<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-4224138841582230010</atom:id><lastBuildDate>Mon, 30 Mar 2026 21:41:20 +0000</lastBuildDate><category>Facebook</category><category>maschilisti in rete</category><category>misogini in azione</category><category>maschilismo</category><category>negazionismo</category><category>PAS</category><category>Padri separati</category><category>Statistiche</category><category>cronaca</category><category>Consultori</category><category>Bufale anti-donna</category><category>campagna contro la difesa delle donne</category><category>false accuse 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Marzo</category><category>AIDS</category><category>Autodeterminazione</category><category>Barilla</category><category>Convenzione di Istanbul</category><category>Dispotismo</category><category>Elisa Claps</category><category>Francia</category><category>Friuli</category><category>India</category><category>Introduzione</category><category>Jacopo Fo</category><category>LIbia</category><category>Laura Boldrini</category><category>Le iene</category><category>Legge Tarzia</category><category>Maschile Plurale</category><category>Nessma</category><category>No alla violenza sulle donne</category><category>Occupazione femminile</category><category>Popolo Rosa</category><category>Repubblica Ceca</category><category>Ru 486</category><category>Sportelli antiviolenza</category><category>Teresa Lewis</category><category>Tribunale dei 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Nato il 5/9/2010. Blog di autodifesa antimachista. Diffidate dalle imitazioni dal contenuto misogino e antifemminista!</description><link>http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (No alla violenza sulle donne)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>168</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4224138841582230010.post-2441732822817143917</guid><pubDate>Mon, 07 Jul 2014 20:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-07-07T22:37:17.481+02:00</atom:updated><title>Appello a Repubblica per una informazione  che non beatifichi gli assassini di donne e bambini</title><description>&lt;h5&gt;   &lt;br /&gt;&lt;font style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/h5&gt;  &lt;h4&gt;&lt;font style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;Ne ho parlato &lt;a href=&quot;http://noviolenzasulledonne.blogspot.it/2014/07/le-donne-si-possono-uccidere.html&quot;&gt;qui&lt;/a&gt; poco fa. Di articoli pessimi sul femminicidio o sulla strage familiare del giorno ce ne sono ad ogni amaro appuntamento. Se dovessimo metterci in fila per protestare con ogni redazione un giorno sì e l’altro pure ci sentiremmo come nell’atto di svuotare il mare col proverbiale cucchiaio o bicchierino o secchiello, che dir si voglia. Anzi, no, ci sentiamo già così. Ogni tanto ci si illude che un appello collettivo, un seminario, &lt;a href=&quot;http://www.articolo21.org/2013/09/convenzione-di-istanbul-e-media-un-incontro-per-cambiare/&quot;&gt;un convegno al senato&lt;/a&gt;, possano indurre il mondo del giornalismo alla responsabilità collettiva, perché di responsabilità si parla. Il modo in cui si racconta la realtà va a sostituirsi alla percezione della stessa. I mezzi si fanno formatori del pensiero e possono creare alibi morali. Possono anche offendere la memoria delle vittime, offendere le loro famiglie oppure, come in questo caso, offendere persone ancora vive ma non in grado di difendersi. Non abbiamo bisogno di rinnovare la colpevolizzazione delle vittime, la famosa &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Colpevolizzazione_della_vittima&quot;&gt;rivittimizzazione secondaria&lt;/a&gt;. È un processo quotidiano e spontaneo che si autoalimenta.      &lt;br /&gt;Le vittime non vincono mai, nemmeno moralmente, non in questa nazione che vive la presenza femminile come una presenza di servizio. Subiscono spesso una vita infernale, subiscono la morte, talvolta una morte particolarmente crudele e subiscono anche la solidarietà verso i loro aguzzini, la diffamazione post mortem.      &lt;br /&gt;Le donne non muoiono mai abbastanza. Non soddisfano mai abbastanza l’incredibile risentimento maschilista che non riesce a trovare il proprio bandolo ed a risolversi in un’autoanalisi. Subiscono anche l’onta della distorsione del significato di “vittima”, confuso spesso con quello di “succube”, e questa interpretazione di una parola, come al solito, vale solo o soprattutto per le donne, sottoposte ad un rigido standard moralista che non lascia comunque mai una via di scampo.      &lt;br /&gt;Ripubblico la schermata dell’articolo per il quale è stato scritto l’appello che ripropongo qui sotto.      &lt;br /&gt;      &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiyGoCyGGychWHrurSIH3UvJh6xuUdwXb45a9R0a24L1TUWPr6k9g_QSm8iwpIWm3OQB-liQkVkGc0DbiFwwAgyJAou4fEfBsFdsXKgzVF9z-ya8LqoFqwWsBI38IYBkvkTIG8_r-wro0c/s1600-h/repubblica%252520articolo%25255B4%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;repubblica articolo&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;repubblica articolo&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhQrDJd9l_U3OlvTlCKifwhiey4G6yCXd14SQyIz7siG7aKO9w9j17hvng_o5KTLx3cWCrNHXILZ3W-eoxKiYFiHAMsmpxkGf0P4L-9Tkr2eyoV63QuOVwzzVERL4o0Wf69Kw7d5u4r43s/?imgmax=800&quot; width=&quot;724&quot; height=&quot;542&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;    &lt;br /&gt;&lt;/h4&gt;  &lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;  &lt;h4&gt;   &lt;br /&gt;&lt;font style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;Se si presenta come “padre modello” un aspirante stragista che non ha avuto neppure il tempo materiale di dimostrarsi un padre degno di questo nome ed ha colpito alla testa una ragazza di 24 anni, un’amica di questa ragazza ed un bambino di 2, se si presenta la fine di una relazione come un “cortocicuito” e poi al tempo stesso si riferisce che era “un tipo geloso” che c’erano state discussioni, che si era forse “allarmato” perché la ex si stava rifacendo una vita, se si descrive contemporaneamente anche l’armamentario rinvenuto nell’ auto di un uomo spinto da metafisici “rabbia, paura e risentimento”, come fossero forze con una volontà capace di sostituirsi a quella di un uomo di 32 anni, ecco, si stanno offendendo migliaia di persone in un colpo solo, anche la loro intelligenza, e si sta trasmettendo una benevolenza ingiusta, intollerabile verso un atto che non può avere comprensione.     &lt;br /&gt;C’è comprensione solo verso gli uomini che uccidono donne e bambini come se la loro fosse una decisione obbligata e sofferta, inevitabile, e non una prepotenza intollerabile analoga alla mafia, una mafia familiare.&lt;/font&gt;    &lt;br /&gt;&lt;font style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;L’assassino decide, anche quando ha solo frazioni di secondo e in questo caso aveva già deciso quando è sceso di casa con una pistola carica. L’assassino dà vita ad un processo nella propria testa, un processo dispotico dove non c’è parola per la difesa. L’assassino stabilisce una sentenza di morte. Questa è una nazione dove si consente agli uomini di emettere sentenze di morte contro le donne che ledono la loro sovranità. Ciò ci rende simili a quell’Afghanistan, a quel Pakistan, a quell’India che sono sbattuti ogni giorno sui quotidiani nel tentativo di spostare la realtà della violenza patriarcale lontana da noi.     &lt;br /&gt;Contemporaneamente in questa nazione si ingannano e riducono alla disperazione le strutture antiviolenza private e con decenni di esperienza sul campo con la beffa di un &lt;a href=&quot;http://www.direcontrolaviolenza.it/ai-centri-antiviolenza-solo-le-briciole-dei-finanziamenti-stanziati-e-il-resto-dei-fondi-a-chi/&quot;&gt;contributo economico&lt;/a&gt; che suona come un’altra sentenza e che non consentirà neppure il pagamento delle bollette.      &lt;br /&gt;Contemporaneamente &lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/03/stalking-e-maltrattamenti-niente-piu-arresto-preventivo-nemmeno-per-i-piu-pericolosi/1047979/&quot;&gt;si abolisce la carcerazione preventiva ed il fermo domiciliare&lt;/a&gt; per gli accusati di stalking e maltrattamenti.       &lt;br /&gt;Tutto questo va in una sola direzione univoca.      &lt;br /&gt;      &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;font style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;Ecco il testo dell’appello apparso sul sito &lt;a href=&quot;http://www.inquantodonna.it/al-direttore-de-la-repubblica/&quot;&gt;In quanto donna&lt;/a&gt; che vi chiediamo di divulgare ed al quale vi chiediamo di aderire&lt;/font&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;em&gt;Al Direttore de La Repubblica&lt;/em&gt;&lt;/h4&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;Al Direttore de la Repubblica     &lt;br /&gt;Ezio Mauro&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;Gent.mo Direttore,&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;desideriamo esprimere il nostro profondo disappunto per l’articolo a firma Michele Bocci, pubblicato sull’edizione odierna de La Repubblica. Il “paese sotto shock” di cui si legge nel titolo non è (solo) quello in cui la vicenda descritta si è svolta, ma è (anche) quello in cui tali gravissimi fatti continuano ad essere narrati con simile facilità di stereotipi.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;A meno che l’aggressore, protagonista della vicenda, non sfilasse per Armani o Prada- e ciò non risulta, essendo descritto come barista e meccanico –&amp;#160; sembra alquanto inappropriato definire un uomo che ha sparato al proprio figlio e alla madre di quest’ultimo come un “padre modello”.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;L’articolo sciorina quasi tutta la serie dei luoghi comuni sulla violenza, dal “gesto inaudito” alla “donna che forse amava ancora”. La realtà è che due donne e un bambino sono stati feriti gravemente in un’aggressione certo non improvvisata (lo stesso giornalista parla di un binocolo, una fionda ed un coltello, oltre alla Beretta semiautomatica calibro nove).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;Chi compie questo genere di reato non è quasi mai preda di un raptus, né affetto da patologie mentali. Si tratta per lo più di uomini cresciuti in un contesto culturale, quale quello del nostro paese, che evita di dare al femminicidio la giusta dimensione criminale.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;Se non si comincia a dare la corretta informazione su questi crimini quotidiani, rischiamo di rimanere sempre un “paese sotto shock”.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;In attesa di un Suo cortese cenno di riscontro.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;Emanuela Valente (&lt;/em&gt;&lt;a href=&quot;http://www.inquantodonna.it/&quot;&gt;&lt;em&gt;www.inquantodonna.it&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; )     &lt;br /&gt;      &lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Segue la lista delle firme.&lt;/p&gt;  </description><link>http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2014/07/appello-repubblica-per-una-informazione.html</link><author>noreply@blogger.com (No alla violenza sulle donne)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhQrDJd9l_U3OlvTlCKifwhiey4G6yCXd14SQyIz7siG7aKO9w9j17hvng_o5KTLx3cWCrNHXILZ3W-eoxKiYFiHAMsmpxkGf0P4L-9Tkr2eyoV63QuOVwzzVERL4o0Wf69Kw7d5u4r43s/s72-c?imgmax=800" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4224138841582230010.post-3374468258376599834</guid><pubDate>Mon, 07 Jul 2014 17:12:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-07-07T20:29:00.584+02:00</atom:updated><title>Le donne si possono uccidere</title><description>&lt;p&gt;   &lt;br /&gt;I bambini, eh, i bambini no, non si toccano.&amp;#160; Quante cose si imparano leggendo i commenti agli articoli sul femminicidio.&amp;#160; E quante cose si imparano leggendo gli articoli sul femminicidio, cosa ancora più grave.    &lt;br /&gt;Nei commenti, le donne uccise da ex fidanzati, compagni, amanti o mariti si trasformano magicamente ed istantaneamente in ex mogli e quindi mefistofeliche megere, a prescindere dal loro status effettivo. Non c’è più femminicidio che non sia strumentalizzato da commentatori del &lt;a href=&quot;http://www.massimolizzi.it/2013/06/mascolinismo-contro-le-donne.html&quot;&gt;movimento maschile&lt;/a&gt; per fare pressione per l’approvazione &lt;a href=&quot;http://maschileplurale.it/cms/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=620:giu-2012-qcritiche-alla-pas-e-ai-ddl-sullaffido-condivisoq-glenzi-e-vspada&amp;amp;catid=65:sex-and-the-city&amp;amp;Itemid=55&quot;&gt;dell’affido condiviso forzato&lt;/a&gt;. Spariscono le fidanzate, spariscono le amanti, spariscono conviventi, donne corteggiate, mamme, nonne, sorelle e vicine di casa. Ogni donna uccisa viene descritta come ex moglie. Perché?&amp;#160; Ma come perché? Non lo sapete che oggi “ex moglie” è un altro dei nomi di Satana?&amp;#160; Ogni donna uccisa faceva sicuramente parte di quella informe massa di sfruttatrici di poveri padri separati, verosimilmente era anche fedifraga, immonda e perfida zoccola, insomma, se lo è certamente meritato.&amp;#160; Ogni povero assassino è stato costretto, capite, per legittima difesa, per riacquistare la libertà dai vincoli o talvolta per prendersi un &lt;a href=&quot;http://www.oggi.it/attualita/notizie/2014/06/27/strage-di-motta-visconti-scoperte-due-polizze-vita-carlo-lissi-ha-ucciso-moglie-e-figli-anche-per-interessi-economici/&quot;&gt;simpatico premio assicurativo&lt;/a&gt; e farsi, magari, quella meritata vacanza in Thailandia o Brasile che tanto sognava. Ci piange il cuore nell’immaginare la sua mano levata per armare la pistola o raccogliere il coltello o portarselo da casa o procurarsi una balestra o portarsi dietro benzina e fiammiferi, eccetera,&amp;#160; comunque innocente e succube di una forza misteriosa&amp;#160; quanto giusta ed ineluttabile chiamata “rabbia” (o proprio al limite “gelosia”, per farci una concessione, perché in realtà, sapete, alcuni commentatori pensano che le vittime ai loro assassini facessero così schifo che non si potesse parlare di gelosia, figuriamoci un po’ di possesso).&amp;#160; Eh bisognerebbe proprio arrestare quelle due disgraziate che sono Rabbia e Gelosia. Non per niente sono termini al femminile e ciò che è femmina è diabolico e malvagio, si sa.&amp;#160; Pertanto, le giustificazioni vengono meno solo davanti ai bambini. I bambini no: “I bambini non si toccano”. I bambini.&amp;#160; Maschi. Quelle altre lì, quelle cose coi codini e gli abitini rosa, perdono ogni status di difendibilità a partire dalla prima mestruazione. Talvolta anche prima.    &lt;br /&gt;In Italia il valore di una vita si misura con il suo grado di esposizione alla sessualità. Più sei giovane e meno ne sai di sesso e quindi sei più puro e meno meritevole di morte. Il contatto sessuale, invece, contamina. Naturalmente contamina solo le femmine. Se hai 4 anni, sei stuprata e uccisa, il tuo assassino è un indiscutibile mostro. Se sei stata stuprata e uccisa a 13 anni, probabilmente lo hai provocato perché “le ragazzine di oggi”… Se hai più di 18 anni si parla di te come di una navigatissima nave scuola il cui valore di mercato e umano si approssima allo zero con l’aumentare dei tuoi partners sessuali.&amp;#160; Aumenta l’esperienza sessuale di una ragazza e diminuisce il valore della sua esistenza e la pietas relativa. Se hai sopra i 30 anni e ad ucciderti è stato tuo marito, eri sicuramente una Santippe, una scassaminchia col patentino. Sicuramente non eri solo una zoccola ma pure sulla via del disfacimento fisico. Poverino, lui ti doveva pure scopare, con tutta la carne fresca che si vedeva attorno. E allora un pover’uomo si vede intrappolato ed è COSTRETTO a macellarti. L’atto gli porta un discreto numero di fans adoranti. Diventa quasi una rockstar, un idolo delle folle, tra giornalisti ipocriti e malcelatamente misogini e attivisti dei diritti del maschio selvatico.    &lt;br /&gt;Questa è la deriva che, se risalita, porta a considerare feto ed embrione il non plus ultra dell’innocenza e quindi del merito alla vita e le loro ospitanti, quei contenitori che se li portano in giro, come solo fameliche e sporche zoccole che facevano meglio a tenere le cosce chiuse.    &lt;br /&gt;Non è cambiato molto dai tempi in cui una vergine stuprata valeva un risarcimento al padre (con il matrimonio riparatore) e una donna non vergine se stuprata poteva essere assassinata assieme al suo stupratore: le donne si valutano ancora in base al loro valore commerciale il cui imene è sigillo di garanzia e non in base alla loro natura umana.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Questo il tono dei commenti all’ultima, per ora &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/cronaca/2014/07/07/news/perugia_aggressore_morto-90930451/?ref=HREC1-6&quot;&gt;tentata, strage&lt;/a&gt;.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgzSrwy8OR9T35X4arYoH3TbXhrqSEbV_D7gF_RLXl1zlbP_lKL7TKbKmpzFdEp_Di1qcFeMmUCbIEya0eACvFcmfgV5KsPxIqXDwIk36IC6sZZLW-CnnQjtbeleTbYrnfl9jcObLlRsLY/s1600-h/Le%252520donne%252520si%252520possono%252520uccidere%2525201ed%25255B5%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Le donne si possono uccidere 1ed&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Le donne si possono uccidere 1ed&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiZUFFt9XozScNchMIKg3J2r1Nb7qfWEruI3B31uGEVed2xZjnZSkuTu3U5Pn8Ym_kbhndRvUcMMO3SGoyqHkL0lNm1apX0DDviDdownXT0slkhr4rWxhi6AWAfj2ELmS4ueggd2xSXwc8/?imgmax=800&quot; width=&quot;504&quot; height=&quot;329&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhFItdlWYymRxcOFjyB8ZW-y4QXLRnXIP-Ay-yHjm3OGsWfrg0RB5q5WVmLOunVDLhXG_4oq44q8m7OhL_uc0qxwXkAG3A_3A87ZgysBiq3LTLWjArE0etUJroJD2izrE5x4PG3goYuFsU/s1600-h/Le%252520donne%252520si%252520possono%252520uccidere%2525202ed%25255B4%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Le donne si possono uccidere 2ed&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Le donne si possono uccidere 2ed&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgjAks3uFSKewqKS5i09Vcq83768YmTk_V-JB5ANWVPmKRbHLbkwZGJAPRZhu4JIYKi2ViFKrrZP7NLsEwsAzL5lK4QFZy3loSeetQMpu-7sy8j0xU29tXg2-n82SHGE3bgFlPN7dHz1wk/?imgmax=800&quot; width=&quot;504&quot; height=&quot;335&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh4SesOK6zmlHvOYCNUkrUvwLQ3k-ba3ogTpsmYP9-ev8f92dlllk4EoFopjN7b7ci1pS8w-zdBhj8cEQp2JAYOSEM9onCiyH5Y_lm6wPopzQI_WsGFnj9gIfL9LgR4j_tDWqq0tkcqPeE/s1600-h/Le%252520donne%252520si%252520possono%252520uccidere%2525203ed%25255B4%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Le donne si possono uccidere 3ed&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Le donne si possono uccidere 3ed&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi74zAljaCOwE9BxXcc8321kXGnsl2AoE_e5TNtbFqvZjq6HLo8mX9xqqoFtT0DyqssAPnXSZLA7a6-w3Bq6NPSuE0XaCb3lSI5QfDHiwNK7PoRHoj19G1P26sE4ZjGbogCVnsSIKDWMQc/?imgmax=800&quot; width=&quot;504&quot; height=&quot;169&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;  &lt;p&gt;   &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg-_IldrQ7rMPFEj3A11fnfIMLox4Cw1xVymv4niFLnO32TxIOgrd2SaJTiG3DNnXrWfKrEvz2PXW6V2cADD4Xz3GFbTfcgLTxg3Zg8_rZYMMAQzD7BU36ZrpYdXaCfnv_Uf2Kc67_Puow/s1600-h/Le%252520donne%252520si%252520possono%252520uccidere%2525204ed%25255B4%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Le donne si possono uccidere 4ed&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Le donne si possono uccidere 4ed&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgYusWy6ur-Z-oRYE7vOmAiV-Db3UQmuRxwfr7E73klVKJQtDmfPUf4lKHEGk6KYKjN9q6oZes_2Aw1hbJBNPW-_q-HYdkiDQfFiy7-n7bJqzYsbXKsi73WBtuSpe50TgF_m7VXcuF4Yf4/?imgmax=800&quot; width=&quot;504&quot; height=&quot;238&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjyZw5LEjVRqGTKeg_cn0BNdi4eJlyRoenxtUtNmnfFuFEF4Sv-GYgXwhDHYlLkIuqqoOEPapQ2qi2ed4wt9kJ-r3zO9bzI0z6LEwmLf0wtgtSAo8CTct0PtEJg-jIhPO9qnsBlJfFRzJE/s1600-h/Le%252520donne%252520si%252520possono%252520uccidere%2525205%252520ed%25255B4%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Le donne si possono uccidere 5 ed&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Le donne si possono uccidere 5 ed&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh1RSFUdZMAhYmYsFNExLg99YuqwDqpnn-7T9vB0Nz1e1nfuicka_3oL9q2hngNLjxYoeop6vD8jZ6XxLtNBp8z6DljMz9L_2YIqbtXC2kiQ7A40HOLPEzxepb4n7NotRbK484qEPxJ-HI/?imgmax=800&quot; width=&quot;504&quot; height=&quot;143&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi6JX47alkvRLIH2q_yxD8Vbh3v_WFx8NsXAxijc_TiYaWfi0GX_n86iF22oXZCckmkDVIZBv4OUpHxrps4lPhCXuJUjnqqyeUjsr89v79ckshRAU-b43zb6-ElJBIxI3i8PTOVJJ47e-E/s1600-h/Le%252520donne%252520si%252520possono%252520uccidere%2525206%252520ed%25255B4%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Le donne si possono uccidere 6 ed&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Le donne si possono uccidere 6 ed&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh-jpHyf-H1hihb3wGYHYzaVIvYt6IKZbWN32bwtFnU3JP5AcJgJcyNJQ2j_glI3Mde9PK5L5dmy1jBgAZcqIvzleIP_SVXl4DkYO6L06HWl_e-BSZdeCsoCdoVCjjBRx-LTzqRoA6ELYE/?imgmax=800&quot; width=&quot;504&quot; height=&quot;282&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhIBKTPx13b0J6lIHLjziu75CNgll9Y7Fmo44O3EnZfVnMahvfQVhnsOpT55NgQ4SkPR1ANLGlfV0_-5zgvvz-_ZzavfGevZvr5RDY8wA6iYYWqkdapePfPzUr5OjrCQr9YoLoUWDLzLs0/s1600-h/le%252520donne%252520si%252520possono%252520uccidere%2525207%252520ed%25255B4%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;le donne si possono uccidere 7 ed&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;le donne si possono uccidere 7 ed&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhL0TqYrX_r8LwJSKtF-AZgEI82YptF8R13rlDQOJi8-V5QAxeMi9l6k7VvdmkRFf3zOZP-l_YyUGhpurQwbn71wz1pRy__SXeDmyUPtQxuEnMxTx0Wx018Wl4F2_yRLs0LSC276Qo4KeM/?imgmax=800&quot; width=&quot;504&quot; height=&quot;83&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Riassumendo, ogni diritto della donna in quanto essere umano viene descritto come un indebito privilegio ed un sopruso verso il genere maschile. Le tutele per il coniuge economicamente debole, che si corrispondono in una minoranza dei casi, che equivalgono a poche centinaia di euro, vengono spacciate per un fantomatico grasso ricatto che farebbe nuotare le ex mogli nell’oro. La cosa grave è che ci sono persone che credono davvero a queste assurde, colossali disinformazioni e non si documentano.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Come &lt;a href=&quot;http://www.causadiseparazione.it/focus/statistiche_matrimonio_e_divorzio_in_italia.html&quot;&gt;riportato dall’Istat&lt;/a&gt;: &lt;em&gt; “ Nelle &lt;/em&gt;&lt;a href=&quot;http://www.causadiseparazione.it/&quot;&gt;&lt;em&gt;cause di separazione&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; vengono stabiliti dal giudice i provvedimenti di natura economica a favore sia del coniuge ritenuto economicamente più debole sia dei figli: questi due contributi (comunemente detti &lt;/em&gt;&lt;a href=&quot;http://www.causadiseparazione.it/assegno_mantenimento.html&quot;&gt;&lt;em&gt;assegno di mantenimento&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;) sono tra loro indipendenti e cumulabili. L’assegno di mantenimento viene previsto nel 20,6% delle separazioni e nel 98% dei casi spetta al marito corrisponderlo mensilmente. L’importo medio dell’assegno di mantenimento è più alto al Nord (520,4 euro) rispetto al resto del Paese (447,4 euro), ma il numero degli assegni è molto più elevato al Sud rispetto al Nord. “ &lt;/em&gt;&amp;#160; quindi si parla di mantenimento del coniuge solo nel 20,6% dei casi, un quinto dei casi, e di una media sotto i 500 euro. Una cifra con la quale sfido chiunque a darsi alla bella vita.     &lt;br /&gt;Il 98% dei mariti è una percentuale certamente sbilanciata ma ciò è dovuto al fatto che la disoccupazione femminile è superiore a quella maschile e che il lavoro delle donne è inferiormente retribuito, quindi trovare una donna che guadagni più del marito al punto da vedersi assegnare il dovere del mantenimento è un evento tanto raro da riguardare solo il 2% dei casi. Non è un privilegio, è uno svantaggio. Significa che le donne in questa nazione non sono in grado di provvedere a se stesse, sono incluse nel mercato del lavoro solo come lavoratrici a basso costo e non possono permettersi di diventare madri senza perdere il lavoro, per quel famigerato fenomeno chiamato “dimissioni in bianco”.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Queste cose le abbiamo già spiegate decine di volte ma le smentite e la verità hanno stranamente gambe molto più corte e deboli delle menzogne misogine. Così pure l’affido condiviso è ormai la prassi nel 90% dei casi, talvolta comprendendo anche i casi di violenza domestica denunciata e persino condannata almeno in primo grado.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Allego qui anche &lt;a href=&quot;http://www.altalex.com/index.php?idnot=43660&quot;&gt;un documento per calcolare l’importo dell’assegno&lt;/a&gt;. Conviene perdere qualche minuto per fare due conti e concludere che un falso problema è stato montato e nutrito ad arte ed usato per assolvere, almeno moralmente, degli assassini e distorcere i fatti, a gravissimo detrimento delle donne italiane.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Non esiste alcuna nazione “più civile” che veda l’assenza del mantenimento. La tutela del coniuge meno abbiente non è un privilegio ma uno stratagemma dello Stato per evitare di ritrovarsi addosso una massa di donne e bambini senza casa e senza denaro. Sopperisce il ruolo dell’antica “dote”, che fungeva da assicurazione per la donna che veniva ripudiata e poteva tornare in possesso del denaro paterno col quale sopravvivere. E non è un supporto eterno. Viene a cessare se e quando la donna trova lavoro.    &lt;br /&gt;Le uniche nazioni mondiali in cui il tasso di femminicidi è più basso sono quelle islamiche, che notoriamente non hanno una legislazione egualitaria, di rado consentono un vero e proprio divorzio e quando lo consentono equivale ad una sorta di ripudio “soft” dove l’ex marito ha un diritto indiscutibile su beni e figli. Non possiamo neppure essere certi del numero di femminicidi in determinate nazioni islamiche a causa della violenza sommersa e della mancanza di diritti e di informazione, quindi sostenere che vi si uccidano meno donne grazie all’assenza del mantenimento è una corbelleria, per usare un eufemismo.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Negli altri commenti si ripropone il ruolo della donna come di un ammortizzatore, non solo economico ma anche della violenza maschile. È proprio una donna a suggerire che gli assassini si sfoghino sulle prostitute, come se fossero ancora meno umane delle ex mogli e quindi di valore inferiore. Nello stesso commento la signora in questione si immedesima anche nella madre del violento, ribadendo il cliché della responsabilità materna sull’educazione dei figli maschi e sollevando di nuovo i padri dalle responsabilità.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Il resto è un coro di “i bambini no”. Un coro che continuava in altri commenti che non ho shottato e questa non è una selezione di vari articoli ma una collezione presa dallo stesso articolo sullo stesso sito che non voglio menzionare né linkare solo per eccesso di tutela della privacy altrui.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Per carità, sono d’accordissimo: è spietato ed inumano uccidere un figlio ma non faccio distinzioni sulla sua età, sul suo sesso, sulla sua moralità e non è normale né accettabile fare una classifica di gravità dell’omicidio dove le donne siano vittime tollerabili.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Ma ancora più grave è che questi concetti siano espressi più elegantemente da un giornalista su un quotidiano come Repubblica. Lo shot che segue è preso in prestito da una utente che se vuole essere citata e ringraziata può scrivermi (intanto io la ringrazio comunque).    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgzrUIZqBC_CWzB3Q9B_QoOYGV1qmqsnzaaW8Qhu7MmTDB7k4QF3IlOxUUaS0DWGgli1ey9ujeLPf0uVhZLOzAQ6te90D7pJwcomjKFBlXWkNes7QwI32Ccyu_nGlVdTBXI4bXcvXQlEZs/s1600-h/repubblica%252520articolo%25255B5%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;repubblica articolo&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;repubblica articolo&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEis_dZX_M0-cmQ6-zM4UTsT-qbzWemerUyJxMwHvZPKRWDTbSRFOWHuzFFq867OkgopXWsH-cW6xk4sx6YhO3T7haia72cKq0YQXUGwKPO2DcKuM6UBVnDgExa7scFDknAZZyDraS5w87M/?imgmax=800&quot; width=&quot;704&quot; height=&quot;527&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Questo articolo sta comunicando a tutti gli uomini d’Italia che amore e assassinio sono la stessa cosa. Che amore e possesso sono la stessa cosa. Che uccidere per l’impossibilità di tollerare che un altro uomo un giorno entri nella vita di un figlio al quale tu hai comunque accesso, che mai ti sostituirà come padre, è un gesto di amore.    &lt;br /&gt;Questo articolo dice che uscire di casa armati con coltello, fionda, binocolo e pistola carica, con l’intenzione di tagliare il futuro ad una ragazza e ad un bambino è amore.    &lt;br /&gt;Questo articolo dice che anche se puoi vedere il tuo bambino tutte le volte che vuoi tu e nessuno te ne sta privando, sei autorizzato a “rompere il giocattolo” per essere sicuro che non ci sia nemmeno una lontana probabilità che un altro lo utilizzi al posto tuo.    &lt;br /&gt;Questo articolo dice agli uomini italiani che saranno compresi e perdonati quando uccideranno una ex ed i loro figli, saranno definiti “padri modello”, infangando anche il buon nome dei padri modello che non hanno mai torto un capello a nessuno.    &lt;br /&gt;Questo articolo mette a rischio tutte le altre donne della nazione il cui ex compagno stia adesso tentando di elaborare il fallimento del progetto familiare e Repubblica lo consente.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Ma allora che stiamo perdendo tempo a fare? Perché non chiedere una depenalizzazione del femminicidio, anzi, no, dell’omicidio delle megere (visto che il femminicidio non esiste, secondo lo stesso genere di commentatori)? Si stava così bene quando c’era il delitto d’onore che oggi quei tempi sono rimpianti da tutte le direzioni.&amp;#160; Alcuni dei commenti peggiori sono scritti da donne, quindi c’è un consenso femminile al femminicidio, finalmente. Quando ci sbrighiamo a metterlo in regola?    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Trovandoci in prossimità di riforme costituzionali, allora, la mia proposta è di ritoccare quel maledetto art. 3 che garantisce l’uguaglianza, anche quella di genere. Che disastro che è stato quel maledetto articolo!    &lt;br /&gt;Abroghiamolo, oppure ristrutturiamolo!     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj26O7xX7vtMSfEHsbmQ_wLgCoZDW2MJWH_QmUfib4HPeU4hDW_2959Tn9MuHVxrLF4lyusxvIFb-P62olpKKDxV0hyphenhyphen_49PqwQFIBHbinvXrWfvBHTMsvzJUmNKT4_i-wULP5eyC1jfqh0/s1600-h/art3%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;art3&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;art3&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEitQXODZGsCH_jIrzvuNWuCJmx6mBfPnLq36IC1qmu1suVwk7oKW8cXFmp6RvWQxBu-XcCGfD36yeSPALOjc4il9r9qbleS54XbbxQwxl7XAKEwGcZ463d-QHXyJDP4jmVT_D8iv0bfrAg/?imgmax=800&quot; width=&quot;644&quot; height=&quot;143&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Propongo di aggiungere “ maschi eterosessuali” a tutti i cittadini e di cancellare “senza distinzione di sesso” oppure di sostituirvi “ senza distinzione di dimensioni del sesso”.&amp;#160; Al punto che recita: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli” aggiungerei un “non” davanti a “rimuovere” oppure la sostituzione del verbo “conservare” a “rimuovere”.   &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Il risultato sarebbe all’incirca questo:     &lt;br /&gt;“ Tutti i cittadini maschi eterosessuali hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di dimensione del sesso,&amp;#160; senza distinzione di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche (fatta eccezione per le opinioni anticapitaliste), di condizioni personali e sociali.    &lt;br /&gt;È compito della Repubblica conservare gli ostacoli di ordine economico e sociale e che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, blah blah…”    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Ci aggiungerei anche una specifica del tipo: “ La Repubblica è tenuta a garantire l’inferiorità delle cittadine di sesso femminile e di tutti i cittadini esclusi dal genere maschile eterosessuale” e via,&amp;#160; ci vuole un po’ di lavoro ma finalmente abbiamo la società civile unita e concorde, faremo in un lampo, cosa aspettiamo? Ma perché pensare in piccolo? Pensiamo in grande!&amp;#160; Per esempio l’istituzione di un titolo di merito per gli assassini di donne, specialmente di ex mogli. L’iscrizione in un albo speciale, un premio in denaro e una dotazione di corpi femminili vivi (o morti, a seconda delle preferenze soggettive, uno poi lo specifica nell’apposito modulo di autocertificazione) per consolare gli assassini (quelli che hanno scelto di non suicidarsi) dello spavento che si sono presi nel vedere tutto quel sangue, nel tagliarsi accidentalmente, o per l’esplosione dei colpi dalle armi da fuoco.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Edit.    &lt;br /&gt;Dimenticavo Pannella. Che c’entrerà mai il commento su Pannella? Pannella è visto come il patriarca che ci ha concesso il divorzio. Un referendum&amp;#160; popolare non conta per chi vive di nostalgie di maschilismi passati e se non si tiene conto di un referendum perché si dovrebbe mai rendere conto del fatto che questa vicenda non riguarda un divorzio ma una relazione sentimentale chiusa prima di arrivare al matrimonio?    &lt;/p&gt;  </description><link>http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2014/07/le-donne-si-possono-uccidere.html</link><author>noreply@blogger.com (No alla violenza sulle donne)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiZUFFt9XozScNchMIKg3J2r1Nb7qfWEruI3B31uGEVed2xZjnZSkuTu3U5Pn8Ym_kbhndRvUcMMO3SGoyqHkL0lNm1apX0DDviDdownXT0slkhr4rWxhi6AWAfj2ELmS4ueggd2xSXwc8/s72-c?imgmax=800" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4224138841582230010.post-7320405831444227028</guid><pubDate>Wed, 25 Jun 2014 23:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-06-26T01:01:49.713+02:00</atom:updated><title>Le prostitute vanno pagate. La sentenza sancisce il diritto al pagamento</title><description>&lt;p&gt;   &lt;br /&gt;La storia è questa: una giovanissima nigeriana prostituita non ottiene il pagamento ed invia una serie di messaggi pieni di ovvia rabbia e probabile intimidazione al cellulare dell’uomo che l’aveva precedentemente usata e si era poi rifiutato di corrisponderle il risarcimento pattuito.    &lt;br /&gt;Lui la denuncia per estorsione. Si va a giudizio. La sentenza assolve la donna dal reato di estorsione (dai 6 ai 20 anni di reclusione), derubrica il reato a “violenza privata”, condannando la signora a 4 mesi di carcere, ammette la presenza del vuoto normativo che ha consentito all’uomo di rifiutarsi di pagare il risarcimento, &lt;strong&gt;&lt;u&gt;sancisce il guadagno della donna come giusto&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt; e afferma qualcosa di rivoluzionario per la morale italiana: la disparità di potere tra la donna prostituita ed il compratore della “prestazione” sessuale.    &lt;br /&gt;Assolvendo la donna dall’estorsione, legittima la sua richiesta di pagamento. La condanna riguarda solo la modalità esasperata con cui questa richiesta è avvenuta.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Leggo ed il Messaggero riportano la vicenda con un titolo simile, dal potenziale altamente fuorviante perché insiste su un dato di fatto preesistente alla sentenza&amp;#160; e dalla sentenza semplicemente riportato alla luce:     &lt;br /&gt;ad oggi, purtroppo, non esiste legge che obblighi il “cliente” a pagare la prostituta.    &lt;br /&gt;Ciò non equivale al consenso di rifiutare il pagamento alla donna prostituita, altrimenti questa sarebbe stata incriminabile per estorsione. Richiedere il pagamento non è estorsione ma giusto profitto.    &lt;br /&gt;La sentenza, quindi, stabilisce esattamente il contrario e cioè che &lt;u&gt;&lt;strong&gt;la richiesta da parte della prostituta è giusta e va rispettata&lt;/strong&gt;&lt;/u&gt; e che il “cliente” gode di una posizione di potere che lo privilegia.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Questo il titolo del Messaggero. L’articolo relativo lo trovate cliccando &lt;a href=&quot;http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/prostituta_non_puo_pretendere_essere_pagata/notizie/764708.shtml&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjrqDevUh1In-r3N4jVpaFdlstCNv6BGt9vfA5zIkS_ThVzLsFY5O5v-P0Q1kjspyLyOALeCC1C_tZc8Hcma_KSDr3MS4or8fUEzBKXXXOtZSscRzqI1VgUv9x0NWdOgi0_0bBCE2usgnM/s1600-h/Messaggero%252520prostituta%252520pagamento%25255B5%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Messaggero prostituta pagamento&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Messaggero prostituta pagamento&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiRzSGxwTMZ1WcVRPYjjaLi7GR9ZdNHwQWc5Y3KmfiY9C7_YoRenWdouKivpEvQ25Eqdb77euvdPsDvkq577o9bv4AYUyBbK9fnP7ZBlxXGpI4MuqqW_9GQFhTluoSM2MhhAbQGy5mGMxI/?imgmax=800&quot; width=&quot;498&quot; height=&quot;299&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Questo è il titolo di Leggo. L’articolo relativo lo trovate &lt;a href=&quot;http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/prostituta_pagata_cliente_rifiuto_giudici/notizie/764684.shtml&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg9knbKy6ej7PhhVooMFP8NtN6XI1S3i3oEn-6uShqAfvs0znR_TWUl6XJtiy1GpxvRizwwIl095nmzVr7qgk07UXGV6H-Le_JS35JPeo4RprrTtJN_rxWVQ5yeVT3jmtmwjToRo1D8zho/s1600-h/Leggo%252520rifiuto%252520pagamento%252520prostituta%2525201%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Leggo rifiuto pagamento prostituta 1&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Leggo rifiuto pagamento prostituta 1&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjvZMkEwXD5f9c0YLuUuz6E5s-JAi9eoJIFIsIU6AUF5QQMLfXex81qxBTns6nkccP_F8aGZrcejaepYMQMBtuWpV0qpYHLQP98Qjf3MIF1wDPFD_5a03nR7rSpP0knJqchrF-EbQKQ5aQ/?imgmax=800&quot; width=&quot;504&quot; height=&quot;232&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;  &lt;p&gt;   &lt;br /&gt;La foto che accompagna l’articolo su Leggo è la solita foto di natiche femminili &lt;strike&gt;su un piatto &lt;/strike&gt;su un letto, più adatta a veicolare messaggi erotici che ad una notizia di cronaca che riporta il riconoscimento di un abuso di potere su una donna.&amp;#160; Un pezzo di culo su un letto e foderato da una mutandina sexy non è esattamente il tipo di foto che aiuta a comprendere il dramma di essere considerate e trattate come oggetti, piuttosto aiuterebbe un pappone a pubblicizzare il suo bordello ma non un uomo a capire che lì sotto c’è una sentenza che sostiene che acquistare una prostituta è un atto immorale.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;L’innovazione della sentenza è esattamente il contrario di quanto suggerito dai titoli fuorvianti.    &lt;br /&gt;Il Tribunale di Roma, infatti, conferma la prostituzione come non contemplabile nelle accezioni riferibili &lt;a href=&quot;http://www.brocardi.it/codice-civile/libro-quarto/titolo-vii/art2035.html&quot;&gt;all’art.2035 del codice civile&lt;/a&gt; : l’attività prostitutiva, essendo anche legale nella nostra nazione, non è condannabile neppure in senso morale in quanto non offende il “buon costume”, non è contraria alla decenza (dando al “buon costume”, finalmente, un senso etico e non un senso moralista).    &lt;br /&gt;Chi offende il “buon costume” (che finalmente, ribadisco soddisfatta, viene distinto da quella ipocrita “decenza” per la quale si pretende di ghettizzare le prostitute, relegandole in zone nascoste alla vista dei benpensanti) è colui che approfitta della condizione di inferiorità della donna o della ragazza (o della ragazzina) per ottenere da lei una “prestazione” sessuale. Nel caso specifico, inoltre, parliamo di un uomo italiano, socialmente integrato, un professionista, e di una ragazza nigeriana, verosimilmente giunta qui attraverso trafficking. La disparità di potere sociale ed economico tra i due attori della vicenda è evidente.    &lt;br /&gt;A queste conclusioni i giudici sono arrivati anche attraverso l’analisi dei dati italiani ed europei sul fenomeno.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Finalmente un tribunale italiano che afferma ciò che la rete abolizionista ripete da tempo: il potere è nelle mani dell’acquirente, non in quelle della prostituita, a maggior ragione se vittima della tratta.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Repubblica titola molto diversamente dagli altri due quotidiani riportando la vera sostanza della sentenza.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj43sBudEx-LsLEqr9GVqnISllbPURGI12c7pq6TftJV558RbYaVjckLl38vzV3BQSSjcShZga7ZwyRURFPKrvjrmyaP-PJje04Ce3SawR762dUVvR_RTtK_bYkrUI0kMJMFysgmvyw3dY/s1600-h/Repubblica%252520prostituta%252520pagamento%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Repubblica prostituta pagamento&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Repubblica prostituta pagamento&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgHCCXVwI7ksjUyOM1F6Sw8SryMm0mvf1RaIXxaThK-pNkQsYt0TLSoqoUw_I73haTryrE6Zk7Ij0M1oI_KpJI9qoPq-xrFht4fa25ZjfS8CwsvLyXF4-fvY08_W8B23mm8Alw2EMATh0A/?imgmax=800&quot; width=&quot;587&quot; height=&quot;484&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;L’articolo completo lo trovate &lt;a href=&quot;http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/06/25/news/tribunale_la_prostituta_ha_diritto_ad_essere_pagata_un_profitto_giusto-89982754/?ref=HREC1-17&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;I tre titoli messi a confronto sono del tutto opposti.    &lt;br /&gt;I primi due ad un lettore frettoloso, pigro o semplicemente incapace di comprendere un testo, potrebbero dare l’impressione di un avallo legale al rifiuto di corresponsione del pagamento.     &lt;br /&gt;Qualcuno potrebbe leggerli e stasera stessa decidere di usare una prostituta e rifiutarsi di pagarla.     &lt;br /&gt;Essendo massiccio nella nostra nazione il ricorso maschile alla prostituzione di persone di ogni genere ed età, da stasera potremmo avere una serie di spiacevoli episodi legati alla lettura di questi titoli e molte schiave, molte vittime della tratta, potrebbero essere sfruttate, abusate senza ricevere neppure la somma per la quale si sono prestate.    &lt;br /&gt;La ragazza di turno, vista la sua condizione di straniera, spesso di clandestina e certamente di sfruttata, potrebbe decidere di non protestare e di non pretendere di ottenere ciò che invece questa sentenza ha sancito: il diritto al pagamento.    &lt;br /&gt;Addirittura la sentenza dice di più, dice che&lt;strong&gt;&lt;u&gt; la prostituta potrebbe intentare causa civile&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt; per ottenere il suo risarcimento, riconosciuto finalmente come legittimo anche in assenza di adeguata normativa.    &lt;br /&gt;Tuttavia non è facile per una prostituita sostenere le spese per una causa civile e non sono molt* le avvocate e gli avvocati che si prestano per l’assistenza volontaria.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;font style=&quot;background-color: #9c85c0&quot;&gt;&lt;strong&gt;Non una sola ragazza, donna (e neppure un solo ragazzo o uomo) in più merita di essere abusat* senza neppure ricevere in cambio il denaro con il quale liberarsi dei vincoli dello sfruttamento o con il quale sopravvivere&lt;/strong&gt;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Non voglio saltare a conclusioni ma non è così che si fa la cronaca. Se parliamo di una sentenza si dovrebbe riportare quanto stabilito da questa e non quanto già noto e preesistente ad essa.   &lt;br /&gt;Non ripeterò per l’ennesima volta la predica sul potere della stampa ma le proteste, gli appelli, i convegni che sono stati promossi fino ad ora sono stati inutili se questo è il risultato, se questo è il modo di fare informazione su questioni così delicate.&lt;/p&gt;  </description><link>http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2014/06/le-prostitute-vanno-pagate-la-sentenza.html</link><author>noreply@blogger.com (No alla violenza sulle donne)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiRzSGxwTMZ1WcVRPYjjaLi7GR9ZdNHwQWc5Y3KmfiY9C7_YoRenWdouKivpEvQ25Eqdb77euvdPsDvkq577o9bv4AYUyBbK9fnP7ZBlxXGpI4MuqqW_9GQFhTluoSM2MhhAbQGy5mGMxI/s72-c?imgmax=800" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4224138841582230010.post-4443020020766113717</guid><pubDate>Tue, 24 Jun 2014 21:25:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-06-24T23:26:45.048+02:00</atom:updated><title>Trogloditi alle urne. Insulti ed auguri di stupro alle politiche. Stavolta tocca a Boschi.</title><description>&lt;p&gt;   &lt;br /&gt;Continua la gogna mediatica come strumento per sobillare l’ira tra i grillini. Dopo&amp;#160; laura Boldrini, Maria Novella Oppo, Laura Boldrini,&amp;#160; Gad Lerner, Laura Boldrini la vignettista Laura Pellegrini (Ellekappa), tanti altri giornalisti, editorialisti o personaggi politici e Laura Boldrini, in questi giorni è il turno della ministra Boschi.    &lt;br /&gt;Non mi addentro nella questione. Non voglio sapere perché si sia guadagnatail suo giro di gogna, sono disinteressata completamente a questo governo, che non credo mi rappresenti né ci rappresenti.    &lt;br /&gt;Però sono stata a fare un giretto tra i commenti per un rapido reportage.    &lt;br /&gt;Ecco quello che ho letto:    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjR9Bx-0Lh4bZlIX9J4crL5FshaaUZHz3zvlMOKGpGrx0O20kjOpi0mFy0tYK3IShYi5OOcWoQHcOqPLB3Bh4XVbZLQu1r1y1KPp76IPHEM6BH5VkQxwcjdurw_37kM5Dn7e-m5sOJ-AKQ/s1600-h/Boschi%2525209%25255B2%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Boschi 9&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Boschi 9&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgDfQpuJwGEMHPqYBUiH3J6ULbMwl3ltVD4JYMLXiHgH6r06BVlXYqpBaTfyuDMSKrzGnZ_KdphC6O0Ir3G4I5P0nzE6YPR-9VaBrtnnUy0AC_heiMimvW42OMslcMEUHcjiqMUUNrT5VI/?imgmax=800&quot; width=&quot;372&quot; height=&quot;55&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;                        &lt;p&gt;Si parte dai classici bottana e bagascia…   &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiK2iin6D9LNxlFsMQ3o-SDUvlTYgiGfY7O4nb_u-VCGk7C31UVw7ogoc_Utosh_Q9dIrHfs70pRFRErrdYacYKqgzfP07Sg9ZOJyu19YsYm3OAJY8afQvoZ04u-vUUQTy6n_MSHrv2rLk/s1600-h/Boschi%2525203%25255B7%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Boschi 3&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Boschi 3&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhCrAQq6xHsf-za8BMVUVxNGbwnlHDkiRHyZAnRjV8KEC51PgnN32cGvpgLB5f_yU_q1CjHOEVJBQS3pIiBoVCY4RWJet_kqNLZ2FomVc2tZrMFPaZ7ktRMVx2cQvK2gfkEkNck7EuUDrQ/?imgmax=800&quot; width=&quot;466&quot; height=&quot;157&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Si passa per i classici del sessismo per cui una donna, soprattutto se bella, non è capace di fare politica ma solo “qualcos’altro”, ovvero, è buona solo come oggetto sessuale.   &lt;br /&gt;E meno male che è “gnocca”, ovvero una grande vagina ambulante che si userebbe volentieri.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj8S3voDHFS5-Smvm8zkR8Ga3vjSm0xBlXAmL9AUlwDJAqgGeeXLqu_dxNC2ZAW-zKN_eiEOXZ1rUS7xf8542ytLhfWVFjIyI4oQwwkB-qbaz2t-sV5UR5lGrArumD_vO4DAYnn8ISIkCk/s1600-h/Boschi%2525205%25255B10%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Boschi 5&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Boschi 5&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgnlyc60TRsPp0tiWy8soslljwm2ETcxZ9WRFDWcUw7TW8MsyT7Z9XH5p_ttNjU0xOpoD9SgOMHz0D1AXNh1h4EFrapfNARUfFDx3MTI2zESSEdmvz9OCxNY5YQG20ng5n8zvZTn8QMgLU/?imgmax=800&quot; width=&quot;433&quot; height=&quot;171&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Una bella donna non può che essere una velina e così insultiamo politiche e veline e usiamo pure quel moralismo che viene sempre citato a sproposito dai falsi&amp;#160; libertari e dalle false libertarie.   &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgaE8nNFGwWCep9D9q21N9WvpwoZsXnxGM3cOqZ1OG9kjfRTnxV4hFBCr0F6Ivy_BUMwNQ906ByHLi0HUEBXluvBsaqFdPb4YkjpWpqTGbNIutb0y7mHoh2KZEEy41_TP3A0hrg9gt3z-4/s1600-h/Boschi%2525206%25255B9%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Boschi 6&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Boschi 6&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjMSPN0GJTcgjvxW8zCwCIgiKdNkI36VRsANq9lsfj_ENofJnFGgYDAEyfR2AesdtyqwEBeN8zny8wyUMuCtIAaPr5vjKqFHLOJyT50HsYQLDrg44K1V88yAcVbdhYVK8bJdJzENt0RBJ0/?imgmax=800&quot; width=&quot;437&quot; height=&quot;158&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;“Aveva ragione Battiato” e qui si insinua che se una donna arriva a fare la ministra non è per merito ma perché si è fatta usare come oggetto sessuale. Avevamo ragione noi ad arrabbiarci per l’uscita infelice di Franco Battiato, che è diventato addirittura un sostegno intellettuale di media misoginia ed ignoranza.&lt;/p&gt;  &lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;  &lt;p&gt;   &lt;br /&gt;Che alternative lavorative ha una donna nella vita? Prostituta, pornostar o sguattera, che è pure un insulto classista.     &lt;br /&gt;Se non fai pompini, almeno devi pulire, altrimenti che schiava sei?&amp;#160; E può mai una donna essere semplicemente cretina? No, è una cretinetta, col diminutivo. Un po’ come a dire bimba cretinetta che deve essere accompagnata da un tutore adulto, meglio se beppegrilliforme (‘ché, sapete, a quest’uomo si perdona e si condona tutto, anche l’aver sterminato una famiglia quasi per intero ma a giornalisti, politici -persino incensurati- e donne che esprimono critiche, si augurano stupro e morte).    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjgqtoMklJBWQLppIAopsTFwVJs6IjCCNYIEgrXUHD7owR7w-383sYJtcWlB1kDq70VQLoWUIsHLASCi3wkoT2DQU5jVqX0_nX1dOMUU9T-Seo2Z1hp05pEbO5ZdD_Hrx5oPlY1OfWf2ww/s1600-h/Boschi%2525208%25255B8%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Boschi 8&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Boschi 8&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiH5_Z7TjEq1q9GlOyEISFm2U1Y3Q50TxLAbJwmKizEUh45YlyET-SldoriS51kKa7snuQE8EFG6EuB9t5H1RoIDewUKe9pycxHMdNfSODQM-gv0fO4ERfh3kTIorURBUgrwFs8UMnYYuA/?imgmax=800&quot; width=&quot;589&quot; height=&quot;147&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Torniamo sul tema donne=prostitute, il pensiero monotematico che si è scolpito a fuoco nei cervelli dei meno evoluti. Chi replica lo fa con altrettanto sessismo, insultando altre donne innocenti e parenti del commentatore. Nel patriarcato, si sa, ci si offende insultando le donne di famiglia, così l’insulto si estende al proprietario maschio di suddette donne che dovrebbe “vergognarsi”, perché nell’immaginario maschilista è “donna=prostituta=vergogna=stigma”.   &lt;br /&gt;Chi alimenta lo stigma sulla prostituzione? Chi pensa che le donne siano solo oggetti da usare, bocche per cazzi, culi per cazzi, eccetera.     &lt;br /&gt;E questa è la risposta del signore appena letto.    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhxRJpOSwmiOafFFlZWacpnFg_LEoLQK61_IETbTc7XVC2eNbzmRiA43qf0PC5X31S7xafFAxn6PCejvD3CPikOgaftV0hs7wnf6Vq7vvykef00WiOuC4q2f8sq7K_rGZdVebK5tOME39U/s1600-h/Boschi%2525202%25255B7%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Boschi 2&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Boschi 2&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhqton7ijMKitGcQ6DN1R87HAiObZbjZvLpmCI2c-rlldISegkzIkP0Ot2EfuEK3UqOJ8Ab9Kbkal11T-BUV26q_dqy63nQdhQYdlO5Xn_FYy6SUBPiYh0_YBUOC5MbeYDVDj9XwGqzKB4/?imgmax=800&quot; width=&quot;586&quot; height=&quot;95&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Sotto c’è quello che a me sembra più un augurio di stupro di branco che un augurio di trovare strada nel porno perché nel secondo caso c’è un minimo di scelta autonoma (anche se non sempre).    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgW1SX6Kg7cZR4nRZQZMDR8hWUUIewBY0h1Fe-VRmnapCdXmInOxfEbnJaejw4GwSkRtEDzN2Hxo4-LAcGP-JjCuzMSSKF3HWCSUktDc0o9u0VlR75PcqI52o1dUe1aXN1wjmntpU5qUsk/s1600-h/Boschi%2525204%25255B9%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Boschi 4&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Boschi 4&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgjOi0xZgWPfNQGrAEdRfl2i5iKWrTXNoN58tM-bNbn66yOZrYuK4cMqh1Oc52bc7vHm0ltKRJmfC7Epf-cQuoo4bqZ0gSXS_UTeoW3_NeXWWvmjmmVGlXIvzfyeuixDdrAYhNnZ5aGBsE/?imgmax=800&quot; width=&quot;393&quot; height=&quot;64&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Anche questo, citando esplicitamente la “punizione”, è un chiaro augurio di stupro.   &lt;br /&gt;O meglio, un desiderio espresso di vedere questa particolare donna stuprata da Rocco Siffredi.    &lt;br /&gt;Mi sembra un insulto anche per il pornoattore definirlo uno stupratore, anche se non conosco bene la sua carriera e la sua fedina penale. Se mi sbaglio a riguardo, correggetemi.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgN3d73MaiMh1V7kqOus3polpJi0eiiREwG0n594jV2SAO4WQRhsCTKRN2rttx7qYX_T94uA2kO4QnWKFm6Ca3hkOgbHnfmubPk0YTTJwKfFZhNsX12MXGe7M1Swf98hM-3dlHcY0FzUqI/s1600-h/Boschi%25252010%25255B10%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Boschi 10&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Boschi 10&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiGpNKnmxz1w47weMtLj3gehwb2ukTrwEjgIis7-f_XxaFl67xVNtfKueCHUPqpZ8PqVheznxKuK6smf2z3Rd-e5uiab9NXQkrF_s6b_vchSBlCvopsE28sUk4mLaZgxrJ7G1cKWssTEKQ/?imgmax=800&quot; width=&quot;417&quot; height=&quot;356&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi0AnEsxrxSNrGTfyXNiw4d2ngG_2klZOaw8wCwqLFm_nCwVGltcwElxnGj4gQVv96pkJj8vu-6OQIS3QNvxZ6u7v_kMqqyzHS_LPtusU1g8QyvideYEs3FB6ZzUCj3FD0ojpCuYxUSXdU/s1600-h/Boschi%25252011%25255B7%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Boschi 11&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Boschi 11&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhS4fswPQReQi1LtsHu5FrbUD7sOs0wtpNA8v7dLn9HBVJVJCzZEh8dC1kVr7ynUO_2seKf_Kd15uxxIyEtfbM3BORQfg-HXxYYM2nCDQT8yGKEuveOq5CLTIXpKAAyaWepFfKsTape5io/?imgmax=800&quot; width=&quot;412&quot; height=&quot;145&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Di nuovo, queste sono fantasie maschiliste più che insulti. Una bella donna alla gogna suscita fantasie indotte dal porno, come dimostra la citazione di noti siti di pornografia. Una chiarissima prova di come il porno plasma la fantasia erotica, fornendo ad un maschilista nuove etichette sessiste (la MILF, ad esempio) e nuove forme di umiliazione.&amp;#160; Di una donna si valuta sempre la scopabilità.&amp;#160; Se una politica sgradita è brutta è inscopabile, se è bella la si vorrebbe almeno vedere stuprata per il proprio piacere, perché anche nella violenza per l’uomo troglodita l’estetica è importante.    &lt;br /&gt;La ministra Boschi è addirittura “da mandare” a fare i film dove venga “inc” ( e qui c’è un ridicolo momento di pudore ed autocensura in un commentatore che sta esprimendo un concetto di abominevole violenza) , cioè inculata (lo scrivo io che ho più coraggio), a sangue da 20 o 30 omoni. Stuprata analmente. A sangue, ovviamente.    &lt;br /&gt;Non avrei potuto trovare un esempio migliore per dimostrare il concetto di “punizione della donna ribelle”.    &lt;br /&gt;In Indonesia una vedova che aveva una relazione con un uomo sposato è stata &lt;a href=&quot;http://www.spcnet.it/sparlare_net/?p=24329&quot;&gt;stuprata da 8 vigilantes&lt;/a&gt; per punizione e fustigata pubblicamente. Franca Rame ha subito lo stesso calvario per motivi politici.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Io mi chiedo dove sia il nostro progresso rispetto ad altre nazioni e religioni che sono considerate inferiori dai razzisti nostrani e dove sia il nostro progresso rispetto a 50 anni fa.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjHNJLtKg-ujmMjZrnnhFuxf6UcYopf15QIffSkrTidmWjheaC7SOP3poQ7CJYS5M0tfw9Jx4z7NmgQybt2ZFEC9EAOl8Adq4jyMFEjBA6zB8kl3oE2xBmtA0Mt1eXlLQVLol_0aIpvVjc/s1600-h/Boschi%25252012%25255B7%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Boschi 12&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Boschi 12&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjGQv7P4FmwguYPHMmLIccPiRi6IUyRMadnCgVCyTzWFCAzRAWIgxTNcsJHDZxu1-JJxdX_XqZUIw2ThbFYxNpmztpN5coTU8UpoJx1kBUm1m2x31zdCHF94Oyy5r-b-tgxcPznlP3F0ac/?imgmax=800&quot; width=&quot;350&quot; height=&quot;484&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;Questo commento è un piccolo delizioso trattato tutto da analizzare.     &lt;br /&gt;La puttana per Nexus Sei è la donna di cui sei proprietario e che ti tradisce.    &lt;br /&gt;La pornostar è la donna di cui non sei proprietario e fa sesso per dilettare un certo numero di uomini, il che la rende una santa perché è un’altruista. Un po’ come la donna che allieta la truppa.    &lt;br /&gt;Non la pensano così tutti gli altri uomini e le altre donne per i/le quali non c’è differenza tra puttana, troia, pornostar o prostituta. Sarebbero tutti sinonimi.     &lt;br /&gt;Però, mi raccomando, che nessuno offenda l’intelligenza di Nexus Sei. Lui può giudicare un’avvocata e ministra di essere adatta solo a fare film porno, può stabilire che questo non sia un insulto e può anche ritenersi offeso a sua volta.     &lt;br /&gt;Tutto questo lo può fare sereno, al sicuro dal rischio di essere a sua volta giudicato moralmente perché lui è maschio e un maschio non si giudica moralmente accusando la sua disponibilità sessuale.     &lt;br /&gt;Non si fa quando è bello, non si fa quando è brutto, non si fa quando fa il politico,&amp;#160; non si fa quando è un ladro, non si fa quando insulta altre donne e non si fa nemmeno quando anche lui si prostituisce o gira film porno.     &lt;br /&gt;Un uomo non è mai un puttano e può impunemente insultare le donne nell’assoluta serenità che gli dà l’inesistenza di analoghe condanne morali al maschile. Un uomo è solo uno che usa puttane, anche nei film porno.&amp;#160; &lt;br /&gt;Anche un marchettaro è solo uno che arrotonda e non scatena morbosità collettiva, per cui non si rende necessario ai quotidiani parlare dei giri di prostituzione adolescenziale maschile scoperti in questi mesi tanto quanto renda parlare di ragazzine prostituite: i ragazzini prostituiti sono meteore della cronaca,&amp;#160; non interessano a nessuno e forse è anche scomodo sottolineare la presenza, l’esistenza di ragazzini e uomini che si prostituiscono con altri uomini, perché qualcun* potrebbe obiettare che se è turpe e corrotta la ragazzina che si vende, altrettanto lo è il ragazzino. Per questo nessuno li chiama “baby prostituti” e li bersaglia di insulti.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&amp;#160;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgOlj2JGUCC8zMV26QaCqTSjSNC9zavP29xWCa-DM8WSld3sW7okX1FHxLHVHXlrPDsC1GPraEHAUJmMF8-RhMTSMQqe3L32Fu9hlWjwI-BwpdDdAmNEB7YQGWwryNu5feJ-2YTJwiBo1M/s1600-h/Boschi%25252013%25255B13%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Boschi 13&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Boschi 13&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjg5LRrLHHjXUiTQjjY6oCOE1tIAawfDrdLnNsDzFSrtdmdqak1NaLyMxo46eJTgOF2csayXf4TvPB0Hd54_D9VrIjHK8ilGXfFix2DFgtG_cijK4KGpAe3cjnzHs19KoRSG10p5vKkIkA/?imgmax=800&quot; width=&quot;404&quot; height=&quot;341&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Poi c’è quello che approfitta dell’occasione per esprimere onestamente cosa ne pensa dei diritti delle donne. In primo luogo, per lui ogni donna nel PD ci starebbe grazie alle “quote rosa” e ogni donna del PD sarebbe inferiore a qualsiasi altro uomo del PD, per quanto da lui detestato. Quindi nessuna donna entrerebbe in politica con la classica gavetta.&amp;#160; Da che pulpito, per un movimento che ha piazzato alle Camere persone elette in rete ed inesperte!    &lt;br /&gt;Poi ebetina in gonnella, scolaretta, cessa e scimunita, perché se sei donna sei una stupidina, sempre più degli altri, ovviamente, una bimbetta in gonnella da collegiale, come già scritto altrove.    &lt;br /&gt;Puro maschilismo, espresso anche da donne.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEglMpoO880io7tg27ArekvkZddLmSp7wNd4O9MuYSKzljo-nHvlWBRD7-FeokYRG59eWM0Dwx9TfgfoPRj_MoZEftbZXz5HcQs-e2EEotb80_E6Z61a0tG353nvVgP_mR37klpiaUEDJTk/s1600-h/Boschi%25252014%25255B9%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Boschi 14&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Boschi 14&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjz47DFucyCb39JPcOASgeTHwxVbLvKkpm8_4xXXHWbwSy_iU3gs2hKI9MFpl7RkFeS9AdoZFKglrnrQrUUi1M_lMEG0bGTlPHKiCjTK5KYIf9bAm8MoxIBHvTzWszAiP94IMm1jpsFHuc/?imgmax=800&quot; width=&quot;418&quot; height=&quot;105&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Eh, fortuna che sei una bella ragazza, ministra Boschi. Pensa un po’ se fosse stata pure brutta. Poveri noi! Almeno è un bel vedere!    &lt;br /&gt;Grazie al cielo sei bella e questo utente può godere della tua vista, anche se gli altri preferirebbero vederti in porno estremi, nuda, usata e pure sofferente, umiliata e sanguinante.    &lt;br /&gt;Eh, in caso non vi fosse ancora chiaro che in molti recepiscono perfettamente la portata di umiliazione delle donne nella pornografia estrema ma la negano solo quando temono che ciò che gli piace gli venga tolto.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhcOBBLRzwc2Wp0yYnONQ_YnCgI5x0CvjgBxQUkNzkU8KOlPvOoMXQWiJet3FSe_NUN1fFtqZZsSF3zv5R0nyxFs3jXP4RESVHC9lrCUcbjjAlprPrEGsbZ-eOUQSlL7YYAW1P9dTxrP5c/s1600-h/Boschi%25252015%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Boschi 15&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Boschi 15&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhDWuKFH1HWMadWsRFkG1-CQgpemWfERJUqtraCG2T8rbuhSScW86NXwtd1DunXEfqSWOWtvP9k5LvNcQ9WwszK1r87KKX6HNrU7ZjZUrknD4s9xGLwktcziXaWlup9BKpARigR8Y0HfQg/?imgmax=800&quot; width=&quot;392&quot; height=&quot;73&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Ancora fantasie di stupro…    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEggm2thwfgscI2fxY96e7QhTprhRolARqfklEgLFAtteJRJGV9Vvh8tpogP2tATBTcz7yb-VrsCtoq3gzsJbGR1MiQXW_seKtM8601RnsY5Ixa0K1iQMk6FgnIF9HxPkpDiNQpi-OuGwjA/s1600-h/Boschi%2525207%25255B7%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Boschi 7&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Boschi 7&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi9VN2ULUg9LJku5EQMSBfu_yPMBm-4mbo8NNDAl9Mxd12F4hceylnCGq4q2Pjl1yOcVyq5r7zd09LTOo7cR5MJWhuHYJjURrXzZrPvEpdQ4Z0HFIc6htPZBKUnMI_vVbuIvy5NgGL-UMY/?imgmax=800&quot; width=&quot;516&quot; height=&quot;264&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Dulcis in fundo, l’augurio che venga ammazzata e un ancora insinuazioni sessiste in un italiano stentatissimo.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Tutto questo mi ricorda di quella deliziosa mattina in cui andavo al liceo in autobus e nell’autobus c’erano conoscenti (vicini di casa di compagne di classe) coetanei e loro amici, un discreto gruppetto di adolescenti (una ventina) che dopo avermi chiamata per farmi voltare cantarono in coro: “Oh le le, oh la la, faccela vede’, faccela tocca’! ” umiliandomi davanti a tutti gli altri passeggeri e oggettificandomi.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;La vita di ognuna di noi comincia così e continua così, accompagnata da costanti richiami che servono a ricordarci che valiamo di meno, che valiamo solo se siamo scopabili, che non abbiamo il diritto al riconoscimento di una dignità, non abbiamo il diritto al rispetto, non abbiamo diritto al nostro spazio privato. Non lo avevamo prima e non lo abbiamo nemmeno oggi che almeno abbiamo leggi che riconoscono la nostra persona.    &lt;br /&gt;Anche per questo, per non perdere il diritto di poter oggettificare le donne ed umiliarle c’è una così veemente reazione contro ogni campagna antiviolenza.    &lt;br /&gt;Oggi, su Facebook un altro commentatore ha parlato del femminicidio come di un pretesto per ritorsioni sul genere maschile.    &lt;br /&gt;Gli ho chiesto di farmi un esempio di queste ritorsioni. Sto ancora aspettando    &lt;br /&gt;Chiedere rispetto, chiedere di essere riconosciute come pari, come umane, come persone, equivale ad infliggere una ritorsione, a privare i maschilisti ed i violenti di un lusso di cui non si vogliono privare.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;E se la ministra Boschi, ferita da questi insulti e queste fantasie di stupro, oserà parlare di questi commentatori come di potenziali stupratori, le sue parole saranno anche manipolate e strumentalizzate ulteriormente per diffamarla e colpirla. Il medesimo fenomeno capita ancora nei processi e nelle reazioni che accompagnano lo stupro. Si chiama “rivittimizzazione secondaria.” Serve a schiacciare le vittime, a togliere loro il brutto vizio di lamentarsi o denunciare le ingiustizie e le violenze subite.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Per ulteriori informazioni, suggerisco da Giornalettismo: &lt;a href=&quot;http://www.giornalettismo.com/archives/1535073/il-post-di-beppe-grillo-e-gli-insulti-sessisti-per-il-maria-elena-boschi/&quot;&gt;Il post di Beppe Grillo e gli insulti sessisti per Maria Elena Boschi&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  </description><link>http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2014/06/trogloditi-alle-urne-insulti-ed-auguri.html</link><author>noreply@blogger.com (No alla violenza sulle donne)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgDfQpuJwGEMHPqYBUiH3J6ULbMwl3ltVD4JYMLXiHgH6r06BVlXYqpBaTfyuDMSKrzGnZ_KdphC6O0Ir3G4I5P0nzE6YPR-9VaBrtnnUy0AC_heiMimvW42OMslcMEUHcjiqMUUNrT5VI/s72-c?imgmax=800" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4224138841582230010.post-7134032858648973296</guid><pubDate>Wed, 18 Jun 2014 17:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-06-18T23:20:08.245+02:00</atom:updated><title>IL caso Motta Visconti. Chi agisce, sceglie.</title><description>&lt;p&gt;Mi dispiace che ci debbano rimettere la vita donne e bambini innocenti per dimostrare che viviamo in una società menzognera, che cancella sistematicamente e mistifica ciò che risulta scomodo.    &lt;br /&gt;Se non sono bastati centinaia di femminicidi ogni anno per evidenziare ciò che puntualmente viene rimosso, il caso della strage familiare di Motta Visconti ha, ancora una volta, dimostrato che:     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;1) La disoccupazione non è la causa del &lt;a href=&quot;http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/femminicidio-perch-parola&quot;&gt;femminicidio&lt;/a&gt; e del &lt;a href=&quot;http://www.tesionline.it/consult/preview.jsp?pag=4&amp;amp;idt=43389&quot;&gt;figlicidio&lt;/a&gt;: l&#39;assassino aveva un &lt;a href=&quot;http://www.ilgiorno.it/sudmilano/cronaca/2014/06/17/1079811-motta-omicidio.shtml&quot;&gt;lavoro sicuro&lt;/a&gt; in una multinazionale.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;2) L&#39;ignoranza non è una causa del &lt;a href=&quot;http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/femminicidio-perch-parola&quot;&gt;femminicidio&lt;/a&gt; e del &lt;a href=&quot;http://www.tesionline.it/consult/preview.jsp?pag=4&amp;amp;idt=43389&quot;&gt;figlicidio&lt;/a&gt;: l&#39;assassino è &lt;a href=&quot;http://www.ilgiorno.it/sudmilano/cronaca/2014/06/17/1079811-motta-omicidio.shtml&quot;&gt;laureato&lt;/a&gt;.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;3) La provocazione non è la causa del femminicidio: non c&#39;era stata alcuna lite precedente. Non si può tirare in ballo il pretestuoso ed inesistente “raptus”. Il triplice delitto è frutto di &lt;a href=&quot;http://milano.corriere.it/notizie/14_giugno_18/padre-che-ha-ucciso-moglie-figli-ci-pensavo-gia-una-settimana-7a961b4a-f6ad-11e3-a606-b69b7fae23a1.shtml&quot;&gt;gelida premeditazione&lt;/a&gt;.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;4) Il rifiuto dell&#39;atto sessuale non è la causa del &lt;a href=&quot;http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/femminicidio-perch-parola&quot;&gt;femminicidio&lt;/a&gt;: l&#39;assassino ha persino ingannato ed usato la vittima facendoci sesso prima di pugnalarla. Forse per tranquillizzarla o per depistare le indagini. La vittima è stata ingannata ed &lt;a href=&quot;http://lunanuvola.wordpress.com/2014/06/16/tragedie/&quot;&gt;utilizzata&lt;/a&gt; prima di essere eliminata.     &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;  &lt;p&gt;   &lt;br /&gt;5) Non è un&#39;altra donna ad essere causa del &lt;a href=&quot;http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/femminicidio-perch-parola&quot;&gt;femminicidio&lt;/a&gt;: l&#39;assassino era solo invaghito di una &lt;a href=&quot;http://www.direttanews.it/2014/06/17/massacro-motta-visconti-parole-collega-carlo-lissi/&quot;&gt;povera collega&lt;/a&gt;, estraea ai fatti e disinteressata completamente a lui.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;6) il &lt;a href=&quot;http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/femminicidio-perch-parola&quot;&gt;femminicidio&lt;/a&gt; non è un atto passionale: ci sono motivazioni lucide, grette, vili e spesso d&#39;interesse economico a muovere le mani degli assassini di donne. Talvolta quella motivazione meschina si chiama &amp;quot;onore&amp;quot; e riguarda la tutela dell&#39;immagine di un uomo nel contesto patriarcale, nel consesso dei patriarchi. Riguarda la sua immagine sociale, la sua accettazione sociale nell&#39;ambiente maschilista.     &lt;br /&gt;Essere lasciati o rifiutati da una donna diventa un motivo di vergogna, un&#39;onta da lavare nel sangue e non si può accettare che altri uomini &amp;quot;usino&amp;quot; la stessa donna che si era scelta. La scelta maschile è anteposta alla volontà della donna, che per questo risulta oggettificata.&amp;#160;&amp;#160; &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Pensiamo a come&amp;#160; “il branco”&amp;#160; (inteso come insieme della massa maschilista, nella fattispecie, italiana) abbia coniato&amp;#160; il termine colloquiale di “sfigato” per etichettare un uomo letteralmente privo della disponibilità di organi genitali femminili da utilizzare e quindi un perdente.&amp;#160; Un perdente agli occhi dei propri simili. Se hai “figa” sei uno “tosto”, un “duro”, un leader.&amp;#160; Sottilineo: se hai “figa”, cioè se riesci in un modo o in un altro ad accedere ai genitali femminili.     &lt;br /&gt;Non sei un leader se hai meritato l’amore di una donna, la sua amicizia disinteressata o la sua stima. La donna non esiste se non come bersaglio, deambulatore e custode di “figa”.     &lt;br /&gt;Le donne che abbiano troncato una relazione o rifiutato il corteggiamento di un uomo che ancora viva secondo queste regole, relegandolo alla posizione di “sfigato” diventano le colpevoli della sua degradazione nel branco e punirle con la violenza rappresenta una sorta di redenzione e di restauro dell’autorità superiore.     &lt;br /&gt;La donna diventa un mezzo di &lt;strong&gt;competizione indiretta&lt;/strong&gt; tra uomini poco evoluti ed un mezzo per evitare lo scontro diretto, la competizione diretta tra simili. Chi ha più donne e le donne più belle vince. Una specie di “Giochi senza frontiere” basato su cinismo e discriminazione.     &lt;br /&gt;E questa visione primordiale e al tempo stesso innaturale (perché in natura i maschi delle altre specie competono direttamente e non si alleano tra loro ai danni delle femmine della stessa specie né le usano per competere indirettamente) è socialmente accettata e condivisa in maniera pressoché plebiscitaria.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;L&#39;assassino non solo ribadisce il suo essere soggetto ma si arroga un potere superiore di decidere della vita e della morte di un&#39;altra persona, potere che considera gli spetti di diritto come uomo sulla &amp;quot;sua&amp;quot; donna, donna che diventa &amp;quot;sua&amp;quot; quando &amp;quot;opzionata&amp;quot;, scelta, quindi si pone come un dio nei confronti di quella persona. Il &lt;a href=&quot;http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/femminicidio-perch-parola&quot;&gt;femminicidio&lt;/a&gt; è la denuncia di uno squilibrio di potere giustificato e motivato dal ruolo di comando dato al maschile dal patriarcato.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Questo è il motivo per cui siamo quasi tutte in preda all&#39;ansia quando un uomo ci ha &amp;quot;scelte&amp;quot;, ha posato i suoi occhi su di noi e non sappiamo se abbiamo a che fare con un essere evoluto. Quella per un primordiale diventa già la deprivazione del diritto della donna all&#39;autonomia e non sarà facile fargli capire come dovrebbero stare davvero le cose. Non è facile anche perché la voce delle vittime è indebolita dalle troppe voci reazionarie, che tendono a fare di colui che avanza pretese un soggetto debole da proteggere, una sorta di bambino deluso per non avere ottenuto il suo premio, la sua gratificazione.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Se pensate che stia esagerando, considerate gli oltre duecentomila iscritti ad una &lt;a href=&quot;https://www.facebook.com/BoomFriendzoned?fref=ts&quot;&gt;pagina su Facebook messa insieme per fungere da vendetta morale contro donne che hanno rifiutato corteggiatori&lt;/a&gt;. Se scegliere fosse un diritto riconosciuto al genere femminile, simili exploit non esisterebbero e non avrebbero un tale seguito.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Talvolta, invece, quella motivazione meschina richiama l&#39;incapacità di assumersi responsabilità familiari, quella stessa famiglia che il patriarcato vuole si poggi tutta sulle spalle delle donne, e richiama l&#39;interesse economico di conservare tutto il patrimonio familiare per sé, prendendosi anche i guadagni delle mogli. In questo caso specifico e in molti altri, evitandosi anche il peso del mantenimento dei figli. Il divorzio costringe a tutelare tutte le parti della famiglia. A chi si sente un padrone non può piacere tutto ciò che lo costringe al rispetto dei diritti altrui.     &lt;br /&gt;Ma non c&#39;è nessuno che denunci la pericolosità di certa disinformazione sul divorzio e come i movimenti maschilisti, che sono campioni di diffusione di bufale e giustificazionismo, siano in realtà tremendi motivatori per futuri assassini.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;7) Per alcuni padri, non pochi purtroppo, i figli sono un peso, non un investimento. Ma non si leggono mai predicozzi cattolici o conservatori sulla volatilità di questi uomini davanti ai propri doveri familiari. Lo scrivo alla luce di dati oggettivi come &lt;a href=&quot;http://www.istat.it/it/files/2011/12/StatisticaFocusSeparati-06-12-11.pdf&quot;&gt;le percentuali ISTAT di padri che non corrispondono il mantenimento ai figli&lt;/a&gt; (ben il 75%) e &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/dalla_home/353159_i_padri_separati_che_non_paganocresciuti_a_vicenza_del_400/?refresh_ce#scroll=180&quot;&gt;inchieste giornalistiche sui relativi processi&lt;/a&gt; che dimostrano che nella maggioranza dei casi gli insolventi sono tali perché non vogliono pagare e non perché non possano farlo.     &lt;br /&gt;L’assassino alla domanda “Perché non hai chiesto il divorzio” ha candidamente ammesso che &lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/17/omicidio-motta-visconti-il-padre-divorzio-non-avrebbe-risolto-figli-sarebbero-rimasti/1030602/&quot;&gt;“i bambini sarebbero rimasti”&lt;/a&gt;.&amp;#160; I bambini erano una responsabilità, un peso, un ostacolo ad una vita di divertimenti.     &lt;br /&gt;Eppure&amp;#160; resiste ancora chi fa di quest’uomo, senza altro amore che quello per se stesso, una specie di campione per i padri separati. Brrr, che pessimo esempio!     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Tirando le somme, &lt;strong&gt;la presenza della collega di cui si era invaghito era del tutto accidentale&lt;/strong&gt;. Un dettaglio che in una società sana sarebbe stato preso a malapena in considerazione e che, invece, in una società maschilista viene lanciato nelle fauci di commentatori e commentatrici, incapaci di giudicare indipendentemente dal rigido moralismo patriarcale.     &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avrebbe potuto esserci stata lei come obiettivo ma anche cento altre donne&lt;/strong&gt;. Potevano esserci state cento altre donne prima di lei ma i giornalisti hanno scritto come se per loro Carlo Lissi fosse nato un mese prima dei fatti.     &lt;br /&gt;Non è il primo uomo che si libera della moglie perché gli è di ostacolo verso la conquista di altre donne. Purtroppo non sarà neppure l’ultimo.     &lt;br /&gt;Barbablù non è un mito femminista ma mi fa utile ricordarvelo.&amp;#160; Il sistema è molto in voga in medio-oriente e generalmente in tutto il mondo. Di cosa ci si stupisce, tutt’ad un tratto?     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Carlo Lissi si sentiva, in poche parole, uno “sfigato”. Non aveva vocazione familiare e non ha avuto la forza di ammetterlo. Ammettere di non essere portato a fare il compagno e il padre gli avrebbe attirato addosso altre critiche, non dal branco ma dai suoi stessi familiari. Tra lui e la vita per la quale si sentiva tagliato c’era &lt;strong&gt;la possibilità di scelta&lt;/strong&gt;. Quella che cronisti, commentatori e commentatrici non prendono in considerazione.     &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Lui quella possibilità di scelta l’ha pienamente esercitata. Ha avuto il tempo per pensarci, per porsi la questione etica del triplice assassinio.    &lt;br /&gt;Avrà avuto modo di ascoltare le proprie voci interiori, quelle voci metaforiche che tutt* noi sentiamo anche solo quando siamo colt* da un attacco di fame notturna e in lotta con buoni propositi e problemi di salute.     &lt;br /&gt;Ci avrà pensato prima di addormentarsi. Ci avrà pensato mentre andava al lavoro e mentre tornava.     &lt;br /&gt;Ci ha pensato, infatti, si è rilasciato da solo l’autorizzazione ad agire ed ha semplicemente selezionato il giorno giusto per portare a termine il suo piano. Ha inscenato una rapina nella speranza di passarla liscia e trasformarsi addirittura in una vittima, in un uomo che perde moglie e figli per mano dei rapinatori cattivi, un uomo da compatire. Ma i rapinatori stessi hanno la possibilità di scelta e proprio per questo inscenare una rapina è stato un passo falso. Davvero difficile che dei rapinatori uccidano per mera e gratuita crudeltà dei bambini incapaci di testimoniare. Davvero difficile che dei rapinatori scientemente si carichino di reati tali da mettere a rischio la loro intera “carriera”. Chi agisce, sceglie.&lt;/p&gt;  &lt;br clear=&quot;all&quot; /&gt;  </description><link>http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2014/06/il-caso-motta-visconti-le-cause-del.html</link><author>noreply@blogger.com (No alla violenza sulle donne)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4224138841582230010.post-7252320359580586925</guid><pubDate>Wed, 18 Jun 2014 15:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-06-18T19:35:08.405+02:00</atom:updated><title>Femminismofobia: la “retorica femminista” inventata e la censura della violenza di genere</title><description>&lt;p&gt;La portata rivoluzionaria del femminismo, rispetto alle menti semplici che elementarizzano ogni concetto, va proprio nel senso opposto rispetto alla banalizzazione. Con questi presupposti non ci possiamo aspettare che i nostri contenuti siano universalmente compresi ed universalmente condivisi. Ci dovremmo, però, aspettare che i nostri contenuti non siano ricostruiti artificiosamente col rischio di attribuire a normali cittadine, a persone come tutte le altre, pensieri che non hanno mai formulato neppure mentalmente, parole che non hanno mai pronunciato, concetti mai messi per iscritto. La conseguenza di questo sistematico processo è la femminismofobia, la quale è funzionale al terrorismo psicologico messo in atto sulle donne affinché non perseguano i propri diritti, non comprendano le ingiustizie che subiscono e si sottomettano docilmente ed autonomamente.    &lt;br /&gt;Presto o tardi rivedremo le streghe sui falò, come avviene ancora in Papua Nuova Guinea.     &lt;br /&gt;In attesa di biscottare sul mio personale falò, allora, vorrei ancora una volta tentare di spiegare concetti forse ostici in epoca di analfabetismo di ritorno o di analfabetismo funzionale. E anche la perfetta conoscenza grammaticale non sostituisce l’ignoranza semantica.     &lt;br /&gt;”Vittima” non è in alcun modo sinonimo di “essere angelicato, puro, innocente, senza macchie, irreprensibile”. Vittima è chi subisce una violenza o un sopruso, indipendentemente da quanto il suo carattere fosse sopportabile.     &lt;br /&gt;Che “vittima” non sia sinonimo di “debole, incapace di difendersi, incapace di autodeterminarsi, pavida, fragile” e via dicendo, &lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/tag/vittima/&quot;&gt;si è tentato di spiegarlo&lt;/a&gt; più e più volte. &lt;/p&gt;  &lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;  &lt;p&gt;   &lt;br /&gt;Che non sia possibile sostituire la parola “sopravvissuta” a “vittima” sembra abbastanza palese e logico: è “sopravvissuta” colei che non è morta. Se sei stata uccisa, non puoi essere una sopravvissuta e quindi resti una vittima per forza di cose.     &lt;br /&gt;Fatte queste premesse, posso finalmente chiarire quanto sia demenziale l’atteggiamento di quelle signore che pensano di guadagnare appeal prendendo le loro “distanze dalla retorica femminista”. Demenziale e distruttivo. Distruttivo e complice.&amp;#160; Nessuna di noi ha mai detto che una donna che venga uccisa dal marito non possa essere stata acida, criticona, insopportabile. Nessuno è perfetto, tutt* veniamo criticat*, nessun* esclus*. La variabile è la risposta alla critica. Si può andare dall’indifferenza alla lite. Non si può arrivare all’omicidio. Quindi, non importa quanto insopportabile possa essere stata una donna, non potrà mai divenire la giustificazione di un femminicidio.     &lt;br /&gt;Anche perché si può usare lo stesso strumento e chiedersi cosa o chi abbia reso aspra e dura una donna giudicata acida.&amp;#160; È la TUA società che&amp;#160; tenta di plasmare il femminile alla docilità ed alla remissività, non la nostra. Il femminismo addirittura rivendica il diritto all’arrabbiatura, il diritto alla ribellione, anche il diritto all’aggressività, che nella donna viene sedata e stigmatizzata costantemente sin dall’infanzia. Ciò però non autorizza mai nessun* alla violenza e al sopruso.     &lt;br /&gt;Chi ha tolto al genere femminile la propria complessità caratteriale ed è arrivato addirittura a descriverlo come angelicato non è certamente il femminismo. Questa è una costruzione del tutto patriarcale nella quale ci troviamo strette quasi tutte, comprese tante presunte antifemministe (eccetto, forse, Costanza Miriano).     &lt;br /&gt;La portata rivoluzionaria del femminismo è proprio nel rivendicare il diritto di essere anche dure, arrabbiate, acide, indisponenti e non essere per questo punite, considerate ribelli e uccise.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;La retorica antifemminista, da notare, puntualmente evita di sollevare le stesse osservazioni verso l’assassino. E se fosse stato lui quello nevrotico, acido, criticone, privo di empatia, esasperante? La stragrande maggioranza dei casi di violenza sulle donne confermano il dato perché spessissimo il femminicidio è preceduto da un sistematico annientamento della personalità della donna che verrà poi uccisa, da una costante aggressione e da una escalation di violenze.     &lt;br /&gt;E quindi? Qual è la giustificazione di chi cerca di giustificare un assassino?     &lt;br /&gt;Non ve ne sono. Fornire alibi, motivazioni, fornire comprensione morale all’omicida è un atteggiamento complice e deresponsabilizzante che fa dell’uomo assassino un grande infante, non autodeterminato, inconsapevole delle proprie azioni, non responsabile delle proprie azioni. Azioni che sono derubricate a reazioni da soggetti esterni ed estranei alla faccenda.     &lt;br /&gt;Questa costante deresponsabilizzazione dell’assassino, questa sua infantilizzazione, la trasformazione dell’uomo omicida in un gigantesco bambino da comprendere e proteggere e verso il quale la vittima avrebbe dovuto mostrare sempre una ulteriore comprensione materna, in un’assurda escalation di sottomissione (mai sufficiente per chi guarda dall’esterno), non avviene MAI quando un uomo uccide un altro uomo. Non avviene mai quando parliamo di rapine, di corruzione, di risse che terminano in omicidi, insomma in tutti quegli altri crimini che hanno un agente maschile ma una matrice non di genere.     &lt;br /&gt;Prima di tutto, quando un uomo viene ucciso per vendetta mafiosa, per rapina, in una rissa, non c’è assolutamente la stessa mole di polemiche che accompagna un femicidio, a meno che l’assassino non sia un extracomunitario.     &lt;br /&gt;In secondo luogo, nessuno si sogna neppure lontanamente di obiettare che forse la vittima maschile avesse provocato, che fosse un avventore del bar stressante e acido, poco comprensivo, eccetera. Nessuno si sogna anche lontanamente di scriverci sopra articoli su articoli condannando l’uso del termine “vittima”.     &lt;br /&gt;Quindi, un uomo ucciso da un altro uomo è sempre tranquillamente e liberamente una vittima. Ha un altro diritto che alle donne vogliono togliere.     &lt;br /&gt;Nessun* si solleva furente d’indignazione perché tale definizione etichetterebbe un intero genere come debole ed intitolato al ruolo vittimista.     &lt;br /&gt;Nessun* obietta che la vittima avrebbe potuto essere più amorevole e comprensiva. Nessun* si permette di condannare moralmente il comportamento sessuale della vittima maschile, quindi non leggerete mai che l’uomo ucciso era un porco o un puttano, che ha provocato e che se lo meritava.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Mi sembra schiacciante l’evidenza del fatto che il problema non sia la presunta criminalizzazione del genere maschile e la vittimizzazione di quello femminile.&amp;#160; Neppure i mascolinisti vengono ad appestare gli articoli sui giornali che riguardano la media criminalità. Il fatto che la maggioranza dei crimini sia commessa da uomini ai danni di altri uomini si accetta e si considera&amp;#160; persino scontato. Non viene considerato offensivo per nessun* e nessun* si sogna neppure lontanamente di smontare questi dati.     &lt;br /&gt;Certe questioni si sollevano sempre e solo quando ad essere uccisa è una donna e si sollevano con lo scopo di tranciare l’analisi, di impedire di parlarne. Quando a farlo è un’altra donna, non si può fare a meno di farle osservare i danni che sta facendo, se non ad altre donne, persino a se stessa.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Ogni polemica sul femminicidio è funzionale al rinnovamento della misoginia così come ogni polemica sui delitti commessi da immigrati è funzionale all’alimentazione della xenofobia. Così il femminicidio si ritorce contro le sue stesse vittime e finisce con l’alimentare la concezione normalizzante e giustificatoria dell’arbitrio maschile sul destino delle donne. Questo stesso odioso atteggiamento colpisce anche bambine e ragazzine vittime di stupro e additate come provocatrici o inconsapevoli seduttrici. Siete davvero sicur* di voler continuare in questa direzione?&lt;/p&gt;  </description><link>http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2014/06/femminismofobia-la-retorica-femminista.html</link><author>noreply@blogger.com (No alla violenza sulle donne)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4224138841582230010.post-6058020481930714536</guid><pubDate>Thu, 08 May 2014 20:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-05-08T22:06:25.333+02:00</atom:updated><title>#BringBackOurGirls</title><description>&lt;p&gt;   &lt;br /&gt;Un brevissimo post per farvi sapere che ci siamo e che anche se abbiamo preso una luunga pausa dall’attività (per chi non lo sapesse, la pagina è off line da Settembre scorso), resistiamo.&amp;#160; La condizione femminile e ogni discriminazione di genere sono sempre al primo posto nei nostri pensieri e non potevamo rimanere in silenzio anche in questa occasione che sta unendoci tutt*, in differenti nazioni.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Siamo in ansia per la sorte di queste ragazze. Siamo in ansia anche per i parenti, che hanno già tentato da soli di andarsi a riprendere le amate figlie e potrebbero riprovarci e compiere atti disperati. Siamo in ansia perché speriamo di non dover vedere rinnovato il sospetto che al mondo ci siano vite di serie A e di serie B e rassegnazione ed inazione davanti alla sorte di queste oltre 200 ragazzine nelle mani delle milizie di Boko Haram.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Ci pesa sapere che l’attenzione si sia sollevata molto in ritardo e che alla&amp;#160; tragedia si sia aggiunta altra tragedia con lo sterminio di 300 abitanti a Gamboru Ngala.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Con le ragazze nigeriane nel cuore…    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi5heYjsEUlBtyea_hD9GFXXANkBd9CrS_bVEzMrpVAnYEnrImi6xvjcS88iAsof44lYmqsdz5KyRYDXmMDYdi90X97og09sr16suixM5nVhA_cfsRZbo0XuBHxuztlGopFIrdYoXN6JT4/s1600-h/Bringbackourgirls%25255B5%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Bringbackourgirls&quot; style=&quot;display: inline&quot; alt=&quot;Bringbackourgirls&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjJpzoZ6O2R-H_hj15c-QM-ZSDN50bSskoKO7HQg2ed7SRiYlqWjjfSNl2L0exOu1RAPGDEZtArWGHQ51vv2tECigMatRk0kwQzPNGn5LR85fLzahF0mQiezwxtk_Yxi1MhQ1coKqLo0oY/?imgmax=800&quot; width=&quot;640&quot; height=&quot;480&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  </description><link>http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2014/05/bringbackourgirls.html</link><author>noreply@blogger.com (No alla violenza sulle donne)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjJpzoZ6O2R-H_hj15c-QM-ZSDN50bSskoKO7HQg2ed7SRiYlqWjjfSNl2L0exOu1RAPGDEZtArWGHQ51vv2tECigMatRk0kwQzPNGn5LR85fLzahF0mQiezwxtk_Yxi1MhQ1coKqLo0oY/s72-c?imgmax=800" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4224138841582230010.post-1707300134361157504</guid><pubDate>Tue, 12 Nov 2013 18:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-11-13T06:53:20.842+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">autoritarismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">falsabusologia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">maschilismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">mascolinismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">negazionismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Padri separati</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">PAS</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">patriarcato</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sessismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Stereotipi di genere</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">violenza di genere</category><title>Le politiche dei papà separati in Australia… e in Italia. Strategie a confronto.</title><description>&lt;h4&gt;   &lt;br /&gt;&lt;/h4&gt;  &lt;p&gt;&lt;font style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/11/12/le-politiche-dei-papa-separati-in-australia-e-in-italia-strategie-a-confronto/&quot;&gt;Questo articolo&lt;/a&gt; da &lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/&quot;&gt;Il Ricciocorno Schiattoso&lt;/a&gt;&amp;#160; (lungo ma, per favore, leggetelo, è importante per tutt*) , per mezzo di un raffronto tra un reportage e delle schermate prese dalla rete italiana, mostra ciò che stiamo denunciando anche su questo blog da anni, cioè l’unità delle strategie del movimento mascolinista nel mondo,&amp;#160; l’utilizzo degli stessi metodi basati sul &lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#80ff80&quot;&gt;bullismo&lt;/font&gt;&lt;font style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;, sul &lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#80ff80&quot;&gt;female bashing &lt;/font&gt;&lt;font style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;(diffamazione e ridicolizzazione del genere femminile), sulla &lt;font color=&quot;#80ff80&quot;&gt;persecuzione individuale&lt;/font&gt; di ogni attivista che si interessi di antiviolenza (e quindi di ogni attivista femminista o profemminista, uomo, donna che sia), sulla &lt;font color=&quot;#80ff80&quot;&gt;diffamazione del movimento LGBT&lt;/font&gt;.&amp;#160; &lt;br /&gt;L’assoluta somiglianza delle argomentazioni, persino la comune abitudine ad inventare &lt;font color=&quot;#80ff80&quot;&gt;dati statistici privi di fondamento e circostanze fasulle&lt;/font&gt;, la comune &lt;font color=&quot;#80ff80&quot;&gt;tendenza a negare il fenomeno della violenza sulle donne&lt;/font&gt; e &lt;font color=&quot;#80ff80&quot;&gt;minimizzare la pedofilia e l’incesto&lt;/font&gt; ed a riferirsi ad un inesistente lobby o complotto femminista e omosessuale per minare “i valori della famiglia” , uniti ad un massivo &lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#80ff80&quot;&gt;cyberbullismo&lt;/font&gt;&lt;font style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;, non sono che caratteristiche comuni&amp;#160; che provano l’adesione ad un sistema già collaudato altrove.      &lt;br /&gt;Perché questo fenomeno?       &lt;br /&gt;Tanto per cominciare, ricordiamo nuovamente che essi non rappresentano affatto la categoria dei padri separati ma piuttosto rappresentano i &lt;font color=&quot;#80ff80&quot;&gt;nostalgici del patriarcato&lt;/font&gt;, ovvero i nostalgici del &lt;font color=&quot;#80ff80&quot;&gt;potere indiscusso del solo padre&lt;/font&gt; all’interno della famiglia, i nostalgici dell’idea della &lt;font color=&quot;#80ff80&quot;&gt;famiglia come proprietà maschile&lt;/font&gt;.       &lt;br /&gt;I padri separati sono piuttosto un pretesto per veicolare il &lt;font color=&quot;#80ff80&quot;&gt;neomaschilismo&lt;/font&gt;, cioè il movimento di reazione contro l’equiparazione dei diritti.       &lt;br /&gt;Trattandosi di un movimento nettamente &lt;font color=&quot;#80ff80&quot;&gt;reazionario e non progressista&lt;/font&gt;, naturalmente non rappresenta tutti quegli uomini e quelle persone che nella suddivisione dei compiti e nella parificazione dei diritti hanno trovato vantaggi e non rappresenta tutti coloro che ritengono il maschilismo un atteggiamento deprecabile, mirato a mantenere la disparità di potere tra uomo e donna a favore dell’uomo ed il sistema di discriminazioni che concede al solo essere umano maschile, eterosessuale, preferibilmente bianco, benestante, conservatore, la fetta di potere maggiore.       &lt;br /&gt;&lt;font color=&quot;#80ff80&quot;&gt;Possibile mai, quindi, che in ogni nazione occidentale i padri separati vivano le stesse presunte ingiustizie che denunciano&lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#80ff80&quot;&gt;?&lt;/font&gt;&amp;#160; Non è possibile che in ogni nazione ci siano le stesse ingiustizie normative, vi pare?       &lt;br /&gt;Quindi la loro lamentela non è verso questa legge o quest’altra ma verso un sistema comune a queste nazioni.       &lt;br /&gt;Cosa hanno in comune le nazioni occidentali in cui è nato questo fenomeno? Ad accomunarle è la condizione della donna. Ovvero, &lt;font color=&quot;#80ff80&quot;&gt;la conquista dei diritti delle donne&lt;/font&gt;.       &lt;br /&gt;&lt;font color=&quot;#80ff80&quot;&gt;Non vedrete un solo padre separato lamentarsi in Afghanistan, Iran, Pakistan ed in ogni nazione islamica non moderata mentre vedrete troppo spesso padri separati indicare l’islam estremista come modello ideale&lt;/font&gt;.       &lt;br /&gt;Inoltre, certamente non sono assolutamente tutti padri separati, anzi, questi sono &lt;font color=&quot;#80ff80&quot;&gt;una ristretta minoranza&lt;/font&gt;.       &lt;br /&gt;A perorare la causa dei padri separati troverete per lo più uomini singles,&amp;#160; utilizzatori di prostitute, ragazzi&amp;#160; anche di età giovanile (spesso fragili e confusi dai messaggi contraddittori della società che da una parte dipinge gli uomini come detentori del potere e dall’altra confida sulle capacità femminili), uomini ammogliati e &lt;font color=&quot;#80ff80&quot;&gt;moltissimi uomini con un passato giudiziario discutibile&lt;/font&gt;, implicati a vario livello in denunce o cause per violenze ai danni di donne e bambini.       &lt;br /&gt;&lt;font color=&quot;#80ff80&quot;&gt;Il movimento, quindi, fornisce asilo ed una prospettiva di difesa ad ogni uomo che si sia visto denunciare per ogni forma di abuso su donne o bambini.        &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;Quindi, riassumendo, è un movimento &lt;font color=&quot;#80ff80&quot;&gt;basato in primo luogo sull’antifemminismo&lt;/font&gt; e che utilizza i metodi del &lt;font color=&quot;#80ff80&quot;&gt;terrorismo di massa&lt;/font&gt;, cioè gli stessi metodi usati dalla chiesa cattolica e dal maccartismo per demonizzare il comunismo, quindi è basato sulla diffamazione del femminismo e tenta di indurre un fenomeno di &lt;font color=&quot;#80ff80&quot;&gt;isterismo di massa&lt;/font&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;che induca all’abbandono del femminismo ed a &lt;font color=&quot;#80ff80&quot;&gt;riportare le donne sotto il controllo maschile&lt;/font&gt;.       &lt;br /&gt;Quindi, un movimento assolutamente &lt;font color=&quot;#80ff80&quot;&gt;illiberale ed antidemocratico&lt;/font&gt;, che esercita anche di fatto una repressione furibonda contro le femministe e i profemministi, contro le rivendicazioni di genere anche da parte di omosessuali, lesbiche, trans, intersessuali e via dicendo,&amp;#160; e che per aggirare le accuse di sessismo tenta addirittura il capovolgimento della logica e di spacciare per paritarismo il dominio maschile e per antisessismo il maschilismo eterosessuale.       &lt;br /&gt;Buona lettura.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;h4&gt;&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/11/12/le-politiche-dei-papa-separati-in-australia-e-in-italia-strategie-a-confronto/&quot;&gt;&lt;font style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;&lt;/font&gt;Le politiche dei papà separati in Australia… e in Italia. Strategie a confronto.&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;    &lt;p&gt;Posted on &lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/11/12/le-politiche-dei-papa-separati-in-australia-e-in-italia-strategie-a-confronto/&quot;&gt;12 novembre 2013&lt;/a&gt; di &lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/author/ilricciocornoschiattoso/&quot;&gt;il ricciocorno schiattoso&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Tratto da &lt;a href=&quot;http://www.xyonline.net/content/politics-fathers-rights-activists&quot;&gt;The politics of fathers’rights activists -&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;http://www.xyonline.net/content/politics-fathers-rights-activists&quot;&gt;Le critiche all’operato dei Tribunali meritano di essere esaminate alla luce dei fatti?&lt;/a&gt; di M.C.Dunn&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;em&gt;Il testo esamina i contenuti, caratterizzati da&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/06/08/hate-speech/&quot;&gt; hate speech&lt;/a&gt; ed estremismo, dei “fathers’ right groups” australiani. Analizza il comportamento e il linguaggio di due dei maggiori gruppi organizzati, lo &lt;/em&gt;&lt;em&gt;Shared Parenting Council of Australia (SPCA) e la Fatherhood Foundation (FF), con particolare attenzione ai temi della violenza contro donne e bambini e il modo in cui questo tema entra in relazione con l”assenza del padre”. L’articolo fornisce anche prove di come collettivi organizzati in rete, collegati a questi due gruppi maggiori, incitino all’&lt;strong&gt;odio verso le donne&lt;/strong&gt; e verso coloro che sono percepiti come “sostenitori” delle stesse. Esamina le ragioni che stanno alla base dell’accoglienza che il mondo della politica riserva a questi gruppi, mentre l’odio e il livore che emergono dai loro discorsi vengono completamente ignorati, a detrimento della condizione di donne e bambini.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Nel 1995, quando la Australian Family Law stava per essere modificata,&amp;#160; il giudice Nichols, a capo della Family Court of Australia, dichiarò: “Alcuni persone e alcuni politici, con limitate conoscenze degli argomenti in oggetto, si aggrappano a &lt;strong&gt;soggetti disfunzionali&lt;/strong&gt; allo scopo di raggiungere obiettivi apparentemente politici. Questo è l’ultimo disgraziato effetto del progressivo aumento di potere in capo a questi soggetti: non solo il loro comportamento è considerato accettabile, ma suscita simpatie e approvazione da parte dei politici e del Governo. Questa Corte ha fin troppa esperienza del fatto che coloro che muovono quelle critiche si sono comportati in modo tale che le loro critiche non dovrebbero neanche essere prese in considerazione, e mi riferisco ad episodi di violenza contro donne e bambini.”&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Il Giudice Nichols era consapevole del fatto che i più ostili critici del sistema giudiziario in tema di diritto di famiglia erano “persone insoddisfatte dell’andamento delle cause che avevano intrapreso in Tribunale, spesso persone chiaramente disturbate”. Inoltre, era consapevole del fatto che quelle stesse persone e i gruppi ai quali queste persone facevano riferimento avevano libero accesso ai corridoi del potere, accesso che ha condotto a riforme che impediscono di intervenire in caso di violenza posta in essere contro donne e bambini.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;“Queste persone” ha dichiarato il Giudice Nichols “che dichiarano di difendere i diritti dei padri,&lt;strong&gt; in realtà fanno molto poco per la causa.&lt;/strong&gt; Ci sono diritti legittimi che possono essere rivendicati, ma per una effettiva uguaglianza &lt;strong&gt;è importante che nei Tribunali non si adottino atteggiamenti discriminanti né nei confronti degli uomini né nei confronti delle donne.”&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/bravi_papc3a0.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;bravi_papà&quot; src=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/bravi_papc3a0.jpg?w=640&amp;amp;h=182&quot; width=&quot;640&quot; height=&quot;182&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Nel 1998 Warwick e Alison Marsh fondano la Fatherhood Foundation (FF) in risposta a quella che percepivano come una “crisi della società” causata dalla &lt;strong&gt;mancanza della figura paterna e dall’aumento dei divorzi.&lt;/strong&gt; A sostenere la loro ascesa è stato l’aggregarsi di alcuni gruppi a sostegno dei diritti dei padri, come il “&lt;em&gt;Fairness in Child Support/Non-Custodial Party&lt;/em&gt;” e la “&lt;em&gt;Lone Fathers Association&lt;/em&gt;“. L’alleanza con il men’s health network, i &lt;strong&gt;gruppi di preghiera cristiani e conservatori&lt;/strong&gt; e altri gruppi che rivendicano “&lt;em&gt;i diritti degli uomini&lt;/em&gt;“, ha fatto in modo che la FF riuscisse a proporre la riforma del diritto di famiglia in modo più strategico. Obiettivo della riforma è rivendicare i diritti dei padri sui bambini, sulla base di contestabili affermazioni quali “troppi uomini si stanno suicidando a causa di un sistema giudiziario sempre a favore delle donne”, una situazione risolvibile solo per mezzo dell’imposizione della &lt;em&gt;shared care&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Con &lt;em&gt;shared care&lt;/em&gt; queste organizzazioni intendono una disposizione di legge che stabilisca che, i caso di separazione, i bambini debbano vivere il 50% del tempo con ciascun genitore; quei genitori che non intendono rispettare questo genere di accordo, devono rivolgersi al Tribunale per contestarlo, come spiega Matilda Bawden, portavoce dello&lt;em&gt; Shared Parenting Council of Australia&lt;/em&gt; (SPCA): “Entrambi i genitori hanno il diritto di mantenere contatti con la prole con tempi paritetici e coloro che ritengono che questo non sia nel superiore interesse del minore debbono contestare l’affido condiviso in Tribunale”: ma le circostanze in cui un simile accordo è contestabile, da questi soggetti, non sono mai state chiarite.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;E’ importante stabilire il corretto significato di &lt;em&gt;shared care, &lt;/em&gt;perché mentre per questi gruppi il termine va interpretato come paritetica permanenza presso ciascun genitore, il Family Law Act modicato nel 1996 chiarisce che con “affido condiviso” si intende equamente condiviso non il minore, ma la&lt;strong&gt; responsabilità genitoriale&lt;/strong&gt; nei suoi confronti: entrambi i genitori sono ugualmente responsabili del suo benessere ed è solo il benessere del minore (non le rivendicazioni dei genitori) il criterio sulla base del quale stipulare degli accordi che stabiliscano come e dove debba risiedere.       &lt;br /&gt;      &lt;br /&gt;E’ a partire dal 2002 che i maggiori esponenti della FRAO (Fathers Rights Activist Organization) cominciano ad usare la più ambigua denominazione “&lt;em&gt;Shared Parenting Council of Australia&lt;/em&gt;” (SPCA), con l’intento di proporsi come movimento supportato anche dalle donne (donne di solito rappresentate prevalentemente da seconde mogli o nonne paterne).&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/seconde_mogli.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;seconde_mogli&quot; src=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/seconde_mogli.jpg?w=640&amp;amp;h=450&quot; width=&quot;640&quot; height=&quot;450&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Mentre la &lt;em&gt;Fatherhood Foundation&lt;/em&gt; è caratterizzata da un &lt;strong&gt;nucleo fondamentalista cattolico&lt;/strong&gt;, che pone particolare enfasi sul &lt;strong&gt;ruolo determinante del padre all’interno della famiglia&lt;/strong&gt;, lo &lt;em&gt;Shared Parenting Council of Australia&lt;/em&gt; si propone a sostegno dei diritti del genitore “non collocatario” (quello che normalmente risiede meno tempo col minore), ma sono molti gli attivisti che compaiono in entrambe le organizzazioni o si spostano da una all’altra. Entrambe, comunque, sostengono la medesima riforma del diritto di famiglia, che richiede un equa divisione dei tempi di permanenza del minore presso i genitori, ma rivendica anche&lt;strong&gt; il diritto degli uomini su beni e proprietà condivisi in constanza di matrimonio&lt;/strong&gt; e contesta gli ammortizzatori sociali a favore delle famiglie monogenitoriali.&lt;/p&gt;    &lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;    &lt;p&gt;Un esempio di influenza fondamentalista cattolica sul movimento nel suo insieme è costituito dal &lt;em&gt;Festival of Light&lt;/em&gt; e dalle&amp;#160; &lt;em&gt;Australian Families Associations&lt;/em&gt;: questi gruppi propongono&lt;strong&gt; “misure preventive” alla disgregazione delle famiglie&lt;/strong&gt;, ponendosi l’obiettivo di disincentivare le separazioni; di fatto l’enfatizzazione del legame tra padre e prole può trasformarsi in una riduzione della libertà personale della madre, mentre la paritetica suddivisione dei tempi di permanenza del minore è funzionale ad eliminare l’assegno di mantenimento, riducendo la possibilità materiale di emanciparsi dal matrimonio per una donna con scarse risorse economiche.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/sistema_separazioni1.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;sistema_separazioni&quot; src=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/sistema_separazioni1.jpg?w=640&amp;amp;h=503&quot; width=&quot;640&quot; height=&quot;503&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Tutte le associazioni che reclamano una riforma del diritto di famiglia sono in qualche modo collegate con lo&lt;em&gt; Shared Parenting Council of Australia&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Un’altra associazione affiliata è la &lt;em&gt;Family Law Reform Association&lt;/em&gt;, che proclama di battersi per i diritti di entrambi i genitori, senza distinzione di genere, salvo poi precisare che comunque, nel sistema giudiziario vigente, &lt;strong&gt;sono sempre i padri quelli svantaggiati.&lt;/strong&gt; Ma le associazioni sono tante: la &lt;em&gt;Dads Australia Inc&lt;/em&gt;, la &lt;em&gt;Fathers After Divorce&lt;/em&gt;, la &lt;em&gt;Men’s Confraternity&lt;/em&gt;, la &lt;em&gt;Men’s Rights Agency&lt;/em&gt;, la &lt;em&gt;Ozydads&lt;/em&gt; e il &lt;em&gt;Separated Fathers Network&lt;/em&gt;, tutte denominazioni che dimostrano come il SPCA sia focalizzato sulla rivendicazione dei diritti del genitore di sesso maschile: la nuova denominazione accoglie le istanze di entrambi i genitori solo nel titolo.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Lo SPCA gode di agganci politici&lt;/strong&gt;, in diverse fazioni. Il Direttore dello SPCA Geoffrey Greene, già vice dirigente del Liberal Party nel South Australia, milita attualmente nel Liberal Party del Queensland, mentre una dei fondatori del SPCA, Matilda Bawden, è una canditata per i Democratici. Entrambi sono collegati alla &lt;em&gt;Richard Hillman Foundation&lt;/em&gt; (RHF), una associazione collegata alla FRAO che rivendica i diritti di quei padri “&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/04/26/lei-mente/&quot;&gt;falsamente accusati di molestie sui minori&lt;/a&gt;“.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/falsiabusi6.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;falsiabusi6&quot; src=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/falsiabusi6.jpg?w=640&amp;amp;h=516&quot; width=&quot;640&quot; height=&quot;516&quot; /&gt;&lt;/a&gt;La strategia del movimento per la riforma del diritto di famiglia è stata quella di cercare politici simpatizzanti. La maggior parte dei rappresentanti dello SPCA ha una storia di attivismo politico alle spalle.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Una delle fondatrici della &lt;em&gt;Men’s Rights Agency, &lt;/em&gt;Sue Price, e l’attuale direttore dello SPCA, Michel Green, hanno promosso una proposta di legge che parte dal presupposto che&lt;strong&gt; il sistema giuridico discrimina gli uomini&lt;/strong&gt; in caso di &lt;em&gt;separazione conflittuale&lt;/em&gt; e che&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/10/10/il-familismo-amorale/&quot;&gt; la mediazione dovrebbe essere la prima opzione in questi casi.&lt;/a&gt; Casualmente, &lt;strong&gt;Green gestisce un servizio di mediazione familiare a Sidney.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/mediazione1.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;mediazione&quot; src=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/mediazione1.jpg?w=640&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Sin dal 1995 politici conservatori e attivisti dei gruppi di papà separati hanno sostenuto un &lt;strong&gt;ritorno ai valori (cattolici) della famiglia tradizionale&lt;/strong&gt;, l’unica in grado di garantire stabilità sociale, condannando le famiglie monogenitoriali costituite da madre e prole, in quanto situazione inidonea a garantire un sano sviluppo del bambino.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/mamma_papc3a0.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;mamma_papà&quot; src=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/mamma_papc3a0.jpg?w=640&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;I danni procurati dall’&lt;em&gt;assenza&lt;/em&gt; del padre &lt;a href=&quot;http://archiviostorico.corriere.it/1999/novembre/28/genitore_che_per_due_cs_0_9911281009.shtml&quot;&gt;non trovano fondamento nei dati empirici &lt;/a&gt;raccolti dalla letteratura scientifica. La documentazione presentata da queste associazioni a supporto della tesi è selezionata ad hoc per dare l’impressione di una relazione di causa ed effetto fra l’assenza di un genitore e risultati disastrosi per la prole, relazione determinata soprattutto dalla volontà di ignorare tutte le altre variabili di natura sociale che concorrono all’insorgere di problemi nello sviluppo del bambino e&amp;#160; &lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/08/02/residenza-alternata-ii-parte-gli-studi-scientifici/&quot;&gt;tutti gli studi che giungono a conclusioni in contrasto con questa ipotesi.&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Malgrado manchino vere e proprie “prove” dell’esistenza di una crisi attribuibile ad una &lt;em&gt;assenza del padre&lt;/em&gt;, l’argomento &lt;em&gt;&lt;/em&gt;ha riscosso un grande successo ed ha ottenuto una immediata diffusione mediatica.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Il tema dell’ “assenza del padre” viene ufficialmente formalizzato il 26 giugno 2003, con il lancio di un &lt;strong&gt;manifesto politico:&lt;/strong&gt; “The 12 Point Plan”, avvenuto alla &lt;em&gt;National Strategic Conference on Fahterhood&lt;/em&gt;, presso la &lt;em&gt;Parliament House&lt;/em&gt; di Canberra, evento al quale hanno preso parte politici e media.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/manifesto_padre.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;manifesto_padre&quot; src=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/manifesto_padre.jpg?w=640&amp;amp;h=524&quot; width=&quot;640&quot; height=&quot;524&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Un esempio su tutti: &lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/07/19/dallaustralia-i-papa-separati-e-la-violenza-contro-le-donne/&quot;&gt;Michael Flood&lt;/a&gt;, a proposito dell’affermazione – riportata nel &lt;em&gt;12 Point Plan&lt;/em&gt; – “i ragazzi cresciuti in una famiglia senza padre presentano una tendenza a commettere stupri 14 volte superiore a quelli cresciuti a contatto con la figura paterna”, ha scoperto che si tratta di &lt;strong&gt;una invenzione&lt;/strong&gt; che non risulta in nessuna statistica: eppure, sebbene si tratti di un dato privo di fondamento, è citato continuamente a dimostrazione della “crisi da &lt;em&gt;assenza del padre”&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Alcuni politici sono talmente convinti dell’esistenza di una “crisi” dovuta alla mancanza di una figura maschile nel nucleo familiare, da citare simili false informazioni nei loro siti web, persino nei loro discorsi in Parlamento. Questi discorsi stimolano sempre più esponenti politici ad attivarsi a favore della lobby dei papà separati, sulla base di argomenti discutibili come “&lt;strong&gt;il peggioramento dei risultati scolastici dei ragazzi&lt;/strong&gt;“, “la mancanza di un ruolo maschile di riferimento”, “l’aumento dei suicidi degli uomini” e l’aumento della violenza in genere…&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/maschi_scuola.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;maschi_scuola&quot; src=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/maschi_scuola.jpg?w=640&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Tutti questi allarmistici discorsi attorno all’&lt;em&gt;assenza del padre &lt;/em&gt;sono mirati a condannare un sistema troppo “permissivo” nei confronti di chi si separa e in particolare a &lt;strong&gt;stigmatizzare le madri single.&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Quello che gli attivisti e i politici non considerano, quando parlano dell’importanza di figure maschili e femminili di riferimento, è che &lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/06/22/violenza-e-affidamento/&quot;&gt;determinati soggetti non possono occupare il ruolo di “modelli di comportamento” per i figli perché disfunzionali, violenti e abusanti.&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Quello di cui un bambino ha veramente bisogno, più che di “simboli di mascolinità e femminilità”, &lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2012/09/22/la-famiglia-le-famiglie/&quot;&gt;sono genitori sani e in grado di occuparsi di lui &lt;/a&gt;senza metterlo in pericolo, in grado di supportarlo materialmente ed emotivamente (ha dichiarato l’American Psychoanalytic Association: “E’ nell’interesse del bambino sviluppare un attaccamento verso genitori &lt;strong&gt;coinvolti, competenti e capaci di cure&lt;/strong&gt;“).&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Quando un bambino presenta dei problemi, questo non dipende esclusivamente dal divorzio né tantomeno dal fatto che vive con una madre single, ma perché al divorzio spesso sono associate la malattia mentale, episodi di violenza domestica o altre forme anti-sociali di comportamento.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Gli attivisti della FF, del SPCA e della FRAO hanno spesso collegato gli alti tassi di&lt;strong&gt; suicidio&lt;/strong&gt; maschile alla disgregazione della famiglia, al dramma dei “papà separati” tenuti lontano dai figli.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Secondo questi gruppi, sono sempre le madri ad allontanare i figli dai papà, oppure i Tribunali.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/suicidi_papc3a0.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;suicidi_papà&quot; src=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/suicidi_papc3a0.jpg?w=640&amp;amp;h=276&quot; width=&quot;640&quot; height=&quot;276&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;L’associazione &lt;em&gt;Dad in Distress &lt;/em&gt;ha denunciato 5 suicidi a settimana, mentre il SPCA è arrivato a dichiarare 3 suicidi al giorno: &lt;strong&gt;dati assolutamente inventati&lt;/strong&gt;. La Commissione chiamata ad indagare sul fenomeno ha dichiarato: “non esistono ricerche statistiche sulle motivazioni dei suicidi; la commissione ha ricercato dei dati a supporto ma non esistono” (Parliament Inquiry Report 2003).&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Questa enfasi sui suicidi mira a &lt;strong&gt;colpevolizzare le donne&lt;/strong&gt;, che sarebbero la causa dell’instabilità mentale e della depressione maschile; la soluzione a questo problema, secondo il FRAO, non è un supporto medico-psicologico a chi manifesta sintomi di stress in caso di separazione, bensì l’imposizione della &lt;em&gt;shared care.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Proporre una maggiore frequentazione con i bambini e l’ex-patner&amp;#160; sembra suggerire che i figli possano essere una sorta di “cura” in caso di disagio, invece che &lt;em&gt;persone delle quali prendersi cura&lt;/em&gt;; inoltre una simile soluzione comporta un &lt;strong&gt;serio rischio per l’incolumità delle persone coinvolte&lt;/strong&gt;, come dimostrano i casi di omicidio-suicidio.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Quello che viene taciuto dagli attivisti, quando si verificano simili tragici epiloghi, è la storia di violenza domestica che precede quelle che vengono definite “separazioni conflittuali”.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/omicidi_bambini.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;omicidi_bambini&quot; src=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/omicidi_bambini.jpg?w=640&amp;amp;h=407&quot; width=&quot;640&quot; height=&quot;407&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;L’assenza del padre, i suicidi degli uomini, tutte queste argomentazioni a sostegno dell’importanza di una disposizione di legge che imponga la &lt;em&gt;shared care &lt;/em&gt;in tutti i casi di separazione, vanno a colpire i soggetti più vulnerabili: quelle donne e quei bambini vittime di violenza intrafamiliare, che &lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/07/11/violenza-e-affidamento-ii-parte/&quot;&gt;rimangono in balia di uomini violenti.&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La propaganda del SPCA e del FF è spesso accolta dai media&lt;/strong&gt;, che la diffondono senza permettere alle organizzazioni femminili o agli esperti di fornire una diversa versione della questione.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/timperi.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;timperi&quot; src=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/timperi.jpg?w=640&amp;amp;h=454&quot; width=&quot;640&quot; height=&quot;454&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Per lungo tempo la FRAO ha cercato uno spazio che gli consentisse di raggiungere il grande pubblico e i suoi sforzi hanno portato, nel 2001, alla nascita del programma radio “Dads on the Air”. Il programma, provvisto di un servizio web-cast e una piattaforma on line per chi è fuori dall’area coperta, si rivolge a tutti quei mariti e papà separati infelici e “vittimizzati dai Tribunali”; naturalmente sono ospiti fissi i rappresentanti del SPCA e anche il Presidente della Fatherhood Foundation, Warwick Marsh, ha partecipato al programma. La collaborazione con la stazione radio 2GB ha messo in contatto gli attivisti dei &lt;em&gt;diritti dei papà&lt;/em&gt; con la la sessuologa-psicologa &lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Bettina_Arndt&quot;&gt;Bettina Arndt,&lt;/a&gt; che ha abbracciato pubblicamente la causa sostenendo anche politicamente le istanze del movimento.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Principalmente,&lt;strong&gt; la propaganda del SPCA si svolge nel web&lt;/strong&gt;: negli anni è stato creato un network fatto di siti, blog, forum e mailing list che collegano gli attivisti a livello&lt;strong&gt; nazionale e internazionale. &lt;/strong&gt;Sono state identificate 28 mailing list che fanno direttamente capo all’SPCA, ma quelle connesse alle altre organizzazioni nazionali e quelle internazionali sono molte di più.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tutti questi spazi nel web sono dichiaratamente antifemministi.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/contro_il_femminismo.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;contro_il_femminismo&quot; src=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/contro_il_femminismo.jpg?w=640&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Siti come quello del programma &lt;em&gt;Dads on the Air &lt;/em&gt;(DOA)&lt;em&gt;, &lt;/em&gt;mailing list come quella di Ozydads o la &lt;em&gt;shared parentin yahoo list, &lt;/em&gt;svolgono un ruolo importantissimo: reclutare sempre più accoliti.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Spesso lo scambio di informazioni degenera in vero e proprio &lt;em&gt;hate speech, &lt;/em&gt;&lt;strong&gt;attacchi che incitano all’odio verso individui, collettivi, femministe, giudici, professionisti e organizzazioni&lt;/strong&gt; che hanno in qualche modo a che fare con il diritto di famiglia. Ad esempio nel sito DOA, dopo la trasmissione radiofonica, è facile trovare parecchi commenti di anonimi che postano le loro lamentele, oppure commenti di Fathers Right Groups stranieri. I siti pubblici pretendono che il linguaggio rimanga rispettoso, ma all’interno di gruppi chiusi il tono è molto aggressivo: i discorsi sono violenti, fioccano minacce contro chiunque si opponga ai progetti o alle idee della FRAO.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/povero_papc3a0.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;povero_papà&quot; src=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/povero_papc3a0.jpg?w=640&amp;amp;h=405&quot; width=&quot;640&quot; height=&quot;405&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Questo fenomeno non si verifica solo in Australia, come dimostrano gli studi svolti in Canada da Bouchard, Boily e Proulz. Nei &lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/08/10/il-rapporto-con-il-padre/&quot;&gt;casi in cui la violenza domestica o gli abusi sui minori emergono maggiormente&lt;/a&gt;, soprattutto quei casi in cui ne viene contestata le veridicità, la violenza dei commenti di molti “militanti” è una estensione delle intimidazioni familiari ai settori pubblico e politico.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/giustizia_papc3a0.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;giustizia_papà&quot; src=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/giustizia_papc3a0.jpg?w=640&amp;amp;h=350&quot; width=&quot;640&quot; height=&quot;350&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Gran parte della retorica della FRAO consiste nell’incitare i suoi membri a inasprire i contenziosi legali.&amp;#160; Le indagini svolte hanno rivelato che molti commenti invitano a “trascinarla nel sistema” per “&lt;em&gt;mostrare a quella puttana e a quei bastardi &lt;/em&gt;(i Giudici)&lt;em&gt; che vogliamo il condiviso&lt;/em&gt;” (tratto dalla mailing list di Ozydads, 29/12/03). E’ impossibile sapere in cosa poi si concretizzano questo genere di minacce.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Il linguaggio aggressivo non risparmia i membri di quelle associazioni o rappresentanti del sistema o singoli soggetti che si esprimono in merito al diritto di famiglia. Ad esempio il Giudice Nichols o il ricercatore Michael Flood sono stati definiti “il nemico”, “vermi”, etichettati come “misandrici” e con altri termini denigratori, spesso omofobi. Occasionalmente i commenti descrivono il desiderio di uccidere questi “nemici”, soprattutto il Giudice Nichols o i suoi colleghi (“&lt;em&gt;Voglio ucciderlo quello stronzo, Dio lo aiuti se trovo il suo indirizzo&lt;/em&gt;“, Ozydads list, 19/03/2004)&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/speriamo-che-schiatti11.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;speriamo-che-schiatti11&quot; src=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/speriamo-che-schiatti11.jpg?w=640&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Spesso gli attivisti della FRAO accusano i Tribunali di essere &lt;em&gt;come le femministe,&lt;/em&gt; descritte&lt;em&gt; &lt;/em&gt;come dittatori (nazifemministe) ed accusate di “crimini contro l’umanità” o di essere “alienatrici di bambini”. La medesima reteorica è riservata a professionisti, operatori del sociale, avvocati, e persino alle forze dell’ordine, colpevoli di aver subito il “lavaggio del cervello” dalle femministe.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Ma principalmente l’&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/04/02/misoginia-nel-web-iv-le-pagine-clonate/&quot;&gt;odio è rivolto verso le donne,&lt;/a&gt; diffamate e vilipese con estrema ferocia. Se i media offrono ad alcune di queste donne la possibilità di raccontare pubblicamente la loro versione dei fatti, i commenti violenti sfociano in vere e proprie minacce o atti intimidatori, come quando il coordinatore della sezione australiana dei &lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/09/03/dalla-gran-bretagna-fathers-for-justice-i-super-papa-separati/&quot;&gt;Fathers 4 Justice&lt;/a&gt; tentò di spaventare la Presidente della&lt;em&gt; Sole Parents’ Union&lt;/em&gt; con false accuse sul sito del DOA: “Dovremmo riferire alla Child Protection Agency come tratta suo figlio” (30/05/2004).&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;I discorsi all’interno della FROA ruotano ossessivamente sempre attorno gli stessi argomenti: l’assegno di mantenimento, il rapporto negato con i figli, la false accuse di violenza o abuso sui minori, l’alienazione genitoriale, la discriminazione degli uomini nei Tribunali e il fatto che&lt;strong&gt; la violenza di genere non esiste, perché le donne sono tanto violente quanto gli uomini.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/disinformazione_femminista.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;disinformazione_femminista&quot; src=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/11/disinformazione_femminista.jpg?w=640&amp;amp;h=361&quot; width=&quot;640&quot; height=&quot;361&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Ci sono gruppi dedicati ad alcuni temi in particolare, ad esempio quelli che ruotano attorno al concetto di&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/category/affido-e-alienazione-genitoriale/dicono-della-pas/&quot;&gt; alienazione genitoriale&lt;/a&gt;, che offrono assistenza alle “vittime” di questo disturbo e suggeriscono come inserirlo con successo nelle cause di separazione.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;L’alienazione genitoriale ha ottenuto un crescente successo fra i membri della FRAO. Inizialmente veniva utilizzata solo da quegli uomini accusati di abusi sui minori o violenza domestica, ma adesso è ampiamente usata dai mariti infastiditi da ciò che loro percepiscono come un “appropriarsi” dei bambini da parte dell’ex-partner; spesso sono supportati dalle secondi mogli, che testimoniano in Tribunale l’intenzione delle madri di “alienare” i bambini non permettendo contatti più frequenti con il nuovo nucleo familiare.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Parecchi siti riguardano la &lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/05/06/i-poveri-papa-separati/&quot;&gt;povertà dei padri separati,&lt;/a&gt; ridotti in miseria dagli assegni di mantenimento. Paradossalmente gli stessi individui che dichiarano il loro amore spassionato ai figli, il loro desiderio di averli più vicini, &lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/08/22/papa-separati-vs-mamme-separate-due-pesi-e-due-misure/&quot;&gt;non mostrano il medesimo entusiamo&lt;/a&gt; quando si tratta di contribuire alle spese che li riguardano.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Ma sono molte le contraddizioni che emergono dai discorsi dei militanti del FROA: &lt;em&gt;“E’ tutto una merda. Fotti il sistema, vai e fa ciò che devi, costi quel che costi. I VERI uomini sono in prigione” &lt;strong&gt;“Beh io sono un vero uomo e ho scelto di nascondermi oltreoceano. &lt;/strong&gt;Però voglio fare la differenza, e combatto coi F4J. L. è un membro dei F4J-international, mettiti in contatto con lui.” &lt;/em&gt;(Ozydads list). Spesso e volentieri, infatti, la “mancanza di contatti con i figli” di questi padri arrabbiati è una scelta personale che non ha nulla a che vedere con la volontà delle ex-partner.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La propaganda di questi gruppi danneggia tutte le donne.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Diffondono il pregiudizio che le donne abitualmente mentono, imbrogliano e presentano false accuse nelle cause di separazione.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Negano il fenomeno della violenza di genere sostenendo la teoria della “simmetrica violenza relazionale”, mettendo in serio pericolo le donne e i bambini coinvolti in separazioni da parter abusanti.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Diffondono &lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/05/16/la-campagna-di-disinformazione/&quot;&gt;false informazioni&lt;/a&gt;, dati statistici inventati e &lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2012/11/17/lezioni-di-inglese-agli-psicologi-qualcuno-provveda/&quot;&gt;ricerche sospette&lt;/a&gt; a sostegno dei loro argomenti, tutti sempre e solo a favore del genitore di sesso maschile, influenzando negativamente il dibattito in corso sull’affidamento dei minori.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;I loro discorsi sono pieni di livore e suggeriscono propositi di vendetta.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;strong&gt;I politici sembrano ignorare questi aspetti della propaganda dei papà separati,&lt;/strong&gt; come sembrano ignorare che&lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/26/global-gender-gap-report-2013-italia-71posto-dopo-cina/756472/&quot;&gt; gli uomini sono, di fatto, ancora il genere dominante nella nostra società. &lt;/a&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;Il ritratto del papà discriminato in quanto maschio, presentato dagli attivisti del movimento, nega l’oggettiva distribuzione differenziata del potere politico ed economico che a tutt’oggi pone le donne in posizione subordinata rispetto agli uomini.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;L’uso crescente del web da parte dei membri della FRAO per diffondere siti misogini, che incitano all’odio, che promuovono una propaganda contro le madri e contro le donne, suggerisce un più accurato monitoraggio di queste associazioni. Tutti i gruppi che promuovono la violenza di genere dovrebbero essere sottoposti a più approfondite investigazioni e i soggetti che usano il web per molestare, minacciare ed intimidire dovrebbero essere perseguiti.&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;Sullo stesso argomento, sempre su &lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/&quot;&gt;Il Ricciocorno Schiattoso&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/08/03/dalla-francia-i-papa-separati-un-movimento-internazionale/&quot;&gt;Dalla Francia: i papà separati, un movimento internazionale, &lt;/a&gt;di Patric Jean&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/07/19/dallaustralia-i-papa-separati-e-la-violenza-contro-le-donne/&quot;&gt;Dall’Australia: i papà separati e la violenza contro le donne&lt;/a&gt;, di Michael Flood&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/08/23/chi-ha-paura-di-paul-elam-ovvero-i-papa-separati-degli-usa/&quot;&gt;Chi ha paurla di Paul Elam? Ovvero i papà separati degli USA&lt;/a&gt; di Arthur Goldwag&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/09/03/dalla-gran-bretagna-fathers-for-justice-i-super-papa-separati/&quot;&gt;Dalla Gran Bretagna: fathers 4 justice, i super papà separati&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.massimolizzi.it/2013/06/movimento-mascolinista-quebec.html&quot;&gt;Il movimento mascolinista del Quebec&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  </description><link>http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2013/11/le-politiche-dei-papa-separati-in.html</link><author>noreply@blogger.com (No alla violenza sulle donne)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4224138841582230010.post-5370194811073919827</guid><pubDate>Tue, 12 Nov 2013 17:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-11-12T18:11:38.085+01:00</atom:updated><title>Negazioniste della tratta e attori porno smemorati</title><description>&lt;h4&gt;&amp;#160;&lt;/h4&gt;  &lt;h4&gt;Seconda parte di un ciclo di articoli che illustra in Italia il percorso abolizionista francese ad un possibile pubblico al quale un’informazione monopolizzata e tesa ad isolare la comunità italiana nasconde la realtà internazionale sul fenomeno della prostituzione.&lt;a href=&quot;http://www.massimolizzi.it/2013/11/negazionismo-tratta-attori-porno.html&quot;&gt;     &lt;br /&gt;      &lt;br /&gt;Negazioniste della tratta e attori porno smemorati&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.massimolizzi.it/search/label/MR&quot;&gt;MR&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.massimolizzi.it/search/label/Prostituzione&quot;&gt;Prostituzione&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;http://www.massimolizzi.it/2013/11/negazionismo-tratta-attori-porno.html#comment-form&quot;&gt;4 Responses »&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;nov 10 2013&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgV4NKChq5ywOjtOYqxCumB1rO-AfxLkrlFifMiGnrMLpO_7Oghb7xO_aWwP6OCG7T6nbQXnjZaUW0VyBaZRWfo_oI71Ny1TPZoXftrWUlnqBelw22R6OJoW_u49XCcov-61-KeQdhr9lw/s1600/Laura_Agustin_Reflect.jpg&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgV4NKChq5ywOjtOYqxCumB1rO-AfxLkrlFifMiGnrMLpO_7Oghb7xO_aWwP6OCG7T6nbQXnjZaUW0VyBaZRWfo_oI71Ny1TPZoXftrWUlnqBelw22R6OJoW_u49XCcov-61-KeQdhr9lw/s1600/Laura_Agustin_Reflect.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;di Maria Rossi&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Dopo la miliardaria &lt;i&gt;Élisabeth Badinter&lt;/i&gt;, l&#39;antifemminista &lt;i&gt;Marcela Iacub&lt;/i&gt; e i 343 (in realtà soltanto 17) &lt;i&gt;maiali&lt;/i&gt;, contro il movimento abolizionista francese vengono reclutati &lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://abbattoimuri.wordpress.com/2013/11/09/francia-crociata-antiprostituzione-esclude-dal-dibattito-attivisti-per-i-diritti-deidelle-sex-workers/&quot;&gt;Laura Augustín&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; e &lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/08/prostituzione-chi-ascolta-la-voce-dei-sex-workers/769833/&quot;&gt;Thierry Schaffauser&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La prima ritiene che la proposta di legge francese sia moralista e &lt;i&gt;altamente repressiva&lt;/i&gt;. Sulla sua opinione in materia non nutrivo alcun dubbio. L&#39;antropologa &lt;i&gt;Laura Augustín&lt;/i&gt;, infatti, non è una ricercatrice qualsiasi, ma un&#39;appassionata sostenitrice di posizioni estremiste in relazione alla prostituzione. A lei è persino inviso il termine &lt;i&gt;tratta&lt;/i&gt; che, a suo parere, dovrebbe essere bandito dal dizionario, in quanto produrrebbe un&#39;incresciosa vittimizzazione delle donne che la subiscono. L&#39;espressione dovrebbe essere sostituita dalla più neutra &lt;i&gt;sex workers migranti&lt;/i&gt;, persone, a suo parere, fortunate perché inserite in frizzanti ed inebrianti ambienti cosmopoliti.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Quella che noi, colpevolmente, ci ostiniamo a definire &amp;quot;vittima di tratta&amp;quot;, infatti:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;&lt;i&gt;Lavora nei club, nei bordelli, nei bar e negli appartamenti multiculturali dove si parlano molte lingue. [...] Per quelle che vendono servizi sessuali, gli ambienti nei quali vivono sono luoghi di lavoro, dove molte ore sono consacrate all&#39;incontro con altre persone che esercitano la stessa attività, alla conversazione, alle bevute con le colleghe, così come con i clienti e con gli altri impiegati dei locali come i cuochi, i camerieri, i commessi, i portieri, alcuni dei quali dimorano lì, mentre altri vi si trovano per lavoro. Trascorrere la maggior parte del tempo in tali ambienti è un&#39;esperienza che crea soggetti cosmopoliti, almeno nel caso in cui le persone siano capaci di adattarvisi. Per definizione, ciò genera una relazione particolare con l&#39;ambiente. Questi cosmopoliti ritengono che il mondo appartenga a loro, che non sia che un luogo da abitare.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p&gt;Il brano &lt;a href=&quot;http://consumabili.blogspot.it/2013/06/lordine-neoliberista-il-tabu-della.html&quot;&gt;è così commentato&lt;/a&gt; dalla giornalista &lt;i&gt;Kajsa Ekis Ekman&lt;/i&gt;, femminista anarchica abolizionista svedese:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;&lt;i&gt;L&#39;immagine della vittima della tratta a fini di prostituzione è dunque quella di una persona che banchetta con i benestanti, frequenta i locali notturni in diverse metropoli e forse dà, occasionalmente, una toccatina ai clienti dietro il bancone del bar. E&#39; felice e dà un&#39;impressione di agiatezza. E&#39; interessante notare che non figura da nessuna parte nella descrizione di questo ambiente &amp;quot;lussuoso&amp;quot; in che cosa consista in realtà questo &amp;quot;lavoro. &lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p&gt;Questa non è l&#39;unica opinione &amp;quot;bizzarra&amp;quot; sostenuta dall&#39;antropologa. Riferendosi a donne trasferite nei Paesi occidentali da gangs criminali, sequestrate in appartamenti e costrette a prostituirsi, &lt;a href=&quot;http://sisyphe.org/spip.php?article4001&quot;&gt;ella scrive&lt;/a&gt;: &lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;&lt;i&gt;Queste circostanze in cui le donne vivono in locali dove si pratica sesso ed escono raramente, prima di essere condotte altrove, senza che sia da loro richiesto, attirano l&#39;attenzione dei media, e si dà per acquisito che ciò comporti una completa negazione della libertà. Ma in numerosi casi, le lavoratrici migranti preferiscono questa soluzione per diverse ragioni. Non lasciando il posto, non sperperano denaro e, se non hanno un permesso di soggiorno, si sentono più sicure in un ambiente controllato. Se qualcun altro individua i luoghi di incontro e prende gli appuntamenti in loro vece, ciò significa che non devono accollarsi questo compito.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p&gt;Pur di non impiegare l&#39;odioso vocabolo &lt;i&gt;sequestro di persona&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Laura Augustín&lt;/i&gt; ricorre a tortuose circonlocuzioni. Le vittime di tratta &lt;i&gt;vivono in locali dove si pratica sesso;&lt;/i&gt; &lt;i&gt;escono raramente&lt;/i&gt; (e meno male che non ha scritto che in tal modo evitano di contrarre l&#39;influenza!), vengono trasferite &lt;i&gt;senza richiederlo&lt;/i&gt;. Non solo! La segregazione viene presentata come una condizione vantaggiosa: consente di risparmiare denaro e tutela dalle interferenze della polizia, mentre le gangs criminali responsabili della tratta vengono dipinte come dame della carità di antica memoria, o come efficienti segretarie, se si preferisce, che si accollano la gravosa incombenza di proteggere le donne (meglio loro delle aborrite forze dell&#39;ordine?) e di fissare gli appuntamenti delle &lt;i&gt;lavoratrici migranti&lt;/i&gt; con i clienti.     &lt;br /&gt;L&#39;informatissimo blog di uno di questi, un inglese trasferitosi nei Paesi Bassi, riporta, stigmatizzandole, &lt;a href=&quot;http://fleshtrade.blogspot.it/2013_03_01_archive.html&quot;&gt;una panoplia di altre scioccanti opinioni&lt;/a&gt; dell&#39;antropologa &lt;i&gt;Augustín&lt;/i&gt;, con relativa indicazione dei link agli articoli nei quali sono contenute. Per lei, ad esempio, la schiavitù per debiti, (sappiamo che la maggior parte delle vittime di tratta li ha contratti), per quanto deplorevole, è sostanzialmente accettabile e il fatto di saldarli è parte di un normale progetto di vita.&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;&lt;i&gt;The point isn’t that debt is all good or all bad but that it exists everywhere, and its bondage is often seen as lamentable, yes, but as acceptable – something people are meant to struggle to pay off as part of normal life&lt;/i&gt;. &lt;a href=&quot;http://www.lauraagustin.com/civilised-loans-versus-debt-bondage-and-slavery&quot;&gt;www.lauraagustin.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p&gt;Nel sistema prostituente nulla dovrebbe essere vietato, neppure il reclutamento delle bambine e dei bambini. A chi le chiede se non sia lecito formulare dubbi sull&#39;effettiva volontà di prostituirsi di una ragazzina o di un ragazzino di 10 anni, lei risponde di no. Non bisogna mettere in discussione la capacità di decidere di una persona di quell&#39;età. &lt;/p&gt;  &lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;    &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;&lt;i&gt;No one should be making any assumptions about the degree of will for a 10- year-old girl or boy in the sex trades? After pointing out the rhetoric (used by abolitionists and anti-trafficking people all the time), I answered yes, no one should be making assumptions about 10-year-olds either. How do we know what led to her selling sex? What choices was she faced with? What might happen if she were suddenly extracted from her situation?&lt;/i&gt; &lt;a href=&quot;http://www.lauraagustin.com/the-age-of-women-who-sell-sex-does-kristof-lie-what-about-the-children&quot;&gt;www.lauraagustin.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Laura Augustín&lt;/i&gt; non sembra particolarmente turbata dall&#39;esistenza del lavoro minorile, né di carattere sessuale, né di altro tipo. Osserva, infatti, che in molti Paesi nei quali costituisce un fondamentale sostegno alla sussistenza della famiglia, il lavoro dei bambini anche molto piccoli è percepito come una necessità e un diritto e a lei non pare evidentemente opportuno contrastare questa pratica. Inoltre, in molti Stati si è considerati sessualmente maturi all&#39;età di 13, 14 o 15 anni e, dunque, non si vede perché non ci si possa prostituire nella pubertà.&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;In many countries where child labour of all kinds is a mainstay of family existence, even very young children’s working for money is felt to be necessary and a right. [..]Furthermore, in many countries people are considered sexually mature at 13, 14, 15, and they may have sex with others their age or younger or older. That’s a description of what happens, whether money or benefits come into it or not. &lt;a href=&quot;http://www.lauraagustin.com/youth-on-the-street-selling-sex-and-end-demand#comments&quot;&gt;www.lauraagustin.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p&gt;Alla luce di queste considerazioni, appare chiaro come la proposta di legge francese appaia a Laura Augustín &lt;i&gt;altamente repressiva&lt;/i&gt; e ispirata a uno spregevole desiderio di &lt;i&gt;purezza sociale&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhr3GFWGesE8XSnE9EUEO8e86Vzgtkf99lUD8P9pXnqDRuD67PHcPjecPCfJ_hzEsJhzhwBEAL8E5Ogdit0qlvqux6PQCDhkrJ97zyhTKDu3tHy_XOYZjsFtQZrymjDFukC4SPWENUPLKY/s1600/thierry.schaffauser.jpg&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhr3GFWGesE8XSnE9EUEO8e86Vzgtkf99lUD8P9pXnqDRuD67PHcPjecPCfJ_hzEsJhzhwBEAL8E5Ogdit0qlvqux6PQCDhkrJ97zyhTKDu3tHy_XOYZjsFtQZrymjDFukC4SPWENUPLKY/s1600/thierry.schaffauser.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;E&#39; a questa antropologa che si rivolge, inviandole una mail, &lt;i&gt;Thierry Schaffauser&lt;/i&gt;, che biasima la suddetta proposta. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Quanto risulta rappresentativo delle istanze del mondo della prostituzione francese questo sex worker ? &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Osservo anzitutto che si tratta di un uomo e in Francia &lt;a href=&quot;http://www.massimolizzi.it/2013/10/francia-movimento-abolizione.html&quot;&gt;soltanto il 3% delle persone prostituite è di sesso maschile&lt;/a&gt;.&amp;#160; Un po&#39; poco per autoproclamarsi portavoce dell&#39;intero universo delle prostitute francesi. Non solo! Schaffauser, pur essendo uno dei fondatori dello STRASS, (il sindacato delle sex workers del Paese), non pratica rapporti mercenari in Francia. &lt;a href=&quot;http://sousleparapluierouge.wordpress.com/2013/03/26/anatomie-dun-lobby-pro-prostitution-etude-de-cas-le-strass-en-france/&quot;&gt;E&#39; infatti escort di lusso a Londra e attore porno in Gran Bretagna&lt;/a&gt;.&amp;#160; Perché dovrebbe rappresentare le donne prostituite francesi, in particolare le migranti, quelle che esercitano in strada e le vittime di tratta? &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Inoltre, nella mail che ha inviato a Laura Augustín, &lt;i&gt;Schaffauser&lt;/i&gt; non la conta giusta. Non è vero, infatti, che nelle audizioni del Parlamento francese &lt;i&gt;I/le sex workers che svolgono ancora quel lavoro non siano state invitate&lt;/i&gt;. Per redigere il suo rapporto d&#39;informazione sulla prostituzione, l&#39;Assemblée Nationale nel 2011 &lt;a href=&quot;http://www.assemblee-nationale.fr/13/pdf/rap-info/i3334.pdf&quot;&gt;ha convocato addirittura la portavoce nazionale&lt;/a&gt; e cofondatrice dello STRASS, la transessuale &lt;i&gt;Gilda Carrington-Ewing&lt;/i&gt;, nota con lo pseudonimo di &lt;i&gt;Maȋtresse Gilda&lt;/i&gt;&amp;#160; , p.342, nonché la signora Sarah-Marie Maffesoli, consigliera giuridica del sindacato delle sex workers. &lt;a href=&quot;http://www.assemblee-nationale.fr/13/pdf/rap-info/i3334.pdf&quot;&gt;E&#39; stata sentita anche &lt;i&gt;Malika Amaouche&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;, coordinatrice del Collettivo &lt;i&gt;Droits et Prostitution&lt;/i&gt;, favorevole alla prostituzione, come la sociologa Mathieu.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Anche il Senato, per elaborare il suo rapporto sulla condizione sanitaria e sociale delle persone prostituite, le ha invitate ad intervenire alle audizioni parlamentari. Sono state sentite Morgan Merteuil, segretaria generale dello STRASS, Maîtresse Gilda, Marie Helmbacher, Mylène ed Elizabeth. Non solo. Il signor Thierry Schaffauser, che ha evidentemente la memoria corta, non ricorda di aver partecipato all&#39;audizione del Senato di mercoledì 26 giugno 2013, ma &lt;a href=&quot;http://www.senat.fr/rap/r13-046/r13-04612.html#toc353&quot;&gt;il rapporto pubblicato on line&lt;/a&gt; ne segnala la presenza. Tre esponenti dello STRASS &lt;a href=&quot;http://www.lematin.ch/monde/ministre-heurte-defenseurs-prostitution/story/10301340&quot;&gt;sono stati ricevuti anche dalla Ministra per i diritti delle donne&lt;/a&gt; &lt;i&gt;Najat Vallaud-Belkacem&lt;/i&gt;, che, fin dal suo insediamento, ha manifestato l&#39;intenzione di abolire la prostituzione. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;E&#39; opportuno anche osservare che lo STRASS, cui si possono iscrivere non soltanto sex workers (le uniche interessate dal provvedimento), ma anche attrici e attori porno, modelle e massaggiatrici erotiche, spogliarelliste e operatrici di call center erotici, dichiara 500 aderenti. Secondo i rapporti stilati dal Parlamento Francese, &lt;a href=&quot;http://www.massimolizzi.it/2013/10/francia-movimento-abolizione.html&quot;&gt;il numero delle prostitute in Francia oscilla tra le 20.000 e le 40.000&lt;/a&gt; ed è presumibilmente sottostimato. Le e gli iscritti allo STRASS, pertanto, rappresentano una percentuale irrisoria, compresa tra l&#39;1,4% o meno e il 2,5% del totale, sempre che siano esclusivamente persone prostituite e non esponenti delle altre categorie professionali succitate.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La mail di Thierry Schaffauser include anche altre espressioni imprecise, incomplete, gravi, indimostrate o false. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Gli sponsor&lt;/i&gt; [dell&#39;abolizionismo] - si legge - &lt;i&gt;utilizzano prove viziate e testimonianze anonime&lt;/i&gt;. Vorrei sapere di quali prove viziate si tratta e se risulta plausibile e serio affermare che il Parlamento francese si presti a raccogliere testimonianze e dati incompleti o falsi e ad elaborare leggi in base a questi ultimi! E chi li avrebbe forniti poi? Non è assolutamente, vero, inoltre, che i rapporti parlamentari si fondino su testimonianze anonime. Ciascuna relazione è corredata dell&#39;elenco completo di tutte le persone consultate, con indicazione del nome e del cognome. Tra di esse ci sono, ovviamente, anche sociologhe e ricercatrici, al contrario di quanto afferma &lt;i&gt;Schaffauser&lt;/i&gt;. O gli sponsor dell&#39;abolizionismo sono altri? Chi? E quali prove viziate avrebbero prodotto? E sulla base di quali testimonianze anonime? Si tratta di insinuazioni gravi e gratuite. In Francia, in realtà, il tema della prostituzione è stato analizzato in modo accurato e ha dato luogo alla produzione di una miriade di documenti rigorosi ed informati. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;[Gli abolizionisti ] - afferma poi il nostro attivista - &lt;i&gt;sostengono che il 90% delle prostitute sono vittime di tratta. [...]Nessuna fonte è citata per raccontare le cifre delle vittime di tratta&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Facciamo chiarezza sui numeri. L&#39;affermazione riportata da Schaffauser &lt;a href=&quot;http://www.assemblee-nationale.fr/14/rap-info/i1360.asp#P1396_280774&quot;&gt;è del deputato Guy Geoffroy&lt;/a&gt;. Dal Rapporto redatto dall&#39;Assemblea Nazionale nel 2011 e dalla Relazione predisposta quest&#39;anno dal Senato si apprende in modo più puntuale che l&#39;80% delle prostitute (l&#39;85% a Parigi e a Nizza, il 90% a Bordeaux e sui marciapiedi) sono migranti, la maggior parte delle quali assoggettate a reti di trafficanti e di sfruttatori che gestiscono l&#39;intero processo: dal reclutamento delle donne all&#39;invio di denaro ai loro parenti. A pag. 60 del rapporto dell&#39;assemblea Nazionale si legge, inoltre, che, dopo la tratta, &lt;a href=&quot;http://www.massimolizzi.it/2013/10/francia-movimento-abolizione.html&quot;&gt;è la vulnerabilità in tutte le sue forme&lt;/a&gt;: sociale, economica e psicologica (e non l&#39;autodeterminazione) a costituire il motivo fondamentale dell&#39;ingresso nella prostituzione. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Le osservazioni relative alle vittime di tratta non sono suffragate da alcuna fonte, sostiene Schaffauser. Non è vero! Le informazioni provengono da soggetti qualificati: la magistrata Véronique Degermann che a Parigi si occupa di questa questione, Patrick Hauvuy, direttore di una sede di un centro di accoglienza del dipartimento delle Alpes-Maritimes: l&#39;Accompagnement lieu d&#39;accueil, la sociologa Adrienne O&#39; Deye e l&#39;antropologo Vincent Joseph, la sociologa Françoise Guillemaut. Le cifre fornite dall&#39;&#39;Ufficio centrale per la repressione della tratta degli esseri umani (OCRTEH) mostrano un&#39;intensificazione del fenomeno che colpisce nella grande maggioranza le donne straniere. (pp.38-41 del rapporto dell&#39;Assemblea Nazionale).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;quot;Durante la nostra ultima manifestazione c’erano molti migranti&amp;quot;, osserva Schaffauser. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;E&#39; vero, ma le e i partecipanti al corteo erano 300 &lt;a href=&quot;http://www.citizenside.com/fr/photos/politique/2013-10-26/85690/paris-manifestation-des-travailleurs-du-sexe-contre-la-penalisation-des-clients.html#f=0/804670&quot;&gt;(dalle immagine pubblicate parrebbero anche meno)&lt;/a&gt;, una frazione oscillante tra lo 0,75% o anche meno e l&#39;1,5% del totale delle prostitute. Non proprio un successo! E chi ci assicura poi che tra le partecipanti non ci fossero anche vittime del prossenetismo?&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Sponsor del disegno di legge&lt;/i&gt; - dice ancora Schaffauser - &lt;i&gt;non hanno nemmeno voluto ascoltare la polizia, la quale dice che la criminalizzazione dei clienti sarebbe troppo difficile da gestire e che devierebbe gli sforzi che si fanno per combattere sfruttamento e tratta&lt;/i&gt;. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;L&#39;attivista si riferisce al &lt;a href=&quot;http://www.lefigaro.fr/actualite-france/2013/10/02/01016-20131002ARTFIG00478-policiers-et-prostitues-hostiles-a-la-propositionde-dresser-des-amendes-aux-clients.php&quot;&gt;parere espresso da Patrice Ribeiro&lt;/a&gt;, segretario generale di Synergie Officier. Personaggio certamente importante. Dimentica però di aggiungere che a favore della penalizzazione dei clienti si erano già espressi nel 2011 la maggioranza dei commissari di polizia di Parigi e di Lione interpellati dai membri del Parlamento francese &lt;a href=&quot;http://www.assemblee-nationale.fr/13/pdf/rap-info/i3334.pdf&quot;&gt;(Rapporto dell&#39;assemblea nazionale, pp.233-234)&lt;/a&gt;. Dimenticanza non certo irrilevante!&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;PS: Quanto alla proposta di legge in questione me ne occuperò ancora se e quando verrà approvata. (Ma potrei farlo anche prima).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Posted by Massimo Lizzi &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;- See more at: http://www.massimolizzi.it/#sthash.SR6SR0rx.dpuf&lt;/p&gt;  </description><link>http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2013/11/negazioniste-della-tratta-e-attori.html</link><author>noreply@blogger.com (No alla violenza sulle donne)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgV4NKChq5ywOjtOYqxCumB1rO-AfxLkrlFifMiGnrMLpO_7Oghb7xO_aWwP6OCG7T6nbQXnjZaUW0VyBaZRWfo_oI71Ny1TPZoXftrWUlnqBelw22R6OJoW_u49XCcov-61-KeQdhr9lw/s72-c/Laura_Agustin_Reflect.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4224138841582230010.post-5160079820633049221</guid><pubDate>Mon, 04 Nov 2013 18:21:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-11-12T18:13:01.377+01:00</atom:updated><title>Maiali pro-prostituzione e «femministe» alquanto confuse</title><description>&lt;h4&gt;   &lt;br /&gt;&lt;font style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;Certamente è frustrante andare contro il colossale mostro del patriarcato, marciare controcorrente, battersi per diritti e poteri minoritari contro i poteri forti, prendersi insulti, passare la vita ad essere demonizzate, ridicolizzate in quanto femministe. Ma mai e poi mai la “punizione” alla quale siamo sottoposte può diventare una comprensibile motivazione per giustificare il salto della quaglia e il passare alle ragioni dei potenti.&lt;/font&gt;     &lt;br /&gt;&lt;font style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;Sostenere che l’abolizionismo della prostituzione sia neoproibizionismo è già un’affermazione volta alla denigrazione dell’abolizionismo. Sostenere addirittura che l’abolizionismo sia pro-capitalismo è semplicemente ridicolo come il bue che addita l’asino dandogli del cornuto.&lt;/font&gt;     &lt;br /&gt;&lt;font style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;La prostituzione crea un giro mondiale di miliardi di euro e di questi soldi solo una minima parte va alle prostitute. La maggioranza è intascata dalle reti di sfruttamento.      &lt;br /&gt;Anche un bambino capirebbe che il corpo diventa un bene impersonale da capitalizzare e che nessuna autodeterminazione può prevedere lo sfruttamento.&lt;/font&gt;     &lt;br /&gt;&lt;font style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;Impossibile, quindi, per me non condividere il contenuto di questo pezzo di Maria Rossi.&lt;/font&gt;     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;/h4&gt;  &lt;h3&gt;&lt;a href=&quot;http://http://www.massimolizzi.it/2013/11/maiali-pro-prostituzione-e-femministe.html&quot;&gt;Maiali pro-prostituzione e «femministe» alquanto confuse&lt;/a&gt; &lt;/h3&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.massimolizzi.it/search/label/Femminismo&quot;&gt;Femminismo&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.massimolizzi.it/search/label/Maschilismo&quot;&gt;Maschilismo&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.massimolizzi.it/search/label/MR&quot;&gt;MR&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.massimolizzi.it/search/label/Prostituzione&quot;&gt;Prostituzione&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;http://www.massimolizzi.it/2013/11/maiali-pro-prostituzione-e-femministe.html#respond&quot;&gt;Add comments&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;nov 04 2013&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEihhrXxSsJgqJ6YfkiaKN39RE_I0DTYAYvAQJ0wMW2qfR7gcKHsp9n_9EBGfUO_vwepP7Tzq9PrGAnistco5V_bvdO3lZNllbG7kye7WxT5yr9Aa5t88dP0Kd80_cKzpcp9hKcwlalt1IA/s1600/touche+pas+a+ma+pute.jpg&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEihhrXxSsJgqJ6YfkiaKN39RE_I0DTYAYvAQJ0wMW2qfR7gcKHsp9n_9EBGfUO_vwepP7Tzq9PrGAnistco5V_bvdO3lZNllbG7kye7WxT5yr9Aa5t88dP0Kd80_cKzpcp9hKcwlalt1IA/s1600/touche+pas+a+ma+pute.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;    &lt;br /&gt;&lt;i&gt;di Maria Rossi &lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/a&gt; ha pubblicato un articolo dal titolo piuttosto scioccante: &lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/03/corpo-di-donna-si-puo-vendere-per-scelta/764682/&quot;&gt;Il corpo di una donna si può vendere&lt;/a&gt;, cui si affiancano le parole: &lt;i&gt;Per scelta&lt;/i&gt;.     &lt;br /&gt;Osservo anzitutto che ad essere oggetto di compravendita, di alienazione, di espropriazione è solo ed esclusivamente il corpo di una donna, non quello di un uomo; corpo che non si può scindere dalla persona, indipendentemente da quel che ne pensava Decartes. Non si comprende neppure, leggendo il titolo, chi possa attuare la vendita, giacché il verbo impersonale priva la transazione di un soggetto che la realizzi, o meglio, rende gli estranei (i magnaccia?) in grado di compierla. Ne deriva un&#39;estremizzazione del processo di reificazione della donna: mero corpo-oggetto che chiunque (gli sfruttatori della prostituzione?) può immettere sul mercato ...per scelta. Questo è il significato letterale del titolo. Non so se la persona che l&#39;ha scelto se ne sia resa conto. Vorrei però ricordare che circa il 90% delle donne esercita la prostituzione sotto il controllo di una rete di prosseneti che sfrutta e vende, appunto, i loro corpi ai clienti.     &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/03/corpo-di-donna-si-puo-vendere-per-scelta/764682/&quot;&gt;L&#39;articolo&lt;/a&gt; che sto commentando contesta le politiche francesi che mirano all&#39;abolizione della prostituzione, demonizzando le presunte ispiratrici &lt;i&gt;MacKinnon&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Dworkin &lt;/i&gt;(in realtà sono miriadi le femministe che condividono queste idee e se proprio dovessi individuare la fonte originaria delle riflessioni sulla prostituzione come istituzione patriarcale la ricercherei nel pensiero di &lt;i&gt;Kate Millet&lt;/i&gt;), tacciando le femministe abolizioniste di neoliberismo, di neocolonialismo, di collusione con la borghesia, di paternalismo poliziesco, di conservatorismo e via insultando.     &lt;br /&gt;Come numi tutelari, l&#39;autrice dell&#39;articolo, che si definisce &lt;i&gt;femminista&lt;/i&gt;, invoca &lt;i&gt;Marcela Iacub&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Élisabeth Badinter&lt;/i&gt; e persino i famosi 343 autoproclamatisi &lt;i&gt;porci (salauds)&lt;/i&gt; (in realtà sono solo 17), firmatari di un manifesto pro mercificazione del corpo altrui, contestato persino dalle iscritte al sindacato delle prostitute: lo STRASS e intitolato &lt;i&gt;Touche pas à ma pute (Giù le mani dalla mia puttana)&lt;/i&gt;.     &lt;br /&gt;Vorrei osservare come il movimento abolizionista in Francia sia in realtà sostenuto dal Partito Socialista e dal Front de Gauche (Federazione del Partito Comunista e del Partito della Sinistra), dagli studenti, soprattutto socialisti e comunisti, universitari e delle scuole superiori, &lt;a href=&quot;http://lesjeunespourlabolition.fr/l-appel-des-1000/&quot;&gt;(secondo un sondaggio, il 73% dei ragazzi e delle ragazze francesi è favorevole all&#39;abolizione della prostituzione)&lt;/a&gt; e, ovviamente, da femministe di tutte le correnti, inclusa quella anarchica. Alcune di loro si proclamano con orgoglio rivoluzionarie (Penso, per citare un solo esempio, a &lt;a href=&quot;http://effrontees.wordpress.com/2012/06/27/et-quest-ce-quon-veut/&quot;&gt;Les efFRONTé-e-s&lt;/a&gt;, la cui segretaria generale è Fatima-Ezzahra Benomar, nata a Rabat, in Marocco). Altro che neocolonialismo, conservatorismo e collusione con il capitalismo e la borghesia!     &lt;br /&gt;Chi sono invece le &lt;i&gt;divinità protettrici&lt;/i&gt; evocate dall&#39;autrice dell&#39;&lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/03/corpo-di-donna-si-puo-vendere-per-scelta/764682/&quot;&gt;articolo &lt;/a&gt;in questione?     &lt;br /&gt;La giurista &lt;i&gt;Marcela Iacub&lt;/i&gt; ha difeso appassionatamente dall&#39;accusa di stupro l&#39;ex direttore del Fondo Monetario Internazionale &lt;i&gt;Dominique Strauss-Kahn&lt;/i&gt;, con il quale ha intrecciato una tormentata relazione, narrata, dopo la conclusione, in un libro poco gradito all&#39;interessato, da lei definito, per altro, &lt;i&gt;mezzo uomo e mezzo maiale (mi-homme mi-cochon)&lt;/i&gt;.&lt;u&gt; Iacub è un&#39;accesissima antifemminista&lt;/u&gt;. Le è stata affidata una rubrica sul &lt;a href=&quot;http://www.vice.com/fr/read/le-magazine-lui-version-2013-est-l-ennemi-des-femmes-et-des-hommes-civilises&quot;&gt;mensile erotico e misogino &lt;i&gt;Lui&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;, una commistione tra &lt;i&gt;Paris Match&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Playboy&lt;/i&gt;, fondato nel 1963, chiuso negli anni Ottanta e riaperto a settembre da &lt;i&gt;Frédéric Beigbeder&lt;/i&gt;, uno dei firmatari del manifesto dei &lt;i&gt;maiali (Touche pas à ma pute)&lt;/i&gt;. &lt;a href=&quot;http://www.vice.com/fr/read/le-magazine-lui-version-2013-est-l-ennemi-des-femmes-et-des-hommes-civilises&quot;&gt;Sul primo numero del mensile&lt;/a&gt;, &lt;i&gt;Iacub&lt;/i&gt; si inalbera contro la legge che consente alle donne di ottenere il riconoscimento di paternità dei figli. Anziché accettare tranquillamente di restare madri single, femmine scellerate, infatti, pretendono che i compagni si assumano le proprie responsabilità, anche quando sono stati incastrati, ossia, quando sono stati vittime di uno stupro o di un furto di seme. Sì, perché nell&#39;allucinato mondo horror di &lt;i&gt;Marcela Iacub&lt;/i&gt; le perfide e diaboliche donne stuprano regolarmente gli uomini e recuperano persino i loro preservativi usati allo scopo di a&lt;i&gt;uto inseminarsi con lo sperma dello sfortunato proprietario (s’inséminer avec le liquide du malheureux propriétaire).&lt;/i&gt;Un maldestro tentativo di imitare l&#39;ermafroditismo delle lumache? Mah!. Agli uomini non resta quindi che accogliere il caloroso invito di &lt;i&gt;Iacub&lt;/i&gt; &lt;a href=&quot;http://www.rue89.com/2013/09/05/a-lu-magazine-lhetero-connard-245451&quot;&gt;a farsi sterilizzare o a depositare il proprio sperma nelle banche del seme&lt;/a&gt;, per evitare di diventare padri a propria insaputa. Insomma, nell&#39;universo visionario della nostra giurista gli uomini non intervengono mai nella riproduzione, non ne sono minimamente coinvolti. Non ci sono proprio o, se ci sono, vengono stuprati o dormono, nel senso che lasciano improvvidamente incustoditi, alla mercé di mefistofeliche e luciferine femmine, i preziosi contenitori di materiale inseminante (i profilattici usati).     &lt;br /&gt;Quanto ad &lt;i&gt;Élisabeth Badinter&lt;/i&gt;, soltanto in Italia la ricca ereditiera viene gratificata del titolo di &lt;i&gt;femminista&lt;/i&gt;. In Francia le militanti del movimento delle donne le assegnano il posto d&#39;onore tra le &lt;a href=&quot;http://www.massimolizzi.it/2013/07/il-mascolinismo-in-francia.html&quot;&gt;compagne di strada dei maschilisti&lt;/a&gt;. Aspre critiche riceve anche dalle femministe canadesi ed inglesi. Nel nostro Paese, invece, è apprezzata in ugual misura, in uno stranissimo connubio, da femministe (per le sue posizioni sulla maternità) e da infervorati antifemministi, che sui loro siti pubblicano compiaciuti le sue interviste e stralci del libro &lt;i&gt;La strada degli errori&lt;/i&gt;. Alla signora &lt;i&gt;Bleunstein-Blanchet&lt;/i&gt; (Badinter è il cognome del marito) si possono tranquillamente attribuire tutti gli epiteti che l&#39;autrice dell&#39;articolo che sto commentando rivolge, a mo&#39; di invettiva, alle femministe abolizioniste, a partire da quello di neocolonialista, nella singolare accezione in cui lo intende la nostra blogger, che indirizza l&#39;insulto a chi in Francia si è dichiarato contrario a consentire alle donne di indossare il velo nei luoghi pubblici. Non solo Badinter sostiene questa posizione, ma esorta pure calorosamente le mussulmane che dimorano in Francia e si ostinano ad indossarlo &lt;a href=&quot;http://archives-lepost.huffingtonpost.fr/article/2010/02/01/1917208_message-d-elisabeth-badinter-a-celles-qui-portent-volontairement-la-burqa.html&quot;&gt;ad emigrare in Afghanistan o in Arabia Saudita!&lt;/a&gt;     &lt;br /&gt;A &lt;i&gt;Badinter&lt;/i&gt; si possono soprattutto indirizzare le accuse di collusione con la borghesia e con il capitalismo neoliberista rivolte dalla nostra blogger alle femministe abolizioniste. Mi correggo! La signora &lt;i&gt;Badinter&lt;/i&gt; non è complice, ma prestigiosa esponente del club dei più facoltosi capitalisti francesi. Dal padre ha ereditato, infatti, la multinazionale &lt;i&gt;Publicis&lt;/i&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.publicisgroupe.com/documents/document-de-reference-2012-fr.pdf&quot;&gt;la terza agenzia pubblicitaria del mondo, che nel 2012 ha realizzato un fatturato di sei miliardi e seicento dieci milioni di euro&lt;/a&gt;.&amp;#160; La signora, che è &lt;a href=&quot;http://www.lllfrance.org/fafa/arret-image-bad.htm&quot;&gt;azionista di riferimento e presidente del consiglio di sorveglianza della società&lt;/a&gt;, ha incassato l&#39;anno scorso &lt;a href=&quot;http://cerclefeministeulb.wordpress.com/2013/09/20/adresse-a-elisabeth-badinter-et-a-celles-et-ceux-qui-lecoutent-volontairement/&quot;&gt;1,4 miliardi di dollari&lt;/a&gt;. Non proprio un&#39;anticapitalista, un&#39;indignata o un&#39;occupy Paris, come potete constatare! &lt;/p&gt;  &lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;  &lt;p&gt;   &lt;br /&gt;La pubblicità, come sappiamo, concorre a perpetuare la divisione dei ruoli, il sessismo e l&#39;oggettivazione del corpo delle donne. Non desta alcuno stupore, quindi, &lt;a href=&quot;http://www.rue89.com/2010/02/11/elisabeth-badinter-actionnaire-feministe-dun-publicis-sexiste-137891&quot;&gt;la posizione favorevole alla prostituzione e l&#39;assenza di impegno antisessista&lt;/a&gt; di &lt;i&gt;Badinter&lt;/i&gt;.&amp;#160; Persino la sua, pur legittima, scarsa simpatia per le madri e alcune sue posizioni, come quella contro l&#39;allattamento al seno, lasciano palesare l&#39;esistenza di un gigantesco conflitto di interessi. Uno dei migliori clienti della &lt;i&gt;Publicis&lt;/i&gt; è, infatti, la &lt;i&gt;Nestlé&lt;/i&gt;, produttrice di latte in polvere, che &lt;a href=&quot;http://www.lllfrance.org/fafa/arret-image-bad.htm&quot;&gt;ha stipulato con la multinazionale della pubblicità contratti del valore di centinaia di milioni di euro&lt;/a&gt;. Del resto, alla giornalista di &lt;i&gt;Le Monde&lt;/i&gt; che le chiedeva nel 2010 come fosse maturata in lei l&#39;idea di scrivere il libro &lt;i&gt;Le conflit: la femme et la mère&lt;/i&gt;, tradotto in italiano con il titolo di &lt;i&gt;Mamme cattivissime&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Élisabeth Badinter &lt;/i&gt;&lt;a href=&quot;http://www.lemonde.fr/idees/article/2010/02/12/elisabeth-badinter-cessons-d-avoir-une-idee-unique-de-la-gent-feminine_1304867_3232.html&quot;&gt;rispondeva così&lt;/a&gt;: &lt;i&gt;La decisione di scrivere questo libro mi è venuta ascoltando una notizia alla radio nel 1998. Il Ministro della Sanità dell&#39;epoca: Bernard Kouchner aveva appena firmato un decreto che, in conformità con le direttive europee, vietava la pubblicità del latte in polvere e l&#39;offerta di campioni gratuiti nei reparti di maternità degli ospedali pubblici. Ciò significava che le donne che non volevano allattare dovevano pagare il latte in polvere&lt;/i&gt;, un&#39;intollerabile ingiustizia per chi ricava profitti milionari dagli spot per la &lt;i&gt;Nestlé&lt;/i&gt;.     &lt;br /&gt;E veniamo ai 343 autoproclamatisi &lt;i&gt;maiali&lt;/i&gt;, sottoscrittori del manifesto &lt;i&gt;Touche pas à ma pute (Giù le mani dalla mia puttana)&lt;/i&gt;. In realtà, i firmatari dell&#39;appello, che reclama il diritto di vendere liberamente i corpi altrui e si inalbera contro la pretesa dei deputati di normare il godimento e i desideri degli uomini, &lt;a href=&quot;http://www.causeur.fr/touche-pas-a-ma-pute,24765&quot;&gt;sono soltanto 17&lt;/a&gt;. Inizialmente erano18, ma il comico &lt;i&gt;Nicolas Bedos&lt;/i&gt; &lt;a href=&quot;http://www.bfmtv.com/divertissement/manifeste-343-salauds-nicolas-bedos-fait-mea-culpa-636448.html&quot;&gt;ha immediatamente ritrattato&lt;/a&gt;, sentendosi poco onorato dal vedere il proprio nome accostato a quello di personaggi che non considera esattamente i propri maîtres à penser. 343 è un numero simbolico che richiama quello delle 343 francesi, prima delle quali &lt;i&gt;Simone de Beauvoir&lt;/i&gt;, che nel 1971 sottoscrissero un manifesto che richiedeva la depenalizzazione dell&#39;aborto.     &lt;br /&gt;Chi sono invece i firmatari dell&#39;appello &lt;i&gt;Touche pas à ma pute&lt;/i&gt;? Alcuni sono famosi. Vediamo di conoscerli.     &lt;br /&gt;Il primo è Frédéric Beigbeder, scrittore e polemista che dirige dal settembre 2013 il mensile porno soft &lt;i&gt;Lui&lt;/i&gt; consacrato ai &lt;i&gt;macho&lt;/i&gt;, agli &lt;i&gt;eterosessuali figli di puttana (connards)&lt;/i&gt;, che &lt;i&gt;scopano come ricci&lt;/i&gt;, secondo la definizione che ne dà nel suo &lt;a href=&quot;http://leplus.nouvelobs.com/contribution/932656-lui-magazine-pour-ce-connard-d-heterosexuel-entre-sexisme-et-homophobie.html&quot;&gt;editoriale&lt;/a&gt;.&amp;#160; (Chiedo scusa per i francesismi che lo stesso Beigbeder impiega). Ospite fissa del mensile sarà Marcela Iacub.     &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Richard Malka&lt;/i&gt; è l&#39;avvocato di &lt;i&gt;Dominique Strauss-Kahn&lt;/i&gt;, l&#39;ex direttore del Fondo Monetario Internazionale, costretto a dimettersi dalla carica perché accusato di stupro dalla cameriera dell&#39;hotel di New York ove alloggiava. Incolpato di molestie sessuali da una giornalista francese &lt;a href=&quot;http://www.lastampa.it/2013/06/01/italia/cronache/myrta-merlino-strausskahn-tent-di-abusare-anche-di-me-katSxDor2E4XE2W5ZFA4yI/pagina.html&quot;&gt;e da una italiana: &lt;i&gt;Myrta Merlino&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;, Strauss-Kahn è stato anche indagato per sfruttamento della prostituzione. Nei messaggi che inviava a &lt;i&gt;Fabrice Paszkowski&lt;/i&gt;, il dirigente di una società di apparecchiature sanitarie di Lille, che secondo gli inquirenti avrebbe organizzato e finanziato le costose trasferte di gruppi di escort presso gli hotel ove alloggiava, compare l&#39;espressione &lt;i&gt;portatemi il materiale su in camera&lt;/i&gt;, con la quale l&#39;uomo di potere &lt;a href=&quot;http://www.lastampa.it/2012/03/28/esteri/portatemi-il-materiale-su-in-camera-cosi-strauss-kahn-chiamava-le-escort-Jujl5TppE1BeWFdN0llYLK/pagina.html&quot;&gt;indicava le ragazze che si prostituivano&lt;/a&gt;.     &lt;br /&gt;Il polemista &lt;i&gt;Ivan Rioufol&lt;/i&gt; è un deciso antifemminista. Giornalista del quotidiano di destra Le Figaro, &lt;a href=&quot;http://www.metronews.fr/info/prostitution-manifeste-des-343-salauds-nicolas-bedos-retropedale/mmjD!e0ikwhOpRPE4c/?fb_action_ids=10202453135828382&amp;amp;fb_action_types=og.recommends&amp;amp;action_object_map=%7B%2210202453135828382%22%3A173028336229174%7D&amp;amp;action_type_map=%7B%2210202453135828382%22%3A%22og.recommends%22%7D&amp;amp;action_ref_map=%5B%5D#.UnKRrh00DDU.facebook&quot;&gt;ha scritto un saggio&lt;/a&gt; sull&amp;quot;urgenza di essere reazionario&amp;quot; (r-e-a-z-i-o-n-a-r-i-o, non conservatore, vocabolo ritenuto evidentemente troppo moderato e di sinistra!)     &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Eric Zemmour&lt;/i&gt; è uno scrittore e un cronista politico francese, redattore de Le Figaro. Si proclama di destra e reazionario. Notissimo maschilista, ha pubblicato nel 2006 &lt;i&gt;Le Premier Sexe (Il primo sesso)&lt;/i&gt;, saggio su quella che egli considera la femminilizzazione della società. Vi si parla della cosiddetta castrazione degli uomini. Egli ritiene che questi ultimi siano predatori sessuali violenti per natura: &lt;i&gt;«Il pelo è una traccia, un segno, un simbolo. Del nostro passato di uomini delle caverne, della nostra animalità, della nostra virilità. Della differenza tra i sessi. Ci ricorda che la virilità va di pari passo con la violenza, che l&#39;uomo è un predatore sessuale, un conquistatore». [Le Premier sexe, pp. 32 e 33.]&lt;/i&gt;     &lt;br /&gt;Considera «l&#39;ideologia gay» come uno dei principali strumenti impiegati per sollecitare l&#39;uomo ad adottare comportamenti da donna. &lt;a href=&quot;http://www.massimolizzi.it/2013/07/il-mascolinismo-in-francia.html&quot;&gt;(Intervista di Éric Zemmour di Nicky Depasse su radio Nostalgie Belgique, 17 giugno 2007)&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;i&gt;Basile de Koch&lt;/i&gt; è uno dei pochi uomini celebri per essere mariti di... La moglie è, infatti, &lt;i&gt;Frigide Barjot&lt;/i&gt;, leader della &lt;i&gt;Manif pour tous&lt;/i&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.metronews.fr/info/prostitution-manifeste-des-343-salauds-nicolas-bedos-retropedale/mmjD!e0ikwhOpRPE4c/?fb_action_ids=10202453135828382&amp;amp;fb_action_types=og.recommends&amp;amp;action_object_map=%7B%2210202453135828382%22%3A173028336229174%7D&amp;amp;action_type_map=%7B%2210202453135828382%22%3A%22og.recommends%22%7D&amp;amp;action_ref_map=%5B%5D#.UnKRrh00DDU.facebook&quot;&gt;il corteo degli strenui avversari del matrimonio gay&lt;/a&gt;.&amp;#160; Meravigliosa coppia, vero? Lei, mossa da un sacro furore contro le peccaminose nozze tra omosessuali, lui, paladino del diritto di immettere sul mercato i corpi altrui e di fruirne liberamente.     &lt;br /&gt;Insomma, pur di prendere le debite distanze da quelle appestate, lebbrose streghe di femministe abolizioniste, ci si allea allegramente con capitaliste miliardarie, antifemministe, maschilisti, omofobi, reazionari.     &lt;br /&gt;Complimenti vivissimi!     &lt;br /&gt;PS: Per quanto riguarda il diritto di autodeterminazione delle sex workers, &lt;a href=&quot;http://www.massimolizzi.it/2013/10/francia-movimento-abolizione.html&quot;&gt;ricordo che l&#39;80% e più delle donne prostituite in Francia è di origine straniera ed è, nella stragrande maggioranza dei casi, assoggettato a reti di magnaccia e di trafficanti&lt;/a&gt;. La percentuale rimanente è composta da donne subordinate a dure condizioni di vulnerabilità economica, sociale e psicologica. Vogliamo occuparci di loro, anziché del 5% di prostitute autodeterminate?&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;- See more at: http://www.massimolizzi.it/2013/11/maiali-pro-prostituzione-e-femministe.html#sthash.3cQeKdUa.dpuf&lt;/p&gt;  </description><link>http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2013/11/maiali-pro-prostituzione-e-femministe.html</link><author>noreply@blogger.com (No alla violenza sulle donne)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEihhrXxSsJgqJ6YfkiaKN39RE_I0DTYAYvAQJ0wMW2qfR7gcKHsp9n_9EBGfUO_vwepP7Tzq9PrGAnistco5V_bvdO3lZNllbG7kye7WxT5yr9Aa5t88dP0Kd80_cKzpcp9hKcwlalt1IA/s72-c/touche+pas+a+ma+pute.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4224138841582230010.post-7606721535949869587</guid><pubDate>Sun, 13 Oct 2013 15:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-10-13T22:58:46.973+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">antisessismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">comunicazione sessista</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cronaca</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">diritti umani</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">informazione imparziale</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">media</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">media ed obiettività</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">molestie sessuali</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">oggettificazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pregiudizi sessisti</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sessismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Stereotipi di genere</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">violenza di genere</category><title>Il sessista quotidiano</title><description>&lt;p&gt;   &lt;br /&gt;Inutili i continui appelli nazionali ed internazionali alla rappresentazione non umiliante dell’immagine della donna sui media. Il pezzo di carne “tira” e i quotidiani on line si mettono in concorrenza con i siti porno e con la peggiore pubblicità sessista ma il risultato è anche più disastroso di quello del carrozziere di provincia pubblicizzato da un sedere femminile perché articoli che denunciano forme di violenza sulle donne non dovrebbero essere mai corredati da foto del genere:     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEits5z8Y2_XG-0kj6gOQq2pruAHNJQN8iNfRUoWNByoPq2eTKhGi7F8JNkY8C3ZVZ8KMuBKWmBgyCZsdC6OuHr-YvItXQtgxJwYW7uaU7XgXtbs9-GBtJ_SJZPlAG3PJkTlp02WlwgnO2Q/s1600-h/sessista1%25255B71%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;sessista1&quot; style=&quot;border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; background-image: none; border-bottom-width: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px; border-top-width: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;sessista1&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEizEldqLuIv517DGoN2AK0q-pSSUR_ofS2rZdRwp9F89HGqHMzHHxYUUSBWE1iSwhF9YIyqHBWNeTJJNFK3Nx5zZ5UPo_Qts5hK2D4__pKTFM8lc28WzbJyPy2ir5bx9NjElLCwdzirjWo/?imgmax=800&quot; width=&quot;575&quot; height=&quot;438&quot; /&gt;&lt;/a&gt;     &lt;br /&gt;Questa la foto di Padovaoggi.it     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhFCYUyB4PI2FZYq1_YJBGFNRVHFPW9rKbtbno3e-W-gjSc8Z89fjhV9Mqx5pJoEE7XLexRW6lvuBB16KHIPtFjaXtcW9bx8LGwHQMS9gzFCFUiMZMDJRTo2dEQoUBdtyGwmv0a-dqTEGA/s1600-h/Sessista2%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Sessista2&quot; style=&quot;border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; background-image: none; border-bottom-width: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px; border-top-width: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Sessista2&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjfSy9dnGr5CUPQ1hpt9cm0ne1RV2P3Q5WyXjT7hGk5FBmtStN9O9rm0f2YxtBxB_xUZwbyQ2uX55Vw1AqgmVXa-SbDZ8DbotrB19AKjtHmXtJ5YDbdF6TGcTvFh-ih6MSYzq6Znl4GM48/?imgmax=800&quot; width=&quot;574&quot; height=&quot;354&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Questa la foto de Il Gazzettino.it ed è quella piaciuta di più, evidentemente, perché è la stessa utilizzata su Leggo.it,    &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;  &lt;p&gt;   &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi3WNAEOZuq8bClqNqhHMfTuQ2rmQs8hTfsdfLQt8ePf4-QAXucVq8RXiLHrj7wxxoEZ4PnBwtazLfumT_vZcWLT4NdOWHp6H4V1pZGatIvMChEdth8L9YssrTRXPd0TvV-L-10dlwHLGA/s1600-h/sessista3%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;sessista3&quot; style=&quot;border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; background-image: none; border-bottom-width: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px; border-top-width: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;sessista3&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEibRej57JtxLNd9zdMOEvXHbw1BiTVmMnyOrcF1vnfpIb-IRt7NYBskxjH80mEniNQzUlN-Zshyphenhyphen6meRq7AD-Rl9OJ3LKBKQHd-NgdPV1_mIzh3mJRIu9UPFABhf6YgMbJnR-X590lnb-Ck/?imgmax=800&quot; width=&quot;574&quot; height=&quot;283&quot; /&gt;&lt;/a&gt;     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;sul Corriereadriatico.it     &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgmYpi2h9nHaPw4Er1iQ4M6fHFSnh1iOiy4q3IlxWKOLOXIylwN31MIZinL_k96woz0cEVvNvJ4O257o_-eKow8BFgIDrD_riMIUZKfcNpODi1oYY1uEM_M4WcLdDKu9xscHK4j2Nd1CiE/s1600-h/Sessista4%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Sessista4&quot; style=&quot;border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; background-image: none; border-bottom-width: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px; border-top-width: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Sessista4&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj-JCzWMdeKSMRJxXLt0xheKijgAmJiPwsQxrk9nNmP68O_zdNTdu8C_79x9BnwDLUK_1loghHjHLWZBGJf8cgtwusYfSPKRHMM2fqSzYGQnnrpqgNjW2f8b2diybDJw5nkhO7qZ4wTOag/?imgmax=800&quot; width=&quot;574&quot; height=&quot;330&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Solo IlmattinodiPadova.it e l’interno di tgcom24 optano per la solita immagine di repertorio di un’auto della Polizia che poco c’entra con questa vicenda che non ha visto arresti né interventi d’urgenza.    &lt;br /&gt;Il sito di Tgcom24 fa di più: nella home utilizza la prima foto che vedete elencata e fa anche del palese sarcasmo sulla vicenda.     &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEixjFpwMz25-ue801SJugARrgmp7uDm4LWhCQ-MmwiB6yfMSYLbvbHze0pCA5gKMpKKb_ls_fDEhE90d0uowAy4q3Il2Fbq_xh_4io9mqhbOaen_K16d9jW8f4sdPUhUxql9PhQu2BbL78/s1600-h/Sessista5%25255B2%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Sessista5&quot; style=&quot;border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; background-image: none; border-bottom-width: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px; border-top-width: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Sessista5&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiKKU8Pp_ob4ri-VvPG4uP05XODSNE3tKKwsKByx2moWuSd7PzotxnlwZPZtAkRH_qT7zUNs4uCeCuN-9nnjkgVc3tCSfD0mc-vNfaVqe2LBerZ0j3ZpgCSDtWzuq60yJbH5pAvy79sidQ/?imgmax=800&quot; width=&quot;404&quot; height=&quot;197&quot; /&gt;&lt;/a&gt;     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Questa ragazza sarebbe stata “diversamente molestata”, come dire in pieno quotidiano che la ragazza non è stata molestata, che la richiesta di essere filmata mentre si cambiava d’abito ed indossava perizoma comprati per lei dal datore di lavoro rientra nelle normali mansioni di ogni lavoratrice e lavoratore, nel pieno rispetto della sua dignità.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Questo il trattamento che ricevono abitualmente le notizie di violenza sulle donne. Che si tratti di molestie o che si tratti di femicidio, il rispetto non è contemplato. L’obiettivo è trasmettere l’idea che la donna sia querula e ridicola e debba silenziosamente piegarsi al suo ruolo di oggetto sessuale. Non bastava nemmeno l’usuale corredo di commenti sessisti e razzisti di lettori che si sentono spiritosi o dei soliti attivisti mascolinisti ancora in azione.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Comprendendo anche che il livello culturale del lettore medio si è abbassato, non mi pare ugualmente che le parole “abiti succinti” necessitino di relativa foto illustrativa, talvolta addirittura accompagnata da didascalia perché sotto un paio di cosce o delle natiche ci possa essere mai qualcuno che si chieda cos’è quella roba che vede.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Perché le notizie di molestie e violenze sulle donne sono riportate in modo da sollevare la morbosità del lettore, se non addirittura preventivamente ridicolizzate? Non basta il corredo di attrici, soubrettes e vallette in topless e fotografate al mare nelle pose più umilianti presente su ogni edizione digitale nella quasi totalità dei quotidiani ad assicurare la dose quotidiana di sessismo, misoginia ed introiti pubblicitari?     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Ma il punto più basso di questa squallida abitudine si è raggiunto con la notizia di una donna con gravi problemi psichiatrici abbandonata nuda ed indifesa, in preda al delirio, da un fratello esasperato.     &lt;br /&gt;Una notizia tragica e invece è stata “illustrata” in questo modo:     &lt;br /&gt;&lt;a title=&quot;https://www.facebook.com/photo.php?fbid=541954462526925&amp;amp;set=a.177743385614703.52099.114603571928685&amp;amp;type=1&amp;amp;theater&quot; href=&quot;https://www.facebook.com/photo.php?fbid=541954462526925&amp;amp;set=a.177743385614703.52099.114603571928685&amp;amp;type=1&amp;amp;theater&quot;&gt;https://www.facebook.com/photo.php?fbid=541954462526925&amp;amp;set=a.177743385614703.52099.114603571928685&amp;amp;type=1&amp;amp;theater&lt;/a&gt;     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Come se di una donna con una gravissima malattia mentale la nudità richiamasse alla mente l’utilizzo del suo corpo a scopo sessuale, l’utilizzo che si fa delle prostitute, aggiungendo dramma a dramma. E ad aggiungere ulteriormente altra gravità alla condizione delle donne in Italia, rappresentata così miserevolmente dai media nazionali, c’è il fatto che ben poche persone notano la distonia e l’ipersessualizzazione fuori luogo del corpo femminile, anche dell’idea del corpo di una donna disperata e malata. E allora perché stupirsi della notizia di una donna che, &lt;a href=&quot;http://www.agi.it/cronaca/notizie/201310031250-cro-rt10159-bergamo_tenta_suicidio_violentata_mentre_e_incosciente&quot;&gt;disperata, va a suicidarsi in un campo, lontano dal figlio, ma viene solo stordita dai farmaci e, soccorsa, è rinvenuta con i segni di uno stupro&lt;/a&gt;? Cosa c’è da stupirsi se nemmeno i quotidiani italiani hanno rispetto per i drammi delle donne e li rappresentano sotto una luce boccaccesca?     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Cosa avviene, invece, per notizie che riguardano uomini che vagano nudi?     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhqL9QcsUhicyxQ_sZvP1YlLHIQQynbXE3Uwu75kjJ18lBymvBQCX52KWsmwSMveMlbFRVJuOrSv75nesVlTs0QA7-tIMI8zEXqP9UY_hpjCgyfRM4EshJd9zDFyxP1GhZIWereZJ8lEbs/s1600-h/sessista7%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;sessista7&quot; style=&quot;border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; background-image: none; border-bottom-width: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px; border-top-width: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;sessista7&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhM4ZqF-4C2oBSZUJ7wEfhKydFQb5oyXFzxu7A-YpDI5tMrE7pzwitnTD9Ku5j50fv8cbLkKnC8q7ROjPHGr8GRpc9DFljF-HhKoKXzpiou02kISTE8-YXbUGApDODYn1SfUUsXiwTo31A/?imgmax=800&quot; width=&quot;574&quot; height=&quot;388&quot; /&gt;&lt;/a&gt;     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Questo è Padovaoggi.it. Vi sembra di vedere natiche maschili?     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjEYeVOxjCChk3H3oOou9kELQ7FqQJjJO5pumXDXNfbj35lBfA2AXS7FNxUtvrvLmlIt9ltkE8TPaCWOQ9SBnsQhhWOfqHAP5CdP8MlsHBsy_P0CtW8nxvWbsIv9_bvnIN8K84eFJ1gaDM/s1600-h/sessista8%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;sessista8&quot; style=&quot;border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; background-image: none; border-bottom-width: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px; border-top-width: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;sessista8&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgr5PA0kPbYta2MlGzskJf3YJNDlS8mQ397QCEsgkCQggWc2LmU9PCiq5mb_Opjar8FSP0BjfmV3XQxIW6WfwJ4CRGDxf_QjvMsBQ50dIfYj4kKNT_1qMPra1LNNo0BCKQtNVYoydNP2Rk/?imgmax=800&quot; width=&quot;574&quot; height=&quot;347&quot; /&gt;&lt;/a&gt;     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;E questo è Il Mattino di Padova. Niente foto illustrative di cosce o sederi maschili. Gli uomini (e per fortuna, perché chi combatte contro l’oggettificazione sessuale delle donne combatte contro l’oggettificazione sessuale anche degli altri esseri umani) non sono oggetti sessuali.     &lt;br /&gt;Solo alle donne è assegnato questo ruolo e solo in Italia questo ruolo non riusciamo a scrollarcelo di dosso nemmeno nei momenti tragici della nostra vita, nemmeno laddove si parla di casi di discriminazione e abuso alimentati proprio da questa estrema e malata erotizzazione sistematica del corpo femminile.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;UPDATE:    &lt;br /&gt;Anche su blitzquotidiano.it si sono accorti della notizia e non hanno voluto essere da meno.     &lt;br /&gt;Ci informano anche che quella in foto sarebbe una effettiva segretaria, così, tanto per generare un’altra leggenda urbana misogina.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg9VrWUeJY-fS9SDtp3IOJOPhWcMgGBzNavDiGfQXKs6IUPdacZ3uQw8AMAWvEYdrg3P3zMpk6YDBVyKfCgWEXn_MPSIMqxNduGlczZKgqmYDOHfKlnOtTkqTMT_rPwa9RyAQK5SGHwX7A/s1600-h/sessista9%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;sessista9&quot; style=&quot;border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; background-image: none; border-bottom-width: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px; border-top-width: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;sessista9&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjz1HDX2o_nx5BL5-jlyoLfu7skIKUO4LnGAMlXCDgx_WhDsy19O4PPy-uu2OBuXwXtmyA269hCPX6WXn-6KwQrTuhCZ4q-zxGvQpsMz_Dion_1cZanDYJWG7qtlM7KzDk_JhgkhYK_wto/?imgmax=800&quot; width=&quot;574&quot; height=&quot;322&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  </description><link>http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2013/10/il-sessista-quotidiano.html</link><author>noreply@blogger.com (No alla violenza sulle donne)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEizEldqLuIv517DGoN2AK0q-pSSUR_ofS2rZdRwp9F89HGqHMzHHxYUUSBWE1iSwhF9YIyqHBWNeTJJNFK3Nx5zZ5UPo_Qts5hK2D4__pKTFM8lc28WzbJyPy2ir5bx9NjElLCwdzirjWo/s72-c?imgmax=800" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4224138841582230010.post-8909019044132678922</guid><pubDate>Fri, 27 Sep 2013 11:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-09-27T14:29:12.010+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">antisessismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Barilla</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Convenzione di Istanbul</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Laura Boldrini</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">media</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">omofobia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">patriarcato</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Stereotipi di genere</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Twitter</category><title>L’antisessismo a macchia di leopardo</title><description>&lt;p&gt;   &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEisLmeiehaEeeYYo8x0IBCwB5nywrP7mcLQ0ww7dtxaI7FVgimOXPUNk-FqcFp4FW_I8xdZHxEKgXglsuoNYBggCMFnHxZVYc6OuvZeLMdn9ExvXMJzs5aWRENQgdurKqNeCrsD9ETdSH8/s1600-h/Fifties-Housewife%25255B5%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Fifties-Housewife&quot; style=&quot;border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; background-image: none; border-bottom-width: 0px; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px; border-top-width: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Fifties-Housewife&quot; align=&quot;left&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjCKVI7Tbb06SEGEvmyPM68neX8jLGqt0VB8bLTur9NwwtWpjICf3B3bokSQBETq5YX6eB0DZgu-RJziOHZE3CxiayopxHYPSTPmoc1ISGJIKUF9R_A7WrLhy8Zwo1qR0xjf0sVBTyF0wY/?imgmax=800&quot; width=&quot;327&quot; height=&quot;484&quot; /&gt;&lt;/a&gt;In principio era un convegno sul ruolo dei media nella trattazione della violenza di genere.     &lt;br /&gt;Un convegno contestuale alla conversione in legge di&amp;#160; discusso decreto “antifemminicidi” accolto con scarso entusiasmo da giuriste ed associazionismo femminista, dalla rete dei centri antiviolenza, dalle poche realtà di “recupero” dei “maltrattanti, da chi vive la materia sul “campo di battaglia”.    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.articolo21.org/2013/09/convenzione-di-istanbul-e-media-un-incontro-per-cambiare/&quot;&gt;Il convegno “Convenzione di Istanbul e media&lt;/a&gt;” è stato una delle iniziative destinate ad orientare quel decreto nella direzione giusta, cioè nella direzione stabilita con la &lt;a href=&quot;http://www.coe.int/t/dghl/standardsetting/convention-violence/convention/Convention%20210%20Italian.pdf&quot;&gt;Convenzione di Istanbul&lt;/a&gt;.     &lt;br /&gt;Cito l’esempio del capitolo III, quello sulla prevenzione, al paragrafo 12 (Obblighi Generali) dove la Convenzione di Istanbul recita:     &lt;br /&gt;&lt;em&gt;”Le Parti adottano le misure necessarie per promuovere i cambiamenti nei comportamenti socio-culturali delle donne e degli uomini, al fine di eliminare pregiudizi, costumi, tradizioni e qualsiasi altra pratica basata sull&#39;idea dell&#39;inferiorità della donna o su modelli stereotipati dei ruoli delle donne e degli uomini.”      &lt;br /&gt;&lt;/em&gt;In quest’ottica, l’intervento della Presidente Boldrini (che potete leggere per intero &lt;a href=&quot;http://presidente.camera.it/5?evento=188&amp;amp;intervento=188&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;) è stato assolutamente in tema.     &lt;br /&gt;Insomma, è assodato ed accettato che la causa del fenomeno del femminicidio è la gerarchia tra i sessi, la disparità di potere tra uomini e donne, la funzione di subordinazione della donna e che questo scalino vada eliminato. La Presidente Laura Boldrini non ha sostenuto nulla di nuovo.     &lt;br /&gt;Eppure, la banale citazione esemplificativa di uno scontato stereotipo sessista ha scatenato un putiferio demenziale.     &lt;br /&gt;Naturalmente, a far scattare il meccanismo funzionale al polverone è stata la consueta estrapolazione e distorsione di una frase decontestualizzata ed accompagnata dalle abili presentazioni strumentali dei soliti tribuni del popolo, &lt;a href=&quot;https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=729905227025808&amp;amp;id=226105204072482&quot;&gt;Andrea Scanzi&lt;/a&gt; in testa, in ottima compagnia non solo di altri bloggers ed attivisti progressisti ma anche di Libero (questi ultimi con un capovolgimento clamoroso della logica e delle posizioni, danno a Boldrini della “talebana”),    &lt;br /&gt;del Giornale e dell’immancabile CasaPound. Siccome in Italia vige la norma dell’informarsi attraverso i commenti altrui o al massimo dai titoli e mai dalle fonti, si è scatenato il consueto allarmismo di massa.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Non mi è ben chiaro come sia possibile attribuire a Laura Boldrini poteri dittatoriali di cui non dispone, eppure ogni volta che la Presidente apre bocca si evocano censure e deportazioni . È accaduto quando ha denunciato il fenomeno del cyberstalking, materializzando lo spettro della censura contro l’abitudine recente ma già considerata irrinunciabile del pestaggio mediatico come mezzo espressivo.     &lt;br /&gt;La descrizione della famigliola seduta a tavola in attesa di essere servita dalla madre ha richiamato immediatamente alla mente uno spot Barilla attuale che io neanche sapevo esistesse. Per me e chi mastica di questioni di genere non era che la menzione persino scontata della solita scena presente in decine di&amp;#160; pubblicità già viste.     &lt;br /&gt;Ma la pasta è la pasta. La cena è la cena. La mamma è la mamma e l’italiano medio è ancora l’italiano medio. Chi di stereotipo colpisce, di stereotipo perisce e lo spettro di Tony Soprano è pericolosamente vicino.     &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;  &lt;p&gt;Il dito puntato contro la schematica rappresentazione della donna contemporanea è stato rivenduto dai &lt;em&gt;boldrinofobi &lt;/em&gt;come una specie di messa al bando della casalinga, sollevando la protesta persino di sedicenti casalinghe che si sono prese il disturbo di scrivere lettere vibranti di sdegno per qualcosa che Boldrini non ha mai detto né inteso.     &lt;br /&gt;Così è nato questo stranissimo fronte compatto quanto trasversale che ha unito progressisti moderati e non, persino anarchici e atei, sulle stesse posizioni&amp;#160; dei conservatori, della Chiesa Cattolica, dei neofascisti e degli ultras che salutano la mamma davanti alle telecamere. Si sono lette polemiche stucchevoli e piagnucolose che rievocavano l’imbarco con la valigia di cartone e lo zappatore di meroliana memoria:     &lt;br /&gt;“Ci volete togliere la mamma che ci serve a tavola.&amp;#160; Ci volete togliere un gesto d’amore, l’accudimento, la cura, la famiglia tradizionale. Questo è un delitto! Pretendete che a servire siano i bambini?”. In effetti, tanto per dire, nella vera famiglia tradizionale le bambine non proprio piccolissime si occupavano delle faccende e dei fratellini minori ed i bambini finivano a lavorare ad età che per noi oggi sono criminali. La famiglia moderna con due bei pargoli ariani, il cane e l’auto familiare non è affatto una famiglia tradizionale né mediterranea ma uno stereotipo artificiale in tutto e per tutto e moderno e non c’è proprio niente di naturale e biologico nell’essere madri “in servizio” fino al giorno della morte e nel servire figli che in altre epoche a 40 anni erano già oltre l’aspettativa media di vita.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Gli insulti sessisti (nel miglior rispetto della tradizione italica “tutte puttane, tranne mia madre e mia sorella”)contro Boldrini si sono sprecati ed è stato tutto un tirare in causa un movimento che non ha mai vietato alle donne di fare alcunché (e sarebbe il colmo) e né le ha mai volute liberare con la forza.     &lt;br /&gt;Punte di inarrivabile ingenuità nella descrizione di tanti amorevoli quadretti domestici con nonne che attendono nonni che tornano dai campi: “Che, mia nonna era per caso sessista?” scritto come se “sessista” fosse una parolaccia e le nonne delle inconsapevoli ed avanguardiste epigoni di Mary Wallstonecraft.     &lt;br /&gt;Sì, le nonne, poverine, erano sessiste ed erano anche più giustificate delle sessiste contemporanee perché non avevano gli stessi mezzi culturali.    &lt;br /&gt;Nelle orgogliose rivendicazioni delle esperienze di nonne e mamme, chissà perché mai un tradimento, non uno schiaffo ma solo quadri di grandi amori eterni. In fondo è tradizione anche la sopportazione femminile e la memoria settoriale, per esempio, di come le nostre nonne siano state in larga parte forzate a sposare il primo uomo conosciuto ed a tenerselo, volente o nolente.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Il giorno dopo Guido Barilla è invitato a partecipare a La zanzara e rilascia &lt;a href=&quot;http://www.radio24.ilsole24ore.com/notizie/lazanzara/2013-09-26/guido-barilla-spot-famiglia-122352.php&quot;&gt;una dichiarazione&lt;/a&gt; che non solo rivendica orgogliosamente il ruolo della donna “angelo del focolare”ma fa del suo prodotto una questione ideologica, una specie di bandiera della famiglia patriarcale opposta alle famiglie omosessuali, aggiungendo anche che gli omosessuali non devono rompere le scatole al prossimo e pretendere l’adozione di bambini e che alla sua ditta non interessa piacere a tutti.     &lt;br /&gt;Si è scatenato il finimondo. La protesta è diventata addirittura internazionale. L’hashtag &lt;a href=&quot;https://twitter.com/search?q=%23boicottabarilla&amp;amp;src=tyah&quot;&gt;#boicottabarilla&lt;/a&gt; diventa trending topic in mezza giornata. La mia bacheca di Facebook è un coro unanime di condanna contro l’industriale.     &lt;br /&gt;Gli stessi personaggi che il giorno prima fucilavano Boldrini e tutte le attentatrici della famiglia tradizionale da questo momento sono uniti nella difesa della famiglia omosessuale.     &lt;br /&gt;A nessuno viene in mente neppure per sbaglio dell’incoerenza tra le due posizioni.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Il giorno prima “antisessismo” era una parola scritta con disprezzo e sarcasmo. Il giorno dopo la regola è l’anti omofobia.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Ma il sessismo cos’è?     &lt;br /&gt;Il sessismo è la discriminazione di un sesso o di un orientamento sessuale rispetto ad un altro e l’attribuzione di qualità, difetti innati e connaturati ad un orientamento sessuale rispetto all’altro.     &lt;br /&gt;Pensare che il ruolo di cura spetti alla donna per natura e per tradizione e pensare che una coppia omosessuale non sia adatta all’allevamento di figli sono pregiudizi strettamente consequenziali.     &lt;br /&gt;Entrambe le convinzioni sono figlie della stessa mentalità, cioè quella patriarcale e maschilista, la mentalità che vede la supremazia del genere maschile con orientamento etero su tutti gli altri generi ed orientamenti e la divisione schematica e fissa dei ruoli, con la donna come moglie e madre servente o come prostituta e l’uomo in fabbrica, in ufficio, in laboratorio, in guerra, in politica, eccetera. L’antisessismo è la causa di chi combatte discriminazioni di genere contro ogni genere.     &lt;br /&gt;Antisessismo e lotta all’omofobia sono la stessa cosa.     &lt;br /&gt;Il femminismo è contenuto nell’antisessismo e coincide con esso tanto quanto la lotta all’omofobia.     &lt;br /&gt;Dell’antisessismo fanno parte anche la lotta alla lesbofobia, alla transfobia e per i diritti di intersessuali, bisessuali e di chi si sta ancora interrogando sulla propria identità di genere.     &lt;br /&gt;Insomma, antisessismo e anti omofobia fanno parte del pacchetto di “&lt;em&gt;gender theories&lt;/em&gt;”&amp;#160; che chi è del campo vede spesso messo alla berlina.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.eurispes.eu/content/omosessualit%C3%A0-eurispes-l82-degli-italiani-non-%C3%A8-pi%C3%B9-un-tab%C3%B9&quot;&gt;Eurispes&lt;/a&gt; informa che gli italiani non sono più omofobi. Ben l’82% non ha pregiudizi di sorta, o così crede.&amp;#160; &lt;br /&gt;Benissimo, è uno splendido risultato, anche se la sua obiettività è discutibilissima.     &lt;br /&gt;Ma per “omofobia” cosa intende chi non è impegnato attivamente? La paura verso gli uomini omosessuali? Comprende i pregiudizi verso le donne omosessuali? Esclude, per esempio, la transfobia?     &lt;br /&gt;E come si può non sapere che il femminismo già in partenza non è il movimento delle donne eterosessuali ma di tutte le discriminate di sesso femminile, anche lesbiche e bisex ( e poi è diventato il movimento di tutti i discriminati dal patriarcato, uomini eterosessuali compresi) e che non si può parlare di antisessismo in una nazione in cui le transessuali sono raccontate sui media come “il transessuale che si faceva chiamare Brenda”, se non addirittura “l’uomo”&amp;#160; ed i transessuali, cioè le donne che hanno effettuato la transizione al genere maschile, sono totalmente assenti, come inesistenti,?     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Questa è una nazione in cui le trans sono usate per ridicolizzare e screditare personaggi politici. Dove vengono derise, anche se sono segretamente molto frequentate come diversivi per uomini etero, proprio quelli con la famigliola fintamente tradizionale e la moglie che cucina e aspetta di mettere il piatto a tavola.     &lt;br /&gt;Questa è anche la nazione dove la maggioranza dei padri non chiede il congedo parentale, il 75% dei padri separati non paga il mantenimento dei figli, 9 milioni è la stima dei fruitori della prostituzione femminile e la maggioranza dei fruitori di prostituzione maschile sono eterosessuali sentimentalmente impegnati. Insomma, la tradizione è “vizi privati e pubbliche virtù” ma non si capisce perché a farne le spese debbano essere le donne, con numeri sulla violenza spaventosi eppure testardamente negati e sminuiti dai fans del patriarcato.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;E allora che razza di antisessismo è questo? Viene imparato per capitoli? Si applica a scacchiera? Va bene in difesa dei gay ma va un po’ meno bene in difesa delle lesbiche? Non si applica alle trans, invece le altre realtà sono totalmente ignorate e quando si arriva ai diritti delle donne l’antisessismo diventa immediatamente noioso, ridicolo o addirittura nocivo, anacronistico ed eretico?     &lt;br /&gt;Uno strano antisessismo che incontra punti ciechi quando le donne chiedono una rappresentazione più contemporanea della loro condizione. Un antisessismo “ a macchia di leopardo”, un antisessismo maculato al quale la figura femminile può sfuggire. Del resto questa è la nazione in cui la ghettizzazione delle prostitute è vista come progresso e Lina Merlin è ridisegnata come una perfida attentatrice ad una “necessità” maschile ( e anche nel caso di Lina Merlin, la senatrice non fece che obbedire ad una convenzione ONU che obbligava alla chiusura delle case di tolleranza. Eppure è passata alla vulgata populista come strenua femminista, nonostante la sua ferrea contrarietà al divorzio).     &lt;br /&gt;E quindi? C’è una classifica dei generi più meritevoli di difesa? A questo punto mi sembra naturale chiedersi se esista una classifica per l’antirazzismo e se, per esempio, difendere un nero è più facile se gioca a basket ed è americano, meno facile se musulmano e se difendere un rom è eretico.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Invece, le reazioni internazionali dell’opinione pubblica sul caso Barilla mostrano lo stesso sdegno sia verso il sessismo che colpisce la figura della donna (proprio come&amp;#160; Laura Boldrini aveva previsto) che verso le dichiarazioni omofobe dell’imprenditore. Non sarà il caso di rifletterci un po’ sopra prima di fare la figura di quelli che seguono ciecamente la marea?     &lt;/p&gt;  </description><link>http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2013/09/lantisessismo-macchia-di-leopardo.html</link><author>noreply@blogger.com (No alla violenza sulle donne)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjCKVI7Tbb06SEGEvmyPM68neX8jLGqt0VB8bLTur9NwwtWpjICf3B3bokSQBETq5YX6eB0DZgu-RJziOHZE3CxiayopxHYPSTPmoc1ISGJIKUF9R_A7WrLhy8Zwo1qR0xjf0sVBTyF0wY/s72-c?imgmax=800" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4224138841582230010.post-4894266335151512633</guid><pubDate>Mon, 05 Aug 2013 19:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-08-05T23:34:37.970+02:00</atom:updated><title>Se non ti sacrifichi per i figli non sei madre? Se non assisti i cittadini non sei Stato!</title><description>&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhAmY6Wzny4x4-SLx-WnaBBAH42HmnGr7og4mqFSSEjETwAaovmbq6fePdw1MGXDmdh6v-b0b7Pg-GjCQxAGM60X8J4x8VhGDgPq_-TbIufAV4GtM7qfZBjki5tQHkCEL3-tLJTnK6jUO0/s1600-h/Cattura26%25255B2%25255D.png&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Cattura26&quot; style=&quot;border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; background-image: none; border-bottom-width: 0px; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px; border-top-width: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Cattura26&quot; align=&quot;left&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhpqAXXDO5DfSGeSihwTEdydlKJdgjjXyawzmOloTZD2phbjYGC5TfaxQwqPlYNWMreJheAipiAqSG8AWSvyezxYnOSPt33hnAUii0qCm_6tQiUSgIzTSWrdZKek5L-Vvyv99Cbq_-BOVk/?imgmax=800&quot; width=&quot;305&quot; height=&quot;244&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Certi messaggi contro le donne vengono passati con tutta la tranquillità del mondo.     &lt;br /&gt;&lt;a title=&quot;http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/08/05/news/figlia_disabile_abbandonata_in_casa_la_madre_non_ne_potevo_pi-64323247/?ref=HREC1-9&quot; href=&quot;http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/08/05/news/figlia_disabile_abbandonata_in_casa_la_madre_non_ne_potevo_pi-64323247/?ref=HREC1-9&quot;&gt;http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/08/05/news/figlia_disabile_abbandonata_in_casa_la_madre_non_ne_potevo_pi-64323247/?ref=HREC1-9&lt;/a&gt;     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Sdegno, rabbia e conseguenti insulti sessisti, soprattutto nella mente e sulle labbra di ogni donna disimpegnata sul fronte dei diritti umani ma che si ritenga una donna “per bene” perché attorno a sé ha tutti gli elementi rassicuranti di una dimensione borghese. La tipica donna allevata per fare la guerra a tutte le altre.     &lt;br /&gt;Come si bolla una madre che abbandona la figlia disabile?     &lt;br /&gt;Ovviamente, la si chiama “puttana” perché dopo oltre 2000 anni stiamo ancora lì: o sei santa martire e madre vergine o sei puttana, o sei Maria o Maddalena. Pare che altri ruoli nella commedia non siano saltati fuori.     &lt;br /&gt;E che le prostitute in gran parte siano martiri di un capitalismo alimentato da chi si sente borghese e che le sante borghesi abbiano mediamente la vita più facile, è un pensiero generalmente scomodo e rimosso.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Mi ribello a questa visione grazie alla mia coscienza allenata da civismo e femminismo. Mi ribello all’idea che il valore di una donna si riduca al suo sacrificio come madre (o più genericamente come badante), anche se al posto di questa donna non avrei mai lasciato sola mia figlia, come non ho abbandonato i miei genitori, perché anch’io sono stata imbevuta di senso del dovere e di sacrificio cristiano, come tutte le altre italiane. Ma il mio essere attivista, civicamente critica ed allenata a riconoscere i miei diritti ed i miei doveri, mi ricorda che la dimensione di una persona non si&amp;#160; esaurisce tutta nella famiglia e al ruolo obbligato di madre/badante/infermiera gratuita nel quale nasce ogni neonata in Italia e che molto di rado gli uomini ricoprono.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Sei madre? Lo resti tecnicamente a vita, anche se ti morissero tutti i figli, ma solo nella società italiana sei costretta ad esercitare il ruolo della madre fino a quando sei &lt;a href=&quot;https://www.google.it/search?sourceid=navclient&amp;amp;aq=&amp;amp;oq=anziana+prende+fuoco+mentre+cucina&amp;amp;hl=it&amp;amp;ie=UTF-8&amp;amp;rlz=1T4GGNI_itIT497IT497&amp;amp;q=anziana+prende+fuoco+mentre+cucina&amp;amp;gs_l=hp....0.0.2.30372...........0.BWrmxsQSueI&quot;&gt;così anziana da prendere fuoco ai fornelli mentre prepari la cena&lt;/a&gt; per mariti o figli ultrasessantenni, zitelli, separati o divorziati, o da &lt;a href=&quot;http://www.ilmattino.it/salerno/orrore_a_salerno_uccide_la_madre_e_la_fa_a_pezzi/notizie/307331.shtml&quot;&gt;farti uccidere e fare a pezzi da figli con gravi turbe psichiche&lt;/a&gt;.     &lt;br /&gt;Se ad 85 anni &lt;a href=&quot;http://firenze.repubblica.it/cronaca/2011/06/18/news/muore_bruciata_in_casa_aveva_86_anni-17889885/&quot;&gt;ti prende fuoco la vestaglia mentre prepari la cena al tuo bambino di 60 anni&lt;/a&gt;, rigorosamente incapace di farsi un uovo in padella (perché siamo in Italia, dove la società insegna all’uomo&amp;#160; quanto sia “degradante” l’autosufficienza domestica) muori come un soldato sul campo di battaglia, cioè per la società italiana muori nell’adempienza del tuo dovere (e il dualismo uomo/soldato, donna/madre e moglie è un retaggio fascista, ergo siamo ancora una società fascista).     &lt;br /&gt;Non ti è accordato diritto all’esistenza come persona a 360 gradi e neppure il diritto alla vecchiaia.     &lt;br /&gt;Non ti è accordato nemmeno il diritto di un caffè al bar.     &lt;br /&gt;La tua è una condanna a vita. Un ergastolo dove non hai diritto neppure all’ora d’aria.     &lt;br /&gt;La qual cosa non avviene se tua figlia è femmina. Se hai una figlia, è lei ad avere il dovere di cucinare per te ed assisterti senza staccarsi dal tuo capezzale e &lt;a href=&quot;http://www.ilgiorno.it/monza/cronaca/2013/07/20/922411-chiude-genitori-casa-padre-muore-figlia-sicurezza.shtml&quot;&gt;se una sventura accade mentre è lontana o uno dei suoi genitori ha un’idea folle e mortale, oltre a dolore e lutto le tocca passare la notte in un carcere&lt;/a&gt;, cosa che non capita agli stalkers, non capita agli aspiranti assassini narcisisti e vendicativi ma capita alle donne che per mezza giornata violano l’obbligo morale di assistenza a parenti malati. &lt;/p&gt;  &lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;  &lt;p&gt;   &lt;br /&gt;Lo Stato si fa solo garante di sorvegliare che tu, cioè il suo surrogato gratuito di assistenza, resti incatenata al malato notte e giorno, giorno e notte. E chi se ne frega se rischi la vita e la salute.     &lt;br /&gt;Quindi il paradosso che notano in pochi: il buonsenso direbbe che chi ha necessità di assistenza non è solo la persona malata ma l’intera famiglia, che andrebbero create apposite professionalità in apposite strutture attrezzate, civili, pulite, dignitose e gratuite, con figure professionali che prestino il proprio servizio a spese della comunità in ogni giorno della settimana, consentendo alle famiglie un’esistenza normale. Invece lo Stato assegna, anche intempestivamente dopo anni di pratiche burocratiche, &lt;a href=&quot;http://www.disabili.com/legge-e-fisco/speciali-legge-a-fisco/invalidita-civile/21301-indennita-di-accompagnamento-e-invalidita-civile&quot;&gt;un’idennità di accompagnamento&lt;/a&gt; assolutamente inadeguata, lasciando in larga parte sulle spalle delle famiglie le responsabilità pratiche, mediche e giuridiche.     &lt;br /&gt;Se hai la fortuna di essere benestante, assumi a pagamento (TUO) un’altra badante/infermiera (a sua volta femmina nella maggioranza dei casi) e allora sì, ti potrai anche prendere un weekend di pace, per la salvaguardia dei tuoi nervi, e lo Stato non ti giudicherà colpevole. Se non hai i mezzi economici, dovere, fatica, dolore sono privilegi tutti tuoi.     &lt;br /&gt;Ma è davvero un dovere fare la mamma per tutta la vita? A me suona come una condanna, come una sottrazione di responsabilità ai figli (quando sono sani) che non diverrebbero mai adulti e ad una struttura che gli umani hanno creato proprio perché sia di sostegno alla comunità. Una struttura chiamata “Stato” e che avrebbe l’obbligo di fungere da “madre” della società, cioè di accudire ogni su* componente, comprese le persone disabili e con malattie croniche.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Se uno Stato non supporta le madri e fa cadere sulle loro spalle la maggior parte del peso, non ci si deve stupire del fatto che le donne oggi non abbiano più tutta questa voglia di fare figli.     &lt;br /&gt;La maternità non dovrebbe coincidere con tutta l’esistenza di una persona ma esserne una parte di un percorso più complesso e variegato. Un parto non ti rende una competenza medica tale da essere anche in grado di avere la custodia totale di un figlio gravemente malato.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Lo Stato lo sa, non è un fesso.     &lt;br /&gt;I servizi si tagliano per risparmiare. Gli ospedali psichiatrici si tagliano per risparmiare. Persino gli arresti domiciliari si assegnano per risparmiare soldi perché in carcere chi paga per vitto ed assistenza?     &lt;br /&gt;E qui mi tocca scrivere qualcosa di populista perché i servizi si tagliano, le tasse aumentano.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;E sulle spalle di chi ricadono i malati rimasti senza strutture ed i detenuti senza carcere?     &lt;br /&gt;In larga parte sulle spalle di quell’altro welfare chiamato “donna”.     &lt;br /&gt;E come si convince una donna a sopperire a questi vuoti statali? Chi è quel fesso che aderirebbe ad un patto del tipo “tu mi paghi, tu assisti il parente malato, logorante e pericoloso, io con quei soldi veglio sul fatto che tu assista e se non lo fai ti incrimino e se il parente malato ti ammazza è una tragica fatalità?”.     &lt;br /&gt;Con&amp;#160; la morale cristiana.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;La morale cristiana dice che devi morire per i figli, immolarti,&amp;#160; e la legge italiana le dà una bella mano perché, in realtà, chi deve essere denunciato per abbandono di incapace è lo Stato.     &lt;br /&gt;Il destino delle femmine italiane, dal concepimento in poi, quindi, è immolarsi.     &lt;br /&gt;E se non lo fanno sono “puttane”. Questo lo sa anche il giornalista che riporta la notizia colpevolizzando la madre 64enne.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Poi ci si chiede perché le donne restino con compagni violenti.     &lt;br /&gt;Oltre a tante spiegazioni valide, c&#39;è una risposta che non dà quasi nessun*:     &lt;br /&gt;perché alla femmina, fin da piccola, viene insegnato il sacrificio per la cura della famiglia, viene insegnato che la propria vita vale meno di quella altrui, che il suo ruolo è l&#39;abnegazione e che la sofferenza la innalza al regno dei cieli, perché deve scontare il peccato originale che non ha mai commesso.     &lt;br /&gt;Soprattutto se non sei bella, ti aspetti che ti trasfiguri la luce del sacrificio, ti illudi che più farai più sarai amata, che “sarai scelta” in base alle tue doti di perfetta cameriera/cuoca/infermiera.     &lt;br /&gt;Neanche nasci e ti schiaffano in mano dei bambolotti ai quali devi fare da madre&amp;#160; per gioco. Poco importa che solo 3 anni prima fossi una neonata anche tu. E passeggini culle, pentolini, piattini, kit da perfetta baby-infermiera e ti si insegna attraverso le favole, per esempio, che l’amore stesso si guadagna sacrificandosi, che pulendo pavimenti&amp;#160; e caminetti inginocchiata (pare che persino il &lt;a href=&quot;http://www.vitadapapa.it/wp-content/uploads/2012/07/SuperMocio_Completo_Manico.jpg&quot;&gt;mocio&lt;/a&gt; sia peccato) oppure tessendo a mano camici di filo d’ortica colta nei cimiteri compaia il principe, che rinunciando alla coda di pesce, allo status, alla famiglia di origine oppure andando oltre l’apparenza mostruosa della Bestia, oppure baciando rospi, si verrà ricompensate con l’amore.     &lt;br /&gt;E così, se una donna di 48 anni, che si spezza la schiena facendo le pulizie per terzi, lascia in casa i genitori malati per andare a lavorare, la colpa è sua. Sua come se fare le pulizie per lavoro fosse un capriccio, un divertimento, un frivolezza. Come a dare per scontato che devi rinunciare alla vita, alla giovinezza, al lavoro, alla vita sociale, ad uno stipendio,&amp;#160; ad un caffè al bar o ad una passeggiata al parco perché ti attende la tua catena, che non devi eludere.     &lt;br /&gt;Non hai nemmeno il lusso di avere un cane e portarlo a fare i suoi bisogni.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Se una signora di 64 anni si allontana per un weekend, nella mente di giornalisti e pubblico è come se fosse una poco di buono, una madre degenere, una degenerata. Come fosse andata in discoteca a divertirsi, evoca stereotipi misogini come “&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=o_5haLd9hC8&quot;&gt;alla tua piccolina tu non compri mai balocchi, mamma tu compri soltanto profumi per te&lt;/a&gt;”.     &lt;br /&gt;Ma questa madre ha l&#39;età che aveva mia madre quando è morta. Non posso immaginarla con la collana di fiori e il gonnellino hawaiano, circondata da gigolò,&amp;#160; e occuparsi di una figlia malata di mente non è solo estenuante, pericoloso, faticoso ma un dolore immenso col quale sei obbligata a convivere. A chi importa dei mille pensieri che ti assalgono quando scopri che tua figlia delira e non avrà mai un’esistenza normale?     &lt;br /&gt;Il trauma? La depressione che prende i familiari di malati psichiatrici?     &lt;br /&gt;Oppure siamo nati per soffrire e ci dobbiamo riuscire, altrimenti ci pensa lo Stato Italiano?     &lt;br /&gt;Importa tanto quanto sarebbe importato se la stessa donna fosse stata &lt;a href=&quot;http://www.lastampa.it/2013/06/15/italia/cronache/napoli-picchia-a-morte-la-madre-arrestato-un-ragazzo-di-anni-DQ10UezmASpYJXRPzLUrnK/pagina.html&quot;&gt;picchiata a morte per un bicchiere d’acqua&lt;/a&gt;.     &lt;br /&gt;Prenderti un giorno per non pensare, per fingere di avere un’altra realtà, è un crimine ed una vergogna da sottoporre a gogna pubblica.     &lt;br /&gt;Da notare che &lt;a href=&quot;http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/08/05/news/figlia_disabile_abbandonata_in_casa_la_madre_non_ne_potevo_pi-64323247/?ref=HREC2-2&quot;&gt;i servizi sociali sono “chiusi nel weekend”&lt;/a&gt;. I servizi sociali possono andare in vacanza. Tu no, tu sei madre e ti arrangi.     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;In natura le madri abbandonano i cuccioli malati. In natura alcuni mammiferi riconoscono il cucciolo malato e lo lasciano morire di fame o addirittura se ne cibano.     &lt;br /&gt;Noi siamo la società umana, abbiamo stabilito che l’abbandono è crudele ed incivile perché si presuppone che l&#39;intera società si faccia carico degli ammalati. Civiltà, aggregazione in comunità e quindi Stato sono la risposta “evoluta”, la risposta della coscienza all’istinto. Se lo Stato non crea la rete per mettere tutti i cittadini nelle stesse condizioni, non assolve il suo compito. In Italia lo Stato non assolve il suo compito.     &lt;br /&gt;In Italia lo Stato favorisce il dislivello tra i sessi, alimenta la perpetuazione dei ruoli, alimenta ed incoraggia la sottomissione delle donne ad un modello e perpetua un modello cristiano, pur non essendo uno Stato teocratico. E lo fa per un motivo squallido come il denaro.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;In Italia si sbattono i malati sulle spalle delle mamme, che passano la vita nell’angoscia a chiedersi “quando io non ci sarò più chi si occuperà di mio figlio/mia figlia?”. Questa è una domanda che nessuna madre dovrebbe farsi in una nazione civile.&amp;#160; In una nazione civile un articolo intelligente non dovrebbe stigmatizzare una donna anziana perché è distrutta dalle cure per una figlia con problemi psichiatrici ma dovrebbe interrogarsi su cosa si è fatto per consentire a queste due donne una esistenza dignitosa, non un’esistenza di dolore e tragedia.    &lt;br /&gt;In una nazione civile, tu che stai bene e non hai problemi non punti il dito contro chi ha l’acqua alla gola ma contro chi ti obbliga ad annegare.     &lt;br /&gt;In una nazione civile non dovrei scandalizzarmi solo io se un pericoloso schizofrenico è lasciato alla madre di 70 anni e se alla morte di questa si alzino spallucce come se non ci fosse alcuna responsabilità.     &lt;br /&gt;In una nazione civile una sola di queste morti dovrebbe essere ripagata da una causa per danni perché è venuto meno il patto sul quale lo Stato si regge: io pago e tu mi assisti.     &lt;br /&gt;Se un figlio che ti uccide è “una tragica fatalità” perché, poverino, è malato, come fa ad essere un dovere assisterlo 24 ore al giorno? Dov’è il principio di civiltà che deve impedire gli istinti che consideriamo barbarici?     &lt;br /&gt;Perché ci sono istinti che lo Stato lascia agire come maledizioni sulle famiglie?     &lt;br /&gt;Il fatalismo dello Stato è una grave ipocrisia ed un lusso che chi ignora i diritti umani non può permettersi.&lt;/p&gt;  </description><link>http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2013/08/se-non-ti-sacrifichi-per-i-figli-non.html</link><author>noreply@blogger.com (No alla violenza sulle donne)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhpqAXXDO5DfSGeSihwTEdydlKJdgjjXyawzmOloTZD2phbjYGC5TfaxQwqPlYNWMreJheAipiAqSG8AWSvyezxYnOSPt33hnAUii0qCm_6tQiUSgIzTSWrdZKek5L-Vvyv99Cbq_-BOVk/s72-c?imgmax=800" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4224138841582230010.post-2052779321256024173</guid><pubDate>Tue, 02 Jul 2013 17:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-07-02T19:19:25.330+02:00</atom:updated><title>Il relativismo di censura e democrazia nel villaggetto del sessismo globale</title><description>&lt;p&gt;   &lt;br /&gt;Quando conviene saltare a bordo di un grande carrozzone pubblicitario torna conveniente anche volgersi contro altre donne, altre femministe e soprattutto altre vittime di aggressioni mascoliniste, torna conveniente accusarle di censure quando queste perseguono la diffamazione e il diritto di avere giustizia, conviene anche confondere in maniera interessata il diritto alla giustizia col giustizialismo, con l’autoritarismo, con il dispotismo e qualsiasi altra cosa serva a delegittimare chi fa un lavoro ingrato e gratuito come il nostro.    &lt;br /&gt;Quando si conferma ancora l’aggressione a blog, siti, pagine che tentano di fare informazione sulla violenza sulle donne, conviene voltarsi dall’altra parte e fare finta di nulla.    &lt;br /&gt;E così mi piacerebbe sapere se questa non è &lt;strong&gt;censura&lt;/strong&gt;, non è una &lt;strong&gt;campagna di delegittimazione&lt;/strong&gt; e se, ancora una volta, non siamo autorizzate a denunciarla, quanto meno a chi ci segue.    &lt;br /&gt;Mi piacerebbe saperlo da chi adotta due pesi e due misure a favore di chi ci dà il tormento perché io lo so dov’è la giustizia, dov’è la verità dei fatti e ne ricevo ancora conferme.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Ed eccola un’altra conferma.     &lt;br /&gt;La segnalazione l’abbiamo ricevuta solo ieri sera.    &lt;br /&gt;Ancora una volta, per sottolineare ulteriormente la correttezza di chi scrive, copro il nome del signore che ha deciso di chiedere in giro la segnalazione e la chiusura della nostra pagina, paragonandola pericolosamente a ben altri siti e pagine, totalmente inconsapevole di quanto sia ridicolo il paragone tra noi ed un sito razzista di matrice neofascista. Copro nonostante tutto sia più che pubblico.    &lt;br /&gt;Lo faccio anche per tutelarmi al massimo in vista di azioni legali di cui abbiamo il diritto e &lt;strong&gt;non accettiamo si metta in dubbio la liceità&lt;/strong&gt;, seguendo un’ottica garantista solo nei confronti dei prepotenti.    &lt;br /&gt;Lo ha fatto commentando un articolo comparso sull’Huffington Post il 9 Giugno scorso dove si parla dell’aggressione subita da una esponente di SEL che ha denunciato la portata razzista del sito “&lt;em&gt;Tutti i crimini degli immigrati&lt;/em&gt;”.     &lt;br /&gt;È comparso sotto l’articolo sostenendo un parallelo altamente infamante e lesivo della dignità di noi amministratrici della pagina &lt;a href=&quot;https://www.facebook.com/Noallaviolenzasulledonnevero2&quot;&gt;No Alla Violenza Sulle Donne&lt;/a&gt;.    &lt;br /&gt;Secondo questo signore, ben noto a noi e ad altre bloggers ed attiviste femministe, la nostra pagina pubblica (che definisce inesattamente “gruppo” ) parlerebbe di quanto siano cattivi gli uomini ed inciterebbe all’odio di genere e quindi andrebbe chiusa per lo stesso principio col quale si desidera la chiusura di un sito razzista.    &lt;br /&gt;Altri commentatori a noi sconosciuti hanno difeso la nostra pagina e li ringraziamo, anche se hanno sottolineato l’ovvietà che ai mascolinisti, cioè agli attivisti del movimento maschile, sfugge, imbevuti come sono di idee assurde di cui abbiamo parlato molte volte in passato.    &lt;br /&gt;Sì, è normale che questi personaggi assurdi facciano un bagno nella realtà ogni volta che interagiscono con uomini normali come il signor Carlo 1 ed il signor Indysuperstar.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgM9hsEM1T7c_CTbZLgfOzek4lQS9Sd_ExARS1XtQvaFWqBoNgkO6t6DhRmxbzjta7WFS8WawzeTCh6WVL64NYwIHt7AUp3X5vMCkzyA53ctSNYNjgMWEkWJyGSZc75QJj0uG3RjeUQAUE/s1600-h/Rech%252520huff%2525201ed%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Rech huff 1ed&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Rech huff 1ed&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgL372sFl5RLviJAvMMTrdHfDFCMnyZgiPcSZiV_5MwHH2D4p7ireoO-37H91Pk3xd9ClB3Y-Rs9jvE4qiQXpzsWM1MUWYB3B2UoujkG0IH9rNIe5JH4MGeqEpT_L76fZxpHoX9K88zL9I/?imgmax=800&quot; width=&quot;585&quot; height=&quot;660&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;  &lt;p&gt;   &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgiyN5G4fGr-kSiSe7PnWNjdIpCK6dMcgShYFONrFghsJl2Ac7i5qZ22qIeUvUa3qKRm0VJS7kdMRd7PZ2MAh97CQ5A1uc71pAJXYerbbnd2VG08KgSUVJgs-fcdF3b7VMK1wonRVnRrPg/s1600-h/Rech%252520huff%2525202%252520ed%25255B4%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Rech huff 2 ed&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Rech huff 2 ed&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEivgxh5yUHUbERG540sbt2iaRScJurWm9XlyOi0qVgoq3nZfAQN5ZPcu6lJlS4h1hJxw-bL4DdOmyHbCNv7DkKdUZyXbkwZPT3Pl60LqySBTrLZQYUj3Si1D5uqV7hxinEJ9K37Sg5_AMM/?imgmax=800&quot; width=&quot;532&quot; height=&quot;286&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjjuUHp11RkUWftsoh6o67WByJlddWTNZb1M-S5ThuV63PVpRNa1jVnLhsTvPnRsJMNKJyPSNRBRNmnYqIKzid-8hfB46KsQTYS6qvfFRcdfnCLicPrewmJYdfYxn1lKHXSGFKIjxIAaIQ/s1600-h/rech%252520huff%2525203%252520ed%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;rech huff 3 ed&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;rech huff 3 ed&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhglokuE5ImkwFey61bfYi7rGqPSDIx5CLXJ4vZkhFFPidAqdHwB8Vc56zE5m6J8UtqYNMeRdjsw4v6r216xpxra0qbb7g-b1xnEdBxaDRVj7e10CQn4rU9NNn8mKdRVwdGTZTu7HU-ctc/?imgmax=800&quot; width=&quot;539&quot; height=&quot;637&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Anche se mi sento ridicola a puntualizzare cose così banali e scontate, ribadisco di nuovo:    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;1) &lt;strong&gt;La nostra pagina non ha mai affermato da nessuna parte il concetto folle e assurdo che tutti gli uomini siano violenti&lt;/strong&gt;. Si parla di subcultura maschilista e patriarcale e neppure tutti i maschilisti sono attivamente violenti, a dirla tutta. La nostra pagina denuncia la correlazione tra struttura patriarcale, conseguente machismo e violenza sulle donne, ribadendo che gli uomini stessi siano vittime di un ambiente già formato, nel quale vengono al mondo e che plasma le loro convinzioni ed abitudini, così come plasma convinzioni ed abitudini delle donne. Alcuni traggono convenienza dal partecipare al patriarcato, alcuni sono del tutto inconsapevoli, altri si sentono essi stessi danneggiati nella loro autonomia ed individualità dai dettami ai quali sono sottoposti, dagli stereotipi che limitano la loro autodeterminazione, come limitano quella degli individui di sesso femminile.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;2) &lt;strong&gt;La nostra pagina fa una rassegna stampa&lt;/strong&gt; e non tutti gli articoli che condividiamo ricalcano le nostre posizioni personali, né politiche, né religiose. Non riportiamo niente che non sia già scritto su altri quotidiani, siti e blogs.    &lt;br /&gt;Questo vuol dire che i quotidiani che scrivono articoli su episodi di violenza sulle donne diffamano il genere maschile? Quindi, dopo avere chiuso la nostra pagina si chiederà la chiusura di altri siti, blogs, programmi televisivi, si chiederà ai quotidiani di non parlare più di violenza sulle donne?    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;3) &lt;strong&gt;La violenza sulle donne&lt;/strong&gt; diffama un intero genere e per questo non se ne dovrebbe parlare, &lt;strong&gt;andrebbe nascosta?     &lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;E questo non è un intollerabile sillogismo per cui si accuserebbe l’intero genere maschile di violenza?Noi denunciamo un atto di violenza compiuto da un uomo = denunciare gli atti di violenza compiuti dagli uomini è colpevolizzare tutti gli uomini = tutti gli uomini sono violenti?    &lt;br /&gt;I mascolinisti ci cascano sempre. Anche quando parlano di stupro e della &lt;a href=&quot;http://noviolenzasulledonne.blogspot.it/2012/02/il-maschilismo-insulta-gli-uomini.html&quot;&gt;tendenza naturale allo stupro&lt;/a&gt; di cui essi stessi sarebbero convinti.    &lt;br /&gt;Noi non lo siamo. Noi pensiamo che la tendenza allo stupro non sia naturale e che la tendenza alla violenza sia soprattutto influenzata da fattori culturali. Inoltre sostenere che nel 2012 siano avvenuti 125 femminicidi non è sostenere che tutte le donne saranno uccise.    &lt;br /&gt;Insomma,&amp;#160; credo siano concetti che capirebbe anche un bambino.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;4) &lt;strong&gt;Il paragone con una pagina razzista è infamante e vittimista&lt;/strong&gt;. Il genere maschile, infatti, non è una minoranza discriminata ma la maggioranza che detiene il potere sul pianeta, anche se i militanti mascolinisti sono convintissimi di essere vittime di ingiustizie appena una donna pretende di ottenere un posto da consigliere comunale o di lasciare un marito e vedersi restituire la metà del denaro guadagnato durante il matrimonio in regime di comunione dei beni.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;5) &lt;strong&gt;Il tentativo di attribuirci un reato inesistente denota ignoranza della legge e tanta illusione&lt;/strong&gt;. Infatti il reato di odio di genere non esiste. Esiste, però,&amp;#160; il decreto-legge Mancino del 26 aprile 1993, n. 122 , ovvero “Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa”. (GU n.97 del 27-4-1993 ) il cui testo potrà essere letto &lt;a href=&quot;http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:1993-04-26;122!vig=&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;.    &lt;br /&gt;Piuttosto, consiglio al signore di cui sopra di informarsi su altri eventuali reati che gli attivisti della causa maschile dimostrano di ignorare quando violano la privacy esponendo dati sensibili, mettono alla gogna attivist* antisessist* accusandoli di cose ridicole o incorrono in sostituzioni d’identità, molestie e minacce.    &lt;br /&gt;E non sono accuse che ventilo così&amp;#160; a sproposito o che individuo senza un minimo di consapevolezza giuridica.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;6) &lt;strong&gt;Il signore di cui sopra è stato ospite della nostra pagina per alcune settimane&lt;/strong&gt; finché non mi hanno mostrato come riportava distortamente i suoi contenuti sul suo blog, accusandoci di misandria ed altre falsità, quindi è stato bloccato. Sono convinta (ma questa è una mia idea personale non confortata da prove oggettive) che si sia riproposto con altri nicknames, come Uomo Beta e sia stato riconosciuto e bannato, stavolta sì, in poco tempo perché scorretto nei nostri confronti: se si viene accompagnati alla porta, non si tenta di infilarsi dalla finestra.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;7) Il fatto che tre o quattro utenti abbiano scritto, presi dall’emozione di una notizia di violenza, di vergognarsi di appartenere al genere maschile è una di quelle cose che si dicono lì, per empatizzare e lasciano il tempo che trovano. Quanti ecologisti o pacifisti conosco che non fanno che ripetere di vergognarsi di appartenere al genere umano? Per questo dobbiamo censurare le notizie sull’inquinamento o sulle guerre?     &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Abbiamo avuto anche commentatrici che hanno affermato di vergognarsi di appartenere al genere femminile&lt;/strong&gt;. Non significa nulla, sono boutades e comunque non ci abbiamo mai “marciato sopra”, anzi, abbiamo sempre rincuorato i relativi utenti ricordando loro che chi ha empatia per la sofferenza altrui non deve vergognarsi e che vergognarsi aprioristicamente di essere nati uomini non ha senso, &lt;strong&gt;nascere uomini non è una colpa. Diventare maschilisti e deliberatamente violenti è una colpa.      &lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;    &lt;br /&gt;8) &lt;strong&gt;Non abbiamo mai negato neppure la violenza delle donne&lt;/strong&gt;, semplicemente è fuorviante espandere il concetto di violenza. In questo modo si insabbia un fenomeno che colpisce una categoria discriminata.    &lt;br /&gt;Siamo consapevoli della violenza naturale di ogni essere vivente che ne sia capace ma tra la violenza episodica e quella strutturale e legittimata da un sistema, c’è differenza. La differenza è in quel sistema. &lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p&gt;     &lt;br /&gt;Ad ogni modo, deve trattarsi di una vera e propria guerra perché qualche giorno dopo lo stesso signore è sulla pagina Facebook “Antifemminismo” a chiedere la nostra segnalazione per gli stessi motivi già esposti in precedenza, cioè perché saremmo analoghe ai neofascisti che hanno creato un sito che rischia di fomentare i pregiudizi razziali.      &lt;br /&gt;      &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhfr9OTSQkxZkWVAdFcYlu6c3a3dDRJmRx33Xiak9KDuJ0NiKJit3IQqvcSurVciqwLnnfCsGLhILzG15b4iksjV35rZf3qLxWZ5vKfCUNBuuXOD996hIgUqYA4AOzlpWKumKRcnR7KqP8/s1600-h/Rech%252520antifemm%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Rech antifemm&quot; style=&quot;border-top: 0px; border-right: 0px; background-image: none; border-bottom: 0px; padding-top: 0px; padding-left: 0px; border-left: 0px; display: inline; padding-right: 0px&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Rech antifemm&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEihLKtBwDsL2QDHCoFg8Uq8kvfFmR7WfQonLAYu5t29WsAhqlkqsjrqyUSPQQzOjsz_UImIN-P601faj386qLDiy1J7LP29q0DwM6Tkk5FrcXo03ecavYo9OiNW_hskMfWU2pUpxLq_fJo/?imgmax=800&quot; width=&quot;581&quot; height=&quot;421&quot; /&gt;&lt;/a&gt;      &lt;br /&gt;      &lt;br /&gt;Concludo con qualche nota informativa sul signore impegnato contro di noi, conosciuto nell’ambiente dell’attivismo antiviolenza in rete perché nelle sue incursioni contro altri blog e siti non dimentica mai di rendere evidente il motivo del suo attivismo mascolinista, cioè la sua insicurezza sul suo aspetto esteriore, la convinzione che le donne non lo vogliano perché non benestante. La sua totale mancanza di autoanalisi ed autocritica, l’incapacità di empatizzare con le donne, dalle quali sembrerebbe pretendere la disponibilità, invece, non sono per lui un problema da affrontare.      &lt;br /&gt;E sorvoliamo sulla sua cultura personale, sui suoi errori grammaticali e sulla pretesa di presentarsi come uno che si occupa di violenza di genere, senza specificare di considerarla inesistente se riguarda le donne come vittime.      &lt;br /&gt; Secondo la sua opinione, il femminismo ha concesso alle donne il potere di scegliere gli uomini con cui stare. In altri periodi storici, ritiene che avrebbe avuto amore e disponibilità sessuale per il solo fatto di essere nato uomo.      &lt;br /&gt;Sono fatti così questi mascolinisti, sono convinti&amp;#160; di avere dalla nascita una sorta di deposito bancario di cui non possono più usufruire a causa del femminismo, che avrebbe imposto la distribuzione di quelle somme che un tempo erano destinate a loro soli. Si sentono derubati della loro ricchezza e la loro ricchezza consta nell’essere nati di sesso maschile. Pensare di trovarsi in una realtà in cui i privilegi non sono più appannaggio esclusivo, li fa sentire vittime. Si convincono di potersi alleare per sconfiggere la causa della loro privazione e riportare le donne nelle caverne, si incontrano in rete, si scambiano dati che negano la violenza sulle donne ed altre informazioni che ritengono utili e partono in questa ossessiva, ridicola, spropositata, insopportabile, incivile persecuzione di femministe ed antisessist*, convinti di poter svuotare il mare col cucchiaino, fermare il treno con la mano.      &lt;br /&gt;Non a caso, tra gli amici di questo signore c’è anche il signore di cui abbiamo parlato &lt;a href=&quot;http://noviolenzasulledonne.blogspot.it/2013/06/gli-uomini-maschi-che-chiedono-la.html&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;, quello che invocava &lt;a href=&quot;http://noviolenzasulledonne.blogspot.it/2013/06/gli-uomini-maschi-che-chiedono-la.html&quot;&gt;un’alleanza maschile tra giudici ed imputati contro le donne stuprate ed uccise&lt;/a&gt;.      &lt;br /&gt;Sono anni che questo tormento va avanti.      &lt;br /&gt;È incivile ed intollerabile.      &lt;br /&gt;Questa non è democratica esposizione di un pensiero differente ma sistematica persecuzione, sistematica censura.      &lt;br /&gt;Non si accontentano di avere clonato siti, chiuso pagine, chiuso profili, invaso blog, trasmissioni televisive, la politica e commentari dei quotidiani on line, come quello de Il Fatto, ormai appestato ed impraticabile, pretendono di nuovo di chiuderci anche questa pagina, che già hanno clonato più volte e infestato costantemente, a tutte le ore del giorno e della notte.      &lt;br /&gt;Ora, che qualcuno mi spieghi perché queste ennesime prove di ciò che subiamo da anni non varrebbero una condanna morale del comportamento antidemocratico ed oppressivo di chi ci vuole cancellare e tappare la bocca per quelli che poi non sono che fisime e fanatismi. Che qualcuno mi spieghi che interessanti istanze trasporterebbero con sé questi mascolinisti se non la convizione di dover piegare con la forza e con la propaganda l’intera società ad archetipi obsoleti e idealizzati dei quali neppure loro sanno nulla nel 99% dei casi.      &lt;br /&gt;Che qualcuno mi spieghi perché questa non sarebbe censura e non varrebbe almeno la sollevazione di un minimo d’indignazione o di solidarietà nei nostri confronti.      &lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;  </description><link>http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2013/07/il-relativismo-di-censura-e-democrazia.html</link><author>noreply@blogger.com (No alla violenza sulle donne)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgL372sFl5RLviJAvMMTrdHfDFCMnyZgiPcSZiV_5MwHH2D4p7ireoO-37H91Pk3xd9ClB3Y-Rs9jvE4qiQXpzsWM1MUWYB3B2UoujkG0IH9rNIe5JH4MGeqEpT_L76fZxpHoX9K88zL9I/s72-c?imgmax=800" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4224138841582230010.post-8729999455366090357</guid><pubDate>Thu, 20 Jun 2013 20:12:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-06-20T22:30:32.387+02:00</atom:updated><title>La relazione dell’OMS sul femmicidio che ancora una volta smentisce i negazionisti</title><description>&lt;h3&gt;   &lt;br /&gt;&lt;font style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;Quasi tutti i commentari degli spazi che parlano di donne sono presi di mira da branchi di “attivisti per i diritti dei maschilisti &lt;/font&gt;&lt;font style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;piagnucolosi, vittimisti, infantili e prepotenti”, collezionisti di profili falsi che continuano ad usare il trucco del “fake influencer” per sdoppiarsi, triplicarsi, quadruplicarsi e tentare così di annegare le statistiche sul femminicidio.      &lt;br /&gt;Il commentario del Fatto Quotidiano è uno dei più appestati, al punto da rendere impossibile ogni scambio normale tra persone comuni. Commentatori e commentatrici “normali” sono in fuga perché la violenza verbale ottiene sempre il suo scopo di scoraggiare le persone che amano poco l’aggressività.       &lt;br /&gt;Quello ormai è territorio dei prepotenti che si organizzano in gruppi sui social network dove si fomentano a vicenda raccontandosi di quella volta che la perfida ex moglie osò denunciarli per un piccolo, innocente, pugno in faccia e via così. Sono personaggi convinti che &lt;a href=&quot;http://noviolenzasulledonne.blogspot.it/2013/06/gli-uomini-maschi-che-chiedono-la.html&quot;&gt;la vera violenza stia nella denuncia e non nell’atto che ha provocato la denuncia&lt;/a&gt;, tanto per loro la violenza sulle donne non esiste e se esiste è meritata.       &lt;br /&gt;Sbucano puntualmente in difesa di assassini e stupratori anche condannati in via definitiva ma guai poi a chiamarli complici o a sospettare della loro empatia verso pedofili, stupratori ed assassini, altrimenti si viene insultat*, accusat*, diffamat*, copert* di escrementi del pensiero di qualche aspirante starlette del post-femminismo che con questi ci ha collaborato e forse ha guadagnato visibilità e maggiore tranquillità nel passare dalla parte delle vittime alla parte degli squadristi del patriarcato.       &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;font style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;Per non dare loro altro spazio, ribloggo un interessante post di Donne di Fatto, la “quota rosa” del Fatto Quotidiano e approfitto per sollecitare una migliore moderazione dei commenti da parte dello staff perché non ha senso&amp;#160; destinare uno spazio alla questione femminile se questo spazio è poi reso impraticabile.      &lt;br /&gt;      &lt;br /&gt;L’articolo riporta una ricerca dell’&lt;a href=&quot;http://www.who.int/en/&quot;&gt;OMS&lt;/a&gt; pubblicata su &lt;a href=&quot;http://www.thelancet.com/&quot;&gt;The Lancet&lt;/a&gt;, prestigiosa rivista medica internazionale, alla quale sono dedicati &lt;a href=&quot;http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(13)61030-2/fulltext&quot;&gt;un articolo&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(13)61255-6/fulltext&quot;&gt;un’analisi&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(13)61222-2/fulltext&quot;&gt;un editoriale&lt;/a&gt; ed &lt;a href=&quot;http://download.thelancet.com/flatcontentassets/audio/lancet/2013/20june.mp3&quot;&gt;un podcast&lt;/a&gt;.       &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;font style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;Una delle obiezioni dei commentatori mascolinisti è che l’OMS non nomini il femminicidio. Il fatto che l’OMS non definisca “femminicidio” l’uccisione di donne in quanto donne non vuol dire che ne neghi l’esistenza. Il femminicidio è una categoria criminologica che, pur esistendo da tempo immemore, solo di recente è stata analizzata, estrapolata e presentata al pubblico.      &lt;br /&gt;Consiste ugualmente in una sottocategoria dell’omicidio e in una sottocategoria dell’omicidio dove la vittima è di sesso femminile. Il termine “sottocategoria” non deve farci pensare ad una minore importanza ma solo ad una classificazione della tipologia dei delitti.       &lt;br /&gt;Ora, non importa che l’OMS lo chiami femicidio o femminicidio o omicidio. L’importante è che arrivi un’altra conferma delle proporzioni della violenza sulle donne nel mondo e di come questa violenza sia perpetrata in misura preponderante come ritorsione da partners ed ex partners mentre, al contrario, la percentuale della violenza femminile sugli uomini perpetrata da partners ed ex partners è inferiore di ben 6 volte. L’articolo conclude precisando anche che la percentuale è calcolata per difetto, venendo spesso a mancare notizia dei legami tra assassino e vittima. Io ricordo che il femminicidio resta l’assassinio della donna in quanto donna, quindi non solo ad opera di partners ed ex partners ma anche ad opera di sconosciuti se il delitto è la conseguenza di uno stupro o se è commesso nei confronti di una prostituta. Rientrano nel femminicidio anche il neonaticidio e l’infanticidio delle bambine, in poche parole ogni delitto che colpisca una donna sulla base della sua collocazione obbligata determinata dalla sua subordinazione al mondo patriarcale.       &lt;br /&gt;La ricerca è integrata da un pdf e accompagnata da una nutrita bibliografia nella quale compare più volte il termine “femicide”.      &lt;br /&gt;La ricerca è completamente accessibile solo agli utenti registrati al sito della rivista.&lt;/font&gt; &lt;/h3&gt;  &lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;  &lt;h3&gt;   &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Violenza sulle donne, Oms: “Il 38,6% dei femminicidi è imputabile a partner”&lt;/h3&gt;  &lt;h3&gt;   &lt;br /&gt;&lt;/h3&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;h4&gt;&lt;font style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;&lt;em&gt;Organizzazione mondiale della sanità con la London school of hygiene&amp;amp;tropical medicine e South African medical research council hanno stilato un report pubblicato sulla rivista inglese &#39;The lancet&#39; nel quale si analizzano 492.340 casi di omicidio attraverso 118 studi condotti in 66 Paesi. Ma avvertono gli autori &amp;quot;la vera dimensione del problema è sottostimata&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/h4&gt;    &lt;p&gt;&lt;em&gt;di &lt;/em&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/rquotidiano/&quot;&gt;&lt;em&gt;Redazione Il Fatto Quotidiano&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; | &lt;/em&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/20/&quot;&gt;&lt;em&gt;20&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/&quot;&gt;&lt;em&gt;giugno 2013&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;img title=&quot;Violenza sulle donne, Oms: “Il 38,6% dei femminicidi è imputabile a partner”&quot; alt=&quot;Violenza sulle donne, Oms: “Il 38,6% dei femminicidi è imputabile a partner”&quot; src=&quot;http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/06/violenza_donne.jpg?adf349&quot; width=&quot;630&quot; height=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;em&gt;I nuovi dati &lt;/em&gt;&lt;a href=&quot;http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(13)61030-2/fulltext&quot;&gt;&lt;em&gt;pubblicati su ‘The lancet‘&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; e inclusi in un report – ‘La prevalenza e gli effetti sulla salute della violenza domestica‘ - dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in associazione con la London school of hygiene&amp;amp;tropical medicine e con il South African medical research council evidenziano come almeno un omicidio ogni sette nel mondo (13,5%) sia commesso fra le mura di casa per mano del partner. Questi ultimi sono ritenuti responsabili di una quota tra un terzo e la metà di tutti i femminicidi, mentre solo il 6,3% degli omicidi maschili avviene per mano della compagna. almeno un omicidio su sette avviene tra le mura domestiche. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;em&gt;Il Paese dove le donne sono più a rischio è il Sud-est asiatico, dove più della metà (58,8%) degli omicidi avviene per mano del partner. A seguire ci sono i Paesi ad elevato reddito (41,2%), tra i quali è presente anche l’Italia; le Americhe (40,5%) e l’Africa (40,1%). Nei Paesi a medio e basso reddito europei e del Pacifico occidentale i femminicidi ad opera del partner sono molto meno frequenti, circa un caso su 5, e nelle regioni del Mediterraneo orientale ancora meno (14,4%).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;em&gt;Dopo i recenti fatti di cronaca che hanno visto come protagonista la violenza sulle donne in Italia, lo studio inglese conferma il dramma della vulnerabilità del sesso femminile proprio in ambiente domestico. Donne “le cui necessità sono state trascurate per troppo tempo”, sottolinea Heidi Stockl, autrice dello studio i cui dati sono stati inclusi nel report che evidenzia come il 38,6% dei femminicidi sia imputabile ai partner.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;em&gt;Molto difficile è invece che l’omicidio di un uomo sia imputabile alla compagna: questo tipo di delitto ha un incidenza molto bassa (tra il 6,3% a meno del 2%) nei diversi Paesi. Stockl e colleghi della London school of hygiene&amp;amp;tropical medicine, ai fini dello studio hanno raccolto, in maniera sistematica i dati relativi a 169 Paesi negli ultimi 20 anni. In particolare hanno analizzato 492.340 casi di omicidio, da 118 studi condotti in 66 Paesi. E secondo gli autori, la vera dimensione del problema è sottostimata a causa della mancanza di dati. In particolare, si stima che in almeno in un caso di femminicidio su 5 non siano stati riportati legami, pur esistenti, tra assassino e vittima.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;em&gt;Stockl punta il dito contro le istituzioni, ritenendo questi omicidi “il risultato finale di un mancato intervento da parte della giustizia contro la violenza domestica. C’è ancora molto da fare – aggiunge l’esperta – in particolare per aumentare gli investimenti nella prevenzione di questo tipo di violenza, per sostenere le donne coinvolte in questi episodi, e per controllare il possesso di armi per persone con una storia di violenza alle spalle”.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&lt;em&gt;In un commento al report dell’Oms, Rosana Norman del Queensland children’s medical research institute della University of Queensland in Australia, scrive che “questi risultati hanno implicazioni importanti per la prevenzione dei femminicidi per mano del partner, e indicano la necessità di ulteriori indagini. E le ricerche sulle complesse questioni relative alle relazioni intime, possono essere intraprese solo se i dati sono raccolti in maniera sistematica”.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p&gt;Fonte: &lt;a title=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/20/violenza-sulle-donne-maggioranza-uccisioni-fra-mura-domestiche-per-mano-del-partner/632157/&quot; href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/20/violenza-sulle-donne-maggioranza-uccisioni-fra-mura-domestiche-per-mano-del-partner/632157/&quot;&gt;http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/20/violenza-sulle-donne-maggioranza-uccisioni-fra-mura-domestiche-per-mano-del-partner/632157/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  </description><link>http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2013/06/la-relazione-delloms-sul-femmicidio-che.html</link><author>noreply@blogger.com (No alla violenza sulle donne)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4224138841582230010.post-4416556686895922952</guid><pubDate>Sun, 16 Jun 2013 19:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-06-16T21:49:37.108+02:00</atom:updated><title>Gli uomini (maschi) che chiedono la depenalizzazione di stupro di branco e femminicidio</title><description>&lt;p&gt;   &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Segnalazione:    &lt;br /&gt;Un articolo su un quotidiano online (che non riporto per tutela assoluta della privacy) racconta dell’esecuzione sommaria di due (tre secondo altre fonti) presunti stupratori ed assassini di una donna ragazza messicana di 24 anni, Fidencia Sántiz Lopez, originaria di Oxchuc.    &lt;br /&gt;Potete immaginare sotto l’articolo la massa di commenti del più feroce forcaiolismo.    &lt;br /&gt;Sì, hanno stuprato in gruppo e poi ucciso una ragazza di 24 anni. Non so immaginare niente di più tremendo perché è uno dei milioni di femminicidi del mondo, tutti simili tra loro.    &lt;br /&gt;Mi immedesimo, io sento il terrore di questa ragazza che è lì, umiliata, violata, picchiata, terrorizzata…terrorizzata…cosa dev’essere morire con il terrore negli occhi, nella testa, morire durante o dopo uno stupro, per di più uno stupro di branco?    &lt;br /&gt;Tanti invocano la pena di morte, tanti invocano lo stesso dolore. Altrettanti invocano la civiltà sulla barbarie, invocano di non macchiarsi degli stessi crimini di quei due o tre mostri.    &lt;br /&gt;Mostri presunti perché sono stati individuati come gli autori del femminicidio dalla gente locale e non hanno ricevuto neppure un processo. È lecito chiedersi se fossero davvero i colpevoli. I colpevoli perché uno stupro di branco con femminicidio non si simula. Non si può fingere di essere morte e davanti ad anche un medico non si può fingere neppure uno stupro di branco. Quindi il crimine c’è stato, resta solo da provarne le vere responsabilità e forse non si potrà mai più.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Tra tutti i commenti salta fuori questo.    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi5LZu1TgAbfiRmHe0pUTuTSQhh6ekgIA8R4ZeQcwExm70SwInO6ubRQFCG1t1suwGO8ucFs2Mh7arHITkjbn1j8oSh1e1xwiQ11XQG09ySmX0X31BIh2RktgvFTnbY-tKuBVqNxbhY1rs/s1600-h/Drag-ed%25255B4%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px&quot; title=&quot;Drag-ed&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Drag-ed&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiF8FMFKw-GeTiBSOgc_BNx4fqHC_rfMM8WgAI59dCbgSh31QUMoYZmFeufs2aQNobWYKRsw2Yk-xJday9PtTS6IYBFbOrnJpqIGXNm-Z8Ne4uBgRK4G46GYiV2A44ohqMO3yWD1qcevI0/?imgmax=800&quot; width=&quot;560&quot; height=&quot;130&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Sarò buonissima. Nonostante sia un commento pubblico in un articolo pubblico, copro il nome per tutelarlo da altre possibili gogne ma sono andata a vedere il profilo di questo signore ed è iscritto ai peggiori gruppi &lt;em&gt;machovittimisti &lt;/em&gt;di Facebook, in ottima compagnia con i peggiori soggetti invasati di fanatismo misogino, di rancore, di odio, della convinzione di essere angariati dalle ex mogli,&amp;#160; dalle ex fidanzate che hanno osato violare la loro maestà. Insomma, parlo della solita banda di &lt;em&gt;talebani italiani&lt;/em&gt;, quelli che vivono per negare i dati sulle violenze e anteporre i loro graffietti e le loro angosce finanziarie ai cadaveri di donne disseminati in giro dai loro degni compari.    &lt;br /&gt;Degni compari sì perché sono da loro difesi, come in questo caso.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Mr X dice di non essere una bestia e sicuramente non sarà crocifisso da post-femministe per avere usato un termine specista. Non sono state altrettanto fortunate persone di gran lunga più civili che hanno osato indignarsi a caldo per una notizia di violenza, purtroppo.&amp;#160; &lt;br /&gt;Lui non è una bestia. Lui è così civile che invoca la coalizione maschile contro le donne stuprate e uccise. Pensate un po’ se fosse stato incivile cosa avrebbe scritto!    &lt;br /&gt;Ad ogni modo nemmeno per me è una bestia. Per me è peggio.     &lt;br /&gt;Chiede la solidarietà reciproca degli uomini (maschi), cioè degli uomini maschilisti contrapposti agli uomini che condannano la violenza sulle donne e che da questi estremisti sono definiti uomini-femmina (mettetelo tra parentesi o col trattino, come vi pare). La chiede sotto la notizia del linciaggio di tre presunti stupratori di branco che hanno ucciso una ragazza di 24 anni dopo averla torturata (perché lo stupro è quello,&amp;#160; non è piacevole come s’immaginano gli aspiranti stupratori). Invoca la solidarietà maschile contro il genere femminile, reo di essere troppo difeso, secondo lui, al punto che uno stupro è considerato peggio dell’omicidio. Questa è la percezione mascolinista dello stupro: i mascolinisti pensano davvero che lo stupro sia punito con pene superiori all’omicidio. Questa è la percezione mascolinista di uno stupro di branco. Per il mascolinista anche lo stupro di branco è una passeggiata di salute per una donna. &lt;em&gt;“E poi le punizioni vengono fomentate dalle stesse donne che mai come oggi agiscono nell’impunità più totale&lt;/em&gt;”, cioè secondo lui lo stupro non c’è stato. Anche questa volta la malefica creatura del demonio, la femmina, sarebbe riuscita a far cascare tutti nel suo malvagio tranello e a farsi passare per morta uccisa.    &lt;br /&gt;Non gli sovviene neppure che la società sia già creata e gestita a misura di uomo maschio. Non gli sovviene che per millenni la donna sia stata trattata alla stregua di un animale domestico. Non gli sovviene neppure che questi stupratori si sono uniti nel buon nome del maschilismo, come altri branchi di stupratori fanno ogni giorno in qualche zona del mondo, in pace come in guerra.    &lt;br /&gt;Non gli sovviene che quello sia il Messico, famoso per Ciudad Juarez e la sua sfilza di centinaia di croci rosa.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Quindi, uomini maschi, unitevi per la depenalizzazione dello stupro di branco e del femminicidio in nome della solidarietà maschile e di una resistenza contro lo strapotere delle donne, che osano farsi passare per stuprate e ammazzate continuamente. Depenalizzate la violenza sulle donne e il femminicidio, unitevi nella vostra guerra contro il comune nemico.     &lt;br /&gt;E che cazzo, non si può manco più prendere una fighetta sfrontata dalla strada, sbatterla a terra, spogliarla, picchiarla, stuprarla tutti insieme e poi ammazzarla! E&amp;#160; che inciviltà è mai questa! S’è mai visto tanto strapotere femminile? Questo scempio deve cessare. Le donne devono capire che lo stupro e il femminicidio sono dovuti all’uomo maschio e non vanno denunciati, anzi, se si sopravvive, tanti complimenti per la splendida prestazione erotica e magari pure lo scambio di numeri di telefono.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Ne deduco che quando gli stessi personaggi &lt;a href=&quot;http://noviolenzasulledonne.blogspot.it/2012/06/vacca-spero-ti-stupri-un-branko-ovvero.html&quot;&gt;mi augurarono lo stupro di branco&lt;/a&gt; mi stessero mandando un complimento.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;E poi dicono che noi ne parliamo male…&lt;/p&gt;  </description><link>http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2013/06/gli-uomini-maschi-che-chiedono-la.html</link><author>noreply@blogger.com (No alla violenza sulle donne)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiF8FMFKw-GeTiBSOgc_BNx4fqHC_rfMM8WgAI59dCbgSh31QUMoYZmFeufs2aQNobWYKRsw2Yk-xJday9PtTS6IYBFbOrnJpqIGXNm-Z8Ne4uBgRK4G46GYiV2A44ohqMO3yWD1qcevI0/s72-c?imgmax=800" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4224138841582230010.post-7192749201540932464</guid><pubDate>Mon, 03 Jun 2013 19:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-06-04T15:31:50.453+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">false accuse maschiliste</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Le iene</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">stupro</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">televisione</category><title>Le Iene sullo stupro: questa non è informazione, è violenza. Direttore, rispondi</title><description>Aderisco all’iniziativa de &lt;a href=&quot;https://www.facebook.com/notes/la-rete-delle-reti-femminili/servizi-delle-iene-sesso-o-stupro-informazione-o-violenza-direttore-rispondi/471518329598341&quot;&gt;La rete delle reti femminili.&lt;/a&gt; E pubblico:&lt;br /&gt;
Al Direttore di rete Luca Tiraboschi&lt;br /&gt;
E, per conoscenza: Redazione di Le Iene • redazioneiene@mediaset.it&lt;br /&gt;
SLC – Sindacato dei Lavoratori della Comunicazione • segreteria.nazionale@slc.cgil.it&lt;br /&gt;
al segretario Francesco Aufieri&lt;br /&gt;
Egregio Direttore,&lt;br /&gt;
ultimamente un notissimo programma di intrattenimento e informazione di Italia1, Le Iene, reso molto popolare da servizi di denuncia che portano alla luce episodi di ingiustizie, truffe e corruzione, si è reso (inaspettatamente) portatore di contenuti fuorvianti e pericolosi riguardo alla percezione del tragico fenomeno della violenza di genere.&lt;br /&gt;
Al punto di raccogliere l’idea, sostenuta da alcuni, che le denunce presentate dalle donne contro violenze sessuali e domestiche, o atti di pedofilia, sia in gran parte “falsa”, addirittura indotta da un presunto malcostume femminile di denunciare “falsi abusi” al puro scopo di fare dispetti a persone di sesso maschile o di ricattare i rispettivi compagni.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Un’idea rivoltante, che nessun riscontro ha nella realtà, e che comporta il gravissimo pericolo di alzare ulteriormente il tasso di misoginia in un paese che vanta già un tristissimo primato nel continuo susseguirsi di femminicidi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Un’idea che fa capolino anche in un servizio dall’eloquente titolo “Stupro.. o sesso?”&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.video.mediaset.it%2Fvideo%2Fiene%2Fpuntata%2F392733%2Fcasciari-sesso-o-stupro-.html&amp;amp;h=BAQGmbxoH&amp;amp;s=1&quot;&gt;http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/392733/casciari-sesso-o-stupro-.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
presentato nella puntata del 2 giugno, in cui si mette in dubbio una sentenza di colpevolezza per stupro aggravato, senza alcun elemento serio. Dunque sulla base di cosa? Del parere dei due condannati.&lt;br /&gt;
Un servizio che ci ha profondamente indignato. I due uomini, condannati a 5 anni per stupro di gruppo e lesioni personali aggravate, hanno potuto dichiarare, davanti a milioni di persone, che la sentenza è persecutoria in quanto basata praticamente sul nulla: &lt;i&gt;loro sono innocenti, in quanto adescati da una donna che ha richiesto di far sesso con loro&lt;/i&gt;. Cioè il quadro è esattamente lo stesso fornito eternamente dagli accusati, in tutti i processi per stupro che si rispettino: le vere vittime sono loro, mentre il colpevole è chi denuncia lo stupro. Una donna colpevole di calunnia e di avere ingiustamente devastato la loro vita di bravi ragazzi e lavoratori.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;In nessun conto sono tenute le lesioni riscontrate dalla vittima al pronto soccorso&lt;/b&gt;: &lt;i&gt;abrasioni agli arti, ecchimosi diffuse in tutto il corpo e sul volto.&lt;/i&gt; Secondo l’autorevole parere degli intervistati la ragazza se li è procurati nella passione di un atto consenziente: girandosi più volte nell’erba, e poi &lt;i&gt;stava carponi sul terreno, è normale che avesse dei graffietti sulle ginocchia&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
E perché la ragazza avrebbe deciso di affrontare un processo per stupro?&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;perché il giorno dopo si sarà pentita&lt;/i&gt;: di cosa? della sua intraprendenza sessuale, e &lt;i&gt;avrà voluto dimostrare che non era colpa sua&lt;/i&gt;, andando così a denunciare i due sconosciuti al solo scopo di danneggiarli.&lt;br /&gt;
E cosa avrebbe giustificato un servizio che, oltre a colpevolizzare una vittima, infanga il lungo e paziente lavoro degli inquirenti? Inesistenti risvolti oscuri.&lt;br /&gt;
In conclusione, il conduttore commenta la vicenda adombrando che&lt;b&gt; questa sentenza non convince, e conclude dicendo: non esprimiamo giudizi, ma aspettiamo &lt;/b&gt;l’esito del processo di appello&lt;b&gt;.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Si, anche noi. Con fiducia verso la magistratura, che non pensiamo metta in atto strategie persecutorie verso il genere maschile.&lt;br /&gt;
Ultimo, e non meno importante: &lt;b&gt;i processi si devono fare solo nelle aule di giustizia, dove sono valutati gli elementi reali per farli. &lt;/b&gt;Non in tv, per giunta dando la parola ai soli accusati.&lt;br /&gt;
Ferme tutte le garanzie costituzionali a difesa degli imputati e delle vittime, la giustizia “fai da te” suggerita in questo servizio delle Iene è inaccettabile nella tesi adombrata, e anche nel metodo, gravemente scorretto.&lt;br /&gt;
Pensiamo che il programma e i responsabili di rete si debbano scusare, e sconfessare senza reticenze simili contenuti e la filosofia che vi è sottesa.&lt;br /&gt;
Noi, invitando a una maggiore vigilanza nella qualità dei messaggi, e negli esiti che possono avere, &lt;b&gt;chiediamo le scuse formali del programma e dei responsabili di rete.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;3 giugno 2013&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;img alt=&quot;LE IENE-LO STUPRO&quot; height=&quot;425&quot; src=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.files.wordpress.com/2013/06/le-iene-lo-stupro.jpg?w=640&amp;amp;h=425&quot; width=&quot;640&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;Cito anche il bellissimo commento del bolg &lt;a href=&quot;http://donne-e-basta.blogspot.it/2010/11/manifesto.html&quot;&gt;donne-per-il D-day,&lt;/a&gt; che trovate qui:&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://donne-e-basta.blogspot.it/2013/06/lo-stupro-secondo-le-iene-il-direttore.html&quot;&gt;http://donne-e-basta.blogspot.it/2013/06/lo-stupro-secondo-le-iene-il-direttore.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;«Tengo con la mano destra la giacca chiusa sui seni scoperti. È quasi scuro. Dove sono? Al parco. Mi sento male… nel senso che mi sento svenire… non solo per il dolore fisico in tutto il corpo, ma per lo schifo… per l’umiliazione… per le mille sputate che ho ricevuto nel cervello… per lo sperma che mi sento uscire. Appoggio la testa a un albero… mi fanno male anche i capelli… me li tiravano per tenermi ferma la testa. Mi passo la mano sulla faccia… è sporca di sangue. Alzo il collo della giacca. Cammino… cammino non so per quanto tempo. Senza accorgermi, mi trovo davanti alla Questura. Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo. Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora… Sento le loro domande. Vedo le loro facce… i loro mezzi sorrisi… Penso e ci ripenso… Poi mi decido… Torno a casa… torno a casa… Li denuncerò domani».&lt;/i&gt;    &lt;br /&gt;
Sono parole di Franca Rame, dopo lo stupro subito da una squadra di fascisti. Ma ancora oggi, se gli stupratori negano (e quando mai ammettono?), se non ti hanno visto in mille, mentre eri in quell’incubo, se denunci domani: sei una bugiarda.    &lt;br /&gt;
Franca se ne è andata, ma per lei e per tutte quelle che subiscono violenza, parleremo noi.    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Ribloggato dal Il Ricciocorno Schiattoso &lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/06/03/le-iene-sullo-stupro-questa-non-e-informazione-e-violenza-direttore-rispondi/&quot; title=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/06/03/le-iene-sullo-stupro-questa-non-e-informazione-e-violenza-direttore-rispondi/&quot;&gt;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/06/03/le-iene-sullo-stupro-questa-non-e-informazione-e-violenza-direttore-rispondi/&lt;/a&gt;)</description><link>http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2013/06/le-iene-sullo-stupro-questa-non-e.html</link><author>noreply@blogger.com (No alla violenza sulle donne)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4224138841582230010.post-4837759571084510156</guid><pubDate>Mon, 20 May 2013 13:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-06-04T15:32:31.293+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Iniziative</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sessismo</category><title>#Ti saluto</title><description>&lt;b&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjI-lx8jlUgBrLXmILSavf4njmI7WNN7FQypl5sAkIbWoAn7HoQw_4BIexkRPb61WHui6lUfKHDrWoJVKgxb75bhJ8RAkqda51eP51cspbn1UWvAtzgilvJJjl3xYC_9v5Xfk0qRpjUOHM/s1600-h/tisaluto_grande-547x1024%25255B4%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img align=&quot;right&quot; alt=&quot;tisaluto_grande-547x1024&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;484&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhNgluaLyQmtatyBup76Emrs0QcD5HdEcCbj3eayFQ78N8M4URALQ1ZO_PqLQC9RQ0aTvv_Y6Dn0IUbSYVV6RusV6wJqlptkhYFWHWSkNJBfP51UJx6V0ag70DFCL9lYUtSsWwml97tn4I/?imgmax=800&quot; style=&quot;background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; border-right: 0px; border-top: 0px; display: inline; float: right; margin-left: 0px; margin-right: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;&quot; title=&quot;tisaluto_grande-547x1024&quot; width=&quot;260&quot; /&gt;&lt;/a&gt;In Italia l’insulto sessista è pratica comune e diffusa.&lt;/b&gt; Dalle battute private agli sfottò pubblici, il sessismo si annida in modo più o meno esplicito in innumerevoli conversazioni.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Spesso abbiamo subito commenti misogini&lt;/b&gt;, dalle considerazioni sul nostro aspetto fisico allo scopo di intimidirci e di ricondurci alla condizione di oggetto, al violento rifiuto di ogni manifestazione di soggettività e di autonomia di giudizio.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;In Italia l’insulto sessista è pratica comune&lt;/b&gt; perché è socialmente accettato e amplificato dai media, che all’umiliazione delle persone, soprattutto delle donne, ci hanno abituato da tempo.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ma il sessismo è una forma di discriminazione&lt;/b&gt; e come tale va combattuto.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;A gennaio di quest’anno&lt;/b&gt; il calciatore Kevin Prince Boateng, fischiato e insultato da cori razzisti, ha lasciato il campo. E i suoi compagni hanno fatto altrettanto.    &lt;br /&gt;
Mario Balotelli minaccia di fare la stessa cosa.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;L’abbandono in massa del campo è un gesto forte.&lt;/b&gt; Significa: a queste regole del gioco, noi non ci stiamo. Senza rispetto, noi non ci stiamo.    &lt;br /&gt;
L’abbandono in massa consapevole può diventare una forma di attivismo che toglie potere ai violenti, isolandoli.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Pensate se di fronte a una battuta sessista&lt;/b&gt; tutte le donne e gli uomini di buona volontà si alzassero abbandonando programmi, trasmissioni tv o semplici conversazioni.&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Pensate se donne e uomini di buona volontà&lt;/b&gt; non partecipassero a convegni, iniziative e trasmissioni che prevedono solo relatori uomini, o quasi (le occasioni sono quotidiane).&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Pensate se in Rete abbandonassero il dialogo&lt;/b&gt;, usando due semplici parole: #tisaluto.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Sarebbe un modo pubblico per dire: noi non ci stiamo&lt;/b&gt;. O rispettate le donne o noi, a queste regole del gioco, non ci stiamo.&lt;br /&gt;
Se è dai piccoli gesti che si comincia a costruire una società civile, proviamo a farne uno molto semplice.   &lt;br /&gt;
Andiamocene. E diciamo &lt;b&gt;#tisaluto&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
Questo post è pubblicato in contemporanea anche da &lt;a href=&quot;http://blog.iodonna.it/marina-terragni/2013/05/20/tisaluto/&quot;&gt;&lt;b&gt;Marina Terragni&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=15082&quot;&gt;&lt;b&gt;Lorella Zanardo&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2013/05/20/due-righe-sul-salone-e-una-proposta/&quot;&gt;&lt;b&gt;Loredana Lipperini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://giovannacosenza.wordpress.com/2013/05/20/tisaluto/&quot;&gt;&lt;b&gt;Giovanna Cosenza&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://vitadastreghe.blogspot.it/2013/05/tisaluto.html&quot;&gt;&lt;b&gt;Giorgia Vezzoli&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.    &lt;br /&gt;
Se ti va, copincollalo anche tu!</description><link>http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2013/05/ti-saluto.html</link><author>noreply@blogger.com (No alla violenza sulle donne)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhNgluaLyQmtatyBup76Emrs0QcD5HdEcCbj3eayFQ78N8M4URALQ1ZO_PqLQC9RQ0aTvv_Y6Dn0IUbSYVV6RusV6wJqlptkhYFWHWSkNJBfP51UJx6V0ag70DFCL9lYUtSsWwml97tn4I/s72-c?imgmax=800" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4224138841582230010.post-8096430299776853235</guid><pubDate>Mon, 13 May 2013 20:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-14T03:57:06.868+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Autodeterminazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">autoritarismo</category><title>Se muoio ammazzata, muoio da donna autodeterminata</title><description>Autodeterminazione. Cosa sarà mai?   &lt;br /&gt;
Alla svelta, dalla Treccani on line, “autodeterminazione” in filosofia significa:   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Atto con cui l’uomo si determina secondo la propria legge, in opposizione a ‘determinismo’, che assume la dipendenza del volere dell’uomo da cause non in suo potere. L’a. è l’espressione della libertà positiva dell’uomo e quindi della responsabilità e imputabilità di ogni suo volere e azione.    &lt;/i&gt;Se tu sei la sola responsabile delle tue azioni e ti autodetermini, essere uccisa come può essere autodeterminazione?   &lt;br /&gt;
Il suicidio è un atto di autodeterminazione. Incaricare qualcuno di ucciderti o praticarti un’eutanasia è autodeterminazione, anche se la legge non la riconosce come tale.   &lt;br /&gt;
In effetti ho sempre polemizzato con l’obbligo di indossare le cinture di sicurezza o col diritto al suicidio: se voglio farmi male, è una scelta mia.   &lt;br /&gt;
Ma ero una ragazzina. Poi mi hanno fatto capire che chi si fa male va a pesare sul bilancio del servizio sanitario pubblico e pure costringere altri a pagare perché tu vuoi fare il cazzone e buttarti dal balcone dell’albergo direttamente in piscina non è giusto né del tutto autodeterminante.   &lt;br /&gt;
Pure ammazzarti e lasciare moglie e figli da soli è qualcosa di più dell’autodeterminazione.   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un assassinio è la somma, estrema sovradeterminazione.   &lt;br /&gt;
Ci vuole veramente lo stretto indispensabile della logica per capire un concetto così banale   &lt;br /&gt;
e per accorgersi di stare palesemente scrivendo una s..sciocchezza contraddittoria e priva di significato così, tanto per masturbarsi pubblicamente (masturbarsi, cito Woody Allen, è sesso con una persona che si ama e se ci si ama proprio esageratamente, al punto da credersi un fulcro, una droga, una sacerdotessa, ci si masturba pubblicamente per la gioia di comunicare &lt;i&gt;urbi et orbi&lt;/i&gt; l’amor proprio smisurato).   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Autodeterminazione è non togliere la voce alle altre donne, a quelle che sono felici di autodefinirsi “madri”, e pure “per bene” perché sono cresciute in questa società, hanno queste idee e non sta a te giudicarle. Una sarà pure libera di votare Berlusconi, impazzire per Kledi, stimare la Bruzzone e leggersi i libri di Bruno Vespa, no? Autodeterminazione è non togliere voci alle donne che hanno fiducia nel modo in cui sono raccontate dai parenti, a quelle che avrebbero avuto piacere anche nell’essere raccontate da Amore Criminale. Autodeterminazione è anche non togliere il diritto dei parenti di raccontare la persona amata, di battersi per lei, di pretendere giustizia, di desiderare che il ricordo della persona amata rimanga in vita.   &lt;br /&gt;
Autodeterminazione non può in alcun modo significare che qualcun altro deve stabilire quanto e come si debba soffrire e se pretendere giustizia o meno.   &lt;br /&gt;
Autodeterminazione non è assolutamente pretendere di parlare per la bocca di donne sopravvissute alla violenza se ciò che si vuole fare non è rispettare la loro narrazione ma stabilirne una propria, da imporre sulla visione generale.   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Autodeterminazione non è usare se stesse come metro per il mondo, porsi come esempio da seguire.   &lt;br /&gt;
Autodeterminazione è parlare per sé e basta, avendo cura di non rischiare che i propri discorsi sembrino condanne per chi si comporta in un modo differente o desidera cose differenti.   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Autodeterminazione non è essere ferreamente convinte di sapere cosa pensi una persona, inventarsi persecuzioni né inesistenti venerazioni (lo si può solo sognare. I narcisisti non godono di tutta questa stima nel mondo, anche perché ci metti un attimo a distinguerli dalle persone normalmente dotate di autostima), e né può definirsi autodeterminazione il replicare in meno di un’ora di tempo (cos’hai, una spia acustica installata sull’orologio che ti apre automaticamente la lettura del web sugli occhiali e ti esce contemporaneamente la tastiera prima ancora di collegare il cervello agli occhi e alle mani?) porgendo graziosamente anche al pubblico la favoletta che ti racconti per addormentarti, forse dalla nascita, nella quale tu sei la fatina geniale, l’eroina, la Prometeo portatrice di fuoco, la detentrice di luce e saggezza, dalle cui labbra pendono migliaia, ma che dico, milioni di povere sceme incapaci di pensare da sole, di conoscere se stesse, di sapere persino quale strepitosa considerazione abbiano di te.   &lt;br /&gt;
Semplicemente perché non è vero. È la versione dei fatti che ti racconti da sola per annientare una voce critica ed autonoma perché tu vuoi la tua autonomia ed autodeterminazione ma non quella altrui.   &lt;br /&gt;
Se tu ti specchi nei miei occhi e ti vedi, sappi che io guardavo altrove. Se non lo accetti, non posso farci nulla ma gli occhi restano i miei. Capito?   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se non vuoi essere scocciata, semplicemente non infastidire, altrimenti rischi di fare la figura di quella di: “Ciccio mi tocca! Toccami, Ciccio!”.   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Autodeterminazione è accettare che altre persone abbiano lo spazio per esprimersi e dire la propria su se stesse, anche se non ti piace ciò che dicono.   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Autodeterminazione, quindi, non è pretendere la propria determinazione e violentemente negare quella altrui, ricorrendo anche a giochini bambineschi infantilmente perfidi e fantasie personali.   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Perché se la donna non è morta, potrebbe pretendere con decisione e fermezza che la racconti come sa di essere e non come tu vorresti che lei fosse.   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io, da autodeterminata, conosco bene la differenza tra una scrittura “ossa, tendini e sangue” e una scrittura volgare, non passionale ma offensiva, dietro la quale si cela molto male un violentissimo desiderio di umiliare e stroncare chi osa non sottostare alla sovradeterminazione altrui, non si fa sottomettere.   &lt;br /&gt;
Mi ci faccio il bagno. Mi ci faccio il bagno dopo anni che le sovradeterminazioni altrui mi hanno marciato contro. E lo hanno fatto con l’intenzione precisa di farlo e l’ho sempre saputo, ma anche se l’avessi detto non sarebbe servito perché, da sovradeterminata, qualsiasi cosa scriva e faccia è meglio rivoltarla, tanto io blatero blatero ma poi…   &lt;br /&gt;
Qualcun* dev’essersi mess* in testa che intorno a lei siano tutti tappetini.   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si autodetermina chi “votta la pretella e nasconde la manella”?   &lt;br /&gt;
O chi “chiagne e fotte”? Per restituire il tocco di folklore locale, anche se ammetto di essere stata ben colpita allo stomaco dall’immagine figurata. Brava, mi hai dato la nausea. Sei contenta?   &lt;br /&gt;
Ma non era la prima volta. E questo è un grosso merito perché io ho lo stomaco forte e non vomito mai.   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ne ho lette ben altre di martiri che per due critiche starnazzavano di suicidio, danni lavorativi e/o al patrimonio artistico della nazione e urlavano “ ACCORRET’UOMO! AITA, AITA! Ahi, me lassa e tapina! Tutti a me, numi, stelle, proteggetemi! Difendetemi! Sicché io sono autodeterminata ma voglio dimostrare di avere un ferreo consenso. E pure tutori, tutrici e tutù.” strizzando fazzolettoni mediatici lunghi come coperture di stand espositivi, raccogliendo prontamente la solidarietà di chi va sulla fiducia mal riposta.   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa è tutto tranne che autodeterminazione. Chiamatelo paraculismo, narcisismo, opportunismo, dispotismo, ma chi pensa di poter giudicare tutto e tutti e non si rende nemmeno conto di starlo facendo, o è inconsapevole oppure lo fa di proposito?   &lt;br /&gt;
Insomma, ci fa o ci è?   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E io sono una possibilista.   &lt;br /&gt;
Sono una che mette in preventivo che ci sia il fascista in buona fede, l’anarchico ipocrita e dispotico, il comunista fascistoide.   &lt;br /&gt;
Metto in preventivo anche le donne che amano Porta a Porta e non vedono l’ora di finirci.   &lt;br /&gt;
Sarà perché le leggo, quando mi commentano io le leggo. So leggere, so ascoltare, so captare. Il mio ego non è ipertrofico, non mi acceca, non mi riempie le orecchie.   &lt;br /&gt;
E nella maggioranza dei casi io faccio da tramite ad una narrazione altrui, non esprimo la mia opinione. A volte lo faccio perché ho in mano il materiale per giudicare. A volte no.   &lt;br /&gt;
Ma non mi è mai piaciuto generalizzare.   &lt;br /&gt;
E mi sono mantenuta omogenea, coerente.   &lt;br /&gt;
Non sono una che dice che tutti i padri separati sono pedofili o violenti.   &lt;br /&gt;
No, io dico altro. Io dico che chi nega ben il 96% della pedofilia e lo fa aprioristicamente desta sospetti.   &lt;br /&gt;
Io sospetto. Il sospetto è lecito. Le mie certezze sono poche, altrimenti oggi mi chiamerei con una stupida sineddoche e pretenderei di essere un personaggio influentissimo sul webbe .   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non penso neppure che tutti i mascolinisti siano dei mostri. No, alcuni sono solo dei tontoloni, ignoranti e invasati, sobillati da altri molto più machiavellici.   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per me la cattiveria genetica non esiste.   &lt;br /&gt;
Per me è parecchio colpa di quanto ti hanno fatto montare la testa da piccolo.   &lt;br /&gt;
Sono convinta che qualche umiliazione ben piazzata faccia bene, altrimenti, ecco, ci si racconta in modo ridicolo e nauseante e davanti alle critiche si rischia di reagire in maniera scomposta e fare pessime figure.   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si prevede replica in 3…2…1!   &lt;br /&gt;
Ma che me frega, tanto io ciò l’ombrello para spruzzi e il comodo di non avere un superego è di non correre il rischio di iperreagire.     </description><link>http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2013/05/se-muoio-ammazzata-muoio-da-donna.html</link><author>noreply@blogger.com (No alla violenza sulle donne)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4224138841582230010.post-1453105461111481807</guid><pubDate>Mon, 13 May 2013 16:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-14T03:58:16.747+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">autoritarismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Dispotismo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">post-femminismo</category><title>Autodeterminazione a senso unico: i difetti sono vostri, io sono perfetta</title><description>&lt;blockquote&gt;
Ma, dico io, come si fa a paragonare Carlo Giuliani alle donne uccise dai figli malati di mente?      &lt;br /&gt;
Carlo Giuliani non è stato ucciso in quanto maschio. Al suo posto poteva esserci una donna, com&#39;è già capitato a Giorgiana Masi.       &lt;br /&gt;
Quando la vittima può essere indifferentemente uomo, donna, (e non intendo necessariamente eteorsessuali), minotauro, manticora o chimera, non è &quot;femminicidio&quot;.       &lt;br /&gt;
Il &quot;femminicidio&quot; non è un &lt;i&gt;brand&lt;/i&gt;. Se qualcuno sta tentando di farcelo diventare, la colpa non è delle femministe (che non sono &lt;i&gt;donniste&lt;/i&gt;, a proposito. &lt;i&gt;Donnista &lt;/i&gt;è la Santanché. Se mi si dà della &lt;i&gt;donnista&lt;/i&gt; lo si fa perché mi si vuole chiaramente e sfacciatamente insultare, sminuire, delegittimare, &lt;i&gt;sovradeterminare&lt;/i&gt;. E io lo considero un insulto, anche perché so da dove viene e quanto disprezzo coli su chi appare tra i piedi sulla strada verso la fama).       &lt;br /&gt;
Se adesso si arriva persino alla negazione del femminicidio solo per fare un dispetto puerile ad altre donne considerate &quot;rivali&quot; (la rivalità è tutta negli occhi delle malate di protagonismo che la vedono, quelle che la diffamazione subita da altre donne la chiamano &quot;microfama&quot;, arrivando ad invidiarti persino quando il tuo nome è rubato e diffuso in rete accostato a gigantesche bugie e pestaggi virtuali con auguri di stupro di gruppo, e poi ti danno della diffamatrice senza uno straccio di base perché pensano che tanto tu non quereli e se lo fai sono già pronte a darti dell&#39; &quot;autoritaria&quot;), vuol dire che il fondo è arrivato.       &lt;br /&gt;
&lt;u&gt;Femminicidio è la negazione sistematica della persona femminile attraverso violenza fisica, verbale, sociale. Femmicidio è l&#39;assassinio fisico. &lt;/u&gt;&lt;u&gt;       &lt;/u&gt;In entrambi i casi connota una persecuzione, voluta o consequenziale, verso la donna (etero o lesbo o bisex o asessuata, neonata, bambina, ragazzina, adulta, anziana) in base ai ruoli che all&#39;essere umano femminile sono stati imposti fin dalla notte dei tempi. Anche il ruolo di cura.       &lt;br /&gt;
Da nessuna parte ho scritto o contato come femminicidio&amp;nbsp; il pazzo X che incontra la donna Y e la fa fuori in strada. Mi pare ovvio che il pazzo X non risponda delle proprie azioni e scelga la vittima a caso (tranne casi particolari perché non sono una sputasentenze. A me piace analizzare, ricevere e sono una possibilista).      &lt;br /&gt;
Ho elencato madri uccise da figli con problemi psichiatrici perché quando un malato psichiatrico è abbandonato dallo Stato perché tanto c’è la mamma, cari miei e care mie, questo è pure un femminicidio annunciato.      &lt;br /&gt;
In questo anno non ci sono stati pazzi X che abbiano ucciso donne Y.      &lt;br /&gt;
Ci sono stati figli malati che hanno ucciso madri che facevano loro da infermiere obbligate.      &lt;br /&gt;
Del resto la critica viene da chi ha dato per scontato che Vantaggiato avesse messo la bomba con il preciso scopo di fare vittime femminili, per non parlare dei casi di suicidi femminili fatti passare per femminicidi e corretti dopo l’invio di un mio messaggio.      &lt;br /&gt;
Sì, perché evidentemente c’è chi sa scrivere ma non sa leggere.      &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Il populismo sta distorcendo il senso di questi concetti, troppo elaborati per arrivare alle scalette degli autori televisivi.       &lt;br /&gt;
Il populismo sta strumentalizzando e trasformando il femminicidio solo nell&#39;assassinio della donna per mano del partner.       &lt;br /&gt;
Il possesso del partner non è una definizione del femminicidio ma una delle sue accezioni.       &lt;br /&gt;
È femminicidio pure lo sterminio delle neonate in Cina.       &lt;br /&gt;
Il neo-mascolinismo, invece, lo nega completamente, chiudendo gli occhi davanti ad un fenomeno globale con cifre che sono lì, innegabili, a meno che non le si voglia negare di proposito.       &lt;br /&gt;
Non ci facciamo cambiare le carte in tavola da nessuno anche perché non riconosciamo l&#39;autorità di chi ci prova, seppure tenti disperatamente di imporcela e al contempo ci chiami &quot;autoritariste&quot; per il furbissimo stratagemma dell&#39;anticipare agli altri i propri difetti (insomma, la solita storia della gallina che canta perché ha fatto l&#39;uovo).       &lt;br /&gt;
Un tempo anche qualcuna, che oggi nega, usava le stesse definizioni nello stesso modo ed il fatto che poi abbia compiuto una rivoluzione a 90° non significa che debbano piegarsi anche tutt* gli altri e le altre.       &lt;br /&gt;
Un tempo anche chi oggi ci sta usando per inventarsi un nemico immaginario, con tecniche comunicative da propaganda dittatoriale, parlava del ruolo obbligato che assegna alle donne la cura dei parenti malati.       &lt;br /&gt;
Le cose non sono cambiate in pochi mesi. La realtà non è mutata.&amp;nbsp; È mutato chi ne parla.       &lt;br /&gt;
Non ci importa un bel fico secco delle sue metamorfosi, noi riconosciamo la sua autonomia, ma non vogliamo che le scorie residue della sua trasformazione siano stoccate nel nostro campo.       &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Noi pretendiamo IL RISPETTO della nostra autodeterminazione&lt;/b&gt;.       &lt;br /&gt;
Siamo state in silenzio anche troppo a lungo a farci usare come spauracchi immaginari, raccontare per come non siamo.       &lt;br /&gt;
Ogni due per tre ci tocca leggere che vorremmo togliere la tutela alle prostitute autodeterminate o che ci sentiamo &quot;donne per bene&quot; e altre orrende e volontarie distorsioni, che poi vanno a colpire anche le sopravvissute della prostituzione che raccontano una versione che non piace a chi ha generato le fazioni e nutre la contrapposizione.       &lt;br /&gt;
E che si prendano le proprie responsabilità perché è tutto lì, nero su bianco e non si può negare come ogni santa cosa sia stata distorta e usata contro gruppi, singoli, categorie, accomunati su basi immaginarie o forzose e etichettate con la prepotenza.       &lt;br /&gt;
Ogni due per tre siamo accomunate a persone o cose con cui non abbiamo nulla a che fare e alle smentite non segue correzione né scuse.       &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Nessuno deve tentare di costruirsi un castello sulle macerie del nostro perché noi esistiamo, siamo vive, parliamo, pensiamo, siamo autonome e se anche non la si pensasse allo stesso modo, avremmo il pieno, totale diritto di farlo senza dovere per questo essere costantemente dileggiate, deprezzate, distorte, usate, strumentalizzate, almeno tre volte al giorno su più blog differenti con toni odiosi, strabordanti di insopportabile presunzione e superbia.        &lt;/b&gt;Perché, mi si deve spiegare, perché ci sarebbe una sola signora autodeterminata davanti ad una massa di ancelle fornite di altri titoli dall’intento assolutamente dispregiativo?       &lt;br /&gt;
Quello che salta agli occhi di sempre più persone (sì, perché sempre di più ogni giorno manifestano perplessità) è &lt;b&gt;il tentativo di dipingere uno scenario equivalente ad una discarica pubblica ove si stagli, immacolata, la figura di una sola.        &lt;/b&gt;E non credo alle avvocate della difesa. Non credo proprio alla loro esistenza. Non ci credo perché troppe prove ho avuto di sdoppiamenti e moltiplicazioni continue dell’identità di chi giurava e spergiurava di non essere su Facebook.       &lt;br /&gt;
Non ho alcun problema ad interagire e rapportarmi con persone con idee differenti dalle mie. L’importante è che il confronto sia sincero, non sia una scusa per lo sfogo di complessi adolescenziali ridicoli in donne ultraquarantenni e persino quasi cinquantenni che additano l’età altrui come una colpa e non guardano mai nella propria bisaccia.       &lt;br /&gt;
Non ho problemi, ripeto, il confronto l’ho fatto e lo faccio ma solo quando ci sia onestà intellettuale e non quando ti segano le parole in bocca, quando ogni cosa che fai o che dici viene usata contro di te, quando dall’altra parte pare ci sia una ricevente o un ricevente in posizioni da pugile.       &lt;br /&gt;
E non mi fate ridere con l’ipocritissima proposta di confronto privato perché (almeno io) ho sempre replicato privatamente per non lavare i panni privati in pubblico, ho sempre chiesto: “Per caso parli di me? Ce l’hai con me? Ho fatto qualcosa che ti ha dato fastidio?” . Qualche volta, con grandissima maleducazione, non ho neppure ricevuto risposta. Altre volte ho dovuto constatare che, preso di petto, chi ti attacca pubblicamente in modo vile riferendosi a te trasversalmente, senza assumersi la responsabilità piena delle accuse che ti fa (ma soprattutto senza concederti la replica, la tua versione dei fatti o la smentita) ma prendendosi tutta la solidarietà di chi non ha la minima idea della situazione, diventa piccino picciò, arriva a leccarti…l’ego, a negare l’evidenza e tentare di tenerti buona con i biscotti per cani e un pat pat sulla testa.       &lt;br /&gt;
E con questo metodo orrendo sono anni che si creano fratture tra le attiviste.       &lt;br /&gt;
Con questo orrendo metodo della regina che concede gli onori ed i disonori, ho perso amicizie.       &lt;br /&gt;
Come ci si può montare la testa al punto di pretendere di sapere tutto di inesistenti retroscena e&amp;nbsp; poi&amp;nbsp; nicchiare davanti alle smentite di persone tirate in ballo in ridicoli complotti immaginari?       &lt;br /&gt;
È veramente uno schifo che da quando ho deciso di impiegare il mio tempo in una causa che conoscevo e in cui credevo e sulla quale non ho avuto alcuna illuminazione da alcuna divinità del web io debba impiegare almeno un quarto del tempo a smentire illazioni, accuse, attacchi squadristi, e vere gogne, non gogne immaginarie e urlate ai quattro venti.       &lt;br /&gt;
Avevo messo in conto la persecuzione dei mascolinisti ma mai avrei immaginato di dover temere il fuoco amico, cioè il fuoco che ritenevo amico ma amico non lo era neppure prima.       &lt;br /&gt;
Pare che chi urli più forte e dal blog più forte abbia più ragione di chi non ha i mezzi per raggiungere tutte le persone che hanno letto la favola della bella perseguitata.       &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Non sono suddita né ancella di nessuno&lt;/b&gt;. Ho una mia bella età, ho imparato a fare un sacco di cose da sola fin da piccola, non consento a nessuno di rubarmi la voce.       &lt;br /&gt;
Men che meno lo consento a chi ciancia di autodeterminazione e poi da anni ti sovradetermina (per usare il suo linguaggio, ma io lo trovo un eufemismo perché quando qualcuno racconta cose di te non vere, si parla di qualcosa di più grave, di uno&lt;b&gt; screditamento intenzionale&lt;/b&gt;).       &lt;br /&gt;
Non esiste alcun fronte anti-PAS, a meno che non si vogliano forzare molto le cose ed accomunare tra loro persone che nemmeno si parlano e che non si sono mai occupate di PAS.&amp;nbsp; L’unica cosa in comune tra tutte le persone che manifestano un civile criticismo verso una lunghissima serie di insopportabili colate di fango è l’indignazione da esse causata. Insomma, a sparare sul mucchio prima o poi il mucchio reagisce. Il mucchio lo hai creato proprio tu.       &lt;br /&gt;
Proprio in privato (ma tu guarda la combinazione) ho voluto chiarire che il mio nome è stato indebitamente usato per ventilare un appoggio che io non avevo mai concesso.       &lt;br /&gt;
Non mi pare che sia servito nemmeno questo tentativo.       &lt;br /&gt;
Così com’è stato censurato un mio commento in cui chiedevo esplicitamente la rimozione di un commento indebitamente estrapolato da un profilo privato e caricato di un significato che non ha.       &lt;br /&gt;
E me ne sbatto se l’amico avesse la privacy aperta: non sono tenuta ad informarmi sulle impostazioni altrui. Sei tu che sei tenuta a rispettare le mie impostazioni personali.       &lt;br /&gt;
E sono stata censurata molte e molte volte, prima ancora che sapessero chi ero, proprio dalle reginette dell’anticensura. Non sempre è stato perché avessi fatto nomi. Oh no, ricordo di avere anche fatto notare loro la brutta abitudine di&amp;nbsp; generalizzare le loro condanne verso la violenza maschile.       &lt;br /&gt;
Una volta proprio in difesa di un mio ex amico, padre separato, che difendevo e che oggi è finito nel clan dei mascolinisti perché è assai facile distorcere le idee di chi patisce un disagio, manipolare e arruolare alla guerra un disperato.       &lt;br /&gt;
E pensare che oggi mi trovo accusata, a dispetto delle moltissime parole spese proprio contro le generalizzazioni sulla pagina pubblica che gestisco.       &lt;br /&gt;
E che non mi venga a dare lezioni di legalità chi adatta il significato delle leggi a proprio comodo.       &lt;br /&gt;
Sono dovuta riemergere dal silenzio in cui sono stata per mesi, lontana dalla rete, lontana da Facebook, per negare l’autorizzazione all’utilizzo del mio nome, che mi pare abbia proprio preso il volo in barba a tutta la mia pretesa di non voler essere protagonista e superstar di niente che riguardi il contrasto alla violenza sulle donne.       &lt;br /&gt;
Non esistono vendicatori. Non esistono carbonerie. Esisteva un gruppo al quale proprio io avevo invitato a partecipare chi oggi mi offende e persone a lei legate.       &lt;br /&gt;
Sì, perché chi oggi continua a distorcermi, prima mi rimproverava di essere troppo concentrata su cose stupide e così mi sono concentrata sull’obiettivo che lei indicava. Quando l’ho fatto non andava comunque bene. Poi lei ha cambiato obbiettivo. &lt;i&gt;Too many stars and not enough sky&lt;/i&gt;. Non ci possono essere due primedonne sullo stesso palcoscenico.       &lt;br /&gt;
Ma io non lo sono. Primadonna non sono, non ambisco a citazioni. Sono stata intervistata con le iniziali con cui mi firmavo sulla pagina e in un caso non ho neppure risposto alla richiesta d’intervista.       &lt;br /&gt;
Io non cerco pubblicità personale, IO.       &lt;br /&gt;
Il mio nome lo usavo per l’attivismo civico su altre questioni e neppure sapete quanta insistenza e quanti tentativi di tirarmi fuori. Ma quelli erano fatti miei e nulla che incrociasse questa questione.       &lt;br /&gt;
E nulla che mi preparasse la strada ad un palcoscenico di cui non m’è fregato in passato, figurati alla mia età e con lo stile di vita ritirato che ho!       &lt;br /&gt;
Mi ritengo una pedina che s’è presa pure l’accusa di essere una capabranco (sempre termini colanti disprezzo, ovviamente) perché mi sono arresa agli attacchi e mi sono arroccata come la torre, a difendere il re. Ho fatto la capra espiatoria.       &lt;br /&gt;
Da qua ad essere capabranco ce ne passa. Non metto il becco in questioni in cui non mi ritengo ferrata e non sono nemmeno una che si prende addosso progetti che non potrebbe portare avanti. Per la mia natura, tendo molto a delegare. Se attiro l’attenzione è solo per i miei toni assertivi. Ma sono solo toni assertivi.       &lt;br /&gt;
Se ci fossero stati intenti misteriosi e sovversivi, non avrei scientemente fatto determinati inviti e non si sarebbe verificata poi la delirante fuga di non-notizie che ha determinato una reazione isterica di protezione verso un collettivo che non ho mai nemmeno pensato di spaccare, semmai di coinvolgere tutto intero in un progetto comune.&amp;nbsp; Lo attestano delle mie email ancora esistenti. Lo attestano viaggi e chiacchierate in privato con esponenti del movimento.       &lt;br /&gt;
Proprio non avevo idea che non ci fosse alcuna intenzione di unire le forze. Proprio non avevo idea che invece si volessero spaccare queste forze e per motivi di protagonismo personale.       &lt;br /&gt;
Se poi si sono anche spaccati collettivi, la colpa non è certo mia, che ho coltivato serpi in seno.       &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ho favorito la diffusione di certi blog. Li ho appoggiati anche quando già mi attaccavano meschinamente, addirittura appigliandosi a miei status privati da loro liberamente interpretati in una specie di delirio di riferimento.&lt;/b&gt; &lt;b&gt;Se oggi queste persone godono di particolare visibilità proprio nell’accusarmi di cose inesistenti, paradossalmente è persino merito (o colpa) mio.        &lt;/b&gt;E non ho ricevuto scuse da chi s’è fatto manipolare e ricattare, da chi è stato messo in guardia da me solo perché si temeva un sorpasso che io non ho mai avuto intenzione di fare.       &lt;br /&gt;
E se due mie amiche sono state esposte alla gogna perché offese, turbate e da questa gogna sono uscite così ferite e frustrate di non poter avere giustizia e per questo sono giustamente arrabbiate, ne hanno il diritto.       &lt;br /&gt;
Questo non è cyberstalking. È un atto di prepotenza, di abuso di potere dal quale non ci si è potute difendere.       &lt;br /&gt;
Che razza di attivismo sarebbe questo?       &lt;br /&gt;
Sono per caso finiti gli argomenti di cui parlare? Non c’è altro da fare nella vita che sputare veleno ogni sacrosanto giorno, anche tre volte al giorno, su chi fa il proprio lavoro e deve continuamente vedere le proprie frasi rubate, estrapolate, distorte ed usate per contro di lui/lei?       &lt;br /&gt;
In generale, ogni accusa mossa contro la sottoscritta o altre persone&amp;nbsp; risuona come l’attribuzione altrui di difetti propri. O come l’attribuzione altrui di pecche commesse da altri.       &lt;br /&gt;
Il costante capovolgimento della realtà dove il diffamato è accusato di essere diffamatore, il perseguitato è accusato di essere il persecutore.       &lt;br /&gt;
Non voglio nemmeno parlare di a che punto è arrivato l’affronto di privare di solidarietà le vittime e di solidarizzare con gli aggressori. E già, se io avessi appoggiato una misconosciuta portavoce UDC avrei appoggiato fascismi. Tanto valeva appoggiare direttamente i fascisti, quindi!       &lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/&quot;&gt;Il Ricciocorno&lt;/a&gt;, oggi, è stata dileggiata per avere ammesso la propria commozione verso la &lt;a href=&quot;http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/05/12/il-canto-dellusignolo/&quot;&gt;storia di un bambino ucciso dal padre&lt;/a&gt;.       &lt;br /&gt;
Dileggiata. Questa cos’è se non esasperata vendicatività verso chi ha espresso critiche ponderate, articolate, ben costruite e scritte, sui contenuti senza mai andare sul personale?       &lt;br /&gt;
Perché ci si sente autorizzate a replicare con incredibile livore, con incontenibile allusivo disprezzo, con paragoni intenzionati a deprezzare la persona che ha “osato” dissentire, argomentare con serenità e distacco emotivo? Forse è proprio quello che fa saltare i nervi: il distacco emotivo di cui non si è capaci.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
Forse non si è capaci di scrivere alcunché da cui non trapeli una crisi di nervi, un attacco d’ira contenuto a stento, l’intenzione di togliere credito a chi avanza critiche e viene visto come un ostacolo sulla via del successo, del lustro personale.       &lt;br /&gt;
L’ironia è difficile. Il sarcasmo è una strada facile. L’astio ancora più facile per chi tradisce una lesa maestà.       &lt;br /&gt;
Ma se si è scelta una strada controversa, impervia e pure irta di trappole, non sarà facendo sacrifici umani che si ingrazierà la sorte.       &lt;br /&gt;
E certamente non si potrà contare sul sacrificio altrui per distribuire gratificazioni (userei un termine più volgare ma l’imitazione è la più sincera forma di ammirazione e non sono neppure una scimmia) alle associazioni di padri separati o mascolinisti vari.       &lt;br /&gt;
In poche parole: &lt;b&gt;se scrivi stronzate che mettono a rischio una discussione molto più ampia e condisci queste stronzate di attacchi personali, come pretendi che non ti venga neppure mossa un’obiezione?        &lt;/b&gt;E non c’è partito preso. Ognuno monda il grano dalla crusca con i propri strumenti.       &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho molte molte altre cose da dire ma sono sicura che non mi verrà fatta mancare l’occasione di dovermi difendere, di dover rivendicare la verità (sì, perché &lt;b&gt;se tu mi racconti, solo io sono detentrice della mia verità. Se tu racconti cose che non sai e che io vivo, solo io posso averne la versione reale&lt;/b&gt;).       &lt;br /&gt;
Ho molte accuse da rispedire al mittente, come le accuse di disumanità, come le accuse di censura, ma non mi piace scrivere lenzuolate illeggibili. Non mi pare questo l’esercizio giusto per fare pratica letteraria, per cui rimando a data da destinarsi.       &lt;br /&gt;
E con questo abbiamo dato del materiale per il cenacolo dei vittimisti anti-femministi che insultano, augurano la morte e diffondono dati personali (chiedendone persino la verifica) perché della violenza sulle donne non si deve parlare. Loro sì che sono libertari. Loro sì che non rappresentano fascismi. Loro sì che ammettono di essere imperfetti (da che pulpito, poi). Loro, chiamati in causa a parlare di padri separati teorici, anche quando sono solo dei ventenni imbevuti di fanatismo.       &lt;br /&gt;
Se vogliamo scendere, poi, a nuove sacche sotterranee d’infantilismo, a me non frega veramente niente di essere amata da tutti, né di sbandierare in giro innamoratissimi compagni.       &lt;br /&gt;
Anzi, io queste cose le percepisco come compensazioni, come disvelamenti di profonde insicurezze e complessi. Chi sa di essere amato o ha un’autostima formata, non snocciola curricula, stellette, medaglie, spalle di fidanzati e attestati vari.       &lt;br /&gt;
Non ho più dodici anni da un bel pezzo.       &lt;br /&gt;
Mi dispiace molto di dovere usare questo blog per scopi personali. In fondo, in realtà, nessuno lo sa ma questo blog non doveva neppure esistere. Nessuno sa cosa ho dovuto fare per mantenere in vita una pagina che della gentaglia infame e violenta cercava in ogni modo di chiudere.       &lt;br /&gt;
E non mi venisse ad accusare di censura chi ha difeso le persone che volevano negarmi l’esistenza.       &lt;br /&gt;
Lo so che non sono le sole persone a desiderare la mia sparizione dalla rete.       &lt;br /&gt;
Me ne frega una cippa: ai vostri palcoscenici ci arrivate senza usare il mio cadavere. Finché sono viva, se volete parlare male di me per farvi belli voi ve la dovrete vedere con me.       &lt;br /&gt;
Dell’utilizzo improprio di questo mezzo mi vergogno sinceramente. Anche per questo motivo non ho voluto replicare ufficialmente fino ad oggi.       &lt;/blockquote&gt;
</description><link>http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2013/05/autodeterminazione-senso-unico-i.html</link><author>noreply@blogger.com (No alla violenza sulle donne)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4224138841582230010.post-7243647245714155330</guid><pubDate>Tue, 12 Mar 2013 16:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-06-04T16:01:57.961+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Repubblica Ceca</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">testimonianze dirette</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Video</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">violenza di genere</category><title>Hai mai visto un uomo che picchia una donna in pubblico?</title><description>Sono reduce della visione di questo video shockante, che consiglio solo alle persone in che si reputano in grado di reggere alla scena.   &lt;br /&gt;
Si vede un uomo camminare avanti e indietro in una delle zone di riposo dei centri commerciali, poi fermarsi accanto ad una donna seduta su di una panchina, dirle qualcosa e subito partire in un assalto a schiaffi, calci, trascinamento per i capelli, colpi contro la testa. Poi una pausa, poi l’assalto ricomincia e la donna perde sangue dal naso o dalla bocca e sembra passiva, rassegnata.    &lt;br /&gt;
Tutto avviene nella più totale indifferenza dei passanti, sotto una telecamera di sicurezza.    &lt;br /&gt;
La didascalia riporta che il fatto è avvenuto in un centro commerciale di Jesenik, nella Repubblica Ceca. I motivi dell’assalto sono sconosciuti e l’aggressore è stato arrestato ed ora va incontro ad una condanna fino a 10 anni di prigione.&amp;nbsp; Il portavoce della polizia è rimasto inorridito dal grande numero di passanti che hanno assistito all’attacco ma non hanno chiamato la polizia (che invece è stata chiamata dagli addetti alle telecamere a circuito chiuso.    &lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Uno spunto per riflettere sulla normalizzazione della violenza sulle donne, sull’atavica convinzione che essa sia un diritto maschile ed un fatto privato in cui non ficcare il naso.    &lt;br /&gt;
Uno spunto&amp;nbsp;per riflettere su come sia la condizione della donna laddove la disparità è ancora maggiore e su quale fosse la condizione della donna quando essa veniva considerata una subordinata all’autorità maschile.    &lt;br /&gt;
Un’altra riflessione da fare è: è poi stata assistita questa donna? Non solo medicalmente ma anche psicologicamente, economicamente? Oppure con l’arresto del suo aguzzino ha perso anche una fonte di sostentamento economico? È stata fornita a questa donna un’alternativa di vita o almeno di sopravvivenza, nel caso fosse una donna ridotta alla schiavitù da una condizione di miseria e di solitudine estrema?    &lt;br /&gt;
Ovviamente, per i dummies e per gli emulatori: DO NOT TRY THIS AT HOME.    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo il link diretto al video:    &lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://video.leggo.it/index.jsp?videoId=5075&amp;amp;sectionId=10&amp;amp;t=uomo-picchia-una-donna-al-centro-commerciale-la-gente-non-interviene&quot; title=&quot;http://video.leggo.it/index.jsp?videoId=5075&amp;amp;sectionId=10&amp;amp;t=uomo-picchia-una-donna-al-centro-commerciale-la-gente-non-interviene&quot;&gt;http://video.leggo.it/index.jsp?videoId=5075&amp;amp;sectionId=10&amp;amp;t=uomo-picchia-una-donna-al-centro-commerciale-la-gente-non-interviene&lt;/a&gt;</description><link>http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2013/03/hai-mai-visto-un-uomo-che-picchia-una.html</link><author>noreply@blogger.com (No alla violenza sulle donne)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4224138841582230010.post-7525663928621277649</guid><pubDate>Fri, 08 Mar 2013 20:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-06-04T16:02:52.263+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Facebook</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">prostituzione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sessismo</category><title>Felice 8 Marzo a tutte. Una raccolta di auguri da Facebook</title><description>Quello che segue è un rapido collage di una parte dei commenti a corredo dell’intervista ad una presunta prostituta autonoma. Intervista che un importante quotidiano ha tenuto in caldo due giorni in attesa dell’agognato 8 Marzo.   &lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhEQvmJGATjbOHl1MJz5luHcc-FhyphenhyphenmvH7NjWET6o9GbTmIkgxvQxHTdVZd3-LPJ6orQPtIZQrZ2DqF_MH_NpEbIR55KrRXB4VCj0ECXrFcNYmOq8BKvsoAoqcelahYCXY-OBP0YhRAmxJc/s1600-h/insulti%252520prostituta%2525201%25255B7%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;insulti prostituta 1&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;798&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjMNovF9busAVuv6NKljX1C4N6sJ5IqmTvY-Xse3H5ccqDTQCrILwPKr2c1iatOvfzYwvE6OOTE0ygoT7cF4QIkfnA9qeu51IWgATlM5IWN4gKsNyugr0rA1QKejNeQkIQjYTxrNXKQURQ/?imgmax=800&quot; style=&quot;background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; border-right: 0px; border-top: 0px; display: inline; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;&quot; title=&quot;insulti prostituta 1&quot; width=&quot;617&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Ohibò, e prima si chiamavano “battone”, “mignotte”, “puttane”, “troie”, “zoccole”, com’è quest’improvvisa voglia di nobilitarle con il termine di “escort” o quel termine inglese, aspetta…com’era? Ah, si…”sex workers”. E chiamatele come meritano, no?    &lt;br /&gt;Poi stavano nell’ombra, si aggiravano furtive, mascherate, per non diffondere il contagio della loro putrida moralità.     &lt;br /&gt;Oggi le intervistano giornaliste senza vergogna, ché intervistare una prostituta dev’essere motivo di vergogna.     &lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Invece volersi prendere i soldi di donne guardate con tanto disprezzo da millenni, è lecito, pulito, fa bene all’ambiente, rende tutti più contenti, soprattutto i papponi.    &lt;br /&gt;Sì, perché questi qui scrivono che le donne sono o vorrebbero essere tutte puttane ma non scrivono che essi stessi vorrebbero essere tutti papponi e mangiare sul lavoro delle prostitute, usandole due volte attraverso una funzione sterilizzata chiamata “fisco”.    &lt;br /&gt;Non per niente lo sfruttamento della prostituzione è diventato un investimento anche per i maschi nostrani, alcuni dei quali reclutano le ragazze sui siti per finte mogliettine dell’est e poi le affittano agli amici ed agli amici degli amici.    &lt;br /&gt;Classificatele col marchio dell’infamia! Magari cucite pure loro uno stemmino di riconoscimento, magari a forma di figa, così capiamo subito con chi abbiamo a che fare e non diamo loro modo di infiltrarsi tra “le donne perbene”.    &lt;br /&gt;In fondo non sono che rifiuti della società, spazzatura morale, sfruttatrici dei “bisogni” maschili (manco avessero trovato modo di fare soldi dagli escrementi virili), insulto a tutte le donne ammodino, quelle che si alzano al mattino e si fanno “un mazzo tanto”, quelle che rientrano negli accordi biblici minimi per evitare pubbliche sassaiole (almeno fino al prossimo femmicidio e relativa sassaiola mediatica che non risparmia nemmeno quelle che si sono fatte il culo per mantenere un marito ubriacone, sfaticato e violento).    &lt;br /&gt;Chi fa sarcasmo dandole della “missionaria”, chi finisce sul solito antiberlusconismo, chi avverte un “sano” prurito alle mani, considerando addirittura benefico il diritto di schiaffeggiare una prostituta.    &lt;br /&gt;E i commenti sono espressi da uomini e da donne, quindi, come vedete, la distribuzione del maschilismo è paritaria.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj4_T_CglwlOdA60QB6h-RMpRgRHQu72vU7mNMhWjJVgCXG2jaQmVqWoaCoyVbSSgs-ZgXeuK2gsUhYtfSLYhskdbc-GCxvPcjoCxnmrybKv-kFXiBooMFQD9QW8Kr1NIcILpqEVTVyITY/s1600-h/insulti%252520prostituta%2525202%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;insulti prostituta 2&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;468&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhWGhsyT2DxdL5hKHYIXTZrhKXpArk8XAg_Ya2GUMrapjIxxGiTWMYU8uvbgKnjaidmjYRHiwC1GYodwzg-ESd2fJnM1iE7r1cr5Wdt4j7R447C_0vBR2wDuSx1aymyXPJ1_RULujvNsnQ/?imgmax=800&quot; style=&quot;background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; border-right: 0px; border-top: 0px; display: inline; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;&quot; title=&quot;insulti prostituta 2&quot; width=&quot;617&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;E volevamo lasciarci sfuggire l’occasione per lanciarci in un’accusa verso tante altre donne, visto che oggi è l’8 Marzo? Nooo! E quindi ecco il salto sul carro di tutti quelli che continuano ad avere sassolini da togliersi. C’è il signore che ripete di nuovo la retorica della divorziata infame (ormai si sono estinte tutte le altre divorziate. Pare sia rimasto solo questo modello, tra l’altro introvabile perché io lo cerco da tempo e invece continuo ad avere semplicemente un’altra versione dei fatti).    &lt;br /&gt;C’è quello che invoca l’elargizione gratuita di organo sessuale femminile e c’è chi non riesce proprio a non scrivere che tanto in fondo le donne sono tutte zoccole.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhREYT2dqyAhn-_tGyb7I0o1PY2UpwyOrq6C_J_9XRLWVtjJIji1rWMQWccPpb4YAMS-ViZPevKZByAkYdI-Is5eQX9F52j6QuUIsv0b4U3UbaXXl7NyW6-2hlvBGoTjLjPG9Ivq2hQFmc/s1600-h/insulti%252520prostituta%2525203%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;insulti prostituta 3&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;438&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjlaSoiXbAp7cftCxPjF5O7bZUCUePzMtIEVkNXZJE0-EOzGcxyxU1unMKPhnH7zBRe_3XG7DpC0qFcnJYEK-SgmBc9PwCD184BcSh8mqsWWJpBPc1oV9c0gvjfy5Sl7F-qGGzejZXMvo4/?imgmax=800&quot; style=&quot;background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; border-right: 0px; border-top: 0px; display: inline; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;&quot; title=&quot;insulti prostituta 3&quot; width=&quot;614&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Poi c’è chi si lamenta perché vorrebbe le tasse del meretricio delle “furbacchione” che, invece di svegliarsi la mattina e sgobbare, folleggiano e si arricchiscono, evidentemente divertendosi perché anche altri pensatori la buttano lì: noi donne in fondo vorremmo tutte fare la vita della prostituta. Siamo ipocrite, signore, ammettiamolo.    &lt;br /&gt;In alternativa la facciamo consigliere o ministro (segno, questo, che la sistemazione in politica delle amiche dell’ex premier ha comunque causato una macchia nella lotta per i diritti delle donne).    &lt;br /&gt;E non sono donne da festeggiare queste, ribadiamolo. Almeno non questo tipo di feste qui. Una bella sagra paesana con lapidazione della prostituta (no, scusate, della puttanona invereconda) sarebbe un’assai migliore occasione di festa.    &lt;br /&gt;Qui e lì emerge che non a tutti è chiaro che la prostituzione in Italia non è un reato.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhc4dO3xs3pE7NbnOki_rdijmAIVl8t_YyhS5CNPoOQmul9Lcj8Z4Tb04qGQlOouoomjsQz_XEyIQqAGnSPwcRo_IOBZNpbKfSz01VrstsadMVxb7kyPyL4-zHPi68IRdSL7hH33_ciVOs/s1600-h/insulti%252520prostituta%2525204%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;insulti prostituta 4&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;484&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEin3IGQJXalDMMNvpAYcgQt4OFGCcfds0VTrLhFbTsJmjw6fvXYzZLmR5bamlnzdZUknDJVUukbZIXmgdMaDN91qd98ZX0MOz7cdZH3dlrCcnbXgF0igIVcDWzOUl9FsvO6mbJPpKAy4C4/?imgmax=800&quot; style=&quot;background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; border-right: 0px; border-top: 0px; display: inline; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;&quot; title=&quot;insulti prostituta 4&quot; width=&quot;598&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Poi c’è chi invoca la registrazione delle prostitute, affinché vengano “controllate”, magari marchiate a vita. Magari un bel codice a barre tatuato, no? Che ne dite?    &lt;br /&gt;Poi c’è quello che pensa che un rapporto sessuale etero ed equilibrato sia quello tra uomo e prostituta e se non la pensi come lui allora sei evidentemente una lesbica perché quale donna non adora, non desidera essere pagata per fare sesso con 20, 30 uomini al giorno che non hai scelto tu?     &lt;br /&gt;Ergo, se sei una donna sei una puttana seriale, in alternativa sei una lesbica (con relativo marchio d’infamia).    &lt;br /&gt;E questi signori non si ritengono neppure maschilisti. Allora cos’è un maschilista? Perché non ci sono concetti ancora più violenti di questi espressi in molti di questi commenti. Questi sono uomini che pensano che gli assassini di donne siano mostri come quelli che vivevano sotto i nostri letti da piccoli, che sbucano all’improvviso e sono composti da materia non umana.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjxtF81FpFY-xzZ6aN7CgNOC3PM-YIdYfPbnwHmFqTi9zn01TrPoYh0rwhNl3A4Te1ETShZL8I6mOJMcGicDz3dRRBw-5g8s0KCr9s9nN6xZ6Xks5QDdN4FJtsaKQXujwEDk4Z0tGaHOGQ/s1600-h/insulti%252520prostituta%2525205%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;insulti prostituta 5&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;428&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiAT8w46aTQzT0O5ZIG2k2zTUQ1MpLE0AzLP4mQM-_0BExlOuNFJzMuRK7KP7kX_r5Mdrio5MsczxWe2nhsqwnpJCDzT6OW0IilJKVlkBnnWetGUGZfBQ6TQs5IP0EiIznqvwOzjB7dEf4/?imgmax=800&quot; style=&quot;background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; border-right: 0px; border-top: 0px; display: inline; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;&quot; title=&quot;insulti prostituta 5&quot; width=&quot;617&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;Poi ancora quello lì che coglie l’occasione per scrivere quanto siano ipocrite le donne in generale, come siano materialiste, false, senza sentimenti, insomma, una continua perpetua giustificazione del modo in cui gli italiani trattano le donne, perché se ci usano, se ci picchiano, se ci stuprano, pure se ci pagano o se ci uccidono è sempre e solo colpa nostra, della nostra intrinseca perfidia. E cerchiamo pure voti! Insomma, anche le donne che si sottopongono a regolari elezioni sono delle puttane perché le puttane in Italia non mancano, semmai mancano i soldi (altro concetto altamente spirituale espresso da un commentatore maschile che si sente di certo moralmente superiore ).    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg9uNl8yVC88RkvilHD3lqBqP1f0hSraG1937ntOrIGQGsSY90z6khnzIcgSy2up2uaDOuTvqM91Dq7MO4X7G2Rla4qnjofge1UWEJssbX0Ga1FENCw-lF5D6KroaPrlnX9wQqp6cSnsAA/s1600-h/insulti%252520prostituta%2525206%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;insulti prostituta 6&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;168&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhbtzw88s1XC_6giunRk5U86EyBsVll-pprNjYa-8PJ6ZH8QtaIKfLm6eoyxGgNZ4695-FHV9lgw93wBUfsecvwynxehyphenhyphenQ0ZfNlEy4vtkPLQGDkt1lF9vrcQOWOplDeJHRyoSfnRCG-e68/?imgmax=800&quot; style=&quot;background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; border-right: 0px; border-top: 0px; display: inline; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;&quot; title=&quot;insulti prostituta 6&quot; width=&quot;611&quot; /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;E poi la prostituta in questione è brutta, è un cesso, ma chi se la scoperebbe mai, per carità! Sono le giovani e carine che vanno a ruba, no? Come sono sempre e solo giovani e carine le donne stuprate. Le donne brutte andrebbero estinte o dovrebbero finire a rimpinguare le fila delle suore, meglio se di clausura.    &lt;br /&gt;Tutto questo continua ad accadere sempre nel mondo parallelo che si proietta nella mente della massa con il principio ottico del capovolgimento dell’immagine nei prototipi di macchina fotografica.    &lt;br /&gt;Dulcis in fundo, il signore che ci manda a fare l’uncinetto e sono arciconvinta che neppure lui si ritiene maschilista.    &lt;br /&gt;Questa è la realtà del pensiero dominante tra uomini e donne comuni.    &lt;br /&gt;E voi che pensavate che non ci fosse più bisogno di lottare!    &lt;br /&gt;Felice 8 Marzo a tutte le donne, un po’ di più alle prostitute, pure quelle che guadagnano bene e soprattutto a quelle che si intascano tutta la cifra.    &lt;br /&gt;Niente auguri, invece, a tutte le complici attive della perpetuazione del maschilismo e della sua cristallizzazione del ruolo femminile di schiava a servizio senza personalità.&amp;nbsp; Voi degli auguri non avete bisogno perché il mondo vi piace così.</description><link>http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2013/03/felice-8-marzo-tutte-una-raccolta-di.html</link><author>noreply@blogger.com (No alla violenza sulle donne)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjMNovF9busAVuv6NKljX1C4N6sJ5IqmTvY-Xse3H5ccqDTQCrILwPKr2c1iatOvfzYwvE6OOTE0ygoT7cF4QIkfnA9qeu51IWgATlM5IWN4gKsNyugr0rA1QKejNeQkIQjYTxrNXKQURQ/s72-c?imgmax=800" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4224138841582230010.post-8011165376708328612</guid><pubDate>Fri, 29 Jun 2012 16:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-06-04T16:15:34.361+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cyberbulling</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Facebook</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Padri separati</category><title>Vacca, spero ti stupri un branko! Ovvero, lo stupro mediatico di branco.</title><description>&lt;span style=&quot;font-family: maiandra gd;&quot;&gt;Solita pagina, solita storia. Un po&#39; peggio del solito.   &lt;br /&gt;Un&#39;utente che gira con il profilo caricatura del falso profilo Lorella Tollastro, di cui abbiamo già parlato &lt;a href=&quot;http://noviolenzasulledonne.blogspot.it/2012/02/la-costante-diffamazione-maschilista.html&quot;&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://noviolenzasulledonne.blogspot.it/2012/02/il-maschilismo-insulta-gli-uomini.html&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;, copincolla un post dalla nostra pagina, con relativo commento della sottoscritta.    &lt;br /&gt;Quindi, non diciamoci stupidate, i commenti sono rivolti alla sottoscritta e l&#39;amministratore    &lt;br /&gt;pone pure l&#39;attenzione sulla firma vh. Vuole proprio che i commentatori (alcuni dei quali a me noti per far parte del solito gruppo) si scatenino contro la sottoscritta.    &lt;br /&gt;Che avrò fatto di tanto tremendo?    &lt;br /&gt;Ho osato scrivere che un vero padre mette gli interessi dei figli al primo posto, la vita dei figli al primo posto, non pretende di mettere la propria davanti a quella dei figli invocando per loro la diagnosi di una malattia psichiatrica inesistente, condannata dall&#39;ambiente scientifico internazionale, dall&#39;ONU e persino dal nostro governo.    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;img alt=&quot;image&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;608&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiCnTPv6wKIVoSsTodyQndHG4Y3H3rvEjKd817GTKTk3hqXuFHYsgijv2RXvoWpqIKiru5PeOsuxdP4yK-MwTXyyewrM6zTS9bgedpuK-Uiq65ggZMER3Zn9cwkT9aY10RXklZ62xVaIsI/?imgmax=800&quot; style=&quot;background-image: none; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-top-width: 0px; display: inline; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;&quot; title=&quot;image&quot; width=&quot;416&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: maiandra gd;&quot;&gt;    &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: maiandra gd;&quot;&gt;Non c&#39;è scritto che un vero padre debba essere lo schiavo della ex moglie, da nessuna parte,      &lt;br /&gt;ma questi sono gli effetti della diffamazione che va avanti da anni contro di noi.      &lt;br /&gt;Notare come si parli di padre-zerbino, senza nerbo, tipica espressione fascista.      &lt;br /&gt;Già, il vero padre ha nerbo e non paga il mantenimento dei figli, oppure usa una diagnosi falsa      &lt;br /&gt;di una malattia falsa per togliere ai figli il diritto di avere un&#39;opinione.&lt;/span&gt;    &lt;/span&gt;  &lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgnOfLw4smmQMEYaXofxH_zIwuNwV8Qj_H0SHAl70DSndcn0864yLUCtCFs1f0qvx3n2uH0tLAxHDYaYKc_L2UK9t9ZWdc_USSyj5QNqYuYm-T9cEFJU8rYdWHbFH_f6TRBjMkNH9UfOVE/s1600-h/image%25255B8%25255D.png&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;image&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;530&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjV9XVNomKdFeLKxXcqifCpTYej4X46GP6UEYVVOqeSi2bGyFSoXIJJqncEvpXrnxdvs2p6Hy-LSW0gscYCSgGYqXJq-BHznTUqS6uMdS6BtKIAHLQ79Uqs-s5OGMFwg_gDGzt13RmiZOw/?imgmax=800&quot; style=&quot;background-image: none; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-top-width: 0px; display: inline; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;&quot; title=&quot;image&quot; width=&quot;417&quot; /&gt;&lt;/a&gt;  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: maiandra gd;&quot;&gt;E via un crescendo di commenti allineati al pensiero del movimento dei padri separati mascolinisti, non certo ai padri separati progressisti o antisessisti, perché quelli non ragionano così.   &lt;br /&gt;Non si capisce che c&#39;entri il fare da portafogli alla madre, ma è una fissa di questi signori, evitare    &lt;br /&gt;di pagare e a questo servono i nuovi ddl sulla famiglia: a non pagare.    &lt;br /&gt;Il mantenimento diretto è ciò a cui mirano, ovvero pagare solo quello che vedono quando lo vedono e quando vogliono. Magari nei 15 giorni in cui il pupo sta con la madre e deve farsi la macchinetta per i denti, non spetta al paparino.    &lt;br /&gt;Io vedo sì la strumentalizzazione di un morto, ma per un pestaggio mediatico di chi porta una realtà diversa da quella fatta bere a chi sta cascando nella disinformazione generata da un piccolo ma potente gruppo di persone.    &lt;br /&gt;La logica che non vedo è nel contestare alla sottoscritta l&#39;eventuale comportamento di un&#39;eventuale ex moglie e nel ricamare intorno al commento arrivando a conclusioni che non consento.    &lt;br /&gt;La manipolazione è manipolazione; la PAS è una sindrome inesistente usata per difendere pedofili.    &lt;br /&gt;Le informazioni ci sono, se questa gente non sa arrivarci, non è un mio problema.    &lt;br /&gt;Io parlavo di padre non egoista e ciò non ha mai escluso l&#39;esistenza di madri egoiste.    &lt;br /&gt;Un crescendo di insulti selvaggi propri di selvaggi che si dimenticano tutte le bocciature del    &lt;br /&gt;ddl 957, della PAS, da associazioni di tutti i tipi e alle quali è stato risposto senza argomentazioni, con sole denigrazioni e diffamazioni.    &lt;/span&gt;  &lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhtcRH2PxZse6KiERf3XMJM55ZiPE9ctbKxPIz-Hwj2lQzlPic9wpJRUIIvxcdeTmG8IuyjvAG83QLoWSvxOOuA2qY9rfjnlZVi6zfTP_CJAdryDAb8bDQhWtK3rtQICySD_RKwwEhe-RA/s1600-h/image%25255B12%25255D.png&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;image&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;519&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhYnE10wwn-zp2GT6ava0EdyvJbnuCBvOyYZAIk2BPE1x7NbwgpcJJoVSl3EqpX7e-OJh0XAM5QTAsde-pSzEShx9Hmap850Gp8ygx4ZT-vfFvlbwzhz1R5ARx0-fL0bbXI5A8s1INyUjQ/?imgmax=800&quot; style=&quot;background-image: none; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-top-width: 0px; display: inline; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;&quot; title=&quot;image&quot; width=&quot;415&quot; /&gt;&lt;/a&gt;  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: maiandra gd;&quot;&gt;Ed, infine, l&#39;ultima perla.   &lt;br /&gt;Questo è uno stupro mediatico di branco. Anzi, di branko.    &lt;br /&gt;E avviene su una pagina che si chiama NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE e contiene da anni     &lt;br /&gt;quasi esclusivamente incitazioni all&#39;odio ed alla violenza verso le donne.    &lt;br /&gt;Gli amministratori le giustificano nei modi più svariati ma continuano a consentirle.    &lt;br /&gt;Anzi, ci sono commentatori fissi della pagina sui quali si può contare ciecamente se ci si aspetta    &lt;br /&gt;un commento che inciti ad uccidere una donna.    &lt;br /&gt;E stanno lì, da anni, intoccati.    &lt;br /&gt;Facebook sarà pure percepita come la terra di nessuno ma su Facebook valgono le leggi che valgono anche nella vita quotidiana.    &lt;br /&gt;Saluti.    &lt;br /&gt;vh    &lt;/span&gt;  &lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj7073eyFPUsihc1nwPJJ9HsJdOOy7tjS2_ER-Nj3C74IYLK1zchEbtzAHybDIydTIXLdr0TQpWYl1HapvsSJtJU0cejSbSNwytFwFu9QIhTAyFjnVh_sjUc2Ke2pxaPIQXM_YT6NnEdyc/s1600-h/image%25255B16%25255D.png&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;image&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;277&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgXDbHT1QTT8Y1C6gBlAE7yKwFsrI2qqD6uqIZt6sf_X50Bq3F-ynvYRb3enoPEMyhMBtG1YuLRgt7euWZvbvbs7Id_i1KsPiqwSTniIW1_gzUh9gE_AOK1YErLs070vZ5q2XKLgpg6hKU/?imgmax=800&quot; style=&quot;background-image: none; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-top-width: 0px; display: inline; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;&quot; title=&quot;image&quot; width=&quot;412&quot; /&gt;&lt;/a&gt;  </description><link>http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2012/06/vacca-spero-ti-stupri-un-branko-ovvero.html</link><author>noreply@blogger.com (No alla violenza sulle donne)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiCnTPv6wKIVoSsTodyQndHG4Y3H3rvEjKd817GTKTk3hqXuFHYsgijv2RXvoWpqIKiru5PeOsuxdP4yK-MwTXyyewrM6zTS9bgedpuK-Uiq65ggZMER3Zn9cwkT9aY10RXklZ62xVaIsI/s72-c?imgmax=800" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4224138841582230010.post-241321551904120917</guid><pubDate>Mon, 19 Mar 2012 19:32:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-06-04T16:17:39.557+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Facebook</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">mascolinisti in azione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Padri separati</category><title>Non sono io ad averti uccisa ma tu a cadermi sul coltello!</title><description>&lt;span style=&quot;font-family: Maiandra GD;&quot;&gt;Bisogna capire il movente dei femminicidi, eh, perché se il magistrato scopre che un uomo ha ucciso per evitare il divorzio, lo premia con una medaglia e lo manda in crociera a spese della comunità.&lt;br /&gt;Insomma, continua imperterrita la giustificazione del femminicidio sulla pagina che accampa scuse ridicole per non raccontare in giro a tutti come mai ha un titolo completamente discordante dal contenuto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEixVuGDRmkBvXB2DS56vydX928V4Ye-7SNAY6ReHgu5T0F62WsisFiVCCrPh5O3mndqOentvzYYucIdnzaYuddQO2V6UMb66pg3v1PFPBHNz2jeIKR4qFPnQJiU561mdteLH-mQ3ImB-fs/s1600-h/G1%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Maiandra GD;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;G1&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;277&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgDHxp7Npl7Z-d_JZUyNKQEYzhZuzrddBRNtBRHH5G4C6yN0YiuOJSP_CdwxexiKqf4SVsddSeIjJn7UUGGNoiwYgZgYKoWNEBR0HgP_WKPdZASY_1NKw0ML1tXXymzw-0F7797Rb1Xg2U/?imgmax=800&quot; style=&quot;background-image: none; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-top-width: 0px; display: inline; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;&quot; title=&quot;G1&quot; width=&quot;415&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Maiandra GD;&quot;&gt;Quindi le sentenze di divorzio sono femministe.&lt;br /&gt;L’alternativa al divorzio è tornare al potere di ripudiare una moglie o di farle saltare la testa, con l’approvazione del santo protettore dei misogini: Enrico VIII.&lt;br /&gt;Ma le reazioni non si sono fatte attendere ed a tenere testa ad incauti commentatori c’era la nuova superstar, alter ego di chissà chi: Gaetano Zucca.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiAZbqCVkmFSWjzD9D2cx4A_nrgVSZTZourQcp-gjuhYfvYy3wpwUmZpxPKx5pd2m3N5MQd03Lbf8z5ISahr9-ABsCJjU8-Xd53VYS_3Jwbq1f5F6LDq837x86fAy1a985SKNH8tCRY3To/s1600-h/g2%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Maiandra GD;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;g2&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;218&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiDfkEid_Xwv1tVK6MbIfPB8iFse6P75fiuZUAoRHKUosU-p7_A8x1M7D8jbfUeB_sznK5WeAw1rvbZhr193p2Rq5MduIR7MHbMwxVjvp7wHH1tifZ1jLTCAhRbhHtc3RxbEB-Zijkjzik/?imgmax=800&quot; style=&quot;background-image: none; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-top-width: 0px; display: inline; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;&quot; title=&quot;g2&quot; width=&quot;413&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiYAizIkwVDZlusdAkW9Qn2DqkVqVwi8oaCzaEaeh1N87vY6EAMiimAV6hfGlZKNayXfTBp29gnNIPk3lL-OJbWMmSuQB5_MxDkPsGZ7Sj-TsFlHb9zorm102x7bPM6jE7Qhyphenhyphen3tWHPPqD0/s1600-h/g3%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Maiandra GD;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;g3&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;427&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiJbkp-SAOSPntneJHTDtYk1O3ihBGqG9Y_xWZcDoi3Gt9hHN6LM-EA8HZFCZSALE_Zuq8gy01Ftw57bBOoFJcptZcDeOZx_WthXL06Z9f3SN9Ts9tuOOe1gYLiC3DJPVDp-CDIsqTud5k/?imgmax=800&quot; style=&quot;background-image: none; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-top-width: 0px; display: inline; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;&quot; title=&quot;g3&quot; width=&quot;415&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Maiandra GD;&quot;&gt;Le mogli, quella categoria di esose, vogliono tutte gli assegni a tre zeri e gli uomini hanno iniziato a “giocare d’anticipo”: appena una fa “caro, ho bisogno di un periodo di riflessione”, zac! cala la scure e la testa di un’altra Anna Bolena rotola a terra, nel plauso generale dei giustificazionisti del femminicidio.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEifK_vT3kTtbTb9X_9vW_Gm7kXQ8d5its0gRyQyBVOmQiRqtagOgBVscIxQXrYR0HH1pqI8jN_oDyk9K3Ut-_iTvdjtjsvG4qYPFf0tAHEzF-XWJ0VRLQ_WAf1tSKXAd-o3TdJLhnV25gk/s1600-h/g4%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Maiandra GD;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;g4&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;100&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgnvA2cw26IVcM5hvh9sG6Lyqm8to0nT6IPz80fxL3xxvjDknra-j16eS2w-izX9ShPqbw0GO3C90T6MJUbEhj7TIvufeuEapMeOiwxLouQcDPiCYTmrb3_Yp2FHktvNEc9M5nBYy2a7n8/?imgmax=800&quot; style=&quot;background-image: none; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-top-width: 0px; display: inline; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;&quot; title=&quot;g4&quot; width=&quot;417&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiDN09Bu_UU-9JLwE1n8CYHWddyRWRwP9FfysYed0tjeOkA0ZiPhIV9a1UIUqzByowUomA61pxBya4LCuKEsHJ6bkI10sFw1e8SGITH2MK8u3GFUDyQJhL3rpU1FlNOjP2qXvhLk582Fc0/s1600-h/g5%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Maiandra GD;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;g5&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;204&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiDhd9Kb6C8nUoD5AJqXVVmmOO9yRm-Bxtrxs3x3OkDBbBUl3JKt-f7vmndcFDe1RrUwWjvQj4LvyA7Xvz7FP0rUDytc2n3RaqXWy53MuKHiWzb_hvTMoZ9n8FVg7ojOUARt5SvaEh_zfI/?imgmax=800&quot; style=&quot;background-image: none; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-top-width: 0px; display: inline; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;&quot; title=&quot;g5&quot; width=&quot;416&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Maiandra GD;&quot;&gt;Oh, allora non siamo solo noi a percepire una giustificazione di un assassinio e l’istigazione alla violenza!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj5kWIKCl_EaDXia6sNg0v1-kiIo6APgjgDrfHoo4Lh3CSm4ynnGk0ZDXREA6kiWDUbkUtIpJOwFCgHkZ5jM6o07x-0tz2HthZRQzWMrbi0wzL56sL0kJem6QxdUM8jCCwF-Ns9LKOL3KQ/s1600-h/g6%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Maiandra GD;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;g6&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;174&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh90n9zJFJ7Bxn9j6RXqJEyStaVW10Eb0UgaQpjr0ZJOV6yYEskN4WBJpql4KU0Uy0fxoaFnbL-18WFWMKqyzF5XQIfG3PBLmR60c2yv1Y08J90cyFoRnfRZfWaVp8Qsvh1e-k6qLwRGro/?imgmax=800&quot; style=&quot;background-image: none; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-top-width: 0px; display: inline; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;&quot; title=&quot;g6&quot; width=&quot;416&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh-B5djoKs-t2T_UKDBoQGoZfpSEbWz9ZHtyhTqsULNUCespwuTlkbnE11Pm_2nhYD5LH2zs3tqynuLt3aOG2m1oaJ3LcM9KMt-hwxkPOlfFEdyZtI-STt0TkK6wmr-_iS79rqL6spsq5o/s1600-h/g8%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Maiandra GD;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;g8&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;217&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjcPKgR4MPUBci4VQ_HrdaV-sBdzWiL0yb9rcTDtM5okAb8CZalcJ1FQcBwU4I9H-dB5MA6jY_6SokFSoDe-7RMpm78swBIB_xabfSB-uaR4LZlC6Q2eiYinR9OuBep3mArSIt676UWl7U/?imgmax=800&quot; style=&quot;background-image: none; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-top-width: 0px; display: inline; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;&quot; title=&quot;g8&quot; width=&quot;419&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Maiandra GD;&quot;&gt;No, decisamente non siamo solo noi ad aver capito che una pagina contro la violenza sulle donne non solo non condanna la violenza ma non è neppure neutrale, anzi, è velatamente (ma spesso anche poco velatamente) schierata nell’incolpare le donne di essersi meritata la propria fine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjYXwHANty0pqBKX-BAAOJ1GbY6U7yFNhG04dOD5C6TqNX6IfZCU7eM4sknGStMuzXSQrCmvaGiNXTE-D9jVLTc6rvhkdGl50w_GyhF9Rojmc-iz3-meKVhz6D_6zDAheSe_nzDSNYOBN8/s1600-h/g9%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Maiandra GD;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;g9&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;274&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhONORTBzBOcSOiUp8RHcckXF2kvzaxuW55GxF8-uQRZ16DYrBGHfgGKoc5cY0c6ki2uqimLDfTn7vWZNtgkW6Pr03spC2txlDWuvJojO9cDZGnmTTolX07ceeC6-TphuY5_dIdJxk6mWo/?imgmax=800&quot; style=&quot;background-image: none; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-top-width: 0px; display: inline; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;&quot; title=&quot;g9&quot; width=&quot;421&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjoVMwJepoV8YdhFWJLSi71_Hw5uaCB47c4ZvQpgsNxiT_8rNyocjOb2wj61qv9jdFeVrmJs-hSeS9RFsAUo-vsRJNQUI7xrjbWvupBokqNA8iRXhB2Zn0tfK3ldz2hAXwbow9kfpYsRwg/s1600-h/g10%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Maiandra GD;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;g10&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;50&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiUfKU0DKs6dn4qTFA0hBQCvaPOJWrNjBKrYnixdvH-lpMDDT01IHeilcZWmG0uarWAJErnWNItvmqYaFX4F59uMTKebAg1avzyMrbYqZoAtRJ6S3hirUW8puI7Cxk0lMauSol68sRabUc/?imgmax=800&quot; style=&quot;background-image: none; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-top-width: 0px; display: inline; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;&quot; title=&quot;g10&quot; width=&quot;418&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Maiandra GD;&quot;&gt;Ecco, concordiamo.&lt;br /&gt;E se non fosse ancora ben chiaro come la pensano, ecco qui Gaetano Zucca insultare un uomo che con semplicità si schiera contro i violenti.&lt;br /&gt;Chi si schiera contro i violenti è un maschio pentito, quindi chi si schiera a favore dei violenti è un vero maschio?&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgurQNopYqsuJj2iyoJFkxbdwdhsw5ICXcCD8ZMeuLZ3OmKYR8zI04nZ48UPDg-XPdJT6c7CvqjIQa-kxJEnxm9H5_846w-WYrRl_j33bGlVi28MrsbSkSUSnMstvegF_TsDtBl0VS2x3E/s1600-h/g11%25255B3%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;g11&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;234&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgzU3L-Z98bK9NDvse9e8Kiy5a3qYAgLiEzJrngNv9Mo1f67Fbs5OrItJZ0rHjCy7EuOVhpwKswT35jdJVuU5Wrv0NMyTN5FupJZN3wt52l-XnQM69aP7kMNYTJg1N0i51rsEhTv8qADS0/?imgmax=800&quot; style=&quot;background-image: none; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-top-width: 0px; display: inline; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;&quot; title=&quot;g11&quot; width=&quot;549&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;</description><link>http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2012/03/non-sono-io-ad-averti-uccisa-ma-tu.html</link><author>noreply@blogger.com (No alla violenza sulle donne)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgDHxp7Npl7Z-d_JZUyNKQEYzhZuzrddBRNtBRHH5G4C6yN0YiuOJSP_CdwxexiKqf4SVsddSeIjJn7UUGGNoiwYgZgYKoWNEBR0HgP_WKPdZASY_1NKw0ML1tXXymzw-0F7797Rb1Xg2U/s72-c?imgmax=800" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4224138841582230010.post-6562185469440070423</guid><pubDate>Mon, 19 Mar 2012 18:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-03-19T20:38:34.490+01:00</atom:updated><title>Se non la dai sei una violenta! La percezione della violenza secondo alcuni.</title><description>&lt;p&gt;&lt;font face=&quot;Maiandra GD&quot;&gt;&lt;img style=&quot;display: inline; float: left&quot; align=&quot;left&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhU7muwh-qA8MWZVl_-nQd-XXtccZek4_WED42SWsqOmAOA6G6MXvKds8vtDMaabZBj57jwhCN-esLfQsUyz1uCD8iRch-D8zdHjkGuEqOnVha2_J4RdFfnOBsN7y4S64ImGrpSaSclCnE/s320/niente_sesso.jpg&quot;&gt;Molto carinamente, nella Giornata Internazionale della Donna, lo scorso 8 Marzo, l’Adnkronos ci ha consegnato un regalo per onorare 101 anni di celebrazioni delle battaglie per la parità e per la liberazione della donna dal ruolo subalterno nel quale si trova da millenni: una ricerca della Gesef sui dati della violenza femminile contro gli uomini.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;blockquote&gt; &lt;h4&gt;&lt;font face=&quot;Maiandra GD&quot;&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;/h4&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;font style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;&lt;br&gt;&lt;font face=&quot;Maiandra GD&quot;&gt;Per noi è una vignetta, per altri è una violenza.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt; &lt;h4&gt;&lt;font face=&quot;Maiandra GD&quot;&gt;Donne che odiano gli uomini: 50mila maschi maltrattati ogni anno&lt;/font&gt;&lt;/h4&gt; &lt;p&gt;&lt;font face=&quot;Maiandra GD&quot;&gt;&lt;img style=&quot;display: inline; float: left&quot; alt=&quot;Una scena di &#39;Misery non deve morire&#39; &quot; align=&quot;left&quot; src=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/M/Misery_coltello--400x300.jpg&quot; width=&quot;240&quot; height=&quot;180&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;Una scena di &#39;Misery non deve morire&#39; &lt;/font&gt;&lt;/font&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;font face=&quot;Maiandra GD&quot;&gt;ultimo aggiornamento: 08 marzo, ore 17:58&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;font face=&quot;Maiandra GD&quot;&gt;Roma, 8 mar. (Adnkronos) - Donne che odiano gli uomini. Una realtà spesso sconosciuta, quella dei maltrattamenti, psicologici, fisici e sessuali che ogni anno circa 50mila uomini italiani subiscono per mano di mogli o compagne, soprattutto in fase pre o post separazione e quando ci sono di mezzo i figli. &lt;br&gt;&lt;u&gt;A stimare all&#39;Adnkronos le cifre del fenomeno è Vincenzo Spavone, presidente dell&#39;Associazione Genitori separati dai figli (Gesef). Un dato che fa ancora più &#39;effetto&#39; in occasione della giornata della donna che si celebra oggi&lt;/u&gt;. Come risulta da un&#39;indagine condotta dall&#39;associazione, &lt;u&gt;monitorando circa 27mila uomini-padri, separati o separandi che si sono rivolti allo sportello di ascolto Gesef&lt;/u&gt;, &quot;il fenomeno della violenza sugli uomini è tutt&#39;altro che marginale&quot;, anche se &quot;gli episodi di lieve e media gravità - emerge dalla ricerca - non vengono percepiti dai soggetti come reato: pertanto non vengono mai denunciati, e solo raramente rivelati ad amici o familiari. Soprattutto perchè fra gli uomini prevale un sentimento di vergogna e umiliazione, nonché il dubbio di non essere creduti&quot;. &lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt; &lt;blockquote&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;font face=&quot;Maiandra GD&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;font face=&quot;Maiandra GD&quot;&gt;Per questo solo il 5% degli episodi di maggiore gravità viene denunciato alla autorità pubblica, in particolare nella fase di crisi della coppia o &lt;u&gt;dopo la separazione&lt;/u&gt;. &lt;u&gt;Denunce spesso ritirate per arginare la conflittualità della controparte o che finiscono nel calderone del giudizio di separazione&lt;/u&gt;. Fra gli episodi di maltrattamenti fisici riferiti dagli uomini, si va dagli spintoni e strattonamenti (subiti dal 93% degli uomini durante la convivenza e dal 34% dopo la separazione), a schiaffi, pugni e calci (subiti dal 56% durante la convivenza e dal 23% post separazione), fino al tentativo di soffocamento, ustione, avvelenamento, lesione ai genitali o investimento con l&#39;auto (subiti dal 20% degli uomini) o alle ferite con corpo contundente, coltello o forbici che hanno richiesto l&#39;intervento sanitario (15%). &lt;/font&gt;&lt;/em&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;font face=&quot;Maiandra GD&quot;&gt;Ma la violenza psicologica - secondo il presidente del Gesef - è la più &#39;pesante&#39; da sopportare per gli uomini. Una violenza che, durante la convivenza &quot;viene percepita dalla maggior parte dei soggetti - emerge dallo studio - come lesiva della dignità personale e del ruolo familiare. Mentre dopo la separazione, la violenza subita è identificata principalmente come stato di perenne tensione vendicativa/distruttiva, ovvero uno strumento per corrodere la propria relazione con i figli&quot;. E anche &lt;u&gt;&quot;il &#39;mobbing giudiziario&#39; diventa una strategia di &#39;bombardamento per procura&#39;. In questi casi, gli uomini arrivano spesso a sviluppare stati di profonda angoscia, arrivando a non aprire più la cassetta della posta o a non rispondere al campanello nel timore di vedersi recapitare ulteriori ingiunzioni&lt;/u&gt;&quot;. Fra le violenze psicologiche, al primo posto figurano &#39;le azioni o minacce di azioni finalizzate a togliere i figli&#39; riferite da ben l&#39;89% degli uomini-padri, dopo la separazione. La stessa percentuale denuncia diffamazioni, ingiurie, umiliazioni e offese; seguite (con l&#39;87%) da critiche e denigrazione sistematica sulle capacità genitoriali e l&#39;educazione dei figli. Ma non mancano episodi di stalking, sia durante la convivenza (23%) che dopo la separazione (42%), e minacce di suicidio o di far male ai figli. &lt;/font&gt;&lt;/em&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;font face=&quot;Maiandra GD&quot;&gt;E ancora: violenza sessuale, un fenomeno fra i più sconosciuti alle cronache, ma che riguarda &quot;tutti quei &lt;u&gt;processi o episodi che producono effetti devastanti sulla personalità e nell’ambito psico-fisico dell’uomo vittima, equiparabili e talora superiori a quelli dello stupro subito dalla donna&quot;,&lt;/u&gt; spiega la ricerca. Si va dal &lt;u&gt;rifiuto sistematico e prolungato del rapporto sessuale da parte della donna, riferito dal 68% degli uomini&lt;/u&gt;, ai casi in cui le donne denunciano strumentalmente di aver subito molestia o violenza o denunciano abusi sessuali sui figli (con percentuali del 33%). Infine: la violenza economica. Durante la convivenza, in oltre 1/3 dei casi si verifica una resistenza della partner lavoratrice retribuita alla condivisione delle spese per la casa e il mantenimento dei figli, che incidono perlopiù sul reddito del soggetto vittima. Percentuale che dopo la separazione aumenta al 79%. Fra gli altri comportamenti: la sottrazione di fondi bancari cointestati (denunciata nel 60% dei casi durante la convivenza) o di beni e oggetti di comune proprietà (67%), fino al ricatto economico, ovvero la possibilità di frequentare i figli in cambio di una somma più consistente di denaro per il loro mantenimento. &lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Donne-che-odiano-gli-uomini-50mila-maschi-maltrattati-ogni-anno_313065487518.html&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;font face=&quot;Maiandra GD&quot;&gt;Donne che odiano gli uomini: 50mila maschi maltrattati ogni anno - Adnkronos Cronaca&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font face=&quot;Maiandra GD&quot;&gt;Prima di tutto, complimenti alla scelta della foto a corredo dell’articolo. Si poteva scegliere la foto di un’assassina italiana presa alla cronaca nera piuttosto che un personaggio partorito dalla fantasia di uno scrittore horror. Avrebbe avuto una maggiore efficacia senza risultare caricaturale.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Come mai la scelta dell’8 Marzo per parlare di violenza femminile sugli uomini?&lt;br&gt;Sembrerebbe una scelta strategica, una piccola ritorsione verso il vittimismo di cui siamo accusate, perché che la violenza esista, non v’è dubbio . Che il primo autore di violenza sull’uomo sia l’uomo stesso, non v’è dubbio alcuno eppure non si sente la necessità di parlarne. &lt;br&gt;Si sente, invece, la necessità di parlare di violenza femminile sugli uomini generando una casistica tale da far concorrenza a decennali e puntuali statistiche internazionali sulla violenza di genere contro le donne.&lt;br&gt;Chi se la sentirebbe mai di negare la violenza femminile anche sugli uomini? Non noi. Non ci crediamo creature ultraterrene, incapaci di avere scatti d’ira o personalità disturbate.&lt;br&gt;Farei, però, notare che certe ricerche andrebbero fatte su campioni statistici casuali.&lt;br&gt;Se apro uno sportello contro la violenza sugli uomini, mi si presenteranno coloro che subiscono, hanno subito o ritengono di subire o di aver subito violenza. Posso darne le cifre ma non ricostruire una percentuale sul totale della popolazione.&lt;br&gt;Insomma, da parte di un’associazione che ha ampiamente criticato le statistiche ISTAT sulla violenza sulle donne ci aspettiamo il rigore che si predica al prossimo, quindi almeno una nota metodologica chiara con un campione scelto a caso.&lt;br&gt;Partire da un campione di 27mila uomini per ricostruire una percentuale di 50mila vittime deve prevedere un percorso visionabile.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Interessante che le denunce maschili in sede di separazione siano “spesso ritirate per arginare la conflittualità della controparte o che finiscono nel calderone del giudizio di separazione” mentre le stesse denunce fatte dalle donne diventano “mobbing giudiziario”.&lt;br&gt;La Gesef, se non erro, dovrebbe occuparsi indifferentemente di genitori separati, quindi di ex padri ed ex madri. Come mai nel loro sito si soffermano ampiamente sulle false accuse, sulle denunce considerate pretestuose e armi rivolte contro gli ex mariti se fatte dalle ex mogli ma non si contempla neppure vagamente la possibilità che anche gli uomini utilizzino l’arma della ritorsione giudiziaria?&lt;br&gt;Non è chiaro. Si tenta di dividere equamente la violenza tra uomini e donne (nonostante in Italia muoiano ogni anno circa 130 donne per mano maschile e non vi sia analogo fenomeno di pari entità per mano femminile sugli uomini), però nello stesso comunicato stampa dell’associazione (il comunicato contro la “violenza femminista”) si fa menzione di statistiche europee che collocherebbero la percentuale di violenza femminile intorno al 10%, cioè la stessa percentuale rilevata in qualsiasi altra statistica.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ma adesso arriviamo al fenomeno più trascurato della storia dell’umanità: l’analisi della “violenza sessuale femminile sugli uomini”, una espressione che già di per sé fa alzare più di un sopracciglio.&lt;br&gt;Detta violenza ”riguarda &quot;tutti quei processi o episodi che producono effetti devastanti sulla personalità e nell’ambito psico-fisico dell’uomo vittima, &lt;strong&gt;equiparabili e talora superiori a quelli dello stupro subito dalla donna&lt;/strong&gt;.” Equiparabili o addirittura superiori allo stupro subito dalla donna!&lt;br&gt;E in cosa si circostanzia la violenza sessuale della donna sull’uomo? “Si va dal &lt;strong&gt;rifiuto sistematico e prolungato del rapporto sessuale da parte della donna, riferito dal 68% degli uomini&lt;/strong&gt;[…]” quindi, &lt;strong&gt;rifiutare il coito sarebbe una violenza sessuale sull’uomo per ben il 68% degli uomini del campione intervistato!&lt;br&gt;&lt;/strong&gt;Rifiutare il sesso al proprio compagno (oppure agli uomini in generale? Perché a questo punto comincio a chiedermi se non concedersi a chiunque si proponga sia ugualmente una forma di violenza sull’uomo) è, quindi, un atto di violenza equiparabile se non addirittura superiore allo stupro subito da una donna?&lt;br&gt;Ma la violenza sessuale sarebbe, per definizione, la coercizione all’atto sessuale, non la mancata accettazione dello stesso.&lt;br&gt;Il rifiuto dell’atto sessuale dovrebbe essere un diritto per tutti, donne ed uomini, e mai alcuna statistica sulla violenza maschile aveva osato additare il rifiuto del sesso come un atto di violenza sulla donna, non che mi risulti ma se mi sbaglio mi correggerete.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Poi nel novero delle violenze sessuali ( e non giudiziarie, come ci parrebbe più logico classificarle, eventualmente) ci sarebbero le denunce strumentali di violenze sessuali e di molestie sulla prole.&amp;nbsp; Quindi notiamo una ripetizione, un continuo ritorno del concetto della “falsa accusa”, riproposta in più punti della ricerca ma ogni volta come sottospecie differente di forma di violenza sull’uomo.&lt;br&gt;Ma chi è che stabilisce quando le denunce sono strumentali e senza fondamento? Le questure riferiscono di numerosissimi casi di donne che si recano a denunciare vocalmente le violenze subite ma che spesso ritirano le querele o preferiscono non querelare anche per paura delle conseguenze, talvolta per la speranza di ricucire rapporti disastrosi.&lt;br&gt;Lo stesso dicasi per le denunce di molestie sui figli. Servono anni per accertare la veridicità di una denuncia, servono indagini e spesso serve un processo.&lt;br&gt;Il rifiuto del Pubblico Ministero di avviare la richiesta di rinvio a giudizio non è una sentenza vera e propria. Talvolta è solo la valutazione di una denuncia inconsistente o mal formulata o che potrebbe essere risolta lungo strade meno impegnative di quelle giudiziarie.&lt;br&gt;Difatti non esistono assolutamente statistiche sulle false denunce ma solo opinioni espresse su un insieme di dati sommari.&lt;br&gt;Suona come una palese incoerenza che per lo Stato italiano si sia innocenti, se accusati, fino all’ultimo grado di giudizio ma si sia già colpevoli nel caso in cui si sia donna e si presenti una denuncia contro un ex marito.&lt;br&gt;Sono bravissimi gli antifemministi a mettere le donne in un vicolo cieco:&lt;br&gt;se rifiutare il rapporto sessuale ad un compagno è una forma di violenza sessuale sullo stesso (insultando, così, le vittime di stupro ma vabbé, sono abituate, no?) e se denunciare l’abuso sessuale contro il proprio compagno che ci costringe a pratiche indesiderate è sempre violenza sull’uomo, se ne ricava che qualsiasi cosa facciamo è violenza sull’uomo.&lt;br&gt;Ma i tempi del “dovere coniugale” sono passati da molto. La volontà dell’individuo va rispettata, non può essere sorpassata da un’idea medievale di possesso del corpo del coniuge. Non lo auspichiamo in nessuna delle due direzioni.&lt;br&gt;La violenza sull’uomo esiste certamente ma confonderla con il diritto di ribellione ad un potere&amp;nbsp; unilaterale, peraltro non sostenuto da alcuna legge, è sicuramente controproducente anche per la causa maschile.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  </description><link>http://noviolenzasulledonne.blogspot.com/2012/03/se-non-la-dai-sei-una-violenta-la.html</link><author>noreply@blogger.com (No alla violenza sulle donne)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhU7muwh-qA8MWZVl_-nQd-XXtccZek4_WED42SWsqOmAOA6G6MXvKds8vtDMaabZBj57jwhCN-esLfQsUyz1uCD8iRch-D8zdHjkGuEqOnVha2_J4RdFfnOBsN7y4S64ImGrpSaSclCnE/s72-c/niente_sesso.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item></channel></rss>