<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5825492493314803798</id><updated>2026-03-18T01:39:14.518-07:00</updated><category term="poesia"/><category term="parlando di scuola"/><category term="classici della letteratura italiana"/><category term="Incipit"/><category term="pillole di grammatica"/><category term="gossip letterario"/><category term="letteratura tedesca"/><category term="lingua e filologia"/><category term="che cos&#39;è la letteratura"/><category term="gite scolastiche"/><category term="letteratura inglese"/><title type='text'>                          Nugellae</title><subtitle type='html'>              Brevi riflessioni con qualche goccia di poesia</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://clorella.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clorella.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>66</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5825492493314803798.post-1914362140271236854</id><published>2014-12-06T03:50:00.000-08:00</published><updated>2014-12-06T03:50:58.195-08:00</updated><title type='text'>IL REGISTRO ELETTRONICO: LE RAGIONI DEL SI&#39; E DEL NO</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;Normale1&quot;&gt;
I genitori della scuola media chiedono di poter visualizzare le valutazioni sul registro elettronico e tendono a considerare una mancanza di efficienza la non pubblicazione delle stesse.&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;Normale1&quot;&gt;
I docenti della scuola media spesso sono restii.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;Normale1&quot;&gt;
Che si fa? Chi ha ragione?&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;Normale1&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;Normale1&quot;&gt;
Il registro elettronico è uno strumento che è stato adottato
dalla maggior parte delle scuole, pur tra difficoltà tecniche e
gestionali non irrilevanti. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;Normale1&quot;&gt;
Tuttavia, fin dall’inizio ,
molti docenti hanno sollevato delle perplessità riguardo alla possibilità di
mostrare le valutazioni in “tempo reale”, per ragioni di carattere opportunistico, oppure pedagogico e
didattico?&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;Normale1&quot;&gt;
Il dibattito è ancora acceso in alcuni Collegi Docenti, che sono il luogo
deputato a prendere decisioni in merito, in quanto organo tecnico. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;Normale1&quot;&gt;
Le opinioni dei contrari possono essere sostanzialmente
riassunte in tre punti:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoListParagraph&quot; style=&quot;margin-left: 72.0pt; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt left 72.0pt; text-indent: -18.0pt;&quot;&gt;
&lt;!--[if !supportLists]--&gt;1.&lt;span style=&quot;font-size: 7pt; font-stretch: normal;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;La
valutazione è un processo sensibile, non identificabile semplicemente con
l’assegnazione di un voto numerico, che rappresenta invece la misurazione di
una singola performance. Quando i genitori si confrontano con i docenti, i voti
possono essere spiegati e contestualizzati, mentre la visualizzazione del voto
non mediata dall’insegnante può creare fraintendimenti, false speranze o false
delusioni. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoListParagraph&quot; style=&quot;margin-left: 72.0pt; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt left 72.0pt; text-indent: -18.0pt;&quot;&gt;
&lt;!--[if !supportLists]--&gt;2.&lt;span style=&quot;font-size: 7pt; font-stretch: normal;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;La
scuola consente già ai genitori la visione&amp;nbsp;
di elementi importanti, quali le assenze, le note disciplinari, i
compiti assegnati. Si tratta di informazioni che possono aiutare la famiglia
nella guida al percorso del figlio, più di quanto non faccia il singolo voto. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoListParagraph&quot; style=&quot;margin-left: 72.0pt; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt left 72.0pt; text-indent: -18.0pt;&quot;&gt;
&lt;!--[if !supportLists]--&gt;3.&lt;span style=&quot;font-size: 7pt; font-stretch: normal;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Dando
ai genitori l&#39;accesso alla visione immediata dei voti, si toglie all’alunno la
possibilità di sviluppare un proprio senso di responsabilità nella gestione del
percorso scolastico: l’informazione va infatti dal docente al genitore,
“scavalcando” il ragazzo e non consentendogli una presa di coscienza autonoma
rispetto alle valutazioni ricevute.&amp;nbsp; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;Normale1&quot;&gt;
Le opinioni dei docenti favorevoli si concentrano invece
sugli aspetti della trasparenza e dell&#39;importanza della comunicazione, che sono
gli stessi argomenti sottolineati anche dai genitori che fanno richiesta del
servizio. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;Normale1&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;Normale1&quot;&gt;
Personalmente ritengo che il dibattito interno debba essere considerato come la
dimostrazione di quanto seriamente i docenti stessi riflettano sul proprio
lavoro con i ragazzi e sul difficile e delicato aspetto della valutazione.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;Normale1&quot;&gt;
Troppo spesso infatti la scuola, di fronte alle novità, soprattutto di carattere
tecnologico, è portata ad assumere atteggiamenti o di adesione totale o di
rifiuto aprioristico, senza avviare una riflessione reale sugli strumenti e
sulle loro implicazioni didattiche. L&#39;atteggiamento del Collegio Docenti, che
prende del tempo per pensare e discutere sull&#39;argomento, dimostra una
professionalità e un senso di responsabilità che non sono sempre scontati.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;Normale1&quot;&gt;
Per prendere la decisione di mostrare &quot;in diretta&quot; i voti è fondamentale che
la riflessione sul senso della valutazione coinvolga anche le famiglie. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;Normale1&quot;&gt;
Bisogna infatti evitare alcuni errori che rendono più
difficile, anziché agevolare, il percorso formativo dei nostri ragazzi e che si
potrebbero così sintetizzare :&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;Normale1&quot;&gt;
Primo errore: e&lt;u&gt;quiparare la scuola media alla scuola superiore&lt;/u&gt;.
Chi ha esperienza di scuola superiore, afferma&amp;nbsp;
giustamente che pubblicare i voti è utile e proficuo. Bisogna però
sottolineare due fondamentali differenze rispetto alla scuola di base: i nostri
ragazzi sono più giovani e necessitano di un colloquio costante tra scuola e
famiglia, che il registro on line non può sostituire; le nostre valutazioni, in
base alle normative, non producono automaticamente una media che confluisce nel
voto finale delle singole discipline.&amp;nbsp; La
consapevolezza di questi due aspetti da parte delle famiglie è il presupposto
essenziale per consentire alla scuola l&#39;apertura del registro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;Normale1&quot;&gt;
Secondo errore: il&lt;u&gt; voto rappresenta una valutazione
sull&#39;alunno. O&lt;/u&gt;gni docente di scuola media sa bene che il voto rappresenta
solo la misurazione di una singola verifica e che il giudizio sull&#39;alunno è ben
più complesso e difficilmente riducibile in forma numerica. Per questo è
fondamentale la spiegazione delle valutazioni fatta dall&#39;insegnante, con tutte
le implicazioni di carattere metodologico e anche psicologico che vi vengono
coinvolte. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;Normale1&quot;&gt;
Terzo errore:&amp;nbsp; &lt;u&gt;il
voto colloca l&#39;alunno in una graduatoria all&#39;interno della classe/della scuola.
&lt;/u&gt;&amp;nbsp;In realtà la valutazione di ogni
singolo alunno va a verificare il suo personale percorso; è necessario quindi
evitare che le famiglie&amp;nbsp; vengano prese
dalla tentazione di confrontare i voti, per stabilire che è “arrivato
primo”.&amp;nbsp; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;Normale1&quot;&gt;
La riflessione e l&#39;approfondimento sul tema della valutazione
all&#39;interno di tutta la comunità educativa (famiglie e docenti) è il presupposto
fondamentale per far sì che il registro elettronico costituisca realmente un
semplice strumento che si aggiunge (e non si sostituisce) al processo
valutativo, che, nelle sue accezioni formative e non solo sommative,&amp;nbsp; è punto focale di tutto il percorso di
apprendimento.&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;Normale1&quot;&gt;
Ma la normativa, che dice? Le scuole sono obbligate a pubblicare i voti in tempo reale? A dire il vero, non pare che si possano escludere altre scelte, come ad esempio l&#39;ipotesi di &quot;aprire&quot; la visione delle valutazioni in alcuni periodi dell&#39;anno definiti: l&#39;uso dello strumento tecnico non può avere vita propria, travalicando senza colpo ferire le impostazioni pedagogico- didattiche del POF e le specificità dell&#39;ordine di scuola di riferimento.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;Normale1&quot;&gt;
Allora, forse è il caso di cogliere l&#39;occasione per riaprire una riflessione sulla valutazione nella scuola di base, come ci invitano a fare anche le Nuove Indicazioni.&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clorella.blogspot.com/feeds/1914362140271236854/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5825492493314803798/1914362140271236854' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/1914362140271236854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/1914362140271236854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clorella.blogspot.com/2014/12/il-registro-elettronico-le-ragioni-del.html' title='IL REGISTRO ELETTRONICO: LE RAGIONI DEL SI&#39; E DEL NO'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5825492493314803798.post-8047822086230582314</id><published>2014-07-25T07:48:00.000-07:00</published><updated>2014-07-25T07:50:53.358-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="parlando di scuola"/><title type='text'>LA SCUOLA ITALIANA E LA CURA DELLA DISABILITÀ – riflessioni a margine</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La scuola italiana, forse è bene ricordarlo di tanto in
tanto, si prende cura da molto tempo dei suoi alunni con disabilità attraverso
scelte che sono ancora, per molti aspetti, uniche nel panorama internazionale. L’Italia
è uno dei pochi Paesi al mondo, se non l’unico, che attua l’integrazione di
tutti i bambini nella scuola, indipendentemente dalla gravità della disabilità.
&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Vale forse la pena di ricordare che fin dal 1971 la nostra
legislazione prevede la possibilità, e dal 1977 l’obbligatorietà, dell’inserimento
in classi “normali” per tutti i bambini e ragazzi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
In tutte le alterne vicende della scuola italiana, fra
riforme e tagli e anche, per così dire, incidenti di percorso, l’integrazione
degli alunni con disabilità non è mai stata messa in discussione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Certo, in alcuni momenti si sono “stretti i cordoni della
borsa” e magari servirebbero più insegnanti di sostegno, una migliore preparazione
per &amp;nbsp;tutti i docenti e più ampi
finanziamenti e chi più ne ha più ne metta: ma il principio dell’integrazione e
l’idea che la scuola debba impegnarsi per essere scuola “di tutti e di ciascuno”
non è mai stato messo in discussione e nel corso degli anni lo stesso
legislatore ha specificato le normative di settore ed indicato i percorsi e le
possibilità di azione, anche attraverso documenti di importante valenza
pedagogico- didattica. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Nel nostro territorio, in particolare, gli studi, le
sperimentazioni, le realizzazioni di progetti efficaci si sono moltiplicati ed
hanno contribuito a creare conoscenze, sensibilità&amp;nbsp; e competenze negli operatori della scuola.
Dall’insegnamento di Andrea Canevaro, all’esperienza del Centro Educativo
Italo- Svizzero, ai convegni del Centro Studi Erickson che si tengono ogni anno
a Rimini, fino al convegno biennale di S. Marino sui Disturbi Specifici di Apprendimento
(tanto per citare solo alcune esperienze), le scuole del riminese traggono ogni
anno stimoli e motivazione per continuare il loro percorso d’integrazione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Questo significa che va tutto bene e non potrebbe andare
meglio? Certamente no! &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Il migliore dei mondi possibili esiste solo, per quanto a
mia memoria, nel noto romanzo di Voltaire (e anche lì, sono in chiave
antifrastica). &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Significa però che l’attenzione e il lavoro in questo ambito
sono sempre una priorità per la scuola riminese, che non abbassa mai la guardia
sulle tematiche connesse ad ogni tipo di bisogno educativo speciale. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Anche il testo delle Nuove Indicazioni per il Curricolo, nel
paragrafo intitolato non a caso “una scuola di tutti e di ciascuno”, afferma: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;La scuola italiana
sviluppa la propria azione educativa in coerenza con i principi dell’inclusione
delle persone e dell’integrazione delle culture, considerando l’accoglienza
della diversità un valore irrinunciabile. […] Particolare cura è riservata agli
allievi con disabilità o con bisogni educativi speciali, attraverso adeguate
strategie organizzative e didattiche, &lt;b&gt;da
considerare nella normale progettazione dell’offerta formativa&lt;/b&gt;. Per
affrontare difficoltà non risolvibili dai soli insegnanti curricolari, la
scuola si avvale dell’apporto di professionalità specifiche come quelle dei
docenti di sostegno e di altri operatori.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La grande sfida che si pone alla scuola è appunto il considerare
l’integrazione nella normale progettazione dell’offerta formativa, farla cioè
diventare un modus operandi all’interno del progetto d’Istituto, che si fondi
sul presupposto che ogni alunno deve sentire la scuola come un luogo “che fa al
caso suo”, pensato per lui/lei. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Questo è un compito complesso e sempre in divenire; non
esiste un punto di arrivo, una situazione ideale che si possa cristallizzare,
perché l’educazione è per sua stessa natura “evoluzione”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
L’integrazione è quindi un cammino, che si fa a scuola
perché si fa insieme: insieme ai compagni, ai docenti, al personale educativo,
al personale non docente. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
E si fa a scuola, perché la scuola ha un progetto per tutti
e per ciascun ragazzo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
In questo percorso, la scuola è chiamata a perseguire una
doppia linea formativa, verticale (per una formazione che possa poi continuare
lungo tutto l’arco della vita) e orizzontale, con un’attenta collaborazione con
gli attori extrascolastici, in primo luogo la famiglia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Le Nuove Indicazioni ribadiscono che la scuola non può
interpretare questo compito come semplice risposta ad un’emergenza. E che non è
opportuno seguire pedissequamente le sollecitazioni che le provengono da vari
ambiti della società. Il suo compito è quello di cercare un’alleanza educativa
con i genitori, senza confrontarsi solo in momenti critici, ma instaurando relazioni
costanti che riconoscano i reciproci ruoli, nelle comuni finalità educative.&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clorella.blogspot.com/feeds/8047822086230582314/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5825492493314803798/8047822086230582314' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/8047822086230582314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/8047822086230582314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clorella.blogspot.com/2014/07/la-scuola-italiana-e-la-cura-della.html' title='LA SCUOLA ITALIANA E LA CURA DELLA DISABILITÀ – riflessioni a margine'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5825492493314803798.post-6551164630032841667</id><published>2014-07-19T02:52:00.001-07:00</published><updated>2014-07-25T07:54:30.049-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="parlando di scuola"/><title type='text'>IL GRANDE EQUIVOCO DELLA CONTINUITÀ EDUCATIVA</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La continuità educativa è una
locuzione che si sente citare spesso nei discorsi dei politici, dei genitori e &amp;nbsp;di chi in generale intenda lamentarsi del
servizio scolastico, sottolineando il fatto che gli insegnanti e gli educatori
cambiano e non c’è garanzia di avere sempre le stesse persone al lavoro con i
bambini. &amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Giova forse, a questo proposito,
riportare la riflessione ai fondamentali, che, a volte per scarsa conoscenza
delle teorie pedagogiche e didattiche, altre volte capziosamente e per piegare
il dibattito ad altri fini, vengono trascurati e dimenticati.&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Avendo intenzione di rivolgermi
con questo scritto anche ai cosiddetti “non addetti ai lavori”, avvio le mie
considerazioni da una citazione nazional- popolare, se così si può dire, tratta
da Wikipedia:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
“&lt;i&gt;La continuità educativa è un insieme di strategie formative che mirano
allo sviluppo armonico della persona, dall&#39;infanzia fino all&#39;età matura,
mettendo in comunicazione pedagogica i vari stadi dell&#39;età evolutiva e i
corrispondenti progetti formativi elaborati per i singoli cicli scolastici.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Se proviamo ad analizzare questa
definizione, che esprime un concetto ampiamente condiviso dalla letteratura di
settore, ci accorgiamo che si parla in primo luogo di “strategie formative”,
vale a dire delle modalità e metodologie che si mettono in atto nei percorsi
proposti agli studenti. Le strategie formative non dipendono, come a volte
ingenuamente si ritiene, dall’indole e dalla predisposizione del docente, ma
dalla formazione, dall’aggiornamento, dall’organizzazione delle attività
attraverso una programmazione pensata, costruita, valutata e validata. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Si parla poi di “comunicazione
pedagogica”, nel senso evidente di passaggio di informazioni e confronto (non
uniformità) di pratiche educative tra i vari ordini di scuola e tra i “progetti
formativi elaborati per i singoli cicli scolastici”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Se ne deduce, quindi, che
continuità educativa non significa:&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Symbol; text-indent: -18pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#39;Times New Roman&#39;; font-size: 7pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;text-indent: -18pt;&quot;&gt;Avere lo stesso insegnante o lo stesso educatore
per tutto il percorso di studi&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;text-indent: -18pt;&quot;&gt;Fare sempre le stesse cose e con le stesse
modalità lungo l’arco della propria formazione&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoListParagraphCxSpFirst&quot; style=&quot;mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;&quot;&gt;
&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoListParagraphCxSpLast&quot; style=&quot;mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;&quot;&gt;
&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La continuità è ciò che
garantisce allo studente un percorso formativo coerente (e non lineare o
uniforme, come erroneamente spesso si pensa). &amp;nbsp;Tutti i testi specialistici che parlano di
continuità educativa, a cominciare da Jerome Bruner, non fanno riferimento alla
necessità imprescindibile della presenza costante &amp;nbsp;della stessa persona nel ruolo di educatore,
perché la riflessione è appunto sul percorso formativo dello studente. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Possiamo a questo punto chiederci:
&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Anche se le teorie pedagogiche non
lo enunciano espressamente, il mantenimento della stessa figura per un certo
numero di anni accanto ad uno studente garantisce la continuità educativa? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La risposta affermativa sembrerebbe
scontata. Eppure, se ci fermiamo a riflettere sul fatto che ogni educatore è prima
di tutto una persona e come tale cambia ed evolve (per fortuna) nel corso di
tutta la sua vita, dobbiamo onestamente affermare che alla domanda bisogna
rispondere negativamente. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Ogni persona di scuola con un po’
di esperienza sa che un insegnante non è sempre e comunque un ottimo
insegnante, perché le competenze, le doti personali, le vicende della vita
privata e tanti altri fattori incidono profondamente in una professione che
comporta un aspetto di alto coinvolgimento emotivo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Un ottimo insegnante di scuola
primaria può faticare a gestire positivamente alunni di età differenti; un
docente bravissimo in un determinato contesto socio- culturale, può rendere
molto meno in contesti diversi; un insegnante preparato e tenace può
attraversare periodi che lo rendono fragile e non gli consentono più di
lavorare al meglio (il diffuso e preoccupante fenomeno del burn out); un
docente eccellente può entrare in contrasto con i colleghi, altrettanto
eccellenti, del team o del consiglio di classe e quindi produrre, insieme a
loro, un pessimo lavoro. E si potrebbe continuare a lungo con gli esempi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Poniamo però il caso ideale in
cui l’insegnante/educatore sia preparatissimo, abbia una vita personale sempre
serena e felice, non soffra mai nel corso della sua carriera di burn out, si trovi
in sintonia perfetta con il contesto e con i colleghi: in questa situazione
idilliaca, è possibile pensare che la sua figura possa seguire un alunno per
tutto il corso della sua formazione?&lt;br /&gt;
O forse non si dovrebbe tener conto degli
aspetti psicologici dello sviluppo, che portano l’alunno stesso a cambiare e ad
aver bisogno del confronto con altre figure? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Chi di noi pensa davvero che l’ottima
maestra d’asilo dei nostri figli sarebbe stata per loro l’insegnante ideale di
matematica nella scuola media, o di latino al liceo?&lt;br /&gt;
E, al di là delle
competenze disciplinari, che ovviamente sono diversificate (nessuno può essere
un tuttologo), siamo davvero certi che un adolescente abbia bisogno di
rapportarsi con gli adulti di riferimento con quelle stesse modalità che
utilizzava nell’infanzia?&lt;br /&gt;
O non siamo tutti consapevoli che perfino le figure
genitoriali, ad un certo punto della vita, &amp;nbsp;vengono messe in crisi e i rapporti affettivi
devono essere ridefiniti, consentendo al bambino che cresce (e spesso per i
genitori non è facile) di rendersi progressivamente autonomo sotto vari aspetti,
compreso quello affettivo e relazionale? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Questo significa che mantenere lo
stesso insegnante/educatore nel corso dei cinque anni della scuola primaria,
tanto per fare un esempio, è negativo? Certamente no (sempre che il rapporto
dell’insegnante con l’alunno e con la famiglia sia buono), ma non può neppure
essere considerato come garanzia, anzi spesso come unica ed imprescindibile
garanzia, di un percorso formativo valido e soddisfacente. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
Tutto questo è vero, se si ha il
coraggio di riflettere su questo argomento ponendosi realmente dal punto di
vista degli alunni, di non confondere il concetto di “continuità educativa”
con quello di “continuità lavorativa” di chi opera nella scuola e di non usarlo
come un ansiolitico per genitori troppo apprensivi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Non voglio dire con questo che la
“continuità lavorativa” non debba essere ritenuta un valore: personalmente sono
una sostenitrice del lavoro a tempo indeterminato e il concetto di flessibilità
lavorativa mi procura un certo fastidio.&lt;br /&gt;
Tuttavia, sarebbe opportuno mostrare l’onestà
intellettuale necessaria per non confondere i due concetti di continuità, che
si fondano su presupposti differenti.&lt;br /&gt;
In soldoni, se un insegnante o un
educatore vuole difendere il proprio posto di lavoro, è bene che lo difenda
come tale, senza nascondersi dietro bisogni educativi, veri o presunti, dei
poveri bambini in procinto di essere abbandonati.&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clorella.blogspot.com/feeds/6551164630032841667/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5825492493314803798/6551164630032841667' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/6551164630032841667'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/6551164630032841667'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clorella.blogspot.com/2014/07/il-grande-equivoco-della-continuita.html' title='IL GRANDE EQUIVOCO DELLA CONTINUITÀ EDUCATIVA'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5825492493314803798.post-7208129475692821477</id><published>2014-07-12T10:00:00.002-07:00</published><updated>2014-07-12T10:00:37.384-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="poesia"/><title type='text'>Come un gomitolo</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 14.0pt; mso-line-height-rule: exactly;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: 16.0pt; mso-line-height-rule: exactly;&quot;&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 14.0pt; mso-line-height-rule: exactly;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: IT;&quot;&gt;E dopo mille&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 14.0pt; mso-line-height-rule: exactly;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: IT;&quot;&gt;faticosi &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 14.0pt; mso-line-height-rule: exactly;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: IT;&quot;&gt;incontri, con i &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 14.0pt; mso-line-height-rule: exactly;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: IT;&quot;&gt;muscoli tesi &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 14.0pt; mso-line-height-rule: exactly;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: IT;&quot;&gt;nello spasimo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 14.0pt; mso-line-height-rule: exactly;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: IT;&quot;&gt;di penetrare&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 14.0pt; mso-line-height-rule: exactly;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: IT;&quot;&gt;l’umanità dell’altro,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 14.0pt; mso-line-height-rule: exactly;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: IT;&quot;&gt;anelo &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 14.0pt; mso-line-height-rule: exactly;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: IT;&quot;&gt;nel silenzio&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 14.0pt; mso-line-height-rule: exactly;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: IT;&quot;&gt;ad un riposo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 14.0pt; mso-line-height-rule: exactly;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 14.0pt; mso-line-height-rule: exactly;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: IT;&quot;&gt;Mi faccio massaggiare dalla
quiete&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 14.0pt; mso-line-height-rule: exactly;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: IT;&quot;&gt;In un angolo fuori dallo spazio,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 14.0pt; mso-line-height-rule: exactly;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: IT;&quot;&gt;dove appena si avvertono,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 14.0pt; mso-line-height-rule: exactly;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: IT;&quot;&gt;attutiti, i latrati&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 14.0pt; mso-line-height-rule: exactly;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: IT;&quot;&gt;di un cane nella notte&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 14.0pt; mso-line-height-rule: exactly;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: IT;&quot;&gt;e si frangono contro una
finestra,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 14.0pt; mso-line-height-rule: exactly;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: IT;&quot;&gt;come inutile ultimo richiamo.&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clorella.blogspot.com/feeds/7208129475692821477/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5825492493314803798/7208129475692821477' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/7208129475692821477'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/7208129475692821477'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clorella.blogspot.com/2014/07/come-un-gomitolo.html' title='Come un gomitolo'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5825492493314803798.post-6149323236520049462</id><published>2014-01-04T11:11:00.002-08:00</published><updated>2014-01-04T11:11:18.008-08:00</updated><title type='text'>Wordle</title><content type='html'>   &lt;a href=&quot;http://www.wordle.net/show/wrdl/7424634/clorella.blogspot&quot; 
          title=&quot;Wordle: clorella.blogspot&quot;&gt;&lt;img
          src=&quot;http://www.wordle.net/thumb/wrdl/7424634/clorella.blogspot&quot;
          alt=&quot;Wordle: clorella.blogspot&quot;
          style=&quot;padding:4px;border:1px solid #ddd&quot;&gt;&lt;/a&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clorella.blogspot.com/feeds/6149323236520049462/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5825492493314803798/6149323236520049462' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/6149323236520049462'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/6149323236520049462'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clorella.blogspot.com/2014/01/wordle.html' title='Wordle'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5825492493314803798.post-4562889007688305369</id><published>2013-08-07T10:28:00.000-07:00</published><updated>2014-07-25T07:55:12.810-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="parlando di scuola"/><title type='text'>IL BRUCO E LA FARFALLA - ovvero: riflessioni su quella che un tempo si chiamava &quot;preadolescenza&quot;</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Il tempo della scuola media è il tempo meraviglioso del
cambiamento, dell’imprevisto, della scoperta, della trasformazione. Se dovessi
descriverlo con un’immagine, lo paragonerei al bozzolo di una crisalide: prima,
c’era una piccolo bruchino, più o meno carino, più o meno fastidioso, ma con
una forma definita e precisa. È facile disegnare un bruchino: è un’immagine che
i genitori hanno ben in mente, che sanno ben descrivere. “Mio figlio è timido e
introverso”, “Mia figlia è tenace e studiosa”, “Mio figlio è un tenerone”…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Questo bruchino si approssima alla prima media e i genitori
lo presentano così, come lo conoscono bene: sanno ciò di cui ha bisogno e ciò
di cui deve fare a meno, conoscono alla perfezione le caratteristiche che dovrà
avere il suo insegnante ideale, temono gli altri insetti che si aggirano per le
aule (“tutti questi bulli”), dimenticando che anch’essi erano teneri bruchini
quando sono arrivati, si scandalizzano quando gli si fa notare che tante cose
cambieranno, che nascerà l’interesse per l’altro sesso (“Non mio figlio, è
ancora così bambinone”).&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Invece, è il tempo della crisalide: il bruchino troverà il
suo spazio e comincerà a tessere quella tela che deve nascondere la sua trasformazione
agli occhi degli altri; dentro il bozzolo, possiamo solo immaginare che cosa
sta avvenendo. Fuori dal bozzolo, possiamo solo cercare di offrire le
condizioni ambientali più adatte perché questa trasformazione sia positiva e
possibilmente indolore. Certo, in un ambiente troppo freddo, la crisalide
potrebbe morire; in un ambiente troppo caldo, forse soffocherà… ma non ci sono
garanzie. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Tutti i genitori vengono a chiedere garanzie: “Voglio quell’insegnante,
perché&lt;b&gt; so&lt;/b&gt; che è adatta a mio figlio”,
“&lt;b&gt;Sono certo&lt;/b&gt; che in questa classe mio
figlio non imparerà abbastanza”… &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Quando mi chiedono garanzie, rispondo: “E chi lo sa?” &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Mi sembra l’unica risposta onesta. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Chiunque, genitore o insegnante, sia abbastanza vecchio da
aver visto un gruppo di ragazzi entrare e poi uscire dall’adolescenza, può
testimoniare che non c’è mai certezza su &amp;nbsp;ciò che uscirà dalla crisalide.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&amp;nbsp;A volte le condizioni
sembravano ottimali, eppure la crisalide muore. A volte, incredibilmente esce
lo stesso bruchino che ci era entrato. Anzi, un bruco più brutto e meno
aggraziato, un bruco che non vorrebbe più essere tale, ma che ha perduto il
tempo della trasformazione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Altre volte, magari anche in condizioni proibitive, sboccia
la farfalla dai più incredibili colori. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
La cosa più difficile da imparare è l’attesa. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Il mondo in cui viviamo è sorretto dall’ansia. L’attesa è l’esperienza
più straziante, perché pretende che riusciamo a trattenere la nostra ansia, ad
ingabbiarla, ad evitarle di fare danni. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Perché l’ansia è quella cosa che a volte decide che è ora di
rompere il bozzolo per far uscire la farfalla e così produce uno sgorbio. È quella
che si affanna pensando che la crisalide non ce la farà mai da sola. È quella
che può danneggiare irreparabilmente la vita della meravigliosa farfalla, prima
ancora che sia sbocciata. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
L’ansia non appartiene alla farfalla.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&amp;nbsp;A volte, dentro il
bozzolo, la crisalide si sente un po’ sola, un po’ angosciata. Quello di cui ha
bisogno è sapere che, fuori, c’è qualcuno che è sicuro che lei ce la farà ad
uscire e che quando uscirà sarà bellissima. Questo le permette di capire che la
sua angoscia è piccola e può essere superata. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Ma se respira l’ansia che filtra attraverso il bozzolo, la
farfalla non avrà mai il coraggio di uscire. Perché l’ansia è come le polveri
sottili degli scarichi urbani: non si vedono, ma penetrano ovunque e possono
ucciderci.&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clorella.blogspot.com/feeds/4562889007688305369/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5825492493314803798/4562889007688305369' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/4562889007688305369'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/4562889007688305369'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clorella.blogspot.com/2013/08/il-bruco-e-la-farfalla-ovvero.html' title='IL BRUCO E LA FARFALLA - ovvero: riflessioni su quella che un tempo si chiamava &quot;preadolescenza&quot;'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5825492493314803798.post-8351781008912477739</id><published>2013-05-22T13:11:00.002-07:00</published><updated>2013-08-07T10:29:37.242-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="parlando di scuola"/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href=&quot;http://prezi.com/pywn8n9m5vpv/la-scuola-di-fronte-ai-dsa-workshop-23-maggio-2013/?kw=view-pywn8n9m5vpv&amp;amp;rc=ref-24639621&quot;&gt;Bisogni Educativi Speciali: riflessioni, proposte operative e buone pratiche dal mondo del web&lt;/a&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clorella.blogspot.com/feeds/8351781008912477739/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5825492493314803798/8351781008912477739' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/8351781008912477739'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/8351781008912477739'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clorella.blogspot.com/2013/05/blog-post.html' title=''/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5825492493314803798.post-6653558930939591524</id><published>2013-05-11T10:21:00.000-07:00</published><updated>2013-05-11T10:21:15.796-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="parlando di scuola"/><title type='text'>Sull&#39;emozione, lo studio e la passione...</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Uno studente si alza, si avvicina alla cattedra e, inveendo
contro l&#39;insegnante, si dirige alla porta ed esce dall&#39;aula. Il video diventa
virale, come si dice oggi, cioè lo guardano tante persone sul web e in tanti cominciano
a dire: &quot;Ecco, finalmente uno studente dice all&#39;insegnante quello che si
merita&quot;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Ma che cosa dice quello studente?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&quot;Dovrebbe alzarsi e fare lezione invece di distribuire
esercitazioni. Hanno bisogno (dice riferendosi ai compagni) di imparare faccia
a faccia&quot;. &quot;Vuole che i ragazzi vengano a lezione da lei? - continua
- lei deve venire qui ed emozionarli. Vuole che un ragazzo cambi e migliori?
Gli deve toccare il cuore. Come può aspettarsi che lo faccia se lei
semplicemente parla?&quot;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Ascoltando quel video, ho pensato agli studi che mi hanno
emozionato: il latino, ad esempio. Il mondo degli antichi che mi si apriva
davanti agli occhi tra le pagine (sudate, potrei dire, con le parole del poeta)
delle versioni che con pazienza certosina traducevo. Eh, sì, non c&#39;era ancora
internet, con il suo google translator. Per fare i compiti, si stava un mezzo
pomeriggio a scartabellare il Castiglioni - Mariotti (o il Rocci, se l&#39;indomani
c&#39;era greco).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Mi appassionava, il mio insegnante di latino? Se ci ripenso,
ricordo che faceva proprio quello che lo studente americano&amp;nbsp; non vorrebbe: seduto alla sua cattedra,
parlava. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
In modo fluente, competente, addentrandosi in tanti
dettagli. E noi ascoltavamo. E per non perdere neppure una sillaba, prendevamo
costantemente appunti (non c&#39;era neanche la fotocopiatrice, a scuola. Era
proprio il Giurassico!). &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Quelle parole mi emozionavano? Niente affatto. Mi emozionava
lo sguardo dello studente della classe accanto, quando lo incrociavo in
corridoio durante la ricreazione. Mi emozionava riascoltare la canzone che
aveva fatto da colonna sonora al mio primo bacio di adolescente. Mi emozionava
un bel film. Erano splendide emozioni. Meravigliosi sentimenti. Ma non avevano
niente a che fare con le lezioni che seguivo a scuola. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Le lezioni dei miei insegnanti mi aprivano un mondo, erano
una cornucopia di conoscenze che mi si presentavano come autorevoli,
importanti, fondamentali. Facevano nascere in me la consapevolezza della mia
ignoranza e il desiderio di colmarla con quelle parole che mi venivano porte. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Capivo che quei discorsi erano il ponte che legava il
passato al presente, che nascevano da anni di studio e di impegno dei miei
insegnanti e che richiedevano a me lo stesso studio e lo stesso impegno, per
tentare di possederli e poterli un giorno condividere. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Cosa c&#39;entra l&#39;emozione con lo studio? Un sentimento che ha
nella sua stessa definizione una natura effimera con un&#39;attività che deriva il
suo nome dalla parola latina che indica l&#39;applicarsi, l&#39;impegnarsi con
costanza? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Cosa c&#39;entra l&#39;emozione con la passione? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;
Forse tutto dipende da un problema linguistico di
definizione dei termini.... o forse dalla necessità di un&#39;educazione
sentimentale, per così dire, dei nostri ragazzi, che tendono a confondere la
superficie con la profondità e l&#39;effimero con ciò che dura...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://video.repubblica.it/mondo/usa-jeff-da-lezione-alla-prof-ci-deve-emozionare/128024/126525?ref=HREV-4&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Il video dello studente americano&lt;/a&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clorella.blogspot.com/feeds/6653558930939591524/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5825492493314803798/6653558930939591524' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/6653558930939591524'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/6653558930939591524'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clorella.blogspot.com/2013/05/sullemozione-lo-studio-e-la-passione.html' title='Sull&#39;emozione, lo studio e la passione...'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5825492493314803798.post-2042158016466966012</id><published>2013-02-06T23:24:00.003-08:00</published><updated>2013-02-06T23:25:33.165-08:00</updated><title type='text'>Il mio nuovo libro </title><content type='html'>&lt;a href=&quot;https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151647562673942&amp;amp;set=a.425339778941.217544.196336303941&amp;amp;type=1&amp;amp;theater&quot;&gt;IL CHIRURGO - una storia riminese&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img height=&quot;320&quot; src=&quot;https://fbcdn-sphotos-d-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/23317_10151647562673942_977017450_n.jpg&quot; width=&quot;206&quot; /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clorella.blogspot.com/feeds/2042158016466966012/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5825492493314803798/2042158016466966012' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/2042158016466966012'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/2042158016466966012'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clorella.blogspot.com/2013/02/il-mio-nuovo-libro.html' title='Il mio nuovo libro '/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5825492493314803798.post-8573249614461626625</id><published>2013-02-03T01:19:00.001-08:00</published><updated>2013-02-03T01:20:20.586-08:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="parlando di scuola"/><title type='text'>La favola dei tre compleanni (ovvero la metafora delle iscrizioni alla scuola media)</title><content type='html'>&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
C’era una volta una mamma che
voleva festeggiare il compleanno del suo bambino. Poiché lo conosceva bene, lo
amava tanto e si preoccupava per lui fin da prima che nascesse, era convinta di
sapere meglio di chiunque altro come preparare la miglior torta del mondo, in
modo che la festa fosse perfetta. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Decise quindi di acquistare
alcuni ingredienti che piacevano molto al suo bambino, ma evitò lo zucchero, perché
non voleva farlo ingrassare ed evitò il lievito, perché temeva che il piccolo
potesse essere allergico (perché in passato, dalla festa di un amico, era
tornato a casa con delle strane bolle sulle braccia), li mescolò insieme e mise
la torta nel forno. Poi scelse accuratamente i bambini da invitare alla festa,
escludendo quelli troppo grassi, perché avrebbero mangiato tutta la torta, e
quelli troppo magri, perché avrebbero fatto passare l’appetito a suo figlio. Poi
decise quali giochi si sarebbero organizzati, escludendo le corse, perché suo
figlio era delicato e poteva cadere, e i giochi all’aperto, perché qualche
insetto avrebbe potuto pungerlo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Quando la torta fu cotta, non
aveva un aspetto particolarmente invitante, perché senza lievito appariva un po’
accartocciata, ma la madre era sicura che fosse ottima e salutare. Il bambino
guardò il dolce un po’ perplesso, ma, per non deludere la madre, che lui amava
tanto e che si era data tanto pensiero per lui, cominciò a mangiarlo. Senza lo
zucchero, la torta era piuttosto amarognola; il bambino non volle dirlo alla
madre, ma siccome non riusciva a finire la sua fetta, ne gettò un pezzetto al
gatto mentre la madre stava guardando altrove. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Quando la madre si accorse che il
gatto mangiava la bella torta che lei aveva con tanto amore e premura preparato
per il figlio, si arrabbiò molto e il bambino, preoccupato, disse che il gatto
gli aveva rubato un po’ di dolce, perché era evidentemente molto buono. La mamma
prese a calci il gatto e lo cacciò fuori di casa e amorevolmente tagliò un’altra
fetta di torta e la mise nel piatto del figlio. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Intanto erano arrivati gli amici
che la mamma aveva invitato e cominciarono anche loro a mangiare la torta,
facendo versacci e sputacchiando qua e là. La madre era molto delusa, pensò che
doveva selezionare meglio gli amici del figlio e si annotò i nomi di quelli che
non avrebbe più invitato. Provò a proporre dei giochi, ma nessuno aveva voglia
di stare seduto a fare i cruciverba e uno per volta, con una scusa, tutti se ne
andarono. Tutti tranne uno, che era particolarmente antipatico e saccente e per
questo non aveva amici con cui andare a giocare. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Dopo quel compleanno, il ragazzo
decise che non avrebbe mai più festeggiato il compleanno in vita sua. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Nella casa dei vicini, si
festeggiava un altro compleanno: poiché la madre del ragazzo lavorava molto e
non aveva tempo di preparare da sola una torta, ma amava moltissimo il figlio e
ci teneva che la sua festa fosse la più bella di tutte, era andata dal
pasticciere più famoso della città e gli aveva ordinato la torta più bella che
si potesse immaginare, dandogli precise istruzioni su tutti gli ingredienti e i
tempi di cottura, per i quali si era fatta consigliare da una vecchia zia, che
nei tempi passati aveva lavorato in una pasticceria. Il pasticciere aveva
provato a spiegare che alcuni di quegli ingredienti non erano adatti e che la
cottura doveva &amp;nbsp;essere diversa, perché
dai tempi della vecchia zia i forni erano cambiati ed avevano nuove funzioni,
ma la madre, che aveva poco tempo e voleva risolvere al meglio la questione (ed
era convinta che il pasticciere non potesse capire veramente come si fa una
buona torta, visto che non conosceva suo figlio), non volle sentire ragioni e
intimò al pasticciere di servirla secondo le sue indicazioni, altrimenti se ne
sarebbe andata in un’altra pasticceria. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Quando la torta fu pronta,
appariva tutta sbruciacchiata: allora la madre, infuriata, gridò: “Incompetente,
io ti denuncio!” e a nulla valse la difesa del pasticciere, che tentava di
spiegare che il problema nasceva proprio dai tempi di cottura sbagliati, imposti
dalla donna.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&amp;nbsp;Il risultato fu che la donna e il&amp;nbsp; pasticciere si scontrarono in tribunale, dove
il giudice, assaggiata la torta, commentò: “Che schifezza!” e li rimandò
entrambi a casa, affermando che aveva cose più serie a cui pensare.&amp;nbsp; Se ne tornarono tutti a casa insoddisfatti,
ma più insoddisfatto di tutti restò il bambino, che non riuscì ad avere la sua
festa di compleanno. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Una terza madre doveva
festeggiare il compleanno del figlio e desiderava tanto che fosse una
bellissima festa, ma sapeva che non poteva far tutto da sola; si recò da un
pasticciere e gli disse: “Mi prepari la torta più bella, perché mio figlio
compie 10 anni e io vorrei che la sua festa fosse perfetta”. Il pasticciere
rispose: “Non si preoccupi, signora, faccio questo mestiere da molti anni, non
la deluderò”. Poi la madre chiamò un’animatrice e le chiese di organizzare dei
giochi adatti al figlio e ai suoi amici; anche l’animatrice disse “Non si
preoccupi, signora, ho studiato molto per fare questo lavoro, non la deluderò”.
Poi la madre mandò l’invito a tutti amici del figlio. Alcuni di loro
accettarono, altri no. Arrivò il giorno della festa, i bambini mangiarono e
giocarono tutti insieme. Correndo in cortile, qualcuno si sbucciò un ginocchio.
Mangiando la torta, a qualcuno venne mal di pancia. Alla fine della festa,
tutti erano sazi, un po’ sporchi e molto felici; ringraziarono tutti la mamma
del festeggiato, anche quelli che avevano le ginocchia sbucciate e il mal di
pancia, perché, dissero, nessuno di loro era mai stato ad una festa più bella.
Il bambino abbracciò la sua mamma e decise che da grande avrebbe fatto l’organizzatore
di eventi, perché è bello vedere la gente felice.&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clorella.blogspot.com/feeds/8573249614461626625/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5825492493314803798/8573249614461626625' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/8573249614461626625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/8573249614461626625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clorella.blogspot.com/2013/02/la-favola-dei-tre-compleanni-ovvero-la.html' title='La favola dei tre compleanni (ovvero la metafora delle iscrizioni alla scuola media)'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5825492493314803798.post-2635027929367304491</id><published>2013-01-20T00:42:00.000-08:00</published><updated>2013-01-20T00:42:23.137-08:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="parlando di scuola"/><title type='text'>Dialogo tra l&#39;Ansia e il Buonsenso, ovvero le iscrizioni alla scuola media</title><content type='html'>Termina la scuola primaria. O quasi. Siamo solo a Gennaio, ma è già ora di iscrizioni. Panico. Il nostro pargolo dovrà lasciare il nido caldo della scuola &quot;elementare&quot; per andare in quel covo di bulli che è la &quot;scuola media&quot;.&amp;nbsp;&lt;div&gt;
Le scuole cominciano ad organizzare riti di accoglienza e open days per mostrare ai futuri iscritti il loro lato migliore. I genitori, soprattutto se sono alla prima esperienza, non sanno che pesci prendere. E spesso sono loro stessi ad essere presi da ansie e paranoie.&amp;nbsp;&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
In questi giorni ho parlato, per il ruolo che ricopro, con tanti genitori che dovranno iscrivere i figli in prima media: accanto a loro, durante i colloqui, aleggia uno spettro che fa da cattivo consigliere: l&#39;Ansia. Si maschera, talvolta, da Cura e Attenzione, talaltra da Senso di Colpa del genitore lavoratore. Ecco, di solito, che cosa sussurra all&#39;orecchio dei genitori:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&quot;&lt;i&gt;Chiedi ai tuoi vicini, a tua cognata, all&#39;insegnante in pensione che abita al piano di sopra e fidati ciecamente dei loro consigli, perché hanno già sperimentato questo mondo a te ignoto che si chiama scuola media&lt;/i&gt;&quot;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Allora il Buonsenso, che passa di lì, a volte travestito da vecchio nonno, a volte da dirigente scolastico, prova a sussurrare, per lo più inascoltato:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&quot;Evita di fidarti troppo dei commenti di amici e vicini di casa perché:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;i ricordi di chi ha frequentato una scuola sono sempre distorti dall&#39;emotività&amp;nbsp;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;le esperienze personali sono sempre legate alla singola persona e sono irripetibili&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;i giudizi sulle pratiche didattiche partono sempre dall&#39;idea di scuola che una persona ha, e che nella maggior parte dei casi è diversa dalla vostra&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;i giudizi dei genitori sono sempre mediati dai figli: i genitori non sanno mai realmente che cosa succede in classe.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
Ma l&#39;Ansia prosegue imperterrita, sibilando velenosa, consapevole della presa che hanno le sue parole:&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&quot;&lt;i&gt;Cerca una scuolina piccola, raccolta, dove gli insegnanti possano controllare tuo figlio in ogni momento della giornata senza mai perderlo di vista un istante... pensa a com&#39;è bella la sua scuola elementare, com&#39;è accogliente la sua aula, come sono premurose le sue maestre...&lt;/i&gt;&quot;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
... e il Buonsenso:&lt;br /&gt;&quot;Chiedi piuttosto informazioni sulle strutture: gli spazi e la loro organizzazione sono fondamentali per una buona didattica. Più una scuola ha spazi a disposizione (e li usa), migliore sarà il percorso didattico di tuo figlio. Senza contare che la probabilità di incidenti è maggiore in spazi angusti, mentre è molto minore la possibilità di organizzare attività interessanti.&quot;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Però l&#39;Ansia incalza:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&quot;&lt;i&gt;Tu sei la persona che meglio conosce le esigenze di tuo figlio, quindi devi fare di tutto perché la sua classe sia adatta a lui, devi scegliergli i suoi insegnanti e i suoi compagni e magari, possibilmente, farlo restare con i tutti gli amichetti della scuola primaria... così potrai stare tranquilla, conosci già le famiglie, non avrai sorprese...&lt;/i&gt;&quot;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Ed ecco il Buonsenso che ci riprova, ormai un po&#39; sfiduciato:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&quot;Non pretendere di costruire tu stessa la classe di tuo figlio, costringendolo a stare con i compagni che ha avuto alle elementari e magari anche all&#39;asilo: i bambini cambiano, crescono ed hanno diritto a farsi nuove amicizie; spesso i compagni della scuola primaria, una volta arrivati alla scuola media cominciano ad ignorarsi. E quel che è peggio, se la scuola ti accontenta, probabilmente costruirà un gruppo- classe non omogeneo (cosa dannosissima per una buona didattica)&quot;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Poi l&#39;Ansia si accalora, mettendo in tavola un carico da novanta:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&quot;&lt;i&gt;Ricorda che tuo figlio non è proprio come tutti gli altri, non è pronto per affrontare un ambiente così pericoloso, è ancora piccolo, infantile, bisognoso di cure e protezione...&lt;/i&gt; &quot;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
E il Buonsenso, avvilito: &quot;non pensare che tuo figlio sia il più piccolo, il meno maturo, il più bisognoso di cure e protezione: tutti i ragazzi che arrivano in prima sono così, tutti i genitori li descrivono in questo modo.&quot;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Allora l&#39;Ansia comincia a giocare scorretto: &quot;&lt;i&gt;Cerca una scuola senza alunni stranieri, mi raccomando! Lo so che non sei razzista, e che il bimbo cinese che c&#39;era alle elementari era così carino... ma ora tuo figlio dovrà prepararsi per il futuro e con gli stranieri in classe resterà indietro con il programma, senza contare che, si sa, i bulli sono di solito ragazzi stranieri... &lt;/i&gt;&quot;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
A questo punto il Buonsenso potrebbe ribattere che i ragazzi stranieri sono ormai, in molti casi, nati in Italia, che molti di loro hanno ottimi risultati scolastici, che comunque l&#39;Italia è ormai un Paese multietnico e non si può pensare di creare una nicchia per tener lontani i ragazzi italiani da quelli che saranno i loro compagni di vita e di lavoro in futuro... e soprattutto potrebbe gridare a gran voce che non si può restare indietro col programma, dal momento che i programmi non esistono più da un pezzo e sono stati sostituiti dalle Indicazioni, che &quot;indicano&quot; tutt&#39;altro .... Ma il Buonsenso, essendo pieno di buonsenso, capisce che contro l&#39;Ansia non c&#39;è partita e si ritira in buon ordine.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Peccato che, in questo modo, a perdere sarà il futuro alunno della classe prima.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clorella.blogspot.com/feeds/2635027929367304491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5825492493314803798/2635027929367304491' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/2635027929367304491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/2635027929367304491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clorella.blogspot.com/2013/01/dialogo-tra-lansia-e-il-buonsenso.html' title='Dialogo tra l&#39;Ansia e il Buonsenso, ovvero le iscrizioni alla scuola media'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5825492493314803798.post-7848000788850644490</id><published>2012-03-26T13:23:00.001-07:00</published><updated>2013-01-19T23:41:37.469-08:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="parlando di scuola"/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div id=&quot;__ss_12164687&quot; style=&quot;width: 425px;&quot;&gt;
&lt;strong style=&quot;display: block; margin: 12px 0 4px;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.slideshare.net/clorella/disturbi-specifici-slide&quot; target=&quot;_blank&quot; title=&quot;Disturbi specifici slide&quot;&gt;Disturbi specifici slide&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; &lt;iframe frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;355&quot; marginheight=&quot;0&quot; marginwidth=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; src=&quot;http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/12164687&quot; width=&quot;425&quot;&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;padding: 5px 0 12px;&quot;&gt;
View more &lt;a href=&quot;http://www.slideshare.net/thecroaker/death-by-powerpoint&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;PowerPoint&lt;/a&gt; from &lt;a href=&quot;http://www.slideshare.net/clorella&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;clorella&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clorella.blogspot.com/feeds/7848000788850644490/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5825492493314803798/7848000788850644490' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/7848000788850644490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/7848000788850644490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clorella.blogspot.com/2012/03/disturbi-specifici-slide-view-more.html' title=''/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5825492493314803798.post-6022412259429618977</id><published>2012-02-26T05:51:00.003-08:00</published><updated>2012-02-26T05:51:34.526-08:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Incipit"/><title type='text'>ALLUCINAZIONI DELL&#39;ULTIMA ORA</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiy6SGV7EsxRr4tnY7L0rdYM6btZWaPp_oxi7GNW7BZZw1Jt1EadRD4JSD8XRMK1YPf2JCyx6WR_t36FbtMRZG6GschxyY2IvZpjMgznFu-mtLc2aWPsCNTeEjmM0gjqj_6AN9EF46Ptsg/s1600/incipit.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiy6SGV7EsxRr4tnY7L0rdYM6btZWaPp_oxi7GNW7BZZw1Jt1EadRD4JSD8XRMK1YPf2JCyx6WR_t36FbtMRZG6GschxyY2IvZpjMgznFu-mtLc2aWPsCNTeEjmM0gjqj_6AN9EF46Ptsg/s200/incipit.jpg&quot; width=&quot;151&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&quot;Devo scrivere un&#39;introduzione, ma non so da dove cominciare. Col foglio bianco davanti, me ne sto seduto in sala professori, a fine mattinata, in attesa di andare in classe per sottopormi al martirio dell&#39;ultima ora: l&#39;ora in cui gli studenti non ti stanno a sentire nemmeno quel tanto che impone la buona educazione, ma hanno già impacchettato i libri, infilano i giacconi con circospezione, un piede o l&#39;intera gamba già sporge dal banco in direzione della porta. E&#39; il tempo della fiacca, delle palpebre pesanti, della allucinazioni.&quot;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Domenico Starnone, &quot;Ex cattedra e altre storie di scuola&quot;, ed. Universale Economica Feltrinelli&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clorella.blogspot.com/feeds/6022412259429618977/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5825492493314803798/6022412259429618977' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/6022412259429618977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/6022412259429618977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clorella.blogspot.com/2012/02/allucinazioni-dellultima-ora.html' title='ALLUCINAZIONI DELL&#39;ULTIMA ORA'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiy6SGV7EsxRr4tnY7L0rdYM6btZWaPp_oxi7GNW7BZZw1Jt1EadRD4JSD8XRMK1YPf2JCyx6WR_t36FbtMRZG6GschxyY2IvZpjMgznFu-mtLc2aWPsCNTeEjmM0gjqj_6AN9EF46Ptsg/s72-c/incipit.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5825492493314803798.post-5081501958546056616</id><published>2012-02-17T07:18:00.000-08:00</published><updated>2012-02-17T07:18:00.060-08:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="gossip letterario"/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5T-xNO0CqVv4E0wUciQWs-T8rUnJLQTlwQPsmwXUqnY6tgkcVaCrYrqw0S2_t4sfOfZrPXDI9dZPIyJmRCChZEWzXf2SuTRoc7BkPfAuWEAPwSoq8aZfrhrh9gT2vn_q6QSknScAH2lI/s1600/gossip.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;132&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5T-xNO0CqVv4E0wUciQWs-T8rUnJLQTlwQPsmwXUqnY6tgkcVaCrYrqw0S2_t4sfOfZrPXDI9dZPIyJmRCChZEWzXf2SuTRoc7BkPfAuWEAPwSoq8aZfrhrh9gT2vn_q6QSknScAH2lI/s200/gossip.jpg&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Chissà perché i padri non favoriscono mai gli studi letterari... il giovane Ludovico Ariosto fu costretto dal padre a scegliere giurisprudenza, ma ben presto la abbandonò per indirizzarsi alla sua passione, gli studi umanistici.&lt;br /&gt;
Anche il padre di Boccaccio tenta, invano, di sviare l&#39;interesse umanistico del figlio, per indirizzarlo a studi economici... meno male che sia il primo che il secondo furono figli un po&#39; ribelli, altrimenti non avremmo avuto i loro capolavori. Però, difficile il mestiere di genitore di un genio...</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clorella.blogspot.com/feeds/5081501958546056616/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5825492493314803798/5081501958546056616' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/5081501958546056616'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/5081501958546056616'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clorella.blogspot.com/2012/02/chissa-perche-i-padri-non-favoriscono.html' title=''/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5T-xNO0CqVv4E0wUciQWs-T8rUnJLQTlwQPsmwXUqnY6tgkcVaCrYrqw0S2_t4sfOfZrPXDI9dZPIyJmRCChZEWzXf2SuTRoc7BkPfAuWEAPwSoq8aZfrhrh9gT2vn_q6QSknScAH2lI/s72-c/gossip.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5825492493314803798.post-8716122901412818255</id><published>2012-02-15T06:41:00.000-08:00</published><updated>2012-02-15T06:41:00.482-08:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Incipit"/><title type='text'>Il grande ritratto - Dino Buzzati</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiy6SGV7EsxRr4tnY7L0rdYM6btZWaPp_oxi7GNW7BZZw1Jt1EadRD4JSD8XRMK1YPf2JCyx6WR_t36FbtMRZG6GschxyY2IvZpjMgznFu-mtLc2aWPsCNTeEjmM0gjqj_6AN9EF46Ptsg/s1600/incipit.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiy6SGV7EsxRr4tnY7L0rdYM6btZWaPp_oxi7GNW7BZZw1Jt1EadRD4JSD8XRMK1YPf2JCyx6WR_t36FbtMRZG6GschxyY2IvZpjMgznFu-mtLc2aWPsCNTeEjmM0gjqj_6AN9EF46Ptsg/s200/incipit.jpg&quot; width=&quot;151&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Nell&#39;aprile 1972 il professor Ermanno Ismani, di 43 anni, ordinario di elettronica all&#39;università di X, uomo piccolo, grasso, di umor gaio, ma pauroso, ricevette una lettera del ministero della difesa che lo pregava di conferire con il colonnello Giaquinto, capo dell&#39;ufficio studi. L&#39;invito aveva carattere d&#39;urgenza.&lt;br /&gt;
Sena lontanamente immaginare di che cosa si trattasse, Ismani, il quale verso l&#39;autorità costituita aveva sempre avuto un complesso di inferiorità, si affettò il giorno stesso al ministero.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;(Dino Buzzati, &lt;i&gt;Il grande ritratto&lt;/i&gt;, Oscar Mondadori, 1981)&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clorella.blogspot.com/feeds/8716122901412818255/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5825492493314803798/8716122901412818255' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/8716122901412818255'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/8716122901412818255'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clorella.blogspot.com/2012/02/il-grande-ritratto-dino-buzzati.html' title='Il grande ritratto - Dino Buzzati'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiy6SGV7EsxRr4tnY7L0rdYM6btZWaPp_oxi7GNW7BZZw1Jt1EadRD4JSD8XRMK1YPf2JCyx6WR_t36FbtMRZG6GschxyY2IvZpjMgznFu-mtLc2aWPsCNTeEjmM0gjqj_6AN9EF46Ptsg/s72-c/incipit.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5825492493314803798.post-8343666506308224227</id><published>2012-02-12T10:28:00.000-08:00</published><updated>2012-02-12T10:28:00.911-08:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Incipit"/><title type='text'>La vita e le opinioni di Tristram Shandy gentiluomo</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiy6SGV7EsxRr4tnY7L0rdYM6btZWaPp_oxi7GNW7BZZw1Jt1EadRD4JSD8XRMK1YPf2JCyx6WR_t36FbtMRZG6GschxyY2IvZpjMgznFu-mtLc2aWPsCNTeEjmM0gjqj_6AN9EF46Ptsg/s1600/incipit.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiy6SGV7EsxRr4tnY7L0rdYM6btZWaPp_oxi7GNW7BZZw1Jt1EadRD4JSD8XRMK1YPf2JCyx6WR_t36FbtMRZG6GschxyY2IvZpjMgznFu-mtLc2aWPsCNTeEjmM0gjqj_6AN9EF46Ptsg/s200/incipit.jpg&quot; width=&quot;150&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Avrei desiderato che mio padre o mia madre, o meglio tutti e due, giacché entrambi vi erano egualmente tenuti, avessero badato a quello che facevano, quando mi generarono. Se avessero debitamente considerato tutto quanto dipendeva da ciò che stavano facendo in quel momento [...] se essi avessero debitamente soppesato e valutato tutto ciò, ed agito in conseguenza, sono fermamente persuaso che io avrei fatto al mondo una ben diversa figura da quella in cui forse apparirò al lettore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;(Laurence Sterne, La vita e le opinioni di Tristram Shandy gentiluomo, trad. A. Meo, ed. Oscar Mondadori)&lt;/i&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clorella.blogspot.com/feeds/8343666506308224227/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5825492493314803798/8343666506308224227' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/8343666506308224227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/8343666506308224227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clorella.blogspot.com/2012/02/la-vita-e-le-opinioni-di-tristram.html' title='La vita e le opinioni di Tristram Shandy gentiluomo'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiy6SGV7EsxRr4tnY7L0rdYM6btZWaPp_oxi7GNW7BZZw1Jt1EadRD4JSD8XRMK1YPf2JCyx6WR_t36FbtMRZG6GschxyY2IvZpjMgznFu-mtLc2aWPsCNTeEjmM0gjqj_6AN9EF46Ptsg/s72-c/incipit.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5825492493314803798.post-5149638539905068027</id><published>2012-02-10T01:25:00.000-08:00</published><updated>2012-02-10T01:25:00.075-08:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="gossip letterario"/><title type='text'>Il giovane Alessandro Manzoni</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5T-xNO0CqVv4E0wUciQWs-T8rUnJLQTlwQPsmwXUqnY6tgkcVaCrYrqw0S2_t4sfOfZrPXDI9dZPIyJmRCChZEWzXf2SuTRoc7BkPfAuWEAPwSoq8aZfrhrh9gT2vn_q6QSknScAH2lI/s1600/gossip.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;132&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5T-xNO0CqVv4E0wUciQWs-T8rUnJLQTlwQPsmwXUqnY6tgkcVaCrYrqw0S2_t4sfOfZrPXDI9dZPIyJmRCChZEWzXf2SuTRoc7BkPfAuWEAPwSoq8aZfrhrh9gT2vn_q6QSknScAH2lI/s200/gossip.jpg&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;b&gt;Alessandro Manzoni&lt;/b&gt;, sì, proprio il serioso e devoto autore dei Promessi Sposi, non ha avuto un&#39;infanzia modello: non gli piaceva affatto l&#39;educazione che tentavano di dargli i padri Somaschi del collegio religioso dove l&#39;aveva inviato il padre e i suoi insegnanti lo definivano uno studente svogliato. D&#39;altra parte, non è che i suoi genitori si prendessero molta cura delle sue vicende scolastiche: la madre era scappata con l&#39;amante, trasferendosi prima in Inghilterra e poi in Francia e il padre pare che, nonostante l&#39;età avanzata, passasse il suo tempo tra ragazze e gioco d&#39;azzardo!</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clorella.blogspot.com/feeds/5149638539905068027/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5825492493314803798/5149638539905068027' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/5149638539905068027'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/5149638539905068027'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clorella.blogspot.com/2012/02/il-giovane-alessandro-manzoni.html' title='Il giovane Alessandro Manzoni'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5T-xNO0CqVv4E0wUciQWs-T8rUnJLQTlwQPsmwXUqnY6tgkcVaCrYrqw0S2_t4sfOfZrPXDI9dZPIyJmRCChZEWzXf2SuTRoc7BkPfAuWEAPwSoq8aZfrhrh9gT2vn_q6QSknScAH2lI/s72-c/gossip.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5825492493314803798.post-3699686909236395128</id><published>2012-02-08T03:42:00.000-08:00</published><updated>2012-02-08T03:42:01.005-08:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="poesia"/><title type='text'>Vertigine</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjyvvmFcjLQLyiseAnPjNOJ65b0xWBWq3GfwrXqHwBfKSMj72zM5MTB1Uou97b7EYo5IWuZlkwSqdU6JnFkY5XFWIVbMCAfL9hAqc-qjObmyX2bop8Fk5k2XZOZP3k72U5eQ93Ammy_jiM/s1600/euterpe.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjyvvmFcjLQLyiseAnPjNOJ65b0xWBWq3GfwrXqHwBfKSMj72zM5MTB1Uou97b7EYo5IWuZlkwSqdU6JnFkY5XFWIVbMCAfL9hAqc-qjObmyX2bop8Fk5k2XZOZP3k72U5eQ93Ammy_jiM/s200/euterpe.jpg&quot; width=&quot;149&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Profondo si apre&lt;br /&gt;
improvviso un abisso&lt;br /&gt;
nelle mie viscere&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Stupisco che non mi risucchi&lt;br /&gt;
all&#39;istante.&lt;br /&gt;
Impietrita, rimango.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E mi afferro&lt;br /&gt;
al manico di una vecchia padella&lt;br /&gt;
per non precipitare.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clorella.blogspot.com/feeds/3699686909236395128/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5825492493314803798/3699686909236395128' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/3699686909236395128'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/3699686909236395128'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clorella.blogspot.com/2012/02/vertigine.html' title='Vertigine'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjyvvmFcjLQLyiseAnPjNOJ65b0xWBWq3GfwrXqHwBfKSMj72zM5MTB1Uou97b7EYo5IWuZlkwSqdU6JnFkY5XFWIVbMCAfL9hAqc-qjObmyX2bop8Fk5k2XZOZP3k72U5eQ93Ammy_jiM/s72-c/euterpe.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5825492493314803798.post-6330039954150190492</id><published>2012-02-07T10:27:00.000-08:00</published><updated>2012-02-07T12:27:35.955-08:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="poesia"/><title type='text'>Era lei, la neve</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjyvvmFcjLQLyiseAnPjNOJ65b0xWBWq3GfwrXqHwBfKSMj72zM5MTB1Uou97b7EYo5IWuZlkwSqdU6JnFkY5XFWIVbMCAfL9hAqc-qjObmyX2bop8Fk5k2XZOZP3k72U5eQ93Ammy_jiM/s1600/euterpe.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjyvvmFcjLQLyiseAnPjNOJ65b0xWBWq3GfwrXqHwBfKSMj72zM5MTB1Uou97b7EYo5IWuZlkwSqdU6JnFkY5XFWIVbMCAfL9hAqc-qjObmyX2bop8Fk5k2XZOZP3k72U5eQ93Ammy_jiM/s200/euterpe.jpg&quot; width=&quot;149&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;br style=&quot;background-color: white;&quot; /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;E un mattino&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;appena alzati, pieni di sonno,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;ignari ancora,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;d&#39;improvviso aperta la porta,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;meravigliati la calpestammo:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;Posava, alta e pulita&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;in tutta la sua tenera semplicità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;Era&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;timidamente festosa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;era&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;fittissimamente di sé sicura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;Giacque&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;in terra&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;sui tetti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;e stupì tutti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Times, &#39;Times New Roman&#39;, serif;&quot;&gt;con la sua bianchezza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;background-color: white; font-family: Verdana; font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;i&gt;(E. Evtusenko)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clorella.blogspot.com/feeds/6330039954150190492/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5825492493314803798/6330039954150190492' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/6330039954150190492'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/6330039954150190492'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clorella.blogspot.com/2012/02/era-lei-la-neve.html' title='Era lei, la neve'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjyvvmFcjLQLyiseAnPjNOJ65b0xWBWq3GfwrXqHwBfKSMj72zM5MTB1Uou97b7EYo5IWuZlkwSqdU6JnFkY5XFWIVbMCAfL9hAqc-qjObmyX2bop8Fk5k2XZOZP3k72U5eQ93Ammy_jiM/s72-c/euterpe.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5825492493314803798.post-9162266468450244011</id><published>2012-02-06T01:28:00.000-08:00</published><updated>2012-02-06T01:28:00.112-08:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Incipit"/><title type='text'>MADAME BOVARY</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiy6SGV7EsxRr4tnY7L0rdYM6btZWaPp_oxi7GNW7BZZw1Jt1EadRD4JSD8XRMK1YPf2JCyx6WR_t36FbtMRZG6GschxyY2IvZpjMgznFu-mtLc2aWPsCNTeEjmM0gjqj_6AN9EF46Ptsg/s1600/incipit.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiy6SGV7EsxRr4tnY7L0rdYM6btZWaPp_oxi7GNW7BZZw1Jt1EadRD4JSD8XRMK1YPf2JCyx6WR_t36FbtMRZG6GschxyY2IvZpjMgznFu-mtLc2aWPsCNTeEjmM0gjqj_6AN9EF46Ptsg/s200/incipit.jpg&quot; width=&quot;151&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Stavamo nell&#39;aula di studio quando entrò il preside seguito da un nuovo vestito in borghese, e da un bidello che portava un grosso banco. Quelli che dormivano si svegliarono, e tutti si alzarono in piedi, come colti in pieno lavoro.&lt;br /&gt;
Il preside ci fece segno di rimetterci a sedere, poi, voltandosi verso il prefetto, gli disse a bassa voce: &quot;Professor Roger, le raccomando questo allievo; entra in quinta. Se dimostrerà diligenza e buona condotta, passerà tra i grandi dove&#39;è il suo posto, data l&#39;età&quot;.&lt;br /&gt;
Il nuovo era rimasto nell&#39;anglo, dietro la porta, in modo che lo si vedeva appena; era un ragazzotto campagnolo d&#39;una quindicina d&#39;anni, e più alto di tutti noi. Aveva i capelli tagliati dritti sulla fronte, come un chierichetto di villaggio, e un&#39;aria seria e assai imbarazzata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;(&lt;/i&gt;Gustave Flaubert&lt;i&gt;, Madame Bovary,&lt;/i&gt; trad. G. Achille, ed. BUR&lt;i&gt;)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clorella.blogspot.com/feeds/9162266468450244011/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5825492493314803798/9162266468450244011' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/9162266468450244011'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/9162266468450244011'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clorella.blogspot.com/2012/02/madame-bovary.html' title='MADAME BOVARY'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiy6SGV7EsxRr4tnY7L0rdYM6btZWaPp_oxi7GNW7BZZw1Jt1EadRD4JSD8XRMK1YPf2JCyx6WR_t36FbtMRZG6GschxyY2IvZpjMgznFu-mtLc2aWPsCNTeEjmM0gjqj_6AN9EF46Ptsg/s72-c/incipit.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5825492493314803798.post-6174616992785345337</id><published>2012-02-04T01:17:00.000-08:00</published><updated>2012-02-04T01:17:53.993-08:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="pillole di grammatica"/><title type='text'>I verbi irregolari in italiano</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgQcJ7VBqic0wU_TcPgyQtf_g4h1xhxXNojwhtQpH7HYKNmIusIQIPw0oNsR1FxUpiuRSu8Wq0GIS1L4HglIO89Gw0U-yn3RFDh-tgHmhF-fLQYh57dteEMG_yX4CDkkD6YZ25qkQNxfYI/s1600/pillole.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;149&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgQcJ7VBqic0wU_TcPgyQtf_g4h1xhxXNojwhtQpH7HYKNmIusIQIPw0oNsR1FxUpiuRSu8Wq0GIS1L4HglIO89Gw0U-yn3RFDh-tgHmhF-fLQYh57dteEMG_yX4CDkkD6YZ25qkQNxfYI/s200/pillole.jpg&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;b&gt;I verbi irregolari &lt;/b&gt;sono quelli che non seguono, nella flessione, lo schema tipico della coniugazione a cui appartengono. L&#39;irregolarità si può avere:&lt;br /&gt;
- nella radice: è il caso di &quot;andare&quot; (io vad-o)&lt;br /&gt;
- nelle desinenze: è il caso di &quot;cadere&quot; (caddi, invece di cadei)&lt;br /&gt;
- sia nella radice che nella desinenza: è il caso di &quot;vivere&quot; (vis-si, anziché viv-ei)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I verbi irregolari della prima declinazione (- are) sono solo quattro: &lt;i&gt;andare, dare, fare, stare&lt;/i&gt;. Tra questi,&lt;i&gt; fare&lt;/i&gt; in realtà appartiene più propriamente alla seconda declinazione, perché deriva dal latino &quot;facere&quot; ed assume varie forme tipiche della seconda (ad es. &quot;facevo&quot;).&lt;br /&gt;
Il maggior numero di verbi irregolari si trova nella seconda declinazione (- ere), mentre non molti sono gli irregolari della terza.&lt;br /&gt;
In molti casi, i verbi irregolari sono tali al passato remoto. Ecco alcune curiosità:&lt;br /&gt;
- il verbo &quot;dovere&quot; al passato remoto presenta la forma &quot;dovei&quot; e anche &quot;dovetti&quot;&lt;br /&gt;
- il verbo &quot;tacere&quot; in alcune forme del passato remoto raddoppia la &quot;c&quot; in &quot;cq&quot;: io tacqui, tu tacesti, egli tacque&lt;br /&gt;
- il passato remoto di &quot;valere&quot; è: io valsi, tu valesti, egli valse...&lt;br /&gt;
e non finisce qui...</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clorella.blogspot.com/feeds/6174616992785345337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5825492493314803798/6174616992785345337' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/6174616992785345337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/6174616992785345337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clorella.blogspot.com/2012/02/i-verbi-irregolari-in-italiano.html' title='I verbi irregolari in italiano'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgQcJ7VBqic0wU_TcPgyQtf_g4h1xhxXNojwhtQpH7HYKNmIusIQIPw0oNsR1FxUpiuRSu8Wq0GIS1L4HglIO89Gw0U-yn3RFDh-tgHmhF-fLQYh57dteEMG_yX4CDkkD6YZ25qkQNxfYI/s72-c/pillole.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5825492493314803798.post-5570070795352341713</id><published>2012-02-02T03:48:00.000-08:00</published><updated>2012-02-02T03:48:00.259-08:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Incipit"/><title type='text'>IL POEMA DEI LUNATICI - Ermanno Cavazzoni</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;
.&lt;img alt=&quot;Il poema dei lunatici&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788860889225&quot; width=&quot;128&quot; /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em; text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;&quot;C&#39;è stata all&#39;inizio questa cosa stranissima che probabilmente non sarà creduta, ma si trovano scritti in bottiglia nel&amp;nbsp;fondo dei pozzi&quot;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clorella.blogspot.com/feeds/5570070795352341713/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5825492493314803798/5570070795352341713' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/5570070795352341713'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/5570070795352341713'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clorella.blogspot.com/2012/02/il-poema-dei-lunatici-ermanno-cavazzoni.html' title='IL POEMA DEI LUNATICI - Ermanno Cavazzoni'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5825492493314803798.post-5281301513578840631</id><published>2012-01-30T03:41:00.001-08:00</published><updated>2012-01-30T03:52:30.139-08:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="poesia"/><title type='text'>SENZA TITOLO</title><content type='html'>Si arresta&lt;br /&gt;
la scienza&lt;br /&gt;
a guardare l&#39;abisso&lt;br /&gt;
insipiente&lt;br /&gt;
si scopre&lt;br /&gt;
del Tutto</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clorella.blogspot.com/feeds/5281301513578840631/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5825492493314803798/5281301513578840631' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/5281301513578840631'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/5281301513578840631'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clorella.blogspot.com/2012/01/si-arresta-la-scienza-guardare-labisso.html' title='SENZA TITOLO'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5825492493314803798.post-7046081119448231530</id><published>2011-07-20T08:20:00.000-07:00</published><updated>2011-07-20T08:20:01.854-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="poesia"/><title type='text'>Sulla pelle si appiccica il ricordo</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%;&quot;&gt;&lt;b style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Sulla pelle si appiccica il ricordo   &lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%;&quot;&gt;freme e percorre languido &lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%;&quot;&gt;l’estate, che impietosa ritorna,&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%;&quot;&gt;stagione incaricata di sorridere&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%;&quot;&gt;con l’ottusa felicità dei quindici anni&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%;&quot;&gt;perpetuamente. E mentre&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%;&quot;&gt;il mio tempo trascorre inesorabile&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%;&quot;&gt;sulla pelle il rimpianto s’incrosta &lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: 150%;&quot;&gt;e s’incancrena.&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clorella.blogspot.com/feeds/7046081119448231530/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5825492493314803798/7046081119448231530' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/7046081119448231530'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/7046081119448231530'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clorella.blogspot.com/2011/07/sulla-pelle-si-appiccica-il-ricordo.html' title='Sulla pelle si appiccica il ricordo'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5825492493314803798.post-6141231012115895331</id><published>2011-07-18T08:13:00.000-07:00</published><updated>2011-07-18T08:13:00.480-07:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="lingua e filologia"/><title type='text'>LO SAPEVATE CHE....</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:PunctuationKerning/&gt;   &lt;w:ValidateAgainstSchemas/&gt;   &lt;w:SaveIfXMLInvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:IgnoreMixedContent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;    &lt;w:DontGrowAutofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:LatentStyles DefLockedState=&quot;false&quot; LatentStyleCount=&quot;156&quot;&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;È probabile che il termine derivi dal francese &lt;b style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;furbe&lt;/b&gt;, che nel XV secolo significava “ladro, ingannatore” e che forse ha avuto origine dal verbo &lt;b style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;fourbir&lt;/b&gt;, nel significato di “ripulire le tasche”.&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;L’espressione “&lt;b&gt;fare il furbo&lt;/b&gt;”, nel senso di “far finta di niente” la troviamo già nel XVII secolo, in documenti che riguardano Margherita Luisa d’Orleans. &lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clorella.blogspot.com/feeds/6141231012115895331/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5825492493314803798/6141231012115895331' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/6141231012115895331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5825492493314803798/posts/default/6141231012115895331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clorella.blogspot.com/2011/07/lo-sapevate-che.html' title='LO SAPEVATE CHE....'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEikWQ7RuA_HgMlt5SCVINYKzvSzUeVb_iPhNWsBZ3PFEMbQxp-MiSuTjjsHzSv5s0pOLJshCoEQJxEoVHXVepY4zpUuZGG9f8lzLjV72Zwtx810bx66aVWRgSzYdsKWMH8ldV1VtuqBdGk/s72-c/lo+sapete+che.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>