<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/atom10full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" gd:etag="W/&quot;CU8CSH47fip7ImA9WxBWF0o.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2317793422791430440</id><updated>2010-02-10T07:21:09.006+03:30</updated><title>Khayyam's blog</title><subtitle type="html">Storia, cultura, geopolitica tra Oriente e Occidente</subtitle><link rel="http://schemas.google.com/g/2005#feed" type="application/atom+xml" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/feeds/posts/default" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/" /><link rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><link rel="next" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false&amp;v=2" /><author><name>roberto.bonuglia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14372901247888457985</uri><email>robertobn78@libero.it</email></author><generator version="7.00" uri="http://www.blogger.com">Blogger</generator><openSearch:totalResults>1275</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/atom+xml" href="http://feeds.feedburner.com/blogspot/tgyE" /><feedburner:info xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" uri="blogspot/tgye" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com" /><entry gd:etag="W/&quot;CUQDRnw-eip7ImA9WxBWE0s.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2317793422791430440.post-1593726586663991110</id><published>2010-02-05T04:07:00.005+03:30</published><updated>2010-02-05T13:19:37.252+03:30</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-02-05T13:19:37.252+03:30</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Haiti" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="terremoto" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Nazioni Unite" /><title>Haiti dopo la catastrofe: cancellare il debito?</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/S2vosrvvbSI/AAAAAAAABVk/0jgtQUTwZj4/s1600-h/lumina.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 167px; height: 167px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/S2vosrvvbSI/AAAAAAAABVk/0jgtQUTwZj4/s320/lumina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434693229707488546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L’esperto indipendente delle Nazioni Unite su debito estero e diritti umani, &lt;a href="http://www.asca.it/news-HAITI__ESPERTO_ONU_CHIEDE_CANCELLAZIONE_URGENTE_DEBITO_MULTILATERALE-891853-ORA-.html"&gt;Cephas Lumina&lt;/a&gt; (nella foto) ha chiesto la cancellazione immediata del debito che Haiti ha con i creditori multilaterali, e la concessione di una donazione svincolata da condizioni, piuttosto che “di nuovi prestiti, qualunque ne sia il grado di agevolazione”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lumina ha accolto con favore il recente annuncio del Club di Parigi – un gruppo informale composto da 19 nazioni creditrici – che i suoi membri cancelleranno il debito che Haiti ha verso di loro di 214 milioni di dollari. Ciò nonostante, l’esperto ha messo in guardia sul fatto che “la decisione è insufficiente ad assicurare lo sforzo di ripresa sostenibile del Paese, dato che il grosso del suo debito esterno è dovuto a creditori multilaterali”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Haiti deve circa 890 milioni di dollari ai &lt;a href="http://www.zoes.it/it/content/campagna/cancellare-debito-haiti"&gt;creditori internazionali&lt;/a&gt;. Circa il 70% del suo debito esterno totale è dovuto a creditori multilaterali, principalmente alla Banca Inter-Americana di Sviluppo (41%) e alla Banca Mondiale (27%).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Occorre un’immediata moratoria sull’impegno di debito, come l’&lt;a href="http://www.unctad.org/Templates/StartPage.asp?intItemID=2068"&gt;UNCTAD&lt;/a&gt; e altre organizzazioni hanno recentemente spiegato”, ha dichiarato Lumina, incaricato dal Consiglio dei Diritti Umani di monitorare gli effetti che debito estero e altre obbligazioni internazionali finanziarie collegate degli stati hanno sul pieno godimento di tutti i diritti umani, in particolar modo quelli economici, sociali e culturali. “Inoltre”, ha affermato, “il restante debito multilaterale di Haiti deve essere cancellato incondizionatamente come questione di estrema urgenza al fine di fornire il necessario spazio fiscale ad un Paese che si riprenda dalla devastazione del recente terremoto e si avvii verso la ricostruzione”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lumina &lt;a href="http://it.notizie.yahoo.com/19/20100204/twl-haiti-esperto-onu-chiede-cancellazio-b689c2c.html"&gt;ha attirato l’attenzione&lt;/a&gt; sulla recente approvazione da parte del Fondo Monetario Internazionale di un prestito 'altamente agevolato' e 'senza interessi' di 114 milioni di dollari ad Haiti, il cui rimborso è dovuto dopo un periodo di grazia di cinque anni e mezzo. Il prestito del FMI costituisce un potenziamento degli esistenti programmi di Haiti da 178 milioni dollari della Extended Credit Facility.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/S2vomtSeNFI/AAAAAAAABVc/raw_bQtwSUg/s1600-h/haiti.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/S2vomtSeNFI/AAAAAAAABVc/raw_bQtwSUg/s320/haiti.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434693127042380882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Cio’ di cui Haiti ha bisogno è un’urgente e incondizionata concessione di aiuti, non di nuovi prestiti - qualunque ne sia il grado di agevolazione – e di una partecipazione locale garantita nell’agenda politica nazionale. Un nuovo accumulo di debito insostenibile deve essere evitato ", ha detto Lumina , rilevando che valutazioni indipendenti indicano che ci vorranno almeno dieci anni perché il paese possa riprendersi dagli effetti del terremoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"L'estensione del programma di prestiti per Haiti, in circostanze in cui l'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fondo_Monetario_Internazionale"&gt;FMI&lt;/a&gt; riconosce l’alto rischio di forte indebitamento per il paese, e in particolare in considerazione del fatto che l'economia del paese è crollata e la sua capacità di servizio del debito è inesistente, è in contrasto con la politica del FMI  ed è profondamente inadeguata,” ha commentato l'esperto ONU. Nel luglio 2009, l'FMI dichiarò che il rischio di forte indebitamento per Haiti sarebbe rimasto alto anche dopo la cancellazione del debito e che, pertanto, occorrerebbe cautela nell’adottare politiche di nuovi prestiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non è realistico aspettarsi che in cinque anni il popolo di Haiti possa raccogliere le risorse per avviare il rimborso del debito . È anche inappropriato chiedere ad Haiti di ripagare l'assistenza ricevuta durante l'emergenza", ha detto l'esperto indipendente." Gli Haitiani negli anni dall’indipendenza a oggi, hanno già sofferto molto, a causa di repressioni, mancanza di una classe politica e di un’agenda nazionale adeguate, povertà, disastri naturali e livelli di debito insostenibili.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2317793422791430440-1593726586663991110?l=khayyamsblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/feeds/1593726586663991110/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2317793422791430440&amp;postID=1593726586663991110" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/1593726586663991110?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/1593726586663991110?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2010/02/haiti-dopo-la-catastrofe-cancellare-il.html" title="Haiti dopo la catastrofe: cancellare il debito?" /><author><name>roberto.bonuglia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14372901247888457985</uri><email>robertobn78@libero.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="16863157064875190272" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/S2vosrvvbSI/AAAAAAAABVk/0jgtQUTwZj4/s72-c/lumina.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CE8NSHw8eCp7ImA9WxBWE0s.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2317793422791430440.post-8574545883806234315</id><published>2010-02-05T04:01:00.008+03:30</published><updated>2010-02-05T13:11:39.270+03:30</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-02-05T13:11:39.270+03:30</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Haiti" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="terremoto" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Nazioni Unite" /><title>Bill Clinton arriva ad Haiti</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/S2vnOSIPIVI/AAAAAAAABVM/-ilIToziOIk/s1600-h/haiti.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 236px; height: 157px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/S2vnOSIPIVI/AAAAAAAABVM/-ilIToziOIk/s320/haiti.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434691607923204434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Incontrando la stampa a New York in occasione del suo incontro con il Consiglio di Sicurezza, il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha fatto il punto sulla difficile situazione in cui versa Haiti dopo il terremoto. "La situazione è in gran parte tranquilla. La distribuzione di cibo si fa ogni giorno più scorrevole, e attualmente abbiamo raggiunto circa un milione di persone. Banche, mercati e scuole cominciano a riaprire.&lt;br /&gt;Particolare attenzione è stata prestata sul ruolo che l'ex presidente statunitense sta svolgendo proprio in questi giorni: "L’Inviato Speciale delle Nazioni Unite ad Haiti, &lt;a href="http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2010/2_febbraio/04/haiti_bill_clinton_domani__torna_in_missione_nel_paese_caraibico,22828718.html"&gt;Bill Clinton&lt;/a&gt;, ha accettato di assumere un ruolo ancora maggiore nel coordinamento del nostro sforzo di aiuto internazionale. In particolare, egli fornirà consulenza strategica nel nostro lavoro sia per la ripresa immediata sia per la ricostruzione a lungo termine di Haiti, con enfasi particolare sulla mobilitazione del supporto e della raccolta di fondi internazionali".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono piuttosto chiare le priorità che la missione deve far sue: "Abbiamo concordato che uno dei bisogni più urgenti in questo momento sia un riparo per i terremotati. La stagione delle tempeste è ormai vicina. Per quanto importanti, le tende da sole non saranno sufficienti. Per rispondere a questa e ad altre esigenze, siamo d’accordo sulla necessità di mobilitarci con la massima urgenza per sviluppare una strategia chiara che mobiliti tutte le agenzie delle Nazioni Unite e i loro partner, compresi governi nazionali, ONG e settore privato".&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/S2vnY9ILLOI/AAAAAAAABVU/lVzM_4YikBs/s1600-h/haiti+terremoto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 244px; height: 244px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/S2vnY9ILLOI/AAAAAAAABVU/lVzM_4YikBs/s320/haiti+terremoto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434691791264361698" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente tutto ciò non può non tirare il ballo la questione dei fondi destinati e da destinare alle operazioni di soccorso: "La nostra strategia comprende l’aumento rapido dei fondi per il programma di &lt;a href="http://www.undp.org/"&gt;UNDP&lt;/a&gt; “Contanti in cambio di lavoro”. Finora, i donatori hanno impegnato 23 milioni di dollari, e abbiamo impiegato 30mila haitiani in attività di ricostruzione. Immaginate cosa si potrebbe raggiungere se avessimo una somma di denaro dieci volte superiore".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ho chiesto - ha proseguito il Segretario Generale - direttamente al Presidente Clinton di lanciare una versione rivista dell’appello finanziario  il 17 febbraio per prolungare gli aiuti umanitari per l'intero l'anno. Questo servira’ anche a preparare la prossima conferenza dei donatori che si terra’ a New York, presso le Nazioni Unite. Inutile dire che Clinton è partito in quarta. Sarà ad Haiti già venerdi".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2317793422791430440-8574545883806234315?l=khayyamsblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/feeds/8574545883806234315/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2317793422791430440&amp;postID=8574545883806234315" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/8574545883806234315?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/8574545883806234315?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2010/02/bill-clinton-arriva-ad-haiti.html" title="Bill Clinton arriva ad Haiti" /><author><name>roberto.bonuglia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14372901247888457985</uri><email>robertobn78@libero.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="16863157064875190272" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/S2vnOSIPIVI/AAAAAAAABVM/-ilIToziOIk/s72-c/haiti.gif" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEYHQXs7eCp7ImA9WxBWE0s.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2317793422791430440.post-2493867239298712027</id><published>2010-02-04T23:55:00.000+03:30</published><updated>2010-02-05T14:05:30.500+03:30</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-02-05T14:05:30.500+03:30</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="italia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="elezioni" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica italiana" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="parlamento" /><title>Alleanze e pre-alleanze: la politica italiana e l'indecisionismo</title><content type="html">&lt;span style="color: rgb(255, 204, 51);"&gt;di Vito Kahlun&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/S2vzbSJNmoI/AAAAAAAAAPM/JI4Y9PSjHc0/s1600-h/partiti.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 189px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/S2vzbSJNmoI/AAAAAAAAAPM/JI4Y9PSjHc0/s320/partiti.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434705025405131394" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nelle ultime settimane, in vista delle prossime elezioni regionali si è fatto un gran parlare di alleanze. Casini con il centrodestra in alcune regioni e con il centrosinistra in altre; &lt;a href="http://www.antoniodipietro.it/"&gt;Di Pietro&lt;/a&gt; che "alla fine" rimane alleato del &lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/producer.aspx?t=/prehome.htm"&gt;PD&lt;/a&gt;; ll PDL che sembra pronta ad un'alleanza con Storace e tutta una serie di partiti e partitini che invece decide "di regione in regione" con chi andare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per vincere le elezioni però non basta avere l’alleanza che su carta disponga della percentuale più alta, anche perché come dimostra la realtà di ogni singola elezione, sono gli indecisi a fare la differenza. Ciò nonostante i partiti politici, sempre più attenti ai sondaggi di opinione, non sembrano tener conto di questo elemento. Se infatti in una fase pre-elettorale, quando il governo (nazionale o locale) è ancora in carica ma la campagna elettorale ancora non ha avuto inizio, i sondaggi di opinione offrono un quadro chiaro di quella che è la rappresentatività di ogni singolo partito. Con l'apertura delle danze elettorali il cambiamento si inizia subito a palesare attraverso un costante aumento del numero degli indecisi. Un primo fattore che all’apparenza potrebbe incidere sull’indecisione di parte dell’elettorato è senz’altro legata al leader candidato alla presidenza. Sembrerebbe innegabile una certa influenza di questa scelta sull’elettorato. Come già affermato da eminenti sociologi o politologi si possono affermare diversi tipologie di leader e di leadership a seconda del periodo storico-politico che la società vive in quel determinato periodo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altro elemento che potenzialmente incide sulla scelta finale dell’elettore è la coalizione partitica che affianca il candidato alla Presidenza. Se è vero che molto spesso sono gli indecisi a fare la differenza, e se è vero che ogni elettore è un essere pensante, allora bisognerebbe chiedersi cosa porta quest’essere pensante a votare per uno schieramento piuttosto che per un altro. La forza del centrosinistra a livello locale non era un caso.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/S2vzG3zHReI/AAAAAAAAAO8/INlAh8Yc4aw/s1600-h/parlamento.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 181px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/S2vzG3zHReI/AAAAAAAAAO8/INlAh8Yc4aw/s320/parlamento.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434704674735736290" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come già accennato un primo elemento è la leadership del candidato/a alla Presidenza. Leadership non necessariamente carismatica, burocratica, economica o di derivazione militare purché si tratti di una leadership rispecchiante il periodo storico che la società sta vivendo. Un secondo elemento determinante nella valutazione dell’elettore “chiave” sta nella valutazione della coalizione che sostiene il leader. Nell’ambito di questa coalizione l’elettore pensante considera i partiti alleati sotto un profilo oggettivo e sotto un profilo soggettivo. Da entrambi i punti di vista egli valuterà quale siano i partiti compatibili con la coalizione, con il suo punto di vista politico e con il programma. Valutando oggettivamente la compatibilità tra le proposte e la coalizione che sostiene un candidato presidente, e soggettivamente quello che è il suo giudizio su ogni singolo partito. Il nostro amato elettore passerà poi a valutare quali siano i partiti incompatibili e dannosi per la coalizione stessa sotto entrambi i profili. Se da un punto di vista soggettivo questa incompatibilità può essere intesa come disprezzo per un certo partito e per la sua classe dirigente, da un punto di vista oggettivo questa incompatibilità può essere vissuta come incompatibilità tra i programmi (proviamo ad immaginare un’alleanza tra &lt;a href="http://www.ilpopolodellaliberta.it/"&gt;PDL&lt;/a&gt; e PCI). Un elettore di centrodestra proveniente da una realtà in cui l'antifascismo è molto sentito difficilmente voterà una coalizione di centrodestra inclusiva di partiti come "&lt;a href="http://www.partitoladestra.com/"&gt;La Destra&lt;/a&gt;" o il "&lt;a href="http://www.forzanuova.org/"&gt;Forza Nuova&lt;/a&gt;". &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/S2vzTjYJILI/AAAAAAAAAPE/9sCav_S2zV0/s1600-h/politica.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 217px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/S2vzTjYJILI/AAAAAAAAAPE/9sCav_S2zV0/s320/politica.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434704892592201906" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Allo stesso modo un elettore simpatizzante per il centrosinistra farà valutazioni secondo quelli che sono i suoi parametri soggettivi. Sia tuttavia chiaro che non vi è sempre coincidenza tra l’elemento soggettivo e quello oggettivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un esempio interessante può essere quello delle elezioni comunali del 2007 nella città di Roma. In quell’occasione nonostante l’attuale Sindaco fosse sfavorito nei sondaggi uscì poi vincitore dalle urne. C’è chi attribuisce quella vittoria alla scelta coraggiosa del sindaco di escludere taluni partiti dalla coalizione, anche in fase di ballottaggio, e chi invece l’attribuisce alla debolezza del candidato Rutelli e della mancante omogeneità politica della coalizione di centrosinistra. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/S2vznF1fJ9I/AAAAAAAAAPU/ia_jalCQPRs/s1600-h/pri.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 132px; height: 130px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/S2vznF1fJ9I/AAAAAAAAAPU/ia_jalCQPRs/s320/pri.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434705228259600338" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Probabilmente concorsero entrambi gli elementi alla vittoria del Sindaco, che di fatto vinse alleandosi con diverse liste civiche ed un partito storicamente antifascista: il &lt;a href="http://www.pri.it/new/index.html"&gt;PRI&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al di là di quelle che possono essere teorie su come l'elettore decida di votare chi fa politica dovrebbe avere chiaro che l'elettore ha un cervello. Sono pochi quelli che ormai vivono l'appartenenza politica come si poteva vivere il legame con gli USA o con l'URSS ai tempi della guerra fredda. Se la guerra fredda era il periodo dell'antitesi questo è il periodo di una sorta di sintesi centrista in cui la moderazione sembra essere un imperativo categorico. Verrebbe da chiedersi allora quale sia la tesi, ma ad essere sincero non saprei dar risposta a questa domanda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando all'attualità non v'è dubbio che le prossime regionali saranno un terreno su cui i diversi partiti dovranno iniziare a confrontarsi non più partendo da valutazioni tattiche, ma muovendo il loro agire da decisioni strategiche. Se a determinare la vittoria non sarà solo la sommatoria delle percentuali possiamo supporre che la capacità di offrire una sintesi credibile ed una visione politica coerente sarà determinante nel favorire la vittoria di un candidato piuttosto che di un altro. Sarà forse il caso che gli allenatori prima di decidere quale sia la squadra da mandare in campo facciano valutazioni prima qualitative e poi quantitative?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io credo di si. Ad ogni modo i giochi sono aperti. Vinca l'Italia!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2317793422791430440-2493867239298712027?l=khayyamsblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/feeds/2493867239298712027/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2317793422791430440&amp;postID=2493867239298712027" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/2493867239298712027?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/2493867239298712027?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2010/02/alleanze-e-pre-alleanze-la-politica.html" title="Alleanze e pre-alleanze: la politica italiana e l'indecisionismo" /><author><name>khayyamsblog@gmail.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09493836061317081725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="17811249717999757491" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/S2vzbSJNmoI/AAAAAAAAAPM/JI4Y9PSjHc0/s72-c/partiti.gif" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;A08DSHg8fyp7ImA9WxBWEUQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2317793422791430440.post-2274644273778237180</id><published>2010-02-03T15:47:00.003+03:30</published><updated>2010-02-03T15:54:39.677+03:30</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-02-03T15:54:39.677+03:30</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="italia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Cultura" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="letteratura" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Russia" /><title>Da San Pietroburgo a Roma: Gogol e l'Italia</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_wTkN0beLcZ4/S2lqhBQIVMI/AAAAAAAACP8/n2c8oQ1tgBs/s1600-h/Gogol.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 400px; height: 388px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_wTkN0beLcZ4/S2lqhBQIVMI/AAAAAAAACP8/n2c8oQ1tgBs/s400/Gogol.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433991540903531714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nikolaj_Vasil%27evi%C4%8D_Gogol%27"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Nikolaj&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Vasil&lt;/span&gt;'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;evič&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Gogol&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; non ebbe una lunga vita. Nacque nel 1809 e morì nel 1852. E' uno dei più grandi scrittori della letteratura russa.&lt;br /&gt;Fu l'iniziatore del realismo russo. Il suo realismo, però, è &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;caratterizzato&lt;/span&gt; dall'ironia e dal grottesco. Alcuni critici hanno sostenuto che egli fa ridere attraverso il pianto... Nella sua non lunga vita, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Gogol&lt;/span&gt; trascorse molto tempo in Italia, a Roma. Egli amò fortemente il nostro Paese e la cultura italiana. Nel suo soggiorno italiano scrisse anche la sua opera più conosciuta "Le anime morte".&lt;br /&gt;Questo poema, però, non fu mai portato a compimento. Molto belli sono anche i "&lt;a href="http://www.parodos.it/books/gogol.htm"&gt;Racconti di Pietroburgo&lt;/a&gt;" dei quali molto conosciuti sono "Il naso" e "Il cappotto". Anche il teatro di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Gogol&lt;/span&gt; è di notevole qualità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2317793422791430440-2274644273778237180?l=khayyamsblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/feeds/2274644273778237180/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2317793422791430440&amp;postID=2274644273778237180" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/2274644273778237180?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/2274644273778237180?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2010/02/da-san-pietroburgo-roma-gogol-e-litalia.html" title="Da San Pietroburgo a Roma: Gogol e l'Italia" /><author><name>vito.cirillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09014671706893001115</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09672524151723418076" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_wTkN0beLcZ4/S2lqhBQIVMI/AAAAAAAACP8/n2c8oQ1tgBs/s72-c/Gogol.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CkEHQH4zfyp7ImA9WxBWEk0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2317793422791430440.post-1906003343036384376</id><published>2010-02-03T13:59:00.000+03:30</published><updated>2010-02-03T16:07:11.087+03:30</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-02-03T16:07:11.087+03:30</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cinema" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="novecento" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="francia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="letteratura" /><title>Estraniamento e alienazione: "Lo Straniero" di Albert Camus</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_wTkN0beLcZ4/S2ltRCMG1SI/AAAAAAAACQE/cgq8NdNm-T8/s1600-h/camus.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 184px; height: 261px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_wTkN0beLcZ4/S2ltRCMG1SI/AAAAAAAACQE/cgq8NdNm-T8/s320/camus.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433994564812068130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Uno dei più grandi scrittori europei del 900 è stato senza dubbio il francese &lt;a href="http://lafrusta.homestead.com/pro_camus.html"&gt;Albert Camus&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Il suo romanzo "&lt;a href="http://lafrusta.homestead.com/rec_camus.html"&gt;Lo straniero&lt;/a&gt;" è tipico della sua poetica basata sul male di vivere, sulla alienazione, sull'estraniamento da sè, sull'assurdità e sull'iniquità dell'ordine politico e sociale.&lt;br /&gt;Il protagonista del romanzo commette un assurdo delitto, uccidendo una persona senza alcun motivo. Camus analizza con grande acutezza le spinte al male che sono insite nell'esistenza umana. indimenticabili sono i tentativi che un sacerdote mette in atto per convertire l'omicida in prigione. Tentativi che risultano vani.&lt;br /&gt;Il grande regista italiano &lt;a href="http://www.italica.rai.it/cinema/neorealismo/visconti.htm"&gt;Luchino Visconti&lt;/a&gt; trasse da questo romanzo un memorabile e suggestivo film, interpretato egregiamente da &lt;a href="http://www.imdb.com/name/nm0000052/"&gt;Marcello Mastroianni&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2317793422791430440-1906003343036384376?l=khayyamsblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/feeds/1906003343036384376/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2317793422791430440&amp;postID=1906003343036384376" title="2 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/1906003343036384376?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/1906003343036384376?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2010/02/estraniamento-e-alienazione-lo.html" title="Estraniamento e alienazione: &quot;Lo Straniero&quot; di Albert Camus" /><author><name>vito.cirillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09014671706893001115</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09672524151723418076" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_wTkN0beLcZ4/S2ltRCMG1SI/AAAAAAAACQE/cgq8NdNm-T8/s72-c/camus.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEUESXo7cSp7ImA9WxBXFUo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2317793422791430440.post-4713739365780571224</id><published>2010-01-27T08:00:00.013+03:30</published><updated>2010-01-27T10:40:08.409+03:30</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-01-27T10:40:08.409+03:30</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="olocausto" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="storia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Sicilia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="razzismo" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="nazismo" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Resistenza" /><title>Stücke in tedesco significa “pezzi”</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_J8EjDex26gY/S18S_fNm8cI/AAAAAAAAAIk/DrSmEVCdSWo/s1600-h/Giornata+della+memoria.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431080557551743426" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 289px; CURSOR: hand; HEIGHT: 386px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_J8EjDex26gY/S18S_fNm8cI/AAAAAAAAAIk/DrSmEVCdSWo/s400/Giornata+della+memoria.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;L'idea che i siciliani, per via dell’iniziale liberazione iniziata dal litorale ragusano con lo sbarco del 10 luglio del 1943 degli alleati anglo-americani, fossero stati immuni dall'esperienza dei campi di concentramento o di sterminio nazisti, purtroppo non fu supportata dalla dura verità. In realtà i siciliani che finirono nei lager gestiti da &lt;a href="http://www.olokaustos.org/bionazi/leaders/himmler.htm"&gt;Heinrich Himmler&lt;/a&gt; e dal suo apparato delle SS, furono 761 le cui vicende rimasero a lungo tempo sconosciute, poiché in Sicilia mancò un canale istituzionale capace di aggregare gli ex deportati e di raccoglierne le memorie collettive della deportazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la dichiarazione di armistizio firmata su un tavolinetto in una tenda da campo a &lt;a href="http://www.storiaxxisecolo.it/resistenza/8_settembre.htm"&gt;Cassibile&lt;/a&gt;, in provincia di Siracusa e resa pubblica l’8 settembre 1943, molti siciliani si trovarono sbandati, al Nord o nell’Italia centrale, impossibilitati a tornare ed esposti ai rastrellamenti nazisti. Ai siciliani che furono deportati nei campi di concentramento o di sterminio (KZ), perché considerati nemici del Reich, oppure non degni di vivere secondo le leggi razziali, si unirono i &lt;a href="http://www.studistorici.com/risorse/temi/deportazione/"&gt;siciliani internati&lt;/a&gt; nei campi per prigionieri di guerra e lavoratori coatti (Stalag), insieme a militari italiani internati (IMI). Molti furono i siciliani fatti prigionieri, che risiedevano in Germania per lavoro già prima dell’8 settembre, altri, che erano rinchiusi nelle carceri poi svuotate dai nazisti, furono classificati come “schuthäftling”, che significava prigioniero per la sicurezza dello stato, una lugubre formula giuridica che consentiva alle SS di arrestare e trattenere arbitrariamente chiunque in apposite installazioni, senza alcun controllo della magistratura. La formula del “prigioniero per la sicurezza dello stato” fu utilizzata anche dal regime fascista, specialmente dall’ottobre del 1943 nell’Italia settentrionale, formula che la Repubblica sociale italiana guidata da Mussolini, applicò nella guerra contro i partigiani. La deportazione dei siciliani riguardò per appena lo 0,5% del totale, gli ebrei, mentre coinvolse massicciamente sovversivi e antifascisti, schedati per il 65,5% come “schutzhäftling” e “politisch”; per il resto, il 25,3% dei deportati fu detenuto in carceri militari o civili nel territorio occupato italiano, di cui il 4,1% erano internati militari e il 4,2% erano civili, responsabili d’infrazioni al codice del lavoro nazista.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Mein Herr, ich zählte von mir, daß es 200 Stücke ist&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;«Signore, ho contato che da me sono 200 pezzi», era la frase con cui si terminava l'appello nei campi nazisti, oppure 1.000 o 10.000 secondo la grandezza del campo. Sempre però pezzi. Non prigionieri. Tanto meno persone. Furono considerati “stücke” anche i siciliani internati nei lager.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel periodo dal 1943 al ’45 anche la collettività della provincia di Ragusa contribuì a infoltire le file dei deportati nei campi in Germania con 40 concittadini, che furono fatti prigionieri: 20 morirono nei lager, 19 sopravvissero, 1 ebbe una sorte incerta, forse morì in un lager, forse no. Per quanto riguarda i 19 sopravvissuti, 14 morirono successivamente per le conseguenze dei trattamenti subiti, mentre 5 ebbero modo di narrare le proprie vicende fino alla fine degli anni Novanta. Dei deportati nei lager i morti furono: cinque di Modica; tre di Ragusa; tre di Vittoria; tre di Comiso; due di Scicli; uno di Acate; uno di Monterosso Almo; uno di Giarratana e uno di Pozzallo. Venti storie diverse, venti vite spezzate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i sopravvissuti ci fu anche il modicano Giuseppe Buffa, nato nel 1917, bracciante giornaliero di campagna, arrestato nell’Oltrepò pavese per aver collaborato con la Resistenza. Buffa fu portato nel carcere milanese di San Vittore, con altri prigionieri e da lì tradotto in un campo di concentramento a Cuneo, che così racconta: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;em&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;N’inquatraru tanti ghiarbati, ni purtaru ‘a stazioni, ni ficiru trasiri e’ vaguni bestiami e ni ficiru mintiri stritti-stritti ca nun ni putievimu mancu calari unu ccu l’autru. E partiemmu ppa Germania… &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=2317793422791430440#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:85%;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era l’inverno del 1944, quando fu “spedito” a Mauthausen, da dove sarebbe stato liberato il 5 maggio 1945, all’arrivo delle truppe americane. Fino al 1996 lo Stato italiano non conosceva il suo caso, sin quando Buffa richiese al Ministero del Tesoro l’assegno vitalizio che gli spettava per la sua esperienza nel lager nazista. Quello di Buffa fu certamente un caso-limite, che emerse come dato comune riferito all’isolamento e alla difficoltà di testimoniare in pubblico l’atroce esperienza del lager, in una regione come la Sicilia, che rimase ai margini dell’occupazione nazista e che non assistette direttamente al dramma della deportazione. L’incredulità e l’indifferenza sperimentata nella situazione regionale, insieme all’impossibilità di ottenere riscontri documentari, &lt;a href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/00211l.htm"&gt;hanno rischiato così di cancellare&lt;/a&gt; una storia mai scritta. Giuseppe Buffa è scomparso recentemente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffcc33;"&gt;[1]&lt;/span&gt; Ci inquadrarono ordinatamente, ci portarono alla stazione, ci fecero entrare nei carri bestiame e ci fecero mettere molto stretti che non potevamo neanche abbassarci. E partimmo per la Germania. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Per ulteriori approfondimenti cfr. Giovanna D'AMICO, &lt;em&gt;I siciliani deportati nei campi 1943-1945&lt;/em&gt;, Sellerio, Palermo 2006.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2317793422791430440-4713739365780571224?l=khayyamsblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/feeds/4713739365780571224/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2317793422791430440&amp;postID=4713739365780571224" title="2 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/4713739365780571224?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/4713739365780571224?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2010/01/stucke-in-tedesco-significa-pezzi.html" title="Stücke in tedesco significa “pezzi”" /><author><name>giovanni.larosa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03977124242114134028</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="11869052180940281460" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_J8EjDex26gY/S18S_fNm8cI/AAAAAAAAAIk/DrSmEVCdSWo/s72-c/Giornata+della+memoria.JPG" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUMBRXw6fyp7ImA9WxBXEUg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2317793422791430440.post-5401866511585499907</id><published>2010-01-22T13:04:00.003+03:30</published><updated>2010-01-22T13:14:14.217+03:30</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-01-22T13:14:14.217+03:30</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Islam" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Maometto" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Arabi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="sahara" /><title>La conquista araba del Sahara</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_wTkN0beLcZ4/S1ly70acXpI/AAAAAAAACP0/YARFBa4tYMw/s1600-h/timbuctu.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 266px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_wTkN0beLcZ4/S1ly70acXpI/AAAAAAAACP0/YARFBa4tYMw/s400/timbuctu.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5429497197779246738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;11 anni dopo la morte di Maometto, esattamente nel 643 d.C., i conquistatori arabi islamici invasero islamizzandola l'Africa Settentrionale.&lt;br /&gt;Poi si spinsero alla conquista del Sahara islamizzando le popolazioni nomadi del deserto (Berberi, Tuareg, etc.).&lt;br /&gt;I conquistatori arabi furono mossi dallo scopo di estendere il più possibile la nuova religione del Profeta &lt;a href="http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Religioni/Maometto.html"&gt;Maometto&lt;/a&gt;. nel Sahara, durante il Medio Evo fiorì un grande centro commerciale e culturale. Aveva una popolazione di 100.000 abitanti. Il sultano di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Timbuctu"&gt;Timbuctù&lt;/a&gt; possedeva immense quantità di oro, d'avorio, di gioielli. Questa città aveva una ottantina di biblioteche ed una eccellente Università con programmi di studio molto avanzati per quell'epoca.&lt;br /&gt;Verso Timbuctù convergevano molte piste caravaniere che erano utilizzate anche dai commercianti di schiavi prelevati dall'interno dell'Africa e condotti verso le città arabe. Erano più donne che uomini e venivano utilizzate come concubine e domestiche. Si parla di circa 9.000.000 di schiavi strappati con la forza ai loro villaggi. Nel Tardo Medioevo, Timbuctù decadde progressivamente fino a diventare un insignificante villaggio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2317793422791430440-5401866511585499907?l=khayyamsblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/feeds/5401866511585499907/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2317793422791430440&amp;postID=5401866511585499907" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/5401866511585499907?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/5401866511585499907?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2010/01/la-conquista-araba-del-sahara.html" title="La conquista araba del Sahara" /><author><name>vito.cirillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09014671706893001115</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09672524151723418076" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_wTkN0beLcZ4/S1ly70acXpI/AAAAAAAACP0/YARFBa4tYMw/s72-c/timbuctu.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DUYEQX8yfCp7ImA9WxBXEU0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2317793422791430440.post-4375596363930206621</id><published>2010-01-22T00:12:00.003+03:30</published><updated>2010-01-22T00:21:40.194+03:30</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-01-22T00:21:40.194+03:30</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cisgiordania" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Israele" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Medio oriente" /><title>Gli insediamenti in Cisgiordania</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_wTkN0beLcZ4/S1i95F03DBI/AAAAAAAACPs/lpvM-g7SCIs/s1600-h/cisgiordania.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 447px; height: 124px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_wTkN0beLcZ4/S1i95F03DBI/AAAAAAAACPs/lpvM-g7SCIs/s400/cisgiordania.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5429298139309214738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In Medio Oriente, uno degli ostacoli maggiori che pesa sulle trattative fra palestinesi e israeliani, è sicuramente quello degli insediamenti dei coloni israeliani nei territori della &lt;a href="http://www.worldmapfinder.com/It/Asia/West_Bank/"&gt;Cisgiordania &lt;/a&gt;che dovrebbero spettare unicamente ai palestinesi.&lt;br /&gt;L'amministrazione di destra che governa Israele favorisce la nascita di sempre nuovi insediamenti nei territori palestinesi, la cosiddetta &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cisgiordania"&gt;West Bank&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;L'afflusso crescente di ebrei russi in Israele ha favorito il moltiplicarsi di tali insediamenti senza che il governo israeliano di destra lo abbia impedito. Ora che al governo c'è anche il capo degli ebrei russi, &lt;a href="http://it.danielpipes.org/6287/il-brillante-debutto-di-avigdor-lieberman"&gt;Lieberman&lt;/a&gt;, diventa sempre più difficile affrontare il problema che tanto preoccupava il capo dell'ANP &lt;a href="http://www.jewishvirtuallibrary.org/jsource/biography/Abbas.html"&gt;Abu Mazen&lt;/a&gt;. Riguardo a questo, si spera nella mediazione del presidente americano Obama...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2317793422791430440-4375596363930206621?l=khayyamsblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/feeds/4375596363930206621/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2317793422791430440&amp;postID=4375596363930206621" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/4375596363930206621?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/4375596363930206621?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2010/01/gli-insediamenti-in-cisgiordania.html" title="Gli insediamenti in Cisgiordania" /><author><name>vito.cirillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09014671706893001115</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09672524151723418076" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_wTkN0beLcZ4/S1i95F03DBI/AAAAAAAACPs/lpvM-g7SCIs/s72-c/cisgiordania.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CE4AQng7fip7ImA9WxBQGE4.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2317793422791430440.post-5556771799782779664</id><published>2010-01-18T18:00:00.008+03:30</published><updated>2010-01-18T20:12:23.606+03:30</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-01-18T20:12:23.606+03:30</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="arianesimo" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="razzismo" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="lingua" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="nazismo" /><title>Il razzismo linguistico e la ricerca delle origini ariane</title><content type="html">Il &lt;a href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2007/02/le-radici-europee-del-razzismo.html"&gt;Pietismo&lt;/a&gt;, nel riaffermare l’importanza del Cristianesimo e di un «piano divino che muovesse ed orientasse la storia dei popoli», contribuì a far sviluppare la consapevolezza che «la Storia adempisse ad un disegno divino e che il mezzo per attuare questo adempimento è la Patria».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.freemasons-freemasonry.com/herder-massoneria-02.html"&gt;Herder&lt;/a&gt;, soprattutto, sviluppò la concezione di uno «spirito popolare» che facesse la storia dei popoli. Di esso si potevano individuare le radici nei canti, nelle leggende e nelle tradizioni mitologiche tramandate di generazione in generazione. Rivalutata era quindi l’importanza della lingua, considerata come «espressione di un passato comune»: un popolo con una lingua pura evidenziava una maggiore “purezza”, uno spirito [&lt;a href="http://science.jrank.org/pages/8147/Volksgeist.html"&gt;Volksgeist&lt;/a&gt;] più nobile degli altri.&lt;br /&gt;Non è dunque un caso che proprio allora [fine XVIII sec-inizio XIX sec.] comparve per la prima volta un termine destinato poi ad essere tristemente famoso: l'«&lt;a href="http://www.filosofico.net/ario.htm"&gt;arianesimo&lt;/a&gt;».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/S1R8NdTY6pI/AAAAAAAAAOk/1TKgAv3Xnr4/s1600-h/3185605670_969d4cdc54.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 462px; height: 346px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/S1R8NdTY6pI/AAAAAAAAAOk/1TKgAv3Xnr4/s400/3185605670_969d4cdc54.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5428100021534386834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La ricerca delle radici di questo spirito portò ad evidenziare le remote radici comuni tra popoli allora «estranei e lontani»: Jones alla fine del 1700 sostenne che tra Egitto, India, Grecia ed Italia [tutte nazioni che avevano conosciuto nel passato civiltà di antico splendore] esistesse un nesso confermato dalla somiglianza [e/o similarità] dei loro antichi culti pagani, o se si preferisce, pre-cristiani.          [Si pensi alle similitudini tra le saghe indiane e quelle tedesche]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su questa linea di tendenza, ad esempio, Schlegel sostenne che il tedesco, il greco, il latino avessero una comune radice linguistica nel &lt;a href="http://www.bifrost.it/Lingue/Sanscrito.html"&gt;sanscrito &lt;/a&gt;e che forse, in tal senso, poteva inserirsi anche l’inglese ma di certo non lo slavo [una lingua «mista» e quindi «meno nobile», come le origini dei popoli che la parlavano] ponendo le basi per il primo caso di razzismo linguistico (frutto a sua volta di un razzismo etnico).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era perciò probabile che i popoli ariani potessero contare su radici comuni e che molti di loro in realtà avessero lasciato l’India per stabilirsi nell’Europa Settentrionale. Giova ricordare che anche un allievo di Schlegel, &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Christian_Lassen"&gt;Lassen&lt;/a&gt;, si dedicò allo studio dell’India, dove individuò il popolo che aveva raggiunto il più alto livello di «armonia spirituale». &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/S1R78m7Y0vI/AAAAAAAAAOc/UdWsV5DMAHU/s1600-h/Auschwitz.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 181px; height: 270px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/S1R78m7Y0vI/AAAAAAAAAOc/UdWsV5DMAHU/s320/Auschwitz.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5428099732060295922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Essa poteva essere goduta e si rifletteva nella struttura della grammatica linguistica indiana, cosa questa, del tutto assente in lingue meno pure come ad esempio, quella ebraica ed quella araba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.vedanta.it/induismo/storia/03_nonindoeuro.htm"&gt;Le origini ariane dell’India&lt;/a&gt; contrapponevano il nobile popolo indo-germanico agli ignobili semiti: l’ammirazione per l’India era diventata un mezzo di identificazione razziale e la linguistica ebbe un’importanza determinante nela formulazione di questo giudizio.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando gli ebrei emigrati in Germania iniziarono a mostrare delle grosse difficoltà a parlare il tedesco, queste teorie vennero rivalutate e aumentò il loro prestigio. Anche Muller mosse da questi presupposti e giunse persino ad affermare che le virtù di indipendenza a fiducia in se stessi derivassero dalle origini ariane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La consapevolezza che le origini ariane andassero ricercate in India e che le origini del proprio popolo fossero proprio lì si diffuse, pur se con minor successo, anche in Francia [Michelet, Pictet].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’arianesimo si contrappose un’altra teoria, quella di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Johann_Friedrich_Blumenbach"&gt;Blumenbach &lt;/a&gt;che utilizzando gli studi di frenologia individuò invece nel Causaso la regione originaria della più bella specie europea.&lt;br /&gt;Altri si limitarono ad affermare la superiorità del popolo tedesco su tutti gli altri, compresi gli antichi romani [è il caso di &lt;a href="http://archeologiamedievale.unisi.it/NewPages/LINK/storia_arch_03.html"&gt;Kossinna &lt;/a&gt;cui studi furono recuperati, in seguito, dal nazista Rosenberg]. Di questo passo i tedeschi vennero ben presto considerati al posto degli ebrei «il popolo eletto ed il vaso della salvezza».&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2317793422791430440-5556771799782779664?l=khayyamsblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/feeds/5556771799782779664/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2317793422791430440&amp;postID=5556771799782779664" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/5556771799782779664?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/5556771799782779664?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2010/01/il-razzismo-linguistico-e-la-ricerca.html" title="Il razzismo linguistico e la ricerca delle origini ariane" /><author><name>khayyamsblog@gmail.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09493836061317081725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="17811249717999757491" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/S1R8NdTY6pI/AAAAAAAAAOk/1TKgAv3Xnr4/s72-c/3185605670_969d4cdc54.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkcHQH49cCp7ImA9WxBQFUs.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2317793422791430440.post-653564058548485707</id><published>2010-01-15T18:19:00.005+03:30</published><updated>2010-01-15T18:37:11.068+03:30</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-01-15T18:37:11.068+03:30</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Europa" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="filosofia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="razzismo" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="nazismo" /><title>Tra Sole e Svastica: il "mistero" della razza</title><content type="html">Accanto ai metodi razionali della scienza messa al servizio del razzismo, va ricordato che le radici mitologiche e spirituali della razza furono identificate anche con le origini nazionali. Ad esempio, contribuirono alla diffusione del razzismo anche lo spiritualismo statunitense [che si rifaceva anch'esso alla mistica indiana] e il crescente interesse verso l’unità nazionale diffusosi in Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo spiritualismo era stato introdotto in Europa dalla &lt;a href="http://www.eresie.it/it/id720.htm"&gt;«nuova Chiesa» di Swedenborg&lt;/a&gt; nella seconda metà del 1700. Dopo circa un secolo fu la «Società teosofica» a recuperare la mistica «spirituale» che trovava la sua origine [non a caso] nelle religioni indiane. La &lt;a href="http://www.teosofica.org/it/"&gt;teosofia&lt;/a&gt;, nata per coniugare lo spiritualismo ai concetti di libertà e di universalismo, non era razzista in sé, ma fu il razzismo che si alleò con la teosofia, proprio come fece con la scienza, con l’antropolgia, etc.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Fu &lt;a href="http://www.dictionaryofarthistorians.org/langbehnj.htm"&gt;Langbehn &lt;/a&gt;a sostenere che il misticismo potesse trasformare la scienza in arte. Nacque quindi l’idea che l’arte, &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/S1CDzIH5R3I/AAAAAAAABU0/g1BO-YSwC1g/s1600-h/sole.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 199px; height: 175px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/S1CDzIH5R3I/AAAAAAAABU0/g1BO-YSwC1g/s320/sole.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5426982465358612338" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;nutrendosi di creatività, potesse aiutare a congiungere il misticismo al razzismo e che, nello specifico, quello tedesco potesse essere considerato un popolo di creativi, di artisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu poi la natura ad essere considerata l’origine della diversità tra razze: ogni razza ha un suo paesaggio nel quale vive: gli ariani la foresta teutonica, gli ebrei il deserto. Ciò avrebbe confermato la "mancanza" di radici e l’aridità d’animo del popolo giudeo. Da quel momento in poi l’arianesimo iniziò a recuperare le antiche forme rituali di&lt;a href="http://www.massoneriascozzese.it/simbologia_e_mito/Il_culto_del_Sole.pdf"&gt; adorazione del Sole&lt;/a&gt; [neo-paganesimo] come conferma l’assunzione della “svastica” [simbolo del sole nella tradizione sanscrita ed ariana] come simbolo del nazismo stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passaggio INTERMEDIO di questa evoluzione fu il libro &lt;a href="http://62.77.55.137/iteronline2002/la_voce_dei_lettori/proposte_didattiche/archivio/22-11-02/index.htm"&gt;Scritti tedeschi&lt;/a&gt; di &lt;a href="http://www.infoplease.com/ce6/people/A0828596.html"&gt;Paul Anton de Lagarde&lt;/a&gt; nel quale si indicarono le direttive per una nuova “religione germanica”: questa avrebbe liberato il Volk germanico dal &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/S1CD813tkrI/AAAAAAAABU8/IMQ-gZJ7aFE/s1600-h/svastica.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 188px; height: 184px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/S1CD813tkrI/AAAAAAAABU8/IMQ-gZJ7aFE/s320/svastica.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5426982632257589938" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;cristianesimo tradizionale, reso dal giudeo San Paolo un «soffocante sistema legalistico». Tre furono gli intelletuali che diedero maggiore impulso con la loro opera a tale impostazione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Wagner"&gt;Wagner &lt;/a&gt;= trasfigurò in senso artistico l’approccio germanico alla nuova religione che vedeva negli ebrei tutto ciò «che si oppone al bello ed al buono», recuperando e diffonden-do tra i suoi spettatori – prima un’elite, poi sempre più numerosi –, i miti delle saghe ariane dei &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nibelunghi"&gt;Nibelungi&lt;/a&gt;. Contribuì così alla diffusione degli stereotipi su cui il nazismo basò il suo consenso. Va poi ricordato che, anche un certo approccio protestante, ebbe riflessi in tal senso: Cristo, col suo nuovo rapporto individuale col fedele, aveva contribuito a emancipare il rapporto tra Dio ed il popolo ebraico, realizzando «un cristianesimo avulso dalle sue storiche radici ebraiche».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neville_Chamberlain"&gt;Chamberlain &lt;/a&gt;= ammiratore di Wagner, ne sposò la figlia. Convinto della religione germanica, questa secondo lui era «un monopolio dell’anima razziale ariana, un’anima che rendeva i tedeschi onesti, leali, industriosi». Egli trasformò Cristo in un profeta ariano e considerò la razza germanica «entata nella storia come la salvatrice dell’umanità e l’erede dei greci e dei romani». Il razzismo tedesco, secondo Chamberlain, doveva rifarsi a Lutero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/S1CEV7TcQ-I/AAAAAAAABVE/laeuOiyph5M/s1600-h/sesso.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 109px; height: 147px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/S1CEV7TcQ-I/AAAAAAAABVE/laeuOiyph5M/s320/sesso.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5426983063212803042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://lafrusta.homestead.com/pro_weininger.html"&gt;Weininger &lt;/a&gt;= nel libro &lt;a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-weininger_otto/sku-296376/sesso_e_carattere_.htm"&gt;Sesso e carattere&lt;/a&gt;, [libro citato nel &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mein_Kampf"&gt;Mein Kampft&lt;/a&gt;] legò i concetti di «razza» e «sesso». Secondo lui il maschio ariano era caratterizzato da un’accentuata lucidità di pensiero, risolutezza di comportamento ed in grado di «alzarsi ad altezze metafisiche di fede». Le donne di ogni razza erano invece incapaci di pensiero concettuale, prive di lucidità, inclini ai compro-messi. La «donna ariana» però, è l’unica che sa avere fede piena nell’uomo o nel proprio figlio. Nazionalità e razza si concentrarono allora sull’idealtipo maschile. Gli ebrei furono paragonati all’idealtipo «femminile».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2317793422791430440-653564058548485707?l=khayyamsblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/feeds/653564058548485707/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2317793422791430440&amp;postID=653564058548485707" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/653564058548485707?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/653564058548485707?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2010/01/tra-sole-e-svastica-il-mistero-della.html" title="Tra Sole e Svastica: il &quot;mistero&quot; della razza" /><author><name>roberto.bonuglia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14372901247888457985</uri><email>robertobn78@libero.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="16863157064875190272" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/S1CDzIH5R3I/AAAAAAAABU0/g1BO-YSwC1g/s72-c/sole.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DkYMQnYyfSp7ImA9WxBQFE0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2317793422791430440.post-601856087415297600</id><published>2010-01-13T20:48:00.005+03:30</published><updated>2010-01-13T21:06:23.895+03:30</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-01-13T21:06:23.895+03:30</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="scienza" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="razzismo" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="nazismo" /><title>La Scienza, l'eugenetica e l'origine del Razzismo</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/S04DUznX3oI/AAAAAAAABUs/fnNNlQK8Dns/s1600-h/kkk+simbolo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 253px; height: 253px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/S04DUznX3oI/AAAAAAAABUs/fnNNlQK8Dns/s320/kkk+simbolo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5426278257015643778" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nel XX secolo, nel Vecchio Continente, iniziarono a diffondersi sempre più teorie razziste basate su prove dimostrabili, biologiche, zoologiche e/o statistiche.&lt;br /&gt;La corrente principale del razzismo europeo fu quella che - facendo continui richiami al &lt;a href="http://www.pbmstoria.it/dizionari/storiografia/lemmi/104.htm"&gt;darwinismo&lt;/a&gt; - riassunse tre caratteri in sé&lt;a href="http://www.pbmstoria.it/dizionari/storiografia/lemmi/104.htm"&gt;&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• antropologia   [recupero della classificazione razziale]&lt;br /&gt;• eugenetica       [concetto di ereditarietà e di sopravvivenza del più forte]&lt;br /&gt;• pensiero sociale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sopravvivenza dalla razza venne messa in correlazione sia con l’ereditarietà razziale sia con l’igiene razziale: il concetto di razza divenne basilare per le dottrine sociali e per le economie nazionali, per il diritto, per l’amministrazione, per la storia e per la filosofia morale. Ogni razza, ad esempio, secondo Pearson, poteva migliorarsi appolicando l’eugenetica [ossia la "selezione naturale"]. In Germania anche un socialista, Woltmann, finì per diventare razzista e lodare il capitalismo come un sistema economico «eugenetico».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quegli anni, inoltre, Poetz, inizialmente in chiave anti-ebraica, sostenne che gli ebrei antichi erano, come si sarebbe potuto evincere dalle storie della Bibbia, ammirevoli ma quelli moderni erano altresì da condannare, poiché la loro testardaggine [condannata anche nel Vecchio e nel nuovo Testamento], li aveva messi fuori dal piano divino di redenzione e salvezza cristiana. Nonostante questo Poetz affermò che i caratteri semantici degli ebrei li ponevano all’interno della razza ariana, considerati poi da Dodel, in totale antitesi con Poetz, addirittura una &lt;a href="http://www.mobilita.com/rivista/352004/cinema.html"&gt;razza superiore&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo sviluppo dell’&lt;a href="http://www.sobrero.it/Didattica/Informatica/Le%20differenze%20invisibili/storia_teorie/eugenetica.html"&gt;eugenetica &lt;/a&gt;portò a pensare di sterilizzare gli «inadatti», di vietare le unioni tra razze troppo diverse [i bianchi con i negri],  fino a stabilire regole di accoppiamento per prevenire la nascita di bambini malati o afflitti da malattie ereditarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scienza era applicata alla razza e ciò contribuì alla degenerazione del pensiero razzista nel XX secolo. In altre parole, si cercò di fare del razzismo una scienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/S04DOBZzGAI/AAAAAAAABUk/aibqTAYEoMU/s1600-h/kkk.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 222px; height: 269px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/S04DOBZzGAI/AAAAAAAABUk/aibqTAYEoMU/s320/kkk.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5426278140457719810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Un altro vero razzista, Haeckel  [che cercò tra l'altro, nella sua "attività" di confutare tutte le teorie bibliche], invece sostenne che il darwinismo sbagliasse nel spiegare la storia umana come un progresso «naturale» verso il miglioramento, perché erano le razze superiori a prevalere su quelle inferiori a determinare il progresso dell’umanità, che necessitava di una «selezione».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egli creò un’albero genealogico dell’intera razza umana, stabilendo una netta divisione tra le razze col desiderio di eliminare «l’inadatto». La &lt;a href="http://imaginaryboys.altervista.org/italiano/nazismo/volk.htm"&gt;razza Tedesca&lt;/a&gt; era quella che rispetto la «primaria condizione» [ossia la scimmia] si era evoluta più di tutte. Ebrei e Negri quelle che si erano evolute di meno. Creatore della «legge biogenetica»: lo sviluppo dell’individuo deve ricalcare in piccolo quello della razza di appartenenza registrato nel corso dei secoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla teoria alla pratica, pare il caso di ricordare che già nel 1871 la Società Antropologica Tedesca avviò degli studi sui comportamenti scolastici di allievi tedeschi ed ebrei che portarono alla separazione degli scolari ebrei....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2317793422791430440-601856087415297600?l=khayyamsblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/feeds/601856087415297600/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2317793422791430440&amp;postID=601856087415297600" title="2 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/601856087415297600?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/601856087415297600?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2010/01/la-scienza-leugenetica-e-lorigine-del.html" title="La Scienza, l'eugenetica e l'origine del Razzismo" /><author><name>roberto.bonuglia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14372901247888457985</uri><email>robertobn78@libero.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="16863157064875190272" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/S04DUznX3oI/AAAAAAAABUs/fnNNlQK8Dns/s72-c/kkk+simbolo.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DkUFR3o4cCp7ImA9WxBQFE0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2317793422791430440.post-5529316088650657996</id><published>2010-01-12T03:16:00.000+03:30</published><updated>2010-01-13T21:06:56.438+03:30</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-01-13T21:06:56.438+03:30</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ebraismo" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="olocausto" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="anna frank" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="nazismo" /><title>Aveva 100 anni, aveva scoperto il Diario di Anna frank</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/S00KLm0kgRI/AAAAAAAABUc/Bw6KvJQC72s/s1600-h/P8miep_door_gon_buurman.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 454px; height: 207px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/S00KLm0kgRI/AAAAAAAABUc/Bw6KvJQC72s/s400/P8miep_door_gon_buurman.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5426004320567197970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La donna che scopri' i diari di &lt;a href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2009/10/22-luglio-1941-un-giorno-felice-lunico.html"&gt;Anna Frank&lt;/a&gt;, la ragazzina ebrea diventata uno dei simboli della Shoah, e' morta in una casa di riposo in Olanda all'eta' di 100 anni in seguito a una caduta accidentale nel periodo natalizio. &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Miep_Gies"&gt;Miep Gies&lt;/a&gt; era l'ultima superstite del gruppo che tra il luglio 1942 e l'agosto 1944, aiuto' a nascondere Anna Frank, i genitori, la sorella e altre quattro persone nella famosa casa sul Prinsengracht, ad Amsterdam, poi diventata un museo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nata a Vienna nel 1909, si era trasferita a Leida nel 1920. Nel febbraio 2009, quando aveva festeggiato il suo centesimo compleanno, lucida e modesta come sempre aveva ripetuto di non sentirsi affatto un'eroina ed aveva detto anzi che altri avevano fatto molto piu' di lei per cercare di proteggere gli ebrei dalle persecuzioni naziste. Nel 1922 ad Amsterdam incontro' &lt;a href="http://www.annefrank.org/content.asp?PID=108&amp;amp;LID=6"&gt;Otto Frank&lt;/a&gt;, il padre di Anna, che l'assunse nella sua azienda, la Opekta, che produceva preparati per marmellate. Divenne una stretta amica di famiglia e assieme al marito fu ospite regolare di casa Frank. Con il marito e alcuni colleghi, dopo l'invasione nazista dell'Olanda aiuto' a nascondere Edith e Otto Frank, le loro figlie Margot e Anne e altri ebrei che temevano di essere deportati nell'Achterhuis, un appartamentino segreto posto sopra gli uffici dell'Opekta, nella parte ovest di Amsterdam.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nascondiglio venne scoperto la mattina del 4 agosto 1944 in seguito alla soffiata di un anonimo informatore della Gestapo. Gli occupanti furono tutti arrestati. Miep Gies fu lasciata andare perche' l'ufficiale addetto alla perquisizione era austriaco come lei. Nell'appartamento rimasto vuoto Miep Gies trovo' poi il diario di Anna e lo nascose in uno scrittoio pensando che la ragazzina sarebbe ritornata. Al termine della guerra, quando venne a sapere che era morta di tifo nel &lt;a href="http://www.lager.it/bergenbelsen.html"&gt;campo di Bergen-Belsen&lt;/a&gt;, consegno' l'insieme di fogli e taccuini all'unico superstite della famiglia, il padre di Anna, che li organizzo' in un diario e li pubblico' nel 1947. Assieme al marito Jan, Miep divento' una sorta di ambasciatrice alla memoria di Anna e del suo diario, una delle testimonianze piu' toccanti degli orrori dell'Olocausto. Si adopero' molto anche contro i cosiddetti negazionisti e contro quanti sostenevano che quello scritto era un falso&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2317793422791430440-5529316088650657996?l=khayyamsblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/feeds/5529316088650657996/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2317793422791430440&amp;postID=5529316088650657996" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/5529316088650657996?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/5529316088650657996?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2010/01/aveva-100-anni-aveva-scoperto-il-diario.html" title="Aveva 100 anni, aveva scoperto il Diario di Anna frank" /><author><name>roberto.bonuglia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14372901247888457985</uri><email>robertobn78@libero.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="16863157064875190272" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/S00KLm0kgRI/AAAAAAAABUc/Bw6KvJQC72s/s72-c/P8miep_door_gon_buurman.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DUUHQ308fip7ImA9WxBXEE8.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2317793422791430440.post-3757790229528461115</id><published>2009-12-04T01:51:00.002+03:30</published><updated>2010-01-21T02:10:32.376+03:30</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-01-21T02:10:32.376+03:30</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Roma" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="eventi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="storia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Chigi" /><title>I Chigi a Formello: il feudo, la storia e l’arte</title><content type="html">di &lt;span style="color: rgb(255, 204, 0);"&gt;Fabrizio Vistoli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/S1eECeBsslI/AAAAAAAAAO0/nQA5ECNw9Bk/s1600-h/invito_chigi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 462px; height: 218px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/S1eECeBsslI/AAAAAAAAAO0/nQA5ECNw9Bk/s400/invito_chigi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5428953053773214290" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Noti ai più quasi solo per lo storico palazzo di Piazza Colonna che ne reca il nome, acquistato per poco più che un milione di lire nel 1918 dal Governo italiano e dal 1961 sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri, i Chigi sono in realtà una delle più importanti e blasonate famiglie patrizie italiane. Oriundi della città di Siena, dove risultano impegnati nella mercatura e nella finanza sin dal XIII secolo, diedero assai presto due beati alla Chiesa cattolica (Giovanni da Lecceto e l’eremitana Angela) e dotarono la comunità toscana di appartenenza di insigni palazzi e prestigiosi monumenti, finanziati perlopiù da Mariano (1439-1504) e Sigismondo (1479-1525), potenti e munifici uomini d’affari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il più celebre membro della schiatta fu, tuttavia, Agostino, detto il Magnifico (1465-1520). Vissuto al tempo dei papi Giulio II della Rovere e Leone X de’ Medici, definito «il più grande mercante della Cristianità» dal sultano ottomano di Costantinopoli, costui fu attivo nella Corte romana come ricco banchiere e generoso mecenate, uno dei più grandi del Rinascimento. Stabilitosi nella Città eterna poco più che trentenne, commise a Baldassarre Peruzzi, a Raffello Sanzio e a Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma rispettivamente la costruzione e la decorazione interna della sua villa suburbana della Lungara, sulla riva destra del Tevere, detta poi «la Farnesina» perché acquistata nel 1579 dai Farnese; fece quindi decorare all’urbinate la cosiddetta Cappella Chigi nella chiesa di Santa Maria della Pace, nel rione Ponte, e a Sebastiano del Piombo la cappella di famiglia in Santa Maria del Popolo, dove fu sepolto dopo la morte occorsagli a soli 55 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla dipartita di Agostino, che aveva annodato relazioni commerciali e finanziarie pressoché in tutta Europa, e aveva fondato la sua fortuna su diverse attività imprenditoriali, quali l’estrazione e il commercio dell’allume della Tolfa, la gestione di tutte le saline dello Stato pontificio nonché l’appalto della dogana dei pascoli del Patrimonio di San Pietro in Tuscia, succedette un periodo di decadenza della famiglia, coevo alla caduta della Repubblica senese, che si risollevò esclusivamente per opera del cardinale Fabio (1599-1667), adito al soglio pontificio il 7 aprile del 1655 con il nome di Alessandro VII.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uomo di profonda cultura, non disgiunta da un’intensa spiritualità religiosa, particolarmente versato – fin dall’infanzia – negli studi di architettura e nelle lettere greche e latine, Fabio Chigi fu anch’egli protettore di letterati, scienziati e artisti. Di lui si ricorda, in particolare, il legame di amicizia che lo legò ad un artista del calibro di Gian Lorenzo Bernini, maestro del Barocco romano, cui commissionò la Cattedra di San Pietro nell’omonima Basilica, la Scala Regia in Vaticano e la sistemazione di Piazza San Pietro, con annesso colonnato, terminata nel 1667. Nonostante la sua avversione al nepotismo, divenuto pontefice beneficò largamente la sua città natale e i suoi familiari, dando loro assai remunerativi incarichi civili ed ecclesiastici. Nell’ottica, poi, di assicurare alla sua famiglia il controllo dei luoghi più significativi di accesso alla Città di Pietro da Nord, per giunta lungo itinerari che conducevano alla patria senese, favorì l’acquisto chigiano della parte più orientale del Ducato di Bracciano, quella incardinata tra le vie Cassia e Flaminia, già di proprietà della famiglia Orsini. In tal modo, il 5 settembre 1661, il cardinale Flavio, suo cugino Agostino ed il padre del primo Mario entravano in possesso del principato di Campagnano, comprendente anche i centri di Formello, S(a)crofano e Cesano «con i loro territorij, tenute, beni e giurisdittioni» per il «giusto prezzo» di 345.000 scudi.&lt;br /&gt;Come detto l’acquisto chigiano dei possedimenti orsiniani era funzionale – nell’ambito di una precisa strategia patrimoniale e di una mirata politica immobiliare favorita dal Papa regnante – alla creazione di un dominio compatto ed autonomo all’interno dello Stato pontificio, con caratteristiche diverse, seppur complementari, a quelle degli altri beni fondiari laziali del Casato quali Farnese (annesso nel 1658) e Ariccia (rilevato dai Savelli il 20 luglio 1661), quest’ultima assolvente la funzione di principale residenza di campagna della schiatta (ed in particolare del principe Agostino, titolare della primogenitura, nonché capostipite del ramo romano dei Chigi), in forza della vicinanza a Castel Gandolfo che Alessandro VII aveva scelto come sede delle villeggiature papali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle terre rilevate i Chigi realizzarono bonifiche, miglioramenti infrastrutturali, strade di collegamento e nuove opere pubbliche al fine di incentivare le attività produttive locali e la produttività dei suoli, modificando dalle fondamenta ed – in sostanza – riformando l’antiquato sistema di gestione «feudale» dei possedimenti fondiari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, un’importante mostra-evento, dal significativo titolo: I Chigi a Formello: il feudo, la storia e l’arte, intende richiamare l’attenzione e mettere ordine sulle conoscenze finora acquisite circa questo importante periodo della storia dei territori limitrofi a Roma (Formello, Campagnano, Sacrofano, Cesano, Magliano Romano), &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/S1eCtKdomyI/AAAAAAAAAOs/guPezbVmtNA/s1600-h/cesano.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 208px; height: 138px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/S1eCtKdomyI/AAAAAAAAAOs/guPezbVmtNA/s320/cesano.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5428951588232796962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ossia quello di massimo fervore architettonico, artistico e urbanistico dovuto alla famiglia Chigi, coincidente con la seconda metà del XVII secolo.&lt;br /&gt;L’esposizione, allestita nella cornice dell’accogliente Sala Orsini di Palazzo Chigi a Formello, è articolata in undici sezioni o aree tematiche. Il percorso comincia con la presentazione dei protagonisti della storia che si va raccontando, ovvero i diversi membri della famiglia de Chisiis, signori di Macereto nel contado senese e nobili di tradizione guelfa. Tra questi spiccano il citato Fabio, suo fratello don Mario (creato nel 1655 “generalissimo delle armi della Chiesa” e, più tardi, duca d’Ariccia), il nipote di Alessandro VII Agostino (figlio di Augusto, nato nel 1634, castellano di Castel S. Angelo, principe di Farnese e Campagnano, marito di Maria Virginia Borghese, nipote a sua volta di Paolo V e figlia della ricchissima Olimpia Aldobrandini), ma soprattutto l’altro nipote del Papa, Flavio seniore (1631-1693), figlio di Mario e della nobile senese Berenice di Tiberio Della Ciaja. Amante del teatro, della caccia e della buona tavola, Flavio Chigi fu elevato alla porpora nel concistoro del 9 aprile 1657 per iniziativa dello zio Papa, al quale fu sempre molto vicino, giovandosi più di ogni altro della sua posizione, pur non mancando di assicurare alla propria famiglia una stabilità patrimoniale e una confacente dignità principesca. Oltre alle sue indiscusse qualità teologiche, politiche e diplomatiche in seno alla Corte pontificia, ove operò alla stregua di un segretario di Sato tra il 1657 e il 1667, studi storico-artistici hanno esaurientemente messo in luce il suo ruolo di notevole collezionista e generoso committente artistico, in particolare a Formello, ove – a detta delle cronache del tempo – amava trascorre lunghi periodi di ozio e di ristoro nelle sue residenze di Palazzo Chigi, già Orsini, e di Villa Versaglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attraverso una ricca documentazione grafica e fotografica per larga parte inedita, la scrupolosa rilettura di documenti contabili e amministrativi (provenienti dall’Archivio Storico di Formello, dall’Archivio di Stato di Roma e dalla Biblioteca Apostolica Vaticana) e la presentazione di diversi reperti e opere d’arte del periodo in esame appartenuti alla raccolta privata del Cardinale, che per la prima volta tornano alla loro sede originaria (dipinti, arredi, corami, maioliche, piante topografiche e catastali), è ripercorsa la storia degli interventi edilizi, artistici e decorativi posti in essere nei due immobili menzionati: l’uno, sito nel cuore di Formello, con il suo Museo delle curiosità naturali, peregrine e antiche, modificato strutturalmente dall’insigne prelato sotto la direzione dell’architetto Felice della Greca e reso insigne grazie all’attività di una schiera di pittori, indoratori, mosaicisti, miniatori, incisori, arazzieri, medaglisti ed intagliatori (conosciamo il nome di diversi maestri che hanno collaborato a questi abbellimenti: Francesco Milizia, Giovan Battista Laurenti, il fiammingo Giovanni Momper, il senese Bernardino Mei, Paolo Albertoni, Francesco Corallo, etc.); l’altro (Villa Versaglia), edificato ex-novo nell’agro formellese con il decisivo apporto dell’architetto Carlo Fontana ma ispirato alla reggia francese di Versailles, visitata dal Chigi durante un viaggio «diplomatico» presso Luigi XIV in qualità di legato pontificio; quindi luogo di delizie e residenza di villeggiatura campagnola del Cardinal nepote, sede di banchetti e battute di caccia, domicilio di letterati e musicisti, come Bernardo Pasquini (1637-1710), compositore, clavicembalista e organista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’obiettivo della mostra è però anche e soprattutto quello di dare un primo inquadramento generale di tutto il feudo, scoprendo le sue radici comuni e le ricchezze nascoste di tutti i centri della Provincia di Roma a Nord della Capitale che entrarono nel 1661 tra i domini della famiglia Chigi. Così nella rassegna vengono introdotti ed inquadrati ad uno ad uno i principali monumenti (e luoghi) della fase chigiana di Formello (Valle del Sorbo, Mola Chigi, Villa Versaglia, Palazzo Chigi, Scuderie di via Nazario Sauro, Mola dell’olio o frantoio Chigi), di Campagnano (edificio noto come “Il Postiglione” e annesso Granaio Chigi con la zona bonificata del Lago di Baccano e di Stracciacappe; il centro storico con il Palazzo Venturi, “Palazzo Chigi” in piazza Cesare Leonelli, accanto al Comune, dove ha sede l’Università Agraria, la Fontana dei Delfini nella piazza restaurata da Augusto Chigi nel 1753, il Borgo Paolino con la Porta Romana), di Magliano (“Rocca”), di Sacrofano (Chiese di S. Biagio e di S. Giovanni Battista), ed infine di Cesano, ricadente nel territorio comunale di Roma, con la cosiddetta «Casa Padronale», palazzotto multistratificato ubicato all’ingresso del Borgo con funzione di abitazione del fattore per tutte le più o meno nobili famiglie (i Narducci, i Valdambrini, i Franceschi, etc.) che sono state in possesso del feudo locale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Integrano e completano il percorso espositivo sezioni tematiche dedicate agli altri possedimenti della Famiglia in oggetto (a Siena, Roma ed Ariccia), ad aspetti della vita quotidiana nel Seicento (banchetti e musica), all’interesse dei Chigi per l’antichità etrusca e romana, e ai rapporti della stirpe con la Comunità religiosa formellese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La manifestazione, proposta dal Comune di Formello, ma nata sotto l’egida e con il patrocinio della Provincia di Roma, prevede, oltre all’esposizione monografica, altre attività culturali legate al soggetto ispiratore. Fino alla fine del corrente anno, con una sinergia mai finora tentata tra Comuni coinvolti (Formello, Campagnano, Sacrofano, Magliano Romano e Roma-XX Municipio) e singoli proprietari di immobili/monumenti privati, verranno infatti organizzate visite guidate ai siti Chigi del territorio, a cura di esperti del settore, e predisposti moduli didattici per tutte le scuole del comprensorio. Il tutto con il nobile intento culturale di favorire, a più livelli, la conoscenza delle espressioni e dei linguaggi estetici del Seicento, di valorizzare alcuni beni storico-artistici finora trascurati e, non ultimo, di cooperare alla coesione delle comunità locali, in un’ottica di origini condivise.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Chigi a Formello: il feudo, la storia e l’arte.&lt;br /&gt;Formello (RM), Sala Orsini di Palazzo Chigi, 14 novembre - 31 dicembre 2009.&lt;br /&gt;Orari di apertura e viste alla mostra: tutti i giorni 10.00-13.00; 15.00-18.00; chiusa il lunedì.&lt;br /&gt;Contatti ed info: 06.90194236 / 240; &lt;a href="http://www.comunediformello.it/"&gt;www.comunediformello.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2317793422791430440-3757790229528461115?l=khayyamsblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/feeds/3757790229528461115/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2317793422791430440&amp;postID=3757790229528461115" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/3757790229528461115?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/3757790229528461115?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2009/12/i-chigi-formello-il-feudo-la-storia-e.html" title="I Chigi a Formello: il feudo, la storia e l’arte" /><author><name>khayyamsblog@gmail.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09493836061317081725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="17811249717999757491" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/S1eECeBsslI/AAAAAAAAAO0/nQA5ECNw9Bk/s72-c/invito_chigi.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUQBSXg8eyp7ImA9WxNbFU4.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2317793422791430440.post-5479439682175160195</id><published>2009-11-18T11:47:00.006+03:30</published><updated>2009-11-18T12:05:58.673+03:30</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-18T12:05:58.673+03:30</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Cultura" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="eventi" /><title>Un gradito ritorno, una bella novità: il Caffè della Storia</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_CqZJ-tq50Pc/SwOxAdBW2YI/AAAAAAAAADo/hau09OHHgiQ/s1600/Invito+al+Caff%C3%A8+della+Storia+-+2009.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 479px; height: 226px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_CqZJ-tq50Pc/SwOxAdBW2YI/AAAAAAAAADo/hau09OHHgiQ/s320/Invito+al+Caff%C3%A8+della+Storia+-+2009.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405358599123163522" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Dopo il successo dell'edizione 2007 torna quest'anno, all'interno delle &lt;a href="http://www.giornatedellastoria.it/"&gt;Giornate della Storia&lt;/a&gt; e con una formula rinnovata, il &lt;a href="http://www.giornatedellastoria.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=48&amp;amp;Itemid=18"&gt;Caffè della Storia&lt;/a&gt;. La kermesse organizzata dall'associazione &lt;a href="http://www.giornatedellastoria.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=54&amp;amp;Itemid=28"&gt;Il Tempo La Storia&lt;/a&gt; di Roberto Bonuglia e Luca Giansanti, infatti, proporrà tutte le sere, presso gli spazi suggestivi della &lt;a href="http://www.librerialargonauta.com/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=41&amp;amp;Itemid=2"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Libreria L'Argonauta&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, una serie di reading, presentazioni e proiezioni di grande interesse: gli Autori, insieme a storici, giornalisti e registi, si misureranno con i temi della “grande Storia” e converseranno con il pubblico presso la &lt;a href="http://www.librerialargonauta.com/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=41&amp;amp;Itemid=2"&gt;Libreria L’Argonauta&lt;/a&gt;, a Roma, in Via Reggio Emilia, 89.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella libreria romana, dunque, si alterneranno con i loro ultimi lavori Oliviero Beha, Luciano Violante, Vincenzo Iurillo, Paolo Macry, Giovanni Fasanella, Gianfranco Pannone, Mirella Serri, Fabio Pierangeli, Paolo Guzzanti, Valeria Palumbo, Paolo Liguori e Carla Baroncelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco il calendario degli appuntamenti del &lt;a href="http://www.giornatedellastoria.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=48&amp;amp;Itemid=18"&gt;Caffè della Storia&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- LUNEDI 23 NOVEMBRE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORE 21.00: OLIVIERO BEHA&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/64854/i_nuovi_mostri"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;I nuovi mostri. Un paese senza intellettuali, un’opinione pubblica imbalsamata, una democrazia svenuta&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; (Chiarelettere)&lt;br /&gt;Ne discute con l'Autore: Marco Ravaglioli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- MARTEDI 24 NOVEMBRE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORE 18.00: LUCIANO VIOLANTE&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.einaudi.it/libri/libro/luciano-violante/magistrati/978880619751"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Magistrati&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; (Einaudi)&lt;br /&gt;Ne discutono con l'Autore: Michele Prospero, Carlo Vallauri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORE 21.00: BRUNO DE STEFANO e VINCENZO IURILLO&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.newtoncompton.com/index.php?lnk=101&amp;amp;ISBN=978-88-541-1474-6&amp;amp;idaut=1435%3B1780%3B&amp;amp;idcur"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Casta della monnezza. Dall’emergenza rifiuti alla crisi finanziaria, il ritratto di un Paese e di una classe politica sotto inchiesta&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; (Newton Compton)&lt;br /&gt;Ne discutono con l'Autore: Toni Mira, Roberto Bonuglia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- MERCOLEDI 25 NOVEMBRE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORE 18.00: PAOLO MACRY&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mulino.it/edizioni/volumi/scheda_volume.php?vista=scheda&amp;amp;ISBNART=13275"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gli ultimi giorni. Stati che crollano nell’Europa del Novecento&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;(Il Mulino)&lt;br /&gt;Ne discute con l'Autore: Luca Giansanti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORE 21.00: GIOVANNI FASANELLA e GIANFRANCO PANNONE&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/64281/il_sol_dellavvenire"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il sol dell’avve&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;nire. Il film rivelazione sulla nascita delle Brigate Rosse&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; (Chiarelettere)&lt;br /&gt;Ne discute con gli Autori: Sandro Provvisionato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- GIOVEDI 26 NOVEMBRE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORE 18.00: MIRELLA SERRI&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.corbaccio.it/scheda.asp?editore=Corbaccio&amp;amp;idlibro=6425&amp;amp;titolo=I+PROFETI+DISARMATI"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;I profeti disarmati. 1945-1948, la guerra fra le due sinistre&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; (Corbaccio)&lt;br /&gt;Ne discute con l'Autrice: Piergiorgio Mori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORE 21.00: FABIO PIERANGELI&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.edilet.it/autori.asp?action=readone&amp;amp;idautore=16"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;David Lajolo. Conversazione in una stanza chiusa con Leonardo Sciascia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; (Edilet)&lt;br /&gt;Ne discute con l'Autore: Marzia Consalvi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- VENERDI 27 NOVEMBRE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORE 18.00: PAOLO GUZZANTI&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.alibertieditore.it/windbook.asp?img=Paolo_Guzzanti_91px.jpg"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il mio agente Sasha. La Russia di Putin e l’Italia di Berlusconi ai tempi della seconda guerra fredda&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; (Aliberti Editore)&lt;br /&gt;Ne discute con l'Autore: Danilo Paolini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORE 21.00: VALERIA PALUMBO&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.fermento.net/catalogo/libro.php?id=96"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’ora delle ragazze Alfa&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;(Fermento)&lt;br /&gt;Ne discute con l'Autrice: Elena Doni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- SABATO 28 NOVEMBRE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORE 18.00: PAOLO LIGUORI&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mursia.com/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il terremoto della ricchezza. Inchiesta sull’Irpiniagate&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; (Mursia)&lt;br /&gt;Ne discute con l'Autore: Silvio Di Francia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORE 21.00: CARLA BARONCELLI&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.fernandel.it/index.php?option=com_jbook&amp;amp;task=view&amp;amp;Itemid=&amp;amp;catid=&amp;amp;id=172"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Per amore di cronaca. I miei ventitre anni al TG&lt;/span&gt;2&lt;/a&gt; (Fernandel)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TUTTI GLI INCONTRI SARANNO AD INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_CqZJ-tq50Pc/SwOwrGg34II/AAAAAAAAADg/O3Od5X9oBu0/s1600/Argonauta+-+logo12.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 130px; height: 125px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_CqZJ-tq50Pc/SwOwrGg34II/AAAAAAAAADg/O3Od5X9oBu0/s320/Argonauta+-+logo12.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405358232304083074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.librerialargonauta.com/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=41&amp;amp;Itemid=2"&gt;Libreria L'Argonauta&lt;/a&gt; - Via Reggio Emilia 89 - 00198 Roma - Tel. 06.8543443&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.librerialargonauta.com/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=41&amp;amp;Itemid=2"&gt;www.librerialargonauta.com&lt;/a&gt; - info@librerialargonauta.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2317793422791430440-5479439682175160195?l=khayyamsblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/feeds/5479439682175160195/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2317793422791430440&amp;postID=5479439682175160195" title="1 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/5479439682175160195?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/5479439682175160195?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2009/11/un-gradito-ritorno-una-bella-novita-il.html" title="Un gradito ritorno, una bella novità: il Caffè della Storia" /><author><name>Sara Bilotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15762406779802642108</uri><email>sarabonus@libero.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="11947172456057902467" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_CqZJ-tq50Pc/SwOxAdBW2YI/AAAAAAAAADo/hau09OHHgiQ/s72-c/Invito+al+Caff%C3%A8+della+Storia+-+2009.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEMNRXo4fyp7ImA9WxNUGUo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2317793422791430440.post-2047275790779698623</id><published>2009-11-12T01:12:00.002+03:30</published><updated>2009-11-12T01:24:54.437+03:30</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-12T01:24:54.437+03:30</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Cultura" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="eventi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="storia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Settimana storia" /><title>Le Giornate della Storia - 2009</title><content type="html">Dal 23 al 28 Novembre, a Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo, la grande Storia torna protagonista: un ciclo di &lt;a href="http://www.giornatedellastoria.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=47&amp;amp;Itemid=29"&gt;otto lezioni&lt;/a&gt; inaugurate da una Lectio Magistralis di Giovanni Sabbatucci racconteranno come il nostro Paese abbia, nel secolo scorso, vissuto ed affrontato le diverse “crisi” – sociali, economiche e politiche – che si sono succedute nel corso del Novecento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni giorno, infatti, le «&lt;a href="http://www.giornatedellastoria.it/"&gt;Giornate della Storia&lt;/a&gt;» faranno tappa in una Provincia diversa che si farà palcoscenico di due Lezioni durante le quali docenti di livello nazionale racconteranno in modo suggestivo la Storia italiana soffermandosi proprio sui momenti più difficili del «nostro» Novecento.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_wTkN0beLcZ4/SvsyUifMSVI/AAAAAAAACPc/3mqLJl6AEsc/s1600-h/GDS+2009.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 196px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_wTkN0beLcZ4/SvsyUifMSVI/AAAAAAAACPc/3mqLJl6AEsc/s320/GDS+2009.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402967506397448530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I temi e gli argomenti affrontati dalle Lezioni seguiranno una scansione cronologica che prenderà le mosse dalla &lt;a href="http://www.giornatedellastoria.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=47&amp;amp;Itemid=29"&gt;Lect&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.giornatedellastoria.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=47&amp;amp;Itemid=29"&gt;io Magistralis&lt;/a&gt; inaugurale di Giovanni Sabbatucci su Le grandi crisi nell’Italia del Novecento che si terrà a Roma, &lt;a href="http://www.giornatedellastoria.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=47&amp;amp;Itemid=29"&gt;a Palazzo Valentini, il 23 Novembre 2009 alle ore 11:00&lt;/a&gt;. Dall’Italia giolittiana alla Grande Guerra, dalla crisi dell’Italia liberale a quella dell’Italia fascista, dalla Guerra Fredda alle ombre del miracolo economico, dal «caso Moro» alla fine della «Prima Repubblica», tutta la Storia d’Italia sarà rivissuta seguendo nuove piste interpretative rievocando, appunto, i «tempi di crisi» del Ventesimo secolo italiano ed europeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A svolgere le otto Lezioni saranno docenti universitari dei più prestigiosi atenei italiani come Fulvio Cammarano, Barbara Bracco, Luca Baldissara, Federico Romero, Angiolina Arru, Matteo Pizzigallo, Agostino Giovagnoli e Maurizio Ridolfi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Storia italiana letta attraverso i “tempi di crisi” che il nostro Paese ha vissuto nel corso del Novecento: è questo, quindi, l’incipit della Manifestazione - curata da Roberto Bonuglia e Luca Giansanti, già organizzatori delle edizioni 2007 e 2008 della Settimana della Storia– che col suo ricco programma propone al grande pubblico una lettura nuova del nostro passato, condotta secondo l’originale criterio “trasversale” che ha contribuito in modo determinante al successo delle scorse edizioni della «Settimana della Storia»: nuovi e diversi ambiti di analisi dei fatti e delle vicende storiche letti non solo in senso cronologico ma anche interrogandosi sul come l’Italia li abbia vissuti, affrontati e superati al pari delle variabili economiche, politiche e sociali di solito considerate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma quest’anno non ci saranno solo le “Lezioni”. Il programma delle &lt;a href="http://www.giornatedellastoria.it/"&gt;Giornate della Storia&lt;/a&gt;, sarà completato da una serie di incontri con gli Autori che animeranno un gradito ritorno, quello del &lt;a href="http://www.giornatedellastoria.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=48&amp;amp;Itemid=18"&gt;Caffè della Storia&lt;/a&gt;. Dopo il successo del 2007, infatti, quest’anno, con una formula rinnovata e suggestiva, tutte le sere, a Roma, alle 18 e alle 21, presso la &lt;a href="http://www.librerialargonauta.com/"&gt;Libreria L’Argonauta&lt;/a&gt; (Via Reggio Emilia, 89 – 00198 Roma) &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_wTkN0beLcZ4/Svsyg5Gd8WI/AAAAAAAACPk/15SCq2vYE_o/s1600-h/GDS+2009+Titolo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 160px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_wTkN0beLcZ4/Svsyg5Gd8WI/AAAAAAAACPk/15SCq2vYE_o/s320/GDS+2009+Titolo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402967718626193762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;sarà possibile conversare con storici, giornalisti e registi che presentando le loro opere si misureranno con i temi della “grande Storia” e dell’attualità politica declinando il «narrare storico» secondo le proprie attitudini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella suggestiva location della &lt;a href="http://www.librerialargonauta.com/"&gt;Libreria L’Argonauta&lt;/a&gt;, infatti, da lunedì 23 novembre a sabato 28 novembre, si alterneranno con i loro ultimi lavori Oliviero Beha, Luciano Violante, Vincenzo Iurillo, Paolo Macry, Giovanni Fasanella, Gianfranco Pannone, Mirella Serri, Fabio Pierangeli, Paolo Guzzanti, Valeria Palumbo, Paolo Liguori e Carla Baroncelli. Gli incontri, organizzati in collaborazione con le case editrici, rappresenteranno un’occasione originale di inedito dibattito dal vivo con gli Autori di libri e Dvd in alcuni casi presentati in anteprima al grande pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le &lt;a href="http://www.giornatedellastoria.it/"&gt;Giornate della Storia&lt;/a&gt; potranno essere «seguite» nella loro programmazione anche grazie al sito internet &lt;a href="http://www.giornatedellastoria.it/"&gt;www.giornatedellastoria.it&lt;/a&gt;: una vetrina aggiornata che permetterà a tutti gli studiosi di storia – ma anche ai semplici appassionati della materia – di confrontarsi, proporre nuovi temi per le prossime edizioni, indicare il proprio gradimento per gli incontri a cui hanno assistito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le &lt;a href="http://www.giornatedellastoria.it/"&gt;Giornate della Storia&lt;/a&gt;, dunque, con le loro otto Lezioni e la settimana di Incontri con gli Autori del &lt;a href="http://www.giornatedellastoria.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=48&amp;amp;Itemid=18"&gt;Caffè della Storia&lt;/a&gt; rappresentano un appuntamento originale e suggestivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una Manifestazione culturale di alto profilo istituzionale che si svolge con il patrocinio dell’Ufficio di Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e proporrà un nuovo modo di leggere la storia coinvolgendo direttamente il grande pubblico e quello degli addetti ai lavori. Per questo, le &lt;a href="http://www.giornatedellastoria.it/"&gt;Giornate della Storia&lt;/a&gt; si impongono come l’evento culturale di maggior prestigio di questi giorni, certamente in grado di soddisfare un vero e proprio bisogno di conoscenza e di riscoperta della nostra Storia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2317793422791430440-2047275790779698623?l=khayyamsblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/feeds/2047275790779698623/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2317793422791430440&amp;postID=2047275790779698623" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/2047275790779698623?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/2047275790779698623?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2009/11/le-giornate-della-storia-2009.html" title="Le Giornate della Storia - 2009" /><author><name>vito.cirillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09014671706893001115</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09672524151723418076" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_wTkN0beLcZ4/SvsyUifMSVI/AAAAAAAACPc/3mqLJl6AEsc/s72-c/GDS+2009.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0ENRn87cSp7ImA9WxNUFk4.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2317793422791430440.post-3824796124379965763</id><published>2009-11-08T01:37:00.000+03:30</published><updated>2009-11-08T01:38:17.109+03:30</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-08T01:38:17.109+03:30</app:edited><title>Italo Calvino: La vita, le opere, i luoghi</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/SvXvqVMeSkI/AAAAAAAAAOQ/kt-6HaMA9m8/s1600-h/italo+calvino.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 283px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/SvXvqVMeSkI/AAAAAAAAAOQ/kt-6HaMA9m8/s400/italo+calvino.gif" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5401486838623783490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2317793422791430440-3824796124379965763?l=khayyamsblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/feeds/3824796124379965763/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2317793422791430440&amp;postID=3824796124379965763" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/3824796124379965763?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/3824796124379965763?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2009/11/italo-calvino-la-vita-le-opere-i-luoghi.html" title="Italo Calvino: La vita, le opere, i luoghi" /><author><name>khayyamsblog@gmail.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09493836061317081725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="17811249717999757491" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/SvXvqVMeSkI/AAAAAAAAAOQ/kt-6HaMA9m8/s72-c/italo+calvino.gif" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEMGR3o5cCp7ImA9WxNUEkU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2317793422791430440.post-282415300200249045</id><published>2009-11-04T01:35:00.004+03:30</published><updated>2009-11-04T01:43:46.428+03:30</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-04T01:43:46.428+03:30</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="levi strauss" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="antropologia" /><title>Addio, Monsieur Claude</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_oajwroNw4QE/SvCqz1v1J0I/AAAAAAAAASA/4mC3FdJNyh0/s1600-h/strauss.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 240px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_oajwroNw4QE/SvCqz1v1J0I/AAAAAAAAASA/4mC3FdJNyh0/s400/strauss.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5400003760794969922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'anno scorso ricordai ai pochi lettori del mio blog personale il &lt;a href="http://davidrettura.wordpress.com/2008/11/28/buon-compleanno-monsieur-claude/"&gt;centesimo compleanno&lt;/a&gt; del grande antropologo francese Levi Strauss.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora che il venerato autore di Tristi Tropici, il Crudo e il cotto, e di tanti altri testi che sono entrati a far parte dei classici dell'antropologia, delle scienze sociali e più in generale della cultura del Novecento è mancato, il dibattito sulla sua opera si farà di certo più serrato, anche in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non che non fosse già presente, sia pure nel asfittico panorama nazionale, rimasto, per il vasto pubblico dei non specialisti, ancora legato al dualismo tra De Martino e Malinovski: posso solo ricordare come già venti anni fa alcune sue riflessioni chiudessero quella enorme carrellata antologica del pensiero umano attraverso tre millenni che era I filosofi e le opere di Carlo Sini, destinata a degli imberbi studenti delle superiori. E svariate sono le antologie delle sue opere e le sillogi del suo pensiero pubblicate negli anni. Forse solamente Michel Foucault ha goduto, tra gli intellettuali francesi del secondo novecento di una tale e tanta considerazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è da augurarsi che questa perdita possa rivelarsi fruttifera, contribuendo, anche solo tra gli addetti ai lavori, al fiorire di un dibattito sulla natura imprescindibile dell'antropologia culturale come strumento di analisi del mondo contemporaneo, anche in ibridazione con altre discipline sociali come la sociologia, la storia; questo lavoro in altre sedi, come in Francia è già storia passata, come potremmo vedere tornando all'opera di Marcel Mauss, che per Levi Strauss fu di grande ispirazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Immagine dal sito &lt;a href="http://portal.unesco.org/en/ev.php-URL_ID=29008&amp;amp;URL_DO=DO_TOPIC&amp;amp;URL_SECTION=201.html"&gt;UNESCO&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2317793422791430440-282415300200249045?l=khayyamsblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/feeds/282415300200249045/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2317793422791430440&amp;postID=282415300200249045" title="1 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/282415300200249045?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/282415300200249045?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2009/11/addio-monsieur-claude.html" title="Addio, Monsieur Claude" /><author><name>David.Rettura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02102612027708715549</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06481784721623461705" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_oajwroNw4QE/SvCqz1v1J0I/AAAAAAAAASA/4mC3FdJNyh0/s72-c/strauss.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkEAQ346eSp7ImA9WxNUEUk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2317793422791430440.post-1686815864633257894</id><published>2009-11-01T21:21:00.000+03:30</published><updated>2009-11-02T11:27:22.011+03:30</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-02T11:27:22.011+03:30</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="libri" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="editoria" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="librerie" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Cultura" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="narrativa" /><title>Cosa leggono gli italiani? News e indiscrezioni tra gli scaffali</title><content type="html">di &lt;span style="color: rgb(255, 204, 51);"&gt;Marinella La Rosa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa attrae di più i lettori italiani in queste settimane, affascinati dall’eco della kermesse della Fiera del libro di Francoforte e confusi da un premio nobel per la letteratura ad una scrittrice priva di fama in Italia come la romena &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Herta_M%C3%BCller"&gt;Herta Müller&lt;/a&gt;?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Francoforte, quest’anno la Buchmesse che si è tenuta dal 14 al 18 ottobre ha avuto come ospite d’onore la Cina, il più imponente modello di stato autoritario, il nuovo centro del mondo dove spesso si sperimenta il futuro dell’umanità. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/Su4Go9xZX8I/AAAAAAAAAN4/GPeiraQpwiY/s1600-h/car-cina.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 144px; height: 193px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/Su4Go9xZX8I/AAAAAAAAAN4/GPeiraQpwiY/s400/car-cina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399260304110084034" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La Cina è senza dubbio il paese che sta attraversando i mutamenti più veloci e dolorosi del pianeta. E sono diversi i libri che ci aiutano a capire le trasformazioni di questo grande Paese: tra gli autori più controversi  Yu Hua con il suoi  e &lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788807017834/yu-hua/arricchirsi-glorioso-brothers.html"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Brothers&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788807017834/yu-hua/arricchirsi-glorioso-brothers.html"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Arricchirsi è glorioso&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, editi per Feltrinelli, che ci propone delle commedie impertinenti e assurde sulla Cina contemporanea.  Mo Yan con l’ultima opera le &lt;a href="http://www.bol.it/libri/sei-reincarnazioni-Ximen-Nao/Mo-Yan/ea978880618578/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sei reincarnazioni di Ximen nao&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; edito Einaudi, ci racconta i  mutamenti che dal regime di Mao hanno portato alla ricchezza di oggi,  senza dimenticare i suoi scritti più famosi &lt;a href="http://www.tuttocina.it/editoria/sorg_ros.htm"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sorgo rosso&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.stradanove.net/news/testi/libri-02b/lapic1109020.html"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Grande seno, fianchi larghi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Una raccolta interessante è presentata nella collana Oscar piccola biblioteca Mondadori  con il titolo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Made in China&lt;/span&gt;, racconti di emergenti autori cinesi che ci narrano cosa significa vivere nella Cina di inizio terzo millennio. Il nostro Federico Rampini, profondo conoscitore delle dinamiche del continente asiatico, ci aiuta a comprenderlo con i suoi saggi &lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788804572244/rampini-federico/ombra-mao-sulle.html"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'Ombra di Mao&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; e l’&lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788804566403/rampini-federico/impero-cindia-cina.html"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Impero di Cindia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; usciti anch’essi  per Mondadori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Herta Müller, chi è costei? In Italia pressoché una sconosciuta. Il suo romanzo più rilevante è stato pubblicato nel 2008 con il titolo &lt;a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/10/02/il-paese-delle-prugne-verdi/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Paese delle prugne verdi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/Su4GQEPG7DI/AAAAAAAAANw/1odk9BGGLkw/s1600-h/herta_muller.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 317px; height: 198px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/Su4GQEPG7DI/AAAAAAAAANw/1odk9BGGLkw/s400/herta_muller.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399259876348587058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;per Keller, editore di Rovereto, e ora che è stata insignita del Premio Nobel, è uscita velocemente una riedizione per Marsilio di &lt;a href="http://gruppodilettura.wordpress.com/2009/10/23/%E2%80%9C-in-viaggio-su-una-gamba-sola%E2%80%9D-le-vite-slegate-e-gli-echi-pavesiani-di-herta-muller/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;In viaggio su una gamba sola&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. I temi trattati dall’autrice riguardano le persecuzioni della minoranza di lingua tedesca in Romania durante la dittatura di Ceauşescu, ma sarà la curiosità del pubblico più attento a dirci, tra qualche settimana, se la lettura è stata all’altezza delle aspettative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma cosa preferiscono in questi giorni maggiormente i lettori?&lt;br /&gt;Il tema del “Tempo” viene affrontato da Antonio Tabucchi  nel suo &lt;a href="http://www.agatinogrillo.it/content/il-tempo-invecchia-fretta-di-antonio-tabucchi"&gt;ultimo romanzo&lt;/a&gt; pubblicato per Feltrinelli,  nel quale narra di come il nostro tempo sia sfuggevole, mal vissuto, un tempo delle coscienze addormentate o della memoria offuscata che ci fa riflettere sul vissuto recente, nel quale ci sentiamo comunque estranei.&lt;br /&gt;La contemporaneità è analizzata anche da un altro premio Nobel Josè Saramago nel suo saggio &lt;a href="http://forum.gamesource.it/world-source/tema-libero/libri/15194-jose-saramago-il-quaderno.html"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Quaderno&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, edito da Bollati Boringhieri con la prefazione di Umberto Eco, che con un taglio sferzante, pone lo sguardo sul nostro presente, senza risparmiarci  punte di amarezza e sapiente poesia.&lt;br /&gt;I lettori seguono con interesse un altro autore insignito con il Premio Nobel per la letteratura: Orhan Pamuk. La sua Istanbul riemerge nuovamente nel nuovo romanzo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788806198084/Il_museo_dell%27innocenza/Orhan_Pamuk.html"&gt;Il museo dell’innocenza&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;pubblicato per Einaudi, nel quale le vicende d’amore tra due promessi sposi Kemal e Sibel e l’amante di lui, Füsun, fanno da sottofondo alla descrizione della Turchia degli Anni Settanta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ancora, tra gli autori che interessano il grande pubblico non poteva mancare Andrea Camilleri che non fa passare nemmeno pochi mesi tra una pubblicazione e l’altra, che riappare con &lt;a href="http://www.vigata.org/bibliografia/larizzagliata.shtml"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Rizzagliata&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;  per Sellerio, nel quale le storie legate attorno alla morte di una ragazza, Amalia Sacerdote, figlia del segretario generale dell’Assemblea regionale sono intrecciate a diversi eventi che evocano il presente del nostro Paese, assimilata ad una  “rizzaglia “, termine con il quale si indica la rete a  forma di campana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resiste dall’estate l’interesse dei lettori per una fortunata uscita di Adelphi, del romanzo &lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/06/17/zia-mame-il-romanzo-per-un-estate.html"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zia Mame&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;di Patrick Dennis, una divertente avventura ambientata nell’America degli Anni Venti. Un ragazzino  rimasto solo è affidato a una zia sconosciuta, molto eccentrica, che gli farà da tutore e che lo condurrà in un turbinio di storie, lungo tre decenni.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/Su4HYvl1dKI/AAAAAAAAAOI/Yj59ZKGyv90/s1600-h/coelho.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 210px; height: 195px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/Su4HYvl1dKI/AAAAAAAAAOI/Yj59ZKGyv90/s400/coelho.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399261124937217186" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei giorni del Festival Internazionale del Film di Roma, inoltre, va ricordato che l’amatissimo Paulo Coelho ha presentato la pellicola &lt;a href="http://paulocoelhoblog.com/experimental-witch/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Experimental Witch&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; per la categoria L’Altro Cinema; un adattamento sperimentale del suo libro &lt;a href="http://www.lastregadiportobello.it/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Strega di Portobello&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;,  creato dalle proposte dei lettori attraverso un blog, con la supervisione di Elisabetta Sgarbi della Bompiani, la casa editrice che pubblica tutti gli scritti di Coelho. Si tratta in realtà di un lungometraggio con quattordici opere differenti, realizzate da diversi registi, che sono comunque riusciti a rimanere conformi al testo. L’autore brasiliano si è dichiarato entusiasta del risultato e del contatto con il suo pubblico, pensando già alla trasformazione di altri suoi libri in opere cinematografiche, cosa che in realtà molto spesso non lo aveva interessato, per paura della delusione che in molti casi questa trasformazione crea dal testo al film. Intanto in libreria la sua nuova uscita &lt;a href="http://www.sololibri.net/Il-vincitore-e-solo-di-Paulo.html"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Vincitore è solo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, ha riscosso un notevole interesse nel pubblico. La storia ambientata al Festival di Cannes, in cui il protagonista Igor Malev cerca di riconquistare l’ex moglie Ewa, permette in realtà di riflettere sui tempi in cui viviamo, e dei valori che maggiormente ci attraggono. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/Su4HPwV9K3I/AAAAAAAAAOA/JVjJcpyQGYQ/s1600-h/carlotto+massimo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 238px; height: 178px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/Su4HPwV9K3I/AAAAAAAAAOA/JVjJcpyQGYQ/s400/carlotto+massimo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399260970520226674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La ricerca del lusso e del successo spesso  ci fanno dimenticare di ascoltare quello che abbiamo in fondo al cuore e che è più vero dell’effimero così agognato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E gli amanti del noir di cosa si nutrono in queste settimane?&lt;br /&gt;Finalmente di un interessante ritorno, ad allietarli è riapparso Massimo Carlotto con &lt;a href="http://www.milanonera.com/?p=2603"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’amore del Bandito&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Continuano le investigazioni dell’Alligatore, che insieme ai suoi amici, si trova ad affrontare un nuovo caso fitto di misteri da risolvere, legati alla malavita del Nord Est.&lt;br /&gt;Ma soprattutto siamo pronti alla nuova uscita in italiano di Dan Brown? Arriva sugli scaffali di tutte le librerie, il 23 ottobre, la traduzione di &lt;a href="http://www.booksblog.it/post/5235/the-lost-symbol-lultimo-romanzo-di-dan-brown-venduto-e-letto-a-tempo-di-record"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;The lost Symbol&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;ambienta a Washington. Robert Langdon, un esperto di simbologia dell’università di Harvard dovrà interpretare un manoscritto ritrovato nel Campidoglio per poter salvare dal rapimento Peter Salomon, suo maestro. L’avventura si svilupperà attraverso il mondo massonico e i suoi simboli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2317793422791430440-1686815864633257894?l=khayyamsblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/feeds/1686815864633257894/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2317793422791430440&amp;postID=1686815864633257894" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/1686815864633257894?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/1686815864633257894?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2009/11/cosa-leggono-gli-italiani-news-e.html" title="Cosa leggono gli italiani? News e indiscrezioni tra gli scaffali" /><author><name>khayyamsblog@gmail.com</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09493836061317081725</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="17811249717999757491" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_JxgsOhJqJBM/Su4Go9xZX8I/AAAAAAAAAN4/GPeiraQpwiY/s72-c/car-cina.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;D0UFRXk7fSp7ImA9WxNUEEs.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2317793422791430440.post-7148174776674482783</id><published>2009-11-01T11:53:00.007+03:30</published><updated>2009-11-01T12:16:54.705+03:30</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-01T12:16:54.705+03:30</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Fortunato" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="letteratura" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="mezzogiorno" /><title>Il Mezzogiorno prima di Carlo Levi: Giustino Fortunato e i primi scritti sull'Italia meridionale</title><content type="html">&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/Su1IV3V8ZdI/AAAAAAAABUU/niXJEtjhP7w/s1600-h/aglianico.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 241px; height: 149px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/Su1IV3V8ZdI/AAAAAAAABUU/niXJEtjhP7w/s320/aglianico.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399051068757534162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;All'inizio del Ventesimo secolo tutta una letteratura politica propose la questione contadina del Sud  Italia in modo alternativo rispetto a quanto aveva fatto il  compromesso risorgimentale. La "&lt;a href="http://www.pbmstoria.it/dizionari/storia_mod/q/q017.htm"&gt;questione meridionale&lt;/a&gt;" era favorita nella sua diffusione dal clima di risveglio della intelligencija liberale borghese (avversa all’affermazione, nel nostro Paese, di una società industriale timorosa com'era che ciò avesse potuto favorire il sorgere di una forza democratizzante non controllabile); ma ancora più dal processo di revisione dell’unità d’italia, che trovava larga attenzione nella cultura contemporanea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa "nuova" letteratura riformistica, aperta alle istanze più valide del positivismo, e divergente dall’idealismo storicista di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Benedetto_Croce"&gt;Croce&lt;/a&gt;, tenderà ad utilizzare in senso democratico e nella prospettiva di una dimensione reale del paese le forze culturali contemporaneamente impegnate in battaglie che oggi, col senno di poi, possiamo davvero definire "velleitarie." Dall’inizio del secolo all’assestamento del regime fascista, partendo da un’analisi della struttura economica produttiva del Sud, i meridionalisti propugneranno un rinnovamento sostanziale nel rapporto di forza tra le classi, che sarebbe stato possibile solo con la sconfitta del blocco sociale dominante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo humus culturale si origina e sviluppa una saggistica che, per essere stata prodotta in tempi lunghi, interessa  ancora oggi il dibattito su questi temi e va assolutamente considerata nella sua continuità politica e letteraria. Nel secondo dopoguerra diviene infatti "mediazione non secondaria" tra narrativa borghese ottocentesca e narrativa socialista: molti scrittori (da Jovine a Levi, a &lt;a href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2008/06/luva-puttanella-di-scotellaro-poeta.html"&gt;Scotellaro&lt;/a&gt;, a Sciascia) la utilizzano ideologicamente come poetica del sottosviluppo.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/Su1IRD8yrGI/AAAAAAAABUM/tGtAe51DsJs/s1600-h/Giustino+Fortunato.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 190px; height: 239px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/Su1IRD8yrGI/AAAAAAAABUM/tGtAe51DsJs/s320/Giustino+Fortunato.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399050986242354274" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Interprete di una realtà meridionale da decifrare al di fuori di ogni mitologia (in conformità alle tesi climatologiche di Herder: «il grande fattore di disparità è il clima») il lucano don &lt;a href="http://www.basilicatanet.it/conoscerebasilicata/cultura/biblioteca/Giustino%20Fortunato.htm"&gt;Giustino Fortunato&lt;/a&gt; (Rionero, 1848-Napoli, 1932), contro la retorica tradizionale dell’ubertà del Sud, individuò nella disparità di strutture geofisiche l’ostacolo primario all’unificazione effettiva del nostro paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appartenente ad antica famiglia di proprietari terrieri, egli fu sollecitato a questo realismo politico dal continuo contatto con gli innumerevoli problemi di civiltà agraria nella derelitta terra della Basilicata, «povero fiosso dello stivale, che volto a Mezzogiorno tra l’Appennino e le Murge, non è tutto se non un altipiano di argille assai feconde, di marruche ne’ saldi e di gramigne ne’ campi » (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mezzogiorno e lo stato italiano&lt;/span&gt;, Bari, Laterza, 1911, p. 318).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella caparbia esplorazione del suo paese gli fu compagno il fratello Ernesto, pionere della bonifica agraria e creatore di un’azienda modello nella pianura sterminata e malarica di Gaudiano. Egli era già stato discepolo di Settembrini e aveva frequentato la seconda scuola di De Sanctis (1872-6), ma dal positivismo acquisì il concetto di cultura come esercizio e attività sociale riformista nell’ambito ideale del «buon governo». &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/Su1HsLkfT1I/AAAAAAAABUE/RFGOmpw-chY/s1600-h/sud+italia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 222px; height: 195px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/Su1HsLkfT1I/AAAAAAAABUE/RFGOmpw-chY/s320/sud+italia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399050352632745810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In solida corrispondenza alla serietà metodologica di Pasquale Villari, lo scolaro cattolico della prima scuola desanctisiana, e autore delle importanti "&lt;a href="http://bepi1949.altervista.org/villari/villari.html"&gt;Lettere meridionali&lt;/a&gt;" Fortunato iniziò la sua attività pubblicistica sulle colonne dei moderati napoletani "La Patria" e "L’Unione nazionale". Ma fu soprattutto nella «Rassegna settimanale di politica, scienze, lettere e arti» di Firenze (dal 1877), che ipotizzò un piano di sviluppo meridionale adeguato alla realtà del paese sulla base di determinazioni economiche e geografiche precise. Alla geografia (dirà) è dovuto «il vario arruffato corso di tutta la nostra storia nel quale, per secoli, una parte della nazione visse e soffrì straniera all’altra» (op. cit., p. 6). Deputato del collegio di Melfi dal 1880 al 1909 e poi da quest’anno nominato senatore, fu sempre legato al gruppo conservatore di &lt;a href="http://www.fazzinimercantini.it/fazzini/lavoro%20minorile/nuova_pagina_27.htm"&gt;Sonnino e Franchetti&lt;/a&gt; coi quali aveva avviato la «Rassegna settimanale», il primo grande periodico politico che abbia avuto l’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quale meridionalista liberale propose dunque gli interventi correttivi più idonei alla realtà del Sud (politica liberistica di credito e di riduzione del peso tributario in favore dello sviluppo capitalistico dell’agricoltura italiana; repressioni di abusi delle consorterie locali), ma non seppe nel suo riformismo prudente e fedele alla classe di appartenenza, indicare le misure radicali indispensabili per la soluzione dei problemi prospettati. Il suo merito principale fu piuttosto quello di riproporre ostinatamente il problema nella discussione complessiva sullo stato italiano.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2317793422791430440-7148174776674482783?l=khayyamsblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/feeds/7148174776674482783/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2317793422791430440&amp;postID=7148174776674482783" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/7148174776674482783?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/7148174776674482783?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2009/11/il-mezzogiorno-prima-di-carlo-levi.html" title="Il Mezzogiorno prima di Carlo Levi: Giustino Fortunato e i primi scritti sull'Italia meridionale" /><author><name>roberto.bonuglia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14372901247888457985</uri><email>robertobn78@libero.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="16863157064875190272" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/Su1IV3V8ZdI/AAAAAAAABUU/niXJEtjhP7w/s72-c/aglianico.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEEAR386eCp7ImA9WxNUEE0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2317793422791430440.post-1502216645522231384</id><published>2009-10-31T19:48:00.003+03:30</published><updated>2009-10-31T20:00:46.110+03:30</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-31T20:00:46.110+03:30</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cinema" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Zurli" /><title>La morte di Guido Zurli e il film mai girato sulla situazione palestinese</title><content type="html">&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/qxkk3do4lyA&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/qxkk3do4lyA&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="344" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;Il 23 ottobre si è spento il regista Guido Zurli. Regista di film, opere teatrali, trasmissioni televisive.&lt;br /&gt;Aveva girato una trentina di film di vario genere: dal western all'horror. Era molto conosciuto all'estero dove aveva numerosi club di ammiratori (soprattutto in Turchia e nei Paesi balcanici). Era un uomo affabile e cordiale. Dotato di un grande senso di professionalità amava scrivere le sceneggiature dei suoi film. Era un uomo che non amava la vanità e preferiva la modestia. Aveva un grande senso dell'amicizia. Recentemente i suoi film hanno avuto molto successo tra i giovani. Non è riuscito a realizzare un film a cui aveva pensato molto: "la situazione palestinese".&lt;br /&gt;Il suo film avrebbe voluto essere un contributo alla pace in Medio Oriente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2317793422791430440-1502216645522231384?l=khayyamsblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/feeds/1502216645522231384/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2317793422791430440&amp;postID=1502216645522231384" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/1502216645522231384?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/1502216645522231384?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2009/10/la-morte-di-guido-zurli-e-il-film-mai.html" title="La morte di Guido Zurli e il film mai girato sulla situazione palestinese" /><author><name>vito.cirillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09014671706893001115</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09672524151723418076" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CE8ER3s8fCp7ImA9WxNUEE0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2317793422791430440.post-2083150597234045240</id><published>2009-10-31T15:42:00.000+03:30</published><updated>2009-10-31T18:56:46.574+03:30</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-31T18:56:46.574+03:30</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="vacanze" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="hitler" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="architettura" /><title>Le "vacanze" all'ombra della svastica...</title><content type="html">Sull’&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/R%C3%BCgen"&gt;Isola di Rügen&lt;/a&gt;, nel nord-est della Germania, tra le pinete adiacenti al Mar baltico, oggi come ieri campeggia il complesso balnerare di Prora: avrebbe dovuto ospitare 20.000 villeggianti e 2.000 dipendenti. Ma non è un flop della moderna azienda turistica. Tutt’altro. E’ una vera e propria opera d’arte architettonica arrivata fino a noi dagli Anni Trenta: a gestirlo, infatti, la cosiddetta &lt;a href="http://www.italia-liberazione.it/it/iclarivista.php?art=459"&gt;Kraft durch Freude&lt;/a&gt;” (KdF = forza attraverso la gioia), l’organizzazione del dopolavoro controllata dal fronte dei lavoratori tedeschi, il braccio sindacale del partito nazista.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_c3SVDe9-R6s/SqTrAk_tyhI/AAAAAAAAAFY/A9yUY7Cw3es/s1600-h/prora+progetto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 361px; height: 183px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_c3SVDe9-R6s/SqTrAk_tyhI/AAAAAAAAAFY/A9yUY7Cw3es/s320/prora+progetto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378682250150660626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;11.463 camere con vista, ognuna identica all’altra e tutte incastonate in un immenso edificio di &lt;a href="http://www.tripandom.com/europe/hitlers-prora-spa/"&gt;4,5 km di lunghezza&lt;/a&gt;. Si avete letto bene, 4 kilometri e mezzo… Una gigantesca barriera di cemento armato, una monotona e grigia serpentina di edifici che fa da cerniera tra il Mar Baltico e la foresta di pini dell’isola di Rügen, nei pressi di Binz, la città che ispirò a suo tempo i quadri di caspar David Friedrich. Il complesso era stato progettato nel 1936 e Adolf Hitler in persona aveva ordinato la realizzazione di questo primo &lt;a href="http://www.guardian.co.uk/theguardian/2000/aug/31/features11.g23"&gt;prototipo di villaggio turistico&lt;/a&gt; di dimensioni industriali, precursore di un «turismo di massa» che sotto l’egida della dittatura nazista «serviva anche da valvola di sfogo per un popolo in procinto di marciare alla conquista del mondo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma l’imponente opera d’arte architettonica di turista non ne ha visto nemmeno uno. Quando, nel settembre del 1939, le truppe della &lt;a href="http://www.wehrmacht.it/"&gt;Wehrmacht &lt;/a&gt;invasero la Polonia &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_c3SVDe9-R6s/SqTrGxJR-dI/AAAAAAAAAFg/ofy_9vkEyHs/s1600-h/prora.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 389px; height: 191px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_c3SVDe9-R6s/SqTrGxJR-dI/AAAAAAAAAFg/ofy_9vkEyHs/s320/prora.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378682356491221458" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;innescando la Seconda Guerra Mondiale, il villaggio turistico non era ancora completamente ultimato e i suoi operai e muratori vennero dirottati negli stabilimenti bellici o direttamente al fronte. Solo dopo la disfatta della Germania nazista, &lt;a href="http://www.buzzle.com/editorials/11-22-2002-30857.asp"&gt;Prora&lt;/a&gt; venne riscoperta e adibita a una funzione forse più attinente alla sua mole architettonica: a caserma dell’Armata Rossa e a campo di addestramento per i suoi soldati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un storia davvero incredibile, quindi…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma cos’era la KdF? La KdF era uno dei più importanti ingranaggi nella perfetta macchina propagandistica dei nazisti: gestiva il tempo libero dei tedeschi, dalle attività sportive e culturali allargate alle masse dei lavoratori, fino alle vacanze «per tutti», e questo in un’epoca nella quale le ferie erano ancora un privilegio riservato «a pochi eletti». Ancora oggi in Germania sono molti gli anziani che ricordano con piacere le numerose attività offerte dalla KdF: le crociere a bordo dei transatlantici nel Mediterraneo, le escursioni di gruppo nelle Alpi o le serate nei grandi teatri dell’opera divenute finalmente abbordabili anche per le classi più umili del popolo.&lt;br /&gt;Ogni singolo cittadino all’epoca, infatti, aveva l’illusione di essere parte integrante del popolo eletto e di poter accedere a tutti i suoi privilegi, dimenticando anche i lati meno piacevoli imposti dal regime totalitario e dalle sue restrizioni alle libertà personali. Grazie alla &lt;a href="http://www.italia-liberazione.it/it/iclarivista.php?art=459"&gt;KdF &lt;/a&gt;(che nei suoi anni migliori organizzò le vacanze di 9.000.000 di persone, facendo partecipare altri 34.000.000 a spettacoli teatrali e 7.000.000 a manifestazioni sportive), il regime aveva a disposizione un ottimo strumento &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_c3SVDe9-R6s/SqTqz3rdd0I/AAAAAAAAAFI/W3DOp03L-04/s1600-h/prora+hitler.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 250px; height: 186px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_c3SVDe9-R6s/SqTqz3rdd0I/AAAAAAAAAFI/W3DOp03L-04/s320/prora+hitler.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378682031827679042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di controllo e di manipolazione delle masse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i villeggianti mandati in ferie c’erano anche gli agenti della &lt;a href="http://www.jewishvirtuallibrary.org/jsource/Holocaust/Gestapo.html"&gt;Gestapo &lt;/a&gt;che sorvegliavano comportamenti sospetti e identificavano le persone potenzialmente pericolose… quelle che si sottraevano al canto in gruppo dell’inno nazionale, al saluto nazista quando salpava un transatlantico, o che non partecipavano alle proiezioni dei film propagandistici nel corso delle escursioni. Le attività della KdF, inoltre, non servivano soltanto al relax o a uno svago fine a se stesso del popolo, ma anche al suo rafforzamento fisico e morale in vista di missioni ben più importanti. «Voglio un popolo con i nervi ben saldi, perché solo così si possono perseguire grandi obiettivi politici», dichiarò in un suo discorso programmatico il gerarca nazista &lt;a href="http://www.olokaustos.org/bionazi/leaders/ley.htm"&gt;Robert Ley&lt;/a&gt;. Le ferie come addestramento alla guerra: anche questo era un compito della KdF e la funzione di un albergo-caserma come quello realizzato a Prora era proprio questo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le stanze dell’immenso villaggio turistico non erano molto grandi, perché pensate solo per il riposo notturno. Erano lunghe cinque metri e larghe due e mezzo. Vista l’impossibilità d’intrattenersi in stanza, gli ospiti del complesso sarebbero così confluiti automaticamente nelle strutture comunitarie del villaggio: nei suoi caffè con 2.000 posti, lungo i vialoni e le scalinate trionfalistiche che collegavano tra loro i singoli edifici e la stess&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_c3SVDe9-R6s/SqTq6D2fzeI/AAAAAAAAAFQ/VChvl-OABq4/s1600-h/proradamberg.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 362px; height: 246px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_c3SVDe9-R6s/SqTq6D2fzeI/AAAAAAAAAFQ/VChvl-OABq4/s320/proradamberg.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378682138174410210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;a spiaggia, nell’immenso palazzo congressi che avrebbe contenuto 20.000 spettatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una fabbrica vacanziera funzionale ed efficiente per la quale gli architetti di Hitler progettavano anche un collegamento diretto alla rete ferroviaria e una linea di trasporti interni da far scorrere sotto il rettilineo di edifici. Fino a oggi, Prora è rimasta la più grande costruzione in cemento armato mai realizzata in Germania… una cattedrale nel deserto che, dopo la partenza dell’&lt;a href="http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_981523098/Armata_Rossa.html"&gt;Armata Rossa&lt;/a&gt; dalla Germania, è stato completamente abbandonata. Urbanisti e autorità locali discutono da tempo su un suo possibile utilizzo futuro e le idee spaziano dall’ospizio di massa alla colonia per bambini orfani. In realtà, nessuno se la sente di mettere le mani su di un rudere storicamente così controverso. Ma è un gran peccato perché un’opera d’arte come questa non dovrebbe essere lasciata in pasto alle cicogne, alle rondini ed ai gabbiani…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2317793422791430440-2083150597234045240?l=khayyamsblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/feeds/2083150597234045240/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2317793422791430440&amp;postID=2083150597234045240" title="6 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/2083150597234045240?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/2083150597234045240?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2009/09/le-vacanze-allombra-della-svastica.html" title="Le &quot;vacanze&quot; all'ombra della svastica..." /><author><name>antonella zatti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15723331729816258671</uri><email>antonellazt83@libero.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="03146918350148989989" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_c3SVDe9-R6s/SqTrAk_tyhI/AAAAAAAAAFY/A9yUY7Cw3es/s72-c/prora+progetto.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">6</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkMNQ348fSp7ImA9WxNVE0s.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2317793422791430440.post-7553738613803684951</id><published>2009-10-24T12:54:00.000+03:30</published><updated>2009-10-24T10:44:52.075+03:30</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-24T10:44:52.075+03:30</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Roma" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Anni Sessanta" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="letteratura" /><title>Derby letterario e vita quotidiana di due romani d'adozione: il 1967 di Patti e De Feo</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/Scy68rDgxUI/AAAAAAAABA4/MOxdVmxCUoQ/s1600-h/patti.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 140px; height: 195px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/Scy68rDgxUI/AAAAAAAABA4/MOxdVmxCUoQ/s320/patti.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317830811530085698" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;All'ombra di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Maria_Ortese"&gt;Anna Maria Ortese&lt;/a&gt;, vincitrice del Premio Strega nel 1967 col suo "&lt;a href="http://insonnoeinveglia.splinder.com/archive/2006-10"&gt;Poveri e semplici&lt;/a&gt;", pochi ricordano che si consumò una lotta "durissima" e del tutto "particolare" tra due scrittori "romani" d'adozione: &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ercole_Patti"&gt;Ercole Patti&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.avaglianoeditore.it/upload/rassegna_stampa/De%20feo%20sul%20Corriere%20Adriatico%20.pdf"&gt;Sandro De Feo&lt;/a&gt;. I due, all'epoca, erano inseparabili amici da più di trent'anni, lucenti stelle delle notti romane, ascoltati protagonisti delle chiacchierate al caffè, ottimi "tavolieri" delle trattorie romane all’aperto. Quelli della migliore &lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/07/23/la-roma-sfatta-mercenaria-di-sandro-de.html"&gt;Roma felliniana&lt;/a&gt;, insomma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I due scrittori nel 1967 erano fra i cinque finalisti del &lt;a href="http://www.zam.it/strega.php"&gt;premio Strega&lt;/a&gt; che la sera del 4 luglio fu assegnato ad una Ortese in "grande spolvero": il miraggio di uno dei più prestigiosi premi letterari italiani non riuscì, però, a renderli nemici, a invischiarli nelle polemiche, nelle lotte elettorali che rispuntavano puntuali a giugno come (poteva allora sentirsi, in una capitale senza smog) il profumo dei tigli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma chi erano Patti e De Feo, autori "minori" alla &lt;a href="http://www.italica.rai.it/index.php?categoria=biografie&amp;amp;scheda=flaiano"&gt;Flaiano&lt;/a&gt;, "indegni" di essere conosciuti al grande pubblico ancora oggi (De Feo non ha nemmeno una voce in &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sandro_De_Feo"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;...), esiliati in quel limbo letterario che pone alcuni grandi autori fuori dai programmi scolastici?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una intervista del 1967 Patti inquadrò subito la "concorrenza leale" che avrebbe vissuto in quella "bella estate", una sorta di derby letterario consumato all'ombra dei platani di Via Veneto tra Campari e patatine: «Ho finito di scrivere il mio romanzo “&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Un_bellissimo_novembre"&gt;Un bellissimo novembre&lt;/a&gt;”, e l’ho presentato allo Strega. Intanto De Feo stava dando gli ultimi ritocchi al suo, ”&lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2008/settembre/05/FEO_INSABBIATO_DELLA_LETTERATURA_co_9_080905114.shtml"&gt;I cattivi pensieri&lt;/a&gt;”. Io sape&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/Scy62Wt2FGI/AAAAAAAABAw/CB0qq_C8gXE/s1600-h/35+Sandro_De_Feo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 161px; height: 220px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/Scy62Wt2FGI/AAAAAAAABAw/CB0qq_C8gXE/s320/35+Sandro_De_Feo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317830702991283298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;vo che teneva in modo particolare a questo libro. Ne parlammo e decidemmo che, amici come siamo, potevamo anche giocare allo stesso gioco. Vedremo se qualcuno di noi arriverà al traguardo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i due "litiganti", come sappiamo, "godè" l'&lt;a href="http://www.italialibri.net/autori/orteseam.html"&gt;Ortese &lt;/a&gt;ma tra Patti e De Feo nulla cambiò. Continuarono a telefonarsi, a vedersi quasi ogni sera, a discutere sul fatto che quest'ultimo non avesse mai sonno e che, invece, il catanese Patti ne avesse eccome tanto da voler andare, ogni sera, a dormire presto. Timida volontà, però, quella di Patti: finiva sempre col seguire De Feo nelle "peregrinazioni" notturne. «Sono un mite», diceva Patti di sè stesso, «anzi un remissivo»...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Patti e De Feo: tutti e due provinciali - uno venuto dalla Sicilia (Catania) l’altro da Bari (precisamente dal paese Modugno) -, tutti e due con le ambizioni intellettuali dei giovani arrivati a Roma con molti soldi e una gran voglia di sfondare. Entrambi negli Anni Trenta frequentavano insieme le salette (specialmente la "terza") del &lt;a href="http://www.activitaly.it/infobase/it/show/561"&gt;Caffè Aragno&lt;/a&gt;, cercando di farsi notare dai «grandi», scrittori e critici già affermati, (ma oggi anch'essi, puntualmente dimenticati): &lt;a href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2009/02/vincenzo-cardarelli-il-poeta.html"&gt;Vincenzo Cardarelli&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.wikiartpedia.org/index.php?title=Barilli_Renato"&gt;Renato Barilli&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_981530850/Cecchi_Emilio.html"&gt;Emilio Cecchi&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Baldini"&gt;Antonio Baldini&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Patti aveva solo un anno di più di De Feo. Veniva da Catania, era arrivato a Roma giovanissimo e ogni sei mesi tornava in Sicilia per dare gli esami all’Università per far contento suo padre che lo voleva avvocato. «Quando però ci fu veramente da decidere che cosa avrei fatto nella vita capii che mi piaceva solo una cosa, scrivere».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Patti e De Feo furono per almeno vent'anni, nella vita intellettuale di Roma, quelli che oggi si userebbe dire, usando il termine nella sua accezione più positiva, due "personaggi". Le loro abitudini, che collimavano nella vita notturna, erano invece molto diverse durante la mattinata. Patti si svegliava prestissimo. Alle 6 era già in piedi, mezz’ora dopo stava già lavorando nel suo studio ingombro di carte al settimo piano del palazzone sul Lungotevere della Vittoria dove viveva dall'inizio degli Anni Quaranta. Andava avanti fino a mezzogiorno. A quell’ora smetteva: incominciava la sua "mondanità".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;De Feo, invece, la mattina dormiva: «Sono abituato al lavoro nei giornali, la mattina, per un giornalista, non esiste». Per la verità giornalisti erano tutti e due e tutti e due avevano, per uno scherzo del destino, la laurea in legge. Entrambi facevano, sui giornali, la critica: teatrale De Feo, cinematografica Patti. Quest'ultimo non perdeva mai un festival.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La critica, per molti anni, li ha salvati dall’occuparsi di politica. «Con il fascismo c’erano due sole scappatoie, fare i critici o viaggiare», diceva Patti. Lui, già negli Anni Ses&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/Scy6j6_0y7I/AAAAAAAABAo/nBhy4chObeo/s1600-h/roma_fellini.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 242px; height: 184px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/Scy6j6_0y7I/AAAAAAAABAo/nBhy4chObeo/s320/roma_fellini.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317830386312858546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;santa, era stato in Cina, India, Giappone, inviato della «Gazzetta del Popolo». De Feo, negli stessi anni, lavorava con &lt;a href="http://www.drzap.it/O_Longan.htm"&gt;Longanesi&lt;/a&gt;, insieme al quale aveva fondato «Omnibus» e «Oggi». E scusate se è poco....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno era goloso, l’altro era un "salutista" al 100% capace di diete feroci. De Feo e Patti trovarono anche a tavola un punto d’incontro. De Feo, il goloso, aveva una passione «sfrenata» per gli olii toscani. Patti, il salutista, credeva agli olii verdi e prima di versarli sulle verdure non mancava mai di controllarne la trasparenza. Tutti e due a tavola perdevano ore: un boccone e 100 parole, ogni pranzo diventava una seduta interminabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre a quella degli olii avevano però in comune anche un'altra passione, più "consona" per due scrittori del loro calibro...quella per &lt;a href="http://www.proust.it/"&gt;Proust&lt;/a&gt;. «La prima volta che lo lessi», disse De Feo, «avevo 18 anni, era d’inverno e io stavo molto male a letto. Leggevo e leggevo senza riuscire a smettere». A primavera De Feo era "guarito" dalla febbre ma Proust gli piaceva tanto che finse ancora per un pò di non sentirsi bene per continuare a leggerlo. «Per poterlo rileggere tranquillo, stando a letto». Un'ode alla pigrizia fisica ed al godimento letterario....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i due vi era però una grande differenza letteraria: Patti aveva cominciato a scrivere nel 1933. De Feo il suo primo libro l’ha pubblicato solo nel 1962. Per trent’anni ha discusso dei libri di Patti, poi si è deciso. Patti ha sempre scritto del mondo in cui ha vissuto, prima Roma, poi la Sicilia. Libri in cui &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/Scy6WPUdPpI/AAAAAAAABAY/WPWF_Hpc8a8/s1600-h/un+bellissimo+novembre.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 146px; height: 144px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/Scy6WPUdPpI/AAAAAAAABAY/WPWF_Hpc8a8/s320/un+bellissimo+novembre.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317830151249936018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ha descritto tutto: i visi, vestiti, le case, i soprammobili, persino i cibi. Di Patti si è detto e scritto che i suoi romanzi fossero una specie di «&lt;a href="http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_761558248/Baedeker_Karl.html"&gt;Baedeker &lt;/a&gt;dei paesaggi e degli stati d’animo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;De Feo invece diceva: «Il mio problema è l’alternativa dell’intellettuale nei confronti della vita: se bisogna conoscerla o soltanto viverla». Diceva anche:«In letteratura ognuno ha la sua tematica. Credo che Petrarca abbia scritto sempre lo stesso sonetto e Balzac sempre lo stesso romanzo. Insomma uno scrittore non riesce a staccarsi dal suo problema». Il libro "I cattivi pensieri", quello selezionato per lo Strega del 1967, contava sulla presentazione di &lt;a href="http://akatalepsia.blogspot.com/2008/12/935-un-ricordo-futuro.html"&gt;Eugenio Montale&lt;/a&gt; e di &lt;a href="http://akatalepsia.blogspot.com/2007/02/le-rose-del-dolore-e-della-creduta_02.html"&gt;Carlo Emilio Gadda&lt;/a&gt;: due testimonial d'eccezione. In quelle pagine De Feo raccontava la storia di Angelo, chiuso nella sua cultura, che non riesce a farsi amare da Ottavia «perché non può scendere al livello di concreta umanità con lei».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Patti, invece, anche nei libri era un "naturista". «La natura è tutto, con le sue forze, i suoi odori, i rapporti che crea tra gli uomini». La Sicilia fa da sfondo ai suoi ultimi romanzi, anche a «&lt;a href="http://www.girodivite.it/Un-bellissimo-Novembre-di-Ercole.html"&gt;Un bellissimo novembre&lt;/a&gt;», il libro che non fu capace di vincere lo strega pur contando sulla presentazione di altri due "grandi": &lt;a href="http://akatalepsia.blogspot.com/2008/12/929-quella-che-fu-tutto.html"&gt;Elsa Morante&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Pannunzio"&gt;Mario Pannunzio&lt;/a&gt;. In quello che da tutti viene considerato il suo romanzo più bello, l’azione si svolge nel 1925. Di quel libro Patti una volta disse: «È una Sicilia in costume, vista come in un quadro di un’altra epoca».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Un bellissimo novembre» è stato scritto in 50 giorni, nella casa che Patti aveva a Pozzillo, vicino a Catania. Era il suo rifugio. Ci andava ogni estate, si chiudeva là dentro, scriveva, non frequentava nessuno. E finalmente andava a letto quando tramontava il sole. Non c'erano i reality, non aveva il cellulare, non usava internet. E scriveva capolavori di stile. Si può, oggi, non invidiarlo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/Scy6GaGMtEI/AAAAAAAABAQ/OPJW_Bd5uiU/s1600-h/una-scena-del-film-roma-di-federico-fellini-38026.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 429px; height: 249px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/Scy6GaGMtEI/AAAAAAAABAQ/OPJW_Bd5uiU/s400/una-scena-del-film-roma-di-federico-fellini-38026.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317829879265014850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2317793422791430440-7553738613803684951?l=khayyamsblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/feeds/7553738613803684951/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2317793422791430440&amp;postID=7553738613803684951" title="10 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/7553738613803684951?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/7553738613803684951?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2009/03/derby-letterario-e-vita-quotidiana-di.html" title="Derby letterario e vita quotidiana di due romani d'adozione: il 1967 di Patti e De Feo" /><author><name>roberto.bonuglia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14372901247888457985</uri><email>robertobn78@libero.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="16863157064875190272" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/Scy68rDgxUI/AAAAAAAABA4/MOxdVmxCUoQ/s72-c/patti.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">10</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkIDQXY6cSp7ImA9WxNVEEw.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2317793422791430440.post-8029140116922413597</id><published>2009-10-20T11:17:00.000+03:30</published><updated>2009-10-20T09:32:50.819+03:30</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-20T09:32:50.819+03:30</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="recensioni" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="libri per l'estate" /><title>La Bibbia del Diavolo e il segreto del Monastero: storia e leggende intorno al Codice Gigas</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/SmGBHHYpouI/AAAAAAAABNI/94weIzxTMrU/s1600-h/bibbia+diavolo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 183px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/SmGBHHYpouI/AAAAAAAABNI/94weIzxTMrU/s320/bibbia+diavolo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5359706990789108450" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E' nella Biblioteca Nazionale di Stoccolma che si trova il &lt;a href="http://www.kb.se/codex-gigas/Svensk-Codex-Gigas/short/"&gt;Codice &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Gigas&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, il più grande manoscritto medioevale esistente (92 x 50 cm, 75 &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Kg&lt;/span&gt; di peso...). Ma la sua mole cartacea non è la sola &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;particolarità&lt;/span&gt; del volume. Il Codice, infatti, contiene una immagine del diavolo a tutta pagina (nella foto in basso) e, secondo la leggenda, sarebbe stato scritto in una sola notte da un monaco benedettino di un monastero della Boemia meridionale nei primi anni del XIII secolo. L'aura di mistero che avvolge la vicenda dal &lt;a href="http://www.kb.se/codex-gigas/Svensk-Codex-Gigas/bladdra/"&gt;Codice &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Gigas&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; è talmente intensa da far pensare che quel monaco abbia composto l'imponente lavoro (per il quale sarebbero serviti circa 25/30 anni) dopo aver venduto la propria anima al diavolo in persona. E' per questo che il Codice è anche conosciuto come la &lt;a href="http://www.edizpiemme.it/pm/pm_book_search/pmbook-321311.view"&gt;Bibbia del Diavolo&lt;/a&gt;: il volume, infatti, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;costituirebbe&lt;/span&gt; una sorta di versione integrale della Bibbia con la sola esclusione del libro delle Rivelazioni (l'Apocalisse).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli esperti che hanno studiato con attenzione il manoscritto sostengono che sia stato scritto da una sola persona e che essa abbia utilizzato un &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/SmGBAcTVt8I/AAAAAAAABNA/nUjnuLNtpSM/s1600-h/bibbia_del_diavolo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 150px; height: 230px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/SmGBAcTVt8I/AAAAAAAABNA/nUjnuLNtpSM/s320/bibbia_del_diavolo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5359706876144891842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;inchiostro particolare ricavato dagli insetti. Nello scorso mese di aprile, anche il &lt;a href="http://teologia.ilcannocchiale.it/post/2219290.html"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;National&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Geographic&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; si è occupato della vicenda: secondo alcuni i disegni contenuti nell'imponente volume non sarebbero affatto conformi ai canoni grafici medioevali allora invalsi. E ciò varrebbe sia per la succitata immagine a tutta pagina di Satana sia per quella del paradiso &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;anch&lt;/span&gt;'essa contenuta (in antitesi all'altra...) nella Bibbia del Diavolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La suggestiva vicenda del Codice &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Gigas&lt;/span&gt; è l'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;incipit &lt;/span&gt;dell'ultimo lavoro di &lt;a href="http://www.liberonweb.com/asp/libro.asp?ISBN=8838499691"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Richard&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Dubell&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;: romanziere tedesco molto stimato in Germania e tradotto ormai in una dozzina di lingue. L'edizione italiana de &lt;a href="http://www.booksblog.it/post/4608/la-bibbia-del-diavolo-di-richard-dubell"&gt;La Bibbia del Diavolo&lt;/a&gt; è stata tradotta da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Helen&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Verardo&lt;/span&gt; e pubblicata dalle &lt;a href="http://www.edizpiemme.it/pm/"&gt;Edizioni &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Piemme&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;La storia inizia proprio in Boemia dove il piccolo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Andrej&lt;/span&gt; assiste suo malgrado al massacro attuato da un monaco impazzito che "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;si &lt;/span&gt; scaglia come una furia su un gruppo di donne e bambini" &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;rifugiatisi&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;inconsapevolmente&lt;/span&gt; nel monastero dove era conservata la copia originale del Codice &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Gigas&lt;/span&gt;. Esso era stato redatto quattro secoli prima del massacro: fu allora che il monaco benedettino, nel disperato &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;tentativo&lt;/span&gt; di redigere un'opera riassuntiva della sua saggezza, si era fatto murare vivo in una cella. Ma cedendo alla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;disperazione&lt;/span&gt; di questa folle impresa egli aveva poi venduto la propria anima al Diavolo per riuscire nell'intento. Satana allora, completando il libro al posto del monaco, in quella notte maledetta, &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/SmGA0O-PD1I/AAAAAAAABMw/QbS_V95yL5c/s1600-h/codice+gigas.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 190px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/SmGA0O-PD1I/AAAAAAAABMw/QbS_V95yL5c/s320/codice+gigas.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5359706666408283986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;aveva distorto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;completamente&lt;/span&gt; il contenuto del volume, nella speranza di inaugurare il dominio del Maligno sulla terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quella notte, per evitare che il Codice potesse circolare e cadere in mani sbagliate sette monaci benedettini giurarono di tenere nascosto il frutto di quella follia, dicendosi pronti a tutto pur di riuscire nell'intento. E nella storia scritta da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;Dubell&lt;/span&gt; è proprio il piccolo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;Andrej&lt;/span&gt; la figura che diventa centrale: unico superstite del massacro, suo malgrado viene a conoscere il "segreto" di quel monastero legando così nel bene e nel male il suo destino a quello della &lt;a href="http://ngcitalia.it/programmes/la-bibbia-del-diavolo"&gt;Bibbia del Diavolo&lt;/a&gt;. E a quello di coloro che spinti dal desiderio di modificare il destino del mondo e della propria storia avrebbero di lì a poco cercato di trovare la copia del manoscritto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le vicende della storia costruita dallo scrittore tedesco muovono dunque i loro primi passi sullo sfondo di uno scenario davvero suggestivo e molto intrigante, proponendo al lettore, come scrive il Die &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;Welt&lt;/span&gt;, "un mix perfetto di Storia, suspense e avventura". E &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;Dubell&lt;/span&gt; nel tessere la tela della sua narrazione usa - rendendone conto al lettore all'inizio del volume - una alternanza di personaggi storici esistiti (Rodolfo II d'Asburgo, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;Melchior&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;Khlesl&lt;/span&gt;, Urbano VII, Gregorio XIV, Innocenzo IX, Clemente VIII, &lt;a href="http://www.filosofico.net/scoto1.htm"&gt;Giovanni &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;Scoto&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;) e non (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;Agnes&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;Wiegant&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;Jarmila&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;Andel&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;Sebastian&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;Wilfing&lt;/span&gt;). E tra questi, di sicuro, la figura più suggestiva è proprio quella di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;Andrej&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;von&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_37"&gt;Langenfels&lt;/span&gt;, che i lettori certamente &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_38"&gt;apprezzeranno&lt;/span&gt; alla pari della lettura di un libro davvero ben scritto e tradotto con attenzione e precisione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2317793422791430440-8029140116922413597?l=khayyamsblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/feeds/8029140116922413597/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2317793422791430440&amp;postID=8029140116922413597" title="2 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/8029140116922413597?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/8029140116922413597?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2009/07/la-bibbia-del-diavolo-e-il-segreto-del.html" title="La Bibbia del Diavolo e il segreto del Monastero: storia e leggende intorno al Codice Gigas" /><author><name>roberto.bonuglia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14372901247888457985</uri><email>robertobn78@libero.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="16863157064875190272" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_i8YrdwDjAAQ/SmGBHHYpouI/AAAAAAAABNI/94weIzxTMrU/s72-c/bibbia+diavolo.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkAGQn45fip7ImA9WxNVEEw.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2317793422791430440.post-8919267239921333847</id><published>2009-10-18T21:50:00.000+03:30</published><updated>2009-10-20T09:35:23.026+03:30</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-20T09:35:23.026+03:30</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Occidente" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="17" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="superstizione" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="oriente" /><title>La superstizione tra Oriente e Occidente</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_wTkN0beLcZ4/SUFcHgNJxFI/AAAAAAAAB3M/hIxYvsLr4Ro/s1600-h/506639291_f6ffe41b53.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 266px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_wTkN0beLcZ4/SUFcHgNJxFI/AAAAAAAAB3M/hIxYvsLr4Ro/s400/506639291_f6ffe41b53.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5278601522228872274" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In tutte le culture e in tutti i paesi del mondo esistono forme più o meno diffuse di superstizione. C'è la superstizione per cui si tenta di accattivarsi la buona sorte; c'è la superstizione per cui si tenta di allontanare la sfortuna e il malocchio.&lt;br /&gt;Dovunque, maghi, cartomanti, indovini, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;oroscopisti&lt;/span&gt; sono presenti e spesso si arricchiscono alle spalle dei creduloni. Ci sono numerosi amuleti e talismani che vengono abbondantemente prodotti e commercializzati a causa della superstizione. In Occidente, corni e ferri di cavallo. Nei paesi islamici è invece diffuso l'occhio di Maometto. Anche certi numeri (il 13, o come ricordava &lt;a href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2007/08/alle-radici-di-una-superstizione.html"&gt;Roberto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Bonuglia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; qualche tempo fa, il 17) possono portare fortuna o sfortuna. Spesso anche i poveri animali non &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;scampano&lt;/span&gt; alle credenze: il gatto nero porta sfortuna quasi dovunque, tranne che in Inghilterra.&lt;br /&gt;Si tratta di persistenti residui duri a morire, provenienti da un passato magico e pagano contro cui la ragione e la vera fede non sono ancora riusciti a prevalere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2317793422791430440-8919267239921333847?l=khayyamsblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/feeds/8919267239921333847/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2317793422791430440&amp;postID=8919267239921333847" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/8919267239921333847?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/8919267239921333847?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2008/12/la-superstizione-tra-oriente-e.html" title="La superstizione tra Oriente e Occidente" /><author><name>vito.cirillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09014671706893001115</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09672524151723418076" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_wTkN0beLcZ4/SUFcHgNJxFI/AAAAAAAAB3M/hIxYvsLr4Ro/s72-c/506639291_f6ffe41b53.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CEEEQH8_fip7ImA9WxNWE0U.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2317793422791430440.post-1914214548971835373</id><published>2009-10-13T00:49:00.001+03:30</published><updated>2009-10-13T00:53:21.146+03:30</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-13T00:53:21.146+03:30</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ginzberg" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="rampini" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="2009" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cavalera" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="mezzetti" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="stampa" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Unità" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="giornale" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Terzani" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cina" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Del Corona" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Corriere" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Sisci" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="repubblica" /><title>60 anni di Cina in 6 (brevi) post  - sesta ed ultima parte</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_oajwroNw4QE/StOd3ZC7wRI/AAAAAAAAAR4/FzAob6JIgVw/s1600-h/CHINA_pace.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 196px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_oajwroNw4QE/StOd3ZC7wRI/AAAAAAAAAR4/FzAob6JIgVw/s400/CHINA_pace.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5391826753834172690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;br /&gt;&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.1  (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_7"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_8"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_9"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_10"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_11"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_12"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_13"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_14"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_15"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_16"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_17"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_18"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_19"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_20"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_21"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_22"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_23"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_24"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_25"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="SPELLING_ERROR_26"&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il sessantennio trascorso dalla Cina sotto il dominio del Partito Comunista ha avuto in Occidente ed in Italia molti raccontatori ed anche svariati cantori, entusiasti  senza dubbi della grandezza di un esperimento sociale che sembrava essere unico e prometteva risultati strabilianti in termini di progresso sociale. &lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Per molti anni recarsi in Cina è stato estremamente difficoltoso e solo pochi selezionatissimi ospiti poterono avere il privilegio di visitare il grande paese asiatico e ne lasciarono, tutti o quasi delle impressioni entusiaste e spesso acritiche.&lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Dal 1966 in avanti la produzione di propaganda filocinese ed ancor più filomaoista divenne estremamente abbondante e se aumentarono le voci critiche le adorazioni del pensiero di Mao, in linea con la Grande Rivoluzione Culturale e le sue basi dogmatiche, divennero innumerevoli, e di questo ho già accennato recensendo &lt;a href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2008/12/la-cina-non-era-vicina-di-stefano.html"&gt;&lt;i&gt;La Cina non era vicina&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;, di Stefano Ferrante. &lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Dopo il 1978 e l'inizio dell riforme cominciò a delinearsi una schiera di corrispondenti da Pechino tra i quali spiccarono Siegmund Ginzberg, che se non erro fu lì per l'Unita e cui dobbiamo un volume sintetico di scritti di Deng di materia economico sociale (&lt;i&gt;Socialismo alla cinese : scritti e interventi 1977-1984&lt;/i&gt;) , e Tiziano Terzani, destinato a concludere presto ed in maniera traumatica, come lui stesso ha raccontato (&lt;i&gt;La porta proibita&lt;/i&gt;) la sua esperienza cinese ed a farsi pian piano cantore dell'Asia tutta.&lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;In anni più recenti, e certo sempre dimenticando tanti nomi che pure andrebbero ricordati e limitandomi a pensare ai soli corrispondenti dei principali quotidiani, la Stampa si è affidata al da me pluricitato Francesco Sisci, mentre Repubblica ha fatto si che i suoi lettori si giovassero delle analisi di Federico rampini, mentre il Corriere della Sera si è avvalsa prima ai commenti di Fabio Cavalera ed oggi a quelli di Marco Del Corona.  Ognuno di questi analisti ci ha lasciato uno o più testi sulla loro esperienza cinese e tutti sono stati, per parte loro, stimolanti e gradevoli, ma il titolo migliore, che sintetizza un'epoca, l'ha scelto Fernando Mezzetti, firma sinica del Giornale, che scelse il meraviglioso Da Mao a McDonald.
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;--L'ideogramma nell'immagine (da &lt;a href="http://www.gentileschi.it/scuolacolori/?p=54"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La scuola a colori&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;), significa pace. Speriamo--&lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt; &lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2317793422791430440-1914214548971835373?l=khayyamsblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/feeds/1914214548971835373/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2317793422791430440&amp;postID=1914214548971835373" title="1 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/1914214548971835373?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2317793422791430440/posts/default/1914214548971835373?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://khayyamsblog.blogspot.com/2009/10/60-anni-di-cina-in-6-brevi-post-sesta.html" title="60 anni di Cina in 6 (brevi) post  - sesta ed ultima parte" /><author><name>David.Rettura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02102612027708715549</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06481784721623461705" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_oajwroNw4QE/StOd3ZC7wRI/AAAAAAAAAR4/FzAob6JIgVw/s72-c/CHINA_pace.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total></entry></feed>
