limonare qualche orrendo sconosciuto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;La &lt;i&gt;&lt;b&gt;sbronza della verit&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;à&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;è insidiosa, si fa strada tra uno shot e l'altro, tra un bicchiere di vino e l'altro, e&lt;b&gt; tac&lt;/b&gt;, vi colpisce a sorpresa.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;E allora eccovi intenti a raccontare a sconosciuti di quella volta che avete vomitato in autobus alla gita delle medie; di quell'altra volta che siete state cornificate per mesi interi e non lo sapevate e la vita &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;è stronza e &lt;i&gt;"vuoi leggere i suoi messaggi, quel porco bastardo"&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;; dell'altra volta ancora che vi siete scoperti allergici al lattice previa dolorosa esperienza intima.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Evitate la sbronza della verit&lt;/span&gt;à soprattutto alle feste di lavoro. Sono cazzi amari. Ve lo dico io.&lt;br /&gt;
Che ho dato una pacca sul culo al mio vecchio capo, facendogli pure l'occhiolino. E voglio dire, piú chiaro di così, si passa allo sbronza successiva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;Sbronza mo' mi ti faccio.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; E' la sbronza che risveglia tutti i vostri istinti nascosti, che scuote i vostri ormoni, repressi fino a quel momento, e li libera in un getto d'amore&amp;nbsp; un po' perverso verso il prossimo. E' la sbronza che vi porta a limonare duro contro il bagno in discoteca, quella che quando la gente passa ti guarda come se ti si potesse staccare la lingua da un secondo all'altro.&lt;br /&gt;
E' quella dei balli scatenati seguiti da strusciamenti vietati ai minori. E' quella che poi il giorno dopo vi alzate e dite: &lt;i&gt;"Oh mio Dio. Che cos'ho fatto ieri sera."&lt;/i&gt; E ricevete un messaggino da uno sconosciuto che dice: &lt;i&gt;"Ciao, ieri sera&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;è&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt; stato bellissimo", &lt;/i&gt;a cui voi risponderete con un &lt;b&gt;"BELLISSIMO COSA?"&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ultima, ma non per questo meno pericolosa, &lt;span style="font-family: inherit;"&gt;è &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;la &lt;i&gt;&lt;b&gt;sbronza stupida.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;La sbronza stupida &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;è quella che vi fa continuamente ridere. Ridere per tutto: il tizio che inciampa davanti a voi, la tizia che sbaglia il congiuntivo. C'&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;è, che ne so, &lt;i&gt;il vento, &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;e voi ridete. &lt;i&gt;Qualsiasi cosa&lt;/i&gt; e voi ridete. Il che non &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;è male. A meno che il vostro interlocutore non vi stia parlando della remota possibilit&lt;/span&gt;à che la sua ragazza gli stia piantando un paio di corna grandi come il Big Ben, del fatto che lui sia molto preoccupato, della sua incredibile paura di perderla e voi, tenere/i, carine/i e soprattutto sbronze/i come dei tacchini ripieni, gli riderete in faccia e direte:&lt;i&gt;&lt;b&gt; "Ahhaha. Allora sei cornuto, te lo dico per esperienza." &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;E con la manina disegnerete un gran paio di corna sulla sua testa, ridendo come delle iene.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Detto questo, non c'&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;è dubbio che o&lt;/span&gt;gnuno di noi abbia la sua sbronza preferita, che va al di là di quelle da me descritte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per esempio, ultimamente io e quella veritiera andiamo molto d'accordo.&lt;br /&gt;
Cosí d'accordo che il primo giorno del mio nuovo lavoro, al pub, con i nuovi colleghi ed il mio capo, dopo un numero imprecisato di pinte, ho raccontato a tutti la storia della mia vita sentimentale.&lt;br /&gt;
E il mio capo mi ha guardato e mi ha detto, preoccupato: &lt;i&gt;&lt;b&gt;"Se vuoi puoi ricominciare lunedí. Quando ti senti."&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
E io, sotto effetto della sbronza veritiera ho risposto: &lt;i&gt;&lt;b&gt;"No, no, al lavoro ci vengo. Ma me la offri un'altra pinta?"&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://www.civuolecostanza.com/feeds/4751125868093425331/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2012/07/sbronzitudinevolmente.html#comment-form" title="22 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/4751125868093425331?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/4751125868093425331?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2012/07/sbronzitudinevolmente.html" title="Sbronzitudinevolmente" /><author><name>Costanza Pasqua</name><uri>https://plus.google.com/117871430562658286084</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="//lh6.googleusercontent.com/-bvpUR-kWOIg/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAJc/nlYUJceJySU/s512-c/photo.jpg" /></author><thr:total>22</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DUcFSX89fip7ImA9WhJRFkQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6880497105326479904.post-7106444019959841246</id><published>2012-07-19T13:21:00.000+02:00</published><updated>2012-07-19T13:23:38.166+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-07-19T13:23:38.166+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Sono un genio incompreso" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Carrie Bradshaw mi chiamerebbe per saperne di più" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Life in London" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Me myself and I" /><title>Dei pro e dei contro</title><content type="html">Una volta facevo lunghe liste dei pro e dei contro, per analizzare le situazioni.&lt;br /&gt;
O meglio, &lt;i&gt;facevo finta &lt;/i&gt;di analizzare.&lt;br /&gt;
In realtà avevo già&amp;nbsp; deciso, sapevo come sarebbe andata a finire fin dall'inizio.&lt;br /&gt;
Sapevo che avrei detto sì a quella domanda, sapevo che avrei fatto quello che mi ero ripromessa di non fare.&lt;br /&gt;
Sapevo che avrei seguito i contro. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La lista dei pro e dei contro la facevo per rendermi conto che cosa avrei affrontato. L'ultima volta l'ho fatta per questo tizio, che aveva tutti i contro dell'universo, tra cui essere inaffidabile, misterioso, scemo, e con un grande amore per le mesches anni '80 che mi doveva essere sfuggito. Dato che ora la sua ragazza sfoggia dei capelli che nemmeno ve li racconto. &lt;br /&gt;
I contro non erano abbastanza contro nemmeno quella volta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I miei pro e i miei contro ora si picchiano, si minacciano, si guardano come guardi quello che non puoi avere, come guardi quello che vorresti piú di tutto al mondo e nonostante tu ti sforzi, non sei ancora riuscito a prenderlo. Si vorrebbero distruggere l'uno con l'altro.&lt;br /&gt;
Sono sempre gli stessi, stanno in due colonne in un foglio nella mia testa e vorrei prendessero la parola uno alla volta e mi spiegassero perché devono stare in quella colonna invece che nell'altra, perché non possono andare d'accordo con la mia testa e con quello che vorrei fare.&lt;br /&gt;
Vorrei che mi spiegassero perché io seguo sempre i contro e lascio i pro a chi vede le cose come dovrebbero essere. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E' che una volta ero coraggiosa, e prendevo le decisioni di petto, i pro e i contro restavano indietro, li guardavo solo&amp;nbsp; per ricordarmi che avevo scelto con il mio istinto.&lt;br /&gt;
E tutte le volte che il mio istinto mi ha fatto fare una cazzata, mi ha guidato nella parte sbagliata, a sfidare tutti i contro che avevo scritto e che volevo evitare, mi ha comunque insegnato qualcosa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E' che vorrei tornare a prendere le decisioni come una volta. Con il petto. Con l'istinto, con la mia voglia di affrontare i contro fregandomene.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;"I contro alla fine non sono nulla"&lt;/i&gt;, dicevo una volta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I contro mi hanno fatto male un migliaio di volte. Ma sono sempre sopravvissuta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I contro mi stanno guidando anche sta volta. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E mi dicono &lt;i&gt;esticazzi. Vivi. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="236" src="http://www.youtube.com/embed/HIdmmZ3oaDU" width="420"&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://www.civuolecostanza.com/feeds/7106444019959841246/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2012/07/dei-pro-e-dei-contro.html#comment-form" title="9 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/7106444019959841246?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6880497105326479904/posts/default/7106444019959841246?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.civuolecostanza.com/2012/07/dei-pro-e-dei-contro.html" title="Dei pro e dei contro" /><author><name>Costanza Pasqua</name><uri>https://plus.google.com/117871430562658286084</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="//lh6.googleusercontent.com/-bvpUR-kWOIg/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAJc/nlYUJceJySU/s512-c/photo.jpg" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/HIdmmZ3oaDU/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>9</thr:total></entry></feed>
