<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-1447234324902691150</atom:id><lastBuildDate>Wed, 04 Sep 2024 19:48:42 +0000</lastBuildDate><category>polso di puma</category><category>futuro</category><category>giovani</category><category>italia</category><category>milan</category><category>società</category><category>tv</category><category>Intro di polso</category><category>Nord Africa</category><category>Ruby</category><category>Sud</category><category>allergia</category><category>antistaminici</category><category>arroganza</category><category>attualita'</category><category>attualità</category><category>bird</category><category>calcio</category><category>calcio di puma</category><category>champions</category><category>cinepanettone</category><category>comer</category><category>complotti</category><category>complottide</category><category>complottismo</category><category>complotto</category><category>costo sociale</category><category>cultura sopruso</category><category>disagi</category><category>disoccupazione</category><category>emigrazione</category><category>ferrovie stato</category><category>frenesia</category><category>gastar</category><category>gioventù</category><category>intensità</category><category>inter</category><category>inviaggioperenne</category><category>lavoro</category><category>lobotomia</category><category>maggio</category><category>mediaset</category><category>migranti</category><category>palumbo è bravo</category><category>piaceri</category><category>poesia</category><category>polline</category><category>rai</category><category>razzismo</category><category>ritardi</category><category>servillo</category><category>sordità emozionale</category><category>sorrentino</category><category>spersonalizzazione</category><category>spread</category><category>televisione</category><category>tempi moderni</category><category>tony pisapia</category><category>uomo in più</category><category>welfare</category><title>Polso di Puma</title><description>Il blog per gente.. normale.</description><link>http://polsodipuma.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Polso di Puma)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>20</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><language>en-us</language><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle>Il blog per gente.. normale.</itunes:subtitle><itunes:owner><itunes:email>noreply@blogger.com</itunes:email></itunes:owner><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1447234324902691150.post-8682907533167503628</guid><pubDate>Mon, 07 Nov 2011 20:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-11-07T12:15:25.996-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">comer</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">gastar</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">piaceri</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">spread</category><title>Spendere per mangiare</title><description>&lt;style&gt;
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}p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal { margin: 0cm 0cm 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: "Times New Roman"; }table.MsoNormalTable { font-size: 10pt; font-family: "Times New Roman"; }div.Section1 { page: Section1; }
&lt;/style&gt;    &lt;br /&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;In tempi di spread, credit default swap e IVA al 21%, può sembrare un argomento marginale, nell’ambito dell’ampio dibattito sulla crisi italiana, affannarsi su quanto ci costa, mensilmente, andare a cena fuori. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Apro un numero qualsiasi (pubblicato a metà ottobre) del supplemento settimanale di un noto quotidiano (di sinistra, tra l’altro) e leggo la rubrica dedicata al cibo, accuratamente inserita in spazi edonistici chiamati, di volta in volta, “dolce vita”, “piaceri” &lt;i&gt;et similia&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Vado subito al fondo della pagina: costo di un pasto-tipo (vino escluso) 55 euro. La chiosa finale dell’articolo, peraltro molto ben scritto, mi impone velocemente di abbandonare l’idea di provare le delizie di quel ristorante. Incuriosito, tento un’indagine, priva di qualsiasi pretesa di completezza, sfogliando le rubriche enogastronomiche di altri giornali, generalisti e rivolti a un pubblico ampio, ottenendo più o meno gli stessi risultati: almeno 30 euro per mangiar fuori e il vino è sempre, rigorosamente escluso.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;A chi si rivolgono queste rubriche? Alla generazione degli indignados, pronti a bruciare una sostanziosa fetta dei loro magri stipendi mensili in ricche libagioni? O forse ai travet della classe media, stipendio di milletrecento euro al mese, che non vedono l’ora di passare un’allegra domenica in famiglia portando anche i figli a fare una gita fuori porta con pranzo incluso, per la modica cifra di duecento euro?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Non ho risposte, però continuo a sfogliare le pagine di questi settimanali patinati e noto che lo “spendere per mangiare” è inserito con cura tra una pagina di tecnologia, che celebra le meraviglie e l’insostituibilità, nella nostra vita, dell’ultima versione dell’iPad (a partire da 500 euro, ma vuoi mettere l’importanza di essere sempre connessi?) e una pagina dedicata ai viaggi esotici (il tramonto sul lago Bajkal in primavera è impedibile). &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Forse leggere queste rubriche ci aiuta a crederci ricchi, o quantomeno ancora benestanti (qualcuno potrebbe obiettare che non lo è mai stato!); potrebbe essere una piacevole illusione che ci migliora l’umore. Più probabilmente invece questo continuo solleticare delle voglie che non possono essere soddisfatte, aumenta una frustrazione latente, che la televisione amplifica proponendo modelli irraggiungibili ai più. Prigionieri di uno stile di vita basato sul mostrare agli altri quanto contiamo (monetizzando sempre e comunque questo valore), ci condanniamo a “spendere per mangiare” per dimostrare di valere.&lt;/div&gt;</description><link>http://polsodipuma.blogspot.com/2011/11/spendere-per-mangiare.html</link><author>noreply@blogger.com (Polso di Puma)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1447234324902691150.post-3373301313651469897</guid><pubDate>Sat, 25 Jun 2011 11:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-06-25T04:53:28.328-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">disoccupazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">giovani</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lavoro</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">società</category><title>Non c’e’ solo chi cerca lavoro</title><description>&lt;h1 style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 26px; font-weight: 700; line-height: 30px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; font-weight: normal; line-height: 20px;"&gt;Il giovane attuale secondo me è un po’ traviato ormai.&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Ma non riesce più ad ammetterlo, questo è il vero problema.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;È come chiedere a qualcuno se ha votato l’attuale presidente del consiglio… Nessuno lo ammette!&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Sono quelle cose strane ma che accadono e sono incontrollabili.&amp;nbsp;Vi sto parlando del fatto che ormai questo neolaureato, questo diplomato, questo scuola-dell’obbligato, non puo’ più guadagnare mille euro al mese!&amp;nbsp;Non può fare l’inserviente o l’operatore ecologico, non può usare le mani per lavorare!&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Tra un aperitivo, una serata in discoteca, uno status su facebook da casa e uno dall’iphone è ormai sfuggito il senso del lavoro (“&lt;em style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;che non c’è&lt;/em&gt;“, voi direte), ma più di tutto il senso delle proprie possibilità.&amp;nbsp;Ok è una banalità il fatto che tutti vivano al di sopra delle proprie possibilità; che la competizione, l’apparire appiattisce i bisogni – che diventano uguali per tutti i ceti – e che non tutti possono affrontare certe spese ma lo fanno lo stesso.&amp;nbsp;Ma secondo me le banalità non vanno lasciate stare lì, a zonzo.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Allora ricapitoliamo: la gente si lascia condizionare e vuole tutto quello di cui non ha bisogno per un continuo apparire simile al vicino, al capo, a&lt;strong style="font-style: normal; font-weight: bold;"&gt;&amp;nbsp;quello della tv&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Bene.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;BENE?&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Male! Ma le cose peggiori sono quando a essere travolti da questo tipo di crisi sono i famosi ragazzi “con la testa a posto”. Che si sentono fuori dal gregge. Si sentono così fuori che non possono fare quello che fanno gli altri. Si sentono superiori, si sentono limitati, sentono che la propria terra non offre niente, sentono che devono fuggire, sentono che devono avere posti di responsabilità, pensano che la responsabilità del matrimonio o di un figlio è pesante senza aver fatto ancora carriera, pensano, come insegna mediobanca, che il mondo giri intorno a loro.&lt;br /&gt;
Questo di sicuro non era un atteggiamento dei nostri genitori.&amp;nbsp;Questa arroganza, questo protagonismo… Mi puzza!&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Nel film “&lt;strong style="font-style: normal; font-weight: bold;"&gt;il padrino&lt;/strong&gt;” c’è la frase mitica: “&lt;em style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;il potere logora chi non ce l’ha&lt;/em&gt;“. E ok, può essere.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Ma quanti esempi conosciamo di gente che invece di potere ne ha e ne viene logorata?&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Ci sono persone capaci, persone fortunate e persone che impiegano la loro vita nel raggiungimento dei loro obiettivi. Onore a loro.&lt;br /&gt;
La mia potrebbe essere una questione stupida, ingenua.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Ma mi chiedo: se fossimo tutti più consapevoli di essere normali, se iniziassimo a pensare tutti di dover fare una vita da onesto lavoratore per 40 anni, vivremmo meglio?&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Oppure i sogni aiutano a vivere?&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Il punto è che questo nostro mondo nel quale dobbiamo essere tutti straordinari, tutti dobbiamo ostentare la nostra unicità, inevitabilmente ci rende tutti uguali.&amp;nbsp;E allora tutte le ragazze si descrivono pazzerelle,&amp;nbsp; tutti i ragazzi pensano di essere bulletti o imprenditori in erba, mentre dietro di loro c’e’ tanta tanta insicurezza.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&lt;em style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;Il molosso&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&lt;em style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&lt;em style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;fonte: www.camminandoscalzi.it&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://polsodipuma.blogspot.com/2011/06/non-ce-solo-chi-cerca-lavoro.html</link><author>noreply@blogger.com (Polso di Puma)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1447234324902691150.post-1163846571362690</guid><pubDate>Sat, 11 Jun 2011 19:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-06-11T12:06:13.975-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">emigrazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">migranti</category><title>Il ballo dei pezzenti</title><description>&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Rispondete alla domanda: chi sta rubando la vostra fetta di gioia quotidiana? Non subito però, contate almeno fino a dieci e pensateci un po’, prima… Nonostante i dieci secondi e l’acuta riflessione, molti di voi si focalizzeranno, in maniera quasi immediata, su persone a loro prossime. Vicine, non però quanto ci si aspetterebbe: pochi in realtà hanno veri nemici, o persone che detestano in modo sincero e appassionato. In questa società dai sentimenti edulcorati non ci sono odii epici, l’oggetto di sfogo quotidiano è il vicino, quello poco conosciuto, magari solo intravisto, ma che ci ruba il posto in fila, la borsa di studio all’università, l’opportunità di un buon lavoro sottopagato.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Non è un caso che ciò accada: è bensì il risultato, cercato con insistenza e infine ottenuto, da chi ci governa e controlla i grandi mezzi di comunicazione. Le&amp;nbsp;&lt;em style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;elite&lt;/em&gt;&amp;nbsp;politiche e imprenditoriali hanno compreso da un bel po’ che non c’è niente di meglio che stornare l’odio politico e di classe da sé e convogliarlo verso i più poveri, gli ultimi, gli immigrati, quelli che hanno deciso di sedersi al banchetto della società italiana senza avere i requisiti per farlo. In alternativa, il secondo obiettivo siamo noi stessi, italiani di classe (più o meno) media che a vario titolo ci consideriamo invitati a un pranzo in cui non ci vengono servite le portate migliori, in un perfido gioco che ha meno piatti che posti a tavola. Basta lanciare di continuo l’esca, far credere che ogni giorno ci siano case popolari, farmaci gratuiti, posti negli asili nido, opportunità di lavoro sottratte da altri, qualcuno abboccherà.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&lt;a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/barcone_migranti.jpg" style="border-bottom-color: rgb(204, 204, 204); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; color: black; font-weight: 700; outline-color: initial; outline-style: none; outline-width: initial; text-decoration: none;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-10581" height="181" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/barcone_migranti-300x259.jpg" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-color: initial; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-style: initial; border-top-style: none; border-width: initial; border-width: initial; float: left; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; margin-right: 15px; margin-top: 10px;" title="barcone_migranti" width="210" /&gt;&lt;/a&gt;Risultato: nonostante numerose inchieste giornalistiche e giudiziarie quantifichino ogni giorno la quantità di denaro enorme sottratta alle case dello Stato da politici e imprenditori collusi, una larga parte dell’opinione pubblica identifica nelle persone della sua stessa classe sociale e non nelle&amp;nbsp;&lt;em style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;elite&lt;/em&gt;&amp;nbsp;economiche o nei politici i responsabili del declino economico e culturale della società italiana.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&lt;strong style="font-style: normal; font-weight: bold;"&gt;È il ballo dei pezzenti, la caccia allo straniero, con poveri che si accusano a vicenda di sottrarsi risorse,&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;lo sgretolamento dell’idea stessa di comunità, la nascita di pulsioni autonomiste ridicole, come se separarsi e frammentarsi, in una corsa spasmodica verso l’infinitamente (politicamente) piccolo potesse bastare a salvare denaro, piuttosto che dissiparne ancora di più nella moltiplicazione delle poltrone e delle indennità.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;È scomparsa la lotta di classe; lo spettro di inizio millennio sono i nemici della porta accanto, quelli che stanno peggio di noi, ma che possono vedere, nell’immaginario collettivo, le loro sorti risollevarsi grazie ad aiuti immeritati di uno Stato considerato iniquo. Nell’aumento dell’insicurezza e dell’odio sociale&amp;nbsp;&lt;em style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;intra&lt;/em&gt;classista, le&lt;em style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;elite&lt;/em&gt;&amp;nbsp;che comandano in Italia sfruttano ogni giorno di più un salvacondotto che gli permette di continuare a curare i loro interessi privati nel disinteresse generale. L’opinione pubblica, distratta, è affannata a decifrare quale fetta dei loro magri stipendi sia rubata dai migranti, che infrangono quasi ogni giorno le chiglie dei loro barconi sugli scogli di Lampedusa.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;fonte: www.camminandoscalzi.it&lt;/div&gt;</description><link>http://polsodipuma.blogspot.com/2011/06/il-ballo-dei-pezzenti.html</link><author>noreply@blogger.com (Polso di Puma)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1447234324902691150.post-3519661884817920912</guid><pubDate>Mon, 23 May 2011 19:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-05-23T12:30:23.418-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">allergia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">antistaminici</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">maggio</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">polline</category><title>Allergia portami via!</title><description>&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Pollini, graminacee, acari, allergeni, frutti di stagione, polveri… Quanti nemici ha l’allergico?&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Troppi! Ma perché?&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Io mi domando e dico, prima mica esisteva l’allergia? Era una rarità!&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&lt;a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/allergia.jpg" style="border-bottom-color: rgb(204, 204, 204); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; color: black; font-weight: 700; outline-color: initial; outline-style: none; outline-width: initial; text-decoration: none;"&gt;&lt;img alt="" class="alignright size-full wp-image-10372" height="205" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/allergia.jpg" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-color: initial; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-style: initial; border-top-style: none; border-width: initial; border-width: initial; float: right; margin-bottom: 8px; margin-left: 20px; margin-right: 0px; margin-top: 10px;" title="allergia" width="148" /&gt;&lt;/a&gt;Io personalmente ho sempre sguazzato nei giardini, nei fanghi, nei terreni, nelle polveri, ho sempre respirato arie salubri e insalubri, secche, umide, impollinate o rarefatte e stavo bene! Sempre bene!&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;E poi, all’improvviso…&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Sei allergico alla polvere, pulisci la stanza!&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Sei allergico ai pollini chiuditi dentro ad aprile!&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Sei allergico alla frutta! Non mangiare più fichi, ciliegie, pesche e quant’altro!&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Ma perché?! Perché la gente moderna diventa allergica da adulta?!&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Un noto otorino da cui andai mi disse: caro molosso, visto che ti è venuta all’improvviso, può anche andarsene all’improvviso; per cui, ogni anno, prova tutto quello che non puoi mangiare, può essere l’anno giusto.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;E io ogni estate, bentelan alla mano, provo tutti i frutti del peccato, rimanendo deluso ogni volta, sempre di più.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Su wikipedia addirittura si legge: “si può dire quindi che siano più colpiti da allergie coloro che appartengono a ceti alti, sono figli unici, vivono in aree urbane e mantengono alti standard igienici.”&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Era quello che ho sempre sospettato! Si spiega perché fin quando mi trascinavo nel fango e andavo a recuperare super santos ovali sotto le fiat 127 ero una persona sana!&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Poi con lo studio, l’affermazione dell’io, il computer, il telefonino, il comfort, le auto di lusso, l’attico a Manhattan, tutto è cambiato! Come sempre, quando si perdono di vista le cose semplici ma basilari, come la natura, ne si pagano le conseguenze!&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;“Ma che palle, possibile che gira e rigira arrivi sempre allo stesso punto?!”, potrebbe obiettare un interlocutore; qualcuno potrebbe addirittura dire che si tratta di complottismo, altri di disfattismo, altri di mera polemica, altri ancora di inutile pensiero su cose ineluttabili.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Resta il fatto che l’allergia è una cosa brutta e fastidiosa e piano piano tutti, anche tu che ti vanti di non soffrire mai il cambio di stagione, ne faranno parte.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Resta il fatto che prima non era così diffusa e che quando c’erano le mezze stagioni era piu’ facile prevedere quando iniziare la terapia di zirtec, eventualmente!&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Ovviamente a pensare male non ci si sbaglia mai, diceva forse Andreotti… E quindi pensate a finosoft… Pensate a finochic… Pensate a chi produce zirtec, bentelan, XYZAL, fans, chips, chops e strogedi.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Niente è da escludere dove gli stallieri dei presidenti del consiglio sono dei mafiosi.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&lt;em style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;Il molosso&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://polsodipuma.blogspot.com/2011/05/allergia-portami-via.html</link><author>noreply@blogger.com (Polso di Puma)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1447234324902691150.post-2663452453973513970</guid><pubDate>Mon, 09 May 2011 07:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-05-09T00:27:57.512-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">arroganza</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cultura sopruso</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">palumbo è bravo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">polso di puma</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">società</category><title>La cultura del sopruso</title><description>&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Parafrasando un termine degno del miglior&amp;nbsp;&lt;strong style="font-style: normal; font-weight: bold;"&gt;Mario Merola&lt;/strong&gt;, per sintetizzare al massimo la situazione dell’individuo nella società odierna, ci conviene usare la FISOLOFIA.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&lt;a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/2324883113_1c37c37395.jpeg" style="border-bottom-color: rgb(204, 204, 204); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; color: black; font-weight: 700; outline-color: initial; outline-style: none; outline-width: initial; text-decoration: none;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-10158" height="225" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/2324883113_1c37c37395-300x225.jpg" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-color: initial; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-style: initial; border-top-style: none; border-width: initial; border-width: initial; float: left; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; margin-right: 15px; margin-top: 10px;" title="2324883113_1c37c37395" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;L’attuale momento storico ci inserisce in un panorama vastissimo di correnti di pensiero, di mode, di fazioni, di razzismi, di proselitismi e di tanti&lt;em style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;ismi&lt;/em&gt;&amp;nbsp;che tendono a scomporsi sempre di più. Scomponendo scomponendo arriviamo a lui, la causa di tutto, l’individuo. Il singolo individuo per la precisione. Questa visione (sulla quale il buon Bauman ha scritto più e più “&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zygmunt_Bauman#Societ.C3.A0_liquida" style="border-bottom-color: rgb(204, 204, 204); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; color: black; font-weight: 700; outline-color: initial; outline-style: none; outline-width: initial; text-decoration: none;" target="_blank"&gt;libri liquidi&lt;/a&gt;“) rende subito chiaro che questo individuo&amp;nbsp;&lt;strong style="font-style: normal; font-weight: bold;"&gt;individuocentrico&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ha perso di vista il contatto con la realtà associativa, troppo preso dal suo io e dai suoi problemi.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;La società ha perso la sua funzione di culla e di obiettivo per l’uomo che, invece, per soddisfare bisogni secondari, diventa ostile e si chiude in sé stesso.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Forse alcuni non diventano ostili, ma piuttosto distaccati, e sperano, come urla Peter Finch di Quinto Potere di essere lasciati in pace nei loro salotti, con i loro tostapane e le loro tv.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Tostapane a parte questi uomini, ostili o impauriti che siano, tendono all’isolamento e al tentativo perenne di affermare la propria persona e personalità a tutti costi e in tutti i campi.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Questo si tramuta in comportamento antisociale. Si tramuta in arrivismo, si tramuta in prepotenza, si tramuta in arroganza, si tramuta in sopruso.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Mi si potrà dire che il mondo è sempre andato così, che ovunque è così, ma non sono d’accordo.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Si può partire dall’esempio banale e addirittura fenomenologizzato: l’automobile.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;L’uomo nell’automobile si trasforma, diventa improvvisamente re della strada e improvvisamente non può sopportare che qualcuno gli passi davanti. Anzi è lui che cerca di passare davanti agli altri con manovre brusche e pericolose, è lui che in autostrada si mette a due centimetri di distanza dall’auto davanti lampeggiando continuamente sulla corsia di sorpasso “perché questo fesso deve lasciare passare quelli più veloci” e così via.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Ma l’individuo ormai non ha bisogno della macchina per ostentare la sua superpotenza. Egli si getta nelle strade noncurante delle strisce o dei semafori perché comanda lui.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Non voglio fare l’elenco di cose che vedo vivendo giorno dopo giorno.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&lt;strong style="font-style: normal; font-weight: bold;"&gt;Voglio capire come mai siamo arrivati a questo punto.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Come mai tutti hanno deciso di vivere al di sopra delle proprie possibilità economiche e mentali.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Perché l’affermazione della propria persona è diventata sinonimo di prevaricazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Gli individui che hanno ancora un barlume di luce dentro di loro, che sanno che la società, la condivisione di sentimenti positivi, di rapporti leali privi di invidie, competizione e gelosie, questi individui che (come direbbe Russell B.) sono pronti a conquistare la felicità guardando all’esterno e non solo dentro loro stessi, come fanno? Chi guardano? Quale materiale hanno a disposizione per far funzionare la loro splendida macchina chiamata cervello?&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Essi sono costretti e limitati dalla società nella quale sono nati e cresciuti e che accettano spesso come un qualcosa impossibile da cambiare.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&lt;strong style="font-style: normal; font-weight: bold;"&gt;L’unico strumento per salvarsi dall’egocrazia imperante è creare piccoli microcosmi&lt;/strong&gt;, in cui gruppi di persone sviluppino il proprio pensiero e attraverso l’arte della dialettica instaurino relazioni sincere e legami profondi. (rocchiette)&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Ma il senso della parola società? Si è dunque perso?&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&lt;em style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;Il molosso e Palumbo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&lt;em style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&lt;em style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;fonte: www.camminandoscalzi.it&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://polsodipuma.blogspot.com/2011/05/la-cultura-del-sopruso.html</link><author>noreply@blogger.com (Polso di Puma)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1447234324902691150.post-7202642492615682129</guid><pubDate>Mon, 25 Apr 2011 22:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-04-25T15:15:52.122-07:00</atom:updated><title>Esuli, migranti, viaggiatori</title><description>&lt;ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In memoria degli esuli morti in mare e perché tutti quelli che hanno perso o hanno lasciato una patria e una casa possano trovarne un'altra, magari più accogliente di quella che hanno abbandonato
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;IN MEMORIA&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;Locvizza il 30 settembre 1916&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;Si chiamava&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; Moammed Sceab&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;Discendente&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; di emiri di nomadi&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; suicida&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; perché non aveva più&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; Patria&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; Amò la Francia&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; e mutò nome&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;Fu Marcel&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; ma non era Francese&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; e non sapeva più&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; vivere&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; nella tenda dei suoi&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; dove si ascolta la cantilena&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; del Corano&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; gustando un caffè&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;E non sapeva&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; sciogliere&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; il canto&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; del suo abbandono&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;L’ho accompagnato&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; insieme alla padrona dell’albergo&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; dove abitavamo&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; a Parigi&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; dal numero 5 della rue des Carmes&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; appassito vicolo in discesa.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;Riposa&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; nel camposanto d’Ivry&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; sobborgo che pare&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; sempre&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; in una giornata&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; di una&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; decomposta fiera&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;E forse io solo&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; so ancora&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; che visse&lt;/i&gt;
&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;G. Ungaretti &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/ul&gt;</description><link>http://polsodipuma.blogspot.com/2011/04/esuli-migranti-viaggiatori.html</link><author>noreply@blogger.com (Polso di Puma)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1447234324902691150.post-3274885575547026833</guid><pubDate>Fri, 22 Apr 2011 11:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-04-22T04:33:18.440-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">intensità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">inviaggioperenne</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">poesia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">polso di puma</category><title>L'intensità</title><description>&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', Trebuchet, Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 20px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Non  è l'intensità che cambia, ma il tempo che abbiamo da dedicarle.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anni e  anni fa trascorrevamo ore e ore a parlarne, notti insonni a scrivere e  riflettere, annotare ogni sensazione..non c'era un'emozione che non  lasciasse&lt;br /&gt;
traccia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poesie, lacrime, ascolti, musiche..in voli, quei  meravigliosi voli a cui davamo spazio e tempo, forma in ogni modalità possibile  nelle nostre capacità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'intensità ancora la riconosciamo ed è per questo  che non ci siamo fermati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ancora cavalli e cavalieri in riva a rive che  sognamo e attendiamo, con spume di fresco che bramiamo...e lo sguardo  all'orizzonte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci raccontavamo di esserci rinchiusi in gusci  indistruttibili...inconsapevoli di essere ancora vulnerabili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora ci  raccontiamo meno..eppure abbiamo scudi impercettibili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Corriamo e  corriamo, fingiamo e fingiamo, senza aver tempo a volte per concederci uno  specchio che ci rifletta la nostra immagine reale, a volte ci facciamo anche un  po'&lt;br /&gt;
schifo per la tremenda adattabilità ad una società che in qualche modo  ci ha involutamente plasmato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eppure l'intensità, ancora si, quella la  sappiamo annusare, l'avvertiamo nell'aria, nel battito cardiaco...nel timore,  quel brivido meraviglioso che stenta a crederci...in quell'istante si  manifesta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quante volte ancora mentiremo a noi stessi e quante altre  ancora ci stupiremo, protagonisti di mille incanti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Adoro non avere  certezza del domani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eppure a volte desiderererei avere una mano ferma e  ritrovarla ad ogni risveglio...ed avere una costante emozione in perenne  evoluzione, magicamente nutrita di albe e nuovi colori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'intensità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Claudia Liccardo</description><link>http://polsodipuma.blogspot.com/2011/04/lintensita.html</link><author>noreply@blogger.com (Polso di Puma)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1447234324902691150.post-5461687362890080936</guid><pubDate>Wed, 13 Apr 2011 12:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-04-13T05:27:07.122-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">frenesia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">spersonalizzazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">tempi moderni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">tv</category><title>"Non riusciamo a starci dietro"</title><description>&lt;span class="ecxApple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', Trebuchet, Verdana, sans-serif; line-height: 20px;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="ecxApple-style-span" style="line-height: 20px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Non  riusciamo a starCI dietro.&lt;br /&gt;
Non sappiamo piu' aspettare, ormai è tutto troppo  veloce, istantaneo, momentaneo, attimi infiniti se sono di attesa...che si  tramutano velocemente in ANSIE...ansie...3000 ansie diverse in pochi  minuti....shhhh....silenzio....fermatevi...shhhhh...spegnete tutto e  fermatevi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pensate ai tempi delle lettere (e non parlo del 1800, ma  appena di 10-15 anni fa).....invii una lettera ad un/a amico/a, se è il/la  fidanzato/a ci aggiungi anche una goccia del tuo profumo...e quando dopo qualche  giorno (Poste Italiane permettendo) arriva a destinazione, il destinatario  aprirà quella lettera tanto attesa, semmai l'annuserà.....sarà felice....se  vorrà la rileggerà e poi la terrà un po' tra le mani.....poi cercherà e troverà  il tempo per fermarsi, prendere un foglio, una penna...e rispondere....mentre lo  farà sarà da solo, con un sottofondo musicale semmai....ma non andrà di fretta,  non starà facendo altre 100 cose mentre scrive...porrà attenzione verso un'unica  cosa, verso una sola persona....poi si prenderà la briga di imbustarla,  scriverci l'indirizzo, uscire, comprare un francobollo e spedirla...ed inizierà  un'altra dolce attesa per qualcuno..&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra un'attesa e un'altra c'era la  vita REALE di mezzo. E semmai c'erano anche le telefonate, sui numeri di casa  (ormai in via d'estinzione), poi sui cellulari (quando ancora non compariva il  numero del chiamante se il Gestore telefonico non era lo stesso! Parlo del 1997,  12 anni fa!). Le lettere le scrivevamo per confidarci un po' di piu'...o per  risparmiare sulle telefonate addirittura... o per quelli che senti una volta  ogni tanto e ti racconti le cose piu' importanti...quelli che anche se non vedi  e non frequenti sai che "ci sono" comunque.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tempo e attenzione per una  persona alla volta. Attesa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi è arrivato il cellulare...e in poco tempo  è diventato un prolungamento del corpo umano.&lt;br /&gt;
Vi ricordate ancora quando  chiamavate a casa di qualcuno e a casa non c'era....e il cellulare ancora non  esisteva...cosa accadeva?? Lasciavate semmai un messaggio a chi rispondeva o un  messaggio in segreteria e si ATTENDEVA...e in quell'attesa eravamo OBBLIGATI a  gestire le emozioni anche se dovevamo comunicare alla persona qualcosa di  importante...noi SAPEVAMO ASPETTARE...avevamo tempo per pensare di piu'...per  gestire i nostri eventuali conflitti...o per non far caso all'assenza di  qualcuno. Ma non mi pare che eravamo tutti pazzi isterici. Ci andava bene  così..&lt;br /&gt;
Adesso se ti chiamano e non prende il cellulare o è spento...chi ti  chiama pensa sia successo qualcosa di assurdo, forse ti hanno rapito, forse  chissà dove sei, forse sei in pericolo...&lt;br /&gt;
Sempre e ovunque  REPERIBILI...sempre e ovunque in "condivisione dell'emozione"...succede X, non  devi aspettare di tornare a casa per parlarne, neanche il tragitto piu' ce lo  facciamo con noi stessi, no...chiami, mandi un sms e subito comunichi l'emozione  al/alla tuo/a amico/a...&lt;br /&gt;
CONDIVISIONE PERENNE...MALE, MALE MALE..(anche  perchè già siamo abbastanza bombardati da messaggi di tutti i tipi, subliminali  e non)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi l'avvento delle email....addio profumo, addio scrittura, addio  colorare carta da lettere, ma ancora sapevamo dedicarci ad una persona alla  volta, in maniera diversa naturalmente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi la chat....la chat...quante  ne ho vissute e ne vivo con questa amata/odiata chat.&lt;br /&gt;
Penso che prima di  metterci sotto mano nuovi mezzi di comunicazione debbano darci le ISTRUZIONI PER  L'USO. E invece non accade.&lt;br /&gt;
La chat...tutti insieme, tutti nello stesso  "posto" booooooooooooooooooooooooooooooooooooooooom...attaccati allo schermo ma  insieme....&lt;br /&gt;
Salto l'uso della chat per conoscere nuove persone perchè mi  servirebbe un altro blog per dare il giusto peso all'argomento!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E quindi  ci ritroviamo con un programmino che ci "avvicina" ai nostri amici  lontani...si...io spesso mi ritrovo ad avere 30 amici on-line nello stesso  momento e chatto con una sola persona..tutti gli altri sono lì...ci vediamo, ma  nessuno si caga, pero' se vuoi "siamo qui nel caso dovessi averne  bisogno"...anche se non parliamo possiamo vedere che musica ascoltiamo, davvero  interessante!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La privacy sembra un lontano ricordo.&lt;br /&gt;
Poi ci sono  naturalmente i social network...ok, si, in realtà volevo andare direttamente a  parlare di Facebook, sorvolando MySpace, Netlog e quant'altro... perchè l'ho  provato, l'ho VOLUTO provare...e ne sono stata anche coinvolta, a volte  troppo.&lt;br /&gt;
Facebook è l'emblema forse dell'attuale "società sociale":  sempre/ovunque, visibilità, "fatevi i caxxi miei", guardate la mia vita.&lt;br /&gt;
L'ho  analizzato come meglio ho potuto, poi l'ho lasciato quando ho iniziato a  constatare che anche chi aveva il mio numero di cellulare, la mia email, il  contatto Messenger...utilizzava Facebook per comunicare, anche se eravamo  connessi su Messenger nello stesso momento....il cellulare ormai sembra quasi si  usi solo per chi si trova nelle vicinanze o quando si avvicina il momento  dell'incontro/rincontro (semmai avvenuto proprio grazie a facebook).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per  un attimo ho pensato: cacchio, Fabook sostituirà chat, email...se non mi  connetto non posso comunicare con alcuni amici...ok: ora VOMITO, e poi cancello  l'account. E così è stato :) (e tra l'altro a differenza di tutti gli altri siti  in cui basta un clic per non esserci piu', qui ci vogliono 14 giorni per  cancellare definitivamente l'account e se nei 14 giorni provi ad entrare  nuovamente, non sarà piu' cancellato...psicologicamente parlando credo sia un  messaggio molto forte: "Sei proprio sicuro sicuro?? Ti lasciamo 2 settimane di  tempo per rifletterci bene....sei certo di non voler piu' sapere cosa fanno i  tuoi amici vicini/lontani? che foto pubblicheranno domani? Pensaci, puoi tornare  ancora indietro....Facebook non ti abbandona con un solo clic!").&lt;br /&gt;
Nomi e  cognomi reali al 90%, ritrovi è vero amici persi da anni, persone con cui sei  andato a scuola, ma anche persone che semmai non hai piu' cercato....te le trovi  lì e incuriosito dal sapere che fine abbiano fatto li includi nella tua "rete di  amicizie". Ti ritrovi ad AGGIORNARE di continuo la tua vita a una marea di  gente...e sottolineo gente perchè alla fine sono "conoscenti"...sembra che sei  per strada...e incontri persone che non vedi da anni e accenni ai cambiamenti  degli ultimi anni (da che non vi sentite): se con quelle persone ritrovi un  feeling semmai vi fermate a prendere un caffè per meglio raccontarvi, altrimenti  no, e proseguite (in tutto cio' immaginatevi con un megaalbum di foto in mano! e  la lista dei vostri amici!)...poi altro incontro, altre  chiacchiere/aggiornamenti....beh: A CHE ORA ARRIVERETE A CASA?&lt;br /&gt;
(Intendete la  metafora?)&lt;br /&gt;
Aggiorni la tua vita, non la stai analizzando, ne fai un resoconto  veloce ad un amico di passaggio...&lt;br /&gt;
La vita è fuori da questo caxxo di pc! La  vita SOCIALE è soprattutto fuori da questo schermo che dopo qualche ora ti dà  anche fastidio agli occhi! gli occhi di qualcuno non stancheranno mai i tuoi!  C'è una bella differenza, c'è un flusso di emozioni che lo schermo non puo'  darti..&lt;br /&gt;
In piu' lo schermo spesso diventa uno scudo: "il guerriero dietro lo  schermo" spesso è una formichina dal vivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ognuno mette le sue foto, in  cui ci sono amici e amici di amici, segnala le persone presenti in quelle foto e  nello stesso istante in cui lo fa, a chi è stato segnalato compare la foto nel  suo album.&lt;br /&gt;
"One family!!"&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sembra che il fondamento degli ultimi tempi  sia: ESSERCI inteso comeESSERE ON-LINE, ESSERE CONNESSO e se non lo sei, dare  quanti piu' input possibili per far sapere che SEI Lì anche tu...sappiamo tutto  di tutti in ogni momento...ma il cervello umano non è mica un pc!!&lt;br /&gt;
Non  possiamo stare dietro a tutti...non possiamo gestire tutte queste relazioni  nella maniera in cui MERITEREBBERO di essere gestite..qualitativamente  parlando...erano meglio i tempi delle lettere, anche delle email...e la fase  iniziale della chat.&lt;br /&gt;
Io le ho provate tutte :)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo ESSERCI sempre è  come essere sempre al bar, in un bordello, un macello di input, musica, emozioni  tramandateci da canzoni, comunicare immediatamente quello che ci succede senza a  volte neanche DIGERIRLO per un attimo da soli, prima comunichiamo al "mondo",  poi semmai ci pensiamo. Sia chiaro che sto un po' generalizzando, ma ci tengo a  sottolineare che non è così per tutti; pero' per molti vedo che è così e mi  dispiace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A volte personalmente sento l'esigenza di NON ESSERCI, di  staccare tutto...e quando lo faccio sto meglio...è per questo che ne scrivo, per  darvi il mio punto di vista e darvi la possibilità di pensarci se non l'avete  mai fatto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
DOSARE&lt;br /&gt;
Io doso&lt;br /&gt;
Tu dosi&lt;br /&gt;
Egli dosa&lt;br /&gt;
Noi  dosiamo&lt;br /&gt;
Voi dosate&lt;br /&gt;
Essi dosano"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="ecxApple-style-span" style="line-height: 20px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="ecxApple-style-span" style="line-height: 20px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="ecxApple-style-span" style="line-height: 20px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Claudia Liccardo -&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://inviaggioperenne.blogspot.com/"&gt;http://inviaggioperenne.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://polsodipuma.blogspot.com/2011/04/non-riusciamo-starci-dietro.html</link><author>noreply@blogger.com (Polso di Puma)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1447234324902691150.post-9029763733258914654</guid><pubDate>Mon, 11 Apr 2011 17:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-04-11T10:17:09.419-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">servillo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sorrentino</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">tony pisapia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">uomo in più</category><title>L'uomo in più: questo sconosciuto.</title><description>&lt;h1 style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-weight: 700; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 10px; line-height: 20px; text-transform: uppercase;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&lt;a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/uomo-in-piu.jpg" style="border-bottom-color: rgb(204, 204, 204); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; color: black; font-weight: 700; outline-color: initial; outline-style: none; outline-width: initial; text-decoration: none;"&gt;&lt;img alt="" class="alignright size-medium wp-image-9544" height="300" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/uomo-in-piu-210x300.jpg" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-color: initial; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-style: initial; border-top-style: none; border-width: initial; border-width: initial; float: right; margin-bottom: 8px; margin-left: 20px; margin-right: 0px; margin-top: 10px;" title="uomo-in-piu" width="210" /&gt;&lt;/a&gt;L’uomo in più.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Un film che è un capolavoro assoluto.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Un film che chi lo ha visto lo ha amato.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Un film che è troppo sconosciuto.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Non si può non rendere onore a Sorrentino per questo film.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&lt;strong style="font-style: normal; font-weight: bold;"&gt;Questa non è una recensione, è un osanna a questo lungometraggio.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Due personaggi, stesso nome, caratteristiche e caratteri opposti.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Due modi diversi di affrontare il successo e il declino, due persone fondamentalmente deboli, insicure, come la maggior parte di noi, che affrontano la vita come meglio sanno fare.&amp;nbsp;La vita ci pone davanti a delle scelte e delle situazioni che affrontiamo quotidianamente e cerchiamo di farlo alla nostra maniera, pensando che sia quella migliore.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Con i nostri stessi occhi è difficile guardare i nostri errori e ancora di più ammetterli.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Con i nostri stessi occhi è difficile capire chi è la persona di cui ci possiamo fidare, e ancora più difficile comportarsi sempre in modo che lei si possa fidare di noi.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Ma quando poi ci rendiamo conto di alcune cose, la reazione può essere inaspettata.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Nel film i due personaggi sono interpretati benissimo da&amp;nbsp;&lt;strong style="font-style: normal; font-weight: bold;"&gt;Toni Servillo&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e Andrea Renzi; gesti, abitudini, movimenti ma soprattutto parole e modo di parlare ci fanno entrare in una realtà parallela, dove abbiamo a che fare con uomini veri e non con attori. Tutti i personaggi che girano intorno ai protagonisti sono vicini a noi: li incontriamo nei bar, per strada, in ufficio. Ci sono personaggi viscidi, mediocri e personaggi semplici, forse pure un po’ all’antica, che forse sono la parte più sana della società descritta.&amp;nbsp;La critica spietata al mondo del calcio e dello spettacolo si fonde, senza dover trovare colpi di scena eclatanti, nella descrizione dei momenti di vita quotidiana dei protagonisti, che si ritrovano spesso in completa solitudine.&amp;nbsp;La timidezza e la sobrietà di Antonio Pisapia viene congelata in due parole, quando in televisione riceve i complimenti per un goal in rovesciata lui ribadisce: “mezza rovesciata”.&amp;nbsp;La strafottenza e la spavalderia di Tony Pisapia viene espressa magistralmente nel lungo monologo finale, ma bastano anche qui tre parole, che vengono ripetute varie volte nel corso del film: “mi sono svegliato tardi”, quando motiva alla figlia la sua assenza al funerale del padre.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Il film è un cult per i fan di Sorrentino, ma in generale per i cacciatori di citazioni… Non c’è frase che rimanga dimenticata, non c’è espressione che non diventi icona; l’ambientazione napoletana, inoltre, facilita l’immaginazione (per chi è della zona) nella costruzione della connessione fra i due, punto che fino alla fine lascia in bilico lo spettatore.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Insomma, iniziamo con la meritocrazia: questo è un filmone!&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Il molosso&lt;/div&gt;</description><link>http://polsodipuma.blogspot.com/2011/04/luomo-in-piu-questo-sconosciuto.html</link><author>noreply@blogger.com (Polso di Puma)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1447234324902691150.post-2749828193054454653</guid><pubDate>Sat, 09 Apr 2011 08:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-04-09T01:33:43.562-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">complotti</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">complottide</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">complottismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">complotto</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">polso di puma</category><title>Complotto, doppio complotto e controcomplotto</title><description>&lt;h1 style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 26px; font-weight: 700; line-height: 30px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; font-weight: normal; line-height: 20px;"&gt;Dura la vita del complottista.&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;In quest’epoca malata diffidare dalla verità ufficiale diventa una virtù. Nel millennio dell’informazione non ci si può più attenere alle notizie dei quotidiani, dei telegiornali, delle radio, del web, del televideo. È tutto uno sporco gioco di interessi. Sfogli&amp;nbsp;&lt;em style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;il Giornale&lt;/em&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;em style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;la Repubblica&lt;/em&gt;&amp;nbsp;e trovi le stesse identiche notizie, seppur poste in ottica completamente opposta.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Ma qual è la verità?&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Possibile che la realtà oggettiva possa scindersi in più realtà soggettive creando infiniti universi paralleli? Più leggo e più sono assalito dai dubbi. Le Torri Gemelle? Ma chi le ha fatte crollare? Bin Laden esiste davvero, o è un ologramma? Perché quegli ebrei non sono andati a lavoro l’11 settembre? Ti sembra plausibile che gli americani si bombardino da soli? Hanno dimostrato fisicamente che un aereo non può far crollare un grattacielo, eppure… Beppe Grillo? È buono o cattivo? E Casaleggio? E Travaglio? Perché questi personaggi tacciono su banche e signoraggio? De Magistris? L’ex magistrato si è dato alla politica e ha litigato furiosamente con Grillo. Allora uno dei due mente. Per forza. Obama? Il primo presidente negro come ha racimolato i soldi per una campagna elettorale di un anno e mezzo? È vero che prima faceva rap? Era nella Scull &amp;amp; Bones? E il Bilderberg? E Di Pietro? Da eroe di tangentopoli a federalista convinto? E i rettiliani di David Icke? E&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.zeitgeistmovie.com/" style="border-bottom-color: rgb(204, 204, 204); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; color: black; font-weight: 700; outline-color: initial; outline-style: none; outline-width: initial; text-decoration: none;" target="_blank"&gt;Zeitgeist&lt;/a&gt;?&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&lt;a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/Osama-bin-laden.jpg" style="border-bottom-color: rgb(204, 204, 204); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; color: black; font-weight: 700; outline-color: initial; outline-style: none; outline-width: initial; text-decoration: none;"&gt;&lt;img alt="" class="alignright size-medium wp-image-9577" height="210" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/Osama-bin-laden-245x300.jpg" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-color: initial; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-style: initial; border-top-style: none; border-width: initial; border-width: initial; float: right; margin-bottom: 8px; margin-left: 20px; margin-right: 0px; margin-top: 10px;" title="Osama-bin-laden" width="172" /&gt;&lt;/a&gt;Io credo solo al primo e fino al minuto 4.15 della sesta puntata del secondo, poi basta. Il terzo non l’ho nemmeno visto. È tutta una manovra della Siemens. All’inizio tutti sembrano aver ragione e poi sembrano trasformarsi in grandi truffatori. A volte penso che quando questi personaggi diventano troppo famosi vengono comprati per confondere le idee ai loro seguaci. Altre volte penso che sono proprio un coglione a leggere tutte queste sciocchezze. Vado in edicola pieno di pensieri, resto imbambolato davanti la vetrinetta, indeciso se prendere la Repubblica o il Giornale. A chi darò il mio euro? Chi dirà il vero? È una scelta difficile, ho bisogno di tempo. Il giornalaio mi sorride beffardo dall’alto della sua pedana… Lui sa. Nei suoi occhi brilla uno sguardo di sfida, lui mi valuta. Lui è il giudice severo della mia coscienza. Non posso deluderlo. Giornale-Repubblica, Repubblica-Giornale. Basta, ho deciso. Con un gesto risoluto, quasi teatrale, compro Topolino.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&lt;em style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;N.B. fonte www.camminandoscalzi.it&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://polsodipuma.blogspot.com/2011/04/complotto-doppio-complotto-e.html</link><author>noreply@blogger.com (Polso di Puma)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1447234324902691150.post-5695974845941606344</guid><pubDate>Sat, 02 Apr 2011 09:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-04-02T02:16:32.049-07:00</atom:updated><title>The University Deception</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anni spesi a inseguire un obiettivo, giornate trascorse a  immagazzinare con rigore metodico date, nomi e formule, pomeriggi in cui  un raggio di sole che batte sul bianco della scrivania e sui caratteri  della pagina invita a una diserzione che non è altro che inseguire la  vita. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tanti di noi hanno dedicato agli studi universitari una parte  importante della loro giovinezza, compressi da un sistema che ci ha  rubato tempo e spazio, impedendoci spesso di guadagnare in libertà e  apertura di pensiero. Quante lezioni nozionistiche e ripetitive abbiamo  dovuto seguire per ottenere le parole che cercavamo, quelle che  contavano, dalla bocca di un professore illuminato, però quanto ci hanno  regalato quelle parole!&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/riforma.jpg" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignright size-full wp-image-9317" height="152" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/riforma.jpg" title="riforma" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’Università  resta (perfino l’Università italiana) una formidabile palestra, ci fa  crescere come cittadini, forma il carattere, oltre che le competenze  professionali, accresce la consapevolezza di sé.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In un Paese in cui la disoccupazione giovanile ha raggiunto il 30%  (dati ISTAT 2011), l’età media dei laureati specialistici è di 28 anni  (dati Almalaurea 2011), circa 2-3 anni in più della media degli altri  paesi europei. Quegli anni in più, quel tempo sprecato, è il tempo del  nozionismo, dei pomeriggi passati a ripetere ciò che dopo non servirà  più, ciò che non migliora la nostra formazione (e forse neanche la  nostra memoria a breve termine).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quei 2-3 anni in più ci rendono più stanchi e più lenti dei nostri  colleghi europei, ci rendono meno pronti a cogliere le (rare)  opportunità che si presentano.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In un mondo del lavoro paralizzato, e schiavo di clientele e  raccomandazioni, i 2 anni persi sono il primo dazio pagato… Ne  seguiranno altri: la lentezza a inserirsi, il salario più basso rispetto  alla media europea, la minore possibilità di cambiare impiego.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anni fa si cercò di ovviare a questo gap tutto italiano introducendo  il sistema del “3+2”, con una laurea di primo livello e una laurea di  secondo, in grado – almeno in teoria – di creare i presupposti per  abbreviare il percorso formativo e inserire più velocemente i giovani  nel sistema produttivo del Paese.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cosa resta oggi di quel progetto?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/universita_liquida_tutto.jpg" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-9316" height="184" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/universita_liquida_tutto-300x277.jpg" title="universita_liquida_tutto" width="200" /&gt;&lt;/a&gt; Giovani  che terminano il primo ciclo universitario a 23-24 anni, con lauree dai  nomi spesso fantasiosi e dalla spendibilità lavorativa il più delle  volte nulla. La parcellizzazione degli insegnamenti ha alimentato l’ego  ipertrofico di rettori e professori, frantumando di fatto la struttura  dei corsi universitari. Non ci è stata risparmiata una sola briciola di  nozionismo (semplicemente suddiviso tra i due livelli), non è stato  stimolato il pensiero logico, non è stata incentivata realmente la  formazione sul campo, è solo cresciuto in modo irrazionale il numero  degli esami da affrontare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In una situazione così complessa si inseriscono le risposte della  Politica: un ministro del Welfare che alcuni mesi fa dichiara che i  giovani devono essere più umili e accettare qualsiasi tipo di lavoro per  far fronte alla crisi. Parole pleonastiche, dato che da anni molti  giovani si sobbarcano fatiche che non hanno niente in comune con ciò che  hanno studiato per anni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chi è pronto, in politica, ad assumersi la responsabilità di una  riforma (quella del 3+2) che ha compromesso il destino lavorativo di  molti studenti?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chi è pronto, nei vertici del mondo universitario, ad assumersi le  responsabilità di aver spacciato agli studenti prospettive di lavoro  fasulle ben nascoste dietro corsi di laurea dai nomi altisonanti?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chi è pronto, tra ricercatori e professori, a diventare consapevole  del grandissimo potenziale umano e sociale del proprio ruolo, rimettendo  al centro lo studente e la sua formazione?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E noi… Noi saremo pronti, quando verrà il nostro turno di operare  nelle stanze dei bottoni, a non dimenticare ciò a cui pensavamo nei  lunghi pomeriggi da reclusi, illuminati dal sole primaverile, e ciò per  cui ci battevamo quando affollavamo le aule della nostra amata/odiata  Università?&lt;/div&gt;</description><link>http://polsodipuma.blogspot.com/2011/04/university-deception.html</link><author>noreply@blogger.com (Polso di Puma)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1447234324902691150.post-4419102252503647109</guid><pubDate>Tue, 22 Mar 2011 21:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-03-22T14:27:57.651-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">costo sociale</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">gioventù</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">polso di puma</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sordità emozionale</category><title>Il costo sociale della sordità emozionale - parte 1</title><description>&lt;h1 style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 26px; font-weight: 700; line-height: 30px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; font-weight: normal; line-height: 20px;"&gt;Bene, eccoci qua a perseverare nei nostri errori.&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Ad esempio quello di pensare alle nostre vite.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Si perché noi “giovani” in realtà ben sappiamo che viviamo proprio in periodo di&amp;nbsp;&lt;em style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;BEEP&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Diciamocelo! Viva il disfattismo!&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;La benzina costa troppo, i partner sono rompicoglioni, il lavoro latita, gli stipendi risalgono a prima dell’euro, gli affitti sono alle stelle e noi ce ne stiamo buoni buoni a casa di mamma a sentirci dire di metterci il cappello e di pulire la stanza..&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Beh, se consideriamo che Alessandro Magno a 33 anni aveva gia’ conquistato mezzo mondo a piedi.. siamo a buon punto!&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Ma erano altri tempi..&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;È dunque una questione di tempi? Dieci anni fa, ad esempio, i film iniziavano alle 20:30 e finivano un paio di ore dopo al massimo. Ora iniziano alle nove e non si sa quando finiscono: come mai?&amp;nbsp;Sembra una sciocchezza ma non lo è. Non lo è perchè se noi mettiamo insieme tutte queste sciocchezze ci troviamo davanti alla nostra generazione (o peggio a quella dei piu’ giovani.) Gli ex bambini (oggi come oggi non saprei come definirli) a cinque anni usano già Playstation e Xbox (per avere qualcosa di simile, dovevamo aspettare anni e anni di stipendi paterni messi da parte), usano telefonini touchscreen e hanno il pieno controllo sui genitori. A dieci anni già hanno fatto esperienze sessuali che noi a quell’età non pensavamo neanche esistessero. Le esperienze sessuali.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;I genitori, e quindi faccio un salto indietro a livello di età, sono presi dalla carriera, dal lavoro, il fitness, la linea, l’avvocato divorzista, gli alimenti, l’amante e lasciano i proprio figli a imparare i linguaggi esotici delle badanti che, importandosene ben poco, li lasciano muti e avidi emozionalmente.&amp;nbsp;Noi giocavamo a pallone in strada e loro a Gta (noto videogioco dove lo scopo è uccidere, rapinare, rubare auto, sfruttare prostitute, vendere droga e altri simpatici lavoretti).&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Mi sembra ovvio che qualcosa cambi in termini di sviluppo emotivo.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;In mezzo ci siamo noi, a metà fra il sano e l’insano. Ben drogati da anni di televisione immondizia, tette e culi, violenza e paura, insicurezza e falsi nemici da combattere, cerchiamo di mantenere vivi quei pochi valori che i genitori nostri, dopo il lavoro, hanno cercato di infonderci.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Ed è lì che ci accorgiamo di essere sempre di meno!&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Allora l’etica, la morale, il buonsenso, sistematicamente vengono soppiantante da arrivismo, menefreghismo, egoismo.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Ed è lì che il mondo subisce e paga&amp;nbsp;&lt;strong style="font-style: normal; font-weight: bold;"&gt;il costo sociale della sordità emozionale.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&lt;a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/ragazzoincappucciatourla.jpg" style="border-bottom-color: rgb(204, 204, 204); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; color: black; font-weight: 700; outline-color: initial; outline-style: none; outline-width: initial; text-decoration: none;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-9185" height="300" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/ragazzoincappucciatourla-196x300.jpg" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-color: initial; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-style: initial; border-top-style: none; border-width: initial; border-width: initial; float: left; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; margin-right: 15px; margin-top: 10px;" title="ragazzoincappucciatourla" width="196" /&gt;&lt;/a&gt;Questa mitica frase del buon psicologo è illuminante se pensate a tutte le cose che vi capitano ogni giorno.&amp;nbsp;Sono tutti presi da sé stessi, tutti incapaci di sentire quello che dice e prova il prossimo, tutti a pensare che non bisogna farsi fottere perché tutti ti vogliono fottere.&amp;nbsp;Ed ecco che i capi al lavoro sono insensibili e chiedono l’impossibile sfruttando il proprio potere, gli automobilisti pensano che tutti vogliano mettersi davanti e passare per primi, i cittadini ritengono che i negozianti vogliano imbrogliarli e vendere cose scadenti, gli inservienti pensano che dato che l’attività non è la loro devono fare il minimo indispensabile per portare a casa lo stipendio, le persone in cerca di aiuto vengono ignorate, le regole vengono derogate alla prossima volta… E a furia di pensarla in questo modo, tutti fanno in questo modo. Perché l’ha fatto lui a me e io lo devo fare ad un altro. O peggio: lo fanno tutti, proprio a me devono scoprire?&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;E noi?&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Noi sappiamo che è sbagliato tutto ciò ma quante volte ci sentiamo costretti a farlo?&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Quante volte ci mettiamo nei panni degli altri? Quasi mai.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Ed è qui che mi ricollego ai nostri tempi e alla nostra società.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Mi si potrà obiettare: è colpa della nostra società perché la società siamo noi.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;E sarei anche d’accordo. In realtà la società viene plasmata molto facilmente dal mondo d’oggi, tramite i modelli che ci vengono proposti.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Sono venti anni che vediamo gli stessi modelli e solo oggi proviamo blandamente a ribellarci. I “vincenti” degli ultimi anni sono imprenditori incalliti, politici ambigui, vecchiacci arrapati,&amp;nbsp;personaggi della tv che non sanno fare nulla a parte mostrare la loro faccia da culo, opinionisti inutili quanto dispendiosi, vallette e veline, donne che fanno successo solo grazie a vestiti e atteggiamenti ammiccanti e donne che valgono… uhm… no decisamente donne che valgono se ne vedono molto poche in tv. E allora i suicidi aumentano, gli omicidi tra minori aumentano, fioriscono le storie al Pc, Facebook diventa la droga quotidiana, aumentano i casi di depressione tra giovani, l’uso di droghe, di alcolici.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Dati statistici alla mano,&lt;em style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;&amp;nbsp;stamm ‘nguaiat&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Ora un bambino, che &amp;nbsp;da zero a 20 anni vede questo in tv e non ha sufficienti insegnamenti dai genitori impegnati al lavoro per mantenere la casa, la scuola e tutte le cose alla moda che devono comprare al figlio, come può crescere?&amp;nbsp;L’infanzia è una finestra di opportunità e sarebbe bello se tutti i bambini potessero sfruttarle tutte.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Ma non dipende da loro.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px; text-align: right;"&gt;Il molosso&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&lt;i&gt;fonte: www.camminandoscalzi.it&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://polsodipuma.blogspot.com/2011/03/il-costo-sociale-della-sordita.html</link><author>noreply@blogger.com (Polso di Puma)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1447234324902691150.post-7687634131858337084</guid><pubDate>Thu, 17 Mar 2011 14:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-03-17T07:27:10.900-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">futuro</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">italia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">welfare</category><title>Vizi pubblici e private virtù</title><description>&lt;h1 style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 26px; font-weight: 700; line-height: 30px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; font-weight: normal; line-height: 20px;"&gt;L’ultimo&amp;nbsp;&lt;strong style="font-style: normal; font-weight: bold;"&gt;G20&lt;/strong&gt;, svoltosi nel febbraio 2011 a Parigi, è stato incentrato sulla scelta degli indicatori in grado di valutare le politiche economiche degli Stati, allo scopo ridurre gli squilibri che minacciano la crescita e la ripresa economica.&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&lt;a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/tremonti-lettera-complotto-berlusconi.jpg" style="border-bottom-color: rgb(204, 204, 204); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; color: black; font-weight: 700; outline-color: initial; outline-style: none; outline-width: initial; text-decoration: none;"&gt;&lt;img alt="" class="size-medium wp-image-9092 alignleft" height="199" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/tremonti-lettera-complotto-berlusconi-300x284.jpg" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-color: initial; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-style: initial; border-top-style: none; border-width: initial; border-width: initial; float: left; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; margin-right: 15px; margin-top: 10px;" title="tremonti lettera complotto berlusconi" width="210" /&gt;&lt;/a&gt;L’Italia, attraverso il ministro Tremonti, ha caldeggiato la scelta di considerare un indicatore per il debito degli Stati che tenga conto della somma del debito pubblico e degli indebitamenti complessivi dei privati. Questo tipo di analisi dovrebbe migliorare la valutazione dell’economia italiana da parte delle agenzie di rating e scongiurare i rischi di default dei conti dello Stato: notoriamente infatti il nostro paese è caratterizzato da un basso livello di indebitamento privato: gli italiani sono un popolo di risparmiatori, molto più di altre nazioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Senza entrare nel merito degli aspetti tecnici connessi alla scelta di un indicatore finanziario di questo tipo, è interessante valutare le conseguenze sociali di un approccio di questo genere. Lo Stato italiano ha iniziato da anni una politica di progressivo&amp;nbsp;&lt;strong style="font-style: normal; font-weight: bold;"&gt;smantellamento del welfare&lt;/strong&gt;, il sistema dei servizi pubblici mediante il quale l’individuo può sentirsi davvero parte di una comunità. La progressiva diminuzione delle risorse destinate a scuola, università, trasporti pubblici, sanità, ha provocato una conseguente diminuzione della qualità di questi servizi, spesso anche per uno scarso controllo centrale sulla effettiva produttività delle strutture coinvolte e dei dipendenti che lavorano all’interno di questi enti.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Il welfare funge da strumento in grado di mitigare le differenze economiche tra i singoli ridistribuendo, sotto forma di servizi, delle opportunità per l’accesso alla cultura e alla salute anche a persone che non potrebbero permettersi le stesse possibilità pagandole attraverso strutture private.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Certificare, a livello statale, la&lt;strong style="font-style: normal; font-weight: bold;"&gt;&amp;nbsp;sconfitta di un modello sociale&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in grado di ridistribuire ricchezza significa decretare la fine delle possibilità di ripianare un debito pubblico che di anno in anno continua a crescere, tagliando le ali a qualsiasi progetto in grado di rimettere in moto l’economia.&lt;br /&gt;
Inoltre, si ribadisce implicitamente che la politica di questi anni ha incentivato l’accumulo dei risparmi privati (anche mediante l’evasione fiscale e la gestione non trasparente dei conti pubblici).&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Intervenire invece prontamente, mediante un progetto di tassazione delle plusvalenze e dei grandi patrimoni, ottenendo capitali freschi da reinvestire nel welfare, nella diminuzione del debito pubblico e negli incentivi alle imprese che producono reale innovazione, rappresenta la vera sfida – economica e sociale – che i nostri governanti dovrebbero essere in grado di affrontare.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Risorse economiche nuove per valorizzare le migliori risorse umane, in un paese sempre più ripiegato su sé stesso e sul proprio&amp;nbsp;&lt;em style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;particulare&lt;/em&gt;, sempre più vecchio, sempre più impaurito.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;fonte: www.camminandoscalzi.it&lt;/div&gt;</description><link>http://polsodipuma.blogspot.com/2011/03/vizi-pubblici-e-private-virtu.html</link><author>noreply@blogger.com (Polso di Puma)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1447234324902691150.post-9041283069852387543</guid><pubDate>Sat, 12 Mar 2011 14:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-03-12T06:38:41.831-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">disagi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">ferrovie stato</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">polso di puma</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">ritardi</category><title>F.F.S.S. Ferrovie dello Strazio</title><description>&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&lt;em style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;Come Ferrovie dello Stato avevamo&amp;nbsp;&lt;strong style="font-style: normal; font-weight: bold;"&gt;un grande sogno che oggi si è realizzato&lt;/strong&gt;: dotare il nostro paese di un sistema moderno che ci consente di riavvicinare l’Italia. I 1000 chilometri di Alta Velocità serviranno il 65% degli italian&lt;/em&gt;i”.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Con questa frase, il 5 Dicembre 2009, l’amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, commentò l’apertura della rete ferroviaria italiana ad alta velocità, comunemente nota come TAV. Secondo l’azienda e tutti i suoi dipendenti, secondo i politici di entrambi gli schieramenti e secondo il governo in carica, l’inaugurazione della TAV avrebbe rappresentato una svolta epocale per il trasporto pubblico italiano su rotaia; si marcava l’accento sull’importanza tecnologica dell’opera, che per la prima volta nella storia avrebbe permesso di percorrere la tratta Napoli-Milano in meno di sei ore. Treni efficienti, puliti, in orario, che avrebbero garantito all’Italia una posizione di tutto rispetto nel panorama europeo del trasporto e della mobilità su rotaia. Sembrava tutto perfetto, tutto da lodare, un’opera che avrebbe offerto realmente la possibilità di accorciare le distanze fisiche tra le varie zone del paese, semplificando e agevolando in maniera notevole la mobilità e lo scambio di persone e conoscenze.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&lt;a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/treni.jpg" style="border-bottom-color: rgb(204, 204, 204); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; color: black; font-weight: 700; outline-color: initial; outline-style: none; outline-width: initial; text-decoration: none;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-8842" height="225" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/treni-300x225.jpg" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-color: initial; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-style: initial; border-top-style: none; border-width: initial; border-width: initial; float: left; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; margin-right: 15px; margin-top: 10px;" title="treni" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;Purtroppo a soli due&amp;nbsp; anni di distanza, la realtà si è rivelata ben diversa: per pendolari, emigranti, studenti e lavoratori fuori-sede, e anche per tutti coloro che non possono permettersi il costo di un biglietto TAV, l’inaugurazione dell’alta velocità ha segnato l’inizio di un cambiamento profondo nella concezione italiana del trasporto pubblico in treno. Volendo trascurare (ma solo per un attimo) i tantissimi limiti prettamente tecnici e logistici dell’opera rispetto ad altri modelli europei (la scarsa sicurezza garantita ai viaggiatori, la lentezza con cui sono stati condotti i lavori a causa delle infiltrazioni camorristico-mafiose nelle gare d’appalto, le modalità nepotistico-clientelari con cui da sempre le ferrovie dello stato assumono il loro personale – dall’amministratore delegato fino all’addetto alle pulizie -), ciò che ha cambiato radicalmente il concetto di trasporto pubblico su rotaia è stata l’idea di voler investire esclusivamente sulla tratta più redditizia della rete (la Roma-Milano), subordinando a essa tutti gli altri treni e tutte le altre tratte del paese. La costruzione della TAV ha implicato nei fatti (senza alcuna obiezione da parte di aziende e governo) un notevole incremento del costo dei biglietti, un taglio del numero di intercity e regionali (in particolare di quelli a lunga percorrenza), un incremento dei ritardi degli stessi (che sono obbligati, in tutte le stazioni, a dare la precedenza ai treni TAV), ma soprattutto ha cancellato di fatto, per molte fasce della popolazione, il diritto a un trasporto pubblico, equo e accessibile. Voler investire solo sulla tratta Roma-Milano, non curanti del fatto che tutta l’Italia di provincia era ed è tuttora collegata solo da intercity e regionali, ha di fatto reso impossibile per molte persone viaggiare in treno. Con una rete ferroviaria che cade a pezzi e non raggiunge, ancora nel 2011, molte zone del paese, soprattutto al sud, con i treni intercity e regionali che rappresentano un primato nell’Occidente per sporcizia e ritardi (diventando, in alcuni casi limite, veicolo di infezioni), con un servizio ferroviario che, nel suo complesso, lascia ancora molto a desiderare rispetto ai nostri cugini francesi o svizzeri, l’unica priorità di Ferrovie e governo è stata quella di far sì che tra Roma e Milano si arrivasse in meno di cinque ore, a un prezzo inaccessibile per la maggior parte della popolazione (trascurando invece il fatto che è ormai quasi impossibile andare in treno da Modena a Reggio Calabria).&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;La priorità di un paese realmente democratico dovrebbe essere garantire alla maggioranza della popolazione di poter viaggiare in condizioni decenti a un prezzo ragionevole. La TAV ha creato un’Italia che viaggia veloce e ha il lusso del&amp;nbsp; Wi-Fi e una seconda Italia che è costretta spesso a trascorrere il viaggio in un bagno sporco e puzzolente (basta prendere un intercity nei giorni caldi delle festività natalizie o pasquali). Giusto per la cronaca: mentre scrivo, il treno su cui sto viaggiando, TAV 9530 del 28/02/2011, partito da Napoli alle 14:50, sta arrivando con 60 minuti di ritardo nella stazione di Bologna, a causa della rottura dei vetri di dieci finestrini. Siamo proprio sicuri che questo sia il modo migliore di gestire le “Ferrovie dello Stato”?&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;Fonte: www.camminandoscalzi.it&lt;/div&gt;</description><link>http://polsodipuma.blogspot.com/2011/03/ffss-ferrovie-dello-strazio.html</link><author>noreply@blogger.com (Polso di Puma)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1447234324902691150.post-2908105641896742511</guid><pubDate>Mon, 07 Mar 2011 12:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-03-07T04:34:18.650-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">futuro</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">giovani</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lobotomia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">mediaset</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">polso di puma</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">rai</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">televisione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">tv</category><title>Hobby: guardare la tv??</title><description>&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&lt;em style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;Possiamo anche far finta di niente.. ma è così impossibile.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;L’unico modo per sopravvivere è quello di spegnere la televisione (ma serio.)&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/televisione-ragazzi.jpeg" style="border-bottom-color: rgb(204, 204, 204); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; color: black; font-weight: 700; outline-color: initial; outline-style: none; outline-width: initial; text-decoration: none;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-full wp-image-8669" height="259" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/televisione-ragazzi.jpeg" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-color: initial; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-style: initial; border-top-style: none; border-width: initial; border-width: initial; float: left; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; margin-right: 15px; margin-top: 10px;" title="televisione-ragazzi" width="384" /&gt;&lt;/a&gt;Ma tutti questi milioni di italiani che affollano i divani e si accalcano davanti ai loro mega impianti dolby per vedersi fiction, tg-fiction e reality-fiction, come fanno?&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;È possibile che veramente siano interessati a quelle cose che si vedono e si sentono? È possibile che uno Sgarbi faccia alzare l’audience quando dovrebbe nauseare? E non ditemi che è una persona colta, perchè una vera persona colta non fa il pagliaccio in televisione. Ma ho fatto il suo nome perchè tutto sommato, con i suoi tormentoni (capra, culattoni raccomandati) riesce a farsi ricordare per cose dementi e demenziali.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;strong style="font-style: normal; font-weight: bold;"&gt;Questo è un argomento trito e ritrito, ma forse è ritrito male.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Ragazzi miei, uomini e donne, amici di maria ma non solo, parliamoci chiaro: è&amp;nbsp;inammissibile che in televisione bazzichino personaggi come Licio Gelli, Moggi, Platinette, Signorini, che parlano osannati dai servetti e dalle&amp;nbsp;&lt;strong style="font-style: normal; font-weight: bold;"&gt;servette-starlette di passaggio&lt;/strong&gt;, passaggio di mano e di macchina verso serate all’insegna della prostiperdizione e della morte delle dignità.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;È noioso ed inutile far parlare&amp;nbsp;&lt;strong style="font-style: normal; font-weight: bold;"&gt;politici decrepiti e immorali&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;su questioni importanti e fondamentali per il futuro del Paese, politici che passano piu’ tempo alle cene mondane e in tv invece che in Parlamento o in studio a decidere quali possano essere le migliori scelte per il nostro Paese. Politici che fanno ricorso al lifting più che alla lettura e alla cocaina più che al dialogo costruttivo..&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Ma mi scoccia anche citarli.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;È deleterio che vengano trasmesse&amp;nbsp;&lt;strong style="font-style: normal; font-weight: bold;"&gt;pubblicità dove dio (quel famoso dio bianco e buono e giusto che vive in cielo)&amp;nbsp;si fa corrompere per un caffè&lt;/strong&gt;, dove a qualsiasi cosa (antipulci, succhi di frutta, colla, francobolli e articoli da tabagismo) vengano associate sempre ragazze seminude ed ammiccanti.. il fatto che questo sia il sistema più usato per l’attrazione verso un prodotto la dice lunga sul livello culturale del Paese.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;È deprimente scoprire che i migliori programmi sono trasmessi ad orari improbabili, che per mandare certi messaggi bisogna fare programmi incomprensibili ai più tipo blob, che i programmi migliori culturalmente devono essere soggetti sempre a critiche o a stroncature. Mi viene in mente il programma di Baricco di molti anni fa ormai, che si chiamava.. non mi ricordo più, ma giusto perché non se ne è piu’ parlato e non hanno fatto repliche mille anni consecutivi come le isole dei resuscitati e i grandi fratelli di secondo letto.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Pero’ era veramente serio, ma serio.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Allora ecco che interviene la pay-tv dove si puo’ avere tutto, programmi assurdi, documentari inutili, partite di tutto il mondo, approfondimenti su sport mai immaginati pagando ancora.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Ma pagando in che termini?&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Il fatto di avere Rai e Mediaset come reti “nazionalpopolari”, a parte il canone, ci sta costando molto: &amp;nbsp;&lt;strong style="font-style: normal; font-weight: bold;"&gt;il futuro dei nostri pargoli e il presente delle nostre pargolette mani&lt;/strong&gt;, ormai tese ad arraffare soldi e toccare corpi di volontarie donne oggetto.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Ci sta costando l’abbrutimento della nostra personalità, l’aumento dell’aggressività, della competitività fra civili e fra incivili,&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;l’appiattimento del discorso culturale, la perdita di valori sani a scapito di quelli insani, &amp;nbsp;la violenza gratuita e l’amore a pagamento.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Ma non voglio dare tutta la colpa alla televisone ed ai suoi autori, alla fine basta saper scegliere. In Italia ultimamente non si può scegliere molto.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Tutto sommato le reti private regionali danno buoni spunti: film di Totò, i gol del Napoli degli anni di Maradona possono bastare come razione quotidiana di tv.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;em style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;“Tutto il resto è piscio”&lt;/em&gt;&amp;nbsp;(cit.)&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px; text-align: right;"&gt;&lt;em style="font-style: italic; font-weight: normal;"&gt;&lt;strong style="font-style: normal; font-weight: bold;"&gt;Il molosso&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 5px;"&gt;&amp;nbsp;Fonte: camminandoscalzi.it&lt;/div&gt;</description><link>http://polsodipuma.blogspot.com/2011/03/hobby-guardare-la-tv.html</link><author>noreply@blogger.com (Polso di Puma)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1447234324902691150.post-7395426626312841611</guid><pubDate>Thu, 03 Mar 2011 10:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-03-03T02:52:13.420-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">bird</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cinepanettone</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">milan</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Nord Africa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">razzismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ruby</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sud</category><title>La chiusura del cerchio</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ibra, Boateng, Pato. Il Milan ha meritatamente battuto il Sud. 3-0, tutti i gol nel secondo tempo. Una vittoria importante sia in chiave scudetto, sia in chiave federalismo. Basta, bisogna scindersi. Europa Unita, Trattato di Lisbona, eurocrisi, ma l’Italia va divisa. Il Sud è sporco, Roma ladrona, il Molise una merda. Baciamo le mani alla mafia, alla Libia, a Gheddafi. Ma dov’è la Libia? Non mi ricordo mai, dopo l’Algeria? Prima della Tunisia? Al Nord dell’Africa, al Nord. Capite? Bombardiamoli quei libidinosi-illibati-libertini libici. E sapete il vero problema qual è? Eh, quei marocchini verranno tutti qui in Italia. Ad immigrarci, ci immigreranno! Lampedusa affonderà, i semafori si affolleranno. Ci ruberanno il lavoro. Ma Gheddafi ha già la soluzione in tasca: 500 dinari ad ogni abitante di Tripoli, e se sei furbo&amp;nbsp; puoi passare anche due volte. E Nelly Furtado? Dà in beneficenza il milioncino di dollari ricevuto dal colonnello. Capite? Quella cantava ai 4 venti che gli piaceva l’uccello (i like the bird) e adesso è indignata! E noi qui a parlare di RubyRubacuori, Rubinho, Ruby Tuesday, Rubifragi nelle Marche, Bora a 180 all’ora, Bondi non si sente più protetto. Ma chi, Massimo Bondi? Ma allora è vero, il cinepanettone l’ha depauperato. Ora tanto uscirà “Amici Miei - come tutto ebbe inizio”. Con Cristian De Sica e Ceccarini. Ambientato nel 1500. Monicelli si è risuicidato. Ma i soldi andranno drittidritti nelle tasche di Aurelio, e l’anno prossimo? Sarà il Napoli a battere il Nord. E il cerchio si chiude.&lt;/div&gt;</description><link>http://polsodipuma.blogspot.com/2011/03/la-chiusura-del-cerchio.html</link><author>noreply@blogger.com (Polso di Puma)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1447234324902691150.post-2195798355991374432</guid><pubDate>Fri, 25 Feb 2011 19:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-02-25T11:03:14.347-08:00</atom:updated><title>una serata multisalata</title><description>&lt;div&gt;"...m&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'arial narrow', sans-serif;"&gt;i&amp;nbsp;&lt;/span&gt;piace il cinema e parecchio per  questo mi chiamano vecchio...". Stamattina mi sono alzato con Caparezza in  testa; il cinema è cultura, il cinema è arte...ma voi ci andate al cinema? &lt;div&gt;Io ci sono andato ieri, e non al cinema, alla multisala...allo  SpeisCinema!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Partiamo dal fatto che qui a Bologna siamo fortunati: se trovi un buco per  la macchina in quel parcheggio da centomila posti (che se il buco è lontano  dall'ingresso facevi prima a scendere di casa a piedi per andare allo Space), il  massimo che ti può capitare è un ambulante che ti vuole vendere una rosa o una  scimmia urlante, a seconda che quella sera tu sia uscito con la fidanzata o con  l'amico. Che poi passi per la rosa, ma davvero non so cosa potremmo poi farci io  e Tony al cinema con un pupazzo di scimmia che urla, ma vabbè...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A Napoli invece, per dirne una, la portiera dell'auto te la viene ad aprire  un tizio dall'aria truce, che nonostante tutto pensi: "cazzo, sono avanti allo  Space! Manco fossimo arrivati in Bentley nera fuori all'Hotel Excelsior sul  lungomare!"...e invece capisci subito che il fine non è un'inusitata galanteria  ma: "Capo una cosa a piacere!"; gli dai una moneta da due euro, e lui invece di  ringraziarti incalza: "Sono 5!". Piacere 'o cazz' pensi tra te e te, già  bestemmiando per non esser rimasto a casa a vederti che so Amici, Floris, o il  Grande Fratello. Ma a quel punto sei lì, e allunghi la banconota  rassegnato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Torniamo a Bologna però...essere emigrato ha tutti i suoi mille risvolti  positivi!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Appena metti piede nel cinema ti assale una puzza di hamburger e  pop-corn...le luci del multisala sono da pista centrale del Metropolis, ma  dall'odore non sai se sembra più un McDonald o un luna park di periferia, quelli  che montano e smontano ad ogni festa di paese. Assiepati vicino al gioco dei  peluche, quello della pesca miracolosa, c'è un gruppone di ragazzetti, sui  dicassette-diciotto anni, quasi tutti nordafricani e ingellatissimi. Parlano  bolognese stretto e quella sera hanno deciso di regalare alle loro donne Winnie  the Poe e Minnie; in dieci minuti hanno cambiato alla cassa già 15 euro, che se  andavano al mercato con quei soldi si compravano lo stock della Walt Disney, con  incluso nel prezzo anche Gargamella e i sette nani.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La mia ragazza mi tira per la manica della giacca, sono le 22e25 e a mezza  inizia lo spettacolo; mi ricorda che siamo in un cinema e non capisce perchè  abbia quell'aria assorta da antropologo appena arrivato sul luogo dello studio  etno-culturale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ci apprestiamo a fare il biglietto; c'è un macello di gente, ma ci sono  anche 15 casse per cui è meno dura del previsto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"O prima centrale o indietro laterale" fa il tipo dietro al vetro con  cuffie e microfono da call center, la cui voce arriva super amplificata al di  qua del vetro, come alla biglietteria della stazione centrale. Ho già provato il  torcicollo una volta in prima fila, per cui senza esitazione optiamo per  l'indietro laterale...male che vada a centottanta metri dallo schermo ti  sembrerà di stare a casa davanti alla tv, ma sempre meglio che due ore con la  testa rivolta al cielo, come un ufologo o Cavani!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Diciassette" ordina il microfonato. Sganci, e pensi che forse quella sera  Zalone e Cetto la Qualunque sono in sala per una piece teatrale prima del film,  perchè se no non si spiega!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Una volta trovata la sala 9, ti metti alla ricerca del posto numerato,  quello indietro-laterale...ed è veramente indietrissimo! Sono le 22e32 e tiri un  sospiro di sollievo, molli un bacio sulla guancia alla tua donna e bisbigli:  "Giusto in tempo!".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non sai (antico e vetusto che non sei altro) che in questi maxi-cinema non  c'è intervallo, e quindi la dose di pubblicità cui hai giustamente diritto,  avendo pagato solo otto euro e cinquanta a cranio, te la devi ciucciare prima  del film, tutta in una botta, tutta a luci spente, tutta con la gente che  commenta felice la prossima uscita delle nuove app per l'aifon 4, tutta tutta  così...che, vi giuro, alle 22e55 ancora non è iniziato sto cazzo di film.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ne ho già le palle piene e ormai il film è l'ultimo ostacolo per poi non  ritornare mai più in una multisala.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per un'ora e mezza il sottofondo è d'inferno...sgranocchiare equino di  miliardi di pop corn; scoppiettare pirotecnico di gomme e caramelle azzeccose;  scrosciare fragoroso di buste di patatine a tutti i gusti del mondo; sfiatare  loffoso di bottiglie da mezzo litro di pepsi e fanta; e poi risate, risate e  risate ad ogni esclamazione del pelato sul grande (neanche tanto da qua giù)  schermo. A me, e non sono uno che ha la risata difficile, ci saranno state tre o  quattro battute che mi hanno fatto sorridere; e dico sorridere non per distacco  spocchioso-intellettuale da tutto sto macello, ma perchè tutte quelle scene le  avevo già viste almeno dieci volte a: Che tempo che fa, Parla con me, Coming  Soon, Domenica in, Domenica cinque, Domenica insieme, Domenica del Signore,  Domenica nell'arena, Domenica Sportiva (non c'è veramente un cazzo da fare la  domenica quando piove e il Napoli ha giocato l'anticipo il sabato sera).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per fortuna non c'è l'intervallo, penso a mezzanotte e venti, starà per  finire. Manco per il cazzo! Finirà all'una meno cinque e sarebbe scivolato via  più sbarazzino Metropolis di Fritz Lang o Inland Empire in lingua originale con  sottotitoli in francese (anni fa da universitario umanistico bolognese mi è  capitato davvero).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Esco spossato e distrutto, voglio respirare un po' di aria fresca e  nebbiosa e correre a letto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;"Forse ci consolava far l' amore, ma precari in quel senso si era  già&lt;br /&gt;
un buco da un amico, un letto a ore su cui passava tutta la  città.&lt;br /&gt;
L'amore fatto alla "boia d' un Giuda" e al freddo in quella stanza di  altri e spoglia:&lt;br /&gt;
vederti o non vederti tutta nuda era un fatto di clima e  non di voglia!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E adesso che potremmo anche farlo e adesso che problemi  non ne ho,&lt;br /&gt;
che nostalgia per quelli contro un muro o dentro a un cine o là  dove si può..." &lt;div&gt;&lt;br /&gt;
Per fortuna dentro alla macchina attacca Guccini con Eskimo...forse un  tempo il cine era anche quello.&lt;br /&gt;
La mia ragazza, stanca anche lei, tornando a  casa mi ricorda che lo Space Cinema fino a qualche tempo fa si chiamava  Medusa...il padrone è sempre lo stesso, come FI che diventa pidielle e poi  partito dell'amore.&lt;br /&gt;
Ora torna tutto...la prossima volta mi sto a casa a  vedermi per l'ottocentesima volta "L'uomo in più". &lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=QPJuBrySw5E"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=QPJuBrySw5E&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://polsodipuma.blogspot.com/2011/02/una-serata-multisalata.html</link><author>noreply@blogger.com (Polso di Puma)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1447234324902691150.post-1461317562397673179</guid><pubDate>Wed, 23 Feb 2011 23:44:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-02-24T03:23:51.729-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">calcio</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">calcio di puma</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">champions</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">inter</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">italia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">milan</category><title>Il calcio e l'Italia</title><description>Questo non è un post sul calcio. Questo è un monito per chi ci tiene al futuro della nostra nazione.&lt;br /&gt;
Premettendo che me ne frego del calcio perchè sono un appassionato di numismatica vorrei solo porre l'attenzione su quello che è successo nelle ultime settimane.&lt;br /&gt;
Le grandi squadre italiane, blasonate, ricche e piene di scudetti sono ai primi posti del campionato. Non parlo del Napoli ovviamente, che ancora non è piena di scudetti.&lt;br /&gt;
Nell'ultima di campionato il milan e l'inter hanno vinto grazie a clamorosi errori arbitrali. Poi in coppa, prima la roma, poi il milan e poi l'inter, hanno banalmente perso le partite e le staffe.&lt;br /&gt;
Lo sapete perchè?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Perchè il calcio italiano è lo specchio della nostra cultura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Italia funziona esattamente cosi': i ricchi e i potenti fanno i padroni dove possono, un po' con compravendite, un po' con ricatti, un po' con sudditanza psicologica fanno il loro comodo, dirigono aziende senza averne le qualità, durano a fronte di comportamenti immorali e fraudolenti, capeggiano dove possono imporre il loro modo di pensare.&lt;br /&gt;
Ed è questo modo di pensare che ci sta fottendo, tutti quanti, te compreso, mio simile, mio amico.&lt;br /&gt;
Il fatto che tutti vogliono vivere al di sopra delle proprie possibilità, che la legge si puo' sempre aggirare, che vince il piu' prepotente o quello con piu' conoscenze, è uno stile di vita che attecchisce sempre di piu' tra i giovani e i ragazzini odierni.&lt;br /&gt;
Nessuno piu' vuol fare un lavoro manuale, perchè siamo tutti dottori.&lt;br /&gt;
Nessuno piu' vuol tenersi il cellulare vecchio perchè siamo tutti all'avanguardia.&lt;br /&gt;
Nessuno piu' vuol ammettere di aver votato S.B. perchè appena cadrà devono essere pronti a saltare dall'altra parte.&lt;br /&gt;
Nessuno piu' vuol stare dall'altra parte perchè qualcuno se lo compra al mercato.&lt;br /&gt;
Ed è cosi' che nasce questo clima di invidia perpetua, di competizione globale, di guerra fra poveri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ed è cosi' che quello che succede al governo, succede nel calcio, succede nella scuola pubblica, succede nelle aziende, succede sui pulman, succede nel traffico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E come cantava Gaber: e l'italia rideva e scherzava.. e parlava di calcio nei bar.&lt;br /&gt;
Siamo cosi' bravi a non interessarci di quello che succede nel nostro paese che se ce ne interessassimo saremmo perfetti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il molosso</description><link>http://polsodipuma.blogspot.com/2011/02/il-calcio-e-litalia.html</link><author>noreply@blogger.com (Polso di Puma)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1447234324902691150.post-3656081630597314936</guid><pubDate>Tue, 22 Feb 2011 22:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-02-22T14:20:01.521-08:00</atom:updated><title>Noi e il Maghreb</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;style&gt;
@font-face {
  font-family: "Times New Roman";
}p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal { margin: 0cm 0cm 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: "Times New Roman"; }table.MsoNormalTable { font-size: 10pt; font-family: "Times New Roman"; }div.Section1 { page: Section1; }
&lt;/style&gt;    &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La rivolta contro i dittatori di Medio Oriente e Maghreb riempe, in questi giorni, le cronache dei nostri mezzi di comunicazione. I tragici fatti libici, le immagini dei cadaveri martoriati nelle strade hanno rimpiazzato gli stantii dibattiti sui presunti abusi sessuali del premier.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;L’entrata dirompente, nelle nostre menti, dei drammi che si vivono a poche miglia dalle nostre coste dovrebbe ampliare l'attenzione verso ci&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt;"&gt;ò&lt;/span&gt;  che ci circonda. Questo Paese è da troppo tempo incapace di uno sguardo vero sul resto del mondo ed è ripiegato pericolosamente su se stesso, anche nella sua agenda pubblica, paradigma collettivo dei nostri egoismi privati. Perfino dopo fatti di tale gravità, lasciandosi guidare dai temi che i giornalisti televisivi (con poche lodevoli eccezioni) e i politici ci propongono in questi giorni, emerge una società impaurita dalle conseguenze che la crisi nordafricana provocherà in Italia, dal punto di vista economico, energetico e dei flussi migratori. Buio totale sulle morti, le ferite (del corpo e dell’anima), le città sventrate, le famiglie separate dal mar Mediterraneo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Non siamo in grado di guardare i nostri concittadini maghrebini, che vivono ormai da molti anni nelle città italiane, con un minimo di empatia o di attenzione per la loro condizione, nemmeno ora, e mentre con i nostri comportamenti quotidiani neghiamo spesso loro i diritti, loro vagano nelle strade buie, preoccupati di far meno rumore possibile, sforzandosi di essere invisibili, e in questi giorni con un peso in più sul cuore. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;</description><link>http://polsodipuma.blogspot.com/2011/02/noi-e-il-maghreb.html</link><author>noreply@blogger.com (Polso di Puma)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1447234324902691150.post-5531116424995391958</guid><pubDate>Wed, 16 Feb 2011 23:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-02-16T15:30:54.424-08:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attualita'</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Intro di polso</category><title>Perche' ci vuole polso? E perche' di puma?</title><description>&lt;div style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;"&gt;Buonasera a tutti,&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;"&gt;da oggi avrete a disposizione uno strumento per entrare a conoscenza di fatti e misfatti della societa', partendo dalla condizione del viaggiatore pendolare a quella del tabagista incallito, da quella del venditore ambulante di scimmie a quella dell' imprenditore fallito. In altre parole non verra' descritta la societa' che sta sotto i riflettori, ma quella che permette il funzionamento degli stessi. Tabagisti, emigranti, sfruttati, precari, giovani, vecchi, infortunati, malati, sfortunati, carcerati, venticinque-trentenni che, se non sanno che lavoro fare, se non sanno in che citta' vivere, se non sanno con chi vivere, se non sanno quali calzini e mutande scegliere al mattino, che sanno?&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;"&gt;Questo e' uno dei grandi interrogativi di oggi, oltre agli altri...Vi assicuriamo che la lettura settimanale di questo blog vi rinfranchera' lo spirito, ma soprattutto vi avvicinera' alla verita' (comunque da parte nostra nessuna presunzione, solo un atto di grande umanita').&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;,Courier,monospace; text-align: justify;"&gt;A presto&lt;/div&gt;</description><link>http://polsodipuma.blogspot.com/2011/02/perche-ci-vuole-polso-e-perche-di-puma.html</link><author>noreply@blogger.com (Polso di Puma)</author><thr:total>4</thr:total></item></channel></rss>